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Full text of "De' ragguagli di Parnaso .."

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DUKE UNIVERSITY 



LIBRARY 



The Glenn Negley Collection 
of Utopian Literature 



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RAGGVAGL 

D I P A R N A S O 

D I T R A I A N O B O C C A L I N ] 

ROMANO. 

Ccntiiria Prima^. 

qAlvillvstriss. et xeferendtss: 

SIC, C ^4 B^D I 1:1 U L 'B FiG H E S I. 

fon T^riuileglj di mohi ^rincipi d'Ttalia ^ e faor d'ltali^U 
deliaMaeJia ChriflUmJJimXj . 




IN VENETIA. AppreifoPietroFarri. M D C Xllj 



fon licen%f> di SuferioYu 



\k^ 



Digitized by the Internet Arciiive 
in 2010 with funding from 
Duke University Libraries 



http://www.archive.org/details/deragguaglidipa01bocc 



ALLILLVSTRISSIMO. 

E REVERENDISSIMO (-ae 

MIO SIGNORE E PADRONE 

Singolariilimo. 

/L SIGNOR (^ARDINALE 'BOKGHESI. 

VEL tempo, cheauanzaal- 
le fatiche de'miei Comen* 
tarijjcheogni giornofabbri- 
CO fopra gli Annali , e 1g> 
Hiftorie del Prencipe degli 
Scriccon Folitici Cornelia 
Tacito , volonnen per m ia ricreatione {ptndo 
nella piaccuole compofitione dc' R A G-= 
GVAGLi DI PaRNASO, ne' quali 
fcherzanco fopra le paffioni, & icoftumi degli 
huomini priuati , non mcno , che fopra gP in- 
tereffi,c k'atcioni deTrcHcipi grandi,ncirvno, 
c nell'aUro loggetco icnfatamente mifonfor- 
zato dir daddouero. Son ftato ardito prefentar 
a V. S. jiliiftallima quertoprinio paitodcll* 
incregno rnio deboliflimo , perche eifcndo eila 
quel mio libcralifljmo Mecenate 5 che con 
Javiuaprotecdone, chefiedegnatapigljardi 

** 2 nie^ 




ttie, mi da otio di attendere a quefti ftudijicotx* 
fequentemente ancora fiie tutte vengono ad 
eflcrqiielle cofe, cheefcono dalla miapenna. 
Conofco beniflimo la molta fproportione,che 
e tra la grandezzadi V. S. llluflnffifima , 
e la baflfezza del mia picciol dono , ma Tob-. 
bligo di mifiirar i doni con la qealita del fog- 
getco,alquale fi prefentano ^e folo di quelli ^ 
che donano per elecaone> non mio, che le pre- 
fenco quefti fructi dello lleril campo dell'inge- 
gno mio per obbligo firettiffimojche ho cohj 
efTo lei , allaqualc per debita di gratitudine ho 
confecrata tticto me fteflo . Conferui Iddio 
lungo tempo profpera la perfona di V. S* 
lUuftriffima, allaquale faccndo humiIiflima-» 
riuercnza prego , & augiiro il compimento 
de' fuoi defiderij . Di Venetia li 2 i. di Set* 
tcmbre M D C XII. 

Di V.Sig. llluftrirs.& Reucrendifs. 



Humilifs. 5c obbligatifs. Scrnitorc 

Traiano Boccalini, 



T A V O C A 

DERAGGVAGLI 

DELLA PRIMA CENTVRIA. 




N I V E R S I T A de Politic'! apre vn Fon 
daco in Parnafo , nel quale fi vendono 
diuerfe Merci vtili al virtuofoviuere de* 
Letrerati. Ragguaglio I. p^,?'i 

L'ordinaria Guardiadel Territoriodi Par 
nafo, hauendofattocatturadivnPoetac- 
cio capitalmente sbandiro da Parnafo, 
gli rroua nelle calze vn mazzo di carte 
da giuocare, kquali vedute da Apollo, 
ordina; chVgli nelle pubbliche Scuole legga il Giuoco del 
Trionfetto. Ragguaglio II- ^ P-g-^ 

Hauendo Apollo hauuro I'infclJce auuifodello fceleratifilmo af- 
fallinamento commcfTo nella perfona del potentiflimo Re di 
Francia Enrico Quarto, per I'indennita de'fuoi dilettiflimi 
Franzefi , comanda-, che dali'Arcadia fia mandato potenre 
foccorfo in Franca. Ragguaglio III. ^ P^g*^^ 

Michelangelo Buonaroti menrre copia la bruttiflima facciara del- 
rhabitatione di Anneo Seneca , da Pierio Valeiiano vien do- 
fnandato , perche eg! i cio faccia , & il Buonaroti li rende la ca- 
gione. Ragguaglio II 1 1. P''ig«^4 

La contefa nata tra molti Letterati,quale nella floridifsima Re- 
publicadi Vincgia fialapiu preclaralegge Politica, quale il 
piu preftante coftume degno di lode ftraordinaria , dalla fteila 
Sereniffiraa LibertaVeneciana,daimedelin:^i Letterati con- 
cordemente eletta arbiira , e decifa , e terminata . Raggua- 
glio V. pag-i^ 
Vn Letterato Laconico per non hauer nel fuo ragionare vfara la 
debita breuita , fcucramence dal Senato Laconico e punito. 
Ragguaglio VL ^ " P^g-3®. 



T A V L A 

Cenfori dellebuone kttcre feueramente punifcono vnlettem- 
to, chcncii'ctafuamolto marura moftraua haucr gufto delU 
Pociialtaliana. Kagguaglio VII. p3g-3i 

Afino d'Orodi Apulcio, & Almariadi Plauto fi dogliono ap- 
prcOb Apollo dtlla molta fcucrira vfata da' padroni loro ncl 
battcrli,& hannopocograranTpofta. Ragguag.VIlI.pag.32 

Nora del raccolcoj che hanno fatto i Lcttcrati,dclle Scienzc Icmi- 
natejccoltiuatedaeffi. Ragguaglio IX. p3g.34 

IlMcnantc cntrancl fondaco de'Politici, e dalle mcrci , che vi 
comprano i Lctterati, ftudiadi venirincognitione dellaqua- 
litadc'genijloio, Ragguaglio X. P^^'37 

La Sereniliima virtu della Fedclra fecrctamente eflcndofi parti- 
ta da Parnafo, A polio dopo che fii accertato,oue ella fi era afco 
fa jfpcdifce IcSereniffime Mufe Melpomene, cTalia, accio 
lepcrfuadinoilritorno. Ragguaglio XI. P3g;44 

Nelladieta Generale de' Lctterati intimata da Apollo inElico- 
na, fua Macftacontrorafpettatione d'ogn' vno dccreta I'eier- 
nitaal nomcdiVincenzoPinti, ncllaCortedi Romadettoil 
CaualierdalLiuto. Ragguaglio XIL pi^g-47 

Giouanfranccko Peranda con difficulta ottiene da Apollo di e(- 
fereammcdo in Parnafo, edifprczza la profertadi Girolaino 
Fracaftoro, che volcuafarlirihauerelaluce perdutadcglioc- 
chi. Ragguaglio XII L pag«50 

LeAccademied Italia mandanoCommiflarij In Parnafo peri m- 
petrarda Apolloqualche preferuatiuo rimcdioallaloro cor- 
nutione, e trouano il ncgotio cflcr impoifibilc. Raggua- 
glio XI III. pag.5? 

Annco Seneca apprcffo la Macfta d' A polio cflcndo flato accuia- 
to di due brutnifimi vitij ccmuni a tutra la fua (etta dc' Filolofi 
Morali, egregiamcnte dikndcla caufa propria, ede' iucicom- 
pagni. Ragguaglio XV. pag.55 

L'Vniuerfita degli Flortolani manda Ambafciadori ad Apollo 
per imperrar da luiqualchc ftrumcnro da pcrcr (ci 7a ipcfa 
mondar gli horti loro dalle herbc inutili , e da (ua Mac ita icno 
fchcrniti. Ragguaglio .XV I. ' p2S'5 8 

Cflcndo nato dubbio fopra la ccrtezza dclla irirafcntcn2a,tl.e 

per 



"DrRAGGVAGLI 

per ben conofcere vn huomofa meftiere raangiar prima vn 
moggio di Sale, Apollo in vna General Congregatione de' 
Leccerad chiamara a qued'eflfettofadifputare fopra la verita 
dilei. Ragguaglio XVII. pag.do 

Gli Hircani mandano Ambafciadori ad Apollo per hauer da fua 
MaeftalaverarifoludonedeirimportantearticolOjfea'Popo- 
li fia lecito vccidere il Tiranno. Ragguaglio XVIII. pag.dz 

Nerone Imperadore contracambia vna molto fcgnalara lode da- 
tagli da Cornclio Tacito col ricco dono iii venticinque muli 
carichidifcudid'oro. Ragguaglio XIX. pag.^J 

I Virtuofi vifitano i\ Tempio maggiore di Parnafo, &al gran- 
dc Iddio domandano vna gratia importante . Raggua- 
glio XX. ^ ^ pag.68 

Apollo per inanimirei Senatori delle Parrie libere a coltiuar Ja 
liberta fenza affecrar la Tirannide delle Republiche , neU'Am- 
phitheatro di Melpomene farapprefcnrarevnfopramodo la- 
crimcuolerpettacolo Ragguaglio XXL pag.69 

ISignori Accademici Intronan nclla loro Accademia haucndo 
ammeffe le piu principali PoetelTe di Parnafo, Apollo coman- 
da,cheficnoieuare. Ragguaglio X XII. p3S-73 

Giufto Lipfio con folcnne caualcatacflendo ammcflbin Parna- 
fo , il feguente giorno dopo il fuo ingreflb contro rafpectatio- 
nediogaVno accufa Tacito perempiojedallafuaaccufari- 
porra poco honore. Ragguaglio XXIII, p2g.74 

Giorno lugubre in Parnalo per ia commemoratione deH'infelice 
introdutcione fatta alle menfe della Sottocoppa. Raf^f^ua- 
glioXXIIII. p||.S5 

Le pill principali Monarchie refidenti in queflo Stato di Var- 
nafo chiedono alia Serenillima Liberta Venetiana, con quai 
mezzi dallafua Nobiltaella ottieneil beneficiodicosielqui- 
fita fecretezza , e tanto efatta vbbidicnza,edalciriccuonola 
foddisfattione,chede(iderano. Ragguaglio XXV. pag.89 

llpotentidimo Redi Francia Francefco Primo incontratoii nei- 
la Filofofia, ch'andaua ignuda, le proferirce il fuo manto Rea- 
le, non accettato da lei. Ragguaglio XXVI. car.93 

/^poilo acrenaence iiduole coale SereiiiiruneMufe, perchein- 

Ipirano 



T :A V 6 i "ji 

fpiranoil furor Poetico in mold ingcgni ignorant!, ^efTeec- 
ccUcntcmente difendono k attioni loro . Ragguaglio 

XXVII. pag.94 

Torquato TafTo prefenta ad Apollo il fuo Poema della Gerufa- 
Icmme Liberara , per loquale Lodouico Cafteluetro , & Ari- 
ftotile da fua Macfta rigorofamente vcngono riprefi. Raggua- 
glio XXVIII. ^ pag.97 
Cornelio Tacico vien cletto Prencipe di Lcsbo, doue efTendo an- 
datovifeceinfeliciflimarmfcita. Ragguag. XXIX. par, 10 1 
Auuedutofi Apollo de'graui difordini , die nel genere humano 
cagionauala fuga della Sereniffima Virtu della Fedelta , con 
I'opera delleSereniilirae Mufc , e delle (ublimi Vircudi He- 
roiche ottiene il ritorno di lei in Parnafo. Ragguaglio 

XXX. pag.io^: 
Per le fefte di Carneuale i Virtuofi corrono in Parnafo i Palij , e 

fanno alrre dimoftrationi di allegrezze. Ragguaglio 

XXXI. pag.iri 
La Militia de'Soldati Cianniz2eri,per vedere vn foldatodel fuo 

corpo malamente premiaro , fi folleua contro la Monarchia 
Ottomana, 5d Apollo quieta il ruKiore. Ragguaglio 

XXXII. ^ pag.izz 
Apollo libera Carlo Sigonio , e Dionigi Atanagi,quegli da Pic- 

tro Vittorio, equefti da Annibal Caro accufatiper ingrati. 
Ragguaglio XX XIII. pag.125 

PubblioTercntiodiordinedi Giafone dal Maino Pretore Vrba 
no elTendo ftato carcerato per concubinario, da Apollo con 
graue fcorno di eflb Pretore vien liberato. Ragguaglio 
XXXIV. pag.130 

Audienzapnbblica data da Apollo, nellaqualecon rifpofrefo- 
pramodo faggic decide moltc caufc de' fuoi Virtuofi . Rag- 
guaglio XXXV. pag. 132 

Harpocrate da Apollo cflcndo flato fcoperto ignorante vergo- 
gnofamente c cacciato da Parnafo. Ragguaglio 
XXXVI. pag.i^o 

ynLetrcrato Romano chiedc ad Apollo rimcdio per Icordarfi 
alcune graui ingiuric , ch'cgli hauea riccuutc nclla Corte d'vn 

Pren- 



n e:r a g g r a g l i 

Pfencipe grande , e da fua Maefta gli e data a here lacqua di 
Lethcma'ceninfelicenufcita. Ragguag.X X X Vll.pag.i 62 

liDucedellaLaconiajperhaucrallc piu lupieme dignitadidd 
fuo Stato efaltato vn fuo fedehiTimo Sccretario , auanti Apol- 
lo e accufato d'idolatrar vn fuo Mignone , & egli cgregiamcn- 
tedifendelacaiifafua. Ragguaglio XXXVIII. pag.i(54 

IPopoli deirifola di Mitilene dopo lamortedel Prencipe loro 
mancato fenza hcredi , difputano fe ii lor mcglio fia, o eleggei- 
fi nuouo Prencipe, o infticuir neila patrialoro la liberta. Rag- 
guaglio XXXIX. pag.iyi 

Giacomo Critonio Scozzefe con vna fua troppo fuperba dishda 
hauendo in Parnafo ftomacati i Virtuofi , elii con vnaacerba 
£icetia tafmente lo fuergognano,che fenza chefegua la difpu- 
fa lo violentano a partirfi da Parnafo . Ragguaglio 
XXXX. pag.xSo 

Dopo vna efqui/ita efamina fatra dei foggetti , che doueuanoei- 
fcr proueduci , (i pubblica in Parnafo la iifta de i Gouerni . 
Ragguaglio XX XXI. ; V^P'\^? 

Avoo fi proferifce a i Duci di Vinegia di guardar la pudicitia del- 
la SercnilTima Liberia loro , ,e non e accettato . Ragguaglio 
XXXXIL . pag.195 

La nation Fiorentina rapprefenta il giuoco del Calcio , nelquale 
hauendo ammeifo vn niolto forbito Cortigiano foraftiere,egli 
otTieiie ii premio del Giuoco.Ragguag. X X X X I II. pag.ipf 

Batifta Platinada Agoftino Nifobructamente elfendo ftaco ba- 
ilonato , con poca fua riputatione dell'ingiuria riceuuta fi que- 
rela coo Apollo. Ragguaglio XXX XIV. pag.^ 99 

Conofcendo Apollo i mali , che lefouerchie riccbezzecagioua- 
no ne" fuoi Poeti , eforta il Magnaninio Re di Francia France- 
fco Primo a modcrarfi nella profufa liberalita , che vfaua ver- 
fodiefT^. Ragguaglio XX XXV. pag.201 

Hauendo Apollo ritrouato I'Inuentor del mortale ftrumento 
dell'Arti^'Iieric , mentre dell'ecceflb commeflb feueramenre 
vuol punlrlo , quell' Artefice egregiamente difende la caula 
fua. Raaguaglio XXXXVI. . P^?;l^^ 

La Monarchia Romana chicdendoa CornelioTacito lanfclu, 



r J V L J 

tlone di vn fuo dubbio Politico piena foddisfattione riceuc da 
Melibco Pccoruio, chcacafofnrouo iuiprefente. Raggua- 
glio XXX XVII. pag.2o8 

1 Virtuolidi Parnafo ncirAlTcmblca diFocidedccidonoil mc- 
iticr dcU'Hofte , e I'cfcrciriu di far IHoftcria cfler nobiliiTima 
virtu hcroica. Ragguaglio XXXXVIIL pag.216 

Vn Lcttcrato per haiicr dctto , il Duello alcune volte effer necef- 
fario, reueramentefupiinito, Ragg. XXXXXVII. pag.219 

I Diichi, i Marchefi, e gli A itri Titolaci di Parnalo rircntitamen- 
te fi dogliono con Apollo, die il loro honoratiflimo titolo di 
Ecccllcnza venga vfato anco da'Dottori di Leggi , e di Medi- 
cina. Hagguaglia XXX XIX^ pag.220 

VnMarchcfe daScipione Ammirati hauendo fatta fare la Ge- 
nealogiadel fuo Ca face, cosimal feruito fi trouada luf»che 
vuolripetcreilprcmiodatogli. Ragguaglio L* p^g'^^j 

EflTendotrai Virtuofinato dubbio fopra la verita di alcune Sen- 
tenze , e Detti di huomini faggi, nclla Dieta generale celebra- 
ta in Helicona fu difputato , e rifoluto fopra il vero fignificato 
diefTi. Ragguaglio LL pag.228 

FinalmenreApolIoalDucadiMilanoFrancefcoSfbrzaconvna 
dura conditione accettata da lui concede queU'ingrcflb in Par 
nafo , che moko tempo gli haucua negate . Ragguaglio 
LIL P^g.235 

La riffa pericolofiffima, che per caufa molto leggiera nacque tra i 
Pedanti di Parnafo, da Apollo vien quietata, Ragguaglio 
LI II. pag.240 

Perrimcdiareaimoiti difordini, chefi vcggononelle hiftoric, 
dopo vna general Congregatione degl'Hirtorici, Apollo con- 
tro efifi pubblica vn feuero editto, e moiti hiftorici dcgli errori 
k»rovcngonoriprefi. Ragguaglio LIV. p^g«24i 

Apollo per afTicurarlc riuicrc de'fuoiStati da'latrocinij degli 
Ignoranti Corfari, Capitano del mar lonico crea il Clai inimo 
Bernardo Cappello , ,al quale da boniflimi ordini . Raggua- 
glio LV. pag.252 

Al Principe dell'Epiroelfendo natoilprimo figliuolo malchio, 
eglitamofenc aitrifta, chevieta,chcdiqudracquiflofifac- 

ciuo 



D 1*RA 6 G J^ A G L I 

cino fegni di allegrezza nel fuo ftatcRagguag. LVI. pag.2 n 

Per caftigo degli Adulacori erige Apollo vn uuouo Tribunale in 
ParnaTo^ma con infelicilfimo fucceflb. Ragg. L V 1 1, pag.258 

Apollo fopramodo inuaghito delle virtuofe qualita di Torquato 
TalTo lo crea Prencipe Poeta , e gran Conteflabilc della Poe- 
fialtaliana. Ragguaglio LVliL pag.25z 

Vn Letteraco chiede ad Apollo I'arte da far buona memoria , & 
€ fcherniro da fua Maefta. Ragguaglio LI X. pag.i^j 

Giouenale rifiutala disfida fattaglidaFrancefco Bernidi feco 
cimentarfi nella Pocfia fatirica. Ragguaglio LX. pag.267 

Domitio Corbulone per alcune parole dettedalui nel fuogo- 
uernodi Pindo jlequali prima per pubblicoeditto da Apollo 
erano ftate dichiarate Tiranniche , dalla Quaratitia Crimina- 

' Je feueramente eflendo proceCTato con moka fualode alia fi- 
ne vien liberato. Ragguaglio L X I. P^g'2 7 r 

Perlapromotionedi Diogene Cinicoagradomaggiorej^ffea- 
do vacaca I'hOQorata Cattedra della tranquillitd della vita 
priuata, Apollo ne proucdeilfamofo Filolofb Crate, chela 
rifiuta. Ragguaglio LXII, ' P^g'273 

MoltiPopoliconfumati da lufll delle n:ienfe,e dalle pompe del 
veftire,per raoderar tanti difpendij, chieggono la pragmatica 
a i Prencipi loro,e non I'ottengono. Ragg, L X 1 1 L pag.2 7 j 

Giouanni Bodino ad Apollo prefentaifuoifeiLibri della Repu 
blica , ne' qualieffendofi fcoperco ,ch'egli per buona approua 
la liberta della cofcienza^ vien condannato alia pcna del fuo- 
co. Ragguaglio LXIV. pag.278 

Apollo feueramente punifce vn Poeta perhauer nclla difperatio- 
ae,nella quale fltrouauabeftemmiato.Ragg.L XV. p.ag.289 

X Vircuofi di Parnafo vilitano il Tcmpio della Diuina Prouiden 
za , laqualeringratiano della moka can ta ,ch'ellaha moftra- 
taverfoilGenerehumano. Ragguaglio LXVI. pag.2pi 

L'Eccellentilfimo Paolo Parutadiordine di Apoilonellepubli- 

. che Scuole Politiche interpretaqualiia il germano fignifica- 
to, del precetto Politico , che per ficuramente regnaie, fa bifo- 
gno tenere i Popoii baffi. Ragguaglio LXVIL pag.292 

Vn Senator Laconiconatodi alto fangue, hauendocommeifo 

ft a certo 



-'*- 'T A V L A 

eerm g^rande delicto, II D uca de' Laconici ftirna prudenza far- 
ncpa'Li^gio. Ragguaglio LXVlll. ^ pag.296 

Andrea Alciati ioiq'uaiiiL'nte trouandoii perfeguiraro in vn fuo 
liiidicato-, per aiuro ricorre ad Apollo , dal quale vien ributcat 
to. Ragguaglio LXIX. pag.298 

iaSignoradonnaVittoriaCoIonnaa nomc di tutio iJ feifo fe- 
minilcfa ilianza ad Apollo, chela pena dell'infamia, nella 
quale incoiTono }e marirate impudichc , (ia comu^ie a gii am- 
mogliati adulteri. Ragguaglio L X X. pag.303 

In vn congrcfTo di perfonaggi grandi Cefare hauendo talfaco 
Marco Brutod'IngratOjCarteilanoinrienGiC. Ragguaglio 

LXXL _ pag.57? 

Alcuni Popoli fannoiftanza apprcflb i Prencipi loro , che TinH- 
nitamoldmdJne delleleggi collequaliviuonod riducaapo-" 
che , e che a' Goucrnatori d^Wo. Prouinciefi prohibifca I'abufo 
di pubblicar ogni giorno nuoui bandi, Ragguaglio 
LXXIJ. pag.311 

I Vircuofi d'Iralia fanno iftanza apprelTo Apollo , che la bellifli- 
ma lingua Iraliana fia habilicara a trattarcofe di Fiiofofia,e 
fono ributtati. Ragguaglio L X X I li. pag. 3 1 $ 

Apollo a i fuoi Lettcrati moftra ii vero fignificato della fenten- 
za,homolongusrarofapiens. Ragguag.- LXXI V. pag.317 

La Ruotadi Parnafo hauendo decifovnpunto a fauordegli hue- 
mini Militari nella difoenza , che efli hanno co' Letterati, per 
efiferfi auucduta di malamente bauer giudicato,.ii ritratra. 
Ragguaglio LXXV. pag.319 

Aiiftotiledamolti PrencipieflendoafTediatonella fua Villa, da 
cffi e violenrato a riuocar la fua ditfinitionc , ch'cgli ha data al 
Tiranno. Ragguaglio L XX VI. pag.323 

Gencraie riforma dcU'Vniuerfo da i fette Sauij della Grecia,e da 
altri Letterati pubblicatadi ordine di Apollo. Ragguaglio 
LXXVIL pag.32.^ 

Per Tauuifo hauuto d'ltalia delfeliciifimo accafamenro dclle due 

Sereni/Timc Figliuole dell'Altezza d'\ Carlo Emanucle Duca 

di Sauoia co*Nobiliilimi; Prcncipi di Mantoua , c d'l Modena 

conaaada ApoHp^v dieintuuiiiwpi St^tifi fuccianoftraerdL- 

'"'""' ■"' , ■ "'^' aaxic- 



"D E'R A G G F A C L r 

r 

ftarie dimoftrationi di allegrezza. Ragguaglio 
LXXVIII. psg.^oj 

L'antica Rcpublica Romana, elamodcina Liberta Venetiana 
difcorrono in{icme,quali fieno i vcri premij di honorcco* 
quali k ben ordinate Republiche riconofcono la virtu de' be- 
ncmeritiSenatoriloro. Ragguaglio LXXIX. pag.jyi 

I Popoli di Lesbo dopo la fuga di Cornelio Tacito per loro Pren 
cipe eleggono Anna Memoranfi nominato loro da ApoJIo. 
Ragguaglio LXXX. pag-SyS 

L*EccelIenti.'I]mo Medico BoIognefeGiouanni Zecca,vendein 
Parnafo la verj ricertada non pigliarilmal Francefe. Rag- 
guaglio L X X X I. pag.380 

I Lettciati di Parnaio con folennita grandecelebrano la fefta de- 
dicata alia prcgiata fronde deJi'Alioro. Ragguaglio 
L XX XII. . P^g'S^i 

Hauen.io Apollo fommamente commendatoildecretode'Po- 
tentiiTimi Rcgi di Spagna , che gli Auuocati , & i Procuratori 
non podino palTaralle Indie , i Doreori di Leggi grauemente 
fe ne querelano con fua Maefta. Ragguaglio 
LXXIX. p3g-387 

Imaggiori Letterati di Parnafo ad Apollo chiedono> che Taci- 
to rifdcch i libri, che ne' fuoi Annali, e nelle fue Hiftorie fi fo- 
nopcrduti. Ragguaglio LXXX IV. pag.390 

Hauendo Apollo hauuco auuifi certi,che gl'Ignoranti armauano 
contro le buone Lettere,egliancora fi mette in punto per di- 
fenderifiioiVirtuofi. Ragguaglio L X X X V. pag.393 

Giufto Lfpfio, pcreraendareilfallodihaucr accufato Tacito, 
cosi intenfamente TofTerua , che appreflb Apollo vien impu- 
tato di Idolarrarlo.Onde dopo vn tinto fupplicio da fua Mae- 
fta alia fine e lodato, & ammirato. Ragguaglio 
LXXXVL pag.398 

LaSerenilTirna Reinad'Italiadaipiu fegnalari fuoiPrencipi,e 
dallaftefla Maefta di Apollo ftrettamenteeficndo pregataa 
fcordarfi dell'ingiuria fattaleda quei Capitani Italiani, che 
in aiuto delle ftraniere nationile haueuano armato contro, 
nicga di volerlo fare» Ragguaglio L X X X V II. pae.4 1 1 

tt 3 "i-a 



7 A r a L A 

La fpctic delle Pccore manda fuoi pubblici Ambafciadon ad 
Apollo, per mezzo dc'quali fa i'\anza,che(icnoconceduti 
loro denti acuti, e corna lunghe, e U dimanda lore da fiia Mae 
ftacfchcrnira. Ragguaglio L X X X V 1 1 1. psig,^i6 

Niccolo Macchiauelli capicalmente sbanditoda Parnafo , eflfen- 
do liato ritrouato afcofo nella Bibliotheca di vn fuoamico> 
coacro liii vicn cfeguita la fentenza data prima ddfuoco. ' 
Ragguaglio L XX XIX. pag.42f. 

yifua'ddlecarced facta da Apollo, nella quale fpedifcelecaufe 
di molci Letteratiinquifici di varij delitti,ocarcerati per dc- 
biti. Ragguaglio XC ^ pag.425:: 

yn Prencipe grandeper fclogllercvn fuo veto porta ai tempio 
il ricco done di vn Vafo d'oro, ilquale perche con meftitia: 
grande vien riceuutodal Sacerdote, egli ne chiede la cagione, 
c riceue foddisfatcione. Ragguaglio XCL pag.45r 

Apollo fa precetto a'Paftori dell' Arcadia, che per I'auuenire non^ 
debbino piu ingraifar Porcine ftretamente pregato per la riuo- 
carioncnon vuol concederla. Ragguag* X C 1 L pag.45 5 

lEiVendo ftato notato , che Pcto Trafea ia compagnia di EluidiO' 
Prifco fuo Genero frequentaua \e cafe ddle piu principali Poe 
tede di Parnafo da Apollo grauemente ne e riprefo. Raggua- 
glio XCIIL pag.45 y 

Vn principaleScnator Pollacco correggendo vn altro Senatore 
caro fuo amico , e fatto accorto , ch'egli e colui , che cammi.*. 
nan do fuor di ftradaha. bifogno di emendarii . Ragguaglio 
XCIV. ^ pag.45 g 

Tra ilGouernatordiPindo, edi Libettro eflcndonataconrro^ 
uerfia in materia di giurifdirione, Apollo fcueramente punifce 
amcndue. Ragguaglio XCV. pag.461 

Apollo condanna Annibal Caro a pagar la ficurta rotta per le fe* 
rite,chcegIidicdealCa(leluetro. Ragguag. XCVI. pag.453 

Apollo fa vna Caccia Generale contro le Formiche , c Ic Tarta- 
ruche, come animali amcndue di-marefempio al Gcncrc hu- 
mano. Ragguaglio XCVIL pag-46<5 

Panre Aligicrida alcuni VirtuoH traucftiti di nottecRendoaf- 
ialutondla fua^ Villa., c maltrattato , dal gran Ronzarda 
^ " " i^ran^ 



T> E'K A G G V A G L t 

Francefe vien foccorfo , c liberate . Ragguaglio 
XCVIII. ^ pag.4^^ 

I Prencipi dell' Vniuerfo fiipplicano la Maefira di Apollo a voler 
inferir Tamor della Patria ne' loro Popoli . Ragguaglio 
XCIX. pag.47^ 

Apollo rifiuta vna Cenfura prefentatagli da vn Letterato fatt^- 
Ibpra vn Poema di vn Virtuofo Italiano. Ragguaglio 
-^- pag47ll 



11 fine della Taiiola de' Raggiiagli. 



A chi Le^^e. 




O' Gnatoni fempre famelici , iquali ( be- 
nigno Lectore ) all'hora che fino alia go- 
la hanno pieno il ventre, e chc pero graa 
demente efiendo fatolli deile viu.indc 
condite anco con le piu efquifite deli— 
catezze , per dar nuoui gufti al palato 
fino (i fono chirnerati i Zuccheri brufchf; 
molto acconciamente pofTono efieraili- 
migliati i curiofi VirtuofivoraciHimiPa 
rafiti de'Libri,& infatiabili Pacchioni di tuttc lepiu faporite fcien, 
ze : iquali airhora che fino all'vltima fatieta hanno ciapulato i fe- 
rij ftudij di Ariftotile, d'Hipocrare,diLiuio>di Virgilio, di Eucli- 
de, e di altri prcgiariffimi aLrcori,anco le hore della ricreationcche 
fi concedono ai ripofo del corpo, al ridoro deiranimo,nonpoten- 
do foffrirechepallinofcnza molra vtihfa,Ia itefialetciQnediqiial 
che piaceuole compoiitione vogliono che tutta Cm ftudio fiuituo- 
fo.Onde per dar fempre dclicato paRo ai voraci ingcgni lore fino 
hanno defidcratoi Zuccheri brufGhi,di veder nelle altrui nuo- 
ue, ecapricciofecompofitioni niefchiato il fcrio col piaceuole: 
negotiosche a' Virtuofi cosi fempre e riufcito difficile, come a 
gli Alchimifti ilfifiare il Mercurio: & ildeiiderio intenfo, che 
gliambitiofi fcrittori hanno difar acquifto della pubblica lode,, 
nonpunroeffendo inferiore airingordaauaritiadegli Alchimi- ' 
fli,ha cagionato, cheinfTnitidieiTipiuche molto hanno chime- 
rato , e fudato per talmente congelare I'inftabil Mercurio di vnir 
IVtile col dolcc , ch'egli ftia faldo alia bottadcl martejio di vn fo- 
dogiudicio, che fia in imico della falfa Alchimia delie fcurrilita. 
Neinumero di que(li,ftimolatodairardente fere di quella gloria 
della quale gl'ingegni migliori degli huomini fono hidropici, mi 
trouo ancor io,ilquale in fomigliante fofiflica Akhimia ho feffia 
to piu anni,e coqual felicita fta pofto nel giudicio, che ne£irai ru. 
Quefto grandemente mi confola,che fe in qucft'arte chimica 
hauero gettatele boccie,e'lcaibone,ccosiconfuraaro roglio,e 
)[opcra ; fpero nondiAneao che appreflo di le non foio mi. fcufera 
* " ' kdii>^ 



la difficulta dcirimprefa , e rimpoffiblllta del negotio ,' ma chetu 
nel mal fucccnb della cofa lodcrai quclla mia buona intentione, 
chchohauutadi giouarti,edilettarti , perlaqualetanto ho ve- 
gliato , e fudato , che in efla piu ho deteriorato la mia falute , che 
confumato carta, & inchioftro. Ne a me puo apportar biafi- 
nio , che I'infciice fine , che in quefta Alchimia hanno fatra mol 
tiakri Lettcrati,nonmihabbiapotutofpauentaredairintraprcn- 
dcrnegorio di coslccrto pcricoio, perche nelle virtuofe impre- 
fe , che in eftremo fono difiicili, o che all'ardir degli huomini 
fono impofTibih , anzi lodedianimo gencrofo , che biafimodi 
tcmerira altrui acquifta il folo hauer hauuto cuore di tentarle. 
Enellalotta,che altri facefle con Hercoie, aflai honorata gloria 
riportarebbe,re nelprimo aflako non lafciandofi getfarea terra fa 
cefle qualche, ancorche debole , contrafto. Di quefto fon ficnro , 
chefeio(comequafiparmidie{rcrnecerto)conqueftimieiRAG- 
GVAGLI DIPARNASOnon hauero Tcome eftrema- 
mente mi fono affaticaro di fare)confeguito i'inrento mio,di in vn 
tempomederimodiiettarti, egiouarti, a'bell'ingegni nondime- 
no,che verranno,forfe hauero agcuoJata la ftrad^.di datti vn gior 
no con le loro nuoue , e curiofe inucntioni quell'vtil gufto, qucl- 
la virtuofa dilettatione , che fommamente haucndo dcfidcrato, 
non ho faputo, ne potuto confeguirio- Ne queflo fpero in darno, 
perche Tobbligo della prefente tanto facil nauigatione alle ric- 
che Indie non tanto habbiamo ai primo fbrtunatiflimo fcopri- 
tor di cfTe Chriftofano Colombo, quanto ad Amcrico Vefpucci, 
a Fcrrante Magaglianes,& a que'moderni PiIoti,che c6 le corag- 
giofe nauigationi loro le hanno data <:ompita perfettione . E I'in- 
comparabil beneficio della Stampa ,inuentione di cosi gran mc- 
rauiglia, non tanto riconofciamoda queirimmortal Caualiere 
Gio. Magontino, primo ritrouatorediefla,quantodaquclli,che 
con I'induftria deile ben impicgatc fatiche loro di rozza , che nei 
fuo primo principioellacra,rhannoridotta a quclla ifquifitaper- 
fettione,ch'hora vediamo , c godiamo ; eficndo vcrifTmio il detto 
del Magno Tacito,che fcmprt ha ricco raccolto di lodi colui » che 
Tadtoiib. femina Fatiche virtuofc : mercc cheiarganeatc con liberaliflima 
Annafi.' V^^no Sttum (uiquedecus poHcrttdsrcpendit, 



RAGGVAGLI 

DI PARNASO 

Dl TKAIANO "XOCCALINI \OMANO. 
Ccnturia Prima. 

VNIVERSITA D E' POLITICI 

apre vn Fondaco in Parnafo, nel quale (i 

vendono diuerfcMercivtilialvir- 

tuofo viuere dc' Letterati, 



RAGGFAGLIO \PRIMO. 

L D^(egotio ^ che I'^nmerjttk de Toliticl 
fer tdnti me ft ha, trattato con quefli Mint 
fin Camerali di poter aprire m n?ar?7aJo 
unfubhllco Fondaco della lor Natwne^corz 
amplijjtmi priuilegij per II l^olltic'h Ufit^ 
timana pajfatafu conclufo ^ e ftahilito j t 
quali hieri nella p'laT^ del mercato fecero njna pompoft ^ e 
rnolto Yicca mo fir a di tutte le merci ^ delle quali gli huomini 
hanno necejjlta maggiore s e cost come ilMenante non ft ter^ 
rk a fatka 11 notar qui le plw pr'mc'tpall ^ cos) fermamenU 
crede^ che a galant huomini non fara difcarcf il leggerl^ . 
!.\ Trimieramente dunquein quelmirabd Fo?idaco Ji <-uen^^ 

A d§ 




k KAGGVAGLI 

de copiagrmde dl ^orra:, dalle per/one di baffa, mam tenutd 
t^tle^m^ k gran prez^ comperata da gli:hmm'im fenfati di 
C^rte^ i quail hamjo conofciuto y che ellae cimatuva diquki 
pretipfi pann'i dflla pri^den-xa^ die gli huom'mi faggi fabbr'i- 
ca7!0 co'fi la foprafina Una ddla toleranz^:, ferue per empir i 
baj^l ddlaftrmtti :, ajfine che dolcemente. calchinp nclla fihk^ 
va de l m'ljlrl Cortigiani ^ e no7i jnccmio loro' quei gu'ida^ 
rejcht y che bruttijjlmi Ji njeggono m cjuc'i ^'i quail ^ con tutto 
che capital nemici ficonoJca720 delle fatiche ^ s'mducono non^ 
Smeno ad andar'm Carte con ficuraJJ?eran-^a di darulfibtion 
tempo ^e dl comandar ad altrl nel proprlo' fcrulgw . T^er co- 
fa molto fingolare e fiato notato da moltl yche di' ta7ito pre-^ 
Uofa Borra harina fktta compra molto gra?ide alcuni glouanij 
i quail con tutto che ^luano mile cafe lore faterneydlejjA- 
nondlmcno hanno em.piutl alcuni bajli plccloli ^ a quail ft af-^ 
fucfanno ftelfcrulgla dclle cafi prluate^ tutto affine dl non an^ 
dar mile Cortl polledri:, e ml rlceuer la prima ruolta II pe- 
jante baflo della Jeruitk Cortlgland'^^.ajjicurarft di non fkf 
quel pa%7^ §propoJitl ^ che ajiolcntano^ iMacJiri dlCafa (fe^ 
'fieri ccK^om delle Cortl) a dar loro crudelljjtme neruate di 
amarl dijguflt j per Indurll alia toUiran?^ di quel faticoJ% 
frulglo. 

'J{cl medefimo Vondacofi ^uende ancora copl'a molto- gran^ 
de dl Pcnmlll eccelh?itljjtml per quel \Prlnclpi j che nelU <-L'r^ 
'gcntl occajioni loro fono forT^at'i dtplngcr 1 1 popollil bianco per 
ioncro :^ e ben che quefia JU mercaiantla folo dA Trlnclpl j, 
Je ne proueggono nondime?io anco queglt huomlnl falji y che: 
^ an do Jul traffico- delle apparen^Cynon adaltro attendonoydje. 
liTinJami; projejjlone di riderg ^d'in^a?inare ^e di agglrar U 

fem-^ 



5) 7 T A\ K Jt A S^O. 4 

pmpltce brlgdta con le belle parole ^ e co' cattlm pttti . 

Tengono ancom numero Infitilto di Occhiali dl m'lrixhdi^ 
f dmerfijjime rvirtndt j per cloche dcunl feruono per far y^ 
der lame a quegli huomml fxLxci ^ a quail nel furor delle 
libldlnl dl modo ft fcorta la njlfia ^ che non dlfcernono Vho^ 
Tjor dalnjituperio ^ non rlconofcono Vamlco daltiemlco^ loflra- 
mere dalparente y ne altra cofa^ che meritl j, che gll fa por- 
tato riflietto. Cosigrande e lo §^accloj, che quel Mercatanti 
^ollt id fa?mo dl fimd forte dl Occhiali 3 che fi e ijenuto in 
chlara cogmtlone j, che rarl fo7io ?ll huomml ^ che nelle cojs 
xarnall habblano buona njlft(tj . 

oAlcunl Occhiali pol njl fono I quail feruono per altrul non 
jnr njederlwrney-^gliftefli IPollticiaffermano :, che fe be^ 
ne a gli huomml tuttl ^ partlcolarmente no-adimeno at Cor^ 
tlglanl plufono neceffarij di quel della njifla lontana : mer^ 
ce che auantl gll occhl de I gaUnt huomml IJ^cjfe ^volte fi pa~ 
rano cofe oltra modo I^laceuoll ^ e per che II njoltar loro le 
§^alle y ^efje njolte e njn tlrarft addoffo tira de gll huomlni 
potently II rimirarle e njn crudelmente- martoriT^r fe fiefh, 
ll porfiln quella occafione cosl mh\tblli Occhiali alnafis ope- 
ra^ che altrl libera fe ftcfjo dal trauaglio dl njeder le cofe flo~ 
macofe dl queflo mondacclo tanto corrotto^ ts" alia fclocca bri- 
gat a fi ft credere y che altri ^voglla rimirarle con maggior ac~ 
iuratezj{a^' « 

^Altri Occhiali fruono pol per confruar la njifia a quel 
poco amoreuoli y a quail lo fiefio primo glorno della nuoua dl- 
gnita rlceuuta ella grandxrnente fi?io al t ermine deinngratl- 
tudine s'lngrofa s dicono quel Politicl del Fondaco y che.fbno 
fabrlcati con lapreclofa materia della tenace memorla debene- 

A 2 ficij 



firtj riceutitt ^ e della rkordan'^ delUpafJha amicitlxj ^ |j[ - • 

^ta ?mrabilijfimi fino quegli Occhial't fkbbricAtl con mae^j^^' 
firUtiU:, che altrm fkmio parer te pulci elefanti J figmeVy ^ 
ftgAJitii que fit mtdctmente fmo eomferati daalcmt foggdt-^ 
ti grandly iqt^a/i ponendolt pot ai nafi de i loro sfirtunati ' 
C or tigutm^t ant alteram U^u'ift a di qttei mifcri^che rimune^- 
rat tone dlcinqueeento fmdtdi rendita^miano tl ijtl famrm^ 
do :> che dal Padrone yenga. loro pofi:a;la;ma?io n^lla ^alla :> o> 
ttjfer da Im rmlrati con ynghigno ^ ancor che artificiofo ^ e 
fktto per fo^T'z^ ^ 

Ma Hi Occhiali njltmamente inuentatiin Viandra a ^ran 
prcT^o fono camper ati da glifiejjigran perfonaggi^ epoido^ 
tiatl a i' loro Cortigiani :, I qualt adop^rati da- ejji ^nno pa^ 
rer loro yiciniffmi que't premij y e qit>eUe dignttadi^ all'e qtiali 
nongltmge la yifia loro ^ e forfe non arrmera I' eta - 

Oltre a cto nello fiejjo Fondaco (ma pero a pre^^o carif^ 
fimo ) ft yendono gli &cchi hvtmant ^ e fbna d't ammiranda 
<uirtvi> y poiche non e pojfihd credere ^ quanto altri nugliori 
le cafe proprie^ cmandvo le rii^ira con git occh't d' altri. An'?^gli 
ftejji i^oliticifopra la cofcien^a, loro ajferrnano ^ che non com 
altro 'ifirume7itO:,altri meglio pm giunger alia fel'tcita di con-^ 
Jeguir quella eccellentijjima 'ijertU' ^ tiLnto ambita da gliht^o:-- 
minigrandi:, del Nolce te ipfuQi • 

St <-uendona dnco In quel Fondaco alctmi Compafji :> nongta 
fkbricatidi argenta y di ottone y o diaceiaio ^ ma del pura /;z- 
tercjfe deUa piu foprafina riputatione ^ ch^ fi tmoui in ttitta. 
la mtmera dell' honor e j e fotiO' mlrabilijjtmi per mifarofrcon. 
tffi le proprie attwni $ foicJx teJperienT^a chiaramente ha 
fi,tta conojcer ad^^gU'-vno^chc i Comj^ajj? Jabrkafi della ruH 









aterUdel caprkcio ^ e ddfilomterelji pbc(fgiufil rlepom ^ 

''^ -^ueUi ) che nenegotij loro dejiderano tirar le Imee pxrdellesoU 

^re che (ImUiCompdJli a qmllt che efittamentepojjeggcno farte 

^ . dlhen piperli oper^reymolto eccellentl rte'fcdnoyper piglUf le m'l 

pi re gmfte della Utitudlne di quei foJfi.che altr't perfua repu^ 

tdtione e format ft! tar netto ^ fen%a, correr perkolo di ca~ 

der nel me-7^ di ejji y e yergognoftmente pppellirfi <xfim net 

fkngo deirimpruden'^ J fie con altro iftrmnento quet fcidcic 

qmni y che hdtiendo U horpi dci prmMo ^ yodiono far fpefe 

da, IPrincipe :, meglio imparano U neceffaria yirtU;, difdtd 

pajjo conforme alia gam ba^che con quefti Compajjt. 

Vendono anco git fiejji Tolitici n^mero grande di '^t^'f- 
folenjfate da gli ^grimenfm :, lequali piii che necejjarie fo- 
noper ben fquadrar prima per tuttii^crfi quelli ^ co^qi^alial^ 
tn deue tr attar negotij graui^ o conferir fecreti import anti\ 

Gran ^paccio ft fa anco in quel Fondaco di alcmii fer- 
ri J, che molto fomigliano qU'Ci :, che Jfeffo fono adoperati d^ 
i Chirarghi :,e dai Cauadenti ^ efcraono per far gar le fatm 
a quegl'infelici Cortigiani^ chedefa necefftta dot^endofar yer^ 
tu> J ^ef]e njolte fono for 'Kati inghiottir groffe cocot^ ^ in 
njcce di picciole pillolle fnafiicint^ . 

Te7igo?io ancora copia grande di Scope ,fatte di circonspet^ 
tione y delle quali t piit' accorti Corti^iani ft proueggono^per 
dUtgenteme72te nettar matfrna^ e ferale fcale da quelle pe^ 
ricolofe fane ^ che nji feminano alcuMi maltgni y che mag^ 
gior gufio feiitcndo in gmfiar i fatti altrt^i ^ che in accom^ 
modar i froprtj ^ folo fi efercitano net yergagnofo meflie- 
re di far romper il collo alia riptitatione de gli hu^omim ha^ 
mratf. 



^; T^el me ^ ft mo Vondaco ft --vende ancora (ma i fefo m 
$roJ ^l fniffimo mchioflro ^ molto plu pretiofb dell'a';{^rr(f 
oltrHWarim ^ilquetle dalle fenne de i letter at i fcrittori yer^^^ 
ttiofxmcnt^difefo nelle carte ^ fcrue fer imhalfamar :, e ren» 
der odorifert i cadofiert de i yertuoft ;, oue quel de gVignoran^ 
ti gcttano mfopportabd fetore ^ e prefio fi Conner tono in r^- 
7iere 3 e con quefto folo mchioflro nella memoria delle genti 
fi eterna quel nome de gli huommi letteratiy che in quei y che 
non fanno y fuhito muore :, che chiudono gli occhi y balfamo 
per certo di yertu fopra humana :ipoiehe quei ^ the feneyn-* , 
go?Wy yitiono ancorche muoiano ;> e dalmondo fglo partendofi 
col corpo 3 eternamente yi ftanti^no con la memoria de, gli 
fcritti loro^ ,t,\ 

Somma gra?ide didanari rauano ancora quei Tolitici da 
■ynolio ^ che yendono ^piii yolte ftato ^erimentato efqufttif 
ftmopercorroborar lo flomaco de Cortigiani ^ affine che fm7^ 
indebolir la cornpleffione della patien?^ ^gli sfortunati fi-an-r 
camente pojjano digcrir gli amari difgttfii ^ che cost Ipefjo fo^ 
no for ^atitrighioitir nelle Cor ti. 

Vcndono ancora inalcune pkciole ampoUe.di yetro (edi 
qucfle ilAienante y che fcr'me le prefenti cofe ^ e flato fortu- 
nato di hauerne y 72a per honeflo pre^^ ) I'odorifero fudor 
humano ^ mirahdiffimoperprofmnar quci,checonJa flagrant 
^^ de i Mfi/chi ^ e dei Zihetti delle honor ate fatiche loro yo-^ 
gliono potcr con la pC7ina in .ma?io comparir tra gli huomini 
letterati. 

Gran Jpaccio fi fa ancora in quel Vondaco di alcuniMor- 

fellttti [atiidi finijfimapalla rciile ^ molto eccellinti per agUT^ 

Z^r I' appetite di ccrtt of/.nati Stoici ^ajfineche confomwaaui" 

dita 



ditJt fappiano man^ikr qt^eliepmache'^^ di queflo mondoy 
le qtiJi cQ'h tutto che altmi rmoumo ncmfea. grmde, ^ df^ 
fatto rcpwgnmo d gufto de gU hmmini buoniydtn nondt^ 
rnmo ^ Per non tirarfi addojjo tira de i piil potenti y e cost 
j^oncertdrh cof 'fidfrie'Je f^r-^ta far oftentationc difoiii- 
fitment ebrdm. trie :,econ maditl grande mmgjurU con rab^ 

! ^i mlt ft v.e'^nono dnco nt in quelLt botfeM moltp.grmdi ya. 
"^'di cgnfati mt03iati ottimi ft rfar odorafilfidto a i Secre- 
'urij, a I Vonfiglie^h (c^ ^1 qtiei'Senatori delle RepuMiche:, che 
fono njbligdtiUfCicirji mfrdciddr i Secretim'corpo . 

2» vn mdidz^no poi fpartdtoyendono Pdfio'i e da c.dUdU 
ii y fabricate del fir ro dcUa matiirita j e con tiitto che da 
dctmipoco faggu^ loni§ iflhi^enti da beftie:^gra?idemente fia- 
no abborritej'^li huomini nondimcno accord le hannopofein' 
cost gran creditOi\che;.kmolto. caro pre?^^o fno comperate 
id qtiegl'ingegni precipitofi y che in fommo §pauento hauendg 
la giuditiofa matkrit^AelcVrocaLcio-ytiitte'lefacende loro 
prectpitofamente fidtlenam-inca^mnoiie J; efornire per U 

. Ma nmna alt ra mere at ant la' diqml rtcco Fondaco ha^f^ac^ 
cio ma^lore ydi alci^m Ventaglhfdbbricatinongia dipenne di 
Stm^zo- ydi IPauom y o di dtro> fikbm cokrato vccelloy ma 
diherUy, e\difidrt^ ':e-'p^rch€)'M^ffk '^Anzfyca MattioliH'^r^ 
hlario' Deificoytra 'quefon^ye^quell€- herbe ha: ricomfcmto 
i'ififernal Nappe IIo Ketinoygli accortr njertmfi. di l?arnafo 
fono yenuti in chidra cognmone y che quel mifieriofi Vent a- 
gli nori gia f mono per aitrm far frefco nel caldo delta State, 
0a per cacciar quelb fafiidiofe. mofcbe dd nafa ^ leq^ali aL 



cum 



^ '^Ji A.GQ T^ A G t J' 

mnl md dccorti ^ hauendo yoluto leuarfi con U nfioUnT^ 
dd pugnde^ daloro ^ejji yergognofamente lo ft fono taglU^ 



to* 



rORDINARIA GVARDIA DEL 

Territorio di Parnafojhauenclo fatco cattu- 
ra di vn Poetaccio capitalmentc sbandito da 
Parnafcgli cruoua nelle calze vn mazzo di 
carce dagiiiocare,lequali vedute da Apollo, 
ordina/ch'cgh nelle piibblichcScuolc leg- 
ga i\ Giuoco del Tnonfccto . 



h- 



RAGGVAGLIO II 




^3> FF IN E che gl' ignorant i con U lor dura 
f^ de gll animi loro fipramodo fporcht non 
profanino iyirtuofi Itiogh't di Parnafiy 
fono gia moltl annt^cbe Apollo feceve^ 
nir di Sicilia due compagnie di Toeti 
^^4 frottoUnti y e harzslUnti y huomini ar^ 
r'lfchiati nella Rima ^ e yalenfi co i concetti in mono y ojji^ 
cio de' qudie perpetuarncnte Jcorrerd paefi ^ e tenernetta 
la campitgna- .^ucfii otto- giorni fono fecero prigione yru 
Poetaccio capitalmentc. sbandito da 'Tarnafo , al quale con 
tutto che fojse flato inter detto I'yfo dei lihbri ^ etejjercitia 
dtlla penna ^ egli nondimeno al difpctto di Apollo , ^ in 
difprcgio delle Serenijjime Mufe ^ tutto il giorno fe yedeua 
fporLar Ic carte. di T'crji ^ e Jina pretender il/ouranondmc 

diPoe^ 



t> I FAR n A S 0. Y 

'dl ^oetd^ . Aggratio il demerito di queirhuomo mlprabU 
le ijn maz^o di carte da, gmocare:, che gll sbirn mcntre lo 
cercauano y gli trouarono nelle calze ^ lequd'i ^fer ejjcr me- 
TO ijitio J portano con effo loro U pena capitate ^ onde fu^ 
hito ej^endo [iate portate ad zApoIIo ^ egli fommamente ri- 
mafe maramgllato della hrutta inuentmie j, che hanno fa-- 
put a ritruGuar i njittofi ^ per gettar il tempo ^ confumar la 
riputMiQfie :, e le facoltadi . Ma molto maggiore fi fece lo 
fiupore di fiia <c7liaeila y quando intefe ^ che tantoltre era 
pAJjata la fciocchez^zjt de gli huomini y che chia'mauano giuo- 
co quella cofa ^ nella quale ta?2to crudelmente ji fa da do- 
uero i e che ddettatione ^ traflullo ^ e pajjatempo Himaua- 
no il rnetter in compromejjo quel danaro y che fi acquifta 
con tanti fudori y e che fir ue a tantc cofe ^ chefinzjt luid 
moderno mondo riputarebhe Arifiotde un ignorant e^ Alefian- 
4ro Magno un plebeo. A coflui chiefe Apollo qual gmoco deU 
le carte fopra tutti gli altri piu gli era famdiare y e perche 
ei gli ripofe ejfir il Trionfetto y Apollo gli comando y che lo 
gjuocajj'e y ^ hauendo egli njbidito y non cosi toHotene^ 
tro fiua Macjla i cupi ?nagijicrij di fimil giuoco y che efcla- 
mb y il Giuoco del Trionfetto efier la ruera Filofofia de i 
Cortigiani y la neceffarijffma fcienzjLy che doueano app ren- 
der gli huomini tutti y che }ion njoleano njiuer alia balor- 
day e moHrando y che molto gli difpiacefe tajfronto y cht^ 
era ftato fatto a quell' huomoy prima thonoro col nome di 
njertuofo y f^ apprefjo hauendolo fatto fciorre y comando a 
i Bidelli y che la mattina fegue?ite aprtfero njn particolar 
Ginnajio y doue col falario di cinque cento feudi tannoyquel 
huom:) fingolareyper publico benefitio doticfe leggere il pre^ 

B jlantif 



/« % A G V A L T 

f[ant}Jlimo ^moco dc4 Trlo?ifetto ;, e fotto gramfftme pentj 

i :.j) p a i PUtoniciya i Peripatet/d ^a tt^tti i Filofofi Mo^ 

vdi :,-Q;J itd ognaltro njertmfo di \Parr2af0 ^ che douej^ero 

^pbrerdere fcienzji tanto necejiaria ^ Uqi/^de accw non ca^ 

dcfje loro dalla memorUy gli obbligo dd efercttarfi in quel 

gmoco njnhord. del giorno i ancor che a l Letter dti cofi moU 

to Brand /^^^'^//^ ^ doe da ^un gimco njdijjimo da sbirri 

fofjc BatQ po0bile cauar dommento alcum njt'de alia ijitai 

de^li huommi ^ fapendo ?iondmeno tutt'i ^ che fua MacBa, 

^ta?nma'i non comando cofa y che a fkoi nj'irtuofi ?ion ap^ 

vortade frutto grandijji.mOyCosl njolontieri njbbidirono ^ chcj 

la fcmla di ami '^luoco fd frequent at ifjirna •: <^la come prU 

ma i Lcttcrati fcoprirono imagislerij cup'i yifecreti reconditiy 

e^^li art'ifitlj ammlrand'i deW eccellentijjlmo gmoco del Trion-^ 

ftto y fino altottauo C'lelo commendarono I' alto gmditio dl 

fHa.Maeflay celebrando ^e magnificando per tutto ^ che ne loi 

/■■ pdofofia^ne laPoeticajie le Mattematkhey?iel' Aflro-^ 

logia J e le altre pm pregiate fclenzs :> f^^ che fo- 

lo d m'lrabd'ijjtmo gmoco del Trionfet^ 

to J a que ill particolarmente y cht^ 

negot'iauano nelle corti ^ infc^ 

gnaua I'mportantiffi- 

mo ftcreto ^ chs 



ogm car- 



taccla di trionfo plglia tut-^ 

te le piii belle fi^ 

gurt^. 



H A*^ 



% 



^ t T A IR HA scr: 



It 



\ ' A'. 



HAVENDO APOLLO HAVVTO 

- I'infelice auuifo dello fceleratiffimo aflciffi- 
namento commeflo nella perfona del potcn 
tiffimo Re di Francia Enrico Qiiarto , per 
rindennitadeTuoidilettiffiirii Franzefi, co- 
manda, che dair Arcadia fia mandacopo- 
tente foccorfo in Francia. 

KAGGVAGLIO III 




E R Carrier e efpreffo ingrdndtJfimcL d'dU 
genza ^ edit a da! I a <-utrtuojij]ima, Vni^ 
uerfita di Parigi^ hebbe Apollo U fera^ 
dellt uentidue delcorrente tacerbifjtm^ 
nuoud deW dfjajfmcimento commcjj'o nelU 
perfina del glorwfo Re diyrancia EnrU 
CO ,^artosatiuifo^ che tdmetite trafijje lUnimo difuaMde- 
^a :, che per fegno di ^vn mtimo dolore con njnci ofcurifU- 
ma nube ji njelo fubito U faccldy dalla quale per tre f(iorm 
xont'moui njerso pioggia di abbonda?itiJ^ime lacrime ^ e i Let^ 
terati tutti SpagnuoH :, Ingle (i^ Fiaminghi ^.Tede/chi :, ^ Ita^ 
Hani y con abbondanza maggiore di lacrime ji fan njeduti 
p:a?iger il cafa mfeiicifsimo di tanto Ke:>che gli Befsi Fran^ 
zsji j> la feritade quail hauendo pajjato lore il cuore ^ cosl e 
pat a mortale :, che poco fangueha gettato di lacrime. Hon ft 
deue lafciar di fcnuex in quefio luogo^ che Apollo tra i fmi 
fm acerbi jmgulti Jit, njdito prorompere. in que fie parole ^ 

B 2 cbe^ 



ti "* Ai^ 6v AG tr 

(he il mondo era, gmnto alU fine di preflo doucr ritorndr al 
fm primo principio ^ pot che U fcelerata pcrfidU di alcHnl 
era peruenuta a td colrno di empieta;, che fino fi em yitruo^ 
uato^chi piii uolontieri haueua efpoflo Ucdrifsimagwi^deU 
la, f-uita d manifefio pericolo di effer diUniato da C(trnefict 
per aqmflar la mala^ che la buona fam(Lj . T)He gwrnido^ 
po I'arrmo del Corriere a cop, gran Monarcafurono decre- 
tate le filite efequie . Onde no?i folo tutto Far7jafo fa, ye^ 
duto coper to di cot tone), ma ogni letterato n^^efh la gram a-* 
gliaftinerale:,e per mofirara tutto il facro Collcgio dei njer^ 
tuojt y che era mancato al mondo il Padre delle bmne let^ 
tere :>d <3iecenate de i njertuofi :, le ftejfe Serenifsime Mtt-- 
fe con le chiome dtfciolte ^ in habito njedouile afsiflerono al 
pio ojfitio ddle efequie ^ at to di rnefiitia non piil njeduto in 
^arnafi dopo la morte del liber alijjimo Ottamano Augufto ^ 
Piu di dugenta lucubrati/sime orationi recitarona i Letteratu 
di tutte le Accademie :, delle Vmuerfitadl ^, e delle^ fette. de 
Filofofi:^ e pur delle infinite njertudi di cosl gran 7^ fola 
fu lodato d foprahwmano njdor mditare di I'ui^e ben^e-^ 
TO J che per i molti gemlti de i ^ertuofi git- Oratori pocafu-^ 
Yononjditi. Onde parendo ad Apdlo^ che ^^etie di crwd.eU 
tA fojje con il pugnale della ricordanza di cost lacrimeuot 
perdita perfricar I'acerba firita^che con il mondo- ttHto ha^ 
ueuana fatta le bmne letter^:, ccrmandoy che le efe-qme di K& 
tanta magna?umo. mm pmfi profcgmjfcro :, poi che tale ^ & 
tanta era il bene y che fi era per duto y che per non njiu-erm 
per pet ua affiittione il mandodoueua sforzarfi di prefio fcor^ 
dayfi'tje^ e tanto maggiormente :, quants le heroiche 'X/ertu-^ 
di deli^imiittiJsiiitQ Ke UmicQ ^ tdcolmo. dirmir2miiteran&<.. 



'«?)' r ^ 1 J^ ?) :^ ? o: >T 

utrmate J che pih nonhaueuano bifogno delle lodi humantJ'^ 
' E pt^ rche.il ?w bill fsimo Regno di Francia al pari delLt fiejfx 
tvertmfi Grecia (come chiaro tefiimonio ne rende U fiejj^ 
^ibliotheca, T>elficdy pien^ di fmmcro infinito di dottifsime 
fatiche, de.i^fvertiiop Fran^fi ) fimmamotte e henemerito 
delle bmne lettere ^ per indennitu di quel Jlorido Regno tan^ 
to drndto da fud Maefia j, e per ficiirezj^ de i fmi ddettif- 
fi.mi Francefi commando ^ che daW Arcadia qt^anto prima f of- 
fer o mAndatiin Francia feffantamila Somari . Si say ch(Lj 
(dcuni njertmft ^ che fortemente rimafero matamgliaii di 
quefla rifolm^ione ^ ricordarono a fha Maefld ^ che la Fran- 
cia ^ laq^ale Jl truouaua armata] di cosl ntimerofa^ e corag- 
giofaNjbdta a cat4^aIlo ^che non Jolo nonconofccHa^e 7ion te- 
meiia ipericoli/ma che talmente gli ^rc-T^idiia^ che col lanter- 
ninodi'-un caor intrepidoyanco di riotte yperpetuamente li an 
daua cercandoycosl come con lafid'ainnittafpadahaueuafiputo 
itcqmftarfi -^tonarchia tanto famofa^ cosl ancora nelprefente 
Jho infortunio la Jl haurebbe fapnta mantenere ^ non ha^ 
Heua bifogno deWaiuto debole de I Somari dell' iArcadid^' . 
c^ qmfltrifpofe Apollo ^ cheafai ddettifsimiFranzsfi neL 
le moderne lorocalamitadi ^ per ftcure?^a della Jloridifi- 
ma patria loro non era fiece^aria la loro Nobilta armatdj 
k canallo J ma che la pace y e la qmete del Regno di Fran-^ 
cia^folo dependendo daWmiione de France ft y quefla non con 
altro piii, ficUro mez^zo potenano confegmre y che con la per ^ 
petua ricordanzjt de i lacrimemli incendij dcUe campagne ^ 
de i crtsdeli facchi delle cittadi ydella perdita miferandayche 
delle fxcoltadi y e della ripM^tatione haaeuano fatta nelle paf 
Jktegii^erre cimli di ^f4armtap epih anni:, s che per fimpre^ 



ienei' njiue nella-memorU afflittiQni tmto lacrimeuoli ^ pti 
di ognaltra cofa mirabilifsimi erano i Somari ^ iqud'i per 
inJI'mto di naturd in Jommo horrore hanno ilpajjar la ft con-, 
da ijo/ta per quella Jfrada y nella quale poco pima ejjendo 
cadutl y ft ricordano di haner corfo pericolo di romperfi il 
collo in '^'U mal pajp) * 

MICHELANGELO BVONAROTI 

mentre copia la bruttiflima facciata delThaT. 
bitatioiic di Anneo Seneca, da Piei'io Va- 
leriano vien domandato, perchc egli ci6 
faccia , 6c il Buonaroti li rende la cagione. 

\aggVavlio I in. 

NCORCHE I'habitatione delhccellenl 

tifsimo oAnneo Seneca per amenlta di 
fito J per bellezs^ di giardini ^per abbo?in 
danza difrejche^ e limpidifsme acamy 
per copia di fontane ^ per moltitudine di 
appartamenti y ottimi la ft ate ^ e'l njer- 
vo y e per ogni pm cfquifita dditiay che fappia immagwar^ 
plhumanacommoditay in ttitte le fue p-arti pcftftacjjtr ja-t 
ra^onata alia farm fa cafa d'oro di.N^rane ^ {a facciata mn^. 
dimeno di lei rnolto e firnde ad '-vn^fcnile rmnofo ^ ad una 
ft alia da mulatticri _, e per che taltra mattwa d cclcber- 
rirno <5Michelangelo buonaroti in njna gran taucla efqui- 
fttamente copltua il dfgno di lei ^ Pierio Valeriana ^ che^ 

pajjando 




2) I 1^ A'R 1^ A ^ O: JJ 

•pdfJlt?2:{o per quelU coptrada, ^ motto rhn^tfe mdrauigliato , 
che njn Architetto di tcinta em'menza. gettafj} il tempo nel 
copiar cost brtd^ttd T^onittci j chlefe d Buoncirotly che ijo^ 
leJJ'e dirli'y che cofd di fingoUre egli <-uedeu(i m 'quellafitc-^ 
c'mtdy che meritajje U fat tea del pennello di njn fuo pari. 
Lo fteffoVierio mi hxriferita^ che •Dyiichelmgelo gli rifpo^ 
fe qt^efie formdi parole. Signorjnio^ in quefta facciata^ che 
^ uoi tanta par ^'orcd:, gtintendenti dxlTarte cost compiu-- 
tamente fcorgono gli ordin'i tutti delTarchitettura Dorica:, 
^onica :, Corinthia :, e Compofta deWeffere ^ e non' parere^, 
che per opmione mco dello ftejjo Vitruuio y per tot tarn 
merit a di ejfer aggiunta a i-Jette miracolt del mondo . 
Il mto Vtrtiioffsimo GiouangiroUmo Acquauiua Dtica^^ 
d'Atrimiha comandato :, che U cauiU copia :>che aedete ^ e 
mi ha detto :, che njHoli7imarla a Napoli ad alcuni Ba- 
Yoni di quel Regno fuoi amove ho li^ iquali impaZc- 
zjti nella nanita di parer quei ^ che no?i 
fono ;, hanno fomrna necefsita di 
ocuUtamcnte ueder ?jel dije-. 
gno di qtiejld facciata^ 
come fieno fat-- 
te le coji 
^O 
gli hmmlni faggt:, che 
fono J e mru 
paiono <. 



C O H= 



IrC 



,^4 GC r.Aci t 



LA CONTESA NATA TRA MOLTI 

Lettcraci-qualenella floridifliuia Republica 
; di Vinegiafia lapiupreclaraleggcPolicica, 
' quale il piu preflanre coftume dcgno di lode 
llraordinariajdallaftejTa Sereniffimaliberta 
Vcniciana da imedcfimi Lctteraci concor- 
demcnce electa aibitra, c decifa , e termi- 
nata . 




\AC G FAOZJO V. 

E G N A di ejfer fcrlttd e U njirttiop^ 
contefa.., che fei giornl fono ?i deque tra^ 
alcuni Letter dt'idl qucjlo fiato j, iqud't 
7nentre difiorreuano degli ordm'i egre^ 
gij :, delie leggiprejiantifsime:, e de gl* 
altrl p'm rari wfiitut'h che in cost fuhli^ 
me grande-7^a mdntenzpno Id Serenifsimd T^fubltcd Veni^ 
ttand J, firfe trd efsi djjpdrere :, qudl merit djje di hduere il 
tmmo Itiogo . E per che ogn nj720 dl quei njirtuoft:, oflind- 
tdmente:,co7ne migliore ^ dijendeud Id fud opinione :, afjfirie^ 
che tdntd differ enz/t yfenzji dlterdtion di dnimi fojje decifd^ 
' concordemcfite njcjmero in quefia rlfoluiione ^ di compdrir 
tutti diidnti U fiefjd Sereni/simd liherta Venetidnd y dlld- 
quale prima dicejjero i fenfi loro .,€ poi a quello fi quiet df- 
fero :> ch'elld hduejje giudicdto ;, il tutto dunque fu fdtto fd^ 
per a quella ScremJ}imaT)d?ndJd qudle gratiofamente fi 

conten^ 



imtento d'l dar a qmiruertuofi U fodisfdtt'iojte ^ che deft^ 
d-crnuam . 

Tletro Crmlto dunqt/,e fu. il prmojche diffe^che ejjen^ 
do ieggecertij^lmX:, che tmte le cofe ^ che ft ue^^ono fotto U 
iLtma:, nafiam prima ycrefcano pot ^(^ inuecchiando man^ 
ihmo alia fine :> cofa dcgna di molt a ammlratwne gli pare^ 
ua :> che la fola^epuhlka Vcnetiana ^ c^n gli anni^ ognigior^ 
no piu" fi njedeJJ'e ringiGHanire ;, e chf quelle leggi ^ quegli 
crdi?u y e que git ottimi tn£iituti ^ che ne ^A' altri l?rinci~ 
pati y doppo molto ejjerfi rilafjati ^ andauano alia fine ijtj 
dimenticanTia ;, filo in Vinegia ft njedejfiero crefcere in ri- 
gor e :, in accuratezs^a :, in maggior ddige?iza^ di piu flretta 
^fferuanzji i benefitio quale opcraua ^ che 7jella eccelfa 7\e- 
puhlka Venetiana non fi erano giammM rvedute quelle ri- 
forme di goiierno ^ quei ripigliatnenti di fiato y che con infi^ 
niti tumult i tanto sJ)eJfio njfarono la Kepublica Roman a y 
€ U Fiorentinaj efifendo froprijfima-uirtu del Senato Ve^ 
vetiano con la feuera ojjeruanzjt delle fiue antiche leggi per ^ 
petuarfi nella fiua florida liber tas e che in Vinegia non ue- 
deildofi quei difiettijche par che non fappiano fchiuar qli al- 
tri Votentati ^ che le diligence ^ anco efquifite ^ in brieu^ 
tempo terminino m quelle fupine negligence ^ che ad o^ni 
liberta , CS^ a tutti i Prencipati toglio?io la ^Jita ^ meri- 
tamente gli pare a di poter affermare come per cofa certif 
fimay per cofi fatta prudenzj, la ^'^epublica Venetiana do- 
ner ejjer eterna col mondo fopra la terra. 

<iApprejfo dijfe ^Angelo Folitiano ^ che ^ e quello che ha- 
uea raccontato Pietro CrinitOy c^ altri mille ordini ruera- 
mente cccellentifsimi egli ammiraua nella prudentifsimcu 

C T^epu^ 



li kAGG V A d 1 1 

^epiihlicd Vmetmna s ^^^^ che rarifslma. cofci It pdrCtia ef* 
J'crCy che njtm T^epuMica <iAri[iocrat'tca y it vero fa?idamen^ 
ta delLt quale dagU fcrittorl fm mteudetitl delle Republic 
che era ripfUata la parity de^ beni tra U Nobiltay cost lun^. 
go tempo hiimjje potuto mantenerft m tanta pace ^ e gran^^ 
dcT^ ,, in quella fproportwnata difUguagllan'K^ di riccbeT:^ 
\e^ che grandifslma ft yede nelLi Nobilta Venetian ayncllii 
quale ancoY che ft trou'mo i due tanta pericolofi cflremi 
delle Immenfe facoltadl y e delU molt a p-ouertu > in ZJine^ 
gia nondimeno' non ft uedeua quel difetto , che pareua che 
con humane leggi non fijp pojsjbile prohibire y che d ricc(y 
calpeflajje il pouero ^ dquale ayicor che grandemente Inul^ 
dtajje la for tuna de i facoltofi , o per lafulfcerata. carita.y che m 
ttitta la Nobilta Vetietiana regna -uerfola. ptibblicalibertao O' 
per che le rlcchezj:e ^ ancorche grandifsime y da chi le p:^fsie- 
de ;, yerfo gl^'mferlori non foffero. abufate s tanto d poue-^ 
TO y quant it facoltofo in quella felictfs'una p atria, con fom-- 
ma 'mode f la ji njedeuano ^luer in pace^ . 

Dopo il Poiitiano y d'lffe Fierio Valeriana y che I'vnico mi- 
TOCO louche altri fommamefite doueua ammirare nellaT^pu-^ 
blica Venetian a y era il ftto raroy e mirabdifsimoydoue ella^ 
ha fondata la Metropdt del fuo Imperioy dal quale crcde- 
ua yche i Si^nori Venetianl immediatamente doueuano rico- 
Tiofcere d beneftio grandifsima dell' augufiifsima liberta lo^ 
Yo y come- quello ^ che perpetuamentc gli ha, afsicurati dalle 
forxe di molti Prencipi flranieriy che hanna tentata di pov 
hro la, catena delta feruitu. at piede, 

Segui poi Giuliocefare Scaltgera y e dijfe y che lo flupot 
graf^de ddU liberta, "Uenetiana^^quak di merauiglia:. empi^ 
' tin, it 



^ T "T A R N AS 6. rp 

ilA it mondo tutto ^ era, j che U fiejfa Nohiltay che gouerna^ 
ua^i non filo con ammo patient ipimo pagatM le grauez?^^ 
antkhe al publ'tco Erario y ma che con frontez^a ^ e facilita 
incredihile y contro fe ftefa ifejio ne publkaua delle nuoue, 
■leqtdali rigorofumente erano foi efatte da i ptibblicl r'tfcuo- 
iitorl s € che molte ^olte ft era yeduto ;, che i NobiU ZJe-^ 
netiani ne gli yrgenti b'lfdgni dellaT^epublkay prima di ag-^ 
grauar con ntioui datjj i popoli loro y haueuano poUo mano 
dla borfa prof via y O* H tutto con tanta liberalita ^e pron^ 
tCT^ di animo fuifcerato njerfo la ptiblica libertay che ft^ 
mil attionegneritauadi efer prepofla a tutte le rnarauiglie, 
che ft_ notauano nella feliciftma liberta Venet'iana y comt^ 
quella y che chiaramente faceua conofcer ad ognuno y ch'elU 
ejquijitamente pofsedeua quella eccelLnte qualita y che ren-^ 
de le Republiche eterne y di hauer la fka Nobilta tanto fUi^ 
fcerdta'mente imiamorata del njiner libero y che alU priua- 
ta ytilita .allegrifsimamente propomua i pMlici i?iterefiL 

Toi dijse Bernardo Tafso y elegit lungo tempo era du 
fnorato in VimgiAy doue di nmna altra coja piii erarima- 
jo meraiiigliatOy che di njeder quei Nob'ili medefimi y che^ 
tanto ft compiaceuano de piaceriy delle deliticy e ddl'otio y 
ton tatita njirtti> di animo go uernar le cofe pubbliche y che 
altrm fimbrauarw y (^ htiomini di uita molto ejlmplare y e 
fignori nati alle perpetue fatiche . 

l^opo d par ere del Tafso y Francefco Berniycome e fuo 
CQ flume y con piaceHolez:xa y che diede guflo dla Sercmfsima 
LibcrtaVmetianay dip e y che la piu. rara y e mirabil cofa^ 
che gl'ingegni grandt doneano ammirar nella Kepublica Ve^ 
petiaaa cray che non folo le lagime ymai canall tutti delU 

C 2 Clttd^ 



^e t A G G V A G L t 

Citta ^ efsendo piem di grand ^ t Senator i Venetiam notu 
dmeno ne flgliauano cost pochi ;, che merkamcnte da tntte 
U mttioni erano filmati II fde dclU terrx, 

Segiii poi d Sabellko e dlfse y che mentre eglifcrmeuoj 
thiftor'hx Venetians y dUigentemente hauendo ofserum gl'ot^ 
tirnl infllttul dp cost prefliinte libertk:, nnmcL cofa pm nrrt^ 
mira^aa in lei j> che it d.maro pt^bblico y anco da i Senator i bi^ 
fignofi njcnifse rnanei^iato con tanta fedelt^t y che tra l^ 
Mobdta y mn filo tccefso capitde ^ma f)m'/na ijifamla fof. 
fe ripatata,:, il brut tar fi le mani di yn foldo di S. Marcos 

Difse apprefso Jacopo Sannazs^aro ^ che mavamglioja co-. 
fa, git parcHa nella "'B^ptiblica ZJeneiiana ^ che nelU 'NobdtX 
tratioj'idofi molti mal pratiedml de bent di fort una ^ quefU 
nondimenO' con patieuT:^ indicibde jl videfsero t alter ar /e_> 
miferie priuate ^ fenza pur ne mena cot penjlero ^ affettar h 
hnmenje ncchczj:e puhbliche ^ con quelle- fidttiop leggifru^ 
mentarte y ^ agrarie con le qual da Jim cittadim tant$ 
fu trauagliata U\fdmoft Repuhtica. Romana 3. e che ei^a cofa 
aegna dttode y e di meramdi<t Grande y nj^ederche In VinenA 
// N()bd pouero con la fata ulrtia fi s-fnr:::aua di fatte-wdrfi 
dalle fue miferie y fludiando render ft meriteuole di. eferdaU 
la fia p atria impiegaio 2je caricht lucrofi y onde accadeua^y chs 
la uertiii > it ualore ^ e la bant a deWammo y at Nobd pouero ^ 
nelLt T^ubtica Vcnetiana feruiuam per motto ricco patri^ 
mo?no . 

^Soggiunfi pot Gioptanni Giotciano Tonta^noy che tut to queL 

lo che era fiato detto ycrano meraui^lie ^ra?tdiyma chs tcu- 

maggtor cofty cHcgti fmpre nella tiher^ta Venetiana hatfCit 

^mmirata era ^ chs U Immenfe ricch^zss <^hc f trotiouano in 

" glcum 



^ t 'T A n ^ A S 0. 21 

dcuni foggettt HohUi y non opeufsero quel f emit lo ft efettl 

■di far gonfiAT di borut :, e di JUperbk queiyche lepjfseds^ 

ua^no ^rmlti de'qudli fernpre ft ermo yedutl nelle alt re 7{e^ 

ptihliche s che pero inBituto rmfsmo era y eke In Vlnegtju 

quel Senatoriyche haueano ricche%^ da Pre?icipe ^m cafcu 

pot fapefsero yiner da priuati €ittad:ni ^ e 7ielle pia%^ iru 

nmna coft fofsero differ enti ^ da i pM ponsri ^ e che folo t 

.7Jenctia?ii haueano faputo trouar li ycro mo do da feparar 

dtiHe.mjlte ricchez^ qn^eimal'i deW ambkione y delta frper- 

Mm.y e del fegmto de t Cittaimi poueri yche la fam'^fx liber- 

Sa T{omana non feppe ^ o non pote prohiblr in Ceftre ^ iru 

• Fompeo .^ :^, in - m olti alt vi Senato ri ■ facoltofi . 

< Fornko che hebbe il Pontano ii fio ragionamento ^ difsc 

it Comrnendator \Annibal Caro ^ che fopra ogni altramera- 

uiglia nella Sereniffma l^epablica Venetiana egli fempre ha^ 

uea ammiratoJo flnpor grande r, di njeder il Serenijfmj 

Trencipe di cost fimofa liberta ;, con ^un offequio j '-uncu 

rmerenz^^ <-una Maefia da T\e ^ e con '-una auttorkX da 

Cittadino y e che it con^mn^ere I'infinita njeneratione coyu 

la limit at a auttarita y la lun^e-7^ dell' Imp erio del IPren-^ 

cipe y con la modejiia y erano temperamenti ftati ignoti alLt 

prudenT^ dc ^' antichi Legiflatoridelle T(epi/.bliche pa/fate^ 

fapienza folo felicemente prat tic at a dal Senato Venetiano . 

^artolomeo ^aualcanti dijfe apprefjo y che come hauea^ 

not at il pontano y coft molto rara era yeder nella l{€pa^ 

hlica Venetiana y che le ftcoltit de grandi non fcefjero in- 

Jiiperbire i Senatori ricchiym^ che portento molto ?naggior 

era njeder > che tali fofjera gl'ordi?n di qnella Eccelft lu 

bma ) tdi k S&utijfims le^i di qtielia eterm T^ptMca.^ 



3j> XK- A GOV AG X t 

(he ne itnco i cArtchi p'm fupremi attaccajfere funto di am^ 
hltmie ^e di fuferbtd:, a que'i :y che con fomma autorita gli 
haueuano manegoj^uifdrticoUritk altrettanto degna di con^ 
{idernttGne ^ qnanto in qual Ji njoglid altro'Prencipato ^ o 
hen conftiitiitii ^I{fpul^iica^ non mat era, flat a ueduta^come 
MucUdy chc direttamente repugnaua alia Jiejjk natura deU 
le coje :, e che all'horay clfeglifu in Vinegm ^ non ammiro 
il ricchifftmo Thefiro di San Marco ^ non I'Arfmale :, notij 
il Canal ^n'ande cd fuperhi palagi de Cornari j> de' Crima^ 
nr ^ dv Vofcari^e gli altri edifitij magnificent ijfimi con If e-* 
fc reali fuhbrtcati in quella miracolofx Citta :> mcramglte fom 
lo notate da gli ht^ommi ordinarij j ma che coja ijetamentc 
dmmiranda gli parue che fojje :,^uedere il Signor Sehafiiano 
f^tnuri :,pGco prima (lata Ccnerale di cost potente armatay 
fkmolijlmo per la gloriofa IJittoria naualeychc hauea otte^ 
tiuta contro il Turco ^ ritornar priuato in ZJinegid:, e cojtj 
tanta ciml modefiia pajjeggiar la pia%7^^ che in nejjunaco-. 
fa era. difsimde da que Senatori :, che non Ji erano partiti 
dalla Citta;, e che nella Ktpuhlica Venetiana era cofa trofr^ 
po fingolare :, che i fuoi 'Hohdi tanta ciiiil modtfiiaj e tanta 
htimanita fkpcfsero njfar in cafa y e che pot fuori ne <^fa-^ 
gifrati import anti ^ ne' caridn grandt j con la magnificen7:a y 
con la §hltndid(:7:^a 3 e con njna reale liber alitk ^ jl ficcf^ 
fero co7ivfctre al mondo ^ non Cittadini diojna hen ordina- 
ta Kepubiica ^ ma huomini nati per comandare ^ foggetti di~ 
fee ft da, fangue Reale , che pcro crcdea certQ^non alir a na- 
tion c potcr trouarfi al mondo ^ che mtglm fapefsc I' arte di 
Mcommodarft alia modeftia dclTubbidire.y (§/■■ alia grande^^^ 
^ del comandare , della tiobiltk Venetuwa : cofa in tanta 

. rucra^ 



rverd y chedoue le dltre Republtcbe ^ per riputdtione de ftt^ 
blict ma.gifirxti y erano si.tte sfoY%dte ricordar d loro Se^ 
Ko-lon y che cotz U mA'^wficen-T^ delTcimmo grande ^ procac-- 
QLifsero dt foHener U 'SMxefi'l dd grcido publico s d Sena,^ 
to VenetidJio pm n^^olte erajlata necefsitAto ptirblicdr fe^ 
uerc hggi y per prohibtr a quel , che fmrl dellx Citta, epr- 
cit.ty,am IcFrcfc-ture ^ e gli dtri cxrichl puMdiciyU fouer^ 
chid njirUir dead splcndide^^a y e delU rnctgnificcnz^x. 

Q)si dtfse jl (Jmalcdnti y qt^ando FUu'IO Bionda fagpHU- 
J} y che qU'dndo egli ju in Z^megia. y .in infimto rimafe con- 
fufo y alfhom che nj'id.e y che in ^ijna. pm\t aArisiacrdthi y U 
ClttddmdnT^i y e Id "Tie be Venetidnd con tdntdfodisjnttio-^ 
ne njiuefscro in qt^elLt fclicifsimd pdtridyche in molti mc- 
Jiy ch'egU yi fece dirrftrd y non mat fippe chiarirji y fi ia^. 
pubblicd libertd Venetidnx pm fofse drndtd , e tcnutd cdrK 
ddlld Nobilta y che comdnddud y che ddlld CittddindnT^y e dal- 
Id T^lebe y che njbbidiudno . 

tApprcJjo fegtil \Pdolo Gioim y e djje y cIk 7ion folo a Inly 
md d molti "Trcncipi grd?idi y co q^dli dlhmgo fm njoU 
te egli hdiicd difcorfo delle merduiglie y che ft fcorgono nel 
gouerna delU Rept^blicd Venetidnd y pdredcofk de?^nd difom-^ 
mo flupore y che it Sendto di quelU Eccelfd Kepublicd non in 
(dtro piu» fltididjje y che dlLtpdcCy e non dd ditto connjigi^ 
Idn-z^ y ^ dffidi/Ata mdggiore piii dttendefji y che a perpetua^ 
mente fdv prcpdrdmenti dd guerrd y e che Idpdce drmdtd con 
mtte le flic epjitijltc^^ yfolo ft yedeHd?2elk floridijfimd Re^ 
fublicd Venetidnd . 

tAl Giouio fegtil G'ot4.dnnt Eoccdccia y e dijfe y che tl ve-- 
TO fdle^ che ddlld Pi-itreftttione delk coma tele dogni dbnfo^ 

e di 



e dl tutt'i I d'lfor dim ^ prefer uau>a U liber t a VenetidUd^ tYJi 
•ijuelU principalilJim^t Rcma dt tutte le le^gi ^ queirottima 
wftitHto y tcinto 'muloUbllmente ojjeruato da lei y che pet 
efaltar njn Senatorc a gradi piiiftiprcmi no7i U gvAndez^ 
^ del parent ado ^n on U ^dendidezv:^ delle molte ricchez^ 
*^ y non i meriii de padri j e de gl'altri loro antenati y mA 
il ntido <-Lhtlore y U ijirtii^ flejja di colui y che chiedeua il 
^lagijlrato cram hanuti in confideratione yonde accadeua y 
che in Vinegia UO^hiltk njitiopi y-^ ignorante y faced nu^ 
mero y mentre folo U yirtuoftye merit enolc comandauaye 
gotiernauay con quelLtprudenzjiy che era not a k tuttoilmondo. 
liMa Leonardo Aretino da poi che molto hcbbe lodato il 
pi^r del Boccaccio . y foggiunfe _, che t'-vfo eccellente dellcu 
Republica Vcnctiana y di non dar alia fua Nobilta carichi dt 
falto y ma graduatarnente y era quclla bafe faldijjima _, done 
era fondata la grande%7^ y e letcrnita di tanta liberta y e 
che mirabdiffimo precetto era y che qiial fi yoglia No bile y per 
falir alle fupreme dignitadi y fino dalla fua prima giouane?^ 
za fofje sforzjito cominciar da pm baffi Magiftratis coJli^-* 
mefalubcrrimo y come qnello y che partoriua I'effetto impor^ 
tantiffimo di ma?itener quella yera^e foftantialeyguaglian^ 
^ tra la Nobilta di vna aAriflocratia y che da lunga yita 
al yitter libcro yperche apprefo injeri intendenti delle cofe 
di StiLto y non la parity de beni faceua njguali i Scnatorl 
velle Rcpiibliche y ma che tutti i D^bdi fojfero coHrctti di 
cam in are alia grayjdc^zj, dclle dignitadi piii fupreme per. 
la flrada medcfima di cominciar ilcorfo de Magi fir atiydaU 
h (iiffc yltime mofse.^ . Lcgge dcgna dclla molt a fapietiza, 
Venetiana ^ della quale y pcrcbe ajfatto fu priua l%wtica^ 



Repuhlicd Komana :, elU fii> dt corU<-vka nelUfha lihertky 
€ qiitlU brieue yche htbbe ^ fn trauagliata dd fencQloftjfme 
infermtadi ditumultuofe foUeuatiom. Ferche 1'a.hufo hrut^ 
tijjimo di dar i ConfoUti delict f atria liberate gl' important 
tifsrmi carkhi del! a cur a degll ifaciti a l^ompeo '^ a Cefa-^ 
rcy (^ ad altrl foggetti facoltofi , nella prima giouane'^'^ 
loro J altro 7Jon fii^ che pm tofio trattarli da htiomm Yiatt 
di fwgue Keale j, da Slgmr'i :> e Padroni della pdtria Ihe^ 
ra, che d-a Senatori di njna ben orSndfa KeptilAica\ Ter-^ 
cioche efsendo njerifsimo :, che auclU e ben rezohta liberta^ 
doue anco a Senatori di fommo yalore ^e dt merit o infini^ 
to y fempre atcanzd vna dignitu grande- da fpcrdre 3 lanua^ 
le a foggettl auidi d'ella njefW gloria Jerue di amto h ro^ 
72€ y che bdttendo laro il-fianc'o-^d^Whonorap'a dmbitione n;e^ 
locemente It fa^eorrere nelia Ttrada dirittadella Firtu :, ptr 
poter gjunger pot alia met a del ^lagiflrato bramato ^ a 
Qfare y ^ a -Fompeo j che nella prima fanciulUz?^a loro y 
ddlla Reptiblica Romanct:, con mortal impnidenz^a ^ ottennero 
i primi ho7ioriye' le piu fnpreme dugnitaii ^qual altro cra^ 
do maggiore aitan%aiia da f^erar nella Vtcchiaia:, che at^eL 
la afsoluta Signoria dellafirannide ^ alia qt^.ale Cefare fio^ 
pertamente ^ '1-ompeo.con pivi cupi artific/j a_lpirarono vol? 
^ifordine grauifitmo:, e dal quale lafamofa libtrt^, Roma^ 
na douea rtconoftere la fua morte . 

zAncorche la fiefsa Sercnifsima liberty Venetian a firm 
grandifsimi defc, cheil partr deiC Artttno fommamente Ic 
fofje piaciuto ^comanah nondimcno a gltaltn ^uirtmd ^che 
aiidH'^duano yche feguifsero'a dir le opininni loro . <iAli'hrra 
Benedetto VanL con comimio. La mia R.ptiblicaFiortn:i^ 



nX) chs no'a md hebbe fortunit d^/aper tra le fue famglltj 
tlobili intra dur U pace > I'unione y e quel nj'icendeuole amo-. 
re y chj eternx ren le la libertk delle RepMiche ^ alia, fin^^ 
fa forzjtta di calere ncTinfermita delta fermtu^ y hora a me 
crfa y chs fkpera tutte le pm rare humane meramgUe y par 
che fhty che njn Nobde Venetiano yancorcbe gramjjimamen^ 
te offefi nella mta de fmi figlmoll yC nella propria fha per- 
fmXy pi^i/i^nj'iolentato dall'ardente carita ^uerfi la p atria lu 
birxy che fhanentato dal rigor de ^lagifirati j con animo 
franchifjimo fappia far la dm a rifolutione di per don ar iru 
quell' hora medefima al fuo nemico Trngiuria y che I' ha riceuu^ 
ta : rifoltitione per certo ammiranda y ftj altrettanto degrnt 
di Huporinfinita y^uanto apertamente fiyede y che il Nobde 
Venetiano di buonijjima yoglia nelle mojii del Senato fa rimet- 
ter qnella uendetta deWingimia ricentita ^ per laquale tan^ 
ta renitenz^ fentono glihmmini fenftialinel donarla a quel 
Dio y dal quale riconofiamo ogni noHro bene. 

Cost diffe il Varchi ; quando Lodouico Dolce foggiunfe ^ 
che fe qmllo era ^ero y che confefauano tutti y che la piik 
tar ay e pik pregiata grandezj^a y che pate a confiderarfi iru 
<un Prencipe y era il difarmar con facdita y e fenz^a perlca-^ 
la alcuna njn fuo Capitan^ Generate > e da Imy anco all' ho » 
ray che fapea di efer chiamato dal Prencipe adiratOyO gran-- 
dement e infofpettito delta fia fede y riceuer efatta nubbidien* 
zjy che per certo degna di ejjer antepofla a tutte le altrt^ 
cofe mirabiliy da gli altri notate nella Kepublica Venet'ianay 
li Parea che fojje y ch'ella non folo con facilita grande difar-' 
mafje i fnoi Capita?n Generali di Mare yma che anca aWho-^ 
TAi chi. I fuoi Minifri pm principali conofceuana il Senata 

fdegncu 



lit f Jt>i A ^ b. '27 

ple^^ndtijjimo ^ e che fero ermo ficurl di riceuer da. lui feue^ 
fijjimo cafilgo y ancorche ft troM offer affenti ^ armdtiy ^ 
in carichi grandi y fe acca^deua ^ che dalU Rep u b lie a f offer 
chicimati j con tdnta, frontezj^ d^'animo ernno njednti njb^ 
bidire ^ che defcfle far ml , e I'autorita de' puiilici Magi^ 
ftrati^correuano inTJinegiu:, perej^er dagliamici^e da pa^ 
renti loro gindicati :, anco con la pena capitale. Qfa che per 
molti efempis che alTeta fua in quell a Sereniff ma Republic 
ca fi erano ^vednti:, haueua empmto il mondo tutto di Bu^ 
fore : che pero li parea di poter dire ^ che li fi facea torto 
Apertiffmoy fe tanta autorita della Republica Venetiana ^ fe 
tanta fommefjlone j tanta njhbidienza 3 e cosi inaudita ca^ 
rita della Nobilta Venetiana njerfo la pubblica liberta noru 
njeniua antepofla a tutte quelle leggl ammirande :i ^ otti" 
mi inflituti y che auanti lui haueuano raccontati gli altri. 

LaSereniffma Libert a Venetiana ^ che fenz^ mat rifpon^ 
dere cofa ale una a quei ijirtuofi ^ haueua nyditi tantifuoi 
lodeuoliffimi ordini ^ e tante fue meramgliofe prerogatiue, 
diffe al Dolce ^ che quella ^ ch'eglt haueua raccontata^ era co- 
fa degna di grandifjima conftderatione ^ ma che pero era be^ 
neficio anco poffeduto dagli Jmperadori Ottomani : ma che 
da njna fola prerogatiua ^ ch'ella efattamente poffedeua ^ e 
nella quale ft conofceua auanz^r ogni Prencipato ^ e qual ft 
njoglia pafsata , e prefente Republica ^ riconofcea tutta Icu 
fua grande^T^a ^ laquale per ancora da nejfuno di quei ijir- 
tuoji era Bat a detta . 

iAllhora Dionigi oAtanagi dijfe y che la piu rara meraui- 
gliay che da gringegni grandi nella Republica Venetiana ft- 
no alls Belle con ogni forte di lode efaggerata y meritaua dp 

1? 2 ejjlr 



zi ^r^A O G V AC £ f 

• efjcr efiltdta^ era U njedcre y cbe it tremsr^io trlbtincde df 
Capi de l^uxi ^ ^ li/iprema M(i,giflYAto de _gli Inqtiifiton, 
ii SfAtq^ y Con^PTf ffe.palle di tcU ^.cori^fciciljt^ incYe.dibile^\ 
pff^illy^mo rv'im:^'^^^ '^.iglia C^/kr^ ^ qtul fi. f^a Pom^^ 
pea y che'<:t/ed€ii^tm'fipprh^-mj!^^c'i^^^^^ ordimtd Kepu^ 

tJ^n cos} toii.9 hMed'Ata''7agi detto. H purer fko ^ cht> 
GlroUmoMtixid'rikle 'figgittnfs.ly.cbe'Msntre egiifi troifdr-^r 
ua in 'T^diriicL ndlx ft^d'Currcit di le'^kre m'jjuvlk -^f.xrns.fcji 
Scmle Medicinx yfippe y ehrdlcunlFl-fbei.:, conforms alcojiw^^ 
me loroy ejfendo In F^nsgtx ht/ Uti d-lito dd A'ttreyper im 
f(\lUzx^rficmi almne gmudn: Cortigumey checvn. efp) lor^. hn^ 
ueacino. menxte. y'dit-^pik/nDH^^yii N/tbili l^c'aetia.m. tAfmsnte^K. 
fHX(*noflrxp:tz^cU;l:i.\.che;^h polio mano aJIear^ 

rni y<x^m ner^::c4fii\y ^ e glialtrl m.d tmttarono-y per to aud 
del'tttQ dd Gmdict ejjm.h fiaU ch\xm%ti alk fide y. qnei pie- 
heiydne^m che 'Z^edeiJh:o i Ghiikif.ttitti'm ma^io della N^,-^ 
idtJioffi/ayta^itd/iimimena^f^ ?ieiLi. rettitudi^s- deS, 

Senxto.y nelld efqti'ljmjjimiX Gii^fht}d:dd.\frlh(^n^i€rimln'a'-s 
liy.che 7iou.:diibitdro?io- di campdrir Mi-dnti I Gmdld ^ e porfi 
prigionii,e che punto dellxbuond opimone loro non Ji ingan^. 
n^vo-no y perche mile difefc loro LwAOido i Gkt'dkl pieiumen^ 
ie CGnof'mte k mokjiie ddte kra da quel O^bUi y con eter^ 
nd gkna deitmcorrotta GhiBkit V^^netlanaglt ajjhlfcro come: 
imiocentk E cbe portent o non pm njedt/Ao y e che da q^^eiy, 
the ?ion k f^ratkauano y tion p oteit^t crederfi era y cbe ilNobiky 
ArKorcbe potente pKT parentiida y gjrande per rkcbtzsKe' con-- 
^kurC y e per g/i houori rkemm nelki Rcpublka di fomma^^ 
mtonta, .^ nd piatire piii- ii^r^ aimerfario protiajfe it Cit^ 

tadino^ 



Tf I T A K 7^ J s o: 2^ 

l;4.Ii.?iOych^ il lt^)blle fit-^ parlye chs fi il precetto Polipc(f ^ 
d.i aji h'mmlrii o-f^nii UpSmto fir it to ^ che le Ar':fiocratie m?& 
m y/'%:iMi^h7tl :,' ^uxndo U 'ghiienth, haUle ^Jjkud td 'niMe^ 
Ji Xj i Tnl'Mrndl 'm^?itenekm^ la'OiUfhhd ^^^dl&y 'era, ^jc^ 
rj , cl/ejil no'4 fid'Jea '^'i^dere^ ifiUnM m.tl 1'a-felidfjtm.tL''^ 
bc'vt.tZJenetiand ^tiinti) finer. ^ riclk llSAutionl defiio'iN^^ 
billy tanto efiqufitdm^ntC'. git^jh-Jie^fiuor.T doaefi 

fie hxtier fint^ . 

' ' Vtdt'tmi.xi rutt\n)olh efjlre il dottijfimo Ermo,UrBar4 
bxr) fidqtide diificychc ail bora nelh 'Tat r'te libera hitroiu- 
c^iiiofi Ix Tlr^nniie ^qiundo i ficcrctl fi.u mportdnti dclld 
Keptt'blicx co?i ffocht Senxtor't era?io comumcatl ^ Lv frcfld:i- 
tijjlmx Libert a .Vent' tianx y per fiu^gire di fixf nxufiragio in 
wsi psricoicfij fioglio j comtmicxtid i ficretl^ e deliberxux le 
fixccc?ide pm im^^rtdnti del fiuo Stdto net fi^^Prem^ <S^ix'jfi 
P rata del Pregxdi ^ ?2Hmsrofi) di pi^di dugenta cinqudntd 
Senxtorl yC che cofix gli p-xreux degnx; di fti^pir grxnde y che 
Ix Kepiihlicx Vejietixnx in cast ^rxn rmm-iro da Senxtori tro-^ 
uxfic qHcllx fiecretez^ yche con txnte diligen^'ye'Con txn-^, 
tt bt'^9?ii trxttxmenti di liberxlifismi doni y i Freneipi molte 
ruolte indxrno cercduxno in njn fiolo Secretxrio y m.^-un Px-^ 
fa di Confieglieri . ^Ad'horx U Serenifisimx Liberia Vcnctix^ 
nx p")fe Ix rnxno fioprx IxJpxdx del IBxrbxro y e casl li dfi-^ 
fie. V:)i hxti/Cte nwm'ncctd qmllx pretiofiigmxy delLt quxle. 
io txyito m'' pregia y e per lxqt4>de msrito di efier dt ogn- 
'f-uno iwMdixtx y rnerce che per ben gotternxr git Stxti noru' 
msm s necejfixrid Ix fiecretezs^t^ che il bmn conliglio . 



V n 




^ rn^A G G V A G L T 

VN LETTERATO LACONICO 

pernon hauer nelfuo ragionarc vfara la 

dcbica brcuita, feueramencc dal Sc« 

naco Laconico e punito . 

%AGGVAGLIO VI 

VE L V tnfelice Letterato Laconico , che 
con tre parole hauendo detto quel ton^^ 
cetto J che dal Senato Laconico fu con- 
umto y che potea dirfi con due ^ e che pet 
talerrorcy cheappo i Laconich iqualimagm 
gior penuria fanno dt parole^ che gll aua^ 
ri de gll feu di d'oro ^ fu r'lputato eccejfo piu che capitale y 
dopo la lungdy e faflidiofa prigionia di otto mefl 3 cinque^ 
giorni fono fu fententiato ^ che per penitenzjt del fuo falloy 
rvna fol ruolta douej^e leggere la guerra di Pifa fcritta dx 
Trancefco Guicciardini. (^on agonia^ e con fudori di morte lef^ 
fe d Laconico la prima carta : ma cosi immenfo fu il te- 
dto J che gli apporto quella lunga diceria j> che rmfelictj 
(orfe a gettarfi a i piedi de medefimi Giudici yche I'haueana 
condannato s quali inflantif imam ente fupplic'o :, che per tut^ 
tt gli anni dcUa fua njita, lo condennafl'ero a remare in una 
galea 3 che lo murafero trd due mura^ e che per mifmcor- 
dia fino lo fcorticafjero n^iuo : perche il legger quel difcorji 
fenzji fine ^ quci confcgli tanto tedioft y quelle freddifsime^ 
concioni fatte nella prcfa anco d'ogjii yd colombaia ^ era cre^ 
pacuore^ che fuperaua tuttigli aculci Jngleft j tutti gli acerbi 

dolori 



''D/ P J R N A S o: 31 

dolor I delle parturienti ^ e tune le ftii crudeli morti ^ ch^ 
Ad Inflxnzj' de pm hnrnmi Tiranni giAmmxl fi ha.ticjje po^ 
tuto maginare lo ^pictxto J^mllo* 

CENSORI DELLE BVONE 

letcere reiieramencepunifcono vn Lette- 

raco , chc neireta fua molco matura 

nioflraua hauergufto deila.* 

Poeiia Italiana^. 



RAGCFAGLIO VIL 




lERI dal Bargello del TrihrniAle degli 
EccellentiJ^imi S'lgnon Cenforl delle huo- 
ne lettere fu pgliato yn Vtrtuofo ^ cbe 
in fragrmti congl'i occhidi dnafofu tro~ 
uato y che leg^emdmne Poefie Italiane :, 
e quejla mattina molto per tempo d'oV" 
dine di Apollo ^ prima It fono flate date tre rigorofe flrap^ 
pate di cor da:, ^' appreffo detto ^che neU'etk^ ?ielU qual fi 
trouaaa^ di cinquanta cinque anni imparajje ad at tenders 
4 git ftudij piii' grant :, e lafiiafje gettar il tempo nelU 
Uttione deMadrigalii deSonetti y e delle Canzj)- 
ni aquei giotianetti cacatibetto ^ne' qua-* 
li per ieta loro quelle cofe ft toL^ 
krauano :, che feuer amenta 
erano punite ne 

EGLI 



i^ 



.OK A G G V A a' L i 



ASINO D'ORO Df APVLE^O; 

& z^finariadiPlr.utofidogliuno apprcf^ 

{o Apollo dellamokafcueritavlata 

da' padroni lore ncl battcili, 

& hanno poco grata 

n(pofca^. 

\A C G VAC L I Fill 

'fe^^?'^^f^ G/i otto' del concnte il cdderrmo Afm 
^^^kC^M^ ^'(?r^ d'Afukio :, e la f:mcfffma oAfi^ 
,}^&-^(S%}$^^' f^^ria di Tlatitd compArkcrb aHantiT<tj 
'^S4^^^^'^\ c5^^/^t/^ di nApollos alqt^ale a ne^ne di 
%i^^Si&j\ Til . tuita U fpetie de Soman njuitament^ 
*^^^/M>^^^^ ■ differo ^ che Je quevli an'imali dal ^cner^ 
lumano merhdua'ao trattameiiti migLori':, che erano di po- 
<a J^cfa :> e di molto njtilc s ■eglino piu di qual ji ri;ogtia aL 
tra htflia con grandijfma ragione poteuarw doltrji de \Fd^ 
droni loro . Pcrciochefe bene nella caft d/ Icro Signori con 
h perpetue lo-ro fatiehe fosie-neuano ilpefodcila notte :> e del 
gioY^w y e per lor mjitto fi coTitentanano.di'^n poco dt cc{72rid 
fo'Aia^X'Aeltacqua^ c con n^m tantino di crufca faceuano il 
loro Carneu^ale s che nientcdimeno daWingratitudwe ^ e daU 
la crtidelta dc! padroni loro ccn tanta indrjlrctione rz^'cniua^ 
no t rat tat i :> cLe gtinfthci erano diuinuti 'm'frabilc fpct^ 
tacolo cCo^ini fm brtittaftrdpaz zp. E che con Ibt.miltu di vn 
proicttijlimo Jlru'^gio non tjjtndo njaiHto lor J at to di ad-^ 
' - . dolcire 



t^-/ - "P A n N A S 0. 33 

Jolcire gli efferati cuor'i de loro Signon humilifjlmmient^ 

fkpplicauano fux ^aefta a degnarfi y che alle ^Afinine mL 

Jerte y fe ?io}i punto ferrno ;, fi facejje alrneno qnalche ijir^ 

^goUy comandando a loro \Padyom ^ che ^-uerfo creature di 

txnto merito eferchajpro fe nan U gratlttid'me ^ almenothu-^ 

manita. sA qtieflirifpop Apollo , che Ufeuerka ^ che iPadro^ 

fj'i yjauano ijerfo t Somari ^ della quale ejft tanto ft rAmma-^ 

ricauano y non dalU natiua crudelta loro ^pGi che niuno Ji 

in'ouaua ^ che odiajje tvtdita del fuo patrimonio ^ ma, che 

tatta era cagionata dalla portentofa pigrit'ia j e dalU mo^ 

slrmfa fltipide'z^ de So'marl s peril quail bruttifsim'i man^ 

camenti i Fadroni erano for-T^ti a furia di hasionate §i'm-. 

gerli ^ far quel lauoro ^ ch'efi non haueano fplrito di far 

da loro Be ft c:on la propria ^-viuacita deWingegno . E che 

quel y che delle crudeltadi ^ che ^zjedeuatio <-ufar contro 

qual fi njoglia ^ ijoleuano far e fat to giudicio , 

fdcea bifogno ^ che non tanto hauefjero ri^ - 

guar do al genio di colui ^ che njfa^ 

ua la feuerita ^ quanto allx^ 

qualita de coftumi di 

chi ft daleua di 

€f^er(Lj 

mal tratta^ 

to. 



M K O^ 



34 



KACGP'AGLl 



NOTA DEL RACCOLTO, CHE 

hanno £icto i Lctterati delle Scienzc femi* 
nace, e colduatedaefli. 



KAGGVAGLIO IX, 




.-r^^^£r.^. 



I A fono forniiele mej^l ^ ^ il raccgUd 

tut to di que fi' anno dd ^Piidro?ii e flato 

condotto ?ie granar't:, ilquale fe bene fe^ 

condo Li qU.dita de' terrenl^ e delle btd^ 

de^ che fono Bate feminate e Bato Va^ 

rlo J, njniuerpilmente nondirneno ft puo 

dirs:) che fid fat fenuriofo j poi che per puhblica calamita de 

gl'i huominiy con I'aere ^ e con Lt terra,:, fino anco dmenutl 

infecondi ^ e Herdi gl'ingegnl hurnanu ,^elli ^ che hanno fe^ 

rn'mato lo fludlo delle heggi j ordmarlamente ha?mo hauf^ta 

cosl grajfa raccolta ^ che molti ne fono arrtcchltl ^ e particO' 

larmente quelli ;> che hanno coltiuati i campi delle Cortt ge- 

7ierali ;> hanno hauffto la wef^^ tanto feconda y che ha dato 

c'lnquanta per vno. Ma^gion cofe fi fono njedute nelle fer- 

idiffrme campagne dellaCorte diKoma^ doue in part ico I are 

SILFESTRO ALDOBKANDINI, E-MAR^ 

^^'^If^ CJNTONIO 1B0KGHESE con molt i dijpe?idij , 

-Auuoc3ti Q^* con infinite fatiche j hauendo fminato j e cd pro- 

te di Ro pTJj fudori irrlgato lo fludio delle Leggi ^ hanno empiu^ 

Slfe^ fJi' ^' ^ granari loro di ricchiffmi tcfiri ^ (^ t loro yirtuofff^ 

cifiinr Pa ^l fi'A'iuoli > chc hawjo attefb airaor'icoltura de' rnedc^ 

ditdi due . J^ ^ , . . "^ . 

nioiiofir mi nudu . hanno raccolto Frincipati per la cafa loro^edi^ 



*55 I "PA R N A S o: >f 

gnita dmine per loro ftejjt , «j^//^ che hayino feminato git 
Budij delU Medic'maj mcor efji hanm hauuta buona mejfe^ 
rnd non pero da faragonarficon ['uberrima delle Leggi :>per' 
che folo ha dato dodicl per njtjo . Gli agr'icoltor'i della Foe-- 
Jia i nella Frimauera deWetk loro :, hanno '-uedutl i cam^ 
pi far bellljjima moflra^ gjr con molta ragione ne ^eraua^ 
no ricchijjtma raccolta^ ma quando nel princlpio di Giugno 
ruenne il tempo del gr mire ^ gl'infelki ^-uidero i fkdori ^ e 
le faticbe loro rlfoluerfi tutte in frondi^e in fiori -, di ma- 
niera tab che i miferi IPoeti hauendo fUdato indarno ^ fi 
tronano tutti Jpelati :, fen^^a hauer che man^iare , Ond'e 3 
che fimil forte d' Agricoltura :, come mercatantia piii be It a y. 
cheiutile yfi'ua tralafciando , Pochje biadc di let fere Grc^ 
che fono fate feminate ^ come quelle:) cloin qnefti tempi non 
hanno fpaceio s H che forfe accade ^ perch e il pane j, che fi fk 
di cosl fatto grano ^ ancorche gia fia Bato il ijitto quoti^ 
diano di yna numeroftffma nations ^ pAf mndimeno ^ che ^ 
gli Bomacucci de gtmgegni deboli moderni ^ riefa di du^ 
ra dige/lione: quindi e ^ che alcuni piu accappati Letterati^, ne' 
loro giardini 3 folo ne hmno fcminato quanta hafia per yfo 
di cafa ^ e piu per non parer ignoranti . che per mojirarfi 
dotti: ^ affnedi confer uar il feme ^ non per fume mer- 
catantia. Delle lettcre Hebraiche quafi dffatto ft e pcrduta 
la fernenT^^ per che nonfm effendo m yfoy rarijfminefe^ 
piinano ^ e certo con graue njergogna pubblica ^ che da gli 
huomini non fia ambita quella lingua ^ con laquale hauendo 
parlato Jddio y le ha data tanta riputa:tw7ie^ . Gli agricoL 
ton della Vilofofia njihanno fino ferdnto il feme ^ e pivo il 
mondo njn abbandonando fimd forte di mercatantia ^ cams 

E 2 quella^. 



3^ TtACCrAGLi 

qnelU ^ che hauendo bifogno di terreni fecondijjimi d'tnge-^ , 

gmfenili^ e d'infiVito Jiudio per alleuxrU ^ e rldurU a ma- ' 

turita 3 e facendo poco frutto ^ e di quel poco trouandofi ra-^ i 

77 comfy ittorl :> I' at tender hi e njn r met term d capitate^ . ] 

^uelli J, che hanno femlnato heneficij ;, contra topimone di ' 
rmlt!:, hanno hautito mejje fecondtjprna s e certo che altrettan- 
to pretiojb ^ quanta miracolofo ;, e jimd feme y pai che di 
rnolte mo^i^^ia ^ che altri ne getta fipra la terra j ancorche 

tutto ft perda ^ ijfi fol grana nondimeno che nafca j cos} \ 

ahUmdante raccolta rende aWagy'icoltore ^ che la fa ricco . e \ 

hen '-vera :, che alia nohdifi?na agvicoltttra di feminar hene^ ' 
ficij y folo attendona huommi magnanimi :> e di gran libera^ 
lita :i merce che i Jlitichi auarucci^^ che nafcono can tingar-^ 

digia di prima njQler mietere y che feminar e ^ nan hanno cuo-^ , 
re di get tar. in terra quel feme y quale per la maggior par- 

te rveggona che ft perde , ^uelli y che hanno feminato mi-- \ 

tiacciey^ ingiurie.. di parole y hanno mietuto offefe difattk ' 

in grandiffima copia s (^ i femmatori de cojicheri ^ i 

hanno hauuta fecondifjima raccolta di maledit^ \ 

tioni y come aneo quelli y che hanno femi^ i 

nato tribaliycosl copiofa mejjihan^ i 

no hauuta di ffme y che per \ 

yfo lor a y e de loro de-- \ 
fcendenti infijia 

alia f'fa- j 

gefm^ generatione fino al tettt^ ■ 

ne hanno empiuti i lo^ \ 

ro granaru \ 



«2); i> A R JN A s &: 



5> 



IL MENANTE ENTRANEL 

fondaco dc' Politic!, e dalle merci, chc 

vi coinpranoiletceraci, ftiidia di 

vcnir m cdcrnicionc della^ 

qualicade'genij loro. 




\A G G FA G L 10 X, 

^^^ £ i^ y^^ e fat to gitidttio del! a ijera qua^ 
tiV^A ^^''m8 lit a de genij degli huomim fopra mo da 
rvale il frequent ar quei luoghi ^ one fi 
efrcitano atti yirtuofi ^ e quelle botte^ 
ghe :, dowe ft yendono cofe yltlofe :, eno^ 
tar quel ^ che yl fraticano s perciochcj 
CO si le lihrarie ciltrui fanno conofcere gl't cimxtorl delle buo- 
ne lettere :> come le bifcaz^:^ a dito moHrano i giuocatoris 
le fcifliccierie I golofi s le hoflerie i pacchiom s ne in dtro 
piii, commodo luogo meglio puo hauerfi cognitione degli huo-^ 
mint yani:> che Fpeffo frequenter le barberie^^e notar qua- 
il fiano quel Gcinlmedi y quei Karclfi ^ che h men do pat ten - 
%a dl far due hore fotto II bar bier e j, con tanta Ifquifitcu 
dillgen'K^ njogliono efjer tofatl :, che plu tempo confumando 
in far ft accommodar la barba:,cbe qual ft yoglla llnda Bo^ 
fa in acconclarft il capO;, ognt pelucclo j che auan?J gll altrh 
che ftia njn poco torto ^ filmano che poffa farll parer brut- 
tl demonij alia pta^^ . .^Indi e ^ che tl Menantc ^ alqua^ 
U ftmd artlficlo molto ^ no to ? ^<^J]o f trattkne nel fon-^^ 

dacop 



3i . KAGGVACLI 

daco J che con le p.tff^atc ft e detto ^ che in Farndfo ha aper^ 
to tynmrjltu dc '"Pol'ttici i tl che egli fa folo affine di yc- 
7ilr dulla rjualita dcllx YobLx , che altrl nji compra ;> in co~ 
gTiitiovc del ^c?iio di molti di queHa, Corte ^ per dame pot 
miutito ra\^tta^lio a fiioi amoreuoli Auuentori. 

Tre 7natfinc dnnque fino pajjate ^ che nel Fondaco de'To^ 
litici capita Gimambatifla Sanga famofo Secret ario nella Cor^ 
te di 'I\o??iA J ilqualc ad -uno di que gwuani chiefi ^ fe haneua> 
Carbo'fieda ^endere ^ gli fk rifpojio di si ^ Csr' apprefp) gli fu 
moBrato d Car bone ^ quale pcrcwche piacque al Cortigia^ 
710 y conuenne del preT^^o ^ e ne compre quaranta fomt^ • 
Strana cofa parue al Menante la quantita del carbone com^ 
prat a da quel yirtuofo ^ molto $J)roportionata a luij cht^ 
n.yitieua con ynfolo feruidore ^ e per che il Menante e ami^ 
ciffimo del Sanga confident entente gli chiefe la cagione ^ per^ 
che effendo egli fob in cafa y fkceua cost gran preparamen^ 
to di carbone . gli rifpofe il Sanga ^ ch'egli nella fua cueing 
^/lon adopcraua legne . lo inter rogo all'hora il Menante , ft^ 
forfe cio faceua y perche haucffe trouato tyfo del carbone di 
mnore ipefa s alia qual domanda liber amcnte rifpofe il San^ 
ga y che yiuendo egli in corte ^ era forz^to rnifi^rar le co^ 
fe fue con l'auan7:o dellarfputatione ^ non col guadagno del 
danaro ^ e che egli haueiia in odio il faoco delle legne\y per-,' 
che faceuano molto fumo ^ e poca bracia ^ e che I'yfo del car^ 
bone era mirabile per qitelli ^ che amauano ^ che la mineftra 
loro punto non fapejfe di fumo ^ e che egli non fi curaua 3 
che da que Bracchi y che fono nati al won do folo per odorar 
7 fitti altrui y la qualita del ftto njitto foffe argornentatitj 
dalla quantita^del fumo y che n^fciua dalcammino della fucu 

CHcina^ 



9 T n:> A n 7^ A S 0. S9 

fucma J md dalU tamU copiofamente Imbanditdu * 

Dopo d Sanga^, entro nel Fondaco Epitteto Fdojofo pef 
U fk^/ta^ nelU qiide ume di ^una efatta honta d'animo j, moU 
tpfl'imato in Pdrnafo., e perd dd Menantegranderdente cono- 
jciuto J, ammirato y (i/ ojjcrudto . <^cfil chiefe d giouani del 
FondcicOy che gli fkccjjl'ro uedere Ic forti tutte dellePellic- 
cie J che ha,ueuuno ; c^ incoritdnente ne it furoiio pQrtatQ_j 
diDjf^iydlZJan 3 di Z'lhell'tm j e d'dtre firti molto pretio- 
fe y Icquall percioche no?i piacqctero d 'quel Fdojofo ^ dd 
*^n 7nolto (Iringdto Politico ^ che foprdftdiid dllo Jldccio deU 
Id robd dijje J che le pelli^ che li moUrdiidno ^ erdno trop^ 
po pompoje y € pero molto lontdne ddl Jlio bifogno t md che 
deftderdud ynd di quelle pelliccie ^ che portdudno quei^ che 
njoleudno pdrer buone perfone.Jntefe althord il Politico il bifo 
gno di Epitteto. eprefolo per numo lo condujje in njnd Hd?Ji:^ 
titirdtd del Fo?iddCO ^ donde egli poco dpprejfo njfcl rucjh^ 
to di njnd l^ellicid di Lupo Ceruierey foderdtd di pelle di 
^4gnellti e perche Id pelle di Lupo ^ cUerd molto pretioft . 
hdueud Epitteto pojld di dentro y e quelU di oAgnello di fuo^ 
r'iy d Mendnte h corfe dietro^ c iduuert) ^ ch'egli ft hdued 
ueftitd Id Ziimdrrd d rouerfcio. Md molto confufo rimafe il 
Mendnte y qudndo quel fdgdce Fdofofo ^ dopo ejlerfi ben ri^ 
fo di luiy cost li rifpofe : ben puo ej] ere ^ Mendnte mio^che 
tu ti intendd di cdl^xr Bor^dcchini Spd^nuoli : }nd neltdrte 
di ftpernjefiir que fie forti di pelli mi ti mojiri molto y^f no- 
rdnte . ^uefid Zimdrrd ija njeflttd ^ come njedi ^ Id pelle 
di Lupo njd di dentro ^ ne mdi drriudrei dd ottener il fi-nt 
degiiritenti rniei ^ qudndo -vn fol pelo ne dppdrijfe di fuori. 
T^torno althord U ^A^ienmte nel Fonddco ^ doue ritro^ 



UO:, che 



4t) \A G G V A I 1 

m J che yn Vrericife grande haueua fxtto inf^anzj, ^ che It 
fojfer^ for tat t de liAmmuoli da mincjirare ^ e pcrche Job ne 
II furono mofirati quattro :, egli chtefe ^ che ne fortaffera 
quanti ne haueuano nel Fondaco s d ^^^^ fubito fk fatto * 
All'hora quel Signore d'l feno ft cam -iJJia lift a:, che yi ha-^ 
ueua di tutti I fuoi fcrutdon :,che arnuauano al numero di 
trecentoucntl ^ e prima con efattijjima ddigenzj^ e [amino la, 
qualita di ciafchedun cortigiano ^ e conforme al merito loro 
ad o^cjiuno compro il fuo particolar ramaiuolo s onde quell a, 
de mcriteuoU erano fcelti molto grandi ^ e quei degli altri 
ajfai minori 3 e per cofa vara noto il Menante ^ che i rarna* 
moil di alcuni cortigiani nc^'ccchi :, e feruidori antichij, che y 
difj)rczj:ando il buon fermgio del Prencipe ^ le facccnde ap- 
partenenti all' officio loro haueano fatte a cajo ^ erano molto 
piccioli : Giuftitia per certo ftngolare mifurar i meriti del Cor^ 
ti(^iano pin daWaJJiduita del buon feruigio y che dalla lun^ 
gloezx^ del tempo ^ ch'era ftato in corte . J I MenantC;, che 
molto rimaje marauigliato del difpendio di quei tanti rama^ 
iuoli y a quel T^rencipe y col quale egli ha particolariJftm^Lt 
Jeruitu ^ dijje ^ che nelle altre corti di Signori principalijji'-^^ 
mi egli hauea yeduto i ^uochi Jeruirft di yn fol ramaiuo-^ 
lo y col quale ^ non con tanti fcrupoli^ ma a difcretione a Cor^ 
iigiani imbandiuano le mineftre. <iAmico ^ rifpofe all'hora il 
Trencipe al <^l€nante ^ queflo ftile m.edefimo ^ che tu did, 
finhora ho anco tenuto io ^ ma con pejjima confeguen?:^ , 
perche nell'imbandir le mineftre a mici cortigiani eftendomi 
feruito de ramaiuoli poco giufli ^ c folo haue?ido mifurato lo^ 
TO a cdpriccio j imprudentemente ho tra cjft accejo il fuoco. 
di quelle gelofte 3 di que rancorip e di quegli odij y che poco 

€ mari^ 






mdncdtd ^ che non hM'ino mandato me ^ e lo ftato mio m 
Htima perditlone : d\ for dine ilaiiale chiaramente mi hiL> 
fatto conofcere ^ che il Prenc'ife ^ che ytioi hanere fcruidon 
fedeli :, e .mimfiri folleciti s fd b'lfogno :, che fi rifilua dimU 
?ieBrar loro giufio . perche di ioro naturci e£endo i fprtL 
gidui foframodo golofi dell a minejlra delU buona grat'm del 
Prencipe 3 qudndo njeggono U fctidelU del camp agiio traboc-- 
cante p e tntta, grajjd:,€ ia loro mdgra^e tii^ttci'-uuotd:^ I'd-'- 
mor :, che det/^ono fortdt al Signor loro :, conmrtono m odio^ 
Unjenemtione in difpregio ^^ il buon fermgio 'mfirdPdzjip^e 
tanto pm rabb'wfimetite incri^delifcono contra i Signori lo^ 
ro y qttduto I'imbdndir co?i tcinta inequdita le minefire^ pill 
interpretano mcincdnzjt diamore :, ingratttHdine ^e nuitiojif- 
jtma partialita y cJje inauuertefi^a ^ ^' in fomiglianti ingiu^ 
fiitie piu^ dirottamente piangono U fctrfezT^ della buona^ 
gratia del Signor loro ^ che la picciola piatanza ^ ^ il pre- 
tendere i che njn Cortigiano ^ alqnale il Tremipe eo7i Li fe^ 
mitarra dclle fcorteftc taglia le gamhe ^ ^uelocemente pofla^ 
cerrere nel JuQ buon fermgio :> cost e pazjj^ graride ^ come fen- 
^giudicio akuno e ,quegli ^ che per meglio incitar il cauallo 
d cor Co ^It tira la bridm* 

^ ^Jio7i coil tofto ^jfci quefto 'Trencipe dal Fondaco^ cheyi 
entro ^no ^ ilqual chief ^ che li fojfro moftrati de'ferraiuoli 
Imighi fino in terra ^ che yoleua comperarne ru^Q . ^ l^^ 
contanente ne furono portati molti ^ iquali ^e di colore :> e di 
qualita di panno era'no di foddisfattione al compratore : folo 
haueano il dfctto ^ che tutti gli riufciuano corti. Era que fit 
di fiatura meno che mediocre :, e che a Ini anco queiferrainoli 
riifcijfero corti ;> che ^ gli hmmini di slracrdinarU grandez^ 



41 RAG € V A C L t 

'%a hmrehbono toccato il collo del piede ^ al Men ante pdrui 
miracolo (ijrande : e pero accoftatofi a quel Forafilere It chiefey 
chi egli foffe y e qud profefw7ie fojfe la fua^ all' bora qtd^egU 
liber amente I'l riffofe ejfer Siciliano s e che del fm patrimo^ 
nlo bauendo fabbricate 3 e posie aW or dine due Galee :, coru, 
elje dif'gnaua dl andar in cor fo^njer amente con fini dt far 
Lot tint J e dl guadagnare : ma percbe conofceua fomlgliante 
mcfticre fopramodo effer odiofi al mondo , e^- apportar po^ 
ca r'lpntatmie a cbi I'efercitaua , njoleua proucderfi dl njti 
manto liingo J accio rlcoprilfe il ftio fine :, e tintereffcy chc^ 
lo moticua afar qvteir efercit'io y e njero foffe creduto 11 pre^ 
tejloyche baueua pigliato d'lfolo njoler armar contro gl'igno^ 
nv/it'i J (^ i nemic'i delle buone lettere . Vdite che bebbe il, 
^ienante qucfle cofc liberamente rifpofe a quel Siciliano y 
cb'egli perdeua U tempo s percbe tutti i panni ^ cbe fabbr'icA 
tlngbilterra non erano fptffLclenti per far a Cor fall ferramo^ 
li tanto lungbiy cbe non ft f offer o ^edtiti loro due palm'i ^ e 
7ne%7^ dl gambe da Ladro. 

Poco appreflo entro net Fondaco njn nj'irtuofo y cbe cble- 
fe Braccia da m'ifurare\y (^ in cont'mente ne li furono mo- 
fir ate molten delle quail accappo yno a fuo gufloy (^ appun^ 
to quando yoleua pagarlo ^ il fuo fcruldoretauuertlycbenon 
dccadeua far quella fpefa ^ poi cbe In cafa ue ne era njno glu* 
Sioy cbe faceua II ferulgio : a coflui rifpofe il fuo padrone , 
che II T>racclo cb'egll baueua In cafaera gitiflo per fe ^ma cbe 
nclmlfuraraltri ft eracbiarlto ■, cbe faceua blfigno vftr Brac^ 
da forafilere ^ percbe In alcunl negotij gram ^ che gli erano 
occorfiycol Br accio deUafemplicita yC della liber t a deira7iU 
mo fuo candidtflmo ^ haumdo <-uoluto mlfurar gll flomachi. 

fora^ 



foYdflicri 3 grandemente (l era troudto ingannato. 

Vide foi il Mencmte^ che Lorenzo Gambera famofo Poe^ 
tit Brefcumo entro nel Fondaco , dqttdle dopo ben haner rU 
guar date un belltfjimo Tappagallo Indiana y ch'era nella pan^ 
ta J e mojlrato fentlr del ragionar di Im fommo guflo ^ ^o 
chiefe d prez^o ^e li furono domandati centocinquanta fcu^ 
di : U G amber a ^ dqude fe meglio haucjje faputo far i fat^ 
tifm'i per motto miglior mercato hanrebbe hauuto ii ^ap^ 
pagallo y dij^e :, che H prezsP non li difptaceua ^ ma-che fo^ 
lo mancaua ^ che no?i haue?ido egl'i tl danaro tutto in pron-. 
to ) In luogo de' contanti :> per quello che haucjjrro giudxato 
due huomin'i intendentl :,haurcbbe dato loro d fuo leuo ^ou^ 
€gll dormiua y i cor ami ^ e gli altri abbigliamenti della fudu 
.jianzjt s e perche tl partita da gli huomini del Fcndaco ft* 
fubito accettato ^ il Gambera piglto il T^appagallo per por-^ 
tarfelo'a cafa. Il Menante do njedendo^ dimodo della fcioc^ 
ca rifolutione di quel yirtuojo Poet a rimafe fcandali%zatOy 
che fino lo fiimo huomo dolce di fale ^ e pero mojfo a pieta, 
della ftmpiicita di Im gli chiefe y per qual cagione egli y che 
AWhabita y che portaua indojjo y moflra ua che non gli auan^ 
'x^uano danari da gettarCyper la n^'anita di pofj'eder njn^ 
'PappAgalloy nonfolo pazs^mente fi Fhagliaua degli abbiglia^ 
menti della fua cafa y ma del left a fteffo y njnico ripofo deU 
le fatiche del corpo y e de trauagli deltanimo . <Al Menan^ 
te CO si rifpofe Lorenzo. Sappi y caro amica mio , che per ^iun-^ 
ger alia felicita- di pofj}dcr la ricca gioia di queflo H^appa^ 
gallo non fola di 'buonifima njaglia mi priuo di quant o pof 
fggo- di buono in queflo mondo y ma nudo ?ni farei ^fo'^Ua^ 
to in ca?n:cia y e fino uenduto fchiauo i?^ Galea per haucrla, 

F z Jo 



-f4 X^ G C V A C L 1 

^% fm Lomhdrdo ^ tiato col difctto ordinarlo ddU mia >Jd- 
twne dl cffer lihero di lingua j, e fchictto di cuore :, nobilifjl^ 
7ne njlrtudl antiche ^ crudelijflmi nj'it'iij moderni ^ poicht^ 
7ielle corti:, ^ altroue mi hann9 cagionati fimmi trauagliy 
d quail fpero di for fine cOn la compra che ho fatta di que-- 
fie prctiofifjimo njccello ^ ilquale felicemente mi infcgnerX. 
que Ha ^iriUj, che affatto e ignota a Lomhardiy e pur trap- 
po ftptita^ e praticata dalle altre nationi :,di opprimcre lye- 
riftnfi delianimo :,€ folo anjoglia d'altri parlar con la hoc- 
£a concetti imparati alia mente^ . 
'\ 

LA SERENISSIMA VIRTV' 

dclla Fedelta fccretamente efTendofi parti* 
ta da Parnafo, /^ polio dopo che fu accerta« 
to ouc ella fi era afcofa , fpedifce le Serenilli- 
me Mu(e iVlelpomene, eTaha^accioIeper' 
fuadinoili'itorno. 

^AG G VA G LI XL 

A Real cafa della Serenifiima ZJirth deUa 
Fedelta ^ che prima tan to da i ^fmiftri 
piii prmcipali de Vrencipi ^ e danumero 
wfinito di Senatori delle pin famofe Re^ 
publiche :, era praticata ^ da alcun tem^ 
po in qua cost poca ^en frequent at d^ y 
cheftmbrala cafa della defolatione ,Onde alii diciotto del cor ^ 
rent€ I'honorata rcfiienz^ di cosi (ccelfa Virtu* affatto fti 

rvedu'* 




^ ! T A K Ti A S O: </ 

fV^dutiX ch'iufa. oApoIIo come fr'imd ft^ auu'ifato di cdfo tanti 
importmte ^ comcindo ^ che unco con nj'wlenzji U porta di 
qml fiimofo pxU^jip fojj^e aperta:, .e che dalla medcrna Sere^ 
nijjima Fedelta intendejjlro la njera cagtone di tanta nom^ 
ta. Fu fkbito efeguito I'ordine di fua Maefia :> e tuttl queL 
lis che efattamente cercarono quella "^al Cajayaffatto L-u 
trouarono njuota dl habitatori . // che come prima intejjcro 
i ^irti4^ofi ft njejiirono di duolo y fi afperfero di cenere y (^ 
altri fegni moflrarono di ^jera meflitia ^ <tT Apollo in partis 
colare tanto fe ne dolfe^ che apertamente ft conohhero in lui 
queglieffetti medefimi d'intimo dolore y ch'egli aii'hora fcoprl 
altrmyche fegui il cafo lagrimeuole ^ e memoranda deWinfe- 
lice ftio flglmolo Vetonte.e conofcendo fua Maefia^ cheil ^o- 
uerno del genere humano rotiinerehhe ^ quando il faldo fon^ 
damento della Fedelta ^ che fofiene tanta machiiaa mancaf- 
fe y fece fubito pubblicare editti ^ ne quali anco a gl'ignoran^ 
ti y i^ ad ognaltro incapace della nobdiffima prerogatiua di 
njiuere con honorata fama nella memoria delle genti ^ con^ 
cedeua cento anni dUmmort alit a ^ da darglift fiibito^che ha-- 
ueffero trouato ^ done cos} preclaraZ)irtu> s'era afcof^(^ il 
Fifco Regio per afftcurar il pagamento promefjo ^ diede feu- 
riff me cedole di ^anco ^ dt Homero ^ di Vergilio ^ di Litiioy 
e del facoltofffmo Tacito ^ tutti principali ^lercatanti in 
quesia piazjjt dt IParnafo tra q%ei njirtnof ^ che co pre- 
giati i?ichioflri loro attendono al nobilifjimo traffco di eter- 
nar nella memoria delle genti il nome altrui , La grandeur 
Xjt del premio inmto molti ^porfi in cerca^ e dopo efattif- 
ftme ddigenzenjpite yla Real Maeft?^ della FedeltX in una 
fiaila fk trovMa tra la braccheria del f am o fa cacciatore^^ 



■^6. /■ K A G G V A G'l t 

•Attheone, e del hell'ijfimo Adone. In molta fretta fti fattdj 
(liter ad Apollo fa?2ta 7ioHita^ ilquale a quelU ojolta fpedl 
Jiibito le Serenifjlme Mufe Melpomene y e Talia, affinech 
leumdo da quel Imgo tdnto 'mdegno cos} cccelpi Virtu :> U 
ricondiicejjero alia fua folk a hahkatione. Mail tutto fu in^ 
darno ^ percloche quella Serenijfma Frincipejsa amaramen- 
te p'langendo Imfelke fuo ftato y nferke^dijje , o Sereniffime 
Dme :, ad Apollo mio S ignore :, che laVraude ^ mi a e tern a, 
€ caPttaliffima nemJca fnalmente ha riportata piena njit^ 
toria nella quejiione ^ che perpetuamente ha hauuta meco j e 
che rinfame Interefje J che in quefii tempi infelici tiranneg^ 
iia fli animi di tutte Ic megliori nationiy m^ha shandko d^ 
quel cuor degli huomini ^ che prima fu tutto mio. Fate an^ 
CO Cap ere a fua ^(ae/Ia j, che dimondo tutto dimodo Bcu 
immerfi nel fango delle pm fozs:e brutture^ che que Ha Fe^ 
delta oftinata di honor at amente fcruir il fuo Tre?kipe fino 
air effufione dell' ultima goccia di fangue :, (^ air cmijjionc^ 
degli ultimi Biriti del-la 'uita^che prima tanto era ammira^ 
tA}^ ambita ^ hora njicn riputatafciocca y (^ njitiofa o(li^ 
natio^: e ditelc;, che l'hauer:,pcr ben pot er ft accommodarc 
al tempo ^ al luogo ^ (^ alle perfone^, nj/ianimo fraudoUn- 
te J colmo di perfidia y e difpoBo ad njfar ogni pik efecranda 
infedelta yhoggigiorno roien predicata fapienzayfagacitu^ ff^ 
accortezj^ d'lngegno copiofe di partiti y gjr ch'io mfelice Hd^^ 
macata dalyedercofe tanto obbrobriofe ^ fnftata for-Kata far 
U rifolutione ^ che njedete j, di njiuer tra quefii Cani y 7ie 
quail compit amente trouo hoggi quelU ijera Fedelta <-[jerfo 
i padroni loroyche con tanti miei fidori yfmpre mi fon^ 
jaYX^ta i?}ferire nell'interejfatOjeperfido cuore dcgli huominu 

NEL- 



^ I "P A t N A^ 0. 



41 



NELLA DIETA GENERALE 

de' Letterati intimata da Apollo in Elico- 
na , fiia Maefta contro Tafpettatione di ogni 
vno decreca Tecernita al nome di Vincenzo 
Pinci , n^Ua Corte di Roma decto il Caua- 
lierdal Leuco. 



RAGGVAGLIO XIL 

ONO gik pajfati quattro mefi :, che JpoU 
lo per gli otto del corrente fece intimar 
Lt Gemrd Dletci de Letterati in Elico-^ 
nUi cue al tempo determinato eJp:?2do com 
parfi i Frenapi T^oett^ U Nol>ilta:>€ i De^ 
putati delle Vniuerfitadi yirtuofi ^ la^^ 
mattinaper tempotuttifi congregarono ?2elU gran faU ^ done, 
fotto I'ombrella deltSternita nelfu^o lucenti^imo trono^fedet- 




n. 



iMaeflk :, in mez^ die feretiifjime ^ivbfe. € per che 
Apollo negli editti j che hauea pubblicati della Diet a haueu^ 
,(fecificato ^ ch^egli la chiamat^a per dar teternitJi. al nomt^ 
ditin IJinmfoychehaMrebbe propoflo'.'varij furono i difior- 
fi de Letterati fopra il fogqetto :, che doueua ejjer nomina- 
to ^ ma la piu^ comune epinione fi rlflringeua nel letteratif- 
fimo Giufio Lipfio :, hmmo Fiam?nmgo ^ gli fcritti lucuhra^ 
tijjlmi del quale tanta fragran?^ rendeuano in l^arnafo , 
che in tutti i njirtuoji haueuano deflata piiv to Ho rabbia di 
iimrdrli ^ ebe appetito di guflarli. ^Itri dicemno ^ che do^ 

HeiM 



4^ Xa G c V A G L r: 

ueucL determnarmfi la pubblica entrata ^ I'audienXd nelldJ 
fitUReguty e poi I'eternita al famoftpmo nome ddl' llluflnf^ 
fmOi e y'lrtuofifsmo Cardinal Serafino Oliulen j Vrencift^ 
de Lctteratl modern'i ^ ilquale yltimamente ejpndo giunto 
a confini di quefio ftato di Farnafo :, con Infolite dimoBra" 
tioni di ho}iore fit incontrato dalla maggior Parte deZJir^ 
tuofiy icmali grandemente rimafero marauigliati ;, che mihuo^ 
mo ^ che per tutti gli annl della fua nj'ita era Uato occu^ 
•pato nel laboriofi carico della RotaRomana^ hauejje potu^ 
to acqiiiftar eftttifsima cognit'wne della Theologia ^ dellcu 
Tilofofia :> che fujfe d prima Gmreconfulto delletk fiiayfom^ 
mo Matt emat ICO :, njalente Afirologo y e cos} lif^fje famUia-* 
re la lingua Greca ^ come la Latina : faceua il miracolo mag-^ 
?iore :> I'eflerfi faputo yche f-vnTrelato p'leno di tante fcicn-m 
ze J colmo di tante njirtvidi ^ era morto fcolare : poiche pa- 
rendoli di faper poco ^ neWeta fua ottuagenaria ft era poflo 
ad imparare la lingua <iArahica . Accrejceua la riputatione 
di cos} no bile pcrjonaggiojafamofifsimafua Bibliotheca^ ch'e- 
gli haueua portata feco ^ per queflo -nobdifsimay che haueua il 
padrone pilt^ dotto de' libri di lei ^ tutti cosl efattamente bene 
ftudiati y che erano confumati da gli occhi di quel let t era-- 
tifsimo Signore.<^ientre dunque ilnjenerando Collegio de' 
njirtuofi flaua afpcttando :> che la nominatione cadejje in^ 
(uno delli due tanto famofi foggetti :> che fi fono nominatiy 
Q^Apollo propofe ZJincenzo Pinti ^ per tcccellenza , con laqua^ 
le Juona quell' in flrumcnto y nella Corte dt Roma detto il Ca^ 
iialier del Leuto. Talmente per la uilta del Jojgetto rima^. 
fero Borditi i Letterati^ che con humilifsima inflan'z^fecero 
faper a fua Mae fa , cUefsi di buomfs.ima <uoglia haurebk^ 

bo?iO 



*7) I T'A i^ N A S o: 4f 

hono efegulto quanto egli comandaua 5 ma che folo 11 ricor^ 
iauAno :, che il fm fidelifsimo Qollegig de Virtuoft ^con md 
animo nel Jiio -numero ammetteua T^nCithciredo, oA pueflcu 
infianz^ riffofe Jpollo , ch'egU huucuci antluedutA U pre^ 
fente mxrmiglu del Collegio ^ the nondimeno di bHo?i dm- 
'mo decretaJ]}ro timmortdtta d Ca,tM.liere :, poiche ftpea dl 
■com^nddr cop. necejpiria :, ancorche loro parelje Uranx. Per 
Jegreto fcmtimo dunque fie njinto il pdrtlto ^ e fituoritifU 
m^meme deer et at a. leteraitk d nome del Cmdter delLiu- 
to s ilq/ide incontanente da^Ueftri delk cerimonie Pegafee 
fit introdotto nel Collegio de Virtuofi . n^ijfe dtbora ApoU 
lo d Caudiere i Voij Vmcen-^o :, fiete il prmo delU^uoHrx 
frofijfiane ;, che fia, fiMo ammejjo in queBo letter Ato Col- 
kgio : dignltX folo rife7'bata a quellf ^ che co ferpetul fu^ 
dor I loro hanm fat to acquifo delle buone letter e 5 ma Icu 
neceffta che hoggi ft ha ddla perfona uofra ^ ci ha uiolen^ 
tati a far que si a rifolntione. Jnfegnate dunque a i IPren-^ 
cipi^ a Friuati I' arte neceffarifsirna ^ d'accordari Liutt , 
nel la quale molti fom tanto ignoranti ^ che per troppo ti^ 
tar le corde le flrappano j e fopra tutti caramente ui fie- 
no raccomandati certi ceruellacci biT^rl j che so che lieu- 
ramente ui capitaramio nelle mani y iquali ejjendoft oflinati 
muoler che i Bordoni facciano I'ufficio de Canti ^ tanto gli 
fiiranoy che tutto che fieno corde molt gr off e ^ le rompo^ 
no nondimeno ^ e mandano in fracafjo i Liuti . 



G GIO- 



/• 



R A G G r A G L r 



GIOVANFRANCESCO PERANPA 

con difficulta ottiene da Apollo di eflfer 

ammeflo in Parnafo , e difprezza la 

proferta dt Girotamo Fraca^ 

ltoro,che volca farli riha- 

ucre la luce perdiita 

dcgliocchu 

RAGGrAGLIQ XI I L 

* VT T che fieno gta pajfatimolt'i mniy. 
che d Signor Gioua.7ifrAncefco Perandau- 
habbiafatto mfiariT:^ apj)reJlo fua Mae^ 
fia. d'efser ammefso in Parnafo ^ e che:^ 
perottener I' intent o f ho habbia adope^ 
rati mez^ potentifsimt s nApollQ nondi^ 
meno giammainon ha uoluto compiacer^ 
loypcrcioche non attroportando. egli m Parnafo ^che un 'volume 
ddle fue. Utter e ^fuo-Matfia^ che grandemente efiomacato di 
fi mil forte dicompofitioni ^ diffe ^ che pik tofio era rifoluto di 
leuar dalla Bibliotheca U. maggior parte de gl'infiniti ^olumi 
di letter e^ che nji ft trouano > che ttolejje aggiungeruene pur 
uno de' nunui .-percioche nella libraria Del flea folo riceuendofi. 
fcrttti d'inucntione J e di lucubrate fatiche ^ gl^tnnumerabHi 
njolum'i di lettere > che ul ft uedcua?to^altro non erano^ che in- 
gombrafcanT^Cy e che tutttglt huomini hauendo ilfomite dell" 
4imbitione dtilla gloria^e lo fcriuere de mo derm Secretarij effcn 

dofi 




mi T A Hl^ A S 0. ST 

dofi ridotto fenz^ art'tficio d nudo t ermine di ijn parUr 
penpito y e non trouandoft huomo ^ che non hMm negotij^^ 
e che non fippUfcriuere^ ^'^jf^^ ftcile neirammetter in V^- 
nafi ogni fcnttor di lettere yhaurebbe cagiondto t import an- 
tifimo inconueniente ^ che ogni foggetto unco di mediocre^ 
letter iitur A fi fxrehhe poflo a far Jiampare yolumi grandt 
delle fue lettere ^ fob per far fapere al mondo le miferie ^e 
le yili faccende delta fua cafas err ore di tanto peggior con- 
feguen%^ :, quanto in IParnafo rimmortalita altrm non jl 
njendena per cosl buon mercato . E che a .tanti rifpetti ft 
aggitingeua Vefferfi foperto j, che molti ambitiofi con la lo^ 
TO profuntioneerano paffati tant'oltre :,che fino haueano ar- 
dito di pubblicar lettere falfe -^ fcritte a quei Re^, (^ a quei 
Trencipi ^randi y ch'eglmo non haueuano giammai conofciii- 
tl di yijia j, rion che con ejjo loro hatieffero hauuto negotio 
^Icuno . Falfta tanto piii' degna di confideratione y quanto 
in ttitte le lettere njere altri ammiraua layiuacita del con^ 
cetto airimpromfo nato dallauerita delfattOy oue lefintefem-^ 
prefi uedeuano piene di queW ajfettatione ^ che tanto e nemica 
degl'ingegni bmni . jNobiliffmi Signori Caetani 7iondime-^ ' 
no cost caldamente fauorirono queHo loro fcruidore ^ che^ 
fuperarono tutteledifficuAtah oltre che fecero conflare afua 
Maejia ^ che tra tutti i njolumi di lettere ^ che ftno alTho- 
ra erano fiati piibbltcati ^ quello del \Peranda meritaua il 
primo luogo . Onde Apollo per quefio teflimonio ^ e pcrche 
fi chiarl j, che nelle lettere di quel Virtnofo fi leggeuano moU 
te cofe appartenenti alfhiftoria ^ lequ^ali farebbono gratifsime 
J. tiit.ti i njirtuofi yconcedette al TPcranda quanto eglichie- 
fi i (^ appreffo faiiontiffimamente gli diede d prima luor- 

G ^ go tra . 



3 2 ''^% A G G V A G L I 

f (? tu tuttl i Secret cirij ItAlinm^e tutto che nelthonorar qusf 
ylrtuofo y Apollo ^ come fu« co flume yfolo hauejfe haatuo ru 
mardo d merito di Im :, no?i m.tncarono nondimeno dell^^ 
Imgue lunghe ^ che fino ardirono dire ^ che il tutto fofje fta,^ 
to fatto In gratia deltlllufiripmo ^e liber alijjimo Cardinale 
E?2rico Cttetavo ^ Tremipe-^ che per magnifcenT^ di operej 
ter i/itrepideT:^ di cuore j, per cleganza di cofiumi ^ per 
candidezjz^ di geni&jper fchkttezj:ad'a'aima-:,e per tuttels 
tm eccelhmi doti delU CHatura j, delle qudt a merauiglia. 
tgli fi "zrede ornate puMicamente e chiamato il ^ilettijji^ 
mo difwa ^lae0a . CN^n fi deue lafciar di fcriuere^ cht^ 
althora che cnnforme al filito j, a tuttt i ''uirtuofp fu> data 
iicen7:a di cenfurar gti firitti del Peramia y da Claudia To- 
lomeo fvt detta:, cl^e meritauano di ejfercorretti;, paichem^l- 
te njoci fi leggeuano in ejf :y che nan erano Tofcane . Ma al 
Tolomeo con dtfpre-7^ grande rifpofero i Cenfon ^ che tacef^ 
Jey per che m gli ^firitti degli Imomini letterati :, grmgpiui \ 
uirtrnfi con animo nobile notauano t concetti^ i maligni Pedan^ \ 
ticol loro njtl talent sti cenfuraU'Ono. le parole . E per che alcu^ \ 
7n anni aumtih fu amort e il gentdifftmo l^eranda perdetts \ 
la luce de gli occhi :> Girolamo Fracafioro fi proferl di farli ri- \ 
couer^r il'^edere : onde doil Peranda h furono fubito^ pro- \ 
rneffl cinqueunto fcudi:, fe quella cura felicemente Ti riufci^ | 
ua. La mattina dunquS:, che il Medico doueuafa^^ la fua fat^ \ 
tioney d Peranda fi pofi k fedtr in ^na feggia :> (^ ap* \ 
prejjo chiefe al <D^iedtco-:,fe tutto quello^ che face ua hifogn^ \ 
fer rcnderli la luce era poBo alTordine y e ben preparato .. •■ 
^ifpofe il <^edico :,che non nji rmncaua coja alcttna yp^r^ ■ 
thi erano in funto i ferric gtimpiafiriy € le pe?;j^^ •. Poc& : 

it/>^.or^ 



"lyj P A K N A S 0. I3 

Importitno y diJJ} alt horn H Peran.ia j le cofe >, che hnustt^- 
dette per darmi U confoLttlone ^ che defidera > con la fkni-^ 
ta de gliocchi: ilMonio come Baegli^ Dii^medeilmiter^ 
?nm't y rifpofc dlthora il Medico ^ ne qualt lo Lifciasie^ qum^ 
do dluenifie orbo . Se quefio e ^ replied il Perdnda^io mnrni 
€uro shendere il mio danaro per ricourar quelU luce d(L^ 
gli occhi iche perdettinjolentieri per non njed^er d <D\[ondo 
moderno immerfo in quelle mormi [lomctcheT^ j che t£Lnto> 
fanno mtujea «* i gaUnthuomim ^ cbc ci <-veggQ7io lume, 

LE ACCADEMIE D'lTALIA 

mandano Commiflarijin Parnaroperxm- 

pecrarda Ap'.'lloqualchcpre(erua- 

tiiio rimedio alia loro cor- 

riudone, e trouano ii 

negocio eflcrmi- 

pollibilc. 



\AGGFAGLrO Xiui 

N prima che alii ^e?2ti del corrente i 
Commijjarij j^editi a que {{a carte dallt^ 
njirtuofifsime zAccademie d' Italia hebbe^ 
ro '-vdien?^ da fua Mae ft a ^ alia quale 
sintende ^ che i famofif:^imi Jntrmati:, r.t- 
p\ di cost hcmorata ambafcieria y fccero ft- 
fere y che agm Accalemia hatunio frrincipij 72'^bil:fsi/m , e 
fvlrtmftfsim iViufcmdo gliAccad^mici mi prlmi annifer"^ 

mcni't 




j^ XA G C V A G L I 

%$ntl nclh ktt'wnh ndle difpute ^ (^ m ogni altro efercitio 
letterario ^ che col tempo foi cost in ef^i Ungumx quell' nr- 
dcrulffirno defidcrio di fapere ^ e che qtiegU efercitij yirtuo^ 
ft tAhne?ite ft rajfreddauano ^ che doue prima le oAccade^ 
m\e dx priuati erano frequent ate ^ e da i Prcncipi hauute 
in fomma rip t4>t^t tone ^ in progrejfo di tempo di maniera ye^ 
nim?io ahhandonate ;, e difpre^^te ^ che molte ^-olte erdu 
accddtito J che come pik tofio danmfe :> che ytdiy fino era^ 
■no fiate prohibite ^ ^ il tutto con poca riputatione dellt^ 
huone letter e . E per che de molti rimedij applicati a tanto 
male nefJkno haueua fatto queltoperatione ^ che ft defidera^ 
ua : le zAccademie Italiane dmotij^ime di fua Maefia erano 
flate forT^te ricorrere a lei :> laqualehumilijjimamente fhp^ 
plicauiCno di qtulche preferuatiuo medicamento contro tan^ 
ta corruttione . ^ifti Commiffarij con grattjjtme accoglien^ 
2f' ftiro7io riceuuti y Csr* afcoltati da Apollo j ilquale per yn 
fuo refcritto commife il negotio a i Signori lijjormatori deL 
le huone lettere y doue ejjendo eglino andatiytrouarono quel 
Siinori tanto occupati nel mejliereimportantifjimo ^che per- 
petuamente hanno per le mani ^ di far delle Lancie Tuft ^ che 
ft fcufarono ^ che per all'hora non poteuano at tender e al fat- 
to loro y di maniera tale y che dt nuouo i Commiffar'ij ritor- 
narono ad Apollo ^dal quale fur ono rimeffi al Regio Colla- 
terale j doue la domanda delle Accademie piu r^olte fu di- 
ftfiitatay c njentdatay e hieri alia fine hebbcro per njltima. 
■ r I ft) oft ay che tutti que' Signori dopo molti dfcorfi y (gjr /W- 
finiti partiti propo[li haueano finalmente rfAuto y che ef 
fcndo <-veriffi7no y che omnia orta occidunt , & au^ta 
fenefcunt:> non era poffibde rimediare y che njn paw dt 

J car- 



'2) 7 TAR N A S 0. ss 

parpe i per atulUtijfime che elleno fi fiffero y in progref- 
Jo di tempo non d'meniljero brutujjlme cUuatte > che pent 
gll amatori delle huone lettere foffero diligent ijjimi nel fkp^ 
primer fMto q^ud finjoglla AccademU;, che troppo (i fof- 
fe njedutx allo^itamxta. dalle butane Regale della fka primct, 
tnfl'.tiitmie y fondandone nel tempo medefimo delle niiones 
ttitto affine che II mondo con poat rlputatione de" ZJtrtuo^ 
f non fi empiffe dl Acca.de mi e iniitill ^e fempre godejje i bc" 
ni, che fi riceuono dalle fruttmfe . 

ANNEO SENECA APPRESSO 

la Maefta d' Apollo eflendo ftato accufato di 
due bructiilimi vitij comuni a tutta la fua 
fcccade' Filofofi Morali,cgregiamenre di- 
fendc la caufa propria ^ e de' fuoi compagnL 



I^AG or AG L 10 XK 

^p^>^^I§p](9 N maramglia mfinit a de" Letter ati tuttt 
^y/C,-0\ l/tvt di Tarnafi) ^ la notte pajjata figui U cat^ 
%^ tura nelU perfona del njlrtuofifjimo An-- 
neo Seneca ^ Frencipe de' Fdo/ofi Morally, 
(^ amatiffimo da faa ^iaefia , Varij fo-^ 
no ftati I difiorfiy che per cagione dt tan- 
tA nomta fi>no fiati fatti : per che alcimi hanno fi}fpettato ^ 
che do li (ia accaduto y perche fiia Maefia njolefje y cUegli 
nndeffe molto m'lntito canto al mondo y con qaai precetti 
filofaficly'm CO si brie tie tempo ych^'egU firm Nerone yhauea 

fapHto 




ss n A C C y A G L t 

faptito acqu'ijlcirfi ilnjalfcnte di fette milioju^ e ^^e'!^ di 
faculta J, haucndo con tarite ricche%7^ fatto cost brutta ^er- 
gogna, ,1 quilla pouerta^a quelU r.ioderatioTie di ammoy deL 
Ja quale 7ie fiwi fcritti haueua fatta cost partkoUr profef. 
jione 3 ccfidi tX7)to nJAZgiore fear. dixlo:,quanto per fede di 
molti Hifior'ici piena?7J€nte cc/iszaua,^ cb'egli ai moyid.o ercu 
Srato '"i'-a molto diligcnte njccellatore di tefiametjtiy iquali 
<im brutt'ijjimi artificij hxneuA esiorti dalle pcrfofie facuU 
tofe . Attn furotio y che dijTero ^ ch'egli era fiat o cattnrato 
per ladultcrio j, che ji huccinb ch'egli haueua comrnefTo coru 
Agt'ippina 5 e molti difcofreuano j che fujje per ritrattarjl 
la caufadella co'agiuraPifofiia^ia ordita coyitro Nerone ^ nel- 
laquale era cosia'nte fama ;, che Seneca, nan folo haueffe^ 
tenuto mono y ma che cos} brtittamcnte jl fojj} data in pre^ 
da all' ambitione y che fino Jl fojje lafciato perfuadere di poter 
dope tanto eccejj'o diucnire Irnperatore-Ne mancauano di queU 
lijche cofifla?nemented:cettano.che Apollo for tern ente era adi- 
ratocontro quel F doff 0^ perch e lo ftefjo Kerone haueua con- 
fejfato^ che ilV arricidio feeler atijf mo ^ ch'egli haueua commef 
fo ^ non folo eraUato con faputa di Seneca:, ma ch'egli logli 
haueua fino perfuafo :> non gia per car it a :> che hauejje hauu- 
ta ^cerfo il fuo Signore j, ma per indurlo a far cofa tanto 
fceU 7'dta, ch£poigli haueffe cagjonata quella rouina,che Sene- 
ca flo af.'ttaua 3 per ajficurarfi quelle fie inefaufie ricche-:!^ 
5^f ^ che con tanta priuata njergogna^ epubhlico danno del fuo 
Tre?icipe fi haueua accumulate . Mapoco dopo la cattura ;, Se- 
7iecac'jcnuo Hato efam:7iato ^dal proceffo informatiuofie ^cc- 
nuto in cognitione j, che tanto contro lui ^ quayito contro tut- 
f/ / Ftioffi Morali fioi feguact :, e siata data querela, cl/e^ 

duio 



gtmo grdndemente fcandaliT^m il generehumdno ^co" due 

hrutt'i rvitij :, ch^ hanno famdiarijfimi j d'ejjhr fopra tutU 

.git huomim njmdicdtiui .:, (^ ingrati St dice 3 che Senecdj 

confepo le qtierele effer yere j ma che da quello ^ d'l che eglh^ 

i fuoi feguaci rven'mano accufat't j in tmto ne Vilofcji Mardi 

710 yi fi doueua argttmentar yttioalcuno ^ che da ejje acciifepm 

tcifio chUramente fimamfefiaua Ufornmn bontu loro ^ poiche 

^h huomim buoni ;> non mcii offendendo alcuno ^ e per confe^ 

gueuT^ a.ltrt4.i Kon dando occajiom d'tjjere ingiuriati ^ non 

doueuu parer ftntno ^ fe ejji pitt^ de gli dtri fi ricordrnxno 

delle offefe ricemite ^effendo cofa ordinarijjima tra glihuo^ 

mini:, che quei m-eno fknno perdormrle ingiune ^ che pilu co~ 

nofcono mon hmerle mmtate. E xhe parihvente dairingra- 

titu^diTjey che dd Filchfoji Mar alt tutto it ^orno R T^deua^ 

^ufar^erfo i benefattari lore y non Af'nita ^ come per ogni 

cantone andauano pubblicando i maleuoli loro fufUrromy mA 

<:he euidenter/tente fi fcorgeun la candide^^^^ e la fimmxj 

hontii de gli animi loro , Terche i Filofefi Moralijin o^ni 

loro attione guidati dalk ficurijjlma fcorta de ben tima^^ 

rati ^nimi loro ^ per naturale inflmto tanto hauea^ 

.no il riconofcere ogni bene ^ (§^ iigni gran- .^ 

de%^ } che m que^o mondo riceueuano 

da gli huomini ^ dalla -(leffa poten^ 

tijjima mano di Dio ^ ch^ 

non era marauiglia ^fe 

con t ant a fa- 

ciltta ne 

difgratiauafjo le 

ferfonc , 

n L'VNI- 



xt 



^ A G G F AX? I T 



L'VNIVERSITA' DE GLI HOR. 

tolani iiianda Ambafciadori ad Apollo peu 
impecrar di liii qualche ftrumento da po- 
tcrfcnzafpcfa mondar gli hortiloro dallo 
herbeinucili, edafnaMaeftafono fcherniti. 




RAGGVAGLIO XVL 

ONO comparfi a quefia, Corte gl'i Am^ 
bafcmdorl ^editl da, git HortoUjii dell* 
Vm tier Jo J iqtiali hanno efpofto a fua^ 
s^'laejla y che :, o perUrnaU qnxhta de 
femiyC delle terre ^ o per li cattiu't in- 
flujfi cele^t y ne gli hortt loro eopia tari^ 
to gran de ft generaua di herhe catt'me y che non potendo 
effi f'm ftipflire iilla ^^efa di mondarlt ^erana for:^u :, o aB*- 
handonar gli hortiy o alter ar il pre^ alle cacoi:^^ a ica-^ 
uoli, @r a gli altri herbxggi , fe da fax Maefia non ^e- 
nma?io foccorfi di qt^alche Brnmento ^ col quale ^ fen^:^ 
far cost eccejfme ^efe , hattejTero pott^to moudarli . Grande- 
mente rirnafe maratugliato Apollo della fciocca do'ma*ida de 
gli Hortolani y e con molt a indignatione rifpofe a quegli Am- 
bafctadori ^ che riferi/fero a gli Hortolani , che ncl purgar 
gli horti loro daWherbe dannofe j Jl feriiijjero de gli ordi^ 
narij ftrumenti delle mani^ e delle ^ppe^ poi che meglio^ 
ri non (i poteuano ne trouare , ne deftderare j fen-;:^ doman^ 
dar cofe imperthienti . Animofammte rxplicarono all'horcu 



1Z) 7 "P A Jt N AS ff. s^ 

gli Amhafciadon y ch'ejji haueuano fatta fomiglUnte domdTu 

da. J, mojji dd beneficio ^ che ijedeuano ^ che fun ^aej^a 

haueuA conceduto a i T^rencipi j, tquali per purgar gU horti 

degli Stati hro dalTherbe inutUi:, ^ ddle p'mnte fcditicfe y 

che per grundijjima Infelicita degli huomim htioni yi nufcono 

m tarita copia ^ haueua ddto i mirahdi flrumentl del Tamiu^ 

ro y e delln Trombci y al fuono de' quali U MAludyU C'lcu^ 

ta y U ^iercorelUj€ le alt re p'mnte dannofe de glihuomU 

711 inutdiyper dor luogo alU Lattuca ^ dU Pempmella ^ aL 

l^Acetojk y (!>• alle dtre her be ytili degli ArUgjmi ^ e de 

gli altri Cittddtni fruttuoft y da, loro ftejfe' conalkgrta, grarj^ 

de ji '-uedeuano fxltar fuori delU terra y (^ anddr a fcccar- 

ft ye morire fmr delle fratte delGiardino diqueUa, lor patriae 

alia quale Jiimnmrnente erano dannofty e che fornm a f elicit^ de 

gli Hortolaniy ehenefitio immcnfo Jkrebbe flato alle gentiy ot^ 

tener da fua ^laeHa il beneficio di njh ifhumento fimile ^ 

A queHe cofe rifpofe ^Apollo y che fe a T^rericipi cosi fojpg 

ilato facile il difcerner gli huommi fe ditto fi y eindegni dl 

^Hcr nel gUrdino dl queflo mondo ^came-a gli Hortolani 

da git Spinaci y e dalla Lattuca il conofcer I'Ortica .y Csr' la 

Mercorella^ che certo mn altro (Irumento haurebhe conce^ 

duto loro y che que Ho de i capeHri y e delle mannaiey njere 

^ppe ycon lequali da gli horti di queflo mondo ft siefpano 

queJl'herbe feditiefe degli huaminvVkgabondi j^chcy folo ef- 

fendo inutili lufurie delfhumana feconditk y non meritam 

tnangiar pane s ma poi che gli huomim tutti talmente eran^ 

fatti ad run modo y che alia qualita delle frofidi d-dlcu 

faccia y al tafio della perforia y i buoni in modo alamo no'/u 

foteiia'rw ejfhyiconofciutidaglifdtratiy Affinejh'e ^edffe^ 

H 2 quen te 



#, R A G 'GVA V L r 

merit e njfo de pa.tiboli /in n^ece delie herbe njelenofc^ non 
njemlTcro cfi'ivpate le falntari , per beneficio delU pMltca 
•pace a i PretTopi: erojio fiati cones dut'i gli flrnmenti del Tam^ 
huro^ e delU TromLt:, d fuono de quali (tllegrijjima.mentt 
fegumano quelle pmnte :, che fent'nta^io cantento di andar a 
morire. A que fte copy oleudno git zAmbafciddon rep lie ar di 
nuouo J qucmdo oApollo con indignatione grande dijje loro- y 
chetacefferoy e che quant o prima partijpro daParnafoy pot 
che era flata attione impertinentijpma y ftj affatto ridicola, 
;/ yoler paragonar il pur gar il mondo da glingegni feditio^ 
ps col mondar gli Horti dalla Malua^ e dalla Gramigna:* 

ESS ENDO NATO DVBBIO SOPRA. 

la cercczzaciellarrirafenten2a,chepcrben 
conofcer vn hiiomo fa meftiere mangiar pri 
ma vn moggio di Sale, Apollo i n vna Gene- 
ral Congregationc de' Letceraci chiamaca a 
queft'effecto, fa difputar fopra la vcrua di 
lei. 

IIAGGVAGLIO XVII 

A trita fenten%a ^ che per efattamentt^ 
conofcer ijn huomo prima fit meHieri 
mangiar e njn moggio di Jale j da alcuni 
ruirtuofi ejjlsndo ftata. riuocata in dub- 
bio :i Apollo y che nonnjuole :> che le fen^ 
tenz^ de Letterati^ che fino r&gole ge^ 
^trdi^^ le^i inmUbili)Con lequalinjitiQno i fuoiyirtuafi^ 

xello- 




nelU ccncT^ delU njerita loro habbiano fcru^polo dcuno ] 
Jhno ^ta moltilgiorm ^ che in 'una generul' congre^atictntijit 
dl ruirttiojl con ogni efatta diligen'x^ fece d'tfp^tar Japr^t it 
njerita. di let : ^ in tanto U fenten%A fu trouat.t njerci^ 
che U Congregatione inclino nel fairer di molti ^ che dijj}^ 
ro y che la mi fur a doUeffe alterairji fino a m'ezxp mog^jadi 
■fiii :, fondcLti in que Ha chictripima ragione :, che negli huo^ 
mini moderni ogni giorno fmuedendoft crefcere il njerzp- 
gnofo ^itio delU pmuUtione ^ e tinfkme efercitio dellhi- 
focrifidyogrii hmn t ermine di arithmetics afoleuct:, che con 
le cor rut tele degli huomini feeler ati da Letteratifoffero mol- 
tiplicati i neceffarij rimedij delle ^irtudi], per far a i na^ 
fcenti^itif gagliarda refifien'^. Ma per non far alia pre ~ 
fente etctde U'-uergogna dt moflrarad og7iinjno yche men- 
ire il morbo deinjitij crefceua nelmondoy femauano i ri~ 
tnedij ^ t prude ntifimi Letter ati delta Congregatiotie ftima* 
' rono 7ion effer bene alter ar I' antic a mifurcu . Ondc 
concor dement e conclufero tu^tiylafenten-^ ef 
fer njeriffima negli huomini ^ ma grande-^ 
mente falfa mile do7ine j, lequali 
ftUT^ mangiar altra fale j, 
tJ€ altrolio:, laflelfa •■ 
prima notte ^ 
• ' che dor^ - 

mmano ca mariti loro > efittamiente 
fapeuano dire^ quant o ejf. 
p^faaauo. 



GLJ 



€£ 



%A C € r A G L I 



GLl HIRCANI MANDANO 

A mbafciadori ad Apollo per haucr da fua 

Maefta la vera rifolutione deirim- 

portante articolojfe a' Popoli 

fia lecito vccidere il 

Tiranno. 

KACGVAGLIO XVlIl 

L I tArnbdfciadori delU hellicofa natione 
Hircanaj che alii noue del cor rente gtun^ 
fero A qrnBa, Corte j, due giorn'i fono con 
fomfa fir (tor dinar lit fur ono Amme^l aW 
audienz^a Keale di/ka ^Uefin^ percbe 
i ZJirtuofi fopra modo auidi di njedef 
cofttwii :, habiti :> 0^- b^omim firanieri y in numero rnclto 
firande coticorfiro ad honor or ferfonaggi tanto qualificati. 
Prefentuti che ft fnrono gll aAmbafcUdori alia prefenzjt di 
<iApolIo J d pm riputata di.£ffi dtfji ^che la Farnofa natione 
Hircjzna in quel tempO-xniferamente. oppreffa da njn IPren^ 
cipe y che con inaudita cn^eltaia. tiranneggiaua :, dalla fk- 
ma de i faggi j. e yeri rifpo^nfi di^fua Mae ft a perfuafa ^ per 
cos) lun'^o cammtno gli haueua.muiatl inParnafo ^folo affi^ 
ne di intender da leila.<^€ra decifione deir import antifim a 
quesiione ^fe a i Popoli era lecito njccidere d Tiranno. Non 
e credibile P alter at ione ^ che quella domanda cagiono fie IF a- 
nnno di <iApollo^ ilquale contro quegli (tAmlyafciadori fipr^u 




7) 7 T-ARNASO. 43 

ogni credenzjt gnLndemente commoffo j fen-i^a p'lii altro ri^ 
/ponder loro j, leudtoft In fiedi con tmpcto o^rande ^ ^ va- 
folho In fuA Mxefl4 j, comando ^ che per efimpio de gli altrh 
che arditi^no di propor dt4^bbij tanto fceleratamente feditio.- 
fi 3 i?uo?itanente fojfero ftrafcindtt^fuor delU fiU Ke ale , co- 
me fiibito fii efegu'ito , Di ta?ito fpauenta alle Serenijsimt^ 
Mtife y c^* d Senato tat to Virtuofo fu^ fimd dttmie ^cht^ 
nimio ft troiio ^ che dpprejfo fuit cMaefta ardijje di interce^ 
dere per quegli infdici , <^U Apollo njedendo le /he dikpA . 
tijfime '^lu/e ^ e i Virtuofi tmti pieni di njnn inftnita, con-^^ 
fiifione y aj/ine che rajjerena/jho gli animi loro j d/fe , che.>- 
per quelLi domanda piena di '-una /cat^dalo/a per/idici ^ con- 
tro quegli cAmba/cLtdori li parea di burner fatta leggier 
ijendetta y poi che ^ i Popoli non /olo non era lecito djfpu.. 
tar articolo tanto /edttiofi ^ma che come dal /uoco donca- 
no guardarfi di non fi la/ciar cader nel penfiero ^ ^ entrar 
nell'ammo fimil dnbbio ^ atto a cagionar nel mondo mdi^ 
peggioriy che non /ece ti?;fi lice Pomp di Paride, ^erchemici 
IPopolij, che na/ceuano nella liberty di ^na^epublica nou 
hamuanQ bi/ogno di por in di/puta fimU qm/lione ^ merce 
che nelle patrie liber e ynombra leggier a ^ yn picciolo indi~ 
tio J 'vn /o/petto lontano ^ njna gelofta anco minima ^ che V7i 
Senator e daaa Ji /e di affettar la tiramiide dell a p atria li- 
bera y /aceti^a bi/ogno '-uendicar /ublto cd /atti de i cape- 
firi y e delle mannaie y non con le cauillationi delle parvla^ 
/cioccamente metier in difputa co/a di ta?ito riliem y poi che 
nelle hen ordinate Kepiibliche y quando Senator akim^ da-. 
ux di fi gelofie tali y le ombre y gtinditij y (^ 1 fij petti 
^umtunqiie molto remoti talmente done ano fir uir per pro^ 



UQ 



Tac 



^4 EACCVACLt 

ut cd72cltidef2t't y che prima faceua hifogno mandar il reo tnJ> 
njfi pdio di forche ;, e pot con ojjeruar i termini tutti lega^ 
Il giuridicamente formarli contro il procejjo informatiuo * 
^yla che [otto le Monarchie , doue la njil plehe per fe efiU 
incapace da ftper difcernere d Trencipe iegititmo dd Tt- 
ramw ^ per la commodtta grande ^che ttgnoran?^a del T^?- 
polo daua a git amhitiojiy a i fedttioft ^ a gli amatori delle 
ziouitadi J a i dijperati delle cofe loro famdian di altrui col 
penncUo de falji pretefli ^ co i color i delle hipocrifte dip in- 
geregli feeler at i Tiranni per Prencipi legit timi^ i Prencipi le- 
gittimi per crudeli Tiranni ^ affne che il mondo non ji em- 
pijfe di '~ucciftoni ^ e di efecrande confujtoni ^ conforme al 
itoib. (-ucri^irno precetto di Tacito i Popoli doueano Bonos Im- 

,. -cJleHi -J ^ / ^ 

tone, peratores vote expetere , qualelGumque tolerare . Dopo 
qucfie cofe Apollo ^ che per tinnatafua hontk non puofo^rire^ 
che anco qucUi da Im partino difguflati ^ che con le imperii- 
7icnzs loro giufta cagione gli hanno data di adirarft^ coman- 
do :, che quegli Ambafiadori foffero richiamati : iquali efj'tn- 
do comparfi auanti a fua Macfla ^ cosi dijfe loro, Dilettif 
fmi Hircani ^ da i Popoli y che amano dt confeguir la f elicit 
Tacitoiib ^^ dirzjiuer nella pace Ferenda Rcgum ingenia^ nee vfui 
11. dcgh crcbras mutationes: ^ althora particoUrmente che elleno 
fmo cagtonate dalla ywlenta del pugnale^da yeleniy o da altre 
federate machination i: per che il competente gmdice de Pren^ 
cipi efj'endo fddio fmpre giujio ^ non i popoli perpetua- 
mente aggirati da gli huominifeditiof:, yoi douete. Quomo- 
dollenlitatem, aut nimios imbreSj & cartcra naturae ma- 

Tacito lib I , . , t • • J • 1 

^.dd!cH.Ia,italuxum; velauantiamdomjnantium tolerare. 

fiofie. 

NERO- 



7> 7 P A ttTA To: 



NERONE IMPERADORB CON. 

tracambiavna molto fegnalata lodcda- 

taglidaCornelioTacito col ricco 

dono di veiiticinque muli ca- 

richi di fcudi d'oro. 




\A G GVAG LI XIX. 

EON A L AT A nouita e ftatd quelldl 
che U prefente Jettlmana fi e yedtita^ 
fmcedere in Parndfajdiyenticinque mti^ 
II carichi d't fcadl d'oro :, che U Mdefi-a. 
delTlmperador Merone hd mandat't a do^ 
nare dlT Eccelkntljjimo Signer Cornelia 
Tacito, Wirtmji tuttl mo^idd miracolo di cost ricco pre-. 
fs7ite J fkbito corfero alU caft di Tacito ^ alc^ni per /aper 
U njerct fomma di tanto da.na.ro j altri per njenir in cogni^ 
tione deliit ca.gio?ie di cosl pretiofb dono : e trot^arono y ch& 
Gael regalo arrim ad njn mdione ^ e ducento cinqtiantcu 
rnila fiadi d'oro , co qtiali "Tyrone premiatta la fingoUrijsi^ 
ma lode^ che At diede queirHifiorico ^ qtia?zdo difje ^ che Ne~ 
Yone non haU'etia infra ieruos ingenmm. j pm principau gi,- Anna„ 
Letterati diquejlo Stato hanno detto ^ che ancorcheil dono di ^' ''^' * ^° 
Ncrofie fofje ^plendidiffimo ^ che nondimeno Tacito molto pm 
hatiea merit ato da lui : merce che I' EccellentiJJtma lode ^ che 
gli hauena data ^ ch'egli non haueua genio di fottoporfi at 
a^ilijjimo dominio di ijn fermdore^tanto piP^ ^aleaa di mills ^ 

J ricch* 



^if ,.RA G G V A G L-l 

ricchi The forty qu^anto perfatttlcdamita de Prenclpie comu^ 

iHe 4 pochi. Per lo contrario i Letter ati di bajptw .mo di mo~ 

do hanno fiimato ;, che quel regdo JliperuJJe ogni merit o di 

TacitO:, che fino non hanno duhitato di pubblicamente fpar^ 

tare di attione tanto heroica ^ dicendo j che quel dono erdu 

Jiato '-una prodigal it a degna di Nerone :, (^ ijna di quelle 

inconfidcrate profufioni y che Jogjiono far i T^rencipi di po^ 

CO giudicio y quando con donar fen-T^ numeroy e m fur ay piw 

toHo acquifiano nome di pazjj fcialacquatori y che di njir^ 

tuofi liberali. Onde que fit rnedefimi piu mnjjl dairinuidiaychc 

hanno hauuta a TacitOy che daltafftttioney che port ano alia ri^ 

futation di Nerone y a lui flejfo dijjlro y che in Farnafo daU 

U maggior parte de' Letterati non era fat o ben intefo y che 

con tanta fomrna di denari egli hauejfe rimunerato quattro 

fole honor ate parole y che dilut haueua fcritte quell' HiBori- 

CO y dquale in fuo biafrno pot haueua detto cofe tanto <?- 

fcene y che affatto ofurauano quella lode y ch'egli tanto ha^ 

ueua rimunerata. Si dice per coft cert ay che a qutfli rifpo^ 

fe Nerone y che cost come gli eccelknti Pittori con le ombre ^ 

e con gli fcuri maggiormente faceuano ^iccar le membrxj 

de lie figure y che dipingeuano nelletauole loro y cosiiyerda^ 

dieri Hiforiciycon la libera mentione denjitij y non che deU 

le imperfettioni di quegli Heroiy lamemoria de' qualt eter^ 

nauano con gli fritti loro y acquijiauano piena fede alle lo^ 

diyche dauano loro y non potendofi di\Prenctpe alcuno fcri^ 

uer piit <uergognofe inuettiue yche le lodi efaggcrateyfen^^ 

far mentione diquet dfettiyche tanto fono congionti alt hu- 

manita degli huomini y iquali liberamente raccontatiyCranO' 

^eri tefimonij delfincorrotta ^erita di chi fcriucuay t^ 

cbc 



che pero Untomaggiormente glierano care le hrutture ychi 
di Im haueUa fir lite Tdclto ^ quanto la lode^^che giibaueux 
data :,/hperaua le pm Jporche njergogne ^ che giammal hanefl 
fe pottuo raccontar di lui . Fercioche cost come tutte le pm 
efqmftte njlrm^ delle quail njn Vrencipe a 'meraulgtia fotef^ 
fe giammai effer dotato ^ ajfatto ft ofcura'Hano y segli patiu^t 
del njit'io nefando di fi^ettarfi ad njn fuo feruidore$ cost 
t honor atavirti^ di Jem pre con queiy che feruono, fxpcr efjer 
padrone :it ant he?i qualificato y rendeua qual ft njoglia Pren^ 
cipCyche lo fplendore di cost fUbltme ^ ^ eccelfa njirth^ 
fufficientijfimamente ricopritia anco i '-uitij piii bruttis echo 
il tutto accadena con rnolta ragione : percioche cost come non 
efapofibikiidire yche queirinfelice y che per far tAlchimi4 
' fi perdeua dietro tfornelliy e le boccicy non foffe paz^ 
ZP da catena i cost faceua bifogno confefjare^ ^ 
che quel PrencipCy che dt<-vno ignorant^ 
Jko feruidore hauendo formato njn 
Bue d'oro y tadoraua com^ 
fm Idolo y di neceffi^ 
t a foffe matto 

ciato per tuttt^ 
le rego^ 

u. 



« TVT- 



*» 



fA GVVA G L f 



••i^«•o'^rs^.\v\ v«?a <?A iiTy\ n/i 



I VIRT VOS I VI SIT A NO It 

Tenipio maggiore di Parnafo, & al gran- 
de Iddio domandano vna gra- 
tia importanto. 



!»'" 
/ 
* 



\A GGVAG LIO XX. 




lEKI pfimo giornQ di ^Aprtle. fecondo 
I'antko Bile di que^a. Corte dagtlllu" 
Jirijfimi Toeti in comfagnu delle Sere* 
nijfime Mufefti ^ifitato tl Tem^io mag* 
giore di Parnafo y e con grandijjima di* 
uotione fu fupflicata la jyinina ^laefltl 
fi. degnarfi ferfua miferkordia dt prefintar i fmi Fedelt Fir^ 
tuofi dalk bu'gie di quelle ferfone^ ch^ di dentroef* 
fmdo tutta malignitaj appreffo i Prencipi 
nondimeno fono in concetto di corn* 
pit iff mi huominf 
ddiknso 



^■i 



-T V T 



APOL- 



r T A K N A S 



€$ 



APOLLO PER INANIMIRE 

i Senatori delle Patric libere a coltiuar la li- 
bertafenza afFettar la Tirannide delle Re- 
publiche, neirAmphitheatro di Melpome- 
ne fa rapprefentarvn fopra modo lacrime- 
uolefpettacolo. 

RACGFAGLIO XXL 

ERCHE Apollo fermcime7ite crede ^ che 
nelle patrie libere pm che in altra ^etic 
di gouerni le leg^i fieno dirette al ben^ 
comune degli hmrnini ;> che in effe gli 
animi de Cittadini pii^ fi accendino ad 
intraprendere y c^ad efeguir opere yir- 
ttiofe :, e che fii^nji fiorifchino le fcienzj ^ C^?" ogni ciuil fo^ 
litia, ^ fommamente ha in abbominatione quei Tiranni ^ che 
commettono tecceffo di occupar la liberta di yna ben ordi^ 
vat A Repuhl'tcas come que Hi :, che per mantenerfiin njna n^fur^ 
fata Signoriay fono obbligati duodiarel' alto njalore deglihm^ 
mini grandi;, e con la medefima feueritA perfeguitar tecceL 
lenti rzjirtudi lore ^ con Uquale i legittirni "Trencipi vuni^ 
[conn i njitij.:, (gf ancorche di genio fieno inclinati altefer- 
citio dellaclcmenzjty /ononondimeno forzjiti di efcrcitar la 
crudeltk ^ e gcuernar lo Stato con termini njitioji^ tjjvndo 
tieri/imo^cheN&^o vnquam imperium iiagitio qualitum 
-boilisanibusexeiCUU, ^ua Maejla dunque affnedtq^a^ 

uentar 




^^r^^B 



Tacifolib. 
primo del 
Ic hifton's 



',flr V^A'G G V A C L T 

iientar con U rapprefintat'wne di njno (pettdcolo fopramo^ 
do miferabile i Cittad'mi delle patrie libere dd commetter 
fcekrcLtcT^ fimlle j hieri net fcimojljjimo Theatro di MeL 
tomene fecc r^uncire i Sermtor'i tutti delIeT{epubliche reft^ 
d€?2ti in quefto Stato : e poi cbe ddl'dtro Uto del Theatro 
Ijebbe fitto comparir (^efkre il jyntatore y iJi fece entra,r 
cAttia di tiii forelU ^ con ^uguflo fm Ntpote^ e Gmlia di 
ejjo FigltHoU (gr i figli j> ch\lU hebbe da <^larco (tAgrip^ 
pa/iio marito ^ Lticio ^ e Caw Cejkri:> Agrippa Toflumo^ Gm- 
lia ^ &' ^4grippina:, con la nu??Hrofa proles the quefta par to- 
ri ai fimofijlimo Germanico ft4,o marito. Lagrimeuole^e fi- 
pra modo miferabde ^ettacolo fn a Ccfare il njedere j che 
per la fua portentofa ambitione ^ egli nan folo a fe .(leffh 
haueua ca^ionata morte fbpra modo crudele :, ma I'eflintion 
tutta delfuo fangueyfeguitd in tempo breuijjtmo: percioche co- 
fa nel njero di molt a fieta fn il^uedere ^ cheintantaVoft^ 
di fiicceffori :, che nacquero di Ottauia maggior forella^edl 
Gitilia fi'^limladii Auguflo. nimio nje ne fojjey che di ijele- 
no:> di ftrro ^ difame ^ o daltra mifcrabd morte non het^ 
ueffe for nit a la fia <uita. A tantocordoglio di Ce fare ft ag- 
gmnfe // dolor intenfija rabbia caninXy che l/dffalhtpian- 
donjide:,che I'lrnperiol^omano concarico tanto grande del- 
la fua riputatione:,econ lo ffargimenU) di tutto il fuo fan- 
que acqmftato da lui dopo la morte di (Ati'guflo p^f/^fi /» 
quella eff-erata^, ^ irnmane famiglia de Claudif:^ Uqualt con- 
ferma crudelta perfguito d fangue de Giulij ^da quali ha- 
ueua riccuuta Ihcredita di cosi famofo Jmperio . 2^e mino- 
re dclfafjlittion di Cefare fu la comfuntion grande :, che ad 
ogm "vno diedc quello Ifettacolo ijeramente miferabde ^ per-^ 

che 



V>J: T A R N A S 0. rr 

^he ndtdnlmy Wr> agrlnjno fi rlnouello I'ordwarU calamity 
de Tiv^nnl ^dmon fola- rwn poter frggire I'inemtabll gmdi-^ 
da dimmdl fondnrJa nwoua, Tirarmide con U njiolcnte moY-^ 
•te loro J mx che iJdio nel pu?iir le feeler utezjz^ degll huo-^ 
mini ambitiofi fempre feuer'ijjimo njoleud ^ che il fctngue di 
tolui y che hdueucL ardito ecccjjo ta?/to feeler atOy lungo tempo 
non godcfje U Signoria di Stato acquiflato con tanta wfa- 
miny quelle con la fun diuina mano ben presio dctud in Fo-^ 
ter di famtglid tale ^ che pernecefjltrio t ermine di buona po-^ 
litica effendaforzj'tadi eftujguere il fxngue tutto del primo 
Tirxnno y fcLceua, le pubbliche njendette delLt liberty, foggio- 
gat a. Oltre che calamita^ laquale ne anco gliocchi de piu cru^ 
deli huomini di quel Theatro poterono riguardare ^ ne i cuo^ 
Yt de" pik am bit v ft fjfrir di njederefu ., che le Tirannidi tut^ 
te ft fondmj con la macerie di tante morti ^violenti , cotlj 
la cake di tante feeler ate ingiuflitie y con I' arena di tante 
hirribiliffime crude It adi ^ con tacqua di ampiffmi la^hi di 
fangue hummo , Mentre i ZJirtuoft per I'horrendo (pet^ 
tacolo y che ^-ui^deuano lagrimauano tutti : <iApollo con njo^ 
ce cos} fpav^enteuole y che atterrl ognvno ^ ffeeehiateuiydif 
fe y ambitiofi Tiranni ^ che tanto fete Bati bramofi dAlju 
dominationtLj ^ J^efti ^ che qui hauete auanti gli occhi ^ fo^ 
no I fini de'fuperbi penfieri ^oHri^ in queHe tra^edieiru 
feliciftme finalmente termina I'auaritia^ e la fete immode^ 
ntta y che i ojJ fir i pari hanno di dominare y (^ aqueft'egran^ 
de%zj y che veiete y coniucono le famiglie loro quellt y che 
hanny commcffa rempieta di occupar la pubbliea liberta d^U 
U Fatria, Tu CefarCy che con Hmprefa feeler atiffima di far 
tm0gi^a U nobdijfrna Republica Komana.y mo fir aft i di non. 

cono-- 



jj R A G G V A G L i 

conofcere y o di non temer Dio ^ '-uedi ^ guar da 3 rimitx a qual 
it termini di fommd in f elicit a egl't fa condurre i pari tuot, 
e tutto il fangue loro . nAncorche Cefare chUri fegni deffi 
di rimaner per tai parole grandemente confufo j (^ afflit^ 
to 3 Apollo nondimeno per piu^ crudelmente dilaniar tanimo 
di quelthmmo amhitiofo ^e per confoUri Juoi Letterati pet 
I'horribilitk diquello fpettacolo grandemente afflitti^ e per 
inayilmir i Senatori delle Kepubliche a coltiuar la liber t a delle 
patrie loro ^ comando j che con tutta t Eccellentijfima fua fa^ 
tnlgliaihmnano Nettunno del Mare :, ilfempre gloriofo Fren^ 
cipe oAndrea d'Oria fnjje ammefpt nel Theatro . Onde Cefa-* 
re nel rimirar la f elicit a di famigliatanto celebre^e laglo-. 
ria di quei Signori^ che nella patria libera da i Genoueft rL 
cordetioli delCimmenfo beneficio ^ che haueuano riceuuto da 
qu^l nmu,o fofidatore della prefente liberta loro ^ come pa-y 
droni erano amati ^honorati yojferuati ^e che quelTrencipe 
di eterna mcmoria dell'animo fuo modefiijjlmo cost gloriofa 
farna di fe hauetia lajciata apprejjo i fnoi Cittadiniy molten 
pil^ lo tormentatu tinuidia ^ che haiteua alia grandczxa dl 
quegli Heroic che il fuo male : ^ all'hora fti ^ ch^egUbe-. 
nifjimo co?2obbe ^ che dopo tacqmjlo della Fra?icia ^ eper Im ^ e 
per li fuoi defcendenti^ mi^lior confeglio:, debberatione piuJjo- 
mrata fxrebbe flat a abbracciar timprefa ^ che fcppe pigliar il 
ftmpre gloricfi Prencipe ^Andrea d'Oriao di riordinar la li- 
ber t a de Hit fua F atria caduta nel difordine di njna confu- 
fljflma Dcmocratia j, e con auelle armi medeji?nc , con lequa- 
li tanto fccleratamente conctilco I'autoritl del Sc?iato abbat- 
ter la fuperba Tirannide della Fie be ignorant e ^ e f'^^l^^^^^ 
Fatria fo7idar njna perfetta zArijiocratia ^ ^ ocquijIrnKM 

fupe^ 



^ / F A R N J J^ 0. 7 3 

Juperto titolo j U gloriofa prefogxfiua di ftcondo fondator^ 
'delld Lihertk Komann ycon Uf^tiA r'lfolmiane (^ ^^//^ elk 
fiia fofieritii-^c^si: nella Clttk d'i Roma firebhe •■^njjjitet ce^ 
iehre :, e farnofaycome tEccellent-ijfimafamiglU de iDor.ij ^ 
-fn che ftaranno In f'tedi le nmra delia piUrU io.ro ^ ^ (I 
'trouermno Genoueji nel mondo ^ mai Jempre in quelld rw-^ 
■hdljJlmcL He^pHblicafira gloriofa ;, (^ immort.de. 

I SIGNORI ACCADEMICI IN^; 

•tronatj nella loro Accademia hauendo 
ammcflfelepiupfmcipali PoeteiTe^ 
di Parnafo, Apollo cdtnanda ' 
chefienoleuarcUf^ - ruk: 



%AGGVAGLIO XXII 



H \> O h 



J 



i feS^Siffwl A-^^ ammifero nella loro Accad-emUl^ 

--vtrtHofifime Donna 'Uktoria Colonndy 

% ^^^^^^^^(^^Oamkra.LauraTerracinay^ 

^gj altre Dame Foetefje pmfegnalate di Par 



S^',5.s^JS~^ 



i V^^^^^rv^trr^?"^ - 



• nafo yid/ il tut to con tanto afflaufo de Virtuofi], che gli 

• Accademici ri/caldati dalla belU'z^. di quelle Dame, ?ion fi^ 
lo negli efircittj letter arij fi ruedeuano frequent ijlimi ^ ma 
ognigiornci fuhhlicauano foe fie tali:, che ne ftufmanole Mu^ 

fe ftejfe. Ma poco tempo pajso-^ che alle. nare di fua Mac^ 
fta gmnfc ccrto oci^e motto, fpiaceuole , per loquale comari* 

K do at" 



74 RAGGrAGLI 

d^ altArclnntronato y che in tutu imodi difmetteffe queU 
U pratica: pcrcloche fi era. findmeiite mueduto :yche U nje- 
ra Poet tea delle donne era. VdC0y(^'dfufbye che gliefercU 
tij letter arij delle Dame co Virtmft fom'iglmumo gli fcher^ 
zi :, (^f / "^luochi J che tra loro fanm i Cani j iquali dopo brie- 
ue tempo tutti fornlfcono dUfine in monturfi addojfo tun 
taltro. 

GIVSTO LIPSIO CON SOLENNB 

caualcata efTendo ammefTo in Parnafo , i\ fe- 
guente giorno dopo ilfuo ingreflocontro 
rafpettationedi ognVno accufaTacitoper 
empio, e dallafua accufariporta pocoho- 
noro. 

. T{^A G G V A G LIQ XXIIL 

QME per le pajftte fu fcrttto gmnfe al- 
cum giorm fino ^ i confini di quejlo Stata. 
Gmflo Lipfia y gli fcritti del quale tut^ 
to che fubtto fojjero giudicati degni di ef^ 
ferletti da ogni^uirtuofo j, e merit euolif- 
ftmi di ejjer ripofli tra le eterne fatiche^ 
de Letter ati nella Bibliotheca di fua Maejla y e che pero al 
fuo7iome in pieno Senato fauoritamente fojje Hata decreta^ 
ta I'immortalitu ^ con le piii fegnalate prerogatiue ;, che a qual 
fnjogliaaltro foggetto feno-fiate concedute in quefio StatOy 
Upubblica cntrata mndimeno di pcrfonaggio tanto qualificato) 

fudif-^ 




H) I T A R N A S 0. f} 

fu differ it A fino d Martedi dell a fettimana p^Jpttd : Mer*^ 

cvy che U nobdifslmd nation F'tamminga con le dimojlratlo^ 

m di flraordmarij honorifatti ^uerfo quel fuo Cittadino yoU 

Ic fegnaUr fe fieffa in quella occaftone . Tercioche ne' piu ho- 

norati luoghi di Parnafi ereffe molti <iArcln trionfali con ma^ 

gnifica fflendidez^ fabbricati alia re ale . La caualcata fi^ 

notabile j, per che i Letterati di tutte le fcienze in numero 

molto grande fauorirono quel njirtuofi furfurando ^che da 

fua r^iaefia hauendo riceuuto il nobilijfimo titolo di njni- 

uerfale in tutte le fcien-T^ ^ era in opinion di ognnjno di 

faper tutte le cofe . E merauigliagrande apporto ad ognyno 

il njedere ^ che ncl primo congreffo il Lipfio per nome fa- 

luto tutti i piu nobili perfonaggiT{omani :, che andarona ad 

mcontrarlo y de quali mojlro di hauer difiintiffirna cognitio- 

ne. Gli fcritti di cosi gran Letterato da Caio Velleio Ta^ 

tercolo furono port at i nelle §falle ^ ilquale ancorche per la 

rvecchiaia tutto fojfe flroppiato ^ per moflrarfi nondimeno 

yei'fo il Lipfio grato per certo grandiffimo beneficio riceuu-^ 

to da luiy da fua ^laeUa per mer a gratia impetro quella 

prerogaiiua, Di or dine efpreffo di Apollo caualco il Lipfio 

in me'^o tral Moral Seneca ^ (^ il Politico Tacit o : m^ 

graue fcandalo hebbe a nafcere in qncfio particolare j per- 

cioche per la prerogatiua delteta^e per la riputationedipitf 

pregiata fcienza^per lo pafjatohauendo fempre Tadtoconce- 

dutalaprecede7i7:a della man defha a Senecayin quella occafio 

ne nondimeno con tanto ardire gliela ^-vieto ;, che a quelromo- 

re in aiuto di Seneca efjendo cor ft i Letterati tutti Moraliy(^ 

in foccorfo dt Tacito ^no fquadrone di ^jirtuofi Politici ^ f 

dubito di qualche grande fcandalo : ma i Moralicagllrn'ono^ 

K. 2 per che 



'16 .^ A G G)F A C L I 

Iperche co}2obhem che ^fiU ZUjfa fi attaccatu j non hmreb- 

hono potuto far lunga refiflcnT:^ a quegli Infolent'i T^'oiiti^ 

d y che funto non hoMcndo ngvtardo al gtuflo^ (^ althone^ 

lio 5 mm CO ft diyhonovdta :, ma fomma '^irttd' fi'imano atter-^. 

rar- I'lnrmico anco co icdlpl da tr adit ore. ^Lt ttittad romo-^ 

re fi qmeto ;, .quand& comfarmro i ^^iaefiri delle Gerlmoym 

Pe^afe j inuali di or dine degl't Ecceilentiffml Signorl Cen- 

fori diflero a Seneca y che anco le fcieiiT^ y come i fruttl m 

-l^omay tf^fct in. TJmegut^ hauendo Ujiagion loroy cedef. 

fe pervaU'hora.U r/un delira a Tact to- j c^ m que Ha aper-^ 

tifima mgmria:^ sh'egli riceHe^^a^f cot^folajfe con la- memo^ 

7ua degli honorl :, che ne tempi mlglmi dell'eta paffata lifu^ 

ro7io fait'ts nellaqwale quelle Beffe fclen^e Morali :, che ne- 

frefenti 'mfeliclfjimi temfi erano- rlputate mere pedantar'ie^ 

e cof ammtiffate ^ fmon.o in cosi fMime credito j> che fi^ 

nonjennero ftimate d pntiofo gioiello da tvittele buo-ne Ut^ 

"tere :, e tanto maggiormente y che il pref?2te fcoh fdquals 

tut to e inter effe y tutto njiolen^a ^ di modo fino al fittim.3 

cielo fi yedeua efaltar loft^dm Foliticoyche con efmpio fandd 

lofeffimo permetteua y che anco cal^esiaffe la. (Icjfa Fdoffd 

Peripatetica y fourana Signova di tutte le fcienzj humane^ 

njbUdt Seneca al comandamento di Signori Ce?iforiy miL> 

(onpejjima njolonta s percioche ne Filofof Morali y che aper.^ 

ta ojientatione fatmo di certa apparente humiltUy ilvitio dt 

njna intenfiffima arnhitio7i€ e peccato nato con effi.. Giunta 

to che fti il Lipfio. nel Po.ro D^lfico non li fw conceduto di 

poter a. del fereno rtmirare il diuino Splendor e di fim.Mae*^. 

^a y ne meno a pii delle fcale del real pahtT^o fu mcontr.ar'- 

40^ ( ric€HHto daJie Sereniffrm M^f p flo ejfendo fitmtui 

■ I ' 



^ 



-m\I^ '"p. A K N A S 0. 7 7 

Jte^l di qiiefii fegmtUti flt'Aorl gli fcrhtorl d'lnmntione^ di-^ 
kttijfmi di Afollo, e delle Seremjjime ^^iufe y e gll Jcyltu 
Jottijlimi del Ltffiofolo fi njedmano Uioriofi j, e rmrabili 
per '-z^fhi a^'arU 3 e mohipiice lettione 5 coftcos} comnne a. • 
tuttt ill fcr It tori Ohntmontanl :, che fono Si'/fVitti hmere il 
cer Hello nella Jchiena)>cdme a gtltdiAniych^^ t'h^rmo ridcd- 
to y il femPre hmeritar cofe nnoue y lamritr co?i U rnatcrui 
ccLMntii dcilU mmierci del propria mgegno con fuidon ^ e fieri- 
tl (i^randl :,noncan la robadd git dtri ferlttorttolicim p re- 
ft no j efjhido rip lit at a cofi da firtcrrelio mendice^j dd (^rltlc^ 
falllto rappe'^^r le toghe (iracciate de Letter Atiy dafartoprnr 
tlco ^ efamofo nellUrte tdgliare) e cuclr 'vesimentliiuoui ^ con 
fog^ie ^ erlcami non pm^~ued.uti. Sonodciml ^ chehmi detto :, 
che d Llpfio cos)> poco e da fua Maefia , e da-ile Serefajjimt' 
Mufe fia Bato jauorito per dljg/ifto ycbe hamjo hauuto d.t 
lulyolquale hauend.o e[[idato nohdl^lrm talenta per' potere 
alia Tacitlfta fcrluer le guerre cimll di Fiandra tanto dc-^ 
Jiderate dairVnluerJita de ZJirtuofi^per certl rljpetti rion- 
drmeno da fua ^iae-sia ripntatl molto njHhfirio- haueua^ 
fatta refifteriT^ aWmfpiraiione mandatali da Im ^ e dalle^ 
fue S*eremjjime Diue . Iv[a quefi^yltima efofpe.ttofandato 
net ijerlftmile ^ la prima e opinlorie: foflentata dalla. verita . 
Stette Apollo a rmlrar lo fvettacolo della catialcata.da. queU 
la fua loggettay cheBa. allato aFC app art amentodeJI. Aurora^ 
qnale I Stgnorl Poetl Italiam chmn^no Balcon Celefte ^ (^ 
era coperto da ^una blama. nube: j laquale ;, come in fimi^ 
gllante occafione e fellto farfi yappwato airhord;, che il Lip-- 
fofugmnto nel me%?:o del for n^elfico^da yn foamfiimo} 
2.^^X0 /vn ^ocQ ft4i dirad^ta^ onde fua Ma^Ha con lo^knf-^ 

doTii. 



7^ \AGGVAGLI 

dove dlrvn folo fuo raggto col quale r'tguardo quel fko njlr^ 
ttiofo :, lo furgo di ogni mdccbia d'ignoranza ^ che It fofje^ 
pottita clj'er rimaft addojfo yC lo fece diuenir perfetto Let^ 
' terafo. Salho pot che fu il L'tpfto nelU gran fala delTaudkn^ 
\a y?jcllo ficfjo pr'mcip'to dcWorat'ione ^c^egli haucua corning 
r'latay per render wfiiiite gratte adttApoUo delTincomparabil 
bcrieficlo y che git haueua fatto y fa forzato tacere^ per "uru 
(iijo grau'ipmo y che fuccedette al dottijjimo Vaufxniafcrit^ 
tor Greco y che fedeua neila Clajje degli Autori Cronologkiy al 
quale aV'improuifo njennenjno fuenimento cost grandcy che 
fu nimato mono y onde i Cofinografi tutt'i del njencrando 
Collegto corfero per aiutarlo . J farntgli d't Taufania dilje^ 
ro y che cjucll accident e poteua efjerli njenuto per mera debo^ 
lev:^y per che Vhora ejjendo tarda y prima di njfcir di ca- 
fa non haueua Vaufaniay comerafuo co flume ^ rifociUato I'ani^ 
mo nella fua l^ibliotheca y pigliando due cucchiari di conferua 
fatta delle Poejie di Tindaro. Ma la Serenif^ima SuterpCy del- 
la quale ^'Vaufama e parti alijji mo feruit ore y cGnJpru?:7^irli nel 
n 'olto due foflantiofe fentenzj di Tucidide^fece ritornar in 
lui la ^uirtu gia quafi tuttaperduta . aAllhora taufania, 
pn^a altramente confiderare y ch' egli grandijfimo mancamen^ 
tOy commetteua impedendo alLipjio ilpoter fornir la fua ora^ 
tione y uinto dagraue affanno d'animoy o tempo edacCy (efcla- 
mo) inuidiofa njecchiaia y che co njoflri acutijjimi y e mor- 
daci denti anco quelle cafe confumate y che daglt huomini^ 
fcrche eternamente fieno njedaite fbpra la terra yfono Hatc^ 
fahbrkate . € come e pojjibdeyche allanjariatione de tempi 
cost cert amenta fia congiunta lanjicijjitudine dclle cofiycbe 
la mia ddettifjlma Crecia madre gia delle buone letter^-j^^ 

7{eina 



'T^'madl tutte le fcienz^ y honorato y e ficuro dom'icilto ddlc 
Arti liber dty giardmo del mondo y patria de f'mfe^ndati 
yirtuoft in tt4>tte le dot trine y che giam/nai habbU hdtmto qual- 
ft yoglm ciltro Imgo delT'^nmerfiy istrt^mento nobllijjimo y che 
eterm Lt pe?mA miHy hor^i tiutx fm dmentita, ignordnz^y tut^ 
ta fduesire y dishxbitdtx d'huommiyetxlmentesdo^lUta di 
que mxgmfici edificij fubblki y e prinxti y de' qndi a mera- 
uigliii erx gia, piena y che folo hora ^ fi njcggh'mo pochiy e 
ijilijjlmi tugurij y e che i fiimoftjjlmi antichi Filofifi^ Orato^ 
ri y e>" Hi florid ^theniefi y in que si d no sir a, mfelicij^imju 
efade (Icno diticnuti njdijfimi oglierxri in Cofixntinopoli , (j 
che^ per lo contrxrio U Ftandrd y che d tetnpi miei dltro non 
erXy che folittidini y feiHe ingornbrate da paduli piene difie- 
re ye Jlxnzj d'hmmini rozj^iy pm feluaggi di efje fiere y non 
che ignoranti delle buone let t ere ye dopte nondtro finj^de- 
UA y che s^cmenteuoli grotte y e <"uilt cdpdnmicct habitati da^ 
gente mendica. y hora fio, dme?itita Frommid fecondijjim^ ^ 
tellijjlmx y am,enijjimd y pie 'rid di habit at or i fopra ??iodo cU 
uiliy fdcoltofi yC induftriofi y colrna di Cittddi 'nobiltjfime .n. 
merdmglia ornate di edificij ptMlici y e priuatiy fi)?2ttiofi[Ti 
mamente fdbbricdti y e que Ho che Immetifd f^ la merdniglut 
r^ia y p atria felici^irna y doue le Grechcye le Latine lettere 
par che habbiano fondato d figgio dell'eterna loro habit at to- 
ne . Le parole di Paufiinia talmente coinmojlh'o gltajiimi di 
ttitti i Virtmfi Greci y che Arifiotile y Platone y Demofle^ 
ne y Findaro y is' dtri moltl pmmn pot e7i do ritener le la- 
crime y auanti che la cerirnonia del Lipfio fofje condotta at 
fm fine y proruppero in cosi dirotto piantOy che dagli altri 
Letterati effendo fiatt imitatt ^ ilnjirtmfo Lipfio y dqiiulco- 

piohhei 



B9 K A G G V A G t r 

i^ohbe J chela fi^ a or dt tone per to firepito grande diqueijtn-^ 
gulti i^opi, poteka efjcr njSt:t :, fcefe dd pulpit o ^ rtcor>ip€jl' 
'fttnd&'^-'il difgu^o :, cht' gli hauetm dato Tatifamkcon quell* 
inipedjr^ento ^ con U confoUtlone "flcWencomio y cyegli ha^'. 
uca fatto della'/ka patria y e del/a njirtuopi ndt'ion Fiam^ 
mm^n.'DalLetternti tutu di quefto Stato fh credutOjchff 
tra Cornelio Taato ^ e Giuflo Lipfio'per V ynolti reclprochi 
bcriejicij corjl tra ejji ^ fijjc 'per pajjar fdmma confide7i%ay 
€ flreftifjima amicitia. <^la con merauiglia grande de'Lette^ 
rati tatti dl queBo Stato e fucceduto 11 contrarlo, T^ercio^ 
che due nidt tine'' fono H Ltpjto aumti zApollo accus^ Taci*- 
tct dHjauer'fkt'frimo liira delle^fifie'HiBdrie dette'alcUne- 
parole piene di /om?na empteta. Sua Maefla per acckja tan-^ 
to import ante fopr a modo alterato ^ comando a TacitOyche 
la njegncnte mattina le comparij]} auanti per difenderfi da 
quella horrenda imputdtione . Con'tantaframhezj-^diam-* 
mo intrepido njbbid\ Tacitoilcomandamentodi Apollo ^ ch& 
i Letter ati fuoi amoreuoU ^ che grafidemente- ft era'rio sbi-* 
gottiti y ajfatto ft rinfrancarono dl ammo. Jo che fcrluo i pre^ 
fmti T^gguagli mi trouai prefmte althora^che Beato Re- 
nanoye Fuluio Orfino ^ dmendue amoreuolijjimi dl TacitOy 
ttrarono il hipfo- in difparte ^ e Jhettamente lo pregaronoy 
che ^okjj} dcfiftere daU'lmprefa di quell\tccufa ^ dishono-^ 
ratipima per lui ^ quando non hauejje potuto ijerificarla ^ 
infeiicijfima fe la prouaua j perche efjendo Tacito II prima 
Baron Tolttko ^ che habbia\Par?2aJo ^e pero dl gran fegai^ 
to apprejp) quegli huomhit pote?!ti ^ che 'hanno le manllim^^ 
ghe y e cortala cofcien%a'y in progreljodl tempo ficuramentc 
erano per njendicarpne . A quejll rifpcyje il Lh>(io ^ che iru 

t.^::ti 



Isutti t modi egli ijoleuti dar foddisfdttione allti fUd cofcien^ 
1^ : e quefio detto compame dtmnti aApoIld , one in com-^ 
pdgnU dl Tmto eram concorjt i pm forbiti Letteratt di 
•que da cort^, Commcio all'hora, d Lipjio^ chegli era, amic9 
fSocrate j> arnica ^'PUtone^ ma piu' arnica la ^zfentas inter ^ 
roppe alTbora Tacito il ragionamento del hippo ^ e li di[fe^ 
che Ufciajje qnei preamboli ^ che in quel Imgo tanto haue^ 
uano del rancidoy e fpeditamente defje la fua accufa^ per^ 
cbe gli ht^ommi Politici fuoi pari da qUelUy da qnali afpet^ 
tauano iirutti fatti^ non poteuanocon patienT^ vdirei pre^ 
meditati preludif deile belle parolt^ . AThora cost rifpo* 
fi il Lipfio : Voi nel prima libro delle '-uoflre Hifiorie libe^ 
YAmente hatiete detto :, che ^ddio non tiene altram-ente ctt^ 
ra della falute del genere humano ^ ma folo del caHigo $ 
concetto tanto maggiormente empia , quanta di njn HPren^ 
ape terrenoj non che di l^io ^ proprijjsima nnrtu> del qn>a^ 
ie e la mlfericordia ^ e la fuifierata paterna car it a <^erf9 
la faltite di tutti gli hmmini 3 delitto degno di grandj^i^ 
piA pHnitione farebbe dir cofa tanto ^ for bit ant e mente mi^^ 
qu£U. Le formali ijojlre parole fono quejl^: Nec^niin Tacito i/b: 
vnquam atrocioribus Populi Roaiani CJadibusmacrif- p"™"*'^' 
V€ lultis ludiajs appro Datum ^itjooii eflc cmsz Deis k- 
curiutem noftram , elfe vltionem... E ben^rvero ^ (he in 
qtielio ruaftro grandijjimo manoimento qtiefla folo pub feu-. 
farui 3 che nel precipitio di cost graue err ore fiete caduto 
guidato dal mal accorto Lucdua^ ilquale prima dinjoi pub^ 
iplicando Ufenten'^a medefima lafcia fcritti queHi njerft :^ 
^. Fflix Roma quidcm, Ciuelque habitufa.rupei"bQ$r; 
i\ SilibercamSupens.wracuraplacerec^^ .' i 

h Quam 



fi TL A G G y A 6 Li 

■ Quanfivindi(f^a placet . ' | 

%}dite che hebbe Tacito quefie cofe :, mi duole ^ d'ljfe^ Lifi I 

ifo mio y che hamndo tn> fattci pubblica oflentatione di ejfet j 

tn;mco oracolo de miei fiw recondltt fenft ^ in coja poi dK \ 

id mi(t riputatione di fomrnci importan-KU babbi pigliato co^ \ 

yi arofjo errore. T^ercioche le parole mie 3 che pur hora hat . 

recitatey in tanto :, come in leaccnfi :, non fono empie^ chc 

io le fofiento pijjfimey e fantijjime . E per far ti capace del^ 

la ^Veritas che io dico^ mi place col giro di molt e parole in-^ 

terpretarti quel mio concetto ^ che fecondo d mio cofiumt> \ 

ejfendo fiato detto con poche y tu non hdi faputo capire^'^ ! 

n^opo hauer nel principio delle mie Hiflorie aunertito il Ldx \ 

tore di quello y che io haueua animo di tr attar in tutta r&- J 

ferdj^ dijfi y che io intraprendeua njna fatica piena di^-var^ \ 

cafi. Atrox proelijs , difcors feditionibus , ipfa ctiam pa^ \ 

ce feuum. Quatuor Principes ferro interempci y tria , 

hella ciuilia , e quello che fegue^ . T^contdte che hebbi 

le calamttadi yt le miferie grandiy che dopo la morte diT^e^ \ 

rone Jojfrirono i Romaniy difiy che elleno in quantita fu^ i 

rono tante y in qtialita, taliy che giammai in qnal fi '-uoglitt 

dtro tempo con pivu atroci fagelli del Popolo Romano y ne '■ 

€on pm giufii gtudicij dimni meglio fi njerifico y che quella . 

Jddio y che per Io paffato tanto haneua fdmrito yC proteita ] 

il T^opolo Romano y che come innamorato dell a p\i.nde7^ 

di Im parea che non altra cofa piti hauefje a cuore y che per^ 

petuamente renderlo njittoriofi y trionjante y e padrone^ ' 

deltnjniuerfb y dopo la morte di !?(erone di modo fu^ T^e-i 

Juto miftarfiy che chiaramcnte ^conobbe^ yNon effe cu- i 

tx Dei> fccuwtatem noiUana, eflcvkioxicm: cioech'egH [ 



ajfattQ 



P T FA RH'J SO". :if 

iffattd hdueua abbdndonau U cur a delU fimrez^ delTo^ 
fob Rommo $ elfe vlrionem , doe che filo attendeua i 
*uetidicarft de graui difguft't ^ che da> lui haueua riceuatL 
^anque i Lipfioi e concetto emplo dire ^ che per gli eccef-* 
fi grcLuijjimi :^ che commifeil Popolo'^mam auantl ^ e dor* 
p4) U morte di Nerone^U cur a di proteggerlo da ognl ma^ 
le fi cangUJfe In Jeuera giuflitU di ^fflliggerlo con ogni for* 
te di m'ljlncu^ Pijjjimo e it concetto yche hai detto ^ rifbo* 
fe dirhorti il Llpfio y ma non quitdra con le parole ^ che i(y 
accufi per empie ^ lequ^li allhora riceuerebbono f^interprc^ 
tatione i ^ il fenfo ^ che tu gli dai^ quando la parola Ic- 
curitateni noftram fi potejfe ^erificar filo nelPopolo Ro^ 
jtnand $ ma ejjendo ell a njniuerfale ^ chiaramente ft ^--uede y 
she comprende tut to il genere humano . Che con la <^oce^ 
noftram ;, nella quale njeggio ^ che tu y Lipfto ^ fat tut^ 
to il tuo fondamento j, replico aWhora Tacito ^ to filo hab- 
lia intefo il Popolo "Romano :, te ne fa chiaro il Poet a Lu^ 
^ano , che ti e piaciuto dire ^ che mi ha fatto cader nel fofl 
fi deWempicta ■■, ilquale co'fiuoi njerft dicendo il medefimo 
rcmcetto mio p folo fa mentione de' Romani ^ ajfermandojche 
da'Qitta di Roma perpetuamente ft farebbe mantenuta fe-- 
Uce 3 echei fuoi Cittadmi firebbono njifjliti tn f-vna contU 
■noua grandezT^ ^ quando alia ^iaefla di Dio altrettantot 
foffe piaciuto confer uarla nella fua antica Libert a ^ quanta 
,gli piaceua '-uendicarfi di lei, E non par a te :, Lipfio ^ r^/^-. 
.pfjt/no y che il Popolo Romano ^ che giamrnai fcppe por fine 
altambitione ^ che infatiabilifftma hebbe dt dominar I'njni" 
'uerfihpcr haucr defilato numero infinito disnobilifpme Mq^ 
7iarchie ^ c prcsiantifftmc ^publichcy rubato il mondoy eper 

L 2 fatidr 

, . » -f^ 



'fduaY rinen'mgHwil fcleyth'egli hehbe ddhro^ emfmtoh 
yi fioco ^ e di pLhgHd 'j^^tdmente fi concitaffe contro I'trcu 
^eWonn'poteWe Did yihe dopo haUendolo datd in pred.i di 
■CYudtlifir'ni Tirunnl \ da qudi from -tut te k- pm deploi 
-rande miferie ^ perm'fc alia fine^ che con efempUr a^iltpen^^ 
dio frjfe calpcflato dalle pm bar hare nat'ioni delt EuropaJ^ 
Fine per certo wfelidfsimoj mci pero 7nolto degno dell' urn- 
bit'wne y delLi crptdtlta^ e dell'auarltia Koman'a: Frecipitij 
tie'- quttl't fua, Dluina Alaeda fa capitar quegl'Imperij y ch^ 
-iion p.nno por fine airwfat'iabd ingordigja d't regnar^ -*^ 
^Ut per fornir di chiartrti deWerror tpto ^ tl ricordt ttnl 
LipfiOyche to in altro Ittogo degli fcritti miei h ah bi am/fat it 
U parola noftram jd Noiki ? Mr'fitiniene ^ dijjeegliychedo^ 
<Uefdtemcntidne 3 che TiridateRedell'Armeniayche da Cor- 
hukne fu mandato a l^ma;, accio auanti Nerone fi gjtijii^ 
ficajjs di alcune irnpHtationi datele ^ frima che porfi in ca* 
mino capital a con Corbtflone y che dclla fua perfona non /? 
^6H(Jji moFlrar Jegna ale una di Jermtpt j che p^r iBradoj^ 
'in luogo alcuno nongli fhJj\ro fattepofar I'armiy chefofjeam^ 
7neJJb aUa njifita de Gottcrnatori delle Prouincie Jenzjt che 
gli fcjje tenuta la porttera y e che in T^oma gli fojfe fiato 
lecito tener la medefima grandez^ difuJfiegOy che faceua- 
mo i Confoli y ilqual mode dr procedere da, Cerbidone f» 
fchernito y e riputato njanita Barbara y e tu tale la pubbli- 
facitorei^^'^^ f^z? qucfle parole : Scilicet extern ae ftiperbi a; (uQ^ 
jib15.dc: to, non crat notitia noftii raniid ouos ius Imperii va-» 
let, mama tranfmittuntur. Et in<un altro luogo yraccon* 
tan do tu quanta a propofito dell a quiet e y e grandeZj^ deW 
Jmperio l^mam ^ra la difcordiA difm nemki ^ did que-^ 



fie fomati parole . Maneat qucefo ^ duretcue gentibus, rschom 
'fi non amor noftri, at certe odium lui : quando vei- de'Ces^j 

gentibtis Imperij fatis nihil ktn pr^ftare fortuna maius "'^''*- I 

poteft^quam hoftium ^ikoxdkxn, D'Jfe aWhora Tacito* ] 

fan He parole non erat notitia noflri ^ &<: fi non amor no- i 
ftri ^ credi tu ^ L'lpflo :> che io mtcna(f]i il gcnere huma^ 

no J, fur il T^opolo Rcmann ? jmfallidtall'hora il Lip-^ \ 
fto^edijT^. Taclto mw :, hora finalmcnte ml auueg" 

gio de It error mio ^ tene chleggo humdifsimo ■ 

terdom ^ e liheramente tl confcjjo :> chc \ 

git fcritti tuoi flu che fi leggo-^ [ 
no :, meno ji tntendono ^ e 
che i tmt^zAnnalti 

e Ic tue Hi' i 

fiorie i 
non fono lettione da femflice 

Cramatico ^ com^ < 

fon io, I 



^ eion^ 



s<^ 



%A C C V A G L I 




GlORNO LVGVBRE IN PAR^ 

nafoperla commcmorauone deirinfe* 
lice incroduccione facta alle mea- 

Ic della Soccocoppa^. ^ 

KACGVAGLIO XXIIIl 

? OGGI prima di M^ggiO:,gwrn6 apprej^ 
• .y fo le natiomtutteconficrato algeniofe^ 
^ fimo :> ^ allegro :, talmente in Parriafo 
e luguhre ^ che non folo le Seren'iJ^ime 
i^lufcj 'iTottiy^'iZJirtnoft tuttiye- 
fiono dt liutto ^mci i Fori ^ i Portici :> ^ 
i GiiWdsij (i yeggona coperti di Cottofie : merce che perte- 
fiimomo di Polidoro ZJirgilio pienarnente 0072^0, :, che iru 
auefto glome d'wfdict mcmorm per I ambition prima di 
Prcncivi ^ epoi per la fciocca '^anita de Priuati^, tra gli hue- 
mini jii introdotto il fcflifero <-ufo della Sottocoppa . Mai 
piii alia memoria de" Letterati in Parnafo e fucceduta ca^ 
lamita cost luguhre ^ e che con piu njere lagrime di inten- 
fijfinio dolor e da njirtnofi tutti fia flatapianta^del funcflo 
^vcttacolo di njedtril pretiofo liquore del njino ^ <-uniciL> 
delitia dclle menfe :> faiza, del quale il mangiare fart the la- 
bor 10 jiffimo mcflitre dafacchino ^ crudelmtnte cacciato daU 
la tauola . E a rto con molt a ra^ione : percioche qual infe- 
licita ma(igiore puo prouar il gcnere humane j, che il T/f- 
derfi ridotto a, here a difcretione altrui ^ ^ ejjlr cap it at a. 



'*V # i K N > /U' 1i 

^al Pdffo Jp^Mentetiole delist morte ;, di fno chiedereper I' amor 
dt Dio ad njn njigliacco feruitore ^ chc molte njolte non ti 
^ guar da:, ^e (Jo non tiode^ o non ti njuol njd'ireyejiml blc^ 
'chler dl ^ino ^ che per felicemente yiuere gll anni di Ne^ 
Bore perpetuamente fi deue hauer nella mam ^ o tener alia 
'bocca ? E per crudelmente ddan'iar njn galan/huomo quai 
altro piu infopportabil aadeo pm immaginarft\, che aWho'i 
ra fargli Jientar il here y che njyi fap'orito bocconCy ch^egll hx 
tfa denthgli ha inch at a <-una gagltarda fete f E, non e §pef^ 
'tacolo da far tramortir gll huomlnl dl angofcia ^ il njeder^ 
f portar II bere in njn becchlere fpefe -volte troppo plccto-i. 
to y molte yoke mez^ ^uoto y e in tanta dfu7ua'gltan%k 
til fte efjer forz^to fmprc bere con la fte(famfiir^^'ey\qt4^el^ 
io che aggrana tantl mall y fempre col ^Iri'o carnhl'ato f mer^ 
ce che ^I'lngordl y ^ Iniqm Bottlgllerl non fanno IndUt-- 
ft a dlfpenfar quelnjino mlgliore alContiiuallychedalpro4 
prlo appetite fono njlolentatl a ferbar per loro fief I . Jn^ 
tanta afflttione de" Letteratl la glorlofa nation <iAtemdnn't^^ 
tiberada fermtu> tahto cru>dele y grandemeiite cd^pitendck 
la rhifrla dt <-virtm(t Spagnuolly Itallafil y eVran-T^f yco 
Trenclp'imofe la pratlca dl eBermlnar dal nib-ndo I'ufo euU 
dent ement e conof Into permtiojo delle Sottocoppe. 'Ji^a I Pren-^ 
dpi oftlncLtamente rijpofro y che mal haiireybmo comporta^ 
to y che da i conmtl loro fofe leuata Id pomp a delle bottiglle-^ 
rie s e tutto che per facilltar.il negotlo per la parte de Let- 
teratl f propdnejfe y che nelle tamle ft ritenefe II ^ino y che 
fempre fa di buono ^e che nella bottlglleria li faccffe la fpa- 
fa delle mine f re y che Jpejfe njolte ammorbayio dl caclo rL 
fcaldato ^ nonfero fmono afcoltatl ^ onde di gla njedendofi 

il ne-* 



W -'}( A G G V A G L 1 

SI negotio difperato ^ oAfidrea Mctrone celebre Poet a "^re^ \ 
'ifimo fall neUcL fubhlicA rlnghiera ^ (^ alia frefen'Ka, di JfoU \ 
lo^ delle Serenijjime ^Mufe y e de Letterati tutt't di Par^ : 
7ja/o in njerfi heroici con abboiidantifjima ^vena da luidet^ , 
//* airimprou'ifoy fece gagliarda inuettiua contro inuentiont^ 
-tanto crudde . E con ['autorita di Ejculapio ^ di Hifpocra^ 
t€y di Galeno y e di altri EccelkntiJJlmi ^Medici co^jcIndenJ 
tijpmamente prouoj che le Febhri Ethiche yimali Thiftci pri" 
7/;a poco conofciuti al mondo ^ per U miferabde introduttior- 
Tie ) che nelle mcnfe era flat a fatta della dolor ofa Sottocop^ 
pa i€ d€TJnfelicilJi)7io bicchiere di tre oncie yin infinito era-. \ 
no crefciutt: mere} che quelle femplici per/one y che /ciocca>^ . 
rnente ft erano lafciate perfuadere di ber a onciey con ^una, , 
complcJfioncelU da cardellino fl njedeuano campar afcropo-* \ 
li, Onde accadeua^ che nell'eta prefente ynella quale nel be^ ' 
Yc p\u fe attendeua alia <-vanitk della bella creanz^ychenU . 
la fofla?i7^ di here con foddisfattione-y affatto era mancata la^ \ 
feroce complejjione de gliAntichi huommi robufli, Nell a fine \ 
poi deWoratione quelT orator Poet a col teBimonio delle, flef^ ! 
fe Serenifflme Mufcy ad ognijno fecefedey che alFhorA \ 

affatto fl perdette la raz:^ degli Homeri yeds \ 

Virnlu y ^ il mondo ft appeBo de' Mo- , „,^ i 

aerni PoetiMUKi ^ che fic citj- \ 

mcjfo trifio lodeuolijjl-, \ 

mo di here aI i 

hoccale^ 



-<^ 



t E 



^ ? "p A K n A s o: 



^9 



LB PIV PRINCIPALI MONARCHIE 

refidend in quefto Staco di Pamafo, cliicdo 
no alia ScreniflimaLibertaYenetiaria coa 
quai mezzi dalla fiia Nobilta clia ottieno 
ij bcnejficiG dicosiefquifitarecretezza, ctaa 
to efatta vbbidiciiza , e da ki riceuono la-» 
foddisfactione, chedefideraiio* 

1{ A GG V A GLIO XXF^ 

A njktux)pty ^ honor at a controuerfid^y 
che tra molti Letterdti nacque 11 norni 
fdfj-dti :, Uqudle dalU Senmffimci Liber-- 
ta Venetimd net mode fcritto fit decU 
pi 3 materia molto grande da ragiona^ 
^re :, e da difcorrere ha dato a tutto que^ 
fid Stato di Parrjafi . ^U particolarrnentenelle potentijji^ 
me Monarchie di.Franc'm ^ dt Spagna ^ d'Inghdterra y e 
di Tolonia ha deftato v?2a inuidia tale ^ che elleno dut^ 
mattine fono andarono a trouare la Serenijfima Libert a Ve-^ 
netiana^ e le differo^^che ftuforgra72de arrecaua loro ilyedere^ 
che in tutta la fua Nobilta elU comfitifjimame7ite trotiajfe 
qtiellafeddt^delfecretOyche adejj'efpejjo erarikfcito defiderio 
quap. impojjibile :, opera affatto dijperata ,poter ottenere dcu 
nj7ifolo loro Secrctario ^ da yn paio di Qonfiglieri ^ calami^ 
ta che quelle potentij]hnel\eme dijjero efjer altrettanto piit' 
miferabde , quanta ?iella prefente fraudolente eta la prima 
arme j, che alcuni Prencipi ^fauano di sfoderar contra gl't- 

M nimici 




f.0s KAGGFAGLI 

'vhnici loro y era con njna. gran maffa di oro cor romper 
U fede de fr'mctpali ^iiniftri altrm ^ che pero deftde^ 
rauano fxper da lei y con quali mezX^ ella era arrmata ad 
ottetierdd fmiNobill tanta ficreteT^^nei negotij fimpm 
graui y € tanta njbbidtenzj, anco ne pertcoli certiffiml dellcL> 
rutna loro . A quejia domanda ri^ofe la Liberia Vene- 
tlana y ch'ella alia njirtti della fecrete^?:^ allettaua la fua 
'Hobdta CO premij y che dal njitlo della difubidlen-T^ 
U fhauentaua con le pene » Keplicarono aWhora le Monar^ 
chie y che anco effe feruendoji degli flejji mc;^ y non pero 
foteuano confegmr I medefirnl fint. T>iffe all' ho r a la Liber- 
ia IJenetiana yche cio accadeuayperche in comparatione di 
queiychenjfauano le hen ordinate Kepubliche y i premij deU 
le ^ionarchie erano poueri y le pene fcarfc . iA queHo fu 
riflofto y che an%l le ^ionarchie poteuano affermar tutto il 
fontrario y poiche i premij delle patrie Itbere paragonati con 
la profufa liberalita y che co i loro pri^clpali Miniflriyfa- 
uano i Re grandly erano mendicita : merce che non mai Ji era 
^^eduto y che la Kepublica Venetiana hauej^e pre7mata la 
fede It it di alcun fuo Senatore con que' rice hi doni delle^ 
CaftelUy delle Cittadiy e degli dtrinobiliffimiy-e ricchiffiml 
Fcudiyco' quail l Vrencipimolto ^ejfofi'-uedeuano efaltar i 
Miniflri loro y che il maggior premio y che ycrfo t bene- 
meriti ftioi Senatori yfkua d Se?iato Venetiano y era pr-O^ 
mouerli a i Magifirati rnaggiori y rna pero graduatamen- 
te y ft;) acquiflati con fiidori i?ijiniti : oltre che la maggior 
parte de' carichi piu principali dt lei piu ejjendo difpendiofiy 
ehe vtili y altrui folo apportatmno augu7ncnto di riputatio- 
ne. Che poifetiT^ comparation ale una moltopiii Jj?aue?itcuoit^ 

ecru^ 



D t P A \N A S o: 91 

e crudelt erano i cafilgbi y che ^fiiuano dalU rljoltita, yo^ 
lonta di njn Principe ojfejo in cafe gram j che quei^che cm;' 
tro alcun Senatore erano deliberatl da, njn Senato^ per ['or-- 
dmario piti tofio circonl^ettOyemite ^ che precipitofo^^e cru^ 
dele : e che fomrna ^roportione era tra II Prencipe^che giu^^ 
dicaua njn fuo njajjallo ^ e quel Senatore ^ che col fuo 
fi^ffragio puniua yn fuo njguale y ^vn arnico , njno del fuo 
fa?igue y chenon fapea njeder qualnuouo y e piu crudelpa^ 
tiholo di forchcy di man7iaie y di lacci y e di fuachi ne de^ 
meriti della fua No hilt a njfaffe la Kepublica Venetianay che 
anco non fofero praticati in Francia y in Spagna y in In- 
ghdterra y ft^ in HPolonia y eccetto pero il tremendo Canal 
OifanOynjlwna feuerita Venetiana:che fe ne Kegniloronon 
hauevuino le Monarchie quel Canale^che nondimeno ne facchi 
poteuanofar cucire iloro Miniftri difealiyC farligettar neLa-^ 
ghiyne' FiumiyCpozzj profondi . Con leggiadriagrandeforrife 
all 'ho r ala Serenifsima Liberia, Venetiana^e diffsyche in yece 
di quei Feudi y che con tanta limitata autorita di comandare 
a i benemeriti Mmiftri loro concede uano i Trencipiy ella a fuoi 
fedeli y C«r' vbbidienti Nobili prima donaua ilnobiliJJimoRe^ 
gno di Candiay Corfuy e le altre Ifole fggette al fuo Do- 
minio y lo flato di Dalmatia y deltljiriay del FriuliyPado^ 
uay Vtcenza y Verona y Brefcia y l^ergamo y Cremay e lo 
jlefjo maeftoftffimo miracolo delle Cittadi piu Reali Vinegia^ 
(^ il tutto con ampla autorita di comandarlo y e gouer- 
narlo con affolutijfimo Dominio s di mo do che i fuoi Nobili y 
7ion gentil'huominipriuatt y ma chiamar ft poteuano Re^i^e 
Principi grandi y iquali nelle faccende pm graui della Re-- 
publica ipi ejfi flejf erano fedelt y oue i Mimfiri de Prin- 

M z dpi 



f}z 'R A G G V^A L I j 

. • , ... ^ 

dpi SYiino a- gti akrt ^e che I'horyore ^che i 'NobiliVeiietlx^ 1 

ni hme.mo di njender .1 i Prencipijlrameri t fccreti delLi^ ; 

TUPublka^ najceua ddU ipraponlonc mfin'itd:^ che tni queU \ 

lo eray the ejji j)erdeuA?w conLi fellonid J a qmllo the gua,-^ 

dagjjauano con la fedelta :> che trd it rimorp) :, che fen^ \ 

tlu^t njn Mimf^ro da tradir d fuo Prenclpe :, alio ^auento-y 

che Lmeanjn Se?uto7^e di nj'mere mfedele alLt T Atria Tibe- \ 

ra^ non fl daua pr^portime ^e comparatmie ate una:, chebito^ \ 

na fo-lje : merce che non hauea che fare tcffcr hifedcle ad 

Atrl cot tradir fe ^ejfo , In yltimo dijje la Seremjfima \ 

Libert a Venetlana j, che t pViZmij j, che I Prlncipi ^'fatianQ j 

CO i Secvetarij :, e con gll altrl Mimslrl loro j, -molte njohe ; 

cagtonauano eff^etti per7nt'to(i ^ (^ affatto cantrarij aW't72>^ ' 

teyitlone di qnellh che gli ordinatiano : perche no7i fob. JJ?eJp^ \ 

raffreddaiunoil <3tiniftro nelbuon fermgto delfko Signore^ \ 

(gr althora parttcoUrmente ^ ch'eglt pm non haueua , ch^ \ 

poter fperare da lui :> ma la njolanta de Prencipi tdnt.9 

€Jfendo mtHabde ^ le machinatmn degl'i ernult delle Corti . 

tanto freqiie7iti y ffeffcnjolte accadeua y che d Mnnflrocoj^ : 

I'mfedelta ^ e con la depreffone del fuo Si^nore cercaua dt ' 

afjicmarf quel prernio :> checon thonoratofno ferui^ofha^ 

ucua acquifata^ tuttl effetti pernit'ioftfftm'ho de quali in. tan^ 

tomancauano le fue rimuneratiom j, che con la grandezjj, \ 

del fuo Imperio fimpre crefcendo il patrimonio dellaNobil- < 

ta Venetiana:, ogni hora piu ne fmi Senatori fi accendeua ' 

il fuoco dell'amore^e la earn a ^erfo le cofe pubbhche. Dif . ' 

fe poi J che /proportion molto maggiore tra let y ele Monar^ i 

(hie ft trouaua net particoLxr delle pene y poiche piti volte ; 

tlU Iwieafperm^iitato ^ che all' hora ^ che a f^op HobiliAu^ 

cot \ 



"7) I 'P-.AK 2^ A S'O. .yj 

cor chc armati :, a/Kor che d<^jiderdt'tjjimi da Preucifi siru^ 
nieri ^ elU intmduciU tremenda,:, e fj^nti'enteml Pena-dei- 
'lo fdegho deiSenato-ye Ufrihtatione della,. Noudtit y non ii 
trd'Uaua, Senator dcunoZJenetfimOy che con indicibde yhhidi-- 
enzj, baUhnzpfa'mente non fi fojje rveduto correr yerjo Vim^ 
gut con deiiberdttfsim'ci r'lfdutione di piu. toflo yoler per^ 
dcrda '-uitit traje due Colonne :, ch'ejjer prmato di qaelU L/- 
herta^che tanto e slimAta dot quelihche hanno fpirh't gmcro^ 
fnecheinZJinegitnonnumea Senatcre alcana ^che di buonif^ 
Jt'mo an'tmo ?io?i fi content ajje di piti toflo per den U njita :, 
che fottoporfi alia fig?iorid di qual ft ruogtia Prcncipc Hra~ 
nicro . fierce che d Nobd Venetiano era njn Vefce ^ • che in 
quelle Lcigime ejjendo nato neltacqua duclla Liberia y nonjk-^ 
feafaori di Vinegia ^uiner 7ieW element o della fenifitu . 

IL POTBNTISSIMO RE DI 

Prancia Fraiiccfco Primoincontratofinelia 

Pilofofia, ch'andauaignuda, le proferifee il 

fuomanto Reale, non accettato da lei. 

RAGGVAGLIO XXVL 

^ L liber alifjlmo 7^ diTrancia V ranee fee prima 

hieri a cafi sincontro nella SerenifsimaFt- 

lofafia y che appoggiata ad Ariflotile y (§f i 

■9^ Platoneandaua diportandofl per Parnafi j e 

"^^ perche ella era igimda j SIraordimiria com- 

puntion di animo hebbe quel R) nelvederCyche la fiefpt Re:- 

na di tutte lefcie?i%e humane y che merit aua di abbondar di 

SHtt€ lepiii efquifits dditie^ coiifoj^^ medica^ che ne me no ha- 




^ K A G G V A G L 7 

'uijfe am fdnno dx rtcoprirfi . Oride quel magnantmo Re 
fp^giUtofi fuhito il frctwjtjjtmo mmto Kede :, che tutto 
temMfiato di Gtgli di n^iamanti portaua addoffa y njolle 
coa ejso rkoprir fjuelU Serentjfima Dar/Myquando diqueL 
U co-Yiefc liberdita hmendo elU prima refe le deh'ite gra^ 
ue a ta?no Re , gl'i dijje ^ che :> fen%a. punto pregindicar aU 
la fua, r'lputAt'ione j, ignuda poteua andar per Parnajo ^ cht 
non haaea njergogne da nafcnndere :,hrutte7^ daricoprire . 

APOLLO ACREMENTE SI 

diiole con le ScreniffimcMufe, perche in- 
(pirano il furor poctico in molci ingegni 
ignoranci , & cffe cccellencemente diten- 
donolcaccioni loro . 




n{^A G GV AG L 10 XXVIL 

^E D END <tApollo i parti de modern} 
Toeti ltal'ia7n nelle similitHdml j ne Trajla^ 
\ t'l y-nellc aAllegorie y nelle H'lperholi:, e neL 
le alt re elegantijjlme Figure :, con lequali jl 
trinano ^ fi franc'iano :> e Jt ricamano i dotti 
Pocmi :>per la maggior parte pkni di molte imperfett'ioni s 
due giornifono fcce chiamar a fe le Sereniffime Muje ^ con 
U quail molt aarba'mcnte ji dolfe y ch'injpirajjero ilnohilijji^ 
mo furor Poeticom ccrti ignoranti y che per non durar fat'ica 
neli'acquijlar co fudori dc' pcrpetui ftudij laperfettionedeL 
i'arte Poetica ^ pubbltcauiino al mondo Tot ml 'mfel'ici y ne 

quali 



quitli molto perdeua di riptitat'wne qt^ella l?oeJia _, ch'e U 
delitlx dells belle lettere ^ I'nunica ricreatione delle fat'i- 
the de Letteratl^ ilnjero rifioro de' ZJirttiofty U gtom di tut^ 
te le Arti L\herdi ^ non fenzj> ^rctue biafmo di efje Mufe ^ 
dalle qudi i fm fcielti ijirtmfi defiderAiinno j che del do^ 
no del Furor poetico folo facefjero parte a glinge'yni labo- 
riofi y etdmente innamorati delle bmne lettere :, che demt 
ft fcicejfer9 conofcere dirkemr da efse gratia tanto fegnaLu 
ta. Si dice^ che Volhnma a nome deWaltre Mufe riJbofe a. 
Sua Maeflk-.cloejse neWinsfirar altrm tl. Furor Poetico ^ e 
tabbendante njena de i njerfi eleganti ^ fempre foleuano 
hauer riguxrdo alia fertility, y O alia yiuacka naturale 
degrmgeg?u Jtrui :, e che nfiia^Ueftaeranoto^chcfaceua 
bi/hgno :> che il d&no del Furor TPoetico precede fse alU co- 
gnition dell arte ^ alia fcieji-K^ della dottrma-, che poi partico^ 
lar obbligo era di quelle che dalle Mufe conofceuano di ha- 
uer rkeimto do?20 tanto fmgolare y con lo siudio pertjetuo 
delle buone lets ere , coltiuar il talento dato loro ., (^ che 
quando ella infufflo il Furor Poetico neWingegno bellifjtmo 
del fuo dilettijfimo Pindaro ^ egli affatto era nudo di tut- 
te quelle fregiatijfime fcienT^ ^ delle quali tanto rice amen- 
te ft njefi poi . Hon cost tofto hehbe l?olimnia fornito il 
fuo ragjonamento ^ che la Seremjfima Erato figgiunfe y 
che della mala qualita de'' IPoemi di alcwni Virtuoft Jta- 
Hani mnderni ^ la cagione doueua attribuirfi no7i aWotio 
de Poetiy ma alia miferia de tempi preferitiyne qiial't af 
fat to ejfendo mane at i quei liber itliflmi Mesenati y che no. 
fuvono il yero foftentamento della mbilijjlma Poepa y ap-^ 
frefo ^li huomini moderni folo quelle fienz^ f njede^ 



v^ *• \A G V A C L 1 

ud'fio 171 fommo pregio ^ che altmi arrecauano cCYtd j e prs^^ 
fmte njtilitci :> non quelle ^ che folo apportaua?7o diletto^ e 
r!putatio72e . 'Jnfelicita ^ laqucil cagwriaua :, che nel prefen^ 
tc fecolo folo (i ai'tc?2dma airappre^idmcnto di quelle let te-t\ 
re ) che pafio?20 il corpo^ ^ m njd confideratione era?w ha^ 
uute quelle ^ che folo nutricmo I'ammo, Oride dccadeua^ch'ef- 
fe Mufe ogn'i giorno erano formate cveder Icifflit t tone y che 
quel medefim'i pm eleunt'i y enohili^'mt'iycljejfe ardent if si^ 
moments ammano ^ c^ i' qudl't hciueudno infpirato ttitto quel 
pm eccelle?2te Furor TPoettcOyche haueano potuto ^ pm toflo 
con ruiolenzjt grande rcftfieuano al dono delict Toe fid j alio 
flimolo deiringegno grauido di ^uerfi ^ che lo feg^i/f'^ro . 
E che pero i pm eleuati ingegni Italianl per mera necejfta, 
di pane y effendo forzatl dhhmdoncir quel nohiliffnnl fludij 
di Poefd y a qudi conofceuano hauer tanimo inclmatOy con 
tanta auidita s'immergeuano nellefien^e piu qucfiuofe : che 
ynnobdifimo ingegno Italiano all'hord appunto ^che piii era, 
infocdto nelld compofttione d'ynd molto elegdnte jcjimd yfu>^ 
forzjto por :dd bandd quelU belliffimd fdticd ^ e per guada^_ 
gndrfi due fciulhporfi afarnjn informdtione In lurCj in cerJ^ 
td-cduft Ciuilcy: ^ che il fuo dilettifsimo Virgilio co fuoi 
leggmdrifsipii -uerfi tdnto \dccrehbe I' honor delU Poefd'^pcr^ 
che perpetudrnente fu fofientdto ddlld . profufd liherdlita di 
Augujlo. E che non erd pofsibde y che i moderni Poeti 'con- 
gli dfiduijludij potcjftro coltiudr que campi delld Poefia^ 
che alt ro ?wn produccuano y che fterilifsimd felce : (^ che. 
a leiy ^ dll'dltre fue compagne crepdUd 'il cuore di ricbrdar 
a jud Mdefdyche Giouannandrea ddW Anguillard snobilif^.^ 
Jiwo Toctd Itdlianoy di mero difagio rnqriffe in T^oma iru 



• b r p A K ns** o: pf 

hf wnd cdmeHlocdndanellacontrada dlTorre di T^ona ^ # 
ehe nella medefima Citta il delitiofijjtmo Ciacomo Sannaz^^ 
^ro rldottofi bifognefo di tutte le cofe piu neceffkrie , for-* 
mffej fm'i giorm di m-em rMia ^ ^ che Lodouiai Arioftii 
4. Tor^^ati Tajfs ^ iumi rlfplendentijjimi della Poefta ltd-* 
liana ^ dalCauaritia , e dair'mgratitudim de tempi f re fen^ 
ti cost bruttamente fojjera fiati trattati yche iVirtuoJi tut^ 
tHi ojldero entrar m Farnafo fm?:^ farraiuolo y e&n I a 
gjubba tMtafirAcciata. 

TORQVATO TASSO PRESBNTA' 

ad Apollo il fuo Poema <iella Gcniftlcm- 
me Libcrata, per loquale Lodbuico Caftel- 
iietro,&: Ariftotile da fuaMacfta rigorofa- 
mente vengono riprcfi. 

^tWG-^&'V^'^ if IP xxv.iin , '' 

VE gmrm dopo tmgrejfo fuo in Parnafi , 
Torquatv T4£o a fiedi di Apollo prefent9 
il fuo dottiffimo ^^ elegant ijfimo Poem a , 
della Ceruflemme Liherata. 3 t fece i^i-^ 
Jtan^a j che ^ quando egli ne fojfe flato gm^ 
die at merit euoh y pi'aceffe a fua t^taeiia di confecrarlo 
aWimmortalita, Con gratijf ma ceraricetfette Apollo ilPoe-^ 
ma:, econforme alTantico file di'queBa Corte^ acciofojferiue'^ 
dutojo die de ale en fore Bibliotheeario^chediprefentee Lodo-- 
uica CaftjeJuet.ro :pafsati chefurono due mefi:>il Taffofu a- tro^ 
U4rdC ajieluetrq:idal quale gli ft4 detto^che co fomma dilige?^- 

2V hauen^ 




^$ K AC (? F A G L r. 

tauendo eglt efam'mata il fio Foema, y -non hdueua, troud,. . 
to^che'm effo fofjero fidte offer udte le bmne regole yche deU I 
h T^oetica hmeud. fti^hhlicAte^il grande oArifiotile :. cbe fero 
von Id giU/diUndo egli degno di ej^er pojlo tra le opere^ < 
eccellenti de itmati fcrittort della B'tbliotheca Delfica ^ lo \ 
fuYgaffe dagit errorl y che nj'i ft fiorgeuano ^ e che pal 
tornaffe a lui y, che d'l nuouo I'hxuerebbe rlueduto . Fev \ 
oHeflu non affettatu riS^oJi'd grduemente- nmnfe ftordko' i 
// Taffo y onde pieno di rnd tdento incontanente fi pre~ ' 
fento audntl Apollo y dlqude dijse y. cl}eglt con molti fu- ■. 
dori y e con mfinite ^vigilie hauea compoffo tl Toemxj \ 
delU fu(t Gerufdemme Liberate y nelU tejjitura del qude ; 
J^olo hauex njbbidito d tdento che gli hnuea dato U Natu^ \ 
tor y (^ dl'infpiratione delU fua Serenlffimci Cdliope: che | 
per cio It pareua di cornpitamente hauer fodd'tsfatto k gli ob^- 
blv^hi tutti della Poetica y nella qude fud Maefia non ha-^ < 
uendo prefcrittoJegge dcuna y 7ion fdped.t-ueder con qud. 
autorita ArifiotUe haueffe pubblicato le regole di effa : e 
ch'egbnon.Tnd.hauendo ijdito dire y che in. T^arnafo Jl 
defje dtro^ Signore y che fud Maefla y e. le fue Sereiitffnne 
J^iue y il fuo peccdto di non hamr ^^bbidito ci comdnda,- 
menti d.Arifiotde. €)rai pwcedt^to da mera: igrioran?:^ y non^ 
da malitfa'dcHnal Per le parole del Taffo t ant o contro 
tt^ifiotile di graue fdegno /fk accefje Apollo y quanta eco^ 
flume de^ Prenctpitoccati nella gelofa- materia della gmri f- 
ditione: di maniera tale che incontanente alia guardian 
de Pocti aAlemannt comando y, che legatO' It foffe condot^ 
to auanti quel Fdofofo ta?ito tcmerario y come fab'ito fit 
efeguito^ Alt bora <iApollo con njolto fopramodo jtegnato ^ 

€ con 



T> I PA R ^ A S §: sj> 

I? co?2 njoce gi'andemente alttrata d'ljfe nd Arlflotile^ Segll 
fru quello sfuccmto ^ ff* infolente ^ che haueua ardito dipne^ 
fcriuer l^ggh € pubblicar regole k glingegmAeuAtiAe i ZJir^ 
Jtmji ^ ne qudi egli fcmpre hauearuoluto ^ che f$fje .afp)lu^ 
:ta Tiler t a difcrmere j e d'inuentare s perche i cv'maci in^ 
geg7il de' fuo'i Letterati Jcio.lt t da ogm legume di regoU ^ e lU 
ben dalle .cutene de i precetti y con fno dlletto grandifjimo 
lOgm giorno Ji nyedeHA?20 .arrkchi'r.le Scuole ^e le Bibllothe^ 
che di hellijjiyne cornfofitionlo tejpite co?i.nmue :> e fopVA^ 
modo xurio'fe inuentioni s e' che il fot taper gTi^g^gpi de 
capricciofi'Taeti.al giogo .dellaLegge ^ e delle Regole ^ alt.ro 
mn era, j .che rift ringer e U grandez^ ^ e fcemar la hja^ 
ghezX^de' partiloro ^.eSgrdndemejJte inutgliacchir gl'ingi-^ 
gni de Letteratl i iqmli all'hora xhe fenT^ freno .con U/cu 
lit a liber t a loro maneggiauano U penna^, pubblkoMAno fcrit^ 
ft tali y che con la nouita j, e molt a elegan^a loro an^ 
CO a lui ^ '^ dUe fi^e dilettijfime Mttfe erano di arnmira-^ 
tione o no7i che di. diletto : e che cio chiarame?2te ft nje~ 
deua ne RagguagU Ai njn mo demo Menante^ ne quali con 
ntcouammntione fotto metafrre :, efitto fiher%t di fauole ^ 
ft trattauano. materie IPolitiche important^ y e fcelti pre- 
cetti Morali : e xhejllPoema deljkodilettifftmo Tajjo dal 
mondo tutto con appUufb ^miuerfal^'eftendo ftato riceuutO:y 
chiaramente ft conofceuayxhem Imkempitapi'mte erano fta- 
te ojfteruate le regole tutte , che altrmpoteuano rnai darft 
della piu efquifita .Poetica. Tremima dmifcro Ariftotde a 
que fie parole :, (^ humiliftftmamente fupplicauafiia Maefta ^ 
che hauefsc per raccomandata la fua njecchiaia ;, e che per 
Valtrm igmran'Ka ?ion deuefse pericolare yn Filofofo fuo 
■ , . N 2 pari J 



nc :R A C G V A Gil 

pdrij, e ch'egl't non hauea fcritte le regole deWarte PoeticM 
col fenfo :,che da gl' ignorant i git era Bato dato foi^ chefen-^ 
^ ofseruitr t precetti y e le regole pMlicate da lui non fojjc 
fojjihlle J che Poema alcuno hanejje la fua perfett'ione ^ ma 
chefoloy per altrmfacilltar I' Arte del poet are Jo aue a moflrata 
la krada^che lodeuolmente haueuano cammmatalpm famofi 
Poeti : ch'egit folohauea commeffo l^errore j del quale a fn a 
^taejla chiedeuahumdijjlmo per done : che molto tempo prU 
ma ejfendoji auueduto ^ che gl'ignoranti quelle fue ojjerua^ 
ttont interpret auano Regole^ e Precetti irrefragabHl^perche 
quell' errore gli accrefceua honore ^ e rlputattone ^ dccecata ! 
da queWambitione ^ che ad ognyno toglie dyedere 3 era cadu^ 
tonel difordlne d't darcosigraue difguflo a fua Maejlai e . 
che confijfaua^che/en^ ojferuarque' fuol precett'h ^ dma^ 
tloych'eglihaueuamoIJrato 3 gl'ingegni eleuatt dei Poeti po^ • 
teuano compor Poem'i di tanta ajfoluta perfettione ^ ch'aU 
trmhaurebbono potato feruir poi per regole y e leg^ degne 1 
S ejjer ojferuate y e che delle cofe y ch'egli haueuA ^*' 
dettOychiariJJimo teflimonio ne rendeuaal Mon^ \ 

do tut to laPolttica pubblicata dalui y U 

quale in comparatione deWarrab- • ! 

biata y e fiirata Ragion di 

StAto y che ne -^^'^ ^'^ - \ 

tempt prefentt yfauam molti ^ \ 

€ra vna mera^ 
huffoncria^' 



POR,- 



2) L -^P -^ \2^ A S 0. 



JQ^I 



COPvNELLO TAG ITO VI EN 

cletto Prencipe'di Lesbo , done eflen- 
- do andaco vi fece infeliciHima^ 
riuicita. . 




"^AG GV AGLIO XXIX, 

' /. t " ' . ' 

VE mejifom fdfso dll'altra vita il Prin- 
cipe d't Lesbo ^ onde gli Elettori diqueU 
lo Stato J che ^ come e no to a,d og7i 
yno J njb'bidifce a Sgtior eUtttuo ^ mAn'^ 
darono Ambafciadori alU Maejia di 
Apollo y fuppliaindolo a degnarfi di 
nomtnar loro dcmi foggetto meriteuole di tanta grado ^ 
<he '^olentieri I'hauerebbono eletto per lor Signore . Molti 
Letterati di grandifftmi meritifurono propofli da, Apollo Jna 
parue a gli Ambafciadori ^ che cost come Cornelio Tacitoper 
fama grande di effer mirabil Politico preualejfe adognialtro^ 
cost uncora meritafse di efser antepoHo a ttltti . Ma pri^ 
ma ^ che nelnegotio ft pafsafse pm oltre^fmono a ^'ifitar- 
lo ) e li dimandarono ^ quando thane fero eletto lor Fren^ 
cipe y con quai termini di prudenT^ gli hauerebbe gouer^ 
vati . <iA gli Ambafciadori molta amp olio famente di yL» 
fiefso par Undo rifpofe Tacit o ^ che qual eglifi fofse neU 
la fcien%a di ben faper gouernare gli Staii era noto ad o^ 
fninjno ^ poiche tal'era la ftima ^ che il mondo tutto faceux 
dc^ifcvjttifmi^ chccQnmoltA<vsrita liparcadipoterdar^ 



//J t A G G V A G I r 

Jj '-v^noy che con le foleregoU della fuaToliticdda l >n&^ 

derm Vre/icipi foffe geneYnAto I'njmuerfo : e che altrui hor 

He7id(y<gli infcgpAta. la n^'tra pratica della fiu fofrajflna l{a^ 

gion diStntOy ben iwco foteunno credere ^ che moltomegl'w di 

qnal ft ^wglia, nello Stdto propria I'haurebbe faputa por-^ 

re m at to pratico : e che fe bene in quell a occajione li Ja^ 

rebbe dato lanme di far dl'tmprou'tfo nella lor prcfenT^ 

njn comptijfimo d'lfcorfo fopra tlmodo ^ che da njn Frincl^ 

fe fi doueatenere per ben gouernare yn Imperio dctt'iuo:,che 

nondmeno per far conofcer loro y ch'egli con molt a ragione 

Ad p mint en dent i Foltticl erachlamato llyero Maestro deU 

tarte^ In due file parole ijoleua rlflrlnger la foddlsfattlone 

iutta J che nelfuo gouernowtcndcua dar loro. Et era :i che 

in quelle attlonl:, che haueffe conofciuto effere fate dt con^ 

tento a HPopoll dellgentiffimamente haurebbe Imltato il 

Vrmcife pajjato^ e che firnm anient e thaucrebbe abborrltoln 

ij-Hcllt y che Ji fofe auueduto ycJjerario diJJ?laclute . Toi fog^ 

gifL7jfe Tacito J, che quello ^ ch'egli hauea detto era il fugo 

jprcmuto da, tutta lanjera Foliticay e laqulnta effenzji da 

Im Umbkcata ^ efolo efcogltata dal fuo ceruelloy e che mfom-> 

r/:a ccnfidanzj, hauea conferlto loro tanto fecreto ^ ilquale 

quando fofje flato diuolgato per le pla?:^ ^ che anco i 

hottegaiy e git huomlnlpm doT^nall hauerebbono faputo reg^ 

ger.e i Regnt ^ e gouernar gflmperij . Sommo contento a que^ 

git aAnibtifladorl diedero le parole dlT actio ^ I quail I'accer^ 

tarono ^ che la clcttlone fanhbe cadutain lui : folo tauucr-^ 

Urono y che quando cgli jofjc Jiatocreato lor 1 renclpe: . It 

face a blfogno parlar con parole piu ordinarie per farftheru 

mtcndere dal Fopolo dl Lesbo^ the nonhaueuat le moUclet-* 

tere 



^m I '^ A K n A S 0. foj 

ten di queU'tdi 'Tarnafe . AlU quale inflanzji rljpofe Tachoy 
ehe ad njn fm^ariyche faceua ladifficd profeffione. di dlr 
f-m fenten-^ ) che par&lej. era necefsario parlar ofcuro^pm^ 
she i fmft fententlofi y c>* t precett't Polttk't grandemente^ 
ferdeuano dt riputatlone y qumdo' erano dettl i?2 Latino tri^ 
male y. e che egli a fine de non commicar con la ^d cana- 
glia delta plebe quella fcien^a politico: y qtial folo domano pof~ 
federei Re grandi y njfat4^a tal mo do dt ragionare : che pero i 
fufoi concetti folo erano intefi da quei piu> eleuati ingegniy che 
hamuano paUto cosi delicato y che fapeano guflarli : che non~ 
dimeno y per '-vniuerfxl heneficio anco de' poco Intendentv ^*<?r 
JUoi interpretihaHrebbemenati feco d riiViercerOyilLtp, ^ 3 
FitlHto Orpno y e che fino d Italia hauerebbe fatto njenir d 
gemilifjtmo Curtio Picchena y quale il gran T>uca di To- 
fcana Ferdinandoy cUeraitmighor fcolarcy che giammai foffe 
njfcito dalla Scuola Tacitijia y in ogm occajione di Jao bif)^ 
gn& gli haueua ojferto . Per qm^c promejfe foddtsfattijji- 
mi ritornarona gli Ambajciadori inLesbo y.e tale fu la rela- 
tione y che fecero deUa portentofaprudenxji diTacito y che con 
applaufo infinito di tutto il Popolo €gli fubito fu eletto ^ e 
dichiarato T^rer/cipe .. Ma in ttttto contraria aWVnmerfal 
oFpettatione y che fi haueua di lui y fula rmfcita y che net 
gouerno del fuo Principato fece Tacitos perciochepoco dopo^. 
clieglihebbe- pigliato il pojjcjjo dt quella Signoria y tra U 
Nobdta y(^ d Popolo comincio a feminar prrmayO^ rmtrir 
poigraui difcordie : eperche la Nobdta di, conRglio y e di va^ 
lore era fupertore al ''Popolo y. ilquale dalla potenr^. degli 
he^omini grandi nuenma abbattuto y Tacit con afiuto eon^ 
figlio i e con occultijpml arttficlj adberl alia Parte piu de-^ 

bole^ 



75^ V R A G 6y A G L T 

hole i onde t cdpt del Fopolo per lo atuto gagliardo , che rtcf'^ 
ueano dal Frencqye y fatti molto ard'tti contro U Nobilta e^ 
fercitauarw hrutte infolcnze :,per lequdl In meno^d't 'unme-^^ 
fe m Lcsbo ft accefc runo (pmenteml fuoco di guerre emu 
it, Fratta?2to Tacito in puhblico fcoprendoft amator delliu 
pace njmuerfde ^ come med'mtore slntrometteHd per ter^ 
mm are quelle differ e?!"^ ^ che nel fuo fecreto defiderausu , 
che giammai hauejfero fine ^ e con accorte'^^ tale faceucu^ 
il zjslante del hen di tutti y che ajjhluto zArbitro diueivk^ 
ne delle di^erenzs deirnjna :, e deltaltra parte ^ e feruen-- 
{^J f delle altrui calamitadi per iHrumento da inzrandir 
la jua autorita pofe prima il Popolo in grandijjlmo Jpa^^r, 
ue?ito :> che di breue dalla potenza della Nobilta tutte 
fkrebbe Bato tagliato^a pezj:j ^ fe molto preBo non t.rori^ 
uaua qualche buon rimedio alia fua [lcurezj<a : col quat 
artifiao facilmente ottenne da lui y che, per ajjicurar- 
lo dalla potenza della Nobilta , nella Citta Reale armaf- 
fe n.'na militia di foldati flrameri , che con honeflo no^ 
me ch tamo foldati della Face ^ e queBa militia fotto i p.re^ 
tcftiy ch^ con effa njoleua tenere a freno il Fopolo gia di^ 
uenuto troppo i?2felente ^ con huoniffima foddisfattione della 
Nobilta armo . / foldati di numero furono tre mila y ca^ 
po de quail feceTacito run foggetto fuo confide?2te y (^.^ 
affne di fempre hauerli fedeli y e pronti in ogni fuo bi^ 
fogno y non folo co' giuramenti di fe delta y co doni > 
e con o'^ni forte di amorcuoU dimoflramenti di liberali- 
ta fe li refe obbligati y ma con permettere loro y che^ 
contro la Nobilta y @r il Fopolo di Lesbo efercitaffero . 
/ piii crude li y c^ auari trattamenti y che haujejferj^.^^ 

faputo ^ 



JaPUto i altrettauto li reje fmt p^rtiali , qt^anto odioR^ll 
mi all A IXobika y^^ d Popolo dd fm Pr'mcipato. Ondt^ 
Tadto cost eccellentemente effendofi fortificato netU fnau 
g^andezx^i in fochi giorni em ft d SencLtOy U Citta dt Lesbo^ 
e lo Stato ttitto di accufitori y e di cruddifsime Shk y chz^ 
.4ttiz:^ poi contra i primi Nobili di Lesbo y iqudi fotto pre-> 
tefto- di njAYtj deliPti r^feniuano prmdti delle loro face It a^ 
diy e degli honor ati Magi-ft rati y che godmanoyde' qnah ingran^ 
drua y ^ efaltau^a gli accufatori. Onde i piii frincipali fog-^ 
getti del Senato y parte per atiaritiny akuni per ambitione^ 
^ infiniti perfalnar la propria njita accufando yccon falfe^ 
itdlunnie perfegtiitando ifoggettipiugrandi dello Stato diuen^ 
^Tiero feeler ati mimftri della cru delta y e deltambitione del 
JPrencipe . Oltre di cw Tacito quei Senatori piu. principali y 
d/egli con le mendicate accufe conotfceua di non poteroppri^ 
mere y mandatta in cartchi Imitmt di niuna gelofta ^ e di^ 
fpendioff: poi dppoco yOppoco fatto it colore di fug^rij prete-^ 
fit dtfarmo gli antichi miniftri y che haueano cur a della mili^ 
tiuy 'C diede le arml in mano ad offcialifmi affettionatiy e 
mentre egli c&n artificij tanto cupiy ^ cost fee ler^ti abbaf 
fapiai poteniij tdla dignita dell' or dine Senatorioy^agliaU 
tripiu> ftipremi magi ftr ati e fait aua huomini Tmoui tolti daU 
Nnfirna FUbe y e folo dipendenti da hi . Poi fotto colore 
di afsicurar lo ftato dalle iuuafioni de Prencipi ftTMiie-^ 
ri d'inefpugnabili Cittadelle comincio a cingerJo y qua--^ 
li diede in guardia a gentc for after a fua amoreaolz^.^ 
Bperche egli in fommo odio haneua dt njeder il Popolo, 
C'la noklta armati yeconofeetiayche lo Jpogliarli delle armiy 
€ranegotiof€Yicolofoy Ji fertii ddmodo ficurifsimo dt dtfar^ 

mar 



ii(f '^' 'R A G G V A 6 L T 

ntar i fm'i fuddit'i con U lunga> pace^ con totio^ con le del 
litif^e connjfdT feueriL Giuflitia. contra qutlll^ chem'me^ 
cejjh'ij rifcntiment'i fdce ua.no honor ate queHioni s di ynodo 
che per totdmetite fino daltnjlt'tma radke letd^ar ogm <-vir^. 
tit' dallUnimo de fUoi frdditl ^ nelU Cltta Re ale con ipefh' 
tmmenfe fece fabhricar Theatric done perpetuamente ji rap^ 
frefentauano Gmochi :, Commedie yCaccley a^ altre cafe dU 
letteuolly per tnjfo fouerchio. de qudi y il Popolo > e laNo^ 
hdta Mandono I'antka cur a delle cofe pubbliche y0f il pen* 
jtero degli^efcrcitij mdltariie come quegli^ chebenijfmo co^ 
nofceudy che per giungere al fuo fine bramato di fabbricar 
laTirannide fipraijnFopola nato^ e lungo tempo nj'iffiutch^ 
tella Itberta^con perpetuarfiente mantenerlo fatollo faceutu , 
hifogns incantarlo con tabb9n^danza ':, Tacit o tutto simpie-^.^ 
^0 nella\ura di far che nel fuo flat o fofje- perpetua copicu- 
d'ogni bene. Fino a quefli termmi molto felicemente pajfa^ 
rono le cofe di Tacito s ma quando ijolle por mano aWyl-^ 
timo precettd de" Tirannl dUnfidiar alia, '-uita di alcuni Se-^ 
vat or i grandly che gli dauano gelofta^ cosl crude I odio ijm^- 
•uerfale fi concito contro _, che per non effer da. '-una poten^ 
tiffima congiura. j che fcoprt ordirfegli controy oppreffo ^ fei 
giorn't^fono incognito fi ft^ggt di Lesbo ^ e ritorno in Par- 
7iafo a nj'mer njita priuata .. PlinioNipote^ che y come i Vir-, 
tuofl tuttifanno fmpre ^^ e fiato il piu caro amico:, chcygiam* 
tnai habbia hauuto Tacito :,fu il primo 5 che ando a njifitarlos 
ilquale con liber t a T\omana grauemente riprefe I'amico fuoy 
che altrui haucndo date regole certiffime di ben goucrnar gli 
Stati :>nel fuo. Principato poi di Lesbo haueffe fatta riuftcu 
tanto injelice. Riferifcc lo ftc£Q \Plimo^ che Cornelio li rtfpofe. 

qutfle 



pi FA n N A S 0. >0 7 

auefie formali paro/^ , fl Cie/oj, Plmio m'to^ tmto non c 
lontano dalU terra j e di colore U neue tanto non e difjimi^ 
ledxlcdrboni y quanta lontana:,e dij^imile e /a pratka dell' 
imperare y dalU Theoricd. di fcrluer hei precetti Politici ^ g/ 
attime regole delU Region di Stato . Percioche quelU fen^ 
tenza J che in perfonx di Gdba infegncti 'a Pifone , Uquale 
tanto honor e mi ha fat to apprejjo.le genti y che e riputatcu 
rvn reffonfi deTOracolo ^ e che a gl'ignoranti par che con^ 
facilita grande pojja porji in at to pratico y neWnjfarla a me 
€ rmjcita infelicijfma j rnerce che troppo grande e la Meta^ 
morfi/t y che fi fi y qt^ando altri di priuato diuentaPrencL 
pe. E /apply Plinioy che mdte cofe ycome difetti grandiyC 
njitij apertigli hiiomini priuatl deteflano^^ odiano ne'Pren^ 
dpi y che fono njirtnli j e perOitloni efquiftt^ . ^eflo ti 
dico y perche ftihito che f hi elefto Frencipe di Lesho ficurtf^ 
ftma ddibcratione feci nelTanirno mlo di njoler nella nauU 
gatione del mio Principato gouernarmi co?i la fcorta della 
ficura Tramontana della fentenzji y che ti ho dettos e pero 
con ddigenz^ efqmfita mi informal di tutte le attioni del 
mlo antecejfore y con fermo propofito d'imitarlo in quelle , 
ch'erano Hate lodate y fuggirloan quelle y ch'erano fatt^ 
hiafirnate . Conohbi ch'egli grauemente haueua difgtiftato il 
Senato con la fouerchia autorita y che ft h^ueua arrogata, 
con laquale talmente a fe haueua tlrati i negotij di tutti i 
Magjftrati y che ad effi poco altro era auan%ato ;, che il nu^ 
do nome : m'autiidi y ch'egli molto era fiato odiato per h 
poco conto y ch'egli hauea tenuto della D^obilta y e per hauer 
rvolntOy che le faccende tutte dello Stato dipendejfero da lui : 
i- conohbi artcora^ che con I'aufiero Juomodo di ri;ii^ereyCoI 

2 quaU 



lof K A GO ^ A G L f 

qt^alg parU:, che f'lu tofio hauejp njoluto gouermr lo Stat g 
diLesbo con dom'imo afjolut (income Prencipe hereditariojche cff 
Sigmv elett'mo colirmtativmtorita haueadifgHfiAtitutti.,^d 
mododi gouerno^mcntre to eraprmato :)mi paruelpruttO:,{^ 
affatto Tiranwco^ e psro' ml propofi dlfuggirlo, ^Ia fip^^ 
ft y che la ^effa prima bora':, che pigllai H pojj'ejp)^ del mm 
Trificipato ydimododalla maledetta for^a detladom'mation& 
mifcntijfuillerey e diradicare da que' mieibuonipropojitixda 
quclhfante mieprime deliheratlcini ychc:, per dirla ti con pa^^ 
^x,inoT\>..role proprtffim€y v^dGminationis^eonuul^uS:, & Mucatus 
»a£j ^^' quelle atticm del' mio antecejjorey che mentre lo'erapr'mato flu-c 
mauatant^ hrutte-ytanto imprude'ntiy infolenth ^ Tirannkhe-y 
eominciaiagiudkar mrtuofi^e mn copper caprkciofatte aca;^ 
foy ma- precetti huont:,r4filaiii^ni^ol'itichcy ?iecejfaria Ragww 
di Stato. Dl modo che Jlnz^fthe w potejji. pur fare leggkra^^ 
refiHenza^ alia njklcnza' della grand'jfima amhltwne dtre^ 
gnarej che ml entroln capo ypmnjile dl njn facchino co^- 
mmclai a rlput^rml y fi nello S-tModlLesho ^.daue tl ^ren^- 
c'tpcfziiuecon autarlt-a: limitati^ma digouerna^mn ml ar^ 
rogaua. lafommaiuttadelcomandare: dalqml mlodifirdl^ 
TJat^ de^ffderia' nacque iquella maiafiddtsfattlone del Ssnato'^ 
e dcl^opolodl Lesho^the hanno partoritollpr€clpitiO:,ch^' 
rvedl. Tutri dijbrdinly JPllnlo mla y caglonatl nongia dal^ 
la'tgnotan^a mla y ma d}il t'rcppo fapere. Per che nelVrm^ 
dpafo elatluo di Leshoydoue I- Topoll njiuor2o tra. la Ik 
ien^iye la fcrultu yiiec tx)tiini bbcrtatcm rec tct^mt 
H^'J^^|!j;feniit'Jteni pari poffunt y Chi lunger tempo njuol ngnar^ 
kB»ff<»ie uico7xquleteynon filo fa bifigtw y che fappia- faf la ri^ 
J^hmn^ dii laftmr h cojf W;'p. t^uaU U h^. tronatey ma.-- 



i> I 1? J K n AS 6i ' lo-p 

deue hauer gini& cosh quieto y cosl lontano da ogm pa,p 
fme di Arnbitione :, che eceelhnttfsimamente /appia por ifi^ 
at to pratko it difficiiifprno precetto diumen ^e Ufciarmue-^ 
re . T>i mankra tale che gli huomini affatto 'I^oiitki > com^ 
fon 'W:> iattali per fom'ite dl natura harma I'anfietX dt ^z/o-. 
i4er poffeder tutta la dominatkne ^ e che &gni eofaruogliono 
^'-m't furor conUloro Kagion di State net gou^erno delFrmcU 
pati elettim rifecono mfelktjfmt^ 

ikVVEDVTOSI APOLLO DE' 

• graui difordini, che net genere hnmano ca- 
gionatiafa fuga della Sereniffima Virtu del- 
la FedelticonropcradelleScreniffime Mti 
fc, cdelledibrimi Vi^tudi Heroiche ottie- 
ae il ricorno di ki in Paraafa^ ; 



KAGGVAGLIO XXX. ^ 

IN G VA dhuomo non pub mrrarapki 
no d trauaglw grande y che ad ^Apoih 
dkde I' afcofa y C5r impYomfa partita ych€ 
come con lepafjate pauuts^:^ alcune fetti^ 
mam forliJtrcjUe^o Stato di Tarnafi 
fece la SeremfimaUrtU/ della Fedelta: 
ferckche fuaMaefta in modo alcund' mn potette darfi pace 
di feeder il mondopritio dt coji Mccelfa^rnmpejfa.Vace^ 
nam maggiori le afjlittioni di lui idifordmi brut tijfimi ^ che 
m 9gni T'rmcipato CQntinmmeme [i rvdiuaw najcere tra f' 




hpro' 71AGGVAGLI 

Topoli :, e la ftefpi Sacraujjima zAmidtmy njnicxdelitUdel^ 
genere Humana ^ '-uede?ido(i abbandonata dalU preguta \ 
VlrtU' delU Fedelta j, per non riceiun dalla Fraude quaL ' 
che fignaUto fmaccho ^ nego di pm njoler habit ar nel cuor I 
degii hmmini , iquali few It i da quel ginramento delta Fe^ 1 
delta y che co'T're^cipi loro hanno ftrettijjimo ^e liber'i dal 
njincolo di quel fmcero amove ^ col quale co' priuatl amid \ 
loro pom I'lgati :,cosi dmennero fieri nella perfidia j cosifeU j 
uazg} nelle feditin'h che facendoft lecita ogni piu crudelfce^ '■ 
leratC'ZT^ti cd tradhnenti dal confortlo bumai^o caccUrono la. \ 
pur a Fede^con le feditlomla fanta Face ybruttandoilmon^ \ 
do tutto di fangue y cmpiendolo di. fieleratifimi latroci- 'j 
nij y e d*ogni p'lu perfida^e crudel confufone. Oltre cih per^ \ 
■fetuamcnte teneuano trauagltato I'animo d' Apollo t giufti . 
rkbiaml de Tr'encipi ^ iqundi pubblicamente proteftauano j i 
Se per la feeler at a mfedeltX de Vaffalli loro crano vecejfi^ \ 
tati abbandonar il gouerno del genere Humano. Terlcqua^ 
It cofe Apollo flimo rifolt^tion necefjarU por r'lmedio a tan- \ 
to difordme ^ 6^- mtimo la Dieta degl'i flati Generali ^ per 
Jiruenti del paffatOy doue chiamo i Frencipi Poetij^ i De- \ 
putati delle Nationi ZJirtuofe ; iqual't nel giorno prefiffo \ 
con fomma ddigenzji ejfendo comparfi ^ odij \tanto graui iru ' 
molti Popoli Jl fcoprlro7io contro i Prencipi loro , che aperta- \ 
met7te dtffcro ., che non pev ^nyitio dlnfcdeltX j ma che cacr I 
ciattdalla difperathne ^ da i cuori loro perpetuo ban do ha- 
uean9;dato a quell a Fedelta y che come ad e^'i damiofifstma \ 
iranorcfolutifsimidi pm non ^oler nconofccre : merce che 
da molti Prenc'ipi bruttameiite ella^enlua abufatas perche 
ne' timpi p^ij/att la Fe delta de fuddltl fempre hauendofer-. 

uito 



uho per ijimmento da nj'iolenur i Pr^mlpl ;, a contmcam-^ 
blur il hti^ori fermgio deT.'ipoli co pUcet^li^ e cm eft trat-- 
tamentijhord cburamente saccorgeu^m ^che Unj:ruid'u>^ 
Tta proiettii'vbbidienT:^ uenuM riputata ydta d ammo cihblet^ 
to il mertto d'una "z^j/o^itaria :, c>* incorrotta fede mcef- 
(it a, di fcmire : per locj^ud brutto modo di procedere i pub^ 
hlici difordini tanfoltre erano trafcorft ^ che molti Popoh erd- 
no fiati for'^ti far U rifolntione ^ che ^jedena ilmondo yfo-^ 
lo afftne ^ che i capricciofi Prencip't '^enifjero in chixra co^ 
gnittone ^ che I'autorita del comandare facdmente p per^ 
deuct ^ qiicmdo gli [Irapazj^ j e I'ingratityAini njfxtc njerjo i 
ft^dditi:, hauendo fuperata ogni patienT:^ hum.tna ^ condt4rce^ 
uano lencuiom per loro nature difpofl'ifime aW'-ubbidireal^ 
[a differ atione di piu^ non njoler Padroni ^ con annno oUina-^ 
tiffirno di piti to flo pericolar in ^'-un gouerno liber o ^ che ef 
fer '-uilipefl y forticati 3 e crt^delmefite trattati fotto i Prin-- 
cipati. Tut to che lo fdegno de Prencifi rv:rfi i fu'ddtti lo^ 
TO fife grande y il difgufo de' Popoli maggiorc j, le Serenif 
ftme Mufe nondimeno con lamto delle Eccellentifsime Vir-^ 
mdi Heroiche j>che rnolto faticarono per condUr a buonfine 
negotio ditanto riliei^oycon la defrezjjt loro ammoUirGne 
finalmentej e qtiietarrio gli animi de' Prencipi alter ati j i cuo- 
ri de' Popdlr infelloniti y e la Diet a ft difciolfe con la capi" 
taJatiohe di qiieHo accordo y che i Popoli folennernentepto^ 
rnettejjero d'ammetterdt rmouo net petti loro la Serenif 
fma Virti4> della. Fedelta y laqualegiuralfero far afohtdu 
padronci de loro cuor't y e che i Trencipi fojfero obbligatifcac^. 
ciarddp^ttiloro I'Auaritiay e la Crudeka y'dando U pof 
f^fo Itbsro de loro animi die: Seremfsime VirtudS delicti 

Libera- 



IjiberdBta ^ e dellor Clemenzjt 3 letjiiali eram quelle y chtJ 
tie cuori de Vajfalli ferfetuxmente teneumo intatenate la 
f e delta :,eiVbbidieni:^, T>okheperfede autentica ^ fatto^ 
fcritta da Caw Plmio^e da gl'alm HtflonciNaturali.pie^ 
namenteconjlmay che le Pecore :, che tanto '^olontieri ffveg- 
£0710 njhh'idir i Pafiorl loro in fommo horrore haueuamlM^-- 
cella'heche mn era fofsib'de mdurre i Cariiy ancorche per lo^ 
ro naturafedeltfslmh(^ imiamorati della Stgmria degli huo^ 
Tfi'mi:, a fcuote^' la <:oda :, ^ ^ far a/e?^ a chi daua lore 
Piii bafiQnate^ che hocconi di pAne., 

PER LE FESTE DI CARNEVALE 

i Vircuofi corrono in Parnafo i Palij, 

chnno altre dimoftratioiii 

di allegrezzc^. 



HAG C FAG L 10 XXX L 

%x^: S SEN DO hi Varnafo gmito il ttmpodeiUi 
. fcfleyC delle Pubhlkhe alkgreT^ de Virtuo- 
: ji:^ ia Mae.fta di oApcllo vella ptibblica r'm^ 
M^*i* ghiera deT^ofiri a fuon di Trambe :, Lune- 
S*^S2^ ^.^ yfi^ffl^^a ^ J^ ^laci'oMo fcce fntbblicarc^ 
i x^ffrni Satun^ali:, da Atclo Gell'io y che i Signori Riforma^ 
t\}n dollamoderna pedant ana al difputo delle carte ruoglio-^ 
rtOy che fl cbittm tnejpr (iAgellio ^ le giocond'fsime Natt't At- 
tiche 3 € dal Signar tAleffandro degli tAleffa?ulri t faportti 
<^arm Gcniafis (sf iwultimodd Romani ^ Sigmrt delrnon^ 



JD / PAR JSi A S O: 'r/^ 

do J e frpremi Vrencipi delle hmne lettere gli allegri B.tcthal 
mfi':, tutPt giorni fifimi ^ di letlfhtj e conficrxti dal genw 
de gdhnt%viom\nt'':Ce'f€r edittb particolare di fnci Maefia 
fu cpmanddto y che da tutte ie N^ttioni de'ZJrrtHoft :, ch^' 
hiibitano in Parnafi ^ fecon io '^I'inHituti y e gliordmi delle- 
fatrie loro y allegramentc fojjero celehmti . Nm cosT toft9 
(il popolo fii pubUicatit nuouci di tanto content o ), che inJ 
Farnajo fi4>rono njedtite aprirfi ie ricche^Biblioteche pubbli-^ 
doe y e le famoje Librarie de' priudti ^ ne lie audi per aue^li 
aUegri giorm adognyno era lecito entrare^ i?fcire ^ e dimora^ 
rCy anco per lungh'ijiimo tempo ^ per crapulare con Uperpettut 
lettione ie foatiinjiucindeyche i n.nrtmfi fcrittori delitinfa^ _ 
tne'fite hanno condite prima ^ (Sj' imbandite poi^ nelPabbon- 
dante menfa delle 'compojttioni loro . Honorato ^^ ^ allegro 
■ffettacolo fw il njedere per tutte le Jtrade ^ e tutte le cafe dt 
l^arndfo i ptibblicicomuti fattidd Sereni^imo Platonejdall* 
Eccelle'atipirrfo Ath^zed ^ e dagli altri Prencipigrandi di Cor^ 
Uy ne qtidi t Virtue fi dlegrdmente fi inebriarono del Faler-^ 
no delle biione iettere y O^' a crepa pancia fi fattoiiarono delJ 
/e? bmne difeipline . Solo i Dottori di Icgge nella copia dt tanti ' 
bmchettiy tutti abbondanti di foaui cibi^e nella efeiberan-^ 
^ di tdnte dlegre%z^ y rucdendo chittfa4aboti-egadi'^ 
loro tribpfnali y(^ il trafpco dtlle'hro litt^ ftanano me^z:"- 
fti y e fi' mormano dt fame : merce j ctjh i meft 'Le^iftp' 
molti fecali prima dafua Mae ft a effendo ftati dichiarati- 
puri ^fi?iiy prohib} loro i feaui^imi cibi degli fludij dill^^-- 
Theohgia^ ddla Filofefia -y della Poetica y dell' AHrologm ^^^ 
e delle- dtre fepmtijfme fcim^^^);^^^^^^^ 

T no ' 



rr4 \^ G G V A G Z: t 

•no gl' ingegni pm eleuatl . Onde gli xffamati Leglfil cofH 
Pra?idi(sima 'mdignita loro fi rcjedenano andar per le cucL 
ne leccando le fctsdelle :> doue a gli altri. fcient'mtierano. fta.^ 
ti imbanditi i fouggi delle belle let t ere : (^ all'hora. fry, 
che git fpirk'i eleuat't Morrlronoil fordldoJludlodeDlgefliy, 
€ del Codice;, come quelloyche folo effendo mlr.Me per in* 
graffar run corpaccio dl facolta. y conduce gi ingegni curio* 
Ji a morirfi di Febbrc Ethica. Ma fipra tutti gli dtri ce- 
leberrimo fu il conuito fatto da Caio T^linio :> alquale ejfen* 
do inter uenuti i piu fegnaUti Letterati ^ che in tutte /e-p 
fcien%e habbiii:'ParnaJo :, a. tutti nondimeno ^ Jecondo d gu-^ 
fto di ciafiheduno ^ diede Uutijjime nj.iunnde :. e tut to che 
U maggior parte de cibi di quello §^lendido conuito fof- 
fero Carote xtutte pera da queliihgegn.o> copiojo di ogni be- 
ne ^cosi efittame?2ta in mille modi furono. conditCy ftj im- 
bandite :> che da conuiuali con guilo grande furono mangia^- 
te per cofenjere:,e lodate. per eccellentijfime. ^Iterzjrgior* 
no, delle fefte comparuero, in piaz^za: due fotne di Villanelle: 
l<lapolitane yfrutti della fecondijfima. ^artenope^ lequaliper- 
ejjer njenute. da quel njirtuojijjimo clima > dagli affamati 
i7igegni de Letter ati fur 0710 [ubito: comper ate ;, e diuorate :: 
ma per che per, la molto lubricitl loro :, nella. maggior par- 
te di quelli j, che le mangiarono'x cagionarono molto per.ico* 
tofe diffenterie^ fubito'y perordinede.Signori CenforiPoe* 
tici fu prohibito il portar piu. fimili f^orcitie in Farnafb .. 
!}(el giorno medefimo) il foamffimo Tanfillo. ^eliito da Or*^ 
tolano prefento ad tJpollo^ <-un cefto di broccoli Napoltta*. 
ni^L'eccellenti ladi. de quali ;^ con quattro ottauey^che recito] 

e deU 



'^ I ^ A R N A S O: >r, 

kirimproi^i/o , talmente efaggero , che hmendo mdotto fui, 
~^Uefia a guflarli , come prima aljapore egli ft auuid^^ 
'ch'eraHo Cauoli or dinar ij y rimltdtoft njerfo H Tanfillo ^ tut^ 
ta la cvoflra poetica^ It diffe ;, non far a mai^ the i Broccoli 
Napolitani altro fenoy che Cauoli doT^nali^ e i Cauoli non 
meritano le lodi di tante chiacchiere . Toco apprejfo da njn 
legiadriffimo Vlilano Ferrarefe ^ chiamato d Pastor Ft do ^ ^ 
fua MaeGa fi4' /atto dono d'^z;na odonfcra ^ e bellifsimdUt 
Torta : oApoilo fe^izlajpettar I'hora ordinaria del pranz^ y 
in 7nezjo U Brada -y oue egli ft trouaua ^ con tanta auidi^ 
to, p pofe a mangiarla ^ che dinjna Torta pafiorale ^ alia ru^ 
flicale ft fuccchiaua le labbra, j e leccaua le dita : e tant9 
mojlro y che quel cibo gli dilettajje y che Bimo y non folo de^ 
hit-o di huona crean%a y ?na cofa necejptria y fame parte aU 
le Serenfsime Mufe y affne ch'elleno y che jflmpre fon gra^ 
uide dinjerft y per la^vogliay che nehauejfero hauut a y non- 
face ffero qualche abborto y o partoriffero Poema fignato di 
qualche brutta macchia di^oran%a . ^lentre le Mufey che 
prima -erano fate chtamate da fua MaeHa y infef?te con 
^Apollo con tanto gttjlo mangiauano la Torta di quel beru 
Auuenturato TaBore y sauuidero y che i ZJirtuofi y chz^ 
erano intorno y tranfiuano di defiderio di guftar cofa di tan^ 
to fapore . Onde fua Maeflky ne fece parte ad ogn^vno ^ c 
tanto f 14. la Torta celebrata y che confefjarono tutti y che in 
quel genere non ft potcua guBar cofa piu delicata . Solo njn 
Virtuof ft trouo y che diffe y ch'ella gli haueua fat to nau- 
fea J per tfferli paruta troppo melata 3 alquale con ifdegno 
granie dffe Apollo y che ildolce era amico dcUa.Diatura y e 
che quelliy a quali egli fommamente non ddettaudy haueua'(.<o 

P 2 ilgufio 



It r-uf^-o'dcprituato J, e\Qneglpfcofer'tdm£hte, cfd 'i^n' mdu 
i^no is -npfi confejpu^a^ che quelladclkatijfimit Tqrta,^ tf-^ 
fcndo conditu di ma^gior quantita di conutti j. che d'l pn^ 
roUo filo era imp aft at a di pelii d'l Capfom-y e ch^:egli fierA 
£ttto cormfc£re ptrnjno dl qncgli acprht detrattori s:^^ dc* 
caati dairmuidia 3 hiafimauano le eofea^irmtd^'di d^ gtin-^ 
geZ'tH Braardinariamente fecandi . Ma e to fdegno di fipuj. 
^Utefiay e lo I^pauento ^ che; dl lul hcbberQ i Vlrtmfi ^: fi 
cqme^tX i'f^:ri/o s(^^q:ti'andol,a;:Tovt*t tiuta .eptido. flat a •//?<0- 
g(ata^ ftif'fpsdurto Monfvg^^^ Glopi.a7mi 4a^i{\€4/a^:>^eke<:pi^ 
gl^^ AfiattOsCoL quah ^Z!^,/S^/iri^y^«J!;<l^4,^Rf^,;?/^^«fr•^ co?t^ 
qj^nak atiidita > ^ mdig?nta do- kccatia ^afia^ <^lae^a^ 




i^i^f '^^(/^ r^■Jf^^kf;■:■ pM^k ykor.darfi , te^^rfgole^.dd-'Gda^^ 
i^oj'e..Gh^..ml Cai^rim.^Ur erajecuo efirLitar^ .■ Gira pb'i Jhct^ 
i^^a^Jla- ii foto Ji^ajfmoy -^ , liJ^bhi^ foramen contmto in •x/^rir 




{n.^hde dt.Ue Se};^mjS^p2£:,Sq€^^^^ pJf^t-^.. 

tm^co7!Kro, L'lgiiQra^i'^- . fcuro.^maggiom i'allegut^a di fua:^ 
Maefiai caprmioji ,'^oeti Itali'&m- x iqiiali in nurnero mol-- 
to grande- cffcndo m-ontati i^ banco y all' imprQuifo^cantaua'^ 
K(? CBpia vti^uita dvnjcrjlly^^voua^ \henon foterouo imtan^ * 
Vfiptk .hatni^.:, . xquali per. U diffLColta- di pisdi^ co\quali ca^s 
7nwa il, rverfo Ivro ^^ fono fovijiti di a>idar adagio : ^iti^f 
qticflo. tempo Apollo fi liientw dalU -Sercmfsime Mufc :, l^. 
qtiali. co\ioro imiarmrati./T.Qcti pcK ^^^Itc hore andav.oncf^. 

^ii^K^M<^^^^^\£^^ i^^^^^ fivM^'t.'i^*. hMer& [onmf^ 



1!) f "^ A K N A SO. '/77 

^ufto dl nji-dev- U botteg:i del MaUr(^ ^ nelU quale egli h£r - 

ucit fat to "Vrm grm mo fir d dr fime groffe ^ e minute ^ 

delle qiialt dlctme diqt^clle Serenifsime T^ine fecero ^rm^-- 

difima fiorpAcciatdi e per cofa maho fingoUre fii notata-y 

che mag£iorgufio diedera kra le fiafafe , che am lie y chc 

haucumo il baccello .. Pai diedero n^7i~oCchiata d Forna dt 

i^lonfigmr della Cafay entrm'om done il Varchl jaceua h 

ricfftte J e di la fi trasfi;nrom nelh hottega y done Gm-^ 

uambatifia Marim facet^a lauorar Bor^acchmi Spa^-nmU^ 

de qtidl il Coppetta njolendofi prot4:cir^njm y nerche ti ripc^ 

fci molto ftretm y egl't td ^otohenza nJso nel cd^^rlo ^ che 

lo fgarri) y onde con rnolte rifci dogn^?iq k rlmAfi in mc^^ 

no <undL correggKLj . ■ 3(V/ rkomo poi ^ che zApollafece d fita 

KedPda'K^ y alcum Cortigiani dt ^renclp'tgjandt gli fi^cera 

Anfi(t:^7^ per la li'cen'^ delle Mafchere y a audi fua Maeftcl 

ytfpofiy chenorioccorreifaydje ft ponejjero altra mafihera nel 

*-ooltOy poi checoji ben mafiherati haueuano gli ammiloro^ 

che fcuramente poteuano andar-per tiiito y che gli afsicara^ 

Ma J che nedaocchio yne da giudicia di qual fi njoglia y an^ 

cor che molto fagace ferfona y poteuano giainmdeffer ricono^ 

fciuti. fl gLorno njegnente fat yfecOf7do il Joliiofurono corfi 

tPalijyed-ifingolare occorfe in quelli delle .^adrighe y che 

die mojfe efftndocornparfe rnolte CarrettCy conle rmtenHoue^ 

hen ynteyC coCaualli ^elocifsttniy yifii anco yeduto ilSignor 

Cornelio Tacitocon njn carro dt tre rmtCy ttitto sfafciatOy e ti^ 

rato da cert e ro'^^e iJallatCyche hauea pigliate ^njettura: ^ 

dlhorafu yche Tacit o chiaramente fece conofcere adogn'-cna 

il ualorfuo : percioche efjendof data lamoJfayMcmre tutti gli 

dtnVmmf Carrojs^erift affamiauanQ lidcorfiyercon batters 

i Caiid^ 



//^ Jt ^ o a V A C L f 

. i Caualii:, e con lo ftrepito dell a njoce , r delU sfer^d af- 

fordcLuam ognuno : Ta,citotuttotaato,fen\a jmntomuoutr-^ 

fi , con U fuA rara dejtre^^ , ccol mirdilfpio .art:fic'to, co- 

.Si bene a, tempo j e luogo :hatteua:,€ IpmfCMAmnanzj't fmi 

Xitualli^ e.con tanta.deBre'^ayegmdicio guidAuail pdofcon^ 

Kcertato curro ^ che mentre le Altre fm nj.eloci carrette non 

hdueudno fatto il terzo delU ftrada.^ £gli .era, giunto al fx^ 

Mo, Per laqtidl ^er.amente fegnaUta fattione y tuttl 'injir- 

tuofi di qiic^oStato conohbero y quanta in ogni forte dt cofa, 

fm dcIUfor%a --uaglU la defirezj^a di 'X^n ^fatto gitidicio-: 

cnde i pu fdggi d'lfj'ero ^ che quclhyche neiyiegotij loro han^ 

no manlcrdy art'rficio ^e dtpre-^^ j, fono Mti pi r ccndvirre 

A hiion fine ogni pm Ifallata j e fconcertata, iwprcfa . AV«_» 

diede gul a i njirtuoji tanta ddcttatione lo Ipcttacolo di 

'Letter at i Cortigiamyche nudi corpro UPal'io a pied'n per- 

cioche molt a afflittmie apporto altrm U brutta ingmfiitia-y 

che fi njlde mil a difkguaglianz^a dcUe <3loJ]e y lequali a gl* 

ignobdi y ^ .a poucnZJirtuoft (i dauano molto lontane ^ owe 

..quelle de\nobdiy e de facultoji tanto.erano njicine a Palij ^ 

.che anco ftn';^ merito di corfi y folo con pendere la manoy 

totcuano toccarli , T>i modo che per tanta dpuguaglianT^ji 

ghhuomini piu topio dona di fortunay che acquipti patti co 

njirtuofi fudori y ptmauano quando njn pouero Letter at 9 

velle Corti arriuaua a covpegmre d Valio degli honoris e deU 

le digni.tadi puprtme ; co?i ttitto cio in qucpo ryltmo ccrfi 

p e njeduto y che molti nobdi y efacultop ^pono rirnafi addie- 

tro y e i poueri y e njdi corridon han?io ottenuto il premio , 

E p bine njieptato cht ha chiacchiarato y che i Capricci de' 

Trincip , ci pauori fpalancati dcUa Corte y hahbtno Patto 

conpe-^ 



D T FA K N A S a t / ^. 

confe^MT loro il 'Pa/io:, i pin. gmdiciofi Letter at I nondimeni- 
liberkmjnte hanno dettOyche quelli:,che con U deflrc';:^ y e cori 
Ik belle mxmereAorofirim innamorare i Prencipiy chefermnOy 
^ heinno ingegno dcL ottener daloro le dignitadi fupreme^ era 
neceffkrlo confe[Ja.re :, che nel corfo del P alto hauejjero hauuta, 
biiona gamha . Ma grandemente a tut to il popolo rnoffe le 
rifail cap ^ che fegtu tra due perfonaggi molto fingolari di 
Corte y iquali ycome ^pefje \njolte fuole accadere , rnentre yno 
cercaaa ten.er indietro taltroy ejfendofi nehorfonjrtati ^ cost 
hruttamente I'uno contro I'altro s'accefe difdegno y che ahban^ 
donando it negotio principale dinjelocem.ente correr-e per ot^ 
tenereil P alio yindifcret amenta in mezj:^ la ftradaych'ero-* 
tuttafangofay s attaccarono alie pugna yC. dopo ejjerficolloto 
di brutteaccufey e di <-uergognoJe calunnie y che ft tirarono in 
facciay molto ^ ore ati y edeturpatinella. riputatione y furono 
vidicolo IJ)ettacolo a tutto il popoloy dal quale per cornpimento 
di maggiornjdipendiohehbero. njna.ru'ituperofi(Tima, fifchiata. 
^ueflo cafo amorche alia fciocca brigata parejje ridicoloyda, 
fua.Maefla nondimeno fu ftimatodegno dita?ita conftdera- 
tione y che come molto efemplarey comando che daPraffitele 
foffe fcolpitoin. mar mo y accioper eterno documento feruiffe a i 
Cortigiani- garritori. ^teritache fia- fcritto y che rnentre fer- 
uio Honorato padrone- del Cauallo Bdrbaroyche.rvinfe ilPalioy 
ferParnafpy com'e coBumey andauagridandoy njiua Vergilioy 
quel gran Perfonaggto y che a. <-vergogna fi reco que Ho y che gli 
aliri Poeti BimanQ honore ^ daDarete fuo ferutdore con run 




memo- 



'Hij R A C G V A G L t 

'pernor Id hmeux Ufclatd dtfe nl ^londo ^ che d fuo nome me- 
rit Mid die fferefdtut a ^ ecelehratofer lofropr'w fuo '-valore, 
Tian per Ubrmunt dtnjn Caacilto. Gli dn?ii faffati dal Go^ 
mrnntore dtPiir?2dfo, e dd Pretore Vrbano ■prontamente y' 
e ftr?zd cerlmonia, alcund/i PaUj fpirono confegndti a queU 
It y che ill hmeuatio gnaddgnati : mci queU'wrino Apollo ha 
njoht^to egli darli dt fudmdno. Onde peril pubblki Cur fort 
fece 'intmare a, tutti i Pote'^tatij che r'tfedono m P^r.riafj 
ihe deueffcro compdTire nelU grdn fxU Reaie ^per inter ue- • 
7iire a cerimonui tanto i?nportd72te^ . Nouita di molta met- 
raulglut fii a. quel gr^n ^renctpi njdire ^ che ad attione , 
^li mm p^jpM Bimata mem ;, che mediocre ^ njolcjfe fucu 
^MaeBa ^ ch'ajjjfiejpro ^ue' Prencipi , che folo trct7io chid^ 
TTkiti dlle fmitioni flu grdndi: nondimeno perche il cofndn^ 
ddtnmto di fun lAaefla era rigorofo j comparuero tutti . 
'cAlf-hora cost di(Je ApoUo : conofco. Signori :, che mclto r^i 
fete mdrauiglidti ^ che con t^mtd fdetimta io habbia njo-^* 
luio far hont quelle ^ (^he gli dn?ii addietro da mtei Mini^^ 
ihi fu fcmpre efguitofe?!?:^ xcrimmnd dlcuna. <^ia perche 
dd que fid- fold dttiom ^ che hord njedete ^ 71071 folo dipende 
tuttd Id njoftrd f elicit a :>md tutt^ quelld foddisfattion mdg- 
gior.e :, che dd ruoi pofTimo defidcrdre .i Popoli ^ a quali co^' 
tnutnddte ^ per njofcro grdridifimo benefiao ho njoluto ^clye 
nji troultte qtiip.ref.nti. fmpdrdte -dunque dd me .^ o'Toi 
£he domindte U terra ^ sbandite dd inj^oftri cuori Ic priud" 
te pdjfioni y e nel premiar que III ^ che '"ui fruono ^ regold- 
tent CO meriti loro ^ non cd <-vojlri capricci^ che dando^ 
£.ome hor.d njedete ^ che faccio io ^ i .Palij diihrdig?ntddi ^ i '' 

premij 



\ D I P A R 1^ A:S 0. 121 

premtj degll honorl , a quelll y eke co fUdorl di n:jnho^ 
ioTMo corfo Hi fattiche gli hanno, meritatly njoi ^ con tutta 
( In rifosir4 fofierit^ ^ con fomma f elicit a regndrete 
in. eterm * che dtrimenti facendo ^ dishonor . 
i r arete 'Tfoi fiejfi ^ rnandarete in precis 

' ' pith inyofir is tati:,' e di "Trends ' 
pi grandi y che horn fiete , ■ 
correte col tempo 
A I'X^A ^i etiidente p^ri^) O k E 
colo dicon^ 
durm in fiat di priuati fantaccinhfols 
■' per efjerui '^oluti inna< 
morar dell^ 
ujijv. ■ C(irogne< 



\>:\^\K'\\\''\ 



'>::^\\ .-^^V iCin$\^' 



-V. i.Ti^n V,' . r>t.','^;\;4 



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LA 



'^21 *' R A G G F A C L T 

'■V, Vv \ *^ ^ /m v. *r:';<^ i 

LA MILITIA DF SOLDATr j 

Giannizzeri per vederevn foldato del fua j 
corpo inalamencepremiaco>fi{blleuacon^ j 
tro la Monarchia Otcomana , & i^polla ! 
quiecailrumore. i 

KAGGVAGLIO XXXIL 

N terror grande de" Fotentati tutti ^ che \ 

rtfiedonoi in qmjio Stato di Farnafo _,. net '• 

quartkr della Monarchia Ottornananacque- 

la fcttimana fajfata Jollcuat'ton tale > chc 

per tutta la Citta jfonarona le campane^ \ 

all'arm't y e. quella potente Sigmruun. '-um : 

Jhh'ito pop. all'ordmei ftiol nmnerojl eferciti y e come fe com '. 

ejjt hai4>ejje njolnto far yngeneral fat to- d'arme ^ in piu^fqua- 

droni gli n>4Cgo alU campagna ^ onde i Germa?ii ^ git Spa^ \ 

gnuoli: > (^ i: Prencipi Italia?n per quella nomta grande^ \ 

mente ingelojiti^ ancor ejfi pigliarono le armi ^ (^ in gram ' 

diligen.T^ man.darono gli fcorridori per p'igliar lingua. di que't '. 

rumori y iquali riferirona y. che la: <^tditia tutta de foldati \ 

C'lannizsS'^i contro la Mjonanhia Ottomans jt eraf>lleuat<!U ^ \ 

oApollo J, che fuhito fu auuijato di quel romore dalle Cohorti I 

Pretoriane de' \Poeti Satirici >. che net Fora Delfco perpe^ \ 

tuamente flamio arm ate ^ fece quietaril rumorey. (^ ^pp^^f i 

fo co?nando y che la ^lonarchia Ottomayia y ftj I fapi de t " 

Qim?di^^rl ^ che p erano fQllcuati U com^arijferoan[anitty(^^ \ 

• j^rcha I 




^7 P A R H A S d. 7 23 

per che cost la Monorchia Ottomana ^ come i Joldat'i Ganm?:^ 
zjtri accompagnati da numero grande digente yoleuampre" 
fentarfi aunnti <>Apollo j da i Lirlcl Poeti ^ cbe efercitano II 
carico di Portierl ^ Jurono auuifati y che in pmiglianti oc^ 
cafioni di hrighe a i Prencipifi andaua filo ^ o con modefla^ 
compagnia : Di modo che la Monarchia Ottomana col fuo 
Vrimo'VijiriiS d Gamii^T^ro ^ per cagion del quale era na- 
ta la foUeuatione ^fen^a haner feco altra compag?iia yfuro- 
no ammejji aWAt^dienT^ Reale di fua Maefia. Interrogo 
althora -Apollo il Giannv^i^ro della vera cagione di quel 
tumulto : alquale rifpofe j ch'egli in compagnia di yno Spah} 
con euidente pericolo di perder la ^vita nella l?crfia haue^u 
Jorprefi I' import ante piai^a di ■ Teflis ^ perlaqual attione , 
che all'Imperio Ottomano era fiata d'infinita commodita , la 
Spahicol grado di Capitano Generate della .Canalleria deW 
Ajia largamcnte era fiuto prcmiato ^ e ch'egli di pari meri^ 
to alio Spahl cost ingratamente era ^ato trattato ;, che fo^ 
lo eraftato crea-to Spahl della ^Torta^e che cost brutta partia^ 
lit a alia militia tutta de Gianniz^^p'i cost fattamente era^ 
fiat a odiofa :, che ajfine di yendicar qtulla fegnaUta ingm^ 
via haueua pigliateie armi puhbliche . Vdite che hehbe Apol- 
le quefte cofe ^ fi riuoltonjerfo la Monarchia Ottomana j, e 
U dijje y che grauemente rimanea maramgliato ^ che <nmA^ 
Principejptftia pari ^ che con premij immenfi prafefjkua^ 
di rico?iofcer la ruirtii y (^ i merit i dc fuoi Joldati 3 con 
quel GanntT^ro poi tanto fi fojje moHrata partiale . Ad 
Apollo ri^ofe la Monarchia Ottomana :,c]oella per fim 
molto import anil con ygual dignita a que Ha dello Spot 
mn haueua ^ come grandemente conofceua ejfer fuo debit o, 

^ 2 premiato 



1 

■jU '^*^ A G G V A a LI 1 

fremiato il (^mnl'z^Yo :, e che ad ognnjno era noto ^ cJfef^ ' 
la da Chrisilani fmi fo^gctti pigliaua i picciolt figlmoli j 

lie quail jacena poi tre fcelte ^ formanda di quet d' indole : 

-m'l'^liore njn fe?n'inario di fanc'mlli :> ch'ejjendo poi crefcm^ j 

t\ all'etu di poter e/fere adoperati j erano pofil a / firuigi \ 
della camera^ e della fieffa perfona de gt Imp evador t Otto-, 

mam j a quail poi neiteta loro matura erano dati ./ goueYr- i 

ni delle Froiuncie dello' State j, la cur a degli eferciti ^ e laf^ '\ 

foluto comando del fao grandiffimo Imperio . Che poi deU \ 

la feconda f celt a ne formaua I import ante miltt'ia a cauaL \ 
lo de' fuo'i Caualier'i:, e gentithuomim della Porte ;> chia^ 

mat I Spain :, e che della terza fcelta^ ch'era il rifiuto^ e Undo-- '■ 

lepui hru tta nef.o rmaua lafo rmtdabd fua militia de i Gian^ \ 

nizs^ri ' 6 fdoe fe accadeua:, the njno Spain colfuo njalore ha-^ j 

uefj'e fuperata taJ^ettatio?ie y. che dilui daua l indole fua > ; 

come ft era T^eduto nello Spain y che hauea forpreja la for^ \ 

te%^ di Teflis ^ era ammefjo al primo grado : r$.a\fe ac^ \ 

cadeua poiy che in nj7i Gianni-T^ro ft fojje fcopertJc.quaU \ 

fiuoglla flraordinaria njirtu y con laquale haueffe'0perat'0> j 

cofe di meritoinfinito y cheifum Imperadork.Otiomaninon j 

pero gjammai lo faceuano falire a maggior grado y che di j 

Spahts e che pronta era la cagione di fimilfua rifolutione : \ 

per che cost il primo Seminario de i Bafsa y come il feconda \ 
de gltSpahl ^ (gjr titer zj) de i Giannix^ri tutti fopra mo- 

docome fratelli amanio i fo^<^etti della Claffe loro /tl dar ■' 
il comando degli eferciti j, (gjr // gouenio delle T^rouin:* 
de a gli huomini del primo ^e del feconda SerragUo \ per^ 

che quefii in comparatione dellamilitia dc' Giannv^rt era^ ; 

m di picciol nmaerO) nongli era dt fericolo alcuno s ^^^ chz^^ ' 

ilji^ 



1) I P A R n A ^ 0. tzx 

Uficlar i carichi gelofi in mmo dirvn Ckpitano y o dtro ml-^ 
Htftro y che fojje njfcito dd Corfo -del Qunrii'z^ri' ^^c-r^ 
lo fpMtenteuol Jegiilto. i^'che JaggetM tale hamnhhe hajiiHto 
di cosi trem&nda militia.' y farebbe .fla,to conjiglio Inpriiden^ 
tijfimo ;> e picno di maiiifefid pcrciolo : e tmto, r^a^ggioi^ 
mcntey cbe^oue i Barsa:>e gli Spaht^per efjere foggettidin^ 
geg?jo grande j che malamente fi ajcco77imodmo^.a Jogg^t^^ 
tar ft ad njn loro njguale ^ per le concorrcnze alle medefime 
dignita :, tra ejji perpeti4>amente ri;ii4,etia?ioin gare ^in gelo- 
fie;, Sr* emulationi: oue i Gianniz^ri , per elVer gente idio- 
ta^nonfoio njiKeiuino in njnionemaggiorey mafimmamen" 
te hmrehhono ammirata-^^ynatoje §nx> adorato ^H'.^'^ figg<^t^ 
ti di flraor dinar 10 ijalore ^che fojfcro yfcitiJalla Clajp lo^ 
to: e che per tai rijpetti I'efaltar allafuprema dignitJt del 
GeneraUto yn figgetto^ chehauej^e haunt o it feguito j e l\tf^ 
fettione di mditia tanto imp or t ante ^ altrd mn pirehbe ftatOj, 
che commettere qael fallo grauiffimo di alleuarp I a ferpe m^ 
Jeno y che taiito eradifdicemle adyn ^rcncip^.faggio : ech^ f 
fuoi Imferadori Ottomani per irrefragabile ?najjima V otitic a, 
teneuano.yche queda Militia in pater delta quale fi yedeuafon^ 
data la perpetuita delta grandezj^ y e feticita di njn Im^ 
ferio y faceua hifognoyche fojJe capitanata da yn figgettofo^ 
rajiiere yilquale dalU eferctto pm foffe njbbidito per la riue^ 
renzjt y che i foldatiportauano at IPrencipe loro ^che per t me^ 
ritidel njatorCy delta 'Rabilta y (^ del feguito y che ft trouaffe 
in iui. Vdita ch'hebbe Apollo tagiuftificatio'ne delta Monarchic 
Ottoman Ay tabnente ammiro ta pruden;^ dilei y che a quel 
GianniT^ero comando y che fi quietaffe y e njottatofi njer^ 
fo atcmii Virtuofi ^ cb'egli bmma dlato ^ d'lfje loro ych^ 

hormai 



t2f 



RAGGFAGLI 



'hoYmAi fi ermo chkritt:, chefenT^leggergliempiBod'tnl^ ^ 
git ftehrati Mitcchiauelli f tromua cineraperfetto Toittico-' 
pc'iche Prencipt tanto barbari ^ e che aperta profejfione fm^ 
no di ejfer capitali ntmict delle bmne lettere nelteftttamen^ 
te'mte?idre it goueriio dd Mondo:,e neliefquifttiffimamente 
fkper prdticar U pmfoprafinii Kagion difla.to ^ CYAmtBi 



dedl huominu 



>:)^^ *{V .?j1' 



APOLLO LIBERA CARLO SIGONIO, 

e Dionigi Atanagi , quello da Piecro Vic- 
" torio> e qucfto da Annibal Caro acciifaci 
peringrati. 




%AGGFAGLIO XXXIIL 

ENT RE fiApolio in compagnia. degli altri 
Giudtci fedeud qucfta matt'iua nel tribunde 
dellcL GrcLt'itudine ^ da i Cuflodi delle Careen 
con <-vna fune flrettamente legato auantifua, 
Maefiafu con dot to £arlo Slgomo NobilLet^ 
terato Modanefe j del quale Pter Vittono Fiorentina 
acerbamente ft querelo y che trouandofi il Sigonio m ma^ 
no degli Sbirn j, che per lo dcbito ^ ch'egli haued con ^aolo 
^'lanutio d't mille ducati d'oro ^ njoleuano carcerarlo :, egli 
kfftne che tarmco fuo non rlceuefTe I'affronto j c> // dan^ 
920 -di njna lunga prigionia > con liberalita fopra le fue 
foYT^ d ^ianutio sborso i fnilk ducati ^ iquali hduendo^ 



poi 



^ I ^ A R n A S p. ^j,2,6 

foi ricercati al Stgonlo y egli pii njolte fer certo giorno 
determlnato haaea promeffo rejiituire ^ e che fempre git 
hauea, mmuto deila paroU j e che aila fine accorgen* 
do ft di bruttcLmmte ejsere fchernha jcan fuo diJgH[io 
grande era flat o for^ato fxrla career are 3 e che al pari 
di njedere I'arnicitia antica y corroborata con beneficio f.^;;- 
to orande ^ cannata in njna crudel nirnicltia ^ farKma- 
mentelidoleuayche il Sigonto ad njnfuo pari md^Mfaran' 
to honefla piii ijolte'^hatiejje mancato della.fede data : che 
pero inflantemente chiedeua ^ che queWhuo'/no ■fi:o?:ofce^te , 
(^ apertarnente ingrato , conforme alia dijpofitione .delle leg-^ 
ge deila gratitu dine y ftHeramente fojje punito . Cos} m^ 
CO apprc?:^ Apollo taccufa del Vittormy che apertarnente 
pigliando la protettwne del Sigenio dijfe ^ che quelli --ver- 
go'(nofarnente rnancauam di parola ^ che qmlle cofe no'n^' 
adempluano y che in poter loro era di efeguire : ma cheneL 
lepromeffe di a certo tempo pagar buona fomma di dandn 
qtici fblo con infinito biafimo loro mancauano ^ che battcti- 
do la rnoneta ptr rnaligmta dt ammo bugiardo non per ir/t--^ 
toffibilita dt mmcan'^a di dan art y non foddisfacettano a 
quanto haueuano promejfo . \Poi ^voltatofi Apollo, nj-erp il 
Vittorioli dijje y che ^n fit a pari douea confiderare ychc il 
beneficio chUgli hauea fatto al Sigonio era rcjno di qnelli , 
de qttali affatto altri perdet^a I'obbUgO: deila gratitudwe y 
■quando rigorofamente pretendena diyder e(igere tuttoqneU 
to y che daltamicojapeadi hamr meritata : perch e t bemfi- 
cij y che fiiperauano la conditione di colui y che li riceue- 
4(a y da gli huomini fuirtuofi fob fi faceuano pertfcoprire- 
^d o^iijno la r/iagmmmita dell'ammo. liberakyc folo pet 

grande-^ 



grandemente render fi obbligato 'pvn huomo \-e che tie' hc-^ 
^7ieficij jmmenft fdtu a gU amici ajfki fuffictente gmdtrdo^ 
-ne era i' honor atd famn di lienefico y e liberale ^ che aitri fi 
"^acqiiificiua, Appo ie gentl . - ^ato che hehbe aApollo fine a qtk^- 
fitiiat^fu yjh-yditdtacttt'fayche il -Commenddtor oAnnibal 
'Caro diede contro Diontgt zAtArragi y 'ncllci quale ft diceucu ^ 
cbeall'hora che ^lario Molzd per lo fituerchio njp> de fichl 
f^ifso all'altra yitd y Jot to U fua tutcU gli lafcio ynapiccia^ 
'Jafig/iuo/ay ch'egli hanea y qitale ytome prima peruenne all' eta. 
■ di ft diet anniy cm la rtcca dotedt quarantamiU fcudi per 
moglie haueua data aWAtanagi y nelia qual rifolut'ione Idj 
njlolenxa delT affett'lone ych' egli portaua alf AtanagtJoaue^fti- 
perataU confideratione d'tqtullamendiea pouertk diln^i^che 
douea ritrarlo dalla conelt^fione dl quel pare?^tado :. € c/;o 
■tAtanagi tanto beneficato danyn fi4^oearo amtco yingu'tder:- 
done di beneficio tanto (ingolare y non ft era njergognato at 
riconofcerlo col mendic'o dono di- dodici camicie y e dt quat- 
tro fciugatoi : e che dopo tanta ingratitudine con in audit a 
dijcortefal&flefjo prirno gtorno delle no2^ gli hatiet4'avieti^r 
to ti?2greffo nella fua cafa : appreffo poi con le lagrime^ 
negli occhi foggiunfe it Caro y che come fua dilettiffima 
figlmoU hmeudofi egli alleuata quella giouane teneramen- 
te tamaua come padre ye che il rvederh priuato delta dolce 
conuerfationc dicofatahio earayeratrauaglioyche fopra ogni 
■altro tormento grandemente taffli/^^ea. zAlCaro rifpofe ApoL 
ioyche fn-^ dulbwalctino t Atana(^i fcopertamcnte haueiia^^ 
fnaficato aldebitofko ye pero in quclio injiante li commdo y 
cheperfornir di fare ilfuo dcbito atdirno delle dodici<,dmicie.^ 
tde' fciugatoi ^^aigmngejfe . na?M: do^'^nardifa'Kfpletti^ 



^ otto herrettm per U notte y delta c^ud dimoflrationtu 
di mimo grata it taro dou^ejfe cbmmarfl ben rmunerAto. 
dall' <iAtarkigi . Vdita cbe hbhe il (^aro la rlfolutime di 
Apolb J nonfoloy tome gii Ji ^onuemaa j, non ft cjmetby mA 
Jopramodo diuenuto rabbiofo y U-beramente dtjp ^ ehe neU 
Vatto d^fcorte[ifjlmo deW^Atanagi roer'iffima ^^erimeru 
taua in fe la S^nten^a di Tacito ^ €he Beneficia eo vA Taciw net 
queleta func^dumvidemurcxolui poflerVbi multuan-?''*"f''^' 
tcuenere , pro gratia odium redditur ■.. Vdito quefio ^^ 
Apollo con ^oce alquanto alter ata rifpofe al Caro ^ che Icu 
fentenxa di Tacito era rverijjima ^ ma da Im yC dk nL 
tri infiniti pejjimamente intefa poi cht gtimmenfi benefit. 
cij or dinar iarncnte fi -rvedeuano tontracambiati con ingra^ 
titudine iripnita y pitl per I'impertinenzji y che il bene^ 
fattore ^ufau-a neWeftgere la gratittidJine deWobbllgo altrui\ 
xhe per la difcortefia di chi riceueua il beneficia , Poi in 
fua Mae fid pik crefcendo I'alteratione dello fdegno ^ cost 
dijje al Cara : Non fapete ^voi M, zAnnibale , che taffeta 
tione y the fir aordiTMria part ana i tutori alle pupille loro% 
pajptta ch'ejfe hanno I' eta puerile fi conuerte per tordi^ 
9jario in amor lihidinofo f e flete ^uoi forfe <-una di quei 
galanthuomini y de quali io conofca parecchi , che per lo 
beneficio di hauere alT arnica data moglie facoltofa njoglia^ 
no rifcmtere d gmderdane di dormire con la f^ a fa ^ (>• 
in tantan-ai che fiete <-uififuto nella forbitijfima carte Ra~ 
mana non hauete yoi imparato a conoficere y che cosi It^ 
mogli y come i ^rencipati non fi pajfiono dar ad njti 
amico con anirna di r if er bar per fie I'njfiiifirntto di efpy 
fien'K^ cor r ere emdente pericolo di fiartir ta?nicitia coru 



yjt R A a G FAG L t 

le fba,de^ pot aWAtanagi cost dijje Apollo y Dilettijjl^ 
tno Dionigi ^ goditi m pace U tua cara (pofa, , e yL» 
htr tauue?iire H Caro t'l t offer a wai d'mgrato j tu chia^ 
Im impertlnQ7ite :i che gli dirdi il fuo ruero norne . 



ruA 



PVBLiO TERENTIO DI ORDINE 

nmT'-' di Giafonc dal Maino Pretor Vrbano et 
i/.S fendo ftato carcerato per concubinaria, 
' "^ da Apollo con graue fcornodieflb Prcto- 
re vicn liberato. 

RAGOrAGLIO XXX IF. 

F B L TO Terentio net quarttere di 

npocti Comici m njnci picaoU ^ rriApem 

motto accommodata, cdfa ^ njlusfolo con 

IBacchide Jua ferua 3 e Dauo fko ferui- 

dore : e tut to che ISiocchtde net fiore delt 

eta faa. fia, flat a giouAue heU'ijJima, ami-- 

ca di Terentio y e di molt't altri Focti Comici > horx nondU 

rneno e/fendo di moltimni ^ e pera aIqm?2to^ dijformata^- ^ 

velU ctxfti di Terentio rmdeflamentenj'me fenzj. fUndalo ^ 

t pn%a, mormnratione alcumt del ri/icn?ato . <^'U dwcegior^ 

ni fono occorfe y che Ciafone del Mnina mtderno Pretore 

Krbano y fotto certa pena fece precetto a Terentio y che di: 

ca/afia cacciando IBacchide ft liherAJfe dctUa, njergovgna^ 

Squel pttbUtco Concubinata . Terentio 7ion folo mti n/bbi-^ 

di fl precetto > m>i ni menu U veqmJitoriA ^ e U mult a s 

oridc 




m / T> A Tt I^ A S^ 0. ^131 

oncte il Pretore contro lut riUfcio il mandato per/onale ^ e 

hier'tfegui U cxttura, , mA con tanto dlfpiacere di Apollo y 

che firaordlnartamente fdegnato pubbUcarnente efcUrno^chc 

4inco m Parnajb da fuoi Minifln pm md'ign'i ^che igmran^ 

ti p ft mtrodiiceHit I' abufo feeler ato di effer oculatonelleap^ 

parenzs >cieco nelUfoJhn'^dellecofe, Onde hauendo coman^ 

data yche pur ail'hora Terentio fofje fcarcerato ^con infinite 

ruergogna di tanto Gmreconfulto neHa carcere medefima fe- 

ce rinchiuder Giafine^ ilquale nonfolo pubbUcarnente difcredu 

to confriuarlo del carico di Pretore ym4.confoJlituirU Fdippo 

Decio fiio capitalifjlmo ntmtco fopramodo I'affltffe : e hie^ 

ri per riceuere il ^afione ^ elo Stendardo ^ particoUr infe^ 

gne deiU dignita Pretoria /d Decio effendoandatoalt 

aUdien-7:^ di Apollo , fha Maefia li diffe ^ che dal 

cafligo dato aGiafoneimparaffeaconofce" 

re^ che i Giudici honoratij che nelt 

amminiBratione della giu» 

Jiitia piU attendono ^ 
:c':'rV dlarealta n•^^T^V 
.^'A'xo di piacera ^io 3 che a gltjtrtificl/dl burUr - 

gli huominij dalla cafa de i rilaffati 
Poeti prima cacciauano gli 
Aleff 3 e poi /o 
Bacchidi . 



K 2 AVDIEN- 




J3Z .0 2t A G C V A G IS-xI 

AVDiENZA. PVBBLICA DATA DA 

Apollo, nella quale can rifpofte fopra nioda 
faggie decide moke caufedeTuoi Vircuofi-: 

l^AGGVAGLIO XXXV, 

ERC H E i filla^^ de'JPrencrpi inmmorafi 
delta hnona fiddtffattione de PopoH ioro} 
tPfttl BAnnn pofi't mWydtre /pejf& i bifognl di 
I l^-i^^Svl ^^^^'^^0 ' Apollo altre le apfdien?^ frequentrfi 
*aEr=i<s?-^^^-J j'^j^^ ^ ^^^y^ Giousdl nellit gran fala 1{eale con 

I'mten^ento de i Senati^. de t CoHaterdl^t del ParUmenti 
t^tti di quefta CorUya porU aperte da atidienf^pubhlica. R 
ferchein ef>e jlado^O' yirtuoJenfilHtiom ^ degne dieffer fa- 
fute da qptel curlofh che da qtufto Statoflando lontantgvan^ 
demente bramano di ydtr le nuoue di IParnafo : ii Menatitey, 
che Colo per pot er dar Joddisfattionea fuoi yirtuoft Auuento^ 
riyVolle trottarjl prefente all'vltimaAudien'^ ^ con yerttahi^ 
flor'ica ratconterahoratuttd quello^che di fignalata yloccorfe^ 
I primi dunque che neW ^udicn'^a parlarono ad Apollo _, 
furonodue honoratiJJt.mizAj'nhafciadori ^ iquali difpro<a fha 
^iaeUa 3 di ejfer mahdatt. dal Gtnete Humano j, Hqtialc 
grandemente mfaftidito daUa necejfita ^cyegliptrpttHaha- 
ueua di mangiar mattina ^ e [era ^ fopramodo fi rammari-^ 
tana^ che I'Ingegno Humana dotata di tanta altc'?:^ ^ eca-^ 
face d'intendere y e di fkpere tut tele cofe ^ d quale collate 
te beuea njtia inejplebil curiojita di fempre imparare:, tuttoji 
fj^idejfe poi occupato n^l for dido mefiere dicoltiuar la terroi;. 



T> 7 'PiJ-'R N' A S^O, ' 133 

(^ in alt r I Uhonofi efercitij fold ctffmt di^rouederfi :>comc 

fanno ^li anlmdi hruthil yittOy che per a efsi e-mno fldtt man* 

datt afua Macsla^ per chieder configl'w.fc era- bene ^che tl GV- 

nere Htvmano fupplkaffela^ Dmina Maefla del grande Dio d 

concedere kgli huomim llheneficio y che hamua data a Ghirty 

alle Serpij ^ gH Orft y& ad altri animali diflarlungatem^ 

to finza ciho . Cofa che defideraua ^ folo per poter con I' a* 

nirno digiuna/y che .tanto ijale nelle aperattonideWintellst-^ 

ioy applicard tHtta a gli jiu'dij di qi^eUe fcien'^yQhe yeramen^ 

teerano degne degll huomln't , ^iiefla domanda .laquale dit 

tutu quel che I'rvdirono tanto fu fllmata honoratay e pierut 

dl ^lrtuofo%eloyche fer marau'iglia Inarcaronole ciglta yda,^ 

Apollo noniimeno grandcrnentefu fchermt a:\finde a qmgli 

tAmbaJciadort riff>ofe y che fempre accadeuayche quelli'y ck& 

con fir am concetti y e Brauaga?iti nouitadi fidauanaa cre^^ 

dere dinjoler da capo rifare il Mondo ychtmenz^uano cof^ 

ridicolej (^ appreffo interrogo quegli Amhafciadorlyqual fof 

fi MbligOyche yerfoil grande ny'iohatd^euala terra. Aque^- 

Ha domanda riHfofero gli Ambajciadori y.ch'elU dauea pro^ 

dtvr I'lKrbanjerde y.e germogliar le piante. Replica Afmlio^^ 

che ft CIO era j per qual cagionein Jet mda , e p'iu anniy che it 

terra efquifitamete faceuala yolontl del fuo CreatoreylefeU. 

ue nondmeno no fi njedeiumoyeccetio cintie monti yene^ luo^ 

ghi diferti^ DiJJera gli Ambajciadoriyche quefio accadeuayperJ, 

cbe gtihiiomini per cagiondeltzAgricolturay conlaquale /qa 

fientanola njita lor y con le fecuriteneuanasbofcatii. luoghl 

atti aprodur le biade . Airhora Apollo di ntcoi^o gtinterro^^^ 

g4>ya qu>al t ermine '/i Jar ebbe ridattoilMond&yJe lemanid^ 

gli t/^ricoltori mu I'hmefero ej^urgato dalle fQn.^nhie pia?ite^ 



2^4 It A G G FA G L T 

chcproducctid la terra . RiBo/ero gli AfnbafcUdQri^che quarts 
do Jimil di for dine fojfe accaduto j, fenza dM'io alcuno. td^ 
mentcilMmdo ji ptrebhc tmbofch'ito :, che farcbbe diuennto 
nnfraticabtle . Soggmnfe alChora Apollo y fi efji credeuanoy 
(he gitbuomwl tiu njolontieri ft fofjero occupati in taglmrle 
felue J acc'ib il commertio dellc Nationi fojfa^libero ^ o per 
raccortn la copia di tanti frutti y che dali'humana induflria 
fcminati ;, e piantati produce la terra, A quefla domanda rt^ 
(pofero gli Ambafciadori ^ che la molt a copia de foautjjimi 
frutti y che per rmduflria degli huomini nafcono dallater^ 
ra y non cofa laboriofa y ma fomma delitia altrui faceua 
parere la nobilijjtma Agricoltura . Da quefla rijjwflay e daU 
le precedenti interrogationi fatte loro da Apollo y effendo 
quegli ^rnbafciadori ^-uenuti in chiara cognitione y chefe gli 
huomini non mangiajjero y ne beuejpro y cosl il Mondo fi 
farcbbe empiuto di macchie y e di fore fie y che piic fareb- 
be flato fUnzjt degna di Or ft j, di Lupi y e di altre Fiere > 
che commoda habitatione per gli huominis pieni di yna gra?i^,^ 
diffma confuCione ft partirono daltaudien'^s 

^^ando dopoloro ad Apollo fi accoBo Menenia nAgrip- 
pa J e git dijfe y che con que lla f elicit a y che raccontauanoU 
Hifioriejjauendoegli condotto a buon fine t import a?it iff mo y 
e dtjficdiffirno negotio di riunire il Senato ^l{omano in pa*^ 
$e conla Plehe/hedifguflata fi era ritir^tanel Monte Auen^ 
tino yche hora per acqmsiar(i gratia maggiore ^ppreffo fua, 
Maefia ^ e luogo piu honorato in Tarnafo y gli faceua fa- 
pere ^ di hauer efcogitata njnaltra belliffma fauohs con U 
quale gli daua I' ammo di concord ar la tarito arrabbia- 
t^ difunione y che regnaua tra i Topoli de i T^efi Baffiy e gl'^ 

Spagnuo^ 



7> 1 P A R HA S'O. 7sr 

Spitgnuolt\ Gmndemente fcberrii aAfollo quell' auuifo ;, ^ 
a Menenio rifpoje ^ che col tempo di rnodo p era, cangiata 
I'humor degli hwomini y e che in ejji tanto Ji era 'mcha.?!- 
cherita I'oBinatione degli odij piunjelenofi .^ che non folole 
fauole da far ridere y mcc che anco le tragedie Ucrimeuo^ 
lijjime da far pangere ^ chcy per quiet ar quei Popoli foU 
leuati J, nella fcena de i Faeji Bajfi per piu di cinquanf 
nAnnl contmomerano flate rapprefcntate dagli Sfa^iuoli ^ 
haueuario potuto far quictare quei. Popoli ofiinati ndlapcr^ 
Jidia del primo propoftto ^ che fecero^quando rmtiugnarono- 
le arnn dclla ribellione ^ diyoler col prezj^. del fatigue com ^ 
prarfi la liherta yO morire . 

'■ Con que (la poca foddisfattione effendoft Me?ienio par- 
tito y con horrendo Ipettacolo^ decollator neltaudienza com^ 
parue Paolo Vitelli ^famofo Condottiere della RepuhlicaFio^ 
rentina^ uquale acremente fi dolfe di quella Kepublica ^ che 
convn fopramod(y p'ecipitofogiudicio ifen^achetiee^li ^ ne 
altri fuoi amoreuoli ^ che per la fua caufa erano Jiati carce'^ 
rati y e tormentati ^ hauejfero co?;feJJato coft alcum pre- 
gmdiciale alia fuainnoccnzayfer leggteriffi'mi foj^ettiy inau- 
ditOy lafleffa mattina y che fe gut alia nottc , che in Piren'xefn 
tenuta prigione y indegnamentc l'ha,ueffro fatto decapitare > 
ejfmdo.qud giudicio [lato accelerMa y non gia perche I'm^ 
portanza del fat to ?io?i comportaffe dtlatione^ maper imyc^ 
dir U inter cejfioni de i Prencipi grandiy che (i farcbbono mof 
ji ad aiutarlo . In grande horrore miofro ^4pollo di hauer 
quelgiudicio : e perche gra'ndemente amauay (gf ay/imiraua U 
rvirtu di quell" huomo militare^ ricerco t Giudtciy che ri;otaf 
firoin quella caufxy iquaih njdita che hehbonola relatione dd 
frocefloyfentemiarono perl'tnnocen'xa del Vttdli: onde Jvot^ 

frocefjit 



n^ ^ A 6 G y A G Ll 

U per njn fiio pubblico decreto re'mtegro ilZJitelll nellafui 
antica r'iputatio?7€ . ^ingratlo althora Paolo /ha Mae/la ^ d 
con humilta grande It fece wftanza^ che :, e per Juo conten^ 
to y e per dar efcmpio alle altre Republkhe di aftenerfi da, 
cost precipitofi giudicij ^ gli piacejje di far qtixlche rigorofo 
rifcntimento contra i Fiorentinu At Vitelli ri{j)ofe <iApolio:,cbs 
ft qtiktajfejpokhe Alejfandro fuo figliuolo nell'occafione beU 
iiffima J che dopo la morte del Duca <tAleJptndro gli yenne alle 
rnaniytalmete hauea ueyidicata la morte d't fuo padre y che in 
infimto hauea trapajfati i termini tutti delia tatela incolpata* 

Non cost tofo hebbe <iApollo dato foddtsfat tione alVi-r 
telli y che il Carmagnuola Capitano molto celebre della Re^ 
publica Z)enetiana , anch'egU decollator con fua Maejla 
atrocementefi querela del Senato Venetiano ^ che per njanl 
foifetti ingiuflamente I'haueffe fatto decapitare : (^ appref 
fo in mano di Apollo die de il proceU'oy e la fentenza del fuo 
giudicio . Apol/ofen"^ purnjoler riceuere ^ ne njeder ilpro^ 
cefJQ 3 al Carmagnuola comando j, che f quiet affe ^ perche 
dalle fntenzs con maturifjimo gmdicio date da njn Senato 
oAriftocratico j corn era il ZJenetiano, per la njiolente prefun- 
tione yclo eglihauea di altruiamminiflrar efatiiffima giuflitia, 
nonfi dauay ne pur reuifone y non che appellatione alcuna*. 

Partito che daU'audienzji fu tl Qarmagnuola y con mera-^ 
uiglia di ognnjno nella fala funjeduto entrar njn Ajfri^ 
cano y che con yna piccwla catena legato feco menaua yn beL 
liffimo Leone y talmente domcflicato y che come njn delitiofo 
Cagnuolino faceuayezj^i al fuo Signore. J^cHiprefentatofl 
auanti Apollo y a nome del grande Annibale Carta^tnefe Itfe^ 
te donodi quel Leone che fu gratiffimo a fua Maefia y .U~ 
quale inter r ogo queW Ajfricanoycon qualartlfcio egli eglt era 



^mnto 



» 7 1> A R N A S 0. - T.S7 

ghnto a render cost manfuetorvn animal ta?ito fiero^^tanZ 
tor apace :, tanto fofpettofo^e cmdele . T{ifpo/e tAjfrkanOy 
che con fempre di fua rnano abbondantemente pafcerlo ^ come 
e^nuno nuedeua^ I'hatiea refo grandementc placetiole^. Si ri-^ 
uoltoairhora Apollo njerJoiPrenc'tpiy che per cagion dl ho- 
norar nueW andienza In nuymero molto grandegli erano attor- 
nm^e cost diffe loro- T)al mlracolo^che bora njedete dl que-: 
Uo Leo?ie dmenif>to tanto ynanfueto ;, Irnparate .Signori a cono^ 
fcere j che i buoni trattametiti fino domeflicano le fiere di 
que ft a qualita : II me deft mo co ijoflrl fttdditt fate ancor 
ijol :^ € con le fouerchie angherie pofie fopra le cofc neceffa^ 
rie al njitto -humano y non dijficidtate loro il pafcerf ^ cht^ 
cost non fblo ddnjoftri fj'ddttt natttrall j ma dalle piu flra-. 
nlere j, e bar bare nationi ^ che habbia I'njnmerfo j, farete ama^ 
ti^ ferultl :> honor at I . 

E quefto detto ncW atidienza comparuero due fantacct- 
nl armati , Iquall prefentate che hebbero a fua Mae ft a le 
Utter e credsnt'iali ^ dijjero :, cl/ejf per feruh^io de Prcnci^ 
pi abb an don an do la p atria ^ le moglly i Flglluolly e le facoU 
ta J per manegglar fen'z^ rtfparmlo alcuno dclle ^ite Icroy 
anco ?ielle guerre piu lontane^le arml:, per le le^gl pot ma-, 
litart grarulemente Inhumane y non che fere y da I fuperlori 
loro anco In caft di delittl legglerlfimt crudelmente erano njc^ 
cifi dl pugnale y implccati /t git albert y e poftl al berfaoUo y 
em.piamente erano archibugiatt ycche per I'lnaudlta crudeU 
ta de' Capltanl modernt y le anttcbe pene dl dormtr fuorl deL 
lo fieccato y di hauer la fua parte del ^Itto In orzo yC le^ 
alpre efecutlonl piu p i ace mil y non piu efjendo In 'jjfo y ognt 
leggier deluto y anco dt ommlffione y --vendlcauano con Icu 

S morte^ 



m- 



fl 



/ 
J 32 KAGGVAGLl 

mom y e che colm net campo era ftimato ottimo G'mdlcel 
non che piu fapeua ^ o pm mtendeua ^ ma che in efeguir le 
cruAeltadi p\u era r'lfoluto ^ e che timmamta delle leggt 
militan tantoltrc era pajfata , che la circonfpettione ^ l^e^ 
emit a y la confideratione ^ che deue hauere chi giudica huo- 
mini:, non beflie ^ era riputatadappocaggine ^e brutta inet- 
iia . Che pero tVnmerfita de Soldati afflitti da tanti ma^ 
It htimdiffimamente fupplicauano fna Maejla a compia— 
cerfi dt comandare j, che leggj tanto inhumane foffero mo- 
derate . V^(iuno y ancor che di cmre fopramodo fojje fiero:,fi 
trouo in auella audien'^a:, che per la'\Barharie delle leggi mi- 
lit ari grandemente non Jt commouefje . Solo Apollo noru 
rnoBro atto alcmio di compmitwne ;> ma con ijolto grande- 
mente fdeg?iato ^ a que' foldati cost rifpofe , Chi nji sforz^ 
a partirui dalla njoflra cafa:> e cambiar le leggt humanijjime, 
con lequali Jtete 7iati ^ con le crudelijjime :, che ft praticano 
dla guerra f chi da fe precipita ;, non merit a dt ejfer folic- 
uato :, ne dal compagno deue Jperar mifcricordia , chi tanto 
fieramente e crudele contro fe siefo, 

Dato che fu fine a que ft a domanda;, con giocondiffimo 
'Sfettacolo de' Virtuoft tutti ^ che ft trouauano nelT audien- 
xa.:, auanti oApollo comparucroi famoft Stamp atori:, Seba- 
piano Grfo:, Guglielmo Kuillo da Leone :, Chriftofano Vlan- 
tino d'Anuerfiyi Giunti daTirenzj ^il Cioltto :, il Valgri- 
(i :, ftj altri molti da ZJenetia ^ e tra quefti non fdegno di 
trouarfi il Letter atifimo f^Aldo ^lanutio j, ilquale a nomLj 
de' fuoi compagni diffe ad Apollo ;, che tra le moderne in- 
uentionii ritrouate dall'ingegno humano ^ e per njtilita ^ e 
fer lafua mtrM f elicit a ^ li pareua ^ che il primo luogo 

mmta^ 



T> I P A R N A S o: ISP 

merit amente ft donejfe alia Stamp as henefim che fe haue/l 
fero hauuto gli antkhl ^ i modern'i Letter ati con njere U^ 
crime non tanto fiangerebbono gl'mcendij delle famofe '^i- 
hlwtheche pajjate s e che bora la Stamp a non folo eterna^ 
mente haueua afjtcurato le pajjate jC le prefentl fatiche de* 
Virtmfi y ma grandemente facilitato I'apprendere le buone 
lettere ^ e che dl cost eccellente muentione njedendofi man^ 
cheuole lo Stato dl fua Maejluj quando ella fe ne foffe com- 
flacliita J per pubblico bencficw alle lore fpefe I'haurebbono 
mtrodotta m Parnafo . Kifqlutamente ricuso Apollo quella 
froferta ^ e diffe y che con imprud.entiffimo fondamento aL 
tn ft moueua a lodar la ft amp a :i come quella^ cheininfinir' 
to haueu^a ofcurata la gloria delle oArti Ltberali : perche ha^ 
Hendo refe le Bibliotheche pik numerofe j che buone yfolo era^ 
no dlammiratioue a gttgnoranti :, e che ne' tempi ^ ne quali 
con moltl fudori con la pemia ft copiauano gli fcritti altrui, 
aWhora che per I'lnettia loro non merltauano dt andar per 
le mant de fuol Letter at t:, nella ftejfa cafa delTinfeltce Au-^ 
tore moriuano eft ^ e la "-uergogna loro : one hora anco de- 
gli fciocchi :, (gjr ignoranti ^-uolitmi ftftampaua quantita tan- 
to grande ^ che con poca nputatione delle Serenijfime ^r- 
ti Liber ali ^ e de fuoi Letterati njergognofamente di efjl 
ft empiuano le Bibliotheche : e che per tinefatisla copia y che 
le ftampe haueano pttbblicato delle dotte fatiche degli Imomi- 
ninjirtvtoft y eraaccaduto^ che gli Homeric i Virgillj ^ i Ci- 
ceroni ^ fatiche diuine y ftcdori j, che folo per miracolo degl* 
ingegni humani alcuni pik celebri giorni deltanno douea- 
no ejfcr mo ft rati alle genti y per la fouerchia copia y che ft ha^ 
uea di effi y nelle nttmerofe banche de Librari (i njedeua-^ 

S 2 non^i- 



t4& R A G G V A 'G LI 

n$njltt.tferate ddlle ^iofche ^ chepero a njoglid toropoteuano 
'Andxrpne \ perche egli in modo alcano non njoleua amrnettere 
inT^arnafo il rompicollo de i Letter ati troppo ambhloji. 

fncontmente poi mcinti fuci Maefta compcirue il moral 

Se?ieca j ilqudle per auelh audiien-T^ perfi?2ahnente lut^eua- 

fa,tto cittxre Vubl'w Sudio fvw crtidelijjimo ncmtco . E firjo 

con rabbia'y non che con ifdegno grande ft dolfe di dcun^ 

parole y d'infopportahd ingiurux :> che quelfhisomo h(XHeu<L> 

dette contro U faa ripntatione ^ a^ wflantements doman^x 

do j' che dyme mdedico fipferamtnte fojp ptmito . iA Sudio 

cojnaHdo' Apollo y che rtp'etejje k p^ro-le y per lecjucLU Scneccc 

tcinto ft chiammd ingmrmto . All' bora Sudi& mnmofiment^- 

cohfefo y che- pipu mofjo dalla njerita ^ che incitata dallo fde^ 

gnodi &dio'priuato y in cert a occdjlone ^ che jiacque yhaucuiQ 

tr^iTde- Yiynpramrato a Seneca y Qua fapientia , qui bus Philofo- 

|n Afln.7. phorum pr^ceptis, intra qiiadriennium regix amicitie^ 

fer millies feitertium parauiffctr' Roma^tcilamcnta, 6c 

orbosvclut indagineeiuscapi. Italiam;, & Prouincias^ 

immenfo fenore hauiiri. Seneca ihe ji muide y che per I'ec- 

cejjtuo acctimulamento di fttte millioni y e mi%^ di ricche^ 

^ yfatte in tempo cost brieve y aApollo grandemente ft era 

fcandaiiT^ato y dijfe a fuaMaeJia: al mondottitto ejf}rr,&- 

to quelle fue facoltadi y ancorche molto grandi y non da £7- 

gordigia y che egli hauejje delle ricchcK^ ^ ma folo ejfer pro- 

cedute dalla mcra libtralita del fuo Ncrone . Apollo ych^ 

non approuo la feu fa di Seneca y liberamente gli dijfe y che d 

fume di qucUe fue fmifurate facoltadi ybruttiffime inn^'ru 

"^difofo fko party tanto foucrchiamcnte in yn Baleno effen- 

'>/<? crcjciute pdineccjjita facetia htfogno^chf d^t tmre?2ti di 

' ' '' ' ipmttif^ 



i'yitttiffim induftrie , hmejferketmto acque torl?lde . A que- 
fio rifiofi Semc^.che quale eglijifojje ^ mn faceua. hifogno ri- 
^uardar allafiacida Imgaa diSmlio^ cost auue^z^ d mcntire^ 
ehe ton t infame efercitio delU mddicenzj^ fofientauaU fcele^ 
fdtaJl/.A ti^ita.ma aglifcrhtitdnto lodat'htanto a,mmirathc])e^ 
gli heme a, comimicdtl dmondo . Suilio cost atroa-mente da Se- 
tiecanjedendofi offefo , ardttamente rifpofe ^ che qudjgli Imo.- 
mini fi foffero efkttamente altrm moftram non Ufenna > nm 
U qtixlita delUnjitd y che ft teneua: perche tnjnico paragone.^ 
che d mondo faceua conofcere U njem lega delgemo degli huar. 
mint:, erano topere^ non le parole. All hor a '-uoleu^repltcar Se- 
neca _y quando <iApollo :, alquale quella odiofa differ en'^ ap-^ 
portaua naufea gra'nde ^ r mo It at oft njerfo Seneca gli difje ^ che 
fi qmetaffey pcrche femfre farehhe ^ che le mmenfe rkchei^ 
7^, da qualfi njoglia acqmfiate in tempo hrkue , altrm appor- 
tajjero poca, riputatwne y e che alia dolcezs^ dl cosi ricchl Tefi.-^ 
ri dl neceffita Jacea bifogno ^ che fojje congionto I'amaro delh 
pubbliche mormorationl.ln njltimo p 01 Apollo con njnfofpiray 
chegliujci daltintimo delcHoreyplaceJJ£ a Dto^o Seneca Ji dif- 
feyche tu non ma'ifojjl Bato al mondoy che non ul haticjji lafc'm 
- ta la femente di tjxnti accuratijjimi imitatori della tua ^ita, . 
Conqucflapoco gratarijoli/dione parti Seneca daWaudjen^ 
za y quando le due nobilijjtme \PrincipejJe Lucretia ^^mma 3 
e Catherina Sfor^^yfecero riuerenz^ ad Apollo y alqiiale Lu- 
cretia y che fr la prima a ragionare y difJe y che per teflimohio 
degli hislorici tutti y che haueano fcritte le cofe de' Romania 
i'oltraggio dishotjeflijjlmo y che a let fece Tarquinio ilfuperboy 
effendojiato lafoUyepotifjima cagionCyche il Regno de'Romani 
f Conner tijje in qucllafamoMima RepMicajche taniofu cele- 

bre 



Ui it A e C y A G L t 

hre almondo ^ non pero le parea dt hauer in Parnafo ottenuto 

da fua Maefia quellmgo honorato ^ del quale elU fi jlmaua, 

menteuole ^ e che dconfenfo de Virtuoji tutti gmdicaua con- 

uemrfeleie che ad Helena Greca ^ che rifpetto a letdi piccio^ 

la nouitii fu ca^jone :> in Pamafo era flato cenceduto Imgo 

molto piii fiiuiiyMe . Che pero faceua mslanxa. ^ che quando 

fua Mi{efia hmejfe giudicato :, che le fojje Hato fat to tor- 

to y ^joUffe correggerlo. <iA Lucretia rifpofe Apollo ;, chela^ 

mutattone della feruttu Row ana nella liberta y e la electa-' 

ta de Tarqmnij da T{oma j folo gl'i huormni poco mtenden- 

tl dellc cofe del mondo attribumano alia ZJiolenza ^ che era 

Batafattaa leiy ma che quelliy che pm addentro penetra^ 

ua?w le cofe di Stato ^ heniffimo conofceuane ^ che all'hora i 

Tarqmntj ft gmocarono cost fa-mo fo Regno ^che col rnal prd.* 

<eder loro fi refer o odtoft alia Pie be T{omana ^ 77eUa bene^ 

uolen^^a della quale flaua fondata la grarjdeT^ loro : per^ 

che tl negotio arduiffmo di ridurre njn Regno tale ^ quale 

era d Romano (che per gl' infnit't prmdegij ;, che godeua^ 

foteua dir di f^iuere in njna mezx^ liberta) a riceuere^ 

tutta la feruitu ^ non potcua coniurf a buon fine fenzOLt 

apertamente inimicarfi ilSenato ^ e tutta lanobdta Roma- 

Tta J per i?irtmto di genio honorato fopra tnodo auidd delU 

Liberta ^ e pero grandemente gelofa de' prmilegij della pa-- 

tria : per iiquali rfpetti i Tarquinij anco con le indigni^ 

tadi tcnacemcjite doueano for%arfi di non mat perdere queU 

I'affettione del 'Popolo Romano ^ che non folo li mantene- 

ua in tslato j ma chepoteuA confolidarli in n^mapcrfetta Mo^ 

Tjarchia : appoggio ^ che quando per I'ignoranT^ loro per de^ 

'/ono 3 eccellente occafione diedero allaV^bdtadi <-v7nrfi in 

qual 



^ I T A R N A S 0. T^s 

qtd^d Ci ^ogliit picciolo acddente , che foffe occorfo ^ con la^ 
Vlebc y (srnrmAr loro contra :> come appi^nto per U njiolen^ 
zjL :, che fecero a lei accadette . Appreffo poi diffe Apollo a 
Lmretm^ che quando da Im elU hay^ejp ottenuto d luogo y 
che deftdercLuaj In Varncifo :, dtrm folo hciurebbe data il tn- 
u'tal document J che I Prenc'ipi nelie lib'idini loro fopra tutte 
le cafe douemo ftiggir.d'i macchiar tl fangue delle famiglie 
grandi dello Stato loro. Ma che nel luogo^, che le era fiato con^ 
fegnatO:, ella altrui ch'iaramente Infegnaua I' import ant eprecet 
to politico ^che quando ryn Trencipe nuouo nonfa tener diaifa 
la Nobilta dxlla Plebe^e non hagenio dafaper render fi que Ha ^ 
quella grandemente partial^:, e che incorre nell' ig?2oran7^ di 
farfele amendue nemiche :iCosl facdcofae cacciarlo di Stato ^ 
come con foca fatica altri atterra qual fi njoglia fmifura^ 
ta rouere j, alia quale prima fieno flate tagliate le radici. 

Con quefta rifpo Ha daW audieuT^ fU licentiata Lucrettas 

quando Catherina Sforzjt Signora d'Imola ^ e di Forll dijje a 

fua Maefia :> che daalcunicongiurati Juoi ZJajjalli crudelmen- 

te-effiendoleftato yccifo ilmarito^e che per lei tenendofi la Roc^ 

ca delld Citta;, affine ch'ella con perdita ditutto lo Stato fion 

capitajje in poter de' mmicl ^ Jeppe dar lora^ credere ^ che 

loro haurebbe confegnata la T{occa :, quando fi foff'ero con- 

tentati ^ che per dilfor que fuoi foldati ad arrenderfi ^i 

fojfe entrata y e che per ficurezj^ delta fua Fede in mana 

de congiurati hauea lafciati i fuoi picciolt Ftgliuoli : e che^ 

entrata ch'ella fu nella 7\occa ^ dalle mura a i Con'^iurati 

minaccib ^ che per la feeler at C'k^z^ :> che haueano commejj'a ^ 

haurebbe dato loro condegno cufltgo . Onde i congiurati cost 

'-uedendofi ingannati^ apertAmcnte le proteBarono j che iru 



i4^ %^A a G V A G L I 

ve7:^zj au>mti gli occhi U hmrcbbo7io ta^Iiati i fuoi Tigl'moll^ 
sella non confegnma loro la T{occa ricUe mani ;, e ch'ellxj 
per quelle horrende mmaccie /m tanto non ft fpauento pun-* 
to :, che an'x^i alzatefi Urvcfli . e loro mo Hrando le parti yer-^ 
<ro'inofe 3 diffe ^che dc'fuoi Figlmoli facejjero a'-voglia loro, 
che a lei rinia?ietia la Ham fa di rifarne degli altri. Per la. 
qualrifolutione, che da gU Hiftorid tutti fommamente^e^ 
nnia commendata :, e ceUbrata:, chie deua :> che m Parnafole,^ 
fofTe confegnatQ quel luogo :> che fua Maefia hauejje gmdi\ 
cato cojiucnirfele . Molto njarij furono i pareri de Giudici 
m que^a domanda-j per cloche ad alcttn'i atto di sfdcciateTi^ 
ZjijC di brutta impudicitia parue quello ^ che cost nobd St^> 
</?2ora haueua raccont-ato ' ^la Apollo ^ che gjtidico ^ che il^ 
fempre contenerfi entro i tcrmnu della modesita ^ fojje ob' 
bli<7o ddle donne priuate^ ^[(/^^ ^ ^^^^ ^^ Principe fje mte di 
alto fk7i7ue ^ne^li acctdenti z^am y che occorreua72o loro ^ era^ 
no obblizate moflrax njirilita . ^im deue ejjerpajjato con 
filc7itio tl ijoto y che in que fia caufa diede Cino da. Pijtoiay 
ilqual diffe yche ben degno di ejfernjeduto da ogjiijnoerA 
quel luog<) y donde era nj/cit<r il famojo Camp tone Giouan 
d^' Medici , p^dre di quel groji Cofimo y che cjjendo Bato 
fciiciJ]imo fondatorv della foridijfima Monorchia Tofcana ; 
dalla quale hora t Italia n'ceue ij)lendore y (s" ornamento' 
fmgolart yper tutti i fccoliy che rvermnno y ha merit at^ fa^ 
mailortofay (^ immortelle , wi-^^iA' -^-x 

Ottenuto che hcbbeCathcrhht SjorT^ldgrMidychechie- 
duto haiiea j ad Apollo Ji M.ccc.j}o run NotAio di Corte y ilqua^ 
le fece fapcr a fua <^daeHa , dje pochi giorni prima altaL; 
tranjita ejjendo pajjatala .Fiince delle Jcien-?:e y I'ynico or^ 

nam en- 



ft / P A R K A S o: >^7 

ndnt&nto delle '^irtu^di j Giouan Pico Conte della Mira?t2 
doU nel fuo teBamento hauea Idjciats <t/« Legato dt fef.^ 
fknta miU fcudi y da ejjere ipefi inn.m opera pa ^ a ^uoto 
di fua Maefia . Apollo njdito che hebbe I'aumfo ;, inconta^ 
nente comando ^ che di quel danaro fojje fabbricato njno^e^ 
dale degtbiciirabili:, doue con ogni efqmfita dAligen%a j, e per^ 
fetta carlta fojjh'o curat i quegtinfermi^che dal -morbo deL 
l'ambitio7ie ft tronatiano opprej^t : infermita della qual<L^ 
quegl'infclici che la patiHa?io , non poteuano liber arfene mat. 

All'bora Licinio fCMecenate y delitie di queflo Stato ^ la 
c^/k delqiMle e il ficnro porto de*ZJirtiiofi :, l A(ilo de Let\ 
teratl :, fece fiper a -fua <SMaefia j che con la gratitudrn^_^ 
dt hauer tra i ZJtrtuoJt difpenfato il patrimonio fuo tuttOy 
hauendo merit at a la pregiata prerogatiua ^ che cMecenati 
fijfero chiamati tntti quelli:, che'^uerfo i Letter ati'-u fat jl> 
haueano liberalita Jingo Lire ^ fommamente git dole u a j, che 
tl fuo nome fregpUtdment^ fenni^ le debit e cir con fianz§ dct 
akuni njdi y (^- ajfamati Letterati4^ci. per piccioliJfimdL* 
mercede y che riceueuano da Prencipi njenijje fcialacquato . 
Grctndemente ad Apollo dolfe la querela dt ^lecenate ;, & 
accw titol-o tanto gloriofo perpetuamente ft manteyjeffe nel fuo 
decor 0^ decteto^^heperl'auuenire:, fotto la pena deU'infimia^ 
niuno ft tr9uaffeiche con I'honorato titolo dt ^SMecenate ar^ 
diffe di chiamar Prcncipe akuno y fe da hit non hauea pri^ 
ma riceuuta la liberalita del yitto lat^to ^ e del '-ue flit o ma- 
gnifico fin -che gli duraua la ^uita . 

Co7i pompapoi y che die de ddetto aW audic^iz^a tuttoj ^ 
auanti ApoMo comparue tl gran Tamerdane Scita^ ilquale^, 
per la faxcia fua bi'z^rra ^ per I' habit o nuouo ^ a gli occhi 

T delete 



Ti^ Jt A G G r A G L I 

de Letterati fu di curiojita^ e di contento mirabile , ^gZ 
fi'hHomo ni;eramente jingoUre y che con hortofo t'ltolo* o^.?-. 
leud ejfer chiamato Imperatore dt tutta I'Oriente. yfoi. che^ 
fecQ?ido H cofiume delU/hn natione ^ con folo,^n. poco chU 
nar il capo hebbe futta r'merenzj. ad oApollo y dijje ^ che a 
Im^ per che ottenejp in Tarnafo luogo degno diyn fuo pa^ 
rl J non era baBato di ijd paHore. con la fua '-virtk ejjer 
fdito. alia grandezjjt dt hauer format orvn Imperiommen^ 
fo y e di folo tra tutti i Prencipi deWnjniuerfi- in. campa^ 
gna aperta hauer e fconfitti i ntimeroft eferciti O.ttomam y e 
fattefuo prigione il Frencipe di Monarchia tanto tremens 
da. y poiche con graue fua ingiuria ft trouaua poHo nella^ 
Claffe de. Capitani famoft y e non in quell Oc y che com molt a 
ragione gli pareua di merit are y. de Fondator't de' Kegni: 
grandly trdquali egli njedeua KomoUy Cefare y Ferramon-^ 
do y. Ottomano y ^ altri moliu A Tamerlane rifpofe Apol-^ 
lo y che gran differenT^ facendoji in Farnafo dallo fcor- « 
rere con ^li eferciti armati numero grande di Kegrjiye dal foU" 
dar run Imperio y molto malamente egli pretendeua il luo- 
ga di fondator di Monarchie y ilquale folo a quelli ft con^ 
cedeua. y che al njalore di faper acquijiare haueuano con — 
giunta la rara prudenzjt, di faper mantenere ^ Perche negll 
acquiBi hauendo. luogo la, brauura. di molti fidatiy il ftcu^ 
ramente mantener le cop guadagnate: faceua conofcer tef 
quijita pruden^a di njn fol Frencipe,. R che la rara prero-^, 
gatiua. di Fondator di Kegni folo- a quelli Jt concedeua. in^ 
Farnafo y che al njalor di acquijiare y talmente haueuano^ 
congiuntalanjirtu^ del ma?2tenere yche con or dini tanto buo^ 
m haueano ftabdtti gli Siati guadagnati ;, che felicementz^ 



gif hduedno trafmejjl d ter%o herede^ , Attione ^ che d<t* 
lui in tanto non era Bata ademp'tta j che ne mem i Jhoi 
• Viglitioli poterono goder gli Stati da lui acqmfiati con tan^ 
to fangue . E che fecondo il precetto del magna Tacit ni 
Prencipeine Capitano alcuno priuato^ che nel maneggiar le ar^ 
:mi njoleuaacqmftar fama di faggio yC di accorto non doueua 
Noua moliri J nili prioribus firmatis .• percheegli longin- Tadw i*.' 
quisirineribus percurdindo c^ax obtinerinequibantj^^- Se'Jii A«i 
ueua imitati que njili Parafiti^ che fopra le forxs della pro- "* 
pria complejjione mangiando quello che non poteuano digerire^ 
njergognofamente erano for7:^ti rvomitare il pa/to . E che 
Alejjandro y il Magno 3 tutto che nel fuo ingrejjo in Parna^ 
fo fir aor dinar lamente hauejje affettata la medefima hone-^ 
rata prerogatiua diFondator di nuoue Monarchic ^ che »on^ 
dirneno per lo poco faggio modo di guerreggiare^ ch^egli te^ 
■nuto hat^ea nell'Afiaj laquale ptu tofio come capo di Maf- 
nadieri /corfc:, che come Ke grande co debiti termini dell'ar* 
tc mditare figgiogo 3 non potette ottenere. 

^iolto afjhtto dair audienta parti il Tamerlane ^ quan-- 
do auanti Apollo comparue Alejjandro Vellutelli:, ilquale a 
fua 'SMaefla prefento il fuo commentario:, compofio fopra il . 
Can^^niere del Petrarca, Apollo prima dt pigliar il libra y 
interro^ il Vellutello, quale ftile egli hauea^fato nel com^ 
mentar le Rime di quel Poeta eccellente : e perche il Vellu- 
tello gli rfpofe ^ che primieramente fi era aff attest di aU 
tru'imoftrar l'occafo?ie:,nellaquale il Sonetto era flat com- 
pofio J e che apprefjb hauea fatto conofcere la njera fignifi^ 
catione delle parole :, epalefatod concetto dtl Poet as Apollo 
glidiffe^ che per fe ft riteneffe i fuoi Comment arij ^ perche 

T 2. egli 



T^f X'AGGVACLl 

egU dniduci quel comment atari deVoetlyehe al Lettore Jco^ 
prttiano tartificio njfato dairautore nelU tefiturct del Poe^ 
7>ht^ che mosiraud in qudi cop Jiaua pofla IccccllcuT^ del Ver^ 
fo ;, qi^ali erano i colon ^ qiidi k figure y e le altre bdlez^ 
Poetiche :, e che le Poefie Italiane ^ per loro fteffe chianlfi^ 
me:, non hdneano bifogno di quei Comment atari :, che alle^ 
genti grojjolane ^ ft^J tgnoranti fi)lo faceuano il 'X'// officio 
di inter pretar le parole. 

S^efio poco gufio da aApollo hehbe il Velltitello j, quando 
AHanti fiia Maefia 'comparuc njn TPerfonaggio^ ilqual dijjey 
che domi?iando egli la famofa Prouincia della Panfilia^ per 
lo fi)lo defiderio y ch'egli fempre haucua hanuto della njita 
folitaruty fpanta?jeament€ Ihanearinmitiata: che perochie^ 
deua;, che aim in Parnafo fojje confegnata la fianzamede^ 
ftmd:, che godeuano qt4e' ZJirtUi-fi ^ che nelle attio/jiloroha- 
ueano mo fir at o di eccellentemente poffieder la nohdififima 'uir^ 
tii della Moderatione dell' animo. A cofiui rifip o fie <lAp olio ^ che 
I B^egjil alctma njolta rinuntiandofi per njirtti di animo in^ 
tiamorato della fielicitk j, che altri gode nelU tranquilhta di 
rvna njirttiofia ijita priuatas fipefifo per dar fioddisfiattians 
'^i Figlitioli arriuati gia air etk di fiiper reggere i Popolis ^* 
altre r^olte per ifichiuar i tumulti delle rihellioni de Popol't 
cdiofi njerfio il Prencipe j o per timor di nemico potent^ ^ 
dal quale altri ft njegga affialito s e non poche njolte per inet- 
tia di geniQ njde ^ incapace della dominatione ^ che dagli 
efidmin atari a cib deputati maturamente haurebbe fiattopi^ 
gliar infiormatione di quanto in quel cafio graiiififimo faceua 
bifi^gno : iquali quando haueffcro troiiato :, ^Ifegli per mera 
«virtk di animo bw compofio h^uefije fiapmo efieguir queU 

I'attiohe 



t> r P A R N A S 6: 'T4f \ 

Vattione di. rlnuntiar^n Regno :, alia quale tdnto g^gliarda 
rejlftenza fa Ihumanita ^ di bivonijjvmo ammo in Parnafi 
glihaurebbe concedvAo il ftihlimeluogo ^ tra quelli altn Se-^ 
midei y chc a i pericoli del regnare haueano pirepoHa IcLj 
tranqudlita della iJita priuata ^ ^ H tiuto con altrettan^ 
to fiio inaggior contento ^ quanta I'eficranda ambltlone di 
regnare cost fproportionatamcnte ft uedeua ejfer crefduta^ 
tra gll huominl y che per confeguir I Regni non folo baldan^ 
'^fxmente Intraprendeuano ogni ancor che feeler at a hnpre^ 
fa y ma nj'irtuo jiffimi dalle genti erano riputati que' me^i 
tutti y benche fommamente empi ^ ^ inhumanl ^ che per 
confeguir fin't tanto abbommeuol'i erano <-vfati . Che fe poi 
fofje trouato y che y o perdar cofitento a i Figliuolidt gitdi^ 
t-i^enutiatti a regyiare yO pernjeder 7iella fuanjita continouar 
la fuccejfio7i del^~R^gno nel fuo fangue y hauefje rinuntiata, 
la do?nmationey gli hxurebbe conceduto il luogo honor at ijfi^ 
mo tra que Prencipl prudentl y che con la prefla rlnuntlcu 
degli Stati fatta a i Piglmoli haueua?io faputo fchiuar I'in^ 
.€onueme?2te di njemr a qualche lacrrmeuol termine con effi:^ 
diuenuti gia impatienti della njita priuatctj . <^la che fLj 
fojf ftato trouato y ch'egli fotto il graue pefo del regnare ^ 
nel quale altri douea moflrar ^irtu rnaggiore y o per baf 
fe-'x^ di genio incapace di tanta grandc;:^ hauefe rinun- 
tiato il Regno ^ pur aWhora poteuatornarfene alia fuacafa: 
ferche la njera moderatione deWanimo njirtuofamente mo- 
fira?idofi nd toller ar con franco cuore i cafi auuerfi y noru 
nel perdefi ne felici y d- fuo Parnafi diffimiliffimo era da 
que' tempi rniferabili di Dierom y quibus inertia pro fa- Tacitonei 
pi^ntiatuic. ^ ']^^^ 



3f9 ZACGVACLI 

Jncontinente foi ilDuca d't ^hodi^ huomo per U fhoi p4^ 
left y € rnolto brutti njitij in queflo Stato tenuto in concetto 
njiiifprnoyft prcfento auantiaApoUo:, col quale grduemente ft 
querelo delU pejjima <-uita:, che tenemno i fuoi Popoli^perche 
difje^che nel fuo. Stato fopramodo regnaua la crapulaja li^ 
hidine :, la crudelta delle implacahUi immicitie j con lequa* 
li i fuo'i flidditi con immamta ferma faceuano correr le flra^ 
de di fangue humano ^ e che qt^el danaro ^ che njirtuofxmen^ 
te doueano Jpendere per pafcer la famiglia lore ^ ruitiojifp- 
mamente gettauano ne giuochi :> fcminario di crudelijjime rif- 
fe : e per che le -pene feuere ^ che in ogni luogo foleuano fba-^ 
uentar gli huomini dal mal operare ^ nel fuo Stato non era- 
no riujcite njtil medkamentoa cost graue infer mi ta ^ humi^ 
liffniAmente fupplicaua fua Maefla di opportuno rimedio a 
t ant fuo bifogno . lAl T)uca di Rhodi rifpofe jtApollo ^ che 
non potendo ejfer dimeno ^che i Popoli ncn fcfjlr.o Scirnmie 
de' Prencipi loro ^ compitifimarnente egli hauythbe ottenu- 
to I'mtento fuo ^ quando dando .egli bd'ndo alt otto j alle .//- 
hidini ) al giuoco y c!jr at coHurni fan^uinarij ^ne quali egli 
tanto era irnmerfo :>haueffe corretto fe flefjo : percwche ^per 
guarir le membra dt<un corpolanguido ^ preUantffimo BeU 
xuar daua alFammalato ychi medicauail (fapoinfermo ynon 
ejfendo poj^ibile j che yn Trencipe y che ruiueua con co(iu- 
mi da Demonio ^ non hauejfe i fuoi fuddsti tanti Diauoli^ 
tuttt peggiori d't lui. 

Partito che queUo'Prencife fu dallaixuditn^a ^njn gio- 
uane Stoico^per qucllo che di fuori appanuaydi modeRif- 
fimi coflumi con aApollo grauemente fi dolfe di effcr nel 
^^^"^ del fuo nomtiato yfenz^ cagion alcuna^ ftato cacciata 



a> r rp A K N A s 0. /7? 

eCi quelU ca,fky nelU quale egli tanto hauea defi derate di^i^ 
uer tiitti I giorni [ml . Inter ro^^ aWhora, Apollo Epitteto ^ 
che mi era prefente j per-.qual cagione gli Stolci dalU lor 
fetta haueano licentiato quel giouane nouitio . Ad Apollo rL 
fpofe Epitteto :,che tl tntto era, accadnto^ per che in feimejp 
intieri y che quel gio^ane era flato nel nouitiato ^ ancorche 
dit rnolti della fua fetta diligent ijfv/namente foffe Bato of- 
Jeruato il proceder fuo j non per a mai haueano potuto fco^ 
prtr in lui Vna minima imperfettiont^ . <^lofiro alHwrdj 
^Apollo di grandemente haner in ^auento la natura di quel 
^louaney laquale all' Atidtenzjt ttd'tta tanto pareua modesiay e 
ben compofia y e liber amente dijj} ^ che yittj ajfatto Diabo^ 
lici faceua bifogno j, che in fe flejfo occult affe colui > che non^ 
hauea la prefiantijjima '-uirtu^ di altrui liberamente il pri^ 
mo gjorno j, che con altri conuerfaua ^ fcoprir alcuna di queL 
It imperfettioni ^ delle quali gli huomini impajlati di carnz^ 
0L merauiglia erano pieni. 

Cosl da. (Apollo fu licentiato il giouane Stoico j quando 
nella fala deWaud'ten^a dal fmco tut to bruslolito compar-- 
ue. Giacomo Buonfadio ^ ilquale fece faper a fua ^Laefta , 
che: da. Genouefi ejjendo egli flat o chiamato ^ accio fcriuejf^ 
L'hifloria della patria- loro ^ folo perche alcuni di efi lofco^ 
prirono rifolutijjimo diruoler con quella liberta yche adnjn 
honorato hifiorico fi conueniua 3 fenzjt portar rifpettoad aU 
cuno njbbidir alia '-uerita delle cofe pafjate ^ con njna crude- 
lijjima perfecutioncy che gli fecero y accufandolo perijittofi^ 
in "-un tempo medefimo gli tolfero la riputatione^y e la njita. 
Apollo contra la. credenz^ di ognvnoy non folo non moBr& 
mnpuntiom dcuua delcafo occorfi aquel fuorvirtuofiymA. 

con^ 



.,72 t A C'6 F A d L I 

'con rifentite parole dijfedBHonfiidio j> che fe bene Udellttol 
per io quale egl't erafiato procejfato^ affatto fofje fiato bu^ 
mar do J che Per la fua molto brmta imfrudenza ?iondme* 
no da Genouef merit amente cost era Bato mal trattato. 
Mcrce che la frofcjjione di ^joler de' foggetti grandi:, aWhoriZ 
che effh 1 Viglmoli loro y'mono ^fcrttier cofe pregmdkiali alt 
ho?ior loro j, ancor che njere y an?:l era difetto d' imprudenzji » 
e rvitto d't tcmcrita ^ che njirti^ di animo incorrotto^ e grande-^ 
tnente amator delta '-ueritu: e chefopra modo paz^ era colm,. 
che ft datia a credere di poter faluar la njita dallo fdegno di 
quell' htiomogr an de^alqu ale coyi Uftiapennapur leggiermentt 
egli haneua intaccata la ripiitatio72e ^ no7i che affatto tolto I'ho^ 
nore : e che ifazgj Vtrtuofi nello fcriuer le hiftorie molto pru^- 
dent ement eft configliauanoy aWhorache imitauano i yendcm^ 
miatori^e gli altriaccorti collettori dJ frutti^ iquali pcrcio- 
che conofceiiano yche €ofa poco grata haurebbono fat.ta a gli 
huomifUyfe dalle njiti tagliando I'^xjua immatura,^ e dagli- 
alberi ftaccand-o i pomi accrbi li hauejfro portatialmercatOy 
quella ?7eceffar'ia patim^a haueuano ^ che ft conticiiiua anco x 
gli hiftorici di lafciar y che il tempo conducefje i fatti^ e le cofe 
paffat€ alia perfittione loro : echelo ftefb gran Maeftro de 
gli Hiftoricifaggi Tacit 6 j alt hard cheneglifcritti fmi faceua 
mentione di quei Senatori gra^idi^che T\ ber io regnante p^- 
Tacito lib nam vcl infamiamfubiere ali'hora che pofteri manebantj, 
pH^Annl .0(^^iamente al-K^t^a U penna dalla carta^piu^ tofto eleggcndofi 
^'* di offender le leggi hifiorichey che pregiudic^r alia riputatio- 

ne di quelle famiglie , che non di altra cofa eva?io conofciti^ 
it far capital maggiore ^ che dclthonore ^ ftirnando qaeW , 
huo?r,o fi?jgoUre adnjnlnftorico cfjer cofa di troppo emden^ 

tepe^ 



^ / P A R N A S O: tf^ 

t^ pericoloy nimis ex propinquo diuerfa arguere. '^^'Z% 

per qtiefiA cost aperta riprenfione grandemente affllt^ Annaiu 
to dalTaudienzA fi par.tt tl BUonfadio . ^uando con indU 
€lbd grmit^- il gran fondatore delU famoft fetta, StolcA 
Zenone fi ^Huic'tno itd Apollo ^ alquale^ fatto che hebbe rme^ 
ren?^ d'tfje j, che per importmtijjtmi affarl delVrenclpe dl 
Gnido douendo egl'i andar m njnui molto lontana cLmbd^ 
fcierldyprima cheporfi m camm'ino hmeua njoluto Ikentiar^ 
ft ^e far riueren^a a fka Maejla . Apollo y auuedutofi ch(^ 
Tiell'atidlenz^ fi r'ltroHCLHd lo ftejfo Prencipe di Gn'tdo ^ com 
njolto molto fdegnato I'l dijje ^ fe in Parna.Jo mancatiano' 
Altri Letterati per feruirfene in quel fuo bifogno ^e fe egll 
era. yno dl quel Prenciph che per auaritla di non ^endere^ 
€ per malitia di poter con minor fuo pericolo altrui man^ 
car di parola commetteual'indegmtk di mandar gli Stoici in 
njolta per le hofterie, dAppreffo poi fua Maefta graue-. 
mente fi querelo degli Stoici ^ che facendo aperta profefi 
fione di hauer dato de calci altambitione ^ (^ alle pom^ 
fe mondane ^ cost njolontieri poi singeriffero in quei ne- 
gotij di StatOy ne quali molte njolte commettendofi fommt 
impietadi^ ottima cofa era ^ che ne meno fofero faputi y 
non che trattati dalle genti ignoranti Poi fi ^olto Apollo 
njerfo Zenoncy e con lo fdegno medefimoUi dijfe y che I'ba^ 
uer egli a T>io y ftj a, gli huomini ^ promeffo di njoler at- 
tender ad njna profeffione , e poi pubblicamente tutto im- 
pic gar fi in njn altro efercitio y era at t tone in infinito fcari^ 
daloft : e che njn fuo pari y fondator di fetta tanto famo- 
fa y con fommamente abborrire le Corti de Prencipi y e 
grandemente Har fequeftrato da negotij loro y al Mondf^ 



IS4 -;^. ^ G G V A G L I 

tutto :, anTt doueua, far parcr hugmrdo ^ che ^verUico qtief 
Corndio Tacito j, chc U fetta. Stoica hauea chiamata drrO' 

1\sT''v^. ga.ntey^Oii\x turl)idos,6inegotioi:umappetentesfaciac. 

<iegii aa- ^>^;^ qitepo fcorno dali^andienza jU Itcctitkta Zmone > 

qtuxndo manti Apollo fi prefentaro?20 molti Prericipi infie^ 

me J Iqudl gli dtjjero ;> che d pari degli dtri Virtuofi di 

Par^iaJ?) eglmo Jommamente cimmano I'apprender^ le fcicn^ 

^ y e che in fomrno credito haucuano le Arti liber di ^ mx 

che d Alonte delU Virtiu fo?nmamente ejjendo ertoy e Jco-^ 

fcefb y cost per [dire dla. cm a era. ajj)ro y che agli ama- 

tori delle bmne lettere fempre indebolendo lo ftomaco y 

fconcertando il capo ^ talhora rompendo U r^ena del petto y 

e guaftande il liime de gli occhi y i Letter ati miferamen- 

te ft njedeuano cader nelle pericolofe infermitadi delle feb^ 

hri Ethiche y de mail Tifici : e nel tormento delle eteme 

indifhofitioni Hippocondriache : che pero hHmiliJJimament& 

fupplicauano fua Maeftky a compiacerfi di far loro gratiay 

di tdmente agenolare la ftrada del Monte y che i Prenci^ 

pi y non pmito auuczjq a quelle i?ifopportabdi fattchcy con 

qmlche commodita loro hauejfcro potuto porf aWimpreft^ 

di falirlo . A que Hi rifpofi z^ipollo y che per alt rut re?i.der 

itgeuoiifimajl carnmifio deWapprcndimenta delle Arti Libe» 

rail y fob baftaua i ardent emente innamorarfi delle buont 

■Lettere > e per fua ricreatione attendcr alia lettione delle 

fruttuofe fatiche de fuoi Letterati y e pigltare lo (India 

per delitia . Ma che i Premipi con la for%a del lor dana* 

TO auuc^zj a pojfeder la fera tutte le cofe piiu efqutftte > 

che fommamente han?io bra?nate la mattinay anco del pre-^ 

tiofo Tcforo delle fcicw^ ne<^i f^affi dc gimchi , neliotia^ 

' ' ^ " d&' ' 



DIPARNASO. Iff 

■^e piaceri ^ hat^rebbono njoluto render fi pojjejfort^ onde ac2 
cadeu^a che in fommo ^duento bmeuano quelle cofe y cht 
fob con le fttkhe degli honorati fudori f foteua.no gua* 
dagnare : e che a/aiire il ^lonte doueualoro far cuoreyil 
Serenijfimo FRANCESCO MARIA del/a Rouere, il 
aua/e hauendo ftimato lo fludio delle buone Letter e njnicd ri^ 
crextione deglmnimi eletidt't ^ delttUy e folo content o degli 
huom'im Grand'h per gloria delle Seremjfime Arti Liberally 
per riputatione di tutti i "Trencipi Italiani ^ e per fmgolar 
honore dell' eta moderna era il piu yniuerfale , il piu fon^ 
dato Letterato in tutte le pm fcelte fcien-7^ ^ che hauefjeil 
prefente fecolo : che pero anco ejfi gli ftudij delle buone^ 
Lettere y non negotio Uimafjero difficile y non imprefa la^ 
bono ft y ma folla-^ypaffatempi yricreationi y e ^affi doL 
ciffimi : che con la medefima cornmodita felicemente fareb- 
bo7io ^iunti alia cirna del Monte y come fe con yna caroZr 
^a a fi coualli hauejfero fatto quel njiaggio . 

Per quefta rifposia di Apollo rnolto foddisfatti parue , 
che quei Prencipifi partijfero daltaudien%a s quando Lu^ 
ca Gaurico y ejfendo comparfo auanti fua Maefa dife y che 
a Giouanm IBentiuogli y Tiranno dt bologna y hauendo egli 
come afpunto fucedette jpredetto y che in qu elf Anno egli 
farebbe flato fcacciato dalla p atria y e dalla Signoriay quell' 
hnomo inhumamffmo haue?idolo fatto ptgliare dagh sbirriy 
con bar bar a crude It a li fee dar cinque altiffirne frapp ate di 
fine y lequdi y grandemente foncertandoU le of a tutttj* 
della t)erfo?ia ininfnito gli haueano ftroppiata la riputatione: 
che pero infantemente chiedeua a fua Mxefta y che di queL 
la tanto fegnalata ingwftitia facefe quel rifentimcnto ^ 

V 2 che 



'tst KAGGVAGLl 

the f'm gmdicaua fpediente . <tAd ogn^no parue ^ che anzj 
%Apollo fi rldejfe del danno :> e delU njergogrta d't ^uelLet^ 
ternto ;, che ne gl't hauefje funto di compaffione : al quale 
fua r^laefta chiefs :, con qual arte d'indomnare e<^li ha- 
ueua pronoBkato quella calamity al '^entiHoglw . Kifhofe 
il Gatmco ^ che il tutto haueua freueduto con U preslan^ 
ttjfima fcienzji dell' Aftrologta gmdiciaria , nella quale e^li 
hauea fatto molto ftud'io . Replico airhora aApollo ^ come 
la medefima Aftrologia :> che gli hamua fredetto le fc'iam- 
realtrmynon I' hauea auuert'ito di quel fm infortimio . e^ 
^ueflo rilpofe il Gaurico ^ che cio era accaduto , per che per 
7iegligen%a di fuo padre egli non fapcua il qiorn^certo del- 
la fua nafcita, T{ife all' ho ra Apollo y e grandemente dish re-z- 
^ando i ^ani, (^' wfelici ftudij del Guaricogli dtp.ch'e^lf 
era yn paT^-vitiofo , degynffimo della fiagura, che gli era 
accaduta s perche gli huomini faggt m fommo horrore haue- 
uano di efer i prirm apportaton di nmue i?ifelm , mca 
alie perfone do'^nali s non che a Prencipi di orccchie cost 
delicate ^ che altro pmnon amando^ che con 7iuoue di qu- 
00 ejfer dilettati , an-^ miglior configlio era adularll 
con predir loro lunga ^e feliciffima njita ^ ^ accertarli ^^ 
che tra tempo brieue erano per goder molte cofe bramate ^ 
^ infinite felicitadi dcfiderate . Perche in nj7iarte falfif 
Jima.e folo degna di cenielli rani, con I'ardita sfacciate-:^za di 
predire a Prencipi , gdofifimi della njita, e buona fortu- 
na loro , njicina morte , gr altri accidenti miferabili , aL 
tri malignamente moftraua di defderar loro tut ti grinfor-^ 
tunij J che pro?iofiicaua - 

Non con tofio Luca Caurico parti daWaudien'^a , chi 



I'i 



'DirPARNASO. if7 

njl comfdrue il Conte d't San l^aolo:, Nobilijfimo Pre?2ci^ 
pe Trance fe y tlqtcde eon fiM Maefia acerbamente fi que-^ 
relo del T(e di Francia Lodouico Vfi-decimo j, che dopo il 
perdono con tanta folennita d't gtiiramenti concedutoli ^ cru~ 
delmente thaueffe futto decapitare . Al Conte htimcin'ijfi^ 
rnametite rifpofe Apollo ^ che in quel fuo infortunio non 
tanto del Re Lodouico done a dolerfi :, quant o della propria 
fua impruden"^ : perche t fudditi ^ che arr'mauano alldu 
temerita di far al Signor loro I'injopportabde mgiur'ta di 
armarli contro y afjatto cranio paz^ ^ fe mat pm fi fida^ 
uano at lui : perche non altra ptuyergognofitcofii nje den- 
do Ci In njno Stato ^quanto che ^^ p^Jf-'^g^ (^hi haueua ma-^ 
<:hinato contro la njita^e lo Stato del fiio Stgnore ^ i Pren- 
dpi tutti minor njergognaloro flimauano rnancar di paro- 
lay chenjiuer con fregio tanto njergognofo al njolto . Chs 
pero quefii tali di quei perdoni fi)lo poteuano ajjicurarfi , 
che a Frencipiapportauano lode di ClernenT^a y ma che di 
quelii y che al mondo tutto li faceuano conoficere per f-ul^ 
glacchi y come di njna fime ajfatto fracida doueuano fi-^ 
darfi , 

Poco fiante auanti Apollo comparue Giouanpaolo La?!-- 
cellotto y famxififfimo Giunfta Perugino y dqu/tle a fucL> 
Maefia prefe?ito i compitijjimi Commentarij y che njlti^ 
mamente egli hauc.i compofti alia mirabil fua Infcituta 
Canonica . Ancorche con cera gii'atiffima ye con accoglien-- 
^ amoreuoliffima da Apollo fofse riceutito quel Nobile 
Z^irtuofo y non pero rimafe fua Mae ft a di dirlt y ch'egli 
feffimamente ft era configliato k chiofare il tefio //- 
matijfimo della fua Inftituta ^ perche ^I'ingegni emlnenti 

de* 



Hi RAGGFAGLI 

de Letterati fuoi pari , che efattamente pojfejeuan^ 
U muterie , dellc quali fcriueudno y con fommo arti^ 
fcio njfATido njncL molto rijiretta ^ e fuccojk heuitaj qua-' 
fi altrul dcJjWo la fojlm%^ yC la quint a ^jfenzji;, con lun- 
ghi fudorl daejjl cauata dalle fcienzj piu dijficdl ^ coninfi^ 
nita rtputat'ione loro mojlrauano fcriuere a ^yotthche del- 
le matcrle da ejji trattate haueuano compita mtelllgen'^ 3 
quail lafciando fenzjL commentarij y al Mondo tutto mo- 
ftrdHd?2o y che quelloy che a gli altri pareua ofcuro , e dijfi- 
cile J, ad ejji era ch'iaro y e molto facile : che pot accadeucL^ 
che altri Virtuofi y per pubblico beneficio de gli amatori del- 
k btione Lettercy comment ando le dotte fatiche altrui y co 
heUiJfimi ingegni loro talmente dintellettiyarijy diftgnifica- 
ti diuerfi le ernauano y che Irene Jpejjo li faccuano dir 
cofe efquifitijjimey e dal fuo Autore non mat immaginate^ , 
corrte al gr ancle Ariflotdcy dalt eminentijjlmo ingegno dt Auer- 
roc tanto dluflrato y felicijjimamente era accaduto y (^ ad 
Homero y che fopra ognaltro fcrittore ejfendo Bat fort u- 
nato di hauer felicijfimi Commentaton y dclle dotte fati- 
che altrui in infinito Ji era arricchito . 
• Vvltimoche comparueneHa yifitafu timperador Clau- 
dioNerone y ilqaal fece fapere ad Apollo y che finalmentt^ 
€Jj}?idofi egl'i auueduto delfinfame impudicttia di cAgrippi- 
na fua moglie y laquale accecata dallanjiolente ambitions 
di Regnare y fno haueua amati gli abbracciamenti del nji^ 
lijfr/no fuo fcruo Pallante y rifolutamente cofitro lei n^o- 
lena far quel rifcntimento y che il Mondo tutto haueua 
rvt^djito y ch'cgli fcppe fare contro Mcjfdina y ancor cjfa 
fia;a fita moglie impudxa : ma che qut Ha feeler at a y come 



D I P A R N A SO. IS9 

in ftmrd franchigta ejfendofi ftluata nelU cafa delU Sere^ 

niffima Tal'm^ per to rifpetto grande :,che conofceua douerfi 

a quelU Seren'ijjimd Muft^ non ha.ueti a potato hauler U nelle 

nixnl : che pero inflanttmcnte fupfliciiua, fud Mae Ha ^ che 

gli pUceJpe dt comxndare j, che quelle dishonor at d donn<tj 

fojje efirdttd dd quel luogo ^ d^ne cUegli col fdngue di lei hd^ 

uejje fotuto laudr Id yergognofa mdcchid ^ ch'elU gli hdueud 

fdttd nelld fhd rifutdtiotie . Ne rneno quando Apollo (I 

troud nel mez^o deWdrdente (ldn%ddeWlnfocdto Leone cost 

gidmmdi fu> njeduto infidmmdto di tdnto fdegno y come per 

quelld domdndd fdttdgli ddWimperddor Cldudio : dlqiiah 

con njoce y e gefii fopramodo mindccieuoli diffe ^ che 

pHT dirhord sfrdttdjje dd queW Audienzd ^ per^ 

che CO I m che hdnendo hdtititd Id pr'imdfud 

moglie imptidkdy di nuouo piglidn* 

do Id fecondd ^ cddeud net 

fojp) me deft mo delU 

t-vergogncu ^ 

mv^ meritdud di ejferui fepolto 

njiuOy che dd dlcuno diutd-^ 

to dd njfcirm 

fmrl > 



ARPO 



1^9 



K A G G V A G L I 



HARPOCRATE DA APOLLO 

eflfendo ftato fcoperto ignorante vergo- 

gnofameiicee cacciato da 

Parnafoa 

KAGCVAGLIO XXXVL 




VE ST A m^ttind all'imprdutfo hmcTU 
do Apollo fdtto chUmare a fe it graru 
Maeflro del S'dcntio Harpocrate ^ gli 
hit detto 3 che fin a quell'hora eglt 
fempre hciuuid ammirdta la perpetua 
ftia tacltttrmta ^ ma ch'in quel punto 
gli era njenuto defiderio grandijfimo di fentirlo ranona^ 
re J pot che in colm ammirando era il filentio y /7- 
qudle nelle occafloni :, che ft prefimtauano po'i, col moltilo^ 
qmofapeua dar gufio a' curiofi Lettcratt . Vdtta che hebbe- 
Harpocrate quefia domanda fi flrinfe nelle fjyalle ^ e fece fe^ 
gno ., che non poteua parlare . oAlThora Apollo It replico y 
che Ufi:mto per althora il faotacere difi:orrefie fopra quaU 
che materia elegante, Cio ^vdito Harpocrate pur tutta^ 
uia tacendo ft pofc d d'lto alia bocca ^ quando Apollo con yoL 
to alquanto altcrato Hrettamcnte It cor^j^^ando j, che in ogm 
rnodo parUjfc. Si accofto alfhora Harpocrate all'orecchiodi 
fua Maefla ^ e con njoce molto fi)mmejfa It difje y che il 
mondo in tal giufa ne Jim coftumi fi era deprauato ^ che 
quelli piu degli altri merit auano nome di fap'ientiy che^ 

haiteuano 



3 1 P A K N A S 6. r^t 

fjauettano occhi da njcdtre > giudkio da not are , t hoc^m 

ta da tacere . Per cost fatta rlf^ofla fortemente rimAm 

JeAfoUo fiomacatOy onde yoltatojl a circonftantiych^ 

gli erano allato ^ dijje loro y che finalmentt^ 

ft era chmrito 3 che Harpocratc era. 

njn fan perduto y r^n pezj^p di 

came Inutile : c> apprefji 

li comando y che JfU-* 

hho facejje fa^ 

gottOy e 

che sfrattajfeda Parnafo y poiche thmeua fco^ 

per to per njno di quel bufalom y de qua-- 

li nel mondo ji njedeuano hoggi 

numerofijjirne Mandre y che 

Jottovn m/irtuofoji^ ■< 

lentio afcon- 
deuano yepalliauano vna 
moltd craffa igno^ 
ranz^ . 



^ VxM 



r?i ' R A G G y A a L r 

yN LETTER ATO ROMANO CHIBDH 

ad Apollo rimedio per fcordarfi alcuno 
graui ingiurie, ch*egU hauea riceuuteneU 
la Corce dVn Prencipegrande,e da fua Mac- 
fta gli edata a bere Tacqua di Leche , ma 
con infelice riufcita . 



-J 



7{AGGFAGLIQ XXXVIL 




L Letterato l^mana y che alcunl gtorm 
fona comparue in Parnafi^ hleri fti am^ 
mejpa allUudienT^ .Rea/e delln Mdefta di 
Apollo i al qtid difj'e ;, che per le molte^ 
ingmrie i che da, diuerft fmi maletiolt ha^ 
ueuit ricetiute nelU Corte di yn l?Ymcipe^ 
doue le perfect4/tiom ft efercitano con artific/jJi fefjantu Ca- 
ratti^egliyif^eacon tanima rnolto triboUto^etanto maggior^ 
mente y che non poteua njendicdrfene fenza por fe lief-- 
Jo in mine molto maggiori di quelle ^ che i fuoi nemici 
gli hxtieticLuo cagionitte : e che dxltdtro Ltto non fi trou^Uit 
hauertalrvirtii di animo^che fapejfeflir Lx genera fi r'lfolu^ 
tione di perdonare_: eche per libcrarfi dd torrnentofo i?ifer^ 
7^0 y nelqucde egli perpetu^mente -i/itieuayera ricor/o k fux 
^Ueftii y laquale humdijjimamente ftipplicaint di qUdche 
frepntdneo rimedio per nettar tanimofuo dalle malte pa/l 
fioni di odio grxndemcnte fporccito . Chiantmente ft conol?^ 
bCi chs^ U Mdcfi.i di aApollo compatl U rnferia. di quelgen^ 

tilhtio?n<} 



"D I "T J R N AS O: >^y 

ttlhuomo:, &* comandoiche Itfujfe Jau a heYe fvna guH 

tdzjji dell' aequo, di Lethe > preparaU pero talmente ^ ch^^ 

fucejfe fcordar le cofe odiofe ^ e punto non togliejje la m6^ 

moria de" bemficlj riceuutl, Qon fomma amdita bebbe il 

Uentilhuomo tacqua^ laquale ^con merauigl'ia grandifjlmit 

dogn^noyfu ritrouata hauer folo la ruirtu, di fcancellar 

daltanimo di lui la memo via di quelle ingikrte ^ ch'egU dt€ 

huominia lui infer tori di fort una haueua rtceuute , eche 

ijuellej che gli erano fate fatteda foggetti maggiori :, piu to» 

Jio con piu eterna memoria haueua efacerbate y che fatte 

dimenticare . Onde molti cominciarono a mormorare ^ che 

"neWacqua di Lethe non Jt trouajfe que Ha ''uirtu ^ che d(L 

Toett tanto era fiat a predicata : quando fua MaeHX dc^ 

terto ognnjno j che I'acqua di Lethe haueua j come mat 

fempre haurebbe ^ lamedefima fua/uirtu ^ ma che in quel 

Gefitilhuomo ella non haueua operato Peffetto ^ che defde* 

yaua y perche le per fine nate di alto fangue y e di cuorge* 

nerofo y haueuano per lor particolarijfmo cofiume > 

difcriuernelT arena le ingiuriey che riceueuano 

dagente njde y infaldifjimo marmo y>on 

mdelebili caratteri i foprammani 

ch'erayio fatti loro da gli 

huommi potenti : ef- 

fendo propria* 

eta del 

liohile fcordarft I'offefe pet 

magnanimita , noru 

(;^-,. perdonarle per 

necejjita^ ". 



ii4 



%A C G V A C L 1 



\y- V 




VL DVCE DELLA LACONiA, PER 

hauerallepiuruprcmedigniradi del fuo Sta- 
te efalcato vn fuo fedeli/Iinio Secretario, aua- 
tiApollocaccufatod'ldolatrarvniuo Migno 
iie,&egli egrcgiamentc difendela cauiafua. 

TIAGGVAGLIO XXXVIIjl 

L moderno IDuce delU Laconht ddu 
njnn molto bajfa ^ e pouera FortHruu 
tdimnte alle fufrcme grandeT^ del 
fuo Stato ha efaitato njn foggetto fira- 
ordtnarUmentedmato da, lui ^ chenon 
folo I' ha ammejfo nel fitbllme Senatode 
ILaconici j, grade per la fua emlnen^a anco ambita da 
Trcncipi grandly ma in Infinlto haucndolo di grdjp ren^ 
dite arricchito ^ at pari di qual fi ruoglia altro pm wft~ 
cpe figg^'^tto di que fio Stato tha refi ho?iorato ^ e rifpct- 
tato . J^eHo cost fegnalato H^uce da quei ^ che molto 
inutdiano la nmua grayidc'x^ di quel fuo feruitore :>poch't 
giorm fono appreffo la Maefla di Apollo fu derawtiato 
fer Idolatra di yn fuo Mignone . cApollo per I'atrocita di 
delitto tarjto ntfando contro quel Frencipe graucmentz^ 
commojjo fcn^ altramente (cofne in qual fi njoglia piu* 
feeler ato ecccffo e ftio coflumc) pigilar diligente information 
ne della Trerita delTaccufa, incontinent e fece chuvnar a fe 
Luigi Pulci "Xargello di qncflo Stato ^ al quale minaccia 
$afligo cru^ddc 3 fi nd termine di mcz^hora con ogni 
- ' forte 



forte- ' di fv'tlife?2-dto legato non git conduceun ananti tt 
Dtice deUa, Lnconia prigione. Con efquiftta dtligenz^' efe^^m 
UFuki'ldyolonta, di Apollo ;, perche mconttne?ite tatto ca-> 
rkho dicdtem akmt'i fan Maefla firafcino qml Vrencipe-, 
Apollo y che Jltbito per huomo a pofici fu aumptto dellcu 
CiittiiYX fegfiltdj ct ZK'rtiiofiJJimiFi&rentim Martelll puh^ 
blici campanari di .,PiiTiufo comandb , che dfnono delln 
campana maggiore fojje rmMta, U ^mYantia Griminale-, 
come fegm : nelU quale effmdo ftMo introdotto il'Ductt^y 
Apollo ft ejp) y dopo hauergit rinfacttato 'ddelitto y del qua-. 
le egli era procejfato y tutto infiammato di fdegno li dificy 
che folo gll .dau>a me-z^ora di tempo da di fender la fua - 
rip !^^t aiione :e trattantO' (come fe il Cafo diouel Prencipe^ 
dffatto fojfe di^^crato) comando^ che aWeterna infamia fof 
fe co7idannato chi har^^endo fatto rmdegnita, di adorar vru 
fro fcruo > -era indegno di ^mere tra i ZJirtuoft Prencipi 
della Cone Febea . All'hora il Du^ce^ cosl comincio la fna di- 
^fefu :^i5ire-'i epadfe de ViYtuofi ^ io ta^lmente dalla finaco. 
fai^^de^Innocen'K^ho armata U co}7fcien7:amiaie cost feu 
ftctiro di effere in ogni mia attione njifp^to "virtnofamen- 
te y che f&n pik che certa di non hatier in coft alcuna de^ 
merit dto appreffo '^oftraMaefid. l^eJo fdegno fUoyne. quefio 
'precipifofj giudicio di njeder^che alia Xognitionedell^ can fa. 
'ffecedal'hotrendafenten'?:^ deW infamia mia > mi fpamyita. 
ftmto:Jdlo mi meramglio diyeder quelloyche io non ho crdnia 
rnt', che lahruttezj^ delle accufeyanco apprefjo i tribunall 
P'^f'^fp''^h tome-e qmfio.fia haftante a por in pemoli cost 
graui la ripittatione dc' ^iei pari. Ma m^ nella o^- 

hfiti dtl^'^ Iche fimpr&ha. "^ohto^h^l^QroMl'inmcenT^ 
'^' '' dtrui 



i^d K A G V A G 1 I 

Mtrui ift fAJftiit nel fmco delle calunnie ^ entro la copfe/U 
■dell^ ferfecutiom. Liber nmente confefso 4IU MaeHa yojird, 
J,i hauer ejaltato I'amico mto ^moltofm di quello^che i 
let hanno fiportato i mici maleuoU i (S^ in que Ha m't<U 
dttmie ^ chc a n.'ofhra cMaefia tantd e flat a riportata ne^ 
farida^ qucflo folo a me duole > che con tamico mio parml 
di co?npitamente non hauer efetcitata tutta la njirtu dt 
qnelLt gVatitudine^che egli ha meritatada me » E fe quellt 
che accufano me ^.e gU altri Trencipi Utiei pari di pra^ 
digalita. ^ di balord^ggjne :, e di ammo njile ^nato alia lot" 
dura di feruir fermdori > alThora che njeggono njn corti^ 
giano grandemente aynato y e premiato dal fuo (Ignore ^ non 
fl lafctaffero accecar dalla malignita 3 ^ daWinuidia y md 
cm animo non punto appa0onato confiderajjero i meriti de 
famriti di Carte ^ *virtuoja liberaltta chiamarebboiio queL 
la y che battezj^no p eirv it loja pro digalita ^ debito di gratis 
tudine quel doni 3 che chiamano inconfiderati ^ e njirtuo^ 
fa affettione tinfamiay che danno loro ^ d'ldolatrar Mu 
gnoni . Ma non e meBiere di bu'Omini do\::jna(i pcnetrard 
Tacitonei Abditos Principis fenfus > &fiquid occultiusparant.* 
leoiiAn-^nde accade y c-he gtignoranti con I'infamia di huomini 
grandi ptgliano cost gJfoJfl erroriy che chiamano n^itio di 
animo abbietto il -^irtuofo procedere di <-un huomo gra^^ 
to . yi Prencipato de': Laconici y come henijflmo e r;ot^ 
alia Maefla njoflra ^ e Elettiuo > nel quale fempre pi!^ 
hanno potuto i.Prencipi Confinanti dt coluiy cherviha do-" 
minato > non folo per lo fine cpmme a iutti i Pren* 
npi Elett'mi \di procacciari al fanguc loro dppo la lor 
f9iarte .amid potrnti- ^ ma pt'ie^4^h*re^^^-:^^ i Vj[0r 
;vv<^\^ ' tip't 



Aaji. 



apt prmieri ) fer fini grmdl hama co Benetton yche 
-godono U frefagatma d't elegger.fi it Frencipe nmuo , il fi- 
guk&'de qiidlfi frdcacciam cor^ cjuelleArtl^ che pur trop^ 
po note fom ad ognn^no . E ft mco U Maefla. njoftrus, 
che il Prencipe di <^Uceionk con git artificij fmi tmta 
mtoritafi h^ueiiA ncqmfixta, nello. Stat a mio y. e che di for- 
ze tmto era crefcmto fopra t Prencipi ttitti Greet > ch^ 
nonfolo era afohto arbttro, di tutta la Grecia , ma che 
apertamente afpiratia ad njna Monarchia rimiuerfilt^ - 
Di piip € anca noto k njoftra MaeHk , che il medejirn^ 
'Prencipe de Macedoni co pretefti deliamicitia j e delle^ 
protettione de Dt^ci della Laconia ^ con artificij cupijfi- 
mi cercat^a la deprejfion toro : e perche la poten?^ del 
Prencipe deliEpiro ghmpediua il poter confegmr fini tan- 
to alti.egitper nmotiereafatto.a dmeno per grandeme?i^ 
te debilitar tanta oHacola :> con le machinationi delhro^con 
le fecrete congiure piuyche con la forza aperta delle armi > 

- iiel Principato deiiEpiro cagiono qt^elU folkuationi de Po 
poll :> quelle nbeilioni deBaroni ^ che tanta debditarono to 

' Staio degli Epiroti, E. come cc^ fa pur troppa not a adog7n 
njno non ricordaro in quelio luogo ^ che il mia fapien-^ 
'tiffimo precefp>re ., co'aofcendo che la deprefsione deliEpi- 
^ Yo era njna manifefia ' preparatione della ruina delilrn- 
^'ferio Laconico-ypei" itfsicurarlo dall ambitione di nernico 

- tanto potente y fcoPertamente con grofsi aiuti ft r fi- 
fe di ficcorrereje cof afflitte dell'Epiro : e che quel buon 

Prericipe in queHo fuo prudente penfiero ft mort y noiu^ 
-Jenzafuspitton gram ^ che d tutto foffe feguito per yna-- 
chinationi di njeleno fommmifiratoglt dt ordmc dd Pren- 
cipe 



'is$ K A G G V A G L^<-. 

clpe di Macedoma ^ qtixft ch'egli In modo ulcuno huuejpi 
rvoluto comport are , che la dim ft one dell'Eplro^ tenuta da 
hi tanto ficura , // fujie impedita . In quefto infdice Sta^ 
to delle cofe lo fm afluntoa queBa dign'tta y e per no^ 
far il fine tnfelic-c del mio anteceffore' ^ ne' primi me ft del 
mio Trmcipato mi moflrai di genio rimeffo ^ ^ affatto m^ 
capace di negotij grandi di Stato ^ ma folo tutto mi occu^ 
pai in riformar i Magiftrati del mio Dominio^gli aht^fi^ 
€ gli altri rvitij de mi'ei popoli ^ in puhblico facendo aper^ 
ta profeffi07ie di ejfer nimico capitale del 'Tren^ipe delT 
Epiro y ma nell'intrmfeeo mii> heniffimo cognofcendo oue^ 
andatiano a terminare le machinatiom del Principe dl 
Macedonia ^ e fapcndo che ogni perdita del Signore dell* 
Epiro era mia baffe?:^ y per (lahilir lo Stato mio poBo in 
pericolo tanto manife^fio y feci ferma rifolutione di aiu^ 
tarlo y ma per afficmare la mia vita da quegrmfortunlj y 
m quali pericolo il mio predeceffore y in cost ardua delu 
beratione mi faceua bifogno proceder con fomma fecreteT^ 
Zjt : ecosl a yofira Mae/l^ ycome atutti queSli honor atif- 
fmi Giudici € anco notOy che tra le molte imperfettioni da 
gli Stati Elettim la maggiore e y che meno di qual ft ruo^ 
giia altro Principato ne i lore miniftri godono il benefit 
cw tanto import ante della fecretc';^ : rnerce che di modo 
fono dcpraudti i cofiumi degli h ho mini y che t S^natori di 
cffi per I'ordinario fono auari Mercatanti della loro dignita^ 
dalla quale fi forT^no di cat^ar quelt y tile ?naggiQrey che lo^ 
TO e pofjibtU . "Dtinque 7ie primi me ft del mio Principato 
njedendomi poflo in tante a?jguftie y e coitofcendo y che ficu* 
ramcnte faceua naufragio nello fcoglio deli in fe delta y quan-^ 

do 



•5)1 ^'JW^A id: 1^$ 

do in negotio di tmto rilieuo mi fofjl femito di que Secret 
tdrij ordinxrij iche ficuramente lo pifeudyche dat IPrenc'tpi 
•flrameri di lungd mam erano ftati cafparati y H grand t^ 
^ddio) dalU foU benignity del quale ^enon da altri^ rico^ 
nofco tanto beneficio y mi apri la mente ^ e> ^gl^ fi^ quegli^ 
che mi propofe queflo mio^ non dico Sermdoreyperche per U 
rara njirtu y che ho efptrimentata in lui ^ non merit a di ef-^ 
Jer nominato con nome ta?ito rznle j ma c^ro amico yi^ at 
lui y che nello flat mio priuato otto' anni' co7itinofAi coru 
fomma fede mi haueua ferutto y liberamente aprlj quel fe^ 
creto del cmr mio y che ie Him ana coja molto pericoloQu ^ 
che folo TTufoffe cadtito ndl'animo : ^ aWhora m auuidt^ 
the t'ecceUehxjiyi^ il fommo <-valore dirvn Secretarioy non 
come credono 'molti-y ft a poflanel parlar con eleganx^a y m^Lv 
neitacer con fedelta : iiche dico^perche con tanta /elicit a del 
negotio import a'dtijflmoy che io haaea perle mani ymi ferU'ij 
di quel mio mmtftro y che fclicemente gjanft a qutl termU 
ne d'ingcCnnar il ta?ito fagace^^rencipe della Macedonixj ^ 
al quale non yeruenne mai altro fcaltrito in^eg?2o . E col 
mez^ di Secret ario tanto fedele y jmza che alcuno giammai 
habhia potato penetrant conflglimieiy hofoccorfo quelPren^ 
cipe amico ;, che faceua pMltcaprofeJJione dt perfigmtare t 
e feliccmente mi e riufcito I'efercitar il me flier e delriderey, 
(§7' ingannare y con quei che fanno pubblica ostentatione dl 
ejferijeri maeftridi queWarteye con ftmU mrtaofo inganna 
ho ridotte le cofe roumate gia y e precipitate deW Epiro net 
termine y che hoggi nuede il mondo : poiche dalla pm deplo-* 
randa miferia e falito al fublime ftato di effttr folo ^ e njc^ 
ro arbitro della Grecia tutta. Et i Macedoni y che fi erano 
'--^H \ T chimeratG 



chimerate le Mon archie runtuerfiliy e che in meno di njfLi^ 

-Tnefe fi credeuano di ajjorbir gli Statidt ogn njno ydalh fu^ 

freme loro ffemn'^ tdmente fono cadati net baratrd del- 

U piii Ugrimeuoti dijperationi ^ che uffatto hauenda abban^ 

tlonati i capricci ambit iofp. du njoler occupar gli Stati al-^ 

truiy con. molt a. dijficulta. conferuano hora iproprij^: . Vdite' 

che hebbe Apollo que ftc cofe y tutto lieto corfe ad Mraccinr 

il Duce di Laconia.^ e con tenerez^dgrande cost gli diffe, 

IJirtuofamentex o Duct di quelle nobilijjima,- natione :, cht^ 

con poche parole: dice cofe ajfaiy hai proceduto cow huomo di 

;tanta.nyirti* : e liber amente: ti dico y che nel tuohonsvatif^- 

fmo Senate Lac0nico- pochp altri Senatori fi ^eggono di me^ 

rito pari a. queBo tuo amicOy alqualt- ancor che tut donaf- 

ji lo Stata tuo tutto ygli morirefti: nondimeno ingrato ;. mer-^ 

ce che in quejii tempi, tanto infelici :, ne qualt alHincanto^ 

dtlla. perfidia. di moltiat piu offer ent e fi ^uendono i fecre^- 

ti de Prencipiy quel Secretario^ che im negotif: im^- 

portanti: riefce Fedele al fuo S ignore^ non: 

tmto da lul puo ejjer guider 

donate y ch'egli molto 

pm non habbia 

merita^ 



IPO- 



3> J T A R N A S O. 



?yf 




1 P O P O L I D E L U I S O L A D I 

Mitilene dopo la morte del Prencipe loro 
mancatofenzalieredi, diiputano feillorme 
g\io iia,o €leggerfi niioiio Prcncipe , o infti- 
xuir nellapatria loroialiberta. 

HAGGFAGLIO XXXIX, 

Popolidella farnofa IfoUdi Mltilene^ a qu&^ 
It njltimamente non folo mori ilPrencipe lo^ 
ro 7iat urate y ma con U njita dt lul ajfatt9 
sert'tnfe U fangue Rea/e ^ trouAndofi fenT:^ 
l?rencipe y che U regga^ in moke loro con^ 
gregtttlonltrattarono 3 fe il lor meglio era conttnouare il nju 
uere fotto la Monarch'ta ^ eleggendofi rr;^, nuouo T^rencipe , 
fe pur doueuano far quella nobdtjjima r'tfolutione j, che ha. 
felicitatl tanti forturmtijstmt popoli , di fondar nella patria 
loro lo Stato .dellaLthfrta., Grandly e molto pericoloje con-^ 
tentioni nacquero fopra negotio tanto important e^ e ft e m- 
tefo ^ .che run Cittadino molto prlncipale .nell'^tima con^ 
gregatione y che per rijolutione di ftmd negotio fu fattay ra^ 
giono in <qHefla f€nten%^, ^uCy JilettiJJtmi miei Cittadtniy 
fono le piu pnncrpali felicitadiyche daWimmortale fddio fi 
riceuono in /juejlo mondo y nafcer huomo^ non beHtaylibero, 
non fcruo . E certo conmoltaragione : percioche qual beati- 
ttiiinemaggiore in quefia'-vita prefentefuoriceuerealcuno^ 
che folo rubbidire alia legge diDioy e degli huomini? qual 
gwia puo paragonarfi al ricco thefhro ^ ficno de tutte lep'm 

T 2 /r^- 



f7^ ^ A G-G V A-G i. I 

f reflate gemme Orient di ., dl ajficurar U ^ita ^ le faculta^ 
e U riputat'wne dalU capricc'iofa njolohta, dlnjnhubmo Jo- 
lo tmto incimata a commetter cofe mpertinenti : nMm tra 
7101 pm dl me cmfeffa, U Libert a, effere amahilpffimo ^ epre^ 
tLyyji/720 donoy che I'immortale Iddio per fmgoUnJJima. gra^ 
tia folo coyicede a fuoi pm dllett'i ^ ch'i non la co?iofce dico 
effer aecd :, chi non U (lima pa?:^\ chi con ttitto d cuort^ 
Tion la fi procaccU :, crtidel nlmko di fc ftejjo ^^ e delta fucu 
f atria . Ma y car i(^iml mieiyfi hlfogjio conjiderare ^ checo^ 
;st come quelle feno gemme pm pregiate :, che piu di rado (I 
njeggono tra gli huominl :, cosi dohbiayno dire^ che njna per-i 
fett a Liberia al genere hum am c pretiofi^imaye defidera^^ 
tifima gemma , perche e rariffima tra le genti . E fappia^ 
te y che cost come da potentijjima njlrtu Celefte fono crea^ 
tl it Piropo y O" d Diamante y e rudi fino quelliy che ad 
tmitatione del ^iuino artefice fabbricano gli huominiy cost 
la gemma delta Liberia pm ft pu<) dire ejjcr manifattura DU 
uindy che opera humana. Che ,fe con^quelta facilita. y che^ 
rveggio che nji fiete daii ta credere y fojje .po(^ibile inftituir 
io Hato libera y doue gran tempo ha regnato laMonarchia\ 
ejfendo la Liberia cofa tanto dejiderata da tutte le genii y 
Tion fi truouarebbono Monarchic almondo: merce chei popoli. 
fer confeguir il bene di ianiafelicitayiutti Jt farebbononjen^^ 
dicati in Libert a: e pure le Monarchic, ejfendo i7ifi?ntey le^ l^- 
publiche pochcyfa bifogno y che cixhianamoy che ilfondarl^ 
Liberia in njna patria fia negotio piu toftoimpofjibile ^ che 
dtjficiley e do7iOy che piu co' prieghi fi deue i?npeirar datlaMae^ 
fia ^iuma y che Jj?erar da qual fi'uogHaprudcnzjt humana. 
fi^'Vi mmt^^itefprnpio dt tmte RepMche^che.coniantafe-* 



licfid 



■ 'Z) I P 'A 1^ n k i 0: T7J 

lick A diqueFofS modernamentefiriofiute4nfiitultem Qer^ 
mania: percioche gli efempi non quadranoy eccetto done co?icor'- 
rono le medefimc circonjlarne s chetroppograndej^roportione 
i trai Germaninati innjn me?^ njiwer liherO:,dal quale Ha- 
to facdme72te fi pafpt aWacamflo di tutta^la Liberia:, e mi:, che 
dal no sir 'Premipe hauendo femp^refopportata tatta la fir m^ 
til:, tantojiamo lontamdalpoter confeguir laperfetta Libert a^ 
che da queUo non potuimo ^picffar :aW altro -eHremo fenzju 
efporre noi flefsiy ela patrunoftror^.mamfeftaromna* Viton^ 
ceddychc alcuni Prenapialle yoke rkfcono capricciofi :, infolen^ 
tly.befltali:,e chetafsicurarfi da queBi malt fiaJpeiie di fern-. 
7naf elicit a : madite yoicon me^ che al mondo ?ion fi da nepiu 
-capricciofa ytie 'pimnfolentCy ne- piii besital Signoria di quella 
d'una RepMicd malordmata ^ d'uno Stato Liber o tHmultuo-^ 
Jo. Vn pGpoloyCome e il nofiroynatOyalleuatOy njijfutOyefino alia 
decrepit a etafua nmecchiato nellafermtU:, tutti quelli^che ban 
no fcnttOye ragionato dicofe Politichey confejjano ejjer ajfatto 
incapace- del'^mer libe^'Oypm.formando le Republiche la bmna 
^Hali'td de gl\mg€g?ii de iCittaddniyproportionati al yiuer neU 
la Libert ay che le'hggi: percioche .com come lanouella njite to^ 
fto fi fecca ypJaW zAgncoltoxe dla njien piantata allato njn 
idbero annofoy e per lo contrario fdicijfimamente fi njedt^ 
germogliare yve- prodar Jrmti abboridaiJtijfimi y sellae pofta 
njicmo adn/na pianta y quafi mar it o a leiy di pari eta y cost 
la yjouella ^-vite della Libertay fdegna radicarcy ^ far fruiti 
difoddisfattioncy s'eUa epofiayicinoadyn albcroantico d'un 
popolo inuecchiato nellaferuitu^perche I ambitio'ne.de jiobili^ 
la feditione de' Fhbei capitaltfftmi nemici del ^nuer libera 
alia giouanc rulte ■ delU tiouella Libert a cost cert amente tor-^ 

rebbaiQ 



.>^ ,r Jt :a G OP" a G Li 

rehbeno I'humido radicale :, che le da yita.^ cheinirieHetem'pi 

la farebbom dtuenir arida..^efta ^zfertta^ ch'io dico^ chiar.a^ 

.mentefi tocca con manoTteltifempio cosichUroyccmt raro^ di 

tntte le Libert cidifrefentt.e fAJfute^ deli':mmorta!.Remblkit 

ycnet'tanajaqiiale giouane uite tjfendoftata plant ata col picch 

lo arhufcello dclpopolo Vmetiano^ ancor egL poco prima nato in 

quelle U^une^^i gettocosi alte ^ e potenti radici^ che hom 

A'/tioi CtttAdm dona faforitifftmi frutti di fcura liberta* 

Ete mprudenz^ ^erar in not mutatione di coHumi ^ per^ 

cioche 7ion cost facilmente fi cangianOy£ome ,altri fa le rue* 

fiimenta : merce che d gcnio in ogni fua operatione quieto% 

I' animo:, che fappia piegarfia riconofcer per fuofuperwre'^n 

Cittadino di Magijlrato^ che nclle cafe familiariA luifia infe^ 

rwre ^ effer ricco gtouane :, e con fommijjlone honor ar il njec^ 

chio pouero j dopo Dio -, fopra i Figlmoli:, e le JAcultadiy do» 

Tiar tutto I' amor fuo .alia p atria s poftporre gl' inter ejfi priuju 

ti alia pubblica nutilitdi rettamentc ^.Anco tra gli amici ^ t 

ira i parenti giudicar nelle cofe ciuili y e criminali j tremar 

della feuerita deUc leggi ^ in nj7io flato liber o ^ pojjeder fa- 

culta di ^rencipe ^ (^ hauer anirno da Cittadino , mortifi^ 

car fe Hefjo al fegno di chiedcre con humilta druoto fauo-^ 

reuole adnjn fuo inferior e s <(5^ in fomma ndle cofe pubhli- 

che hauer que Ha tacit urn it a ^ e pojfeder tutti quei cojiurni 

degni d'huomo liber o ^ che tanto efatti ft fcorgono inqualf 

njoglia nobdc Vcnetiano ^ e dottrina^ che non f tmpar.ada i 

iibri y non dalla njoce dcgli huominiy ma che da quelle che 

nafcono nelle p) at ne liber e ^ fi 'porta dal njentre delle ZJ\ia^ 

drt^e fi beue col latte. Se (come odo che molt i hanno a7/i?no 

di 'voler fare ) mandcrcte a Vmegia^per hauer da qudla 

pre-- 



^ F T A R N A S O:. t>»^r? 

^fivJiaHt!j/ima ^epMica. /e leggt del '-vii^r lihero :> fi^nz^a^^ 
di^hb'io dmno ellcno- nji far'mno dorte eccdlenujs'irne. Maco- 
me gli hakiti y cosl le l^gr non quadrano in^tuttele perfb^ 
ne. : che troppa' gran:fdicita U Mae ft a, Diulniihaurebbe con- 
cedu'ta a gli huomini ^ fe aWhora che~ net mcx^ del Luglio' 
Jim MrucUti daW ardor del Sole- yfifje. lecitO' loro' andan*' 
ne bojchi y (^' fcieglierm il mdggior Plat am ^ chenj'i tro- 
ifano'^ fer tTafportarlopol nellorgtardmo ^ affine at goder 
Uombra di Itii. La liber t a y qua ft giouane arbufcello :> chejl 
pantl tra I popoli^ con graridijjima^d'ifficulta ft allieua: mer-- 
ce che fa bifogno ^ che perpetuamente ella fia wngata con^ 
Tmoue leggij Jecondo I'occafioni y che nafiono alia- giorrtata y. 
c che con la fcure. della feuertta delia-Gmftitia fia potata^ 
Me In que fit cafi fa. bifogno ejj ere- impatient e^ perciochemn 
^ troua alcunOy che go da. tl ^ieriggio d'njn^Albero grandc 
poBo in '-un fuo- f^ortile ^ che picciola: ^erga ddfmi '^faui 
no7t (ia ft at a- plant at a. prima.. Et e ftatoiTfolonta di Dioj. 
che gli albert 3 e le T^epubliche.^^ di Imiga fuita crefcano cori^ 
difftcultayC tardi produchino' i frutti loro : e lafteffa nobi- 
Ufftmapianta della gloriofa, Libert a XJenetiana :>pik che moU 
txt peno a far ft tale y quale hora larvede ilmondo :■ equegli 
antichi che- lapiantarona':, altro' non gufiarono' di lei yche 
fatiche^ eftentiy per alleuarla: hora. i. loro njige firm ?iJpoti 
godono Urverdura'y il meriggio ^ ^ ilfrefco ' dilei.- Percio- 
fhe ancorche fiana- pajfati mille y ecento anniy ch'ellafu po-^- 
Ba in quelle- lagunCynon e pero tantO:, cUelU.e-cosXperfet" 
t£Ly e ficura'pianta'. dt njera.- Libert a], che nom terne I'orgo^ ■ 
^io de '-uenti de Prencipiflranieri 'y ne tl-gelo^' dellc'dome-' 
fiiche feditionl Aquefte cofe^ ^ittadini miet^aggiungete, cb&^ 

noru^ 



non tmto' li teggtb ancorcbe frudentijjime ^e le oltYe fiY^_ 
ticohmta y che T/i ho ricordatey fono quelle ^ che bannoman-* 
tenutd'lche mmtengono^(^ che i'nnjn(<. perfetm grandeT^ 
^ mmterranno U ^T^puhlica^ VeneiUna ■:> quanto il Jitd 
fhlrcihiliMmo ^ i^ ^mco d mondo di quelle fue lagune j 
' che non Puo dare a ■noi..Jl cuore ;> d fonte delUnj'ita d'ogni. 
•Sfafo Lihcroy grmtendent'i delle cofe di fiato confijptno tut^ 
ti effeh U StnAto^^^-f^^dentkSd7€rmidori^ all'hora che-'m 
pothi col'pi rxj^ghon<i^mmTard'inmm- ^ ft sfov^no cacdan* 
lero <^nn fioccata frelythore / ^ i Frencipi^ che hanno roo* 
itito Mattere IcKetMblkhe y hiwno tirati i p'/tmicolpi con^ 
troi^ Citta MetTHff^ti.dello Stuto Libera ^ folo affine d't dif^ 
{fpiXY d 'Senitto%xn2.^tfie.:fi ch^ 

'^ccidond ogm:, moorch'e-.-potcnte^ Ltb^erta .: Perc'wche sbara^ 
jdi(tto d Seaato : e cost trafitto il cuore ddld Kepublicd^ elU 
tmontd7iente(h muom: imperfcttioneche nonhannv le M<f^ 
narchie :, h grandeT:^ dtli'lmpirk Mile qudi fcmpre (I- 
rtfede- doue-'fi troua U f£ii'fQnA^del'^.yCo7he benijjhno fro^ 
m d Dum^'diGhtfcL y-il/^ude con l^ccupation dl^angi 
fm tofto accelero dfico mde^ che afretujje le proprie gran-* 
de^^ze^^ . ^Cefare d 1}ittaJ;ore .churamente.. ci m.oftro effep 
rvero cjuefto :, che io.dico ydqude per farfi tlrm^io della fua> 
fatYUiy fold -tiff niB d't sbaraglup' d .^S.c/Mto Rommo., ^orfe i 
render fi padrone d'l quelU Koma^ che con mprudehtijjhnoy 
etnortal configllo fu abba?idonata daPornpeo: cofi che pri^< 
nu di Jul conobbe ^ tento^ e non feppe efegmrc dnjero Mae-*, 
ftro della. mdi^ia yJ'.q^^ma^ri^^uMtiondcll'jffrica > AnnU 
Me~^e che dopo lui molta eccdlen$,emente conobbe ^ e pra^-. 
mo contro i Fiormtinh (^ i Sanefi d ./o/^dator delict ,gran-^ 



'dezjjt delld Monarchia SpAgnmU^Cdylo V. Imper adore. ^e2 
fta tdnto mortal fer It a, da molt'i potcntijfimi nemicl ^ che elldu 
hahauuti y giammal nonha fotuto darji alia KepubitcaZJene-. 
t'iana:> trouandofi la Metropoli dile'h doue fta il Senato^ for^ 
tificata ^ ^ armata dairtmpenetrabile cora%^ delle U^te- 
ne y per lequali cafe parmi peter conclpidere ^ che quelll , 
the nella patr'ia noftra defiderano inftitmr II njtuer libe-^ 
ro :, habbiano fanta njolonta^ non buona pruden'Ka : e che di 
quel:, che njoglwno il Trencipe ^ fia buona V intent lone :> otti^ 
mo ilconjtglto : e nella deliberation e di quefio noftro bifegno 
tanto imp or t ante \ priego tutti k ricordarfi ^ che laNobiltet 
Fiorentina y laquale per I'impertinen?:^ del fuo fed'itiofo po~ 
polo y non potette giammai nella fua patria inftitu'ir ^^nau 
ferfetta forma dinjiuer libero ^ pm non potcndo foffrire U 
-crudell y ^ fangmnolentt infolcnze dcUa njil Tlebe :, fu for^ 
"^ta chiamare il Tiranno foraftiere del Duca d' Athene ^Ja-. 
lo affineche con '-una ftraordinaria feuertta affliggeffe quel 
Popolo Fiorentino ^ che tanto abufaua la Libert a, zAncor^ 
the quefte ragiom da pm faggi fojfero ftimate molto effica^ 
ci :> nonp^ro furono atte a far nfoluere ilPopolo ad ele^^erfi 
njn nuouo Prencipe : percioche fU njinto il partito ^ che ft 
njuujfe in Libert a y e che fi mandaffero ^mbafciadori in^ 
Vinegia ^ per hauer da quella T{€publica le leggi di njiuer 
libero ^ e cost fubito fu efeguito. Con incredibile mazriificejt-. 
%a dalU Kepublica Verietiana furono riceuuti ^ t^ accare:^ 
zati gli Amhafciatori y e loro furono m oft rati i ^laoiftra^ 
ti y gli ordini y e tt^tte le leggi Venetiane y delle quali gli 
oAmbafciatort fecero diligentt copie y e molti regiftri y e fi 
fartirono : e ntornati m MitiUne fecero la loro relatione y 

Z O" in 



17$ R A G G f^ A G L r 

^ in pMlico Senato lejfero le leggt ^ che haueano port ate, 
'leqvtdi cost alU T^lebe tutta, y come alU muggior partem 
dellii Nobilta diedero pejfima, foddisfdttione : perc'wche lau 
*TUhe in modo alcuno non potette t oiler are'y che dalle leg^ 
gi Venetiane ella njenijfe efclufa dal gouerna pubblico ^ di^ 
cendoy che non merit aua di ejjer chiamata libera quellapa^ 
tria J done tutii non comandauano :, 6^ / Nobili facultojt^vjl 
(otto la Monarchia da i piii^ famriti Cortigiani a comperar- 
fi le gratie^ ^ ottener anco con njergognofi minifiertj dal 
Prencipe i Magiftrati;, fremeuano y e liber amente diceuanoy 
che qiiella era patria infelicijsima y done altrui T^enma im^ 
fedita I'njfo libero del fuo danara y il quale dagli hmmi-^ 
m induflrioji con tanti /kdoriijeniuaaccumtd^lato y non per 
comperarne d folo mangiare , (^ il njeflire y ma per far co?t 
ejpf acqmfia di quelle cofe ^ ch' tngrandiuano la riputatione ^ 
che per li Cittadini molto miglior conditione era ejfer fi^ 
gnoreggiatt da ijn Prencipe y lanjolonta del quale altri po^ 
teua acqui^arp con mdle me?:^ ^ che ejfer dominati delle 
leggi ineferabUi ^ quanda altrui erana amminiHrate da yn 
Tiumerofo Senato j doue non bafiando il poco;, e non trouan^ 
do ft quel molto y che fa bifogno hauer alia mano y per far 
preuaricar tanti ycon moltanjerita fi pot eua dire ych'egli era 
incorrottibile . E che fotto la Monarchia la Nobilta miglio- 
re cominciaua ad efercitar i carichidello Stato da ipiu prin- 
cipally oue ?2elle Republiche era lagrimeuole miferia in con* 
corren%a de i pm poueri Senatori cominciar da i piu bafji y 
i^ effer forzjito con t ant a lent ez^graduat amente cammi- 
nare a i fupremi^ che I' eta intiera d'njn huemo y non bafla- 
ua per gtungere a i piu principali ; e che il rigore di darei 

Magt^ 



^ 1 1? A R N A s o: ,7^ 

l^a^Jirati d folo nudo merit Oy eraijnode quei precetti^- 

the gia inuentarono I Tiranni^per abl?aJJaripotenti:,(^ efaU 

t Argil hnrnduMet nelU rottmn dl tante pefpme foddisfat^ 

'tioni niunA altmcofa a i tre qtmrt't delU Nobdta diede dtfgu^ 

fl9 maggiore^che H fmero Magijirato de i Cejifori ^ cbe '^diro^ 

no ijftire i ZJeneumi^ iquali perpetuamente con rigor grande 

dndduano ojferuando icoflumidicicifchedtino* Qnde liberamer^ 

te-differOj,chefe nella Reptihlicn VenetUna con la, Nohdtajl of- 

Jeruiit4>A cosl feuero mo do. di procedere^ cbe iNobdi Venetiam 

nella Liberia, erano ferut :, echel Top oil dl ^iitllene nella fer 

ultkerano liberl . Terlo jj^anento delle quali cofe ad altaruo^ 

^e gridarono tuttly Monarchla : e che fe pur alt rl- nella p^^ 

trla dl ^litllene njoleua InHitmr la Libert a j, che fi 

abbructaffero le leggly e gll ftatutl s per che m-- 

tendeuano ^ che quellafojje perfetta Li-^ 

berta:^ done nlunoijbbldaHa :) tut ^ 

ti comandauano yXs^ ogny- 

no faceua a mo^ 

do/ho<, \ 



I . V ; •«- i^-jf 




Z z -1 I A CO- 



jS9 



%A G G V A G t 1 



GIACOMO CRITONIO SC02ZESE 

con vna fua troppo fuperba disfida haucndo 

.1 *:in Parnafo ftomacati i Virtuofi, efli con vna 

acerba facetia talmente lo fuergognano , 

chc fenzache fcgua ladi{puta, lo violenta- 

' no apartirfi daParnafo. 

KAGGVAGLIO XXX X, 

L fortento di natura nelle buone Ut- 
ter e Giacomo Critonio Sco'K^fe coru 
tmtn f-vciTzaglorU ^ pomp a ^ e milUn^ 
tatione di fe BeJJo alcunigiorni fono 
giunfe a quefi^t Corte :, che nepm ac^ 
cappati rvirttiofi diquejio Sto-to^ tqua^ 
it benijfimo fmno ^ che per efkttamen" 
i^ pojjedere ^na/ofa fcienza, it continudmente ftudjarU ot- 
tanfauni e tempo brieue ^ il njedere j, che njn ^iouane di 
tuentkinque pretendejje di compitamente pojfederle tutte^ 
^^ofje dtrettdntd naufed y quanta ammiratione nella pm vil 
Plebe infarindtd di iquattro lettere , Jh Critomo dunque il 
giorno dopo il fUo ingreffo in Parnajo e 7ielle porte di tut^ 
ti i Ginnasij ^ e nelle Colonne di ttitti i Porttci Delfici fece 
affiggere nj7i foglio molto grande ^ nel quale con lettere cu^ 
hitali finjedeuano fcritte le feguenti parole. Nos lacobus 
Critonius ScotustUiciinque rei propofit^ ex improuifo 
lefpondebimus . ^eBa ardita disfida :, che da inflnitifu 
p^utata arrogant^ p tulm^fne prnife gli mimi di quejliVir-^^ 
- •■ ^ • '"''■ ' tuoft. 




D 2 P A %N A S d, is I 

tuofi y chs molti ftirono quelli ^ che nelle pu^ diffic'di fcien^ 
^ fi drmcLTom di argomenti tali y che ftcuramente ^^erci^ 
uano di iti^t4>Urlo d frlmo colpo : ma, da njn argutoVoetx 
Satirico al Collegio tutto de t Letterati fit' tolto il gufio di 
qU'Clla difputas per che la notte Hejfaj che fegm aWafjiJjio-^ 
ne della disfida^ in quei fogli aggmnfe quefte pungenti paro^ 
le : 'E chi lo njuolijedere njada airhoBeria del Falcone ^ 
che li far a rnoflrato, ^uesla tanto mordace facet ia di mo do 
punfe I'animo del Critonio ^ che pieno di njergogna ^ e di coK-* 
fafone fi parti fuhito dt Varnafo . Hauendo prima 
fatto fapere a fua ^iaeftky che con fna ripH* 
tatione non li pareua di poter piu^ com* 
parire tra quei ZJirtuofi ^ che gli 
haueano fatto lofmacco di ha 
uerlo trattato da ba* 
gattelliere ^e da 
Cantim* 
ban- 
co* 




DOPO 



l92 



KAGGVAGLI 




DOPO VNA ESQVISITA ESA^ 

''^rnina fatta dei foggetti, che doueuano 
' ■ : cfler proueduti , fi pubblica in Par- 
nafo la lifta de i Gouerni, 

V 

, , . .., ., R ^.GSEdGL 10 XX^Kh, ,, . i 

O P /«;^/(? tempo effere fiat a afpetta^ 
ta.^ hieri finalmente con foddisfattione 
. ynmerfde fu> fuhhbcata U diftriLti^ 
tione deGoHcrni di queflo Stato,.Non 
e poj^ibd credere le diltge?7Zf y e lecir^ 
confpettioni efqmjlte ^ che ^ e da fua, 
Maefla :, e da fuoi Miniflrl fi Jono ha- ' 
nute neUa fcelta di e^i ^ effendo JIata efatt'Jpma ;, e degna. 
di njn tanto ne'^otio . IPerche- primicramentc banrw hauuto 
confideratlone di fciegliere huornininjecchi nel me flier e digo^ 
uernar i Topoli j, file afflne che i ^olledr'i non habbiano X 
for la bar dell a a Cc^ni : c^* e flat a cofa degna di mo It a I 
confideratiofie ilijedere ^che in numero tanto grande di con- 
correnti ^ fold habbiano eletto huomim di genio tarda ^ di 
vatura fredda y e nelle loro Attioni perplejfl ^ irrefoluti ^ e 
addorme^it ati flno al t ermine di parer inetti : eper to contra- 
rio habbiano efcluflquelli^cheper la njiuacita degl'ingegni Uro 
pareua^che deuefjcro ejjer prepofli a glidltri, Es' intended 
tutto ejJer fegmtO:,perche queglihuomini fagaci^ che fono pre- 
pofli al negotio dell' e famine ^ fermamente credono 3 che gl'm^ 

gegni 



D I P J K N A S 0. IBs 

'^egnl foticrchUmente r^m , ^ arditi foco fteno am a go-^ 
uermr aim , hat^endo ejfi , per nm precipitar ne fijfi yfim^ 
ma nece^ita delta bnglia , e del Cape-^one , haiienio la^ 
Imiga ^erienz^ fatto comfcer ad ognnjno , che quefli ta-.^ 
li con gl'ingegnl loro troppo rifohti p'm toBo mqt4^'ietano i 
Popoli 3 che Jiem bmni jlrumenti per mantenerli in queL 
la pace ^ e bmna foddisfattlone , che dem effer prima ct^ra dl 
qmlh i che hanno il gonerno delle Vromncie in rnano s Et 
ceo fa comfawta da ogrirvnoyche quel Signori Elettori ten^ 
gono per majjlma irrefragabdey che colm net gouerno dellc^ . 
Cittadifaccia rinfclta mlgliore.che pm epndo dt genio tar^ 
do J dt ammo pofatOy meglio fa accomrmdarfi diftarm y come 
per -una infegna di hoBeria. Percioche il <cMondoy che dafe 
^ gomrna grandemente ojiene inqmetato y ^ imhroghato 
dalle chimcre di certi ingegni agtiz:^ , che in tutte le cofe 
loro-vMnio fopra faperey\ni^m^z^\y\'^^x^\^-M^ delidl Tamo^n*. 
-acceiidimt. ^indi e^che neWefamlne rigorofijjtmo y cht^ Aaaaiu 
fer tanto negotio fu fattOy non (corns credeuam tutti) gl' 
sgnoranti y mx fob furono efclt^fi qnei troppo ficcenti y che 
hanendo il capo pieno di arcigogoli y e di nmue intientioniy 
fono inimicijfiml diq'Mlle njfmzj antichcyalle qtiali effen^ 
do i Popoli ajfu^efattiy altri mqtiieta il mm do anco con mi^ 
gliorarle con nwom leggi , ^eflo e njero y che grande— 
mente Hitdiauano di trouar foggetti manierofi y dingegm 
facde y e pieghet^ole y che fapeffero aaommodar la propria 
air alt rm nxtura^ ne in modo alcuno ammstteitano ojfcid^s 
che per quattro anni contmot4^i non hau,effe ftn^diata I'impor^ 
tantijjima Fdoffix di njinere y e lafciar njmere : bafc nellx^ 
qi^ale Jic^rame?^te fia fondata la qmete tu^tta de Popoli y e 



i^i XA G V A L r 

U Jicure^A tuttd di quel bmn goH€rnO:>che ft puo Iperdre 
da n.m faggio Gouernatore di Prouincie s ne quali non tan- 
to flmmano neceffaria la fcien'^a delle leggi ^ e degU fla- 
tut'i :> quanta che fcfjero ^^erfati in quella pmdcnzjt ;> in^ 
quel rnanierofo mo do di procedere ^ <is* in quell a deflrc'z^ 
di ^mdicio ^che non ft troua regi^rata ne' Ltbri. Confide^ 
ratione tanto necejjaria ^ che alcuni Giureconfulti 7ie Go- 
uerniyche haueano hauuti di molte Trouincie rui haueuano 
fatta inettijjima riufcita, ^ come chiaro teftimonio ne rende^ 
ua la ftcfj'a Lucerna delle leggi Bartolo ^ dquale con tutta, 
la fua jcien^a legale fu forzato faltar daUe fineflre del Pa^ 
lazzj) di Todi ^ per non ejfer 7vanom€ffo da quelli y che piu» 
non poteuano Jopportare le mpertinen?^ di queU'huomo fag- 
gio di lingua y poco frudente diceruello. Et e coficerta^ che 
fino col haflone rihuttarono certi beflioni ^ che ■pauoneggian- 
dofi deli'apcrta ofentatione^ che fanno di ejfer terribilh con^ 
carte loro faccie tetre grandemente ft compiaccio?io dt -minac^ 
ciar nelle fubhliche audunze la moria alle perfone : e fopra 
tuttele cofe dalla ffjeran^^a di mat poter hauer gouerni efclu^ 
fero que Befiio?ji , que' '^ufiri ^ che grandemente ejfendo 
ajfetati del fangue humano ji danno a credere di poter rad- 
dri'?:^re il mondo con le berime ^ conle forche^ e cov le man^ 
naie : ma fopra mo do amarono quei foggetti ^ che piu ftu- 
diauano in prohibir i delitti ^ che in.punirli ;, e che le fen- 
ten"^ capitali fottofcriucuano co7i iinchioftro delle lagrime. 
71 giorno poi che Jcgui a quello^nel quale fu pubblicata U 
diJiributio7ie de'Gouerni ;, tutti i IProuifi ft prcfcntarono 
aua?iti ilTyegio Collaterale doue Apollo f trouo in per f on a y 
e quim con cerimonia molto folcnne nelle mani di fua Mae- 

fa 



^ r "T A R n "A S 0. tff 

fia fecero tutti il filito gmramento 3 che fedelifftmantt^ 

hattrebhono Ufaato il ^iondo y come i'huejfcro trotrnto : 

^Ifmdo delitto capitde in queflo SutOydous ft rviue cofu- 

h reepU di Tacito ^ che Super omnibus neeotiis me— ,.J^'^ 

lius^atquereaius ohm prouiium, & quc^-conuerteren- ^^^ giA^ 

cur in deterius mutari 3 fiirne Gou^rni pur minima, in^ 

muatione -. Pormto che fu, lUtto del giur amenta j il Gra^ 

cancclli^re 'i)elficO:,Jdlito -eke fu rri yn 'molt 9 riknato ml^- 

pitOy Signori Vfficidiy dijfcy fia MaeUa comanda , che nc 

■carichi che vi fono Jlati dati y mii^rtmt^ di b^n t crier dUc^ 

data U brachetta y cIk non nji goyifate tantx) di am^ 

ipitione y the in ejji rvogliate far il Duca > ma che a*/ r/V 

tordiate y che ftete Trencipi Foflicci con njn imperio d&m, 

holcyfondato in ^n fragilfoglio di carta y fortificato con yrt 

poco dicerarojfa. Appreffhpoi Marco TuUio Cicerone in lo^ 

dedi quei nuoui VfficUlifece yna honor atiffima OrAttonCyaf^ 

fermando ad ognnjno y che di honta , di pruden?^ eran^ 

t-aliy che commodamente hauerebbono faputo rifar ilMon^ 

do da capo : e fornita che fii> I'oratione ApoUs fleffo di 

fua mono con giocondiffrma faccia ad ogni njno diede Icu 

fua l?atente s comandando y che quanto prima partiffero 

per li carichi loro , 'Et4> cofa che in tutti cagiono meraui^ 

glla grandijfima d njedere y che fnbito che fh confegnatiU 

U Patente y la benigna y e ferena faccia di fua MaeBZ 

rverfo qaegH Vffituxlicosi fi cangio inSpauentauok^ Csr ira^ 

condaycomefehauefje part at loro odio capitalesele aaogliezj^ 

U proferte y e le amoreuoli dimo^irationi di quei SignO'^ 

ri del CoUaterale in ^un bakno fi cangiarono in minacci^, 

^(i in 



tU. "R A G G V A G L T ^ ^■ 

h hra/iml \ "in dccufe : intanto che. qtiei medejtmi ^ che con: 

dd'iiien'^ tanto ifqmfitd. luueumo fatto^ quelU. elntione, 

fMitcamente ficero fe.de ad ogrinjm y che quegli Vffictidi 

erano njn branco di Ghiottom yfiihblici Mercatanti della. 

Gmfiitky ftj VccelUcci da rapim. : (^ auanti che fxrtif 

fero per or dine di fua Maefta alii Gotiernaton dclle Pro^ 

u'mck Pm frincipali fii confegnato yn ZJRTAMARTINOy 

cauato. dalla ftalla Fegafea^ iBrumenta dagli hmmmi faggi 

ffimato. moltd necejjarioper fmaccarecerti Signoracci y che 

in cafk. altrui borlofamente njolendo fare il Padrone y e 

^iacclar- ill'renc'ipe J a. danar'i contant'i ft earner ano le nafa^ 

te y dandopoi fempre U colpa di. tuttele impertin.enzs> (^ 

mfolen'^ fegmte y e di ogni md. termme yfito controqtiel 

iSi^nore y- alia fcomposia. > e precip'itofa natura. di quell*' 

mimalaccio temefanamente fconcertato .. Jo pot da tefii^. 

monij de^ni di fede fono Bate accertatOy che Salufiio Cri^ 

Ipo Prefidente del C o Hater ale y hauendotirato in di^dvtetl'. 

Goucrnator di Lihetro. grandemente: arnato- ^ e fauorito dn. 

luiy {dldtffe y che con accmata trafciiratczj^a auticrtijfe di 

cominctare il fuo Gomrnoye che con- ddigenza efquif talc for -^ 

nijfe y ricordandofi fempre , che il principiar i fuot negotij 

Tadtonei Acribusinkiis^ incuriofo, fine^ era nju imitare il trotto 

degii Aa. dclt^fino: tanto farmglmre: a gU ZJJjtciali. do'z^niiU ,. C/^e 

'^^"" nell'ammtmflratione deHa Gmfiitia. nelle cau.fe y che ft trat^ 

tanano tra popolari y. fin^a ecce.ttione di perfona.y facef- 

fe loroefattiffima gmfhtia :■ ma che- nelle controuerfiey che 

nafceuano tra i foggetti Nolnli y. col rigore dclla Gii^^Bi^ 

tia. mefcolafe la. dellrezj;a di njri^ accorto giudttio y ricor^ 

. dcuolc 



^7 ^ A ^ 2^ A S d. 75^ • 

dcttole Jempre ^ die le- accufi degll hnomni potenti cost erd^ 
no odiofe aPrencipi.che nelld yefle dell'TJfficlde gettnticino nu-- 
mero grande di quelle maccbie di olio di male Imprejlioniy 
che con qud ft njoglm pLpone d'lnnocen-^ non ft poteuano 
Uuare : che pero con quelit tdiconlafpddtt delU Gmfllt'ia, 
con tal fiber ma adoprajje lo fcudo delU deflre-T^ y che dall* 
yna.:,e dalldtraparte non ft defifero^nefi rtceuejjero ferite di 
dlfgufll : per che per It bifagni loro bauendo i Frencipifimma, 
7iecejfta di ienerh Mobdta ben foddisfattcL^nelle controneT^ 
fte de' figgettt Grandly face t^a. bifogno :, che I'Vjficiale efat^ 
tamente poffedep? farte di cauar i denti fracidicon lade^ 
flrcT^a di folo adoprar la bombace , Che nelfuo Gouernojl 
forz^affe Oiiinia fcirc^jnon omnia €xequi -.perched pizliar ^ , ' 
U brtga ai ^Tjoler airizjz^r ie gambe a Lam era -n^nJ^^yi^^ di 
perdere il ceruello dietro adynzAlcbimia da matti: e chein^ gccoa- 
quefia eta tanto corrotta miglior configlio degli Vfficiali 
era toller ar ne" fuoi Popoli qualche di [or dine ^uecchio 3 che 
conlepubbltche male foddis fat tioni affiggere fe JleffopervO'^ 
ler introdurre d hene^-oHegU non era hatittto a grado . Che. 
con gliVjfcialiconfinanti foggetti al me deft mo Frencipe fu'^^ 
giffe legarcy e che if tie lie differ en-T^^ che non potetta n} clif 
fitnuhire ^ ne fibiuarey da huomo Togato difendeffe con Icu 
penna. Ma che co i Frenctpi ruidni y ne cercaffe le diffe^ 
renze , ne le ft^^ggife : ma quelle, che nafceuanojafolda^ 
to difendeffe con le armi . Ma pero con temperame?2to ta^ 
le^che '-ucrfi i Prencipi flranieri fi'mpre moflraffe rmeren^ 
^a, njerfo d fuo y zelo . Che ejfendo egli mandxto ne Gouer^ 
ni perdecidere le querele, e per term inar le litialtruiy co^ 
me dal fuoco ft guardajfe di ^ccenderu^em egli delle nno-p 
■- ^ Aa ^ ucj 



-rSS R AG G V A O L I 

ue :, tenendo per cofa certtjfima, ^ che althora con. wf?2if^ 

viputatione loro gli Vfficidl njinceuano le gare ^ che 7id- 

fmno medefimo j nel qude crana ftate attaccate y fape* 

UAno nfelHerfi aperder[e : mene che delle mofche p'lgua^ 

ie con le ?Mtkhe mat fi trom chi fucepe '-utde ritratta^ 

€ che fiimafse y che mn altra coft dtrm pm chiaramen^ 

te mojirauii U legerezx^ dl n^no Vfficmle y the farjl co^ 

Tiojcere amdo di qmlle diJputCy di quelle r'ljse ^ delle quali 

gli huom'mt faUti dauano qnattordm per d&T^ncL » Chtj 

in alcune ocatjtont fimafse bene prspor U pace pttbUica^ 

a quel ligar d't G'uiBitia ^ che infegr^a-ao t llbvi. Che ptr 

^ual fi ^zioglia impertlnente cofct ^ che nel fu.o ^oHcrno nje-m. 

defse y rz/di/se ^ non mat fopra moda fi alter afse ^ eche 

fe pm cm non poteua fare ^ che anco dal parlare^ non che 

dd delikerare fi guardafse neW ardor delftra ^ ma chetwt^ 

te le cofe coma?idafse a fangue fredda . Che ne negoti^ 

^raui ftiggifse di far ofentathne di intrefido ^ di ardka ^ 

$ rtfoluto y ma ft ddettafse di cauar tl Ora?7chio ddld^ 

buca con la mano del 'Prenctpe aYmatadellamdnopolade-l*, 

la fnprema autortta : psrche fe bene nell^Vfftciah fi tro^ 

tiaua autorita da poter efeguire y molte ydte pero er,t 

l^erjc non njfatla . Che come puhblici rompkoUi fi^gifse s 

{3ouerm y one ft trouauano foggetti del fangue Tycale ^ o do^ 

ue fi ^'vcdeuano parcnti di fauoriti di fortes q^efie efsen* 

do le SciHi y le Carridi y e le Sirti ineuitabili del pncipi-^ 

ti& di ogni Vfficiale . E che non ft moftrafse *vag& di reg^ 

ger TrownciCy douc fofse molt a Nobilta y r/ gouerno deUik 

€iuale eranjtt menarea pafccr njnamandra it Volp'iy n/x^ 

prance di Fnlci ^ con obbligo di ridarli ttitti la fcra dt^ 



^ / rP A R N A S Q. j$p 

oulle . 3i<i che qnet Gouerni ft'mhtfse ottlrni ^ che efsenZ 
do pieni d't popoli nj'dl ^ ^ igmrantl ^ folo co7i tener px-* 
7is m cdihondxnz^ mil a piA%^ j, (I daihi loro ogm compU 
tit foddisfattmze. 'Che Urgci pratica hauefse confetti dd 
fdo gpiierno ^ amicitia ftretu com nefsimo ^ che fagg'^fi^L^ 
oudhx fliTiittir^y che altrdi arrcc^ odh :ie qi^elU fam'igluu 
re doineflkhe%zj. y che apporta dij^rezj^ ^ rnx che njfkjse 
rnielln gramtii ^ che aWV/ficUle concdtaua amove ^ e ri^ 
Ipetto . Che abborrlfse U conuerfatione deglt huojn'mi ^dl ^ 
f filo pratica/se con per [one delta fua profcjjio'ne ^ e chca 
(I guardafse dt far amlco ^ alquale I'hora medefima ^ Jen-* 
^ fiio daimo ^ non poie/}e d'menire capitalijjimo nemlco : 
merce che folo nelle safe degu Vffic'iali ;, in me?70 di n^^n 
haleno nafcenano fonghi alti come i Ciprejfi . Che- a quel 
Magnatl delle Cittadi y che fludlano In hauer fegulto :, e 
che fanno profcffione d't armi :, in ttitti i modi ;, con cgnl 
forte di -artificio ^ impedtfse I' Anuocatione ^ feminario di 
tanti fcandali 3 che non inaltro mo do piii> ^ergognofamen^ 
U i halordi ZJfficlah f aUeuanano U ferpe in feno :, ch0^ 
cdn prefiar gji orecchi alle raccomandationl y che queHi 
tall fa?2no di qnei Sgherri ^ che fi trouano carcerati pev^ 
delttti feditiof s cfsendo ogn^'?20 pronto a Jpe'nder I^Lj 
svlta in fermgio di coltu ^ che 'unani^oltaglie I'ha ft/ua^'^' 
ta . Che nelle piMliche Q.4'4dien'7:e njfafje ftraordinaria 
grauita ^ parlafse poco ^ e rifolnto ^ pili adoperando ith.^ 
frnili Itioghi gli orecchi ^ che la bocca 3 e che fi^ggjfi^ d. 
dijptitar iiii i pi^nti di ragione con pH Aiuiocati ; per^ 
che meglio fapendo U predtca I'ioriofante che U dic^ y 
%l;s U Dot to J che tafcolt^ ^ fV/jiciale fenz^ comet tero^^ 



39 :R A G G y A 1 1 

fa brutta infoUnT^ di njdlerjt delfautorlta in yec-tj 
dslU Y^iione ^ aWimprouifo dijpiititndo le Cmfi con gll 
t, 4riuoc.tr i:, 7ion potctta foJitTitar U fuarifutMione con chi^ 
v&co vrlmn haiKudo (iu^d'iata U materia ^ njentua prepara^ 
to . Che gll ddlofi ^ e fo^^i cojlumi de ]?roHwciaU lodaf- 
J}^ e fuo^ijfe : e che fipra tutte le cofe con pat len^^ gran- 
de txflierajTe il puz^iente faHo degli AuuocAtl ^^ e le sfac- 
date mpert'men%e de T^rocuratori j iqualt in priuato cor'* 
re^geffe de difetti loro j, in puhhlico mantenejje honvrat't . 
. Che I'atirea fenten'za dl TacltOy Vtilifsinius idem , ac brc- 

Tacito 1 It 

iihi.ciei. uifTimus boriarum, malarumquererum dcledus, cogi- 
Jf, ^ '^ tare quid aiit nolueris fubali'o Principe , aut voluens, 
pratkajje con circonfpettion tale j, che per frggir njn di- 
fetto del fm anteccjjore y non cadeffe nell'altro eflremoy co- 
me fcwccamente haueua fatto njn ^Prencipe^ che per odiar la 
foHcrchia piaceuole'^^-jmolto biajimata nel fuo anteceffore ^ 
dbbraccib ^una inaudita crudclta . Che per fuo folla-T^ ha^ 
ticffe il negotio y non altro piu dolce tra/iullo di picchettO:>e 
dl sbara'Aino prouando ^/'/7;fVj^?;i eminenti ^ che il cornan- 
dare y e i'efercitar timperio fopra gli altri , Che con ft ra- 
ordinaria feuerita piii ftudiafje in frenar la cafa pro- 
pria y che le feditiom dellapia^^ ^ maggiormente punge7i- 
do a Prouinciali njna immodcftia del Cortigiano delt'TJjfi- 
ciale y che nj7iaancor che brutta infole?!'-^:^ di njn terra^- 
'7^710 . che 171 fom7no horror e hauefVe le incette ^ e che per 
capital nernico dcllafua riputatione ftirnajfe chi gli propo- 
^ ncua guadagni ta7ito dannof : e che fcrmamente credtjfe ^ 
che la lucrofa mercatantia de(n2a degli ZJfficiali ho?2oratt 
era hngolfxrii neltraffico di mercaia/itargloria^^ehomrccon- 

le(^uau 



"7> 7 P A R N A S 0.. is>r 

[equahi fdendo ejjipmpre a grdd'i mAggior'hin hreue temp9 
dmenmcino fumltofi dt denan ^ e dt ript^tat'tone . Che fu^-^ 
gijje U prod'igalitii :,e I'^narittay njergognop eftremv de^lt 
ZJfficia.it J e perche quei, che njemucino punt'i dallci Giuftt^ 
tia J cos} caninamente arrMnLnano coyjtro tZJfficiale ^ che 
fi?io datiano de' morfi 7ie' ^uetrl ^ che come U mortefu^i^'if. 
fc y che nclld. fiiii cafa pratica/^ero Poili ^ e IPtittl . Ch^^ 
U quarta parte, del giorno dejfie alU [peditione delle caufe 
Cmdiy raltra at decider le Qr'imindiy che le alt re due fpen^ 
dejje nelle faccende deltabbondanz/t :, dalle qualiftimajjc dU 
pendere la riputation tutta dt njnMlniftro . Che per pet ua^ 
mente hauejje iocchio fijjo alle mani de'Jkol Giudk'i ^ e che 
non altrimente Ji gnardaj^e da ejjiyche fe tenefse'm 'mafia 
'run Serpe grandemente. mordace^ad ogfj't ZJfficiale efscndo 
pencolofijftmo quel Mtniftro y che con la riputation del flio 
S-ig7iore poteua trafficar la. yergonofa mercatantia della Giu- 
ftitia, Che negli auui\i. delle cofe ardue non prima- deUhe^ 
xafse y che compiti^nentefi f ofse impofse (sato delle qualitadi^ 
tHtte del negotiQ : merce che nelle cofe ardue pcricoiojjimc 
erano le celeri delil;erat.io?ii. y e che fempre in fomigliayiti 
cafifiportajfe di modoyche piu git haueffc a dolere di ha-- 
uer operatopoco ^ che dihauer. fxtto: troppo . Che talmen^ 
t€ accommodaljedgemo proprw alia natttra de Troumcia^ 
Us che fapejje effer mite co' piaceuoliye pacifici y feucro ca 
i difcoli J, e feditiofi . Che fopra ognaltra. cofa frenaffe I'in^ 
folenT^ degli sbirri ^ in molti luoghi ridotte al termme di 
tem.eritk. tamo infopportahde ;, che non folo haueuano ca^io^ 
nati fan da,lt t onto feeler at t ^ che di affanno haueano fatt() 
morirc, Frencipt per altro gloriofjfimt ^ e feliciffimi : m^. 

cht^ 



Y5^^ RAGCrAOLt 

the hnucuano refiodwfiqt4s Stutiydoucn fimil undgli^xfoti 
mfaftiita,itnfolenz^a:,€on hifeltU licen%a era ftata rila/cU-^ 
tala brigita nel cello, chemalf configita.chida molta au^ 
torita a chi ?wn ft , che cofa fa dtfcretione . Che affi^ 
Tie di non mofirarfi inctto ^ al fm Prencife non defse 
como delle rmnutie del fm gouerno y e che per non venire 
in concetto di dfpre%^arlo , non gl'i taccfse le impcrtantu 
Che credefse ^ che le pene da i G'uidici accorti pm ft: mi" 
7ucc'tatun0ychefl efegmjfero : e che ?2onf dimenticafe maty 
che gll Vfficialt gouernano huomlm p'leni di m'llle imper-* 
fettioni :> in infinito feggetti a git error'i y non Angelt 3 
che mn fojfono peccare : che pero nel fuo gouer7io pm af^ 
fettajfe la f^ma di piaceuole y che di crudele . Che fug* 
gijje i hall't y c le altre pabhllche fcfle y tanto Itiguhrlper gli 
Vfficialt ye che tantointulfcmio le perfone loro > Chene ide* 
iitti rzjergognofi degli htto?mni Nobil'i incrndelijfe contro U ^ 
perfona del delinqtiente^en'^ toccar la riptttatione delle Fa^ 
zniglie ho?iordte. Qhe tenefe per coft certa y che molte ^-uolte 
meglio crji dtfjimuUre i delitti di came y che moflrarft 4ui-. 
do di piitiirls y no7i effcndo rifolutione di huomo accorto eru 
irare in c^uel mal pafsoy dal quale altri fa yche il Canallo 
71071 puo cauare i piedi . Che a7ico coflretto dalla necefita 
72on la ro77ipejJe co Magiftrati de lu^ghi yVKordeuoley che 
nelle controuerfte lo.ro d Prcncipe piii arna y che il fuo 
Mi7ii[lro rif la desire-^^ y che la gluftitia . Che coru 
^jna fagace piaceuolcx^y piit toflo fi. co77^piacrf/e di far co-^ 
-nofcere al Mondodi hauere nclla fuaProumt'ta trouatifud^ 
diti bii07n y che col rigor e hauerli fatti diue7iir talty 
pmhe que Hi 3 che ji r/zilla^jtauano di haucr 72 e' gouer7ii loro^ 

irnpic' 



i) / P A t N A S 0, fpj 

'impiccate le continaU degli huomini ^fi gloYUuano deW, 
infamU loro^ 

ARGO SI PROFERISCE A^ r DVCI 

di Vinegia di guardar la pudicitia della. 
fereniffima Liberta loro , e non e accec- 

taco. 




\AG^FAG LIO XXXXIL 

c^ che ad Argd tmto mfelice futedeU 
te U Cur A :, che gli fu data delta heL 
lijjima Io:,infinborafempre efiato oUo^ 
Jo in Parnafo : percioche fe bene c^n 
Si'ojji falarij altri 'Trefjctfi Grandi 
hanno 'voluto condurlo per guardar la 
m Pudicitia delle ^onne loro j egli non^ 
dimeno fempre ha rifiutato la cura di pih njoUrc neWau^ 
uenire guardar I'bonore di qual ft ruoglia Signora^nell'in^ 
felice negetio di To ejjlndoji chiarito ^ che qttefte ^ quand9 
fbno di mal genio j, o hanno ^n follecitator potente ^ ne 
anco mille Zdrghi baftano per ajjicurarfi di effe . Con 
tutto cio quefii rultimi gjornitrouandofi egli molto bifo^ 
gnofo y fi proferl al Serenijfmo Andrea Gritti:,^ adi 
altri Principi delta T{epuMica Venetiana di guardar la beU 
liJjima Liberta loro ^ pur che U fofje dMo compotente fa- 
Urio J e de cento occhi^ ch'egli ha, ft offer fe perpetuamente 
tenerm nouaniotto aperti^e yigilanti per cuHodia di quel^ 

^b ' U^ 



T94: .'> X^A Q G r A C L r 

'id Seremjfima Prmcipe/a .. Con gratijfime parole fu Arg<^ 

ddCnttht daglidtn Seremffimi Duci Vencmntafcoltatojt,. 

qualivrimK :,gii fecero donodiynaborft p'te?ia dimoltemU 

glUk di. Zecchmi ^ m qual't , gll differ o y che rmuneraud^ 

no U buona ^olonta. ;, che haueano ^ueduta in lui. ^ rna^ 

che dell'opera. non hmeuano. bifogno^ poi che per guardnr U 

■pudickm. delU Liberta loro -y oltre il caft'ijjtmo genio di 

quella. Signora, ^ non i. cento di lui y ma. che fob bajiauano 

i fei occhi del rzjigilantijjimo ^ e tremendo Magiftram 

de i. tre Tnqutfitor'i di St at a- , quali col trrore dell a 

'ihada delta. GiuHitia ^ che perpetuamente T/- 

brauano contro ilibidinoji^ operauano-:, che 

la Liberia lo roy anco rche Jia difin-^ 

golar beUez^ j, anco da 

pik falaci. ambit io Ji ^ 

che habbia I'v- 

niuerja ^. 

e.ror. rmlrata. con. occhii caflijjlmi: y, ama-^ 

tA. con, amore perfettamente^' 

Flatonica o. 




LA. 



a I T A H }i A S t). 



IPS 



LA NATION FIORENTINA 

rapprerenta il giiioco del Calci o,tiel qua» ' 

le hauendo ammeffo vn molto for- 

bito Cortigiano foraftiere ^ 

egli otnene il prcmio 

delGitiocG, 

\AGOVAGLI0 XXXXnt 

A 'Nobilijjima nation Fiorentma Gto2 
uedl pajfato nel prato Febeo rap pre, 
fentb It fuo diletteuol Gluoco delCaL 
do y al quale concorfero i Letter ati 
tutti di Varnafo : e tutto che alcu^ 
ni i a quail fu cofa nuoua il njedet 
molti di quel Signori Fiorentini pe^ 
jlarfi infteme il rvolto con le pugna ^ dicejfero > che quel 
modo di procedere in 'uno fpettacolo fatto per giuoco foffc 
troppo feuero ^ in njn combattimento n;ero troppo piaceuole ;) 
^niuerjalmente no?idimeno i Virtuoji ne fentirono guflo.Per* 
cloche molti grandemente lodarono la njeloclta del corfo ^la 
deflreT^ de faltl ^ e la fortcT^ dl ^ue' glouanlFlorenti- 
?ii : ad altrl fommamente piacque rinuentione del giuoco , 
eccellentijjimo per efcrcitar laglouentit al cor/o:, al /alto ^ (^■ 
ad yna mirabdijjima lotta : e da molti fermamente fu cre^ 
duto J, che non ad altrofine egll fojje fiato Infiituito. in queU 
la giatanto farnofa Republican Mai Politicl^gll Birlti de 




ISb 



ma^ 



ip^ y K A G G V A L 1 

quali fono fm eleuati^ da q-^^clleriffe :> che mohofreque?2ti 

7ia.fceuAno tra i gwua?u Fiorentirii ^ argomentauatio y che 

gran 'miftcrio s" afcondtjje m quel gmoco : percioche le He^ 

fubllche viu ddle Monarcbie per le continue concorrenT^ 

A MA'Z}ftra,ti:,e per le molto freqmntl reptdfe:,chei Sena^ 

iorl hannodix quel carich'hche defidera.no ^ gliruni daglial- 

tri fen'^ dMio alcuno riceuendo pm JpeJJi difgufti^di queL 

It:, che Ji ruede nepopolifoggetti allaMonarchia yfotio piene 

d'odij inteftini:, e di graui rancor i occulti-echeinyna libcrta 

plena d'anlml pregni di crt^delijjimi difgufii^ no7i effendopof. 

fihde J, che non fucceda qualche sborramojto ^ diceuano i 

P&litici ^ che la Repuhlica Fiorentina con mirabd pruden- 

Z^ trd fuoi Cittadini hauea introdotto d gjmco del Calcioy, 

falo affine ch'eglino con la fiddisfattime di poter da fcher%Q 

dar qnattro fode ptig?ia d loro rnakuoli j Japejfero ripor 

fol le memhradeltanimo fgangherato dalle pajfio'riiallmgo 

della tranqmllita : sfogamento che ^ quando col pugnalt^ 

foj^e fiato fatto in altra otcajione^hatirebbe pofta la pubbtiai 

liberta in graue trauaglio : per cofa njerijjima afferma^ 

$iano i medemi Politici^lhe i SanejinellaKepiMica loro non 

per altro fine hauet^ano i77trodotto il famofi Giuoco dellt^ 

tugna 3 t^ i ZJe72etiam taffalto del Ponte . Ma accadet-^ 

ie , che danjn molto forbito Cortigia?io y ch'era Spettator. 

del giuoco 3 da quel fainofo Pietro Capponl :, che co?i 1(Xj. 

libera ri^oUa . che feppe fare ad <^n lie dt Francia^ 

p acqulfio nel Mondo fama eterna ^ ejfcndo domandatOy 

come il lor Giuoco del Calclo gli era di guBo :■ rilfofe il 

Cortlgiano il gii^ca ejjlr gratiofijfma y ma che quel Fia^ 

untmt logMQ,cmano Wftle j e perchs il Gihocq del Calch.^ 

pATti-^ 



'5) 7 "? A R N A S 6. ^9t 

jjdrtlcoUriJJma. delU natione Fivre^tma^ affatto e imoA 
gnlto die (tltre j> far ho al Capponl yche d CQrt'tgta?2o ha^^ 
ueffe maldmente farUto j e gl'i dijfe ^ fi ^ lui dau-x .tdni^ 
ma di- gmocA'flo' mcglio . oArditamente riJpofi'H Cortigia^ 
no J, 'che qudndo huaejjc ^oluto ammetterlo al gliioco >• 
egli a que Signori Fwre?jiwi hwArebhe infignato I'drtc- 
njerx "j, cWne fi figlui U falU ^ cornclU fi corra, ^ con qudl 
dejlreT^ fi nhuttino i gthuiatorl ^ che '-uagl'io?20 rttor^ 
U y f^ altri eccelknt'i colpi da brmo SMAcfiro . Rife il 
Cdpponi al njanto del Qortlglano j (^ hauendolo fatto 
Cap ere a tutti i Tiorentmi del Gmeco ^ co?icordementz^ 
I'tniiharono a gmocare s il Cortigiano :> come gli faceua, 
dl hlfogno :, fi pofie in ptmto ^ c>' entro nello ficcca^ 
to y doue i Fiore?itim credendofii riceuer grandifitmo 
guBo 7iel pallonarlo ^ e ftrapa^arlo ^ gli fecero cerchio : 
e poco apprefjo da T>atori il pallone fw gettato in acre ^ 
ilquale ?ion cosi tofio cddette in terra y che il '■vale7ite 
Cortigianff corfe a plgliarlo y (^ hauendolo fatto fuo y fh 
lo pofie fiotto it hraccio fimiftro . All'hora gli ficonciatori 
della parte contraria corfiero per leuarglielo di mano y mA 
egli con empito grande vrto queflo y e quello y s done t 
Fiorentinl Maefiri del giuoco ft credeua?io ahbatterlo ^ 
eglino erano gli abbattuti : percwche il fiorte Corti- 
giano con le hraccia y con le ipalle y col capo y e con^ 
tutta la perfiona y cost fira?2camente inuefiiua ognnj7io ;> 
che da qual fit ^oglia fi fiaceua fiar largo : onde Icu 
m,a'^7ior parte de Fiorentinl y Sconciatori fit njiddero get- 
tati in terra : ^ alcuni con njrtoni cost ficonciamente 
furonQ pQTcofifi nd petto j chQ a gran fiatticaper moU 

te bo- 



.* s 



nhcYi poterono re/pirare: d'l modocbe il Cortigiano , la* 

y^endo fuperao ogni contrajio ,fcn%a, the alcuno glie lo im- 

pcdilfe getto il Fallom oltre lo Steccato , erlporto U pre- 

mio ddgimco . 1)/ che i Fiore?itim ulmente rmafero fior- 

dm.:, c^^ filcnnemmte giurarono dt non ammmere mai 

fiii Gortigiano dcuno d giuoco loro , come quelli y di 

nd corfo hanno le alt a piedi , e nd dar gli rvr^ . . 

torn y e le Homacate alle per/one y per farle .^ 

Mare a dietro :, hanno i gomiti foderati 

diferro ^ nd far ft far largo nelk 

felle y mellUprirft la Uradd 

fatente rielle pm foU 

te calche de con- >■. 

correntty 

mdl'arte dt mat piu lafdarft cadere yo rttorre 

il Pal/one y cheyna fol yolta fia capita to 

loro mile mani^ e nelTartifitio di fa-^ 

per far la Ciayichetta, a. git 

emuiiloroyper far loro 

dar in ^ terr^u 

Crepacci 

xosi rvergognoft^che waipiltmn pojftno . 

r forger e:,piw to floeranoDia- 

uoliiche bmminu 



BATISTA 



^^T"^ P A K n A S dL 



tS>Q 




3ATISTA PLATINA DA AGOSTINO 

' Nifo brutEamente eiTcndo ftaco baftonato,, 
con poca fua riputarione dcU'ingiuria ri- 
ceuuca fi querela coa Apollo . 

KAGGVAGLIO XXX XIV. 

A TIS T A Plat ma J che fa U pa (I 'c^ 
cierla nella. cayitonata, del for o Olito^ 
rlo y mentra taltrajnattlna fllmala- 
^ mrando^na delicata craliata, ^A'^o^ 
film Nifo da Seffa y celebre Fdofofr 
Napolitano ^ gli entro in. bottegcL. ^ e 
piglio lo Hcnderello y con che it l?Lu 
tina faceuA la p aft a delta croftata. y e con lul talmente lo 
tnaltratto di bafionate ^ che lo peSlo tutto ^ e tale fvt Lt^ 
rabbia, del T^ifo^che per certo thauerebbeyxcifoy fe tVlrtuo^ 
ft y che corfero al mrnore ^non I'hafiejfero impedito .. ll mU 
fero T^latina coil maltrattato ^ comt'ili era^ fi fece portar 
Ananti Apollo ^ col quale acerbamente fi querela del Nifo , 
€ diffe y che piit> delk buffegli pefaua it faper certo ^ che da 
quel Fdofofo ^ fempre caramente amato da lul: ^ 72on hauca 
merit at cost brut to affronto .. aApollo con- gra?i cor dog! io 
fenti I'ecceffo del Nfo^ (^ ordinoy ch'egli fubito fojfe chia* 
rnato : ilquale ejjendo comparfo y da fua. Maefia fit' in^ 
terrogato , qual cagione thauea mojjo o: dish9?wrar ^ru 
Uirtuofo della qualita del T^ latin a . <i.Arditamente. rifi^c-^ 
fe il^sltfo p ch'e^li <-uioif^nt(it.o dd md proced^r^ dcll^U^ 



<2oo H A 6 6 V A (?'■£? 

ttna CYA fldto foYT^to con run baftone njendicave yn /Yegii 
njeYgog7iojiJ]tmo ^ cloegli nel ^volto gli hduen fatto dalTym 
all' alt YO orecch'w . Efclamo aWboYa il Platma:,e piangenda 
cosi dijje al Nifo : Agoft'mo ^ to femfYC ho amm'iYato Icu 
njiYtw njoftYa y <^ amata la njojira peYfbna ^ quantQ 
lamma mi a j, e vol ^ fm?^ pYopofito akuno ^ hauett^ 
offefo quelyoftYo amico y cm ftete obbligato amave ^e gui-^ 
dcYdonaYe . St rmolto alThora il Nifo T/er/o Apollo ^ e 
li difje y che pocht gioYni prima y hauendo egli njoluto 
ricYeaYJi con far yna priuata cena a Mattheo de gli Af- 
fitti y all'Altomare , al Tanfillo y al Vorta y ^ ad 
altri ZJiYttiof Napolitani y hauet^.a mandato alia botte- 
ga del Flatina per njn pafticcio di Vitella y che li fit' 
fubito pagato y e che il Flatina Hon mat offefo da lul 
la mattina njegnente y fen-r^ propofito alcuno y po-* 
fe la fuarrna fopva la porta della pafticcievia : con la- 
quale attione. I'hauea pubblicato in PaYnafi per njno di 
<jud dfutdi y a quail fommamente piacendo la. crapu--. 
la y pongono ogni loro ftu^dio nel mangiar bene^ . Si 
fcHSQ all' bora il 1? latin a col Nifo y e li dife y ch'egliha^ 
uea pofia I'arma di Im fopva la poYta della fua bot- 
tega con i?itentione di honoYavlo y non di a'ppoYtaYlinjer^ 
gogna . Tad y Flatina y diffe all'hora Apollo y che a de^ 
vari in com ant i ti hai comprato il male y che ti e acca^ 
imto i,- perche I'arma degli huomini honorati y e di njn 
Filofofo rale y quale e il mio dilettiffimo Nifo y deu^ 
effer yeduta nelle librarie ^non nelle pafticcierie y doue folo 
ft deuono appender quelle de iG?iatoni : perche non ft troua 
difetto ^ ni njitioralcHno per bYutto y ch'cgli f fta yxhe^, 

cunnda^ 



1) I P A^n A S 0: 



20 t 



^cumuUn^lmxmente mn ji njegga in colm ^ che Budict hz^ 
dar diletto alia, go U:, e che fa la ^Igliaccha^ e ^ergogno-^ 
fa profejjlone dt andar a caccia a bmni bocconi , 

CONOSCENDO APOLLO 

i mali^che le fouerchie ricchezze cagiona- 

no neTuoi Poetijeforta il Magnani- 

mo Redi Francia Francefco 

Primo a moderarfi nella 

profufaliberalica, 

chevfauaver- 

io di efli . 



1{AGGVAGLI0 XXXXV. 

L Seremfmo'T{e di Francia Tranced 
fco Primo ^ quegliche mentre ^iff^^ 
mn folo femprepofe allafua man de^ 
Bra le buone lettere^ma fino fempre. 
fece honor di beretta a i Letterati , 
quali talmente amoj che di effi arric^ 
chl numero mfinitos onde per atiten^ 
tica fede fatia da ogni Hiftorico ad Apollo chiaramente con^ 
fia:, che tanto Ke fii il primo ^ che con runa profnfa libe- 
ralita ^fxta njerfo i njirtuoft nel nobilijfimo T{egno di 
Francia femino quelle lettere y che hauendom pot gettate^ 
dte radicijunno prodotti odoriferi fiori^ e foaui fruttid'-^ 

Cc infniti 




27'; KAGGVAGLl 

infinhi njolumi de He honor ate fatlche de LetteratiPrdnzf- 
ft, de'qudi grmdemente ft e arrkchita U Bihliothecd DeL 
ficd i hora mco m Vcimcifo njerfo gll cimaton delle huom 
lettere njfando U fiejfa liberalita^ ml fm Red PaUz^ lau^ 
tamente pafce numero infinito dl Letterati j, a quali coru 
mirMe liberdita, paga promfiom molto grojfe . ^lagna^ 
mm'ita ^ e fhlendidez^ y che fin horn hd dato fommo gti^ 
fio ad Apollo y ilquale con fuo partkolar difp'mcere e njenu^ 
to alia fine in cognitione ;, che la munlficenz^t dl tanto Re 
^-uerfo i Letter an produce peffmi effctti :>poiche le fouerch'ie 
ricche^ze ^ come e loro coflume ^ hanno cominciato a mac- 
chiar gli animl dl molti njlrtuofi dl quel njitij ;, che coru 
effo loro portano I Lujfi :, e gli Agl :> iquall anco tra I njir- 
tuofi dl queBo Stato talmente hanno femmato 11 bruttljfi- 
mo tarlo del defiderlo dell'otlo ^ che moltl famoft Poetl con 
tanta mofimofita, hanno ahbandonatl gli [iudij ^ che lo fief- 
fo facondlffimo Omdio Define ^ ilquale per lo pajfato coru 
mirabile Hupor d'ognl njno ogni glorno arricchlua la Bibllo- 
theca Delficadlqpialchepretlofa Elegia.dopo la dornefticapra- 
tlca J ch'egll ha hautita con tanto %e 3 dalla penna di lui 
innjn anno Intlero altro nonfi ^njedutonjfcire ^ che quat* 
tro Epigramrnl cornpofll in lode delle quattro [iagloni deU 
(Anno . T>i rnaniera tale che chiarltofi Apollo ^ che la libe- 
ralita. del Re France fco ne fmi ^Ir tuofi caglonaua laftef^ 
fa roulna delle bmne lettere ^ ajfine che In efil quella Inten^ 
fa^e perpetua brarnd:, che nella pouerta hanno^, difernpre im^ 
par are non fi eftingueffe ;> due gtorni fono fece chlamare a fi 
' %l Re Vrancefco : al qual difie y ch'egli fornrnamente ama^ 
ttA,(^ ammlrana la profufa liberalita j che egll n^fiaua njcr-^ 

foi 



D I T A R N A S 0. 2~os 

Jo i fuoi njlrtmfi ^ mx che per I'mdennita, delle fcien^e era, 

for'^to commdarii a moderarfi in effa : percioche le buone 

let t ere ncite nelU pomrta ;, m let ^ come in lor o particoU^ 

ri^imo element 3 faceua h'lfogno ^ che njmejjero : che pero 

non permettejfe 3 che d Poet a ddU Ked liberalita di fua^ 

Maefta. altro otteneffe :, che Unjitto y e'lnjiftito , qUcfto mo- 

defto ^quello ?nediocre : poiche chiaritmente Jl fcorgeua ch'e- 

glino neWdbbonddn%a, de beni del corpo dmenmano penu— 

riofi di quel dell'mimo^ ndle riccht'z^ njitioft ^ nelle dell- 

tie otioft y e che in ejii mmifeftcLmente fi njedeua tl difor- 

dine y che ft fcorge nelle galline ^ nelle quail U molta. 

grajfe^a genera tm/econdita delle ^uoti^ayejjen^ 

do i Poeti a guifa de' Ciechly che non can- 

tano y eccetto che per mera necejZ 

fita : e che non per diletta- 

tioneyComefannoiCani^ 

ma come i FaU 

coniy e gli 

Aft or i 

Jolo cacciano per mera 

r^bbiadi fame. 



Cc 2 HAVEN- 



Z04 



KAGGVAGLI 



HAVENDO APOLLO RITROVATO 

riniientordelmortale ftrumentodeirArti- 
elierie, mcntrc dell'ecccfTo commcfTo feue- 
ramcnte vuolpiinirlo, queirArteficeegreT" 
^iamente difcnde la caufa fua. 

KAGGVAGLIO XXXXVL 

\^^ ONO giapafptt'i c'mquanf ann'hche I'ecceL 
lentijjtmo Vol'idoro Vergilio da Vrbino fvo 
condotto da, fun Mae ft a con prouifione di 
ruenti fcudi il mefi^ la parte per lu'h e 
due fertiidori ^e la caualcatura j folo af- 
fine cbe ponejje ogni fuo ftudio m ritro- 
liar git Inuentori di tutte le coje per beneficio del genert^ 
humano efc agitate da gl'ingegm ftraordinariamente gra-adi: 
ftimando cApollo :,che huomini tally per I' honor at a tnduftria 
Ivro tanto benemeriti del genere hum-a?20^eternamente deb- 
hano ruiuere nella memoria delle genii . E perche fit a Mae- 
ft a fnte trauaglio infinito :, che I' arte della guerra^ ftatcu 
fcmpre crudele^^ hora per lanuoua inuenti(fne della bombarr 
da^ fia arriuata ad njna immamta tale ^ che nelle prefen^ 
ti guerre molto piu ft adoprl il fuoco ^ che il ferro s e fino 
all'intimo del cuore pungendoli ancora^ che da cost Diabo- 
lica inuentione in poco tempo fia ftata diftrutta cosi gran 
quantita di huomini ^ e rouinate tante Cittadi y che bcn^ 
fofoUto render Mono <-vn altro mondo^ comando 'a Poll dor o^ 

Vir^t-^ 




D\I P A R N A S 0. ^20f 

P'lrgiliO:, cbe quanta prir/ia trotioj]} coimy( fe pero dacrea^ 
turd hmnami Potemejfere fiato 'tnuentnto tfirumento tm^ 
to Didholico^ ) che col f no crudele/ngegno haueuahauuto cuo^ 
re d'introdt^rre fra gli Imom'mi njn flagello tanto fimde al 
treme?ido fulmme dmmo . Vbhidl fuhito Polidoro ^ e3^ iru 
pochi giorni -non folo ft chiari rmuentor delU BombdrddU 
efftre siato njn Tedefcoj mHy hitHendolo hauuto nelle mciniy 
*-umo lo diede in poter della Corte. Apollo per cosifelice cat- 
turafopra modo allegro at Gmdtci Crlminali della Vicar'ta 
comando ^ che di quel crudelijftmo nem'ico delfhumana gene- 
rattone facejjl'ro eJempUr giufiiticu . J^eHi incontanente 
fe?it€?2tiarono :, che U Tedefco nj'mo fofje posio entro ^vndLf 
bombarddy alia quale dandofi pot il fuoco ^ dalldfua mede - 
Jtma infernal inuentione fofje lacerato . da il patibolo era, 
polio alTordine j e I'infelice Tedefco era condotto a portar le 
pene della fua malignita ^ quando in quelle fue yltime an- 
guflie per fingulariffima gratia chiefe di potere alia pre^ 
fenzd di fua ^laefta dir due file parole in fua difefa . Al 
Tedefeo fu concedutala gratia^ che domandaua : ilquale con- 
dotto aua?iti Apollo :> parlo in quefla guifa, Serenifjimo Ke 
della luce ^ dunque dai Giudici della MaefiaZJoHra daU 
tyniuerfi tutto riputati giuflifftmi a fupplicio tanto crude- 
le deue efjer condennato chi tanto ha fudato per merit are:, 
con tinuentioni di cofe njtili al gene re humano la Qratia^ 
di Dto :, e U beniuoglienzjt de git huomtni? Vintentione^ il 
propofitOs e I'animo altrui diftinguono i delitti:, iquali^ an-^ 
cor che dalle opere altrui fegua qual ft njoglia grauiffimQ ec- 
cefo^ in alcuno non cadono:, che nelle fue attioni habbiaha- 
uutfi buond ruohnt^ ^ fantd intrntiom . Clmmp T^io in te^ 

fiimonio^ 



206 . KAOGVAGLt 

fiimonw y e U luce fiefa del/a MacJIa rvoftrd y che ^v^i^ 
tutte le cofe ^ che non ^ come ^eggio ^ che fwiftramente cre^ 
dono molti y per afjligger^ il genere humano inuentai i'l^ 
ftrumento dclU bomhdrddy mn per carita ^ per t^Io dt grm^ 
dijTima pieta yddlla quale contro ognl mianjolonta fonopoi 
nan i mall mnumerahil'iyche hararuede il mondo . Pcrcio^ 
the efcruciandomitanimo il dolor dtnjedere ^ che pert am^ 
bitione ., e per tauaritia di qtielli che Regnafjo gli huomini 
€on yarij artificij erano flrafcmati al crudelijjimo macello del- 
la guerray petjfai tra me y che non altro fiu jtngolar bene- 
ficio da qvtral (i nuoglia potetiano riceuere le genu y che /f- 
uar dal mondo t infernal macello della Qarne humana y che 
crtidelifjimo ft njede nolle guerre y efjendo ficurijjimo y che 
rimanendo t ^rencipi fenza foldati y non piii^ tanto fareb^ 
bono tarmigeroy e ilhellicofoy e che della for tuna lor oji content 
tarebbono y quand(\a folo a folo con le armi nelle mam 
fofieroforzdti batter f con qnei nemico y al quale njolcffe^ 
ro njfurpar lo Stato ^ poiche il pericolo di pcrder la njitafa," 
rebbe rimetter loro nel fodero la fpada della brauura, e queU 
la ambitioncy che hanno infatiabde di dominar fette Mon- 
di. Per arrluar dunque a confeguir fine tanto fanto y e nel 
quale mi pareuay che foffe pofta la f elicit a tutta del genere 
humano y efcogitai la diabolicay e cruddiffma machma deL 
U bombarda y con ftrmifsima credenzay che per lo fpauen^ 
to di cost horribde iftrumento y talmente ogni anima nji- 
uente ft foffe inuilitay ^' atterrita y che il meftiero deltas 
guerra ad ognijno fffe a'cnuto in fomma abbommatione* 
Ml face ua credernjero qucfto mio penficroy il njedere y che 
il fulmine celefte di fommo fpauento e a gli huomini y an^ 

cor che 



T> X 1? A ^ n A S &. ^267 

<;orche efft fafp'mo :,che ejjmdo. Iddio tutto mifencoTd'ix ^fcu 
nfdir pm tmni per Jpauentare il genere huma^no y che fxette 
per pumrlo : che nondimeno moltiynjednto che hanno tlUm^ 
po 3 che -precede il fulrn'me ;, corrono ad afconderfi nelle pm 
ofctire grotte y (^ altrl fino hmno fabbricate camere dl fer^ 
ro per afflci^rar/e?ze . Per leqi^aii cofe lo fermcimente crede^ 
ua, y che gtammdi Ji fojfe troi^ata temerita ^ ne ardtr d'hao^ 
mo titnto crtidcle ^ e Jpietato nemico di fe ftelfo :, che con^ 
tro '-un fiilmme terreflre ^ In tutte lefue parti fimllijjimo 
al celefie y e con cirtificio ^ e dlligenz^ grande din-T^to con^ 
tro la, njltd de gli hu,o?nml per njcciderli y non per fpxtien^ 
tarl'ty haii>elfe hcit4,uto cmre di far U fiera , e difperata ri- 
foltitione di efporre il ricco ^ e pretiofo the for o delU ijita^ 
al mamfeUo pericolo di morir difroco . Se poi e fucceduto 
il contrario di qt/^ello ^ che io ho creduto yC fe il genere hti^ 
mano in fuperUtiuo grado paz^ y fiero contro il fUo fan^ 
gue y imm.tne contro le fu>e carni y e arrmato al termine di 
cos I cradele fiiocche?^yche per amhitione di parer brau^Oy 
fino per delitia -^x contro le cannonate y deno io portar /o 
pene della temerita y e befiialita altrm^ La difefa del To~ 
-defco talmente commoffe I'animo di Apollo y che conaerten-^ 
do la pena in gratia y comando y ch'egli piw toslo foJfe pre-- 
micito y che cafligato s e con le lacrime ne gli occhi diffey che 
per I'atroce befiialita di quelliy che ardafcono diftr lacmdA 
rifeltitione di vender la ^ita loro per lo ^ilijjimo prez^^ 
i'VnGiidio il giorno y era for-T^ato ad am are y cheogriigior- 
no pm crefefjero le cru^deli indent iofii di prefio efllrpar dal 
mondo cost fetente carogna ._, cost diabolica fmente dalla^ 
terra ^ che indeg?iame-nte pafce hmmini tanto permttof : s 

poicbs 



ToB R A G G F A G L 2 

poiche ne il ferro ^ ne il fmco erano fujflcienti per lihe-^ 
rar il mondo da que Hi crudeli macellai delU came huma^ 
na :, tnfianttjflmamente fupflicaua la MaeBa del fuo Crea- 
tore :, che di nmuo aprijfe le cataratte de Cieli ^ e quanta^ 
prima njerfaffe i nmui diluuij delle acque fopra la terra y 
per fpiantare dal mondo ( fen%a pero offendere gli amatori 
delta pace) quegli feeler ait :, che fcordatift delTobbligo ^ che 
hanno dt moltiplicar il gen ere humano-^ fi fon dati al crn^ 
del meftlere di annichilarlo col ferro ^ e col fmco. 



LA MONARCHIA ROMANA 

chiedendo a Cornelio Tacico la rifoliitione 

di vn fuo dubbio Politico piena fod- 

disfactiune riceue da Melibeo 

Pecoraio, che a cafo fi 

trouo iui prefentc. 

•J^J GGVAGLIO XXXXVIL 

A Serenifima Monarchia Romana ^ 
quella ;, che prima che dalle Barha--^ 
re Nationi Settentriotiali foffe calpe-^ 
fata J in quella fublime grandeT:^^^ 
'"vijfe in que fa corte di Parnafo:) al- 
ia quale altra humana njirtu non ha 
potuto giunger mai ^ fotto colore di 
andare a caccia in habito fconofciuto fu taltro gior?20 a ri-* 
trouare L' Eccelkntiffmo Signor fprnelio Tacito ^ chei)cr fua 

ricrea^ 




"tit r A X n A SO. Vop 

Ticreatmie ft era rhirato in ^ilU : alqt^ale d'tjfe^ di efferanZ 
data a I til , folo per chiederli U rifolutione di r^^n dub^ 
h'lo grand'ijjimo ^ che perpetuamente le efcruciaua I' ammo ^ 
qu^ale hat4>endo confirito con altr'i Politici grandly da ejfinofi 
hauetia riportata quella fodd'tsfattione j che ^eraua riceuet 
da lul yfomrno Statifta ^ ^ Arcifanfano di tutta la moder^ 
na Politica . E che il cafo ^ che grandemente le trauagliaua^ 
latiimo J era y che i Regni di Francia ^ di Spagna y lEgit-^ 
to y la Soriay laRepublica di Cartagme e gli altriStati im^ 
menjt i ch'ella poffedette nelTAfia y neWAffricay e nelTEu^ 
ropay prima che ft fojj'cro njniti a leij per loro fiejjl erana^ 
formidabili ad ognnjno j, ma che tutti '-uniti che frrono nel^ 
la ftia perfona y in nyece di render la cos} gran ^ionarchia y 
che /W ^Tjn fol gtorno hauejje potuto afforbire chi meno po-* 
teua y pm toflo le erano fermti di debole';::^a y che le hauef* 
fero accrefciute le for%e s cofa che tanto maggiormente /o 
p arena ftrana y quanta euidentemente conofcendoji y che moU 
te fila facet^ano ^-un ben forte canape y e molte fit till <-uer^& 
rvna grojfa traue yinfinitilPrmcipati ^-vniti i?ifiemenonha^ 
ueano format a quella eternay e gran ^ionarchiay chealtrifi 
era dato a credere . oA quefto rifpofe Tacito y che il quefi-. 
to era grauiffimo , e che pero egli haueua bifogno di 'matti^ 
ramente effer confultato y e che tl giorno appreffo farebbe ri~ 
tomato in Parnafi y doue danjn occhiatayche haurebbe da^ 
ta a i Thefori 'IPolitici de fmi Annali y e delle fue HiBo^ 
rie ygli daua I'animo di cauar rifpo(id tale y che a fra Mae^ 
fla haurebbe data intiera foddisfattione . Contentiffima ri- 
mafe la Monarchia Romana della rifpofia di Tacito: ^ ap- 
ptmto all' bora ^ ch'ella ft licentiaua per partirft y ^ielibeo 

^ d famofo 



Jamofo Pecoraio de Poetly che qtcell^ mane a Tacit o bauendo 

tort at a a donar njna giuncataye due caci frefihijo. cafo ft 

trouo mi prefente^ ^^ njdl la domanda da quella grandif. 

Cima Monarchia fatta a Tacitoje fece mBan%a y che non^ 

.partiffe y perche a quello :> cl/ella haueua^ moftrato defideriq 

di fapere :, egli fur all' bora haurebbe data fubita :, ^ intk^ 

ra foddisfatt'iane . zAlThora e Tacito j e la Alonarchia Ro^ 

mana fi rifero di ^Alelibeo y e gli dijfero ^ che tacejje ^ e che 

undalJe a guardar le pecore y che era il fuo meftiere. oArdi^ 

tamente replico all'hora Melibeo y che delle cafe dt Stato niu^ 

na altra forte di hmmini rneglio fafeuano difcorrere y e deli^ 

her are y che i PaBori^ e che beati farebbono i Prencipiy fe 

tiel gouernare ifudditi loronjfafjero la medefima carita y che 

praticano i pecorai nel pa/cere la greggta loro y felic'ijfimi i Pq^ 

poll fe nell' njbbidire i loro Prencipi imitajfero le pecore . 

£ perche e Tacito y e la ^ionarchia T{omana, deWardita , 

e rifoluta rifpoUa di quelH^ afore m^lta rimafero maraui" 

pjiatiy lidif}ro yche liberamente propalajfe il fuo concetto^ 

all'hora cost commcio Melibeo . Potent iffirna Keina to fco^ 

me ben e noto al mio Virgilio) fon Paflor Mantouano y e 

gran torto farel a queHo Canuto pelo y che mi njedete nel 

capoyenelmento^fe efattamente nonpojjedejf ilmio mefiiere^ 

Le dko dunquey che m tantanni y ch'ia gouerno pecore y ajfatta 

mi fon chiarito y che la grande^z^y e poten?^ di nynPecorai<k 

7ion (come credono moltiauariy e ambitiofj flk pofia nell'ha^ 

uer milioni delle pecore y ma che folo fa Signore ditante , 

quante njn buon Pafiore puo guardar con I'occhio y gouer^ 

nar con la. njerga^ e reggere col fifchio ^ Et e chiara la ra^ 

mm ^ perche nel troppo ptcciol rmmero delle pecore i Pa^^- 



flori pmpre ft njeggono mendici : merce che U molt a, poZ 
uerta It coBringe con troppa femrlta a mangere ^ (^ to^ 
Jar l^ gv^gg^^ l^^^' t^d mediocre numeroy done fempre fla, 
poflci ogni perfettioneyfempre fino I Pafiori facaltofij e fe- 
lid s one neWimmenfo per quclU d:fficolta di gouerno ^ che 
Jeco porta ^n fproportionato nmnero di pecore alle forzedi 
i^n httomo fob ^ certameyite ptricolano : ond'e ;, che /e^ 
nufere pecore nelle rnandre fomrchiamente nvtmerofe per 
mera trafcuraggine di chi le regge ft njeggono frnagnre pri^ 
rna y e morir poi di mera necejfta . Difordine -, che ficagio^ 
na, per che le mandre di fproportionata grande^^zji^ t7injece 
di Gttimi inftittiti yf nueggono picne di brutttjfime confufio^ 
ti: (^ e njenffmo il prouerbio da noi Pecoraicosl frequen-- 
temente detto ^ come hen offeruato^ che le poche pecore non 
fhpplfcono a i bifognidella cafa dinjn Pafiore^le molte ba- 
Hanoy le infinite ^ generando confuftone^ an%i fono di dannoy 
che di utile. Feliciffimi i Prencipi^ e le Republichefe dal gran^ 
diffimo Dio haueffefo riceuuta la proprieta. de' Cameli ^ di 
fiaccarfi con I'humiltk in terra per effer caricati del pefo del 
gouerno de i Topoli , e fapejfero par fine alia fuperbid^ , 
C> alia amhitione con leuarft in piedi y e non n.)oler y che (I 
nggiunga loro maggior pefo y quando quello y del quale fono 
flati caricati proportionato conofcono aJie forz^ loro. Ma ^I't 
huomini per giufto giuditio Diuino nafcono con I'mfelice ///- 
gordigja di tutti i giorni della njita loro affannarfi in ab^ 
bracciar 'un pagliaio grande di fienoyper auidita di portar^ 
lo in ■'una folnjolta tut to a cafits ilquale cadendopoi loro per 
ifiradaj dopo tame tnduflrk ^ e fatiche fi auueggono allafi- 

Dd 2 nedi 



*>/i R A G G V A G L t 

he di hatier ftidcito mdarno . ^indi e ^ che da miUe fektiu 
tOy e Piii anni in ^tu y ch'io ml trouo TPaftore 7ieW Arcadiay 
fempre ft fono contate nella mm mandra folo c'mquecento 
ptxore y lequdi perche del cont'muo ml hanno dato d Jicuro 
fruada'^no di clnquecento fctidi I'anno^ aumnturciuffimo fem^ 
pre fono fiato gmdicdto tra tutti i Taftori dalU nofivd Ar- 
cadia: oni'e che infUidfimo giudtco quel Pecomio ^ che ac- 
cecato dall'aaaritia con prouederjt di molte mandre di pe^ 
core crede di poter drrlcchire'innjnfolgwrriQy lequdt noru 
fOtendo ejjer tutte guardate da quell'occh'to del Padrone ^ che 
fa ingraffar le pecore^ eche e la fomma felicita della man- 
dra y fempre le da in guardia a gar'^ni trafcuratifimi y e 
molte njolte in afftto a que crudelijfimi pecorai y che per. 
Auidita di cauar fopra la forza delle pecore njn dehole frut- 
to y non curano di mandar in ruinanjn gran capitale. V^Q^ 
tra noi altri Pecorai fono mancati gli Aleffandri Magni y che 
ter isfamare I'arral^htatay ^ awibitiofa fame y che hanns ha- 
nut a di dominarcy ne meno fi fono njergo^nati do mandar al- 
ia ^laefla di Dio y che creaf'e loro nuom mondi : perche ?iel- 
la nofira oAr cadia in particolare p e trouato Men ale a per- 
fettio emulo y e capital mio nemicoy dquale credendo y fc ha- 
ttifjc fatto acquiflo di maggior numero di pecore di quelle 3 
che p(^ffggo io y fuppeditarmi y non fl contento della greggta, 
di cinqut cento pecore y ch'egli haueuaymayper farji ajfoluto 
Monarcadi tutti gitalin Pafori deltArcadiaypiglio danari 
^d n,fura y njende la maggior parte del fuo patrimonio y e 
Tadunata y che hcbbe huona fomma di fcudiy di Spagna y di 
francia^ € d*Inghilt^rra ^ done feppe ^ chele lane erano per- 
' fettiffims 



^ / T A R N A S 0. irj 

fettijjime con eccejfiun ffefafice ^enir tre mmslre di cm- 
qmcerito pecore tnj?myleqtiali ejjendo forafiiere , e non co^ 
pojcefido it Pecora/o y ?ie mtendendo U ijoce j ^ II fifch'io 
di ln'i X poco bene la, mattma njenmano condotte d pajco-. 
lo y e rimenate U fevA alTouile : onde Menalca per ridur^ 
re aWnjbbidie?iz^a I a greggia y che fimpre dndciud errandoy 
attiz^Ko loro addofp) i cam : iquali come qtielli ^ che alle pe^ 
core erano Hranieri :> da ^Jfe fipra rnodo ejTendo odiat't:,tan^ 
to maggwrmefjte d.'i fdegno impUcahde ji accefiro contro lo^ 
TO y quanto aWodio naturale ft aggmngeuano le ojfefe : le^ 
quail cofe net cuor delle pecore generarono ofimatlone , di^ 
fperatione j ^ inobhedienT:^ tale ^ che In fimmo horroro^ 
caminciarono ad hauer i Paftori ^ e la guardia de cam . Ol- 
tre che cotne prima ji accorgeuano di doner ejjer munte y e 
to fate fuggiuAno ad afconderfi ne hofchi ^ ^ aWhora fk che 
chiaramente conobbero tutti i 'TaBori delF Arcadia ^ che la 
difperatione sa conuertir in Leoni gli fleff Conigli : perche 
nella greggia di Menalca molte pecore Spagnuole a tal ter^ 
mine njennero di rabbia y che fino fecero proua di morde^ 
re il Paflore y le Fran%efi per mera difperatione diedero 
de' calci nella fecchia y done prima ft crano lafciate mun^ 
gercy e le pecore Jnglefi per ?ion njbbidire a i Pafioriftra^ 
nieri y per non cjfer ddaniate da Qani foraslieri y afeyien- 
dofi dal mafigiare le herbeypiiitoflo ftelejferoil morirdi fa-^ 
mcyche ^iuere in qtiellafenfttu. Maggior flupore fu ,che qtieL 
lo fleffo frutto di cacio y di lanHy e di Agnelli y che quelle pecore 
lir oilier e tanto njolontieri dauano a i Paflori loro di Francia^ 
di Spagna^e d'Inghilterra con occhio coiipej^imo uedeuano torfi 

da^ 



^iT4 X^A G a V A G L7 

da Memlca ^ cheparendo loro di Ttrannicamente ejfere afpijfi' 
nate ^ non che maltrattate j, hauendo conuertito il pUnto del- 
le loro calamiradi nel nfo dinjeder ruinatoil loroTafiorey 
tnoftYmmo fentir ddetto di ejfer dmenute infeconde . Dal- 
le nouitadi di tante miferte trouandofi Menalca anguftia- 
ti^'imo y e fipra modo af flit to ^ per indmre le pecore alia 
tiecfffarta njbbidien%a fti^ for'z^to far njenir di terra di Suit:^ ' 
.^rinjnnuouo reggimento di Cani : ilqual rimedio riufci non 
, rneno difpendiofo :, che infelice . Percioche i Cant hauendo co~ 
minaato X incrudelir contro le pecore fino al termine di man-- 
marfele ^ cost hrutta crudelta opero y che con la njiolen%^ 
delld dominatione in quelle pecore crehbe njna porterHofa^ 
oftinatione di nonnjoUr njbhidire : onde il mifero ^ienaU 
ca afflitto da tanti mali prectpito neW njltimo tnfortunio di 
prefiar fede ad njn Viorentino y feeler ato macflro della Poll- 
tica y ilquale gli diffe y che non con altro pm ftcuro modo dagli 
dccorti Paftori (t procacctaua il feruigio delle pecore for afliere y 
C^ inohhedientiy che con ifmagrirle.PrecettOy che come prima 
fu pofto in atto pratico y cost dannofo riufc\al Paftore^ (^ 
. alia greggia y che dalle pecore gia tutte diftrutte non poten- 
tlo Menalca cauar pilu cacio y ne Una y tutte di mera nccef 
ft a y ft njedeuano morires (^ in ^un fol mefe I' infelice per 
dctte il jrutto y (^ il capitate y e con rift grande di tutti l 
Paftori deir Arcadia y di Paft%r feliciffimoy cloegli eraydi ijna 
Tiohdiffima mandra y per la fua auara ambitione diuenne mi^ 
fero mere at ante di pcllidi pecore y in felici reliquie della fua 
Ucrimcuole mercatantia . D'fordine gramffmo y e tutto ca- 
gwnato dall'igmranT:^ y che hanno gli huomim delTAritme^ 

tica. 



-D I T> A R N A S 0. '2rs 

tied Vdftorde ^ Uqude In tanto e d'merfk dalU mercantile I 

che fi njfi negli dtn negotij ^ che a Menalcd ^ che m c'm^ 

quecento pecore gudddgndua cinque cento Jci^dt I' anno , non 

r'mfcl ben il conto di guadagnarne milU in njn miglldio : 

Perche nelT Aritmetka ordmarla e co/a njerijjima^ che dna 

njolte cinqm fa diecl^ tre ^uolte cinque quindeci ^ e cosi 

di mano in mano^ ma nelT'abhaco dell' AritmeticA 

T aft or ale duenjolte cinque fa tre^ e trc 

ijolte cinque fa '-uno ^ quattro yoU 

te cinque fa quel -^ro ^ che 

manda in rouina chi per 

troppo abbracciarc 

ftringenien^ 

t^ - 




I VIK- 



^ i 



K A G Or^ G 1^1 



I VIRTVOSI Dl PARNASO 

nell'Affemblea di Focide dcciddno i\ 

ineftierdeirHofte, ercfercitiodi 

far THofteria efler nobiliA 

fima virtu heroica^ . 




"^A G GVAG LIO XXXXVIIL 

ELV A(fembleci y che li gwrni pajfa* 
ti diti ZJirtuofi fu celehrdta In Foci-' 
dcy per decider e dcune controuerjie y 
che ruerteno tra le Sereniffime Vir^ 
tudiy conjiuporgrmdijjirno d'ognuno 
fu nfoluto llmeftier deWHofte^' efer* 
c'ltlo dell'HoJterU non arte for dida^ma 
effer pregidtijjima Virtue Heroica:> folo degna di queglihuo^ 
mini mamanimi ^ di quegli [piriti grandi ^ che nati alia lU 
heralita , ^' alia Jplendidez^ y non pojfono foffrire ^ ch^^ 
le horfe lore habbiano i lacciuoU dell'auantia y eche glifcri^ 
gniy doue ferbano gli fcudi d'oro ^ fiano ferraticon la chia- 
ue della pitoccherias non ad altro ftimando quefli tra le gen- 
ti efjere flato introdotto I'njfodel danaro :, che per facilitar 
a gli huo^nini magnammi toperarnjirtuofamente. Vecemag- 
giore lamarauii^lia dl tantanotiita y I'eJJerftinteJo :, che i Vir~ 
tuofi ti^tticosl '-umamente ynanimi concorfcro a quella dichia-' 
rationC:, chepoco manco^ che ejcrcitio prima tenuto t ante fir di- 
do per I'ottaua non fojje aggmnto alle fette Serenijjim^ 

iArti 



» ? P A R N A S 0. 2jf 

Aril Libemli i e peuhe U ^ti pleie de Letterati j ruede-^ 
'Ua,^ che 'fa,mdofso tanto incredibde fer yeroyemuA approo 
UAto diC piu 'Nobdi Joggettl di Far?iafo^co'agrandtfJim(t dif^ 
ficoltk sinducexid a, xrederlo n^ero : perche aAriftotde^ PU-^ 
tone:>Auerroe^ @Jr nltri molti Letterati njeterani delkpri^ 
ma cUfse ^ con encomij grandi efaggerauano U frudentt 
-rifolutwne delt-Afi emblem :, con fefs undo tatt't:, che ne Arte 
piii Nobile^, ne efircitio piu honor at o^ nv njfUrapm'xnUe (I 
poteua efercitar dagli hdomim Grandt y che qrtelU deli* 
Hosierut -s qucindo perl con le debite circonfpettwm eran» 
■alloggmti certi pafsaggieri -qualificati ^ che nell'occajione dc 
-bifig?n 3 che cosl fpefso corrvno alU giornatA , con me':^^ 
(^ impennata d'mchiofiro ^ con njna foU purolina ^ vo^ 
■teuano bear L'Hofle j e non folo pagdr U cena y e lo ffaU 
Ut'ico y ?nA rifiYcirlo di tutte le male fpefe fatte conJ 
mUle :, che hanno mmgiato a fcrocco ^ e tlje feno pafl^ 
fail per bardotto . Onde molti Ji feno trouati in ^ar^ 
nafe huomini generofi , {S/ mue-K^i alia Nobilifftm.'U 
oAgricoltt^ra di fiminar beneficij ^ per mietere qratitu^ 
dine ^ che fubito ^ dopo tanta dichiaratione ^ feno corfl 
Tielle Brade piu maeftre ^ doue haww fabbri-cate commo^ 
dijjime Hofterie ^ per pigliarui degli Storiont con vli ha^ 
mi:>'inefcati con le Sardelle. Ettllluflrijfimo Si^^nor AU 
bcrto PioConrediCarpi.e delConfiglio di State di fuaMae^ 
fa, per Corrwro 2 pojla feedttopngran dilige?i-^a,deIUno^ 
uita di coslfatta rifolutione fece amufato it {uo Nipote T^ 
TAFIO A C ^A VI VA.chefi tromrn ndU Cone di Ra^ 
ma.^eftofingoUr Principe foggetto d'animo emmentijfimo ,e 
degnojucccfeore defeo'iVirtHofifsimi Antenati ^ come prima 

£^ hebb^ 



2jB: R a G G V a G L t 

Mehbe lette le lettere di tanto auui/a , mo72to mile pojitfy 

e ruolmdo cor ft ndUfiradiL maejira-y che. da Roma nja im 

lofcarmy ^ incontdnentt in. ZJkerho- apn njna puMlica ^, 

€. l{ealchoJieriayCon la famofa wfegna del Leoyicino a'^^^r^. 

to s doue allagrande alloggiauattittt i Frencipi f>afaggierty, 

e gli altn galant'huomin't y, ch'cindauAnoy e rt>emuam s (^ 

iltutto: con t ant a. [elicit a dell'Hofte j che. due njolte JJ?len^ 

ilidamente hauenda- alloggmto I' Illujir.ijftmo C rdinala Nic- 

colo Sfondrato y quando' egli foco- dof(kfw ajjmto al: T^on^ 

ttfcato y ricordandofk della huona Cera^ che daWHofie II fu, 

fatta. m Viterbo> ^ ^ conjiderando la Nobilta. del fanguey, 

^ tl cumulagrande, delle n^irtk , e de' meriti ^ che. con^ 

corrcuano in yn tanto^ Vrelato ^ la fece chiamare a Romay 

e fat to- conto. con: ejfq Itti di quello- y ch'hai^'Ca mangiato aU 

lafuahojieria.y con Nohdijfima.gratitt^d'inelipagoijn in^ 

£alatadi Cicoria: cotta-y ^vna mine (Ira. di BrodcttOy O^njm 

pro^ accommadato- fitto. le. bragie con la f^lendidijji^ 

ma monetadella. dignita Cardinalitia :. alia bar-- 

ba di certi yiUjJtmi fitoechiy che lacom^ 

moditkyche da njna cafd. difare aU 

loggi y laqual deucejprefii^ '^ 

tnatayenturagrandcy 

noftmrgognano 

dt chiamar 

fofrof. 



vn 



VOf I rp A K 2V A S 0. 



^ JSf. 



YN LETTERATO PER HAVER 

detto, il Dtielloalcune voice eflcr necet 
fario , feueramentefupunito* 

HAGGVAGLIO XXXXXFII. 




LTO memorab'tle per lo luguhrt^y 
fine ^ ch'e//a hebbe ^ per alcu?n infe*. 
lici fii U d'lfpiitd , xhe tre giornijo^ 
nofegui tr a, dcun't Letter dtl nelpof^ 
tico Peripatetico , Je foffe ftttto be- 
ne J che ftid Mae^a, fottopene tan^ 
to feuere hauejji gli anni pajjat'tpro^ 
hibko il Duello :perci6che no cost to'fto cos} fiatta difputd hebbe 
fineyche quelli ^ che hdUCitno detto ^ doe molte ^uolte trci I 
folddti -3 Csr" dltre perfone ?2afccndo dijferenze tali j chtt^ 
non con altro mcT^ fi polp)no decider e ^ che con la njio^ 
lenzjt delle armi ^ // duello era necejj^arlo -^ fubito furom 
cattnratt ^ e poco appreffh condennati Mia '^-uergognofa pe^ 
na della galea . Accrebbe lo Jiupore di cost repentinxj 
efccHtione fejferft chiardrnente conofciuto^ che la fteffa Se^ 
renijjimaGmflitia ^ laquale in qual fi njoo^lia ne^^otio non.9 
math a mo fir at o pajfione ale una ^ in queltoccafione:, nondi^ 
meno non celb lo fdegno grauijjimo ^ ch'ella hauea conce^ 
ptito lontro 'quei condennati . H^icono i piu fa^gi di que- 
HaCorte ^ che con mo It a ragione fi e njedutain lei tan fa 
•alteratiGue ^ parendole di ejjere sLtta da quegli jfacciztl 

E e 2 pli7lt£i - 



^220- K A G G V A G L t ■ 

"puntix troj^po ?/el nj'mo delU fiut r'tfHtat'ione ^ hmendo ar^ 
^to dire ^ ejj^r pojfibdc ^ chc^ nufchmo djjfcren-^ tali. t)\i 
^11 huomnyk ^ cht da, lei j, fen?:^ che altri yenga alLt yio~ 
len'K^ del crudele yfo del "Duello ^ con le fie Leggi noru> 
toljono ejjer decifc ^ e terminate. 

I DVCHI, I MAPvCHESr, E GLI 

Altri Titolati di Parnafo rilentiramentie* 
fi dogliono con Apollo, cheiltoro honb^ 
ratiflimo titolo di Ecccllenza vcDga vfaco 
anco da Dottori diLc2:2:i;e di Medicina,. 

r^A G GVAG L I O XX XXI X^ 

e^'^^^ e^ mo die del Due a di Az^nippe lafet- 
}^^^^pM nid'fM paJpLti^t di y-na. moltO' pericolofa 
^4,^ fehbre cadette ijjferma ^. ilquale fiihit^o- 
^^0^^. fiee fir Collegiod/piu.prmapali AleJ^: 
-•^-^s^^^^fj^h ^i di. qucfiit Corte > daua,U ^ come S 
'^^h ^fi^'*^ ^ 72egQtij y ch.e griinacmente^- 
^remom ^ ferfiiutmaggwrfiu'Llisfit.' 
ttone njolle trouarfi frefinte ^ (^ accadette y. che 7ncn.tr.e- 
ijual medici collegiauano infierne ^come e lor.o coBumc :, y^ia^ 
honor atia< I'altrocol. titolo di EccelLm^a : di.che cosi fittn-- 
tnente rima.fi HonMcato il Duca^^ che 72on pot.endo fiffrir.ej, 
che titolo tanto pregiato- y d^uale m qtiefla, nofl.ra eta cos}: 
e amhito^ da gli huo7?mi gra7idi^da quei s^cLwi Dottornc^ 
d rvenifje firapa^z^to^ fi?2:!^ii.curmfi di fiper quelh y chs 
tifUtie^cro :>f parti dal ColkgiOy efiu a tronar moltt Frin-^ 




^7 -T A K N A S V. 221 

tlft yche ^od&no il titolo deWEccellenzd ^(t q.mii diffey ch'S 
doi^eano far teflii,e in 'modo demzo non f>p port are ^che-.n^m 
titolo tantofcgnaUto da i Medicine da i Dottoridi Lc(^gi<^'en, 
mfp abtifito ^M Dl ma7ilerd a qise rPr'mcipi pdcqutel'ntiuifa 
delDii'Ca^ che fabito Jl jrfejcnta^^ano m^tntl Apollo :, col quale 
amar^me?ite fi dolfcr&ycheil titolo Ducde di Eccdkn-T^nje- 
n'llje njfatoda que trim all '^TJottoruccl dl Legge^e dlMedl- 
mia ^a qvt^all fouerch'io erall titolo dl ^hfpre ^ e cbc pero 
Jhppllcamno fna Maeftk dl pronedere aWlndennlta dl tmtt 
Titolathche fortemente ft chlamauanoojfeft. Apollo ultra rl-^ 
fposlarmi diede a quefil :, eccetto chefacejjerocltar la parte.:, 
come fti fatto . Ondcil glorno yegnente auantl fna Maefta> 
compartiero i Dottorl deW^ona^ e dell'altra profejfione ^ Iqaa- 
IhejJlndoprefentliPrenclplloro auHerfarij dijfero ^ efjercofi 
,7iota a.d ogrlnjno^:, che I Legisll^f^ t Medici Fljicl ?mlto Prlma- 
furonoal Mondo- de I Duchi /tquaUparena, ;> che haHcffero 
^hauuto principlo folo dopo che I Cotl^ e le altre "^arlare 
Hat mil ejfendo pajjdte m Italia in picciole ftgyiorle la dlul- 
fero tra dl loro ^ per che I noml de Duchl yde Marchcfi^de 
(jontl:, e degll altrl Titolathnodcrnl ^ nonprhnadlaWhorct 
furonomdi '-uditl^, eche cos} I Dottorl dl Lc^^l^ycome I Me- 
dici dallo fief so prlmo glorno ^che tra gll haomlnl nacquevo 
le buone Lettere^ hebbonoil titolo dl EcceUen^a^del quale fo^ 
no mai fempre Batl m paclfico pafsefso ^ e che quei prlrni 
TitoUtl y che ft njidero In ItalU ^ per cofa molto preglata. 
da Leglsil j e da' Aiedlcl plgllarono II titolo dl Eccellen%a:, 
t che I Tltolati effendo ry-^ntitl al Moiido dopo i Dottorl ^ 
egnl forte di Gmflitla volei^4y che I moderni nopotefserofpo- 
glkr dd titolo dl EccdUuT^gll mtlchlpofsefsorl dilm:e ehefei 



22:a KAGGVAGLT 

:Preneips loro a^uuerfarij fi'imauxno^ che pmil iltolo per efjef' 
vfito dit-prefejfori (idle buorie lettere caUJfe di rlputattone 
doHcano laJcUrlo:,e ptglUrricvnitltroy che loro dejje conten-* 
tOyTndcht ben ft dolcuano^che in qticfla eta modtrna. le Se^ 
remjftrnc Arii Liberdi cos} poco rveni^ero fiimate ^ cht^ 
ft trouafe j, cbl fi reatua a dishonor e ^ che i Medici ^ (^ i 
Lettori di Leggi njfajfcro quel titolo di eccellenzj,y che gli 
Anttchi Duchi per cojk pregtAti-ffijna p'lgliarono da i Dottork 
Poi foggmnfero imedefimiy che per eterna gloria delle huo^ 
ne lettere ^ e perinammir gli huomim ad apprender le Jci^ 
€n%e J / premij degl't hoT^firdti fludij ^ an7;J doueano ejjer 
t77granditi , che mtnuiti , A quefte cofe ri^fero i Trencipiy 
^he il primo fondamento fat to da i Dottori ^ che i TitOm 
Uti da ejjl hat4'ejfero pigUato iltitob deW Eccellenzji affat^ 
to era falfiffimo : poiche la maggior parte di effi lo poffe^ 
deuano con titolo onerofo^cornprato a danari incontanfida 
i Prencipi fkpremi . A queflo replicM'ono i T>ottori ^ cheje 
tl goder l'F.ccellen%a con titolo onerofo doiiCAgiouarein quel^ 
la lite J che Vauantin huinayia da tutte le cofe njolendo <a^ 
uar danari y anco i T)ottori deil'-una j e dclfaltra profefl 
ftone poteuano dire ■, che con hmna fomma di fcudi da quel 
CoUegioy che haueua data loro la Laur^ayhauenano compcrato 
quel grade di T^ottorato ;, che feco annef^o portdua U ti^ 
tolo di EcceUen'^^a. Con dilprezj^o ^ e rifo grande re^ 
plicarono i Prencipi :> che cofa molto firana pareua loro^ 
cheiDotton pretCTideflero diparagonar la loro Eccellenza di 
prez^ di cinqnanta fciidi^ con qiiella de i 'Duchi j, e de 
Prencipi ^ che njaleua molte miguaia ;, e che dalla diuerft^ 
tit grande del pre?:^ htnijfimo ji fcorgeua la molta diffe-* 

raj;;a^ 



m t p A Ji n J So: ^2^ 

tenzjt ^ ch'et*U tra l^^na,:, e I' ultra. Eccellvnza. <iAlU Mael 
fia di Apollo cojk ajfatto' nuoucL parue j, che i Prcncipi pm:^ 
fumeffero d't goder tEccelknza con titolo onerofi^ e di0lo^ 
TO: i clieglmo col dariaro shorftto haueano cemprato U fo-, 
Banz^ dclh Stato ^ che pojfedeuano > nori Ll njmlta deltU- 
tolo\ <^U.che i Dottori ^che prima, pojj^adeuanoja fofian^ 
Za: della fiien^a- apprefa co' fhdori ddk perpetue ruigil'i^^ 
con molta ragione poteuano dtre di: alThora: hauer compra-> 
tail titolo di Eccelkii^. ^ che. sborfarono i danari per ha-- 
uer il grado del Dottorato: . A queflo con nun fof]?iro j,. 
ehe ^ufct loro dagli crjltimiprecordij ., rifpoferoi P^rencipi^ 
che la njcrita. era. im contr^ria^ ^ poiche molti: di ejji caro 
prezxP hauetiano^ comperato il titolo fcnzjt Stato y qimndoa:f 
njn caiiello.^ o altro luogo ^ che prima con titolo dv Ba- 
ronCy dl Signare yO di Marchefe pojjedeiiano dal P'rencipe io '. 
to fupremo haueano comperato il titolo dilO^ucay e di Pren- 
cipCyfilo per cjjer honorati con tEccdlen'^ .. Tanto: difgu^ 
fio fcntl Apollo di queflo fat to y che mcontanente con. njti^^ 
fipo edit to agl' Imper atari y ^ d i T^ comando. y che per 
I'auuemreycome da cofa tllecita > da. cost fatta. mercatanti<L.y 
(i domfjero aft mere y. &* a. quei femplicioni ,. che incorre^ 
uano 7ieL di/ordine digettar il denaro ndla. compradel fu^^ 
mo fen'i^a tarrofto y concedette ttitti. ipriHilegij y ele pre^ 
rogatme y con lequali le facrofante Leggt con. pater na ca^ 
vita foccorvono I'indennita delle Vedoue: y de Pmilliy dt 
Matti ^ e delle altre^ per fine mifirabill nel domayidar U 
teflitutione inintegrumy excapiteenormiflim«l^fiOQis«» 
Apprejfo poi Apollo- per leuarfi dattorno. la faUidiofi con^ 
ttomrfia, di. Frencipi^t di Dottorija. commifi all'EccelL 

kntij[pno^ 



tiffimo Tr'ihtinde de Smij Grand'i delle oArti Liberall , i 
midl fen%a. figur^i ^ e sirepito dl gmdic'w 3 con folo '-udirU 
rverita del fatto y in njn fob contradittorio gmdicio do^ 
uef^ero terminarU . ^-uantt que fit dunqi4^e ejfendo compcirji 
i Duchi y &" i Dotton^ dopooj^contrafiodipm hore^fm^ 
tentmrono quel Slgnori y che fe bene tltkolo dclt Excels 
ien^i y che yfmano i Dottorl y e chc fi daud a Pren-^ 
aPi y e?'4 delia medefma materia y qnalita. ., e fofian-zay che 
nondimeno ne' Principi con rEccellenxa fi honor attano t bc^ 
ni delta Forttma y ne i Dottori quelii dell'animo . Farnt 
M'hora ai Dps^chi di hai4rer 'hauuta la fent'enza'fauoTabde'^ 
onde con run rtfi di dijprezs^ a i T^ottori difero qHeft^_j 
for malt parole : ^^efi SignoriGiudici yi hanno pur n^n^ 
njolta chiariti per fempre . A quefte parole i Dottoriy che 
nel loro fecreto fir i fro della fempiicit.i di quei TttoUtiyper 
nonitttorbldar ifaPtl kro mn ri^f^fro c<fa dcuna . M(i 
come prima l Vrencipi co' loro Atiuocati conferirano quan-^ 
to era pafiato y e rudironx) che la fey/ten'^ era s^ata fatio* 
rabile per li Dottari ,, apprefjh fua Maefta feccro gagliar^ 
da inftanta y che fojfe loro ammeffa -tappellatione . ApoU 
lo annoiato dalle inftan^e de \Pr€ncipiy dijfe loroy chefiquie^ 
tajjero y poiche quegli imuliuano thonorato titolo dcll'EcceU 
lenT^ J che lo comperai^ano co dan art y 72<in quegli y che c(y 
pretiofi fudori de^i Hudiij lo fi haueano guadagnaU : e 
che fe i Due hi y c gli altri Titolati in infmito njsleuan9 
efalur U per f one lo?v y po^icfcro- mano alia borfa y e con 
beneficare i 'Virtuofi prefefiori delle buone Lettercyfi licquh 
fiafjero lo [^eciofijfnno Titolo di LiberaU y ilquale apprejjg 
gli huommi dijbdo gmdicio ^ c di fno intcUctto in tMito 

piib 



^lu, njdcuA dcll"Eccellm%a, Dticale ^ cbe dl grm Imigtu 
era, flhnnto atim'T^re qtiello deWiAlte^^ » del Serenijj^» 
.mo y € deUaBeJJk Sacra, Cefarea Mae fialmpermlo^. 

VN MAR CHE SB DA S C I^ 

pione Aramirati hauendo fatta fare^ 

la Gene alogia del fuo Cafatocosi 

mal feruito fi troua da 

lui,che vuolripe- 

xereilpremio 

dato^lu 

"J{^A G GVAG LIO X. 

DM E prima Sapione Ammlrati gttm^ 
fe in "Tarnafi aprl ynapubhlkahot- 
tega p doue fin bora fa d me flier t^ 
di compor le Genealogie ^ e fabbricar 
gli Albert delle Cafe pm llluflrl^ neU 
qual eferckio €gli ha Vingegno tanto 
accommodato 3 che fale prime faccen- 
de di que flu Corte . Hora Accaddette:,cheU-meftpafJ.kti^n 
Marchefe di qualche qualita to ricerc^j, che li fkcejfetjlbe- 
TO 3 € la Gfnealogia di tutto il fiio Cafato^e x:he ogni sfor-KO 
ponejfeper efattamente ritrouared primo j)rincipio di^ejfo che 
della fua fatica :, -non gli farebbe jfUto ingrdto j e per ar^ 
ra J e parte di paqamento gli conto dugento fcudi d'oro, 
Tiit' me ft peno in quell' opera I'AmmiratOy e finalmente della^ 

Ff fami^ 




^29 ' 'k A G G V A G V~t 

fdmlgiiA di quel Slgnore trouo tatto quello ^ c}?erd fiat^ 
f {[Me ^ e ne fcrlfe <-vn efatto njolume . Si njadeua. iru 
qucUd GenenlogM :> che git aAntenAtl di quel S ignore p^r 
pit di cerit'ar/nieramfiati Marchefi ^ e che il frimo ^ cht^ 
dclU fud Cafa p(^jf(^dtjfe Stati j, fn ^z/n Ccifitano:^ che j p^r 
haner hen ftrmto ijn Imper^dor di Germanic ^. fu rimu^ 
7ieriito di njn Cafiello col titoloycbe fi e dettOydi Marche- 
fe . Il T^adre di quefio Capitmo trouo taAmmirato ^ che 
fu Medico^ e che il Medico fn figlimlo di runa Notaio ^ c 
cheilfadredelNotaiofunjnOglieraroriato di yno Shirro^ 
che per dcune rihdderie sbirrefche fu, impiccato j qucflo 
shirr fi from :, che fu figliuolo di njn mataraT^^ro ^ che 
Tjacque di njn Gentdhuomo Sauoiardo ;, ilquale hduendo 
cong'iurdto contrcr it juo Frencipe fn fatto morir prigione > 
il figlitiolo del quale nell'eta fuel rnolto puerile dal Prenci-^ 
pe di Sauora ejjendo Bato mandato m difperfione j per me-- 
rm caritadd Mataraz:K^ro~yebe fi e dettO:, fu pigliato ir/ca-- 
fx _, iiqude hauendogli infegnatit U fi/ arte :^poco appref 
fi fo fi adotto' per figliuolo. Il Ge?itilhuo}no Sduoiardc^ 
fufi^Jimh di njn Conte di gr>m mme, e trouo tAmmira^ 
tOyche d Padre tAua^d Bi/auo^i^ il Tritauodilui per pips 
di tvcc£?ita anni fi erano matitemiti grandi in quella Con-- 
tea y Uquale fu acqui0ata da njn Cortigiano molto fauo^ 
rito dal Prencipe di que^ tempt . ^elUo Cortigiano per 
firitture atitentichefi trouo efcrftatofigliuoh ydiynccrto 

■ Salomom Hchreoythepoi fattoji Chrifiianofi chianio Arnolds: 
epirehc: quefioHehreo yc?j!ua^daT^^di^per molt a dilige?!^ 

• %ay che i^ijiiJJe njfataydAla fua gencratione giammm mii 
fiiote faperfi ali ro . Ef^JidolAmmiratogiuntofino a que» 

h 



r>J F A R N-A S 0. r^^ 

ito t ermine confegm laGenealogia d quel S Ignore > ilqm^ 
k yeduto che hebbe il <-i;olume gt'cffh^fenzji attr/imentv le^^ 
ger quello , che f contenm<:i^m .ejfo , moj^ro rimanere fid^ 
disfdtto : € fero all'Ammirato fece dono di mille fmdi ^ 
Ma come prima hebbe lette le §forcitie del fuo Cajltto ^ c 
le mdegnlta di mdti foggetth che nella fud Geneaio^ia era-^ 
no 'flati regiftrati ^ ritorno dU'Ammlrdto ], col qaafe dcer^ 
hamente fi dolfe , che in roece di ymtbonorata Gena.ologutp 
ch'eglidefiderctHA da Im^gli hmeffe compofla'vnlibello infa-^ 
mxtorio contro :poi refiituendoglt il libroJidiJJi:,chegliritor^ 
najfemdietro ifmi danmsfercbe egli era folito premiare chi 
ricopnu<i:,non chi fcopriua le fue yergogne,M^ ft quietii qtie^ 
Jto Signer e:, qtuindo dair<tA/nmirato mtefe y ch'era frtiden'ZM, 
mofstrar poca curiofita nel cercar per molti annl a,ddietr9 
tantichita delld fiM Cafa j perche la Ruota di quefto cAion^ 
do girando fempre ^ ^ in hrieue tempo conducendo albap. 
Jo que Hi:, che poco prima erano pofti ne IT alto , tutti que lit, 
che troppo ambitio/amente yoleuano fapereMualifofjero 
ftati i loro progenitori fino a tempi delT^Uu^ 
mo 3 e di. <iAdamo ^ nelle genaologie loro 
trouauano nmnero grande di queU 
le fporcitie ^ ch'egli ha--^ 
uea <^'edute nella^ 



^/ ^ JESSEN^ 



S2S> 



R A G G rAGLt 



ISSENDO TRA I VIRTVOSI 

nato dubbio> fopra la verita cii alcune Sen- 
tenze, e Detcidihuominifaggt, nclla Die- 
ta generarecelebracaiaHeliconafu difputa. 
to.erifoliicofoprailverafignificacodi eilL 



KAGGrAGLia LT^ 

Je^t' yW^' f^^^i ^^ qtult njimrw t ZJirtuo[t iri^' 

YT^I^ ^f'^^fi^ SUta.fono: t Detti:, k Stnten-^ 

(t^^^&^i^' 'i^yi&T ^ K^fponii de" Sapnnt'iL e. ptm 

"^M^^^ efqmj^tijji/nix: dilmnzn fi t^/T?. d<i^ 

^^^^^^!SM oApGllo:, accio f?i:rfittam.entejUno ve^ 

ri^ comt^itam£nte buoni ► E ferche. ?noU- 
it ^icrni fono fifr^t Lt njeritii di alcum di ejji. ^jeLetieratl 
Tidcque dubhio ff^i'ide^come in occajjionitiUi s. caBumi^jper 
fidbiiir r/c^otio dr tanto rilieuo fa intimata- la g€?i€ra.l die^. 
ta deVirtuofimHelkonainellaqt^aUfie: rifaffuto , eke pris- 
ma fti rimeatom dubhlo yfe. Icl tmto tntaScntenzcVyche- 
le biiom piXYole y &^lcattm fatti ingannanot fdvt^ij ^e i 
mxttl: affidHtdrncnte. fofje njera.^^ Per la pnrte.afprmMiua: 
tennero- rnoltl ^ dke?ida :, che a. tal colmo di pcTjhttx:. dop^ 
pie-:^- eraarrrMtto I' artificio di molt Inge gjn moderniyche injt 
mte buone perfone fttrouauano y che efsendo ftate pafciute: 
dib!4>ov.i, pcir(rieyCQ^peJfmi fatti pot eranoftate rimiineratc: e 
€betutto il giorno [i ^cdem > che gli hiiormni.di?pp'f cont^ 



ly T P J K N A S a '229^ 

fallm parole lore aggirauano gl'ingegnifchhttt: qualij, a?icor 
che da rnolti fojjero r'lfutatlhuomini fagdci :>oue mcol'io p,u~ 
Tea loro :,njcTgognoJ'a?nc7ite menauano per lo nafo . Con tut^- 
to CIO dalia parte maggiore dell a' Diet a fu r'lfnuto- y ch<Lj>. 
?ie' tempi a?idati con molt a. ragione Ufentenza fn accettatdy 
t praticata per njera ^ ma che hora.per lo fouerchio ardl^ 
7^. deglihtiomhnfimHiati y che acarte fcoperte fi^zjedeuano^ 
cfercitare il njergognofo meftiere del ridere^ ^ mga?inarey 
anco: gll huom'mi ptu. ro-^ :, (d/ ajpatto idiot i j talme?it(L^ 
haueano apertt gli occhi ;, cheplo a quello dafido fede 3 che 
di me7:jo ((lorno njedeuam occHlatamcate, e toccaiMno con 
m.ano , le buone parole ^ (^ i cattini fatti folo ingarmawa^- 
720 i mattL tperche gli htiommi faggi y che ft erano aime-'. 
dnti degli artificij di gente t ant feeler at a ^ non folo noyu^ 
dku^ano ioro fede alcuna j ma havtendogli in. concetto di 
furbi- 3 e di mariuoli da '^erlma y li ficggiuano come la^. 
pefle. Onde qucfii taliy coslye.dendof^fcorl/acchiatipergen'-- 
t.e, doppldy piiu ?ion ardiuano comparir tra gli huomim ho-^ 
nor at i :, ma come, le Clucttey (p^ i PipiJIrelli folo cammirja-'- 
uano di notte.y accio che le tenebre^ ricoprijfero.laimoliain^- 
famia Ioro. Apprefo^ poi ftc.poBo in Confulta-y fe. la tan--- 
to cele!?re fentenza y. Omne foluai forti pacri3:e[V, ^Z-^ 
folntammte fife '-usraj- nel primo^giorno}^ nelqualelaSen-^- 
ten^a con- ardor grande de] Vi'rtmfi.fii. dij^titata^y lan^ie-^ 
ta. inclinoy chefojjc^ error: gr me, dtimtar.clirunaSentenzjiLi 
fno a: qt/Al'giorno dair.^unamme. confenfo. dellc. Scmle- ttitte: 
tennta. irrefvagahde .\ poiche apertamente ft. ^ue leua > che. gli , 
hiiomim njvttuoft ^ i Joggetti.di ^^alrrcydatmnqti&.andat^anoyy. 
iraao. accare7:^tiy (^ abbracciatise chsvdlafua.T:atrianmnx 

I^rojeta, 



■230 K A G C V A G L I 

frofttd effcndo accetto^gli huomni di dnmogrmded'i ctio? ^ 
mrofi con molt a mgtone qmlU ftmauano patria loro ^ doue 
la ruirthdiyn hmmo fegrmUto ern tenuta in credito^edo^ 
ue non reonando ttnuidm deCitt^Jini :, altri era ftimatfi it 
mtflo fti^ pcfi s che qiici folo cjuelld dommo chiamar p atria lo 
TO:, done er ana nati: cheperU loro inettia fmr delta lorca^ 
pi perpetuamente rznaetuna odioft foraHieri . (^on tat to 
cio njtnfe la parte jy che te^uuala contrariaopinione : ondela 
ScMcnzd ;, comefalfay ft4> fiuocata . Merc} che da Virtuoft 
della Dieta de dirC'fXo^ellafi' trouataejjer contrariaalyoler 
D!(^i??o^percheper ri^jetti-^ncogniti a gli ht^omini:, alia Mae^- 
ft a del gran de Dio non ejfendo piacmto di fahbricar lim^ 
menpi machina della terra tutt a fertile ^t at ta amenaad '^it- 
TnodoyC pur haiiendoegli ^-vohuo^checosl dal genere humd^ 
no i piii Alpefiri mo?iti fojjero habit ati ^ come le piu^fe^ 
conde Maremme :,.€ cost U l?aefe Aggjoiacciato^e I'Abbrucia* 
tOjCome il Temperato^ con prudenza degna di lui n.el cuore 
de-7li huomini inferl quello fmfcerato amore della V atria ^ 
the di mo do offufca tl gmdicio ^ e rmtelletto i Itrui ^ chc^ 
airhnomo :> creatura di cost alto Jap ere , ha leuato laco^ni^ 
tt07K del migliore s poiche quello Jo lo Jlima paefe pm delu 
tiofo 3 oue egli e nato . Amor tanto necej^ario ^ che quan- 
do dt lui fojje priuat'humana creatura^ abba?^donando i 
luoghi alpcjlri delk oA/pi y gli agghtacciati Faefi del 
Settentrione y le abbruciate comrade Aujirali ^ con irifi^ 
f/ita confuftone del buon njmere tutta farebbe cor fa , 
ad habitare i Paeji temperatt deU'Europa ^ e delt^jia • 
£ che dt quefla yenta chiaro tejlimonto ne rendeaatio leficrcy 
(^ ognaltro animale^ iquali^ gouernandoji co precetti 7ia^ 

turali 



mi 1> A R N A S 0. 23 r 

t nr all Jn quelle CmtrAdd perpettixmente fi njedemno'vmt^ 

rc^ouJeJjl e)\mo7ia,ti :,^ uncor che hatijjlrj U^zr::hctta dalle 

aiiyC tan/it a del piede^fi content xnano 'no dimeno del fo.co-gim 

del rmtiitoFaep loro : che fero LtLepre d^tcam yenend.o ctc^ 

data dal faj coiide ^ cost nel fug^rda efjifi fpatientana net 

t-ueder niume contrade ^che pm de dentl de Cvil te'menh I 

ntAoiil Itio^h'h cloelUyedeua^ tornatiaatnorir ncl paefe n:U:mj 

dond'era (Icita fturhata:chela curiofa djligen%^ degli Imomlnl 

pM njdte haueua o(JerHatO:,che le K^ndim per cost lungo trat^ 

ta dimareyC dt terra fapeuano ritornare a nidificare iiellx^ 

c of i me deft ma onde l\Anno'mna7izi ji erano partite. Dopy 

qu€ii{t Sente'fiT^a :, da Signori D^piitati dxlla Tyieta, gran^ 

dementi- fii- duhitato della ,<-uerita del Profferlni):, I*Q{ki' 

•n.i lente : e fi< detto , che non ejjendo poJJibUe in njunm^ 

p3 medefimocorrere y ^ andar adagio y che ta Senteii^ 

v^ m fi contenetia due cofi contrarie y e pero impojjibili 

ad effcr praticate ■> mere} y che la le-ate%ja in mo do dcuno 

non potena Hare con U celerita y e che non era . pojjibde ^ 

che in quel negatio^ altri njfi-jl matmta di co?ijiglto ^ r^el- 

quale fo?nma prtt'den^ eraprecipitare: (gjr ^ queflopiirticoU-^ 

regrandementefw lodato il purer di Tacito^ilqualeliberamen-^ 

te difjeyche Nullus convftationi lociiseftiii eoconhlio^ 

quod non potelllaudarij, niii peravftum :merceche Non ^^cfto 

conctatione opus, vbi pernidofior ikquies^quam te- J^^jP-'^ 

merit as. In que/fa diaerfita di pare ri^ laljdetay per mcitu^ .^oris. 

ramente terminar il negotio di Senten--^ tanto importantey 

fece chiamar I'Imperadore Flanio VeFpaflano y al qade quel 

Signori domand.arono yCon qualfinfi primo ditcitttegUha'teik 

pMlicata il proaerbio^ F^ftiiia IcDCC ; e fe rr/e a;er& ^ cJjs 

can 






r2j2 H A G G V A G r^ 

co7i tat pdrole egli altrui hatteffe ^oluto infegnar hjyia matt^ 
ra celerita . A qutfia domdnda r'l^ofc ZJeJJyafiano ^ ch'egli 
:tion con il fmfo :>chc pot gli hmea dato il yolgo alz} lim^ 
trefci deli'Ancora^ e del Delfino col motto^ ch \e ra not o. ad ogn 
njno i poiche beniffi^'f^o conofceum , che injiniti cnjlaccadeuanoy 
■ne quail nelle fue rifolutioni fomma prudenzjtera preapitd^ 
're yO* all it F ranee fe prima operare , e poid'tfcorrere^e delU 
'berarc : ma'checon la fentenza ^t^\w'3i\^v\it:,con falnher^ 
.rimo precdtto hau^ea njolutoammomre i fuoi T{omani a len^ 
tamentc Feftinare ^ cioe a far di -rado Tefiini v ^perchehi^ 
Rom a J doue njiueua-copia grande di Bracchi^ che per tro-m 
uar le.Fiere y ancor che molto appiattate ^ haueano perfettv 
odordtOy-e numero hifinito di Letmeri nelcorfo ^elocijjimi, 
€ copia immenfa diqueglixtAnmali da Mue garribe yche per 
haucr la na^ura fiera yHunt'OCCupsmh s ['nj/otroppofre-- 
quente de iFcflini altronon era ^ che far prof ejjlone diafidar 
a caccid a Coma ^ ^ -empir di effe il Carniere , ^opoil 
fcnfo^ che fUefl?afar2o diedc alia Jua imprcfa ^ dquale dipie^ 
nafoddisfattione fa alia Dieta tuttayfti propofto:fl' tl trito 
prouerbiOyl'^Uo mal ■pclo:,era n^cro : e per che tra gli huo" 
mini tutti ^ i '\offi di pelo ^ come quelli ^ che piu d^_^ 
gli aitri heuendo allegramcnte eranoin concetto dt pcrfetti 
Calant huomini j di perfone giomali ;, '^-ueritierij piaceuo^ 
il J non pimto ruendicatitii ^ ^ ne crudelt ^ ma fopra tnodo 
inclmati a darf baon tempo ^ il pelo rojjo pareua il mi— 
gliore ji che potcjf defidcrarfi da que Hi ^ che con njna fac- 
cia laquale altrui acquifiajje beniuo^ien'::^ , e credito di ef~ 
qui (it a bonta ^-uolea comparir tra le genti . Gia la Dieta tut^ 
ta concordemente njoto per la rimcatione dclla fentenza ^^ 



CO I 



€oi comuni ft^fragij la dkhiaro falfu . ^ando nel funti 
ftejfoy cbe ft fiendem il decreto^ U ^irmofijpma Signora^ 
Vlttor'm (jilonnny che nelUDieta raffrefrntma I'njnmer^ 
fltati^tu delle dotte Poeteffe:,njiuamente fi oppofe :, edalU 
opinion loro rlmojfe t S'tgnorl tutti della Dieta^ . TPerche^ 
muertl ogn^noy cbe con carico grande di quelh letter dttf^.K 
fimci Kciuna,n%A rlmcatiano U pm njera fentenzd^ che giam^ 
mxi fojfe njfcitd di bocca a ftggio Fdofifo dcmio : per che il 
prouerbio ^^Jfo md pelo^ non (come comunemente credena 
il ^olgo) cimmonma, gli ht/,omim a guardarfi dd felo ^of- 
fo 3 come ruitiojo y ma il fejp) tutto femimle ^ e piu' partis 
coUrmente le maritate:, che come peto tr adit ore:, e pubblico 
fpione:y con ogm loro pojSibile indt^Bria doueffero fiiggirlos 
perche ejjendo egli raro nella faccta degli huomini ^ aWhora. 
che da Dama alcuna ^enma amato ^ (^ ammeffo a fuoi ab^ 
hracciamenti Qaualiere di cofi pericolofo pelo ^ egli a dito 
dtrui moftraua queW adult ero ^ che tanto eccellentemente^ 
occult auano i pelt or dinar ij . ZJerijJimo ^ e degno dell* alt a 
gmdicto di cost nobilPoeteJJa alia Dieta tutta parue I'inteU 
lettOiche dalla SignoraDonnaZJittorta fu dato altritopro^ 
uerbio Rojfo mal pelo . Ondc;, dato che fu fine a quella con- 
tromrfia ^ /'/ Gran Cancelliere ^elfico riuoco in dubbio Icu 
fentenzA Vbi bonum ibipatria. Con particolar diligenzjL 
fu difcorfo fopra materia tanto imp or t ante ^e difjero i Let^ 
teratiy che la maggior parte.. delThumana felicita fiando po^ 
^Ba ne beniy che altri pojjedeua^ non fapeuano njedere :,come 
quellanon donejje ejjer tenuta^e riputata patria felicijfma 
A gli huomini ^ nella quale altri haueua poHe le fue fofian-^ 
^ s pot che quella oue altri viuea delle fue fatiche , e coru 



G z U 



^^^ R A G G r A G L t 

h menedey che co frofrij fudori fi mendicauay da^li huo^ 

mini faggi era> rip tit at a ftauT^ infelicijfimay non f atria de^ 

litiofa. Con tut to cio njnanirnemente fii conchfo ; che ne 

tempi pajfati la fentenzji merit a mmc di a^eriffimitj . Ma 

(he ne' giorm pre/entiy ne' ^uali le rapacirunghie de^Fifchi 

tm erano diuenute Imighe degli artigli degli Amltoi ^ e deU 

le branch e de Leoniy e doue le grojfe facultadi nelk 

Qccaftonl di delittl j, cheruengono oppofliagli 

hmmini facultoji y molte <^olte fermno 

per proue concludenti ^ per tefti^ 

montj irrefragahiliyperpo^ 

ter'colFifeo farnjna^ 

ricca tranfat^ 

tlone y 

(antipJn^cofa erahabitarin Italia^ 

O*hau.erttfuoi benial 

Qiapon^ ^ 




FINALS 



DIPARNASO. 



^sr 



PINALMENTE APOLLO AL 

Diica di Milano Francerco Sforzacon 

vna dura conditione accettatada 

lui concede queiringreflb in 

Parnafo , clie molto 

tempo glihaue- 



tia negato * 



HAGGVAGLIO LIT, 




L Conte Francefio Sfor'^a y quegU che con 
lo flraor dinar io njdor fuo milita-re fip-. 
pe far linohilijjlmo acqmfto del Duca^ 
to dt Milano :, col quale tanto famo/a:,<^ 
honoratarefe Li famiglia Sforz^ay che di 
riputationetagguaglio alle Qafate dePren 
dpi pm famojis ancorche di gia fteno paffati cento quarant* 
anni'y da che Jommament-e hr amnio dagli huomini mdita-^ 
ri:,e daiLetterati giungejje at confini diquejio Stat o^, fern ~ 
pre pero da Apollo gli e fiato negato I'ingrejfo in Farnafb. 
E tut to che i maggiori n?rencipi di quefta£orte :, che fern -> 
pre hanno aynmirofta teccellente njirtu di tant'huomo^ per- 
petuamente a fatior fuo habbino fatii caldijfimi ojfcij :, fua 
Mdefia nondimeno fn-^ mai ^oler p'opalar la cagiono^ , 
per che cib faceua j fempre ha negato di njoler concedere U 
gratia . Ma otto giorni fono dal T{€ di Francia Lodouico 
Vndecimo molto pm infiantemente deirerdmario effendofta- 
to reiterato I' officio ^ tApollo rifolutammte rifpofe ^ ch'egli 

2 fomma-^ 



Gg 



'i'Y$ XA G V A G L I 

fomncimente amaua U nj'irth :, (^ i merki infiniti dello Sfor^ 
^ ^ yna, the per degni rifpettt non ^oUua in IParnafo huo-^ 
mo Unto fcmdalofo, A que ft a, rlfpoftafti njdito ;, che quel 
T{e :> che tanto fePPe :, e che ranto conohhe :, animofamente 
replico y che per lo ftraoYdmario ^valor mlkare del T>uca, ^ 
per lo configl'w eccellente yper U deftrezjji (ingoUre :, per U 
celerita mirabile:>per U fede^ che in Itufempre fu incorrottif- 
pma^ e per le altre piit' riputate ruirtudi heroiche :, Itqualt 
cumuUtiJfimamente fi trouaaano in tanto foggetto^an'^i p^- 
veua :, che in Varncifo fi ammettejje il njero efemplare de 
Capitani n;irtuojtytldea> di njn'Prencipe fopra, modo ftg-^ 
no neUa pace-) ^ in infinito prode nelU guerrcti che cofsu 
Cccrnddopir fiAquefta replicct rifpofe ApoUo^ ch'egli nonne^ 
gAH<L i mertti infiniti del Duea, 3 ma che di gia felicijjitna^" 
mente comivciando gli hmmini a ^venir in cognitione delta 
falja alchmia della militia ^ e dell'mfelice efercitio del folda-* 
tOy con ammetter il Du>cam J^arnafo no?! njolena ritornat 
in maggior rtputatione il miferabilijjlmo rompicollo degli hua^ 
tnini halordiyttanto m aggior mente y ch e lo fciocco generehu^ 
fnanoy p^fua eBremacalamitaypiuJlinanimiua a difpre's^ 
''S^re i perlcoti della nat^igatione per njnafola nane ^che fe'^ 
licemente gmngeua in fort ^ che non fi ^aue?2taua per 7niL 
ky che (i atijjkuam in mare . E foggiunfe Apollo y che del* 
la hramay. che hatieuail Duca di entrar in Farnafo , moltofi 
Tnaggiore ejfendo il defiderio y che haueua egli dt ammetter-^ 
ueh y egli riferijfe in fm nome ^ che di bmnijpmo anima 
thamebbe confolato net fwo defidenoy qiumdo neU'ingrejJoy 
$h'egli hauerebbe fatto in Tarnafo ^ non altri ft fojje con— 
Umato di hoHSV infna compagniit^ ch^ que foldatiy che at 



Joldo deil(Z militia Sfor%efca hamndo fat to fine infelice^ ml^ 

Jeramente nji erano perico/ati . l)iira ^ e -"vergognofi con- 

dttione farue at Duca quelU:, che da lui richiedeua zApoL 

lo y e imigo tempo jiette psrplejfo^fe doueua accettarla^o ri^ 

fiutarla : per che da ^vn lato I'accendeua d dejiderio dellcu 

gloria y d.aW altro lo ^auentaua d fapere ^ che la militia fio- 

rendo bene ^ e granendo male ^ egli era per hamr/eco I'in^ 

felice corteggio di ^^na compagnia miferahde ^ e fopra modo 

lacritnofa . Jn tanta irrefolutione njinfe ^ e fnpero la ftra^ 

da difflcde ildefiderio della gloria ;, che in qneWHeroe fti fen^ 

za fine ^ perche per lo fko Secret ario Simonetta fece faper 

Ad Apollo ^ ch'egU di huonijjimo animo accettaua d par tit o^ 

che a nome di fuaMaefta gli erasiato propofio : ondeApoL 

lo incontmente gli flahdMl gior?io del ftio ingrejfo y che fi^ 

U decimonono del corrente. ^M^efla rifolutione del Dtica co^ 

me prima peruenne alia notitia de Trencipi ^ e de' Cap it am 

pdi fegnaUti di que ft a Corte ^ in ejjl cagtono alter at ione gran^ 

de s ne copi intatta lafciarono per rimuoturlo da qnella de- 

liber at tone :> laqnale apertamente conofceuanoy che alia mi^ 

litia tutta era per apportar da?;no grauijflmo. Mail Ducas 

che fempre tenacemente ftette flrmo nella fua deliberation 

ne y a quei^rencipi rifolutamente nfpofe ^ ch'egli era deli^ 

heratifnmo di fare per qual firvoglia ftrada tacquifto deL 

la Hanza di Tarnafo ^ e che al meftier della guerra ne fof- 

fe auuennto il male^ che poteua: per che non ingrato al fUo 

efercitio y ma grande?ne?2te faggio era riputato quel pefcato-. 

rcy che per li groffi guadagnifatti ne' pefci efjmdo diuenuto 

-molto facultofo y firacciaua le retiy(^ abbruciaua la barca, 

^ncontanente dunque il Duca fece chiamar a fe i fuoi piu 

confix 



2 3S It A O G V^A O L 1 

lonfidentt:^^ quali com undo ^ che raunajfero tutu quei foL 
dcLti:>che nella militia Sfor'K^fca ermo capitdti male:, iqua-^ 
It furono di numero quafi infinito j, e r/iercordi dopo I'ho^ 
ra di feHa il Ducaarmato fece la fuaentrata. Ne pin fu^ 
TieBo J ne fm miferahile :, e lacrimeuole I^ettacolo giammai 
harmo yediito gli occbi degli huomini deWingireffo infelicif- 
(imo del "Duca:, accompagnato dalla piu disfatta ^ dalla piifi 
confumata ^ dalla pik miferahde y€ difperatagente ^ chepof^ 
fa ruederfl nel lacrimojo in fern A l^erche fu cofa che f tip e^ 
TO ttitte le piii lacrimetiolt miferie^ e che a gli hnomini anco 
fiu^ fieri moffe le lacrime ilnjcdtere t^« numero immenfo di 
gtouani commodi de' beni di for tuna y the nella cafa loropa^ 
terna agiatamentenjiueuano nelle piuefquifite delitie-^mor^ 
ti di fame ^ e di mera neceffta ne rxjer^ogriofi ^edali^ aU 
tri ne' fofft^ molti perleBradcy ^' infiniti annegatinefiumi^ 
effindo feruiti per ciho di pefci^ e di Canis altri poinjenera- 
710 ddaniati dalle ferite :, altr't flrafcinat'i :, i^' opprefi da 
Caualliy altri che per le firadeandduanomendicAndoil njit^ 
to: poiche i miferi da queiVrencipi per lo feruigio de qualt 
hauetia?io fbarfo il fangue ^(^ amille pericoliefpoBala'-ui^ 
ta^ nonhaueuano riceuutatanta rimuneratione di danariy 
che f off e pat a fujfciente per ricondurh a quelle cafe loro^ 
che con tanta infelice halordaggine haueuano abhandonate , 
E fu cofa y che mofje le lacrime ad ognnjno ^ quando paf- 
fando njn giouane nohde di <-venti anniy alquale da <-un nje- 
retton di bale fir a y \he gli haueua trafittonjn occhioy era fta^ 
ta tolta la njita^ CtHdo Bonatti aAJhologo farnofijfimo ^ che 
conobhe y che fe queirinfelice erafaggio di far ft alia fu a pa- 
tria fcuramcnte campaua fino alt eta di ot tanta anniy te* 

72cra^ 



nerdfnente hauendolo MraccUto ^ o Fig^liuolo infelkij^imo* 
gli diffe y cjucd tmcmM defima ti ha. futto preci/ntar mL 
la. paz^a di njender fejjhitanni di njlta per njn gmlio ^ 
ali'hora. furono njditc befiemmie cr t4.de itjji me contra qucllty 
che primi introdufjero la gnerra tra gli hmminl . Jl giorno 
dopa tingrejfo del Duca i pm accappati Letterati di qtie^io 
Stata furono a tronar Apollo :, alqt^al dijfero > effergli no- 
to y che tra le m'firie delta gmrra^ e le inf elicit adi de Cor- 
t'tgianl non ft dana dijferen%a alcuna y poi che fe imferabi^ 
hil& era la gnerra y folo afflittioni erano le Cortiy fe mfeli- 
ci erano t foldatiy sfortunati erano i Cortigianis che pero y 
poiche lo fpettacolo horrendijjimo delTingreJfo in Farnajo 
dellDtirca Sfor?^ in- tantofpauento haueua poBa Umditiay 
che daogn ^vno njenma abborritay di ijguale <-utdita fareb- 
he ft at al mondoy che all'hora che quei foggetti y che nellc 
Corti da bajjo ftato falmano alle fupreme grandc^ey eran9 
AmmeJJi in Parnafo y anch'ejft y come hauea fatto ilDuccu y 
fojfero accompagnati da. quet miferabili Cortigiani ^ ^he af-^ 
fiitti y e ftrapax^ti daltaaaritia y e daW ingratitudine dt 
m»lti Prencipi nelte Corti erano morti difperatt. ^ueftocon-- 
figlio y come: pernitiofo y fMto fa ributtato da Apollo y di^ 
cendoyche an-2^ faceuabifogno di inanimir glihtiominiapor-' 
Ji nelle Corti y che fpaue7itarli :■ perctoche tutto che pochl 
fojfero quelli y che njl confeguiuano le dignitadiy le ricchez^. 
^ y e glihonon de(ideratiy che pero tntti <-ui arricchiuatio- 
I'animo. con lacquifto pretioftjfimo y che ^i faceuanoy d' in- 
finite njirtudi : CO fa tanto ijera y ch'egli ftimaua y che non 
merit afje ilnome di hmmo compitocolm y che per molti an^ 
m nel. maneggig, delk corti non. sm. §iatojcoz:^nato,. 

' : T LA 



24^ 



XJ 6 G J^ A G L I 




LA RISSA PERICOLOSISSIMA; 

cheper caufa molto leggiera nacque tra^ 

1 Pedanti diParnalb da Apollo 

vien quietata^, . 

KAGGVAGLIO LIIL 

^ IE RI alle diciott'hore :, nel ^artie^ 

f re de i Gramat'ici ft tocco U campa- 

W na all'arml ;, onde i Z)irtuofi di Par- 

^'■^ nafo tutti corfero al rumore ^ e troua^ 

rono J, che i Pedanti ^ gli epUoUrij , 

(g^T/ Comment atori 3 inter%ohAueux^ 

no attaccato cost hruttci barujfa ^ che 

pm che molto ft peno ajpartirla. La queftione ^ che nacque tra 

effijfu peril di/parerefe la parola CouCumptum ft douet^a 

fcrmere per P o njero per T. ^ueflo difordme grauemente 

traua^liol'animo di Apollo y nonfolo per lanjdta delta cagione 

della rijfa ^ ma per che Paolo Manutio ^ (che ft crede ^ che in 

quel rumore hauejje le prime parti J con njn faffo Romano, 

nel quale Confumptum era fcrltto con la letter a P, diede nel 

yolto alLambinOyche oftinatamenteteneua la parte contraria, 

alquale fracafso tut to il nafe. oApollo ilquale per prima del 

fuccidume^ e dell'inettia de' Pedanti grandemente era ftoma- 

cato J per I'occaftone di quel nuouo ecceffo talmente ft alte- 

YQ y che al P ret ore Vrbano comandb ^ che pur althora allcu 

hruttiffima ^R^'^i- de Pedanti deffe lo sfratto da Parnafo : 

ma poi dalle preghiere di Cicerone ^ di ^uintilianoy e di altri 

Prm- 



*2> 7 1? A K n A S 0) 24i 

prmdpd/i Letterati di quefia Carte ^ che intercederono pep 
queUa gente riffofd:, fua. ^laeSIa ft Ufcto pUcare ^ dtcendo 
quelli y che non foteuano garreggiare per le materie gram 
que' IPedanti j che non aitro /apeuano ^ che le cofe leggieru 

PER RIMBDIARB A I MOLTI 

difordini , che fi yeggono nelle hiftorie, do- 
po vna general Congregationedegl'Hifto- 
rici, Apollo contro effi pubblica vn feuero 
editto , e mold hiftorici degli errori loro 
vengono riprefi. 

\^A G GVAGL 10 LIV. 

A General Congregatione dt tutti gt 
Hiftorici^ che dagll Eccellentifjlmi CenJ 
fori delle buone left ere , di e fire (To or-'* 
dine d' Apollo ^ per It njenti del cor^ 
rente i me ft pajfati fit int'imata itt^ 
Delo^ due giornt fono ha hauuto fine^ 
con particolar co7itento di fua ^iae^ 
^a^ per git or dim eccellentifftmi ^ che In ejfa fono ftati ftd~ 
hiliti in negotio ^ nel quale Ba pofia I'etermta delta farna^ 
dt quelle cofe ^ che '-virtuofamenie njengono operate dagli 
httomini grandi. E I'njmuerfal contento dt tutti i Virtuofl 
dltretanto e flato m aggi or e :, quanta i moderni frittori dell' 
hijlorie y molto fi njeggono allontanati da quelle leggi:, che 
fantamente prom ifero ojferuar all'hora ^ che mile mani d 

H h fua 




2^% KAGGVAGLl 

ftin f^Uefia gmrarono U femid biftorka j e perche rirn^ 
tortAnT^della. materia lo merita:,al Menante non fark no- 
ia regihrar qui [otto lo Bejfo editto , che hier mattina 4 
7iome difua Maefta.afuon di trombe ^ prima fu puhbltca- 
to ne RoBri:> tff ^ffijfi poinelle porte di tutti i Ginnasij di 
qiieflo Stato. ,7\(0 / FEBOy per la Dio gratia^ fmperadore 
deile St elk fijfe ^ Re de Pianeti:, Prencipe del Zodiaco ^ Du- 
ca della Luce ^ <Marchefe della generatione :, e Conte delle^ 
cofe njifibUi 3 k tutti i noflri Fedeli Virtuoji ^ e beii amati 
Letteratt:3 falute, Ejjendo^ e con noflro dijpiacer d'animo 
infinito 3 peruenuto alia notitia noflra ^ che molti Scrittori 
dell'hiHorie moderne grandemente fi fono allontanati da^ 
quella flrada dellanjeritk :i che con tanta pubblica^vtilitay 
e priuata rip ut at tone calcarono / fideli^imi noflri fcritto^ 
rii Dionigt^ Liuio ^ Saluflio ^ Tacito ^ ^ altri molti ^ affi- 
rie^ che le etadi future ^ che tanto auidarnente ft pafcono 
deltnjtdijjimo cibo[^ della lettione hiflorica :, ft. nutrichino del 
latte della ^veritaj dat puri inchioflri degli Scrittori '-ueri- 
diet fominifirato loro ^ e non del njeleno delle bugie j, dagli 
hiftorici adulatori ^ e malitiofamente ignorantt propinato aU 
truu Per lo prefente noflro^ pcrpetuamente njalituro edit-- 
tO:, rinouiamo alia memoria^ e deduciamo alia notttia di tut- 
ti queUi ^ che intraprendono il nobiUjJimo carico di eternar 
con ^li fcritti loro nella memoria della poBerita le attioni 
degli huomini Jegnalati ;, che pcrpetuamente debbino hauere 
flampato nel cuore :, e dipinto auanti gli occhi y che fcrmc77-^ 
do eglino y non a prefcnti ^ ma aipoflcri ^ deuono puhblicarc 
fcritti pieni di quella ^erita hijlorica^ che ^pprejjo le ctadi 
• future etcrno ^ e gloriofo nende U nome de" Jinccri fcrit--^ 

ton J 



b I P A R N A s d: ;^7 

Urh 6 che come lo flMio deuono tener njilei hUftmi ^ele 
m'maccie d'l qmlli:, che perle poche ru'trttiofe attiom loro nvt^ 
flcLrnente njengono UceratinelU rifutdtione^mn ultra paz^-. 
zj(t pm effendo Ucrimemle^ che perpetmmente frdar con^ 
U pennci m muno y per infitmar con bugurdi fcrltti fe ftef-. 
fo 3 fiuT^ apportar gUr'm alctinua queiy chenjengono adn^ 
Uti. Dichiarando y che il pubbl'icar al mondo hisiorie falft^ 
fia njn afptjfmare alU Jirada i Virtmfty che le leggonoy epero 
rvogliamo ^ che quei ^ che tncorronB in cost enorme ecceffoy 
irremij'jibllmente con le medcfnne pene deW AJfajftmo penopu^ 
nitij e perche chmramente ne confia^ che i IPrencipi anco Jo- 
pra le penne liber e degli hiftoric't ft fono arrogati tanta m^ 
tor it a y che non permettono che dl ejjl ji pubbllchi co/a^an^ 
corche '-vera y che non fia di loro inttera foddisfattione : pre- 
tenfione che dagli fi:rltt'i altruiy talmente ha s bandit a la ve^ 
rita hiftorica ^ che per le ohfcene aduAationt y con le quali 
i mo derm Trencipinjogliono effere adulati y gl'ingegm gran^ 
di de i noftri migliori ZJirtmfi effendofi Bai^entati y lim-^ 
portantijjimo carico di fi:riuere I hi ft one y folo riferbato at 
piti fcelti Letter at I y con ignominia grande del fecolo pre/en^ 
te y (^ infinito danno delTetadi future y hoggi ft njede ca^ 
pitato in mano di gente ignorantijfima: per lo qualbruttif 
fimo difordme fiamo njiolentati ridurre alia memoria dei 
Prencipi y che con la '-vita loro anco ogni loro atitorita ha- 
uendo fine y fono pa^t fe ft danno a credere di poter an-^ 
CO dopo la morte loro impcdirey che per lo mez^o deglifcrit-* 
ti deinoUri Virtmfi le attioni loro con fincera njeritunon 
fie?io fatte pajfare alia notitia di quelliy che ;-v err anno, f p^r 
piti abbondante cantela a medefimi Prencipi facciamo faprrCj 

H h 2 che 



' %4l R A G G F A C Li 

che I'impmo troppo <-uiole77te ^ che njoglio720 efcrcitare m nc^ 
qotio i che ha blfogna di fommci liberta ^ cagio?hi ^ che i no^ 
fin fideiijfimi Hifiorki da ta?ita acerkz^zjt gra^emepitc chU- 
mandofi ojfefi :, per mera rabbia di njendetta dopoU mor- 
te di efji l^rencipi pm tofio cantro ejji fcrmono inuettme y 
che hi ft one ) come con fomrno njitHperio loro prouaromTU 
her'to ^ Caioy Claudlo-:, e Nerone Imp er atari. E per otmiare 
at brnttijjimomco'fmeniente dell'ignoraiizadi quellip che m 
quefti tempi moderni co i fo'K^ fcritti lore td?/to detur--^ 
fano la njenerandadigmtk hifiorica ^njogliamo ^ ay ^fp'^^f- 
famente comandiamo ;, che per U tempo auue'aire ?imno > di 
mial finjoglia grado ^ e conditione :, ardtfca porfi a ferine-- 
rehiftorie y fe prima netla purita dclla lingu/a nan Jar a ap- 
frouatofufpciente dal ferenijjimo Giulio Cefare j neWelo- 
imen%a da Lima 3 nella IPolitica da Tacito ;, jiel ben in — 
tender e gl' inter eJJi de Prencipi dalf Eccelie}2tiJfimo noftro 
Wrancejco Gmcciardim^ Di piii:,fotto la pena della perpettia 
infamid j, efpreffamente prohibiamo il poterpy per latiuenire- 
fcriuere hifiorie particolari di Citta alcu?za ^ fe ella ?2onJa-- 
ra Metropoli d'lmperio ^ di. l{egno y di Pronincia grande: 
tutto ajfine che la pretiofa gioia del tempo e da> chi fcri — 
-ue s e da chi legge non ijenga fpeft in cafe njili . £ per la. 
medefima- cagjone comandiamo :, che ad alcuno fcrittore ?2on 
fia lecito pubblicar yita di Capitano j. d'altra perfona- gra- 
duatdy fe egli con ajfoltita autorita non faru jtatonjeduto 
€omandar ad eferciti formati y fe non hauera militato njenti. 
jiipendij^fattiacquifti di Promncie:^campeggiate^(^-' efpt^gna-- 
tepiaT^forti^e ft ?io?2 haura commepi almeno due fat ti d'ar^ 
WQ in campagna Aperta, E per leuar I'occafoni di tuttcU 

fr<m^ 



'b 1 P A R N A S o: 24f 

P fraf^Jh che cUgli huomini dmb'it'iofi ft potejjero far giammai^ 
dichiarUmO:>che quel fbggettl:>de quali dtri uorraPorJi afcri- 
uere la njita^ hahbmo i rermifiti medefimh che chtaramente (i 

J, -^ J J 

fcorgono in Belifario ._, in Narfete ^ in Gottifredo BuglionC:^ e 
nel Majjimo (tAleJfandro Farnefe, E fer quanta fi puo efiirpar 
dalmondo cert a arrogante amhitionei che ftp pi am o regnarein 
molti s fomiglianteme?ite comandiamo j, che difamiglia alcuna 
non ft A lecito fcriuere hifioriaparticolareje alnoflro ueneranda 
Colleggio hifiorico non co'nfiera^ch'ellaPer cinquecenio anm fia, 
rvijfuta grande:> (^ illufire almondo^^con molt a cop a di fog- 
getthche hahbino recate a fine guerre import antij imprefe hono 
rate: njolendoy che in quefto particolare altruifruino perfce^ 
dalenoBre gloriofe :,e ddettijfme famiglie OrPrna^ Caietana^ 
^Qolonnefe . E perche per molti efempi p^jfati chtaramente s^ 
nje?iuto in cognitione ;, che tl concedere ad njn ambitiofo liberty 
dipoter maneggiar lapenna^ friuendo ifattiproprij^e njn dar 
la ^ada ignuda inmano ad^nfuriofo^ efpreffamente coman- 
diamo^ che ad alcuno non fia lecito difeflefCo fcriuer comentii-^ 
rio ) n.nta form.ata ^fe egli prima^ in form. a di depofitOj non 
haura data idonea (icurta di co?jtenerft nello fcriuere dentro i 
termini d.ell'honefla y e fe dal noBro Collegio hifiorico non fa- 
7\i dichiarato' figgetto tanto eminent e ^ che tfuoi fatttper be- 
7ieficio delle etadi future merit ino effer co/ifecratt all'immorta 
lita^' Eper eflerminar dalmondo ilnefando ^itio deWaduLt- 
tione y alia quale con infinito dolor noftro '-ueggiamo t noftri 
Virtuofi molto inclinathefprefjhnente comandiamo /he a Scrit 
tore alcuno no fia lecito pubblicar njita di qualfi voglia Heroe^ 
ancorche prefulgcfie dimperatoria ^ e 7\eal dignita , pri- 
ma che cgli fia morto s contmtandoci ^ chedegli huommi njim 

fob 



24S "k A G G V A G L I 

folo ft pojpt far mentione neWh'tfiorie rvniuerfali ^ o in njh 
brieue elogio particolare. Di fmy per fnggir le infinite met* 
tie:>che giorndlmente flnjeggono nell'hiftorie di molti^ruQ^ 
^liamo , ^ efprejfamente comandiamo ^ che a nejfun no-^ 
ftro rvirtuofo Scnttore fin lec'tto tejfere hiftorie particeUri 
di nationi ftraniere y fe egli per lo /patio de ^enti anni 
iontinui non hauera fatto dimora in quei paeft ^ le cafe de 
audi njuol fcrmere . E fomiglmntemente per U medefima, 
ca'^ione a qudfi <-uoglm ijirtuojo prohihiamo I'lntraprende^ 
re I' import ante imprefa di fcriuere hiftorie j, segli nonhan- 
ra peragrate molte Vrouincie y fe non haura efercitati ica^ 
richi importanti/^imi di Secretario ^ o di (^onftgliere di Pren- 
cipe ^randcy o fe non far k Senatore di qttalche famofa Re^ 
tubiicay e fopra tutte le cofe per i due terzj degli an?ii del~ 
la fuanjita^non hauera prattcate le Corti, Kequifitotanto 
fieceffario y che nellanoftra^ibliotheca Delfica alcune hifto^ 
tie fi leggono fcritte da Cortigiani della purita della lin-^ 
gua y e di tutti t pii^ importanti precetti dell' arte hiftori- 
ca affatto ignoranti ^ ma per lo cumulo de i precetti politic 
ciy de quail ahbondano y tanto falate y e fruttuofe y che chia^ 
ramente hanno fatto conofcere ad ognnjno effer partico-- 
colar i^'irtu de i rortigjani forhiti felicemente pubhlicarc 
a i pofteriy nen le cofe che hanno njdite raccontarnellebot^ 
l:eghe\y ma quegl'intimi fenfi pii4> afcofi del fuor deiPren- 
dpi y ch'cjfi con gtingegni loro acutamente fpeculatim han- 
710 fuputo penetrar^ . E perche in molti njolumi d'Hfto- 
rie accrbe tnuettiue fi leggono contro la nation ncmicadell* 
^Autore delthftoria :,rniouiamo qui gli editti no ftn fopra, 
qttefto particolare pubblicati gli anni p^'.jfati.nc quali per tin- 

denniia 



D I "? A R N A Jo. ^4h 

dennltk delU njeritk bif^oricii d hlafiml j» che I'njnx V^tione 
da dtdtrafiicL nemicaihabmamo Qrdmato :, che ft did d ca^_ 
lo di fejptrita per ce?ito. E perciocbe a noi chUramente con- 
^a i che Uperdita Ucrlmeuole ^ che hanno fattd. le huone 
Letter e delU maggior parte delle pretiofiJftme'\Deche del no^ 
firo ddettijjimo Lmioy folo e flat a cagionata da Lucio Flo-^ 
TO 3 efprejfamente comand'tamo ^ che per I'auuenire ad alctd^- 
no non fla lecito epitomare y compendiare ^ ^ abbreuiare 
fcrltti di qual fi ^zjoglia hiftorico. Co si ancora con tntta U 
flenitti'dine delta poteft^, y che noi habblamo fopra le biione 
letter Cy a tutti i noftn Virtmfi yprohibiamd d poter per I' an-- 
uenlre compendlofamente in picciolo ^jolid^me fcrmere I'hifio-^ 
rie rjjnluerfali del Mondo ^ o di Nat tone alcuna particolare^ 
laquale a gmfa de i famofijjlmi Komani ^ de i Franz^fi 3 e 
de I Sar acini habbia operate cafe immenfc y come fenz^a fru^t- 
to alcuno hanno fatto molt't y che dal principio del motido fi~ 
no alt eta loro in poche carte hanno fcritt'i i fatti di tuttt^ 
le nationi : l'efperien%a hauendo fatto conofcere adognnjno- 
la lettione di cofe tanto fuccintamente fcrltte y m tutto ^ e 
e per tiitto efjer inutile y non ejlendo pojjibile da effa ca'Aar 
Queir abbondantijjimo frutto y che fl gufca dallhiftorie par- 
ticolari y nelle quali non le cofe y ma le ragioni y O^ iconflgli 
di ejjefi raccontano. 'fn njltimo ricordiamo a i njenerandt 
Sacerdoti y che attendino alia lettione y^ alia Jcritturade!- 
le oje /acre y ftj a quelle per fone Laiche lafcmo la car a di 
fcri'ytere le hi ft orie profane y che merito dinjcritay ?io7i pcc~ 
cat J di mormoratione y ftimano biafnar le attiom dJ^un^ 
Prenape yO d'njn prmato y che ha operate cof njergogn-'fe.^. 
Data dal noftro ZtO diaco ^ il giorno njigeflmo dopj nngrefjo 



nofi'G 



'24^ R A G G y A L i 

TjoBro nel fegno della libra ^ I' anno del faticofo noflro cof^ 

fo^ cinquemiU cmquecento fettantn. Doppo la puhhlica,twne. 

di cost rigor ofoE ditto fi mormora in queUa Corte y (ma^ 

terche la faccenda molto '-va fecreta ^ il Me?; ante ;, che non 

aumfa fe non cofe ccrte ^ non la da per nuona molto ficura, 

che nella Co'nzre gat tone hahhinoriceuutala mortificatione di 

Jeuere riprenfioni molti Hijlorici ^ trd quali fi nominano 

alcuni della prima clajje. Terche fi dice^ che al Sereniffimo 

Ciulio Cefare fn comandato y che nel t ermine di njenti 

oiorni ^ ne fmi Comentarij in ogni modo hamjfie aggiunta^ 

la frattura deltErario Romano pimtalmente^ com'ella paf- 

jOj ^ che in efii facejj'e mention e degli altri particolari :, che 

per eflere piti, che mediocremente fiomacofi j, per non darfi 

la T^appa ne' piedi :, erano flati taciuti da lui. Qoe Suet onto 

Tramiti'dlo acerb amente fk riprcp) :> che negli fcritti fiioi piiu 

di qt4^al fi njoglia altro letter at o hauendo eglt fatta apertA 

profejpone difcrittor circofpettifiimo :, e politijfimo :, di TU 

berio poi haHeJJe raccontata quella ofcenijfima lajciuia di 

feruirfi nelle sfrenate fue libidtni fino dJ fajiciulli ^ che^ 

lattauano. Sporcitia:,che in tutti i modi douea effier tacciti-* 

ta^non fiolo per che gl' hi florid nonpofiono affermar pernjere 

quelle fielerate'^ j che in materia di libidine ft fanno al 

buio :, (^ a parte chiufe ^ ma perche a?i€o quelle cofe njere 

deuono tacerfi:, che per la molt a di shone f la loropiu tofto de- 

uono efii^r fepolte^che pubblicates cjjendo il fine d'ogni Hi^ 

Jlorico infierir negli animi altrui la njirtu ^ non infegnar i rui^ 

tij . Be?i fi dice ., che pih benignamente fu detto a Dione , 

che la fcnttura hlQorica^che tutta deue ejjcrefefianzjt di ue^ 

fit a 3 tutta fugo di document i FoUticio non ha bifogno di ef- 

fcre 



fere empiuta delln bona di t^uelU fpejpt narratione di perZ 
tentlyde qualifi njedeud ch'egli tanto hauea colmati ^li firk^ 
tifmiycheftufmmo cjuelll^che II leggeunno :€ofa tanto piu te*. 
diof(t:> qtimto in efjicosi nelnumero ;, come nella qualita hmedu 
trapajfati i termini tuttl delPhoneJla^ poiche lofiejTo <iApollo A 
erari/o :, cbe egli hmeffe fcritte molte ploggw di foM ^ e di 
fangue : non rkordandofi fua Maefia :, co fmi raggi di 
-halter giammal t'lrati aWalta regionc delTaere njapori ta-^ 
li y che pot fi fojfero potuti conge Ur in fangue ^ e conuer^ 
tir in pietre^ per bruttar gli hmmini ^ o per amma^^vrli 
€onle fajUte . Si dice :, che di queHa riprenfione fatta ^ 
Dione j, a-nco d Padre deltHiBorie Komane Tito Liuio. fi 
Arrofsi 710U pHo :, forfc perchefapem ^ che delmedefvmo dL 
fett-o egli no'ri fi trouana hauler la confiienzanetta. Ma per 
cofa chiara fi ajferma da ogn^no ^che da quei Sionori cort 
puerita firaordmaria Ji procedette contro Lampridio : per-^ 
cioche di ordine di tutta la Congregatione glijurono ref^i*. 
tuite le fue Hifiorie ^ e liberamente detto ^ che nepubblici 
' Chiafjl anddjfe ad mfegnar quelle efecrande libidini ^ delle. 
quail con tanto ftio guBo haueua empiuto le njer^o/^nofk^ 
carte, neUe quali haueua fcritte le <-vite di Helio^yabalo di 
Caracaila :, e di altri JozKJ Moflri di natura nelle piu ne^ 
fande lafciuie, Corre anco njoce^che al Macchiauellt rim^ 
frouerajjlro la fua arrabbiata ^ e diSperata Politica deU 
la quale tanto liberamente haueua colme le Hiflorie, e f// al 
tri fioi fcritti y che apertamente hauea moftrato di\ole-r^ 
nel msdefimo fojfo deirempieta firafiinare iLettoridi efJi 
nel quale rvergogaofmente egli era frecipitato . Diconl 
apprep,chela Congregation tutta riprefe tEcceUentijfmio 



2X0 \AGGrACLl 

Trmcefco Cuiciard'mo di quello che maUmentehaptejJe ^aK 
lata della ^puUicx Verm tuna ^ U quale U Congregattom 
tuttA Hiftoncci chianio Aftlo de Virtuofiy SeggmnjerAd^ynoi. 
ferfettit Liberta ^ Antemurde ccrntro i IBdrban j, Vocindu 
delle Bil?iwtheche:,Sale delU Sapienza Humana^ Gloria delta 
nat'tone Jtdiann ^ e ferma opimone di moltt^ che d Gmc- 
ciardini alia prefen%a della Congregation tutta non foh 
ticonofcejje ^ ma con amare lacrime piangejje yl^error ftio 3^ 
fiufandoji ^ ebe I'inmdia; di ijedere 3 che mentre i Fioren^ 
tini per le domefiiche Fattioni loro p-erderono la Libert a y. 
la Republica Venetiana ogni giorno piii ft ajficuralje nelLt 
gloria della fua eterna Liberta j, cost bn^ttamente thauea 
jatte preuaricare . Ma che la fama della rip tit at tone Vene- 
tiana J, la gloria detl'ottimo Qonfeglio ^ con che ell a con ra-^ 
TO 3 ftj njnico efempio- > in grande%^ di Stata ^ inMae^ 
Ba di ripHtatione y ogni giorno piw ft andaua avi'anzajido y 
4ra fatita a tal colmo di ogni pitp honorato Splendor e j che 
dalla penna di fir it tore alctino^ ancorche molto appafflona-- 
to ^ r/on potetM effere ofcttrata . Si dice ancoroi ^ che dai 
Sig?iori Ccnfori fo^e chiamato G'Udianc Gofelim ^ Secre^ 
tar to del Sen at di Milana ^ e che gl'r d.icef^ero ysegli flt^ 
mo di parlare con ^litibbfiachi :, quando nella (-ulta^ ch'eglp 
fcrijje di Don V err ante GonT^ga , facendo rnentiont delLt 
Sede oApoHolica ^ non dubito dire > che la, grandez^a di 
lei era atra particolare di Cefare. E perche il Gofelinida. 
tanta '-vergogna ^ che It fti fattai y njolca difenderfi j //• 
heramente gli f7i dettOy che andaffc a compor fonetti^ intten-- 
tatiper leadtdatiom^chelcHiftorteferti.mam per dhinejp: 
runafodaumtk>E perche in luo^o di quelle Hi Horiedi Poit* 

tazaHo 



a I p'J'i^^:^ s n. tit. 

tQgatlo i che GiroUmo Coneflciggio y Gentilhuomo Genous^ 

lis gu moltl mm fono fofe nelU Bibliotheca, Delficn :, h^^ 

ueun ddto <^n dtro^olume ddLx medejimx liiUonAyda.lm, 

come egll dtffe , corretto in dcunl luogbi y i fuhlid Keu'i*. 

{on dallA ^Udiotheca ^ ejjcndofi ch'iarki y che non y camegli 

haueua dato n credere y per njn'merfal hencficio y mn per 

dar foddisfiution€ ad alcunly che merttament'e dalui erano 

flati tdfjati nelU ripuUtmie yfm toUole haueua difjorma.^ 

tey che corrette y gU fli proieftato y che fe nel t ermine di 

otto giorni non riportdua nella Biiliothecad prima yolums 

delle Hifioriey che lem da ejfa y U Congregatione gh ha- 

uerebbe fatto qualche fitaccho , Per che U rouina tuttade 

Worto^oeft ejjendo Hat a cagionata da quelliyche hebbonocu-^ 

ra d'inslruire nella ftia giouinezs^ // Re Sebaftiano y era 

cofa fommamente necejfaria y che daU'mfelice fine di tmt9 

-Re y e dalk miferabili caUmitadi de IPortoghefi i 

^rencipi ruenijfero in chiara co^itione y che i 

dott't ^aeflri y che deuono hauer euro, ^y 

della gjomnCT^ dei figimoli lor^ ^ "-^ 

fonoiCapitamdieiperimen' ^^^ 

tato tM/or^yi Senatori di ^ 

conofciuta pru- ^^- 

den?^poli~ 

tlC4^ 



ti 2 APOLLO 



^ifz 



t A G G V A G L i 



^ 



APOLLO, PER ASSICVRAR 

Ic riuiere de' fuoi Stati da'Iatrocinij degli 
Ignorant! Corfari, Capitanodel marloni-. 
CO crea il Clanffimo Bernardo Cappello / 
al quale da boniffimi ordini . 

\AG GFA GLIO LF. 

OLENDO Id MaeHa iAfoUofro- 
uedere at moltl dannl y che nelle ri" 
mere di Corintho co loro ijafclli utt 
mAti fmm> gllgnoYfS.nti Corfil'i alltjf 
huone Lettereidue gioYui fono nelgran 
Senato de Letter ati Caf'itano dfima^ 
, . re - Jonio dichiaro il CU rJjlmQ IBer- 
J2(trdo £a.ppUoy dl qude'firettdmente comandq^;, cheper fi- 
T^il bifogno af[h(:,dajre fanti y cQ^ntentdndoJi ancora :, che fe- 
copoteffe me?2ar ■inoltigjpuAm.Ppet't^delU pm rara Nobdta, 
di queflo Stato : i qtidli per dur principio dl me flier delle ar- 
mi :, ^olontdriarncnte ft erano ojferii di feruire fud^l de- 
ft k in que 11 bifogno . aAp^Ilo. dopo fece chidWdr a fe il Cdp^ 
fello :, dl quale con rigor grmde ordino ;, che fotto pend di 
tffer dichidrdto yergognofo ignordnte non dltn con le fue Gd^ 
lee dou-efje molcftare j che nj/dfelli drmdti di Corfdri igno- 
ranti:,eper lo vidggio loro con le loro mercdid?Jtie libcrildfcidf^ 
fe dnddre i '-udfclli de' -SMcrcdtdnti di qudlfi uoglid ndtio- 
Wy aqudli di pm fdccjfe ogni fofjibil ho?iorc j e fno ne' loro 

Vifo^m 




1) I 1^ A K n A S 0. 2S3 

hifogni git aiutaffe^ come hen merit duano huomini tmtofruu 
tmft :> tanto ^tili ^ e necejfarlj al getjere humdno ^llaudey 
fer U nohllljjimci induHrU di qmfii tdli ^ gode le delitit^ 
ncite ne\fm lontml paefi. : perche in Imga del zelo y che^. 
fucL Maefia ijoleua mofirare a tutto ilMondo^^ di^dife?z-^ 
dere dalla rapacita de' Corjari le faculta :, e^ le- per/o?2e de 
JhoiZJirtuof ftidditi :> con eccejjlua alteratione del pre?^ 
di tUftte le coje ^ che da remotijjimje IProumcie erano con- 
dot te in Farnafoy l^^vtilijjimo commertiodegli hi4,o'mim .mn 
ft foffe imp edit :> e U glorici nobilifima'yche conefiirpardal 
Mondo gl'ignoranti Cor far i j, egli ^joleua acquiftarfii all' ho ^ 
ra che di nmui y e piii^ njergognqfi, 'Ladrohi egli thauejTe 
em pi tit y non (i cangiajje^ 4n.<;vi^ , br^ittiffimo ruituperio , 
'Diffe poi fua Maefia^y che coja troppo yergognofa far- 
rebbe flatay che I' imprefa di rubarlejMm de i piMlici Mer- 
catantiji fujfe fatta a nome dellojiefo Prencipe diognipilj> 
efqiiifita yirtii' y ilquale grandemcnte banrebbe angmnen- 
tato il biafimo fuo y quandoyin cosl brut to efercitio fofje 
fiato njeduto impiegar la prima Nobilta delfho Stato y la 
quale sforcamente haurebbe commciato it primo foldo deU 
la fua militia yfe le prime fattioni di'guerra fofjero Ha- 
te in fualiggiare njna Naue di Me r cat ant i . Et accio ogn 
njno rimanejfe chiaro y che in cosl importante negotio fua 
Maefia non altro intereffe haueua y che il pubblico bene^ 
ficio y Brettifimamente comando al Cappello y che iru 
queirhora mcdefima y ch'egli faceua cattura di alcun nja^ 
felio de Corfinjouejfe njccid-.r quei Ladri ynon folo per dar 
acosl pernitiofa ra7^ d'hmminilfaucntomaggiore.maac- 
' cio con il concedere il rifcatta^ opera tanto a;tile ynon ft con^ 
•J * uertiffe 



if 4 R A G C y A O L I 

uerttjfe'm njna pMlica , e dannofijfimn mercatamia ^ pet 

■molti infclkiffvml cafi feguitl €Jj}ndofi frouato y the quel 

Corfan ^ che prima, erano fiati prigiom ^ e cbe poi fi haue^-^ 

uano ricomperata U itbertit ^ molto njolontierl di nuom y fi 

erano e^osii ad ogm pericolo per rigmdagnar ildenaro pa\ 

*fato per lo rife at to lor o , Vnjltimo ^ e princlpalijjimo ordi^ 

ne i che fua MaeUa diede al Cappello fa ^ che il carico di 

iui folo ejjendo guardar le riuiere dello Stat a di Tarnafoi come 

dalfmco pnpetuamente ft guar dafse di giammai nonpar* ' 

iir da effeyafji^ie di non inciampar nella njergogna^ 

■nella quale incorreu^no queglifciocchh ch^ 

la notte abbandonando il letto ma^ 

ritakyper ejfer an dot i ad aduU 

terare lemogli altruiy 

yergognofamenpc 

ditieniHane 



€orn» 




AL 



*Z) / P A R N A S a 



2 rr 



A L PRINCIPE D E L L ^ E P ^ R 1 

eifendo nato il primo figliuolo mLik.hia, 

egli tanto fe neattrifta, chevicta, 

die di queiracquiftofifacci- 

no fco;ni di alleg-rezza 

nel Clio ftato . 




'Z^^ G G VAG LI LVL 

' Vlt'ime lettere :> che fi fono hctuute 
dall'Epiro^fono dclli nje7zti d>M j (^ 
duuifino la, nafcita di ^mi fi'^imol 
Mdfchio a quel T^rencipe ^ e dicono > 
che per ejfer qmllo U primogenito ^ I 
Topoli delCEpiro non Jalo fentirono- 
contmto firaordmarlo y che fi fojfie: 
■itfficurata U fuccejfione del Signor loro y ma che ^ ejfiy q.^ 
rnolti Sl'^non grandl cotimcini fi pofero aU'ordine per far-^ 
ne firaordimrij fegni da allegre^T^d . ^ando folo il Tren^ 
cipe in quella publ/lica letitia y talmente fin njeduto mefioy 
che d fm Mciefirodi cafky che ando per pigliarl'ordme del- 
U Befit y che doueua farji per honorar con fnochi y corL> 
girmdole y e can dtre feficj lUcqui^o grande y che fit erafiat^ 
to di rim figlmoloyprohiln tl fare alkgrci^alcunay e lidtjl 
fe y che come prima li fofie nato njn figlmolo y airhorafa-^ 
ceffe gettar U fonti di perpetm ^ino y che fi piMltcaifi^ 
per marayita giorni Corte bandit a nella faa cafa y e che iri^ 

Ciofire^ 



- -•> 
^s6 K A 6 GV AG tt 

Gloflre y e Totneift Jpendepro cento mlU fcudi . Stuni 
YtfhoPcd quejlx del Prencipe fame d MaeHro dt cafi , 
dqmle ml differ come du?2que,Stgnor mio.quefio, chee 
mto, none njoftro figlmolo , hauendolo partorko ^oftm 
772oglie dodici me ft dopo, che face fie le no'^e con Id ? Ho-. 
ra ml accorgo , rcpTico airhovd il Prencipe, che git huomi^ 
nt prmatinon hmno rmgeg?io proportionato per hendifcor^ 
rere degt inter cjf de Prencipi- . Ma per fartl chiaro , che 
con motto giudicio ptvr bora tl ho detto quello ;, it che moU 
to tifei mdnmigliato s dimmi > quanfannimitro'O o ha- 
iter bora ? Diciotto forniti It do diet del pdffato :, riffofe il 
Maeftrodt Cafa. Se queftoe .foggjunfe ilT>t(ca:, aH'hora 
cb'io faro di qt^arant'anni , qi^.anti ne haura mlo figlmolo? 
Ventldue :> replico il Maeftro di cafa. Confefsa dunqtte , 
difse air bora il Principe , che que ft o che mi e nato, mi e 
fratello ?ionftglmolo ^ perche git htiomini prmati diHinguo-^ 
no ifigUuoUda i fratelli dallanafcita ^ i Prencipidall'eta: 
e fxppi :, che quei far anno mtei diUttiffimi figHnoU :> che mi 
^afceranno aWhora , che io hauro tinquaiit anni, e nella na^ 
tivtltx di qtiefti mi contento , che fi faccino allegrez^ ftrA 
ordinarie : perche qttando dd ^n Principe giouane :, corner 
fonio )y hafcono figlimli mafchi ^ anzi per meftitiafa btfo^ 
gno fonar le campane a morto , che le tromhe per allegr€%^ 
Xa : mere} che il Prencipe :, che piglia moglie nella fit a gio* 
uane%%a , pone fe ftefso nella difficulta di quella moltitti^ 
dine di figlimli ;> chee la yera pietra degli fcandalt in qual 
fir '-uoglia Stato : cofa tanto njera:, che chi regna fopra Ix terra, 
Tion altra gratia maggiore pico ricet^ere dal Cielo , che ^vn fo/o 
figliuolo mafchio njitale : Cf oltre cio quel Prmcipej alquaU 

nafcono 



-nafcono figl'moli molto per tempo ^ non deuc hauer tambU 
tione , che tanto e ^nita, alia carnalit^ dl noi ^hrt y di mitzJ 
"Voler mcor che NonAgenarij fino alTrvltmbora delU yU 
td y abba?idonar U ^ominatione * Merce y che cosl come i 
Padri hanno U fomlte di marire comxndando y cost i fi/lU 
uoliyairhora che arr'mano ad njna cert a etkynon hannopa* 
tieuT^ di poter aTpettare yche d frutto della loro Simo^ 
via ft maturi cm U ynorte dJ Tadri loro y perclw molti (I 
fono troum figl'moU dei Re gr^ndi y che accecati dall^ 
geld di figno'regglare y piil topo hanno ruoluto por lafaltt^ 
te loroa sbaraglio permangiare lUgre'fla il Git^.gnOycheafhetta^ 
rechel'yihifi mdtHrid Settembre. Se quefio e diffealThorii 
ilMaftro di caJa^Jonfor-T^toftimar deplorandaqueUacondU 
tione de Prenclpi y che noi priuati 'tanto.inmdi^mo^ Sdp^ 
pi y foggmrip dirhora il ^rencipe -y che q^ando d fi^^liuo^ 
lo y che mi e nato horay fara arriuato ^I'etk di yenti an^ 
^i -y e che non U daro in mano Vojjoluto gouerno di queflo 
mio Trincipdto y fe mi tramera nouita alcuna contro da n^i^ 
ta y b lo .Stato y in quelteccejjo pin hativo <€rrato to ._, ch^ 
egli, Et c ychiara laragione j percioche cost fare bbe difcor- 
iefia non rinuntiargli aWhora d gouerno de" Popoli del mi» 
StdtOy come inhumanita grdnde fkrebbe y fe man^ 
giandoioadyna'Uuta menfiyairhora y 
che lo njedejji far fprah tauoU 
in piedi arrabbiato di famcy 
non I'inmt-ajft a man 

^iarmeco-. -": 

. ■• • -^i* 

KiC PER 



3ji 



mA G GV A G L I 




PER C AST! GO DEGLI ADVLATORI 

' crige Apollo vn nuouo Tribunale 
'^m Parnafo , ma con infelicif- 
fimo fucceflb. 

HJCGFAGLIO LVIL 

'HOKIORATA, e Vlrtuofa njlta, 
che iLetterati tnenmo inquefio Sta- 
to di Parnafo , non tanto ft dette^ 
attributre al/a feuera fena mmac- 
ciata a i njlmft , aWmmenfo fre- 
mio profofio a i Vtrtuoft , til buon 
genm che fer I'ordmario bamo I Let- 
man], manto alia fmdcnifma nfolutione di Apollo , 
di hauerad o?,m ^luo , ad ogni forte di ddttto erettt 
rribmali (hartath e Cmdm proprij : femoche i difrd,m_ 
tafTatt homo mofirato a fia Ma.Iia , che i foch negotif,, 
commSd fuoi MmiBn , ottimamente , e confommaac- 
c^ratcis-afino g'eSti , cue queBt,che ne hanm cmnuh 
Srande, ne convreflczxa, ne eon Imm Cmfiitu foffono^ 
terwinali . Ne ApoUo prima che fei meffono fi e auue- 
duta del diforime grauiffim , che regna m qt*ej,(r Sato , 
vel quale rvedeudcfi Tnbundi molto rigervfi erettr contra 
tutti que' rvitij piu princpal, . ne' quahpm famd.armen- 
te peccano ?,lthuomim, qu.eUo filo dell'^ditUt,o»e , ta«t* 
Jmto dafM Maep . tanto fernitiofa i i Frenc,f,, (T " » 
piH<ai, fi yde fen-^a Cmdice .efen^afena: di mamer<u 

r: ?:■. r 



D I P A R N A S 0. ^/p 

eale^che non per altra cagtone pareua afuA Mdefla,^ che queC 
po rnorho tanto ft fojfe diUtato tra le genti^ eccctto perchc- 
fer U fad cttra n-on hauea ne Medico ^ ne SpetUte . oApoila 
dt^nque ^ the fempre inuigiU aIF ejiirpatmie de" ^itij pm 
bmtti y (^ All'mdennita dif fmi Virtuoji ^ fiirn'o cofk^ece/t 
farid correggere tixnto errore^ e por freno a '-v'ltio tanto fce-^^ 
lerato . Di mo do che fei meft fono per ^vn fuo moto pro-^' 
prio erejfe in quejid Corte ijn Tribunde contro gli AduU^ 
tori :, con pene tanto fcuere s che njolle ^ che qitei^che dicosl 
'Vergogmfo delitto fofero troaati colpeuoli ^ legnti dUa ca^ 
tend'mfdmej^chtji njede net Foro MaJJimoyymi fojjerofcor^ 
tkati da Marjiit dottijjimo nel mejlureych^gli imp at o k fiitJ 
^efe . E per mdggior feuerita a cost njituperofo r^jitK^ 
deputb Gmdici i pm capitdi nemici ^ che habbiiio gli ^Adu^ 
lAtorl:>e qmftl furono ttitti i piti fceltl 'Poeti fktirici di quje^ 
Jio fidto. Gmdice dunque fupremo fu dichidrdto Pietro Are^ 
tine J zAuuocato del Fifio Gtouendle^ Fifidle Lodouico Aria-- 
pi:,capo Notaro Frdncefco Berndifmi fufi'ttiiti HiccoloFrdn^ 
CO y e Cefare Caporalt . Eperche dopo terettione del Tri^ 
bundle fei me fi pajforonoyfen^^che contro gli AduUtoricom^ 
f^ytffe q tier eld dlcundy e pur ft yedeud^che fcn-?:^ dlcunru 
j}etto dt cosl rigorofdpendy e di Tribundle tdnto [hduente^ 
uole I'Adiildtionc pubblicdmente fi efercitaud in Pdrndfo^ 
Apollo per hduer occdfione di cdfligdr que Hi feeler nth fiydU 
fe iyn numero grdnde di Spie^ lequdi ddigent^mente offer ^ 
u.wdo^qudli foffero gli dduUtori in Tdr?iafoJi dennntidfero 
al Tnbmidle . ^cfid medicind opero bonifjimo ejfetto^percht 
fubit-o in frdgrdnti fu troHittO:i^lBdrtolomeo Cdualcdntiy 
che aduledo yn Prencipe inetto^ddto dlle cdcciefimmerfonelk 

KK J Libidim 



s6a RAGdP'AGLl 

Zibldrntj^'mgolfato nelle delitiCydel fuhbllcoGoueYnodel fuo^ 
StatO:ytxa[ctirat(h fino dfegnoy di hmerlodaXo in mmo d'h 
ryn [ho Mini fir a njenale-yignorante-^ e fimmitmente apfdf- 
Jionato ^chmmaua, Vigilante y Indefejfo nclk fatichc :>inimico 
de SoIUt^^ iquali tutti haueua. ripo^me inegotij . Con in^ 
dicibil diligenzjt.-fu cuttumto ilCaudcanti y ilquale inconta^ 
nente fjjmdofiato: efaminato yConfefso > o^uanio ilFiJco de^ 
flderaufv d^ lu.i: 072.de il Git^dice. njerfi lui njfxndo 1'n.dtima^ 
mifericordlAdclla: GiuBitiaygl'idecreto i tre. mifcrabili gior- 
vi delU. difejd delldfua. njitdy e Marfia roto il fuo coltclloy 
€ pofe in ordine gli dtri ordigni per far fi honor e j quando 
efiendo il Giudice yenuto- airatto di efaminare il Prencipe 
oAd^latOy tromyche ancorche notoriamente foffe tale ^quelle: 
fiedettOypretendeuiknondimenoyche il Cmdcanti di luinou; 
jfolo bauejje detto^ iL.rzjero y, mache nelle lodiy cbe di huoyia^ 
YAgione diceiia douerglty fojje si at a fear fi ^ Dimamera.tale: 
che dimandatOyf controil Cau^aleanti <-aoleua dar querela^ 
6. f dalle: Adulapiont di lui fi chiamatM offo^ con fdcgna.> 
grande ri^ofe il. Prencipe y cliegli non potea:. quer.elarfi con^ 
tro. chi haueadetto il njeroyeche non filmaua ingiuria quel^ 
ie^-uere Lodi y che da lui merit anano diefjcr rimunerate :&: 
[oggmnfe yche di quelnv^oao trihunale ychepiii parea.muen^ 
tatoper yttt4>perare gli hHom'mi honor at iy che per cafigar i 
furbiyin i?ifimto rimancua. fcanddvT^to. ^ e marauigliato •. 
I^ Aretino dalLt rifpofia.di quel Pre?2cipeygrandemente com^ 
7/iofJoy. con liber t a maggiore di quelloychegli (t conueniua: ^ 
gli dijfeyche noto'aamenteejjendo egli fupido d'lngegmyinet-^ 
to algoucrtio degli Stati y ii^al tutt.o h.aue.uaabba?u'lo?/aio in; 
man&i di 'x^n Jko'j '-uitiofifim.Q faaoxlto ^coiiqiial fondamen-^ 

tadk 



"Ty 1 P A R N A S a '2^1 

ta di ^erita potea pretendere ^ che d Caualcantl nelladare 
yn bdordo fm pari sfacc'iauJJim.xmeKtc mn hauejje mentis 
to , Con rMicij che no'a ft pt^o dir conle parale ^ne.firiu&r 
conUpenna^ (i duuento aWhora quel Frcnape contro I'Are^ 
tmoy. e cosl git dijje i 

Th. ne dira't ^ e far at- tante y e tante- 
LmgMafractda, j, mar cm > p?iza file y. 
did pri' ft troHcrd put ijn ptignale: 
f^ltglior di quel d'<>Accb!lle.'^ e pm cal-^nte ,. 
Saggio fon io 5 e tvn Jci njn fitrfante. y 
Nutrito d.el pan dJaltn y e del dir male y 
Vn pkdehai im chiajfo y I'altro alioF^edale 
Stroppiataccio y ignorante y. (^ arrogante ^ 
Per quefie tanto: mgmTiofe parole y. dette adnjn Gmdicefe-^ 
dente Pro Tribunal! y talmente difdegna fi acccjero il Fi~- 
fcale y i Notai > e tuttt gli ZJfficidi di quel Tr'ibunde yche 
ft gettarono addoffo a quel Frcncipe^per condurlo prigion^: 
maegli y, che piu era brauo di ma?io y che njaltnte atnge- 
gno y non folo dtifefe fe fteffo y ma amtato dalla. fua famt- 
glhty aWhifclice Are.tmo fee njn. occhio comav/i: calamaroy. 
/pezxp njn braccio a. Giouenak ^ ruppe la. ganafa deIira-> 
d ''Bcnia y^ ilpouero Ludouko^ ^riofli y. che comenjide 
uttaaata que II a ttr.ribilharuffx. ft pofe infuga y. cadette^iu 
dalle fcale y e ffracafso tuttala perfona . Apollo come pri-. 
mahehbe la nuouadi cost gram diford'mey non t ant of acco-- 
To per la.<^ercagna.fatta a. quel nuouo Tnbunale y eperloi 
dannO:, che vi haueano rieeuutd queifm IPoetiy quanta per-- 
che toe CO con m.moy il m.orbo dell\4:dulatiane ejjere infer mi-- 
ta. incur abde^delitto fen ^Oc caSIigOyp oiche gli huommifi^ve^ 

dmano} 



^i6z R A G r A G L I 

deumio condotti a tanU cecita :, cbe I'mgmrie fernidoftf 
fime d^gli oAdi^latori ^ ftimmmo fmori degni di r'tmune^ 
'Tittlone ^ onde con grandijfimo fuo corddglio mnuUoilTrU 
bmale, e cmfefso non efer fojfibile funir quelddittOi del 
quale non Ji tromua chi ^'olejfe quereUrfi. 



APOLLO SOPRAMODOIN^ 

uaghico delle virtuofe qiialita di Torqua- 
to lafTo lo crca Preiicipe Poeta , e graa 
Conteilabile della Poefialcaliana. 



\AGGFAGLIO LVIII. 

GNI giorno^e net 'ver/o'Heroico^e ?^et 
Lir'iCQ J e nelle IProfe j, e 7ie' nuerji 3 
e nella Foefid:, e nelU Filofbfia , c>* 
m fommain ogni forte dicompofitio-s 
ne riufcendo Torqudto Taffo pmam^ 
mirabde in Farnafo y inuaghito ApoU 
lo detU foituita del dire > della noui- 
ta de' concetti j della facilita della Vena ^ e deltAmenita. 
dell^Ingeg7to di huomo tanto fmgolare ;, I'altra mattina yso 
njerfo lui fegni di ftraordinaria affettione : feraocbe dJt 
troprio Moto lo creo Prencipe Poeta 3 e gran Contefiabd^^ 
della Pocfia ^taliana^ e 7iella medefima hora con folennitX 
grande gli diede le infegne Kealifiltte concederfi aTitola- 
ti Poeti d} peter tenere^ Pappagalli alle fncBre Je Scim- 

mie 




D 7 P A R n A S 0, 2^3 

m}e alia porta . E fiata cofa ammtranda y che il Tajjo in 
amlU occorren%d tion folo ft fece conofcer degno deltho- 
7wre y che gUhaneafatio fua Maesia:, ?na merkeiiole fimO" 
jiro dtgradi molto mciggioruVeraoche:,no72 come fa?2no moltly 
che dal caprkcio della fortuna^ o dalU b'tz^rria de i Vren^ 
dpi dalU ba'fa ejfendo efdtati cdU for tuna, delk.ft^pre^^ 
rae dignitadi ^ credonoy che bafli loro ^vesilr la toga pom- 
pofa di quel nuouo Magislrato , e lafciano I'animo ricoperto 
deWantica giubba della njdtafatta dipanno doT^naleyC tut^ 
ta Hracciata y ma fubito dopo il grado di tanta dignita nje-- 
ft\ tanlmodi quelle Heroichcye KealiVirtudiyche a Titola- 
to Poeta fi conuentuano : Onde nel medefimo inftante y 
che gli per ma-no di fua ^laefta riceue tinfegne Reali 
per quaranta giorni continui tenne nella fua cafa Corte^ 
bandit a y nequali con tanta abbondanzdy e lautez^ di tut- 
te le piu g^flofe yiuande i Virtuoft di tutte le profeffioni 
furono pafciuti y che Letterato alcuno non ft e trouato in 
^arnafo y che anco fopra la for-7^ della fua complefjlo-^^ 
726 non habhix crapulati cibi IJirtuofiffimi y che non fi fia, 
inebriato di faporitifjimi Concetti : ^ il tutto con tan- 
ta copia di ogni fcien?^ piu efquiftta y che fua Mae- 
fia y e le Befje Seremfjime Mufe grandemente ri-- 
rnafeno merauigliate > come dalla diH/enfa di quel fecon- 
diffimo ingegno habbia potuto cauarfi linefaufia moltitu^ 
dme di tanti elegantiffimi Conc-etti y conditi con le piu ek- 
gantt frafe y e ynodt foauijfmi di dire . i^la in quellz^ 
(tllegreK^ y in que conuiti celebrati con tanta '-vni--^ 
uerfal foddisfattwne y alcuni furbacchiotti Poeti rup-^ 
pro Jo fcrigno piu fecreto del Tajfo ^ oue egli confer^ 
^"^'^Tx uaua 



5^4 %AG0VAGL1 

uaua le gwie delle compoftoioTji fue fm (I innate ^enertii^ 

i?aronoVA?nmta ylaquale pei fi diwfero ira ijfi : ingmrU ^ 

(che tanto trafijje I'mimo del Taflh ^ che gtin^maritutte^ 

lie fue f^ff^te dolccz^ : e fcrche gli ^utori di cost 

hrutto furto fubito frrono ijcopert't y e dugl't shirri fu da^ 

tit loro Lt caccia. ^ffi ^ come in ficura frAnchigia y fi ritira^ 

ro7io nella cafk deitlmltdtione y onde dal Barge llo Ji 

.e^rcljo or dine di oApollo fHronoJubito eHr^ttiy^ yergo^ 

^nopimentc mndott'i prigjom . E ferche .ad<T:nv di effl Jh 

trauato .dddojjh U Prologs di ejjk PaftorMeyXonfhrme ai ter^ 

mini della pr-dtka :sbhr€jcd y fubito fu torturdto y r(^ /»- 

terrogAto fuper alijs y & ceniplicibus : onde il mifero neU 

UrCordii nomirio quardntd ^oeti tdglid horfe fiioi comfA^ 

gni J ttitta gcnte njil'ijjimd y e che ejfcndof data ^l giuoco^ 

(^ a. tutti i fiU brtitti -njitij y non dd altro meUiere 

fiti dttendono y che d rubare i €oyicetti delle xiltrui fdit-^ 

che fdCjendo temfone y hduendoin horrore il fuddr ne'li^ 

hri y e fentarne i perpetui ftudij y per gloriofdmente 

*umere dl Mondo con U proprie fdt'tche . Il Fretor TJrbdno 

njpjido contra quefli Chiottont il debit o rigor delle Leggi s li 

£ondenn^ tutti a tr^ncdr^ndCdpe';^ Tcgdjease lUltrdWdt^ 

t'lnd nelForo Mdfftmopidntdtifi njidero molti pdtiboliy per 

to numcro dc qudli gmndcniente ejjendofi Apollo cornmoffoy 

fete ftp ere aiFr^tdre'y che fe hene quei ladroni meritaudno 

tndttmo 'fupplitio^^ che fero con pe?2e Braordindrie y ma, 

grmiy(^ efrnpUri : It punijfe tutti yperche Mrhordychenelie 

fo} chepuedeuano certe odioft fldnghdte ^ogm ^ncor chefdntiffi^ 

md Gmfiitid erd inter pret at d enorrne crudelt^s perche quelii 

WiritAUuno ilnome di honordti Vjficidli^ chefifaceuano cohq,* 

fcere 



Tceri oculati in frohihire i delitti:, one i fitibondi del fkngui 
humano moflranatio difentir gufio in far nelle pcL%^ ^^HK 
fhettacoli di forche credendo git infelici di Jaltr di condi^^ 
tioncy qu^ando Jl hdmuano acquijiata fama, di grmdi impic'^ 
catori. 



VN LETTERATO CFUEDE AD 

Apollo I'artedafar biiona memoria, . 
&:efchernito da fua Maefta. 




KAGGFAGLIO LIX, 

ELV njtidienT:^ di giouedl pdffat9 
auanti Apollo fi prefento ijno ajfai hen, 
speUto Letter 'Xtuccio y ilqual dijfe a. 
Jua Mae ft a ;, cUegli per le poche let^ 
tere ^ che fi trouaua hauere j, non ar^ 
diua comparir ne' pubblici Ginnasijy e 
che la fUa debolezjia nelle fcien^e na-* 
fceua dalla meno che mediocre memoria j, che gli hauea da-^ 
tola natura y poche cofe ricordandofi delle molte ^ cUegliftu-- 
diaua : e che ardendo d'njna ineftinguihd fete delle htiona 
letter e y humiliffmamente gli chiedeua qualche rime dio ^ cot 
quale haueffe potuto far acquifto di quella profonda ^ e te^ 
nace memoria y che hanno quei gran Letter ati y che Jlricor-- 
dano di tutte le cofe y che leggono : e che fopra tutto gra-* 
tiffimo li farehbe ftato il dono della memoria locale ylaauaU 
hauea ^udito dire y che ftraor dinar io honore faceua a quel- 
it y che la poffedeuano . <iA coftni rifpofe oApollo' y che daglh 

L I huomini 



iSe XA G G V A G L I 

Tyuomint mnnmorati delle fctenzj I'eccellcnte memoria s'ac- 
^HifldticL con U perpetua let t tone de L'lbri;^ e che U rnemo^ 
rU locale era, cofa daCantimbanco ^e da quel Letter atido-^ 
s^nalt :, che fi fafcono d'ofientatione y e d'njna certa boriiU 
di purer que III ^ che non fono :, non da faldi ^ e ben fondati 
Letterat'i^ appreffo tquall ella affatto e ridkola ^ folo feruen- 
do per far Buplre il njd popolacclo :, dquale ^ qua-ndo allxj 
mente ode recitar le carte intiere d'nj7i Autore :> ancorche^ 
elleno non faccino a propofito di quello y perche fi recitano 
grandemente ftrafecola. Replico quel Letter at o ;, che po'iche 
■CO si era^egli dejideraua mlgliorar la fua memoria co foil ri^ 
rnedij or dinar ij . A queFio rlfpofe zApollo ^ che non fapeua^ 
che con altro pm preflante medlcamento la memoria degli 
hmmlnl fi poteffe ndu^rre a perfettlone;, che col per pet uo flu -- 
dlo y col quale laffcuraua ;, che hauerebbe confegulto tutto 
rintentofuo.Sogglunfe aWhora II Letter at o ych' egll ft era chla- 
rlto y che ne meno lo Hudio affiduo^ ch'egli n^faua^ rcndeua, 
buona la fua memoria : perche ^jjltlmamente con dlllgenzj. 
efqulfita hauendo ftudiato U mlracolo de Poet I Latinl Vir^ 
gilio J, deW Infinite belle%^ , che r^l hauea not ate ^ tutte me- 
ritluollfime di giammal efj ere fcor date y di pochlfime fi ram- 
mentaua. Chiaramcnte moftro fua Maefta y che quella nuo- 
ua inftanT^a I' era ft at a nolo fa y perche con alter at tone a lui 
tnfollta nelle audlen-z^ y 7ielle quail <-vfa patienzji mlrabde^ 
difft a quel LetteratOy che di nuouo tornaffe a ftudlare Vir- 
gillo y che nella feconda lettlone molte plu cofe farebbono ri- 
mafe nella fua memoria y che nella prima. Vol fi njolto Apol- 
lo njerfo I circonftantl y e dijfe y che odlofiffima gll cra^ 
I'lmpertlnenz^a d'alcunlyche per ejjlrfiyn folo quarto d'ho^ 



TiU 



5) 7 T A K N A SO. s^ 

fd fermdti In run ^iolino haurebbono njohto njfcirne tutZ 
ti mfarmaU) come fono quei molinan^ the notte ^ e mrn0 
nji ftanno tHtti gli mni delU^itci lore, 

GIOVENALE RIFIVTA LAI 

disfida factagli da Francefco Berni di 

feco cimencarfi nella Poefia 

fatirica. . 

RAGGFAGLIO LX. 



OTTO it portico de Ginnasij Toettci 



SX ^W^i§X P^'-^-'^ t}^ ^^^^ fi^^ dcuni Poeti Latmh (^ 



nj-^^-l-rj 






#i^SH /^<i//^^/ faceuam ^jn njirtuofijfimo T4- 
rddlo tra U Poefia Itatiana , e Latino, > 
quando a Lodouico Ariofti pare?ido ^ che 
t Poeti Latmi di fouerchio efkltando U 
cofe lore ^ troppo inuilijftro U Poejia, Italiana, dtjje :, che 9I* 
Jtdicini cedeuano dnjerfo Heroico ^ graue per U maefto/k 
lingua latina j pompofi ;, e fommamente rifonante ^ per I'ec^ 
celUnxa delta Icgatura de Dattili con gli Spondei : ma che 
nella Toefia Lirica era d'opinione j che piii tofto ft dejT^^ 
'-uguaglia-nzo :, che fuferiorita: ma che nella Satira gl Ita^ 
Hani tanto Ji erano aaanzati :,che ne fait delle cofe piaceuo^ 
li^ nella mordacita delle m at erte grant ^ nella facilka di ifie^ 
gar i concetti lore di gran lunga haueano fuperati i Latini^ 
^iaUmente dai Latini fn ^dito il parer deWAriofto ^ C^ 
in difefa loro differo^ che non fapeano njedere con qual fon^, 

Ll 2 damento 



yamento i Poeti Ttaliam nelU Toefta fatirica tanto prefU^ 

meffiro degtingegni loro ^ 7ion trouandoft tra ejjl foggetto 

/ilcuno y che merit amente potejje paragonarfi a Giomnde ^ 

€che git deffe il cuore di siar a, frorite a Perfio . <sA quefto 

yaiion^mento fi trouana prefente Fra?2cefco Berm y ilquale 

726 lU Satira hmendo trapajpiti i termini tutti delU piu mor^ 

^ace maldicenza y anco alio fieffo dicmfjimo Aretim cd fuoi 

tcf^lienti njerfih Clued date ferite tali^ che Jiella faccia^ nel 

fetto y e nelle mani ne portaua '-uergonofi fregi . Coftm 

diffe a que' Toeti Latim ^ che rifpetto a lui Giouenale neU 

la Satira era njn ignorante ^ e che quella ^z>mtay che diceua, 

haurebbe fofientata in njn campo franco ^ in njna macchiaji^ 

cur ay al primoy al fecondo afJaltOy i^ al terzo fangucy non 

folo a Giouenale y ma ad ognaltro njirtuofo Toeta Satiri- 

coy ancorche haueffe hauutoil yantaggio del (foment at or tj » 

V^n pua dirjt lo fdegno y che le parole del Berm cagiona- 

rmo in tutti i Poeti Latiniy iqualiper rintw^ar la Jpuerchia^ 

fretenftone di quell' huomo arrogante yeperfiltener laripu^ 

tatione del nome Latino tant'ofefo y foco manco y che non fa- 

ceffero fuperchiaria contro lui. Ma Horatio Venofino y^-uolen^ 

do che quella queftione allacauallerefca p diffnifjc dahono-^ 

"srato Letter at Oy addolci glianimide' Poeti Latim gia infella- 

"Kiti y € diffe al Berni y che di tutto quello y ch'egli hauecu 

detto in pregiudicio Jell'honore di Giouenale y mentiua : e che 

7naUmente hauea ^arlato di ijn Poetayalquale egli non era 

tdegno dt temferar le pennCy e che a nome di Giouenale accet- 

taua la disfida: che per o il primo giornoconle fueottauCyC 

€0 fuoi ter%etticompariffe nel campo dt Bellonaynel quale Gio^ 

mm!c C) ^vcrji hi^roici in mano ^li baur^bh vefo buon conto 



D 1 F A R N A S o: 'i^f 

^ ^Hife. B qnefto detto ll'~Berm accompagnato dd fuoi Poetian- 
do ad armarji y (^ Horatio inmolta fretta corfe a rttrouar 
Gioticnde :, alqaale racconto tut to quelle j che tra lm:ie I'Are- 
tino era fegmto. Giouenale atto?iitO:,e shtgottito per UnouL 
ta delcafoj per buonfpatio di tempo flette fi/pefb fopra dife^ 
poi CO si diije : Horatio J Je a nome mlo hai accettataladtsfi^ 
da del Berni j cimentati tu con ejjo Im j perche io non ho 
cuore di ft argil a petto. Tra t Poeti L^tinl io non ftimo bar- 
ha d'huomoy ne temo rvnfico fettanta Zoili:, ma de Poeti Sa- 
tirici Italiani tremo folo a fentirli nominare . aAltJoora Ho- 
ratio:^ njedendo\ cos} malamente precipitata la propria ^elcu 
riputatione di tutti i Poeti Latini ^ fece cuore a Gi&uena- 
le ye It dijje : che njolejfe ricordarfi y ch'egli era il PrencL 
pe de' Pjoeti Satirici y e che njn fm party che hauea merit at a 
la fomma felicitade Comentatori tanto ambita da ^rjirtuo- 
ft Toeti y non douea fgomentar(i delta dicacita del Berni 
€ che non fi daua proportione alcuna tra lartna poderopu 
del 'uerfo heroico y tra t'eccellenza della lama della lingua 
hatina ^ (^ il langmdo njerfo Italiano fatto a cafo ^ e co- 
si fat tarn ente obhligato alia dura catena della ^^ima y che^ 
da lei i Poeti ^taliani hauendo legate le mani y non pote- 
uano menare i colpi diritti y e done ruoleua y e ricerca— 
ua il bifogno y come altrui chiaro teflimonio 7ie rendeua il 
Mauroy che nella pericolofffima queftione y ch'egli hebbz^ > 
quando Bando a lauorar in ^n campo di faue fu affa- 
lito da <un fuo nemico ^ all'hora che njolle tirardi njnA 
mortale ftoccata nella pancia y la lijma Io for^ a dar— 
gli nella fchiena y col qual colpo da traditore egli rt— 
rmife^ rvituperato . ^anto piu il Toeta Venoftno. 

faceua 



27» XA G G V A Gl 7 

faceua cuore ^ e rifcaldaua f.ammo di Giouende ^ tanto pitp 
m Im crcfceua U timidita . Gia tra i Vlrtuojt di modo ft era 
liar fa, la nuoi^a di quefta disfida j, ch'ella fino giunfe a gl't 
orecchi di Apollo ^ il quale ne fenti guflo particoUre ^ per* 
che dfommo diletto di fua Mae (la tutto fla poflonel'^e* 
der due Letter ati nrrabbiatamente cimentarfiinfteme:, edar- 
ft ruirtuofe ferite nella riputatione : j?ercioche a fatigue fred^- 
do i Virtuofi per lo piu parlano ^ e fcriuono infpidamente^ 
ma nel calor dello fdegno ^ neW ardor dellacolkra ^per dife^ 
fa della loro riputatione :> e per acqmBar gloria :> fanno cofe 
ma^(^iori dcU'ingegno humano . 0?ide hauendo rifaputa Ittj 
tiwidita di Gioucnale in grandtffima fretta lo fece chiamar 
a fe y € con acerhe parole gli rimprouero la fua njilta ^ e // 
raccomandola riputatione deUaSatira latina. cAlfhoraGio^ 
uenaleinfua difefa cost diffe afuaMaeflk : Sire:,ioh})ilme'- 
defimo more ^ che fmpre^ ne temo tincontro di diece Toeti 
fatirici Latinhfupplico Vo fir a -Mae fla aricordarfi^che tec- 
cellen'^a dt tutta laFocfa fatirica ^a pofla ^non neWhauer 
inzcfno ardito :, Jfirito njiuo :, talent o maledico :, fali acuti ^ 
facet ic oratiofe ^ e motti pronti ^ ma nella qualita delteta y 
nella quale altri nafce: perche ne' fecoli grendtmente corrot^ 
tl fopra modo feconde fono le njene de Poeti waldianti ;, e 
teta mia punto non puo paragonarp con la ?noderna tanto 
teggiorata ^infurbita yintriftita . Se il Berni comparijfe nell' 
arringOj e con lalancia de" njitij moderniignott alteta mia 
mi giofirajfe jnon mi gettarebbe egli di flla ^e a gambele- 
uatenonmicacciarebbe fuori dello Jleccato <" Si quieto JpoU 
lo per queHa rfpofia:, e dichiaro^che f ben Ciouenale ca- 
gUaua^ non ci rimetteua delt honor e :> 7ie faceua attionein* 



dcgna 



D I T A K N A S 0\ 27 1 

degna. dl honor ato Qaudler Poeta ^ perche non temeua. I'm-' 
gegno dd '\Bcrn\ y ma i fuoi tempi corrottt ^ troppo difug:^^^ 
li da quellt di Giouende, 

DOMITIO CORBVLONE PER 

alcLine parole dettedaluinel fuo gouerno 
di Pindo, lequali prima per pubblico editco 
da Apollo erano ftate dichiarate Tiranni 
che, dalla Qu_arantfa Criminale feueramen- 
teefTendoprocefTito con molta fua lode al- 
ia fine vienliberato. 



\AGGVAGL10 L XL 




ERCIOC HE UCitta diPindo^^etut^ 
to H fuo popoUtijfimo\tenitono ^ per U 
fiuerchia f'mceuole%zj, njfxta da nlmni 
Gouernatorl y che per lo pajjato nj'i fo^ 
no fiat 1:, fi era emfmtadinumero gran- 
difimo dl ficarij y e d't perkolofe fattto^ 
ni 3 lequalt grandemente inc^metauano la t ace de buoniy la, 
Mae ft a d Apollo y per freyiar con tefemplar caftigo de p'm 
feditwfi tanta licen%a de' fuoi fuddtti ^ due rnefi feno man^ 
do X quel gou^erno il rigoroftfimo Domitio Corbulone j ilqua- 
ie in pochi giorni fi porto di modo ^ che danjna fimmafe^ 
ditione in njna pacifica quiete ndufie il popolo di. quello Sta- 
to . Et occorfe y che chiedendo egli ad alcuni fioi confiden- 
tly in qual concetto ^gli fojfe del popolo ^ liber am ente ^li fib 

rifpo^^ 



■f!i Ti A G G V A G t i 

ytfpofto y che il rigore ^ cbe hatiea yfato contro moltiy di modo 
hmea f^mentdto I'njn'merfde ^ che tutti I'odiamno , ^Per 
quelh r iff oft a fuor d't modo firallegro Corbulone ^ ^ a que* 
fuoi amoremli rifpofe le trite parole, Oderintj, dum me- 
tuant 5 leqtiali ^ come delitto capkaliffime yftihlto furono rL 
portate ad Apollo . Malamente fenti fua Maefta cost atroce 
accufa^c commife la caufa alia ^.arantia (^riminale: eper-,^ 
che per decrcto dl fuaMaefik , puhblicato molto tempo pr'i^ 
ma, c fiato dlchiarato , che qual fi ruoglia Prencipe per le-n 
o'lttmo , per 'Rat male , ^ per hereditarlo , ch'egli fi fta, che 
hauefje ardito dir parole tanto tnfolcnti , e temcrarle , in^ 
contanente incorrejfe nella pena d'ejfer tenuto , hauuto ^ € 
riputato njri Momineuoiijjimo Tlratmo , e che gli offc'tall , 
che ,-anco per mauuerten%a , le fi f offer o lafciate r-jfir di 
hocca , njeniffro ptiniti di pcna Qap'itale s forbiilone daU 
la (-^uarantia fr mm ale fit citato ad mformar la Corte. lU 
mtale d piorno feguefite comparue auanti I Gmdici , da' qua^ 
it C071 feuer'ita grande fii la caufa njcntilata, (^ merit re il 
popolo tutto diParnafo afpettaua dinjeder qualche rigoro^ 
fa dmoBratione contro queiroffciale , fauoritiffunamentc 
con participatione di fua Maefta fti njeduto efjere affolutOy 
e con molto maggior autorita rimandato al fm gouerno, 
Hauendo quei Signoridella J^arantia dichiarato^che nePren 
dpi, che hanno il miele de Ha gratia in mano, quelle parole erano 
ruergo'jnofijfime, (^ ajfatto iiranniche, honor aiijfime m bocca 
di <-vn Officiale , che non altro ha inpoterfuo , che il folo odiofo 
aculeo della Giuslitias quel Prencipe yeramente efjendo mira^ 
bile, che ddfuoiPopolifafdrftamare,e riuerire, quell' Officiale 
Efficient iffi mo , che h^t genio da farfi temere , ^ njbbidire. 

PER 



"D I "P A K W A S o; 



2 7-^ 



ER LA PROMOTIONE DI 

Diogene Cinico a gradomaggiorc, eflen- 
do vacata riionorata Cattcdra della traquil 
litadellavica priuata, Apollo ne prouede il 
famoib f ilofofo Crate, che la rifiuta. 




\AGGVAGLIO L XIL 

10 GENE Cinico ^ quegli ^ che per 
tanti anni con molto frutto njniucr^ 
fdUy (^ infinite fun gloria, 'particoU^ 
re ha efercitato il cartco di lodctr 7ieU 
U pubblica, fatthedra di queHe fcm^ 
le U pouertay U folitudine ^ e U qme-^ 
te deltanimo ^ per le perfuajiom del 
quale lo ftejjo cAttalo Re de Thefori fece qu>ell' ammirabUe. 
rifoltitione di gettar le fice ricche%^e ^ per abbracciar la fet^ 
t a Stoic a :> che in Par7iaJo e flata di tanta edifcdiione y du.e. 
me ft fono per li fuoi grandijjimi meriti fii^ efaltato alldu 
fMime dignitk di ^rcifanfano delle Serenijfime ^Auf^. 
Onde cosl nobtl Imgo ejjhido rimafo rut^ota , fua Maejia lo 
diede al fhnofo Crate y dquale hier mattina ando ad Apollo y 
e contra I' afpettation d'ognnjno rifiuto cosinobd caricoy li- 
ber amente dicehdo y che per la promotion di Diogene aqueU 
la tmmenfa dignita grandemente ejjendo flata deturpat^i 
ia Cattedra della poiiertky e della qmete delTanimoy non gli 
danail cuore di poter efercitar tojjicio fuo con qudl' ardor e:^ 

Mm coji^ 



2?^ K A G G V A G L I 

con quelU fcbiettez^ , € femplldtX di cmre ^ che rtcercaua 
il bifogno di quel carico : fercwche il primo gtorno y cl/egl'r, 
(i foffepofio adefercitarlo y di necejfitk [ipirehbe go?ifio d'am^ 
hitione i O* m Im farebbe entrato quell' ardentijjimo deftJe-^ 
r^ dottener U medefima dlgnita^ che hauea confegmtci ilfuo 
ii7iteceJlore:,che daW unimo fm ^cincor che compofiiJJimo:,hdureb~ 
he cacciata que II a, Jemplicitu, j, che a i concionntorifa rcigionur 
col cuore :, non con U bocca: e che U necejjita dell'ambitio- 
7j^ J e la njiolenza, del defiderto najceua non dd njitio y ma 
'dd quell' honor at Zelo ^che anco ipiu mort'ificati Fdofofidi 
Farnafo hanno intenjijfimo della loro rip ut at tone. Per cloche 
iquando in frogrejp) di tempo dafua <^taeBa non hauejje^ 
riceuuti gli honor i medefimiy ch'erano fiati fatt^^a Diogene^ 
il mondo haurebbe giudtcato il tutto accadere y non per fua 
humilta^ nonperche egli di tutto cuore a ipubblicl magiftrati 
itnteponejfe lanjita priuatdy la quiete a negotij y la pouert^ 
alle ricchezjCy ma per che fua Maefla in lui non hauea tro- 
uati quei meriti y che hauea conofciuti m Diogene . Di ma- 
niera tale che con I' ammo tanto commoffo ^ ^ alterato daL 
la njiolen'?:^ dell' amhitione y non gli daua d cuore yCO?iJj?€r an- 
x^ di far frutto ^ di pre die ar le lodi eccelkntifftme deWhu- 
mdta y del difprc^z^ delle ricche%^ y e della '-uanita deU 
le grande^^e mondane s non ejfendo pofjtbile ^ che fi troui 
huomo alcuno di cosi effcace eloquen^^ y che fia fufficiente 
a perfuader altrui quella forte di njitay che gli afcoltantico-^ 
vofcono e£ere abborrita da chi U predica . 



M.OL- 



» / p A 71 N j's o: 



'i7§ 



MOLTI POPOLI CONSVMATI 

da'lufli dellc menfe,e dalle pompe del ve- 

ftire, per moderartantidifpendij, 

leggonola pragmaticaai 

Prencipiloro, enon 

rottcn2:ono. 







\AGGVAGLIO LXIIL 

Vofoll foggettl aiTrendfi :, che rifie^ 
dono in Parnajo ^ efjendo njenutl in^ 
cog7iitione 3 che i lujji ^ e le n:cimtddi 
ddnjefllr mo demo tdmente fono cre^ 
fc'mte y che non ft troun patrimonio y 
per grande ch'egli ft fia ^ che U f-ua* 
nita delle donne ^ e I' amhitione degli 
huominl in poco tempo non mandino in '-ultima perditio— 
ne i e chiaramente conofcendo ^ che i difordini delle pompe^, 
gia falite tant'oltre^ che I'intiera dote:, ancorche eforbltan- 
temente grande j, non arrma a comprar le file gioieper njna.- 
gioHdne J che fi mar it a ^ fono la fila cagione , per che inpa^ 
dri pm non pojTono mar'itar le figiiuole loro s (^ efjendo fi.. 
anco notato y che le del'itie dell a go la da alcunlanm in qna 
CO si brnttamente ft fino auan%ate j, che la moderna crapu- 
la diferta quelle famiglie ^ che I' antic a parfimonia fecegran^ 
dii pochi giorn't fono di com tin confenfo fi prefentarono tut- 
ti auanti i Vrencipi loro y a quali fecero [iretta inftanzji i, 

M m 2 che . 



^276 XA G G V A G L /I 

tJje quMe njt'ile rimedio fi porgejfe all'emdente rouina la^ 
ro. Grati(^ima a tutti i Trencipifa la rtfolution fmadd 
fopoli loro ^ 6^^' all'hont fu:,che conohhero njer'iffimo qudlo^ 
the hcinno fcritto molti ^ che le l?rammatiche ^ folo airhoror 
'^Hono cjfer pubblicate a popol'i ^ che efi fteffi iflantemen-^ 
te le ehiezi'^no' fokhey quando contra lornjolontci fonoca^ 
Tjiandntc^^radenjolte producono fnitto huono : merce che la 
prodigalita non prima J]^auenM i fiiaUcquatori ^ che e^l In 
faccia non hahb'imo njeduto thorrendo ^ e Jpatienteuolmo^ 
€lro dell'Ci pouerta , Tutti i Frencipi dufique di comun con-- 
fenfo y da hnomini ititendentijjinn ^ fecero far molt a eccet^ 
lenti Trammatiche y nelle quali rifecati i lujjl ^ e le cofe Ju^ 
p er flue y folo ft f-uedeua il decora ^ e la riputatione del njf^ 
flir honor ato ^ e nSera il guHo ^c le delitie delmangiar per 
njiuere ^ non di crapular per mandar in rouina la njita y e 
le factilta. E poiche opera tanto deftdcrata fii condotta al 
fuo fine J i Preucipi comandaro?io j, che alii diciotto del f^or- 
.rente fojje puhblicata: ma accadette ^ che la fera delli dicef" 
:fett€ i Gabellieri ^ gli Ajfittuali ^ ^ i Datiari fi prefen- 
tarono tutti auanti i Prencipi lore ^ a quali differ o ^ che qua?!^ 
- do hauefjero fatta pubblicar la Trammatica 3 che intende* 
uano efjlre fiat a compdata^ domandauano difalco alle gra- 
ui rifpofie J, che pa^auana: percioihe le maggtori rendite del- 
le Gabelle cauandofi, tutte dalle fete ^ che '-ueniuano di^J\(a^ 
poll J dagli orifilati ^ che erano portati da Firenze ^ da drap" 
vft pompo(ifiimi y che era?}o fabbricati in Mila?io ^ <^ da aU 
ire delitie apparteneriti al njeUire ^ ^ alnjiuer degli huo^ 
tniniy che da paefi lontani erano port at e ^ per quella Tram" 
patica U Doganc infinitam^nte '-venmano a calar dtprc^^^ 

TantQ 



VJ I P A R N A S 0. ^jy 

Tknto conft4.ft -per cost fdtto aumfo rimafero iPrencipi^ che 

U matt'md njeg?iente :, airbora che I T)eptUati delle Nat'w^ 

m comparuero per riceuer I'editto ^ che dot^ea affer pubblU 

cato y rifpofero loro :, che hmiendo ej^i n/diti i gmfli richiami 

de loro Datidri ^ meglio informati di tu>tto II negotlo della, 

Frammatica^rifolueano di non ^uoler in mode dcu>no diffor^ 

rn^xr le cofc proprie ^ per r'lformar le altrm : che njedejfera 

d'i?iuentar qualche pragmatica ^ che non toccafjl^ gl'interejjl 

loro ;, che per U fmfcerata carita ^ e per U paterna dilettio-. 

fie y ch'eglmo haueano njerfo i loro fidelifjiml ^affdll ^ hciU-- 

rehbono data loro ogni po^ibd foddisfattione: ma che U<-vo^ 

ler <imotarela borfa pubblicayper empir la priuatay era de^ 

ftderiofraKdolsnte^ O"" in tutto contrarlo a quella ben or^ 

dinata carlta j, che Bima anion crtidele ^ Jpolpar fe Beffo y 

per ingrajjar aim. Per cosl rlfolutaj (^ interefjata rifpo-^ 

fla molto fconfolate ^ ^ afflitte (i partirono quelle 

genth e confeffarono ttitte , che il fanaridifor^ 

dmi^e Popolh aWhora che la medic'incu 

qualche poco ojfendeua gtmterejjl 

delle pubbliche Gabelle:, erano 

cure difperate^canche- .> 

ri immedica" 
bill* 



GIO^ 



^jB 



t A G G VAG tJ 



GIOVANNI BODINO AD 

Apollo prefenta i fuoi (ci Libri della Repu- 
blica, ne' quail eflendofi fcoperto, ch'egli 
perbuonaapprouala liberta della cofcien- 
za , vicn condannato alia pena del fuoco. 

^A G G FAG L 10 LXIV. 

10 VA NNI liodmo famofo Letter a^ 

to Frdnzsfe ^ fino dal primo giorno , 

cJoegii Ard} di frefentare ad <iApo//o i 

Jet Libri delU fu'd "l^epublica ^ fu po^ 

flo y come hen meritaua ^ in nmcu 

ofcurtjfma prigione ^ percioche in mo^ 

do cdcuno non njolle fud tMc^.eftki che 

fenT^ efempUr caftigo pajfa/Je la fce/erata opmione :, che fi 

Jcopri y che ?iella fua Kepubltca hauca pubblicdto al mon- 

do y effer ottimo configlto per qukte degli Stdtt concedcrt^ 

a I popoli la Liberta della (^ofcienzjt - Oplmone ^ che da fua 

^taeka ;, e da miglion Letterati Politici fempre e (latcu 

•np^tata non mem empia ^ che falfn ;, come quella ^ che fa 

conofcere i feguaci di lei pit4> toflo per ingegm feditiofi :, che 

per hmmini mtendenti delle cofe di Statosnon altra cojcu 

pik pernittoja trouandofi m njn Principato^che leuargli I'yni- 

ta. Seuero procefj'oin que [la caufa e ftato j-abbricato contro 

il IBodinO:, il quale hieri dalla gran Corte del FarUmento 3 

come fedutt ore de popoli:, miniflro deWambitione di huo— 

rnmi feditioji ^ pubblico ^ e notorio AthciJIa fu condannato^ 

alia 




D I "P A R N A S 0. 279 

MU Penadel fmco. Chiedena il Bodino mifericordU a fucu 
Mdcfta J dicerido :> che fdfijjtma, confejpiua U fua opnioney 
e checome empid I Ahmraua,: mn che dairimprloOttomanffj 
che con fomma, pace del fno Stato ammette ognlKehgione^ef- 
fendoftato ingammto :,ftippiicaHa tattiyche conejfo lul fi pro- 
cedejfe con qud^e t ermine di pieta. All' bora contra il Bodino 
pm incrudellrono i Gmdm^e con fdegno grande gli dijfero ^ 
che tanto maggiormente meritaua feuero caftigo ^ quanta fce-^ 
leratijjima cafa era^ycheijn huomo Chrlftiana y e -particalar^ 
mente i?inegatio di Keligione ^ hauejje ardito pubbitcar alle 
• gentiprecetti pigliati da^queiTurchi:, che-umendain ynafcc^ 
leratiJJimaimpietOr :, ancanelle cofi profane , nan chenellefa'^ 
crCi deuono effere hauuti in fomma, abbominatiane. Con tutto 
cia prima che piii altre procedere nelldcavtfa del Bodino :>piac^ 
que a Giudici di njoler m ogni mada dalla ftejpi Monarchia 
Ottomana intendcre > com' ella in quefto particolare fi go^ 
uernanay conanimoy per qtiella che fi e intefo pai^ rifolutif- 
ftma di condannarlo alia medefima, pena^ quanda can permet^ 
tere a ftio't popali la Liberia della (JoJcienT^^ cosl Jcandalofo 
efempio hat^^efije data al Mondo . fnmolta fretta dunque fw 
fatta. chiamar la <^lonarchia Ottomana ^ alia quale differ a i 
Giudici y fe erdrvera^che ella nel fko Stato talmentenelle ca- 
fe della Religiane a fuoi fudditi haueffe rilafciata la briglia y 
che fid agn una que lla fofje lecito credere), ch'egli uoleua. Gran 
merauiglia per cast fatta damanda moHro di hauere la ^yVlo- 
narchia OttoMana^e con uehemenT^ grande rifpofe^ch' ella nan 
dosl poca praticaera delle cofe del monda :,che benifjimo nan 
conofiejfejapacedegli Static I'njniuerfal quiet e de Fopoli non 
con idtrapi^ flcuro mez:^ poterfi acquiftare^che con tnjnita. 



I5d %A G G V A G L t 

""StruncL Reli^lone ^ e che in tutto il [no Imperio non altrd Kel 
Imone erapredicata^e dafioi Monfulmmi creduta^che'U Ma^ 
homettana. Vd'itu che helhero i Giudici cosi cBara ri/poHa^fi 
rmoltarom yerfo il Bodino , e con fdegno grande gli dtjfero.che 
fe nj7i ^Idhomettano^ ignormte dtquelU njerci Theologtciychc 
altrul faconofcere U grandczs^a di Dio^ e lajfuerita ddUfuA 
fantii le'^ox'^tanto chiaramente parUi^a dell'njnitd d'^-una l\eii 
fjont:,che in un Imperio dene ejjere ojJeniat4iche>doueafar eglty 
huomo cilleudto mile huone lettere:>enato nelChriflianiJJlmo Re 
Pno di Fracia^A qn^efio rijpofeit Bod-ino^^che laMonarchia Otto 
niana co la i>occa la nece^ita di quell a unit a di Religione confep 
faudy che realmentenon njfdua ne fuoi Stati ^ ne quali p nje^ 
deua?io ChriBiam Cattoltci:, Heretici^ Greci ^ lacoliti ^ O^flo- 
riani:, Hebreiy O'huomim d'altre molte l^eligioni ^ efempio 
che I'haueafdtto errare. Poca cognitione moflri tii^BodmOy dif- 
fe air horat Imperio Ottomano^di hauerdel modo di procedercy 
■ chenel particoLxrdella Religione io tengo in cafa mia ^ poichej, 
'non per que Bo demtu dire ^ che io dmicifitdditi concedo la Li- 
herta dellacofcienzji ^ perchoi&W Imperio mio finjegghtno git 
huomini di tutte le Religionh che hat nomi'nateyperchefa bifo^ 
*inoy chcfappiy chenellojpatio di trecento y epiu a'nni chi I'armi 
'hauendo lofatto acquifio di Prouinciewnumembdijamaggior 
tarte foggette prima a diuerfi Prencipi Chrifiianh ^ hauen^ 
. do cfpernncntato y che i Popoli nouelUmente /(^ggiogati faciL 
7nente (i folkuanO:,fe altri li yioUntd a cangiar Religione^ come 
qut'lliyche CO oflination maggiore difendono la Ffdeynella quale 
fon natiychefatto non hamio le facultiijapatria_,e la njita^af^ 
fine di regnarin pacCyftrnpre ho ^^fato di lafchrrh njiucrcncL 
tjlegg't medefime cosl Jlu re ^ come proja?. c ^ con Icquali gli ho 

troua- 



^ J 1? J R N ^A S 0: 2rt 

irouatis queftafolo muerten'xa, ho hatiutcty che at ChrifiUZ 

ni Ldtini fernfre he tolto I'efercitio delU Religion loro ^ 

Uuandogli i Sacerdoii j e prohibendogli il poter riparar la 

Ch'tefi^ che cadono , non chefia loro led to fkbhricdrne della 

nuoue . Co si apoco apoco con I'ejjercitio delk cole Sacrt^ 

mancando in effi cinco U siejja memorla deirantica. RelU 

■gtonlsro :tfe non eff^ ^ i figlmoli loro:,e fe ne meno quejliy 

i loro pronepoti alU fine d'mengano Maomettani: cofk cha 

tanto felkemente mt fttccede ^ che nelle molte Prmincie , 

cJ/io pojjicdo nell'<iAfia y plene gut di pop oil Chrifllmi ^ cost 

horn tutti fon diuenutl Mahomettani ^ ch'effendo coflume^ 

de mm Imperadon di rixcogliere per fupplire il jitimero d&. 

foldatl Gianniz^rl molti figlimli dx loro fudditi thru 

ftiani^^pochijjimine troHAUdno neW Afia , to' Greet poipro^ 

xedo altrdmente y poiche tvfo libero comedo loro del rito 

'Greco j, e U cagione di quefia diuerfita e perche no?:, tro^ 

umdofi Prencipe alcuno Greco ^ che fia di gelofia alia miic 

Grande?:^, y € per confeguenzjL i Greet ycher-oiuono net 

'mio Impero ^ da Pre?2cipe cdcu?io delU Religion loro norL> 

potendo ejfer foment ati y non 7ni danno quella, noin j che 

fanno i Latint y che hduendone molti y e potenti y fanno_ 

che ifjr (tnnichiUr U Religion loro ^fi ddigenzji ma^^no^ 

re . Ma co miei fudditi ^Aahomettdni y accio puntdmen^ 

te oferuino U religione del mio StatOy tanto occttlUtamen^ 

te yim y che ad alcuno non e led to di preuaricarc. Chiaro 

efempio di tut to quefio e y che hduendo io il Perfiano he^ 

retico della mia Religione y niun Turco mio fu-ddrtOyfnr.^ 

correre euidente pericolo di crudel morte y puo crederla. 

non che predicarU : ^ in tanto ne miei Stati non mat 

Nu pcrmet- 



2B'T R AG G V A L T 

termettere queirhereftdy che fe bene gll '-vltimi mm Impe-^ 
radon ^ fer le dmfionl di Germunm^ e per le gelojjegran^ 
di ^ che re^nano tra ttitti i'PreHcipi Q^rlfiUnl ^ con infi^ 
mta ^vtilita loro haurebbono potuto guerreggicirlnVnghe^ 
rm^ per d'lflendere 11 mio Imp era fino altAtifiria :, tacqmfto' 
delta qud Fromncia mi JpaUncaU porta a figgiogar I'lta^- 
lia :. con- mo/ta pruden'^ 7ion dimeno configlio migl'tore- 
hanno ftimato debelUreil Perfiano heretico ^ che far guer- 
ra a I Prenclpi ChriSIUni :, tqtiali nel fat to del credenL^- 
tanto lontdni effendo dalla Religion mia y non^ mi fono di 
fjuello [f amnio :,che gli Heretici Perfia?ii\che troppo dijferen- 
te cafo e toller arm njno S'tatof Infe delta ^dall a quale tanto e) 
difficile il paffaggio. alia fe delta ydal per metterm here fie jpe-- 
fie che tanto fadlm.e.nteammorba: qualfiHoglia gran Regno^. 
quanto hanno ^uerlutOy e prouaPo i Germanic gf Ingle fi ^ t. , 
Piamminghiyi Prance ft :, ^ altri ^ Efappiate :, che non per 
altra- cagione dagli Stati miei io ho eUermmate tutte lefci^- 
sn%e :, e- tutte le buone Petteve ^ che accioimlcl fuddttinji- 
uino in quella femplicitil ^ delU' quale la mia Rcligione ha: 
fomma' necefflta : e fer tat cagione ^ con falutar configlio fe— 
ueramente ho prohibit a- ^ che il mio- Alcorano fcritto iru^ 
Arahico non- poffd effer- trafi^atato in njolgar Turco y alle^, 
§^efe di' alcuni Rcgnl ChriFiianl hauendo imparato-il mal^^ 
che ha cagionato la ^ibblia: tradotta: in T^olgare y laquale: 
effendo capitata in ma7io> degP ignoranti y. intendo- y. che: 
fieliegn' y oue e siato introdotto queHo- abufo y fino- le: 
fiu rc/ili Djonniciuole piii^ tempo fi njeggono confumar nelle: 
difpute ddla Keltgione y chenel fdare . Onde io per aficu^. 
twcmk dd m.or.b.0 di omi Here ft ay che da. dihuomhu Aml.. 

ktXioQ^ 



TD 7 "? A R N A S d. 2if 

•hltiofi pojja eJSer introdottd neW jfmperlo mio ^ ho coma,7U 
ddto y che a colui y che fropone duhij di Religione y con U 
fcmkarra m mano y dandogli cru'delt ferite y ft a rifboBo^ 
Mercey che I'herefie -y che di prefente nell^ Religion ChrU 
JiianaftnjeggonOy adognyno hanno aperti gli occhiy che quel, 
che le feminanoy pm fono mojfi duli <tAmhitione di domina^ 
<re la terra y che dalla Chartta di n.wler)Come ruogliono far 
'credere a 'halordi y con nmui dogmi mandar le anime lo^ 
roaiCielo. ZJale a?]co ajfai a pre fir mr lo Stato mio dal 
Contagio dell' Her efie la fibrieta de i mtei fiidditi y tmti 
obbligati a beuere acqiUyC quefio dico y perched fuoco deL 
'tHerefie traChriftiani molto ben accefo njeggio doue^ 
ft bene pih allegramente . fo efattamente conofco le dim^ 
fioni tutte in nJn Stato fiommamente efier pericolofe y ma, 
pericolojtjfime dico ejfir quelle y che nafiono nel fatto deL 
la Religione y :poiche non folo non fanno i Popoli am are 3 
•honorare y e firmre con fede quei -y che con efji non con^ 
■ uengono in njna ^R^ligione, ma per befiie li tengono ye loro 
portano queU'odio crude Itjjftmo y che tutti 'njeggiamo reqna^ 
re tra le nationi di djuerft Religione . <iAggiungete a que- 
fie cofiyche cost eJJe?jdo imp ojfi bile jche corpo njiuo fi dia fin^ 
za tefiay come diuerfit.l Ri fattione finxa capo^doue due 
Relmoni fi trouano ydi necefiita fa anco bifogno y che due^ 
capiyi fi njegghino: e fi nun Regno in vn tempo medemff 
puo riccuere due Re y anco gli huomini Bolidi lo finno / e 
'tu.ljodmoytanto maggiormente non doueui pubblicar la^ 
feditiofa opinione y theti hapofto in ta,nti gual, quant me^ 
glio di qualfi njoglia altro fai y chele moderne Her€ft€:,ch 
fi njeggono mmolti l\egni deChrifiiani da Prencipi gran-^ 

Nn 2 ci 



^^4 X^A G G V A C L 1 

'd't fono Hhe fcminate ^e d'tUtate ^a qttdl i Luther i ;, t 
•Cduini :, e molti aim Lciter/ttucd moi p-ari :, hanm fer- 
mto i>sr feduttorlde pofoit y e fer rufficim dell'Ambhiotu 
ioro : folo cifjirje di procacciaji con ejfi tl feguito delU No^, 
hilt a mal fiddtsfatta :, che le nmue Sette amdamente ah^ 
tracc'm per amhitione dimigliorar lafua conditioner d'lTle- 
hei y che le feguono fer maritia:, e per odio rabbiofo ^ cht^ 
fortano aWmfelice fortune Ioro. E fe per quieie degtlm^ 
fer if y I Topoli tutti di njn Regno deuono ejjere fottopo^. 
fii ad yna medefima Legge humana ^ alle medejime. rnifr-^ 
re :, a. gli Btjji pep^ quanto maggiorments deue qucflo pro- 
caceiaxfi nelle cofe delld Religlone ^ U qude nel ycTitre del- 
le ?iosIre madri eJJ'endo nata con ?joi ^ cost alte radici ha 
gettdte ne nofhi cuoriy cUelU ajfolutijjimd Keina e dJi tut- 
ti i noHri affetti ^edi ttute le no fire pajfoni: e peroin^ 
<)gni Stato tanto maggiormente ella deue ejjere hen reg^oU- 
ta y quanto non potiaino njiuere fcn^a ^ (^ ejjcr tocchi if^ 
cofdy che pili fid atta a commmmrne. Tutte cofe tanta ue- 
re y che liberamente dico ^ che gli amrndi bruti ancora 
€071 le no fire medefitme lodi perpetuamcnte fit njdirehbona 
ringratiar I'eterno iddio ^ che gli ha creati ^ e che li pa fie 
fe haueficro il henefitid delle parole yofenoi intendefipma 
gli rurlhi muggiti ^ ^J i canti Ioro . Mi foumme j che moU 
ti anni fiono <-vdij njn Politico ragionare di queflo me— 
defimo articqlo ^ e perche egli ancora Ihaueua per empia 
rverfi) Dw y per fie ditto fio njcrfio i Prencipi y da Ini njolli 
infiormarm y fie Prcncip-e y o Republics, alcn/ja ji trouaudu 
nellVnmerfio y che ne fiuoi St&ti ammettcfifie- cofia tanta 
fcderata ; ^ alia fine libexammt^ mi dififie ^ che quegli 

^^ ^ M ■ 



ny I ^ A R N A s 0.. 2if 

fiefft moderaijjiml Heretici ^ che ne gli Stat'i 'dtmihuue^ 
umo fatto predicar U Libert a, delU cofclenzA ;, in modo cd- 
cuno 7ion Lt^oleano permetterefici loro : merce^ che nella 
cafd bropria dbborrit^i£cn.o di^zfeder ardere quel fiiQC0:,che con 
tmtefedltloni fapeu^ano di batter dccefo nelFdtrm : e che di 
quefto chiaro efempio ne era Gineura :, chechirmo Sentmaj> 
dogni pmfed'ttiofa empleta. :, done dijfe^ che alUpena delfuo^ 
CO erano fiaticonda'/maiiquelli:, che haueuano tentato di fe^ 
mmarm nmue her e fie . ^ii dijfe di p'm loHeffo^che neJU 
Germmia.dovie folo per ahbajfar Ugrandez7:a della potentif- 
fimacafa d'<iAuflria prima furono inuentate le molte Herefie 
moderneytn alcune Cittadi che umo'aocon Le^gi libere^ anco co. 
quiet e dJ^opoli eraammejfa la Liberia della cofcienza, ;, ma 
che CO fa di euidentijfimo pericolo eraimtarle ^perche infeli-^. 
cementene fuoi affart altrifi feruiua .degli efempi., fe non 
haueuano i r'eqtiifiti^ e le circofta?2Zj tutte dtquelliy da chifl 
pigliauano. Le Cittadi Tranche di Germaniay diffe^che njiue^ 
uano feriT^ ^^^^\(^^ ^^ T^rencipe alcuno nemico ^ che a^iraf- 
fe ad occupar la liberta loro ^ che haueano gl' Jmperado^ 
ri deboli ^ (^ i Cittadini j non folo per loro natura lon^ 
tani dalT ambitione di dominar la P atria , ma che per 
necejfita erano forT^ti content arfi di njiuert ^ e morir 
tall :, quali erano nati : perche fe fojfe accaduto :, cht^ 
dcuno per alzjirfi di condithne hauejfe prefunto far^ 
fv Capo di n;na Herefta ^ le potenze di tutte le Cit- 
tadi Franche , che con quella Cittk , doue comincianam 
a nafcere le Fattioni ;, haueuano comuni gtmterejfi della 
libexta :, con lUcqua delle pubbliche armi incontinente i 
popvAo far^hbono^ corfe tmte per efiinguere quel fuoco :, 

ohre 



■22^ ^AGGVAGLl 

oltre che fe bene U dmrfita, delle Keliglom cdgwnata iru 

■quelle Citta ddU Libert XdelU Cofcien-Ka erain ejfe dimU 

t2or pericolo j che nondimem nan foted dirfi, che affnttone 

fofsero ld?ere y e che I'hmnore nm foffe pernitiofo , ^ dtto 

a canonare mdi mortdi y e che Ufkcdtta. di tofio eftingHer 

il fuocQ col rime dio delfiume y che altri ha <-uicino y noru 

rnai mduffe padre alcuno dl famjglia ad accender it fmc^ 

tiella fua cafa : ma xhe ne gl'jfmperij j € ne Regni grandi , 

ahramente accadcua y ferche -entro le njifcere loro molte 

njdte hau^eano fratelli di colm :y xhe dominaua -y c^ altrl 

Prc72cij)i potc'dti del fa?jgue Reale yC mai fempre eranopie^ 

m d'infimta grande di foggettiparticoUri y emine7iti per no ^ 

hilt a -y per ricchc^ y e per fegguito -y tutti ambitioftjjt-^ 

mi yC che per auiditadi reggnare agetiole ;ftimaHano ogni 

fili^ dtfperata imprefxy e che oltre qnefti haueano Poten^ 

tati Jiranieri nemici crudeli ^ co qaali confinauano y che 

erano njeloci y non che prefti y a foment ar i Capi delle Fat^ 

tioni y che Ji fcoprimino forger e in eff /come moderndmen^ 

te fi era rveduto accadere nel Regno di Francia y ^ iitj 

Fmndra : e che tanto i IPrencipi Elettori Laid y quajito 

O9n'aitro Frencipe delTlmperio y che haueua abbr acetate le 

prefentl Here fie y non con la Libert a della confcienzjt j ma 

che CO n njna particolar fetta y accommodata a gl' inter efji 

loro humani ^ nj'meuano , Cofa y che chiaramente fi toc^ 

cat4>a con mano neWempieta Luteranajaquale nello flato del 

Diica di Safjonia y hauendo hauuto il prtmo fuoprmci-" 

Jpio y accio egli y che di cjfa fi era dichiarato capo y noru 

diuc?2iffe troppo grande y gli altri Freyicipi Heretici negli 

Suti loro haueano introdotto Ic nuoue fctte di Calmno y di 

Z^um^lio^ 



*Z5 T FAR N A S 0,. ^z^r 

Zmnglio ^ e di altri :, con: tdnta confujione deile cofe facre:^ 
che con molt a yerha ft poteua dire ^ che tante fofpro- lb: 
fort'i deir here fie di Gcrmania-:,quanti iPrencipiy (^ rPa- 
tentatiyche yl dommauano : e qtiello^^cke mi arr.eco siMpor in^ 
finito y fu t'rvdirey che alcuni popoli dl. GermanU dd oanl 
'Vfolonta, del Prencipe lore erano- forz^tl otmFiarfi di Ke^ 
ligmjesincdnuemente^ chetrd. qu^elle genti cosl fp^ffo fir^e^ 
de^a: accadere;, che alcune Clttcidim ^vn folmeje pm nuoU 
ta dairynaerano pajptte drdtrct. here fin . Tutte cofe d'l pef- 
ftmo efemp'iO)>(^ ecceUmtiffimimefK^ per Introdurre tragl't 
huommi quel <tAiheifmo ^ che ho detto credere nan troucird^ 
trale be file. Per che Bodinoyfi come tl Catcall Oy che lu?2go 
tempo e Hato Ufciato andur JenT^ il freno y cosl dimen fie- 
TO :, che mhabtle fi rende d fermgio degli huommi ^ cosl i 
popoliy quando altri riUfi:ia loro ilfreno delU religioner di^. 
uengonofilnefiri yfeditiofi y indomiti ^ nonpiwa,tti ad efjer 
goticrndti J e retti da,, --un Pre7jcipe :. merce- che non fit, 
*~ubbldtre ^ honor ar e. ^ e temere njnhiiomo ^^ chi da njna 
fialda :i e ben regolatareligione- yuon e ammaeftrato ad ama^ 
reyhonoroj^e^i e temere iddio . Co fix tanto njera^ quanta 
propria natura de' popoli :, che fiempre peccano negli efire^- 
mi ^e difj^reT^r le Leggi hwmane ^ quando fiono fire goldti. 
nelk Diume ; mere} chela licen-T^.di poter fien%a cafiho 
offender e la Maefia. di ^Dio a?2co la tirano contro ilPren^ 
ape y che la concede » ^uefia njerita:, che to dico j eccellen- 
temente e Uatainfiegnata. ad ogn.'njno daquellt^che fiduffero: 
le genti Piamrnmgije a cambiarfi di-. l\ehgmney(^ a ribellar- 
fi: contro d Prencipe loro riatur ale ^ iqualiyperindurli a cosl 
JctUr^aimprefiadiedero loro afiaccole. Chiefi^ elefiacolta dC 

r^ellgwfi,. 



sn n A G G V A G I I 

%el'igiofi^(^ dUa fine nemaggion tumdti njolendoU quet^ 
il frendre ^ e regoUre , trouarono^ checoldiffregio diT^ioy 
Jia congmnto qaello deglt hmmm'i . // fefi) dl gonernare 
i Popoli per le foi'ze diqudlfiuoglia, faggio Prencipe e grle-- 
ue ^ ne e poJfihU^ y che folo tommodamente egll pojjci por^. 
ture coslpefante foma ^ maamtdto delU Keligione;,gU fi fa 
t ant leggier a^ che '-an folo Frencipe comrnoda-mente Jinje^ 
de gomrnd:re U Greggia di moltl miliom di huommi : mer--, 
ce che mfiniti 5 che per U pejfimd qtid'itk degrmgegni lo^ 
ro dtj^re-7^:^no le Leggi humane ^ ben (pejfo temonole DU 
time J e moltl yche ftmio poco conto dellofdegno del Fren^ 
cipe terreno j, tremano cUirira del Cclcfle ^ e nj'mono in pa^ 
ce, Xotdmente fi perdette di animoU m'lfero IBodhiOyquan- 
do ^vdi la Monarchia Ottomana con tanto fondamento ra- 
gtonar delta cura^ che domuano hduer I I'rencipi dell'^vnita 
dvna religione : (^ all'hora maggiormentefi accoro^quan^ 
do i G'mdicigli dijfcro^efer empia ignoran-7^ il^voler fo^ 
fentare^ che i IPrenclpi fieno Signori de' Corpl ^ e 72on pa^ 
droni dl re go lave gli animl : quaft che la njirti'^ delta fe^ 
delta 3 cJje da fiidditi y per precetto dl n^iOyfi deue allPren- 
cipe :, folo fa ^zfirtit' del corpo ^ e non delt'anima s e che la^ 
Mae ft a, at Dio habbia conftltulti i ChrSiianiffi'ml Re di 
Francia ^ e gll altrl Pre?7clpl fofra la terra ^ folo perche col 
regnare attendino a dar pafto aW ambition loro ^ e fob 
slmpleghino net darfi buon tempo , immergcndofi nelle de^ 
title con la cornmodita^che hanno dl tantl benl^ e nonfiaije-^ 
ro :, che gll habbia creatl fuol Luogotenentl In terra ^ ^cclo 
efattamc?tte ftccmo offer uar quclla fua fanta Le^ge ^che aU 
le genu mfeg?7a II fm SJNTISS I MO VIC A R lO.che 



egll. 



© / P A RH A S o: ^$^ 

i^i] mxndo fc ne fdtd Cielo , Ufciointeru, Perlequa^ 
li cofe i Senatori tutti del FarUmento comandarono ^ che 
per all' bora fi efeqmjfe U pena del fuoco contra calm y che 
al mondo hmea fMlkato njn Prccettv p folo mirMe peV". 
4iccender fmco • 

APOLLO SEVERAMBNTE 

punifce vn Poeta per hauer nella difpe- 

ratione, nella quale ficrouaua 

bcftemmiato • 

\^A G G VA G LIO LXV. 

OPRA ognaltro nj'ttto talmente ApdU 
lo hd in horrore la bejhmm'ia j the due 
giornl fono nella porta del Tempio DeU 
fico tra due flecchl fece inchwdar lalin'^ 
gim ad njn Poeta , che njmto dalla dL 
fperatione haueua ardito dire ^ che la 
Nattira I'hauem afaffinatO:, quando con njn afiimo da Re ma^ 
gnanimogh haueua dato rvnpatrmonio de fur fame, E tut to 
chemoltt Letter ati inflantemente fupplkajfero fua MaeHa, 
a ^oler in qualche parte mitigar la pena di quell' eccejfo ^ 
egli non folo conHantemente nego di njolerlo fare ^ ma 
con efcandefcen%a grande dijje ^ che quegtingegni merit a^ 
uano ognl piw finer o cafligo ^ che ejjendo nati nella caU-. 
mita din^na baffa fort una ^ con fempre confumarfi nd 

Oo andar 




•29 ^ A G a r A C L T - 

anclar cercando nmui concetti , che loro facejfero conofcer 

fm rvergognofx. y (^ inJopportMe. U pouerta, y tutta quel 

tempo deUd njita loro confummmo in affliggerfi ;, che ytiU 

wente. doueano: ^endere in andar fino mendicando qtre^ 

documenti ^ che men brutta.. U rendejjero loro ^ 

€ manco dannojks ^ che con tejempio di queW 

empio egli f-voleua in/egnare a gli huo^ 

mini di bajpt fortuna di accom-^ 

modar ilgenio- alio flato y net 

qHalefitroHaHano^ ejl 

Jendo odio[ijJima>. 

petuUnT^. 



mm-^ 



dint lafortuna de Frencipt: y e de i 
grmdi y mentre: alt ri con la- 
brache Uracciate: fi mo^ 
rit^a difamec. 




IV IK. 



^ i ? A R N A S-d 



lipt 



I VIRTVOSI DI PAR N AS 

vifitano ilTempiodella DiuinaProuiden* 
za , laqiiale ringraciano della moltacarica, 
clvcllatiamoftrata Verio il Genere humane. 




'%AGOVAGLI0 LXVL 

VESTA mattina conforme tUnticd 
fide dl qu€jia Corte da, tutti i IPren^ 
apt Poetise Baroni LettcratidiPar- 
nnfo e fttxto njifitato il tempio dellcL> 
IDminn Tromdenz^ :, Uquale I'EcceU 
lentiffrno Gio. Giouiano Pontano con 
njna ornati/fima Orationefommarnen^ 
te ha, rmgratkto deU'infinita caritaj e dello fmfierato amo^ 
re 3 ch'elU ha moflrato yerfi il genere humano , ereando 
le Kanocchie fenzj, denti. Percioche inml heneficio fareb- 
be (lato at Genere humano^ the quefto Mondo, coperto di 
tantiCieli, pieni di tante Stelle ^ fojfe ftato fMricato coL 
mo di tuttele piit^ efquifite delitie 3 mn che abbondantifji^ 
mode lie cafe piif necepdrie^quando i GaUnt'huominhche I ha^ 
bitanoper difenderji damorfi di cost faftidiofi^O* importu^ 
ni animaliyfojfero ftati forzati camminarlo con Vinfopportabile 
impedimento di vn paio di horT^cchini di ferro s oue contra 
coil brutta canaglia^che altro non ha:, che bocca^e voce 3 folo 
baBa il rtparo di yn buon paio di orecchi > che non curing 
miello Hrepito ^ chefanno ejfere fen%a danno . 

Oo 3 L'EC- 



'Z9Z % A GOV A G L t 



L^ECCELLENTISSIMO PAOLO 

Paruta di ordine di Apollo nelle pubbli-. 
die Sciiole politiche interpreta qual fia_> 
il crernianofignificato^delprecetto Polid- 
co , die per licuramente regnare, fabifo- 
giio tenere i Popoli baiE , 

KAGGVAGLIO LXVIL 

^. L tr'ito Vncettd Folttko:, che per ftcur^ 
T mente regnare fa b'tfogno tenere p pofol^ 



\ baffv J eosi e njero j, come maUmente m- 
tefo :, e pefftmamente praticato da molti 
I^O Frencipi y i^na/'i per i'ingorda auaritia: 
^^^ Joro quella interpret axlone danno die ot^ 
iim^ Senten'x^ Volitiehe^ che p'm arreca lora cert a pre feme. 
<rvtnita^ . Onde ad Apollo fimmamente di§J^iacendo^ ^ che Pre^ 
cetto-tanto fdltUare cosl brnttaments njenga abufato y pochl 
giornifom fece chUmart a fe I' Eccellentiffimo Paolo \Pa^ 
rutdychedi prefe?ite nelle pubbtkhe Scmle di Parnafolegge 
i'ordmario Politico de/ia mattina^e gli comandoy che perbe%2e.^ 
■^cwde Prenctpi ^ e per ^tilka de^' Popoli pubbUc amenta, 
dichiarafe :^qtMl fofle d T:ier9 fenfoy ^ il germanofigfiifi-^ 
cato di precetto tanto- fegfiaUto . Vbbidl il Tar at a. il co-* 
mandamenta di Apllo 3 (^ il gtorno detetrmnatO:, alThorOi 
ehe il G'lnyjafio sra pieno de t maggiori Prencipi di queBa^ 
Corte ^ filito cJje fk nellafua Cattedraydijse .Che cosi co- 
me mmaltra cofa pm dymo fomidiaua '^n efqiufto Pren^ 

cipej 




'S / 1^ A Rn A so. 293 

tip}] che HM ottimo T>£iftor di T^ecore, cosl ancoratTa-^ 
poll molto dcconciamentefoteuimo ejjere faragonati ad ^vnx 
fnolto nmneropi greggta dl ^Pecore . E che affine che ynfil 
^aftore commodamente hauejje potuto goucrnar numem 
grande diPecore Ja Dimnci MaeUa lehaueua create hnrndi 
di gemO:> dipLrmcLte dl corna^ e di dentt : per che p altramente 
haffeffe fiitto^con immenfo danno delgenere ht{imm(k^ ad ogni 
pecorafirebhe ftata necejjWm afjegnare llfuo Fa^ ore. Che cojs 
njn cmre fopramodo ardito :,con njn genioin mfimtofagace y 
il grande Dio hat^endo armato il capa^, e le mani dsWhumand 
creaturU:, eila ^ nan comeparea che credejjero moltl Prencipi 
ybbid'iente^(^ hufmle fi rendeuadfuo P aft ore con t'wfelicij^ 
Jtmo configlio di ^ejjo tajarle :, dl fempre mtingerle y ecou 
I'auaritia delle graul angherie difficult argil il potercon I'abbom 
danT^ de' pafcoli mgrajjare^penhe il'-i/erom&da dl tener i Po- 
poll baffi nofieracon gll fconlcamenti de Taglmilperpctua- 
mente affllggevlty non con la rapacita dl njn Fifio fopra mo^ 
dofitlbondo-dd flingpt^e y e delle factiltadl deglthuominl rl- 
durlo adn/tia n^ergogmfa poHerta.:, macon fiigglre diarmar 
loro II Capa dl quella ambitlone dj, eomandare > che altrm 
tanto ddstta j, che con la Jatieta ere fee tapp€tlto . Aiod(^ 
casl rxjero ^ e conjlglia tanto (Icmo- yche- folo & com feint o ^ 
e feliceme?2te paticato dagll J-mperadori Ottomanl ^ iquall 
benljjlmo comfcendodl qv^anto danno fia a gll Statican IcLj 
Spada de Warn bit i6.pe:,con la Cora's^a delfaatorlta dl eoman- 
dare 3 ^ con lElmodel fegmtodmumero grande da Soldatk 
armar gl'lngegnl de t fi^ddltl y. err ore capltalijfimo .> e 
ruina gra'adc degli Stati fllmcmno d&r carica dl coman-^ 
do a Tarco dcwao natmo ^ Vfi per certo feliclfftmo ^ 



■-^J ilqude dpertamente moBra a i Prencipi , che H yef^^ 
f- i?2teI!etto yil Germano Jtgmficatod't cost vtde Precetto Po'* 
litico filo e :, ejjer cojk pericolo/a armar il Capo de fudditi 
di ambk'ione^non le mantdi fjinde ^ tcnerlibajjl nella fuper^ 
bia con non dar loro carichi dl fouerchto Jeguito ^ non cojt 
fhoglurll delUloro facutta deftderarli pouerL Percheron^ 
mpotente T^w non h agendo rejo humde ^^i^ ubbbidlente Ia 
pecoracon farUpouer^i di lana^mendka di cacio^^ inficonda 
di Agnelli, infegndud a i Prencipi ad imptegare ognldibgen^ 
^ toro y perche la Una delle facultadt de fuddki loro cre^ 
fcefe^i^' d c^x'io de i lor heni fojje ahbondante ;> ejfmdo ye^ 
rilJi?no,ycheiPopoUcon ingr-andire s friuati Patnmoniloro, 
fabhricduano catene :, con lequalifortemc?ite teneuano legate 
quefia Pierarationale :,qvieflo feroce Leone delThuomo : dqm^ 
lepertema dinon perdere le fue fojlan'?^ accumulate contanti 
Judori^ cost religiofamente coltmaua le arti delta Pace ^ che 
gli Antkhi Komani njeri Maefiri della ferfetta Kagione di 
Mat per render alia Republica loro quieti:, (^ ubbidienti ibeU 
licofi F ranee ft 72uouamente foggiogatiy non altra Jiradaefpe-* 
ri'mentarvno mlgliore y che JomminiHrare loro ogni poJfibiU 
occafione didrrkchire : conjiglio :, che cost rmfcl loro felice^ 
mente^che nefuoi jcrittiU politico Tacito parlando deP ranee fu 
tra tutte le nationi di Europa nati alle armi j non folo It 
, ^ chiama VyiX.^s,^^Vixki^c'6imaiCome'vnmfogno^ liberamc?2te 
3ib. xi. de ajferma:, Gallos quoq; in bellis floruifle*. Cofa:, che chiara^ 
^1 Anna. j,j^^jj^g^^ jT^ conojccrc ^ chc le fouerchie ricche-T^ accumulate^ 
7^'^'ita"dj ^^ ^ Prance ft a tanta infinggardagme haueuano condot- 
^gucoja. ta cfucUa gia tanto hellicojanatione yche parea fauola ^ chei 
Francejigiammai hauejjirojaputo ?naneggiar le ^jyni.Modo di 

proce- 



jy I F A R N A sa. 29 s 

frocedere :,che nt fa. accortiy che diftrmando le ricchez^T^ le 
mam deglt hmmint y molto' eccellemente nelThmmltci dellju 
face tengono i Popoli bajji , one ognnjno njcde ^ chc todio del- 
la propria fort una fofra ogm creden^^ rende i faddttiaui^- 
di di tentar cafe ntione : merce che il ruederft fcpolto tieU 
la. mendtclta,- dl^vno ftato infelice:^ non^come credonogtigno^- 
rantiy inullifce gli huomini ^ ma m effl genera qa.elLt rabbia 
di mutar fort una y che conduce t maleflant't a.- tentar ogm 
ancor che pertcolofk ^ e difperata Imprefa y pm ^volte cjjcn- 
do ft ei^erimentata y che non altra <:ofa, piw- arm a le mxnl de 
popolty che la pouerta y althora fecondiffma. madre della di- 
ffer at ione-y che non dallainfeconditl dellaterraydalle fortu- 
ne d'tmareydalla. dappocaggine degli huomlniy dalle difdette 
de' negotiantiye daaltri accidenti humani yrna folo ella^ ca* 
gionatadall'auarit'ta del Prencipe y che fcioccamente fi e da- 
to a credere di poter con dtfertar la. fua greggia, diuenir ric- 
co Pecoraio. Per lequali cofe quel Politico Cattedrante af- 
fermoyched- ^-uoler col me%^ dellapouerta. ridurre ifuoipo- 
foil alt ermine di njna ficurafedelta.ye. lo Statoinymtbuo- 
na quiet e y altro nonerayche con. abbondantemente dar da be^ 
re acqua- frefca aTammalato y. pretendere di guarir I'Hidro- 
pijia :■ cofe tanta njere y che nelle foUeuationi de gli Stati 
Tionaltripm crudeli nemici pruotnanoiPrenctpl y che i male 
flantiy iquali nei garbuglidelle foUeuationi y fempre: Jl fono- 
njeduti riufcire ^Demonij y. Diauoliy Lucifer i^ cue. i facultoft 
fono gjinjbbidimtift quietly i fanti « 



vn 



s^ps R A G G y A G L 1 

VN SENATOR LACONICO NATO 

di alto fangue , hauendo commeflTo 

certo grande delitto , il Duca 

de^ Laconiciftima pru- 

denza fame paf- 

faeeio, 

\AGGFAGLIO LXVIIL 

^A HE lo Stato Laconko fid retto d<tj 
n^rencipe Ekttiuoj e che il Scnato La^ 
conicofiei ilpik cekbrt^e riputdtO:,€befi 
*^egg^ in Parnafo^ altre uolte e jlato 
fcritto. Per fapplir dunque it numero 
di tmto Senato U Duce de'Laconid 
trdgli dtri fo^getti a cosl emmente di- 
piita promojfe il fecondo genito del Vrencipe di Mitilene. E 
due fett'immze fo?io occorfe ^ che que Bo S ignore con gr me di'^ 
fgufto del Duce commife certo misfatto^ ilqucde in dtri Se^ 
7mtorifua Serenita feueramente hauet^a punito j, e perches 
■fareaych'egli ne facejfe p^jjaggio ^ molti Sendtorifirettdmen^ 
te fe ne dolfero con -ejfo Im^e t ejfortarono y che operaJ]e,che ne 
d4itti medejimi le penef offer o njgmli. zAqueHi rifpofe U 
T>Hce yche done regnauaU dilfarita delle perfone , per gli 
ficffl dehttinon era p off bile efercitar le penervguali: e che 
jI grande Iddio ^ che fotto la^Luna non hauea n^oluto^ che 
CO fa alcunaf trouaf^efe^a qualche ?nancamc72to^ i Cor alii tut^ 
1 1 hauea creaticon la ft4a tara:e cheinyn Senato dit ant ari^ 

putatione 




1> i P A R N A S O: rpT 

putattone^ come eru ilLacomO:, ^fitS>^^^^ ernmentl femfre ar-^ 

recauxno Brdordinnrio Jplendore ^ e molte njolte nelle <-vr^^ 

gentl necejjitk degli Stdt't a'mti gaglUrdti ma, che ta,nto bene-^ 

ficio 'uenmd contrapefato pot dalla notahde mperfettione ^ 

chefoggettl fimili non cosl facdmente fi dom'mauam ^ e tene^ 

umo a freno ^ come gli dtri ^ Jopra Iqudi potendofi efer-- 

ckar I'imperlo tu^tto del comandare ^ e I' affoltita Autoritx del-^ 

le leggi y a>l Prencipi eiettlm non arrecanano poi quella ri^ 

put at tone J, e quelle ^vtdita ^ che faceuitno i Senaton nati 

d'alto fctngue . £ che let fulce deW<-ugua.l Gmfiitta ne' pra^ 

t't degli Stati felicemente tagliaua le herbe tutte degli hm^ 

mini '-vgudi:, mx che I'accorto falciatore y che tm le herbs 

minute yedeuci vno flerpo grojjo ^ per non (peT^re , o gra-^ 

uemente intaccarU fdceyldzj.tia. Frudenz^ che ai Pren^ 

dpi elettmi ^ che godono U prerogatiua, di eleggere i Se-- 

ndtoriy mfegnaua ., dt non promotiere a quel gm^ 

do foggetti di firaordinaria riobiltayJen->^ 

za far prima la de liber at ijjima ri^ 

C Joltitione dt toUerar loro moU 

te di qt^elle cofe^ ch^ 

ne foggetti or^ 

dinarij 

feueramente pH^ 

nmmo , 



pf A N-: 



igS R A G C F A G L't 

ANDREA ALCIATI INIQVAMENTE 

trouandofi perfeguitato in vn fuo findi- 

cato, per aiuto ricorre ad A pollo> 

dal quale vien ribiutato, 

^;,' RAG G FAG L 10 LXIX. 

ND KE A AlcUti ?ion folo nelU pro^ 
feffion fua delleleggi grandemerjte^ya." 
lente,:, ma per hauer piw che mediocre, 
cognitione di tutte quelle p'm. fieltt^ 
left ere 3 che dtrKi fanno merit nr la., 
nobilijjima prerogat'ma^ chetantoejli^ 
^^^^"'"''^^ :-^[^!r^, , :^-'^^^ ^^ q^i^^fl^} Corte del titolo di ga^ 
Unt'huomo'^^fofnfnkmente caro ad:Apol/oj, fiJ a tutti iVir- 
tuofi di T^arnafi j conofcendo t amarez:^ dcll'njbbidire j, la 
dolcezj:^ del comandare ^ U njdt^ della njtta priuata, la no-- 
hUta dejfere yO di rapprefintar il Prencipe ^ fino dai primi 
glorm^ chegmnfe in Parnafpyfiappiico alpericol'ijjimo efef- 
citio di andar ne Gouerni^ tS\.rvltimamente dal Prencipe di 
tM^groponteper njn triemip.fudepHtato Preftdente di queW 
Ifola J nella quale con ft?2ceriia^ ^ intrepidezj:^ ingenna^ 
amminiflr}) que Ha efatta^ e rigor ofa Giuftitia ^ che tanto pla- 
ce a Dio ;, e che tanto e odwfk a qt^ei fuperbi:, (^ infolenti^ 
iquait :, tutto che fie'no nati ferai^ njogliono nondimeno ti- 
ranncg'Aare . Et occorfe^che quelli^che dal rigor delle Icggi 
Jelk infolenzs lorofemramente erano HatipunitiiPer njcn-^ 
"' • \ aicarfi 




'elicarfl contro il T^rcfidente :, afpettarono il giorm dd fmZ 
die at 3 tempo ordinariamente brdmato da.'i f'mnj'dl ^ ^ fi^^ 
lerati hmmmii che habbino le Promncieynel quale gli fece^ 
ro\ Atrociffime perfemtwni . VAlcUto tanto fieleratamente 
wedendofi anguftiato da fkoi maleugli^y fubito ricorfe at, 
Prencipe di Negroponte 3 che hora fi troua m qtieiia Cor-^^ 
te 3 e da lui domando quella protettione ^ che fi dene a que^^ 
gli Offlciali y che comp'itamente hanno Joddisfatto al debito 
lore ., jfi Prenc{pe,3 con for me- al cofiame dl molti ^ per cat^, 
tmarfi laxbeyiimgli.en'Ka, de' fkdi fuddithinlquamente adhe^ 
rendo a i perftcutori pm chemolto accrebbe le infolen?^ 
loroj ^ i trauagli deltAkiato: d quale per ultimo rifu^ 
gio queBa mattina e comparfid auanti Apollo j, (^ amara^, 
mente fi e doluto di patir perfecutioni per la GiuHitias e 
non folo ha d'tmandata la protettione di fua Maefl^ ^ ma, 
gagharda ifian-^ ha . fat to ^ che di nuouo 3 ma da perfone 
non appaffionate^glifidiaftndicato. zApoUo^ come fe I'Alcia^ 
to non fojf flat huomo di merit ^ ma pubbllco fcelerato y, 
con indignation grande lo caccio da fe : onde molti circon- 
ft ant i 3 che haueua7io notitia degli honor ati cofiumi di'lulx 
e della brutte'^^ di que Ha perfecutione .y, deWnjno y e deL^ 
I'altro fecero pieno teBimonio a fua <S\iaeBa . cMo-i 
aApollo nien.te mojfo dalla fua prima opinione y aWAlciato, 
the con hnmdt a grande fi raccomandaua: y dt. nuouo diffe y. 
che gli fi leuafjV dinan-Kt - E per che cost alto e, d faoere di 
fua Mae flay che tutte le fue attioni fono precettt n.ecejfark 
alia njita degli huomini y marauigliatifi t circonftanti y che 
^Apollo cos} bruttamente m.altrattaffe njn figgetto merite-- 
uole dejfer aiutato s e non potendo effi credere y che fucU 

Pp 2 cMae^ 



'so6 R A G O V A C LI' 

'^'laefia nelF'mtimo deltanimo fm non rimhiudejje qualche 

rifpetto degno d^ejjlr faputo ^ tinterrogarona per qual cagio^ 

TIC eglt J, che mat Jempre a?idaH a mendicando^ I'occajione di 

folleuargii oppreftl^aggmngeuci afflitt'tone k i trauaglt di quell' 

huoniQ mnocent^^. oAlthora Apollo liberammte propalaTida 

^mirno fuo dijje ^ che qnando I'Aldato fojje Bat a poueroy 

///" lu't hixurehbe pigitata quelU protettione y che gli fuonue^ 

Tilsit :> ma che trouandofi eglt commodo de bent dt fort una ^e 

con ejji yper gtungere al fuo fine d't falir a t gradi tnaggiori y 

tote?ida incammmar la nj'ita fka. per ifiradapm ftcura^ quel- 

lo merit ana ^ (^ altrt pm bruttt Brapa-^ ^ pot che ft era ap-- 

pile At ad yn^mefliere di ftcHrifimo pericolo ^ folo degnadl 

qnelll j, che a cafa loro non hauendo tl pane :> era lecito lora 

cercarlo anco per la njia d'ognt precipitia : e che gli huomi^ 

VI facultofi CO i carichi honorati ^ ancor che molto dtfpendwfy 

folo doueane attendere al gttadagno della riptitatione^ a^' alt 

dccumular I'ora della gloria^' . A quefte cofe rifpofe I'Alcta^ 

to y ch'egli per njiuere fiimata dal mo7ida y e per non ejfer 

tnofrato a dito- per t/« plebeo njefito di feta j co i carichi ho-^ 

Tiorati de' gouerni yyolet^^a aggjungere que Ha rtputatione al^ 

le fue factdtadiy che faceua parer-nata di fangue lllu/irif 

Jimo ogni perfona njil^. Alle parole dell'Alciato con fdeg?io 

fiii alterato cost replico aApolIo . E come puoi tti j Alc/atOy 

dir di hatter cercato di aggiunger rtputatione alle tucfacuU 

tadi , f per ottener tmtenta tuo bruttamcnte ti fei in--^ 

camminato per la (irada della njergogncu f Nen fat tu il 

njero pronoflico dt Francefco Cuicciardini 'x^ero eraco--^ 

lo degli Hi florid Italiani ^ che piu propria dell' Ojf dale e it 

femoUre^ che del Mtrcatante il/allire;, del Nauigante il 

fommet-^ 



LI T A R N A S 0. SOI 

pmmergcrji ^ 2<lon fxi che ne gl'i fchiaui di Galea , ne aL 

tra forte di huornim miferah'di mangiano piii amaro bifcot- 

to ^ e hemiiQ fm acetofo n^nno di difgufll ^ di quelli ^ che 

attefidono all'wfWice efircitio de" Gouerni f E non ti e no~ 

to i che molti Prendpi dopo che con ['Auaritia ^ e con lau 

crudelta mdle male foddisfattlom hanno date a i Fop oil Iq^ 

TO y fogl'wno quictarli poi ^ addolcirli ^ e renderl'tfi bene- 

mil con la foddisfattione di dar loro in preda quell Offi- 

dale :, che con lejatta Giuftitia j che ha ammimflrata , gran- 

dement e ha merit at a la protettion loro ? E tu folo 7ion co^ 

7iofciy che quefli dagli Stati loro altro non yogliono cauare^ 

che gujii di comandare ^ njtile di danari ^ e che in fommo 

horrore hanno i rumori^iquali in tanto fono incapaci di cre^ 

dere y che procedino da quella retta Giuftitia ^ che fomma- 

rnente difpiace a chi njien ammimflrata ^ che ajjolutamente 

Himano ^ che --venghino dalla fola ignoranzji ^ e malignita 

deirofpciale ^ e pur e cofa njerifjlma, ^ che chi ruuide am^ 

miniflrar la retta Giufiitia ^ che deue , cosi di necejflta fa 

hifogno y che faccia firidere i Popoli ^ come il Chirurgo j che 

ifattamente njuol medicar njna piaga infiftolita 5 no7i puo^ 

far di meno di grandemente non far gridur tammalato : e 

non folo Hippocrate y ma ne meno il mio dtlettiffimo Efcu- 

Upio y feppe giammai trouar medicina njtde al male ^ che co-- 

si fojje guflofa alHnfermo ^ ch'eglt fe ne fucchiajfe le LMray 

e fine lecajfe le dita: e la regina delle piu impertinc?]ti crudeU 

tadi e y all'hora che rmfermo ^ che ha nj7i giyiocchio fnoffo^ 

fi duole y Latere tl Chirurgo ^ che z^lante della falute deW 

infer mo "J fa ogfiifuofudioper rip or re I'oJJo al fuo luogo. 

LA 



■/-o-f. 



n A G y A G L T 



..v-v-. 



LA SIGNORA DONNA VITTORTA 

Colonnaa nomeditiitto il feflc^femminile^ 

fa iftaza ad Apollo,che la penadcirinfamia,^^ 

" 'ricila quale incorrono le maritate impudi-' 

che, fia comuncagli ammogliati adulcerL^ 

n^A G GV AGL 10 L XX. 

.n^^--^^..- ECCELLENTISSIMA Skno^ 
N^i'^SA^' r^ Donna Vittorla, Qoloijna,:, Princi^ 
^^^s'^^i p^jpi ctefcmpUr cafiita ^ tre giorni fb^ •- 
^ no cqmpa me neW Audknza d'lfud Mae 
^ fi^ :> ^ a nome di tut to il fifjo fem^ 
'^ minde le dijje ^ che le donne ttitte in 
tanto am.mar/o I' eccelle7i'^ della Vu^. 
dicitia ^ laquale per farticolarijjima njirtii -era ftata datiij 
lor :> che punt non muldiauano la Tortc^a:, njirtu attrir-^ 
huita al fifjo ojirde : percbe benijjimo conofceuano :, che njna, 
Siiinora fin'z^ I'anima della caftita ^ che la rende odorifera. 
al mondo y era njn fetente cadauero . ^la che folo parcua 
loro di pGterfi con molt a ragion dolere della grandijfima di~ 
JuguagliaTiT^ y che tra U mar'tto ^ e la rnoglie ft njedeua nel 
particolare della pena dell' Adult erio : non potendo le donne 
qmctarfi ^ che gii huomini maritatl tahnente fe ne ftimaf- 
firo^ liber'i ^ che ne mcno la pe?ja della njergogna ^ che agli 
huomini honor ati fuol ejfir di tanto fpauento ^ poteffe rafi. 
frenargli dalconmietter njcrfo Ic mogli loro i brutt^Jjiml man- 

camt?iti 




^2> I P A R 2^ A S o: .SOS 

lamemi di feeler at ijfime libidim : ne' qudl difordini:, diffe^ 
fh'eglino tmt'oltre erano pajjati :, che moltimmti non folo 
non fi <^ergognaHano dl fvtbbltcamente tenerle concubine hi 
caft ^ ma, che alcune njolte fino hamuano ardito d'ammet^ 
terle con la medefima moglie nel facrofmto let to conmga- 
le . Tuttl eccefi ^ che ft comettenano ^ perche dalle leggi con 
quelle ftejji /mere pene non era ftato froueduto aWimpu^ 
dicltia de' mariti y lequali erano ft ate fulminate :, e ft ^e- 
deano fratlcate contro le mogli adultere : e che in quefto 
farticolare di modo le leggi fi erano moftrate fauoremli a 
glihm?mni ammogliati yche aWhora che irouauano le mogli 
lorg in Adulter 10 fino fi erano conteritate y. che con le mani 
loro fi fojfero njendicati diquella ingiuria. Per liquali moito 
notorij aggrauij dfejfo femminile era ftato violent ato ricor- 
rere al fonte- chiarijfimo della retta Giuftitia ], affine che?iel- 
la parita del medefimo delitto pubblicandofi pene njgualiy 
cpmpetente rimedio fi deffe all' oppreffion loro . E che fe cio 
A> fua Mae ft a non piaceua yche rimanejfe almeno fru'ita di 
xoncedere nel particoUr dell' Adult erio la fief a licenza alfef 
fo femmmileyche pretendeuano di goder gli huomini. Eche 
fimil licenza chiedcua ^ non gia perche haueffero le donne^ 
ammo diferuirfene ^ ma per folo pot er con la ^auento 
di lei tenere a freno i libidinofi mariti.loro . ^lla domanda 
della Signora Vittoria rifpofe Apollo ^ che la legge della fe^ 
delta, tra il maritOyC la moglie. doueuaejjerenjyuale^e che 
il difetto di chi lauiolaua non meno meritaua d' efjW punito 
neW^mo ._,che nell'altraymachenelle mooli ft defiderampiw 
perfetta pudicitiay per lo rifpetto grande di quella certcT^-^ 
deFigiiuoliper lo quale al fejjh femmimle fu data lafrefan^ 

te njir- 



'204 t A G G V A G 11 

te ijirtu delld fudic'tttd:> merce che nella procreationedel gH 
nere hHma7io cosi a maritiera riecejjaria U certc'?:^ deltas 
prole J, che fen^a, U nj'irtu^ delU caftita delle mddrt j, i fi^ 
glitioli loro non mem perdeuano le hereditadi ^ che I'affettto^ 
ne de Padri loro, (Jojk tanto njera ^ che la ftefja fap'ientif. 
ftma, j^tara a tutti glianimali delU terra , doue il mafch'w 
concorre alia fdtica dl couar lenjuoua^ o di nutricar i f'tc^ 
c'loli fi'ititioliy hauea data la moglie pudica ^ tut to ajjine che 
^li ftenti de' padri impiegati per lafalute de' Figliuoli loro 
foffero dolci ^ i difpendij confoUtioni :,e guadagni grandi. 
<tA que {I a' njpofta di honor at o rofjore ft t infer o le bellifjime 
oote di'lla Signora Donna TJittoria ^ laquale con ^^mancu 
mgenmta a fua^laefia confefso la fern p licit X della fua do-^ 
manda^ e difjeche al/effo femminilefiorno troppo grandefa- 
rehhe Bato :> fe nel pregiato dono del/a caflita ft fofje lafcia^ 
to yincere da quegli animali bruti ^ iquali ancor che mumu 
altra cofapiuy propenfamente feguino ^ cheil diletto^pernon. 
toHier nondimeno con le lihidini loro it prettofo padre a i lo- 
ro figlmoli^ religioftjfimamente offeruauano loro caflita : e che 
per rimportan%a della tagione^perche i mariti defiderauano 
lemogli loro fudicheja legge deW Adult erio njerfo le mar't^ 
fate lafciue troppo era ftata piaceuole ^ per che la feritadeW 
impudicitia de' mariti Mle mogli flo foraua la pelle :, ma che 
le mar itate con git Adult erij loro col pugnaledi <vn eterna^ 
infamia njccideuano i mariti ^ e fvituperauano / proprij fi" 
gliuoli^ 



IN 



•ZJ/ P A R }i A S 0. 



fOP 



IN VN CONGRESSO DI PBR. 

fonaggi grandi Cefare b.auendo taflaco 

Marco Bruto d^Xngrato , Car- 

tellanoiafiemo. 




KAGGVAGLIO LXXt 

ALMENT E ^iuo fi e manUnuto 
fempre I'odtoacerbiJJlmo^ che regna tra 
Cefare il Ditt£ttore\e Marco Bruta^ 
cheaper molto che Vi ft fieno adoperad 
iprimi foggettl di qi^e/lo Stato ^ gmm^ 
mat non e Bato poj^ibile ^ che fegucL* 
tra ejji la rkoncUiatione » E ben t/^- 
iro 3 che per 7ion dar difgnflo ad Apollo ^ amendue hanno ha^ 
uvbta I' atd^uertenza di fitggir anco I'incontrarft per le flrade^ 
non che il trattare infieme . <^ia la fiamma delTodio , cha 
nel petto di ^n ht^omo appajiionato fitroua rlnchlufa ^ co7t 
hnghe?:^ di tempo fa b'tfogno :> che faapori alia fine ^ epro^ 
rompa negl' incendlj grandi . ,^eBo fi dice y perche in ^Jt 
congrejfoy che I' altro giorno fi fece di alcuni principali fog- 
getti di queUo StatOytrdquali ft trouaua anco Cefare ^ non 
fk pofftbile indur Bruto a content arfi di ritirarfi in dtfpar- 
te y perche queWingegno intrepido y e fopra ognaltrohmmo 
di animo grandemente alttero y non ^oUe parere di cedere per 
'Vilta, di animo la piazsjtaquel fuo capitaltffimo nemico . In 
quel ragionamento dunque Cefare (fc bene con parole afjai ri- 

^Q coperte 



3oi XA G'/G'J^A^ L I 

copertc punfe ^ruto^ tajpindolo d^ingratOy e come cLcca.de de^fli 
animi rnnlciffeUi ^ che le parole anco dubbie inter pretano inA 
mala parte o ^ le picciole ingmrie siimano ojfefe infopporta- 
hdi i Bruto arditamente fmentl Qefire :> e nel tempo mede^ 
Jimo accompagno la mentita col fiio necefjario correlatiuo 
di por mano al pugnale- All'hora Qefare tutto infuriato :,co~ 
me arrabbiato Leone:, ft aimento addojjo di Bruto j e percer- 
to fcandalo motto graue farebbe fegmto.^ fe que n?rencipi y 
che erano prefenth non fi fojjero trapo^i fpartendo la que- 
0id'ne'y jfl giorno poi feguente Cefare con magnifi che parole 
contra Bruto pubblko yn pungenti(^imo Alanifesloj nel quale 
ji d'lcem :, ejjer noto al mondo tut to ^ che nclla guerra c'mi- 
te nort dkro Senatdre egli trouo ^ che anco pm dello flejfo 
Pompeoglifimoflraffe crudel nemko ^ di Marco Bruto : e che 
fe bene egli con la fhada j che haueua in mano^^della Vittoriay 
€ della njendetta con buona ragion di guerra haucrebbe po- 
tuto ajjicurarfi della'-vita da lui^che nondimeno ptu njfati- 
do I a clemen'^a^ che il gtusio rigor e :, con tanta fchiette-^a ^ 
e^candide-^^ di animo git per don o quella mgturia _, che dal 
iuoredi qual finjoglia altrhunmo fdrcbbe Hata indclcbtle^ 
che y co-me fe le offefe graui fojjero Bati bentficij immenfi ^ 
todw riuolto'' in ainore Ja njendettanella gratia ^ O* tltut- 
to con tanta fiifceratezja di a?iimo j, che come ddettifimo 
fif^iiuolo nel tefl amenta I' haueua nominato fuo here-de^ . 
Ma^nanimita yche al -Popolo- Kor/rano tanta fiacquc^chedo- 
pa la fuanjccifione prepofe la vendetta di tanta ingratiiu- 
dine al beneficio della Libert a ^ che in que Ha occaftone fa~ 
cilmente hauerebbe pbtuta ricouerare . E che fe lanjdVlc- 
be p che piil fiiol muoucrp per interejfi -uili ^ che per [piriti 

gcncrofi^ 



'generoR ^ tanto deteHo I'wgrat'ttudme dt Bruto :, qM^ant^. 
maggiormefite lo BejToBruto ^^che hdnetM riceuu^to i{ bene- 
ficio doueuct hauerU in horror e? E che fe quell a, ^^ che con^ 
tro lui njso Bruto ^ non ?ra JpaUticata:, e njergognofijflmii 
mgrcititvtdine i eglt non fapeun qud dltrhmmo. nteritajje-di_ 
effer chUmato mgrato : met che era for?:ato credere ych^ 
I'Ingrat'ttM'dme'foJJe n^n nome -^Tjana-m a^r^UOyche^non 
ft trotial]} in concreto , Dal Man'tfefiq di Qefi>re fintendofi 
Bruto fimger tantonel njiuo deW honor e^ incontmente c0j. 
yna fra fcrutura j, che ynmido fuorh g(i xi(^^?^ - ^he, gi4P^*' 
mat non h auen do egb '-verfo.Cefaice demerit atp^ per. confer 
guenza ancora non fotma rlcanojcer pe,f heneficto tl^^perdo-.' 
no ych'vgli diceuct dt haiiergliJitto^ per haue-rglvarmatq^con-- 
tro: per che quel Cittadmo.y, che per dif cinder- U patyia LU 
btra dal Tiranno ^ contro lui impughatia M.armi ^^QQp3,e(:^-^ 
luty che face ua quello^ cj}^ gli ft conueniua:, e che era flr^- 
tifimo fuo debito y tn tanto non demtritaua ^chs ai^t^ daL 
lo Heffo nemico doueua effer; dmmiratoynon chelod^ta, \E ^he 
Cefare dopo la Vittona^ cloeglt hebbe a, F arfadia, ^^no>^^ ccy- 
me egli grandementefi dte4s,acredeif^ejfo.bbligq quelU^aquar 
It dono la njita'y merce che filo coJ^Ut facefia acquisio degli 
^ammi de'fuoi nemici^cke loro perdonauale ingiu^tericeuu- 
te y non le fatte . E che fi . i falli ;, non i mertti^ haueuam 
bifogno di efer per donatio, nj.triffiim era ancora ^ che que Hi^ 
che per U. difefa della Libjsrt^ Homana^u^^irono le.arritiiy 
doueuano pcrdonax a Ceftr€ ^nonCefaxe ddefK^j poi.cheThc- 
cejfo tutto fu dt chi njoUe. occupAT la Libert a Jella^ patriae, 
il merito dt chi la difefe. E che fe bene la nqta d'lngrato^y 
the li haueua data Cefare ^ tntimamc'nte gli haueM^n pajfato 

^q 2 l'arn?nOy 



399 \AOOVAOLT 

Tammo^ che nondmeno trauctglio molto maggiore git daua,^ 

ch'egli i'hanejp tenmo in concetto di huomo cost '^igliacco^ 

che mcjo per lo heneficio delU Hejpi ^tta ricet^uta hauejfe 

fotuto fcordarft di quelU ingiuria delU pubblica Lil^erta oc^ 

ctipata^ che gli honorati Senatori conlette^re indelehili eter-- 

namente demnatenere fcolpitcine cuori lor a : e che qmlU fi^ 

la ejje-fido njirttiofa Clemenxa, ^ che immediatamente proce- 

dcua dalU mera, '-virtu^ delUMciyifuetudme ^^cofx cert a era 3 

ehe Cefare col perdono ^ che diede a que Scncitori ^^ma^ 

7ii^ che difefero la, Libert it j milU da ejji haueaa meritct^ 

to $ poiche non per njirtii di animo I'ysx) j ma folo per la 

rnero importantijpmo intere£e di ajsicurar la fna Tirannide^ 

perche bemjjimo con'ofcendo:, che twcrudelire dopo la yittoria, 

contro i prmcipali foggetti del Senato era<-vnconcitarji con-^ 

tro' todia ptibhlico del Popolo Komano ^ele piiu arrabbiats 

inimicitie de Senatori piu principally per Imtereffe grands- 

di a^ict^rar la propriat :, altrm dono la njita^ . Che quantO' 

pot al tejiamento :, nelqtiale pnjantaua dt hauerlo chiama^ 

to in parte della fua hereditX j doueua Qfare ricordarfi y. 

ch'egli nof^ trattaua con gtignoranti :i e con gente ^che molw 

to bene nonconojcejje FartificiocupOyche fotto quell a ft mu:^ 

lata bcniuoglien-T^ y ^ fi^^fi Liberalita fi afcondeua^ poich^ 

Tien per ajfettione ^ ch'egli portajfe ijerfo lui^ ma folo af-- 

fine di difarmargli le maniy t p'Cr farlo diuenir nemko del-- 

la patria commie ^ e per cancellargli dill' animo il defderw 

di rtpetere U Liberia^ con tartifcia di fcriuerlo fm here.de 

I'httiieHa intere£ato nell'njtde di quella pubbiica fermth y 

iht dii Senatori ana-ram €72 te rihaldi aprcT^ molto <uilt^ 

^mpsrmo gU amiipoji Tirafmi^non dafnotparhiqualiin. 



'^ I P A R N A S 0. ^3op 

tunto per qud fi njoglU fomma, grande di oro nm U ye-a~ 
detidno J che con U Hejpi fretiofa moneta del Jangue au'tda^ 
mente cercduano di comperarU: e che tartificio Heffo diyer^ 
gognoftmente addormentar i Senatori p'tti principali coru 
interejjarli neUenjtditndi deiLegati^ da (Jefare ent pajpt- 
to In (AtigbiUo :, dteHcimento del quale Tertiogradupri-TadtoUb. 
mores ciuitatis fcripferat^ plerofque inuifos fibi , noru ^['^nnau 
giii come poco faggiamente haueua detto Tacito , Ia(5l:antia , 
gloriaque ad pofteros , ma Jolo affine che que SenMori 
grandi fhoi nemict allettati dalla ^pera7i%a di foter fentlre 
njtde maggiore nella fermm j, che nello ^ato liber o. dmenlf- 
fero 'iflrummtl di Tiberio in affodarlo in quella Tiranmde^ 
contro laquale obhligo loro era di armarfi. Conclufe poi Bru- 
to la fna Scrittura^ ch'egli in tanto per heneficio ?ion rico- 
710 fee Ha la ^nta , che da Cefare gl'f era Hata donata ^ che. 
anzj obbligQ molto maggiore git hauerebbe hauuto fe la gli 
haHeJJe tolta j, non ultra pm glorioja njita pote?zdo njn Se^^ 
nat or grande acqmftar giammai:, che dal pubblico Tiranna 
ejjer dilatuato ^ folo per che co?ne fortifjimo campione della 
Liberia grandemente con la fua nj it a gli era formidabile : 
e che i Tiran'ai <~uita cost gloriofa dauano a que Senatori y 
contro dequali incrudeliuano j come^^ergognojarnente yitu- 
peraua?2o quelli j, che troppo auidi di njita con la njer'^o- 
gna di fcordarfi della pubbltca ingiuria della Liberta occu^ 
pata contracarnbiauano il njil beneficio del perdono rice-^ 
uuto . ^uesla rifpofta di modo accefe I'animo di Cefarz^y 
per fua natura altiero j, che 7iel campo di ^larte sfido 
'^ruto a fingolar battaglia ^ alquale rifpofe Bruto ^ che di 
bmn mimo accQttaua U disfida) m.a perche cgli hat/,eua iru 



7/'S \A G V A G L T 

horrore il comb utter e con huommi mcT^ mortt:, che medU 
caffe prima le ferite ^ che da Im haueua riceuute nella Cu^ 
rta^e che tornajje poiper le altre ^ che con lo Beffb pugna- 
fe cvtmuUtamejiie thauercbhe feruito da amlco, Al dlfpre'z^ 
^0 dcUa rifposid d'l Bruto ^ con njgual difprezso rifpofe Ce- 
fare ^ che non per I'lmped'imento allegato da hit mancajfe di 
comparire in campo ^ perche come egli molto ben fapcua dal 
Cm nlpote Augusio non meno ^^ che da tutto ilTrimnuira^ 
to y con I'ynguento corroftuo della nProfcnttione molto ec- 
cellentemente le ferite :, ch'egli haueua riceuateygli erano Ba- 
te medicate :> e faldate. Che per o folo armato compariff nel 
campo di Marte ^ e che lafiajje la Xomitma de' Cafsij y de 
'Cafchi y e degli altri fuoi fgherri ^ co quali era folito di far 
de i fopra mani ^ e degli acciacchi a gli huommi di honore . 
A que He cofe replico Bruto ^ ejfer fuo antico coHume far moU 
ta dijfereriza tra nemico ^ e ncmico s e che i fioi pari per 
fr op agar timperio Romano contro git Annibali ^ i lugurih ^ 
Mitridatiy e gli altri Prencipi Branieri con lafola arma deU 
lanjirtu milit are guerre {^giauano. <^tache iTirannts 
Lf^pi rapaciy coper ti della pelle di mitijfmi agnel- 
lipcon le loro arti medefime de i Tradimen- 
ti doueuano effere perfegmtati ^ e 
come fi yfa con le afiute Vol- 
pi^ con ogni forte difa- 
gacitafaceua bi- 
fogno 
corli alia tagli- 
uolctj . 



D 1 P A %N A S 0' 



jr r 



A L C V N I P O P O L I FAN NO 

iftanzaappreflo i Prencipiloro, cherinfini- 
ta mokicudine delle leggi coUe quali vi~ 
uoho fi ridiica apoche, e che a'Gouerna- 
tori delle Prouincie li prohibifca Tabufo 
dipubblicarogni giorno nuouibandi. 

RAGGVAGLIO LXXIL 

EGNO njeramente di perpetuo bin- 
fimo e tabufo y che ft rzj^de grandijji- 
mo in alcuni Stati ^ doue non folo t 
.n^rencipt fono facilijjimi in ptibblica- 
re ognl giorno nmue leggi ^ ma per- 
mettono ancora ^ che i Gouernatori 
delle Prouincie lore incorrino nel me- 
dejimo errore :, iqudi molto [pefjo mutandofi j, e tutti entr un- 
do nel nuouo gouerno con <-vn ardentijjimo Z.elo di njolev 
nelU prima fettimand correggereil mondo ^ fuergognano poi 
loro Beffi con la puhblicatioyie di certi nuoui bandi chime -^ 
rati da ejji y e p'lenidi quelle molte Jirauagan7:e y che foglw^ 
no ^fcir daquelUy che negl'ingegni loro hauendo fantafli^ 
cato concetti nuoui ^ non fono ftati accorti di prima mifkr ar- 
il con quella pratica y che e il faldo martello y che altrul fa 
cono/cere I'argerito fino dalla falfa alchimia . Perche il Ze- 
lo del ben pubblico y fe da njn perfetto giudicio non njien 
regolato y pm e atto afifergognare ^J7i galanthuomo di qual 
fi yogli% pejjma wtentione , La licen?^ di queflo modo dt pro-^ 

cedcre 




Tac 
3 



>/i tAGGPAGLf 

cede re ha cdgionato ^ che que' Static oue ella regno, ^ talfnentep 

fieno emfiut'i di editthdi bandhdiconflitutionhe d'yna infim^ 

ta farmgme di nuoue leggi j, che git huomtni ymono in ejjl in 

yna bruttifjima cofufione: ejfendo ueriJJimO:>che corruptiiTima 

'j'^^^ij'^* Rep.pluiimg Leges. Feggio e^ che ogr/Officiale^ mojlrandofi 

Annaii. inefoYdhlle 7ieir ojj^eruan'K^ de bundtfubblicati da lui ^ brutta.^ 

tncnte lafcia andarin dimenticanza que Hi de'fuoi precejforiy 

dirnodo cheipopoli in difordini tcinto grauinon fapendo di- 

fcernere, qualijiuno le cofe lecite:, qudi le yietnte^ tanto peg- 

gior fo ddis fat t tone riceuono ^ quant o piu '-volte hanno proua^ 

tOy che molti di ejfi per sfogare lo fdegno contro njn lor male- 

tioU:, eper dar yn buonp clone adyn KicconCy per rujfiani dell' 

odio y e deWauarttia lorofi fono fermti dei bandi obliterati ^ e 

deqli edittiy che per I'yfo contrario hanno perdutaU yaltditii 

loro. aAccio dunque a tanti mali ji ponefje '-vtd rimedio^que* 

fopolh doue ejji fi yeggonoy molti giornifono elejfero alcuni de- 

futatiy iquali It 7iotificajfero aPrencipi loro.^efti iflantemen 

ta domandarno ^ che fojfe arfa quella moltttudine di leggi ^ che 

a Fopoliarrecauanoconfrjione y (^ che a i Gouernatori dcUe 

Vromncie fofje prohibito il poter per I'atiuenire fartie dell^ 

vmue. <iAlla maggjor parte de' Prencipi moltogiufia parue la 

domanda de Deputati ^ e per ben confultarla injieme ft con- 

gregarono nella cafa di Clio ^ doue alcuni Zelanti deirytilita 

fubblica de" loro fudditi furono di par ere y che con quella mag- 

oior bremta y che fofje Hat a pofibile y ft epilogafjero tutte le 

■ prarmatiche antichcyC che con lefprefja annullatione delle yec- 

chie fi pubblicaffero poi leggi nuoue y Icquali trapopoli haureb- 

bono partorito quietCy no?i co'nfifione. Ma la parte contraria a 

queflo par ere e dt numerOy e di qualita de' Prencipi fu molta 



maggtore. 



^/ "P A k N A S 0^ 3T? 

TriAggiorey iqudl liber amente d'tj^ero ^ the quelle cofe^che dagli 
anticin erano Bete toller ate ^ pm tofi-o haueuano gagllarda^ 
frefunt'lone d't prtidenza :, the d'ignoran%a : mcrce che fem^ 
fre era da credere :, che gli antkhi con diUgente accuratez^-^ 
t:^ haaeJJ}ro efammate y e hen digerite le materie del go^ 
uerno de' popolt molto fm^ che gli huommi moderniy iqua^ 
U aWhora Ji yedeuano incorrere in dtfordini grandi 3 che^ 
con le 7iouita yolet^ano togliere queglt njjl antichi ^ che Icu 
lHnghe7^ del tempo haueua prouatoper buoni: e che aper-^ 
ta projuntione era fiimare y che il ^londo fen%a giammal 
accorgerfi ^ (^ emendafi dejuoi errori ^ lungo tempo fof^ 
fe njtjjuto in quei coflumt^ che come dannofi altri ^uoleua 
correggcre : e chei IPrencipi ^ che non in altro piit doue-^ 
uano Budiare , che in dilatar tautorita loro^ mortal erro^ 
re commetteiiano y quando fi legauano le manly e con abbre- 
ular U gmrifditlon loroy fi dauano con la '^ppa ne piedi^ 
Mentre que Be cafe fi dlfcorreuano da Prencipi y i 'T^epu-* 
tati curio fi d'njdtr la rifi)lutione del negotlo loro ^ ^ im^ 
fatlenti di quel gran fecreto y fecero njn poco di Brepzto 
alia porta di detta cajaydi che fopramodo alteratift i Fren^ 
cipi y e?itrarono In tanta efi:andefcen7:^ y che non hauendo 
nitre armi ruppero alcune panche y che njennero loro alle ma^ 
niy de pledi delle quail feruandofi in luogo dibaftoniyfece^ 
TO Impeto contro i Deputati y e li caricarono di baBonate • 
Eperche quegli sfortunatiyper effer foccorfi y ad alt a njoce 
chiamaro?io aiuto y dal Gmnafto Feripatetico ^fcl ^jncu 
moltitudine grande di Filofi)fi y iqualiritenneroiPrinciPt ^ 
e da quclU calaynita liber aro?w i deputati gia mo I to mat 
cone I . Fcr ogni buon rlf^etto Bimarono all' bora i Prencipi 

\r cofi 



J/4 ^ ^ ^ G V A G L I 

cofa neceffariit far cap^d quel Filofofi delU cdgione ;> che ti 

haueua mojft a far quel nfentirncnto :, e cosi dijjero loro : 

Sig?iori qmfii furbacchiottt y che qui njedete ^ fotto color dt 

bel frets Hi.:, dl difordmt :> dt frcigmatiche ^ diaggi'auipdt 

bciyidi y e dl confufione dl nmue Lcggl ^ hanno hauuta Icu 

sfaccmtaggine dl fine njcnlrln caft noHra per dfxffinarne y 

e d'a'^imn'/ere le Infolenzs alle domdndeloro Impcrtlnentl : 

perche con paterna car It a hauendo noi aquefiimgratiyper^ 

che pojjino plgllar delle Lepri , e de Caprip conceduta am^ 

fla llcen%a dl poter alleuare^ e tenere quantt Cmi ^uoglio- 

no per lacacciayfacultk dl tender laccty perche Jaccinobua^ 

no. caccla di St army e dl Fagmnly che fojftno Uuorar reth 

per pi'^liar Vrlnguelll^e l?ajfcrl j ImpdHar njifchlo y per-^ 

che ft prouegghmo dlTordi ye ^lerll y fabbrlcar' harm y pa^ 

fidy fciabiche ^ nafe y e ml He altrl ordigm y accio facclm 

huonapefca d^^gnl forte dl pefce , f tradltori pol non 'X'o- 

gllono 5 che nol altrl pouerl IPrenclpl y a quail tanta 

crepa II cuore y e tamma per ferulgto lora y 

poffiamo pol tendere njn pdla d'archet^ 

tl y per pigliar ne bifognl noHri 

quattro '^eccafichl 

graft. 







I VIR- 



D / T A R N A S 0. 



'srf 



I VIRTVOSI DITALIA FANNO 

iftanza apprefTo Apollo , che la beU 

liilima lingua italianafia hab^- 

litata a trattar cofe di 

rilofofiaje fono 

ribiucati. 




\AG GVaG LIO LXXIIL 

NCORC H E fano p^Jfati molti m^ 

ni :, da che i Letterati Itdmn fecer6 

^^^^^^^ gitgliardiffima iUm'z^ a fia Mae^ 

^]k.i,^L^/^am \.^isr^ Ba.chefidegnajje dihabilitare U beL 

lifjimd lingua, Italiana a trattar cofe 
di filofofias (^ amor che apprejfo lui 
hahbiano adoperati i pik efficaci yne'x^ 
the gmmmai fiano [i^ati pojjibile ^ ApoUo nondimeno co--^ 
Hantern^nte ha fcmpre negato it njolerlo concedere :, ajfer- 
m-ando j che Ic nobil'tjjime fcien%e tanto erano tenute in pre- 
gio J, quanto njeniuano trattateconledue fecondiJjimeLin'- 
gue Greca , e Latina : perche in mfinito apprejjo tuttt^ 
ienationi farebbe dmenuta njiU I'Augtifta Metafifica ^ (^ 
le altre piw fourane Sctenzs yfi ^^^g^^ ammirandi ficretiy 
trattati in lingua Italiana ^ f of era Bati comunicati fino a. 
gliHosli y &^ ai Pi^zjcaruoli . olti^e che^ quando ft fofft^ 
permeffo ^ che tutte le piu lUusiri fcienzs fi foffero potute 
fcriucre con U lingua Italiana:, fi correua euidente periculo^ 

Rr 2 che 



j/(r RJGGVAGLI 

che tra il genere hummo afatto Jt perdejfe quelU mhiliffi^ 
tnd lingua, Lutma ^ nella qude confejjmcino tuttt ejjlr ri- 
foUa la njera maefia del ragionare ^ e del fc'mer elegante » 
Ter que (la ragione addotta gl'Italiani non folo non Ji qme^ 
tarono ^ ma con ntiotie ^ e gagliardifprne tHan'-^e tanto ar- 
ile72tifi moHrarono nel defiderlo lorO:,che fare ache fua Mae- 
•Sla mclwaffe a dar loro foddisfattione ^quando tutte le p'lw 
illufin fcien%e dtibitando dt qualche rifohitione^che loro def- 
fe poco gtiHo y dijjero a Letteratl Italiam ^ che ft quiet af^ 
feroypercioche in modo alcuno non yoleuana ndurp alia uer-r 
gogna dl ejfer trattate con le infipide circonlocutioni Italia^ 
ne^ma che yoleuano efpr difj^utate co loro or dinar ij termini 
Latini* Efarfs aWhora d nohiltffima .ingegno di Alejfandr^ 
Ficcolhomim i e liber am ente diJJ}yche't Filofofi Greci:,e Lat-> 
tint :, erano paz^y c^' ignoranti s fe fi dauano a credere » 
che gli fcrittorl Italiam tanta poco pratic't fojp^ro nelle 
iuone lettere ^ che he72ijJimo non ft accorgejjero ^ che la Fi^ 
lojofia 3 fcicn^a naiurabjjtma ;, e pero ?jota fine a fa?ichillty 
haurebhe perdwta tutta la fua riputatione y fe efjlndo trat^ 
€ata in Italiano , il ^^londo fofje njenuto in cognitions ^ 
<h'ella tutta staua afcofa (otto certi termini Scolafliciy chey 
9ion ejjlndo parole Creche 3 ne Latine^piutoBopareano^o^ 
d Sfchiauone , iquali tradotti poi in Italtano haurebbon& 
fcoperto la -vera magagna de FilofoH y iquali notte y egiQT 
no ft ama'r^no ne' per petui Budij della loT 
filofofa piu perimparare i nomi ^ 
che le cofi. 



APOL- 



B I T A R N A S 0. 



317 




APOLLO A I SyOI LETTER ATI 

moitra il vero fignificato dellafentcnzajio 
mo longus raro fiipiens. 

XAGGFAGLIO LXXIK 

ELLA pubblica audie?^za di Martedl 

mattina con molt a, mermmliA di Ap^ 

11 J' . . . ^ ^ 

polio J e di tuttt I Circoftarni corn^^ 

parucro pm di trecento Letteratt^ tut-* 
ti oltre I'ordinar'm siatura degli huo* 
mini grandi di corpo s (^ ognruno 
conohhe , che la Braordmam gran^ 
dcT^d'i tantl Vertuofi , che fi erano rvmti infieme , face a 
bifogyio che hauejfe qualche fimholo , figmficato , come ap^ 
punto accadate . Perche Mo?jftg?ior ^Keuerendtjpmo Cino 
Auditor di Ruota in Parnafi a nome di que fuoi compa^ 
gni dilfe , che tuttt quel roirtuofi , chefuaMaefia njede.. 
ua , nelle buone letter e , gr in tutte le arti Liberali tall 
erano , quali fapeua il Mondo , e ne rendeua honor ato te- 
Bimonio la^ Heffa Bibliotheca H^elfica di fua Maefia : e che 
con tutto do in Parnafi dalla maggjor parte deLetterati ye- 
niuano fchermth be f eggiati,^ hauuti in concetto dihuomi- 
ni slolidh e d'ingegno ottufi : perlequali mgiurie a fat to m^ 
fopportabilt erano Hati for^atincorrere a fua MaeTvL Et 
affine che fi poneffe rimediokcosl brutto difordinejalqua^ 
le poteuano nafcere moltiinconucnienti , iLetterati grandi 
di corpo (quando pero Jua Maesfi haueffe gmdicato cosl 

ejjera 



sfS \A G G r A G L 1 

effcre e^ediente ) domandciumo campo franco ^ doue a fo* 
to, afoloy a due , a tre , Csf in quel numero maggwre y^ 
che la parte contraria hauefe njoluto , in ogm forte dt 
fcienza , d dlfputa fornita , fino alia perdita dclla ripu^ 
tatione fi farebhero cimentati co V.rtuoft tutti d'l ^icco- 
la^ e mediocre Batura ; ma che ^ quando fka ^laeHe i?/- 
map fuperflue le proue^ (^ hauej]} gli huomini di ftraordi^ 
naria grandezK,^ di corpo in quel concetto di honorati Vir- 
tuof.che faceuam profeffione di epn^ , burnt Imente lofup- 
flicauano a dichiarar falfa, O^ erroneaU fentm'X^ ^Ho- 
mo longus,rar6 h^xam ,dalla quale nafceuatuttolo fcan^ 
dalo . Con allegra faccia da fiia Macfi^ fuafcoltata laque^ 
nla di Cino ^^al qiial dtffe : ch' eglt fmtiua paffmie ddgm-^ 
dicio temerario , che del'lc perfoneloro faceuano ifuoiVir^ 
tuofiy ma cheUfnten^a efjhido yeriffma ^ egli non pote^ 
ua,m rvoleua dich'iararlafalfa : e che thuomolungo non^ 
come maUmente era'mterprctato dalyolgo y smtendcuaper 
njna Hraordmaria g^randcT^ di Corpo , ma per U quali- 
ta dclla rifelutione ^e della delikratione , che alri piglia^ 
ua 7ie fuolnegotij : perche la fouerchia tardan^a , e Jun^ 
i^he^^a m.spedir le faccende era chiarlffimo inditw d'met^ 
%a , di Ulorclagnne , e di ammo ottufo , (^ addormen. 
Uto. Merce ci3e faggio ,e prude ?2te fob mmtaua di ejjer 
chiamato qucglt y che nelle cofe fue fi mo^raua 
rifoltito 5 e che nelle faccende ardue ^ fuhito 
■ fapsndo deliberare^ e rifoluerey con ml- 
rabile celerita d'lngegno [j)edito 
for7ima negotij 
afjai . 

'LA. 



D I P A R N A S 0. 



3!P 



LARVOTA DIPARNAS 

haucndo decifo vn punroafauor dcgli 

hiiomini Milirari nella differen- 

za , che cffi hanno co'Lcc- 

terati, per cff^rfi auue- 

diita di malamence 

hauergiiidica- 

tOjiiritrat- 

ta^. 




li^AGGVAGLIO LXXV, 

'..^^^^^ N animi ofiinatijjimi fi tratta anco^ 
W^^^m\ ^^ ^^ Parmfb tra i Littcrati , e di 
tI^I^I^^ huomi?2i Milttari la mdggiornnzd tra 
le Armi :, e le Letter e^ e nell'njltima. 
Kuota di Parnafi fu rtfo!utQ:>che ft dU 
fptitajTe II duhhioy fe almeno all'efer- 
cit'io delU gtierra, fi poted darnome di 
fcienzd^e di difciflina \e percheii daibbio fu nimato-dit^.n'- 
ta confeguen%A ^ che ddU decijtone di Im dipendeaa U to- 
tal njtttcria dell a caufa ^ con fo mm a ddigcn-za daamefidue 
le parti fur ono mformati gli Eccelkntiffimi Slgnorl Andi^ 
tori , e Vegetio in particolare no7i lafcio in dietro dnigen" 
^a alc^.na per riportar la fenten-x^ faiiorabile . ^iolto fot- 
tdmente fa dijputata^ e njcntilata la materia ^ e parea che 
A Ra Ota tiitta inclinajfe a famr delle Let fere ^ ma tal^^ 



3 20 RAGGVAOLt 

fu lo sfoT'ZO:, che fecero i Prencipi „ che funfoluto ^ chegli 
hmmtm Militarl neirefcrcit'io della guerra fotejfero ruj^^f* 
gli honor at i nomi dl fcienzji :, e dl difciplina . Con ejlrema^ 
di^licenz^ de Letterati fr pubblicata U dedflone ^ iquall 
per tHtto efcUmciv^ano ^ che in mfin'ito Ji deturpandno /o 
btione lettere ^ fe ejp; ^ che ornano tanimo dibmn't precettiy 
erano fovT^te comunkar gli honordtijfiml nomi loro corUi 
queWcirte Militare ^ cbempie il corpo di ferite ^ e fporcOt 
tanimo de r-Jitfj pi^ bfutti . In quesfa dijperationefi tro^ 
tmumo i Letterati ^ quando aWirnprouifo furono njeduti 
comparire in Parnafo tntti i MdcelUi deWijnmcrfo ^ Uquale 
Jporchijfma gente tuttd lorda di pingne ;> e che in mano 
hituetiafpduentetioH md^maie^e crud^eli coltelloniy tantohor^ 
rare mojje ne' Letterati ^ che temendo di qualche facco ge^ 
7ierale ^ e di effer tutti tagliati a pc?:^ ^ juggtrono dalld 
pia'^^ y e fi ajcofero nelle cafe loro y done ft fortificarono . 
Ma ft rajjerenarono gli animi di tutti y quand.9 quella brut^ 
ta natione fece fegno di pace ^ e domando di ejfer afcolta^ 
ta. Althora Apollo ajjine d'intender quello ^ che tal gen^ 
te njoleua ^ mandofmri alcmii Deputatiyaquali queiMa^ 
cellai ammofamente dijjeroy che alia no tit ia loro efjendopcr^ 
Menmo ^ che U Kuota di Parnafi haueua decifo^ che I arte 
dl faccheggiare ^ (^ Mruciar U. Cut a ^ di tagliar a pe'K^ 
gli habit atori di ejfe^ ^ in fomma ^ che il mesiier crude* 
lifjlmo di macellar gli huomini ^ di difertare il Mondo ^ e 
dl far con la fpada in mano del m'lo tuo ^ fi chiamafsz^ 
fcienza^ e difciplina :> ancor ejji ^ che non la came degUi 
htiomi^n per ^egnere il Geyiere Humanoy ma le VitclltA 
mongane macellauano per pafccr le gcyjti y doma-ada-' 

uano 



b i P A R HA S d. '32T 

Uino J chc Co' medefiml Td'AsiriJJirni noml fdjje hcmornts 
tarte loro . Tra queiU canaglia ptna di fangu-e rimajer^ 
ejkfigm gli hmmini Mdttari ^ qtMudo ^-uidero , che *-vn4 
gente njdijjuna, cercdua ^ che mesiiere tan to ohhrobnofi 
fojje para^^onato a quelTarte ddlci guerra ^ che 'venma efir^ 
citatx d(t maggiori Prencip'r y e dalla frima Noidta deW 
^'nmerfo : ^ i medefiml Eccelkntijfimi Stgnori Auditori 
di B^uotit fiihito che ruldero comparire in ftttz^ i MaceL 
. idi J e che rudirono U domanda loro j (l aumdero deirin- 
giusiitia ^ ch^ foco dmnzj con U loro decifi^ne haueuan9 
fatta a tut til Virttiofi.Per loche di nuouo frofofero ilme-^ 
defimo dubhio , (^ ^jnanimemente njennero in queflu rU 
folutione y the il meHier delta, guerra ^ ancor 
che moltenjolte necejptrioyera perotanta 
fieroy tanfinhumano ^ che era poffi^ 
bUe cohoneftarlo con li^ 
belle par ok. 




'Si ARISTO- 



'32 2: 



R A G G FA G L r 



ARISTOTILE DA MOLT£ 

Prencipi ejGTendo aflediaco nella fua.. 

Villa, daeffi eviolcntacoa ri- 

uocar la fuadfffinicio* 

ne , ch'egli ha., 

data al TL- 

ranao,. 

KAGGFAGLIO L XriL. 

Lgran Prencipe de P'eripatetid aAnHo'-^ 
tile Stagirtta per at tender e in ^7ici- mol-'^ 
to, quiet e cq71 fpemUtione maggiore dfmt 
Budij^ di Fitofifia dlcum gtorm fino fi 
. ritiro. in 'vncL fna motto delittoft V ill Ay. 
neUci. qude dt notte alljmpromjocon in- 
jjknito numero- df Fdnti^^e^ di Caualli da alcH?u Pren.cifi Jlret- 
tamente ft4> affed'iato > iejuali dofo hauer con freJleT^mi'-^ 
rabUe tirate- le trincere ^ e fatte le gahhio'riate ^ accomo^ 
darono i Cannoni fer batt.ere: la. caft. y qi^ando cost gran no^ 
uitk fu. fuhito fatt^^i faptre alia Maefla. di aApollo , ilquale' 
^§fed} aquella '-uolta.i due chLi/jifJirm ^Prencipi de'Poeti Ita- 
liani S.atirici Lodotiico' aAriofii j e. Prancefco "^ernl y amen- 
due Capitani di due: L.egio?2l di Poeti ^-ueterani nella Male^ 
dicen%a, ^efii con ogmma.e(fria: Mditarc fi adoperarono^ 
per far leuar tajjcdios: ma it tu. tto fn indarno . TerciocLe ef 
bene i Poeti la^icmiono^ faette di njerfi.inja/mitorijje cora^ 
.^e mndim'znO;^cke ^,e. Prcncipi portaKajio indojfo^di cosz ecceU 
^ ^ -^ knto: 




^^ I P A K N ^ $ 0. JiJ 

iente tempra erano fMrkate , che fram-ammte refifleumti 
ad ogniy ancorche fungente TerT^tto . 1)/ modo che con U 
forzj non fAcendoJi frtittonlcuno^ Apollo^ che In ogni mo» 
do voile ajjictimrfi^che a queWeccellente ZJirtmfo non acca-^ 
dejfe cofet y che hauejj} fotuto fcemar fun'to la riputMiont 
delU Fdofofiit Peripatetica j, mdndo in campo il magnani^ 
mo^e fempre gloriofo am at or de Letter at i V E D ERICO 
F E LTRTO ^uca di Vrbino ^ tlquale ^hauendo par lata 
a quePrencipi ^ con larara fua deSirez:za ottenne foi^enjloni 
d'arwi'.e ncl pr'tmo ingrejpi que'Prencipi grauemente ft que- 
reUrono di Arlflotile:, che nellafuaPolttka cos) malign a dif. 
finitione hauejjh dataalTiranno^^ch'ella inclndeuaogniPren^ 
cipe dabl/C72eye con efcande-fcen%agrande dij^ero^chep^come ha^ 
ueua ardito di dire Arifiotile^Tirannifidaueario chiamare qus 
Prencipi:,che piii attendeuano allapropria^che aWytiltta delo^ 
TO Sudditijnon fapeanoyedere qudl fojje quel Potent ato^ per 
unticoyfer hereditarioye per ottimo ych'egli fi fojje ^ che non 
'njentffe bagnato dalTacqua di quella difflnitione tanto ym^ 
uerfale : quafi che it fine di ogni Paflore non ilguadanodt 
mungere ^ e tofar le fue pecore ^ mafolofojie d tanto inna^ 
morarfi di ej?e^ che altri non douejje curar di morirfidi'fa^ 
me per ingrafarle . E che troppo crajfo ignorantone ft fco^ 
priiia (tArisiotile , p rnoflraua di non fapere ^ che il fine^ 
di tutte le Mercantie era HguadagnO:, e che il Mondo tut- 
to t ryna pubhlica ;, e gran bottega . E che ft la iieffa 
legge naturale tanto cornmendaua la carita ben ordinatdy 
che ft njeggono i padri ptu amar loro fitfft , che i promj 
figiiuolt J, con qual fond^mento di ragtone quel pecorme^ 
di Arinotile njoleua obbligAre i- Prcncipta piit amar'ic 
' . . Ss 2 altrui. 



:324 XA G O y A G L 1 

4dtrm 3 che le proprie commodita f Et In qticHa occdfto^ 
me rog(^m7ifeYo i 'Prenclpi , che U petuUn%a, de Letter uti 
in molti particoUri anco di fomma, import dyi'\a, d'l modo ha^ 
Mea trapajjati i termini tu-tti delThoneUk ^ che accecatl da, 
^vna, fuperba. pre/hntione non hmema dubitato di metter 
la bocca fino negrmterejji maggion de' Vrencipi :, e fino 
fubblicar le regole della T{^g}on di Stato : non accorgen-. 
dojt grmfelici 3 che la cognitwne delle cofe Politiche tant9 
€ lontana dal gmdicio comune di qiialpuoglia 5 ancor che 
ieWingegno ^ che di ej^a non deuono ragionar altrl 3 che 
ifuomini conjkmati ne gouerni de' ^~^gni , e negli affar'i 
de' Prencipi grandi y ancor che fieno ignorantijjimi di queL 
ia Fdofefia j di qmlla Kettorica ^ e di quelle alt re belle 
^cienze ^ che i Letter ati hanno regiHrate ne loro fcarta- 
facet . Percbe non haaendo la Politica Theorka da poterfi 
far di ejfa vna grarnatica , che altrm injegni tarte di hen 
gouernare gh Stati > ttitta flana pefia nella pratica > deU 
la quale quei y che nan I'haueano appreja nelle fecretarie 
de' Frencipi grandi ^ e ne' configli di Stato y per nan far-* 
ft ridieali al Manda y qaanda dicano j e firimno cofe de* 
me dt Bafilate y non doueuano mai ragionarne . Da qne.^ 
Be parole U Duca F ED ERIC chiaramente conobbe^ 
ejfer gm[lo lo fiegno de' Frencipi y onde facUmente atten^ 
ne da (tArtflotile y che rmacajfe I'antica dijfmtione del Ti^ 
ranno y e che ne fa^^^Jp ijnan^ot^ y ch di Joddisfattio^ 
Tie fofse a quel frencipi tanto aJirati . cAll'hora ft ritrat- 
to f libit nAriHotde y e difse y che i Tiranni furano certi 
htiomni del tempo a^Jtico > de' qt^ali haggi gior?io ajfattofi 
era ferduta Air^i^^^. Hannta che kMom i Frencipi /<t» 

fiddtf 



«D / ^ A R N A S 0. 32S 

foddisfattione yche tunto deftdermano, dijloggtarono ftib^ 

hlto.ft;) efsendofi partiti fer gli Stati loro , Arifiotile mez^-r 

%o mono dalU paura ritorno in Varmfo ^ facendo fiemf- 

Cimx fede d Vlrtmfi tutti ^ cbe i Frecetti delU fm 

ydofofiit moltofcarfi gli ermo rmfcltt contra U 

Paura della morte ^e pMlicamente dijZ 

[e ^ cbe i Letterati attendefscro 

a gli Budij loro :, e che it- 

' - fciafsero andare UKo.^ 

gion di Stato, 

del/a 

qmle non erapojjibile trattare fen-* 

Zjt correre euidente pericolo 

di entrar co' Frencip 

Tie crimimli . ' 




GEN]|j 



J 2^ 



JtAGdVAGLT 



G E N E R A L E R I F O R M A 

dell' Vniuerfo da i fette Sauij della 
<jrecia,e da altri Letterati pub- 
.blicata di ordine di 
Apollo, 




\AG G FACL 10 L XXVI I. 

L grm comp'tlatore de i Digest ^ e del 
'M^^jf C^dice GiuBmidno Imp er adore alcuni 
''^^ ~ giorni fono .^d Apollo mofiro T^n<u 
.nuoua Legge , perche da, fun Maejia, 
ella fojje apprmata j nellaquakfiret^ 
tamentt agli hmm'ini Ji prohibma^ 
il poter incrudelire contro loro Bejji 
con I'amma'^arft, In tanto horrorehehhe tiApallo cost fat^ 
ta Legge ^ xhe con yn fofplro , che gli njfcl dalfintmo 
del cuore j dunque dijle j, o Giufimiano ^ il buon gouerno 
del Centre humano in tanto di fir dine e precipitato ^ che 
^li huormni per piw non njiuere yolontariamente njogliono 
worire j* E doue finhora ho falariati wfiniti Fdofifi Mora^ 
li y filo affine che con laruoce^e con git firitti loro alt rut 
J ornmin'iHrino concetti y che men fpauenteuole facci?20 parer 
la mortCy lecofehora atayita calamita ft fino ridotte j che 
^uelli medefimi hora piu non njogliono njiuere :i che prma 
72on fapeuano accommodarfi a ben morire f (^ iom tantidi^ 
for dun de' miel Letter Ati fupin am CTite dorwo ? zA-qucp^ 

parole 



1> 1 1? A R N A SO. -327 
fAYole rifpofe G'mflinuno ^ che U leggeera hecejfariit:, e che^ 
moltl cafi ejpndo pgtiiti dt morti violent e^ ^ che gllhtiomv^ 
ni d'lfferati dci ejjl Bejji fi erano date y di peggio douea te^ 
merfiyfi toHo a, tanto difordme con opportuno rimedio non. 
Ji prouedetid . Alfhora Apolh dUigentifjima informatione- 
figlio del mo do del nL^iuere :> che ft teneua nell'Vnmerfo ^ e 
trom :, ch'egii ne md't coff.mnl tanto jt era deprauato ^che 
molto air'mgroj^a altri njirimettena del fuo capitale a pm 
camp arm ., ^tufti difordinl pofero fua> Maefia in aperta^ 
necejjita di quanta prima rimediarm ^ di maniera talej che 
fece ferma rifoltitiane di crear njna Congregat'ione de" pm 
fegnalati perfonaggjnellaprtiden'^^e nella bonta dellanj'itay 
ehe fi troHaffero intutti i fuoi Stati,. Ma nello flejTo pr'm^ 
cipiadi negotio tanto graue trom difficidtadi mfiiperabdi 3, 
per eke efjhido njenMo alt at to di far la fee It a de' fo({^^et^ 
ti, tra tanti Fdofef Morali ^ e tra: d tmrnero ^ f pm d'lr 
infinito y de' Vert m ft ^ pu>r nj7io no?i ne trouoy. ehe lame-^ 
to. di que reqmftti haueffe ^ che 7nolto\ compitamente de^ 
mono trouarfi in calm 3 che dene rlformar il: compagnOy be^ 
nffmo conofc^'ado' fua MaeHa ^ che e?Aendation.e ma^gio^ 
re opera, nelle riforme la fanittk della nj'ita. y, (^ il buom 
efempio de' Riformatori y.che leottime regale y chefi dan^- 
no altru'i,. In tanta pentiria dtmque di foggetti diede<iApol'^- 
toil caricQ: della VmmrfalKiform.a a, i fetteSMiij delta Gre~ 
Cia y. perfonaggt che: in Parnafi fin: tenuti in- grandiffimy^ 
credit y coim aueltiyphe- Com in- cometto dio^d^ono diha.^. 
uer ritrouata quella ncetta. di: dlri^ar le ganwe: a'. Cam„ 
the con tanti fudori ( e fempre in ditrno ) andocercan:-^ 
da I'mtichita . La pubblicatiom di fuclia. nmua. cornea^ 

i Gre^ 



'^22 RAGCVAGll 

] Grecl apporto confoUmne mfimU , per t honor che faZ^ 

M^ePJ hat^eafatto alia Nation loro.cosl a i Latlm fu di 

fommo condoglio , parendoU . che torto molto fingoUre ft, 

faceffe loro . Oride Apollo bemjfmo comfcendo quanta U 

mala foddlsfatttone , che njerfo t Riformatori hanno quM, 

che demno efer nformati , mpedifca il hmn frutto , chs 

dalle Kiforme ft deue ^"ferare , gr efndo proprijjfmo 

difm MaeHa' qmetar gli animi efacerbatt de fmi fud^ 

dit'ipm con le btione foddisfattioni ,che con queUo ajjoluto 

imperio , che colla necepa delUbbidire altrui apporta 

mala foddisfatttone y per dar contento a Romani molto 

dtfguHati , a i Sctte Sauij Mia Grecia aggmnfe ^Ur^ 

CO Catone , gr <Unneo Seneca , <r m gratia de' moder^ 

m Filofofi Itaitani , Secretario dclla Congregatione depu^ 

to lacopo Maz-xoni da Cefena , ilquale honoro col ^o- 

to confultmo. All'i xh. dunque del paffato i SapientiJJimi 

Strrnori Sauij con I'aggiunta , che ft e detta , accompa^ 

gnati da njna comltlua NobUipna de i pm fcelti Virtue^ 

ft di queHo Stato andarono al pala?^ ^elfico , Ban^ 

\a deputata per lo negotio della %iforma , (^ a Lette^ 

rati molto grata fu la njiHa del numero infimtode Te^ 

' danti, che co bacciltin mano andauano raccogliendo le fen^ 

tenze , e gli Apojtegmi , che quegli htiommi tanto faggt 

o^ni pajfo fcatarrauano. ll giorno poi che fegm admgrejfo 

unto folenne , ejfcndoCt quet Signori ramati per far tl 

primo parlamento , e ^ama , che Talete ^ilefio^ prima 

Sauio della Grecia pdrlaffe in quefto modo . J'l nego-^ 

tio ( ftpientiffimi Filofofi) per lo quale ci fiamo congre^. 

^ati in qneiio luo'^o , come efittamente com fete tuttt^ 
^ " g il 



A •■ 



e ilr^d^ tore ^ che pojfa trattdrfi da ingsgno hum mo ^ e tut2 

to che niuna altra, imprefa pm Ji trom arduay che medicarfo-> 

projjl int^ecchiitthpiaghe infiftolite^ cancheriincHrJpUi^ le'm" 

JUperabtli diffictiltad't mndimeno , che atterrtrebbom gl'i d^ 

triy a, inofiri paridemno fur cmre per fuperarle ypoiche Ctm- 

pojjibilita accrefccrX U gloria noHra^ eel manterranel fh^ 

hlime grado della rtptitatione j, nel qtd'de ci tromamo y ^ to di 

giaVt ajjicttro d^ihamr al 'ueleno deUc prefenti corruttionl con-, 

facditX grande trouuto II njeTO\ anudoto . Soncerto y chenif-*, 

Juno Ji troua tranoi yche fermamente non creda,nmn altro 

iporbo pmhauer corr otto tl buony mere del fecolo prejente^ 

che gU odij occi^ltl ^ gli amorl Jtmulatl y le mpieta^ leperfi^ 

die degli huomim doppi ricoperte col Jpeciojo manto dellcu 

ftmp licit ay dell' amor e y della '^ligione j della Carit.a. <^ay. 

Signori miei correte co "medicamenti de fnochi. y e coKaJoij^ 

^ a quesla piaga y che io yi Jcoproy ponetegl'impiaBri cor^. 

rofiui y e tutto il genere ht^mano y che hora per li yitij y che lo. 

conducono amorte ^Ji puo dir che Jiadijfidato da Medici y rU 

fanera Jubito y e nella Jlncerita del procedere y nellayerita, 

del par Lire y nellafantita del ytt^erey tale dmerra yquale fu ne 

Jecoli andatiyjchtettijfimoy e Jemplicijjimo, llyero dunqne y e 

piu prefentaneo medicament o de' prejenti malt altro non Cy 

che necejfitare gli. huomint a '"uinere con Jchiettez^ di ani-r 

moy conjemplicita dt cmre : benejicio che douete cenfefjarme- 

CO y che non con altro pitp Jtcuro iUrttme?2tomaggiormente,pu^ 

conJegt4>irfi y che con Jar nel petto delle perjone qu^el Finer 

ftrelimo y che come necejjarijjimo ft^a Maefia moke ruolte 

ha promejjo a Juoi Jedelt Vtrtuoji . Perciocbe quAndogli 

■ ■ ■ I T t htiomini 



-^j(f R. A G G ^ A G L I 

huomim moderni horanel froceder loro tanto artifidofi faA^ 
ranno forz^ti parUre^ enegotUre y col fineftrellmo del cm^ . 
re aperto ^ imp^rermno U fre^antljjima. rv'trm deWejfe^ ^ 
re 3 e non parere^^ e conformeranno le opere con le parole s\^ 
U itnma tanto auuezj^ alle fimulationi con U njerita^ , 
del cHore , the mn fa mentire ^ (^ ogn^no da fe esier^ 
miner a le hagie^ le falfitadiy e lo jplrito infernale ^ e dia^ \ 
holico dell'HipocriJia abbandonera gl'i amm'idi moltlycheda^ 
coii brtitto 'T>emomo ji trouano oppreffi. 

Talmente alia Congregation tutta piacqm il parer di Ta^ 

lete i che ejfendo Hato poBo a partita j co i ft^jfragij tutti 

fauoremli fu ^into ^x^* il Secret aria MaT^nidalU £on^ 

gregatione fiibito fit> mandato a dame conto ad Apollo y il 

quale come perfettiffimo afprom il parer di Talete ^ e 

comando » che nel medeftmo giorno fi ponejp mano a far 

fiel petto degli huommi il fineftrellmo . ^U neWhora me^ 

deftma che i Chirnrghi haueano impugnate le m annate y c> 

i Coltelloni per aprire il petto alk perfone ^ Homer O:^ Vir-r 

gdio ^Tlatone ) AriBotile^ Amrroe:, O* aim femmi Lette^ 

rati andarono ad <iApollay d qual dijjera y efferglt noto > 

che il prima ftru^mento^ col quale gli huorhm con facility.. 

grande gouernauano il monda ^ era la Riputatione di quelliy 

the comandauano > e che gioia tanto pregiata nan mai dat 

Prencipi faggi douenda ejfer efpofia a pericola alcuno y po^ 

neUano in conpderatione a fua Mae ft ail credit a di fantitk, 

di ^ita y I'opinione di bonta. de coHumi ^ in che il njene^ 

rando Senata Filoffica , e I'honorato (^ollegio Virtuofo da 

tutti i Letterati dt Farnafo erano tenuti , Che pera flret^ 

tamente 



jy 1 "P A R^N A S &. jjr 

tdfnente lo fupplicauano adhauere (comt gliji conueniuaj pev' 
■raccomanciata U riputatione di quelll^che con U farnadella. 
hontk loroaccrefceua.no le glorie di Parnafo : e che quandofha, 
Maefia airtmpromfo alle perfone hauejfe aperto il petto y chc 
emdente pericolo ficorreua di fuergognarla maggiore ^emi^ 
-glior parte di quel VtrtUofi^ che m fomma rlputat'ione era-. 
\no tentitiprima^ e che in quel for fe fuaMaesia ^itij piic^ 
.hruttkhaurebhe fcoperti ^ che piu hauea in concetto dt huo^ 
mmi immactilati. Che per O:, prima cJje anegotio tanto imp or-- 
tante ft poneffe mano ^ rrmanejfe feruita di dar a fmi deuo-^ 
tiVirtmflcompetente ^ tio di tempo^accioneglt animi loro 
haiieffero potutofarrynpocodi bucato. Vauuifo diPoe^ 
tiye Filofafi di tanto credito grandemente piacque ad ApoU 
lo y e per njn fuo pubhlico editto il t ermine di far tl fine- 
Brellino prorogo fino ad otto gwrni^ nequali ogn'-uno taU 
mente attefe -a nettar tanimo fuo dalle fallacie afcofe ^ da 
njitij occulti j da gli odij finti ^ dagli amprl fmtilati j> che 
pelle ffetierie, di T^arnafo piu> non tlmafero melirofatl ^uc- 
t^rim y aceti fqtiMlitici :, caffze ^ fene yfcammonee , efiroppi 
rofati folutiui yC daicHriofi fu not at o ^ the nelle contradt^ 
-de' Fdofofi T^lat(mici y.Perjp^tj^tici ^ e ^Mprali yfi fent\,m 
que giornicosi gran fetom '..y come ^fi foffero. BaH njotati i 
ceffi tutti di queite comrade : mietl -^^arie de'Poeti Italianiy 
€ Latini folo puzs^i^a dt brodo dt cauoli rifcaldati. Gia era 
paffato il tempo prefiffoall'yniuerfaibucato-yquandotlgior^ 
710 auanti a que Ho , 7iel quale ft dou^u){^poxjnam a far il 
fineBrellmo .y tl grande Hippocrate.x^Q^le/iOyfornelio' Gel- 
fo y con altri pik fcientiati.^XediCi : di.^ue/lo, , ^tato andaror 
no ad Apollo: alquale ^Sire ydtffero adtUe Arti Liberalh dunqu^^ 

T t 2 e pur 



Vj;2 \a g g V a g lt 

e pui'njerd :> che fi deue por mam a dtjformar queJio MU 
Crocofmo ^ nobdipimo per tartificio miracolojo col qual^ 
eglie fiat fab brie at ^ con emdente perkolo di toccarquaL 
che mufcolo import ant e ^ qualche njena prmcipale y ^ n/c^ 
cider l^humana creatura ^ o almeno renderla mena fana : e 
ianto male folo ji deue fare per beneficio dt quattro igno- 
rant i j^'poi che nan folo gtingegni pik fagaci ;, ma anco gli 
huomini di mediocre gmdicio folo con quattro giorni di 
pratica ;, che habbmo con qual (i njoglia piu finto Hipocri^ 
tone :,mtimamente fanno penetr argil fin dentro le badella, 
Appreffo Apollo tanto potette tl ricordo dt que Medici ^ che 
<lalla deliberation fatta prima ft riynoffe ^ e per Aufonio G al- 
io fece fap ere aiFilofofi dellaRiforma^ che continuaJferoa 
dirt, par eri loro, 

AlthoraSolone cos\ comincio. Gli odij cradeli^e le mui- 
die n^elenofe ^ che njniuerfalmente Ji yeggono m quefiigidr- 
mregnartra, glihu>ommi^ foho quelle ^ f^^^ Signoriy cheaper 
creder mia^ hanno poHo il prefente fecolo nella cotifufione: ^ 
che ^ucdiamo tutti. La correttione dunque de prefaitimd-^ 
It tutta ft deue §herare daltinferir 7i-el cuore del genere^ 
humano la cant a ^^ I amor njicendeuole :> & qu^Ua fanta di- 
lettione del projfimo j, che e primo precetto di T)io . Tu^tti 
dunque dobbiamo imfiegaT le forT^ degl'mgegni noBri iplj 
leuar le occafoni degli odij ^ che in qucHt tempi regnaiio tiel 
cuor ,degli huomini ^' tl che fe fotremo con feguir mai ^ d ge^ 
Tiere- humano non altrimenti diquello che fanno le fiere :, che 
per if into di natura amano la ^ecie loro^ cacciera dafi gli odij^ 
Is'ogni rancor dianimd.Molto tempo ^Signorijjo penftto quai 
fta il ^eto fonts degli odij huma^u^ efemprepm mi HabdifcQ 



^ / T A K N A S 0. 333 

i^lta/H'ico parer mo^^che proceda daila dijparlt^ debem:,dall 
Pifemd^fi introdottotr^ glihmmim], del Mioj eTt^Oj pie^ 
'tra d't tutti gU fcMd^Ji ^ nhufo ^che fe fi introducejje tra U 
b^Hu d^lU terfU) fan Jimroche anco elleno con gli odij Bef- 
fi:>eco Tdnconmedefiml ficonfuma,rebbono infieme ^ coqun^ 
li not tuijto ci inqmet'iamo. Ilnon haner nulU dl proprioy e tv^ 
' gu^dita ^nelU qtid njimno :i e qU'ella^cbe li mantien nella pace^ 
Uq^ale not tanto mmdmmo. Gil ImommhS ignore comefapete 
tutti y fona animali anch^e^i^ met rdtiondlt:,qtiefio mondo daU 
U onmpotente rnckno di Dlofolo fu' creato^ perche di Inly co^ 
me fanno gli animali bruti ^ njiuejfe d genere hi4>mano^ non 
perche gli hmmini auari lo ft diuidejjero traej^iyi^ inqti^el 
Mio :,e Tuo cormerttjjero la cofk co7nH'ne^che tutti ciha po- 
Mi in tanta confufione. Di mo do che chiara cofa e :, che ^li 
animi deprauati daW Auaritia ^ daW Ambitione ^ e dalla Tt^ 
rannide ;, hanno cagionata la prefente ineguale y e fpropor- 
t ton at a dmipone. E fe qmllo e njero ^ che confejjzamo tut- 
ti > che I'ZJniuerfo- altro non ft a ^ che njna her edit a, al ge- 
nere humano lafctata da ^n fol ^ad.re :, e da njna fola^ 
i^adrcy ddquali j come fratelh ;, difcejidiamo tutti j, qual 
GiuBitia njuole ^ che ognnmo di lui non debba hauer lal) 
fua parte njguale a quella del compagno ^ E qual /propor- 
tion maggiore da queU'i^ che amano il giuflo :, puo notarfi di 
quella :, che di quefio Mondo tale ft troua^ che ne pofjiede cost 
gran parte:, che non puogouernarla^ e tale^ che non ne ha tan- 
ta^ che vifi poffagouernare. Ma quello^che in tnfinito aggraua 
quefio dj for dine:, e il yedere^ che per tordinario i huoni/i yir- 
tuofifo?io mendici:, glifcelerati, egf ignorant i f acid to ft. Dal- 
la radice dunqus di quejla difugualita de beninafce. Sigmri'^ 

cbQ 



.^34 RAGGVAGLT 

che U rtcco e ingiunofo d pouero , /'/ pouero mmdiofo njeY^ 
Jo il ricco ^ perche de facultoft e propria U Super bia, ^ di 
tnendki U difperatlone, ^indi e che U opprejfioni de Pof. 
tentl contro i deboli paiono cofe naturally e Umala yo/or^ 
td depouen njerfo i facultofi nafie con ejjo loro. Hora ^/a^ 
fientijTimi Signori^che io nj'i ho fcoperta U piaga^ facUco^ 
Ja e appiicarm d fuo medicamento, Tero Jon di parere ^ che 
■ per r if or mar qmfio fecolo non.dtro conjtglio fi trmui mix 
gliore yche njenir ad y^ia nuoua dimjiom di queflo ^iwr 
do :, e che dd ognyno ft dm U fua purte ruguale : e perche 
pm non ft incorra ne prefenti diford'mi^ configlw ^ che per 
tauuemre feueramente ft prohibtfca ilcomperare :,C^d.. yenr 
dere s che cosltragli huornini fi mfl'ttmra quelU fknta pa- 
\ritk;de hem ^ madre dell a puMica pace y Uquale h ^ <t^alr 
trt Legislator} con tantifkdori per lo pajfatoftamo andaticevr. 
fando. ^ .iiU.MK-: 

■^ Lungo tempo fn njentdata I'opmionedi Solone y laqua^ 
le tut to che da Biante ^ da Periandro y e da Pittaco fofj} 
fiimata necefjaria y non che huona y dagli altri nondimeno ftt, 
riprouata.: merce che preualfe it parer di Seneca y dquale^ 
con yimfflme ragjoni fece .capaci i Signori Itutti della Con* 
gregatwne y che quando fi foffe njenuto alia nuoua diuifibn 
'del mo7ido y euidentemente ne feguiua U difordme grandif- 
fimo y che a ghiottoni ne farehbe toccata troppo gran par^ 
tCy ts' at galant'huommi troppo poca. E chey non comemoL 
it haueano pubblicato y la pefle y la fame ye la guerra erano 
i piu fcueri flagelliy co quali iddio adirato foleua affliggere il 
gcnere Humano y ma che U sferza piu crudele^ con laquale 
e^li potcua batter gli huomini y e laquale per fua gran tnife^ 

ricordia 



O jliX J . 



nr" p :d K N A 3 a: >^ > 

rkordU non udoferaux^ erd arricchire t VtUmL^'^ \ 

Kibuttau che fti tof'mione di Solone^ Chtlone funudit9_ 
Yagwnarein quefi^ fentenzd- (^hi dtyot :,fapientijfimi Vllo- 

fofi , non conofceyche I'ardente fete^ che gli huominimoder^ 
ni hanno dell' Or o ^ e dell'Argento ^ ha colmo il mondo de i 
mdh che ^eggiamo ;, e prouiamo tuttl f .^d feeler a,te%zjiy 
qud emfieta y per efecranda che eUn Ji Jia , con facility 
grande non commettono gli hmmini \fer accumular majle 
grandi di danari ^ meco dnnque dnimofamente concludete^ 
tutti, che per eflirpar dd mondo t^itij , daqudi U fecal 
noftro tanto e oppreffoyeper introdurre nel Genere Humano 

-quelU forte dt ruita y che tanto fi conuiene a gli huominiy 
altra Hradx miglwre non fi troua ^ che 'in per pet uo eHer^ 
minar dd mondo i due infami ^e feeler ati me talli deWOro ^ 
€ dell' Argent y che cost ma/icando la Vera cagione dei pre-^ 

fenti difordini ^ di necefita ancora cefferanno i mali. 

Molto Jpeciofo nell'apparen^a fugmdicatoil parerdi Chi^ 

■loney ma quando ft njenne poi all'ajfaggio\y non Hette faU 
do al colpo del Martello delle viti^e ragioni. Terchefu det^ 

'^tOy che gli hmmini con tantifudori acctimulauano I'OrOy'c 
I'ArgentOy perche egli e mifuray econtrapefo ditmte leco^ 

fey e che al genere humano per prouederfi di tutta quelloy 
che gli fa bifog?io y era necejfario hauer qualche met alio y a 
dtra CO fa dt pregio y con laquale haueffe potuto contrcu 
tambiar quelloy che gli era necejfario: e che quamh la com^ 

-moditadeiroroy e deltzArgento git foffe mancatay di altra 
CO fa p farebbefermto inluogo dteff^ laqtiale falend^dipre^^ 

XP con la medepma brama daglt hmmmi farebbe ft at a af 
mata^chehorafacmanQ I'Ora^ c I'Argento^ Came chiara^ 

ment^ 



is^ \A G C 1^ A G L T. 

mente ft erd yeduto mile Indie y doue pm delTOrOyedelCAr^ 
gento y era.no fiimate le conchiglie , delle qualt quel popoli fi 
ferummo in njece d't monetae, E Cleobolo in particoUre y 
in rifiutar queflo parere piii' che molto rifcaldandoft j, coru 
e facer bat ion grande di animoy S bandit e dijje ^ o Signoriy dal 
mondo il ferro > che que Bo e il met alio ^ che ha pofio il ge- 
vere humano nelle prefenti confujioni, L'oro y e I'argentOy 
feruono all'njfo deHinato da Dio y di efjer mifura di tHt- 
te le cofe y cue d ferro y pro dot to dalla Nat ur a per fabbricare 
iruomeri y le njanghey le Zappe yC gli altri Brtmienti ne-^ 
ceffarij per coltiuar la terra > lamalitiay e crudelta huma- 
Tia adopera per fare i^ade y pugnali y 6^ altri iHrumentt di 
morte , ,^^n\ 'v 

Con tutto che njeriffmo foff^ giudicato il parer di Cleo- 
bolo y da tutti i Stgnori nondimeno dalla fongregatione ftt 
conclufo y che non effendo poffibile tor dal mondo il ferro 
fen%a impugnare il ferro y e njeHirfi il Qorfaletto y che im- 
fruden'?:^ grande far ebbe Bata molttpHcar i maliy e rnedi- 
car le pia^he con le ferite. Vnanime?nente dunqtte fu conclu- 
fo y che ft riteneffero i met alii dell'oro y e dell' ar gento y ma 
che a queiyche li raffinauano yfoffe fatto faperey che per I'auue- 
mre haueffero ctira di purgarli bene y e. di non mai leuarli 
dal fuoco ^fin tanto che non ft fojjero ben ajficurati dt ha- 
uer dall'yno y e I'altro metallo ajfatto leuata quella njena 
di termentma y che ha?mo in loro y laquale cagiona y che gli 
fcudi di oro ^ c le monete di Ar gento ta?ito tenacemente fi. 
attaccario nclle mani anco dcgli huomini dabbene. 

Ghiefio detto con flraordinaria graaita cos] comincw Pit- 
taco. Il Mondoy dottiffimi 'Filofofi^ e caduto nelle deploy ande 

mifcriCy 



» / T A R N A S 0'. 3 37 

mlferle ^ ddle qudi tanto ci forzjamo folleuarlo ^ folo per-^ 
the gli bmm'tni modernt banno Ufciato di far i yt^ggt loro 
per 1(1 sir Ada. bxttnta. delU Virtu, ^e ft fono incammi'aati per 
quelLids' ^itij ^ co' qtidli in queflo fecolo corrotto pttt fA- 
cikncntQ giungono ad ottener quepremij y che folo fi detto^ 
Ko (tlU VirtPf. Le cofe^ Signori j, fono ridotte a fla.to di mU 
fena, tale ^ che nelU cafx delle dignitadi j degli honori y s 
de prernij j, 7zlHno piii (come fi fdcenagia) entra perU por^ 
ta del merito ^ e dJ njirtuoft ftidori :, ma a gmfa di ladrifa^ 
gliono per le finesire colle fcale a piro delle bruttiffimz^ 
tergiuerfatwni : e tale fi troua^ che con la '-violenza de'do- 
ni :, e colU for^^ de fauori fine ha fcoperto tl tetto ^ per. 
entrar nella cafa degli honori . Se njdete riformar queUo 
no sir fecolo tanto corrotto ^ njiolentate gli hmminii a 
^tteHoe il paj^er mio ^a camminare per la Brada delta Vir - 
tw^e con leggi feuere comandate ^ che chi y ml fare il fati^ 
cofo f-uiaggio ^ che conduce gli huomini a confeguir i premij- 
honorati delle dignitadt fupreme y debba incamminarfi cot 
Trocacclo del <^lerito ^ e con la ficura fort a della Vtr^^ 
tui y e leuate dal mondo tante fortatoie ^tante sirade tra^ 
uerfe y tanti njiottoli j e tante fmoz^toie ^ che ^i hann9 
faputo inuentar gli huomini ambitiofi ^ e quei mode^^ni Hi-- 
pacritoniy che in que^o noHro miferabU fecolo pits' ejfend^ 
moltiplicattjche le loct^fie di Affricajoanno attpefiato I'ynluer- 
fo. Che certo quale fcorno maggiore pub farfialla Virtu ^^i^ al 
MeritOjche a'cder nj7io di quefii tali poffeder le dignitati pm 
principalis fenzjt che altri pur fappia immagmarfi la Brada, 
che egliha tenutoper cenfeguirle f Ondecon molt a ragione Bi- 

V u mane 



3]9 RAGGVAGLI 

mam mo/tiy che yt ftdnogmnti con que IT arte Magica delThU 
focrifia :, con laquale que Hi Zoroa^ri ajfafcinano ^ incan^ 
tana ^ e maliano gli ammi de Prencipi ^ ancor che grande^ 
rnente fagacu 

Sornmamente ammlrato ^ non che lodato ^ da tutta Icu 

Con^regationefu II parer di TittacOy e ficuramente come Ec-^ 

cellentifftmo farebbe fiato approuato ^ fe Periandro non ha^ 

Meffe Yiuoltatt gli animi di quei Fdofofi gia. rifoluti : per-^ 

che quefi'huomojingolare yiuamente opponendofi al par ere di 

cost gran F do/of o^ cost dtjje. Il diJordine^Signorh ricordato da 

Tittaco e yerijjimo: ma per qual cagioneiPrencipi tanto ocula. 

tiy O^ interejpiti negli affari degli Bati loro in quefla no^ 

^Hra eta lafcino di dar (come faceuano gia) i caricht grandi 

ai foggetti '^irtuofi ^ e merit euoli ^ dal feruigio de'quali ri^ 

ceuono <utde ^ e riputatione ^ ifj in luogo loro ft feruino di 

figgetti nuoui ^ fufcitati dalnjd fango ^fen^a meriti diyir* 

tu^e cojk che intimamente deue ejjer confiderata da noi • 

Voi fxpete^Signori^che in tanto e fdfa I'opintone di quelli^ch^ 

dicono y ejfer cofa fat ale a Prencipt innamorarfi delle carogne^ 

ene'carichipiuprincipali feruirft di foggetti immeriteuoli:, the: 

per qual ft njoglia ^de intereffe degli Stati loro difprez^-^ 

Zjino ifratelli ^ efino incrudelifcono contro i proprij figlmoliy 

Tion che ft perdino in fouerchiamente amare i Seruidori loro 

in cofe^ y nelle qufiU Ha poHa la fomma degli Stati loro .. 

V^ioperanoy Signori^iPrencipi a. cafo^ come molti fciocca;^^ 

tnente eY<edono ^ne (come facciamo noi) nelle attwni loro ft 

iafciano guidare aalle paf^ioni delTanimo ^ma ogniloro ope-- 

rations e mtereffe^ e quelle cofe^che a priuati paiono erro^ 

ri,(^ 



^ I p A n. N A s o: T39 

r/ :) C> ofcitationi fono accurdte'!:^ ^ (^ eccellenti precetZ 
tiPoliticl Tvttti queU^chehanno firitto cofe diStnto^ lihe^ 
ramente confejjkno^ il primo Hrumento per ben gouerrmri 
^gnt ejfere conferir i gradt ^ e le dignitadi fupreme a gli 
huomlni di merito grande :,e di conofciuto rualore^ . ^ue^ 
flo fondamento e notijjlmo a IPrencipi ., e chiaramente rue^ 
dendoft ^ che non tofferuano ^ e bdordo chi ft da a. crede- 
re y the Iq facc'ta72o per trafa^raggine. Jo^ S'tgnori yche lun^ 
go tempo.ho fattd riflejfione fopra partkoUre di tanto rU 
lieao J fon njenuto In qt^efta ferma creden^ y che gl'igno^ 
Ttinti y gli huomini nuoui ^ e di niun merito da Prencipi 
nelU colUt'ione degli Ojficij grandi y delle Digmtadi pii^ 
principali fteno prepoHi a i figgetti Letteratt y e merite^ 
uoli .y non per difetto de Prencipt yma^ wi arrojpfio dirloj 
per ijitio de Virtmp . Confejfo con ejfo njoi y che i Pren-^ 
cipi hanno bifegno di miniftn Letteratt y e di Berimenta,^ 
to rualore y ma nmno di njoi mi neghera y che anco fom^ 
ma necejjita non habbiano deUa Fedelta, Et e cofa chia- 
ra y che fe gli htiomini meriteuolt y fe t MiniHri di ^alo^ 
re cost a Prencipt loro riufcijjero fedelt y come fujficienti , 
cost grati y come njirtuop y che noi non ci dorrebbemo del 
prefente difordme di njeder gl'immtriteuoli Nani in quat~ 
tro glorni diuenuti Giganti ^ e non piangerebbemo lame--^ 
ramglia di ijeder le nuili cccoz:^ in brieue tempo formon- 
tate fopra i peri y e feder nella cattedra delta njirtti' I'lgno-^ 
ranz^ y nel tribmiale del galore I'lnetticu . Lo Himar it 
proprio njalore y tl fuo merito il doppio piii del yero pre%^ 
%Oye njitio comune a tutti gli hmmini y ma tanto grande 

V n 2 in^ 



j^s t. A G G y A G L 1 

h particoUre e !a prefmtwne.cbegli huomlnl Vtrtuofthdn^ 
710 di loro fiep^ che colte dignitadi conferiu loro fino fre^ 
t€7idono di pm accrefcere U nputatlone del Tre^^cipe , che 
di efferhonorati dalla munificenzji di Im ^ e molti ho o^e- 
duti coslhmttamente gonfi:,^ innamorati del nj^Ior pro^ 
prioyche fino hanno ftimata bentitudine maggtore delFren^ 
£ipe toccdfione s che ejji hanno hauuta di honor ay i loropa.- 
y/j che felicita prcprta I'ejjerfi Mattuti in njn ^^renci-^ 
^e iibemle . Di maniera tde :, che queUi tali le grade ^ U 
Jt^nitadi ^ € le grande^Tie conferite loro folo rtconofcendt^ 
-dd propria mertto :, ne' bifogni maggiori de ^rencipi lor9 
lencfattori fmo riufciti cost poco grati y che di- loro Bejfi 
hauendo mojfo naufea grande ^ come huommi pieni di fom- 
fna perfidia fino abborrttiy O^ hanno cagionato il prcfie7itc 
grandijfiimo difiordine ^ chei^rencipi in quellf:>chenjoglio^ 
7ia efialtareai caricbi fiipremi ^ alle dignitadi maggiori , /'» 
luoeo del njalore ^ del merito ^ e delta rvirtw conoficmtcu 
cercano Ufiedelta, la confidenza ^ per hauer ne bifiogni lo^ 
ro gratitudine : beneficio che piw [icmamente fiperano confie- 
<'mr da quelli ^ che prmi della pretenfiione d'ogni merito pro- 
trio ogni loro buona fiortuna riconoficono dalla mcra libe— 
ralita del Prencipe, 

Non cost toSlo Periandro pofie fine al fiuo dire:, che Bian- 
te fiauello in quefia guifia. Niuno ft troua tra noi^fiaggiSi- 
gnori , che bemf^imo non co7iofica ^ che il Mondo tanto fi 
€ deprauato ^ folo perche il genere humano sfiacciatijfima-" 
mente ft e partita da quelle leggi fiantifiime ^ colle quali il 
grande Iddio gli diede U [iariT^ delTynmcrfio per fiua /;*«- 

bitatione^ 



B 7 P AXN A S d. 34r 

litatione : ne per altra cagione egli pofc i Vrancefi nell-u 
Francia^ git Spx^nmli nelU Spdgna :, tTedefchi neW Alcmci^ 
gna :, e lego il bru^tto DiAHolo nelt inferno ^ che per benefi- 
cio delU perpettdr^ pace ^unmerfde ^^ che yolena^che regnaf- 
Je tra ttitte le nationt deW^unmerfo . ^ia poicbe I'Auari- 
tU^ el Ambitione (siimoli che femprehimno tirati gli hm^ 
mini d precipitio delle piit^ cri^deU fceler<xte7:^) condujje i 
Vrnncefi y gl'ltdiani ^ i Tedcfchiy i Greci^ e le dtre natio- 
m n pdjpir nelle Promncie dtrui ^ nacquero que mdi y che 
noi (e piaccia, a Dioj che non fia indarnoj ccrchiamo di me^ 
dicare. E fe quello e Vero j> che confej^mmo tutu j che il gran- 
de Iddio niunn cofn hMict operato indarno ^ an';{i fe ogni 
operation dilni ha mister Ij grandffimi ^ perchenjolete njoi^^ 
che fua Dmina Mae Ha tra gli Spag?iuoU 3 0* i Fran-T^fl 
habbia fabbricati gli inaccefjimonti^Pirenei ^ tra gfltalianh 
€ gli <iAlemanni le Alpi fcofcefe ^ trai Fran'^fiy e gl'Ingle^ 
ft lo ^auenteuol fafiale dFnghdterra ^ perche tra I'Affri-- 
ca^t e t Eur op a il ^^ar Mediterraneo :, perche i fiumi lar- 
ghi deW Eufrate j> deWlndo ^ del Gauge ^ del Tigre^ del Da^ 
niibio, del Dido :, delT^no^ e^* altrh eccetto perche per la dif- 
fictiltA de' pafi y e de' Traghettt le Nationt ft contentajfe- 
ro di habit ar la flan%^ loro? E perche la Maefla dmina be^. 
mffmo conobbe ^ che alThora ft farebbe fconcertata I'Ar^ 
monia della pace njnimrfale ^ ^ che airhora il Mondo 
Infuttamente ft farebbe empmto di rnali immedicabiU ^ 
qnando fofjh feguito il di for dine j, che la sfacciatez^ de-- 
gli huommi haueffe trapaffati i confini fabbricati dalla fUa 
dmina mano , per grandemente diffictdtar difordino^ 
$ ant import ame ^ dl'dte?:^^ 0* d prscipitij horren- 

diffimi 



342 1('A G G V A 6 Vr 

'iifimi de Monti y alia larghe'^^ y e rapidez^ deFiumil 
all'immenftta de Mari aggiunfe U moltitudine j e njo,.^ 
rieta de li^gt^aggi ^ che fe altramente foffe ^ coft gli huo^ 
mini tutti njfarebhono la lingua me deji ma y come gli anu 
mali tutti della medefima ^ecie cantano ^ '-vrUno ^ e mag-^ 
^tfcono nel modoHejJo . TPoi che dunque tardir_ humano ha 
forati i Monti ^ e non folo ha pajfati i piu precipttofi ^ e 
larghi Fmmi y ma fino e arriuato alia temerita di por in^t 
manifefio perkolo fe Jiejp) y e le fke foflan%^ in njn pic— 
ciol legno J, e con ejfo non ha dubitato di njarcar tmmen^ 
Jo Oceano ^ e fucceduto il dt for dine grauiftmo ^ che i T^o^ 
mani antichi ^ per tacer le altre infinite nationi j, che han^ 
720 commcjfo la medefima temerita:, con non ejferfi faputi con* 
tentar del dominio di tutta Italia ^ hanno rouinate le co^ 
fe altrui ^ e fconcertate le proprie, Jlnjero rimedio dun-^ 
que di tanto difordine e ^ njiolentar prima tutte le nation 
7ii a ritornar alle patrie loro : (^ ajfine di a^icurarfi ^ che 
per lo tempo auuenire piu non fuccedino i tnedefimi mali > 
fon di parere :> che ajfatto ft demolifchino i ponii fahbricati 
per la commodita di yarcar i fiumi^eche ft ruinmo lefira- 
de :> fatte per paffar i <^tonti ;, iquali dall'induHria degli 
huomini deuono cjjer refi pm maccefihili di quello ^ che fono 
ftati fahbricati dalla Nattira:e dico che fotto crudJuJjim^^ 
pene Ji prohtbifca la nauigatione :, fino al termine ^ che ad 
alcuno ne meno fia lecito fabbricar picciole harche^ per yar*- 
care i finmi. 

Con fir aor din ana attentione funjdito il p^irer di Bian* 
te J // quale mentre dagl'ingegni grandi della Congrega-- 
tione fottilmente fu efaminato ^ fu trouato ?ion cfiir buono: 

merce 



D 1 "T A R N A S 0. 34s 

pnerce che conobbero tuAti qnei Filofofi ^ che gli odij ^ an- 
cor che Intenfi ^ che ft ^eggono regnar tra le natloni di- 
uerfcj, non (come molt'i fcioccamente hanno fubblicato) Jo- 
no na,turdl:imci cagtonnti per gli artificij de' Prmcipi^ya' 
lentijfimi maeftn nel faper praticar U tritd fentenzj> del 
diuide , & impera :, e che in tutte le natiom njnite infie- 
me trouandofe qtielU perfettione di coflumiy che non Jiyede 
nelle partkoUrt j, con U peregrlnatione del mondo dtn fa,- 
cdmente ncqvciflcLuci queUd efattn pruden%a j che folo ft tro- 
uonel grande Vlffe y perche hauendo camminato molto pac^ 
fe 5 hauea yediiti ., 6^ offer uati i coUum'i dm finite natio- 
ni : beneficio che con commodita grande fi confcgtiiua dali* 
njfo dellcL namgatione ^ anco per que Bo neceffarifjima al 
genere humcino. Perche hauendoU Maefla, di T)io y come 
bene p conueniucL airimmenfita dellci fun potenza ^ creata 
-que Ho mondo di gra^ndez^ quafi incomprenftbile ^ (C^ ha- 
uendolo empittto di cofe pretwfe :i (^ ad ogni 'Prouincicu 
hauendo dato qualche dono particolare ^ la nauigationej^ in^ 
uentione maggiore yche habbia faputo efcogitare ^e che pof 
fa efercitar fingegno humano j, talmente lo rendevoa piccioloj 
che gli Aromati delle ^^lolucche ^ ancor che lontani per piti 
di qmndici mda miglia^a gtltalianinondimeno ^per la copia 
grande che ne hanno. 3. paiona nati ne giardim delle cajl^ 
lora»..\\^vM , 

Coji hebbe fine il parer di Biante ^ quando Cfeobolo le-- 
uatofi in piedtypoi che con njn molto profondo inchmo ho- 
nor ando i Signori tutti della Congregatione parm ^ che da, 
^ff p%li^ff licenza di dire :, parla in quefafnten^.Chia- 

ramen- 



S44 t A G G F A G L f 

ramente m'mueggioj fapienujpmi Signori ^ che U RifirmA 
del prefente fecolo negotlo ferfe Bejjo fdcilifjimo , dai du 
uerfiy e Hrauaganti pareri noflrl pu toflorrjien refo im-^ 
■pojjibile y che difficile. E per parUr con quell d liherta, che 
e de^nd di que Ho Imgo y e del negotio grauiffimo ^ che hab-* 
hicimo per le rnani ^ mi crepa il cmre di fcoprir unco iru 
voi il comun difetto di quegl'ingegm ambit iofi ^ e leggieri, 
che fdendo ne pubblici pulpiti co i lore nmui , e curio—. 
U concetti piu ft affaticano di altrui moBrare U belle?^ 
degl'mgegni proprij y che con materie ytili^ e con dottrine 
fodej yoglino giouar a quellt ^che ajcoltano. Perche pertrar 
dd fango de' njitij il Genere humano ^ ne I quale bruttamen^ 
te egli e caduto ;, a che propoftto nel petto degli huomini fi 
deue far la manifattura tanto pericolofa del fine fir ellino y 
che ha configliato Talete f E per qual cagione dobbiamo noi 
intraprendere I'imprefa laboriofijfima di diuidere il mondo 
in parti y^uali^ che ha propofla Solone : Et d partito ri~ 
cordato da Chilone di sbandir dal mondo VOro ^ e I'^r- 
gento y quello di Pittaco di foT%ar gli huomini a camminar 
per la ilrada del merito y e della njirtu ^ e I'njltimo di 
'^iante di yolere y che fi al-T^no i Monti y e che f rc?idino 
piu fcofcefi dt quello y che gli ha fabricati la Natura y e che 
per tauuenire ft cfiermini del Mondo dmiracolo dcllanam-^ 
gatione ylaqual fola hafatto conofcere alle gentiy quanta fia 
I'altcz^a deU'mgegno humano y non fono eglino concetti fo- 
fifliciy c^* ajfatto chimerofi ? La confideratione mag^iore ^ 
^ che deuonohauere i KiformatorinoUn pari (come fa che fa- 
pete tmti) eyche ilrimedioyche altri yuol applicare al male df 

njitiiy 



"^^t'P A R n AS o: ^^f 

roittj )che f deuono eftirfar dal Mondo yfta facUe adefferi. 

fofio in atto frattco:,cbe freBo:>fecretameme^e fenT:^ Bre-* 

fito fa.au teffetto fuo^ e che con ammo allegro fia accetta^ 

to da quelliy che denonoejfer riformati : che con operar di^ 

uerfamente da que Hi precetii ch'io dtco ^ an'^ fi difforma^^ 

che ft ^iformiil ^iondo , E certo con molt a ragione^ poi^ 

che fommamente blaftmMo farebbe quel Medico ^ che alTm^ 

fermo ordinajje medicamento mpoffibtle ad efferepoBo irut 

rufo^e che pm del male trauagliafse I' infer mo . ^mndi e 

che debit Bret tiff mo de Kiformatori prima ^ che fcoprirc 

la piaga de yitij altrui ^ e di prouederfi d.eUa ficura ricet-^ 

ta per medicarla $ efftndo degno di feuero caBigo quel 

Chirm go ^ che prima apre la ^uena delfinfermo^ e pot cor^ 

re per U cafa cercando le pe^^ per fafciarla : perche nojij 

folo fomma imprtiden7^v y rnaempieta grande e con lapub-^ 

hlicatione de T^itij altmi infamar gli huominiy e moBrare 

al Mondo ^ che i mali fono crefciuti a tal colmo ^ che opra 

Humdna piw non puo medicarli : e pero d gran Tacito y if*. 

qitale appo quelli ^ che lintendono bene yfempre ha par lata 

bene ^ m queBo partictdare confglia ognuno ^ Oniitcerc 

potius prxLialida, & adulta vitia^ quam hoc affequi^ \,^,^^'% 

vtpalamiiefetquibusflagltijsimpareseflemus. ^eiSi* gi« Aaa-^ 

gmriy che njogliono atterrareyna ^uerciaannofayfciocai-' ^ ' ' 

mente f configliano ^ fe con la for fee njanno tagli^indo U 

piii alte cime de Ramis i figgi i come hora faccioio ^ pon-^ 

gonotaccetta alia radice maggiore SDico dunque ^ che laRi^ 

forma tutta delprefente fecolo fta poBa in qtiefie poche parole^ 

FKEMIAR I BFONI, E IPFNIRE GLI SCELERATL 

^ut tacqm Cleobolo^al parer del quale casi n^fiolente^ 

Xx ments 



"s^s KAGGVAGLl 

mente fi oppofe Talete Mllefia y che euident entente feceZ 
comfcere ad ognruno ^ quanta pa cofa pericoloja y anco con 
la t-verita ^ offender quelle per fine ^ che yiuono net credit 
to delLi bont£L ^ e delta pruden-7;a y perche tutto infocata 
net ijolto proruppe in que fie parole * 

Et io y € queHt altn Signori ancora:>fapientiJJima Cleo^ 
holo 3 pokhe come fofiHici ^ e chimeroft hauete fcher?2iti i 
pareri noflri ^ dalla rara pruden^^ njoBra a^ettauamoy 
che per curar tinfermita. de^ prefentimalij. dalle Jndieha-- 
uefle portato qualche nuoua y e miracolofo IBel'^^ar^ quan- 
do per la piu facde hauete propoBo d piu ^ non dico d'lf^ 
ficde y ma mpojjlhd medicaments :> che haucjfero potutach't- 
merar tnaii fupremt IPrencipi delle piu curio fi carote Ca^ 
ia ^linia^ ^ Albert a Magno. Non fi truoua alcuno- tra 
mi J Cleohulo. mia y che prima che foffi ricordato da <-uoi 
benijpma non fiapejfi ^ che la Riform.a deltZJniuerfi tutta 
dipende dal premiare i huoniy e dal cafltgar t trifiyi : ma lo-- 
domando a ^uei j quali in quefto noflra ficolo Jieno i per-^ 
fitti buoniy quali i yeri tnfit y e njmreifiapere^fe tacchi'&' 
njoflro fiorge queUo > che fi?i hora. non ha mai conoficiuto: 
altr huoma yntente ^ di fiaper dificemere la ijera dalla. 
finta honta . Nonfiapete njoi y che gli artificij degli hipo^ 
criti maderni fin giunti al colmo di tanta perfettione' >. 
che in quejia noflro infiticijjlm&' fiecola quei fima i pm fink 
fielerati y che altrui paiona piil perfiettarnente huoni I e che: 
quegli huomim affatto verfietti y che yiuona con ^na fin^ jl 
cera fich:ette%^ di anima ^ con.^ma bonta fiii^^ fiuco^fien^ 
Z^fiallacia y e fien^ artificio alcuno d^ Hip acrifi a yfina ri^ 
put^ti fiamdalofi y ^ huomini di ijita rdafsata I Ogn 



7) I "P AKN A SO. ^irf 

njno Cleoboloper inBinto di nutura, amn i bmniy efomm& 

t)iio fort a 4 gl'i Jceleratis ma i Prencipi s ^ per iflinto di 

natura y e per inter efse : e quando gl'Hipocrhi ^ e gli altri 

furhi jini ^ da, gli huommi grandi Jono efaltati 3 (^ i luo- 

m opprejji ^ njdipefi > non e per clettione propria del 

Trencipe j, ma per inganno altrui . Solo da T)io la <T^era 

bonta e eonofciuta ^ epremiata^ i njitij fono fcoperti ^ e 

puniti y perche egli folo penetra nel cupo , e profondocmf 

delle per fine ^ (gjr ^neo not col rimedio del fineBrelli^ 

no propofio dame ui hatirebbemopenetfato.^fi I'inmico de 

gli htiominiin queHo campo ^ net quale io hamnagettato il 

grano di cosl bmn ricordo ^ non hauejfe fiprafeminata U 

jLiz^nia. Male Leggi mwue yancor chejante j e bmnJt^^ 

Jempre fino Bateye mai fcmpre far anno impugnate daque^ 

yitiofi y che da ejje njengono puniti ^ e lartificto de gli Hi*- 

pocriti di rimediar alia njergogna priuata fitto colortS 

delta edfitti pubblica cost tome non eominciay cost 72071 fot'*' 

nira bora* ■ 

Jncredibile fiddisfattione alia Congregatione diede-^ 
TO le ragioni addotte da Talete y laquale perche tuitdj 
rimlfc gli occhi njerfo ^eriandro y egli y come fi con quelT 
atto gli hauejjero comandato yche done fie dure il par er fuOy 
cost comincio . La diuerfita de'' pareriy che fin hora ho ydi- 
ti da njoifapi€7itiJjimi Vilofiofiy mi ha corfiermato nell'anti- 
ca opinion midy che i-quattro quint i de^tinfier mi muoiono y 
perche il mal loro non e conoficiuto da Medici y iquali negli 
err or i loro fiono degni di ficufia y perche altri fiacilmentt^ 
singanna in quelle cofiyalla cognitiofie delle quali cammmd 
col piede della congettura* Ma. che mi y che dalta ■?Aae^'^ 

Xx 2 fta. 



'349 RAG O V A G L T 

^'fta di Apollo ft amo fidti gmdicatl tl fale della terra:, net- 
la cura deirinfermo fecolo prefente non fappiamo rve-' 
tilre m cognlt'ione della yera cagiom del male ^ che taggra- 
-ua :, tanto maggior njergogna ci arreca ;, quanta tl male y 
che dghblamo medicare non e afcofo entro le yene^ ma cos\ 
e patente y e manifeflo ad ogn ^no ^ eh' egl'i Bepo ad ah 
ta njoce ch'tama I'a'mto de' medicament i delle Kiferme: c: 
fur fin hora con la njarieta di tantl pareri , che k ha 
^z^diti da yo't y par mi y che yogliate medicar il hraccio fa- 
710 in '^ece del petto infiftolito . Ma Signorl m'le't , pol^, 
che Qosi yuole il comandameiito di oApolIo y cosl ci njio-^ 
lenta la noflra riputatione y e cost ricerca da noi la cari-^ 
't^ y cl^ dohhiamo hatierenjerfi feta noflra tanto afjlitta ^ 
leuiamoci y nji priegOy dal rvolto la mafchera del riij^'etto > 
€be fin hora yi habbiamo^ portata tuttiy e pArliamo libera^ 
Sempre tra gli huominl ha regnato il difordine grautjfi-^ 
wo y che tanto domin a di prefente y e che piaccia aila^^ 
Mae [I a di ^io y che anco non (la per regnare nell\\uue-^, 
nive y che mentre gli huomini potenti y cot <^it^ loro de~ 
teftandi h anno fconcer tat o il huon njiuere del Gmert^ 
Humano con U ynmerfali B. forme y foi fi ccrca ?^iordi^ 
varlo cmendando i dfetti de' priuati . Ma non fonay 
4,ncoY che io. lo co?2fcJftymali gram y le falfitadty le ana— 
ritie y le Superbie y e le Hipocrfie degli huomini priua- 
it y i rvitij > che tanto hanno deprauato feta nofird y per- 
che le leggi fajitijjlme ad ogni delitto y ad ogni brutta at^ 
tione altrui hauendo poSio pene graui y il Genere Hu- 
mano cosl 'ubbidiente fi njcde njerfo le leggi > cosl timo- 
rofo della gmHitia y.chc fochi minifiri di lei fanno tre^ 

mure ^ 



mare ^ e ttngom a. ' freno t milwrn degll hmmini :, e neL 
U pice fi rzj'iue con tmtci trAnqmllita y che il riccQ,fen2ia 
fuo gvduijfmo ferkolo , non pm oppr'mere il pouero ^ . @r 
egnrvno con I'oro fioferta in mmo ci}sl di gwrna ^ come 
di none ^ unco per le pm foltefotefte :, non cheperlepuh^ 
hlliche Brade cummina, [icmyo . Ma le pericolofe tjifcrmita, 
del Mondo mamfeHamente fi fcmprono aWhara ^ che U 
ptMlica pace fi altera ^ onde fiamo for^ti confejTar tat- 
ti :> che I'^nhitione ^ I' ^tAuaritia ^ e la dubolica Hipo* 
theca fpeciak:, che la Spada.di alcuni Trenctpi potenti fiha 
rufur^ata fopra gli Stati di chi me?2o puo :, e la vera pie- 
tra degii fiandali j che tanto trauaglia U frefente Seco- 
la, ^eHa, Stgnori,haemfmto il Mondo di odij , di f&A .u.:.r 
S}em., etkt hmttato di tanto 'fangue , che gli hmmmi^ 'I'rmV.ts 
creati dalla. Maefta di T)io con run cuor humano ., comnjn *" 

genio cimle yfoho diimimi crude lijfime fiere y che tra ej]l 
cm-ogni forte di immanita ft ddaniano . Merce, Signon ^ 
che tAmbittone di quefti ha cangiata la puhblica pace ui.* 
njna. cYudeliffima guerra ^ U Virtu ne Vitij , la Car it a, 
e I' Amor del proffimoinOdij tanto inte^lnhche donedLeo^^, 
ne i Leoni tutti paiono Leom^folo a gl' Jnglefi:, lo Sco^e/e, 
a gli'^Alemannil'Jtaliano.agli Spagnuolt UFrancefe.a 4'Ita- 
liani/^lernannolo Spag?molo,ilFrancefe,(^ ognaltro Bra- 
mere , non hmmmt , non fiat e lit , come fono y ma paio- 
no animali di altra ^ecie. Di maniera tale .y che per l'me-\ 
§}lebile ambitione deglt Imomini potentt dalU forz^a brut- . 
tamcnte efendo fiata oppre/aJa Giu/litia y il Genere Hu- 
mana nato alleuato , e lungo tempo rziijfuto [otto il go- 
mrm d[ fiintijfim Lc^t , bora fimmmte imrudelito^ 

contro 



3 so K A.G V.A L I 

imtro fe :, nj'm£ col fiero inHmto delle Fiere dl op-^ 

frimere chi mem fuo. Il furto :, Signoriydelitto fopra 

tutti gl'i altri feeler mffimo e tanto perfeguitato dalle^ 

leogt ^ cbe folo commettcndofi in run ymuo porta fe^^ 

€0 U pena capitale , e che tanto mfdrnn chl lo commet^ 

te y a tanto, cectta U feeler ata Ambitione dl Regnare ha^ 

condotti gluhuommi potenti , ebe U ruhare con ogni 

forte dl perfidui gll Stati Mtrul ^ non rlbalderla ejfe- 

crandd ^ come njeramente ella e j, ma Blmano melitere no^. 

bd'iffimo :, c folo degno di^} : e lo flejfomaepro delle Poll- 

tic he emp'tet.l Tacit o y per cat t mar ft la huona gratia de 

Frencjpi ^ non ft e njcrgognato dl pubhlicar al Mondo^ che 

Tacuo In fumma Fortunaid ^xquius^quod valid i us , & fua re-^ 

«'• xv.de . . , ■*,-*. . , 

siiAnna- tinere priuar^ donuis , de aiienis certare regiam Jau* 
dem cfle . ^c quellofaplentlffiml Slgnorh ^ n^ero ^ che nje-. 
rlffimo confeffano I Volltlcl tutti^ che ipofoll fieno Sclmmle 
de' Principle come Intantlyitij dl quelyche comandano^ylr- 
tuofamente faprnnno njiuer quletl quellh che "vbbldifcono ? 
Il torre :,Sl^norty n;n T{egno -ad njn Prencipe potente e 
negotio graue ^ che non puo far ft da ^run huomo folo (e no- 
tate quanto la fete del dominare pm In njn anlmo ambl^ 
tiofo ) per confeguire d fine dl cost brut to Intento ^ ha?2^ 
no jatta njna raunan^^ dl huomlnl armatt ^ Iquall ac-- 
cm non temlno la njcrooma , che altrul arreca.s // ru- 
hare le facultadl del fuo fratello j I'arnma^^re gll huo-^ 
mini:, e tabbrugglarele Clttadi ^ II nome njergognofo dl 
iadro hanno conucrtito In quello dl coragglofo Soldato ^ 
quello dl felerato laclrone m njalorofo Capltano . E quaU 
loy che aggreua tanto d for dine ^ e ^ che per dlfendcr gll 

Statl 



DIPAKNASO. iff 

Stdtt froprtj dalla rapaclta di quefte Harpie^ anco i Pren^ 
dpi hti'Om fono Hati for^ti precipitar ne 'medefimi incon^ 
uenienti : percbe qtieHi e per afjimrar gli Stdti. proprij , s 
per rip et ere le cofe rebate loro ^ e per njendkcirft dehx- 
dri y da qaali fono ^ati (^fifiy hanno occupatl gli Stati to^ 
ro y onde dlettatt dd gunda'^Tio anco eljiji fono. dat't a quel 
medejimo njergognofo mefiicre di rubare gli Stati al com^ 
fagnoy che prima tanto haueuano in horrore . T>!jordinej, 
che ha cagionato ^ che I arte dello ^ogltar altri de ftmi Re^ 
gni e ditienuta fcien%a pregiata ^ e I'ingegno ?2obiliJJimo> 
humano , nato per coritemplare ^ e per ammirare i miraco- 
li de' Cieli ^ e le maramglie dell a terra ^ tut to ft e ap^ 
flicato in inuentar machmationi ^ e ftratagemmi per fab^ 
bricar tradimentiie le mani fatte per coltiuar la. terra y che: 
ne pafce ^ in ben fkper maneggiar le armi per amma'^r^ 
ci tnfieme . J^uefla j, che io nji moHro y e la piaga tan-^ 
to fetente y che quafi a morte. ha ridotta il Secol noHro 3, 
(gjr /"/ y^era medicamento per rifxnarla e ^ che i Prenctpi y 
che attendono a. quesii mefiieri ^ ft. cmendino ^ e fi con — 
tentino della grande.7^ della. prefente. fortuna loro y che 
certo parmi cofa troppo fir ana y che ft truoui tal Re y che^ 
nan pub, quietar I' ambition fua ^. anco con tajfoluto co-^ 
manda y che. ha fopra yenti mdiom di huomini * I Pren- 
c'lpiy Signoriy come benfapete tuttiy dal grande Jddio fon(h 
flati inslituiti fipra la terra per beneficio: del genere Hti^ 
7nano . Pero nen folo dico efjer bene y. che fi ponga frena> 
air ambition e y che i "Prenctpi hanna dt: tor gli Stati al--^ 
tfuiy ma flima cofa necejptria y che fna daW njltima^ 
radice Ji tolga thipotheca ^eciale ^ che ho. detta y ch& 

preten- 



s;2 K A G G V A L 1 

fretendono alcmi.cbe ia Jpdda loro hahb-mfopra tuttigli Sta-, 
ti.oue ella puo ^ e fopra tutte le cofe, conjiglto ^ che fi ii^ 
miti la grande';!^ de Principati, non epndo fojfibile , che 
T{egnlfouerch'iamcnte gmndi y fieno gouernciticon qudlcu^ 
ejltta ddigen%A .^ e hmni giuBim y che ricerca il blfogno 
de Vofoh :> e che i Prenc'tfi fono obbltgati che mdi ft tro^ 
uo Monorchia fiuerchUmente grmde ^ che per iidifordmi 
della irafcurntezxA :> c delle negligen%e di que lit, che le ga^ 
-uernano in poco tempo non precipitaffe , 

J^l Fcrkndro pofe fine d fuo dire , qmndo Solont^ 

cost gli fi oppofie . La njera cagtone ^ Periandro :, de pre- 

fent't mall ^ laquale con molta liberta di lingua e ftatcu 

ricordata da te , da not ^ non per ignoran:^a y come forfii 

credi , ma e ftata ommejfa per pruden%a . ISlon coil tofio 

il Mondo comincio a popolarfi di huommi , che nacquero i 

difiordtm ^ che pttr hora hai addottt j, che chi meno potcua 

era opprejfio da chi hatietia forza maggtore : e tt4. fit , 

che tl rendere la luce deglt occhi a cht e nato cieco non e 

cur a di Medico accorto. Dico quefto per che il medtcareyn 

occhio infermo , (^ il riformar i trafandati coHtrmi de 

gli huommi cammtnano di pafio part : percioche cosl come 

taccorto Medico lo 0efio pnmo giorno ^ che njcde l'oc~ 

chio offefo dal male lacrimare , pon mano a fare i lacciy ad 

or dinar icauterij , (^ e forzato lafctar I'lnfcrmo guercio ^ 

quando I' occhio cfimdofi chiufio , egli e flato tardo a 

chieder rimedio al fuo male s cost i Riformatori la Beffa^ 

prima hora ^ che tru gli huomifii njeggo7io introdurjt ab^ 

tifo alcuno , con feuert rimedi-j detiono opporglifi : 'poiche 

come prima i ^'itij ^c le cor rut tele hanno pigliato picdc ga- 

giiardo 



i:) r 'T A R N A S 0. „5ri 

glUr^a pm figgio conftglw e' toHerdre il male ^ ^dlt con^ 

pericoio di cagionar inconuenientl peggiori intempesi'ma-^ 

mmte cenar di curarlo ^ pm f^ricolojk coft ejjendo tagliaP 

ad ojm '-una ?iatta iTmecchiata y the brutta a toller aria ^^ 

Oltre che not fiamo a^m per rkordare f a?jco con mode flia^y,, 

i difordmi de prmat'i j per tacere ^ e feppell'tre i difirdmk 

de Principi ^ de' quali ^ ch'i e faggio. ^ o ragiona bene y 9 

tace , Merce che non hanendo ejji In qmHo ^londo Su^ 

pcriore alcmio^la Riforma loro tutta fta poUa m mano di 

\L)io y a qU'di egli ha dato la prerogatma del comandare ^ 

(^ o- not la gloria delfyhhldWe . Ecerto con molt a Taggio^ 

ne :, poiche i ftidditl folo <:Qn U bmna ^ e fanta ^ita lo^ 

ro deiiom correggen i d'lfetti di chi li domina : per che. 

il cuor de' Prenctpi ftando nelle mani di Dio ^ a/rhora 

che i Popoli demeritano apprcJSo fua Diuina e^laesla ^ 

€gli fvtfcita loro contro i Farraoni:^ e per lo contrario inte* 

nerijte gli animi di cin domina^ e gli emj)ie dt yirtw pre-^ 

Banti s qtiando i Popoli con la fidelta 3 e col ^ubbidien^ 

Zjt hanno mcritato ta'Mto Diuino . 

Con cjuesie parole j, lodMe da tutta la Congregatione^ 
Solon e pofe fme al Jko dire : dopo leqtMli cost comincio 
Catone . Degni d'mfimta meratiiglia ^ fapientiffimi Gre^ 
a fono Bati i pareri '-uofiri I e con eJJi egregiamente ba^ 
tiete foBentata topinione , che di njoi hanno i Letterati 
tutti 3 perche ne pin iniimamente , ne pik al ^luo pote^ 
uano ejjere fcoperte ^ cls^ altrui additate le corruttelcy i t//U 
tij 3 e quelle piaghe yerminofe ^ dalle quali I'itifelicc Secola 
prefente ^ tanto e angufiiato . Ne i pareri njoBri 3 coU 
mi d'infi'dta pmdcnza ^ e di faper foprahumayio^in qtiefio^ 

T y luogo,. 



j/^ K A G G V A G L T 

tmgo i^f/ono flatl rifititati),perchecompitamenten(mfiano' 
£iati eccellentl : mci perche il male cosl fattamente ft eh a- 
hituato nelle ijene :, e tanto ha. penetrata nelle ojfa :, chel^ 
complejjione del gcnere Hurnano fi e indeholttafino alter^ 
rn'me y che la ^rtk njltale cede allx grandez:^ del ma- 
le de nj it tj ^ cofa. che chiaramente cifa comfcere ^ che noi 
hahhiamo per le mani la ciira di^eratadl <un T'lfico :, che^- 
i^uta. m.arcia^ e git cado720 i capellt d'l capo . Negotio- mal^ 
tolaioriojo^ Sigmrimieiy e quello de Medtciyquandoima^ 
it deWinfermo fono molti :, e tym ta?ito diucrfo dairahroy. 
che i medicamentl. refngerantl ^ buonlper lo fegato ahbru^ 
giatOi debiiitano. lo Bomaco : (gr appunto quesla pofjo dir 
loche.parmfuperaJbde difficult a. del ?2oBro' negotio ^ perche: 
tantidt numero' fono i mall y. che trauaAiano Istaiwiira^. 
(^ hamjo trauagl'iate tutte le altre^cherogguagl'iano le Stel- 
le del Cielo ^. e le aune del mare y e tra di loro p'lu fono' 
d'merfi^e uarij^che 7ion fono l fior.i de' prati, Onde e^cheio- 
fiimo differ at a queBo;. euro; 3 e I'mfermo ajfatto^ incapace di 
aiuto humano: : e per fen di parere^ che faccia: bifogno ri^ 
correre a: t njotiy(^ agli altri a'mti Dlmm y che in fomr^ 
gliantl cafi difl)erati fi fogliouo implorare y (^ impetrare- 
dalla mifeticotd'mdi n)io . La piiu ficura Tramontanoi:, Sr^ 
gnort mtei y che ne t ne^otij. ardui conduce gli huommi al 
Jicuro porto della perfettmie y e ne' trauagli prefentt go^ 
uernarfi con gli efcmpidelle cofe paff'ate ^ per che Pauci pril- 

iib.4?"dedentia honcilaab dctcrionb-USj vcilia ab noxijsdifler. 

gji^Anna ^jj^^ ^ pluTcs aliorum cucnrisdocentur ^E fe 2201 ^ come- 

^ dobbiamo ^ yogliamo approuar qntfla confideratione j, tro- 

ttaremo ;, che alt re <i^oIte ^ffcndo ;/ mondo ca^luto in qucfe: 

medefp/if 



i> I p A k n A s a sry 

^meiefir/ie difficult ddh non fenftere de gli hmm'inl:, ma ml 
ret del grmcie Dio e fiata d nfancirlo ^ ilquale co Diluuif 
njnmerfdli dd\ Mondo ha leuata U carne hum an a fiend 
dt ^itij abhmnineiioll y ^J mcorngdjUi . E certa cofa Cy SU 
gnori 3 che quando altri^ede la fua cafacon le mura tut- 
te foffe col tetto rmnofo ^ e co'fondarnenti talmente de^ 
hditMi y the apertamente mmaccmio rmnay e la njigna tra- 
Jkndata talmente j> che -non pm facendo Capl buoni ^ noru 
puo\ €jjere prflpaginata y pm faggio coujiglio e demolir l<i^ 
cdfa y efiirpar la nj'igna y e porfi a rifar da capo I'nJn^j^, 
e I'altrn, y the confumarfi nel rattoppar le mura}^^'' in coU 
tiuar quelle ^'oiti y che ^Itro non producono y che inutilz^ 
lamhrufca. IPero poicheUl viuer degli huomini cost brut^ 
'ix7ne'nte da i 'vitij e Bato deprauato >* che per opera huma^ 
na pm non puo cjjerc ritornato alia fua antica falute y dl 
■tutto cuore fuppJico la MaeBa Dluina > e configlio njoia, 
far meco il medejlmo y che di nuouo apra le cataratte de 
cieli y e mandi fopra la terra nuoui dduuij di acque y C^ 
incrudcl'ifca contrb II genere Humanoye medichi le incur abili 
fiaghe diluicongl'impidjlri della morteyma che per o il tutto fl 
faccia con qucflo temper amento y che in ijna nuoua aArcA 
Jieno ferbati i fanciufli mafchi y che non hanno pdffato tan~ 
no duodecmtoy e che d fefjh femminile di ogni eta'^talmen^ 
te fta confumato y che dt lui altro non riman^a y che la fo~ 
la memoria ihfelice : ejupplico la medefima ^'D'lutna Mae^ 
fta y che p come alle <iApiy a i Pefci y a gli Scartafoni;, 
c^S' ad altri infiniti animali y ha ccnceduto d pregtatOy e 
fmgolar beneficio _, di procrear fen%a taiuto deUafemmtna^ 
ddU me deft ma gratia (-vogliafar degnigh huomim. T^erchcy 

T y 2 Signorij 



3s^ KACCVA0L7 

'Slg?ion mieh affatto mi fin chiarita , che , mentre njiue^ 
ranno donne al Morula y gl't huomin'i faratino ^zm hranco 
di feh^urati.Non e foffibiU credere qttanto il rdgtona/nentcy 
di Catane fiomacdjfe tiitta U Congregat'wne, Uqude i?i eosl 
grmde harrore hcbbe lo fioncertato concetto de Diluuij ^che: 
tiitt't qncgli ho'aoratl Filofiifi prosircttifim terrtXyConlcma,* 
nl dz^te njerfi 11 C'lela ^ dhiotamente fi^-pplic<xrono I'OnnU 
fotente H^io ^ che cmfiruaffe il pregiato fiffoV^'mmindc^ - 
che preferuajje ilgenere Htimano dci nuom TyduuJj ^ tqua^ 
ii f)lo m^^ndajje per efiirpare dd Mo?2-do qHegl'mgegfik 
fcomposli je sbardellati y quegli dnmi fiancertati ^ e fga?!- 
gherati ^ que' ccruellacci etroditi e Chimerofi , chs; 
deprauat't dn njn pejjimo gmdic'io y e da njnx fiMer— 
chia opmone y che hdnno di loro fiejjz , dtro ?iLll'mtrm~^ 
fico loro nonfino ^ che huomi?ii Jhriofi ycon njn capo piem 
di Ay^lltiQne fin'x^ meta y di yna fupcrbia fin%a fine: e 
^^^ ntiando H genere Humana per It fiioi demcriti appref- 
fo y^^ Diui'"^-^ Mae fid ft rendejfe indegna ddla fua, m'fe- 
ticOj,.Ij^ ^ l(y battejfe con i flagelli della pefte y della gner- 
y^ ^ e della f^^^ > ^ ^^^^ fi^^ adoperafje d Cruddiffima y 
^^^ hauea ricordato Seneca y di arricchire i TJdlafi'i : ma che 
^^ preferttrafe dalla cradele y (^ horrenda calamita di 
^^r d comnndo fopra gli huomirii a qnei Satraponi in^ 
f^lenti y che altro 7Jon cpcndo y che buan Zelo y e dtaba- 
*'ha imprtiden\a y farcbbono tagliare il Mondo a pe^^i 
Luanda poteffra porre in atta pratico : i beBiali y ^ 
fconcertati capricci j che ogni hora nafcono loro nd 

capo . 

MteHo fine tmto infelice hehhe il par ere di Catone^ 

quan-' 



"I) I ^ A K N A J 0. SS7 

qmndo Scnec^i cost comwuo . Le Ktforme , Sigmrimier^ 
gr airtjoM pm panicolarmente ^ che i dtfirdtm fona 
mxggion ^ tn tmto non fa hifogrio ^ conie rz;e^^io :, che_^ 
hn-nno mifigliato molti delle Signorie loro ^cbe fiem 
trattnte con le accerbei:^ , che m'^ dctiono ejser ma~^ 
veggiate con fornma, Puxceuole%^ , e non altr!me?2ti ^ che 
le feme , nclle qndi ftd entrato io fpafimo ^ detmio ef- 
fer toccate con it mauo leggiem : pcmoche gran ^zjcr^ 
gogna areca ai Medico ., che I'ammaUta morendo coyl, 
la medicina in corpo , ognnjno c%nofca , che pih del 
male , gli ha nocmto il medicamento . Jl paffare dci^ 
njno eflrono all' alt ro ^ e tralafciare i dehiti me-i^zj , e 
confegiio tcmerario , pcrche la natura degli hitominl 
non e capnce delle njwlente mutatiom ^ efe e njero ^ 
che d Mondo in molte migliaia di annt fa caduto neW 
tnfermita de prcftnti mali , ?ion poco ftggio , ma af^ 
fatto pa-7^0 e colui ^ che in pochi giomi prete7ide ridur^ 
lo aWantica famta : e q^iell'i?fcrmo j che prima ejfen- 
do graffo y in njna molto lunga malatia gr^tde'mentz^ 
fi e tfnagrito , fcmamcnte crepara , fe nella prim^ 
fettimana della fua conualefcen-2^ con lafouerchia crapn^ 
la credera di ritornare alia fna prima graflez^i, 5 
ma feliccmente confegmra ttntento fm , fe modeftamen— 
te fi^ cil?era , (^ haura quella patien-^a , che alia fucu 
perfettione conduce qual fi yoglia incanchento negotio , 
merce che qux longo tempore excenuantur col-pora bVi^^'ic 
lentereficereoportec. Oltredi cio.nclk Kiformecfatta-^^ ^^''- 
mentefi dene confiderarc la conditione di quelli.che Rifor- ''"^' . 
mano^e la qualita di qi^lli^che deucno efferc rifarmati. Not 

T{ifor?naton 



jT? V{^^ G c r A a L 1 

mdtori tutti ftamo ^ilofofi^ huomm'i d'l Lett ere ^ fi quellt^ 

che deuono offer Kiformati folo fono Libriti :, ^^tampatoffy 

itrtefici di Carta ^ hottegdl d'lneh'ioliro ^ di feni7e , e di aU 

trecofe tali [jyettant'i alio Hudio delle buone lettcre^ egre^ 

giamente correggeremo i difetti loro : ma fe porremo md^ 

no a njoler €mendare le fporcttie de i me'flml altruhfare^ 

mo errori feggioriy e pm faremo ridicoU al mondo di quel 

Qal^olaio 3 <:he njoleua dar gmdicio de color'i ^ e che ardiua 

cerifurare le fitture di <iAfeUe. E con qucfla occafione foru 

for^to ricordare tl yitio ordinario da noi altri Lettcrati ^ 

iquali -per quattro Cuius 3 che titromamo hat^erenel capo^ 

^reUndtcimo di faper tutte le cofe ^ e non ci accorgtamo > 

che quajito prima ^fciamo fmri delle materie trattate d-a* 

noHri libri :, diciamo SJ)ropoJiti da fiaffilate . Dtco queflOy 

Signori ;, perchc nmna coja piu e contraria alle Riforme > 

the il camrninare in cjfe albmoMche accede quando i Kifir-^ 

mat or i de' ^itij di queiyche deuono ejfer Kiformati ^ noru 

hanno perfettiffima ^ gjr efxttijfma cogmtwne . Et e chia^ 

ra la ragione :, perche niuna cofa piu fa > no7t folo perfue- 

rare ^ ma oBinar altrui nel male ^ che accorgerfi ^ che chi 

riforma none ben inform ato de i difetti ^di quelii^che deuo^ 

no effer riformati : e che quejio ch'o dtco fia il njero ^ chi 

€ di noi^ Signori, che habbtacognitione delle falfitadi deNo^ 

tar'pj 5 delle prmaric^twni de'^li Auuocati ^ delle Simo?7ie 

de Gmdici ^degl'imbroglide l-'rocuratori :, chi delle ribaU 

dtrie de gli Spctiali , de furti de Sarti , de latrocinij de* 

Macellai ^ dillefeUnite'-^e di m die altri artigianifEpure 

tutti queHi eccfji deuono cjfcr corretti da ?ioi : e fe pcrre^ 

mo ma?io adcmmdarc fimili difordini ytanto lontani dalla 

noHrA 



Z> / F A R N A S a. jr<* 

n'of^ra proftfjione ^ non femharemo noi ta?iti ciechi _, ebe; 
ft ajfdtichmo per Bagmre njna bottCj, che tutta elTe?u{Qfef> 
fme^ fp^trg^ d njino per ogm Uto I ^eHt cQp^ Smiorl 3. 
che io nn dica , fcmotio per ch'mrdmente favui comfcert^ ,. 
che nelLt Kiformx all'hora fi cammina beney qunndo i! Met- 
rinaro dijcorre de' n/cnti ^ il SoUmo cent a le fer'ite^ dPa~ 
si ore le ptcovey il T^ifolco i bmi. Il njolernoi prete?idere 
di fapertmte le cofi j e manife(i^ prefii?2tior2e : il darfi a. 
credere ^ che in ciafchedf^n arte rmi ft truou^ino qttattro 
hmmini bmnl ^ timorati di Dio 3 e delU loro riputatio^ 
ne y e aperta ?nxHgniia:^ ffdancdto gmdicio temerario. Pe~ 
TO fin di par ere > che dt ciafchednno me flier e ft chiamimt 
qui quattro figgetti di conofciuta bo72ta > e njalore j, eche- 
ognnjTio nfirmita:i:te fia j perche quando il CaJ-^Uio gin^ 
dichera le fcarpCy. e le pianeUe :, il Sartoi rueHitiy ^liSpe- 
tiidi gt impiastri y csr' / cerotti:,i Pi'?:^€rui6U i Urdi ^ ip' t 
fid ami y. Csr' o^ri^imo correggera il fiiio- meHiere ^ pvchblica- 
vemo al I\Londo ri^mx l\ifor?na. deg}2a. di noi j e de prefien^ 
ti bfiogni . 

dAncor che da Pittaco^e da Chdone j> fimmamente fiojfi^ 
lodata il parer dt Seneca y e che y yedendo glialtri Fdo~ 
fifi ejfir di contrariaopinione^dicefferoyche fi protefauano a- 
uanti Di0:,e gli huormnij che per l\ifior7nar i njiti^ d.elgene^ 
re Hmnano nonerapoffibde fiermfi dialtro conftglio miglw^ 
re dt quello y che hauea ricordato Seneca y gli altri Filofio- 
fi nondirneno della Congregatione pipt^ dello jieffio fjropo- 
fit4. parer di Catone y thebbono in tantoherrorCy y che con 
indtgnatio?i grande gli dijfira j che fortemente rimaneuano 
maroiiigliati s e ficandaliT^^i di Im^ che con njolernelmt- 



mevQi 



3^0 RAGGFAGLI 

mcro loro ammettere dtri Riformatori ^ cosi poco honottj 
haueffe [aUo alU Maefla dt Apollo ^ che mirMi:, non che 
fuffidentiy gl't hAuma BimAti per quel negotio . Che uoyl* 
evA fA^igio coyifiglio commc'iAr WRsfonriA generde del Mon^ 
do dAllA ruergognA propr'm ^ perche mtte le r'lfolutiom y 
chcfcemano il credito di chi le piMlica mA?2cano di queU 
Ia rlptitAtlone:, che evA I'AnimA.che dAUA il ben ejjere a tutti 
i negotij : e che la Gmrifdit'ione y mAteria pm gelofA deli 
honor delle mogli ^ dA nj?i fuo pArl:> che /acca profejjmi^ 
di efjcre il ProtofA%io degli Scrittori LAtini y rion dotieud- 
effer trattAtacon tAnfu prodtgAlita : e che i pm faggi con^ 
feritiuAno ttitti ^che yenti lihbre di fa'ague cAUAto dAlla^ 
miglior njeriA delU njitA ^ erA hen i?7ipiegAto per difen^ 
dere :, per Aquiftare runA foU ^-vactA dt Giurifditione :• 
eche colm^che ft trotiAUA haner U^A^dA in mA?2o per lomA^ 
nico^eche Ia dAUAAl nemicO:>per dot-ierU ricener pot dn Itii per 
I A PHntAypAtiuA di q'MUAinfermitAyche ft cur a col Elleboro * 
StrAordinAriA AJflittione di Animo i Signori ttttti della^ 
CongregAtionc fmtirono , quAndo^ dopo Ia rifintAtione del 
pArer dt SenecA y njidero tl negotio delU RiformA AJfAtto 
precipitAto : perche nel MAT^ni ^ come in huomo notiif-. 
jimoy hAuet^^Ano pocA fperAn^A^che fojje per dir cofA medio- 
cremente buonA : di che Je bene il MA'T^ni a moltifegni Ji 
Aimide y egli nondime'fio fm-T^puntoperderft di Animo intre^ 
pidAmcnte cost dijfe. No?/ per mio merit o alcuno yfApienttJJimi 
Vilofofiy dA Apollo [on fl At Ammeffo i?! qucflA yenerAndA Con^ 
gregatione ^ mA per grAtiA ifeciAliJjimA difuA MAeHa^ e'bc^ 
tiiljlmo cnnojco j che in qtieslo njirtuofijjimo congrejfo mio 
d:bito piiic di AdoperAr gli orecchiy che U ImguA p douen* 

do 



13(7 Impitrdre , e ucere, E certo j che in ogni dtrtt occaZ 
fione non arSrei d't mgtonare : mx tr<tttandoft di 7^- 
forme yC moiermJliraamente ijenendo to dal Mondo , do^ 
ue d'dtro piib non ft ragiona^ che di l^tforme ^ e di Rifir^ 
matorl, ^orrei che in qiiefitt materia:, che to tanto ho per 
le mani y tacejje ognvno ^ e Ufciaffe ragionar a me foloy che 
poffo njantarmi di effer I'EticUde di qvieHa Mattematicay 
^onfentitemi '-vi prego ^ ch'io dica y che nel raccontar i vo^ 
Bripareriy mi Jtete fembrati qtie' Medici poco accorti^ chs^ 
perdono il tempo nel collegiare y e che ft confummo nelle^ 
difpvt^te y fen%a haner ^ijitato linfermo^ O" ^vdita da IhI 
I'hij^oria del ft^o male. Noi:,Signoriy dohbiamo curare ilSe^ 
colo prefente dalle pericolofe infermitadi ^ dalle quali hrt^t^ 
tamente lo yeggjamo oppreJfo.Ct fiamo affannati tPttti in^ 
ritrouar U ^vera cagione de mali ^ in ejcogitar t njeri ri^ 
medij per curarlo j ne alct4>no di noi e siato accorto di r^i^ 
fitar I' infer mo, IPeroj Signori yio configlio ^ che (i faccia ve^ 
nir qua il Secolo ^ che s'interroghi del fpto male y e che i 
came niida fi Tfegghino le partt offefe y che cost facilijji^ 
ma ci f rendera la curay ch njoi tenete per dfperat^i 
Tanto alia Congregation ttitta piacqne il ricordo del 
"MaT^ni y che i Signori Riformaton fuhito comanda-^ 
rono y che fofe chiamato il Secolo y il quale incontinent 
te dalle quattro Stagioni dell'zAnno in njna fggi^ /^ 
for tat nel Palagio Delfico • ,^ssil era <-un hmmo yec^ 
chio di anniy ma pero di cost gagliarda y e robufla com^ 
flejfone y che moflraua di doner yitt-ere ancora moltt fecolu 
Solo p arena y che patijfe di dijficttlta di refpirare y e nel par^ 
tare moHrando gran fioche?^ di Tfoce fempre fi lagnanx* 

Z '^ Di che 



W/ che quel Filofofi grandemente ejjendo rimafi mdramgHa^ 
it :, rmterrog4rono ^per qual cagione hauendo egli U faccia^ 
molto ruhkofida ^ Uquale era tnditio di njigorofo cdor na^ 
turde :, e di eccdknte gaglUrdU di Bomaca ^ Haua tan^ 
to affannctto : e che ji ricorda^uano :, che ce?ito anni frima-y 
in tempo che il color delU fua faccia era. tanto giallo _, che 
pareua ^ che egli hmejfe la Itteritia y parUt^a nondimeno 
francamente y e moBraua maggwr robufie^^ di forze : e 
ch'eglt da ej^i era Bato chiamato per rifanarlo dalle in^ 
fermitadi y che lo trauagliauano ^ che pero liber amente pro^ 
palajfe i fuoi mali. 

oAirhora a quei Filofofi cos) rljpofe il Secolo Jo^, Signorty 
toco dopo che nacqui ;, caddi ne rnali ^ che hora mi travta^ 
gliano : la faccia ho hora cosl rojfa ^ per che le genti la ml 
hanno ahbellita con gli Brifi:i :, e colorata con le pe'^ di Le* 
umte . Jl mio male p)miglia il fli^ffo :> e refltij]!) del ^U^ 
re y che fempre ha in fe I'acqtia medefima^fe ben cala ^ e 
ere fee : con qt^eBa yiciffttu^dme pero :, che quando ho la cie* 
ra buona di fmri j, // male (come prom hora ) e di den^ 
tro J ^ air hora che ho la cera cattiua di fuori ^ il bene e di 
dentro , ^uali poi fieno le infirmitadi ^ dalle quali tanto 
fon di prefinte martori%;Kato ^ fpogliatemi queBa ^eciofa 
gmbba^y con laqudcle buone per fine hanno ricoperte le ma^ 
gagne di njn morto y che B^ira ^ '-uedetemi ignudo ^ come 
mi ha fiat to la natura ^ e njerrete inpiena cognitione ^ che 
io fin njn cadauero '-uiuo. Corfiero all' hora i Filofiofi tutti^ 
(^ v^nudo hauendo fiogliato d Secolo ^ '-videro ^ che rip^fie- 
lice fiopra la came hauea quattro dita di crofle di apparen- 
^:, che lo mangiauano njiuo. All' hora i Signori Kiforma^ 



^ f rp A R N A s d: Vr/ 

'tori fi fecero fortar diece rafoi j e^* ognyno di effl bnuenl 
do pigliato il fm:i con follecitHdine ^ e diligen?:^ grande fi 
fofero a tagl'tar U male delle croBe di quelle apparen'^o^ ,♦ 
ma, trouarono ch'elleno talmente haueuano penetrato fino at 
rviuo deWoJp)^ che in tntto quel gran (^olojp) ^ non fi tro^ 
uawa pur '^n ^vncia di Came njiua di fosianza . "Di che 
grandemente ejjendofi i Kiformatori f^auentati ;> fublto ri^ 
ueflirono d Secolo j, e lo licentiarono . Poi accortifi che l<Lt 
falute di lui ajfatto era differ at a ^ ft riBfinfero infieme y 
O* abbandonata la cur a dJ penfieri fubhlici ^ fi rifolfero dl 
proueder all'iTidennita della riputation priuata. Di modo che 
ill Mazj^oni :, che firiueua 3 dettarono la njniuerfale Rifor^ 
ma J nella quale con ^r^n proemio di magnifiche parole prima. 
fecero ieBimontanza al Mondo della cura ^ che perpetuamen^ 
te ha la Maefia dt zApollo del yirtuofo yiuere defuoi Let^ 
terati :, e della falute di tutto il genere humano y e de fu~ 
dori jparfi da Stgnori Kiformatori nella compilatione dell(L0 
'runiuerfal Kiforma : apprejfo poi ^enendo d i particolari , 
fofero il pre%7:o ai cauoli ^ alle far delle ^ ^ alle cocoT^e , 
E di gia tutti i Signori della congregatione fi erano fott9 
fcritti alia Kiforma ^ quando Talete Milefio ricordb j, cht^ 
alcu7ii gjdiottoni y che ^-uendeuano i Lupini ^ e le Giu^eiole :, 
'-ufauano certi fcudellini tanto piccioli ^ che era ^vno fcanda- 
lo grauijfimo il non prouederui . Ottimo parue alia Congre- 
gatione I'auuifo di Talete :> e come molto neceflario fu a^^iun^ 
to nella Kforma ^ che quei fcudellini in ogm modo fi do- 
uejfero ingrandire . Apprejfo poi furono aperte le porte del 
Valaz^ :, e dalla pubblica ringhiera al Popolo ^ che in nu- 
mero infinito era concorfo nel foro ^ fu letta la '^ifrrmcu 
f* '^•■' '^ 7j z^ 2 njniiier^- 



S64 XAGGVAGLt 

■rvmuerfale con tanta apflmfi dl ogn-vno , the Vmidfo 
tutto r'tftiomm delle rvociferationi di que Hi , che facemm 
'aJlegwz^z^ y perche alia ^il flebaccia con ogm pea cofafi 
dX pena fiddisfattione, egli hmmmi dt gmduio fanno, che 
Tactoiib. vitia erunt. donee homines , e che in queBcy Mondo fi 
tao«V ^ "viue col manco male fm , che col bene , e che^ Icu' 
' fommit fmdenT^a hi^mana tuttafia fofia neW^^ 
hammgegno da fapr fare la dijficile 
nfolutione di lafciar qucHo 
mondo^eome altn 
I'ha trona-^ 




n% 



*i> I PA "R N A S 0. j^f 



P E R VAy VISO HAVVTO 

d'italia del feliciflimo accafamento dellc^ 
due Sereniffime Figliuole delTAltezza di 
Carlo Emanucle Duca di Sauoia co' No- 
biliflimi Prencipi di Mancoua, e diMode- 
na comanda Apollo , che in tutti i iiioi Sta- 
tififacciano ftraordinarie dinioftrationidi 
allegrezza.. . 

\A G GVAG L 10 L XXVIII. 

lERI neThora. di nona I'ordmari^^ 
gnardm deWdtci Torre Pegafca coru 
due tocchi di martello dicampana. fe~ 
ce fegno j, che nelle fuvnure Caftalte (i 
njede%mo due htiommi a cduallo^ che 
yelocijjimamente corret4^ano ijerfo Par 
nafo J onde i Letterati corferofubito aU 
U mura y c^ alU porta per fxpere chi efji fofjero . E per- 
the poco appreffo fh'z^dito il ftiono di<-una cornetta^ tutti 
fi chiarirono^ch'era run Corner e con U guida. All'hora i pii(> 
curtofi Letterati corfero ad incontrarlo j e quando da luifep- 
pero ch'egli d'ltalia yeniua ^edito alia MaeSIa di QApollo^ 
tutti s Brett amente gli chiefero ^ segli port ana il felice au- 
mfi di qualche njirtuofo Parto Italiano ^ di qualche opera 
nuoua di guHo data alle Bampe^ . oA queHi altro noru 
rjfpo^e il Qorrim ^ eccmo^ ch'egU^ ad Apollo portauiu^ 
'' ^ - - ' ^- dijpucci 




^6^ "% A G G V A L I 

difpiicci con nuoue fofrci la credenza dl ogn^no felict: per 
lo quale mmfo il Cornere alPalagioKeale fr accompagna* 
to da njn mmero infaiito di Letterati IPrefentate che egit 
hebbe le letter e ad Apollo ^ i Virtmfi tutti clrcoflanti ^ che 
attentame^ite ajfentauano lafaccia dl fua <3'!aeHa :, nota^ 
rono\ che nel legger le letter e ella fempre p'm p rajferena* 
uapno al t ermine diejfcr nellafine di ejje pcruenuta al colmo 
del p'm dorato^e lucente fuo J^lendore.Fornito che hebbe ApoU 
lo di legger que difpacc't^ pieno dl yn Incredibll glubilo aU 
tro nonfu ydlto dire j che que sie formall parole : chefe-^ 
lice ynione . Fate fapere alia mia dilettlfjima Kelna d'lta^ 
lia:>che yolando^enga a me. Varle congetture fecero altho^ 
ra I IJlrtuofi per quelle parole ^ e molte interpret at lonl le 
diedero :, nia la pm cornune fuj che in Italta fe fojje finaU 
7nente contro I'Imperio Ottomano :, capital nemlco dellebuo^ 
Tie lettere:,conchiufa quella ntcejpirla lega:, chetanto e bra- 
mat a, da buonl . Tra tanto la Sereniffi?na Relna d' Italia, 
dppogglatdal fuo Bellfarlo^a granpaffifi ^uedeua camminar 
rverfo llEeal VaU'z^ di Apollo^ llquale njdito che hebbe, 
ch'ella faliua le fcale ^ tutto pleno dl giubilo le corfe incon^ 
tro :, e con fefla ^rande haucndola abbracciata :, con'-vojlra 
Serenitu (le dijje) di tutto cuore mi rallegro della felicijji^ 
ma nuoua^ che pur hora per lettere delle mlenjirtuofe Ac^^ 
cademie Italiane ho rlceuute ^^ deltaccafamento che l Alters- 
za di Carlo Emanuele H^uca dl Sauoia ha fatto delle due 
fue Seremffime Figliuole co' NobiliJJiml Prenclpl dl <^lan- 
toua ^ e dl Mode?ja. Che yl pare dellacongiuntione dlTr^n^ 
ctpl tantofegnalatl ^deli ynione tanto brarnata^ tanto dcjiderx 
ta da me J e da yoi dl que HI njoUn dilettijfimi Figliho'i^Nm 

Ccno 



2) 7 ^ A R N A S d. 'Z6i 

fono qmWi contenti ^ che comfit amente riBorano i ^uoBH 
fafjdti tramgll ? (^osl iy rifpofe althora U Keina d'ltdicii e 
confijjo a njofitd MaeBa ^ che hora ajfatto fi fono adem- 
f'mti tutti t defiderij mm ^ tiitte le m'te confoUtwnl. T?er- 
che non altra cofci fm intenftmente ho bramata j che i 
mm Prencifi Itdmii n^ gtinterejji grAmJjlmi y che hamio in^ 
fteme di Stato ^ aggmngeJJ'ero U congiuntwn del fcingu^ y 
come fm ^-vnci njolta e fegmto, "Di modo che id fon tuttit 
gmhdo per I' allegre^^ 3 njedendo horn con quelle felmj^i" 
me no'^K^ > che di molti miei Prencipi Itnliani fi e format 9 
qml fortiffimo Gerione di ^un corpo folo ^ che mi afficura^ 
del que' malt futmiy lo .(^auento de qudi t ant fin hora ml 
hanno tenuta affittcu . aApprefio poi quefia Potentiffima^ 
^eina col corteggio di tutti i Trencipi Letter ati ^ e deUa 
"Hobilta njirtuofa fu a yifitare d tempio ' delta Fecondita ^ U 
quale a cost ben auuenturati fi?ofi promife certiftma j e fe-- 
licifiima prole. T(itornata poi ch'ellafu al fuo Real Pal az^ 
1^ y da tutti i maggiori T^rencipi refidenti in queBo Bato 
ella riceuette le congratulation^ C^ alia pre fenza di cost gran- 
di Her 01 ^ al Serenijfimo CAR Vp EMANVELE Duca 
di Sauoia padre di coslfortunata prole ^^ autoredi cost gran 
f elicit a d^ Italia y diede t honor atijfi mo Titolo di PRIMO 
GVERRIERE ITALIANO alquale per yna honor atifitma 
Ambafceria mando fubito le foliteinfegne dell a Lancia ^e dello 
Boccodorato, Tra tanto Apollo per manifefiar ad oi^nyno ;'/ 
giubilo grandey che cost allegra nuoua gli haueua arrecato^ a. 
fuon di trombe fece bandire in Parnafo ^ che per cosi felice^ 
€ hramato auuifoper tut to il fuo Dominio ft faceffero ftraor- 
dmarij fegni di allegre'^ : (^ in fomigliante occalJone a i 

Lette* 



^^n n A GP A G I T 

%etteraU ^ che ne hanno fatta gund't(^imd in^anzjt ^ ]ui 
^aejla ha conceduto queUn gratU^ che con tmtn nfolutw-^ 
Tie fin hora ha negata loro^ che gl't Hiftrioni fiano ammefl 
in Farnafo. Onde i Comici Gelofi con tanto appUuJo y e con^ 
tento yn'merfale hanno rapprefentate le bellijfime Commedk 
loro che CKeuio y Plauto ^ e Terentio hanno confeJJatOy che 
folo git H'lftnom [anno ^far t giocofi ^ e faforitt fait ^ co 
€juali ft condtfce II dotto Voema Cofnlco . Et in particolare 
tanta ddettatione ha dato a fua ^laeUa il Signor Qoldu 
Trancfco Vacantiello ferfonaggio Napolita?20 ^ che ha dettOj^ 
cheanco neli'mtrodttrre ilNapolitano nelle Commedie^perrap^ 
-prefentar la fina njacantena ^ hatieuano gl'Italiani mojira* 
to il loro hell'ijfimo ingegno : (^ in fomlgliante occaftone fua 
^iaefla ha comandato al ^laeHro de Nouitij ^ che ad aU 
cunl Giouanotti Roman't ^ che ft allleuano nel Seminar io y 
cjuanto prima f^cejje imparare la lingua CN^apolitana ^ che^ 
quant aWajfettion de cofltmi fermamente credeua^che fof 
fero per far la medefima riufcita . Solo il ferfonaggio del 
Capitan Car done non dtede a fua Mae Ha intiera foddisfat-. 
iioney dtcendoyche era brutta fproportione introdur nelle com^ 
medie per mHantatore quello Spagnuolo ^ che in tanto ?ion fi 
rvanta dt quello ^ che non ha fat to y e non dice quello y che 
njuol fare y che i malt fatt'i o negay o ricuoprcy e prima me- 
72a le mani y che mmacci con la bocca yOperando allamutapiw 
fattiy che parole. Comando dunqucy che foffe adoperato nel- 
le cofe graui delle Tragedie y chiaramente <uedendoft y che^ 
ogni fantaccin CaHigliano y (tAragonefc , Bifcaglino nafce^ 
ua con coBumi y e maniere tanto graui y che dalla Natura 
pareua fatto a pofia per raprefentar nelle fcene i Perfonaggi 

dt fom- 



Sfomm^i MaeBor. ApfreJJo fol furona pubblicate le gio^ 
fire 'y ii) I Torne'h ^ tlfnmo giorno comparHero in campo t 
^dUdmi de Kom^in'^ Spagnmli ^ Amddigi ^ DonGaUdry 
Don VloreHdnOy ^ dtrl moki yiqttah fecero prone tali ^' 
che piper arono il yalor degli hmminu B fti cofk che empl 
ognyno di mernuiglU yilveder i PaUgt de' Diamanti fab-. - 
bricati con le p:ii\ile . 'J I fe con do giorno pot fiirono yednte^* 
nel Torneo i l?dUdmi Francefi^ Italiani y e di altre Na-^- 
tioniy OrLnd.o y Kinddo ^ Gmddjjo ^ Sitcripante :> (^ altrl 
rnolu y iquali ft portarono con tanta, coraggiofita y che ad 
ognyno fecero conofcere ^ che nello fcriuer i futti loro d'ar^ 
me I'ArioFlo era Hatofcarfo . ^l Ter'z^ giorno^ comparue^ 
ro in campo il £aro y il'Molzd^^ ii Sangd :, ^ altn forbi-. 
tifjimi Cortigiani yiquall animofamente sfidarono a batta^ 
glid que' generofi cAmpioniy e per che quefli fdegnnrono di ci 
mentarfi con gent e y che menaua Ufua yita lontana ddlcu 
profejjlone delle armiy rifiu^tm'ono I'mmto : onde que Cor ^ 
tigiafii per yn pubblico Trombetta di nuouo raddoppiarona 
le disfide y le qudi da que' Pdadini pur furono fchermte : 
il cheyeduto del que' Cor tigiani y fecero U terza disfida: let 
qude perche ne meno fveniua, ciccettatety i njirtuoft tutt't 
^ettcitori d que prodi Cciudieri fecero njna yergognofkj 
ftfchidta: onde Apollo per quello fmacco fatto a que'Pdadi^ 
ni y cantati da ^oeti tanto fegndati y grandemente ejfen^ 
do ft dteratOy comando loroy che arrefiaffi^o le lancie y e che 
rintUT^Ifero il fouerchio ardire di que Cortigiam . All'ho^ 
ra fubito ^bbidirono que' Campioni y e fu cofa portentofk 
il feeder e .;, che quei forbitiffimi Cortigiam con njna bugioj 

A a a cdzan- 



' 37» Tl A G G y A O L r: 

cJzAnte 5 con njn mal officio fatto a tempo fcmdumn9 

qml fi njoglm PaUdino ^ ancorche kweffe I'armi ajfatate. 

igAll'hora le coraggtofijfime ':Bradamante ^ e ^Urfi/k ^ fer 

lo dtshonore di que tanto famofi PaUdini arrMkndo di 

fdeeno'i dffine di ricouerare U rifiitdt'ion loro md'ttare cosl" 

truttamente ferduta^ con furor pm cheijmle arreBarono 

le Uncie:f e contra quel Cortigiant J^infera i loro deflrierL 

'Ma amendue incontrate da grojfi borfonidifcudi Jlargaronot 

hgambe^ abbandonarono la fella ^^ efupine caddero nel prato^ 

Per opere dunque tanto fegnaUte dpremio della gto^ 

flra fu confegnato a Cortlgianly poi che non con 

h lancicy e con gli Hocchi:, ma con le fo- 

le nude parole con tanta eccellente 

maeHria fapeuano leuar di 

fella » e tagliar /o 

gambe all^ 



perjone^ 




L'AN^ 



B 1 TAJt ^ vl s d: 



h^ 



rANTICA REPVBLICA ROMANA 

€ lamoderna Liberta Venctiana difcor- 

rono infieme, quali fieno i veripre- 

mij di honore.co' quali le ben 

ordinate Republiche ri- 

conofcono la virtu 

de'benerneriti 

Senatori 

loro. 

RAGGFAGLIO ZXXIX. 




FT T 6 che U famojijfima Liberti 
liomana:ifadrona gta del mondo^hora 
per gt'mfortunij grandi^ch'elU hafcor^ 
fly fiy^gg^ ridotta in iftato ajfai dif- 
fer ente da quello:, ch'elU fu netjmft 
^ndatis per la memoria nondimeno deU 
le anttche fue grandez^e ellan.nuein 
Tarnaf in Tjna fuhlime riputatione y honorata ^ (^ ammL 
rata da ttittis non folo perche ifuoi precettiFolitici quajl 
dmini refponft ^-vengono Bimati dagli hmmini grandi ^ ma 
perche ella e in credito di ejfer il '-uero oracolo delle coji^ 
militari: oltre che non daaltra cafa tonytilita ^e frequen- 
Zjt maggiore e i Prencipi ^ e i prmati ptgliano gli efemfi 
delle fmpregiat^ yirtudi her oiche per ornarne gli animiloro^ 

A a a z E tut- 



Etutto che Tre^cipejfa di tmto [jdendoredii fuolmgrdtl] 
, ^ a^nbltioft: Cittiidani :, non mcno che daBarhanfuoi ne^ ' 
7nich flit' ijolte net fofinbdi delle profcrmiom di Silla^ ^ 
di AuguBo y e ne facchi generali dt Totila ;, di <iAtttU ^ e 
di altri Re delle nationi Brmiin/t^ergognofdmente ftcu 
ftdta dcflorataje mammejfa nellhomre :> con la f am a non^ 
dimejjo della fua antica grandrzj^a motto eccellentemente 
elU ricopre iepajjateyergogne^ e leprefenti fue mifme. ^e-. 
fia cQsl famofa Principejjk alcuni di fine fu a yifitar la Se^ 
nnijfima Libert a Verietiana s T>ama per fama di efquifita 
fudicitia ^ per opinione di efatta prndeuzji ^ ^ p€T lo credit 
to delle fue inefauHe ricchezi^ hoggi giorno la piti am at a ^ 
€ temuta^ che ji njegga in quefia corte Febe^u . E mentre 
la Liberia Kom'ana difcorreua delle pajf ate fue gran dez^y 
e la Screniffifna Republica Venetiana raccontaua le prefcnts 
fue felicitadi yfte rifaputo ^ che in quel ragionamento leu 
Kepublica Komana alia Libert a Venetiana dijfe ^ che ejfen^ 
do ella pura Arifiocratia ^ e pero la pm perfetta forma^di 
*2{epublica :> che pojfa fondarfi in njn popolo libera y ella per 
U ottime fue leggi j che le promettono lunga , e ftlicifjimit 
njita y fen%a dubio alcuno auanT^ua ogni altra Itberta fre~ 
fentCs e pajfata . Ma che tutto che ella per mantener la pa-> 
ce in cafa^ e per maneggiar le armifuorij'-viuejfe con or-* 
dini fopramodo eccelknti ^non p-ero haueua fatti quegliac-^ 
quifii grandi, di Static che dalla pruden'^ :, dalle ricchezsP 
pubblkhej e priuate di cosl famofa Liberia fi afpettauanoy 
e che il tutto Himaua accadere perche nel premio ^ che daU 
le ben ordinate Republiche njeniua. propofio alle honorato^ 
Atiiom diSmfUori hro^dla grandemente era fear fa ^e ch^^ 
^'~'^^'\"^^'"T"' '^'^' laglo^ 



^a florid t^tfa dl httuet elU In pochi anni fatto dcquiHo delT 
njmvterfo ^ falo riconofceua dalU Braordtnaria ^-uirth de 
ftiol St n at on :, deft At A in eftz ^non gta co doni delle riccbeZs- 
T^e ^ ma co prcmij degli honori etern'i delle siatue ^ e delle 
yefti Trlonfali ^ d.e Trofeiy della fabbricat'ione ^ e dedkatia- 
ne di Temp famofi y di ^aftliche ^ e dl Theatri j, e fopra 
tutte le coje co?j I a gloria t ant ambit a daglt animi ptihon- 
dl delfeterna fama y de fomfofi Trionfi Romani s fremij y 
che negli animl de fuoi Cktadm'i haueuano ft4^fcitato quel 
njalor militare y quella eccelknte n/irtii^ cmile y che le na^ 
.tion'iy che erano yenute poi y pm toHo haueuano ammirato^ 
che potuto imitare : e che nel nmunerar con la memon±> 
sde perpetm honori la ^uirtu y ^ d mer'ito de fuoi honor a^ 
' it Senaton efja Libert a ZJenetiana tanto fi ^-uedena fcar'^ 
fay che con molt a ragione le pareua di poterU chiamare in* 
,gratay e che cosl ne tempi quiet i della pace come ne turbu-^ 
.lenti della guerra infimti Nobili ZJenetiani hauendo opera^ 
ie cofe degne de\pm fablimi Trionfi y. e di tutti qus pre-- 
',mij bo?iorati y che la memoria de" 'Senator igrandi rendono 
eterna y sir ana cofa le pareua y che in Padoua fi yedeffe la, 
Siatua equeftre di njn Narnefi y c^ in me-T^ di ZJinegix 
quella di njn Bergamafio y e che i fiegnalati meriti di zAn^ 
drea Gritti y di Sebastian Venieri y e di mille altri famofi 
Senatori Venetiani y che di eccellente ^-virtu di ammo y e di 
raro ijalor di corpo non folo haueuano fiiperati t Gatta^^ 
melati y ^ i Qolleoniy ma che meritamcnte poteuario effen' 
parago?iati a i Pompei y ^ ai Cefiariy non fi njedeuano 
guiderdonati con quel premio della perpetua memoria^ 
che quegli heroi con le glorioje attioni loro dallj. lojr 

patria 



^^4 R A C O VA G Li 

fdtrUhAueano meritato. Jl MenantC:, che con efquiftu^2 
Wii fedeltk fcrlue que He cofe :, da hmnijsimo luogo ha, ripi^ 
futo ^ che la Serenijfima Libert a Venetmna ^ fenzct punto 
^ilterarfti alia l^pMica Romana r'tfpofe^che non gia per^ 
che (come dla ft era data a credere) ne fuoi Senator i giam^ 
wai foffe mancata la fete della gloria , e I'amd'ita delta fa-- 
ma honotatd:, ella non cost haueua ddatato lo Statofm^ co- 
me haueanofatto i Komani ^ ma per / jpni ajfatto diuerji^ 
che amendue loro ft erano propoHi . Perche i Senatori Ve» 
metiani per njltlmo fcopo delnjmer loro haueano la pacCy oue 
tl Senato T^omano folo hehhe la guerra. E che dal fine in- 
fel'tcijfmo di lei ella affatto ft era chlarlta ^ che gli acquis 
■fllfproportlonatamente'grandi ^ che le RepuMlche faceuano 
deglt Stati:, fconcertauano le leggi tutte IPolitiche dl qual Ji 
rvoglia hen regoUta Llberta ^ ma moltoplu delle Ariftocra^ 
tieJeNobllta delle quail douendo ejfer di numero^nediocres 
e queflo non effendo baflante per gouernar i>no StMo mmen- 
fo con renderla gran^emente numerofa :,fi empiuano dicon- 
fufione le buone leggi dal yluer liber o ^ come conVtnfellcif- 
(ima fua caUmlta al mondo tut to haueua fatto conofcer fuA 
^Maefta j, laquale con taggregatlone alia Cittadlnanz^ Ro- 
mana de' Popoli foggtogatl felicemente ingrandl lo Stato ^ 
e mifer^mente impkcioli la hlherta. E che a lei folo bafla- 
na dipoffeder tanto Tmperloj che dalle armidegl'inlmlcl ftra- 
merl djfcurafe la Libert^ Venetlana ^ e che ella non Ama^ 
ua la gra,nd€%^ dello Stato per ambition dl comandarc;, ma 
jper gloria dl non feruire. Che pol quant o alpremtj honor a- 
tl CO quail le hen ordinate Republlche doueano contracam- 
h'wr U yirtu :, e premie II merito dc loro Se?2atorh contro 

ognl 



1> T T J R N A S S: BIS 

Ifgnl douere le pareua di ejjer taffata d'mgrdtitudine ^ poi 
die m Vmegtafi yedeuma etern'i T'rofei^perpetui Archi tnon-^ 
fdtyfMncdtt:> nongia di Marm'i frmgibllt ^o di Metallifau 
topofii all a violenZji del fmco y ma dt materia incorrotuht- 
le i CO quail (come le ji conmmua) ella lar<^amantehaueua^ 
premiato d '-ualore de fuoi benementi Senatori s tutto affi- 
ne che la memoria delle njirtiiofe attionl lora gloriofamen- 
te pajjajje alle etadt fnture . A que si e cofe rifpofe la hibey^^ 
ta Romana ^ ch'ella piu 'volte haueua rveduta la cafa tutta 
di fua Serentta^ nella quale non haueua faputa fcorger i Tro^ 
fei i gli Archi trionfali ^ e le altre perpetue memorie .^con^ 
le quail ella diceua di hauer premlati i meriti dellafuaNo- 
bilta . incontinent e airhoro- la Serenifima Libert ci ZJe?ie^ 
tianafece entrar nella ^an%a numero grande de' fuel No-- 
hilt dogni eta ^ iquali jfoglib delle roefti ^ e> apprelpp 
aprl loro il petto jC^ con Hupor fuo grartde:, m'cuor't dt queh 
Islobili la Libert a Komananjide fabbritati gli Archi trion- 
faliy i Trofeiy le ftatue equeHri ^ i pomp oft trionfi ^ e le aU 
ire pubbliche memorie ^ che iGrittiyi Venierisi Qappelli^i 
Grimani y i Bragadini^ i Tafqualighi ^ e tmt't gli altri ge^ 
neroji Senatori Venetianiy che haueano operate gloriofe at^ 
ttoniy dalla patria libera haueano merit ati, E quello^ cheac-^ 
crebbela merauiglia della Libert a Komana y fu il yedere ne' 
medefimt petti de V^bili Venetiani ryn ardor grande di 
carita di premiar ne poHeri di Senatori tanto merit euoB 
topere loro egregie^ c>* ^rt fuoco ardentipma di emula- 
tione per imitar la ruirtu di quegli heroi j e per confeguir 
meriti y che '^edeuana premiati con doni tanto gl'orio ft. Alt'" 
hm^QQu Slraordmariaa^ett(^(tmmo> la^SeremJpma; Libert i 



37 6 X A a G V A G LP 

Venlmna cost dtjf} alia Refublica Romana. Qon quefli ArZ 
chi Trionfalii Serenijfmd Signora^ e con queBedimo^ra-^ 
tioni :> cljella cost ijmamente r^ede fcolpke ml cuore de 
mm Senaton ^ da not altre ft deue mandarc alia memori^ 
de po fieri la ^'irtU' :, 6^ // merit o di quei noBri Cittacliniy 
che nellavace ^ e nella guerra hanno meritata fama glorio- 
fay CiS^ tmmortale. ^efle foyio le Batue eqaefiri:, e le aL 
tre pt{,bbiiche memorie ;, che ?ielle hen regolate l\epubliche3 
negli ariimi degli honor ati Senaton fitibondi dellaycraglo^ 
ria dcHano la fruden^^ ciuile :> (^ il nmlor militare ^fab^ 
bncate aWeterna ricordan%a di quelli^ che con le honoratt^ 
attioni loro con la f atria libera hanno acquiBato merito 
Braordinario. J'nqtieBi luoghi frudentemente y e co?i fom^ 
nia f elicit a fi er^ono i Trofei ^ ele altre pibbliche memo^ 
Tie de Senatori merit euoli ^ non nelle piaz^^^ : merce cht^ 
cofi la ricordan%a:>che nel fuo cuore eterna confer ua laNo-* 
hilt a. d'njna Kefublica del njalore :> e del merito di quclliy 
che hanno operate attioni gloriofe > deBano I'emtdatione j, e 
lanjera ^irtt^ s cofe che^ fempre in feruigjo della f atria li-^ 
her a operano ejfetti buoni s oue i Trionfi ^ i Trofei:, le Ba^ 
tue equeBri ^ e trionfali :> e le altre cofe ftmili)y che tanto 
frequenti in memoriade' njoBri benemeriti Senatori fi yeg-. 
gono fabbricate nella njoflraRoma^ han?2ofermto per acquis . 
Bar loro quel feguito dellanjil plebe:, xhe 7ie' njoftri infeli^ 
cijfimi Senatori Stlla ^ Mario ^ Cmna^ (/^ffo^ Pompeo^ e Ce- 
fare deBo quell' ambition di regnare ;, che yi pofe I'infelice ^ 
€ njergognofa catena dellaferuitu^ che hora portate al pie^ 
de.n^ifordine grauiffimo:, e dal quale fo che '-uol rico?jofcete 
ttuti quei njoBri maliy chi^tfinto <-z// hanno refa famofa^ 

anco 



^?2Co Tielle caUmitddi . E fapfUte > the i no'^ri Senatorli 
molto ncconcUmente jfomigliano quelle giouani fulT^Ue ^ 
<he cafie di anirno ^ e njergmi dt corf a njAnno a ma.ru 
to :, ferche cost come i trafcurati mar it i , con mandarUJ 
a ttitte le Je^e le pongono ni hdli de l puttane^* 
ftmi 3 cost le patrie Llbere co fremij deUt 
memorie pubblkhe ^ che altrm acqui-^ 
Jlnno I' aura populare > (^ il fe^ 
- ouito della '-vd Tie be ^ im^ 
f rudent'ijjimamente 
mettono glianU 
m^ 
icmlt 3 e hen tompoBi de 
Senatori loro nefalti 
delle Tiran-- 
nidi* 



'\t:' ^ 




ISbk I po- 



37S K A G G V A G L 1 



';'.).. 



I POP O LI DI LBS BO DOPO 

la fuga di Cornelio Tacito per lo- 
ro Prencipe eleggonoAnnaMe- 
moranfinominatoloro da 
Apollo. 

RAGGVAGLIO LXXX. 

OPO I'mfel'tche r'mfclta , che con /o 
p^Jptte fi i fcritta , che Cornelio Ta^ 
cltQ fece nel Juo Tr'mc'tpato dtLesbo, 
e lit fuga di Im da que Ho Stato^ n'm^ 
na CO fa ne da lui^ ne da altri Pren^ 
ctpifuoi amoreuoll e Bata lafdata in- 
tatta per indur la MaeHa di: Apollo 
ad operar co' gli huomini di Lesbo^ d/egli di nuouo poteffe: 
Tttornar nel fUo Prmcipato , ma i[ tuttoe Hato in danms 
per che fu a SViaefla coliantemente ha fempre dettOj^chedtt 
n?rencipi y iquali per ojfefe tali erano cfacerhati contro i 
Topoliloroypiu non era pof^bile poter gtammai fferarlmon 
gouerno , Ma per dar foddisfatttone agli huommi di Leshoy 
che per i loro Amhafciadorili faceuano co?itmua iHaUT^ > 
che propone ffe loro njn nuouo foggetto y nomino Anna Me- 
moranfi honorato Baron Franv^fe^ ilquale con foddnfattio- 
Tie infinita del Popolo Leshofu riceuutOy(^' accUmato Pren- 
cipe di quello StatoSifa certo^che oleum Virtuofi grandcmcji- 
te mformati dd Prmcipato di Lesbo fccero njna molt ohm- 




^ T P A K T^ A S d. ^yp 

gd ) ^ efatta inlirtitione dl molti dhufi ^ che re^ndUdnot 

in quello Stdto > da qudi dice u Art o nafiere gtmdijBml tn^ 

conuenienti j, (^ acmratdmente 'ul pofero mcom i modij^ 

che Ji doueudnd ten ere per rldur le cofe d'l Lesho In //?4- 

to molto migliore j (^ U diedero al Memoranft ^ ilqud-^ 

le difje a que* fuoi nmoreuoli , che rimprefa di^cile dl rU 

medlar con Leggi ^e con Magiflrati nuotil a dtjordim^ 

che (i fcorgeuano in njn Vrincipato ^ folo ft doucuano m^ 

traprendere negli Sati heredttarij j done i figliuoli y e gli 

altri fuccej^ori de' 'Principi defunti cost tenacemente here^ 

ditauanoper I'ordinarto i penfieri de loro predecejfori ^ che 

ftimauano fondamento ftcurifjimo della lor domindtione >, e 

r.ecefjita Politica il moHrarfi geloftjfimi dell'ojjeruanzj, di 

tjji : ma che ne Principati Elettiui ^ doue i fucceJSori ^ 9 

per curio jit a dl noulta^ per mallgnita difrnaccareiPren^ 

dpi pdjfati moke yolte amauano dlsfar le attioni degli 

mtecepori loro , era intraprefa piu che perlcolofa il dar 

prmcipio a quelle riforme y che tutte dipendendo da n;na, 

tfqutjita y e rigorofa offeruan^a degli ordini dati , haue-^ 

uano hlfogno di molti ^rencipi Succejfori ^ che hauefteto 

la medejima njolonta y laquale difficilmente trouandojine^ 

gli ftati elettiui y affermo > che il miglior configlio ^ chepo* 

teua darfi ad '~un fuo pari nel gouerno di Lesboy era fug^ 

glre il far noultuy e fermarfi nella dellberatlone di nttuere 

con le Leggi ruecchle > ^uali elleno ft f offer s rifolutlffm^^ 

di lafciare le cofe tali > quali le hauena trouate : perche 

nelle c fe a pigione gli huomini faggi fi contentatm^ 

no di habltar le flanT^ njecchie y i troppo curioji njt 

fdbbncauano quegli appartamenti di nuoui Magiftra'-»j 



S^t, VIA G G V A C L r 

cbe conejfora eutdente: perico/o > o per capricdo y o 
per maU rzjolonta^ diejferdd mom pigiom?2te getute 
aierra*. 



tt\j^ 



L^ECCELLBNTISSTMO MEDICO 

BolognefeGiouanni Zecca^vcndcini 
Parnafa la vera ricetta da^ 
non pigliar il mat 
rraocefoo. 

KAGGrAGLIG LXXXL 




RE giorm Jvna y. ne v luoght pit^ 
pubblki dt Farnafo furno attaccatp 
molti: cartomydouc erana firitte lefi-^^ 
quenti parole\ K arrmato in qmflac 
Clttl I'SccellentlJfma' G'w. T^eccau- 
Mcdicoi Fifico^ 'Cologne fe y dqualo^ 
hauendo) troudtai U njeray e ficuriffi^^ 
moi rkettoL da mm pigliare il md France fe y inuita ognt\ 
njno^ a protieaerf dt ejfa , che d. fucultofi ftrrl dtfpenfA^, 
tamper honsBo> preT^ _, ^ ^ i pot^ert donate per ram<ir 
dt Dio « Gra,n cuv'wpta nacqut ne 'Lettera.n di hauer fe-~ 
€retO' m quefll tempi tanto necejjarm y € tanto maggior-^. 
menu » qunnto) haucuam notitta della fujficten%a del Zec^ 
an. ^ Mcdica di a/alare^mordmam y, ^ nethfua pi^ofef^^. 



' r> I FA K N A S 0, 3tr 

0one Jcrittdr molto eccellente , Et all' horn che iutti cr^]^ 
dmcino , cbe U Bjcetta confifiejje In olij ^ m elettUitrJ/ y 
in polueri > ^ tn alt re cofe medictnalt > in mjinlto ri-* 
mdfera merau'igltat't qnando yldero > d}€ U Z^ec-ca d^ucu 
lora run rltrattO' dipinta dat naturale > di njyi galanl^ 
htiomo y alquale il mat France fe ham a mangtato d na^ 
Jo y ^ che infegnande /7 modo da njfar quella Kicet-^ 
ta y diceHity che nel punto medefimo y che altrivolea. cori-r 
car fi con Donna di fo^etta fanitk ^ di feno jt cauajf^u^ 
d rltrattO > che daua loro y quale tdttp quelli ^ che fijfa^ 
mente hatiejjero rimtrato y e contemplalo y erano ficim > 
€he quella medicma pigltata cdn gli occhi operauay chei^i^- 
modo alcuno da quel bruttijji'mo morbo non poteuano ef- 
fere infettati. Si fono trottatl huomtni curio fv y che fu^ 
hit fin corfi a far I'e/^erienz^ di quella nuoua ricetta y 
^ ajfermano hauerla ritrouata eccellente : percioche iga- 
lanfhuomim , che nel maggior ardoredelk loro lihidinlpf- 
famente rimirauana y (^ attentamente contemplaua?io qud 
ritratto'y fiUeuando il penftero fipoltanel fiinga delUcar-^ 
nalita alia, cognitiont della. perpettf^ ijergogna y che aU 
trui arrecaua la perditadel nafi ^ ornament o delta }ac-^ 
cia y figgiit J e- flan?:^ proprijjjtma delta riputatione^ y 
mentre penfauana y che per gola dp run boccone y che fi 
bene: nel maHicarlo i faporito y rtefie pot fetente y e 
dij^iaceuolealla^ fiejpt imrnaginatione^allhorxchefi e inghiot^ 
tito > altri poneuafi Bejfo a rifchio di cost grannjergognay 
neglt huomni timorati delta propria nputatione di modo (l 
JmoTTi^auaogni dejideriodi ca»'ndita.^che tojfejfo inconfidera^ 



sii RAGGVAGLl 

uJfimoiBrumento delle Libid'mtyancorche djfatto pr'tuo di 

giudkiOie dt dtfcretmeytanto ft Jpmentam dalperi* 

€olo , che in quell' at to correua il fuo dtlet tiffin 

mo torreUtiuoy the anteponendo la fk^ 

lute di lui a qual Ji n^oglia pro^ 

pria dilettatione , piu precU 

pitojamente fi rincon* 

centraua nella ^x 

fuAcafay 

€he non fanno le Tarta-^ 

ruche y quando fento-^ 

no la [una del* 

le faff A* 

te. 




I LET- 



D I P A RN A S 0. 



sn 



I LETTERATI DI PARNASO 

con folennitagrandecelebrano la fe- 
lla dedicaca alia pregiaca fron- 
dedeirAllorOe 




\AGGFAGLIO L XXX IT. 

ON pompdi ^ dUegreT^ iirdordimrid 
de Letter ati tuttl ^ h'len fti celebrato tl 
folenne gwrno dedkato allapregiatafron^ 
de del Laura ^ fefta fin da quel giornOy 
che fegui it cafo memorands di i:)afhe,m^ 
Httutta in Parnafi , per e filar ar la men^ 
te difiua Mae ft a ^ che molto fi afifiigge per la ricordan-^a 
di cost lacrtmemle ^ietamorfofi , Nel qual filenne gwr- 
710 folo a Poeti :, a gl'Imperadori , ^ a gli altri Heroi , 
e lecito coronati entrar nelT atiguHifiimo Colleolo de 
Letterati ^ mentre quelli , che non hanno meritata U 
dignlta di cost nohil prerogatiua j affine di non pro^ 
fanar con le nude temple loro la fiole?mita. di tanto gior^ 
no :, non pojfono njficir di cafia. France fco Petrarca y che per 
'mtica prerogatiua dalla Maeftk d' Apollo ha ottenuto cosi 
fegnalato carico ^ in lode di cost bonorata fironde hebb^ 
njna ornatifijima Oratione. Ma mentre egli horaua^ cafo moU 
to fimgolarefiuccedetteacosi honor at o Poet a: percioche dope 
che con Encomij molto efiaggerati hebbe commendata plant a 
tanto cara a fna M^esi^ , che fino ryien ri^ettata ddl 

fulmine 



j-U ^ A,Q\Gy^V. A Gil 

fulm.nc cekBe :, (^ che hebbe efaggerato il nomliffimoVrli 
^uile^io y <:h'ella gode di fola coronar te temfie degl'Im^ 
peradori ^ ^ ded'i hmm'mi pk gloriojl s con ^nn moU 
to lun^a ^ a^ Acerha, miiett'ma. jl diJiefe contra I'tgnor^n-- 
jr4 degt'irifdlci temp prefenti y ne qudl le huone lette* 
re grmdemente efjendo caUte di cred'ito ^ qnella medefi- 
ma famojjjfima Fronde j, che ne tempi piti njirtuofi fu> 
hauutA in tanta^pregio ^hora dairignorarizjt de gli huO" 
mini moderni j, cost hruttamente njeniud fchernitHythe non 
jhlo fe w fetiiuano per fegno di njdifjitne bettole y mcu 
non ft ^vergognati'Ano poria negl'intingoli y ne' gnA'^'^ 
^tti y nelU gelatin a y nelle anguille y i^ fino traifega^^ 
detti fatti ArroBo ^ Con tanta, commotion d'animo y ^y 
compt^ntion di J]?irito ji raconto il Fetrarca dilprezj^i ta,n^ 
to fegnaUti p che fopraffatto da yn deltquio d'cinimo gran^ 
dijjlmo :i tramortito cadde nel pulpito y onde I'Oratione ri^ 
ynafe imperfetta s C>' a cost grande Oratore non prima ri-r- 
tornarono gli Jptriti finarriti y che la hellijjtma Madamau 
laurel tutta dolente non ji fn recato in feno il fuoama-^ 
to T^oeta . Sommo bono re Apporto al Petrarca quel cafo J 
come quello y che chtaramente fece toccar con mano a tutt9. 
il Collegio de Virtuofi y quanta intenfamente egli amajje^ 
aue/rhonorato Lauro y che ne\fuoi ^verfi con tanta ele-^ 
ganza Italian a hauea lodato . Ma accadette y che fubita 
dopo il cafo di cosi gran deliquio y nelle Colonne del Forti^ 
CO n^elfico fu trouato attaccato njn diUico molto pune 
gente nel quale fi diceua y che non per dolore delle ingiu^ 
rtefatte alia fronde del Lauro al Fetrarca era fipra^ 
uenuta quellajincope^ma^er la ricordanz^a del foauijfim,^ 

bocconc 



^ / n:> A R K A S 0. 3}J 

ioccone de t fegdtellt :, (^ it DiHico fn^ il fegnente^ 
Non amor hunc Laur.T, fed arnica ieiufcula Lauro 
Quern niemori ipirant , ^xanimauic odor * 

J pnhblki ajptggtaton delta Poefia ^ di or dine e^^refo df 
Jka ^iZefta ^ pofero al paragone quel due ^verfi Utin'ty e 
C'hmramentt conobbcro ^ cUcrAno fcaturki dairabbondante^ 
njena di Martid^:, ilquale poco apprefj'o fn catturato. ^It 
hora d Petrarca accompagmtto da, ^vn fqundrene di Poetl 
Itnliani ;, fu n;edmo correre verfo H Pa/a^^ Rea/e > g^ 
temendofi ^ cIk andajji per quer^Urfi cmtro Martiate yglt 
fi fecero incontroCdtuUo :, Tibullo ^ ^ Prapertio^ che pri- 
ma i'abbramdronoy poi Hrtttamente lo pregdronOy the did 
■gloria 2 che git hmeua recata it cafi fuccedatogli ^ mentre^ 
orau^j (^ggif^ngefje anco U molta riputatiGne ^the apprtjfoi 
Virtuoji tutti gli apportarebbe il pigliare p-er ifcherT^ Poe^ 
tico J, // diUico di Martiaie : e di piu^ li ricordarono ^ r// 
all'hora ^ ttuto il Monde fi moflraua j che tmgiurie dettt 
da i dic^ci Poeti non toccauano d tuuo del njero 3 quan^ 
do altri Japeua riderfiney ^ chefi)l le yere pungeuanoy^ 
ft cercduano yendicare , ,^eHi \Poeti dal Petrarca nonfu^ 
rono afcoltati ^ ilquale t tit to e facer bat ri^ofe loro ^ chz^ 
negli Htidlj fitoi hatteua imparata la <-virth di non ojfen^ 
dere alcuno ^ ma che tanto tronandofi punta non fapeua^ 
perdonare . Onde tnfocato d'lra , e di defiderio di 'vendetta, 
fi prefento auanti oApolloye con acerbe parole efaggero I'm- 
giuria^chehanea ricemita da Martide : contro d^el quale cosl 
fattamente incrudeHfiid r^lae^a^che lo condanno aWefilio 
perpetuQ di Parnafb ^ a^ fuo diftretto. E di gia ft ponetiain 
efecutione la rigor fa Sentenz^ y quando dall' aAumcato di 

Cc€ S^tar-- 



^m. RAGQrAGLT 

Martiale /"h prodotto t^^^ Motu proprio y moltl anni prll 

mil fuhblkcLto daJUa Maefia j nel quale fi ordhiaud ^ the' 

njn motto y anconhe pt^ngenr^ ^ pur ch'egli fajjl sp'mtojih^ 

elegante y <-vmo :, facet o ^ e che hatiejje fde ^ (^ che non. 

€<in a?2imo premeditato penfktamente con malignita fofji 

detto y rthi fublto drimprotufo foffe ajfcito dalLt rvmacita. 

d'njn ingegno pronto ^ plu to Bo merit ape lode ^ (^ com^ 

7nenddtione j, che caBigo y c&me delitto ^ che nafieua- an^^ 

dalla nj'mac'tta deltingeg7io y che dalla maligmta deltani^ 

me : poiche ne mem gli huomini prudcntijjlrm haueua^io U' 

^'irtU' di faper mghiottit quel motto facet o^ @r faUto^ chs 

dalla pronte^T^ d'ynmgegno arguto ejfendo Bato- 

J^'mtOitlliV Imgtia :, fe l?en per infiiiiti ri§f)etiu 

non- dduetiti efere ne fcritto ^ ne 

dettOyper la- fwa moltiipro72^' 

te-;^a ^ ^ njiuacitA 

mer'itaua non- 

dimeno 

d'effer letto ^ (^ afcoltAtP 

dagli huommi 



cur 



'^ioft . 




HAVEN- 



© I "TAR N -A S 0. lit 

AVENDO APOLLO 

fommamente commendato il decreto de* 
Potentifliini Rcgi di Spagna, chegli Auuo- 
cati , &i Procuratori non poflino paflar 
alie Indie, i Doctori di Lcggi grauemen- 
te fe ne qucrelano con fua Maefta . 

KAGGFAGLiO LXXIX. 




N per lo .gou^rm folo eceellentijjt^ 
mo delU MdeBa d' Apollo ^ ne per-^ 
che egll fin habhato da i pm fioritV^ 
gf McappAti higegni deltUnmerfo ^ ^ 
felice Id Bdn?:a di Pamajo , ma, per- 
^ che refqutfitezja del njiuer Virtuo- 
fq^ la perfetthne di tutti i piu ho7i^^ 
r^di cofurni ^ e la efq^uifite^^ di'tjuelle p'mec'cellentiLeg-^ 
gi J che Jparp fi tfouano per I'Vniuerfo ^ con diligen-T^ mu 
'Tahile fi ^eggono introdotte^ g^ ojfieruatein quefio Stato^ 
Merce :>che quetli ^ che nji habit an o ^ fono obUigati por^ 
^arui le pm prcgiate njyan%€ deUe patrie loro s cofiame s, 
-the tantd ^^tili'ta ha apportata al pri^ato ^ cost gran rip ft - 
tatione al ptMlico :> che fi e 'Ven'Hto in chiara cogmtione , 
x\ie qtulla pHo ditfi patria felice :> nan che con le propriejna. 
<he rxjineconle Lcggi fcelte da tutte le pik ciuili nationi. 
Ejjcndo dunque -flato riferito ad <^f)ol!o :> che i potentijfimi 
'^^egidi S'pagtM fiueramenU hunno prohibito yche airindk 



non 



3 8t ^ ^ ^ G V A G L I 

Kon poffno pajfiir oAtiuocati ^ e Procuratori :, nomino fimife- 
Edit to fdvtiljimo > e fammar^ente lade l^ Pitta di qud 
fdntiffimi Monarrcht j che njerfi il Mondo Nuouo hauvjfero 
mo fir at a la car it a di yoler prefer Mario da quel morbo j ch^' 
di tante lacrimemli controuerfie ha riempito il Vecchio . 
Onde fua Mae Ha ^ cornando fabito ^ che Editto tanto ec^ 
lellente foffe vegiprato in yna tauola dt met alio ^ la quale' 
ad eterna memoria fojfe pot ajfijfa nel foro ^lajfimo:, allato' 
le dodici tauele delle famof^JJime L^ggi Komane . Non [i 
deue Ufciar d'auuifare ^ che per cosi fatto camandament& 
grandemente fi commojpro i ^ottori di Leggi y iquali a 
Sua Maefta firettamente raccomandarono [indeyinita della 
riputation loro ^ dicendo- ^ che quando noh I dHefJero otte^ 
7mtA la gratia ^ che fi deft fie fje dalla pubblicatione di quel- 
la Legge ^ fi daua occafione a molti d'^imitar gli Anconu 
tani s i l^hrcim yiKccanatefi j CJ^ attri popoli , iquali coi^ 
non piccolo dishonors delle buone lettere dd configli lor& 
haucano cacciati quei Ciureconfulti ^ che daglt altn popoli 
in tanta ammiratione erano hauuti y chefermamejite ere- 
detta7tOy che fe-fiZj, il PLACE T di njn Jurifpertto non 
fofe pofiibilc ^ che altri potejje dire y e far cofa y che fieffe 
bene i e che tanto piu njiuamente fupplieauano fua MaejlZ 
ad haui^r confideratione alia caufa loro y quant o fi tratta- 
ua dalla Bejfa indcnnitk delle facr of anti Arte Liber ali y le^ 
miah gli fliidmft tuttt delle Leggi con f?efe grandly e con^ 
fatiche imrncnfe tanto fudauana per apprendere . Mira- 
hdmente ., control' op.nione do^nnjno^ fi alter}) Apollo per 
quelle ifian%ie y e con fdegno grande ri^ofe a quei Dotto-^ 
ri ^ che furtcmcnU fi marauiglioHa ^ ch€ alia fua prefen^:^ 

hauef 



T) I P A R N A S 0, 3§p 

haaejfero ardito dire ^ cliejji fudauano ^ e §j)end.€Uci7io per 
dpprendere I'Arit Liber all j, quafi che al Mondo tHtto?207i 
fojje noto tEd'itto Delfico ^ nclqunle lo Htid'io delleLe^g'^ 
non Arte liberate ^ ma ft dichiaratm ejjer mefliere yO" ar- 
te njeramente Meccanica j, nel Mondo mtrodotta per af- 
fliggere il genere Humano ^ Hudiata fenzjt dilettat'iGne di 
anirno ^ fen^:^ ^fecuUtione d'lnteUetto ^ e fen%a, 11 tan to 
vecejjario in tntte tottime fcien%e aiuto dellc Serenijjlme 
Mtife y e fob efercitataper mera auaritia di gikadagno^ per 
ingrafjar di fcudi njn porcone ^ ilqu^ale fe ben totalmentc 
era priao di quella T/iuacita d'ingegno , che tan^ 
to amano U bmne lettere _, per gmnger 
nondlmeno ad ejjere njn grande Auuo^ 
cato folo gli hasiaua hauer njn 
ceruellaccio dibue^yna com- 
plejjionaccia diFacchi- 
no ^ che franat- 
mente re~ 
JiBeffe alia fatica di 
tiroi' U car^ 
retta. 



I MAG4 



'^■^ 



R A G C V A G L 1 



MAGGIORI LETTERATI 

di Parnafo ad Apollo chiedono , che Ta- 
cito nfaccia i libri, che ne'ftioi Aiinali,,c 
iiclle fue Hiilo lie ii fono perdiici. 




\AG OVA OLIO LX^XXIK 

lERI 't pm prmcipali Letterdti di 
questo Stdto di "IParnafo ft congre^ 
(^itror/o nel pubblicQ "Ginnafto ^ e dqno 
hauer h,<LUUto mfieme lungo ragiond" 
mento y concor dement e ft prefenta,^ 
ro?iO auanti Iti Mae Ha di Afollo^^d^ 
quale Pictro ZJittorio gran Leiti- 
irato Fiorentino : a -nome di tutti dijj'e : che qt4,e' Z^irtuofis 
che ftia Maefia ru^deti.a j Immilijjimamente lo fiifplicaua^ 
mo di yna gratia :, la piu famrita^ che giammai hmejj^ po^ 
iuto concedere a fuoi Letterati s iqnali con a7narijfime U^ 
■crime continnamente piangendo I'infclice p^rditayche lebuO" 
tie lettere h anno fat to della maggior parte de gli oAnnali , 
€ delle H'lftorie del Padre delta prudenza Htiman-a ^ e del 
njero iniicntor della modcruii Politica jCornelio Tactto^hu-^ 
:milijjimam€nte lo fcongiuratiano j, .^ comanddr a queinmomd 
tanto eccellcnte^cbe nfarciljei danni ^ che I'lngimiade tem^ 
jfi hauea fatta alia fna riputatiafzey (^ .alia pubblica njti- 
Jit a dc Virtue ft ^ rifaccndo tntto quello j che hoggi manca 
^in Auellc cccelkntijjime fatiche . A qucjia domanda ^ l^u 

qual 



25 / P A R N A S O. j^j 

quat tnttd ptxreitd ^irtuofi ^ contro qucllo ^ che o^?/''-z^nQ 
Ltuerehbe creduto , U I^Lufll d: aApolh tutto fl rcxca,t}ric^ 
lib J onde con apparente altera.tio'ae dianimo con rishoft^ ^ 
miel ignoranti Lctterati ^ adnnque non nj'i fare ^ che I 
Trenc'ipl del Monda pur troppo ficno bmni Statisit ;, ch^t^ 
tnagglori Cotton li deji derate in quella fc'isn-x^ y nclta qua- 
le J per '-voftra '-ultima miferia ^ filo peccano ml fapern^ 
troppo ? poi che dcuni di ejjv con let pratica di yna T/f- 
vamente Diaholica ^ (gjr wfernale Kagion di Stato chiara^ 
mente ji n/edcyche hanno posio in ^tima, confiifione le co^ 
fe Sacre ^e le profane . Dunque le comuni inifcne dt tan- 
ti fcandali ^ che per I'acevbo ^ e molto Hirato Gouerno di 
dcuni Prencipt fi n^eggono najcer al Monda ^ non nji 
hanno ancora tanto aperti gli occhi ^ che conofciate j che U 
moderna Politic a tutt a farina, del voiiro tanto ddetto Ta- 
cit o^a gM-i fa dicont agio fo morbo ha appcftato il Mondo? Nom 
fiete ancora ben uenuti in cognitione^che la prefente Ra^iofi- 
S. Stato con laqu-alepiu tof^fonofcorticati^che tofatiXuc^ 
chiati yche munti^ ^f?'^^jfi^ che gouernati rnolti popoli ^pur 
troppo da fe effendo efor bit ante , fern ma ignora?iza e defi^ 
derarla piu arrabbiata ^ e non njt pare y che dal crudel 
gouerno di Tiberio y e dalla rapace yita di Nerone y tanto 
efattamente fcritta dalyoHro TaatOy alcwni modernrTren^ 
dpi habbiano cauati Precetti nobilijfimi da rodercy e radere ^ 
che^orrefteyche hauefero commodita di njederfe nelle nji- 
te di Caligola y e di Domltiano y che folo accio perpetur.-- 
mente sieffero afcofe le obfenita , e le crudeltadi y che 
yfarono quei fi-^^i moBri di Natura y la Maefla di Dio 
feryoBro grandtjfmo beneficio haeslermmate dal Mondo^ 

poteffero 



39 2 R A G G V A O L 1 

potcffero caudr qualche recondite Precetto da far pm Lugu- 
hre it ^mnto alto deltamara Tragedm delta njoflra ferui^ 
til'. Felice '■uadagno^o njirtuofisfer lo Mondoe Jiatalaper^ 
dita ^ che ft e fatta delta maggwr parte delle fattiche di 
Tacito 3*come heati fi potrehbono chiamargli huomini yfe ne 
meno ft trouaffero quelle infelici reliqtm ^ che per njltima 
calamita del genere hmnmo forjo aua?2'K^te ^ (^ il Mondo 
fojje gouernato con la modesiia:te con la femplicita de Mo-^ 
varchi antichi , che ftimarono gli huomini creature ratio-. 
7iydi ^ non con facerbezjjt di rnolti Prencipi moderni 3 che 
apertamcnte mofirano credere :, che fiano Uftteda due gam ■- 
be ;> cost create da Dio folo per beneficio lore ;, co- 
me fua Diuina Mae Ha no'n per altra cagione fece nafcere 
i Sorci al mondo ^che per ingrajjare i Gatti, <^a M. ^Pie* 
tro Vittorio poiche njeggOjche anco yoiftete delnumerodi 
quelle buone perfone ^ che defiderano Tacito intiero ^ conten-^ 
tat mi ^ che con ejfo ijoi ^ che hauete parlato a nome pub-^ 
hlico J to dica quattro parole in priuato . Non pare a uoi^che i 
f-voHri Prencipi con lafola prima Carta degli Annali di Ta- 
ctto^chetanto benefludiaronO:,efcpperoporrein attopratico^ 
fteno diuentiti gran Medici per curare il Canchero delle fe- 
ditioni del popolo ptorentino? Felice il mondo tutto^fe Ta- 
citohaueffe fempre taciuto.Tero co'yoftri Letterati a?2da- 
teuicon ^10 ^ che a me crepa ilcuore di njeder che anco gli 
huomini nafcono con I'infelice calamita de Tordi. 



HA. 



D 7 f AH N A St 






HAVBNDO APOLLO HAVVTO 

auuificerd, che grignoranti aimano 
contro le buone letcere , egli anco- 
ra fi mette in punto per difen- 
derifuoi Virtuofi. " 




XAG GFAG L 10 LXXXF. 

Sofpetti di guerrn^ che da moltimeZ 
fi m qua hanno hauuti que fit Lette-^ 
rati :, fi Jono finalrnente Jcoperti o/^- 
riy per che il corriere :> che il Martedi 
notte delU fettimma pajfata arrim 
dd Apollo oporto lettere di molti Pren^ 
cipi njirtmfi:, con I'aumfo certo ^ che. 
gtlgnoYanti armauano contro le bmne Lettere j e che dlgi^ 
bdueano fatta leuata di molte miglmia di Barbari ^ capita^ 
iiffimi nemici delle Serenijfime Arti Liberdi . All'aumfo di 
ntiotM di tanto rilieuo Apollo rinfor-T^ fubito i prefidij deU 
le import antijfime piaz^e di Focide, di Pindo ^ e Ltbetro , 
c:?^ apprejfo comando all^Ariofii^, ^* d IBerm ,che quanta 
prima ajfoldapro due Ter-^ di Poeti Satirici Jtalia^* 
ni ;, e che I Ter^i de' Poeti Latini di Perfio , e di Gid-. 
uenale per trouarfi molto fcemati di numero ^ foffero 
riempmti di Poeti ajfoldati m Italia ^ che molto abbon- 
da di fimU forte di ^iditia : a^ apprefo dichiaro Tor- 
quato TaJ]o Collaterale degli huomini d'Arme de i Poe^^ 

Ddd ti Herd'' 



^94 %A G G V A 6 L T 

^ti Heroici Tta/iam j i/^mle fuo Luogotenente notn'mo Ber^ 
fiardo fio ^adrC:, nputandofi quel hmn <-vecchio a fom-^ 
mo honore njbhidire a cosl gran Flgltuolo. Virgilio hebb^^ 
il carico di Generate de Poeti Heroid Latini^ e fm Luo^ 
potenente fu' Lucano. Annihal Caroinyna gran concorren" 
Zjt di pm Poeti j, tutt't delta prima clajfe :, pm a'mtato da i 
ga^ltardl famn della Serenljjima Cafa Farnefe ^ che da i 
fuo'i meriti ^ ft^ dlcb'tarato Generate de Poeti Lirici ltd- 
I'lan'i: ilqual carico far ebbe ftato dato at PetrarcajatCaL 
idiccioni j, o a Monfignor dalla Qafa :> fe I' habit a loro fofje 
Hato capace di par tar la celata^eyeslir la coraT^a. Hora- 
tio da Venofa ^ a ruina ruoce daWejjlrcito ^ejjo hebbe il 
^eneratato de' Poeti Lirici Latini , Mafiro di Campo Ge^ 
verale di tutto I'efercito fu fatto Vegetio ^ Sargente mag- 
giore Giulio Frontino :, aAntefignano poi dt tutto il campo 
con cvn Fiammeggiantijjimo Hendardo Generate ^ done era, 
lafamofa infegna dt njn libro aperto ^ fu iichiarato it fa- 
mofijfmo Giouan francefco Pico Cente della Mirandota y e 
Omdio Nafone fu fatto theforier Generate ^ c^' appreffofu- 
rono fatte tutte le attre prouifioni ^ e ^editioni necejfarie 
per tanta guerra, Dt modo che dt prefente cApotlo ft troua 
hauer in campagna njn efercito di njirtuof cost formida- 
hile y che ftcura fi tien la njittoria in mano : ma a cosl 
gran corpo dt militia ^ manca I'anima del danaro. E perche 
il confeglto propofio da alcuni dt gettar pubblici Datij fopra 
i Popolii per prouedere a coslyrgente nectffitk:, com.e per- 
xitiofiJ[imo fa detedato ^ e detto effer cofa calamttofa ^ e 
f'tena di mamfeflo pericolo alFhora con nnoue grauez^ dif- 
gufiar iPopoti^ che far farti fnoi confiimti detiono cffert^ 

atle^e^ 



^tdleggeriti y e che non era foj^ihile nelle turbulen%e dell^ 
gnerra faluar ijno Bato affalito da potente nemico Hra^ 
7iiero 3 che Jta habit ato da Topoli mal foddisfatti. La cu^ 
ra di prouedere d d^naro da Apollo fU nmeffa al fh(f 
real configlio di guerra j> dq^u^ale m poche bore fi appiglw a 
quel part'ito ^ che in infinito e abbornto da t poco intenden- 
tiy amatOy e fommamente lodato dai bmni Politici ^ di in- 
feudare i luoghi di poca import an'^ ^ ma confidenti ^ e Ion- 
tarn da i confini de nemici . Cosl grande e Bato I' amor e di 
ognnjno njerfo le buone Lettere^ cofi intenfo I'odio contra 
gt Ignorant i y che i Popolt di Parnafiy per afficurarfi di nen 
capitar lord in mano ^ e di non njeder in faccia qtiell'hor- 
renda beflia ^ quello fhauenteuol moflro di natura^che tan- 
to e ^laceuole a i njirtuofi ^ di yn huomo, che non fappia^ 
leggere y e fcrmere ^ che non folo quei luoghi y che daApoU 
to erano flati notati per alienarey ma quegli ancora^ che non 
trano m liBa y corfero a fua ^laeBa y e per gratia fpecia- 
lijjtma chiedettero di ejjere infeudati . Solo Efifi con reni- 
ten?:^ ftngolare apertamente ricuso di far la njolonta d' A- 
■folio J di che fua <^^Iaesla f alter o di modo y che ejfendoft 
auueduto y che con le piaceuole%^ deWefortationi in que(^li 
huomini crefceua loHinatione di non ijoler njbbidire y Bi- 
mo CO fa neceffaria njenir all' at to della forzji : dell a qualt^ 
rfolutione il Popolo di Efefo da molti fuoi amoreuoli njir- 
tuof effendo ftato fatto auuifato y ^edt fubito a fua Mae-- 
BX njenti Ambafciadori y tutti huomini fegnalati y e prin- 
cipali foggetti della Cittay iquali efpofero y che la fedelif^ima 
Citta di Efefo cosl prontamente con le ^jite y e con le fa^ 
culta de' fuoi Cittadmi ijoleua concorrere alia difefa della 

Ddd 2 Stato 



>^^pj RAGGVAGtl 

Jlato njirtmfo , che gratia particoUrlpma ^ e dom fopri 
modo ftnmUre y haurebbe BimatOyche in quell' yr gent e bi- 
fizpo fua Maefia faceffe yendere all'mcanto le fMliche^ e 
frtuate faculta degli huommi di Efefi:, e che il riti\uto di 
effe co?j/e^?2affe a' faoi Thcforierl ^ fer le necejjitadi delldj 
^merra : e che la renitenT^ ^ che Efefo faceua di rion njoler 
-effere mfeudatOynonnafceua^perche m ejjo yerfo faaMae^ 
^ilk non (i trouajfe la debtta njbbidie72Zjt ^ e nuerfo le bm^ 
me lettere la foltta affettione ^ ma perche ficu,ramente pre^ 
uedcuano di doner effere infetidati ad yn crmlelijfimo Ttraru 
"Tio y la Signoria del quale per quella carita y che doueano aL 
la p atria y alle ^ite ^ (^ alia ripi^tation loro ;> erano rifo^ 
luti di doner fnggire ^ anco con ejporre tntte le cofe lorQ 
fit', care al manifeHo pencolo delle pih precipitofe romne , 
Apollo talmente ben edificato rimafe degli huomini di Efe- 
fo y che ad njno ^ ad njno abbr actio gli Ambafciatori j, la 
pronta ^olonta de quali lodo con efagger ate parole di rin- 
gratiamenti':, a^ apprejjo dijfe loro ^ che per ajficurarli da 
cgni mal trattamento ^ che hanejjero potato riceuere nella 
^uoua Stgnoriay tutto che da Seneca il Tragico hauejfe ofer^ 
ta molto grande y che nondimcno njoleua infendarli fotto il 
dominio del placidtpirno Ouidio Nafo?ie ^ tanto affetiionata 
della p atria di Efefo ^ quant o fapeuam tutti i Virtuofi^ dal 
(quale potcuano afficurarji^ che farebbono Bati trattati con 
itgnr forte di poffibilehumanita. A que Ho rifpofero gli Am- 
hafciatori y che fupplicauano fua Mae Ha a ricordarfy cho^ 
mientre Aufonio Gallofu lor Prencipe ^ gli huomini di Efe- 
fo perpetue gare hebbono con ejfo luiy il fine delle quali fu, 
.^h^ (km difmH it ^ di <vrr^ogna lo cacciarom di Stato^^ 



H) I T A t N A S i^: 397 

e che hom che fud MaeHa haaea notitU deirimportantiffl- 
mo 7'iJJ^etto y che moi^ea il Popoto di Efefi ad hmer mjbm- 
mo horrore U miou^ainfetd'datione:, facejje U fu<t nuolontit^ 
clxe di hmna. yoglia eratio nfoltiti fojfrire ognl caUmita p'm 
toflo^ che darglt dufguHo. ^esle ragioni ^ con tanta gene- 
ropL humdta dette dagli AmbaJcUdGri talmente- conmnfe^ 
ro Apollo :> che llberdmente diffe loro ^ che nj'mejjero ficu^ 
ri ) che Efefo nan mai da dtri furehbe Bato comandato ^ che 
d(t Im Bejfoj ^ il tuttOyperche bentjjimo conofcena ^ che^ 
que' Pop oil J che haH€a?Jo caccUto il Prencipe loro di StatOy 
ethat^eano maltrattato^ con fommii ragjone haueano in ifpa- 
uento U fecondci infeudatione : merce che ogm Prencipe 
nmm ^ per mitijjimo:, e piacemlijjimo ^ che egli ft fojje Ha^ 
to :, per afficfcrarfl di non riceuere i medefimi mall tratta- 
me?iti ^ che erano Hatlfttti d fuo precejjore ;, di necejjitd 
glifacetia di hifogno di yfare U feueritk :,e tutti que" cm^ 
dell rifentimenti y che dagli aufieri Re di Aragomu 
rice tier ono quei feditiofi ^ ^ inquieti Baroni 
'Napolita?ti ^ che ardirono di conuertirs 
I'ohbligo diybbidire ai Re loro 
in n^nati'dra ^ <^ Jcan-m 
dalo/a mercatanzja 
di BrApAZs- 
T^rli^ 



3^i 



R A G G F A G L I 



GIVSTO LIPSIO, PER EMENDARE 

il fallo di hauer accufato Tacito,cosi inten- 
famenteroiTerua^cheappreflro Apollo vien 
imputatodildolatrarlo. Ondedopo vn fin- 
to fupplicio da fuaMaefta alia fine e loda-- 
to, &ammirato. 

T^AGGVAGLIO LXXXVL 

Pm curiofi Letterati di quefio Stato moL 
te njolte hanno notnto ^ che alfhora che 
njirtuofo dcuno fer frdgilita humana 
commette qudlche mancamcnto j> per lo ^ 
Bmento poi ch'egli ha delle dttionl <-ut^^ 
^^^_ ^^__ tiofe .tdmente con cdderneltaltroeftre-i 

7no lo correzge ^ che non mancano molii ^ iquall ajfermano; 
che Democrito non gta per kneficlo dell a contempUtwnefi 
cauafe gli occhi , ma per emendar tlfallo , nel quale era in^ 
corfo di lafcmamente pm di quello ,che ad yn Filofifofuo 
pan fi contieniua.hauer^vagheggiata njna belliffma gioua- 
ne: e tra i Virtuofi eanco fama, che Harpocrate, per cor- 
reorrcr il difetto del moltiloquio ^ del quale tn ^on co?jmto 
grandcmentefii hiafimato, cadeffe neWaltro cfiremo di non 
parlar mau Ne la fentenza del Poeta, 

Dum vitant iUilti viciajin contraria currunt:, 
deue effere fiimata njera ;, poiche nel cane y che dall'acqua 
bollente Jeticramente e Bate fcottato ^ per fornma pruden- 




_ 

i 



J> 1 P A K N A S d. 3PP 

^ e gmdicdto lo Barfi ritirato in cafa quando pioue j co^ 
me anco e cenfiglw da hmmo accorto Imuer in jpmento le 
mguille J quando dtri mortdmente e fiato morficato dalle 
ferpi. ^eHo ft dice ^ perche cos} grande fu il dolor e ^ co~ 
si fegnalato H rammarico ^ che fentl Giufh Ltfpo deltac- 
cufa J che con tanta fua infelictta diede contro Tacito ^ che 
per emendar fallo ^ che da Virtuofi tutti di que Ho siato 
fimmamente fu biafimato ^poco dopo ch'egli incorfe in queW 
errore^fu a trouarTacitOyalquale dell'ingmria fatta li chie^ 
fe humilijfimo perdono. Tacito comfcendo quanta riputatio^ 
ne altrut arrechi la pronte'x^ del facil perdono ^ con ma^ 
gnantmita degna di Senator Romano non folo al Lippo 
liber amente condono lingiuria riceuuta ^ ma quello che daL 
la bocca de Virtuoft tutti di queflo Statoha merit at o fon:~ 
ma lode^ car amente lo ringratio deltoccafione^ che It porgeua 
di far acqmflo di quella gloria^ che altrut arreca ilfincera- 
mente fiordarji I'ingiurie riceuute. Altantica, ^ fttifcera^ 
tijfima diuotione ^ che il Lipfio (Bato fempre partialijjimo 
di Tacito ) haueua port at a a cost fublime hisiorico ^ ejTen^ 
dofi aggiunta la merauiglta di tanta Indulgen'^a :, e la fa~ 
edit a di perdono tanto bramato :,talmente neWanimo dilut 
AUgumento tamore ^^ accrebbe lanjcneratione :,ch'egli pm 
della propria frequentaua la cafa dt Tacito , con niunaU 
tro Letterato pm li dilettaua dt ragionare ^ non altra con^ 
uerfatione piu gli aggradiua ^ non altro hisiorico pm cele- 
hrana ^ ^ il tutto con tanta partialita d' inter no ajfetto y 
che nella rarita del parlare piu cot concetti^ che con le pa^ 
role ^ nella breuita del dire Bretto^ graue ^ fugofi, fenten- 
twfo^ e folo a gl^intendenti chiaro ^con inmdia, e con odio^ 

dz^ 



^4^,, K A G G V A G L I 

'degli dim Virtuofi di queHo Suto dipendenti da Ckerol 
7ie,e dalla potentifftmafattione Cefariana ,che cm non ap^ 
fYomno, con tmU diligen'^a ft for^ma imitare , che non. 
Colo con yna od'iofi antonomafia ardiua di chtamarlo^ d fuo 
autore y ma difprezT^ando i biafimi d'ogncvno munaltnu 
to fa pm affettaua, che di parer al mondo yn Tacito noueU 
lo. MeftUffcttwne infolita negii amici , non^eduta yer^ 
fo t Padrom ^ e che eccedeua ogni pm fmfcerato Amove ^ che 
aim poni alfm fangue , tal gelofia genero negll animl del^ 
Mercero ^ dfBeato Khenano.di Tuluio Orfmo , di Marc 
Antonio Mnreto , ^ di aim amoreuolt feguaci di Tacito, , 
che neir'tntimo loro per mera inmdia , m.a come e coBume ; 
degli huomini finti dt ricoprir la paffione dell'odio prmato^ > 
xol manto della Charita n;erfo il proximo , fotto colore di 
Vve?idicar I'mgrnria , che li giorni pajjati il LipJIo haueua 
fatta al loro amico Tacito , apprejjh <^polIo del delitto me^ 
defmoiempieta inquifirono il Lipfto ^ del quale egli haue^^ 
ua accufato Tacito : facendo ftpere a fua maeHa^ el? egli 
■Tion come Amico amaua Tacito ^ non come MaeBro^ e Pa^ 
drone I'honoraua , ma che come fuo Apollo^e fuo Tuo /V 
doraua. ^^efla accufa , laquale com.e accade ne delitti della 
maefla lefa^per la fua atrocita con la fila querela njien^ 
proudtay altammte penetro neWanmo di cApollo ^ onde fua 
Mae fid grauemente dal Lipfio ftimandofe ofefoJalU cohor^ 
te Pretoria de IPoeti Lirici mcontmente legato di catene lo 
(i fee condurre , alia fua prefen^a i (^ appnfo con faccta 
fopra modo corrucciata, e con gefli grandemetite minacciofi 
tinterrozoy in qual concetto nel fuo cuore egli haueua ^un 
certo for-nelio Tacito, nato di runoglieraio da Term. zAci 
^ Apollo 



t>'i T> A R N A so: 4vr 

ApoSo rijpofe ilLipftOyche egli Bimdun Tacito C AntefignaZ 
Tto di tutti gli Hlflorici fenjati :, H Tadre della Prtideni^ 
humana ^ I'Oracolo delU ^em Kagion di StatOytlMaeHro 
de' Politici j, /'/ Corifeo di que gli fir itt or i 3 cl/entno arrina^ 
ti dlU gloria, di ^vfitr negli fcritti loro pm concetti ^ che^ 
parole ^ la ^era norma per irnparare a firiuere le attioni 
de Prencipi grandi con la dotta luce della ijera cagion di 
ejji ; artificio raro y e che filo era favttto da ipili nobdi Mae^ 
Bri dell' Arte hjfiorica y come quello y che grandcmcnte ren-r 
dcua gloriofo chi fapeua ^-ufarlo ^ dotto chi haueua gmdtcio 
di ben confiderarlo ^ I' Idea della ^verita hiUorica ^ // njero 
Dottor de Prencipi y il Pedagogo de Qortigiani y la pietr:u 
p)prajfina di paragone y nella quale il mondo poteua ajfag- 
giare il genio de'Prenciph la ftadera con laquale efattijjima^ 
mente altri poteua pefare il yero yalore degli huomini pri^ 
uati y il libro che perpetnamente doueano hatter per le ma- 
ni i Prencipi^ che yoleuano imparar I' arte di hen comanda- 
re y i fudditiy che defidcrauano pojV/der la fiien^a di beru 
'-vbbidir^ . "Da que Ho tant'affeftato Encomio y e da lodi 
tanto efaggerate facilmente Apollo <-uenne in cogmtione yche. 
il Lipjio apertamente idolatraua Tacito . Onde con ammo 
alteratiffimo y dunque y Lipjio y It dijje y in qual conto hau- 
rai tti me Padre delle buone latere y fupremo Stgnor delle 
fitenzj'-'y ajjoluto Prencipe deW Arti liberally Monarca d'o- 
gni njirtu, y fe con tanta empieta y e sfacciatez^ idolatri 
^z^no firittore , a git huomini bmni fopra modo odiofo y at 
profejfori deUa lingua latina per la nomta della frafi y per 
I'ofiurita del parlare y per la njitiofa bretcita del dire ^ per 
la dottrina Politica tanto crudele y do egli infegnuy fomma- 

E e e mente 



4^2 % A G G V A G LI 

mente efofo ^ con Uquale pm toj^o forma crudell Tirannl^ 

che Prenchi gtuHi j fUddit't njitiofi ;, che dotati di qmlldj 

femplice bonta yche aPrendpi tanto facdttail bmn goner ^ 

no degli Stati ^ ch'mramente n^edendoft ^ che co fmi emfi 

vrecetti t Prencipi legitt'iml conuerte in Tiranm ^i fudd'iti 

naturaliy che deuono ejfer pecore munft^etey trasformain^ 

rvltlojlffime Volpi ^ e d'a?iimal't y che U madre Namra coria 

fomrna Pn^denzjt ha creat'i fenz^ denti ^ e prim di corna^ 

conuerte in Lupi rapaci'j ^ in Tori mdomabdi ^ gran Dot^ 

tore delle fimiilationi y ynico Artefice dellc Tiranmdiy nm • 

%to Senofonte di njna crt^dele j ^ ejkranda Tiberipedia s 

rvero fabbro del njergognofo meHiere del ridere j (^ in- 

gannate y del Japer con factlita dir que Ho ^ che no?i fi yno^ 

le 3 d'altrtii eccellentemente perfnader quello y che non fi.cre-^ 

de J con iBanzjL grande chieder quello :, che non ft defide^ 

ra y e moBrare di odiar quello ^ che fi amas "Pedagogo rnu 

rabde per altrt4^i infegnar la feeler at a dottrina difipprime^ 

re i concetti del cuor <^eridico y e di folo parlar con la boc^ 

ca bu>^iarda $ iArchitetto delle fallacie y e £osl ^'nico 0^_ ec^ 

cellente autore dei gii^dtclj temerarij y che il pik delle njoU 

te alle altrui federate attioni ha dato interpret ationi fan^ 

te y e le fante ha canonizs^ate per diaboltche . Et tu filo tnt 

tanti miei fedelijfimi ZJirtmfi in faccia mi a yorraiy Ltpfio^ 

adorar per tuo T>io njno y che.ne ftioi fcritti apertamente 

ha moHrato di non haaer conop:iHto Dio f che tutto cjjen^ 

do empteta per lo mondo ha feminata quclla cmdele y e di^ 

f^erata Politic a , che tanto in f am a i T^rencipi y che I'njfa- 

no y tanto affligge i Popoliy che laprotiano, Jlq%ale noru 

mcno a ''Prencipi 3 che a Prinati ha mfegnato lo fceUrato^ 

modo . 



fnodo di proceder con le doppie?^ ^ e i'arte tanto fratido2 

tente di far quello ^ che non Ji dice ^ e di dir quello j che^ 

72on Ji <-UHol fare^ da, alcum pratkato folo per imparar Icu 

fcelerata dottrma di altrui col pennello di falfi pretejii di~ 

pinger lo nero per lo bianco ^ dt aggirar le genti con le faU 

lacie delle belle parole ^ e de cattiui fatti ^ d'lngannar ognv^ 

vo con yfar il rifo nella collera y ^ il pianto nelie allegreT:^ 

Xe 3^ di folo con lo feeler at o compaffo deWinterreffe mifr-. 

rar I'amore.j todio ^ la fede ^ i^ ogn humana njirtu j dcu 

gli huomini btiom letto folo per^zje7nr in cogmtione de" nuo^ 

uiy e cupi artificijy co quali neTeta.prefente I'lnfelice gene- 

re humano con tanta pubbhca calarmta miferamente e ag- 

gtrato ye per ifcoprire I'efccranda hipocrifia y che molti aper^ 

ti feguaci di arte tanto fi^lerata hanno adoperata per effer 

dalle femplici genti riputati huomini di fanti coftumiyancor 

che per yhbidire alle regole di Tacito facciano cofe anco dai 

piti nert Demonlj dell' infer no haunt e in fomma abhomina^ 

tione, Non ti auuedi tu^ Lipfoy quanto da che que Ho tuo 

Tacito ija per. le rnani delle genti molti l^rencipi fi ftano 

allo'ntanati dal mo do antico di gouernar i IPopoli con I'hn-. 

manita j e con la Clemenz^ ^ infiniti priuati dalla fchiette%~ 

5^^ dalnjmer Virtuofo? Non come ajfermano molti poco in- 

ttndenti cost gran parte degli fcritti di Tacito ft e perduta 

per li Diluuij delle genti Barbare ^ che paffarono in Italia a 

foggiogarla: auanti tanta rouinaerano mancati^non per ti- 

gnoran%a de T?opoli in que tempi tor bidi tuttioccupatincW 

efercitio delle Armi j ma perche quelle antiche genti , nelle 

quail njgualmente regno la fchietteT^ deli' ammo ^ e la pu- 

rita della nouella Religion Chrisiiana ^ abborrirono quello 

Be e 2 fcrit- 



^o> XA G G V A G L r 

fcrittorc j, che hora tamo e amato ^ che come ""ueggo ^ chi 
hal fatto tkj molti appertamente idoUtrandalo I'ljAn^Jo eret-^ 
to per lore njitello d'Oro, Jn ogni fua paitte e Tacito inde^ 
0710 d'effer letto dagli huomini bmni s perche di numer^, 
pm In Itil Jono l'empktk:> che le carte ;, le I'lnee ^ le parole > 
le filUhey e le lettered ma la vita ch'egli ha fcrltta di Tiber 19 
Trencipe degno del ^-genio di njn tale hiHorico ^ fa hifogno 
confcjjare che ajfatto fia tnfopportahile ^ laquale per fmgo- 
larifftmo beneficio del genere htimano ne pm occulti luogjn 
di Germania per molti fecoli ejfendo Bat a afcofa 3 con pe^ 
Siifera curioftta da njn Atemanno al monde tutto pm /i- 
tale del fuo compatriot a inuentor della mortal bombarda^ nel 
tempo medeftmo fu cauata fuoriy che quella nobilifjlma Pra^ 
■uincia comincio ad effer appeflata della feeler ata moderncLt 
■herefia : folo afflne che con prodigio tanto grande nel tem- 
po fiejTo ) che Nfecrando Luther trauagltaua le cofe facre ^ 
tempio Tacito fomnrtiffe I e profane , Scritti compitljfima^ 
mente fcelerati _y c^ yn tempo Bati perduti ^ perche noru 
fiacquero airantichita y (^ hora con gran njergogna dell'e^ 
ta prefente folo da quei medefimi l?olitici ammirato ^ chf 
eff'endo feguaci di tanta empieta, :, dal Mae Br delle falla- 
cie dott anient e hanno imp ar at a la dottrma di ftper fino al~ 
i'yltima njecchiaia trattener gli huomini di parole ^ pafcer^ 
It di fumo J empirli di njetito j, e coti le loro njaric ^eran- 
-s^ ridurli all'yltima mendicita : dottrma per certo iiiferna-- 
le y che dal fuo agricoltorTacito folo per beneficio de' Fren- 
cipi effendo Bata feminata ^ con tanta mgordigia anco dagli 
huomini priuati p njede hora abbacciata ^ che Tacito prima 
iAUtorfolo fiimato degno dirrcncipiJ;oracost pubblicamentt 



nja 



D I P A R N A S O: ^40 f 

fz^a per te mani d'ognyno ^ che finoi bottegai:^ &^ yf^c^ 
chim non dUltra fcien%^ pm moftrandoft intetzdent'i ^ che 
della Ydgion di Stato ^ con derifion grande di zArte dagli 
htiomim grandi tenuta in fomma rtpPit<ttlone ^ il mondo tut- 
' to fi njede p'leno di Foltt'icl LerciameB'ieri , Semmuo ri- 
maje d Lipfio per le rifentite parole di Apollo $ con tutto 
cio anco nell'ijltima coBernatione d'animo facendo cuore y 
€ ripiglmndo fiato^ d'ogni fuo fallow che per altro hauei^a^ 
commejfo:, htd^milijjtmo perdono chiefe a /ka MaeBa j, poi li- 
beramente dtjje : che tali erano gli obhli-yhi [not njerfo Ta- 
cito J tanto I'honore y che ^pprejjo d fuoi Fmmminghl ^ at 
Germani j a gli Ingle ji ^ a i Fra?icefi y a gli Spagnuoli y ^ 
a gl'ltaliani gli arrecaua quel fuo dilettijTimo fcrittore y 
che fe ben egli fin come fito terresire Dlo con tutto il cm-* 
re tamatia y e t honor aua y che per git^nger nondimeno a pie- 
namente foddisfar alTobbligo ft4>0y a^ per efattamente com- 
pire al debito della GratJtudine gli pareua difar poco: mer- 
ce che hauendo egli lafctati al mondo fcritti or dinar ij y le^ 
fole fiie fatiche fopra Tacito erano quelle y che gli haueuano 
fat to merit are laHanz^a diParnafo y e I'honorata famaim- 
mortale appreffo le genti: e che fe colui y che con gli alt mi 
denari efercitaua il traffico d'^una grofja mercantia nel fuo 
err ore era compatito y fe fino adoraua chi ognhora ad 
ogni fuo beneplacito poteua farlo fallire y quanto piudafua, 
^iaeftci merit aua egli di effere y fe non lodato y fcufato al- 
me7io-y ferie Warn are ^ <(S* honor are il fm dUettiffimo Taci- 
to trapajfaua i termini, tutti del douercy ^ del honeftky in 
lui folo Bando fondata la machma ttitta del credito y net 
quale egli era tenuto apprcflo i Virtuofi ^ Et che egli dopa 

U fue 



406 X'A C T^ A G L I 

il/uo mgrejfo in Parnafo da i Letterati tutti cost era flato 
amato ^ accare7:^ato ^ e fino riueritOj, che la fua cafa noru 
altrimenti che quella de' pm celehri ferittori era frequen^ 
tat a i ma che dopo che egli cadde nell'errore d'mimicarfi Ta^ 
Tacitoiib mo Statim relidum illius limen , nemo adirc :, nemo 
innafu ' folari .* che pero pm tofio che fcemar punto la fua yeneratio^ 
nenjerfo quel fuo Autore ^ ft canteijtaua d'odiar fe ^efjl) ^ 
€ morire : minor fuo danno Slimando perder la njita ;, che 
la grande%7^ della fama ^ dUa quale per lo wez^ di Ta^ 
cito fi njedeua effer falito . Talmente le parole del Lipfio 
cffefero I'animo d' Apollo :, che contro lui fcrnpre piu accen- 
dendofi di fiero fdegno ^ graueme-ate fi dolfe ^ che^ in fuapre^ 
fenza con affeueratiene tanto sfacciata piu tojlo hauefe mo-- 
Hrato ceruicacia dinjoler perfeuerare nelToftinatiofie di ec^ 
cejfo tanto nefando^che humilta di yoler piegarfi alia pent- 
ten"^:, ^ del f alio commefjo chieder perdono ^ e fopra egni 
altro demerito di quell' huorno oftinato non potette fua Mae- 
fia foffnre j, ch'egli honorata gratitudme haueffe chiarnatOj 
I'empieta deWldoUtria ^ e coflan?^ d'mcorrotta fede I'oBi- 
matione. Onde alia medefma cohorte de Foeti Lirici coman^ 
do J che fuori di quella Banza Hrafcinaffero qucWhuomo 
indegno di ^veder lajaccia di quel fuo Stgnore ^ ch'egli co^ 
si nelyiuo ofcndeua:, ^ che prima J^ogliato delle huont^ 
lettcre y ch'eglt ft trouaua pofjfedere ^ lo dichiaraflro ijer- 
go'^nofo ignorant e y e che apprefo come fceltratfimo idoU- 
tra t abbruciaffero yiuo. Gia U Lipfo era condotto al pati- 
bolo di tanta in f Ami a:, quando gli amici caramente I' e fort a- 
rono d rauuederft ^ ^ in njn tempo nicdefmo con chieder 
^nifcricordia a fua Maefl^z cercaffe di fduar la njita . (^ 



i:>'r P- A K N A s-^'o. %0 7 

U nffutdtlone, ^A(eJIa Bejpt dijperat'ione di cdfo tanto hor^ 
rendo manifeHciments jt njidey che a tat fegno net Lipfio 
crebbe I a cojhn7^:,e i'ardire dd cmr franco contro git jpa- 
uenti delU rnorte ^ che ad Apollo rifpofe ^ che fojTe fatta la 
fua njolo7ita :, che non poteptamor ire tgnor ante y chi perfet- 
tamente mojlraua di pojfedar la Grat'itudme Reina di ti^t- 
te t humane <uirtu>di : che^ pero le fiamme , che doueuano 
confhmarlo hauerebbono rejo maggiore jplendor di gloria ^ 
che di fmco ^ e che in qHell'yltimo punto della fua ijita ft 
proteHaua j, ch'egli in tanto non ricomfceua njero il delit- 
to oppoBoli di fomrchiamente hauer amato ^ (j^ honor ato 
il fuo Tacit ^ che per gli obblighi infiniti ^ che li portaua 
pih de i dohri della morte I'efcruciaHa il trauaglio di cono^ 
fcere y ch'egU-li moriua ingrato s e che I'agonia ^ nella qua^ 
le lo ^vedeuano' tutti ^ non nafceua dallo fpauento ^ che egli 
haueua di monre ^ ma dal dolor e intenfo ^ che gli arrecaua 
I' hauer dalla bocca ftejja di fud^^lacHa njdito nominar 
Tacito per empio oAtheisId :■ ingiuriayche fe a quel fapien^ 
tiffimofcrittore da altri fife 0ata detta^che da fuaMae'- 
'flaymco in quel fio 'vltimo punto della yita almeno di pa^ 
role non I'hauerebbe lafciata inuendicata ^ e che con quelU 
Libert ay che tanto era propria dt chi piu non ft curaua di 
^-viucre faceua noto ad ogn<-unOyche la yeritX era ^ che in 
tanto Tacito conobbe Dio y che folo tratutti gli fir it tori 
gentili con I'altifimo faper fuo efendo arriuato a conofcere y 
quanto nelle cofe della Keligione njaglia la fede di quelle 
cofe y che non fi njeggono y o non fi pojfono prouar con la ra- 
gione y Itberamente hauea detto ;, Sanil:iurqueac reiieren- Sium.dt 
tius vifumde av^isDeoru'm credere ^(juanifcire'; parole ^"'"3^'- 



^oi R A G G V A G L 1 

finufjime ^ e degne d'ejfer conft derate ^ da quel Theologil 
che negl't fcr'ttti loro fi erano perdutt nelle troppo fofifii^ 
che fottiglie'^. Apollo per lecofe ydite p'leno dl flupore :, e d't 
?nerauigli(i tnjimta mcont'inente fece fciorre il Lipfto ;, (^ 
t€72eramentc abbracciandolo ^ o mio dilettijjirno ZJirtuofi , 
qli d'tffe^ con quanta m'la confoLatione^C^ tuo guadagno ho 
tent at la iud patienzji^ e fatt^ elperienzjt della tua f-vlr^ 
tuofiffima coHcinz^a :, e con le ingjtme y che ho dette a Taci- 
to J che fono le medejlme ^ con le quali lo accufano qmllt , 
che non lo Hudiano j o no7i I'intendono ^ ho fatto prauaj 
della d'motion tua njerfo quell' Eccellent'iffimo hiflor'ico :> an- 
CO degno della merauiglia m'la : <^ da quello ^ che per hora 
da te ho vdito :, hen maccorgo ^ che thai letto con guBo y 
fcudiato con frutto ^ lucubrato con njtdita j per che la di- 
fefa :>che co7i tanta tua gloria hai fatto ^ conofco che non e 
tua^ ma cauata dal mloy e tuo Tactto. zAppreJfo poi ft ri^ 
uolto Apollo njerfo i njirtuop ^ che per curio fit a d'njdlrU 
fine di quel giudicio in n.umero molto grande erano concor- 
ft nclla fala ^ e cost dijfe loro . mlei ben amat'i letterati y 
ammirate ^ e perpetuamente imitate I'honorata coBan7:a di 
que Bo mio ^loriofo ruirtuofo :, e ne njoBri cuori eterna- 
mente fta fcolpita la ddettione infinita ^ layenerationefm- 
piterna di quel pyencipe ^ che grande foBenta la yoBra ri- 
putatione^ e non yi for date mai :, che con facilita magglo* 
re precipita la potenza di colui ^ che perde la buona gratia 
del fuo T?re/jcipej che non ruinanole cafe ^ alle quali man^ 
chino le loro fondamenta . Vero ruoi che feguitate le (forti 
iz6io\\v.imparate a conofcere , che Nihil reriim mortalium tani 
y;.natf inltabilc^ ac fluxum eft ^ quani fania potenri.^ non 

fua 



^ I 1^ A t n A S 6i 40^ 

lua Ui niX3?. Dommento certijfimo y ilquale dd ognuna » 
infegna 72€ll'amar€ ^ "HelT honor are y nel perpetuamente cofiJ 
fede coBant'iJJimd ferulre i Trencipl fuoi d'lmitaril miif 
Lipfio : perchc cosl come nelle cofe ptcre fommA empiet^ 
e haner altro Dio 3 che quello ^ che ha create thmmo ^ i 
Cielhe la terrascosl ne * uofiri cuorinon altra diuotiondi Pren^ 
tiphdouete amettere mat ^ non da altra per fona doueteafpet-^ 
tare^e dejiderar lueHri comod'tyeccetto da quel Signorey-cht 
con la confidenza y che ha nella 'X^oBrafedeyCon da BraordU 
naria affetttoney che ^i porta y al mondo tut to non fuoi 
ferutdori) ma carl Afnici <vi fa conofcere ^ e eon la fupre- 
maautorita 3 che iji lafcux efercitarneifrnfatoy altretan^ 
ti Frlnclpi y come egl'tey^i fa parere a fuoi VaffkllhEper^ 
che la molt a fagacita de Brencipi per le gelofie grandly che 
f trouano in quelh y che r^gnanoyordm-ariamente e accom^ 
pagnata dd fo^petto ^ e i fauoriti di Corte fempre effend^ 
aggrauati daH'muidia y fempre offeruati dagli emuli ^ fern* 
pre perfeguitati da i maligrii y per felicemente fuperar tan* 
te diffculta^ e per fempre cdnferuarM nelle grande%^ ac»f 
quifiate con tutto\ il cuore amate i vopri Trincipi y con^ 
tutta ranima offer u at eli ^ e con ogni pojfhil fede feruite^ 
It ; e piii' tofto y che pur pen fare y non che far cofa y chz^ 
porti anco leggier pericolo di fcemar fVnuncia della btioncu 
gratia loro y anzjycome ha fattoil mio Lipfio yeleigetemtl 
mo r ire : f^ aWhorapercerto tenet e y che cominci il r^osiro 
prccipitio y che dalla fatal difgratia^oBra^-uilafciate per^* 
fuadere di potermigltorare la conditione della njofira fer-- 
mtti con yfar co njoHri Prencipi y che tanto fa?2no y tan-^ 
to ^jezgono y txnto intendono y e tanto conofcono y quan*^ 



410 XA G G F A G L 2 

to Piii mn e pofjil^il dirCj U StmuUume dl parer quegli , 

cbe altri none ja. fdfita dl rider e ^(^ mgmncire yUdop^ 

ple'z^ dl mxngm da ambedtie U g^najfe , U falfita di ftar 

a cauallo dd foffo , per poter poi in ogni finiRro ncciden* 

te del fuo S Ignore temr da, chi nj'mce . Perciocheco' Pren^ 

dpi y che qumdo anco nan conojcono hmno tanti^cheli rnet^ 

tono a! piinto ^ quando dormono non mancano loro milltjt 

mdi^ni Spiriti , che li deflmo ^ quel ^ che credone 

cofk ficura il yiuer con le fimt^lationi ^ fornix 

gliano quegli fciocchip che fi credono dipo^ 

ter Mar are iZingani ^ e che^e^ 

rano di i^endere le filftjt 

hdlotte 4 / Cex^ 

retani. 




&A 



t> r p A t n A s d. 



4ft 



LA SERBNISSIMA RElNA' 

d'Icalia da i piu fegriakti fiioi Prencipi , a 
dalla ftefla Maefta di Apollo ftrettamenta 
eirendo pregataarcofdarfi deiringiuria fat- 
tale da quei Capitani Italiani, chein afiuo 
delle ftranieretiacioni lehaueuanoarmato 
concro, niega di volerlo fare . 

RAGGV'AGLIO LXXXVll 

ON ha dubhlo dlcune , che tra i pm 
fnaraulgltoji pdUgi ^ che ft ^vegghino 
in que fid Q)rte di Parnafi , e per 
rndgnificenza, di cdifitio dttimamente 
intefo 3 e per ricche^^d di fuperbi or-- 
ndmenti:, ancoper teHimonid delloflef 
fo Vitrumo^ e quelloy ou^ U fercnitjt-. 
fnx Re in a d'ttalid fd U Jua reftden'^ . In que Ho tra le aU 
tre merduiglie degne dt Bupore ^ e che dltrui ddnno fommo 
dilctto i e il cortile ji7nile dd njn Anfithedtro d' immenfd 
grande^Tid 3 oue per pdrticoUr prerogdtiud di merito gran^ 
dement e fegndldto y di heneficio infinitdmente grddito d ca^ 
pQ di lui ft njede Id m'lrdbilijfimd Hdtud EqueHre delldu 
Keind d'ltdlid di finijjimo oro dedicdtd dl grdn *^dlefdri6 
Greco, qucltd di Ndrfette dnch'egli Greco Jaquale fueretid^ 
dppie del cortile , (^ che d perpetUd glorid di lui ddlU 
ynedefimd Reind gli fU erettd per Id fegndldtd ofefa\,chc 

Vff i elfd_. 




'412 KAGGVAGLl 

kllada Im rkeuettepohcosi bruttamente in fm parti ^e'^ 
^tafi nje.de gettat^ a terra ^ e v'difefay che one prima con 
honorata inuidia da perfonaggi grandi ^ che cont'muamente 
la contempUuano fermua per altrm rtcordare ilmerito del 
*ualore di quel gran Capita^io ^ hora mo fir a la ijergogna 
dt coluly che fer rabhia di fdeg?2o priuato ha profanatome- 
rite tanto grande ^ ftJ ofcurata gloria tamo degna di ejje- 
ye inuidiata . Nella facciata poi di casl mirabil Carte po- 
fla alia man defira dal famofijfimo Apollo ^ e da altrz pm 
eccellenti Fittori dal naturale fi njeggono difinti i ijolti 
di quel famofi Capitam Italiani ^ che con le armi , e col 
fanf^ue loro dalla fermtu de Barbari hauendo o difefa y, 
o liberata tltalUy dalla grata patria ha?2no riceuuto I'hono- 
re della fama eterna 3 e nella facciata dclla (Icjfio cortilz^ 
pojia alia man finifira a per pet ua njergogna degli Imomi- 
mi in^rati alle infami for che per i piedi ft njeggona appefi 
miei Capitani Italiani 3 che fcardatifi deirobbligo nrettljfi- 
tnoyche altri deue alia fua patria^yguale a qucUo ^ chei fi- 
^I'meli hanna ijerfa i genttori lor0:,in aiuto delle '^arbar^^ 
Tjatiom 3 e de'Re (iranieri hanno impugnate le ar?niperpov- 
le la yergognofa catena della feruitu al pie de , All'mfamia 
foi difo^gctti tanta yergogrjfamente ifigrati fi aggiungono' 
^it obbrobrij ^ c>* nj'ituperij :, che i T^oeti con ogni forte dt 
njerf& Satirito y git Or atari con le inuett'me ogni giorncf 
fanno ad huom'mt di tanto demerit d : tutta ajfme che:^ 
per rlfentimcnti tamo ftuerl j ognuno imparl a fnggire dt 
commctters que f alii ^ che altrui apportano in fan: a eterna ^ 
^ accio glihuomini militari folithfin'^confderare laqna^ 
lit a del FrencipCg che fermno ^ a folo corrcre^oue njegga^ 

nod 



^ I "T J R N A S 0, 413 

7io il foldo maggwre , e pm pronto j cost fuifcertxt£ime72te con 
tut to il cHore j, e con tut to, I'anima imparino ad amar la^ 
patria loro ^ che pik tofio ^ che armarle controyfommx carit^ 
Hmino ^ucc'tdere fe Uefji. Jl ^tenant e 3 che prima dJin- 
uUrIaga^;{etta de fim Raggaagli dgllnmoreuoli pmauucn- 
tori , e obbligiito portaUalla Magnificent^ del TretoreZJ}'^ 
bano non pub ^ come conofi:e efier fuo debit ^ regiHrar nelle 
fue carti quelfoggettl Jtali.m^ che in quelle facciate uergo^ 
-gnofkmente fi njeggono dipinti.Ma quefio folo gliba^adi^ 
re^che i poBeri de' Capitani:,che f)jfrono ilcaftigodicosilun- 
ga n^ergogna^all'hora cUentrano nel Cortile fommamente fi 
' arroJJifconOichei loro paj^ati con bruttez^tanto JegnaUtUy 
'hahbino diturpate le cafe loro j e pero con flraordmaria com-^ 
puntione di animo perpetuamente fi yeggono piangere i gran^ 
dijfimi demerit I de'loro^^Antenati. ^uesii tanto pregiati Si-^ 
gnori^e per loro flejjlye da i maggiori Prencipi diquefto Sta^ 
tononhan'nomai inter mejfio di fare :,e far fare rufiicij caldtf^ 
miapprefo la Seremfjima T^eina d' ftalia^acciOyplaJcandol'A^ 
nimofuo giufiamente ef acerb at o.^co?ifentiffe:,che quet Capitani 
nati di alto fatigue f offer liber ati dalla crudelpena di queir 
obbrobrio:, (^Apollo sleffoaprieghi de'piu Virtuofi Vrencipi 
Italiatii diqueUo Stato caldifflmo yjficio nepafso vltimamen-^ 
tecon lamedefima Reina^mam darno iperche ella di fiero 
fdegno maifemprepiu accendendofi con le lacrimCjche Ufouer 
chia ira perpetuamente le manda negli occhij a quei. che U 
pregauano:, ^ alia jleffa Maefla di Apollo liber am e nt e ri^ 
f?ofe : che le ruine ^ le njergogne ^ gli affronti y e le altre 
fue eHrane defolationi riceuute da'Goti^dagli Oflrogoti^da 
Vmdalis dagli Vfim^ dalU altr^ "^arbare mxtiom^ che tan^ 

to 



4f4 KAGGVAOLl 

to crudelmente thmeudno calpeftata, ^ Ucerata , e dcpreffa, 
tome accidenti hmnanl y come caUmitadi ^ die qudl'i i Re^i 
tutti y e piu p^rtlcoUrmente elU , che con I'amenita del 
Juo fitOy con Ufecondttk deiU terray con U moltitadine y e 
ricche^d de' fuoi the fori accumuUti nella fhtce y non aU 
lettiLud foto y ma, a U fua ruinx chiamaua le gentl Hra-^ 
ttiere y Jitibonde del/a freda dell'oro > e grandemente auU 
de d't cambiar lo fierile pdefe loro co fecondifjiml campi 
d'^tal'id -y con fomma pAtlenzj, fopportaua . Ma che gli 
Jiejji. fuoi SUttifjimi jigllmli contro di fe loro amoreuolijfi^ 
ma Madre hauejfero njeflito quelle armi y che doueuand 
tmpugnare per difinderla y erano fer'ite tantd acerhe y che 
perpetuamente gettauano fangue di njendetta 3 tngratitit^ 
dine tanto Jcekratd y che non ft poteua per don are y attio^ 
fie plena di tanta perfdia 3 che da lei glammal doueudu 
ejjere fcofdata 3 fcelerater^a tanto dolorofa 3 che non tro^ 
uaua odio cosl crudcle 3 che la potejfe contracamhlate , Che 
pero negt inter efft della fua liber t a tanto nelnjiuo trouan-^ 
dofi ojfefa 3 acca.lcua y che le loro preghiere pitl la face* 
uano si mar neirodio 3 che gli njjficij caldl di fua Mae* 
sia piu le irritauano il defderio della njendetta 3 e cho 
I'hamilta di quelliy che le chiedeuano perdono lafacceuand 
infiiperbire ^ la peniten%d Incrudellre y e che la flejfa lun- 
ghcT^ del tempo fernpre piu frefca le fa'ceua parer quell* 
ingiuria y ch'ella non poteua y ne njoleua perdonare ^ non 
folo perche conofceua di non hauer mat appreffo I fuoi 
ftaliani dcmeritato tanto y ma perche folo per ijltlo di 
effl'crranda auarltia da chi meno doueua y (^ ella ajpet* 
taua y fcelcratiffimamente conofceua di ejfere fata tradtta^ 

dfTar 



BIPARHASQ. 4u 

<MJln^tA ^ e con Unto fm ohhrohrio fatta fchima eti 
qiiillh (^ Qudi foco prtrn^ elU hauea calcato U piedc nelU 
goU * E che pero dall'a^tmi calUgo^ ^ dahlia, fua^ 
y'lrtrnfiffimn. ofl'matione hnpcnra.^e ognyno. 
4 Qonofcere , che colm , che giungena^ 
d yergognofi term'me di of-^ 
fenderein cofe fimili U 
Jka PatrtaynonJ$lQ 
comet eu£L eccef^ 
fo J cU 
non fi perdonam ^ ma con mac^ 
chia St njergognofa, f^oncL^ 
ua> I'honor fUo^chemn 
ft trouaaa Japo<> 
ne^che poteC 
Je Umr 




lAi 



4f ^ 



RAGGVAGZi 



LA SPETIE DELLB PECORE 

manda fuoi pubblici Ambafciadoriad Ap- 
polio, per mezzo dc' quali fa iftanza , che 
lieno conceduci lorodenti acuci , e corna 
lunghe , e la dimanda loro da fua Maeftat 
e fchernita . 




^AGGVAGLIO L XXXVI 11. 

qA Spetie tutu delle Pecore ha mAn^ 
dati a que B a Carte quattro fnol (>Anu 
btifcKidon y tquali qtieftx ma.ttma, 
fono fiati ammejji altaudien-r^ Rea/e 
di fua Mae si a : ond^ run moltogran^ 
de^ e ben ornato C a sir on Tugliefi^y 
dlfe^ che le Pecore bentjjtmo conofce^ 
udno y che quello fddio y che haueua creato tutte le cofe , 
<-uerfo gli animalitutti hauca njfata tanta cant a ^ cosl ec^ 
cellente ^iufiitiayche con equiualent't doni di njirtu Jjaueua 
compenfate rimperfetioni y ^ i difetti loro , Onde in tanta 
moltitudine di animali bruti niuno ije nera^ che con buo^ 
na ragione potejje dolerfi di cjjer nella fua creatione da fua 
Diuina MaeFia Jlato maltrattato , Ma chepareua loro^che 
con le file Pecore come patrignohauejfe yfatamolta partia^ 
lita : percioche hauendole create con grandijfime imperfct-^ 
tioni y non ft njedeua y che I'haucjfe dot ate di ^irtu alcuna . 
equiuaUnte y con laquale ^ fe non afficurar lo flato loro p 
'^..k hauej]m_ 



"T^ T 1? A R n A S -0. 'in 

I'jmejfero almtne potuto '-u'mere in queHo Mondo con^ 
■qmlU quiete -, che vi cdmpaHam^/i aim mimdt . ^erc'iou 
che fe bene U D'mma ^M-aeBa, hatt^etiacre^xta, U Lefrecoit 
mdicihd t'imdltn.:,ce deyiti act^ti ^e fenzjt cmr di rnordere^ 
I'htXmtiiL nondime-fio dotata dt <-vn p'lede tanto njeloce , cht 
r^Jficuraud dtl d^nte di qud fi ruoglia, fiti fcroce anima^ 
k :eche U Voipe di mgione non ji foteuit dokre di €(fert 
Bata, creata tarda, at corfi ^ hdnendole fua Ditiina Mae^ 
Si a dato njna fagacitk tde iingegno ^ che ton melta faci^ 
-lit a fchimua I'mftdie di quai ft njogiia fiera : e che co^ 
mco U lente-^^ del corfi del Lufo hmeu^acompenfitacon. 
ijn cuor€ tanto ardtto^^con ri^n dente tanto mordac^:, coju 
nun ^^enio tanto cvrcon^petto^ che ejfendo di terrore adogm 
■animde :, finofi faceua rifiett-are da gU hmmini:^ che fi>r 
migliante^mnte mgli rucc^Ui deWaere dotaro fiyedeuay cht 
fiia dm'ma Mae ft a haueua njfatala Befja carka ^ poicbe^ 
a queU't haueua date le ale maggion^ ^ it yolopiu. precipi^^ 
tofi y a' quail haueua negato I'ufi de pitdi > qUali ruelo^ 
ajftrni haueua dato a i Fagiani^ alk Starne^^ alle ^a-^ 
glie y per rislorark deldannoyche riceuono ddlle alf cortey(^ 
dalla mancan-7:a delle penne della coda: che filo le pecoreef^ 
fendo ft ate create d'yna indicibile ftupidi^^ dingeonoy 
fenza. cuore y fin-7^ rvelocita de piedi ycfen'^ quel denti 
da mordere co quali gli.animalt tanto fi f anno n^ettare^ 
parea lorodaquella Diuina carita efferefiate abhandonatCi 
che haueua moBrata fimma dUettwne y anco njerfi le fie* 
refiolo dannofie . Efoggiunfie quel Caftrone y cheyper njlti^ 
rna y e grandifiima calamita delle Pecore tanto difiarmate, 
U Maefta di T)ia haueua .dato loro per nemici mpUcabiU 
^-\ Ggg tLeo* 



Vr^ n A G G VA G L r 

4 Leom, le Tim^ dt Orfi.l Lufi, fiere pm crudelhche 
camrmn'mo fopr^ terra sdimodo che paretia yche U Pccora 
fojfe creata al ^lo7ida fob per pa/cere quelle arrdhiate 
fiere.che nm conofcono ^ che cofafia fatiet-a ► Dife ancora 
Umedefimo.che alle ingmrte tanto infopportabili: y che le Te- 
<ore vkeiteumo dd nemici loro ; ft aggmngeucino t firappa^^ 
XJ:> i:he^ di e/Je faceuam i lor a Pasiori ^ tutticagioriattdall' 
tfSere ajfatta dtfarmate : perche qmndo haueffero^ hautita 
dentl per pot ere In certe occafton't > fe non per njeridetta, 
4ilmeno per correttione, mordereynn fol njoltnin diecean-- 
m certi mdtfcrett Paflorty che mmigono con poca canra^ e 
to/ano finza difcrettone y forfe ft procederehbe con cfje con 
mdo^jor pietay et loro l^arl'ier^ maneggierebhono U forhi^ 
a^fhnza. intaccar fa pelle : onde U spetie tutta delie \Pe- 
'£§re y pe'cnon eflere pm Innco tempo la calamita di tatte 
le opprejfiont pm lacrunerMii ytnfiantemente chledeua dents. 
Im^hty e coma acute per fitrfr rif^ettara^ ^queftadom^n^ 
da:%n allegr'ijfma faceta n^oje Apollo, che le l?eeore ha.-^^ 
■ueuancffarta^.'rvnitmfian'x^a.. degna .dtlla. molta /Implicit^. 
%r&^-^.pviche non comrfceuano y chetta tntti t quadrupedi.. 
che njiuo72afopra k terra y non altra mtmale ft trouaua: 
pik priutkgiato y efauorita ds Dio di ejfe : perche oue git 
altrtconmlle (lenti y($ mfimtipcricoheram for^ati pro..- 
iacciarfi il ciha^ rnolti de' qu all face ua bifogno y che la not-- 
te deifmata ai fonno' y ^' alU quiete adoptrajfera per 
fafcerf, non ejfendo ftcura loro d Ujaarfinjedtr dt gwr- 
^Oy alle file peco re dagli jiejfhaomm y fgnon dt tutte le 
^fiereypadrotit del la terra, erano rifcrlat'he fnoa granprcT^O' 
€0mPeratt t pafc olise che la mtt( con cmta^e ddigen%a efqu.^ 

§t^ 



n^ I P A K N d:St>. 4/> 

fltjt er^no guar date ^ e difefe nelle mandre > da nemki loX 
ro 3 e che doue git altri animait ^ e dalle JieJJ} fiere ^ & 
dairinfidie degli huomini trano perfegultati _, e per la mot ^ 
te di ejfe infintti non ad altro attendxnano > che n fa^bri^ 
tar ret I y a pafcer cam ^ n tender lacci > le file Pecore pef^ 
gratia partkoldrijjima godeuano la nobd Prerogatma ^ che^ 
dagli htiomini fi fabbrkauano le reti y fi fafieuano i Canty, 
Jl tendeu^ano i lacci per ajjicttfarle da' loro nemici : e the il 
Creator e deltVniuerfi hauendM dimQftrata fimfna predilet^ 
tione njerfi le Pecore ^in raece di dentirafaci:, e di gam^ 
be ^eloci hauena come dttto loro le potentiffime armi deU 
la lana^ del cacio ^ e delle altrt.molte ricchez^^ ton le qti^a^ 
it cost bene ft aqtHflauano Ontiero amore degli huomini^ 
che per la fila caniaytheeglino havteuam njerfi le ^eco^ 
re J i Lupi j, le Tigris iXeoni.j.e le altre fiere loro nimt^ 
che y con ogni fiorte di arme y e di trudelta perpetuamente 
crano perfieguitate - E che per le doti tanto fingulari di 
molti beni ^ che le Pecore apportano a git huomini 3 cjTen» 
do riputdte la deliita ^ e la ricchez^ del genere Httma.^ 
no y accadeua ^ ch'effi erano Uptii^ ntimerofia §^etiediani^ 
maliy che n^iua fiop7:^la terra : dtmantera tale ^ che lePe^ 
core ejjhido pdjciute:,%€ difefie dalla rutgilanza > e dalla^ 
carita de Pafiort loro {■ fiiottamente defideranano i denti 
rapaciyC le coma acute. 'Et tn njlthno dtffe <t4pollo^ che deU 
la molt a fienerita d'alcuni Paflori njfiata nel mun^ere ^ c 
nel tofiare, non con altre armi ft doueuano njendicare ^ che 
con quelU della njbbidienT^^ e dell'humiltk ^ con dar loro 
copix dt Ltndy molto cacio ^ e fli4.diare alia feconditk : qtie^ 
fia ejfendo la fiuprema fieltcita della fpetie delle Pecore ^ che 
-. Cgg z quet^ 



42 (^ RAG G V A G LI 

'akei PaBori > che md trattatpam i kro armenti:,- in ejire-- 
tno' erano cnt^deli contra loro fiejji^ effsndo cofn, "-utrifjimay. 
che la ferita keBlalmente data silla Pecora hamua fto^ 
prieta d'nL;ccidere il PaHor^ . Per le quali cofe egll cornan- 
dma lorO:,che pm ^ cht da dmtide Ltppi y fi dottejfero gtiar-- 
• dare di fm moBra^ ammo d't yoler morderc i 
K-' ■ loroPaJ^oris poiche non t onto fe[ici Jp pot ena^ 
Y\ -^.A-^i no chiamar quelle Pecore ^ che con bu^ 

milta J e con proietta y^lpedien^a, 1 

afficurauamiPaBdri/oroda 
ogni offefky quanto in^ 

fdmfftme qtteU 
v<i^v.,v, hyche fa^ uiW^ .^ 
i^uam U fHneBaffopp. 
(tone dl mtttc^ 
*. LoropAura^ 










N 



T> I T ^AK^"A S 0. 



43 1 



NICCOLO MACCHIAVELLI 

capicalmente sbandiro da Parnafo , efTen^ 
do ftato ncrouato afcofo nella Bibliothe- 
ca di vn fiio amico , contro lui vicn efc- 
. guita la fentenza data prima del fuoco. 

. '\AGGVAGLI0 L XXXIX, 

VTT che Niccolo MacchUueHi moU 
n mnt fom foffe s bandit , d^ par^ 
nafi J, e [ho territono c&n fena gra.- 
uijjlmd J, tAnto a. Ini^ qumto a qHel-. 
II ^ che hmejfero ardito nella, lor Bi^ 
hliothecd da,r rlcetto xd huomo tanta. 
perniciofo , U fettmma pitjfdta non^ 
dimeno in cafk di ri^n fiio umico j, chefecretamente lo'tene-, 
no, dfcofo nellxfu^A hibrciYm fu> fa,tto frigwne .^xi Giudici 
Wminali fuhito , fu fatta U ncognitione delU ftrfona ^ e^ 
que flit mat Una, contro lui doueua efeguirfi la pena del fuo^ 
Ci>3 quando egli fece mtendere a fua ^acfia^che prima gli 
fojje conceduto ^ che auantt d Trihunale j che I'hauea con^ 
dennato fote^e dire alcune cop in fua difefa , oApollo njCan-'^ 
do ijerfo lui la folita fua benignita gli fece fapcre ? che: 
tnandajfe i fuoi zAuuocati^ che cortefemente farebbero Bati 
afcoltati^.ReplicG il Macchiauelliy che njoleuaegli d fender 
la caufafua 3 e che i Ftorentini nel dir le ragioni loroyiort 
k^H^mno bifo^no di nAKffocati . Dimodo qU If it conceduto 

quanto 




422 RAGGFACLl 

quanto dotndndaua . // MacchUuelll dunque fu mtrodotto 
72elU J^arantia Cr'tmmalc , done in fua, difefd ragmm inj: 
queflo mo do. Ecco :, o Sire de' Letteratl:, quelNkcolo Mac^ 
clmueili ^ che e fiato condennato fer feduttore y e cor rut ^ 
tore del genere Huma.no ^ e per feminiitore di fcand^loft 
frecetti^PotiticL loin tan to nonmtendo difendcre gli fcrit- 
ti miei > chepubblkamente gli accufo ^ e condanno per em^ 
pi y per pienldi crudeli:, {^ efecrdndi Documenti da gouer^ 
7J are gli Stati.Dl mo do cbefe qt^ella^che bo pubblicata dla fla> 
fay e dottrina inuentnta di mio capOy e Jono Precetti nuo^ 
m y dimando y cbe pur bora contro di me irremijjibilmen^ 
te ft efeguifca la fenten^ y cbe a Giudici e piaciuto dart 
zni contro : ma fe gli Scritti miei altro non cofitengmiOy cbe 
qmi Precetti Politicly e quelle Regale di Stato y cbe bo ca^ 
uate dalle attioni dialcuni Prencipi y cbefe uojira MaeHa. 
mi dark licenz^ nominaro in queflo luogo y dequali e pe* 
na Id njita dir male y qual giufiitidy qual ragione njuole y 
cb'efjt y che hanno inuentdtd tarrabbidtdy e di^cratd Po^ 
liticd fcritta ddmeyftenotenuti facrofdntiy lOy cbe fok tho, 
pubblicatay vn ribaldoynjn atbeifla? Che certo nonfo uedere^^ 
per qual ca^iione Bia bene ddorar I'origmale di njna coft 
come fdntd y ^ abbrucidre la copid di ejffa y come efccra^ 
bile yC come io tanto debba eJJ}r perfeguitato y quando U-, 
Lettione delle Htflorie ynon folo permejpty ma tanto com-r 
menddtd dd ogri ^vno ^notoriamente bd rvirtu dt conuertire 
in tanti Maccbiauelli quelli^cbe ri;i attendono con I'occbiale 
Politics, Merce che non cost JempUci jono le genti y come 
molti fi d.a?mo a credere s ji che quci medefimi y cbe coru , 
ia grande?^ degt ingegni lora bdn?;o fapuio iuHcfiigarei^ 

piU 



D I F A R N A S 0. 423 

p'k recoyiditl fecreti dclLx "Ndtt/i'ci y non hMino unco giu- 
d'lc'w di fcoprlre i njer'i fini y che i- Prenapi hanno nelk at- 
tiom lorOya?2CQr che artificij oy-andi[jimi^'jino neW afconder- 
ii . Efe I Pre?iupi:>'per fcicil'mcme d.oue megl'io lor fare vo^ 
teraggtrarel loro fudd'ttiy^vogliono arrluare d finedllm- 
uerlt bdordt y e groljllani ^ fa bifogno ^ che fi nfolumo dl 
njcyiire air at to tar, to bruttamente praticato da Turchi ^ 
€ dal ^lofchouita y dt prohibir Ic buone letter e y che feno 
quelle y che f anno diuemr Arghi gl'intellett't ciechis cheaU 
irimente non con feguir anno mai il fine de' pen fieri loro JS/ler- 
ce che I'hipocrifita hoggid} tanto fiam'igliare nd Mondofiolo 
ha la <-uirti4' dalle St die d'lnclwareynon di sfior%are gl'ingegnl 
^humanla creder qiidlo , che p'lli piacea ch't tnjfa,Grande~ 
rnente fit commofiero t Gmdici a. quefle parole y ep area che 
trattafiero dl rii^ocax la fientewza. y quando C Auuocato Fi- 
ficde ficce fiaper loro y cheil ALtcchiar^elli per gli- abbomine^ 
uoli y 6^ efiecrand'i Precettt y che fi Icggmano .neglu Scrlt- 
tl fiuol cost meritamente era (lata condemiatOyCotne di nvio-- 
HO fieueramente dou^eua efierepunito y per efifer di nottt^ 
§lato trouato in njnx <^tandra. di pecore y alle qndism- 
gegnaua di ace am mo dare ///• boccdi dentt poHicct di Cane ^ 
con emdente pericola^che fi difertaffe la. ra^z^ de' Fecoraiy 
perfione tanto ?iecefipirie in queUo Mondoy iqualt indecent e, 
€ fiaftidiofia CO fix era y che da qiullQ ficeleratc fiofifiero pofii in- 
■ptrlcolo di conifenirli metterfi il petto a bottaye lamampo- 
U di fierro y quarida hauefitro yolatomun^er le Pecore lo- 
ro , o tofiarle : che a qual pre^o fiarebbono fitllte le lanes 
^ il cacloyfie per I'aHuenire fiofie conttcnuto a FaHoripiw 
gnardarfit dalle: 0efie Fccore^ > che da Dip i > cfie non piti- 



42^ %A G G V A € L I 

col fifchio y € con U njerga ^ ma con yn regpmento di cdm 

ji doueuano tener in njlbldlenz^y e U notte y per gu^rdcir-^ 

le^ fojje fiato bifogno non fm far loro gli fiec-catidi cor da: 

ma t muYiyi T^ahardi^ ele fojfe ^ con le contrafcarpe fat^ 

te alia moder?ta. Tropfoimportanti -paruero aiGmdiciac-* 

€Hfe tanto atroc'i ^ onde yotarono tutu yche fojfe efegmta^ 

la fent€n%a data contro huomo tanto fcandalofoie per Le^ 

ge fondamentale puhblicaronoy che perlatiuenire ribello del 

genere liumano foffe tenuto cht mat piii hauejje ^rdito /«- 

Jegnare al Mondo cofe tanto fcandalofe ^ confejjmdo tui^ 

tiy cbe mn la Una ^ non il cacio , non I Agnello , che fi can^ 

dalla Pecora y aglt huomtnt pretiofb rendeua qaeWanima^ 

le y mala molt a femplicitaye t'mfinita manfi4>etHdme diluiy 

ilquale non era pojfibile che in numero ^rande da vn fo^ 

lo PaBore njenifje gouernato y quando ajfatto non foJSe Jia^ 

to difarmato di corna y di dentiy e d'ingegno : e cht^ 

era njn ruolerporre il Mondo tntto in com^ 

btiBione il tent are di far rnalitiofi ifem^ 

plici y e far ^eder lume a queU 

le Talpe y lequali con gran^ 

dijfima circon^ettionc 

la madre Natura 

hauea create 

ciecbe* 



VI- 



t> 1 V A Rn A 3 o: 



i-2s 



yiSlTA DELLB CARCBRI FATTA 

<ia Apollo , nella quale ifpedifce le caufe 
dimolci Letterati inquifiti di yarij 
delitti 5 o carcerati per 
debiti. 

\A GGFAGLIO XC. 




E R antico fuo coBume in modo dlcuno 
non fi mtromette Apollo nelle caufi duU 
ll^ ma totalmete le lafcm inpoter deOm 
dm ^ perche per ajjicurarft ^ che in que - 
Ho Stdto ad ogn'yno Ji^ ammimftrata 



^r-^^l rett^ Gmflitia ^ folo gl'i hajia I'efatt^^ 
diLigtui^d J, che ji e detta, ch'egli njfa nella eletttone ie fUot 
Miniflri. Ma nelle ceje criminali ^ nelle qudli ne ya la vt- 
taj, € la Yiptitatione de fmi dilettipimi Letteratiy con ddi^ 
gen?^ :, e con patienza efemplare njuol €gli intendere :, fa-^ 
fere y e ijeder ogni ancor che pice to la minutia. Di mamera 
tale y che fua MaeBa a fi Bejfa hauendo rifirbata tatito^ 
vita tutta del giudicare ^^ poco altro i fuoi Giudici criminal 
li hanno che fare in queBo tribunale^ che fahhricar contra 
il reo il procefjo tnformatiuo : yfe per certo fantijfirnoy e de- 
g7J0 diej]}r fitputOj ^ imitato da quei Frencipi poco accor- 
ti J, che con hriitta trafcuraggine abbandonando quella^ 
protettione del reo ^ che tanto deue ejj'er loro a cuore , 
lo lafiiano alia difirttione di njn fil Giu,dice ^ molto^ 

Hhb njolto 



^24 KAGGVAGLI 

rzjolto corrotto 3 Jpeffo ignorante ;, e fernpre apfaJJ^onatos 
coft altrettdnto detefiMe ^ quanta one fiorifcom le buone 
leggi per giudicar U vita di yn huomo folo qviello di cen- 
to Giudicl^ e Btmato numero troppo picciolo . ^indi e ^ 
che (iApollo :> e certo con eccellente configlio ^ moltifecoli fo- 
no mHitul in Parnafo 1'a.^fo del/a ZJifita delle careen :, do- 
ne da fua MaeBa fono decife le caufe tutte crirninali de i 
rei carcerati ^ e le cmili di quelli y che per debito Jt troua- 
no prigioni .\ Giouedi dunque fua Maefta accompagnata^ 
dalla T^ta Criminale ^ e Cmile ^ ft trasferl alle carceri Pe- 
ga/ee-3 done comparnero i prigioni:^ che doueano ejjere fpe- 
dtti . 

Et il prima fu Felino Sandeo ^ nelle leggi Canonicht^ 
fopramodo famofo ^ Angela de Maleficjjs ^ alquale toccaudu 
far la relatione di quella caufa :, dijfe ^ che quel Giurecon- 
fulta dal l?rencipe di Andro due anyii prima era Hato de^ 
putato Gouernatore di quell' Ifola ^ doue bruttamcnte hauex 
fopportato J, che alcuni principali foggetti del fua gouerno a 
^Zfoglia loro hauejj'ero tiranneggtato y e crudelmente afflitti 
i Poueri ^ le Vedoue y ^ i Pupilli j e che fno haueua tolle- 
rata y che queHi infolenti a i poueri Arttgiani col baBone^ 
hauejjcro pagata la mercede delle fatiche loro. Fatta quefa, 
relatione Apollo p riuolto yerfo Felmo e gli domandoycom 
era pofibile y che yn fua pari hauejje commejfo I'ecceffoy del 
quale .njeniua imputato. Ad Apcllo rfpofe Felmo ^ chequa-* 
le ^gli f foff^ nella fienzj delle leggi y O^ d genio rifolutOy 
ch'egii haueua difaper mortificare i Tiranniy beniffimo hauea 
fatto conofere neglt altri gouerni y che hauea hdtmti di Fa^ 
cide^ di Prndo )di Libettro ^ e di Mitdene: ma che in An^ 

dro^ 



^ r "p A R }^ A s e: 427 

€iro^ non gta perignoran'^y ma che folo per T^ero t ermine 
di btiona prudenz^ non hauea fat to fuo debit o ^ e che del 
fuo errore il folo mal genio del Prencipe di. Andro era fia~ 
to cagione: per che effendo <-uenuto in cognitlone y che moltt 
foggetti di fmgolarnjalore ^ e di rara bonta di ammo ^ che 
auantt Im haueano gouernata llfola di ^ndro ^ folo per^ 
che haueano ammimflrata efatt'ijfma, GiuHttia j e perchz^ 
comp'ttamente haueuano fatto il lor debito j per le maligne 
ferfecutioni di quegl'wfolentiy che non erano ftati lafciati ti~ 
ranneggtare , con infimta njcrgogna lore erano pericolati y 
€gli a bello Budio haueua yoluto mancare a audio y che be^ 
niffimo conofceuci effer debito fuo prmcipaliffimo : e che d 
Frc?2cipe di Andto ^ non folo difettaua neltcfjer di primcu 
impreffione y facdiffmo a creder ogni brutta feeler atezj^a. in 
<un fuo ^Minislro y ma amico y e fopramodo auido di quei 
memoridli y co quali gli huomini maligni cost ffefjo fogliono 
trauagliar git honorati Ojficiali : per liquali ajjafmamenti 
non folo non haueua temuto di cost mal trattare U fuo Pren^ 
cipe y ma che fommo guHo haueua fntito di pagarlo coru 
la moneta y che egli haueua merit at a da lui . Apollo oran^ 
dement e ammirando la dfefa del Felino y non folo come in- 
nocente graticfa/nente I'accolfe y ma come huomo fa^gjo y e 
che con fom/na pruden^^ haueua faputo accommodar le fue 
dttioni al genio del Prencipe y che egli fruiua y comme72do 
gli erroridi lut y e lo giudico innocent e del feccatOyche ha^ 
ueua confcffatO'y o^ apprefjo apertamente diffe y che i Pren- 
dpi y che acremente non teneuano la protettione de i loro 
OJficiali y e che erano amici di quei memoriali y che dalU 
fchiuma de i piu ribaldi y e maligni huomini y che hahbino 

Hhh 2 le 



'42t X A G C P A G I i 

le Troulncie njeniuano dat't Iqto €ontro ^non merit mum cR 
effer feniiti da Mwisiri hoTiorati All^hord perche . U rvijl- 
ta ttittd r'molfe gli occhi rverfo d Duca di Vrbino GVIDO 
'^ALDO dalU Roiiere :, ad ognym fi rlnouello nulla me^ 
mor'ht I'otumo gouerno ^ che U Seren'if^imo fm Figliuolo- 
FRANCESCO MARIA ^-vfa nelfnoStato^ nel quale in^ 
felici fojjofatti qmglt Officiall:, che nelt ammimHratione delU 
'Ghiftitia. non tengono la bdancia diritta ^ miferabdi quelliy 
che fiior di ragione II perfeguitano.- 

Q.4PPrefro poi Cornelio Tacito alcune fettimane prm.iu 

career at y per querela datagli da i pm famofi Fdofofi di 

quejioStaio y ft prefento auant'i Apollo ^ O* il Giudice deL 

la caufa rtferl j, ch'egli era Bato accufato di bvutta'ment^ 

hauere fparlato della facrofanta Fouerta :, poi che ne fuav 

Tacitoiib. fiAnnali non haueua duhitato di chiamarla Summum ma- 

^ ^v^'' lorum . E "Diogem C'mico yche apertamente gl'lnfiigat^a' 

contro y diffe ad Apollo ^ che ch'iaramente fcorgendofi ^ dye 

gli huomini commodi de heni di fortun4^ in fomrno horror^: 

hatieuano U fkdare y c^-" il njegliare per apprcnder le buo^ 

Tie lettere y ad ogn^no faceua noto y il njero fondamcnto^ 

delLe fc'ien'^ tutte effer la Fouert.l y laquale 7ion fen%du 

iyltimacalamita delle Arti liber all altrm poteua "venire m' 

cdio. T>opo ^iogene il Fifcal Bojfto fece inHanzjL y che il 

delitto di Tacito effeTido notorio y fi procedejfe alia con^ 

dennatioyie . Et oApollo decreto y che prima Tacito abiu^ 

raff} le parole. y che haueua dette y e che poi per quatr 

tro Anni nel fajjo Serif o fojfe rUegato . All-hora Tacit o^y 

col genio fuo tanto njmace y e eon la foliia fua libertst 

di Isngua j io ? Sire ^ dijje ^ non fo come pojja ejjhmi ca^ 

nwidato^ 



DIP A XN A S &, 429 

mmidto y che 10 lod'i Id Pouerta :> qiictndo qmiii Gmdl^ 
ci y che deuono ^mdkar rne cosl U fltmano njergogtioft ^ 
che non h^mno dnbitctto di forU tm i njm inditij dellcu 
tortt^ra : cofa che fatta non hmrcbbono ^ quando in ijfLj 
hmmo pouero de beni di foruma, fjjje Hato pojjlbde^ 
trouarfi la ^vera ricchez^" d.ellit boiitk dell' ammo fincero, 
Tal confufione negli anim'i della fuifita ttd^tta cagiono la 
mordace difeja di Tacit :, che oApollo y ace 10 il mondo non 
m/edejje la yer^ogna y che da njn reo fojjero ft ate condcn^ 
nate le Le^^i^ i Dottoriy i Giudici y c.i Tribunaliyper mt^ 
fior male fipporta y che Tacito fojje liberate , 

Dopo 7'acito nella njiftta comparue C^colo "Verenotto da 
Granvtela y (^ tlGi%dke della cauja fece relatione y cl/egli 
ira carcerato per hatter pubblicato yn volume De bono li' 
hcriz.l\s y della qt^ale nel procejjo conHauay ch'eglt cosl capi- 
tal nemico fi moHro fempre y che fa potijjima cagione y che 
£arlo ^^uinto Tmperatore faceJJ} fchiane molte famofe KepM^ 
bliche dt Ruropa. Apollo y njdita che hebbe la relatione deU 
la caufa ^ decreto y che ilPerenotto perpetuamente fojje ban^ 
dito da Parnafb , come qaegli y che sfacciatamente hamua 
contrauenvbto alteditto ^elfico y nel quale a i Letterati 
firettamente ft prohibiua il poter fcriiiere dt quella mate- 
ria i della quale ejsi non faceuano pubblica profefjione : mer- 
ce che le pretiofe Vtrtudi della fobrieta y della caflita^ s 
le altre honorate fctenzs ^Morali y grandemente diueniua^ 
no ridicole , quanda erano celebrate da i libidinoji y da f 
crapuloni y e- dagli altn huomini n.ntiofi : quaft che ^uir- 
tudt tanto pregiats y non hauejfero forzjt dt fcacciar \diU 
^li ammi altriti i yitij ^ per mtrodurre in ejft layerabon^ 

tap 



430 RAGOVAGLi 

ta del njmen honorato ;» e fojje njero quello , che i Vl^ 
t'toft tutto il gtorno ftifurrmano per le f'tazje ^ che le Se- 
remjfime oArti Lil/erJ'i folo ft apprendejfero per far d't ejje 
mercatantia ^ e per darle dtrul ad wtendere non per fer^ 
moment e crederle ^ e praticarle. 

Spedita che /^ U caufa del Perenotto y co i fern a pie- 
di , e tutto circondato di Catene auantt fua, ^Uefta fu 
condotto yno sfortunato Dottor di leggiy carcerato ^ perche 
fe bene non folo neW efercitio deW Auuoaire molto fifft^ 
eccellente^ ma m tutte le p'm fcelte fc'ien'z^ njmuerfa.le ^ e 
molto protietto ^ o accecato da infel'ice 'pa-T^a. f contamina^ 
to da maligmta di animo mal inclmato^ di lucrofo AuuocatOy 
che egli era nella fua patrta ^ di honor at o j e riputato let- 
ter ato era diuenuto njergognofo j e miferahd Soldato ^ coru 
fnetamorfofi tanto infelice hauendo cangiata la pe?7na nel— 
la Bada^i libri negli xirchibugi^il difender gli huomini con 
la rvoce ne It <-vc cider li co pugnali ^ c>' // leggere le buone 
dtfciplme in njna farnofa njniuerfitk nel difperato efercitio 
di dar gli ajfalti ad ^^na fortezj^ . Apollo foprojnodo adi^ 
rato contro huomo di tanto demerito y con efcand.efcen^a 
Crande ^ ah traditore ^ ah ribello ^ gli dijfe ._, delle buone let- 
tere ^ non fat tu , che il mifcrabil efercitio delle arrni folo 
e degno di quegl'ignoranti ^ che inutil carnaccia effendo al 
rnondo folo buona per lo maccllo delle guerre ^ affatto e 
indegno di effer feguitato da quelliy aquali i benemeriti pa- 
dn loro hanno lafciato il ricco ^ (^ honorato patrirnonio del- 
le Arti liberally lequalt da alcuni Prencipi non per altra ca- 
^lone feueramente fono Hate prohibite negli Stati loro y ec~ 
ccttO;, percbe aprono gli occhi a i Ciechi ^ ^ illuminano gf 

Intel- 



^ T P A K N A S 0. 4st 

intelletti a gli htiomim fciocchi , a qmli efitt'dm^nte /<<-:- 
no comfcere git ardficij ^ e le impofmre.che i Re deim.i* 
do hmno njfite , per altrm fir parerrvttle y ^* honor cite 
efercmo^ tmto degno di efer Morrito. E quefto detto fua, 
Maefia fententio ^ che a quel Dottore perpemamente foffe 
inter detto tmgrejjonelle B'Motheche, e che git fojfero probi^ 
hite le delttie del leggere , e dello fcrmere , e che per efem^ 
pio degli aim fife Mchiarato ignormte, V diu che hebbe 
tmfelice Dottore fentenz^a tmto crude le , ad alt a vocechie- 
dendo mtfericordia , dtp, che non per mabt'ia , ma che per 
mera ignoran^a hauendo egli errata, era deg-ao della pieta 
di fua Maefta , e che non per amdita dl riccheT^e ^ non^ 
per fete, che egli haucjfe del fangue humano , haueua c'ln^ 
to lafpada, e fegmtato il me Bier delle armt , ma folo per 
acqmflarfi con ejfe apprejfo le genti fiama gloriofa . Mag. 
giormente efarfe all'hora Apollo, ^ a qml'Dottore cosi 
replico: e qnal fama poteui tn fielerato fperar dtacqutftare 
dnome tuo , con I'lnfeltcifimo efercitio di amma'^ar gli 
hmmini , di rubar i contadi , di abbruciar le Cittk , di. 
deflorar con '-uiolen-T^a le Vergini , e nel tempo medefimo^ 
accio confentmo a dishonefia tanto Barbara, '-ucciderle col 
pugnale ^ Nonfat tt^. , che i miei Letteratifono que lit, che 
con la penna loro rendono eterno il nome deglt hmminimi- 
htari ^ e non ti e noto , che la gloria , che altri ft acqmBa. 
con le armt, quando pero elleno non fi cin^ono }er la Re^ 
ligtone, e per la difefa della patria, e falfa Alchimia, mer^ 
catantta da pa-^^i dfperatt ^ e che la nputatione , che gli 
honoratiyirttioffiacqmflano con I' efercitio dclle bmne tet^ 
tere.e con maneggiar la penna, fempree oro finodrcn^^^'a. 



-43S .^J^O/Gr J C L I 

^efio fine hmendo hauuto U caufa del Dottore^ auan^ 
tl Apollo fi -pre fento &ot4>an Giorgio Trifino ^ fdmofo poe^ 
to, Viuntim ^ ilquale fro^ratofi a i pedi di Apollo^ Sire ^ gli 
dtjfe^ delle buone letter e :> e noto a yo^ra Maefia :, che to 
sfortmidto ^ per rimediar a molti inconuenitnti ^ che finoal 
Viorno di hoggi afertcimente ft yeggono nelU lingua Italia^ 
^a :,althora' che puhUicai il mio poema. dell' Italia LtberatUy 
■primo ditutti cercai di introdurrenclla mia lingua tomicron^ 
i'eplilon :, I'omega^ (^ I'altre letter e Greche j, che molto ne~ 
'cejflkrie io Bimaua nella fauella Jtaliana : tutto affine di 
fchiuar le frequenti equiuacationh che per fimile mancanz^ 
di letter e notoriamente yi fi yeggono , NelU quale irnprefa 
haue?ido io fatte fpeje molto graui ^ contrajfi que' debiihper 
liquali hora mi trouo carceratv^ merce che gli huomini^ che 
per 7iat male inHinto VeteribuSjetiam qucevfus euiden- 
ter arguit, ftare x^A\x\xx.^non hanno approuata quella mia 
vuoua muentw?ie : e fe tra la miferia mia ^ e U rabbia de 
miei creditori non ft frapp one la mifericordia di Z)osirdu 
^Maefia s 10 che in femigio delle buone lettere tanto ho fu^ 
dato s nel pu%7^re di queBo tetro carcere di mera necef- 
fit a fono per fornir i giornimiei. Sopra modo compatl Apol^ 
Io la miferia del Trijfmo^ e I'interrogo :, fe egli hauea com^ 
Tnodita di pagare a fmi creditori qualche fomma di d^aiari 
U mefe: d queflo rtfpofe il TrifmO:^ che pm non poteua con- 
fe^nar loro di cinque fcudi il mefe* oApollo all' hora ft ri^ 
uolto yerfoi creditori :, e fece loro iHan'^ :, che fi conten- 
tdffcro di quel pagamento, Difcortefer/iente rifpofcro quclliy 
che njoleuano tutta la fomma j e perche Apollo replico lo~ 
70 3 fe erano tanto inhumani ^ che da quel mifiro Toeta 

rvolcfic- 



"2)7 ^ A R N A SO, 4/^ 

■ruolejfero effcr pagati col prez^ del fangut^ . Con Ufo^ 
Itta tnurbitnita rifpofero quei Mercatanti ^ che il Trt^no 
int'ieramente pagajje tutto quello j, di che andat^a debito- 
re :>o che cedendo a t bent ^ conforme le ieggi pubbl'icate con^ 
tro i falliti:, portajp tl cappelyerde^ che ben fiddisfatti fl. 
chUmauano da lui . (^osl fieramente per quetU inhumml* 
ta Jl adiro Apollo ^ che leuatoji tn piedi ^ e^uoltatoji njer- 

fo i credit or I del TrijJlnO:, ah feeler at i ^ dtjfe loro ^ dunque 
con U perdita delthonore ^ e con la mo7jeta della njergo^ 

jgna njolete ejjer pagati da quesio infelice Virtuofo ? ^lai 
leg^e e quefla :, che hauete allegata ^ che co'manda ^ che aL 
tn fl fpogli del zjelo di qnella riputatlone ^ fenzjt la quale 
gli huomini fofio indegni di yiuere al mondo^ E fe anco tra 
le pm Bar bare natiom j, che habitino la terra j, non fi tro- 
ua legge 3 che njoglta ^ che per debtt'i di danarl altrui Jl 
tolga la njita ^ come pm effere ^ che nello Stato rnio ^ douc 

profejfs . che ft njiua con efquift'ifp^ne leggt j, fe ne njegga 
njna ^che altrui leui I' honor e ^ che a git huomini molto pm 
deue ejfer caro della fleffa '■vita^ E qual fiera piu crudelcy 
qual Afpide ^ qual Viper a piu njelenofa ft troua di colui y 
che ha potuto far la ^auenteuole rifolutione di gettarfi la 

fua rip ut at tone dietro le spalle^ Le leggt y che merit ano di 
effer lodate ^ c^' obbedite ^ non folo no?i spogliano mat I'huo- 
mo della pretiofa njefie dell'honore ^ ma fommamente ama- 
710 y che cht ne e fenza co i njirtuofi fudor't fi ajfaticht di 

fame acquiHo y chi la pofjiede piu di qual ft njoglia ric- 
CO Theforo la tenghi cara j, e ben cuslodita. Per queBe ri- 

fenv.te parole quei creditori grandemente jpauentati fuggi- 

rono dalla njfita. 

lit Onde 



7^4 RAGGy'AOLT 

Onde il Trijjino hauendo per cio ripigltcito ammo ^ dlffs 
ad Apollo y che qumdo fua, Maesia hauejje ijoluto fargli 
eratU del prmdegio ^ di poter crear Caualieri y che con I'or-- 
dim di CmdlerU ^ che haurebbe dato aficoi creditori j, em 
(icur0:,che quel molto ben foddisfatti fi farebbono chi amd^ 
ti di Im . Con molto fm gwHo in '^n aperttffimo rifo pro^ 
ruppe oApollo ^ ydita che hebbe U fcioccn domanda del Trif-* 
Cmo y e gli difjey che grauemente git doletm di ^vedere ch'e^ 
gli ogrThord pivt> ji perdeua. dietro gli 'zArcigogoli . Keplico 
il Triffmo y che la fu^a dommda. non era rmoud inuentioney 
ma coft njfitatiJjimcL > e che U famofijjima Republics Ro^ 
mana prima y e poi molti altri Signori grandt y che hauea* 
no facdifjlma commoditct di foddtsfare t debiti loro a danarl 
in contanti y con le cor one di Gramignaj di Alloroy e con gli 
or dim delle Catiallerie alt mi pagan ano obblighi di fayigne^ 
debiti di fermgij lu^nghiy e dtjpendiofi . Di nuouo fornfr^ 
Apollo y 0* al Trijjino dijje y che egli chimeraua y perches 
cht njoleua gmngero alia felicita di -i/endere il Jumo Jina 
die bngate y faceua bijognoy che hat^ejje altra barba delta* 
fua. 

Licentiato che ft fu il Triffno dalla ^ijtta y dab Gm-^ 
dice della cattfa fu^ letta il procejfo fabbricato contro yn cer-^ 
to Dottor dt legge y molto bi'^^rro y e bejliale y tl nome 
del quale i Signort Superiori ijogliono y che Jt taccia s neL 
quale Jt diceua y che nelle atidienze pubbliche de t gouer^ 
niy che haueua hauuti y con alterigia y e fuperbia omoftf 
pma anco com per fine nobili y e dt honorata condittonc^ 
ifejjo^ufaua I'lmptninente termine y che git hau^rebbeman-^ 
daii myna Galea ^ che haurcbbe fatto loro tagliare Ucapo^ 

e che 



D\I' P A R N A S 0. 4JT 

t ch& gli hmYehhe fatti impiccare alle fine fire delPaUz^, 
Ter tfcufar tanto fm errore^ dijfe il IDottore ^ eh'egli cto 
faceua ^ per render ft tremendo a i PopoH ^ e per farfi njb^ 
hidne . Apollo , dopo che gU hehbe ricordato y che gli bono-, 
rati Official't con I'ygHaltta dt '-una rlgorofa j, e^ incorrot^ 
ta Giuflitia altrulp rendeuano tremendt , non con le info- 
lentt mmaccley comando^ che quel Dottore y che rmBraucu 
di haner genio p'm accommodato per comandare a git fchia^ 
u'l J che a gliho72orati gentdhuomin'hfojje mandato Atiditore 
delle Galee, 

jfncontinente pot fu fatta relatione della caufa di 2V/c- 
tolo FraJico ^meucntano y Uqnale con arcohtigio canco di 
m'lglUrole hauendo hauuto ardire di temerariamente tirare 
<ul run grojp) Lupo y quellafiera leggermente ferita y come 
€ fiio coftivme y gli fe era auuentata addojjfo y e co morft 
gli haueiia lacerata tutta la cofcia manca . ^^e che fi tro^ 
uarono prefenti nella Vtfita grandemente rimafero maraui- 
gliati s che colui yenijje trauagliato yche per lo pericolo cor- 
foy e per lo danno riceuuto'y merit an a confilatione y e riflo^ 
ro : ma lApollo y che malamente fent\ y che njn fuo Lette- 
rato hauejje commejja cost brutta imprttden?^ y poi che a 
fuot ZJirtuofi hebbe ricordato y che alle fiere crudeli y a gli 
animali pericolofi faceua bifogno cauar la berretta y e lafeiar- 
gli ayidare y o con larcobugio appoggiato carico di palle ra- 
mate corli nelle [palle y ^' atterrarli y condanno il Lette^ 
rato nell'ordmaria pena deglimprudenti y che niuno fcu~ 
ftjfc I' error di Ini y nimio compatijje il dayino^, ch'egli haue- 
ua riceuuto y e che tutti fi rtdejj'ero del fuo male. 

Non cos} toHo fti dato fine a qneUa caufa y che nellcu 

I i i 2 njifita 



4/* X^ G G V A G L T 

'fvifita compdrue Cutippo Filo/ofo Atenlefcy e dal Omdia 
del I a caii/dft^ detto ^ che il Due a dl Efefo git hamm da- 
to in educatwiie njn njnico fuo Ftgl'tuolo^ alquale^ poi che 
ft4> ^'m-ato alt eta matura ^ hanena nnuntiato d goner7io deL 
to Stato , fiel quale qttel giouane altnttanto era rmfcito 
mettOy quanta yalente nella Vilofofia; ma che neltefircitia 
ddle armi era timido y de negotij di Stato Incapace ^ no/i^ 
che irrifoluto y e che la fomma ho?ita ^ che da Cratippo ha-^ 
tieua apprefa , laquale in ^vn huomo priuato grandemcnte 
farehbe flat a aynmirata ;, in '-vn fuo pari era interpret at cu 
mettia : che pero a quel giouane Prencipe mm hauendo ilVi" 
lofofo infegnata fcienzj, degna di e[Jer ftputa da chi doueua 
hauer m mano tl ^ouerno di tanti popoii ^ il Duca di Efejo 
da lui ripeteua il falario ^che gli haueua dato. La carcera-^ 
tione di Cratippo grandemente difpiacque ad Apollo^ ilqua^ 
le riuoltatofi <-verJo il Duca ^ che iui era prefente y git dif. 
fe y ch€ deltmettta di fuo Viglmolo, non del Maeftro y ma 
della fua mala elettione ft dolejfe y poi che quel yirtuofo al 
fuo allieuo hauendo in fe gnat a la fcienz^i della quale egli fa- 
ceua pubblica profeffimSy compitijfimamente haueua foddif 
fatto all'ohhligo fuoyC che n^n fuo pari douea fapereyche h' 
fcuole de Vigliuoli de' l?rencipi trano gli Arfenah y le ar- 
merie y i configli di Stato ^ e che le letter e^^ che foggetti tab 
doueano apprenderey era quella Filofofica y quella Poeticay 
the pm njolte la fettimana ft leggeua nel prudentiffimo Se-^ 
nato diVinegiAy eche i rueriPedanti de Figliuoli de i Pren- 
dpi erano i (^apita?u y i Configlieri y ei Secretarij di Stato ^ la 
sferza con laquale doueano ejfer hattutiyla ricordan^a deloro 
maggioriy ele gloria fi attiom di que'Prencipi y che nella pace :, e 

nella 



3 I T A R N A S O; 43 7 

nelh guerra hauectno operato' cofe degne di ejjer ammtra-' 

• ■ FU' poi ma'fitt Apollo condotto CoJIa,nzj> Albiciniy huomo 
per effer conofc'tuto puMblko ArclgogoUnte fopra modo od'iofo 
a Jtid Maefia ^ c^* al/a ZJiJita tuttct. fl Giudice delU cclh- 
fd fscc'fido reldtione del procejfo ^ dijje , che dd <un Prenci- 
pe auaro ejjhido queWhuomo fiato ricercdto y che gl'inmn- 
tajjh qudkhe ?moiio modo dd cdudv ddndrl ddl fuo Stdto y 
fin-Kd Cdgiondr alterdttone ^ c generdr mdd foddisfattione ne 
Jim popoli:, to hdmudconfiglidto d j^drger pnmd'voceych'egli 
correud emdente pericoto dt ejler dlU Jpromfla afjdltdto da 
fuoi ne'mici ^ che yoleudno occupdrglt lo Stdto ^ che pero era 
necefjdno fortificdr Id Citta Redie^e che per condurre dl fuo 
fine operd tdnto necejjdrid ^ pubblkdjfe timpofitione di njna. 
nmud grdue--^^ Uqudle ddpopoU ^dttentdti ddl pericolo:,che 
corretidno nelld ruUd ^ nelle fdctihddl :, e nelld riputdtioney 
njolont'ieri fdrehhe ftdtd dccettatd : che pot con feruor 
grande com'mciajje Id fdhbricdy Uqudle feguitdjje 'x.^ru 
dnno y che il fecondo debolmente '^Ji Iduoraffe ^ e ch^ 
U terzo dffdtto difmettejje t operd ^ che i popol'i In quel 
hiennio dffuefdtti gut alld grdnez^ di quel Ddtio ^ di 
biiond njoglid hdurebbono continoudto a pdgdrlo . E per- 
che il Md^iflrdto delld Citta hdueud Id grojpi rendi— 
td di quardutd mild fcudi I' Anno ^ Uqtidle molto ddl 
Vrencipe erd djfettatd ^ che per render[i di ejpi pddrO" 
ne 3 e per indnrre i Cittddini a fdrnegU libero dono y fo- 
lo gli bdiidtid i ch'eglt fi prone deffe di due dmtci y I'-'vno 
de qndli in njn puifbltco configlio fdijj'e nelld ringhtera y 
c (^onfigiiafje eJJer brae contracambiar tottimo gouer'-^ 



no 



^^2 -K AGO V A a L I 

no del Prencipe :, con U I'fberalita di^confegnar gli per due 
anni folt le pubhliche rendite y e che I'altro amico poi y alt- 
hora che fimd propoBa doueua correre apartitOy pui^Mica- 
mente dicejle ^ ejfer attione tndegna di njn Popolo fedele 
njer/o il fho Signore njfar i ftiffrcigij fecreti ^ doue gl'in- 
prati y e ^Inifedeli haueuano occafione di ofcurar U fedeU 
ta de i ftidd:ti demti: che pero:> come ben fi conuenma. d 
partito con la n^iua nuoce ^ s'mtendejfe ^jinto j perche Idj 
rvd plebe allettuta da quelU breu'ita di tempo per pochl 
annl hmrehbe conceduto quello^ che non mai fl poteua riac- 
quiBare . St diceua nel medeftmo procejfo ;, che lo Beffo 
Arct^o^oUnte haueua confejjato ^ che per cauar danari dai 
(ifdditi al medefimo Prencipe haueua detto ^cheott'imocon^ 
fi'Aio era prohiblr '.alcuna cofa fommamente bramata ^ e 
orand.emente njfata nel fuo Stato ^ come erano i lujji del 
njestire ^ la pompa delle gioie , e le troppo eforbitanti do- 
tt y che ft njfano j che poi moBrando di far gratia a chi 
chiedeua la licenza j, la concedejfe ^ ma con njna huona ri- 
cogmtione yfotto colore ^ che aim pagaffc d figdlo ddla fe- 
cretaria. "Vditache hebhe Apollo ri^nquita di huomo tan- 
to feeler ato ^ siupefatto che in njna humana creatura po^ 
teife trouArfl ribalderia cost grande^ proruppe in queHe pa- 
Tacitoiih role. Puniendos rerum atrocium miniltios; 6^^ ^PF^'^ff^ 
^}'^^^\f^ fententio y che quel Lucifero fatto di came humana fofjhj 
gettato nel barco ^ doue fi conferuano 'iMoloffo ^ Melampo ^ 
Licifca :> ^ gli altri Toetici cani dcll'<LArcadia ^ da quali 
queirinfdice fubito fu ddaniato ^ e diuorato. 

^ueHo fattOyil Commendatore AnnibalCaro fu condot- 
to ?iella njifita ^ ftj il Giudice della caufa dife ad Apollo y 

\ che 



'D/ P A R N A S 0. 43P 

che a f^A Maefia molto note erano le rijfe pajfate tra il 
Qommedatore y ^ d (^afleltietro ^ lequdi non con altro mo- 
do ft erano pottite accomraodare y che con Uficurta di notz 
offenderft : dopo Uquale d Qci^eluetro pm njolte In njna 
mdtt'mx h men do p^jpggtato auant'i U cafk del Caro j tal- 
mentenell'animo diqtielPoeta ft r'lnouello U memoria dell" 
ingiurU fattagli con quelia rtgorofa cenfam^ che conijru 
dicace Sonetto frohibito al mal accorto Cafieluetra hmeud 
date molte ferite neWhonore» a^ipollo ^ contro la creden^a di 
ognynoy comandoy che pur aWhora il Caro fojje liber at o , 
^ ^?f^^i[^ ^^{f^ > ^^^ ^^ C^^i^l^^tro come pa'K^^mente te~ 
' merario fetter amente foJJe punito : perche fkpendo egli di 
cost grauemente hauer ojfefo yn huomo rifentito ^ commet- 
teua rimpruden'z^ di fidar la fuanjita nella ficurta datadi 
danari : e tanto maggiormente^ chi-ilCafleluetro benijjtmo co- 
nofceua^ chei Marchtgiani^per altro galanthmminiyma fom^ 
mamente fangumarijy hanno mancopatien-T^ 5 chedtfcretione. 
Dato che fa fine alia catifa del Caro ^ nella Vifita fu in- 
trodotto it gran Senatore della Kepuhlica Atheniefe Arifti" 
de career atOyper hauer e in yna Braordmaria penuriatra il 
popolo di Athene difiribuita quantita grande di grano. Alia, 
maggior parte della njifita ajfatto iniqua p arue laprigionia di 
AriHide, ma^Apolloychegiudico ilcontrarioycon feuere parole 
tauuertiy chenellePatrie Libere^doue in grandifitmagelofiafi 
yiue della pubblica libertaypm che in qualfi yoglia altro Prm^ 
cipatOy nell'efercitar la carita faceua bifo'^no offeruare d fan^\ 
ttjfimo precettOyche la dejlra mano non fapefje quelloyche ope^ 
raua lafiniftra: Merce che tn ogni Republica molto pericolofe 
erano k limojlne fouerchiamente boriofe ^e jatte con aperta- 

oUen- 



^440 ^ A V A LI 

%flentatione ^ che per lUuuenire ft dfle7tefje ddlT^far quelldj 
Citrlta yerfo ipoiieri, che pm puzjidtf^a, di ambit tone ^ che odor of- 
fe di bmn t^Io dlruerd plet^ye chealtrm dauano fofpetto ^ che 
pm fojfero fatte con ambit tone di acqm flare i Principati delta 
terra^ che dlfar guadagno de' Kegm del Cielo. 

Tutto fiidicio pol^e motto matin arnefenella yifita compar^ 
ae Vietro PomPonatio Mantouano :, rttrouato che coponena yn 
libro^ net quale co7i pd'K^:> e JofiHici argumenti p for\aua di 
prouare^ che I'anima humana era mortale, Apollo non potendo 
toller are da njederfi quell' empio auanti git occhi^ccmandoy che 
pur althora git fofjearfa la Bibliothecdy e che nelte fiejfle fiam- 
Tne huomo t ant o feeler at o fofje abbruciato^pot che indegno del 
heneficio de tibri era quello fciocco^ che in efi s affaticaua folo 
per prouare yche gthuomini eranobeflie. Qon yociferatiom gran 
diffime efcUmaua all' hor ail Pompon at lo^ prcteftandofj^ che U 
fnortalita delt'anima egti credeua folo come Filofofo ^ quando 
Apollo agli efecutori dijfe^chefolo come filofofo fabbru^ciafjero* 

(Apprefjo poifu ydtto njn prigtone^ ilqual diffe.^ che effendo 
eglt da CoOy haueua fatta la ficurta adnjno.che dal fuo Pren 
cipe y era flato mandato Gouernatore:,percioche per gtinfini- 
ti latrocinij:, che yihaueuafatti^ di notte efjendolifuggito^ egli 
tra forz^to a p agar la fommatuttadel danaro :> -nella quale 
quelladro Officiate era flato condannato . Apoltoj mo Brando 
merauiglia grande delta prigionia di quel Letterato yfi rtuolto 
^erfo ilPrencipe di foo ^ che iui eraprefente;, e gli difie , chela 
ficurc%^delbuon gouerno dt yno Officiate ^ ?2on nella ficurta 
di Hare a findicatO;, ma folo erafondata nella buona elettioney 
che faceua ilPrencipe: chepero it carceratofotto la buona fede, 
che jlfuo S Ignore non mat in carichi tanto import anti fi farebbe 

feruito 



^ f "? A R Ti A ^, 0-; \'4t 

fcrmto di 'huommi rapacihauendofiitta Ufmftajn ognl ^nb*^ 
do foffe itberdtd y t cht ogni douere njolendo ^ ch^Upen^ 
fojje dichi commetetia Up€cc^tOyp4gajJe d Pnncipe Uc^nden-^ 
ndgione di c<ilm ^ che cost m^tJamente I'hamaferuito ^ contra 
del qudle confua ccmmodttuagitttjfe poi per UJua. md^nnitZ^ 
A queUecofe rifpofe H Frencipe^ che quel /ho Miniflro era^ 
foraftiere y Juddito di altro*^Signore^che pert) tdgitnr tontr^ 
lui gliera impofftbde . Al Prencipe replicv oApolUy che ha.*> 
uendoegli fdttdU p(i%7J-^ di ftrutrft di piggetto for^^ure p- 
i'nentre hdueud commodity di nj^lerft de* juoi Juddttiyncn^ 
haueutt otxafione di dolerfi del fuo damw : perche qt4^el pa^ 
Bore y che commetteua la fciocchez^ di menar a pa/cert;- 
,lf ^ecGve altruiy non.di altri y che di fe ftejjh doneU'd dif*> 
Urfi-i fe ritornando ejje la feraal loro omle nan potemta^ 
farle ^ e >nungierle . 

^ue Ho ..fine, poco grato al Prmcipe di CoOy ma per^ dml^ 
U Vifita Jlimato motto gjuHo y hehbe la caufk di quell(U 
.ficurta caYceratdyqumdo nella ^ifita comparue Tito Stro%^ 
^ celebre Poeta Ferrarefe y carceratoper querela datagli 
da Francefco Fdelfo y che hauendagli confegnati alcuni da-> 
nari y accio li portaffe a Cintio Geraldi fm credit ore y lo 
Strozs^ nell'hora medefima y che^li nceuette yfe gli era gim* 
<ati : di che ii Fdelfo grauemente fi querelo nella njifita-^ 
utApollo^ dlquale era noto lo Stro^^ efler mancheuole di yna 
gambdy con fdccia molto giocofa dijje al Fdelfo y fe quando 
nel mercato di Tolentino fka patria alcuno comperaua ijn 
cauallo notoriamente ciecoy poteua ripetere il denaro mah 
ipefo. Ad Apollo rifpofe il Fdelfo y che chi comperaua ani-^ 
mali con dlfetti paleji y mn di altri poteua dolerfi y ch^ 

Kki ' del/4 



442' R A G (^ V AG L I" 

della. propria hdlor.dcL^gine. Se quefio- e'yfoggmnfl ciWhordiy 
Ap^ll^o ^ tUjFilelJo ^m-oltO' gmsiamente hat ftntentiato nella,' 
cmfi fvopria . IPenetro airhord^ il Filofofo oue armiiua il. 
queftto fattogit dii fucuMaefla. :, e con moltaafflittiona rt-^ 
Jpof€:,eUcrgli noto it trito frouerbw ^ che. faceo; bijbgnoguar^ 
glarfi di contrattav cow git huomini fegnatl: dalioi natura y 
ma che pero non lo fiiriMua, fcmprt njer.o-. Sappl^Filelfo]^ re-'- 
plico aii'hora. aApoilo ^ che i Troueruf aitro Jion fi?i0ycht^' 
^ente7i7^: ferment Ate. y parole: prouatc :: e^' tu dicoj^i che 
la^madre Natura. nel procveav gli: huominh d Mondo mol-^ 
tO' acconciamente puo fomigliarji ad njn VaJ/im di ottiw<t^ 
cojctenz^ ^ ilc^uale alL'horache dalla forrjacecauai ftlo'^.'va.^- 
p yfe n€ ritroua alcuno- hucdtb y mai cotw xfijjo x o- corL^- 
Mtroi imperfettwne y afffne che ddgli: huommv poco accor^ 
tinon fteno comperati per huoni y egli ^^€%z^a loroil ma'^ 
'mco -X leggermente rompe lor a Lorlo- y o li fignaicon. qudf 
chemtabtle mancamsnto ; e per che coslgli huof/jnu tutth 
•ndn p(^JJp^o nafcere di- genio buoho-y come a- Fornaciai non^- 
tutti i njciji. pojpno' njfcir ddU^. fornace p^rftttt :. e ne 
giardim j ancorche con (c mm a ddigtiiT^coltuiati:, nGneJStfi-^ 
do pojjibile tmpedire y che now n^'i gernwgli: tGrticay la^. 
Maluai c la CictitOi y djfirie che da cvruclli bucati^dagl'in^ 
'^^piif^jfii ^ ^d tc^ttl y gli: hU'omfni buoni non rima?ighin9' 
^ngannatv y la madre Natur'a^ y^h^e-fimmamenteham hor^ 
tort la rnalttia de furbi]> e le giunierie dt bavriy nonpri- 
'7}ik <Tfede nafcere queftl tali al Mcndo' y che caua loro njw 
acchto 3 rompe loro njn braccio-y e molte njolte per tfdegno> 
^S'^a loro^ njna garni) a: coquali emdenti' fgTit attaccrtn^ 
dQtl fona^io id coHnllo ^ cb? tira calci. ^ (^ appcndc?ido il 

^cnoi 



^ r '"? A t }^ A S 'Q. 44S 

fen& iille coma del hue > che da dl cor no , ammomfie ogn^ 
fj^no a. giuociir largo con figgetti tali^^ a guardarji dcu 
quelle dannopb. mercntmtU . . . 

^Een-^ indugto foifn, difcaJptU CMifa, di Glounmhat'tfix: 
^^malteo cdrcerato per hmer chiamata p^'^^ prodigalita. 
id njirti^^ojijjirnA hbernlitay che Nerone haueua nj/ataTjer^ 
Jo Cornelio Tactto y tjiixndo col dono di ^enticinque Mu^ 
a carichi di fcudidi oro^rermo le lodi tanto honor at e^ che ■. 
:gUhmeu(i date ^che fpfi tion adcrac infra feruos inge- b?o"ti.51 
nium •. Cost ad Ap olid y come a Signm tuttl dellaVijitd^^^^*^^ 
'graue delitto parue fojje qmllo j che haneua commejfo 
i'Amalteo y v ianto maggiormente y che le fcmle tutte di 
Catnap) tengono per majflma irrefragabde y che per qt^al fi\ 
^oglitL y ancof the grandijfimo > (^ ecccjfmo dono yfattoda\ 
Prenc'ipe magnanlmo nJerfo n^n Virtmfo in premio di aU^ 
tuna fcgnalata lode riceuuta non ft dia nj'itio dl prodiga- 
lita : merce ythe njn 'TrenCipe fttibondo della ^vera gloria 
dal quale Vnum ini:itiabilicer parandunl;,profpeiram fui Jro'^lL 
meniioriam) anco co monti de" JDlamantl y e de' ^u'ht^^''^^^^^ 
nlnon puv foddisfare il merlto di njna Impennatadi queW 
inchiojlro firio^ che danjn Virtmfo fcrltt ore ieggtadramen-^ 
te disiefo mUe carte rende II norne altrul gloriofo 3 (gf 
immort^le . Pertdnto d^litto dunque Apollo a tal fegnom" 
xrudelt contro I'Amalteo y che per due anni h cond'enno di. 
habit ar tra ^I'lznorantl , 

Xncontlneiite pen nella Vipta fi prefento njn Letter ato^ 
tlquak coU-aua y che non pdo ftrmamente credea I'epecran^ 
ddy € tanto dannata opinlone > che f elicit a . maggiore d^gli 
buomml -erd h^i^er Uborfa colma dl fcndi y che U capo pie-*, 

]C44 -2 no 



444 R J G G y A G L 2 

mo di fcUn'ze :, mache con ogn't fua mduflrln ft era forT^^ 
to d'infinuarU nelle mentl di altr'i Letterati . (tApoUo^per 
thorrtbdita di quelcafo gratiemente comma fp)^ condanno il 
Reoad ej^ercucito in n^n facco^ e njiuo gettato nel piticti~> 
fo gorge del font e di Aganippe, 'Ron ft deue Ufciar difcri^ 
4pere in queflo Inogo^ che quello fceltrato cost fempre fu ofli^ 
Ttatonella fua erronea opinione 3 che 72c llo Hejfo puntodeL 
ia morte ^ non fib non njolU difdirfi y,ma pirn aBinata^ 
Tnente 3 cljegli ft facejjemai y dife fempre 3 ch'egli moritta 
jnelia fua njera opinione 3 che gli fliidij eran& nma merca- 
tantta3 e che le Letter e fola s^imparauanc^per mero difigna 
di guadagnare con ejfe danari 3 e che pero fi^vedenay che 
le pii4' honor ate 3 Bimate^ (^ abbr acetate Science erano^ non 
U Fdofofia-j e UTheologiafenta paragone alcuna piu^ Nobi^ 
if 3 ma la Medicina 3 e le Leggi piii, lucnfe • 

llBaiardo foiinjno de^ Gitidicicrimmali di'quefa Coy fey 

leffe il Froceff fabbricato contra Manfredo Re di Napoli y 

»^i>.tiel quale fiprouauayche di notte a Qttullo hauea f«rato fs- 

' V ic/^^ amata Lesbia^ laqi^hxle dopo che molte fettimane a fna 

fiaeere hebbe goduta 3 fpogliata di tutte le fue gioiey e del- 

le njeBi pm pretiofe^ ignuda haueua rimandata a cafa SDel- 

la quale ingiuria Catullo nella Vifita fece rum art tall 3 che 

molto Ji aumctno altinfilen'^ 3 percioche fouerchiamentt^ 

imfiammata neWira 3 fenzjt punto ricordarji del luogo 3 e^ 

deUe perfone 3 aua7Jti lequali egli ragtovauai chiamo Man* 

fredo haBardaccio^, Jpollosper dar efeynfio a fuoi Giu^ 

diet 3 che ad un ammo fouerchiamente efacerbato 3 non e 

fojjibile imparar il parlar limit at 3 amor che per 

Iq foQO rifpetto portMogh molto f chiamajfe ofefi d^ 

Catullo 



D I ■ P A R N J S 0. 4^f 

C^tallo y dolcemente rjondimeno lo riprefe y ^J appreffa 
ccfmando y che il 1\^ Manfredo gratis vblque/^6' libernta 
dull A frlgione : e difje ^ che folo per accrefcer U gloria ^ e 
le prerogatiue del fcicrofxnto Matrimcnio i figlmoli na^ 
turali per lo pm nafceuano <u'iUoft y e di gemo graTidemcn- 
te inclmato alle rtbaldarie y e che la prudentijjima Natn-^ 
ra 3 per mfegnare a fomari dl folo mefcolarft cou gliafinl j 
die caualle di folo accoppiarfi con gli fiallo7ii delta spetielo^ 
ro y haueua njotuto y che da i congmngimenti deili Afinl 
ton le Caualle nafceffero i <^ltili ' y anlmali net tirar i calci 
tanto ruittofi _, tutto affine che gli huom'im per non pro- 
crear prole rihalda y maggiormente ammjfero per lo mcT^ . 
tlel fant'ifftmo Matrimomo dt prtcrear qL^et figlmoli legitti- 
mi y € naturali y che dal yentre delle madri loro feco por^ 
tano la benedittio?2 di Dio : chepero pareua j che i figlmol't 
haHardi uon effendo ohhligati ad opcrar yirtHofa?ne?ne y 
all'horay che yiueuano beney era lor cortefia . Non per que" 
fio Catullo j grandemente ^into dalloftimolo della gelcua y 
njolendo quiet ar ft y an:q ognhorapiU' diuenendo rabbiofo y 
Apollo con faccia alquanto fdegnatagli comando y che t ace fi- 
fe y perche chi m fiua cafia teneua yn pe-;^ di carnaccia pu7^ 
zjolente non merit aua di efjlrs aficoltato y quando fi doleua 
di hatter la piena di MoficonL 

Con que fa risfofia effendo ftato (fatullo llcentiato dal^ 
la Vifita y il med.efimo Ijaiardo fiece rrlatione dinun Pro^ 
ceffo fabbricato contro Scipione Ammirato^ancor egU profefi- 
for della Politica^ilqualefi trotiatia conmnto di hauer commefi^ 
(tmolti graiiieccefii.percioche ad yn Prencipe.checonni^ouej 
ehrmijfms angherie fcorticatiai\popolt /koiyafifitie ch'elJe^ 

m 



^4^ ^ A V <T V A G L I 

^onefa^'i Stati non cdgiona/ero nomudilmpertment'h foje 
ioro oil honeflffimi nami di Donatiui.di Sujfdijydt Aiuti ;> e 
<che ftno ad njnci odwfijjlma GahelU, -non dubtto di^crrrelo 
Jj?eciofo nome dl Monte deiU Pieta, Di fm.che-adunjog^ 
getto .em'mentijjlmo delU Ckta di Focid-e ^ -chc defideraua 
di hauer fegmto di Sgherri , con U fJ?All(t de qtuiU hauejfe 
fotuto ttrArmeggiitrey (^ ad ogU'ijno renderji tre^mmdoy 
haueua infe^atOychencUafm'cafdteneffe ymtameraaper^^, 
ta con carte , dadi , e taudieri y con njna ^vU corti^n^, 
muccia .aVato alia pwla dtlU tafa , che queBl eranoi n^m^ 
ZmheRiyile a fe chmnmandla fchmma degii hmmimdeU 
le Cittadij e i ptu njitiofi j e malinciinatt ceruelli del Paefe : 
2i che al Prencipe dell'Iipiro ^ atroce nemico ddl^agr^md-e^ 
i^a deLaconiciJlqtuile mdegnMnente perfiguitMiaakufuSe'- 
natori gr ndi di quello Stato , che per hauer ingegno Mill- 
tare ^ € pereffer figgetti di fommo njalore, non git tarna- 
ua conto ^ che (ofero ajfunti MPrincipato Laconico^ ^jjint^ 
che le pulhliche pratiche di yna aperta perfecuAtone non gli 
conciujfero contro iodio del Scnato Laconico ^ efacerbato^ 
fiel yeder perfeguitata U yirtu , (^ il 'merit o d/ Senator t 
piit eminenti yche tantd imquita ^ e cost fj^aUncata 3 e r/- 
Mda tiramiide colorajfe col pretcfto , che quit Senato^ 
ri hauenano pe?ijieri cupi. Grmdernente marauigliato ri^ 
mafe Apollo ddla fceUrata perfidia di quel Politico, e dopo 
hauer liberamente detto,che con dilfioferfuo mfinito fierA 
chidrito :,chc i Politici erano i Zingam,i Bar/h i Ciurmatori , i 
TaqliaborCe dei Letter ati , tomando , che quel MoHro di 
natura fojfe prexipitato dal faJfoTarpeio , ^cHo pne sjor-^ 
tmattjfmo hcbbe la caufa dell^<t4mmir4t0y quiwdo d rnedc^ 

fmo 



"p I p A K n A s a 4^f 

^mo '^aiardo' feet nUtione' del procejfo formafo' contra^ li 
O'mdtce di Gnido' _, tlqu^thnon folo per pm tefiimonlj:, rmt 
p;er lit fiict cdnfejjtone iHcfiterii conmntOy di pu>bUicciment& 
nl pm offer entc h utter njtJtdtitiZ U Giufi'itia.- Apollo per ttw-- 
ma72ita d'i q^uell'ecajjo foprdmodff alterato>i conderml il Reo 
Tfetl'ordmariit pe?M d'l quel ^ che mercatantmano: U Gmfi-^ 
t'tx: € pero^ comando yche pur a^lThora qu;elt 'xrfficicdefofi^' 
confegnato a Marfia j pershe da lui fojje fcorticato ruiuo . 
Gh) i Lhtori frafimAt^a-ao'il: miferello at crudet pxtibulo y 
quanda egli con dtifftma gemm y oh me mfe^icejtjjl.omio^ 
dannrffy che nelUm'ix Cafa y col godimentcr dt tuttele pm- 
efqmfite delitte- y flic iff mamente m potetu far vmere , co-^ 
'me hara:- fer lo m'lo pocho ceruello ?nifek cagionedi <-vna 
rzrergogmfx, ^ atrociffrma. morte . ^effc parole, chedalU 
ZJ'ifita tutta furoTio- ydite y altamente penetraronorneir 
dnim(f dt fua MaeHa x rlquale fattc. richiamare^ wdmr& 
it G'mdtce ygltdife: y dv che egli ft doteuai ^ c checofthaue^ 
'm che fire fecce/fa cm/imejfo^ da: ^lut neW aymmmftrattone^ 
' delixt gjttfitia'y che: f concede alloi njivm^ ^al merit o^ deqli 
%uom'mk y cadaafa.rt y che' dket^adlhauer male ^efi .. Sire 
"rifpofeaWhoTct il €o?ide?mato^ y tvjfciff.nelqtfoleio tantoho^ 
^ demerit dtot appnjf ^x/ofira-^ia.cfi2-y datl?rencwediGni- 
'-dos non (tile kt<tett yuom alm^nta mio- e /iat& concedutOy 
■ma per feffarita. mi I a tnfclhtffimi fcmdi d'oro- lo cor/jperal 
due an?ii fonof : di'mamercc tola che con' moltct ragione mv 
larnentOidi hatter e a. danari in contaa^itv comperatacosl gran- 
'de mi a difanitenttira-. Vdito- qu-t^Oytncontmente comando- 
Apollo che quel Keo^ fojJe difmltOy e liberato.e fe?2tentian' 
da nella catifi di hi y dijfcychel^gii^du^auiu ^e dechrara^ 

ftac 



^^S n A G G F A G L 1 

m innocente , che pero qt^Mo prmx ntomd[fe d.i fuL 
emu , dom, fer eterm mfarnM del Trenape di Gmdo y 
co-aumajfe ad\ efeniure U yittiperofi mercatmtt^ dt 
rvendere U G'mftim . perche non era pojfibde prohibire ^- 
trm tl render qt^cUo , chefi comperaua. 

Vnjlt'mo, che compame nella Vifita, fa Uftmofo Bar-^ 
tolomeo d'UkUnoJeL qude ilGmdke deU cm ft feet re^ 
ktione , che In ^n diiparere .ch'eg/i hebbe con CMo Ce^ 
fare ScJigero Humm chiamato nj'd Letteratuccio, Jpollo 
perlo ^raue ecceffo dell Aluiano unto ft rifenth che con fde^ 
gno zrmdegh diffe , che fe I fmi Letter xti ornati di tante^ 
pregiate rvtrtudtycolmi di tmte fclenzs.ciqudi decor f de' 
CielhdelU --virtu delle herbe , delU propnetX dellep'imte^ 
del udore de' Miner dhe demiracolitutti della, Natnrahaue^ 
uanopienijfma cognitione.nonpofedeuano quelUpmfoprafi>^ 
Nobilita , che pm trouarfi tra gli huomini , qudt erano 
quelll yche merit mano dt cfer chiamati Nobdi rForfi 
gtlgnoranti ^ forfe que njitwji, che fino alia golaeljlndo im^ 
merfi nell'otio, nel gimco , nella crapula , e nelle libidinl 
folo efendo pe^^t di came fracida con due occhi, altro non 
hanno di che pojfno pregtarfi , che delle r:Artudt , e del/a. 
lunga gloria de loro Antenati^ E che fe I'oro per larvir^ 
,m di non lafciarfi confumare dd fuoeo , mangiare dalla 
ruggpe yrodere daWacqua forte, e per altre fue rare qua^ 
lit a meritamenteera riputatedl^de Met alii: H Diaman* 
tiy(^ il Rtibino per la incredibdedure'^a lore erano i Pren- 
cipidcUe Gioie.per qual cagtoneifmVirtuofiyche fopratut^ 
it gli altri hmmim tanto fapeuano y $ tanto intendeuanOy^ 
uano y ddle gcntl non mmtaHonodi piktoflo effer chiamati^ 

femi" 



® ij Y^. A R N A SO. '^4^ 

Jimdei ^ cItc Re degli hu^omint i e che treppo differenti 
€opL era nQb'ditar d corpo to' njeHlti di njellato , e yoliii^. 
ra?2imo c&' kyoccati d'om delle pm frettofefcienze . (tApA 
prejSQ ^pdi fi riudto zApollo ^erfe lAhndno ^ e cast glk 
dijp : 1 mm fcmpfe celebefrmt SabeUico^ Bembd:,Giowoj, 
OmccUrdmi y chetmto ti hanno ^ o IBartolomeo ^ can Icu 
pernio lono itluslrat^ -3 e le fetiche de' mlei Virtuojl , cbt^ 
immcyxtdk ti hanno refo (d Aiondv^^quando mat da, te han^ 
m men'u^to d gmderdone di cosl -enorme mgiur'm y d pre^ 
mio di tanM •mgratittidin& ? ^n-eHo cast efitc-erb-ato mgio^ 
namento di Apollo di tanto -mi^ggior effkacia fii dpprejfolc^ 
'.TJifi-tai mtta^qiianto egli fu accQmpdgnMo daUe fhida di tut-^ 
it i LePtemti iircoHmti ^ iquaii fipra ogni creden?:^ con^ 
iro I'zAitiktna grandement'e fdegnatt gridauan^ Gitt'Hitia^ 
Dopo -quefto U RuotaCriminale ^ di o-rdine di Apollo y vota 
fipra U femen%^ condenndtorui ^ e que' Giudici VMti pen(L 
fipra modo rigorofi prapofero 3 <:Gn lequali del fm fnU^. 
Aamjj^e d Reo ejferpmiito . hi queUo trauaglio fi trauma 
tAluUna 3 qttando taimifi dt tAUta acctdente ejjendo ftato 
portato did S-eremJJtma Libert^ ZJenetidnd elU foprdme-^ 
do gelofd della nputdtione di qHell'huamo fortiffima ^ coru. 
mo ltd frettd fi prefento nelU njifitdy e pvoHMtdft a pie-* 
di di fud Aide Baleen generojd fommijjione dAfje^che giam^, 
Mdi di qnelli fi fxrchhe partitdyfi dd fud <CHdeHa pienif", 
fir/iA gr-dii^ j-^' affol^to p-erdono non hdueffc impetratod, 
iquelfuo cor^ggiofo Cdpiuno.E chefe benc^lU coji un frefchif- 
fimoE ditto di fud Mdesia^tiel qudle p dichidrdud che quelliy 
i qudli in difejk defle pdtrte liber e contra le "Bdrbdre r^dtioni 
hAUcudno vmptcgndte le drmi^ pty qudl Ji ^oglid dncor cht^ 

hit Cdpl^ 



r^/o. K A G a r TG L^ 

Uvit dijfimo eccejjo non mai poteuano perder U buona:gra^^ 
tia dl fux Mdifta : che nondimena per lo fm dilcttijftmo 
Jluiano'^ che tanfo fangue hmet/M. fparfo per ler fofferti 
tdnti difagt , fcorfl tantv pericoU. y quel per dono domandd- 
ua, per mera gratia y che ogmyna benifftma- conoficua do^ 
er^lifi per term'me di rigor ofa Giufl'tt'ta .^ ZJdtte ch'heb-^ 
bero i: Letterati ^ preghiere piene di tanto affettoy ricor^ 
deuoll qua72to- bemgno- ncetto- quella. Serenijjima Keina^ 
vellafra cafa fogl'ta. dare a que' IJlrtmfiy che nj'v fi rw 
par am y di modo in ejji (i fmorz^^ hfdegno^cotHepufo pfi-- 
ma':,che ad alt a. njoce- pik njolte gndafono-Xyrdt'ta^ Gratia' . 
Onde Apollo con la manio^haucndofoUeuata^daytefr^que-K 
la. feliGiffimaLiberta primoi le diede- luog&''tra le Serei^JJi^ 
me Mwfcy poi h diff^i che in flro poferr noti elTendHy negar- 
te CO fay cKella. defiderauada. luh y altjittianw dibuon ani-^ 
mo condonaua' ogm pen a; -, ma che njolenay che alk bko'-^ 
ne letter e tanto offefe y'(^ a' fuoi ZJirtmJtcostmaltrair'- 
tati fi defje la: foddtsfattione y che fi conuenma . JU'h^ra^ 
tAlmana gi?u prima meT^yrnorto- dalla p aura (tanto il timo- 
re delloi nyergogna pm affligge njn huomo honoratO' del 
eerti pericoli della morte) rtpiglio cmre y e dijjcy che efen-'- 
do^ egli dt' fiatura cost pkmlo y come rveJeuano' tutti ^ done- 
ua' ejur compatitoyfe la^qudidella- colltra prefto boUiua;-in^> 
luiy laquaJe- era quella y chel'haueua fatto errare i mathe' 
confejjando' dt hamrmal parlato y manifestauaad ognlfno'y 
ehe ijnoy che hav^eua^letterefcie-ltey €o:siumi e>;qmfttt y cost' 
sra^'Nobile^ come fe fhfje nate d$lLi; potentiJJim'Or C afa d/J^tf- 
Bria y e del gloriofa Sangue Rcale di Francia y ancor che- 
fer padre hausjje hduatoil boia^ 

VN 



^ T 2" A ^ N A S a 



4 ft 



VN PRINCIPE GRANDE PER 

foogherevn fiio Vbtojporfa al ter^pioil -^ 
^^ -^^icco tjono di vn Vafo d'6i-o{ il^^ ^^*;;;*i 

5^;t^ dc vien riceuiito dalSa 

ceuefoddisfat 



Clone. 



^Va^U'^f■^. 




O G V A O ZT tri^X 2^ ^^^^ '^^^^ 
C Hlporni/hndynPrencipe £grau^ 



da 



Temp^ il dono iV^h PuJfo^^ dl 
grdnd\jftmopregi^:e perche dSacerdo^ 

. ■ ^emirjceuerlo fu^eduto afflutiffimo^ 

€ fino gatar Ucfime, fran curidjtta: entro in quel Slgno^ 
r0 dijaper U n/era t^mdi^ue//a meftitu , gr d Sa^ 
cerdote ch'iedette, cht^ekfropkta^, alquale qudlhuo^ 
mo tmorato di Dio con -vn ^ panto dirottijpmo dip , ch* 
egliera forT^ato fpargereamAfifjime Ucrirne dthorache '^c^ ■ 
dendo portar do?ii al Tempiofi riccordaua dell'antica piet2 
deglihmmmi pafjkti, iqudi toro prettofe ricchez^ Siima^ 
rono render factilto ft t Tempi, e per cofa necefarm dcuU 
to Dimno^tenemno quei njafi d' oro , e di gemme , cht 

'>! W 'I i\ til i- 



Lit 



gli 



gl't hmm'wi immemori delU ijerci '^ligtone^epm mndmo- 
rati dcfrofrij commodi .,,che dett honor -dv *X>/<7 ^ anco m 
iquelie cofe^ che feruono aferuigij fiu ^'di hanm appro- 
triau a. low fief/l: e che in alcunt Stall Infelicifsma j, ^ 
affatto deploranda era la prefente condttmie delia ^erdu 
^ellgione y polche doue prima le ricche'x^ dellt €ofe Sacr& 
fermuano per augumento della njera pleta ^ per gran—- 
de7:^^e MaeBa della Retlgianejjora erano dmenute cormttcy 
che dalle grotte dt malte empis promncle chlamoMano^lptth^ 
hllcl Jfajjlni a rubar alia fir ada It facro Fatrlmoulo di Dlo^ 
t de Juoi SantL Furtl tanto plu fceleratl ^ quanta gliau^ 
tort dl ejji non p erano njergognati InorpeUarll collo ^e-- 
tiofi nome dl Rellgmi€ rtformata i. Tanto- ouaHit e arrit^ai-- 
ta Ttgnoran^^dl almnl popoll yche fmo fi fono lafciati da^' 
admtendere ^che con h crapole ycd lairodnijie cx>n:0gmfiif^'^ 
te dl llbldlne dtfformar I' antic a Relig^onei; y tanto cofi ant e-:- 
inente creduta da Fadnx da dl AMlyC U'd Bifaui'Aoroyal^ 
tro non ftA fiap^^che KifirmarLty cpM^cheilfre^^'^ 
glare 'un huomojo ^ogliarloy.e l^ucciderloy ' 

da alcan$yche fia dlfano intellett^^ 

fojfa cred^rft ^che fta ri;n Jjm^^.]^^. . o ;n ^ 
rarloyrvnrmemrlo.rvnC'^^^^^^^ 
JMa-rifk(fttmd^ ^^^^|^,^^^^ 
morte ^ \. e.-,^^v^^h t^« 



axi J ■ ^ A z n A m 0. 

APOLLO FA PR^E C ETTO A^ 

^T^^Pattori delr Arcadia ,' che per; I'auiicni- 

'"^ ';te ribn debbinbpiu ingmflarPof-''^ ^^^ 

per U; .rixiocationoT^' ^ " 

E K lettere dcU't x'vi/j,- dd corren^ 
te ycheft fono nceuute ddll'aArca- 
d'lu^jie hatiuto' dutufo certo del 
precetto fat to di or dim di fiaMiU 
fia a. Ttttro y a Condons ^ a Me^ 
ndcdyd MeliheoJ^ aglialtriPa^ 
fiondi quella frouinda ;i che fotta 
■fene gYcimjJlme non ardifihino per I'auuemretener pmPorci 
fer'mgraffarlL Cost gran di(lurbo aWnjuwerfde di qm" Im^ 
ghi ha dato cost fat ta nmita ^ che qaeBa mattmaa nome 
dt tHtti i PaBori della delttiofa > e fecondlfjlma Arcadia fo^ 
710 comparft auant'i la MaeBa di Apollo Mo?2tano ^ e f)a^ 
money principalifjimi tra i TaBondiquella prottineia, Mte^ 
fit humilifflmamente hanno fupplicato fna Mae(i2 a noru 
friu^arli della delitia del lor pan rynto ^ e delta commodi^ 
ii dt qttelU came porcina p con la quale lantamente pafio^ 




^S4 K A G G V A G Zl 

no lefamiglie loro, A queftl ri^ofe aApotloy ch'egli altrett n^ 
to/opraU Nobllta cordmlmente arnaua gli agricoltoridelU 
terr^.) i V aft on degli Armenti:, qumto tdmor de' T^rencifi 
pm meritAno glihuommi fruttmfi dei ^yagabondi :, gli ^tu 
It de i dannofi , ma, che per rifpettt ^ e finl motto grandt 
hauendo egitpuhbltcato I' Editto :,non uoleua riuocarlo^ 
merce che dd coftume ytllijjimo deVdUni 
d'ingraffare i Porci t<iAtitunm ^ per 4W- 
^Zj^^li pot dXJerno ^ I'auaritia 
genttlhom'mefcahaHeua im— 
parato 'vn efecrando 
Frecetto Poli- 
tico • 







a) 






ESSEN- " 



ly I F A K N A S a 



4f^ 



ESSENDO STATO NOTATO. 

^^ cfie Peto'Trafea in compagnia di Eluidfo 
[ Prifco fad Genero'frequentaiiale cafe del- 
^^.. le^piu pnncipali PoetefTe di Parnafo da^ 
^^.j^4.p*^l^^ graueiriente ne e riprefo . 



'^nn ''^.', 




\A G G VA G L I XCIIL 

A quel VirtHoJi ^ che p'lglUno diletta-^ 
tione' di ojferuar i fatt'i altru't^ e Ha- 
t(^ notata-yche HPeto Trafeamcofn- 
fiagn'ia di Eiuidm ^rtfi))- -fuo g£ptro 
firdordinciriamente fiequenta. k cafe 
delU • Signer a. D. Vittoria Colorma y 
diVeronicd Gumhera^^edelle aitre Da- 
me Fosffjfefrine'ipali di-qmflct Corte : gjr amorche il con^ 
€e.tto--dir-flrkdrdi-n^fiit b^rna ^ nelqude e hauuto- Tra-^ 
feOr fdcciify^ che dlfft-cdrntnte da. yn- tanto Senatore ^opate- 
metfi CO ft brUttOry la molta freqt^en-7^ nondrmmo delleyi- 
fte , € la Imt'^ di'/HQr4\JattH^-tn ejfe y anco apprejfo gl'i 
"huozntm buoni ha cagienat&'fandalofi^l^. y che cost mal 
odM fino e gimM Mt&-^nanct d'y fua MaeHa :laquale^ 
fer f^ofiat la farnrfia di tante rmtmorationi ^ due giorni 
fon& fece chiamar a fe Trafia^ e Brett amente. Itcamandoy 
the li palefafe Inegotij :> cyeglthaueua con quelle Damt^ ^ 
Ad Apollo ri^ofe Trafea y clyeglu andaua a quelle S-igno-- 
re folo per efercitarr la caritadi leggere loro agni giorno yn: 
Ca^itola del libro del fa^ientiffimo '\Boetio^ Seuermo de 

Cono- 



Cotifolatione Philofophia^ . Per q^eBa rlfpofU grauej 
nmite pame , che AfoUo ft fdegnafe contra Trafe^ , ond$ 
turn dtemo ccsi gB dtp. Trnfi^^fi^ col r^oftm ulmt<^ 
dt i:o'afolar git 4flltu rvoiet, menuf Ugmtf dt 'Dio , ^ 
fa^T dcqulUo delU henimlcriT^ degli buomm , mddte a 
\onforur quel mlferdnll > che dl mem necejfjk mno^one 
negli hoSfiuU , e quei sformmtl , chefom tondotti alle 
forche: fenhe lo Jhre agmfitdl Sard^nafalo tutto il gior- 
nofitto tra le Dame , con f^ermxj. dl far creder poi allc 
gmthcbc -vi eferckiate UJfmtmlitk.fino htpocrtfte ,ch^ 
muouono le rift aglt bm}nmi fcmchi . e che famo crepar 
dt rMta, quel , che fmno , che gll hmmmi , che njmm 
fhejfo aI molmojdcdmente sinfanmno : €^ -un rvoUro 
pan dme fapere.che dWhora.che.rvna donmcomeplfce dm 
gemellt./e eff fom mafchhamendue f rueggono racclmfientro 
r^n^fottiliJfimamembra?ja,cofache anco accade feamendua 
fono femmmemafe muiene.che yno fa mafchio.e laltrafem 
minaM fagaciffma Nattira in ^vna particoUr membranafi 
parata dal mafchlo confer ua la femm'ma, Dlmodo.che UNa^ 
ma della cohabit atione di rvnfratello.e di una foreUa dtquel^ 
la eta non effendof fidata , Infegna ad ognrvno , che n^^ 
meno de ^osiri pan altri pm ^mer ficuro : &" m que^^ 
sleoccafioni . Trafea , chi fi fida delle fue for%^e pin & 
tmermo , che faggio . E per che quefti dlfordim per yo^^^ 
fira.ye mia rtputatwne hanno bifogno di efer corretu^ 
ftrettamente yi comando , che lafciate per ratmemre cosl 
pencokfe pratlche : perche non, come njeggio^ , che jvot 
fiioccamente n;t ftete dati a credere , ta-nto e balordo il 
Mondav.vcbebemffimo mn conofca.che le njifite de' rvoftri 

pari 



r& i ? A R N A S 0. 'iff 

pari fit U aHe 'Dame belle dopo U fecondaijoltacomlncia^ 

no a ptd^zs^re a quelle ferfine ^ che fanno^ che le cofe bellz^ 

pUcciono ad ognnjno,^ e che conofcono j che lo Htmolo deU 

la Qarnd 'Xfitlo naturdle in tutti gli hmmini ^ e che le 

libidmi non con altro pm preHante rimedio fi ft^ggono^ che 

€onflarlontano dalle belle creature : perchedalcometter errori 

figuardauA colm che fch'maua I'occajtonis e tutta la njoBra, 

Fdofofia non ha prone tali ^ che pojjino d/ir ad intender ad 

dlctmo 3 che njn faporito boccon di came non piaccia ad ogni 

hptomo fitto di carne, Pero nji ricordo^che <-vn ^oflro pa^ 

ri J, che fi tanta efqmfitaprofejjione di non^olere bruttar la 

Candida ^-uesle della fua rtputatione con It macchie dell' olio 

delle Ufcime y quanto piu' pub deue figgire la pericoloja pra-^ 

tica delle lucerne ^ ejjendo non folo fomma pa?^a ^ mcu 

infolentijjima temerita degna di flafjUate^ in ("vna bet-* 

tega y doue <-vn fibbro lauora i chiodi ^ ruo^ 

ler fibbricare la poluere di arcobugio , 

con ^eran7:a di poter pot fir 

credere alle brigate , 

che non iji fi 

correperi-^ 

cob 

dlcuno^ 




Mmm V N 



4/ 



S T^AGGVAGLl 



VN PRINCIPALE SENATOR 

PoUacco correggendo vn altro Senatore 

caro fuo amico,e fatto accorto,ch'e- 

gli e colui, die camminando 

fuor di ftrada ha bifo* 

gno di emendarfi. 

rB^A G GV AG L 10 XCIF. 

ELLA corte del \e di TPollonUfi 
trouano di prefente due gran Senatori 
FolUcchi tr^ qtsali paffa BrettiJJimoa 
amicitia: yno diquefii apertamente^ 
fa profejjione di ejfer mal Joddisfatta 
del fuo Re^e pero pubblicamente hiA* 
ftma il modo delgouerno^cyegli tiene^ 
€ fino al termme della maligmta, cenfura ^ e cauilla tutte^ 
le attloni di lui . ^eHo modo di procedere grandementt^ 
difpiaceua alt altro Senatore y ilquale in tanto era contra^ 
rio aWamico fuo ^ che non folo apertamente lodaua ancot 
quelle attioni del fuo T^y.che msntauano biafimo ^ ma per 
far acqutHo della buona gratia dt lui non ft curauadi com^ 
mettere fino delle indignitX . J^efli fortemente fcandali'Kc 
%ato del pericolofo modo di procedere deWamico fuo ^ gli 
diffe njn giorno ^ che non folo impruden?:^ ^ ma temertta 
grande era con la cen fur amor dace delle attioni del fuo Tren^ 
cipe irritarft contro lo fdegno di colui ;, dal quale egh potcua 

§j^erar 




llperdr ogni hene^ e che il feruir neUe Cortl per demeritat- 
U gratia de Padroni 3 era I' ultima fciocchez^ 3 che pot e^' 
uano far gli huomini pa%^, tA coBui cost rifpofe Ufagace 
^ortigland Amko^ la correttione ^ che con tanta liber t a mi 
^jai fatta chiaramente mi fcuopre ^ che con ajfettion cordia^ 
le contracamhi lo fmfcerato arnore^che to ti portO:,e ditHtt9 
ti ringratio s mafkpptj che amendue not ^ fe ben per Bra- 
de contrarie ^ camminiamo nondimeno al medejtmo fine di ac- 
^tuBar in quefia Qorte il gradoft^premodelPalatinatOy ^ 
altre grandezse ^ ma tt^ fat il ttio <^iaggio per la Bradcu 
or dinar la 3 io per cert a fcortatoia folo not a a t pilt forhitl 
Cort'igiam J e ti predico^ ch'io corro for tuna di ottener pri- 
ma lintento mio di te. OXeUe Monarchie her edit arte ^ nelle 
quali i Figliuolii i F rate Hi:, i nipoti^ e git altri del fkngue 
re ale con gliStati her edit ano anco per tdrdinario gliami- 
ci J i nemici^ e gl' inter ej^t tutti de Vrencipi defunti:, laftra- 
da ^ che cammini tH:,e che prima fu infegnata daTacito (che 
anco con le indignita fa hifogno forzarfi difar acqtiiBo deL 
la buona gratia di chi domina) e mirabde : ma in yno Sta~ 
to elettiuo come e la noflra Volonia^e particolarmente fot- 
to ijn Re <-uecchio 3 che gitiBamente ft ptto credere ^ che^ 
fta di corta njita ^ la profeffion^che faccto io^di moBrarmi 
difguBato della Qorte } ptu ficura in njnmio pari, Et il 
rtcordo^ che fu dato a gli huomini ^ che nelle loro attioni ft 
forzjijfero di effer boUenti ^ agghiacciati ^ e che fopra ogn 
altra cofa fuggiffero la tepidez^:, nel njero fu degno di chi 
lo pubblico. ^ue' primi luoghi di gratia appreffo il Re no- 
Bro 3 che tirano i foggetti alle prime grandezjj di queBa 
Cortey tu njedi^ che di gia fono Bati occupati da altri s di 

Mmm z tnodo 



^^^0 R A G G y A'6 Lf ■ 

modo che ndn fotendo ia infocdrm't nella hmna. gratia tCei 

Re con f^reilmalfaddisfatto mi fin apfigliato alTaltroeflre^ 

ma dieffer tutto nme : e m^ che '-veggio che non hai for^ 

mna di^nierenella bmna gratia del no fir o Vrcncifey(^hai 

in fommohorrore d'applkarti alTaltro efiremo di gelareneU- 

la mala fiddisfkfuone dello Bato frefenU^ fer ejprtkfidoy 

fcuramente ti fronoSiwo > che <-oecchio canuto td ti par- 

tirai da queBacorte y quale ci njeniWi giouane sharbato\., 

Terche neKegni elett'mi il mom fuccejfore ord'mariamente 

effendonemicodegli[amktnon meno^che delle att'iom del Frer^ 

cipe p-o/fatOj tfiggetti amoremli diquelVren'cipato fi-^ 

noMorriti com.e diffidenti:, i tepidu fuggiti comt 

mett'i :i i mal fiddisfatti come amici ca-^ 

rh€ JtcMci iHrumenti della perp^^ 

tua graaide'K^a loro anfiofa^ 

m^nte fino cercati cot 

Unternino ^ t 

rkeuHti 

fitto 

il haldacchmodi 

broccato^ 




TRA' 



^ 1 P A Kn A S Ol 



4.SI 



TRA IL GOVERN AT OR DI 

Pindo , e di Libettro elTendo naca con- 

trouerfiaiQ materia di giurifdi- 

tione Apollo feiieraiiiente 

punirceainendue. ; 

KAGGVAGLIO XCV. 




ELLA Citta dt Libettro ejfendo fia-> 
to commejp) certo grmijjimo delitto ^ 
il Gonerndtore di qnel Imgo con tat^ 
to, la, fu(X shirr erm perfigmto i delin-. 
qmriti ;, iqudi raggmnfe net territo~ 
rio di Findo . e gli ajjedio nelU cafa 
dinjn contadmo , Uquale fubito cin-^ 
fe CO fmi huomini ^ 7nmacciando^ che nji haurebbe attac-^ 
cato il fmcoy fe non gli fi rendeuano. Tra tdnto il Gouer-^ 
natere di Tindo ^ che intefe qmfto rumore , fer difendere 
lit JUit giurifditione corfe in quel luogo y e feco meno mol^ 
ti huomini armati^ ^ trom^ che quegli ajjediati di gia fi era- 
no dati in poter del Gouernatore di Libettro :, ilquale li con- 
duceua alle carceri del fuo gouerno. Acerhamente fi quere- 
lo il Gouernatore di Pindo dell'ingiuria > che gli ft faceud 
nella fu^a giurifditione ^ e domando ^ che gli fi confegnaffe- 
ro i friggioni ^ iquali fromife tra pochi gior-ni reBitnire ^ 
quando con quella confegnatione qualche foddis fat tione (i 
foffe data alia fka riputntione , E perehe il Gouernatore 

di Li-- 



4^2 XACC^AGLI 

di Libettro y non folo ne^ njolerlo fare ^ ma di hmn pajfo 
Tid [no terntorio menaua t prigtont. ^ello diPindo prouo* 
eato daW'mgmria di quel grandi^'imo diffrez^ ^ comando 
aUc fue genti:,che mefjajfero le manly e che con le armt ri^ 
to(^iieJlero i prigiom y iquali rualentemente ejfendo difefi da 
queidilJbettr^y tra i due Officiali fegui cost hruttayC fan- 
gu'mofa barujfdy che molti nji toccarono bruttljfime ferite. 
La nuoua dl tanto cafo fubito fu portata ad Apollo , dqua- 
le di ambedue que' fuo'i m'tniBri grandemente difguflato ^ 
(il ^arlgello di Campagna zAluigi Pulci comando y che co>i^ 
ogni forte di flrapa-:^ y e di <-uergogna legati glieli conducef- 
fe auanti y come fubito fu efeguito . Con piatitnzj, gran- 
de njdi prima fua Maefta le ragioni de'Juoi Ojfiaali^ (^ 
appreffo pronuntiando y che il Couernatore di Libettro ha~ 
ueua tutti i torti y come quegli y che temerar lament e hauea 
perturbata la gmrifditione altrui y lo priuo del gouerno y 
^ lo dichiaro inhabUe a poter mai piu^ iiella fua giurifdi- 
tione domandar carico alcuno : 6^^ /*/ Couernatore di Pin^ 
do y ilqual diffe y che haueua ragione y conda^mo alia G^ 
lea per diece anniy co^ aggrauando la fmtenT^y per infe^ 
<mar a luiy^ a tutti gli altri Offictaliyche quei^^che feruo^ 
no il medefimo l?rencipe y deuono difcnder le ragioni del- 
la o'lurifdition loro con la fola penna y riferbando le armi, 
quando ella yeniua turhata loro dagli Hranieri. ^mara- 
mente piangeua il Couernatore di Pindo tinfortuftio fuo , 
rammancandofi y ch' effendoglif prefentata bcilifima occa- 
ftone dl meritar apprejjo il fuo Signore con moflrareinqueU 
lo acctdente la propria modeUia y ^ I altrui impcrtinm' 
7^ , ignor ant erne nt e foffe precipitato a far proprio delitto 

I' altrui 



D I P A :R N A S d. 4(Ss 

taltrui temertta. Cafo nel '•vero It^gubre ^ e degno di moh 
to effer confiderato daogni mini fir o di Prencife ^comcquel-' 
lo 3 che ne infegna^ejjer fommo errore^ rajfrenar U imper* 
tinenT^ con le infolenzj 3 ^ emendare ifulli cot delitti. 

APOLLO CONDANNA ANNiBAL 

Caro a pagar la ficurtarottaper le 
fcrite, che egli diede al 
i,^ Cafteluetro. 




RAGGVAGLIO XCVL 

OP I'e/carceratione del Commenda- 
tore <tAnmbd Caro ^ ilquale^ come git 
ordinnrij p^Jptti fu fcritto ^ nella. ^i- 
jit a, delle atrceri per decreto di ApoU 
lo riceuette Ugratia^, il fifed Bojfio^che 
pretendeud:> che fua, Maefla folo ha^ 
uejfe condonata Upend del de lit to deU 
le ferite date d CaHeluetro ^ non rimejjo U danaro delU fi- 
curt a rotta De non oftendendo cito i Seremjfimi Farnefifi^ 
deiuffori a pagare i trermU Jcudi delU pernt conuentionor^ 
le. flCa.rO:> che pretendeua^che la gratia riceuuta cosi fcf- 
fe compita ^ che comprendejfe t^na ^ e I'altra pena , hieri 
diede memoriale a fua Maefta^ nel quale molto fi dolfe deU 
le moleftie dategli dal Pifcde . Apollo al memoriale del Ca^ 
ro refer iffe ^ ch'e^lt folo intendeua di hauer perdonata la pe^^ 
na dell'tccejjo delle ferite ^ non d danaro siifuUto nella fi- 

curtaj 



^64 KAGGFAeLt' 

cmk, e nel medefmo memonde comedo , chefin%d, re: 
tl,u alcun^ il damro BtpuUto nelU fimru fojfe sborfm 
d UHduem . Jl F.fide, come frima ^tdeUrefinttodel 
■ n^momle ,rv,Undo corfe ,dApoUo,egh dfe^che U pern 
delUjlmra rOtu efndo Bau BtpuUu aj F.fco m mo., 
do Jcmo non do^eu. ej]er f<tgm d UBdmro . Tjnto 
n,mu mrue ad Apollo queBa fmtca , che con fdcgno 
ormdi, Dunquejijfe, o Bojfio, H danno dclle feme deue 
tfTcre del Cafieluetro , e Ntde del danaro m,o ? E nelmto 
State , nel quale fretendo che fi njrna con leggi tali , (he 
dtmifcrmno per norma dt ^vn ottmo . e f^ntgmo go- 
uerno \ e Bata Introdotta cofa tale ? M ^poUo nfpofe d 
BofTio , che cost fi pratkaua non fi,lom moltt tnbunai 
Aaha, ma m quellt della maggtor parte di Europa All- 
hora Apollo, contro U Boffio maggiormente accendendofi dt 
fdcono\ di dip, che U Prencpe, che tra fuot fuddm ^o- 
leua mantener la pace , an^ con pene crudeh doueua for- 
.arCidi prohibire t dei,ttt,che con pacemh caBighfomen. 
tarlt , ecome ^diffima merce contrattare dfmguehuma- 
no ■ e che ne piaceri carnali , neUe delate della gola,ne t 
contentl della caccia, e per goder le altre mondane dehtt^ 
I'm^emo humano fproporttonatamente mclmato al male^ 
ryhndoprodtgalkadt, anco fipra le forze propne , en non 
-iedeualche agli hmmnn S gemo deprauato ejfcndolayen- 
detta ,1 pm dolce mUe, U pmfafortta -vmanda^d pmde- 
Ikio/o contento, che pojfagufiarfi ,\con I'mtrodutmne dtpra- 
ttcatantofianddofa, e fommamente auara altrt aUettam 
d, huomtm a njendmrfi deUe offefe r.ceuute.Che pero an- 
dalTe, edd Caro non gmper polt^a di banco , ma dt ju^ 
JJ ^ prof r til 



proprU mam alio Bejfo QaHeluetro fucejje conUr li treJ 

^iilfiii'dt delin fimrta. rcttit>j cht ogni doher njoleua^ ch^\ 

tnjtib^^del ditnaro fojfe dt chi Jjafieua. rtceuuto il danno ■ 

de lie ferity . ^ncontinente fu.poHo m efemtione. qt^anto 

fud ^AaeHa, haneptd comanddto : e perche non folo net 

r-uoler egli propria far quel fopra, modo odio/o officio fece^ 

ii Caro iiraordinar'ta, reflHen%a ^ ma anco nel contar :, che 

egli fece di fua mano cost gran fimmadk danari^ aperta^ 

mente fi njide in lui indicibtle paffion di animo ^^ rancore ^ 

e do lore infopportahile ^ ognvno venne inchiara cogni^ 

tione 3 che fka MaeUa, prtidentifflmamente ha,-^ 

'^ ' ueua pnuedato ^ che il dolore di far vti^ 

le at nemico ^, unto ne gli dnimi 

fammamente appafjionati in 

infinitQ ifmorzjtua d • 

rrN-^ .^.•vr .^^. ■_ ,, " ^ 










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Nnn APOL^' 



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KAGGVAGLl 



APOLLO FA VNA CACCIA 

Generale eontro le Formiche, c le Tar- 

taruchccome animali amendue 

dimarefempio al Gcncre 

humano . 

RAGGVAGLIO XCVIL 




I E K mdtttna. Senofonte Generate 
Capocaccla di ^Apol/o ^ comando ^d 
Atheone ^ ad Adone ^ O* a gli altrl 
fm famoji Cacdatori dt qneHo Sta^ 
to y che CO loro Cam Ji trouajfero in^ 
pt^nto per lo giorno ijegnente y ntl 
quale fua Maefta haueua deltherato 
di far njna Caccia generale y e Himando ognyno che ApoU 
lo y come e fm coflume y foffe per andar net monte dlda ^ 
o in quello di Heliconay oue fttrouano Caprij y Cerui y Cin^ 
Mali y ^ altre fierc in molta quantita s alfhora a pun-^ 
to y che fua MaeBa ^fci fmri delta porta di l^arnafh s 
pMlico la Qtccia con fro le Tartaruche y e le Formiche : le 
quali dijfe y che per far fegnalato beneficio al genere H«- 
mano in ogni modo intendena eHerminar dalla terrcu . 
%All'hora molti njirtuofi auidi di faper la cagione deWo— 
dio J che fua Maefla haueua conceputo eontro quegU ani^ 
tnali y gli dijfero y che pareua loro y che la Tartaruca noru 
folo foffe ftmbolo delU matura tardanzjt ^ ma n/ero tipo 

di qi*6 



^di que poueri <^irtuo(i y che con effo loro portuno U cafu 
del lor patrimonioy e tutte le foHanzj delle buone iettere, 
E che U Formiche ^ che a gli huomini wfegnauano il/udar 
TielU Hate delU giouentu ^ per accumular il'-vitto nelruer- 
no delU njeccbiaia ^ come mirabile efemp'io della prouiden-. 
Zjt y da /ha MaeBa nella molt iplicat tone della Jpecie lor 9 
pm toHo meritaua?20 dt ejpr aiutate y che perfeguitatz^ . 
siA quefii rifpofe Apollo y che cost eray ma che gli huomini 
tutttypiu mclmati al yitio y che alia njirtUyda quegli anU 
malt hauendo pigltatt efempij fcandalojijjlmi non timitaua-^ 
no nelle cofe buone, *\Perciocbe certi auaroni appafjionati y c 
hruttamente fchiaui degti intereffl proprij dallu fola Tar^ 
taruca haueuano imp ar at o lo feeler at o co flume di ftar fem^ 
pre con la t eft ay con U gambe y con le maniy e con tutte U 
membra dei penfieri loro afcoftentro lafcor^ dei loroin-^ 
terefjiy e portar mdojjo la cafa delle proprie commodita y con 
tanta fordidcx^y ^ oHinatione di non f^fcirne maty che 
loro Idolo haueuano fatto il folo interejje della propria '■vti^ 
litX, Onde accadeuay che que Hi tally come prima njeniua'- 
no adoperati nel negotio della cur a dt Vedoue y di pupilli, 
t di altre per/one miftrabili yfubito lo conuertiuano in pro^ 
pria njtilita y e che t medefimi y fe dai Prencipi <uenmano 
impiegati net negotij pubbliciy nello flejfo primo giorno del 
Magi sir at ^acciatijstmamente fiyedeuano incominciare lo 
"i^orco lauoro di tirar tacqua al lor molmo . Che poi dalle 
Formiche tnfimti haueuano pigliato tinfelice efempio dt flen^ 
tare y e crepar notte y e giorno il cuore y [enza giammai pi^ 
gltarfi ri;n hora di honorata ricreatione y per accumular per 
ogni Braday anco illecita^ ilgrano di quelle ricchez^ > che 

Nnn 2 pot 



poi a/la fine a^enma pia^ato dalU poggta dell-ira'diT>i&*y 
b rubbato da t Toft ^ da i Ladri j dagli Sbirri ^ da i Gmdi^ 
fi^e dai Fifcaity che perpetHamente njccelUno alle faculta 
di quefii atiaroni y iqtiali a gmfa di Formiche y non curan^ 
do di effere y ancorche abhondmoli d'ogni beney magrey-sdU 
flrutte y con nj'uto da cane fatendo nella <-vita y con yn ye^ 
H'lto mendico n^lla ripmatione y tatito s immergenano nella, 
fordidezT^ay e nella rapacita loro y che mn curauano di ef^ 
fer perfegmtati y Hrapazs^ati y e da- ognt forte ^ e qualtta^ 
dhuomo calpeBati y come accaie alle Formiche y che tanto 
fcioccamente camminano per le pubbltche Hrade, E che lcL» 
Maejla dt Dio nelle mirab'dijfime Apt hauendo pofla quelU 
fuirtuofa promdenz^ y che e /enz^a difetto y a quelle doue^ 
uano gli hmmini riuoltar gli animi loro ^ per imitarle : U 
quail con bmna gratia di tutti y fenT^ far danno ad alcH^ 
noy fabbricauano la cafa plena dt mieletolto da fioriy one con 
I'odio ^uniuerfal dognnjno le Formiche rubauano il gra—, 
no da i granarl altrui : e che le Apt fabbricauano il mieUy o 
la, ceraynon folo per propria ytilitay ma per beneflcio yni^ 
iierfaledel genere humano. Documento pretiofifimoy che que-^ 
' fj^ efercttij y e quelle fatiche fono fantiffme ye bene^ 

dette da Dio y che alia propria njtilita hanno 

4^.. congiunto il pubblico beneficio : one leu 

Formica accumtilaua folo per fs Q 

fiejfaodiofericche'^ 3 

rebate a gli 

dim . 



DAN- 



z> 1 T A K n AS e: "^o 

BANTE ALIGlEPvi DA ALCVNI 

Vircdbfi traueftici di notceeffendo affaU 

tato nella fua Villa, e mal tratta- 

to, dal gran Rorizardo Fran- 

cefe vien foccorfo, 

e liberato. 

kaggvaglio XCVIIII 

E N T R E 11 famofijfimo Dant^ 
(^li^ieri fe troUiWct I'dtro giorno iru 
njn fuo cafino di <-uilU , che in nji/L* 
luogo motto fiiitarto fi ha, fabbricato 
per foetare ;, alcum Letterati afiofa-^ 
mente git entrcirOno in cafk ^ oue non 
folo lo fecero prlgmie ^ ma hau^endogli 
fojtl I pHgndi nelU goU ^ ^ affuntati git archtbtigi ?ie i 
fiauchi^ gli m'maccmrono U morte ^ segll non riHeUua loro il 
n^&TQ.titolo del fito Foema y fe njer.amente lo chiamo Com-- 
^^.dia TragicommedU ^ o Voema, heroico. E perehe "Dante 
fempre rifpofe j, che que loro tion erano terrnmi degni di yn 
Jho party ma che in Vart^afo gli facejjero jimil domanda^ che 
loro hanrebbe data ogni foddisfattione ^^ que' Letterati :, per 
hauer la rifpofia , che defiderauano ;, lo mal trattarono di, 
huffe. E perehe ne meno con quefla mfolenzj^ poterono ot-^ 
tener I'intento loro ^ la temerita dt quegli ht4>omim arriu& 
tanfoltre y che hauendo figliata la girella ^ che '~utdero al 
po'^ y e quella hauendo accommodata ad njna traue deU 
la cafa ^ fe ne fermrono per dar la fmie al mifero Dante ; 

ilqua^ 




47« \ A G G t^ A G L I 

ilqude fortemenU ^^oaferando y ch'era. ajfafjlndto^ ad aL 
to, ^oce chiedeua a'mto : e cost grandi furono le Hrida , 
cVelleno furonoydite dd gran T{on-7^rdo Prtndpe dePoe^ 
ti Fran^fi ^ ilquale non molto lontana da quella di Dan^ 
te haueua la fua Villa, ^eflo generofo Franzefe fi armo 
(uh'ito :, e ratto corfe al rumore 3 onde que Letterati ^ te^ 
mendoche con KonTardo fojfero altre gently fe ne fuggiro^ 
710 y ma non pero jcosI frejlo ^ che da quel Franccfe mru 
fojlero ^ati njeduti ^ e riconofciutt . Dante da Konv^rdo 
fu difciolto J riueftito ^ e condotto in Parnafo ^ done ejfen^ 
dofi fparfa la nuoua di cost hmtta attione j Jpo/lo ne fen- 
tl intimo dtfp'iacere di ammo s e perche nella rlputationz^ 
vli premeua il yenir in cognitione de i delinquenti :, prima 
fece efammar Dante ^ ilquale appieno racconto ilfatto^, co- 
tnera pajftto ;, e diffe y che non conofceua queUi , che cost 
male thaueano trattato :, ma che ^n'K^rdo ^ che non folo 
gli haueua '-uedutiy ma che di quella infoknT^ Acerbamen- 
te gli haueua ripreji ^ facilmeme poteua hauer cognitione di 
ejfi : fuhito fu fatto chiamar Kon^ardo ^ ilqude percwche^ 
non folo ne^ di hauer riconofciuti di faccia que tali ^ ma 
perche diffe ^che ne meno gli haueua pur ye duti :, per que- 
Ba contrarieta del detto di Dante con la depofitione di 
Kon-7^rdo i Giudici fortemente temerono ;, che quel Fran- 
ce fe Bimando fua indignita ojftndcre alcuno 7ion njolef 
fe propalare i ddinquenti 5 Apollo , come prima fu certifica- 
to di quejie cofe :> grandemmte ft altero contro Ko'n'::^trdo ^ 
e comando , che contro lui ft procedeffe co tormenti , lion- 
zjirdo dunque fu fubito fatto prigione y ilquale perche per- 
fifteua nella fua negatiua^ t Giudici come contro tcflimonio 



i.'eri" 



©/ P A XN A S 9. 47 X 

n^erlfimilmente informato decreurono y che Jt njemffe all'e^ 
famrna, ngorofa . Onde il Ron?^rdo poiche ft* ^ogllato ^ /tf- 
gato y ^ ammonlto a dir il njero ft* alzjLto da, terra.* Alt" 
hora quel generofo Vra,n%efe in uece^ come e co flume di ogn^ 
yno^ di lament ar ft ^ fupplico i Giudici ^ che per tutto quel 
giorm non lo calajferos percioche dijfe Jentir troppo ineHi- 
mabU do Ice ^^^ di cost pat ire per non offender alcuno . Da, 
que (la coHan^^ accorttfii Gii^dici ^ che con tordinarioiflru^ 
tnento della cor da non mat ft farebbe fatto profitto alcuno ^ 
fubito fecero calar Ronzjirdo ^ ay-* ^pprejfo penfarono a quaU 
che nuouo aAculeo y e di quanti ne furono propoQi niunc^ 
maggiormente fu lodato da Giudici di quello y che ricordo 
il Diabolico ingegno di Verillo y ilqual dijfe 3 che per tor^ 
mentar njn Franzefe con dolori di morte non altra corda, 
non altra '•uegliay non altro fuoco migliore ft trouauay che 
fenT:^ fproni y e bacchetta farlo caualcar njn cauallo y che^ 
andafje di pajfo lento y e cost fu fatto . Cofa nel mfero mi* 
rabile fu il njedere y che Ronz^rdo non cost tofio fu poHo 
fopra il Cauallo y che tinfelice dimenando ie gambe y Slor^ 
cendofi nella '-vita y e di conttnuoy per farlo andare infret^ 
tay dando sbrigltate al Caualloy diede in cost fatta tmpa^ 
tienT^ yC da cos\ penofa agonta d'animo fu fopra prefoy che 
tutto affannato y fcendetemi y diffe y a gli Sbirri y che gli era - 
no allato y fcendetemiy fratelli y che fon morto y fcendetemi 
preflojche njoglio dir la ^erita^ e chi ha fatto il male ne 
paghi la pena : quelli y che chiedete y fono flati Monfignor 
(^arrieri da Padouay lacopo ^ta'Kj^ni da Cefena y (^ ^n^ 
altro y che non hauendo to riconofciuto y potrete faperlo da i 
due J che i^i ha nominatt* 

I PREN- 



4'7i 



ii^:v'ruv I ai 



1 P R E N C I Pf D B L L V N IV E R S O 

fupplicaito li' Maefla di 

rerinferir raiiior^iella Patria 

ne'loro Popoli. 

■ ■■■ -.^ '■ 

^^ GGVAGLIO XCTX. 

' Amba/cUdore di tHttitPrencipidell\ 
Vnmerfo ^ ilquale molti giorni fono 
capito in Taniafb j Giouedt p(tjf4t(i 
hebhe Imiga Aud'tcnT^ da fra Mae^*^ 
(i4 ye fubblicdmente fi dice ^ che a. 
nome de fuai Prencipi acerbAmen^^ 
te ft fid quereUto , che ognt giorm 
dx i Popoli loro ft commetteuano eccejfi Urito yeygognofiy, 
attioni tanto enormi y che in infinito haueumo difficultdtA 
(arte del Re^^nare : e che i difordmi erano trafcorfi tant' 
altrCi che i Prencipi piu non potenun^ dure a p)ldnto alcu» 
710 Cttta , pia^^a forte in gmrdia , che non correjjera 
euidentijfimo pericolo di eficre in poqhi giorni con bruU^ 
tijfirni trdimenti apffinati: eche a medcfimi pm non era. 
poffibile con Unu circosfettione , c>^ accorte'^^ far eleu 
tione di CapiUno Generde, I di altro mmSlro dtguerra, 
dye ben pre Bo non fi njedefero ridotti dterminemiferm^ 
do d'l effer for^^ati pi^ temere il ferukore amico y^ che d 
^rencjpe nimico: e che non minor delU perfidta de' Capt- 
uni era, rirnqmU de Topoit , iqudi cofv [^orcammc fi. 

ermo 




T> J 1^ A Ji n A IS ^; 4n 

WAftb JaU in pt^d^ dd ^z^m yhwftfflma curiofita^ che inJ 
fochi giorm fi nducemno a capitalmente odiare egni ancot 
■che Eccellentiffimo Trencipe^i lo fldfo defiderio^ ^ U me-< 
Aefimogiijlo moUrdndo [entire nello ^ejjh cambia're ilJPren-^ 
crpe 3 che hituedno dt --vari^r '•viuande dU menfa . Che da 
cdsl bvutti dtfordim nafieua^che i Prencipi ne i loro htjognit 
-ma(7gion 3 nonfolo pii^ dn i Popoli non rvemuano aiutdtiy t 
difefi con qiieiraif€ttio^ie:,e<:ariiJi:, ch'erdm obbligAti ^ mcu 
che tutto d ^iOrno fi ^edea^che da ejjl fceleratamente era- 
no tra^diti ;, eperpocJji denari i^enduti a nernki loro . R 
che I Prencipi findfnen-te erano ^'cnuti in chiara cognitio-. 
ncy che t^nti malt foio emno cagionati ckl poco amove ^ che 
apertamente ft nj-ede ^ che i Popoti portane .atle patm loro *. 
€ che U Rei^ja del Mondo ^la M<tdre de gl' Imperii ^Koma^ 
per lo fob fuifcerato amors ^ the i fuoi amoremli Cittadi^ 
7ii le portarono >, fehcemente potette difienderet confinidel 
fiio Jmperio daWOrto 3 alL'Occafoy t cheat^lfemodtper-' 
fettwne ■arriuo taffetion de Romani njerfo la P-atria loro ^ 
€he done apprejjo efft iejjtlio era paragonato alia Hejpu 
■i^dvs^entofifjtma p'Cna della morte :, molti Prencipi moderni^ 
per non rimaner fe'nzji Judditi y per non ^eder gli Stati 
loro nyuoti de' Popolt ^ erano fiati forz^ti njenir altatta 
infelicijjimo di prohibir fotto lapena della per dit a della fa-^ 
cult a lafj?ietaia nfoluiione di ahhandonar la P atria . Chs 
perl tutti I Prencipi d.eWnjniuerfo concordemente faceua-. 
nofapere a fua Maejia .y che ogni rimedio ^ che haucuano 
Appiicato a tanto male ejjcndd riufcito poco fiifficiente ^ Jl 
compiacejje dt far loro gratia d' infer ir nel cuor dJ Sudditi 
loro c^ueir^xriente carita^qtieiri?uenfo amore della Patriay 

Ooo che 



h4^ m A GO V A G L r 

ehe fuifceratlffimo ft njedtne' Sudditi delle ^{epuhiiche ^ U' 
aua/e /en^^a. di^bblo alcuno era la prima grandc^a ^ 11 p'm 
ricco thefiro d'l chl Kegna. zAll' Ambafiiadore rijpofi ^ApoU 
lo ^ che- i Prencipi' con njn biion gouerno- di. njna, piaceuo*- 
le gtuflhia: ) e con la Itberalita ^ e con la perpetua abbon^ 
danz^ motto piU di Im ne. cuori de Stsdditiloropoteuano m* 
Jtrire I amor e. njerfola f atria loro ^ perche il gentre Hh^ 
mano'y che perinfiinto dt Natura- ardent'tjfimamente am^*^- 
uaul terrenoy quale fifajje^ oue eglinajceua'^ ancafa-- 
ctlmente lo dtfamaua ^ qua7ido altr'i con le in^- 
commodita gltelo re?tdeua' adtofi ^ ejl 
Jendo particolara injlinto ' deglt buo-^ 
rnmi dt pm tofio njoler m-^ 
tertz^rfudtfTeddo^che: 
flareacpmlfuocoii 
cU empten.^- 
ioi la flan?^: di fumo ^ fa^ 
ceua lacrlmar gll> 
oci:h'i„. 




APOL- 



A ? O L L O R I F I V T A V N A 

Cenfura:prerenmtagli da vn Letterato fatta 
:fqpra Vn Focma di vn Virtaofo Icaliano> 

I^A G GVAG L 10 C, 

l%^^^£^]^ /^ Apollo 'Jjauea firnlto il faticofi 

•^f :^^ j^{]rWi^ CO ifo del ginrnoy quando neU'.Orl^^^^rL 

$^^^^ 3^^ te del \Po?2ente fcendendo dalfuo r4- 




...^ . XtP dijtnt'tfsmo Carro idt fi fece innan" 

■'^^ K3 ^/ ^-^^/iJ Virtuofo ^ilmme del quale tl 



^■^M 

'^ U 
\^-'il 



£^^^^ /k/^ ;7^'«/'^5 c^^ ?/0^ n^nol tirarji addof" 
\Kx 'yc^;/^ -^tialche bruttn rum a ^ gmd'ic'iofa^ 
■me?7te tacc. ^epi a fuel M^^ena frefinto rpna molto fe^ 
■uera Cenfura da Im -fatta fopra njn t'oema di'njnVirtuo^ 
fo ItalUno , Co si apertamente mo ft U) Apollo ^ che queldo^ 
no poco li fojf'e gmto .ychenidnfesii fig/n fi comhbcro in lui 
di antmo alterato . Di modo che a Franc-efo Petrarcaiche 
gli era alldto d!jfeyche'imprt4>d€n-7^ trdppo grande era queU 
la di alcuni ^ che prima non inform an daft de gufii diqueL 
li^ che efst regvilauano y xomtnettmano lairufta fciocchezj:^ 
di prefntar gli occbiali a ciechi ^ i iiuti a fordi y(^ d t/- 
noagli ahstemij . Si riuolto poi fua cMaesia njerfo il "yir^ 
tuofo yche ^TJoU a fit gli do-no del Ifhroy e gli diffesche a' fuoi 
pari ft doanua it buon del Mellone ^ // rifiuto dclle fcorxe 
alle beftie : che pero 'immondttie tali in yn 'carretto.portaf 
p alia Cloaca miifsinut j o che le gettdjje nel fmne ye che ^ 
lai prefi-i\i^e i concetti iuoni ^ e le ccfi tmte '^^^Hrtuofe^ 

Ooo -2 che 



'^7S R A G V A G Z I ' 

che' hamud notaie in quel opera ^ che non folo con auiditi 
grande le hat^rehbe lette ^ rna che ne^i luuTebbe ancoroj 
hauid'ta fommd obhligdtione, R perche queir'wfelice r'tfpofe ^ 
the folo haiieud attefi anotar gli errori :^ Jen^^ far confer^ 
na delle ccfe ^ che m quel Poema merit duano lode y di mo- 
do ft alter oApollo^ chefe berie in quell' hora:, come fempre 
nel fuQ Occdfofuol accadere^eglt molto hauea raddolc'tti i ra^- 
gt delta fu a faccla > mojjo nojidimeno da fdegno eosi tor^ 
no admfocarla j come s'eglt foffe flato net fuo^leriggta ^ 
(^ a quell' infelke cost nfpofi . Sommdmente cl crcpa^ 
il CHor di doglia di hauerui fcoperto njno d't quegli fcwcchh 
tnaligm y che con la penna in mano- folo fudano per fdr d€- 
^HtBo S quelU njergogna ^ che dagli huomini faggi tanto e 
g,bborrita :e tutto che il nyoHro brutto modo dt procedere 
tneriti pemten^a molto piu grau^e j yoglio nondjmeno fod- 
disjarmi di qu^eBa y che ^ do hora, Scieglierete oMuq^ue' 
€on le ijoftre maniy fcnT:^ taiuto del crmello :, il loglio tut^ 
to y € le altre immonditie y che trouarete in^un mo-^gjo di 
grano ^ che pur .hora da rplumella mio fdttor generale njl 
faro confgnare ^ e portatelo^ a noi ^che nji diremoquello y. 
che damretefdrne. 'DaColumelld into ntanente a que lb s for- 
tunate f^ confe^nato il moggto di grano ^pienodi tanto lo^ 
glio^ che molto tempo confurm a nettarloy ^ m njn cd^ 
nefiro molto grdnde lo prefento a fua Maefla . Diffe aW 
hora Apollo a quel Virtuofo^che portajfe il Loglio in pi a'^zjtx 
elo ruendefej^che liber o dono li faceua del danaro^che ne ha;-' 
uejfe cduato Eperche qucglifoz^nonfe^che non folo di^eraua: 
di poter trouar compratore alcuno a quelid njilfsima mcr^ 
ifimtia ^ mot ch€ ilfolo comparir netta pMlica pia^^a coi» 



"D I P A K N J S O. 47 f 

^uel carieflro fieno dt coslbrutta, Ffforcitia eruattioneinde-^ 
gnd di <-vn fuo pari s gli replica oApoHo ^ ehe ad dcuncr do^ 
najje d Loglio ^ e che co'n ej^o facefje acqtiifia di njn mto* 
uo amico . Diffe ail'hora qfid mifera.htle ^ ch'eali nan ardi^ 
ua di prefintare a qud fi<-^oglm perfonA cofa tant&^ile ^ 
per la quale (icuYamente fapcua^ che egli fxrebhe Hato bef-^ 
fato. All' bora oApallo nel fao fdegno non poca effendoji mi- 
tigato y difje y che fe le imrnonditie ^ ehe altri cauana dalle 
cofe buone > non era mercatantia da huomini faggt y e che 
non '-vale nana ne per njendere y neper donarey egli da Jhj> 
confejjma diall'hora male efferjt co7ifigliat& y qnandointra- 
frefe il pa-^o negatio di lafciar le rofe y che hatutu tro- 
uate nel Foe ma cenftirato da Im j per far inutile y e njer^ 
gpgnxifa coyifema delle [j?ine : e che negli fludi delle altmi 
fatiche gli accorti "TJtrtuoft imttauano le Api y che da fiorl 
ancs amari fapeuanocauaredmiele x e che fat to la Lunctj 
iion trotiandoji cofa , che non foffe impaUata di molte im- 
perfettio^ii y anco dagli fcritti di Homeroy di ZJirgtlwydi Li^ 
uia y di Tacito y e di Hippocrate y ch'erano la > meraniglia 
degli inchiofiri y quando altri con la fiamigna di yn acca^ 
rato fludio hauejfc njoluto Hacciarliy fempre haurebbe ca-- 
uato yn poca dt crufca. r3ta che a lui basiauay che la fa- 
rina degli fcritti defuoi Vitt nop foffe corrente alia pia^^y 
€ mercantile:' e che da t giudicioft y(^ amoreuoli Letter atiy 
idifctti de' ZJirtuof fcrittori (l occtdtanano y dai maligni ft 
piibhlicauano : e che la profefsione dicauar da i Poemialtrhi 
lefoU immonditie folo era mesliere da ^iliy e fetenti Sea- 
fabei y che nelle pih pHZj^lenti fporcitie degli efcrementi 
dtrui con fommo gtpfto menaf^a?io U f^ita loro : cofamol- 

t9 ^ 



^rz K A V G y A 'O X 7 

ito iontdnA ddlT efcrcit'io di queglt homr^ti Letterati ^ cheJ 
fmttuofimente pafcono gl'i miml loro di cofe njirtuofe:e che 
iftioi hen arnati ^oeti fitmando il tempo la fm pregtata 
gioUy -che prodiica lOnente ^non fapea 'vederexom egli fof. 
fe cosipd%^ i che potejfe indurji a credere :, che neUa let^ 
tlonedl quelle Cue mdignitudihdiiejfero ^oluto gettar queL 
le horcyche HtUmente potenano Jpendere'nelloftu^dUr le yU 
^die di Pindaro y di So fade, dt Omdio^e del fuo dilctufsimo 
i)ratioZJe?mfino . 'Non cost tofto picnoHn^n infinite co?2pi- 
fione fi era. queirinfalice Cenfire partito d' Apollo y quando 
.in gvitn fretta '-ui comparne il Letter at o j contro del quale 
era flatacompoHala ccnfara : dt^Ua quale moflrandojialte^ 
ratipimoinBanternente chiefiyche negUfaffe data copia^ -.af- 
fnecbe.al ftiomalemle con ^-un Apologia 'haiie£} potuto :ri- 
.fjondere. Sorrife all' hora Apolloy(^.aco.flHi dijjeyche allegen^ 
:ti altrettanto poco faggio jl maBraua chiton I'Apologiemet- 
teua in rrpntatione le .altrMithiacchicreyquanto molto maligna 
xhi pubUicaua lecenfure : chela four anaKeina dclle p'm crafa 
fe i^noranzeera preflar gliorecchialla dicacita di queimali* 
i^ni fifuTYonlyche nonhauendo talento dt pubblicare al mondo 
4 part I de^lmgegni loro , fciaccamente ft dauano h credere di 
potere con biaftmar git itltrui acquiftarrlputationeal mondo: 
e chequelyiandantCy che in me-7:^ dell'infocMo Luglio nel fuo 
cammmo njeniua annoiato dalle Brepito delle Cicale , ajfatto 
^rapazy^feper ucciderle tutte fcendxua da CatMllo, molto fag-^ 
giOyfe con ^m huon paio di orecchtfingcndo il fordo at ten de 
■uxL a far d fuo carnminoy e le Ufciaua cantare, e crepare . 

IL FINE DEL LA PRIMA CENTVKIA^ 



TAVOLA DELLE 

MATERIE CONTENVTE 

N E L L'O P E R A, 




BB^CO Tajio- 
rale^ e marc ant ik 
\\ diffimile,pag.2i ^ 
i\v4bi4fo mortalijji' 
mo neUa B^mana 
Libertd. a-.j 

\^hufo di pubbiicar nuoue leggi. J 1 1 
^^ccademie allontanate dalle buone 
ugole ccme fi demno corregge- 
re, 5 J 

<i^ccademie d'ltalia mandano jtm- 
bafciarie ad <i^pollo, J.J 

i,4ceiua di Lethe a che fcrua. i6^ 
^cquijii fproportimatamente gran- 
didannoft. 374 

'^dulatione ne' rirtKo/L 245 

^idulatione feu'^a Giudicein Tama- 
fo 258 

Terche dilatata fra le gentu 259 
Suo cafligo. 25<? 

Sho'i Giudici de^utati da z^pol- 



lo. 



aj9 

261 
262 
304 



Spie contro di effa. 

Infermitd incurabile, 

E perche. 
^dHlterecJ?€-dannecagionino~ 
'iy^ffricano aiianti ^Apollo con v?i Le<h- 

ne domeslicato, 1 ] 6 

Come lo domeflicajfe. J j 7 

^^AgeHio , ^.Cellioptibblica le %?- 

ti attiche, ' iiz 



^^gi che effetto facciano ne'fuddi'-^' 
ti. 2p4 

Ugofiin Vjfo PiloJbfobaHona Tlati^^ 
na. ig^ 

Si difende auanti ^poUo, 200 

tAgrippina mogliedi ClaudioJ^ero^ 
ne adult era, 1 5 S 

^grippinafugge daClaudiofuo ma-» 
ritoy^ ricmera in cafalafereniffimd 
Talia. i^g^ 

*Alberidi lunga vita crefcono coh dif^ 
ficultd. 17 y 

^Alchimia vana, 6'j[ 

Mcorano perche non traflatato in uoU 
garTurco, ' 28 z! 

^AUeuarfi laferpe infeno chefia pref- 
foiTolitici, 125 

z^llegre^^ per la nuoua ri for- 
ma, 3^^ 

^lej/i fi fcaccia prima delta cafa^ e 
poi Bacchide. i ^ £. 

z^lemani muouonola pratica per tor 
via I'ufo pemitiofo dellefottocoppe, 

eyfleffandro degll^lejfandri p abb Il- 
ea i giorni geniali in Varnafo. iiz 

xAlejfandro Magnopche pregaJJ'e da 

Dio, 21 z 

tAleffandro VitellifiglimlQ di Taolo^ 
come vendicajfe la morte difuo pa- 
dre, iiS 
y^ejfandro Magno perche non am-' 
~" ^ a "" mejjh 



T A V L A 



tnejfo in Tarnafo con titolo ,di fon- 
dator di Monarchic. 1 47 

4^leJfandro VeUuteUi auanti ^polloy 
e con chci 1 4 7 

Commentari di luifopra it Tctrar- 
ca 5 perche da. ^poUo riproitati. 

147- ^.fe 
'jilbcrto Tio Conte di Carpi Conftglier 

di Hato di Apollo. iiy 

tyflejfandro Ticolomini Famrifce la 

■ lin'^ud ftaliana contro i Filofofi< 

Mora a chi lecito port are. 3 S| 
P\ifpettato dalfolmine.) 
SacroaFebo ) ihi. 

Hoggi auuilito. ) 

\Altri doue s'inganni facilmente. 547 

^luiano condotto auanti z^pollo j e 
perche. 44 S 

^luiano dafoddisfattione dFirtuofty 
e come. 4 5<^ 

Scufafe flejfo con vna fimilitudine 
cauatadallafuaflatura. 450 

\Ambafciadori di Lesbo ad Apollo. 

lOl 

v^mbafciadori del genere Uumano ad 

Apollo , e per qual caufa. 132 

Umbafciadore de' Trencipi deUVni- 

uerfo ammejfo alVj[udien7^ di 

Apollo. 47* 

Si querela con ^polloye di che.^yz 

Che chieda da Apollo. 47 ? . efeg. 

tyfmbitione vitio naio co Filofofi mo^ 

rail. 75 

^mbitione accieca gli huomini . 100 

^mbitione morbo incurabile . 145 

udmbitionedi regnare grandiffi^ta tra 

glihHomini, 14P 



^mhitione di dominare infatiahile »e' 

Trincipi. 206 

^Ambitione vnita alia carnalita. 2 s 7 

^mbitione ne Firtuofi da che nafca. 

274 

^4inbitione fpada. 2^^ 

i^mbitione che ejfetti produca nel 

mondo. j 49 

cAmbition di regnare puofe la catena 

aJ\oma. 375 

^micitia > dditie del genere humd-^ 

no. no 

jtmore nc* Senatori verfo la Tatria > 
perche fempre piufi accenda. p 2 

^mor de' tutor i verfo le pupille adul^ 
te ft conuerte in libidmofo. ii^ 

tAmor della virtu ageuola la Jlrada a 
quella* 154 

Aynor della Tatria necejfario j e per~ 
che. 230 

^moY rilaffato verfo le Tatrie di che 
cagione. 47 j 

Mofirato con vn editto. 47 % 

Andrea d'Oria propojio per efemplare 
di ottimo Cittadino uerfo la Patria 
libera, 7 2 

l^iouo fondatore della Libertd di 
Genoua. 7 2 

Andrea Alciati lodaio. 2 5) 8 

Vaingouerni. 298 

Treffidcnte di l^egroponte. 298 
^erfeguitato da' maleuoli. 2 p p 
Dimanda protettione al Trend — 
pe, ^99 

Fj-icorre ad Apollo. 2<,9 

E fcacciato da lui. 299 

Terche. 300 

$i feu fa ^reffo ^4 polio. 300 



r J V L A 



Zinna UemOYanfi fatto Trencife di 

lesbo, 578 

Informato da alcuni del v'mere di 

lesbo. 31^'f^Z' 

'^nnimali brutti chefeginno. 504 

^nnibdcaro giudica merctniglia del- 

le merauiglie in Vinegia , che nel 

fuo Trencipe fia Maejid di Ej , an- 

torita di Cittadino. z 1 

\4nnibd Qiro Generale de'ToetiLiri- 

. ci Italianiy e perche. ^94 

'^nnibal euro prigione > e perche , 

438. e/e^. 

Spedito da Apollo. 4 ? 9 

^nnibale africano lodatoyetaffato. 1 7 6 
^nimo ds'Vrenctpi a pochi noto. 1 66 
^nimdi bruti tacitamente lodano 
Dio come megliopojfono. 2 84 
^nimali pericolofi ft lafcino Jiare. 

435 

Angela Tolitianoflima , grandiffima 
meraidglia > che in Venetia tra i 
due esiremi di ricchex^ , e di po- 
nertd regni la modeflia ^ e la pa- 
ce. 1 8 

Cy^nticbi quali nelle leggi. 315 

^pi tipo delta pru denx^a. 468 

di che Fabbricbino it miele. 468 
Tcr bene fi do di chi. ^68 

xApollo addolorato per I'vccifione di 
Enrico I V. T\e di Francia. 1 1 

Apollo meHo per la TartenT^a della 
Fedeltddalla Corte diTarnafo. 4J 

Apollo ad inflan^a de^'N^bilijJimi Si- 
gnori Caetani ammette in Tarnafo 
il Veranda, 5 i 

,^. polio rifponde a gli Hortolani. 5 9 

^^pollo inuebifce contro i Tiranni. 7 1 



(ontro (}fare. J^-^feg- 

Apollo mira la pompadeWentrata del 

Lipfio, -J J 

Apollo manda a yichiamare la Fedel- 

td) e percbe. no 

Apollo confcgna i Talij di fua mano, 

120 
dy^pollo tacitamente tajja laMonar- 

cbia Ottomana. 125 

Apollo fententia neUa caufa del Caroy 

e deW^tanagi. 1 2 8 . e feg. 

Apollo rifponde a gli ^mbafciadori 

del generc bitmano. 155 

Apollo ordina , cbe del Legato del Ti- 

CO fi faccia vn'Hofvedale degl'In- 

curabili. 1 4 j 

Apollo ordina al Bj Fraficefco di Fran 

€iay che nonvfi piu tanta liberali- 

td verfo i Letterati. 2 o i 

Apollo determina tra i Trencipiy & i 

Medici. 20 j 

Apollo ordina a Tolidoro Fergilio y 

che ritroui tinuentore della bom- 

barda per caftigarlo. 204. efeg . 
Apollo prouede contro i Corfali igno- 

ranti. 252 

Apollo ft duoledelgenere humanoy e 

percbe. ^26 

S'informa del modo del viuere co- 

mune. 527 

Crea vna congregatione di EJfor- 

matori. 527 

^4 polio allegro per la nuoua deWacca- 

famento di duefigliuole del Serenif- 

fimodiSauoia. 366 

xApollo comanda a Taladiniyche acce- 

tino llnnito control Cortigiani, 

a 1 Apollo 



f ^j p 6 £ :i 



X^polloforlaeontrO la Tolitka di Ta- 

cito. 3 9^-^ fig- 

dy^polb fa apparechio di gmrra con- 

t re gl' Ignoranti. 393' ^j^g* 

l/ipolh corruccUto cotro il Lipfio. 400 

5/ *)lacacon iui , e lo landn. 40 8 
'Apollo come goHerni. 425 

Apollo vx^xcacciardelk Tartaruccbey 

e dclle formiche , e pen he . ^66 

I{ifponde a'fuoi Firtnofi mqueflo 

propejito daloro interrogator 4^7 
'jlpolloche caftigo dia advn virtmjo 

che hauea cefurata un po ema. 47 6 

Fjcordi che da a qiielvirtmfo.^'jj 
^y^pologie mettono in^ riputatione le 

chiacchiare altrui. 4 7 ^ 

'^ragonefi I{e di T^poli perche mat 

trattaromt BaroniT^politani, 

397 

l4rgo fiofferifce di gnardar la pudi- 

citia delta Liherta Venetiana. 1 9 3 

'^R^igratiato y e premiato j ma non 

a€cettatO) e perche. 1 9 4 

\4retin&^ viUaneggiato da vn Tren- 

eipe. 261 

'xAvmi efiioi effetti. 43 1 

u^rte di accordar bene iiiuti necejfaria 

a tuttL, 4P 

1/f r^i quali in pregio^ e perche, 9$ 
tyfritmetica pafiorak diuerfa dalla 

mercantile. 215 

',J[rte dello fpogliare altri diumuta 

fcieriT^, ^% I 

'xArtiiolofe e lecit^ ammaT^re il Ti^ 

ranno molto pernitiofo, 63 

'fArtific^pernitiofidi Tacito inZesho, 
104 



fia, 4of 

^Hificio S camr danari da^Topoli, 
^37'.^feg. 
^Itro artificiOo 4jg 

^rijlocratie quandonon muoiono. 29 

^rijiide carcerato ananti Apollo yc 
perche. 439 

d^mmonito da tA polio. 443 

^rifiotile riprefo da z^pollo. 9^ 
Sif€ufayeprega\Apollo. 100 

^lr4ftotik perche ferine ffe la Voetica, 
100 

u^rijiotile ajfediato da-alcnni 'Prmci-^ 
pi. 322. perche,- 325 

Da Apollo i mandate infuo fam^ 
re. 32a 

^riHotile reuocala di^niti»ne dat-a 
delTiranno. 324 

'Bjtorna in TarnafomeT^ morto, 

oiffaltodel'Bonte in Venetia y e pey-^ 

che, ip6 

jiffemhlea in Focide j e perche. 216 

(tyffino di <s^uleio y & jlfmaria di 

Tlauto .Amhafciadori ad ^pollg 

perliSomari. ^% 

Querele di ejfi. Hi. 

^'ftrologia vana efalfa. 1 5 ^ 

^ttalo 7^ che dice. 2 'j^ 

^uari che imparino dalla Tartarit- 

ca. 4^7 

lAuaritia lacciuole delle borfe, 21 6 

^uaritiayz^ oimbitionefonti di ogni 

male. 441 

^uaritia de* Gentilhuomini che hab- 

bia imparato daU'ingrajfare iporci 

I't/ititunnoper amma'^arlil'Jnu&r 

m " "iH 



/ A VOL A^ 



'^udiem^a data da c/ipoUo. i j 2 

2<£ <^ijirata dal Mmante. i j 2 
jiuerroe di emnentijjimo mgegno co^ 

mentatore di Q^rijiotile, 158 
^uuertimentQ buonofer liCortigia" 

ni. 58 

^Auuertmenti perbengouemare. no 

121 
]Aujlria porta al Tmcoperfoggiogav 

I' Italia. 282 

^ufonio (jallo Trencipe di Efcfo poco 

grato. J p <5 . Cacciato. ^g6 

Idtitori buoni piu moflrano nella-fecon 

da lettioney che nella pima* 266 
Alitor it a di comadare corax^. i p 5 
tAiitoritddi comandare quando ficil- 

mentefi perde. 111 

R 

B^Accanali pubhlicati in 'Parnafo 
da' I\pmani Signori del Mond^. 
car. 1 1 3 

(ome cetebrati in Tarnafo. 115 .] i5 

Baiardo legge il proceffo controMari' 
fredi '7?e di ISlapolu 444 

Balconcelejle che fta. 77 

"JBartolomeo (^aualcanti gran miracolo 
fiimain F'enetia^che icarichigran 
di non attacchino ambitione: a chi 
gli efercita, t z 

Bartolomeo Caualcanti adula vnTren 
cipeinnetto. 259 

Catturato per cio 2 60. Difefo dal 
Trencipe adulato. 260 .&feg> 

B'artolo Incerna delle leggi tajj'ato^e 
perche.. 1 84 

Barbari nimici capitali delle buone let^ 
tsre. 3 9 J 

'S^fefaldifftma ddla Bjpublka F€ns^_ 



tiana qual fia feeondo il par eve di 

Leonardo ^Aretino, 2 4, 

'Bajlardi per lo piu inclinati a ribald 

derie. 4^^ 

Bene che fia perdutofauiamente ft di-- 

mentica. i z 

Benedetto Farchi ftimagranmeraui- 

glia nel nobile Vemtiano il donav 

I'ojjefe priitate ali'amor delta Ta-^ 

tria. 26 

Beneficij quail fimofatti per ifcopri" 

re la magnanimity. 12 j 

"Benefici finoa cU termine piacciono* 

lig 
Senefici perche alcuna folta contra-^ 

cambiati con I'ingratitudine. i 2p 
'Bel'^uar pr'ejlantiffimo per gnai-ire it 

corpo infermo. 150 

^dle cofe a tutti piacciono, 457 
'Bere a difiretione d'altri gran tonnen 

Bernardo Tajfo fi merauiglia come nel 

nobile f^enetianofia congiuntocom 

piacimentG di deliticy e di peme- 

tuefatiche, ig 

Bernardo Cappello Capitano del Mar 

Ionic. 2\z 

Ordini che riceue da Apollo. 252 

Bernardo TaJJoLuogotenente. 5^4 

Badino confejfa ilfuocrrore , neper 9 d 

ag'olHtQyma piu feueramente cajli^ 

gato.2y9.Sif£ufa.. 280 

Bodino codanato alfuoco,€pche. 28^ 

Bobardafirumeto diabolico.io^ 2 o&, 

Bonta, vera^e fanta difjicileaconofcer^ 

*Boyra principal mercede'Tolitici di- 
Varnajb, z 



t A V L A 



Cemperdta a gran pre':^ dagli 
hHomini fenfati 5 e perch. 2 

Terche comperata da alcimi giotia- 
ni. 2 

Bojfiofi diiole con .Apollo^e di chc. 464 
riprefo da Apollo. 4<^4 

Br adamant Cy e Marfifagettate da' Cor 
tigiani a gambe lenati p e con che. 
370 
'Bruto di anin^o altiero. 305 

Smentifce Cefare. 306 

Scrittura cotra Cefare^e come, 5 07 
'J(ifpQnde > effendo sfidato > a Cefa- 
re. 3^0 
Breuita lodata negli fcritti, 1 5 8 
'Biante all'ejferfi it mondo partita dal- 
le legge di Dio afcriue la cagione 
delta fua rouina. 3 40 
Bibbia volgare occafione di maleaWi- 
• gnoranti. 282 
■Bibliotcca dell'IllnftrijJimo Serafino 
mcndottadi lui. 48 
^icchieri piccioliye me%7^ vuotti dan 
nati. 87 
'Buoni trattamenti domeUicano le fie- 
re non eke gli huomini. 137 
Bmne parole yC cattiuifattiinganna- 
noifauiyeimatti. 228 
B^mcata in dubbio. 2 2 S.cfeg. 
Buon viuere da che corretto. 329 
Buoni mendict y fcelerati facuhofi . 

3 33 

Bujfole per che vendute da" Tolitlci. 5 



c 



^lamita de" Tordi. 392 

Calunnie affimigliate al lotto V9 



Canal Orfano vltima feuerkd P^enetia 
na. 91 

Cani come terminino i giuochi loro. 

Cani amici degli huomini j 'nimici di 
chi li batte. 1 1 2 

Cani cacciano per diletto. 2 o j 

Cani come crudeli contro le pecore. 

21^.&213. 

Cane fcottato teme deWacqua fredda, 
398 

Cauea fignatiS' 442 

Capitulationifatte dalle Mufe neWac- 
cordo de* Vrencipi) e de' Topoli cir-' 
ca la Fedelta. ill 

Capitan Generale fia forafliere. 1 2 j 
Terche. 125 

Capitani dclle Legioni de'ToetiVete- 
rani nella Maldicenxa. 322 

Capitan Cardone non piacque ad ^pol 
loy e perche. 368 

^tto alle Tragediey e perche. 36S 

(^apitani ribelli delta ftaliay come pa- 
ghino le penedeUa loro ingratitu- 
dinc ne' pojlcri. 4^3 

Odiofi alia ^ina d' Italia, ibi. 

Carlo Quinto fondator delta Monar- 
chia Spagnola. 177 

Come opcro difoggiogare Fiorenti^ 
niyeScnefi. ij6 

Carlo Emaniide dalla T^ina d'ltalia 
ha ilfourano titolo di primo guer- 
riere Italiano. 367 

Jnfegne di lui. ^67 

Carte in Tarnafo giuoco vitiofo > c 
capltale. 9 

Cardinal Serafino Olimeri cclebrato. 

Carlo 



f A V L A 



Carlo Sigonio accufato da TierVitto- 
rio ptr ingrato > e perche . 126. 
&feg. 

Carmagmla ft c^uerela del SenatoVe- 
netiano con Apollo, 1 ^6 

%ibuttato da lipoUo j e perche. 
ii6 

Cafa di Seneca defcritta. 1 4 

Cafe a pigione come habit ate dafaggiy 
tome degli huomini curiofi> 5 yp 

Cafa quando fi dee gettare a terra . 

Cafleluetro ha i dauari deUa ficmta 
fattaalCaro. 45 a. 

Cafleluetro piinito da Apollo , e per-' 
the. ^ 5 p 

Cartello contro il Vetrarca. 385 

Martiale per cib bandit 0. g 8 J 

CaHron Tugliefe ^mbafciadore delle 
pecore in Varnafo. 415 

^che fine. ^i6.efcg. 418 

Caterina sfor7:a auanti Apollo. 1 4 1 
fatto virile di ejfa. 143. efeg. 
Chiede luogo in Tarnafo. 144 

I{iputata sfacciata, 144 

Difefa da ^4 polio. 144 

(^atone j & Seneca aggitmti a i I{ifor~ 
matori. ^28 

Catone col fuo parere dannato dalla 
Congregatione deUaTqforma. 556 

Catone che conftglio da per la riforma. 
55^' efeg. 

Trega da 'Dio il diluuio. 555 
Loda ifauvj delta Grecia.^ $ ^.efeg. 

(ktullo riprefo folamente da ^pollO) e 
noncafligatoy eperche. 444. e/e^. 
Di nuouo piu acrementt riprefo > e 
pert he, 445 



Cenfori riprendono il Tolommei circa 
Voppofitionfatta alle letter e del Te 



randa. 



5^ 



Cenfm-i Magiflrato in Venetia > e fua^ 
tarico. i yg 

Cefare tajfa bruto dingrato. 30^ 
Si anuenta contro Bruto. ^c6 
Fa vn manifeflo contro 'Bruto. ^06 
(ontenuto di effo. 3 o 5 

I{ifpond€ a Bruto. 510 

Terche teRoj e come. 3 cp 

Sfida Bruto. 509 

Cefire Dittatore cofuoi difcendenti nel 
Teatrodi Melpomene. 70 

Come ft farebbe acquiftata tterria 
gloria. 7 z 

Cefare come occupo la "H^publica . 
ij6 

Ceruellacci hixj^rri in che ofiinati. 

Che non ft dcue altrui pronoflicare il 

male > e per qual cagione. 15^ 

Chi manchi di parola. 1 2 7 

Chi ha la prima moglic impudicay fe 

prende lafecondaedegno dicafli- 

gOy non di aiuto. 1 5 9 

Chi ft dene efcludere da Gouerni. 1 8 4 

Chi ft debba non debba promonere a. 

gradi di molta antoriU. 297 

Chi ottimamente perfuada. 274 

Chi e morftcato dalle ferpi deue hauer 

paura delle anguille. S99 

Chi ha bifogno di con fort 0. ^ ^ 6 

Chi va al molino s'infarina. 4 5 <5 

Chiftfida delle fiiefor^epiu e tenter a 

rioychefaggio. 45<J 

Chilone che configliajfc nella Pjforma. 

llfm 



T J V L A 



llfiiO pareree nfiutato.S3$.efeg. 
'Cbmirgo quale pa degnodicasii^a. 

'Cbriftimi fchiaui de'Timhi ancor pic 
cioU diiiift in tre ordini. i ^4 

Ciafcmo giudica bonenel fuomeftie- 
re. 3 59 

Cino da Tisloia che dijfe in fauore di 
Catharina Sfov^a. 144 

Clandij perfeguitarono crudelmcnte la 
fiimiglia Giulia. 70 

Claudia l^erone auanti-^poUO) e psr- 
che. ijS 

Chiede chegUfia datainmano ^g^'^p 
pina. 159 

Claudia Islerone fcacciato da Apollo. 
159 

€lemen'xa vera qualpa. 5 8 

€koholo parla contra ttitti i Saui. j 44 

€koholo la canfa di tutti i maliafcri- 
ue alferro. 3 1^ 

Bjpromto dalla Congregatione . 

€onchiglie neltlndie in luogo dioroy e 

di argetoferuo?io per moneta. 3 3 <5 

Confetti mufchiatia che fine ^enduti 

ddVolitici, 7 

[bborti Tretoriane diToeti Satiricidi 

continue nelforo Delfico. 122 
<:ollegiofatto da" Medici di Tarnafoy& 

percJje. 220 

<:ola FrancifcoVacantielh perfonag- 

gio Corrtico diletta ^Apollo. 368 
Columella fattor Generale inTarna- 

fo. M^ 

Commcntatoribuoni chefanno, 148 
Comefi dia foddisfattione (£ Topeli. 

102 



(^omefi debba far buon giudicio delld 
crudelta vjata altnti. 3 j 

(ome f: dcbba minisirare d Cortigia-- 
ni. 40 

Come altri fi difenda dalla flrepita del 
. ierane. 291 

Complejftone degli huomini robufiiper 
chemancata. • 88 

Conuiti da chiyc di chefatti in Tama'- 
fe. ^ 115 

(orrifre in Tarnafo a che effetto, 3 6 J 
Tr^Jlnta lettere ad Apollo. ^66 
(ante di S. Tado fi querela del Bjdi 
Francia con Apollo. 1 5 7 

Gde la rifpofia che gli t data. 1 5 7 
Compaffi veduti in Tarnafo di che fab 
bricatiy &a cItc feruono.^.&feg* 
Condimenti del poema Comico. 368 
(ongregatione degli Hifiorici. z^t 
Contefa di alcuni Letterati intorno al" 
le leggiy& ordini della Tiepublica 
diVenetia. i^ 

Contrafio di due cortigiani net corfo 
delTalio. i\9 

Coppetta calxandofi vn bor%acchmo 
del Marini lo fgarra^mde li reHa 
in mano vna correggia, 1 1 7 

Cornellio Tacito corre con vn carro di 
tre ruote ytuttosfafciatoy e con ca- 
mllacci fpallatiyevince nel corfo* 

J 17 '& feg- 
Corfariprefiyepoifattiliberipeggio- 

ri di prima, e per che. 254 

(ortimaejire. ^39 

Cortigiani come diimitino nimici de 

padroni loro. 4^- 

Cortigiano entra nel giuoco del calcrn 

Si 



r '^ y 

Si offerifce di infegnarlo bene . 

logiuocay e vince. igj-efeg^ 
Cortigiani fempre fom mafcherati, 

117 
Cortigiani vanno ad^poUop e pen he, 

T^ibuttati da Apollo. 259 

Cortigiani forbitinel torneo^ & opere 

ioro. 1^9'^ f^g- 

Sfidano tuttHTaladini, 5^9 
^^ VinconOieconqualiarme. 36^. 
efeg. 

Cofe degnedi confiderationeneUaCit- 
tddiVenetia qualiverame?tte fia- 
m. 22 

Coftmo I. gran Duca^Fondatore della 
Monarchia Tofcana, 1 44- 

C^Hanxo <i^lbicini prigione auanti 
Apollo y e perche. 457 

'Biaftmato , e cajligato da Apollo, 
458 

Lucifcro in came humana cbiama- 
to. 438 

Cojiume degli huomim generofi <:irca 
leingiurie, 16 ^ 

Cojiume del nobile Zknetiano, 174 

Coflumi non ficangianoy come leve- 

fi^' 174 

Cojiume di moltiTrencipiper cattiuar 

ft I' amor de fudditi, 2 g^. 1 01 

Cohume del Configliode^lslorciniy ^n 

conitani ^ 'K^canatefi^^ di altri 

TopoU. 388 

Cojiume degli huomini finti. 400 

Crate eletto inlmgo di Diogene rijiu'- 

tato. 273 

Terche, 273,?/^^. 



L A". 

Cratippo Filofofo ^Ateniefe carcerato > 
e perche. 455; 

Scufato da Apollo, 4 ^ ^ 

Critoniosfida a difputare tuttii Lette 
rati di Tarnafo. 1 80 

Tarte confujo davna facet ia di vn 
Toeta Satirico fenT^a far altro* 
181 

Crudelt^ impertinente qidai fia^ 
301 

Cuor intrepido cerca i perieoU . 

Qior dcWhmmo fianxadcUa fedelta^ 

45.110.111 
Cuorefonte delta vita, i-jS 

Cuoride* SenatoriFenetidiche ripie- 



D 



D^naro anima delta guerra, ear} 
394 

Danaro ferue a molte cofe , e da Itti ft. 
Jlimano le perfone, a 

Dante Migierifatto prigione in F il- 
ia, /^s^ 
Con qual fine, ^5^ 
}{ifponde a chi to prende, 4^ 91 
Torturato, ^^9'^f^g- 
Gridaaiuto. ajo 
E foccorfo dal I{pnfardo. 470 
Efaminato che dica i malfattori. 
470 

^Dicenon hauerli ccnofciutiy che 
fe ne dimandi il 'IRonfardo. 470 

1)areteferuidorediVirgilio. i rp 

Datiari & altri auanti i Trencipi a 
chefine» tj6 

b Petit- 



r ^ V "0 L li 



X>eUtto della Maejla lefafen'2;a efami- 

my e pen be. 400 

Debitodi danarinon obbliga la vita. 

Democrito perche ft cauaJJegU occhi. 

XfefireT^ ne" negotij di grandiffimo 
momenta. n8 

JD.efcrittione dclla [era. 47 J 

Defcritiono delle miferie della guerra, 
. i^S.efeg.. 

1>etto pernitiofo di Taciio. J $ O 

Difetto in tut te le cofe. z^S.e feg. 

t)ifetti altrnlfi occultano daFirtuO' 
fh ft palefano da* trisii. 477' 

I>iletto caua gli hmmini fuordi fe. 
116 

Dimanda fatta da molti Trencipl ad 
Apollo che ageuolajfe la Hrada al- 
ia Virtu. IJ4 

JOiogiiidice competente de'Trencipi. 

Diocome cajlighi i Tiranni. 7 1 

Jbio ha per preprint virtu- la Mifericor- 

. dia. 81 

Gia protettore del Voj^olo B^mano. 

T)io tutto Miferi€ordia. 407 

X>w pcrche babbia infiituitii Trenci- 

pi. 288 

In che mofiri loro il modo di trat- 

tare con fudditi. 4p4 

Diocon quai flagellicaHighiil mon- 

do. i^A-efeg> 

I>io folo penetra i cuori. 347 

Dionigi .Atanagi , che jiifnaffe gran 

cofainVenetia.' t8 

Vmi^i ^tanagi accufato dd Caro^. e 



percbe. ^28' 

Diogene Cinico lettore in Tdrnafo , e 

di che. i-jy 

iArcifanfano delle mufe. 27 j 
^ifcotdia de* nitnici grande%^a dell* 

fmperio detVopolo]{omdno. 8 5 
1)[fordimde' Topoli quando Jianoin- 

curabili. i-jj 

Difegfio prima de' paefi bajji contra gli 

Spagnmli.' 1 3 5. 

Difegno de Trencipi. 4 2 J' 

*DifguJiinerbate delle Corti. % 

T>ijputa intarno al duello. 219" 

Difpregio delle cofe diuine induce quel 

lo delle humane. 287 

Efempio ne' Fiammingbi, 2 8 j, 

efeg. 
Diulftoniqualifiano pericolofjjffme,- 

287 

percbe.' ibio- 

Diuifioni del mondoapprouata da So-* 

tone Bianteycda altriy riprouata dn 

Seneca) e percbe: 5 3 4. efeq,- 

'Diuidecir imfera fenten'^ praticata 

da 'fPrencipi.- 34 J- 

Dolor e di far vtile alnemico cheefet' 

tofaccia. 455. 

Domitio Corhulone feuero^ che fa in 

. Tindo. 271 

che rifpofe ad alcuni. 47 2; 

oiccufato ad Apollo. 2 7 » 

Citata comparifce y & c ajfoluto.- 

Bonna fen%a pudicitiacadauerofiten' 
te. ^oz. 

*I>onne di cattiuogemo non pojfono ef- 
fer guardate da mille ^rghi. i p 3 

VQmiefmilialle lucerne,- 4J7 



T A V L A 



^ottOYi di leggefameliciy efttibondi 
in Tarnafo) mentre gli altri ^irtuo 
ft fgua7,xano, li^ 

Diuhiaratt da Apollo puri ^ftni. 

Ui 

VPerche ft muoino di fame. 1 1 3 
Leccano le Jcudelle per k cucine. 
114 

Dottoridi legge ad Apollo pepercbe, 
388 

Cacciati da ^Apollo)eperche. 3 S 8 
.efeg, 

Dpttor di leggi condotto auanti jipol 
hi ep ere he. 450 

Bj;prefo da Apollo. 45 o 

Sifcufa. .431 

Di nuoHO ripfrefo ^ e caUigato . 

*DomY di leggeimgertinente auanti 
.^pollo. 43 4 

Terche.. 43 4- ^./^^' 

Sidifende.. '455 

(hndannato da o^ polio. 435 

Duca di 2^i auanti z^polloy e di chi 
ft querela. 1 50 

Duca di Gbifacomeaecdero il fuo ma 
le> 176 

Duca di s^gamppe folleua i Trencipi 
di Tarnafo , e perche. 221* 

Duce di laconia efaltavnfuo feruido- 
re. 1 54 

Deuuntiato ad ^pollo\eperche» 
164 

Catturato. 16$ 

Condannato ad eterna infamia . 

Sidifende. 'i^^yefeg, 

lodato da ^poU 0. 170 



Due fantaccifii ft querelano prejfo ^^ 
poUo^e perche.. i^y 



ECcellentiffimo titolo de VrencipL 
car. 220 

De'Dottori. zio.efeg. 

^Diuerfamente. 2 2 x.efeg. 224 
Eccejfo the mat fi perdma. 4 1 5 
Editto di Apollo per .ritrouare la FC" 
delta fuggita da Tarnafo. 4 5 
£ditio di Sipollo intorno all'Hifioria^ 

2^> 

Editto de" I{e df Spagnaregijirato da 
Apollo intauola di metalloy e per- 
che. ' 388 

Editto fat to da Apollo a fauor di quel 
li ) che hauejfero impugnate Varmi 
perk Tatrielibere controiBarba- 
ri. M9-efeg- 

Efefo ricufa di ejfere infeudato. 3 p j 
Manda zy^mbafciadori ad Apollo. 

Tlaca & in forma <i^pollo. 395 

Ottiene da Apollo la^ratia. 397 

Enrico I V. di Francia lodato. l _3 

Enrico Caetano (ardinalcy e Trencipe 

llluHriffimo lodato. 5 % 

Epitteto comprapelliccie nel Fondaco 

de" ToliticL 3 ^ 

Epitome d'Hifiorie dannate.' 247 

Erato mofira qual fia la cagione de* 

Toemi vitiofi di Mchhi Toeti mo- 

derni. 9$ 

Ermolao Barbaro tocca la vera prero- 

gatiua della B^publica f^emtia- 

na. ^9 

h % Errwf 



f j^ F L A 



0v(r/' grande emendare i falU o/ de- 
litti. 46^ 

Tjempi doue qitadrano. 173 

Sfempi quandofivfano con^regiudi- 
cio. 285 

JEfempiammasfirano. 3 54 

Efeqnie reali fatte in Varmjbad En- 
rico I y. da Francia.- i a 
^ntcrrottc dal pimto de'Virtmft. 
12 

^ferciti& militare infiumanxj » 
921 

Hfercitif quali ftam da Dio benedetti. 
408 

£filio preffoi^pmani temuto quanta 
lafieffa morte^ 47 3 

Bfiremi fen:(a me^^ ^ nociui . 

3S7 

Si mofira cm vno efempioo 

Mternitd decretata d Caualier delUu 
to i e cerimenie in qneUa vfate „ 
45> 



F^cuitc^ qmeti)& ohhedienti neU 
le folleuationi. car. 2^5 
Talconicacciam per fame. 20 J 
famiglie gloriofcy ejc&da diUealtrg, 

i45 
fatiche degli antichi fcrittori diuinc, 

^Miilite per la Stampa. t39 

fehbri etiche 5 e mali tbiftcicrefciuti 

pei' tintrodmione delle fottocop- 



Fedclta parte da Tarnafg ^ 
Fedeltd fofiegno del genere hummol 

Fedclta de" cani vcrfo i T*adrom etcr" 
na. 45 

Fedeltd trouata in vrfafialla tra i brae 
cbi. 45 

'^ufa di toniare in ^Tarnafo • 

4^ 

Vint a \dalla frande j edaWiftteref- 
fi. ' 46 

JRjputata daimondo ojlinationn • 

46 
Fedeltd vfata dal '^fbile Venetiitno^ 

e vfata a fe ftejfo. 9 i 

Fsdcltdperche abbandmatada" Tepo-' 

li. Ill 

Tedeltd netcuore de'/udditi) che cojii 

incateni. 3 1 a 

Fedeltd alTrencipe frecetto di DiD> 

28S 
Federics Feltrio amator di Letterati 

mandate da Apollo infauor di .Art 

fiotile, 3 2} 

Tclino Sandeo prigime auand^po!^ 

keeper che. 426 

(jouernatwe in diuerfi luoghi, 

S* difende prejfo ^^pollo . 

427 

t/iccufa ilTrencipe di ^ndro, 

Commendato da a^polk^ & affo- 

lutOyCperche. 427 

^emmina abborrita da Qitonc. 355* 

Fene-' 



T J y 

Penejlrmo net petto degli huomini per 
fuafo da Talete, 319 

^chefine. ^30 

^ppronato dalla (ongregntme , 

33P 

Jnterdetto da Apollo ^ e perche. 

3 3 i'^ fig- 
feneftreUinoa chi giouarehhe , 

^arnefi citati a pagar lapena con- 
uentionale per ^nnibak Caro , dal 
Boffio. 4<53 

Terite che danno fpafimo ft deuom 
toccare con la mano leggiera, 

357 

ferri ziendnti ml Fondaco de* Tcli- 
tici a che feruino. 5 

Ferro a che prodotto dalla l^atura. 
336 

*Abujato dagli huomini. ihi. 

Hapojio ilmondo nt' prefenti ma- 
lt. 336 

fcudo de'lmghipoco import ant i buon 
ccnftglio. 595 

Fejiina lente j riuocata in duhhio in 
Tarnafo. 231 

Fejla dello ^lloro in Tarnafo , 

'fGYche celehrata, 383 

Come. 3^ 3'^ fig- 

Fiandra lodata, 7 9 

Fidar la fua vita nella ftcurta dida- 

nari i impruderiT^. 439 

Fiemallc coma del buechetiray fe- 

g?io ch'altrifi guardi. 44 3 

FigHuoli de'Trincipi , adnlti ambi- 

tiofi. 2 5 7 

Fi^limli le^ittimi dal ventre ddUma 



L a: 

driportano \U benedittioneda Dio* 

44 5 ' 

Filelfofi querela dello Stro:!^ f eper^ 
che. 441 

I{iprefo da Apollo giocofamente, 
441 

Conofce ilfuo errore, 442 

F Hippo DeciocreatoTretoreda ^pol 
lo in Itiogo del Maino* 131 

Tiglia I'infegne. 151 

Come t ammonito da Apollo, ibid, 
Filojbfia di che habbia bifogno . 

36 
Filofofi morali querelati prejfo ^pol" 
lo^e perche. y^ 

Vendicatori > ^ in^ati. 5 7 

Filofofia appoggiata ad^riflotiky e 
Tlatofie. 95 

Ignuda. PI 

Compajfionata dal T^ Francefco pri 
7no di Francia. 9 j 

"^gratia quel B^ delta fua libe^- 
ralitd, 94 

Fjcufa ilmantoda lui ojfertoli) e 
perche. 94 

Fiorentini perche mai inflituiffero 
huona forma di viuer libera. 177 

Fiorentini giurano non arametterpiii 
(ortigiani at gioco del calcio , e 
perche. 19S 

Fifcljiatafatta da i Firtuofi in Tama 
fo a Caualieriy e perche. 3 6p 

Fiorentini net direle ragioni loro va- 
lenti. 42! 

Flauio Biondocofa merauigliofafiima 
in Vtnegiay che lapubblica libertH 
' "Hon meno fia cara a chi vbbedifce , 
che a cl)i cofaanda. 2 3 

Fan- 



r A F 

^ondaco de VoUtici aperto in Tama- 

fo. I 

Fondator divcgni chi giuHantente fia 

detto, 14^ 

fondamento delle nmue Tira?midi la 

mortc de' Tiranni. 7 1 

formica cbe injegni aWhuomo. 467 

Forno di Monfignor dalla (afa. 117 

Francia fcconda difrutti delle letters. 

2Q2 

Francefco Berni con piacemlez^ di- 
ce ejfey mirabil cofa the fra tanti 
granchide' canalie lagune ilSena 
tor Ferieto non ne prenda alcuno. 

Francefco Berni sfida Giouenale, 268 

Francefco Berni conlacomitiua entra 
in campo. :2 6p 

Francefco prima Bj di Francia ama- 
tore de' Letterati. 201 

Liber aliffimo verfo i VirUwfi. 201 
Semivih le lettcre in Francia. 201 
Tafce nelfm Talai^ i letterati di 
Tarnafo. 202 

francefco Sfor^a lodato. 235.2^6 
Entra in Tarnafo hauendoaccetta- 
ta unaconditionemoltograiie. 257 

efeg- 

Conchefucceffo. ^sS.efeg. 

Francefco Maria delta "^uere lodato. 

155 

Francefco Maria dalla I{puerC)& ctti- 

mo fuQ gouerno. 428 

Francefco Guicciardini oracolo degli 

HiHorici Italiani* 
Franccfi perche verfaffero foche la- 

gnme ncUa movte di EnriCOrXV. 

II 



OLA 

Frontino Sargente maggiore. 5^^ 

Frutti nafcono per linduHria degli 

hiiomini, ' i ^ ^ 

F^ndom I'agricoltura dilettenok, 

Fridtto de* beneficij. 2 1 7 

Furor Toetice precede I' ^rte. ^5 
Furto perfeguitato dalle leggi. 350 



G^lateo ) document imorali-y eci- 
uili infegnati da iJi^onfignor 
della (afa. car. 1 16 

Calline troppo graffe > infeconde . 

(jamba buona net corfo degli honori 
qual fia. i ip 

(jelofi Coraici ammejft in Tarnafo . 
368 

Cemelli di fejfo fmiiley c diuerfo , come 
ftiano nella matrice . 4 5 5 

QHeJlo cbe infegni a gli huomini. 
455 

Cenoiia caduta nella Democratia rior- 

'" dinata dal Dpria. 7 2 

(jcrmaniaha quafi tantefettey quanti 
Trencipi. 287 

In ejfa i Topoli al voler del Vren- 
cipe mutano religione. 2 8 7 

Gara in materia di giurifditione^e per-- 
the. 461 

Trachi. ^6t 

Si vienealCarmi j e fifafcaramuc" 
cia. 462 

Jntefada^ipoUo. 4^2 

(jhiri 5 Serpi > Orfifianno lungo tempo 
fen'^mangiarc. 133 

Cia- 



T A V L A. 



Ciacomo Sanna^aro ridoto in necejjita , 
mmr di rabbia in P^ma . p 7 

Ciafon ^JHaino Tretore Frbano in 
Tarnafo, I^q 

Comanda a Terentio chefcacci di 
cafa 'Bacchide , l > o 

Fa prender Terentio. iji 

£ imprigionato da <t^pollo. 1 3 r 
Si tormsntaper la fo^itiuiane del 
Decio fa capital nimico. f j r 
^lacomo 'Bonfadio accufa ad Apollo il 
torto fattogli da'Genoueft. i 5 1 
Kiprefo da ^poUoyeperche. j 5 2 
Oiardin htnche coltimti producono 
mal'herba. X42 

Ciani^eriyC carico di ejji. 124 

^ che grado arriuino, .125 
^erche non piu oltre . 125 

Cianni-^ero efpone ad Apollo U vera 
cagione del folleuamento. 1 2 j 
Cine lira fentina di ogni empieta. 285 
C/o. Batifla Sanga compra del carboney 
& a che fine. 38 

Cio.<i^ndrea dalti^ngHillara nobilif- 
fimopoeta ftaliano di difagiofi mm 
rein I{pma, g6.&feq. 

Cio.dalla cafa lecca il piatto done ilTa 
ft or fido hanea prefentato la torta . 
116 ' 

CiOr'BatiftaMarini fa lauorare in par" 
nafo bor:^archini allafpagnuola , 

^icTico Conte delta Mirandolaloda- 

Cjio. de' Medici figUuolo di Cat anna 
Sfon^. 1^^ 

Cio. Zecca arriitain Tamafo^ e che fa, 
380 



lodato, ii-j^ 

Cio.Vico Conte delta Mirandola jlnte^ 

fignano di tutto il campo . j p^ 

Cio. Batifla Umalteo carcerato eper- 
che. ^4 J 

Condannato da ^poUo. ^4 j 

(jioHane Stoico ft duole con Apollo , e 
diche. l^o.&fcq, 

Terche cacciato da gli Stoici. 1 5 t 

Ciouangirolamo ^cquauiuaDuca <f 
^tri fa copiare la fhcciata della ca 
fa di Seneca. j y 

(jiouiano Tont.zno giudica merauiglia 
grandijfma in Vmegiaycheleric- 
%e ftano fen:^ larnbitione. 2 i 

Giouamii Boccaccio flima gran mera- 
uigliain Venetia chelafola vinii 
fiafcalaalledignitadi. 24 

gmanfranccfoo Veranda flenta ad 
ejfere ammejfo in Tarnafo,e perche, 

Giouanpaolo Lancelloto prefenta ad ^-Z- 
polloi Commentartjfopra I'Inflitu- 
ta Canonica. ijj 

I{iprefo daUpoUoye perche.i^y.&' 
feq, 

Gionanni Bodino incarcerato da Apol- 
lo ye per q/ial cagione . 278 
Condannato com^theifla. 278 
Biaftmato. iy8.&feq, 

Giomn Tontano ringratia la Ditmict 
Trotiiden^ con vna ornaiijfim'a 
crationeyc perche. 291 

Giouenale ricufa divenire ad duello cot 
Bcrni. 26^ 

%ifpo-nde ad Ho^-atioychehaueuot ac 
cettata la di^fida afuo yiorne'. 26 g^ 
Si fcufaprejfo Apollo. zjo 

(jlO'V-' 



T J y L 'a: 



C'mno hignhre in TaYnafo,e ferche . 

girolamo ComHaggw fcrittor d'hifio- 

vie. 25 1 

CiuHitia ftmigliata alia fcure, 175 
CU^Htiafeniapaffione. 219 

Si altera,e penhe. 2i9.&feg, 
Giiiflitia quando riputata cmddtd . 

264 
Ciuftitia fimik alkfalce* 297 

Ciuliitia effatta place a Dio. 298 
Gmjliniano compilatove de'Digefii mo 

fir a vna nmua legge ad ^Apollo . 

Giudici honorati chef anno. i ^ i 

Giiidice hubno delcampoyqualftflimi. 

138 

Giudici dell'Mulationemal trattati. 

261 

Giudici votano fopra la caufa dell'M-- 

niano. 449 

Giuditio huono delgeuio altmi^come fi 

faccia. 3 7 

Giuliano Gofelini fecretario dclfenato 

diMilano. 250 

Cjiuoco di carte no douerfi dir giuoco. 9 
biuoco delcalcio fattoda Fiorentini. 

Tarti necejfarie ineffo. 1 9 5 

Verche in FiorenTa inHitu'UO. 1^6 
Giuoco delle pugna in Siena. 1^6 

Girolamo Mercuriale raccontavn cafo 

verO) & degno di conftderatione, 2 8 
Girolamo FracaHoroftproferifcedi rt^ 

der la luce alTeranda. 52 

Giu^o Lipfio lodato . 4 7 

Giuoco feminario di riffe. 1 5 o 

Ciuramento folito di preftarfi JnTar^ 



nafo. 1 8 $ 

Gnatoni in chefludinO* 1 00. z^ feq, 
(joucrtjatori prencipipojiiciy pero non 
deuono infuperbirft. 1 8 j 

In altro credito auanti I'effercitio del 
carico loro , in altro neWefercitarlo . 
l^^.&feg. 
Gouerni di molto pericolo. 3 co 

'Di difgufio. 501 

(jouernator di Tindo condannato alia 
galeaper lo.anni^eperche. 461 
Tiange ilfuo infortunto. ^6z 
Gouernator di Libettro priuato del go 
uerno da ^-ipoUo^epercbe. 4^ * 
Cjrano delle ncchexje malamente ra-^ 
dunato y che cofaguaHi > rubi, 
468 
Gratitudine fempve lodata. 468 

%emcL deWhumane virtudi . 407 
GrandeXT^ rara in vn Trencipe qual 
fia. *<5 

GrandeT^ delp£coraio in che confifte, 
210 

T€rche. a I o.&feg^ 

Grecia lodata. 7^'&f^g' 

Grauex^:^ calamitofe a popoli, 394 

Tericolofe a PrencipL 394 

Quando, 3 9 ^•& fig' 

(juadagno fine delle mercantie. 325 

Guerra di Tifa di Francejco Guicciardi 

ni. JO 

'^iafimata. ibid* 

Guerray macello delle carni humane* 

205 

(^uido ISonatti ^firologo famofo. 238 

^ufio deue faperfi da chi regala alcu- 

no» 475 

Harpo^ 



T A V hi U 



H 



H^rpocratemaefirodd ftleutio. 
I60 
I{ichieJio da ^4 folio chefadi. 160 
I^kufa cdtenni. 160 

^ftrettoy che dice ad ^poUo neW 
mecclyiiu 160 

Biaftmato da ^Apolloyefcacclato , 
i6i 
Harpocrate perche femfrc tacejje, 

Here/ie pcsie de* I{egnL 282 

Uereftarchi moffi dall'ambitione.28^ 

Herefie perche primierar/tente a'tem^ 

pi moderni inuentate, 285 

Herefiarchi ruffiani delCambitione di 

alcuni'^PrendpL 284 

Hipocriti pefie del mondo. 33 7 

Hipocrifia che^jfeti produca. 3^6 

Hipocrifia che face ialjoggidi. 42^ 

Hircani mandano ^Ambafciatori ad 

a^polioy & perche, car. 61 

Tropojia di ejfu 6 2 

MaL trattati da Apollo, 6 3 

Hifiorici chepruden'^a deuono hauere. 

MS 

Hifiorici Moderni lontani da gUanti- 

chi, i^uefeg, 

Hijlorici a cheferuino. 242 

Deuono feguire U verita^iJ^^, (jr* 

242 
Hijlorie da chifi demno fcriuere.z^^ 
HiHorici fpejfofcrimno iriuettiue pin 

che hijioriey e perche, 244 

Conditioni loro quali debbono ejjere. 

244 

Trohibitioni loro fatte da Apollo* 



Di che deuono fcriuere . 2 4 ^ 

TionfiriuoKO dife^e penhe^oco^, 
me. 245: 

Che deuono tacere. 2 4& 

Hifiorici tajjati^e di che . s ^ ^ 

Homero fortunate^ nelChauer ottirm 
Comentatori. jjS" 

Huomini nelle cofe carnali hanno cat^ 
tiua vijia. ^ 

JImmini magnanimi attendono afe- 
minare beneficij. 25 

Uuominivanitajfati, ij 

Huomini hanno it fomite della gloria. 
50 

Huomini ajfomigliati alle herbe. 5 ^ 
'Difficilmente fi conofcono . 5^ 

Huomini f redd i piu vtili negouerni , 
che i troppo viuaci^e perche. 1 8 j 

Huomini con quale inclinatiene naf, 
conO' 2 It 

Huomini fciochiy quali fiano. z 5 4 

Huomini fenxa rcligionefmilial ca- 
nal lofen'2;a freno. 287 
Eperche. jhitt^ 

Huomini di baffafortuna deuono acco 
modareil genio alloftatonelquala 
fttrouano. jpo 

lluomiHi facultofi deuono attenders 
all'acquifto delta folariputatione - 
1 00 

Huomini commodi nimicidellejatic^ 
che. 428 

Huomini deuono cjfere 6 boUenti^o ag- 
ghiacciatiy mai tepidi, ^ 5 ^ 

TercJje inetti. 450 

Huomo fiera rationale come sUncatC" 
na* 294 

Huomini imitano glf ejjjimpij cati.d 
c ron 



r ^A V L A. 



non ihucnu 4<^7 

Momo longus raro fapies comefideue 

mtender. 5 i ^ 

Huomini che habbin'aapprefo dalle for 

miche. 4*^7 

Honor i mutano icofiumi. io8^ 

Honori corneal prefentefi ottengono.. 

Horatio placa i Toeti aair.iti.. 26 8 
Da vna mentita at BernL 268 
FacMore aGiotienale.. 269 

Horatio Generala deToetilirici Latini.. 

HonoUni mandano ^mhafciadori in- 
p ^Tarnafoy & a qual fine . 58: 

/ Dimandafattadaejji.- 58^ 

B^huttatiper impertinenti .. 5 8 
Hojie efercitio nobile .. 2 1 6v &feg. 

come,. 217- 



I^copo Sdnnaxz^roflimacofami- 
rabtlein Vinegiay cheinobilimal 

proueduti non affettinolepubliche: 

ricche'Zj^.- a 4 

^acopo MaT^ni Secretario della Con 

gregatione della riforma.. 528 
Jdolo de gli auarichifta.. ^6j 

Jgnoranti contro le buone lettere- ar- 

mano.. 39? 

IgnoraT^ brutomoflro di natura.^ 9 5 
'j^gmran^acraffijfimaqualfia. 478 
imitatione franchigiam ^arnafo .. 

a 64 
ImMortalita decntapa^ glifcritti di 



Immortalita nonfivende a buon mer^ 
cato.. - 51; 

Imperio malamcnte acquijlato mala,'- 
mente fi efercita.. 6gp 

Jmperfettione fitroua hitutte le cofe^ 

477 

,Anco ne^piu pregiati autOrL 477' 

Impofitioni bruttecohoneftate commie- 

445 
Imprefa difficiliffima qitalfia. j 2 j>' 
Improuifatori Itfliam in banco. ii6 
Imprudenti c he pena hahbino. 4 ^ f 
Jnchiojiro vend'uto da Volitici pretio- 

fjjfimo^eperche.- 6 

Incanto della perfidia circa i feruitij 

deTrencipi.. 1 70 

Jngegni nobiliyperche abbandonino la 

Toe ft a.. $6 

In^cgni elcuati liberida^precetti^e re- 

gulealtrui. ^^) 

Terche. 99 

Jngegni che meritano graue caftigo o- 

289 
Tngegno delthmmo' in che occupa- 

to.. 35^ 

Ingegno humano inclinato al male in 

che vfa prodigalitd, . 4^4 

Ingegno manierofoy e piegheuoleatta 

aigouerno.. ^ i8j 

Ingiurie quandb toccano il vino . 385 
Jngiuftitia vfata circa le ^'Coffeycon 
• chi^ecome. ii8> 

Jngiuftitia delfifco.- 4 <5 4 

Inoccafion di brigaauantii Vrincipi. 

ficempare^ofolo) oconmcdejlacom- 
pagnia.. ^2^ 

Innocen^^e cora'Z^ della confcieni^o. 
16% 



T A V 

ImprudenT^agrandequalfia. 545 

Infermi molci mmion perche il mal to 

ro non e conofciuto damedici. j 47 

interpret I di Tacito. 10^ 

Jntentione difiingue i delitti. 205 

JntereJJe proprio non ena I'altrui. 277 

Intimatione della dietagenerale in He 

licona, 47 

Terche intimata. 47 

Jntronati ammtttono ndla loro ^ca- 

demia alcune Toeteffcyche per or- 

dine di .Apollo fono leuate. 7 5 

Jntronati capi deJT^mbafciariaddle 

.Accademie d' Italia. 5 j 

Che efpongono adz^poRo. 53.2^ 

.Accolti^ & afcoltati caramente. 5 4 

Xnuentor della bombarda. 205 

Condannato da z^pollo. 205 

Sidifende frejfo Si polio. 205. e^ 

- fig- 
^jjoluto da ty^pollo, 207 

Jnfegne de'Toeti titolati. 262 

J flint dello fieri spprimere chi meno 

pud' . 350 

Islrumento prima per hen gouernare i 

fflrumento dclle libidini priuo di dif. 
cretione . 582 

Quando fnnile alle Tartantcche, 
ihtd. 



L^<conici amatori delta hreuit^, 
oarte, 3 o 
lagune cona;^ impenetrabilediFe- 
netta, 177 



L ^. 

Lafciuia ftmile air olio. ^ yi 

Latini difguHati da ^pollo^ e perche^ 

328 
taurafaritornare gUfpiritifmariti at 

Tetrarca. j 84 

Leggi nelle patrie liber epiii che altro- 

lie dirette al ben commune de gli 

hmmini. 6^ 

Leggi miUtari barbare e crudele. 1 3 S 
Leggi medefime non qi^drano in tut- 

tiycome nelle z^esii, 175 

Lepre efua natura, 23c 

Leggifacrofante^che operano. 2 2 j 
Lcggi ddt'-adulterio troppo piaceuolip 

e per che. 304 

leggi molte di numeroinditio di cor- 

ruttela^e di confufione . 31a 

Leggifempre impugnate davitioft, 

347 
Leggi chef ace iano. 348. &feq, 

Leggi Indeuoli quelle y che non priuano 

deWhonore. 435 

1-Cggi contro i falliti. 435 

Lesbiatolta da Monfredi aCatullo . 

444 

letto ripofo delcorpo^e dell'animo. 43 

tetter at i Italianifanno iflan":^ adA.- 
pollvye'Hi che. 315 

Sonfatti^uietare. ^16 

tetterati di ^randcT^ flraordinarta 
auanti Apollo. 317 

sfidano quelli diminoreHatura . 

J18 

Letterato I{pmanodifnanda ad ^^pol 
lo rimedioper dimenticarfi I'ingiii 
rieyCperche. 162 

Letteratifupremi vanno ad <ty^polloye 
perche. • ZSO.-&fe^'> 

c a let- 



t A V L A 



tetteratti attendoito a nettar I'animo 
■pevcheyC con che, 3^1 

Letter at i ad ^pollop e perche. 390 
Scacdati. 991 

Zetterato auanti ^polh frigiom j e 

fevche^ 44vJ 

Condjnnatoda.^pollo,ecome.^i\^ 

OJiinato muore. 444 

i' Opinhnedjluiqudfoffe^ 444 

letterati-lodatL 448 

i^eramenie nobill >.e de^ di pre- 
gio. 4..8 

i.etterati gyandcmente fdegnati con- 
tro l-^luiano. 449 

Griddno gii^Jiitia . 44^ 

(jridano gratia graiia^ e perche* 

. 450 

tetteratg compare auanti ^^pollo)& 

ache fine. -478 

, fchernito da ^polloye perche. 47 8 

Zettere greche perche hoggi hahbino 

. pocofpaccio, 3 5 

Zettere fiampate in grau copia [otto 

falfi titoli. 5 I 

Zettere del Teranda contengono in 

K ; gran parte hisiaria<y pero riceuHte 

nella-LihrariaDelJica. si 

Zettere pvohihite dal Turcoy e dalMo 

, jcouita. . 425 

Zettere perche proJjibite da alcuni 

. 'Principi. 430 

Zettere di ny^rcadia a che effetto .• 

4S? 

Zettura diTrionfetti in Tarnap con 

falario di ^oo.fcudi I'^nm, ^ 

. Documentodicffo. . 10 

Ziherta 'Banana perche hreue. 1 5 

J^bertd ben regolata ^mljia, 3 5 



libraria Delficafolo riceue gli fcritti 
d'inuentione. 5 q 

Lihena. Venetiana che diaafu&ifede- 
litlgbili, 91 

Libertd y perche difficile adinflituire 
nelk Monarchic. 17a 

Liberia maiiifatura di Dio. lyz 

Libertd dono di Dio pretiofijfmo.l 7 z 
^ffimigliataallavite., 1-73 

^U'albcro. 17 J 

Libertd deUa (ofciem^empia y e dan^ 
nofa. 386.278.284 

e^nco dagliOttomani hauuta iu 
.Abominatione. 279 

Libertd Venetiana y perche amata da 
Apolh. S7* 

Tura AriSiocratia. 37 z 

Scar fa nel premiare . 373 

B^fpondeallaV^mAnaLibertd.^j^ 
efeg. 

LibertdVenetiana perche ami amplitt 
teloslato. 374 

Libertd Pomona in gran riput'atibne 
in Tarnafo» 3 7 1 

Terche. ihid^ 

Dacbiafflitta,- ' ^jz 

Tropcne vn dubbio alia Libertd Vt 
netiana. 373- 

Libertd I{gmana perche fece acquijlQ 
figrande. 373 

LibertdVenetiana chiede ad Apollo 
in gratia I'^luiano, 4 4 9 • c figo 
Terche, 45a 

Trotet trice de' Virtttop. 4 5^0 

Vibidinicomeftfagghino. 45.7 

Libri di TacitOy che ejfetti hahbino pra 
dot tine' Trincipi p e nc' Triuati.^ 
J^oi.efeg. 



T A y L a: 



penhc perdfiti. 40^ 

(ome in farte trouati. -4 04 

Quando. ihi. 

^i^inio Mecenate lodato. 1 4 5 

Si dmle con ^polloy e di che. 145 
Lingua Hebraica di gran ripntationcy 

€ percbe. 3 5 

lingua Icalianaperche non dene trat- 

tare cofe graniy e difciew^. 3 1 5 • 

cfeg. 
Lingua latina piena di maejla. ^\6 

Greca-i fecondijfima. 315 

Linguaggi vari percbe fatti da Dio. 

54i 

Lipfw come bonorato da Fiamininghi 
net [uo ingrcffo inTarnafo. 75 
Saluda ad vnper vno i Verfonaggi 
B^mani, j j 

Tompa della caualcata. 7 5 

Jfcritti di lid da cbi portati. 7 5 
Tercbe non i?icontrato dalle Mufe j 
ne rimira lofpltndor di z^pollo a 
€ielfereno. ^6 

Scritti del Lipfio di che qualitd . 

77 

Tercbe pocograto ad ,Apollo. 7 7 
Gionto nelForo Delfico i dcgnato 
da ^poUo di vn r aggie. 7 8 

Trincipia lafua oratione, 7 8 

Interrctto. 78 

Smonta della renghiera. 80 

Si confola per I'encomio dato alia 
JFiandra. 80 

^ccufa Tacito. 80.81 

Tirato in difparte dagli amici di 
Tacito. 80 

I{ifpofta del lipfio . 8 o . efeg. 

Tarlamnto di lipfiQ contrg Taci- 



to. ^ 8i 

I{eplica a Tacito^ 8 4 

Confeffa I' error fuoi 8 j 

Lipfio ottien perdonodaTacito, Tar^ 
tialijfimo di Im. 3 P9 

lipfw accufato ft effo ^foUoy eper^ 
cbe. 400 

Da cbi. 400 

Sotto cbe pretefio, 400 

Qitturato. 400 

Si difcnde interrogato da %^poUo» 
^01.^0^. efeg. 

lipfio famofo in particolare per gU 
fcritti fopra Tacito. 40 5 

<^ondennatoalpatiboto. ^06 

Coftan?^ del Lipfio. 407 

L>i cbe ft dmle nel pericolo della. 
rnorte. 407 

Lode grande delta T^ohilta Venetian 
na. 22 

Lodi date dagli Scrittori ad alcunoy/i 
rendono verifimili con la mentione 
diqualcbevitio. 66 

lodouicoDolce qnal merauigliafiimaf 
fe grandijfima nella Liberta Vene- 
tiana. 2 6 

Lodomco ^riosii, e Torquato TaJJd 
entrano in Tarnafo feni^aferraiuo- 
lo conlagihbba tutta Hyacciata.^ 

97 

Ludouico Casleluetro Cenfore BibliO'^ 
tecario. p 7 

%ende come trattatofen^^arte it 
poema alTaffo. pS 

Lodouico ^riofii efalta la Toefia Ita- 
liana. 26 j 

Lomhardi finceri. 44 

Loren?^ ^ambara compera vn Tap^ 
pagallo 



r A r L A^ 



pagallo a groffo frc'zj^ , e cm qual 

fine. ^ 4i 

Xontana7ix^ della Fedelta in Tamcifo 

cagione di graui difordini. lOp. iio 

tucanotafjato dal Lipfio. 8 1 

lucano Luogotenente de' Toeti Sati- 

rici. 3^4 

luigi Tulci "Bargello in Tarnafo. 1 64 
lujfo cbe effemfaccia. 275 

X.titero primieramente in Sajfonia pub 
. blicble fmBerefie, 286 

lucretia B^mana auanti zyf polio , 

Chechiede dalui' 142 

Licentiata daWaudiewz^. 1 4 J 
Luca (jaurkofi duole con Apollo del 
'Sentiuogli. i 5 J 

Si^)ernito da Apollo. 156 

M 

M^crobio pubblica in Tarnafo i 
Saturnali. car. 1 1 2 

Macellaicomparifcono in Varnafoy & 
ache fine.. 520 

Control' arte militareparlano. 520 
'Macchiauello feeler ato maejiro di To- 
litica. 214.249 

tSHandrenumerofe di quelUchefotto 
vn virtuojofilentio afcondono vna 
craff'a ignoranza. 1 6 1 

Maesiri di Cafa coT^ni dcUe Corti. 2 
Manfrediliberatoda Apollo eperche. 

445 

MaggioranT^atra le lettercy e k armi 

vent Hat a in Tanntfo. 319. efeg. 

Comedecifa. 321 

Mangiare e here cagme dcUagricol- 



turay e della vaghe^a della terr£ 
n4 

^farioMolxa morl per to fouerchio 
vfode'fichi. 128 

Martelli Fiorentirdcampanari di Tar- 
nafo. i5j 

Marfia cbe Z'fficiofaccia in Tarnafo, 
260 

^^artiale come ajfoluto nel cafo del 
Tetrarca. 3 S6 

Marchigianigalanfhuominiymafan- 
guinarij. 439 

^luianoriprefo da^ipollo ; come in- 
grata. 449 

Jn gran pericolo. 449 

Donato alia liberta Venetiana . 
450 

Maurotirb vn col^o da traditoreyC per 
£he. 269 

Mauro ha btitega difauegrojfe in Tar 
nafo. I J J 

Ma%i^ni dice ilfuoparere perU rifor 
ma, }6o.efeg, 

Lodato da tutta la Congregatione* 

Mercatanti huominifruttuofi. 2 5; j 
Mercatantia delle^rti > come fatta» 

450 

Medicamento del mondo feconddTa-^ 

lete. 529 

Medici ft difendono contro iTrencipt 

per lo titolo dcWEccellentijfmo. 

211. efeg. 
Medici principali vanno ad c^fpolloy e 

perche. j 3 1 >efeg^ 

Medici principaliyche nonfcppero tio^ 

uarc. S^^ 

Medici foco accortiqutilifiano. 36 1 

Medici 



r A V 

Medici quando difficil cura prendino. 

^JPl/Cedicicome venuti gran Medici. 

Medicaquando di biafimOr 54 5 

Megtioe ojfenderele leggi hifloriche^ 

che la riputaiione di chi la Jlma 

molto. J p- J 

Memnteperchefpejfofi trattenga- nel 

Fondaco de VoUtici. 5 8 

Menante moderno inuentor di vn nuo~ 

no modo di tr attar ta Tolitica. pp 
Menenio ^grippa fi oferifce di accor 

dare ipopoli de' pae/i hjffi co' Spa- 

gnuoli. 13^ 

Schernito da Apollo, 1 ^^ 

^JHelibeo paJiorMantuano fi offerifce 

difciogliere it dubbio delta Momr- 

chiaP^mana. ^,0 

Memoria buona come ft acq a ijll. 266 
Memorie pubblicbe in che falti metti- 

naiSenatori. j-ij 

Memoriale dato dal CaroafuaMaefla 
V ■.€ per c fife.. ^5^ 

I\efcritta fatta da\A polio.. 463 
Menalcapecoraio ingordo^e psro in ro- 

uina. 11 1. e fog. 

Meraiiiglia del Collegio de' Firtuofi 

per can fa di Vincent io Tinti. 49. 
Merc ante chi mcritamente debba.chia 

marfi. * r^j. 

Merc ant i principali di Tarnafo. 4 5, 
Meretrice pe:i^o di carnaccia che al~ 

lettaimofconi. 445 

Mitamorfofi grandedi Triuatodiuen 

tar Trincipe. 107 

Mefticredafcarabei qualfla.- 4yj 
Meffalina moglis di CLmdio l^e/o/ie 



LA. 

impudica. i j g; 

Michekngelo Buonarroti piglia in di^ 
fegno lafacciata del Talagio di Se- 
neca benche ruinofa. 1 a, 
Ter qual cagione. j j 
Mioy eTuo fonte di ogni male. |j j 
Militia fiorifce bene ^granifce male, 

Mincjlra de' Cortigiani qual fta, 4 1 

MmiHri del medeftmo Trencipequan 
do deuono adoprar lapenna,e q nan- 
do le armi. ^5 j, 

Minijlride TrincipiFedeliy fedeli ad 
altri.. pi 

Minijlri maligni oculati nelle apparen- 
7ey ciechi nella fojian'^. 1 j r 

Mifura buona per le Corti.- 3 8 

Mjferiedella guerray e de'' (prtigi ini 
ftmili. 2 j 9 

Miferia grande degli huomini haaer 
per (ignore altmi fatrapone info- 
lente. 55^ 

Mifura giujla delUfermtu. 4 o^ 

Modejiia grande dLSebaJiianoVenie^- 
ri.. 2 z 

Mododi cauar la Virtu fi'no dalle ra- 
did dall'animo degli huomini. l o 6 

^SHodsrationde'il'animo doue fi mo- 
Bra.. i4p 

iJ^Codo vfato nello abhattere le P^pu- 
bliche, i7<j. 

i^MogUepudicache animali habbino.. 
504^ 

Monarchic nonben dimoJlranoilTren- 
cipey il Tiranno. 6 4. 

Monarchic chiedonovn dubbio alia A-— 
berta.Fenetiana.. 8gi- 

Monarchic premiAno grojfamente la'. 



t A V O L A. 



■: fedeltd de^ Mhiijiri. 90 

£ caftigano feueramente Unfedel- 
td- Tit>.*otii. po 

Jdonarchie non banno proportionc con 
le pcnc 5 ne cq premjj dtlle I{epu- 
blicheycferche. 9 ^9^ 

Momrcbia Ottomana moflra ad ^pol 
lo la giuftitU de [uoi ordini, 123. 

efeg. 

Monarchia done habbia la fua gran- 
dexxa. 1 75 

Monan'hia ''Romana propone vn dub- 
bio a Cornelio Tacito. toS.efeg. 

Monarchia Ottomana inuehifce contra, 
it 'Sodino. 280 

Tcnbe pcrmetta tante diuerfe rcli- 
gioni. 280 

jAondo quando in gran difordine. 424 

Mondo fimile ad vn giardino y <^ ad 
vnhorto. 5 9 



MuU pei-che vitiofi net tirare j calcl 
fiitti dalla 'Hatura. ^45 

Mufe reprefe da^poUoyeperche. 94. 

Mufe nello Jpirare il furor poetkoy 
cbe riguardino. 9 5 

Mufefempre grauide di uerft , 1 1 J 
Quando partorifcono poemafegna-' 
to. 115 

Mufe ft tmpiono difkne, \lj 

'K 

N^uigatione come retida il men 
do piccolo, 545 

7\atione trafe contrarie. 3 ij ^ 

l^tiirapcrcliefa de'iiruppiati. 441 
l^atura fimile ad vn Fafaio^e come. 

442 
2^ceJfario perferuir bene delle natio-^ 
nifoi-eftiere, 2^6 



tJHonfignor Cino Auditor di B^ta in licrone quaii faceffe ifuoi tempi. 149 
Tarnafo, 3 1 7 liobiltd Fenetiana ba i due ejiremi 



tJHonfiilmani appreffo Turchi, 

eJHbrali gid, in grande flima. 7 6 
iSKoneta delfangue in che ftfpenda. 

Monet a della vergogna. 4 3 J 

Uorfelletti Jpacciatiin Tarnafo ache 

feruino. 6.&feg, 

MoHra fatta dd Tolitici di tutte le 

merci loro, i 

Motto pungente quando tollerahile. 

386 
Mutationi de'Trencipi dannofc. 6^ 
Mutationi nociue. 185 

Mutationi fpejfe di religione via al~ 

tMheifmo, 287 



delle ricche^e grmdi , e di vsa 

grandijfima pouertd . 1 8 

'Mobile Venetiano pefce nato nell'ac" 

que della libertay non vine neWelc- 

mento della feruitu. 9 j 

T^obiltd delle ^rOlocratie di numero 

mediocre, 374 

"Non ft pub nonvendere quello che ft t 

comprato. * 44 8 

J^taio di Corte ad Apollo. 144 

Cbeej^onead^^pollo. 145 

J^ccollb Macchiaudli bandit daTar 

nafo . 421 

(arcerato in cafa divn fuo amico , 

421 

Si difendc pjfo Apollo, 422. efeg, 
Scrit- 



r A V L a: 



Scrlttl dilui comecompoHi, ij a 2 
Condannatodi nuouo* 423 

e perche, ibid^ 

T^ccolb T£renotto percheprigione , 

Bandito da Tarnafo e perche. 4 zg 

J^colo Franco auanti ^^qUo prigio- 

iie^epercbe, 435 

Condann:ito. 4^ $ 

T^afo orna-mento della fjccia. 3 8 £ 

Tiuntio di nmus infeUciimprudcnte, 

2^^e dcUe Madame di Sauoia h an- 
no fatto vn nuouo Gerions m Italia, 

o 

OBhligQ di quellijche fono inj^i- 
rati dalle Mufe qualfia.car. 9 5 

Obbligo della gratitudine camefi per- 
da. 127 

Obbedien?^ delta Tslohilta Venttiana 
lodata. carte 2 7 

Qbblighicdme alcuna voka.fipaghi- 
na. 434 

Occhialidi varieviriudi) e tutte mi- 
rabili. J 

Occ'hiaii necejfarij aCortegiani^e per- 
che. 5 

<^cchi humani venduti a gran pre^ 
T^yp perche* 4 

Occbiali per -conferuar la visla a che 
particolarmente feruino . 3 

Di che cofa fabbricati. 3 

Occhiatt che ingroffano la vifla . 4 
Da chi J & ache fine comperati . 

4 

Occbiali trouati pocodian^i in Finn- 



dra ft vendono ca ri a Cortegianiy^ 

perche, ^ 

Occhial 'Politico. 421 

Odio della propria fort una incitamem 

to atentarcofe nuoue^ 2q^ 

fome, e percbe. ibicL 

Odio di Cefare^e di Brut<h g o j 

Dijficilmente ft cela. ^q^ 

Odij hanno pojlo il mondo inconfufio^ 

ne ^ ^ji 

Caufato dalla difparita de'heni. 3 ? > 
Odio che cofa conciti .contro . 

445 
Odcrim dum ?yietuanty m boccadi chi 

fi:a) nonjlia bene. 274 

Ojfciali della ginfiitia fimile al Cbi^ 

rurgo. 50 E 

Olio da corroborar lojio/naco deXorti-* 

gi^ni. s 

Oltramontani hanno il cerHellonelU 

fchienaygli Italiani nel capote per^ 

che. 77 

Ombre, efcuri delle pitturefiraili a'vi 

Ombrella deWeternit^ propria di a^^ 

polio, 47 

Omnia orta occidunt yc^au^afene- 

fcmit, ^A 

lllujirata con vna fimilitudine* 

55 
Omnefolumforti '^atriaejl^riuocata 

indubbio, 22^ 

OpereyHon le parole mofirano la quali 

tddeglihuomini, i^t 

Oratione di .Apollo nella confegnaj 

che cifa de'palij. i i o . efeg, 

Oro dell'innocen7:a ft affina nel fuoco 

delle calnmnie, i^y &feg^ 

d Oro 



T J V 

CrO)€ AYgento mifura di tutte le cofe > 
^ero cercato con tanta auidit^. 355 
&feg. 
Hanno attaccata la termentina ,. 

Oroy 1^ gemme y perche tanto fiimate 
i daglihiiomini,. 448 

Oro per conompere lafede deminijlri 
mexTopotentijJimode Trincipi .. 

Cjcitan'xe de Trencipi accortexjCy e 

precetti Tolitici. 5 j p 

Ojlentationefempre pericvlofa.. 439 

Verche. 440 

Ottauio ^cquauiua Vrencipe fingola. 

rijjimoye Cardinale IlluHrijJimOo. 

2.1 y.&feg. 

Lodato,. ibid, 

\tApre hoBeria in Viterbo, 2 1 8 

PjceueTSlJcolQSfondratQychepoifu 

Tapa (jregorio. XIF. z 1 8 

^uidio per la. liber alita del "B^Fran- 

cefco occiofo diuiene . 202 

Omdio Teforier generahc 5^4 



T 



P^AUante ad adultero di ^grippi 
na. 158 

TaUdini France fiy& altrineltorneo.. 

Taladini di P^oman%iSpagnuoli primi 
neltorneo e^ opere loro, 5 69 

Talagio delta I\eina d'Jtalia inTar^ 
nafofuperbiffimo.. 4 1 1: 

Defer itt lone di lui.^ 1 2. & prima.. 

Talijfi corrono in Tarnafo,. 1 1 j 

Tdiadegli hQnori. ad vn. ptmrd ktte. 



a L I. 

■ ratoydono difortuna pin che acquit- 
ilo difudori. tig 

In varijmodifiottiene. 1 1 ^.efeg^ 

Taolo Ciouio flima gran merauiglia 
nella l^epublica Venttiana ilconti 
nuojiudiodipacey ^iperpetm 
appmeccbidiguerra. car, 11 

Taolo Fitello fi duole preffo Apollo 
de'Fiorentini. 135 

B^integrato nella fua riputationt 
da Apollo,. 11$ 

*PaoloMmutio contra ilLabino. 240 

Taolo Taruta or dinar io Tolitico in Tar 
nafot, 292 

Topoli deuono bramar ilTrencipe buo 
nOyC quello che ejfi hannoy qualun- 
que ftayfopportare. 64 

Topoli fcimic de^Trincipi. 150 

Topoli di Mitilene dubbiofi circa il 
gouerno.. 1 7 1: 

Agitano varij pareri. 171 .efego. 
Eleggono di viuere in libertd. 1 7 7 
Mandano Ambafciatori per leggi 
aVenetia,. 177 

Tornano co leggi in Mitilene. 177 

Lequali non fono difoddisfattione.iy 8 
Terche.. 178.17^ 

Topoli auanti i loro Trencipi yeper^ 
che,. ^y^.efeg,. 

Topoli nouellamente foggiogati qua- 
dofacilmentefi folleuano,. 280^ 

Topoli fimili advna gregiadi peco-- 
re.. 2pj 

Topoli fanno iflanxacontro la molti^ 
tudine delle leggi . 51 2 

Topoli fcimie de' Trencipi. 550 

Topoli auidi di cambiar fpejfo Tren-^ 
fipe>. 47i 



r A V L A. 



ipopoli came ft rendino ajfettionati al 

■ ,laVa!:my& alTrencips. 474 

Qjtando odijno k patrie loro. 474 

Dichiarato con I'efempio delfuoca, 

474 

Turitd debsni fondamento dclle ^ri- 

ftocratie. 1 8 

Tarafiti mgordi comparati , col Ta- 
merlane, 147 
Taralello tra la Toefia latina^i^ Ita- 

liana, i6j 

Tarnufo fa allegrex^ per le no7^ 

dellc Seremjjiraedi Suuoia.^6j.>^ 

Tariiafo psrche felice. j S 7 

Tajioie in Vara ifa di chefahhricatCye 
perche vendute , 7 

Tajloriiio prefenta vna tort a rufiica- 

le ad ^ipollo-t cheda luhe dalle Mh 

/e- d mangiata con grand i ffi mo gu- 

fio. I I J 

Taslor di pecorefimile al Trencipe* 

Tajiori an ami ^polloy e perche. 45^. 

6^feg' 
Tatrimonio del "IslobilVenetiano po- 
tieroM virtH dtWanimo^ & il va- 
lore. 2 o 

l^atric liber e molt-o gelofe. 6 j 

Tatria veramente libera qualfia pref 
foilvolgo. 178.179 

Tatria preffo i generofi qualfia. 250 
Tatria deuepreporfi alia vita. 4 1 j 
Tatrie iibere viuono in gelofia. 459 
Vaufania vien meno,e perche. 7 8 
Si rifocdlaua con due cucchiari di 
conferitafatta delle Tocfie di Tin^ 
daro» 78 



SeruitOf-e partiale di Euterpe. 7 % 
E ritornato infe con la foHanra di 
due fenten'^ di Tucidide. 7 $ 

Siduole delle miferie dellaGrecia^ 

VaTi^adichi cauaJca. 4.^ 

TaT^a deglifcrittori qualfia. I j a 
Taj^iailferuirfi di minislroforafiie- 

rcybauendone de'fiidditi, 441 

Efempioyche cib dichiara . 4 4 1 
Tecore vbbidiente a'pajlori hanno in 

borrore i macellai. 1,1 a 

T^ecoreyC lor natura. 2 1 J 

Tipo de'popoli. 2 1 J .efeg. 

Tecore perche create bumili^et inermi. 

293 ^ 
tecore a quanti mali par che fianB 

foggette. ^ij.efeg, 

Byiprefcda sApolloyC perche. 4 1 8. 

efeg. 

(/ifiodite da gli huominiyC perche, 

4ip 

Male dieffe^i male del Vajlore . 

410 

Quali feliciyO infelici. 4 2 O 

decora che renda grata a gli hiiomi^ 

ni. 424 

Tedanti a gar a. 240 

Odiatida <i^pollo. 240 

'Kitennti in Varnafo ad islan-^a di 

Cicerone,QuintiliaHO}e di altri . 

t^^.efeg. 
Tedanti cobaccili in mano raccoglie- 

uano li apofiegmi , che fcharchia- 

uano i Sam] nformatori. 528 

Tedanti de' Trencipi quail fiano . 

455 
Tcllicia proportionata a quelliy che 
d 2 voglio^ 



7 A V L a: 



vogliono payer hmne ferfone . ., 

39 

Tolnere non ben ft lauora^e fen^^ pe- 
ricolo dmte i del fuoco, 457 

Tenagyande de"Hohili yenetianiqua 
le. 91 

'Penadichi debheeffere, 4^1 

TenneUyvenduti in Tarnafo , achi^et 
aqimlfine^ 2 

Veranda dinenuto cieco, 5 2 

'iPeranda imefo in che termine Haua 
il mondo ricufa dtricouerar lavi- 
fia. ' 5J 

Terche molte volte non promojji i vir 
tmfi die dignitadi, 340 

Teregrinatione infegnala prudenT^, 

Terdita delta gratia del Trencipe i ro 

uina. 408 

Ter mifurar altri che bracciofta btio- 

no. '^z 

^eriando fa I'acagionede mali ilnon 

feruirf: di buoni minifiYi^e merit e~ 

uoli. 338 

Teriando che faccia vera cagione de 

mali pre fenti. 549 

Tericolo euidente negli biflorici^qua- 

ti. 15 J 

Tericolo grandc de'Tren dpi, 47 a 
Tericolufa cofa i I'ojfendere anco con 

laveritd. 346 

^erillo ingegniero in. Tarn^^fo. 47 1 

Troua vn tomento contro il \Ronfal 

do. 471 

^erftani heretici delta I{eligione Tur 

cfjtfca. 285 

^erfonaggio^ande ananti Apollo, e 



Perfecutio?ii di qtianti caratH nelk' 
Corte. 16 a 

Veto Trafea notato infieme con altri 
da chiye diche. 45 j. 

I{iprcfo da Apollo, 4 5 %e feg, 
Sifcufa. 45 5- 

Tetrarcha loda I'^lioro.. ^-g-^ 

Suenifce per to dolore. 5 84- 

Cibgli apporta honore, ihid» 

T^n afcolta ipoetiintercejjori. 
Ter Martiale. jSf 

T^trarcbdy ^uidicioneyC QifapeYch^ 
non fattl 'generah. j p 4 

Tetulanxa odiofi qnalfu. 2^&^ 

'Teffatore quando prndente. 

Tianto di ^risiotile, Tlatone,Demo^ 
ftme ) & altri per le miferie delta 
Grecia. 79. 

Tiaceuok'^^ fouercbia (jfeffodanno^ 
fa, 271. 

Tietra de glifcandali ne gUfiati»- 
2)d 

'pietra vera de gli fcandali del mondo 
qualfia, 3A9- 

•pietro Crinito il primo a propore il 
fuo par ere intorno a gli ordiniVe- 
netiani. ly 

Tietro Cappone buomodi grande ani^ 
mo. 19^ 

Tietro Vittorio dimanda vna gratia 
ad a^pollo a nome di^utii i vir- 
tu oft di Tarnafo. 5 9 O 

PiiTtro Tomponat iaauanti Apollo ) e 
percbe.. 440 

Condannatoda Apollo al fuoco ^.e 
con qual detto. 44<5 

Tigritia de^li ^fmi cagione della cm 



T A V 

delta vfata loro da'Tadroni. 

Tindaro dikttiffiino di Tolinnia. 

9$ 

Tittaco nfcriue la confufionedel ?tio?i- 

do aWhauer mutata ilfe?itiero del- 

layirtu. 9 57 

l^latina paHicciere nel foro Olitom 

di Tarnafo. 199 

'BasioniUro dat VJfo. i ^9 

Si querela con Apollo, I pp 

Sifiiifa col Tktina^ 200 

. I{iprefodaiy^pollo* 200 

Tlebe acl^jl muma, ^06 

Tlebe presiofi contenta. 3 6^ 

Tlinio 'mpoie inter rogi^Tacito delftix) 

goucrno. 106 

Tiinio banchetta inTarnafo con le ar- 

rotte condite in mille foggie. 

114 
Toefaccia fatto prigioney perche. 

8 
Toetay che heUemmia inchiodato con 

la lingua alle parte del Tempio Del 

fico. 289 

Toeti frottoUnti ccndotti da z^po'c- 

lo. 2 

Toeti innamorati delle Mufefidipor- 

tano con ejfe in Varnafo. i \ 6 

Toeti Latini per la di^coUa de' piedi 

vanno adagio. 1 1 6 

Toeti Latini adirati controgfltaliani> 

266 
T?oeti tagliaborfe. 254 

Toefie lialiane difdiceuoli a* veccbi, 

5"/ concedono a' giouani. ihih, 

T^efia piu bdlaiJ?e vtile^ i^ 



L A. 

Toetiai delle Donne qnal fia ^ 9 dehB^ 

effere. 74 

'Poefia loiafa. 95 

Simile ad vn campo, 9 5 

Toefta fativica eccdlente qual fia, 

370 

fuoirequifiti> 27O 

Tolidoro Vergilio condctti>da ^polloy 

e per che ^ 204 

Tolitica di ^risiotile rifpetta aWar^ 

rahbiata I\agiondi flatoychefivfoi 

mera buffoneria. 1 O 

Tolitica non ha la Theorica, 

324 
T-olnici non afcoltano le parole di quel 
liydA quati afpettano icattiui fat^ 
ti. 81 

Tolinnia fcufa le altre^S^Cufe prefo- 
Apollo , e fejiefa. 9 5 

Tolitict pi-ecetti perdono diripatatio^ 
we detti triuialmente. i o 3 

Tolitici cattiui fonoi ZingaririCiur^ 
matoriy ori tagUaborfe de Letter 
y^^ti, 445 

ToYtoghefi dachi rouinati. 2 j r 

Tontefice V^mano Vicario di T>io in 
t^'f''^' iBS.efeg, 

Toticro inuidiofo. a^A 

Topolo E^orKano ambitiofo difignoreg^ 
glare it mondo , che fece. 8 ? >& 

Dato in preda de' Trranni. &4 
Tcpoii per che fpeffo contrarjj a lor 

Trencipi. 1 1 © 

Vortihidiiy^pollo iToetiUri^i. 

Totenti hanno k raani kttghe Li cs-^ 
fcien7:^corta,, 2o> 

TiQtm- 



r J V L A 



Tctentico* vitij loro hanno [concert: a- 
toilmondQ. 34 ^ 

^ouerta quando madre della difpera- 
tione. 2^5 

Ts^mica a Trincipi nelle foUeH&tio 

ni. , . ^^^ 

*Touerta fondamento deltarti. 428 
.'Prafffukper ordine di Apollo fcolpi- 
')• ^ fee in marmo il cafo occorfo tra due 
-a; C&rtigiani.. ' ~ ■ • 1 1 9 

Ssi^'mmaticbefitm da'Trencipi con- 
-■'■troibffi. ' i?^ 

Tratticafaldo martelhdelle cofe. 311 
Trecettodi chivuol regnarequieta- 
mente. loS.efeg. 

fPrecetti vtilijfimi t tie'quali t pofia 
'■ tutta la forma di vn buon gouerno. 

Vino a. ^91 

Trecetto ToliticQ^per ficuramente re- 

gnarehifogna tenere i popoli baffi > 

come ft intende. 29t • ^ 9 ♦ 

Trecetto dato a' Cortigiani . 40 8 . 

efeg- 
Trecipitofo configlio alcuna voltapru 

den%a, * ? ^ 

Trecipitio volontario non merit a com- 

paffione. ^ ?^ 

Trincipati elettiuinon godono mini- 

ftrifecr^ti, ^^^ 

Terche. ^^^ 

*Trincipato elettiuo non puo fojfrire 

n^ tutta libertdy ne tnttaferuitu. 

108 

Ti'incipato,€ moglie non ft dd all'ami- 

co, 2^9 

<J>rencipeper lopiufoggettiad vnjer 

no, ^^ 



yitioacremente'tajfati. 6'j 

Trencipe molto qualificato qml {ia, 

Trencipe che cofadeuono shandire dd 
petti. III 

Trencipi affiflonoalla confegna de* pa- 
lij. 120 

Trencipi Ottomani fcn":^ Lettere^ 7^ 
de'Tolitici. 126 

Trincipi che deuono particolarmente 
fuggire. 145 

Quando fi pojfono facilmente cac^ 
ttardiStato. 143 

Trincipe > e Capitano faggio chi fia. 

147 
Trencipe di Gnido riprefo da Apollo, 

Trencipi perchenonfi impadronifchi- 

no della Virtu. 1 5^-efeg. 

Trencipe de* Macedonia efuoi difegni* 

Trencipi , che ohhligo hahhinoverfo il 
genere humano. 108 

Trencipi comefarebbero buoni. 21c* 
an 

Trencipi ft dogUono con iyfpoUo j e di 
che. 220 

^ccufano i Medici, 221 

Trencipi ft arrogano autorita fopra le 
pcnnelibere. 245 

Trencipe d'Eptro havnfigUuolo. 255 
Meftopercib. '5 5 

Trohibifce ilfarfcjla, 2 5 j 

I{ende ta cagione, 2 'i6.efeg, 

Trencipi fuperhi taffati. 26? 

trencipi che permettono la liherta del 
lacofcienT^ a che fine cio facciano. 

28<5 

-^ Tren- 



t A V L^ A. 



Trencipi padroni de\ cor^i^firegokto^ 
ri degli animh •*, -.V ::i\-n; a\ a8 8 
Luogotenentidi Dio. ibid. 

Trencipe raffomigH^to al Falciatore. 

Trencipi per lopiit > che voglionoca- 

■ uare dagli Stati loro, 501 

Trencipi a che deuono attendere. 5 1 j 

'Biftonano i Deputati alia reuifio- 
■ ne delle leggi. 51 j 

o x^fnformano i Filofofi djel fatto. ^ 1 4. 
: ^^ccufano i popoliydifendonofeflef- 
Trencipi niente Jiimano fe non Pinte- 

rej[c. 35? 

Trencipi che hahhiano per merito ne* 

Miniflri.. 340 

Trencipi come efaltino i trijii. 547 
trencipi ache fine ordmati da Dio. 

Trencipi non hanno fuperiore in que- 
Jio mondo. 555 

Trencipi catt'iuicaHigo di T>io. 3 5 J 

Trencipi efacerbati co Topoli non piii 
di huon gouemo. 378 

}TYJ£ncipi di che [anno troppo.- . 391 

Trencipi fempre confofpetto. 40^ 
/Brencipi poco accorpi m gonernare. 

4^5 

Trencipi quando non meritino laferui" 

til di huomini j e Miniftri honorati. 

^ij.efeg, 

Trencipi fitibondi di gloria. 443 

Trencipe di Gnido proceffato. 447 

Terche. ibid. 

Condennato, 447 

Sidifende^ 447 



^jfoluto. 44-7 

E perche, ibid. 

Trencipi chi deuono amare. 454 

Trencipe come deue mantener la pa- 
ce, 464. 

Trencipi perche non aiutatifanxj tra- 
daidapopoli. 47 j 

Tremi che cjfetti produchinonegli ani 
mi. 37J 

Tremio per lode riceunta davnVir^ 
tiiofo non mai b.ifl ante. -j43 

Trernif grandi vfati da Trencipi ver- 
fo i minijlri molte volte pernitioft^- 
perche. 9 * 

Trerogatiua de Trencipi elettiui . 

Trefente vile non acquifia gratia, 

Tnfcnti con checautela ft deuono fa^ 
re, 475 

Tretefli vani non ricoprono le altrui 
magagne. 4* 

Triuati molte cofe deteiianoneTnU" 
cipiy chefono virtudi.- I OJ 

Trigione di Coo auanti^poUoy e per- 
che, 440 
Liber ato da ^4polloy e perche. 44 1 

Trocedere giuditiofo pin delle leggi ne 
cejfario ne' gouerni. 1 8 4 

Troprieta ditutte le cofe nafcercy ere- 
fcerCyinuecchiare. 17 

Troprieta delTir anno. 6^ 

Trofcrittioniygid poHribuli delLi libir 
td %omana. 3 7 i 

Trouideni^ di Dio nel creargli amma 
■ liyt car ltd grande di liii. 4 1 7 

J^n far che ft fcorga nelle pecore^ 
^ij.efe^. 



r A V L JU 



■^mden'Xd diuina nella (Ufpofnione 
de'fitideUe Trouinde confiderata. 

Trduerbij che fono. 4 4 * 

P. SuiUio ft difende contro Seneca . 

140 
Trudenxa ^rande effereyC non parere : 
-vanitd fciGcca parere , e non ^ere. 

1 5 

TrudenT^a grande della F^puhlica Ve- 
netiana in checonfifie jecondoTie- 
tro Crinito. 1 7 

Tudititia virtu del fejfo Feminile. 

*T€rche richiefia nelle mogli. ^ O J 

Triidente cbi veramente fia, 518 
'Prudeni^^humana in checonfifie. 

QVartierl di vavie T^tiotti in 
Tarnafofi mettono in arm€y 
e perches c^r- i*^ 

^artieri de' (jramatici ft foUeua > e 
per che, ^ ^4© 

^iinta effenTM. della Tolitm. 102 



R^ccolto cauato dalle leg^i. 

car, 34 

Dalla Medicina. 3 S 

DallaToefia. ihi- 

Dalle lett ere Grecbe, ibid, 

Dalla lingua Hebraica, ibid. 

palkFilofofia, ' ibid. 



Ddlafeminade' beneficij, 'j4 

' Dalle ingiurie & ojfefe. 5 S 

legion di ilato da chi i mefa. 324 

Faentrar4;d Prencipi ne' criminali^ 

j[agion difiato prefente tome trattii 
Topoli. 391 

V^amaimli in mdta copia comperati 
da vn Sig.gr ande &-a che fine, 40 

I{pnfaldo niega di f^per chi fojfera 
queUiche torturaronoDanK. 470 
Gli e dataia corda, 47 1 

• Che dicejje effcndo callato. 471 
Tofio a niiomtormento^ e qualfof- 

fe. Ml 

Confeffa il tutto. 47 1 

■J\ax;^ degli Homer iyc Firgilijpc}^^:^ 
ta , quando filafcio di bereal boc- 
cale. S8 

Bj di Spagna inierdice le Indie a gli 
^iiUQcati > eTrocuratori, 388 
Cih lodato da Apollo, 3^ S 

lc{egniper quantexagimi ft rinuncia'- 

no, i-tS 

I{egi>ia d* It alia fi querela dell'ingra- 
titudmede'fuoifigUuoli, 414 

-B^ina d' Italia appoggiataa'Selifario 
va ad c^follo. 3 66 

^.ccarcT^tU'da ^folio. ^66 
fntende da lui cofa di moltofm gu- 

fio. 3<5^ 

*Di.ciofirallegra. ^6j 

Viftta il tempio della feemdita . 
367 ' 

B^ligioni wantiene i popoli in vnione 
equiete. 279 

Pjligione deue effer vna j dimoslrato 
tenia parita d'altre cofe. 2 84 
I{cli^ 



T: A V L- Ak 



'^Igione nata con gli buomini, 

'^ina degU affetti humani. 2 S4 

ISleccjfaYia in ogni Hato, 284 

PyCligime aiuta i T*rcncifi a portar la 

foma de' gouerni l&ro. aS 8 

Tercbe. 2^ 8 

" P^ligione prefente di Germaniadeplo- 

randae perche, 4J2 

tA che tcrmine ridotta. 452 

Inorpellata col titolo di Tiiforma. 

J^fempioa ciodimofirare. 452 
^publico, VenetUna ogni giorno rin- 

giouenifce. 1 7 

^epublica I{pm.ana da'cbe gia partico 

larmente trauagUata, 20 

'jRepublicaFioreutina in che cofa man- 

cheuole. 2 6 

"^publica Venetiarm fomigliatci alia 

vit&) pepolo yenetiano all'albero . 

174. 175. alia plant a. 
Pyepublica Fenetianay checofaman- 
tenga, i-j^ 

'Ji^publica Fenetiana lodata, 250 
I\equifitinegUHifiorici. 244.245 
B^quifiti in vn Letterato per c[fer ve- 

ramente nobile, 450 

l{ibeUe delgeneve humano chi dcuc ef- 

fer tenuto. 424 

l{icco fuperho, J34 

I{icami dcUe Toefte quali ficno . 

94 

J{icett:a contro il mdFrancefe^ottima, 

Trouata hmnay e perche, 581 
J\icche77^e presio crefciute^onde fi ac- 
, crefdjino. 1 41 



Byicche-rj^ acquiJlDiH m- hreue tempi 
portano feco I'umaro delta mormo^ 
vat tone, i^j. 

%lcchei^ fiuerchie macchiam I'anf"^ 
mo de' Finuofi. 202.20^' 

T(^.ordo di Talete efeguito da' BJfor--. 
matorL ^^^ 

F^o/matori ddle buone Lettere in cha 
occupati. e^ 

B^formaioYi di che habbianobifogno. 

T{iforma ch cofa impedifca, ^1% 

Bjfonne fi deuono trattare piaceuot^ 

mente. 2^^ 

'^quifitiin ejfe. Z^J-efeg. 

BJformatore dene ejfere bene informa- 

'^iforma decretata delmondo , quale, 

S^S-efeg, 
I{iformaton del mondo che diligenrdi 

vfajfero in voter guarire ilfecolo, 

Vy^i forma del mondo jn che ft la pofia, 

I{ima catena y che lega te maniaWoe^ 
tiltaliani. 260 

I{imedijftior di tempo fatti dannofu 

18, 
I\imedi tardi di rado giouano . 

BJ?nedio a mati del mondo fecondo So^ 
tone, 35 2-5J4 

J{inuntia di ^Dotninijcontrariaalge- 
nio delfhumanitd. 1 4 p 

F^medio accib ft a buonOyche conditio^ 
nihabbia. ^^j 

I{imedio vero per rifanarc il mo?ido,- 

C F^lpH- 



y A P L A. 



J{iputaMne fa cam altrui la vita, 

J{ipHtatione anima de* negotij. j 60 
^ipHtatione fimile ad vna vejle bianh 
ca. 4J7 

^fanOre il mondo cura di Dio. 555 
JUfpetto fimile alia mafcbera. g 48 
^fpojia data da Apollo a* fomari. 

33 

J\ifpofta data da Epitteto al Menante. 

39 

Tjfpojia data a gtlntronati dal regio 

Collaterale intorno alle s^ccade- 
mie. 54 

'Jioma dmplio lofiato > impiccioli la li- 
bertdyccome. 374 

^ma madre de gl'Imperiyl{eina\del 
mondo. 473 

Quanto baueffe affettionati ifuoi 
Cittadini. 473 

I{pmani come rendejfero i Francefi ob~ 
bedienti. 294 

J{pndiniyefHa natura. 2 j i 

'R^ffo m d pelo) dicbiarato. » 3 } 

'J^ouine d'ltalia da cbi. 413 .efeg. 
E percbe. 414 

*BMbaregli Stati altrm opera Uimata 
degnajolo di Rj , bene be ft a gran 
ribalderia, 55° 



S.AbeUicofi merauiglia cbe in Vine 
giailpubblico danaro fta ammi 
nifirato da' l^bili anco bifognoft 
con integritd grande. 2 o 

Sacerdote mefto in riceuere vn dono 
JattQ al tem^io* 4^1 



Interrogate rendela ragioni, 45,1, 

efeg. 
Saettede'Toeti. ^i% 

Saggio viandante chefia, 478 

SaluHio Crifpo Trcfidente del (hllate- 

rale cbe ricordi dia alGouernator 

diLibetro. t^ 6. efeg, 

Sangue quando benefparfo. 3 60 
SapieuT^ del mondo qual hoggi fia « 

Sapor dolceamicodella'^atura. 115 
Sapiente cbi giudicato fia dal mondo 
deprauato. 160. & feg. 

Sardanapalo siana tra le dame di con- 
tinue, 45<J 
Sarti quando ecceUenti, 7 y 
Saffoferifo. 428 
Sauij poco ) mai ragionanQ delle cofe 
de' Trencipi. 353 
Sauis fale delta terra, 348 
Scaligero Himaflupore delta Venetia- 
na Libert dycbe il labile primo efe- 
guifca gli ordini fuoi, 1 9 
Scipione o^mmirati compofitore di 
Ccnealogie. 225 
Fjcercato da vn Trencipe di com- 
pome vna. 225 
La compone > e come riefce. 226* 
e feg. 

Tremiato. 227 

Si fcufa con quel Trencipe y e per- 
cbe. 21 J 
Scipione ,Ammirato prote ft atOyC per- 
cbe. 445. e/e^. 
Trecipitatodal faffoTarpeio. 445 
Scien'^e come ifrutti > & ipefct banno 
leloro ftagione. yS 
Scopo vltimo del Senator Feneto. 374 



r A j^ 

Scuole de' figlmlt de* Trencipi quali 

ftano. 4^5 

Scrittori d'inuentione} dilettiffime di 

Sscolo defcritto, 361 

r Interrogator ^6z 

' S no male, S^^'^fig- 

BJfponde. ^6% 

* licentiato. 35 j 

Scritti de'virtuolt quando meritino lo- 
de. 477 

"Seguito de Soldati elmo. 293 

Secrctc^tnel gouerno deglifiati non 
mcno necejfaria del bum confi — 
glio. 29 

Secolo prefente tutto intereffeytuttovio 
lenx^. 75 

Ha in pregio la Tolitica. 7 6 

Sccrctex^t come mantenuta in Vene- 
tia. 90 

Secondj genito delVrencipe di Mit He- 
ns elccto Se?tator Laconico. 2 9^ 
(ommette vn inisfatto. ibid. 

Tign d cajiigato , e per c he. 296. 
efeg. 

Seneca vien catturate)& terche. 5 5. 
efe^. 

P^cco di fctte milioni d'oro. 5 6 
VccelUtori di Tefiam enti. ihi. 
^mhitiofo. 5 $ 

Vcrfuafe a V^rone il Tarricidio > e 
perche, 5 6 

Efaminato. 5 6 

Difcnde i Filofofi morali, 5 7 

SSnatori Fenetiani Fedcli, come pre- 
miati. 90 

Senato P'enetiano perche inconuttibi- 



L A, 

Senatoriche deuonotenerejcotpko net 
cuore. 307 

Senatori Veneti fimili aUepulcelle che 
•vanno amarito. ^yy 

Senatori Tolacchi in Corte di ^uel Bj 
amici tra /e, madi animodiuerfa 
'<irca la perfona delBj. 4 5 S 

Che faceffere ambcdue, 4 5 5 

Vno riprende I'altro. ibid, 

Bjfpofla di quello che era riprefo. 

Secretexja vhima nelle Corti. 4 j 9' 

Strada or dinar ia delle Corti ^ eftraor- 
dinaria quali fieno. 459 

Seneca fa c^are T. Snilliofuo capita- 
lijjimo 'nimico^e di luifi duolepref- 
fo ^4poUo. ' 1 40 

Moflra come arriuajfe alpojfejfo di 
tante riccheT^. 140 

Seneca moflra la fuainiegrita dalte- 
^imonio de'fuoifcritti. 141. 

Senecay e^ gl'imitatori di hi dan- 
nati da Apollo. 14 r 

Seneca moflra il modo di riformare il 
mondo. 359 

Pjprouato da molti Filofofi, 3 5 9. 
efeg, 

Sentcn'2;a trita , per conofcere vnhuo- 
mo fa meftieri man giar prima vn 
moggio difaleycfaminata da'Lctte- 
rati. 60. efeg. 

Trouatafalfa nelle donne. 6 1 

Senofonte Generale Qipocaccia di jl- 
pollo. ^6S 

Seruitu fimile ad vn baflo. z. 

Scope vendkte in Tarnafo,e perche. $ 

Seruio Honorato padrone del 'Barbara 
che vinfe il Talio,penhe mal trat^^ 
e 2 tato 



•t Ji V L A 



WO da Firgilio. 1 1 9 

'Sette faui dellii Grecia detti Bjforma- 

^- tori* , .*.. •■•.* T^. 3*7 

Seie atWOroye aett^Arzento rouina del 
.^\ mondg. 33,5 

'■Seuerita quando vfata ngceffariamen- 
<p tedaTrericipL .., jpy 

y^iiiIia}io chc com^r.fftrraiudiyepcr- 

* Sicure7^4d huon gonerm di vnOf- 
ficiale in che slia. 4<f o 

S'no di l^eiiedaycrede U f^aleriano ca- 
. , gioKC del fiio Jmperio. i JJ 

Silent io in ckifi amrmri, 160 

^ Simonmafegretayio dcllq^fer^^fi. 23 7 

^imulatioiie vitio comune negU huo- 

mini, ei 

'^imidatiS7ie tajfatcc 450 

^ Finatmentcfi coriofce. ibi, 

'$indicato bvamato dagU buamini z>i~ 

It. igQ 

Sciocco maligno chifia^ 4 7 (J 

Sobrietd a Tu rchi in che gioui.- 2 8 j 
Soggettt grcmdi difficilmente fifrena- 

no. 2P7 

Signoriti besliale qjualfta, 1 7 j 

Soidati come /I rendino fedeli. 104 
SolUnatione di Soidati »el\Qu4rtiere 

dt lla Monorchia Ottom ana* J 2 2 
Solone fi opsone a Teriandro, ^52 
SoIUt^ de Trencipi huoniy quak fta- 

BO. 1 ^ 2 

Soman at numero difeffantamila man 

dati di .Arti.dia in Francia. i j 

Temono pajjur lafecondavolta^oue 

imiamparono la prima, 1 4 

Sonagliofi ast ticca at canallo^cke iira 

fatch <|4i 



Sorci perche nati al mondis, - j a.j 

SopYojjO) cbefi chiami da alcuni ptoc- 

Sottocdppe riprefe da^ridrta Maro^ 
ne Brefciano. 8.8 

Spahi e low carico, 124 

c/^ che gradofirmonfino. 124 

Spag-niiolk^e loropyoprieta>.i6%.efeg, 

Spettacolo miferabile rapprefeniato 
da ,A polio nel Teatro, 70 

Spogliare il Topoto dclle armipnegotia 
pericolofo. 105 

SponaUuoro qualfia,- 4^7 

Spoicitie cauate dalle cofi buone non 
vagliono neper vendere p neper d& 
nare. 477 

Siampatori vari in TarnaJopC perche» 
138 

Stampa lodata,- i^p 

Fjcufata da i^polloiC perche. 1 3 9 
I{otnpicoUo dc' LetUrati ambitiofi, 
140 

Stati affomigliati a gU hortL 5 ^ 
Come ft purghinop e con qualijiru-^ 
menti. 59 

Stati come fi mantenghino da' Tm^ 
chi, 2pj. 

Stati hereiitarif altrimenti // deuono- 
gouernarep chegli ekttiui. 3 7 9 
Ten he. ibid. 

Statue neU^^nfiteatro delta '^egina 
d' Italia a chi erettep e perche. 411 
(jettate d terras e pevchc. 4 1 z 

Statuti di Tarnafo qualifiano. 228 

Studio delle leggi none arte Ubcralc-p 
ma arte meccanicape perche. 3 89 
Che cofa ricerchL 389 

'Qomc efenitato, 589 

Sta- 



T A P' L A. 



SUmtgna del giuditio humane da o- 
gni cofa caua qitakbapaco di cru- 
jca, 477 

Studh de' DigeUi a che bmno. 1 1 4 
Sten dardo di i^potlo. 394 

Stoici riprefi da ^4pollo,c perehe.i 5 ^ 

<i^rYOganti . 154 

Studio caufa mali ejfetti nel corpo-.X'y 4 
Sudditi fai^y che armatift contra il 

SignorCfpoi fi fidano dh lai. 1 5 7 
Sudorehumammerce prctiojainTar 

nafo, 6 

Succeffoye ne'I{egm ekttiui ordmaria 

mcnte ncmico dclTrecejforc.^^o 

Cbi ami pari icolarmente^ 460 
T 

T^icitOy e Seneca alle mani ptr 
caufa del Lipfto. car. 7 j 

Quktati da chij e come. 7 6 

Tacita compare ananti Apollo per di 
fenderfi. 80 

Trimo "Baron Tolitico di Tartra- 
fo. 80 

Interrompe it proemio del Lipfio . 
81 

%ij^nde alle accufe del Lipfia. 8 2 

Dichiaralefne parole. 8i.8{ 

Tacito rijponde ampoUofamente a gli 

^mhafciatori, i o i 

Tacito eU'tto 'Principe di Lesbo. i o j 

Tacito in Les bo, 105 

ConernO)Che egli tcnne in Lesbo . 

10^. ef€g> 

Tacito rijponde a Tlimo 'l^po^e. i c 7 

Tacito ^rcifanfuno dvlla .hoderna 

Tolitica. icp 

Bjfponde alia Monarchia I\pma- 



Tacito fempre park bene a chirin-^ 
tendebene. ^a^ 

Tacito generofamente perdona al Li- 
pfio. 5^p 

Tacito lodato dal Lipfio, 401 

£ncomio di lui^ ibid, 

Biafimato da Apollo, ^i.efeg, 
404 

Tacito tragUfmttorigentilifolo par 



lb bene di Dio. 



4J07 



na. 



jcp 



Tacito incarceratOyC perche. 4 2:8 
^y^ccufato da Diogene Cinico.^^zS 
dalFifcalBoffio. 428 

Si difende, e come. 418. efeg, 
Libtrato. 429 

TaleteMilefio cJje confulto nella rifor 
ma. 11%. efeg. 

Tiilctc Milefw che configliper la rifor 
ma. ^^6 

Tarnbaro^etromba ifirumetide' Prin 
dpi. 60 

Ta-mcrlano aU'audien7;a di Apollo , 

145 

Titoli di lui. 145 

Etitolo difondator diregnichiede 
luogo in Tarnafo. 1^6 

perche, j ^^^ 

l{ibiittato- da Apollo ^e per quat 
can fa. 145 

Tanfillo prcfcnta ad <i^pollo vn ctfio 
di broccoli l^apolitani lodadoUcan 
quattreottauc, ii^.cfeg, 

Scheriiitida^pollo\ nj 

Tar, mniqi'.-vido > e comefi giocarono 
llmpeno di l\o?na, i^z 

Tartanicafimbolo della maturatat^ 
danxa. ^66 

E de'poHcri virtuofi. 4^7 

Fam.i 



T A V L A 



Fama fnfficiente pernio del bene- 

ficio. 128 

Tempo confuma tutto. 7 8 

Tempo gioiafregiatijfima. 478 

fnjcbe fpejb davirtuofi. 47 ^ 

Teologi troppofofijlici biafimati.'^oS 
Teorica e pratticaTolitica molto diffi- 

mile. 107 

Terra che obbligo habbia verfo Dio, 

Terra nontutta fertile) e di qualita 
molto dijjimile. 230 

Terche. 2 ^o.e/c^^ 

Terevtio viueinTarnafocon Bacchi" 
de. 1^0 

lS[on ohbidifce il Maino, i ^ O 
Catt urate. 1 3 ^ 

Scarcerato per ordine di Apollo , 

Termine delta Traticasbirrefca. 2^4 

Teforo ricchiffimoqualfta. 1 7 1 .efeg. 

Teforo di chi regna qttal ft a. 474 

Tiranni a quali Senatori diano vitaj 

morte. 3 **9 

Lupi rapaci coperti delta pelle a- 

gellina. ?»o 

Tiramiide ej^reffa nelgonerno di Ta- 

cito in Lesho. ' 10 j .fino a 106 

Tirannide affimigliata alk fabbriche, 

Tiridate "2^ d'jirmenia capitulb con 
Corbulo}iey& in che m aniera, 8 4 
Titoli di Apollo. 242 

Tito Stro^ prigioney eperche. 441 
Tirannochefia. S^l 

Tormento graue advH Francefequal 
fia, 47 » 

Tornei in Tarkafi, 3 6p 



TorquatoTaffo prefintaad ^i polio il 
ftto Toema nobiliffimo . gj 

Faiiiawzachefta confccrato aU'e-- 
t emit it. p7 

"Eicemto da ^pollop e dato alCen 
fore, 97 

Si querela con ^4 polio del CaHelue 
tro, 98 

Sifcufa di non haner ojferuato le 
regole di ^rifiotile, 9 8 

Crato al mondo . 99 

In lui ojferuate le regole. "i? 9 
Bogota qual Toema di tuttigli al-^ 
tri Toemi, 1 00 

Torquato Taffo todato. 2 6 2 . efeg. 
VrencipeToeta. 262 

Tien corte bandit a . 26^ 

Di che banchetta . 26 1 

Cli t rotto lofcrigno. 2 63 -efeg, 

TorqttatoTaffo coUatcrak de^li huo 
minid'arme. 39 J 

Torre Tegafea a cheferue. 3 6 j 

Traffico di Tarnafo. 4 J 

Tragicomcdia delTafior fido lodata. 
11^. efeg. 

Biafimata da vn virtuofoyche vien 
riprefo da ^polloyeperche. 1 1 5 .e 

Tragedia del laferuitu. 3 9 2>^ 

Tramontana che conduce ne' negotij 

ardui al portOy fono gli efempi paf- 

fati. 354 

Trionfetti la veraFilofofiadi Cortigia 

ni. 9 

TribunalijC Ciudici jpartati in Tama 

fo caufa delta buona giiiflitia. 2 ^ 8 
Trijfino auanti <^pollo^eperche..^') 2 

Indehitafopeperche. 432 

Com- 



TAP' 

CompajJionAto da J[ polio. 432 
Ltberato . 454 

Chiede vna gratia da ^ polio. ^^ 4 
Tyibuttato. 4^4 

Trofei eretti in Venetia a'Senatoriyche 
fiano. ZJS-efig' 

Trofei in I{pma a cheferuijjfero. ^y6 

Trotto dell'^fmo qualfia ne gli huo~ 
trtini. 1 8 5 

TuoniyC baleni di terore. 207 

Turcbi che modo feruino co^QjriHiAni 
intorno alia I{eligione. 281 

Quale co'Greci. 281 

perche. a 8 i 

*Penhe guereggiano particolar- 
mente col Terfiano. 282 

Turchi perche non riceuino lelettercy 
e I'^rte Liherali. 2 8 z 

Turchifciogliono i dubbij propojii con 
lafcitnitarra, 283 



V^gahondi luffurie inuttilidel- 
I' humana fecondita.- car. 5 9 
Varcbifk le ricette in Varnafo. 1 1 7 
Vafo doro prefentato al tempio da vn 
granVrencipe, 45:1 

Vbi bonum ibi T atria > riuocato in 

dubbio. 2^3 

dichiarato. 2 j l-efeg. 

Viaficuranelle Monarchic her edit a- 

riequalfia. 459 

Vgualitafra i Senator i qual ft a. 24 
Vecchinegouerni^e perche. 182 

Vegetio marfiro del campo. 394 

Ventagli mercatanxia di grandejpac 

£K^dicbefatti)&aihejiiie. 7 



OLA 

Vendetta dolce mele aglihuominide- 
prauati. 464 

VergognagrandedivH Trincipe qnal 
fta. 157 

perche. 157 

Veritd che habbia sbandita dalthiflo 
rie. 245 

Ve^afiano vsbil motto Feflinalente, 

lj2 

lodichiara. 23 i 

Vjjiciale honor ato chefia. 2 6^.eftg. 
Viandante quando paxjo. 47 3 

yirgilio perche ft celebra Toeta. p 6 
Virgilio Gemrale deToetHatini. 394 
yirgilio fi giuHifica con i^pollo d'ha 
uer fat to batter Seruio. 120 

Vino delitia dclle menfe. 8 6 

Vmofaviuer felicemcnte gli annidi 
^cfiore. 87 

ydlanelle Tslapolitane bandite di Tar- 
nafoyC perche. 144 

yillani arrichitiflagello di Dio al mo- 
do. SM 
Vittoria Colonna auanti *A polio j £ 
perche. 302 
Si querela a nome del feffo femiiU- 
le degli huomini adult en. 302. f 

mojira lagiujiitia dclla caitfa. 50 J 
Si acqitieta alia rijposia di .Apollo. 
304 

Vicio commune de gli huomini tutti > 
ma pill de' Letter at i. 3^9.^ fcg. 

yirtit dellajplendideXj^ quanto gran 
de ne^\>lohili yenetianhcl/efcrcita- 
no I gouerni fuori delta "T^trLi. 2 % 

yirtit pratticiita da rnolte nationi. 4 4 

yirtuantichefepodcrnivitij)]uali.^^ 



T A VOL A 



ViYtu del Secret Ario mche finpofta . - 

169 
Vlnmfi che gratia dimanda.jj'ero d 

Dio. 6S 

Vrnuofocbe chiede braccia damifa- 

rarciepcrclje. 4* 

^''irtuofijpejToper emendar vn'errore 

incorrom nel contrmno efircmo . 

398 

EjempiodiDemocrito. 598 

FirtiiOji dfanguefreddo poco vaglio- 
no. 270 

Vniuerfo heredita lafciat't dgenere bu 
mano da vnfbl padre^c madre. ? g 5 

Virtuoft merit am titolodi Semidci . 

44P 

Vefti deWanimo akracofa che quelle 

delcorpo. 449 

firtiiofo prefenta vna cenfura ad ^d- 

follo. 475 

2{ji^i t aggradita* 475 

J{iprefa da Apollo. ^j6 

J^irtuofi veri imitano le ^pi. 47 7 
Vrtamartiiio a che feme, iS6 

Vita malamente cjporfi a'periccli per 

acquifiarfi cattiua famtt. 1 2 

Vita di vn'huomo quanto importan- 

te. 42 <5 

%)ite quando deue tagliarfe. 355 
"Vitij dureranno mentre far anno hm- 

mini. S ^ 

yittj deTrincipi c%me ft deuono tolle- 

rare. ^4 

Fitij diaholichi da chifi poffi'Cdino.i^ I 

Vuij inuecchiati difjicilmente ft emen 



dano, ^%i'^feg1 

Fittoria Colonna dichiara vn detto, 

VincetiXp Tmti Caualier deiLiuto..^S 
ViuerCy e lafciar viuere cofa difficile . 

yiuere-iC lafciar viuere Life dclla quic ■ 

tedc'popdi, 18^ 

Fiuacitd cCmgcgno neceffaria nelle 

biwne lettere, 3 89 

Vifite fatte alie D.ime belle, dopo U 

prima volta di che puxzano. 457 
Fltima mifcricordia deila giuHitia 

qualfia. 260 

Fnione da'popoli come ft poffa confe^ 

glare. 15 

Volumi di latere poco grati ad ^pot 

loyepcrchc. 50.eftg» 

Folpi come fi prendino. 5 1 o 

F tikdichi deue eff ere. 4^5 

FfanT^modcrna di piu attendere nel 

here alia Leila cr^awxa^che allafo- 

fiatiT^ di here con fodisfittione. 8 8 



ZElo come debhaejfer regolato. 

Zenone riprefo da Apollo. l^^.& 

fig- 
Zenone ft Ucentia da ^/i polio per an- 

darfene in vna ^mbafcieria* 

Zimhelli de^cattiui htwminiy quali'» 
446 



IlFineddlaTauoIa. 



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