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Full text of "Dizionario biografico degli scrittori contemporanei. Ornato di oltre 300 ritratti"

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jòl ù 



4 



DIZIONARIO BIOGRAFICO 



DEGLI 



SCRITTORI CONTEMPORANEI 



ORNATO DI OLTRE 300 RITRATTI 



ANGELO DE'GUBERNATIS. 



- « - ' 



FIRENZE. 

COI TIPI DEI SUCCESSORI LE MONNIER. 

1879. 



A MIO FRATELLO ENRIC' 



CONSOLE D ITALIA IN ORI! 



MIO PRIMO E PREDILETTO COMPAGN 



vili PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 

ho creduto pure che potesse accrescere «ina paile della sua attrattiva air opera 
r ornamento di alcuni ritratti degli scrittori in ogni paese più noti, che, alla 
prova dell' incisione y riuscirono filialmente più fedeli e somiglianti. Ma s'ingan- 
nerebbe troppo chi vedesse in una scelta cosi fatta un privilegio od una clas- 
siGcazione arbitraria per distinguere , in modo preciso ed assoluto, una speciale 
categoria di scrittori. Se le ragioni economiche d'una intrapresa, già per 8è 
stessa molto dispendiosa , lo avessero permesso, non mi sarebbe dispiaciuto che 
ogni biografia fosse accompagnata dall'effìgie dello scrittore ricordato; ma, poi- 
ché un tale lusso d'edizione è superiore, per ora, ad ogni mio potere, dovetti 
restringere la scelta a quegli scrittori, de' quali in Italia e fuori la fama iandò 
più lontana , criterio anche questo non sempre costante e sicuro , perchè di alcuni 
scrittori notissimi non si potè ottenere in tempo il ritratto , di alcuni altri non si 
ottenne tale che desse ai disegnatori ed all'incisore modo di farne una diligente 
riproduzione; alcuni dei ritratti poi furono incisi non solamente pel merito intrinseco 
degli scrittori, ma ancora per qualche particolare importanza ch'essi potevano avere 
per lettori italiani o stranieri. Io non vorrei, dunque, in ogni modo, che, per 
avere desiderato con una serie di ritratti che sì potevano facilmente omettere, 
accrescere la curiosità del libro e reiAlerlo più accetto alle persone che lo posse- 
deranno, di questa maggiore e volontaria briga impostami per far più vivo ed ani- 
mato il Dizionario Biografico ^ me ne fosse fatto carico. • 

Si troverà poi molto naturale eh' io non desideri pormi da me stesso fra 
gli scrittori degni di venir ricordati nel Dizionario, Ma, dopo avere invitato gli 
scrittori d' ogni paese a fornirmi le loro notizie ed aiutarmi , con esse , a porre 
in atto, per quanto si può, per mezzo di un solo libro, una parte dello splen- 
dido concetto di una letteratura universale, balenato alla mente sovrana del 
Goethe , poiché ho trovata nella maggior parte di essi la più gentile e fiduciosa 
condiscendenza, sento l'obbligo mio di confessarmi, per mia parte, con la stessa 
fiducia , ad essi. È una specie di biglietto di visita eh' io mando fispettosamente 
innanzi a me, perchè chi non mi conosce ancora vegga in qual modo io mi sia, 
con la mia propria vita, preparato a questo cortese ufficio, per cui , come in un 
salone internazionale, oso qui, non per a||0ha mia stolida presunzione, ma per 
comporre, se si può, in una sola catena armonica ideale, tutto ciò che non ha 
motivo di rimaner 'diviso, presentare gli uni agli altri i migliori scrittori d'ogni 
paese , de' quali mi è giunta alcuna notizia. 

Nacqui dunque in Torino, di nobile ed antica famiglia stabilita in Piemonte 
fin dal secolo decimosecondo, il 7 aprile dell'anno Ì84Q, settimo figlio del ca* 
valier Giambattista, allora impiegato nel Ministero delle Finanze, e di Cleofe Tar- 
chetti, figlia di un medico di Alessandria. Essendo mio padre obbligato , per causa di 
salute, nell'anno d841 , a svernare con la famìglia a Nizza (città , dove ì miei antenati 
s'erano, nella seconda metà del secolo decimoquinto, trasferiti dal Vercellese), 
rimasi per due anni presso la mia veramente amorosa nutrice Teresa Gaidano, 
a Riva di Chieri. Avendo poi mio padre, per rimettersi intieramente, chiesta ed ot- 
tenuta r aspettativa, nell'anno 1843, si trasferì con la famiglia a Chieri, ove si trat- 
tenne poi fino all'anno 1848, tutto intento, insieme col barone Carlo Daviso , a pro- 
muovere in Piemonte l'istituzione di Asili di carità per l'infanzia. L'alfabeto mi fu 
insegnato da mia madre. A quattro anni fui mandato per la prima volta alla scuola 



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LfB. COM 
LIBERMA 

SEP r£MB€8 1928 
17636 




PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 



--CNS^SC»,»-- 



Sono ben dieci anni che mi tenta il desiderio di metter fra le mani de* miei 
concittadini il libro, che ora prendo finalmente coraggio a pubblicare. Quantunque 
il primo e spontaneo, anzi Punico pensiero che mi muoveva, fosse quello assai 
legittimo di avvicinare quanto più mi fosse possibile V Italia che scrive e che 
pensa alla parte più cólta delle nazioni straniere, io aveva, pur troppo, grande 
ragione di temere che qualsiasi invito ad una lega letteraria internazionale, fatto 
da me ignotissimo, fosse vano, per difetto* di qualsiasi anche modesta autorità. 
Ho creduto pertanto necessario, in questo scorso decennio, far qualche cosa per 
acquistanti alcuna fiducia ; e, se bene io sia assai lontano dal credere di essermi 
ora già meritata quella assai grande e forse soverchia che m'è concessa, poiché 
Daniele Stern, di compianta e benedetta memoria, ha voluto riconoscere in me 
principalmente la qualità di un buon filo conduttore, ne profitto, in ogni modo, 
per condurre a compimento il disegno d'un lavoro, forse inglorioso a me, ma, 
.come spero, non inutile al nostro paese, per amor del quale, secondo il nostro 
potere, vogliamo lavorare tutti. 

Io non domanderò ora perdono, per le molte inevitabili omissioni e per le 
probabili ineslttezze che si potranno notare in quest' opera. Mi basta non aver 
voluto far torto ad alcuno; mi basta la sicura coscienza che io non ho desiderato 
lusingare con lodi esagerate o diminuire, con la perfidia delle parole o del si- 
lenzio, nessuno scrittore; eh* io volli far opera luminosa di concordia e non già 
oscurare, in questo libro, alcuna fama. Se omisi dunque alcun nome che- meriti 
ricordo, poiché Topera viene fuori a fascìcoli, quando io ne sia avvertito in tempo, 
e quando mi si ofi'ra da alcuno il mezzo di ripararvi, io sarò molto lieto di terminare 
l'ultimo fascicolo con un'Appendice che rimedii ai più gravi difetti d'omissione, i 
quali la desiderata benevolenza de' lettori avrà, lungo la via, voluto indicarmi.* Io 

* Colgo intanto questa occasione per ringraziare , oltre gli egregi Artisti che concorsero alla illu- 
sjl^-azione figurativa deli' opera , tutu i miei collaboratori e tutte le mie collaboratrici che mi aiutarono 
l^compierla: ricorderò specialmente, fra gl'italiani, Gustavo Strafforello, che intraprese, con la guida 
dei DizionarSi già esistenU, la massima parte delle biografie degli scrittori inglesi e tedeschi ; Valentino 
Carrera, che s'incaricò della biografia di alcuni scrittori drammatici italiani e francesi; delle biografie 
olandesi ha il merito la signorina Marianna De Gueje, intelligente traduttrice del romanzo del Barrili: 
Come in sogno; delle rumane, tre illustri scienziati rumani, l' Hasdeu, 1' Odobesco e l' Obedenare; di 
una parte delie polacche, il signor Ladislao Mi^kiewicz, e un egregio pubblicista residente in Varsavia; 
delle boeme, il dottor Vacslav Vlcek, direttore deWOaveta; delle croate, l'illustre dottor Racki. Preziose 
indicazioni ebbi pure da chiari scrittori che non desiderano esser nominati, per la Russia, per la Gre- 
cia, per la Spagna, per il Portogallo, per la Svezia, per la Norvegia e la Danimarca, per la Serbia, per 
fa Finlandia, per l'Ungheria e per l'America. 



pnOEUlO AUTOBIOGRAFICO. 

potesse accrescere una parte delta sua altratUva all' opera 
li ritratti degli scrittori in ogni paese più noti, che, alla 
riuscirono filialmente più fedeli e somiglianti. Ma s' ingan- 
'edesse in una scelta così fatta un privilegia od una clas- 
per distinguere, in modo preciso ed assoluto, una speciale 

Se le ragioni economiche d'una intrapresa, gii per sé 
iosa, lo avessero permesso, non mi sarebbe dispiaciuto che 
ccompagnata dall'effìgie dello scrittore ricordato; ma, poi- 
idizione è superiore, per ora, ad ogni mio potere, dovetti 
a quegli scrittori, de' quali in Italia e fuori la fuma andò 
anche questo non sempre costante e sicuro , perchè di alcuni 
1 si potè ottenere in tempo il ritratto, di alcuni altri non si 
e ai disegnatori ed all'incisore modo di farne una diligente 
ei ritratti poi furono incisi non solamente pel merito intrinseco 
»ra per qualche particolare importanza ch'essi potevano avere 

stranieri. Io non vorrei, dunque, in ogni modo, che, per 

una serie di ritratti che ri potevano facilmente omettere, 
i del libro e rentlerla più accetto alle persone che lo posse- 
laggiore e volontaria briga impostami per far più vivo ed ani- 
iografico, me ne fosse fatto carico. • 

nolto naturale eh' io non desideri pormi da me stesso fra 
venir ricordati nel Dizionario. Ma, dopo avere invitato gli 
; a fornirmi le toro notizie ed aiutarmi, con esse, a porre 
si può, per mezzo di un solo libro, una parte dello splen- 
a letteratura universale, balenato alla mente sovrana del 
rovala nella maggior parte di essi la più gentile e fiduciosa 
o l'obbligo mio di confessarmi, per mia parte, con la stessa 
ma specie di biglietto di vìsita eh' io mando tispettosamente 
è chi non mi conosce ancora veg^a in qual modo io mi sia , 
ita, preparato a questo cortese ufficio, per cui , come in un 
, oso qui, non per aj^ia mia stolida presunzione, ma per 
, in una sola catena armonica ideale , tutto ciò che non ha 
viso, presentare gli uni agli altri i migliori scrittori d'ogni 
! giunta alcuna notizia. 

in Torino, di nobile ed antica famìglia stabilita in Piemonte 
secondo, il 7 aprile dell'anno 1840, settimo figlio del ca- 
illora impiegato nel Ministero delle Finanze, e di Cleofe Tar- 
di co di Alessandria. Essendo mio padre obbligato, per causa di 
1 , a svernare con la famiglia a Nizza (città , dove i miei antenati 
da metà del secolo decimoquinto, trasferiti dal Vercellese), 

presso la mia veramente amorosa nutrice Teresa Gaidano, 
mdo poi mio padre , per rimettersi intieramente , chiesta ed ot- 
nell'anno 1843, si trasferi con la famiglia a Chieri, ovesitrat- 
1848, tutto intento, insieme col barone Carlo Daviso , a pro- 
! r istituzione di Asili di carità per l'infanzia. L'alfiibeto mi fu 
dre. A quattro anni fui mandalo per la prima volta alla scuola 



% 

PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. U 

privata di Francesco Onesti , che, alcuni anni or sono, era ed è forse ancora 
maestro in una delle scuole elementari di Grenova; poco dopo, alla scuola di un 
Don Ignazio, buon'anima, a cui servivo qualche volta la Messa in Duomo e che 
si lasciava come Don Abbondio comandare a bacchetta da una serva, che portava 
precisamente, come a farlo a posta, per la delizia di un futuro manzoniano, il 
nome di Perpetua. Ricòrdo che il maestro, uscendo, mi affidava spesso la scuola 
incaricandomi d' insegnare a leggere a' miei compagni , intanto che la Perpetua 
badava in cucina allo stracottine , perchè non pigliasse di bruciaticcio. Di tempo in 
tempo, essa faceva tuttavia una breve comparsa nella scuola, accorrendo allo 
strepitar tumultuoso delle voci infantili, mal contenute dalla mia poca gravità 
magistrale ; puntava le due mani sui fianchi , notava i più indisciplinati e li 
metteva in ginocchioni in mezzo alla scuola; poi tornava gravemente alle sue fac- 
cende in cucina. Cosi V ordine si ristabiliva. Ma la Perpetua aveva poi anche un 
suo modo particolare ed originale di amministrar la giustizia, ed io credo non 
averle ancora intieramente perdonato il torto che un giorno mi fece. Da due 
anni io portava sul petto la medaglia d'onore, né pareva che si potesse toglier- 
mela senza palese ingiustizia. Un giorno arriva una madre tenerissima a Don 
Ignazio, e lo prega e lo supplica di hr avere per il di seguente, onomastico di suo 
marito, la medaglia d'onore al figliuolo; il povero Don Ignazio si stringe nelle 
spalle, e dice ch'ei non può far nulla; interviene la Perpetua e risolve il caso in 
questo modo: decide dunque che si faccia subito una prova di canto, e che la 
m^aglia d' onore si dia al ^ciullo che canterà meglio. S' improvvisa l' esame di 
concorso; la Perpetua sentenzia su due piedi in favore del mio compagno, e s'av- 
vicina implacata con le sue forbici inesorabili per staccarmi dal petto la medaglia. 
Io non ho dimenticato ancora la dolorosa impressione ricevuta per quell'atto, che 
ora mi fa certamente sorridere, ma che allora mi parve addirittura brutale. 

Tra i più curiosi ricordi di Chieri è ancora questo : a sette anni, in un mio 
giardinetto piantai, con molta cura, una castagna d'India, la quale in pochi 
anni crebbe in albero libero e gigante per far ombra ad un vicino, il quale intentò 
subito una lite, perchè il castagno fosse abbattuto; ma invano. L'ippocastano è 
ancora sempre vivo e prospero, ^^ suo presente cortese proprietario che ne sa 
la storia, mi scrive che ora esso, davvero, non si lascerà più morire. 

Ricuperata la perduta salute, mio padre nell'anno 1848 ritornò in Torino 
al suo primo ufficio, dal quale poi, quando il Conte di Cavour divenne Ministro 
delle Finanze, e riformò in Piemonte il sistema tributario, fu promosso ad or- 
dinare r amministrazione delle imposte nella provincia di Torino. Ne^pnovembre 
dell'anno 1848, entrai nel Collegio di San Francesco di Paola, ove sotto la di- 
sciplina di Pietro Belletti, che mori vittima del suo soverchio lavoro, feci la terza 
e la quarta elementare, nuove classi allora, con legge del Buoncompagni, isti- 
tuite. Ricordo che nella quarta elementare mi attirava particolarmente lo studio 
della storia naturale, in ispecie della zoologia e della botanica ; se avessi conti- 
nuato quegli studit avrei forse potuto divenire, non so se un buono, ma certa- 
mente un naturalista appassionato; ma sopravvennero invece gli studii classici, 
che mi allontanarono intieramente dai primi amori , ai quali sono ora quasi in- 
consciamente ritornato come mitologo degli animali e delle piante. 

Nelle tre prime classi del Ginnasio, ebbi a precettore Agostino Lace, maestro 



X PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. ^ 

affettuoso ed uomo eccellente: le Vite dì Cornelio Nipote e le Favole di Fedro, da 
lui stesso annotate, non mi spiacquero; ma sentii la prima volta una forte com- 
mozione nel leggere le Elegie di Ovidio; nell'elegia specialmente che incomincia : 

Quum subit illius tristissima nodis imago, 

posso dire d'avere per la prima volta veramente sentita la poesia; la declamavo 
da me solo, e la recitavo con enfasi alle mie sorelle, meravigliato che non com- 
prendessero anch' esse la bellezza di quel 

Simul, ah, simul ibimus, inquam, 
di quel 

Ter limen tetigi, lev sum revocatus, 

E, in verità, anche oggi, queir elegia mi sembra molto drammatica. 

Un'altra singolarità che può essere notata per quegli anni è questa: io pigliavo 
sempre il premio di religione. Ero forse più devoto degli altri? non potrei affer- 
marlo in coscienza ; ma ero nato per sentir forte.. L' ebraica era la prima storia 
umana che mi venisse raccontata, e però me ne appassionai; la scrissi anzi tre 
volte, avido di arricchirla di sempre nuovi episodii, animato pure dalla calda ed 
affettuosa eloquenza che m' ispirava nella scuola l' ottimo maestro Don Luigi Bot- 
to; ^ ma, quando si passò all'umanità ed alla rettorica, e Luigi Botto, invece 
della storia, v'insegnò i doveri e precetti religiosi, tentato pure da oiio padre 
enciclopedista a seguire le dottrine astronomiche del Dupuis, con le quali nelle pas- 
seggiate che facevamo insieme, egli mi spiegava la leggenda di Cristo, perdetti il 
premio di religione per ottenere invece quello di storia antica e del Medio Evo, che 
mi era stato decretato dal professor Luigi Schiaparelli,' ma che mi fu poi negato 
dal direttore del Collegio per cagione d'indisciplina. Il professore titolare di latino, 
Lui^ Girelli, era assente; ogni settimana si cambiava d'insegnante, e sebbene 
io ricordi ora con affetto i nomi de'supplenti Giacomo Bertini, G. S. Perosino ed 
Andrea Gualdi, ricordo poi molto più come la sccilaresca fosse divenuta tumultuosa 
ed intieramente svogliata e com'io lasciassi spesso la scuola, ora per recarmi scapa- 
tamente a far le mie prime prove d'armi in una sala di bigliardo, ora per chiudermi 
nella biblioteca dell'Università, ove, fin dal mio tredicesimo anno, avevo imparato a 
sfogliare i grossi volumi del Muratori. Nella scuola avevo pure fondato un giornale, 
ove (dopcyivere fatto, per mio uso proprio , un esteso componimento di storia) ne 
pubblicavo un compendio per comodo di que' miei compagni fuggifatica che se ne 
volessero servire ; per mezzo del giornale si faceva pure nella scuola il servizio 
d' una piccola biblioteca circolante ; il direttore del Collegio ne fu avvertito ed il 

^ Un onrioso particolare psicologico. Fra la terza e la quarta ginnasiale , nelle vacanze, lessi Plu- 
tarco , e , ignorando r esistenza di Dizionarii biografici , incominciai allora a compilarmene uno con tutte 
le notizie che avevo della storia ebraica , greca e romana. Cessai tosto che mi potei persuadere come i 
Dizionarii biografici , anziché mancare , abbondavano. 

^ L* ottimo professore non rammenterà forse più come alla lettura di alcuni miei componimenti 
storici sopra Giustiniano, Alboino, Grimoaldo , Carlomagno, egli esprimesse il dubbio che altri in casa 
mia vi avessero messe le mani : quel dubbio allora mi ofi'ese un poco ; ora gliene serbo quasi ricono- 
scenza , perchè mi diede un incitamento più forte a dimostrargli l' inganno. 



PROEBIIO AUTOBIOGRAFICO. XI 

giornale venne soppresso, dopo una grave ammonizione* Il professore di greco , 
buoji' anima anche lui, aveva fatta una piccola grammatica per impararvi la lin- 
gua che egli doveva insegnarci; quando alcuno di noi mancava d'suoi doveri o 
sbagliava^ il professore prendeva in mano la tabacchiera, fiutava fortemente e 
lungamente tabacco, e poi tonava questa sua maledizione sacramentale: a Na! 
Il signor.... porterà scrìtto tre volte il verbo Xuu. t> Un giorno al buon uomo 
scappa detta non so più qual papera; io, nascosto dietro le spalle d-un mio com- 
pagno, credo di dire con voce abbastanza sommessa da essere inteso dai soli mìei 
vicini: « NaI II signor.... porterà scrìtto tre volte il verbo Xuw. i» Ma avevo, evi- 
dentemente, detto troppo forte; poiché il maestro mi fu subito addosso, mi ag- 
guantò pel bavero dell' abito e mi cacciò di scuola , urlando che vi sarei rientrato 
soltanto quando mi vi accompagnasse il direttore del Collegio. Apriti, cielo! Per- 
chè il direttore potesse farmi rientrare, dovea prima ragguagliare mio padre del 
caso. Ora mio padre era uomo di poche parole, ma di atti risoluti. II castigo 
domestico fu lungo e terribile. Si trattava pure di espellermi dal Collegio; fui 
riammesso con molta pena in classe, ma isolato dagli altri compagni, e quando si 
annunziò T esito degli esami, il direttore del Collegio, Don Vaglienti, sentenziò 
cosi: e II signur Degubernatis avrebbe avuto il premiu di storia, ma, stante la 
sua cativa cunduta, nun avrà gnentel :» — In quelfanno indisciplinato scrissi pure 
i miei primi versi. 

L*anno della rettorica fu alquanto più felice. Vi diressi nuovamente un gior- 
nate scolastico, ma con intendimento più largo'. Avendo poi letto TAriosto, mi parve 
pure di potere scrivere un poema epico, e tentai varii soggetti, prima un Man- 
fredi, poi un Guglielmo Teli, finalmente la saga scandinava à' Ervora che avevo 
letta in una Storia della Svezia. Noit ho conservato nulla di quegli anni, ma 
parmi che alcuna di quelle ottave non fosse troppo infelice. In pari tempo mi ero 
vivamente appassionato per lo studio della storia d' Italia e più ancora per quello 
della storia della letteratura italiana. Il Tiraboschi, per (guanto diffuso, mi pa- 
reva molto incompiuto! e mi posi a studiare, per compierlo, con le opere del 
Quadrio, del Crescimbeni, del Mazzucchelli e di altri numerosi scrittori , che mi 
erano allora assai famigliari. Nell'anno della rettorica e nel primo anno della filo- 
sofia (ora si direbbe prima liceale) scrissi interi volumi sull' argomento. La sto- 
ria d'Italia composi pure due volte, per intero, dalla caduta dell'Impero Romano 
fino alla scoperta dell' America > sempre accrescendola di nuovi particolari che i 
compendii non mi potevano dare e ch'io ricercava, fin d'allora, con amore, alle 
fonti. Poi mi fermai particolarmente sull'origine dei Comuni italiani, e mi proposi 
di scrivere estesamente la storia della Lega Lombarda. Mi parve fin da quel tempo 
che quella storia fosse studiata in Italia troppo esclusivamente sopra le fonti ita- 
liane, e mi accostai, per cavar nuova materia, ai Monumenta Germaniae, Non 
ricordo i motivi che mi fecero desistere da quel lavoro , pel qjuale avevo già raccolti 
copiosi materiali. 

Nel tempo che studiavo nel Liceo, mi doleva vivamente l'obbligo di ap- 
prender le matematiche a me ingratissime sempre e che mi distoglievano allora 
da' miei studii letterarii prediletti; corsi anzi rischio una volta di essere schiac- 
ciato agli esami dal mio esaminatore di matematica , l'ottimo e compianto profes- 
sore Baruffi; gli diressi, dopo l'esame, una lettera eloquente che lo inteneri e lo 



Xn PROEMIO AUTOBIOGRÀFICO. 

determinò a concedermi il voto ch'ei mi aveva negato; ^ sia dunque benedetta la 
sua memoria ! 

In quegli anni, col mio carissimo fratello Enrico, ora console a Smirne, si 
fondò in casa nostra un'accademia letteraria intitolata: La Speranza; ne facevano 
parte, tra gli altri, Lorenzo Pareti, Pietro e Giovanni Vayra, Carlo RenolO, 
Quintino Carrera, Giovanni Paoletti, Giacomo Carasso, Antonio Àrietti, un Sa> 
raceno, un Malvano, un Cadolini, un Cerruti, un Perno ed altri. Mìo fratello 
era presidente, io segretario. Leggevamo, una volta la settimana, i nostri lavori 
e poi gli esponevamo alla discussione de' compagni, la quale si faceva con tutto il 
garbo desiderabile, ma con piena libertà. Le nostre sorelle Teresa e Carolina con 
le loro più intime amiche, erano il solo nostro pubblico. L'accademia si sciolse 
quando, nel gennaio del 1858, mìo fratello Enrico entrato ne' Consolati , dovette 
partire per l'Oriente, dopo essere stato, per ben tre anni, il mio più intimo 
amico ed il mio continuo compagno di studii, col quale vegliavo le notti, egli in- 
tento specialmente a studii geografici, io a letterarii. 

Io voleva prepararmi seriamente all' Università ; perciò, con l'aiuto del valente 
traduttore di Plauto, Pier Luigi Donini, m'iniziai alle bellezze plautine e le as- 
saporai vivamente; col Plauto tradussi pure, per mio uso, alcune commedie di 
Terenzio nello stile dei comici del Cinquecento che avevo particolarmente stu- 
diati; cosi, per esercizio, tradussi in latino plautino una commedia del Machia- 
velli ed una commedia del Cecchi. Dal latino tradussi pure in quegli anni tutte le 
poesie di Catullo in sesta rima, tutte le Odi di Orazio, il De Re rustica dì 
Catone e di Columella e una gran parta degli Scriptores Historiae Augustae. 
Annotai, sempre per mio uso, i Mattaccini del Caro, la Tancia e la Fiera del 
Buonarroti; nello stesso tempo, cioè, nel mio diciassettesimo anno, sentii, per 
la prima volta, o mi parve almeno sentire, la vocazione del poeta drammatico; 
ed ecco in qual modo. 

Fino all'anno 1857, io non era ancora stato pur una volta in teatro. La 
prima volta che vi andai fu, con mio fratello Enrico, per udire Ernesto Rossi 
che nel Teatro Carignano recitava V Amleto. L'impressione che ne ricevetti fu 
profonda. Quella rappresentazione mi scosse e produsse nel mìo cervello un vero 
rivolgimento. Io, nato forse poeta, minacciava di seppellire nella sola erudizione 
tutta la mia poca o molta poesia; il Rossi e» lo Shakespeare mi rivelarono un 
nuovo mondo poetico. Il giorno dopo, ero in biblioteca a leggere le opere di Sha- 
kespeare e passavo d' ammirazione in ammirazione. Qual meraviglia se mi posi 
tosto a scrivere un dramma in versi, e se quel dramma, un Sampiero di Ba- 
stelica, letto allora dal Tommaseo, gli parve caldo, vivace, singolare? La lettera 
del Tommaseo dovrebbe conservarsi ancora in Bologna presso la signora Cesira 
Pozzolini-Siciliani, alla quale, or sono quindici anni, l'ho donata. Essa incomin- 
ciava con parole molto e forse troppo laudative , poiché dicevano al giovine che 
egli principiava come più di un vecchio sarebbe stato lieto di poter finire; pareva 
al Tommaseo che io avessi bene espressa la natura Corsa e trovato modo di far 
parere originale la follia della Vannina; mi rimproverava tuttavia d' aver messo in 
iscena un prete cattivo e scelto un soggetto atto a ridestare fra Genova e la Cor- 

* Cfr. i miei Ricordi Biografici, ov* è pubblicata la lettera che il Baruffi mi scrisse per annunclai- 
mi che egli mi aveva concesso il voto da prima negato. 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. ^ XIII 

sica odii già spenti; quest' ultima osservazione mi colpi e persuase, onde non solo 
io non pensai più a rappresentare il mio dramma od a farlo stampare, ma io na- 
scosi cosi bene, che Tho perduto. 

Nel novembre dell* anno 1857, entrai finalmente, assai ben preparato, nella 
scuola di belle lettere presso V Università di Torino ; v' insegnavano lettere ita- 
liane, da prima il Coppino, finissimo ed elegante ingegno ed oratore soavissimo, 
per incarico; poi il titolare Domenico Capellina, anima buona e cara; lettere latine 
Tommaso Yallauri, dicitore facondo e squisito; lettere greche il buon Prieri; storia 
antica il dotto Barucchi; storia moderna il valentissimo Ricotti. Studiai con amore ; 
riportai in ogni esame la pienezza de' voti ; vinsi , nel terzo anno di lettere, il pre- 
mio universitario; essendo studente, fondai pure una società universitaria di let- 
tura e conversazione, ed un giornale che voleva intitolarsi Alessandro Manzoni j 
ma che poi, per non recar dispiacere al grand'uomo, s'intitolò, secondo il con-^ 
cetto che, fin da giovinetto , io mi formava delle lettere educatrici , La Letteratura 
civile; pubblicai nella Rivista Contemporanea un dramma in versi, Werner , de- 
dicato ad Ernesto Rossi, ^scrìtto nell'estate dell'anno 1859; composi pure in quel 
tempo una tragedia intitolata Crescenzio, che rimase inedita, e una tragedia inti- 
tolata Pier delle Vigne , che il Rossi rappresentò con buon successo per due sere 
al Teatro Gerbino nella primavera dell' anno 1860. Hello stesso anno mi venne 
affidata l' appendice del giornale H Diritto, ove scrissi le rassegne drammatiche 
e sostenni, per amore del Rossi, una polemica col povero Achille Montignani, 
autore di una Rita disgraziatissima , che mi rispose acerbamente in non so più 
qual giornale torinese; ma poco dopo, vinto da un miglior sentimento, venne egli 
stesso in casa mia per assicurarmi ch'egli avea fatta la pace sul serio. In quel- 
l'anno, collaborai pure al Mondo Illustrato, diretto dal compianto Guglielmo Ste- 
feni, e composi , per la raccolta dei Contemporanei Italiani del Pomba, da prima, 
la biografia di Santorre Santarosa, poi quella di Giovanni Prati. Impresi pure, in 
quel tempo, a studiare da me solo un po' d'inglese e di tedesco. Mi mancava an- 
cora un anno a compiere i miei studii universitarii; al Ministero sembrai maturo 
per una cattedra. Mio padre, già pensionato, aveva fatto ritorno a Chieri. Nel Mi- 
nistero si trattava di delegarmi come professore in un liceo delle nuove Provincie 
annesse (a Sinigaglia); mio padre fece premure aflTettuose per avermi a Chieri, 
presso di sé , ed ottenne l' intento. Appena gitnto, venni incaricato dell' Orazione 
inaugurale degli studii; trattai questo argomento: Come dai Classici si possa im- 
parare ad amare la libertà; il Municipio di Chieri stampò il discorso a sue spese; 
ma que' magnati dissero in coro che quella non poteva essere farina* del mio sac- 
co , e che il discorso era stato scritto da mio padre ; me ne dolsi allora e adesso 
ne provo, come si vede, un po' di compiacenza. Morto il direttore del Ginnasio, il 
Ministero incaricò me, quantunque giovanissimo , della direzione, e si dimostrò poi 
contento dell'opera mia. Nell'anno 1861 scrissi una lunga tragedia intitolata Bon- 
fadio; e fu rappresentato, essendo io professore a Chieri, nello stesso Teatro 
Gerbino di Torino, un mio dramma in prosa intitolato: Don Rodrigo ultimo Re 
de' Visigoti; il Prati vi avea premessa una lettera d' introduzione. Il Don Ro- 
drigo avevo scritto nel settembre del 1860 a Ferrara, in casa di Ernesto Rossi, 
dopo avere intrapreso un viaggetto a Genova ed in Toscana, col frutto d' un gua- 
dagno fatto collaborando, in gran parte, ad un' opera di critica storica intrapresa 



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XIV PROEinO AUTOBIOGRAFICO. 

da Luigi Ciccherò e che l'Accademia delle Scienze di Torino aveva premiata. 11 
Loìi Rodrigo non piacque, ed anzi mancò poco che non fosse fischiato. Dopo un 
anno d'insegnamento a Chieri venni a Torino per pigliarvi la mia laurea dottorale. 
Doveva essere solenne ^ come la prima laurea deli' anno , alla quale prometteva dì 
assistere ed assistette veramente il Ministro De Sanctis, ma più ancora perchè io 
aveva assunto con la mia tèsi l'impegno di negare i diritti storici del Papa al potere 
temporale. Era una novità nella Università di Torino: V Armonia, istigata da 
Giuseppina Pellico ^ sorella di Silvio, ne levò allora grande rumore; si preparava 
una grossa battaglia; ma la fece mancare la prudente destrezza dell'egregio esa- 
minatore, professore Celestino Peroglio, che ridusse l'ardua questione storica a 
una minuta questione di parole. Il Vallauri disse in queir occasione una elegante 
orazioncella latina in lode del nuovo dottore, che ora si legge, con qualche nuovo 
commento meno benevolo, stampata nella raccolta de' suoi opuscoli. Tornato, dopo 
un viaggetto intrapreso con l'ingegnere Luigi Bonamico nella Svizzera, per visi- 
tarvi la grande scena del Gtuflielmo Teli, al mio romitorio di Chierì , scrissi di là 
le appendici, per la Monarchia Nazionale e fondai un Auovo giornale: U Italia 
Letteraria^ nel quale scrissero Giuseppe Revere, Anton Giulio Barrili, Vincenzo 
ed Eugenio Riccardi, Gaspare BufSa, Ferdinando Bosio, Clello Arrighi, Felice 
Uda, Carlo Belviglieri, Paolo Boselli, Michele Castellini, F. D'Arcais, Giacinto 
Marenco ed altri chiari scrittori. 

Pubblicato intanto il concorso all'Accademia Pontaniana di Napoli per un 
premio sopra un' opera intomo alle origini della lingua italiana, mi accinsi a con- 
corrervi. Leggendo , nello stesso tempo, l' opera del Renan : Histoire comparée des 
Langue$ sémitiques , riconobbi, per via di analogia, il bisogno di studiar la gram- 
matica comparata delle nostre lingue; i soli ferri italiani che potevo avere aHe 
mani in Chieri, erano la Grammatica sanscrita del Flechia, e gli Studii Orientali 
e linguistici dell'Ascoli; i frammenti dell'episodio del Naia che si leggevano 
nella Storia Universale del Gantù (dono memorabile già fatto a me ed a mio fra- 
tello Enrico dai nostri migliori amici piemontesi Pietro e Carolina Bertoldo), mi 
tentavano pure verso la letteratura dell'India. Dopo avere, a pena, assaggiata la 
grammatica ebraica , corsi dunque , da me solo, in traccia del mondo indiano; mi 
ricordavo pur sempre, con piacere, una bella lezione comparativa fatta, un giorno, 
come parmi, nel 1856, in una Soci^ di studenti, che si riuniva in Yanchiglia, ' 
dal professore Giacomo Lignana, ove si raffrontava il Rdmàyana coi Nibelunghi. 
Banditosi poi un concorso per dieoi posti di studio all'estero per le varie discipline 
scientifiche, io, quantunque già nominato professore titolare di lettere italiane nel 
Liceo di Lucerà, venni prescelto, essendo ministro il Matteucci e segretario gene- 
rale Fi:ancesco Brioschi, per gli studii filologici e partii il 5 novembre del 1862 
per Berlino con lettera di raccomandazione di Gaspare Gorresio diretta al Weber. 

A Berlino mi posi nell'impegno di provare che un Italiano poteva studiare 
quanto un Tedesco, e credo esservi riuscito. Il tedesco avevo appreso, come ho 

» In quella Società fecero bellissime lezioni, oltre il Lignana, 11 Mamiani suir ontologia, il La 
Farina sulla storia d* Italia, il Tommaseo su Dante. V'incontrai pure , per la prima volta, il Camerini. 
Fra gli studenti di quella Società notavo allora specialmente Alessandro D'Ancona, da cui si era in 
que' giorni pabblicato l' importante libro sul Campanella, e che guardavo pertanto con quel sentimento 
di segreta ed aOTettaosa ammirazione che è sempre fecondo di buoni propositi ne* giovani studiosi. 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XV 

già detto, un poco da me sui libri; dopo due mesi di soggiorno in Germania, 
'lo intendevo abbastanza bene; intanto, fresco della scuola del Yallauri, mi ser- 
' vivo del latino per farmi capire alle lezioni del Weber. Studiai senza posa , quat- 
' tordici ore al giorno ; feci numerose traduzioni ^al sanscrito ; mandai a memoria 
tutte le Radices Sanscritae del Rosen; dopo sei mesi di esercizio, potevo affrontare 
lo studio dei Vedi e dello zendo. Il mio maestro Weber pareva contento di me; 
il ministro Amari ne fu tosto avvertito ; premendogli nominare un professore di 
sanscrito neir Istituto di Studii superiori da lui ricostituito, mi domandò, con 
sua lettera del luglio 1863, se fossi disposto ad accettare; risposi che avrei 
preferito rimanere un altro anno all'estero a proseguire i miei studii sui ma- 
noWitti indiani, ma che, obbligato a tornare, potevo in ogni modo pigliare 
impegno d'insegnare pel primo anno, con diligenza, quel poco che sapevo. Il Mi- 
nistro ebbe la bontà d'insistere, facendomi pure intendere che sarebbe stato im- 
possibile il riconfermarmi all'estero per un altro anno. Tornai. Giunto a Torino, 
udii che un giornale torinése aveva scritto contro il Ministero per la mia nomina; 
me ne turbai , e scrissi tosto al Ministro pregandolo di mettere immediatamente 
la cattedra al concorso : che, se altri l'avessero meritata più di me, io sarei stato 
contento di ritirarmi; se invece l'avessi guadagnata per concorso, sarei andato a 
Firenze con animo più soddisfatto: il ministro Amari, con l'usata sua energia, 
rispose eh' ^ non ritornava sulle deliberazioni prese, ch'egli credeva aver fatto 
bene, e però ch'io dovea, senz'altro, partire per Firenze lieto e ben disposto. 

Arrivai dunque a Firenze nell'ottobre dell'anno 1863, e mi preparai ad un 
corso di lezioni di Grammatica sanscrita e ad un altro corso di letture sulla Lette- 
ratura indiana. Mentre preparavo le mie gravi lezioni, mi ritentarono gli antichi 
amori drammatici e scrissi una nuova tragedia: La morte di Catone, che il Treves 
ha stampata nel Museo di Famiglia ed ov' è pure qualche accento appassionato e 
sincero. Nel dicembre del 1863, salii per la prima volta sulla cattedra. La sala 
era ingombra, il pubblico mi parve benevolo; la prima lezione ebbe lieto incon- 
tro. Una parte eletta della cittadinanza fiorentina sembrava accarezzare il giovine 
professore. Dopo un anno, si trattava già di nominarmi titolare; ma occorrevano 
alcuni mesi prima che si potesse prendere una deliberazione. Frattanto , intervenne 
nella mia vita un fatto straordinario. 

Io aveva allora scritto un nuovo dramma in prosa intitolato: /{ Cavalier 
Marino, pubblicate alcune delle mie lezioni pubbliche (una delle quali intitolata, 
nella stampa. Cenni sul Sanscrito, fu lodata dal Baudry nella Revue Germani- 
que)j annotato e tradotto i primi venti inni del Rigveda, e incominciato a racco- 
gliere materiali per un Dizionario sanscrito-italiano, quando feci un singolare e 
fòtale incontro. Proseguivo a lavorare indefessamente e sentivo sonare intomo a 
me lodi incoraggianti d'uomini insigni, come Gino Capponi, Raffaello Lambru- 
schini, Niccolò Tommaseo, Atto Vannucci, Vito Beltrani, Aleardo Aleardi e 
Francesco Dall'Ongaro; la mia vita a ventiquattro anni poteva forse apparire invi- 
diabile; ed era invece assai misera. Io vivevo solo, senza affetti; io sentivo soffo- 
carsi nuovamente in me tutta queir aura di poesia che mi avrebbe trasportato \n 
mezzo al tripudio della Natura e della vita. Io che, fanciulletto, avevo tanto amato 
i fiori da chinarmi a baciare le margheritine dei prati, mi vedevo già invecchiare 
innanzi tempo, vegetare come in una stufa fra i libri, e gemevo dentro di me. Io 



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XVI PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 

scrissi allora, piangendo lacrime vere, i miei versi alla Musa, i quali debbo perciò 
qui riportare, perchè esprimono fedelmente i mìei sentimenti di quel tempo, sfo- 
gati raccogliendo le schede di un Dizionario ; e furono pubblicati in un volumetto di 
Prime Note, pubblicato sulla finj di jqueir anno medesimo. Per cagione di esa, 
un noto critico mi derìse allora nella Patria di Napoli, dicendo che si poterà 
oramai dire di me quello che s' era detto del giovane Carlo Witte : * 

Der Wunder ist verschwunden , 
Das Kind ist geblieben. 

E pure avevo soli ventiquattro anni! Ora io sono sicuro che se il crìtico, il 
quale, com'io credo, ama il vero e lo cerca, avesse potuto veder dentro la mia 
vita e comprendere i miei sentimenti, avrebbe parlato con maggior simpatia di 
questi versi non vili : 

ALLA MUSA. 

Povera Musa mia , che mi contempli 

Gol mesto sguardo , e da gran tempo indarno 

Gh' io ti risponda , oh' io mi muova e tomi 

Ai lieti amori dell'età fanciulla, 
. Amorosa qui attendi, io ti saluto^ 

Addio per sempre , o povera mia Musa. 

Questa mia calda lacrima eh* erompe 

Mal frenata dal ciglio, è necessaria 

Al dolor che mi preme; pur non sia 

A te motivo d* imprudenti indugi. 

Non arresti il tuo cor, non ti lusinghi 

Ne la speranza de le morte gioìe^ 

Poi che tutto fini ; (juella divina 

Melanconia che amor di gloria ha nome , 

Anche quella svanì; Musa, a che resti? 

Io solitario, come chiusa lampa 

Senz' alimento , su volumi inerti 

n genio affaticato addormentando, 

Mi preparo a morir. . 

Non dirmi , o cara , 

Non dirmi il gaudio che rapiti air onda 

Di perdute armonie fantasticammo 

Negli anni santi della fede; allora 

Qualcosa anch* io nelF anima sentia 

Che non era vulgar; di confidenze 

Vaghi , pe' campi de la vita errammo 

Come due spirti innamorati , e tutto 

Era bello per noi. Tu la prohssa 

Chioma in atto d' amor mi carezzavi , 

Ed io t'amai, buona sorella, e Camo, 

E t* amo tanto anco in quest* ora , o fida , 

mia sola fedel, vergine Musa, 

Anco in quest* ora che, da me tradita. 

Ti allontani gemendo. Addio, mia Musa . 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XIX 

,:■' discorsi fatti innanzi a me , come se fossi un gran pubblico, riuscivano talora molto 
y i^Ioquenti, e alcuni di essi^ ascoltati da me, ora con paziente, ora con curiosa at- 
^, tenzione, valsero poi a fiarmi riflettere, quando mi trovai solo. Il B. toccò pure 
^, qualche volta la questione sociale, unica che potesse veramente commuovermi, 
non avendo io mai potuto comprendere l' agitazione de* Mazziniani per la sola ste- 
rile utopia della forma repubblicana. Un giorno, tuttavia, osai dire al B. che, per 
dire bene, per dire efficacemente al popolo, bisognava prima sapere che cosa gli 
6i volesse dire, e che la sola arte oratoria, senza una profonda base di cognizioni 
.giuridiche ed economiche, può riuscir vana e pericolosa: il B. si senti quasi offeso 
i...e m'investi a poco a poco con un discorso che si fece sempre più violento, e 
^.. che mi feri nei miei sentimenti più profondi. 

Egli accusò tutta la mia vita d'uomo studioso come inutile, stupida, vile: 
e In fin de' conti, egli disse, io mi sono mostrato un italiano vivo, e presi le 
armi pel mio paese, quando tu te ne stavi a casa; che vita è, in somma, stata la 
tua?:» Mi salirono al volto le fiamme della vergogna e dello sdegno; il B. ed io 
ci separammo un po' guasti; egli si recò a Torino e nel 1867 fu a Mentana, poi, 
dopo alcuni mesi, povero e caro giovane, s'ammalò e fu chiuso, con poco giu- 
dizio, in un manicomio; io rimasi solo, più infelice che mai. 

Se fosse allora scoppiata una guerra in Italia, libero com'ero e intieramente 
I padrone di me stesso , sarei dei primi accorso per provare a me stesso ed al- 
l' amico che io non ero un vile. Nel 1859 e nel 1860 avevo voluto partire anch'io 
per la guerra santa delK indipendenza; ma ero ancora, in quel tempo, sotto tutela; 
fui dichiarato un figlio ingrato, un cattivo fratello, un egoista, un fanciullo, e do- 
vetti mordere, piangendo , il freno, e ricacciarmi confuso fra i miei libri, divenuti 
ttd un tempo mia consolazione e mio supplizio; il Werner, tetro dramma scritto 
a Torrazza^Coste presso il cimitero di Montebello, anzi in gran parte, per una 
trista voluttà, nel cimitero stesso, nell'agosto del 1859, pochi mesi dopo la bat- 
taglia, può rivelare lo stato di un giovinetto che il dolore aveva fatto solitario ed 
escluso dalla realtà della vita. Le strane fantasie di quel dramma inspiratomi da tre 
sole righe della Storia del Popolo tedesco del DùUer, nel quale, presso molte pue- ' 
Tìlità, sono alcuni accenti maschi e virili, ed alcune vere note elegiache, attestano 
bene che io cercava allora di sognare lontano, non potendo, pur troppo, vivere 
col mio tempo, come voleva la mia natura ardente e battagliera; in quel mio lungo 
jamento drammatico si confondono pertanto insieme diverse grida dì dolore. 

Io era nato per espandermi tutto% e dovevo invece tutto nascondermi. Quando 
tni trovai a Ghierì nella scuola di rettorica innanzi a giovani , mi comunicai loro 
come potei; ed ho adesso la sodisfazione di sapere che i miei antichi scolari ripe- 
tono dal calore simpatico della parola del loro giovine maestro quel!' amore , che 
li spinse a correre dipoi con molta lode l'arringo degli studii; ^ ora, nel 1864, 
io era ridotto ad insegnare freddamente in Firenze una lingua orientale a poche 



' Ricordo, in segno d' onore, qui specialmente il prof, Eyveaut gentile poeta , l'egregio causidico 
l»aolo Becchis , il dottor Angelo Mosso, ora ornamento della Facoltà medica di Torino. Tutti gli altri 
miei scolari di que' due anni , secondo clie udii , si avviarono a professioni liberali e si dimostrarono 
talentuomini; essi ne hanno, senza dubbio, tutto il merito; ma, poiché vogliono ricordarsi del loro 
'.' primo caldo eccitatore agli studii, mi ò caro attestar loro quanto gradito sia pure a me il ricordo de' giorni, 
nei quali studiammo e lavorammo insieme. 



■ 



PBOEUIO AUTOBIOGRAFICO. 

e, tra le quali non ne scorgeva ancora alcuna che vi si appassionasse, ed a 
t tutta la mia vita sopra qugll' unico iusegnaraento. M' ardeva un fuoco 
I che mi obbligava a &ir qualche cosa di più; mi premeva l'istinto nalu- 
i una più targa operosità; nel dicembre del 1864, fondai pertanto, con 
ione nel mio primo concetto di una letteratura civile, un giornale lette* 
ettimanale sotto il titolo: La Civiltà italiana. Il brevissimo proemio 
cosi: € Incominciamo con una collaborazione distinta e compatta quale 
avamo augurala, con un pubblico numeroso ed eletto quale non ebbe 
3 mai in Italia prima di nascere alcun' altra Rivista letteraria. Sarà ora 
cura non lasciar entrare in queste pagine, prima d'ogni cosa, nulla d'ìn- 
e poi nulla d'arcadico, di scolastico, di accademico, di rettorìco, dr dom- 
, di meschino, di servile, di ozioso. Con lìbero slancio noi imprendiamo 
lostro viaggio ideale, e, cercando comunicare a questi brevi fogli l'anima 
tro tempo che progredisce, confidiamo che l'opera nostra non sarà stata 
del tutto, e che non resterà neppure senza conforto fra i nostri condtta- 
er amore dei quali siamo qui a sostenere questa nuova battaglia. > Il gior- 
be, come il suo direttore, vita agitatissìma e dopo un anno andò a mo- 
iir troppo, in un giornale nato morto : L' Ateneo italiano. 
I, prima di questo saciificio, si era compiuto il più importante avveni- 
della mia vita. 

i ebbe la pazienza di seguirmi fino a questo punto sa già in quale stalo 
} mi avesse lasciato il mio amico B. Io non faceva quasi più, in que' giorni, 
stima de' miei studii; lavoravo ancora, ma più per abito che per amore; 
'impazienza di fare, e sarei stato felice di poter dare tutto me stesso, il 
l'ingegno, il tempo, la vita, per qualche causa generosa. Figlio di padre 
pò, ero molto ben preparato a sentire le miserie umane, e molto ben di- 
seconda il mio potere, a soccorrerle. La vita mi sembrava allora cosa 
iste, e lo studio delle dottrine buddhistìche indiane non aveva di certo coo- 
a rendermela molto più gaia. Ora non vedo, pur troppo, che la vita, per 
la, sia molto più bella; ma ho fermato le mie idee come i miei sentimenti; 
a detto che, collocati in questa vita non lieta, passiamo contribuire a far 
Intorno a noi si senta meno il dolore; per ogni dolore che alleviamo, per 
mpatia che risvegliamo, per (^ni nobile proposito che mettiamo noi stessi 
a o che eccitiamo fraternamente in altri, noi proviamo una gioia profon- 
bbiamo dunque procurarci spesso questa gioia. Il programma della mia 
1 parecchi anni, è fondalo su questo principio, e poiché io me ne trovo, 
] conto, assai bene, raccomando la stessa potente medicina a tutti i pes- 
, che non sono essi stessi cattivi. Ma ora voglio solamente cose possibili; 
ideale che ora cerco, è quello che io posso sperare di convertire in 
buona realtà. A ventiquattro anni, si vuole e si spera, pur troppo, 
; cosa di più. Dominato ancora dalla vanità di morir glorioso, andavo fra 
sso immaginando in qual modo, col sacriGcio intiero, immediato, di 
9S0 io avrei potuto rendere un grande servigio all' umanità ; la differenza 
liei pensieri di oggi e quelli di or sono quindici anni è, finalmente, questa 
a credeva allora che fosse necessario morire per gli uomini, ora credo in- 
le sia più utile il vivere e l'ordinare tutta la vita nelle sue parti come 



PROEMIO AUTOBIOaRAFICO. 3CXI 

ndla sua somma in modo che essa possa col tornare più utile agli altri divenire 
più piacevole a noi stessi; questo è il mio egoismo ^ questo è il mio solo epicurei- 
smo ^ questa la mia fede, questa la mia disciplina, e in essa ho trovata finalmente 
quella serenità dell'animo che ad alcuno sembra singolare ch'io conservi in 
mezzo alla viva e quasi tumultuosa tempesta della mia vita. 

Ma, sul finire deir anno 1864 e sul principio dell'anno 1865, sarei stato rico- 
noscente a chi m'avesse offerta un'occasbne di morir presto, di morir bene, dì 
morire solo, rumorosamente, per tutti. Il caso volle che incontrassi in casa di 
un illustre emigrato ungherese, Francesco Pulszky, il celebre profugo russo e 
socialista Michele Bakunln. Egli sedeva tonante e sovrastante innanzi ad un 
immenso tazzone di thè che gli si poneva innanzi, affatto proporzionato alla 
sua capacità digestiva. Si adunava per lo più intorno a lui un circolo di persone 
attente alla sua parola dotta, faconda e spiritosa. Egli avea veduto molti uomini 
e molle cose, e discorreva volentieri e con intelligenza di filosofia hegeliana. Una 
sera, accortosi che io gli prestavo più vivamente ascolto, prosegui a parlare, diri- 
gendosi sempre a me che non gli ero ancora stato presentato, come se volesse 
affascinarmi con lo sguardo. Ad un tratto, discorrendo dello Schopenhauer, 
s'inteiTuppe, dicendo: <Ma perchè vi parlo io delle dottrine dello Schopenhauer? 
ecco chi ce ne può dire di più, perchè può mostrarci dove lo Schopenhauer 
aveva preso le sue idee, » e indicò me: mi trovai scoperto e mi. lasciai pren- 
dere facilmente all'amo. In breve, il Bakunin si levò, mi si accostò e mi strinse 
la mano, domandandomi un po' misteriosamente se io fossi massone. Dichia- 
rai che non ero, e poi che non lo volevo essere, abborrendo dalle Società segrete; 
e soggiunsi: € Se quello che i Massoni fanno è cosa buona, abbiamo abbastanza 
libertà ora in Italia da poter farlo apertamente; se non è cosa buona, non s'ha 
a fare né in pubblico né in segreto. > Il Bakunin mi disse che avevo ragione, 
ch'egli pure non faceva molta stima della Massoneria, ma che essa gli forniva il 
modo di preparare altro. Mi domandò se fossi mazziniano e repubblicano; ri- 
sposi: € Non è nella mia natura farmi seguace di un solo uomo, per quanto gran- 
de, e però potrei forse essere repubblicano, ma non mai mazziniano, per quanto 
io riconosca che il Mazzini ha reso grandi servigi alla libertà: ma la stessa repub- 
blica mi pare niente più che una vana parola; oggi almeno essa non significa più 
nulla; vi possono essere repubbliche aristocratiche e monarchie democratiche; 
in Italia non è la monarchia , ma l' ordinamento burocratico dello Stato che ci dà 
noia; ciò che importa è la libertà; ciò che importerebbe, se vi fosse il modo di 
riformare la società, sarebbe che tutti fossero uguali, non solo innanzi alla legge , 
ma anche innanzi alla questione del pane, che non è ancora uguale per tutti, 
poiché agli uni sovrabbonda ed agli altri manca. s> Qui il Bakunin mi strinse for- 
temente la mano, dicendo : € Ma voi siete dunque dei nostri; per questo appunto 
noi lavoriamo; voi dovete dunque associarvi all'opera nostra. s> Opposi che desi- 
deravo rimaner libero, che volevo rispondere pubblicamente degli atti miei; allora 
egli sfoderò tutta la sua non poca eloquenza a persuadermi come, innanzi alla te- 
nebrosa congiura degli Stati a danno della società, era necessario opporre un'al- 
tra congiura: ci reazionarii, egli diceva, son! tutti d'accordo, i liberali invece 
dispersi, divisi, discordi; è necessario strìngere un patto segreto internazionale. » 
Il gran serpente mi aveva oramai avvolto nelle sue spire fatali; resistetti un poco, 



na rivoluzione sociale imme- 
rnai a casa, a un'ora dopo 
ar Bonno ; ma fu invano. I 
Ilo da non laMiarmi posare. 
' te mie due stanze dìveoute 
inava, accusando la viltà ed 
I e subito a me stesso che 
:he un'ora di più, con sen- 
no governativo. Non debbo, 
adesso, se non mi trovassi 
ire non una, ma dieci volte 
; con una mano un beneficio 
[ mi persuadeva punto il so- 
i esser pagati col danaro del 
versitaria in Italia dalla sola 
di socialisti, di livellatori so- 
idre di sanscrito; mì sentivo 
; anzi confido pure che mio 
e di delicatezza, della mia 
sopra la grandezza e bontì 
ni era sembrata generosa e 
I avevo di mio e che mi era 
a mi costava forse la perdita 
rosso dolore alla mia buona 
0, irritato vivamente alcuni 
ificarmi intieramente per la 
li a Torino la mia rinunzia, 
imonte; il Ministero lontano 
lo che quella risoluzione fosse 
irità non ancora cons^utta, 
'ava la rinunzia data. Quelle 
a furono imprudenti: che, se 
, era il pessimo forse de' par- 
la promessa di più lauto sti- 
allora messo innanzi la vanità 
sostrato , e non sarebbe stato 
^ionevole, più legittimo, più 
le, non avrebbe forse durata 
amici e parenti di svolgermi 
} promesse non valse; io do- 
terno indugio ministeriale, la 
1 bastato a farmi pentire d'es- 

:etto di tutti i miei beni, per 
0, avevano tosto fatto conce- 
età, nella quale non solo fui 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XXIH 

accollo festosamente, ma tosto assunto ai supremi onori. Il Bakunin mi rappre- 
sentava ai fratelli come il migliore de' cittadini italiani, e per alcune settimane si 
vide nel suo albo e in quello de' suoi amici il mio ritratto fra quello del Garibaldi 
e del Mazzini. Io diffidavo, tuttavia, di que* precoci ed eccessivi trionfi e, a giù- 
stificarli in parte, domandavo impaziente che la Società uscisse dalla sua iner- 
zia per gettarmi, con essa, animosamente all' opera. 

Disegnai allora un corso alla Quinet di lezioni di storia popolare fiorentina, 
spiegata, naturalmente, in senso repubblicano e socialistico; mi offersi pure a 
percorrere le campagne per farvi propaganda dell'idea sociale, e scrissi una spe- 
cie di Marsigliese, che fu stampata alla macchia sotto il titolo: La Sociale, Ma i 
capi della Società non avevano la mia stessa fretta ; il capo supremo era tutto in- 
tento a far collette per i poveri Polacchi, com'egli diceva, e, in verità, per sé 
stesso e per i più bisognosi de' fratelli che gli andavano per casa. Ne fui in breve 
disgustato , e dichiarai più volte che non mi pareva né degna nò matura a prepa- 
rare la rivoluzione sociale una Società , che non sapeva neppure ordinar sé stessa 
in modo da poter vivere onorata e rispettata col proprio lavoro. « Diveniamo, dice- 
vo, prima noi slessi Società cooperativa e poi riformeremo il mondo per mezzo del 
lavin'o; ma, fin che noi vivremo con l'ignominia dell'elemosina, non abbiamo il 
diritto di farci nuovi legislatori della società operaia. » Nella Società tutti volevano 
un grado, e nessuno avrebbe tollerato di servire come gregario; il generalissimo 
componeva ogni settimana un nuovo cifrario e voleva ch'io lo studiassi, dicendomi 
che io solo dovevo possederne la chiave. Gli risposi che credevo inutile ogni cifra- 
rio, quando si lavorava in comune nella stessa città, e che esso, oltre al rimanere 
un perditempo , avrebbe soltanto servito a rendere più pericoloso il nostro giuoco, 
non già a farlo più efficace; quanto meno ci perdessimo in regolamenti, tanto più 
si semplificherebbe l'opera nostra; ma urgeva, a parer mio, che si facesse qualche 
cosa, e, intanto, mi pareva che premesse comunicare i nostri pensieri , i nostri di- 
segni al popolo. Il Bakunin, vedendomi risoluto d'entrare in azione, m'incaricò 
allora di recarmi a fare un po' di catechismo sociale presso due giovani che erano 
in voce d' aver molto séguito fra gli artigiani. L'uno di essi , un operaio composi- 
tore, trovai facilmente disposto ad entrare nella Società; dell'altro debbo dire, 
invece, che egli ha contribuito a convertir me col suo vivace buon senso. Era 
un bel tipo d'artista toscano; aveva fatto le campagne di Sicilia e d'Aspromonte; 
era giovane di cuore e d' ingegno : aperto , schietto , leale , bello , seducente. Lo 
esplorai; ma egli capi tosto dove volevo riuscire. Quando ebbi esposto, con qual- 
che circonlocuzione, il mio mandato: e Senta, ini disse, lei vede quella carabina; 
ha servito due volte per il mio paese ; il giorno in cui lor signori scopriranno le 
loro batterie e ci faranno intender meglio ciò che vogliono fare pel nostro povero 
popolo, io la ripiglio e mi vedranno in prima fila- tra i combattenti; ma, abbiano 
pazienza, io non sono fatto per andar dietro gli altri senza saper dove. :» Io 
l' avrei baciato, tanto mi piacque; mi ritrassi e riferii al capo del supremo tribu- 
nale rivoluzionario l'esito infelice della mia commissione, confessando, per parte 
mia, che davo non una, ma mille ragioni al bravo popolano, e che io stesso non 
trovavo nessun motivo, perchè si avesse a conservar clandestina una Società che 
voleva lavorare a beneficio del popolo. A questo punto erano le cose, quand9 ar- 
rivò di Russia un vero ed autentico fratello di Michele Bakunin, un sà^o ed 



XXIV PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 

onesto filosofo y con la sua compagna, una donnina di gran cuore e piena d' intel- 
ligenza. Non avevano le idee del grande agitatore, ma pur lo vedevano spes- 
so; fili loro presentato come fratello, anzi, arrossisco nel dirlo, come nngrcmde 
italiano, ed ebbi presto la fortuna di conciliarmi le loro simpatie. Di discorso in 
discorso, si venne a parlare d'una loro cugina. Sofia Besobrasoff, venuta allora 
in Firenze con la madre. Natalia Bakunin n'era la più intima amica; ne lodava 
la bontà, la coltura, la passione dell'arte, il buon gusto, l'amore dell'Italia; 
me la rappresentava pure alquanto infelice , il cbe non poteva riuscire indifie- 
rente ad un giovane cbe si sentiva infelicissimo. Una sera, finalmente, Alessan- 
dro Bakunin mi presentò ad essa e alla degna sua madre; tre mesi dopo, ci spo- 
sammo , per la nostra comune felicità , nella chiesa russa di Napoli. Ma , prima 
di partire da Firenze, io aveva obbligato Michele Bakunin a sciogliere la sua 
Società segreta, facendo io stesso contro di essa un fiero discorso che avrebbe 
forse potuto costarmi la vita, se la Società fosse durata; si sciolse, invece, ed 
essendosi dispersi i suoi membri, io non ricevetti molestia. Ma non volevo, a 
nessun patto, proseguire in un segreto che mi pareva divenuto colpevole. Rin- 
&cciai dunque, ad alta voce, alla Società tutti i suoi errori, e dichiarai che, per 
mio conto, mi ritiravo da un luogo, dov'ero obbligato, per ragione di disci- 
plina, a chiamare col nome di fratelli alcune persone che non potevo stimare 
ed alle quali avrei sempre negato il saluto; rivendicavo quindi la mia intiera 
libertà di scrivere ed operare nella piena luce del giorno. Entrai pertanto nelle 
varie Società democratiche e repubblicane di Firenze; una di queste ordinò al- 
lora un gran meeting repubblicano, per protestare contro le trattative che si fa- 
cevano , nel maggio di quell'anno, fra il Re d' Italia ed il Papa per combinare fra 
loro un modus vivendi. Io fui richiesto di fare, per queir occasione, un discorso; 
poiché un po' di buon senso m'era ancora rimasto, e perchè mi piacquero sem- 
pre le cose ben determinate , dissi che io mi meravigliavo non già che il Re ed 
il Papa fossero entrati fra loro in trattato, ma che di quel trattato ci volessimo 
precisamente occupar noi. « Noi protestiamo, dicevo, nella nostra qualità di re- 
pubblicani , di non riconoscere né il Re né il Papa ; che cosa ci deve dunque 
importare se essi si mettono d' accordo? Il loro modus vivendi non può essere il 
nostro e però non ci riguarda. ì> Queste e simili parole moderate che dissi in quel 
meeting, non erano atte a provocare applausi clamorosi; ma il buon senso m' as- 
sisteva ancora un poco, ed io sono contento e mi stimo per aver detto in quella 
occasione ciò che pensavo. Io non posso, senza dubbio, difendere oggi tutto 
quello che scrissi e feci nel 1865; tutt' altro; mi ero, pur troppo, impegnato coi 
repubblicani e coi socialisti, alcuni dei quali, uomini di grande carattere, sti- 
mavo e stimo ancora; ne avevo sposato le dottrine eccessive, e scrivevo, essendo 
pienamente libero e padrone di me stesso, in conformità di quelle dottrine. Ve- 
devo allora nei re, in genere, nei nobili e nei ricchi, de"nemici e de' tiranni 
della società; mi pareva, anzi, d'odiarli. Il mio linguaggio fu allora, più d'una 
volta, intemperante, esagerato, ingiusto; e lo deploro vivamente, e lo rinnego, 
non per alcuna volubilità di sentimenti, ma perché so bene che non era questo il 
proprio linguaggio mio, e solo un linguaggio di convenzione conforme a quel 
mio stato di effimera agitazione. La mia vita fu, per dire il vero, un agitarsi con- 
tinuo; ma io non avevo ancora in quel tempo trovata la via di agitarmi utilmente. 



l 



L 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XXV 

La via in cui ero entrato era felsa, e, in ogni modo, non era la mia; sono dunque 
lieto di esseme uscito ancora in tempo, e spontaneamente, per riprendere un'al- 
tra volta il mio viaggio ideale con migliore e più seria direzione e molto più si- 
mile a me stesso ; ero stato un illuso-, ed avevo avuto il torto di temere che 
alcuni dei miei compagni repubblicani mi stimassero ancora troppo ligio ad un 
ordine di cose e persone che dovea parermi privilegiato e dal quale ero uscito. 
A persuaderli del contrario, avevo allora esageralo io stesso stranamente 1* espres- 
sione de* miei proprii sentimenti, e cosi essi erano diventali falsi. Il maggior nu- 
mero delle volte mi sono dovuto pentire, non già per aver detto tutto, con piena 
ingenuità, il mio proprio primo pensiero; ma , per non averlo espresso tutto , o per 
averlo espresso troppo, o per avere, nell'esprimerlo , temuto di soverchio l'opinione 
e il giudìzio delle persone, alle quali specialmente mi rivolgevo: quando fui sincero 
con me stesso, non ebbi mai gravi pentimenti. Un sentimento innato di giustizia e 
di umanità, il desiderio sincero di promuovere un' maggiore benessere sociale, mi 
aveva lanciato in mezzo alle Società repubblicane , dalle quali speravo allora e non 
ispero più oggi (lo dichiaro con tutto il rispetto, ma con tutto il candore, a' miei 
pochi, ma stimabili amici repubblicani) lo scioglimento d^' nostri grandi problemi 
sociali; in una di esse volli anzi promuovere la costituzione di un pubblico parla- 
mento popolare permanente, ove, in opposizione al Parlamento monarchico, si do- 
vessero agitare tutte le grandi questioni di democrazia sociale; nello stesso tempo, 
per incominciare io stesso a mettere in opera le mie nuove dottrine socialistiche, 
ebbi l'infelice pensiero di fondare in Firenze una tipografia sopra le basi d'una 
Società cooperativa. Non riuscii nell'intento; e, in poco più d'un anno, capitale 
ed interessi erano quasi interamente perduti. I gravi dolori che furono la con- 
s^enza di quel grave disastro economico, sono inenarrabili. Perduta intanto, 
con la mia propria dolorosa esperienza , a] conlatto degli operai , nei quali ri- 
conobbi, pur troppo, istinti molto aristocratici, ogni fede nell'opera, per cui 
mi ero voluto sacrificare; persuaso della sterilità di tutti i moti rìvoluzionarii e 
violenti, cercai di nuovo rifugio, conforto ed aiuto nei miei studii; perciò, nella 
primavera del 1866, ritirandomi dalle Società repubblicane, ove non avevo più nulla 
da dire e da fare, feci ritorno ai miei libri. Indi a poco, invitato affettuosamente 
da alcuni colleghi, mi dichiarai loro disposto a rientrare nell'insegnamento, quando 
potessi £dirlo senza esautorarmi. Il Governo, dicevo loro, non può volermi togliere 
autorità nel giorno stesso, in cui torna a conferirmela. Come io sentii spontanea- 
mente che dovevo discendere dalla cattedra, quando mi pareva, secondo la mia 
cosdenza turbata, di dover combattere il Governo, cosi ora che son disposto na- 
turalmente a risalirvi, ho l'intimo convincimento che servirò con lealtà quel Go- 
verno che mi restituisce la sua fiducia; e se il Governo mi stima abbastanza da 
rimettermi in ufficio sulla mia sola parola, che non ho mai tradita, io sarò lieto, 
dopo un auno di doloroso errore, di ritornare all'insegnamento. Non faccio, per 
ora, pubbliche e solenni dichiarazioni di fede monarchica, che, in questi giorni, 
forse non sarebbero credute e che parrebbero motivale dal solo desiderio di ri- 
cuperare l'ufficio perduto; al Governo gioverà meglio che questa fede io la provi 
coi fatti; ma se, per riacquistare il mio onore, dovessi prima disonorarmi , no, io 
non consentirei in alcuna maniera ad un tale atto di sottomissione forzata, a que- 
sta infelice renunzia d' ogni mio decoro. I Ministri della Pubblica Istruzione che 



SXVI PROEHIO ACTOBIOGHAFICO. 

si succedettero negli anni 1866 e 1867, vollero io qualche modo atlestanni la loro 
benevolenza: l'uno incoraggiando pubblicamente la mìa Memoria sui Viaggiatori 
a con lo stamparla a spese del MÌDÌstero; l'altro, con l' aiutare 
Iella Rivista Orientale. dì die allora fondata; ma, quanto al ri- 
fra, il primo, quantunque si mostrasse assai bene disposto a mio 
: anzi creare per me, con una biblioteca di manoscritti, da eri- 
San Martino, presso Napoli, una specie di convento laico, del 
essere l'Abate, ne rimase, come incatenata Eccelletua, im- 
oìe arti di alcuni mestatori che egli aveva attorno a &è, e che 
impossibililà di richiamarmi in ufGcio dopo il torto da me fatto, 
, all'intiero corpo universitario con la mia ritirata clamorosa e 
iti, durato un solo mese in carica, non ebbe il tempo di prov- 
:orte. Alfine, divenne ministro Michele Goppino, il quale, fbe- 
co scolaro, lo invitò ad aprire nell'Istituto di Studii superiori 
ni «opra la letteratura indiana. Dichiarai che, sotto il ministro 
invitato a fare un corso simile. Anzi, una delle lezioni che 
quel corso, è il libretto inUtolato: I miracoli del Dio Indra 
0, dedicandolo al mio caro e venerato maestro Alberto Weber, 
! nel 1866; quantunque lodato quel saggio di lezioni da alcuni 
panieri, per le ragioni già dette, il minisU^ Berti (ch'io, del 
npre ed amai come uomo e come filosofo) non osò allora far 
B la pecorella smarrita, ed io continuai pertanto a sperare, o più 
per un anno, il ministro Coppino, invece , quando gli dissi che 
a di lezioni lìbere m'avrebbe inutilmente compromesso ed urai- 
irò dolcemente, dicendomi queste poche, ma consolanti parole: 
)lta fiducia nel suo maestro. » Mi posi dunque nuovamente ai- 
resi an libero corso di letture sopra Le fonti vediche dell' epo- 
opeainiiiana; il ministro Coppino, col segretario generale Na- 
preaente alla prima lezione, che piacque; anzi , egli stesso diede, 
rimo segnale agli applausi ; prima poi che incominciassi la se- 
mi avvertito che il mìo corso era già stato dichiarato ufficiale, 
la via maestra, nella primavera dell'anno 1867, nell' insegna- 
mi ero ritirato nel mese di febbraio dell' anno 1865. Nel luglio 
eque la nostra Cordelia; nel settembre mori mio padre; l'anno 
mia madre. 

gi& pubblicato la mìa Enciclopedia Indiana, dedicata al Gor- 
cora per un anno e mezzo come professore straordinario. NeN 
Consìglio Superiore della pubblica istruzione, fatti esaminare 
«tifici da una Commissione composta di Gaspare Gorresio, 
ivanni Flechia, mi proponeva al ministro Broglio per la tìtola- 
lie la nomina si facesse, nei mesi della mìa maggiore ansietà, 
una dolorosa polemica con un vivace scrittore napoletano, il 
dcune mie critiche puramente letterarie, m'assalì con un vero 
i dubbio, male informato, afTermò di me cose non vere, che 
)v'io venni insultalo, ha poi lealmente disdette. Il critico non 
maginarsi il male che il suo immeritato oltraggio mi cagionava. 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XXVII 

Io fui allora ad un punto di dimenticare ogni mio dovere domestico e di* doman- 
dargli (poiché i duelli per celia non potevano proprio essere il fatto mìo) una di 
quelle stolide, estreme riparazioni di sangue che si chiamano ancora, come nel 
barbaro Medio Evo, riparazioni di onore; guardai la mia dolce compagna, che 
io, roalajTveduto tipografo, aveva involontariamente impoverita e la nostra cara 
bambinetta; m'intenerii vivamente e, dopo lungo e fiero interno combattimento, 
considerato il mio supremo dovere, mi frenai; ma, in quello stato d'animo dolo- ^ 

roso, scrissi la seconda parte di quella che diventò poi una trilogia drammatica 
intitolata: Re Naia, la quale venne, sul principio dell'anno 1869, rappresen- 
tata con lietissimo successo e pompa straordinaria all'Accademia Filodrammatica 
de' Fidenti, presenti il ministro Broglio e la più scelta Società letteraria ed ar- 
letica convenuta allora in Firenze capitale. In quel dramma, intitolato La per- 
aita del Regno, il Re Naia perde al giuoco il regno e sta per giuocare anche la 
sua adorata compagna, quando ritorna in sé stesso, e preferisce più tosto vivere 
misero con la sua donna e lavorare pel racquisto del regno perduto che lasciarla 
infelice. Lontano oramai da que* dolori, poiché il Re Naia \tìì procacciò final- 
mente qualche onore nelle lettere, e mi diede coraggio, pel favore ottenuto, a 
scrivere altri Drammi indiani, deposto pure ogni mio vècchio rancore contro 
l'antico mio critico, del quale ho finalmente pregiato sempre T ingegno ed i no- 
bili studii, vorrei quasi, se io potessi dividermi in due, benedirlo, per avermi, 
nell'inverno dell'anno 1868-69, fatto soffrir tanto. ^ 

Nominato titolare nella primavera dell'anno 1869, pubblicai pure in quel 
tempo la mia Storia Comparata degli tisi nuziali indo-europei, e raccolsi le 
Novelline popolari di Santo Stefano di Calcinaiay borgata presso Signa, ove, 
quando nacque Cordelia , mia moglie avea comprato per essa una villetta. 

11 primo soggiorno estivo in quel casale non fu punto piacevole; la popolazione 
n'era assai rozza; nel tempo della nostra prima villeggiatura (1868) ebbi pure 
una lettera anonima di ricatto, che m' intimava, sotto pena di vendicarsi sopra la« 
mia moglie e sopra la mia bambina, di portare sulla mezzanotte, in luogo appar- 
tato, cinquecento lire. Non sapevo onde partissero le oscure e crudeli minaccio; 
mi recai tuttavia al luogo indicato risoluto d'incontrare il malfattore; avvertito, 
per alcuna imprudenza, che la forza pubblica s'era messa in moto, egli non 
comparve; ma> il giorno dopo, arrestatala persona che avea scritta la lettera, 
V uomo che V aveva dettata si agitò tanto , che destò i miei sospetti; non lo potevo, 
sopra un solo sospetto, far arrestare, ma egli prese de' miei soli sospetti tale 
sgomento, che ebbe, poco dopo, una congestione cerebrale che lo portò al sepol- 
cro, nella quale, fra il delirio, si tradì. Egli avea sperato stancarmi per modo 
dell'acquisto fatto ch'io l'abbandonassi per disperazione, e lo cedessi quindi, per 
una moneta vilissima, a lui, nella furia del vendere; la lettera di ricatto era uno 
de'suoi mezzi; cosi egli avea fatto correr voce in paese che mi avrebbero avvelenato 
l'acqua del pozzo; che una sera o l'altra sarei stato colpito da una schioppettata, 
mentre passeggiavo solo per la villa; e la notte venivano a tagliarmi tutti i giovani 
cipressi che io piantavo nel giorno. L'animo risoluto che mostrai in quella, come 
in altre occasioni, liberò me j^la società da un vero nemico e mi die credito 
presso quella popolazione, la quale ora, dopo dieci anni, può dirsi intieramente 
rinnovata, anche un poco, per merito d'una Scuola infantile che vi é nata, e di: 









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PROEMIO AUTOBIOGR.VFICO. XXIX 



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Vieni, regina d'ogni nostra festa, 
Primo ìdromel del nostro paradiso , 
Vieni, dolce Cordelia, ei si ridesta, 
Muovigli incontro col gentil sorriso. 

À pena ei scuote la leggiadra testa 
£ riconosce il tuo giocondo viso , 
S' agita , trilla , frugola , tempesta , 
Fin che lo domi, nel tuo grembo assiso. 

E la trepida madre a voi daccanto 

Gode e s'affanna, ama ed, amando, teme 
Gh' ogni tripudio non si muti in pianto. 

E pur, se ascolto il Dio eh' entro mi freme. 
Io questo augurio odo sonar soltanto : 
Lungamente vivrem coi figli insieme. 

IL 

Gresci intanto, fanciullo, orgoglio mio. 
Forte tra i forti , e il nome tuo rammenta 
Quello che in me fu povero desio, 
Tu, che valido sei, sorgi e lo tenta. 

Te a le battaglie de la vita invio , 

Non a far sangue in una età cruenta , 
Ma, con mano gagliarda e accento pio, 
A disarmar l' insania violenta. 
' Gresci intanto, fanciullo, armati e vivi; 
Te benedico; e, come amor li accese, 
I felici tuoi di sian d' odio privi. 

Ma , se d' Italia vendichi l' offese , 

Sacro il tuo nome ai novi tempi arrivi , 
Prode Alessandro del gentil paese. 

Firenze, 22 novemìyre i874. 

Uh 

Sandro, io volea, con numeri potenti 
E strani, armar la mia canzon festiva. 
Nerbo chiedendo a la favella viva 
De le tue poche sillabe eloquenti. 

Ma i forti suoni , nel mio dir , blandiva 
Gordelia coi celesti occhi ridenti, 
La tenerezza de' materni accenti , 
La fida nonna che da lungo arriva. 

Vieni dunque, mischiam, piceiol tonante. 
Le nostre rime; e, se l'amor trabocchi, 
Ond' io dica assai men di quel che attendi , 

Poi che tu stesso mi baleni innante. 
Ansio di tripudiar sui miei ginocchi. 
Molte più cose eh' io non dica intendi. 

Firenze, ^ novembre i875. 



XSVin PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 

una Società operaia, con la quale si lavora a nÙEliorare le condizioni morali di 
quella povera terra. Io ho già toccato di alcuni dolori da me provati; ma poiché 
dall' aver fatto il mio dovere in mezzo a quella gente di cuore ho derivato un 
po' di conforto alla mia vita, io sarei un ingrato se non cogliessi l'occasione per 
riconoscere questo gran benefizia ricevuto dalla mia educazione letteraria, ^ per 
raccomandare agi' i poco ndriad come ottimo mezzo dì liberarsi dal perìcolo di una 
eccessiva misantropia il far qualche cosa per gli uomini. 

Nell'anno 1869, stando in Firenze, diressi pure la Rivista Contemporanea, 
che sì pubblicava a Torino dall' editore Negro. Ma da Firenze si dirìge male una 
Rivista pubblicata a Torino; nel dicembre pertanto dell'anno 1869 fondai Ìo slesso 
in Firenze la Rivista Europea, con l' intento speciale di promuovere relazioni let- 
terarie fra l'Italia e le altre nazioni civili europèe, aiutata da molti cortesi co^ 
rispondenti stranieri, in Francia specialmente dal mia amico Amedeo ftoux', ia 
Ispagna dall'egregio dottor Francesco Tubino, in Germania dal compianto dottor 
Jànicke. Nello stesso anno 1869, avevo già fatto con mia moglie e con la mia 
bambina il mio pfimo viaggio in Russia, dopo aver raccomandata la Rivista 
Contemporanea in buone mani , alla direzione del mio amico Ferdinanda Bosìo; 
passando per Graz, sfrìnsi la mano a Federico Marx , che aveva allora tradotto in 
tedesco la seconda parte del mio Re Naia; a Naskovo, poi, villaggio della mia 
suocera, nel Governo di Mosca, quantunque malato, scrissi la prima e la terza 
parte della mia trilogia draoifnatica, ed imparai, raccogliendo novelline popolari, 
un po' di russo. Sul fine di quell'anno venni richiesto di collaborare aW'Atbe- 
naeum di Londra, ove scrivo ancora, ed al jtfAsa^c/tere d'^urojia di Pietroburgo, 
dove pubblicai numerosi artìcoli suU' Italia, tn quell'anno medesimo conobbi il 
— •" ■'"'"'■'Simo amico ungherese conte Geza Kuun. 

anni 1870-71-72, scrìssi la mia Mitologia zoologica, che fu dedicata a 
lari e Michele Ceppino, e, stampata in inglese dal Trubner, in francese 
j-Lauriel, in tedesco dal Grùnow, cooperò non poco a farmi cono- 
.0 i dotti stranieri. Alta Mitologia zoologica debbo pure la soddisfa- 
jr conosciuto il rimpianto conte Alessio Tolstoi. Nel i871 avevo pure 
n nuovo dramma indiano , intitolato : La Morte del Re Dasarata, che il 
resentò per due sere al Teatro Nuovo di Firenze, nei primi mesi del- 
2; nello stesso anno scrìssi Maya, mistero drammatico indiano che il 
ì amico conte Ladislao Tarnowski, prima, ahìmèl dì recarsi a morire 
), tradusse in polacco. Neil' anno 1873 composi , dedicandolo al duca 
ita, il Romolo, dì cui furono specialmente bene accolti e parvero ori- 
i. Nel tempo stesso in cui componevo, pieno del sentimento della vita 
il Romolo, nasceva il nostro figlio Alessandro. 
ra aspettato e desiderato compagno della nostra Cordelia, e, appena 
s, rìanimò d'una insolila allegria la nostra casa. Il mio Romolo è il 
into natalizio; nei primi anniversari! del suo nascimento, scrìssi pure 
rso per esso, e poiché, rileggendo que' sonetti, mi persuado che non ho 
a^ior verità d'aCTetto espresso i miei sentimenti domestici , domando 
iprodurre qui i versi da me scritti per imprimo e secondo anniversario 
carìssiAo l^cìullo: 



At:^ 



. . V - • 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. 



I. 



Vieni, regina d'ogni nostra festa, 
Primo idromel del nostro paradiso , 
Vieni, dolce Cordelia, ei si ridesta, 
Muovigli incontro col gentil sorriso. 

À pena ei scuote la leggiadra testa 
£ riconosce il tuo giocondo viso , 
S* agita , trilla , frugola , tempesta , 
Fin che lo domi, nel tuo grembo assiso. 

E la trepida madre a voi daccanto 

Gode e s'affanna, ama ed, amando, teme 
Gh' ogni tripudio non si muti in pianto. 

E pur, se ascolto il Dio eh' entro mi freme. 
Io questo augurio odo sonar soltanto: 
Lungamente vivrem coi tìgli insieme. 

IL 

Cresci intanto, fanciullo, orgoglio mio, 
Forte tra 1 forti , e il nome tuo rammenta 
Quello che in me fu povero desio , 
Tu, che valido sei, sorgi e lo tenta. 

Te a le battaglie de la vita invio , 

Non a far sangue in una età cruenta , 
Ma, con mano gagliarda e accento pio, 
A disarmar l' insania violenta. 
' Cresci intanto, fanciullo, armati e vivi; 
Te benedico; e, come amor li accese, 
I felici tuoi di sian d' odio privi. 

Ma , se d' Italia vendichi l' offese , 

Sacro il tuo nome ai novi tempi arrivi , 
Prode Alessandro del gentil paese. 

Firenze, 22 novembre i874. 

IIL 

Sandro, io volea, con numeri potenti 
E strani, armar la mia canzon festiva. 
Nerbo chiedendo a la favella viva 
De le tue poche sillabe eloquenti. 

Ma i forti suoni , nel mio dir , blandiva 
Cordelia coi celesti occhi ridenti, 
La tenerezza de' materni accenti , 
La fida nonna che da lunge arriva. 

Vieni dunque, mischiam, picciol tonante. 
Le nostre rime; e, se l'amor trabocchi, 
Ond' io dica assai men di quel che attendi , 

Poi che tu stesso mi baleni innante , 
Ansio di tripudiar sui miei ginocchi , 
Molte più cose eh' io non dica intendi. 

Firenze, ^ novembre i875. 






XXIX 



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XXX PKOEBUO AUTOBIOGRAFICO. 

Nello stesso anno 4873, comparvero, raccolti in un volume, i miei Ricardi 
biografici che dedicai a mia moglie. Nell'anno 1874, pubblicai le mie Letture 
sopra la Mitologia vedica dedicate ad Ernesto Renan e la Storia dei Viaggiatori 
italiani neW India destinata al Congresso Geografico di Parigi, ove mi recai in 
compagnia del mio amico Valentino Carrera, dopo aver costeggiato il Monte Bianco, 
visitato la Franche Comté, l'Alsazia e fatta la discesa del Reno. Fu in quel viag- 
gio bellissimo ch'io conobbi di persona Daniele Stern (la contessa D'Agoult), l'EIg- 
ger, il Baudry ed il Laboulaye. Essendo in viaggio, diressi pure alcune lettere 
a' miei carissimi amici Tulio Massarani e Giovanni Rizzi, che vennero pubblicate 
nella Perseveranza di Milano. 

In queir anno medesimo, a beneficio della famiglia del Dall' Ongaro, ne 
pubblicai, a mie spese, V Epistolario scelto; irai ì sosctìiiorìerai^ure un \n\enie 
poeta, ma poco desiderabile amico, che mi ringraziò poi con questo bel verso: 

L' altrui scale affatichi e V altrui tasche. 

Tutte le altre stolide ingiurie lanciate a me nel suo poema le condono vo- 
lentieri, dovrei dire ad una specie di vanità morbosa che predispone talora gli 
stessi migliori ingegni, ad atti perfidi ed insensati, dirò invece, nel caso nostro, 
air ingegno veramente troppo immaginoso del giovine poeta. Ma poiché le imma- 
gini de' poeti sono spesso fallaci, è necessario che si sappia qui, a mo' di commento 
perpetuo al poema, posto che il poema e questa prefazione debbano vivere insieme 
molt'anni, come il poeta abbia salito più volte le scale mie, quando credette aver 
bisogno di me, ed io non mai le sue, e come i soli quattrini che, in vita mia, io 
abbia levati dalle tasche del mio diffamatore, furono i pochi, per i quali egli so- 
scrisse al mio volume destinato ad alleviare il dolore della famiglia Dall' Ongaro. 

Nell'anno 1875, scrissi il Romolo Augustolo , elegia drammatica che dedicai 
a Tulio Massarani ; seguirono la Storia degli i^i funebri, la Storia degli usi 
natalizii dedicata a Giovanni Rizzi , ed i Matériaux pour servir à VHistoire des 
études orientales en Italie, dedicati a Ferdinando Sosio; con questo volume mi 
presentai nel settembre dell' anno 1876 (dopo aver fatta col Massarani una deli- 
ziosa gita nel Tirolo) qual delegato del Governo italiano al Terzo Congresso degli 
Orientalisti in Pietroburgo, ov'ebbi la ventura di assicurare a Firenze l'onore 
di ospitare il Quarto Congresso degli Orientalisti. Nominato, in Pietroburgo, 
presidente del futuro Congresso Michele Amari, io fui designato come segretario 
generale , e, in questa qualità, m'adoperai, perchè il Congresso di Firenze riuscisse 
numeroso , autorevole e splendido ; a prepararlo, avevo pure fondato, a mie spese, 
il Bollettino italiano degli Studii Orientali e, con l'aiuto efficace de' miei dotti 
colleghi, ordinato una prima Mostra orientale; pel Congresso, assistito dal ministro 
De Sanctis, pubblicai, con una introduzione, gli Scritti di Marco Della Tomba, 
missionario nell'India; allo stesso Congresso ebbi l'onore di presentare il primo 
volume della mia Mytliologie des PlanteSy da me scrìtta in francese, dedicata al 
Baudry ed al Lefèvre, e pubblicata a Parigi dal Reinwald. Nella primavera del- 
l'anno innanzi , si era inaugurata in casa nostra l'Accademia Orientale, nel cospetto 
di S. M. Don Pedro, imperatore del Brasile. Quanto al Congresso stesso, poi che 
mi procurò, tra le altre, la viva soddisfazione di riabbracciare sotto il nostro tetto 
il mio affettuoso maestro Alberto Weber, io non posso rar altro che benedirlo. 



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^ 



PROEMIO AUTOBIOGRAFICO. XXXI 

In occasione del Congresso , Ernesto Rossi recitò pure neli' Accademia Filarmonica 
di Firenze, innanzi agii scienziati, al ministro De Sanctis e a S. A. R. il Principe 
Amedeo y una scena di un mio idillio drammatico indiano dal tìtolo Savitrì, che io 
stesso, nella primavera dell'anno 1877, avevo avuto l'onore di leggere in Roma 
nel cospetto di S. A. la Principessa Margherita, che si era pure degnata di gra- 
dirne la dedica. 

Tornato, intanto, nell'anno 1876 dal Congresso di Pietroburgo, avevo ap- 
preso come nella mia assenza s' era venduta la Rivista Europea, che io dirigeva 
da sette anni, a Carlo Pancrazi, direttore della Gazzetta d'Italia; me ne ritrassi, 
e passai dal mese di dicembre di quello stesso anno a scrivere le Rassegne 
mensili delle Letterature straniere presso la Nuova Antologia. Nel maggio del- 
l'anno 1878, ebbi l'onore di recarmi, invitato dal professor Max Mùller, a leggere 
per tre giorni consecutivi sopra Alessandro Manzoni nella Taylorian Institution 
di Oxford. Le tre lezioni vengono ora pubblicate in Firenze dai Successori 
Le Mounier. Ma, prima di recarrai ad Oxford, avevo visitato in Lecco i luoghi 
manzoniani, ed ossequiato in Weimar il granduca Alessandro introdotto presso di 
lui dal mio venerando amico il Duca di Sermoneta; in Oxford venni, con signo- 
rile larghezza, ospitato in casa di Max Moller; in Londra, conobbi il Gladstone, 
in Parigi il Turghenie£f e lo scultore Antacholski, e passai alcune jore felici col 
Renan, col Brèal, col Baudry e col Paris; rividi il Lenormant ed il Roux, e mi 
ritrovai col Massarani, noumeno arguto giudice d'arte che splendido anfitrione 
d'artisti, a geniale banchetto, ove sedevano il Correnti, il Monteverde ed il Pagliano. 
Lungo il viaggio, dalla via del Broletto in Milano fino a Parigi, avevo ricevuto 
molte cortesie: tornato in patria, perchè non mi gloriassi troppo dei miei brevi 
trionfi, dovetti udir subito anch'io il volgare fescennino dello schiavo romano 
incaricato d'insultare, in lingua plebea, il fugace trionfatore; la parte dello 
schiavo la volle, tuttavìa, con mio dolore, assumere un tristo pazzo, che avevo 
lungamente scambiato per un amico, ed a cui, per solo rispetto alle memorie del 
passato, voglio far grazia non nominandolo. 

E qui fo punto. I miei nemici non devono aspettarsi in questo libro da me 
alcuna polemica; non ho proprio altro tempo di occuparmi di loro, o non ho la 
fortuna di stimarli abbastanza per darmene lungamente pensiero ; a quelli che io 
stimavo molto o poco ho già condonato volentieri tutto il male che hanno potuto 
voluto fòrmi; de'vituperii degli altri fo tutto il conto che si suol fare dello stre- 
pito vano, se bene assordante, de'monelli; non avendo il potere di farlo cessare, 
lascio che vi perdano da sé stessi ia voce. Cosi mi è dato procedere innanzi sereno 
e tranquillo per la mia via, eh' è, senza ingombro dell'altrui, larga, luminosa 
e diritta; nessuna invidiami toccò mai; nessuna meschina vanità mi tenta; nes> 
suna maldicenza pubblica o privata mi può mordere. Non mi preme molto che si 
dica di me : egli è il primo de' mitologi; egli è il primo degli orientalisti; egli è il 
primo de' critici; egli è il primo de' poeti; io posso essere benissimo, anzi tollero, 
con perfetta rassegnazione, l'opinione ch'io possa essere l'ultimo poeta, l'ul- 
timo critico, l'ultimo orientalista, l'ultimo mitologo; non sono nato né per ser- 
vire né per comandare, ma per vivere destando e alimentando, se si può, dove 
passa e dove vivo, alcune liete fiammelle; m'importa finalmente assai più vivere 
da galantuomo che ottener fama di grande scrittore. Non ambisco per me alcun 



XXXII PnOElOO AOIOBIOGRAFICO, 

principato, non ìspero raggiungere alcuna perfezione; sento profondamente e con 
re tutte le mie debolezze e tutti i miei difetti; me ne correggo, quanto 
pur troppo, io non posso la metà di quello che vorrei; pure, se io non 
se mai un capolavoro, e se, scrivendo tanto, io non ha pifi diritto 
ico si fermi lungamente sopra alcun lavoro mio, s'io non avrò nep- 
nia vita, la fortuna di poter compiere alcun atto eroico, prego almeno 
1, se si può, qualche piccolo conto della mia stessa vita presa one- 
r ingrosso ; e questo voglio e spero si che si possa almeno dire dì 
I io morrò, il che desidero naturalmente per me stesso, per la mia 

per i Ggli miei che sìa il più tardi possibile : quest' uomo , per quel 
poteva valere, s' è epeso sempre tutto, e assai poco per sé ; egli aveva 
da; ma, col cuore e col pensiero, abbracciava forte e lontano ; della 
rvi volentieri, tra gli uomini, come d'uno svegliarino. Non fu sem- 
)rudente, e, molte volte, egli è stato franteso; ma non conasce 

e, innanzi al perìAlo, non gli gira intorno, ma lo sGda. Incontrò 
a via parecchi amici affettuosi e fu loro grato e devoto : da alcuni, 
ì creduli amici, fu indegnamente tradito e li vuol dimenticare; gli al- 
I famiglia, sono la maggior beuedizione della sua vita;, egli amò, 

il suo paese e lo serri, o bene o male, ma sempre con gran cuore, 
iinque, la somma degli anni ch'ei visse, s'^li non ha potuta, pur 
srar nulla di grande, si può dire, almeno, che egli ha dato agli oo- 

quello che loro ba preso. Se tanto si potesse veramente dire, sen- 
>mpiacente bugia, di me, non domanderei di più e, quando arrivasse 
no, benedicendo agli uomini, chiuderei gli occhi sereno e contento. 
., Be le parole di quest'uomo non vano, ma che sente, fra il basso vi- 
Icuni indegni nemici, tutta la sua dignità, noA hanno ferito alcun let- 

se esse possono venire accolte con qualche benevolenza dagli scrìt- 
tli egli s'è, con sincerità forse soverchiamente espansiva, confessato,' 
a eh' egli continui a vìvere come il suo naturale ed impetuoso senti- 
>rta, avvicinando e conciliando, per quanta egli può, tutto ciò che si 
are e conciliare, se non nell'ordine delle idee, necessariamente fra 
iverse, almeno fra i rappresentanti di queste idee che non hanno cer* 
un motivo d' odiarsi. £ una specie di congresso della pace permanente 
ini di studio, che io ambirei contribuire a convocare con l'aiuto di 
>. Se io stesso non ho speranza ch'esso basti a comporre alcune delle 
itellettuali del nostro tempo, poiché il male più grande ce lo facciamo, 
,gli uni agli altri per non conoscerci, mi è sembrato che fosse utile 
mtar qualche cosa per conoscerci di più, e per fare tutti una migliore 
opera altrui e dell'onesto impegno che ciascuno scrittore crede aver 
àr onore al suo paese , alla sua suenza od all'arte sua. 

•enze, i' febbraio i879. 

Angelo De Gubehnatis. 



DIZIONARIO BIOGRAFICO 



DBOU 



SCRITTORI CONTEMPORANEI. 



^Gionataì, lìngaista norvegiano, 

nato a Cristiania nei 1837, dirige in quella 
città un collegio fin dall' anno 18t53. Nel 1862 
egli aveva pubblicata una «Grammatica ele- 
mentare deli* antica lingua norvegiana, » che 
fa parte degli Atti della Società per la pub- 
blicazione di antichi lavori norvegiani; nel 
1864 pubblicò tradotti e commentati parecchi 
poemi dell' Edda. 

Aasen (Iwar-Andrea), filologo norvegia- 
no, nato il 5 agosto 1813 ad Oersten (Soend- 
moere), figlio di contadino, studiò da sé. Re- 
catosi nel suo 34*^ anno a Cristiania, ove abita 
ancora , vi si' fece conoscere con lavori gram- 
maticali e filologici. Pubblicò una « Gramma- 
tica popolare della Lingua norvegiana » (1848); 
un I Dizionario della Lingua popolare norve- 
giana » (1850 : in quello stesso anno fu elet- 
to membro dell' Accademia delle Scienze di 
Cristiania) ; una Saggio di Dialetti norvegiani i 
(1853), ed una e Raccolta di Proverbi norve- 
giani. > Nel 1842 ottenne un sussidio gover- 
nativo per fare raccolta di vocaboli pel lessico 
fra i contadini; dal 1850 in poi , egli riceve una 
pensione annua governativa per proseguire i 
suoi studii sopra i dialetti norvegiani , un bel- 
r esempio dato dal Governo della Norvegia e 
che meriterebbe di venire imitato altrove. 
L' Aasen non si contentò di raccogliere i vo- 
caboli dell' odierno norvegiano , ma li con- 
fìrontò pure spesso nelle sue opere grammati- 
cali e lessicali con quelli della lingua antica. 
Nel 1878, l'Aasen pubblicò un volume di 
e Nomi Norvegiani. » Egli tradusse pure nella 
lingua popolare norvegiana l'antica saga ro- 
mantica di Fridthiof , che diede l' argomento 
al noto poema del Tegnér. Citiamo ancora di 
questo chiaro filologo autodidatto i seguenti 
lavori speciali: « Grammatica del Dialetto della 
provincia di Sòendmoere » (1851) ; a Diziona- 
rio dei nomi popolari delle piante norvegiano, 
estratto dal Buditikken » (l866); una e Me- 
moria sopra il Dizionario e la Grammatica 
della lingua popolare norvegiana, > inserita 
nel quarto volume degli A^ della Società 

Dizionario Biografico. 



Reale delle Scienze di Drontheim; una com- 
media in dialetto norve^ano con canti , intito* 
lata: e Ervingen » (Cristiania, 1855); parec- 
chie Canzoni , pubblicate in gran parte sotto 
il titolo : (L Symra » (Cristiania, 1863). L'esem- 
pio di scrìvere in dialetto dato dall' Aasen fu 
poi imitato da parecchi giovani autori norve- 
giani. 

Abate (Antonio), poeta siciliano , nato 
in Catania nell'anno 1826, è autore di un 
poema in ottava rima: e Sulla Rigenerazione 
della Grecia» (Catania, 1868) ; di alcuni sciolti , 
e di una tragedia intitolata : < Crìsto , » della 
quale Cristo e Giuda sono 1 protagonisti. 

Abba (Giuseppe Cesare) , scrittore ligure, 
vive a Cairo Montenotte. Dopo essere stato uno 
dei mille di Marsala, scrisse un poema gari- 
baldino in cincrue canti , intitolato : a Arrigo , 
da Quarto al volturno» (Pisa, Nistrì, 1866); 
ed un romanzo storico: a Le rive della Bor- 
mida nel 1879 » (Milano , Lev. Robecchi , 
1875). Studiò a Pisa negli anni 1864-1866; è 
pure autore d' una tragedia intitolata: e Spar- 
taco ». 

Abbadld (Antonio e Arnaldo, fratelli) , 
viaggiatorì francesi , nato il primo nel 1810 , 
il secondo nel 1815 a Dublino da genitori fran- 
cesi. Accompagnarono entrambi nel 1833 il 
maresciallo Òlausel in Algerìa ; nel 1836 An- 
tonio Abbadie fu mandato con un incarico nel 
Brasile ; nel 1837, insieme col fratello Arnaldo, 
intraprese un viaggio d'esplorazione in Etio- 
pia. Arnaldo intraprese un secondo viaggio da 
se solo nella stessa regione nell' anno 1853. 
Antonio Abbadie, membro dell'Accademia del- 
le Scienze francese fin dall'anno 1867, ha pub- 
blicato i seguenti lavori : < Observations sur 
le tonnerre en Éthiopie» (1859); cCatalo- 
gue de Manuscrits éthiopiens » (1859); e Geo- 
desie d*une partie de la Haute-Éthiopie » 
(1860-1863) ; e Hermae pastor, » testo etiopi- 
co con traauzione latina (1860) ; a Monnaies 
des Rois d'Éthiopie, » in collaborazione col 
Longpérier (1868) ; e Observations sur la phy- 
sique du Globe (1873). > (Cfir. pure il rendi- 
conto annuo di Emesto Renan alla Società 
Asiatiqvte di Parigi, nel Journal Asiatique 

1 



ABB — 

Arnaldo Abbadie pubblicò nel 1868 
ilume di una relazione intitolata: 

dans la Haule Élhiopìe. > 
:i-Marmoottl (conte Paolo], poeta 
.0 in Modena l' anno 1812, fu edu- 
trìo Collegio de' Nobili, detto di 
Di buon' ora die saggio della sua 
I con alcune liriche. Ma ne misero 
e in luce il fervido JnRegno le ira- 
ali, rappresentale sulle scene, fu- 
idile dai concittadini dell'Autore, 
erilarono le lodi di Silvio Pellico. 
no i titoli delle tragedie del conte 

sono sei i a Galeazzo Sforza ' Chil- 

Pirro; Clarice Visconti; i (Mode- 

D Ermenegildo > (Modena, 1842); 
le grecai (Modena, 1850). Que- 

seguila da alcune pceeie liriche. 
; (Giacomo), pubblicista america- 
14 novembre 1803 ad Hallowell ne! 
i Uniti d'America), ai laureò nel 
nrdoìn nel iS-20, e studiò teologia 
. Dal 1825 ai 1829 insegnò male- 
ica nel Collegio Amherst e prese 
irezione della Scuola femminile di 
lon a Boston. Nel 1834 oi^anizzò 

congregazionale a Ro^bury nei 
tts, alla quale rinunciò nel 1838 
li suo fratello Giovanni , e prese 
lOva-York, ove attese all'insegna- 

scrìver libri pei fanciulli. Le sue 
irendono quasi 300 volumi, libric- 
m parie e molti di essi in serie e 
un leggier fìto storico. Citeremo fra 
'ani Cristiani » in serie di 4 voi. ; i 
tollo * in 28 voi.; ì a Libri di Lu- 
ol. ; i B Libri di Giona n in 6 voi. ; 
Iella Franconia n in 10 voi. ; i « Li- 
a d'Harper» (nome dell'editore) 

la « Famiglia Gayo in 12 voi.; la 
ei giovani» in 4 voi., e parecchie 
di Gciittì educativi. Oltre di ciò ei 
a collaborazione col suddetto suo 
ranni, una serie di quasi 40 volumi 

di uomini illustri di tutti i secoli 
e nazioni. Tra le sue altre opere 
cordare « Un'estate nella Scozia; e 
) s e iModi nell' educare i ^o- 
le anche in luce parecchi libri di 
) scuole,, e compilò una serie di 
;olas(iche. • 

;(Lyman), pubblicista americano, 
ecedente, nato a Roibury neiMas- 
.8 dicembre 1835, si laureò all' Unì- 
uova-York, studiò legge e cominciò 
ico'suoi fratelli; ma abbandonò in 
a professione, studiò teologia, fu 
larecchie chiese sino al 1865, nel 
divenne segretario della Gommis- 
jedmann. 'Tenne quoll' uffizio sino 
livanne poi per un anno pastore dì 
I Nuova- York. In appresso si diede 
[tere. Egli avea scritto in addietro, 
) fratelli, due romanzi: i Gonecut 
«Mattia Camaby > sotto il pseudoni- 
mly, composto colle sillabe iaiziali 



— ABI 

dei loro nomi rispettivi. Nel 1872 divenne mn 
degli editori del Magazzino d'Harper (eàWort 
rinomato) , scrivendo gli articoli lelterarii, ed è ' 
anche direttore del Giornale gettimanale H- 
lustrato erùtiano, pubblicato dalla Sodelì 
dei Trattatelli americani. Oltre parecchie op^ 
rette ei pubblicò : <t Gesù di Nazaret , la sai 
vita e i suoi ammaestramenti» (1869); f Dic- 
bre dell'Antico Testamento b(1870), e sta on 
compilando nn i Dizionario della Bibbia, r 
Pubblicò anche i <s Sermoni ed Eaercizii mat- 
tutini I di Enrico Ward Beecher. 

Almi (Carlo), scrittore ed archeologi 
francese, nacque nel 1824 a Tbionville: al' 



dottorato i 



'?ee. 



esercitò ]' avvocatura i 



Metz, ove, per i suoi lavori storici ed archea 
logici, fu pure eletto presidente di quell'Acci- 
demia ; dopo il 1870 sedette come deputato ri^ 
Parlamento prussiano. Si' ricordano di Im. 
oltre numerosi articoli nelle Riviste , i segueati 
lavori: ■ Du passe, du présent et de l'avenir 
de la Législalion militare en France » (1867): 
< Das inslitutions communales de la Muaellei 
(1860); (Le Mystère de Saint Clémem>(Heti, 
1861); ( Sur la vigne dans le dèpartement di 
la Moselle » (ISiì'i); i Cesar dans le Nord- 



Est des GaulesD (1863); n Un chapitre inédi 
de l'hisloire de la Comtesse Mathìlda » (1863); 
SÉjour de Charles IX. ^ Metz s (1866) ; Pre- 
mier essai de navigatìon k vapeur dans l'Eil 
de la France i (1866); ■ Anciens ivoires scalp- 
tès de la Cathèdi-ale de Metz > (1869); 
( Rabelais médecin stioendié de la ville dt 
Melzs (1870; <r Denx bas-reliefs gaulois dn 
Musée de Metz» (Nancv, 1875); «La Bulle 
d'or à Meli (Nancy, 1875); « Les Vignobits 
de la Moselle et les Nuagcs artificiels > (Naa- 
cy, 1875).» 

Abd (Carlo), filologo tedesco, nato nel 
1839aBerlino, studiò nelleSniversità diTubio- 
ga. Monaco e Berlino e vi ai addottorò. Esordi 
giovinetto conunsaggioìn inglese: (Sulla lingvi 
copta. > (Londra, 1854; fa parte de^MAtti della 
Syro-Egyplian Society; fu ristampato a Be^ 
lino nel 1876. J Seguirono sopra argomenti egit- 
tologi; (Le ricerche CoptÌchei(Berlino, 1876); 
< Etimologia egiziana i (Berlino , 1878} ; (Cri- 
tica egiziana ■ (Berlino, 1878). Scrìsae pure: 
( Sopra la lingua come espressione del raodo 
di pensare nazionale ■(Berlino, 18691; «Snlli 
posizione delle parole in latino ■ (Berlino, 
1870,2* ediz. 1871); ( Sopra l'idea dell'amore 
in alcune lingue antiche e moderne > (Ber- 
lino, 1872); t Le parole inglesi di comandoi 
(Berlino, 1878); ■ Sopra la poesibilìtà dì uni 
scrittura comune slava ■ (1876); «Soprai 
metodi filolodci > (nella Deuttche Rurukchau 
del 1877); «Lettere sopra le relazioni ìnlen 
nazionali * (ristampate dal Times di Londra , in 
due voi., Londra, 1871). 

AMoh (Guglielmo Ermanno), geologo e 
viaggiatore tedesco, nato l'il dicembre I8O61 
Benmo, ove studiò scienze naturati, fece pi- 
rocchi viaggi scientifici in Italia e in Sicilia , t 
fu nominato nel 1842 professore di mineralo- 
gia air Università di DÒrpat, e nel 1853 meta- 



. ABO — 

)ro dell'Accademia delle Scienze di Pietra- 
JurgoperrOrittognasìaelaCI)iraicaunivei'salc 
'. poco appresso anclie Consigliere di Stalo. 
Percorse quindi le regioni del Caucaso, del- 
'altopiano dell'Armenia e della Persia set- 
cDlrionale, intorno alle quali pubblica: e Sui 
aghi nitrici della pianura dell'Arasse; Sul- 
' orografìa del Daghestan; Osservazioni me- 
eorologiché nella Transcaucasìa , ec., * nei 
(Bollettini e nelle Memorie dell'Accademia 
li Pietroburgo, b Pubblicò inoltre: a lUu- 
4razii>DÌ di Jenomeni geologici osservati sul 
l'csuTÌo e sull'Etna nel 1833 e 1834 7, (Ber- 
ino, 1837); a Sulla natura e le attinenze delle 
orinazioni vulcaniche » (Brunswick, 1841); 
[Sulla natura geologica dell'altopiano arme- 
io > (Dorpat, 1843); a Indagini chimiche 
comparate dell' acqua del Caspio e dei laghi 
Jrmia e Ween n (Pietroburgo, 1856); « Con- 
ribuzioni alla paleontologia della Russia Asia- 
icaii (Ivi, 1858); « Schizzi geologici com- 
larati delle montagne caucasee, armene e 
lord-persiane > (Ivi, 1858); i Sul Salpietra 
1 la sua posizione geologica nell' Armenia 
■ussa % (Ivi, 1857); t Sulla struttura e la geo- 
ogia del Daghestan t (in francese, Ivi, 18;B); 
I Sopra un'isola apparsa nel Caspio e i val- 
»ni di fango della regione Caspia s ^Ivi, 1863); 
I Osservazioni geologiche fatte nei viaggi fra 
IKur e l'Arasse» (Ivi, 1867). Anche gli J«- 
ioli del Poggendorif, deipari che il 'Giornale 
iella Società geologica tedesca e il Bollettino 
iella Società dei Naturalìtti di Motca cón- 
engono dotti scritti dell'Abich. In quest'ultimo 
.1S70) contiensi una sua Relazione sulla sol- 
'atara di Tandurek sull'altopiano armeno a 
iud-ovesl del Grande Ararat da lui scoperta 
ne! 1862, la quale è idenlica al vulcano Sunder- 
lìck'Dagh, trovato ultimamente dall'inglese 
Taylor. Un minerale (arseno-calcide) prese da 
lui il nome di Abichite. 

AlMint (Edmondo^, pubblicista francese, 
anto a Dieuze il 14 febbraio 1828, dopo aver 
fatto aludii diligenti nel Liceo Carlomagno e 
nella Scuola Normale in Parigi, fu mandato 
lei 1851 alla Scuola francese d'Atene, ove 
presso la Grecia morta studiò con particolare 
ittenzione la Grecia viva , come lo attestano i 
liue suoi primi lavori : a L'Ile d'Égine a (Pari ■ 
^i, 1854), lavoro d'erudizione, e il volume 
inlitolalo: ald Grece conlemporaine > (Pa- 
ris, 1855), lavoro che al lempo stesso mise 
in evidenza le quallU del suo ingegno spirito- 
samente caustico, vivace e pelulanle, ed eccitò 
in latti i Greci e ne' Filelleni un vivissimo sde- 
gno pel modo alquanto impertinenlee che parve 
ai Greci nn po' leggiero, colquale la nuova Grecia 
veniva gjuiijcala. Seguirono altre pubblicazioni 
die diedero occasione a nuovi scandali, cioè:. 
< Tolla, 1 romanzo autobiografico inserito nel 
1K35 dalla Revue dea Deux Monde», pel quale 
l'Autore fu accusato di plagio ; « L'elfronlé n os- 
sia ■ Guillery s commedia in Ire atti che nel feb- 
Diaio del 1856 cadde nella secondaserast repito- 
samenle sulla scena del Théaire franjais. Lo 
Ahout prese tosto la sua rivincila col « Voyage 



à traverEl'eiposition des beaux-arls, i e con un 
volume di novelle : > Les Marìages de Paris » 
f1856), pubblicate dapprima nelle appendici 
del Momteur e che ebbero molto incontro ; 
intanto accettò di collaborare nel Figaro, ove, 
celato sotto il nome di Valentin de Quivilly, 
solto quello di Vicomte de QuéviUy, diede 
spesso botta e risposta a' suoi avversarìi. Se- 
guirono altri romanzi : i Le Roi deE mon- 
tagnesB (1856); a Germaine » (1857); u Les 
Echasses de maitre Pierre » (1857) ; « Tren- 
to et Quaranle • (1858) ; e Le Nez d'un' 
notaire ; Le càs de Monsieur Guérin i (l862); 
e Madelon » (1863) ; o La vieille roche > (1865) ; 
«Le Turco'» (1866); cL'infàme» (1867); 
a Les Mariages de province b (1868) ; come 
pure una nuova Rivista artistica sotto il Utolo : 



^01 artistet au, talon. GÌ' Italiani non hanno 
dimenticato gli assalti vigorosi dell' Abo ut al 
potere temporale de'Papi ed al Papato nel suo 
opuscolo pubblicato dopo un viaggio a Roma, 
in Bruxelles, sotto il titolo: < La question ro- 
maine, d cui segui l'altro: «Rome conlempo- 
raine > (1860); nò le lettere settimanah del- 
l' Ahout ohe V Opinion iVo (io naie pubblicava 
solto il titolo di: iLettresd'unbonjeune hom- 
me à sa cousine Madeleine, n che uscirono in 
un volume a parte nel 1861 , e furono poi se- 
guite nel 1863 da un altro volume intitolalo : 
a Demiòres lettres, eie. n L'About ritentò nel 
1850 la scena con i Riselle, ou les millions 
de la Mansarde, > commedia in un allo al Tea- 
tro del Gymnase, e nello slesso teatro col 
«Capitaiiw Bitterlinv (1860), e con a Nos 
gens, » scritto in collaborazione co! signor Na- 
jac. All' Odèon fece rappresentare la « Gae- 
tana > (2 gennaio 1862)', che diede occasione 



1 



ACC 



— 4 — 



ACH 



ad una viva tempesta provocata dai numerosi 
nemici che la penna molto aguzza e non di rado 
anche ingiusta ha fatto ali* Autore ; ritirata la 
commedia dopo quattro sere, fece invece un 
giro clamoroso e quasi trionfale nei teatri di 
provincia. Allo stesso Teatro dell' Odèon, 
i'About fece tuttavia rappresentare la pro- 
duzione: <r Une vento au profit des pauvres, i> 
scrìtta in collaborazione col Najac, col concor- 
so del (male diede pure a Uii mariage de Parìs» 
al Vauae ville (1861), ed e Histoire ancienne j» 
al Fran^ais (1868); nel Teatro dell'Union Artis- 
tique fece rappresentare un proverbio intitola- 
to: «L*éducation duPrince » (1869); lo About 
ha pure pubblicato un volume sotto il titolo 
singolare di: « Théàtre impossibile d (1861). 
Si ricordano ancora di questo versatile scrittore 
r opuscolo profetico : a La Nouvelle carte de 
rEurope*et la Prusse en 1860, 9 cui può essere 
messo a riscontro il volume intitolato: CL'Al- 
sace J> (1872) ; a Lettre à M. KeUer » (1861) ; 
e Ges coquins d'agents de change » (1861} ; 
aL'A. B. G. du travailleur, d manuale popo- 
lare d' economia politica (1868). L'About col- 
laborò successivamente al Constitutionnel 
(1860); al Gaulois (1868); al Soir (1870) ; al 
XIX Siede (1872), di cui è direttore. Dopo la 
morte del Ghasles , TAbout fu invitato a sue* 
cedere nella corrìspondenza letteraria france- 
se, néìVAthenaeum di Londra, nel quale egli» 
continua a scrivere. Edmondo About fu impe- 
rialista sotto T Impero ; ({uando vide l'Alsazia 
« noire de Prussiens, » inclinò verso gli Orlea- 
nisti ; per causa delle sue opinioni orleaniste 
esagerate dal signor Hervé, direttore del Jour- 
nal de Paris , e che durarono poco, segui un 
duello fra l'Hervé e l'About, nel quale quest'ul- 
timo riportò una lieve ferita. Gon la fondazione 
del XJX SiècU, l'About diventò apertamente 
repubblicano. In q^uesto giornale l'About pro- 
mosse una soscrizione per un monumento a 
Paul Louis Gourier, che gli fu inalzato sulla 
piazza di Veretz nel luglio 1876: in quell'oc- 
casione, l'About pronunciò un discorso assai 
violento contro il Glero. Dopo il 16 maggio 
1877 l'About intraprese una vigorosa ed effi- 
cace polemica contro il Ministero Broglio; i 
suoi articoli pubblicati in quell'anno sono 
memorabili. Parecchie delle opere dell' About 
vennero tradotte in italiano. 

Aooardl (Stefano) , medico siciliano j 
ora imbarcato nella regia nave Città di 
Genova, a Venezia; nel 1877 pubblicò a Pa- 
lermo presso il Lao un volume di « Note di 
un Viaggio di circumnavigazione, » da lui fatto 
negli anni 1871-1873 a bordo del Vettor Pi- 
sani, Le note relative al Giappone ed alla Gi- 
ma sono particolarmente istruttive. 

Aohiardl (Antonio d'), naturalista pisa- 
no, nac({ue in Pisa il 28 noveinbre 1839. Studiò 
lettere italiane e latine sotto i professori Dio- 
dato Giuliani e Giacinto Gasella. Entrò nell'Uni- 
versità di Pisa ai primi di novembre ael 1854 e 
vi si laureò in Scienze natundi nel giugno 
1859. Il 24 novembre dello stesso anno fu 
nominato aiuto alla cattedra di Ghimica nel- 



l'Università di Pisa, e nel 1861 alla cattedd 
di Mineralogia e Geologia nella stessa Univer} 
sita. Nel 1870 e 1871 ebbe incarico di supplirà 
nelle lezioni e negli esami il prof. Meneghia 
assente. Negli anni 1872 e 1873 fu incaricato 
dell'insegnamento della Mineralogia; il 18 set 
tembre 1874 nominato professore straordins^ 
rio di Mineralogia; il 19 marzo 1876 confer- 
mato protessore ordinario di Mineralogia. 
L' Achiardi esordi , come poeta , con una poe- 
sia pubblicata a Pisa nel 1860 sopra e Le ca- 
tene del Porto pisano, » restituite dai Genovesii 
quattro anni dopo pubblicò un notevole poemai 
scientifico in terza rima in trentaquattro canti, 
intitolato re La Terra; » ma la fama del giovine 
Naturalista si fonda specialmente sopra le sue 
già numerose e diligenti pubblicazioni scientlB- 
che , delle quali rechiamo i titoli : e La Blenda 
di Toscana, » con una tavola (Pisa, 1864) ; t Co- 
rallarii fossili del Terreno nuramulitico delle 
Alpi Venete, » con 13 tavole (Milano, 1866-68, 
2 voi.) ; a Gatalogo dei Gorallarii nummulitid 
dell'Alpi Venete » (Pisa, 1867); «La GrotU 
all'Onda » (Pisa, 1867); « D'alcune Caverne e 
brecce ossifere dei Monti Pisani » (Pisa, 1867): 
« Studio comparativo fra i Goralli dei terreni 
terziarii del Piemonte e delle Alpi Venete, s 
con 2 tavole (Pisa, 1868); a Nota sopra alcuni 
minerali e rocce del Perù » (Pisa , 1868) ; 
« Nota sopra alcuni minerali dell' Elba » (Pisa, 
1870); « Biografia di Paolo Savi » (Pisa, 1871): 
« Minerali della Toscana non menzionati da 
altri incompletamente descritti » (Firenze, 
1871); « Feldespati della Toscana » (Firenze, 



0;« 



1872); « Nota sulle ghiaie delle GoUine Pisane 
(Firenze , 1872); « Mineralogia della Toscana, i 
2 voi., pag. 678 (Pisa, 1872-73: premiaU 
con medaglia d'oro dalla Società italiana dei 
Quarantc^; a Paragone della Montagnola Se* 
nese con gli altri monti della Gatena metalli* 
fera» (Firenze, 1872): a Sulla pi*obabile ci^ 
costanza di esistenza ai resti di antichissime 
industrie umane nella cosi detta terra gifUla 
di Siena » (Firenze, 1872); a Sulla conversione 
di una Roccia argillosa in Serpentino » (Roma, 
1874) ; « Sulle Galcarie lenticolare e {px)ssolam 
di Toscana » (Roma , 1874) ; a Geologia del Ba* 
gno d'Acmi o di Gasciana» (Roma, 1874); a Le 
Zooliti del granito cibano » (1874) ; e Natro- 
lite e Analcina di Pomaja(Pisa, 1875); «Bi- 
bliografia mineralogica, geologica e paleonto- 
logica della Toscana » (Roma , 1875) ; a Coralli 
eocenici del Friuli, » 1 voi. con 15 tavole (Pi- 
sa^ 1875); e Su di alcuni Minerali toscani s 
SPisa, 1876); «Sulla Gordierìte del granito 
leir Elba e sulle correlazioni delle Rocce gra- 
nitiche con le brachitiche d (Pisa. 1876); « Mi- 
niere di Mercurio in Toscana» (Pisa, 1877); 
« Minerali toscani (Emtite, Baritina, ec.)e 
(Pisa, 1877); «Sullo studio della Terra.» 
Discorso per l'inaugurazione dell'Anno scola- 
stico 1877-1878 (Pisa, 1878); «Sul!' orbine 
dell'Acido borico e dei borali» (Pisa, 1878); 
« Nota sulla Galcite di Punta alle Mele nel 
l'Isola d'Elba » (Pisa, 1878). In uno de* suoi 
esperimenti, come aiuto, nel laboratorio chi- 



ACK — 

mico di Pisa il dottor Achiardi ebbo la disgra- 
zia di perdere un occhio. 

AoknBUum (L.). poetessa francese, 

nata a Pai-igi il 30 novembre 1813, da parenti 
d" origine piccarda. Il padre di lei aueva, nel 
suo trentesimo terzo anno , per cagione di sa- 
lute, e più ancora per amore d' indipendenza, 
lascialo r uElìcio presso il Tribunale di com- 
mercio della Senna, per ritirarsi alla campa- 
gna con la sua giovine moglie , co' suoi libri 
e con le sue tre figlinalette. La nostra Poetessa 
era la maggiore delle tre sorelle. La sua in- 
famia fu triste; per natura, selvaggia e con- 
centrata, ebbe poche carezze e le evitò, 
aspreggiata spesso dalla madre, che annoiata, 
nei pnmi anni, della solitudine campestre, 
sf(%avB volentieri il proprio malumore sugli 
altri. Apprese a leggere con qualche difQ co Ita, 
a malgrado del vivo desiderio che aveva d' im- 



parare e di penetrare il s^elo de'libri che 
la biblioteca paterna , specialmente 



grandi maestri Molière, Lafontaine 
Corneille, che inconeciamenle ammi 
ricorda ancora la viva gioia provala prima del 
suo dodicesimo anno, quando ricevette, come 
strenna, dal padre un Comeille completo. Il 
padre era volteriano , e l'avrebbe volentieri 
esentata dalla prima comunione; la madre 
fu di un' opinione diversa ; la mise pertanto 
per alcun tempo in un Eklucatoric a studiarvi 
Il Catechismo e li Sacra Scrittura; riempila 
d'una specie dì religioso terrore, apparve 
pia a segn«che ri pronosticava già in lei una 
santa. Tornata a casa, il padre fu atterrilo 
della strage che la btgotlerìa avea fatta in quel- 
l' anima gioiinella; approfittando pertanto del 



- ACK 

suo amore per la lettura, le passa alcuni vo- 
lumi del Vollaire e del Fréret. t Peu à peu 
(ella scrìve in una sua aolobiografia linqui 
inedita) je me calmai et repris le fil de mes 
lectures que la première communion avait 
ìnlerrompues. Je lisai de toul et péle-mSle; 
une Iraduction de Platon m'enchanta; mais la 
palme demeure aux Epoque» de la Nature. 
Ce lìvre Ut sur moi ime impression profonde; 
il m'òlargit toul-à-coup l'horìzon. Cesi aussi 
vers ce temps que je commendai à rimer. s 
Dopo un po' di contrasto per parte della ma- 
dre , che avrebbe data più volentieri un' altra 
direzione alla figlia, la nastra giovinetta fu 
messa in educazione a Parigi in un istituto 
diretto dalla madre dell' abate Saint Leon 
Daubrée, donna intelligente e piena di cuore. 
Le compagne la qualificarono presto col nome 
di Ourson; per compenso i professori ebbero 
molto a lodarsi di lei. i C'était [ella scrive) 
en 1823, c'est-à-dire en pleine Qoraìsan ro- 
mantique. Lo professeur de littérature se 
trouvait élre un habitué de la Place- Royale, 
un ami intime de la famille Hugo. Mas compa- 
gnes, enfuretant dans mon pupitre,y avaient 
découvert des vers de ma facon. EUea en rirent 
heaucoup, mais pas longlemps. À peine ma- 
dame Daubrée eut-elle eu veni de teur trou- 
vaille , que la pensée lui vint de faire versilìer 
sesélèves; du coup, la classe entière fut mise 
au regime de l'aleiandrìn. Par une faveur 
loute particulière , le choix des sujets me fut 
bientdt laissé. Je n'y allais pas de main morte. 
Napoléon, Charlemagne, Roland ypassèrent. 
Mes compagnes maudissaient leur curiosile et 
m'envoyaienl à lous les diables. Lo professeur 
élait quelquefois tetlement enchanté de mes 
compositions, de quelques vers surlout, qu'il 
les portali lout cbaud^aVictorHugo.Legrand ' 
poètc n'a pas dédaigné de donner des conseils 
sur le rhythme à la pensionnaire ^ je ne les 
ai jamais oubliés. i Nello stesso tempo stu- 
diava il tedesco e l' inglese , e s' accostava allo 
Shakespeare ed al Byron, al Goethe ed alio 
Schiller, che le aprirono an nuovo mondo poe- 
tico. La giovinetta era stata colpita, come di- 
cemmo, dalla Sacra Scrittura ; ma la teologìa 
dell' abate Daubrée fu una doccia a freddo 
che versata nel suo cervello vi estinsa ogni 
pensiero religioso; essa dissimulò allora 
all' abate Daubrée il suo disgusto, ma notò 
profondamente nella sua mente critica le im- 
pressioni ricevute, che non si cancellarono 
più, a malgrado di qualche passeggiero ri- 
torno a disposizioni mistiche. Dopo tre anni, 
ritornò in casa e riprese, con maggior diletto, 
la sua prima vita campestre, alternando la 
lettura e Io studio con I' osservazione diretta 
della natura. I poeti allora in voga, Hugo, 
Vigny, Musset, erano pure i suoi prediletti. 
Ma questa vita relativamente tranquilla e felice 
fu, in breve, turbata dalla morte del padre, 
nel quale la nostra giovine Poetessa perdette 
il suo migliore amico , che ne secondava i 
gusti, invece di avversarli. Lui morto, la 
madre e le sarsllecercarono, invano, di tiraria 



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ad una vita più mondana ; non potendo mn- 
cerne le simpatìe , vollero almeno impedirle di 
rimanere in relazione troppo diretta e fre- 

3uente con gli uomini di lettere, permètten- 
ole soltanto di vedere di tempo in tempo 
scienziati come Stanislao Julien, il Letronne 
e r Eichoff. Nel: 183^ , ottenne di recarsi a 
Berlino con una signora, di cui la sorella ed 
il cognato dirigevano un istituto modello per 
le fanciulle. Il direttore Schubart fece del suo 
meglio per germanizzare in un anno la gio- 
vinetta francese, e pare esservi riuscito; in 
ogni modo, fu con vero rammarico che, allo 
spirar d' uii anno , la nostra colta giovine ri- 
! patrio. Dopo due anni mori la madre; delle 
due sorelle, Tuna s'era già sposata in pro- 
vincia, l'altra sposò poco dopo un propneta- 
rio nizzardo e parti per Nizza; trovandosi 
sola, la nostra Poetessa tornò a Berlino presso 
al suo buon Schubart , e là v' incontrò Paolo 
Ackermann , venuto a studiare a Berlino con 
raccomandazioni del pastore Guvier e del 
professore Eichoff. La nostra Poetessa aveva , 
fin dal 1838, partendo la prìma volta per 
Berlino, cantato: 

I. . . • Dicu m'est tómoio, j'aurais roulu sur terre 
Rassembler tout moa cceur aalour d'uo grand amour, 
Joiodre k qtielque desUn mon dastin solitaira , 
ìSa donner sana vegret, sana crainta, tana retour* 

Udiamo ora lei stessa raccontarci questo 
breve episodio della sua vita: a G'était un 
jetme homme doux, sérieux , austère. Destine 
de benne heure au ministèro évangé|ique , il 
s'était aper^u , ses études théologiques termi- 
nées, qu'il n'était méme pas chrètien. Mais de 
cette saine et forte éducation protestante il 
lui était reste, à défautde la Foi, une grande 
rigidité de principes. Ma sauvagerie, mes 
goùts studieux, loin de lui déplaire, sechan- 
gèrent en attrait pour lui. Peu à peu et sans 

3 uè je m'en apergusse, il se prit pour moi 
'une passion profonde. J'en fus d'abord plus 
effrayée que charmée, mais je finis bientót par 
en étre touchée. Avec mes exìgences morales 
excessi ves et mon esprit sérieux et passionné, 
le mariage ne pouvait étr^pour moiqu'exquis 
ou détestable. Il fut exquis. Je m'attachai ex- 
trèmement à mon mari. Abandonnant mes 
propres études» lesquelles n'avaient jamais 
été pour moi que le remplissage d'une exis< 
tence vide, je me consacrai tout entière à 
ses travaux et lui devins ime aide précieuse. 
G'est méme à cette occasion que je fis con- 
naissance avec nos vieux conteurs et leur dé- 
licieux langage. Quant à ma poesie person- 
nelle, Il n'en était plus questión. Mon mari a 
toujours ignoré que j'eusse fait des vers; je 
ne lui ai jamais parie de mesanciens exploits 
poétiques. » In Berlino vedeva spesso Alessan- 
dro Humboldt, il Varnhagen, Giovanni Mailer, 
il Boeck , e tutti i Francesi più insigni che vi- 
sitavano in quel tempo la capitale prussiana. 
Ma una tale felicità durò poco ; Paolo Acker- 
mann cadde malato ; la mo|;lie lo accompaf;nò 
a Mombéliard presso i suoi cari, ed egli vi 



mori il 26 luglio 4846, in età di soli 34 anni; 
la giovine sposa ne fu addoloratissìma; invi- 
tata dalla sorella ch'era a Nizza, vi si recò. 
«Bien que vue à traverà mes larmes (ella 
scrìve) Nice m'enchanta. La sérénité de son 
beau ciel empécha seule mon chagrin de 
toumer au désespoir. Me sentant incapable de 
vivre ailleurs, j 'achetai un petit doraaina, an- 
cienne proprìété des Dominicains , dans une 
position adjnirable. L'habitation était ancore 
divisée en cellules. J'y fis bàtir une tour d'où 
la vue, d'un coté, s'étendait sur un splendide 
golfe bleu et de l'autre ne s'arrétait qu'aui 
cimes blanches des montagnes du Piémont. 
On n'arrìvait chez moi que par des sentieri 
difficiles ; ma solitude n'en ètait que plus as- 
surée. Incapable , du moins pendant les pre- 
mières annees, de me remettre à l'étude, je 
me livrais à des travaux aj^rìcoles. Je n'étais 
connue aux environs que comme une pian- 
teuse et une défricheuse acharnée. Enfìn le 
calme se rétablit. Les livres, les joumam, 
les revues de tous led pays prìrent le chemin 
de ma colline. Dès lors plus un moment de 
vide ni d'ennui. Mais voici qu'un beau matin, 
au moment où j'y songeais le moins , j'enten- 
dis tout à coup des rimes bourdonner à mes 
oreilles. Le vieux frangais, avec son cortége 
de locutions si fines et si charmantes , me re* 
vint en méme temps à la mémoire. J'étais 
précisément en train de lire un grand poème 
indìen où j'avais rencontrè certains épisodes 
qui, parco qu'ils traitaient d'amour conjugal, 
m'avaient enchantée. Dans la surprise du pre- 
mier moment et , pour ainsi dire , inconsciem- 
ment, au mépris de la couleur locale et des 
égards dus à d'aussi respectables sujets , je me 
trouvai les avoir brodés à la gauloise en quel- 
ques matinées. Ma seule excuse, en commet- 
tant une pareille inconvenance littéraire , c*est 
que j'étais à cent lieues de soup^onner qu'elle 
arrìverait jamais à la connaissance des gens 
de goti. J'avais cède étourdiment au plai^ 
d'enchàsser dans le premier récit venu les 
jolies perles de. langage dont ma mémoire 
était encombrée. À ce propos je farai ausi 
remarquer que je ne suis pas toute d'une 
pièce. Quoique naturellement grave , j e ne 
nais pas le rìre. Je goùte la plaisanterìe fine 
et saisis promptement le còte coibique des 
choses. Cette escapade poétique eut du moins 
Tavantage de rallumer ma verve. Je fus tool 
étonnée de me retrouver, au bout de tant 
d'années , capable encore de faire des vers. A 
cette epoque je lisais aussi les lyriques grecs. 
Quelques pièces sont dues à ce commerce. J'ea 
soignai extrémement l'exècution, afin de ne 
pas rester trop au- dessous des modèles que 
j'admirais. » Essa allude certamente ai compo- 
nimenti: « La Lyre d'Orphée; Deux vers d'Ai* 
tée;La Lampe d'Héro; L'Hyménée et l'Amour; 
Endymion ; Hébé ; s che spirano veramente 
una grazia e una melanconia gréia; ne* vera 
scritti dal 1850 al 1860 sono frequenti e dolo 
rosi richiami alla felicità perduta; quanta sem- 
plicità per esempio, e quanta verità d* espre> 




AGK 



— 7 — 



ACK 



sione in questi pochi versi scrìtti a Nizza nel 
maggio del 1851 : 

Ciel pur, òqtA la douceur et T^lat sont les cbames, 
MoaU blanchis , golfe calme aux contoars gracteux , 
Votre spleadeur m*aUri&te , et souveat k mes yeax 
Votxc dirin sourìre a fait monler Ics larmes. 
Da compagnon ch^ri qne m'a prìs le tombeau 
Le aoaTcnir loinlaiii me soit sor c« rìvage. 
SouTCot je ma reprocbe , ù soleil sans nuage t 
LonquM ne te voit plus , de l'y trouTcr ai beau. 

Un anno dopo, ella si dice tranquilla, ma ognu- 
no sente che quella è una sola illusione della 
stessa sua mente ragionatrice ; prima essa non 
voleva godere lo spettacolo della natura , poi- 
ché Io sposo perduto non poteva risorgere e 
partecipare a quel godimento ; ora si ferma , 
invece, e si rassegna col pensiero ali* inesora- 
bilità della natura , che è sempre ugualmente 
bella in contrasto coi uostrì pensierì: 

Poor la première foia sur cette beareusc plage, 

Le ccetir tout «perda , 
Qaand fabordai , c'elait après uà grand naufrage, 

Où j'aTais tout perda. 
D^ depais ce terops de deuil et de détrease, 

J'ai TU bien dea saisoos 
Conrir sur les coleanx que la brise careue , 

Et parer Icurs boistons. 
Si rien n'a refleuri « oi le pr^sent uns charmes, 

Vi ravenir brise' , 
Dn moins moa pauvre coeur, fatigu^ de mes larmes, 

Mon coeur s'est spaisi; 
Et )e pais« sons ce ciel qne Toranger parfume 

Et qui sonrit ton jonrs , 
Réver aux temps aimés , et Toir sans amertume 

Nahre et mourir les jours. 

La signora Àckermann si crede già tran- 
quilla , trova che il suo cuore è già diverso da 
quello d' ufna volta che era ebbro d' amore , 
mobile, impaziente: ma crede, e s'inganna, 
poiché il ricordo del passato ha ancora virtù 
di farla piangere. Cosi, nelle parole che nel- 
r anno 1867 essa imprestava ad un amante, 
noi sentiamo bene rì vivere nel suo cuore con una 
singolare potenza la sua passione giovanile, 
ma per protestare, con nuovo intendimento 
filosofico, contro il cielo, ove si fa sperare agli 
amanti di ritrovarsi : 

Me le rendre, grand Dieul mais ceint d'une aure'ole, 
Reropli d*aatres pcnsers , brùlant d'une antre ardeur, 
lf*ayant pina rien cn soi de cette cbère idole 

Qni Tivait sur mon cosar. 

Essa ama l'amante com'è, come lo vede; 
diversamente non io vorrebbe rivedere, e 
conchiude : 

fort de ma douleur méme, 

Toot entier k Tadieu qui va nona s^parer, 
J'aoraia asses d'amour en cet instant suprème 

Poor ne rien esp^rer. 

Ju questi e in altrì versi dell' Àckermann si 
troverà molta empietà ; ma TAutrice è solamen- 
te dominata da un profondo pessimismo filoso- 
fico; prima che le dottrine dello Schopenhauer 
fossero conosciute , essa aveva già scritto per 
sistema ideale, più che per vera passione, versi 
disperati e disperanti. Un suo frammento gio- 
vanile testò ritrovato e che s' intitola : L'Hom- 
me, risaie al 1830 e contiene già queste tre 



strofe, ove della prima creatura di Dio è già 
presentita tutta la infelicità : 

Miserable grsin J« poussière, 
Que le Df'aat a lejct^, 
Ta yit est no jour sur Is terre, 
Tu n'es rien dans l'immeosité. 

Ta m^re cn g^missant te donna la naissanee. 
Tu fus le 6Is de ses douleurs , 
Et ta ssluas l'exislence 
Par tea cris aigus et tes plenrs. 

Sous le poids de tes roaux ton corps ns^ succombe , 
Et goàtant de la nuit le calme avant-coureur , 
Ton oeil se ferme enfio du sommeil de la tombe ; 
Rejouls*toi, vieillard, c'est ton premier bonbeur. 

Di certo lo studio della filosofia tedesca , 
e r aver seguito , a passo a passo, tutti 1 pro- 
gressi della scienza moderna, han;io potuto 
contribuire a mantenere più fermamente la 
signora Àckermann ne' suoi prìmi pensierì; 
ma sarebl>e un errore il credere che una poe- 
sia gagliarda come la sua , ed ove i pensierì 
filosofici si scaldano tanto da rìuscire a parer 
sentimento , possa essere soltanto una fredda 
poesia di riflesso. La signora Àckermann ha 
sentita vivamente la poesia della scienza e ne 
ha significata, con molto coraggio, una parte, 
in versi robusti ed efficacissimi. Ciascuna delle 
sue poesie filosofiche agita alcuna delle nuove 
idee che turbano gli odierni intelletti. Sono 
voci di testa più che voci di cuore; ma non è 
qui il luogo di esaminarle, e sarebbe super- 
fluo, dopo che i primi crìtici francesi le hanno 
bene pesate ed analizzate ; diciamo soltanto che 
non sappiamo d' alcuna donna che nel secolo 
nostro abbia scritto versi pensati più altamen- 
te e più significativi di quelli che si leggono 
nel volume di <r Poésies,» pubblicato nel 1877 
dal Lemerre in Parì^i, ove intanto la signo- 
ra Àckermann, lasciata Nizza, è rìtornata a 
passare la sua vegeta vecchiezza, come vi aveva 
vissuto i prìmi anni dell' infanzia. La fama let 
terarìa della signora Àckermann vive da pochi 
anni, ma, per compenso, promette di non 
morir più : i suoi a Gontes , » pubblicati dal 
Gérusez, non si vendettero; i bellissimi versi 
scritti per la morte del Musset offerti dall'Havet 
alla Revue des Deux Mondes, erano stati ri- 
fiutati; altre sue poesie erano passate inos- 
servate. < Le poète qu'on n'écoute pas finit 
par se taire , « cosi scrive ella stessa ; ed essa 
tacque molto più che i suoi pochi, ma eletti 
ammiratori non avrebbero desiderato. La- 
sciamo ora a lei stessa la cura di epilo- 
garci in poche parole la propria vita : « Une 
enfance engourdie et trìste , une jeunesse qui 
n'en fut pas une^ deux années d'union heu- 
reuse , vingt-quatre ans de solitude volontai- 
re : cela n'est pas précisément gai , mais on 
n'y déeouvre cependant rien aui justifie mes 
plaintes et mes imprécations. Les grandes lut- 
tes , les déceptions amères m'ont été épar- 
gnées. En somme, mon existence a été dou- 
ce , facile , indépendante. Le sort m'a accordò 
ce aue je lui demandais avant tout, du loisir 
et de la libertà. Quant aux resultata récents 



AGO 



- 8- 



ACT 



de la science , ils ne m'ont jamais personnel* 
lement troublée; j*y élais préparée d^avance; 
je puis roéme dire que je m*y attendais. Bien 
plus, j*acceptai8 avec une sorte de satisfaction 
sombre mon rdle d'apparition fugìtive au sein 
des agitations ìncessantes de TEtre. llais si je 
prenais facilement mon parti de mon sort in- 
dividue!, j*entrai8 dans des sentiments tout 
différents d^ qu'il s'agissait de mon espèce. 
Ses miséres , ses douleurs , ses aspirations 
vaines me remplissaient d*une pitie profonde. 
Considerò de loin, à travers mes méditations 
solitaires, le genre humain m'apparaissait 
comme le héros d*un drame lamentable , qui 
se joue dans un coin perda de Tunivers , 
en vertu de lois aireueles , devant une nature 
indifferente, avec le Néant i>our dénouement. 
L'explication que le Ghristianisme a essayé 
d'en donner n*a apportò à Thumanité qu'un 
surcroit de ténèbres , de luttes et de tortures. 
£n faisant intervenir le caprice divin dans 
l'arrangement des choses humaines , il les a 
compliquées, dénaturées. De là ma baine contro 
lui et surtout contro les propagateurs plus ou 
moins convaincus, mais toujours intéressés 
de ses fables et de ses doctrines, contempla- 
teur à la fois compatissant ed indignò. J*étais 
souvent trop émue pour garder le silence. 
Mais c*est au nom de Thomme coUectif que 
j 'elevai la voix ; j'ai méme cru faire oeuvre de 
poète en lui prétant des accents en accord 
avec les horreurs de sa destinée. » 

AooUai (Emilio), economista e pubbli- 
cista francese, nato alla Ghàtre il 25 giugno 
1826 , studiò a Bourges, e poi la legge a Pa- 
rigi, ove si fece libero insegnante fino dal 
1850. Prese parte nel 1867 al Congresso di 
Ginevra, ove sostenne idee molto radicali cbe 
lo fecero al suo ritorno in Francia condannare 
a un anno di prigionia. Quando scoppiò la 

Suerra franco-prussiana, sollecitò invano l'uf- 
cio di Commissario presso V esercito repub- 
blicano del Garibaldi; negletto dal Governo del 
4 settembre , accettò una cattedra di diritto 
fhincese presso V Università di Berna ; rien- 
trato in Francia, vi riprèse il libero insegna- 
mento. Si hanno di lui le seguenti pubblica- 
zioni : e Réponse à M. Thiers > a proposito 
della questione italiana e religiosa (1865); 
e L'enfant né hors marìage, recherche de la 
patemité » (1865, 2* edis. 1870) ; e Neces- 
sitò de refondre l'ensemble de nos codes et 
notamment le Code Napolòon » sotto l'aspetto 
democratico (1866) ; e La question de con»- 
cience » (1866) ; e Manuel da droit civil > 
(1871 , in 3 voi.) ; e L'idée du droit ; La Ré- 

Sublique et la Contre-Révolution ; Pages 
'histoire contemporaine > sopra il Gambetta 
(1871); e L'autonomie de la personne bumai* 
ne; Cours de droit politique, > il corso profes- 
sato a Berna ; e Loi generale de revolution de 
l'humanité (1876). > Ora egli dirìge una Rivi- 
sta mensoale internazionale, intitolata: € La 
Science politique ». 

Aooste (Cecilio), scrittore della Vene- 
zuela, è nato nel 18^ a Caracas: pensatore 



profondo, filosofo idealista, ò pure scrittore 
elegante in lingua spagnola. Un insigne Di- 
plomatico americano ci scrive intomo a loi: 
« E^li collaborò a parecchi giornali , trattan- 
dovi specialmente le più ardue questioni filo- 
sofiche. Non volle mai accettare alcun ufficio 
politico. Egli ò stimato ed ammirato univer- 
salmente pel suo nobile carattere e per la soa 
amabilità. » 

Aeri (Francesco), filosofo calabrese, na- 
cque nei 1836 a Catanzaro. Sobrio e diligente 
ingegno, studiò con amore le lettere dal P»- 
dre Marcangelo , scolopio , e da Liborio Meió- 
chini, un antico discepolo del Desanctis; noi 
volentieri, invece, la Legge; e a 21 anno fa 
laureato. Esercitata la professione d' avvocato 
alcuni mesi, se ne svogliò affatto, e si diede 
da sé allo studio della filosofia tiratovi, spedal- 
mente , dall' esempio di Vito Fomari e dalk 
bellezza delle opere del Gioberti. A 27 anni, 
egli concorse insieme con 15 altri compagai 
ad una Cattedra di filosofia in un liceo ; e la 
Commissione esaminatrice diede questo gio- 
dizio su per giù che egli , a dopo maturati i 
molteplici studii che ha, sarebbe degno om^ 
mento d'illustre Università. > Inviato pertanto 
a Berlino, udì, per due anni, le lezioni del- 
l' hegeliano Michelet e dell' aristotelico Treo- 
delenburg. Tornato in Italia, fu nominato nel 
1864 professore di filosofia nel Liceo di Vo* 
dena, poi in quello di Catania, quindi ncdk 
Università di Palermo, e da ultimo eletto pro- 
fessor titolare di Storia di filosofia nell' Uni- 
versità di Bologna, dove si ritrova dal 1871. 
Le opere di lui, scritte con vivace eleganza, 
sono <|ueste: e Volffarizzamento del Fame 
nido di Platone, del Timeo, dell' Eutifirone, 
del Jone e del Meuone ; Volgarizzamento dd- 
TAxiodo di Eschine; Abbozzo d'una Te<HÌa 
delle idee; Teoria della conoscenza seoondo 
San Tommaso ; Del Moto secondo il Trend^ 
lenburg; Discorsi sul sistema in genere e su b 
Storia della Filosofia; Prose giovanili; Scritti 
polemici (cioò: Critica di alcune critiche fatte 
dallo Spaventa, dal Fiorentino e dall' Im- 
briani; 1 Critici della critica di alcune critiche^ 
cioò i professori Spaventa, Fiorentino e Im- 
briani apparsi in sogno al professore Acri; 
Una nuova esposizione del sistema dello Spi- 
noza per provar la non veracità dell* esposi- 
zione fatta dal professor Fiorentino; Grìtict al 
gesuita Filarcho a proposito della Vita di Cri* 
sto del Fomari; Lettera al conte Mamlani sa 
r argomento medesimo ; Sa l' insegnamento 
della Religione , risposta a una proposta del 
professor Panzacchi). > 

Aotoii-Dalb«rff (Lord Emerioo Edoar^ 
do), pubblicista inglese, nato a Napoli nel 18^ 
Studiò sotto il celebre abate Doellinger di 
Monaco, col quale visse per molto tempo, e 
dal 1859 al 1865 rappresentò Garlow, m Ir- 
landa, nella Camera dei Comuni. Nei 1869, 
per raccomandazione del Gladstone, la Catto 
Pari d' Inghilterra col titolo di BiMron9 AUom 
di Aldenham e nel medesimo anno andò a 
Roma, in occasione della oonvocastone dei 



ADA 



— 9 - 



AI>A 



Concìlio Ecumenico, ove si segnalò per la si^a 
ostilità alla defìoizìone del dogma dell' infalli- 
l)ilità papale. Ei passa per l'autore delle fa- 
jaiose lettere sul Concilio nella Gazzetta uni- 
tersale di Augusta, che fecero tanto scalpo- 
re , e nel 187o pubblicò la e Circolare ad un 
"Vescoyo tedesco del Gk>ncilio Vaticano, 9 a cui 
tenne dietro Tanno seguente: «Per servire al- 
l' istoria del Concilio Vaticano. » Membro del 
partito cattolico anti-ultramontano, egli aveva 
rondato, in questo senso, nel 1861 la Rivista 
interna e straniera, in cui tentò dimostrare 
oel 1863, che le «Mattinate Reali, » da lui 
ristampate, erano opera di Federico II di Prus- 
sia; la Rivista cessò nel 1864 per divieto del- 
la gerarchia cattolica inglese. Lord Acton pa- 
trocinò con ardore la causa del Doellinger suo 
antico precettore e dei Vecchi cattolici, e nel 
1874 s' Ulustrò per la parte attiva ch'ei prese 
nell' aspra controversia suscitata dalla pubbli- 
cazione dell'opuscolo di Gladstone sui «De- 
creti Vaticani. » Ei non temè di formulare, in 
una serie di lettere al Times, gravi accuse 
contro parecchi papi, pur dichiarandosi fido 
seguace della Chiesa Cattolica romana. 

^^^•nk (Francesco Stefano) , poeta veri- 
sta francese, di cui molte poesie sparse in 
varii giornali e Riviste furono pregiate, nac(}ue 
di povera gente del contado a Combrée (Marne 
et Lioire) nel 1836, e si avviò alla camera di 
professore liceale; fino al 1873 era profes- 
sore nel liceo di Brest. 

A^iMtiAV (Carloì^ scrittore boemo, nato 
il 13 marzo 184Ò a Flinsko, ove esercita la 
mercatura ed è membro della rappresentanza 
di quel Circolo. Fece molti viaggi e scrisse 
pel giornale ìfarodni Listy relazioni delFEspo* 
sizione di Parigi del 1867 : pubblicò : « Voce 
da OlmuU » (Praga, 1861) ; a Fondamenti del 
diritto pubblico delle nazionalità » (Ivi, 1862); 
< Pittare storiche dei secoli XVI e XVII » 
rivi, 1862); e Parigi, schizzi di viaggio i> 
(Iyì y 1872j. Tradusse anche in Czeco il a Wer- 
ther del Goethe (1862) e il a Contratto sociale » 
del Rousseau (1872). Presentemente attende 
ad una grand' opera sulla Svìzzera. 

A^à^iiH (Federico), scrittore drammatico 
tedesco, molto lodato per la maestria, colla 
quale sa condurre T intreccio e far parlare i 
personaggi delle sue commedie, fra le quali 
hanno ottenuto maggior successo (quelle in- 
titolale: « Le perturbazioni provinciali; Una 
Famiglia di contadini; La Regina Margot , 1^ e 
particolarmente a II Prìncipe ed il Farmacista 
ossia L'ultimo degli Stuardi. » Le tragedie del- 
TAdami, benché meno stimate delle sue com- 
medie, si distinguono tuttavia per una pittura 
viva e precisa dei caratteri storici e delle epo- 
che che ne fanno T argomento. Le migliori 
sono : « Il Prìncipe ed il Montanaro, 9 e a La 
maschera di ferro. 9 

Adamoli (Giulio), viaggiatore lombardo, 
ingegnere e capitano, deputato al Parlamen- 
to , consigliere della Società Geografica Italia- 
na , ha pubblicato nel Bollettino delia Società 
Geografica Italiana (1872) i suoi « Ricordi 



d' un viaggio nelle Steppe dei Kirghisi e nel 
Turkestan, » e due relazioni di viaggio nella 
Nuova Antologia (1873), sotto i titoli; a Una 
escursione nel Kokan; Una spedizione mili- 
tare nell'Asia Centrale, d Portò da Samarcan- 
da alcuni marmi tolti dal mausoleo di Ta- 
merlano, ove si leggono iscrizioni arabiche 
funerarie, che vennero esposte nella Mostra 
Orientale del Congresso degli Orientalisti di 
Firenze. 

Adami (Giovanni Couch), astronomo in- 
glese , nato il 3 giugno 1819 a Lancast presso 
Launceston nel Cornovaglia, studiò a Cam- 
bridge, ove divenne poi pcofessore di matema- 
tica. Nel 1841 incominciò le sue indagini sulle 
irregolarità del movimento di Urano, ed acqui- 
stò la convinzione che quelle irregolarità , 
perturbazioni, erano cagionate dair esistenza 
di un altro pianeta ancor più lontano dal So- 
le. Nell'ottobre del 1845 egli inviò ali* Osser- 
vatorio di Greenwich il risultato delle sue 
indagini, e TAstronomo re^io gli rispose chie- 
dendogli se la perturbazione spiegherebbe 
r errore del radius vector d' Urano ; Adams 
indugiò, non «sopiamo per qual cagione, di 
rispondere a quella domanda, e in quel mezzo 
Galle di Berlino , il quale, in seguito alla disser- 
tazione del Le Verrier nei Comptes-Rendus 
intitolata: «La perturbazione di Urano pro- 
dotta da Giove e Saturno, 9 aveva istituito 
calcoli proprii, scopri il pianeta in quistione 
Nettuno (26 settembre 1846). Questa scoperta 
fu poi, dopo una contesa violenta fraTAdams 
e il Le Verrier, attribuita a quest'ultimo. Nel 
1847, TAdams pubblicò privatamente le a Irre- 
golarità osservate nel movimento di Urano, » 
che furono ristampate, nel 1851 , nell'il^ma- 
nacco Nautico. Nel 1858, fu nominato pro- 
fessore di astronomia all'Università di Cam- 
bridge, della quale egli è una vera illustra- 
zione. 

Adams (Guglielmo), scrittore america- 
no, noto sotto il pseudonimo di Oliver Optic, 
nato il 30 luglio 1822 a Medway (Massachu- 
setts), studiò e fu per qualche tempo precettore 
nelle pubbliche scuole di Boston, finché si diede 
con molto buon successo ascriver libri, special- 
mente {)er la gioventù. Alla sua prima opera: 
a Hatchie il guardiano di schiavi l' erede di 
Bellevieu, » pubblicata nel 1850, tennero dietro 
successivamente: e In casa e fuori » (12 voi. 
pei fanciulli di otto anni) ; a Vood ville i> (6 voi.) ; 
tf Boat-Club » (6 voi.); € Esercito e Marina 9 
(6 voi.); e La giovine America » (3 voi.); la 
€ Serie della Bandiera stellata » (3 voi.), le 
anali tutte furono stampate in molte migliaia 
ai esemplari ed alcune ebbero uno smercio di 
oltre 100,000 esemplari. Né minor fortuna eb- 
be il suo magazzino per la gioventù intitolato: 
« I nostri fanciulli e le nostre fanciulle, to ch'ei 
pubblicò settimanalmente dal 1867. L* Adams 
scrisse anche una biografia del generale Grant 
(Boston, 1868). 

Adami (Guglielmo, Enrico Davenport), 
pubblicista inglese, nato a Londra nel 1828, 
mcominciò la sua carriera come direttore di 



ADD — 10 - 

un giornale provinciale, e ricondottosi nella 
metropoli in giovine età , collabora in parec- 
chi giornali e periodici influenti. Più lardi si 
diede quasi intieramente a comporre libri, ed 
oltre molti scritti popolari per l' infanzia e la 
gioventù , pubblicò non poche opere di genere 
diverso, come: i Memorie aneddotiche dei 
Principi inglesi; Bellezze famose e donne 
storiche; Magia e Maghi; La vita e le opere 
di San Paolo, • oltre un'edizione, con note, 
dei drammi dello Shakepeare. Le sue parafraGi 
dal francese degli scrilti di Luigi Figuìer e dì 
Arturo Mangi n contribuirono a diffondere la 
scienza popolare in Inghilterra, e le sue 
tersìoni dell' a Uccello, » il oMare,» la «Mon- 
tagna s e l'i Insetto a del Michelet, acquistarono 
molta popolarità, non tanto per le nelle illu- 
strazioni del Giacomelli , quanto per 1' esat- 
tezza e la eleganza della traduzione. L'Adams 
tradusse eziandio in inglese la bella monogra- 
ila della signora Michelet Bulla « Natura o la 
Poesia della Terra e del Mare, » manoscritta. 
Le 4ue pubblicazioni rimanenti, che ascendono 
quasi a cento, non si possono qui registrare per 
mancanza di spazio, e ci starem paghi a citare : 
< Venezia passata e presente; Le Città seppel- 
lite della Campania; Battaglie memorabili; 
Scene del dramma della Storia europea; Ri- 
cordi dì nobili vile, « notevoli soprattutto per 
dotte e profonde indagini. 

Adda (Marchese Girolamo d'), erudito 
scrittore e biblioillo lombardo, nacque in Mi- 
lano il 19 ottobre 1815 dal marchese Gioachì- 
mo d' Adda Salvaterra e dalla marchesa Eli- 
sabetta Pallavicino-Trìvulzio , la minore delle 
iorelle del martire di Gradisca. Il padre mori 
giovane ; amava anch' esso i libri , le slampe , 
i disegni, i quadri e concepì pure qualche va- 
sto lavoro d' illustrazione artistica , che rima- 
se in (ronco. Nella famiglia dei D' Adda ave- 
vano già figurato alcuni insigni letterali, tra 
gli altri un Ferdinando d'Adda, amico del- 
l'Aretino e suo adulatore, scrittore in la- 
tino, in greco ed in ebraico, professore di 
giurisprudenza e rettore magnifico nello Stu- 
dio di Padova, umanista perfetto e autore di 
epigrammi latini non meno salaci che eie- 
ricchissimo e splendidissimo , libe- 
reste e di luminarie a tutta Padova, 
I naturalmente dagli studenti che gli 
una lapide sotto ì portici dell'Unìver- 
1 vero figlio del Rinascimento. L'Aldo 
el 1546 ne pubblicò alcuni epigrammi 
col motto oraziano: i Contrahes vento 
\ secundo Turgida vela ; t la nobilissima 
ine latina si chiude con le seguenti 
ove, dopo aver detto che nuUa Io ri- 
rà dai propri! studi!, so^unge: « Non 
im spectandum est, quid sentiant bo- 
quam quid sentire debeant. > Questo 
itlo che Girolamo d'Adda, divenuto 
bibliofilo, pose de' primi nella sua li- 
fu anche de' primi eh' ei lesse a di- 
lei molto spiritoso messo sopra i suoi 
Multi vacati, pauoi lecti. 1^ parole 
tenalo da lui ritrovate nel suo dlcian- 



ADD 

novesìmo anno, gli fecero una viva impres- 
sione e gli servirono poi quasi sempre di gui- 
da nella vita. Girolamo u' Adda fu mandalo 
per qualche anno in convito presso ì Gesuiti 
dì Novara, ma pare che quell'aria non gli s 
confacesse troppo, poiché, due volte fuggilo 
dal Collegio , vi fu ricondotlo sotto la saols 
guardia dei Carabinieri Reali. Negli anni 
1835-36 il giovine D' Adda fece un viaggio m 
Europa ed in Oriente, quando 1' Oriente con- 
servava ancora un po' di color locale ; egli à 
duole ora con ragione di non avere deseritlo 
quel suo viaggio; ma, allora, non usava. Tor' 
nato a casa, tolse moglie, o piuttosto gli fu 
data, e n'ebbe un ri"lìo, che ha poi bran- ' 
mente combattuto pel suo paese e che fermi 
adesso coi libri e con gli studii tutta la consoli- i 
zione del nostro estetico e bibliofilo. Dal prei- , 
dere una parte più viva egli stesso alla eoa { 
pubblica fu impedito non dall' ingegno c^i 
pare abbondargli, non dall' animo che ha Ur- 
go e generoso, ma un poco dalla salute iojI 
ferma, un poco, anzi molto, dalla poca fidu- 
cia che uomini e cose gì' ispirano, e dall'abi- 
tudine da lui presa, come già dall' Azeglio, di 
non poter mai dire bianco U nero e nero ii i 
bianco, e di dare alle parole il senso che ban- , 
no e che dovrebbero aver sempre : abitudio; ! 
tanto più viziosa in uh gentiluomo che ba il I 
torto di mantenersi uomo di spirito , e oeró 
di fare talora pungenti le verità che alce. 
Come bibliofilo e bibliografo , Girolamo d'Ad- 
da non si contentò solo di raccogliere libri i 
manoscritti rari, specialmente storici, e lÈ 
dama l' elenco , ma li lesse e li commentò in j 
modo ingegnoso, più sollecito sempre tultsvii 
di aiutare il lavoro altrui che di preparareasii 
stesso r occasione di scriverà un vero libro di I 
storia- Molle delle sue notizie sono proprii, 
fatte per dar lume e incoraggiare gli studiosi' 
a nuove ricerche. Leggendo l' eruditissimo . 
discorso preliminare che precede il volume i 
d' « Indagini storiche, artistiche e bibliografi-' 
che sulla Libreria Visconteo- Sforzesca del et 
stello di Pavia compilate ed illustrate con do-l 
cumentì inediti per cura dì un bibliofila'l 
(Milano, Brìgola), quante idee devono tusc«rel 
nel cervello degli studiosi! quanti disegni di| 
bei lavori vien fatto di concepire! Noi no»! 
siamo autori soltanto de'hbri che scriviamo,' 
ma anche di quelli che facciamo scrivere, f' 
Girolamo d'Adda a quest'ora ha aiutata i 
scrivere qualche buon libro, oltre aipropni, 
de' quali rechiamo più sotto i tìtoli. Generai' 
mente ì bibliofili, quando scrivono, tnostnmi 
di saper troppo; anche il nostro bibliofilo noni 
isfuggirebbe al perìcolo di render grave iii 
propria erudizione , se non sapesse amabil-' 
mente temperarla con motti geniah e con il-; 
vaci aneddoti. Ecco ora , oltre al lavoro gi>i 
citato , l' elenco degli scritti di Girolamo d'Ad-' 
da : a Note bibliografiche postume di Don 
Gaetano de' Conti Melzi , a edite per cura di 
un Bibliofilo milanese, con altre notizie di li- 
bri rari e sreziosi (Milano, Bernardonì, i^&. 
è una dilesa del Mfllzi contro il libraio Tou 



ADD 



- 11 - 



ADE 



che lo aveva ingiustamente accusato di pla- 
gio); « Vita di Franklin » del Mignet, tra- 
dotta dal francese, preceduta da brevi cenni 
bibliografici di Girolamo d* Adda (Milano, 
Brigola, 1870: il libro è dedicato, col suo 
perchè eloquente, se non prudente, alle bi- 
blioteche popolari) ; a Lettera spagnuola di 
Cristoforo Colombo a Luis de Sant' Angel » 
(15 febbraio, 14 marzo 1493), riprodotta a 
facsimile ed illustrata per cura di Girolamo 
d' Adda dall' unico esemplare a stampa sinora 
conosciuto che si conserva nella Biblioteca 
Ambrosiana (Milano, Laengner, 1866: il fac- 
simile è opera meravigliosa fatta a mano dal 
bolognese Giordani ; V opera stessa lodatissi- 
ma fu un vero avvenimento nel mondo de' bi- 
bliofili; essa sconvolse tutto l'ordine delle 
edizioni di quelle prime lettere di Colombo di 
Roma, Parigi e Basilea, ristabili la gerita e 
distrusse parecchi errori , pur commettendone 
qualcuno di nuovo, o di vecchio, che fu ri- 
levato dagli stessi grandi lodatori del libro, 
Lenox e Major) ; « Essai bibliographique sur 
les andens modèles de lingeries, de dentelles 
et de tapìsseries gravés en Franco , en Alle- 
magne, en Fiandre, en Italie et en Espagne, 
par Girolamo d' Adda » (nella Gazette des 
BeauX'Arts del 1864 : lo scritto è accompa- 
gnato da molti facsimili che il D' Adda ha ca- 
vati dalla propria raccolta ; per quanto ne sia. 
leggiero l'argomento, poiché l'Autore Tha 
trattato con piena dottrina, ora esso fa testo 
presso gli storici delle trine e dei merletti) ; 
a La Gravure sur Dìamant i> (nella Gazette des 
BeauX'Arts del 15 agosto 1867, ove contro 
Maxime de Camp che ne faceva una inven- 
zione fiamminga, si rivendica all' Italia, anzi a 
Milano la prima incisione sul diamante) ; a Léo- 
nard de Vinci , La Gravure milanaise et Pas- 
eavant par M. G. d' Adda » (questo studio pub- 
blicato nella citata Gazette del 1868 riempie 
una vera lacuna nella biografìa di Leonarao , 
e dovrebbe, almeno, venir tradotto in italia- 
no; nella stessa Gazette des Beaux-Arts si 
leggono quattro altri articoli di minor conto 
dello stesso D'Adda). Il marchése D'Adda 
collaborò pure nei primi fascicoli dell' Archi- 
vio Storico Lombardo y con alcuni documenti 
d' archivio ; è un vero pecòato che sia rimasta 
interrotta la serie dei a Cantari storici popo- 
lari su^li avvenimenti della fine del secolo XV 
e prìnapio del secolo XVI, » e a desiderarsi che 
venga presto ripresa. Neil' Istituto Lombardo , 
di coi divenne socio corrispondente, il 24 
febbraio 1870 Girolamo d' Adda leggeva la 
sua Memoria: ce Vasa vitrea diatreta, » che pub- 
blicò poi con molto lusso (se ne prepara una 
ristampa molto ampliata). Parecchi suoi arti- 
coli d' arte e bibliografìa si lessero pure nella 
Perseveranza , tra questi (nel 1868) due let- 
tere al Bonghi dirette a provare che il Man- 
zoni avea avuto torto accusando il Trissino di 
mala fede e d' aver falsificato il testo di Dan- 
te, cosa della quale, dopo la lettera del. 
B'Adda, il Manzoni stesso convenne, sebbe- 
ne non r abbia fatto sapere al pubblico. 



AAemoUo (Alessandro), letterato fioren- 
tino, nacque in Firenze il 22 novembre 1826. 
Fece i suoi studii nelle Scuole Pie di Firenze, 
e le sue prime armi nel 1845 nel giornale fio- 
rentino li Commercio; poi scrisse nel gior- 
nale Il Popolano, diretto allora da Clemente 
Busi, e fondò con Leopoldo Redi, Carlo e 
Paolo Lorenzini , Pilade Tosi ed altri , il Lam- 
pione, Giornale per tutti, che riusci dav- 
vero popolarissimo; incominciato il 13 luglio 
1848, durò fino alla restaurazione granducale. 
Passata la burrasca della reazione toscana, 
l'AdemoUo rientrò, nel 1852, nel giornali- 
smo letterario, dedicandosi specialmente alla 
critica drammatica ; collaborò perciò ^i' Arte 
ed allo Scaramuccia di Firenze, aHa Scena di 
Lucca, alla Revue Franeo-italiénne, ali' Eu- 
rope Artiste ed al Messager di Parigi. Gli ar- 
ticoli dello Scaramuccia erano firmati: Josuè 
e Maledolo. Neil' Arte sostenne una vera cam- 
pagna contro le tradizioni dal francese. (Si 
confronti pure una lettera molto vivace ed im- 

E orlante relativa al Teatro, dranamatico pub- 
licata neir appendice del Bersagliere di Ro- 
ma del 5 marzo 1877, e l'altra non meno no- 
tabile inserita nell' Opinione del 6 febbraio 
1878.) Impiegato a Torino presso la Corte 
de' Conti, di là spedi Corrieri torinesi al Pun- 
golo di Milano sotto il pseudonimo Nemo, 
che mantenne pure come corrispondente ro- 
mano, non politico, della Gazzetta d* Italia, 
Dedicatosi infine particolarmente agli studii sto- 
rici , in questa direzione potè rendere servìgi 
notevoli , specialmente per ciò che riguarda la 
storia dei secoli XVII e XVIII in Roma, ov'egli 
si trasferi da Firenze insieme col Governo del 
Regno. Il metodo dell' Ademollo è riunire 
in un dato lavoro tutto il materiale storico, 
preferendo l'inedito vagliato e corretto con 
note, ove occorra, riguardante i fatti e le per- 
sone di guisa che i lettori non siano rimandati 
a leggere altro per avere del isoggetto cogni- 
zione intera. Egli lascia, per quanto si può, 
la parola alle scritture sincrone ed ai docu- 
menti, de' quali è già intanto riconosciuta 
l'utilità. L'AdemoUo pubblicò primo i docu- 
menti che stabilirono la verità dei particolari 
nel fatto relativo al supplizio di Giordano 
Bruno e posero fuori di dubbio il fatto me- 
desimo; pubblicò primo un Documento, dal 
quale si trae fortissima presunzione circa la 
verità dell'incesto Borgiano; determinò la 
verità circa la causa e la circostanza della par- 
tenza di Tommaso Campanella da Roma. Sog- 
giungiamo qui r elenco delle utilissime pub- 
blicazioni di questo impiegato letterato, che 
dà un esempio imitabihssimo di operosità let- 
teraria : a Gli Aneddoti degli Anni santi » 
(1875); a II Carnevale di Roma nel secolo 
XVIII » (1876); a Uno Scrittore di Aneddoti 
romani del secolo XVII » (1877); e Giacinto 
Gigli ed i suoi Diarii » (1877); « L'Abate 
Cancellieri ì> (1877); « Il Macinato a Roma » 
(1877) ; « Lucrezia Borgia e la Verità » (1877) ; 
a Fr^cesco De Noailles , ambasciatore fran- 
cese a Roma negli anni 1634-1636 » (1875); 



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AFZ 



-.13- 



AGN 



del 1848 segretario del Iffinistro prussiano, 
scrittore dal 1850 al 1851 del Giornale Co- 
stituzionale, e dopo essersi laureato, nel 1 853 , 
in Gottinga come docente nelle scienze di 
'Stato, ^li fu ritirata dal re Giorgio VI la venia 
docendi per aver parlato in una lettera pri- 
vata di < speranze patrie, jd Dal 1857 al 1859 
fu professore in Erlangen. Nel 1859 appoggiò 
nella pubblica stampa il • Ministero Hohen- 
zollem-Auerswald , e dopo aver già pubblicato 
nel 1857 il noto opuscolo anonimo: a Suum 
culque, Memoriale sulla Prussia, » compose 
gli opuscoli : a La Prussia e la pace di Villa- 
franca > e il a Nodo tedescp della questione 
italiana. » Neil* ottobre del 1859 fu nominato 
professore di storia e di scienze di Stato nel 
Ginnasio accademico di Amburgo, stampò nel 
1866 r opuscolo: «Donde e Dove? 9, divenne nel 
1868 professore di diritto a Bona; combattè 
neir agosto del 1870 nelle battaglie intomo a 
Metz alla testa de' suoi studenti ; fu nominato 
nel 1871 Consiglière di legazione effettivo e Gon- 
siglii^re nel Dicastero degli affari esteri dell' Im- 
pero tedesco, in cui diresse principalmente la 
stampa ; ma rinunciò nel 1877 e venne eletto 
professore onorario di diritto all'Università di 
Berlino. È membro della Camera dei Deputati, 
appartiene al partito liberale conservatore , e 
fece parecchi discorsi importanti principal- 
mente nel cosi detto Kultur-Kampf, o Lotta 
della civiltà. Pubblicò inoltre : a II Consiglio 
dei Prìncipi dopo la pace di Luneville > (Berli- 
no, 1853); «Dall'anno 1819» ^Amburgo, 1861, 
2^ ediz.) ; « Dai tempi precedenti allo Zollve- 
rein » fi vi, 1865); « L'atto finale delle Confe- 
renze aei Ministri a Vienna » (Berlino, 1860); 
« Libera nave sotto bandiera nemica » (Am- 
burgo, 1866); e pubblicò col Klauhold, dal 
1861 al 1871, «L'Archivio di Stato, Raccolta 
di atti e documenti per l'istoria del presente, » 
e coi sigg. Albrecbt, Mohl, Waitz e Zacca- 
ria, il Giornale pel diritto di Stato tedesco 
e la Storia costituzionale tedesca, 

Aftelins (Federico Giorgio), filosofo 
svedese, nato il 7 dicembre 1812, studiò al- 
l'Università di Upsala dal 1829 al 1836, anno 
in cui fu proclamato dottore in filosofia; l'anno 
dopo, pubblicò una dissertazione latina: « Dìs- 
sertatio Aristo telicam Summi Boni Notionem 
exponens; » nel 1841 pubblicò una seconda 
dissertazione : e Doctnnae Aristotelicae de 
Imputatione Actionum Expositio. 2> Nel 1843 
fu eletto professore aggiunto di Filosofia teo- 
rica e pratica nell'Università di Upsala; nel 
1846 venne pit>mosso all'Università di Lund; 
nel 1864, richiamato ad Upsala. Negli anni 
1844-45 r Afzelius era stato scrittore dell' Jn- 
telligenshladet. Le sue opere principali sono: 
un « Trattato di Logica , v di cui apparve nel 
1864 la 7* edizione; « Trattato di Psico- 
logia, » di cui nel 1865 usci la 4* edizione. 
£gli è pure autore di alcune Dissertazioni : 
* Sopra le Categorie di Aristotile» (1848); 
« Sulla Filosofia hegeliana d (1844) ; e Sopra la 
Filosofia dello SUto » (1845), ecc. 

Agal (Adolfo), pubblicista ungherese. 



dirige un giornale a Pest: Magyar-Oorozag 
es a Nagy Vilàg. 

Aganoor (Elena e Vittoria), poetesse ar- 
mene, hanno passato di poco l'anno ven- 
tesimo. Il padre loro, conte Edoardo, di no- 
bilissima e ricca famìglia armena, fondatrice 
del celebre Collegio de' Mechitaristi nell' iso- 
letta di San Lazzaro , si trasferi dalla patria in 
Venezia per V educazione delle cinque intelli- 
genti e bellissime figlie avute dalla contessa 
Giuseppina. Alcuni anni dopo, la famiglia 
A^anoor si trasferi a Padova, ove l' Elena e la 
Vittoria, istruite come l' altre sorelle dall' illu- 
stre poeta Zanella , non tardarono a dimostra- 
re un singolare valore poetico. Il loro maestro 
ne mostrò un saggio , che destò meraviglia ai 
lettori della Nuova Antologia, Paravano vera- 
mente iù que' versi rivivere le perdute armo- 
nie e le grazie d'Ellenia penetrate dalla nuova 
e profonda malinconia dell' età nostra. Altro 
scrissero dipoi le due sorelle poetesse, e An- 
drea MafTeij che fu nell' anno passato a Napoli, 
ove la famiglia Aganoor si è stabilita , ricorda 
di aver letto in casji loro alcuni nuovi compo- 
nimenti degnissimi di stampa; speriamo dun- 
que che , vinta la grande modestia, le due gio- 
vani Muse s' inducano a pubblicarli. 

A|^ard]i (Giacomo Giorgio), botanico 
svedese , professore nell' Università di Lund , 
nacque in questa città nel 1813 , vi si addot- 
torò nel 1832, cominciò ad insegnarvi come 
botdnices demonstrator nel 1836. La sua spe- 
cialità sono le Alghe; si hanno di lui i se- 
guenti pregiati lavori: « Species, genera et 
ordines Algarum i (della quale nel 1876 era- 
no ^ià pubblicati quattro volumi)^ cr Algae 
mans Mediterranei et Adriatici » (1842); « Ca- 
roli Adolfi Agardh (suo padre, illustre natu- 
ralista mòrto nel 18o9) Icones Algarum ine- 
ditae» (1846); a Metodologia delle piante» 
'(1858), in lingua svedese, pubblicata pure 
nello stesso anno in latino sotto il titolo: 
e Theoria systematis plantarum. » 

Aglio (Giuseppe), poeta cremonese, 
nacque in Cremona nell' anno 1827. Studiò 
la legge e vi si addottorò, ma coltivò con par- 
ticolare amore le lettere, come lo attestano 
parecchi suoi saggi poetici, ov' è molta vigoria 
di stile. Dobbiamo a lui V unica traduzione 
italiana delle opere del grande poeta inglese 
Shelley, almeno delle migliori (Milano, 1858); 
ricordiamo poi ancora i seguenti suoi lavori 
poetici : « La notte di Gethsemani, i tre dram- 
mi lirici; (T Orfeo; Giordano Bruno; Roma; 
Il convito dei Borgia , » nella Strenna Cremo- 
nese^ 1869-1870; «11 Centenario di Dante; > 
alcuni Discorsi in morte di Vittorio Emanue- 
le, dell' Aleardi ed altri pronunciati nel Mu- 
nicipio di Cremona; alcune poesie d'occasione 
e traduzioni di liriche straniere. 

Agnél (Emilio), scrittore francese, nato 
nel 1810, ove si laureò nel 1831 in legge. 
Scrisse: « Code-manuel des propriétaires de 
maisons, etc. » (1845); a Code-manuel des 
propriétaires des biens ruraux , etc. » (1848) ; 
I e Code-manuel des Artistes dramatiques et des 



Aie - i 

de Provence, » pubblicati nel 1873 dal Leroer- 

re, ripubblicati nel 1878 dal Charpentier e pre- 
miali dall'Accademia francese, oto nella forma 
più eletta {ondeJ'Aicard viene ora riguardalo 
come il migliore tra i giovani Pamoìsieni) 
a espriinoDO i sentimenti pia delicati e ai fa 
della Provenza la pittura più attraenle. (^Cfr. 
la Nuova Antologia del mese di dicembre, 
1878.) Con questo volume merita pure di ve- 
nir messo a riscontro l'altro, che fu pure pre- 
miato dall'Accademia francese, intitolalo: «La 
ctianson de l'Enfont * (Paris, Sandoz et Fiach- 



bacher, 1875). Alcuni de' versi dell' Aicard 
furono pure pubblicati nella Revue dea Deiix 
Monde». L'Aicard dice bene i suoi versi; per- 
ciò egli fu invitato a far delle letture poetiche 
nella Svizzera e nell'Olanda, ove ebbero il più 
lieto incontro. Gli editori Sandoz e Fiachba- 
cher pubblicarono, nell'anno 1878, nn volume 
dell' Aicard in prosa e in versi , intitolato ; s Vi- 
site en Hollande, > ornato di nn bel ritratto 
dell'Autore eseguilo da F. Regamev. Presso 
gli Blessi edilori, l' Aicard nel 1873, dopo 
averlo pubblicalo a frammenti nel giornale Le 
Tempi, onde si suscitò una viva polemica, 
diede alla luce un bel saggio di storia critica 
dell' arte aopra i La Vénus de Milo. > Sap- 

fiiamo pure cbe l'Aicard pubblicherà in breve 
a traduzione francese di un certo numero di 
Sonetti di Michelangelo, e ch'egli prepara in- 
tanto un ■ Don Juan , > dramma in cinque atti 
in versi, ove tenta di esprimere, secondo quel 
che ci viene scritto, < l'état d'esprii moderne, 
créé par le sceplicisme fìniisant et le positivis- 
mo naissant: i parole per noi alquanto oscu- 
re, ma che spe'iamo veder riscbiarate dallo 
stesso poema drammatico. 



AIH 



AUi (Hamilton), poeta e rom 
inglese, nato nel 1830 a Parigi poco innuui 
allo scoppio della rivoluzione deU830, è lìglif 
di un Armeno e sua madre è figliuola del <£• 
lebre ammiraglio Sir Giorgio Collier. Fu edii- 
ceto nelle scuole private inglesi ed ebbe, 
giovane ancora, la disgrazia di perdere i 

f ladre, di cui era l'unigenito, in ud duelli 
ontano dalla patria. Entrò a 16 anni nel- 
l' esercito inglese, ch'ei lasciò però, dopo' 
anni di servizio, per darsi intieramente iSk 
tetterò. Primo frutto de' suoi studìi (a an v>- 
lumetto di poesie intitolato: i Eleonora ed 
altri poemi b (1856), e t Rita, > romamodu 
ei pubblicò nel 1859. A questi lavori tena^ 
dietro rapidamente una serie di ronunà 
{NoveU),ì quali per la loro maniera piacevole, 
le loro scene spesso drammatiche in eomma 
grado eia delineazione stupenda dei caratteri, 
vanno tra i migliori dell' odierna letteratm 
inglese. Son essi ; « ConBdenze > (1859) ; i Carr 
di Carrlyon (1862, nuova ediz. 18701; tH 
Signore e la Signora Faulconbridge (Ì864): 
ci Marstonsn (1868); a In questo Stalo di 
vita» (1871, 2' ediz. 1872); e Morale e Ui- 
steri > (1872); « Penruddoche i (1873). Soaa. 
tutti scritti gentlemanlike (signorilmente) net 
senso piò ampio della parola, e manifestina 
la familiarità dell'Autore col bon ton e le mi- 
niere sifuiBite dell' alta società. Ciò ei ha ) 
dire principalmente dei i Faulconbridge, > lail'' 
dove nel t Carr di Carrlyon » trovansi scbizil 
eccellenti della vita e del carattere italiano.. 
Un certo alito cavallei'esco spira anche nelU 
seconda raccolta delle sue composizioni pnK 
tameiite poetiche: a II Romanzo della foglii 
scarlatta ed altri poemi con adattamenti dil 
Trovatori provenzali, i II carattere del Medit 
Evo è colto stupendamente in queste pittar* 
ora ridenti ora fosche, in cui la grana e li 
melodìa del linguaggio poetico accoppiansi ^ 
un sano sentimentalismo e ad una ricca, ma a- 
sia fantasia. L' Aide scrisse inoltre un'operetu 
in un atto: «Le 'Vedove ammaliale, > musicati 
da Virginia Gabrieli Questo ancor giovane e 
spiritoso scrittore inglese ha nella coal delti 
nuova Foresta presso Southampton uq vil- 
lino , ove mena ana vita tragquilla sacra allt 
Muse ed interrotta di quando in quando di 
viaggi air estero. 

AlmardCGustavo), romanziere frannae, 
e scrittore di viaggi , nato a Parin il 13 set- 
tembre 1818, passò dieci anni nella sua gìo- 
venld in America, poi visitò la Spagna, li 
Turchia, il Caucaso, Ritornato a Parigi nel 
1848, fu nfBciale nella Guardia mobile ; ma, 
poco dopo, riparli per l'America, e divÌK 
col conte di Raousset-Bonlbon i pericoli e ìt 
fatiche della spediiione di Sonora, al ritonu 
della quale l' Aimard si dedicò intien- 
mente alla letteratura, nella quale avea fatto 
le sue prime armi , sotto un pseudonimo, 
nel 184'7coliCoindurideau. « Seguirono n«l 
1858: f Les trappeurs de l'Arkansas; Le 
Grand Chef des Incas; Le Chercheur d» 
pistea ; > nel 1861 : e Le Cixur loyal ; Lea RO- 



AIN 



- 17 — 



AIN 



deu!^ de fronlières ; » nel 1862 : « Le Main- 
Ferme Valentin Guillois ; » nel 1863 : « Les 
Nuits mexicaines, Les A^enturiers; 9 nel 1864: 
« Les Chasseurs d'abeilles. » Seguirono pure : 
« Les fils de la Tortue; Surson Téte-de-fer; 
Zeno Gabial ; Le Guaranis , » ed altri numerosi 
volumi (oltre sessanta), ne' quali mise felice- 
mente in opera le sue impressioni di viaggio 
ed ì ricordi della sua gioventù, adoperandoli 
a fìne istruttivo e morale. Nel 1864 V Aimard 
fece rappresentare al Teatro della Porte Saint 
Martin un dramma in cinque atti, intitolato: 
a L^s Flibustiers de la Sonora, » scritto in so- 
cieti^con Amedeo Rolland. Quando, nel 1870, 
si dichiarò la guerra alla Prussia, T Aimard 
formò e comandò il battaglione dei bersaglieri 
delia stampa ; ma , dopo due mesi di fatiche , 
essendosi ammalato , fu obbligato a ritirarsi. 
AknMWOrUi (Giacomo Guglielmo Har- 
rison), romanziere inglese, nato il 4 feb- 
braio 1805 a Manchester, cominciò da ra- 
gazzo a scriver commediole per un teatrino 
fatto da lui e ballate e romanze pubblicate nei 
giornali. Si diede quindi all'avvocatura, ed 
andò a perfezionarsi nelle discipline giurìdi- 
che a Londra; ma, come avviene spesso agli 
uomini dotati d'ingegno poetico, vi trascurò 
il diritto per le lettere. Li quel perìodo della 
sua vita ei pubblicò il suo prìmo romanzo: 
e Sir Giovanni Ghiverton » (Londra, 1825), ora 
dimenticato, ma molto encomiato da*un giudi^ 
ce coinpetentissimo, Gualtiero Scott. Nel 1826 
sposò Fanny, figlia dell'editore Ebers di Bond- 
Street, col quale si uni nel doppio carattere 
di scrìttone e di editore ; ma gli affari andaron 
male e l'Ainsworth prese a viaggiare in Sviz- 
zera e in Italia. Al rìtomo scrìsse cRookwood» 
(Londra, 1834), tentando dì far rìvivere la ma- 
niera d'Anna Radcliffe. Questo romanzo, 
misto di scene terribili , di misteri sanguinosi 
di famiglia e di graziose pitture di genere 
della vita cotidiana, fu accolto con grande 
favore, e fu il fondamento della sua gran 
fama di romanziere. Gon 1' altro romanzo 
« Gricbton » (Londra, 1837) incomincia la 
serie di quelli fra i suoi romanzi, in cui rìversò 
una rìccnezza straordinaria di studii archeo- 
logici sugli antichi monumenti e costumi in* 
glesi. a Giacomo Sheppard » (Londra, 1839) 
una specie di precursore dei < Misterì di Pa- 
rigi » del Sue, pubblicato primamente nella 
Miscellftnea di Bentley, fu accolto con una 
vera tempesta di applausi , tradoUo in molte 
lingue e drammatizzato per tre teatri di Lon- 
dra, nonostante l'opposizione violenta dei 
puritani e dei moralisti. In quel mezzo l' Ains- 
MTorth aveva preso la direzione della suddetta 
Miscellanea j ch'ei tenne fino al 1842, nel 

Sual anno fondò il Magazzino di Ainsworth» 
tei 1845 acquistò inoltre daQ' editore Golbum 
la proprietà del Nuovo Magazzino mensuale. 
Nella prìma di queste Riviste comparve, nel 
1840, il suo a Guy Fawkes, v il quale gli fece 
guadagnare più di 1500 lire sterline e nel me- 
desimo anno pubblicò ancora la e Torre di 
Londra. • Neil' appendice del e Times dome- 

Dizionario Biografico, 



nicale» {Sunday Times) pubblicò, nel 1841, 
il a Vecchio San Paolo , jo a cui si legano gli 
altri romanzi : « La figliuola dell' avaro d e 
<r II Castello di Windsor, » impressi per la prì- 
ma 'frolla nel suddetto Magazzino d'Ainsworth 
(1842). Nella medesima Rivista ei pubblicò 
nel 1844, oc San Giacomo o la Corte della 
regina Anna, d e nel 1848, le « Streghe del 
Lancashire i> nel Sunday Times , a cui tenne 
dietro il romanzo storico: € La Camera stellata.:» 
Nel 1855 venne in luce una raccolta delle sue 
« Ballate romantiche , fantastiche ed umori- 
* sticbe » e nel 1856 un altro romanzo: « Lo 
Scialacquatore » Dopo un altro intervallo, 
durante il quale compose un poema' arguto 
sopra una famosa -leggenda bretona : a II com- 
battimento dei Trenta, » mandò al palio, nel 
1860, un romanzo sui tempi della Repubblica 
inglese: <r Ovingdean Grange, > a cui segui- 
rono il a Gonstabiie della Torre » (1861); a II 
Lord-Mayor di Londra o la vita cittadina nel 
secolo scorso}» (1862); <ic II Cai*dinal Pole o 1 
giorni di Filippo e Maria » (1863) ; e « Giovanni 
Law il Progettista » (1864). Le sue opere più 
recenti sono : a II maritaggio spagnuolo o 
Carlo Stuart a Madrid ; Il Gonestaoile di Bor- 
bone; L'antica Corte; Myddleton.Pomfret o 
Ilarìo St. Jves: i> (queste tre ultime, storìe 
della vita moderna e contenenti descrìzioni 
delle contrade merìdionali). <e Boscobel o la 
Quercia regia, » racconto del i651 ; a 11 Buon 
Tempo antico, Storìa dei rìbelli di Manchester 
del 1845]) (1873); e a L'allegra Inghilterra o 
Nobili e servi» (1874). I romanzi deirAinswofth 
sono popolarissimi in America , e la più parte 
di essi furono tradotti in tedesco, in francese 
ed alcuni in spagnuolo , olandese e russo. 

Ainsworth (Guglie)mo Francesco), me- 
dico, geologo e viaggiatore inglese, fratello 
del precedente, nato il 9 novembre 1807 in 
Exeter , studiò sotto un medico di Edinborgo 
e dopo aver conseguito un diploma di medi- 
cina , si trasferi nel 1827 a Parigi ed esplorò 
poi geologicamente 1' Auvergne e i Pirenei. 
Al suo ritorno in Edinborgo , prese nel 1829 
la direzione del Journal of naturai and geo- 
graphical science, e fece letture sulla geologia. 
Quando il cbolera infieri nel 1832 e 1833 in 
Inghilterra e in Irlanda , ei studiò a fondo , 
come medico d'ospedale a Londra e ouindi in 
Irlanda, quella malattia, intomo alla quale 
pubblicò un lavoro < Sul cholera pestilenzia- 
le , » che levò molto grido. Fece quindi applau- 
dite letture geologiche a Dublino e Limerick. 
Nel 1835 prese parte come medico e geologo 
alla spedizione sull'Eufrate sotto il colonnello 
Chesney, e percorse al ritomo il Kurdistan, 
il Tauro e l'Asia Minore. Nel 1838 fu inviato di 
bel nuovo dalla Società Geografica, col Ras- 
sam e T. Russell, nell'Asia Minore, princi- 
palmente per esplorare il corso dell' Halys e 
fare una visita ai cristiani AÌVesleyani nel Kur- 
distan. Dopo superati molti ostacoli , i viaggia- 
tori penetrarono nella primavera del 1840 da 
Mosul nel paese dei Nestoriani , e, rimpatriati , 
l'Ainsworth prese dimora nelle vicinanze di 




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--19 — 



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AiUroon (Pietro Antonio) y novelliere e 
pabbttcìsla spa^piuolo, è nato nel 1833. Inco- 
mÌQciò come giornalista e scrittore satirico a 
promuovere idee rivoluzionarie; entrato poi 
neir esercito f si segnalò nella guerra contro 
il Marocco , della quale , per incarico ufiQciale , 
divenne lo storiografo , dando al suo lavoro il 
titolo seguente: a Giornale di un testimone 
della guerra d* Africa. » Dopo la guerra , 
l'Alarcon intraprese un viaggio di piacere in 
Italia, e lo descrisse sotto il titolo: ce Da Ma- 
drid a Napoli. » Dopo avere esordito nella 
letteratura delle novelle con alcuni racconti e 
specialmente col « Finale di Norma, » pubblicò 
due volumi di e Poesie serie ed umoristiche , > 
alle quali i ricordi personali allusivi alla vita 
dell'Autore hanno cresciuto una grande at- 
trattiva. Nel 1868 , V Alarcon entrò in Parla- 
mento come deputato, e divenne quindi con- 
sigliere di Stato, senza rinunciare perciò ai 
suoi lavori letterarii ; cosi egli ha pubblicato 
il racconto rustico; «Il Tricorno ì>{El Sombrero 
de tres picos) , e e La Alpujarra , » racconto 
storico ed umoristico che si riferisce alla ri- 
bellione de' Moreschi sotto Filippo III. L' Alar- 
con è un narratore piacevole, disinvolto e 
fantastico; egli affascina per la sua mirabile 
destrezza nel congiungere l'entusiasmo con 
r umorismo. 

Albardi (Giambattista) , scrittore argen- 
tino, nacque in Tucuman nel 1814: a 12 anni 
fu condotto , per gii studii , a Buenos- Aires ; 
vi studiò principalmente Filosofia e Diritto. 
Prima ancora di laurearsi in legge egli aveva 
esordito (nel 1838) come giurista, con uno 
scrìtto intitolato : a Preliminar al estudio del 
Derecho. « Nel 1844 andò a leggere innanzi 
alla Facoltà legale del Chili una Memoria: « So- 
pra la convenienza e l'oggetto di un Con- 
gresso generale americano. » Dopo aver preso 
una parte viva come pubblicista e come uomo 
politico ai moti liberali del paese argentino , 
nel 1852, dopo la caduta del Kosas, incomin- 
ciò a scrìvere l' opera sua principale (in due 
volumi), cioè: le e Bases para la organizacion 
politica de la Gonfederacion argentina. » Fu 
pure molto lodato il suo « Manual de la legi- 
siacton de la prensa en Ghile. i Nel 1855, l'Al- 
berdi fa inviato a rappresentare la Repubblica 
Argentina presso gli Stati Uniti. Ottenuto il 
ricoBosctmento degli Stati Uniti, venne in Eu- 
l'opa per conseguire lo stesso resultato presso 
le principali Corti d' Europa , e rimase poi 
rappresentante definitivo della Repubbhca 
presso le Corti d' Inghilterra , di Francia e di 
Spagna. Ora, da alcuni anni, si latrasse a 
Caen, inteso a comporre nuovi lavori politici, 
Olosofici e giurìdici. L' Alberdi si é pure fatto 
valere come uomo di lettere. Fin dal 1836 egli 
aveva esordito ne' giornali americani con al- 
enai bozzetti di costumi, sotto il pseudonimo 
di FigariUo. Nel 1837 pubblicava una a Cro- 
naca draraatica de la Revolucion de Maio de 
1810.» Nel 1843, in società col Gutierrez, 
naTÌgando verso l'Europa, compose un poe- 
ma intitolato : e El Eden ; > egli lo scrisse in 



prosa; il Gutierrez lo mise in versi. Nel 1844 
compose un altro poema da sé solo , una specie 
di viaggio fantastico ne' mari del Sud , sotto il 
titolo : a El Tobias, o la Carcel a la vela, » e 
nello stesso anno pubblicò un libro di ricordi 
d'Italia, sotto il titolo: a Veinte dias en Ge- 
nova.» Stefano Ecbeverria, giudice compe- 
tente americano, aveva molto lodato i primi 
lavori di questo scrittore. 

Alberdlngk-Tfaym (Giuseppe Alber- 
to), scrittore e mercante olandese, nato il 13 . 
agosto 18*20 in Amsterdam, egli diresse suc- 
cessivamente lo Spettatore, la Dietsche Wa- 
rande, Rivista storica, archeologica e lette- 
raria, e V Almanacco pei Cattolici, onde 
meritò dal Papa la croce di San Gregorio : egli 
è, invero, uno de* più notevoli pubblicisti 
oltramontani. Ha pubblicato tre poesie fin 
dall'anno 1844, poi parecchi volumi di ver- 
si: e La campana di Delft » (1846); *<k Leg- 
gende e fantasie « (1847): € Antologia de* Poe- 
ti olandesi dal 1150 al 1655; Vecchi canti di 
Natale con musica ; y> un volume di e Rac- 
conti Carlovingiani ; > tre romanzi : € Gel- 
trude d' Oriente ; Maddalena di Vaernenryck ; 
Là signorina Leclerc. ) È pure autore di Saggi 
sull'Ortografia olandese, e di numerosi ar- 
ticoli olandesi e francesi dispersi in varie Ri- 
viste; tra i francesi, si ricorda quello pubbli- 
cato nel 1851, intitolato: De la Littérature 
néerlandaise à ses di/férentes époques. 

Albex^ (Giulio), economista siciliano, 
già intendente di finanza in Siracusa, ora 
pensionato, nacque in Catania nel 1812: pub- 
nlicò nel 1855 una e Storia dell' Economia po- 
litica in Sicilia , d che viene fino all' anno 1840, 
e nel 1876 una Memoria: a Sugl'Istituti di cre« 
dito. » 

Albert (Paolo), letterato francese, pro- 
fessore di lettere francesi nel Collegio di Fran- 
cia e nella Scuola speciale militare di Saint 
Gyr, nacque il 14 dicembre 1827 a Thionvil- 
le. Frequentò nel 1848 la Scuola Normale di 
Parigi; quindi fu successivamente eletto pro- 
fessore di rettorica a Digione ed a Parigi , alla 
Facoltà di lettere di Poitiers, alla Scuola Nor- 
male superiore di Parigi (come Maitre des con- 
férences); aggregato alla Facoltà di lettere, egli 
è tra i membri fondatori dei corsi della Sor- 
bona per l'istruzione delle giovinette. Ap- 
plaudito insegnante, egli pubblicò i seguenti 
lavori: m St Jean Chrysostòme orateur popu* 
taire > (1658), premiato dall'Accademia fran- 
cese; € La Poesie > (1868, se ne fecero già 
cinque edizioni , e una traduzione russa); «La 
Prose » (1869 , ne uscirono già quattro edi- 
zioni); e Histoire de la Littérature romaine » 
(1871, 2 voi. in-8, premiata dall'Accademia); 
e La Littérature fran^aise des origines au 
XVII siede > (1872); « La Littérature fran- 
^ise au XVII siede » (1873, tre edizioni); 
ce La Littérature frangaìse au XVIII siede »' 
(1874, tre edizioni); e Essai sur Diderot d 
(1877, in forma d' introduzione alle sue « CEu- 
vres choisies) ; a Tbéàtre de Racine > (1878 , 
due voi. con introduzione e notizie varie); 



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ÀLB 



«Lettres de Ducis» (1879, tin voi. di lettere 
inedite, con un saggio sul Ducis). La critica 
letteraria dell'Albert è notevole per la sua 
larghezza d'intendimenti, e per essere scevra 
dei consueti pregiudizii della storia letteraria 
tradizionale. 

Alberti (Luigi), autore drammatico epoe- 
la fiorentino, nato in Firenze nel 1822. Pochi Fra 
i migliori commediograG sanno scriverei! dialo- 
go ai pari di lui. Egli esordi giovanissimo nel r#'- 
te , e cercò per parecchio tempo la via al buon 
- snccesso con rara costanza , ma non sempre 
con ugual fortuna, a É noto fra le quinte (scrive 
Valentino Garrera), e degno di essere qui pub- 
blicato, il curioso fatto accaduto a Siena nel 
d845 all'Alberti nel Teatro de* Rozzi. Vi si do- 
veva rappresentare dall* Adelaide Ristori una 
nuova commedia di lui, intitolata: « Il Conte e 
l'ostiere. j> Il pubblico era accorso numeroso, 
non per far festosa accoglienza al ^ovane Au- 
tore , ma col deliberato proposito ai stroncar- 
lo. Quand'ecco che al momento di alzare il 
sipario uno degli attori principali dell» nuova 
commedia cade indisposto. Impossibile eh' egli 
reciti , e non meno impossibile sia surrogato 
da un altro. Il Capocomico scrive in fretta due 
righe d'avviso al pubblico, e le manda ad ap- 

f»iccicare sul cartellone alla porta del teatro. 
1 pubblico, che è già fitto fitto nell'ampia sala, 
non ne può saper nulla. L* Alberti sene va in 
un palco, rassegnato. Il sipario si alza: invece 
della sua commedia si rappresenta la « Mal- 
vina » dello Scribe. Il pubblico di quella se- 
rata, che non sa del mutamento di commedia, 
e nulla affatto della differenza che corre fra un 
lavoro di esordiente e una commedia di Scri- 
be, ma die è venuto in teatro col proposito 
scortese di fischiare TAlberti, dopo poche sce- 
ne , apriti , cielo , comincia a picchiare dei 
piedi e delle mazze sull'impiantito, a susur- 
rare, a gridare : basta!, a soffiare con quanto 
fiato ha in corpo in tutte le chiavi che ha in 
tasca. L'Alberti allora capisce l'equivoco, e co- 
mincia ad applaudire con tutta la forza delle 
sue mani e de* suoi polmoni. Il pubblico invi- 

S erito fa un baccano d'inferno, ed edi rad- 
oppia i bene! , i bravo t, le picchiate. Il pub- 
blico gli manda due giovanotti cortesi, che 
gli dicono ogni maniera di villanie. L'Alberti 
li lascia dire ogni vituperio contro di so scrit- 
tore; ma quando i signorini s'avviano a dir 
corna della nuova sua commedia, li fa scen- 
dere con sé, e seguito da gran parte del pub- 
blico , li porta a leggere sulcartellone l'avviso 
del Capocomico, che li convince che la comme- 
dia non è nuova, e, ohimè! non è soa, ma 
del più fecondo, del più abile, fra i poeti co- 
mici del secolo 1 ! d — Furonp più fortunate : 
«La Madre; Pietro o la Gente nuova, > pre- 
miata al Concorso governativo ; « Sposa di fre- 
sca data non vuol essere trascurata; Virtù 
.d'amore; La donna per bene, b Quest'ultime 
quattro vennero pubblicate in un volume dei 
Successori Le Mounier. Luigi Alberti ha pa- 
rimente pubblicato un discorso: a Suir edu- 
cazione della donna , > e varie poesie ; l' uno e 



le altre si raccomandano per ischiettezueT- 
vacità di stile, e nobiltà d'intendimento. T.^ 
le ultime poesie : « Praefatio; Polemica ca- 
vissima; Alla Regina d' lUlia » (1878), m- 
tiamo specialmente la seconda elegaDtisaci 
e satirica al rospo, che ci pare de^a di i^ 
rare in qualsiasi Antologia poetica italiana. 

Alberti» (D'). Vedi D'Albertis. 

Albertoni (Pietro), fisiologo , insegnisi 
nell'Università di Sièna. Pubblicò da sèsolo. 
seguenti lavori : « Influenza del cervello neb 
produzione dell'epilessia; Che cosa awei^ 
del sangue nella trasfusione, » e in società c^ 
dottor G. Bufalini : a SuU' aumento delle pi 
sazioni cardiache dietro l'eccitazione delle pn- 
me radici dorsali; » col prof. F. Giotto: tSci 
vie di eliminazione e d' azione elettiva dea 
Chinina; » con Marino Michieli: « Sui ceoc 
cerebrali di movimento. » 

AlMoini (conte Cesare), scrittore e g«- 
reconsulto romagnolo, professore ordinar 
di Diritto costituzionale nell' Università di B^ 
legna, nacque di antica e nobilissima fami^-^ 
in Forlì nell'aprile dell'anno 1825, fi'> 
d'Antonio, forlivese, e della marchesa Violu^r 
Albergati-Capacelli, bolognese. Feceipi^ 
studii in Forti , si addottorò in legge a 6oI> 
gna nel 1847. Visse ritirato, intento a gn^ 
studii storici e giuridici, fino al 1859, anno^ 
cui fu diiamatò a far parte della Giunta pro*- 
visoria di Governo, poi della Deputazio» 
delle Romagne incaricata di offrire , nel^to;» 
degli Alleati, la dittatura delle Roma^^ 
re Vittorio Emanuele. Inviato Massimo a A» 
glio nelle Legazioni come Commissario re$^' 
si associò l'Albicini come Ministro della pol^ 
blica istruzione.' Nel settembre 1859 i ron^ 
vosi lo mandarono deputato all'Assemblei 
Costituente delle Romagne; poco dopo, 
dittatore Farini invitava l' Albicini , come i^ 
torevole giureconsulto , a far parte della Gote* 
missione che doveva assimilare le leggi poir 
tificie con le sarde. Il conte Albicini fu qtii:>- 
mìnìstro senza portafoglio e Ministro mtt'^ 
naie delle finanze fino all'annessione, dof 
la Quale fu mandato dalla città di Forlì i 
Parlamento Nazionale, ov'egli, votando (S 
la Destra , sedette per tre legislature (i^''^ 
1861,1865). Nel 1861 venne eletto profess^'< 
di Diritto costituzionale all' Università di B^ 




1872-1874, facente funzione di Sindaco <> 
Bologna e vice- presidente del Consìglio ^ 
vinciate. Tra i pregevoli scritti giuridici e str 
rici del conte Albicini si ricordano 1 segueou: 
t Del progresso nell' umanità e nella scienza 
discorso » ri 863); « I principii della SocKf 
moderna tt (nella Rivista Bolognese, ch'e^ 
diresse, per alcuni anni, in società con Fnt 
Cesco Fiorentino, Pietro Siciliani ed Enns 
F^nzacchì); a L' individuo e l' incivilimento J 
prolusione (1866); cDeH'ufQcio e delle atD 
nenze dello Stato coli' individuo nella Sociefi 
moderna,» prolusione (1862); «Del food) 



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ALB 



ento della politica » (nella Jiivisla Bolo- 
lese)] « Intorno al concetto della libertà » 
eìV Archivio Giuridico); « La nazionalità, » 
olusione (1871); «La disputa intorno alla 
tura deli' anima ai tempi di Pomponazzo » 
ella Rivista Europea) ; a De* nuovi studii 
ih storia d' Italia » (nella . Rivista Bolo- 
ese); «Francesco Guicciardini, » discorso 
|70j; «L'arte nuova in Italia,» discorso 
J73); « Galeazzo Marescotti De Calvi e la 
i Cronaca , » commentario (neli* Archivio 
meo); « I nuovi sjludii intorno a Niccolò 
chiavelli » (neW Archivio Storico): « I Miti 
e Leggende suirorigine della'città di Forlì, » 
iserlazione importante, anche per gli stu- 
»si della letteratura popolare , inserita negli 
ti e Memorie della Deputazione di Storia 
iria Romaanola. 

Albln (Sebastiano), pseudonimo lette- 
io della signora Ortensia Cornu. Vedi 

UNO. 

Albini (Giuseppe), chimico , anatomico 
siologo lombardo, nac(^ue in Milano , dove 
s splendidamente i suoi studii ginnasiali e 
lali.Nel 1845 si recò a studiare medicina 
^avia; nel 184&47 lavorava già neiristi- 




an^tomico del Panizza; nel 1848 fu cac- 
da Pavia per aver preso parte alle di- 
razioni degli studenti contro i soldati 
iad ; combattè nelle gloriose cinque gior- 
di Milano; poi divenne semplice soldato 
ralleria nel Reg^mentodei Dragoni lom- 
; poco prima di partire fu nominato ca- 
e, e con tal grado fece la campagna del 
. Neil' agosto si ritrasse da Brescia col 
ì del generale GrìfQni per la Val Gamo- 
» la Valtellina in Isviszera e di là in Pie- 



mcmte, ove raggiunse il reggimento che era 
sfato internato a Savigliano; egli fu allora 
fatto sergente. Nel marzo dell* anno 1849, 
l'Albini parti col secondo e terzo squadrone 
per Novara 9 ove assistette, sotto il comando 
del Griffìni, alla disastrosa giornata; fu degli 
ultimi a ripassare la Sesia, per ritornare a 
Savigliano , dove fu eletto furiere. Caduta Ve* 
nezia e minacciato del sequestro de' beni, so* 
pra i quali viveva una madre e una sorella, 
l'Albini fu obbligato a tornare in Lombardia, 
riprese nel 185Ó in Milano gli studii di medi- 
cina (essendo sempre chiusa l'Università di 
•Pavia) ; ma , molestato di continuo dalla insi- 
diosa vigilanza della Polizia austriaca, l'Albini 
risolvette di recarsi a compiere i suoi studii 
medici a Vienna, ove consegui, con molto 
onore, la laurea ed ove fu tosto eletto assistente 
di Fisiologia del professore Brùcke. Dopo quat* 
tro anni il giovine dottore intraprese un viaggio 
scientiGco alle Università tedesche: Breslavia , 
Berlino, Gottinga, Halle, Bonna, Lipsia, e 
si spìnse fino ad Utrecht. Verso il fine del 1857, 
essendosi resa vacante la cattedra di Fisiologia 
a Padova, l'Albini vi concorse; ma intanto gli 
era stata offerta una cattedra di Professore 
straordinario nell' Università di Cracovia, che 
accettò; l'anno dopo vi fu eletto professore or- 
dinario. Nel giugno del 1859, abbandonata con 
la sua moglie^ milanese, l' Università di Cra* 
covia, l'Albini fece ritorno alla sua Lombardia 
già liberata dalle armi franco-piemontesi. Pur 
di rimanere in patria, accettò il modesto u^ 
fiero di professore di Storia naturale nel Liceo 
di Casal Monferrato ; ma, pochi mesi dopo, 
concorse , per titoli , alla cattedra di Fisiologia 
nell'Università di Parma e vinse il Concorso ; 
nel novembre del l'anno 1860 l'illustre Fisiologo 
fu chiamato a professare nell' Università di Na- 
poli. L'Albini era molto desiderato nel 1878 
qual professore di Fisiologia nell' Istituto su- 
periore di Firenze, nella cattedra lasciata, 
pur troppo, vacante dall'illustre Schiff; non 
sappiamo quali motivi gli abbiano impedito di 
accettare. Forse un po' d'affetto per la sua 
istituzione di un Ospedale intemazionale, 
fondato sulla massima tolleranza politica e re- 
ligiosa, e dove ogni malato può consultare e 
farsi curare all' occorrenza dal medico eh' ei 
vuole , contribuì a trattenerlo in Napoli. Fac- 
ciamo ora seguire la lunga nota delle pub- 
blicazioni del nostro operoso scienziato: — 
Chimica: «Ricerche sul veleno della Sala- 
mandra maculata» (Vienna, 1853); « Ueber 
das Gift der Salamandra maculata » (Vienna, 
1858);t< Ricerche chimiche sul frutto del Ca- 
stagno 9 (Vienna , 1854); « Ricerche chimiche 
sulle castagne comuni , » in unione colV allie- 
vo 4. Fienga (Napoli , 1867); « Sul frutto del 
Fico,» Notizie preliminari (Napoli, 1867); 
« Sul frutto del Fico, » Ricerche chimiche 
qualitative e^ quantitative , in untone col si- 
gnor G, Briosi (Napoli, 1869); « Sul frutto 
del Fico, » Continuazione delle ricerche (Nti- 
poli, 1870); e Esame chimico comparativo del 
sangue degli Animali bovini tifosi » (Napoli , 



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.ALB 



1864); e Sulle acque minerali di Mondragonq, » 
in unione col prof. Paride Palmieri rNapoli, 
1868) ; <c Suir ossidazione organica dell' acido 
urico, » in unione col dott. A. Fienga (Napoli, 
1870); <K Sulla coagulazione del sangue » (Na- 
poli, 1872); <K Analisi chimica sulla pasta 
Ilzstein, » in unione colprof. Paride Palmieri 
(Napoli, 1872). — Anatomia microscopica e 
macroscopica: aUeber dascentrum tendineum 
des septum ventric. cordis » (Vienna , 1855) ; 
« Noduli am Rande der Atrio-Ventricular- 
Klappen des Menschen p (con una tavola) 
(Vienna, 1856); «Beitrag zur Anatomie der 
Augenlieder » (con due figure) (Vienna , 1 857); , 
«.Sullo scheletro degli Animali invertebrati ì> 
(Napoli, 1861); «Rapporti anatomici ed in- 
tima struttura dell* apparato glandulare ve- 
nefico della Salamandra maculata » (con una 
tavola) (Napoli, 1862) ; «Esame microscopico 
del sangue degli Animali bovini affetti da tifo » 
(Milano^ 1864); « Suir epitelio intestinale» 
( con una tavola), in unione col doti. Renzone 
(1868) ; « Sullo sbocco anomalo di una vena 
polmonare nella cava discendente (con una 
tavola) (Napoli, 1868); «Sulla natura delle 
ossa alla nase del cranio , x> in unione del dott, 
Renzone (Napoli, 1867); a Continuazione delle 
ricerche sulla natura aelle ossa alla base del 
cranio » (Napoli, 1868); a Sulla struttura 
della Glanaula lagrìmale » (con figura) (Na- 
poli , 1879) ; <r Ricerche anatomiche microsco- 
piche sulla parete dell'ansa isolata per la 
fistola intestinale secondo Thiry» (con tavola) 
(Napoli, 1872). — Fisioloaia sperimentale: 
«Suir azione aspirante del cuore 9 (Napoli, 
1862); a Sul meccanismo della deglutizione » 
(Napoli^ ^B63); e Ricerche sul Pancreas » 
(Napoli, 1865); «Continuazione delle Ricer- 
che sul Pancreas e sull'umore pancreatico» 
(Napoli, 1866); «Sulla respirazione della 
Rana » (Napoli, 1866); « Ricerche e ragiona- 
menti sulla determinazione del sesso» (Na- 
poli, 1867); «Guarigione di una Fistola ga- 
strica in un cane » (Napoli, 1867); «Osser- 
vazioni in seguito alla nota sulla guarigione 
di una Fistola gastrica in un cane » (Napoli , 
1868); «Sulla nutrizione dei nervi» (Napoli, 
1864); «Nervi e processi trofici» (Napoli, 
1808); «Sul galvanometro e sul potere elet- 
tromotore dei nervi » (Napoli, l8o8); « Sulla 
conservazione del potere elettromotore nei 
nervi di Rana disseccati rapidamente » (Na- 
poli, 1869); «Sulla eccitabilità e conducibi- 
lità dei nervi essiccati » (Napoli, 18t)8); «Al- 
cune considerazioni sulla Fistola intestinale > 
(Napoli, 1879) ; « Appendice alle considera- 
zioni sulla Fistola intestinale » (Napoli, 1871); 
«Osservazioni sull' Eterotopia tattile fisiolo- 
gica» (Napoli, 1870); «Fenomeni offerti in 
vita e reperto anatomico d'una giovine Gallina, 
cui fu esportata l' intera massa dei grandi 
emisferi » (Napoli, 1871) ; « Sulla trasfusione 
del sangue» (con figure) (Napoli, 1872); 
« Guida alio studio della Fisiologia normale e 
sperimentale » (in 3 voi. con atlante) (Napoli , 
1870; seconda edizione in corso ai stampa, 



1878) ; « Lezioni d' Embriologia » (litografaU\ 
(Napoli, 1867); «Sulla circolazione e sq!1i 
trasfusione del sangue » (Lezione popdart 
(1872). — Istruzione pubblica : « Rendicoob 
dell' Istiluto fisiologico di Parma » (Panna, 
1860); «Rendiconto dell'Istituto Osiologb 
di Napoli 1860-64, per cura del Direttore t 
dei suoi coadiutori ; Pensieri e ragionamefii 
sulla Relazione del Consilio superiore l 
Pubblica Istruzione» (Napoli, 1865; Bfikiv, 
1866) ; « Sull'ordinamento degli studil medico- 
chirurgici d'Italia; Relazione e proposti) 
(Napoli , 1867) ; « Proposta intorno alle Ft 
colta medico-cjiirurgiche » (Napoli, 1873) 
« Pareri sui nuovi ordinamenti degli stuii> 
medico-chirurgici» (1875). — Scritti divem. 
« Cenni storici sulla Salamandra maculati ; 
(Napoli, 1862); «Cannula per fistola deij 
cornea > (Napoli , 1870) ; « Gli Opìstobiefan ' 
(Napoli, 1870); « Intorno ad un caso d'attk 
applicazione degli Opibtoblefari » (NapoK 
1371); «Lettere sulla galvano-caustica d^ 
Middeldorrf» (con (re tavo/e) (Venezia, 1857): 
< Lettere ad un Veterinano sull' articolo ^ 
critica del conte Ercolani » (Napoli, 18(^)- 
« Anatomia fisiologica di E. Mayer, » versk»! 
italiana (Milano, 1867). — Lezioni popoUr^ 
scampate: Il Tatuato diBirma» (1876); fS^ 
pane Liebig » (1873) ^ « Sulla Coprocresi is 
Napoli» (1873); «Sulla Ginnastica nelle Scoom 
elementari » (I878)v «Nuova cannula per !i 
trasfusione d^ sanj^ue » (1874) ; « Sulla secr^ 
zione deiròrìna o (1873); « Continuazione soli: 
secrezione dell'orina » (1874); «Ricerche 
sulla forza di secrezione del rene » (1874). 
« Una reazione comune all'albumina ed ali 
mucina » (1876) ; e Nuova classifica dei tessa 
ti , » in compagnia dello ZaweithcU (1874): 
« Sulla vitalità dei nervi disseccati rapidi- 
mente » (1875) ; < Conservazione delle fonoc 
elementari organiche pel rapido disseccamen- 
to » (1878); « Rapporto fra i movimenti d^ 
r iride e la visione » (1875); « Sul colore del» 
retina » (1877) ; « Sul colore del fondo d«i 
r occhio » (1877); « Struttura e funzione àà- 
V umor vitreo » (1878); Ectropio autoaiatico' 
(1877). L'Albini tradusse inoltre dall' ingk» 
la « Fisiologia del Poster, » e dal france^ 
r « Oculistica del Camuset. » — L' A)b^ 
è uno de' fisiologi più modesti , ma più ser< 
d'Italia. Sui campi delle patrie battaglie fu ^^ 
loroso come un giovane eroe e tranquillo con ' 
un veterano. Dal suo Laboratorio fisiologico > 
Napoli, ch'è uno dei migliori d'Italia, usciIv^ 
ffià parecchi allievi valenti. Senza avere - 
fuoco dell'eloquenza, né il gonio delle gno> 
scoperte, ha però tutta la miglior virtù deira^** 
stole scientifico, e per molti anni passò la s=> 
vita fra le vivisezioni e le analisi organicb. 
nelle quali è maestro. Paziente, tranquiJb' 
severo osservatore, ama ripetere senza fioeV 
osservazioni , e rappresenta assai bene il &^ 
lodo d'indagine analitica delle Scuole gernoK- 
che. Datosi da alcuni anni alla pratica ocub^- 
ca, egli ha introdotto anche in quest'arte noir 
metodi, trovando pure il tempo d* illuminart 



ALC —' 

Inverno ed il Comune in molle e gravi que- 
.lionì d'igiene pubblica. Franco (ino alla teme- 
ili, é pera dubbioso assai nella pratica della 
riu, costante solo nell' adorare la sua bella e 
lunierosa fomìglia, che è la sua prima deli- 
ia. Se si volesse definire con una frase lin- 
leana l'Albini', si dovrebbe dire dì lui che è 
m bel caratiere e un serio scienziato. 

AlWUttarft (Don Fedro secondo d'), im- 
tenilore del Brasile, nacque nel mese di di- 
cembre dell'anno 18*25; fu incoronato nel 1841, 
)59ia in eli di soli sedici anni. Giurò la Costi- 
uzìddb e la mantenne; ampliò t'Impero, aboli 
'a (ralla de' Negri, apri al libero commerdodal 
mondo le Amaiionì, promosse il commercio, 
le scienze, le arti e le lettere; e,per divenime 



pr'oleltore antorevole ed eldcace, pose esso 
stesso un serio amore agli studii, o sia stu- 
diò. Scrìsse egli medesimo alcuni versi-, dei 
quali <à trova un saggio in un'opera inglese 
sul Brasile; apprese parecchie lingue d'Europa ; 
l:t italiana egli parla e scrive assai facilmente ; 
nel suo primo viaggio in Italia visitò il Man- 
cani, che rimase confuso per tanto onore; lo 
spiritóso Monarca gli rispose tosto , che l'ono- 
re era invece tutto per sé , poiché nel mondo 
si sarebbe parlato ancora per lungo tempo del 
Manzoni , quando nessuno avrebbe parlato pili 
di Don Fedro d' AlcanUra. Ma di Don Fedro 
si ricorderi invece sempre il suo Brasile, di 
cui «gli accrebbe la prosperiti e la coltura , e 
tutta r Europa intelligente che lo vide due 
volle in [jaesti ultimi anni, avido d'imparare 
per applicare. Lo dicono dotto nelle scienze 
fisiche; alle lingae dell'Oriente Don Pedro ha 
fatto qnalche cosa di più che accostarsi. Non 
ignaro d'ebraico, lOlle con sé a maestro di 



ì — ALC 

greco e di sanscrito il valente dottor Henning, 
col quale si occupa nelle poche ore di ozio che 
gli lasciano le cure gravissime dell'Impero. 
Assista in Rio Janeiro a tntte le importanti 
riunioni ecienlilìche, promuove ogni maniera 
di utili ricerche, invita i dotti nel suo Impero, 
e de' viaggi eh' egli intraprende in Europa non 
profitta tanto per sé, quanto per cercar nuove 
vie d'ingrandire non ([là ì confini, ma l'impor- 
tania civile del proprio Stato. La Società Geo- 
grafica di Parigi, l'Accademia delle Scienze di 
Pietroburgo, l'Accademia Orientale di Firen- 
ze, aggregarono a sé Ddn Fedro, come il più 
sapiente fra i Principi promotori dì studii. 

AloftntaTS-CluvM (Pedro Carlos de), 
autore drammatico portoghese, nacque in Li- 
sbona nel 1829. Scrisse i seguenti lavori: < A 
Visinha Margherita, b commedia in un atto; 
■ Martiries e rosas j > in un atto ; t Garibaldi , i 
dramma in quatti'O atti; • Culpa e perdao, ■ 
dramma in due atti; «Querem Ber artistas, > 
intermezzo ; t Hila^ de N. S. de Nazareth , > 
leggenda reli^osa m due atti; i Mudm^as de 
posi^ao, » intermedio; « Descas CamilhOj a in- 
termezzo; t Poeta casado, t commedia in un 
alto. Scrìsse pure , oltre ad un volume dì poe- 
sie liriche , le scena seguenti ; < Un aclor pa- 
eando o beneficio ; passarinho ; p Sr. Joio ; 
Fernandes em procura de urna posigào social ; 
mastre Gaspar Caveira; Manuel d'Abal- 
lada; Rovista do anno de 1859; Revista do 
anno de 1860; Lusinha a leiteira; Um comò 
tantos; A arte nio tem paìz; Aventuras do 
Sr. Bernave da Gsperan^a; Provas pohticas; 
Ohomem das falalidades ; Tomadade TetuAo; 
Una actriz pasando o beneficio ; Por causa dos 
senhorìos; lina vidima dos kilograramos. > 

Aleaok(Sìr Rutherford), geografo ingle- 
se, presidente dellaSocietà Reale Geografica dì 
Londra. Nacque in Londra nel 1809 a fu av- 



Ispagna (1833-1836). Nel 1837 fu 
nominato Deputato Ispettore generale degli 
ospedali nella Legione epagnuola. Tomaio in 
Inghilterra, fu nominalo Commissario inglese 
per decidere delle controversie nate fra le 
forze ausiliarie inglesi e i Governi spagnuolo 
e portoghese. Nell'anno 1844 l'Alcock entrò 
nel servizio consolare, e fu successivamente 
console inglese a Fu-ciu-fu, Shanaai e Can- 
lon. Nell'anno 1858, in qualità di Console 
generale , fu incaricato di stabilire relazioni 
dì commercio col Giappone ; nel 1859 venne 
eletto inviato straordinario e Ministro pleni- 

Sotenzìario, posto che occupò fino al 18t]5. 
lell'anno 1865 Sir Alcock fu traslerilo come 
ministro e soprintendente del Commercio con 
la Cina a Pechino, posto che egli lasciò nel 
1871, dopo avere reso al suo paese preziosi 
servigi in Oriente, e aver contribuito per non 
piccola parte ad agevolare le relazioni com- 
merciali dell' Europa con la Cina e col Giap- 
pone. Sir Alcock ha pubblicato le seguenti 
opere: ( Note sopra la Storia medica, e la 
[ Slalistica della Legione spagnuola * (1838); 



!4— ALE 

Knizione liberale Botto Alessandro Gluca, 
a, nell'anno 1835, egli aveva già lasciato il 
servizio militare e e' era dato a Ecrìver vera 
satirici. 1 suoi primi lavori poetici che circola- 
vano già manoscritti, furono solo pubblicati 
neir anno 1838, con molte cancellature impo- 
ste dalla Censura, cotto il (itolo di tt Poesie ori- 
ginali. Elegie e Favole. > Egli coltivò con par- 
ticolare amore la satira e la favola satirica, 
rivolgendola specialmente a scopo politico con- 
tro il Governo tirannico cho opprimeva la Ro- 
mania fra il 1835 e il 1848, oad'egli venne 
per parecchi anni confinato in un monastero. 
Ma la sventura non fregit eum aed erexil ; fu 
dunipie allora eh' egli compose e Dubhlicò U 
sua poesia che porta appunto il titolo : « L'an- 
no 1840, > poesia nella quale tutta la ^ovaae 
Romania esftrime vigorosamente i suoi voti e 
le sue speranze. Neil' anno 1842 apparve uo 
suo volume di versi intitolati: ■ Poesie vec^c 
e nuove. 1 Neil' anno 1847, apparve un nuota 
volume di Alecsandrescu sotto il titolo : ■ Eti- 
cordi ed impressioni. * L' Alecsandresca viva 
tuttora ritirato a Bucarest aTQitto , pur troppo, 
da una malattia mentale; egli ha pure lavorato 
pel teatro e tradotto in rumano 1' ■ Alzìre ■ t 
più tardi la ■ Méi-ope * del Voltaire, che appar- 
ve a Bucarest nel 1847. Nel 1863, si puUilicò 
ancora un votumo di poesie intitolalo : ■ Me- 
ditazioni, Elegie, ec.;a dopo quel tempo li 
musa dell' Alecsandrescu tacque. L' Alecsan- 
drescu fu sempre fedele nel suo Unt^uaggio 
alla tradizioue nazionale , e se talora gH si può 
rimproverare 1' uso di qualche gallicismo pe- 
netrato nei saloni di Bucarest, ciò non toglie 
cbe la sua lingua non sia generalmente pura e 
classica, come il suo verso è facile ed armonio- 
so. La ciUU El^ìa: «L'anno 18U), ■ e l'Ode: 
f All'Eserdto rumano,» sono l'espressione 

Siù ideale e più poetica de' voli della giovine 
omania innanzi al 1845 ed al 1£&6; come 
nel toscano Giusti, presao l' Alecsandrescu si 
mescola sovente una poetica malinconia con 
ima satira vivace e mordente. Alla sua attiriti 
letteraria non corrispose un' eguale attiriti 
nella rita pratica ; tuttavia egli non fu neppure 
intieramente alieno dagli affari. Dopo il 1^7 
divenne egli stesso censore della stampa, poi 
Direttore generale degli Archivii, e dopo k 
Convenzione di Parigi (1^9) membro della 
' Commissione suprema di Focsani incaricata 
di uniBcare le le^ de' due paesi rumini 
(Valachia e Moldavia). Ma, sedendo in questo 
ufficio , fu colto dal mate che ancora Io tra- 
vaglia. 

AlMwadrl (Basilio), il più insigne 
poeta vìvente rumano, appartiene ad una fa- 
miglia moldava di orìgine veueciaua. Nata 
nell'anno 1821, fece ì suoi primi studi! a Jas- 
si ; uel suo quattordicesimo anno fu inviato, 
sotto la direzione di un pedagogo, a t^rì^ a 
studiarri, da prima, la giurisprudenza, seoia 
sentire per questa scienza, come per la me- 
dicina e la matematica, alle quali pure si ac- 
costò, alcuna vera vocaiìoue. Ritornato, n^ 
l'anno 1839, in Moldavia, dopo aver Ttattata 



r Itali!, esordi con una novella che s' intitolava 



data allora dal Rogalniceanu (1840). Neil' 
no i8t2, rAlucsandri pubblicò parecchie poe- 
Eie intitolate : e Baha Ctoantza ; Stmnt'a -, 
DoJni ; Hora; Groza; Andrìpopa; Gli Haiduci 
Kraiut-Nou,ee.; • ed incominciò a racct^liere, 
issìslito dal suo compianto giovine amico 
Alessandro RusM, morto nel 18^, le ballate 
popelaH rumane, che pubblicò poi nel 1852. 
(Nel 185b ne apparve una traduzione francese 
con prefazione dell' Ubiciai.) Incaricalo nel 
J8H, insieme col Kogalmeeanu e col Negrui- 
zi, di dirìgere il Teatro di ^ssì, egli vi fece rap- 
pregeotare parecchie pcoduiioni originali o 
tradotte dal francese, qaali : i Giorgio di Sa- 
dagm; Jasai in carnovale; La Casa di pietra; 
Le nozze del villaggio ; La signora Kiritn a 
Jassl; La signora Kìrìtza in provincia, e<., > 
te quali diedero prìnàpio al teatro ramano. 



fello stesso anno, egli fondò col Ko^lniceanu 
> con Giovanni Ghica una nuova Rivista scien- 
JSca e lettBrarìa sotto il titolo; Progrettul, 
Il Progresso), che, dopo nove meai, fu sop- 
•ressa. Allora l'Alecsandri intraprese un viag- 
io in Oriente; visitò Costantinopoli, Brussa, 
itene, le Isole Jonie, rivide Venezia e rìen- 
rò in Holdavìa con numerose poesie che for- 
nanoora la raccolta intitolata; «Lacrime e 
«rie. > Compromesso ne' moti dell'aprile 
848, egli parti per Parigi , ove continuò a 
crivere in difesa del proprio paese ; nelt' an- 
o 1855 egli fondò la Romania Letteraria, 
he pur essa, al termine d'un anno, venn» 
appressa. Mei 1856, egli compose il suo fa- 
loso Canto nazionale intitolato: « L'ora del- 



— ALE 

l'unione. > Nel 1857 egli sedette nei divani ad 
hoc ; nel 1^9 fu eletto Ministro degli esteri ; 
dopo quertempo sedette, più volle in Parla- 
mento come dt^putato. Divenuto nel 1855. pa- 
drone de' suoi tieni, per la morte del padre, 
diede la libertà a' suoi contadini che erano 
tenuti schiavi, e il suo esempio fu imitato da 
un migliaio di signori rumant, prima che la 
Uberazione degli schiavi fosse decretata dal 
principe Gregorio Ghica. L' Alecsandri conti- 
nua ora ad abitare nelle sue terre di Hirce- 
sci in Moldavia. Oltre le opere già citate del- 
l' Alecsandri, si ricorda un volume d'articoli 
e poesie; un volume di e Dornele, > tradotte 
in francese da Voineacu; il «Lac de Balta 
alba , s pubblicato in francese nella Rivista di 
Federico Dame: XaJJoumanieContemporai'ne 
(«he si pubblicava a Parigi nel 1874) e altre 
raccoltine sotto i titoli: ■Margaritarele; Pa- 
stelurile; Lacri mica relè; Legendele. > Nel- 
l'anno 1873, l'Alecsandri diede al Teatro na- 
zionale un nuovo dramma is cinipe atti in 
prosa; ■ BoieriisiCiocoii ■ (I nobili e la gente 
nuova), gran quadro fli costumi che presenta 
Io stato della società nmana prima del 1856. 
£ ancora dell' Alecsandri la « Grammatica 
rumanai pubblicata in francese a Parigi sotto 
lo pseudommo di E. Mircacu. Nella ^erra 
di Bulgaria, il bardo di Hiroesci pubblicò pa- 
recchi canti, i quali furono già riuniti in un 
volume; nel marzo 1878, la Società delle Lin- 

§ue romanze di Montpellier offt-iva all'Alecsan- 
ri il premio d'onore pel miglior canto scritto 
in lìngua d'origine latina, einlitolato; eli Canto 
della schiatta latina, ■ ove sì rappresenta la 
sdiiatla latina come la regina dd mondo, co- 
me una vergine divina affascinante, innanzi 
alla tonale lo straniero s'inchina e s'ingi- 
nocchia adorando. Essa cammina con una 
fierezza virginea, e spande eopra le sue tracce 
la luce 



Lfl sdiiatta latina personillcata come una Bea- 
trice è la vera Musa del poeta rumano. Al- 
cuni puristi rimproverarono allo scrittore l'uso 
eccessivo dì alcune parole d' orìgine slava in- 
trodotte nel rumano nel eeeolo XVI, ed usate 
ancora in alcune provincie della Romania, ma 
cbe,pernon trovarsi ugualmente dilTuse in tutte 
le parlate rumane, non riescono facilmente in- 
telligibili alt' universale , e nuocciono un poco 
alla popolarità in ogni modo grandissima delle 
sue poesie arieggianti felicemente la poesia 
popolare. Non meno grande è la popolarità 
delle commedie dell' Alecsandri. Sebbene par 
alcune il soggetto aia tolto dal Teatro francese, 
l'imitazione riusci cosi felice, che i tipi sem- 
bravano studiati sul vivo nel paese stesso, al 
modo stesso che praticava Plauto, il ^uale con 
soggetti greci faceva commedie originali lati- 
ne. L'Autore, invero, introdusse pure, in com- 
medie imitate, personaggi di sua intiera crea- 
zione. L'ebreo polacco, il maestro greco, la 
vecchia civetta, il bellimbusto, il cantore delia 



ALE 



— 26 — 



ALF 



parrocchia ed altri namerosi tipi sono sicuri 
dell'immortalità; l'attore Matteo Millo ha pure 
la sua parte di merito nella pbpolaHtà acqui- 
stata al Teatro dell' Alecsandri ; la lingua della 
commedia dell'Àlecsandri fu, tuttavia, trovata 
da alcuni buongustai un po' troppo vol$2^re. 
Dopo aver continbuito a distruggere in Roma- 
nia il predonùnio russo, dopo aver col Kogalni- 
ceanu e col Panu contribuito efficacemente alla 
fusione dei Principati in un solo Stato, dopo es- 
sere stato nel febl>raio dei i85& incaricato dai 
Principe di Romania d'una commissione confi- 
denziale presso Napoleone III, dono essersi se- 
duto come deputato e presidente della Camera 
in Parlamento, e poi, sotto il principe Guza, 
di cui fu amico , ne consigli delia Corona come 
ministro, la sua maggiore ambizione è quella 
di riposarsi a Mircesci con la nobile e fida sut 
Musa latina. Facciamo qui seguire tutti i titoli 
ruraani delle opere dell' Alecsandri : e Doine 
si lacrìmiore » (Parigi , 1853 ; Jassi , 1862) ; 
« Poesie novi» (lassi, 1852); <r Baliade, poe- 
sie poputarì 9 (lassi, 1852-1853; Bucarest, 
1866-1867, in due voL); «Ballade, cantece 
befranesci » (Jadsi, 1853-1855; Bucarest, 
1875, in tre voi.) ; < Dumbrava Rosie b 

{poema, 1872V; « Repertoriu dramaticu » 
commedie e Vaudevilles, Jassi, 1852); a Li- 
pitorìle Satului » (Jassi , 1863) ; « Ultra- 
demagog , Ultra-retrograd o (Jassi , 1863) ; 
€ Salba letterara > (Jassi, 1857); « Cetatea 
Neamtice » (dramma, Jassi, 1857). Tutto il 
Teatro dell' Alecsandri fu ristampato in quattro 
volumi a Bucarest nell'anno 1875; le opere 
complete dell' Alecsandri vennero pubblicate 
a Bucarest in sette volumi fra gli anni 1873-76. 
L' Alecsandri fu tra i primi Ruraani, che nel 
1367 siano stati invitati a prender parte ai la- 
vori della Società Accademica Rumana , allora 
istituita a Bucarest dai Governo, per codificare 
la lingua, come si usa nella nostra Crusca; ma 
si ritrasse tosto in odio delle .pedantesche di- 
scussioni accademiche. Negli anni 1877 e 1878, 
apparvero nel Convorbire Litterare di Jassi 
ricordi dall' Alecsandii sopra gl'illustri uomi- 
ni politici eh' egli ha conosciuti in Germania, 
in Francia ed in Italia. 

Al0iioar (Giuseppe), scrittore brasiliano, 
capo della nuòva Scuola letteraria brasiliana. 
Nato nel 1830 a Fortaleza (Cearà), dopoavpr 
conseguito il grado di Baccelliere in diritto, 
si dedicò intieramente alla letteratura, al gior- 
nalismo ed alla politica. Pubblicò un gran 
numero di romanzi, i principali dei quali sono : 
« Guarany; Lucida; Diva; Senhora; Sonhos 
de Ouro ; Traceroa. » Esordi sulla scena con 
una commedia molto applaudita di costumi, 
intitolata; « Il Demonio della famiglia. > De- 
putato al Parlamento, nel 1868, fu eletto Mi« 
nistro della giustizia e rimase in carica un 
anno. L'ingegno dell' Alencar si rivela spe- 
cialmente nella descrizione della natura tro- 
picale, n suo romanzo e Guarany > fu tra- 
dotto in italiano ed in inglese. 

AltizailAer (Sir Giacomo Edoardo) di 
Westertoni affiliale e scrittore di viaggi, scoz- 



zese, nato nel 1803, studiò nei Collegi di 
Edinborgo , Glascovia e Sandhurst ; sem 
quindi nella cavalleria inglese delle Indie, ove 
fece, nel 1825, la campagna contro la Birma- 
nia; prese parte nel 1829, nel quartier geo^ 
rale del comandante russo Diebitsch, alla 
guerra contro la Turchia, e nel 1834 com* 
battè in Portogallo per Don Pedro. Divenuto 

giù tardi aiutante del governatore inglese 
)' Urban nella città del Capo, imprese di là 
un viaggio nei paesi al Nord del fiume Grange 
e si addentrò sin nel paese dei Damara. Al 
ritorno fu fatto cavaliere dell'Ordine del 62- 
gno , ed incaricato poco appresso di un nuoto 
viaggio di scoperta nelle foreste dell'America 
inglese. Nel 1854 ebbe il comando del 14> 
reggimento neUa guerra di Crimea^ fu pro- 
mosso colonnello nel 1858 e prese parte da 
ultimo alla guerra contro i Maori nella Nuon 
Zelagda. Presentemente è general maggiore e 
membra di molte Società dotte. De'suoi scritti 
notabili per leggiadria ed humour inesaurfl»*. 
le , maritano particolar menzione i segmenti : 
a Escursioni nell'Africa occidentale ; Una spe- 
dizione neir Africa meridionale ; Esplorazioai 
nell'America inglese; Schizzi in Portello; 
Schizzi transatlantici; Viaggi dall'India in In- 
ghilterra; Viaggi attraverso la Russia e la Cri- 
mea ; Vicende nella vita di un soldato ; Incì- 
denti dell' ultima guerra Maori; Del comlNitter 
fra le macchie nella Nuova Zelanda, ec. > Ol- 
tre di ciò ei scrisse la e Vita del Duca di 
Wellington, » in 2 voi. 

Alexandre (Carlo), ellenista francese, 
membro dell' Instituto , nato a Parigi il 17 
febbraio 1797, fu già professore a Nancy, poi 
al Collegio Saint-Louis, infme divenne ispet- 
tore generale degli studii : da parecchi anni è 
pensionato. È notissimo il suo « Dictionnaire 
grec-fran^ais » (1830, 2^ ediz. 1847), come 
pure il a Dictionnaire fran^ais-grec , » al quale 
collaborarono il Planche e il Defauconpret ; 
l'Alexandre collaborò pure alla cBibliothèque 
latine» del Lemaire, e pubblicò in tre vola- 
mi gli a Gracula Sybillina » (1841-1856). t 
fmalmente molto in uso nelle scuole francesi 
la sua <t Méthode pour faire des thèmes grecs. > 
Alfanl (Augusto), scrittore fiorentino, 
nacaue in Firenze il 17 novembre del 1844. 
Stuaiò da prima nel Seminario , poi nel Col- 
legio degli Scolopi, infine nel Liceo e nel- 
r Istituto Tecnico, ove consegui il diploma di 
perito in meccanica e costruzioni. Con quel- 
r ottimo avviamento di conoscenze pratiche, 
egli si dedicò agli studii speculativi ; passato 
pertanto a studiare filosofia presso l' Istituto 
di Studii superiori, sotto la disciplina speciale 
di Augusto Conti , che gli fu maestro amoro- 
so , vi si addottorò , presentando una diligente 
dissertazione sopra il filosofo Orazio RuccelUi, 
che meritò il plauso dell'intiero Collegio dei 

Erofessori. Questa Monografìa fu quindi pub- 
licata per i tipi eleganti del Barbèra. Nel 
1869, egli aveva già pubblicato, nelle Letture 
di famiglia, una serie dì Dialoghi educatiti 
in lingua e Modi proverbiali parlati, cb« 



)i(a vita; raccolse uà volume di poesie bur- 

Ecbe, ad uso delle ramigtie e delle scuole, 

Ito il titolo; «Genie altegra Iddio l'aiuta* 

'irenie, 18T3); insegnò per alcun tempo 

osoGa nel Liceo Dante , e finalmente vinse 

io al Concorso Ravizza pet miglior U' 

pra ( Il Carattere italiano. > Questo 

ivoro come la Monografia sul Rucellai rive- 

no neH'Alfaai non solo uno scrittore purga- 

, ed uà ingegno sobrio e temperalo , ma an- 

be UD animo gentile; di più, no Termo e 

ilice proposito di far «ervire la scienia alla 

ila, e di contribnire eiScacAmenle all'educa- 

bioae citile della nuova Italia. Seguace della 

SloBofia cattolica di Augoslo Conti , l'Airani 

llpprese pure dall'illustre Maestro l'arte di 

«DBcilìare l'amore intemerato della patria con 

li leoacilì de' sentimenti religiosi , libera^ 

iBente e cora^oiamente professati. 

AlflArl (di Sostegno marchese Carlo), 
Krittore politico, presidente della Scuola di 
Scienza sociali, senatore del Regno, figlio del- 
l'illustre marchese Cesare, nacque nel 1827 
ia Torino , ove fece, sotto la direzione del 
Uegnin , del Zappata , del Garelli e del Bu- 



lier, i suoi studii. Intnmo ai veni' anni , iu- 
»>rainciò a prender parte alla vita politica, 
>ubbllcando un saggio intitolato: i Riforma e 
ivoluzione, Statuto e repubblica; > quindi un 
liscorso intomo al professore deputalo De- 
narìa. Collaborò pure al giornale II Risor- 
nmenlo e,, con l'opuscolo sul trattato del 
! dicembre 1S54, con lo studio uscito nella 
'ìivista Contemporanea (settembre 1856) e 
ntitolalo : a La realtà delle speranze d'Italia, i 
■tm altri scritti apparsi nella stessa Rivista e 



— ALO 

nel Cimento, e mollo più col suo i Program* 
bla liberale e indipendente per le elezioni ge- 
nerali del 1857 , ■ si preparò ad entrare nel 
Parlamento , ove parti mollo , ma la sua poli- 
tica rimase nondimeno alquanto incerta. Morto 
il conte di Cavour, l'Alfieri s'associò al Roggio 
ed al La Farina; e, dopo aver« sostenuto , 
r Espero, diresse col conte Alessandro Ceresa 
il giornale La Discussione. Del Cavour e^li 
aveva sposata una nipote, la marcbesa Giu- 
seppina, figlia di Gustavo Cavour, donna 
d'eletto ingegno e di cuora, che assistè il 
grande Statista negli ullinu suoi momenti. 
(Confronta per la descrizione emtacemente 
aHeltuosa che essa stessa ne fece, il noto libro 
del De La Rive; i Le Comte de Cavour, recite 
et souveuira. >) Morto ìl padre marchese Ce- 
sare , Carlo Alfieri ne prese il posto in Senato, 
ove sostenne sempre una politica di coacilia- 
zione fra gli ordini religiosi ad t politici, net 
nome della libertà. Nel grosso volume da luì 
[lubblioato in Firenze, sul line del 1872, col 
tìtolo: I L'Italia liberale,» trovansi riuniti i 
migliori suoi discorsi ed opuscoli politici, coor< 
dinati in forma di pn^ramma per un nuovo 
indirizzo politico da darsi, secondo lui, all'Ita- 
lia presente. Noi non dobbiamo qui occuparci 
delle dottrine politiche di Carlo AlTierì, ma 
non possiamo dimenticare clie è merito suo la 
istituzione in Firenze di una Scuola di Scienze 
sociali, destinata, secondo il suo programma, 
a preparare seriamente la più eletta gioventù 
italiana alla vita politica e amministrativa. Per 
quanto una nuova istituzione possa lasciar 
sempre qualche cosa a desiderare , non è dub- 
bio ehe, più incoraggiata, la Scuola di Scienze 
sociali potrebbe ancb' essa riuscire un giorno 
di lustro alta citti di Firenze che l'accoglie, e 
contribuire ad alzar la coltura delle classi pri- 
vilegiate della nostra society , ora assai negletta 
e bassa pur troppo. Il pensiero del marchese 
Alfieri fu certamente nobilissimo ; forse per 
effettuarlo non furono, da principio, adope- 
rati i mezzi migliori; ma le islituzioni come 
gl'individui possono, vivendo, perfezionarsi; 
ed il marchese Altieri, che pose tanto lode- 
vole zelo per far nascere in Fir-enze U Scuola 
di Scienze sociali , troverà pure indubbiamente 
ì mezzi per assicurarne l'esistenza e farne 
un'istituzione intieramente benefica. 

Alg^lAVO (Emilio), giureconsulto e pub- 
blicista francese, nato il 27 aprile a Valen- 
ciennes, ove fece i primi suoi studii, per ter- 
minarli nel Liceo Louis il Gr^nd e nell'Eeole 
de Droit di Parigi, ove si addottorò nel 1868, 
dopo avere pure seguito alcuni corsi di teolo- 
gia. Per una tèsi intitolata : s Éiudes sur le 
droit mérovingien d'après la loi dea Franca 
Ripuaires, > ottenne poi il grado di Archivista 
paleografo nell'Écote des Charles. Nel 1864 
egli avea preso coll'Yuntt la direzione della 
Revue dee Coars soientifiques e della RevJe 
dea Cours lilt&raires, che si convertirono nel 
1871 nelle pregevoli e simpatiche Revueuiien- 
tifique e Revue poUtique et lilférairs. Nel 
1870 r Alglave fu eletto professore alla Fa- 



ALI 



— 28 - 



ALL 



colta di diritto di Douai, ove insegnò da prima 
il diritto romano , poi il diritto amministrativo 
e il diritto criftiinale, con la storia del diritto. 
Oltre questo triplice insegnamento, egli fu 
incaricato nel 1873 di un corso d'economia 
politica alla Facoltà di Lilla. L*anno dopo 
TAlglave fu sospeso; poi richiamato, dopo 
protesta della Facoltà, in ufQcio dal Fortou, 
ministro della pubblica istruzione sotto il Mi- 
nistero Broglio , per alcuni articoli usciti 
nella Revue scientifìque et litléraire. Nel 
1874, TAlglave prese d'accordo con l'Her- 
bert Spenoer, T Huxley e il Tyndali in In- 
ghilterra,. rYumans ed il Whitney in Ame* 
rica, il Virchow, TOzermak, il Rosenthal 
in Germania^ il Kostomaroff in Russia, il Bla- 
sema in Italia, la direzione della Biliothèque 
Scientifique m^ernad'omife pubblicata in fran- 
cese dall'editore Germer-éaillière. Ora egli 
sta facendo alla Facoltà di giurisprudenza di 
Parigi un corso di lezioni critiche sopra le im- 
poste. Oltre gli articoli itsftriti nella sua Rivi- 
sta e nel Temps^ meritano ricordo i seguenti 
lavori dell'Alglave: a Juridictions civiles chez 
les Romains » (Paris, 1868) ; «r Action du mi- 
liistère public et Théorie des droits d'ordre pu- 
blic » (Paris, 1374-76, in 2 voi.) ; e Principes 
des constitutions politiques. » É^li collaborò 
pure al a Ck>urs de droit civil, o di A. Valette. 
AUxerl (Federigo), scrittore genovese, 
professore di lettere italiane ixet Liceo di Ge- 
nova, nacque in questa città il 27 dicembre 
del 1817. Si addottorò in legge nella patria 
Università nel 1845, ma lasciò ben presto il Foro 
per darsi tutto alle lettere, per le quali egli era 
veramente nato. Nel 1848 fu eletto profes- 
sore di Rettorìca ed aggregato come dottor 
«ollegiato alla Facoltà di Filosofia e lettere del- 
l' Ateneo genovese. Istituiti nell'anno 1860 i 
licei, r Alizeri passò a insegniir greco e latino 
nel Liceo di Genova, poi letteratura italiana. 
Scrittore elegante e di finisssimo gusto, dotto 
particolarmente in cose d'arte, dottissinto in 
quanto riguarda la storia artistica genovese, 
r Alizeri ha meriti letterarii molto superiori 
alla sua fama ed alla modesta carriera scola- 
stica da lui percorsa. L' Alizeri ebbe occa- 
sione di pronunciare nella sua carriera paree- 
chi discorsi, in onore di colleghi defunti, per 
inaugurazioni scolastiche , per la commemora- 
zione di grandi Italiani, tra 1 quali egli enco- 
miò il Gojombo, il Garaventa, il Savonarola, 
Dante e Francesco Vivaldi. Genova mancava 
d'una Guida, da quella del Ratti in poi pub- 
blicata nel 1780; l' Alizeri pose dunque mano 
fin dal ventesimo anno della sua vita ad una 
nuova « Guida artistica , > che si pubblicò tra il 
i845 e il 1846 (tre voi. impressi dal Ferran- 
do, ove le descrizioni si alternano con le nar- 
razioni, arricchite le une e le altre da nuovi 
documenti). Neil' occasione del Congresso de- 
gli Scienziati che si adunò in Genova nel 1846, 
r Alizerìscrisse , per onorevole incarico ricevu- 
to, una a Storia delle Arti in Liguria, » la quale 
fu inserita nei volumi del Congresso, benchò 
mutilata e malconcia come richiedevano le pro- 



porzioni prescritte ai volumi. Nell'anno 1842, 
i'Alizeri aveva pubblicato, coi tipi eleganti del 
Ponthenier, la a Descrizione ufficiale delle Feste 
Genovesi per le nozze di VKtorio Emanuele; » 
dall'anno 1841 al 1845 diresse un giornale 
scientifico e letterario, intitolato: L'Esperò^ 
che fu soppresso per ordine della Polizia , cui 
era sembrato pericoloso. Neil' Archivio Comu- 
nale di Genova giace^oi manoscritta una « Sto- 
ria de' moti genovesi dell' aprile 1849, o scrit- 
ta, per incarico, dall' Alizeri, ricca di docu- 
menti, e veridica, ma che non fu lasciata 
stampare appunto perchè aveva il merito , che 
parve un torto, di dire apertamente il vero. 
Negli Jinni seguenti, I'Alizeri, per incarico 
governativo, scrisse una Relazione sui mo- 
numenti di Genova più meritevoli di conser- 
vazione, e un Parere sui modi più acconci a ri- 
formare e migliorare l' insegnamento accade- 
mico delle Belle Arti. Avendo egli stesso at- 
teso dagli anni 1840 al 1845 allo studio del 
disegnaneir Accademia Ligustica, della quale 
ora é socio d' onore, incominciò nel 1864 a 
pubblicare l' opera sua capitale (tre volumi In- 
4°) intitolata: n Notizie dei Professori del dise- 
gno in Liguria dalla fondazione deli' Accademia 
Ligustica, » delia quale è poi larghissimo e 
pf>ezioso complemento l' altra anche più volu- 
minosa (in cinque voi.), premiata dal Mìm> 
stero della pubblica istruzione e intitolata: 
« Notizie dei Profefssori del disegno in Ugir- 
ria dalle, origini al secolo XVI. » Nel 1876 
usci una seconda edizione ampliata della 
« Guida di Genova e sue adiacenze. » L*Ali- 
zeri attende ora alla prima edizione ligure 
della « Divina Commedia, » che consterà di 
quattro volumi ; la stampa è ora condotta alia 
metà della seconda Cantica; le note, fì*utto 
dell' interpretazione scolastica di ben trent'an 
ni , per quanto intendiamo , saranno copiosis- 
sime. 

Allart de Merlteiui (Ortensia), lette- 
rata francese. Pubblicò, dopo il 1870, dw 
volumi di sue proprie Memorie sotto il titolo 
di « Enchantements de Prudence , » e < Nou- 
veaux Enchantements de Prudence » (Paris, 
Michel Lévy). Una delle sue più forti simpatìe 
fu il marchese Gino Capponi, che le fece 
amare la storia di Firenze. Nata a Parigi nel 
settembre dell'anno 1801, sposò nell'anno 
1843 il signor Louis de Meritens. Esordi nelle 
lettere con un romanzo storico intitolato : a La 
conjuration d'Amboise d (1821). Seguirono le 
e Lettres sur M^ de Staèl » (1024); <c Gertru- 
de B (1827) ; a Sextus » (1832) ; « L'Indienne > 
(1832) ; « Settimia » (1836). Venuta a Firenze, 
Gino Capponi le inspirò il gusto degli studii 
storici, ond'ella si mise a scrivere la sua 
« Histoire de la République de Florence, » che 
fu pubblicata in due volumi fra gli anni 1837- 
1843. Per compiacere l'amica, il marchese 
Gino consigliò al proprio segretario Alessan- 
dro Carraresi d' intraprenderne la traduzione, 
obbligandosi a scriverae egli stesso le note ; 
ma, annotando, gU venne poi voglia di rifare 
l'opera da capo; e cosi nacque la e Storia 



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^29 - 



ALL 



della Repubblica dì Firenze, » dello stesso Gino 
Capponi. Si hanno pure della signora Allart 
alcune monoofrafie storiche separate sopra 
Gola di Rienzi, Lorenzo il Magnifico, ec., un 
«Essai sur Thistoiro politiquei) (in 2 voi.); 
un «Novnm organnm, ou Sainteté philoso- 
phique » (1857). 

Allary (Camillo) , poeta francese, nato 
il 5 febbraio 1857 a Roquefavour presso Aix 
(Bocche del Rodano), fece i suoi studii liceali 
a Marsiglia, e vi consegui in un Concorso il 
primo premio. Molte delle sue poesie si leg- 
gono neir organo prediletto dei Parnaasìens, 
Renaissance liltéraire et artistique. 1 sqoì 
articoli critici nella Réptiblique di Montpellier 
non passarono inosservati; cosi pure furono 
molto lodati pel loro colorito locale i suoi 
« Contes de Provence » (sparsi da prima nei 
ffiornali, poi riuniti dall editore Jouaust). 
Il Giovane Allary tentò pure la soena di Mar- 
siglia con una commedia in un atto in prosa , 
inlilolata: cLes Baisers du Eoi.» 

Allievi (Antonio), scrittore politico lom- 
bardo, nacque in Segnano nella campagna mi- 
lanese di padre contadino, nel 1824: s'addot- 
torò in legge neir Università di Pavia, poi tornò 
a Milano per insegnarvi privatamente il diritto. 
Nel 1848 fu mazziniano e scrisse nel Pio IX 
e nella Voce del Popolo; nel 1849 riparò per 
breve tempo in Toscana; amnistiato, ritornò 
e divenne con Cario Tenca uno dei principali 
fondatori e scrittori del glorioso giornale 
Il Crepuscolo, che, prima del 1859, contri - 
bui, per tanta parte, a tener desti gl^ spiriti 
liberali in Lombardia. L'Allievi vi trattò spe- 
cialmente gli argomenti economici. Nel 1857 
pubblicò un importante opuscolo sopra la Cassa 
di Risparmio. Alla vigilia della seconda guerra 
dell' indipendenza italiana dovette riparare in 
Piemonte, perseguitato dall' Austria per le 
generose parole da lui proferite per la morte 
di Emilio Dandolo. Liberate appena le Pro- 
vincie lombarde, l'Allievi fu mandato dal 
Cavour tra i primi commissari in Lombardia ; 
dopo Viilafranca, venne eletto capo di divi- 
sione al Ministero delle finanze e poi referen- 
dario al Consiglio di Stato. Ma per poco , poi- 
ché, fondatosi in Milano il giornale La Per- 
severanza, l'Allievi fu invitato a dirigerlo, 
intanto che il Collegio di Barlassina lo man- 
dava deputato ai Parlamento, ove pronunciò 
naolti gravi discorsi in materia economica ; li- 
berato il Veneto ^ fu eletto prefetto ; ed ora 
vive a Roma intento ad affari di banca ed a 
proseguire i suoi studii economici, nei quali è 
veramente assai dotto. Nello scorso mese di 
gennaio la Società Geografica Italiana lo nomi- 
aava tra i suoi vice-presidenti. 

AlUevo (Giuseppe), filosofo piemontese, 
lacque a San Germano Vercellese il 14 set- 
embre 1830. Studiò filosofia nell' Università 
li Torino, ove segui con particolare amore i 
^rsi del Bertini e del Peyretti: i quali egli, in 
|>arte, continua , professando ora, nella stessa 
Jniversità, con molto zelo e coraggio, da pa- 
*ecchi anni , dopo avere insegnato nelle scuole 



secondarie , l' Antropologia e la Pedagogia. In 
uno scritto giovanile dell'Allievo, quando c[ue- 
sti compieva i suoi studii nell' Università di To- 
rino, il Rosmini, scrivendo all' abate Antonio 
Corte, diceva aver riconosciuto a 1' unghia del 
.leone. » Nelle sue dottrine, scrive il profes- 
sore Leopoldo Prades , in un opuscolo intito- 
lato : (a Delle dottrine filosofiche-pedagogiche 
di Giuseppe Allievo ]» (Fermo, 1878), il filo- 
sofo ce prese le mosse dal Teismo e dallo Spi- 
ritualismo, e si sollevò a poco a poco fino al 
pqncipio della personalità umana e divina, 
da lui posto a base fondamentale della scienza 
e della vita. Nella fecondità di questo princi- 
pio, che per lui è la determinazione più con- 
creta, ed il significato più razionale ed espli- 
cito del Teismo e dello Spiritualismo, egli 
intravvede una compiuta e radicale innova- 
zione delle dottrine antropologiche, pedago- 
l^iche, politiche, civili e sociali, i» Ecco ora 

I titoli delle principali pubblicazioni di Giu- 
seppe Allievo : a La riforma dell' educazione 
moderna mediante la riforma dello Stato ; Sulla 
personalità umana ; Il problema metafisico 
studiato nella Storia della filosofia ; La Peda- 
gogia e lo spirito del tempo; Studii filosofici 
sul carattere delle naziom ; Del realismo in 
pedagogia; L'incredulo senza scusa, di Paolo 
Segneri , annotato ; Saggi filosofici ; Filosofia 
elementare. Metafisica e Logica, in tre edizio- 
ni ; Etica, in tre edizioni ; Schiarimenti al Pro- 
gramma ministeriale di filosofia ; Della Peda- 
gogia in Italia dal 1846 al 1866 ; L'Antropologia 
e l'Umanismo; L'Antropologia ed il movi- 
mento filosofico e sociale dell'Italia contem- 
poranea; La libertà di spìrito, frammento di 
Lezioni di antropologia; Della vecchia e della 
nuova Antropologia di fronte alla società ; 
L'educazione e la nazionalità; Intorno la psi- 
cografia di Marco Wahltuch ; L'Hegelianismo , 
la scienza e la vita , voi. I ; Il primo Antropo- 
logico riscontrato nella vita delle nazioni ; // 
campo dei Filosofi italiani (rivista filosofica); 

II giorno dei premi ; La scuola e la famiglia ; 
Dé^li Asili infantili; Allocuzioni; I^gicae insti- 
tutiones. D 

Allingham (Guglielmo), poeta irlande- 
se, nato nel 1828 a Ballyshannon in Irlanda, 
ove suo padre era direttore di una Banca pro- 
vinciale, ricevè la sua prima educazione nelle 
scuole irlandesi e prese a scrivere di buon'ora 
in varii periodici. Nel 4850 pubblicò la sua 
prima raccolta di a Poesie » (dedicata al celebre 
poeta Leigh Hunt), in cui si sente l'imitazione, 
del poeta laureato Tennyson, di cui fu sempre 
un grande ammiratore. Il suo ingegno si mo- 
strò con maggiore indipendenza nelle due 
opere pubblicate nel 1854 : «e Pace e guerra » 
(Òde) e e Canti del giorno e della notte, » i 
quali ultimi ebbero, negli anni seguenti, una 
seconda edizione, ampliata e corredata d' illu- 
strazioni del Millais e di altri artisti. Una se- 
conda raccolta di <r Poesie » del 1860 ci mo- 
stra il poeta nell'apogeo del suo ingegno, 
f articolarmente nelle ballate , di cui alcune 
per esempio, Marta Donneili) sono inarri- 



ALL 



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ALT 



vabili. Qaesti , se non vigorosi , sempre nata- 
rall e patriottici canti irlandesi hanno, come 
osserva a buon diritto un critico inglese , oc il 
bàttito del cuore irlandese, T idioma della sua 
lingua ed il color del paese. » Non men na- 
zionale nel colorito e nella caratteristica e 
ricco di ben colti tipi della vita campestre 
irlandese è a Lorenzo Blomfield in Irlanda, 
od il nuovo Landlord » (pubblicato da prima 
nel Fraser's Magazine 1864), poema moder- 
no in dodici canti, che rammenta, per molti 
lati , il Pope nella sua argutezza e il Goldsmitii 
nella sua semplicità, che fu accolto con stra- 
ordinario favore e nella cui chiusa simbolica il 
poeta tentò gittare un ponte -per la riconcilia- 
zione deir Inghilterra coli* Irlanda. A questo 
poema tennero dietro il a Libro delle ballate, » 
scelta delle migliori ballate inglesi (1864) e 
cinquanta « Poesie moderne » (1865). L*Allin- 
gham ha ora un impiego nelle dogane e nel 
1864 ottenne una pensione letteraria. Nel 1874 
succedette al celebre storico Froude nella di- 
rezione del Fraseys Magazine, 

AUmem (Ermanno), poeta e scrittore 
tedesco, nato a Hechtenfleth, provincia d' An- 
nover in Prussia, Vìi febbraio 1821 da una 
nobile famiglia, provò di buon'ora una forte 
inclinazione per la poesia e per Tarte che non 
potè soddisfare se non dopo la morte de' suoi 
genitorì. Egli fece allora il suo primo grande 
viaggio a traverso 1* Allemagna, la Svizzera e 
r Italia, strìngendo conoscenza con artisti e 
scrittori, e tornò quindi nei suoi paterni 
possessi e fu capo per lungo tempo del suo 
Comune. Come scrittore TAUmers cominciò 
a farsi un nome col suo eccellente « Libro 
delle Maremme » (Gotha, 1858, 2'^ediz. Bre- 
ma, 1861), il eguale contiene una pittura vrva 
e attraente della natui*a e degli abitanti delle 
Maremme sul Weser e suir Elba, e schiuse a 
molti un mondo sinora ignoto. Tennero die- 
tro: «Poesie » (Brema, 1860); e più tardi, 
qual frutto di un inverno passato a Roma : 
a Giorni scioperati romani d (Oldemburgo, 
1869, 3* ediz. 1872), i quali contengono il ri- 
sultato delle sue meditazioni e delle sue in- 
dagini in Italia, poesie pregevoli per profon- 
dità di sentimento e venustà di forme. La sua 
più recente composizione poetica è il dramma 
«e Elettra» (1872), in cui, conforme ad un'idea 
del Goethe, ei tentò felicemente la continua- 
zione e la conclusione della tradizione d' Ifl - 
genia , e che fu già reiteratamente e con gran 
plauso rappresentata nel Teatro di Corte di Ol- 
demburgo con introduzione e cori in musica di 
A. Dietrich. Oltre all'amministrazione de' suoi 
vasti possessi ed alla direzione di una grande 
fabbrica di tegole, l'Allmers dà opera princi- 
palmente allo studio dell'isterìa dell'arte e 
dell' incivilimento, intorno alla quale pub- 
blicò già varii opuscoli ed articoli. 

Altavilla (Raffaele) , scrittore delle Pro- 
vincie meridionali, autore proliflco di libri 
scolastici , de' quali rechiamo i titoli : « Ma- 
nuale completo di Storia Naturale descrittiva 
ed applicata; La Mitologia esposta ai giovinetti 



in brevi racconti ; Cento racconti di Storia pa- 
tria; L'Emulazione, ossia Fanciulli del po- 
polo divenuti uomini illustri ; Vocabolario me- 
todico figurato ; L' (5omo, Manualetto per le 
scuole e le famiglie ; I sette Vizii capitali , rac- 
conti ; Otto Commedie per Case di educazione > 
(editi in Milano da Giacomo Agnelli) ; e Breve 
storia di Catania» (Catania, 1874); a lì piccolo 
Cittadino, prime nozioni dei deverì e diritti 
civili» (Milano, editore Carrara); « Storìa patria 
infantile'» (Napoli, Jovene); a Cento racconti 
di Storìa patria infantile » (Ivi) ; « Sillabario dà 
bambini » (Ivi); < Prime letture; Lezioni di 
Geografia elementare » (Ivi) ; a Lezioni di Geo- 
grafìa universale » (Ivi) ; « 1 tre Moschettìerì, > 
dramma in un prologo e sei quadri (Milano , 
Libreria Editrice); « Venti anni dopo, » dnun> 
ma in un prologo e sei quadri (Ivi) ; «e La Fan- 
ciulla educata ed istruita» (Milano, Maisner); 
a II Nuovo Giannetto, ossia le Quattro Sta- 
gioni » (Ivi) ; < Vocabolario metodico figura- 
to » (Ivi;; a Cento, racconti di Storia lom- 
barda » (Torino, 1874, Negro); e La figlia 
dell'amore, » romanzo (Torino, Negro, in 
tre voi.); <c Catechismo sillabico » (Torino, 
Paravia) ; a Cento racconti di Storìa piemon- 
tese» (Torino, Paravia, 1874); « Il FaDctullo 
siciliano » (Palermo, Pedone- Lauriel); a Breve 
storia di Palermo » (Ivi). Egli figura pure da 
tre anni come direttore di un giornale illu- 
strato settimanale d'istruzione e di educa- 
zione, scritto, per dire il vero, con uno stile 
un po' grottesco , che si pubblica a Milano 
sotto il titolo : La Stella delle Madri, 

iUtanheim (Gabriella di), scrìttrìce 
francese, figlia del poeta Alessandro Soumet, 
nacque a Parìgi nel 1814 : nel 1834 sposò il 
signor Beauvin d'Altenheim; quattro anni 
dopo esordi con un volume di e NouTelles 
filiales. > Collaborò al « Gladiateur, » trage- 
dia di suo padre rappresentata nel 1841 al 
Teatro Francese, e alla a Jeanne Grey » dello 
stesso , recitata e molto applaudita nel 1844 
all' Odèon. D' allora in poi si rìtirò dal teatro, 
ma continuò a scrìvere ; vogliono essere ricor- 
dati fra i suoi scritti : « Berthe Bertha, » ro- 
manzo poetico (1843) ; a Les Anges d'Israel » 
(1856, in 2 voi?) ; e àécits de l'histoire d*An- 
gleterre faits aux enfants» (1856); e Ré- 
cits de l'histoire de Rome paienne » (1856) ; 
« Les Marguerites de Franco > (1858) ; e Les 
Deux frères » (1858) ; e La Croix et la Lyre » 
(1858) ; « Quatre siòcles littéraires » (l^o9) ; 
ff Les Fauteuils illustres , ou Quarante études 
littéraires» (1860); e Les Fleurs de mai» 
(1862) ; e Recita de l'histoire de Rome chré- 
tienne » (1862) ; e Récits de l'histoire d'Cspa* 
gne » (1865); e Anecdotes édifiantes» (1875). 

Édth (Luigi), geologo galliziano, mem- 
bro dell' Accademia delle Scienze di Cracovia, 
professore in quell'Università, ha pubblicato 
\n lingua tedesca i seguenti lavori : e Descrì^ 
zione geognostìca paleontologrica dei dintorni 
di Lomborg» (Vienna, 1849); e Una Corsa 
nei Karpazii » (Vienna, 1855) ; < Sopra le figu- 
re paleozoiche della Podolia » (prima parte. 



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AMA 



Vienna, 1874); ed in lingua polacca, questi 
altri ; « Sguardo sulla superfìcie della Gallizia 
e della Bucovina » (Cracovia , 1861) ; a Discordo 
sulle masse sferiche nei dintorni di Kalusz e 
di Ladaw » (Cracovia, 1864); «Prìncipi! di 
Mineralogia 1 (Cracovia, 1869); «Discorso 
sopra la cera terrestre in Gallizia » (Cracovia, 
1870); « Esplorazione dei rìalzi di terreno 
presso le Strade Ferrate in Gallizia e loro si- 
gnificato per la fìsiografia per V anno 1872 > 
(Cracovia, 1873); a Le Belenniti di Cracovia p 
{Cracovia, 1873); «L'origine delle Belenniti e 
dei Molluschi a zampe e teste crostacee» (Cra- 
covia, 1875); « Delle pietre cadute neirUcrania 
nel temporale del 20 agosto 1876 » (Cracovia, 
1877); «Resoconto delle ricerche geologico- 
antropologiche fatte in un luogo detto La Ca 
verna del serpente sopra Wawel di Cracovia d 

! Cracovia, 1877); e Resoconto del viaggio 
atto nel 1875 in alcuni luoghi della Podolia 
galliziana» (Cracovia, 1877); «r Resoconto 
d* un viaggio fatto in alcuni luoghi della Gal- 
lizia nel 1876» (Cracovia, 1877); «Relazione 
topografico-geologica della Strada Ferrata fra 
Tarnow e Leluchow» (Cracovia, 1877). 

Alvarenga (Pedro-Francise da Costa), 
medico brasiliano, 'domiciliato in Portogallo, 
nato a Pihauy nel Brasile -verso il 1815. S'ad- 
dottorò in Lisbona , e vi divenne quindi egli 
stesso professore di medicina. Fra i suoi nu- 
merosi scritti furono tradotti in francese i se- 
guenti, che rechiamo coi loro titoli francesi : 
« Anatomie pathologìque et symptomatologie 
de la fièvre jaune qui a r^é à Lisbonne en 
1857» (1861); a Les Ectocardies» (1869); 
« Statistique des hópitaux de Lisbonne pour 
1865 » (1869) ; « Anatomie pathologique des 
perforations cardiaques > f 1871) ; « Précis de 
thermométrie eli nique generale » (1871); « De 
la c]^nose » (1872); « Notice sur le voyage au 
Brésil du docteur Alvarenga » (1873). 

Alvtn (Luigi Giuseppe), scrittore belga, 
nato a Cambrai il 18 marzo 1806, divenne 
nel 1826 professore nel Collegio di Liegi, se-: 
gretario nel 1830 del Ministro dell' lltruzione 
pubblica a Brusselle, ed è, dal 1850, primo 
Conservatore della Biblioteca di quella città e 
dal 1845, membro dell'Accademia belga. L'AI- 
via si è Catto un nome come lineo e dramma- 
turgo (in quest'ultima qualità principalmente 
col suo « Sardanapalo » 1834, e con la comme- 
dia il « Libellista anonimo » 1835), come pure 
colle opere artistico-scientifiche : « * I nielli 
della Biblioteca regia del Belgio » (Brusselle, 
1857) ed « Annuario della Biblioteca, ec. » 
(1851-1856). Pubblicò inoltre: « Ricordi della 
mia vita letteraria » (1843) ; 1' « Infanzia di 
Gesù, ({uadrì famigliari » (poema secondo le 
composizioni di Gerolamo Wierix, 1860); 
r «Alleanza dell'arte e deli'industrìa» (1864); 
e le « Accademie e le altre Scuole -di disegno 
del Belgio nel 1864 » (1866). L'Alvin compose 
altresì molte poesie e crìtiche d' arte del pari 
che scritti letterarìi nei giornali e nelle Rivi- 
ste belgiche, e prese molta parte alla fonda- 
zione della e Raccolta enciclopedica belga. » 



Alvtti (Edoardo), giovino storico bolo- 
gnese, nato il 7 marzo 1852 a Castel San Pie- 
tro. Studiò a Bologna, ed ora prosegue , dando 
molta speranza di sé, i suoi studii sto- 
rici a Firenze sotto la direzione del Villari. 
In principio del 1876, con alcuni altri gio- 
vani , fondò a Bologna un giornale intitolato : 
Pagine sparse (Preludio), al quale collabo- 
rarono pure il Carducci ed il Panzacchi. De- 
dicatosi specialmente agli studii storici , pub- 
blicò già alcuni pregevoli lavorì, tra i quali: 
« Le Partecipanze » (Bologna, 1876), somma- 
rio documentato delle orìgini e vicende delle 
istituzioni agrarie di tal nome, che sorsero 
nel Medio Evo e che durano ancora in pa- 
recchi Comuni del Bolognese, Modanese e 
Ferrai*ese ; « La Romagna ai tempi di Dante 
Alighieri ; Cesare Borgia duca di Romagna » 
(Imola, 1878, un voi. di pag. 592), arrìcchito 
di molti preziosi documenti levati diagli Archi- 
vii romagnoli. È pure sua una Monografia sto* 
rica, di prossima pubblicazione, sopra a I Rat- 
tuti del 1260 e le Istituzioni di beneficenza (gli 
odierni Ospedali) da loro fondate. > 

Anutnieoz (Marco), poeta francese , 
nato nel 1853 a Sainte-Foi-la-Grande (nella 
Gironda), dove fece pure i suoi studii e si 
sposò. Un suo volume di versi pubblicato nel 
1876 a Parìgi, presso gli editori Sandoz et 
Fischbacher, sotto il titolo: « Les Ecolières, » 
ottenne ' lodi lusfnghiere. Si annunzia un 
nuovo suo volume che reca il titolo: «Les 
Grandes Luttes. » 

Amar (Moisè) , giureconsulto piemon- 
tese, nacque il 3*luglio 1844 in Tonno, ove 
si addottorò in legge nel 1863, ed ove ora in- 
segna, come libero docente con effetti -legali, 
il Dirìtto industriale. Oltre a parecchi articoli 
giurìdico-economici, inseriti nella Rivista Con- • 
temporanea, nell' ilrc^ivto Giuridico, nel 
Giornale degli Economisti e nel Giornale 
dei Tribunali, pubblicò due opere impor- 
tanti, cioè : « Dei Giudizii arbitrali > (1868), un 
volume di circa 300 pagine , ov* è studiata la 
materìa che si riferisce ai giudizii per mezzo 
di arbitri ; « Dei diritti de^i Autori di opere 
dell'ingegno » (1874), un volume di circa 800 
pagine , che fa parte della Collezione di opere 
giurìdiche del Bocca : in esso si studiano le 
leggi e conven^oni italiane e straniere relati- 
ve alla proprietà artistica e letteraria. 

Amaretti (Francescoì, poeta piemonte- 
se, vice-bibliotecario della Nazionale di Tori- 
no, nacque in Torino nel 1829, si addottorò 
in leggi nel 1851. Ebbe, da giovinetto, i rudi- 
menti delle principali lingue straniere mo- 
derne, specialmente della lingua e letteratura 
inglese, da sua madre inglese, Irene Duo 
Haddock, gentildonna colta e modesta. Studiò 
la poesia popolare antica dell' Inghilterra e 
della Scozia, di cui diede alle stampe un pri- 
mo saggio diligente e caratterìstico di tradu- 
zione in un volume edito in Torino dal Paravia 
nel 1872, rìserbandosi egli a pubblicare più 
tardi l'opera intiera, che conterrà, tradotti per ^ 
la prìma volta in versi italiani, i migliorì Ganti * 



AMA — : 

popolari storici e romantid antichi dell' In- 
ghilterra, della Scolia e dell'Irlanda. Nel- 
r 1874 usci, coi tipi del Favate a Torino, un 
Volume di ■ Sonetti e Ballate, i pieno di una 
soave e delicata malinconia, e non privo dì 
una cerla originalità; alcuni alti-i delicati com- 
ponimenli poetici inseri l'Amaretti nella Gaz- 
zetta letteraria Piemontese. Egli è pure au- 
tore di una commediola in un atto, in versi 
martelliani, intitolata «Bizzarrina. t 

Am&rl (Michele], storico ed orientalista 
sìcihano, nacque in Palermo il 7 luglio del- 
l'anno 1806. eredando, per tempo, gli spinti 
rivoluzionarli dal padre che, gettato in uncai> 
cere nel 18-22, raccomandava al figlio sedicenne 
la madre, due rralellini e due sorelle e forse 
un giorno la cura dì vendicarla. Il giovine Mi- 
chele dovette pertanto interrompere gli studii 
bene intrapresi (ai quali aveagli aggiunto lume 
e coraggio il consiglio del celebre Domenico 
Scini che frequentava la casa paterna) pergua- 
dagnare il pane alla famiglia. Lottò sei anni, 
tenendo un modesto ufficio amministrativo, fra 
le piùgravi di£llcolU;.nellB poche ore libere cor- 



reva ne' monti a cacciare, o faceva ritorno alle 

ledere abbandonate; apprese allora l'inglese, 
e net 1832 diede alle stampe in Palermo una 
sua versione del « Marmion i di Walter Scott ; 
intanto coltivava pure con particolare amore 
gli studii di storia siciliana, Nell'anno 1834 
pubblicò il primo suo lavoro storico nelle 
Effemeridi Soientifiche siciliane, sulla a Fon- 
dazione della Monarchia dei Normanni in Sici- 
i:- dimostrare a un pubblicista napole- 



« la Storia della guerra 
Vespro, inspirato specialmente dal 



1 - AMA 

tProcida* del NiccolÌni,bendiè egli ttenopa, 
scrivendo il Iibro,abbia dovuto ridurre la (ì|qii 
leggendaria e romaniesca di Giovanni daPr:- 
cida al suo mediocre valore storico. L'i^ 
usci a Palermo nel lS4t, col semplice tluk 
I Un periodo delle Istorie siciliane dd scul» 
XIII ; I ma la Polizia borbonica lesse tnli 
linee. Il re Ferdinando II si credette nf- 
presentato in re Carlo d'Angiù, e il kna 
ministro Del Carretto in Guillaume VtOa- 
dard; il libro venae pi-oibito; l'editare ur» 
sato e tratto all'Isola di Ponza, ove morì;.: 
censore fu dimesso dall'impiego, l'auton ii- 
viialo a recarsi a Napoli ; ma egli, prevedeik 
il fine di quella citazione, salpò mvece il 
voltadiFfanciaeaì condusse a Parigi, oninn 
accoglienza ospitale. Il libro fu listampiloi 
Parigi nel 1843 sotto il suo vero ^tol(l: ili 
Guerre del Vespro Siciliano, »e di Fnniii 
diffuse prontamente in Europa, ma ipeóit- 
mente in Italia. L'opera ebbe gii otto editici 
(l'ultima fiorentina del Le Monnier nolcitl- 
menle accresciuta e migliorata), e fu tndKli 
in inglese sotto gli auepidi di Lord EUeottn 
in tedesco dall' anno vere se dottor Seiiri)iia,i 
teniòdue plagiarli francesi H. PosaieneLCìa' 
trel a riprodurla sfacciala mente sotto il iM 
nome col tìtolo : i Les Vépres Sidlienaei, > 
tracformata soltanto a significalo guelfo. K 
Parigi l'Amari prosegui alacremente i pnjin 
studii storici, assistito specialmente dal GndM, 
dal Lelronne, dal Michelet, dal Thierry, tì 
Villemain, dall'Hase, dal Leiiormant, dal Lov 
perrier, dal Reinaud ; il Reinaud e il hv" 
Hac-Guckin De Slane ^l'insegnarono l'inb^ 
lingua nella quale poi ^li stesso l'^ip» 
fondi in modo non solo da poteraeoe gwnit> 
com'egli desiderava, quando ne impreetli 
studio , a fine di adoperare ì documeùi ori» 
tali nella i Storia dei Muiulmaai in Sicili>,ili' 
quale s'accitise a scrivere, e di oui pubbliùB^; 
1854 il primo volume, ma da riuscire uno^ 
pili sicuri arabisti del nostro tempe. U '^ 
ria de'Musulmani in Sicilia » costò aU'&nW 
quasi un^ quarta di secolo di lavora ; va * 
tale lavoro fu spesso interrotto da altri eIqA 
da altre pubblicazioni e dagli avveoimeiiti ;• 
lìLìcì italiani, ne'quali l'Amari ebbepuret>< 

Carte cospicua. Scoppiala la rivolunoae » 
ana del 1848, l'Amari lasciò Parigi e wn 
a Palermo, ove gli si offri una cattedra di Gi»; 
risprudenza civile all'Università, un posto ' 
Parlame*nto siciliano e finalmente il porUl^i*' 
delle finanze ; come Ministro delle Gd3IUì< 
non volle stipendio, pago della iDodeslao? 
lÉiUtà offertagli da un fratello. Nel 1849 1'*» 
ri , vedendo nuovamente minicciaU li f*' 
tuna della patria, si recò cun incarico polii'* 
a Parigi ed a Londra; ma l'incarico fil*- 
tornò a Palermo il 14 aprila 1849, ma tolo^ 
assistere al trionfo della reazione borbonii),' 
fuggire sulla nave Oditi a Malta il gioirò 3 
dello slesso mese. Ba Malta VAtatn ttaf^ 
torno in Francia, e sì recò a Par^i a rip"*"! 
dervi gli sladii abbandoDati. Dieci anni d«j*<l 
rientrò in patria ; il 4 maggio del 1^ il '^ 



AMA 



— 33 — 



AMA 



verno Provvisorio toscano gli affidava la cat- 
tedra della lingua araba a Pisa, per invitarlo 
poi nel dicembre dello stesso anno ad inaugu- 
rare il eorso di lingua e Letteratura araba nel- 
l'Istituto di Studii superiori e di perfeziona- 
mento in Firenze. Nel giugno 1860 accorreva 
in Sicilia, ove il Garibaldi vittorioso lo poneva 
a capo deir istruzione pubblica in Sicilia; si 
adoperò vivamente per la pronta annessione 
dell'Isola al Regno, e prese parte ai lavori 
della Commissione incaricata di proporre il mi- 
gliore ordinamento amministrativo dell'Isola. 
L'Amari venne tosto eletto senatore del Regno, 
e nel 1862 chiamato a succedere al Matteucci 
nel Ministero della pubblica istruzione , durò 
in carica fino all'ottobre 1864, in cui cadde coi 
suoi colleghi Penizzi e Minghetti, e tornò in 
Firenze a ripigliarvi l' insegnamento dell' ara- 
bo, lingua nella quale ammaestrò due valenti 
discepoli, divenuti ora essi stessi professori 
®.?>*^1» Celestino Schiaparelli e Lupo Buona- 
zia. Si sposò poco dopo con la colta e gentile 
signora Luisa Sabatier, che lo fece padre felice 
di una bella famiglinola. Da alcuni anni l'Amari 
è professore pensionato, e vive in Roma, ove 
attende con molta alacrità ai lavori del Con- 
siglio Superiore per l'Istruzione pubblica, del 
Senato , dell' Accademia de' Lincei e della So- 
cietà Geografica, della quale, nello scorso gen- 
naio, fu anzi eletto presidente; ma ricusò 
Fonorevole ufficio. Nel 1876 fu designato a 
Pietroburgo come presidente del Gomitato ordi- 
natore del Quarto Congresso degli Orientali- 
sti, che si riuni con molto splendore in Firenze 
sotto la sua presidenza, fatto segno a meritate 
dimostrazioni d' onore per parte dei dotti stra- 
nieri convenuti al Congresso. Facciamo ora 
seguire i titoli delle dotte e importanti pub- 
blicazioni dell'Amari, che seguirono a quella 
del Vespro: « Description de Palermo, parlbn 
Haucal $ (tradotta dall'arabo, 1845); « Yoya- 
ge en Sicile, de Mohammed Ibn Djodair » 
ri846-1847); a Note alla Storia costituzionale 
di Sicilia di N. Palmieri i» (Losanna, 1847 ; Pa- 
lermo, 1848 ; < La Sicile et les Bourbons » 
(Parigi, 1849); « Solwan el Mota, ossia Con- 
forti politici di Ibn Zafer , arabo siciliano del 
XII secolo » (Firenze, 1852, fu tradotto nello 
stesso anno in inglese) ; ce Storia dei Musul- 
mani in Sicilia » (Firenze, 1854-1873); « Bi- 
blioteca arabo-sicuia » (Lipsia, 1857; Appen- 
dice, 1875) ; a Una Memoria sulla Cronologia 
del Corano premiata nel 1858 dall'Istituto di 
Francia » (che 1* anno innanzi l'avea nominato 
suo membro corrispondente); « Carte com- 
parée de la Sicile du Xlle Siede » (Parigi, 1858) ; 
< Diplomi arabi dei R. Archivio fiorentino » 
(Firenze 1863; Appendice, 1867); a Abbozzo di 
un Catalogo di Manoscritti arabici della Luc- 
chesiana di Girgenti » (1869); « Nuovi Ricordi 
arabici sulla storia di Genova » (Genova , 1873); 
« Le Epigrafi arabiche di Sicilia trascritte, tra- 
dotte e illustrate » (Palermo, 1871-1872); e 
numerose memorie ed articoli nel Journal 
Asiaiique^ nella Revue Archéologique, nel- 
y Archivio Storico Italiano, nella Rivista Si- 
Dizionario Biografico. 



cula, nella Nuova Antologia , nella Rivista 
Orientale, neWsL Rivista Europea, nel Bol- 
lettino italiano degli Studii orientali, nella 
Raccolta Veneta, nel Bullettino Archeologico 
Sardo, nesìi Annali di sfragistica, negli Atti 
dell* Accademia dei Lincei, neli' ilnnuarto 
duella Società italiana per gli Studii orientali 
e nel primo volume delle, a Pubblicazioni del 
R. Istituto di Studii superiori. » L'editore Loe- 
scher sta ora preparando la stampa della ver- 
sione italiana dei Diplomi arabi che sarà di 
una grande importanza per la nostra storia. 

Amari (Rosalia), scrittrice siciliana , na- 
cque in Palermo , fu educata in Genova nel 
Collegio delle Peschiere, ov'ebbe a maestro 
di lettere Luigi Mercantine Uscita di Collegio, 

gose mano alla stampa di un a Calendario di 
lonne illustri italiane, » dì cui usci soltanto la 
prima parte ^Firenze, 1857); ma, passata ben 
presto a manto, abbandonò gli studii. 

Amai (Pietro dei Marchesi di San Fi- 
lippo), geografo e bibliografo sardo, nato in 
Cagliari nel 1827, studiò a Bologna (1839- 
1845) nel Collegio de' Regolari Barnabiti; si 
avviò nel 1851 alla carriera diplomatica, che 
abbandonò nel 1855; ora egli è impiegato a 
Roma presso il Ministero delle finanze; at- 
tese con particolare amore agli studii di Geo- 
grafia storica, alla quale rese, con alcuni dei 
suoi scritti, preziosi servigi. Soggiungiamo qui 
r elenco delle sue pubblicazioni : oi Del com- 
mercio e della navigazione dell'Isola di Sarde- 
gna nei secoli XIV e XV» (Cagliari, 1865); 
a Supplemento b\V Enciclopedia Popolare del 
Pomba: articoli Pietro ^artini e Miniere 
sorde » (Torino, 1868); a Bibliografia dei Viag- 
giatori italiani p (Roma , 1874) ; et Studii biblio- 
grafici e biografici sulla Stona della geografia 
in Italia t> (Roma , 1875) ; < La pesca del tonno 
in Sardegna > (nella Rivista Economica della 
Sardegna, Roma, 1876); e Della vita e dei 
viaggi del bolognese Lodovico de Varthema > 
(nel Giornale Ligustico, Genova , 1878); 
<r Del planisfero di Bart. Pareto del 1455 b (in- 
serito nelle Memorie della Società Geografica 
italiana, Roma, 1868). 

Amati (Amato) , storico e geografo lom- 
bardo, nacque il 24 gennaio 1831 a Monza, 
ove fece gli studii ginnasiali. Diciassettenne, 
nel 1848, feccia campagna dell'indipendenza 
Coi Bersaglieri studenti , poi quella brevissima 
del 49. Escluso , per alcun tempo , dall'amni- 
stia , ripatriò per recarsi a Pavia a studiarvi 
la legge. Conseguita la patente di professore 
di Storia e geografia , andò ad insegnare nello 
stesso Liceo ginnasiale Parini (già Porta Nuo- 
va), dov'era stato scolaro. Rimase in Milano 
professore in quel Ginnasio, nella Scuola Nor- 
male maschile , e nella Scuola serale superio- 
re, della quale fu pure direttore; insegnò 
fino al 1870 in Milano, e vi promosse una 
Banca popolare. Biblioteche popolari, la So- 
cietà Cooperativa tipografica , il monumento al 
Beccaria, la Scuola Superiore femminile, la 
cremazione de' cadaveri e altre utili riforme 
ed istituzioni. Eletto preside del Liceo di Ber- 



AMA 



- 34 - 



AMB 



gamD, vi fondò un florido Collegio speciale di 
commercio e il Collegio Femminile materno, e 
propugnò, con molto e pericoloso coraggio, la 
riforma de^li oratori sacri. Traslocato nel 1875, 
come preside di liceo, a Como, chiese l'aspet- 
tativa, e si recò, per consiglio del Bargoni e 
del Depretis, a fondare un Collegio di com- 
mercio a Stradella ; nel 1878 confidò il Col- 
legio al professor Battaini, suo genero, e si 
ritrasse a Pavia, ove attende a parecchi la- 
vori scientifici. Operosissimo ingegno , oltre ad 
una verace partecipazione a promuovere in 
Italia una maggior coltura ed una maggiore 
civiltà, per mento delle sue istituzioni, l'Amati 
ha contribuito non poco co* suoi scritti a diffon- 
dere fra noi anche negli studi i elementari e 
neir insegnamento popolare della storia e geo- 
grafia i metodi più razionali e scientifici. Scrit- 
tore facile, abbondante, egli cerca molto più 
la chiarezza che V eleganza ; anzi questa non 
la cerca punto , e V altra , ingegno lucido e 
pronto, r ha da natura. Oltre a parecchi scrit- 
ti pubblicati in giornali e Riviste, a incomin- 
ciare dalla Rivista Ginnasiale di Vienna e 
dàlie. Letture di Famiglia di Trieste, T Amati 
ha pubblicato i seguenti utilissimi lavoii: 
« Elementi di Geografia dell* Italia » sotto lo 
aspetto fisico, intellettuale, economico, topo- 
grafico, militare, storico e politico (Milano, 
Giacomo Gnocchi , 1860 : è un volume in-8^ 
massimo, di 490 pagine); a Guida allo studio 
della Geografia comparata » di Guglielmo Pùtz, 
traduzione dal tedesco, accresciuta di una 
u Descrizione geografica dell* Italia d (Milano , 
Giacomo Gnocchi, 1859, 1865 e 1872) ; « Di- 
zionario Corografico dell* Italia » (Milano^ dot- 
tor Francesco Vallardi , 1864-72. Otto volumi 
in-8o massimo, di circa 1500 pagine ciascuno 
a doppia colonna, illustrato da oltre mille in- 
cisioni rappresentanti i monumenti più insi- 
gni e gli stemmi dei principali Comuni d* Ita- 
lia* L* opera fu premiata con medaglia di 
bronzo dal Giuri internazionale ali* Esposi- 
zione di Parigi nell* anno 1867, con medaglia 
d'argento dal quinto Congresso Pedagogico 
Italiano di Genova nel 1866^ colla grande me- 
daglia d' oro, prò literis et artibì4s, da S. M. 
I. R. Austro-Unsarica nel 1869^ e con meda- 
glia d'argento air Esposizione industriale di 
Milano nell* anno 1871); ali Risorgimento 
del Comune di Milano, » studio storico, molto 
importante , su documenti patrii editi ed ine- 
diti (Milano, presso Paolo Carrara, 1865: un 
volume tn-8* di 300 pagine) j a Lanzone , o 
dramma storico, con illustrazione litografica 
rappresentante la statua del grande cittadino 
milanese scolpita dal professor Edoardo Ta- 
bacchi (Milano, 1868, presso Paolo Carrara) ; 
a Del movimento delle Scuole elementari clas- 
siche e tecniche in Milano ed in altre città 
lombarde dal 1857 al 1870, » con note, consi- 
derazioni e proposte sulla pubblica istruzione 
primaria e secondaria in Italia (Milano, dottor 
Francesco Vallardi , 1870); «vita ed Opere 
di Cesare Beccaria » (Milano, dottor Francesco 
Vallardi, 1872) ; « Relazioni ai Congressi pe- 



dagogici » di Bologna (1874) e di PaleniK» 
(1876); «Tavole per l'insegnamento dclll 
Geografia statistica, » raccomandate oer oso 
scolastico dalla Società Geografica ItaliaiK 
(Stradella, tipografia Perea, 1877); «Memo, 
rie lette nel Regio Istituto Lombardo A 
Scienze e lettere, pubblicate nei « Rendicoo* 
ti » dell* Istituto stesso e riprodotte in ^riii 
giornali ed opuscoli separati : « Confini e df« 
nominazioni della Regione orientale dell'Alti 
Italia, con una caiia geografica » (Admuozl 
7 giugno 1866: fa parte della BiblioUdf 
Utile di E. Treves) ; « Di un ManoserìUt 
finora ignorato di Cesare Beccaria > (Ada* 
nanza 7 febbraio 1867); « Dell* Australii « 
della fondazione di una Colonia con bandien 
italiana o (Adunanze 5 marzo e 2 aprile 1868); 
« Della Nuova Guinea, con carta geografica^ i 
continuazione della Memoria precedente (Ada*- 
nanza 15 luglio 1869); « Del nesso fra Tistru* 
zione primaria e la secondaria e fra i vini 
rami (all'una e delPaltra » (Adunanze 24 fet*, 
braio e 21 aprile 1870) ; « Prime linee di i 
Atlante storico-geografico della civiltà » (Ad< 
nanza 20 novembre 1873) ; « Inlomo ' 
cause che impediscono il progresso dell* i 
zione secondaria » (Adunanza 20 febl 
1873); « Della istituzione di Commissie 
mandamentali scolastiche di vigilanza » (Aii 
nanze 21 macgio e 25 (pugno 1874) ; « C 
sificazione delle Provincie e dei Regno seco 
le Statistiche ufficiali degli analfabeti, d 
alunni , dei reati contro le persone e con 
la proprietà i> (Adunanza 25 giugno 1874 
« Bulla genesi della Divina Commedia • (Ai 
il(|0 di Bergamo, adunanza 1"* marzo; ed h 
tuto Lombardo, adunanze 1"* e 29 aprile 1875 
Amato (Angela), poetessa siciliana, ebf 
a maestro Francesco Gaminiti ; il patriotta E 
rico Amato le fu marito ; scrisse un nobi 
carme intitolato: «Ugo Foscolo» (Live _ 
1868), e poi parecchi altri componimenti àf' 
furono inseriti nel giornale La Donna di ^^ 



nezia. 



Aumiiry-ltavaL Di questo egregio pt' 
tore ritrattista francese, nato nel 1808 a Moni- 
rouge, scolaro dell* Ingres, abbiamo un ec- 
cellente studio crìtico-biografico, intitolato, 
« L'Atelier d*Ingres, » pubblicato nell878dil* 
l'editore Charpentier. (Cfr. Nuova Ant,,i^) 

Àmbert (Giovacchino), scrittore mili- 
tare francese , nacque a Chillas vicino a Ci 
hors nel 1804; entrò nella milizia, fece nei 
1822 la campagna in Ispagna, poi quellft éà 
Belgio e d* Algeria. Visitò l* America meridio- 
nale e settentrionale; nel 1848 entrò in I^ 
lamento; sostenne l'Impero, e vi riprese s«^ 
vizio; nel 1857 fu eletto Generale di brigat»^ 
Dopo il 4 settembre 1870, 1* Ambert rientri 
nella vita privata e intese a scrivere 1' « Uis- 
toire de fa guerre de 1870-1871 , » che fa 
pubblicata nel 1873. Altri suoi lavori sonai 
seguenti : e Esquisses historiques et jpHtore»- 

?ues desdiflérents Corps de Tarmée > (baumnr, 
835); « E^sais eufaveur de l'armée » (18^)^ 
a Colonne Napoléon » (Bouiogne, 1842) ; e £lo- 



AME 



— 35 — 



AMI 



^edaMaréchal Moneey» (1842); aDapIessis- 
Moniay» (1847) ; « Gens de guerre » (1863) ; 
e Le Baron Larrey » (1863) ; e Réponse aux 
atU({aescontre l'arme de la cavalerie » (1863); 
e Étodes tacliques » (1865) ; a Progrés de Far- 
tiUerìe > (1866). 

Amedeo (Luigi) , dottore in Belle Let- 
tere, ispettore degli scavi a Sassari ed Alghero, 
è autore di un pregiato saggio di morfologia 
italiana, intitolato : < Teorica dei Verbi irrego- 
lari della Lingua italiana » (Torino , Loescher , 
1877). 

Awiftaw (Giorgio Federico) , scrittore 
svedese, direttore postale, nato in Garbkrona 
r 11 settembre 1811. Oltre ai numerosi scritti 
pubblicati ne^ ^ornali: Najaden e Blekins- 
posten, pubblicò alcune novelle, una parte 
del suo proprio giornale, i a Ricordi delle Se- 
rate letterarie di Garlskrona » (1846), ed una 
e Commemorazione di Federica Éremer » 
(1866). 

AwerHng (Carlo), scrittore czeco, nato 
il 18 settembre 1807 a Klattau in Boemia, 
studiò medicina e tentò poi, mediante trattati 
popolari sulla chimica e la tecnologia, di sve- 
gliare ed ammaestrare la gioventù operaia. 
Nel 1840 si accinse a fondare un Istituto edu- 
cativo Budse (S vegliatore), che doveva anche 
formar dei maestri , ma V impresa non fu po- 
tata mandare ad effetto per la soverchia va- 
s^titi del disegno. Dal 1848 al 1868 fu Diret- 
tore della Scuola superiore boema a Praga, ed 
ottenuta la pensione si diede tutto alla fisio- 
crazia, sulla quale aveva già fatto letture a 
(krlduid nel Congresso dei Naturalisti del 
1862, e nel 1872 contribuì alla fondazione a 
Praga della Società fisiocratica {Fisiokraticky 
Spolek). Le sue opere principali scritte in 
czeco sono : < Il libro degli insetti ; L'Araldo 
industriale > (Ivi, 1840-46); « Fogli domeni- 
cali per gli operai » (Ivi, 1847) ; < La produ- 
zioue naturale boema » (Ivi, lb51); a Fonda- 
menti chimici deir economia rurale, ec. ù 
(Ivi, 1851-54) ; e Orbis pictus » (Ivi, 1852). 

Aaloarém (Ippolito), letterato napole- 
tano, nacque il 10 agosto 1823 in Agnone 
(profinda di Molise), dove fece, come potè, 
aiutandosi molto col proprio ingegno acuto e 
pronto, i primi suoi studii e divenne auindi 
egli stesso ottimo insegnante di lettere latine 
ed italiane. Tra i suoi casi giovanili, si ricorda 
Qna certa sassata che gli fece interrompere 
gii studii, lo mise in letto , ove dormi trentadue 
giorni, gli portò via un osso dell'occipite e, 
in via di compenso, gli apri la vena del poe- 
tare improvviso. Fu deoutato alla prima Le- 
gislatura italiana, mandatovi dalla sua pro- 
pria città natale, ma vi durò poco, e se ne 
ritrasse. Un egregio amico che lo conosce be- 
ne, d forni intorno airAmicarelli le seguenti 
i^ie, che la modestia di lui gli vietava di 
«lard: « Prete, egli ebbe ed ha sempre an- 
cora anima di cittadino e di gran cittadino. 
Nelle sue prediche , nei suoi panegirici , lasciò 
K solite ciarle o retoriche o maligne dei soliti 
predicatori, e cercò d'insinuarvi un'educa- 



zione civile e anche politica. Da ultimo, si 
mise in relazione col Gomitato liberale di Na- 
poli, da cui riceveva con uno pseudonimo 
continue comunicazioni compromettenti. Fu 
tradito e scoperto; però, un giorno, e no- 
nostante fosse ridolo della sua cittadinanza 
nativa, per la sua onorevole franchezza, per 
la sua arguta bonarietà,* per la sua benefica 
e caritatevole liberalità, la Polizia borbonica 
andò per mettergli le mani addosso. 'Egli che^ 
timido e quasi impacciato nelle inezie comuni 
della vita, nei grandi momenti acquista un 
coraggio e una lucidità di mente maravigliosa, 

Sregò gli sbirri di aspettarlo in sala e dicendo 
* andarsi a vestire per seguirli, scappò come 
si trovava, in pianelle, per un giardino, e si 
rifugiò in un bosco, dove presto lo sorprese 
una terrìbile pioggia, una gran fame, e l'urlo 
dei lupi. Il giorno dopo si rifugiò in un pae- 
sello, presso un suo discepolo, e poi via via 
peregnnò dolorosamente per undici mesi , fin- 
ché, sopraggiunto il 25 giugno 1860, egli potè 
mettersi alla luce del sole. I suoi concittadini 
lo condussero attorno come in trionfo, e lo 
vollero loro deputato, e gli avrebbero, anche 
dopo , riconfermato il mandato , s' egli , tanto 
innamorato della politica perìgliósa e operosa 
degli sforzi per il rìscatto, non si fosse molto 
annoiato della politica quotidiana dei tempi 
normali, d In Parlamento fu tra i pochi Depu- 
tati che osarono dichiararsi apertamente con- 
tro la soppressione delle corporazioni religio- 
se; la disapprovazione che ne incontrò, può 
aver pure contribuito a precipitarne la rìtirata 
da una scena, ov* egli si sarebbe trovato quasi 
solo a rappresentare una parte meno confor- 
me all' indole molto laica de* nostri tempi. Non 
chiesto, che T animo gentile e modesto gli vietò 
sempre di mettersi innanzi da sé, gli fu allora 
offerto r ufficio di Preside e Rettore del Liceo- 
Convitto Vittorio Emanuele di Napoli , oh' egli, 
riverito ed amato da professori ed alunni , oc- 
cupa tuttora. Nella sua scuola d' Agnone egli 
soleva dettare alcune < Lezioni sopra la lingua 
e lo stile italiano , » le quali , pubblicate la pri- 
ma volta nell'anno 1858, ottennero già l'onore 
di tre edizioni. Quest' opera concepita con 
mente filosofica e ornata di una elegante di- 
citura, dopo avere dato alle dottane giober- 
tiane sopra il linguaggio una nuova non infe- 
lice applicazione, imprende una vera stona 
delia nostra letteratura, studiata da prìma 
nella sua lingua , poi nello stile : nella eguale, se 
tutte le sentenze non possono oggi venire 
confermate dalla critica più severa, si- trova 
tuttavia una giudiziosa indicazione di tutti gli 
scrittorì che hanno maggiormente contrìbuitq 
al vano svolgimento della lìngua e dello stile 
italiano, ed una buona scelta d'esempi che chia- 
rìscono i precetti che V Autore stesso ne de- 
sume. 

Amico (Ugo Antonio), poeta e letterato 
siciliano, scrìttore elegantissimo e di gusto 
squisito, nacque in Monte San Giuliano (l'an- 
tica Erico) 1' 8 settembre dell'anno 1834. Il 
fratello sacerdote Alfonso (cui dedicò nel 1873 



AMI 



— 36 — 



AMI 



la miglior raccolta de' suoi versi) ne gnidò i 
primi passi e lo avviò alle lettere: 1 Amico compi 
tuttavia la sua educazione letteraria in Paler- 
mo nei Collegio de' Gesuiti. Il favore che otten- 
ne un primo volume di versi pubblicato nel 
suo anno diciottesimo, lo fece nsolvere ad ab- 
bandonare gli studii legali intrapresi presso 
TAteneo palermitano per dedicarsi tutto alle 
lettere. Nell'anno 1860, egli venne addetto al 
Ministero della pubblica istruzione, e però 
chiamato da prima a Torino , poi mandato a 
Firenze. Vinse , per prova di concorso, la cat- 
tedra di Lettere italiane nel Liceo di Bolo^a; 
nel 1868 , afflitto da grave malattia che si te- 
meva mortale , riparò con la moglie e con le 
due figliuolette in patria, ove, alle carezze 
dell' aria nativa, si riebbe. Tornato dal Monte 
San Giuliano a Palermo, incominciò a dar le- 
zioni private, poi insegnò lettere italiane presso 
la Scuola femminile di Perfezionamento, della 
quale il Municipio gli commise anzi la dire- 
zione. Nel 1871, l'Amico venne eletto profes- 
sore nel Re^io Educatorio femminile Maria 
Adelaide. Poi, per quattro mesi, per incarico 
avuto dal Ministero , insegnò con plauso , let- 
teratura neir Università di Palermo.- Creatosi 
nel 1878 in Palermo un nuovo liceo, l'Amico 
vi fu eletto Professore titolare di liettóre ita- 
liane. DaUa e Bibliografia Sicula > del Mira e 
dalle « Aggiunte e Correzioni i» alla medesima 
di Giuseppe Salvo Cozzo, si rilevano i titoli di 
una cinquantina di pubblicazioni letterarie in 
prosa ed in verso, inni, canzoni, sonetti, 
prefazioni, articoli, discorsi, testi editi per la 
prima volta o ristampati, commenti, tradu- 
zioni del professore Amico. Rinviando alle ci- 
tate opere bibliografiche, noi segnaleremo ^ui 
i seguenti lavori per la loro importanza bio- 
grafica per alcuna loro speciale utilità : 
a Saggio di tentativi poetici » (Palermo, 1852); 
e Liriche » (Palermo , 1853) ; a Vito Carvi ni , » 
memorie storiche (Palermo , 1857) ; « Poe- 
sie > (Palermo, 1858) ; a Erice, città Sicana > 
(articolo pubblicato nella Favilla di Paler- 
mo, anno 2% num. 17, pag. 129); «Versi» 
(Palermo , 1861) ; « Niccolò Palmeri » (nei 
Contemporanei del Pomba) ; a Le Nozze di 
Peleo e Teli, » Carme di Catullo (Pistoia, 
1867) ; « Ore solitarie, » versi (Bologna, 1868) ; 
a Penelope ad Ulisse , » Eroida di Ovidio (Pa- 
lermo, 1860) ; a Sulla proposta d'una nuova Co- 
lonia ericinia, » osservazioni (Palermo, 1869); 
flcAti,» Carme di Catullo (Palermo, 1871); 
« Vincenzo da Filicaia, » Discorso biografico- 
crìticQ (Firenze, 1864: precede il volume 
delle « Rime e Lettere » pubblicato dal Bar- 
bèra) ; alcuni « Scrìtti di San Bernardo volga- 
rizzati nel buon secolo » (nella Collezione del 
Romagnoli, 1866); « Versi » (Palermo, 1873); 
a Claudio Clauoiano » versioni (Palermo, 
1877Ì ; « Inno a Venere di Omero » (Palermo, 
1878) ; « Sebastiano Bagolino, poeta latino del 
secolo XVI » (Palermo, 1874) ; « Un Saggio di 
Poesie siciliane di Giovambattista Santangelo, » 
Lettera al professor Carducci (Firenze, 1866; 
Palermo, 1874); «Lettera al professor Car- 



ducci sulla vita e le opere di Nicola Cinesi 
(Firenze, 1866, néìV Ateneo Italiano), iSi 
pra un manoscritto di Poesie siciliane 
Biblioteca Nazionale di Bologna «.(neUi 
sta Sicula, anno I, voL I, pag. 478); i 
Tito Giunio Calpurnio e di tre suoi vi * 
zatorì (nelle Nuove Effemeridi di 
Lettere ed Arti di Palermo, anno II, toL 
pag. 259^ ; < Relazione sul settimo Con 
pedago^co a Napoli >, (Palermo , lS7i) 
versioni poetiche dal greco e dal latino 
strano quanto Y Amico sia padrone delle 
siche eleganze ; i suoi versi italiani , vestiti 
una soave ed afiCettuosa malinconia, o 
il plauso di parecchi letterati buongustai , 
prose di lui hanno aggiunto ai patriiBa 
della nostra erudizione storica e letteraria 
cune notizie non prìve d' importanza: die, 
si aggiunga ancora che V Amico ha nel 
stume quella stessa gentilezza che s* i 
ne* suoi versi , ognuno intenderà pure 
virtuosa debba essere Tefificacia degl'in 
menti di questo ornato e cortese scrìttore. 

Amiél (Federìco), poeta e filosofo 
vrino , autore di un lodato saggio di ve-ii. 
poetiche dai poeti stranieri, è professo» 
filosofìa neir Università di Ginevra. (Cfir. Fi 
timo volume degli ÉtuAes eritiques et de ' 
tirature di Edmondo Scherer.) 

Amlguea (CriulioJ, pubblicista 
nato a Perpignano il 10 agosto 1829. ^f 
liani ricordano ancora sempre le lettere 
egli indirizzava nel 1859 al Temps, dopfr 
campagna contro TAustria. Nel 1860, di 
pure collaboratore e corrispondente 
del Moniteur Universel. Nel 1862 pas 
principale scrittore alla Presse^ pur 
nuando per alcuni aimi a scrivere nei 
teur. Tentò poi di fondare il giornale La 
blique;mB., a motivo del titolo, non g§ 
permesso da quello stesso Governo im^ 
le; di cui egli divenne, caduto 1* Impera, 
caldo apologista. Nel tempo ddla guern 
il Governo di Versailles e la Gomane, Ti 
gues fu tra i delegati delle camere ind 
ed operai presso i due poteri in guem 
pacificarli, e pubblicò una Relazione dell* 
rato de' delegati. Nel 1872 fondò un 
intitolato: VEspérance Nationale per 
dervi i Comunisti indegnamente perseg 
ma anche un poco per compromettere il 
verno repubblicano e ricercar livore al 
bonapartista. Pubblicò un opuscolo dot 
tava da prima il titolo di Avenir de la ' 
ce, cambiato poi in quello satirico e 
di A bas VEmpereurl In relazione co! 
e coi profughi di Chiselhurst intese a 
liare i Sociàuisti con gì' Imperialisti. Nel 
l'Amigues divenne uno de principali 
dell' Ordre, ove ha continuato, come nelk 
cietà operaie, nei cafTè, nelle birrerìe, 
aspetto democratico a fare una vigorosa 
paganda bonapartistica. L'Amigues tradu: 
francese la a Storia d' Italia d del Balbo 
continuò fino al 1860, e lo a Stato Romano » 
Farini con note e documenti (1862). VW 



AMI — ; 

deve ancora Aae opuscoli: t L'£^1ise et les 
ìonalités » (1860); a Politìqus et finances 
Italie t (1863), pubblicati a suo benelicio. 
uuìgues ha pure coltivato la letteratura 
■na; si ricordano di lui: a Les araoursaté- 
s « (1865) ; t Les t&lea romaines illustrées a 
^7); I X^ politique d'un honnSte homme > 
Wi, (JeaQder&iguiUe>(1869), e tentò 
e in societi con Harcellin Deebouties la 
la del teatro francese, con un dramma 
ieo in cinque alti in versi intitolato : i Mau- 
de Saie, s che fu rappresentato nel 1S70 
rhéltre-frantais. > 

Amlzar (M.V scrittore colombiano, na- 
erso l'anno \S20, eoltìvò ad un tempo gli 
liì lellerarìi, giuridici e di scienze natura- 
usegna il Diritto internazionale; fu depu- 
e Ministro degli affari esteri; diresse il 
naie Nuevo Granadino. Il suo lavoro prin- 
le è un libro che s' intitola: ■ Las Feregrì- 
ones de Alpha: i egregiamente scritto, e 
enenla una descrizione della Colombia 
a di notizie molto istruttive per i natura 

Aaory A» IiMiifionxik (Giuseppina), 

Irice belga, nata nel 1831 ad Anversa. . 
■ette un'eccellente educazione letteraria; 
ì a numerosi articoli pubblicati nel Jour- 
des Demoiselleg , nella Gaiette de» Fem- 
, ec., scrisse e pubblicò i seguenti lavori : 
Jerie dea Ferames célèbres depuis le 1" 
e de l'Ere chrétienne jusqu'au XVJ* siè- 

(1B47) ; f De l'esislence morale et physi- 
dea_feromes* (1850)^ f Un nid de fauvet- 

(1850); ( ProverbeB,hÌ3toireanecdotic[ue 
orale des proverbes et dictona franfais > 
9); (Galena chrétienne dea Femraea cé- 
» * (186^; < Nouveltes intìmes > (1865); 
iGémeaui; LeaDiamantsi (1S68); * His- 

anccdoliquQ des f£les et ieux populaires 
iD^en-Sge > (1870) ; i La Grotte de Lour- 
'[I873),ec. 

Ampélma (Timoleone), poeta grecò, ol- 
id un romanzo relativo alla guerra del- 
rpendenza, intitolato : « Elena di Mileto ; i 
n'opera eradita e voluminosa: « Sopra 
la di Syros; ■ si è fatto valere come 
1 drammatico ne' seguenti lavori: «La 
I di Troia i (dramma in versi in cinque 
, * 11 battaglione Sacro > (dramma in ver- 

tre atti); « Leone Caller^s, » {dramma 
rà, dapprima in tre, poi in cinque alti) ; 
Dpalra • (dramma in versi in cmque at- 
■ 1 Cretesi ed ì Veneziani » (dramma in 

in cinque atti).. 

Hnnin»t«Kiil (H. Laigi), scrittore chi- 
, nacque in Santiago del Chili nel 1826. 
844, ossia appena diciottenne , consegui , 
incorso, la cattedra di latino nell'lsti- 
Nazionale. Nel 1847 incominciò pure a 
ire neirUfScio di statistica. Nel 1848 

col EOO professore di Diritto inlernazio- 
'■ G. Lastarria, LaRev'itta di Santiago ; 
mpo stesso, tafto^ava Filosofia e Lettera- 
n un collegio pnvato , oltre U latino nel- 
Loto Nazionale. Nel 1850 col suo fratello 



— ANA 

Gregorio imprese a scrìvere una Memoria : 
« Sobre la ReconquiaUi Espanola, » che fu pre- 
miata dall'Università. Con lo stesso fratello 
compose una specie di romanzo storico e (ilo- 
BoflcD, intitolato : i Una Conspiracion en 1780. » 
Nel 1852 fu aggregalo all'Università; nell'anno 
seguente compose per essa una Memoria sto- 
rica (un voi. di 448 pagine): a Sopra la Dieta- 
dura de O'Higgins. a Neil' anno medesimo 
ottenne, per concorso, la cattedra di Lettera- 
tura e Stona moderna americana , e fu pro- 
mosso capo-sezione alUinistero della pubblica 
istruzione. Coprendo un tale ufficio, pubblicò 
una Memoria sopra ì diritti del Chili alla so- 
vranità dell' estremità australe del Continente 
americano ; più tardi fu capo del Minuterò de- 
gli affari esteri del Chili; egli appartiene alla 
parte liberale. In società col fratello Gregorio, 
l'Amunategui ba pure pubblicato un volume 
di ■ Biografias Americanas. > (Cfr. per mag- 
giori notizie il secondo volume de' preziosi 
« Ensayos biograficos y de critica lileraria sca- 
bre los principales Poetas y literatos latino- 
americanos, s di Ton-es Caicedo : Parigi , Guil- 
laumin 1863). 



Atene, direttore dell'Ospedale ofUlmiatrico 



e presidente della Souetà Medica Aleolese, 
una delle illustrazioni della scienia medica 
contemporanea, nacque nell' isola di Greta 
nell'anno 1826, studiò medicina ad Alene, a 
Berlino ed a Parigi. Parecchie delle sue pub- 
blicazioni furono pubblicate in francese, cioè: 
I Essais sur l'exploration de la réline et des 
milieui de l'ipil sur le vivant au moyen d'un 
noQvel ophtalmoscope > (Parigi, 1854); tDe 
l'Ophtalmologie en Grece et en Egypte > 
(Brusselle, 1858); a Mélanges ophtalmolo^- 
quea t (Atene, 1861); i Contributiòns à l'his* 



ANC 



--38- 



AND 



toire de la Chirurgie oculaire cbez les anciens 
(Atene, 1872); « Encore deux mots sur Tex- 
traction de la cataracte chez les anciens » 
(Atene, 1878); inoltre in greco, oltre la Gaz- 
zetta Medica ('larpiiwj '£^y]fAtpcc) ch'egli di- 
resse daL1858 al 1860, un a Trattato sopra le 
malattìe degli occhi j> (Atene, 1874^; a Studii 
suir ottica degli antichi » (Atene, 1878); <i Dei 
progressi intellettuali della nazione ellenica » 
(Atene, 1875). 

Anoona. Vedi D'Ancona. 

Anozyo' (Ladislao Ludovico), autore 
drammatico polacco, nacque a Vilna nel 1824: 
egli è figlio di un artista drammatico di Cra- 
covia. Studiò dapprima la Farmacia, poi 1* ab- 
bandonò per dedicarsi specialmente a lavori 
letterarii. Egli scrisse molte commedie fon- 
date, per la massima parte , sopra elementi po- 
polari. Ma le sue commedie ottennero molto 
favore non solo pel loro carattere popolare, ma 
anche perchè nvelano molto ingegno. Citiamo 
fra le produzioni più notevoli^eirAnczyc* : a I 
Contaaini aristocratici» (1851^; a l Dobzovia- 
mr> (I Contadini de* dintorni di Cracovia , 
1851), e specialmente: al Contadini emigrati o 
(187t)), dramma popolare che ricevette il pri- 
mo premio al Concorso drammatico di Craco- 
via. L'Anczyc' scrisse pure poesie varie, fra 
le altre a Tirteo , o e racconti pieni di umori- 
smo e di brìo. 

AnderMOn (Giovanni), naturalista e 
viaggiatore svedese , nacque il 20 febbraio del 
d821 e si addottorò nel 1845 in filosofia nel- 
r Università di Upsala. Viaggiò come botanico 
sulla fregata Eugenia negl'anni 1852-1853; 
nel 1855 , fu eletto professore di Botanica a 
Lund, e nei 1856 a Stoccolma. Pubblicò i 
seguenti lavori: a Salices Lapponiae » (1845); 
a I Salici dell'America del Nord > ^848, in 
svedese); a Monographia Salicum » (1848); a I 
Salici dell'India Onentale» (1850)^ cPlantae 
Scandinaviae t {Cyperaceae et Graminae, 
1849-1852); a Descriptiones graminearum, 
quas in regione Mozambiquensi legit Peters; 
Atlante della Flora scandinava » (1849); 
« Trattato di botanica > (1851-1853, in tre vo- 
lumi) ; a Introduzione alla Botanica > (1859- 
1863). 

Andrade-Oorvo (Giovanni), scrittore 
portoghese, professore alla Scuola d'agrono- 
mia , già ministro del Portogallo a Madrid , ed 
ora Ministro degli affari esteri in Portogallo, 
è autore di alcuni romanzi, de* quali quello 
intitolato : « Um anno na corte, d quantunque, 
come s'afferma, non troppo bene scritto, 
non è privo di meriti come studio storico. 
L'Andrade-Corvo, che' prese una parte attiva 
alla vita politica del suo paese , intende ora 
a scrivere una e Storia delle scoperte e deeli 
stabilimenti de' Portoghesi in Oriente , 9 che 
sarà, senza dubbiò, molto istruttiva. Noti- 
zie biografiche più minute intomo a questo 
scrittore speriamo poter pubblicare nel Sup- 
plemento, 

André (Edoardo), scrittore francese di 
orticoltura, primo giardiniere della città di Pa- 



rigi, segretàrio della Società centrale rf*H?^ 
t [culture, nacque nel 1840 a Boorges (Cber. 
Scrisse : « Plantes de terre de bruvère » (18^ 
« L'Horticulture en HoUande p (1865) ; « PI» 
tes à feuillage omementat d (1865); tLe.Mv 
vement horticole , Revue des progrés aceoa- 
plis dans l'Horticulture en 1869 » {ìm\ 
a Eucalyptus globulus » (1873), ec 

Andròo (Riccardo), scrittore tedesca 
figlio del dotto Geografo ai questo nome mor» 
nel 1875, nacque il 26 febbraio del 1835a Bm- 
swick, studiò scienze naturali a Lipsia e sit;^ 
vò, 1859-63, in condizione di studiar benei 
Boemia le questioni nazionali fra Tedeschi ^ 
Czechi. D'adora in poi non perde più di tì»ì 
le condizioni tedesco-slave, come mostrasi)) 
suoi scritti : « Relazioni di nazionalità e coofi:- 
linguistici in Boemia » f Lipsia, 1871, 2*ediiv 
ed alisi Czechi » (Bielield e Lipsia, 1873). it 
cui dal punto di vista tedesco nazionale co» 
battè gli assalti slavi. I suoi ultimi lavori e 
questo senso sono una a Carta storico-etno^ 
nca del dominio linguistico dei Vendi del Uk- 
sitz » (Praga, 1873), e « Studii di viaggio trii 
Vendi d (Stoccarda, 1874), i quali fanno cdùc 
scere il Lausitz e i Vendi Serbi. L'Andrèe, àt 
vive presentemente a Lipsia, premè le glorìcee 
orme paterne nella geografia, e pubblicò e 
gran numero d'articoli nelle effemeridi g«^ 
grafiche ; descrisse i risultamenti de' sq3 
viaggi fra i Gadi della Scozia settentrio»> 
neir opera : e Dal fiume Tweed al Pentluv}- 
Qord » (Jena, 1866), e scrisse un libro «Sci 
l'Abissinia » (Lipsia, 1869). Nel 1869 curò h 
seconda edizione della € Geografia del con- 
mercio mondiale d (Stoccai^da, 1867) delp 
dre suo; pubblicò un e Atlante per leScoot 
popolari 2> in 34 carte (Lipsia, 1876), e scrìs 
ancora a Paralleli e paragoni etnografici' 
(Stoccarda, 1878). Dal 1874 è Direttore ààr 
l'Istituto geografico di Velhagen e Kiasing) 
Lipsia. 

Andreevikl (Giovanni), giareconsa^ 
russo, professore di Diritto amministntni 
nell'Università di Pietroburgo, di Encidopc 
dia giuridica e di Stori^ del diritto russo m^ 
Scuola imperiale di diritto; è nato a Piet''; 
burgo nel 1831. Studiò nella stessa Universe 
dove dal 1864 occupa con onore la calbe^ 
sopraccennata. Finora egli ha pubblicato i '• 
vori seguenti : a Dei diritti degli stranien 
Russia (fino alla metà del secolo XV); Il T 
tato conchiuso fra Novgorod e le città 
sche nel 1270; Dei Namestnik, Voìvod. 
governatori; Corso di diritto pubblico russo 
e varii articoli su questioni sociali, econo 
e giuridicbe, stampati in diverse Riviste. 

Andreoul (Alfonso), orientalista edr 
vocato fiorentino, nacque in Firenze nel i^ 
Si addottorò in legge nell' Università di P^^ 
e professa l'avvocatura in Firenze, ove dal ì'^ 
in qua ebbe occasione di patrocinare in 
chie cause celebri, specialmente polilidie : 
ricordare il Processo contro il Guerrazs 
altri per lesa maestà nel 1852; quello 
Cristiano Lobbia, di cui ottenne l'assoli 



AND 



-39- 



ANG 



presso la CSorte d'Appelk) ; quello di Giovanni 
Nicotera contro la Gazzetta d'Italia, L'An- 
dreozzì è poi un dotto sinologo, ed ha pubbli- 
cato i seguenti pregevoli lavori : « Sopra il 
Dizionario enciclopedico della Lingua cinese 
di Callery » (Torino, 1850); « Sulla cura 
cinese di Callery » (Torino, 1850); « Sulla 
cura cinese preventiva dal vainolo, e tradu- 
zione di alcune ricette cinesi dirette a pre- 
venirlo e a curarlo » (Firenze, 1862); ce Sulla 
distruzione delle cavallette , > traduzione 
di un capitolo estratto dal Nun'^cen*'ZÌnen'- 
sciu, ossia: a Trattato completo di agricol- 
tura » (Firenze , 1870) ; « Le Leggi penali degli 
antichi Cinesi, » traduzione del Hin'-fa^ce, o 
a Sunto storico delie Leggi penali che fa parte 
della Storia della Dinastia dei Han » (Firenze, 
i 878). Nel Quarto Congresso degli Orientalisti 
riunitosi nel settembre 1878 in Firenze, l'An- 
dreozzi presentò manoscritto il saggio di un 
suo lavoro sopra la sinonimia delle piante ci- 
nesi, fondato sopra un lavoro cinese, intitolato; 
Pen-tsaO'kang^mon , ossia: a Cose diverse 
indicate con un medesimo nome. » — Nel- 
r anno 1850, T avvocato Andreozzi aveva pure 

Pubblicato a Torino una « Vita di Carlo Ai- 
erto. » 

Andresen (Carlo Gustavo), germanista, 
nato il 1® giugno 1813 a Uetersen nell'Hol- 
stein , studiò filologia a Kiel, fu nel 1838 mae- 
stro di cerimonia di un Principe di Augustem- 
burgo, ebbe dai 1831 al 1852 una cattedra nel 
Ginnasio d*Altona, insegnò quindi privata- 
mente in varii luoghi, finché nel 1858 fu no- 
minato insegnante superiore e prorettore a 
Mulheim sulla Ruhr. Dal 1865 si trasferi a 
Bonn, ove si addottorò nel 1870 come docente 
privato, e nel 1874 fu promosso professore 
straordinario. Pubblicò : « SuU' ortografia te- 
desca 9 (Magonza, 1853) ; e Registro dei vo- 
caboli per l'ortografia tedesca x» (Ivi, 1856, 
2*^ ediz., 1869) ; « I nomi di famiglia tedeschi )» 
(Mùlheim, 1862); a Registro alla Grammatica 
tedesca di Giacomo Grimm » (Gottinga, 1865); 
«Sull'ortografia di Giacomo Grimm 9 (Ivi, 
Ì867) ; e Gli antichi nomi personali tedeschi 
nel loro 8viluf)po, ec. » (Magonza, 1873) ; 
« Sull'etimologia popolare tedesca > (Heil- 
bi-unn, 1876, 3* ediz. 1878). Scrisse anche 
jnoiie critiche ed articoli nei giornali filologici. 

Andrlan (Giulio), scrittore francese, già 
membro della Coìnune di Parigi, ove nacque 
nel 1837: condannato in contumacia alla de- 
portazione, ora vive a Londra col dare lezio- 
ni. Pubblicò: € L'Amour enchansons, chants 
de tous les pays > (1858); « Chiromancie, 
Études surìa main, le cràne, la face > (1860) ; 
« Histoire du moyen-à^ , > e forni pure pa- 
recchi articoli al gran Dizionario del mrousse. 

Anelli (abate Luigi) , scrittore lombar- 
do , nacque il 7 gennaio 1813 in Lodi, ove fu 
ammaestrato nelle lettere da Carlo Mancini lo- 
digiano , autore di tragedie che il Monti aveva 
lodate. Insegnò in quel Ginnasio , poi filosofia 
in quel Liceo comunale. Nell'anno 1848, ben 
conosciato per le sue idee liberali, anzi un 



pò* robespierrine, fu nominato membro del 
Governo provvisorio di Milano; ricaduta la 
Lombardia sotto il dominio austrìaco , V abate 
Anelli rìparò a Nizza, ove, per parecchi anni, 
visse col dare lezioni private. Ora egli vive ri- 
tirato in Milano. Abbiamo di lui le opere se- 
§uenti : a Traduzione delle Orazioni politiche 
i Demostene e dell' Orazione della corona , » 
fatta con uno stile vigoroso , preceduta da una 
calda e nobile introduzione e dedicata affet- 
tuosamente al maestro Carlo Mancini (Lodi, 
1846, in due voi.): « Storia d'Italia dal 1815 
al 1867 j> (in sei voi.), dedicata a Giuseppe Fer- 
rari, ricca di notizie, ma più ancora ai libe- 
re, arditissime, talora temerarie osservazioni 
sopra la nostra stona contemporanea; «Stona 
della Chiesa, v scritta con una larghezza e li* 
berta di giudizio che stupirebbe in un eccle- 
siastico, se l'abate Anelli non fosse meno cit- 
tadino indipendente e storico pieno di corag^o 
che scrittore colto; infine: a La morale ai gio- 
vani, 9 ove 8* insiste molto sulla necessità della 
fede religiosa e sopi^ il sentiménto del dovere. 
L'abate Anelli fu buon patriotta fino all' anno 
1860; i sentimenti repubblicani che^ prima di 
quell'anno, lo fecero operare in favore dell' in« 
dipendenza italiana, ora sonò rivolti in biasimo 
di tutto ciò che da diciott'anni in qua si è ve- 
nuto operando sotto l' impero della Monarchia 
italiana, della quale l'Anelli è rimasto un av- 
versario costante, ma leale. La citata < Storia 
d'Italia » scritta da lui con intendimento ap- 
passionato di critica repubblicana, ma con stile 
non di rado tacitesco , è pure molto istruttiva, 
e forse più di molte storie che magnificando 
ogni cosa c'impediscono di vedere una gran 
parte del vero. Ma l' Italia vi è osservata sotto 
un solo aspetto un po' troi)po esclusivo e ma- 
linconico. 1 cinque volumi della Storia sono 
terminati da un sesto : « Sopra V andamento 
intellettuale d'Italia dall' anno 1814 al 1867 , » 
opera critica ed elegiaca sopra il decadimento 
delle lettere italiane non ingagliardite da sen- 
timenti virili. 

An^lln (N. Pietro), paleontologo sve- 
dese, nacque nel 1805 in Lund. Nel 1857 ebbe 
il titolo di dottore presso l' Università di Bre- 
slavia ; nel 1860 incominciò ad insegnar Pa- 
leontologia a Lund ; quattro anni dopo fu 
chiamato a professare m Stoccolma e a diri- 
gervi il Museo paleontologico. Fin dagli anni 
1851 e 1854 egli ha pubblicato i due seguenti 
lavori: aPalaeontologia suecica; Palaeontolo- 
gia scandinavica. » 

V An^loni-Barbiani (Antonio), letterato 
e poeta veneziano, socio residente dell'Ateneo 
Veneto, nacque in Venezia il 21 agosto 1822. 
Neil' anno 1844, si laureò in leggi nell' Univer- 
sità di Padova. Prese parte come ufficiale ono- 
rario di fanteria alla gloriosa difesa di Venezia 
assediata dall' Austria negli anni 1848-1849, 
rinunciando poi in favore dell'Erario a qual- 
siasi emolumento, ma non alla medaglia com- 
memorativa di quella generosa campagna pa- 
triottica. Abbiamo di lui alle stampe i seguenti 
lavori, pregevoli tutti per gusto squisito, no- 



ANG 

» di (alto: (LaPiloGoGaelaRicercapoailiii 
(Napoli 1868). In qaesto loluma l'Anrorci 
propone dimoelrare che la Filosofia posili). 
non può essere né an assoluto sapere, che i 
contrario alle leggi psìcolagiche e storìctit, o 
DQ assoluto scelliasmo, cbe è una conlndi 
none. Etaa, in<reee, pnò e dava essere, comi 
tolte le altre scienze, una ricerca sperìmenUli 
e p«silÌTa. Come ricerca pOBitiva, essa si op 



pone ugualmente airEgbdiutismo e alle limi- 
tazioni del PoùtiTismo francese. Essa non dei t 
escludere, come fa la FilosoGa del Comic, li 
trattazione dei problemi metafisici , ma jI'- 
diarli con gli slessi metodi dell'investigaiiou^ 
scientifica. In tal modo l'Autore e^nófiniil 
1868queirindirijzo della Filosofia positi la, di^ 
è rappresentalo da parecchi in Gennani^ 
m Inghilterra. Il Vyruboff nelU Phibiio- 
phiepatitive del 1869 fece l'opera dell' Ad- 
gìulli argomento di uno speciale .eHame, °'' 
si rileva l'originalità delle idee dal nostro T\W 
ofo e la chiarezza dell' esposizione. Segui''' 
IO, nel 1873, le > Quastionì di Filosofia eo°- 
temporanea, i ove l' Autore si propone» ^' 
svolgere più largamente le sue dottrine Ui^ 
ttche; l'opera rimase, tuttavia, inlerrDl"! 
ignoriamo per quali ragioni. Nel 1876 aipa*- 
tìicò il libro: t La Pedagogìa, lo Slato e » 
Famiglia, ■ che fu molto bene accoRo di^ 
stampa nazionale ed estera ; nella Remiei^'- 
lo3ophi(}iie del marzo 1877 ne fu pubbliu" 
un'analisi molto esatta, ed ora il doKorGu^ 
la sta traducendo in tedesco. 

Angiiamnl (Gaetano), scrittore niP'^ 
tano. è autore di una lodata ■ Storia d'll>''* 
dal IV al XIX secolo; > la prima ediiioM ■(' 
parve nel 1871, la seconda nel (876 (Na(«ì> 
Ant. Morano, un voi. di 704 pag.J 

Jkagftl (Giovanni), scrittore ungbere». 
nel 1878 ha pubblicato una tradaiiODe ioi' 
• Divina Commedia > in ungherese. 



ANI 



— 41 - 



AN& 



Anlo'koff (Vittorio), scrittore militare I 
russo, nato nel 1830, studiò da prima in una 
delle Scuole militari di Pietroburgo e più tardi 
nelFAccademia militare. Nel 1853, fu ascrìtto 
allo Stato Maggiore ed inviato alFestero per 
studiare l'Economìa militare degli Stati del- 
TEuropa occidentale. Tornato in patria, fu eletto 
professore di Diritto amministrativo militare, 
divenne collaboratore del cDizionarìo Enciclo- 
pedico-militare, » ed intraprese la direzione della 
« Raccolta militare, > dove stampò una serie 
di articoli, nei quali rivelò una dottrina straor^ 
dinaria intorno alle scienze militarì. Tra i suoi 
lavbrì, i più notevoli recano i titoli seguenti : 
« Una Monografia sulla battaglia di Wagram ; 
Schizzi della guerra di Grìmea ; Economia mi- 
litare; Studii comparativi sulla Legislazione mi- 
litare in Russia, m Austria, in Francia, nella 
Sardegna, nel Éeì^o e nella Baviera. » Tutte 
queste opere, scritte in una lingua pura e 
corretta, valsero all'Aqtore un posto eminente 
fra gli scritton russi. 

Annenkolf (Niccolò), botanico e agrono- 
mo russo, nato nel 1819, studiò nell' Univer- 
sità di Mosca; poi divenne professore in diversi 
collegi di quella città. Fra i suoi lavori scien- 
tifici quello intitolato : < Flora mosquensis ex- 
siccata, » merita lodi particolari come il primo 
saggio di quel genere che sia uscito in Russia. 
Quasi contemporaneamente T A nnenkoff stam- 
pò una sene di articoli nei < Bollettini della So- 
cietà Imperiale dei Naturalisti di Mosca » (1849- 
1851) e un'altra di opuscoli intitolati: a Ob- 
servations sur la floraison de quelques plantes 
cultivées , faites à Moscou pendant les années 
1844, 45, 46, 47, 48, » e a Observations sur 
les plantes indigènes des environs de Moscou, 
faites pendant les années 1844, 46, 47, 48, 
40. 9 Nel 1851 pubblicò un e Ck)rso di Econo- 
mia forestale. > Da quel tempo in poi con- 
tinuò a stampare in varie Riviste speciali i 
risultati de* suoi studii su diversi rami della 
botanica e dell' agricoltura. La scienza russa 
gli è ancora debitrice della compilazione di un 
prezioso e Dizionario botanico, ossia Raccolta 
della nomenclatura latina-tedesca-franco-russa 
e in vani dialetti dell'Impero di diverse piante 
del paese e dell' estero, i» eh' egli intraprese 
per facilitare lo studio delle opere , dove le 
piante descritte non sono designate che in 
una sola di queste lin^e. Dal 1860 l' Annen- 
koff pubblica il giornale l' Agricoltura. 

AanMàkùS (Paolo), scrittore russo, 
nato nel 1813 a Mosca, studiò da prima nella 
Facoltà filologica di Pietroburgt; quindi si re- 
cò per compiere la sua istruzione all' estero. 
Ancora giovinetto si distinse per le sue Let* 
tere su diversi paesi dell* Europa, pubblicate 
nella RivisU: Gli Annali della Patria. Quei 
saggi , un po'legi^erì, ma graziosissimi, gli apri- 
rono le porte dei circoli letterarii del suo tem- 
po, presso i quali fu accolto con molto favore. 
L*anno 1848 lo rivide all'estero, a Parigi', 
dove fa testimone della rivoluzione di feb- 
braio, i principali avvenimenti ed effetti della 
qoale deacrisae in un* altra serio di lettere. 



Rientrato in patria, intraprese una escursione 
sulle sponde del Volga, vi raccolse nuove im- 
pressioni e ne fece parte al pubblico in una 
raccolta di bozzetti umoristici, nei quali con 
molto brio e verità dipinse la natura d*un 
paese allora poco visitato -e d' una popolazione 
non meno onginale che simpatica. Poco dopo, 
r AnnenkofT si ritirò dal campo della lettera- 
tura amena, nella quale avea pure destata 
tanta simpatia, e si dedicò esclusivamente alla 
critica. Da quel tempo in poi scrisse un gran 
numero d'articoli su diverse questioni d'arte, 
nei quali s'adoperò sempre ad illustrare il 
principio che m delle opere dell' immagina- 
zione un mezzo atto a promuovere gl'inte- 
ressi della civiltà. Il lavoro più notevole del- 
l' Annenkoff è una edizione delle opere del 
Pusckin , preceduta da una biografia ael cele- 
bre poeta ed arricchita di note preziose. Ma, 
non contento d* un tale servizio già reso alla 
patria letteratura ed alla memoria del mag- 
giore fra i poeti russi , 1* Annenkoff continuò 
le sue ricerche sulla vita intima del Pusckin e 
stampò un nuovo lavoro, intitolato: « Ales- 
sandro Sergheevic* Pusckin al tempo di Ales- 
sandro I , » che ebbe un felicissimo successo 
pienamente meritato. Le opere dell' Annenkpff 
come quelle di quasi tutti i suoi coetanei ri- 
manevano finqui disperse in varie Riviste ; ma, 
l'anno scorso, ne fu intrapresa l'edizione com- 
pleta, il primo volume della quale vide di 
recente la luce : gli altri volumi io seguiteran- 
no in breve. 

Annoni (Carlo), scrittore lombardo , ha 
pubblicato i sedenti lavori: « Monumenti 
della prima età del sècolo XI, spettanti all'Ar- 
civescovo di Milano Aribertoda Intimiano, ora 
collocato nel nostro Duomo, Memoria storico- 
archeologica corredata da documenti e tavole 
di pitture inedite » (Milano , Battisti e Brigola, 
1872). Nel 1852 egli avea pubblicato a Como 
una Memoria storico-statistica intitolata : « Il 
paese di Gasi ino nel piano d' Erba. » 

Ansart (Edmondo), scrittore franceseV 
nato in Parigi net 1827. Datosi all'insegna- 
mento, pubblicò una serie di libri didattici di 
storia, che hanno voga ne' Licei francesi. In 
collaborazione con Ambrogio Rendu fu pub- 
blicato in 6 voi. il suo « Gours complet d'His- 
toire et Géographie d'après les nouveaux pro- 
grammes » (1857-1858); e da sé solo pubblicò 
un « Gours d'Histoire et de Géographie » per le 
Scuole normali in 3 voi. ; a Petite Histoire de 
Franco • (1870); « Petite Géographie moder- 
ne » (1871}. 

Am^IiwI (Giorgio), giureconsulto pie- 
montese , insegna da molti anni, come profes- 
sore ordinario, il Diritto romano nell'Univer- 
sità di Torino. Ha pubblicato un buon trattato 
di e Istituzioni di Diritto romano. » 

Aiuited (Davide Tommaso), geologo in- 
glese, nato nel 1814 a Londra, fu educato in 
una scuola privata e quindi nel Collegio Gesù 
a Cambridge, ove si laureò in matematica, 
finché nel 1840 fu nominato professore di Geo- 
logìa nel King*8 College, o Collegio del Re, a 



ANT — 

Londra e passò nella raedesinia qualità, 1845, 
al Collegio degl'Ingegneri civili a Putney (Lon- 
dra). Divenne inoltre, nel 1844, vicesegretario 
della Società geologica, e pubblicò come tale 
ì primi volumi del giornale quadrimestrale di 
quella Società. Dal 1848 attese prìncipatmenle 
all'applicazione della Geologia , all'Ingegnerìa , 
alle miniere e ad altri rami pratici della scienza. 
Bai 1868 è esaminatore di GeograOa fisica nel 
diparlimento dell'arte e della scienza, e fece 
inoltre frequenti letture all' Istituto Regio di 
Londra. È autore delle seguenti opere non 
meno stimate che numerose: a Geologia in- 
troduttoria, descrittiva e pratica > (1844); 
« Libro di testi del geologo ■ (1845); i II 
Honda antico > (1847); e Manuale del cerca- 
tor dell'oro t (1840); t Corso elemenUre di 
Geologia, Mineralogia e Geografia fisica * 
(1850) ; I Geografìa fisica > (con aliante, 1852) ; 
e Noie sulle scene della natura, la scienza e 
l'arte > (1(£4); e Cicalecci geolo^ci o Capì- 
toli sciolti sulla terra e l'oceano * (1860); 
« Il Gran Libro delle roccie dalla natura * 
(1863); <Le Applicazioni della geologia alle 
arti ed alle manifatture i (1865); «Il Mondo 
in cui viviamo o prime Lezioni di Geogralla 
fìsica » (1868), di cui smerdaronsl un numero 

frandissimo di esemplari; la i Storia della 
erra o prime Lenoni di Geologia t (18691; 
« Due mila interrogazioni esamìnatrìci nella 
geografia fisica > (1870); e Geografia delle 
Contee di Kent, Surrey , Sussex » (1872). Pub- 
blicò inoltre varie relazioni dì viaggi e guide, 
molto importanti, fra cui: < Una gita in Ut^ 
cberia e Transilvania nella primavera del 
1862; Le Isole del Canale» (1865); «Gui- 
da di Black alle Isole del Canale» (1865),' 
« Guida di Black a Jersey e Guernsev, ec. » 
Collaborò, da ultimo, a parecchi diztonarii 
e giornali scientifici. 

Antlisro de Giuntai , scrìltore porto- 
ghese, nato a San Miguel nel 1843, terminò 



2— ANT 

i suoi Blndìi di legge all' Dniversità di CoÌEf 
bra. Pubblicò un volume di poesie: < Oit; 
modemas,» notevole per l'ispirazione e jk.- 
la profondità de' pensieri. Sì ha pure di k 
un volume di poesie nel genere dell' Ueioc 
> Prìmaveras romanticas; ■ come pure pure- 
chi opuscoli che palesano i suoi intendimenti 
repubblicani. Nel 1868, egli pubblicò, In (li 
altri, un opuscolo intitolato: iPortugalpe- 
rante a revoluto de Hespanha, Consdtn- 
gaes sobre o futuro da politica portagaesa m 
ponto de vista da democracia iberica. * P«c- 
salore profondo e d' una immagìnarione ai- 
dente, la sua educazione intellettuale d coni;, 
sopra le opere dell'Hegel, dell' HartmuuL 
dei filosoB tedeschi in genere, del Prondhoo. 
del Vacherò!, del Renan, del Michelet. E^li 
è uno de' capi del partilo socialista in Porto 
gallo; ma la poca salute lo obbliga da slcua 
anni a desistere da qualsiasi occupazione kl- 
terarìa un po' seria. 

Antlnorl (Orazio), viaggiatore e mu- 
ralista perugino, nacque di nobile fanugliiii 
Perugia verso l' anno 1812. Nella sua pnm 
gioventù , egli si era recato a Roma come <!>- 
sognatore d' uccelli al servizio del prìncipe di 
Canino, quando questi componeva e piibUì- 
cava la nota sua opera di Storia naturale. Na 
moti polìtici del 1848 l'Antinori sposa eoa 3^ 



dorè la causa liberale, servi nell' esercito m 
pubblicano e si distìnse per corsoio e braTBij 
quale tiratore nella difesa di Roma. Qaaniii 
vi entrarono i Francesi, l' Antìnori emigrò ■. 
Grecia ed in Turchia. Abile cacciatore, aveodi, 
già cognizioni pratiche ed, in parte, anche ta>-. 
riche di ornitologia, percorse varie provio» 
della Turchia e dell'Anatolia, nelle quali i 
procurò ricca mèsse di collezioni scientiS^ 
che spediva agli stabilìmeati patrìL Ha, in hit 



ANT 



-43- 



ANT 



ve , egli s' avvide che avrebbe ricavato molto 
maggior proGtto recandosi a cacciare nella Nu- 
bia; andato pertanto in Egitto, strinse amicizia 
coi fratelli Poncet e con altri capi delle bande, 
che inviavansi sulFAlto Nilo pel commercio 
delle gomme e degli avorii. Con quelle bande 
r Antinori passò nella Nubia e di là sugli af- 
fluenti sinistri del Nilo Bianco. Incontratosi 
con la celebre madamigella Tinné, essa agevolò 
a molti della sbandata Spedizione Heuglin i 
mezzi di avanzarsi nel deserto, estendere le 
caccio e sostentare la vita. Il marchese Ora- 
zio Antinori passò nella Nubia due o tre anni, 
poi retrocesse in Egitto e si recò a Torino, 
portando seco una vasta collezione zoologica , 
ma specialmente ornitologica , che il De Fi- 
lippi fece acquistare dal Governo pel prezzo 
di dodicimila lire ; la collezione rimase , in 
gran j^arte , al Museo di Torino. Da Torino 
r Antinori passò col Governo a Firenze e vi 
si associò air illustre comm. Cristoforo Negri 
che aveva, con largo intendimento scientifico 
e generoso sentimento patriottico , concepito il 
pensiero di fondare in Italia una grande So- 
cietà Geografica. Quando il Negri, assistito 
pure dal Correnti e da altri uomini d'ingegno 
e di buona volontà, riusci a fondare la Socie- 
tà, della quale egli è sempre ancora Presidente 
emerito ed onorario, 1* Antinori ne fu eletto 
Direttore con funzioni di segretario stipendia- 
to. Allargandosi intanto le sue relazioni , col 
mezzo della Società stessa , dopo aver pubbli- 
cato negli Atti di essa una descrizione del suo 
primo viaggio in Nubia, il marchese Antinori 
insistette vivamente per eseguirne un secondo 
nelle regioni del Nilo Superiore. Ma, da prin- 
cipio, mancavano i mezzi per ogni intrapresa. 
Intanto il comm. Negri aveva stretto relazione 
col missionario Massaja, e^ per mezzodì que- 
sto nostro dotto concittadino, col Principe 
dello Scioa ; un inviato di quel Principe ven- 
ne in Italia , e 1* Antinori promosse tosto viva* 
mente 1* idea di una speaizione italiana allo 
Scioa. Intanto , intraprese un viaggio nei Bo- 
gos, tra i' quali rimase un anno con altri Na- 
turalisti, fra i quali Odoardo Beccan. Il buon 
esito di quella prima spedizione africana fe- 
ce concepire alla Società Geografica nuove 
e più grandi speranze. Di ritorno dai Bogos, 
r Antinori fu dalla stessa Società Geografica 
mandato in Tunisia , da lui già percorsa alcuni 
anni innanzi, per riconoscervi la possibilità di 
introdurre le acque del mare nella vasta bassu- 
ra interna. Ma quella commissione rimase poco 
fruttifera. Per l'apertura dell'Istmo di Suez, 
l' Antinori tornò con delegazione del nostro 
Governo in Egitto ; rimontò in quella occa- 
sione il Nilo coi piroscafi del Viceré e diede 
nuova prova della sua bravura come caccia- 
tore e del suo sapere come naturalista. Final- 
mente, nel 1875, fu decisa la Spedizione italiana 
allp Scioa, con mezzi forniti dalla Società 
Geografica Italiana, da pubbliche soscrizioni 
e dal Governo. L' Antinori ne fu eletto capo. 
Hinuneiando pertanto al suo ufficio di segre- 
tario della Società Geografica, egli parti col 



naturalista Chiarini e col capitano Martini ; 
sbarcò a Zeila e con disastroso viaggio giunse 
ad Ankober e quindi a Likkè ; ebbe le mi- 
gliori accoglienze dal vescovo Massaja e dal 
Re del paese ; fu molto attivo nel mettere to- 
sto in ordine raccolte scientifiche, una ^elle 
Quali è già arrivata in Italia. Per notizie avute 
da varie fonti che sembrano credibili , appari- 
rebbe che il marchese Antinori , il Chiarini 
ed il capitano Cocchi, il quale s'uni più tardi 
ad essi , sieno giunti a Koffa nei Galla. Il Mar^ 
tini, per incarico del Principe di Scioa, è 
ritornato in Italia. Mancano ora* notizie di- 
rette dell' Antinori dal mese di dicembre dei- 
Panno 1877. Cacciando allo Scioa. si fece alla 
mano destra una grave ferita, aella quale, 
quando il Martini parti , egli non era perfet- 
tamente guarito ; ma, uomo di tempra terrea, 
è sperabile che ci ritorni in Italia sano e salvo, 
ricco di conoscenze geografiche e di scienza 
naturale , eh' egli non tarderà , speriamolo , a 
divulgare. L' Antinori non fu veramente edu- 
cato a divenire scrittore : ma egli ha percorso 
ne' suoi viaggi regioni cosi importanti , che ogni 
suo scritto riesce, per la qualità delle notizie 
che ci reca, molto eloquente. Facciamo qui 
dunque seguire l'elenco delle sue pubblicazioni: 
« Catalogo descrittivo di una collezione d' uc- 
celli 1859-61 fatta nell'Africa Centrale Nord dal 
maggio 1859 al luglio 1861 » (Milano, Daelli 
1864: precede il Catalogonn sunto delle escur- 
sioni aell'Autore nel Sennaar, nel Cordofan 
e al Bahr-el-Ghazal) ; e Una descrizione del 
viaggio dal Bhar-eUGhazal al paese dei Giur t 
nelle MUtheilungen del Petermann 1862 e 
nel Tour du Monde (i863). In società con 
r Issel e col Beccari compose la descrizione 
del viaggio &tto con essi nel Mar Rosso (Bol- 
lettino della Società Geografica Italiana, 
1870); due anni innanzi nello stesso Bollet- 
Ékno àvea descritto i propri viaggi e di Carlo 
Piaggia neir Africa centrale. Si leggono pure 
due sue importanti Lettere archeologiche sulla 
Tunisia in appendice alle « Lettere sulla Tu- 
nisia di Enrico De Gubernatis » (Firenze, 
1868). 

AntoUni (Luigi), poeta ed epigrafista 
marchigiano, è sindaco di Montalboddo, dove 
nacque il 19 agosto 1832. — Socrate Antolini , 
scrittore umbro, pubblicò a Perugia (1877) 
una descrizione del a Pianello e la sua fe- 
sta. » — Patrizio Antolini , scrittore romagno- 
lo, pubblicò nel 1875 a Bologna (Tip. Monti) 
una nuova « Vita di Savonarola » (pag. 60). 

Antonaoi (Clemente), professore di Let- 
tere latine e greche nel Liceo Palmieri di Lecce, 
pubblicò un discorso intitolato : a Gli Studii 
classici ed il Positivismo moderno » (Lecce, 
1878), ove si propugnano le dottrine aei Po- 
sitivisti neir insegnamento de' Classici. 

Antoniadéa (A. J.), poeta greco, pro- 
fessore di greco nel Collegio del Pireo , autore 
di due poemi patriottici relativi a Missolunghi 
ed alle guerre di Creta, e delle seguenti pro- 
dusioni drammatiche : a Crispo » (tragedia in 
versi in cinque atti : e Filippo di Macedonia » 



# 



AQU 



- 45 ~^ 



ARA 



esordi nella letteratura con parecchie poesie 
'^i unite s(ttto il titolo di « Schizzi campestri, » 
• he stampò nel Contemporaneo V anno stesso 
rhe usci dalla scuola, cioè nel 1859. Da quel- 
' epoca fino al 1B62 sembrò voler seguire la 
ia che , secondo tutte le apparenze, avrebbe 
lovuto condurlo alla fama. Fra le poesie che 
frisse allora nel Tempo ed in varie altre Ri- 
4e, le migliori sono: a Memento mori; La 
lecia; Ai Poeti contemporanei. » Già il pub- 
ico rosso sperava poter fra poco annoverare 
la nuova gloria fra i suoi poeti nazionali; 
i, dopo quel tempo, T Apuntin tacque per 
u dieci anni, e solo nel 1872 si risolse di dare 
1 luce nuove produzioni che ornarono i pri- 
fascicoli della nuova Rivista : Il Citttidtno. 
t queste ultime poesie una particolarmente, 
•ella intitolata: eli monumento non termi- 
co,» rivelò un ingegno straordinario, che 
'nolto compiangere i dieci anni di silenzio 
suo Autore. Però il pubblico, che accolse 
favore i primi saggi del Poeta, rimase più 
freddo al ridestarsi della sua musa dopo 
. iposo cosi prolungato. C è da sperare che 
>uhtin non si sgomenterà per questo» e 
• on nuove prove del suo valore poetico 
lerà di riconquistarsi le simpatie perdute. 
A^uarone (Bartolomeo) , storico ligure, 
jssore ordinario nelF Università di Siena , 
uè in Porto- Maurizio il 24 agosto 1815. 
i suoi primi studii nel Ginnasio -liceo della 
"ia città; e venendo riaperta nel 1833 
vursità degli studii in Genova , stata 
i in seguito alle sanguinose agitazioni del 
egli vi si condusse a iscriversi fra gli 
' di legge. Ottenutovi il diploma di dot- 
•lò vivendosi allora (1836-41) senza mo- 
poliziesche nelle Provincie subalpine, 
^i2 parti per la Toscana. Soggiornato 
^ mese in Pisa, venne a dimorare in 
'^. Accolto benevolmente dalVieusseux, 
.ì incarico di stendere successivamente 
egna di alcune recenti pubblicazioni 
' per r Archivio , diretto da quell'egre- 
iio ; e cosi comparve la prima volta il 
ne nel mondo letterario: se pur non 
tener conto di una rassegna delle 
i italiche, i pubblicata, quando era tut- 
(»iaro , in un periodico letterario genon 
t luglio poi del 1844 si recò in Na- 
< urne rammenta il Montanelli nelle sue 
:e di Storia contempdhinea, » portò un 
savissimo sulle forze dell' elemento 
'naie e rivoluzionario nelle provinole 
ali. Prima della fine dell'agosto suc- 
urnato in Firenze , si ritrasse a vivere 
.na, fuori di Porta San Nicolò : d'onde, 
ino e mezzo, venne quasi ogni mat- 
. Tiare nella Biblioteca di San Marco, 
ri vere la a Vita di fra Jeronimo Sa- 
) e rammenta con grato animo i tanti 
io' suoi studii ricevuti da' Frati Do- 
Nel 1846, rialzatisi gli animi in 
Il principio del pontificato di Pio IX, 
alla coltaborazione dell' Alba, 
./(jlitico. Sopraggiunta nel 1848 la 



guerra, si condusse in Lombardia , d' onde 
tornato nel 49, assunse la airezione del Co- 
stituzionale, ^ornale politico pubblicato in 
Firenze. Nel gmgno 1850 l' Aquarone dovette 
lasciare la Toscana. Venuto in Piemonte nel 
mese di dicembre , essendo ministro l'Azeglio, 
fu nominato professore di Storia nel Liceo di 
Alessandria: e anche ivi, alternando le cure 
del professore con quelle del giornalista, per 
qualche anno diresse il Pontida, giornaletto 
politico. Tornato finalmente da Alessandria, 
nel 1859, in Toscana, nel dicembre dell'anno 
medesimo ebbe il posto di professore di Storia 
nella Università di Siena. Queir inse|^namento 
gli fu poi mutato coli' altro del Dintto costi- 
tuzionale, che tuttavia continua a tenere, 
unitovi quello del Dintto amministrativo. Es- 
sendo professore in Alessandria, l' Aquarone 
scrisse un tr^ttatello sopra la Tragedia alfie- 
riana ; nel 1856 tradusse primo il a Dottore 
Antonio» del Ruffini; nel 1858 pubblicò la 
« Vita di fra Jeronjmo Savonarola,» lavorò 
storico ricco di notizie per la prima volta 
esumate ; pel Centenario ai Dante (1865) rac- 
colse le memorie relative a a Dante m Siena ; » 
nel 1868 scrisse una Biografia del Franklin ; 
nel 1873 pubblicò il migliore forse de' suoi 
lavori storici: tGIi ultimi anni della Storia 
repubblicana di Siena.» Nell'anno scorso, ebbe 
r onore di far l' Orazione inaugurale dell'Uni- 
versità e il Discorso in moi*te del re Vittorio 
Emanuele. Nel 1878 pubblicò pure una a Me- 
ditazione storica. » La letteratura e la politica 
furono di continuo associate negli scritti di 
questo egregio scrittore patriotta. 

Arabia (Francesco Saverio), scrittore 
calabrese, nacque in Cosenza nel 1823. Fatti 
i primi studii in quel Collegio, verso il 1840, 
venne in Napoli per compierli e per stu- 
diare leggi., Per gli studii letterarii, pe' quali 
si sentiva una più forte vocazione , entrò pre- 
sto nella scuola del De Sanctis e del Puoti. 
Questa scuola fioritissima in quel tempo era 
la palestra, doyde uscirono i più valorosi. N'era 
poco innanzi uscito lo stesso De Sanctis, il For- 
nari, il Rodino e quanti altri vennero a Na- 
poli in fama di lettere. Ricondurre la lingua 
alla sua manomessa purità e V arte a' sereni 
prìncipii del Classicismo, era ciò -che si propo- 
neva , e che fu conseguito. E con l' arte que- 
sta nobile scuola suscitò ed educò, in mezzo 
alla più fredda tirannide, il sentimento del-^ 
l'italianità e della libertà. Di che ben si av-' 
vide la sospettosa Polizia di que' tempi, che 
ebbe sempre in uggia e in diffidenza chi s'ap- 
plicava a quegli studii e secondava quelle 
idee. L'Arabia pubblicò una a Raccolta di ver- 
si, » di cui in breve si fecero due edizioni , l'una 
a Napoli, l'altra a Salerno dal Migliaccio. In 
questi versi fu generalmente notata una certa 
armonia di antico e di nuovo; di antico non 
vieto e di nuovo non scapigliato e falso, che 
piacque generalmente. Lo studio de' Classici, 
ed in ispecie de'Cinquecentisti,gli aveano edu- 
cato il gusto a vestire di elette forme le sue 
poetiche armonie. I quali pregi occorrono pure 



ARA — . 

iella , ■ azione drammati- 
goniBta riunisce la doppia 
isofo e di eminente uomo 
^nle che l'Autore non vuole 
oncetU» alla Torina, e che 
Da certa durezza di espres- 
luona e che non crea; que- 
aenta negli iind«caEÌIIabi ; 
•cono molto più eleganti e 
non tra lasciando ali studii 
ra dedicato apeciarmente a 
inale. Scrisse un i Trattato 
> stampato la prima volta 
)ato nel 1S52. Fece gran 
della scienza pe'Buoiprìn- 
i alla piA sana morale e ad 
vano ad opporsi a' prìnci' 
atham e della sua scuola, 
entrò, chiamato, in magi- 
continua a far parte come 
ira generale della Corte 
iure del Foro non lo tol- 
, specialmente scientillci. 
parte di Commiesioni con- 
-o di grazia e giustiija in 
■ la compilazione del Pro- 
ale. 

rea), zoologo siciliano, in* 
e l'Anatomia comparata 
^tania. Speriamo poterne 
izia nel Supplemento. 
T.}, numismatico porto- 
ìli' Accademia delle Scien- 
servatore del Museo pri- 
qualità egli ha pubblicato 
ira le raonele nazionali e 
: t As moedas nacionaea e 
iiori notizie intorno n qiie- 
riamo pubblicare Del Sup- 

io), fratello dell' Astrono' 
•o {che è poeta esso stesso 
), autore drammatico e 
que a Perpignano il 9 feb- 

a Parigi per studiarvi la 
ai primi lavori del Balzac 
I fin dal 1822 e L'héritJère 
ol.), sotto il pseudonimo di 
avoro avendo avuto poco 
uidò per la sua via, e 
lore di Vaudevilles, asso 
)no lo Scribe ed il Labiche, 
collaboratore. Parecchie 
n e commedie con carne - 

repertorio ; alcuna delle 
dell' Arago acquistò pure 
ì in Italia. Citiamo qui i 
avori drammatici dell Ara- 
Ì22) ; ti Un joor d'embar- 
ineaude Gjgèsi (1824); 
'rre>(1825); «Le compa- 
(1825) ; ■ C'est demain le 
érard et Maria. (1827); 
n(1827); ■ La Fleuriste ■ 
nFrédérìe» (1829); «Le 
li) ; • Les màlUeurs d'un 



; — ARA 

joligarcon» (1834); «Théophìlei HOTH; 
« Les page* de Bassompierre » (1855) ; ■ Le 
démon de la nnit ■ (1836) ; < Arriver à pn- 
pos • (1836) : e Le Cabaret de Lustocrn ■ 
(1838); «LesMémoirw du Diable . [18tó|; 
• Brelan de Iroupier» » f 18H) ; ■ Une inva- 
sion da griseltes, ■ etc. (1844). Oltre queste 
farse, l'Arago compose dei neri VaudeoiUet, 
delle Féerie», dei melodrammi , ed anche delle 
vere commedie, come: «Départ, séjour et re- 
tour» (1827); a Madame Dubarrj • (1831). 
« La vie da Molière > (1832) ; « Casanova ^ 
(1836); «Les maria vengés » (1839); m 
speciaJraente > Lea aristocraties , > comme- 
dia in cinque atti in tersi rappresentata nd 
1847, che sì stima come il sii» capolavoro. 
L'Arago ebbe una vita agitatiaaima ; sciixt, 
sotto la Ristorazione, nella Lorgnette e nelli 
Nouveauté, e fondò il primo Figaro; nel 
1829 assunse l'impresa del VaudevUU, dopo 
r incendio del quale si trovò rovinato. CoUfr 
boro allora nel Sìècle con novelle pabblical« 
sotto il pseudonimo di Jules Ferney; contn- 
bui, nel 1844, a fondare La Rèforme e i 

Eubblicò il romanzo storico : « Les bleua et les 
lancs, B che apparve poi riunito in 5 volumi 
nel 1852. Aveva, come carbonaro, presa nni 

E arte attiva alle barricate del luglio 1830 ; e 
1 molto compromesso nei moti del giugni 
1832 e aprile 1834. Si mostrò di nuovo sallc 
barricate del ISiS; impadronitosi dell'Hà'cI 
dea Poitea, vi rimase come Direttore geuenl^ 
delle poste, fin che il generala Cavaignai: 
cessò aalla presidenza. Eletto deputato, votù 
sempre con la sinistra, e quando si pose l'as- 
sedio a Roma, segnò l'atto di accusa contro 
di lui e contro i ministri. Messosi il 19 giu- 
gno 1849 a capo del battaglione della lù 
legione, fu dalla Corte Suprema di VersaiUr 
condannato in contumacia, alla deportazioae; 
egli s' era pi riparato a Bruxelles ; onde, 
udito l'attentato del 2 dicembre, volle accoi- 
rere in soccorso del popolo fraiieese ; ma in- 
vano; avendo fondato in Bruxelles un Gomitila 
per venire in aiuto de' proscrìtti, il Governa 
imperiate ne domandò l'estradizione, fondan- 
dosi specialmente sopra certi articoli ^nbi>li- 
miti nella Nation sopra i vincitori e i vinti 
delle guerre civili. L Arago passò in Inghil- 
terra, poi in Olanda, infine a Ginevra ed a 
Torino, dove rigiase fino all'anno 1859, in 
cui rientrò in Fmncia. Tra i suoi lavori del- 
l' esìlio, si ricordano: t Spa, ■ poema in sei 
canti ; « Le deuz-décembre, » poema in cinque 
canti ; < La voix de l'eiil i (volume di versi). 
Fondatosi nel 1865 l'.4uenir iValtonoI, l'Arabo 
fu incaricato di scrivervi te rassegne teatrali; 
dal 4 settembre al 31 ottobre 1870, Starano 
Arago ebbe l'onore di sedere Sindaco di Pari- 
gi. Ora dicesi eh' egli stia scrivendo le sue He- 
morie, che promettono di riuscire importaolL 



7 marzo 1811 a Nagy-Sialonta nel contado di 
Khar, studiò nel Collegio dì Debreczin ed 
entrò nel 1836, prima dì aver altimato i tnoi 



AR4 —' 

dii, in una Compaia drammatica, ma tor- 
dopo alcuni mesi, mal contento di sé etes- 
ìd patria ed ebbe un posto d' insegnante 
la scuola rifaimala, finché tre anni dopo 
jOKu nomi nato secondo Notaio del Comitato. 
nodo la Società Kisfaludy propose, nel 1834, 
premio per la migliore epopea comica , 
rany lo vmse colla sua As'elveszelt alkot- 
.ny (La Costituzione perduta), in cui ritrasse 
oristicamente gl'intrighi nelle elezioni del 
nitalo. Uguale buon succeaso ebbe nel 1 847 la 
i seconda opera importante oToldì,» narra- 
ne poetica in locanti (tradotta in tedesco dal 



Iben;, Lipsia, 1851), pregevole per chiara 
(mpiice composizione, per la delineazione 
caratteri e per l' impareggiabile color lo- 
i. In un terzo Consesso della suddetta So- 
à Kisfaludy che propose per subbietto « La 
iquista di Murany,» l'Arany vinse il se- 
do premio. Durante la rivoluzione unghe- 
i ebbe un posto nel Ministero Szemere e 
•e, dopo la cataBtrofe,parecchi anni povero 
imenlicato in patria, finché neM855 Tu no- 
lato professore di lingua e letteratura un- 
rese nel Ginnasio di Nagy-KQròsch , donde 
ihiamato nel 1860 a Pest per assumere la 
azione della Società Kisfaludy. Egli è anche 
nbro ordinano e segretario, dal 1865, del- 
:cademia unghereie. De' suoi scrìtti poste- 
i citeremo ancora ; il poema descrittiva 
atalin > (1850f; il men riuscito poema 
lieo: ( Gli Zingarì di Na^-Jda i (1852); 
Passe^iata vespertina di Toldi» (1854J, 
Buda baiala , d prima parte di una trilogìa 
:a premiata, nel 1874, dall'Accademia un- 



' — ARA 

eherese. Ij'Arany é il principe dei poeti viventi 
dell' Ungheria ed un vero poeta popolare. 

Arui7 (Ladislao), figlio del precedente, 
valente poeta e%\i stesso, membro dell' Acca< 
demia Ungherese delle Scienze e della Società 
di Belle Arti {Kìsfaiudy Tarstaag), dottore 
in legge, segretario perpetuo del Credilo Fon- 
diario ungherese, nacque nel 1844 a Nagy- 
Szalonta. Pece i suoi corsi nella Scuola di 
Nagy-KorÒE e nell'Università di Budapest, 
ove si laureò in legge. Esordi nell'anno 1863 
con un volume di a Racconti popolari unghe- 
resi ; > negli anni 1866 e 1874 fu pi-eroialo dal- 
la Società di Beffe Arti per i suoi poemi intito- 
lati : t Elfrìda , s e a Délibàbon hdse » {V eroe 
detta Fola Morgana). Tra gli anni 1870-72 
UBcl una raccolta di poesie popolari, da lui 
pubblicata in società con Paolo Gyulai. Si devo- 
no pure a lui parecchie traduzioni delle opere * 
del Molière e dello Shakespeare, uno studio 
sopra la proprietà letteraria, e un « Progetto 
dì legge t latio per conto dell' Accademia del- 
le Scienze di Pest. 

ArftnJo-Forto-AlegTft (Manoel), poe- 
ta brasiliano, nato il 29 novembre 1806 a 
Rio Pardo [provincia di San Pietro), studiò 
dal 1826 nell'Accademia dello Arti a Riodo 
Janeiro, sì recò, nel 1831, a perfezionarsi in 
Parigi , dimorò un anno (1834-35) in Italia ed 
all' annunzio della rivoluzione brasiliana tornò 
nel 1837aRio deJaneiro. Ebbe poco appresso 
una cattedra all' Accademia di Belle Arti e 
quindi nella Scuola militare, e die prova di 
un'attività straordinaria in benefizio dell'ar- 
te e della scienza. Egli prese parte attiva 
alla fondazione di tutti gì istituii artistici e 
scientifici aperti, daH837, nel Brasile; fece il 
disegno della chiesa dì Sant'Anna e della 
Banca a Rio de Janeiro e si occupò del 
teatro, a cui si studiò di dare un carattere na- 
zionale e pel quale scrìsse egli stesso una sè- 
ne di drammi. In «questi, come nelle altre 
sue poesie, egli si chiari non solo quale uno 
dei principali poeti del Brasile, ma come un 
rappresentante insigne delle aspirazioni na- 
zionali, che informano la poesia brasiliana ne- 
gli ultimi decenni!. Suo capolavoro é la va- 
sta epopea « Colombo, > ed un ciclo di 
poesie liriche descrittive intitolate Brcuilia- 
nas. Molte sue poesie furono pubblicate nei 
giornali. Nel 1859 fu nominato Console gene- 
rale brasiliano in Prussia e dimorò molti anni 
a Berlino; ora é al Consolato di Lisbona, ed 
ha ricevuto dall' Imperatore il titola di 6a- 

Aranjo (Gioacchino De), scrittore por- 
toghese. Dirìge in porto la Rivista letteraria 
BenoMen^a. • 

Aranjo (Luigi Antonio d'j, padre e figlio, 
autori drammatici portoghesi : il padre prima 
di scrivere pel teatro era giudice n833). Com- 
pose i seguenti lavori ; i Diano a quatro 
n'uma hospedaria, > commedia in un atto; 
t Afliiccàes de um perdigolo, • commedia in 
un atto; e tio Bamave vindo dOfBrazil, ■ 
commedia in due atti; ■ juis electoj • aceoa 



ARB 



— 48 — 



ARB 



I 



di costumi (pubblicata a lidxina nel 1854). 
Il figlio di lui» cbe si chiama pure Lui^ Anto- 
nio, scrisse: e Por causa de un algansmo, » 
commedia in un atto (pubblicata a Lisbona 
nel Ì855Ì; e As feliddadeÉ, » calembour;^ 
comico (Lisbona, i855); € Mestre Farrouca 
Gaurìos Magro, » scena con calembourg(1860); 
e Qoem oontaum conto acrescenta um ponto, • 
proverbio in un atto; e galego e o cautele- 
rio, • ìntenneizo; « gallo e o corvo feitos 
por causa de um fMutn , » commedia in un 
atto; e O guiao do tio Felipe, • commedia in 
tioe atti. 

lìrluiranmt (Gtovannìipittlio Bfanlbon 
d*), storico proTinciale firancese, nacque a 
Colmar nel 1831. Pubblicò i seguenti lavori: 
« Le Cloe de Vougeot • (1862); e Essai histo- 
rìque de la Sainte-Cbapelle deDijon » (18^; 
e La Noblesse aux États de Bourgogne de 1350 
à 1789» (1854), in sodetà col signor Beaune; 
e Les EnnobKs de Bourgogne » (1868) ; e No- 
tice hìstorique sur la Chapelle et rHdpital aux 
Rìches» (^18t)9); cUnitersités de Franche- 
Gomté • (Ì870)« in società col signor Beaune. 

Arttllot (Francesco), archeolo$;o fran- 
cese, nato a Samt Léonard (Haute Vienne) 
11^ 1816, canonico onorario di Limoges. 
Scrisse: «Notioe sur le tombeau de Saint 
Julìen» (1847); < Histoire de U Cathédrale 
de LimogesB (1853); cCbiteau deChalusset » 
(t8H); « Revue archèologique de la Haute- 
Yience» (1854); e Sor TapostoUt de Saint 
Martial et sor 1 antiquité des Églises de Fran- 
ce » (18^) ; « Les troìs Cbevaliers défenseurs 
de la dté de Limoges a (Ifòi) ; e Biographie 
de FrvKoìs de Ronaiers» (1859); « Dbcn- 
neats iaédits sur Tapostolat deSaint Martial 9 
(1861); tYìe de Saint Léonard» (18j3); 
«Felix de Vemeilh» (18^); «Notìce sur 
ràbbé da Mabaret » (1867); < Observations 
critìques sor la Legende de Saint Anstremoine 
et les origines c^rétiennes de la Caule • 
(1870); t Étude bistorKiue et littéraire sor 
AdéflOAT de Ghabannes » (1875). In sodetà 
eoa Aogosto Do Boys scrisse la « Biographie 
des Heoames illustres de Tandenne Province 
do LànoQstn. » 

MM!h9B (Giacobbe) « giornalista boemo « 
coUaboratore di parecchi giornali, nato il li 
giugno i840« pubblicò due volumi sotto il ti- 
tolo: « Romanetta. » 

AxMlb (Edoardo), romaniiere e pubbli- 
cista fiorentino, nacque il 27 luglio 1840 in 
Finmte. Arava intrapoiso studìi reziari; li 
dovette interrompere per la- morte del padre 
ed avviarsi alfarte tipografica; esordì come 
apprendista presso h Tipografia Barbèi^; poco 
doìip^ fa imitato a rìv>^ervi le stampe. Ve- 
nuto Tanno lS5d, partì pd Piemonte e prese 
varie, come volontario, alla gtierra dell* io- 
oìpeflKleua, fina i Cacciatori delle Alpi. Ter> 
■aìaala la diup^^ma, rìtcmnò al suo ufficio 
tipografico, ma vhh- lasciarlo di mK>\\) m^ 
I^^V e s«^'re il GarUxAliì in Sicilia. Alla 
batLj^ìsa di yiUoo fu promosso sul campo 
stesso sot:oteaente« L' Àrbd» rimase poi nel- 



r esordio fino air anno 1866 ; terminata qot- 
r infelice campagna ch*^li ha descrìtta a 
una spedale Memoria, ritornò a vita privati, 
ma coi petto ornato di due -niedaglie al Talor 
militare. Collaborò al giornale Ca Nazione, 
poi diresse il Corriere della Venetia, iofi» 
la Gazzetta del Popolo di Firenze; dopo b 
presa di Roma, si recò alla nuova capctaie 
per fondarvi e dirìgervi con singolare destirem 
il giornale moderato: La libertà, cbe é, 
senza dubbio , fra i più autorevoli che d po^ 
blicano nella capitale. Sotto il semplice Don 
di Edoardo, TÀrbib ha pure, in questi oltin 
anni, pubblicato alcuni pr^evoli romami: 
e Racconti militarì; La Moglie nera; Il Maritc 
di quarantanni; Il tenente Aiccardo; Rabaps 
banchiere, b 

Arbois ém JvbaisvlIU (Enrico), r- 
chivista e genealogista francese, coUaboratoR 
della Betme Archèologique, del Pol^frttAiat, 
e della Revue Critique, nacque a Nanq 2 
5 dicembre 1827 : studiò 9ÌV Ecole des chartù 
(4848-1851) e fu nominato archivista del i^ 
partimento delFAube; egli pubblicò un iRé- 
pertoire ardiéologique de 1* Aube, 1 cbe Ci 

E remiate (1861). Aveano preceduto i seccia 
if orì : « Les Armoirìes des comtes de Cbas* 
pagne 1 (1852) ; e Recherches sur la mioorìli 
et ses efiets, et droit fóodal firan^ais • (1852); 
f Quelques pagi de la première Belgìqtie » 
(Nancy, 185i); e PouiUe dn Diocése de IVoyes» 
(1853) ; e Voyage paléographique dans le d»- 
partement de TAube > CTroyes et Paris, iSS^ 
f Essai sur les sceaux aes comtes de Ghamparj 
(1856) ; e Études sur TéUt des abbavesij 



1858) ; e Histoire des docs et des comtes 

ipagne a (1859-1867), opera premiili 
dall'Accademia delle iscrizioni. 

Axbott (Angelo), letterato veneto, Bt- 
cque a Rocca d^Arsiè nel Feltrese ; fece i sai 
studìi letterarii e filosofid nel Seminario 1 
Padova, ^ ermeneutid gred e seniitid imI- 
r Ateneo padovano, ove d addottorò nel ì& 
Nel 1859, passò ad ins^nar greco e latino ai 
Ginnasio di Modena : nel 1860 prese parte m 
campagna del Garibaldi » al rìtomo dalla qaà 
fu nominato professore. nel liceo modeaeM 
Per un suo discorso, con cui s* inaugurò m 
diiesa di Santa Croce in Flrenxe U monume^ 
a Daniele Manin, ebbe molte lodi, nui ÌDSiefll{ 
la sua trasIocaiìoDe a Cagliari. Anzi che so* 
solarsi, TArboit si pose animosamente a ^ 
diare , percorrendo V Isola, il dialetto cinfi 
danese, e raccogliendone e pubblìcanM 
preziosi sa^ , come pure notizie intomo il 
natura e ai prodotti della Sardegna; oode| 
Mnnìdpìo di Cagliari, con voto unanime, I 
acclamava cittadino cagliarìtano. Dalla Sarè^ 
gna r Arboìt passò per due anni negli Afe 
l>nazzi e dì li nel Friuli, ove attese, oltre di| 
al suo insegnamento liceale, a racco^fì^ 
tremila importanti Vìllotte ladine , delle qtà 
la terra parte venne ^pubblicata a Piaccicai 
tipi del Maino. L* Accademia di Vienna ee^ 
1 Arboìt , dopo questo lavoro veramente pi* 
getole, a intrapraidere un lavoro simile « 



ARB 



— 49 — 



ARG 



pra la lettei*atara popolare di Gorizia e del 
suo contado. Presentemente, trovandosi egli 
professore nel liceo di Parma, dopo aver pro- 
fessato in quello di Piacenza, profitta mirabiU 
mente del suo nuovo soggiorno studiando il 
dialetto Grailiano, del auale non mancherà, 
senza dubbio, di darci alcuni saggi non meno 
importanti de* sardi e friulani che già gli dob- 
biamo. Oltre questi utilissimi lavori , V Arboit 
ha pubblicato « Le Memorie della Gamia; I 
Bagni JD f opera molto lodata anche dai medici , 
ornata d incisioni); a La Storia di un Amore; 
L'Amor nomade, » e i seguenti opuscoli: 
4c La Grotta di Adeisberg; I Misteri di Castel 
Trovano; Il Leopardi; Del Bello naturale ed 
artistico. » 

Arboleda (Giulio), scrittore americano , 
nacque il 9 giugno 1817 nella Repubblica della 
Nuova Granada. Nel 1828, il padre lo condusse 
in Inghilterra, ove fu istruito da un precettore 
irlandese. A quattordici anni, TArboleda in- 
cominciò a collaborare al Mechanic'a Maga- 
zine; da Londra il giovine Granatino si recò 
a studiare in Parigi; poi visitò T Italia, impa- 
dronendosi della nostra lingua, come già del- 
l' inglese e della francese. Essendo egli in Pa- 
rigi, aveva scritto alcuni frammenti di un 
poema, ch^ erano stati lodati da Martinez de 
la Rosa e dal Zorrilla; tornato in patria, s'ac- 
cinse a scrivere il poema: a Gonzalo de Orion ». 
(il nome del compagno del Pizzarro) ; ma solo 
alcuni frammenti ne furono pubblicati. Segui- 
rono alcune poesie liriche delicate e nobilis- 
sime, che lo collocarono ben presto fra i 
principali poeti dell* America spagnuola. Di- 
resse successivamente, nella Nuova Granada, 
i -giornali: El Patriota e El Independiente , 
mostrandosi negli scritti come nelle opere 
sempre buon cittadino. Gombattè pure valo- 
l'osamente nella guerra della Nuova Granada 
con r Equatore. Nel 1844 sedette come depu- 
tato alla Camera, e vi trionfò pure come ora- 
tore. Nel tempo della sua prima deputazione, 
r Arboieda diresse il giornale El Payanés. 
Nel 1850 pose mano ad altro periodico intito- 
lato: El Misóforo. La parte coraggiosa e vi- 
vace, quantunque sempre degna, che prese 
r Arboieda ai moti politici del suo paese, gli 
suscit^pure nemici e persecutori che lo mi- 
sero ilrcarcere e poi cospirarono per farlo as- 
sassinare ; fu nel carcere di Popayan eh' egli 
scrisse nel marzo del 1851 le due poesie: 
« Al Gongreso Gnmadino » e a Estoy en la 
Garcel , » che furono accolte con vivo entu- 
siasmo nell'America latina e lo fecero salu- 
tare da un poeta colombiano col nome di Gt- 
gcmtedelos Ande$, Il 1** aprile fu liberato dal 
carcere per mezzo de' suoi amici e si salvò nel- 
l* Equatore, onde tentò il suo ritorno al pro- 

Srio paese per ristabilirvi con le armi T impero 
ella legge , violata dai despoti Comunisti ; ma 
rimase inferiore ai nemici nella prova delle 
armi, e si rifugiò a Lima, ove diede lezioni 
di lingue, e scrisse nella Revista di quella 
città, dirigendo alcune lettere al Presidente 
della Repubblica, sotto il pseudonimo di El" 

Dizionario Biografico. 



dropeito. Un anno dopo passò a Nuova- York, 
ove rimase parecchi mesi. Nel gennaio 1854 
fu richiamato in patria, ed eletto presidente 
del Senato, come vero campione costituzio- 
nale deir ordine, della libertà e delta morale : 
causa generosa, per la quale l' Arboieda com- 
battè con molta fermezza e pati gravi dolori 
in tutta la sua vita, ce Arboieda (scrive il 
Torres-Caicedo) nutre per la Nuova Granada 
un amore che ha del romanzesco ; per servir- 
la, sacrificò l'avvenire de* suoi figli ^ la pro- 
pria gioventù, il proprio ingegno; m tutti ì 
drammi della sua patria fu attore principale ; 
ne pianse le sventure, ne cantò le glorie e la 
bellezza, ne difese la libertà e le leggi, ne 
guidò le battaglie, ne presiedette le assem- 
blee; con la penna, con la cetra, con la spada 
seppe mostrarsi sempre uomo di cuore e di ge- 
nio. » (Veggasi la estesa Biografia, pag. 1-17:2, 
che dedicò ali* Arboieda il citato esimio scrit- 
tore e diplomatico nel secondo volume de* suoi 
« Ensayos biograficos: s Paris, 1863, Guil- 
laumin.) 

Aroais (marchese Francesco D*), critico 
e compositore musicale , nato a Cagliari in 
Sardegna il, 15 dicembre 1830. Trasferitasi la 
sua famiglia a Torino nel 1831 , il D* Arcais 
vi compi i suoi studii e nel 1851 vi si laureò in 
legge. Neil* anno 1853 egli incominciò a scri- 
vere le Rassegne musicali del giornale L'Opi- 
nione, reggendovi le Rassegne drammatiche 
Giuseppe Grimaldi. Ritiratosi il Grimaldi dalla 
palestra giornalistica, il D' Arcais, il quale, 
fra tanto, fin dall'anno 1860, avea pure in- 
comincialo a collaborare per la parte politica 
del giornale, assunse egli pure la Rassegna 
drammatica. Già collaboratore della Rivista 
Contemporanea di Torino per la parte mu- 
sicale, appena si fondò in Firenze la Nuova 
Antologia y egli vi fu desiderato come critico 
musicale. La critica del D' Arcais è colta, 
sobria, equa, dignitosa e benevola sonza adu- 
lazione, dome collaboratore operoso del gior- 
nale L'Opinione, il marchese D' Arcais tra- 
sferi con esso le sue tende prima da Torino a 
Firenze, poi da Firenze a Roma, dove ora 
egli continua a scrivere. 

Arolier (Tommaso) , romanziere e pub- 
blicista inglese , surto da poco tenipo e che si 
fece un nome principalmente nei così detti 
romanzi a sensazione, messi alla moda da 
Miss Braddon. Sono essi i seguenti: e Madama 
Prudenza » ed altri racconti (1862); « Storia 
di una vita interiore ed esteriore » (1863); a II 
Sagrestano della rana e le sue avventure in 
paesi strani, » racconto (1866); « Strana ope- 
ra « (1868) ; a II Paradiso di un pazzo » (1870). 
Quest* ultimo romanzo è principalmente cospi- 
cuo pei suoi caratteri attraenti, non meno 
che per lo stile brioso e dilettevole , ma anche, 
dall* altra parte, per effetti troppo grossolani e 
pitture realistiche del lato sinistro della, vita. 
L*Arcber pubblicò inoltre, nel 1865, uno scrit- 
to importante : < Il povero, il ladro e il condan- 
nato , schizzi delle loro dimore , dei loro covi 
e delle loro abitudini , » in cui, giovandosi delle 

4 • 



ARC 



u e dalle aotiàe della polizia e della 1 

gìnstma.ùunquadrDa tinte viveiÌei(iovari e | 

Jei iniaorabili di Landra neliu cosi detta Casa { 

diLaaoroiirorfchouKJ.deUepruiiOluedi tutte i 

la via tenebrose che menana ad esae. L'oadtfUa | 

eoe ultima pubblicazioni « : " illeiandra , i [ 

libra in dona all' Orlanoiralitt iMiitinanilni | 

(1870). I 

ro. pastore evangelico a Ginevra, ove nacque [ 
nel 1810. Scriaee: " Li Chrouoio^ia sacrùe , i 
bau lies découvertesde Ctuunpoilioa > (Lìine- 
Tim, 1841); • Calecitiaoie bibliquea (1844); 
a Les Oritcines de l'Lglise roauiue * (It^l, j 
in 'i voi.), ■ L'AUianca il-vanyélique en.face ' 
de l'É^iae de Geuèvei ||18«>l); <Les Kvau- 
gilea «yiwptique* comparii^ avoc t'Évao^de de . 
Saul Jean* (18til); • ÉdLlices religieui. de la 
riUe de Genève > (It^), eu. 

Anhtett iLui^i), novelliere, pittore, 
b«mgliere <; critico d'arie lombarao, pi<l 
conoaduto ui lettoli sotto gli saagraouui di 
Luigi Chiriani o di Luiyi Tarchìni, nacque 
in Milattw iiNll'anuo 1825. I suoi primi sludii 
furouo iirtiatici, uveudo ei;li lre((ueatato da 
prima l'Acuadeuia di Belle Arli di Venezia 
(lM2-184(l).i>uirAlberliQadiToiino(1850); 

Rei' lulta lii L'iiuBiioule islruiione, 1' Archinti 
i uuluUidaito. Nal 1848, combatlò pel suo 
pH«Mt H Moulebello e Vicenza; nul 1849, all'as- 
Midio di V«iiuiid. Caduta Venezia, riparò in 
tTauvia, u siuJiù |ir<MM il pittore Coulurei 
pui viulò r InvIiilUrra, il Belgio, l'Olanda. 
VDuulo l'uiiuo 185», il [»tture patriota entrò 
vwloulHiiu no' buriuiitlieii di Vignola; maritò, 

rul nuu oumimio, iiiiii iituiuioue onorevole al- 
iivhKu di Muidu l'olu^o <i Muiilu l'utìto sella 
cMuipHiiiiM dullu Mtu'diu u dell' Umbria, e 
piuMi jKiilu <dlu irii>ipu)iLio cuiittu d brlgautag- 
u>u II) Ciilnbud i> iio^li Abbrunii; un episodio 
ili iiuulk iJHiupuiiiiii 6 viviiiuouU desarìlto nel 
«ulutuu di ■Hki.uiitiiiitilululicaprioGloftaaienle: 
■ l'oi pitiHiti i»iiuo. <• Nul >-uuib«tliuiiento di 
Munta Gioi^ l'Ji ^lu^iiu 1806) l'Arebinti si 
tiititilt'Huiuudu^liad'uiKuutu :\ì valor mìliUre. 
K||l> III .iiiiiidi iiiiui.lo iiioBnioi-e pi'wwo il Dì- 
HliKll» KiditMiu di :iuiu, liiiiiiHi nell'esercito 
lliiv 'il IKJI ,'lc|>ii ininuiMuli Uoiuw.pareDdo'- 
tlli lliiitu d Ilio tilliiiu di «vldiilu italiano, si 
iilMwi>, l'id iiiridu di luK^utuiieaia. alle aue 
l'Ili uoiiiidi ^-ixit-.i/'iuiti .iilÌKliuhe e letterario. 
I/\ii:liiiili dipMi'H) poubi ituadri: ma 1 pochi 
priiviiiu itiidlu .litui Itti. 11 «uo miglior quadro 
hi pilli» tlidlu lliiIlKitii di AitiMi moderni del 
Krivoiii ri llui liuti, uiiiHiiid»lo dal ctìIìcì lede- 
M'iiiKiiMii pillili» »iwt>"''ii'V«i'^i^<'le di buon 
ouloimi'i i.ip|iiuK'>iiii> uim • tlntlaglia medie- 
V'ilu. •In l'ii'iui, iKiIlii UaitM t'raneo-italienne 
9 iiul (.'i..i.iir.' l'i\uivii'ilalien, l' Archimi 
Hvi'd U"^ ii>i:i>uiiii>iiilii a imvera le aue briose 
vd imoul" lli'.u.'Ki"' l'i b»"'f ■■■•' S""'' l'ana- 
ummiiiH di 'uii'Atiti. 1» (ii'oiegul nel 1872 in 
rwtH>vl>l uii>i u.>U uiiUtimi volto quello di Chir- 
Iwit <H>ii lt> 'iKiiidl .If. «orlase pel Dirtilo gli 
MiikH'll MHll' IC»poiUÌiiiw di Parigi del 1878. 
AWtiiil Ruul HilìwJl arllitlci al leggono pure 



- 50 — ARD 

nella Haaaagna Italiana e nella fìivista Etm- 
pea (1876) , firmati col nome di Luigi Archimi: 
con lo stt!sso nome gi pubblicò il. volume, ga 
citato, di spigliati e spiritosi racconti ìatttolatj. 
e Per pigliar soono > (Milano, 1875), e l'il- 
luslreuone all'Album militare: e Custoii,i 
del Cenni. L' opera principale dell' Archiolt t 
mitavìa quella che Tu net 1878 pubblicata dii 
Treves a Milano sotto t' anagramma del Ckir- 
farli, intitolata: ■ L'Arte attraverso ai eecoU. > 
In essa l' Aniore svolge una naova teoria sie- 
rica applicata alle arti , da eoDsiderarsi mui pii 
sotto il concettb ontologico del bello , ma tolto 
quello del sentimento umano nella atoria, n» 
nifestato per mezzo dell'arte, concetto ck 
permette all' Archinti di comprendere ntlli 
sloria artistica tutte le manifestazioni artisL>- 
che, anche quelle dell'arte brutta. Si troiait 
pure alcuni articoli dell' Ardiinti sparsi té 
Jfuteo ài Famiglia. 4Ia non basta che l'Ar- 
lAinti siasi diviso in tre con Chirtani e 






Tacchini; 6g\\ scrisse pure articoli dì « 
popolare, e prese per essi u 
doso di sti-anìero : Eliseo Hopping. 

AxiUgò (Roberto), liloBoro lombario, 
nacque a Casteldidone^ nella provincia di i>- 
mona, il 38 gennaio 1828. Trasferitosi od 
1836 a HantoTa, vi fu avviato al sacerdom. 
e diveune finalmente Canonico di quella O 



tedrale. Ha, dedicato^ agli studii filoseC<i,i 
suo robusto ingegno profondamenle scruUU 
re, affacciatosi innanzi ai veri della scien» 
senti il bisogno di liberarsi dagl' impacci dd 
fede religiosa per poter proscgaire con ui 
mo fermo ed indipendente nelle sue nctnM 
scientìGclie. Gii ì primi lavori pubblicati: (H 
scorso su Pietro Pomponazzi > (Hintixi 
1869, se ne prepara una seconda edizione}. ' 



- 51 ■ 



ARD 



soetenavano prìncipìì 
quali è, per ufltcio e 
to il sacerdote catto- 
delli minor coiiTe- 
quella manifeala oon- 
sieri ed il suo etato, 
[le'sooiconvjncimeatj 

aprile 1871 svesti 
Dirò nella società lai- 
a nel Liceo di Han- 
neirisiitulo Tecnico, 
arecchi de* filosofi ita- 
Mme a tanto ingegno 

1 una scena molto più 
issa essere unascuoln 
atte da pili partì pre~ 
i l'Ardìgò Tenisae as- 
ilo unìversilarìo. Ha 
Urine niosonche mala 
iligò, malgrado dello 
ha Tatto della scienza 
die voce di materìa- 
puó a qualche posili- 
ardito , gettò lo s^o- 
! alla sfare uffidali : 
le nett' anno 1879 i 
ineiano a ìnrìdiarci 

' originale e scrittore 
DO par sempre inse- 
)(ia in un liceo, quan- 
lattedra universitaria 
la le insegnante. I soli 
liritto hanno resa la 
ò ; a riscontro di que- 
\n lungo articolo d el- 
'hiloiophique del Ri- 
■ (1S79) intorno alla 



ma solare > (Miliuio , 
lì 400 pagine; ne usci- 
Le Jivre (agli scrive) 
cet éminent penseur 
pports possibles de 
chosea paralt au pre- 
I Bujet plus restremt; 
ation nature Ile dans 
. ■ Au fond , e'est une 
e solaire , qui occupa 
t tonte l'expoflilion , 
(empie très-dévelop- 
itatìon d'autres eieni- 
besoin pour sa thèse 
servations sur le Sys- 
latre chapitres éten- 
la naiseanca, de la 
, anfin de l'ordre qui 
rea eccompagnent la 
re en apparence ca- 
é surnaaroment mè- 
de prèsenter au pu- 
:n plasienrs volumes 
ation hìstorique des 
!t de rSme ; ■ celaT- 
a sèrie, C'est, dit-il. 
:'e>t anisi le hasani 



ipérée qui l'a engagé à don- 
ner ce recueil de réflexions et de faits tei 

3u'il s'est trouvé dans ses papiers , c'est-à- 
ire assaz informe et mal digéré comme plaa. 
Hai s on tre u vera à la lectnre, que la libre 
marche de cette expoaition est un charme de 
plus, parce qu'elte n'entève rien à la netteté 
de la pensée et ì la fermeté du st;ls, parfois 
un peu abrupt, mais touiours plein d'une so- 
lidité métallique. Peu de livres font autant 
penser. La métaphysique n'est pas plus pros- 
crile en definitive par Ardigù que par An- 
giulli en tant que recharche ; ni ì'un ni l'au- 
tre ne s'interaisenl la spéculation sur leg 
pnncìpes de Tètre et de la pensée. Ils y sont 
d'autant moina obligéa, que tears solationsaur 
ces questions sont positives, c'est-à-dire ex- 
cluenl Tintervention de l'absolu, ce qui fait 
rentrer chacnne d'elles dana un groupe de 
faits naturala, eoit psychologiques, soit méca- 
niques. Par là le positivisrae ìtalien diffère 
beaucoup du positivismo franpais et du positi- 
vismo anglais, qui rélèguent la solution des 
problémes métaphjsiques dans la région de 
l'i neon naissable et s'inlerdisent par là méme 
de laa agiter. > Fra pochi giorni si p ubblicherà 
ia Milano un altro volume dell' Ardigò, inti- 
tolato: I La Morale dei Positivisti; ■ pubbli- 
i»ilo da prima nella Rivista Repubblicana, 
V editore Battezzati ne formerà ora un libro a 
parte ; il penultimo capitolo dell' opera con- 
tiene notizie biograllcho , che potrà nno servire 
di complemento a questo breve cenno e dar- 
gli maggior lume. Il professore Aniigò Ila 
pure pubblicato due Memorie ed un discorsa 
sopra I La Difesa di Mantova dall' inondazio- 
ne > (Mantova, 1873-74). 

Àrditi (Giacomo), archeologo pugliese , 
nacque di nobile famiglia in Presìcce (provin- 
cia di Terra d'Otranto), il 21 marzo del 18Ì5. 
Fatti i primi atudii, egli passò in Napoli net 
1830 presso lo zio jnarcheae Michele Arditi, 
celebre giureconsulto ed archeologo , fonda- 
tore e direttore di quel Museo Nazionale. 
Colà ebbe a maestri di Metafisica, Fisica B 
Diritto di natura i fratelli Faizini, di Mate- 
matica Vincenzo Flauti, di Giurisprudenza, 
Diritto pubblico ed amministrativo Nicola Mari- 
ni, dilingneil Jénnarel. Tornato nella sua Pro-, 
vincia nativa, vi sostenne, con onore, parec- 
chie importanti cariche amministrative fino 
al 1860, in cui si ritrasse a vita privata. L'Ar- 
dili diede alle stampe parecchi pregevoli lavori 
letterariì , tra i quali segnaliamo , oltre alcune 
poesie inserite nella Flora Poetica, stampata 
in Napoli nel 1835: un (Elogio Funebre a 
Lorenzo Villani ■ (Napoli, 4855); un * Elogio 
funerario al consigliere Nicola Marini > (Na- 
poli, 1838); un ■ Cenno crìtico sulle tasse fiscali 
proposte nella seconda Sessione del Parlamento 
Italiano t (Firenze, 1874); i La Terra e le So- 
vraimposte municipali nel Regno d'Italia» 
(Prato, 1868): i La Leuca Sai en lina > (Bolo- 
gna, 1875), il pili utile, sansa dubbio, dei 
suoi lavori e poi quale prese posto fra gli ar- 
<^eologi ; f Biografia di monsignor Loreaio 



are; 



— 53 



àR£ 



eque in Ci vitella del Tronto il 4 novembre 1815. 
Fece i suoi stadii nel Seminario d'Ascoli, on- 
de usci professore di Lettere latine ed italiane 
destinato al Ginnasio comunale di OfQda. Ve- 
nuto, nel 1845, istitutore privato a Roma, co- 
me ottimo patriotta, prese parte ai moti libe- 
rili del 1847 e 184S, e collaborò ai giornali 
che allora si pubblicavano in Roma, intito- 
lati: R Fanfulla, e La Speranza. La stessa 
dttà di Roma- lo mandò, nel 1849, rappre- 
sentante del popolo air Assemblea Costituente 
della Repubblica Romana. Caduta la Repub- 
blica Uazàniana, TArduini, rimasto repub- 
blicano , riparò nella Svizzera, cbe divenne sua 
nooTa patria adottiva, da lui amata ed ono- 
rata come la prima. Dall'anno 1862, T A rduini 
é professore di Lingua e Letteratura italiana in 
quel Politecnico federale di Zurìgo , già tanto il- 
lostrato dalle splendide lezioni cne vi fece Fran- 
cesco De Sanctis, negli anni del suo esigliò. 
L'Arduini ha dato alle stampe parecchie pubbli- 
caiioni, alcune delle quali erudite, altre inspi- 
rate ad alti concetti di filosofia civile : e Memorie 
istoricfae della città di Offida j» (Fermo, 1844)- 
f Rimembranze isteriche degl^ uomini e dei 
monumenti del Piceno • (Fermo, 1844); « L'an- 
tico Piceno secondo Plinio Seniore , » Lettere 
ilhistraUve (Ripatransone , 1844) ; < Stefano 
Porcari o l'ultimo dei Romani, > dramma 
storico (Roma, 1849); «La filosofia civile di 
Dante; Le Lettere e le Arti del Risorgimento 
italiano; Letture fatte in Losanna e pubbli- 
cate nella Ragione di Ausonio Franchi » (To- 
rino, 1855J; e La Prìmogenia di Galileo Gali- 
lei rivelata dalle sue Lettere edite ed inedite » 
(Firenze, 1864); e Lettres sur Thistoire de la 
Pbilosophie des beaux-arts de l'Italie • (nel 
Confèdéré di Friburgo dell'anno 1865) ; e La 
Poesia del genio e la poesia del cuore, » fram- 
mento di un' opera inedita. 

Aroud (Concezione), scrittrice spagnuo- 
la, ha pubblicato nel 1878 la seconda edizione 
degli e Estudios penitenciarios, » e una Memo- 
ria sopra t Las Òolonias penales de Australia 
y la pena de Deportacion, » che fu premiata 
dall'Accademia spagnuola. 

Arendts (Carlo) , geografo tedesco, nato 
il 5 luglio 1815 a Ingolstadt, studiò a Monaco 
e in Erlangen ed attese principalmente alla 
mineralogia ed alla geologia; divenne, nel 1847, 
professore di Geografia e di Storia naturale 
all'htitato militare bavarese, ove insegnò per 
27 anni , finché si ritirò per motivi di salute. 
Nel 1869 fu uno dei fondatori della Società 
Geografica di Monaco. Pubblicò: « Guida per 
la prima istruzione scientifica nella geografia b 
(IS^ediz., Ratisbona, 1878); e Idem nelFisto- 
rìa naturale (4* ediz.^ Ivi, 1876); e Atlante 
scolastico geografico t (15* ediz.. Ivi, 1875); 
«Atlante scolastico di storia naturale «(2* ediz., 
Upsia,1866); e Geografia del regno di -Baviera » 
(3* ediz., Ratisbona, 1878); f Principi! di geo- 
grafia matematica e fisica, » ec. (Ivi, 1877). Il 
tuo lavoro più importante ed accolto con 
plauso generale è il rifacimento tedesco della 
< Geografia Universale del Balbi » (6* ediz., 



Vienna, 1870-73 e 1876-78). Molte fra le opere 
dell* Arendts furono tradotte nelle lingue 
straniere; egli dimora presentemente come 
professore a Monaco di Baviera, dove col prin- 
cipio di quest'anno 1879 ha incominciato a 
pubblicare una Rivista geografica mensuale, 
sotto il titolo di Deutsche Rundschau fùr geO' 
graphie und statistik. 

Arentsen (Cristiano Augusto Emilio), 

Eoeta e letterato danese, nato il 10 novem- 
re 1823 in (k)penhagen, studiò in patria 
r antica letteratura scandinava , 1* estetica e la 
storia letteraria. Neil* anno 1852 navigò verso 
r Islanda. Più tardi visitò la Germania, la 
Francia, la Svizzera e l'Italia. Nell'anno 1857 
prese il suo diplonaa d'estetica; insegnò per 
dodici anni nel Ginnasio , facendo di tempo in 
tempo alcune letture nell'Università. 11 cri- 
tico danese G. Brandes, parlando nel 1870, 
di questo Autore dice: € Come poeta, egli ap- 
partiene alla scuola dell* Oehlenschlàger. Si os- 
servano particolarmente in lui un caldo sen- 
timento dell'antichità scandinava e del Medio 
Evo , come della poesia della vita , nelle sue 
varie manifestazioni, ed una forma sempre 
accurata. » Ecco V elenco dei suoi principali 
lavori in lingua danese : e Mitologia nordica » 
(operetta popolare scritta in collaborazione con 
un Islandese; se ne fecero tre edizioni, la 
terza edizione ò del 1873); « Gunlog Orme- 
tunge» (poema drammatico^ 1852); a Kuud 
den hellige» (poema drammatico, 1853); 
e Dtgtsamling » (raccolta di poesie, 1862); 
« Nij Digtsamling » (nuova raccolta di poe- 
sie, 1867); «Baggesen ed Oehlenschlàger» 
(vasto studio di storia letteraria pubblicato fra 
gli anni 1870-1878; cosi pure negli anni 1876- 
1878 lo stesso Autore pubblicò con introdu- 
zioni e note le poesie scelte del Baggesen , 
r amico del Faunel , a cui il Manzoni nostro , 
in gioventù, diresse dei versi). Trovasi in 
corso di stampa un lavoro storico e letterario 
dello stesso critico, che sarà pubblicato in 
Copenhagen entro l'anno 1879, sopra il gran- 
de poeta danese Adamo Oehlenschlàger, di 
cui l'Arentzen è riguardato come uno dei più 
degni interpreti e continuatori. 

Areni (Carlo), scrittore tedesco, nato 
nel 1828 a Remagen sul Reno, studiò a Bonn , 
fu, da prima, insegnante alla Scuola tecnica di 
Dùsseldorff, indi professore di scienza com- 
merciale nel Regio Ateneo di Maestricht , dail 
1854 nell'Istituto pubblico commerciale di 
Lipsia, e nel 185B divenne direttore dell'Isti- 
tuto superiore di Praga, la cui organizzazione 
è opera sua. Delle sue opere meritano men- 
zione le seguenti: a II libro dell* artiere » 
(Dusseldorf, 1849); « Esempi di letture tede- 
sche per gli Istituti olandesi » (Amsterdam, 
1858); e Catechismo di diritto cambiario au- 
striaco;» (Lipsia, 1854, 2* ediz. 1868); «Storia 
dello svolgimento del cambioe della legislazione 
cangiarla A (Ivi, 1855); a I viaggi nell'interno 
dell'Africa ]t (Ivi, 1857); col celebre Vogel, 
f Catechismo di geografia ^ (Ivi , 1857). Tra- 
dusse anche in tedesco molte opere dell' U- 



ARE 



— 54 ~ 



ARM 



lustre romanziere fiammingo Enrico Gon- 
sdence. 

Aresohow, botanico svedese, nato il 
16 settembre 1811 in Goteborg, studiò a Lund 
e vi si addottorò nel 1838. Neir anno 1849 
incominciò ad insegnare nell' Università di 
Upsaia; pubblicò i seguenti lavori: e S^mbola 
Algarum Florae • (1838); a Iconographia phy- 
tologica» (1847); «Phyceae scand. marinae» 
(18^) ; « uorallineae et Jak. Agardh Genera 
et Spec Algarum; Trattato di botanica» (in 
svedese, 1863). 

Argyll (Giorgio Giovanni Douglas Cam p- 
|>ell duca di), natoli 30 aprile 1825 a Arden- 
capIe-Gastle nella contea di Dumbarton in 
Scozia , Pari d' Inghilterra dal 1847, si acqui- 
stò fama di buon' ora come pubblicista nella 
controversia della Chiesa presbiteriana di Sco- 
zia risguardante il patronato, e nel 1842 pub- 
blicò un opuscolo dettato con molta valentia 
letteraria: «Una Lettera ai Pari da un figlio 
di Pari. » In un' altra a Lettera al D. e R. 
Tommaso Chalipers sulla situazione presente 
degli affari ecclesiastici in Scozia,» ec, riven- 
di^ il diritto della Chiesa di legiferare per 
sé, ma condanna il movimento della Chiesa 
libera. Egli è membro del Consiglio segreto 
e della Società Reale di Londra , curatore del 
Museo brìtanni<M> , cancelliere dell' Università 
di Sant'Andrea (Scozia], Lord rettore della Scuo^ 
la Superiore di Glascovia, ec. Rappresentò' 
sempre nella Camera Alta i principii liberali, 
fece parte nel 1852 del Ministero Aberdeen, 
divenne nel 1855, sotto il Pai merston. Direttore 
generale delle poste , lasciò con lui il governo 
nel 1^^, lo ripigliò nel 1859 e vi rimase sotto 
il terzo Ministero Russell. Dal dicembre 1868 
appartenne, in aualità di segretario di Stato 
per le Indie, al gabinetto Gladstone, e si mostrò 
oratore eloquente nei dibattimenti della Ca- 
mera dei Pari sul bill della Chiesa irlandese. 
De' suoi scrìtti meritano menzione i seguenti: 
« Saggio sull'Istoria ecclesiastica della Scozia » 

g;^ ediz.. Boston, 1849); «L'India sotto Lord 
alhousie e Canning» (Londra, 1865); «Il 
regno del Law » (1866, 3* ediz. 1871); « L'uo- 
mo primitivo, esame di alcune recenti specu- 
lazioni » (1869); « Storia ed antichità di Jona, » 
isola, di cui è proprietario, ec. Il suo primo- 
genito, il Marchese di Lorne, sposò la quarta 
figlia della regina Vittoria (21 marzo 1871). 

Arlstlirollis (A.), orientalista p^reco di 
Costantinopoli; nella Rivista della Società Let 
ieraria Costantinopolitana pubblicò un la- 
voro notabile in greco , intitolato : < La chi- 
mica presso gli Arabi. » 

Aristia (Costantino), poeta ed ellenista 
rumano, nacque d'orìgine greca, verso l'an- 
no 1798; e dopo avere studiato in Italia, egli 
8i recò nell'anno 1821 in Romania, come pa- 
recchi altrì studenti greci, albanesi e mace- 
dorumani grecizzati, guidati dall' Ipsilanti, il 
capo dell' eteria, che assali la Turchia per ec- 
citamento della Russia. Dispersi gli eteristi, 
Arìstia, scampato come per miracolo dalla 
strage, dopo la battaglia di Dragasiani (1821) 



si trovò in Romania privo d'ogni mezzo. Pro- 
tetto dal grande patriota CSampineanu, trow 
molte lezioni di greco, e intanto, avendo ^ 
stesso bene appreso il rumano, lavorò anor 
esso , come traduttore e come maestro di àt- 
clamazione , a far risorgere il Teatro runttAc* 
Tradusse pertanto in versi alcune traged» 
dell' Alfien, e sali egli stesso sopra la scesa 
per interpretare il a Saul : • la a Virginia i L 
stampata nel 1835, il a Saul » nel 1836. C« 
pure tradusse in rumano le e Vite di Plutar- 
co d (1857) e r a Ilìade s in versi esameUi. 
voltò invece il « Georges Dandin i nel gnc:^ 
moderno , che era parlato dai negozianti ^tk 
e dai fanarìoti stabiliti in Romania. Nel il^ 
pubblicò un poema di occasione , sotto il > 
tolo: € Printzul rpmàn, > che, a motivo d«^ 
sue esagerazioni ne' concetti , nello stik : 
nella lingua dovette subire una critica laoLS 
spiritosa del poeta Aleosandri. Avendo pnS' 
parte egli pure ai moti nazionali dell'ifr 
no 1848, non potè sfuggire all'esigilo. L' An- 
sila è un beli' esempio di greco rumane^ 
to. Egli vive ancora pensionato a Bucarest, m 
privo della vista. 

Arlt (Ferdinando), famoso oculista, mt^ 
il 18 aprile 1812 presso Teplitz in BoemtL 
studiò nel Ginnasio dì Leitmeritz e quindi ID^ 
dicina a Praga. Dopo essere stato assistealr 
alla Clinica oculistica dal 1840 al 1842, esarca- 
medicina a Praga, finché nel 1846 fu nominrj 
supplente all' Università. Nel 1849 fu promos» 
proressore ordinario, ma preferì nell856u^ 
cattedra a Vienna. Egli sta col Grafo « col I^ 
ders a capo di quelli che condussero l' oculisti? 
in Germania all' alto grado di perfezione, is 
cui ora si trova. Scrisse : « Le malattie àt- 
V occhio descrìtte pel medico pratico • (Po 
ga, 1851-56, 3 voi.); « La cura degli occk 
nello stato sano ed ammalato con una A^ 
pendice sulle lenti» (Ivi, 1846, 3^ ediz. 186^^ 
«Sulle offese agli occhi i» (Vienna, 1873 
a Le pause e le orìgini della miopia» (I*"- 
1876). Fondò coi suddetti Donders e Ga* 
un oc Archivio per l' oftalmologia » (in Berfiv 
dal 1854). 

Armand (Francesco Vittorio Adolfet 
medico francese, nato nel 1818 a Die (Drdate 
avendo preso parte alle campagne d'Algen. 
di Crìmea, d'Italia, di Cina e di Cocincini, " 
profittò per i suoi studii medici, e scrùy 
t L'Algerie medicale » (1854); « Des concréà-^ 
fìbrìneuses polyformes du coeur développ^ 
pendant la vie » (1857); u Des eaux minéri' 
de Viterbo et de son climat » (1857Ì ; « Lv 
des étiologiques des fièvres» Ti 85*1^; iH^ 
toire medico-chirurgicale de la Guerre 
Crìmée» (1858); e Souvenirs d*un niéd«- 
militaire » (1858); t Médecine et hygiène >- 
pays chauds, et spécialement de TAIfréne'' 
des Colonies » (1859V, a Lettres de TExpe^ 
tion de Chine et de uochinchine » (1864). 
Armengaod (Eugenio e Carlo, frat^ 
disegnatorì industrìali , trattatisti ed ingefv" 
francesi , nati ad Ostenda di famigliane»' 
se, l' uno nel 1810, l'altro nel 1813. 



ARM — ] 

irmeriRaad ha pubblicalo i seguenti lavori : 
Traile tbéorique et pratiqiie des moleurs 
«drauliquea D (in-V con atlante, parecchie 
aitioni); «Traile thèorique et pratique des 
lolmirai vapeur > (2 voi. ìn-4° con atlante); 
Le Vìgnole des mécaniciens • (in 4° con 
tlanle); tpablicalion indastrielle des ma- 
bjaes, oulllfi, etc. > (dal 1840 al 1870 ne fu- 
mo pubblicati 19voL in faglio, con stampe, 
Tormano una specie di storia periodica ael- 
industria; a questo scopo fu pure pub- 
licala dai Fratelli Arroengaud , fin daH'an- 
1851 , la Rivista sdentiflca mensuate iotilo- 
la : Genie induilriel) ; t Cours de dsBsin 
[ipliquè aus machinea et à l'arcbilacture > 
n società col fratello e con l'Amouroux); 
Le progrèa de rindustriei (in società col 
ropno figlio) ; < Instruclìoas prntiques à 
asage des inventeurs > (in socieU con J. Ma- 
lieu). Il fratello Carlo intese specialmente 
render popolari le nozioni tecniche ; pub- 
!icó di sé solo : i L'ouvrier mécanicien ; Le 
armulaire de l'ingénieur ; Le guide de l'in- 
inteiir et du fabricant ; Cours de desiin li- 
^aire applique au dessin des machines ; ■ e 
il Tratello mag-gìore : < L'Itdustrie des che- 
ÌDS de fer; Le nouveau cours raisonné de 
»BÌn induslriel, f e, come s' è detto, ( Le 
éaie induatriel. > Suo metto è questo: Soia 
'ilef 

ArmlngAttA, archivista e storico fran- 
ise, allievo della Scuola Normale di Parigi, 
dedicò particolarmente agli sludii di storia 
diana. Intraprese due viaggi in Toscana- 
ili' ultimo viag^o che durò tre anni, i-imase 
misflìoae scientifica a Firenze per istudiarvi 
«imo il Vecchio ed il suo tempo: argomen- 
, sopra ri quale ri attende la pubblicazione 
una sua mont^rafia che promette di riu- 
ire importante. 

Arùboldl (Alessandro), poeta milane- 
, nacque in Milano il 19 dicembre 1827 da 
itonio e Francesca, afiali possidenti. Egli 
npi all' Università di Pavia gli studii legali , 
oalgrado de* bronci che gli teneva la Musa; 
ijuale poi , infiammata dal Parini e dal Leo- 
'di, disfogavesi contro le tirannie del suo 
idilello, cantando, severa sempre, delicata 
anche erudita, iv ogni metro. La prima 
■messa che sarebbe diventato il valente 
>ta eh' egli è , il giovine Alessandro la 
de nel 1847 aBosisio, nell'occasione che 
langurava, mezza Milano presente e plau- 
■te, il monuoienlo al Parini, che porta 
epigrafe di Achille Mauri. Un' ode Ietta 
>ra da lui riboccava, in una forma squi- 
, di entusiasmo patrio e di amore pel gran 
ta lombardo. (Unaccreditalo periodico, per 
ire, l'attribuì poco tempo fa ad un alto 
Hinaggio); inoriamo per qual motivo il 
ta non r abbia compresa nella Haccolla 
suoi versi, ove, almeno, a titolo storico, 
:bbe etata letta con {liacere ed avrebbe poi 
anienle impedito al chiaro Gaetano Cerri, 
, Tie' Dioakuren di Vienna, Iraduceva alcuni 
li dell' Amaboldt e dava una caralimslioa 



i — ARN 

del loro Autore, di chiamarlo, nel 1876, der 
junge Mann. Per affettuosa obbedienza al 
padre, Alessandro imponeva silenzio alle pro- 
prie aspirazioni alla vita libera , studiosa e con- 
templativa e sobbarcavasi ai doveri dell'im- 
piegato amministrativo, fino dal 1855, recando 
tuttavia anche in questi il frutto delle sue co- 
gnizioni di diritto e di un' eletta intelligenza. 
La vita degli uffìcii perà non intiepidiva in lui 
il culto per l'arte; onde egli ootè, nel 1872, 
svegliarsi un giorno poeta illustre, appena 
pubblicato per i tipi dal Carrara un suo splen- 
dido volume di « Versi, » che destò 1' entusia- 
smo del Dall' Ongaro (vedi De Gubernatis, 
Franeeaeo Dall' Ongaro e il auo GpiatoJarta 
(ceilo), ed ebbe lodi non mentile da molti poeti 
nostrali e stranieri, e dai critici meglio ac- 
creditati. Alcuni componimenti ebbero pure 
l'onore di venire tradotti in tedesco ed in inglese 
(vedi la Quartorly Beuiew dell'ottobre 1878, 



e il bel volume di versi inglesi, pieni del sen- 
timento della natura e di una poetica e pensosa 
malinconia, di Eugenio Lee-Hamilton [Edim- 
burgo e Londra, 1878J, terminato con alcune 
versioni dal Goethe e dal Leopardi, e col » Car- 
nevale > del Carducci e i La Sera del primo 
novembre > dell' Arnaboldi. Classico insieme 
ed ecclellico, l' Arnaboldi dà solo ascolto 
agi' impeti felici del suo cuore e della sua 
immaginazione, sottraendosi, quasi inavverti- 
tamente, alle influenze delle chiesuole polìti- 
che e artistiche. Studiò con oarticalare amore 
i Tedeschi e più degli altri il romantico Goe- 
the, la cui mente egli ritasse con stupendi 
concetti in una poesia che è Ira le sue mi- 
gliori. Nel 1873, quando egli aveva già per- 
duto i genitori e, col lungo studio, sciupata 
la vista (dalla natura concessagli debolissima) , 
r Arnaboldi lasciò l' ufficio di segretario per 
gli studii, presso il Comune di Uiluio, per de- 



AHN — E 

orrìspondenia in un con lettere di Giuseppe 
1 fratello Leopoldo) (Ivi, 1867 , .3 voi.); 

Giuseppe II e Caterina di RusbÌb, loro cor- 
ispondenzap (Ivi, 1669); e per ultimo « Giu- 
eppe II e Leopoldo di Toscana, loro corri' 
pondenza* (Ivi, iSlì). Oltre di ciò l'Arneth 
ubblicAi t BeaumarchaiseSonnenfelsi (Ivi, 
BBS) e f G. C. Bartenstein ed i suoi tempi s 
Ivi, 1811). L'Arneth rappresentò il Circolo 
letterale di Neunkirchen al Pariamenlo te- 
CSM di Francfort ed alla Dieta della Bassa 
ustria nel 1861. Ultimamente terminò il ci- 
lo storico del regno di Maria Teresa, con le 
ne seguenti altre opere : « Maria Teresa e la 
uerra dei self anni» (Ivi, 1875), e «Ultimi 
uni, 1763-80, del governo di Maria Teresa i 
:vi, 1876-77, in 2 voi.). 

Amò (Valentino), scrittore uiemontese 

meccanica, dottore a^gre^ato alla Facoltà 
atPniBtìca dell' Università di Torino , fin dal 
157, ha pubhlicalo, oltre la sua tèsi per l'ag- 
e^zione, i seguenti lavori : ( Nuovo si- 
sma di tastiera e musicograflai (Torino, 
160); ■ Schiarimenti sopra un nuovo siste- 
a di cembalo • presentato all' Esposizione 
iKana di Firenze (Torino, 1861) ; in società 
n l'ingegTiere Angelo BoUiglia, pubblicò 
la « Relazione degli esperìnieoli istituiti so- 
a le Trebbiatrici a vapore. > 

Arnold (Guglielmo), giureconsulto fe- 
sco, professore di Diritto all'Università di 
arburgo, nacque b Borken, nell'Assia, il 
. ottobre 1836. Studiò a Cassel, Berliho, 
delberga, Marburgo, ove si addottora; 
pò aver atteso nel Seminario storico di 
rlÌDo all' insegnamento del Ranke, tornò 
Uarbargo, ove insegnò come privatdocènl 
tìi anni 1850-55; nel 1S55 fu eletto pro- 
sore di Diritto all'Università di Basilea, 
de fa richiamato nel 1863 a Marburgo. 01- 

a parecchi discorsi, prelezioni, disserta- 
ni, pubblicò i seguenti importanti lavori: 
itorìa della Costitu^iono delle città libere 
esche • (Gotha, 1i<5t, in 2 voi.); a Mate- 
lì inediti illustrali per servire alla Storia 
la Proprietà nelle ciUà tedesche • (Basiled, 
il); t Coltura e Diritto dei Romani 1(1868] ; 
edì e peregrinazioni delle schiatte tedesche, 
diale specialmente ne' nomi di luogo del- 
ssÌaa(Marburgo,1875); (Origini tedesche ■ 
]tha, 4879). 

Arnold (Matteo) , poeta e critico inglese, 

professore di poesia nell' Università di Ox- 
d e membro dell' Orìet College nella stessa 
à universitaria, nato il 24 dicembre 18'22 a 
e barn nella contea di Middlesex, ebbe la 

prima educazione a Winchester e Rugby, 
dio dal 1840 in Oxford (Balliol Collie), 

riportò il premio di poesia inglese a Crom- 
I,* e dal 1847-51 fu segretario privato dì 
d Landsdowne , finché venne nominalo 
mare delle Scuole laiche. Nel 184!jpubbli- 
H>tto il velo dell'anonimo ili Buontempone 
UTÌto > ed altre poesie , a cui tenne dietro 
npedocleBuirEtnai(1853,nuovaediz.1868] 
Poe«Ìe*(1^4j 2 voi.), dopo di che fu no- 



— ARN 

minato professore di poesiain Oxford nel 1857; 
nel 18^ mandò al palio ( Merope, > tragedia 
con una Prefazione, in cui sono discussi i prìn- 
cipii della tragedia greca, e nei 1861, Ire let- 
ture ( Sul modo di tradurre Omero,» reci' 
tate all'Università di Oxford. Per commissione 
del GoveiTio imprese nel 1859-60 un viaggio 
in Francia, Allemagna ed Olanda, per istu- 
diare i metodi d' insegnamento in que' paeù^ 
ed espose i risuilamenti delle sue osservazioni 
negli scritti : < Un Eton francese o I' educa- 
zione e lo Stato > (1 864), e a Scuole ed Univer- 
sità sul Continente » (1808). Nel 1865 egli avea 



già pubblicato un volume di i Saggi critici, • 
raccolta de 'suoi ariicoli nei periodici, e nel 1^9 
ne diede in luce un altro delle suepaesie, nota- 
bili per (ìnitezzadi forma. Scrisse inoltre: cCol- 
lura ed anarchia, saggio di crìtica polìtica e so- 
ciale v (1869); f San Paolo e il Protestantesi- 
mo, con un saggio sul Puritaniamo e la Chiesa 
d'Inghilterra» (2' ediz., 1871); «Ghirianda 
dell' amicizia B (1871); a Lezioni sullo studio 
della letteratura celtica » (1868); i Letteratura 
e dogma, saggio per una migliore intelligenza 
della Bibbia d (1873) ; « Dio e la Bibbia b 
(1875). Nel 1877 l'Arnold pubblicò i suoi 
« Ultimi Saggi sulla Chiesa e la religione, > che 
epilogano in modo elegante le sue opinioni 
liberali sopra la religione, specialmente ri- 
spetto al modo con cui essa viene riguardala 
e praticala in Inghilterra. L'Arnold è pure 
commendatore della Corona d'Italia, onoriO- 
cenia conferitagli da Vittorio Emanuele II per 
aver insegnato al giovine Duca di Genova du- 
rante la sua dimoi'a in Inghillerra. 

Amonl (Eugenio), scrittore calabrese, 
direttore del Ginnasio di Nuoro, nacque a Ce- 
licD presso Cosenza il 30 ottobre 1846. Fece ì 



ARN 



— 58 - 



ARR 



primi stodii nel Collegio italo-greco di San- 
t' Adriano in San Demetrio*Gorone ; li prose- 
gui in famiglia e nel Liceo di Cosenza ; li compi 
nell' Università di Napoli , ove s* addottorò in 
lettere. Precoce ingegno, a diciassette anni egli 
fece le sue prime prove come scrittore e come 
insegnante. EgU ha già pubblicato i seguenti 
lavori : e Saggio di storia della Letteratura la- 
tina e italiana; Elogio funebre di Monsignor 
F. S. Basile; Canti popolari, saggio di prose 
e versi; Poche idee suir origine, progresso e 
decadenza della Letteratura greca; Sulla sto- 
ria della Letteratura greca, pensieri e giudi- 
zii ; Saggio di storia della Letteratura greca ; 
Omero e la sua Iliade; Omero e Dante, Man- 
zoni e Guerrazzi ; Amor gentile mutato in 
passione, » romanzo storico, ec. Ma il suo 
lavoro più importante , pel quale egli merita 
davvero la riconoscenza de' Calabresi, è un' ope- 
ra voluminosa piena di preziose notizie storiche 
e biografiche, alla quale s*è accinto, intito- 
lata : a La Calabria illustrata. » Ne sono usciti 
i due primi volumi relativi a Catanzaro e Co- 
senza ; sono promessi altri dieci ; le lodi che 
rAmoni già ne ottenne, devono dargli corag- 
gio per condurla al suo compimento. 

Amoml (Onorato), scrittore francese, 
nato a Limoges nel 1810. Scrisse: a Monsieur 
Marcel, ou l'Ami de la Jeunesse » ^184lV 
« Lettres sur Téconomie politique » (1842); 
« Bibliothèque de la conversation » (1842, 
usci solo la prima parte); «La Vérité sur 
l'empereur Nicolas et les Journaux fran^is » 
(1847) ; « Histoire des opérations militaires 
en Orient » (1854), in società col Ladimir; 
a Sièges mémorables des Fran^ais » (1855), 
(in società col Robert) ; « À Venise , ou la 
Femme du Doge » (1862) dramma in cinque 
atti ; « Les Entretiens du Pére Pascal d (1875). 

Amonld (Arturo), scrittore francese, 
collaboratore vivace e spiritoso di parecchi 
giornali (fra i quali la Revue de Vlnstmction 
puhlique, la Aevue Germanique, la Revue 
Ewropéenne , la Revue Nationale, la Presse 
libre y la Ré forme, le Charivarif le Rappel, 
eie.) : per la sua collaborazione fu soggetto , 
sotto rimpero, a frequenti processi di stam- 
pa. Nacque, come l'About, a Dieuze nel 
1833; prima del 1870 egli avea pubblicato 
i seguenti lavori : e Contes humoristiques ; 
Les trois poètes , nouvelle ; Béranger , ses 
amis, ses ennemis et ses critiques ; l^a libarle 
des théàtres. » L'Arnould divenne nei 1870 
uno de' principali collaboratori della Marseil- 
laise del Rochefort. Soppresso questo giorna- 
le, fondò Le Journal du Peuple, che ebbe 
vita brevissima. Caduto l' Impero , l' Arnould 
fu de' più attivi scrittori deW Avant-garde, 
poi sotto-bibliotecario all' Hòtel-de-Ville fìno 
al 5 novembre 1870. Il 26 marzo del 1871, 
dopo essersi invano interposto per conciliare 
le parti avverse, fu eletto membro della Co- 
mune. Si dichiarò contro i provvedimenti ar- 
bitrarli e contro tutti ^U abusi ed eccessi. 
Pur, dopo r ingresso dei Versagliesi in Pari- 
gi, r Arnould dovette rifugiarsi nella Svizzera. 



Nel 1872, fu condannato, in contamacia, alb 
deportazione. 

Arpesanl (Giustino^ , naturalista e m^ 
dico lombardo, nacque nei 1817 a Milano, ot^ 
insegna Storia naturale nel Liceo Becca- 
ria : è autore di numerosi scrìtti relativi alle 
Scienze mediche, fisico-chimiche e nafuraii. 
— Ricordiamo pure E. Arpesani che diresse 

{)er un anno (nel 1873) in Milano una ecc«i- 
ente Rivista letteraria intitolata: Il CorwegM, 
la quale meritava molto migliore fortuna é 
quella che ebbe. 

Arppe (Adolfo Edoardo), chimico ^ 
landese, professore di Chimica nell'Univer- 
sità di Helsingtors , nacque in Finland. Si ìA- 
dottorò nel 1847 , e fu tosto nominato pro&^ 
sore ; tenne l' ufficio di rettore dell'Universìia 
di Helsingforsdal 1858 al 1869, e di segreta^ 
della Società finnica delle Scienze dai 1855 li 
1867. Pubblicò parecchi lavorì molto pregiati 
di Chimica e Mmeralogia, tra. i quali : e De 
jodeto bismutìco » (1844) ; a De acido pyro- 
tartarico » (1847) ; « Intorno ai prodotti di 
ossidazione cagionati dal grasso, » in tedesco 
(negli Ada Societatis Scientiarum fsnnicae^: 
« Intorno ad una singolare alterazione della 
morfina al contatto dell'acido solforico, • in 
tedesco (negli- Annalen der Chemie uni 
Pharmacie) ; oltre a questo, due dissertaziooi 
in lingua finnica: 1' una a Sui minerali della 
Finlandia ; » l' altra o Sopra gli Alchimisti fio- 
landesi, » ec. 

Arrlieiiliii (Giovanni), naturalista ed 
ap^ronomo svedese, nacque il 27 settembre 
1811: studiò ad Upsala. Nel 1839 pubbk^ 
una Dissertazione intitolata : t Ruborom Sue- 
ciae dispositio monographico-critica ; > nel 
1842 si addottorò; negli anni 1842-1843 put^ 
blicò in svedese una a Terminologia del regn? 
delle piante; » nel 1845, un « Corso elemeo* 
tare di botanica. » Nel 1862 pubblicò pure is 
svedese un a Manuale di Agricoltura svedese.* 

ilrrlghi (eletto), pseudonimo dellavvo- 
cato Carlo Righetti, scrìttore milanese. Nacque 
nell'anno 1830 in Milano; in casa sua, attinti 
dalla geniale cortesìa della nonna, solevano, 
sul prmcipio del secolo, convenire il Veni, ^ 
Monti, il Foscolo, e più tardi, il Manzoni ,>' 
Grossi, il Taverna, Ermes Visconti. Di qw- 
st' ultima compagnia potè ancor godere il Ri 
ghetti nostro fino all'anno 1848, in cui, entrai 
ne' Dragoni lombardi e, dopo tre mesi» pn^ 
mosso ufQciale , prese parte alle battaglie delU 
nazionale indipendenza. Dopo la battagli* ^ 
Novara (1849) egli diede le sue dimissiou i 
tornò a Milano ; vi studiò privatamente la k|- 
gè, poi si recò a prender la sua laurea d'arr> 
cato. Nell'anno 1859 tornò, volontari?! meatf. 
semplice soldato nell'esercito pienaontese, * 
combattè a Tronzano, dove rimase ucciso ' 
capitano Brunetta. Sedette per breve texuf' 
nel Parlamento italiano, come deputato < 
Guastalla; ma se ne ritrasse disgustato doy 
lo scandalo che vi nacque per la Regia. Iniar 
to egli aveva appreso a conoscere iatimameot' 
la nostra vita politica, e se ne valse per la tr 



ì 



ARR 



— 59- 



ARR 



pHce arte sua di giornalista, di romanziere e 
di autore drammatico. Nell'anno 1872 prese 
moglie e fu marito felice, ma per soli quattro 
anni , perch* egli rimase vedovo sconsolato nel- 
r anno 1876. Questi i casi principali della sua 
vita; ma convien leggerne i numerosi scritti, 
per ammirarvi la sveltezza dell'ingegno , il brio 
delio scrittore, T animo indipendente e buo- 
no, e sollecito, a malgrado di una soverchia 
parzialità ed intolleranza, delPonore del proprio 
paese. Nessuno più milanese di lui ; ne' suoi 
romanzi una parte della vita milanese rivive ; 
ed a Milano egli fece pure il regalo di un 
teatro in dialetto, per la costruzione del quale 
spese la bellezza di ottantamila lire, e pel 




'<• -' 



juale scrìsse 35 commedie tra originali e tra- 
lotte, di eui molte furono vivamente ap- 
plaudite. Egli avea creata la Compagnia di 
sana pianta; ma quando essa fa bene adde- 
ntrata ed affiatata, abbandonò il suo fonda- 
ore, portandogli via il r^ertorìo. Col titolo: 
r Facciamo un Teatro nazionale, » Cletto Ar- 
ighi pubblicò pure un opuscolo, inteso a 
:reare in Italia un teatro stabile, con un me- 
odo naturale di recitazione che si avvicinasse 
il porgere degli attori in dialetto. Alla scena , 
'gli avea già , prima della creazione del suo 
Teatro milanese, regalato una commedia che 
^ iischiata (1854) e un dramma applaudito, 
ntitolato: e Divorzio o Duello. » Ma la mi- 
glior fama letteraria l'acquistò Cletto Arrighi 
o'suoi romanzi, tutti attraenti, un po'sca- 
igliati quanto alla forma, ma bene immagi- 
ati, pieni di vita e di colore locale. Eccone i 
itoli: «Gli ultimi coriandoli; La scapiglia- 
iira; La Contessa della Guastalla; Le Me- 
lone^ di un ex-Repubblicano; La battaglia 
ì lagliaoozzo ; Il Diavolo rosso ; I quat- 
1*0 Amorì di Claudia. » Vi si trovano de- 
crìtte al vivo molte scene della vita lombar- 
a, e le figure che si muovono in queste scene 
ono tutte viTe , sebbene talora più abbozzate 



che veramente scolpite; qualche tocco del- 
l' Arrighi è manzoniano. Meriterebbero ora 
tutti Questi romanzi di venire muniti in una 
sene distinta, ed attesterebbero facilmente che 
l'Arrìghi è ancora sempre degno della bella fa- 
ma, con cui fu salutato quando apparvero i suoi 
due primi romanzi. Ma la politica, alla quale 
egli prese paile non felice come giornalista e 
come deputato, alienarono da lui, in Milano 
specialmente , molta parte di quel mondo che 
suol foggiare la rìputazìone degli scrittorì. 
L' indole satirica della sua pubblicazione pe- 
riodica in 22 volumetti, intitolata: La Cro- 
naca Grigia, il ritratto eh' ei fece in modo brio- 
so, ma talora un po' troppo vivo e parziale, 
e però qualche volta ingiusto, de' 450 De- 
putati, gli articoli vani ch'egli sparse in pa- 
recchi giornali , e quelli che egli scrìve ancora 
come Direttore del giornale: L'Unione, non 
erano fatti per conciliargli il favore di tutti. 
Egli è ancora letto da molti, perchè ha V arte 
di farsi leggere; ma il modo risoluto con 
cui espone le idee politiche che gli pas- 
sano per la mente, alcune delle quali pos- 
sono parere strane , ma il più delle volte in- 
vece sono buone e generose , turbano alquanto 
il giudizio più tranquillo e più equo che si do- 
vrebbe poter fare del valore dello scrittore, 
dell' uomo di lettere ed anche del buon Mila- 
nese, che alla sua città natale ha dato tutto 
ciò eh' egli aveva di meglio. 

Arrlvabfue (conte Giovanni), econo- 
mista e patriotta mantovano, nacque nel 1787 
in Mantova. Studiò in patria, ma con poco 
seguito, fin verso l'smno suo trentesimo; a 
dissipar la noia di una gioventù scioperata si 

Srovò a fare del bene e vi riusci , fondando in 
[antova una Scuola popolare di mutuo inse- 
gnamento, che fu, in breve, fre(}uentata da 
ben dugento fanciulli , e eh' egli visitava ogni 
giorno, sebbene dimorasse in villa, alla sua 
Zaita, che dista da Mantova sei miglia lom- 
barde. L'Austria prese sospetto di quelle 
scuole e le fece chiudere; l'Arrivabene sup- 
plicò due volte il Viceré, perché gli fosse con- 
cesso di tenere aperta la sua , ma indarno. 
Per consolarsi di quel dolore , fece con Io 
Scalvini un viaggio in Toscana, nella anale 
occasione egli dovette pur levare dal Colle- 
gio di Siena il figlio maggiore del conte Porro 
e menarlo seco alla Zaita , onde nel settembre 
del 1820 venne con Silvio Pellico a ritirarlo. 
Per avere fatto gli onori dell' ospitalità al Porro 
ed al Pellico nella sua villa, l'Arrivabene 
ebbe a patire prima il carcere, poi l' esiglio; 
ma per quella via trovò pure la gloria. Subi 
alcuni mesi di prigionia in Venezia, quindi 
esulò; essendo egli in Inghilterra, vennero 
fuori nel processo le sue relazioni col conte 
Gonfalonieri, furono sequestrati i suoi beni, 
ed egli stesso venne condannato in contuma- 
cia alla pena del capo (1824). Giunto a Lon- 
dra, l'Arrivabene si ricordò de' suoi poveri di 
Mantova, e incominciò a studiare in qual modo 
fosse ne' pii Istituti inglesi governata e trattata 
la poveraglia. Nel 1828 apparve a Lugano la 



ARZ 



— 61 — 



ÀSB 



[livistamensuale pei giovinetti e dove collaborò 
'ziandio.al Magazzino di Harpcr, e ad altri pe- 
iodici. I suoi « Racconti o Novellette popolari t> 
mmerosissime tendono tutte al miglioramento 
Dorale di qualche classe della società , ed eb- 
)ero uno spaccio immenso. I suoi « Racconti 
ritorno la temperanza ; Lumi ed ombre della 
ita reale ; Racconti pei riocbi e pei poveri » 
in 6 voi.); <r Libreria domestica » (12 voi.), e 
I < Buon tempo avvenire , » furono ristampati 
n Europa e tradotti in molte lingue. 

Arzonioo (Ernesto), letterato lombar- 
io, nato a Milano nel 1819, già professore li- 
eale di Filolpgia classica e di Storia antica, 
>reside nel Liceo Chiabrera a Savona (1876) , 
•ubbiicó Discorsi accademici, Dissertazioni fìlo- 
ogiche, storiche, ec. 

Ail^tfmsen (Pietro Cristiano), natura- 
ìsta, novelliere, biografo, poligrafo norve- 
iano, nacque il 15 gennaio 1812 a Gristia- 
ia, dov*egli vive. Suo padre Ànders era un 
etrato ; sua madre si chiamava Th urina Eli- 
abetta Braun. Giovinetto, dovette interrom- 
ere i proprii studii per aiutare il padre nella 
ibbricazione di strumenti meteorologici. Nel 
833, dopo aver dato un esame , V Asbjòrn- 







m andò maestro rurale ; nel 1837 sostenne 
suo secondo esame. Frattanto, essendo 
laestro di campagna , egli avea incominciato 
raccogliere tradizioni e racconti popolari, e 
ercorrendo le foreste e le campagne , s'inna- 
koma sempre più della natura e la studia- 
ì^m società con Joergen Moe, suo amico 
infanzia e compagno di studii , T Asbjdrnseu 
abblicò negli anni 1842-43 la prima parte 
ella raccolta dei e Racconti popolari della 



Norvegia. » Ma, fin dall'anno 1838, T Asbjòrn- 
sen solo avea, nel Nord di Cristiania, pubbli- 
cato alcuni di que' a Racconti, » e nel 1841 
tradotta in norvegiano una buona parte dei 
d Racconti popolari i dei fratelli Grimm. La 
seconda parte .dei a Racconti popolari norve- 
giani» s'incominciò a pubblicare nel 1844; ma 
esatlHta intanto la prima parte , se ne prepa- 
rò una nuova edizione più completa che ap- 
parve nel 1852, seguita poi da altre edizioni 
numerose , parziali ed accresciute ; intanto ap- 
parvero una traduzione svedese (Stoccolma, 
1868)9 una traduzione tedesca (Berlino, 1847), 
una traduzione inglese (Edimburgo^ 1858- 
1859), una francese (Parigi, 1862). Seguirono 
nel 1845 i « Racconti delle Fate, » che ebbero 
ancor essi l'onore di parecchie edizioni. La for- 
tuna di questi e Racconti » non dipendeva sol- 
tanto dall' attrattiva che destava la letteratura 
popolare norvegiana, ma molto più dalla sin- 
golare maestria dello scrittore e dal fine umo- 
rismo che r Asbjòrnsen spiegava nel riferire 
le novelle del popolo, animando con poetica 
vivacità tutta la natura che egli rappresenta- 
va , onde riusci pure ad esercitare sugli arti- 
sti e poeti norvegiani del suo tempo un' in- 
fluenza tutta benefica. Negli scritti del Welha- 
ven, deiribsen e delBjòernson si trattano talora 
argomenti resi famigliari daH'Asbjdmsen, che, 
in qualche modo, li ha guidati. La produzione 
scenica e Til Soetera » (Nella capanna) di G. P. 
RiÌB è quasi , per intiero , ispirata dal racconto 
dell' Asbjòrnsen: < Una sera nella capanna-, » 
che fa parte dei « Racconti delle Fate. » A 
incominciare dall' anno 1835 , l' Asbjòrnsen 
intraprese ogni anno un viaggio all'estero od 
in Norvegia, che percorse in ogni direzione, 
per istudiarvi ad un tempo la poesia popolare, 
la silvicoltura e l'industria delle torbe. Studiò 
pure la fauna marina, e fece anzi una scoperta 
importante. Nel 1853 l' Asbjòrnsen trovò in 
fondo al Fiord di Hardanger una magnifica 
asteria, ch'egli, mitologo, ricordando il fer- 
maglio che ornava il petto di Freya (Brising), 
chiamò, a motivo della sua forma stellata , la- 
tinamente Brisinga, ed ora è conosciuta dai 
Naturalisti col nome di Brisinga Endecacne- 
mos Asbjòrnsen. La scoperta dell' Asbjòrnsen 
diede poi occasione a nuovi studii importanti 
del professor Sars , V insigne zoologo norvegia- 
no. Parecchi de' viaggi intrapresi dall' Asbjòrn- 
sen furono fatti per conto del Governo ; negli 
anni 1846-47-49-51-52-53 egli viaggiò a ca- 
nee dell' Università ; dal 1856 al 1858 fu in- 
viato dai Governo all'estero a studiarvi le 
questioni forestali ; al suo ritorno egli fu no* 
minato Conservatore delle Foreste, ufficio che 
egli occupa tuttora. In una delle sue escursioni 
all'estero (nel 1849) a bordo della corvetta 
L'Aquila^ visitò le coste del Mediterraneo ; al 
ritorno dal viaggio (1851) pubblicò, in forma di 
romanzo marittimo, un libro che dovea farne 
parte, intitolato : « Ydale, i> che suscitò tutta- 
via un grave scandalo , per i giudizi! un poco 
troppo liberi che l' Asbjòrnsen si lasciò sfug- 
gire sopra la marina scandinava. Intanto fra 



ASC — ( 

Ma parrocchia d'Idde il 27 giugno IS'22: 
>I 1846, venne sfregato come slatistico al- 
Università dì Cristiania, e nel 18b2 nominato 
'afeEsore dì diritto nella stessa Università! 
embro diparecchie Commissioni governative, 
I dal I8t}8 e^li fa parte dello Storlhing. 
opera sua più imporlante e profonda s'incO' 
inciA a pubblicare a Cristiania nel 1866, 
tto il lìlolo : 1 11 diritto pubblico delia Nor- 
già. I L' opera si compone dì tre parti: la 
ima, che torma un volume di 604 pagine e 
e serve come introduEione , tratta del Ca- 
rni) norvegiano fino all' anno 1814, la Be- 
nda parte è un commento dello Statuto 
>rvegìano; la terza illustra il diritto ammi- 
itralivo della Norvegia. Nel 1878 egli pub- 
ico ana monografia sopra 1 1 vicini proprie- 

AMhenmn (Paolo Federico Augusto), 
tanice tedesco, nalo il 4 giugno 1834 a Ber- 
0, compi i suoi Btudii in quel Ginnasio e 
'Università, ov'ebbeuna cattedra. Nel 1873- 
accumpagnò come botanico il celebre viag- 
tore africano Rohlfs nella spedizione al De- 
to Libico, e nell'inverno seguente fece da 
un viaggio alla Piccola Oasi in quell'istesso 
«Ho. Ambedue questi viaggi conlribuìrono 
aisEÌmo a far conoscere le condizioni bola- 
be di quelle regioni inesplorate. Il capola- 

dell' Ascherson è la e Flora di^l Brande- 
'goR ^Berlino, 1864V in cui fu applicato il 
ema ael Braun. Collaborò anche alle opere 

suilodato Rohlfs e del non meno celebre 
iweinfurth, e pubblicò col Kanitz : t Cala- 
js cormopfaylorum,etc., Serbiae, Boaniae, 
D (Klausenborgo, 1877). Numerosi articoli 
botanica , geogralla ed etnografia Irovanai 
e eifemeridi relative di queste scienze- 
AmmU ^Graziadio laaia) , orientalista e 
lologo italiano, nacque in Gorizia il 16 lu- 
1829.Isuoi parenti, ricchi mercanti israe 
lo destinavano al commercio ; egli non lì 
bbedi , ma, chiamalo dal proprio genio agli 
iii linguistici , attese , nelle ore cr ozio, ad 
con ingegno ostinato e penetrante. A quin- 
anni egli componeva un prezioso libretto 
parativo per dimostrare leaftìnilà deldìa- 

1 friulano col valacco, libretto che vien 
mentato nel Biographiichea Lexicon di 
)na,eGheìl Miklosìcbeil Schuchardt rani- 
(ano ancora. Dopo quel saggio, pel guale 
mcino mostrava le unghie, l'Ascoli si rac- 
eperunadiecina d'anni a studiare; quando 
irvero 1 suoi s Sludìi orientali e linguistici u 
ano, 1854-1855), essi annunziarono (osto 
rrande maestro La sua erudinone nelle 
leorienlsli apparve cosi vasta come sicura; 
le indagini erano nuove per la maseìraa 
i e profonde ; se fu infelice, letteraria- 
le parlando , U saggio di traduzione pne- 
lei i Naia D edegli i Inni vedici, i rimane 
vìa all'Ascoli il merito d'aver primo in 
I tentalo di tradurre i più antichi inni in- 
i. Qualche articoletto dell'Ascoli si legge 

nella Rivinta Ginnatiale di Vienna. Il 
me poi degli • Stndii crìtici n mostrò come 



— ASC 

la critica dell'Ascoli nel campo linguistico sia 

profondamente ricostruttrice. Venuto l'anno 
1860, fu offerta all'Ascoli la cattedra di Glot- 
tologia comparala , che egli copre ora in 
Milano da diciotto anni, e dalla quale non 
insegna soltanto a' suoi pochi seolari , ma an- 
cora a tutti gli studiosi di Glottologia , che leg- 
gono i suoi scritti, specialmente dopo che di- 
venne pubblico patrimonio la prima parte del 
suo corso linguistico, ossìa ì i Corsi di Glot- 
tologia, V sia a Lezioni di Fonologia compa- 
rata B (che vennero già tradotte in tedesco, e 
che aappiaibo pure, per opera del Whilney , 
divulgate negU Stati Uniti d'America). L'Ascoli 
si circoscrìese specialmente nelle sue lezioni 
ai tre grappi indo-iranico , greco-latino a ro- 



Iuistiche imporlanli. Nel ci , 
ogia indiana, citeremo, oltre al citato volume 
di lezioni, i suoi hei * Saggi indiani, ■ ove 
importano specialmente le mdagini intraprese 
sopra alcune forme pracritiche. Nel campo 
romanzo sono memorabili i i Saggi ladini, a 
monografia classica, sopra la sezione forse più 
ignorata dei dialetti italiani , coi quali s' inau- 
gurò quetl'n Archivio Glottologico Italiano, > 
che , diretto dall'Ascoli in società col professor 
Flecbia, ha dato una spinta vigorosa ed intie- 
ramente sciénlilìca ai noslii studii dìaleltolo- 
gici. L' Italia decorò l'Ascoli con la croce del 
Merito civile. L'Accademia di Berhno premiò 
i < Saggi ladini > col premio Bopp. Altre ono- 
ranza ebbe quindi l'Ascoli dalle altre primarie 
Accademie europee , quelle specialmente di 
Vienna , di Pietroburgo e di Francia che lo 
a^regarono a sé. Nel 1863-1364 l'Ascoh ave- 
va tentalo l'avvicinamento del gruppo lingui- 
stico semitico col gruppo linguìstico ariano ; 



ASE —t 

ilifo non ebbe seguito, ma i eaol 
> Nesso ario-semilico > daranno pur 
leogni qualvolta» ritenterà la prova, 
gna di un grande ed originale inge- 
I più fortunato fu il eoo volume 
edeeco aopra i zingari e la loro Un* 
ato: a Zigeuneriscties, vcheUPott 
e complemento del buo libro sopra 
Nello scorso anno, l'Ascoli si ri- 
al campo celtico, pubblicando ed 
: a II Codice Irlandese dell'Ambro- 
tl Congresso degli Oritintalìsli di Fi- 
tto una serie d iscrizioni medievali 
«perle recentemente nelle Puglie, 
e Sassanidiche del Museo di Napo- 
nelinalmentedii Saggi critici scom- 
lelletlile scientifica del nostro illu- 
logo, minuto e paziente, e al tempo 
irato, nelle sue indagini, vero pa- 
della linguistica: come scrittore, 
n può dirsi molto elegante; qualche 
I linguaggio, per isludio di conci- 
CB alquanto oscuro e sibillino; lut- 
ilcuni anni in qua, s'ò fatto molto 
e disinvolta. Dopo che il Manzoni 
uestione della Imgua in Italia, e 
prese anch' ceso ^arte, egli sembra 
accarezzato maggiormente la forma 
'itti, e alla precisione che non gli è 
ai avere aggiunta una certa spiglia- 
ìi desiderava. 

itruiA (J. A.), biblioQlo svedese, 
trio dell' Accademia delle Scienze di 
, la sua ei-udlziooe bibliografica si 
vigliosa. Speriamo poterne dare 
^^gior notizia in un foglio del Sup- 

ft (Adamo), poeta polacco, nacque 
tterabre dell' anno i838, nella villa 
in Polonia. Fece i suoi primi studii 
le della sua città natale fino al- 
5. Nell'anno 1857, egli entrò nel- 
a MedicO'Chii'urgica di Varsavia, 
I poi a proseguire i suoi studii me- 
iversttà di Breslau, negli anni 1859 
ito quindi la direzione de'proprìi 
ndosi neir anno 1861 all'Università 
«rg, per attendervi alia Filosofìa 
I e alle Scienze sociali. Sul fine del- 
16, eg\i vi sì addottorò in Fìlosofla. 
I tenuto come il primo de' poeti 
illa nuova generazione; i suoi pri- 
letici apparvero nel Giornale Lette- 
>opoli verso il One dell'anno 1364. 
nelle sue poesìe una squisita delì- 

ìdealilà. Seguirono : « L' Eliotro- 
iosa commedia in un allo in vers*, 
iresentata Bui teatri di Varsavia , di 
li Lembei^ e di Posen ; ì due volu- 
iaie lìriche s pubblicati sotto il pseu- 
El-y (un terzo volume di sue poesìe 
itampando); i La guerra de' parti- 
edìain dueatti in prosa, scenedella 
ina; ■ Cola di Rienzi, i dramma in 

in prosa, il migliore forse fin qui 
von lelterarìi, rappresentato con 



ASP 



65 — 



ÀSS 



Stona ed Archeologia finno-ugrica , inserite 
Ile Riviste scientiliohe finlandesi (Sitomi, 
55, 1870-1871; Kitiallinen Kuukauslehti, 
59-1875, e nella Rivista della Società fin- 
idnse di Archeologia) ; ce II Castello e la 
3viocia di Korsholm nel Medio Evo » (Hel- 
gfors, 1869); « Savonlinna d (descrizione 
rìca di questo Castello dall'anno 1475 al 
^5, anno in cui la monografia fu pubblica- 
; « Primi materiali di Archeologia finno- 
•ica» (Helsingfors, 1871); in lingua fran- 
e, r Aspelin ha pubblicato i seguenti lavori : 
per^u dea périodes préhistoriques en Fin- 
de » (negU Atti del Congresso di Bologna, 
1); «r Aperpu des périodes oréhistoriciues 
is le Nord finno-ougrien » (negli Atti del 
ìgresso di Stoccolma, 1874); a De la civi- 
tion préhistorique des peuples permiens 
ie leur commerce avec TOrient » (negli 
i del Congresso degli Orientalisti di Pie- 
)urgo,.1876); « Du groupe arctique et des 
ons, et Chronologie de Tàge du bronzo 
i-ouralien » (negU Atti del Congresso di 
Ih, 1876); « Antiquités du Nord fìnno- 
rien » (Helsingfors, 1877-1878); « Anti- 
és du Nord finno-ougrien » (presentato 
Esposizione universale di Parigi, 1878). 
AMpÌM Teofllo, poeta polacco, nato in 
savia. Avendo terminato i suoi studii a 
roburgo, si avviò all'insegnamento. Fra i 
componimenti poetici, scritti con molta 
i in una forma elegante , si distinguono : 
Ivatore; Il Sogno del Rinascimento; La 
imite. » 

Aflqaerlno (Eusel^o) , autore dramma- 
spagnuolo, che feri i tunzionarii pubblici 
ireccbie delle sue commedie, tra le quali: 
vero benefattore; Spagnolo prima d'ogni 
: I due tribuni. » 
^■Twlrt Vedi Quinet. 
AsfléUne (Luigia scrittore francese, na- 
el 1829 a Versailles, nel 1851 si licenziò 
*itto. Fu, per parecchi anni, impiegato 
Casa Hacnette: nel 1865 tenne confo- 
s sul Diderot, che furono pubblicate nel 
; fondò La libre Pensée, giornale ma- 
Jsta., e poi La Pensée nouvelle, e col- 
•ò a\V Encyclopédie Generale, del Mot- 
he rimase interrotta nel 1869. Nel 1870 
10 dei Sindaci di Parigi; nel 1871 venne 
ì deputato al Parlamento. Nel 1872 prese 
sto ai Pascal Duprat nella direzione del 
*le Souverain, ma vi durò poco, e passò 
ippel. Scrisse, oltre il Diderot, « Sous 
apins » (1869); a Les Nouveaux Saints » 
\)\ a Sa Majesté le Maire » (1875). 
mmwitùig (Ludmilla^, figlia della poetessa 
Maria, nata Vamnagen von Ense, na- 
il 22 febbraio 1821 in Amburgo e si ri- 
dopo la morte del padre, nel 1842, j 

suo zio , il celebre Varnhagen a Berli- 

01 quale visse nella massima intimità, e 
tezzo del quale strìnse anche amicizia 
Alessandro Humboldt, col principe di 
er ed altri uomini illustri. Sue prime 

importanti furono le biografie : « La 

Dizionario Biografico, 



contessa Elisa di Ahlefeldt v (Berlino, 1857) 
e «Sofia de la Roche, l'amica di Wieland » 
(Ivi , 1859) , accolte con plauso meritato. In- 
caricata , dopo la morte di suo zio , della pub- 
blicazione de' suoi scritti postumi , diede pri- 
ma in luce lo e Lettere di Alessandro Humboldt 
a Varnhagen von Ense » (1-5* ediz., Lipsia, 
1860), che levarono molto remore come quelle 
che rivelarono , fìra le altre cose , in quel Prin- 
cipe degli scienziati mia vena satirica e sarca* 
stica contro la Corte di Berlino. Maggiore 
scandalo suscitarono i a Diarii t> (Ivi , 1861-71 , 
in 14 voi.), quantunque contengano^ senza al- 
cun dubbio, materiali storici preziosi^ ma da 
adoperar con cautela e discernimento. Un pro- 
cesso incoato , dopo la pubblicazione del 'ó^ e 
4^ volume, in Berlino all'Editrice per man- 
canza di rispetto ed offesa al Re, terminò nel 
1863 colla sua condanna ad otto mesi di car- 
cere, e in un secondo j>rocesso, dopo la pub- 
blicazione del 5^ e 6** volume, fu di bel nuovo 
condannata nel 1864 a due anni di carcere. La 
signora Assing aveva già posto dimora a Fi- 
renze nel 1861, e continuò a dimorarvi anche 
quando l' amnistia del 1866 l^ schiuse il ri- 
torno in patria. Molto occupata a Firenze col 
repubblicano Piero Cironi, pubblicò, tradotti 
in tedesco, due scritti di lui: a La stampa 
nazionale in Italia dal 1820 al 1860, » impres- 
so nel Piovano Arlotto y e e L'Arte dei ri- 
belli » (Lipsia, 1863); o gli dedicò anche la- 
vori biografici : e Vita di Piero Cironi » 
(Prato, 1865) e « Piero Cironi, Contribuzione 
all'istoria della rivoluzione in Italia» (Lipsia, 
1867). Si mise pure in quegli anni in diretta 
corrispondenza col Mazzini, che andò a visi- 
tare a Londra. Oltre di ciò pubblicò in più 
.volumi la a Corrispondenza fra Varnhagen 
von Ense e l'Oelsner » (Stoccarda, 1865), ed 
una traduzione tedesca aelle <r Opere del Maz- 
zini » (Amburgo, 1868, in 2 voi.). Le sue 
pubblicazioni più recenti sono una bella « Bio- 
grafia del principe . Ermanno di Pùckler- 
Muskau» (Amburgo, 1873, ove mandò pure 
al palio il suo a Carteggio » e i suoi Diarii d); 
i « Giornali di Federigo Gentz; :» e « Dalla 
vita del cuore di Rahel , Lettere e pagine di 
diario » (Lipsia, 1877). Nel 1874 sposò l'uffì- 
ziale Cino Grimelli , che si suicidò in Firenze 
nello scorso anno 1878, ^ià diviso da lei per 
sentenza di tribunale, a richiesta di lei stessa. 
AMM>llailt(Giovan Battista A lfredo),scrit- 
toro francese, nacque nel 1827 ad Aubusson, 
e si avviò alla carriera dell' insegnamento , che 
abbandonò poi per recarsi agli Stati Uniti, 
onde tornò presto molto disgustato, pubbli- 
cando nella Revue des Deux Mondes alcune 
vivaci novelle, ove si rappresentava la vita 
americana sotto colori molto accesi, ma poco 
simpatici (1858). Seguirono: a Deux amis en 
1792; Brancas; La mort de Roland; Histoire 
(antastique du célèbre Pierrot; Karl Brunner; 
Marcomir; Jean Rosier; Rose d'amour; Ga- 
brielle de Chéuevert ; Une ville de garnison ; » 
e numerosi articoli , bozzetti , opuscoli politici. 
Nel 1870 pubblicò: « Un millionnaire ; i> nel 

5 



AUB 



- 67 



AUC 



.» 



isr 



iotivo di ana ìanp. malattia sopravvenuta, non 
)tè terminarvi i^uoi studii se non nel 1832; 
anno dopo vi fu eletto professore di Filoio- 
t latina, con incarico di dar pure lezione 
1 Seminario filologico, e di comporre un 
ogramma latino per le due feste annue del - 
ni versila: in que' Programmi egli trattava 
'stioni critiche e d' interpretazione del 
lo, di grammatica latina e di storia lette- 
la. Dopo la pubblicàzibne della celebre 
raromalica comparata » del Bopp, TAubert 
]<;' primi a tener conto de' resultati della 
uistica ne' suoi corsi sopra la fonetica , la 
ione e la formazione delle parole nella 
'la latina. I suoi lavori trattano, per la 
sima parte, questioni di Filologia latina. 
i citati Programmi si ricordano special- 
te i seguenti : a La critica deWHéautond- 
cmmosdì Terenzio t (1833-1835) ; « Que- 
ìb grammaticale relativa a Tacito » (18d6); 
lettera al Madwig: a De accusativo cum 
tivo in enuntiatis relati vis » (1839); « Una 
i del libro dell' Hansen sopra il sistema 
proposizioni latine » (18-38-1839); a Que- 
di Grammatica latina relativa al gerun- 
M840); ff Observationes criticae in pri- 
Giceronis Antonianam » (1841); a De 
sdam casualium Formis, » specialmente 
il genitivo de' pronomi (1843*1844); 
no all'Autore dei Mimiambi » (1844). 
<50, l'Aubert, pubblicò una Memoria in 
> sopra alcune specie di genitivo latino. 
Hivista di Filologia e d% Pedagogia di 
i^'a inseri gli scritti seguenti: e Del- 
<vo dopo il comparativo latino » (1860) ; 
i alcuni passi delle Satire d' Orazio » 
. e Delle proposizioni correlative for- 
m quo-eo, quanto-tanto ^ seguite dal 
itivo » (1863) ; « Adnotationum in pri- 
oratii Epistoiarum iibrum, specimen » 
Nella rivista Nor (il Nord) .di Gristia- 
^>licò uno scritto :a Sopra il sistema della 
(1845); nella Rivista della Lettera- 
(^listiania un articolo critico : « Sopra 
■iodi Fedro del Schónin^» (1852). 
• tu dell* Accademia di Cristiania , della 
;ti è membro y come pure di quella di 
iin, l'Aubert pubblicò: < Il senatus- 
di Tisbe , » interpretazione di un te- 
nto, ove l'Autore tien conto de' lavori 
ir t, Mommsen, Madvig (1876). Sepa 
te l'Autore stampò : < Le particelle 
ili parecchie lingue indicano la re- 
l membro subordinato dopo il com- 
(1859), e la sua opera capitale: a Se- 
ssione verbale del latino » (Cristiania 
voi. di pag. 323), ove l'illustre Au^ 
1 di tutte le forme verbali latine con 
iella Grammatica comparata. È spe- 
' di quest' opera l' editore Teubner 
[)ubblichi presto una versione tede- 
possa far conoscere ad un maggior 
' i^diosi. La famiglia dell'Aubert è' 
trancese; le qualità morali di que- 
e filolo^ gli meritarono poi il se- 
i complimento di un latinista: < An- 



lo 



tiaua Romana illa virtus et severa in ilio . 
splendet. » 

Aubertin (Carlo), scrittore francese, 
^nacque nel 1825 a Saint-Dizier. Si addottorò 
'in lettere a Parigi nel 1857. Fu quindi suc- 
cessivamente professore alla Facoltà lettera- 
ria di Digione, Maitre de conférences alla 
Scuola Normale di Parigi , rettore dell'Acca- 
demia di Glermont (1873), poi di quella di 
Poitiers (1874). Oltre gli articoli pubblicati 
nella France e in altri giornali, e le edizioni 
di Orazio, Virgilio, Sallustio, Fedro, Boileau, 
La Fontaine, etc., da lui curate, pubblicò i se- 
guenti lavori : « Gompositions littéraires fran- 
gaises et latines » (1854); a Étude critique 
sur les rapports suppose» entro Saint Paul et 
Sénèque » (1857: era la tèsi del suo dottorato, 
che svolse poi più ampiamente nel 1869 nel 
lavoro intitolato : a Sénèque et Saint Paul, » 
premiato dall' Accademia francese , ove si di- 
mostra che San Paolo e Seneca non si conob- 
bero) ; ce De sapientiae doctoribus qui a Cice- 
ronis morte ad Neronis principatum viguere d 
(1857) ; <r L'Esprit public au XVIIl siede » 
(187*2, premiato dall' Accademia francese); «Les 
Originesde la Langue et de la Poesie frangaises » 
(1875); ce Histoire de la LangueetdelaLilté- 
rature frangaises au rneyen-àgie » (1876): opera 
importante, ove si epilogano giudiziosamente 
e con chiarezza i lavori filologici di quest'ultimo 
ventennio. 

Aublneau (Leon»') , pubblicista francese, 
nac(|ue in Parigi nel 181o. Fu collaboratore del 
Veuillot neir Ùnivers Religieux, poi nel Monde^ 
infine nell' Univers dove scrive ancora , come 
pure nella Revue Littéraire che gli serve di 
appendice. Tra i suoi scritti si citano : a Les 
Jésuites au bagne » (1H50); a Critique gene- 
rale et rófutalions » (1851 , diretto contro le 
dottrine di Aug. Thierry); « Les servìteurs de 
Dieu ì> (1860, in due voi.) ; « Histoire des pe- 
tites scBurs des pauvres t> (1852); « Vie de 
la reverende mère Emilie » (1855); « Notices 
liUéraires sur le XVllI sìècle » (1859); « No- 
tice sur M. Desgenettes » (1860); « Vie du 
bienheureux Bénoit Joseph Labri » (1873); 
« Paray-le-Monial et son monastèro de la Vi- 
sitation » (187H), etc. 

Anooo (Giov. Leone), giureconsulto e 
amministratore francese, consigliere datato, 
e dal 1875 presidente della Sezione de^ lavori 
pubblici, nacque nel 1828 a Parigi, ove fece 
1 suoi studii. Oltre numerosi articoli nelle Ri- 
viste giuridiche ed economiche, pubblicò i 
seguenti lavori : a Des obligations resp^ctives 
des fabriques et des Communes relati vement 
aux dépenses du eulte » (1858); e Des sec- 
tions de Communes» (1858); « Voirieur- 
baine » (1862) ; a Les sections de Communes et 
la Loi du 28 juillet 1860» (1863); « Introduc- 
tion à l'étude du Droit administratif » (1865);^ 
« Garactère des actes administratifs » (1869); 
« Conférences sur l'administration » (1869- 
1870, in 2 voi.); « Des réglements d'adminis- 
tratìon publique » (1872); a Observations 
sur la Codification des lois » (1874); a Du r^- 



AUD — ( 

il Clero; s un'edizione italiana e un'edizione 
inceM il v Dirìito pobblico della Chiesa e 
'Ile Geoti cristiane, ■ in tre volumi ; e l' i Idea 
lionate della Diplomaiia ecclesiastica. • 
Audisio è pure autore di una <■ Storia reli- 
oia e civile dei Papi, • in cinque volumi , p 



- AUD 

il suo primo nome di Felicitè Olympie de 
Jouval. Esordi con un giornale inlitolatu: Le 
Papillon. Inlorno al Papillon farDilleggiavano 
alcuni Ecritiòri francesi di grido, come Ales- 
sandro Dumas padre, principale patrono, 
Teofllo Gautier, Michelet, Houssaye, Méry, 
Enault, Moncetet ed altri. Alla morte dì uno 



rondarne , nell' anno i 
La RevuB Coemopolite , che non piacque al 
Governo imperiale, dal quale venne soppresso. 
Parecchi degli scrìtti della signora Audouard 
hanno un carattere polemico vivacissimo, che 
contribuì non poco a crescerne la notorietà: 
le sue risposte al senatore Dupin, al Dumas 
llglio sopra i'Homme (emme, i suoi essalli 
contro l'Impero, contro l'Haussman ed altri 



imperialisti rivelarono un ingegno eletto, ma 
sfrenato. La signora Audouard non ha mai 
misurato troppo le sue parole, e non conosce, 

3uando scrìve, la lima; poiché, ella crede, le 
enne sono condannate a rimaner fuori delle 
Accademie, [lerchè si daranno la briga di fog- 
giarsi uno stile accademico? La signora Au- 
douard è una emancipatrice. Si direbbe da'suoi 
libri che essa concepì un odio implacabile 
contro il nostro sesso. « Guerre aui hommes; 
Comment aiment les hommes; Gynécologìe 
historìque ou t'histoire, de la femme depuis 
EÌx mille ans, > sono opere di polemica contro 
gli uomini^ né fummo risparmiali dì piiì 
nelle sue descrizioni un po' lecere dì viaggio, 
ove sì trovano, in ognì modo, pagine vivaci 
ed attraenti. < Les mystères des l'Ègypte; 
L'Orientet les Harems; North America; La 



AUE - ■ 

51), nel ifualB tolse a deBcrìvere le condi- 
ci sociali dopo la rivoluzione , ma che fu 
liticalo saveramente dalla crìtica. Più tardi 
raoTà a Dresda e. dal 1859, dopo essersi 
m mogi iato, si stabili detlnilivamente aBer- 
0, ove ancora si trova. Gli Bcrìtli pubblicati 
ir almanacco il Compare comparvero riu- 
i sotto il titolo , 1 Forzierìno del Compare a 
occarda, t85Cj, Nei racconti posteriori: «La 
jliai {Ivi , 1856, 15' edii. 1873), tradotta 
q oasi tutte le lingue euro per; nelv Giuseppe 
Ila neve » (Ivi, 1861), tradotto in. italiano 
Ilo Slralforello, e nell' i Edelweis t (Ivi , 
M),rAuerbacli tornò nel campo del racciinto 
Qpagnoolo senza però giungere alla prima 
Dpticità e naturalezza , comecché con effetto 
epìloso.Dal 1858-69 pubblicò anche annual- 
nie un o Calendario del Popolo.» Nel suo ce- 
re romanzo: ilnAltOD [Stoccarda, 1865, 9* 
E. 1373), tradotto in italiano dal compianto 
Beoedetti. l'idillio campestre con tutta 
freschezza primitiva ei marita alla vita di 
te, TDa il romanzo è riboccante , saturo, per 
stema lltusotlco, lo spinozi- 



).Nel 



sivo : a Una ce 



sul Reno D (Stoccarda, 1870, 3'ediz.), 
lotto anch' esso dal De Benedetti, la peda- 
la , la psicologia , 1' estetica , ec., una coltu- 
. insomma, di pensieri e riflessioni, pro- 
li e pellegrini, se vuoisi, diluisce il rac- 
le e stanca il lettore. Come la piiì parte 
li scritti dell' Auerbach , questo romanzo 
islampalo piò volle in America. 11 libro: 
.nuovo nostra» (Ivi, 1871, 2» ediz.), é 
raccolta di presagi e di osservazioni (la 
parte politiche ed etnografiche) fatti du- 
e la guerra fi-anco-ledeac? del 1870-71 
'Auerbach addetto al quartier generale del 
nduca di Baden; e u Per la buon'ora* 
«carda, 1872), é un'altra raccolta di rac- 
.i popolari già pubblicati, splendidamente 
Irata con disegni. Tra' suoi scritti più re- 
i regislrererao; a Waldfi'ied, Storia patria 
amiglia > (Ivi, 1874), ove sono rappre- 
ati i martini de' patriotli tedeschi ; < Mille 
ueri del collaboratore d (Berlino, 1876); 
pò trent'anni, u nuovi Racconti del vil- 
io (Stoccarda, 1876); i Niccolò Lenau b 
ma, 1876), ed il romanzo: » Land olino 
eutershòfen » (Berlino, 1878); si annun- 
inconi di lui un recentissimo romanzo In 
ibri, intitolato: « Forstmeister. > Quando 
più la guerra franco -prussi ana , l'Auer- 
I, patriota ardente, si trovava nel suo vii' 
IO nativo ed espresse i suoi sentimenti 
un foglio volante, intitolato: «Che cosa 
: il Francese e che cosa vuole il Tedesco. r> 
ilo foglio , che fu venduto a centinaia di 
iaia di esemplari , valse non poco a fortifì- 
ne' Tedeschi del Mezzogiorno il pensiero 
lesiderio dell' unità germanica. Indirizzò 
io quella occasione una lettera pubblica 
:tar Hugo, colla quale l' Auerbach inten- 
a dimostrare al popolo fiancese stesso il 
o sacrosanto cbe avevano i Tedeschi di 
»irsi; la descrizione dell' assedio di Stras- 



- AUF 

burgo, inviala allora in forma di lettere alla 
Gazieltad'Aujnutd, il notoproclama agli Alsa- 
ziani pure sono opera sua e si trovano riuniti 
neir opera citata, iptitolala : Wieder Unter (Di 
nuovo nostra. M filosofi non possono finalmente 
dimenticare che fin dal 1841 l' Auerbach avea 
pubblicato un' intiera versione delle opere 
dello Spinoza, con una larga biograda del 
grande Filosofo attinta alle fonti. Nel 1841 
apparve a Stoccarda la seconda edizione dili- 
gentemente riveduta ed accresciuta di questa 
traduzione. Nell'estate passato, i giornali an- 
nunziarono un viaggio dell'Auerbach in Olan- 
da, per farvi nuove ricerche intorno allo Spi- 
noaa, e preparare un libro per l' occasione del 
monumento che s' inalzerà all'Aia in memoria 
del sommo Filosofo, cui nessuno ha forse stn- 
dialo meglio dell' Auerbach , uno de' pochi 
tirandi scrittori che abbiano , nel tempo nostra, 
fatto servire la letteratura amena ad alti e 
profondi intenti civili e Qlosofìcì. 

Anftreollt (Teodoro) , celebre orientali- 
sta, dotto nelle antiche lingue indigene e nella 
Filologia comparala indo-europea, nalu il 7 
gennaio 1822 a Leschnìt nell' AttaSiiesia, 
studiò nel Ginnasio di Oppeln, ove si applicò 
con ardore allo studio del tedesco antico, e 
studiò quindi filologia a Berlino, 1842-46, ove 
assistè principalmente alle lezioni dei Bopp , 
Boeckh e Lackmann, e strinse i - - -- --- 



A. Eirchhoir, A. Kuhn ed A. Weber. Dopo 
essersi graduato nel 1848 ad Halle, si laureò 
nel 1856 a Berlino, ove diede sino al 1852 le- 
zioni di sanscrito e dì antiche lingue germa- 
niche. Pubblicò in quel turno col Kirchhoff: 
«Monumenti Umbri > (Berlino, 1849-51, in 



AUG 



— 73 - 



AUG 



torà inesperto delle infinite arti del &rsi va- 
lere sdegnava ogni artifizio estraneo al pro- 
prio valore, respinse «La Giguè. » L'Augier, 
senza smarrirsi , ricorse air Odèon. Quivi la 
!H)mn)edìa trovò cortese ospitalità nel diretto- 
re, una buona interpretazione negli attori, ed 
an insperato favore nel pubblico. Gli era ap- 
punto quel ritornare ai buoni studii dell* an- 
ichità senza pedanterie, senza soverchie li- 
senze, senza escludere il brio ed il buon gusto, 
;be era andato a sangue degli spettatori ma- 
ravigliati. E qui è giusto dire a lode della Gom- 
nedia Francese , che non passavano due anni 
uteri, che, con ammirabile resipiscenza, essa 
registrava nel suo repertorio a La Giguè, » e nel 
1848 apriva le sue porte al poeta ricco d* una 
)iù bella fronda d'alloro, mercè « L'Aventu- 
lère, ^ commedia in cui comincia a rivelarsi 
1 fare particolare dello scrittore, voglio dire 
' impronta viva e sicura dei personaggi , e la 
lemplicità della favola, e Gabrielle, » rappre- 
tentata nel medesimo Teatro, Tanno seguente, 
>ttenne un successo straordinario, sebbene la 
avola non sia sempre verosimile e difetti 
l' azione, e L'Aventurière » è commedia mi- 
gliore per invenzione e impronta di caratteri ; 
na sopr#tutto le cose teatrali hahent sua^ 
"aia, e il destino di auesta era di capitare 
)roprio neir inverno burrascoso del 1848: 
iella « Gabrielle, » se la favola difetta di 
novimento e s* aggira sopra una situazione 
)ressochè persistente , gli affetti sono più vivi 
i moderni. Meglio; e' è cosa che parve novità 
irande, la riabilitazione del marito a spese 
ieir amante. La scuola degli Antony ^ dei 
Ruy-'blas era matura per una reazione, e la 
eazione cominciò col plauso concorde , con cui 
pubblico e stampa accolsero la a Gabrielle. » 
^è tanto favore parve premio sufflciente al 
brtunato poeta , che V Accademia di Francia 
[li aggiudicava un premio di ben settemila 
ire. La vera novità da osservarsi nella fat- 
ura della «Gabrielle, » come in altre com- 
nedie, pef non dire addirittura in tutte, del- 
'Augier, è questa, che, mentre la maggior, 
»arte degli scrittori drapamatici sacrifica il do- 
ere all' impeto delle passioni , egli sacrifica 
[ueste^l dovere. Forse la sua commedia ra- 
iona qualche volta più che non cammini , ed 
t più ammirabile il predominio della ragione, 
^e non quello della verità del colorito e delle 
nazioni; ma la vivacità del dialogo sempre 
fguto e logico, il valore delle argomenta- 
ioni, e forse più che ogni altro suo merito 
Dcontrastabile di stile e di condotta, il corag- 
io aristofanesco con cui assale le ipocrisie , 
pregiudizi! e gli errori della società contem- 
oranea, esercitano un fascino cosi irresisti- 
iJe sugli spettatori , che ogni altra considera- 
tone viene meno, scolorisce, tace, sotto 
impressione profonda e semj^re sana di 
n'arte studiata nel vero e nel vivo, animata 
at un pensiero onesto , e svolta con mezzi 
icisivi. « Le joueur de flùte » (1850) , come 
ià e L'homme de bien » (1845), sebbene con- 
messe uno squisita studio psicologico, e il li- 



bretto della « Sapho » (1851) scritto pel Gou- 
nod, non ebbero cosi felice esito. Né la 
«Diane» (1852), in cui il poeta, aj pari di 
Victor Hugo nella « Marion Delorme , » pre- 
senta la figura di c^uel duca di Richelieu nel 
tempo, in cui, contmuando Topera di Luigi XI 
e preparando quella di Luigi XIV , lavora per 
conseguire la preponderanza assoluta ed esclu- 
siva della monarchia sulF aristocrazia, riusci 
a piacere in modo degno dell'Autore del- 
l' « A venturièro » e della « Gabrielle. » Dopo 
«Les Méprises de l'amour» (1852), lo scrit- 
tore move più sicuro il passo, e ormai ogni 
nuovo suo lavoro segna un trionfo. « La pìerre 
de touche » e « Philiberte » (185 5) ; « Le ma- 
riage d'Olyrape » (1854) ; « Le gendre de Mr. 
Poirier» e « Ceinture dorée » (1855); « Jeu- 
nesse » e « Les Lionnes pauvres » (1858) ; 
« Un beau mariage » (1859) ; « Les effrontés » 
(1861) ; « Le fils de Giboyer » (1862) ; « Mai- 
tre Guérin » (1864) ; « La chasse au roman » 
in collaborazione con G. Sandeau ; a L'habit 
vert » con A. De Musset ; « La contagion » 
(là66) ; « Paul Foreslier » (1868) ; « Le post- 
scriptum » (1869) ; « Lions et renards » (1870) ; 
« Jean de Thommeray » (1873^ ; « Madame Ga- 
verlet » e « Les Fourchambauit » (1875 e 78) ; 
senza contare la raccolta delle sue poesie, un 
volume delle quali apparve nel 1856, for- 
mano il bagaglio poetico di questo poderoso 
ingegno, cui, a suggello di tante vittorie, 
r Accademia Francese schiudeva nel 1859 le 
sue porte. « Le gendre de Mr. Poirier » è giu- 
dicata la migliore delle commedie di Emilio 
Augier per V inspirazione e la tessitura ; nelle 
« Lionnes pauvres » va accennato il singolare 
merito di un' osservazione profonda ; negli 
« EfProntès » la stampa, che non vi è trattata 
coi guanti, trovò soverchie discussioni, non 
legata la condotta , violento lo stile , indifesa 
la borghesia negli assalti del marchese 
d' Auberi ve, il solo Vernouillet essere uno 
sfrontato, e la tèsi generale del lavoro acre, 
parziale, ingiusta: ma comunque sia, gli 
a EfProntès » rimangono tuttora in piedi , e 
vanno segnalati come una delle più vigorose 
creazioni del teatro moderno: del resto, un 
par d'anni prima della loro rappresentazione. 
Henry De Hochefort non si era peritato di 
asserire che la nota distintiva di Emilio Augier 
è di « surrogare colla commedia di sentimento 
la commedia di carattere, ormai smessa, e 
quella d'intreccio, smessa affatto! » Parve al 
poeta che la figura appena sbozzata negli «Ef- 
frontés j> di Giboyer potesse svolgersi , e ser- 
vire di perno ad un' altra azione più legata e 
rapida, da cui venisse compiuta la satira po- 
litica e sociale così acremente cominciata co- 
fflì « Effrontés ; » e « Le fils de Giboyer » riusci- 
va si bene , che il suo buon successo clamoroso 
f»uò far riscontro a quello della e Gabrielle. » 
n Italia questa commedia è, più che nota, 
popolare, mercè l'interpretazione veramente 
felice che ne fanno due aei più valorosi nostri 
attori , Alamanno Morelli e Luigi Monti. « Le 
fils de Giboyer» provò ai detrattori dello 



ADL 

'vduxìoni draromaliche : ■ Li-s Feinmes aana 
im, » commedia in Ire adi (1867) ; • Les R6- 
!Uf« de Barrièrcs • (IS68): ■ Oiiblìettes <lu 
eui Loavrei (1869); i Les Daines de la 
ajiMFde* (I86y); a Le Marlyr du devoh- a 
Hi); i Une grande péchereaati » (1873); 
Dun Cesar de Bazan à Grenade > (1873); 
U mousquetaire du Cardinal » (1873} ; « Une 
ngeance dp comédienne o (1875), 

Anlard (Alfonsu) , eoiltore Trancesa , 
eque a Moiilbron (Charenie). Entrò aell' in- 
fDamentocomeproressoredi Logica, poi per 
recchj anni l'u i3|iettore dell'Accademia di 
saagon. Scrìsse: o Essai sur l'accKird de la 
ÌEon et de ia fui » (1850); <, Examen des 
incipes de la Morale sociale ■> (1863); < Eie 
:nls de Philcisopiiie concordant avec le 
i^ramme offìciel n (1856, ebbe poi parec- 
e edizioni); n Etudes sur la Philosophie 
ilemporaine; Victor Cousin n (1859); » La 
zique , ou l'Art de penser de HM. de Porl- 
yal i) (1863); « Nolion» d'Histoire de la Pl.i- 
Dphie D (1863) ; ■ Legons de lecture cou- 
Ie> (1870, in due voi.]. Tradusse pure le 
ire dì Apuleio (coUejìone Nisard). 

AslarA (Francesco Alfonso), scrittore 
icese , professore alla Facoltà letteraria di 
, nacque nel 1849 a Montbron. Studiò alla 
ola Normale superiore di Parigi, evi si ad- 
arb nel 1877, pubblicando due tèsi notevo- 
ime, runa laliua: < De C. Asinii Poliionis 
et scriptis; » 1' altra francese, che è il bel 
iggio sopra le idee fllnaofìche e l' iepiraziona 
lica di Giacomo Leopardi. > (Cfr. la Suova 
elogia del 1877.) Elgli ci promette intanto 
l'anno 1879, egregiamente preparato a 
ilo importante lavoro, la prìma tradudone 



ipurealcuniarticolidell'Aulard nella Aevus 
tique et litiéraire, rìsguardanti poeti ed 
li ilaliani (Panni, Pietro Cossa, Salvini 

Mi). ^ 

Aoinmle (Enrico Eugenio Filippo Luigi 
léans, duca di), scrittore francese, na- 
a Parigi il IGgennaio 1S22, quarto figlio 
e Luigi Filippo. Prese parte alle caoipa- 
di Algeria e vi si segnalò, acquislan- 
prima il grado di generale , poi nel 1847 

di Governator generale dell" Algeria. 
te sopra ■ La Captiviié du Roi Jean n e 

1 < Le Siége d'Alesia , > e poi nella Revue 
tata MotMea del 1855 sopra gli Zuavi ed 
ciatorì a piedi, più tardi uno studio ao- 
' Austria. La sua n Lettre sur l'Histoire 
rance , ■ ove si critica severamente il 
'no imperiale, fu penteguitata nel 1861; 
a sua ■ Hìstoire des Prìnces de Condé * 
lotè venir pubblicata, per impedimenti 
jschi , prima del 1869- L' anno innanzi 

pubblicalo anonimo un opuscolo inlito- 
>Qu'a-t-on fait de la France?» Nel 
Tu eletto membro dell' Assemblea Nazio- 
; deìV Académie FronfoiM, ove, sotto 
spicii del Thiera, prese il posto lascialo 
jt dal UoDtalembert, di cui ebbe a tea- 



- 75 — 



AUR 



sere l'elogio. L'editore Lévy ha pure pubbli- 
cato una Monografia del Duca d'Aumale sopra 
l'industria del carbon fossile in Francia. Ol- 
ire al suo discorso pel ricevimento all'Accade- 
mia (3 aprile 1873), si citano ancora i seguenti 
scritti del Duca d'Aumale: a Les Inatiluliuns 
niililaires de la Franca » (Bruxelles, 1868); 
B Eci-Lls politiques t (1868); » Discours sur la 
Rèo rgani Ballon de l'armée o (187'2). 

ÀurallaB (Pietro), agronomo ed eco- 
nomista rumano, membro dell'Accademia fu- 
mana, deputato al Parlamento, ministro del- 
l'agricoltura e dei lavori pubblici nel 1877, 
commissario della Romania nelle Esposizioni 
di Parigi (1867) e di Vienna (1873) , nacque 
a Slatina (Romania) il 12 dicembre dell'an- 
no 1833; fece i suoi primi sludii elementari 
a Slatina, i liceali e il corso dj diiitto a Buca* 
j'est , poi ottenne un sussidio governativo per 
recarsi all' estero ; sludiA l' agricoltura alla 
Scuola di Grignoa , presso Parigi ; tornò dopo 
quattro anni di assenza, dopo aver visitato la 
Francia e l'Italia settentrionale, a Bucarest 



nel 1860, ove ottenne presto un posto di pro- 
fessore d'agronomia e poscia la direzione 
della Scuola dì agricoltura di Panteleimon, 
ed ora dirìge con operoso a intelligente zelo, 
degni di un apostolo, la Scuola d' agricoltura 
di Ferestreu, presso Bucarest. Per sua inizia- 
tiva fu creato nel 1863 in Romania un Mini- 
stero d'agricoltura, ovetti venne subito no- 
minato capo di divisione. Fin dal 1860 egli 
aveva creato il credito popolare in Romania, 
poi fondò la Società Economia, della quale, 
dall'anno 1870, è presidente, ed ora si oc- 
cupa a promuovere ana grande Società agra- 
ria. Come economista, l'Aurelìan è partigiano 



AUR 



— 77 — 



AVA . 



AurevUly (Leone d'), poeta e missio- 
irio francese, nato intorno all'anno 1809 a 
»nt-Sauveur-le-Vicomte (Manche). Si ri- 
rdano ancora le sue poesie giovanili : « Son- 
)ts » (1837); flc Amour et Haine, » poesie 
«litiche. Scrisse pure in collaborazione col 
leta Trébutien, morto nel 1870; i due erano 
zi chiamati : a Les deux frères, >> e ad essi 
dirizzò de' bei versi la poetessa Celina Re- 
rdy più conosciuta sotto il pseudonimo di 
%rie Jenna. 

Aoriao (Filippo Eugenio Giovanni Ma- 
t d'), scrittore francese, nacque a Tolosa 
17 ottobre 1815. Scrisse : a Guide en Hol- 
ìde » (1864, in due voi.); a Reddition de 
rdeaux b (1865); <c Le Siège de Galais » 
i65); a Guide aux bains de mer» (1866); 
-.e Oestin antique » (1868); « L'avant-der- 
tr Siège de Metz » (1875); « Charlotte, 
avelie » (1875). 

Anriao (Giulio Berlioz d'), scrittore 
Qcese , nacque a Grenoble nel 1^20. Si ad- 
toro ili legge , e fu per parecchi anni giudi- 
nella sua città nativa; rinunciò infine alla 
gis tratura per darsi tutto alle lettere. Col- 
orò al Journal pour ious, e scrìsse pareo- 
romanzi: a La guerre noìre, souvenirs de 
nt*Domingue» (1862); « Ce qui coùte 
ir vivre » (1863); « L'esprit blanc » (1866); 
.e Mangeur de poudre » (1866) ; « Les Fo- 
tiers du Michigan» (1866); a Rayon de 
eìl (1866); «Le scalpeur des Ottavas » 
66); « Les Terres d'or» (1867); » CEU de 
j> (1867); «Imirmdieno (1867); «La 
'avarie des Sombre ros » (1867) , etc. 

Amrtill (Alfredo), romanziere, poeta sati- 
> e pubblicista inglese, nato il 30 maggio 
5 da genitori cattolici presso Leeds, dove 

padre era mercante rispettabile e giudice 
pace , si addottorò all' università di Lon- 
, entrò nel medesimo anno (1853) a Inner- 
nple, la celebre Scuola di dintto, e divenne, 
1856, avvocato pel distretto del Nord. Fin 
1854 egli erasi già introdotto nella lette- 
ira col poema anonimo a Roland o spirante 

simpatia profonda per i Polacchi. Sua 
Da pubblicazione importante f u < La sta- 
le satirica» (3^ ediz., 1869), canzonatura 
a rinomata <k Fashionable Saison » Sta- 
te della moda a Londra, la quale, a mo- 
di molte imperfezioni e molte non lodevoli 
indescenze, quantunque rivelasse un grande 
sgno satirico^ fu accolta con biasimo dalla 
3pa. Questo rigorismo dei crìtici indusse 
istin a pubblicare nel medesimo anno (1861) 
tuscolo : « La mia satira e i suoi censori. » 
sse ancora contemporaneamente : < Una 
\ di ammirazione indirìzzata all'Editore 
I Suiurday Review, » e lasciò l'avvocatura 
darsi tutto alla poesia. Nel 1862 com- 
e il poema: «< La tragedia umana, » che 
itore stesso però ritirò dalla pubblicità 
rifarlo ed ampliarlo. Una parte di questo 
itnento rìcomparve nel lo73 col titolo: 
tìglio della Madonna. » Nel campo della 
a che meglio conviene al suo ingegno. 



pubblicò ancora una nuova opera importane 
te : « L'Età dell' oro » (1871), a cui tenne die- 
tro nel 1862 una raccolta di poesie intitolata: 
< Interludio » Scrisse inoltre alcuni romanzi : 
« Cinque anni di ciò » (1958) ; «t Una prova di 
artista » (1864) ; « Vinto per una testa » (1865). 
L'Austin si adoperò con grande ardore pel par- 
tito conservatore, e nel 1865 si presentò can- 
didato al Parlamento pel Collegio di Taunton 
nella contea di Somerset. Dettò ancora un 
gran numero di saggi letterarii raccolti in 
gran parte nell' opera attraente , ma non al 
tutto imparziale: a La poesia del perìodo » 
(1870). Come corrièpondente dello Standard 
iu in Roma durante il Concilio Vaticano, e 
nella medesima aualità, durante la guerra 
franco-prussiana del 1870-71 , presso il quar- 
tier generale del Re di Prussia. Presentemente 
vive a Swinford-House ad Ashford nella con- 
tea di Kent. Sono ancora da ricordare final- 
mente le seguenti altre sue opere: oc Riven- 
dicazione di Lord Byron » M869, 2* ediz.); 
a Roma o Morte» (1873) ; « La Torre di Ba- 
bele » (dramma, 1874). 

Autellet (Pietro Medardo) , medico fran- 
cese, nato nel 1814aCivray (dipartimento della 
Vienna). Si addottorò a Parigi, quindi tornò 
a Civray, ov' egli acquistò la medaglia d' oro 
per lo zela e coraggio, di cui fece prova in pa- 
recchie epidemie del dipartimento. Diede alle 
stampe i seguenti lavori: « Mémoire sur la 
Nature et le tjr aitement du Choléra; Nouvelles 
considèrations sur le traitement de la Fièvre 
typholde épidémique ; Histoire d'une epidemie 
de Diphthérìte dans l'arrondissement de Ci- 
vray. » 

AutraA (Giuseppe) , juniore, omonimo 
dell'i! utran^ illustre poeta marsigliese, di cui 
il Sardou prese il posto nell'Accademia fran- 
cese. Abitava , or sono pochi anni , il diparti- 
mento del Varo, e dedicava al celebre poeta 
Autran una poesia intitolata: a Meme nom, 
autre destinée, » che terminava con queste 
due belle strofe : 

PaUqae l'aa eit la ouit et l'autre la lumière; 

Puisque l'aigle a »on aire et l'oiieau n'a qu'nn oid ; 
Paisque pour piedestal, |ur cette ^Iroite «phère, 
Dieu donne ii l'un le lable, à l'aulre le granii; 

Fleuve , refoi* oies eaux daus le scio de tea ondes t 
Vieux cbéoe » abrite-moi guand aoufTle Paquilonf 
Pour porter ta cbansoo aux rive» des deux mondes , 
Aigle, prète ton aile au timide oiaillon. 

Auvray (Luigi), scrittore d'arte e scul- 
tore francese, nacque il 7 aprile 1810 a Va- 
lenciennes. Scrisse : « Délassements poétiqaes 
d'un artiste» (1849); « Concours des grands 
prìx et envois de Rome » (1858); « Projet de 
tombeau pour Napoléon l^r » (1861); a Expo- 
sition des Beaux-arts, Salons de 1834-35, etc. » 
(18 voi. dal 1834 al 1869); «Recueil d'allo- 
culions ma^niques » (1840). Collaboratore 
della Revue des Beaux-Arts dal 1860 , dirige 
la Revue Artistique et littéraire,. 

Avanzini (Carlo e Baldassarre), gior- 
nalisti : il primo dirige il vivace giornale umo 
ristico romano Jl Fanfulla; il secondo vi seri- 



AVO 



— 79 — 



BAB 



atta dei costumi che egli vuol far rivivere 
Illa scena. 

AtoUo (Corrado), scrittore siciliano, è 
itore della pregevole raccolta dei « Ganti 
►polari di Noto » (Noto, 1875). 

Ayala (Adelardo Lopez), autore dram- 
atico spagnuolo, prese parte coi Repubbli- 
ni spagnuoli per rovesciare il trono della 
^a Isabella , e diventò poco dopo Ministro 
Ile colonie ; visse ritirato sotto il regno di 
nedeo, e ritornò al Ministero, quando fu 
sunto al trono il re Alfonso XII. Il suo mi- 
or lavoro drammatico «è il «Tanto per 
nto, » commedia in tre atti in versi applau- 
tissima, che flagella la malattia del secolo, 
igiotaggìo, facendo generoso invito a sen- 
nenti più leali e più cavallereschi. Si ràp- 
esentano ancora di lui con lieto successo; 
j'aomo di Stato » e < Il tetto di vetro. » Più 
nute notizie di questo scrittore spagnuolo 
eriamo poter pubblicare nel Supplemetìto, 

Ayma (Luigi), poeta francese, nato nel 
itou, provveditore nel Liceo Napoleone- 
ndea, esordi nel i839, con un volume di 
che, intitolato: « Les préludes; » nel 186i 
bblìcò un poema, intitolato: a Les deux 
roscopes. » Tentò .una innovazione nel so- 
;to francese , ma quella novità non sembra 
ire incontrato favore ira i cultori delle Muse. 

AzaJbl (Gabriele), scrittore francese, 
^uenel 1805 a Béziers, ove, fino al 1876, 
i era ancora segretario di quella Società 
:heologica. Sciisse parecchi lavori impor- 
ti : « Les Troubadours de Béziers » (1859, 
ibro fu ristampato nel 1870); a Diclionnaire 
; Idiomes languedociens , étymologique 
aparatif et technologique » (1864-67^ : 
mpressions de chassé; Variétés cynégeti* 
ss» (1876); aGatatogue botanique ; Syno- 
ìie languedocienne , provengale , gasconne , 
ircinoise » (1871) ; « Las Vespravos de 
irac » (1874). Gli si deve pure una edizio- 
del « Breviari d'amor, » di Maitre Ermen- 
id. 

Azevedo (Alvaro Rodrìguez De) , lette- 
) portoghese. Pubblicò nel 1878 un a Ho- 
nceiro do Archi pelago da Madeira. » — 
^lielmo De Azevedo dirige in Lisbona la 
ista letteraria , intitolata : L* Occidente. 



Baare (Ermanno), scrittore norvegiano, 
nel 1822 a Bergen, ov' è dedito al com- 
pio: eletto commissario della Norvegia 

Mostra della pesca di Boulogne-sur-mer, 
blicò uno scritto, di cui si fecero due edi- 
ti successive (Boulogne, 1866; Paris, 1866), 
telato: « Les Péchesdela Norvège. » 

Babarlkln (scritto Boborykin, Pietro), 
lanziere russo ^ nato a Nijni-Novfforod nel 
6, ricevette la prima educazione dalla pro- 
i madre, e poi studiò nelle Università di 
an e di Dorpat. Nel 1860 si recò a Pietro- 
go, dove sostenne gli esami di dottore in 



legge. Egli esordi nella carriera letteraria nel 
1861 con una commedia: e II piccolo nobile, » 
che fu seguita dal dramma: e La Fanciulla. » 
A Pietroburgo il Babarikin divenne collabora- 
tore della Rivista 11 Gabinetto di Lettura, e 
vi stampò il suo primo romanzo : « In Via, » 
che fu oggetto di vive discussioni. In esso 
r Autore si accostava ai Nihilisti, senza però 
accettarne tutte le esagerazioni ; il che provò 
poi nel suo notevole articolo inserito nel 1868 
a Londra nel Fortnighily Neview ed intitola- 
to : a The nihilisme in Russia. » Il Babarikin 
è uno dei più fecondi romanzieri russi. Egli 
pubblicò r uno dopo Y altro i seguenti lavori: 
« Nel campo altrui ; Psicologia {d* un giovine 
russo perduto a Parigi; Il Sacrificio nottur- 
no, » che levò un pò' di scandalo a Pietrobur- 
go, a Innanzi ai giurati ; Le verità serie ^ » il 
romanzo che forse fu meglio accolto: a Al- 
l' Americana. » Nel 1871 il Babarikin si oc- 
cupò per qualche tempo dell' arte teatrale in 
Russia, puDblicò un volume intitolato: € L'Arte 
teatrale i» e fece sulla stessa arte un corso di 
letture pubbliche. Nel 1872 diede alla luce il 
romanzo : « I fabbricatori. » Egli ha già visitato 
parecchie volte V Italia é vi scrisse il suo ro- 
manzo : a La metà della vita , » nei quale una 
parte dell'azione si compie a Firenze. Ol- 
tre ai nuovi romanzi eh' egli sta scrivendo, 
egli ha stampato ancora un lavoro critico sul 
Goldoni. Nel Babarikin predomina l' ingegno 
critico , eh' egli adopera a riprodurre la real- 
tà della tragicommedia che si chiama Vita, 
Nessuno può negargli le qualità essenziali che 
costituiscono il romanziere, molta vivacità nel 
rappresentare, molta destrezza nel combinare; 
ma il fatto eh' egli introduce generalmente 
nei suoi romanzi soli personaggi inamabili e 
r uso di espressioni che per riuscire energiche 
sono triviali, fanno che i suoi romanzi incon- 
trano poca simpatia presso i lettori russi. Ora 
il Babarikin si trova a Mosca, ove si propone 
dì pubblicare un nuovo giornale. 

Baband-Xiarlblère (F. S. Leonida), 
scrittore francese , nacque a Gonfolens il 5 apri- 
le 1819. Studiò a Poitiers; nel 1848 egli era 
consigliere generale della Gharente e veniva 
eletto deputato all' Assemblea Nazionale , ove 
combattè la politica dell* Eliseo e la Spedizio- 
ne di Roma, votando perchè Luigi Bonaparte 
fosse messo in istato a' accusa: Sotto l'impe- 
ro, visse ritirato; dopo la rivoluzione del 4 
settembre 1870, fu eletto prefetto della Gha- 
rente. Scrisse in due volumi un' e Histoire de 
l'Assemblée Nationale constituante » (1850Ì; 
« Études historiques et ad ministrati ves 2> (1853, 
in due voi.); «Notes d'Histoire Gharentaise » 
(1862); aLettres Gharentaises ì> (in due voi., 
1865-66); <t Questions de chemins de fer j> 
(18ó7}. 

Babeelu (pronunciato Babbsciu, Vin- 
cenzo), scrittore rumeno, nacque nell'anno 
1821 nel Gomune di Hodosiu , nel Banato di 
Temesvar in Austria, di genitori contadini. 
Studiò nella scuola del proprio villaggio, poi 
a Seghedin, Garlovitz, Arad, finalmente a 



BAC 



- gi — 



BAG 



)ltanto con ira freqneste esercìào. Abfaitao di 
li alle stampe ì segnenli labori: e Angebca, i 

lovella sarda (Torino, i8G2): il crìtioo d«lU 

ìevue ContempormÌM€, Bel tryirolo età ieb- 

lio 1864, dennì V e Angelica » un e tiblean 

-iginai des coatomes de la vie sarde > e ne 

imlrò siiigdaFaiente i earaUerì ; e La Cr»- 

(aia, > storia domestica (T<HÌno, 1864); 

t Paolina» (Genova, 1869); cS bene dal 
ale, > racconto (pubblicato nella Rivìsia 
Europea del 1871); e Yuioeazo Solis, » boi- 

ttlo storico (Cagliari, 1872); una Monogra- 
sulla Musica (nella RirisiM, Europ€a del 
fB70); una Monografia soli' Individoalisino 
(nella Rivista Europea del 1874}. Il Bacca- 
redda tiene in serbo, in attesa di un accorto 
editore che sappia farlo valere, un bel ro- 
manzo, d'intreccio, intitolato: e II ragno e la 
mosca. » 

Baooredda (Ottone), nipote del pre- 
cedente, scrittore sardo. Nacque in Gag&arì 
nel dicembre 1849; si addottola in leggi nella 
patria Università, e nello stesso anno (1871) 
pubblicò un racconto intitolato : « Cuor di 
donna, » esordiendo come lo zio con una fe- 
lice dipintura di luoghi e costumi sardi. Se- 
guirono nel 1872 il romanzo sociale: « Un 
uomo d* onore, » che piacque al Guerrazzi , 
a cui venne poi dedicato ; nel 1874 , il viva- 
cissimo romanzo: e Roccaspìnosa, » ^ndi 
varie novelle, bozzetti, macchiette per i gior- 
nali politici; nel 1877, vinse il concorso di 
aggregazione alla facoltà legale dell'Univer- 
sità di Cagliari con la tési seguente: cLa 
donna di fronte alla legge penale. » Al mo- 
vine Baccaredda manca ora solo più per Tar 
fortuna nelle lettere la grazia dì qualche edi- 
tore in voga, un po' di pazienza per meditare 
Bull' arte sua , e un più lungo soggiorno in 
Firenze per finire dfi risciacquarvisi , nella 
parlata toscana, la bocca; del rimanente, egli 
na ingegno vivace ed originalissimo,, e dai 
primi suoi saggi giovanili , se egli non si fer- 
ma, lascia sperare all' Italia un novelliere ec- 
cellente di più. 

Baooarlnl (Alfredo), scrittore roma- 
^uolo , già Ministro de' lavori pubblici, sotto 
1 Ministero Cairoli , nacque in Kussi il 6 ago- 
sto 1826; studiò la fisica e la matematica al- 
l' Università di Bologna , avendo per maestri 
1 Gherardi nella fisica , il Magistrini nel cal- 
colo sublime, il Filopauti neiridraulica e nella 
meccanica , il Contri nell'agraria ; nello stesso 
tempo coltivava con amore le lettere, del quale 
imore diede saggio per tempo con articoli e 
'ersi patriottici inseriti nelle Gazzette. Prese 
>arte nel Veneto aUa campagna del 1848 e si 
guadagnò a Vicenza i galloni di sergente. Nel 
1849 , egli assisteva , come ingegnere sotto- 
enente, ai lavori per la difesa di Bolo- 
gna. Nel 1854, veniva eletto ingegnere secon- 
iario , nel 1858 ingegnere-capo nell' ufQcio 
ounicipale di Ravenna. Costituitosi il Regno 
l'Italia, conobbe il Paleocapa che gli dimo- 
irò stima ed affetto, e lo adoperò in ufficii 
mportanti. I suoi principali lavori si riferi- 

Dizionario Biografico» 



soDBO a lavori d* iagegnem. Troviamo nel- 
r estesa biografia che ne scrìsse dì recente il 
prot B. E. Mainerì (Roma, 1878), rìcoidatì 
, i seguenti: t Ragguaglio storko-tecnìoo sai 
portocanale Corsini » (Firenze, 1868); « Del 
; movimento marìttiflio e commerciale del porto 
; Corsini o di Ravenna e di alcnne proposte die 
. ne dipendono » (Ravenna, 1870); e Sol com* 
J pimento ddle opere di bonificazione e salta 
definitiva regolazione delle acaue nelle Ma* 
1 remme Toscanet (Roma, 1873); e Relazione 
generale sulle piene dei fiunu ndl* autunno 
deU'anno 187i t (Ronu, 1873); e Relazione 
sui servigi idraulici pel biennio 1875-76 > 
(Roma, 1877); e Sull'altezza di piena massi- 
ma nel Tevere urbano e sui provvedimenti 
contro le inondazioni > (Milano , 1875) ; e Le 
acque e le trasformazioni idrografiche in Ita- 
lia > (Roma, 1875); e Appunti di statistica 
idrografica italiana > (Roma , 1877) ; e Cenni 
monografici sulle bonificazioni eseguite in Ita- 
lia » (presentati alla Mostra generale d' igiene 
e salvataggio del 1876 in Brusselle) ; e Cenni 
monografici dei singoli servigi del Ministero 
dei lavori pubblici > (presentati alla Mostra 
Universale di Parigi del 1878). Il Baccarìni, 
conchiude il suo biografo Mainerì , nei suoi 
lavori, *sa associare la castigatezza e modestia 
della forma alla copia e profondità dell* eru- 
dizione, e svolge le più aitine questioni scien- 
tifiche con lucidità ed eleganza. 

Baooélll (Guido), medico romano, di 
famiglia originaria fiorentina, nacque in Roma 
verso r anno 1832 : il nonno Giuseppe e il pa- 
dre Antonio erano stati valenti chirurghi. Stu- 
diò, prima del 1848, nel Collegio Ghislieri di 
Pavia, ed egli ricorda volentieri di auel suo 
tempo due versi , se, in verità , non molto belli, 
almeno singolarmente profetici : 

Dopo che sarà morto il gran Pio Nono, 
Più nessun Papa siederà sul trono. 

Tornato a Roma, si diede intieramente agli 
studii medici, ne' quali come studente del- 
r Università Romana incominciò a farsi molto 
onore, vincendo le medaglie d'oro ed il primo 
premio in tutti gli esami. Nel 1856 ottenne per 
pubblico Concorso il posto di professore sosti- 
tuto di Medicina politico-legale nell'Università 
Romana, che conservò per due anni. Poscia 
si diede specialmente a studiar l'Anatomia pa- 
tologica e la Clinica medica, adoprandosi per- 
chè il Governo pontificio fondasse la Cattedra 
di Anatomia patologica, la quale egli ha poi 
occupata sino al 1870. Fin dal 1863, egli era 
intanto stato chiamato a sostituire il vecchio 
professor Viale nella Cattedra di Clinica medica 
che egli occupa tuttora. Nel 1875 fu eletto de- 
putato al Parlamento dal terzo Collegio di Roma. 
A 28 anni il Baccelli aveva incominciato a pub- 
blicare la sua opera principale in quattro vo- 
lumi , intitolata : a Sulla Patologìa del cuore 
e dell' aorta. » Si citano pure i suoi lavori sul- 
r <c Empiema vero, n sulle « Funzioni della 
milza, » sulla a Pernicioiità, > sulla a Sub- 
continua, » sulle cProporsionate» » sulla a Bla- 

6 



^^ 



BAC - ì 

t Lezioni cliniche ed igieni- 
n tutti egualmente prelati. 
'Stenere una viva e diflicile 
or Alessandro Herzen di Fi- 
le co:} alcuni lavori originali 
ISO Medico internazionale che 

in Parigi; nel 1869 tu eletto 
lei Congresso intemazionale 
ize; vi parlò tanto e seppe 
oquio cosi caldo la propria 
ofessor Bouillaud presidente 
cciò, dicend(^ii : a Vous avez 
le liénaosthène et le Cìcéron 
complimento di cui, natural- 
) Oratore molto si compia- 
omo, poco dopo, con accre- 
. perorar la causa della propria 
lei primo Congresso Medico 
nne in Roma nel 1871. 
torio), scrittore toscano, pro- 
er le lettere italiane nel Liceo 
e in Campi presso Firenze nel 
orò neir Università di Pisa, 
ne' licei di Ancona e di Mes- 

Discorso sul!' Imitazione stra- 
1864); quattro u Saggi critici:» 
»na, 1SS9), dedicato ad Atto 
iìusli (Messina, 1873^; sul 
ze, 1874); sopra alcuni Poeti 
lessina,]873}.edalcune<'Con- 
liomalismo (Ancona, 1870). 
ire vigoroso e ^nìale ; sente 
e li comunica; il poco eh' egli 
nono., e fa desiderare soltanto 
ù spesso e che gli si offra una 

nella quale ei^i possa parte- 
lente e più efQcacemente alla 
aliane. La sua critica è ad un 
penetrante; di tali insegnanti 
emmo, in verità, aver piene 

(Teodoro), storico francese, 
nel Liceo Corneille di Parigi, 
[età col Dazobry il e Diction- 
le biographie et d'histoire » 
.), e il I Dictìonnaire general 
i)eaui-art8, des sciences mora- 
>(lS02,2vol.);odaBÈsolo: 
19 ArabesD (1853); a Frangaìs 
l'sièclei (1853); i Ferdinand 
alboliques d'Espagne * (1857); 
4apoléon 1"- « (1857); ■ La 
: MiB» (1859); <Les Grande 
ais: Suger, Jacques Cojur, 
1, Mazarin, Colbert i (1860); 
illustres de France> (1864); 
3nne, grecque et romaine i 
-ire du Moyen-àge » (1870) ; 
"rance. (1871-72); i Hisloire 
> (1874)j iHìstoiredesTemps 

Guglielmo) , orientalista israe- 
ria, dal m77 professore nella 
aa di Budapest, nacque il 12 
a Lipto-Szent-Mikiós. Studiò 
-esburgo , poi la Filosofia e le 



BAC 



— 83 — 



BÀE 



dre; Religion du Nord de la France avant 
le Ghristianisme; Histoire de Ste. Godelive, 
Xo siede; Des Nibelungen ; Sagas du Nord ; 
Les noras de famille des Flamandsde France; 
Gram maire comparée des Langues de la Fran- 
ce; Orìgine du langage d'après la Genèse; 
Suri'auteur de rimitation de Jesus-Chrìst; 
Le Tombeau de Robert le Frison ; Un Calen- 
drier flamand da XVI* siede ; Les Tables 
Eugubines; LesEglisesduMoyen-àgeen Fian- 
dre ; Histoire de TAgriculture flamande ; His- 
toire de la Littérature néerlandaise ; Analo- 
gie de la laogue des Goths et des Francs; 
La Fiandre marìtime au temps des Eomains ; 
Grammaire comparée des Langues germani- 
qaes; Etudesnéerlandaises; L'Archipel Indien, 
origine, langue, littérature, religion des po- 
pulations; Bidasari, poème malais, précède des 
traditions poétiques de TOrìent et de TOcci- 
dent; L'extréme-Orient au Moyen-àge d'après 
des Manuscrìts de la Bibliothèque Nationale 
de Parìs ; Guillaume de Rubrouck , ambassa- 
dear de S. Louis en Onent ; Hbtoire de la 
Ville de Bourbourg en Fiandre, depuis son 
erìgine jusqu*en 1769; Le tombeau de la Ire 
Reine chrétienne de Danemark, XP siècle ; 
Le Due de Brunswick Erich II , XVP siècle ; 
L'Art dramatiqae chrétien dans le Nord de la 
arance; Iconograpbie de la Galomnìe ; La No- 
t)le8se flamande de France en présence de 
'art. 259 du Code penai; Le Droit de la Fem- 
ne dans Tantiquité, son devoir au Moyen-àge, 
Taprès des Manuscrìts de la Bibliothèque Na- 
ionale de Paris. 

B&okman (Guglielmo Olof Anders), 
)oeta svedese, nacque nel 1824, studiò in 
Jpsala. Esordì nel 1850-1851 con novelle poe- • 
ìche nello stile del danese Andersen {Sjajung- 
hins sagar). Seguirono varie raccolte sotto 

titoli seguenti: a Vildblommer x> (1851); 

Grònt under snòn » (1853); « Hislorier i 
ikymningen » (1854); a Stjernblomman » 
1855Ì. 

Biiokatrdm (Per Giovanni Edoardo), 
oeta e drammaturgo svedese, figlio del pre- 
edente, nato il 27 ottobre 1842: studiò in 
Ipsala. Esordi nel 1860 con un volume di 
Saggi poetici » ^Skaldefòrsòk , pubblicato a 
toccolma). Nel 1864 visitò la Germania, la 
vizzera, l'Italia e la Francia. Collaborò a 
arecchi giornali letterarii, ora col proprio 
ome, ora con uno pseudonimo (A, B, C). 
'bbero pure molto incontro le sue commedie 
d i suoi drammi. Eccone i titoli: e La Co- 
3na » (1868) ; « La sorella di Eva » (1869; ; 
(1 primo maggio» (1870); a Fangen pa 
ali » (La caccia dMli impieghi?) ; « Garinas 
jus » (1871^ ; « De Fortrisckta » {l/impresaiO' 
ef 1872). La n Sorella di Eva » fu pure rap- 
resentata nei teatri di Cristiania , Helsingfors 
Copena^a. 

B&okstr5m (Per Olof), storico svedese , 
acque in Stoccolma il 21 dicembre 1806: 
ludiò ad Upsala; quindi segui la carriera 
n ministrati va. È autore de' seguenti lavori: 
Calendario nazionale finnico » (1839); « Al- 



manacco storico perle donne» (1339) ; a Stoc- 
colma (testo con 23 stampe, 1841); «Libro 
popolare svedese» (1845-48: contiene saghe, 
leggende, racconti popolari svedesi) ; a Sguardo 
alla storia degli Stati europei dopo il 1815 » 
(1862-65); « Storia politica degli Stati europei 
fra gli anni 1815-66 » (1867); «Quadri del 
tempo. Libro di letture storiche per vecchi e 
giovani» (1869-72), e di parecchi ariicoli 
critici in varii giornali. 

Bader ^Clarissa), scrittrice francese, 
nata nel 1840 a Strasburgo, membro della 
Società asiatica, autrice di parecchi pregevoli 
volumi, tra i quali si distinguono: « Lafemme 
dans rinde antique» (Paris, 1864); «La 
femme biblique » (1865); &Une Cfuestion vi- 
tale : L^élément religieux est-^il indispensable 
à Tenseignement scolaire dans un État libre ? » 
(1871); « La femme grecque» (1871: lavoro 
premiato nel 1872 dair Accademia francese, 
e ristampato nel 1873 in 2 voi.). 

BaÀère (Clemenza Delaunay), scrittrice 
francese, nata nel 1813 a Yendòme, dove vive. 
Scrisse: a Le Camèlia et le Volubilis » (1855); 
ff Les Malheurs d'une rose et la mort d*un 
papillon » (1855); a Le soleil d'Alexandre Du- 
mas » (1853); a Dans les bosquets » (1862) ; 
< L*anneau du Diable , » comédie -vaudeville 
in due atti TI 866); crlJn enlèvement,» étude 
de moBurs (1870); a Marie Favrai » (1873) ; 
ff Le Médecm empoisonneur » ^1875 : questo 
dicesi il migliore de* suoi lavon); a La Ven- 
geance d*une jeune fille» (1875). 

Baeyer (Giuseppe Giacobbe), generale 
prussiano. Presidente dell'Istituto Geodetico 
di Berlino, nato il 5 novembre 1794 da un 
contadino, studiò a Berlino: fece la Campa- 
gna del 1813, 14 e 15, e fu quindi incaricato di 
lavori topo^fici ed aggregato, nel 1821, allo 
Stato Maggiore. Dal 1826 «cominciò a dar le- 
zioni nella Scuola militare, fu quindi nomi- 
nato capo della Sezione trigonometrica dello 
Stato Maggiore e nel 1832 maggior generale. 
Quando^ nel 1861, fece la proposta di una mi- 
surazione dei gradi (divisione di un Circolo 
sui gradi) medio-europea, tutti gli Stati del- 
r Europa di mezzo si accordarono per l' ese- 
cuzione comune di quest'impresa, la quale si 
allargò poi in una misurazione di gradi euro- 
pea. Per condurla a compimento fu istituito, 
nel 1864, a Berlino, sotto la presidenza del 
general Baeyer, un UfQcio centrale , il quale fu 
convertito, nel 1867, in un Istituto Geodetico 
permanente. Tra gli scritti del Baeyer son da 
ricordare i seguenti : a La misurazione dei 
gradi nella Prussia orientale per Bessel e 
Baeyer » (Berlino, 1830); <r Livellazione fra 
Berlino e Swinemùnde» (Ivi, 1840); «Misu- 
razione dell« Carte, ec. » (Ivi, 1849); « Sulla 
grandezza e la figura della Terra » (Ivi, 1861); 
a n misurare sulle superfìcie terrestri sferoi- 
diche » (Ivi , 1821); « Relazione generale sulla 
misurazione dei gradi europea» (Ivi, 1862); 
flt Misurazioni astronomiche per la misurazione 
dei gradi europea degli anni 1857-66 » (Lipsia, 
1873). 



BAF — 84 — 

l£B (Vincenzo), poeta calabrese, na- all'H 

I Acri, nel CoEcatioo, dal oa*. Gén- coli': 

t da Giulia Verlechì, nell' aprile del esso 

'ece i primi suoi studii in patria; e in- ed in 

J giungere al 30> anno dell'età sna. Sebo 

a Napoli a studiarvi Giurisprudeuia essa 

noia dell' ìllostre Roberto Bavarese, indiv 

ora vicepresidente di Tribunale. Ma come 

[enio Io chiama per tempo alle lettere, senu 

riamente alla poesia. I suoi versi, per lor v 

tli soavi cbe Evirano, in forma elegante (inte 

Ika, s'ebbero il plauso del Tommaseo, oarat 

ifei.del Carcano, dell' Aleardi e del secra 

li fra gl'Italiani; dell' Autran e di Vit- tribù 

ff>, del Tenayson e dal Longfellow speci 

stranieri. Le sue i Poeiie a ebbero gii 1867] 

Me edizioni, tra le quali quella del tivo* 

mier in Firenze nel 1858, e Paltra che (Ivi, 

prepara il Zanichelli a BolAgna, nella doltr 

iliotéca elzeviriana , con preuiione di ■ Del 

ro Bonghi. ed in 

tgSitte iGirolamo), scritlive lombar- t La 

etXore della Scuola Normale Temminile sensE 

lova, nacque a Desenzano nel 1836. die» 

ttorò in legge ; proressore da prima nel di Te 

li Deseniano cbe la famiglia Bagatta e l' t 

Btituilo, fii quindi ispettore scolastico sico i 

, poi successivamente direttore delle blicA 

nonnali di Belluno, Camerino, 'Velie- e par 

ino e Genova; quelle di Belluno e di naiiti 

i furono da lui istituite. Il Bagatta ha (Ivi, 

ato i segnenti lavori : t Calechismo di ] 

già» (Torino, 1878); o Compendio dei roma 

e dei diritti del cittadino » (la quarta 1837 

e è di Genova, 1878); i Elementi di a die 

ad UBO delle Scuole normaU, corso «Bai 

"e > (seconda edizione, Genova, 1878) ; dalla 

enti di Morate ad uso del corso terzo gate 

cuole normali e delle Scuole tecniche d Hanc: 

a, 1877); ^Compendio di Pedagogia passe 

corso inferiore* (seconda edizione, mare 

, 1878) ; 1 Comoendio di Pedagogia per lane 

D superiore* (seconda edizione, To- di ni 

S78) ; « Epigrafi . (Como , 1874) ; a Del titola 

IO principio direttivo nella educazione, una i 

» (Genova, 1877); > Le scuole d'arti conoi 
donne, discorso» (dedicato ad Emm. da pi 
; Genova, 187^. Il a Compendiodi Pe- nell' 

1 > del Bagatta fu premiato al Congresso prim 
Itico. 11 £&gatla è scrittore purgato; i nir ti 
bri didattici mirano a promuovere la ne tr; 
dia della fede con la liberià. i La 
■inm»i (Giulio Federico Augusto), da ui 
I tedesco , nato il 30 mano 1830 a Ton- ques 
lello Slesvig-Holstein , studiò dal 1847 Meth 
1 a Kiel e filologia sotto Nitzsch. Com- Prud 
'olontarìo nel 1849 contro i Danesi, e rome 
il disarmo delle troppe slesvig-holstei- senti 
iparò a Tubinga , ove studiò estetica un v 
I Viscber, metalìsica sotto il Reiff e da sé pog, 
afla dello Schopenhauer, finché addotto- sloni 
in Filosofia nel 1853, divenne insegnan- volui 
1 1838 , nel Ginnasio civico di Anklam e ricot 
)2 nfìl Proginnasio di Lauenhorgo in Po' sulle 
ia,ove insegna sempre. Il Bahnsen, con- ricci 
ire dello Schopenhauer, in contrapposto frate 



DAI — I 

le; L'HashiBcb; La Sultana; Giaditta; Una 
ìuilasja di meztanotte, i lavori, tuttavia, 
[ueili ultimi nifìDo achielti ed originali. 

B»UBy(Filippo Giacomo), poeta ingleaa, 
iato il 23 aprile i81tt a Nottingham , ove bqo 
ladre Toqimaao Bailey (nato nel 1785 , morto 
lel 1856) pubblicava il Meratrio di Nottin- 
'ham , prese a studiar le^e a Glascovia e 
vincolo lan ; ma un' inclinazione irresistibile 
a spingeva alla poesia, e compi a SO anni il 
uo celebre i Festus ■ (eh' ebbe un gran nu- 
aero di edizioni anche in America), poema 
rammatico.incuiacorgesì l'influsso delGoetbe 

del Fa u>(o specialmente, e che accoppia il 
igore poetico alla profondità fliosotica. I di- 
itti dello stile e delle immagini a volte esa- 
erale forano corretti dal Poeta nelle molte 
dizioni successive. Nonostante la (gloria poe- 
ca procacciatasi col «Festus,» il Baile; diven- 
e, nel 1840, avvocato ed aiulò il padre nella 
impijazione del suddetto giornale. Solo dopo 
I anni dalla pubblicazione del tFestuss ei pub- 
licò t 11 Mondo angelico • (Londra , 1850), a 
li (enne dietro « Il Mistico i (Ivi , 1855), am- 
ìdue più corretti, è vero, ma più poveri dì 
tetisL L'opera satirica: e II Secolo politico, 
}esia e critica , ■ Satira colloquiale (Ivi, 1858), 
•cri Ita molto irregolarmente, ed un carat- 
re profondo, per contro, rinviensi di bel 
loTo neir ■ Inno Universale > (Ivi, 1868). 
Baile; dimora di presente a Londra. 

SalUlire (Germer-Gustavo) , uno dei 
andieditori francesi, nato a Parigi nel 1837, 
'jdiò la Medicina; quindi ai recù^ in Germa- 
>, ove tradusse dal tedesco il l'Trattalo di 
^dicina legale, > del professor Casper (in due 
lumi, Ì8ò9]. Nello iteaso anno 18b9 prese 
Parigi la direzione della Libreria medica 
ndolta da suo padre e la trasformò in una 
inde Libreria Editrice scientilìca e filosofica; 
ìì egli fondò una Bibliolhéque de Pkiloao- 
ie conlemporaine (1863) ed una Biblioihà- 
e d'Hisloire conlemporaine (1865); e si fece 
itore della Revue politique et litléraire 
171); della Bevve tcientifique (1871); della 
vue philoaophique (187B), e della Bevue 
'toriquB (1876). È pure membro del Con- 
ilo municipale di Parigi. 

ffatlltm (Enrico) , botanico francese, 
:que a Calais il 30 novembre 1827. Si ad- 
lorò in Medicina e Scienze naturali a Pa- 
i nel 1^5; nel 1864 prese il posto di pro- 
lore di Storia naturale medica nella Fa- 
ta di Parigi, e assunse la Cattedra d'Igiene 
itoria naturale nella Scuola centrale d' arti 
leslieri ; i suoi corsi sono molto frequen- 
. Oltre a numerose Monogratie sulle Au- 
liacee, le Enforbiacee, leBuiacee, le Ce- 
tre, le Caprìfoglìacee , la Marantee , le 
miacee, le Sassifraghe, le Loranthacee, 
Rananculacce, le Anonìacee, le Monimia- 
, ec. , continuò le lezioni del Pajer sopra 
famiglie naturali, e ne ristampò la t Bo- 
ique cryptogamique ; ■ nel 1866 Incomin- 

ia pubblicazione di una : ■ Histoire des 
ntes,! <^e occupa dieci volumi. Net 1860 



i — BAI 

fotidó una specie di Rivista antologica bota- 
nica sotto il titolo I Adansonia. t Nel 1876 in- 
cominciò presso r Hachette a pubblicare il suo 
magnifico < Diclionnaire de Botanique. ■ 

Sala (Alessandro) , grammatico, Blosofo e 
naturalista mglese , nato nel 1808 in Aberdeen 
(Scozia) , entrò nel 1836 nel Collegio Harìs- 
chal di quella città, ove prese, nel 1840, il grado 
di iSagiater Arlium. Dal 1840-44 vi diresse 
r istruzione morale-QlosoAca e dal 1841 la 
Asica, tlncbÈ fu nominato Professore di Fìsica 
nell'Università Andersoniana dì Glascovia e, 
alla fine del 1817 , segretario assistente della 
Commissione di sanità a Londra, ed addetto 
poi r anno seguente nella medesima qualità 
al General Board ofHeallh, posto da lui la- 



^^j.WA- 



sciato nel 1850. Più tardi (1857-62) fu esa- 
minatore nella Logica e nella Filosofia morale 
all' Università di Londra, e nel 1860 gli fu data 
inoltre dal Governo la Cattedra di Logica al- 
l'Università di Aberdeen. Nel 1864 fu nomi- 
nato di bel nuovo esaminatore alt' Università 
di Londra, ed occupò quel posto sino al 1869. 
Il Bain costruì ottimi orologi elettrici, quelli 

Sarticolarmente mossi soltanto coli' aiuto delle 
)rze galvaniche e magnetiche. Come autore 
si fece conoscere primamente, nel 1840, nella 
Rivista di Weitmintler, e nel 1847-48 scrisse 
Manuali d'astronomia, elettricità e meteoro- 
logia per la o Serie scolastica» dei Fratelli 
Chambers; indi parecchi del ■ Trattati pet* il 
popolo, > del pari che gli articoli sulla lingua 
la logica , lo spirito umano e la rettorica Del- 
l' ( Istruzione per il popolo, i dei medesimi 
solerti Editori. Oltre di ciò ei pubblicò: i Let- 
ture suir applicazione della scienza alla salute 
ed al benessere umano i (1818); n Breve 
istoi^a degli orologii elettrici con spiegazioni 
dei loro principi! e meocaDÌsmi • (1852); 



BAK — J 

via da Zanzibar per l' interno dell'Africa, 
I rìsolulo a sciogliere il grande problemn o a 
morirà. » Per apparecchiarsi però all' ardua 
impreaaed imparare anche l'arabo, volle per- 
correre in prima coinè cacciatore le regioni 
nel nord dell' Abissinia bagnate dall' Atbara, 
dal Selìt e dai trìbulariì del Nilo Azzurro. 
L'idrografia di quei fiumi e la parte che 
hanno nell' inondazione del Nilo furono da 
lui descritte nell'opera : 1 1 trìbulariì del Nilo 
dell' Abissini a » (Londra, 1867). Nel giugno 
del1862il Baker era a Chartum , al confluente 
del Nilo Bianco ed Azzurro, ove aliesii tre 
barche, con cui risali il Nilo sino a Gondokoro 
(4° 55 latit. boreale); là s'incontrò, a mezzo il 
febbraio del 1863 , con lo Speke e il Grani , i 



[uali gli diedero notizia dei grandi laghi sor- 
lenlìferi del Nilo. Eglino avevano veduto l'oc- 
identale, l'Ukerewe (Victoria Nyanaa) e se- 
[uìtato, in parte, il suo emissario, il fiume 
kimerset , il quale doveva versarsi in un »e- 
ondo gran lago, da cui doveva poi defluire il 
ilio principale. Ha non avendo lo Speker e il 
irant potuto giungere a quel secondo lago, 
1 Baker risolse di andarne in cerca. Ei mosse 
prima verso Est e , dopo esplorati i regni ne- 



sul sospirato lago occidentale, il Luta 
■lige, ch'ei battezzò col nome di Albert Njan- 
I. Per dieci giorni el ne percorse in barca la 
Mia Nord-Esl sino a Magungo, ove sbocca 
Sornersel , senza porre però in sodo il de- 
uire del Nilo Bianco da quel luogo, sco- 
irta riserbala al nostro Romolo Gessi. Nel 
larzo del 1865 il Baker era di bel nuovo a 
ondokoro, donde, per Chartum, Suakìn e 
aez , fece ritorno in Inghilterra , ove fu ac- 
illo con entUBiaaino ed ebbe , col tìtolo di 



— BAL 

baronetto, la grande medaglia d'oro della 
Società Geografica di Londra. La relazione 
del suo viaggio e della sua grande scoper- 
ta: ( L'Albert Nyanza > (Londra, 1866), fu 
tradotta in parecchie lingue. Gli orrori della 
caccia degli scliìavì ch'egli aveva veduti sul 
Nilo Bianco indussero il Baker a presentare, 
nel 1868 , al Viceré d' Egitto un disegno di 
conquista delle regioni nilotiche fino ai laghi 
per distruggervi il commercio degli schiavi ed 
mtrodurvi un commercio legale. Il Viceré lo 
nominò Pascià e gli diede un piccolo eserù- 
(0, col quale, e con vapori portatili, giunse 
il 7 giugno 1870 a Chartum e di là pel tìume 
delle Giraffe, braccio laterale del Nilo Bianco, 
a Gondokoro, 15 aprile 1871. Ei cominciò a 
fabbricare colà una città col nome d' Ismailia, 
sottomise i negri Bari è rizzò un campo for- 
lineato a Fatiko (3' latit. boreale) per far cor- 
rerie contro i cacciatori di schiavi, non meno 
che contro gì' indigeni ostili. Egli annette 
que' ^aesi all'Egitto, e tornò nell'aprile del 
1873 in Inghilterra, lasciando ad altri il com- 
pimento problematico della sua impresa filan- 
tropica. Nel 1874 pubblicò: t Ismailia, Narra- 
zione della spedizione all'Africa Centrale per 
la fiOfipressione del commercio degli schiavi 
oi^anizzata da Ismail, viceré dell'Egitto,! 
in 2 voi. 

BaUmnar (Vittorio) , è uno de' migliori 
poeti e stonct spagnuoli, membro dell'Acca- 
demia di storia di Madrid. Speriamo nel Sup- 
ptemento poterne dare più ampia notizia. 

Baliaiy (Francesco) , storico ungherese, 
prete cattolico a TdrÓk Szt. Miklos, cominciò 
a pubblicare le sue importanti Dissertazioni 
intorno alla storia, costituzione e costumi degli 
antichi Siculi della Transilvanìa negli Atti del- 
l' AccademiaUngherese: i Uj Magj^r Museum; > 
più tardi, ne pubblicò altre separatamente. 

Bftlllt (Eugenio dei Conti), geografo ve- 
neziano, professore di Geografia ed Etnografia 
nell'Università di Pavia, figlio del celebre 
geografo Adriano, nacque in Fermo il 6 feb- 
braio 1812. Nell'anno 1822 entrò come alunno 
nel Collegio preparatorio per la marina mer- 
cantile presso Southampton in Inghilterra, e 
vi rimase fino a tutto if 1824. Di là passò in 
Francia come studente presso il Collegio di 
Louù'le-Grand, e poi alla Facoltà di scienze 
dì Parigi, ove prese i varìi gradi, ed infine 
([uello di Docleur-ès-teieneea (1831), ed ove 
imparò pure l' italiano dal Bìagiolì. Negli anni 
1836-1840 lo troviamo libero uditore nelle 
Università di Vienna, Monaco e Berlino. Cosi 
egli potè conoscere il Bitter e profittare dei 
suoi sapienti insegnamenti. Prese parte, negli 
anni 1848-49, alle campagne nazionali, com- 
battendo col grado di capitano per la difesa 
di Venezia , e nel tempo stesso insegnando 
gratuitamente la lingua inglese ai Rovani al- 
lievi del Collegio a\ marin». Terminata con 
molta gloria , ma con poca fortuna , la guerra 
nazionale, Eugenio Balbi con l'amarezza nel 
cuore si riduceva a vita solitaria, o meglio 
desolata, e più che modesta. Egli aveva (nel 



BAL — a 

lerdulo il padre, auo unico amico, 
aveva sempre seguito ne' viaggi e nei 
isi scientifici , e non piccola parie delle 
: nei politici rivolgimenli , e vedeva 
a per sempre la felicità doraeGtica 
aveva sognata. Cosi continuava in que- 
ii, nei quali era stato iniziato dal pa- 
rcaodo in essi un conforto ed ancora 
sto mezzo di campamento. Essendosi 
blicata la prima parte de' a Nuovi ele- 
i Geografia generale, > di Adriano ed 
I Balbi, e dovendosi fondare alla line 
1 la Scuola Superiore Reale e prìncì- 
nautica in Veneiia, il Balbi fu invitato 
piarvi Geografia e Storia e lingua in- 
in qnealo Istituto egli rimase fino al- 



mo del 1860. Quando la guerra del 1859 
destare le speranze naiionali e non 
emerario il volo di un' Italia libera e 
, Engenio Balbi pubblicò la sua s Italia 
li naturali confini^ i della quale sole 
spense uscivano nella primavera del 
(a l'Autore, sospettato e perseguitato, 
len preslo lasciare Venezia e riparare 
IO, ove l'accolse con ogni riguardo il 
lamiani, ministro della pubblica ìslru- 
e gli affidò tosto l' insegnamento della 
fia e della Statìstica nella R. Accademia 
Ica-Iel tenari a fondata a Milano nell'au- 
lel 1860. Il Balbi vi rimase lino a (ulto 
!; trasrerìto di poi nell' Università di 
v' insegna ancora la Geografia e l'Etno- 
II Balbi è pure tra i membri onorarli 
odetà Geografica di Londra. Per tacere 
opere erammaticali sulla lingua inglese 
late dal .Balbi in (edesco nel 18:^7 (a 
il Ungtierìa), e in italiano nel 1840 
no), ricordiamo le seguenti sue opere 
ìche, nelle quali il chiaro Autore, pur 
lo le tracce del suo illustre genitore, 
uto tener dietro ai più notevoli pro- 
legli stodii ge<^raficì e migliorare pn>- 



gressivamente I 
con Adriano Bi 
stici di Adriano 
una sua ìntrod 
42) ; ( Miscella 
raccolta dal fi) 
Uno, 1845); il 
saggi di Statisti 
raccolti dal figli 
1846); «Nuov 
Adriano ed Eu 
la seconda dis( 
per gli avvenin 
dotto a termini 
tolo di : « Nuo' 
rale di Adriani 
1851-52). Da s 
dioso lavoro se 
intitolato: «Gè 
1854, molto la<i 
Gazzetta Uffici 
volumi in oliai 
la, e rimasta : 
spensa : < L' It 
(Venezia, 1860 
1861); cJStud 
(Milano, 1862) 
(Milano, in 4 VI 
grafia elementi 
numenti della i 
demo, a Disco 
demico i87ti-l 
BaldMOl 
verio), lettera 
lato ài Parlami 
fessore onorar 
nacque di antii 
il 29 aprile 180 
privo del geni 

minor fratello 
Esordi nelle lei 
una serie di Di: 

S crecchie città 
ologna , Vene: 
de' suoi più il li 
in patria ed av 
censo , tutto I' 
agli studii, ass 
che guidala da 
in Napoli a far 
rario; nel tem: 
l' onestà del ca 
nerato ai Napo 
1848 fu mandi 
salvare la liberi 
poteva, col Pr 
siedere la pu 

sorti del paese 
prediletti suoi 
neir affetto de! 



BAL 



-« 89 — 



BAL 



a antico Collegio in Parlamento, chiamato a 
■esiedere la Commissione riordinatrice dei- 
Università napoletana, eletto consigliere, e 
talmente , nel 1868 , senatore ; ma non potè 
ai recarsi in Senato, perchè, quasi contem- 
iraneamente, colpito da crudele infermità 
e |li rese e gli rende ancora impossibile 
laisiasi viaggio. Del Baldacchini aobiamo, 
igli altri, alle stampe, i lavori seguenti: 
Volgarizzamento dal greco di Coluto Tebanot 
Isa, 1825; questo lavoro fu molto lodato 
I Mustozidi); < La Gioietta, » novella in ot* 
ra rima (Napoli, 1826); «Claudio Vannini 
'Artista, canto » (Napoli, 1834; lodato dal 
ramaseo, ristampato nel 1841 in Parigi dal 
nna); t Poesie» (2 voi., Napoli, 1849); 
Poesie inedite» (Napoli, 1867Ì; «Nuovi 
nti e traduzioni » (Napoli, f869); a Polin- 
,9 rersi (Napoli, 1873; con Prefazione 
compianto valentissimo Stanislao Gatti); 
tose» (Napoli, 1873, tre voi. pubblicati 
Vincenzo Baffi e Bruto Fabbricatore, no- 
olissimi cosi per la importanza degli ar- 
oenti come per la nobiltà, con la quale 
trattati). Il Baldacchini seppe mettere 
la sua filosofia molta letteratura, e nella 
letteratura molta filosofia; fa parte del 
:o volume delle « Prose > V importante Di- 
rso notevoHssiroo per la nostra Storia lette- 
a intorno al fine ed al metodo del giornale 
*rogresM (1836); udiamo esser già pronto 
quarto volume, che comprenderà la cor- 
ondenza del Baldacchini con alcuni dei 
chiarì letterati italiani di questo secolo, 
te iJ Marchetti, il Botta, il Niccolini, il 
ia, il Poerìo , ed altri. 
Baldainiui (Augusto Carlo Edoardo), or- 
iogo tedesco , nato il 18 aprile 1812 nella 
ància di Magdeborgo in Prussia, studiò 
logia a Berlino, insegnò quindi prìvata- 
te e nei Ginnasio di Kòthen, ove conob- 
^li ornitologi Fratelli Naumann e diede 
a, sotto il loro influsso, allo studio deirOr- 
ogia. Per impulso di lui fu fondata, nel 
^ la Società degli Ornitologi tedeschi, di 
fu segretario per molti anni, finché di- 
e parroco in due luoghi; fu messo a ri- 
nel 1868 e vive, dal 1870, a Coburgo. Fin 
842 fece parecchi viaggi ornitologici, par- 
irmente nel Basso Danubio, nel Banato, 
^larpazi, nelle montagne della Serbia, nei 
ioni e neir Engaddina. Ultimò col Blasius 
Stona naturale degli Uccelli dell' Allema- 
del Naumann ; » pubblicò 1' « Archivio 
Ornitologia , » e scrìsse il a Manuale illu- 
dell' allevamento degli uccelli » (Dresda, 
-78, in 2 voi.), ei « Racconti in tomo agli 
li > (Ivi , 1876). Egli sta ora scrìvendo 
pera di polso sulla propagazione degli 
li , servendosi della sua celebre collezio- 
nidi e di uova. 

Baldnixi (Lnigi), storico di Bagnaca- 
, dove dimoira , illustrando la storia di 
a città di Roroaigna, e raccogliendovi le 
tiità che ancora vi si trovano. È dottore in 
^ , canonico , socio della R. Deputazione 



di Stona patria , negli Aiti della quale inserì 
nel 1875 due Dissertazioni: V una « Sopra due 
antichi Edifìci bagiiacavallesi ; » V altra « Degli 
antichi Statuti di BagnacavaUo ed in ispecie 
di uno ancor inedito delle Gabelle che paga- 
vansi in BagnacavaUo al tempo degli Estensi. » 
Nel 1876 VI stampò una Memoria : e Bagna- 
cavaUo e i Conti di Cunio; » poi nel 1878 : 
« Dei dipinti murali esistenti nella Pieve di 
BagnacavaUo , » e « Di una tessera mUitare 
Estense-Bagnacavallese. » Da qualche tempo, 
datosi a scrivere ordinatamente la storia dì 
BagnacavaUo, trattandola secondo i diversi 
governi succedutisi in ({uella città , è venuto 
leggendo nella Deputazione di Storia patria di 
Bologna due Memorie : la prima « Del Governo 
dei Bolognesi in BagnacavaUo ; » la seconda 
<K Del cardinale Del Poggetto in BagnacavaUo, » 
e continuerà cosi fino ai tempi moderni^ va- 
lendosi delle carte, di cui è ricco il pub- 
blico Archivio bagnacavallese. EgU attende 
pure agU studi! genealogici ; nel 1877 pubblicò 
in Pisa un' opuscolo di a Memorie storico- 
genealogiche sopra la famiglia dei CoUalto; » 
lo stesso Genealogo illustrò le famiglie più 
nobili di BagnacavaUo , jjual^ quella dei conti 
BiancoU e dei conti Zorli, ed altre. Di lui ab- 
biamo ancora la a Vita » del poeta faentino 
conte Alessandro Biancoli, preposta al Poema 
del Biancoli stesso: e L'Arte della maiolica , 9 
che illustra la Fabbrica di maioUche dei conti 
Femiani di Faenza. 

BalAwln (Giovanni Denison) , giornali- 
sta, archeologo ed uomo poUtico americano, 
nato nel Connecticut il 28 settembre 1809, 
studiò legge^ ch'ei lasciò poi per la Teologia e 
predicò per sette od otto anni. Nel frattempo 
aveva studiato il francese e il tedesco del pari 
che l'Archeologia, ed aveva scritto molti arti- 
coli nelle Riviste e nei giomaU. Nel 1847 pub- 
blicò un voi umetto di poesie: aRaymond Hill,» 
ed altre poesie, e lasciando il pulpito per le 
lettere, divenne^ nel 1852, editore del Charter 
Oak, giornale anti-schiavista, e successiva- 
mente del Commotìwealth (0 JRepuò&h'ca), 
giornale cotidiano di Boston. Nel 185Q diven- 
ne editore e proprietario del Worcester Spy, 
uno dei giornali più antichi e più influenti 
del Massachussetts. Nel 1863 fu eletto membro 
del Congresso , continuò i suoi studii archeo- 
logici, e pubblicò nel 1869 un'opera: « Sulle 
Nazioni preistoriche, » e nel 1872 un trattato 
e SuU' America antica. » 

Balfonr (Giovanni Hunton), botanico 
inglese, nato il 15 settembre 1808, ottenne 
il grado di mcigister all' Università di Edin- 
borgo, e fu dal 1841 al 1845 professore di Bo- 
tanica all'Università di Glascovia, donde passò 
nella medesima qualità a quella di Edinborgo. 
Egli è inoltre segretario di (]uella Società 
Reale e decano delle Facoltà di medicina. Le 
sue opere principali sono : e Manuale di Bo- 
tanica od Introduzione allo studio della strut- 
tura fisiologia e classificazione delle piante » 
(Londra, 1849, 2> ediz. 1860); e Libro clas- 
I sico della Botanica od Introduzione allo studio 



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859) ; < Educazione religiosa della gioventù 
del popolo B (Nordhausen, 1861); a 11 libro 
el lavoro » (2* ediz., 4870); « Dio» mondo e 
omo 9 (lo70): « Ide^ per servire alla riforma 
sciale 9 (1873), ec. Il Baltzer è anche un rap- 
resentante zelante del vegetarianismo, e fon- 
6 nel 18(58 a Nordhausen una a Società degli 
mici del modo di vivere naturale, » intorno 
l quale scrisse alcune opere. 

Ban (Matteo^, scrittore Sud-slavo, nato 
i8 dicembre 1818 a Dobrovuitza, percorse 
i prima fra molte avventure la Grecia e la 
urchia, e pose dimora, nel 1844, a Belgrado 
»me maestro d* italiano e francese. Viaggiò 
ì\ 1848 nel Montenegro , ed ebbe nel mede- 
mo anno una Cattedra nel Liceo di Belgra- 
>, Cattedra che perde per la sua « Ode al 
iltano » durante la guerra di Crimea ; per 
altra sua « Ode a Napoleone » ebbe , per 
ntro, da costui una medaglia. D'allora in 
)i il Ban vìve privatamente in un suo podere 
esso Belgrado. Scrisse molte poesie in ita- 
ino , oltre la descrizione del « Terremoto 
Ragusa, ji e le tragedie : a Fingal; Radimi- 
; 11 Moscovita , ec. » Nel 1851 pubblicò a 
iosatz la tragedia: cMejrima,» che ebbe 
primo premio del Comitato teatrale d'Agram 
è la sua composizione migliore. Venne in 
le neir istesso tempo la tragedia : e Dabro- 
vili, OsvetSL dalmatinska, > e nel 1853: 
lazlisne pesme , » Raccolta di poesie politi- 
ì ed erotiche. Il Ban scrisse inoltre molti ar- 
ili in italiano e in francese sugli Slavi Tur- 
per varii giornali. 

Banchi (Luciano) , scrittore sanese , 
ique in Radicofani il 27 dicembre 1837. 
^ i primi studii letterarii nel Collegio To- 
lei dì Siena, retto allora dai PP. Scolo- 
poi compiè nella patria Università il corso 
la cosi detta Giurisprudenza minore. Inco- 
tciò con un elegante Proemio alle poesie 
>rovvÌ8ate in Siena nel 1857 dalla Giannina 
li. Apertosi poi al pubblico il R. Archivio 
)tato anche in quella città, per l' iniziativa 
5 cure 'del benemerito prof. Francesco Bo- 
li (1859), il Banchi fu chiamato a ordinarlo 
luto del letterato Filippo-Luigi Polidori, che 
mse la direzione di quel novello Istituto. Luì 
1o, nei 1867 il Banchi gli successe. Uomo 
roso e di svariate cognizioni, molto si oc- 
ò della educazione popolare in Siena ^ tra 
tre cose fondandovi una Società promotri- 
ii Biblioteche popolari. £bbe più volte i 
chi municipali, quello non eccettuato di 
laco , ed è Presidente dell'Istituto di Belle 
i. Nonpertanto egli è noto in patria e fuori 
cipalmente per le sue molte pubblicazioni, 
pecie quelle di storica erudizione. Ecco le 
rilevanti. Le distinguiamo in lavori origi- 
, e in pubblicazioni di testi di lingua e 
uti. Appartengono alla prima categoria: 
Biografia dì Eustachio della Latta i> (1864); 
frìtto « Sulla scienza e 1' arte di Stato della 
ubblica fiorentina » (1865) ; il volume delle 
astrazioni alla Tavola Rotonda, » edita dal 
dori (1866); la a Biografia di F. L. Po- | 



Udori > (Ivi, 1866); <t La Lira e la Tavola 
delle possessioni e le preste della Repubblica 
di Siena » (1868) ; la a Storia dei Porti della 
Maremma senese durante la Repubblica» 
(1869); la « Relazione sul R. Orfanotrofio di 
Siena» (1875); e il «Tributo di preghiere e 
di ' pianto a Barbera Modesti Banchi , » sua 
madre (1876). Pose in luce: «La «venuta in 
Siena nel 1321 degli scolari e lettori dello 
Studio di Bologna i> (ÌSdì) ; € I fatti di Cesare,» 
testo di lingua del secolo XIV (^1863); il 
a Proemio e documenti alla Relazione delle 
guerre di Siena di Antonio da Montalvo » 
(1863); gli e Scritti satirici del Gigli » (1865) ; 
le « Profezie sulla gueiTa di Siena » (1868); 
le a Lettere politiche di Claudio Tolomei » 
(Ivi, 1868); il «Batecchio, commedia di 
maggio d* un Accademico Rozzo » (1871) ; la 
a Vita di Pietro Andrea Mattioli scritta da 
Giuseppe Fabiani» (1872); le «Novelle di 
Scipione Bargagli » (1873), e il «Memoriale 
delle offese fatte al Comune di Siena, compi- 
lato nell'anno 1213» (1875); oltre alla stam- 
pa dei seguenti Statuti: quello dello «Spedale 
di Siena del 1305» (1864); l'altro del «Co- 
mune della Pieve a Molli del 1338 » (1864); 
il « Breve degli Officiali del Comune di Siena 
del 1250 » (1866); i voi. II e III degli « SU- 
luti senesi » (1871-77) scritti in volgare (il I 
fu posto in luce dal Polidori) , e il libro inti- 
tolato: «I Rettori dello spedale di^Siena, > 
che è un estratto del III voi. dei mentovati 
« Statuti. » 

BaAOroft (Giorgio), insigne storico ame- 
ricano, nato il 3 aprile 1800 a Worcester nel 
Massachussetts, fece i primi studii nel Collegio 
Harvard , ove si graduò nel 1817, e parti quasi 
immediatamente per compiere i suoi studii 
nelle Università tedesche. A Gottinga, ove di- 
morò due anni, studiò, sotto TEichhcrn, THee- 
rene il Blumenbach,- le Letterature tedesca, 
francese ed italiana, le Lingue orientali, la 
Letteratura greca e romana , oltre un corso di 
Filosofia greca. Da ultimo scelse Tlstoria qual 
ramo speciale di studio. Nel 1820 ricevè a Got- 
tinga il diploma di Dottore in Filosofia ed an- 
dò a Berlino , ove continuò i suoi studii, e di- 
venne intimo dei Schleiermacher , Humboldt, 
Savigny, Lappenberg, Varnhagen e altri il- 
lustri personaggi. Nella primavera del 1821 
incominciò un viaggio per V Allemagna ed al- 
tre parti d' Europa ; passò qualche tempo con 
lo Schlosser in Heidelberg ; fece a Parigi la 
conoscenza personale dei Cousin , Beniamino 
Constant, Alessandro Humboldt, e dimorò 
otto mesi in Itaha, ove strinse amicizia col 
Manzoni, coi Bunsen eNiebuhr. Nel 1822 tornò 
in America, insegnò per un anno Lingua e 
Letteratura greca nel Collegio Harvard, e fon- 
dò nel 1823, col Coggswell, un Istituto pro- 
Srio, la Round Hill School, aNorthampton 
[assachussetts. In quel torno pubblicò anche 
una traduzione della « Politica deirantica Gre- 
cia » dell' Heeren; un volumetto di « Poesie, » 
e nel 1834 il primo volume della sua famosa 
« Storia degli SUti Uniti. » Nel 1838 fu nomi- 



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Bar (Carlo Ludovico di), giurista tede- 
co, nato il 24 luglio 1836 in Annover, stu- 
io a Gottinga e a Berlino , e dopo essere stato 
ocente privato nella prinaa di queste città , 
1 nominato nel 1861 Professore straordinario 
U' Università e , nel medesimo anno , profes* 
ore di Diritto penale a Rostock, donde passò, 
ella stessa qualità, a Breslavia. Pubolicò : 
Diritto ptivato e penale intemazionale » (An- 
over, 1862) ; « Diritto e prova nella Giuria » 
[vi, 1865); a Diritto e prova nella Procedura 
iviiei (Lipsia, 1867); € Fondamenti del Di- 
Itto penale » (Ivi, lo69); « Diritto ipotecario 
nnoverese » (1871) ; a La Corte Suprema dei- 
Impero tedesco » (Berlino, 1875); « Casi di 
•irìtto penale i (Ivi, 1875); a Sistematica del 
^tto di Procedura civile tedesco , ec. > (Bre- 
avia, 1878) ; e Sistematica del Diritto di Pro- 
idura penale tedesco » (Ivi^ 1878). 

Bara (Giulio) , scrittore politico e uomo 
i Stato belga, nato a Tournai nel 1835, oltre 
suoi eloquenti e liberali Discorsi pronunciati 
el Parlamento belga, sia come dejputato, sia 
)me ministro della giustizia, si ricorda an- 
)ra la sua libéralissima Tèsi di laurea intito- 
ta: f Essai sur les rapports de FÉtat et des 
ìligions au point de vùe constitutionnel. » 

Baragiola (Aristide), scrittore valtel- 
nese, nacque il 19 ottobre 1847 in Chiavenna. 
tadiò negli anni 1861-63 presso la Scuola 
intonale di Lucerna, nel 1864 presso il Gin- 
asio cantonale di Mendrìsio; nel 1865 imparò^ 
rivatamente il francese a Losanna; nel no- 
imbre 1865 prese in Milano il diploma dì 
ancese; nel 1866 fece la campagna dello 
lelvìo; tra gli anni 1866-1871 fu vice-rettore 
eir Istituto Baragiola in Comò; tra gli anni 
B72-73 andò professore di Lingua e Lettera- 
ira italiana , Geografia e Storia nelP Istituto 
itemazionale Breidenstein a Grenchen in 
viziera; nel 1874 ottenne la nomina di let- 
)re presso V Università di Strasburgo ; nel 
876 si addottorò per la Filologia moderna 
fesso quella Università. Egli ha pubblicato 
oa pregevole dissertazione : a Sopra Giacomo 
eopardi filosofo, poeta e prosatore, » e pre- 
ara una Grammatica e un' Antologia ita- 
ana per i Tedeschi. 

Baragnon (Pietro Paolo), giornali- 
la francese, nato nel castello di Servanes 
Bouche8-du*Rh6ne) , nel 1830, studiò legge 
Tolosa, ove nel iè^ collaborò alle Tablet^ 
es de TouUmse. Intraprese quindi un viaggio 
Q Italia, vi conobbe il Matteucci , s* innamorò 
(Tesso di lui degli studii suir elettricità e sul 
magnetismo, e pubblicò egli stesso nel 1851 
m' a Etude physiologique et psychologique sur 
e mesmèrìsme. » Diresse, tornato in Francia, 
1 Cowrier de Tam-et-Garonne e vi difese 
1 colpo di Stato del 2 dicembre ; poi un glor- 
iale di Rouen, poi un giornale di Bruxelles 
^ Levafii; scrisse un opuscolo in difesa della 
Turchia: « La Turquie devant l'Europe, i e in 
>remio fu chiamato a Costantinopoli a diri- 
gervi il Journal Officiel e la stamperia otto- 
sana. Nel 1865 tornò a Parigi e andò a scri- 



vere nella Presse del Mirès. Nel 1867 prese 
la direzione del Memoria^ Diplomatique; poco 
dopo fondò il Bulletin IntemationcU; sul 
principio del 1870 fondò il Centro gauche j 
per difendervi il Ministero Ollivier ; dopo Sédan 
fu de'più ardenti proclamatori della déchéanee 
de V Empire. Diventato a un. tratto ardente 
repubblicano, fu mandato prefetto a Nizza , 
nda vi durò poco. Nel gennaio 1872 incomin- 
ciò a pubblicare a fascicoli a Là Tache noi re, » 
cronaca contemporanea , che fu soppressa dal 
Governo nel 18/5. Nel 1876 si presentò qual 
candidato pel Consiglio municipale di Parigi ; 
n^a gli articoli suoi scritti in difesa del colpo 
di Stato del 2 dicembre ripubblicati in miei 
giorni, fecero trionfare il suo avversario Ma- 
rais. 

Baranowakl ^Giovanni), astronomo po- 
lacco, studiò neir IJniversità di Varsavia, ed 
appena finiti gli studii fu nominato Assistente 
e più tardi Direttore deirOsservatorio di quella 
città. Si hanno di lui parecchi lavori stimati 
suir Astronomia e la Meteorologia. Il Bara- 
nowsky è inoltre conosciuto come autoredi 
uno studio sul Copernico , che precede V edi- 
zione di tutte le opere di quel celebre Astro- 
nomo. 

Baratler (Ar. Em. Anatolio), scrittore 
militare francese , intendente presso la 21^ 
Divisione dell* 11^ Corpo d'armata, nacque 
nel 1834 a Orango. Scrisse, oltre parecchi 
ai'ticoli nel Journal des Sciences militaires e 
nei Mélanges militaires, i seguenti lavori : 
« L'intendance militaire pendant la guerre de 
1870-71 » (1871^; a Gréationde manutentions 
roulantes pour les Quartiers-généraux et les 
dìvisions en campagne 9 (1872); € Principes 
ralionnels de ' la marche des Impedimenta ^ 
dans les grandes armées i> (1872) ; a De Tad- 
ministration militaire et au fonctionnement 
des Services administratifs » (1872); «Les 
Impedimenta dans Tarmée autrichienne » 
(1874); a L*Art de ravitailler les grandes ar- 
mées » (1874) ; Q Essai d'instrnction sur la sub- 
sistance des Troupes en campagne dans le 
service de première tigne » (18/5). 

Baratlerl (Oreste), scrittore militare 
del Trentino, nacque il 13 novembre 1841 a 
Gondino. Studiò a Trento ed a Meran; nel 
1860, con la spedizione dei Mille iniziò la sua 
carriera militare , nella quale consegui il grado 
di maggiore de* Bersaglieri. Siede ora nel 
Parlamento italiano e dirige in Roma la Ri^ 
vista Militare Italiana. Scrittore facile e 
piano, possiede 1* arte di rendere attruenti an- 
che per il pubblico le questioni militari , 
eh' egli tratta con singolare competenza , come 
lo dimostrano, oltre a' suoi articoli nella citata 
Rivista Militare, nella Nuova Antologia e 
tiel Bollettino della Società Geografia Ita- 
liana, le seguenti pubblicazioni: a Da Veis- 
semburg a Metz , lettere militari sulla guerra 
del 1870 » (Cagliari , 1871) ; « L' esercito russo 
nel 1871 » (Roma, 1871) ; « La situazione mi- 
litare della Svezia nel 1872 » (Roma, 1872); 
a La . tattica odierna della fanteria > (Roma , 



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1873); *Lb guerra civile dì Spagna* (Fin 
[e,1875);(llliroalbemelioi (Roma, 1876); 
I Un' escursione in Taniaia » (Firenze, 1875). 
Barattasi (Filippo), poeU, letterato, 
lufoi'e drammatico marchigiano, nacque il 
I' marzo 1825 in Filotlrano (prov. d'Ancona), 
ìTC fece i prinu suoi sludii. Li prosegui in An- 
dina sua città materna ; nel 1846 pasaù all'Uni- 
'er4tà di Roma per attendervi agli sludii le- 
dali, cbe interruppe l'anno dopo |ier tornare 
in patria, ove a' ammogliò, e si ebbe, Ira gli 
illrì, un (iglio (Augusto), che ora attende egli 
ìlesEO in Firenze alle lettere come coUabora- 



3cuola Nautica e nell'anno seguente Ui pure 
chiamato ad insegnare nel Liceo Comunale Ri- 
natdini. Ecco gli scritti del Baraltani, che rive- 
lano, per la massima parte, uno scrittore 
aoita e pieno di sentimenti geneiw, ben 
nutrito alla lettura delle opere di Dante : 
• Quattro drammi lirici > (Trieste , 1856-1857); 
I Tre tragedie liriche > (Venezia, 18&8); 
I Drammi e tragedie liriche » (Ancona, IStìl); 
( Il viaggio dello spirito , n cantica in terza 
lima (1862); per queste nobilissime terzine, 
nelle quali si sente una felice imitazione della 
■IDìvina Commedia, > l'Autore, oltre amolte 
lodi ne' giornali, s'ebbe la più cordiale accc- 
jlienza dal Manzoni, ch'egli ne] 186'J visitò 
in Milano; <• I legati di Clemente VII, • 
iramraa storico in versi e poesie diverse (An- 
»na, 1864); < Il Conte Ugo, i dramma io 
rersi; ■ Slamura, > scene melod raro maliche 
[Ancona, 1865); i Stella, > dramma in versi 
Ancona, 1866) ; < Sei drammi e commedie > 
[Ancona, 18f^8); ■ Carme cittadino • (Firen- 
EC-Ancona, 18iO) ; <i Lorenza, i commedia (in 
iin giornale dì Palermo); un opuscolo: < Mo- 
lart e il suo Don Giovanni ; Discorso avanti 
alla casa nativa dello Spontini in Majolati nella 
tolennità centenaria; Le passe^ate niarcbt- 
jpane , > cinque bozzetti in prosa nel periodico 
inconilano ; uno Studio eopra un passo del 
ntinto Canto dell' t Inferno s nella Rivista 
europea del 1877. 

BaraTàll* (Carlo), più conosciuto nelle 
lettere sotto il pseudonimo di Anastasio Buon- 
senso, poeta e letterato lombardo, robusto 
ngegno accoppialo ad animo delicato e gentile, 
lacque a Como net 18'26. Figlio di magistrato, 
;bbe a suo primo maestro la propria madre, 
Paola Pozzoni, donna di pensieri elevali e di 
tquisilo sentire. Fece gli studii ginnasiali da 
irima a Milano, poi nel Collegio di Gorta, dove 
;1i fu maestro Giuseppe Sirtori, allora prete, 
}0Ì generale. Gli studii liceali compi in Milano 
ioUa la disciplina speciale dì Carlo Ravizza. 
Passò quindi a studiar la legge a Padova ; ma, 
>er alcuni scritti d'indole patriottica, fu dt 
>rima incarceralo, poi espulso da Padova, 
Ma divieto di frequentare qualsiasi altra Unì- 
rersità dell' Impero. La madre gli ottenne di 
noterà studiare privatamente ; ma non gli fu poi 
nai concesso d' esercitare l' avvocatura o anche 
1 solo notariato. Egli si diede quindi tutto alle 



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fo inedito del Barbèra), da questo suo amore 
lingua e ai libri inglesi , congiunti coi 
•ni esempi della famiglia, io credo che il 
béra traesse fondamento alla formazione del 
carattere franco, perseverante, operoso, 
:ome disse il Tasso, audacemente cauto, 
lità quest* ultima che è la sua principale 
te uomo d* affari, t Scioltasi la Società Gio- 
ni e Gregorio Sella, il Barbèra venne li- 
rìato; ma avendo buone raccomandazio- 
fu tosto accettato quale commesso presso 
jbreria torinese Giannini e Fiore. Un breve 
cesso politico lo obbligò ad esulare nel 
ton Ticino, ove, per qualche tempo, si do- 
e contentare di vivere col modesto gua- 
no di 28 lire il mese. Tornato poi a Torino, 




icevette lettera dal Pomba, che allora 8i 
ava a Firenze con Cesare Cantù e che lo 
tava , in nome dell' editore Fumagalli , a 
irsi in Firenze in qualità di commesso. Un 
invito rispondeva ad un vivo desiderio; 
iunque accettato senza indugio. Venuto in 
»Da, trovò onesta accoglienza presso Giam- 
ro Vieusseux e presso Pietro Thouar; ma 
Fumagalli, che stampava libri, i anali còsta- 
) cari e non valevano nulla e che parlava 
pre milanese, il Barbé|ra venuto in Firenze, 

egli dice, anche per {studiarvi la lingua 
ise poco, per passare in qualità di com- 
■la presso il bioliofilo Malagoli , che aveva 
k un pìccolo commercio di libri; ma il Ma- 
lfalli, e, poco dopo, mori, lasciando il Bar- 
i creditore presso il mondo di là del prò- 
.stipendio, che nel mondo di qua era 
9 promesso, ma non dato mai. A rimediare 
K>co al vooto che la miseria del Malagoli 
i lasciato nelle tasche e, probabilmente, 
D stomaco del Barbèra, questi ingegnavasi 
\ a dare, nelle ore libere , lezioni di calH- 
ia Dresso l'Istituto femminile della signora 

Ma la sua fortuna volle ch'egli allora 



conoscesse Felice Le Monnier, diligente ed 
operoso stampatore francese stabilito in Fi- 
renze che s' avviava a diventare editore . e che 
questi lo pigliasse per suo segretario. L'asso- 
ciazione di questi due ingegni ha certamente 
giovato alle nostre lettere, come più tardi 
tornò a loro profitto 1* emulazione che nacque 
fra di essi, quando il Barbèra ed il Le Mon- 
nier si divisero. Le amicizie che il Barbèra 
contrasse e coltivò con gli scrittori che avvici- 
navanal' editore Le Monnier, doveano giovare 
più tardi a lui stesso; egli ricorda ancora con 
molta compiacenza fra gli amici che ^' era gua- 
dagnati in quel tempo, Vincenzo Nannucci, 
Pietro Fraticelli, Vincenzo Salvagnoli, Enrico. 
Mayer, Filippo Polidori, P. S. Orlandini, Ca- 
millo Ugoni, Prospero Viani, Luigi Carrer, An- 
tonio Ranieri, Carlo Luigi Farini, Carlo e Gae- 
tano Milanesi. Nel 1854 passò a dirigere la 
Stamperìa Granducale, ma, per poco, avendo 
sperato invano con elementi vecchi di spingersi 
a fondare una nuova e grande Casa editrice. Si 
associò allora alla Tipografia detta Nazionale, 
che Celestino Bianchi avea fondata con capi- 
tali fomiti dal barone Bettino Ricasoli , è che 
il marchese Gualterìo assisteva pure coi fondi 
proprìi. — « Amante di libertà e della patria (tro- 
viamo ancora scritto nella citata Biografìa) egli 
giovò all' una e all' altra colla sceltezza delle 
sue pubblicazioni , che egli poi curava inde- 
fessamente nella correzione, nella nettezza dei 
tipi , nella eleganza del formato e nella bontà 
della carta, persuaso che la veste, se non fa 
il monaco, concilia di molto la benevolenza 
altrui ; molto più poi se veste e monaco sono 
quali devono essere.» ^Lo Spettatore ^ gior- 
nale, e la Biblioteca civile dell* Italiano ^ che 
preparavano il 27 aprile del 1859, furono afli- 
datialla sua officina, e la Toscana e Austria^ 
libro pubblicato pochi giorni prìma del 27 
aprìle, diede il tracollo alla Dinastia lorenese 
in Toscana. Né tutto ciò fu senza perìcolo 
e in(}uietudini , che, per avere stampato la 
•Scorta del Coneilio di Trento dei Sarpi, ebbe 
il Barbèra molestie e un processo per parte 
della Cuna Arcivescovile, e per la Toscana e 
Austria pati due perquisizioni e dispersione 
di tipi dalla Polizia. Per queste cose venne 
il Barbèra in grande popolarità, che gli giovò 
poi , quando si fondò il giornale La Nazione^ 
al quale egli cooperò come tipografo , come 
amministratore, e come consigliere intioao. 
Fu una sua felice invenzione la bella Biblio- 
teca detta Diamcmte^ che ebbe cosi grande 
fortuna, ed ove fece le sue prime armi il glo- 
rìoso ingegno di Giosuè Carducci , che sempre 
ancora, nel ricordarlo, se ne compiace. Nel 
1860, il Barbèra intraprese una Biblioteca 
scientifica, non ricca, ma di cui pur fanno 
parte , tra l' altre , le splendide opere della 
Sommerville e del Marsh. Nel 1867 fondò 
una Biblioteca scolastica molto economica; 
finalmente , egli ebbe la buona idea di c[uella 
Biblioteca popolare che si aprì col notissimo 
« Volere e potere » del Lessona. Quando il gior- 
nale La Nazione abbandonò la Tipografia Bar- 



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bèra per passare presso i Successori Le Mon- 
nier, il Barbèra fondò un nuovo giornale 
intitolato : L'Italia Nuova, di cui affidò la dire- 
zione ad Angelo Bargoni. Ma il nuovo gfornale, 
per un insieme di circostanze indipendenti dal 
Barbèra, ebbe vita breve ed aifaticata. Tra- 
sportata nel 1870 a Roma la sede del Governo 
italiano, il Barbèra vi stabili una succursale, 
ma più tosto nella sua qualità di tipografo che 
in quella di editore. Presso di essa si stampa 
ora la Nuova Antologia, Le ultime pubbli- 
cazioni del Barbèra che ebbero maggiore in- 
contro, furono : le e Poesie » delPAleardi e del 
Carducci (Enotrie Romano); le Opere filo- 
sofiche del Conti , i « Miei Kicordi » deirAze- 
glie; e Un poMi Luce » del Lamarmora; la 
a Spagna .e TOlanda» del De Amicis; la a Sto- 
ria della Repubblica fiorentina » di Gino Cap- 
poni. Da alcuni anni , per cagione di malattia, 
r operosità del Barbèra si trova, pur troppo, 
molto rallentata; ma egli ha tante ragioni 
di compiacersi di quello che ha già fatto, dà 
aver diritto a quel riposo onorato che V agia- 
tezza da lui conseguita con un lavoro costante 
e bene diretto gli ha procacciata. 

Barberis (Giulio), scrittore piemonte- 
se, sacerdote, è autore di un lioro sopra 
« La Repubblica Argentina e la Patagonia » 
(Torino, 1877), e di una « Storia antica orien- 
tale e greca acl uso delle Scuole e della costu- 
mata gioventù » (Torino, 1877). 

Barbeyd'AnreviUy (Giulio), scrittore 
ultra-legittimista francese, nato nel 1811 a 
Saint-Sauveur-le-Vicomle. Il primo suo ro- 
manzo, pubblicato nel 1841, intitolavasi : 
a L'Amour ìmpossible ; » vuoisi che fosse , 
neir intendimento dell'Autore , una specie di 
contravveleno alla « Lelia 9 di George Sand. Se • 
gui nel 1843 « La Bague d*Ànnibal ; d poi nel 
1845 un libro intitolato: t Du dandysme et de 
G. Brummel. 9 Dal 1851 al 1861 fu collabo- 
ratore, per la parte letteraria, del Pay$; 
quindi fondò col Granier de Cassagnac Le 
Eéveil, cbe non svegliò alcuno e mori presto. 
Nel 1851 avea pubblicato « LesProphètesdu 
passe , » ove si scrive tra Taltre cose : « Nos 
pères ont été sages d'égorger les huguenots 
et bien imprudents de ne pas brùler Luther. » 
Nello stesso anno, 1* Autore lavea pubblicato 
un romanzo : t Une vieille maitresse, » cbe fu 
molto letto per alcune descrizioni poco edifi- 
canti. Nel 1854 apparve t L*Ensorcelée; i se- 
guirono: nel 1861 , a Les oeuvres et les hom- 
mes; i nel 1863, « Les quarante Médaillons 
de TAcadéraie frangaise;» nel 1864, «Le Che- 
valier Destooches; » nel 1865, n Un prétre 
marie;» nel 1874, «Les Diabolìques, » la- 
voro che fu sequestrato presso l'editore Dentu. 
11 signor Barbey ha pure molto collaborato al 
Nain Jaune, Parlando di questo scrittore, 
l'illustre critico Paul de Saint Victor si espri- 
me cosi: « Jamais peut-ótre la langue n'a 
été poussée à un plus tìer paroxysme; c'est 
quelque chose de brutal et d'exquls, de. vio- 
lent et de délicat, d'amer et de raffiné. Cela 
ressembleà ces breuvages de la sorcellerie, 



où il entrait à la fois des fieurs et des » 
pents , du sang de tigre et du mieL » 

BarMer (Augusto), poeta fraBc», 
membro dell' Accademia francese findallSSh 
nacque in Parigi il 28 aprile 1806, e vis* 
dottorò nel 1828. Due anni dopo fece e» 
parire, in società con Alfonso Royer, 3r> 
manzo storico in due volumi : e Les Maina 
gargons. » Nel tempo stesso incominciò i ptì- 
blicare i suoi formidabili « Giambi » (Jojmìa» 
satirici e potenti per yerità, per quanto «pn t 
violenti. Ti-a le sue poesie satiriche, sia» 
specialmente : « La Curée; Le Lion; Qo»- 
vmgt treize; Varsovie ; La Popolante; LIA* 
Erostrate e Pot-de-vin; Jambes; 11 Pi«* 
Lazare ; > ebbero già più di venti edinosi, 
primi « Giambi» del Barbier furono tosto» 
dotti in tedesco dal Forster. Seguirono: tB* 
venuto Cellini, • libretto per l'opera ddB* 
lioz, scritto in società con L. De Vaflly (iW- 
« Chants civils et religieux » (1841); i Ri* 
hérolques » (1853); « Traduzione m vera* 
Giulio Cesare dello Shakspeare > (1848); « Om 
sons et Odelettes » (1851); « Les Silw» 
(186i); «Satires, con un dramma in wi 
su Cesare Borgia > (1865) ; « Troìs Pandoas " 
novelle in prosa (1868); « Discours de > 
ception à l'Académie le 17 mai 1870 » (io » 
deirEmpis); «La Chanson du vieux mini.t 
del Coleridge , tradotta in francese con <&* 
gni del Dorè (1876). 

BarMer (Giulio), autore drammiM 
parigino, figlio del pittore Alessandro,* 
njori nel 1864, nacque nel 1825. ÉscriUort» 
una fecondità straordinaria e vice-prcsid^ 
della Commissione degli Autori dramiBi* 
francesi. Esordi con « L'Ombre de M* 

» rappresentata al Théàtre Franfoì^^ 



re 



guirono, nello stesso teatro, il dnmnaj 
cinque atti in versi: «Un Poéte, » àan 
premialo dall'Accademia fìrancese; t Boof' 
mal gre; Le Berceau; Les Demiers i*<* 
Les Amoureux sans le savoir, » alTOii* 
« Amour et bergerie ; Les Contes d'Hoto»* 
Les Marionnettes du Docteur, Le MaRf ' 
la Maison; La Loterie du Mariane, 3t\0f 
nase: « Graziella, » al Fau<iew7to: « Uoe^ 
traction , » alle Varietés : « Les P^^f , 
Coquetteries ; Oscar XXVIII ; Le Rei »J 
Mode; Une Épreuve avant la lettre, » * 
PorU Saint-Martin: « André Oiéaier; B« 
riette Deschamps; Jenny Touvrière, tiirj 
bigu Comique: < Un Drame de famlUe; W 
ou Tesela vage; La Sorcière; PrinoeMP«« 
vorite; La Fille du maudit; Maxvell ; > < 
merosi libretti d'opera, tra gli altri: <r 
Romèo et Juliette; La Beine de Saba; ' 
let ; Mignon ; Le Pardon de Ploèrmel; F 
Les Saisons; Valentino; La Statue; Gii 
Philémon et Baucis; Les Noces de Fij'* 
Peines d'amour; Don Quichotte; Lesi^ 
ses commères de Windsor; Galathée; U|^ 
lombe; Le8%Noce8 de Jeannette; Deac>^ 
et Pyrrha ; Les Sabots de la Marquise- * 
Papillotes de M. Benott; Le Roman ^ 
Rose; Miss Fau vette; Les Dragées de Sotf^ 



BAR 



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BAR 



Guzia de TEmir; Jeanne d'Are i> (i873); 
Dora Macarade i (4875) ; « Paul et Virginie » 
876); « Le Timbre dVgenl » (1877). Nel 
75 pubblicò de' canti guerreschi sotto il ti- 
lo : « Le Franc-Tireur. > 

Barbler deMeynardC Adriano) , orien- 
lista francese, professore di persiano al 
dlegio di Francia, nacque nel 1827 in Mar- 
(lia. Aggregato alla Legazione dì Francia in 
irsia, potè approfondirvisi nello studio del 
rsiano e di altre lingue orientali; al suo 
orno , ebbe la Cattedra di turco nelle Scuole 
periori di lingue orientali viventi, dalla 
laie , nel 1876, passò al Collegio di Francia. 
ibbUcò i seguenti pregiati lavori: «e Descrip- 
m historìque de la ville de Kazven, extraite 
[ Tarixhé'Chigideh i (1861); « Extrait de 
Chroniqne persane d'Hérat» (1861); « Dic- 
^nnaire géographique, bistorique et iitté- 
ire de la Perse et des Contrées adjacentes, 
irait du Médjem el Bouldan de l^cout , et 
mpiété » (1861); « Notice sur Mohammed- 
in-Hassan-Ech-Cheibani • (1861) ; a Les 
-airies d'or de Ma^udi, » tradotta in francese 

otto voi. (1861-71), in società col Pavet 
iCourteille; «.Tableau littéraire du Kbora^an 

de la Transoxiane au IV siècle de Thégire » 
861); € Le Livre des routes, d'Ibn-Khor- 
uibeh, 9 tradotto e annotato (1861); albra- 
m , iils de Mehdi , fragments historiques » 
860); « Le Séid Himyarite » (1875); « Les 
ensées de Zamakhschari, Texìe et traduction, 
'ec notes > (1861); a Les Colliers d*or de 
unakbschari, Texte arabe, suivi d'une tra- 
iction fran^aise et d'un Commentaire pbilo- 
igiqiie » (1876); a Le Boustan de Saadi, 
adaction rrangaTse. » 

Barbler de Montanit (M. J. Saverio), 
xheologe e scrittore ecclesiastico francese, 
ito nel 1830 a Loudun, prelato di Sua San- 
ta, conte di Laterano , canonico onorario 
^Anagni, di Tarantasìa e di Langres, ec. Ha 
ià dato alla stampa ben 150 lavori, dei quali 
tiamo quelli cbe stimiamo più utili : € L'an- 
ée litui^ique à Rome » (Poitiers, 1857; ne 
urono già fatte cinque edizioni) ; « Antìquités 
arétiennes de Rome du V« au XVIe siècle » 
i^ome,1864); « L'Archeologie et l'Art chrétien 

TExposition religieuse de Rome i> (Arras , 
877); «La Bibliothèque du Vatican et ses 
snexes » (Rome , 1867) ; « Les Chefs-d'ceu- 
re de la Scuipture ^eligieuse à Rome , à Tépo- 
lie de la Renaissance » (Rome, 1870); a Les 
■glises de Rome étudiees au point de vue 
rchéologique > ^Arras, 1877); <r Epigraphie 
M Département eie Maine-et-Loire » (Angers, 
%9); « Epigraphie et iconographie des Cata- 
ombes de Rome et spécialement d'Anagni > 
Arras, 18^); a Étude de Symbolisme chré- 
iendans les ceuvres d'art i> (Nimes, 1855); 
> Expofiition religieuse de Rome o (Rome , 
1870); e Les Fétes de Noél et de l'Epiphanìe 
iRome» (Rome, 1865); «Les Fétes de 
^qoes à Rome» (Rome, 1866); «Icono- 
fraphie et Symbolisme de la fàbie du loup 
KX)Uer» (Montauban, 1872); e Iconographie 

Dizionario Biografico, 



des Sibylles i> (Arras, 1874); « Iconographie 
des Vertus à Rome ^ (Arras, i864) ; « Inscrip- 
tions bourguignonnes recueillies en Italie d 
(Dijon, 1872); « Inscriptions fran^aises re- 
cueillies à Rome » (Le Mans , 1868); a Lettres 
inédites de Féneloni> (Paris, 1863); «Les 
Manuscrits du Trésor de Bari i» (Toulouse, 
1876) ; « Les Musées et les Galeries de Rome » 
(Roma, 1870, 1 voL di 582pag0; t Notes 
archéologiques sur Moutiers et la Tarentaise » 
(Montiers, 1877); « Observations archéologi- 
ques sur les Églises de Rome » (Arras , 1878); 
« Le Palais archiépiscopal de Bénévent 9 
(Arras, 1875); «Peintures claustrales des 
Monastères de Rome d (Arras, 1860); a Ta- 
bleau raisonné des pierres et marbres antiques 
employés à la construction et décoration des 
monuments de Rome i> (Caen, 1869); «Les 
Tapisseriesdu sacre d' Angers » (Angers, 1858); 
a Le Trésor du Dòme d'Aix-la-Chapelle » 
(Tours, 1877). 

Barbler du Booage (Amedeo), scrit- 
tore francese , segretario compilatore del Bui' 
letin della Società Geografica di Parigi , ove 
nacque nel 1832, scrisse: « De Tintroduction 
des Arméniens catholiques en Algerie » 
(1855); « Suez et Gérim y> (1858); « Mada- 
gascar » (1859); « Le Maree » (18d1); « Re- 
vue géographique des années 1861-64; Essai 
sur 1 Histoire du commerce des Indes orien- 
tales » (1864); « Bibliographie annamite » 

(mi), 

Barblera (Carlo Raffaello), letterato e 
giornalista veneziano , nacque nel 1852 a Ve- 
nezia da padre meridionale. A tredici anni 
era sorta m lui tanto viva la passione per la 
pittura, ch'egli era deciso di entrare nell'Ac- 
cademia di Belle Arti; ma prevalse il consiglio 
della madre che incuorò il figlio a proseguire 
negli studii classici. A diciott' anni ei lasciò le 
scuole, ma non gli studii letterari!, i quali anzi 
coltivò con ardore più vivo. Poco dopo , entrò 
impiegato presso il Municipio di Venezia , e , 
nello stesso tempa, attese a scrivere appendici 
letterarie nella Gazzetta di Venezia, profili 
neWIlluatrazione Italiana , e corrispondenze 
amministrative nel Diritto, Nel 1876 , fonda- 
tosi a Milano il Corriere della Sera, gli venne 
proposto ed accettò di far parte dì quella com- 
pilazione. A ventanni egli aveva puoblicato un 
vivace studio su Emilio Praga e un affettuoso 
ricordo su Frahcesco dall' Ongaro. Nel 1877, 
r editore Battezzati di Milano pubblicò un suo 
volume di studi critici e biografici: e Simpa- 
tie, » col quale il giovane critico si propo- 
neva di rivendicare da immeritato oblio alcuni 
arditi ingegni e nobili cuori , eh' ebbero tutti 
maligna la sorte. Il libro incontrò esso stesso 
molta simpatia. Il Barbiera abita a Milano e col- 
labora, per la parte letteraria , in parecchi gior- 
nali. La sua critica si distingue per una certa 
poetica freschezza, e per una costante sim. 
patia e benevolenza che non esclude l' acume- 
Barbieri (Francesco) , è uno de' mi- 
gliori critici spagnuoli , membro dell' Accade- 
mia di San Fernando in Madrid. 



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BAR 



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fiAR 



Barbieri (Ulisse), scrittore lombardo, 
nacque nei mese di febbraio del 1842 in 
mezzo ai fiori e alle piante dell* Orto botanico 
di Mantova. Suo padre era appunto ]^rofessore 
di Botanica in quella città. Lo destinavano a 
fare il farmacista, ma gli spiniti eroi-comici 
che ardevano nei suo cervello , contrastavano 
singolarmente con questa professione. Il gio- 
vanetto Ulisse andava a far la sua pratica con 
una corazza di ferro sul petto e un pugnale in 
tasca. Nel 1858, ogni suo pensiero era rivolto 
air insurrezione italiana; ma egli non si con- 
tentava di pensare ; voleva pure operare. Cosi 
accadde che una sera fu sorpreso, mentre 
stava appiccicando un manifesto incendiario 
per le cantonate della sua città natale. Era 
la sua prima composizione letteraria. Ma la 
Polizia austriaca non badò ai diritti del genio 
incompreso. Fu esaminato, frugato: per sua 
disgrazia gli trovarono in tasca un proclama 
del Mazzini , e fu condannato a quattr*anni di 
carcere duro. Ma la Polizia era pietosa coi gio- 
vinetti: se il Barbieri avesse voluto svelare i 
compagni, o almeno le persone, da cui gli 
era venuto quel proclama, sarebbe stato li- 
bero. Il bravo ragazzo però tenne duro, mal- 
grado delle lagrime della madre ; e fece i suoi 
quattro anni: di cui otto mesi nelle carceri di 
Milano , quattordici a Mantova , il resto a Ve- 
nezia. Quei quattr*anni furono la grande 
scuola letteraria del futuro drammatui*go. 
Ladri e assassini di tutte le specie passarono 
davanti ai suoi occhi, e la sua fantasia ne ri* 
mase cosi colpita, che appena fuori, senti il 
bisogno di liberarsi di così truci immagini, 
scaraventandole su per libri e giornali e su 
tutti i palcoscenici d* Italia. Così egli divenne 
scrittore sanguinario e feroce , come un altro , 
dotato d'indole meno innocua, sarebbe di- 
ventato assassino e malfattore sul serio. In 
breve il Barbieri fu celebre: celebrità barocca, 
ma per lui non meno efticace. Il suo primo la- 
voro era stato un poemetto all' Italia. I suoi ro- 
manzi, i suoi drammi, le sue parodie porta- 
rono poi titoli fantastici e fragorosi , come : e I 
Misteri di un convento, Amore e Coscienza; 
I Ladri umanitarii; Il Messia; Il Figlio del 
deserto; La Locanda dei fanciulli rossi, d 
e cento altri eh' egli stesso ha dimenticati. 
Sopportò tranquillamente dei fiaschi colossali, 
come quando fece rappresentare il « Messia » 
'd\V Arena di Firenze; ma fu lusingato da suc- 
cessi immensi. Il suo dramma: a I Garibaldini 
in Tirolo, » fu replicato più di venti volte, e 
il pubblico non si saziava di vedere V Autore 
che lo aveva scritto nello Spedale di Brescia, 
dove era stato portato ferito , dopo la cam- 
pagna del 1806. Il suo a Byron, » che fu reci- 
tato da Emesto Rossi, gli valse le congratula- 
zioni di Re Umberto, allora principe, e una 
spilla di brillanti. Ora egli ha mutato maniera. 
Non è più lo scrittore sanguinario ; scrive un 
po' meno, e pensa un pò più. I suoi lavori 
hanno sempre l'impronta del suo spirito; 
ma egli non concede più una cosi sirenata 
libertà ai capricci della forma. È probabile 



che riesca a far^ buona strada anche da qo^ 
sto lato, poiché il suo ingegno è maoeggip- 
vole, e alla mancanza di studii profondi sof- 
plisce la pratica dell' effetto e la fona da 
pensiero. Il suo aspetto è originale qaanì» 
il suo spirito. È grande, bruno, con un'espro- 
sione di bontà e di fierezza. Porta un paletai 
leggendario, un cappellino da pigmeo; guaot 
a quattro bottoni , biancheria candida. Le sat 
ultime produzioni della nuova maniera sodo 
a r Ateo, ì> già recitato dalla Compagnia Md- 
relli, molto ardito; a Ali tarpate; Giulio O 
sare; Lea e Emanuele Filiberto, » che pan* 
bellissimo a chi lo lesse. Tra le cose di |^ 
nere scherzoso ha fatto furore il « Trìoòfc 
non d'amore, il Ziz-zag; 9 cadde, invece» ì 
a Giudizio Universale. » 

Barbosa da Booage (F. V.) , zoolop 
portoghese , è professore alla Scuola politecoia 
di Lisbona. Gli si devono lavori importaob 
inseriti ne^M Atti dell' Accademia dilÀàxm. 
e la Collezione zoologica del Museo, notevole 
specialmente per la fauna africana. 

Barola (Giovanni), ellenista sicilitso, 
professore nel Ginnasio di Termini-Imerese, 
nel 1871 pubblicò a Torino i a Frammenti^ 
Lisia, » che difese nel 1874 con un oposco^ 
contro le critiche di un avvocato Crispi. 

Bardeleben (Enrico Adolfo), celebt 
chirurgo tedesco, nato il 1° marzo 1819 1 
Francfort suirOder, studiò a Berlino e a 
Heidelberg, ed andò quindi a perfezionarsi 
Parigi. Dal 1843 fu da prima assistente all'Isti- 
tuto fisiologico, indi precettore e docente pri- 
vato a Giessen, finche nel 1848 fu nommi^ 
professore ordinario di Chirurgia all' \jm«- 
sita di Greifswrald, ove divenne anche direttore 
della Clinica chirurgica ed oculistica del pto 
che della Commissione esaminatrice medn. 
Nel 1867 fu nominato professore di Qòtv 
già a Berlino. La fama letteraria del Barè^ 
ben fondasi principalmente sul suo <^ 
nuale di Chirurgia e di dottrina, operatin* 
(Berlino, 1852; 6* ediz., 1870-73, m4ioi' 
Dal 1851 scrisse anche per l' Annuario d& 
Cannstadt la Rassegna sui progressi delta (^ 
rurgia. 

Bardovz (Agenore), pubblicista frano- 
se, ministro della pubblica istruzione nell'old 
mo Gabinetto Mac-Mahon, nacque nellS^** 
Clermont-Ferrand. Laureatosi in le^e, tor- 
nella sua città natale ad esercitarvi ratfuO' 
tura. Nel 1871 fu eletto Deputato dal partu 
repubblicano moderato, al quale ha setaw^ 
appartenuto anche sotto l'Impero. Colkbf* 
alla Revue de Droit frangala et ètrangff 
alia Revue dea Deux ifondea e hWIndéft»- 
dant du Centre, e scrisse i lavori segueat^ 
« Les Légistes au XVI« siècle » (1856); cU 
Légistes au IVIII» siècle » (1858); t De r* 
fluence des Légistes au Moven-àge » (i^ì 
e Des grands baillis au XV* siede • (l^r 
« Les Légistes, leur influence sur la tao»' 
frangaise» (1876), lavoro che dicono iwì' 
importante. 

Bareille (Francesco), scrittore eccltf* 



BAR 



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BAR 



co francese , canonico onorano di Tolosa e 
Lione , nato a La Valentine (nell* Alta Ca- 
nna) nel 1813, si fece prete, e diresse per 
recchi anni la Scuola di Sorèze. Scrisse 
t Histoire de Saint -Thomas d'Aquin» (1846 : 
quindi più volte ristampata); « Kmilia Paula» 
854); «Vie du Cceur » (1856). Tradusse 
i « Scritti varii politici religiosi del Balmès » 
854, in 3 voi.) , e le « Lettere d' uno Scettico 
materia religiosa del medesimo » (1855); 
« Opere complete di Luigi di Granata > 
861-66 , in 21 voi.) , e le « Opere complete 
San Crisostomo, » col testo greco a fronte 
6 voi. in^*», 1864^73: le « Omelie » tradotte 
il Bareille furono premiate dair Accademia 
uicese). 

Barella (Ippolito), medico belga nato 
il 1832 a Lovanio (Louvain). Addottoratosi 
Medicina, si stabili a Marche-lez-Escaus- 
ones (Hainaat). Il dottor Barella scrisse: 
Les Écrivains contemporains de la Belgir 
16 : Antoine Clesse, Denis Sotiau, A. M. 
1. Waken» (1857-60, in 4 voi.); « Obser- 
tions de Nevralgie sciatique grave guérie par 
trsenic » (1863) ; a De la médication arseni- 
lede la flèvre intermittente » (1863); <c L'Ar- 
nie dans rherpétisme > (1864); a De la me- 
cation arsenicale dans les névralgies»(1864); 
Des effets. physiologiques de Tarsenic d 
865); « De remploide Tarsenic dans diver- 
s roaladies internes » (18^); « Quelques 
Dsìdérations pratiques sur le diagnostic et 
traitement rationnel des maladiesdu coeur» 
872); «De la mort subite puerpérale»n874); 
Oa degré de fréquence de la folio a notre 
oque» (1874). 

Barellai (Ciuseppe), medico fiorentino, 
isemerito promotore degli Ospizii marini, 
pra i quali dal 1850 in poi pubblicò parec- 
ie Memorie; nel 1848 prese parte coi Vo- 
Dtarìi toscani alle campagne deirindipen- 
mza. Lo ricorda con belle parole il Michelet 
)1 suo volume « La Mer. » 

Baret (Eugenio), letterato francese, ret- 
re deirAccademia di Ciamberi, nacc^ue nel 
Ii6 a Bergerac e si addottorò a Parigi nel 
Ì53; è specialmente dottò nella storia lettera- 
ispagnuola. Scrisse: « DeThemistio sophista 
apad imperatores oratore » (1853) ; a De 
^adis de Caule et de son influence sur les 
«urs et la letterature au XV* et au XVIIe 
fiele » (1853 : questo importante lavoro fu 
stampato con aggiunte nel 1873); « Études 
ir la littèrature du Midi de l'Europe » (1857); 
Les Troubadours et leur influence sur la lit- 
ninn du Midi de rEurope » (1857, ristam- 
ftto nel 1867); a Du Poème du Gid dans ses 
aalogies avec la Ghanson de Roland v (1858); 
lfónage,sa vie et ses écrits» (1859); « Histoire 
e la Littèrature espagnole depuis ses origines 
» plus reculées jusqn'à nos jours » (1863); 
Mémoire sur roriginalìté du Cil-Blas de Le 
^> (1864); k OEuvres dramatiques de Lope 
•^yega, » tradotte in francese (1869) ; « Obser- 
aiions sor rhistoire de la Littèrature espagno- 
»dc M. Amador de Los Rios » (1875). 



Baratti (Martino), fisico e naturalista 
piemontese, professore in una Scuola tecnica 
di Torino, pubblicò una lettura sopra a L'in- 
dustria mineraria in Italia » (Milano) , e una 
« Descrizione del gruppo di montagne dette del 
Gran Paradiso o (Torino, 1878). 

BargeUlnl - (dottor Demetrio), medico 
toscano , specialmente riputato per le malattie 
d' orecchi , vive e pratica la medicina in Fi- 
renze, dove pubblico i seguenti lavori : «Flora 
crittogamica del corpo umano» (1876); t Mo- 
nografia sugli usi dell* Hyacinthus comosus 
Linn. » (1876); « Sul catarro semplice cronico 
della muccosa della cassa timpanica. » 

Bars^llnl (Mariano) , scrittore toscano, 
professore di Lettere italiane nel Liceo di Sie- 
na, nacque nel Comune di Empoli nel 1831. Si 
addottorò nell* Università di Pisa ; professò 
dapprima nel Ginnasio, poi nel Liceo di Pi- 
stoia. Scrìsse una a Stona di Genova, t in due 
voi. (Genova, 1856); alcune Poesie, vani Di- 
scorsi accademici e critici; segnaliamo tra le 
altre sue prose un quadro storìco critico della 
nostra letteratura poetica, intitolato: a Lo 
svolgimento della Poesia nella Letteratura ita- 
liana. » 

Bargòs (abate Leandro), orìentalista 
francese, nacque nel 1810 ad Àuriol. È profes- 
sore presso la Facoltà teologica di Parigi e 
canonico onorario di Nòtre Dame; pubblicò i 
seguenti lavorì : « Rabbi Japhetb ben Hali Bas- 
sorensis karìtae in librum Psalmorum com- 
mentari! arabici» (1846, ediz. e traduz. lati- 
na); «r Tempie de Baal à Marseille ou Grande 




Tlemcen i> (1848) ; la « Traduzione della Stona 
dei Beni-^Zeiyan , re di Tlemcen » (1852); del 
e Libro di Ruth d (1854); «Les Samaritains 
de Naplouse » fi 855); a Epistola de studii 
Targum utilitate ai Zeluda benKoreisch, d pub- 
blicata :» (1857) ; a Inscription phénicienne , 
nou velie in terprétation ]> (1858); e Tlemcen, 
ancienne capitale du royaume de ce nom » 
(1859); «Libri psalmorum David regis,» 
tradotti da Rabbi Japhet ben Hali (1861); 
a Notice sur un autel chrétien antique des en- 
virons d*Auriol» Y1861); « Papyrus ègypto- 
araméen du Museo de Louvre i> (1862); 
e Hébron et le tombeau, du patrìarche Abra- 
ham » (1863) ; « Notice sur deux fragments 
d*unPentateuque hébreu-samaritain » (1865); 
€ Examen d'une nouvelle inscription phéni- 
cienne de Marseille » (1868) j «Notice sur un 
autel antique dédié a Jupiter découvert à 
Saint-Zacharie (département du Var) et sur 

Suetques autres monumenta romains trouvés 
ans la méme localìté ou dans les eiìvirons » 
(1875). 

Barghón-Fort-Blon (Francesco di) , 
letterato francese, nato nel Castello dì Fort- 
Rion presso Chàteldon nel Puy de Dome nel 
1832, pubblicò le «Memorie della Duchessa 
di Angouléme e di Madama Elisabetta,» e 
.scrisse: a Les Violettes de Parme » (1856, un 



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Moldavia. Questi ire insigni pubblicisti pos- 
no risguardarsi come i veri fondatori del 
omalismo rumano. Nel 1848 il Baritiu si 
Dciò nella politica attiva ; gF insorti unghe- 
si ne saccheggiarono la casa , e V^ obbliga- 
no a rifugiarsi a Bucarest ; ma di là lo 
pulserò come uomo liberale e troppo peri- 
loso i Russi. Egli riparò allora a Gemowitz 
dia Buoovina presso i patriotti rumani Hur- 
uzaki; vi rimase alcun tempo, ma richia- 
ato nel 1849 a Gronstadt , vi riprese la di- 
zione de' suoi due giornali, associandosi 
cob Muresìano , fratello del poeta di questo 
»me. Nel 1853 si pose a capo di un'intra- 
esa industriale , e assunse la direzione della 
bbrìca di carta di Zernesti presso Gronstadt; 




lora egli fece un viaggio in Germania, Fran- 
a, Svizzera e Belgio. Nello stesso anno pub- 
iéò un e Dizionario tedesco^rumano » (in 
le ?ol., Gronstadt, 1853), in collaborazione 
il professore Gabriele Munteanu ; poi un 
Dizionario rumano- tedesco » (in un voi., 
ronstadt, 1857), in società col dottor Po- 
ZQ, cui segui nel 1860 un f Dizionario un- 
lerese-rumano. » Il Baritiu prese pure una 
irte molto viva ai lavori della Società Lette- 
iria Transilvana creata nel 1861 ; dal 1868 
rige una Rivista sotto il titolo di Transilvo' 
la, che pubblica gViAtmiUi della Società y ed 
una preziosa raccolta di documenti storici e 
i memorie nazionali e locali. Egli ha pure 
ibblicato parecchie Memorie negli Atti della 
ocietà Accademica Rumana, dì cui è membro 
Q dalla sua fondazione (1867). Si citano, tra 
altre , le Memorie seguenti : a La battaglia 
i Varnanel 1444» (1873); a Storia di un reggi- 
tento di guarda-conGni transilvani > (1874); 
le sue e Notizie sopra l'Economia politica e la 
tona della civiltà in Transilvania » (1877-78). 
1 questi ultimi anni , il Baritiu lasciò Gron- 
^dt per stabilirsi nella vicina città di Her- 



mannstadt, ove fondò nn nuovo giornale po- 
litico, intitolato L'Osservatore, aiutato nella 
compilazione dal proprio figlio Gerolamo; in 
questo giornale il Baritiu lotta del pari contro 
i Magiari e contro le tendenze panslavistiche. 
« 6. Baritiu (ci scrive un insigne Rumano) 
è un uomo di gran merito; di un carattere 
fermo e puro, saldo ne' suoi propositi in 
mezzo alle più vive tempeste e nelle occa- 
sioni più dinicili. Egli si consacrò tutto dia 
propna nazione, a illuminare e fortificare la 
coscienza nazionale de' suoi concittadini, af- 
finchè la propria nazione ottenga i diritti po- 
litici, dei quali godono le altre jqazionalità 
dell'Austria. Il Baritiu è, insomma, l'anima 
della causa nazionale rumana in Transilva- 
nia. » 



(Ferdinando), linguista unghe- 
rese^ custode della Biblioteca del Museo Nazio- 
nale a Budapest, tradusse in ungherese Tepo* 
f»ea finnica a II Ealevala; b scrìsse pure, tra 
'altre cose, su certi parallelismi d'espressioni 
Ira il linguaggio finnico e l' ungherese. 

Baniabal (Felice), archeologo abruz- 
zese, nacque in- Gastelli, nell'Abruzzo Tera- 
mano, neU' anno 1842. Fece i primi studìi nel 
GoUegio di Teramo, si addottorò in lettere 
presso r Università di Pisa, dopo essere stato, 
per quattro anni, alunno di quella Scuola nor- 
male. Dal 1865 al 1875 insegnò lettere classi- 
che nel Liceo Vittorio Emanuele di Napoli. 
Dedicatosi in particolar modo agli studìi del- 
l'Archeologia, ne' quali acquistò ben presto 
singolare valore, quando venne istituita pres- 
so il Ministero della pubblica istruzione una 
Direzione generale dei Musei e degli Scavi vi 
fu chiamato in qualità di segretario, ufficio 
eh' egli tiene tuttora. Si hanno di lui i seguenti 
scritti: « Degli scritti di Alessio Simmaco 
Mazzocchi su la storia di Gapua e su le tavole 
di Eraclea, » eruditissima Memoria pubblicata 
in Napoli nel 1874 ; « Relazione di un viaggio 
archeologico sulla Via Salaria » (nel Giornale 
degli Scavi di Pompei ^ Nuova Serie, voi. !•) ; 
« Sul papiro Ercolanese num. 1014 > (nello 
stesso giornale^ voi. 2**) ; cr Di un frammento 
d' iscrizione dedicatoria a Traiano su lastra di 
vetro B (nel Comment. philolog* in hon, T, 
Mommseni) ; a Delle maioliche di Gastelli nel- 
l'Abruzzo Teramano » (nella Nuova Antologia, 
agosto 1876); f Gli Scavi di Ercolano » (Me- 
morie della. R. Accademia dei Lincei , serie III, 
voi. 2^) ; « Gomunicazioni epigrafiche del Bui- 
lettino dell' Imperiale Istituto archeologico ger- 
manico, dell'anno 1876, e Lettere archeologi- 
che al giornale inglese The Academy » (1876- 
1878), 

Barnard (Enrico) , pedagogo america- 
no, nato il 24 gennaio 1811 a Hartford nel 
Gonnecticut, si laureò, nel 4830, nel GoUegio 
Yale , e si diede esclusivamente all' arte del- 
l'educare. Dopo aver viaggiato, nel 1835-36, in 
Europa, fu eletto membro, nel 1837-40, della 
Legislatura del Ck>nnecticut, in cui ottenne, fra 
le altre cose, una compiuta riorganizzazione del 
sistema scolastico , e tu per quattro anni mem- 



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— 103 — t 



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Barrai (Agostino) , chimico é fisico 
ancese , nato il 31 gennaio 1819 a Metz. Dal 
H9 al 1866 diresse il Journal d* Agricullure 
fatxaue fondato dal suo amico Bixio nel 1837. 
el 1866 fondò egli stesso il nuovo Journal 
Agriculture, che dirige ancora. Nel 1850 
ce due ascensioni ai'eostaticbe col suo amico 
ixio; nella seconda s* inalzò fino a 7049 me- 
1. Amico e collaboratore di Francesco Arago, 

prescelto dall' Arago stesso a pubblicarne le 
lere ch'egli avrebbe lasciate dopo la sua mor- 
. Le opere dell'Arago furono poi pubblicate in 
'voi. dal 1854 al 1862. Il Barrai fece numerose 
oferenze su l'Agricoltura, la Chimica e la Fisi- 
. Olire ai numerosi articoli inseriti ne'giorna- 
s nelle Enciclopedie, si pregiano specialmente 
sue a Monografìe : » sul tabacco e sulla nicoti- 
t; sul grano e sul pane (1863); su^li ingrassi 
864) ; sullo sfato^ deiragricoltura nel Nord 
Illa Francia (2 voi., 1867-1860). Pubblicò 
oltre i seguenti lavori : a Statistique chi mi - 
le des animaux » (1849); < Manuel du drai- 
ige des terres arables d (1854, ristampato 

due voi. nel 1856); « Le bon fermier » 
858); e AUas du Gosmos t (1861); e M. De 
wparin »(1862); « Trilogie agricole » (1867); 
Revue d'horticulture » (1 867) ; a L'Almanach 
I l'Agricullure » (1867-1878, in 12 voi.); 
Metz et le marécbal Bazaine, etc. » (1871). 

Barrili (Anton Giulio), scrittore geno- 
86, è forse il più fecondo tra i romanzieri ita- 
Di viventi. Uomo politico e giornalista, pare 




lasi impossibile che gli rimanga ancora tanto 
oapodaconsacrare alla letteratura. Ma egli ha 
abitudini attive del suo paese. Il sonno gli 
^ pochissime ore, e appena sveglio si mette 
suo lavoro prediletto. E forse per questo 
« ì suoi romanzi, anche i meno belli , hanno 
» certa freschezza molto piacevole. Verso 
dieci, egli dice addio alle care fantasie e ri- 



toma uomo d'affari ed uomo di mondo. Ma^ an- 
che operando , studia , e se ammira il bello, non 
tralascia di osservare attentamente anche il 
brutto : questa doppia facoltà si rileva dai no- 
bili sentin>enti che primeggiano nelle sue crea- 
zioni , e dalla spigliata' e Unìssima ironìa che 
domina nel sno stile. <r L'Olmo e l'edera ; Santa 
Cecilia ; Val d' Olivi e Capitan Dodero, » sono, 
secondo l'opinione dei più , i suoi migliori ro- 
manzi. Infatti gli è là specialmente che spicca 
quella tal freschezza, cui abbiamo accennato 
or ora. ce Val d'Olivi » è tutto una poesia di 
affetto. Nel a Capitan Dodero d l' intero rac- 
conto non è altro che un sogno ; ma così 
vero, cosi ben fatto, da tenere incatenato il 
lettore tino alla fine. Nella e: Notte del Com- 
mendatore , » scritta solo tre anni fa , il Bar- 
rili ha ritentato il medesimo artificio, sebbene 
meno felicemente ; ma , se conveniamo che la 
a Notte del Commendatore » è un racconto al- 
quanto prolisso, la finezza delle osservazioni, 
la vivace pittura della società moderna, quel 
pessimismo indulgente, corretto da una fede 
ideale, velata, ma robusta, quello stesso caprìc- 
cio di ra^ntarci distesamente la vita sbagliata 
e gì* inutili amorì di un uomo debole, tenendo 
celata nell' ombra e pur sempre presente, come 
una sfida e un conforto, la suprema felicità di 
due anime superìorì, ci hanno ispirato una 
singolare predilezione per questo libro. Ci piace 
invece, molto meno, il a Cuor di ferro e cuor 
d'oro, » romanzo a intreccio, quantunque 
molto meglio apprezzato dal pubblico. Ma il ro- 
manzo più indovinato, quello che ha fatto bat- 
tere tutti i cuorì, e costretta al rìspetto la crì- 
tica più spigolistra, nonostante certi difetti 
e certe inverosimiglianze, gli è « Come un 
sogno. 1 È forse il solo racconto , dopo i prìmis- 
simi , in cui il Barrìli lascia il predominio alla 
passione, e dimentica, almeno nei momenti 
importanti, quella tal maniera e quel tal sorrìso 
tranquillo e immutabile , che di solito io fan 
parere un po' uniforme e freddino. Nel a Come 
un sogno » non è più l'Autore che diverte, ma 
l'uomo che ci commove: vi sono pagine, dove 
si sentono quasi i singhiozzi, si veggono le 
lagrìme. La verìtà trapela di sotto alla favola : 
il lettore non bada più all'artificio, né al su- 
perfluo degli ornamenti , tutto compreso com'è 
dall'amore sventurato, alle cui peripezie prende 
tanta parte: un amore che non è l'ideale dei 
romantici, né il voluttuoso dei pagani, ma 

3uel non so che d'ineffabile e di complesso, 
i disperato e di raggiante eh' è l' amore mo- 
derno , la vera passione , come noi tutti siamo 
capaci d'intenderla e di sentirla. Del resto, il 
Barrili ha tentato tutti i generi, e ci ha di- 
pinto un po' tutte le società: da quella an- 
tichissima di Babilonia, con la sua e Semi- 
ramide, » a quella curìosa del Giappone, 
col suo « Merlo bianco; > da quella romana, 
grande e nobile, con «Tizio Caio Sempronio, » 
a quella romana piccina e borghese, con la 
« Conquista di Alessandro; » tentò pure, con 
la a Legge Oppia, i il teatro, ma con poca for- 
tuna ; né Osò più riprovarvisi. Forse ha fatto he- 



BAR 



— 105 — 



BAR 



Repubblica; né ebbe piccola parte nel conver- 
tire il Thiei*s air idea repubblicana; ma in 
questo ufficio ancora, quantunque pieno di 
cure gra\issime , il Barthélemy non volle ri- 
cevere alcuno stipendio. Dal 1876 egli è sena 
tore inamovibile e vota con la Sinistra repub- 
blicana. Nel 1855 aveva intrapreso un viaggio 
in Egitto, per esaminarvi le condizioni del- 
l' Istmo in relazione ai disegni del Lesseps; al 
suo ritomo, pubblicò un ricordo di quella sua 
escursione , nelle sue a Lettres sur l' Egypte » 
(1856). Quando Eugenio Burnouf morì, il 
Barthélemy fu . incaricato di pigliarne il posto 
nel Journal des Savants , per rendervi conto 
de' lavori relativi air India. I centocinquanta 
articoli pubblicati sulla Letteratura indiana dal 
Barthélemy formerebbera, riuQiti, parecchi 
volumi di letteratura piacevole e , ad un tem- 




p, emditissiini. All'India sono pure dedicati 
il suo < Saggio sui Vedas » (1854) e il suo bel 
volume e SopTB, Buddha e la sua religione, » 
che ebbe già tre edizioni (la prima é del 1859 , 
la seconda del 1866). Abbiamo pure di lui un 
volume «Sopra Maometto ed il Corano» (d 865); 
una nuova traduz. francese dell' « Iliade » m 
verso (1868); una versione dei cPensieri di Mar- 
co Aurelio » (1877); un libro assai dotto « Sopra 
la Scuola Alessandrina » (1845), e un trattato 
importante a Sopra la Logica di Aristotile. » Ma 
il suo lavoro monumentale é la versione delle 
opere complete di Aristotile incominciata nel 
1852, e che si terminerà c|uest' anno con la 
pubblicazione della « Metafisica » in tre volumi 
in ottavo. Nel 1837 era uscito, in due volumi, 
il testo con la versione della « Politica di Ari- 
stotile; » tra gli anni 1839-44, in quattro vo- 
lami, la versione della a Logica; » nel 1 846 e nel 
1847 la « Psicologia » in due voi. a Trattato del- 
l'anima » opuscoli; nel 1856, la «Morale e la 
Poetica » (in 4 voi.) ; nel 1862, la « Fisica » (in 2 
voi.); nel 1863, la « Meteorologia ; » nel 1866, il 
«Trattato del cielo, » e il «Trattato della prò- 



• 

duzione » (in 2 voi.) ; nei 1870, la a Rettorica » 
(in 2 voi.). Dobbiamo ancora ricordare lo scritto 
apparso nel 1849 intitolato : « De la vraie dé- 
mocratie , » e quello del 1850 : « La Soi sur 
rinstruetion puolique , avec un Gommentaire 
et précédée a*une Introduction historique. s 
Bartlett (Giovanni Rùssellì, etnologo 
ed istoriografo americano , nato il 23 ottobre 
1805. Attese da prima al commercio librario. 
Si ritirò nel 1849 per darsi intieramente ^llo 
studio dell'Istoria e dell'Etnologia. Nel 1850 
fu eletto Commissario per determinare la 
linea di confine fra gli Stati Uniti ed il 
Messico , e insieme con un Corpo, d' ingegneri 
e di altre persone (300 in tutto) percorse 
per ben tre anni le praterie sterminate fra il 
Golfo del Messico e il Pacifico, non che una 

fran parte del Texas e del Nuovo Messico, 
risuitamenti astronomici , etnolo^ci e di 
scienza naturale di questa spedizione furono 
pubblicati dal Governo americano (1857-58^, 
e il Bartlett diede in luce i proprii eventi e le 
impressioni personali nell opera: « Narra- 
zione personale di esplorazioni ed incidenti 
nel Texas, Nuovo Messico, California, ec. » 
(Nuova-York, 1854, 2 voi). Nel 1855 fu eletto 
Segretario di Stato di Rhoae Island , posto che 
occupa ancora al presente. Delle altre sue 
opere voglionsi citar le seguenti; « Il pro- 
gresso deir Etnologia , Relazione d' indagini re- 
centi tendenti ad illustrare la storia fisica del- 
l' uomo » (Nuova -York 1847) ; e Reminiscenze 
di Alberto Gallatin » (Ivi , 1849) ; a Dizionario 
degli Americanismi » (Ivi, 1848, 2* ediz. 1865); 
f Bibliografia di Rhode Island »(Ivi, 1864f; 
« Catalogo dei libri risguardanti T America del 
Nord e del Sud » (Ivi , 1865-71 , in 4 voi.); 
e La letteratura della ribellione , Catalogo dei 
libri ed opuscoli concernenti la guerra civile » 

Ì Provvidenza, 1866); « Memorie degli Uffiziali 
i Rhode Island durante la rivoluzione (Ivi , 
1867); e « L* Uomo primitivo » (Ivi, 1868). 

Bartoli (Adolio), scrittore della Luni- 
giana, dall' anno 1874 professore di Storia 
della Letteratura italiana nell'Istituto di Studii 
superiori di Firenze, nacque il 19 novembre 
1833 in Fivizzano. La sua famiglia l'aveva av- 
viato agli studii legali; ma, nel veij^sirao 
ierzo anno della sua vita, uno scrittoi lui 
essendo caduto sotto gli occhi di Giampietro 
Vieusseux, questi lo invitò in Firenze in qua- 
lità di collaboratore e segretario dell'ilrc/imo 
Storico Italiano; dair anno 1856 fino al 1859 
il Bartoli lavorò presso il Vieusseux; nell'anno 
1859, su proposta di Pietro Thouar, fu man- 
dato a presiedere il Liceo d'Alessandria in Pie- 
monte, ove rimase un anno. Passò quindi ad 
insegnare la storia nel Liceo di Livorno e a 
dirigervi la Scuola di marina, fino all'anno 1867, 
in cui fu mandato al Liceo di Piacenza, onde 
passò nel 1868 alla Scuola superiore di Com- 
mercio di Venezia, presso la quale rimase fino 
al 1874. La sua vita fu travagliata da dolorose 
vicende domestiche ; anima ardente ed affet- 
tuosa, le sentì vivamente; gli studii, un af- 
fetto gentile e Taroor paterno quietarono tut- 



BAR - 1 

lui molle tempesle, e gli diedera 
a vivere ed a lavorare. Fino a 
anni fu Giobertiano, e scrìsse in 
tipo alciiae cose che Oggi egli sles- 
1. Teniamo quindi conto soUalito di 
li cai egli accetta la pàlerniti, e no- 
inlanto ; « Le vite degli Uomini illu- 
fespaeiano da Bisticci , > rìvedate sui 
Firenze, 1859); il viaggi di Marco 
rìveduli sui Codici (Firenze, 1859); 
I di Sìdrach n (Bologna , 186S) ; < Pie- 
'dani,> orazione (Piacenza, imS) ■ 
itudii e delle scuole in Italia ■ (Pia- 
868) ; « Il poema di Ettore Troiano n 
., 1872); «1 prìmi due secoli della 
ira italiana» (Milano, lS70't879J: 
usione del BÌDagcimentoi (Firenze, 
[ I Precursori del Boccaccio e aleune 
fonti > (Firenze , 1878); t Storia della 
ira ilaliana, . voi. I (Firenze, 1878). 
10 pure parecchi suoi pregiali articoli 
iU'Arehivio Storico Italiano, nell'^r- 
'enefo, nella Itasiegna Setlimanate, 
jia(a Europea. Nessuno scrittore ita- 
certamenle maggior dottrina di lui 
3he riguarda la Stona letteraria de 
ioli delia nostra letteratura : ingegnt 
lenetrante, egli non lascia inesplorato 
nò che può conferire a dare per mezzo 
.ere notizia de' tempi. £^li cerca l'ef' 
nelle cose che nelle parole; i suoi 
no quindi repertorio di utili cogni- 
diziosamente vagliate più spesso che 
molto eleganti. Egli sa bene quello 
nia, e però il suo insegnamento rie- 
.0 preciso ed evidente più, invero, 
■alita interiori che perle eslerbri del 
irgo ; non gii che la sua parola sia 
redda ; non di rado anzi la scalda e 
e qualche affetto squisita , qualche 
liero ; ma, sia stanchezza, sia difetto 
sa plastica, raro accade che la uarota 
)li esca fuori artisticamente sr^lpita e 
irtamente chi lo legge o chi l' ascolta. 
irò gagliardo, all'affetto generoso, al 
iraggio scientiQco, non risponde sei 
)tsnza efficace della parola, talora i 

umile e fiacca, qualità che non si 
be forse, ove il Bartoli fosse soltanto 
ttore erudito; ma egli, per quanto 
ì d' alcune sue critiche recenti abbia 
irlo credere troppo vago scrutator di 

sente largamente dell'arte e della 
scia pertanto più vivo il desiderio che 
iguaggio riesca sempre proporzionato 
'ale gentilezza ed ai vigore de'auoi sen- 
'n (^ni modo poi, quando la sua opera 
di stampa presso il Sansoni sia com- 

Bartoli sarà il primo che ci avrà data 
Storia critica della nostra letteratura. 
-tOR (Francesco), scrittore boemo, 

una a Grammatica boema, n e di pa- 
lissertazioni grammaticali , professore 
asio di BrOnn, nacque nel 1833 in 

fMàhren). Egli dirige pure una Rivi- 

1 boema {Casopit Matice Moravske). 



Bartso 

logo tedesco, 
tau in Prussii 
dapprima Fil 
germaniche < 
in Berlino, s 
Grimm, ec. t 
Oiford per is 
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manza all' U 

3uel mezzo 
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poesie tedesci 
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ben fatti. Coi 



Superiore; ni 
magistero fn 
ottenuta all'I 
sopra una voi 
quale il so^g 
studiato crìlic 

filosofiche di 



BAR 



- 107 - 



BAS 



ro. Già nel suo libro su Cicerone egli avea 
scritto : a Lo studio profondo dei libri tulliani 
e il loro paragone colle dottrine contempo- 
ranee di poco precedenti, mi persuase in- 
vincibilmente eh* egli non era un eclettico, ^ 
un accozzatore, un imitatore, ina sibbene un 
Siosofo comprensivo, un vero socratico, che 
tornò air esame dei fatti intemi , e quivi con- 
cordemente ai pronunciati del senso comune 
entò comporre in armonia di scienza i stste- 
nì. • Questo passo è biograficamente più im- 
)ortante che non j^aia. Dopo avere scusato 
*eccletÌ8mo ciceroniano, il barzellotti riven- 
licò a sé medesimo la stessa libertà ; disce- 
)o]o per molti anni di Augusto Conti, parve, 
)er alcun tempo, ch'egli fosse intieramente 
egato alle opinioni filosofiche dei suo illustre 
Ifaestro; accostatosi quindi con affetto rive- 
'ente al conte Mamiani, gran pontefice della 
f'ilosofia ufficiale italiana , si potè credere che 
uorì della ortodossia filosofica del venerando 
Pesarese egli non vedesse più salute; ma, 
pando lo si vide accostarsi, con una certa 
ibertà d* indagine , allo studio del Positivismo 
Dglese, e della Filosofia dello Schopenhauer, 
ma tale apparenza, resa anche più manifesta 
la una certa sua attitudine polemica presa in 
ilcune occasioni dal Barzellotti, fu battezzato 
ome il suo Cicerone col nome di eclettico. 
inche nel suo insegnamento liceale, che durò 
lai 1867 al 1878, egli confermò 1* opinione 
th' ei fosse fedele al metodo ciceroniaho. Suo 
>copo principale parve formare e svolgere le 
Denti dei giovani, disciplinandole, abituan- 
Iole a un pensare chiaro, rigoroso, consape- 
vole e non repugnante ai loro convincimenti 
Dorali e religiosi. U suo metodo volle essere 
>rìncipalmente socratico e induttivo, vòlto in 
ipecial modo a formare ne* giovani 1* abito 
Iella precisa e sicura osservazione de' fatti in- 
orai, che per lui è fondamento d' ogni scien- 
a morale. Diede perciò, naturalmente, molta 
>art6 nelle sue lezioni ai principii della Psi- 
cologia, guidato specialmente dai moderni 
ilosofi tedeschi (incominciando dal Kant) ed 
Qglesi. Insegnando 1* Etica poi, egli pose singo- 
^r cura a educare nella mente de* giovani 
'alto concetto del dovere assoluto e dell'au- 
ODomia della volontà. Il Barzellotti è, senza 
ilcun dubbio, uno de* nostri più dotti ed ele- 
tti scrittori di filosofìa ; la sua coltura lette- 
'sria e la Filosofica si completano a vicenda ; 
& conoscenza del greco, del latino, e delle 
)nncipaU tra le lingue e letterature straniere, 
,Hi danno un singolare vantaggio su parecchi 
le' suoi eollegbi che posseggono, oltre la pro- 
pria, una sola lingua e una sola letteratura. 
U Barzellotti ha ^i Hvelato ne* suoi scrìtti 
ma speciale attitudine, nella quale non gli sa- 
^be difQdle acquistar fama di scrittore orì- 
pnale. Il suo ingegno lo porta all'indagine 
ppcologica applicata alla biografia ; i suoi sag- 
t^ sul Machiavelli , su Cicerone , sul Buonar- 
^, sullo Schopenhauer, sopra Sant'Agostino, 
ne sono un indizio. Sarebbe desiderabile che 
^li coltivasse con lavoro più ostinato e conti- 



nuo questo campo che potrebbe divenir suo. 
Anche ne' suoi sonetti si rivela , più che altro , 
un poeta psicologo. Diamo ora la nota degli 
scrìtti del Barzellotti, pubblicati dopo il bel 
saggio « Sulle Dottrine filosofiche di Cicero- 
ne, » cioè: a Quattro sonetti: A Silvia, i> so- 
netti (Firenze, 1877); <r La Letteratura e la 
Rivoluzione in Italia avanti e dopo il 1848 e il 
1849» (intedesco, nell'/^alia dell'Hillebrand ; 
in italiano, Firenze, 1875); a Dell'animo di 
Michelangelo Buonarroti » (Firenze, 1875); 
« Ritratto morale e intellettuale di donna 
morta (Elena Mantellini) » (Firenze, 1876); 
ff Sopra alcuni tèmi di Letteratura e di Filo- 
sofia » (Firenze, 1869); a La Morale nella Filo- 
sofia positiva , » eccellente studio critico , di cui 
si pubblicò una traduzione inglese a Nuova- 
York (Firenze, 1871; Nuova- York, 1878); 
« Delle principali forme, in cui il problema del- 
la Libertà umana si presenta nello svolgimento 
storìco della Filosofia 9 (nella Filosofia delle 
Scuole italiane, Roma, 1875); e La crìtica 
della conoscenza e la metafisica dopo il Kant » 
(nella Filosofia delle Scuole italiane) \ il 
breve, ma succoso « Saggio sullo Schopen- 
hauer B e sopra a La prìma Autobiografia » 
(nella Rassegna Settimanale) ; un articolo 
sopra la Filosofia in Italia, nel Mind, gior- 
nale filosofico inglese (1878), pubblicato ora 
in italiano con qualche opportuna modifica- 
zione nella Nuova Antologia (15febbr. 1879). 
In un recente Concorso, il professor Barzel- 
lotti fu dichiarato degno di una Cattedra uni- 
versitaria; ma la sua degnila continua inde- 
gnamente a rimanere in aspettativa. 

BarxUai (Giuseppe), scrìttore istrìano, 
nacque a Gradisca sull'Isonzo nel 1828: fece 
gli studii ginnasiali a Casalmaggiore sul Po , 
poi gli universitarii a Padova, dove si addot- 
torò in legge. Si stabilì quindi a Trieste, dove 
sostenne con onore la difesa di parecchie cause 
penali. Erudito nella lingua ebraica , parecchi 
de' suoi lavorì a stampa ne sono documento; 
citiamo fra i suoi lavori : f I Treni di Gere- 
mia,» traduzione letterale dall'ebraico con note 
originali; « Il Cantico di Salomone,» traduzione 
in versi con argomenti e note ; « Il Beemoth 
(Mammouth) , » saggio.di Paleontologia biblica ; 
a II Renne, » studio biblico paleontologico; « Il 
Leviatan, n monografia; « UneiToredi trenta se- 
eoli ; La statua di sale, » monografia ; e Gli Abra- 
xas, » studio archeologico; t Sul nuovo indirizzo 
da darsi all'aereonautica, » Considerazioni e 
proposte ; « Nuove ipotesi intomo a due celebri 
versi della Divina Commedia, » saggio d'Ideo- 
grafia semitica. — Un dottor Cesare Barzi- 
lai ha pubblicato in Padova una sua Memoria 
sopra la Clinica medica romana, della quale è 
già uscita la seconda edizione. 

BaflOhet (Armando), storìco ed erudito 
francese, ben noto in Italia per le importanti 
rìcerche'da lui fatte negli Archivii di Venezia, 
nacque nel 1829 a Blois. Esordi nel 1851 con 
uno studio sopra a Honoré de Balzac, » al quale 
il Champfleury aggiunse note storìche; nel 
1855 pubblicò ff Lea Orìgines de Werther. » 



fiAS 



— iOO — 



BAT 



navigò quindi per quattro mesi sul Gange^ tra- 
versò il Deccan e il paese dei Mahratti e andò 
ì Bombay per passare in Persia , nel che fu im- 
pedito dalla guerra fra V Inghilterra e la Per- 
sia. Visitò invece le rovine di Babilonia e di 
^^inive, là Siria e la Palestina e, dopo es- 
sersi fermato per qualche tempo al Cairo , ri- 
sali il Nilo , SI recò pel deserto a Kosseir sul 
Mar Rosso, s'imbarcò a Gedda e si uni, a 
^foca, ad una carovana avviata ad Aden. Visitò 
luindi Maurizio e le Seychelles, sbarcò al 
uapo di Buona Speranza e fece escursioni nel 
paese dei Gafflri. Addentratosi nell* interno dei 
possedimenti portoghesi, osò intraprendere il 
iriaggio alla regia cittÀ di San Salvatore, non 
più visitata da ben due secoli da alcun culto 
Europeo. Veleggiò quindi air Isola Fernando 
Pò, penetrò di là nel Delta del Niger, per- 
corse Liberia, Sierra Leone, la Senegambia e 
tornò dopo un'assenza di otto anni in Europa, 
ove visitò ancora il Portogallo, la Spagna, la 
Turchia, la Russia, la Svezia e la Norvegia 
prima di far ritorno a Brema. Il Bastian recò 
con sé un grande materiale scientifico da un 
si grande viaggio , e cominciò col pubblicare 
e Una visita a San Salvador, capitale del re-- 
gno di Congo» (Brema, i859), a cui tenne 
dietro T opera dottissima: « L*uomo neir isto- 
ria » (Lipsia , 1860). Nel 1861 intraprese il suo 
secondo grande viaggio di cinque anni ; dopo 
ana hmga dimora a Londra, andò a Madras e 
di là aRangun, risali V Irawaddi e si fermò un 
anno nella capital^ della Birmania a studiarvi 
la lingua e la letteratura birmana ; andò quindi 
da Maulmain a Bangkok, ove studiò la lingua 
e la letteratura siamese e si volse c^uSndi dalla 
Cambogia a Saigun per imbarcarsi alla volta 
di Singapore. Nel 1864-65 percorse V Arcipe- 
lago verso il Giappone, e prese la via terre- 
stre da Pekin, per la Mongolia e la Siberia, al 
Caucaso. Frutto di questi viaggi fu Topera clas- 
sica ed eruditissima: e I Popoli dell'Asia orien- 
tale» (Jena, 1866-71 , in 6 voi.}, la quale non 
è tanto una descrizione di*viaggi, c[uanto una 
collezione di materiali , una vera miniera etno- 
grafica. Il Bastian si stabili a Berlino, ove fu no- 
minato direttore del Museo Etnografico e della 
Società Greografica. Si acquistò^ non ha guarì, 
molto merito colla fondazione della Società 
Tedesca per V esplorazione delV interno deU 
V Africa f di cui e presidente, e fece nel 1873 
una scorsa alle coste occidentali dell' Africa 
per fondare una stazione a Chinchonxo. Col 
Virchovr, e l'Hartmann ei pubblica dal 186911 
Oiomale di Etnologia^ e quasi ogni anno ei 
manda al palio una o due opere, di cui cite- 
remo le seguenti : a Contribuzioni alla Psico- 
logia comparata » (Berlino, 1868) ; « Messico i> 
(hi , 1^68) ; < Studii linguistici comparati , 
speoalmente nel dominio delle lingue indo- 
cinesi » (Lipsia, 1870); « L*idea del mondo dei 
Buddisti » {ivi , 1870) ; « Indagini etnologiche » 
(Ivi, 1871-73); « Lettera aperta al professore 
HaeckeU (Ivi, 1874), in cui si dichiara avver- 
sario acerrimo del Darwinismo ; a La Spedi- 
zione tresca alla Corte di Loango» (Jena 



1874); d Creazione o derìvazione, Aforismi 
sullo sviluppo della vita organica! (Ivi, 1875); 
al paesi culti dell'antica AmerìcaD (Berlino, 
1878). Nel 1875-76 il Bastian fece ancora un 
viaggio nell* America meridionale, e nel- 
l'estate del 1878 parti di bel nuovo per TAsia 
e le isole del Mare del Sud. 

Bastian (Enrico Charlton), nato a Tru- 
ro nel Comova^lia il 26 aprile 1837 , fu edu- 
cato nel Collegio universitario di Londra e 
prese la laufea in Medicina nell'Università di 
quella metropoli. Nel 1867, egli fu nominato 
professore di Anatomia patologica nel Collegio 
dell'Università e Medico assistente nell'Ospe- 
dale di (|uel Collegio. È decano della Facoltà 
di Medicina, e pubblicò le opere seguenti : a I 
modi di orìgine dei bassi organismi » (1871); 
« I principii della vita » (1872 , 2 voi.) ; « Evo- 
luzione ed orìgine della vita» (1874); e Let- 
tere cliniche sulle forme comuni di paralisi > 
8875). Collaborò eziandio a molti giornali, 
iviste ed opere scientifiche , ed è membro di 
parecchie Società dotte. 

BatalUard (Carlo), giù reconsulto fran- 
cese, nato a Parìgi il 2 dicembre 1801. Eser- 
citò per molti anni l' avvocatura in Parigi ; fu 
due volte presidente della Societé Philotech- 
nique di Parigi ; scrìsse molto nella Gaiette 
des Triburìaux sopra gli antichi costumi ^in- 
diziarli di Francia, e pubblicò, tra gli altri, i 
lavori seguenti : « Du Duel » (1829) ; a Du Droit 
de propriétè et de transmission des offices mi- 
nistérìels » (1840) ; f Les origines de Thistoire 
des Procureurs et des avoués » (1868) ; a L'Ane 
glorìfìé; L'Oie réhabilitée; hes Trois Pigeons; 
L'École de village e L'Ane savant > (1873). — 
Suo fratello Paolo Teodoro , nato a Parìgi il 
26 marzo 1816, membro della Società de 
VÉcole des Charies e della Società d' Antro- 
pologia di Parìgi , scrìsse : a Gustave Millo! ^ 
Reliquiae » (1838) ; « L'GBuvre philosophique 
et sociale de M. Eogar Quinet» (1846) ; « L'Àp- 
parìtion et la dispersion des Bohémiens en 
Europe » (1844-1849); a Les Principautés 
devant le Congrés » (1856) ; a Les Bohémiens 
ou Tsiganes à Parìs » (nel Paris-Guide) ; « Les 
derniers travaux relatifs aux Bohémiens dans 
r Europe orìentalo » (nella Revue Critique 
del 1871, stampato a parte nel 1873) ; « Sur 
les orìgines des Bohémiens ou Tsiganes avee 
r explicatìon du nom tsigane i> (1875). 

Batbie (Anselmo)^ pubblicista e uomo 
politico francese , membro del Senato, nacque 
il 31 maggio 1828 a Seisson (Gers): fu libe- 
rale sotto r Impero ed è conservatore sotto la 
Repubblica. Scrìsse : a Doctrine et Jurispru- 
dence en matière d'Appel comme d'abus » 
(1862); « Mémoire sur le forum judicum des 
visigoths » (1866); e Turgpt philosophe, eco- 
nomiste et administrateur » (1861), premiato 
dall'Accademia; e Traité théorìque et prati - 
que du Droit public et administratif d (1861- 
1868, in sette volumi); « Le Crédit popuìaire » 
(1862^, premiato dall'Accademia ; «Le Prét à 
intéret » (1866), premiato dall'Accademia; 
a Nouveau cours d'Economie politique » (1864- 



BAU 



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BAU 



cicale e compositore svedese^ nacque nel 1808. 
Fra gli antii 1853-Ì857 diresse un giornale 
nausicale (A/^ Tidning fòt Muiik) ; insegna da 
parecchi anni Storia musicale ed estetica della 
\lusica nel Ck)nservatorio di Stoccolma. Pub- 
)licò un a Trattato pratico e teorico diModu- 
azione » (1859^ ; un a Manuale di Storia della 
Ifasica » (1862); un a Trattato universale 
Iella Musica per i compositori » (1864). 

Bandlflsln (Conte Wolf Guglielmo) , 
)rientalista, teologo e- mitologo tedesco, prò- 
èssere di Teologia neir Università di Stras- 
lurgo, nato a Sopbienhor neir Holstein nel 
847, studiò Teologia e Lingue orientali ad 
^rlan^n , Berlino , Lipsia e Kiel : dalF anno 
874 insegna a Strasourgo. È autore de* se- 
aenti eruditi lavori : e Translationis antiauae 
irabicae libri Job! quae supersunt ea. » 
Lipsia, 1870) ; a Euloglus und Alvar » 
Lipsia, 1872: è un brano della storia eccle- 
[astica della Spagna sotto la Signoria dei 
(ori); a Jahve et Moloch sive de ratione 
Iter Deura Israelitarum et Molocbum inter- 
diente » (Lipsia , 1874) j a Studii di Storia 
eligiosa semitica » (Lipsia , 1* parte, 1876 ; 
•parte, 1878). 

Bandonln de OpartAnay (Giovanni), 
Dguista della Polonia russa , nato nel 1845 
Hadzymin nella provincia di Varsavia, stu- 
iò da prima nel Ginnasio e nell* Università 
ella stessa città e più tardi nelle Università 
ì Jena, di Berlino, di Pietroburgo e di Li- 
sia. Dal 1872 fino al 1873 egli si occupò di 
cerche fra i dialetti slavi e friulani delrAu- 
riaedi quelli deiritalia settentrionale sotto 

direzione delPAscoU. Dottore in Filosofìa 
resso r Università di Lipsia ed in Glottologia 
imparata presso quella di Pietroburgo, il 
audouin m nel 1875 eletto professore del- 
[Jfliversità di Kazan. Quantunque ancora molto 
ovane , egli ha già pubblicato numerosi scritti 

varie lingue. I più notevoli sona : a A pre- 
ssilo della generale propagazione dell' alfa- 
ito latino fra tutte le lingue slave » (Varsa- 
a« i865y in polacco); a Alcune osservazioni 
iir ortografia polacca» (Praga, 1868, in boe- 
o); a Einige ikWe der wirkung der Analogie in 
T polnischen declination * (Éeitrage z, vergi, 
rachforsch. herausg,, v. A. Kuhn. VI, 19-8H) ; 
versi articoli più brevi nella stessa Rivista 
iesca; e Sulla Lingua antica polacca prima del 
IV secolo» (Lipsia, 1870, in russo); « Al- 
De osservazioni generali sulla Glottologia e 
1 linguaggio » (estratto dal Periodico del 
inislero dell' Istruzione pubblica, Pietro-. 
irgo,1871, in russo); a Alcune note sul- 
Vlfabeto universale slavo » (estratto dal Pe- 
9dicodel Ministero dell* Istruzione pubblica, 
etroburgo, 1871, in russo); diverse cri- 
*»e nel Periodico del Ministero delVIstru^ 
^ne pubblica d871-77 (in russo); «Alcune 
nervazioni di un Professore russo » (estratto 
il giornale slaveno Soca, Gorizia, 1872-73); 
«^crse critiche {Anzeigen) nel tomo Vili 
i Beitràge z. vergi, sprachforsch, herausg, 
A. Kuhn ; e La cntica della Grammatica po- 



lacca dei prete Malinowski » (estratto dal pe- 
riodico polacco Niwa, Varsavia, 1874); «Sag- 
gio di Fonologia resìana » (Varsavia, Pietro- 
burgo, 1875, ifi russo); a II Catechismo 
resiano come appendice al Saggio della Fono- 
logia resiana, colle annotazioni ed il lessico » 
(resiano-russo-italiano, Varsavia, Pietrobur- 

fo, 1875) ; diversi articoli nel periodico polacpo 
^rzeglad tygodniowy (o Rivista della Set- 
timana, Varsavia, 1874-77); principalmente: 
<c II movimento degli Stati austriaci » (1877, 
num. 34-51); «La valle di Resia ed i Re- 
siani» (estratto dal giornale ru^o Raccolta 
Slava III, Pietroburgo, 1877); t Rendiconto 
degli studii glottologici negli anni 1872 e 1873 
durante la Missione scientifica all'estero » 
(estratto dalle Memorie dell'Università di 
kazan). Oltre i soliti Rendiconti cohtiene, fra 
le altre cose, una a Descrizione delie partico- 
larità fonetiche del dialetto sloveno di Wo- 
chein-Sava, Osservazioni glottologiche » (pun- 
tata 1'); a Sopra l'armonia vocalica resiana » 
(punt. 2*); e Sulla cosi detta Epentesi eufo- 
nica della consonante n nelle lingue slave » 
(estratto dalle Memorie filologiche del Chovan- 
skij, Voronez, 1877); diversi articoli e cri- 
tiche nelle Memorie dell' Università di Kazan 
(1876-78); «Programma specificato delle le- 
zioni dette negli anni 1876-77 neir Università 
ed all'Accademia ecclesiastica di Kazan. » 
-Una sua Memoria sarà pure pubblicata nel 
volume degli Atti del quarto Congresso degli 
Orientalisti f » riunitosi. in Firenze, al quale il 
professore Baudouin intervenne nello scorso 
settembre. 

Baudrillart (Enrico) , econooiista fran- 
cese , pofessore d' Economia politica nel Col-* 
legio di Francia, membro dell'Istituto, na- 
cque il 28 novembre 1821 a Pari^. Oltre a 
numerosi scritti inseriti nel Journal des Dér 
bats , fin dal tempo in cui ne era direttore suo 
suocero, l'illustre Silvestro di Sacy (nel 1856) ; 
nel Journal des Économistes; nel Constitu- 
tionnel, di cui fu direttore dall'aprile 1868 
all'aprile 1869, nella Revue des Deux Mondes, 
e in parecchi Dizionarii ed Enciclopedie, ottenne 
U premio Monthyon pel suo « Manuel de l'Eco- 
nomie politique, B e un doppio premio per 
l'opera mtitolata : a Rapports de l'Economie po- 
litique et de la Morale. » Scrisse inoltre : a La 
Démocratie et l'Economie politique » (1865) ; 
a Élements d'Economie rurale, industrielle , 
commerciale » (1867); « Economie politique 
populaire » (18^9); « Pertes éprouvées par 
les Bibliothèques publiques de Paris pendant 
le siège et pendant la Gommune » (1 872) ; 
« De l'enseignement moyen industriel en 
Franco et à Tétranger » (1873); « La Fa- 
mille et l'éducation en France » (1874); « His- 
toire dn luxe » (1878); e una serie di volu- 
metti popolari : « Vie de Jacquart i (1866) ; 
« L'Argent et ses crìtiques » (1867) ; « Les 
Bibliothèques et les Cours populaires > (1S67); 
« Luxe et Travail » (1867); « La Propriété » 
(1867) ; « Le Crédit populaire > (1868); « Phi- 
lippe de Girard » (1868); « Le Salariat et l'As- 



BAU 

1 : " Dea 1 

wt I Ateasandro Edoardo). , 
LinL.iiista trancese. nactnie li 
i Cumpiéane. Nel 1848, fu 
(il Chimica, preaao la. Facaltà 

•oli iavon; ■ latroductioa < 
iiuliH I I >^M) ; « Traité élé- 
'uluifieetdii GcuiOitLe>( IJ^I5); 
■> ^.-iir-i'iiii] ui tt.vpui'ruiiuiUie i 
• V.1UUUU Hiiibrvuunairtt dea 
uavii^iia > \ iSij, (allo in so- 



.! Iluiiiijur. Itt4 



itj^iiiiilniiiili.'.IniiU, ilU^in'u 
Kuhn nniii^ l'i^rt^iua d.cl | 



BAU 



— 113 — 



BAU 



adió Teologìa, indi Giarìsprodema a Berlino 
incominciò la sua camera ietteraria con una 
fesa del fratello: e Bruno Bauer e 1 saoi 
versarli » (Berlino, 1842), la quale, am- 
iata poi e ristampata col titolo: e La lotta 
lUa critica con la Chiesa e lo Stato » (1843), 

confiscata e fruttò' alPAntore 4 anni di for- 
Eza. Gol fratello e col Jungnitz scrìsse poi : 
L!ose memorabili per Y istoria de* moderni 
mpi» (1843-44, 12 fascicoli); e amnistiato 
li 1848 pubblicò: e Storia dei moti costituzio- 
Ji neil AUemagna meridionale durante il 
31-34» (Charìottenborgo, 1845,3 voi.); 
L*Àrte di scrìver la Storìa e la Stona della 
voluzione francese del Dahlmann » (Kagde- 
rgo, 1846): la e Storia del Luteranismo» 
«ipsìa, 1846-47), e e Sul matrìmonio nel 
oso del Luteranismo» (Ivi, 1847), derivano 
1 tempo della sua prigionia a Magdeborgo. 
ese poca parte ai moti del 184^9, e in 
«sf ultimo anno pubblicò in Amborgo una 
vista politica: 1 PctrtitL Visse quindi in Al- 
ia, a Flensborgo ed a Londra, ove stampò 
inglese : f Riflessioni sull* ìntegrìtà della 
marchia danese e sullo Scbleswig» (1857 
1861). Tornato in Altona, fondò un giornale 
iigioso e pubblicò: « La verità suirinterna- 
>nale» (1873); e La Lega massonica e la 
%, per servire air istoria della Loggia e 
Ha tradizione religiosa » (Annover, 1877). 

Banar (Bruno), V esegeta più ardito 
Ila Bibbia, nato il 9 settembre 1809 in 
senberg, nel Ducato di Sassonia- Altenborgo, 
idiò Teologia e Filosofia aU' Università di 
riino. La ruppe intieramente , nel 1839 , col- 
ortodossia e , nominato docente privato al- 
iJniversità di Bonn, pubblicò: f Crìtica 
Uè Storìe evangeliche di Giovanni » (Brema, 
Wi)i e € Crìtica dei sinottici evangelici » 
psia, 1841). Staccatosi con queste due crì- 
he dai pnncipii delia Chiesa evangelico- 
stesUnte, gli fu rìtiraU nel 1842 la licenza 
far letture teologiche. Ei pubblicò allora in 
Dprìa difesa: e I^ buona causa della libertà 

il mio proprio caso» ([Zurìgo, 1843), e 
idò un Giornale letterario universale come 
{ano delle sue idee, pubblicando in pari 
Qpo parecchie opei^ crìtiche e storìche sui 
»>li XVUI e XIX : e Storìa della politica, 
Ila coltura e dell* illuminismo del seco* 
XVni » (Zurìgo, 1843-45, in 4 voi.) ; « Storia 
irAllemagna sotto la Rivoluzione francese 
la Signorìa di Napoleone» (Ivi, 1848); 
Itorìa della Rivoluzione francese sino alla 
idazione della Repubblica » (Lipsia, 1847, in 
^ol.), ec. A queste opere stonche tennero 
ìtro parecchi scrìtti concementi i moti del 
^f e quindi altre opere teologiche: t Cci- 
a dei Vangeli » (Berlino , 1850-52, in 4 voi); 
Critica delle Lettere Paolino » (Ivi , 1850-52, 
3 voi.), e « La Storìa Apostolica » (Ivi, 
50). Appresso appoggiò col fratello Edgardo, 
tne pubblicista, i Conservatorì prussiani , e 
'e ora nel suo poderetto di Rixdorf presso 
rlino, donde, dopo un lungo silenzio, 
mdò alle stampe : e Filone , Stranss , Renan 

Diziofuxrio Biografico. 



e il Crìstianesimoprìmìtivo «(Berlino, 1874); 
e Cristo e i Cesari , Orìgine del Cristianesimo 
dal Grecismo romano » (Ivi , 1877); e Influen- « 
za del Quaccberìsmo inglese sull* incivilimento 
tedesco e sul progetto anglo-russo di una 
Chiesa mondiale » (Ivi, 1878). 

Baottr (Luigi Celestino), poeta tedesco, . 
nato il 19 maggio 1832 in Ingolstadt, studiò 
Filosofia e Filologia a Wurzburgo e a Monaco , 
e, dopo aver occupato dal 1850 un posto di 
educatore , fu chiamato nel 1861 ad«insegnare 
nella Scuola latina dì Miltenberg, ^e sposò la 
figlia del compositore musicale Pierson ed è, 
dal 1871, consigliere scolastico in Augusta. 
Pubblicò: « Poesie » (Berlino, 1860; 2» edis., 
Wurzborgo, 1864) ; < Spirito delle stagioni » 
f Wurzborgo , 186^) ; e Breviario del Cantore » 
(Ivi, 1863, 2* ediz.ì; le opere: e II Fabbro di 
Ruhla » (musicata dal Lux, 1862) ; e I Nazareni 
a Pompei 9 (musicata dal Muck, 1864), ed ^ 
e Aroido » (1869); e Estati volanti, » nuove 
poesie, ec. 

Bauomfeld (Edoardo), fecondissimo e 
popolarissimo autore drammatico tedesco, 
nato il 13 gennaio 1802 a Vienna, ove studiò 
legge : ebbe parecchi , impieghi e prese parte 
nel 1848 alle vicende politiche dell' Impero 
austrìaco. Pubblicò: «Poesie» (Lipsia, 1856, 
2*ediz.) assai lodate ; tradusse con loSchuhma- 
cher le e Poesie complete dello Shakspeare ; » 
pubblicò : « Pio desiderio di uno Scrittore au- 
striaco » (1842^; « Pensieri sul Teatro tedesco » 
(Vienna, 1849), ec. Ma la fama del Bauernfeld 
fondasi principalmente sulle sue composizioni 
drammatiche, il cui nome è legione, e fra le 

2ualì primeggiano le seguenti : < Il Protocollo 
eli* amore ; Borghese e romantico; Il Diario; 
li Padre; Leggerezza per amore; Il Musico 
d'Augusta; Amore eterno; Il Salone lettera- 
rio ; A Versaglia; Le Crisi; Mondo e Teatro ; 
I Virtuosi ; Gli Uccelli di passo ; Fata Morgana ; 
L'imperativo categorico; Elena, Fortuna; Due 
Famiglie ; Gioventù moderna^ ec. » Il Bauern- 
feld è spiritosissimo come i Francesi nelle 
sue commedie , inarrivabile nel dialogo e nello 
svolgimento psicologico, e dotato di molto 
tatto e di conoscenza della scena. 

Bavmnrttii (Ermanno) , storico tede- 
sco, nato ìr28 aprile 1825 nel Brunswick, 
studiò Storia e Filologia in Jena , Halla , Lip- 
sia, ec. Insegnò dal 1848 nel Ginnasio di Brun- 
swick, si trasferì nel 1852 in Heidelberga, 
ove, in stretta amicizia col Gervinus e V Haus- 
ser, prosegui i suoi studii storici, e quindi a 
Monaco , ove strinse dimestichezza coi Sybel , 
Blumtschli e Brater, e si occudò poi a Berlino 
di lavori archivistici. Nel 1861 fu nominato 
professore di Storia e Letteratura nel Politec* 
nico di Carlsruhe, e nel 1872 andò nella me- 
desima qualità air Università di Strasborgo. 
Scrisse : a Gervinus e le sue convinzioni poli- 
tiche» (Lipsia, 1853); a Per T intelligenza fra 
il Sud e il Nord » (Nordlingen , 1859) ; a Par- 
tito Patria » (Francfort, 1866); e II Libe- 
ralismo tedesco » (Berlino , 1867) ; e Come 
siamo ridivenuti un popolo» (Lipsia, 1870). 

8 



BAY 



— 115 — 



fiAZ 



Baysaf (Tommaso SpencerV erudito 
Qglese, nato il 21 marzo 18z3 a Wellington, 
iella contea di Somerset, fu successivamente 
ssistente del celebre filosofo Hamilton ; pro- 
sssore di logica all'Università di Edinborgo; 
saminatore in Logica e Filosofia mentale ai- 
Università di Londra ; editore assistente del 
)aily News dall'autunno del 1857 all' ottobre 
ell864, nelqual anno fu nominato profes- 
)re di Logica , Rettorìca e Metafisica all' Uni- 
ersità di Sant' Andrea. Scrìsse : a Saggio sul 
uovo analitico delle forme logicbe con un'Ap- 
endice storica x> (Edinborgo , 1850, 2* ediz. 
353); ff II Cantico di Salomone nel dialet- 
) del Somerset B (1860), e ali Dialetto del 
omerset eia sua pronuncia.» Tradusse anche 
i «Logica di Porto Reale )> (1854, 2» ediz.). 
oUaborò^ oltre al Daily News, SLÌVAthenaeum, 
Ila Rivista di Edinborgo, sA Fraser' 8 Maga- 
Ine, alla Gazetta di Pali Mallj alla Saturday 
leview, ec, e dirìge ora la nona edizione della 
ilebre e Enciclopedia Britannica » in corso 
L stampa. 

Bayrhoffer (Carlo Teodoro), filosofo e 
ipo del partito democratico nell' Assia Elet- 
rale, nato nel 1812 a Marborgo, studiò legge 
filosofia in Heidelberga , divenne professore 
I patria, e nei primi suoi scritti : a Problemi 
ndamentalì della Metafisica » (Marborgo, 
)35); « Idea del Cristianesimo » (Ivi, 1836); 
Idea e Storìa della Filosofia » (Ivi, 1838), 
ntenziò che l' Hegel era giunto all' idea as- 
iluta, e che altro non rimaneva a fare cke a 
iloppare ed a compiere la teorìa hegeliana; 
ir tal guisa nelle « Contribuzioni alla filoso- 
i della Natura j> (Lipsia, 1839-49, in 2 voi.) 
tentò rìconciliare la teoria con l' empirismo, 
frìsse inoltre: «Sull'esperienza e la teoria 
ìlle Scienze naturali » (Lipsia , 1838) , ed 
Esposizione filosofica dello sviluppo della 
atura, ec.i (1840), e propugnò auindi il Catto- 
nsmo tedesco. Nelle sue € Indagini sull'es- 
nza, la storìa e la crìtica della Religione » 
849), spiegò i prìncipii della religione della 
)ertà; fece parte dell' Opposizione radicale, 
presidente della Camera nel 1850, a per sol- 
arsi alla reazione trìonfante riparò nel 1852 
Zurigo, d'onde si trasferì, nel 1853, in 
(nerica, nello Stato di Missurì. Nel 1869 era 

Uaboratore colà del giornale II Nuovo 
mpo. 

Banani (Alessandro) , letterato vero- 
!Be, nacque in Aselogna, provincia di Verona, 
SU dicembre 1807. Fatti i prìmi studii nel 
innasiodi Legnago, quelli di Filosofia in Ve- 
na e quelli della Facoltà teologica nell' Uni- 
rsità di Padova, fu per tre anni nell'Istituto 
Studii di perfezionamento a Sant'Agostino 
Vienna. Rimase in (|uella capitale pel corso 
20 anni, i dieci ultimi de' quali come pro- 
ssore di letteratura italiana alle Guardie 
Mi lombardo- venete presso la Corte. Per 
ttriottiche manifestazioni nella rìscossa del 
^, tratto innanzi a giudizio statario , dopo 
^giorni di prìgionia, usci con salva la vita, 
a con perdita dell' impiego. Tornato in pa- 



tria, per altre patrìotticbe dimostrazioni, e 
per varìe poesie pubblicate in città libere da 
gio^o straniero, fu condannato a confino: 
egli emigrò a Modena, indi a Firenze, ove, 
pubblicamlo alla spicciolata alcune poesie pa- 
trìotticbe , rimase fino al riscatto delle venete 
Provincie. Dopo essere stato professore di 
lingua e letteratura alemanna in Firenze, 
Siena, Ancona, ora trovasi stabilmente nel- 
l'Università di Padova. Il prof. Alessandra 
Bazzani ha pubblicato i seguenti lavorì: 
a Venturo il Sansone di Sicilia , » canto I d'un 
poema incompiuto, inteso a simboleggiare coi 
Vespri Siciliani che il rìscatto d'Italia dovea 
aver prìncipio dalla Sicilia : ciò che segui sei 
anni appresso per la spedizione dei Mille a 
Marsala (Rovigo, 1854); «Inni, Odi, Can- 
zoni e Sonetti» (Legnago, 1859); e Poesie 
civili e patrìotticbe , » pubblicate sparsamente 
fra l'anno 1870 e 1872; « Il Risotto, » diti- 
rambo (Modena^ 1861). —Versioni metrìche: 
« Morte del Wallenstein , » tragedia in 5 atti 
di Federìco Schiller , preceduta da cenni bio- 
grafici del protagonista della tragedia (Vienna, 
1842); «Leggenda diFrithiof, » Poema epico 
di Isaia Tegnèr, dall' orìginale scandinavo- 
svedese : è preceduta da cenni storici della 
LAteratura svedese, da cenni biografici del 
poeta, da succinto giudizio delle molte sue 
opere, e corredata di riscóntri comparativi 
fra le mitologie greca e scandinava (Verona, 
1852); ff Lo Studente spagnuolo, d dramma in 
3 atti di Enrìcò Wodsworth Longfellov^ (Mi- 
lano, 1872); € Asvero in Roma, » Poema in 
sei canti di Roberto Hamerling (Ancona, 
1876). — Prose orìginali: a Elogio funebre al- 
l' illustre medico-chirurgo Pietro Fagioli » 
(Verona, 1830); € Dell' Epigrafia • latina e 
aelle epigrafi di Carlo Boucheron » (Vienna, 
1840); «Giudizio sulla Storìa universale di 
Cesare Cantù » (Vienna, 1840); e Della poesia 
ipocondrìaca e del suo più illustre rappresen- 
tante, Giacomo Leopardi» (Padova, 1845); 
e Orazione di laude a San Pietro , prìmo Apo- 
stolo e pontefice massimo; modello perenne 
del come reggere la Chiesa senza dominio 
temporale» (Legnago, 1859); «Lettera a 
Pio IX » (Modena, 1861); e Prolusione all'hi- 
segnamento della lingua e letteratura aleman- 
na nella R. Università di Padova » (Padova, 
1867). — Versioni in prosa : e Fiesco, » tragedia 
in 5 atti di Federìco Schiller (Vienna, 1840). 
Egli ha pure in pronto numerose altre tradu- 
zioni importanti di poeti stranieri, inglesi, 
tedeschi, amerìcani, scandinavi; nelle lettera- 
ture scandinave e nell'antica letteratura te- 
desca e^li è tra i pochissimi Italiani che siano 
reputati dotti. 

Banoni (Augusto), storìco padovano ^ 
nacque a Mon tafana nel 1833, e si addottorò 
in leggi a Padova nel 1857. Fin dalla sua più 
tenera età senti inclinazione agli studii storici, 
e volendo scrivere la storìa del suo piccolo 
paese nativo, aveva già raccolto un materìale 
piuttosto copioso, quando a distrarlo da tale 
occupazione venne il 1859. Allora egli si 



— BEL 

— ^, J.lUbm. T[>anMH], Greno 
-;;. ::aEqne nel tS.i4 a Lii(< 
, ..: .iM iiea Dente Jfonda, aJ 
i^. ij Temip« . alfa itesud d 
i.'n.- ' iiuiiiiiicA i seguanli 
. : 'UMM <ie .' iDli^tiiiii Borale 
Jb- Vimini afod Ani^a 

■Ina -r 'I nlar phft dottifl il \ WIi; 

r !i .-laniiHicT-t tiMifit i» In Bi 
-\.àn L;<tì4 : * AntiiiùilHntB 

_ .iiiH-c^ iuH roarrlire^ ìiUb11< 



• .if m anftjere et là il 
... , :.:' . •.^T>). 

~. ~ :'^ cxu^-Ku, nacQoe a CiIiiiiìq. 

::- --n mnaj a Lipsia coi LiKÌiaDd 

' •,<tz^iusit. intitolato; LaAtOnana 

.ji- ji. Dti 1869 un altro sìdi-« 

.<)|LL To^, inlilolato: £0- :^ 

olaiaai). Nel 187i fa cnufei 

, .... :->i:»B dÀI Tribunale di Li^hi 

>.'uit a «oetenere due auM e . 

■ii^in-ia. 

•a. »lCB*rl (Gualberta Alm 

. . 1BIUU, diriga da dodici tmà i 

. .1 Jnri'sa, che incomÌDciAa p«bU 

'* i- Psdcra. In questo giornale 1 

IJircUncH va tuttora pubblicai 

.... . -ura coslania, la coltura e riiMli| 

. nuiiAa sono propugnate con biu 

.. ^j pi. die fa più maraviglia, quam 

'_ I uB^ctariebbealottarsempreeoi 

.u inso cho la lormeotò, a cantre 

.. -1 ànsae da alcuni anni a vivere 

.11-- San Michele in Boko presso 

Esa gagliarda inliiatiTa ed ope 

.., ■! psre la pubblicazione del beli 

. ..«. Cairoli, > uve, in onore della Nt 

..u. i Lombarda, furono invitate a i 

N~.7 j sUorìautrìci italiane. La Beccar! 

>..-.j..« da giovinetta una vera vocaiioi 

. ' I la provano i seguenti aaoi lavur 

. v .» «Fidantati senia eaperloi (con 

.-•V -.«e atti, Milano, nella raccolta dei F 

, '.-^..ka t Pasquale Paoli 1 (dramcoa ii] 

... .> s*- I Veneita, 1870); tÈ stonai (d 

. ... ^:w aUi, Padova, 1872). Ora sappiai 

i..;M« eia ecriltrioe medita di Ecrìver 

>w.u let delle madri e delle donne chi 

. ^'irv benellea ìafluenia soprs gli ui 

X •ui-.M- desideriamo vivamente che essa 

....:v ca- la salute succiente a compì 

.•1..1 iita che potrebbe riuscire molto in 

^. , .1 ali- un eccellente efletlo educativo. 

..«;i> la lità esseniiali per divenire una 

■ffi-nsta quente ed eflìcace la Beccar! le 

.j IVI :ir- tata di un carattere fermo e di 1 

.. .iu>. u^ squisito di àò che conviene alt 

donna, essa troverà, sema dui 

,.j-. s<,Til- lione giusta per mostrare alle 1 

..U..110 al la vera vìa, m cui esse posso! 

iu«uu<t a grandeggiare. - 



^ 



BEG 



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BEG 



Beooari (Odoardo), naturalista e viag- 
atore toscano , è nato in Firenze, il 19 no- 
imbre 1843. Educato nel R. Collegio di 
loca y dimostrò ben presto di èssere tra 1 po- 
tìssimi che vanno per vie men calpestate, 
soli. Fiero, solitano, a volte a volte quasi 
isantropo, fiiu dalla scuola amava più la 
itura che gli uomini, le piante più che i 
)rì, e non si sentiva felice che quando, col 
iscolo sulle spalle, esplorava le lande più 
iserte, i monti più scoscesi. Continuò i suoi 
udii nell'Università di Pisa, dove 1 due 
ivi ed il Meneghini ebbero la gloria di averlo 
scolaro, e si laureò in Bologna nel 1864. 
)chi giorni dopo, trovandosi a Genova, co- 
)bbe il marchese Doria , scienziato egli stesso 
mecenate generosissimo della scienza. Si 
snobberò e si amarono subitoj perchè eranp 
^ni Tuno dell'altro e consacrarono la loro 
ovane amicizia con un viaggio a Romeo. Il 
eccarì però non volle andarvi, innstnzi di 



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/ 




ver perfezionato la propria educazione bota- 
ica nello stupendo Istituto Botanico di Kero 
I Inghilterra, dove rimase studiando special- 
mente la flora di Borneo dal febbraio airapri- 
> 1865. Dall' Inghilterra poi egli recossi a 
Qez, dove lo raggiunse il Doria e donde parti- 
t>no insieme. Toccarono Aden , sbarcarono a 
«ylan e quivi rimasero due settimane racco- 
liendo Y uno per la Botanica e l' altro per la 
oologia; passarono poi a Singapoi% e di là 
Borneo, dove rimasero qualche tempo in- 
terne e dove, dopo ripartito il Doria, \\ Bec- 
wi soggiornò solo, fino al gennaio 1868. Tor- 
Atoin patria, ricco di scoperte botaniche e 
li coUenoni zoologiche (tra cui una Collezione 
«iica nel mondo di Orangutan), benché tor- 
f^ntato ancora dalla febbre e da una elefan- 
te t pubblicò un breve cenno del suo viaggio 
1 ^'^^t fondando quasi nello stesso tempo 
1 Nuovo Giornale Botanico Italiano, che è 
«nulo in gran pregio all' eertero. Ma , guarito 



appena dèlie conseguenze del primo viaggio, 
ecco il Beccari nel 1870 unirsi alla Missione 
Italiana che si recava nel Mar Rossq per 
l'acquisto della Baia di Assab, rimanere quasi 
un anno a Keran nel paese dei Bogos con 
l'Antinori raccogliendo e studiando. Quindi 
tornare in patria, rimanervi un anno, pub- 
blicare alcune delle sue scoperte botaniche in 
Abi^inia, e prepararsi di nuovo a partire, 

Suesta vòlta per la Nuova Guinea insieme col 
le Albertis , ora noto anch'egli pei suoi viaggi 
di esplorazione e per le sue raccolte. Sarebl^ 
impossibile dar qui un resoconto del viaggio 
dei due giovani intrepidi, che durò dal 21 
novembre 1871 fino al 3 dicembre 1872; nel 
qual giórno il De Albertis dovette rimpatriare a 
cagione della sua salute, e il Beccari rimase 
ad Amboina, deciso a riprender solo le sue 
ardite esplorazioni. Il 7 febbraio 1879 lasciava 
Amboina per le Isole Arn, dove prese il vaiuolo» 
col quale però continuò a reggersi ed a viag- 
giare come se nulla fosse , e dove ebbe occa- 
sione di vedere la potenza del proprio coraggio 
e sangue freddo , poiché da solo fece cessare 
una battaglia tra due Tribù nemiche. Dalle 
Arn alle Key, dalle Key a Celebes, poi dac- 
capo alla Nuova Guinea, sempre raccogliendo 
materiale preziosissimo e sempre passando 
incolume tra innumerevoli fatiche e difficoltà, 
il Beccari mostrò tutte le attitudini del viag- 
giatore che esplora nuove terre e le conquista 
alla civiltà ed alla scienza. Ardito, padrone 
di sé stesso , dotato delle più rare e svariate 
cognizioni tecniche , osservatore paziente del 
carattere degl'indigeni, rapido nelle deci- 
sioni e paziente nelle ricerche, tenace nei 
propositi e minuto nelle raccolte, egli si é 
rivelato ad un tempo botanico, geografo, an- 
tropologo, etnografo, invincibile nelle lotte 
colle febbri e cogli uomini , cogli elementi del 
Cielo e della Terra. Il suo sguardo penetrante 
domina gli uomini meno potenti ai lui e gli 
affascina; adoperando sapientemente una po- 
litica che gli viene dal cuore, alterna i bene- 
fizìi e la paura in modo da attraversare impu- 
nemente regioni abitate da feroci Cannibali e 
da Tribù traditrici. Dove egli ha soggiornato , 
può sempre ritornare e potranno tenergli die- 
tro altri esploratori, perché egli più che il 
terrore inspira la riverenza e 1* amore pei 
Bianchi. E dopo queste lotte cosi lunghe, cosi 
eroiche, cosi rortunate, egli ci ritoma sempre 
semplice e modesto come un fanciullo , quasi 
fosse partito per una gita di piacere e avesse 
fatto le cose più naturali di questo mondo. 
Anche lo scorso anno ha fatto quasi il giro 
del Globo. Partì il 24 ottobre 1877 da Ge- 
nova insieme con Enrico D'Albertis , il simpa- 
tico capitano della Violante; sbarcarono a 
Bombay e traversarono V India da Labore a 
Calcutta, visitarono il Pep^ Borneo e Giava, 
traversarono lo Stiletto di Torres, ove fecero 
l' incontro di L. M. D'Albertis , ntomato allora 
dal centro della Terra dei Papua. Da Sydney 
andarono per terra a Melbourne, attraversa- 
rono poi la Tasmania e le isole della Nuova 



BED 



— 119 — 



BEE 



BedofOlil (Giovanni), scrittore rnanto- 
rano, preside del Liceo di Massa-Carrara, già 
Qsegnante nei Collegi di Codogno, Brescia, 
(filano, poi preside del Liced di Savona. Inse- 
i parecchi suoi scrìtti negli Annali di Stati- 
tica e nella Rivista Europea che si puhbli- 
ava in ^filano prima del 1847. La sua tradu- 
ione della Clavis Homerica del Patrìk ebbe 
lue edizioni, Tuna milanese, l'altra napole- 
ana. Egli è pure autore di un e Manuale di 
Itoria politica per Tammisdone all'Accade- 
m ed ai Collegi militan. » 

Beeober (Miss Caterina Ester) , sorella 
ella celebre Enrìchetta (morta nel 1872) , na- 
que il 6 settembre 1806 a Long Island. Fondò 
el 1822 un Seminario femminile in Hartford , 
he diresse con molto successo sino al 1832. 
Qsegnò quindi per molti anni a Cincinnati» e 
ropugnò ridea di un' educazione specificata- 
lente cristiana delle donne con una serie di 
critti che procacciaronle molta stima. Sono 
m : < Saggi sui servitori domestici ; Doveri 
ella donna americana verso la sua patria ; 
licettario per le famiglie > ^Nuova-York , 
B45) ; « Il vero rimedio pei mali delle donne > 
Boston, 1851) ; <i L'Istruttore morale ; La ve- 
ìii ^iù strana della finzione 9 (satira dei co- 
lumi degli studenti di Teologia) ; « Lettere al 
opolo sulla sanità e felicità ; Fisiologia e Ca- 
Btenica > (1857) ; « Senso comune applicato 
Ila religione, ec. » (1857). 

Becioher (Enrico Ward), il predicatore 
Ddericano più rinomato, fratello delle due 
ìrìttrìci dello stesso nome, nato a Litchfield il 
i giugno 1813, studiò Matematica e le Scienze 
aturali, indi Teologia e divenne, dal 1839, 
redicatore a Indianopoli , finché, nel 1847, fu 
aminato predicatore della nuova Chiesa con- 
regazionalista Plymouth a Brdoklyn, città gè- 
iella con Nuova-York, ove dimora ancora al 
resente. L*eloq[uenza particolare delle sue 
rediche , sempre stampate , gli procacciò un 
>ncorso straordinario ed una grande rino- 
tanza tanto in America, quanto in Europa, e 
lolte ricchezze. Oltre le Prediche, pubblicò : 
Letture ai Giovani » (Boston , 1840, 2> edìz. 
ì&3)\ e Industria ed ozio » (lo50) ; « Discor- 
piacevoli intomo i frutti, i fiori e V agricol- 
trao (1858); «Pensieri della vita» (1858, 
Btaropati più volte e tradotti) ; « Verità re- 
e > (1864) ; e Aiuti alla preghiera » (1864) ; 
orwood Vita nella Nuova Inghilterra» 
867, in 3 voi.) ; « Vita di Cristo, ec. » (1871). 
ì un viaggio in Inghilterra fece letture pub- 
iche sulla guerra civile americana, stampate 
>1 titolo : ff Un volume di Discorsi » (1863). 
e sue Prediche videro successivamente la lu- 
i sotto il titolo di : « Il Pulpito Plymouth » 
^oova-York, 1859-72, 10 voi.). jVccusato di 
lulterio colla moglie del suo antico amico 
ilton, ebbe nel 1875 un processo lungo e 
amoroso, ma fu assoluto. 

Beélen (I. T.), orientalista olandese, 
rofessore emerito di Sacra Scrittura e di Lin- 
le orientali nell* Università di Lovanio (Bel- 
o), nacque nei 1808 in Amsterdam , ove fece 



i suoi primi studii. Studiò lingue semitiche a 
Roma; diventò prete; insegnò dapprima Sacra 
Scrittura nel Seminario di Liegi; nel 1837 fu 
eletto professore di Sacra Scrittura e Lingue 
orientali nelF Università di Lovanio, ove ri- 
mase fino al 1875. Pubblicò a Lovanio i se- 
guenti pregiati lavori : a Chrestomathia rab- 
binica et chaldaica cum notis et glossario » 
(1841-43, in 3 voi.); « S. Clementis Romani 
Èpistolae binae de virginitate , t tèsto siriaco e 
versione latina (1856); « Gommentarius in 
Epist. ad Philippenses »(1849, 2''ediz.l852}; 
«r Coramentarius in Acta Apostolorum » (1850, 
2^ ediz. 1864); « Commentarius in Epist. ad 
Romanos » (1834); ce Grammatica Graecitatis 
N. E. 9 (1871); ed irioltre nella propria lin- 
gua le seguenti traduzioni ed esegesi oibliche: 
« HetNeuweTesUmentD (in3vol., 1859-66); 
a De Epistels en Evangelien > (1870); « Les- 
sen en Evangelien » (1870); « Het hook der 
Psalmen j» ri878, in 2 voi.) 

Bear (Adolfo), storico austriaco , nato il 
27 febbraio 1831 a Prossnitz in Moravia, studiò 
a Presborgo e a Post, indi, dopo aver insegnato 
per qualche tempo privatamente, a Benino, 
Heidelberga, Praga e Vienna. Divenne, nel 
1857, professore straordinario di Storia au- 
striaca a Granvaradino e nel 1858-1868 profes- 
sore ordinario di Storia universale e commer- 
ciale nell'Accademia di commercio di Vienna, 
ed è dal 1868 professore ordinario di Storia uni 
versale ed austriaca nella Scuola Tecnica supe- 
riore di Vienna. Fu anche attivo politicamente, 
e fece lunghi viaggi nelle parti principali d'Eu- 
ropa. Oltre molti articoli neiv Archivio per 
l'Istoria austriaca e nel Giornale Storico del 
Sybel, pubblicò: a Storia del Commercio mon- 
diale » (Vierfna, 1860, 1® voi.) ; « I progressi 
dell' istruzione negli Stati inciviliti d*Èupopa » 
(Ivi, 1867); a La prima spartizione della Po- 
lonia, » con F. Hocneggernvi, 1873, in 3 voi.); 
« Giuseppe II, Leopoldo II e Eaunitz, j> con 
carteggio, ec. (Ivi, 1873); « Federico II e van 
Swieten » ^Lipsia, 1873); 9 Leopoldo II, Fran- 
cesco II e Caterina di Russia : Loro corrispon- 
denza con un* Introduzione sulla Politica di 
Leopoldo II » (Ivi, 1873); e Le finanze dell'Au- 
stria nel secolo XIX» (Praga, 1877^; a Diecfi 
anni di Politica austrìaca, 1801-1810 :» (Lipsia 
1877). 

Been (Jan Van), poeta belga, nacque 
il 22 febbraio del 1821 ad Anversa, e studiò 
nel Seminario di Malines. Per cinque anni 
egli fu assistente presso la Biblioteca della 
sua città nativa, e poi professore alla Scuola 
Normale di Lier. Dal 1860 egli occupa il posto 
di professore all'Ateneo di Anversa, dove è 
pure Membro del Magistrato. I suoi primi 
saggi poetici il Van Beers li scrisse nel Semi- 
nario ed in francese, ma dopo aver letto il 
«Leone di. Fiandra » del Conscience, s'inna- 
morò della lingua fiamminga e incominciò a 
difenderne i diritti, particolarmente nelle co- 
lonne del giornale L'Avvenire, dedicato al- 
l'educazione della gioventù. Fra le sue opere 
poetiche le migliori sono quelle intitolate: 



BEL 

:;aa nieeolla della su 
MI pubblicata in 16 «ola 
'<); ;raiiiisse par« felice 

. -roii.' Prtitèribili aìU 
. -^uui scritti in proaa. 



a. Ang.), scritti 
i Metz, iUid'tò u 
ui medico milita: 

^uu utticiu lii me 

xiio. Collaborari 
..iiTcl : poi lamio 
1111 ilice polite di 
'Il p'iiibltcare 1. 
Mu J-'rnel 1871 



l'eettuca KU capate 



1 , ùerìino 



^ ^ 



BEL 



— 121 — 



BEL 



ardo, è nato a Milano il 17 agosto 1815. Pre- 
idente deirÀccademia di Belle Arti a Brera 
n dal 1860, direttore del Ginnasio di Saii* 
Alessandro dal 1845 al 1860, membro effet- 
ivo dèir Istituto Lombardo, ne ebbe la presi- 
lenza dopo la morte del Manzoni. Stile finito, 
imaginazione delicata, animo mite e cuore 
ensibile, sono le doti più spiccate di questo 
crìttore. Modesto e conciliante nelle manie- 
e, ritiratissimo nelle abitudini e ponderato 
ai giudizii, egli gode anche come uomo pri- 
ato la stima generale e affettuosa dei suoi 
oncittadini. Fin da giovinetto egli si sentì in- 
linato alle arti, ma non cominciò con Tarte 
ella parola , bensì con quella dei colori. Stu- 
io pittura sotto THayez, ed ebbe tanta .am- 
lirazione per il maestro , che pose il suo 
tudio principale nel!' imitarlo. I quadri e i 
ozzetti dei Belgioioso sono dipinti con cura, 
vòlti sempre a rappresentare qualche grande 
oggetto, a destare qualche alto pensiero, 
orse al suo pennello mancava quella robu- 
tezza, e ai suoi colori quella verità che è 
rìncipale fondamento e aspirazione della 
cuoia moderna; in cambio però, i concetti 
h*egli andava estrinsecando facevano prova 
i una coltura, da cui i nostri giovani artisti 
ano, troppo spesso, mille miglia lontani. In 
razia di questi pregi speciali del suo spirito, 
eli potè, un bel giorno, pas^re dalla pittura 
ila letteratura , e abbenchè avesse già varcati 
quarant'anni, ottenervi un brillante sue- 
esso. 11 suo primo lavoro letterario fu un 
ramma storico: il <k Cicco Simonetta, » che 
gli fece recitare nell* autunno al Teatro di 
lonza, dove si trovava in villeggiatura; lo 
obblicò nel 1858 con upa prefazione storica, 
loesto dramma è piuttosto lavoro letterario 
he drammatico, e però si legge meglio che 
on si regga sulle scene. Al a Cicco Simo- 
etta » tenne dietro un romanzo storico , inti- 
slato: ce II Conte di Virtù;» poi vennero i 
Repubblicani e Sforzeschi, » e <k La Suora di 
arila , » che dei tre ci parve il migliore. In ap- 
resso scrìsse pure del « Progresso dell'Agri- 
oltora, » mostrandosi competente anche in 
nesta materia ; finalmente comparvero i due 
bri di carattere morale e filosofico, giù- 
lamente rinomati , che V Autore intitolò : 
Scuola e Famiglia » e a La nostra casa. » For- 
9 nessuno scrittore italiano seppe riunire, 
pattando di tale argomento, pregi cosi di- 
ersi: pensiero elevato senza astruserìe, fer- 
ia elegantissima e intenti morali, e nello 
tesso tempo quella finezza di spirito e quella 
razia famigliare che ne dissimulano la gra- 
ità. Anche i lettori meno portati a questo 
enere di scrìtti s* arrestano volentieri su 
pelle pagine, arricchite di utili cognizioni, di 
iscreti ammaestramenti e di giocondi sali. 
A sua filosofia par certo essere quella che 
mmette uno spirito immortale; ma di questa 
uà fede (o meglio speranza, poiché si sente 
he ancl^' egli ha conosciuto gli spasimi del 
abbio e le lotte che tormeptano tutte le forti 
iitelligenze) egli non si fa un'arma per com- 



battere gli avversali!. Il suo spirito è istintiva- 
mente tollerantissimo, di quella tolleranza 
bennata e sincera che ha per sostegno un 
cuore gentile e una mente aperta a tutte le 
meditazioni. Ma egli domanda pari tolleranza 
agli altri : — Il cuore non è libero pensatore, — 
usa ripetere ; e poiché il cuore è alla fine dei 
conti quello che paga le spese della vita, m- 
tende che gli si debbano dei riguardi. Alla 
madre che piange sulla tomba di sua figlia e 
spera di ritrovarla in cielo ; alla cieca che mo- 
rendo esclama: — Finalmente aprirò gli occhi 
e potrò vedere anchMo, — chi oserebbe, egli 
dice, di strappare questa estrema speranza? 
Il Belgioioso appare in questi suoi scritti uomo 
d'ordine, e l'ordine eia misura raccoipanda 
in tutte le cose ; ma è assolutamente lontano 
da qualunaue pedanteria , e disprezza il bigot- 
tismo. Nei libro a Scuola e Famiglia , » egli 
caldeggia un principio di educazione, che 
molti scrittori di principii assai più avanzati 
si peritano di sostenere : intendo dell' edui- 
cazione promiscua dei due sessi. D'accordo in 
ciò con altri valenti Pedagogisti, è persuaso 
che, lungi dal recar danno, ciò sarebbe di 
gran vantaggio agli studii , ai costumi e alla 
felicità 'delle giovani generazioni. Carlo Bei- 
gioioso non ha preso moglie ; né fu mai un fre- 
quentatore molto assiduo delle conversazioni 
eleganti. Nessuno meglio di lui^ né cosi a buon 
dritto, poteva fare il panegirico della casa; 
dove 'passa le più belle ore della sua vita, con- 
solato dall'affezione di una madre che nella 
più tarda vecchiezza gode un grande vigore 
fisico e morale. Con ciò non si deve credere 
eh' egli abbia vissuto come un romito ; artista 
e uomo di cuore, amò la bellezza, e l'amò 
profondamente; forse, anche di questi affetti, 
come tutte le anime delicate, conobbe meglio 
gli spasimi che le gioie. Il suo aspetto é quello 
di un uomo sofferente, alto, esile, pallido, 
con grande aria di gentiluomo e un sorriso 
malinconico; non si è mai fatto ritrattare; 
perciò abbiamo il dispiacere di non poterne 
offrire il ritratto. 

Belgrano (Luigi Tommaso) , storico ge- 
novese, nato il 2 febbraio 1838 in Genova. È 
sotto archivista di 1* Classe all'Archivio di 
Stato in Genom : dal 1873 é incaricato del- 
l' insegnamento paleografico , che egli im- 
parte con rara perizia e con amore; La sua 
vita si restringe tutta negli studii, nelle nu- 
merose sue pubblicazioni archeologiche e nelle 
affettuose cure della famiglia. Da sedici anni 
é Segretaiio generale della Società Ligure di 
Storia patria, e dal 1874 dirige insieme con 
A. Nen il Giornale Liaustico ài Archeologia^ 
Storia e Belle Arti, da essi fondato e quasi 
esclusivamente compilato. La maggior parte 
delle sue pubblicazioni é da cercarsi in questo 
giornale e più ancora negli Atti della Società 
Ligure di Storia patria, tutte edite coi tipi 
dei Sordomuti in Genova, alcune anche m 
volume a parte. Pazienza e minuta cura 
nelle ricerche e nelle indagini, acume nelle 
deduzioni, felice divinazione, sono i pregi che 



BEL 



-123 — 



BEL 



lu nel gennaio 1845 chiamato ad insegnare in 
Tualità di Professore ordinano la Geometria 
lescrittivà neli' Università di Padova : inse- 
^amento che abbandonò poi nel 1867 per 
issumere quelli di Geometria analitica e di 
algebra complementare, che impartisce tut- 
ora. Le pubblicazioni del Bellavitis sommano 
irca dugento, e vertono non solo sulla Ma- 
ematica propriamente detta , ma altresì sulla 
•"ilosofia, sulle Scienze sociali, sulla Mecca- 
lica, sull'Idraulica, sulla Fisica, suIl'Aslro- 
lomia, sulla Chimica, sulla Mineralogia, sulla 
''ilologia, sulla Geologia, sulla Microbiologia, 
uila Meteorologia, sul^ Greodesia, suite Arti 
cientifiche, sulla Geografia e sulla Letteratu- 
a. Restringendoci ad accennare soltanto all^ 
lobblicazioni di matematica, che sotto ogni 
spetto appariscono di maggiore importanza, 
oteremo la esposizione più completa del me- 
odo delle equipollenze data nel 1855 nelle 
f emorie della Società Italiana delle Scienr 
e, detta dei XL; questo lavoro venne tra- 
otto in francese dal Laisant (Parigi, 1874), 
d in boemo del dottor Carlo Zahradnik 
Praga, 1874) : le a Lezioni di Geometrìa de- 
mìt^vti con Note contenenti i prìncipii della 
reometria superiore, ossia di derivazione » 
Padova, 1851) ; i a Principii della Geometrìa 
i derivazione » (Roma, 1854) ; la « Sposizione 
ei nuovi metoai di Geometria analitica » 
Venezia, 1860); le ce Memorie sulla risolu- 
ione numerica delle equazioni » (Venezia , 
S59-60); la a Teoria delle sostituzioni linea- 
i » (Venezia , 1860-61) ; gli a Elementi di 
eometria , Trigonometria e Geometria analì- 
ca 9 (Padova , 1862) ; la a Determinazione 
omerica delle radici immaginarie delle equa- 
oni algebriche » (Venezia, 1864) ; le a Con- 
derazioni sulla Matematica pura » (Venezia, 
$67) ; le a Lezioni di Geometria analitica y> 
Padova, 1870); il ce Riassunto delle lezioni 
i Algebra» (Padova, 1875); la a Memoria 
ille origini del metodo delle equipollenze d 
i^enezia, 1876). H Bellavitis ha poi impreso 
pubblicare fin dal 1859 negli Atti deWhti- 
Ito Veneto una Rivista dei ptomaZt; Rivista, 
quale in generale non è come potrebbe 
"edersi a prima giunta una raccolta di quanto 
pubblica di più notabile nei giornali di Ma- 
«natica, ma bensì un campo di esercita- 
one che egli stesso si ò creato , e nel quale 
mostra la importanza e la fecondità del suo 
etodo delle equipollenze. Nella maggior 
irte dei casi cioè, dai varii giornali egli non 
%nde che gli enunciati dì varie questioni 
le tratta poi egli slesso ex novo applicando- 
li suo metodo. Nella quarta Parte della 
lodedma Rivista dei giornali presentata al- 
Istituto Veneto nell'agosto 1875, il Bellavitis 
edesimo ha dato del resto un elenco com- 
eto dei suoi lavori, elenco ai quale potrà 
correre chi voglia in certo modo coordi- 
u^ ì pensieri del valente Matematico. Fin 
il novembre 1866, cioè poco dopo Pan- 
issione del Veneto al Regno d* Italia, fu eletto 
'r titoli scientifici Senatore. Dotato di sa- 



lute robustissima, quantunque in età di quasi 
settantasei anni, il Bellavitis attende con 
straordinaria attività ai suoi insegnamenti ed 
ai suoi lavori scientifioi, inviando frequenti 
comunicazioni alle numerose Accademie e So- 
cietà scientifiche , alle quali venne aggregato. 

Béllottl'Bon (Luigi), autore dramma- 
tico ed attore, veneto, nato intorno al 1820: 
la madre di lui , avendo sposato in seconde 
nozze r autore ed attore Francesco Augusto 
Bon , questi ne adottò come suo proprio il 
figlio eh* essa avea ottenuto dal primo marito. 
Sulle scene sostenne le cosi dette parti di 
brillante, nelle auali non fu ancora superato 
da alcuno. Nel 1859, egli assunse la direzione 
d'una Compagnia drammatica, poi di tre ad 
un tempo ; ora ne dirige ancora due. Due 
delle commedie di Luigi Bellotti-Bon, seb- 
bene contino già parecchi anni di vita, vivono 
ancora : a Spensieratezza e buon cuore , » e 
e L* Arte di far fortuna. » Il Bellotti-Bon ha 
sposato una contessa Gapnist russa , che pos- 
siede un villino in Firenze. 

Bellows (Enrico Whitney) , scrittore 
americano^ nato il 10 giugno 18 14 a Boston, stu- 
diò teologia a Cambridge nel Massachussetts,^ e 
nel 1838 divenne parroco della prima ^Chiesa 
Congregazionalistica di Nuova-York, 'ove fu 
anche direttore, 1846-4850, del giornale uni- 
tario Vlnquisitor Cristiano, Il Bellows non è 
soltanto un predicatore di molto grido, ma au- 
tore altresì di parecchie opere economico-so- 
ciali e neir Istituto Lowell di Boston fece una 
serie di letture notabili sul a Trattamento delle 
malattie sociali.» Si adoperò assai in opere filan- 
tropiche durante la guerra civile , e nel 1866 
fece un viaggio in Europa, di cui pubblicò la , 
relazione nello scritto : ce II vecchio Mondo nel 
suo nuovo aspetto : Impressioni di Europa nel 
1867-1868» (Nuova-York, 1868, in 2 voi.). Di 
presente è direttore dell' Inquisitor Cristiano 
organo degli Unitarii. 

Bélot (Adolfo), autore drammatico e ro- 
manziere francese, nato il 6 novembre 1829 
alla Pointe-à-Pitre (Colonia francese) , si ad- 
dottorò a Parigi, che non lasciò più se non 
per imprendere lunghi viaggi nell'America 
del Sud e neir.^merica del Nord. Il suo primo 
lavoro : a Le Chatmient, » si pubblicò nel 1855. 
Sopra una trentina de' suoi lavori drammatici 
ebbero particolare buon successo i seguenti: 
ff L'Artide 47 ; Le Drame de la rue de la Paix; 
Miss Multon; Le Testament de Cesar Giro- 
dot. j> Sopra una ventina di romanzi del Bélot, 
appaganti, per la massima parte, una curio- 
sità malsana, ebbero special voga i seguenti: 
a Le Drame de la rue de la Paix; L'Artide 47 » 
(dai quali furono tratte le due produzioni con lo 
stesso titolo) ; a La Femme de feu ; Mademoi- 
selle Giraua» (di cui nel 1870 erano già state 
tirate 33 edizioni di duemila esemplari l'una) ; 
« La Femme de giace ; Les Mystères mon- 
dains; La Sultane Parisienne; La Vénus noi- 
re; Une Joueuse. » 

Bilot (Emilio Giuseppe), scrittore fran- 
cese, nato il 24 settembre 1829 a Montoire 



BEL 



— 125 « 



BEN 



eoria del potenziale » (1878, 25 pag.); « Ri- 
cerche di Geometrìa analitica » (1879, in corso 
li pubblicazione). — Nel Giornale di Materna- 
iene dei Battaglini; a D*un problema relativo 
ille snperlìcie di 2f^ ordine ì> (1863, 6 pag.); 
[ Sulle operazioni algebriche jd (1863, 2 pag.); 
Estensione allo spazio di 3 dimensioni dei 
eoremi sulle coniche di 16 punti:» (1863, 16 
)ag.j|; « Ricerche d'Analisi applicata alla Geo- 
oetrìa» (1864-65, 96 pag.); «Di alcune pro- 
irietà generali delle curve algebrrche » (1866, 
7 P<ig-)f « Dimostrazione di due formolo di 
)8sian Bonnet » (1866, 5 pag.); a D*unaj^ro- 
irietà delle linee a doppia curvatura i> (1867, 
! pag.^; ff Intorno ad una trasformazione di 
arìabili:» (1867* 4 pag.); «Sulla minima di- 
tanza di due rette » (1867, 4 pag.); «Saggio 
' interpretazione della Geometria non eucli- 
ea » (1868, 29 pag.); « Alcune formolo per 
ì teoria delle coniche i> (1871, 4 pag.) ; ain« 
)mo ad una trasformazione di Dirichlet» 
1872, 4 pag.); « Teorema di Geometria pseu- 
osferica» (1872^ 1 pag.); «Del moto d'un 
olido che ruzzola sopra un altro solido » 
1872, 13 pag.); « Sulla superficie di rota- 
Ione che serve di tipo alle superficie pseudo- 
eriche i> (1872, 13 pag.); «Sulle funzioni 
ilmeari > (1873, 9 pag.). — Negli AttidelVIsti- 
ilo Lombardo: « Note sulla teoria delle cu- 
iche gobbe » fd868, I, 9 pag.; II, 13 pag.); 
Sulla teorìa delle linee goedetiche » (1868, 
1 pag.); «Sopra un nuovo elemento mtro- 
otto da Chrìstoffel nella teoria delle super- 
eie» (1869, 11 pag.); «Sulla teorìa ana- 
tica della distanza» (1872, 2 pag); « Di un 
istema di formolo per lo studio delle lipee e 
elle superficie ortogonali» (1872, 11 pag.); 
Considerazioni sopra una legge potenziale » 
1876, 9 pag.); «Intorno ad alcune questioni 
'elettrostatica» (1877, 15 pag.); «Intorno 

1 alcune proposizioni di Glausius » (1877, 
5 pag.); «Intorno ad un caso di moto a due 
>ordinate» (1878, 11 pag); «Sulle funzioni 
otenziali simmetriche » (1878, 13 pag.); 
Sull'equazione pentaedrale delle superficie 
iterz' ordine » (1879, 12 pag.). —Nel Nuovo 
imento: « Sulla teoria matematica dei sole- 
oidi elettro-dinamici » (1872, 17 pag.). Nelle 
ìemorie dell' Accademia dei Lincei: «Sulla 
eterminazione delia densità elettrìca» (1877, 

2 Vf%')' Nei Nouvelles Annales de Mathé' 
^aiiques: « Sur la courbure de quelques li- 
nea sìngulières tracées sur une surface » 
(865, 6 pag.). Nel Bulletin des Sciences 
fathématiauea et asironomiques: « Formules 
mdamentaies de cinématique» (1876, 8 pag.). 
lei Matematische Annalen: « 2ur tneone 
88 Rrummungsmaasses» (1869, 8 pag.). 

Béltrani (Vito), scrìttore inedito sici- 
ano, nativo di Trapani, già membro del 
rovemodi Sicilia nella rivoluzione del 18 i8, 
Bnatore del Regno, amico riverito ed ama- 
> dell'Azeglio, dell' Amarì, del Giudici, del 
»a Farìna e di quanti altrì Illustri patrìotti 
^0 lavorato perla causa dell* Indipendenza 
aliana. Da molti anni egli viveva esule in 



Toscana; quando il generale Garìbaldi sbarcò 
in Sicilia, il Béltrani accorso a Palermo gli 
andò incontro eon alcuni animosi Siciliani ^ 
cooperando a sollevare tutta la Sicilia in fa- 
vore dell'eroico Liberatore. Mandato dalla Si- 
cilia ai Parlamento italiano^ fu deputato con- 
sigliere più tosto che deputato oliatore. Non 
rieletto, fu nominato senatore. Uomo di prin- 
cipii libéralissimi, d'ingegno veramente eletto 
e di una rara coltura , è autore d' epigrammi 
felicissimi, de' quali si desidera la pubblica- 
zione. Vive molto rìtirato in Firenze. 

.Belvlglleri (Carlo), storico veneto, 
nato in Verona nel 1826, fece i primi studi! 
i^ patria e poi fu laureato nell' Università di 
Pavia.* Predilesse le discipline storìche e le 
insegnò con parola fluida, armoniosa e viva- 
cissima nei principali Licei del Regno, come 
Gasale, Torìno, Firenze e Roma, dove tiene 
cattedra di presente. Incominciò a farsi cono- 
scere al pubolico con una « Storia e descrizione 
di Verona, » che fa parte dell* opera « Illusti-a- 
zione del Lombardo Veneto» (Milano, 1857- 
61). Scrisse poi la «Storia d'Italia dal 1814 
al 1866, » in sei volumi . lavoro che lascia forse 
a desiderare dal la# delle rìcerche, ma non 
già per gli ottimi intendimenti ; un compendio 
di « Storìa della Grecia dalle origini alla con- 
quista romana, » che va per le scuole, stimato 
assai anche rispetto al metodo; e varie mo- 
nografie, come: « Dante a Verona; Cesare 
Balbo ; Lodovico Antonio Bfuratorì. » Final- 
mente compilò le « Tavole -sincrone e genea- 
logiche di Storìa italiana , dal 306 al 1870 » 
(Firenze, 1875), lavoro faticoso, erudito ed 
utilissimo. Sono LII tavole in 101 pagine in 
folio piccolo, le genealogiche frammezzate alle 
storìche. Queste presentano la successione 
dei fatti della Storìa italiana e della straniera 
sincrona; quelle gli alberetti genealogici delle 
prìncipali Famiglie regnanti d'Europa e di 
quelle che ebbero Stato nella Penisola. Una 
colonnetta a parte è rìserbata agli uomini il- 
lustrì, alle istitu^oni, alle scoperte, ec. E 
davvero il Belviglierì ha condensata in queste 
tavole quante maggiorì notizie ha potuto 
(forse un po' troppe) , studiandosi rappresen- 
tare con la precisione maggiore il sincronismo 
degli avvenimenti. 

Bembo (Conte Pietro), scrìttore vene- 
ziano, senatore del Regno, nacque in Venezia 
nel 1825. Studiò la Legge a Padova; è cono- 
sciuto come valente amministratore; scrìsse: 
« Delle Istituzioni di beneficenza nella città e 
Provincia di Venezia t> (1859) ; « Il Comune à\ 
Venezia nel triennio 1860-62» (1863). 

Beumoxegfli (Elia), raobino e pro- 
fessore di Teologia, nato in Livorno nell'anno 
1822 da una famiglia originaria di Fez, nel 
* Marocco. Rimasto orfano a quattro anni, fece 
in Livorno i primi studii letterarii, nei quali 
era compreso l'insegnamento dell'ebraico, 
dell' inglese e del francese; quest' ultima 
lingua ora egli scrive con molta disinvol- 
tura. Datosi per tempo agli studii religiosi 
e. filosofici, VI si approfondi, cercando, per 



BEN 



-126 — 



BEN 



qaanto poteva, accordare le ragioni della 
ecieuza con quelle della fede : il suo motto è 
fede e $cienza. Fino ali* età di 25 anni egli 
lu commesso di negozio, còme il suo cor^ 
religionarìo Mendel^hn, dando tutte le sue 
ore libere allo studio e ali* investigazione del 
vero. Sentita quindi una specie di vocazione , 
abbandonò il banco per darsi al Rabbinato, 
«Ila predióazione , ed alla nobile e feconda 
missione del pubblicista , nella qual carriera , 
in Francia specialmente, egli ha già raccolto 
più di una corona. Soggiungiamo c^ui pertanto 
l' elenco delle sue pubblicazioni : « Panim 
Lat-torà,» Cemento agadetico sul Penta- 
teuco; « Emat Mafghia, t confutazione del- 
r Opera ànticabalislica di Leone da Modena; 
cTaam Lesciad, » dialoghi in confutazione 
dell* Opera anticabalistica del prof. S. D. Luz- 
zatto; «Gher Zedek, » note critiche sulla Pa- 
rafrasi aramaica di Onkelos; <r Ner Ledavid , > 
Commento critico letterario sul Libro dei Sal- 
mi; < Mebò Kelali , » introduzione generale a 
tutti i Monumenti tradizionali dell Ebraismo 
nel Libanon; aZorìGhirad, » apologia diretta 
ai Rabbini di Terrasanta, del Commento al 
Pentateuco Em-lam-miirà; «Le Pentateu- 
que, avec commentaires et recherches. pbi- 
lologiques d*apré» les résultats des demieres 
études sur les dogmes, Thistoire, les lois et 
les usages des Peuples anciens: y joint un 
examen de quelques unes des pnncipales 
conjòctnres de la critique moderne sur divers 
passa^es des Lois de Moise et de quelques 
traditions rabbiniques tant historiques que rì- 
tuelles et théologiques » (Livourne, cbez TAu- 
teur, 1862, 5 voi.); «Storia degli Esseni» 
(Firenze , Le Moonier, 1865) ; « Teologia 
ebraica» (voi. I, Livorno, Vigo, 1858); « La 
Creazione secondo 1* Ebraismo » (nella Ri- 
vista Orientale di Firenze) ; « Federigo II e 
gli Studi! ebraici; Dell'epoca di mezzo tra 
Profeti e Dottori » (nella Rivista Bolognese) ; 
« Morale juive et Morale chrétienne,» ouvrage 
couronné par TAlliance isr^te (Paris , Rauff- 
mann, i voi. in-8); « Spinoza et la Rabbale» 
(Extrait de VUnivers Isdraélite); « La Tradi- 
tion, sa vraisemblance , sa necessità et sa 
réalité » (oell* Univers Isdraélite de Paris, 
suite d*articles) ; « Le Crime de la guerre dé- 
noncé à Thumanité, » lavoro che ottenne 
« médaille de bronzo et mention honorable » 
al « Concours de la Ligue de la Paix » a Pa- 
rigi su proposta di Jules Simon, Laboulaye 
e Fassy. 

BMUUUmti (Luigi), dantista veronese, 
\iacque il 25 marzo 1811, fece i suoi studi! 
in patria. Dal 1840 al 1849 insegnò belle 
lettere nel Liceo di Verona; nel 1850 andò 
parroco in Cerea, ove attende da diciannove 
anni a studii danteschi. Curò tre edizioni di 
Dante : la prima , la più vasta , pubblicata in 
Verona tra gli anni 1865-1868, gli valse una 
medaglia d*oro del papa Pio IX; la seconda 
minima usci a Padova coi tipi del Seminario 
(1869-1870) ; la terza in tre voL è in corso di 
stampa (Verona , 1878*1879). Pel giornale 



Il Centenario di San Francesco d'Assisi 
si pubblicherà nel 1882, il Benassuti scrìsse 
articolo intitolato : « San Francesco e Dante. 
Si annunzia intanto come d' imminente 
blicazione una « Vita di Gesù Cristo > in p 
ed in sestine. 

Benadan (Pietro Giuseppe van), xool 
belga, nato a Malines il 19 dicembre T 
studiò medicina, divenne nel 1831 
toro nel Museo di Scienze naturali a Lovanii 
nel i836 professore ali* Università di G 
nel 1842 membro dell'Accademia belga d 
Scienze, e nel 1860 direttore della Classe d« 
scienze. Studiò la fauna marina, lo svil 
pò dei polipi , i vermi intestinali e vesd< 
ed il parassitismo, da cui distinse il co 
salismo e il mutualismo. Si occupò anche 
Cetacei fossili, e ne determinò parecchie no 
specie. Pubblicò i suoi lavori nelle Meri 
e nei Bollettini dell* Accademia e in altre 
merìdi scientifiche. Scrìsse inoltre: e Zoo! 
medicale » col Gervais (Parìgi , 1859) ; e l 
nografia degli elminti o vermi parassiti d 
Tuomo » (Lovanio, 1860); « Osteografia < 
Cetacei viventi e fossili > col Gervais (P ' 
1868); «La vita animale e i suoi misi 
(Brusselle, 1863). < Gli scavi nella buca 
Nutons di Furforz» (Ivi, 1865); < Rap(>o 
sulle collezioni paleontologiche dell* univi 
sita di Lovanio» (Lovanio, 1867); «IPi 
strelli dell* epoca del Mammut e dell* epoca 
presente » (Londra, 1871), ec. Nel 1877 fa 
pubblicata a Gand una < Manifestazione in 
onore del professore van Beneden.» 

Banaa (Vac*slav), scrìttore boemo, as- 
tore di numerose novelle e di romanzi , nacque 
il 27 febbraio 1849 a Trebiz. 

Banl^ (Teodoro) , orìentalista e 1ìxi£td- 
sta tedesco, nato il 28 gennaio 1809 a N6f- 
ten presso Gottinga, studiò nel Ginnasio é 



Pipi- 




quella città e quindi Filologìa classica a Mo- 
naco. Tornato a Gottinga , tradusse le t Com- 
medie dì Terenzio » (Stoccarda, 1837, e ri£ittfl 



BEN 



— 127 — 



BEN 



parte nel 1854), e dal 1834 dimorò ora a 
*ancfort ed ora in Heidelberg, occupandosi 

Sanscrito e di Lingnistica comparata. Ad- 
»ttoratosi in queste due discipline airUni- 
rsità di Gottinga, divenne nel 1848 profes- 
re straordinario e professore ordinario nei 

62. Tra le sue numerose pubblicazioni prì- 
eggiano le seguenti : « Sui nomi di mese di 
:uni antichi popoli , principalmente dei Fer- 
mi, Cappadocii, Ebrei e Sirii » (in collabo- 
zione con lo Stern, Berlino ,1836) ; a Lessico 
Ile radici greche 9 (Ivi, 1839, in 2 voi.) , il 
rale ottenne il premio Wolney; « Suir atti- 
inza della lingua egiziana eolio stipite lingui- 
co semitico » (Lipsia , 1844) ; a Le Iscrizioni 
neiformi persiane » (Ivi , 1847 , con tradu- 
)ne e glossario) ; v Gli Inni del Sama Veda > 
ri, 1848, con traduzione e glossario); «Ma- 
iale della Lingua sanscrita » (Ivi, 1852-54: 
voi. , Grammatica e Crestomazia con glossa- 
>) ; e Breve Grammatica della Lingua san- 
nta A ^Ivi, 1855), a cui tenne dietro, nel 

63 , in inglese la a Grammatica uralica della 
ngua sanscrita» (Londra, 1868, 2* ediz.); 
Panciatantra, » cinque libri di favole, novelle 
racconti indiani (Lipsia, 1859, in 2 voi.), di 
i il primo contiene: «e Indagini sulle fonti e 

diffusione delle favple, novelle e racconti 
liani , » e il secondo la traduzione del <r Pan- 
itantra » con spiegazioni. 11 Benfey continuò 
leste indagini in molti scritti, principalmente 
1 giornale Oriente ed Occidente, da lui 
isso fondato (Gottinga, 1863-64). Le altre 
e opere posteriori sono le seguenti : « Sul 
ina del Dialogo platonico Cratilo » (Gottinga, 
66); il ff Dizionario sancrìto-inglese » (Lon- 
a, 1866); « Sopra alcune formazioni più- 
li del verbo indo-germanico j» (Gottinga, 
67) , e r importante « Storia della lingui- 
ca e della Filologia orientale in AUemagna 
I principio del secolo XIX » (Monaco, 1869) ; 
tre molti scrìtti minori negli Atti della 
ìcietà delle Scienze di Gottinga, come ad 
empio : « Jubeo e i suoi affini » (1871); <r Sul- 
9rigtne e le forme dell* ottattivo indo-germa- 
co » (1871); « Suir origine del vocativo 
do-g:ermanico » (1872), ec. Finalmente, il 
«fey pubblicò ancora : a Introduzione alla 
-amnaatica della Lingua vedica: Il testo 
imhita» (Gottinga^ 1874); « Le diversità di 
lantitA nei testi Samhita e Pada dei Vedi » 
n , 1874-76, in 3 parti); a Ermete, Minosse, 
irtarosj» (Ivi, 1877); «Vedica ed affini» 
trasborgo, 1877). Si prepara in Inghilterra 
il Trùbner la pubblicazione della grande 
drammatica vedica d del Benfey. Nel 1878 fu 
lebrato solennemente a Gottinga un giubi- 
per onorare il Benfey nel cinquantesimo 
mo del suo dottorato; in queir occasione 
lasi tutte le Università.germaniche gli dires - 
ro splendidi indirizzi ; il prof. Weber gli de- 
cò r ultimo volume de' suoi importanti In-' 
sche Studien; in Inghilterra il prof. Max 
uller sì fece promotore di una soscrìzione 

onore del Benfey ; in Italia gli furono de-~ 
eaU gli t Scrìtti di Marco Della Tomba , » 



pubblicati in occasione del 4^ Congresso In- 
temazionale degli Orientalisti , al quale il Ben-* 
fey prese parte come Presidente della Sezione 
indo-europea. In quella occasione, ove il 
Benfey venne fatto segno a parecchie dimo- 
strazioni d'onore, il valente scultore Ema- 
nuele Careni esegui un bellissimo busto in 
marmo dell'illustre Indianista. 

Benloew (Lui^i), filologo tedesco, nato il 
15 novembre 1818 in Érfurt , studiò fino al 
1839 a Berlino, Lipsia e Gottinga , fu *nomi- 
nato professore di lingue straniere a Nantes 
(1841), e a Bourg (1843)^ e quindi secondo 
Bibliotecario alla Sorbona in Farìgi, finché 
nel 1849 fu chiamato ad insegnare Letteratura 
antica a Bigione. Le sue opere principali sono : 
a Dell' accentuazione nelle lingue indo-euro- 
pee » (Parìgi, 1847); a Prospetto generale 
della scienza comparativa delle lingue » (1858, 
2^ ediz. 1872); a Teoria generale dell' accen- 
tuazione latina » col Wetl (1853) ; a Di alcuni 
caratteri del linguaggio primitivo» (1863); 
« I Semiti ad Ilio, la verità sulla guerra di 
Troia» (1863); a Compendio di una teorìa dei 
rìtmi JD (1862) ; a Saggio sullo spirito delle 
letterature: La Grecia col suo Corteggio » 
(1870), e «Un'ultima parola sui prosatorì » 
(1871). 

Bannet (Gio. Hughes), medico ingle- 
se, nato il 31 agosto 1812 a Londra, stu- 
diò a Edinborgo e a Parìgi ^ ove fondò la 
Società medico-parigina , di cui fu il primo 
presidente , e tornato in Edinborgo , dopo un 
viaggio a Heidelberga e a Berlino, pubblicò 
un'opera, in cui propugnò pel prìmo l'uso 
dell' olio di fegato di merluzzo contro la scro- 
fola, l'etisia, ec. Fece anche pel prìmo un 
corso d' Istologia e Microscopia , e nel 1843 fu 
nominato patologo nel regio Ospedale. Nel 
1845 scoprì una malattia particolare del san- 
gue, la Leucocitemia, e dimostrò quanto essa 
potesse ampliare la nostra conoscenza sulla 
formazione del sangue. Un avvelenamento per 
mezzo della cicuta lo trasse a far indagini sul- 
r uso di questo veleno nell' antichità, e a dimo- 
strare che Socrate morì veramente per aver 
bevuto la nostra cicuta. Nel 1848 ebbe una 
cattedra in Edinborgo. Egli arrìcchi la medi- 
cina clinica con metodi fortunati di guarigione 
e coir abolizione di molti ^antichi abusi. Delle 
sue molte opere registreremo le seguenti prìn- 
cipali : a Uso deli' olio di fegato di merluzzo » 
(Londra, 1847); «Sulla Leucocitemia» (Ivi, 
1854); ff Trattato sulla Tisi polmonare» (Ivi, 
1856); Patologia della Tubercolosi polmona- 
re » (Ivi, 1859, 2' ediz.); « Sulle escrescenze 
cancerose e cancroidi» ({vi, 1848); «Intro- 
duzione alla Medicina clinica» (Ivi, 1862, 4* 
ediz., tradotta in molte lingue); « Lezioni cli- 
niche sulla pratica della Medicina » (Ivi, 1869, 
5^ ediz.); «Sull'infiammazione dell'utero » 
(Ivi, 1877, 4* ediz.); «Sulla Patologia e il 
trattamento della consunzione polmonare » 
(Ivi , 1871 , 2^ ediz.) ; « La nutrizione nella sa- 
nità e nella malattia » (Ivi, 1877, 3* ediz.), ec. 

Bennet (Guglielmo Cìox), poeta e scrit*- 



BER 



- 129 — 



BER 



scuola cosiddetta realista, essa redime una 
e mancanza per k graziarla freschezza e 
eleganza delle sue pitture, ciascuna delle 
ali può essere con giustizia denominata 
xola perla, come T Autrice intitolò uno dei 
oì migliori romanzi, 

BenAet (Guglielmo) , storico veneto , 
eque nel 1833, ed ò nipote del celebre 
età nazionale Giovanni Berchet. Fece gli 
idii nel!' Università di Padova e vi prese 
irea in leggi. Chiamato però da naturale 
linazione, fino dal 1852 si détte alle ricer- 
ì erudite negli Archivi! , sembrandogli, 
ne a molti Italiani d* allora e non senza ra- 
ne, che la storia patria fosse un mezzo 
icace e men contrastato per ridestare nei 
iti giovanili , durante il dominio straniero , 
sentimento nazionale. Né questi studii del 
rehet rimasero sterili. Nel 1856 egli inco- 
Qcfò a pubblicare in Venezia , insieme con 
xoìò Barozzi , la raccolta delle a Relazioni 
le al Senato dagli Ambasciatori veneti nel 
ole XVII,» delle quali fino al presente 
IO a stampa nove volumi. Quest* opera molto 
igiata non è inferiore per importanza al- 
Itra delle a Relazioni venete del secolo XVI,» 
)blicata già in Firenze dall'Alberi. Gon- 
iporaneamente preparò diversi altri lavori, 
i resero grandi servigi agli studii storici, e 
•grafici , alcuni de' quali videro la luce nel- 
Irchivio Storico Veneto, Ecco i principali : 
i e Relazione della Moscovia d'Alberto 
Dina 1653, » con cenni storici e liote (Mi- 
0, 1860); «Del commercio dei Veneti 
l'Asia » (Venezia, 1864) ; a Gromwell e la 
fwibblica di Venezia » (Ivi , 1864) ; a II 
raglio del Gran Signore descritto da Otta- 
no Bon nel 1608, » con cenni storici e note 
i, 1865); a La. Repubblica di Venezia e la 
|8ia, j> con documenti e tavole (Torino, 
>&); lavoro importantissimo aNuoVi Docu- 
Qti e Regesti » sul medesimo argomento 
inezia, 1866) ; e Relazioni dei Consoli ve- 
i nella Siria» (Torino, 1866); «I Porto- 
i e le antiche Carte geografiche esistenti in 
lezia » (Ivi , 1866) ; « La Cripta di San Marco 
Venezia, » illustrazione storico^artistica 
i, 1868); « I Veneziani nell' Abissinia, 
a Mappa di Fra Mauro » (Firenze, 1869); 
arco Polo e il suo libro di H. Yule , » ver- 
te dair inglese con documenti (Venezia, 
1); e € Le aniiche Ambasciate Giappo- 
i in Italia» (Ivi, 1877). Quest'ultima 
^elazioBe» in specie è lavoro curioso e 
Do di notizie o ignorate affatto o mal note, 
appoggia tutta sopra una copiosa serie di 
»vi documenti , e pigliando occasione dalla 
mne Ambasciata giapponese inviata nel 
3 in America e in Europa da S. M. il 
Lado, dopo oltre due secoli, dacché il mi- 
rioso Impero del Giappone erasi affatto 
^to; narra la storia di due altre Am- 
iate giapponesi che attraversarono V Ita- 
nel 1585 e nel 1616. Di presente il Ber- 
i attende alla stampa del II volume delle 
delazioni degli Ambasciatori veneti alla 

Dizionario Biografìco» 



Corte di Roma pel secolo XVII, > che sarà 
il X della Raccolta già mentovata , e prepara 
quella ingente dei famosi a Diarìi di Marin Sa- 
nudo > (1497-1530) , restituiti all' Italia dopo 
il Trattato di Vienna del 1866. 

Beroxik (Àrpàd), capo del Gabinetto 
della stampa presso la Presidenza del Consiglio 
dei Ministri ungheresi, esimio scrittore este- 
tico e drammatico ungherese, nato a Temesvàr 
in Ungheria nel 1842. Fece i suoi studii di 
legge a Budapest, dove consegui il dottorato. 
Oltre' le pregevoli critiche e dissertazioni 
da lui pubolicate nelle Riviste e nelle Appen- 
dici dei periodici ungheresi , il Berczik scrisse 
molte novelle; mail maggior successo egli ot- 
tenne con le sue commedie sociali^ che formano 
parte dei repertorii di tutti i teatri ungheresi. 
Fra le migliori sue commedie vanno annove- 
rate : a A szellemdós hOlgy » {La Donna spiri- 
tosa); a A kOzùgyek » {Gli affari pubblici)^ che 
si recita anche nei teatri tedescni ; « Fertàly- 
màgnàsok» (^Mezzi gentiluomini); « Hàzaói- 
lòk » (Combinatori di matrimoni) , ec. Una 
sua commedia popolare intitolata: e A Székely- 
fòldòn » {Nel paese dei Szekli) , guadagnò un 
premio di 100 zecchini dall'Accademia delle 
Scienze ungherese. Tutte le sue commedie 
trovansi pubblicate nella Raccolta del Teatro 
nazionale ungherese: a A nemzeti Szinhàz 
kònyvtàra. » 

Aeresin (Elia) , professore di Lingua 
turca nell'Università di Pietroburgo, nato 
nel secondo decennio di questo secofo, studiò 
nell'Università di Kazan , dopo di che fu dalla 
stessa inviato in Oriente. Per tre anni viaggiò 
in Persia , in Arabia , in Egitto ed in Turchia. 
Tornato in patria, fu nel 1846 eletto profes- 
sore di Lingua turca nell'Università di Kazan; 
ma colla fondazione della cattedra di Lingue 
orientali a Pielroburp;o, vi fu trasferito nel 
1855. I suoi lavori pnncipali hanno per argo- 
mento la storia Mongolia, eh' egli tratta sull'au- 
torità di documenti originali e di scrittori orien- 
tali. Instancabile nel lavoro e nelle sue ricer- 
che scientifiche , il Beresin pubblicò un gran 
numero di opere che gli valsero una fama 
europea. Fra queste si distinguono partico- 
lai'mente : a Relazione di un Viaggio di un 
anno in Oriente » (1845); a Relazione di un 
Viaggio di sei mesi in Onente » (1846Ì ; « Sup- 
plemento alla Grammatica turca v (lo 47), tra- 
dotto in tedesco; « Descrizione dei Manoscritti 
turco-tartari che si trovano nelle Biblioteche 
di Pietroburgo » (1846-1849); « Biblioteca di 
Autori orientali » (3 voi., 1849-1854); « Viag- 
gio nel Daghestan e nei paesi di là dal Cau- 
caso i>«(18^) ; a Voyage de Tochtamych-Khan 
à Yagaìlle v (1850); e Grammatica persiana » 
(1853); « Système des Dialectesturcs » (1848); 
a RecherchessurlesDialectespersans» (1853); 
« Viaggio nella Persia del Nord » (1852) ; 
<r Bulgar sul Volga » (1853); « Una visita ai 
luoghi notevoli di Costantinopoli » (1852); 
« Prima invasione dei Mongolli in Russia » 
(1852); ce Seconda invasione dei Mongolli in 
Russia » (1855); « La Religione musulmana 

9 



BER 



— 131 — 



BfiR 



Bergfoe (Gregorio Guglielmo), poeta 
anese, nacque a Copenaghen il di 8 feboraio 
eiranno 1835. Si applicò dapprima allo stu- 
io delle Scienze naturali, particolarmente 
ella Zoologia e fu, nel 1864, eletto dottore in 
ilosoiìa presso V Università di Copenaghen, 
erse quel tempo egli venne in Italia, sog- 
iornò a Roma ed a Firenze e tini per inna- 
lorarsi della natura e della vita nazionale dei 
ostro paese, ove si destò il suo genio poeti- 
3 ; il maggior numero delle sue belle produ- 
ioni ha per argomento T Italia, il suo bel 
elo ed il suo popolo. Fra le opere del Berg- 
)e le più importanti sono le seguenti : a Piaz^ 
ì del Popolo , » ciclo di novelle italiano-da- 
esi (1866) ; e Di tempo in tempo, i» poesie 
riche (1867) ; « La vecchia fabbrica, » ro- 
lanzo in due volumi (1869) ; a Pei monti Sa- 
ini , » romanzo in forma di lettere da Gen- 
azzano, due volumi (187:2); a La Sposa di 
órvig, » novella (1872) ; « Fregi di fiori, » 
3esie lìriche (1873) ; a Novelle italiane, » 
oattro novelle (1874) ; « Sul far della sera, » 
nque novelle (1 876) ; a Roma sotto il gover- 
a di Pio IX, ». opera in-4° di 700 pagine, 
m 176 disegni e tre carte topografiche (1878) ; 
Favole degli spiriti » (1872). 

Bergstadt (Carlo Federico) , filologo e 
ìrìttore svedese, nacque il 24 luglio 1817: si 
Mottorò in Filosofia nei 1842 presso T Uni ver- 
ta di Upsala. Tradusse in svedese T episodio 
Savitri del Mahàbhdrata t (1844). Segui- 
rne : t Traduzioni metriche dal sanscrito » 
1845); e Vikrama e Urvast di Kalidàsa. » 
ra gli anni 1846-1848 visitò la Danimarca, la 
ermania, la Francia e Tlnghilterra. Diresse 
uindi due Riviste: l* una letteraria soltanto: 
id$krift for Litteratur; l'altra politica e 
(tteraria settimanale sotto il titolo : Il Con- 
mporaneo. 

Berlan (Francesco), scrittore veneto, 
acque in Venezia il 2 luglio 1821, dove fece 
li studii letterarii , cfuelli in specie del greco 
el Collegio Flangini. Incominciò nel 1846 il 
10 tirocinio come professore di Lettere ita 
ane e latine nel Collegio dei PP. Mechitari- 
ti di San Lazzaro, propostovi da Niccolò 
ommaseo. Prese nobile parte ai casi di Ye- 
ezia nel 1848-49; ma dopo i rovesci della 
iosa nazionale dovette emigrare in Grecia, 
1 Francia e in fine riparare nelle Provincie 
iemontesi. Restituito nel 1861 dal Governo 
aliano air insegnamento, prima professò 
sUere nelle Scuole tecniche di Voghera e di 
Ulano e nel Liceo dì Venezia, poi fu preside 
accessivamente in quelli di Fermo, di Pistoia 
di Rovigo, ov'è tuttavia. Molte sono le pub- 
ilicazìoni, cui attese il Berlan fino da* suoi 
rimi anni giovanili, letterarie alcune, di 
lon piccola importanza storica le altre. Scrisse 
pche libri per le scuole a educazione della 
joventù, e opuscoli e articoli d* argomento po- 
itico sa pe* giornali Cominciò con la stampa 
l'alcuni testi di lingua inediti ; come : e L*£tica 
l'Aristotile compendiata da Ser Brunetto La- 
ini, • e due « Leggende , » d' autore anonimo 



(Venezia, 18i4); « I Libri di Tobia, di Giu- 
ditta e d'Ester, » volgarizzamento antico (Ivi , 
1844); celi Libro del Genesi volgarizzato,» 
con annotazioni (Ivi, 1846); a La Bibbia Vol- 
gare,» secondo T edizione del 1741 di Nic- 
colò Jenson, testo di lingua j[Ivi, 1846-48). 
L'opuscolo: a Sulle due Iscrizioni latine della 
Pala d' oro della Basilica di San Marco » (Ve- 
nezia, 1842) , fu il suo primo lavoro di storica 
erudizione; al quale tennero dietro: al due 
Foscari » (Torino, 1852), e « Il conte Fran- 
cesco di Carmagnola» (Ivi, 1855, ma il solo 
fase. 1**), Memorie con documenti inediti. Ma 
più d*ogni altra cosa sua meritano speciale 
ricordo le pubblicazioni intorno agli Statuti 
municipali d' Italia nel Medio Evo , cioè : e 11 
Saggio bibliografico sugli Statuti italiani » 
(Venezia, 1858: studio pregevole, sebbene 
incompiuto^ ; a Gli Statuti Municipali milanesi 
dal XI al Xvl secolo, » Memoria storico-biblio- 
grafica (Milano, 1864); <( Statuta Burgi et 
Castellatiae de Varisio, anno 1347 » (Ivi, 1864); 
a Statuti d'Origgio deli*anno 1228 , » testo la- 
tino e annotazioni (^Venezia, 1868); « Liber 
Consuetudinum Meaiolani 1216, ex Bibliothe- 
cae Ambrosianae Codice nunc primum edi- 
tus, etc. » (Mediolani, 1868-69); le due edi- ' 
zioni Milanese e Torinese delle « Consuetudini 
di Milano del 1216, » cenni e appunti, aggiun- 
tovi il testo delle Consuetudini (Venezia^ 
1873) ; a Studii storico -critici sugli Statuti di 
Pistoia del secolo XII, » col testo degli « Sta- 
tuti degli anni 1107 e 1183 » (Pistoia, 1874); 
e la tf Bibliografia statutaria di Ferrara, » 
stampe e codici (Roma , 1878). De' suoi libri 
educativi ricordiamo: e I Fanciulli celebri 
d' Italia antichi e moderni » (Milano , 1863) ; 
e a Le Fanciulle celebri e la fanciullezza delie 
Donne illustri d'Italia antiche e moderne » 
(Ivi , 1865) y che ebbero T onore di più edi- 
zioni. 

BerUnguer-Begnl (Giovannina), poe- 
tessa sarda, nativa di Sassari, scrisse nume- 
rose poesie d'occasione, alcune delle quali 
furono molto lodate. 

Bemabò-BUorata (Augusto), scrittore 
ligure, nac({ue in Torino il 15 aprile 1845. 
Fece i primi studii in Torino, Novi-Ligure, 
Ferrara, Sinìgaglia, ove suo padre Pietro era 
professore e preside di Liceo. Compiuti gli stu- 
dii liceali, frequentò le lezioni di letteratura 
nell'Università di Bologna; diresse successiva- 
mente la Scuola teciìica di Russi ed il Ginnasio 
di Carpi; insegnò nei Ginnasii di Città di Ca- 
stello, Rieti, Viterbo; diresse il Ginnàsio e le 
Scuole tecniche di Nocera-Umbra e di Foligno; 
poi dal 1871-1874 le Scuole municipali di Roma; 
ora insegna Lettere italiane nella Scuola Nor- 
male femminile di Cagliari , e Lettere italiane , 
Storia e Geografia in quella Scuola nautica. 
Promosse la fondazione di biblioteche popo- 
lari, società didascaliche, giornali didattici; 
per un suo poetico lavoro sul viaggio compiuto 
da Vittorio Emanuele a Vienna ed a Berlino 
ebbe dal Re Galantuomo il dono di uno spillo 
in rubini e brillanti, con le iniziali di S. M. Il 



Erof. A. Silorain diede alle stampe i ae^uenli 
ivorì: e Versi giacoai s (1836}; a Versi sati- 
rici e giocosi » (Sanseverinn, 1870); a SuU 
l' ÌBlituiione degli Asili d' infanzia x> (Foligno, 
1871 ) ; 1 1) prof. Francesco Zantedesclii ■ (Ro- 
ma, 1672); ■ Niccolò Tommaseo, > bit^rafia 
(Roma, 1874); < Scarabocchi, ghiribizzi e 
sbadigli K (EtoniB, 1874); ■ Canzoniere edu- 
cativo D (Milano, 1875) ; <> Della viU e delle 
opere di Gino Capponi « (Cagliari , 1S77); n Dei 
metodo materno o naturale nell'insegnamento 
primario 1 (Homa, 1S76); ■ Sull' istituzione 
delle Biblioteche popolari n (Città dì Castello, 
1869) ; Il Giornale iJid atea li co (Roma, 1872). 
n prof. Augusto Silorata si è spedalmente 
fatto valere come poeta satirico ed epigram- 
matico; egli ci ha pure regalato il seguente 
ritratto, che lo rappresenta, o bene o male, 
in tale qualità: 

Ehd il ritinto dell' luton in thiI > 



Spcuo mordui; ipt Utort a rapt, 
U gaio I ictibo Tiiiu >pii li bgcc*. 

Banwbd-8Uora.ta (Pietro), letterato 
ligure , padre del precedente , nacque io Porto 
Maurizio nel 1808. Fece i primi studìi a Ge- 
nova , poi si trasferì col padre a Iesi , e final- 
mente a Roma. Studiando in quella Univer- 
sità, diede i primi saggi del suo ingegno 
poetico-, nel 1829 tolse in moglie Clarìna Mor- 
roni di Fermo, che sì rivelò esaa stessa poe- 
tessa e lelterataegregia.Inetàdiventun'anno 
pubblicò in Lugo una sua versione delle 
( Meditazioni poetiche, i del Lamartine, col 
quale entrò in carteggio. Nel 1832 ottenne 
in Bologna il diploma di pubblico insegnante ; 
in quelìii città dimorò quattro anni e con- 
cepì il diserò della sua Iwlla ed utile raccolta 
periodica dì a Prose e Poesie d' Italiani vi- 
venti,! della quale in parecchi anni ed in 
varie città si pubblicarono 61 dispense. A 23 
anni, incominciò a pubblicare la sua versione 
italiana del t Salterio Davidico , n della c|uale 
uscirono otto edizioni. Schiomò quindi suc- 
cessivamente a Foligno (18^6), a Roma (come 
precettore de' lìgli del Pdncipe di Canino) , a 
Torino (ove sì trasferì nel 1841). Io Torino pro- 
segni la stampa delle sue « Versioni bibliche, d 
e per sedici anni aiutò t'elice Romani nella 
compilaiionedellaGa»ettat/y^alc. Nel 1843, 
in occasione delle nozze del Prìncipe Reale 
Vittorio Emanuele, il Silorata pubblicò il suo 
e Elogio storico del principe Eugenio di Sa- 
voia; >nel 1843, un t InnoaSantaCriatina, i 
in 6O0 versi sciolti ; nel 1844 , un * Inno epico 
aUmberto III,» in 580 versi; nel 1843 egli 
aveva già pubblicato a Spoleto un < Inno a 
Maria Velane liberatrice, t quando la città 



fu liberata 
«Arpa Crì: 
omo-rilmic 
Mei 1845 il 
Fontana e I 
< Storia de 
Thiers. Ri« 



vive in Ro 
suo volgari 
Bibbia ; > p 
dirige il gì 
onoranze e 

ai quali feci 
decorato e 
altri troviai 
rubini e bri 
amor di con 
storico a Si 
laRepnbbli 
sciolti l'o : 
già tre edL 
triollici, C 
Fiorì esotic 
B«nu 
prolessore 
una < Gram 
poema salii 
comico : i E 
felicemente 
menti d' ur 
leggenda st 
vi sacrifica 
filo impera 
mi : ( Cjps 
tiranno di < 



carta-mont 
ha creduto 
cita pure 
e sopra la 

neto, nacq 
1813 in Fo 
ramo e Be 
minano di 

diciannove 
Seminario 
e FiioeoDa 
Marco Fos' 

zo la Quai 
sizione di i 
lui certo lì 
domiciliarf 
riparò in I 
fu successi 
studii nel 



BER 



— 133 — 



BER 



I Beììe Lettere nel Liceo, direttore spirituale 
professore di Storia ecclesiastica e di Elo- 
uenza nel Seminario , segretario particolare 
el vescovo monsignor Renaldi, vicario gene» 
ile, vicario capitolare, presidente del Ricovero 
i Mendicità, delegato scolastico, ec. Molti onori 
>n cercati lo cercarono; altri maggiori, spe- 
alraente ecclesiastici, gli sarebbero venuti, 
egli non gli avesse evitati. Uomo e scrittore 
aerosissimo, quando nel settembre del 1877 
sciò Pinarolo per fare ritomo a Venezia , la 
a parlenzsL destò in Piemonte un vivo ram- 
anco; fu promosso |>ertanto un indirizzo in 
onore che venne steso dal conte Sclopis, e 
% così : « A Jacopo Bernardi che durante un 
figo corso d*anni di dimora in Piemonte die- 
esempio di quanto può la felicissima unione 
una rara intelligenza, di una carità evan- 
lica e di una meravigliosa operosità a prò 
Ila religione, della letteratura e della vera 
iltà , gli amici Piemontesi esprimono il do- 
e che provano per 1* allontanamento di lui 




speranza di vederlo ogni anno ritornare 
inerolo, sua patria adottiva, alternando 
i desideratissimi favori della sua presen- 
Gli furono pure donati in queirocca- 
i due bozzetti in bronzo del Monteverde 
resentanti Colombo e Franklin^con le due 
mti iscrizioni : « L A Jacopo Bernardi da 
na che lunga brama di sé lasciava in Pi- 
0, in cui per ventisei anni fu ospite e 
ino illustre , gli Amici, a — a U. A Jaco- 
ernardi da Pollina che tenne viva in Pi- 
3 la scintilla del genio e dei soavi affetti, 
nici. » 'Gli scritti del Bernardi essendo 
rosjssimi li divideremo secondo i loro 
argomenti. — Beneficenza: «La pub- 
Beneficenza ed i suoi soccorsi alla pro- 
I fisico- morale del Popolo» (Venezia, 
voi. unico, pag. 332) ; « Ospizio di Ca- 
ì Torino » (Torino, TipograOa Speirani, 
; « Albei^o di Virtiì in Torino ; Istituti 
leficenza in Pinerolo ; Legge di Vittorio 
eo II sul bando della Mendicità; La 



pubblica Beneficenza in Genova; Ricovero di 
Mendicità in Pinerolo ; Discorsi e Resoconti 
morali di parecchi Istituti di Beneficenza ; Dis- 
sertazioni varie. » — Didattica: « Della pa- 
tria Potestà e dell'Educazione » (voi. due, 
Venezia, Tipografia Naratovich, 1850); «Vit- 
torino da Feltro e suo Metodo educativo» 
fvol. unico, Pinerolo, Tipoj;rafia Lobetti-Bo- 
aonì) ; « Sull* Istruzione primaria, » lettera al 
Matteucci ; a Sugli Asili d'infanzia e la neces- 
sità di una riforma» (Pinerolo, 1857-1860: 
Metodo Froebelliano o meglio Vittoriniano) ; 
« Discorso per gli Asili d' infanzia in Genova; 
Del Lavoro ; Dell' Educazione del Carattere ; 
Dell' Educazione della Volontà ; Dei libri 
educativi; Delle piccole scuole; Delle letture 
inutili e dannose; Dei Premii ; Della Ricono- 
scenza; Fondazione dell'Istituto delle Figlie 
militari in Torino ; Dispensa dei Premii alla 
Villa della Regina in Torino ; Della Scuola su- 
periore femminile in Torino; Discorsi ; Dis- 
sertazioni varie ; Lettere ; Articoli diversi. » 
— Lavori storici: « Storia di Geneda » (voi. 
unico, pag. 400, Geneda, Tipografia Gagnani, 
1845) ; e Storie Pinerolesi » (voi. unico, pag. 
200, Tipografia GhiantoreJ; e le seguenti Mo- 
nografie : a II Gastello di Valmareno e il Mo- 
nastero de' Gisterciensi di Sanavalle o Pollina ; 
Gicon ; Serravalle ; Gavolano (castello) ; SoU- 
go; Oderzo; Gaminesi; Degli statuti di Pine- 
rolo, Bricherasio, Osasco; Serie di Docu- 
menti antichi esistenti negli Archivii Pinero- 
lesi ; Documenti riguardanti le origini di Gasa 
Savoia, » pubblicati* per le Nozze di S. A. R. 
il Principe Umberto, ec. — Vite: « Vita e docu- 
menti di Pier- Alessandro Paravia » (voi. due, 
Torino, Tipografia Marietti, 1863); Vita di 
Giambattista Bodoni » (voi. unico ^ di pag. 240 
in foglio, Saluzzo, Tipografia Lobetti -Bodoni, 
1872) ; a Vita di Guendalina Borghese^ esem- 
pio delle fanciulle e delle spose » (Torino, Ti- 
pografia Reale , 1855Ì ; Affetti e dolori, Genni 
sulla Vita di mia madre » (Pinerolo, Tipogra- 
fia Ghiantore) ; a Vita di Jacopo Bridin ; Vita 
di Lorenzo da Ponte e suoi scritti » (Le Mou- 
nier, Firenze, voi. unicoì; e Vita di Gassiano 
Del Porro ; Vita di Pellegrino Rossi » (vo- 
lume unico, Pinerolo, Tipografia Ghiantore); 
a Vita di Niccolò Tommaseo d (Torino, Tipo- 
grafia Unione-Tipografica) ; e le seguenti : 
a Vita di Gaspare Gontarini ; di Giambattista 
Perucchini ; di monsignor Filippo Artico ; di 
monsignor Antonio Gava ; di Francesco Men- 
gotti ; di Luigi Garrer ; di Pasquale Galuppi ; 
di Giuseppe Borghi ; di Alessandro Gitoli ; di 
Giuseppe Barbieri ; di Egidio Forcellini. » — 
Inoltre le Biografie: e Biografia di Jacopo, 
Vincenzo e Giordano Riccati; di Pier-Paolo 
Vergerlo (il Vecchio) ; del Fabroni ; del Sal- 
mini ; del Marroni ; del Nachi ; di Antonio 
Peretti ; - di Domenico Molinari ; di Angelo 
Mengaldo; dì Virginia Genturioni; di Batti- 
stina Vemazza ; di Gughelmo Stefani ; del De- 
ciani, ec. » — Descrizioni di viaggi : « Viag- 
gio in Italia, » lettere (Venezia , Tipografia 
del Gondoliere) ; « Viaggio e descrizione del* 



BER - 1 

l'Istria, «Iettare al conte Fausto Sanseverìno-, 
Viaggio in triestina (voi. unico di pag. 4S0, 
Treviso, 1877-78). — Fiioso/ia; o Ermolao 
Barbaro e il sao secolo ; Scrittori genovesi rìi 
Filoaofla : Antonio Rosmini , Pasquale Gaiup- 

Si, Tereniio Ma mi ani ; Condirioni presenti 
e^li Btudii fi1oso6ci ; Dell' umano linguaggio ; 
Epistolario giovanile di Antonio Rosmini con 
Prefazione e annotazioni storìco-scienlifiche , 
ec. ~ Orazioni funebri e Commemorazio- 
ni; s Di Ferdinando senatore Maestri ; di Gio- 
condo Andretta; di Bartolomeo Colles ; di 
Pier- Alessandro Paravia; di Domenico Rosi- 
na ; di Agostino dottor Moretti ; di Daniele 
Manin; di Niccolò Tommaseo; di Giuseppe 
Hassimino; di Giambattista Aviena; di mon- 
signor Lorenzo Renaldi vescovo di Pinero- 
lo; de' Morti per la patria Indipendenza; 
di tre Discorsi funebri pei derunti della So- 
cietà degl' InsegnaDtì , ec. s — Orazioni 
«ocre: i San Giorgio » (Venezia, 1848) 
> Sant'Osvaldo s (Ceneda); « Il Rosario i 
(Venezia^; i Beato Pacifico Ramati: Beata 
Marghenta di Savoia n (Alba) ; « La Ver- 
gine delle Grazie, ec. * (Pinerolo). — Dis- 
sertoitont di vario argomtnlo: « Panfilo Ca- 
staldi, o Rivendicazione all'Italia della eco- 
perta de' caratteri mobili per la stampa n 
(Milano); i Giovanni Gerson, o Rivendicazione 
all'Italia dell'autore della Imitazione di Cri- 
sto t (Ivrea , TipograBa del Seminario , 1874) ; 
< Girolamo Vida e Monumento da erigersi 
nella Cattedrale di Alba ; Metodo oggettivo ed 
Esercizi! ginnastici nell' educazione della gio- 
ventù rivendicati a Vittorino da Feltro ; Eu- 
genio Rendu e i suoi Scritti ; Dante e la Bibbia ; 
Gherardo Petrarca e la Certosa di Honterivo; 
Degli Arcbivii di Venezia e del loro ardina- 
menlu a (Venezia, 1848) ; « Prelezioni alle 
lezioni di Stona universale ; Di un Asilo Con- 
vitto per bambini d' ambo i sessi in Biaglio ■ 
(Milano, Tipografia Golìo, 1876); « Inaugu- 
' razione di una Biblioteca educativa in Piacen- 
za D (Piacenza, Tipografia Miijno, 1874); ■ Le 
PrincbeSBO Realidi Savoia» (Ivi). — Poesie: 
i II Mentore dei fanciulli > (Torino , Paravia); 
• Favole» fTorino, Tipografia Paravia); ali 
linguaggio da' Snri t (Ancona , Strenna) ; t II 
Canto degli uccelli ■ (Ancona, Strenna); 
Virtù della Vita n (Ancona, Strenna); n Le 
Rondinelle,» poemetto (Lugano, Pinerolo, 
Venezia); " Soperga » (Pinerolo); ili Colos- 
seo ; Sant' Onofrio ; Dante e la Luce ; Il Tra- 
foro del Cenisìo ; In morte di Gino Capponi ; 
dì Emilia Braganze ; di Diamante Tommaseo al 
marito Niccolò ; di Niccolò Tommaseo al figlio 
Girolamo ; di Alfonso Casanova al Capecela- 
tro j di Daniele Francesconi alla moglie Clara 
Misttia; di Teresina Francesconi alla stessa; 
di Domenico Molinari ; di Emilio de' Tipaldo 
alla figliuola Eloisa ; del Principe Emanuele 
della Cisterna alla moglie; di Maria Vìltoria 
duchessa d' Aosta al marito ; La Sacra Elo- 
quenza ; La Signora di Monza ; L' Innomina- 
to; Il Camposanto di Torino; Maria Stuar- 
da; Carlo Borromeo; Sant'Ambrogio e sue 



gio I Re ai iirecia, ec. » — mi 
v Esamerone di San Basilio > ( 
nezia, Tipografia Naratovicb, 1 
lie di San Giovanni Grisostomo 
gelio di San Matteo n (Venezia 
1848-49, tre voi.) ; i Omelie d 
Crisostomo al Popolo Antioche 
co) ; ( Lettere di Seneca a Lue 
filo logico- stori che (voi. unico, 
lano, Tipografia Pagnoni, 18E 
di Sant'Agostino; Giardinetto 
di gigli dì Tommaso da Eerap 
rolamo Vida ; Versioni poetìcb 
zìo, Virgilio ed altri scrittori C 
— PuUiIicazioni varie con P 
a Lettere di Vittorio Alfieri al 
Monnier, Firenze}; xMattiaDo 
dei Prindpe, * con la Vita del 
rino. Tipografia Pomba); o L 
AÌessandro Paravia alla sorelli 
pogralìa Salesiana) ; ■ Lettere 
cetlìni al fratello Hareo » (Pad 
del Seminario); (Andrea Min 
gi t (Tonno, Tipogralìa Reali 
Lioni, Storia di un Conclave i 
tufo Coletti, 1878J. — Sono sottc 
lano. Tipografia Agnelli); ci 
della Divina Commedia giusta i 
Codice B (in Feltro , Tipografia . 
ta dell' srcbitetto Giuseppe. Se 
scrìtti del Bernardi è sempre 
gante e chiara dicitura. 

Banuidl (marchesa Tei 
sianì Jngoni), poetessa mod 
nel 1810 in Finale di Modi 
stessa famiglia, alla quale a 
Giuliano Cassia' ""■ ■ '— 
del secolo scori 
patrio Diritto i. 
putazione. Nel 
marchese Alessandro 
ricevuta i 



ni che fu tra 
.0. Suo padre f 
1 Modena, not 
1829, la Cai 
1 Bentan 
patema 



eletta. Nel 1847, ineora^ata 
retti, diede alle stampe in ! 
lume di poesie, intitolato; i N< 
che le diede pronta fama; segi 
volume di sonetti: ■ La Don 
■ La Bibbia. » Nel 1861 rìm. 
venne quindi collaboratrice i 
Genova La Donna e la Fam 
pubblicò n 11 Canestro intantil 
racconto intitolalo : t La Farai^ 
«(J,), scrittore tee 
niversitìdi Bonn; 
pure ìa Filologìa classica, nac 
Amburgo, e pubblicò i seguei 
crezio I (Lipsia, 1853); cG 
Scaligero n (Berlino, 1855) ; « 
di Focilide » (Berlino, 1856); 
pra r azione della tragedia i 
naca di Sulpicio Severo t (E 
Dialogo di Aristotile n (B 
Teofrasto sopra la Pietà r (l 
< Le Lettere Eraditiche > (E 



BER -1 

La Politica d'i Arielotìlei (Berlino, iSlì); 

Lo ECritta di Filone sopra la continuità fa- 
»la del tempo 1 (Berlino, 1876); (Luciano 
d i Cinici a (Berlino, 1879). 

BerBOiu(DDmenico),scritlore lombardo, 
ìretlore dell' Udlcio sanitario in Roma, na- 
^ue nel 1335 in Asola nel Mantovano, che 
Inslrò coi seguenti suoi scrilti : e Notizie 
iograliche dei ragguardevoli Asolanì > (One- 
lia, 1S63); n Saggio di un Codice di Pub- 
lica Sicurezza a (Onerila, 1863); a Compen- 
io della Legislazione italiana ad ubo del pri- 
atociUadinos (Revere, 1868); i Le vicende 
j Asola > (Etoma, 1876). 

Bnnonl (Domenico Giuseppe), scrittore 
Mnbardu, Ibrs egli pure di Asola, impiegato 
resse la Prefettura di Venezia. Le sue ore 
i riposo e^Ii dedicò utilmente a raccogliere 
itiadizioni popolari del Veneto, e a pubblica' 
e i sedenti scritti , piccoli di mole , ma tutti 
loltD importanti per gli studiosi della Lette- 
ilnra popolare: « L'Igiene della tavola dalla 
«cca del popolo, ossia Proverbi! che hanno 
iguardo all' alimentazione s (Venezia, 1872); 

Leggende fantastiche popolari veneziane ■ 
1373); t Canti popolari veneziani a (1873) ; 

Fiabe popdan veneziane » (1873); « Pre- 
hiera popolari veneziane d (1873); a LeStri- 
he, Leggende popolari veneziane t (1874); 

Muovi (Unti popolari veneziani ■ (1874); 

Indovinelli popolari veneziani t (1874) ; 

Giuochi popolari veneziani » (1874); a Cre- 
ianze popolari veneziane ■> (1874); t Leg- 
ende, Racconti, Novelle » (1875, Ire pun- 



lizionì popolari veneziane 

ina>(1878), dedicatealla sua bambina Olinda, 

ciorU nel 1877. 

Borri (Giovanni), giornalista e roman- 
liere lombardo, nato a Milano intomo al 
8i6. Cominciò dal fare il maestro di lingua 
nglese e francese, ma se ne stancò presto, e 
rovo cbe il giornalismo conveniva meglio al 
uo ingegno. Collaborò in diversi giornali, e 
criaee alcuni romanzi e libri popolari , tra I 
|uali: ( Le notti di Berlino. » Durante la 
.TSDde Esposizione parigina del 1878 mandò 
Illa Ragione di Milano e ad altri giornali as- 
ai vivaci corrispondenze artistiche. Ora forma 
'arte della compilazione della Riforma a Ro- 
ca, fi corrispondente di giornali inglesi , nella 
piallingua scrive benìssimo. 

Berrlnl (Osv^do) , scrittore piemonte- 
ie, dottore aggregato della Facoltà di Lettere 
iella Università di Torino, professore di Lettè- 
'alura italiana nel Liceo Cavour di Torino, 
jobblicò presso la Dilla Paravia i seguenti 
lavori scolastici ; b Ract^lla di esempi di bello 
scrivere in prosa ed in poesia ; Raccolta di 
prose e poesie italiane ; Prime letture latine 
corredale di note con riguardo alla Gramma- 
lica ili F. Schuilz ; Corso completo di eser- 
ciiii di Grammatica e di stile latino, secondo 
la Grammatica di F. Schultz; Corso gradualo 
di versioni dal latino nel)' italiano e dall' ila- 
uano nel latino adatuto al metodo di G. L. 



; — BER 

Bumouf; Corso di esercizìi greci, secondo le 
Grammatiche di G. Curtius e R. Kiihner. n 

Berrntl (Giuseppe), medico piemontese, 
libero insegnante di Ginecologìa nell'Univer- 
sità di Torino, presso la quale è dottore ag- 
gregato, e assistente all'Istituto Ostetrico, 
scrisse ; n Sulla scrofola e gli Ospizii marini i 
(1871-72); n Sui Medici condotti » (1872), e 
inserì numerosi articoli nell' Indipendente, 
giornale di Medicina (1870-72). 

Ber«MlO (Vittorio), novelliere, autore 
drammatico e critico piemontese , nacque nel 
1830 a Peveragno, nella provincia di Cuneo : 
è montanino, e rammenta sempre con vivo 
piacere la sua montagna nativa. Adorò dap- 
prima suo padre, che gli fu primo affettuoso 
e sicuro nìaestra ; era semplice notaio e se- 

E retarlo comunale in Peveragno; di punto in 
ianco ilpadre venne, per i suoi menti, chia- 
mato dal conte Montiglio segretario manda- 
menlalq a Torino. Tn questa città dunque Vit- 
torio Bersezio frequentò le prime Scuole , 



avendo tra i suoi maestri il celebre abate Mi- 
chele Ponza. A quindici anni entrava nell' 0ni- 
versità, a diciannove vi si laureava in legge, 
interrompendo tuttavia nel 1848 e nella pri- 
mavera del 1849 per alcuni mesi gli studìi 
per andare a combattere in Lombardia e 
poi a Novara per la indipendenza italiana. 
Per contentar suo padre egli s' era fatto av- 
vocato; presa la laurea, tornò alle Lettere, per 
le quali Un dal suo quattordicesimo anno avea 
già mostrata una forte vocazione , scrivendo 
Commedie, Drammi, Versi, e immaginando un 
drammatico dal titolo; > Fede e Dub- 



edi 



alla I 



zac. Ma ebbe il merito, raro ne' giovani impa- 
zienti di fare, di riconoscere che prima di 
stampare occorreva studiare, e si pose per- 
tanto a studiare. Di tempo in tempo faceva 
bensì capolino nelle Letture di Famiglia del 
Valerio e nel Mestaggiere del BroOerio, ma 
più per provare le proprie forze e, al più, bu- 



■:.. : j. Seguirò 



BER 



-• 137 - 



BER 



graroma politico del 1876 insistette partico- 
larmente sulla necessità di a soustraire Tédu- 
cation nationale au joug des sectes religieuses, 
la rendre à tous les degrés accessible à tous 
les ciloyens, et préparer, par Tavénement 
des plus dignes, la réaltsation de la parfaite 
égaiité. » Nello stesso anno, il Bert fondò un 
premio destinato a ricompensare 1* autore 
della miglior Memoria : e Sui mezzi meccanici 
3 scientifici di preservare nelle regioni rare- 
fatte della nostra atmosfera la vita dei viag- 
giatori sulle montagne e ne* palloni areostati- 
:i. B Oltre le sue belle Riviste scientifiche nella 
Répuhlique Frangaise e le numerose Memorie 
;he fanno parte degli Atti delV Accademia 
ielle Scienze, il Bert scrisse: «De la greife 
mimale » (1863) ; € Catalogne des animaux 
ertébrés qui vivent à Tétat sanvage dans les 
lépartements de rYotone » (1864); « Revue 
ies travaux d'Anatomie et dePhysiologie pu- 
tliés enFrance pendant rannéel8Ì64 » (1866) ; 
Notes d'Anatomie et de Physiblogie compa- 
ées» (1867-70); « Recherches sur les mou- 
ements de la sensitive » (1867-70, in 2 voi.); 
La Machine humaine » (1868, in 2 voi.); 
Le^ns sur la Physiologie comparée profes- 
èés au Muséum d'Htstoire naturelle » (1869;; 
Rapport sur la créatton de tìouvelles Facul- 
.'s de Médecine » (1874). Un nostro eminente 
ùenziato ci epiloga cosi il valore scientifico 
el Bert: «Fisiologo eminente, il Bert appar- 
ene a quella robusta scuola sperimentale , 
•16 incominciata con Magendie ci ha portati 
ao al grande G. Bernard. I suoi lavori , che 
ammano già a centosei, abbracciano il tri- 
ice campo della biologia animale, della bio- 
n'ia vegetale e della zoologia: hanno tutti 
impronta del rigore scientifico, e segnano 
■ti qualche passo importante nella ricerca 
Ile leggi misteriose, che governano la vita, 
nchè professore di Fisiologia alla Faculté 
s Sciences di Parigi, il &rt trova tempo 
^he per dedicarsi alla politica, e nel Parla 
mto occupa un posto eminente, essendo 
(o in questi ultimi anni Relatore di quasi 
'le le leggi che riguardano V istruzione 
Hblicain Francia. Amico personale del Cam- 
ita, repubblicano deciso, oratore efficace, 
r>utato operosissimo, è designato dalPopi- 
>n pubblica come futuro Ministro della pub- 
C2i istruzione. Il Bert è nella pienezza della 
itila, ha r aspetto massiccio e robusto, e la 
inomia energica degli uomini, che si di- 
ngoono per carattere fermo e per attività 
aordinana, più che per idealità vaporose o 
vazioni speculative. » 
Berfhélot (Pietro^ Eugenio Marcellino), 
mico francese, nato il 27 ottobre 1827, si 
iottorò nel 1854. Nel 1865, nel Collegio di 
mcia fu creata a posta per lui una Cattedra 
Chimica organica. Gli si devono parecchie 
perte e Memorie importanti di Chimica: 
^ynthèse des Alcools, des Carbures d*hy- 
^ène, des Corps gras neutres; Combinai- 
^ de la Glycérine avec les acides; Carbures 
ogènes; Hétbode oniverselle d'hydrogéna- 



o 



tion; L'Isomerie; La Thermochimie ; La Sta- 
tique chimique; Lettera al Renan sul metodo 
scientifico ]> (nella Revue des Deux Mondes del 
1863). Le sue principali idee si trovano esposte 
nel suo gran lavoro: « Chimie organique fon- 
dèe sur la Synthèse » (1875), e nelle sue a Le- 
^ons sur les méthodes générales de Synthèse. » 
Si confrontino pure i a Dialogues philosophi- 

aues» del Renan, ove il Berthelot è intro- 
otto in dialogo col Renan. 

Berthet (Elia), scrittore francese, nato 
il 9 giugno 1815 a Limoges. Esordi nel 1837, 
collaborando alla parte letteraria del Siede. 
Quindi pubblicò numerosi romanzi nel ConS" 
titutionnel, nella Patrie, nel Journal pour 
tous, etc. Si citano: oc La Mine d'Or; Le Nid 
de Cieognes ; Les Mystères de la famille ; Le 
Spectre de Chatillon; Les Chauffeurs; Les 
Catacombes de Paris; La Bète du Gèraudan; 
L'Homme des bois ; Le Gentilhomme verrier; 
Le Jurè; Le Douanier de mer; La Directrice 
des postes; Les Houilleurs politiques; Les 
Crimes inconnus; La Peine de mort; Les 
Drames^de Cayenne; Le Garde-chasse ; Le 
Gouffre; L'Incendiaire ; L'CEil de diamant; 
Les Parisiennes à Nouméa; L'Annèe du 
grand liiver; Les Oreilles du banquier; Les 
Drames du Cloftre; Le Colporteur; Le Capi- 
taine Rèmy; La Famille Savigny » (1875); 
« Maitre Bernard, etc. » (i875^. 

BerthovA (Samuele Ennco), scrittore 
francese, figlio di uno stampatore di Cambrai , 
ove nacque il 19 gennaio 1804. Nel 1828 fondò 
la Gaiette de Cambrai; le sue Appendici lo 
fecero ben presto desiderare come collabora- 
tore, prima del giornale La Mode, poi della Re- 
vue des Deux Mondes, Fin dagli anni 1831-34 
usci la sua Raccolta in tre volumi di « Chro- 
niques et Traditions sumaturelles de la Fian- 
dre. 9 Nel 1832 andò a fermar la sua dimora 
in Parigi, ove diresse il Musée des Familles 
(1834) ed il Mercure (1835) ; poi divenne uno 
de' principali scrittori della Presse, ove colla- 
borò attivamente fino al 1848. Nella Patrie 
collaborò come cronista, sotto il pseudomino 
di Sam, Tra i suoi numerosi lavori citiamo: 
f Contes misanthropiques » (1831) ; e La Sceur 
de lait du Vicaire » (1832) ; e Mater Dolorosa » 
(1834); a L'Horjnéte homme » (1837) ; « Ru- 
bens » (1840); « La Bague antiaue i» (1842); 
tf Berthe Frèmicourt » (1843) ; a L'Enfant sans 
mère » (1843); e Le Fils du Rabbin » (1844) ; 
<r Daniel » (1845) ; « La Palette d'or » (1845) ; 
« La Mare du Diable » (1847); « El-Hìondi, j> 
Studii di costumi algerini (in quattro volumi, 
1848); «Le Zéphyr d'EI-Arouch » (1850); 
a Le Dragon rouge » (1861) ; le sue Cronacne 
scientifiche pubblicate nella Patrie ed estrat- 
te a parte, sotto il pseudonimo di Sam; « La 
Franco historique, industrielle et pittores- 
(]ue, > per la gioventù (18'35-37); « Petits 
livres de M. le Cure > (1844-50); cHistoires 
pour les petits et pour les grands enfants » 
(1863) ; a Le Monde des Insectes » (1864) ; 
e L'Homme depuis cinq-mille ans » (1865); 
e L'Esprit des Oiseaux » (Tours, 1866); e Les 



BER - 1 

f|S56 con medaglia d' argento all' Esposizione 
'industriale e scientillca del E). Islilato Loni- 
' bardo. Il Berli è tra i più reputati medici pra- 
iki di Venazia; è medico primario del cìvico 
Spedale, cui è annessa una Scuola pratica 
di Medicina e Chirurgia, nella quale ingegna 
Clinica medica e Clinica psichiatrica; appar- 
tiene come Consigliere accademico al ti. Isti- 
tuto di Belle Arti in Venezia; è membro 
iffettivo da 15 anni del R. Istiluto Veneto di 
scienie, lettere ed arti; fu presidente di pa- 
recchi Congressi medici e pedagogici; è socio 
onorario o co rrìs fondente ai molta Accademie 
nazionali e straniere ; fece parte della prima 
Giunta municipale instauralasi il lo gennaio 
1867, e riformò la pubblica istnnione elemen- 
tare nella propria città, gitlando eziandio le 
basi del Buomcrementoavvenireì siede da molti 
anni nel Consiglio Comunale, e fu nominalo 
Senatore del Regno il 16 novembre 1876. In 
quell'Alto Consesso fece già ndire parecchie 
tolte la sua voce , da prima come relatore del 

B 'Odetto di Codice Sanitario presentato dal 
imstro dell'interno barone Nicotera, e in 
seguilo a prò della sua diletta Venezia nelle 
guistioni relative alle sue Lagune e ai suo 
Porio.— Il 24 marzo 1879 l'illnstre Modico, 
sedendo nel Consiglio municipale di Venezia, 
è morto improvvisamente gettando in un lut- 
to profondo tutta la città. 

Berti (Domenico), filosofo, uomo di let- 
tere e uomo di Stato piemontese, nacque in 
Cumiana il 17 dicembre del 1820. Fece i piimi 
Btudii in Carmagnola, ove si strinse in amici- 



eia col Berlini a col Rayneri, coi quali frequen- 
tò poi in Torino negli ultimi anni della vita 
ili luì l'ineigne filosofo e litologo Luigi Ornato, 
eh' egli ricordò affettuosamente in uno scritto 
intitolato, per l'appunto ; t Ricordi di Conver- 
lazioni giovanili, > pubblicato dalla Nuova An- 
tologia. Studiò Belle Lettere nell'Università 
li Torino e vi ai addottorò. Nella sua prima 



9- BER 

gioventù, gli parve sentire nna certa voca- 
zione per la drammatica, e scrisse alcune com- 
medie che iioi distrusse. Ma gli scritti del 
Rosmini e nel Gioberti allora in voga lo ri- 
chiamarono m breve agli studii filosofici , e 
l'agitarsi del Piemonte per la coltura nazio- 
nale lo attirò particolarmente a studiare 
le questioni pedagogiche. Nel 1846, essendo 
ripetitore nel Collegio cosi detto delle Pro- 
vincie, il Berti fu mandato ad insegnar me- 
todo a Novara e l'anno dipoi a Casale, ove 
apparve pure la sua a Prolusione nell' inau- 
gurazione della Scuola di metodo in Casale, b 
E singolare che in q^uetlo scritto , quantunque 
nativo di Cumiana, il professor Berti si qua- 
lifichi da Carmagnola. D'accordo col Valerio, 
col Boncompagni, col conte Luigi Franchi e 
con r Aperti, il Berti fu principale fondatore 
della Società delle allieve Maettre con an- 
nega Scuola di metodo, l'enicacia della quale 
sull'insegnamento elementare e normale nelle 
scuole del Piemonte fu grandissima. Nel 1849 
lo troviamo professore di FiloaoGa morale nel- 
l' Università di Torino, e successivamente de- 
putato al Parlamento, referendario al Consi- 
glio di Stato tdal 1855 al 18fr2), Segretario 
del Ministero di A-gricoltura e Commercio 
(1862), fondatore e inspiratore del giornale 
Le Alpi (1865), Ministro della Pubblica Istru- 
zione (1866), professore dì Storia della Filo- 
sofia nell' Università di Roma (dall'ottobre del 
1871 all'aprile del 1877), lin che, divenuto 
incompatibile l'ufficio dì professore con quello 
di deputato, il Berli si dimise e fu dichiarato 
professore omento. In Roma il Berti u rese 
pure molto benemerito dell'istruzione fem- 
minile elementare e superiore che promosse 
con molta solerzia. Della sua vita polìtica e 
parlamentare, ove sedette fra i moderati, e 
si mostrò invero sempre moderatissimo e 
conciliativo, non è qui luogo di tener discorso. 
Ricorderemo soltanto come sia stato scritto da 
lui il celebre programma del giornale La Con- 
cordia, com'egli abbia diretto per alcun tempo 
La Democrazia, preso parie al Ritorgimenlo, 
fondalo l'antica Rivista Italiana , e ilgiomale 
d'istruzione elementare che vive ancora, intito- 
lato: L'htitutore, com'egli abbia promosso 
il famoso connubio fra il Cavour e il Raltazii, 
e pubblicalo nella Rivista Contemporanea 
alcune lettere importanti scambiatesi fra il 
Cavour ed il Rattazzi. Come oratore, egli ha 
parola facile, piana, persuasiva, quando non 
divaga dall'argomento. Come pensatore, ha 
idee sue proprie, che balzano improvvise da 
un ingegno vivace , aperto, originale , e da un 
animo sensìbilissimo, pronto ad accendersi ai 
più nobili entusiasmi, a scaldarsi agli affetti 
più gentili. Onesto sempre ed incorrotto, il 
B«rli seppe conciliarsi 1 affetto degli amici e 
la stima degli avversarii. Il signor Bertololti 
che nel suo recente volume t IL.umìana i ci ha . 
distesamente narrata la vita del Berti, ci dà 
pure un elenco delle sue pubblicazioni : ■ Della 
riforma elettorale e parlamentare in Francia, 
Belgio, Spagna; It Parlamento sardo e Vin- 




la^; «Della 
ri, 16^>; t nco d«Ua Xiran- 
tcdtte tbi Cial« di Cavaar ■ 
alemporoTua A i Torino, 1 8^, ; 
dano Brano > (rirenzc:, 1466, ; 

Hkordi di Coarertaiìoiii ekt' 
iuoM Antologia del 1868); 
la Scuola gratuita per le aspi- 

(Fireme, 1869); cLa yenaU 

a PadoTa e la mveiuiooe del 
gli Atti deW Iitiluio Vemeto, 
iDtl ed il Sentimento religiofo 
le opere di ViUorìo AlBen i 
itoùgia, 1872)* i U rerìtà» 
» (Fabriano, 1875); < Coper- 
e del riitema Copernicano in 
nda metà del kcoIo XVI e 

XVII, con documenti inedili 
ino Brano e Galileo Galilei* 
■ Il ProcetM originale di Ga- 
ibblicato per U prima volta da 

(Roma, 18761; «Storia dei 
leani della Biblioteca Kazio- 
I ed indicazioni di parecchi 
■ftillali da Galilfto ne^li Atti 
tia de' Lincei 1 (Roma, 1876); 
leraa e il Processo contro Ca- 
lila Nuova Antologia, 1876); 
» (Roma, 1877); < Di Cesare 
Ila (ua controversia con l'in- 
adota e di Homi» (Roma, 
ranni Valde* e di taluni snoì 
do nuovi documenti tolti dal- 
01 (Roma, 1878) j «La vita e 
nmaso Campanella» (Boma, 
BMo originale di Galileo Ga- 
I con nuove illuslrazioni. Non 
lo de' Discorn potilici, alcuni 
molto notevoli, e de'numeroai 
-ti serba inediti, relativi alla 
'Italiani s alla Stona fìlosoRca 
idmenlo. La «ua trilogia in- 
ula sul Bruno, il Copernico 
lell'altr^già intrapresa e che 

presto compiuta sul Campa- 
)onaz20 e su Marsilio Fìcino, 
la coscienza sicura del galan- 

un ingegno eruditissimo, ma 
a e, nel suo stesso fervore, 
rante e comprensiva di tutti 
jnsioro filosofico italiano. Rì- 
lore e quasi clericale, è sin- 
odi lezio ni del Berti siano per 

della liberti del pensiero in 



di Staìtttica, di F 
Ca=«lte ìubdom 
vota, neiJouT 
tor Broea, nel l 
edinooe) dei lU 
die gitienUe, e 



Ma l'opera capit 
la qnale il tao n 
pbie Sgnrée de 
tieolarmeata in 
della Franca, i 
variamente coLoi 
monii, i delitti. 



laonleae, proTes 
neir Dnivereiti i 
braiodell8l6iQ 
Nel gìngno del I 
l' Doiversitì di F 
amore e proStto 
fessor Silvestro 
attese in Torino 1 
cA, ampliandola, 
della Storia dell: 
(1843; nna sect 
iSaS a Napoli o 
denzano). Dal 1 
parte filosofica 
del Fomba. Agg 
e Lettere di To 
gnamento della I 
ove sostituì poi i 
come professore 
Torino passò qi 
versiti ai Geno> 
Nell'insegnamei 
ordine e un'amj 
ridica che egli 
mento del suo si 
acuire l'elencc 
cazioni : a Dell 
Filosofia italiani 
della Filosofia > 
soUcì s (Torino 
tica e dell' Edoe 
I Prospetto deli 
della Storia » | 
losophiques sur 
fTurin, 1863); 
desima, col tito 
assocìacion et t 
I Dell' importan 



BER 



— 141 — 



BEfl 



e delle sue relazioni colle altre Scienze » (To- 
rino , 1864) ; a L' antica e la nuova Filosofia 
del diritto » ([Torino , 1^5) ; « Principii di 
Biologìa e di Sociologia » (Torino, 1865); 
( Introduzione allo studio della Filosofia del 
diritto » (Torino , 1865) ; «• Principii di Filo- 
K)fiadel diritto di proprietà » (Torino, 1866); 
t Sulla formola esprimente il nuovo princìpio 
leir Enciclopedia» (Torino, 1866); «La Sto- 
la della Filosofia e la Filosofia della Storia » 
Torino, 1866); « Il Positivismo e la Metafi- 
ìca 9 (Torino, 1867); « Scienza, Arte e Re- 
igione i (Torino, 1^7); e Prolusione ad un 
^orso di Filosofia civile complementare degli 
tudii polìtico-legali nella R. Università di 
ìenova > (Bologna, 1868); « L'assunto della 
Nomologia giurìdica » (Torino, 1871); e Del 
'opolo politicamente considerata» (Genova, 
872); « Delle Caste » (Genova, 1872); e Della 
ulursL trasformazione degli odierni ceti in 
radi sociali » (Genova , 1872); a Istituzioni 
i Filosofia civile spiegate nella R. Università 
i Genova » (parte prima. Fiume, 1871); 
Saggio sulla funzione ontologica della rap- 
resentazione ideale 2> (Roma, 1874); « Con- 
?tto del Mondo civile universale » (Roma , 
%5); <r La Dottrina dell* Evoluzione e la Fi- 
sofia trascendente » (Genova, 1876); a Ri- 
irca se la divisione della Chiesa dallo Stato 
a dialettica ovvero sofistica » (Roma, 1877); 
Ricerca se il Problema dell incivilimento 
>S8a essere oggidì risoluto » (Roma, 1877); 
La Psicologìa fisica ed ìperfisica del Wronski 
mmentata da F. Bertinaria » (Torino, 1877). 
Bertlni (Giacomo), scrittore piemonte- 
, nacoue nel 1824 in Marene presso Savi- 
iano. Fece i primi studii in Savìgliano ed 

Saluzzo; ()assò quindi a Torino, ove di- 
nne prete y e, in tale qualità, studiò Belle 
ttere; nel 1854 si addottcMrò, per far 
ito il suo tirocinio presso il Ginnasio di 
n Francesco da Paola , dove chi scrive que- 
> cenno ebbe a pregiarne la lucidità dfegli 
iegnamenti, e la singolare destrezza nel 
(tare prontamente in buon latino gli sgram- 
iticati componimenti latini della scolarescal 
Berlini fece quindi una lunga Via Crucis 
r i Ginnasii e Licei d' Italia: Mortara, Biel- 

Sale, Cuneo, Sa vigliano, Avellino (dopo 
^re, in Sicilia, atteso al primo ordinamento 
le Scuole liceali, ginnasiali e tecniche), Si- 
[aglia, Maddaloni, Napoli, Campobasso,^ 
zce , Cagliari ; ora filialmente egli insegna 

Liceo di Bergamo. Nel lungo e spesso in- 
ito pellegrinaggio , il Bertini trovò V ener- 

necessaria per condurre a felice compi- 
nto due importanti, versioni dai greco, 
h « Le Nove Muse » d'Erodoto, lavoro loda- 
imo dal Tommaseo e dal Vannucci, ed i 
:ti bucolici greci, Teocrito, Bione e Mosco, 

alla fedeltà e al garbo della traduzione 
fungono pregio alcune diligenti note eru- 
'• 

Bertini (Pellegrino), chimico e natura- 
i lucchese, professore di Storia naturale 
Liceo di Siena , nacque in Lucca nel 1825. 



Scrisse: «e II Cholèra è o no contagioso? 9 
(Lucca, 1852); <t Della contagiosità del Cho- 
lèra e deir Ozono come rimedio curativo je> 
(Lucca, 1855); « Dell* azione del solfo sulla 
crittogama della vite e del cairbone come più 
vantaggioso rimedio]» (Lucca, 1858Ì; U Utile , 
giornale scient. art. ind. e mor. (Lucca, dal 
1857 al 1859) ; a II carbone è rimedio alla ma- 
lattìa della vite » (Siena, 1861); « Sulla ne- 
cessità di associare ali* educazione dell* intel- 
letto r educazione del cuore » (Siena, 1862)^ 
a In lode del marchese Cosimo Ridolfl, » pa- 
role (Siena, 1862); « Considerazioni crìtiche 
Bùi nuovi principii di Fisiologia vegetale .del 
prof. G. Cantoni » (Siena, 1863); a I danni 
del diboscamento » (Siena, 1865); e Sulla 
vita e sugli scritti di Paolo Mascagni d (Siena, 
1874). 

Bertini (Prof. Abate Pietro), nacque 
nel 1845 a Presina, piccolo villaggio del Vi- 
centino, dal dottor Pietro, medico, e dalla 
signora Maria Jacobì , stata molti anni, cioè 
finché le bastò salute , direttrice delle Zittelle- 
Gasparìni di Padova , uno dei principali Edu- 
catorii padovanL II Bertini a 18 anni era 
già docente nel rinomato Collegio Barbaran di 
Padova, dove pur ora è professore di Lettere 
greche, latine ed italiane. Nel 1838 pubblicò 
un volume di natura amena e con intento educa- 
tivo, intitolato : a Giorgio e la sua edficazione , » 
edito dalla Tipografia Sacchetto; e nello stesso 
anno dava alla luce un bel volume di poesie , 
intitolato : « Tristi e liete, » dove la correzione 
e il buon gusto della forma e la nobiltà dei. 
pensieri e degli affetti compensano la deficienza 
d* ispirazione e di originalità. Un altro libretto 
edito di recente a Firenze dalla Direzione 
delle Letture di Famiglia contiene tre no- 
velle morali, anche queste impresse del 
doppio carattere dell* amenità e dell' edu- 
cazione morale. 

Bertoldi (Giuseppe) , poeta piemontese, 
nacque nel 1821 a Fubme nel Monferrato ; 
fece i suoi studii universìtarii .a Torino come 
allievo del Collegio delle provincie. Alle le- 
zioni ed esercitazioni di Pier Alessandro Pa- 
ravia, professore di Eloquenza italiana in quel- 
la Università, emerse particolarmente il suo 
lucido, robusto ed elegante ingegno ; compa- 
gni e maestro lo ammiravano a gara ; giova- 
nissimo ancora, egli si addottorò. Nel 1846 fu 
aggregato alla Facoltà di lettere; in quell* oc- 
casione presentò una tèsi notevolissimd sopra 
la Commedia plautina. Le sue ce Canzoni, » ani- 
mate sempre da un alto pensiero civile o do- 
mestico, hanno un afilato e un movimento in- 
tieramente classico, e sono certamente tra le 
migliori che siano state scritte nella nostra 
lingua ; quella specialmente in morte del Ca- 
vour ci sembra cosa perfetta. Nel 1847 il 
Bertoldi avea composto l'Inno che mcomincia: 

Con l' marra coccarda lut peUo, 
Con italici palpiti io core, 

che diventò tanto popolare in Piemonte, in 
onore del re Carlo Alberto che aveva largito 



rino, 1865)-; i Passe^iale nel Canavese, i 
volami olio (Ivrea, 186I-1S5S), pregevole 
emporio di nutizie ^loriche, biografiche e di 
costumi canavesani; a Fasti Canavesanì s (Ivrea, 
1870) ; 1 Guida atarico-corogralìca alle Ire 
Forrovie canavesane « (Ivrea, 1872: lavoretto 
premialo con medaglia d'argento dalla Società 
Pedagogica Italianat ; a Statati miaerariì della 
Valle di Brasso i (Torino, 1871); i Treccie 
d' immigraci uni galliche nell'Italia Settentrio 
naia segnate nelle noroenclature ten-itoriali i 
(Firenze, 1869); ■ Statuto per l' estirparne nio 
de'Berrovieri nei secoli XIII e XIV» (Torino, 
|g:i); I Le corale Frédéric Sclopis di Sa- 
le nano > (Firenze, 1873, con traduzione in- 
glese); < Costantino Nigra > (Urea, 1873); 
t Benvenuto Cellinì e gli Orefici lombardi a 
Roma t (Milano, 1875); i Objecla of Art ei- 
porled from Homeinto England in The se- 
ienle?nt century o (estratto dal giornale The 
Art di Londra) ; < L'Atelier de Benvenuto Cel- 
lini 1 (estratto dalla Gaiette dei Beaux-Art$ 
di Parigi , 18T6) ; ■ Francesco Cenci e la sua 
famiglia, i notìziee documenti (Firenze, 1877: 
lavoro pregialo, di cui s'annunzia una ver- 
sione francese); a Le Tipografie orientali e 
Uli Orienlalisti a Roma nei secoli XVI e XVII > 
(Firenze, 1878); in quest'anno, finalmente, 
egli ha pubblicato in Firenze un uliliasìroo 
volume di n Notizie storiche, corogratiche e 
biogradche sopra Cumiana. « 

Berton (Pietro), autore drammatico ed 
attore francese, figlio dell'attore Carlo Fran- 
cesco Montan detto BeWon, morto nel 1874, 
nacipie a Parigi nel 184'i. Recitò successiva- 
mente al Gynnaie, all'Odeon, al Thédire 
Fran^it,a\ Vaudeville. Scrissepel Gj/mna$e: 
I Lea jurons de Cadillac s (commedia con due 
(oli peraonaggi, 1865); u La Veria de ma 
mère» (1867), e par l'Odeon (1868): « Di- 
dier. ■ dramma commovente in tre atti. 

Bertrand (Abate Francesco), orienta- 
lista francese, nato nel 1807 a Fontaine- 
bleao, canonico del Capitolo di Versailles fln 
dal 1856, scrisse: « Hìstoire du rèf^ne des 
Pandavae dans l'Findoustan > <1844); «Lea 
aéances de Haldari > (1846);' i iGtude sur le 
dii-huitìème chapitreduLivredeJob» (1847); 
< Chrestomathje hindouslanie , i in società 
col Pavie, sotto la direzione del prof. Garcin 
de Tassj (1847) ; i Diclionnaire Universel his- 
loriinie et coraparatif de toutes les Religions 
do Monde,» edito dall'abate Migne (in 4 
(ol.,1848-51); «Les PaaumesK tradotti dal- 
l'ebraico {ì8bT); I Lettres de Sophronius s 
(1864); serie d opuscoli che per le loro ten- 
a e Qze gallicane fuiono messi all'Indice, ec. 

Bertrajid (Gius. Luigi Francesco) , 
matematico fraucese, professore di Matema- 
tiche speciali al Liceo Napoleone e di Fisica 
(generale e Matematica al Collegio di Francia, 
nato in Parigi il 10 gennaio 1822, è autore, 
nltre che di numerose Memorie, di due Trat- 
tati cbe divennero classici per le Scuole, cioè : 
• Traìté d'Arilhmétique i (dì cui la prima 
edizione apparve nel 1849); « Traile d'Alge- 



bre ■ (I850y. Scrìsse pure: « Arago et »a vie 
soientilique>(1865); u L'Académie des Scien- 
ces pt les Académiciens de 1666 à 1793 > 
(lSr>8); « La Tbéorie de la Lune d'Aboul- 
Wefa >. (1873). 

BMObraaoff (VladirairoJ , economista 
e pubblicista russo, membro dell'Accademia 
Imperiale delle scienze di Pietroburgo, mem- 
bro fondatore dell'Istituto di Diritto intema- 
zionale di Gand, nato a Wladimir nel 1829, 
fece i suoi primi studi! Bolto la direaone di 
sua madre, lì continuò nel Ginnasio di Mosca 
ed andò a terminarli nel Liceo diZarakoeSelo. 
Egli è fra gli Economisti russi quello che gode 
della maggiore popolarìlA , circostanza che 
deve essere in gran parte attribuita alla forma 
letteraria , per la quale egli sa rendere piani 
ed attraenti gli argomenti più aridi. Fra i 
suoi numerosi lavori i più notevoli sono : e Stu- 
di! sulla Fisiologia sociale > (1837-1859); «La 



Circolazione finanziaria in Russia : Sludii sulle 
rendite s (cinque Memorie pubblicale negli A((( 
dell' Accademia); « I,' economìa delle miniere 
dell' Ural ; La guerra e la rivoluzione. > Que- 
st' ultima opera specialmente ha contribuito a 
rendere popolare il nome dell'Autore. Già 
collaboratore della Gazzetta di Mo»ea ed ora 
della Voce (Goloa), la più diifusa delle gaz- 
zette russe, inserì pure parecchi articoli nel 
Measaggiere Rusao di Mosca, sapendosi gua- 
dagnare te simpatie dei suoi numerosi lettori. 
A lui si deve finalmente ancora la fondazione 
di una specie' di Antologia economica, alla 
quale collaborano alcuni de' più chiarì scrìt- 
tori russi, pubblicala da tre anni sotto 11 ti- 
tolo dì Sbornik gottudarslvennich manti. 

BmmIs (Emilio), celebre naturalista e 
viaggiatore polare, nato nel 1847 in Heidel- 
berga , studiò in Jena e in patria Scienze na- 
turali e Medicina e, nel 1869, per consiglio 
di Petermann intraprese il suo primo vi^gìo 
al Polo per esplorare il mare ghiacciato fra lo 
Spiizberg, la Nuova Zembla e la Terra di 
Gillis. Non compi che il primo dì questi prò- 



ri idron'aflci ed una 
uone dei fondi ma- 
ialone dell' esistenza 
dello Spitiberg. Nel 
lo agli Stati Uniti per 
ientifica della Spedi- 
il comandarne Hall, 
1-73, giunse nel Gol- 
ragguardevole di 82o 
1 , aro rtunatam ente , 
EÌoni del Besselfl an- 
:a Spedizione al Polo 
agio sulla costa deU 
molli artìcoli nelle 
cAedel Petermann,il 
parte: Ouervationi 
lei viaggio detto Po- 
itificidella Spedizione 
(Washington, I87ti). 
altri scrìtti nelle efTe- 
ropologiche, ed è ora 
i Smilhtonian Insti- 

li) , scrìi to re pie mon- 
nel Liceo di Cagliarì, 
ti 1830; si addottorò 
. e scrìsse : < Arduino 
E Versione del poe- 



ta prolincia di Ni 
ima nel Ginnasio di 
liversità di Mosca. Fu 
:oria nel 4856, e dal 
idente dell'Accademia 
L'anno passato egli 
Aperìori per le donne, 
scienza e nella lelte- 
i e crìtici che stampò 
la lunga serie di Mo- 
I Itali con molta chia- 
npticiti di stile trai- 
vali dalla stona russa 
Sei 18C8 pubblicò un 
i Gomposisione degli 
aste opere gli valsero 
e confermò nel {87'2 
ame della sua * Sto- 
libro tradotto in tc- 
partìcolarmente dello 
lonate del popolo rus- 
icon mollaacumeun 
)nli della storia russa. 
otto fìho al regno di 
I sperare che il Bes- 
izza via , e condurrà 
e deve assicurargli un 
orici nazionali, 
no), scrittore polacco, 
Egli sludìò nell'Uni- 
tiva, dopo di che per 
aljetleratura polacca 
via, e nnalmenle fu 
la di Cracovia. Il Be- 
vndissirooi egli stam- 



pò un gran nu 
sa , fra i quali 
slimati. Parec 
cdti dal pubbl 
ticolarmente i 
vanni! (1889' 
Betoool 
giureconsulto 
di Economia j: 
profesBora til 
nell' Istituto l 
I' Ufficio di i 
marcio napoli 
femminile di( 
1843. Di qu< 
alle slampe i 
Grazia, B ce 
(1864); f L'i 
coopera live i 
nograBa (186 
Teatro > (186 



Napoletani al 
rosa della V. 
zioni di Ecou 
Bono agrario 
(1869); aFoi 
Napoli » (ope 
voi. in-8* g 
generali » (il: 
che sul Bila 
(1877); «Seti 
Beitelo 
professore di 
nel Collegio I 
r Illustre poel 
bticòi I Versi 



di Como; poi 
toro. Esordi : 
velia in nona 
sposo. B Seg 
di rime : a In 
Saggio eccelli 
tava rima del 
l'Episodio di 
gante ve raion 
r Hamerlìng, 
lano, 1876). 
BetU { 
nacque in Pii 
Malico e Frai 
da Tobbiana. 
iese. La maij 
amò di virile 
cui, rimasta 
figlie , traslua 
patrio Liceo '. 
vei-ailà di Pisi 
di quelli detti 
due Lauree <! 
matematiche 
te. Fra ! mae 
Ottaviano F. 



BET 



— 145 -^ 



BET 



) amò come Ggliuolo ed ebbe la gloria, oltre 
quella de'proprii scrìtti, d'illustri discepoli, 
uali il Betti e V astronomo Giovambattista 
'onati, rapito anzi tempo alla scienza. Il Bet- 
y nelle vacanze del 1845, si fece a conside- 
ire le teonche della Geometria Analitica in 
lodo diverso da anello dei Trattati , e trovò 
)se nuove , che piacquero a* suoi professori ; 

3 uali lo incitarono a coltivare le scienze e 
arsi air insegnamento piuttosto che air ap- 
ticazione. A seguitare gh studii gli fu con- 
nuato due volte il posto di Sapienza, e nei 
e anni che restò a Pisa egli venne aggregato 
la cattedra di Geometria e die private lezio- 
. Nei 1848 militò in Lombardia per Y indi- 
mdenza d'Italia col Battaglione Università- 
0, capitanato dal Mossotti: colà sostenne di- 
gi, affrontò pericoli con serenità di filosofo 
l affatto di cittadino. Il 1** di maggio 1849 il 
ìtì'ì fu eletto supplente alla cattedra di Mate- 
aticbe nel Liceo Fortéguerri; dopo due mesi 




iQ esame di Concorso, professore j il 2 di 
braio 1854 venne professore nel Liceo Fio^ 
>tino, allora istituito. Il Betti avea ne' suoi 
ori ben determinate e dimostrate tutte le 
idizioni necessarie e sufficienti alla risdu- 
ità per radicali deir equazioni : T insigne 
dista tedesco Kronecker andò più innanzi, 
liede le formolo generali di risoluzione, 
indo sia possibile, per l'equazioni di grado 
(DO. Nel niarzo 1855 il Betti trovò poi 
teorema nooTO più generale di quello 
Kronecker e che lo comprendeva come un 
particolare ; il Sylvester ed il Cayley ne 
ìTo cenno nel loro Giornale di Materna- 
^> Nel 1856 V analista francese Aliegret 
•entò air Accademia delle Scienze di Pa- 
t una f Memoria » suU* argomento trattato 
Betti nel 1852, e n'ebbe un favorevole 

B)rto da' più insigni analisti : in quella dice 
egret di essersi fondato unicamente sui 
acipii posti dal Betti. Questi andò da 
^0 professore all' Università di Pisa alla 
i d'ottobre 1857, e nel 1858 fece con gli 

Dizionario Biografico. 



amici professori di Pavia Francesco Brioschi 
e Felice Gasorati un viaggio scientifico in Sviz- 
zera, Germania e Francia, dov'ebbero onore- 
volissime accoglienze da' più celebrati Mate- 
matici. U Betti fu eletto Deputato di Pistoia 
Campagna al Parlamento Ituiano nel 1862 e 
nel 1865; di Pistoia Città , nel 1874; direttore 
della Scuola Normale Superiore di Pisa nell'ot- 
tobre 1865; membro ordinario del Consiglio 
Superiore della Istruzione Pubblica nel novem- 
bre 1867 ; e dal 14 d' ottobre 1874 Segretario 
generale del Ministero della Pubblica Istru- 
zione, finché stette ministro Ruggero Bonghi, 
in tutti gli ufìizii dimostrandosi scrupoloso os- 
servatore de' suoi doveri. Tornò poi alla cat- 
tedra di Pisa ed alla scienza che è sua vita. 
Di questo Matematico illustre, che pur sa non 
poche lingue antiche e* moderne , insignito di 
cospicui onori accademici e eavallereschi, e nel 
quale la bontà dell'animo, la semplicità e la 
rettitudine della vita uguagliano, se non vin- 
cono, l'acume dell' ingegno e la copia del 
sapere , diamo qui l' elenco degli scritti a 
stampa. Negli Annali di Scienze matemati- 
che e fisiche, compilati in Roma da Barna- 
ba Tortolini : a Sopra la determinazione ana- 
litica dell' effiusso dei liquidi per una picco- 
lissima apertura » (tomo I, anno 1850); r So- 
pra la risolubilità per radicali dell' equazioni 
algebriche irriduttibili di grado primo; Teo- 
rema sulle risolventi dell' equazioni risolubili 




l'equazioni modulari delle funzioni ellittiche » 
giudicata favorevolmente nell'Istituto di Fran- 
cia nel novembre 1856 (tomo IV, anno 1863) ; 
«( Un teorema sulla risoluzione analitica delle 
equazioni algebriche » (tomo V ^ anno 1854) ; 
« Sopra la teorica delle sostituzioni ; Sopra la 
più generale funzione alsfebrica che può sod- 
disfare una equazione, il grado della guale è 
potenza d'un numero primo » (tomo vi, an- 
no 1855) ; e Sopra le forme omogenee a due 
indeterminate » (tomo VII, anno 1856) ; « So- 
pra le serie doppie ricorrenti » (tomo Vili, an- 
no 1857). — Negli Annali di Matematica pu- 
ra e applicata, pubblicati da B. Tortolùii, e 
compilati da E. Betti, F. Brioschi, A. Genoc- 
chi e B. Tortolini, in Roma: « Sopra T equa- 
zioni, algebriche con più incognite; Sopra i 
Covarianti delle forme binarie ; Sopra le fun- 
zioni simmetriche delle soluzioni comuni a 
più equazioni algebriche ; Sopra i combinanti; 
Sopra le funzioni simmetriche delle radici di 
un equazione » (tomo I, anno 1858) ; « So- 
pra la teoria delle superficie curve ; La teorica 
delle funzioni ellittiche e sue applicazioni » 
(tomo III, anno 1860) ; a La teonca delle fun- 
zioni ellittiche e sue applicazioni » (Continua- 
zione , tomo IV, anno 1861). — Negli Annali 
delle VniverBità Toscane, pubblicati in Pisa ; 
« Sopra le funzioni algebriche di una varia- 
bile complessa» (tomo VII, anno 1862); 
a Memoria sopra la teoria della capillarità ; 
Sopra la determinazione delle temperature va- 
io 



BET 



— 146 — 



BET 



rìabili d* un cilindro » (tomo IX , anno 1867). 

— Negli Annali di Matematica pura e ap' 
flicata, diretti da F. Brioschi e L. Cremona, 
jn Milano (Serie II) : a Sopra le funzioni sfe- 
riche ; Sopra le temperature varìal)ili di una 
lastra terminata > (tomo I) ; a Sopra gli spazii 
di un numero qualunque di dimensioni » 

Ìtomo IV) ; a Sopra V equazioni d* equilibrio 
lei corpi solidi elastici » (tomo VI) ; a Sopra 
il moto di un sistema di un numero qualun- 
que di punti che si attraggono o si respingono 
tra loro ; Sopra i sistemi tripli di superficie 
isoterme e ortogonali » (tomo Vili). — Nel 
Niu)vo Cimento di Pisa, giornale ai Fisica, 
Chimica e Scienze naturali (Serie 1^ : a Sopra 
la distribuzione delle correnti elettriche in una 
lastra rettangolare » (tomo III) ; e La teorica 
delle forze che agiscono secondo la legge dì 
Newton e sue applicazioni ali* elettrostatica » 
(tomi XVIII, XIX. XX); « Teoria della capilla- 
rità » (tomo XXV) ; « Sopra la elettrodinami- 
ca » (tomo XXVlJ) ; a Sopra la determina- 
zione delle temperature variabili in una lastra 
terminata, quando la conducibilità non è 
uguale in tutte le direzioni » (tomo XXVIII). 

— (Serie II) : « Teoria dell' elasticità » (to- 
mi VII , Vili , IX) ; e Un teorema sopra le 
funzioni potenziali » (tomo XII). — Nelle Me- 
morie della Società Italiana delle Scienze, in 
Firenze (Sene III , Parte II) : a Sopra la de- 
terminazione delle temperature nei corpi so- 
lidi ed omogenei » (tomo lì. — Nel Journal 
fur die Mathematik, del Creile, in Berlino : 
e Sur les fonctions.symétnques des racines 
des éqnations » (voi. LIV). — Nel Quarierly 
Journal of Mathematics di Londra: e Extrait 
from letter of sig. E. Betti, to M., Sylvester d 
(voi. I). — Nelle Memorie della R, Accade" 
mifi dei Lincei^ in Roma: a Sopra la funzione 
potenziale d^un ellisse ]» (voi. I). — Nei 
CompteS'Rendua des Séancea de l'Académie 
deià Sciences di Parigi (1^ semestre del 1859) : 
e Sur les résolutions par radicaux des équa- 
tions dont le degré est. une puissance aun 
nombre premier » (voi. XLVIIl). — Sotto i tor- 
chi del Nistrì a Pisa è un libro del Betti col titor 
lo: e Teoria delle forze che agiscono secondo la 
legge di Nevirton , e sue applicazioni all'elettri- 
cità e al majpietismo. » Inoltre egli tradusse il 
e Trattato di Algebra elementare , » di Giu- 
seppe Bertrand (Firenze, Le Mounier, 1862), 
con note, aggiunte, cangiamenti, di cui dà la 
ragione in un Avvertimento y nel quale pro- 
mette un Trattato suo di Alsebra superiore ; 
ed insieme col Brioschi pubblicò a Gli Eie- 
menti di Euclide » (Firenze, Successori Le 
Mounier, 1868), con note, aggiunte ed eser- 
cizii ad uso de' Ginnasi e de' Licei , con una 
Appendice. NeUa Prefazione ì due illustri 
Matematici fanno considerazióni notabili sopra 
la istituzione della gioventù. 

Betti (Salvatore), letterato romano, 
nacque in Roma il 31 gennaio del 4792 di 
stirpe urbinate. Fece i primi studii a Pesaro, 
guiaato da prima dall'abate Andrea Stefani, 
poi dal conte Giulio Perticari, che fu cosi 



contento poi del suo discepolo da arriTarc, 
nel 1821, a scrivergli: < Io ti corono e mità 
sopra me stesso. » Il Betti si lodò pur mob 
dell'amicizia del marchese Luigi Biondi, e 
del faentino Dionigi Strocchi, che ricorda is- 
sieme con altri uomini letteratissimi nell'opm 
sua principale intitolata: « L'Illustre Italia, i 
di cui la prima edizione romana fu pabblioti 
negli anni 1841-43, ed altre sei apparferoè 
poi. Da Pesaro il Betti s* era sul fine del se- 
condo decennio di questo secolo ricoodotlo 



'/^^ 



»- .^ 




a Roma, onde non s'è più mosso, m 
alle cure dell'Accademia di San Luca.chfj 
nominò suo Segretario perpetuo, e del 
nàie Arcadico eh' esìi diresse per oli 
mezzo secolo, pubblicandovi parecchi 
di varia erudizione. Per chi desideri pia 
pia notizia di Salvator Betti gioverà forse 
sultare la Rivista Europea del febbraio 1 
ove gli fu dedicato un esteso ricordo 
grafico. Il ritratto che qui pubblichiamo 
venerando letterato lo abbiamo ricevuto 
lui stesso nello scorso dicembre , e ce lo 
stra, a malgrado de' suoi ottantasette ^ 
lieto della sua vegeta e gloriosa vecdiiaiL 
Bettoli (Parmenio) , romanziere e ( 
mediografo, nacque aParmail il gennaioi 
Poeta a tempo avanzato, fu mima im ' 
nelle strade ferrate in qualità aiaromin' 
e contabile^ poi agente di cospicue impi 
costruzioni, e finalmente direttore di gi 
Fondò a Parma nel i870 U Nuovo P* 
che non ebbe lunga vita. Nel i876 si 
dirigere il Corriere della Sera di Milano, 
un anno ritornò in patria Direttore deUa 
zetta di Parma, Quale scrittore dram 
va distinto per facilità di comporre, 
potenza comica e vivacità di dialogo. L' 
delle sue composizioni è più che suffìci 
dare un'idea giusta della versatilità dri 
ingegno. Nelle sue commedie come d«' 
romanzi si rileva forse un difetto di coi 
tozza nell immaginare e nel fondere posai 



BET 



— 147 — 



BlÀ 



partì in un insieme armonico di pensiero e di 
forma. Ma in ogni lavoro non e' è soltanto 
quella potenza d'improvvisare, che è tanta 
parte invidiabile dell* injg[ep;no creatore, ma 
)ne8tà d'intendimenti, spigliatezza e brio. Egli 
isordi nel 1853 con un dramma : « 11 Pittore. » 
^ece gnindi rappresentare : « Due aristocra- 
:ie » (1861) ; « Boccaccio a Napoli » (1865) ; 
t La baona fede » H865) ; « Le figliuole aa 
aarito i (1865) ; « Un Gerente responsabile » 
1868Ì; t L'emancipazione della Donna y» 
1868); e Le idee della signora Aubray » 
1868); e Lavinia b (1869); a II Divorzio » 
1869); ff La vara moglie ; Susanna, » farsa; 
Il contravveleno ; Il Papato e l'Impero; De 
ustibus non est disputandum , » farsa ; t Un 
regiudìzio; A. R. U. ; Giulio Alberoni; Ga- 
llina ; Il padrone del padrone » (dal 1869 a 
ilto il 1871); e L'Egoista per progetto » (1875); 
La Gabrielli ; Vanità > (1876), e « Il Suicida 
er progetto » |1877). Stanno per essere rap- 
resentate: « L onore soddisfatto; La Gente di 
Isa; La moglie di Schnav^jer. » Fra le rap- 
^esentate sono stimate come le migliori : 
Boccaccio a Napoli , » lavoro squisito, pieno 
vivacità e di sale, e ben degno d'avere per 
terprete E. Rossi; « Un gerente responsa- 
le, » esilarante parodìa; « Le idee dellasi- 
lora Aubray, > seguito alla commedia pa- 
dossale del Dumas, e notevole sotto molti 
petti; e finalmente, queir e Egoista per 
ogetto, » che se non era proprio del Goldoni, 
me voleva ad ogni costo farlo passare un 
•to Capocomico , riesci a destare vivamente 
attenzione del pubblico ed a compiere de- 
*amente una delle più solenni burle lettera- 
1. 1 romanzi pubblicati sinora dal Bettoli so- 
: t Giacomo Locampo ; Il processo Durante; 
Favorita del Duca di Parma; Garmelita; 
Tremoto ; La tragedia di via 'Tomabuoni ; 
Re dei Maragotos ; Enrico e Maria ; Suor 
Dguisuga; Un pacco di lettere; 1 Briganti 
ila penna; La croce di platino ; Notte scelle- 
a ; » dei quali 1 primi sette in volumi editi 
iilano, e ^li altri m appendici di giornali. Gi- 
alla curiosissima a Vera istoria dell'Egoista 
• progetto di P. T. Barti, » il Bettoli pubbli- 
anche un € Vocabolario italiano-francese e 
ncese-italiano » per le strade ferrate. 
BéttOnl (Conte Francesco), scrittore 
sciano, pubblicò i libri seguenti: e Memo- 
; Tebaldo Brusato ; Brescia nel secolo pas- 
p; » ed in aaest' anno 1879 un volume 
itto con molta disinvoltura , intitolato : 
ote di viaggio. » (Un -viaggio fatto iti Fran- 
e in Spagna.) In breve si pubblicherà una 
« Storia della Riviera di Salò. » 
Btttxa (Giuseppe), chimico polacco , na- 
e a Varsavia nel 1805 e fini i suoi studii 
l'Università di quella città; dopo di che 
lominato professore nel Ginnasio, poi nella 
ola agraria di Mariemont e nella Scuola 
naceutica , e membro del Gonsiglio medico 
Varsavia. Égli è autore di opere molto sti- 
e Fulla Chimica e la Tecnolo&;ia. 

(Ladislao), figlio del precedente, 



poeta lirico polacco , nato a Varsavia nel 1847, 
lece i suoi studii nella Scuola militare di Kazan 
in Russia. Egli ha già stampato un gran nu- 
mero di poesie, raccolte nei volumi seguenti : 
a Poesie» (Lipsia, 1871); a Le campane in- 
cantate» (Lemberg, 1^6); e Le lettere di 
oro 9 (Lemberg, 1873). Ora è compilatore di 
un giornale per i giovanetti, intitolato : Il 
Compagno dei fanciulli attenti. 

Blade^ (Giuseppe), noeta e critico 
veronese, nato in Verona il 28 agosto 1853, 
fece i primi studii nella sua città natale , poi 
s'addottorò in Lettere e Filosofia presso runi- 
versila di Padova. Nel 1874 fu eletto vice bi- 
bliotecario della Comunale di Padova. La sua 
crìtica è onesta, e la sua poesia delicata; 
egli ha finqui messo alla stampa gli scritti se- 
guenti: « Le Nozze di Teti e Peleo, » tradu- 
zione (Verona, 1873); e Dei Cataloghi di una 
f>ul)blica Biblioteca ed in particolare del Cata* 
ogo Reale, » monografia (Verona, 1874) ; « Al- 
cuni versi » (Verona, 1875); a Alcune Lettere 
di Niccolò Tommaseo» (Verona, 1875Ì; « Let- 
tere di C. Tedaldi-Fores indirizzate alla Teoto- 
chi-Albizzi » (nel Buonarroti di Roma, 1876, 
ccm alcuni Cenni biografici e critici sul Te- 
daldi); «Ombre e riflessi,» versi (Verona, 
1876); a Procul negotiis, » versi (Verona, 
1878); articoli crìtici inseriti nell'Adige di 
Verona ed in altri giornali italiani. 

Blasc^ (Girolamo Alessandro), critico 
musicale lombardo, residente in Firenze, ove 
scrive le rassegne musicali della Nazione e 
di tempo in tempo quelle della Nuòva Anto- 
logia^ ed ove insegna Storia ed Estetica mu- 
sicale presso l'Istituto Musicale, nacque in 
Calcio l'anno 18*22: studiò nel Conservatorio 
di Milano. Nel 1848 fu tra i Segretarìi del 
Governo provvisorio di Milano. Dopo l'Armi- 
stizio Salasco , rìfugiatosi in Piemonte fu im- 
g legato della Consulta lombarda a Torino. A 
lessina venne rappresentata una sua opera , 
intitolata : a Mastmo Della Scala. » Ha pure 
pubblicato alcuni capitoli di una a Vita di 
G. Rossini : » opera attesa con molta ansietà dai 
cultorì della musica. Di lui abbiamo a stampa 
un libro pregevole, intitolato: e Della Musica 
religiosa e delle questioni inerenti. » Il Biaggi 
ha per alcuni anni suonato il violino con gran 
successo. Egli fu alunno del celebre Rolla e 
premiato al Conservatorìe di Milano. Scrittore 
coscienzioso, lima di continuo i suoi lavorì, ed 
esita molto prima di affidare alla stampa i suoi 
giudizii. Le sue più brevi Appendici sono 
fhitto per lui di uno studio penoso. In tal gui- 
sa, anche per rispetto allo stile e alla corre- 
zione della lingua , egli può essere rìguardato 
come maestro. Nessun crìtico musicale è più 
dotto del Biaggi nella Storìa della Musica, e 
le sue eleganti, argute e brìose Rassegne fanno 
autorìtà presso i Compositorì. Sappiamo che da 
parecchi anni il Biaggi sta compilando un 
nuovo a Dizionarìo della Musica, i nel quale 
dicesi che saranno corretti molti degli errori 
che occorsero nell'opera del Fétis e recati in- 
nanzi ttkoMì nuovi e preziosi materìali. 



BIA 



— 148 - 



BIA 



Blagl (Lod.^, scrittore fiorentino, fece 
i suoi studii liceali ed universilarii in Firen- 
ze; $i addottorò nella scorso anno air Istituto 
di Studii Superiori, presentando una tèsi no- 
tevole sul < Novellino. » Pubblicò alcuni versi 
delicati sotto il pseudonimo di Edmondo 
Chàdi, e parecchi articoli critici, che dinotano 
acume e buon gusto, per giornali politici e 
letterali. 

Biamonte (Raffaele) , scrittore Calabro, 
professore di Storia e Geografia nel Liceo di 
Salerno , nacque a Catanzaro nel 1848. Oltre 
ad alcune Monografie , scrisse un libro « Sulla 
Storia del Cristianesimo. » 

Bianca (Giuseppe), agronomo, botanico 
e uomo di . lettere siciliane , nacque in Avola 
nel 1801. Nella sua città natale fece i suoi 
pifimì studii lettera rii con la guida di un buon 
maestro; ma li continuò poi da sé, rivolgen- 
dosi quindi specialmente agli studii botanici , 
dei quali s'innamorò dopo aver letto gli a Amo- 
ri delle piante di Erasmo Darwin , » voltati in 
italiano dal Gherardini. Nella Botanica e nel- 
r Agronomia si approfondì , per quanto po- 
teva essergli consentito nel suo isolamento ; i 
suoi « Saggi di Studii botanici » sono tali da mo- 
strare apertamente cbe , ov* egli avesse potuto 
viaggiare ed estendere il campo delle sue os- 
servazioni , sarebbe riuscito emulo non indegno 
del suo illustre conterraneo Filippo Parlatore. 
Preciso, diligente e severo nelle sue indagini^ 
temperato nel suo linguaggio , da' suoi scritti 
si rivela non pure un uomo di grande erudi- 
zione, ma anche un bel carattere d'uomo. Esordi 
con la e Flora dei dintorni d'Avola, » ove si 
descrìvono minutamente tutte le specie osser- 
vate, pubblicata negli Atti dell Accademia 
Gioenia di Catania, che l' aveva intanto nomi- 
nato suo corrìspondente. Seguirono: « Novae 
Plantarum species minusve in Sicilia oognitae 
juxta Hyblam vulgo Avola sponte provenien- 
tes » (nel giornale del Gabinetto dell* Acca- 
demia Gioenia, Catania, 1841-1844) ; e Sup- 
plementa et adnotationes in Synopsim Florae 
"Siculàe Jo. Gussone » (pubblicate Ael 1845 in 
Napoli dallo stesso Gussone, fra gli «e Addenda 
et Emendanda » della sua opera); a Osserva- 
zioni crìtiche sul Rapporto del D'Antonio So- 
fia intorno all' attuale malattia della vite » 
(Catania, 1853); ce Osservazioni botanico-eco- 
nomiche sulla convenienza di rìpigliarsi in Si- 
cilia e in particolare nei dintorni d' Avola la 
dimessa coltura della canna di zuccaro » (nel- 
Y Empedocle di Palermo, 1853: egli ne scon- 
siglia la coltura e ne dà le ragioni) ; e Pochi 
cenni su la vita e le opere del prof. Vincenzo 
Tineo» (nell'Empedocle, 1855); t NovaTra- 
chelii species ex naturali Campanulacearum 
familia » {neW Empedocle, 1855); a Novae 
Plantarum species ad Floram Siculam adden- 
dae » (nel giornale del Gabinetto dell'Accade- 
mia Gioenia, 1857-59) ; una completa e pre- 
ziosa « Monografia del Mandorlo comune e 
della sua Coltivazione in Sicilia 9 (Palermo, 
1872, un voi. in-8^ di pa^. 443: fu premiata 
all' Esposizione Agrarìa di Siracusa con me- 



daglia d'argento e con 500 lire, e lodata uà 
Bollettino della Società Botanica di Franai, 
della quale il Bianca è membro) ; « Monof^ 
agraria del Terrìtorìo d'Avola* (Firenze, Ì8T8: 
estr. dalla bella Rivista L'Agricoltura ItalioM 
diretta dal Caruso) ; « Descrizione deUe feste 
trìduane di Santa Venera » (Catania, 1858); 

< Biografia di Pompeo Interlandi a (Noto, 1867^ 
« Inno a Palermo vincitrìce » (Palermo, 18481 
Nel giornaletto La Scintilla , che si pubblicai 
Ragusa Inferiore, il venerando Bianca pobb&a 
un trattatene di argomento nuovo e carìoso: 

< La Botanica applicata alla Pedagogìa, i 

Blanoht (Celestino), letterato e pnbèB- 
cista toscano, nacque a Marradi il 10hig& 
1817. Fece i prìmi studii in patrìa; ma poi, 
come promettente di sé, nel 18^ fu mandi}! 
dal padre a continuarìi in Firenze. E io Su 
Giovannino degli Scolopi attese alle lettere < 
alle scienze, fino alle Matematiche sublira, 
la Meccanica e l'Astronomia, che apprese sotii 
il P. Giovanni Inghirami. Prìvo di fortoset 
stretto dalla necessità del vivere , potè coia> 
pire i suoi studii facendo il ripetitore; poit 
détte all'insegnamento, a tradurre libri, i 
scrìvere articoli di letteratura sa pe'giornaL 
Assistè anche il professore Eugenio Alberi, 
per la parte meccanica e astronomica, Deb 
bella pubblicazione che fece delle Open 1 
Galileo Galilei (Firenze, 1842-56). U 
1843, gli venne affidato T insegnamento delll 
Storia e della Geografia nell' htiitUo Feiim 
nile della SS. Annunziata di Firenze, zìk^ 
sotto la protezione speciale di Marìa F^ 
nanda, vedova del granduca Ferdinando m 
Intanto asceso nel 1846 Pio IX al poo 
anche in Toscana cominciarono a fervere 
portamento le idee liberali , e il Bianchi . 
parte ai moti politici, e fu collaboratore de 
PcUria, giornale fondato dai Ricasoli, 
Lambruschini e dal Salvagnoli. Diresse poi 
sé solo il Nazionale, succeduto alla Potrts; 
in mezzo ai disastri e ai turbamenti del ir 
propugnò r idea della indipendenza e 
unità italiana , mercè l' aiuto e il pa* 
del Piemonte e di Casa Savoia. La resi 
zione del Granduca divenuta, contro F 
tenzione dei promotori e dei cooperatori, 
zionarìa, e più cbe amica, serva dell'Aor 
non solo lo privò della Cattedra , ma 'gli 
ancora speciale divieto dell* insegnamento 
lettivo pubblico e prìvato. In pan tempo, ( 
infinite vessazioni e interminabili processi 
soppressero nel 1850 il giornale. Trìsti 
furono quelli per lui ; pure pensando pTò 
patrìa che a se , e a tener vivo il pensiero 
risorgimento, tutto si détte alla stampa 
rìodica. E poiché altra via non rìmaneva 
scrisse di argomenti letterarii e spéeia 
di crìtica drammatica col nome di Pier Ko 
in varìi giornali. Fondò poi e diresse ne) 
Lo Spettatore, perìodico letterario d* 
merito, dove faceva capo per ogni verso, 
quanto lo concedevano le circostanze, 1* ' 
politica. Prese parte in appresso alla pubi 
zione della cosi deità BibliotecaCiviie dcff 



BIA - 1' 

ano, istilDÌla nel 1857 iosieme col ilidolfì, 
)1 Rkasoli, col Penizzi , col Corsi , col Gera- 
ni; e si deve a lui la compilazione del fa- 
.oso opuscolo : Toteana e Auilria (Firenze, 
arza 18591, òhe in una con La tndipendenxa 
Ilalia del Satvagnoli f^ono come il colpo 
grazia pel Governo lorenese. E davvero che 
scntlo del Bianchi fu opera dì carità ita- 
na e prova solenne di coraggio civile. Ha 
che dal lato dell'arte non è senza merito, 
rché rivela non piccola abilità di acrittore 
litico, che va dintto al suo scopo, con evi' 
nza palpabile d'argomenti, senza meschini 
nardi e Benza paura. Venuti i nuovi tempi, 
Bianchi Tu Segretario generale del Governo 
Ila Toscana, quindi Segretario generale del 
nislero dell'Inlemo, quando fa Ministro il 
casali nel 1861 e nel -1866, e Deputato al 
•lameato dal 1860 in poi. Da indi innanzi 
«litica lo ebbe intiero, e non per inclina- 
ne sua, che lo avrebbe portato a preferire 
ulto delle discipline liberali. Il Bianchi nel 
^ pressa dirigere il giornale La Nazione, 
più autorevole fra i toscani, ufficio che 
ia tuttora. Delle sue pubblicazioni leltem< 
, poche di numero, ma pregevolissime, 
da ricordare alcuni volumi della Biblio- 
\ Naiionale del Le Moanìer, che ebbero 
Bianchi cure d'assai importanza. Notiamo 
lutti i quattro: e Della Vite parallele di 
arco , B nella versione di Girulamo Pom- 
rìscontrate diligentemente sol testo greco 
astrate. Trai le scolastiche poi, il « Gora- 
lio della Storia d'Italia > (Firenze, 1661, 
. settima), che va sotto il nome dello 
sosi , ma che in realtà fu intieramente ri- 
dai Bianchi e continuato Uno al 1350, e 
Vanaale di Storia moderna dal 1454 al 
,0 adottato nelle Scuole e che già ebbe 
are di quattro edizioni. 
BIahoU (Giuseppe), storico friulano, 
ilicò in Milano due opere relative alla 
a medievale friulana, cioè: f Documenti 
a Storia del Friuh dal 1317 al 1332 > (hi 
rol.) ,04 Del preteso soggiorno di Dante 
Une od in Tolmino, b documenti per la 
ria del Friuli dal 1317 al 1332. > 
Bluudki (Leonardo), medico napoleta- 
ibero docente di Neuropatologia edElet' 
Tapìa e professore di Patologia speciale 
1» presso r Università dì Napoli, medico 
ospedale di Sant'Eligio, natoin SanBar- 
leo in Galdo il 5 apnle 1848, Dopo avere 
j primi sludii nel suo luogo nativo ed in 
'Onto, studiò Medicina a Napoli e vi passò 
ami in modo brillante. Nel 1870, per 
rso , fu eletto Assistente alla Clinica chi- 
a dell' Università, un anno prima di 
fuirri la laurea. Le pubblicazioni del 
jì recano i titoli seguenlir'c II bagno 
:o nel vaiuolo confluente» (1872); oli 
deg-Ii amanuensi, > nuovo metodo co- 
rnei Morgagni, 1873); e Alcune con- 
noni su di un caso di colelitiasi » (1874) ; 
lilessia e l'emicrania» (1876); «La 
ilerapia, > Prolusione ad un primo 



) — BIA 

Corso di Elettroterapìa (1876); t La degenera- 
zione grassa dei fliamenti spermatici» ('l876); 
t II nitrito di amile nell' emicrania » (1876) ; 
« W. Roberts : Trattato delle malattie renali ed 
urinane, » traduzione dall' inglese con note 
(1877); «Sulle paralisi della faccia ( (1877); 
I A contrìbulion on the treatment of tlie pro- 
fessional oyscinesiae > (nel Britith Medicai 
Joìirtial, gennaio 19, 1878); «La elettricilà 
quale mezzo di diagnosi i (^Imaiiooco del 
Movimento Medieo-ehintrgico, 1877); t Sul- 
l'anestesia per il bicloruro di metilene» (la- 
voro fatto in associazione col dottor Horìsaaì, 
1878); iSui centri motori corticali del cer- 
vello • (1878); i Di alcuni fenomeni osservati 
neir emiplegia isterica con emianeslesia d 
(1879) ; • La elettrolisi nell' idi'ocele » (1879). 
Blutohl (Nicomede), storico ed archi- 
vista emiliano , nacque in Reggio d' Emilia il 
20 settembre 1818. Fece in Parma i primi 
studii della Medicina, che poi andò a perfezio- 
nare a Vienna. Ma le vicende politiche nel 
1848 chiamandolo a far parte del Governo 
Provvisorio di Modena e Reggio , lo tolsero 



per sempre all' esercizio della professione ed 
ai lavori sulle Scienze naturali, ohe già aveva 
incominciato. Ricordiamo qui le a Malattie 
fisico -m orali , i di cui erano già pubblicati i 
primi due fascicoli. Dopo le vicende del 1849, 
tornatosene alla vita privala , cercò negli studii 
della storia moderna, pe' quali aveva sempre 
mostrato molla inclinazione, un nuovo indi- 
si détte all' insegnamento. Passato ii 



Piemonte, 



i fu professore di Storia a 



Nizza Marittima , poi direttore degh Studii nel 
Collegio Nazionale di Torino, preside infine 
nel Liceo Cavour. Di là nel 18G4 il barone 
Natoli, ministro della Pubblica Istruzione, 
lo chiamò presso di sé come Segretario ge- 
nerale. Nel 1871 poi fu scelto a surrogare 
il Castelli alla Soprintendenza degli Archivi! 
di Stato piemontesi. La causa italiana lo 
ebbe sempre operoso propugnatore; e il 



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-" 150- 



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conte di Cavour, che bene conosceva l'atti- 
vità e IMngegno del Bianchi, gli pose singo- 
lare affetto e si valse in più occasioni di lui. 
Incominciò come pubblicista con un libro ele- 
mentare : e La Geografia storica comparata 
degli Stati antichi d'Italia» (Torhio, 1850), 
cui tenner dietro i due volumi : a I Ducati 
Estensi» (Torino, 1852); «Le Vicende del 
Mazrinianismo politico e religioso dal 1832 in 
poi » (Savona, 1854); a La Storia della politica 
austriaca, rispetto ai Governi e ai Sovrani 
italiani dal 1791 al 1857» (Ivi, 1854); «Le 
Memorie del generale Carlo Zucchi » (Milano, 
1861); e e II conte Cammillo di Cavour» 
(Torino, 1863), operette isteriche e politiche 
dettate con lo scopo di educare V animò degli 
Italiani alla nuova vita monarchico-nazionale. 
Ma i lavori di maggior Iena del Bianchi comin- 
ciarono con la a Storia documentata della politi- 
ca europea in Italia dal 1814 al 1861, » volumi 
otto in-8^ (Torino, 1865-72), frutto di lunghe e 
accurate ricerche negli Archivii di Stato della 
Penisola. I documenti che rarricchiscono e che 
ne formano anzi la parte più essenziale , sono 
una nuova preziosa miniera perla storia del Ri- 
sorgimento italiano, perchè ritraggono fedel- 
mente le infelici condizioni, in che gemeva 
r Italia oppressa dalla preponderanza della 
diplomazia europea. Nel 1874 il Bianchi pose in 
luce a Torino l'importante Monografia, e Caflo 
Matteucci e ritalia del suo tempo, » e il volume: 
« Le Materie politiche relative all'Estero degli 
Archivii di Stato piemontesi» (Modena, 1875); 
dove mostrò al paese com' egli sia degno del- 
l' onorevole ufficio affidatogli. Si tratta d' un 
Inventario per sommi capi dei documenti jpiù 
singolari, concernenti la politica forestiera 
che si trovano nell'Archivio di Torino: libro 
utilissimo, ricco di notizie e delle più sicure 
indicazioni risguardanti l'ordinamento di quel- 
r importante deposito delle Carte di Stato. 
Nel 1877 pubblicò a Tprino le importanti 
a Memorie e Lettere inedite di Santorre Santa 
Rosa, » con un'Appendice di Lèttere di 6. C. 
Sismondi. Adesso il Bianchi è tutto vòlto alla 
stampa della sua «Storia della Monarchia 
Piemontese dal 1773 al 1861. » Fin qui di 
guest' opera non sono nubblicati che i due 
primi volumi (Torino j 1877-78); ma essa si 
comporrà di otto, distinti in tre parti. I primi 
tre narrano distesamente i regni di Vittorio 
Amedeo III e di Carlo Emanuele IV (1773- 
1802), formando la parte prima di questa a Sto- 
ria. » La seconda sarà compresa nei due suc- 
cessivi, i regni di Vittorio Emanuele I e di 
Cario Felice (1802-30). Gli altri tre volumi 
(parte 111) sono riserbati al regno di Carlo 
Alberto e ai primi, anni di quello di Vittorio 
Emanuele II (1831-61). Dai due primi volu- 
mi fin qui pubblicati è lecito presagire che 
questa <t Storia » sarà la più pregevole intorno 
agli ultimi cento anni della Monarchia Pie- 
montese. L'Autore procede nella narrazione 
minuto molto, esponendo non solo i fatti 
maggiori, ma anche i minori e particolari, i 
quali però spargono tanta luce sui primi. Né 



trascura le istituzioni sociali e politiche, gli 
ordinamenti governativi , le idee del tempo, i 
costumi , le classi sociali , le lettere, le scieo- 
ze, le arti, le industrie, i commerci. Egli di- 
scorre di tutto insomma che valga in qualche 
modo a mettere in piena evidenza gli uomioi 
e i tempi. A qualcuno questa sottile analisi 
potrebbe sembrare soverchia, a noi non già 
che la riguardiamo come un gran materàW 
apprestato per la sintesi della nostra Stom 
nazionale. 11 libro del Bianchi ha pure il att- 
rito d' essere scritto con bella ed onesta li- 
bertà, e con una forma piacevole e chiara. Ai 
Bianchi si deve pure la importante Raccoba 
storica che si pubblica in Torino presso i Fra- 
telli Bocca , sotto il titolo : a Curiosità e Rh 
cerche di Storia subalpina, » del quale ^qk 
pubblicato in questi ifìomi il dodicesimo It 
scicelo. 

Bianooni(G.), naturalista perugino, an- 
tidarwinìano , oltre numerose Memorie, tra le 
quali quella « Sull' uomo-scimia » (l^),ha 
pubblicato nel 1874 in Bologna un* opera foo- 
damentale intitolata: a Lathéorie darwinieiii» 
et la création dite indépendante. » É delegati 
scolastico in Perugia. 

Blbesoo (Nicola e Giorgio principt)i 
scrittori rumani, figli del principe Giorgia" 
Demetrio, già ospodaro della Valachia , e òxM 
signora Brancovano. Furono entrambi edocii 
in Francia ed avviati alla carriera militiiti 
Il principe Nicola accompagnò come aiu 
di campo il generale Randon nella sua 
zione in Algeria; al suo ritoriio scrisse 
francese sull'etnografia dell'Algeria, 
Revue des Deux Mondes, Ora egli vive a 
carest Suo fratello, il principe Gioirlo, 
capitano di Stato Maggiore nell' esercito f 
ceso, e che i giornali dissero candidalo 
trono di Bulgaria, scrisse un libro 
sopra r Assedio di Metz. 

Bloohl (Cesare), naturalista luccbi 
nacque nel 1822 in Lucca, ove si laureò, qua 
la sua città natale aveva una propria Uni 
sita, ed ove ora insegna , come professore 
telare di Liceo, la Storia naturale. Puh 
un' aggiunta alla a Synopsis plantanim in 
Lucensi sponte nascentium, » T illustra 
di una nuova specie di Tulipani: e T 
Beccariana ; » una a Necrologia del dottor 
vanni Giannini, d e « l'Ampelografia della 
vincia di Lucca. » 

Bloohleral (Zanobi), letterato 
no, nacc[ue a Prato*, il 1° dicembre Ì816L 
Giovanni e di Caterina Sarri. Fece ì pn 
studii nel Seminario Vescovile , e nel 1841 
addottorò in Medicina nell' Università di 
sebbene, tirato da naturale inclinazione, 
che altro v'attendesse alle lettere. Ghia 
a insegnare Letteratura (1842) nelle 
che scuole di Prato, pochi mesi dopo 
dette la Cattedra per un solenne discorso 
d'ufficio, e che parve, a chi poteva, troppo 
berale. Stretto allora dalla necessità , 
procacciarsi miglior ventura in Firen^,; 
nel 1847 collaborò col barone Ricasoli,c 



fr 



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BIE 



«mbroscbini e col Sai vainoli nel giornale 
a Patria^ che vìsse fino al novembre 1848. 
la indilli poi tradusse libri, fra cui la e Biblio- 
raiia Dantesca » del Batines, eh* egli emendò 
1 ampliò; scrisse pe' giornali; fu Revisore 
enografico e insegnò privatamente con molto 
•edito t sebbene osteggiato dal Governo lore- 
ìse. Alla rivoluzione del 27 aprile diresse il 
'onitore Toscano, finché nel 1860 tornò agli 
licii deir istruzione, ^rima come Ispettore 
ir le Scuole Secondane, poi nel 1861 come 
ireliore della Scuola Normale maschile di 
renze. 11 Bicchierai che da' maestri poco 
èva imparato , può dirsi discepolo di sé me- 
sfrao nello studio dei Classici, nel gusto 
Ile buone lettere e nella purgatezza della 
igaa. Ma il suo bagaglio letterario è di pic- 
la mole , avenda speso la massima parte 
Ila vita insegnando e aiutando gli altri a ' 
rtare il loro. Non pertanto se spigolassimo 
i diversi periodici che diresse, per esempio 
satìrico Pcissatempo ^ dal gennaio 1856 al 
ìemhre 1859, o dove collaborò, e traj non 
:hi scritti d'occasione che fece, in prosa e 
verso, la raccolta non sarebbe scai^sa, né 
i2a pregio. Basti qui ricordare alcune «Let- 
e d'illustri Scrittori italiani» non mai pub- 
Mite (Firenze, 1853); le «Lettere d'illustri 
tiani 9 inedite (1854), opuscoli pregiati, cui 
»>ngiunge come anello della stessa catena 
Itro : « Alcuni documenti artistici » non più 
sipati (1855); tutti e tre per felicitare rag- 
irdevoli nozze. Poi r« Antologia Poetica ad 

della Gioventù » (1855), con note copiose, 
roa e giudiziosa scelta in credito nelle scuole; 
(Grammatica novissima della lingua ita- 
ta di Leopoldo Rodino (1858), rivista e 
^)tata con assai accorgimento; tre Riigiona- 
Iti letti in pubbliche ricorrenze: « Degli 
ii dell'odierna Letteratura in Italia » (1860), 
dal parte abbia la Letteratura nell' istitu- 
le della gioventù j> (1868), « Del fine del- 
>mo 9 (1870) ; t La Bassvilliana e la Ma- 
sroniana » annotate per le scuole; la scelta 
e < Poesìe di Cesare Arici, » con una Pre- 
gne (1874), e molte Epigrafi. Ma fra gli 
tti più notabili del Biccbierai è certo il 
Icordo del prof. 0. F. Mossotti » (Firenze, 
3), ove la nobile figura dell' illustre Scien- 
t) novarese è* resa evidentissima. Né vuol 
rsi tra i meriti del Bicchierai quello sin- 
ire del correggere abilmente le scritture 
ni, non pochi essendo i libri sopra impor- 
i materie che si fanno leggere in grazia 
a sua operosità e del suo gusto. 
Biokmare (Alberto Smith) , naturalista 
Bggiatore americano , nato ili'* marzo 1839 
in Giorgio nello Stato di Maine, dopo es- 
i paduato con onore, nel 1860, nel Golle- 
di Annover nel Nuovo Hampshire, si die- 
sotto il pelebre Agassiz, allo studio delle 
ùze naturali a Cambridge nel Massachus- 
^ e nel \Bdi ottenne il dipartnnento dei 
loschi nel Museo di Zoologia comparata 

trasferito. Per colmare alcuni vuoti in 
(la collezione ed anche per fondare un gran 



Museo di Storia naturale a Nuova-York, fece 
un grande viaggio scientifico nelle Indie orien- 
tali; raccolse, per lo spazio di un anno, con- 
chiglie e piccoli animali nell'arcipelago In- 
diano , andò quindi da Singapore nella Cocin- 
cina a Hong-kong, esplorò una gran parte 
della Gina e del Giappone , percorse la Man- 
ciuria sino alla foce dell' Amur e tornò per 
la Siberia, di cui visitò le miniere, la Russia 
e il rimanente dell'Europa, a Nuova- York. I 
risultamenti di cjuesto grande viaggio furon 
da lui pubblicati nell'opera: «Viaggio nel- 
l'Arcipelago dell' India orientale » (Londra^ 
1869). Un anno appresso fu nominato profes- 
sore di Storia naturale all' Uni versila Maddison 
in Hamilton (Stato di Nuova- York). Pubblicò 
inoltre molti scritti scientifici in parecchie Ef- 
femeridi, e si consacrò intieramente al compi- 
mento del suo Museo di Scienze naturali. 

Blokóf (Atanasio), bibliografo ed archeo- 
logo russo, nato nel 1«18, studiò nelP Univer- 
sità di Mosca , e fu per c[ualche tempo profes- 
sore nelle Scuole militari. Ora è vice-direttore 
della Biblioteca Pubblica e membro dell'Acca- 
demia delle Scienze di Pietroburgo. Il valente 
Scienziato, dotato di uno spirito indagatore 
instancabile, si è dedicato a profonde ricerche 
nel campo delle antichità slave e russe, e diede 
alla luce un gran numero di documenti stoiici 
e letterari! di un pregio inestiinabile. I suoi 
articoli intomo diverse questioni archeologiche 
sono stampati nelle Memorie deW Accademia 
di Pietroburgo e in quelle della Commissione 
Archeologica. Di recente egli pubblicò il primo 
fascicolo di un nuovo lavoro capitale, intitolato : 
« La Descrizione delle Raccqlte di Manoscritti 
slavi e russi che si trovano nella Biblioteca 
Pubblica. » Vi sono già illustrate auarantatrè 
delle principali Raccolte dei secoli a VI e XVII, 
accompagnate da descrizioni e spiegazioni molto 
importanti per tutti quelli che si occupano 
della Storia e della Letteratura russa. 

Bledemuum (Federico Carlo), pubbli- 
cista, uomo politico e rappresentante princi- 
pale del partito liberale-nazionale tedesco, 
nato il 25 settembre 1812 a Lipsia, studiò in 
patria e in Heidelberga e, nominato nel 1848 
professore straordinario , pubblicò : e Filosofia 
fondamentale ; Scienze ed Università; La Filo- 
sofia tedesca da Kant fino ai nostri giorni » 
I Lipsia, 1842-43, in 2 voi.). Lasciò quindi la 
*ilosofia per le discipline pratiche e per la 
politica , e scrisse la a Vita nazionale tedesca d 
(Lipsia , 1841) , programma del Giornale 
mensuale tedesco per la Letteratura e la vita 
pubblica, ddi lui fondato (1842-45). In questo 
giornale come nell' Araldo, altro giornale 
ebdomadario, il Biedermann propugnò con 
moderazione il progresso nazionale sulla base 
degl'interessi materiali sviluppati. Nominato 
membro di parecchie Società, rivolse anche 
la sua attenzione alla quistione sociale , e pub- 
blicò : a Lezioni sul Socialismo e la Quistione 
sociale! (Lipsia, 1847); oltre alcuni scritti 
storico-politici, come: « Storta della Dieta 
sassone i> (Lipsia, 1846); e Storia della prima 



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Dieta prassiana m (Ivi , 1847). Fu membro del 
Parlamento di Francfort e dell* Assemblea 
Nazionale tedesca ; si oppose energicamente, 
nella Dieta sassone , alla politica particolarista 
del Beust ; fu processato per un articolo contro 
il coIdo di Stato di Napoleone III; compilò, 
nel 1855, la Gazzetta di Weimar, e nel 1873 

?re8e la direzione della Gazzetta Universale 
'edesca, e riebbe la sua cattedra. Pubblicò 
ancora il <r Breviario delle Donne» (Lipsia, 
1856); « Federico il Grande e le sue attinenze 
allo sviluppo della vita intellettuale tedesca » 
(Brunswick , 1859) ; « Tempi torbidi dell' Ale- 
magna , la Guerra dei trent* anni nelle sue 
conseguenze per la vita eulta tedesca :» (Ber- 
lino, 1862); < L*Allemagna nel Secolo XvIII » 
(Lipsia, 1967), ec. Come poeta drammatico 
scnsse le tragedie: e L'imperatore Enrico IV » 
^Weimar, 1861); «L'imperatore Ottone III» 
(Lipsia, 1863), e «L'ultimo Borgomastro di 
Strasborgo» (Ivi, 1870). 

Bi|fÌBlow (Giovanni) , pubblicista e di- 
plomatico americano, nato nel 1817 nello Stato 
di Nuova- York, divenne Console nel 1861^ In- 
caricato di affari nel 1864, Ambasciatore de- 
§li Stati Uniti a Parigi nel 1865. Era là in con- 
izione assai difficile, dacché allora appunto, 
a cagione della propensione di Napoleone III 
verso gli Stati nbelli del Sud e della fonda- 
zione dell' Impero messicano , le relazioni tra 
gli Stati Uniti e la Francia non erano guarì 
cordiali. Intorno al Messico principalmente il 
Bigelov7 ebbe una lunga corrispondenza ed 
una sena controversia col Ministro francese 
degli esteri Drouyn de Lhuys. La sua condizione 
personale in Parìgi non era delle più grade- 
voli, chiese d'esser richiamato, e nel 1866 
tornò infatti in America, ove fu, dal 1869, 

E rimo estensore del New York Times, Pub- 
licò : e La Giamaica nel 1850, o gli Effetti di 
60 anni di libertà in una Colonia a schiavi » 
(Nuova- York, 1852); « La vita ed i pubblici 
servizii di G. C. Fremont » (Ivi, 1856) ; l'ope- 
ra statistica in francese : « Gli Stati Uniti 
d'America nel 1863, loro storia politica, loro 
forze mineralogiche, agrarie, mdustriali e 
commerciali» (Parigi, 1864), ed «Indagini 
moderne » (Boston , 1867). 

Blgnajnl (Enea), scrittore lombardo, 
ingegnere, appartiene a quella gloriosa gene- 
razione che dal Quarantotto al Settantuno si 
trovò sempre pronta a combattere per la pa- 
tria. Si mostrò valente scrittore coi due libri : 
« Genisìo e Frejus, » e « Il Lago di Garda. » 
E valente più che mai in questo senso , che 
egli seppe parlare di cose scientifiche in modo 
da riescire gradito anche agi' ignoranti. (I Dar- 
viniani non gli perdoneranno tuttavia facil- 
mente le parole eccessive ed intolleranti scrìt- 
te dal Bignami contro il loro sistema.) Nel 
libro « Cenisio e Frejus, » egli tesse tutta la 
storìa di quell'opera colossale che fo l'aper- 
tura della famosa Galleria, per cui Francia 
e Italia andarono a strìngersi la mano nelle 
viscere del monte « aNatsde, nel giorno della 
festa d' amore e di lavoro ; »' e nello stesso 



tempo ci offre uno schizzo biografico dei pTio- 
cipaii cooperatorì di queir impresa coloaak. 
Ce cuore, fantasia ed esattezza: sostanza e 
poesia. 11 libro ebbe un felicissimo suceessoi 

3uel tempo ; ma anche adesso, passato il prefM 
ella novità, è e sarà sempre un libro oa i^- 
gersi con diletto e con profitto. Meno profoodi 
e meno importante , ma non meno divertente 
di certo , è la descrìzione che il Bignami a ti 
del suo viaggio al e Lago di Garda , » fatto in 
compagnia del colonnello svedese BoerBsliH<> 
ne. Le belle vignette che adomano qoe^ 
libro, sono tutte riprodotte da disegni on^ 
dell'Autore stesso. Non guasterà ora il sapere 
che Enea Bignami è pure marito affettuoso ei 
eccellente padre. 

Bignami (Enrico), pubblicista loml^ 
do, giornalista, euitore, propugnatore del Soc» 
lismo sperimentale: nato a Lodi nel 1846. &• 
minciò la sua carriera eìomalistica scrìvenéo 
nel Proletario, Passò dal Misticismo cristiano i 
quello del Mazzini (son sue parole)e, redueedaì* 
le campagne dei 66e67, fondò la Plebe^mà 
rivoluzionario , nella sua città natale. Fa pr»- 
cessato parecdiie volte , e anche imprigioiùu^ 
nonostante tenne duro per nove anni. Abb 
al tempo della Comune questo giornale esén 
tutti i giorni, ed era scritto quasi tutto da la 
Nel 1875 andò a Milano, dove fondò una Gm 
Editrice, the oggi pubblica cìnonie giornali, bt 
i quali la Farfalla , araldo della Letteratot 
realista, e la Plebe, che continuò a pobtf 
carsi ogni giorno, per un certo tempo, cooll 
collaborazione dei Malou , Caffiero, GuesU 
Osvaldo Gnocchi, ee. Tutti gli scrìtti di 

Saganda socialista vengono alla luce per a 
ef Bignami. Forse pochi scrìttorì itaKani 
nobbero come lui la vita della Bohème. 
fu una Bohème velata e nascosta, perchè ( 
visa con la numerosa famiglia , di cui egli 
trovò a sedici anni il solo sostegno. Natnn 
mente queste dolorose circostanze subitei 
cosi tenera età, devono avere influito i ** 
sue opinioni sociali e politiche. È sempre n 
attivo , sebbene sembrì un po' stanco e à 
larmente scettico. Ha lo spirito vivo, satin 
a volte franco fino alla brutalità. Ègraóode/ 
no, pallido. Ha tenuto alcune Confereme 
Socialismo, che saranno presto pubblicate. 
Blgniimi (Vespasiano), novellista e 
tore lombardo , nacque a Milano circa il li 
È uno dei capi della Bohème arìistica 
nese. Buon pittore, bizzarro scrittore. Les 
macchiette, a linee o a parole , hanno on'i* 
pronta orìginale, un garbo attraente. 

Blgnaml-Bonnaiiiil (Emilio), 
gnere lombardo, nacque a Milano il 28 
1829. Uomo attivo e colto , è autore di ] 
chie Memorìe scientifiche, tra le quali: < 
Canali nella città di Milano; Una qnistiooe' 
nica nella città di Milano; U Canale di fo 
tura sotto la Via Romagnosi ; Ruine dell'i 
Milano ; Il Bacino del Po ; Le Alpi e gli À 
sti ; L'Archeologia preistorìca in Italia, » eà 
che gli diedero fama. Fu tra i fondatori 
Crepuscolo intorno al 1849, e passò alla 



BIK 



r- i63 - 



DIN 



boranone della Perseveramay quando nel i8H0 
venne fondata da alcuni degli antichi collaboxa- 
tori del Creptiscólo, Come ingegnere, Milano 
'li deve il ponte di I^orta Ticinese di stile lom- 
bardo, e la nuova rete dei Canali di fognatura 
della città , per cui ottenne la medaglia del 
[nerìto air Esposizione Universale di Vienna 
lei 1873. Ma r Arte e le Scienze non lo ten- 
nero lontano dalle cose patrie: fu tra i Volon- 
arii del 48 e 49, e prestò l'opera sua anche 
lel 1859. Dopo la battaglia di San Fermo fuin- 
jiricato di una missione presso il generale 
jarìbaldi, e dopo quella di Magenta , al Quar- 
ier Generale francese. Il Bignami è settario 
lei Collegio degringegnerì e Aixhitetti fin dal 
pomo della sua fondazione. 

Blkela (Demetrio) , scrittore greco , au- 
ore dì versi patriottici appassionati, tradusse in 
p*eco moderno il settimo Canto dell'a Odissea » 
) tre tragedie dello Shakespeare : <r Romeo , 
Amleto, Macbeth , » e scrisse uno e Studio sto- 
ico soli* Impero bisantino » fnon sugli Autori 
tisantini, come si legge nw' Histoire Litté- 
■otre de la Grece Moderne del Rangabé), che 
u tradotto in tedesco ed in francese dal Le- 
,rand (Paris, Maisonneuve, 1878). 

BUlaad (Vittorio), poeta francese, se- 
Tetario delf Àcadémie de$ Musea Santones, 
k loi fondata, nacque il 19 giugno 1852 a 
iaint-Julien de TEscape (Charente Inférieure). 
^obblieò tre volumi di poesie : e Frissons ; 
Irìses Santones ; Le Livre des Baisers. » Di- 
esse per tre anni una Rivista che si pubblica 

Saint-Jean d'Angély sotto il titolo: La ChrO' 
tique Charentaise, Ora ha fondato a Royan 
ie Phare liUéraire, e C*est le poéte des jeu- 
«8 tendresses (scrìve un crìtico francese), 
telagràce araoureuse, de Tivresse charmante 
[QÌ trouble les cerveaux et les coeurs des ai- 
oés lorsqu'ils vont courìr au soleil dans l'herbe 
ratche que mouille la buèe de la rivière voi- 
iae. De bonne heure il a rencontrè la flancèe 
xquise, celle qui est à là fois épouse, amante 
tsGeur; c'est pourquoi sa chanson est une 
hanson de joie et de féte, un étemel épitha- 
ime. Par la franchise du ton et Témotion itin- 
ere il nous reporte aux idylles de Théocrìte, 
Qx époques heureuseS où les amants se cher- 
haient dans rombre des grands bois, où le 
rait des baisers et des rìres se mélait au ha* 
il des fontaines. Foin des pruderìes et des hy- 
'ocrìsies! Le poète n*en a pas scuci. Il aime 

la face du ciel , comme les oiseaux. » 

Blllaiidél (Emesto) , scrittore francese, 
x-nniciale de*lancieri , collaboratore del Pays, 
erìsse: t Hommes d*épée , profila militaires » 
1865); cHìstoire d'un trésori (1866); a La 
^ aux oies » (1866); a La téte coupéet 
1868); f Un coauin eie Province» (1869); 

Un marìage légendaire» (1869); « Par- 
'essas le mar» (1869); e Ma tante Lys» 
1873); «Une femme fatale» (1874); e His- 
oire amourease de deux coups de couteau » 
1874) ;€ La Conspiration deSalcède » (1875); 
« L«» Noces Termeilles > (1875); e La vie en 
ìasaque, etc. > (1875). 



Bilie (Carlo), giornalista danese, nato il 
1* luglio dell* anno 1828 neir Isola di Seland, 
rìcevette la prima educazione all' Accademia 
di Soroe , e poi studiò la Giurìsprudenza e le 
Scienze politiche all'Università di Copena- 
ghen. Egli si dedicò alla carriera letterarìa, « 
nel 1851 fondò il celebre giornale nazionale 
e liberale il Dagbladet, che continuò a dirìgere 
fino al 1872. Deputata al Parlamento danese 
dal 1861, egli è nello stesso tempo membro 
del Consiglio Municipale di Copenaghen. Ol- 
tre un gran numero di Opuscoli, Cpnferen?^, 
Saggi, si hanno di lui i lavorì seguenti: 
e Viaggio in Inghilterra » ri856) ; « Secondo 
Viaggio in Inghilterra » (1 862) ; e Veni' anni 
di giornalismo, » raccolta di varìi articoli in 
tre volumi ; e Viaggio in Italia. » 

Billod (Eugenio Luigi Antonio), alieni- 
stafrancese, nato nel 1818 a Brian(;on, ad- 
dottorato a Parigi nel 1846, scrisse: « Consi- 
dérations psychologiques sur le traìtement de 
la fplie » (1846); « Des maladies de la vo- 
lente » (1848); e De la pellagjre en Italie et 
plus spécialement dans les Asiles d'ahénés » 
(1860); a De la dépense des Aliénés assistés 
en Franco et de la colonisation » (1861) ; 
Traité de la pellagre d'aprés des observations 
recueillies en Italie et en Franco» (1865); 
e Les Aliénés ide Vaucluse et de Ville-Evrard 
pendant le siége de Paris » (1873). 

Blllrofh (Teodoro),celebre medico, nato 
il 26 aprile 182& a Bergen nell'Isola di Rùgen 
in Prussia, studiò a Greifwald , Gottinga , Ber- 
lino e Vienna. Divenne nell'autunno del 1835 
assistente alla Clinica chirurgica dell' Univer- 
sità di Berlino, andò, nel 1860, professore di 
Chirurgia e direttore di Clinica chirurgica a 
Zurìgo, e nel 1867, professore di Chimr^a a 
Vienna* È uno dei più valenti chirurghi vi- 
venti, operatore geniale (amputazione sub- 
periostale), microscopista consumato, fisio- 
logo , ec. , ed un' aulorìtà prìncipalmente per 
la conoscenza dell' influsso dell' atmosfera de- 
gli Ospedali sulle ferìte, oltreché statistico 
coscienzioso. Pubblicò : a De natura et causa 
pulmonum affectionibus quae nervo utroque 
vago resecto exoritur » (Berlino , 1852) ; 
« Studii d' osservazione sulla febbre delle fe- 
rite e le malattie accidentali delle ferìte » (Ivi, 
1862); «Patologia e Terapia chirurgica uni- 
versale » (Ivi , 1863, 6* ediz. 1872); « Clinica 
chirurgica a Zurìgo 1860-67» (Ivi, 1869); 
€ A Vienna 1869-70» (Ivi, 1872); a.Lettere 
chirurgiche dal Lazzeretto di Weissenborgo e 
Mannheim nel 1870 » (Ivi, 1872); e Indagini 
sulle forme vegetative della Coccobacteria 
septicaw (Ivi, 1874); e Sull'insegnare e l'ap- 
prendere delle Scienze mediche nelle Uni- 
versità della Nazione tedesca » (Vienna, 1876). 
È inoltre collaboratore di molte Effemeridi 
medico-chirurgiche. 

Bini (Francesco), medico toscano, nacque 
il 5 maggio 1815 a Pontedera. Si laureò nel 
1835 a Pisa, si matrìcolò in Firenze nel 1837, 
e nello stesso anno fu eletto medico astante 
neir Arcispedale di Santa Marìa Nuova ; nel 



y 



BIO 



— 454 — 



BIR 



1840, aiuto del Clinico medico che era allora 
il professor Bufalini ; nel 1844 fu chiamato a 
dirigere il Manicomio di Firenze e gli venne 
affidata la Cattedra delle malattie mentali. Tra 
le pubblicazioni di questo chiaro scienziato 
segnaliamo le seguenti : « Della Febbre puer- 
perale, » tèsi (1840) ; « Saggi di Clinica me- 
dica , » in società col dottor Ghinozzi ^1843- 
44) ; a Statistica del Manicomio di Firenze 
degli anni 1850-53; Sulla Etiologia e contagio 
del Gholera 9 (Firenze , 1854 : Discorso inau- 
gurale dell'anno accademico); a Schema di Ke^ 
golamento disciplinare ed amministrativo del 
Manicomio di Firenze »(1871) ; t Gli Alienati 
secondo i progressi della Medicina e della Le- 
^slazìone j» (nella Nuotati Antologia del 1873) ; 
f Come prevenire negli Alienati la mutilazione 
della lin^a i (lettera al dottor Ponzo , nel- 
V Archivio delle Malattie nervose e mentali 
di Milano del 1874) 'y « Importanza dell* inse- 
gnamento clinico della Psichiatria, tra i men- 
tecatti, q\* imbecilli e gl'idioti » (neWsL, Rivista 
di Beneficenza di Milano del 1876) ; a Sulla 
imputabilità nella pazzia e nell* ubriachezza, 
secando gli articoli 61-64 del Nuovo Codice 
penale ; Perizia medico-legale nel Processo 
contro Carlino Grandi V uccisore dei bambi- 
ni ]> Snella Rivista sperimentale di Frenia- 
tria ai Reggio del 1878) ; « Se vi fu nel caso 
tentativo di suicidio o di omicidio : » Conside- 
razioni j[nedico-legali a proposito di una Causa 
criminale trattata avanti la Corte di Assise di 
Livorno, pubblicata nella citata Rivista del 
1878. 

Bloi^delli (Bernardino), archeologo e 
numismatico veneto , nacque in Verona il 14 
marzo del 1804. Studiò Lettere, Filosofia e 
Scienze nel Ginnasio e nel Liceo della sua 
patria. Indi «i détte air insegnamento « pro- 
fessò per molti anni le Matematiche, la Storia, 
e le letterarie discipline. Nel Congresso scien- 
tiflco tenuto in Milano nel 1844 ilBiondellifu 
Segretario per la Sezione di Geografia, e in 
quell^ di Napoli deiranno appresso ebbe lo 
Btesso ufficio tra gli Archeologi. Nel 1849 fu 
nominato Aggiunto nel R. Gabinetto Numis- 
matico di Milano, e tanto vi si distinse, che 
ben presto v*ebbe cattedra d'Archeologia e 
Numismatica e poi ne fu eletto direttore. Nei 
quali ufficii trovatolo poi nel 1859 il Governo 
italiano, ve lo confermò e mantenne. Devesi a 
lui principalmente se nuovi studii linguistici 
comparativi furono in Italia iniziati^ nel 1840, 
invero, se ne era fatto organo il Politecnico 
di Milano, diretto dal Cattaneo, dove il Bion- 
delli incominciò a stampare una serie di Dis- 
sertazioni. Né egli è meno benemerito degli 
studii archeologici e numismatici, che pro- 
mosse con un Corso di Lezioni non mai in- 
terrotto dal 1850 in poi. Da prima pubblicò 
1 Va Atlante linguistico d* Europa» (Milano, 
1841), cui tennero dietro: t Le lingue e i dia- 
letti d'Italia, » articolo inserito ncW Enciclo^ 
pedia Popolare del Pomba (Torino , 1844); 
il ff Prospetto topograficoHstatistico delle Co- 
lonie straniere in Italia , d inserito neW Annua- 



rio Geografico Italiano (Bologna, 1845); rio- 
portante e ancora sempre utilissimo « Saggia 
sui dialetti gallo-italici , > tre volumi (fifikDo, 
1856) ; le « Poesie lombarde inedite del S6> 
colo XIII » (Ivi, 1856) ; gli < Studii linguistici} 
(Ivi, 1856); r a Evangeliarium , Lectionarium, 
Epistolarium Aztecum ex antiquo Codice naper 
reperto cum Praefatione » (Mediolani, 1860); 
e il e Glossarium Azteco-Latinum et Latinum- 
Aztecum » (Ivi, 1869). E a questi studii lin- 
guistici il Biondelli aggiunse una rìcci serie 
di lavori d' Archeologia e Numismatica tenuti 
in molto conto dai dotti. La bella Memorii: 
« Sulle Monete auree dei Goti in Italia i (AtH 
delV Istituto Lombardo, voi. II) ; le e Lettere 
inedite di Guid' Antonio Zsgietti sulle Zecche 
d- Italia» (Milano, 1861); e Di un' antica NV 
crepoli etrusca , ec. » (Rendiconti deW Istituti 
Lombardo, 1863); <rDi una Tomba gallo- 
italica scoperta a Sesto-Calende » {Atti, ec 
voi. X); a Di un nuovo Sepolcreto romano 
scoperto a Vittone » {Rendiconti, ec, Serie H 
voi. I); a Iscrizioni e Monumenti romani sco- 
perti in Angera » (Ivi) ; le Memorie € Selle 
Antichità e sui restauri di Milano • (Politecni- 
co, voi. XII-XIV); e (juelle intitolate: iLa 
Zecca e la Moneta di Milano > (1869), e < Ri- 
cordo della Zecca di Milano » (1878). 
^ BlragU (Emilio), giornalista lomb^^ 
do^ nato a Morate, il SI ottobre 1831, stadie 
Filosofia sotto r abate Pestalozza , indi Filo- 
soiia e Leggi ali* Università di Padova. Fo 
quindi professore di Stona Universale, di 
Estetica, di Storia della Letteratura all'Isti- 
tuto Robiati a Milano. Nel 1857 assunse lad)- 
rezione della Specola d' Italia a Verona, e 
scelse a collaboratori i componenti la Societi 
segreta dell* Ibis, eh' erano il professor ìbh 
salongo , il professor De Betta , il dottor Tor- 
rini, il dottor Ganz, il cavaliere Stefano De 
Stefani. Interrogato un giorno dalla Polizia 
austrìaca , sospettosa , che cosa fosse la Sodeti 
deir/òt9, rispose : È una forma transitom 
dell' umanità fra un mondo vecchio che crol- 
la e un mondo nuovo che sorge. Poco tempo 
dopo il giornale era soppresso , e il Biragbi, 
che già come studente a Padova e colàamieo 
a Carlo Leoni, era stato perse$i[UÌtato dalla Poli- 
zia, dovette cercare la sua salvezza rìparando 
in Piemonte. A Torìno collaborò al Dirittù, 
diretto allora da Lorenzo Valerio e air IfS 
pendente, diretto da Pietro Gastiglioni. Dopo 
la battaglia di Magenta tornato a Milano fa 
uno degli scrittori della Lombardia insieme 
con Emilio Broglio, con Antonio Gazzolettit 
con Pietro Gastiglioni. Sul cadere del 1860 andò 
a Napoli, dove per cinque anni scrìsse nel Pt» 
golo ; quindi col. De Sanctis fu vice-direttort 
àeXV Italia, poi direttore à^W Avvenire, ft 
corrispondente dell' Opinion Nationale, di 
giomsili spagnuoli, del Pungolo di Milano, e 
scrìsse varie Memorie in Riviste perìodicba. 
Dal 1869 dirige in Firenze il Corriere Italiani, 
ed ora anche l' Adige che si pubblica a ^^ 
rona. Pubblicò una serie di Lettere sulle qo^ 
stioni, a cui diede luogo la Legge pcfr laRagiit 



BIZ 



— 157 — 



BIZ 



nnato assistente alla Cattedra di Storia nata- 
ile presso l'Università di Padova, ed eletto 
egretario della Sezione di Chimica nel Con- 
fesso degli Scienziati di Venezia (1847). Dal 
^58 al 1862 viaggiò air estero, lavorando 
incipalmente neMaboratorii del Redlenba- 
tera Vienna, del Liebig a Vienna, del Bun- 
n ad Heidelberg. A diciannove anni pub- 
xò il suo primo lavoro, prima ancora a*en- 
tre neir Università: < Sopra il congelamento 
n'acqua e la conseguente sua de{)urazione. 9 
^airono i pregiati lavori seguenti : a Intorno 
una speciale trasformazione dello zucchero 
^anna in presenza di materie azotate ; Ana- 
dello sferococco conf&rvoide; Relazione 
ra resistenza dell'arsenico nell'acqua fer- 
inosa di Civillina; Sopra resistenza del- 
iaco in un sudore; Ricerche chimiche 
-a r olio della camomilla ; Indagini sopra 
miUmnamina e le sue combinazioni ; So- 
la determinazione quantitativa del rubidio 
1 cesio; Sopra Tinfluenza deir orina nel 
Mcare alcune chimiche reazioni ; Scoperta 
glicogeno negli animali invertebrati, e 
ivH ricerche sperimentali ; Sopra la scom- 
ione delFacido ossalico sciolto nell'acqua ; 
no alla ricerca del bromo in presenza 
irea; Nota sul protosolfuro di fosforo; 
snze intomo all'azione riduttrìce della 
na. » Oltre all'analisi di altre acque mi- 
iy pubblicò quelle delle più importanti 
* minerali del Veneto, che per cura del 
Istituto sono inserite nei suoi Aiti, Pub- 
altj*esi alcune Monografìe di prodotti, 
*e sotto forma di lezioni alla Scuola Su* 
e di Commercio, e precisamente quelle 

t\, zucchero , petrolio. Negli Atti del 
lituto Veneto trovansi eziandio le an- 
te Relazioni sui premii scientifici e in- 
di dell'Istituto stesso. 
tuoni (Achille), lombardo, gioma- 
romanziere, nato a Pavia il 5 maggio 
Hell' ultimo suo romanzo: a Un Matri- 
> si legge questa sentenza non nuova, 
% specie nel caso dell'Autore stesso: 
reostanze soltanto fanno gli uomini ; è 
come dei marosi nella tempesta ; per 
Jtanto sorgono giganti a disfida del 
0allo sguardo allo stile , tutto ha ca- 
dì sfida in Achille Bizzoni ; ma le cir- 
4 non gli hanno dato quello straor- 
ooncorso , per cui la sfida di un singolo 
aolti cessa dall' essere impotente. Ha 
^aat democratiche e per esse espose 
A vita; ma l'aspetto suo è di arìsto- 
e d'aristocratico, l'insofferenza del 
3» Nella sua vita, non lunga ancora, si 
non meno di cinquanta duelli: ne 
i due in un giorno. Stava studiando 
allorché nel 1858 passò il Ticino e 
1 arruolarsi volontario nell'esercito 
^e. Prese parte a tutte le campagne 
dipeQdenza italiana, e rimase nel- 
) fino al 1864 luogotenente nel 1* 
ir Ebbe una menzione onorevole per 
lift di Mola di Gaeta , e la medaglia 



del valor militare. Nel 66 fu in Tirolo col Ga- 
ribaldi, nel 67 a Mentana, nel 70 in Borgo- 
gna , prima capitano, poi maggiore dello Stato 
Maggiore di Menotti Garibaldi. Intanto fin dal 
1867 aveva fondato quel Gazzettino Rosa, di 
cui si fece un così gran parlare, e che gli 
valse duelli e processi in copia, e tre anni e 
mazzo di prigionia in diverse^ riprese , per il 
furore delle polemiche e l'esagerazione del- 
l'indirizzo politico. Con lui collaborarono: 
il Cavallotti, il Chinasi, il Billia, il Tronconi, 
il Cameroni, e altri. Il Bizzoni, cessato fi Gazzet' 
tino nel 1873, fondò il Popolo, a Genova, oon lo 
stesso programma, sebbene un po' mitigato; e 
dal 1° di gennaio in poi (79) un opuscolo set- 
timanale che vede la luce a Milano : La Ban» 
diera. Quanto a libri, Achille Bizzoni ha scritto: 
e L'autopsia di un amore; Antonio; Un Ma- 
trimonio; Le impressioni di un Volontario al- 
l'esercito dei Vosgi. » I romanzi sono arditi, 
ma non sensuali : il suo stile ha delle scabro- 
sità, ma ci si sente lo scrìttore vigoroso che 
di tratto in tratto trasporta i suoi lettori. Chi 
lo conosce più intimamente assicura che nel- 
r « Autopsia di un amore » ha dipinto sé stessov 
Bizzozero ^Giulio) , meaìco lombardo , 
professore di Patologia generale nell' Univer- 
sità di Torino, insigne discepolo dell'illustre 
Mantegazza, nacque in Varese il 20 marzo 
1846. Si addottorò nel 1866 a Pavia, ove pro- 
fessò, da prima, Istologia, quindi Patologia 
generale fino al 1872 , anno in cui venne chia- 
mato a Torino. I suoi principali lavori riguar- 
danola Funzione emotopoetica del midollo delle 
ossa; la Struttura degli epitelii pavimentosi; 
la Tessitura delle ghiandole linfatiche, la Strut- 
tura del tessuto connettivo; la Struttura ed i 
vasi linfatici delle membrane sierose ; la Co- 
stituzione di alcuni tumori; il Rapporto della 
tubercolosi con altre malattie; l'Anatomia pa- 
tologica della difterite , ec. Il Bizzozero è uno 
degli scienziati più serii del nostro paese , che 
anche all'estero gode dì alta e meritata fama. 
Giovanissimo, fece le sue prime armi nel La- 
boratorio di Patologia sperimentale fondato 
dal Mantegazza nell'Università di Pavia, e mo- 
strò subito tale attitudine nelle osservazioni 
microscopiche da meritarsi 1* onore di essere 
nominato supplente del Professore, e quando 
era poco più di un giovanetto e appena uscito 
dai banchi delle scuole. A Torino ha fondato 
egli stesso un secondo Laboratoiio , che ha poi 
dato allievi valenti nell'Anatomia patologica e 
nell'Istologia. Fin da quando era a Pavia, egli 
scoperse che il midollo delle ossa era un viscere 
fabbricatore di sangue, e a queste belle scoperte 
ne aggiunse pur altre nel campo dell'Istologia 
normale e patologica. Nel Laboratorio egli è 
instancabile, paziente, minutissimo nell' os- 
servare, e le sue mani fine e belle come quelle 
d'una signora sembrano fatte apposta per scru- 
tare i più sottih misteri della vita. Dalla cat- 
tedra egli è chiaro , preciso , ordinatissìmo. Il 
suo « Corso litografato x> è il più bel Cojrso di 
Patologia generale che si sia pubblicato fino ad 
oggi in Italia, e V Archivio delle Scienze medi- 



BIS 



— 156 — 



BIZ 



,-^ 




Heidelberg, dovè divenne docente, nel 1835, 
di Anatomia comparata e patologica e profes- 
sore straordinario nelFanno seguente. Egli 
si occupò principalmente della storia dello 
sviluppo dei mammiferi, ed oltre alle sue con- 
tribuzioni alla ff Fisiologia » del Wagner e del 
Burdach ed all' a Anatomia » del Sommering, 




premiata 

andò professore di Fisiologìa a Giessen, ove 
ebbe anche nell* anno seguente la Cattedra 
di Anatomia. Fondò un Istituto fisiologico, un 
Teatro anatomico in queir Università , e nel 
1855 fu chiamato a professore di Anatomia e 
Fisiologia a Monaco. Pubblicò : a Storia dello 
sviluppo dell'uovo del cane » (Brun8wick,1845); 
(Dimostrazione della maturazione periodica 
indipendente dall' accoppiamento, e del di- 
stacco della uova dei mammiferi e degli uo- 
mini 9 (Giessen, 1844), la quale pflgjB in sodo 
una delje dottrine più importanti Mia gene- 
razione; e Storia dello sviluppo del capriolo » 
(Ivi, 1854); a L'urea come misura del cam 
blamento della materia » (kri, 1834); « Guida 
al sezionare • (Monaco, 1857). Risultamento 
de' suoi lavori fisiologici fu l' opera scritta in- 
sieme al Volt : « liO leggi della nutrizione dei 
carnivori» (Lipsia, 1859). Pubblicò inoltre: 
« Sulla diversità nella conformazione craniale 
del Grorilla, Gimpanzè ed Urang-utang in un 
con una osservazione sulla teoria Darviniana j> 
(Monaco, 1867); « Le grandi convoluzioni ce- 
rebrali negli uomini» (Ivi, 1868); t Contri- 
buzioni all'anatomia dell' Hyloòatós Leuciscui 
e ad un'anatomia comparata dei muscoli delle 
scimmie e degli uomini d (Ivi, 1870); « Studio 
ed esercizio della Medicina per le donne » (Ivi, 
1 872) ; a Guida alle preparazioni nelle sezioni » 
(Ivi, 1873); « Osservazioni storico-critiche 
alle recenti comunicazioni sul primo sviluojpo 
delle uova dei mammiferi» (Ivi, 1877). Nel 
1878 il Bischoff fu collocato a riposo. 

Bissolatl (Stefano), scrittore mantova- 
no, già professore di Lettere latine e greche, 
bibliotecario della Nazionale di Cremona, 
nacque nell'anno 1823 in Rivarolo fuori, 
nella provincia di Mantova. Abbiamo di lui 
alle stampe le seguenti pubblicazioni : e Vite 
di due illustri Cremonesi » (il Platina ed il 
Vida: Milano, 1856); a I libri proprii d'Ip- 
pocrate, » prima versione italiana, premiata 
con medagUa dall'Accademia Fìsio-medica Ita- 
liana di Milano (Milano, 1860-64); « Esposi- 
zione di una coscienza » (Cremona^ 18o4) ; 
e Delle istituzioni Pirroniane, » libri tre di se- 
sto Empirico , tradotti per la prima volta in 
' italiano (lavoro di molta importanza: Imola, 
1870); e Orazione, letta al Palazzo Comuna- 
le, collocandosi il bronzo di monumento ai 
ventisette Cremonesi caduti in guerra » f Cre- 
mona, 1864); « Sunto di tre Letture pubbliche 
in preparazione della festa del Centenario di 
Dante » (Cremona, 1865^, e articoli varii di 
Critica binliografica , Iscrizioni, ec. 
• Blttanti (Luigi), fisico e matematico 



cremonese, nativo di (Hasalmoreno, professore 
nel Liceo di Brescia, è autore di una « Biografìa 
di Niccolò Tartaglia, j 

Biondi (Giuseppe) , economista e uomo 
di lettere siciliano, professore emerito del- 
l' Istituto agronomico di Aquila , già segretario 
presso il Ministero della Pubblica Istrazione, 
ora Provveditore agli Studii per la Provincia 
di Siracusa , nacque il 30 ottobre 1822 in Pa- 
lermo, ove dopo avere fatto buoni studii let- 
terarii si addottorò in Giurisprudenza, con 
esenzione dagli esami finali e dalle tasse rela- 
tive, per riguardo alle sue. già notevoli pub- 
blicazioni. Nel 1847 presentò due Memorie 
economiche e di Agricoltura pratica al cercato 
Istituto d' Incoraggiamento per la Sicilia , 
una delle quali ottenne Vaccesiit, T altra il 
primo premio. Tra le sue pregiate pubblica- 
zioni si segnalano le' seguenti: « Sulla vita e 
gli scritti di G. E. Di Blasi; Cenni biografici 
di Giuseppe Borghi » (premessi alla Raccolta 
delle suec Poesie: » Palermo, 1846); « Sui nuovi 
frammenti di Diodoro Siculo» (1845); cSallo 
storico Flavio Vopisco e sulla versione di Sal- 
vatore Chindemi » (1849) ; e Dizionario sici- 
liano-italiano » (Palermo, 1852); e L'Empe- 
docle, Giornale d'Agricoltura ed Economia 
pubblica per la Sicilia » (Palermo, dal 1853 al 
1860, voi. 7); «Saggio di Storie siciliane» 
(1858) ; et Sul credito agrario e sull' istìtusìone 
di una Banca territoriale in Sicilia» (1854); 
a Popolazione e miseria > (1858); et Sulla teo- 
ria statistica del Romagnosi » (1859); e Sulla 
proprietà letteraria » (1859) ; « Sul libero pa- 
neficio » (1859); « Sugli Asili infantili > (1860); 
a Saggio sulla letteratura greco-sicula » (nella 
Rivista della Pubblica Istruzione: Torino, 
1864); e L'Economia esposta nei suoi principi! 
razionali e dedotti» (Milano, 1864; premiata 
dal Congresso pedagogico di Genova, e molto 
lodata dallo Sbarbaro nel suo volume soprala 
« Libertà, » ove si ricorda il Biundi col Bruno, 
col Ferrari e con Emerico Amari); e Manuale 
d'Agricoltura teorico-pratica » (Torino, presso 
San Franco: opera in due voL premiata dal 
Cohgresso pedagogico di Genova); e Sulla 
Scienza statistica e sulle sue applicazioni alle 
forze morali e materiali de'varii Stati d'Europa 
e specialmente dei Regno d'Italia » (Firenze, 
1867 : opera presentata al Congresso intema- 
zionale di Statistica, ove se ne fece onorevole 
menzione) ; e II Libro delle meraviglie o Spie- 
gazione de* fenomeni della natura » (Firenze, 
1869, operetta popolare lodatissima dal pro- 
fessore Pietro Marchi). Ora il Biundi pubblica 
un nuovo importante lavoro che, incominciato 
nel giornale L'Aretusa, sarà ristampato e com- 
piuto in un volume col titolo: e La Teorìa 
delle probabilità del La Place e quella del 
perfetto civile det Romagnosi, appucate alla 
Statistica sociale. » 

Bizio (Giovanni), chimico veneto, prò- 
fessore.di Chhnica e Mineralogia nella Scuola 
Superiore di Venezia, segretario dell'Istituto 
Veneto a Venezia nel 1823, si laureò in Chi- 
mica a Padova nel 1847 ; quindi fu tosto no- 



BIZ 



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BIZ 



minato assistente alla Cattedra di Storia natu- 
rale presso r Università di Padova , ed elettp 
Segretario della Sezione di Chimica nel Con- 
gresso degli Scienziati di Venezia (1847). Dal 
1858 al 18tì2 viaggiò all'estero, lavorando 
prìncipalmente ne' laboratori i del Redtenba- 
;her a Vienna, del Liebig a Vienna, del Bun- 
ten ad Heidelberg. A diciannove anni pub- 
)licò il suo primo lavoro, prima ancora d'en- 
rare nelF Università: e Sopra il congelamento 
leir acqua e la eonseeuente sua de{)urazione. » 
>egairono i pregiati lavori seguenti : « Intorno 
d una speciale trasformazione dello zucchero 
li canna in presenza di materie azotate ; Ana- 
isi dello sferococco confervoide; Relazione 
opra resistenza dell'arsenico nell'acqua fer- 
oginosa di Civillina; Sopra l' esistenza dei- 
indaco in un sudore; Ricerche chimiche 
opra r olio della camomilla ; Indagini sopra 
I FeniUmnamina e le sue combinazioni ; So- 
ra la determinazione quantitativa del rubidio 
del cesio; Sopra T influenza dell'orina nel 
lodificare alcune chimiche reazioni ; Scoperta 
el glicogeno negli animali invertebrati, e 
ilativH ricerche sperimentali ; Sopra la scom- 
osizione dell'acido ossalica sciolto nell'acqua ; 
itomo alla ricerca del bromo in presenza 
sIFurea; Nota sul protosolfuro di fosforo; 
perienze in tomo all'azione riduttrìce della 
slatina.» Oltre all'analisi di altre acque mi- 
srali, pubblicò quelle delle più importanti 
que minerali del Veneto, che per cura del 
eale Istituto sono inserite nei suoi Alti, Pub- 
ico altresì alcune Monografìe di prodotti, 
poste sotto forma di lezioni alla Scuola Su- 
irìore di Commercio, e precisamente quelle 
il caffè, zucchero , petrolio. Negli Atti del 
iale istituto Veneto trovansi eziandio le an- 
te sue Relazioni sui premii scientifici e in- 
ìsiriaìì dell'Istituto stesso. 

Blsx<mi (Achille), lombardo, giorna- 
ta e romanziere, nato a Pavia il 5 maggio 
41. Nell'ultimo suo romanzo: a Un Matri- 
mio, » 8i legge questa sentenza non nuova, 
1 vera, specie nel caso dell'Autore stesso: 
^ circostanze soltanto fanno gli uomini ; è 
loro come dei marosi nella tempesta ; per 
la soltanto sorgono giganti a disfida del 
lo. » Dallo sguardo allo stile , tutto ha ca- 
lere di sfida in Achille Bizzoni; ma le cir- 
tanze non gli hanno dato quello straor- 
larìo concorso , per cui la sfida di un singolo 
)tro molti cessa dall* essere impotente. Ha 
ivìnzioni deroocratiche e per esse espose 
isso la vita; ma l'aspetto suo è di arìsto- 
tico; e d'aristocratico, l'insofferenza del 
attere. Nella sua vita, non lunga ancora, si 
itane non meno di cinquanta duelli: ne 
)e fin due in un giorno. Stava studiando 
itto, allorché nel 1858 passò il Ticino e 
lo ad arruolarsi volontario nell'esercito 
montese. Prese parte a tutte le campagne 
' r Indipeudenza italiana, e rimase nel- 
lercito fino al 1864 luogotenente nel 1* 
natierì. Ebbe una menzione onorevole per 
^attaglia di Mola di Gaeta , e la medaglia 



del valor militare. Nel 66 fu in Tirolo col Ga- 
ribaldi, nel 67 a Mentana, nel 70 in Borgo- 
gna , prima capitano, poi maggiore dello Stato 
Maggiore di Menotti Garibaldi. Intanto fin dal 
1867 aveva fondato quel Gazzettino Rosa, dì 
cui si fece un cosi gran parlare, e che gli 
valse duelli e processi in copia, e tre anni e 
mezzo di prigionia in diverse^ riprese , per il 
furore delle polemiche e l'esagerazione del- 
l' indirizzo politico. Con lui collaborarono: 
il Cavallotti, il Chinasi, il Billia,il Tronconi, 
il Cameroni, e altri. Il Bizzoni, cessato il Gazzet' 
tino nel 1873, fondò il Popolo, a Genova, oon Io 
stesso programma, sebbene un po' mitigato ; e 
dal !<* di gennaio in poi (79) un opuscolo set- 
timanale che vede la luce a Milano : La Ban-- 
diera. Quanto a libri, Achille Bizzoni ha scritto : 
e L'autopsia di un amore; Antonio; Un Ma- 
trimonio; Le impressioni di un Volontario al- 
l'esercito dei Vosgì. » I romanzi sono arditi, 
ma non sensuali : il suo stile ha delle scabro- 
sità, ma ci si sente lo scrìttore vigoroso che 
di tratto in tratto trasporta i suoi lettori. Chi 
lo conosce più intimamente assicura che nel- 
r « Autopsia di un amore » ha dipìnto sé stessov 
Bizzozero ^Giulio) , meaico lombardo , 
professore di Patologia venerale nell' Univer- 
sità di Torino , insigne discepolo dell' illustre 
Mantegazza, nacque in Varese il 20 marzo 
1846. Si addottorò nel 1866 a Pavia, ove pro- 
fessò, da prima, Istologia, quindi Patologia 
generale fino al 1872 , anno in cui venne chia- 
mato a Torino. I suoi principali lavori riguar- 
danola Funzione em otopoetica del midollo delle 
ossa; la Struttura degli epitelii pavimentosi; 
la Tessitura delle ghiandole linfatiche, la Strut- 
tura del tessuto connettivo; la Struttura ed i 
vasi linfatici delle membrane sierose ; la Co- 
stituzione di alcuni tumori ; il Rapporto della 
tubercolosi con altre malattie ; l'Anatomia pa- 
tologica della difterite , ec. Il Bizzozero è uno 
degli scienziati più serii del nostro paese , che 
anche all'estero gode dì alta e mentata fama. 
Giovanissimo, fece le sue prime armi nel La- 
boratorio di Patologia sperimentale fondato 
dal Mantegazza nell'Università di Pavia, e mo- 
strò subito tale attitudine nelle osservazioni 
microscopiche da meritarsi 1* onore di essere 
nominato supplente del Professore, e quando 
era poco più di un giovanetto e appena uscito 
dai banchi delle scuole. A Torino ha fondato 
egli stesso un secondo Laboratorio, che ha poi 
dato allievi valenti nell'Anatomia patologica e 
neir Istologìa. Fin da quando era a Pavia , egli 
scoperse che il midollo delle ossa era un viscere 
fabbricatore di sangue, e a queste belle scoperte 
ne aggiunse pur altre nel campo dell'Istologia 
normale e patologica. Nel Laboratorio egli è 
instancabile, paziente, minutissimo nell'os* 
servare, e le sue mani fine e belle come quelle 
d' una signora sembrano fatte apposta per scru- 
tare i più sottili misteri della vita. Dalla cat- 
tedra egli è chiaro , preciso , ordinalissimo. Il 
suo « Corso litografato x> è il più bel Cojrso di 
Patologia generale che si sia pubblicato tino ad 
oggi in Italia, e V Archivio delle Scienze medi' 



aio 



- 158 - 



J 



che da lui fondato da pochi anni a Tonno è 
■nodello di giornale seno, che raccoglie in eè 
il fruito dei kvoi'i eperinientali e quelli d'os- 
servazione della Fisiologia e dell' A.natoinia 
patologica. Il Bizzozero è alto, sottile, ma non 
gracile, come lo dimostra la sua instancabilità 
al lavoro. Benché abbia già passato di alcuni 
anni il sesto lustro, egli conserva nel volto i 
caratteri di und frescbeiia quasi adolescente, 
temperata però da una severità quasi rigida e 
eh' egli dimostra talvolta con troppo lelo nelle 
battaglie contro i ciarlatani e i parassiti della 
scienza. È a quieta qualità e alano caldo amore 
per il progresso, che deve di esser messo in 
quasi tutte le Contmisaioni di conferimento di 
Cattedre di Medicina. Soggiungiamo qui il ti- 
tolo preciso delle sue principali pubblicazioni: 
« Studii coniparalWì sui nemaapermi e sulle 
ciglia vibratili t (1)464: si dimostra l'Analogia 
del loro modo di comportarsi verso ì reagenti 
chimici); t Sui corpuscoli semoventii M865: 
scoperta della contrattilità delle cellule del mi- 
dollo delle ossa) ; i Sulla neoformazione del 
tessuto connettivo e sulle cellule semoventi • 
(1866: si dimostra come le cellule connettive 
fisse si derivino da una trasformauone delle 
cellule semoventi); i Di alcune alterazioni dei 
linfatici del cervello e della pia madre ■ (1868 : 
merita di esser ricordato, perchè vi sì pone in 
chiaro che l' état eriblé del cervello è dovuto 
ad una dilatazione dei linfatici perivascolarì) ; 
■ Sul parenchima della ghiandola pineale * 
(1808-1871 : descrizione della struttura istolo- 
gica dell'organoneiruomo ed in varii animati); 
e Sul midollo delle ossa t (1868-69 : dimostra- 
zione che il midollo rosso e un organo fabbri- 
catore di sangue); ( Sulla struttura degli epi- 
telii pavimenlosi stratifìrAti * (1870: scoperta 
degli spazii inlerclglìari , pei <{Uali ha luogo il 
corso dei succhi negli strati epileliab); «Sulla 
struttura del mollusco contagioso > (1870 e 
1876); f Sui tumori primitivi della dura ma- 
dre j (ÌS13); t Sui rapporti della tubercolosi 
con altre malattie ■ (1874: specialmente colla 
sifilide e colla scrofola, prima descrizione della 
vera tubercolosi della pelle); d Sui linfatici e 
eultaetrutlura delle sierose umane 1 (1876-78: 
dimostrazione dell' esistenza di una membrana 
limitante nelle sierose umane , e determina- 
zione de' suoi rapporti coi linfatici). 

B]o«rknea (Carlo Antonio), matematico 
norvegiano , nacaue a Cristiania il 24 ottobre 
1825. Studiò le Matematiche nell'Università 
patria, applicandosi specialmente a diventare 
ingegnere delle miniere, qualità con la quale 
egli assistette nel 1849 ai lavori presso te mi- 
niere d' argento di Kongsberg. Nel 185i entrò 

' a all' Università di Cristiania per una 

:azione di matematica che fu premiata; 
inni 1855-57 , con t' aiuto di un pub- 
issidio , intraprese un viaggio acieutifico 
mania ed a Parigi, attirato specialmente 
li insegnamenti del Dirichlet e del Rie. 
del Cauchy e del Lame. Nel 1858, 
lOvo Magatzino di Scienze naturali e 
di Cristiania , e nel Giornale di liale- 



matioa del Creile a Berlino, apparve una 
Memoria sopra una certa curva dnl ' 
grado. Net Proìtraiùma del secondo sei 
del 185d dell' Università di Cristiania,) 
blìcò in tedesco la sua Dissertazione: « 
la rappresentazione geometrica delle eqi 
fra due quantità variabili reati o compi 
Nel 1860, nel Bolletlino deità SoeieU 
tcieme di Cristiania , usci una sua H< 
in norvegiano: t Sopra la trasforinazio 
primo ordine fra i quadrati dette fuDzi< 
iìtliche. t Nel 1803 venne eletto pro( 
. di Matematiche all' Università; egli pi 
pure nella Scuola del genio, e nel 11 
aggregato, come dottore ad honorem, i 
I' Dniversilà di Upsala. Il primo suo 
idrodinamìco apparve nel citato BotUti 
Cristiania nel 1863, e tende a dichia: 
svolger» maggiormente il problema del 
chlet sopra una sfera che si muove in ud 
che non si può comprimere. Condanna 
alcuni anni da una specie di parali 
mano ad un volontario riposo, non 'u 
altro fino all'anno 1868, in cui pubbl 
norvegiano la Memoria : o Sopra il mavii 
simultaneo dei corpi sferici m un fliud 
non si può comprimere, i (Fa parte del 
lettino tcientifteo dei Naturalitti e Pitici 
dinavi di Cristiania); fu seguita nel 1871 
Memoria: t Sul movimenta simultane 
corpi sferici variabili in un fluido inde& 
che non si può comprìmere. > Negli ano: 
e 74 inseri nelle Nachrìchten della S 
delle scienze di Gottinga alcuni scritti ii 
namicì relativi al problema del Dirichlet < 
airetlissoide. Nell'e8tatedell875, ilBjoe 
osservò una proprietà molto importante 
forze apparenti che si producono dai 
menti simultanei dei corpi sferìd. Se ' 
movimenti, egli disse, sono vibratori! e 
brazioni sono isocrone , le forze medif 
corso d' un periodo, presenteranno un'an 
completa, ma inversa, con le forze mago* 
La aimostrazione dì questa sua scoperta 
tifica si può leggere in un;) sua Memoria 
^a norvegiana del 1875, e in un ai 
inserito nelle citate Nachriehtcn di Go 
dall' anno 1876. (Veggasi pure, per gli « 
menti fatti in proposito, dal Bjoerknea » 
in società del suo collega professore Se 
un articolo di quest' ultimo netle^ochri 
del 1877, e nei Comptes-Rendus dell'Ai 
mia delle scienze di Parigi del 1877 , ut 
rie di cinque articoli dello stesso Bjoe 
intitolali : ■ Remarquas historiques e 
thóorie d'un ou de pluBleurs corps , de 
constanles ou variables, dans un fluì' 
compressible; sur tes forces apparente 
en résultent et sur les expériences qui s' 
tachent. t Sappiamo essere in coi-ao di 
parazione una nuova Memoria intesa a d 



Fisico e matematico norvegiano, la quali 
accompagnata da una Dissertazione del 
fossore ScbiOtz conleneate particolari te 



BJO - 1 

Non vuole neppure essere dimenlicato un ar- 
licolo del Bjoerknes sopra le idee del Newton 
relative alla natura e sulla esiEtenxa reale o 
non esistenza di un'anione a distanza (nel 
Bollettino fcientifico di Cristiania del iBll). 
Mei 1878 il Bjoerknes incominciò pure nella 
Bìmsta del Nord di Stoccolma una serie dì 
artìcoli hiograUci sopra il grande geometra 
DO rvagiano Niels Enrico Abel nato nel 1802, 
morto nel 1829, in età di soli ventisette anni. 
SJBniMm (Bjornstìerne), poeta, ro- 
autore drammatico norvegiano, 



1832. Dal 1857 al 1859 diresse il Teatro Na- 
zionale di Bergen; dal 1860 aU864 intraprese 
un viaggio all' estero ; fu in quel viaggio 
ch'egli venne in Italia e dimorò per due anni 
a Roma. Dal 1865 al 1867 diresse il Teatro di 
Cristiania. Il Parlamento fin dal 1863 concesse 
alBjórnsoncome a poeta nazionale, aiaalgrado 
delle sue idee demagogiche e repubblicane, una 
pensione annua di 2250 lire, altro esempio lo- 
devole che ci viene dalla Norvegia; poiché, se 
non è necessario che ì poeti abbiano a tener 
cattedra di poesia, non è da permettersi che 
essi scontino il loro genio libero ed indipen- 
dente con la miseria. Il Parlamento che decre- 
ta pensioni ai grandi poeti della Nazione quali 
che sianole loro opinioni, non onora meno sé 
stesso che i poeti nazionali. 11 Bjómson esordi 
nel 1857 con una novella di costumi campa- 
gnuoli, intitolata;! SynnoveSolbakken,g no- 
tevole non meno per acume psicologico, che 
per le descrizioni vivacissime della vita intima 
de' contadini norvegtani. Seguirono altre no- 
velle: «Ame » fl858); «Engiad GulB {Un 
Giovane altegro); t Fiskerjenters » {La Figlia 
d«j pacalore); t Smaasljkker v [Petzettini] , 
che ne mantennero la fama. Ma questa s' ac- 
crebbe coi poemi drammatici' «lille Sverre i 
(1861); t Sigurd Siembe L (1862), sopra ar- 
gomenti lolti dall'antica storia norvegiana, 
coacepili in modo largo e grandioso, e scritti 
con quel far semplice, conciso e poetir.o delle 
anticbe Saghe- Si provò pure nella commedia, 
e la sua produzione in due atti: a Sposi di 
fresco, B ebbe lietissimo incontro. Vogliono 
incora essere citati fra t suoi lavori dramma- 



(Copenhagen, 1861); < Fra le Battaglie,! 
dramma storico in un atto. Una traduzione 
tedesca de' lavori drammatici del Bjòrnson fu 
pubblìcaU nel 1866 a Iliiburghausen, e fa 
parte della ■ Biblioteca de'Classici stranieri: d 
anche il maggior numero delle novelle del 
Bjomson ebbe l' onore di una versione tede- 
«ca; alcune novelle furono anzi tradotte più 
volte. L'abitudine di descrivere la vita dei 
contadini gliela fece amare a segno da por- 
Urlo a disprezzare ogni alta coltura. Egli non 
veda altro più che la sua Norvegia, e nella 
Norvegia i soli contadini ; questo eccesso gli 
è naturalmente rimproverato. Lo Strodtmann 
nel suo libro intitolato: a Das geistige Leben 
iQDftnemark «(Berlino, 1873), fa pure carico 



)— BLA 

al Bjòmsoa d'introdurre ne'suoi drammi sli>- 
rici quel pietismo che può, invece, essere al 
sno posto nella rappresentazione della vita 
de' contadini, che si trova nelle novelle. 

Blaok (Guglielmo), romanziere e pub- 
blicista inglese, nato nel 1841 a Glaecovia, ri- 
cevè la sua educazione in varie scuole private 
in Inghilterra. 11 suo nome è strettamente col- 
legalo col giornalismo nell' ultimo decennio, 
e fu per qualche tempo direttore della iittii- 
ita di Londra e coUaboi-atore dell' ^soini""- 
tore. Si acquistò anche in breve molta fi 
' ed è presentemente u"* 



Inghilterra. 
pili [odati sono: ■ In veste dì seta ■ (it 
2»ediz. 1871); «Amore e Matrimonio» (Ift 
a Kilmeny n (1870, 2* ediz. 1873); <c II 
narca di Mìncing Lane i (1871) ; < Una II 
di Helh > (1871 , 2" ediz. 1873) ; t Strane 
venture di un Phaeton n (1872, V ediz. 18 
Quest'ultimo romanzo contiene la Relazi 
di una passeggiata di una comitiva in carri 
attraverso parecchie Contee inglesi, ed è p 
cipalmente attraente per pitture carapE 
ben riuscite e per quadri scenici. Gli ul 
romanzi del Black sono : a Una Prìncipess 
Thule > (1873), e t Macleod di Dare > (19 

BlaoUiam (Enrico), natoaPortsmt 
in Inghilterra il 15 febbraio 1830, fu edu 
nel King' s (>llege di Londra e divenne 
gretario particolare del signor E. Horai 
membro del Parlamento inglese. Ècorrìei 
dente siraoiero e critico d' arte dei giorni 
delle Riviste di Londra. Visitò la Spagr 
l'Algeria nel 1855 e 1857, e fece letture i 
strale sulla ■ Vita nell'Algeria , i pubbli' 
dipoi a Londra. Nel 1870 fu nominato di 
toro della Rivista La Società di Londra; 
nel 1872 si ritirò da queir ufficio^ e prese 
posto nella Commissione del Servizio civih 
Blackburn scrìsse ed ìUnslrò in parte le oi 
seguenti : • Viaggi nella Spagna, Ricord 
avventure in quel paese » (1866); e I Pirt 
illustrati da Gustavo Dorè » (1867); « Ar 
ed Arabi t (1868); i La Normandia pitti 
aca I (1869); f L' Arte nelle montagne; I 
ria della rappresentazione della Passione 
Baviera > (1870) ; < Le Montagne dello Hi 
scorsa nel paese dei ninnoli > (1873). 

Blaokfart (Miss Thathie, più conosc 
sotto il suo nome dì Fannt Lear), nac 
nel 1839 a Filadelfìa, ed é figlia d'un pr 
calore. Nel 1872 si recò a Parigi, cercant 
fortuna; di là si diresse a Pietrociurgo. Ali 
la Pasca rappresentava al Teatro Miche 
parte di Fanny Lear; poiché Miss Black 
avea una voce simile a quella della Pasca, 
eleganti di Pictrobui^o le diedero il ne 
gaolo di Fanny tear, ch'essa rese poi fan 
con un libro molto scandaloso pubblicato 
Belgio, ove essa racconta il suo romanzo 
un gran personaggio russo. Scacciata da ] 
troburgo, pubblicò, come dicemmo, le 
« Memorie, t poi cercò nuove avventure ìn Fi 
eia, in Inghilterra, a Roma, onde fu espi 



BLA 



— 160 — 



BLA 



dal ministro Nicotera. Ovn. dicesi che essa viva 
miseramente a Parigi. 

Blaòlde (Giovanni Stuart), filologo e 
scrittore politico inglese , nato nel luglio del 
1809 a Glascovia da un banchiere, studiò in 
patria e in Aberdeen, e passò quindi due anni 
a Gottinga, Berlino e Roma, studiando il te- 
desco, Titaliano e la Filologia classica. Nel i 837 
pubblicò una traduzione metrica del « Fausto » 
del Goethe, e scrisse in varii giornali articoli 
sulla letteratura tedesca , finché divenne pro- 
fessore di Lingua latina in un Collegio di Aber- 
deen, e prese parte al movimento riformista 
universitario in Sco^a. Parecchi lavori filolo- 
gici nel Museo CUissico (1850) e la sua tra- 
duzione d' Eschilo procacciarongli nel 1852 
la Cattedra di Lingua greca air Università di 
Edinborgo, che copre ancora. Dopo un viaggio 
in Grecia pubblicò : « Sul linguaggio vivente 
dei Greci > (Edinborgo, 1853), e scritti sopra 
Omero e Platone. Si adoperò anche calda- 
mente in favore dèlia nazionalità scozzese; p rese 
parte al bill di Riforma del 1867, e il suo opu- 
scolo: 4L Sulla Democrazia, » ebbe sei edizioni in 
14 giorni. Fece eziandio letture iieìV Istituto 
Reale di Londra, ed impugnò aspramente le idee 
dello Stuart Mi 11 sulla Filosofia morale, quelle 
del Grote nel suo giudizio dei Sofisti greci, e 
quelle di Max Mùller nella sua spiegazione 
allegorica dei Miti antichi. Delle sue opere 
meritano menzione, oltre le suddette, le se- 
guenti altre : e Pronunzia del greco, accento 
e quantità » (1852) ; a Lai e Leggende deiran- 
tica Grecia con altre poesìe 9 (1857); e Poesie 
principalmente sulla Mitolof^ia greca » (1857); 
a Poesie liriche iAglesi e latme > (1660) ; a Di- 
scorso sulla bellezza con un' esposizione della 
teoria di Platone sulla bellezza i> (1858); <c L' As- 
sociazione Costituzionale sulle forme di Go- 
verno, » lettura fatta a Manchester (1867) ; 
« Trattati politici » (1868Ì ; e (Quattro fasi di 
morale: Socrate, Aristotile, Cristianesimo ed 
Utilismo » (1871) ; e Dialoghi greci ed in- 
glesi 9 (1871); ma sopratutto: e Omero e 
Vlliade » (1866, 4 voi.), traduzione del- 
l' e Iliade» nel m^ro delle ballate, con una 
Prefazione, in cui propugna strenuamente, non 
solo la personalità di Omero, ma anche il ca- 
rattere storico degli eventi narrati da Omero. 
Son da ricordare finalmente, oltre le f Disser- 
tazioni crìtiche » e le « Note filologiche ed ar- 
cheologiche, 9 la « Musa deVagazzotti » (1869), 
raccolta piacevole di Canti degli Studenti tede- 
schi; la raccolta: < Canti di guerra dei Grermani i 
(1870), con schizzi storici, in cui difende ener- 
gicamente la causa dell'Ai lemagna contro la 
Francia, e finalmente: «ILai delle Highlands 
e delle Isole » (1872) ; « Lingua e Letteratura 
delle Highlands scozzesi • (1876); « Canti 
di religione e di vita 9 (1876); a Storia natu- 
rale dell'Ateismo d (1877) ; e I Savii della Gre- 
cia, 'sene di Dialoghi drammatici » (1877). 

Blaokmore (Riccardo Doddridge), ro- 
manziere inglese, nato il 9 giugno 1825 a Long* 
worth, nella Contea di Berk, ricevette la sua 
/ educazione a Benton , Tiverton ed Oxford: si 



diede quindi allo studio della Giurìsprudeoza; 
divenne nel 1852 avvocato, ma non esercitò 
mai questa professione. Dopo aver pubblicato 
una serie di Poesie epiche e liriche , che non 
levarono molto grido , si rivolse al romanio 
storico^ nel quale si acquistò, in breve volger 
di tempo, una rinomanza ben meritata. Le 
òpere di questo genere da lui pubblicate sinora 
sono: a Clara Vaugham • (nuova ediiione, 
1872) ; oc Lorna Doone, Romanzo di Exmoon 
(1879, 7> ediz. 1874), e a La Fanciulla di Skeri 
(1872), delle quali le due ultime son le mighorì 
e le più applaudite. Ambedue sono scrìtte in 
forma di autobiografie, e schieransi a fianco dei 
migliorì romanzi storìci per azione ben ideata 
e ben condotta, per caratterì ben delineati, 
per vivezza di dialogo e per magnifiche descri- 
zioni(quelia ad esempio àeWaBatiagliadelNilù 
nella a Fanciulla di Sker. ») La 4brma nò- 
menta in molti luoghi il De Foe. Il Blackmore 
scrisse inoltre un'Appendice inglese ben rio- 
scita alle ff Georgiche di Virgilio n (1871). 

Blagosvetloff (Gregorìo) , scrittore e 
giornalista russo, nato nel 1826 nel Caucaso, 
fece i suoi prìmi studii nel Seminario di Sa- 
ratoff. Più tardi venne a Pietroburgo, dow la- 
trapreselo studio della Medicina, che però pre- 
sto abbandonò per seguire il corso dell' Uni- 
versità. Finiti gli studii, divenne maestro di 
Lingua russa in parecchie Scuole militari e 
nell Istituto femminile di Maria. Il suo priou) 
lavoro intitolato : a Schizzo storico del ro- 
manzo in prosa in Russia, » apparve nel 1856 
nel Figlio della Patria j e fu seguito di pa- 
recchi articoli critici e polemici che stampò 
in diversi giornali, finché non intraprese egli 
stesso la pubblicazione della Parola Rumt 
Rivista, alla ^uale diede il carattere realisti 
che incominciava ad invadere la Letteratura 
russa. Quel momento fu il più fecondo della 
attività letteraria del BlagosvetloCf. Seguifooo 
articoli sopr*articoli: « Shelley e la sua trage- 
dia Beatrice Cenci ; La Scuola storica delBa- 
ckle; Riviste delle opere dei Macaulay, To- 
cqueville, John Stuart Mill, Darwin, Kofto* 
maroff, ec., » collo scopo di propagare idee 
materialistiche e lanciar fulmini ^ntro tutte 
le produzioni deirarte che sviavano anche per 
poco dalla via tracciata da lui. Sospesa la 
Parola Russa, egli non perdette coraggio e 
fondò un'altra Rivista: L'Azione (Dielo), dote 
continuò con furore il suo lavoro di distra- 
zione. Dotato di molta energia , ricco di varie 
conoscenze, libero da ogni scrupolo e mane^ 
^ando la penna con una grande facilHà , ^ 
esercitò per un momento un prestigio assai 
forte sulla nuova generazione. Ma acciecato 
dallo spirìto di partito, non conosceva misoi* 
nei suoi odii e nelle sue imprecazioni «-pe^ 
cato di esagerazione che ora egli espia eoo la 
perdita di quasi ogni infiuenza letteraria e 
morale dopo che le tendenze realistiche della 
Letteratura russa sono divenute più generali» 
più ragionevoli e meno esclusive. 

BUgoveMinsky (Niccolò), latinisU 
russo, nato nel 18^, studiò nell'istituto peda- 



BLA — i 

logica di Pietroburgo, quindi fu inviato a com- 
liere la sita istruzione all' eslcro. Tornato 
n HoESia, fu nominalo protessore di Letlem- 
um Ialina da prima a Kazan, e un poco più 
ardi nel 1S52 netl' Università e niill' Istituto 
«dagogico di Pieti-oburgo- Nel 1873 fu eletto 
lellore dell'Università di Varsavia. Il Blago- 
escinsliy scrisse parecchi saggi sulla Lettera- 
iira e sulle Antichità romane; n Dei principi! 
ella Cora media latina; Del carattem e della 
nportanza della Letteratura latina ; Il poeta 
iiirico Persio, ec. ■; ma il suo lavoro princj- 
ale ò quello pubblicato nel 1864 ed intitola- 
i: g Orazio ed il suo tempo. > Maneggiando 
i lingua Ialina a perfei:ione, egli faceva le- 
oni in quell'idioma nell'Istituto pedagogico, 
e iraduiioni dal latino del valente Professore 

distinguono per una rara precisione e per 
na grande purezza di lingua. 

Blano (Carlo), estetico francese, nato 
Castres il 15 novembre 1813, studiò l' inci- 
one presso il nostro Calamatta. Dal 1835 al 
Itì, ne'giornali Le Bon-Sens e la Jteune du 
rogréi, diretti da suo fratello Luigi, inseri 
ticoli critici d'arte. Collaborò quindi al Covr- 
ir Franfais, all'ylwisfe, al Journal de 
auen; diresse nel ISìO il Propagaleur de 
iube, e nel 1342 il Journal de fEure, Più 
Idi collaborò Rll'Auenir Naiional.edallSOB 
gÌornaleLe7Vmpa.Nell859 fondò la splen- 
h Gaiette de* Beaux-Arl» ; dal 1 1J48 al 1 851 
poi di nuovo dal 1870 al 1S73 fu « Dìrecteur 
a Beaux-Arta; » Nel 1868 venne eletto 
^mbi'o dell'Istituto in sosliluzione del Wo- 
»ki; nel 1876, membro dell' Accademia 
incese in sostituiione del conte di Carnè; 
a Firenze pel Centenario di Michelangelo 
li recitò, in tono molto patetico, un Discor- 
; nel IS78 egli proferi il Discorso dì ricevi- 
!nlo del nuovo accademico Sardou che sosli- 
iva l'Autran. Scrittore elegante, pieno di 
eiza e d'acume, è i-eputato ora in Fran. 

come il più autorevole fra i crìtici d' arte. 
risse: « Hisloiro des Peintrea fianfaJS du 
X- siede V (1845): < Les Peintres des fétes 
lanlesi (1853); « L'd^uvre de Rembrandt n 
J53, I85!J-tì4, 3 voi.); a La Biographie de 
anville» (1855), a Les trésors de l'Art à 
Jichester - (1857); i De Paris à Veniae * 
t77); Le trésor de la curiosile > (2 voi. 
)'); « Grammaire des Aits du dessin s 
B7, lavoro d' importania capitale); a Le 
binet de M. Thiers » (1871). Egli fu pure il 
laboratore principale dell' a Histoire des 
inlres de toutes les écoles » (della quale dal 
tO al 1872 uscirono ben 51ti dispense); è 
eranaente sua la • Storia delle Scuole fran- 
ii n (in tre voi.), olandese [in due voi.), ve- 
tiana, umbra, romana e bolognese. Nel 
S9fece Conferenze applaudite sull'arte a 
sanna e Ginevr.i. Abbiamo ancora di lui le 
periti recenti pubblicazioni: t Ingres, sa 
'■ et ses ouvrag-es » (1870); v l'Art dans la 
mie et dans le vl>temcnt « (1875); < Les 
tiiteEde raon tempsB(1876); a Vovagedans 
hanle Egypte, etc. o (1876). 

Oizionario Rlogru/lfo. 



1 — BLA , 

Bluio (Luigi), fratello del preceiJenlo, 
celebre scritture politico francese , nacque nel 
1814 a Madrid, ove suo padre, Ispettore gene- 
rale delle finanze, accompagnava allora il re 
Giuseppe Bonaparte in Ispagna, Esordi prima 
dei veni' anni nel giornalismo collaborando al 
Progréa du Bas-de-Caiais, e scrisse tre poe- 
mi: g Mirabeau; L'Hotel dea Invalides; L'Éloge 
de Manuel. » Nel 1S3i pose la sua dimora a 
Parigi , ove collaborò al iVulionaj, alla ftevue 
Républicaine , alla Nouvetle Minerve; negli 
anni 1836-38 diresse il BoH-Seni: nel 1839 
fondò la Revae du Progrès. Nel 1818 seden- . 
do nel Governo Provvisorio propose che i suoi 
co II eghi fondassero naMìttistùre du Progrès; 
essendosi essi rifiutati a questa strana pro^ 
posta, egli volle almeno che fosse costituita 
sotto la sua presidenza una Commissione di 
governo per gli operai , presso i quali ottenne 
naturalmente una grande popolarità. Cessata 
la rivoluzione, si salvò nel Belgio, poi in In- 
ghilterra. Negli anni 1849'&1 pubblicò una 



Rivista mensuale da lui fondala sotto il tìtolo; 
Le Nouveau Monde; da Londra mandò pure 
molti ailicoli al Courrier de Paris sotto il 
pseudonimo di Welier; al Temps, sotto il 
titolo di ■ Lettres de Londres. v Nel 1865 
sposò a Brighton una giovine inglese. Miss Cri- 
stiana Grob, che mori a Parigi nel 1876. D^po 
Sédan, il Blanc ritornò dal suo esigilo in 
Parigi; fu eletto deputato, e d'allora in poi è 
riconosciuto come il Capo dell'estrema Sini- 
stra, ossia degi' Intransigenti. Nell876 fondò 
un nuovo giornale, L'Hamme libre, ma per 
abbandonarne poco dopo la direzione. Il Blanc 
ha pubblicato 1 seguenti lavori: n De l'organi- 
salion du travail » (-1841); n Histoire de din 
ans II (1842) ; < Histoire de la Revolution fran- 
gaise » (1852-02); t Révolutions bistoriques a 
(18B9, in 2 voi.: vi si confutano le asser- 
zioni di Lord Normamby sopra la Rivolutione 
1 di -febbraio); « Lellres sur l'Anglelerre t 



(1865-67, in 4 voi.); «Appelaux honnéU-a 
gens; Caléchisme des SocialisteH > (1849); 
( Pattes d'hisloire de la Révolulion de févrìer k 
(1850); «Plus de Girondins: La répubLique 
une et indivisible • (1851); a L^Etat et la Com- 
' mune i (1865); a Histoire d& la Revolution de 
1848» [1870, in 2 voi.); i Question d'au- 
jourd'hBietdedemainB (1873-74, in 2 voi.). 

Blanoardl (Francesco Dionigi^, scrit- 
tore piemontese, nacque in Castiglione di 
Nizza marittima. Scrisse elefanti poesie lati- 
ne, e specialmente : a De italica anastasi; Pu- 
gna ad Novariam ; Elegie ; Carmi ; Iscrìi^iooi; 
la Prefazione alle opere poetiche di Diego Vi- 
Irioli, t Insegna la Rettorica nel Ginnasio di 
Lodi, ed è pure autore di un buon Trattatello 
di t Elementi di Umane L«ttere, > pubblicato 
in Firenze nel 1866, e di cui apparve di re- 
cente una seconda edizione. 

Blanoliard (Edoardo Leman), scrittore 
inglese, nato l'1 1 dicembre 1820 da Gugliel- 
mo Blancbard , attore valente per ben 35 anni 
nel Teatro di Covent Garden, si diede allo 
scrivere sin dalla prima giovinezza, e prima 
di aver 25 anni era già noto qual editore 
del Giornale di landra di Chamber e quale 
autore delle celebri ■ Guide descrittive Era - 
dshaw delle Strade ferrale, > non meno che di 
una serie di Manuali, Racconti, Saggi, Drammi, 
Farse, ec, che rivelavano una penna facile e 
pronta al servizio degli editori e dei direttori 
teatrali. Pubblicò quindi lo « Shakspeare s del 
Willoughby; 1' = Inghilterra e il Galles de- 
lineati, » e i romanzi di a Terapie Bar; L'Uo- 
mo sema un destino. ■ Oltre una quantità di 
miscellanee lettera rie, ilBlancbard compose cii- 
ca 80 drammi, la più parte bizzarrie fantastiche 
pel Natale, e pubblicò per 25 anni consecu- 
tivi gli « Annuarii natalizi! Drury Lane, a Fu 
anche per 12 anni collaboratore del Daily 
Telegraph, il giornale pili diffuso dell'In- 
ghilterra. 

Bl«Mnia[Pietro),flsico friulano, nacque 
in Fiumicello, presso Aquileia, nel 1836. 
Studiò nel Liceo di Gorizia, poscia all' Univer- 
sità di Vienna, dove passò tre anni {dal 1856 
al 1859) coma assistente presso r Istituto 
fisico; esordi nel 1858 con una Memoria in 
tedesco: « Sopra le correnti indotte; » segui 
Bell'anno seguente una Memoria: n Sopra le 
correnti elettriche dedotte ed indotte; e en- 
trambe le Memorie ebbero l'onore dì venire ac- 
colte negtijUtideirdccademta delle sciente dì 
Vienna. Si recò quindi a Parigi presso il labo- 
ratorio del Regnault neJ Collegio di Francia , 
e vi rimase Uno al 1861. Allora fu incaricalo 
del Corso di fìsica presso l' Istituto superiore 
di Firenze di recente fondazione; poi (1863) 
mandato professore ordinario di Fisica nel- 
r Università di Palermo, ove rimase fìno al- 
l' anno 1872, anno in cui fu invitato alla cat- 
tedra di Roma, ove si occupò tosto a creare 
un grande laboratorio di fìsica, che sarà pre- 
sto compiuto e risponderà intieramente agli 
odierni bisogni della scienza. Il Btaserna è 
segretario per la parte Ecìentilica dell'Accade- 



e 



BLA 



— 163 - 



BLO 



oda ed ebbe, nel 1865, una missione nel- 
Erzegovina e nel Montenegro, che lo abUitò 
studiare a fondo lo stato degli Slavi del Sud, 

dopo la quale fu nominato, nel 1870, < 
)nsole generale tedesco per la Bosnia e l'Er- 
govina. Il Blau pubblicò molti scritti nellMr- 
\mo Commerciale Pru8$iano, nelle Comu- 
cazioni Geografiche del Petermann, ec.;ed 
luoi dolti lavori sulle lingue e le antichità 
icntdli, fra cui: t Pellegrinazione della Stir- 
1 Sabea nel li secolo » (1869); a L'Arabia nel 

secolo » (1870); a Studii linguistici nell'arabo 
tico» (1872-1873); furono stampati in pa- 
cchie Effemeridi. Pubblicò inoltre separata- 
snte: < De numis Achaememdarum ara- 
leo-persicis D (Lipsia, 1855); «Monumenti 
iguistici bosno-lurcbi » (Ivi, 1868). Nel 1873 

nominato Console generale prussiano in 
(essa, e pubblicò ancora : <r Viaggi nella Bo- 
ia e neir Erzegovina » (Berlino, 1876). 

Biase de Bmy (Enrico), scrittore fran- 
te, collaboratore un dal 1836 della Revue 
ì Deux Mondes , di cui il direttore ^uloz 
ìa sposata la sorella Cristina,' nacque nel 
iggio 1813 ad Avignone. Tradusse il «Faust 
IGoethe» (1840)ele a Poesie liriche » (1843). 
risse inoltre : «Kosemonde» (1841); «Poe- 
si (184^); «Écrivains et poétes de TAI- 
nagne» (1846, in due voi.); «La Nuit de 
ilpurgis» (1850); cSouvenirs et récits des 
mpagnes d'Autnche » (1854); « Les Koeni- 
Dark » (1855); «Les Musiciens contenipo- 
n8»(i856); «Intermèdes etPoémes» (1859); 
<es Salons de Vienne et de Berlin» (1861); 
e Decameron, » Commedia rappresentata 
Odèon (1861); e Le Chevalier de Chasol b 
'62); «Meyeroeer et son temps » (1865); 
ies Ècrivains modemes de T A llemagne » 
(68); «La Legende de Versailles» (1870); 
«s Mattresses de Goethe » (1 872); « Les Fem 
s et la Socielé au temps d'Auguste » (1875). 

Blizinaki (Giuseppe), autore dramma- 
\ polacco, nacque a Varsavia nel 1827. 
risse con molto successo pel teatro, e si 
[Qistò rapidamente un posto eminente fra 

autori drammatici contemporanei. Egli 
«Cge nella creazione dei tipi nazionali, e 
ichè talvolta introduca nell' intreccio delle 
i commedie effetti niente nuovi, nondimeno 
tonda in situazioni veramente comiche. Il 
zÌDski pare indovinare coli' istinto le esi- 
ize della scena, e le sue commedie recitate 
tutti i teatri polacchi ottennero quasi sem- 

> un successo brillante e pienamente meri- 
3. Fra le sue opere le migliori sono repu- 
d: tUna Mamma previdente; Il Vecchio 
!be ; n Babbo ; 11 signor Damaso, » che ot- 
^e il grart premio al Concorso drammatico 
Uopoli ; « Un Marito in mancanza di me- 
^' » Da qualche tempo il Blizinski collabora 
^e alla composizione di un Dizionario 
*ografico dell'antica Polonia, 

BIocli (Giovanni), tìnanziere e statista 
^0, nacque a Varsavia nel 1836. Egli stu- 

> nella sua città nativa, dopo di che segui 
carriera di negoziante, e dal 1857 fino al 



1860 servi nella Grande Società delle Strade 
Ferrate russe , circostanza che lo aiutò a rac- 
cogliere materiali statistici e T esperienza ne- 
cessaria per uno studio ragionato della que- 
stione generale delle yStrade Ferrate. Fra i 
numerosi lavori che il Bloch ha stampato su 
tale argomento, ipiù importanti son quelli 
intitolati : « Le Strade Ferrate russe nel 1871^ 
1872 e 1873 » (in francese ed in russo); 
« Calcoli e materiali per lo Stabilimento delle 
Casse di risparmio air uso degl'invalidi al la- 
voro al servizio delle Strade Ferrate » (in 
russo ed in francese) ; « Dell* influenza delle 
Strade Ferrate sulla situazione economica della 
Russia in cinque soluzioni : V Agricoltura, il 
Bestiame^ il Cfommercio esteriore, i Risultati 
fìnanziarii della costruzione e dell'esercizio 
delle Strade Ferrate » (1878). Tutte queste 
opere sono state premiate air Esposizione di 
Parigi ed a quella di Filadelfia con medaglie 
e con menziona onorevoli. Nel 1878 il Bloch 
fu nominato membro del Gomitato scientifìco 
presso il Ministero delle Finanze a Pietro- 
burgo. 

Block (Maurizio) , celebre statistico, nato 
il 18 febbraio del 1816 a Berlino di genitori 
israeliti, passò la giovinezza a Parigi; studiò 
quindi Storia e Scienze di Stato a Bonn e 
Giessen , e tornò tosto in Francia, ove fu im- 
piegato nel Ministero di agricoltura e più tardi 
neir Ufficio di statistica. Dal 1864 non è più 
impiegato, e vive lavorando indefessamente e 
puoblicando opere molto pregiate , fra cui ci- 
teremo le seguenti in francese : « Degli oneri 
deir agricoltura nei varii paesi d'Europa » 
(Parigi, 1851); « La Spagna nel 1850 » (Ivi, 
1851) ; « Dizionario dell Amministrazione fran- 
cese » (Ivi, 1856, 3* ediz. 1862), a cui va an- 
nesso, dal 1858, un « Annuario dell* Ammi- 
nistrazione francese: Statistica della Francia » 
(Ivi, 1860), premiata d air Istituto ; « L'Eu- 
ropa politica e sociale » (Ivi , 1869) ; e Pie 
colo Manuale d' Economia pratica » (Ivi, 5^ 
ediz. 1874) ; « Dizionario generale della po- 
litica ) (Ivi, 1862-1864, 2* ediz. 1874). Dal 
1856 il Block pubblica inoltre, col Guillaumin 
e coi Gamier, un « Annuario dell* Economi^ 
politica e della Statistica. » In lingua tedesca 
pubblicò: « La popolazione dell'Imiterò fran- 
cese » (Gotha, 1861); « La popolazione della 
Spagna e del Portogallo » (Ivi, 1861); « Gli 
eserciti degli Stati europei p (Ivi, 1862: an- 
che in francese); « Le finanze deir Impero 
francese » (Parigi , 1869Ì. Il Block scrisse an- 
cora in francese : « I Comuni e la libertà b 
Ì Parigi, 1876); « Trattato teorico e pratico 
i Statistica » (Ivi, 1878). 

Bloch (Maurizio : il suo vero nome un- 
gherese è Ballaci, che si pronuncia Bolloghi, 
onde si fece Bloch) ^ filologo ungherese, di 
famiglia israelita, nato nel 1815 aTernova, 
studiò a Pesth ed a Parigi. Esordi nel 1840 
con una Memoria in favore deiV emancipazio- 
ne degli Ebrei; quindi tradusse in ungherese 
i « Libri di Mosè e di Giosuè » (Pesth, 1840- 
43). Nel 1844 fu eletto professore nel Liceo 




BLO 



— 164 ~ 



BLU 



di Szarvas; nel 1846 pubblicò un «Diziona- 
rio completo Ungherese-Tedesco; » nel 1847 
un* a Antologia ungherese; » nel 1850 una 
. a Grammatica teorico-pratica della Lingua un- 
gherese, B ed una raccolta di a Proverbi! unghe- 
resi; » nel 1855 una « Grammatica ebraica » 
in lingua ungherese, e più tardi un'Opera 
teologica sopra l'antico Canone. 

Blomstrand (Anders), missionario e 
scrittore svedese, nato ill9dicen^re 1822, 
studiò a Lund, ove si diede alla predicazione.. 
Nel 1857 partì come missionario per l'India, 
ove attese ad una revisione delle vecchie tradu- 
zioni tamuliche del o Nuovo Testamento, • alla 
ristampa del « Libro de' Salmi s in Tamuli, alla 
pubblicazione di varii Tibri, come: « Dichiara- 
zione del Catechismo di Lutero ; Storia bibli- 
ca; Raccolta di Prediche in Tamuli; Libro di 
Preghiere tamulico; Trattato di Storia dt»lla 
Chiesa, » e di una Rivista mensuale tamulica 
intitolata con nome sanscrito :«^runodayam 
(Il Levar del Sole). 

Blonuitrand (Cristiano' Guglielmo) , 
chimico svedese, fratello del precedente, si 
addottorò in Filosofìa nel 1850 nell'Università 
di Lund. Pubblicò, oltre numerosi scritti in 
varie Riviste scientifiche svedesi (specialmente 
neìV Annuario dell' Università di Lund) e 
straniere, parecchi lavori pregiati, tra i quali 
si distinguono: gli a Elementi di Chimica » 
(1864); un a Saggio di Geografia mineralogica 
svedese » (1864) ; le a Osservazioni geogno- 
stiche fatte in una Spedizione scientifica allo 
Spitzberg 9 (1864) ; una « Memoria sulla Co- 
iombite e Tantalite » (1866). 

Blmn (Ernesto), autore drammatico e 
giornalista francese, nacque nel 1836 a Pa- 
rigi. A diciannove anni fece rappresentare 
alle Yariétéa una sua Commedia-Vaudeville 
intitolata: «Une Femme qui mord.» È colla- 
boratore del Charivari e del Rappel (sotto 
il pseudonimo di Zigzaga). Oltre una qua- 
rantina di Commedie, Fééries, Farse, ec., 
pubblicò ancora : « Mémoires de Rigolboche » 
(1860); « Les Pieds qui remuent, bals, dan- 
ses et danseuses » (1864); « Entro Bicétre et 
Charenton» (1866); aBiographie complète de 
Henri Rochefort par un ami dedix ansi» (1688). 

Blmn (Giovanni Reinhard) , celebre mi- 
neralogista, nato il 28 ottobre 1802 in HanaU in 
Prussia, studiò nel 1821 air Università d'Hei- 
delberg, ma si diede poi tutto alla Minera- 
logia, e, dopo avei* subito gli esami nelle di 
scipline di Stato, prese la direzione delF Uffi- 
cio mineralogico di Heidelberg, fmchè nel 1838 
f\i nominato professore di Mineralogia in quella 
celebre Università. Si acquistò fama ben me- 
ritata pe* suoi lavori intorno alle roccie , par- 
ticolarmente intorno i Pseudomorfosi (che non 
hanno la vera forma cristallina). Pubblicò: 
a Manuale delle pietre preziose » (Stoccarda , 
1828, 2* ediz. 1834); « Manuale d'Oriltogno- 
sia » (Ivi, i833, 4* ediz. 1873); « Liturgica 
ovvero i Minerali e le specie delle roccie nella 
loro applicazione tecnica 9 (Ivi, 1840); « I Pseu- 
domorfosi del regno minerale » (Ivi, 1843, 



con 3 Supplementi successivi) ; « Nozioni k 
damentali di Mineralogia e Geognosia » (hi. 
1858; ; « Manuale di Litologia' » (ErUngec, 
1860); 6 I minerali ordinati secondo il sislenu 
cristallografìco » (Lipsia, 1866). Nel 1877 ! 
Blum lasciò la Cattedra di Mineralogia. 

Blimtsollli (Giovanni Gasparo), giare^ 
consulto svizzero, professore di Saenze è 
Stato in Heidelberg, celebre rappresentaoti 
dei principii liberali nella Chiesa e nello Stt 
to,~nato il 7 marzo del 1808 a Zurìgo, stod^ 
neil* Istituto Politecnico patrio, indi a Barite^ 
e a Bonn , ove nel 1829 si addottorò con wà 
tèsi: « Sopra la successione secondo il Diritt 
Romano, d che gli valse pure un premio àé 
l'Accademia di Berlino. Divenne profess&fij 
nel 1836, di Diritto Romano nella nuova Uri 
vernila zurighese, e pubblicò, in senso contf 
valore: <c II Popolo e il Sovrano 9 (Zori^aj 
1831). Membro dal 1837 del Gran Gonsigliel 
Capo del partito conservatore, prese piri 
agli eventi del 1839 a Zurigo, divenne mw 
bro del Consiglio di governo, e in tal qc^ 
lità scrisse la Relazione officiale: « I Coad 




nisti in Svizzera» (Zurigo. 1843). Si ad 
c|uindi per la formazione di un partito t 
liberale-conservatore, e scrisse: « Studi! 
cologici su lo Stato e la Chiesa ^ (Za 
1844); e lavorò alla compilazione del Gc„ 
civile. Dopo la sconfitta del SunderbuoAi 
trasferi nel 1848 a Monaco, ov'ehbe una 
tedra di Diritto prìvato tedesco e di Dì 
pubblico generale. Ei pubblicò colà, fra le J 
cose, il rinominato «Diritto pubblico ur"^ 
sale» (Monaco, 1852, 4* ediz. 1868^ 
«Diritto privato tedesco» (Ivi, 1853-c 
ediz. 1864). Entrò nella Camera coi ca. 
partito nazionale-liberale; ma, offeso dal 
ticolarismo contro i dotti non bavaresi, s 
sferi nel 1861 all'Università di Heidel 
entrò tosto nella prima Cambra di Ba 
nel 1863 fu nominato Consigliere 



onoslante la sua attività politica, il Bluntschii 
DIO tempo di scrivere nuove opere ìmpor- 
nli, fra cui : «Le nuove Scuote di diritto dei 
uristi> (Zurigo, 1862, 2* ediz.)i « Idee di 
e del mondo dell'Asia aiktica nei loro ef- 
tli sella vita comune II (Nordlingen, 186tì); 
Storia del Diritto pubblico universale della 
litica» {Ivi, 1864); i II moderno Diritto di 
erra degli Stati inciviliti!) (Ivi, 1866, 2' 
il. 187-i); «Dizionario politico tedesco» (col 
ittc, Stoccarda, 1857-70, voi. II); i Opinion 
pariiale sur la quèstion de l'Alabama * 
Bris, 1872); ( H Diritto moderno dei po- 
li, ec» (Nordlingen, 1868: tradotto in 
iDcese dal Lardy, Parigi, 1869); « Il Dintto 
iderno dei popoli nella guerra franco -tedesca 
H870. (Heidelberg, 1871); ii Scienza di 
ilo tedesco per la persone eulte n (Nord- 
gED, lli7'l); a La Politica come scienza i 
leccarda, 1874); » Il Diritto di preda in 
erra e il Diritto di preda marittimo ■ [Hil- 
ihdni,.18T8). 

Boblia (^Romualdo), filosofo piemontese, 
litu di Cigliano, dottore in Filosofia e Me- 
lica, preside del Liceo di Brescia, scrisse 
merosi volumi di Filosofia, di Storia, di 
illca: « La Vita e le Opere di Antonio Ge- 
>esi; Saggio intorno ai tilosolì italiani meno 
il; Dopo la pretesa Riforma Cartesiana; La 
itolugia d' Ermenegildo Pisani; Critica Phi- 
ophiae; Storia della Filosofia rispetto alla 
iDscenza di Dio da Talele sino ai nostri 
rni, D opera molto copiosa. 

BobTxynakl (Micliele), giureconaullo 
acca, nato a Cracovia nel 1849, fece i suoi 
dii Dell'Università della sua città nativa. 
11876 fu eletto professore della stessa Uni- 
■ttà, e nel 1878 direttore degli Archivii ur- 
ti, ^li stampò un gran numero di Studi! 
erari! e stonci , fra i quali il miglior auc- 
so l'ottennero i seguenti : te Le Diete polac- 

aotto il Regno dei re Olbracht ed Ales- 
ifroi Giovanni Ostrorog; Studi! lelterarii e 
itici; Compendio della Storia di Polonia. > 

BooDMKil (Luigi), romanziere toscano, 

promette. Modeslissimo e un po' selvag- 

noii vive che per il suo lavoro , il quale , 
indo la sua propria espresuione, gli lascia 
eoa il tempo di respirare. De' suoi non 
li lomanzi, a La Cortigiana del cielo: 
ipo nell'Indie, ■ eh' è il più popolare, 
una vera attrattiva, e lascia vedere un 
'ingegno dì romanziere. Anche un « Dram- 
d'AiDore, > co m |iarso l' estale scorsa nelle 
indici della Ragione, ha notevoli pregi. 

BooOftOOlnl (Corrado) , naturaliitla ro- 
Tiuolo, professore di Storia naturale nel 
odi Cuneo, nacque a Ravenna nel 1846: 
1873 pubblicò a Cuneo una Memoria: <Su- 

BoiMMTdo (Giambattista), scrittore li- 
'; direttore della Scuola Tecnica centrale 
ienova, pubblica in Genova i seguenti libri 
ulicì : I Cento composizioni graduate per 
tUiodì scrittura sotto dettato ad uso delle 
Die; Trattatello d'Aritmetica per te Classi 



elementari e 
tica per le I 
rie dì qaesil 
che; Pronlu 
liane per le 
Apologhi pÌE 
educato alle 
per mezzo i 
Lettere fam 
letteraria e i 

li grafo genoi 
1829 dal co 

Paolina Du{ 

glia e l'amn 
lo ri serbava 
versi da G 
ufiicii impoi 
offerte onon 
più Minìstei 
Regno, CfivE 



sita di Geno 

?|uale la sua 
requente ra 

sempre facil 
allo a trattai 
più dispaiai 
rose pubbli< 
per giornali 
Dizionarii, e 
B della Niu)i 
dirige, le o 
pratico di E 
smopirologii 
del Commei 
del Commer 
La Terra e 
ste, Giuochi 
Diritto comi 



BOC 



- 166 — 



BQD 



Contabilità; Antichità romane e greche; Corso 
di Storia universale» (Manuali, 5 voi.); «Note 
e Memorie di un Economista. » 

Boooi (Donato), scrittore toscano^ nato 
a Bibbiena il 7 agosto deiranno 1832. Fatti 
gli studii, prese i diplomi d'insegnante sotto 
il Governo toscano , e fu professore di quinta 
Ginnasiale in Arezzo. Di qui passò a Sai uzzo, 
d*onde fu poi traslocato come professore di 
Greco e Latino nel Liceo di Massa-Carrara. 
Da Massa fu mandato nel Liceo di Casale Mon- 
ferrato come professore di Lingua e Letteratura 
italiana, e vi rimase per otto anni, avendo 
anche una Cattedra neir Istituto Municipale 
Leardi. Non contento del titolo accademico, 
che aveva ottenuto in |[iovinezza, si addot- 
torò in Lettere nelF Università di Torino , e 
in quella stessa città sostenne pure gli esami 
per ottenere , come ottenne , il Diploma d* in- 
segnante la Lìngua francese. La speranza di 
istruirsi e di migliorare le sue condizioni lo 
spinse a rinunziare volontariamente air im- 
piego, e a recarsi in Francia, ove stette per 
circa quattro anni, ed ebbe agio di visitare 
molte città francesi, non che la Svizzera e 
altri luoghi. Ma la malattia della moglie, a 
cui i medici prescrìvevano il ritorno in Italia 
comò unica via di salute, lo costrìnse ad 
abbandonare la Francia. Ora vive come inse- 
gnante prìvato in Torìno, educando i suoi 
figli, de quali la maggiore, Nella, ha già, in 
età. di tredici anni incominciati appena, preso 
la sua licenza ginnasiale, ed ora fa il corso di 
Liceo. Il Bocci ha dato alle stampe in Torino, 
presso la Tipografia Bona, i seguenti lavori : 
«La Sintassi italiana; Ortoepia e Ortografia 
della Lingua italiana ; Lezioni di Rettorìca e 
Belle Lettere ; I Carmi di C. V. Catullo, » tra- 
dotti in versi italiani; «Moralità e Ricrea- 
zione: Novelle, Cronache, Leggende, Tradi- 
zioni e Commediole spigolate nei campi della 
Letteratura straniera ; Dizionario storìco, geo- 
grafico, universale delia Divina Comedia, » 
opera ben concepita e condotta ed utilissima 
a tutti gli atudiosi del Poema dantesco; 
a Un* ora d* innocente piacere per i fanciulli , 
ossia Novelle, Leggende e Tradizioni attinte 
dalla Letteratura straniera; Una pioggia di 
rose per le fanciulle, ossia Novelle, Leggende 
e Tradizioni attinte dalla Letteratura stra- 
niera.» 

Bdokh (Riccardo), economista prussia- 
no, direttore dell' Ufficio statistico di Berlino,' 
insegnante nel Seminario statistico, nacque 
il 24 marzo 1824 a Berlino. Diede alle stampe 
i seguenti pregiati lavorì: «Statistica del di- 
stretto di Potsdam» (Berlino, 1861); «Orì- 
gine delU Statistica dello Stato prussiano » 
(1863); e Popolazione e dominio linguistico 
de' Tedeschi » (1869); « Carta linguistica della 
Prussia» (1864); estetistica della città di 
Berlino» (1875-78). 

Bodtnstedt (Federico), scrittore te- 
desco, nato il 22 aprile del 1819 a Peine neU 
l'Annover, attese nella prima gioventù al 
commercio, ma lo lasciò per andare a stu- 



diare Letteratura e linguistica nelle Univcr 
sita di Gottinga , Monaco e Berlino. A 22 aoa 
fu educatore del giovane Principe di GalKn 
a Mosca, e tradusse alcune poesie del Poschti 
e del LermontofT (Lipsia, 1843). Da Mosca paad 
nel 1844, ad invito del generale Neithard, hK- 
gotenente generale del Caucaso, per \\W 
nesb e i paesi dei Cosacchi, di cui impi't 
la lingua e raccolse i Canti popolari, iTAs 
per assumervi la direzione di un istitato pe 
dagogico, ed insegnare il latino ed il fraocen 
in quel Ginnasio. Ma egli rinunciò a qoel 
posto sino dal 1845 per visitare rioten» 
del Caucaso, e studiare con Enrico Seymoii 
e Giorgio Rosen le lingue orientali sotti 
Mirza SchafTy. Frutto di quei vbggi e I 
quei studii furono le due opere che tonit 
reno la sua fama : « I Popoli del Caucaso i 
le loro lotte per T indipendenza contro 
Russi »(Francfort, 1848; 2* ediz., Berli», 
1855); «Mille e un giorno in Oriente >(Iri 





1830, 3^ ediz« 1859). Già in addietro 
avea pubblicato 1' « Ukrania poetica > ( 
carda, 1845), Raccolta di Canti popolari r 
meridionali con un trattato e SuIP Istoria 
Cosacchi. » Tornato , pel Mar Nero, la Crirwi 
Odessa, Costantinopoli, TAsia Mioof«.l 
Isole Greche, inAIlemagna, il Bodensttflt a 
moro nel 1846 a Monaco; venne ranoe m 
guente in Italia a studiarne le antidùtà, i 
rimpatriatosi nel maggio del 1848 dire*»! 
lÀoyd Austriaco, allora liberale, a Tnew 
e fu poi sino al 1852 collaboratore deHa Gm 
Tetta di Weser. Nel 1854 andò per inviti)* 




1866 fu chiamato dal duca di Heiniogen 
dirigere il Teatro di Corte a Meiningent flj 
rimase per molti anni. Dei suol celebratiss^ 
« Canti di Mirza Schafly » (1831), tradotti i 
tutte quasi le lingue europee ed in Ui^ 
furono fatte non meno di 49 editiooi (Berta' 



BOD 



- 167 - 



BOE 



(874), e quasi nell* istesso tempo ei pubblicò 
ma « Raccolta dì Poesie » (Brema, 1852, 3* 
sdiz. 1869), ed un poema: « Ada la Lesghia» 
[Berlino, 1853), a cui tennero dietro altri 
)oemi: «Dalla patria e dall'estero d (Berlino, 
1857-60); la tragedia f Demetrio » (Ivi .1856); 
a commedia ce Viaggio nuziale del re Autari» 
Ivi, 1860); « Dall'Oriente e dall' Occidente » 
Ivi, 1861); «Poesie epiche i> (Ivi, 1863); 
I Raccontini » (Monaco, 1863); ed una tradu- 
cono di molti Racconti del Torghenieff. Di mol- 

merito è Topera: a I tempi dello Sèakspeare e 
e Opere de' suoi contemporanei > (Berlino , 
1858-60), a cui si collega la bella traduzione dei 
r Sonetti b del poeta sovrano, e quella di tutti 

suoi drammi fatta in unione con P. Heyse , 
jiiilemeister, Wilbrandt, etc. (Lipsia ,1866- 
f2). Il Bodenstedt pubblicò ancora una lunga 
tene di racconti , un nuovo volume di poesie : 

1 Dal lascito di Mirza SchafTy, ec. i> (Berlino, 
1874); «Caratteri donneschi dello Shakspéare » 
Ivi, 1875), già descritti dall'Heine; « Alessan- 
Iro in Corinto, >» commedia (Annover, 1876); 
1 11 Cantere di Schiraz, » canti d'Hafìz tradotti 
n tedesco (Berlino, 1877). 

Bodlo (Luigi), economista e stati- 
itico, nacque a Milano il 12 ottobre 1840. Si 
aureo in Leggi nel)' Università di Pisa il 7 
igosto 1861. Ebbe quindi dal Ministero della 
[Pubblica Istruzione una pensione per studii 
li perfezionamento in Scienze economiche e 
itatistiehe all' estero. Al suo ritorno fu nomi 
iato professore di Economia politica nel Re- 
[io Istituto Tecnico di Livorno , nel gennaio 
lei 1864; indi trasferito alla stessa cattedra 
)el Regio Istituto Tecnico dì Milano per l'anno 
«olastico 18Ò7-68 ; poi nel 1869 professore 
itotare di Statistica e Geografìa commerciale, 
oU' incarico anche dell' insegnamento del- 
' Economia politica nella Regia Scuola supe- 
iore di Commercio in Venezia, nella q[uale 
imase quattro anni. Morto il dottdr Pietro 
gestri nel 1872, il Bodio fu chiamato a so* 
tituirlo nella Direzione della Statistica gene- 
ale del Regno (essendo allora Ministro di 
agricoltura e Commercio l'onorevole Casta- 
gnola e Segretario generale il Luzzatti). li 
laestri aveva avuto V onore di fondare l'Uffi- 
H) di Statistica; e colla sua potente iniziativa 
'aveva fortemente organizzato. Però la Stati- 
tica dopo di lui entrò, si può dire, in un se- 
ondo periodo di attività^ nel periodo della 
Htica razionale dei dati statistici. Il Bodio 
Q segretario del Congresso Intemazionale 
li Statistica tenutosi nel 1867 a Firenze, e 
lipoi uno dei delegati del Governo italiano 
«Congressi sUtistici dell' Aja (1869), di Pie- 
roburgo (1872),. di Vienna (1873), di Stoc- 
«Ima (1875), di Buda-Pest(1876)ed ultima- 
ttenle di Parigi (1878). A Parigi, nel Con- 
ff<es8o di Demografia , fu uno dei presidenti, 
l Bodio appartiene alla Società Geografica 
iQodal primo anno della sua istituzione (1868), 
Ijla^tre anni fa parte del Consiglio direttivo 
nlla stessa. Egli scrisse nel 1865 un « Saggio 
^1 ^mmercio esterno terrestre e marittimo 



del Regno d' Italia » (Firenze , Tipografia Bar- 
bèra, un voi. in-8* grande). Nei 1867 pub- 
blicò per occasione del Congresso di Statistica 
una Rassegna critica, intitolata : e Dei docu- 
menti statistici del Regno d' Italia » (Firenze, 
Tipografìa Barbèra). Nel 1869 stampò la sua 
Prolusione al Corso di Statistica aperto allora 
presso la Regia Scuola superiore di Commer- 
cio ; essa aveva per tèma : « Dei rapporti della 
Statistica coli' Economia politica e colle altre 
scienze affini. » Non menzioneremo,. per bre- 
vità, ^li scritti suoi che hanno forma di pre- 
fazioni ai volumi della Statistica ufficiale o di 
Relazioni alla Giunta centrale di Statistica, 
ma richiameremo l'attenzione degli studiosi 
sopra una pubblicazione periodica (trimestra- 
le, di carattere puramente privato, che s'inti- 
tola: Archivio di Statistica: Roma, Tipogra- 
fia Elzeviriana), incominciata nel 1876 sotto la 
direzione del Correnti, del Boselli e del Bo- 
dio, e che ora è entrata* nel suo quarto anno 
di vita. Sono del Bodio parecchi articoli di 
quella Rivista; fra gli altri uno: « Sul movi- 
mento della popolazione dell'Italia comparata 
a quella di altn Stati d' Europa; » ed.un altro: 
« Sulla Statistica ferroviaria, d 

Boehtllngk. Vedi Bòutunok. 

Boelhouwer (Adolfo), poeta livornese, 
nacque neri841 in Livorno di famiglia ve- 
nuta d' Olanda. Studiò Legge a Pisa , ed ora 
esercita l'avvocatura nella sua città nativa. 
Oltre ad alcuni articoli crìtici e bibliografici 
pubblicati in varii giornali letterarii nel 1 876, 
diede alle stampe in Livorno per i tipi ele- 
ganti del Vigo un volume di versi intitolati : 
ff la Campagna, » delicatamente appassionati 
e felicemente imitati da poeti stranieri. 

BoeresOu (Basilio), giureconsulto ed 
uomo politico rumano, nacque a Bucarest nel 
1830 da un'onesta famiglia borghese, devota 
sotto r antico Governo alla nobile e patriotica 
Casa dei Campi vianu. Il Boerescu studiava al 
Collegio di San Sava a Bucarest, quando scop- 
piò la Rivoluzione del 1848, alla quale egli si 
mischiò con ardore giovanile , scrivendo ar- 
ticoli pieni dì fuoco , che stampava nel gior- 
nale del Rosetti intitolato: Pruncul Romanu, 
Alla repressione del movimento patriotico la 
tenera età del giovane rivoluzionario lo salvò 
dalla pei*secuzione, circostanza che gli permise 
di continuare la sua educazione in patria, fin- 
ché un ricco banchiere, amico della sua fami- 
glia, gli procurò i mezzi necessarii per andare 
a terminare gli studii a Parigi. Egli vi se- 
gui i corsi della Scuola di diritto, e di là indi- 
rizzò al Congresso Diplomatico riunito nella 
capitale di Francia, dopo la guerra di Cri- 
mea, una Memoria « Sulle questioni econòmi- 
che e politiche, della Moldo-Valachia, » Quel- 
r opuscolo fu seguito da un altro in lingua 
francese ed intitolato : « La Roumanie après 
le Traile de Paris du 30 mars 1856 » (Paris, 
1856). L'anno seguente egli scrisse la sua Dis- 
sertazione : a Traile- comparatif des délits et 
des peines au point de vue philosophique et 
juridique » (Paris, 1857), e ricevette il grado 



BOG 



— im — 



BOG 



della Guerra di Oriente » (1853-56) , che egli 
ba, di recente, compiuta. 

Bogifio' (pponunciato Boghiscig', Bai- 
iassarre), giureconsulto datmato, nacque a 
Ragusa. Studiò nel Ginnasio patrio e più tardi 
neir Università di Vienna. Fu dapprima scrit- 
tore nella Biblioteca Imperiale di Corte a 
Vienna, poi Consigliere scolastico dei Confini 
militari, ed ora insegnala Legge neirUniver- 
iità di Odessa. Si hanno di lui i lavori se- 
guenti : a Suir importanza del raccogliere le 
jsanze giuridiche popolari presso gli Slavi » 
'Zagrabìa, 1866) ; « Corrispondenza del pseu- 
io-imperatore Stefano il Piccolo colla Repub- 
blica di Ragusa t> (Zagrabia, 1868) ; « Princi- 
pali lineamenti del diritto famigliare a Ragu- 
sa d (Zagrabia, 1868); a Le Leggi scritte degli 
Slavi del Mezzogiorno» (Zagrabia, 1872); 
tLa Russia e la Serbia, » documenti (Pietro- 
burgo, 1872); < Codice delle Consuetudini giu- 
idiche attuali presso gli Slavi del Mezzogior- 
10» (Zagrabia, 1854). L' ultimo suo lavoro è 
in' edizione fatta a Belgrado di antichi « Scritti 
ìopoiari slavi. » 

Bogliettl (Giovanni), scrittore piemon- 
lese, nato il 29 agosto 1836, esordì in alcuni 
giornali di provincia {Gazzetta Biellese, Eco 
iel Verbano, ec). Nel 1862 tradusse la pri- 
lla parte del « Faust, d che fu letta in mano- 
»^ritto dal Correnti e dal Farina, lodata da 
juest' ultimo nel Giornale per tutti che stam- 
)ava in Milano TAiraghi , e di cui fu pubbli- 
ato un saggio nello Scacciapensieri, gior- 
nale, ove il Boglielti collaborava. Egli era allora 
ifficiale nell'esercito; si dimise nel 1872 per 
larsi tutto alle Lettere. Collaborò in vario 
empo, sempre però per la sola parte lettera- 
•ia, al Corriere dell' Umbria, air Arena di 
j[erona, al Diritto (1867), alla Nazione, alla 
'Gazzetta letteì^arid di Torino, alla Rivista Mi- 
mia, e linai mente alla Nuova Antologia, ove 
>i leggono i suoi pregevoli articoli seguenti : 
'Sulla riforma parlamentare in Inghilterra » 
1867); a Democratici e Repubblicani negli 
ìtali Uniti d'America » (1868); « 11 Liberali^ 
>mo inglese; Chiesa e Stato al Nord e al 
Sud dell* Impero germanico ; L'Austria nel 
1876; La Monarchia spagnuola; La Questione 
l'Oriente ; La Politica nella Letteratura con- 
fioiporanea deUa Francia ; » e un lungo a Stu- 
lio sul Byron. » 

Bog^r (Maria), scrittrice francese (no- 
ne letterario della signorina Anna Geiger, 
'alente istitutrice che dal 1874 vive in Fi- 
jenzej, nacque verso Tanno 1850 a Strasburgo. 
Jludio privatamente a Nancy ; quindi , avendo 
finninato i suoi sludii a Parigi, pubblicò sopra 
Corsi pedagogici parigini alcuni articoli, per 
' quali fu incoraggiata vivamente (special- 
■ttente da Jean Macé) a proseguire nella car- 
icela letteraria. Ma, cedendo ai consigli di sua 
madre (che essa ebbe la sventura di perdere 
ttel principio di quest'anno), preferi dedicarsi 
"l'insegnamento , e divenne a diciott'anni isti- 
lulrice delJJH barones.sa di Truil, figlioccia 
della fu Regina d'Olanda Sofia. Cosi essa 



abitò, per alcun tempo, l'Olanda, ed ebbe oc- 
casione di visitare, a più riprese, l'Inghil- 
terra, il Belgio, la Prussia, l'Austria, la Po- 
lonia, la Svizzera, insegnando ad un tempo, 
e imparando , ove l'occasione le si presentava, 
sotto la disciplina di eccellenti professori, che 
Uiedero compimento alla sua prima educa- 
zione intellettuale. Sposatasi fmalmente la sua 
allieva. Maria Bogor insegnò per un inverno 
la Letteratura francese in uno de' principali 
Istituti privati di Parigi. Essendo sopravve- 
nuta la guerra a interrompere il suo insegna- 
mento, la Bogor fu invitata ad accompagnare 
all' Isola di Giava la famiglia di Sua Eccellen- 
za Giacomo London per compiervi 1' educa- 
zione della primogenita di lui. Ritornata dopo 
tre anni di soggiorno in quel paradiso terre- 
stre, si stabili a Firenze; e di qui mandò al- 
cuni vivaci e poetici articoli slW Illustration , 
che descrivono il paese e i costumi di Giava. 
Dopo il suo ritorno pubblicò pure presso gli 
editori di Parigi Sandoz e Fischbacher, due 
eleganti volumi intitolati: aSouvenirs de fem- 
me, » e «.Kousuma. i> Nel primo di questi vo- 
lumi, scritti in uno stile squisito, fu particolar- 
mente notata una grande poesia e delicatezza 
di sentimenti; esso ebbe pure l'onore di una 
versione italiana: il secondo è una Novella, di 
cui la scena intieramente romanzesca è.l' Isola 
di Giava. 

Boeovio' (Marco), poeta sud-slavo, nato 
nel 18lb a Varadino in Croa2?ia, servi in pri- 
ma nell'esercito e divenne poi impiegato' ci- 
vile. Nel 1848 fu nominato dal celebre Bano 
di Croazia, Jellachich, commissario in Turo- 
poi, indi membro del Consiglio di Stato, e per 
ultimo Commissario territoriale della sua città 
natia, nel quale ufficio rimase sino al 1850 e 
rientrò poi nella vita privala. Nel 1853 fu 
condannato a sei mesi di carcere duro per 
delitto di lesa maestà. I primi suoi lavori let- 
terari furono traduzioni in tedesco di poesie 
serbiche pubblicate, nel 1840, nel gioi-nale 
Croazia, Nei 1844 stampò le sue proprie 
poesie sotto il titolo: « Ljubice; i> nel 1847 le 
poesie liriche: a Smilje i Kovilje; » e nel 1848 
un volume di Canti politici: « Domorodni glasi. » 
Nel 1850 pubblicò: « Pesme Antuna Mem- 
cica ; » nel 1857, il dramma « Frankopan; » nel 
1857, la tragedia «Stefano, ultimo Re di Bo- 
snia; » e nel 1869, la commedia « Mattia Gu- 
bec, M ed una raccolta delle sue Novelle intito- 
lata:, « Pripovesti.» 

Bos^lavski (Ladislao), scrittore po- 
lacco, nato a Varsavia nel 1838, studiò suc- 
cessivamente nelle Università di Mosca, di 
Pietroburgo, di Parigi e di Eidelberga. Finiti 
gli studii egli si dedicò alla letteratura , e si se- 
gnalò particolarmente pei suoi articoli critici. 
Le sue Rassegne delle Opere drammatiche 
stampate nel Corriere di Varsavia gli valsero 
la fama di critico serio ed imparziale. Il Bogu- 
slavski fu, per qualche tempo, principale scrit- 
tore di un giornale illustrato, e dal 1^76 fino 
al 1877 occupò il posto di direttore del Gran 
Teatro e di quello delle Varietà a Varsavia. 



Egli i ancora conoeciulo come traduttore di 
varii lavori storici n corae auloi-e di parecchio 
novelle e di uno « Studio sui Teatri di Var- 
savia t 

BOttllngk (Ottone) , orìeiilalìsta lede- 
HCO, reeideiitR da alcuni anni a Jena, nacque 
il 30 maggio 1815 a Pietroburgo , dovo i suui 
uarentl ai erano iraafaiiti da Lubecca fin dal 
1813. Fece i suoisludìi aPietroburgo, Dorpal, 
Berlino, Bonna, dalla qual ciità tornò ]!eli8i2 
a Pietroburgo come aggiunto all' Accìdamla 
Imperiale delle Scienze. Aveva esordito col- 
l'arabo e col persiano; poi si dedicò lutto al 
eansciito, Tacendo tuttavia una digressione 
nel campo delle Lingue turche con la sua oe- 
lebre opera lessi co -grammaticale : o Sopra la 
Lingua dei Jakul i (Pietroburgo, 1849-51Ì. 
1 suoi lavori come indianista sono lutti della 
mportanza ; citiamo specialmenle 
a edizione dalla i Grammatica dui Pa- 



nini 1 (in 2 voi., Bonn, 1840); della a Gram- 
matica del Vo pad èva » (Pietroburgo, 1846); 
del t Dizionario del Hemaciandra; s la sua 
edizione e traduzione della «Qakuntalà; s la 
sua I Crestomazia sanscrita s (di cui ab- 
biamo una recente edizione ampliala, Pietro- 
burgo, 1877); le due edizioni della sua ricca 
raccolta di e Sentenze indiane, i testo e tradu- 
zione (in Ire vo!.) ; parer^hie Dissertazioni, 
delle quali è specialmente notevole quellao Sul- 
l'Accento sanscrito » (1843); ma sovra ogni 
cosa il gran a Dizionario S an seri lo -tedesco , ■ 
in sette volumi, da luì diretto e compilato in 
società col Rolh, che diresse particolarmente 
la parie vedica, come il Bóhtiingk la sanscrita: 
opera monumentale che incominciata nel 1852 
SI compi nel 1875, e meritò al Buhtiingk, al 
Roth ed al professore Weber, principali autori 
di essa, l' onore di venire sulla proposta del 
Ministro delia Pubblica Istruzione Ruggiero 
Bonghi nominati insieme Commendaton della 
Corona d'Italia. 



Metz.òaut 

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8-40) ;■. 
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sulto frane 
nel 1857, 
addottorò t 



BOI — 1 

Facoltà di Grenoble, nel 1837 cbiamato alla 
Facoltà di Parigi, nel 1871 invilato a supplire 
il Balbìe nella Cattedra d' Economìa politica. 
Nel ] 873 fece un viaggio al Giappone. Scrisse; 
■ Essai sur rilistoire dcs donalions entre 
épuuxi (13.^2); I Tableau BynoptiqueduDroit 
romains^lSo^); «Texles choisia du Digestei 
(1865); 1 De la réserve liéi'éditaire ches les 
Alhéoier.B ■ (1867); t Réserve héréditaiie 
d^ns l'Inde ancienne et moderne d (1870) ; 
< llistoire de la réserve béréditaire ■ (1873, 
premiato dall'Istiluto); « Histoire dea Dtoits 
de l'époux survivant > (1874, premialo dal- 
l' Isliluto).' 

Botto (Arrigo), poeta e musico lombardo 
' "■ "" ", campione coraggioso di un'arte 



FniKi dai rodi rin»li 
DiImrlnKjdlifornu; 

il quale, con una singolare franchezza , defi- 
nisce da sé stesso i propositi della Scuola, alla 
quale egli appartiene : 

Per gli elegantissimi Tipi elzeviriani di 
F. Casanova, nel 1877, fu pubblicatoaTurino 
un volume, che contiene a 11 libro dei Versi > e 
la fiaba i Re Orso, sove sono molteparli non 
solamente strane , ma anche originali. Alcune 
delle liriche del Bollo meritarono l'onore di ve- 
oirc accolte nell' < Antologia dei Poeti italiani t 
di Paolo Hejse. Egli è pure autore del libretto 
dell' Opera propria : ■ Hefìstofele, « che lenlò 
ia due tempi diversi a con fortuna opposta 
la «cena, segno certo che l' arte dell' avvenire 
io Italia ha progredito e fatto proseliti non 
Bolo tra gli artisti , ma anche nel pubblico. 

Botto (Cammino), scrittore d'arte, ebbe 
i natali in Roma il 30 ottobre 18't6 dal cav. 
Siheatro, bellunese, e (lalla contessa Giusep- 
pina Radolinska, polacca. Nei primi anni 
viaggiò in Germania e in Polonia coi genitori ; 
fermatosi poi a Venezia, ivi attese alle Arti 
Belle nellaRegìa Accademia, in quel tempo di- 
retta dal marchese Pietro Estense Selvatico. 
Di là pasEÒ nell'Università di Padova agli 
studii delle Scienze e delleLetlere. Giovine di 
fertile ingegno e intraprendente, presto diven- 
ne architetto di conto e scrittore succoso e 
disinvolto. Astretto a emigrare dalle Provin- 
cie italiane soggette all'Austria, negli anni 
1856-57 riparò in Toscana, e mentre vagava 
a studio de' suoi stupendi monumenti , scnsse 
Rassegne artistiche assai pregiale nello Spet- 
tatore, periodico fiorentino che ebbe non 
jnilia, ma onorevole vita. Nel 1860 il Governo 
italiano chiamava il Boito, d' appena ■venti- 
qnattr' anni , proressore ordinario d'Architet- 
tura luperiore nella Regia Accademia di Brera 
I Milano; i Milanesi poi lo elessero a far 
parte del. Consiglio Municipale. E^li attese 
i)nÌDdi sempre all'insegnamento con indefessa 
lEsidoìtà, accompagnandovi l'esercizio della 
professione, per dimostrare col fatto che in 
irte la teorica non deve andare scompagnata 



: - , BOL 

dalla pratica. Costruì infatti parecchie lubbri- 
che, tra le quali meritano ricordo un ricco 
palazzo e il Museo delta città di Padova. Il 
Governo nel 1872 lo nominò dei Giurali per 
la Sezione d'Architettura alla Esposizione 
Universale di Vienna, ed in quest'anno fu 
chiamalo dal Ministero della Pubblica Istru- 
zione a far parte del Consìglio Superiore per 
le Belle Arti. Ma forse come scrittore d'arie 
il Boito superò il professore. Se lo spailo lo 



concedesse, si vorrebbero enumerare tulli gli 
scritti d'ai^omento artìstico dettati da esso, 
come collaboratore ordinario del Politeenico 
e della Nuova Antologia, perchè quale sotto 
un rispetto e quale sotto un altro notabili. Re- 
stringnamoci ai libri: n Storielle Vane « {Mila- 
no, 187(1-79, 2 voi.); a Scultura e Pittura 
d'oggi » (Torino, 1877); « Leonardo e Miche- 
langelo I [Milano, 1878). Quanto prima sarà 
in luce; < L' Architettura italiana del Medio 
Evo e quella della Nuova Italia. ■ Cerio nelle 
idee, non vuol negarsi, il Boito vagheggia for- 
se un po'troppo quella cosi detta arte dell'av- 
venire, e SI lascia talvolta trasportare dalle 
idee de' novatori piiì in là che non concede- 
rebbero i suoi dotti e assennati studii sulla 
Storia dell'Arie e la sua molta pratica del- 
l' osservare i nostri monumenti , che a quel- 
r arte troppo nuova ripugnano : idee innocen- 
ti, quando si professano per conto pròprio; 
pericolose, quando abbiano a diventare norma 
autorevole di estetica nazionale. 

Bolln (Guglielma) , letterato svedese 
della Finlandia, nato a Pietroburgo il 2 ago- 
sto dell'anno 1835, studiò all'Università di 
Helsingfors e vi ricevette il grado di Dottore 
in Filosofia nel 1860. Cinque anni più lardi 
egli fu eletto Professore onorario per la Cat- 
tedra di Filosofia; dal 1873 egh occupa in 
Helsingriirs il posto di Bibliotecario. Il Rotin 
insegnò nell'Università la Psicologia, la Sto- 
ria della FìlosoBa, la Logica, e fece un Corso 



BOL 



- 173 — 



BOA! 



il giornale l* Expatriatul, collo scopo di far 
cessare Je dissensioni fra gli Ungaresi ed i Ru- 
maoi di quella provincia. Ma it giornale non 
ebbe Che una breve esistenza e nessun risul- 
tato felice. L'*anno seguente il Boltiac visitò 
CostaDtìnopoli e quindi si recò a Parigi. Nel 
corso del suo soggiorno forzato all'estero, egli, 
oltre le raccolte di Poesie sopraccennuate, 
scrisse ancora un opuscolo: «La Repubblica 
Romana, » ed una Memoria topograGca sulla 
Romania, accompagnata da una carta in ri- 
lievo di tutto il paese abitato dai Rumani. Ri- 
tornato in patria, egli prima di tutto collaborò 
al giornale del Rosetti il Romànulu, e vi 
scrìsse una gran quantità di articoli politici 
più tardi riuniti sotto il titolo di : ce Goll^gere 
de mai multe article,» coir aggiunta delle sue 
poesie risfempate col nome di « Poesie uma- 
nitane, » e di un volume intitolato: a Galetoria 
archeologica in Romania , » dove descrìsse un 
suo viaggio archeologico. Finalmente per dare 
un libero sfogo alle sue aspirazioni politiche e$:li 
fondò due giornali, il Éuciumul (1862-64), 
e la Trompeta Carpatilor (1865-76), nella 
quale si dimostrp nemicissimo agli Ebrei. I 
numerosi articoli^ politici del Bolliac sono no- 
tevoli non solamente come documenti pre- 
ziosi di Storia contemporanea, ma ancora 
come modelli dell' energia e flessibilità , della 
quale è capace la lingua rumana maneggiata 
con destrezza. Tra le varie questioni trattate 
dal Bolliac, egli pare avere con maggior dili- 
genza studiato quella della secolarizzazione 
dei beni della Chiesa, a giudicarne dai due 
volumi di articoli su quell'argomento ch'egli 
ristampò nel 1863 sotto il titolo di: e Mo- 
naslinlo inchinate et Monastìrile Bràncoven- 
sci. » Fra tutti questi lavori e fra tante preoc- 
cupazioni politiche il Bolliac seppe ancora tro- 
var tempo per soddisfare la sua passione per 
l'Archeologia. Egli intraprese varii scavi, rac- 
colse un ricco Gabinetto numismatico , & nel 
1860 pubblicò una Tavola archeologica sotto 
il nome di « Daco-Romane. » Parecchie volte 
deputato, ora il Bolliac, colpito da paralisia 
vive affatto ritirato dalla vita letteraria e po- 
litica. 

Bolognese (Domenico), scrittore napo- 
letano, nacque il di 11 febbraio i819 a Napo- 
li- Studiò lettere col Lamanna, filosofìa col 
Galluppi, fisica col Giardino, legge col Gi- 
gli. Pubblicò Poemetti, Liriche, Canzoni po- 
polari, Studii , Favole, Novelle, Drammi , Tra- 
gedie, Commedie, una sessantina dì libretti 
d'opera (tra i qu^li: «Marco Visconti; L' Elena 
di Tolosa; L'Assedio di Leida; Il Muratore di 
Napoli; Ermelioda»). A yentun'anno avea pub- 
blicato un e Saggio sullo spirito della Lette- 
ratura. » Segui un anno dopo il dramma: « I 
Pirati di Baratteria; » cui tennero dietro, con 
fortuna sempre crescente, i drammi seguenti: 
«Giovanni da Pareja; Maddalena; Cleopatra; 
Caino; Prometeo; Maria de' Medici; Michelan- 
gelo Buonarroti; Utile e cuore; Giuseppina 
Buonaparte; Gostanza di Chiaramonte; Amore 
e giuoco; Gamoens. » Tdtti i suoi lavori dram- 



matici hanno pregi letlerarii più tosto che 
scenici. Morto Salvatore Cammarano, il Bo- 
lognese fu nominato poeta e direttore della 
parte rappresentativa dei teatri San Carlo e 
Fondo, Nel 1866 egli pubblicò un romanzo 
intitolato: a Memorie di un artista.» Ora il 
Bolognese, dopo essere stato per alcuni anni 
impiegato, vive rìtiratissimo. Come poeta po- 
polare , scriveva nel 1877 l'egregio critico na- 
poletano F. Verdinois: « Il Bolognese ha dato 
fuori lavori eccellenti ; il nostro dialetto deve 
a lui molte delle sue più care Canzoni. Molte 
altre ne ha voltate in italiano, conservando 
loro r impronta di semplicità e di allatto che 
è propria di tutte le poesie del nostro popolo. » - 

Bttlte (Amalia), romanziera tedesca, 
nata il 6 ottobre del 1817 a Rehna nel Meclen- 
borgo-Schwerin dal Borgomastro di quella 
città, divenne alla morte del padre, a soli 17 
anni, istitutrice in una nobile famiglia, e si 
trasferi nel 1839 in Inghilterra, ove studiò 
l'inglese, tradusse romanzi inglesi in tedesco, 
e pubblicò molte corrispondenze e racconti 
nei giornali tedeschi. Nel 1852 tornò in Alle- 
magna e pose stanza a Dresda. Fondamento 
della sua fama letteraria furono i « Racconti 
dal portafogli di un Tedesco a Londra » (Li- 
psia, 1848), ed il <c Libro di visite di un Me- 
dico tedesco a Londra o (Berlino, 1852) , a cui 
tennero dietro: a Una tavolozza tedesca a 
Londra » (Ivi , 1853) ; « Un buon provvedi- 
mento » (Amborgo, 1856); «La casa nella 
foresta » (Praga , 1854) ; « Amore e matri- 
monio » (Amborgo, 1857), opere tutte che 
contengono, principalmente, pitture, spesso un 
po' crude, della vita dell'Aristocrazia inglese. 
Più tardi la Bolte si rivolse al romanzo biografico 
e scrisse: « Madama di Stael » (Praga, 1^59); 
«Giuliana di Krùdener e l'imperatore Ales- 
sandro» (Berlino-, 1861, 6 voi.); « Winckel- 
mann b (Ivi, 1862, 8 voi.); « Vittorio Alfieri» 
(Ivi, 18b2), tradotto in italiano da Gustavo 
Strafforello; « Francesca di Hohenheim » (An- 
nover, 1863); « La principessa Guglielmina 
di Russia » (Jena, 1868). Pubblicò anche un 
libro educativo: « Breviario delle donne » 
(Vienna, 1860, 4* ediz. 1866) e a Moderne 
teste caratteristiche» (Ivi, 1863), e i nuovi 
romanzi: «Oltre ed oltre » (Jena, 1867); 
« La sposa Guelfa » (Ivi, 1867); « L'Eliotro- 
pio » (Lipsia, 1869); « Un trono e niun da- 
naro » (Ivi, 1869); « Elisabetta o la Jane Eyre 
tedesca » (Vienna, 1872). 

Bombelli (Rocco) , storico romano, na- 
cque in Roma il 10 settembre 1837. Fece gli 
studii classici e filosofici nella patria Univer- 
sità, attendendo anche privataniente a quelli 
delle greche Lettere e del Diritto pubblico. 
Indi si volse alle ricerche storiche ed archeo- 
logiche, massime rispetto all'Italia, rovistando 
accuratamente Biblioteche ed Archi vii e non 
senza frutto. Fattosi conoscere per alcuni pre 
giati lavori , nel 1870, dopo l' ingresso delle 
truppe italiane in Roma, fu chiamato ad in- 
segnare la Rettorica nel Collegio Romano , e di 
là a professare Storia e Geografia nel Regio 



BOM - 17 

Ltceo di Salerno. Più lardi oilfnne it poslodi 
vìce-bibliotecario nella Univfrsità Romana , e 
di presente dirìge la Regia Scuola Tecnica Pie- 
tro Metastasio di Roma. La sua prima pubbli- 
caiione .fucono gli t Studi! Fitologico-crìtici 
sulla genesi, forma e valore delle Lfitlere del- 
l' Alfabeto italiano > (Roma. 1866). Mandò poi 
in luce: la i Storia della Corona Ferrea dei Re 
d'Ualia « (Firenze, 1870) , erudito-lavoro, dove 
l'Amore intese principalroenleadeciderelaque- 
stione intorno alle origini di quel famoBO serto 
medioevale ; gli t Sludii Arche elogi co-crìtici 
dell' antica numerazione italica e dei relativi 
numeri simbolici n (Rogna, 1876), lavoro urìgi- 
nale ed eruditissimo , lodato anche fuoii d'Ita- 
lia; « L' Infallibilità Pontifìda ed il Concìlio 
Ecumenico Valicano, > dialogo fra un Teologo 
e un Razionalista (Milano, 137^); e inllne la 
a Storia critica dell' orì^nee svolgimento del 
domìnio temporale dei Papi i (Roma, 1877), 
opera di compilazione, ma fatta sulla scorta 
di buoni documenti. 

BomblMl-Forta( Luigi), naturalista to- 
scano .professore di Mineralogia nell' Univer- 
sità di Bologna, nacque in Siena nel 1833. Si 
addottorò nel 18o3 a Pisa in Scienze naturati; 
nel 1860 fu Dominato Professore ordinario aBo- 
logna. Il professore Bombicci ha pubblicalo i 
seguenti importanti lavori: f Sul Granato nt- 
laedrico dell' Isola d' Elba . (Pisa , 1809) ; t U 
Classiflcazione naturate dei minerali v ^vi, 
1861); iCoi-so di Mineralogia! (Bologna, 1862, 
voi. di 800 pag,); « Notizie intorno ad alcuni 
minerali italiani > (Milano, 1867^ «Sulla 
Aasociaiiioiie poligenica applicata alia classa- 
zione dei Solfuri minerali i (Bologna, 1867); 
« La Composizione ebimica e la struttura dei 
minerali, ■ Prelezione (Ivi, 1867) ; a Sull'As- 
sociazione poligenica dei Composti minerali, » 
dal Nuovo Cimento: Pisa^l868); aidem e. 
s. Brano di lettera al professore Meneghini > 
Id-, Ivi, l!-6S); 1 La teoria dell' Associazio- 
ne poligenica applicata allo studio dei Silicati, 
con Lettera al professor Daubrée dell' Istituto 
di Franciaa (Modena, 1868); al Silicati mi- 
nerali secondo la teoria dell Associazione po- 
ligenica > (ediz. di lusso, 133 pa^., <iuadrì 
sinollici, ec: Bologna, 1S6S). Si riferisce al 
medesimo soggetto la comunicazione fatta atta 
Società Geologica di Francia, dall'ingegnere 
A. Caillaux , intitolata; e Résumé dea diverses 

fublicalions ds M. le prof. Bombice! sur la 
héorìe. des Associations polygéuiques appli- 
quée à l'étude et à la ci assi ficai ion des miné- 
rauiB fParìs, 1868); a SuU' Oligoclasite del 
Monte Cavaloro e sulla composizione della 
Magnete pi ri te > (Bologna, 186N) ; •■ La Produ- 
zione artificiale dei Minerali crislallizzali , a 
Prelezione (Pori), 1869); a Notizie dì Mi- 
neralogia italiana > (Bologna, 1860); a I Fo- 
sfati e Arseniati minerali e. s. t (Ivi, 1870); 
c La Storiadì un sasso, > Prelezione (Ivi, 1870); 
« Il Museo mineralogico della R. Università 
di Bologna. Guida, eo (Ivi, 1870); al Ter- 
remoti,» Leltura pubblica (Ivi,1870'; a Sludii 
sui Minerali 'del Bolognese * (Ivi, 1871); al 



e) padre, die, nemico acerbo d'ogni medìocri- 
\, temeva i mezzi buoni successi. Tullavia, da 
uel giorno, il padre stesso iacominciò Ibrse 
spenuv, poiché Don U conlese più lo acri- 



di studi) 
lìlosollch 

Mare; 11 



Bon-Brei 
una nuo^ 
la poesia 
più alta 
Il Conti 
tarano c< 
questa M 
visitata e 
i dolori, 
silenzio < 



creatura 
, O 



dovrebbi 
conforto. 

Tede die „._ ,_ 

co^ tenere in onore della Vergine, troverà 
pure l'ispirazione per un canto che. diventi 
il consolatore di tutte le madri desolate. Dopo 
Ire anni, la pietà verso il padre . estinto le 
inspirò nel 1Ù74 quella bellissima Canzone 
intitolata: a I miei primi studii, i ove ìl padre 
morto rivive inminzi a noi glorioso, e che 
si termiaa con questa grido veramente alTet- 

To più nag ni. Gli lolg* 



Ti...i,d.1I..U. figli! 

Cosi speriamo riudir presto un canto che ci 
resusc'li il vago aspetto della creaturina che 
sì tolse, più che all'affetto de'suoi genitori, 
alle dolorose angustie della vita terrestre, per 
cercar forse aere più spirabile e più lumi' 
noso. In ogni modo, speriamo sentire ripal- 
pitare presto ìl suo cuoricino in un pietoso 
canto della madre, alla quale, dal mondo 
poetico onde risnrge, essa avrà ben saputo 
dire te parole soavi-mente consolatrici. 

Sonftdfll (Carlo), scrittore, professore 
di Lettere e Storia naturale nel Liceo dì Son- 
drio, nacque ne) 182'<i a Castione-Andevenno. 
Studiò da sé il Ialino, il greco, ìl tedesco, il 
francese ; nelle Scienze naturali ebbe per 
maestri il Garovaglio, il Balsamo Crivelli e 



BON — 170 — 

Gagtielmo Gasparrìni. Finiti i suoi sludii a Rienl 

Puvi^, jnsegDÙ -da prima pi'ivalamente nel (aloe 

Collegio di Catnerlata, poi nei Ginnasii di pocoi 

Ponte e di Sondrio, più tardi nel Liceo di ì| 31 

Lodi, e linai mante, come dicemmo, nel Liceo senat 

di Sondrio. Nel 1S49 corse pericolo della vita recch 

per un deposito d'armi nhe il Bonadei teneva inglei 

m casa, a malgrado della Legge Marziale au- Princ 

striaca. Come poeta , il Bonadei ha facilità, na- zione 

tnralezzae una felice vena satirica, di che sono il rap 

documeolo due buoì volumi di poesie: i Rime » cheiT 

(Gomo,l858); «Nuovi Versi» (Sondrio,1873). {Gav. 

Hicordiaroo moltre le seguenti sue utili pub- che,ì 

blicazioni: ■Intorno all'accrescinienlo in gi-OB- i (esde 

sezza ed altezza delle piante dicotiledoni» | nine, 

(Sondrio, 1864); t Schizzo geognostico della i Thér: 

Valtellina» (Milano, 1873); aSulla Piscicol- cale) 

tura nei Laghi alpini o (nel Bolleliino del Club lanth. 

Alpino, Torino, 1S74). Il Bonadei ha pure delle 

fondalo e diretto per ire anni, fra acerbe lolte lavori 
politiche, il giornale politico di Sondrio, Lo 
Stelvio. 

Bonaparte (Principe Luigi Luciano), 
linguista e chimico francese, senatore, dottore 

dell'Università di Oxford, membro fondatore , „,,„, 

della Sooietà Reale degli Antiquari! del Nord ile^L 
dì Copenaghen, membro onorario dell'Acca- 
demia Imperiale delle Scienze di Pietroburgo, 
uno dei venticinque membri onorarli della So- 



: de n 

lingui 
rais e 
.gne » 
tendu 

lecles 
' (1867 
, la La 

ha Eli 

quali 

I San J 



cietà degli Antiquari! di Scozia, membro ono- 
rario della Società Filolo^ca di Londra, ec, 
nacque il 4 gennaio dell'anno 1813 nella re- 
ijidenza di Thorngrave, nella Contea di Wor- 
cester in Inghilterra, mentre suo padre, Lu- 
ciano Bonaparte, fratello dell'imperatore Na- 
poleone I, vi si tratteneva prigiomeio, avendo delie 
dato la sua parola d'onore di non fuggire. Princ 
Dopo la battaglia di Waterloo, la famiglia del (Loir 
giovane Prìncipe si recò negli Stati Ecclesia- 
stici, dùve passò la sua prìma gioventù. Più 
tardi egli si condusse ad abitare in Fii-enze, e 
vi si trattenne Ano alla Rivoluzione del ìHiS. 



BON 



— 177 — 



BON 



sobre la pronùnciacion gallega, asturìana, 
casteilaua y portuguesa, por el Prìncipe i> 
(Londra, 1861); a 11 Vangelo di San Matteo, 
volgarizzato in Dialetto calabrese cosentino da 
Raffaele Lucente , con alcune Osservazioni del 
Prìncipe sul permutamento delle vocali e dei 
dittonghi calabrÌD (Londra, 1862) ; a Le Gan- 
tique des Gantiques de Salomon , traduit en 
basque biscayen centrai, tei qu*il est com- 
munément parie aux environs de Bilbao , et 
accompagné d*une traduction en basque bis- 
cayen littéraire de Marquina , par le P. L A. 
de Urìarte; suivi d'un petit Dictionnaire com- 
paratif des Dialectes basques et de notes ex- 
plicatives, par le Prince » (Londres, 1862) ; 
« Il Vangelo di San Matteo, volgarizzato in Dia- 
letto sardo sassarese dal Can. G. Spano , ac- 
compagnato da Osservazioni del Principe sulla 
pronunzia di questo Dialetto, e su varii punti 
di rassomiglianza che il medesimo presenta 
con le lingue dette celtiche, sia ne' cambia- 
menti iniziali, sia nel suono della lettera L » 
(Londra, 1866). Fra le traduzioni stampate 
dal Principe senza annotazioni, citeremo: 
« La Sainte Bible , traduite pour la première 
fois en Langue basque du Labourd ; La 6e- 
Qèse,rExode et le Lévitique en Langue basque 
rio Guipuscoa , » di cui il Principe è uno 
le' traduttori ; e Les Psaumes en écossais des 
Loirlands; La Parabole duSemeur en soixante- 
iouze Langues et Dialectes divers de l'Europe ; 
Les livres apocryphes de la Bible en dialecte 
,^élique de TEcosse; Le Paaume GL en bas- 
ine de la Vallèe de Salazar (Espagne); L*Evan- 
;ile selon Saint-Matthieu dans les Dialectes 
[aipuscoan , biscayen , navarrais et bas-navar- 
ais, souletin, breton de Vannes, milanais , 
^ergamasque, bolonais, romagnol de Faenza, 
•iémontais, vénitien, du Frioul, napolitain, 
arde cagliaritano et logudoresc^ corse, ro- 
Qain, asturien, écossais des Lowlands, an- 
lais du Gomté de Devoti , néo-frison , picard- 
ruiiénois, normand de Guernesey, saìnton- 
eois de Jamac, franc-comtois de la Vallèe 
asse du Doubs (environs de Baume-les-Da- 
3es), provenga!, marseillais moderne, de la 
^rélie meridionale, livonien de TEst et de 
Ouest, albanais de Piana de* Greci, wotia- 
0€, zyriaine, perroien, tchérémisse, ersa- 
torduin et vogoule; L*Àpocalypse en Dialectes 
aipuscoan , biscayen et sauletìn ; Le Livre de 
Dth en dialecte labourdin, sicilien, sarde 
léridional, centrai et septentrìonal tempiese 
i sassarese, et anglais du Gomté de Nortnum- 
srland ; Le Gantique des Gantiques de Salo- 
lon en Dialectes labourdin, guipuscoan (tra* 
azione del Principe) , dans tous les dialectes 
nstants des Langues gaèliques et cambrìques, 
\ dialectes sicilien, sardes meridional, cen- 
^1 et septentrìonal tempiese et sassaresey al- 
mand transylvanien, écossais des Lowlands,. 
1 une vìngtaine d'autres Dialectes anglais, 
en russe ; La Parabole de l'Enfant predi- 
ce en grec de Gargese (Gorse); L'Histoire de 
^eph en Dialectes sardes cagliaritano , logu- 
^rese, tempiese e sassarese; La Prophétie 
Dizionario Biografico, 



de Jonas dans les mémes, et en Dialectes la- 
bourdin, navarrais de la Vallèe de Baztan et 
bas-navarrais de celle de Gize ; Le Gantique 
des trois Énfants, en onze dialectes ou varìètés 
de la Langue basque ; La Doctrìne cbrètienne 
en Dialectes biscayen de Llodio , de Marquina, 
Bermeo^, Arratia, Gentro et Ochandino. > 

BonaMiM (Giulio), scrittore francese, 
nato nel 1813, pubblicò i seguenti lavorì : 
e La Gomèdie Frangaise , notice historique 
sur les ancìens bàtiments • (1868); « Lettre à 
Milord**** sur Baron et la Demoiselle Lecou- 
vreur (1871); t Le Thèàtre et le Peuple » 
(1872); «La Gensure dramatique ]> (1873); 
e LesÀuteurs dramatiqueset la Gomèdie Fran- 
^ise à Paris au XVIle et au XVIII® siècle » 
(1874); e La Gomèdie Frangaise, histoire ad- 
ministrative » (1874); e La Musìque à la Go- 
mèdie Fran^ise v (1874); e Les Spectacles 
forains et la Gomèdie Fran^ise» (1874); 
« Les Auteurs dramatiques et les Thèàtres de 
Province » (1875); « La Gomèdie Fran^aise et 
les Gomédiens ae Province au XVII» et au 
XVIIIe siècle » (1875). 

Bonatélli (Francesco), filosofo lom- 
bardo, professsore di Filosofia nell'Univer- 
sità di Padova. Nacque ad Iseo nel 1830. 
Fatti i primi studii in Ghiarì, Brescia e Pavia, 
si recò a Vienna per proseguirvi gli studii uni- 
versitarii , e tornatone già molto innanzi nella 
conoscenza della Filosofia, si dedicò giova- 
nissima all'insegnamento. Nel 1843, ossia tre- 
dicenne , egli aveva già dato alle stampe un 
suo componimento poetico ; a diciannove era 
già insegnante privato ; fu quindi , per molti 
anni, professore nei Ginnasii liceali dello Stato. 
Dapprima come insegnante nelle Glassi gin- 
nasiali a Gbiariy a Milano, a Brescia; e poi 
nelle Liceali, a Montanara, a Brescia, a To- 
rino. Ghiamato nel 1861 a insegnare Filosofia 
teoretica nell'Università di Bologna, passò 
poi nel 1867 a quella di Padova, dove ha 
spiegato e spiega tuttavia attività grandissima 
neir uffìcio , cui è devoto come all'unica mis- 
sione della sua vita. Se v' è altri che in Italia 
lo agguagli, non v*é chi lo superi neireftl- 
cacia d'insegnare Filosofia; e ciò principal- 
mente in ragione del metodo , e della piena 
consapevalezza del valore e dei limiti della 
scienza. Fu lunga pèzza in voce di Herbar- 
tiano presso quelli che di cotal Filosofia, af- 
fatto ignota per un tratto in Italia, aveano 
idea vaga e confusa. Nulladimeno può dirsi 
del Bonatélli con certezza che egli cominciò 
dal lavorare sul fondamento dell' Herbar- 
tismo , traendone occasione al pensiero ed ar- 
gomento alla critica. Né s' andrà lontani dal 
vero affermando che egli non ha per anche 
percorso tutto intero il suo cammino , del che 
si rallegrerà chiunque sappia come egli si trovi 
ora per l'appunto nel più bel rigoglio della sua 
attività scientifica. Di due dei suoi scritti vuoisi 
qui far menzione in modo speciale. Nel libro 
che ha per titolo : « La Goscienza d e il e Mec- 
canismo interiore» (Padova, 1872), il Dona- 
telli fa la dovuta parte all'antecedente crìtica 

12 



dirsi che b' 



BON 



contro il tnecciinismo psicologico, aggiuogen- 
a argomenti dì gran peso. Potrebbe 
'avvicina in qualche modo al Lolzo; 
3 fare di ciò giudizio delinitivo. Nel 
lavoro che ha per titolo: «La Filosofla del' 
' r Inconscio esposta ed esaminata v (Roma , 
1876), può ravvisarsi il perfetto magistero cri- 
lieo dsir Autore. Di molta importanza è lo 
scritto: ( Dell' esperimento in Psicologia » 
(1858), che a giudizio degli esperti traccia i 
giusti limiti di un concetto di valore pur troppo 
abusivo. Il Bonatelli illustra parf^cchi pimli di 
Storia della Filosofìa (per esempio, Trende- 
leoburg, Fechner, Mill). Scrisse: t Sulla 
Sensazione ■ (1852); a Attinenze della Logica 
colla Psicologia» (1861); dell' n Argomento 
Ontologico B (1868) ; del i Numero Pitagorico » 
(ISTI); «Pensiero e Lingua» (1867); delle 
s Idee nella Natura ; > dei « Pensiero e della 
Ckinoscenza; Il Bene, il Bello e la Scienza» 
(1S72);' < L' Antropologia e la Pedagogia* 
(1873); < La Filosofia e ia sua Storia» (1877). 
Pubblici) parecchie Prolusioni , e contnbul m 
lai^a misura al giornale col titolo: La Filo- 
lofia delie Scuote /(aliane, del quale tenne 
per un pezzo la direzione col MamJanl II Bo- 
natelli scrive preciso e serrato. I suoi libri non 
Bon popolari, nà fu mai sua intenzione che 
fossero. Il vigore logico della dimostrazione 
non gli fa perder di vista la buona tradizione 
del periodare italiano; il che in qualche ma- 
niera accresce difQcoltà alla lettura. Si hanno 
pure di lui alcuni < Saggi poetici, » ed un 
poema intitolato: a Alfredo» (1856). 

BoiiatO(AbaleModegto), scrittore veneto, 
nacque il2rebbraÌDl812ìn Asiago. Studiò nel 
Semmario di Padova; dal 1837 al 1819 inse- 
gnò nel Ginnasio padovano. Frattanto egli 
avea presa ne 11' Uni ve rei ti la laurea in Filo- 
sofìa, ed ottenuto il Diploma di socio dell'Ac- 
cademia di Scienze e Lettere ed Arti padovana, 
negli Atti della quale Accademia pubblicava 
gli scritti seguenti: i Delle Favole esopiaoe 
tramandale da Babrio ; Il Panteon degli uo- 
mini illustri di Germania, intitolato : Der 
Walhalla. » Nel 1849 assunse l'educazione 

Srivata del giovinetto conte Alberto Papafava 
ei Carraresi, col quale rimase otto anni. Nel 
1857 intraprese l'edizione della sua opera 
principale lodatissima: > Storia dei Sette Co- 
muni e Contrade annesse i (terminata in quat- 
tro volumi nel 1865), per cui venne collocato 
il suo ritratto nella sala del Municipio dei 
Sette Comuni, pel quale ritratto ìl poeta Giu- 
seppe Bombardini di Bassano scriveva il se- 
guente epigramma: 

ImiUr piUHÌ il 'alto iti Banllo, 

Mi iwii l'irU, onilt i Cimbri fai Itorillo. 

Giliamo ancora fra ì vari! suoi scritti; a En- 
comio poetico di Pietro d' Abano s (1843); 
«Vita dì Alessandro Papafava, vescovo di 
FamagostR»(18D9); «Vita di Lodovico Meninn 
(1868); «Vila di G. B. Fabris, protomedico 
ui Vicenza» (1860^; nLe Rogazioni dì maggio 
nel Comune di Asiago» (1870), ed altri scritti 
di minor conto. Nel 1873 l'abate Sonato fondò 



pure in Asiago un' operosa Sezi 
del Circolo Alpino llaliano, del 
Demerito presidente. 

BoiiazKl (Benedetto), sci 
tano, nacque in Napoli ai l'2 ott 
e gli fu imposto il nome di Pomp 
Bonazzi, quantunque residente 

Satrizia di Bari (ove una stradi 
ai Bonazzi) e di Bergamo, e 
linea materna dagli antichi Ba 
della Terra di San Nicandro. Il 
peo fu accatto in tenerissima i 
nato Benedettino della SS. Tri 
ove fece i suoi primi studii, ci 
Napoli in famiglia. Cbiamalo pe 
cazione allo stato monastico, e 
tino, col nome di Benedetto , al 
ne usci più, se non per recan 
di studii a Napoli, ove, dopo spli 
ottenne il titolo di professore p 
sia con effetti legali per la L 
fina all' Universitì. Il Padre Ben. 
b ora Rettore diocesano della 
Ietto degli Studii e professore 
tino nel Seminario stesso. K^l 
primi in Italia a impadronirsi 
lodi tedeschi per l'insegnamen 
loi^a classica e a divulgarli e 
all'intelligenza italiana, onde r 
pili vive e più meritate dagl'i 
tedeschi, i professori G. Curtiui 
Abbiamo di lui alle stampe i s 

SregevoIisBÌmì, e che meriterei 
i venire maggiormente diffusi 
scuole: «L'insegnamento del ( 
e la Grammatica di G. Curtius > ( 
■ Cor'so di Analisi Grammaticc 

f arativa » (due parti , 2* ediz. , 1 
irenze, 1874); a Lessico radica 
di 2000 fra le pili ovvie {laroli 
greca, aggruppate nelle rìspet 
disposte in due continuale ci 
delle Radici e Temi, l'altra del 
ora sussistono t (Torino, Re 
1872;; sParadimma di lulU 1. 
minale e verbale, riguardata m 
ginariì in riscontro ciille altera 
vìgenti nella lingua comune de'G 
1872); «De C. Macci Plauti 
Lettera latina del Ritschl alì'Au 
1871). Presentemente il proft 
attende ad un « Dizionario G 
sotto la scorta dei migliori Le 
liei quale, per quanto intendiai 
pure le etimologie meglio a 
odierni studii comparativi. 

Bonuil (Francesco), sci 
tano, fratello del precedente, la 
presso l'Università napoletana, 
poli il 25 novembre del 1838. . 
tori a questo scrittore di una 
importanti ( Statuti ed altri 
intorno all'antico Governo mi 
citlà di Bari» (Napoli, 1876), ■ 
e note, e dei a Registri della 
Provincie napoletane > (Napoli, 



BON — 1 

duti da ana nolevole Introducane Eopra le 

origini delta Nobiltà napoletana. 11 Bonaizì 
live in Napoli, ov'è uno de'tre compilatori 
deìVAraldo, almanacco nobiliare napoletano. 
Nell'atto dì pubblicare il presente laacicolo, 
ci arriva una sua diligente < Commemorazione 
di Saverio Baldacchini, > morto in Napoli il 
14 marzo, dopo tahe era già stampata, nel fa- 
Bcjcolo precedente, la notizia biografica che lo 
rigaarda, 



nacque in Perugia nel 1811. ( I moti politi 
del tS31,t Bcrive il valente suo discepolo Luigi 
Morandi (Ateneo Romagnolo, anno II, n. IS- 
IS), ( lo Iravarono professore di Rettoriea in 
Ascoli; ma siccome la sua Rettoriea non pia- 
ceva al Vescovo, fu costretto a sfrattare. Al- 
lora, per vivere, ai arrotò nella guardie di 
finanza, e fu fatto foriere; ma poco dopo si 
dimise e ritornò a Perugia a far l'insegnante 

rrivato. Net 1843, come racconta egli stesso 
Verii d' Occasione , Perugia, 1867}, 



E sulle scene, allievo del Modena e al Qanco 
del Ban e del Morelli, sali ai primi onori. Fu, 
dice Ernesto Rossi, prima un eccellente Ge- 
nerico, quindi un egregio Caratterista (Pen- 
tieri ìuit'Arte drammatica, nella Corriapon- 
ietiia Letteraria di Torino del 186^). Quando 
il Modena rappresentava il Saul, Luigi Bo- 
nazzi gli teneva frante nobilmente nella parte 
di Acbiinelecb : 



E perciò, nel 62, abbandonò il palcoscenico 
«accettò l'invito del Municipio perugino, che 
lo chiamava a insegnare Storia e GeograAa 
nel Liceo. Ha il palcoscenico è una specie di 
c;<lamita; ed ecco che, nel 65, il Bonazzi 
pianta gli scolari e va al Fondo di Napoli 
a sostituirvi il povero Taddei. Dopo un anno 
però eccolo di novo sulla Cattedra, e pubblica 
nn libro originalissimo: t Gustavo Modena e 
l'arte sua, » un libro che f^e andare in visi- 
Inlio Luigi Settembrini (Cfr. Italia di Napoli, 
1^, n. 189); un libro che si legge tre e 
quattro volte , e si tornerebbe sempre a leg- 
gerlo, un libro, insomma, che non tutti i no- 
Elrì .artisti drammatici han letto, o per islara- 
pare il quale l'Autore dovette vendere un 
>ilello (povera bestia!) e ce lo rimise, perchè 
i librai non si sono mai rammentati di sal- 
dargli jl conto suo. I II Bonazzi è pure autore 
di una bella ed ampia ed animala » Storia di 
Perugia, t di cui la prima parte pubblicata nel 
IS76 (un primo saggio ne era uscito nel 1S71) 
lascia un vivo desiderio che venga presto fuori 
la seconda, la quale daH494, ove l'Autore si 
' fermalo, ci condurrà fino ai nostri tempi. 



I — BON 

• 
rintracciando e seguendo sempre le fonti più 
autentiche, ma per compome una narrazione 
ordinata, simpatica ed efiicace. In poesia, 
scrive il Morandi, egli ha scritto pochissimo; 
ma è tutt'oTO di coppella; e Giuseppe Coc- 
chi e Francesco Dall Ongaro paragonarono i 
suoi versi 3 quelli del Parini. Gli altri scritti 
minori del Bonazzi sono i seguenti : un t Di- 
scorso sitila cultura delle Belle Lettere, t com- 
posto a diciassette anni e stampato nel Gior- 
nale Selenitico e letterario di Perugia del - 
1828; vari! articoli di Estetica drammatica, 
inseriti nel Cosmorama Pittorico di Milano, 
dal 1850 al 56; una s Narrazione storica delle 
stragi di Perugia del 1859; un graziosissìmo 
bozzetto intitolato: k 11 Codino e l'Assoluti- 
sta, D pubblicato nella Rivitta del Morandi: 
u L'Umbria e le Marche, > di sempre cara me- 
moria; due piscorsi commemorativi: < GU 
Svizzeri in Peragia; Domenico Lupatelli; ■ la 
f Storia di due Teatrini . (1875) ; una i Let- 
tera ai Direttore della Revue Historìque dì 
Parigi > (187G), e finalmente un t Cenno sul- 
l' Adunanza dei Condomini del Teatro di Afi- 
nerva del 12 aprile 1877.» 

* BoDOompagnl 01 Xom1>«Uo (ConU 
Carlo), giureconsulto e uomo di Stalo piemon- 
tese, nato il 25 luglio 1804 in Saluggia. Sotto 
l'impero segui il padre impiegato a Firenze. 
Caduto l'Impero tornò a Tonno, ed attese 
agli'sludii legali presso quell'Università Qno 
al 1824. Nel 1830 lo troviamo sostituto all'Av- 



vocato de' Poveri; nel 1833, avvocato fiscale 
a Pallanza; nel 1838 lo vediamo lavorare con 
Camillo di Cavour nella Commissione di Stati- 
stica, poco dopo intentissimo a promuovere 
r istituzione di Asili d' infanzia e Scuole ele- 
mentari in Piemonte. Net 1848 egli ebbe l'ono- 
re, come Ministro della Pubblica Istruzione, 
di dare il suo nome alla legge organica rifor- 
matrice di tutto r insegnamento in Piemonte. 
Fu quindi Ministro di Grazia e Giustizia sotto 
il Ministero Azeglio , poi sotto il Ministero Ca- 



DON - 1 

vour Presidente della Camera dei Deputati, 
fino al 1857. Nel 1857 fu mandalo MinÌEtro di 
Sardegna a Firenze, e vi cooperò efficace- 
mente alla Rivoluzione del 27 aprile 1859, per 
la qnale il Granduca Leopoldo usci di To~ 
Bcana e la Toscana si diede al Piemonle. Prima 
e dopo r annessione , il Boncompa^i ebbe 
graiiD ed tifllcio di Commissario regio. Dopo 
ai ritrasse in Piemonte a vita privata, ad^e- 
rato tuttavia spesso in atti ed onorevoli ufncii 
parlamentari e diplomatici , come quello di 
Presidente della Commissione per assicurare 
al Papale garanzie (ottobre 1870). Il Boncom- 
pagni è ora proreesore di Diritto costituzionale 
nelr Università di Torino, membra di quel- 
l'Accademia delle Scienze, senatore del I\o- 
gno, ec. Tra le sue pubblicazioni, oltre agli 
scritti da lui comunicati ai vecchi Annali di 



l'Opinione, ee. , segnaliamo pure le seguenti : 
■ Saggio dì lezioni perl'inraniia; Stona della 
Letteratura cristiana degli undici primi secoli ; 
Introduzione alla Scienza del diritto > (1848); 

< Sulla potenza temporale del Papa > (1860) ; 

< L'Unità d'Italia » (1861); < Il Ministero 
Rattaiii ed il Parlamento » (1862); i Italia 
e Francia, » e Analmente il lungo erudito 
Discorso da lui recitato il 4 novembre 1878 nel 
solenne riaprimento degli studìi all' Università 
di Torino, intitolato: «L'antico Dispotismo 
orientale e la libertà della Grecia, i 

>^Hifh<Hìf1 (nomualdo), scrìttorae uomo 
polìtico valtellinese, nacque nel mese di set- 
tembre del 183t. Nella sua prima gioventù, 
egK era stalo l' anima di una Società agraria 
allora sorta nella Valtellina. Ma incominciò a 
scrivere soltanto nel 1857, dopo un viaggio 
fatto a Parigi , ove ebbe occasione di conescere 
Daniele Manin e gli altri illustri profugbi ita- 
liani, e di ragionare con essi sui destini d'Italia 
e sui modi di redimerla dalla servitù straniera. 
Egli pubblicò allora un opuscolo; < Sulle con- 
dizioni e sui bisogni dell' Agricoltura in Val- 
tellina, > che fu tosto ripabblicato dal Crepu- 
Koto, e che destò allora in Lombardia qualche 
rumore, perchè, a proposito di agricoltura, de- 
nunciava con franchezz.1 1 mali e i danni del 
Governo straniero nella sua Provincia natale. 
Il Bon&dini ooQttn^ò poi a scrìvere nel Crt- 
piucolo, An che, cusato quel giornale diretto 
dal Tenca, a motivo delle persecuzioni del Go- 
verno austriaco, e venuto il 1859, comparve la 
Perteverania , giornale in cui il B"ufadiiti 
acrisie assiduamente fino al 1366. Ritintosi 
il BrioBchi dalla direzione del Poittecntco, 
questa fu assunta dal Bonfadini, che la tenne 
Bn che la vecchia Rivista del Cattaneo venne 
a unirsi in Firenze con la Nuova Antologia. 
Da quel tempo il Bonfadini si ritrasse dalla 
stampa periodica, ma non dagli studii politici 
e lettèrarii, de' quali sono buon documento i 
tre opuscoli seguenti ; i La Repubblica Cisal- 
pina e il primo Regno d'Italia, n che Domenico 
Berti ricordò con lode in uno de'suoi Discorsi 
alla Camera dei Deputati; f Roma nel 18t}7, i 



che ebbe 
scritto di 
città eter 
della Riv 
che fa pa 
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1830, sti 
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si ritirò I 



Pubblica 
di famigl 






BON 



— 181 — 



BON 



nel dargli educazione splendida. La precocità 
ieir ingegno e gli studii fatti a tempo, con 
regolarità di metodo e con larghezza di mezzi 
lon comuni allora nelle Provincie del Mezzo- 
giorno, gli dettero a 18 anni uno stato già 
lotevole irà le persone colte. Ventenne appena, 
nise a stampa una traduzione del « Filebo » 
Napoli, 1867), e poco dopo un saggio sul 
Petrarca » (Ivi , 1868). Inviato a Roma come 
ddetto all'Ambasciata, cui era a capo Pietro 
iCopardi, come appena i Borboni entrarono 
ielle vie della reazione si ritirò in Toscana, e 
j lì poi nel Piemonte , che a q[uel tempo era 
a terra ospitale degli emigrati d* ogni parte 
'Italia. Durante T emigrazione menò vita 
Qodesta e ntirata, tutto intento agli studii 
Iella Filosofia greca e delire Lettere , j)arte a 
'orino, parte in compagnia del Rosmini, di 
ai erasi cattivata la stima e 1* affetto. Frutto 







onesti studii furono le Lettere : a Perchè 
Letteratura italiana non sia popolare in 
|lia » (1856); la traduzione dei primi sei li- 
«della « Metafisica di Aristotile » (Torino, 
^), e quella di due Dialoghi di Platone : 
« Eutidemo » ed il t Protagora d (Milano, 
W), il cui gran valore fa tuttora rimpian- 
nel Bonghi politico il Bonghi filosofo e 
"0 di venti anni fa. Nel 1859 fu chiamato 
ar Filosofia a Pavia, e di qui ebbero ori- 
le € Lezioni di Logica » (Milano, 1860), 
mento in cui rivelasi V intendimento di 
artito della moderna Logica inglese. La 
uzione del 1860 lo trasse a Napoli, dove 
ben tosto una posizione importante fra 
li che, persuasi della necessità di metter 
ine all'agitazione, crearono il primo nu- 
della parte moderata. Scrisse allora nel 
naUy più tardi diresse la Stampa di 
0,^ e via via poi la Perseveranza di Mi- 
e V Unità Nazionale di Napoli , e con- 
sempre attivamente con articoli* politici 



al buon successo della Nuova Antologia, 
Il Bonghi tiene da un pezzo il primo posto 
fra i pubblicisti italiani, concorrendo in lui 
qualità e circostanze non molto facili a com- 
binarsi in un uomo solo; la saldezza dei 
f)rincipii generali del liberalismo moderato, 
a pieghevolezza dell'ingegno ad ogni sorta 
d'argomento e ad ogni maniera d'argomen- 
tazione, una larga preparazione di studii, 
la continua pratica della vita parlamentare. 
Nominato professore di Filosofia a Napoli nel 
1860, passò alla Letteratura greca a Torino 
nel 1861 , poi alla Latina a Firenze nel 1865, 
alla Storia antica a Milano nel 1867, e tenne 
lo stesso insegnamento a Roma dopo il 1871. 
Di tali e tante mutazioni fùron precipua causa 
le occupazioni politiche , di tal che più volte 
lasciò la Cattedra per rimaner deputato, finché 
da ultimo fattosi megere al riposo nel 1877 
fu dichiarato emerito. Per la meaesima ragione 
entrò più volte nel Consiglio Superiore di Pub- 
blica istruzione e ne uscì più volte. Tenendo 
già da un pezzo un posto ragguardevole nella 
parte politica moderata, come valoroso oratore 
e come scrittore infaticabile, divenne Ministro 
della Pubblica Istruzione, più tardi di quello 
si sarebbe argomentato dal merito personale 
e dalla stima grandissima della Camera. Ten- 
ne queir ufficio dal settembre del 1874 al 
marzo del 1876, dando opera indefessa ad 
innovar leggi e regolamenti , ad ordinar ser- 
vizii ed a creare Istituti nuovi. Se non che le 
mutate condizioni parlamentari non permisero 
che la più parte di queste cose s' andasse ma- 
turando. Sarebbe quasi impossibile V enume- 
rare gli opuscoli che il Bonghi mise a stampa 
dal 1862 m qua , frutto in gran parte delle 
molte faccende che ebbe sempre fra mano 
dentro e fuori del Parlamento. Di tutti questi 
scritti può dirti che essi non rìvelan mai la 
stanchezza propria delle persone , le quali at«- 
tendono a soverchie cose; anzi la tenacità di 
un forte ingegno che piegandosi alla varietà 
degli argomenti non ne rimane sopraffatto. Si 
attende ora da lui una a Storia Romana, » che 
da un pezzo è in preparazione. Ultimamente fu- 
rono pubblicati dall' editore Treves i suoi pro- 
fondi studii sul f Congresso di Berlino, » e un 
volume scultorio di e Ritratti contemporanei. » 
Citiamo ancora tra i suoi lavori capitali un vo- 
lume edito nel 1867 dal Barbèra, intitolato: t La 
Vita e i tempi di Valentino Pasini. » Questa 
notizia sul Bonghi fornitaci da un egregio pro- 
fessore dell' Università di Roma può essere, 
in parte , compiuta col « Ricordo biografico j» 
che ne fu pubblicato in Firenze nella Rivista 
Europea del 1873. Avvertasi tuttavia, a scanso 
d'ogni equivoco, che , se il Bonghi ha mostrato 
sempre la più versatile operosità e la massima 
attitudine a mandare innanzi i negozii più di- 
versi, nessuno si mostrò poi più delicato di 
lui, per riguardo al pubblico erario, dal quale 
egli na tolto sempre il meno , ma non il più 
che potè. Come Ministro della Pubblica Istru- 
zione manifestò molte idee nuove , e di queste 
molte furono felici ; intese spesso, nel modo 



BON" 



— i83 — 



BOR 



politiqne et financière » (1868); e Études sur 




prussienne 

(1873); «Le Crédit et les Banques d'ómìs- 
sion» (1875). 

Bonnet (Giulio), scrittore protestante 
francese, nato nel 1820 a Ntmes, pubblicò la- 
vori molto importanti per la Storia della Ri- 
forma: e Olympia Morata, épisode de la Re- 
naissance en Italie» (1850: ebbe parecchie 
ristampe, e fu come T opera seguente tradotta 
in tedesco) ; e Aonio Paleario , étude sur la 
Réformeen Italie» (1862); < Calvin au Val 
d'Aoste » (1861); «Récits du XVIe siede» 

Ì1864^; cNouveauz récits du XVI« siècle » 
1869) ; € Derniers récits du XVI* siècle » 
1875) ; ff La Ré forme au Chàteau de Saint 
^rivat» (1873); t Notice sur la vie et les 
écrits de M. Merle d'Aubigné » (1874). Nel 
1854 il Bonnet avea pure curata una edizione 
delle ff Lettres Fran^ises » di Calvino. 

Bonvioini (Abate Angelo)^ scrittore 
vicentino, professore di Storia e Geografia 
nel Liceo di Vicenza, nacque in Montecchio 
Maggiore il 14 marzo 1826. Scrisse, oltre ad 
alcune prose: e Intorno all' educazione dei 
Greci » (1863); « Intorno alla Satira civile del 
Panni » (1868) ; «Intorno agli scritti di Cesare 
Balbo » (1873). Un suo Discorso: «Sulle Opere 
e sulle gesta dì Alfonso Loscbì cittadino vi- 
centino, » fu recitato a Vicenza nel 1877. 

Boot (Giovanni Cornelio Gherardo) , Ja- 
linista olanaese , nacque ad Arnhem nel 1811. 
Egli ricevette il grado di dottore in legge ed 



^ 







in lettere all' Università di Leida ; nel 1839 
'u nominato Direttore del Ginnasio di Leo- 
jardia e nel 1851 professore di Letteratura, 
"I Storia e delle Antichità greche e latine 
"l'Ateneo di Amsterdam. Dal 1878 egli è 
professore di Letteratura latina all'Università 
Il Amsterdam. Si hanno di lui pregevolissimi 



lavori in latino, in francese ed in olandese. 
In latino egH scrisse: m La Guerra Sacra Fo- 
cense » (1865); «La Storia del Ginnasio di 
Leovardia » (1854); « La Vita di Pietro Wes- 
seling » (1874). Di più egli fece un'edizione cri- 
tica della prima « Catilinaria» e delle a Epistole 
di Cicerone ad Attico» con commentarii (in 
2 voi., 1865). In francese: « Cenni sui papiri 
Ercolaneai» (1841). In olandese: e Gramma- 
tica latina, » di cui si esaurirono già parecchie 
edizioni ; ed un gran numero di studii filolo- 
gici , storici e letterarii stampati nelle Afemorte 
dell' Accademia Olandese delle Scienze. Il 
fìoot è tra gli otto illustri Soci stranieri del- 
r Accademia de'Lincei di Roma (gli altri otto 
sono: il Gladstòne, il Mignet, il Ranke, il 
Mommsen , il Marsh , il Bluntschli e lo Zeller). 

BoréliiUi (Giovanni Giacobbe), filosofo 
svedese, dal 1866 professore di Filosofia teo- 
retica neir Università di Lund , nacque il 27 
luglio 1823. Fece i suoi studii ad Upsala, e 
puoblicò parecchi lavori sopra la Filosofia 
egheliana, sopra il Razionalismo dommatico 
e in opposizione con la Filosofia speculativa, 
contro la Filosofia del Bostròm (un idealista 
razionalista morto nel 1866), sopra il Sistema 
filosofico deirHerbart, ec. 

Borelli (G. B.), medico piemontese, de- 
putato al Parlamento, nato a Boves nella pro- 
vincia di Cuneo , si addottorò air Università 
di Torino. Nel 1845 fu eletto chirurgo prima- 
rio dell'Ospedale di San Maurizio e Lazzaro in 
Torino. Egli ò pure dottore aggregato della 
Facoltà medica di Torino. Il suo primo lavoro 
risale air anno 1837 : « Osservazioni intorno 
ad una proposizione di Gio. Rasori nella sua 
Teoria della flogosi. » Seguirono oltre set- 
tanta Dissertazioni e Monografie, tra le quali 
notiamo : « De sArrho et cancro , specimen 
inaugurale » (Torino, 1840); « Monografìa 
topografica dell'epidemia tifoidea della Valle 
d'Aosta » (Torino, 1846) ; « Della Eterizza- 
zione nelle operazioni chirurgiche » (Torino , 
1847); « Esperienze ed osservazioni intorno 
alla tintura alcoolica di iodio, » Memoria pre- 
miata con medaglia d' oro dalla Società medica 
di Tolosa (negli Annali Universali di Medi- 
cina di Milano, 1847-49) ; « Del Collodion 
nelle sue Operazioni terapeutiche » (Torino, 
1849). Nel 1850 il Borelli fondo la Gazzetta 
Medica degli Stati Italiùni , quindi il Gior- 
nale di Oftalmologia, ove si legge un gran 
numero de* suoi scritti. Nel 1857 rappresentò 
r Accademia Medico-chirurgica di Torino al 
Congresso oftalmico di Brus^le , ove presentò 
la sua Memoria: a Sul Metodo della ligatura 
nel trattamento della Stafiloma. » Citiamo an- 
cora: a Alessandro Riberi, Cenni necrobio- 
logici » (Torino, 1861) ; « Mezzo per distin- 
guere la morte reale dall'apparente » (Torino, 
1869). 

Borg (Carlo Gustavo) , scrittore finlan- 
dese, nato il 23 ottobre 1823, scrive cose di 
genere ameno , ed è direttore presso la Corte 
de' Conti della Finlandia. 

Borgognoni (Adolfo), scrittore roma- 



enuolo, ebbe ì natali in Carropoli, 
dì Teramo nell'Abnizip Ulteriore, il 4 no- 
vembre 1840, da padre romagnuolo colà tra- 
sferitoBi con la famiglia in qualità di Medico 
condotto. Di dieci anni appena venne a stu- 
dio nel Seminario dì Bologna , indi nell' Uni- 
veraità, dove ebbe laurea in Leggi nel 1861. 
Ma BuLito BÌ détte a profeaaaie le Lettere 
prima nel Ginnasio d' Imola e poi nell' Isti- 
tuto tecnico di Bafeana, finché ctmse politi- 
che non lo remoBsero dalla cattedra. La sua 
prima pubblicazione fu un volumetto di versi 
mtitolali: « Fiori, Fronde e Sleccbi » (1863). 
DMlepoi in luce diversi opuscoK danteschi, 
i più mtesi a provare apocrifa 1' < Epistola a 
Cane Scaligero. > Più che altro però attese in 
quel tempo alla vita politica, collaborando 
attivissimamente e talvolta dirigendo II Ro' 
magntioto. La Cronaca Romagnuola e La 
Giovine- Ramagna, giornali di qualche conto 
in quelle Provincie. Stampò altresì nel 1872 
un opuscolo; i Divagazioni d'un malfattore 
di Ravenna, t sulle condizioni delle Roraagne 
e sulla Le^e de'6 luglio 1871, e nell'occa- 
sione delle elezioni generali un secondo opu- 
scolo: «1 Repubblicani in Parlamento.* In ap- 
presso tornò con più calma agli antichi amori , 
e détte alle stampe prima un volume di versi 
lirici e satirici ; « Voci del onore e delle cose t 
(1876); poi nella Nuova Antologia, una Mo- 
nografia di « Lorenicino de' Medici, s dove è 
studio e non poco ingegno, sebbene l'ucci- 
sore d'Alessandro de' Medici aspetti ancorali 
suo biografo definitivo. Due importanti volumi 
dì B Studii d'erudizione e d'arte i (1877-78) ; 
. 11 Canto dello Sbadiglio i (1878); la i Biogra- 
fia di Giosuè Carducci , i premessa all' edizione 
delle sue t Poesie i fatta dal Barbèra; la ri- 
stampa delle t Poesie del Marchetti, > con la 
biografia del poeta-, e un «Saggio delle let- 
tere di Luigi Carlo Farìni, ■ premessavi una 
lunga Prefazione. Il Borsoenoni fa parte della 
Commissione de' Testi di Lingua, ed h Socio 
corrispondente della Regia Deputazione di 
Storia Patria delle Romagne, 

Borlo'ky (Emanuele), naturalista boe- 
mo, dall' anno 1871 professore di Mineralo- 
gia nell'Università di Praga e conservatore di 
quel Museo mineralogico, nacque il 12 set- 
tembre 1840. Pubbhcò numerosi lavori di Pe- 
trografia e di Mineralo^a ed in special modo 
sulle rocce vulcaniche della Boemia, sui mi- 
nerali in essa contenuti e sulle loro alterazio- 
ni. Di lui si hanno pure due trattati di Mine- 
rali^a, l'uno ad uso delle Classi inferiori, 
l'altro delle superiori si dei Ginnasii come delle 
Scuole reali, fi maggior numero degli scrtiti 
del Boric'kl fu pubblicato negli Atti delta So- 
cietà Reale SoemadelU Scienxe, nell'Archi- 
vio Roano delle Scienze naturali, e negli 
Atti dell'Accademia Imperiale delie Scienze 
di Vienna; le prime Memorie furono pubbli- 
cale separatamente a Ziva, ed alcune nel 
Programma ginnasiale di Praga. So^ungiamo 
ora i titoli voltali in italiano delle sue nume- 
rose pubblicazioni: « SnIlePriìepite.un nuovo 






nistra 

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rocce I 
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cuni u 



polacci 
pregiai 



BOR 



— 185 — 



BOR 



tempo una pubblicazione periodica ad uso 
delle giovinette, e più tardi un'altra intitolata: 
Cronaca delle Famiglie. 

Borkowskl (Conte Alessandro), scrit- 
tore satirico polacco, nato a Leopolnel 1811, 
fa educato da prima in anella città e poi a 
Cracovia, dove studiò le Lingue orientali e 
particolarmente la Sanscrita. Fin da quel 
tempo scrisse alcuni poemi , che resei*o note- 
vole il suo nome. Ma alcuni anni più tardi, 
per un rivolgimento che si fece nelle sue idee, 
egli si dedicò più particolarmente alla Lette- 
ratura, e non tardò ad acquistarsi la ^ma di 
un romanziere e satirico eminente. 11 suo 
romanzo intitolato : a La Vita di Provincia , » 
che presenta una pittura fedele ed acuta dei 
costumi di una parte dei Nobili della Gallizia , 
fu ricevuto dal pubblico con un singolare fa- 
vore. 11 poema comico : e Gr Imbecilli , » che 
lo segui , e parecchi romanzi fecero nel mo- 
mento della loro apparizione una vera epoca 
nella Letteratura polacca. Però questi buoni 
successi nel canopo della letteratura amena 
non distolsero affatto il Borkowski da occu- 
pazioni più serie, ond*egli stampò dei e Ri- 
cordi storici , » i quali pure contribuirono non 
poco ad aumentare la sua fama. 

Borrelll (Diodato) , medico calabrese, 
professore pareggiato di Clinica e Patologia 
medica neir Università di Napoli , medico nel 
Srande Ospedale degF Incurabili, nacque il 
23 giugno 1839 in Santa Severi na nel Cotro- 
lese. Fece i primi studii a Cuiro ed a Catan- 
zaro ; nel 1860 venne in Napoli ; nel 1862 vi 
inseguì il diploma di dottore in Medicina, 
^egli anni 1864-65 lavorò nel Gabinetto isto- 
ogico del professor Giaccio come suo aiuto ; 
lei 1866 vinse per concorso il posto di medico 
leir Ospedale Gesummaria di Napoli e vi pre- 
itò servizio clinico per oltre un triennio. Da 
piel tempo data pure la prima delle sue pub- 
)Iicazioni mediche, delle quali rechiamo qui 
titoli : « Sul colèra a San Gio. a Teduccio » 
1866) ; « Delle recenti dottrine nervose fisio- 
•atologiche » (1869); « Passato e presente 
iella Medicina, d Prelezione al Corso di Pa- 
ologia medica (1870) ; « La Febbre » (Napoli , 
^0); e Resoconto clinico (Ospedale di San- 
;£ligio) ]> (Napoli, 1871); « Delle febbri a 
>po intermittente , » Memoria clinica (Bolo- 
pa, 1872); t I Nervi e la vite, » Prolu- 
lone letta nella Regia Università (Napoli, 
^73); e II Timpanismo, » Memoria clinica 
Bologna, 1873); « Di un caso di Eclampsia 
a lesione vertebrale » (Bologna. 1874); « Bei- 
^g sur physicalischen Diagnose der intersti- 
«llen Hepatitis » (Wurzburg, 1875); « Se- 
notica fisica, ad uso de* giovani e de* medici 
ralici » (Napoli, 1876); « Clinical Study on 
•aples fever. » {Medicai Times and Gazzette: 
«ndon, 1876); « Note e Capitoli aggiunti al 
Mcoud » (Napoli, 1876); « Note e Aggiunte 
* Beale » (Napoli, 1865); a Di un caso sin- 
<)^re di compressione spinale lente » (Na 
oli, 1878); « La pena di morte, » lettere 
Napoli, 1877). 



Borrow (Giorgio) , lettei*ato indese^ 
nato nei febbraio del 1830 a Norfolk da un 
ufQziale, menò, seguitendo il padre, una gio- 
vinezza randagia senza alcuna istruzione, e 
visse persino, per qualche tempo, fra gli Zin- 
gari, di cui imparò a conoscere la lingua e i 
costumi. Più terdi studiò Teoloffia in Edinbor- 
go e percorse , quale agente della Società Bi- 
blica inglese (dal 1835), tutti quasi i paesi di 
Europa e porzione dell* Africa, imparando 
molte lingue e dialetti moderni. La sua prima 
opera: «ìf Zingari o Relazioni dei Gitanos di 
Spagna » (Londra, 1841 , 3* ediz. 1873), con- 
tiene fra le altre cose un Vocabolario della 
Lingua zingaresca, di cui dimostrò V attinenza 
col sanscrito. Pubblicò quindi : « La Bibbia in 
Spagna» (Ivi, 1843, 3'' ediz. 1873), a cui va 
principalmente debitore della sua fama e che 
contiene una serie di svariati non meno che 
piacevoli avvenimenti personali , frammisti a 
schizzi caratteristici e descrizioni romanze- 
sche. Dopo un lungo silenzio il Borrow mandò 
al palio 1 opera da lungo aspettate: « Laven- 
gro, il dotto, lo zingaro, il prete 9 (Londra, 
1851, 3 voi., 3* ediz. 1873), la quale vuoisi 
contenga la sua AutobiograOa, ma è un misto 
di poesia e realtà e come un panorama di 
avventure. Ck)me continuazione di essa venne 
in luce: « Romany Rye j> (Ivi, 1857, 3« ediz. 
1873) , e più terdi, a II Galles salvatico, il suo 
popolo e il paese » (Ivi, 1862, ultima edi- 
zione 1873). La sua pubblicazione più recente 
è : tf Romano Lavo-Lil : Vocabolario del Ro- 
many, Linguaggio zingaresco inglese » (Lon- 
dra, 1874). 

BorMurélll (Pietro^, chimico piemon- 
tese , professore di Chimica farmaceutica nel- 
r Università di Torino » inseri numerosi suoi 
scritti chimici nel Giornale delle Scienze me- 
diche di Torino, nel Repertorio delle Scienze 
Fisico-mediche del Piemonte che si pubblicava 
in Torino negli anni 1838-40, nel Giornale 
di Farmacia di Torino (1867), una Biografia 
di Angelo Abbene , e nel Giornale della 
Regia Accademia di Medicina di Torino 
(1869). Scrisse pure il e Sunto storico dei 
lavori dell* Accademia di Agricoltura di To- 
rino » (1850-54). 

Bortolotti-Ghedini (Fanny) , poetessa 
bolognese. Veramente la nostra scrittrice 
nasceva al Cairo il 16 settembre 1820, dove 
1* ingegnere Gaeteno Ghedini si era recato 
per far dei rilievi suU' Istmo di Suez. Fanciul- 
lette, essendo tornata in patria, ella assisteva 
nella casa patema alle animate discussioni 
tra il Filopanti e Monsignor Galfieri, tra 
l'Abate Baldini e Don Ferranti, il che certo 
contribuiva efficacemente allo sviluppo del suo 
ingegno. De' suoi j)rìmi versi fu ispiratrice k 
patria, come di quasi tutti i nostri poeti di 
quel tempo. Sono versi facili e armoniosi ; ma 
la Ghedini non ebbe il tempo di scriverne 
molti. Sposa al tipografo Bortolotti , riparò con 
lui a Milano dalle persecuzioni del Governo 

{pontificio, e la lettura non fu più svago del- 
* anima gentile , ma lavoro assiduo rivolto ad 



tare il marito nel difBcile sostentamento 
la ramigliuola. Prìma, traduttrice instanca- 
e , poi maestra, ed ora una tra le più stimate 
etilici delle Scuole milanesi. Fu la prima 
una che fondasseun giornale in Italia (1859); 
Ubo delle Donne italiane, nel ijuale ebbe 
ollaboratrìcì Giulia Colombini Molino, Elvira 
imjjierì Rossi, Irene Capecelatro, ed altre. 

disgraziatamente il primo fascicolo dique- 

Giomale stampato a Firenze fu pure Tul- 
io, per r avversione e la proibizione della 
lilla di Bologna. La sua open: <t I proverbi 
egali al popolo, b stampali dall' Agnelli nel 
13, le valse una medaglia d'argento dalla 
:ie1à di Pedagogia. Nel 1S65, la Casa Tre- 
I ne Tace una seconda edizione corretta e 
ipliala dall' Autrice. Citiamo volentieii le 
'ole con cui termina la Prefazione di questa 
: libro : ■ So anch' io che ro' imbarco 3 pe- 
re le perle in un mare assai profondo; ma 

sa che non ci riesca in qualche modoi 
esso dove non arriva la sapienza dell' in- 
^no, arriva l' affetto del cuore , e d'allron- 

megtio qualche cosa che nulla, dice per 
ppunlo un proverbio. Meglio dunque un 
retto scrino nella inteotione di farvi del 
, di quello cbe stare con le mani in mano 
ndìrvi e compiangervi senza operar niente 
- voi. 1) Anche i suoi i Dialoghi istruttivi 

fanciulli del popolo, > e i I primi anni di 
ebri personaggi , i sono libri ben riesciti , e 

le migliori letture per i fanciulli. 
Boiboom (Anna Lucia Geltrude, nata 
\iasaittl), scrittrice olandese, nacque il 16 
(embre del 1813 ad Alkmaar nell'Olanda 

Nord. Dopo aver sposato il celebre pittore 



landir 



lìgioso Giovanni Bosboom, essa abbandona 
sua città nativa per stabilirsi all' AJa. Il suo 
imo lavoro letterario fu una novella ìntito- 
fl ; ( Almagro , ■ seguita da un romanzo del 
npo della gioventù di Elisabetta Tudor: 
I Conte di Devonshìre.i e da un altro: 
..a Casa di Lanernesse, • che ebbe l'onore 
una traduiiane francese e tedesca, e con- 



tribuì maggionnentf 
r Autrice. La signoi 

£er una grande fecon 
etleratura olandese 
volo di bei romanzi 
gliorì, oltre quelli | 
guanti: « La Trilog 
parti, dove l'Autrici 
condotta di quel fave 
il suo soggiorno nei 
aRoraa>(lS39);<L 
(1840); .Dna wron 
(1842) i « Vani Cani 
spagnuole : XimeneE 
f Nove novelle • (1 
( Madamigella di Ma 
di Nonselaarsdjk > 
tempo di Leicester » 
dio II > (1853) i «U 
159» > (1859j;aGidt 
< Media Noche t (18 
suoi amici « (1869) ; 
di Deirt . (1870); i 
giare Francesco, > 
ìtéville nella Revut 
t La scelta di Laura 
cammino, i ec. 

BofoliettlOo] 
Irìce vicentina, col 
La Donna, è autric 
di i Bozzetti di Slor 
Racconti. 

SOMM (Giovai 
piemonlese, nativo e 
aggregalo alla Facolt 
di Torino, pubblicò 
educativo u (Alessa 
l' istruzione considei 
la Religione, la File 
sandria, 1852); « D- 
Gerdil p (Torino , ! 
bre in lode di Mari 
degna» (Asti, 1855 
rio di Maria Vergini 
1851). 

BomUI (Paol' 
economista ligure, 
nazionale, prafessoi 
presso l'Università i 
esperto, oratore fa< 
Savona, e si addotl 
aita di Torino. Non 
nessun volume, ma 
nerbo, sparsi nelle 
nomiche, e un gran 
fatte delle numerose 
politiche, tecniche, 
te ingente ed attivisi 
ti lo moderalo con se 

Borì (Luigi), E 
torno al 1810 in Fei 
dell' Università fern 
ni, insegnò Patologi 
i suoi sludli medici 
toro nel suo dicìani 
renze. A ventitré an 



BOS — t 

di Patologia generale nella patria Universìlà ; 
nel 1860 prolessore di Clinica medica ncll'Uni- 
vergilà dì Bologna. Gode , COtnc medico prati- 
co, in Ferrara di una grande ripataiìone, ed 
ancbe i suoi lavori scientifici sono molto pre- 
giali. Ricordiamo; « Prolusioni a (1836); 
f Elementi di Patologia umana » (Ferrara, 
1S43); < Prolegomeni di Medicina • (Bolo- 
gna, 1851); I Dolrìna generale dell'uomo 
inftnno ■ (Venezia, 1853); « Lezioni sul 
Ciialera morbus i (Firenze, 18B6}; «Lezioni 
di Clinica medica,' Alburoinuna b (Pisa, 
1878); I Lezioni di Clinica medica: sulle ma- 
litlie degli organi del respiro s (Pisa, 1872) ; 
«Lezioni dì Clinica medica; sulla rachitide. 
Bulle malattie scrofolose e tubercolari; Le- 
noni di Climailologia b (Ferrara, 1859); « To- 
pogralla e Climatologia di Ferrara ■ (Ferrara, 
186^). Sono in corso di stampa le seguenti 
puhijiicazioni ; « Lezioni sulla PneumonHe ; 
Lezioni di Terapeutica; Ricordi della mia vita 
Kien tìfica, n 

Bolla (Giaseppe), scrittore lombardo, 
sacerdote, nacque in Salerano Lodiglano il 
ì mano 1810. Insegnò per parecchi anni 
Filosofia in Lodi. Scrisse; f Sull' eccellenza 
degli Studii ItlosDfìci ; Sull' Indipendenza della 
Ptlrìa; Il Clero e la Libertà della Patria; 
L'Episcopato italiano e l' Indipendenza nazio- 
nile; Vincenzo Gioberti; I voli degli amalori 
della Patria e della Religione ; Il concetto di 
Libertà; Lo spìrito di partito, » 

Boirio (canonico Antonio), scrittore pie- 
nontese, nato nel 1811 a Padova, ma origi- 
nario di Millesimo, ov' È pure possidente. Sì 
lioreù in Leggi nell'Università di Torino, ove 
dimora beneficando e lavorando. Versatissìmo 
n^lla Slorìa ecclesiastica e nell'Archeologia 
spbalpiiia, È un raccoglitore instancabile dì 
m^niOrìe storiche e di oggetti d'arte retativi 
li Piemonte. Aiutò spesso scrillori italiani e 
stranieri, che gliene attestarono pubblica 
riconosce 11 za , nelle loro ricerche. £ autore di 
Bunierasi opuscoli di Storia ecclesiastica; 
delle I Illustrazioni al Pedetnontium $acrum 
dM Hejranesio > (Torino, 1863), e di ana 
I Slorìa del Santuario di Vezzolano > (Tori- 
no, 1874). Sì annunzia come di prossima 
pubblicazione una sua n Storia di Chierì. > 

BmIo (Ferdinando), scrittore piemon- 
ttKe, capo del Gabinetto al Ministero della 
Pubblica Istruzione , Provveditore centrale per 
l'islruzione primaria, nacque di famiglia po- 
polana nell'aprile del 1829, primo di otto fra- 
telli, ai quali tutti egli fece da padre. Avvia- 
tosi alio studio delle Belle Lettere presso 
l'Università di Torino, la vivacità dell in ge- 
£110 e r animo aFTettuoso gli conciliarono 
presto la slima e l'affetto del professore Pa- 
ravia, ch'egli ricorda ancora con una venera- 
none piena di tenerezza. Innanii ai vent'anni 
tgli t'era rivelato . poeta pieno d'immagina- 
rne e dì seniirnento , come lo attesta ancora 
il suo volumetto di versi giovanili, intitolato; 
«Soffio di vita, B che tu molto lodato da An- 
ello BrofTerio, il quale insieme con Felice 



' — BOS 

Romani teneva allora lo scellro della eritrea 
letteraria in Piemonte, Nel 1848, appena di- 
ciannovenne , s' era mosso anch' esso come vo- 
lontario versola Lombardia, benché la salute 
Sacilissìma dovesse fargli penoso il mestiere 
Ile armi. Raggiunto dal pndre, fu ricondotto 
~ casa; ma quello slancio d'amor patrio gli 



pubblicata nella Riviila Europea). Ai primi 
versi avea frattanto tenuto dietro un poemetto 
polimetro, intitolato: a La Democrazia, » e a 
questo nel 1853: a Le Fantasìe orientali, ■ 
ballate, alcune delle quali sarebbero state 
degne della Musa del Carrer. Seguirono: 
< Amalia, Tecla e Camilla, » romanio {Torino, 
1856); I Marco, Scene su Napoli,! draipma . 
(Torino, 1857) ; ■ Il fanale di un onest'uomo, > 
opera morale e politica (Torino, 1858); a La 
F'iglia del Calzolaio,* racconto (Ivi, 1860); 
I Slorìa popolare dei Papi , > che ebbe l'onore 



di quattro edìEioni (Ivi, 1861); iH marchese 
Salvatore Pes dì Villamarina » (Ivi, 1864, 
ristampato nel 1873); i F. D. Guerrazzi e le 
sue Opere • (Livorno, 1865], ristampato di 
recente, con aggiunte e lettere importanti 
del Guerrazzi al Bosio; ■ Poesie d'illustri 
Italiani contemporanei con Prefazione ed Ap- 
pendice n (Milano, 1865); a Introduzione 
all' Edizione completa delle Opere di F. D, 
Guerrazii > (Milano, 1860) ; ( NoU all'Asse- 
dio dì Roma» (Ivi, 1871); a Roma Papale, » 
seconda parte dell' opera del Bersexio: lìoma 
la Capitale d'Italia; i Parca sepullis, i poe- 
sie scelte edite e inedile (Pinerolo, 1874h 
< Scene e Racconti domestici t (Roma, 1874: 
comprende, oltre a La Figlia del Calzolaio ■ 
e a Marco, n le novelle: a Olimpia; I primi 
passi ; Storia d' una Chiave i). Tra le novelle 
se ne ricorda ancora una, intitolala: ■ Ma- 
riuccia. > Segui; a II Popolano arricchito, n 
uno de' migliori libri di lettura pel popolo 



(Uiisno , 1876) ; ■ atcordi personali > (1B78: 
volume pieno di notizie sopra alcuni illustri 
contemporanei, come il Brofferìo, il Para- 
via (queat' ultimo Ricordo, come di slavo, 
nieriiù all'Aulora l'onore di venire insignilo 
dal principe Nicola del Hootene^o delia 
commenda dell'Ordine di Danilo 1 per l'in- 
dipendenza), il DairOngaro, il Ravina, ec, 
dal Bosio inlimamenle e fami gli amen le co- 
iiosciuli);'t Unpo'di tutto, b varietà politiche 
« letterarie. Tra gli opuscoli politici del So- 
sio vogliono essere ricordali i seguenli : i Ri- 
vista Parlamentare; 1 Parliti al Parlamento; 
Cavour e I' Opposiiione; Storia di due par- 
titi ; Commemorazione di Carlo Alberto , b ec. 
Come scrittore, il Bosio cura mollo l'ele- 
ganza; il suo stile è breve, severo, energico ì 
meno felice dove s'atteggia allo scherzo, si 
ali^ e si scalda fino alla vera eloquenza , dove 
un'alto sdegno, uQ lìero affetto, un nobile 
entusiasmo lo muove ; allora si comprende 
com'egli abbia, senza bisogno per suo conto 
di sataneggiare, potulo amare e studiar tanto 
il Guerrazzi. La sua vita ai passò tutta in ne- 
gozii scolastici; incominciò ad insegnar Relto- 
rica in Alba, poi in Alessandria ed Ivrea; 
in quest'ultima città, nel 1861, conobbe e 
sposò Paolina De Petro, che gli fu quindi 
moglie , amica, inspiratrice , consolatrice , 
consiglialrice continua. Egli la ricorda, per- 
ciò, m parecchi de' suoi scrìtti. Da Ivrea il 
Bosio passò al Uceo di Casale per insegnarvi 
Lettere italiane, quindi a reggere il Convitto 
Nazionale dì Torino, finalmente a presiedere 
il Liceo di Genova. Nel 1867, il soo illustre 
concittadino ed amico Michele Coppìno dive- 
nuto Ministro della Pubblica Istruzione chiamò 
il Bosio a dirigere il suo Gabinetto partico- 
lare. In tale ufiicio lo conservò pure il suc- 
cessore Emilio Broglia. Caduto il Broglio, il 
Bosio andò Piovvedilore agli Studii a Pisa. 
Trasrerilasi la sede del Governo a Roma, il 
Bosio vi fu chiamato Provveditore centrale ; 
nel 1876 ritornò sotto il ministro Ceppino a 
dirìgerne il Gabinetto particolare , per uscirne 
sotto il ministro De Sanctls, e rientrarvi nel 
dicembre 187S, quando il Ceppino per la 
terza volta assunse il Portafoglio delta Pubbli- 
ca Istruzione. Non è ufficio di un Dizionario 
biografico degli Scrìttorì esaminare qual parte 
insigne abbia avuto il Bosio nella burocra- 
zia del Regno d'Italia; ma non vogliamo ta- 
cere che le idee largite gli entrarono sempre 
meglio che le strette, e che dov' egli potè 
spendersi utilmente in prò delta coltura na- 
zionale, specialmente dell'istruzione elemen- 
tare , lo fece con l' ardore e lo zelo più intel- 
ligente. Per la parte eh' ei prese , come colla- 
boratore del Diritto (dì cut fino dal 1856 era 
uno degli azionisti), come solerte eè- efficace 
sostenitore della politica raltazziana che si 
continua dal Depretis, s'egli fosse entrato in 
Parlamento non si troverebbe ora probabil- 
mente più ridotto, contro la sua natura libera 
ed indipendente, a far l'impiegato; mail posto 
ch'egli occupa, seppe rendere onorevole, tno- 



Egli visiti 
per ^ual 

dal 1809 
di SezioB 
due volte 

Società S 
dell'Acca 
ottenne i 
zione Pul 

politica il 
opinioni 

centralizi 



Ncaional 
ralorì, Ja 
un' acci» 
dì prìgioi 
venti va n 
gj-ado e 
furono li 
una pari 
lavori d 
della Gii 
Chiamato 
del 1875, 
RrlJBvic' 
Pubblica 



presentai 
tifica di I 
Presidenl 
Finalraen 
un progel 
al posto I 
rie. Tutta 



vedimenti 

n isola de' 
serbala e( 
prescritta 
dinanzi t 
l'Erzagovi 



BOS 



— 189 - 



BOT 



[onai'e il suo posto. Ora egli è professore di 
storia Universale all' Accademia di Belgrado , 
nembro della Società Scientifica serba e 
aembro onorario della Matitza Srpska di 
Jngheria. Fra i suoi lavori letterarìì e scienti- 
lei col maggior favore furono accolti dal pub- 
ilico e dalla critica i seguenti: a Storia gene- 
ale del Medio Evo e specialmente quella dei 
^opoli slavi ; Il Progetto sottomesso alla So- 
ietà Scientifica serba di un Dizionario scìen- 
ifico col testo serbo-croato-bulgaro, » e varii 
ilicoli riuniti sotto il titolo di : « Assemblea 
^gislativa, ossia Articoli intorno alle riforme 
ostituzionali da introdursi in Serbia, special- 
lente intorno alla questione delle elezioni e 
ella responsabilità ministeriale.» Si hanno di 
li ancora la traduzione del romanzo : e II 
[ontenegrino , ossia i Patimenti dei Cristiani 
'Oriente» (3 voi.), ed un opuscolo: ce La 
tona deir Umanità e le Scienze naturali. » 
na biografia dei Boskovic* si trova nel giòr- 
ale illustrato serbo stampato a Vienna ed 
(titolato: Srbadija (X fascicolo dell' anno 
S75), ed un'altra nella Rivista letteraria: 
avor (N'' 13 dell'anno 1878), che esce a 
ovi-Sad (Neusatz), nell'Ungheria. 

Bossettl (Giovanni) , scrittore piemon- 
ee, nacque in Barbania del Ganavese. Fece 
primi studii nei suo luogo nativo, ed a 
Qorgnè ed Ivrea. Vestito l'abito clericale, 
udiò alcuni anni Teologia nell' Università di 
}rìno; poi nel 1849, vinto un posto gratuito 
i\ Collegio delle provincie , fece il corso di 
ille Lettere e si acquistò , per la lettura di 
irecchi suoi eleganti componimenti poetici, 
stima e benevolenza speciale del Paravia, 
lureatosi nel 1853, il Bossetti andò profes- 
re a Masserano ; poi a Cavour, a Chieri, ad 
rea, a Vercelli, ove insegna da parecchi 
ai Lettere italiane. 11 suo primo saggio 
impato è un < Inno per le Riforme di Carlo 
berlo f (1847) ; seguirono un e Inno saero 
IjCentenarìo del Corpus Domini p H853) ; 
lia Donna forte, » poemetto (1854); e La 
*noa e l'odierna civiltà, » ode (1855); 
1 Marchese d' Ivrea , » poemetto in sei par- 
sulla nota tradizione del tiranno di quella 
tà ucciso dalla mugnaia. Alcune altre liri- 
i pubblicò il Bossetti , tra le quali si notano 
rticolarmente le Canzoni : « Pel monumento 
vour; La Casa di Pietro Micca, » e i Canti: 
In addio , » e « La Questione d' Oriente. » 
Ite più, scritte per occasione, rimangono 
dite; tra le sue prose distinguesi un*Ora- 
Qe : « Sopra la Vita e le opere di Bemar- 
A> Lanmo, pittore vercellese. i> 

Bott (Giov. Agostino), scrittore sviz- 
Oi nato nel 1815 a Ginevra, ove fece i suoi 
dii e divenne nel 1838 ministro protestante. 

successivamente pastore a Templen Le 
érard(1845), a Rheims, a Sédan. Scrisse: 
oyage des Enfants d'Israel dans le désert, » 
■«one libera dall'inglese (Ginevra, 1838); 
liitoire des Juges d'Israel» (Ivi, 1841); 
Monnaire de la Bible» (Ivi, 1849, in due 
turni; 2*ediz., Parigi, 1865); a L'epoque des 



Maehabées» ^Strasburgo, 1852); a La paix 
de rÉglise» (Parigi, 1853); « Qu'esl-ce quc 




« Le Repos » (Paris , 1863): « Marie Lot- 
hrop» (Losanna, 1865); «La Diète de Worms 
et le Monunient de Luther d (Ginevra, 1869;; 
« Valentino » (Ivi, 1871 ) ; « Souvenirs d'Orient : 
Damas, Jérusalem, Le Caire» (Paris, 1875). 
Il Dizionario del Vapereau gli attribuisce due 
opere: « Histoire de l'Église des frères de 
Bohème et de Moravie ; Mémoires pouvant 
servir à THistoire du réveil religièux, » dovute 
a suo padre Paolo David morto nel 1874(Cfr. 
A Ih. DeMontet,i)ic<tOMnat>e biographiqMe des 
Genovois et des Vaudois: Losanna, 1877.) 

Boterò (Giuseppe] ,. scrittore novarese , 
discendente dalla famiglia dell' illustre Autore 
della Riigion di Stato, nacque in Novara nel 
1815, si addottorò in Lettere nell'Università 
di Tonno, e presiedette successivamente i Licei 
di Lecce , di Faenza , di Pistoia , di Campo- 
basso , ove si trova al presente. Scrisse : « Ric- 
ciarda, » romanzo (Cagliari, 1854); a Raf- 
faele, x> racconto (Cagliari, 1858); e II Ga- 
leotto, » racconto (Torino^ 1859); t La Tra- 
dita, )» novella (Piacenza, 1861); a Nella di 
Cortemiglia , » racconto (Torino, 1861) ; « Di- 
dimo Frate, » racconto (Torino, 1861; Pa- 
lermo, 1865) ; « Eloisa Basili, » racconto (Pia- 
cenza, 1869); a Letture educative, » paranoie 
(ebbero già tre edizioni fiorentine : le Parabole 
soil» il genere, nel quale emerge particolarmen- 
te r ingegno delicato, e l'animo affettuoso e 
mite del Boterò; la poesia biblica è in esse 
utilmente adoperata a nuovi intenti educativi) ; 
a La mia Donna, » parabola (Faenza, 1869); 
«Speranza, » parabola (Faenza, 1870); «Vi- 
ver bene e fare il bene, » parabola (Faenza, 
1872^ ; « Amore e natura, » parabola (Faenza, 
1873); « Monte Mesma, » monografia (No- 
vara, 1847); « In morte di Giberto Pertossi, » 
discorso (Novara, 1846); « Per 1* inaugura- 
zione del Piroscafo San Carlo, ]» discorso (No- 
vara, 1845) ; « Lo Studente, » discorso (Pia- 
cenza, 1862) ; e parecchi Discorsi , Monografie 
letterarie, ec. Era stesa questa nostra notizia , 
(]^ando ricevemmo dall' egregio Boterò, da noi 
richiesto, un cenno autobiografico, notevole 
per brevità e modestia ; gli domandiamo dun- 
que perdono, se invece di compendiarlo, cre- 
diamo far meglio, riferendolo nella sua sim- 
patica integrità: « Mio padre mori, che io ero 
nelle fasce, e fu medico e chirurgo distinto. 
Passai la fanciullezza circondato dalle cure 
della madre , e dall' amore di due fratelli e 
due sorelle; e quella e questi troppo presto 
mi lasciarono solo sopra la terra. Allora, son<^ 
parole di una mia Parabola, allora toglievanmi 
dalla mia casa eh' era deserta e mi ponevano 
con altri giovinetti ch'io non aveva veduti mai. 
Quando eglino parlavano de' dolci genitori, 
io diveniva pensoso , e il mio cuore si contri- 
stava ; quando i miei compagni salutavano con 
voci festose i genitori che rivedevano > io cer- 



BOT — It 

cica ■■ sito solitario, o piangeTO e dicevo: 
\m ade Telici ! ma io non rivedrò ^ià mai i 
■ìm fcoilorì. Continuai ì miei studii con esito 
liiiinìmii , ed entrai nell' Università di To' 
wmo. doTe otteDDi la laurea in Lettere ; e dove 
Mi foTORO venerati maestri Boucheron, Ba- 
wmeeo, Bona, Paravia, Vallauri; ecominciai la 
carriera dolorosa del maestro. Nel 1848 Fui 
dtt'prìmi con lo schioppo in iepalla a varcare il 
Tiono il 10 mano del dello anno, e corsi 
eolla colonna di Francesco Simonetta in aiuto 
» Milano insorta. A Gallarate io sorgente mag- 
giore notai nell'Albo de' nostri ì nomi di Gio- 
vanni Lanza e dell'avvocato Cornerò. La mia 
carriera militare finiva colla presa di Peschie 
ra. Neil' anno dopo fui mandato ad insegnare 
Lettere nel CoUe^po dì Cortemilia. Al Provvedi- 
tore locale , che si era recato a Torino per avere 
dal Ministero notizie del professore di Retorica 
cli< sarebba italo colà nominato, fu rinposto; 
Vi nuDdiamo un berasglierel... e colà appunto 
«Mera incominciare la mia vita letteraria. 
A«9vo K^i prima d' alloi-a pubblicalo alcuni 
Ihwtorsi, • la Monografia storica di a Monte 
McMna * sul Lago d'Urta; ma sema il proposito 
4t flnvenUte comecchessia uno scrittore. Ma il 
Mtitt dulia patria peidula, la solitudine del 
Iw'rgo n il tiiaogno che sentivo forte di mo- 
•Irare inqaalcbe modo l'animo mio, mi ri- 
fitsfnma «opra me stesso e mi indussero a 
icnvere. (imposi allora alcuni de' miei rac- 
CAntl , Ira t ([uali li ■ Nella di Coi'temllìa. > Nel 
prin'^pindi 'fucsia novelladicevo: iloadunque 
dte In ({u«ll anno bmoso avevo lasciato igari 
•liiilli e preie le armi contro il comune ne- 
mtco, trovandomi dopo tanto rumore di guerra 
l/aleatralo colà, lontano dai diletti aiùici e nel 
ulitnilo di nuelle monUgnole, sUvo in grande 
fn'sllzls pel dolore di tanta rovina della patria 
n<Min. <• Il dolora e l' amore m' Inspirarono i 
HtMi ncetmli, che sono: (Raffaele» (storia di 
un l'M»j); " La Tradita; Il Galeotto di San 
lleriolameo ; Nella di Cortemilia; Didimo Fra- 
bii (llecsrda. o i Nurra e i Cabras » (ro- 
ia»nxii)', a Kloita Basili. ■ Di alcuni di questi 
iuviiri ne furono fatte due edizioni ch'io non 
iitM in oommercio, e perciò poco conosciuti; 
(l'filihl cunliirlo e lodi dai valenti e me ne 
■Ulti Ronlento. Nel 1655 pubblicai un libro di 
* l'uratiule uducalive a sull' esempio di Hrum- 
mmUtr, [^N»ing e Lamennais, e ne furono 
f«ll« Irn ediilonldal Pag^idi Firenze. Non ho 
tritluto tiewunu di questi, resi italiano e mo- 
derno '(Ufiilo genere orionlale e anlicfaiasimo 
|i«l dasidifrio di giovare olla pubblica educa- 
zione, a mi pare d'esservi riuscito. Se le af- 
flizi'ini della fiiitunn e le conlraddiiioni degli 
nomini me l'avessero consenlito, avrei fatto 
di più e sempre cogl'isleisi inlen^menti. Ora 
me ne sto coll'aninio sereno e sinK-o collamia 
donna e i cari figli , che sono la delizia e l'unica 
mia speranza. * 

Botta (Vincenza), scrittore e nomo , 
litico piemonlese, membro della Facoltà di 
Scienze e Lettere di Nuova-York, membro 
carriapondente nazioniUe dell' Accademia dei 



Lincei di Rom: 
del ciomale t' 
1818inCavallei 
IosoGb ne ir Uni' 
tore di Filosofi» 
sere di Filoso! 
dopo ritornò a 

E lente di Filoso 
el 1849 il Coli 
pulalo al Parìa 
Governo Sardo, 
col dottor Luigi 
1851, pubblicò 
importante : s E 
Germania, n eh 
lì ani a metodi 
parli per gli St 
York vi si amn 
però vivamente 



nuele (18'7tì), 
in suo onore n 
glia reca questi 
Botta in ogni f< 
terprete del pe: 
ed amico popol 
1878. a Olirei, 
e Discorsi i cor 
unità d' Italia ( 
per la morte d< 
moriam, 1878 
dagli Siali Uni 
ed articoli in» 
ste, nelle Enc 
fessor Botta nel 
un'opera in ìn 
Bofo, poeta e p< 
vina Cammeaii 
la morie del C 
laU: f Vita, e 
Cavour i (Nuo' 
italiano da Sia: 
Napoli ; in que 
la luce la bella 
re Villorio Er 
crisi minisi eria 
Storia della File 
traduzione ingi 
sulla Storia de 
lOBophy from 
(Londra e Nui 
uso presso le p 
e fu pVe inti 
ford);ilSaggic 
storico della I 
muove dal Ri: 
nostri giorni. ! 
offrire il riirati 
concittadino; n 
altra che la fo 



BOf 



— 191 — 



BOT 



che lo rappresenta, il ritratto non é riuscito 
soddisfacente e dobbiamo rimetterlo ad una 
futura edizione del Dizionario. 

Bottarl (Michelangelo) , poeta e patriot- 
la siciliano , degno di essere aggiunto alla ge- 
nerosa schiera dei Berchet e dei Rossetti ; di 
Gabriele Rossetti specialmente tiene l'impeto, 
lo slancio, la fatidica inspirazione. La prima 
edizione delle e Liriche » del Bottarì apparve 
in due volumetti a Gapolago negli anni 1851- 
55 ; la seconda riveduta a Messina nel 1862, 
Dopo quelle robuste Canzoni, il Bottarì ha 
scritto più poco, ma la sua Canzone : « In morte 
del Mazzini , » basta a mostrare la gagliardla 
sempre viva deiringegno di ({uesto nobilissimo 
scrittore , di cui abbiamo pure a stampa un 
e Elogio di Lorenzo Valerìo » ^Messina, 1866), 
e un e Elogio di Vincenzo D' Amore » (Ivi, 
1875). Il Bottari nac(^ue in Messina da Lette- 
rio e Carolina Bottarì il 18 ottobre 1829. Con- 
dotto bambino a Palermo, vi fece tutti i suoi 
studii letterarìi, istruito specialmenle da Pao- 
lo Perez. Prese una viva parte alla Rivolu- 
zione palermitana del 1848 ; onde, ristabilito 
il Borbone, dovette rìparareaMalta, ove visse 
undici anni, scrìvendo sempre a prò deirita- 
lia. Era in Aelssandria d* Egitto quando giun- 
se la notizia dello sbs^rco a Marsala * accorse, 
si aggiunse alla spedizione del Fabnzi, e con- 
segui in quella campagna il grado di capitano, 
che gli fu poi riconosciuto dal Governo rego- 
lare. Ma, dopo Aspromonte, il Bottari si di- 
mise e tornò come uomo privato in Messina, 
ove prese la direzione di un giornale politico 
da lui fondato , che propugna le idee della 
parte democratica. Nel 1§66 prese parte alla 
campagna garibaldina nel Tirolo. Nel 1876 fu 
eletto professore di Lettere e di Stona nel- 
r Istituto tecnico di Messina. Il Bottari ebbe 
pare 1* onore di essere eletto dal prìmo Col- 
legio di Messina suo deputato al Parlamento. 
Bottaro (Fortunata), scrìttrìce ligure* 
nacque in Savona : fece ottimi studii con pri- 
vati maestrì a Genova. Nel 1862 fondò F im- 
portante Rivista mensuale letteraria ed educa- 
tiva, intitolata: La Donna e la Famiglia, 
la quale godette ben presto non minor credito 
in Francia che in Italia ; onde la Bottaro si 
risolvette neM867 a pubblicarne pure una 
edizione parallela francese sotto il titolo : La 
Femme et la Famille, che ha scopi analoghi 
e lo stesso indirìzzo, ma con diversi compila- 
torì. Ad entrambe le Riviste, la Bottaro stes- 
sa ha efficacemente cooperato coi proprìi scrìt- 
ti, intomo ai quali troviamo nella jBibliografia 
femminile (Venezia, 1875) espresso un giudi- 
zio che ci pare, dallo stile eletto, di penna si- 
cura ed autorevole e che però facciamo volen- 
tieri nostro: a L'ingegno della Bottaro riunisce 
in sé tutte le preziose e delicate doti dell* in- 
gegno femminile e dell* ingegno italiano. Nei 
tuoi scritti è rara purezza di lingua e squisita 
gentilezza di forma, profondità di pensieri e 
lieto splendore d'immagini, singolare acu- 
tezza di osservazioni e pienezza di nobili e 
soavi affetti. » 



Bottero (Giovanni Battista), scrittore 
nizzardo, dirige da parecchi anni la celebre 
Gazzetta del Popolo, dopo il ritiro di Felice 
Govean, e la mantenne sempre vivace e po- 
polare. Fu prete; deposto T abito, studiò me- 
aicina presso V Università di Torino, e vi si 
addottorò. Chiamato dal dottor *Borella a col- 
laborare alla Gazzetta del Popolo, vi com- 
pilò il cosi detto Sacco nerOj ov' egli, l'antico 
allievo de' Gesuiti , imprese una vera campa- 
gna giornalistica contro il Clero. Meritò pure , 
come giornalista influente , V onore d' esser 
mandato a sedere fra i Deputati in Parlamen- 
to, ove, dopo aver rappresentato Nizza, sua 
città natale, ebbe la gloria di rappresentare 
il Collegio di Torini) che si rese vacante per 
la morte del Cavour. 

Bdttger (Lars Federico Carlo Gugliel- 
mo), poeta e filologo svedese, nacque in Ve- 
steras il 15 maggio 1807 ; nel 1833 ottenne il 
magistero di Filosofia in Upsala. Dotto nelle 
letterature moderne dell' Europa , rivolse una 
speciale attenzione ai Dialetti tedeschi e italia- 
ni del Nord ; hel 1851 intraprese un viaggio 
speciale di studio nell'Italia settentrionale, 
nei Grigioni e nel Tirolo. A ventitré anni avea 
pubblicato i primi suoi versi ; negli anni 1837 
e 1839 apparvero altre sue poesie liriche. Nel 
1845 il Bòttger ottenne un premio di cento 
ducati per un e Canto sopra Carlo XIV. o Le 
opere varie del Bdtt^er, fra le quali si trovano 
pure alcuni componimenti drammatici, furono 
pubblicate in quattro volumi tra gli anni 1858- . 
18^, sotto il titolo generale di: « Samlade 
Skrifter. » 

Bottini (Enrico), medico piemontese, 
nacque a Stradella il 7 settembre 1837. Lau- 
reato in Medicina a Torino il 17 luglio 1860, 
assistente alla Chimica chirurgica di Pavia 
sulla line dello stesso anno, poi incaricato 
del Corso di Anatomia chirurgica nella stessa 
Università, nel 1865 in seguito a pubblico 
Concorso fu nominato professore di Ostetricia 
e Chirurgo capo presso lo Spedale Maggiore 
di Novara : carica che tenne per oltre un de- 
cennio, finché nel novembre del 1877 con 
altro Concorso fu nominato professore ordi* 
nario di Clinica e Medicina operatoria a Pavia. 
Il Bottini è uno dei chirurghi più dotti e dei 
più arditi operatori del nostro paese. Amante 
delle cure nuoive, ha tenuto dietro con entu- 
siasmo giovanile specialmente ai progressi 
della Chirurgia inglese, della quale s'è fatto 
apostolo in Italia. Le sue molte Memorie , le 
arditissime operazioni, il ricco Museo da lui 
fondato a Novara, gli assegnano un bel posto 
fra i nostri uomini di scienza. Le principali 
pubblicazioni del dottore E. Bottini sono: 
« Studii clinici sul drenaggio chirurgico » (Mi- 
lano, 186|t; « Scrotamento delle ossa nella 
carie » (Pavia, 1864: Ricerche anatomo- 
patologiche sulla carie che concordano colle 
moderne di Rindfleisch e Birch-Hirschfeld , 
e Proposta dì un nuovo piano operatorio,' con 
nuovo stromento, illustrata da nuove espe- 
rienze) ; « Dell' Acido fenico nella Chirui^ia 



V 



BOT - 192 - 

pralka e nella Tasjidermica , Preludia alle elellr 

moderne teorìe Ligleriatifr, unirormando la gli in 

dottrina antisettica allo stesso concetto i dìni ; 

((juando nel 1869 il Lisler annunciava it suo loro 

metodo, nello Spedale di Novara era dn tre l'esei 

anni in vigore); e Sagi^i clinici di Medicina loro i 

operativa » (Milano, 1869: Casuislica di in- vi'stui 

teressatiti ed arditi casi di Medicina operato- Le mi 

ria, in avi emerge una totale esportazione appli< 

dell'osso frontale, la prìma e sola fino ad ora telegi 

fatta in Italia, un'esportazione di voluminoso pile I 

scroto «teFantisiaco del peso di selle kilograni- sulla 

mi ; -estraiione di palle da moKbetlo dal me- ciaiat 

^iastino anteriore); < Novello processo per la prodi 

«spor [azione end orale dal mascellare supe- mens 

«ore, senza vulnerare le parti molli del voi- Nuovi 

*o t (Torino, 1870: piano adottato dal fìo- piego 

■Ber) ; d La Terapia delle Tratlure » (Proposta vere i 

di un-piano eclettico di trattare tutte le Trai- del pi 

ture con bende e cartone senza il soccorso di dita e 

alcun apparato e speciale meccanismo; Memo- comp' 

vie suffragate da 450 osservazioni cliniche); tLa nuove 

Gaugrena traumatica invadente, Contribuzioni colloc 
cliniche e zoo-speriraentali ■ (Torino, 1871); 1 

'Esportazione a' ambo i condili della man- rose, 

diboia nel serramento stabile della bocca , > merci 

novello Processo operatorio (Torino, 1872); È prò 

« La Gal vano- caustica nella pratica Chirurgia s (artar 

(opera di 400 pagine con molte figure); rin- dirige 

nevato l'apparato stroraenlale, e molte Ri- tende 

cerche sui bruti sul valore emostatica del- alcuni 

l'ansa e coltello galvanico: due edizioni, saggi 

i' Novara, 1873, 3' Milano, 1875); « Radicale ch'eg 

Behandlung der auf Hypertrophie der Prostata prefai 

beruhenden Ischurie i (Langenbeck , Archiv. sé me 

Bd. XXI, Heft. L' nuovo Processo opera- trenle 

torio per guarire l' Iscuria da ingrossamento realoi 

Sroslalico, Memoria tradotta in francese dal sored 

otlor Bacchi, nel Bulletin de Terapeufique tute t 

1877, procedimento seguito dai principali chi- d' insi 

rurghi d'Europa, cui i Boriglione fornirono i rarese 

suoi strumenti, e commendalo recentemente > Il d 

dal Eònig nel Lehrbuch der SpecÌÈlle vnd laurei 

Allg. Chirurgie, 2 Bond. 743); • Estirpazione rara . 

di gozzo voluminoso a (Torino, 1878); «Altra Rivit\ 
estirpazione di gozzo con felice successo ■ I 

(Tonno, 1878); i La Medicazione anliseCtiea > piltric 

(tonno, 1878). sor Gi 

Bottini (Giuseppe Domenico), medico pubbl 

ligure, nacque a San Remo nel 1813: studiò Cairo 

a Genova e Turino, ove nel 1839 si laureò. l'Arie 

Oltre parecchi scrìtti nella Gaztetta Medica venlat 

Ilaliana, pubblicò a Parigi: «Menton et son < Arte 

climat. » Il Bottini è medico dell' Ospedale di vono | 

MflDtone. del G 

Botto (Antonio Enrico), fisico -chimi co leone 
piemontese, capitano del Genio militare, capo I 

della Divisione meccanica presso l' Istituto To- dramr 

pografico militare di Firenze, nato in Mondovi il 26 e 

il 4 luglio 1340, pubblicò net Giornale del sotto 

Genio jtftViiore (1872-73) e nel Giornale dt erudii 

Artiglieria e Genio (1874-78) le seguenti siti di 

dotte ed importanti Memorie: a Sui nuovi le sce 

composti esplosivi, considerati quali succeda- quale 

nei alla polvere da cannone per gli usi del- « Assi 

l'esercito e della marina; Sugli apparecchi un sui 



BOU 



- 193 — 



BOW 



bilo. Egli si diede qmndi a scrivere per il 
tatro, e compose non meno di 149 drammi, 
i cui; « Il Vampiro; I fratelli Corsi; Teste 
cchie e cuori giovani; Luigi XI; Fausto e 
irgherita; Ck)me lo ama* Dopo il buio» 
m); « Paolo Lafarge » (1870); « Il fatto di 
la notte tenebrosa b (1870) ; « Il Trattato di' 
merick » (1870); « Formosa, » ec. Nel 1853 
ea fatto un viaggiò in America donde tornò 
i 1860 col dramma « Octoroon , » che ha 
r argomento le condizioni degli Stati , già 
schiavi, americani. Dal 1868 egli si ritirò 
1 teatro. 

Bonillier (Augusto), scrittore francese, 
to a Roanne nel 1833, intraprese varii 
iggi in Europa, in Asia, in Africa. Golla- 
rò al Courrier de Lyon, alla Decentrali' 
Uorit al Corréspondant, a\V Italie, quando 
pubblicava a .Torinou Nominato deputato^ 
1 1871 , si schierò tra gli avversarli della 
(pubblica; gli elettori nel 1875 non lo con- 
marono. %li ha scritto specialmente sul- 
talia. CitlanH) : a Essai sur THistoire de la 
ilisation en Italie » (1861 , in due volumi: 
pera rimase interrotta) ; « Le Dialecte et 
Gbants populaires de la Sardaigne » (1864Ì ; 
/Ile de Sardaigne» (1865); e Études ae 
litique et d'Histoire étrangères » (1870); 
/Art venitien » (1870). Collaborò pure al- 
Histoire des Ducs de Bourbon , » premiata 
l'Accademia Francese. 

Bonrdon (Matilde, nata Lippens)^ scrit- 
te belga, divenuta francese, autrice di nu- 
rosi racconti in francese per la gioventù , 
)blicati dal 1851 fino ad ora, nacque nel 
7 a Gand. Sposò in prime nozze il signor 
)ment, in seconde nozze il signor H. Bour- 
I, francese, scrittore del Globe Saint- 
%onien e della Revue du. Pro^rès social, 
Bantarlo, (Edgardo), stonco francese, 
fessore afl'École des Charles, capo di sc- 
ie degli Archivi!, membro dell* Accademia 
te Iscrizioni e Belle Lettere, nacque il 9 
embre 1829 a Chàteaudun. I suoi due pri- 
lavori : < La France sous Philippe le Bel » 
52); s Les Insti tutions militaires de la Fran- 
I (1863), furono premiati. In società col 
isles pubblicò in due volumi: «Les Actes 
Parlement de Paris, i» Seguirono i seguenti 
>n storici : < Correspendance secrète ine* 
de Louis XV sur la Politique étrangère » 
)6); e Marguerite de Provence » 1868); 
tìnt Louis et Alphonse de Poitiers » (1870) ; 
ément V, Philippe-le-Bel et les Tem- 
rs,» etc. (1873). 

Bontelller (Ernest de), scrittore fran- 
ai nato nel 182o a Parigi , antico capitano 
rtigUeria, deputato nel 1870 della città di 
>« nel 1862 pubblicò una t Storia dei Mo- 
«ri di Met2, » e nel 1873 in Parigi il « Di- 
onaire Topographique de la Moseìle. n 
Bo¥alliiui (Roberto Maurizio), storico 
lese, nato nel 1817, studiò presso 1* Uni- 
cità di Upsala. Esordì come amanuense 
'Archivio di Stato; egli ha ora il titob dì 
iografo agli ordini di S. M. il Re di Sve- 

Dizionario Biografico. 



zia. Pubblicò i seguenti lavori : t De forma 
regiminis Suedae anno MDCXXXIV confir- 
mata» (1842); a De institutione nobilium in 
saeculo XVll exactis pubìicis» (1842); una 
Monografìa sopra « Il Parlamento di Stoccolma 
negli anni 1713-14» (1844); un* altra sopra 
« La mutazione dei Statskicket svedesi dopo 
la morte di Carlo XIII » (1854). 

Bovio (Giovanni) , scrittore napoletano, 
professore pareggiato di Economia politica 
presso r Università di Napoli, deputato al 
Parlamento, diede alle stampe i lavori se- 
guenti: a Corso di Scienza del Diritto; Saggio 
critico del Diritto penale e del fondamento 
etico; Il Sistema della Filosofìa; Scritti lette- 
rarii ; Schema del Naturalismo matematico ; 
Risposta ai critici ; Discorsi politici ; » e , iir 
quest'anno stesso, a Napoh, un opuscolo 
scritto con uno stile molto rigoroso e che levò 
molto rumore, intitolato: « Uomini e tempi, i» 
a proposito del quale Aurelio Safll, in una 
lettera che fece il giro di parecchi giornali , 
gli scrisse: a II vostro libro, è, al veder mio, 
guida sapiente ; perchè, in queste poche pa- 
gine, voi avete compendiata e scolpita, con 
esattezza scientifica, la ragione del momento 
storico che oggi T Italia attraversa, e dise- 
gnato r ordine e la necessità dei quesiti pro- 
posti dalla natura stessa delle cose al suo 
progresso come Nazione. Voi collocate al 
posto che loro spetta nella via delle soluzioni 
aspettate. Istituti, Uomini e Partiti, giudi- 
cando resistenze ed impazienze, falU e virtù, 
difetti e pregi, con mente civile, come uomo 

del tnondi} esperto 
E degli umani risii e del ralore. 

E questo esempio d' imparziale urbanità nel 
pronunziare sentenza intorno a uomini e cose, 
ad amici e ad avversarli, parmi non ùltimo 
merito del vostro scritto , fra le volgari in- 
temperapze di molta parte della stampa con- 
temporanea. » Si annunziano come d* immi* 
nente pubbhcazione due altre pubblicazioni 
del Bovio : « Corso frenopatico , » e « 1 Fon- 
datori di civiltà. » 

Bowen (Francesco) , letterato america- 
no, nato 1*8 settembre 1811 a Charlestown nel 
Massachussetts , si laureò, nel 1833, con plauso 
nel Collegio Harvard e, nel 1835, fu nominato 
istruttore in Filosofìa intellettuale ed Economia 
politica airUniversità. Nel 1839, visitò TEuropa, 
e spese due anni nello studio della filosofia e 
della politica. Al ritomo pubblicò due o tre 
volumi di saggi sulla filosofia speculativa, ec. 
divenne editore e proprietario della Rivista 
Nordamericana; dal 1843 al 1854, e fra il 
1848 e 1853, fece all'Istituto Lowell quat- 
tro corsi sullir Metafisica ed Etica nelle loro 
attinenze alla religione , suU* Economia pò • 
litica e sullo sviluppo della Costituzione in- 
glese ed americana. Nel 1853 fu nominato 
professore di Religione naturale, di Filosofia 
morale e di Politica civile nel Collegio Harvard, 
ove insegna sempre. Pubblicò: < Dizionario 
imperiale di biografia, » ed un trattato molto 

13 



elaborato ; t Sui Piincipii d' Economia politica ufHc 
applicati alla condizione del Popolo americano! pò , 
(iS56),ed un trattala ;■ Sutr Economia poli- l'est 
tic* americana i (1871). Nel 1872 Teca un altra cure 
e piii esteso viaggio in Europa. Pubblicò inol- mori 
tre con note critiche gli « Elementi della Filo- invit 
«olla dell'umana mente, ■ del Dugald Stewart; dove 
e compilò con copiose annotazioni i u Docu- versi 
menti della Cktslituzione dell' Inebilterra e colei 
dell'Amarìca, dalla Magna Carta alla Costitu- le lii 
lione federale del 17S9. » Nel 1858 fece un escli 
quinto Corso all' Istituto Lowell : i Sui FilosoH sarsi 
e Uetaflslci inglesi, da Bacone a Sir Gugliel- cbe 
mo HaroitloQ. a II profeeiore Bowen è uno ìnna 
strenuo e serio avversario della FilosiiAa pò- sion 
sitiva d'Augusto Comte e delle modifloaztoni quel 
di essa per lo Stuart Hill. vegì: 

Sinraer (Sir Giorgio^, giurista inglese, un \ 
nato nel 1811 a Radley nella Contea di Berk, ciò, 
studiò legge; divenne, nel 1839, professore di 
Diritto a Middle Tempie, ed è giudice di pace 
dalla SUB Contea. Nel 1850 si converti al Cat- 
tolicisnio, e propugnò ladivisionedell'Inghil- 
leira in diocesi in un opuscolo intitolato: ali 
Cardinale Arcivescovo di Westminster e la 
ouova Gerarchia, > e dal 1852 al 1868, e di 
bel nuovo dal 1874, rappresentò gì' interessi 
ultramontani in Parlamento. È autore dì pa- 
recchie opere giurisliche : < Dissertaiione sugli 
SUtuti delle città italiane > (Londra, 1848); 
( Gommentarìi sulla moderna Legge civile s 
(Ivi, 1818); 1 Letture fatte nella sala di Mid- 
dle Tempie >(Ivi, 1851); ( CoramenUrii sulla 
Legge pubblica universale > (Ivi , 1854) ; t Sto- 
ria privata della creazione della Gerarchia ro- 
mano-cattolica in Inghilterra» (Ivi, 1868^; 
( Introduzione allo studio ed all' uso della 
Legge civile i (Ivi, 1874). 

Boi4 (Andrea Kennedy Hutchinson], 
scrittore inglese, nato nel novembre del 1825 , 

ad Auchinleck, nella Contea d'Ajr, studiò 
Teologia airUniversità di Glascovia, ove toccò 
igradisupremi in FilOBOfta e Teologia, escriaae 
parecchi «Saggili premiati. Si ordinò prete 
nel 1851, divenne parroco in Edinborgo noi vi ai 
1864 ed ultimamente in S. Andrews. Si acqui- rimi 
sto molla fama in Inghilterra per una serie di pria 
stupendi « Saggi i> {Ettaya), pubblicati prima- patr 
mente nel Magaitino di Frater, di cui cite- delli 
remo ì seguenti : < Ricreazioni di un Parroco com 
di campagna > (nuova ediz. illustrala, 186b); nica 
lOre a' ozio in cittì, ossia Saggi consolatorii essa 
estetici, morali, eodali e domestici; Il Filosofo colo 
alla mano in città e in campagna » (1863) ; più ' 
■ 1 pensieri piò gravi di un Parroco ai cam- nuo' 
pagna > (1863-65); > Feste autunnali di un ad a 
Parroco dt campagna n (1864) ; i Storia nalu- Con 
rale di un Parroco di campagna» (1865); Lntt 
(Lezioni dell'età mediai (1868); «Aspetti Qnit 
mutatidiveritàiromutale» (1859); «Pensieri una 
del giorno presento (1871); «Meditazioni dell' 
lungo il mare, > ec. (1872). «ioni 

BeyMaa (Hjalmar, Hjorth), scrittore pass 
norvegiano americano, nacque il 23 settem- Tur^ 
bre del 1848 a Fredricksvern, piccola città visil 
a al Sud della Norvegia. Suo padre, moli 



BOZ 



- 495 - 



BRA 



celebre Romanziere russo. Il Boyesen esordi 
nella Letteratura con articoli intorno alla 
sorte dei suoi compatriotti in America, ciie 
stampò in un giornale norvegiano intitolato il 
Fremad, e che usciva a Chicago. Già quei 
primi scritti erano stati accolti con una simpatia 
generale, che si trasformò in un vero trionfo 
per l'Autore, quando, quattr'anni or sono, 
comparve la sua prima novella: « Gunnar, » 
a quale fu presto seguita dal « Norseman's 
Pilgrimage ]» e da parecchie altre piene di 
>oesia e delicatissime, riunite sotto il titolo 
li : <( Racconti dei due Emisferi. » L' ammira- 
tone del Boyesen per il Turgheneff non è ri- 
nasta senza influenza sui suoi scritti; però, 
seguendone le orme , egli non va mai fino alla 
«ervìlità. Egli è ancora molto giovane ed al 
)rincipio della sua carriera letteraria, che pro- 
nette di essere splendida a giudicarne dal pro- 
gresso continuo che si manifesta in ogni nuova 
troduzìone che esce dalla sua penna. Mentre 
erìgiamo,, il Boyesen si trova a Parigi, di 
itomo da un viaggio a Roma , e si è pubbli- 
ato a Nuova- York dair editore Scribner un 
»el volume di lui sopra <c Goethe e Schiller, 9 
d un nuovo romanzo, intitolato: a Falcon- 
)erg » (Nuova-York, 1879). 

BozdecA (Emmanuele), poeta dram* 
oatico boemo, nato il 21 luglio del i841 a 
Vaga, studiò Giurisprudenza in patria e fu 
>er qualche tempo educatore. La sua prima 
ommedia: « Nel tempo dei Cotillons, » fu rap- 
•resentata nei 1867 sul teatro di Praga ed ac- 
olta con molto favore. Un anno dopo fece 
appresentare la tragedia: a II Barone Goertz, » 
1 quale eccitò un grande entusiasmo. Nel 1869 
u nominato drammaturgo del Teatro boemo, 
d' allora in poi compose successivamente le 
ommedie : e II Governatore del mondo in ve- 
le da camera; I buoni Amici; L'imbarazzo 
i un uomo di Stato. » Egli ha pure pubbli- 
ato un volume di <i Novellette , s e tradotto 
orecchi drammi dal francese, fra cui la 
Fernando 9 dei Sardou. 

Bosso (Giuseppe), letterato siciliano, 
ato in Palermo nel 1809. Dal 1830 al 1841 
1 professore interino di Letteratura latina ed 
aliana presso l' Università di Palermo ; dai 
S42 al 1863, professore ordinario di Lette- 
itura italiana presso la stessa Universilà, della 
uale fu pure rettore ed ora è professore eme- 
ito. L'egregio letterato ha dato alle stampe i 
sguenti lavori, lodati successivamente dal 
^^rgallo, dai Niccoiini, dal Garmignani, dal 
etti, da E. P. Visconti, da G. Montani, 
al marchese di Montrone, dal Tommaseo, 
allo Zambrini e da altri ciliari uomini di 
ettere, ciie ricambiarono con molti compli- 
lenti, i quali ora sono tutti a stampa, i'in- 
io cortese che il Bozzo fece loro, in vario 
impo, delle sue erudite elucubrazioni: «Me- 
K)rìa sullo 'stuijio di Letteratura in Sicilia » 
IS30); e Ragionamento critico su quei famoso 
^0 della Divina Commedia di Dante Ali- 
bierì: Chi è più. scelerato di colui Che al giu- 
icio divin passion porta » (1831); « Osserva- 



zioni filosofiche ed estetiche intorno al Canto 
XXXI deir/w/er/io» (1831); «Considerazioni 
sopra i Comenti del verso di Dante : Poscia 
più che il dolor potò il digiuno» (1832); «In- 
torno al bisogno di ricondurre gli studii ai- 
Fusata sobrietà del sentirò italiano, » Orazione 
accademica (1851) ; a I Teatri, s> carme (1851); 
a Intorno al metodo d' insegnamento lette- 
rario]» (1851); «Le iodi dei più illustri Sici- 
liani trapassati nei primi 45 anni del secolo 
XIX» (Palermo, 1854-56); «Gomento della 
Divina Commedia» (1^ ediz. 1831, 2* ediz. 
1837, 3» ediz. 1858); « Biografia del profes- 
sore Carlo Giachery» (1869); «Gomento delle 
Rime di Francesco Petraica » (1870-71) ; 
a Elogio di Rossini > (1874); « Elogio del Bei- 
lini » (1876); « Commento al Decamerone del 
Boccaccio » (1878). 

Bosso (S. V.), scrittore siciliano, ha 
pubblicato gli scritti seguenti : « Versi in mprte 
di F. D. Guerrazzi» f Palermo, 1873); «Canto 
per r inaugurazione del Politeama di Palermo» 
(Ivi, 1874). Ì!{e\V Archivio Storico Siciliano ^ 
gli scritti seguenti : « Un errore di data e la 
Cronica di Fra Michele da Piazza » pubblicata 
dal Gregorio (Cenno critico) ; « Una Lettera ine- 
dita di re Federico IH l'Aragonese; Su di un 
Codice miniato dei XV secolo; Documenti ine- 
diti riguardanti l'^insurrezione di Lorenzo di 
Murre» (1350); «Quaedam profetia; Una Poe- 
sia siciliana del XIV secolo inedita; Uno Studio 
paleografico, letterario e storico; Un Epi- 
gramma relativo a Carlo d' Angiò » (Epi- 
gramma inadito, relativo a fatti del Re- 
gno di Manfredi); « Giovanni Chiaramonte II 
nella discesa di Liudovico il Bavaro » (Saggio 
critico) ; « Un Diploma di re Pietro II , l'Ara- 
gonese, relativo ali* assedio di Termini del 
1338, » illustrazione diplomatica e stoiica; 
e finalmente : « Il rosaio di Maddalena, » ieg- 

§enda (Balermo, 1878); f Di Marinella Fo- 
erà,» ricordo (Ivi, 1878); «Corrispondenza 
particolare di Carlo d'Aragona, duca di Ter- 
ranova, presidente del Regno di Sicilia, con 
S. M. il re Filippo II, » relativa all'assedio di 
Tunisi del 1574-75, pubblicata dalia Società 
Siciliana di Storia patria, tra i documenti per 
servire alla Storia di Sicilia; « Ballate » (Pa- 
lermo, Virzi, 1878); «L'Islam e i rapporti 
politici e religiosi fra l'Oriente e l'Occidente » 
(Palermo, Montaine, 1878). 

BraooiIbrtI (Conte Alberto) , naturali- 
sta piacentino, nacque in Piacenza ai 22 di 
gennaio del 1838. Studiò Lettere e Filosofia 
nel Collegio dei Barnabiti di Lodi e nel Liceo 
di Porta Nuova in Milano. Per aderire ai de- 
siderii della madre frequentò per due anni la 
Facoltà legale in Piacenza. Trasportata la me- 
desima a Parma dopo il 1859, si die tutto ai 
suoi prediletti studh di Matematica e Scienze 
naturali. Preso il Diploma di Matematica a 
Pavia e di Scienze naturali a Bologna, si die 
all'insegnamento di dette materie nelle Scuole 
tecniche di Codogno , Dogliani e Viadana. At- 
tualmente egli è incaricato straordinario ed 
assistente ali' Agronomia presso il R. Istituto 



BRA - ì 

lecnioo di Piacenca e Presidente di Scienze 
naturali e Contabilità nella vicina Ji'ioreniuola. 
Pubblicò le seicenti opere ulilissime: < Ele- 
menti di Meccanica » (Codogno, 1866); isto- 
ria naturale degli Stagni, ossia Fauna e Flora 
acquatica! (Parma, 1871); (Della Rìprodu- 
lione degli animali e delle piante i (Viadana, 
1872); t Dello studio delle Sdenze fisiche e 
naturali > (Piacenza, 1872); a L'Entomolo- 
gia degli Stagni (Entomologia acquatica) i 
(Viadana, 1873); t Manuale delle Formole 
geometriche s (Piacenza, 1873); ■ Flora Pia- 
centina! (Piacenza, 1877); 'Dizionarietto bo- 
tanico Piacentino-latino* (Piacenza, 1877); 
t I Profumi , > Cicalata elorieo-scienlIQca 
(Piacenza, 1879). 

BraM (Carlo Lovine), scrittore ameri- 
cano, nato nel 1826 a Lichtfield nel Connecti- 
cut, sladi6 teologia a Nuova- York, si laureò 
nel Collegio Yale, e ai diede intieramente 
al sollievo materiale , inlelletluale e morale dei 
potreri e degl'infelici. Nel 1^50 percorsa l'In- 
ghilterra e l'Irlanda, andò in Aniborgo e a 
Berlino; visitò, nella primavera del 1851, l'Un- 
gheria e corse perìcolo dì essere fucilalo come 
spia a Granvaradino. Reduce a Nuova- York, 
organizzò la Società adiutrtce dei Fanciulli, 

Kr raccogliere i ragazzi senza tetto e vaga- 
odi in scuole, famÌRlìe, eo., Società che ba 
già un capitale di 100,000 dollari e dì cui il 
Brace è segretario. Fra le sue opere filantro- 
piche e i suoi viaggi ei trovò ancora il tempo 
di scrivere, oltre parecchie opere minori, le 
seguenti: t L'Ungheria nell851 con un' eepe- 
rienza della politica austriaca • (ISa'i); « Vita 
domestica in Germania i (1853) ; a Una visita 
aUe case di Norvegia e Svezia » (1857) ; i La 
rana del vecchio Mondo, Manuale d'etnologia i 
(1863, 2* ediz. 1869); < Brevi Sermoni pei 
fanciulli» (1865); di nuovo Occidente o in 
California nel 1867-68 ■ (1869); a Se classi 

Kricolose di Nuova-York e vent'anni di lavori 
I esse » (1872). 
Bntohelll (Ugo Francesco), statislico 
austrìaco, nato l'il febbraio del 1834 a Briinn 
in Moravia, studiò giurisprudenza e scienza 
di Slato, e ei acquistò di buon'ora molta fama 
per lavori politici ed amministrativi. Fin dal 
1853pubblicò; < Gli Stati d'Europa, Statistica 
comparala t (2' edii., Brùnn , 1867), opera 
che gli procacciò, nel 1855, un posto nell'Uf- 
ficio statistico austriaco. NellSti3fn nominato 
professore nella Scuola Superiore tecnica a 
Vienna e membro delta Commissione centrale 
di autistica. Oltre di ciò ebbe nel 1869 la cat- 
tedra di Statìstica e di Dirìllo pubblico nella 
Scuola Superiore di artiglieria e del genio, e 
nel febbraio del 1872 la direzione del nuovo 
dipartimento di Statistica nel Ministero di 
commarcio. Oltre 1' opera suddetta pubblicò : 
€ Scienza di Stato tedesco J (Vienna, 1856); 
t Statistica della Monarchia austriaca » (1857); 
f Trenla tabelle slalistìche su lutti i paesi e 
gli Stati della terra » (Lipsia, 1862; Appendice, 
1807). Ei scrisse inoltre per la 7* edizione del 
■ Manuale di Geografìa e di Statistica, > dello 



Stein-HOrscI 
tSull'Impei 
< Suir Austr 
Stati tedesc 
(1870) e » S 

degli Stati e 
Braob 

professore a 
borine, all'È 
blicato tra gì 
tanti lavori 

una ventina' 
gique de la L 
ristampato; 
Ecri vaine dt 
Grammaire 
du XVI* sii 

Laogue » (i; 
francese dell 
manze > del 

Srudr 

maturgo e i 

aprile del li 
divenoe alto 

lettere. Stud 
Filosofia ali" 
andò a Berli 
sretario del 
della direzit 
della Gazzel 
e visse col p 
finché si tra 
ti m amen te p 
ISSOìlBrael 
• Giovanni F 
la,*ec., sei 
fece rapo re» 
1857 , a* edi 
strepitosi trì 
un colpo la 
dramma si i 
SCO e fu trai 
ropee. A nel 
a Adalberto 
de CaUB ■ (i 
compreso eh 
patore » (18 
sier» (18K 
(1863), il Bi 

gli effetti set 
cesso uguale 
drammi son 
Bach » (Beri 
noni » (Lips 
ali Rigaltii 
Falstaff. (1 
con temperai 
(Ivi, 1864); 
1866); ika 
vallerà ture 



BfiA - 1 

edtaco t (Ivi, 1868)-, ■ Luigi XIV d la Gom- 
aedia delia vita > (Berlino , 1870) ; • L' Olan- 
lese volante» (Iri, 1871); € GlauBurty » (An- 
mbr, ItJTI), ec. Parecchi di qoesti romami 
urono dramiuatizzati dallo slesso Braebvogel , 

I quale ecrisse inoltre: «Canli e Poesìe liri- 
he> (Berlino, 1861); « Dal Medio Evo ■ 
lena, 1872); «Novella etorichel (Breslavia, 
8671; «Da tre secoli,» noieile [Schwerin, 
870); (Studii teatrali* (Jena, 1863); «Gli 
omini del nuovo tempo tedesco i (Annover, 
S72), ec. Da alenai anni dimora a Berlino, 
ve, oltre URa Berle di nuovi romanzi, pub- 
licù: (Storia del Teatro regio di Berlino* 
Berlino , 1877-78). 

BrwUon (Maria Elisabetta], romanziera 
igtese, valentiKEima nel romanzo alla muda 
ni detto a seniatione, naU nel 1837 a Lon- 
n, fu in prima governante e collaborò in 
rima, sotto varìi pseudonimi, in parecchi 
iornnli escrisse: ■ Amorì d'Arcadia, > com- 
ledietla rappresentala nel 1860; € Garibaldi 
i altre poesie » (1865); • Lady Lisle; Trac- 
a del serpente; Ralph il Bali*o,sec.; ma non 
tirasse l' attenzione che nel 1862 col roraaneo 
Aurora Floyd, i e più ancora col t Segreto 
iUdy Audley, * ch'ebbe tre ediz. in otto mesi. 
DD rapidità maraviglioaa ella pubblica quindi: 
La Vittoria di Eleonora * f Londra, J8<53); 

II Legalo di Giovanni Marchmont > (1864); 
Enrico Dunbar ■ (1864), che levò molto 
ido; 1 La moglie del Dottore,! ec. e molti, 
ne troppi , altri romanzi, dei quali meritano 
cnzione soltanto: ■ Sir Jasper's Tenaot » 
866); . The Udy's Milo » (1886) ; i Ropert 
odwini (1867), e <c Run to Earth. > Nella 
■itta Belgravia diretta daessa pubblicò sue- 
tisicamente un' altra grande (quantità di ro- 
ami: i Uccelli di rapina ; Frutti del Mar Mor- 
;L'eredilà diCarlotta; Il Une amaro; Hilly 
ivel; Stranieri e Pellegrini; Lucio Davo- 
n ; Perduto per amore ; Uno strano mondo; 
it'ggi alla fortuna; Le scarpe degli uomini 
orli; Tessitori e tessuto; Un verdello aper- 
, > ec. Nel 1873 fece rappresentare ■ Gnsel- 
.• drammain quattro fitti desunto dal Boc- 
cio. ]] secreto del grande successo dei ro- 
mil della Braddon sta in ciò, che la curiosità 
1 lettore è eccitata in sommo grado e tenuta 
sospeso sino all' ultimo da situazioni com- 
ptenli o terribili. Le condizioni sociali del- 
inghilterra vi sono dipinte dal vero , i ca- 
nteri mediocremente delineati, e scarsissimo 
merito artistico. Miss Braddon è una ro- 
iniiera del genere dei Fonson du Terrail, 
ÌMoitiepIn, Zaccone, ec. 

Bradlsj(Ek)oardo), scrittore inglesefpiù 
lo souo il pseudonimo di Cutubert Bede, 
to nel 18fi7 a Kidderminster , studiò teolo- 
1 all' Università di Durham, ai ordinò prete 
1 1850, e fa nominato nel 1^0 rettore di 



lanstico e nelle descrizioni di viaggi. Sua 
w pabblicazione furono le nmoristiche 
«"enture del signor Verdant Green » 



... signor verdant Green» 
(2* ediz. 1854), Pubblicò quindi in rapida 
successione: «Miscellanea, prosa e versi; Pro- 
vocazioni dell'amore , ec, ; Piaceri fotografici ; 
Racconti della vita collegiale; Favole fanta- 
stiche; I e le novellette: « Più vicino, più 
caro; U signor Verdant Green ammogliato 
e spacciato; Figure ridicole; Ore felici a 
Windsor; Clencre^an; Il nostro nuovo Ret- 
tore o il Villaggio di Norton; Il Curato di 
Cranston; Una gita nel paese del Tartan,! 
altra descrizione delle montagne della Scozia 
come Glencreggaa ; cLa Moglie bianca t (1868), 
opera illustrala sulle lefwende e le tradizioni 
popolari scoizesi , ec. Collaborò inoltre al 
PuncA, alle IHustrated London Neuit , alla 
London Review , all' Once a Week , ec. 

Braga (Teofllo), letterato portoghese, 
nacque all'Isola di San Michele, Arcipelago 
delle Aziorre, il S4 febbraio dell' anno 1843, 
e ricevette la prima educazione al Liceo della 
città di Ponla Delgada. Egli incoroinciò la 



letteraria in età molto tenera , 
stampando nel 1859 il sno' primo saggio poe- 
tico, intitolato: > Foglie verdi, » e dirìgendo 
altresì alcuni giornali , come Meteora e San- 
teJmo. Nel 1861 egli abbandonò la sua isola 
nativa , e si recò a Coirobra per seguirvi i corsi 
dell' Università. Da quel momento in poi la 
vita del Braga non fu che una lotta continua 
per vivere col proprio lavoro ed affermare 
sempre più la sua natura potente e gai^liarda. 
L'appaniione nel 1864 del volume intitolato : 
€ Visioni de' tempi, > sa^o di una epopea 
dell'Umanità, oltre al mostrare che il Poeta 
s' era sciotlo dall' imitazione de' suoi primi 
maestri Lemus e Palmeirin, produsse una 
vera rivoluzione nella poesia moderna del 
Portogallo. Allo stesso genere appartengono 
anche ; i Le Tempeste sonore ; La Ondina del 
Lago; 1 Torrenti, ■ che sollevarono una vera 



- 19 



tempesta letteraria, dalla anale e dall'opaticojo 
di Anthero de Quentat: f Buon senso e buon 
gusto, ' soree la nuova scuola di Coirabra, 
composta di un gruppo di studenti, poeti, 
romanzieri, metaRaici e rivolu»onarii , i quali 
sconvolsero tutte le tradiiioni dell' antico spi- 
rito accademico. La lotta fu fiera, e si terminò 
col pieno trionfo della nuovn generazione. 
Nel 1367 il Braga stampò oa vasto lavoro sulla 
poesia popolare portoghese, ossia: ■ Il Roman- 
cero e Cancionero popolare portoghese, d 
in cinque volumi, e nel 1868 la sua Disaerta- 
zione; i Storia del Diritto portoghese, > che 
gli valse il grado di dottore. Fino al 187:2 
egli abitò la città di Porlo e vi concorse par 
la cattedra di Economia Politica, prima nella 
Scuola Politecnica e poi nella Facoltà del Dì' 
ritto. Ma i nemici della Scuola di Coirobra gli 
suscitarono molte diflicoltA, e par due voltalo 
allontanarono dalla sua mèta. Allora egli in- 
traprese a scrivere la « Storia della Lettera- 
tura portoghese, I che mancava al suo paese. 
E un lavoro molto esteso : arriva giA tino ad 
ora alXVI volume: e pure non è ancora termi- 
nato. Finalmente dopo un nuovo e splendido 
concurao,.il Braga ottenne nel 1873 la catte- 
dra dìLetteralura moderna al Corso Superiore 
letterario di Lisbona. Da quel momento la 
sua vita prese un indirizio più tranquillo, ben- 
ché le sue idee repubblicane non gli permet- 
tano di deporre affatto le armi. In qiietii ul- 
timi anni lo studio della FilosoQa positiva 
produsse una modificazione nella sua maniera 
di pensare che ai manifestò nei laVorì seguen- 
ti: « Lineamenti generali della Filosofìa posi- 
tiva, > e « La Storia universale. > Il Braga è 
un autore molto fecondo; e nessuno ha messo 
in movimento un maggior mimerò d' idee nel 
Portogallo, paese molto apatico, che il Braga 
con le sue opere varie, spesso appassionate, 
e nella massima pai-te eruditissime. Oltre i 
lavori già citati, devono ancora ricordarai di lui 
i seguenti lavori scolastici: i Grammatica por- 
toghese; Manuale di Storia letteraria porto- 
ghese; Antologia portoghese; Parnaso porto- 
ghese moderno; Storia universale;» tre vo- 
lumi di aaggi: «Sul Medio Evo; Bulla Poesia 
del Diritto; Sui Canti fantastici; i alcune dis- 
sertaxioni : a Caralterislica degli Atti com- 
merciali" Spirito del Dlrillo civile moderno; 
Teoria della Storia della Letteratura porto- 
ghese, > e parecchie edizioni critiche da lui 
curale. 

BnUlm-AmuiilfPietro), filosofo greco, 
mìòi^ro plenipotenziario di Grecia , da prima 
a Londra ed ora a Pietrobui^o , già ministro 
degli Aff'ari Esteri (1866) e consigliere di Stalo , 
già presidente del Parlamento Jonio e Segre- 
tario generale del Governo delle Isole Jonie, 
nacque nel 1813 in Corfù: studiò in Bologna, 
Ginevra e Parigi. Per dieci anni insegnò Filo- 
BoRa nelt' Accademia Jonia. Scrisse in Kn^ua 
greca le seguenti opere molto lodate di Filo- 
sofìa (la prima delle quali pubblicamente dal 
Barlhélemy de Saint-Hilaire nell'^cadémie 
detSeieneei poliliqueg et inoralo): u Sa^o 



BRA 



- 199 - 



BRA 



iure al Brandes molti nemici fra il Clero pro- 
estante e gli Ortodossi della Danimarca , che 
tuscirono a chiudergli le porte deirUniver- 
ità. Dopo una fiera lotta, egli abbandonò la 
latria e nel 1877 si fissò a Berlino. Il Brandes 
crìsse i lavori segaeoti : « 11 Dualismo nella 
lostra nuova Filosofia » (Copenaghen, 1866); 
Studii estetici » (1868); a Critiche e ritratti » 
1870); « L'Estetica contemporanea francese » 
1870); n Spiegazione e difesa » (ÌSTI); a Le 
randi correnti della Letteratura nel secolo 
klX, » lavoro del quale finora sono usciti i 
uattro volumi seguenti : e La Letteratura de- 
li emigrati ; La Scuola romantica tedesca ; 
A reazione in Francia ; Il naturalismo in In- 
hilterra » (1872-75); a Ferdinando Lassalle » 
Berlino, 1877); a Soren Eierkeguard » (Co- 
enaghen, 1877); « I Poeti danesi » (1877) ; 
Isaia Tegner» (1878); la Rivista mensuale in- 
itolata: Il Secalo XÌX (Copenaghen, 1874- 
877). Inoltre il Brandes ha tradotto le opere 
lello Stuart Mill. 

Brandi (Vincenzo}, storico ed anti(]|ua- 
io boemo, nacque il 5 aprile 1834: studiò a 
Vienna. Negli anni 1858-1861 insegnò la Sto- 
ia nella ReaUchule di Brunn, ove nel 1861 
a eletto Archivista. Incominciò con un « Ma- 
inale delle Antichità patrie morave i> (Brunn, 
860) ; seguirono parecchi lavori speciali in 
ingua boema, e finalmente le tre seguenti 
nbblicazionl : a Libri citationum et seotentìa- 
um » (in tre voi., Brunn, 1872-1878); « Co- 
lei diplomaticus Moraviae ]> (tre voi., che sono 
'8«, il 9» ed il IO* della collezione , 1874-1878); 
Glossarium illustrans bohemico*moravicae 
listoriae fontes » (Brunn ,1 876Ì. 

Brandt (Federico Pietro) , giurecon- 
alto norvegiano, dottore in Leggi , professore 
ir Università dì Cristiania , nacque il 24 luglio 
leu* anno 1825 nel distretto di Robygdelag, 
ove suo padre esercitava le funzioni di pre- 
osto. La prima educazione egli ricevette nella 
asa patema; poi per tre anni visitò una delle 
cuole di Cristiania , e finalmente 1* Università 
iella stessa città. Finiti gli studii, egli fu nel 
849 aggregato air Università come professore 
|i Diritto , e dal 1.853 fino al 1856 v* insegnò' la 
'toria del Diritto norvegiano. Nel 1851 egli 
crisse un lavoro intomo alle antiche Istitu- 
ioni giurìdiche della Norvegia, e fu premiato 
on una medaglia dal Principe ereditario. Nel 
856, coìl'aiuto del Tesoro pubblico, intraprese 
in viaggio scientifico in Danimarca ed in Ger- 
mania, e nel 1862 fu eletto definitivamente 
rofessore di Diritto air Università di Cristia- 
lìa. In qualità di rettore della stessa egli la 
appresentò al Giubileo due volte centenario 
jelr Università svedese di Lund ed a quello 
'» 400 anni dell' Università Lodovico-Massi- 
Qiliano di Monaco, dove anzi in queiroccasione 
icevette il diploma d' onore di doelor juris, 
jel 1867 in seguito ad un invito fattogli dal 
cancelliere di queir Università svedese egli si 
■etòad Upsala, e vi fece un corso sul processo' 
si'ile in Norvegia. Membro della Commissione 
>«r la revisione delle leggi intorno all'Ammi- 



nistrazione comunale di Cristiania e di un* al- 
tra per la revisione delle leggi intorno alFuso 
dell acqua , egli prese una parte molto viva 
ai loro lavori. Si hanno di lui alle stampe nu- 
merosi lavori. Citiamo: a II Codice norvegiano 
di Cristiano IV, del 1604, i> pubblicato nel 
1855 in società con Fr. Hallager ; e II Diritto 
pratico secondo la Legislazione norvegiana d 
(Cristiania, 1867). Nel 1878 ne apparve una 
seconda edizione. (Cfr. sopra i lavori di questo 
dotto Giureconsulto specialmente la Kritisché 
Vierteljahr$8chrift di Monaco dedicata alla 
scienza del diritto.) 

Brandt (Giovanni Federigo di), illustre 
zoologo, nato il 25 maggio del 1802 a Juter- 
bogk in Prussia, studiò, dal 1821, medicina 
a Berlino. Attese , nei primi anni principal- 
mente, alla Botanica; pnoblicò una Flora ìie* 
rolinensis (Berlino, 1825), e divenne sup- 
plente nel Museo anatomico. Nel 1831 andò a 
Pietroburgo , ove fu per alcuni anni ispettore 
degli Studii, professore per 15 anni di Zoolo- 
gia nel principale Istituto pedagogico, pro- 
fessore di Zoologia e di Anatomia comparata 
neir Accademia Medico-chirurgica, e nel 1869 
fu nominato Consigliere segreto. Fondò le 
grandiose Collezioni zoologiche e la Biblioteca 
anatomica di Zoologia comparata; fece due 
grandi viaggi scientìfici in Russia, ed oltre un 
gran numero di monografìe e di articoli nelle 
Effemeridi scientifiche, pubblicò: « Figure e 
descrizioni delle piante velenose che crescono 
selvatiche in Allemagna» (Berlino, 1838); 
«Zoologia medica» (Ivi, 1827-34); e Descrì- 

Etiones et icones avium rossicarum » (Pietro- 
urgo, 1836); « Sulle Meduse osservate dal 
Martens » (Ivi, 1837-38); a Sugli animali ver- 
tebrati della Siberia occidentale » (Parigi, 
1845) ; a Osservazioni sugli animali vertebrati 
del Nord-Est dell'Europa » (Pietroburgo, 1 856) ; 
« Sulla classificazione dei pesci » (Ivi, 1865^; 
a Symbolae sirenoiogicae » (Ivi, 1845-68); 
a Contribuzioni alla più esatta conoscenza dei 
mammiferi della Russia» (Ivi, 1855); a In- 
dagini sulla diffusione della Tigre » (Ivi ,1856); 
« Suir istoria naturale del Mammuth » (Ivi , 
1 866) ; ff Contribuzione alla Storia naturale 
deiralce» (Ivi, 1870); t Sui cetacei fossili e 
sub-fossili d'Europa » (Ivi , 1873-74); « Mono- 
' grafia dei Rinoceronti ticorini^ » ec.(Ivi, 1877). 
Bràndza (o Branz\), medico rumano, 
dottore in Medicina e licenziato della Facoltà 
di Parigi, professore di Storia naturale al- 
l' Università di Bucarest^ ha stampato nella 
Rivista Scientifica di quella città una notizia 
intitolata : a La Trichinosi, » ed un' altra nella 
Rivista Contemporanea intorno alla pianta 
chiamata Iaborandi, Egli è ancora molto gio- 
vane ed al principio della sua carriera, che pro- 
mette di essere splendida. 

Branl^ki (Conte Saverio) , scrittore po- 
lacco, nato neiranno 1816, vive dal 1848 in 
Francia, ove riparò dalle persecuzioni dello 
Czar Niccolò, ed ove fece poi sempre il 
più nobile uso delle sue molte ricchezze. 
Nel 1849 aiutò Adamo Migkiewicz nella fon- 



BBA 

dazione della Tribune de» Peu^les, destin 
alla difesa della cause nazionali. Egli fu p 
uno dei Tondalori del Credito Fondiario 
Francia, Prese parla alla campagna dell' 
dipendenza italiana nel 1859. Secondò la 
voluiione polacca del 1863. Nel 1S70 offe 
un taezT.0 milione di franchi ai feriti Franci 
Scriaae i pubblicò in francese i seguenti o; 
■coli; < Liberation de la Franco par un ira 
sur la capital d (Paris, 1871); a La PolitJ( 
du passe et la Polìlioue de l'avenir n (Pai 
1876). Una delle sorelle del Branicki a 
sposato il poeta Sigismondo Krasinski; un'al 
sposò il prìncipe Ódescalchi di Roma. 



Ungher 

tedesco nella casa del Goethe a FranoofoT 
ec.,nBC({ue nellSOO aThoroczkoinTransil 
Dia. Egli Eludiò dapprima nella casa dei s 

genitori , poi per due anni in una Scuola di 
iggìo e per due altri anni in un Collegio ; 



rimanente , egli è un aulodidatlo nel più la 
senso della parola. Nel 1834, egli imprese a 
rìgere un giornale popolare, intitolalo: G 
tetta della Domemea; dipoi fu successi 
mente eletto: nel 1837, professore di Stori: 
Collegio degli Uoitarii a Eolozsvar; nel 16 

frofessore di Geografia al Ludoviceum 
esiti ; nel 1859. direttore del Museo di Tt 
silTanÌB, e nel 1872 professore di Materna 
all'Università di Kolozsvar. Egli pubblicò 
uroero di lavori scienlilicì, fra i qi 

grande imporlania i sBeuenti: tini 

duzioiie alla Cosmografia, alla Geogralla 
alla Statistica B (1835); o Grammatica te 
8ca> (1845, in 2to1.); < Trattato sulle B 
che > (Ì84S); 9 Schizzo di una Sint 
comparatiTa delle lingue (1) ; Sistema d 
Sintassi ungarese (li, IV) > (1858) ; < Disco 



E 



le. t Toinato in patria nel 1856, il Bratianu si 
avvicinò al pubblicista C. A. Rosetti, esìmise 
cun lui alla lesta del partito liberale pio 
avanzato. È per ciò che sotto il regno del 
principe Alessandro Cuia il Bratiana mollo 
più spesso figurò fra il numero dei Deputati 
dell'Opposizione che nun occupò la poltrona 
ministenale. Nel 1666 egli si fece agente prin- 
cipale dell' elezione al Trono rumano del 
principe Carlo di Hohenzollern , ch'egli andò 
a cercare all'estero e poi accompagnò nel suo 
ardita viaggio a traverso l'Austria, la quale era 
prevenuta contro di luì. Dal 1666 Tino a! 1S68 
it Bratianu occupò per la prima volta il posto 
del Uinistero dell' Interno. Presidente del 
Consiglio dei Ministri dal 1876, egli prese una 
parte molto attiva in lutti gli avvenimenti 
importanti che in quest' ultimi tempi suc^ 
cessero in Oriente. Benché egli abbia pubbli- 
calo vani opuscoli politici, come quelli inli- 
telali: (Hemorìu adresalu Princepeliu Cuza > 
(Buuretci, 1859|; « Epìstola asupra Inslru- 
eiìunei pnblice; Refleclascei asupra silualui- 
nei,» ec. (1856), il Bralianu dev'essere ri- 
guardato meno come uno scrittoro che come 
un oratore politico. I suoi Discorsi sono sem- 
pre improvvisati e non si conservano cbe nelle 
note stenogralìche o nei rendiconti del gior- 
nali intorno alle sedute dei Corpi legislativi a 
delle riunioni politiche. 11 disordine, la pro- 
lisaità e la stessa apparente esìtaiione della 
ma parola non fanno che accrescerne l' im- 
portanza ed aumentarne 1' originalità. Un cri- 
tico rumano ha comparalo i suoi Discorsi ad 
una inconsapevole palla di neve, la quale in 
on giorno di tempesta sì trasforioa in una 
leriibile valanga, o puro ancora ad un muro 
mvadenle, il quale, secondo una vecchia leg- 
|[eoda Fumana, strìnge a poco a poco la vit- 
tima cbe vi si trova chiusa e finisce per soffa-' 
caria. 

Bnty (Anna Elìsa), scrittrice inglese 
naia a Comwall verso il i80O, fu educata 
dall' ìllastre pittore Sto[hai-d, di cui sposò il 
ligiio (1818), e dopo averlo accompagnalo in 
UR viaggio artistico in Normandia e in Breta- 
gna, pubblicò: n Lettere scritte durante un 
'la^o in Nortoandia, v ec., con illustrazioni 
M marito (Londra, 1820). Dopo la morie dello 
Slotbard nel 1821, uccìso accidentalmente, ul- 
limòlesuea Effigie monumentali della Grande 
Bretagna ; b scrisse una t Memoria a di lui , e 
Mssó a seconde nozze collo scrittore teologico 
Bray di Tavystock. Morto anche questo nel 
1%7, gli rizzò un monumento letterario colle 
I Reliquie poetiche dd Bray, n ed una ■ Me- 
noriai (Londra, 1^59) e con un'ediiione dei 
iQoi < Semaoni i (Ivi , 1860). Pose quindi 
limerà a Londra, ove vive ancora semi-cieca, 
na sempre scrittrice indefessa. Pubblicò una 
«rie di romanzi storici: «De Foix o Schizzi 
lei costumi del secolo XIV» (1826); ni can- 
iQcci bianchi » (dai tempi sconvolti delle 
[uerre civili fiamminghe)-, ■ Il Protestan- 
e,> racconto del Regno della regina Maria 
;<%5); « Fitz di Fitz-ford > (1830); « Il Talba 



il Moro di Portogallo» (1830); «Warleigb 
la Quercia faUle » (1834); « Enrico di Po- 
meroy o la Vigilia di San Giovanni * (1842); 
« La foresta Hartland, » .ec. (1871). Scrisse 
inoltre romanzi d' altro genere, come ; ■ Prova 
del cuore > (1839); « Prove della viu dome- 
stica n (1848), e parecchie opere sloriche: 

■ Il buon principe Luigi e i suoi tempi » (1870); 

■ La rivolta dei Protestanti delle Cevennei 
(1870); I Giovanna d'Arco e i tempi di Car> 
lo VII re di Francia > (1873); e finalmente- 
anche descrizioni di viaggi, come: • Le mon- 
tagne e I laghi della Svìzzera d (IB41), e 
r opera biogralica : t Haendel, la sua vita, con 
pejisìerì sulla Musica sacra u (1857), Un'edi- 
zione compiuta de' romana della aignora 
Bray, tradotti, in parte , in tedesco, ec, venne 
in luce sotto il liloto: i Novelle e Romanzi, » 
a Londra in 10 volumi. 

Bréal (Michele), filologo francese, naio 
a Landau nella Baviera Renana, da parenti 
francesi il 26 marzo 1832, studiò nei Collegi 
di Wissembourg, di Melz e nel Liceo Louis- 
le-Grand , ove, come attestano i suoi com- 
pagni di Bcuola, si rivelarono già le sue spe- 
ciali attitudini e la sua vocazione a divenire 



un grande grammatico. Dopo avere fatto stadi! 
splendidi alta Scuola Normale si recò a Berlino 
per frequentarvi i Corsi del Bopp e de] Weber. 
Al suo rìlonio fu impilalo alla Biblioteca 
Imperiale presso ì Manoscritli orientali. Per 
la morie dell' Hase , rimasta vacante la callo- 
dra di Grammatic:! comparata, fu messa al 
concorso , e vìnta dal Bréal , cbe sì rivelò poi 
professore eccellente, dotto e sicuro nel me- 
todo, nitido e persuasivo nell'esposizione. 
Come scrillore, prese subito posto fra ì mi- 
gliori : l'Istituto non tardò ad aggregarselo,' 
né è forse molto lontano il giorno, in cui anche 
r Accademia Francese gli aprirà le porte. Tra 
ì suoi scrìtti ricordiamo: t Étudesurl'aninité 
de la Religion loroasirìenne et dea Croyances 



BRE — a 

védiques 1 (1862: premiato diJI' Accademia 
ilelle IscrizioDi e Befle Lettere) ; i Hercuie et 

CacQs , étude de Hythologie comparée > (1863: 
tèei di dotluraio che contribuì grandemente 
a render popolari o simpatici in Francia gli 
studii di Mitologia comparala; come tèsi latina, 
il Bréal preaentó una DiHserlazione sopì 



i persiani che t' incontrano presso èli scrit- 
tori gieci) ; « Le Mythe d'CEdipe , > altro sag- 
gio' al Mitologia comparata che incontrò un 
oppositore in Italia nel proresBore Coraparetti; 
• De la Hétboda comparative apphquée à 
l'étude des languei ; La (orme et la fonction 
des mots; Les progrès de la Grammaire com- 
parée ; Les ìàéei latentes du langage , b e altre 
' npeciali Memorie, alcune delle quali fanno 

farle dì un recenle volume dì Varietà pub- 
lìcale dall' Hachetle. Dobbiamo pare al Bréal 
la bella Iraduziona francese con dotte e ge- 
niali inlroduzioni e noie della grande • Gram- 
matica comparala > del Bopp; un'opera di ca- 
Qitale impoi'taniB sopra le 'Tavole Eugubine e 
la Lingua Umbra (1875), per la quale la città 
di Gubbio lo nominò suo cittadino onorario; 
alcuni Btudii sopra la Lingua delle Iscrizioni 
cipriottìclie , ed un bvl libro molle islmttivo 
intitolalo modestamente: i Quelques mois sur 
l'iuatruclion publique d (1872), e finalmente. 
Memorie, noterelle linguistiche, arlicoti criti- 
ci , alcuni dei quali furono inseriti nella cele- 
bre ilsvue Criiique, della quale il Bréal è uno 
de' fondatori e direttori. Apprendiamo, nello 
stender auesla noliiiia, che il Bréal venne as- 
sunto all'arduo ufficio d'Ispettore generale 
dell'Insegnamento superiore in Francia; deU 
r onore insigne giova non lanto rallegrai con 
esso, quanto con gli studii francesi che ne 
riceveranno un vivo impulso e un indirizzo 
pili liberale e scientìfico. 

Brtthm (Alttredo Edmondo), zoologo te- 
desco, figlio del non meo celebre ornitologo 
Cristiano Ludovico (morto net 1864) , nato il 
2 febbraio 1829 a Rethendorf nella Sassonia- 
'Weimar, fece nel luglio del 1847 nn grande 
viaggio scientifico in Afiica, donde tornò nel 
185'2. Studiò quindi in Jena e nel Museo di 
Vienna, andò nel 1856 In Spagna e pose stan- 
za, al ritorno, a Lipsia, ove, dopo aver pub- 
blicalo in Jena: t Schizzi di via^ nel Nord- 
Eet dell' Africa B (1853), die mano alla sua 
< Vita degli Uccelli > (Glogovia, 1861 , 2*adiz. 
1868] . e percorse , nel 1860, la Norvegia e la 
Lapania per ialudiare più per minuto il mondo 
alato del Settentrione. Nel 1862 il duca Erne- 
sto dì Coborgo-Golba Io invilo ad accompa- 
gnarlo in un viaggio nel paese dei Bogos; ei 
parti nel febbraio, e registrò più tardi le os- 
servazioni zoologiche fatte in quel viaggio nei 
suoi " fìisultamenli di un viaggio nell'Ha- 
besh, AbissioiaB (Amborgo, 1863). In quel 
medesimo anno (1862) il Brehra fu nominato 
• direttore del Giardino zoologico d' Araborgo ; 
ma alcune discrepanze col Consiglio d'ammi- 
nistrazione Id indussero alaiciare, nel 1867, 
auei posto ed a trasferirsi a Berlina , ove fondò 
famoso Acquario, dalla direzione del quale 



BRE 



— 203 - 



BRI 



Conroy » (1876); a Due aomini di Sandy, » 
ec. (4877). Nel maggio del 1878 il Bret-Harte 
fu nominato Console americano a Kresold in 
Prussia, e nel principio dpi 4879 fece appl^iu- 
dite letture pubbliche a Londra sopra « Gli 
Argonauti del i849. » È uno scrittore di un'ori- 
ginalità geniale come il Poe, ma gioconda, e 
ritrae in pochi traiti i paesi, i caratteri, le 
azioni, con pari energia e verità; i cercatori 
d' oro della California vivranno immortali 
ne' suoi racconti tradotti in quasi tutte le lin- 
gue viventi. Men note, ma non meno prege- 
voli, sono le sue Poesie umoristiche. 

Breton (Giulio Adolfo] , pittore francese 
rìnoroatissimo, è pure autore di un notevole 
volume di versi pubblicato nel 1875, intito- 
lato: e Les Champs et la Mer. b — t Simpati- 
ca tempra gaela (scrive di lui il Massarani nei 
mirabili Studii critici pubblicati dalla Nuova 
Antologia sotto ì\ titolo: « L'Arte a Parigi »), 
biondo e occhio azzurro come un bardo o come 
ub troverò , schietto , semplice , un poco timi- 
do , come bisogna essere^ non metter subito in 
fuga quelle inquiete allodole di contadinell^, 
Giulio Breton le dipinge , come ne poeteggia , 
con sincerità d'accento e con abbondanza di 
cuore. Il paese, nelle sue tele come ne'suoi 
versi, ride tutto intorno, pieno di susurri, 
di confidenze e d'armonie. Senza volerlo, 
senza andarne in cerca, il bello spunta nel 
▼ero. » 11 Breton è nato a Courrières (Pas-de- 
Calais), ed incominciò ad esporre i simpatici 
suoi pae8a$!gi nella Mostra Universale del 1855. 

Brialmont (Enrico Alessio), scrittore 
militare belga , • nato il 25 maggio 1 821 a Vanloo, 
studiò alla Scuola militare di Brusselle. Entrò 
nel Genio, fu impiegato nella costruzione delle 
fortezze, fu dal 1847 al 1850 segretario del 
Ministro della guerra barone Chazal, ed è ora 
general maggiore dello Stato Maggiore. 11 suo 
primo lavoro letterario è 1* a Elogio della guerra 
Confutazione delle dottrine degli amici della 
pace » (Brusselle 9 1849), il quale precede una 
maggiore opera politico-militare : « Della 
euerra, dell' esercito e della guardia civica » 
(i850). Per le sue « Considerazioni politiche 
e militari sul Belgio » (1852) ebbe, nel 4856, 
il premio di lire 5000 aall'Accademia Belgica, 
n suo progetto dell' < Ingrandimento generale 
d'Anversa b M858), in cui rigettò il sistema 
dei bastioni ea adottò quello di una fortezza 
di grande sviluppo con campo trincierato , se- 
condo i prìncipi! della nuova Scuola tedesca , 
fu effettuato con una spesa di oltre 60 milioni. 
Scrisse quindi : a Trattato di fortificazione po- 
ligonale » (1869); « Storia del Duca di Wel- 
lington » (1856, 3 voi.); « Studii sulla difesa 
degU Stati e la fortificazione » (1863, 3 voi. 
con atlante); a Studii sull'organizzazione degli 
eserciti » (1867); « La fortificazione improv- 
^sala » (1870, 2* ediz. 1874); « La fortifica- 
aone a fossi secchi » (1872, 2 voi. con atlante); 
« Studii sulla fortificazione delle capitali » 
(1874); a La difesa degli Stati e i campi trin- 
cerati » (1877); tLa fortificazione del campo 
di battaglia» (1878); oltre molti articoli nel 



Giornale dell* Esercito belga, n^WEnciclope' 
dia Popolare, ec. 

BrUmo (Adele), scrittrice piemontese, 
figlia del compianto poeta e letterato Giorgio 
Brìano, ha pubblicato, tra gli altri scritti, un 
grazioso proverbio in un atto in versi, intito- 
lato: « Altro è parlar di morte, altro è morire, » 
ed un romanzo: <r Dal Valentino al Colosseo. ». 

BrtgnardéUo (Gio. Battista), scrittore 
ligure, nato il 30 marzo 1825 a Chiavari. Fece 
gli studii nel Seminario della città nativa, 
quelli di Legge nell'Università di Genova , 
ove ebbe l'esame di laurea nel dicembre 1854. 
Nel 1859 entrò Cappellano nel Corpo Caccia- 
tori della Magra (divenuto poi 1^ Reggimetito 
Bri^ta Modena, e 41* di Fanteria nell'Eser- 
cito italiano), e vi stette sino alla soppressione 
de' Cappellani militarì. La «Stona del Reggi- 
mento, 1 che è nella Matricola di detto Corpo, 
è dettata da lui. Entrò nell'insegnamento 
nel 187 i, inviato a professore di Lettere nel- 
l'Istituto forestale di Vallombrosa. Nel gen- 
naio 1874 fu trasferito all'Istituto nautico di 
Viareggio, e alla fine dello stesso anno passò , 
dietro concorso, a -quello di Genova, ov'è 
tuttora. Ora egli attende a illustrare cose pa- 
trie. Nel primo fascicolo del Giornale Ligu- 
stico uscirà un suo opuscolo , letto nella So 
cietà Ligure di Storia patria: a Sulle vicende 
dell* America Meridionale e specialmente di 
Monte video ; » nel quale fa noto che il prìmo 
abitatore di (quella città, il primo coltivatore 
di que' terreni vergini, fu un Genovese. Altri 
suoi scrìtti di vario genere sono sparsi nei 
giornali, specialmente nel Mediatore e nel- 
VOpinione, Segue un elenco degli scrìtti pHn- 
cipali del Brìgnardello, di singolare impor- 
tanza per la biografia italiana e specialmente 
ligure: «Benedetto Sanguinetti, prof, e priore 
della Facoltà di Filosofia e Lettere all' Uni- 
versità di Genova » (Torino, 1858) ; a Per la 
solenne benedizione della Bandiera e giura- 
mento della Guardia nazionale di Teramo » 
(Chieti, 1862); «Della vita e delle opere di 
Francesco Filippi-Pepe, illustre poèta del- 
l'Abruzzo Teramano, » seconda ediz. (Bolo- 
gna, 1864); «Melchiorre Delfico» (Torino, 
1864) ; a Bernardino Turio , botanico , » terza 
ediz. (Napoli, 1865); «Carlo Garibaldi, meo* 
canico, » seconda ediz. (Bologna, 1865); « No- 
tizie biografiche e Iscrìzioni latine e italiane 
del sac. prof. Jacopo Rocca,» raccolte e pub-' 
blicate, ec. (Bologna, 1866); «Necrologia del 
magistrato Andrea Costantini » (Firenze, 1866); 
« Giovanni Battista Canepa, ebanista e poeta» 
(Bologna, 1867); «L'Esposizione di Chiavari 
nei 1868, » seconda ediz. (Firenze, 1869); 
« Giuseppe Gaetano Descalzi detto Campa- 
nino e 1 Arte delle sedie in Ghiavarì » (Fi- 
renze, 1870'^; «Nicola Descalzi, viaggiatore» 
(Firenze, 1870); «Cenno biografico del pit- 
tore G. B. Pietro Cepola» (Firenze, 1872); 
« I Merletti nel Circondario ai Chiavari » (Fi- 
renze, 1873); «Michele Alberto Bancalari 
delle Scuole Pie, prof, di Fisica alla Regia 
Università di Crenova» (Genova, 1874); «La 



IfKl - i.)ì - ^ 

iibblica orU'hluI» ilell' Ui'Ui;t).iy all' Es^o- I 18t32iiiseg 

111) Ji Viuiiiiit yar AdulLo Valllani, orni ! razionale, 

. [Il U. ìi- Hn^iMi'ili-llo ■ (Gallona, iH'.'t). ziale ed iti 

Brlsldl ( Si-iia>ti;iiiu') , scnCloi-» tonano, della pubi 

iirti.iU. dIU Kibliolfc.* Ilicudidiiiia di Ki- . tai'io ;:eiie 

u, dii-do iillu slttiii|id i seiiUtfiLli lavori : ' SdiiL-lise! 

U di U, U. Nitoyliiii, Vita Ji Auwliio lii- iVKi.'iiueiil< 

t, l'iiucuiiUU Jil ui( liiijviiitiUo; ViU <Ji quiDdi a 

KViuu-Aiiluiiiu \luiHl»ii, la SUD uiuiii» a ziuttiì dell' 

iii^ctjiiu viiluuitu, uuij Aitissdiidro Mai-- peitluu d 

,:i, I l'auuuiitu liu>iti>ilicu; t Du^ii uomini (nule delL 

K.ili lU Illudi li'ii'it^'li! o |i>)vtiii di turiuiid vista, dop 

■lu ni luBuiw dhi.-<tii i.'ol loio iiitfegiio perduta. '. 

nl> da ..ItÙii.. U'l.«idòi-zioiii -ulki Nllira niemiione 

I ù. u 4u^lu d..->.:o»u>tf; Il Ma(z,.l>iiv dii ^nU uul f 

I. lUucolt» lIi l'iutu u l'uuMU lUiiiaiiti i:l>u Mibiio. n 



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Ro'.aiV.;. 



BRO 



205 — 



BRO 



sore presso 1* Università di Bologna , di cui si 
leggono alcune pregevoli Memone archeologi- 
che nella Nuova Antologia. 

Brooa (Paolo), medico ed antropologo 
francese, direttore del Laboratorio di Antro* 
pologia presso VÉoole dea Hautes^Études , 
professore alla Facoltà medica dairanno 1867, 
nacque a Sainte-Foy-la Grande nella Giionda 
il 28 giugno 1824 , e fece i suoi studii medici 
a Parigi, ove nel 1849 si addottorò. Scrìsse : 
e Hémoire sur l'Anatomie pathologique du 
cancer, • preniiata dall'Accademia di Medi- 
cina (1850); a A tlas d'Anatomie descriptive, » 
a società col Bonamy e col Bean (1850-66) ; 
iTraité des anévrysmes » (1858, premiato 
iair Accademia delle Scienze) ; Traile des tu- 
nears » (in due voi., 1863-69) ; t Recberches 
>urrHvbridité9 (1860); a Le volume et la 
orme du cerveau suivant les individus et sui- 
'ant les races » (1861); < L'EthnoIogie de la 
Prance t (1859) ; < L'Antropologie de la Bas- 




■■<' \ 



-Bretagne » (1869) ; e Les Grànes basaues » 
'863-68); aGaractères pbysiques de l'Hom- 
« préhistorìque » (1868) ; « L'Anatomie com- 
irée deTHorome et des prìmates, » ec. (1869). 
n Broca (ci scrìve un nostro illustre scien* 
sto) ha un posto eminente fra i chirurghi 
Ha Scuola francese ed è il più grande apo- 
llo della moderna Antropologia. I nostri 
Qvani medici che verso il 62 erano a Parì|^ 
•^r perfezionarsi nei loro studii di Ghirurgia 
'Vono rìcordarsi che a quei teknpi il Broca 
Bicétre insieme al Verneuil e al bichet brìi- 
va come astro maggiore , e sembrava destina- 

a tener viva la più gloriosa tradizione dei- 
antica Chirurgia francese. Egli scrìsse infatti 
pere egregie , e fu eletto da varìi anni profes- 
irc alla Facoltà di Medicina; ma l' Antropo- 
^'ia lo deviò alquanto dai suoi primi studii , e 

può dire che conquistò le ore migliorì della 
ia tiia e le forze più vergini della sua intel- 
-.enza. Come fondatore e Segretario generale 
olla Società Antropologica Francese egli può 



dirsi L'anima di quell'illustre sodalizio. Ha 
pur fondata la Revue d*Anthropologie, che di- 
rìge egli solo e sostiene anche col proprio de- 
naro: la nuova Scuola d'Antropologia che ha a 
professori, oltre a lui, H Bertillon, il Topinard, 
il Mortillet e l'Hovelacque , è una sua crea- 
zione. L' ingegno del Broca è originale , ma 
troppo irruente; onde l'entusiasmo sembra 
guidarlo più che il freddo esame dei fatti. 
Craniologo quasi fanatico ha inventato inge- 
gnosissimi istrumenti di Craniometrìa , meto- 
di nuovi di misurazione , e più d' una volta ha 
abbandonato con troppa furìa ciò che con trop- 
pa fretta lo aveva innamorato. Egli ha il san- 
gue caldo e la natura d' apostolo ; perciò ha 
saputo circondarsi di molti allievi , che in lui 
giurano e gli sono devoti come giannizzeri 
pronti a tutto. Egli ha anche la parola pronta, 
vivace e che spesso si eleva fino alla vera elo- 

?[uenza. D' una miracolosa attività , fa il |[>ro- 
essore di Chirurgia e il chirurgo fino a mez- 
zogiorno ; poi dopo un breve riposo è antro- 
pologo fino alla sera, e le tarde ore della notte 
io trovano nel suo studio a ordinare le molte- 
plici osservazioni raccolte nella giornata. Il 
Broca è di mezzana statura, ha una fronte 
ampia e bellissima, due occhi che parlano e sfa- 
villano , una bocca grande , ma piena di bontà 
e che porta l' impronta perpetua d' un sorrìso 
pieno di malizia , d' ironia e d' arguzia. Nelle 
tendenze filosofiche il Broca è positivista e 
darviniano col benefizio dell* inventario. » 

Brooh (Ole Giacobbe), matematico, tìsi- 
co, statistico e politico norvegiano, nacque il 
14 gennaio 1818 a FredérìkssUd. Dal 1840 al 
1842 studiò le Matematiche in Germania ed in 
Francia. Nei 1847 si addottorò in Filosofia; 
nel 1848 fu eletto professore dì Matematiche 
neir Università di Crìstiania ; poi fu deputato 
al Parlamento , presidente delta Commissione 
Reale norvegiana presso l'Esposizione Univer- 
sale di Parìgi , ec. Scrìsse fra V altre cose : 
a L'Annuario della Statistica del Regno di 
Norvegia, » che incominciò a* pubblicarsi nel 
1867 ; un e Corso di Matematiche trascenden- 
tali » (Cristiania, 1861) ; un n Trattato ele- 
mentare d' Aritmetica e d' Algebra » ^che dai 
1860 in qua ebbe già parecchie edizioni) ; 
ff Traile élómentaire des fonctions ellipti- 
gues, » in francese (Cristiania e Parigi , 1867). 
Parecchie Dissertazioni di Matematica : a Sopra 
alcune funzioni trascendenti; Sopra alcune 
proprietà d' una certa classe dì funzioni tra- 
scendenti ; Sulle funzioni della forma 

/ xs^xP-i f (xP) [R {xP)] ± -^ 5x » 

(Memoria che presentata all' Accademia delle 
Scienze di Parigi fin dall'anno 1841 fu accolta 
nelle Memorìe dei dotti stranieri nel maggio 
di quello stesso anno); « Sopra le serìe delle 
vane potenze, ec; Alcuni Corsi autografati di 
Matematica pura, ]> pubblicati per uso della 
Scuola Superiore militare; « Degli Elementi di 
Geometria descrittiva » (prìmaedìz., Crìstiania, 



BRO - 2 

ièft) ; UD 1 Trattato elementare di Geome- 
tràpiMMi (prima ediz,, Cristiania, 1855); un 
■ Trattato elementare di TrigoDumetrìa > (pri- 
■aa edii., Crìstianìa, 1851) ; e nel 40° volume 
del giornale del Creile dì Berlino : ■ Soluzione 
d'un Problema geometrico, cioè la costru- 
zione di un' eIJisae, di cui sUno dati due assi 
eoniugali ; ■ un t Corso di Geodesìa t ^Crifitia- 
itia, IS&i); UD f Trattato elementare di Mecca- 
nica • (in ledeaco, Berlino, 1854); una Mo- 
nografia t Sopra le Leggi della propagazione 
della luce nei corpi cristallini isorani e nei cri- 
stalli d' un asse lolo > (Cristiania, 1847: pi*e 
aenlata come tèsi dottorale all'Università tln 
dal 1815, contiene la prima applicazione del- 
l'Analisi spettrale allo studio dei fenomeni cro- 
matici in generale e della polarizzazione cir- 
colare del cristallo di rocca in particolare); 
una MoDogralia « Sul Telegrafo elettrico » (Cri 
stiania, iS^l) ; > Delle linee del Frauenbofer 
Dello spettro solare come appaiono ad occhio 
nudo; Leggi generali del movimento delle 
«ode ; Leggi particolari del movimento delle 
onde > (queste due ultime Dissertazioni furono 
u«bblka(e nel Jteperlo'n'o di Pitica del Dove 
di Berlini), del 1844 e del 1846). Il Broch 
•crtsee pure sopra le Slrade Ferrate norv^ia- 
oe, e sopra parecchie questioni tecniche che fu- 
rono agitale in questi ultimi anni in Norvegia, 
ove la sua autorità scienlìlh» è grandissinia. 

8r«Kll« (Alberto, Duca di) , scrittore 
francese, figlio dell'amico Ministro di Luitil 
Filippo, nacque nel 1821 a Parigi. Nel 1862 
fu nominato membro dell'Accademia Francese 
come successore del Lacordaire , più forse per 
riguardo al suo gran nome che per i titoli 
letterarii ancora alquanto scarsi, poiché si ri- 
dncevano alla raccolta degli articoli inseriti 
nella fteuua des Deux Monde» e nel Corre- 
tpondant, e ad una Storia allora incompiuta: 
* L'Eglise et l'Empire roraain au IVe siècie » 
(fu terminata in sei voi. nel 1866). Nel 1871 fu 
nominato Ambasciatore a Londra; ma dono 
nn anno , per arti col Presidente della RepuD- 
blica, dovette dimettersi. Nel Parlamento ai 
mise a capo dell'Opposizione conservativa che 
voleva rovesciare la Repubblica; nel 1873 il 
nuovo Presidente della Repubblica Mac- 
Mahon incaricò il Duca di Broglie della for- 
mazione di un nuovo Gabinetto; il Duca di 
Broglie tenne per sé il Porlafc^lio degli esteri. 
Dur6 in carica poco pii^ d' un anno. Sul fine 
del 1875 fu eletto Senatore inamovibile. Ri- 
tornò al potere nel 1877, e riprese la Presi- 
denza del Consiglio e il Portaioglio della gin- 
«tizia. Del Duca di Broglie si hanno a stampa 
i segiienti lavori , oltre i già citati : f La Sou- 
veraineté ponliflcale et la Libertè > (ISiii); 
1 L* Libertà divine et le Liberta humaina > 
(^m^ ; a La Diplomatie et le Droit nouveau • 
(iimy, (UsCandidaturesomciellesi (1868); 
« Le Corpi lègislatif; Le Meiique et la Prus- 
se* (1M58); " Nouvelles iludes de littérature 
et de morale ■ (1868 : un primo volume era 
stalo pubblicato nel 1853); nel 1860 M^no 
usciti due volumi di e Queslions de religion 



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- ao7 - 



BRO 



rato on carissimo segno della memoria che 
conserti della nostra amicizia principiata col 
secolo. Consenrami ancora la tua parte per il 
tempo che Dio ci Torrà lasciar qui , e gradisci 
sempre la mia. Il too Mamzoni. » L'Azeglio 
lo raccomandò, in ooeUa occasione, alla sua 
volta come e nomo di cuore, d' ingegno e di 
molta scienza politica; » FAleardi come e ani- 
ma nobile, intelletto nutrito a forti stndii, 
a?ente conosceniSi di afEarì e di pratica parla- 
mentare. » Il Bonghi nel 1865 definita il Bro- 
glio f un intelletto fermo e chiaro, nutrito di 
forti studii economici, la cui paroU ascoltata 
nei momenti più difficili delie discussioni par- 
lamentari contribuì spesse tolte a rattiare gli 
spiriti, a schiarare le posizioni, a togliere i 
dubini. 1 II conte di Gatour in una sua let- 
tera, diretta al signor Esquiroe de Parieu, 
aveva fin dal 1857 rappresentato il Broglio in 
poche parole come e un homme de beaucoup 
d'esprit qui a fait d ezcellentes études. » Nel 
1865 il Broglia pubblicò la più importante 
delle sue opere : « Delle Forme parlamentari, > 
a proposito della quale l'illustre senatore Pa- 
nizzi, testé morto a Londra, ebbe a dichiarare 
Qon aver mai letto un libro italiano che par- 
lasse con tanta precisione di cose inglesi. Nel 
1867 il Broglio fu eletto deputato di Bassano, 
^ dopo Mentana, Ministro della Pubblica 
Istruzione, nel quale ufficio promosse l'opera 
iel f Noto Vocabolario della Lingua parlata » 
[che ora egli slesso dirige insieme con G. B. 
ijiorgini), conformemente ai consigli del Man- 
»>ni, di cui per merito del Broglio ditentò nuo- 
vamente operosa la tarda tecchiala. Nel 1876 il 
broglio, con palese ingiustizia, rimase escluso 
lalla Camera; a riparare lo strano oltraggio , 
'Associazione Gostitozionale Romana lo no- 
QÌnò suo presidente. Il Broglio è pure presi- 
lente dell Accademia di Sairta Cecilia ; come 
ale, promosse la fondazione di un Liceo Mo- 
icale che mancata teramente in una città, 
love il Go^ramo pontificio ateta pur tanto 
isogno nelle chiese di esecuzioni musicali. 
^ra il Broglio sta compiendo .la sua grande 
Storia di Federico il Grande di Prnsrìa, » 
ella quale uadrooo già i due primi toluroi ; 
terzo ed il quarto tolume seguiranno in 
rete. 

BroKlkawidd (Antonio), linguista po- 
tcco, nate nel 1817 nel Granducato di Posen, 
nninò i saoi studii nell'Unitersità di Bre- 
au. Filologo di gran merito, egli è parlieo- 
nnente cooosdnto come traduttore molto 
lice degli Autori gfM. 

BrMMist (M. F.), orientalista francese, 
embro air Accademia di Pietroburgo, owe 
mora da quasi mezzo secolo, nacque a Pa- 
gi il 5 febbraio 1B02. Arriato da prima allo 
ato ecclesiastico, fu professore d' Umanità al 
stit-Montrouge« Ma depose presto V abito, e 
rnò a Psuigi per istudiarti le Lingue orien- 
li, specialmeote l'armeno ed il giorgia- 
>) Lingue nelle quali egli è ora dottissimo. 
1 rìtolnzioDe del 1830 lo sorprese in uno 
aio di grande povertà; per titere, egli si 



era fatto compositore , poi correttore di slam' 
pena. Finalmente risolvette d* espatriare e si 
recò a Pietroburgo, ove chiese ed ottenne una 
Cattedra di supplente per le Letterature ar^ 
mena e giordana. Da quel primo passo arrivò 
all'Accademia, alla Biblioteca, e al grado di 
Conservatore delle monete orientali. Essendo 
ancora in Parigi, nel 1830 egli avea pubbli-^ 
cato il testo e la traduzione di una € Óhroni' 
que géorgienne. » Da quel tempo in poi diede 
alle stampe numerose Memorie, Traduzioni , 
Illustrazioni tutte relative alla Storia, GeognH 
fia «Letteratura armena. Nel 1876 sì pubblica^ 
rono a Pietroburgo due grossi volumi di e Gro^ 
nache e Storie armene » tradotte dal Brosset, 
che compendiano e compiono in qualche modo 
tutta la sua operosissima vita scientifica. Molti 
suoi scritti speciali si leggono nel Journal 
Asiaiique di Parigi, e nel BolUtlino e negli 
Aiti dell' Accademia delle Sciente di Pietro- 
burgo. 

Broa^rton (Miss Rhoda) , scrittrice in- 
glese, autrice di romanzi, fra gli altri, de' se- 
guenti: e Cometh up as a flower; Red as a 
rose it she ; Good bye sweet hearU » Quest'ul- 
timo fu tradotto di recente in francese dalla si- 
gnora C Du Parquet e pubblicato dal Lèvy (Pa- 
ris , 1879^, con una Lettera d' introduzione del 
conte d'uaussonville , ove troviamo espresso 
il seguente giudizio : « Le sue eroine non sono 
modelli , ma vaghe e graziose personcine un 
pò* stordite , civettuole alla maniera francese , 
ma che poste in un ambiente inglese si di- 
mostrano poi inglesi, di puro sangue inglese. 
La giovine inglMe, appunto perchè porterà 
sul serio il giogo matrimoniale , combatte pri- 
ma d' accettarlo. Qualunque sia la sua condi- 
zione sociale, la giovine corteggiata dall'uomo 
che preferisce, si stima troppo da cedere al 

firìmo invito. Essa ambisce cne l'assedio sia 
ungo ; quando la fortezza è già vicina a capi- 
tolare, fa ancora delle sortite. In Francia, il 
commercio fra innamorati rassomiglia ad un 
duetto che si vuole cantare d'accordo; in In- 
ghilterra rassomiglia, piò tosto, ad un duello, 
e le armi sono talvolta cosi taglienti , che i 
combattenti ne escono tpesao con le mani in- 
sanguinate. 9 

Browa (Carlo Filippo), inglese , dotto 
orientalista, specialmente nel campo del Teln- 
gu, é un impiegato civile a Madras nelle Indie, 
e pubblicò : e Dizionario Telugu ed Inglese » 
f Madras, 1852); e Dizionario Inglese e Telugu a 
(1852); e II Dizionario Zillah nel carattere ro- 
mano, che spiega le varie parole adoperate 
negli affari nell'India t (1^2); e Dizionario 
del Telugu misto a (18o4); e Dtsputazioni 
sulle faccende del viUag^io * (tradotte dal Te- 
lugu, 1^3); e Grammatica della Lingua Te- 
lugu » (2^^iz., 1857); e Cronologia camatica. 
Spiegazione dei metodi indi e maomettani di 
calcolare il tempo » ^Londra , 1863) ; e Pro- 
sodia sanscrita e Simnoli numerali spiegati » 
(Hertford, 1860). 

Browa (Tommaso Riccardo), orientali- 
sta inglese, nato nel 1796a Cambndge ed edu- 



._ , I ebbe 

nella ContaadìNorthamplun. Pubblicò: I Ann- (iS4 
lisi de! testo Caldaico di Daniele > (1838); pubi 
« GramiDRtica dei Geroglifici ebraici applicati Bcrit 
alia Sacca Scrittura » (l840); e Dizionario ses; 
etimologico ■ (1843); o Note critiche Bulla Sa- I drar 
era Scrittura » (1848); « Gli essenziali della j cliia 
Grammatica Sauscrita a (t85i); t Interpreta- loml 
lione letterale dei radicali cinesi > (1850); i di u 
• Dizionario dei Geroglifici ebraici » (1858); i 'un* 
< Scrap-Book di scritti orieiaali, > contenente ài P 
la tradutione dell' ( Iscrizione peiiepolitana > ^^■' 
cuneiforme della processione e dei pretenti "■» 
di Giobbe allo Sciah di Persia dopo la sua sua 
prosperità, e la traduzione delle prime 20 ri- | sa v 
gbe dell' « Iscrizione Eucoriale n della lapide | nel 
di Rosella diversa dalie traduzioni già pub- 
blicate. Scrisse inoUrv un « Trattalo Bulla ter- ' 
minaiione ingleae delle parole, ■ ec. (1838). | 
Brown* (Giovanni Ross), viaegialore ed . 
umorista americano, nato verso il 1817, co- 1 
minciò a 18 anni la sua vita avventurosa con ; 
un viaggio sull'Ohio ed il Mississippi. S'im- . 
barcó quindi sopra un baleniere e lo lasciò ' 
Buir Isola Sansibar, ove dimorò lungo lempo. 1 
Percorse al ritorno la maggior parte de- 
eli Stali Uniti d'America, visitò l'Europa, 
r Oriente e l'Africa, e raccolse materiali per | 
lutto a descrizioni e schizzi importanti. Una : 
delle sue prime pubblicazioni fu: a Incisioni i 
di una crociera e pesca della Balena i> (1846), : 
in cui descriva anche la sua dimora nell' Isola , 
di Sansibar ed a cui tenne dietro : o Juaef o il 
Viaggio del Frangi, crociera nell'Esl »(1853), 
fruito umorìstico de' sui viaggi in Palestina.. 
Per commissione del Governo americano esplo- 
rò i nuovi distretti minerarìi della Strada Fer- 
rata del Pacifico, e Irattò il lato umoristico del 
suo viaggio nel i Waahol d a nelle « Avven- 
ture di California, t In un viario in Germania 
scrisse il libro lepidissimo: o Una famìglia van 
americana in Germania > (1366). Nel 1868 il ven 

E residente Johnson lo nominò ministro nella di F 
ina, ma nel 1870 fu surrogato da F. F. Lovr ardi 
e tornò agli Stati Uniti. Vogliamo ancor ci- non 
tare di quest'Autore bizzarro: i L'Isola di bizi 
Grusoe con schizzi in Calirornia > (1864) ; del 
*ll paese di Thor o (1867) ; i Forze mine- I Dor 
rali degli Slati Unitili (con J. W. Taylor. 
.ai>n\ .j jAyyeuiure nel paese degli Apa- 



j (Roberto), uno de' più 

ginali poeti inglesi moderni , membro onor 
del Batliol Collegi di Oxford, nato nel 1812 
a Carobemell presso Londra, studiò all' Uni- 
versità di quella città. Fece a 20 anni un 
viat^io in Italia, ove studiò il paese, gli abi- 
tanti e la storia, e pubblicò un racconto in 
versi: 1 Paohna,> a cui tenne dietro, nel 1836, 
il dramma: « Paracelso, d in cui tentò riabili- 
tarlo, alla maniera del Fausto, quale un gran- 
de fìloiofo. Migliore accoglienza ebbe il fan- 
tastico, ma grazioso poema drammatico, ■ Pippa 
Passes. n Nel 1837 fu rappresentata a Londra, 
. ma so] con favore transitorio, la sua tragedia 



BRU 



- 209 - 



BRU 



lotte di coton rosso, o Turf e torri » (1873V 
Le sue opere più recenti sono: a Apologia ai 
!\ ristorane, » comprendente una trascrizione 
ia Euripide, ultima avventura di Balaustion 
1875); t L'Album della Locanda » (1 874); a Pao- 
ihiarotto;» una traduzione dell' a Agamemno- 
le d'Eschilo (1877), e due poemi: « La Saisiaz » 
i « I due Poeti di Groisic]> (1878). Il Browning 
:oJtiva anche ia musica e la pittura, di cui co- 
losce a fondo la storia. 

Bmoe (Giovanni GoUingwood) , storico 
d archeologo inglese , che si occupo partico- 
irmente degli avanzi di Architettura romana 
tei Settentrione dell' Inghilterra, nato nel 
805 a Neucastle, si formò alla scuola del 
•adre suo ed all' Università di Glascovia. 
Quantunque destinato al servizio della Ghiesa 
resbiteriana , non accettò però alcun ufficio , 
la assistè il padre nella direzione della sua 
cuoia , e curò eziandio tutte le nuove edizioni 
el suo libro molto in uso: « Introduzione alla 
eografiaed Astronomia. » Egli stesso pubblicò: 
Manuale dell' Istoria inglese » (1848, nuova 
diz.1859); «La muraglia romana,» Relazione 
ella barriera del Basso Istmo, stendentesi 
al Tyne al Solway (1851 , terza jediz. 1867); 
Adriano , il costruttore della muraglia roma- 
a« (i853); a La tappezzena Bayeux illustra- 
i > (1856) ; € Manuale di Newcastle sul Tyne » 
1863, nuova edie. 1864); «Lapidarium sep- 
ntrìonale, — Descrizione dei monumenti del 
)minio romano nel Nord dell' Inghilterra » 
Newcastle , 1870). 

Bmdinflf (Carlo)» giureconsulto tedesco, 
*ofesso!'e da prima a Basilea e Friburgo, poi 
Strasburgo, e dal 1873 a Lipsia, nacque il 
giugno 1841 a Fnmcoforte sul Meno. Anno- 
iasi ora fra i migliori dei giovani criminalisti 
deschi; pubblicò i seguenti lavori: a II Regno 
)rgognone-romano d (1868) ; « Le Norme e 
loro trasgressione » (1872-77); « I Godici 
mali comuni tedeschi » (1877) ; a II Progetto 
un Codice penale per la Gonfederazione del 
ord 9 (1868) ; e Le Questioni fondamentali 
!ir organizzazione dei Tribunali criminali » 
876). 

Bm^^flOh (Enrico Garlo), illustre egitto- 
go, nato il 18 febbraio del 1827 a Berlino, 
diede allo studio dei monumenti egiziani e 
ibhlicò : e Seri ptura Aegyptiorum demotica » 
orlino, 1848), a cui fece seguire le opere: 
Numerorum demoticorum doctrina » (Ivi , 
49); e «e Raccolta di antichi documenti de- 
oticì » (Ivi, 1850). Dopo compiuti e\ì studii 
alogici ed archeologici , esplorò i Musei di 
irìgi, Londra, Torino e Leida, e visitò quin- 
> nel 1853, a spese del Re di Prussia, l'Egitto, 
e il dissotterramento dei sepolcri di Apis 
r il Manette gli porse il destro a studii gero- 
ifici e storici. Reduce a Berlino, divenne, nel 
5i, docente privato e fu nominato poco ap- 
^sso Gonservatore del Museo Egizio. Nel 
57-58 fece un secondo viaggio in Egitto; 
compagno nel 1860, in qualità di ufficiale, 
ambasceria prussiana in Persia ; fece col capo 
essa, il barone Minutoli , un grande viaggio 

Dizionario Biografico. 



in Persia, e prese dopo la morte di lui la di- 
rezione delle faccende dell' Ambasceria. Dopo 
il 1861 fu di bel nuovo a Berlino, finché nel 
1864 fu nominato Gonsole al Gairo. Tornato 
nel 1868 in AUemagna, ebbe una cattedra ad- 
r Università di Gottinga ; ma tenne nel 1870 
r invito del Viceré d' Egitto che gli offri la di- 
rezione della Scuola d' Egittologia da lui fon- 
data al Gairo. Nel 1873 il Brugsch fu nominato 
Gommissionario generale dell' Esposizione egi- 
ziana a Vienna, e il Viceré lo fece, in pari 
tempo, direttore di un Museo Arabo da fon- 
darsi al Gairo per raccogliervi tutti gli antichi 
monumenti dell'arte araba. Le opere princi- 
pali del Brugsoh , oltre le suddette , sono : 
« Grammatica demotica » (Berlino, 1855) ; 
«Relazione di viaggio dell' Egitto » (Lipsia , 
1855) ; a Ricerche sulla divisione dell' anno 
presso gli antichi Egiziani» (^Berlino, 1856); 
a Monumenti dell' Egitto » (Ivi, 1857); «Iscri- 
zioni geografiche degli antichi monumenti egi- 
ziani» (Lipsia, 1857-60, in 3 voi.); a Storia 
dell'Egitto» (Ivi, 1859); «Raccolta di mo- 
numenti egiziani » (col Ddmichen, Ivi, 1862- 
66, in 4 voi.); « Viaggio in Persia della regia 
Ambasceria prussiana» (Ivi, 1862-63); « Blate- 
rìali per servire alla ricostruzione del Galen- 
dario degli antichi Egiziani » (Ivi, 1864); « Pel* 
legrinazioni alle miniere di Turchesi ed alla 
Penisola del Sinai » (Ivi , 1866, 2^ ediz. 1868) ; 
e Vocabolario geroglifico-demotico della Lingua 
dei Santi , e del Popolo dell' antico Egitto » 
(Ivi, 1867-68, 4 voi.); «Sulla formazione e 
lo sviluppo della scrittura» (Ivi, 1868); «Il 
Mondo sepolcrale egiziano» (Lipsia, 1868); 
« Grammatica geroglifica per uso degli stu- 
denti » (Ivi, 1872). Nel 1873 il Bru2sch ottenne 
il titolo di Bey e nel 1876 fu aiicne Gommis- 
sario generale del Croverno egiziano all' Espo- 
sizione di Filadelfia. Pubblicò ancora : « Nuovi 
frammenti del CodexSinaitieus r'\n\enui\ nella 
Biblioteca del Monastero del Sinai» (Lipsia, 
1875); «L'Esodo e i monumenti egiziani» 
(Ivi, 1875); il rifacimento della sua « Storia 
dell'Egitto » (Ivi, 1875 in francese, e 1877 in 
tedesco); « La struttura del Tempio di Salo- 
mone secondo la versione cofta della Bibbia » 
(Ivi , 1877) ; « Dizionario geografico dell' an- 
tico Egitto» (Ivi, 1877); « Tre Galendarii delle 
feste del Tempio di Apollinopolis Magna nel- 
r Alto Egitto » (Ivi, 1877); « Viaggio alla 
grande oasi El Kargeh, nel Deserto libico, » ec. 

(Ivi, 1878). 

Bnindo (Garlo), scrittore sardo, nato 
nell'agosto del 1839, a 19 anni si addottorò 
in leggi presso l' Università di Gag Ilari. Gom- 
piuta la pratica forense, si dedicò tutto alle 
Lettere, e volse particolarmente l'ingegno a 
rappresentare le virtù e le glorie della sua 
isola natale sotto la forma del romanzo sto- 
rico. Esordi con un volumetto di « Tradizioni 
sarde > (1869: un secondo volumetto ne ap- 
parve nel 1873). Seguirono i seguenti lavori : 
« L'Alcalde di Longone » (1870); « La Rotta 
di Macomer » (1872) ; « Adelasia di Torres » 
(1874) ; « Il Picco Balistreri » (1875) ; « Il 

14 



; « Una coDgiura in 
Ed del secolo XVU, 
xme il SDO miglior 
, 1 Bceoa eoDtempo - 
i Btorìci > (1877, 
e Merino > (1878) ; 
illi » (1878). Tolti 
sere BtudiaU molta 
mo pubblicati in Ca- 
IriceTìmon, prerao 
ìdn tiene nmclo di 

, scrittore veneto, 
1849, si fece cono- 
ide tenute in varie 

lesto argomento on 
illavo; ( Libertà e 
appresentania delle 
zo dopo in Roma a 
fondò coll'onor. Ge- 
tudio della Rap pre- 
della quale curo le 
I 187-2 a dirigere il 
Seogralica Italiana, 

del 1877 vani stu- 
surala e Letteratura 
ifriea Orientale del 
ina Biblioteca geo- 
1 1875 scrìie la Ri- 
muarìo ScientiBco n 
gli ultimi anni gli 
izioni politiche della 

un Corso di Diritto 

all' Università di 

il Commercio inter^ 

sentala a] Gongreaso 

1875; a Conversa- 
,1876); tLe ultime 

polari ; La condi- 
Leggo e nella Poll- 
ila Scuola Superiore 
a KÌusta rappresen- 
■ Relazione prese n- 
^tuzionale cent rat e i 
une e la Spediiione 

rcheologo tedesco , 
Ì22a Woerlili, nel 
l'Università di Bonn, 
seguire i corai del 
Nei 18i3 egli andò 
Bno al 1853. L'anno 
ivai-doeent all'Uni- 
rfijio al 1865 occupò 
Istituto archeologico 
ra del 18^ egli fu 
e nominato profes- 
niversilà di Monaco, 
lem pò dirottare del 
sì e della coli estone 
le opere seguenti ; 
aa tempora s (Bon- 
f Storia de^liArtisti 
auctorum indici bus 
; t Le pitture Filo- 



slraticb 
«Ud< 
dovico 
1870-7 
blicali 1 
archeol 
articoli 
l'hlitu 
flen un 
Monaci 
Catalog 

pag- 11 
Bi 

studii I 
sopra li 



giornali 
rara L 
il Bruì 
di Beor 
pili ara 



lodatisE 

divisioi 
SulU 
della E 
gine A 

SifilAOl: 

in Pale 
SUtisti 
panéfic 
sul libc 
divieto 
(1856) 
cola SIC 
le» [18 
della C 

politici 
(1860) 
tura d( 
eloegr 
di Stai 

Sicilia 

Società 

B) 

scritti V 

di essa 
alcuni I 

parual 



BRU - i 

iperfiuie conoide avente per di- 
le ; Sopra una propusizione del 

reomelrìa dì Laroy; Intorno ad 
;à dell'Elicoide a piano diret- 
sulla linea luogo dei punii di 
sghembo, nei quali i due raggi 
irvalura della Buperflcie sono 
ezza fra loro; Generalizzazione 
un noto teorema di Geometria; 
izioni Dulie coniche, > Megli 
tematica pura ed applicala 
una Memoria: i Sopra un teo- 
tria descrittiva e sua applica- 
nento del contorno dell ombra 
li corpi, s e aùHa Nouvellea An- 
ématiques (tume XI , Sèrie II) : 
: di un Teorema geometrico, n 
milio), giureconsulto lombar 
9 settembre 1848 a Ternato 
di Como. Studiò il Diritto a 
addottorò nel 1865; esercitò 
Milano Uno al 1871; quindi 
occupare la cattedra di Diritto 
I di Filosofia del Diritto presK) 
Modena. Nel 1877 ebbe Vono- 
recarsi come professore di 
lura penale e di FilosoBa del 
l'Università di Amsterdam, 
tuttora con decoro del nome 
a è membro elTettivo dell'Isti- 
n ter nazionale. Egli ha già dato 
sguenti pregiati lavori: tt Sul- 
B del duello » (Milano, 1865); 
peciale della Politìa u (Milano, 
iulla recidiva s (Milano, 186S); 
ile Zurighese, n con un' IntJ-o- 
B note dì Legislazione compa- 
873) ; < Idea Tondamentale del 
)iritto internazionale in ispe- 
e (Modena, 1873) ; t L'ebbrez- 
il reato » (Bologna, 1867); 1 1l 
Progetto di Codice penale Ti- 
la, 1869) ; a II Progetto di Co- 
lano, » riveduto e modificato 
I ; i II Duello nel Progetto di 
aliano s [Bologna, 1871) ; a La 
[apoli e il progetto di Codice 
. (Firenze, 1869); ■ La propo- 
ina di pratica legislativa t (Fi- 
Paren sul Processo Arnim « 
I ; a Dei segreti politici n (^Ve- 
Sulle recenti riforme del Giuri 
ra avanti le Assise in Italia* 
5) ; t Les Récidivistes » (Tou- 
Qual' è il miglior mezzo per 
icidiva» tRoma, 1877); t Del- 
o Internazionale pubblico,! 
ntroduzione alle Leggi di Di- 
tale dì L. Casanova, pubblicati 
ze, 1876); o Lezioni di Diritto 
di L. Casanova, con Introdu- 
irenzB, 1877); i L'ultimo Pro- 
peiialQ Olandese, a traduzione 
li (Bologna, 1878); « De la 
:ral et l'École pénaleitalienne 
t Prolusione alte Leiioni pres' 



BRU — a 

licio Quadrio. Dovette laBciàre il Ministero 
della Pubblica Istruzione, in cui era segreta- 
rio, per avere pubblicamente protestato con- 
tro U pena di morte, e in più occasioni 
manifÌBalalo i buoi sena! repubblicani. Ladimo- 
■tradone contro la pena di morie Tu promossa 
dal Brnscu insieme con Aueonio Franchi: era 
arca il 1854 , due condannati dovevano essere 

S* iBtiiiati, gli studenti congiurarono di rapirli', 
I che nacque un tumulto: il giornale diretto 
da lui insieme col Franchi {La Ragione) fu 
sequestrato : allora il Bruscu si dimise. A 
Torino era pure amicissimo di Gustavo Mo- 
dena. Recossi a Milano nel 1859, e vi fondò il 
giornale Gif Stati Uniti. Nel 1860 b' imbarcò 
col Garibaldi; ma a Talamone sbarcò, perchè 
la bancfiera era Italia e Vittorio Emanuele. A 
IGlano fondò la Scuola Mazzini e la Fratel- 
laiua Repubblicana Amore e Libertà. È ora- 
lare godoso, violento, veemente, ispiralo, ed 
ha tutlo r aspetto di un capopopolo. 

Brofllù (Spiridione) , naturalista e ma- 
Ucologo dalmata, nacque a Zara 1' 11 decem- 
bre 18^. Percorse il Ginnasio in patria e pas- 
sò all' Università di Vienna a studiare Scienze 
nalorali. Dopo il corso triennale passò come 
custode al Huseo Nazionale di Zagabria in 
Croazia, e all'apertura di quell'Università fu 
chiamalo a insegnarvi Scienze naturali e fu 
DOmiDalo in pari tempo dìiettore del Diparti- 
meoto loologico dello stesso Museo. 1 suoi la- 
Torì sono i seguenti : e Conchiglie dalmate 
ioedile > {Verhandlvngen dea K. K. Zoolo- 
gueh-botanitehen GeaetUchaft in Wien, XV 
Bd.: Wien, 1865); i Contribuzione pelia Fauna 
d«t mollnschi dalmati > (Edito per cura del- 
l'I. R. Società Zoologi co -botanica di Vienna: 
Vienna, 1866); i Prinesci malakologiji hrvat- 
skoj » (Radjugo ilaiien»ke Akademije ino- 
twtti i umjetnotli, Knjiga I u Zagrebu 1667); 
• Gastéropodes nouveaux de rAdrialiuue d 
IJounuU de CtmehyUologie , voi. XVII: Paris, 
iSfOy, ■ Monograpbie des Campylaea de la 
Dalmatie et de la Croatie » (Annaln de la 
Soditi Uataeologique de Belgigue, tome IV: 
BnjxeUes, 18U9); € Contrìbation à la Mala- 
eologie de b Croatie i (Zagreb: Agram, 1870); 
e Prinesci malakologiji Jadranskojft {Radjugo 
MioMitike Akademije inanoHi i umjetnosii, 
Knjiga XI, u Zagrebu 1870) ; < Ipsa Cbiere- 
chmii Concbylia, ovvero Contribuzione per la 
wIicoUmùi Adriatica > {Biblioteca Malacolo- 
giea.nì. II; Pisa, 1870); . Specie nuove: 
Giogaia Schlosserìana • (BuIIetttno Malaco- 
logUM Italiano, voi. Ili: Pisa, 1870); i Rìs- 
■oa filosa » {Lei Fondi de la mer, tome I : 
Paris, 1870) ; ■ Cataloguedes Mollusques dea 
nses de Lyra > (loc. cit.) ; < Monograptiie des 
Gatlongen Emericia und Fossarulus » (Ve- 
rhandl. derK. K. Zool.-botan. Geiellschaft, 
XX Bd.: Wien, 1870); « Danovi prikazani 
nar. lem. mnzeju > {Vteitnik nar. zem. mu- 
leja u Zagrebu ga god. 1870, u Zagrebu, 
1870); t sàggio della Malacologia Adriatica > 

ÌSullellino Mataeologieo Italiano, voi. IV; 
'ÌM, 1871); ■ Secondo Saggio della Malaco- 



logia Ad 

crtice sa 
mora. DÌi 

1872); « l 
grebu 1£ 

1874); ', 
matìen, 
Jaf.: Agr 
raliinDa 
alcuni fo 
Dalmazi 
d'Espècei 
tertiaires 
liologie, 
les des M 
Mollusqu 
fematton 
giunte al 
Dalmazia 
Mataeolo 

uobée i 
demije zi 
uZagrebi 
(Journal 

< Moline 
emendati 
Croatìae 
Conch., 
Bm 
svedese, 
1847 a I 
YstadH, < 
logiche , 
proseguii 
banimari 

forlemni) 
den àldr 
Europa « 
Scania e| 
pubblicai 
. Brn 
barnabite 
Archeolo 
nova. Pa 
Vercelli ; 
sta città , 
da pareo 

città di ' 
Storia v( 
Cri s pò » 
inscritti I 
vercellesi 
Memorie 
Iettino d 
delfMit< 
archeolof 

Bnì 

rico, rom 



BDD — S 

la nel quarto decennio di questo 
ì suoi Riudii ginnasiali e liceali 
si recò all'Università di Gollin- 
ige Epecìalmente alle lezioni del 
infey; in occasione del suo doU 
I queir Università pubblicò una 
sopra il Buftìsso xn;. Nella stessa 
tga da un suo condiscepolo im- 
rese , e da sé medesimo la lingua 
estate dell' anno 1858 condottosi 
di U si recò a Debreczin per ap- 
ello studio dell'ungherese, del 
"ève, divenne intieramente pa- 
ebreczin studiò pure la lingua 

intraprese un viaggio presso i 
ransilvania per istruirsi nel loro 
3 dopo fu eletto professore di 
«0 de' Cisterciensi ad Albaregia 
nbury),. in Ungheria. Prosegui 
)i stuoli sopra le lingue ugro- 

fece ritorno a Budapest, dove 
>ice-bibliolecaiio dell'Accademia 
, della quale, poco dopo, fu 
Q. Più tardi venne eletto profes- 
se comparale ugro-finnicbe al- 
insegnamento eh' egli tiene an- 
auoi lavori linguistici relativi 
igue ugro-finnicbe , apparvero 

linguistiott Magyar Nielvérzet 
ilo Hunfalvy, del quale divenne 
ile collaboratore nella compìla- 
Mino linguistico deU'Aceade- 
te , ove pubblicò importanti 
lue dialetti de' Ceremissi (n Vo- 
renoiBsicum utrìusque dialecti ; x 
IO, ma l'opera stessa è eerìtta in 
mise in ordine , dichiarandoli , ì 
celebre viaggiatore e linguista 
la lingua dei Ciuvàs. Segui la 
del Dizionario ciagatai intitolato 
il Vambéry avea mandato dal- 
ì'i Favole scritte nel dialetto di 
Dissertazione su quel dialetto 
iuo lavoro più importante è un 
3mparati»o dell' Ungherese con 
I-finniche, > del quale furono già 
asciceli , ed è in corso di Stampa 
olo. — Il Budenz continua pure a 
1 serie dì piccoli, ma Importanti 

varie proprietà della lingua 
lerese e dell' antica lingua un- 
;iornale Magnar Nyelvòr; no- 

suo lavoretto importante sopra 
ilaeoslovenico-latino del Niklo- 



jpo aver finito gli studii filolo- 
-silà di Pietroburgo (1861) col 
[idato (Ucentiato), e ricompen- 
edaglia d' oro per una Dìsserta- 
rso: ( Sopra 1' attività letteraria 
isolT, 1 il Budilovic' si recò in 
Francia, ove passò 1' anno 1868, 
studii letteraria Di ritomo in 
169, ottenne per concorso la 



5 - BUD 

cattedra di' Lìngue e Le 
l'Accademia ecclesiastica 
l'anno seguente (1870) 
tedra all' Isliliito filologi 
Avendo ottenuto nel 18' 
Pietroburgo il grado di i 
già slava, il Budilovic' fu 
dal Ministero dell'Istruzìo 
slavi per proseguirvi i su 
tò principalmente le Pp 
Germania, dell'Austria < 
ropea. Ripalriato , ottennt 
sore di Lingue e Letteratt 
del principe Besborodlio 
trova ancora al presente.N 
ottenne il grado di Dottor 
all'Università di Pietrobu 
qui la lista degli scritti pu 
vie'; I LomonosofTcomens 
(1869); I LomonoEoITcomi 
I Boeroia, paese e popolo 
dici Prediche di San Ureg 



tolico-ortoàosflo , ovvero t 
spondenze scrìtte dal De 
medio D M874); «Tavole 
nenli la diviaione degli Sii 
zionalità, religione e polilii 
ed Osservazioni sopra la E 
economica della Boemia, 
austrìaca > (Ivi) ; t Schiz: 
Serbi» (1877); .Osservi 
studio del Mondo slavo > (I 
letterarìa dei Popoli slavi i 
sizione contemporanea e d 
devoti degli Slavi occident 
(1875) ; * Analisi delle pa 
parola slava, dal punto di 
(1877); I Gli Slavi primit 
guB, essere e pensare seci 
coloiiiche, parte I s (1878) 
BttdlnyeT (Massìmili 
SCO, nato il 1" aprile del 
applicò dal 1847 agli studi 
a Marborgo, Bonn e Berline 
come docente all' Universit 
si recò poi tosto a Vienna 
ricbe, e prese parte dal 5 > 
pubbiicazlonedegliijtlidel 
fu nominato professore o 
universale all'Università di 
tornò nella medesima quali 
sua grande attività come i 
testimonianza le opere se 
suirUtoria imperiale roma 
70), ed «Indagini suU'Istor 
sia, 1871). Delle altre sui 
a Critica della Slorìa antica I 
1837); «Crìtica della Slor 
(Ivi, 1837); « Slorìa auslr 
nel secolo XIII E (Lipsia, If 
ziani sulla coltura ebraica •( 
(Un libro di Storia ungi 
(Lipsia, 1866): . Notizie d. 
russi» (Vienna, 1859); «Il 



BOD - 21 

damenti dei loro SUli ■> (1864) ; « «e Riccardo 
III d'Inghilterra. (Vienna, 1858); » Wel- 
lington ■ (Lipsia , 1869) ; ■ Lafajetle « (Ivi , 
1870). Il Bùdinger è roenibro dell'Accademia 
dalle Scienze a Vienna. 

BoAnuuil (Pietro), linguista dalmata, 
nacque a Ragusa il 28 ottobre I&35. Slndiò 
nel Ginnasio patrio ; quindi passò a Vienna al- 
l' Università, dove da prima studiò Legge e 
quindi Filologia classica. Passò quindi a inse- 
gnare Latino e Greco a Lingua e Letteratura 
slava nel Ginnasio di Ragusa, dove anche pre- 
sentemente si trova come professore. Scrisse 
una I Grammatica serbo-croata > (Vienna, 
1867), senza dubbio la miglior opera che in 
questo genere abbia la Letteratura di questa 
lingua. Tradusse cinque Novelle dal Sanscrito 
nell'Annuario Dubrovnik (Spalalo, 1867). Di 

E'ù tradusse ancora dal polacco la a NebAzija 
omedija di S. KraBinjski, > I e II parte. Pre- 
sentemente traduce nel periodico letterario che 
esce a Ragusa Slovinac il dramma indiano 
< Sakuntala. i 

Bodzliukl (Stanislao) , giureconsulto 
polacco, nato a Varsavia nel 1824, terminò : 

Sroprii studii a Mosca. Nel 18liO divenne prò 
tssore di Diritto civile all'Università di Pie- 
troburgo e, dal 1868, professore nell'Uni- 
versità di Varsavia. Si occupò pur molto di 
Letteratura; tradusse parecchie opere poetiche 
dell'Oelhenschlager, dell'Halm. del Calde- 
ron, del Goethe, del Lermontn^, e pubblicò 
un lavoro coscienzioso in polacco sopra i Tea- 
tri tedesco e spagnuoto e parecchi lavori re- 
lativi all'Economia politica ed alla Gìurispru- 

BafBn (Gaspare), poeta ligure, nato a 
Cairo-Monte notte il 4 dicembre 1832. Ingegno 
forte e pieghevole, gaio ed espansivo, pronto 
ad immaginare e a comprendere, Gaspare 
BuHa è nato poeta. Battagliò lungamente nel 
giornalismo, e fu direttore del Corriere Mer- 
cantile di Genova per otto anni; ma le Muse 
che lo avevano caro non permisero che 
dasse a naufragare nel pelago burrascoso della 
politica. In attestato di riconoscenza per que- 
sto supremo beneBcio egli scrisse gli Mare; > 
bellissimo Canne, i cui sciotti rivelano quella 
sicura maestrìa, che diviene sempre più rara 
tra i nostri odierni poeti. GÌ sia concesso ci- 
tarne un breve passo, dove 11 poeta descrive 
appunto la lolla aell'uomo contro la tempesta : 




La sua novella medioevale ■ I 
s'è fatta già la seconda edizion 
recchi giornali letterarii l' ave 
prima, ha ì medesimi pregi 
pensiero; ma l'argomento è 
nuovo, più varialo e ugualmei 
romanzo in versi: « Riccardo 
Qui agli sciolti si alternano olegE 
e canzoni e oltavarii, e la co: 
mente quella attraente del 
l'elevatezza di pensiero e d'ii 
addice alla poesia. La Canzone 
Tecla, > l'sOde alla Primavf 
intermezzi sono bellissimi. Ci 
spazio non ci consenta dì e 
brano. Citeremmo pure assi 
s Canto a Giove Tonante, ■ n 
ditezza di concetto e slancio d 
rata. Ma il poeta è felice ora 
lo dice: nulla chiede di più. È 
mibile che abbia fatto la pace 
r umanità solferenle, ma con 
in persona, sebbene qr—" 
dato né grandi onori, 
(la croce di cavaliere e n 
sore al Liceo Cristoforo C 
re di una donna adorati 
tare quest'amore in de 
tesori più che sufficienti 
tiano, con' un anima di 
pago e si dichiarì fello 
nosce parecchie lingue 
scrive con straordinaria 
letti italiani. 

Bngge (Elseus Sop 
logo norvegiano, nacque 
Laurvig il 5 gennaio 183 
fece i suoi primi studii i 
città, poi all' Universit 
1850, cioè nell'elàdid 
blicò il suo primo opD! 
zioni delle consonanti ne 
nella Rivitta di Scienze 

Rìviata di Livguiitica e 
a pubblicare articoli sopì 
studio favorito, al quale 
e sempre con singolare 
tosto allrì articoli di Elii 
comparativa. Terminati 
universitarii , ottenne ui 
Ilvo per compiere i suoi 
trattenne in Copenaghei 
del Westei^ard sopra : 
pose a un minuto esame 
nordici che si coiiservan 
cialmenle il più antico ( 



Liero, anzi disegnò diligenteraen- 
e molto tempo in Berlino, tor- 

fOlte per seguile i corsi dei Weber 
(crito, il Pali e Io Zendo. In Ber- 
r compagni di stuilio il francese 
desco Lexer, che sì fece qDindi 
ime investigatore e lessigrafo del 
edesco. Gnniinuò poi a pubblicare 
inali sopra vari! punti del vasto 
comprendono i suoi studii. Tor- 
ia, fu nominato, da prima, prò- 
ilente; poi da] 1864 professore 
' di Linguistica comparativa indo- 
ili' antico Nordico nell'Università 
., nuova Cattedra proposta dal 
idemico e votata con entusiasmo 
ng (Corpo Legislativo). La mag' 
ti lavori del Bugge sono articoli 
Riviste linguistiche del Nord e 
aia. Il Bagge tratta con predile- 
i già toccati da altri, ma rimasti 



; egtl allora per mezzo di un raro 
ina straordinaria facoltà di com- 
astra in gran parte quel ohe gli 

lasciato oscuro. La sua speciale 
mologia ^ dove altri non hanno 
rohlerai o spiegazioni più o meno 

gli balena subito alla mAite la 
nalogia calzante nella forma come 
a. Nessuno è più dotto di lui nel 



istiania, 1867), lavoro cbe fece 
inutili le edizioni anleriorij poi 

ni delle a Saghe mitiche, > che 
degli i4IIi (iella Società per la 

e di Tesli aniichi norvegiani. 

i altre numerose Monografie, ri- 

icora il suo importante studio so- 
e specialmente sopra le più an- 

le che appartengono al principio 

), più esattamente all'Età del ferro 



anteriore (secolo Ill-VIL) Q 
mondo e una lingua tanto 
nano Nordico antico da f 
dello stesso popolo; il Bu^ 
lingua di quelle iscrizioni pi 
fu primo a decifrare (il Mu 
ili primo esperimento) , se 
al Gotico, se ne distinguevi 
se n zi a li, come nel pronomi 
il gotico ha ik, essendo e 
forma nordica, e la lingua 
una forma più antica del 1 
dinario, che si conosce da 
Une del Medio Evo (secolo : 
bellissime ricerche sono pu 
vista di Filùlogia di Copen 
Nulla valse contro le stupì 
Bngge il tentativo del profesi 
ingleBe, che stabilito in Co; 
gli ■ Antichi monumenti run 
spiegare altrimenti quelle ve 
il metodo del Bugge era trop 
sulla Linguistica comparata, 
lamente linguista, ma fìlolog 
conoscere le radici e di anal 
riscontrandoli con altre lin) 
conoscere a fondo quelle lii 
cupa specialmente , cioè il > 
Per quest' ultima lingua si : 
lezione a Plauto, come pò 
lare. E^li ha pubblicalo un 
sulla critica del testo di Pli 
del Fleckeisen, nel PhiloU 
sca, e nella Rivttta di'Fil 
ghen, sempre con nuove c< 
me , dove con vera divinazi< 
lezione perduta o corrotta, 
schiari con felici analogie e 
pure un' edizione della 
Plauto per il giubileo dell' 
la (fualfl in tale occasioni 
dagli studenti allievi dell'Ai 
germaniche che conosce tu) 
al Norvegiano, o Islandese 
che dell' AnglO'Sassone e 
l'antico poema di Beówulf, 
Filologia dì Copenaghen , 
Filologia tedesca dello Zai 
altrove, sparse nuova lue 
testo e schiarendo le par 
della « Relazione del Gotica 
Tedesco p nella fìifisfadelK 
parole oscure dell'antico S' 
svedesi antiche nella Itivitl 



. Nel e, 



npo r 



nei 1875 con una grande 
Etimologie, Etymologie$ ro 
manta di Gaston Paris e 
dove compiè in gran parte 
dal Diei, dal Litlré ed al 
mente i suoi i Studii antict 
deschi apparsi nel 1878, r 
eademia di Cristiania. Oi 

ture di Celtico e particeli 
rlandese. Egli ai è pure oa 
tradizioni popolari. 



BDG — i 

Bonlast (Francesco), proressore nel 
Ginnasio ili Cagliari, nacque a Guarda Ve- 
neta nel 1824: è autore di una Iradusione 
italiana delle « Vile dei Dodici Cesuri ■ di 
Svetonio. 

BflUar (Giorgio), indianista tedesco, 
ispettore delle Scuole del Guxerat, dimorante 
aBomhay(Indief)iientali), membro oorrispon- 
denle dell'Accademia di Berlino, nacque il 
19 lugiìu 1837 a Borstel nell'Hannover. GII 
sludii universitarìi fece a Gottinga, ove si ad- 
dottorò nel 1858, dopo aver seguito i corsi di 
Hermann, Schneidewin, Sauppe, Ern. Cur- 
tius e Leutsch, per la Biologia classica, del 
Benfe<^ pel sanscrito, dell' Ewald per l'armeno 
ed il persiano, di Leo Heyer per le lingue ger- 
maniche e del Lotie per la filosofia. Nel 1859 
si recù per isludio # Parigi ed a Londra, ove 
rimase poi fino al 1862, per esaminarvi i mano- 
scritti dell'India House. Nel 1862 ritornò a 



Gottinga come assistente a quella Biblioteca ; 
nel 1863 fu nominato proressore di Lingue 
orientali nel Collegio Elpfainstone di Bombay, 
nel 1866 direttore degli Studii sanscriti dì Pu- 
na, nel 1867 rìconrermato a Bombay, nel 1868 
incaricato di ricercar manoacrilli sanscriti 
nella Presidenza di Bombay- , nel 1868-60 no- 
minato ispettore per la Divisione settentrio- 
nale della Presidenia, nel 1873 mandato a 
cercar manoscritti sanscriti nel Rsg'putana, 
dal 1875 al 1876 mandato a cercar manoscritti 
nel Ksfmlra, nel 1877 tornò in Europa, ed 
ora è nuovamente in viaggio alla volta di Bom- 
bay con la sua giovine sposa. Collaborò h1- 
rOrienf undOcctdenldelBenrey,ed ai giornali 
■cientìfici di Madras e di Bombay; col dottor 
Kiel barn, direttore degli Studiì sanscriti a Puna, 

Centemente in congedo in Europa, Toudó a 
bav una dilezione scolastica di libri san- 
scriti. Ne' suoi viaggi raccolse pel Governo in- 
glese intomo a duemila manoscritti. Ira i 
quali il prezioso manoscritto dell' ^Irl/iortio- 
vfda. SeruM Relazionisopra i suoi viaggi scien- 



tiflci, e diede 
■ Sopra il Bull 
quarto e quinti 
bay, 1867); . ! 
ciatanira > {B< 
raciarita » (I 
kaclarìta di Bi 
legge dell' erei 
in società col 
ripartizione > 
logo di Mano 
.quattro parti 
mam&la , glosE 

< Gli aforismi .^p^.. — .» 

lama, > traduzione con intra 
il secondo volume della Collezi 
Book» of the Eail, diretu dal 
Mailer, Londra, 1879). 

Balg^iitl (Angiolina), 
scana, insegnante di Lingua 
italiana presso la Scuola Supe 
di Roma (1872-79), già mae 
Scuola' Normale femminile di I 
nacque in Grosseto il 21 gei] 
fece i suoi Studi! e le prime . 
gnamento. Bissa ba dato alle 
altri i seguenti lavori; « Dialo; 
ossia Studii dì lìngua parlata, 
cbiarative (la prima edizione 
l'operetta, utilissima come i 
tima favella toscana, usci n»' 
seguirono altre due edizioni 
dio della Lingua italiana, > 1 
società col professor Paolo 
r Prontuario di voci concer 

BolUo-Pato (Rain 
Ispano -portoghese, nacque 
Non è solo spagnuolo di i 
iutonaiione vigoi'osa de' su 
que scritti in portogbese. L 
ligura egli stesso per lo pili < 
potrebbero forse meglio ci 
Si dislingue, tra le altre, 
1 Pallida estrella, ■ per 
dialoghi naturati, facili e vi 
a Pa'juita » uscirono solta 
ove SI noia un verso fluido 
busto. 11 Bulhào-Pato, che 
il Byron e 1' Bspronceda, i 
difetti d'entrambi, nel*cor 
sublinK e il famigliare e ne 

BonffS (Niccolò), e 
professore di Diritto ammii 
versila e direttore della Succ 
di Stato a Kiew, nato in qi 
dio da prima nel Ginnasio 
sita di San Vladimir. Appei 
egli fu eletto professore, 
ziaria al Liceo del principe 
gine; nel 18Ò0 poi fu trasf 
1859 fino al 1860 egli lavo 
dorè in qualità di membro i 
per l'emancipazione dei si 
opere principali di questo i 



BUN 

ìscnpo r e 
stampò: «La Legislazione < 
Pielro il Grande» (1848); « 
.razione (iSA^); «Teoria del 
!); aComo di Statistica! (ISi 
I mi Disi rati vD • (due voi., 18ti9-' 
r Economia politica n f 1 870) ; « 
:rali e waroanU > (187 1 ) ; u Del 
> della circoltizione monetari: 
77); «Del Ristabilimento dell'u 
n Rnssìa • (1878) ; vari! articoli 



dell'Europa e nello SfcomfA 

mar (Felice), scrittore franci 
eslanle, nato a Marsiglia nellt 
a e seme a Ginevra. Citiamo 
ri i aeguenli : s Deux soirée 
ambouillet * (1830); i Un Sen 
XIV > (1844); I Trois Serra 
XIV» (1849, 3 voi); f Hist 
de Trente> (1849, in 2 ve 
: son lemps i (1850 , 2 voi.); < 
in d'un siede > (1853, in 4 v( 
irìs> (1856); f Kom«etlaBib 
ime et Ib c(Bur huraain > (18t 
I vie , eon ceuvre et ses écri 
Incoln, sa vie, eoa ceuvre ei 
5); < Saint Paul, sa vie, son i 
>Itres s (1867) ; i Le Christianii 
1869); 1 Pape et Concile au X 
'0); 1 Rome et leVrai , Études 
re cathoiique conte mporain 

kovaky (Vittorio) , raalema 
presidente dell' Accademia in 
Icienze di Pietroburgo, nato 
ilia , fece i suoi primi studii in i 
irmasofT, il figlio del ((uale 
all' estero. Rimasto fuon di pi 
li, egli studiò da prima a Coni 
», e poi a Parigi, dove segui i 
nel Collège de France le lei 



flUO - 2 

Erofesaore di chimica e direttore dell' leti tu lo 
himìco a Marborgo; ma trasreriseì nel ISJl 
a Breslavia, ove fortuò il disegno del grandioso 
Istituto Chimico, e nel 1S52 accettò la catte- 
dra di Cbimica all'Università d'Heidelberga. 
Arrìcchi la Chimica di Ecoperte importanti; 
fece indagini sul peso specifico, sulla legge 
dell'assorbimento, sulla dilTusione, sui fe- 
nomeni di accensione dei gas, sulla foto-'chi- 
mica; costruì parecchi apparati che portano 
il sao nome, quali sarebbero il bruciatore del 
gas, un elemento galvanico, ec. II Bunsen 
scopri la luce ma^esiaca e come, bniciando 
un nio di magnesio nella fiamma di una lam- 
pada a Epìritò , ei ottiene la più fulgida luce 
artificiale, la cui potenza folografica è solo 36 
volte inferiore a quella del sme, ecoperta che 
rese un grande servìzio al fotografo. Ma la 
sua acoperta più importante, ch'ei fece nel 
1860 in comune col Kìrchkofr, è la cosi detta 
«Analisi spettrale, u intoino alla quale i due 
scopritori pubblicarono 1' opera: i Analisi 
chimica per mezzo di osservazioni spettrali t 
(Vienna, 1S61), e che arrecò vantaggi incal- 
colabili air Afitronomia , alla Chimica , alla 
Fisica. Il Bunsen pubblicò inoltre : n Enume- 
ratio Bc descriptio bygrometrorum > (Gottinga , 
1830); col Berthold; a L' Ossidrato di farro 
contravveleno dell'Arsenico biancoo dell'Acido 
arsenicale b (Ivi, 1834, 2" ediz. 1837); « In- 
dirizzo al Berzeliua sopra il viaggio in Irlanda i 
(Marborgo, 1846); «Sopra un metodo volu- 
metrico di applicazione genera1ÌBSima> (Hei- 
delberga, 1854); t Metodi gazometrici s (^Brun- 
Bwich, 1857'); u Introduzione all' analisi delle 
ceneri e dell'acqua, minerale > ec. (Heidel- 
berga, 1874). 

BnOUBjmo (C), giovine crilicO napole- 
tano, impiegato presso la Biblioteca Vittorio 
Emanuele, pubblicò nel 1877 in Roma un 
volume intitolato : a Alcuni scrìtti , n ove si ra- 
giona con affettuoso ossequio di alcuni fra i 
nostri più chiari scrillori contemporanei : Giu- 
seppe Ferrari, Luigi Tosti, Domenico Berti , 
Giambaltisla Giuliani, Ferdinando Bosio, ec. 
Bnonaila (Lupo), orientalista toscano, 
professore di Lingua araba nel Collegio Asia- 
tico di Napoli, incaricato dell'insegnamento 
di Arabo antico e Storia delle Letterature se- 
mitiche comparate dell' Università napoletana, 
nacque in Prato il 18 luglio 1844. Nel 1864 si 
addottorò in Legge presso l'Università di Pisa, 
ove attese pure a studiar 1' Arabo sotto la di- 
sciplina del professor Fausto Lasinio ; prose- 
gui poi questo Studio sotto Michele Amari, in 
Firenze, ov'era venuto a far pratica per l'av- 
vocatura. Nd 1868 fece il ■ Catalogo de' Ma- 
noscritti Arabi delle Biblioteche Riccardiana 
e Nazionale, ■ ed ottenne dal Governo un sus- 
sidio per recarsi a proseguire gli studii dì Lin- 
fue semitiche in Lipsia e Berlino, negli anni 
869 e 1870. Dal 1872 al 1874 fu direttore 
della Scuola italiana di Beirut in Siria, onde 
tornò nel 1874 per fermarsi a Napoli. Prese 
parte al quarto Congresso Internazionale de- 
gli Orientalisti in Firenie, e vi lesse : t Sul 



) - BUO 

metodo da seguirei sulle ricerche 
^raba. * Si ha pure di lai una i 

della Lingua araba s (Napoli 187! 
Carbone). 

Bnonoompl«liI (Saldasse 
tore romano di Matematica , na 
ma il 10 maggio 1821 dalla no 
sata de' Principi di Piombina, t 
Gregorio XIII P onore della tiara 
zato alle Lettere e alle Scienze n 
terna EOtto la scorta dell'abate De 
tucci, uomo dotto e d'assai gm 
nelle lettere greche. Quadri lustr 
Buoncompagni détte nobilissime 
r ingegno e degli studii con le dot 
del matematico Giuseppe Calan 
l'astronomo Andrea Conti, i pu 
volume 85" del Giornale Arcat 
1840). In seguito stampò le i Re 
lea intégrales dèHnies, a nel ve 
lato : Journal fur die reine und 
Malkematih heratugegeben von 
(Berlino, 1843), e gli • Studii i 
cuoi avanzamenti della Fisica in 
coli XVI e XVn, * ne! mentov 
Arcadico (Roma, 1846); lavori 
levarono in fama in Italia e I 
scienziati non meno che tra gì 
che largo allo spendere in bi 
scienza, da vero Mecenate, nor 
pi^ifondere nelle ricerche nece 



studii , nel raccogliere libri e m: 
ziosì, e sulle stampe, gran ps 
larga fortuna. Nominato nel 18 
nario dei Nuovi Lincei di Ron 
poi pubblicò negli Atti di quel 
suoi lavori principali, ma fac 
sempre tirare a parte un pici: 
copie. Videro ivi la luce anch 
morìe: « Delle versioni fatte à 
burtino, D traduttore del seco! 
(1851); 1 Della vita ed opere 



sue lezioni geolc^ìche usci 
I della Creazione» (Lipsia, 
Ì67) , Bcoolta con tanto favore 
sue « Pitture geologiche per 
rt-a e de' suoi abitanti u (Lì- 
5), e le i Lettere zoonoraichep 
e di ciò, pubblicò molte pre- 



, fra e 



1 Per » 



e del genere Calandra » (Ber- 
'organ illazione dei Trilobiti b 

Labirinlodontl » (Ivi, 1849- 
ie fossile di Boll b (Halta, 
[tato di SinÌBlra nella prima 
la ; ma disgustato delle con- 
JeirAlemacna, fece un lungo 
Ile 1850-1852, e nel 185t>, 

Sud; superò, n^l 1859, le 
ida non mai premuta da piede 
lei maggio del 1860. Nelmag- 
lunciò alla sua cattedra alla 

direttore del Museo dì Storia 
andato. Nel 1870 fu nominato 
nova FacoItA di Scienze natu- 
à dì Cordova. Frutto de' Buoi 
opere seguenti : e Viaggio al 
D, 1853Ì; a Pillure campestri 
i, 1853j; a Esame sislema- 
)i del Bramle » (Ivi, 1854- 

del Brasile > (Ivi, 1857); 

Stati del La Piata » (Halla, 
ideila Repubblica Argentina » 
a sua grand' opera sulla Re- 
ina, in 20 voi,, usci il 1° voi.: 
perla e schizzo g eagra Geo del 
-Ayres e Halla , 1875). Pub- 
1 cavalli fossili della forma- 
(Ivi, 1875) e cominciò a dare 
es del Huseo pubblico di Bue- 
lurmaisler è uno degl'ingegni 
. Germania. Geologo, zoolito, 
ggiatore ardilo, scrittore eie* 

fu soprattutto e sempre un 
ta, nel senso più bello e più 
, Se nello stile pittoresco e nel- 

giudìcato il rivale dell' Hum- 
idra non ebbe rivali per l'elo- 
nauperabile. Quando a Halla, 
ilogia per molti anni, dezcrì- 
zioni ì costumi degli animali, 
rana di aver sotto i loro occhi 
tingeva comesovranomaestro. 
ledette a Sinistra e, per aver 
litica del Bismarck, non ebbe 
i aveva diritto oer fama selen- 
ita e per i molti e pregevoli 

allora se ne accorò tanto da 
irtenza dalla patria, e cbiama- 
ìb dal Governo Argentino, vi è 
iretlore del Museo Nazionale, 
e a livello dei migliori d'Euro- 
, mala sua attività none punto 

Anales del Museo di BUenos- 
; il Bur- 
>ldt, vo- 
he Dell'operosità conservata 



1 — BUR 

Uno alla più larda età. 11 Burraaister è ali 
persona, con un volto piacente edenerg 
sua espressione è benevola, arguta e 
nello stesso tempo. Cammina zoppo, e 
questo gli è un titolo d' onore, perchè. 
«oppa una gamba dal suo viaggio Bcienl 
Brasile. 

BomAl (Arturo), indianista tnglef 
tore onorario in Filologia dell' Univei 
Strasburgo, membro del Consiglio uni' 
rio dì Madras, giudice a Tangiore nel 1 
(Indie Orientali), nacque l'il luglio d 
a Saint-Briavel nel G lo u cesie rsh ire, Sti 
prima nel King's College di Londra, | 
gue orientali sotto il Fausbdll a Coper 
Nel 1860 fu mandato a Madras, qual n 
di quella Giudicatura; nelle ore a' ozio 
allo studio dei Dialetti dekhanici , ne 
nessuno ha ma^iur competenza di lui 
profondi nello studio del Sanscrito e fc 
ricca e preziosa raccolta di Manoscrit 
scrili. Il Governo di Madras lo richiese 
il Catalogo della splendida Éifalioleca i 
manoscritti (12,000) in Tangiore, e 
opera di capitale importanza si trova 
corso di stampa. Egli intraprese pure u 
gio a Giava per istudiarvi que' mon 
indiani. Questo Indianista si dìstìn^ 
solo per l'ampiezza della sua doltnr 



pel grande acume del suo ingegno, 
grande chiarezza delle sue idee, e per 
rabile modestia , con la quale egli re 
atudii indiani i più segnalati servigi. 
sue pubblicazioni, ciascuna delle qu: 
cresce molla luce alla Linguistica e al 
ria letteraria deil' India, citiamo le se) 
a Dàyavibhàga» (Madras, 1868); o Cai 
of a (Jollectìon ot Sanskrit Mas Pari L 
Mss.E (London, 1869); «A few sugg 
as to the best way of making and u 
Copies of indian Inscriptions n (Madras, 
t The Law of Purtition and successioi 



Ihe Ms>. Sanskrit Text of Varadàg'a'» Vya- 
Adranjm'ayai) (Mangalore, 1872); « Speci- 
mensorS. Indian DidecU,! otto Sa^i di dia- 
lelti diversi (Maagalore, 1872-76); a The Sd- 
maeidlxàna Bràhman'a o! the Sàmaveda i 
(Londra, 1873); albe Vamcabrahmana of 
the SàmawAaB (Mangalore, 1873); tThe 
Devatódky&yabrdhmaifa of the Sàmaveda e 
(Mangalore, 1873); iOa some Pahlavi In- 
Ecriplions in S. India* (Mangalore, 1873); 
« Etements of S. Indiai) Paleography g (Man- 
calore, 1874); 1 Dàyadafacloki I (ì/làagalore, 
1875); «The Anheyabràhman-a of the Sà- 
mavedaì, (1876); «On the Aindra School of 
SanEkrìt G ram mariana n (Mangalore, 1875);. 
«The Sainhilopanishadbi-ahman-à s (1877); 
^«A Legend from the Talqvakara', » etc. (Man- 
galore, 1878). 

Bnmvtt -Taylor (Edoardo), Bcìenziato 
inglese, dottoi'e in Leggi, membro della Ro- 

tial Society, Presidente dell' hlitulo anlropo- 
ogìco della Gran Bretagna, nacque nel 1832 
nei dinLorni dì Londra. Nel 18^ con lo scopo 
di studiare I' Antropologia egli intraprese un 
viaggio nel Nuovo Mondo , e visitò it Messico 
in compagnia del noto archeologo Enrico 
Christy. Da quel tempo in poi il Burnett si 
dedicò esclusivamente alla scienza , e cercò di 
tracciare le divei-se evoluzioni, per le quali 
passarono i linguaggi, gli usi e costumi, le 
leggi e le religioni delle varie razze del ge- 
nere umano. Egli scrisse i lavori seguenti: 

■ Anahuac , ossia il Messico ed i Messicani > 
(Londra, 1861); iRicerche sui pi-imi tempi 
della Storia umana » (Londra, 1885} ; La Cul- 
tura prìmitivan {Londra, 1871). 

Bnmoiif (Emilio), letterato ed orientali- 
sta' francese, nato il 25 agosto, 1821, fece isuoi 
Btudii a Parigi, e nel 1850 vi si addottorò in 
lettere. Fu dapprima nominato professore di 
Letteratura antica alla Facoltà di Nancy, ove 
fondu pure la cosi detta Scuola orientale di 
Nancy; nel 1867 fu nomÌDalo Direttore della 
Scuola francese d'Alene, ove promosse al- 
cuni scavi imporlanli. Richiamato in Francia 
dal ministro Vallon, nel 1875 fu nominalo 
professore e decano della Facoltà di Bordeaux ; 
toa il Burnouf ricusò un tale ufQcio, Ora egli 
vive a Parigi, ove da alcuni anni s'è dato 
specialmente agli studii di Jamatologia. Tra 
le sue puhblicazioni , vogliono essere notate 
le seguenti : « De^ prlncipeg de l'Art d'après 
la méthode et les doctrines de Platon; De 
Neptuno ejusnue cuKu, praesertim in Pe- 
loponneso* (Tesi. 1830); e Essai sur le Veda» 
(1863); I Méthode pour éludier la L angue 
sanscrite > (1859); q Dictionnaire classique 
Sanecril-franfaìsi (1863-^); « Hisloire de la 
Littérature grecque»(1869, m due voi.); iLa 
Legende athénienne « (1872) ; n La Science des 
retigionai (1872); eL'lndigojaponaiss (1874); 

■ Annuaire de la Société des Etudes japo- 
naisos, chinoisea, tartares et indo-chinoises o 
(1874J; B Annuaire de la Société aroéricaine > 
(1875); La Mythologìc des Japonais, d'aprèa 
le Koku-8Ì-Ryakel ^ -^ * '"-" 



» (prima Irad,, 1875). 



greca, doltoi 
minarlo Mei 
I-anno 1821 
di Piace ma) 
i primi studi 
beroni di PÌ! 
ricale, die il 
Missione, e 

Teologia. Tei 

primi abbrac 

vamento nel 
egli fu poi 
Dopo l'anno 
tando i Missi 
che si difToni 

assai mal gar 

che il Buron 
fu mandalo d 
vena; indi ri 
fino al prese 
allievi della ( 
tore segnala 
di Torino e 
Tommaso d' 
di Teologia 
e feconda, co 
wei-e. Nella 
Filosofia rip 
professore E 
che laSuprei 
obbligò, Var 
sarii. Segue 
«Rosmini e 
al P. Cornol 
e San Tomi 
■ce l'è, Studii 

di N. S. e e 
r Anno eccli 
Saggio di Ca 

loghi scelti 
Della Seien 
rino, 1873): 
Teeteto di PI 
seu De sente: 
Dissertai io t 
Callolica e ; 
Dissertazioni 
De' Bambini 
equivoco cìi 
cheologia de 
l'Antichità ai 
Passione di 

quattro Van, 



.iDe D 



>De 



BUS —2 

nel 1846 lo Berillo del PeeI ; e Sulla revoca dei 
Cereali Inglesi, » il Busacca lo faceva seguire 
da UD suo notevole lavojo in difesa della li- 
bertà del commei'clo. Rifugiatosi in Toscana, 
vi scrisse ne' giornali : La Patria e II Coslilu- 
tionale, e conlrìbul erEìcacem ente col suo Di- 
scorso preliminare alla traduzione della i Filo- 
«Olia politica I del Brougham, e con una serie 
di Scritti politici ed economici , a tenervi deste 
le idee di libertà, lino airanno 1859, in cui il 
barone Ricasoli, capo del Governo Provvisorio, 
gli afildò il Portafoglio delle finanze. Multo im- 
portanti fuivno gli i Sludii sul Corso forzoso, i 
pubblicali da prima nella Ganelta di Firenze, 



l volumi separali; più tardi 
collaborò pure alla Galletta d'Italia. 

Bntoalao-Ounpo (Alberto), letterato 
e filologo siciliano, natu in Trapani il 26 gen- 
naio 1826; fece i suoi primi etudiì in patria 
ed a Palermo, ov' ebbe tra ì suoi maestri Gae- 
tano Daita; ma molto più egli studiò da sé. 
Per tre anni, dal 18U al 1847, attese agli 
studii medici in Pisa; altri due soggiorni egli 
fece in Toscana prima dell' anno 1863 , e se 
ne valse per i suoi sludii sulla Lingua italia- 
na, ne' quali acquistò grande dottrina. In 
Trapani , ov' egli vive assai ritirato , promosse 
efficacemente ogni maniera d'istruzione ;conie 
Amministratore, quando si occupò della cosa 
pubblica ebbe a mostrarsi, come affermano i 
suoi proprii cittadini, di un'onestà e severità 
calomana. Tra le sue pubblicazioni, il Biblio- 
grafo trapanese padre Fortunato Mondello ri- 
corda le seguenli: (tVannina d'Ornano,! tra- 
gedia (Pisa, 1845); «Del siciliano ìnsorgi- 
meolo , I discorso (Trapani, 1S48); o Dì ciò 
che rilevi nel fatto deH'AnneasiouB, > discorso 
(Trapani, 1860); uUn saggio di probità e di 
sapienza clericale* (Palermo, 1861); «Il 
Cattolicesimo e la Chiesa Evangelica s (Tra- 
pani, 1861); a Sopra un verso della Divina 
Commedia, (lettera al DaiU (Palermo, 1S61); 
■ Versi e Prose 1 (Firenze, 1862); «Poche 
domande al Fanfani s (Trapani, 1863); i Sui 
Vocabolari dMla pronunzia e dell'uso Toscano 
di Pietro Fanfam, lettere critiche ■ (Trapani, 
1863); «Del Pie fermo di Dante > (Ti-apanl, 
1865) ; ■ Sulle Scuole elementari di Trapani v 
(1867); t Sludii varii riveduti ed ampliali» 
(Trapani, 1867: un volume importante di 
D60pag. contenente «Versi e Proae, » del quale 
disse quanto segue il Del Lungo nella Nuova 
Antologia: ■ Acuto filologo, forbito e dotto 
scrittore, critico e pubblicista integro e dili- 
gente; e poeta, se non di molla potenza, 
corretto e intuonato, tale no apparisce il 
signor Buscaino in questo volume di « Studi! 
varii, > che contiene : poche Liriche ed Epì- 
grafi, una Tragedia, un Melodramma, alcuni 
Saggi di politica e di religione, un' accuratis- 
sima Interpi'etazione dantesca, certe briose 
Polemiche o appunti sul parlar toscano, del 
quale niuno voi'rà nel valente Siculo negare 
squisitissimo il senso, e note copiose a tulli 
gli scritti accennali)- a Appendice agli Studii 
varii» (Trapani, 1871); ■ Sulla Lingua d'IU- 



lia, » lette 
molla eloq 
r Inchiests 
gole per li 
(Trapani, 

posilo dell 

Ì Trapani , 
Palermo, 
sa > (Tra pi 
Bum 



ed orientai 
il Bopp, ei 
educatore 
delle min 
Berlino, o 
membro d 
blicò:<Coi 
lino, 1833 
n ancia ini 
come lingi 
comparate 
grande stì| 
strano le e 
l'Isola di C; 
< Sunto di 
della lingi; 
anche : a i 
1853) ; n I 

passa a ra 
de ir Amen 
atapasco b 
delle hng 
a L' A paco 
(Ivi, 1860) 
gueAlapat 

Natura; > 
nori, < ed 
Budi 
blicista lei 
a Neustad' 
aU'Univert 
Ermanno 
naii, e Ira 
Dickens e 
Stati Uniti 
SUti allan 

Mi ss issi pi 
parecchi ■ 
Lloyd A US 
a Gerusal 
dell' OrieD 

per la Tip 
collaborò 
' servigio d< 



■ BUS - 2 

ig, fu nel 1866-67 ad latus, per 
del barone Hardenberg in An- 
lalo a Lipsia, pubblicò: f Storia 
iirOriente» (Lipsia, 1868), e la 
Romani» (Ivi, 1870). Chiamato 
del 1870 nel Ministero degli esteri 
ir essere, negli alfarì di stampa , a 
aedialo col Prìncipe di Bismarck, 
TiA nella guerra contro la Francia, 
inistero Hno al marxo del 1873, 
per assumere la direzione del 
Annover. Nel 1878 pose stanca a 
iblicò ancora: o Storia dell' Inter- 
(Lipsia, 1872); a L'humour po- 
co» (Ivi, 1877); «Il conte Bls- 
sua gente, durante la guerra 
a> (Ivi, 1878), opera che levò 
per le rivelazioni e gli aneddoti 
quel grand'uomo dì Stato. 
B-Huet (Corrado), letterato olan- 
ill'Aja il 20 dicembre del 1826, 
!ida. Dopo un breve soKKtorno a 
1 Ginevra , egli fa nel 1857 richia- 
ria e nominato Pastore francese 
Ma, spinto dal sito spirito indi- 
el 1862, diede le me dimÌGUO~ 
anni continuando ancora a pro- 
mollo liberali; Analmente egli 
ffatto la carriera ecclesiastica per 
ornalista. Dapprima egli divenne 
I della Gazzetta di Baarlem; più 
ese un viaggio nelle Indie, dove 
!»taggiere di Java e nel Giornale 
Le Indie Neerlandesi. Ritornato 
el 1876, egli si stabili a Parigi, 
uel è parttcol arra ente conoscialo 
di inolio merito; gli scritti dì luì 
per uno Stile vivace e pieno di 
fra i suoi lavori principali sono 
Iti: a La Società Gustavo- Adolfo 
nm^ttuta ■ (1854); g Jacques 
Sodore Huet . (1855); t Questioni 
iCttere sulla Bibbia; Lettura edi- 
171) ; i Alla eignora Bosboom- 
(18621; «Frammenti polemici t 
ilasie letterarie » (1872); « Nuove 
orane; Vecchi romanzi t (1761- 
critico intorno ai romanzi di Goe- 
u, Wolffeii Dekeu, M" De SUèl, 
onsUnt , Chateaubriand , ec.) ; 
id , la sua vita ed i suoi scrìtti ; 
bicordi personali > (1860-1875); 
id Amsterdam , b note di un vìag- 
1 Parigi ed i suoi contomi; La 
imena neerlandese, l%7-76, » 
'isse pure un romanzo intitolato: 
i ed un volume di i Bozzetti e 
quest' ullìrao scrìtto insieme con 
Lnna Buslten-Huet. 
iff (Teodora), filologo russo, pro- 
ilo di Letteratura russa nell' Unì- 
[osca e membro dell'Accademia 
! di Pietroburgo, nato nel 1818 
eia di Penza, studiò da prima nel 

Juella città e poi nella Facoltà 
UniTersiti di Mosca. Nel 1838 



r abban 
Agli del 
vi studia 
le Aniic 
Due ani 
nel Gir 
qualche 
esci usi v 

Scuole I 

ammesa 
di libtii 
Grammi 
gua FUSI 



r influei 
slava , > 
dinario. 

LinguA 1 
russo il 
Grimm 
sca; €C 
storici ( 

(1862); 

giosa ni 
tica ruRi 

grafia si 
(1872). 
Scienze 



delle De 
grafiche 
secolo] 



BUS — 2 

tica Russia; I Canti dell'antica Edda; Ka- 
ratotin; Cirilla e Metodio, n spai'si in varie 
Rivisle. Con tutte quesle opere e con le sue 
ricerche net regno delta anticbilà Biave il 
Busiaeff rese immensi servizi alla Lingua russa 
ed alta Storia dell' Arte, ^li ebbe sempre per 
igcopo il riavvicinamento delle prouuzioni 
letterarie conte artistiche, e riusci particolar- 
mente col mezzo della sua i Grammatica sto- 
rica B ad introdurre nello studio della Lette- 
ratura un nuovo metodo storico-comparativo. 
Buuutoli (Guglielmo Bertrando), au- 
tore drammatico francese, israelita, d'ori- 
gine araba, nipote dell'Hatévv, l'autore del- 
l'ir Ebrea, i nacque in Parigi il 7 marzo 
1832. Esordi nel 1861 con t Los Viiiuoses. v 
Seguirono: < C'est pour co soir; Cinq par 
jour; Les Gammes d'Oscar; Première frat- 
oheur; L'Éducation d'Ernestine; Les Petits 
du premier.* Holl« più sono le produzioni da 
lui fatte in società col Clairville, col Thiérf, 
col Flan, con Ludovico Halévy ed OCTenbach, 
col Liorat, col Gastìneau, coi Decourceile, 
col Meilhac, col Cadol, col Deslandes, col 
Marquet, col CbabrilUt, con V. Bernard, 
col Siraudin , ec. Nel 18S7 fondò in Parigi il 
Teatro deìVAthénée. 

Bnstelll (Giuseppe) , scrittore romano, 
nacque in Civitàveccbia nell'aprile dell'anno 
1832. Studiò nel Seminario vescovile della 
sua città nativa, nelle Scuole liceali dìVilerl 
e nell'Università Bomana, ove nel ltt54 ebbe 
la laurea in Diritto civile e canonico. Esordi 
net 1855 con un volumetto di poesie; «Alcuni 
versi. > Seguirono: a 11 Libro I degli Annali 

. dì Tacito n {Roma, 1858, versione più breve 
del testo) ; ( Vita e Frammenti di Saffo 
da Mintene, s discorso e versione [Bolo- 
gna, 1863); a Canti naiionali, Satire ed 
altri Versi > (Bologna, 1864); « La vita 
la fama di Vittoria Colonna > (1867); t Elo- 
gio di Tonunaso Campanella! (Catania, 1868); 
aSu la Canxone del Petrarca all'ltalia^(1869); 
e Della Vita e degli ScriUi di Giovanni Ber- 
chet> (Firenze, 1871); t Torauato Tasso, i 
discorso (Firenze, 1872); i Di Alessandro 
Poerio • (Messina, 1675); ■ Le Imboscate ne] 
Concorso di Firenze, s narrazione apologetica 
pubblicata a Messina nel 1875, ove l'Autore 
hi la storia vivace e pur troppo veridica delle 
sue vicende scolastiche da Ascoli-Piceno a 
Bologna , Catania , Milano , Bari , Messina 
(città, nella quale insegnò fino al principio 

' di quest'anno, per ritrarsi ora, in aspetta- 
tiva di miglior sorte, a Viterbo), ma più an- 
cora de' tranelli che i-esero vano il Concorso, 
al quale il Bustelli imprudentemente attese 

Ser esser nominato assistente alla Biblioteca 
i Firenze, fidando negli eccitamenti ministe- 
riali, e nella lealtà dal Presidente della Giunta 
esaminatrice, il quale insieme con lo strano 

Erogramma d' esami gli fece fallire la prova, 
e cose che il Bustelli vi rivela, sono certa- 
mente disgustose, e tanto più in quanto lo 
scrittore trattalo da scolaretto vi si rivela un 
nobilissimo prosatore foscoliano. Questa qua- 



lità di stile appar 
tre belle Monograf 
chet e sul Poerio, 
palesa un ingegii 
sensi liberi e geni 
stelli furano racci 
blicati nell'anno 1 

BoOtt-oirtA 
professore di Gli la 
Iroburgo e membr 
delle Scienze, nat 
studia neir Univer 
prafesBore ordinar 
ehie volte il posto 
di Kazan , che pe. 
passare all' Univer 
del Bulleroff sono 
della Russia. Egli 
nuovi cor^i chiraii 
cerche scientifiche 
morie dell' Univ«\ 
dell'accademia di 

Liebig" I Anne 



Chin 



:. Il E 



tedesco, à ^nl 
allo -studio compie 
In questi aitimi ar 
tìsmo, nel quale e 
sembrano avere ui 

Batt (Isacco; 
nato il 6 settemb] 
cato a Dublino, ovi 
so re di Economia 
in pari tempo ed 
r Università di I 
Smith O'Brlen, a< 
nel 1865 i Feniani 
bro del Parlsmenl 
Liinerick , ed è il i 
del partito Ìrland< 
verno domestico, 
separazione dell'I 
almeno una larga 
rato in generale ( 
quella società. Pai 
Oltre vani opuscoi 
il Butt pubblicò: • 
(1860, in 2 voi.) ; 
legiale» (1863); 
Legge di compensi 
ec. (1871). 

Bdttl (Cario 
fossore di Storia 
Lucca, nacque in 
1843. Si addottorò 
letteraria di Milai 
pali Viaggi fatti pi 
Nilo, a 

Battiir&(Cai 
figlio del letterato 
morto nellSSa, re 
dico dello Spedale 
e pubblicò i segi 
éruptives sans én 
decins dans les a 
K L'Hiver dans le 



tipo 



- CAfi 

Scuole tecniche, fu allogato ne 
negoziante, che to deputò a p 
Posta e allo Ecalo della Strad 
negoziante aveva una buona 
giovane frugava Tra un plico 
gli venne addosso un grande ai 
scrìvere, dipìngere, mu^care 
gli diede un buon indirizzo ai 
possibile una ceri a cultura 
professore Giovacchino De-A 
pili insiitni Retlorì degli antii 
uomo , che colla sua voce toi 
impeto di parole armoniose, 
erudite afiascinava. II giovani 

E Tesso il Professore per me 
abbo, che ne era il falcgnai 
sore prese, com'egli dice, a 
amore. Dipoi egli fu pron 
in un importante negozio di 
cui conserva oggidì, consacr 
il lempo che gli rimane fra i 
chi dì rìso. Il Cagna è un 
quasi selvaggio , quindi un po' 
venturoso, molto improvvisa 
gì etto e un po' negligente; n 
pieno d'indipendenza, di ni 
artistico. Certamente le sue e 
blicate sono molto inferiori i 
egli dimostra discorrendo alli 
rola abbondante, luccicante i 
il diamante; ma sono altresì d 
a certe critiche , che gU venne 
rismo spieiato e meccanico. E 
ramentedatodipiù, selecont 
glielo avessero conceeso. Ci 
le sue poesie intitolale; ai 
pregevolissime per garbo sue 
guzia ed affetto: ( Nozze d'oi 
Non veglio morire. » Ora e' é 
Racconto, che egli sta seri 
in provincia. > Diamo l' eien 
qui da lui pubblicati : t Ma 
< Tempesta sui fiori , i boizet 
commedia; f Un bel So^o, 
Vìe del Cuore, ■ commedia ; < 
poesie; «Serenale, n poesie; 
risiici ; Feste Nuziali , * con 
Carlo Barbini editore) ; 
re, s llsiologìe (Galli e 
inoltre uno < Spartac 
inedito. 

Oasiwtta(Ton 



I Omo 



lizzi (proviociadi Bari) il 20 
i suoi primi studii a Bari, g 
Napoli, Pisa, Genova; netiS 
d' esame vinto a Torino, fu i 
di marina ; vinse pure Dare» 
trai quali nel 1876 quello, pe 
Medico dell' Ospedale degi 1 
poli. Diede alle slampe p 
scientifici ; fra gli altri cilian 
vjrtiì antìperiodica dell'£ucal 
gagni del 1872 ; ■ Nota clinic 
di Atropina, i pubblicatone 



CAI — 2 

maeeuliea di Genova del 1862 ; t Conlribii- 
r.ione alla dottrina patogenìca e clinica della 
Pubbre reroillente de' paesi caldi i (Napoli, 
1873); « Lettera popolare sul Colera i (Mon- 
levideo, 1368); «Sullo Scorbuto ■ (nel gìor- 
nule La Clinica: Napoli, 1876); iStudii di 
Clinica medica, » ne^i Annali Clinici dello 
Spedale degl'Incurabili {1877-78): • Nola 
Bulla cura del Rachitismo, t nel Giornale 
Intemazionale delle Scienie mediche, ec. 
(1879). 

OkIz (Napoleone), romanista lombardo, 
nacque a Bozzolo nel Mantovano nel 18i5. 
Fece ì primi atudii a Cremona sodo il profes- 
sor Trezza, gli univeraitarii presso, la Scuola 
Normale superiore di Pisa, onde passAad In- 
segnare, dat1869 al 1873, Lingue e Letleralura 
classiche nel Liceo di Parma. Da Parma venne 
in Firenze ad insegnare, da prima DialeltoiO' 
già italiana, poi le Lìngue romanze compara- 
le, presso r Istituto di Studii Superìori, 11 
Caiz ha ingegno acuto e panelranle e dottri- 
na singolare nella materia che insegna, alla 
quale si rireriscono pure tutte le sue pubblica- 
zioni, parecchio delle quali istituiscono nuove 
ed originali indagini, le quali, se non sono 
tutte ugualmente sicure, riescono pure in ogni 
modo sempre , pei' qualche verso , istruttive. 
Ne segue t'elenco : ■ Saggio sulla Storia della 
Lingua e dei Dialetti d'Italia» (Parma, 187-i); 
■ La formazione degli Idiomi lelterarii in ispe- 
cie dell' Italiano » (Firenze, 1874); a Altera- 
zioni generali della Lingua italiana i (Homa , 

1875) ; f Osservazioni sul Vocalismo italiano v 

S Firenze, 1875); (Dì un antico monumento 
i Poesia iUliana > (Ivi , 1875) ; < Giulio d'Al- 
camo e gli imitatori delle Romanze e Pastorelle 
provenzali e francesi * (Ivi, 1875) ; t Ancora 
del Contrasto di Giulio d'Alcamo» (Firenze, 
187ti) ; s Sulla lingua del Contrasto » (Roma, 

1876) ; t Voci nate dalla fusione di due tèmi d 
(Halle, 1877) ; < Sul pronome italiano ■ (Ro- 
ma, 1878) ; ( Sul perfetto debole romanzo t 
(Ivi, 1878) -, <t Studii di Etimologia italiana e 
romanza,! in aggiunta al Vocabolario del 
Diez (Firenze, 1878); t Chi fosse il preteso 
Giulio d' Alcamo! (1870); «Sulla declina- 
zione romanzai (Roma, 1879); a Sull'in- 
fluenza dell' accento nella coniugazione ro- 
manza ■> (Ivi, 1869); ■ Sull'Etimologia spa- 

8 nuota» (Ivi, 187ì*); lOriginì e formazione 
ella Lingua poetica italiana studiale nei p\ù 
antichi manoscritti > (Firenze , 1879). 

Oftloar (Elisa Schiotting van), scrillrice 
olandese, nacque il 19 novembre del 1822 ad 
Amsterdam. Unica llglia di un valente scien- 
ziato, essa fu educata con molta cura, ed in- 
coraggiata dal celebre poeta Da Costa inco- 
minciò assai per tempo a scrivere. Dopo il suo 
matrimonio (1353) essa si dedicò specialmente 
air educazione della gioventù, e contribuì ad 
introdurre ed a svolgere nella sua patria il 
sistema pedagogico fròbeliauo. La signora Cal- 
car visitò vane città , e dappertutto tenne pub- 
bliche Conferenze collo scopo di propagare le 
pntprìe idee suU' educazione infantile. Di più , 



essa per die< 
nile a Wasa 
gomaslro. N 
mente all' A, 



edizioni (181 
i servitori, 
d'oro (185S 
romanzo sta 
(1853); « E 
(185i) ; € Il 



cato all' edu 
( I piccoli Fi 

Fr0bel,184' 
donna, i pK 
( Figli del SI 

e come autr 

pei fanciulli. 

OftU«i 

lo re vai sesie 

l'Uni versi tà 
luto ostetric 
bre 1841. Si 
Torino, ove 

stica neirU 
incaricalo di 
versila di I 
diventato til 
vanii i pubbl 
Cora sludeoi 
alla luce gì 
collo dell' {Jl 
tore medico 
che Osserva 
trica>(GÌor 
di Tonno , 
menti di Oi 
delle Clinic 
1867);BMon 
n. 320 e se) 
dell' Iride e 
di Oftalmo. 
s Argomenti 
delle Clinic 
dell'organo 
stHto lisiolo 
{Osaervalor 
estrallo) ; « 

gomentl di i 
rione . (Ow 
e Giornale 
estrallo); (T 
molc^ia del 
Bcher, 1870 

Anatomia, t 



CAL - 2 

(Ivi, estratto); ■ Osteomalaeia b 
concorso (Tonao, 1370); tArgo- 
rìci, tra cui il Rendiconto della 
trica di Torino per il biennio 1867- 
i9» iOitematore, Gazzella delie 
870-71: estratto); < Argomenti di 
ra cui una Prelezione: Rendiconto 
irio delle malattie degli occhi di- 
utore , primo triennio t (Ouerva- 
tta delte Cliniche, 1871 e 1872: 
L' Istituto Ostetrico di Parma, t 
i, Preleiione {Ouervatore, Gaz- 
Cliniche, iHTi: estratto] ; t Breve 
Ielle Cliniche statistiche •> (0$ger- 
letta delle Cliniche, 1874-75-76: 
Illustrazione di un feto abortivo 
{Giornale dell'Accademia diMe- 
orino, 1876: estratto); < Comuni- 
'ediatrìa i (Oiaervalore, Gazzetta 
'.he, 1874-75, Torino'; «Infezioni 
ere* (Ivi, 1875); (Le dimensioni 
igli ojlimi tre mesi della gravi- 
., Memoria di concorso (G. Loe- 
no, 1875); «Regio Istituto Oste- 
Irma, 1° Rendiconto triennale ■» 
77); «Ampia cloaca uretro-cislo- 
seguilo a parto laborioso, chiu- 
vuLva ■ {Ouervatore, Gatzelta 
che, 1878: estratto); s Dlsper. 
o, utero e collo conico retroverso, 
terililà, guarigione» (Ivi, 1878: 
I Notizie sull'amputazione ulero- 
l' operazione cesarea* (Ivi, 1878: 
Sullo stesso argomento* (Ivi, 1878: 
Una corsa nella Galleria del Pre- 
Rosai {Gazzetta della Valtesia, 
187i); < La Francia nella guerra 
npressionì, lettere al padre, dalla 
l'Ambulanza medica intemazionale 
Ivi, 1370 e 1871); * Ascensione 
jpilzo, t gruppo del Monte Rosa 
del Club Alpino Italiano, 1875: 
Alla punta Giordani ed alla Pi- 
iTincent per una via nuova > (Ivi, 
Ito); «Otto giorni ne^li Appennini 
e Spezia, > Appendice al Monte 
Ilo, 1378). — Di un altro vaisesia- 
r Pietro Calderini, direttore della 
Ica di Varallo, abbiamo a stampa 
sa Commemorazione delia Can- 
ppina Toesca di Castellazzo, llglia 
ielli (Torino, 187^). 
iTOli (Don Serafino], poeta spa- 
to nel 1801 a Malaga, studiò Giu- 
L aCranata, ove divenne, neMS23, 
di Poesia e Rettorica, e dopo es- 
vvocato in patria, goso stanza a 
e pubblicò le applaudile < Poesia 
a* (Madrid, 18(3-40, 3 voi), e 
le Cartai Eapaiiolns molti arti- 
si sui costumi andalusi. Attese 
tempo allo studio dalla Lingua 
Ito, per commissione del Governo, 
ile dei principi! amministrativi. ■ 
I nominato Uditore generale nei- 
lel Nord e, nel 1836, Governatore 



J - GAL 

civile di Logrono. Confinalo , da una cad 
cavallo, per qualche tempo a Madrid, si e 
a raccogliere j tesori sempre più rari di 
tica Lelteratui'a spagnuola , i ■ Cancioni 
Romanceros, > manoscritti e stampali, 
recchìandone un' edizione critica. Nel 
divenne capo politico a Siviglia, ma, 
l'insurrezione del novembre 1838, ai 
nella vita privata e visse quind' innanii 
livamente alle Scienze ed alla poesia, 
altre sue opere meritano menzione: la 
novella ■ Cristiani e Moreschi, > scritta 
spirito e nello stile del Cervantes, pubi 
nella «Raccolta di Novelle originali* 
drid, 183S); la t Letteratura dei Moreai 
« Scena andaluse, > ec. Una scella del 
opere in prosa ed in versi fu pubblicai 
l'Ochoa nella sua < Biblioteca dì Scrittoi 
gnuoll contemporanei. > 

OslMUOU (Giuseppe) , autore ' 
malico liorenlìno , nato a Firenze nel 
sarebbe annoveralo fi'a i migliori Scrillt 
mici italiani , se bastasse 1* aver sorlilo i 
tura un'attitudine singolare al Teatro 
ingegno osservatore ed argoto. Quel sue 
fra l' ironico e il lepido, serba sempre 
aura e non cade mai nel triviale: le sue 
medie, per lo più in un atto, sono coi 
con franchezza; l'intreccio vi è disinvc 
caratteri bene disegnati, la lingua sebi 
eonante , e il dialogo festoso a saporii 
attico sale, come pochi fra quelli che 
per la maggiore sanno fare. Dopo il 
esperimento che fu felicissimo , egli a\ 
dedicato lutto sé stesso al Teatro e vòlti 
gegno a più alta metà* se ì nostri Capoci 
cosi spetBO pieni d' ogni tenerezza per i 
tanti sconclusionati ed i guastamestieri, 
aero compreso che nel giovine modesi 
oITriva toro la > Ricerca d' un marito , * 
una bella e buona stoffa di poeta comìi 
commedia, indarno offerta per qoattr' 
Sni per essere rappresentala con molli 
nel Ginnasio diretto da quel Filippo 
cui Paolo Ferrari di!ve la rappresentazio 
■ Goldoni e le sue sedici Commedie; 
intanto l' Autore aveva dovuto cercare 
del Teatro un' occupazione. Malgrado di 
contrasto, il Calenzoli ha dato alle scei 
trentina di Commedie, fra le quali sa 
citare per merito e fortuna, oltie alla | 
cannala (Ricerca d'un Marito * (185'2): 
Padri all'antica » (1853); « Commedia 
gedia s (1854); i Le Donne invidiose* ( 
«Il Vecchio celibe e la Serva* (1856) 
sottoscala, * vero modello d' intreccii 
sceneggiatura (1863); i La spada dì i 
de; Padre Zappata; L'Appigionasi* ('. 
(Un ricatto a (1378); « La via di n 
Le Confidenze innocenti s (1879), qw 
lima per la Gemma Cuniberli, a (Li 
della Nonna * e o Le Orfanelle, » rid( 
operette in musica per Istituti di educa 
Il Galenzoli ù Analmente lodatissimo 
del volume di < Dialoghi e Commedii 
fanciulle* (1874), nel quale sciolse vì 



CAL — a 

flamente il difficilisBJnio problema di scrivere 
Commedie da ragazzi e non ragazzate da Cora- 
medìograH, come disse argutamente Ferdi- 
nando Martini. 

OftUarl (Pieti-o) , poeta veronese, nato 
il 31 dicembre 1841. Studiò prima nel patrio 
GianaBÌo, poi nel Seminano vescovi!* * '" 



dall'Aleardi, dal Sono, da Benassù Monta- 
nari e dal conte Carlo Leoni di Padova assai 
Tavorevo traente, e che fu quindi stampalo nel 
volume di< Versi* che usci a Vei'ona nel 1875 e 
che ottenne lodi d' insigni poeti e letterati per 
la nobiltà de' soggetti trattati, per l'eleva- 
tezza de' concelti e la forma spesso adeguata. 
Seguirono i seguenti componimenti : i I due 
Missionari Stevani, > Oraiione funebre (Ve' 
rona 1876, pag. 22) ; a Alla Memoria di D. Car- 
lo Mantelli , ■ orazione (pag. 13) ; i Le Gra- 
zie dell'Infanzia, > tradotta da vittor Hugo; 
■ «Peri Poveri, s trodotta da Vittor Hugo ; a II 
Lago, > tradotta da Aironso De Lamartine; 
t La giovine Madre, > da Adolfo Descbamps, 
traduzione; t Per l'arrivo della s-ilma del 
conta A. Miniscalchi, > versi; t Alla tomba 
di Re Vittorio, > elegia; i Alla tomba di 
Pio IX, B elegia; i II Cavaliere del Cigno t 
novella; oltre una cinquantina di traduzioni 
dal Beranger, Vittor Hugo , Lamartine. Re- 
boul, Chénier, Souhiet, Laraennaig, Le Brun, 
A. Musset, V. Laprade, L. Ratishonneed altri, 
stampate su parecchie Riviste letterarie, ed 
oltre a parecchi articoli di Giornali, e com- 
ponimenti inseriti in varie Raccolte, ec. 

OftlUgas (Paolo)^ giureconsulto greco, 
avvocato e processore di Diritto romano all'Uni- 
versità d'Atene , nacque nel 181* a Smirne: 
fece isuoi studii a Ginevra, Monaco, Berlino, 
ove si addottorò. Egli ha pubblicato , tra gli 
altri scritti, un' opera di capitale importanza, 
intitolata: (Sistema del Diritto romano quale- 
venne applicato in Grecia. » Tradusse pure il 
Trattalo del Biener sulle antiche Raccolte di 
Canoni della Chiesa Orientale e lo arricchì 
con una dotta introduzione; e scrisse egli 
stesso im' opera in- quattro volumi sopra gli 
Elementi del Diritto civile anteriori al nuovo 
Codice, Elemenli ch'egli ritrova nella Legi- 
slazione bisantina, nel Diritto Canonico della 
Chiesa Orientale e nelle leggi speciali del Re- 
gno di Grecia. Noi iroviamo inoltre ancora 
aopra questo eminente scrittore greco la se- 
guente indicazione nel noto libro del Rangabé: 
« Le savant avocai et ancien ministre P. Cal- 
ligas est le premier qui ait écrit un roman 
de quelque étendue. 11 est ìntitulé: < Thanos 
Vlécas » et s'attache à dècrìre les miEura de 
la population montagnardo de la Grece. Il est 
pètillant d'esprit, et écrit dans un style qui 
peut servir de modèle. n 

Oallasuio (Paolo), scrittore pieraonle' 
se, naio in Albati 6 ottobre 1S37, studiò al- 
l'UniversitA di Torino. Fece la campagna del 
1860 nel reggimento Lancieri di Novara. En- 
trò quindi negl'impieghi, attendendo nello 



stesso ten 

(la au Sien 
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Ettore Doi 
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scrittore le 
Bélbune.i 
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che de Fer 
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Hathieu n { 
(1856) ; « I 
« De la D< 
(1859); <. 
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(Firenze, ì 

Oftlvl 

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privati , cir< 
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del 1878, e 
quanto il 



GAL — 2 

■se, associandosi altri scrittori, la 
era: ■ Famiglie Notabili milane- 
I stesso dirige. Di essa sodo gA 
lispense. Olire ai lavori ietterarii, 
licato, egli occupò ed occupa di- 
onorifiche. Fu uno dei ToiKlatori 
■Slorica Lombarda, nel 1871 ; 
i Presidenza all'alto della suaco- 
I ora vice-presidente. Felice Calvi 
tulta r Europa , e dimorò parec- 
andi capitali, visitando assi diia- 
, Gallerie, Biblioteche. É! grande, 
ivolto. Un bel tipo del gentiluomo 

(Carlo), scrittore paragnaiano , 
k nella Repubblica Argentina, fu 
1360 MiniSiro del I^raguay a 
dra, e nominato corrispondente 
nel 1869. Tra gli altri suoi la- 
I venir segnalati i seguenti; i Rac- 
la di Trattati, Convenzioni, ec. , 
Latina n (in dieci volumi, due 
francesi), una spagnuola) ; i Una 
'ilio InleraaKÌonale. ossia l'Arae- 
I innanzi al Diritto moderno t 
ali storici della Rivoluzione del- 
tìna ■ (opera assai voluminosa). 
Sft (Demetrio), scrittore italo- 
rroco greco-cattolico in Livorno, 
di Lettere greche, nacque nel- 
1621 in Piana dei Greci , colonia 
se di Sicilia. Studiò Lettere clas- 
fìa e Teologia in Roma nei Col- 
I Urbano; quindi si dedicò par- 
atie studio della Filologia e della 
contribuendo specialmente con 
iri importanti a dilTondere la co- 
uistica dell' Albanese. Diamo qui 
e sue pubblicazioni; a Saggio dì 
al greco, da Anacreonte » (Li- 
; I Discorso storico -e riti co sulla 
possesso della chiesa dei Greci- 
orno. (Ivi, 1856); . Saggio di 
;ìa comparata sulla Lingua alba- 
1864); 1 Appendice al Saggio di 
[iacomparnta, i con Discorso Ulo- 
I (Prato, 1866); . Fylélia e Arbe- 
: t La Nazionalità albanese per 
., » voltata in Albanese da D. Ca- 
'no , 1867)1 « A Dora d'Istria gli 
lanti pubblicati per cura di D. Ca- 
liti, e annotati, con Discorso su 
albanese, aggiuntovi l'Alfabeto 
ano-EpirolTCO: Ivi, 1879); « Il 
San Matteo tradotto in Dialetto 
'lana de' Greci; lo stesso in dia- 
sìneto B (pubblicato a Londra a 
incipe Buonaparte); a Su d'una 
\(e greca trovata in Selinunte di 
, 1872); V Pochi versi in Greco, 
t sullo studio delle Lettere gre- 
(74) ; B Saftgi di Dialetti albanesi 
taliani in Certaldo, di GÌOV. Pa- 
(Ivi , 1875). 

u (Niccolò) , latinista e grecista 
e, fratello del precedente, prete 



. - CAM 

del rito greco-unito, Conslgliei 
della città di Palermo e professo 
ralura greca a latina al Regio 
termo, nacque a Piana de'Gre< 
ril di novembre del 1807. Egli 
sua educazione nel Seminario % 
termo, dove, finiti gli studii, eni 
dini, e per qualche tempo fu sapi 
fessore di Letteratura greca. Nel 
a Piana e fu ammesso nella C( 
di San Filippo di Neri, e un [ 
nominalo parroco dell