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GEOGRAFIA GENERALE 






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ELEMENTI 



DI 



GEOGRAFIA GENERALE 

OSSIA 

BESCRDIOIE COIPEIDUTA DEIU TERRA 

SECONDO GLI SCOMPARTIMENTI POLITICI 
COORDINATI COLLE GRANDI SUE NATURALI DIVISIONI 

in seguito aUe ultime tnmsazioni e le più receRti scoperte 

% 

DI 

ADRIANO «ALBI 



PRIMA E SOLA EDIZIONE ITALIANA 

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TORINO 
PRESSO €nJSaB»>PE POMfiA E GOMP. 

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TORINO 

STAMPEAU; SOCIALE DEGÙ AATISTI TIPOORAFI 
^CoH ptrmùsione) 



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TJLWOÈJk. SinrOTTIC A 



OBI 



PRINaPALI ARTIGOU COMPRESI NEGLI ELEMENTI 
DI GEOGRAFIA GENERALE 



UTRODDIIOIIE, 



fo dw é&f. coBtìal«rt ub« (to- 

grafia gcBcnle el«m«BUure • 
Dìtìsìoo* dell'opera 
CombÌDwioDe dei due metodij 

Befanie e politieo . • . . 
OrdiaaaaeDto tipografico 
OnerrasioDe sul prospetto* .dal 

•iatenui aolaro ... 
Osscnreeione ralle mirare > *l • 
Otferrasiooe tulle defioiiioni 
Mola eui Caspia e le lagune 
Osservaciooi sulla tavola delle 

nootagoe e dei fiumi 
Oiservatiooe ralle terre ÀDlar*' 

licbe, la Melanesia e la Mi-' 



Nota sulla divisione dell'Ame- 
rica 

OsservasioBe ralle grandi divi- 
jìoni ìdrograhehe del gioito 

Oiservaaioni sulla claesificaaioni 
del gaoere unano^ tecoodo la 
raaaa a le religioai 

Oamaaioni mlladenoaiiBaaioaa 
di raoBarchia pura o aioderata 

VtrcU ti omisero gli articoli he 
«aalacy %0oli*fim, prodotti del 
régmo mimMrmU a eUwU 

Dtll'iaipBrlaBga dei finiBì 



XVIIX 
XIX 

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ivi 
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Gli ElemeBli di Géogrt^ f4~ 

ntrale sono uaa vera j'eojrc- 

Jia secondo i botimi BssiaBO 

rtgioni idrogri^tcko XXYI 

Sulla lungbeaaa del corso dei 

fiumi • • M 

Si)ll5f mool^gtea: ,- , M 

' Spi/giSJiiose; ^e^t, diversità cba 
MÌ8t(nò fra 4» classificasioBe a 
.l'aher^^ di parecchie mOBla- 
»• «rgoe^ degli Eiomtmti e quella 
. * t'J'*, 1»S4« mootague nel Cobi- 
., ^eadÀP^* • XXTU 

^Si^ft <<ljusi^oasioBÌ delle bmmk 
. /tagnf /«tu dai geologi JXWU 

Sulla classificasioBe sccoado la 
lingue^ sola waWAUmmU #<• 
nografieo del globo ivi 

iBBovaaiofli erronea 

Jroposle 
earatlera progressivo dalla 
geografia M 

Sugli arlieoli feoerali della eia» 

que parti del mondo XXX 

Sul BMMo di apj^raaaaN lo stalo 

sociale a morale dei popoli XXXI 
Solla. topografia a la Oittealtà 
che preseata la lealtà dèi lao-* 

gbi il'»* 



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TAVOLA SINOTTICA. 



SopsNtMonUbc ti 4onMtra fare xxxii 

SuiU UDÌvenità degli 8lati-UoiU 

• degli duti TraowllaDlici XULIII 

FrÌBcipii Mguìti nclU deaeri- 

aiooe della citti M 

Qaalificaiiooi date ad alcune di 

eiM XZXIV 

Delle divisioni amminiatrativt di 

parecchi Stati JXXV 

Perchè a' è data un» maggior 

ettenaione ad alcuni di casi ivi 

Sulle tavole statistiche delle cin- 
que parti del mondo xxxvi 

Perchè si riprodussero gli ele- 
menti statistici della Bilancia 
Politica del globo XXWII 



Motivi cht eoadunero Taolore 
a modificare la snperBcie di 
alcuni Stati dell'Europn xsxviii 
Sulla popolaaione delle città UULIX 
Sbaglio singolare riguardo al* 

cune citte dal Regno-Unito ivi 
Sulla popolaaione delle città 

fiiori d'Europa ivi 
Sulla popolaaione del globo XL 
Nota au alcune critiche al Com- 
pendio ivi 
Su alcuni Stati nuovi • • . xli 
Protesta dell'autore ivi 

Opere consultate XLii 

Scopo di questi Elementi XLiii 



PRIHGIPII GENKB&LI. 



\ 



GAP* I* Del sistema dell'universo 4 

Del sistema solare 2 
Tafola dei principali elementi 

del 8ist«fma solare 4 
CAF. II* Della afera celeste e de' 

suoi cerchii ivi 
Gap. in. Della sfera armillare , 
del globo temwqueo artificiale 
e dei loro cerchii 6 
GAP. lY. Della figura della Terra, 
delle sue dimensioni e delle 
loncitudini e latitudini geo- 
grafiche 8 
CA». V. Delle earte ^eftf^ehi «e*. ; \ 
delle principali i^iSiK • l \40 
Tavola delle pridti^ti ItouÈh • 
itinerarie # ' • • ^ • * 
GAP. VI* Della lone^ dei elDm : ;*• 
astrottomioi e dei climi*fiÉfe{ »A2'», 
GAP* VII. Delle principali é^màm • , . 
aioni geografiche *••' *»S «*\4*, 
QbBlinenli; isole . • 1 «: : •* 'i^/ 
AreipeUgfai^ attole 45 
Penisola ; Istmo . . . . • iVì 
Capo ivi 
MontagM| ■liìpitni . . . • <W 
Piceo o prato j vulcano 46 
Valle; pinnun;«lliMaj altitu- 
dine ivi 
Tavola delle ntnlagat pèn alle 

del globo 48 
Steppe I lande I mvìm; pran 

patf Me. ivi 

. Dnacrti} oasi 49 

Foretto ivi 

Oeeinoj briecio di msra • . ivi 



I • 



» 



Porto, seno, cala o rada 20 
Bassi fondi j scogli; banchi di 
sabbia o di conchiglie^ pesca 

del merluaio e delle aringhe ivi 

Maree; correnti ivi 
Laghi : dividonsi in quattro 

classi 2i 
Caspii; lagune * • . . • 22 
Sorgenti; ruscelli; torrenti; ri- 
viere; fiumi ivi 
Foce; delta; cascala • . • iW 
CanaU; avvallamenti 23 
Tavola comparativa della super- 
• •fiote|dfpli avvellaroenti e della 
kwnlfHiaa del corso di alcuni 
•dm i^ilcipali fienai del mondo 24 
•Oisf rvaaioni su questa tavola ivi 
«««^grafia ad avvallamenti • . 25 
'Ac^ue minerali ivi 
•\enl^. .••••••• (W 

:9ato: 26 

*S^^ione di ano Slato; li- 
miti ; popolaaione ecc.; go- 
verno 27 

Camera; parlamento 28 

Titoli degli SUti tifi 

Sistema federativo ivi 
Forteau; porto militare; «ne- 

naie mariltimo ; onnlifn 29 

Industria; manifatture . , m ivi 
ComaMTcio; eempagaia di eoa»» 

mereio; Sera ivi 

Carovana 90 

Scalo ; porto franeo ; laro ivi 

Colonie ivi 

Mìmìodì *..••••. 31 



TAVOLA SINOTTICA. 



Difiiioa« degli Siali 

Città; borgo 

Conaac} villaggio 

B«lleaaa d'una città • . . , 

Capitalo 

Strade 

Strade ferrale 
Gap- Vili. Delle grandi divisioni 
del globo y della loro saper- 
ficie e dd Damerò dei loro 
abitanti 

Tavola delle grandi divisioni 
del globo in mondi e parti 
di mondo 

Estensione dell'Oceano • • • 

Sua divisione 

Meri mediterranei 

G0I6 

Tavolo delle principali d«TÌsioni 
idrograScbe del globo 

Osservasiooe su questa tavola • 

Raggaaglio della super6cie della 
terra a quella dei man • • 

Popelasione della terra 

Tatola delle grandi divisioni del 
globo 
Gap. IX. Idea generale della di* 
stribusione geografica degli 
esseri sulla superficie della 
terra 

Miacraliy metalli e gemme • -. 

Rrgioui vegetali; regni filogra- 
fici 

Ammali soofili • . • . . 

Pesci marim 



31 
ivi 
32 
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33 



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38 



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39 



40 

• • 
IVI 

ivi 
44 



VII 

insetti; rettili; uccelli; mammi- 
feri; animali cosmopoliti 41 
Ornitorinco ; renna ; cetacei ecc. 42 
L'uomo h/i 
Gap. X. Delle principali clsssifica- 

«ioni del genere umano 43 

Classificaaione basata sulle diffe- 1 
rense fisicbe ivi 

Tavola delle varietà della specie 
umana ivi 

Mulatto ; meticcio ; mesliceio ; 
sambo; creolo 44 

Classificaaione basata sulle diffe- 
renae dello stato sociale ivi 

Popoli inciviliti; popoli barbari; 
popoli selvaggi ivi 

Classificeaione basata solb di- 
versità delle lingue 45 
Sul vocabolo MtaitmM • • « ivi 
Ceppo o famiglia etnografica» 
dialetto, lingue 46 
ClassifieaaioDe basata aulla di* 
versila d^e rcligiom 47 
Classificaaione delle religioni ivi 
Giudaismo; cristianesimo ivi 
Islamismo •••••• 49 

Bramanismo iW 

Buddismo ; religione di Con- 
fucio ; culto degli Spiriti ; 
religione del Sinto; magismo; 
nanekismo 50 

Sabeisroo; feticismo . • • iVc 
Tavola statistica delle principali 
religioni del globo 51 



(ilOGRAFU DESCRlTTlYi. 

EUROPA. 

Geografia Generale. 



Posiaione astronomica . . • • 53 

Diaensiooi; Confini; Mari e Golfi hi 

Stretti; Capi; Penisole 55 

Finnn; Caspii; Lagbi e Lagune 56 

Regione dei Lagbi 57 

Imle (lo Spitaberg) 58 

Koolagne 59 
Sistemi coDtioeBtali intieramente 

i9i 



europei 
Tavola dei punti culminanti del 

iietesDa Alpico 
/de» del tistema £rcinio*Car- 



/dem dei sistemi insulari del. 
l'Europa 



61 
62 
63 



Altipiani ed alle valli 63 

Tavola dei principali altipiani 

dell'Europa 64 

Vulcani ivi 

Basse valli e pianure : la gran pia- 

aura Sarmato-Bussa. 
Deserti» St^pe e Lande . . . 
Canali. Beli dei primarii canali 

della Francia e del Begno- 

Unito 

— dell'impero russo: dei regni 
de'Paesi-Bassi; del Belgio e 
dell'impero austriaco 

— della Confederaiione Ger- 
manica 68 



65 
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66 



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ELEMENTI 



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GEOGRAFIA GENERALE 



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GEOGRAFIA GENERALE 

OSSIA 

SEscemoiE coipeibiìtì deuì terra 

SECONDO GLI SCOMPARTIMENTI POLITICI 
COOBDINATI COLLE GRANDI SUE NATURALI DIVISIONI 

la seguito alle vltifflc tnnsazioni e le più receali scoperte 

DI 

ADRIANO «ALBI 



PRIMA E SOLA EDIZIONE ITALIANA 



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TORINO 

PRESSO (SIUI^SS^E POMBA E OOMP. 

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stamperia; SOél ALE DEGLI ARTISTI TIPOGRAFI 



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TJLWOÈaA. SIIVOTTIC a 



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PRINCaPALI ARTIGOU COMPRESI NEGLI ELEMENTI 
DI GEOGRAFIA GENERALE 



llITltDDIlOlll, 



!• che d«T» coDtùlcra uoa geo- 
grafia generala elamealare • 
DiirisioBe dell'opera 
Combioasione dei dae nelodi> 
■aturalc e politico .... 
Ordioanenlo tipogrtfico 
OnenrattoDe sol prospetto* ,d il 

■ialenia aolaro • . . 
Onervaaìone eolie mieore , *• • 
Otsenraatooe iuUe definiiioni 
Nola sui Cajpii e le JaKune 
Oagrrraiioai calla tavola delle 

OBOolagne e dei fiami 
Oteervaaiooe eolie terre Aotar-' 
licbe, la Melaaesia e la Mi-* 



svili 
XIX 

XX 

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• '«w XXI 



Nola mila dificioDe dell'Ama 

rie» 
Oi eer ^aaio— eolie graodi divi- 

aioai idrograbebe del glolio 
OMervasiooi solle claasifieaaiooi 

del geoero miaao^ accoodo lo 

rosso e le religiooi 
O ase r e aa iooi sulla deooaiaattooo 

di aMoaicliia para o oiodenita 
PttcU «i omiaero gli articoli bo" 

MolMy Mooiofia, prodotti dèi 

ré$mo wtUuraU o elinU 
Dtirimportusa dei finmi 



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XXIII 

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Gli Eleoieotì di Géogrt^ gt- 

ntrale looo nna fera ttofrm- 

Jia secondo i haùui ossiaoo 

regioni idrogrt^lcko XXVl 

Solla loogbessa del cono dei 

fiumi IH 

StWff Rioal^gtio: / M 

Spirg^ioaej <fe^«^ diveraità che 

MÌsl6o6 fra ia* claasificasiooe o 

.l'ah«r^ di pareccbie moola- 

• •^ irgne^llegli Elonunti e qoelle 

. * !d*. 1fUfi mootagoe oel Cosi» 

,, pendii, • • ^ XXTU 

-Svài* <I^si^^.as(oni delle moii> 

. Ji*ént ^>ii^ <^* geologi %xnu 

Sulla clastificasiooe secoodo le 
lioguc; nota mìVjétlonto el« 
nografieo del globo M 

Innoiaaiooi emmeo oltiiaM eai a 

propoele zxn 

Del cantlero progmaifO dello 

geografia U^i 

Sogli articoli geoerali delle eia- 

que parti del moodo XXX 

Sol naodo di oppiosaaM lo stalo 

sociale e morale dei popoli XXXI 

Salla. topografia t lo difficoltà 
che presentala scelta dèi lao' 
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TAVOLA SINOTTICA. 



SopMUNMii tha il iovMttro fare xxxii 

SulU uoivcnità degli Stati-Uoiti 

« degli duti Trantatlantici xxxili 

Prineipii seguili nella deacri- 

aione delle città M 

QuaUBcaaiuoi date ad alcune di 

esM XXXIV 

Delle divisioni ammiaialntive di 

parecchi Stati 3LXXV 

Parchi s'i data una maggior 

estensione ad alcuni di essi ivi 

Sulle tavole statistiche delle cin- 
que parli del mondo xxxvi 

Perchè si riprodussero gli ele- 
menti statistici della Bilancia 
Politica del globo XXXVII 



Molivi che eondinaero l'autore 
a modificare la superficie di 
alcuni Stati dell'Europe ZSXVlii 

Sulla popolaaione delle ciltÀ 

Sbeglio singolare riguardo al* 
cune città del Regno-Unito 

Sulla popolaaione delle città 
fuori d'Europa 

Sulla popolaaione del globo 

Nota su alcune critiche al dm- 
pendio 

So alcuni Stati nuovi • • . 

Protesta dell'autore 

Opere consultate xl.ii 

Scopo di questi dementi XLiii 



XL 

>Vi 
XLI 

• * 



FRlNGÌPli GSNIK&LI. 



GAP» I. Del sistema dell'universo i 

Del sistema solare 2 
Tafola dei principali elementi 

del sistema solare 4 
CAP. II. Della sfera celeste e de' 

suoi cerchii iVi 
CAP. III. Della sfera armillare 9 
del globo terracqueo artificiale 
e dei loro cerchii 6 
GAP* IV. Della figura della Terra, 
delle sue dimensioni e delle 
loogitodioi e latitudini geo- 
grafiche 8 
CAP. V. Delle carte %eft^ehft««% ,* \ 
delle principali S9m#< • l \iO 
Tavola delle prinftij^ti taislil« • 
itinerarie •*• • ^ •* 
CAP. VI. Delle aone, dei clOm I *•• 
astronomici e dei climi "firfcs '«43**. 
Gap» VII. Delle jprincipali é^àà» • ^, 
aiooi geogranche *••' ««2 .*\4«, 
QtMinenti; isole . ^ l Zlm"ÌtU* 
Arcipelaghi y aitole 45 

Penisola ; SHoso <Vi 

Capo ivi 
Montagne; altipiani , . » , ivi 
piceo o prato j vuleano 46 
Valle; pniMU«;«HeMa; altitu- 
dine ivi 
Tavola delle montagli mù alle 

del globo 48 

Sleppo} lande; iwmm; pam- 

pasj ecc» ivi 

, Deserti; oasi ••.... 49 

Foresto iVc 

OtietBo; braccio di mare • . ivi 



» 



Porto, seno, cala o rada 20 
Bassi fondi; scogli; banchi di 
sabbia o di coochiglìe; pesca 

del merluato e delle aringhe iVi 

Maree; correali ivi 
Laghi : dividonsi in quattro 

classi 2 \ 

Caspii; bgmw 22 

Sorgenti; ruscelli; lonenti; ri- 
viere; fiumi ivi 
Foce; delta; cascata , • » ivi 
CanaU; avvallamenti 23 
Tavola comparativa della super- 
• •fioiejidMU avvellamenti e della 
* l n n n\fmaa del corso di alcuni 

•dm i^incìpali fiami del mondo 24 

•Pts^rvaiioni su questa tavola ivi 

•^{igrafia ad avvallamenti • • 25 

'Ac^ue minerali ivi 

•\eol^. . • • ivi 

r^sto: 26 
*]S^^p||Mone di ano Slato; li- 
miti ; popolaaione ecc.; go- 
verno 27 
Camera; parlamento • . • • 28 
Titoli degli Stali i^i 
Sistema federativo ivi 
Fortesaa ; porlo militare ; «ito* 

naie marittimo ; cantiera 29 

Industria; mamfattnre . . • iW 
Commercio; cew p agn it di eom- 

mereio; iera ivi 

Carovana 90 

Scalo; pMlo fraoeo; iàro ivi 

Colonie ivi 

Missioai • . 31 



TAVOLA SINOTTICA. 



VII 



degli Stola 31 

Cilti; borgo ivi 

CooMiat; villaggio 32 

B«llc«sa d*ooa ciìti » , . , M 
Capitalo iVi 

Strado • 33 

Strado forrato Wi 

CiP* Vili. Dallo grandi divisioni 
dal globo y dalla loro tapar- 
6cio o dd Dumoro dai loro 
abitanti 
Tavolo dalla grandi diviaioni 
dal globo in mondi o parti 
di nondo 
Eilanaioao doll'Ocoano • • • 
Sua diviaiooa 
Mari neditarranai 

Golfi . 

Tavola dallo principali diviaioni 

idfografiebo dal globo 
Ofiarvaaiona aa qoaita tavola • 
Ragguaglio dalla auperSaio della 
terra a qnella dei mari • • 
Popolasiooe della terra 
Tavola delle grandi diviiioni del 
globo 
Cap. IX. Idea generale della di« 
■Iribasione geografica degli 
eaaeri fulla auper6cie della 
terra 
Mioeraliy metalli o gemme • ■• 
Regioni vegolali; ragni Biogra- 
faci 

Animali aoofiii • . • • . JW 
Pckì marini 41 



34 



M 
M 
35 
36 

M 
38 

M 

ivi 

39 



40 



InMtlij rettili; uccelli; mammi- 
feri; animali cofmopoliti 41 
Ornitorinco ; renna ; cetacei ecc. 42 
L'uomo ivi 
Gap. X. Delle principali claitiHca- 

tioni dal genera umano 43 
Classificaiione beuta sulle difTe- i 
renao fiaicbo ivi 
Tavola delle varietà della specie 
umana ivi 
Mulatto ; meticcio ; mosliceio ; 
aambo; creolo 44 
ClassificaaioBo basala sulle diflb- 
renao dallo stato sociale ivi 
Popoli iociviliti;popolibarbari; 
popoli selvaggi ivi 
Classiricaaiona basata sullo di- 
versiti delle lingue 45 
Sul vocabolo «oaioao • , » ivi 
Ceppo o famiglia eloografica^ 
dialetto^ lingue 46 
Claasifiessione basata aullo di- 
versità d^ relicioni 47 
Clasmfieaaione dello religioni ivi 

ivi 

. 49 
ivi 



Giudaismo; cristianeaii 

Islamismo 

Bramanisroo 

Buddismo ; relicione di Con- 
fucio; culto degli Spiriti; 
religione del Sìnto; magismo; 
nsnekismo 

Sabeismo; Ibticismo * • • 
Tavola statistica delle principali 

religioni del globo 



50 
ivi 

5i 



filOGRAFU DESCRITTIVA. 

EUROPA. 

Geografia Generale. 



PosisioBO astronomica . . • . 53 

Dimensioni; Coo6oi; Mari e Golfi M 

Stretti; Capi; Penisole 55 

Fiumi; Caspii ; Lagbi o Lagune 56 

Regione dei Lagbi 57 

Isole (lo Spitsberg) 58 

MooUgno 59 
Sistemi eontinoMali intieramente 

ottfopei i9i 
Tavolo dei punti culminaoti dal 

■ielesDo AJpico 64 
Idem del tiÀena Ercinio •Car- 
palo 62 
/dom dei aiitomi insulari del* 
l'Europi 63 



Altipiani ed alle talli 63 

Tavola dei principali altipiani 
dell'Europa 64 

Vulcani • ivi 

Basse valli e pianure : la gran pia- 
nura Sarmato-Russa. 

Deserti I Stoppe o Lande . . . 

Canali. Rati dei primarii canali 
della Francia e dot Regno- 
Unito 

— dell'impero russo: dei regni 
de'Paosi-Bassi; del Belgio o 
dell'impero austriaco 67 

— • della Confedaraiionc Ger« 
manica 68 



65 
ivi 



66 



▼Ili 



TAVOLA SinOTTIGA. 



Canali d'irrigattoae . • . . . 
Strade 

Stnoc frmtc • . • . • • > 
Rete Francese ^ relè Aaetriaca 
Rete G«rinan<HPrttg8Ìana 
Strada ferrata rana da VarsaTta 

ad Oswiecaim 

Rete Belgica ; rete Britannica 
Induflria 

Classificasione degli Stati fecondo 

l'indntlria 
Pacai piò indastrioei . • . . 
Centri principali d'indnttria 
Oaaarvasioni a«dla caccia^ anlla 
pesca, sull'agricoltura, sul 
taglio delle foreste • sullo 
aeavanenlo delle miniere 

Cononercio 

Estensione dal commercio eu- 
ropeo 
Navigaaione a vapore . . . 
Infloeoaa reciproca dell'indu- 
stria e del commer<^o 
CUaaifieaaionedegli Slati secondo 
il commercio 



69 
70 

71 



72 
73 



bri 



74 

75 

ivi 
76 

• • 

ttn 



Centri principali di coi 

«io 77 

Tavola delle principali piaa«« 
commercianti dell'Enropa 78 

Superficie. Popolasione assoluta e 

relativa. Etnografia 79 

Tavola della classificaaione dei 
popoli europei secondo le Un - 
gue tVi 

Religioni 84 

Tavola della clanificaaiooe de> 
gli Stali e de'sovrani secondo 
le religioni 

Governo 

Tavola degli Siali d'Europa se- 
condo i luro governi 
Divisioni dell'Europa .... 
Tavola delle divisioni politiche 
dell'Europa, combinate colle 
grandi divisioni geografiche 
della medesiaM 
Primato dell'Europa sulle altre 
parli del mondo .... 
Le cinque grandi polense 



avi 
83 

84 

85 



86 



87 



Geografia Particolare. 

EUROPA OCCIDBirTALB. 
P a r i 9 Centrale. 



88 



90 



Monarchia Francese .... 

Posiaionn astronomica ; confini ; 
fiumi 

Divisioni amministrative • . . 

Tavola delle divisioni attuali 
regolate per ordine alfabetico 
e paragonate alle antiche, co- 
gli elementi principali della 
topografia e della statistica 

Topografia. Parigi .... 
Regione dell'Est 
Regione del Nord .... 
Regione del Nord-Ovest 
Regione dell'Ovest .... 
Regione del Sud-Ovesl 
Regione del Sud .... 
Regione del Sud-Est 
Isola di Corsica; Aiaccio, 
easa di Napoleone i Bastia 442 

Poaaedi menti 
Coofederaaione Sviasera • • . 

Posiaione astronomica; confini 

Fiumi ; divisioni politiche • • 

Topografia 

Tavola delle città principali e 
dei capilaoghi dei 22 can- 
lopi iVc 



92 
404 
405 
106 

iui 
407 

iVi 
409 
410 



ivi 

• • 
IVI 

ivi 
443 
444 



Cfentone del Ticino; Locarne; 
Lugano; Bellinaona ; pmseo 
dei San^Gotuardo 
Coofederaaione Germanica 

Posiiione astronomica, confini, 

fiumi 
Atto federale ...... 

Capitdile. Divisione politica 
Tavola geografica della Coofede- 
raaione ....... 

Regno di Baviera 

Confii^della parte principale 

Fium^ divisione e topografia 
Regao di Vurlemkerga . . . 

Confini; fiumi; divisione e 

topografia 

Granducato di Baden 

Confini 

Fiumi; divisione e topografia 
Assia elettorale o granducato di 

Assia-CasscI 

Confini ••.•••. 

Fiumi ; divitione e topografia 
Granducato d'Attia-Darmstadt 

Confini; fiumi; divisione e to- 
pografia . « • . • » 
Regno di Sassonia 



445 

446 

ivi 
417 
448 

449 
420 
ivi 
424 
423 

ivi 

ivi 

ivi 

424 

ivi 

ivi 

425 



426 



TAVOLA SINOTTICA. 



IX 



Coofiai^ 6ami; di? isione e lo- 
pograSa 426 

Graoducato dì Mecklembourg- 
Schweria -127 

Potitiooe e paesi ; Bami; di- 
TÌtioae e topograBa wi 

Ragno di Ànnover ; confini . • ivi 
Finmi ; divisione e topografia 428 
Altri Stati 429 

Francfort; Wiesbaden* Weimar; 

Kobnrgo; Gotha ivi 

AltenlKirgo; Sonnenberga; Gera; 
Ànistadt; Pyrmont; Lubecea; 
AnlMirgo ; Brema ; Brun- 
swick; Woirenbottel; Delmold 430 

Impero d*A astria 431 

Poósione astronomica ; confini ; 

6ami ivi 

Divisione e topografia . .432 

Arciducato d'Aaslria. Vienna 433 
Governo di Stina; regno d*]l- 
lirisy Trieste^ navlgatione 
« vapore^ governo del Ti- 
rolo, Trento ; Boveredo ; 
Bollano; regno di Boemia 434 
Governo di Moravia e Silesta; 

regno di Gallizia . • .435 
Regno dIJngberìa 436 

Principato di Transilvania ; 

Confini Militari 438 

Regno di Dalmasia; regno 
Lombardo- Veneto 4 39 

Milano, cattedrale } indù- 
stria, ricchezza ; Monta ^ 
palazzo vice-reale , orto 



hotamicOf basilica; Como, 
lafo; Lodi; Pavia; Cre- 
mona; Mantova^ùapurtonta 
militare ivi 

Brescia ; Bergamo , fiera i 
Veneaia, memorie storiche, 
navigazione a vapore, stra- 
da/errata, Chioggia; Pa- 
dova f bagni d'ebano e 
della Battaglia ; Vicenza ; 
Bassano; Verona, impor^ 
tanza militare, linee del 
Mincio e dell' Jdige; Tre- 
viso; Udine 440 

Possedimenti uri 

Monarchia Prussiana 444 

Posiiione astronomica ; confini ; 

fiumi ivi 

Difisione e topografia. Provin- 
cia di Brandeborgo. Berlino 442 
Provincia di Pomerania ; di 
Silesia ; di Pusea . . .443 

— di Prussia; di Sassonia - 444 

— di Vestfalia; Renana . .445 
Possedimenti 4 46 

Monarchia Neerlandese , o dfi 

Paesi Bassi ivi 

Posiaione astronomica ; confini : 

fiumi ivi 

Divisione e topografia. L'Aia . 447 
Possedimenti 448 

Regno del Belgio 449 

Posisiooe astronomica; confini; 

fiumi; divisione e topografia. 

Brusselles ivi 



Parte Meridionale. 



lulia .151 

Posiaione astronomica ; cunfiui ; 

ssolo ; fiumi ivi 

Divisioni politiche • . .452 

Regno di Sardegna ivi 

Confini; fiumi ivi 

Divisione e topografia. Tortou^ 
Pinerolo; Susa, passo del 
Moneenisio; Cuneo; Mon- 
dovi; SaluBso; Savigliano; 
AlesaMidriayiircren^o;Acqni 453 
Casale; Asti; Ivrea; Biella; 
Aosta j Monte 'Bianco , 
MoMta-Bosap Monte^Cer^ 
tnmo s Novara ; Domodos- 
sola j Vercelli; Chambery; 
Aix; Annecy; IVissa; San- 
Hemo; Genova, importanza 
dalia tua marineria mer» 
camtUe 454 



Coltri ; Savona ; Varazze ; 
Movi; Chiavari, Lavagna; 
Spezia, golfo della Spezia; 
Cagliari; Sassari; Alghero, 
pesca del corallo ; Tem» 
pio 

Ducato di Parma 

Confini; fiumi; divisione e to- 
pografia. Parma .... 
Piacensa 
Ducato di Modena .... 
Confini; fiumi; divisione e to- 
pografia. ModoBs; Reggio; 
Carrara 

Ducato di Lucca 

Confini ; finmi 

Divisione e topografia • . . 
Lucca, bagni di Lucca; Via- 
reggio 
Principato di Monaco . . • 



455 
ivi 

ivi 
456 

« • 

tvt 



ivi 

un 

ivi 

457 

ivi 
Ufi 



TAVOLA SINOTTICA. 



CodIìbì c topogrt6«. MoMcoj 
Ifeotone 457 

AepaU>Hc« 4i San ICariao . . ivi 

Gonfiai e topografia; San Ma- 
rino tVt 
Granducato di Toicana • . . iVc 

Confini; finmi i»fi 

Divisione e topografia; Fi- 
renae; Prato; Piatoia; Voi- 
tcrra^ sorgenti tdlatef cmf* 

4 td'tdabastrOf lagomii Piaa, 
•primto comgreuo dal a^fu- 
rtditti italiwù, hagmi sul" 
fur^ g Livorno , porto 
franco 458 

ìfmàgo^oiu m vmport; Por» 
to-Fcrraio, wUmìorm di «•- 
immiiOf wdMÌ€re di ferrOf 
*of giorno d» Nopoioomeg 
Siana; Arasao 459 

Stalo della Ckieaa ita 

Confini; fiuni ivi 

Diriiiono e topografia. Roana, 
tempio di Som Pietro f prò* 
pagando^ umieertità, roù' 
densa d^ «onimo pont^tcej 
Civilavecchiayporto-/r«ncoy 
mimiero di Toifm; Viterbo; 
Perugia; Urbino; Pesaro; 
Sinigagliay >B«ra; Forlì; 
Rimini; Ravenna 460 

Cervia, salirne} Faenaa; Fer- 
rara, ponte di Lagosemrof 
Comaccbioy sàUnes Bolo- 
gna, università; Ancona; 
lesi ; Loreto , santuario ; 
Macerala; Fermo; Bene> 

vento « 464 

Regno delle Due Sicilie ivi 



Confini; fiumi 464 

Divisione e topografia. Napoli, 
basOieOt uavigaùone ava- 
porey dolcezza del clima, 
dmMlà deUa popola^ma 
nel territorio , Pompei , 
EreolanOf f^esu*no, strade 
di /erro g Caalellamare, or- 
senale § Caserta , palazzo ; 
Capna ; Géela ; Salerno ; 
Avellioo 462 

Campo Baaso^ importanza 
commerciale e strategica g 
Aquila; Chieti; Fo^ia; 
Barletta, saline g Lecce; 
Gallipoli ; Taranto, saline, 
radag Coaaaaa; Reggio; 
Palermo; Messina, impor- 
tanza strategica, commar' 
cialCf nmvigaziome a sw- 
poreg Catania, Etna 463 

Caltsnisetla, miniere di zol' 
fog Modica; Siracusa; Gir- 
genti, miniere di zolfo y 
rovine g Trtfud, saline 464 
Penisola Ispanica. • • • , , ivi 
Monarchia Portoghese ivi 

Posiaione astronomica; confini; 
fiumi ivi 

Divisione e top^rafia. Li- 
sbona • 465 

Posaedimenli 466 

Monarchia Spagnuola ... ivi 

Posiaiooe astronomica; confini^ 
fiumi ivi 

Divisione e topografia. Madrid 467 

Possedimeoti 4/0 

Repubblica d'Andorra , 474 

Posiaione, fiumi e top<^rafia 



Parte Settentrionale» 



Monarchia Danese 4 74 

Posiaione astronomica ; confini ; 
fiumi ; divisione e topografia, 
Copenhaghen ivi 

Possedimenti 473 

Monarchia Sredo-Norvegica ivi 

Posiaione astronomica ; confini ; 

finmi ivi 

DivtsMNH amministrative; fopo- 
grafia e città capitale 4 74 



Regno di Sresia .... 
Regno di Norvegia 
Monarchia Ingleae . ^ . . 
Posiaione astronomica; confini 
Fiumi; divisione e topografia 
Regno d'Inghilterra. Londra 
Principato di Galles ... • 
Regno di Scosìa 
Regno d'Irlanda • . • • 
PomadimcBli . 



Imparo di RiMsia 



EUROPA OBIENTALB. 

. . 484 



ivi 



Confini; finmi • • ; , , 485 
Diviaione e tapngrafia 487 



Ruaaìa Baltica. Pielrohargo< 
Rossu Grande 
Rnsaia Pìccola • . • • , 
Russia Meridionale 



it^i 



474 

476 

ivi 

ivi 

477 

478 

482 

ivi 

483 

484 



48S 

489 
494 
492 



TAVOLA SINOTTICA. 



XI 



Rossia Orientale 493 

Regione Caucasea 494 

RuMÌa Oceidenlale . • • .195 
Regno di Polooia 196 

Repubblica di Cracovia . . • .497 
Confini • fiumi; topografia. Cra- 
covia ivi 
Pcniaola Orientale •««••>>! 
Poaisione astrowmiica ; confinì iV£ 
Fiomi . • ..•••• 498 
Divisioni politiche 499 
Impero Ottomano . • • • . iVI 
Confini M 
Finmi ; divisione e topografia. 
Costantinopoli 200 
Possedimenti ..••■• 205 
Principato di Servia ivi 
Connni; fiumi; divisione e to- 
pografia ivi 
Principato di Valacchia » m » ivi 
Confini; fiumi ivi 
Divisione e topografia . • . 206 
Principato di Moldavia ivi 
Confini; fiumi; divisione e to- 
pografia ivi 
R«gno di Grecia. . • • • . 207 
Confini: fiumi; divisione e to» 
pografia. Atene ivi 



Repubblica delle isole Ionie 209 

Posiaione ivi 

Divisione e topografia 240 

Tavola statistica deirEuropa . . ivi 
Osservaaiotti su questa tavola 244 
Tavola comparativa della super- 
ficie delle grandi divisioni del 
globo e de* suoi Stati più 
vasti ivi 

Consideraaioni su questa tavola 245 
Tavola comparativa della popo- 
laaione assoluta delle grandi 
divisioni del globo e de' suoi 
Stati principali 216 

Osservaaioni solla popolasione 

relativa 247 

Consideraaioni suU* importansa 

relativa degli Stati 248 

Imporlanaa degli Stati rispetto 

ai possedimenti coloniali 249 

Idem rispetto alla marineria 

mercantile e militare iV* 

Importanaa di parecchi piccoli 

Stati sotto altri aspeui 220 

Delle potense preponderanti del- 
l'antichità, del medio evo e 
prima della rivolnaione del 
1789 221 



ASIA. 

Geografia Generale. 



Posiaione astronomica; Dimensioai; 

Confini ; Mari 223 

SlretH, Capi 225 

Peniao^e, Fiomi ....... 226 

Osaervaaiooi sol Kiang, sol Se- 

lledj e snll'Eolirate 227 

Caspii •••..«.•• iVt 

Oeeervaaioni sul mar Morto 228 

Idem sul Caspio di Van . . 229 

Laghi e lagone ivi 

Isole ivi 

Montagne 230 

Estensione e alteasa immensa 

deU'Imalaya 234 

Tavola dei punti enlmineoti dei 
sistemi deU'Asia ' 232 

Altipiani ed alte valli .... 233 
Tavola dell'allitndinedei princi- 
pali altipiani dell'Asia . . ivi 
Vulcani 234 

Ptaanre e basse valli; abbassa- 
menti; deserti e steppe 235 

CMiali; strade .236 

ledustri a 237 



Classificasione degli Stali asiatici 
secondo l'industria . . • 237 
Commercio 239 

Classificasione degli Stati asiatici 
secondo il commercio ivi 

Tavola de'grandi eentri del com- 
mercio asiatico 243 

Aprimenlo delle antiche strade 

commerciali tra l' Europa e 

l'Asia; navigaaione a va- 

poroy ecc. 244 

Superficie; popolasione . • • • 245 

Etnografia 246 

Tavola delta classificasione de* 
popoli dell'Asia secondo le 
lingue ivi 

I Giudei, gli Arabi, gli Armeni, 
i Guebriy i Tadiik o Per* 
siani, ecc. ivi 

I Seik, i Bengalesi, i Maharatti, 
i Tibetani, i Cinesi, ecc. 247 

I Giapponesi, i Tongnsi, • Moo- 
goliy i Torchi 248 

Osservaaioni sui Tartari 249 



XII 



TAVOLA SINOTTICA. 



Earopei «Ubilili ucU'Ajia . . 249 
Ouerratiooe ralla lingua franca ic/ 
Religioni 250 

Tavola 4eUa clatsificaxione (i«gli 
Stali tecondo le religioni 



ivt. 



Governo • . . 254 

m~~ feodalc presso alcuni po- 
poli 252 

Teocnsia 253 

Divisione dell'Asia . . . . > xVc 



Alia Ottomana 

Poeiaione astronomica ; confini ; 

6nmi 
Divisione e topografia. Asia Mi- 
nore 
▲nnenia e Knrdislan .... 
Mesopolamia ; Irak-Araby ; Si- 
ria, Ttrrmsanta 

Arabia Ottomana 

Arabia 
Poeiaione astronomica ; confini ; 

fiomi 
Divisione e topografia. Yemen; 
El'Oman; El-Haca . . . 
El-Ked)d 

Regione Persica 

Regno di Persia o d'Iran 
Poeiaione astronomica; con- 
fini 
Fiami; divisione e topografia. 
Teheran 

Regno di Herat 

Poeiaione astronomica; confini; 

finmi 
Difisione e topografia . . . 
Regno di Kabal o deUa Persia 
Orientale 

Poeiaione astronomica; con- 
fini; fiomi; divisione e to- 
pografia 
Le gole più importanti dell'Asia 
Coalederaiione dei Belnsci . . 
Poeiaione astronomica ; con- 
fini ; fiami ; divisione e to- 
pografia 

Tnrkeslan 

Posisione astronomica ; eoafioi ; 

fiomi 
Difisione e topografia • . . 
Hndia 

Poeiaione astronomica ; confini ; 

fiumi 
Divieiooi; tavola delle divisioni 

geografiche dell'India 
Tavola delle divisioni politiche 

deU'Iadia 
Impero Anglo-Indiano . . . 
Poesedimeoti imoBediali. Pra« 
sidenaa di Calcutta • • . 
Prestdean d'Agra 



Geografia Particolare. 

. ... 254 



• • 

256 

257 
260 

• • 

wt 

264 
262 

• • 

ivi 

263 
264 

• ■ 

265 

tvt 



9 • 

un 

266 

ivi 



tvt 
267 

i¥l 

268 

• • 



ivi 

270 

274 
ivi 

272 

273 



Presidcnta di Madras; presi- 

denaa di Bombay 
Poesedimenli mediati. Re|(no 
d'Audh; regno del Dekkaa 
o del Ifidsam; r^no di 
Nagpar; altri regni o prin- 
cipati ....... 

Regno di Sindhia 

Confini; fiumi; topografia 
Regno di Labore o aei Seik 
Confini; fiumi; topografia . 
Regno del Nepal 

Confini; fiumi; topografia . . 
Regno delle Maldive 
India Transgangetica .... 

Posisione astronomica; confini 

Fiumi 

Divisioni politiche .... 

Impero Birmano 

Confini; divisione e topografia 

» Regno di Siam 

Confini; divisione e topografia 
Malacca indipendente 

Regno Annamito 

Confini; divisione e topografia 
Impero Cinese 
Posisione astronomica . • . 
Confini; fiumi 

Divisione e top4^rafia • . . 
Cina propriamente detta. Pe- 

king 
La gran murmgiia • . • . 
La gran pianura della Cina « 
Paese dei Mansciò; Tibet 
Btttan ; Thian-cban-naii*ltt e 
Thian-chan-peOu ; regno di 
Corea; itole 

Impero Giapponese 

Posisione astronomica; confini; 
fiumi; divisione e topografia. 

Tedo 

▲sia Russa 
Posisione astronomica; confini 
Fiumi; divisiono e topografin 

Asia Portoghese 

Divisione e topografia 

Asia Francese • 

Divi«ione e topografia 

Asia Danese 

Asia IngleK 



274 



275 

277 

ivi 

ivi 

278 
279 

ivi 
ufi 
hn 
ivi 
280 
281 



un 

282 

ivi 

ivi 

283 

ivi 

ivt 

ivi 

284 

285 



287 
288 

ifn 



289 
290 



tvt 

29« 

ivi 

297 
294 

ivi 

295 

ivi 

ivi 

ivi 



TAVOLA MNOTTIOA. 



XIII 



OtMrraiioui preliminari miU» Ts« 

«eU •tiliitiea dtl l'Atta . . 295 
Tawola saiiflica d«U'A«ia 297 

TaroU comparalira dei patti 



più popelat) dall'Aliia parafo* 
oali ai più popolati d'Europa 29H 
Owarvatioai lai patii più «popo- 
lali dall'^tia 299 



AFRICA. 

Geografia Generala. 



PoMaMmt aitrooomiea ; Diinen- 

lioni; Confini; Mari .300 

Slratti; Capi; Ptniaole; Fiumi . 301 
CaaaJi 302 

Laghi a Laguna < 303 

Caapii; laola 304 

Moaiagna 30r> 

Tavola dai punti eulmioanli dai 
aialami dall'Africa 306 

Altipiani 9d alla valli .... iV/ 
Tavola dall'altitudina dei prin- 
cipali altipiani africani • . 3^7 
Vulcani iVi 

Pianura a basta valli , datarli , 

firada 308 

ladaatria 309 

ComnMreio . • 3iO 

1 popoli più comnareiaoti 3< i 

CiUà più eoromareianti , , , M 
TralU dagli aclliavi 312 

Paaca 313 

Popoli natigatori M 

Mooal 3M 

Suparfleia; popolaaione; atnograSa 31 T» 
Tavola della clatiifieaaiona dai 



fiopoli dell'Afri» tecondo la 
ingua 315 

1 Copti : i Nttba ; i Kanù ; gli 

Ababdeci ad i Sceluecbi i^'i 

1 Dinakaj i Berberi ; i Taarik ; 
i Mandioghi; gli Hauaaa; i 
Krua; gli Aicianli 315 

T Dagumba; gli Ardrabi i Molua; 

1;li Ottantoti o Boajemaoni, 
oro aatramo abbrutimento; i 
Macttai; i Galla 317 

I Muaiipboiy loro irruaioni; gli 

Abiiaini; i Madeeaaai; i Fulab 31 8 

Europei a loro diicaodenli abi< 

tanti nell'Africa . . . .319 

Raligiona M 

Peticiamo a la sue orribili tu- 

paratiaioni ivi 

Islamismo M 

Incivilimento dovuto ai missìo- 

narii musulmani. Prograssi 

del cristianesimo 321 

Governo. Feodaliimo e oligarchia 322 

Governo costituiionale 323 

Divisione 324 



Gaografla Particolare. 



Regione dal Nilo 325 

Poaiaiooa astronomica ; confini ; 

iarni , » , M 

Abisaiaia 326 
<:oolrada dal Sud-ove^l; Nubia, 

Bhtmmhol 328 

Egitle 329 
Bgillo propriamaola detto ; /« 

Pìwmmiàl ivi 

Soea ) aot^i^oa/ane « vnpor* . 330 

Dipaadenaa politiche 331 

Rogieaa del Maghreb .... ivi 

Foaiaioua aslrooomica ; confini ; 

ioBii ivi 
Diviaiona o topografia . . .332 

Maf bfth a Barbaria 333 

MMhrab Ottomano | Maghrah 

raacoM o Àlgaria ivi 

Tavola daUf divisioni militari 

4aU'Alferia ; topografia 334 



Maghreb indipendente ( im- 

Jpero di Marocco) 335 

ulaerid a Sahara . • . 336 
Tavola del Sahara ivi 

Nigriaia o Regione dei Negri . . 337 
Poataiona astronomica ; confini ; 

fiumi ivi 

Divisione ....... 338 

Nigriaia Centrala (Sudan a parte 

della Guinea) 339 

Nigriaia Occidentale (Sanegam* 

bia) , . 340 

Nigriaia Marittima (Guinea) 341 

Nigriaia Meridionale (Congo) 342 

Ragiona dall'Africa Anatrala . . 343 

Posiaiona astronomica ; confini ; 

fiumi ivi 

Divisione 344 

Il Capo; Filippopolij Kurri* 
lahana 349 



XIV 



TAVOLA SINOTTICA. 



Ragione dell' Afrìta Ori«ola!e 346 

Pofitùme attronomica ; 6oa6oi j 

ISomì; difirione M 

Parte contincnlale • • . . • 347 
Parte interna; Mononotapa tV/ 

Parte narìttìma; Moxambico . iV£ 
Zaniibar, Berbera .... 348 
Parte iainlare i^i 

Arcipelago di Madagascar (Ta- 
nanariva; Maaangaye) 349 

Possedimenti delle potense stra- 
niere • ...« ••• ttn 



Africa Ottomana M9 

Africa Portoghese 350 

Africa Inglese 354 

Sanf Elena vW 

Africa Francese - 362 

Africa Spagnnola , i , . . 353 
Africa Ncerlandese, Danese, An- 
glo-Americana ed Araba 354 
Osservasioni preliminari sulla Ta- 
vola autistica dell'Africa 355 
Tavola statistica dell'Africa • . 356 



AMEEICA. 

Geografia Generale. 



Posiaione astronomica, Confini, Di- 
mensioni, Ilari e Golfi 357 

Pesca della balena 358 

Stretti 359 

Capi 360 

Penisole 364 

Fiumi 362 

Laghi e Lagone 365 

Il mare del Canada .... 366 
Progetto d'incanalamento tra- 
verso il lago di Nicaragua ^ wi 
Il preteso mare Bianco . . . 367 
Lagune. Iroportansa strategica e 
commerciale delle lagune del- 
l'Unione ivi 

Caspii ivi 

11 Tittcaca, ecc. 368 

Isole ivi 

Terre artiche orientali 370 

Terre artiche occidentali (il polo 
magnetico boreale) 374 

Montagne ivi 

Tavola dei ponti culminanti dei 
sistemi del Nnovo«Mondo 372 
Altipiani ed alte valli .... 373 
Tavola dei principali altipiani 
del Nuovo-Mondo 374 

Vulcani 375 

Pianure e basse valli 376 

Immensa estensione della pia- 
nura Miasissipi-Mackensic^ e 
di quella dell' Amatone ivi 

Deserti e soUtndini 377 

Canali 378 

Canale a traverso l'istmo di Pa- 
nama 379 
Strade. Due strade meravigliose 
esistenti prima della scoperta 
di questo conitnente • . . 380 
Strade ferrate 381 



Rete immensa dell'Unione . . .381 

Strade ferrale del CaMdà e del- 
l*isoU di Cuba 3S3 

Strade ferrate dd Brasile • . ivi 
Industria '384 

— presso gl'indigeni . • 1 , iW 

Progressi dell'industria nell'U' 
dione .385 

Città più industri del Numo- 
Mondo ; agrieoltora ' 

Scavamento de'mclalli preaiosi. 
Monete di sapone 387 

Commercio ••..«•. ufi 

Importansa deUa i 
cantile dell'Unione 

Grande aumento del comasereio 
del Hnovo-Mondo 389 

Navigasione a vapore . . • 390 

I suoi centri principali 391 

Esporlaaioni ed importasioni ** 
principali , 392 

Principali piasse commerciaeti 
marittime dell'interno ' ivi 

Superficie ' . 393 

Popolaaione; Etnografia 394 

Tavola della popolaaione del- 
l'America secondo la varietà 
delle raaae ivi 

Osservatione sogli schiavi negri 
importali 395 

Tavola del classificamcnio dei 
popoli d'America secondo le 
lingue ivi 

I Patagoni, ecc ivi 

Gli Araucanij • Pemviani; i 
Guarani ; i Bolecudos ; i Gn- 
rihi; i Gnaraanos 396 

I Guaypuoahi, i Qnichi ; i Mes- 
sicani 397 

l Camieci ...... . 398 



TAVOLA SINOTTICA. 



X.V 



I Tetroklf gli Uronì^ gli Algon- 
chini 399 

1 Kolntciy i Kfganicfl, gli Cichi- 
mali 400 

Slraaicri slibiliii in America 401 
Rdtgioae iV/ 

Chieta Cattolica ; tooi progressi tVi 

Chiesa Episcopale o Àogiicaos ; 
Pred»ileriaoa; Riformala; La- 
teraaa tVt 



Metodisti ; Quaccheri ; BiHisti ; 

chiesa areca Ortodossa 402 

Osserrasioni tni missionarii delle 

diverse Chiese M 

Giodaiamo* Feticismo e aae or- 
rìbili saperstisiooi M 
Botato o tromba saera . . . M 
Governo 405 
Ofliervasioni sai nuovi Stali 406 
Divisione é 407 



Oeogr*fift Particolare. 



408 



1/Uoione o gli Stati -Uoiti 

Pofistoae astronomica ; Confini ; 
Fiumi 
Tavola delle graodi divisioni 
geografiche coordioate colle 
preseoti divisioni politiche 

Città capitale ; Topografia . . . 

Utstretlo federale; Stato del Maioe; 
del Nuovo-Hampshire; di 
Vermont; di Massachusetts 

Slato di Rbode-lslaod; di Coone- 
clicnt; di Nuova -York 

Stato di Nnova-Jeriry; di Pensil- 
vania; di Dclaware; del Ma- 
ryland 

Stato di Virginia; della Carolina 
Sellcntrìooale, Meridionale e 
della Georgia 

Terrìtorio della Florida; Slato d'A- 
labama; del Missisfipi: diLui- 
giana; d'Indiani; d'iflinois 

Stalo di Misturi; di Tennessee; 
di Kentucky; dell'Ohio; del 
Michigan; Territorio dell'Ui- 
seonsin 

Territorio di lowa; Sialo d'Ar- 
kansas 418 

Osservasioni sai distretti non an- 
cora ordinali (organisaati) « 
aopmttnlto sul maggiore, l'O- 
regon M 
Possedimenli e colonie . . . iV£ 

Repubblica del Teias iVi 
Poaisione astronomica . • # tV/ 
Confai; fiumi; divisione e topo- 
grafia 4t9 

Repabblica Messicana M 

Pofisione astronomica ; confini ; 

fiumi M 

Diviaioae e topografin 421 

Messico ; la zeecttf ecc. • • . tVi 
1 Ptme0rM tU Ore e le Mùsioni 423 
T.e Piramidi, il vulcano Vopoea» 
tepetl, le rodine di Cuihuaean 
eà'tirmal 424 



iVt 



4<< 
412 



wt 



413 



414 



415 



416 



417 



Bepubbliche delI'America-Centrale 424 
Posiaione astronomica ; confidi ; 

fiumi ivi 

Divisione e topografia . . . 425 
Repubblica di Guatemala itfi 

La colonia Belgica di San Tom- 
maso: la repubblica di San 
Salvador; di Honduras; di 
Nicaràgua; di Costa-Rica 426 

Repubbliche Colombiane • • • m 
Posiaione astronomica ; confini ivi 

Fiumi 427 

Divisione 428 

Repubblica della Nuova Gra- 
nata (fi 
Confini ; divisione e topografia ivi 
I dintorni di Santa Fé di Bo- 
gota ; 1 ponti naturati' ca- 
scata di Tequcndama . . iVj 
Repubblica dell'E<]ualore 429 
Q>nfini ; divisione e topografia iVi 
1 dintorni di Quito e i suoi 

vulcani ifl 

Le foreste di quinquiua 430 

Repubblica di Venesuela . . ivi 
Confini ; divisione e topografia iV< 
I dintorni di Caracas; la co- 
lonia di Tovar tVi 
Repubbliche Peruviane . . . 431 
Rppiabbliea del Perù i¥i 
Posiaione astronomica; confini; 
fiumi 431 
Divisione e topografia • . . 432 
Fortezze degli antichi Pam» 
¥iani ivi 
Repubblica di Bolivia • . • 433 
Posiaione astronomica; confini; 
fiumi; divisiona e topografia tA 
La Paz e le pia aite cime del 

Nuovo -Mondo 434 

Potasi e le sue ricche miniata 

d'argento iVt 

Repubblica del Chili . . • • iVi 

Posiaione astronomica ; confini ; 

fiumi iVt 



XVI 



TAVOLA .SINOTTICA. 



DiviiioM t to|)<i|rftfi«« Sanliago. 
Yttkaoo d'Àcopcagua . • . 435 
1ltf|iubblica del Paraguay 436 

Poaiaione ailrooooùca ; confioi ; 
filini i di? iaiooe • topografia. 
AaoDcioD iV( 

Coifedcraaiooa del Rio della Piata ivi 

Poaiaione astronomica tW 

Confioi; fiumi; divisione e topo- 
grafia 437 

Buenoa-Ayres 438 

1 Gauebos ivi 

Umbbliea Orientale dell'Urogoay 439 

Poaiaione aatronomica; confini; 
fiumi ; divisione e topografia. 



ivt 
440 



441 
443 

i*^i 
444 

• • 

445 
446 

■ • 



IVI 

• • 

447 

ivi 
448 



Montevidfo 
Impero del Brasile 

Poaiaione aaironomica ; confini ; 

fiumi 
Divisione e topografia. Rio Ja« 
nèiro e suoi dintorni . • . 
Repubblica d'Haiti 

Poaiaione astronomica ; confini ; 
fiumi; divisione e topografia . 
Porl-au-Prince 
America indigena indipendente 
Poaiaione astronomica ; confini ; 
fiumi ; divisione e topografia 
Colonia sullo stretto Magellanico 
America Danese 

Posiaiooe astronomica ; confini ; 

fiumi ; divisione e topografia 
Tavola delle regioni Boreali • 
America Inglese 

Posiaiooe astronomica; confini . 
Fiumi 

Iroporiansa dell'Araerica Inglese 
del Nord 452 



♦ V 



Vt 



Iroportanta strategica dtUe An- 

lille Inglesi 45") 

Importanaa strategica delle Ber- 
mude 

America Russa 

Posisione astronomica 
Confioi; fiumi; divisione e topo- 
grafia ....••.• 454 
America Francese 455 

Posisione astronomica ; confini ; 

fiumi ; divisione e topografia iVi 
Tavola delle divisioni geografiche 

e amministrative. Caienna 456 
Importanaa agricola e commer- 
ciale della Guiana itfi 
Progetto di eoloniaaaàiono Ter- 
naux-Compans, ecc. 457 
America Meerlandese .... 45ii 
Poaiaione astronomica ; confini ; 
fiumi ; divisione e topografia in' 
America Spagnuola 459 
Poaiaione astronomica ; confini ; 

fiumi ; divisione e topografia ii*/ 
L'Avana 160 

Importanaa agricola^ commer- 
ciale e strategica dell'isola di 
Cuba e di Porto-Rico ivi 

America Svedese 46 1 

Tavola statistica delle Due Ami>- 

ricbe l'^'i 

Osservaaiooì sulle superficie e le 
popolaaiooi 462 

Tavola statistica 463 

Paragone tra parecchi Stati del- 
l' Unione e certi Slati d'Eu- 
ropa 465 
Sguardo sull'avvenire delle Due 
Americhe 466 



OCEANIA. 



Geografia Generale. 



Posisione astronomica; Confini; Di- 
mensioni 467 

Mari e Golfi 468 

Stretti ; Capi ; Penisole 469 

Piami 470 

Laghi • La)(ttne 471 

Caspii ; Isole ; Montagne . . . 472 
Tavola dei punti eulminaoti del- 
l'Oceania 473 
Altipiani e alte valli .... 474 
Vulcani; Pianure e basse valli; De- 
serti 475 
Canali ; atradi ; strada ferrale . . 476 
Industria iV{ 



Osservasione sul telaio • • . 477 
Disposisionc alla scoltura; Sere- 

aiamcnto dei corpi (tatomage) ut 
Commercio; nasiooi commercianli 

indigene 478 

Popoli navigjitori; le piroghe, i 

Korokoros, ecc. 47 ^^ 

Pirati 480 

Progressi del eommeroio uoU'O- 

ceanta loclote 48 f 

Progreasi del commercio ooll'O* 

ceania Naerlaadese • • . i»'< 
Tavola delle otporlaaioni dell'i* 

sola di Giava 482 



TAVOLA SINOTTICA. 



XVK 



Nafigatione a vapore . . . 482 
Commercio degli schiavi ii>i 

Priacipali articoli d'csporlaaioae 
e d'importaaione aell'Ocea- 

483 






Piaaao commareiali di maggior 
rilievo nell'Oceania 
Snpef6eie; Popolaaiooe • . . 484 
EtaograSa iVi 

Tavola del ctatsiGcamento dei 
popoli dell'Oceania secondo 
leìiogne 485 

Caraltere generale della raasa 

Ifalosiana; i Malesi ivi 

I Giavanesi; i Batlas, ecc. . . iVi 
Caratteri generali della raaaa 
Negra Oceanica 486 

Religioni 487 

uramiamo ivi 

Criatiancsimo 488 



Successi dei missionarii 488 

Buddismo ; bramanismo ; poli- 
teisaao; sakeismo; panteismo; . -' 
religione dei Battas , 489 

Gli auguri; la Triniti^ de» Poli* 

nesiani; Iradiaioni bibliche 490 
Potere dei preti fra i Polioe* 

siani 494 

Gli Atua o uomini-dei; sscriBiii 
umani 492 

Governo • . . iVi 

Oligarchia; feudalismo ivi 

Be elettivi 49.) 

Teocrasia 494 

Tabà 495 

Divisione ........ 49t> 

Osservaaione sulle nuove divi- 
sioni proposte da alcuni geo- 
gra6, e sulle terre Antarti- 
che ivi 



Geografia Particolare. 

Malesia od Ocbaitia Occidbvtale* 



Oceania Occidentale o Malesia . 49S 

Posiaiooe astronomica ivi 
Divistone; Gruppo di Sumatrs; 

Rioaw ivi 

Grappo di Giava 499 

Importania di Giava e dei pos- 
sedimenti Heerlandesi ivi 
Arcipelago di Sumbava • Timor 500 
Arcipelago delle Molucche 501 
C.roppo di Celebe 502 

ÀUSTKALIA od Oc 

Poaisione astronomica ; divisione 506 
Aostralia o Continente australe ivi 

Divisione ivi 

Nnova Galles del Sud; Sidney; 
dipeodcnse geograBcbe; grup- 
po della Diemenia .... 507 
Impofftenaa dell'Australia 508 

Grappe della Papuasia .... ivi 

POLIVBSIA od OCP. 

Posiaiooe astronomica ; Divisione 513 

Arcipelago Munin-Vulcanico ivi 

-» delle Marianna; di Palaos 514 

— delle Garohoe 51 5 

— Centrale; di Viti . . .516 

— di Tooga ; di Oua-Horn 51 7 

— di Samoa (di Bougainville); 

TsmilB AVTARTXCHB od O 

Trrre antartiche 524 

Tftn di Luigi Filippo; di Palmer; 
«irlla Trinità ; ai Graham ; di 



Gruppo di BorniM» ..... 502 
Arcipelago delle Filippine 503 
Manilla. Popolasioni indipen- 
denti nell'interno di Lu^on 504 

Mindanao ivi 

Arcipelago di Sulù 505 

Osservazione sul regno di Solù ivi 
Imporfansa dell'arcipelago delle 
Filippine 



II'» 



P.ANIA Cektralb. 

Arcipelago della Nuova-Bretagna 509 
Arcipelago di Salomone; di la 

P^rouse 510 

Arcipelago di Quiros; gruppi della 

Nuova-Caledoaia ; di Iforfolk 511 

Gruppo della Tasmania 512 

Importansa della Tasmania . .513 

AifiA Orientale. 

gruppo di Kermadee; arci- 

S elago di Gook 518 

ago di Tubuai; di Tahiti 519 
~ Porootù (isole Basse) 520 

^ di Meodana (delle Marchesi) 521 

— di Hawaii 522 

Sporadi 523 

ceania Circonpolarb. 

Alessandro; Nuove Orcadi; Shet- 
land australe; isola Pietro I . 525 
Sporadi antartiche ivi 



XVIII 



TAVOLA SINOTTICA. 



POSSfcDIMBKTl DIGLI EUROPEI NBL L'OCRA RIA. 

Oceania JfttAwaètw ; Spagmiola } IngleM ; Portoghese ; Fraoceae . . • 526 

Tavola statistica dbll*Ocbaria. 
527 



OnertaiioBe lolIa soperBcie 
Otaerrasione lalle popolasiosi 
Tavola statistica delle principali 



poleBce dell'Oceania 529 

CoDsiderasioDÌ geaerali tall'Oeea- 

«ria ivi 



APPENDICE. 

I. Odvragbs de l'Aotevr. 



Obse'rvatiods préiiminatt'es 



>3f 



Tableau ebronologique des ouvrages 532 

11. BBS ÉLÉHEIIS JUCBS. 



Remarque importaotr. 
D^Iaratioo 



534 

535 



Coosideratiooi indispensablcs . • 536 
Critiqae de l'Annuaire et réfuta- 

tion ih. 

JugemeDt de Malle-Bvoo sur l'Atlas 

Éibnographiqae 541 

JugemeDs prononcés snr Ics Élé- 

n«DS 542 

CooditioBs iadispeosablrs pour la 
, crìtiqne seieolifique 543 

A quoi ae réduit la crilique de 

l*Aniiaaire 544 

D^elaration ib» 

ladieations ttliles et cooscils au cri- 
lique de l*Aanuaire 545 



Erreurs 545 

Cooseils 54(S 

Oaissions gravcs dans la géogra- 

pbie poUtique de l'AnDQaire 547 
Errears et omissioas de 1* Aonuaire 
daas l'Examen dea livrea de 
géographie et de f oyages pnbliéf 
dans l'annue 548 

Erreurs dans le tableau des bau- 
teurs des priocipales mootagoea 

du globe 549 

Conseils 550 

D&laratioo. Fansses propositious 
du directeur de l'Annuaire 551 



INTRODUZIONE 



Fumnip IttnganMnte perptosii m avremmo dovuto ht preoodero 
un'iotroduiioBo a quoito libro tutto eiomantare; ma per lieve ohe 
ne eia la mole, peneammo esaer d'uopo, a renderne Tuao più 
agevole , e per T utile della leienaa , ohe si dioeaie alcunché 
del iuo disegno e delle fonti dalle quali attingemmo, e preoi- 
puamente di accennare le apparenti contraddiiioni che presenti 
a Aronte del nostro Compendio di Gbograpià, circa non pochi punti 
di geografia fisica e politica di non lieve importania* 

Un trattato elementare di Geografia Moderna essendo la descri- 
zione oonpendiata della superficie delta terra nell'attuale suo statOì 
ii geognib iUlir^he il precipuo suo scopo se descrivendola non 
la considerasse che sotto un solo speciale punto di vista, per im* 
portento oh' ei fosse. Non basterà dunque or dare ampie noiiont 
aslronQmiche o fisiche, ora cenni d'istoria naturale o di geologia, 
eoo minuti ragguagli circa la configurazione della terra, la diatri- 
builotte de' continenti, dei mari ; la diresione delle sue catene di 
menti, il corso de' suoi flomi ecc. eoe., limitandosi ad aggiungere 
come parto secondaria l'arida indicaiione delle città e dei luoghi 
più ragguardevoli, secondo le divisioni amministrative dei vari! 
^ti, qualche volta omettendole aflìstto. 



XVIII INTKODLZIONE. 

Questo lavoro non presenterà nemmeno una Geografia Moderna 
Elementare %' egli descrìve la Terra come non essendo abitata che 
da una sola nazione, facendo astrazione de' suoi scompartimenti 
politici attuali, e indicando a norma de' grandi bacini oceanici, 
e dietro i bacini minori formati da mari, da laghi e da fiumi, le 
località le più rìmarchevoti. 

Finalmente non sarà peranco una Geografia Generale Elementare, 
se ommettendo affatto le grandi divisioni naturali, egli non of- 
frisse che le divisioni politiche attuali nei loro più minuti parti- 
colari, senza curar quelle che le precedettero e che potrebbero 
chiamarsi storiche. La geografia è una scienza di fatti e non di 
speculazione; è duopo dunque limitarsi a descrivere i principali 
tratti che offire la Terra neH'attuale suo stato, senza riandarne le 
cause, e senza voler spiegare la configurazione dei continenti, 
l'estensione dei mari, la direzione delle catene principali delle 
montagne, Finfluenza della natura sulle nazioni e sull'umanità, 
i rapporti dell' uomo col suolo nei diversi paesi , e tant' allri 
fatti innumerevoli che presenta la superficie della Terra, per dame 
una descrizione coordinata secondo quella o questa maniera di 
vederli. Sono queste senza dubbio speculazioni scientifiche della 
massuna importanza, ma differiscono dalla geografia propriamente 
detta, e sovrattutto dalla geografia moderna e attuale, p^ rien- 
trare nel quadro di altre scienze alle quali questa non deve at- 
tingere che i punti culminanti. 

Ravvisando quindi la scienza in tutte le sue generalità puramente 
geografiche, l'autore d'un trattato elementare di Geografia Geniale, 
àtìipo aver indicati i rapporti della Terra cogli altri corpi celesti, 
darà i tratti principali de' suoi continenti , delle sue grandi divi- 
sioni marittime, parlerà delle produzioni naturali o artifiziali della 
Terra e della loro distribuzione, de' tesori nascosti ndle sue viscere, 
degli animali , siano erranti sulla superficie della medesima , 
poggianti nell'atmosfera o celati negli abissi del mare; parlerà 
soprattutto degli uomini che ne popolano le regioni ; indicherà 
g^ elementi principali il cui complesso indica il grado della 
loro civiltà ; descriverà l' industria , il commercio e gli aoom- 
partimentì politici che formano gii Stati; in questi ultimi, darà la 
descrizione de' luoghi più notabili , specificando soprattutto quelli 
ne' quali è più densa la popolazione. Cosi non tenendo conto 



INTRODUZIONE. XIX 

Mìe yme guise di trattiur la^ scieiua, dalle quali n'emergono 
altrettante geografie speciali come : la Geografia antica ^ stonieay 
la Geografia commerciale e industriale ^ la Geografia militare ^ la 
Geografia fisica , la Geografia biblica, eoe., un trattato di ^- 
grafia Generale Moderna, per Elementare ohe sia, offrirà tre 
dìTisionì principali corrispondenti ai tre punti di vista precipui 
sotto i quali considera la Terra il geografo, cioè: come corpo 
celeste faciente parte del sistema solare ; nella sua struttura e 
come soggiorno di esseri organizzati e dell'uomo in generale; 
finalmente come stianza dei varii popoli che costituiscono gli 5to<» 
che ne dividono la superficie. 

Questi Elementi di Geografia Generale sono divisi in due parti 
distinte , cioè : la Parte dei Principi! Generali , che abbraccia 
le due prime divisioni della scienza ; e la Parte Descrittiva , 
che comprende la terza. 

Nella prima parte, molto mrao estesa dell'altra, si danno in 10 
capitoli tutte le nozioni le più indispensabili che la Geo^afia at- 
tinge dall'astronomia, dalle matematiche, dalla fisica, dalla stMia 
naturale, dall'antropologìa e dalla statistica; uno di questi capitoli 
è intieramente consecrato alle definizioni che in geografia, come- 
in tutte le altre scienze denno preceder sempre l'esposizione dei 
teoremi o dei fatti. 

La parte descrittiva è divisa in cinque grandi sezioni, conri- 
spondenti alle cinque parti del mondo. Ciascuna sezione suddividesi 
in Geografia Generale e Geografia Particolare. 

La, Geografia Generale offre per ogni parte del mondo la 
geografia fisica e la geografia polìtica, esponendone i precipui 
elementi negli articoli: posizione astronomica, dimensioniy confini j 
mari e golfi, stretti, capi, penisole, fiumi, caspii, laghi e lagune, 
isole ^ montagne, altipiani ed alte vaUi, vulcani, pianure e valli 
basse, deserti, steppe e lande, cantdi, strade, vie ferrate, industria, 
co mme rcio, superficie, pàpohmone assoluta e relativa, etnografia, 
rdigioni, governi, divàioni. 

La Geografia Particolare comprende altrettanti capitoli 
quanti sono ì grandi Stati o le grandi divisioni geografiche a de- 
Bcrìversi. La descrizione loro è data dai seguenti articoli: posizione 
mtrcnomioaf confini, fiumi, topografia ; e per g^i Stati che hanno 
pogsedmienti fuori d' Europa , possessioni. Un quadro statistico 



X\ INTEODUZIONE. 

^SrwAo mU9 sim eobnne il tildo di ogni Stato, la sua superficie, 
la sua fopokoUme anoluta e la sua popolazione relativa eompie la 
4escrìiione di ciascuaa parte del moudo. 

Quantunque la geografia fisica serra di base a tutte le altre 
partì di questa scienza , ci pare contrario ad un buon metodo 
geografico di assoggettarle, nella parte descrittiva, la geografia po- 
litica al punto di frazionare questa ; non potrebbero i lettori formarsi 
che un'idea confusa di uno Stato la cui descrizione fosse stata 
ligia, sia alle grandi divisioni fisiche, sia alle grandi divisioni 
etnografiche della Terra. Dalla maniera con coi abbiamo trattato 
la geografia generale di ciascuna delle 5 parti del globo, pella 
riunione che femmo di certi Stati, e pel metodo a cui ci atte- 
nemmo nella descrizione del corso de' fiumi che irrigano gli altri, 
noi crediamo d'aver conciliati i due metodi, naturale e politico. 
Egli è perciò che descrivemmo la Corsica insieme alla tnonarckia 
Francese, di cui è uno spartimento; il cantone del Ticino colla 
coti/ederoztone Svizzera; il re^no Lombardo ^ Veneto coU'tfnpero 
é'ÀuBtria; ed il gruppo di Malta colla fnonarc^ta Inglese, benché 
tutti questi paesi appartengano dlVItalia sotto il doppio rapporto 
geografico ed etnografico. Nella descrizione generale di questa 
regione frattanto, noi abbiamo additate tutte le politiche frazioni 
comprese ne' suoi limiti naturali. 

Avendoci l'esperienza insegnato che più parlasi agli occhi, più 
agevolmente si giunge alla penetrazione de' lettori, cosi noi pen- 
sammo che loro avremmo agevolata l'intelligenza dei varii soggetti 
trattati in questi Elementi, coli' esporli in caratteri differenti 
e disposti per modo che ne risulti l'importanza relativa più ap- 
pariscente. Questo metodo che noi abbiamo pei primi nel nostro 
Compendio introdotto, e che il fatto ci dimostrò di grande utilità 
nell'insegnamento della scienza, venne troppo favorevolmente accolto 
e da troppi seguito, perchè ora da noi venisse negletto. Egli è 
per dò che nella tavola delle lingue e delle religioni, le loro 
principali divisioni e suddivisioni vennero espresse chiaramente da 
im meccanismo tipografico facilissimo a comprendei*si, e che per dare 
un'idea precisa del corso di un fiume, s'impiegarono maiuscole 
per esprimere la corrente precipua, i nomi diversi che acquista 
qualche volta nel suo progredire, sia formandosi pella riunione di 
molte correnti, sia dilatandosi al punto di presentar laghi più o 



INTRODUZIONE. OTXI 

m«no eslesi» eia finalmente dividendosi in più l>raccia inoanzf di 
giungere al mare; altri caratteri, corsivi o tondi più pieeoli optù 
meno spaziati, vennero aéopearati per esprìmere gli aflIueMi <}i 
primo, secondo e terz' ordine. Si fu pure con questo èeopo, 
che mercè l' impiega di caratteri più distinti procurammo dr fhr 
spiccare e dimostrare, per così dire, agli occhi, più ancóra elie 
ncm l'abbiam fatto nel nostro Compendio, le grandi divitioni Idro- 
grafiche del globo e le loro suddivisioni. 

Questi Eìementi di Geografia Generale non essendo per cesi dire 
che un sunto del nostro Compendio di Geografia^ nel quale in 
un lungo discorso preliminare noi esponemmo i motivi che ci 
guidarono nello stenderlo , sarebbe superfluo il trattenerci mag- 
gionnente intomo al disegno che noi abbiamo adottato , ed in- 
torno alle fonti dalle quali derivammo. Ci permetteremo soltanto 
akttne osservazioni relative ai moltissimi fatti che credemmo essere 
dovere nostro aggiungere a quest'opera, ed alle modificazioni che 
lo slato attuale della scienza ci astrinse ad introdurvi. 

Questo libro essendo destinato a dare le prime nozioni di Geo- 
grafia , credemmo ben fatto il presentare alla fine delia parte 
astronomica un quadro del sistema solare y che fosse, non solamente 
più adatto all'intelligenza della pluralità dei lettori pelle natura 
degli elementi che lo costituiscono, ma che fosse nel tempo atesso 
più compiuto. Noi l'abbiamo desunto dalle più recenti opere 
dei due illustri astronomi, Arago elittrow; quest'ultimo che una 
morte inopinata tolse testò alla scienza ed ai suoi numerosi amici, 
avead di buon grado prestato l'ausilio de' suoi lumi nel corso d^ 
nostro lavoro. Prendemmo dal grande astronomo John Herschel il 
confironto familiare de' suoi principali elementi, ed il nostro amico 
sig. Brupacher, ingegnere geografo, ben noto polla parte ch^egii 
ebbe cogli astronomi illustri Carlini e Plana alla misura del pa* 
rotield medio, ne fece l'applicazione da noi esposta. 

Non potendo riprodurre il bel lavoro di cui il sig. Guérin de 
Thionville arricchiva il nostro Compendio, pregammo il sig. Youtien 
di Tienna, che da lungo tempo si occupa ddla compilazione d'una 
grande Metrologia, di volarci tracciare un picciol Quadro deUe 
prinùipaU misure itinerarie in uso appo le nazioni d'Europa. La 
sua distribuzione tipografica ci esonera dall'offrimé la spiegazione; 
il lettore troverà neik prima edizione francese del Con^pendio 



XXII I.NTRODrZIONE. 

i motivi che c'indussero a chiamar cosmt^poUta il miglio impie- 
gato in tutte le nostre opere. Ma abbiamo creduto coQTmieiite 
d'aggiungere al miglio cosfjwpolita ed alla tesa di Firancia le mi- 
sure decimali. U sig. Guérìn di Thionville ne fece la riduzione 
in chilometri ed in metri. Noi ossenreremo a questo proposito, 
che la precisione nelle misure decimali è la conseguenza della 
riduzione esatta dei numeri rotondi deDe misure originali , nelle 
quali abbiam creduto poter negligere le frazioni dei millesimi e 
centesimi. 

Per lungo che fosse il capìtolo Vn", consacrato alle principali 
definixioni geografiche, anche abbreviandolo per adattarlo a questi 
Elementi, non esitammo, ad onta delle critiche acerbe d'un let- 
terato, ad aggiungervi ancora le definizioni degli Stati semisovrani^ 
industria, comune, strada, vie ferrate, altitudine, caspio, ecc.; 
quest'ultima che togliemmo dall'illustre Bory de Saint-Vincent, 
il quale da lungo tempo l'avea proposta, ci porse il destro di fare 
importanti modificazioni agli articoli laghi della Geografia Gene- 
rale, separando in ogni parte del mondo i laghi propriamente 
detti, dai caspii e dalle lagune. Ci spiace soltanto di non aver 
avuto agio abbastanza per rendere questo saggio meno imper- 
fetto. Speriamo che uomini sommi nelle scienze geografiche, vol- 
gendo l'attenzione loro a questo soggetto, compiranno il nostro 
lavoro. Distingueranno senza dubbio i caspii dalle lagune propria- 
mente dette, come quella di Gette, quella di Venezia, ecc., e 
queste , da que' bracci di mare troppo ampli per figurare fra i 
porti e le rade, e troppo piccoli per essere annoverati fra i golfi 
o seni di mare detti baie, e che noi credemmo poter annovoare 
fra le lagune , benché fino ad un certo segno si allontanino da 
questa classe polla profondità deUe loro acque e polla natura 
montuosa delle terre che le circondano. 

Egli è in questo medesimo capitolo che noi credemmo dover 
intercalare, dopo la definizione deÙe montagne, un picciol quadro 
dei punti culminanti delle cinque parti del mondo, per sommi- 
nistrare ai lettori un mezzo di tracciarsi una scala di comparazione 
onde classificare le maggiori elevazioni del globo. Aggiungemmo 
anche un altro quadro dopo la definizione dei fiumi, onde si po- 
tesse comprendere l'importanza relativa di coteste vie ambuiamH, 
e farsi un'idea dell'estensione approssimativa de' loro bacini. Non 



I^TRODrZIONE. XIIII 

avendo ancora ultimato il gran lavoro che intraprendemmo su 
questo soggetto, abbiam preso ad imprestìto quest'ultimo quadro 
dal Grundriss der Geographie del sig. BerghaiLS, che ci presentava 
la garanzia di un nome onorevolmente conosciuto nelle scienze, e 
che pell'epoca della sua pubblicazione ci pareva dover in sé rias- 
sumere tutti i lavori che in questo genere lo precedettero, non 
escluse le belle tavole del sig, Desjardins, 

Nell'Yin® capitolo, i progressi della geografia c'indussero a 
modificare il quadro delle grandi divisioni del globo aggiungendo 
le Terre Antartiche alle suddivisioni dell'Oceania; alla fine della 
Geografia Generate di questa parte del mondo, i lettori vedranno 
i motivi che ci suggerirono quest'importante innovazione. Qui noi 
ci limiteremo ad esporre come fummo indotti a rigettare la Jft- 
cronesia e la Melanesia proposte da qualche dotto. Quest'ultima 
indipendentemente dalle popolazioni malesi che trovansi frammiste 
alle tribù negre, essendo una divisione puramente etnografica^ non 
potrebbe far parte delle grandi divisioni geografiche del Globo, che 
denno esser sempre basate principalmente sulla coufigurazione delle 
terre e sulle loro distanze relative; ed infatti veggemmo un dotto 
navigatore, l'ammiraglio Lutke, consentire alla nostra opinione. 
In quanto alla iftcronesta, che non ha per sé né considerazioni 
etnografiche né quelle che risulterebbero dalla configurazione delle 
terre e daUe loro posizioni, siamo d'avviso ch'essa é per lo meno 
superflua. Lo stato cotanto imperfetto della geografia delle Terre 
Antartiche ci fé lecito di negligentare senza inconveniente sensibile 
Tapprezzazione della loro superficie nei calcoli generali dèlie terre 
e dei mari ; questo rimarco s'estende anche all'enumerazione delle 
popolazioni generali delle 5 parti del mondo, intorno alle quali, 
tranne qualch'eccezione, vennero neglette le modificazioni, che pei 
motivi espressi altrove, si credette dover introdurre nel novero 
degli abitanti di qualcuno de' loro Stati. 

Credemmo pur dover indicare un'altra suddivisione ben più 
importante pel Nuovo-Mondo. Infatti, l'America formata da *due 
grandi Terre insieme riunite da uno stretto istmo, e si dillérenti 
runa dall' altra , polla configurazione del suolo, peila loro flora 
e peDa loro fauna , ecc. , esige dal geografo , eh' egli ne faccia 
due grandi divisioni del globo, sovrattutto quando si p^sa che 
l'Europa, l'Asia e l'Africa presentano fra loro delle differenze 



X\IV INTRODUZIONE. 

assai meno notabili. Seguendo pertanto l'esempio d'un geo- 
grafo illustre , noi proponiamo il nome d'America pella parte 
meridionale del Nuovo-Mondo, e quello di Colombia polla parte 
settentrionale. In questo modo, come giudiziosamente osserva il 
sig. Graeberg de Hemsò, che fin dall'anno 1803 propose la detta 
divisione, si concilierebbe la giustizia dovuta al grande navigatore 
Italiano che pel primo la scoperse in modo utile, con quanto si 
deve ad un altro Italiano che le appose il suo nome, sebben 
non abbia potuto giungervi che battendo la via che Colombo avea 
pel primo tracciata. In questo medesimo capitolo abbiamo riem- 
piuta una lacuna del Compendio, aggiungendo alle grandi divimni 
delle parti terrestri del globo, la tavola deUe sue grandi divimni 
idrografiche. Il geografo troverà forse qualche apparente contrad- 
dizione in questo quadro e ne' suoi sviluppi intomo agli articoli 
mari e gólfi della Geografia Generale. Ma se nel Compendio me- 
desimo, in cui meno eravamo astretti a limiti, non osammo rifor- 
mare intieramente la nomenclatura dell'Oceano, dei mari e delle 
loro suddivisioni, scorgesi agevolmente che meno ancora conveniva 
di farlo ih questi Elementi, e che in più casi bisognava conservare 
delle denominazioni inesatte senza dubbio, ma consacrate dall'uso. 

Volendo concedere alcunché all'uso, noi demmo nel capitolo X^ 
la classificazione del genere umano, attenendoci alle divisioni trac- 
ciate da Blumenbacb. Già nel Compendio noi accennavamo quanto 
ancor fossero vaghi ed imperfetti su questo soggetto i saggi tutti 
finora trasmessici ; noi dovemmo perciò invocare in questi Eie- 
menti l'imponente autorità del sig. Serres a corroborare la nostra 
opinione. 

Conservando anche i fatti relativi alle diverse religioni descritte 
nel Compendio, credemmo dover cangiare le divisioni priacìpali 
del quadro generale. Questa parte del nostro lavoro, benché ono- 
rata dal generale suffragio, riprodotta anche tutta od in parte in 
molte opere senza indicazione del titolo di quella da cui si attinse, 
prefiientava un difetto essenziale ; nella medesima classe figuravano 
le religioni degl'idolatri e quelle che riconoscono il vero Dio. I 
lumi ed i consigli di due dotti teologi, S. E. U cardinale Ostini 
e Monsignore principe Altieri, nunzio apostolico a Vienna, ci 
furono del più grande ausilio nella nuova classificazione che ne 
diamo adesso» 



INTRODUZIONE. XXV 

Nella classificazione degli Stati a norma deUe forme de' loro 
governi, noi pensammo che la denominazione di manarehia pura o 
moderata era più conveniente per quelli de' governi senza rappre- 
sentazione nazionale propriamente detta, che hanno degli Stati 
provinciali, un'amministrazione civile e giudiziaria stabilita su 
d'una base legale, con intiera indipendenza dei tribunali, un ca* 
destro pelle imposizioni fondiarie, delle municipalità con una sfera 
d'szione sufficientemente estesa, una commissione legislativa pelle 
nuove leggi, un sistema di educazione elementare su di un'ampia 
scala, le istituzioni necessarie pel progresso delle scienze, dell'in- 
dustria e delle belle arti ; per quelli ne' quali regna Io spirito di 
tolleranza religiosa, ed in cui ogni classe di cittadini ò protetta 
dall'egida di Temide; dove finalmente questa governa, ed ove il 
sovrano è il primo custode delle leggi. Noi crediamo, ciò premesso, 
che il tìtolo di governo asàoluto non potrebb' essere logicamente 
applicato ad una monarchia basata sui principii suespressi. 

Nella geografia generale di ogni parte del mondo, abbiamo cre- 
duto poter ommettere senza inconvenienti alcuni articoli primarìi 
del Compendio, Infatti nello stato attuale delle scienze naturali e 
della geografia, non è più lecito al geografo di far consistere la 
botanica e la zoologia delie 5 parti del mondo nella semplice in- 
dicazione, per ciascuna, di una decina di piante ed altrettanti 
anfanali senza dare alcuna idea generale della loro geografica di- 
stribuzione, che costituisce uno de' precipui tratti caratteristici di 
quelle grandi divisioni del globo. Queste indicazioni mutilate non 
sono di alcuna utilità, e sono anzi di nocumento pelle scarsità delie 
date nozioni. Stretti dallo spazio, non potendo nò riprodurre il bel 
lavoro che i sigg. Guillemin, Lesson, ecc., avevano steso pel 
Compendio , nò tampoco darne un sunto , preferimmo di riman- 
dare a quell'opera, piuttostochò di porgere nozioni incompiute. 
E^gli è pello stesso motivo che rinunziammo a parlare de'cltmt e 
de' prodotti del regno minerale, pei quali rimandiamo anche i 
lettori al nostro Compendio. 

SI dirà forse che ai siamo di troppo estesi nella descrizione 
dei fiumi de'varii Stati; ma, per quanto fosse ristretto il disegno 
di questi Ekmenii, i fiumi hanno una parte troppo importante 
neBa geografia fisica e politica, nella geografia commerciale, indu- 
striale e militare , perchè noi avessimo potuto risolverci a trattarli 



\\\l INTROOUZIONF.. 

colla deplorabile brevità de'compiUlori. Non polendo riprodurre il 
gran lavoro che diemroo nel Compendio/ tkoi abbiamo procurato di 
epilogarlo quanto il comportava il disegno di questi Elementi. 
Ci lusinghiamo di averlo fatto in modo che presenti in questa 
parte della nostr' opera una vera Geografia idrologica ossia per 
òoctfu, benché non sia stato nostro scopo di stenderla sotto questo 
punto di vista particolare, come il fecero alcuni autori; il cui la- 
voro non è che un semplice estratto non avvertito del nostro 
Compendio y con tutte le lacune che lo stato imperfetto della scienza 
et aveva astretti a lasciar sussistere al tempo della sua prima pub- 
blicazione, e perfino cogli stessi errori tipografici. 

Tutti i fiumi d'ogni parte del mondo sono classificati a norma 
de' mari principali nei quali hanno foce, di modo che il lettore 
può d'un colpo d'occhio, mediante gli articoli fiumi nella geogra- 
fia generale o particolare, avere la geografia per bacini sia d'una 
delle cinque parti del mondo, sia d'uno Stato qualunque, e con- 
frontare quindi queste divisioni della natura con quelle polìtiche 
indicate nell'articolo che loro consacrammo. Perciò abbiam creduto 
poter qualificare questi Elementi, una compendiata descrizione della 
Terra secondo gli scompartimenti politici coordinati colle grandi 
sue naturali divisioni, qualificazione che può e debb'essere appli- 
cata al Compendio. 

Egli è in questa parte che il lettore informato delle recenti 
acquisizioni della scienza, osserverà le importanti modificazioni 
che femmo in più bacini, e fra gli altri in quello éeìY Amazon^ 
ed in quello del Nilo. Le carte peranco tanto imperfette dell'Asia, 
ci avevano alcuni anni sono indotti a considerare lo lenissei come 
il fiume il cui corso fosse più luogo di quello d'ogni altro del 
Continente Antico; nuovi calcoli che femmo sulle migliori carte 
di quella parte del mondo, ci diedero ben diverso risultato; quindi 
modificammo ciò che avevam detto intomo alla lunghezza del corso 
de' fiumi. 

Avremmo voluto entrare in simili particolari lyspetto alle mon- 
tagne a cagione della grande loro importanza nella determinazione 
dei limiti degli Stati e delle Provincie, in quella de' climi fisici, 
del giacimento de' minerali, delle stazioni de' vegetali e degli ani- 
mali, a cagione della gran parte che hanno nelle rivoluzioni 
politiche antiche e moderne, e perchè esse, insieme ai fiumi, ai 



I!iiTRODUZIONF.. XXVtl 

laghi ed ai mari, sono la base delia geografia fisica, la quale 
aach'easa è la base primiera d'ogni geografia politica. Ma per 
forti che fossero queste considerazioni, ci mancava lo spazio per 
ammetterle. Dovendo scorre fra le montagne e i fiumi non esi- 
tammo a preferir questi, sia pelle ragioni anzidette che per altre 
gii espresse nell' introduzione al nostro Compendio. 

Le differenze rimarchevoli che scorgonsi tra la classificazione 
l'altitudine dj alcune montagne in questi Elementi, e quella delle 
stesse montagne nel Compendio j sono la conseguenza di varie 
esplorazioni, i cui risultati non furono conosciuti che dopo la 
pubblicazione del suddetto. Cosi per esempio le misure prese dai 
sàgg, Fitz*Roy e Beechey ci fecero assegnare un luogo eminente 
al.fwloono d'Aconeagua tra il Nevado di Sorata ed il Nevado d'Illi- 
mont, che poc'anzi ancora erano considerati come i due punti cui- 
millanti di tutto il Nuovo-Mondo. In seguito alle giudiziose osser- 
vazioni del sig. Boué sull'esagerazione delle altezze assegnate allo 
Scardo ed airOrfte^o, nel sistema deUe Alpi Slavo-Elleniche^ e se- 
cando una misura trigonometrica del luogotenente Gopeland, che il 
suddetto valente geologo pare non avesse conosciuta all'epoca della 
pubblicazione del suo memorabile viaggio nella Turchia Europea, 
noi abbiamo proclamato il Monte Olimpo della Tessaglia, il punto 
culminante di tutto questo sistema. Le misure offerte dal sig. 
Azoiay nella sua bella Carta statistica dell'Ungheria c'indussero a 
torre la preminenza al picco di Lomnitz ed all' Eisthaler-Spitz per 
accordare al Butschetje il primo rango fra tutte le montagne del 
sistema Erdnio^Carpazio, Ei si fu anche conforme una dotta 
memoria pubblicata dal sig. Baumgartner sulle altezze di una 
gran parte dell'impero d'Austria, determinate dallo Stato-Mag- 
gior-Generale , che abbiamo diminuita notabilmente l'altitudine 
del Gross^lockner. La recente esplorazione del sig. Russegger nella 
xNubìa, e i risultati di due altre fatte dal 1840 al 1842 da D'Ar- 
aaad Binbachi nella parte superiore del Bahr-el-Abiad, ci hanno 
liatto riporre fra le catene immaginarie le celebri montagne della 
iMsuif ebe vengono tuttora collocate nella parte sud-ovest della 
RegÌMe del Nilo. L' esame di alcuni fogli del 3<> volume della 
Ctinsaiologia deU' Asia Centrale e della carta che l'accompagna, 
(fa eoi dobbiamo la comunicazione alla gentilezza del viaggiatore 
dDustre , i cui lavori allargarono i limiti di quasi tutte le scienze 



XXTIII l?iTROI>U£l09iE. 

naturali e polìtiche, ci spinse a classificare in due sistemi indi- 
pendenti tutte le montagne che formano i gruffpi Aitai e Giap- 
ponese del mlema AUai^Himaiaya del Compendio. E tanto meno 
stemmo in forse a farlo, perchè il sig. de Hamholdt, al quale 
sommettemmo questa parte degli ElemenU, ci additava nelle sae 
dotte osservazioni , che la catena del Kamsciatka è totalmente in- 
dipendente dalle montagne dell'Aitai, e che fortissime depressioni 
separano le catene di questo sistema geografico da quelle dell'Hi- 
malaya. il sig. Yincendon Dumeidin, ingegnere idrografo, che il 
primo diede un metodo preciso per levar sotto vela^ e che on 
con singolare talento stende la Hdauane dei Viaggio ^ poh 
sud e neU^Oceania^ comandato dall'iUnstre e sventurato d'Urville, 
co' suoi dotti rimarchi e le sue cortesi comunicazioni , volle met- . 
terci in caso di rettificare molte elevazioni e di riempiere varie 
lacune dell'orografia di codesta parte del mondo, ancora tanto 
imperfetta, malgrado le tante pubblicazioni di cui essa fu scopo. 

Noi rimandiamo ancora ai Compendio per tutto ciò che rigmrda 
i motivi che ci hanno diretti nella classificazione delle montagne. . 
Rispettando i lavori d'uomini eminenti, quali sono: Elia dL 
Beaumonty Humboldt^ BuMand, de Buchy de la Bécke, Infetti/, 
Bone, ecc., che impressero alla geologia quel marchio seleni»,, 
fico da cui ora è estinta, e ne fecero uno de' rami più utl.^ 
delle umane cognizioni, abbiamo creduto di dover conservare l/J 
nostre grandi divisioni orografiche. Basate sulla posizione, sul ^ 
direzione e sull'altitudine, sono desse puramente geografiche tj^ 
affatto indipendenti dalle ctost/Seaztònt de'gefdogi formate su pri^ 
cipii diversi. ^^ 

Neg^i articoli Etnografia, ci attenemmo all'ideante Etnograf(/^' 
dd Globo y che, malgrado i lavori speciali di più dotti chiarissi^. ^ 
occupa tuttora, come opera generale, quel posto che i più coid|/^ 
tenti gradici gli assegnarono fin dall'epoca deUa sua pubblicazione^/ ^ 
valemmo però de' nuovi fatti di cui la linguistica si è arricchita do|j^' 
Cosi, dietro i lavori di Bumouf, Lassen, Bopp, Pott, Wilkk ^' 
Wilson, ecc., ecc., e le ricerche inedite di un dotto Portogim '*^*^ 
il Dr. Constoficto, abbiamo riunite le due famiglie Persiatm^ 
inda (Hindoue) in una sola che appdlammo ZendoSanseH^ < 
in seguito ai consigli del Klaproth , separammo le lingue i ^ ^ 
V India Meridionale da quelle della famiglia Inda, per formarL 



INTKODIIXfONr., X«II 

)U0n fmmglia Màlabaréu: e, tuiroitna delle dotto ìiuhgfaii dal 
ig. d*EichtktU, oUuifloammo a fianco dai MadMOMai, i F^ikh^ oha 
lall'Atlaota avavaino locati colla naaitmi Negr$ dMAfrim CmUtàU. 
il Al aocha marce la scorta da' prailoil matariali ralatM all'atno* 
{fili dal Mondo-Marittimo, raccolti sui luoghi dal aig. Daigraa, 
Ittiula Tultimo viaggio à^VÀ$trolabio^ a guidati dai rimarchi a«ai 
Jia daiaificammo fra la lingua da' popoli Negri dairOceanla Ti* 
tan dalle isole Viti, che mìVAUanU avevamo creduto poler 
cliMilcare, secondo Marinar, fra gì' idiomi d'origine Malese. GN 
uWni schiarimenti pubblicati sulla parte orientale dal continente 
4liesno, c'indussero pure a riunire in una nuova famiglia etno- 
frilea i iiaUa, i ^uai'mòos ed i SomoM/i. 
Ms Aimmo ben guardinghi dall' adottare colla atessa fiducia la 
ssdUoaiioni proposte da autori , che non presentavano la garansia 
li livori scientifici d'un merito riconosciuto. Ecco perchè non 
iHenmmo il nostro gruppo deUe Ungu$ Tartar$ per fame una fth 
R^iw cba s'estendesse a tutti i popoli Turchi e MongoUiH e per* 
M eoo adottammo le modiflcaxioni introdotte in una riprodutione 
ne avvertila in lingua italiana, d'una parte del nostro Atlante^ 
Mia quale, creando sansa criterio novelle fluniglie, si truforma- 
tiis in pretese lingue $oréll$ quasi tutti i diaUtH del auddatta 
^im^, mentre conservavasi fra i diakiti dalla lingua mirica^ Il 
^ pwo degli idiomi slavi , il bulgaro , che è il più rioco di voci 
*iMrefl Questa circostansa già da noi additata, confèmtti 
•umomMnte dalle ricerche dell' illustre slavista Kopitar, ab- 
Ip il filologo a feme adeaso una delle Iingu9 $orMè di oodaati 
Ma kmlglia. Ma cotali errori vogliono euere scusati lo «ft 
ftn, cba «aordiando In una sciama cotanto aataaa, cradattt 
^ftn da aolo in un' impresa tanto ardua sema gì' immensi an- 
lliitararU che presentano gli uomini a gli atabillaMUti dalla 
metropoli d'Europa. Non lascierem l'argomento senu prò* 
contro il rimprovero che ci fece un'illustre sclensiato d*aio$r 
ralle Ungu$ la divisione generale dell'Africa, poiché la 
ione etnografica è sempre nel Compendio aiftiUo indipan- 
dal punto di vista geografico, pel quale al contrario abbiamo 
diviaioni , che questo autore medesimo e molti altri ae- 

ItiaogralU i una adenaa eminentemente progressiva} le ooatra 



XXX INTRODUZIONE. 

cognizioni son oggi più estese che noi fossero due lustri addietro, 
e non hawi dubbio che più tardi non possa farsi ancor meglio. 
Lo dicevamo nel 1808, all'esordire nella nostra carriera letteraria; 
e lo ripètevamo nel 1817 nel nostro Compendio di Geografia 
Universale; e nel 1832, neUl* Abrégé ^ insistemmo tuttavia su 
questo punto. Preserviamoci però dal confondere il cognito col- 
l'ignoto, i fatti cerziorati coi dubbii. Vi sono de'principii e delle 
parti della scienza che sono stabilmente determinati. Non sapremmo 
quindi annuire all'opinione d'uno scrittore, senza dubbio colto, ma 
estraneo alla geografia ^ che, in una collezione di articoli diversi 
testé pubblicata con un tìtolo di circostanza, considera questa 
scienza come ancora nello stato di una compikaione provfyisoria. 
Dopo le innumeri e grandi esplorazioni recenti, le importanti re- 
lazioni d'illustri viaggiatori^ le ricognizioni de' grandi navigatori 
attuali , onore delle marinerie inglese , francese e russa , ed i 
lavori d'altri uomini sommi nelle scienze , che al talento di ben 
fare seppero accoppiare queDo d'apprezzare al giusto loro valore 
i lavori altrui, il suddetto giudizio deve parere almeno ben strano. 
£ senza dubbio lecito d'ignorare i progriessi delle scienze geogra- 
fiche , ma non lice allora il farla da severo censore, e voler qua\ 
Aristarco distribuire senza criterio e senza autorità alcuna, il me- 
rito che a ciascuno spetta in quest'arena sì ampia. 

L'angustia dell'opera non permettendoci d'entrare per ciascuno 
de' Stati ne' minuti particolari relativi alle strade ed alle vie fer- 
rate, ai canali, ai prodotti dell'industria, a^i articoli principali 
di commercio, alle lingue, alle religioni, ai governi, ecc., pro- 
curammo di connetterli agli articoli rispettivi della geografia ge- 
nerale di ciascuna parte del mondo. Tuttoché generali qu^i 
articoli , vennero stesi per modo che non meriteranno il rìmprovero 
che ordinariamente vien fatto alle generalità, quando son troppo 
generiche, di non dir nulla allo spirito e d' essere talora surgenti 
di errori. D'altronde i nostri articoli generali denno essere consin 
derati copie la tela su cui verranno a schierarsi tutte le nosìon^ 
più mmute che studii più profondi somministrassero ai lettori^ 
ed i fatti più r^enti di cui la scienza potesse arricchirsi. 

ADa fine della- Geografia Generale dell'Europa non potemmo esin 
merci d'entrare in alcune considerazioni, per far conoscere tutt^q 
la superiorità morale e politica di questa parte del mondo a fronte 



INTRODUZIONE. XXXI 

delle altre. Dopo il quadro statistico di questa grande divisione del 
globo, non credemmo già di oltrepassare gli stiletti limiti di que- 
st'opera additando quasi di volo, non solo l'importanza delle Po-* 
tenze preponderanti del mondo , ma eziandio quella di varii altri 
Stati i quali sebben di grado inferiore, meritano per tanti altri lì" 
foli particolari l'attenzione del geografo e del pubblicista. 

Convinti della difficoltà, o per meglio dire dell'impossibilità di 
tracciare in qualche linea lo stato sodale ed il carattere morale 
de' popoli^ ci astenemmo dall'entrare in queste discussioni nel 
nostro Compendio, benché possano in quell'opera i lettori tro* 
vare un'intiera serie di fatti su cui basare l'opinione loro. Non si 
ricerchino dunque nel presente libro quelle estimazioni generiche 
que' giudizi! che autori d' altronde stimabili credettero deplora- 
bilmente di poter emettere; sono dessi per lo meno generalità su- 
perflue, quand'essi non sono ingiustizie patenti. Noi opiniamo che 
tutte le nazioni hanno diritto a particolari riguardi, e che tutti i 
popoli, facienti parte della grande famiglia europea nello stato at-' 
tuale, presentano differenze ben poco notabili, purché si conside- 
rino con quel colpo d'occhio elevato che appartiene ad una impar- 
ziale stima e ad una vera filosofia. 

Intitolammo topografia l'articolo consecrato alla brevissima de- 
scrizione ed alla semplice indicazione del piceni numero di città, 
che l'angusto disegno di questi Elementi ci permetteva di men- 
zionare. Questa é la parte la più ardua della Geografia pell'autore 
che si propone di non offerire all'attenzione de' lettori che i luoghi 
più degni di attenzione. Non potendoli declinar tutti é indispen- 
sabile una scelta, e questa costituisce appunto una delle maggiori 
difficoltà che abbiansi a superare nel lavoro di una geografia elemen-. 
tare cotanto come questa nostra. Pilli circostanze concorrono, ai 
rendere notabile una città od un luogo: ora si é il posto chef 
occupa nelle divisioni amministrative , giudiziarie , ecclesiastiche , 
Imanxiarìe, ecc., dello Stato; ora si é il numero de' suoi abitanti,, 
la sua estensione, la magnificenza o la bellezza di> qualche edifizio,. 
la bontà del suo porto o l'importanza delle sue forlificazioai ; .ora 
'>a relativa industria, il suo commercio, o la diramazione di più strada « 
«-he gli danno una importanza strategica o commerciale ; ora la 
vrasaimilà d' un canale nayigabile , d' una strada ferrata o d' una 
«tebre scuola; quella di uno stabilimento agrìcolo o industriate 



\XUl lINTRODtZIO^IF. 

importante, ovvero di una miniera, di bagni e di acque minerali 
assai in voee; ora sono celebri santuarìi che ogn'anno v'attraggono 
moltissimi pellegrini , concorso che cangia ordinariamente un mi- 
sero villaggio in popolosissima fiera; ora finalmente sono alcuni 
gran monumenti, alcuni ruderi di antichi edifizii, o la prossimità di 
un vulcano, d'una cascata d'acqua rimarchevole, d'on'alta montagna 
o di tutt'altra naturale curiosità. Una meschina fortezza al di là del 
70^ parallelo, un porto alquanto frequentato alla latitudine del 70^. 
tre quattro capanne nelle immense solitudini dell'Asia Boreale, in 
quelle deH'Amerìca Settentrionale o Meridionale, nna piccola oasi, 
vero porto ne' sterminati mari d'arena dell' Africa InteriiNre, dd- 
TAsia Media e del sud-ovest di codesta parte del mondo, sodo 
tai luoghi, che malgrado l'assoluta loro entità minima; acquistano 
una grande importanza agli occhi del geografo, pel che deve ne- 
cessariamente farne cenno. Rimembranze rdigiose e storiche con- 
tribuiscono anche a dare .non lieve importanza a luoghi, che seb- 
ben di poco rilievo e negletti oggidì, hanno fatto ech^giar Torbe 
de' loro nomi, sia come culla d'un'antica civiltà, sia come metropoli 
di Stati possenti , sia finalmente come teatro dei fatti vaaérabili 
della religione di Mosè e di Cristo. 

Nella descrizione delle città e de' luoghi dovemmo sopprìmere 
quanto avevamo con tante cure raccolto nel Compendio intorno 
ai loro prindpali monum^ti, alle società scientifiche, agi' instituti 
letterarìi o di belle arti di prim* ordine. €k>tale silenzio impo- 
stoci degli angusti limiti di questi Elementi^ ci riusciva tanto 
più penoso in qoantochè avremmo anzi voluto aggiugnere gli 
ulttml risultati deUe profonde rico^he de'LeiroBfie, ée'Champol- 
Ikn, degfi HvmboUtì., de'^tlson, de' itotobnsofi , de'FraoA», 
dei AMcifce, et* Raoul RochetUy de'Hetnaud, ecc. ecc., che sì 
lan|;e fecero splendere le foci della critica ed airicdùrooo la 
geograia di tanti fatti d'importanza intorno a naiiom aneon poeo 
note od altre da lungo tempo scomparse dalla supertcie del 
globo. Avremmo voluto far cenno di quelle numerose costru- 
zioni d^ogni genere che da due lustri si eressero ndle metr«ipoli 
delle Grandi Potenze, in tutte le città principali d'Europa, eome 
pure in quasi tutte le contrade dei due emifÀri sommesse all'in- 
fluenza della sua civiltà; attività portentosa dovuta ai pragressi 
naturali d'ogni cosa ed alle recenti conquiste dell' intdligenza , e 



INTRODUZIONE. XXXllf 

favorita da questa lunga pace che caratterizza V epoca in cui vi- 



Dovemino sopprimere anche l'indicazione degli stabilimenti oasia 
institati d'istruzione pubblica ; non femmo che alcune rade eoee- 
zioDÌy ed accennammo soltanto le università, per minime che fes» 
aero le città in cui sì trovano. Circa gli Stati-Uniti , meno due o 
tre eccezioni, accennammo soltanto quelle di Cambridge^ di Vir- 
ginia e di Nuava^York, perchè gii altri istituti di questa natura, 
qualunque nome assumano, non abbracciano tutti gli studii richie» 
sti dall'insegnamento universitario d'Europa, né ponno essere locati 
a fianco de' nostri stabilimenti analoghi. 

Quest'osservazione potrebb'essere applicata a quasi tutte le uni- 
versità de' novelli Stati TransaUantid , ed anche a qualche Stato 
d'Europa, ne' quali quest'istituti, pel piociol numero deHe loro 
cattedre, sono piuttosto licei che vere università. Ci facciamo però 
una premura di soggiungere che in nissun' altra contrada è più 
generalmente propagata l'istruzione quanto negli Stati-Uniti, poi- 
ché ci consterebbe, dal censimento M i840, che v'erano: 47,209 
9ouole prinuuie, 5,24S accademie, e 173 oolkgi ed umv$rsità (uni- 
veraities}, compresevi le scuole di diritto, di medicina e di teologia* 
Le quantità numeriche poste a fronte della popolazione a cui si 
riferiscono, presentano proporzioni ancor più favorevoli ohe non 
quelli da' paesi Germanici della monarchia Prussiana, dell' inpere 
(fAuBtrìa e di alcune altre contrade d'Europa, in cui l'istruzione 
efemeatare è da Itingo tempo maggiormente estesa. 

In quest'epoca tutta positiva non sapreU>esi mai abbastanza ad^ 
dìtare aUa gioventù i fatti, che ponno cattivarne l'attenzioBe intomo 
alle principali sedi di popolazione , di ricchezza , d' industria , 
di coonnercio e di lumi. Si fu a questi punti cardinali che ci 
attenemmo nelle nostre descrizioni, e sopprìmemmo qua^i tutte 
«fuelle generalità insignificanti, che nulla dipingono al pensiero, 
nisfluna traccia imprimono nella nostra mente , e potrebbero ap- 
pKcani tanto a Firenze quanto a Monaco, tanto a Gcnaoa quanto 
a B€rdeaua> , a Praga come a Colonia , e ci attenemmo di pre- 
ferensa ad additare que' fatti caratteristici , que' particolari più o 
men numerosi, più o meno speciali, che tratteggiano più eminen- 
temente la fisonomia locale e sono, per così dire, l'impronta d'un 
l»aese o di una città. 



XXXIV INTRODUZIONE. 

Per limitato che fosse lo spazio che il disegno di quesli Elementi 
ci lasciava pella descrizione delle città principali, non potemmo 
esimerci dall'entrare in alcuni particolari di qualcuna delle mag- 
giori città del mondo e di qualcuno di que' gran centri d'industria 
e di commercio , che ai nostri tempi gareggiano colie più grandi 
metropoli non solo, ma le vincono sotto alcuni rapporti. Come 
poterci limitare a qualificar soltanto d'industriosissime le città di 
Manchester, Birmingham, Glasgow, ecc, di Lione, Rouen^ Miil- 
hausen, ecc.; di Gand, Liegi, ecc.; di Elberfeld, Barmen^ ecc.; 
di Praga, Rdchenberg, ecc. ? Come poterci contentare di dar sem- 
plicemente l'epiteto di città arcicommercicde a Uverpool^ che è il 
secondo porto mercantile del mondo, sia pel tonnellaggio delle navi 
che lo frequentano, che pel valore delle importazioni e del^espo^ 
tazioni? Come impartirlo ad Amburgo, che, sotto quest'ultimo rap- 
porto, è il primo di tutto il Continente d* Europa, ed il ter:xì de' due i 
emisferi? Come darlo airjfavre, a NuovorYork^ a Rotterdam^ a Mar- 
siglia, a Trieste, a Genova, a Lipsia, a Vienna, a Mosca ^ ecc.? 
Come passar sotto silenzio o contentarci di accennar soltanto Lode e i 
Cha/uaD-de-Fonds, che sono i centri della più grande oiBcina d'oriuo- i 
leria d'Europa e per conseguenza del mondo? Come, parlando di 
Volterra, non citarne le antichità, le cave d'alahastro, le salse 'sorgenti 
che somministrano quasi tutto il sale che si consuma in Toscana, 
e la prossimità di que' lagoni che da più anni provveggono le in- ' 
numeri officine d'Europa di quasi tutto il borace di cui han d'uopo? , 

Le qualificazioni da noi date alle varie città sono desunte dallo 
studio de' fatti e tratte da documenti officiali pubblicati o da quelli . 
che ci vennero comunicati ancora inediti. S'avvertirà forse che as* j 
segniamo ad alcune città un posto diverso da quello che general* , 
mente s'attribuisce loro in qualche recente opera. Ma i progress 
fatti da taluna di esse in questi ultimi tempi esigevano che si desw 
loro un rango diverso da quello, che nei precedenti nostri lavoi ^ 
di statistica comparata ci era parso di poter loro attribuire peli ., 
fine del 1826. Non sarà quind' inutile rammentare a questo pTt\. 
posito che i nostri calcoli, esatti per quell'anno, sono giomalment .^ 
riprodotti da autori che li danno come il frutto delle propri ^^ 
loro indagini applicandoli all'epoca attuale , mentre tant' altri sol ^ 
bastantemente malevoli per accusare que' medesimi calcoli d'in» y, 
sattezza, per nulla computando l'epoca alla quale si riferiscono. :, 



INTRODUZIONE. XIXY 

Aflincfaè possano i lellori più agevolmente rintracciare, sulle carte 
iceografiche relative, le cìiìk che menzionammo in questo volume,, 
demmo sempre T indicazione della divisione amministrativa alla 
quale appartengono; per economia di spazio, questa indicazione 
è oramesaa ogni qualvolta la città appartiene alle divisioni prece- 
dentemente indicate* 

J vaeovati ed arcivescovati, menzionati nella descrizione delle 
ritti, aono sempre quelli del culto dominante nello Stato in cui si 
trovano, a meno che siano diversamente qualificati o specificati. 
Cosi, tutte le diocesi d'Italia, di Francia, deirimpero d'Austria, ecc., 
^eaz'aJcona indicazione, sono cattoliche; quelle dk Regno-Unito sono 
anglicane; quelle della Russia, russe, ecc.; ma nella desmzione 
di CariowHz nell'impero d'Austria, residenza di un areivescove 
vneo, abbiam soggiunto: con un arcivescovato greco. 

Le dtlferenze che presentano questi Elementi sotto il rapporto 
deUe diviBioni amministrative a confronto di quelle che trovansi 
nel Compendio e nelle più recenti geografie, non sono errori, ma 
beoti modificazioni eh' ebbero ^luogo nella divisione territoriale di 
qualche Stato dopo la pubblicazione di quell'opera. Dovemmo, per 
«empio , dividere il regno Ellenico in 24 governi ed in 7 sotto* 
governi, quello di Sassonia in 4 distretti, ecc., benché molte geo- 
grafie pubblicate negli anni 1839, i840, i841, i842 e 1845, ripe- 
tenda ancora le divisioni date nel Compendio senza citarle, dividano 
tuttora la Grecia in 10 nomos ed il regno di Sassonia in 5 circoli l 
<Joii in questa edizione italiana abbiamo dato il nuovo recentissimo 
«eompartimento territoriale degli Stati Sardi che per l'edizione pa* 
ngma non avevamo potuto procurarci. 

L'estensione data alla geografia generale di ciascuna parte del 
nondo, ci permise di esser parchi nella descrizione particolare 
dei^ StaU. D'altronde, tolti gli Stati d'Europa, gli ahri, per 
/vteii che siano, tranne qualcuno, sono d' un' importanza se- 
c4»iMÌarìa per un libro elementare come questo. La maggiore o 
diffusione dell'una o dell'altra delle descrizioni loro non 
di proporzioni, se si pensa che in un'opera come questa, 
solo non dennosi ammettere che i fatti ben verificati e men 
«ubbiosi, ma soltanto i punti culminanti od i più interessanti. . 

Altri motivi c'indussero ad estendere alquanto la descrizione della 
«ria, della Palestina, dell'Egitto, degli Stati- Uniti, del Brasile» 



XZZin INTRODUSIOME. 

M Messico, deUa Malesia, dell'Australia, ecc. Dovevamo una 
speciale attenzioDe a coleste contrade iasptratnei di sloriche ri- 
■lembranie , a quelle slerminale regioni , che al di là deirAllan- 
tico già preaoitano un' Europa novella, come pure a quelle remote 
spiaggie del Mondo Marittimo, ove l'Europeo spiegò già T intelli- 
gente attività sua propria. 

1 numerosi fatti esposti già in più capitoli del nostro Ctmipefidb'o, 
e specialmente neir introdutione al quadro statistico dell'Europs, 
nonché i rsgionamenU di cui li accompagnammo , ci sdebitano 
dell'esporre qui tutti i motivi che ci fecero in questi ElmnuUi 
riprodurre le popolasioni che si riferiscono alla fine dell'anno Ì8S6, 
ad eccesione di quelle delle città, pelle quali d attenemmo quasi 
sempre ai censimenti più recenti che potemmo procurarci. Da 
lungo tempo ci occupiamo di raccogliere e scrutare i materiali per 
compilare una nuova Bilancia politica del Globo calcolata a tutto 
il 4840. Formerà desse la parte precipua del Saggio n'on quadro 
STATISTICO DELLA TERRA , prcceduto dal Quodro /Ssico, moro/e e 
folitioo de' principali popoli antichi e moderni , che abbiamo ìd 
pensiero di pubblicare appena ultimate queste difikili ricerche. 
L'esperienza ci convinse che in questo, non che in molli altri 
etementi di statistica comparata, non potevamo valerci di alcun 
lavoro generale; perchè nelle migliori opere e nelle geografle le 
più giustamente stimate s'incontrano sovente dati i più disparati^ 
così polla maniera de' calcoli, come pell'epoca a cui denno riferirsi. 
Crediamo aver ciò bastantemente dimostrato nel Compendiò e nelle 
dissertazioni che trovansi nel terso volume degli Scritti G0ogra' 
/let, ecc. Non veggemmo noi forse geografle giustamente celebri , 
pubblicate nel 1841, dare ancora 176,000 abitanti alle Isole /ont- 
ehOy 555,000 al ducato di iVossau, non accordare che 12,400,000 
alla fnonoroftta Pnisitana, e 52,000,000 all'tinpefo d'Austria; non 
stimare la popolazione dell'isola di Porto^Rico che a 140,000, e 
quella di tutte le eccome Neerìandesi che a 5 o 6,000,000; mentre 
che quelle stesse geografle portavano ad 1,600,000 abitanti quella 
del ChiH, a 2,500,000 quella delle Provincie-Unite dd Rio de la 
Piata, ed a 400,000 quella dell'arcipelago di Sandwich? In un 
quadro deli' Europa , esteso da uno de' più rinomati geografi 
d'Alemagna, quadro in cui tutte le popolazioni sono calcolate 
pel primo di gennaio 1858, non si danno al ducato di Modrti'^ 




I!ITKODUZIO?(E. IXXVII 

ebe 411,000 abitanti , ed 82,000 al fnineipato di JÀpporDetfnM; 
oa documenti autentici che abbiamo sott' occhio ne accordano al 
primo 409,000 pella fine del 1826, e 487,542 peUa fine del 18S9! 
e ne danno 92,000 al principato di lÀpporDetmold fin dal princi- 
pio del 1827. Cosi troviamo pure nelP eccellente Calendario di 
Gotha, pel 1843, sì ricco da qualdie anno in documenti statistici 
officiali, che la popolazione di quel principato sommava già a 
102,084 abitanti nel 1841. 

Ih una geografia elementare egli è ben più importante V of- 
frir dati statistici comparabili ed esatti, benché non afiktto recenti, 
che dame di questi, ma in parte erronei e non comparabili, pei- 
repoche diverse a cui si riferiscono. Iniatti veggemmo due stati- 
Itici dotti e coscienziosi, i sigg. Worcester e Quetelet, preferire 
dorante alcuni anni di diure màVAmmisan Almanac e neU'iffiRiuir»o 
defi'Qgieroatortò di BrusseUe, i quadri statistici del nostro Cbm- 
pendìo a Geografia, malgrado l'epoca un tantino invecchiata afia 
quale se ne riferivano gli elementi ; ed il coscienzioso compilatore 
del Bengal and Agra Guide and Gautteer , pubblicato a Calcutta 
sotto gii anspicii del govemator generale, riprodurre nel 1841 tutti 
i principali elementi statistici della nostra Bilancia Politica dd 
Gkbo. I nostri numeri, benché si riferiscano ad un* epoca già da 
16 anni trascorsa, non scemarono d'esattezza e d'nnportania rispet- 
tiva. IK altronde il posto dei varii paesi, gli uni rispetto a^i altri, 
BOB soggiacque d'allora m poi ad alterazioni sensibfli, quantunque 
ciascoBO abbia progredito ndla via che g^ era tracciata Adla sua 
posizione geografica, dalle* sue istituzioni e dallo stato sociale dei 
suoi rispettivi abitanti. Furono queste considerazioni che c'indussero 
ad offrile pei varii Stati e Territori! ééi' Unione le popolazioni asso- 
lute e relative, calcolate pella fine dd 1826, che nel Compendio ab- 
biam date in seguito al censimento che allora se ne pubblicava mentre 
la nostra opera stava tuttora sotto i torchi. Facendo in tal guisa 
retrocedere le popolazioni di quella fiorente parte del Nuovo^ondo, 
gli eleaienti della sna statistica saranno in ogni punto paragontbSii 
coD quelh degli altri Stati del Globo. Ma credemmo iure ima seda 
eecezione intomo alfa Francia, nelfai descrizioBe della quale demmo 
i risultati dell'ultimo censimenlD, benché nel quadro statistico. ge- 
nerale d'Europa abbiamo conservati ^i dementi del 1826 per 
rcBdere questo quadro paragonabile in tutte le sue parti. 



XXXVUI INTRODUZIONE. 

Alcuni fatti nuovi di cui s'arricdii la scienza, alcuni errori che 
ci erano sfuggiti per esserci attenuti ad autorevoli dotti nel 
calcolare la superficie e la popolazione di alcuni piccoli Stati d'Ale- 
magna e d'Italia, ci determinarono nullameno a modificare alcune 
parti di questo lavoro; ci limiteremo ad accennare le suporficie 
dei prindpaH di Monaco, di Servia, degli Stati PùnUfidi, della 
repuòòb'od di Francfort, ecc., che, per questi Elementi, calco- 
lammo noi stessi, e le popolazioni del ducato di Modena, del 
principato di lAppa^Detmold, ecc., che assistiti da documenti au- 
tentici rettificammo pello stess'anno. Nel Saggio Statistico sulle 
BibUiotei^ di Vienna, femmo conoscere il preteso censimento che 
ci aveva fatta stimar minore la popolazione dell'inipero d'Austria, 
e i documenti officiali ai quali ci attenemmo per correggere 
detto errore. Ma per motivi che qui troppo lungo sarebbe l'e- 
sporre, fummo d'avviso, che relativamente alle città era più con- 
veniente dare le popolazioni più recenti che ci fosse stato possi- 
bile di riconoscere. Egli è perciò che pella Francia diemmo quelle 
del i84i ; pell'i^ustrta, quelle del 1840; per gli StaU^Uniti, quelle 
del 1841 ; pella monarchia Prussiana , qudle che uno statistico 
riputatissimo e coscienzioso , il sig. Dieterici , calcolò pel 1839 ; 
pella Russia, le popolazioni officiali che si riferiscono all'anno 1838. 
Intorno a quest'ultima dobbiamo fare un'osservazione per evitare 
i rimproveri che potrebbero venirci diretti, veggendoci accordare 
alle sue città principali popolazioni cotanto diverse da quelle che 
il sig. Berghaus fece testé di pubblica ragione col suo Grundriss 
der Geographie; cosi noi portiamo a 8,600, a 43,000, a 20,000 
ed a 34,000 abitanti , le popolazioni di Simpheropol, di Kichinev , 
di Penza e di Berditchev, che quel dotto statistico riduce a 4«200, 
a 20,400, a 10,S00 ed a 8000 abitanti. L'autorità che invochiamo 
in nostro favore è il Calendario in lingua russa dell'^ccacfetma 
delle Sdensse di Pietroburgo peli' anno 1841, che presenta, da 
quanto ci viene assicurato, il ristretto del bel lavoro del sig. Kop- 
pen sulla popolazione dell'impero dietro il censimento generale 
fattosene nel 1838. 

Ci rincresce di non aver potuto dare pelle città del Regno- 
Unito le popolazioni dell'ultimo censo; quelle che più scritti perio- 
dici s'affrettarono di pubblicare, non c'inspiravano alcuna fiiducìa, 
poiché applicavano alle città la popoluione totale del Regisirw'& 



iNTfiODtZlO.NC. XXXIX 

(ìistricU, di cui le medesime sono il capoluogo. Cosi, per esempio, 
si trova in un lavoro statistico pubblicato a Londra nel 1842, che 
la citti di Holywdl conta 40,787 abitanti, quandocchè, secondo 
censo del i831 , la sua parocchìa aveva una popolazione di 8,969 
abitanti riuniti e dispersi, e che tutto il contado di Flint in cui è 
situata, non ne contava in quell'epoca stessa che 66,547. 

Insistemmo ripetutamente, nei nostri lavori geografici e statistici, 
»ulle dìffieoltA immense che incontra il geog^o nel precisare il 
novero della popolazione ddle città fuori d'Europa* Le ricerche da 
noi fatte ci dimostrarono, che si dà quasi sempre per popolazione 
d'una città, non solo quella del suo circondario (banlieue), ami 
per fino alle volte quella di tutto U distretto ed anche di tutto il 
cantone. Cosi il sig. Codazzi, nella sua beUa statistica di Venezuela, 
non dà alla dttà di Maracaibo che 14,000 abitanti, mentre molti 
altri geografi gliene danno 25 a 28,000, numero che non può 
appartenere che alla totalità della popolazione vivente nei limiti 
del 800 cantone; diffatti quel dotto statistico fa di 272 leguas 
quadrtfe la superficie del cantone di Maracaibo e non porta la 
sua popolazione che a 26,881 abitanti. Potremmo citare infiniti 
esempli di questo genere per questa parte d'America e per molte 
ahre puranco. Dobbiamo insistere «j^uindi sul modo Incerto col 
<iuale talora decliniamo la popolazione che ci pare dover essere 
attribuita alle città che menzioniamo. Le 500 case che il sig. Le- 
guévd dì Lacombe accorda ad AndevouranUj le 600 e le 800 che 
assisa a Bombeioc e a Mouzangayey nell'isola di Madagascar, di- 
mostrano quanto si è nell'errore quando, attenendosi ad asserziom 
arrischiate o relazioni antiche, si continua sempre a far ascendere 
a più migliala gli abitanti deUe città marittime di quella gran terra 
insulare, intorno alla quale testé il sig. di Froberville ci trasmise 
tante nozioni. 

Non abbandoneremo il tema importante della popolazione senza 
fiore on'oaserrazione ancora. Vogliamo parlare della somma a cui 
^tedemmo poter fissare il novero della popolazione del globo petta 
fine del 1826. Dopo ciò che testé venne da noi esposto, agevol- 
nenie scorgesi che quella cifra totale per esatta o precisa che 
cembri, non può essere che una semplice approssimazione. Ma 
n era impossibile il presentarla diversa, poiché dessa é il risul- 
tilo dell'addizione di più somme precise e d'altre più o meno 



XLII INTRODUZIONE. 

autore deW Istoria Militare degli Elefanti, sig. Armandi, antico 
colonnello d'artiglieria ; il sig. De Laroquette ci era cortese d' im- 
portantissimi dati sui regni Scandinavi. Finalmente dobbiamo a! la 
gentilezza di molti ministri e residenti alia corte di Francia degli 
Stati Transatlantici, le modificazioni e le addizioni importanti che 
femmo alla descrizione delle Due-Americhe. 

Ci duole che i ristretti limiti di questi Elementi non ci abbiano 
permesso di valerci quanto l'avremmo bramato delle opere dei sigg. 
Humboldt, Rose, Helmersen, RiUer^ Erman, Kupffer^ Eichwald, 
Dubois de MontpereuXy Texier, CaXUer, Bwmes^ Ainsworth, Moni- 
gomery-Martin, Masson, Vigne, Ratolinson, Hugel, Prokesch-Osten, 
Gaimard, Marmier, Santarem, Russegger, Wood, Chesney, Ale- 
asander, Michel Chevalier, Ad. Blanqui, Guillaume TeU Poussin y 
Schomburgk, Stephens, Spix e Martius, Laplace, d'UrviUe, ecc.; 
delle pregiate monografie statistiche di ViUermé, Quetdtt, Be- 
noiston de Chàteauneuf^ Csiimig, Becker, Blumenbachy Giuseppe 
Ferrano, Salari, Cevasco, Repetti, Zuccagni Orkmdini, CacioppOy 
Bianchini, Cagnazsi, ecc.; come pure di que' magnifici lavori che 
molti governi fanno eseguire a loro spese, come le pubblicazioni 
officiali di varii ministerii in Francia, nel Belgio, in Inghilterra, in 
Russia, ne' Paesi-Bassi, negli Stati Sardi, nell'India Inglese, ecc., 
e di quei non meno importanti eseguiti a Vienna, nell'ufficio di 
statistica amministrativa dell'impero d'Austria, e che ci vennero 
comunicati. 

A queste citazioni dovremmo aggiunger quella di molti scritti 
periodici, Umto politici quanto scientifici, nonché i bullettini di alcune 
dUte società, da cui traemmo qualche fatto importante. Farebbe 
d'uopo accennar anche le dotte prolusioni pronunziate nelle annue 
tornate d'apertura dai presidenti e dai segretarii generali delle Soctetò 
di geografia di Parigi e di Londra, nelle quali i De Larenaudière,i 
Jomard, D'Avezac, Des Yergers, De Laroquette, Berthelot, ece.,{ 
gli Hamilton,. Greenough, Washington, Renouard, Jackson, ecc.,] 
presentano annualmente in un sunto conciso ed eloquentie l'epilogo 
de' più importanti acquisti di cui la scienza ebbe ad arricchirsi. 

Non abbiamo già la presunzione di presentare ai lettori un lavoro 
perfetto. Ma pelle cure che vi dedicammo, ci lusinghiamo « chts 
malgrado la sua ristrettezza, evitammo Tommissione d'ogni qua-* 
lunque punto generale veramente iroportaote, come crediam pure 



IINTRODUZIONE. XLIII 

d*aver epilogati nello spazio minore possibile il maggior numero 
di fatti geografici, il cui insieme costituisce la scienza nell'attuale 
suo stato. Cosi, sebben questi Elementi non siano stati scritti 
coU'intendimento di offrire ai nostri lettori una Geografia Fisica , 
Cornmerdalef Industriale, Militare, o Biblica, procurammo nulla- 
meno di esporre i punti culminanti di queste varie maniere di trat- 
teggiare la descrizione della Terra. 

Lungo soggiorno sotto altri cieli non ci faceva stranieri al bel 
paese che ci fu culla; naturai desiderio pertanto il divisare una 
edizione nella italiana favella di quest'ultima nostra fatica, che le 
molte veglie, gli uomini ed i documenti consultati ci fanno tenere 
io conto della meno imperfetta che la nostra penna abbia vergato. 
Per cotale impresa ci si offriva la casa Giuseppe Pomba e Gomp. 
di Torino, nome questo ben noto e benemerito fra gli editori ita- 
liani. Da essa veniva afiìdata la versione dell'Opera tutta, quale si 
trova nell'edizione di Parigi, al sig. Giorgio Brìano, riserbandoci 
soltanto l'ultima revisione del lavoro di questa gentile e valente 
penna. 

Una tal cura non era troppa in un'opera che per l'argomento 
suo tratta tante e si diverse materie, piena di appellazioni tecniche 
e nomi proprìi spesso strani ed anche barbari. Ed essa ci porse e 
ci porge tuttavia, lo diciamo con vera esultanza, l'occasione di no- 
tare la diligenza dell'esimio traduttore e del valente tipografo, e 
la sollecitudine della società editrice, ai quali siamo lieti di offrire 
io queste parole l'espressione della nostra riconoscenza. 

Ora quest'Opera che riassume il frutto degli studii geografici di 
tutta la nostra vita, e le cure di persone per ogni riguardo stima- 
bili, noi ro£friamo a tutti gl'Italiani in generale; e particolarmente 
ai buoni il cui numero è troppo più grande che certi stizzosi non 
credono; l'offriamo particolarmente ai giovani schietti d'animo, 
amanti del bene e dei severi studii in cui stanno tante e sì nobili 
speranze. 

Sniano, {o luglio 1844. 

Adriano Balbi. 



2 PRINCIPII CENTRALI DI GEOGRAFIA. 

al nostro, muovonsi moDdi innumerabìli, o pianeti. Da questa ipotesi 
cosi probabile delFastronomia, nasce la più alta idea che Tuomo possa 
concepire dell'onnipotenza del Creatore e della suprema sapienza del 
fattore di un'opera così meravigliosamente ordinata, così magnifica e 
così Tasta. 

Il solo sistema, cbe gli astronomi sian giunti a conoscere con cer- 
tezza, è quello che ha per centro il nostro sole, e chiamanlo perciò si- 
stema solare. Quest'astro luminoso conta il pianeti, iS satelliti e un 
numero indeterminato di comete, cbe girano intomo ad esso per effetto 
di gravitazione, ricevendone luce e calore. 

La linea descrìtta da ciascheduno di questi corpi opachi, cioè a dire, 
oscuri per se stessi, sia intomo al sole, sia intomo a' pianeti prìncipalì, 
chiamasi orbita; quella della terra è detta eclittica, I pianeti e i loro 
satelliti hanno una figura sferica, tranne la Terra, Marte, Giove e Sa- 
turno, la cui sferoidicità fu accertata. Questi corpi girano sul loro asse 
mentre compiono la loro rivoluzione intomo al sole od al loro pianeta 
principale. 

La Terra che abitiamo è uno di questi pianeti; è dotata come gli altri 
di due movimenti. Dobbiamo a quello di rotaziotie ch'essa compie in 
25 ore, 56 minuti e 4 secondi, il movimento apparente del sole che 
produce l'alternare del giorno e della notte; dobbiamo a quello di ri- 
voluzione intomo al sole o al suo motnmento annuale, che ese^isce 
in 365 giomi, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi, il movimento apparente 
annuale del sole, che produce le alteme stagioni. 

Il sole sorpassa di gran lunga in massa quella di tutti ì corpi che 
girano intomo a lui presa insieme. 

I pianeti possono dividersi in due classi : gli apparenti e i telesco- 
pici. I primi sono visibili ad occhio nudo e furono conosciuti fin dalla 
più remota antichità; i secondi non possono essere veduti se non col 
mezzo dei telescopii, e furono scoperti solamente in questi ultimi 
tempi. E questi sono : Urano scoperto da Herschel nel 1781 ; Cerere 
scoperta dal Piazzi nel i801 ; Pallade dall'Olbers nel 1802; Giunone 
dall'Harding nel 1804; e Vesta dall'Olbers nel 1807. 

Tutti questi pianeti, come già abbiamo detto, sono altrettanti corpi 
opachi, i quali non sono visibili se non perchè riflettono la luce del 
sole; tutti si muovono intorno a quest'astro, da occidente a oriente, in 
orbite quasi circolari e pochissimo inclinate all'eclittica. Solamente i 
quattro pianeti ultimamente scoperti. Cerere, Pallade, Giunone e Vesta 
se ne scostano più di 9°, cioè oltrepassano i limiti dello zodiaco. 

Le orbite de' pianeti non essendo perfettamente circolari, ma ellitti- 
che, ne risulta che un pianeta non è sempre alla stessa distanza da 
sole. Chiamasi distanza media quella che (iene il mezzo fra la più 
grande e la più picciola. 



DEL SISTEMA DELL*U!«IVERSO. 5 

DicioUo globi più piccoli dei pianeti primarii girano intorno a 4 di 
questi ultimi e girano pure su di se stessi, ma lentissimamente. I mo- 
derni astronomi li chiamarono satelliti ovvero pianeti secondarii. 

Gli antichi non conoscevano che un solo satellite, e questo era la 
Luna, che a torto riguardavano siccome un pianeta principale. I mo- 
derni hanno scoperto gli altri 17. Giove ne ha 4 che gli girano intomo, 
Saturno 7 e Urano 6. Percorrono tutti la loro orbita in un piano al- 
quanto inclinato su quello del pianeta di cui seguono le leggi e girano 
intorno ad esso nel senso del suo movimento di rotazione. Saturno, 
oltre le sue 7 lune, è circondato da un immenso anello; secondo la 
scoperta fatta a Roma nel 1838 dagli astronomi del collegio Romano, 
quest'anello sarebbe composto di sei-anelli concentrici. 

Le terza classe dei corpi opachi appartenenti al sistema solare, sono 
le comete. Questi corpi, che furono in ognitempo argomento ai terrori 
del vol^o, che li considerava come presagi di guerra, di peste e di altre 
grandi calamità, sono i meno conosciuti fra i corpi celesti del nostro 
sistema. Pare che si muovano tutti intomo al sole in una curva par- 
ticolare della quale quest'astro occupa il fuoco, e che questa curva sia 
un'ellissi molto eccentrica, che taglia Teclittica ossia l'orbita della Terra 
in tutte le direzioni. Devono le comete il loro nome alle code ed alle 
dmne dalle quali sono spesso accompagnate , e che talvolta sono 
di una prodigiosa lunghezza. I moderni astronomi sono giunti a de- 
terminare il tempo che alcune comete impiegano a compiere la loro 
rirohuione intorno al sole. 

Le eoUettazioni o asterismi sono figure al tutto arbitrarie, che sup- 
poDgonsi disegnate sulla superficie concava apparente del cielo e alle 
quali si annettono le stelle che vi si trovano comprese, a fine di più 
^cilmeote riconoscerle: sono esse. animali, stromenti, uomini ecc., 
ai quali i primi astronomi consacrarono certi spazii celesti, ma in ge- 
nerale senza dar loro il menomo rapporto colle figure reali che for- 
mano gli astri. Alle 48 costellazioni degli antichi, Bayer e Evelio ne 
aggiunsero 12 ciascuno; Halley 8; Lacaille 16; ed altri astronomi più 
recenti 12 ; dimodoché la sfera apparente del firmamento è ora com- 
posta di 108 costellazioni. Nelle antiche trovansi le stelle più notabili. 
Chiamansi oostelkuioni zodiacali le 12 seguenti che formano lo zodiaco, 
edeeconeinomi: VArietey il Toro, ì Gemelli, il Gambero, il Itone, 
bt Vergine, la Bilancia, lo Scorpione, il Sagittario, il Oapricomo, 
acquario e i Pesci. 

La tavola seguente rappresenta le rivoluzioni sideree, le distanze 
n)edie\lal sole e il volume di tutti i pianeti e della Luna, facendo notare 
tottavia che la distanza media di quest'ultima è la sua distanza media 
<^U Terra iqtorno alla quale fa la sua rivoluzione. 



4 rAlNCIINI «BNERM.! DI GA.'ObHAMA. 

TAVOLA 
Dei principali etementi del Sittem* Solare. 

IVlVOfXiUtlQJfl «MMIBM DìBJAVZk MW)U VOLUMS 

io dal «ole io quello dclU Tcfn 

umi, giorni| «re, oiniuIì. miglia gMgnf— >ebiloni«(ri. prew fruttila. 

jou 4,d05»SM.ée 

Muavw 87 23 15' 32,06(>,O0O 59,3|il,494 OM 

Veziebe 224.^6 . 42' . 60,000,000 . 4(4, n<,«H . 085 

LATtRRA 36ff & 49" 82,800^000 4S3,393,333 4 

LiLooa 27. 7 . «y . 207,000. 3«l,a3l . 0.<H« 

MA1TK....4 221 22 49' 426,274,000 233,8.i5J8f 0.(8 

Vesta.... 3. 66 . 4 . . 495,672,000 . 362,3S;55Ì . 0.00004 

On]NOitt..4 428 ^4 9,067,000 405,679,650 0.005 

Cma»....4 . 320 . 2 . . 229,277,000 . 424,587,037 . 0.006 

PÀLX.ADB...4 220 46 230,441.000 426,487,037 0.0i7 

GIOVE ...44 . 345 . 42 . 30' . 432,000,000 . 800,000,000 4^333.1 

SATtmito.29 464 4 27' 790,080,000 4,463,444.4 44 928.5 

0iiASO...8}< 29. 8 . 39' 4,588,800.000 2,942,222,222 76.8 

Permeglio fissare le idee sulle dimemioni e le distante relathre de 
("orpi elM compongono il nostro sistent solare, supponiamo che un 
globo di due piedi (CBeentimetri) di diametro rappresenti ii sole; alien 

MlRCUHlo Stri rapprcwntato da uo frantilo di tiiutpé alla Oìetaaaa ili ^oattor- 
éi«& toM Ci7 metri) ìmX iole. 

VaKXiia, da un pUtUo, «Ila ditUoB» di 23 (eie 4 piedi (A^ m.). 

Li TbrbAj da UD pistlh, alla dìitama di 35 (eie 5 piedi (70 ni.). 

Marte, da ud grostù capo di tptllof a uoa diataoBa di 54 tei» 3 pivél (406 mX 

VstTA, OiuvoRE, Cerimi • Paluw» d» altrtiunti trtméUi di saèki^s « diUtear 
ira83f 400teae(462 • 495 m.)* 

GIOVE, da una mtlarancla m*di0, a una diilanaa di 4 83 iMe 2 piedi (357 m.). 

SaT0«>O, da ttoa pheola mtlaramehf alla diiUnaa dir 833 t«M3pi*di AMO m.). 
• ViAIIO, da «na gr9Mm cUkgimi alla diaiaoaa di 683 leM 2 pì«di (4,332 «.). 

Dietro queste norme, se si oolloeasse il gkbo rappresentante il^ofc 
sulTOBservatorio reale di Parigi , la eHUqia ehe rappresenti Vnm 
troverebbesi a tin dipresso al Panteon, e tutti gli akri pianeti cadrete 
bero alle distante da noi indicate su di ima linee compresa tra ques^ 
due punti estremi. 

CAPO II. 

PMa sfera celeste e de* suoi cerchii. 

Seguendogli astri nel loro movimento diurno apparente intorno ali^ 
Terra, si scorge che alcuni non tramontano mai e che desorivono cen 
chii tanto più pioeioli quanto sono più presao ad un certo punic;, che e 
finge immobile e al quale hawenc un altro direttamente opposto. Gì 
è adunque intorno a questi due punti /fsst, chiamati i poli del mofidc 
che il cielo par girare. La ^tnsa, che si finge condotta dali'onoi «M'aUrci 
è il suo <iss0. Chiamasi astore il gran oercliioilcui piano à ^et^wlì 
colare all'asse ; e paralldi i piccioli cerchii ohasi fingono disDgMtti Ci; 
Tequatore e ciascuno dei poli ; il loro piano è perpendicolare all'asse 



« 



I fnmdiMi tono gvttn eeròW» piirpMdiuoIffr) drequatore « ohe per coit- 
Noguenu iuorooioebknsl Irn loro ol poli. Chiamili arUooììnoh cIm il 
trova dal lato delta ooitt^llaaiono doirOrsa, e aniartioo il polooppoito. 

Il aomiMO della volta celoite, che im cingo da tutte parti o ohe è ie« 
glielo dal prolQAgftin<mfo delta v^rtieain indioata dotta dlreximve detta 
caduta dei eorpi grnvi o dal filo « phmho, ò un punto notabile ohe bì 
chiama ì^umith* Uiieata iteMia verticale prolungata traverio la Ten^ 
dotermina il nadir^ e il piano tangente al globo pel punto dot^ tvemei 
l'uKMorvatore» che ò trovcrKato dnlla vcrlioulo, ò Torissonf^ stìmibìk: 
liitH^il ontZimt$ razùmah il piano oendotto dal centro della Torre in 
linea parallela airorixsonte Heneibllo. 

Il diametro dell'orbila t<«rre8tr«^ etioondo di un valore nullo o appena 
!i<*Aaii)iK reHrfhDnHmto alla di8tonxadt« ci lepara dalle ooiteHastoni, 
ne riwlU che \*a$$f (M mondo può venh* ooniktnrato ftidcome tti prh- 
litngtmeuto deH'Mai UifTmtr$f v rhe i oerchii deicrittl ni>llo nfircf c<^ 
hsh dividono il noiitro fjMxì nella itema guiHa; conierviiio perotò Iti 
ileaM d«neniiii8ilonl« 

L'anroiioiiiki' che ei apprendo t determinare la poslalone delle itelte 
llieo nel cielo, ci apprende pure, per meuo delle proprietà* delle Itnnr e 
MmiU, a trovare il atto del varii pacai della Terra, o, dò che torna 
ulln sCeaao, a (ìaini*e le loro ddsUtni» ddi'$tiuator« e da un primo f»)9- 
fithmno^ ok)è a comptitiipe la loro ìnHH^t e (on^t^id^.Mttitirafido 
ceni H>eM» e gl'intorvaM IV» I eorpi e ho riiplendono In omo, l'uomo 
Khm^e m eonoieere i( gloLio che obita, a disegnare le me diarie paini 
9i\ a tracelare eaattaiiiento lU' linea che iKsroorre au que^ mari rha (ri i 
peremo incomroonaurahili. 

Q lato, eliei ptanett, pcv l'etfatto del loro^ movimento dNirno, preaetv-< 
tono primo al aole eho gli llliim(ntt> è ToKenle od WktmMt^ e il laro'Ohe 
ani naaoondono allora alla lua luoo ò Voc^iàmU od ilpofiin^^; e tm\^ 
ami ì ptanell aottpapoatl alla regola generale, girano tutti nello iteif^o 
am«,.4UaNo>ehe M ceMoo» rtnipetto al polo artico o boreale ha il nord 

• tfétmtr^nè \m hvtt\ik\ dietro il ^mtnodi o il iu(^, alla deitra ToWaMi 

• IWi, adla ilnlatra rg0af(feii(» o'roi;#v«ri. Queiti quattl»o ptmtl fon<^ quelli 
1 tio cliiamanal 1 qmt^o f^nii (mdimit Dioonal punti collaterali i 
ffuaMm Ititermedtl. La loro d^tiominaidoiie è fMrmnta dnlla riimlono dei 
Am< pMil cmHiiinill tra 1 qiiaH ogni punto collaterale è'poato. Coti : 

Tm il NOlb fl I'KST v'i II f^oni'Ktt, 
Tfi i> rtOM) ¥ PoVilIt 9^h U l99fHhthf9A9, 

Tr« il «un « l*uvMT v*è il SuH'OviNitt 

^tMt otto punti, 1 f uattm oardinuli e i quattro ooììal0ni^t anno bn- 
Pip l i nl ii geografl' per jndtcara la poaiaionerlapettivadel pacai, come 
K ddtnniiMsdo i oiAiUni dogllSlati nellaGeograia deaerktlvai 



6 FRINCIPII GENERALI DI GEOGRAFIA. 

Allorché gli astri, che ci servono a determinare questi punti del cielo, 
sono velati dalla notte o dalle nuvole, o che qualunque altra causa 
c'impedisce di scorgerli, la direzione dell'ago calamitato^ col quale si 
costruisce la bussola, ci fa ritrovare quella del polo nord e ci aiuta a 
conoscere i quattro punti cardinali e i quattro collaterali poc'anzi 
definiti, non che i punti intermedii che dividono la rosa dei venti in 
trentadue aree o rombi eguali ; serve ai naviganti per determinare la 
posizione del loro legno in alto mare. 

CAPO m. 
DeUa sfera armillare , del globo terrestre artificiale e dei loro cerchii. 

Per meglio rappresentare la Terra e per ispiegare i fenomeni cele- 
sti, i geografi e gli astronomi hanno inventato due macchine chiamate 
la sfera armillare e il gU^ terrestrey alle quali applicarono i cerchii 
della sfera celeste. 

Vasse del globo è una verga di ferro che lo traversa e sulla quale 
esso gira. Le sue due estremità sono i poli del globo e corrispondono 
a quelli della sfera celeste. 

Il globo presenta 10 cerchii; 6 grandi^ il cui piano passa pel suo 
centro e che dividono il globo in due emisferi eguali ; e in 4 piccioli, 
il cui piano non passando pel suo centro, ne taglia Tasse e divide il 
globo in due parti ineguali. Tutti questi cerchii grandi e piccioli sono 
divisi in 360 gradi, ogni grado in 60 minuti, ed ogni minuto in 60 se- 
condi. Segnansi i gradi con un ^ posto alla dritta e un po' al di sopra 
della cifra che ne esprime il numero; i minuti con un ', e i secondi 
con '\ Basti averlo osservato una volta per tutti i passi di questi Ele- 
menti dove si tratterà di gradi e delle loro suddivisioni. 
Ecco i sei grandi cerchii : 

Uequatore, il cui piano è perpendicolare all'asse e lo divide in due 
parti uguali ; chiamasi pure linea equinoziale sui globi terrestri e £ui 
mappamondi, perchè passa per tutti i paesi, la cui durata del giorno 
ò uguale a quella della notte. Sui globi terrestri l'equatore viea rap- 
presentato da un cerchio molto più grande di tutti gli altri. 

L'ortzzonte, il cui piano è perpendicolare alla verticale, e divìde il 
globo in due emisferi, l'uno superiore, l'altro inferiore. Questo cerchi^ 
serve a spiegare il sorgere e il tramontar degli astri, perciocché quando 
essi cominciano a montare sull'orizzonte dal lato dell'oriente, noi diJ 
clamo ch'essi si levano, e allorquando discendono sotto a questo cern 
chio, diciamo ch'ei tramontano. I poli dell'orizzonte sono lo zenith e 
il nadir. 11 piano circolare, che rappresenta l'orizzonte sul globo terj 
restre, è diviso in parecchi cerchii concentrici, tino di questi rappre^ 
senta le i% costellazioni dello zodiaco , suddivise in 30 gradi ciascuna i 



DELLA SFERA ARMILLARE, ECC. 7 

un altro indica il loro nome e i giorni del mese ai quali corrispondono; 
un terzo rappresenta i 32 rombi della bussola. Abbiamo già veduto 
quali sono i quattro punti cardinali. Aggiungeremo soltanto che le 
denominazioni di levante è di ponente indicano, che il primo di questi - 
punti è il lato dove gli astri paiono cominciare il loro cammino diurno, 
in altri termini levarsi, e che l'altro è situato dal lato dove sem- 
brano nascondersi al disotto o tramontare. 

Il meridiano taglia l'equatore ad angoli retti e divide il globo in due 
nnisferiy detti orientcUe e occidentale. Quando il sole arriva al piano 
di questo cerchio ha percorso la metà del suo viaggio diurno appa- 
rente. Segnansi per l'ordinario sui globi 24 meridiani , cioè uno per 
ogni intervallo di i5® contati sull'equatore. 

Lo 2odiaeo, nella sfera armillare, è una larga fascia circolare che 
taglia obliquamente l'equatore e sulla quale si rappresentarono le 42 
costellazioni di cui parlammo all'articolo dell'orizzonte. Diconsi pure 
1 12 segni deUo zodiaco. Nel mezzo di questo cerchio è descritta Yedit- 
tica^ destinata a rappresentare il cerchio percorso dal sole nel suo mo- 
vimento apparente annuale, ma che segna l'annuo viaggio reale della 
Terra nella sua orbita, dove essa percorre all'incirca un grado per 
nomo. Nei gjobi terrestri lo zodiaco coll'ec/t^ftca trovansi descritti, 
come già abbiam detto, sulta larga fascia circolare che rappresenta 
ronzzonte. 

I co/tir» sono due gran cerchii che s'incontrano e s'intersecano ad 
aogoli retti ai poli del globo o a quelli della sfera armillare. L'uno è 
d^ coloro degli egutnozit, l'altro coUtro dei solstizii, perchè taglia 
l'eclittica al punto, dove si formano gli equinozii e i solstizii. Nei globi * 
lerrestri questi due cerchii sono rappresentati da due meridiani. 

I ^optci sono due piccoli cerchii paralleli all'equatore e che sono di- 
scosti di 23^2757^. Ghiamansi tropici da una parola greca che significa 
girare, perchè quando il sole nel suo movimento annuo apparente vi 
e giunto, pare ch'ei retroceda. Dicesi l'uno tropico del Cancro, e l'altro 
^risilo del Capricorno, perciocché passano per queste due costellazioni 
delio zodiaco. Il tropico del Cancro è nell'emisfero boreale; l'altro è 
nell'australe. Questi due cerchii furono aggiunti alla sfera armillare 
per fendere sensibili i due punti dell'eclittica dove fannosi i solstizii, 
M globi terrestri i tropici vengono rappresentati da due cerchii piìì 
grossi di quelli destinati a rappresentare i gradi di latitudine. 

1 due cerchii polari, cioè Yartico e l'antor^tco, sono due piccoli cer- 
dm paralleli ai tropici e all'equatore, discostì dai poli della sfera o del 
globo terrestre 23^ 27 ST'. n primo è nell'emiisfero boreale, il secondo 
tdl'australe. Vedremo altrove l'uso di questi due cerchii, che sui glòbi 
tmestri sono rappresentati da due cerchii più grojssi di quelli desti- 
a rappresentare i gradi di latitudine. 



8 PRlNClPtl GENKKALI DI GEOGRAFIA. 

CAPO lY. 

Della figura della Jarra, delle 9ue dimensioni e delle kmffitudini 

6 kUitttdini geografiche. 

L'astroDomia c^ios^gna che la Terra è tuia sferoide schiacciatii ai poli 
e rilevata all'equatore. 

Le acabrez^ che troyansi alla superficie della terra non alterano 
seasibilmeiite la sua igura, come si potrebbe credere pooeodo iDeote 
alle catene di montagne di cui è irta. Perciocché le più alte montagne 
conosciute non attingono alFaltezza di 4500 tese (8771 metri). L'altezza 
del Dhawalageri nelI'Himalaya, cbe è la più alta montagna del BHMido 
che siasi misurata, è ji^^ della maggior circonferenza della Terra 
e I fy^ del suo grandmasse. Conosciuto che ebbero gli astronomi la vera 
figura deUa Terra , ne determinarono le principali dunenaioni, e ne 
csicolarono la superfi^cie. Noi desumeremo dalVastronomia queUe che 
sono più importanti per la geografia, cioè la circonfermsa e la super- 
ficie. Quest'ultima è di 16,502,400 leghe mainine quadrate di 20 per 
grado che corrispondono a 148,531,600 miglia qqaidrate geo0rafiehe 
di 60 al grado e a 375,040,000 chilometri» La oiirc^nferensa all'equa- 
tore è di 7,200 leghe marine o di 21 ,600 miglia geogi^hQ corrispon- 
denti a 40,000 chilometri. 

Per (acela descrizione della Ten», cha è lo seo^ d^la gaosrtia, 
hisogiiaTa oominciare a ricom^cer^À suUa superiieiQ, detempinandim la 
posizione dei punti più rilevanti e riferendovi pi^aoia tutti gli ato*^ Gli 
astron9mi e i geografa giunsero a <|uesto siau)tafli«ntO)Qol niea^ dletla 
longitudine e della latitudim* Quesla è la di^tanaa di un piwto. ^na- 
lunqiue dall'equatore ; è dunquieoborap/e, se i4 punto di' eui ai tt^ta è 
nell'emisfero boreale; e4 o^^o/e, seè po«to «i^il'ewisfBrQ aitfiraie. 
Le kmgiMtdine^ è la distanza, di un pulito, qualunque da m^i^rim»- v^e- 
riàiainfi' convenuto- 

Per determuMursh con pi^ci^iene ia longitudine e b laM^ine». ai 4ir 
v4a« dapprinna la supiefffeie* diajl globo in 1$Q faaee a 2s<^ pioaMe a4- 
rec{^a)tiare, 90^ al. i^rd^ ^ 90 al ma di queete cerchi^ $i ebianiMrwo 
questia iasce g^PoAh d^^hlitudine^ e si notarofte^ per vili di perebii'iahia- 
ì0i^qU4MfKimiiff^h. Ciaseun gi^ade T^n^etdirisQ in ^b»» del^ 
minuti^ e. ciascun. mmP^^ in: ^ alice Qbiainate aspondi. Questo nimse 
dmeMifuroopsegppwtoeenpesiiUfBU eecoida^ Roaoias&4mHi'<pie- 
atnaippeEficie in 30Q [peirti ee» ^tnMmiAwmUi^mjfmài^ SacUed» 
arques^ il nen^4i 9fi^ di tm&HwHneif e xeniNm. siiimm mm» 
queUi di letitudine. Per tal 0«ea tu^ta la m^fKim del gM# sii tr«rèi 
coperta di p^alleli e di «meridiani, eosioohd ai potè riportare ctaaoitno. 
de'suoi punti airintersecamento di duo A queste» Hne^o cerclm. Per 



PiXlA rttiURA DELLA TFJiftA, ECC. 9 

conoscere la poRÌzione di un punto qualunque del globo, non si do- 
vette più far altro che trovare aqual fntersecamento ei corrisponde, o, 
ìd altri termini, determinare la iua longiimdinei e laswBiaHiiwUne, 

Ogni grado di latitudine è a un di presso di 20 leghe marine o di 60 
migKa geografiche, oorrispondenti a iil e ^ chilometri. 

I gradi di longiludiQe, BMcndo terminati in punta ai pollinoli hanno 
%kf^ marine, o 60 miglia geografiche se non iotlo l'equatore Di- 
aùBuiaeono quindi ioaeMìhiimente fino ai poli dove imo hamo lar- 
gbeaia veruna. 

La BfMggior latitudine estendo ai poii, non può imi eltrepaaiare W*. 

Vi sono due modi per contare letoogttudini : 1® Socendo il metodo 
d«gli antiebi geografi ancora in uso fra quei d'Alemagna e di altre con- 
tnde 3 consiste a contarli dal primo wieHdiano convenuto^ dM è erdi- 
oariamele il mericNtno dell'isola dei Ferro , e fecondo il givo intier» 
del globe per Tenente : contando in tal guisa, la longitudtae può an- 
dare fino a 360 gradi $ 2^ Secondo il metodo de'navigaiori, ohe è pure 
usato dai geogrsii di Francia, d'ie^bilterra e di altre contrade, le lon- 
gitudini esat.ndo contate dietro questo metodo dai due lati del primo 
meridiano convenuto, nelle direzioni oppesteversororienle everso 
l'occidente, dal ^ fino aHa metà deUa circonferenza, non ne pessone 
aver mai più di i80<>. 

La maggior parte delle nanoni d'Europa si convennero di scegliere 
^tprémomeiridkmo quello ch& passa pel loro osservatorio principale: 
cosi i Franeesi pigliano quelle delfesservalork) di Parigi, gli biglesi 
queHndi eraenificb, gli Spagnueii quella di Cadice , gli Anglo-Ame- 
ricani quello di Washington, ecc. 

Qui mk Untemi^ esservare che la Tecra essendo rotonda , mn può 
avere uè huifhennnèlavgheaxa; ebe per conseguente ledenominasrloni 
di ^onpi/ttdinée latitudine sono per noi improprie, benché noi fossero 
|Mr gK aniehi geograft, i quali ce le henne tramandate ; peroioccbò le 
parti della Terra da loro conosciute stendevansi molto più neHn dire* 
kiene iall'CsI al^Ovest ebe in quetla dal Nord al Sud. 

AgghBDgerenia inoltre ebe le due misure di Itmgitudine^ àk tatHu- 
dine iian4anno eie In poaisioae del luoghi suMa superfloie della Terre, 
anpponeiido ch'ella sia'pinne^ Pep avere la lere vera pesiaione, biee^ 
pacenoseere un teno> elemento ; %dèh\eirO'diimensimie^wrtimìe^ 
detta oHiiHdffM^ eesia la misura* dell-'ulfis»» l»ro ini ÌHeellodetmmB: 

C" itouMnte' é éàìWf maggiore importanza, eome quella ebe oental^ 
potentemente a determinare il elfmo fisiee dei luoghi, ebe nei 
«i^enio laèrelte eeeere al tutto diverso dal clhna aserenmnioei. 



10 rRINClPIIGE.NERALI DIGEOCIIAFIA. 

CAPO V. 

DeUe carte geografiche e delle principali misure. 

Vedemmo come, col determinare i gradi di longitudine e di latitu- 
dine, i geografi sien pervenuti a riportare sul globo tisrestre artificiale 
i diversi punti del pianeta che noi abitiamo. Ma i grandi globi sono 
stromenti spendiosi ed incomodi ; i piccioli non porgono particolarità 
sufficienti. Fu dunque duopo ricorrere a tavole che, su di una super- 
ficie piana, dessero una rappresentazione del globo e delle sue piarti. 

Le carte geografiche rappresentano o tutta la terra od una parte di 
essa, od una sola contrada : nel primo caso han nome di mappamondi^ 
e, allorquando hanno la forma circolare, pkmisferii; quelle della se- 
conda classe sono dette carte generali ; le altre sono carte partieolari. 

Ghiamansi carte geografiche quelle che rappresentano le terre ed i 
mari, od una parte di terra qualunque; chiamansi poi carte idrograr 
fiche nautiche quelle che, omettendo le particolarità dell'interno delle 
terre, danno, con minuta cura, le coste dei continenti e.ddle isole, i 
menomi scogli de' mari, f^\ scandagli olb profondità dell'acqua, ì 
fiumi, con tutti i loro diversi rami e tutte le circostanze del loro corso, 
affine di guidare i naviganti. 

Fra le carte speciali ve n'ha che offrono una provincia con totle le 
sue notabili circostanze: sono carte corografiche. Se l'autore entrò in 
tutte le particolarità della natura del terreno, o se pure ha ritratto le 
abitazioni isolate, e rappresentato minutamente le strade e le acque, 
sono carte topografiche. 

Un atlante^ generalmente parlando, è la riunione dì più carte, 
ciascuna delle quali in particolare forma un tutto, e che non possono 
unirsi. 

Ciascuna carta, qualunque ne sia la dimensione, è in qualche rap- 
porto colla grandezza reale del globo. Questo rapporto è indicato da 
ciò che chiamasi una scala. È questa una linea gradata, la cui lun- 
ghezza e divisione mostrano a quale spazio , preso sulla carta, ri- 
sponde una quantità qualunque di leghe, di chilometri o di miglia: è 
ciò che mette in grado di valutare le distanze dei luoghi. Supponiamo, 
p. e., una carta sulla cui scala un miriametro abbia un centimetro di 
lunghezza ; le distanze prese su di una tal carta saranno alle distanze 
reali dei paesi ch'essa rappresenta, nel rapporto di un eentimeln» a 
un miriametro, cioè che la distanza tra due luoghi, quai si vo^lifto, 
misurata suUa carta, sarà un milione di volte più piccola della distaitza 
reale esistente fra i due luoghi posti alla superficie del globo. Quando 
si vogliono misurare delle distanze sulla carta, bisogna notare il piccol 
cerchio o adiacente o inscritta in ciascuno di questi segni, perciocché 



DELLE CARTE GEOGRAFICHE, ECC. il 

è il punto centrale di questo cerchio che fissa la posizione geografica 
del luogo. 

Ghiamansì misure itinerarie quelle che servono a valutare le di- 
stanze; variano da paese a paese. La tavola seguente offre le misure 
itinerarie più frequentemente impiegate dai geografi, dai marinai e 
dai viaggiatori. Noi ricorderemo che il miglio geografico o cosmopolita 
ed il chilometro, sono i soli che siensi usati in questi Elementi. 



TAVOLA 
Delle prinoipalì misure itinerarie. 



NOMI 



NOMERÒ DELLE MISURE 



delle misore e dei paesi dov'esse contenate in un grado ^ 



LUNGHEZZA 
di ciascuna misura 



iooo in uso. 

Miglio cbografico o cosmopolita . 
FiAiai. 

Miriawutro o gran lega nuwa . 

Chilcmetro o piccola lega nuova 

Lega marina 

Lega comune o geografica . 

yieeola lega o lega postale . 
kLOUCWk. 

Miglio geogrefieo (Meile) 

Miglio del Beno (di 20,000 piedi del 

Reno) ...••••• 

ISPBftO AUSTEIACO 

Ififllo ausiriaeo (Meile) . . . 
MOIABCBU PROfiftlAirA. 

Miglio di Prussia (di 2,000 Ruthen) 
MOSAIGHIA IVCLSSB t CONFEDERAZIONE 

Anglo-Americana. 

Miglio legale (Slatute-Mile) . . 

Miglio ordinario 

MOVABCHIA SPAGNUOLA E REPUBBLICHE 
dtlla dianai AMERICA SpAGNUOLA. 

lega legale (Legna) 

MosAMBiA Portoghese ed impero 
DEL Brasile* 

Lega portogkcsa (Legna)' 
ITAUA 

Miglia geografico 

Miglio fom0no e di $Hre parti d*JtoU^ 
iipcio Russo , 

i'frtt les4h (M 1826) . . . 



all'equatore. 
60 



20 
25 

16 1000 



15 



4 7 70« 
^' 1000 



^4!lJ 



44 'i^* 

^* IOOO 



69 i 
73 



26 J 



in tese 
di Francia 

950/0 

5,U0 7, 

513 
2,850 fo 
2,280 A 
2,000 

3,800 
3,220 

3.892 ,i 
3,864 /o 



822 ,• 
'80 ft 



in 
metri 

^85:2 

^0,000 
4,000 
5,555 
4,444 
3,898 

7,407 
6,277 

7,586 
7,532 



4,603 
1,522 



2,137 i»o 4,167 



18 


3,<67 /o 


6,176 


60 


950 ,-0 


1,852 


75 li 


755 ,'o 


1,472 


104 ,»o«o 


547 li 


1,067 



4S PRISCIPII GEMEBAI.I hi GEOGRAFIA. 

CAPO VI. 

Delle zone^ dei climi astronomici e dei dimi fisici. 

Vedemmo che fra i paralleli all'equatiMre quattiD ve n'ha dialinU 
col DOffle di tropìGi del cancro e del capnoomo, cerchio polare arte*co 
e cerchia polare antartico. Questi cerchi formatto sul globo una divi- 
sione importaatissiina; dividono ia sua superficie in cinq«e faaee^ tane 
che traggono il loro nome dal clima generale. Le due fasce precinte 
dai cerchi polari essendo private del ealore del sole per una gran parte 
dell'anno, posciachè non ne ricevono mai i raggi se non molto obbli- 
quamente, ebbero il nome di zone glaciali. Le due comprese in cia- 
scun emisfero, fra il cerchio polare e il tropico, ricevono i raggi del sole 
meno obblìquamente che le zone glaciali, ma non mai verticalmente: 
queste sono le zone temperate ; finalmente la fascia circoscritta dai due 
tropici, ciascun punto dei quali passa due volte neiranno sotto al sole, 
e riceve continuamente i raggi di quest'astro in una direzione poco 
obbliqua, ricevette il nome di zona torrida. 

Gli antichi geografi facevano spesso uso di una divisione della Terra 
in climi, che essi fondavano sulla durata del giorno paragonata a quella 
della notte nel solstizio d'estate. In questa divisione, che è quasi aiffatto 
abbandonata dai geografi moderni, i climi si r>ontano per differenza di 
mezz'ora fino al cerchio polare, dove le differenze succedonsi più ra- 
pide; e allora contansi per mesi. Igeografi chiamano questi climi, c^mu 
as/ronomtct o matematici, per distinguerli da quelli che chiamano fi- 
sici. Questi sono formati da varie cause, un complesso delle quali 
riunite forma le qualità atmosferiche dei diversi luoghi della Terra, 
fihe sotto quest'aspetto presentano non pure differenze grandissime 
tra di loro, ma che spesso sono anche in opposizione coi climi 
astronomici, ai quali quegli stessi luoghi appartengono. Gli àoosl ohe 
sotto l'equatore nello stesso centro della zona torrida si possono tro- 
vare tutti i climi polari salendo tant'alto da oltrepassare i limiti delle 
nevi che mai non si sciolgono. Un miglio di elevazione sui livello del 
mare produce una differenza ben più grande nel clima o nelhi tem- 
peratura, che non farebbero 20 gradi di latitudine. 

A nove sì possono ridurre le cause principali dei climi ^sici,^ cioè : i** 1' %sÌDae 
del sole •oU'atmosfera ; 2^ U temperatura propria- 4ti gioito r ^^ l'clf ifM^i^ d%\ 
terreno sul livello dell'oceano; 4^ il pendio generale del terccnlo •> la ana p^iaioot 
partìeolare; 5® la posisione delle sue montagne relativameota ai pantì caedsBali; 
()V la vìcinansa dei gran mari e la loro aituaaiobe relativa; 7* la oafara geologica 
.del suolo; 8® ti grado di coltura e di popolaiione a cui è giunto un paese; ^ i 
venti che vi dominano. 

La soaa torrida non ha che due stagioni, l*una arid^t I^allra piovosa f ìa prima 
vien riguardala come la state, l'altra come il verno di querelimi; m$ sono in di- 
retta oppositiune coirest^itr e col vomo celesti; perciocché ìviUi>pio^g|it'a<»BQmpa|paa 



DELLE ZOn£, DEI CLIlll ASTftONUSIICI, ECC. ì 5 

stm^rt U sole; dimodocli^y »|]orqo«Bdo ^i»cal*«slro trovasi nei «egai Mllevlnooali, 
U egalnd* al nomi <il«Ua lioe* baooo U loro •lagioaa piovosa. Par* clie la pre* 
MiuM ileJ aolc alJo aenìlb di upa coalrada «i scddi, • rarifichi contiBaaineDte l'al- 
tmukn ; TcquilibcM «àea rotto «d ogoi istasle } i' aria fradda dello coatrada piò 
vicioe ai poli ri a attirata ad ogai numMOto ; vi condensa i vapori sospesi aell'al* 
«Oi&raf vi eiislOBO dunque pioggie quasi continue. Le cooinde della «oaatorrida^ 
dove non «'alsano vt^f^ri, json conoscon* atagiooi piovose. 

l» lacalilà, a aoprattatto la alta eateoe dei nBonti che arrettaao o stornano i moa* 
Mw e i veali^ iaflniaooao ai&tlamente sulla stagioni fisiche della sona torrida^ che 
fpMso rinlcnrallo di poche miglia separa la stale dal verno. In altri luoghi vi ha dna 
iUgioaì piovose a due aride, che vengono dialiate coi noaai di grande e di fùeQia, 
U calore è quaH aempre lo slcaso a 40 o 45 gradi dalla linea equinoaiale. Ma 
verso i Iropict si sente una differente tra la temperatura efae regna nel ponto in 
<tti il sole è allo senitb, a quella che ha luogo quanda , nei solaliaio o|ipoalo , i 
■if§i dell'alilo diuroo cadono tolto un aagolo che è più ottuso di 47 gradi ; parò 
ti potrebbe con Polibio dividere la nona torrida in tre altre. La sona equatoriaU 
propriamente detta è temperata, se paragonasi alla ix>na del tropico del cancro^ 
^'*">P^^9 generalmente parlando, delle contrade più calde e meno «httabili della 
ttrrs. La sona del tropico del caprteoma contiene poche terre ,- ma aembra che 
npporti calori momentanei fortissimi. 

La maggior parte degli antichi, poco badando all'osservamoue di Polibio, cre- 
dettero che il calore andasse crescendo dal tropico verso l'equatore. Conchiusero 
prroA che il messo della sona torrida eca inabitabile. Si sa aggi ohe parecchie 
circoitaace concoreooo a formarvi una temperatura «opportevole. Le nuvole, la 
grandi pìoggie, le notti naturalmente freschissime, la loro durata essendo uguale a 
^odla dei giorni | una forte evaporasione, la immensa ampiessa de'marì, la vici- 
•tosa dei monti alliifiaii a apeaao coperti di neyi «terne, i venti regolari e le perior 
àìck* inondacioni, cootribaiscono egualmente a scemare il caldo. Ecco perchè nella 
sona torrida s'incontra ogni sorta di climi. Le pianure sono riarse dai fuochi del 
^t toltala toste orientali dei grandi continenti, battute dalle eteaie, godono d'una 
lUlca temptmtorai le aantrade elevate sono aoche fredde; un'eterna primavera regna 
Bella valle di Quito^ gli altipiani più rilevati deil'ioteroo dell* Africa hanno più d'una 
«Mtrada dofata di un tal vantaggio. 

HttUa è eha jMveggi' la maestosa hellessa della stata nella- sona torrida. H aala 
Was vffiicalai«9tf j i^travcna^ in un momanto, le nuvole ardenti ^el levante, f d 
einpie la vdlta celeste di una luce abbasliante , il cui splendore non è interrottd 
^dia menoma omhra.La luna splende quivi di men pallida luce; i raggi di Venere 
tMo pie vWi ff pili pptìy la via lattea «pende un chiarore più aeinlillante. A «pieata 
fOBpa da'cieli aggiqngaai la serenità dell'aria, la calma dei flutti, la lussuveg- 
paole vegetastone. le forme gigaqtesche delle piante e degli animali, tutta la natura, 
la Otta parola, più grande, più animata, e tuttavia meno mobile e meno incostante. 
Le lane temperale anno rtatorata dalla fagheaae dolci e svariale della primavera 
e dcU'andiaao^ dai fiiflari moderati della state e dai salutari rigori del verno; que- 
>io iQccedersi delle quattro stagioni non è conosciuto al di là dei tropici, ne verso 
i poli. Anche la parte éìiìh sona temperata boreale, che stendevi fra il tropico e il 
^ di latitudine rassomiglia in molli luoghi alla sona torrida. Fino quasi al 40^ 
it g«Ie neQe pianure non è uè grande ne luogo ; è parimente raro che vi si vegga 
wvieare. Le contrade più alte sentono tutto il rigore del verno; e gli stessi alberi 
wlli pianara perdono* le loro foglie, e rimaogono spegli di verdura nei mesi di 
ai.dicemhn. Ali Àdal 40<> in» al 60« che il «ne^ndeni delie qvattro «ta- 




,,,... 'Europi 

'iitaan tra l'equatóre ed il polo. 

Ptlà"d ai W^ ^ 'fino al 78» (che pare essere il termine delle terre abitabili nel- 
^***«n'han,alaJ) non steonoaee gennralmenle «he due elagiom : si prova un lunga 
* ngido Terno, al quale succedono improvvisamente talvolta calori iniopporlabili. 



i4 PRINCIPII GENERALI DI GEOGRAFIA 

L'mìoo* dei raggi toUri debole io ragione dell'oKbliqaa loro direiioae> ti aecn* 
ranla nei giorni toferchiamente lunghi^ e prodace effetli che non ti aspetterebbero 
che nella aona torrida. Nel verno, al contrario, vedeai l'acquavite gelare nelle camere 
rÌKaldale ; e una aottil croata di shiaccio coprire perfino i lenaoolì de'Ielti. Si trovò 
la terra gelata a 33 metri di profondila. Il mercnrio, rappigliato nel termemetro, 
latcia il grado del freddo indeterminato. Parlati qui degli ettremi e della sona gla- 
ciale in generale. L'ettere etpotto al mcaaodi, o la vicinanaa del gran mare, raddol- 
citee il dima fino ad un grado che parrà incredibile. Bergen, in Norvegia, e lotta la 
ana cotta fra 60* e 62^ dt latitndine, ba l'inverno piovotitaimo, ma raramente o nevi 
o geli ; quetla ttagione è meno rìgoroaa, e vi ti fa minor uto di combattibile che a 
WUmma io Auntim^ a Pmga e a Crmeovim aoMo 48® e 50*> di latitudine. La tona 
fredda gode di una calma atmotferica cbe k tcoootcinla alla regione temperata; non 
boiere, non grandini, raro una tempetta ; lo tplendore d«lle aurore boreali, riflesso 
dalla neve, dittipa le teoebre della notte polare ; i giorni di più meti, benché di 
una magnificente monotona, accelerano in prodigiosa maniera il cretcere della vege- 
taaiooe; in Ire volle 24 ore la neve è futa, e tbocciano i fiori. 

CAPO VII. 
DéUe prindpcdi definizioni geografiche. 

Gettando gli occhi su di un globo terrestre, o su di un planisferio, 
la 'prima cosa che vi colpisce si è Timmenso spazio occupato dalla 
massa d'acqua continua chiamata Oceano^ ricettacolo della maggior 
parte delle acque del globo, i tre quarti della cui superficie esse 
ricoprono. In mezzo all'oceano mostransi parecchie porzioni di terra, 
tutte le une dalle altre separate. Le parti di terra così circondate 
dalle acque chiamansi isole. Fra queste porzioni di terra, tre fannosi 
osservare a prima vista per la loro grandezza, e debbono perciò venir 
chiamate continenti. La più grande è chiamata Ckmtinente Antico , 
perciocché è il primo del quale abbiamo avuto notizia; comprende 
YEuropa^VAsia e V Africa; la seconda è detta Nuovo Continente^ per- 
chè fu scoperta molto più tardi ; chiamasi altresì America; finalmente 
la terza che è incomparabilmente più picciola delle prime due ebbe 
il nome improprio di Nuova^Olanda^ nome che da qualche tempo 
si cambia generalmente in quello di Australia^ e al quale daremo, 
per analogia coi due precedenti , il sinonimo di Continefite Australe. 
Tutte le altre terre che levansi sopra il livello delle acque sono ri- 
guardate come isole. I contomi dei continenti e delle isole che son 
bagnati dalle acque dell'Oceano e delle sue suddivisioni, diconsì coste. 

Isola propriamente detta è ogni terra circondata per ogni parte 
dall'acqua, qualunque sia la sua estensione; il geografo non ammette 
che tre sole eccezioni, che sono i tre continenti dianzi da noi nomi- 
nati. Le isole più grandi del globo sono : Bomeo^ la Papuasia (Nuova 
Guinea), la Groenlandia, Sumatra f Madagascar y Nifon^ Cuba^ la 
Gran-Bretagna, ecc. 

Un picciol numero dlisole poste a poca distanza le une dalle altre, 
od anche unlsola principale circondata da parecchie altre di gran 



DELLE PRINCIPALI DEFINIZIONI GEOGRAFICHE, 1.S 

lunga più pìccole dì essa, formano un gruppo; il gruppo di Media, 
io Europa, e il gruppo di Sumatra, nell'Oceania, possono servir di 
esempio. 

Più isole, di diversa ampiezza, quali abbastanza tra di esse vicine 
per essere in vista le une delle altre, quali anche a maggior distanza, 
formano un arcipelago. Quasi tutti gli arcipelaghi compongonsi colla 
riunione di parecchi gruppi. Tutti conoscono Varcipelago Greco, che 
per antonomasia appellasi l'Arcipelago» Citeremo inoltre V arcipe^ 
lago delle Antille in America, e Varcipelago di SumbavarTifnor 
wWOceania. 

Nel Compendio abbiamo proposto di estendere la denominazione 
à*atU>lo attolone, che da lungo tempo Tuso ritenne per indicare i 
gruppi formanti Varcipelago delle Maldive, a tutte le riunioni d'isole 
che presentano lo stesso carattere. Sono queste isolette basse, ag- 
gruppate su anguste alture sottomarine madreporiche che segnano un 
afvallamento ovale o circolare, ed offrono dei passi più o meno accessi- 
bili alle piroghe od alle navi. Tutte le isole dell'ampe^a^o di Pomotu 
^Pericoloso) e dell'arcipe/a^o Centrale (Mulgrave, ecc.) sono attoloni. 

Una porzione di terra che avanzasi in mare, e che non è attaccala al 
rontioente o all'isola onde dipende se non per un angusto terreno, no* 
masi penisola, come la Morea, la Crimea, ecc. La stretta porzione di 
terra che le impedisce di essere interamente circondata dalle acque è 
UD istmo, come quello di Corinto che congiunge la Morea alla Livadia, 
quello di Precop che riunisce la Crimea al resto del governo della 
Taurìde. La maggiore di tutte le penisole del globo èV Africa, che non 
è attaccata all'Asia che per Vistmo di Suez, Un altro «elebre istmo è 
quello di Panama, che congiunge l'America del Nord o Colombia al* 
l'America del Sud o all'America propriamente detta. L'uso pone da 
luogo tempo fra le penisole la Spagna col Portogallo, V Italia, la Tur- 
''hia Europea al sud del Danubio, VAsia Minore, V Arabia, Vlndia e 
y India Transgangetica ecc., malgrado la larghezza del lato chele uni- 
sce al continente. 

L'estremità di una terra che si inoltra molto avanti nel mare, chia- 
masi promontorio o capo, come il capo Nord nella Lapponia, il capo di 
lifofia^peraiusa all'estremità dell'Africa Australe ecc. Gli sporti meno 
Boosiderabili e poco rilevati éìconsi punte. 

Le montagne sono le più riguardevoli eminenze della Terra e che 
Mio stesso tempo hanno un rapido pendio, o almeno sensibile. Biso- 
pa distinguerle dagli altipiani che sono masse di terra rilevate spesso 
bifidissime, formando allora il nucleo dei continenti o delle isole, ma 
^ mene rapide chine e più ampie. Un altopiano può contenere monti, 
poi e valli ; ve n'ha che sono abbastanza inclinati per lasciar scorrere 

P^que che radunansi alla loro superficie; ve ne sono altri che per un 



16 PRIICCIPII GENERALI 01 CEOCRAPIA. 

lungo spazio serbano lo etesso livello, e dove le acque !i(Ai trovano 
sbocco : s'incontrano altipiani di quest'ultima specie in Europa, piin« 
cipalmente in Croazia, nella Camicia ecc., roa sono di picciole dìmefi-' 
aioni: per vederli in grande bisognerebbe visitare l'impero Cinese, la 
Ptfsia e l'interno dell'Africa e dell'America. Questi altipiani banno 
ordinariamente un livello generale più alto che le altre terre dei con> 
tinenti ; il più vasto ed il più celebre di tutti gii altipiani è quello del- 
YÀMt Mezzana. 1 pendii degli altipiani e de' monti che li sostengono, 
e pei quali si sale ad essi, nomansi i loro dirupamenti. 

Si distingue in un monte o montagna : la sua base o ìì piede, che è il 
sito dove comincia a separarsi dalla pianura; il fianco che forma W pen- 
dio; la groppa che sormonta il fianco ; la sommità che posa suHa 
groppa ; la cttna che corona la sommità; e il punto oulminantB , the è 
l'estremità della cima. Le montagne invece d'alzarsi dalla base alla 
sommità per un insensibile pendio, sono spesso tagliate a gradinS rego- 
lari che chiamansi assise. Quando il sommo di una montagna è ter- 
minato in cono in punta chiamasi ptoc», cocuzzolo, pizzo; un monte 
trovasi spesso designato dalla forma della sommità ; cosi chiamasi 9 
Ptooo dì Teneriffao il Pizzo di Dòme (Puy de Dòme). Una Bommita 
prismatica o angolosa, come nelle Alpi , prende il nome di ago^ di 
dente o di corno ; s'egli è staccato dicesi breccia; tal è la breccia di Ao- 
/amione'Pirenei. Una sommità arrotondata, come parecchie se ne in- 
contrano neUa catena dei Vosgi, chiamasi pallone. Se una sommità ha 
la forma cilindrica, prende il nome di cilindro, come il cilindro di 
Marboré nei Pirenei ; se è schiacciato, come la montagna del Capo 
di Buona Speranza e il famoso Monte Tabor , chiamasi allora tavola 
e spianato. 

IMcesi in*2cafio ogni montagna che vomita fiamme, lave, ecc. ecc., 
qualunque sia la sua altezza e la sua posizione. 

Le montagne sono isolate o riunite in catene, gruppi o sistemi. Una 
catena può definirsi una serie di montagne le cui basi si toccano ; efv- 
pure l'uso e qualche volta l'imperfezione della geografia fecero dare la 
qualificazione di catena a montagne, le cui basi sono divise da grandis- 
simi spazi ; senza uscir dall'Europa potremmo citare alcuna ddie pre- 
tese catene del sistema Scandinavo. Un gruppo è l'unione di parecchie 
catene, ed un sistemai il complesso di parecchi gruppi. 11 punto dove 
le catene deUe montagne si riuniscono chiamasi nodo. Oltre a queste 
due grandi divisioni di montagne esistono gruppi di parecchie catene 
irregolari, che sembrano non tenere nessun ordine nella loro dìresione, 
eniuna delle quali può venir considerata come la catena principale. 
Sono da riporre in questo numero le montagne della Persia e quelle 
dell'asta Minore. 

La linea delle sommità chiamasi il fastigio, o h cresta della catena. 



DELLE PRIHGIPALI DEFUCIZIOIII GEOGRAFICHE. Yt 

Gli avrallamenti tra le sommità formano ciò che éìcmpassaggi; quan- 
do sono molto stretti appellansi passi, colli, strette e gole. Alcuni di 
questi stretti passaggi sono celebri nella storia e nella geografìa antica 
sotto il nome di porte, come sarebbero lepor^e Caucasee, le porte Ca^ 
spitj le Termopile^ ecc. 

Chiamasi valle uno sfondo più o meno profondo tra le chine dei monti. 
La parte superiore delle alte valli ha per Tordinario una grande altitu- 
dine; il che ci condusse a riunirla airaltopiano rispettivo. La geografia^ 
fisica è ancora troppo imperfetta per poter segnare in una distinta 
inanieni la linea di separazione fra Taltopiano propriamente detto e la 
parte delle alte valli che gli appartengono. Perciò nella geografia ge- 
nerale delle cinque parti del mondo abbiamo abbracciato in un sola 
articolo gli altipiani e le alte valli. 

Son dette pianure le diverse parti dei continenti ovvero delle isole^ 
la cui superficie è orizzontale, unita o solamente solcata da leggere on- 
dulazioni poco profonde, larghe ed estese, e ben distinte da valloni o 
valli. Sono raramente di una perfot&a orizzontalità ; la convessità della 
Terra rende ciò impossibile rispetto a tutte le pianure di considerevole 
ampiezza; quasi sempre sono esse inclinate verso qualche punto del- 
Torìzzonte. Le pianure incontransi nelle diverse specie di terreni, t^ 
tutte le altezze al di sopra del livello del mare, sotto ogni clima, e pre^ 
sentano tutti i gradi di fortilità, dalla inesauribile focondità del Delta 
egiziano fino airindistruttibile sterilità della sabbia del deserto. 

Valtezza assoluta o relativa delle montagne avendo importantissima 
conseguenze nella determinazione de'climi fisici,in quella delle stazioni 
dei vegetali e degli animali e nelle rivoluzioni polìtiche che offre la sto«> 
ria de'popoli antichi e moderni, si potrebbero esse classificare nel modo 
seguente: riguardare come semplici co//tne tutte le alture che non ol- 
trepassano 2000 piedi; chiamare montagne basse o di primo ordirti 
quelle la cui elevazione va da 2000 a 4000 piedi; chiamare monr- 
lagne mezzane o di second'ordine quelle la cui altezza è compresa 
fra i 4000 e i €1000 piedi. Le punte che s' innalzano da 6000 a 
10,000 piedi potrebbero chiamarsi secondo Bitter inontì a/pm (A^ 
pengebirge); potrebbersi finalmente schierare con quest'illustre geo- 
grafo fra le montagne gigantesche (Riesengebirge) tutte le sommità 
che oltrepassano questo limite. Le altezze rispettive dei monti valu- 
tansi sempre relativamente al livello dei mari. Da qualche tempo i 
dotti che si occupano di geografia fisica hanno inventato la parola 
altitudine per esprimere senza perifrasi l'altezza dì un luogo o di una 
montagna sopra il livello del mare. Seguitando il loro esempio, noi 
ce ne servimmo in questi Elementi per unità di misura, adoperanda 
la tesa di Parigi e il metro. Le più alte montagne che siensi fin qui 
nùsurate trovansi nell'Himalaya, in Asia, e nelle Ande neir America 
2 



Merìdkinde. Latavobsegueolenpiireseiilauileteeiametoi l'altcoa 
dei ponti cufaninanki del globo e deUe ine cinque grandi dirisimL 

TAVOLA 
Delle più alte montagne del globo. 

KOME E POSIZIOKZ. ^ 

Lo Tca/l«DLAilf ni eoofiù del Bittan « del Tibel y ael- 

l'Htinalaya, catena del sittema ^o/or-/fiiiui/tf/a .... 4,450? 8^673* 

K ti punto culminante conoseiutOt dod aolamenle dd- 
VAsUj ma di tmuo U floh^s i nlaato, cmm il aegMOlCy 
nei confiM dell'isperD CMese. 
I<o DiUWALAGlBl f iui coafiai del Nepal e del Tibet nel- 

l'Himalaya 4,390 8,5S5 

È la più alta sommità misurata 6no a'dì Bottrì, e per eoe- 
•egu4>Bsa il pmmt» «ulmimmnta wdsurato di tutto il globo. 
Lo NaU DA-Deyi, nel Kemaoii, nell'India Inglese, aai confini 

' del Tibet, oAVHtmalaya 4,026 7;g47 

Questa Biantaf na è il punto culwUmmUe di tuttmla trotta 
monnrckim inglese, 
ti \ EVADO DB SuKATÀ, preiso Sorata j nella repubblica di 

Soli via, nel sistema delle Ande 3/M8 7j685 

È il punto culminante non spU deil'Aaariai Xeridào- 
oale, ma di tutto il Huo^o Mondo, 
Il Vulcano d' Acohcagua, nella repubblica del ChUìy tt- 

stema delle Ande 3»745 7,296 

È il punto eulmimnnte di ^etta repubblica ed il pia alto 
vulcano conosciuto di tutto il globo; la ana allessa è tale, 
clie oìirppassa di parecchie centinaia di trae quella cbe 
•▼reblie VEtna, il PV«hWo e l'£e/4i aovrappoati gli uni agli 
altri, perciocché qoettt tre celebri vnlcaoi coti lioniti noo 
danno aooora ae non nn'aliitodine di 31 38 teae (61 1 6 metri). 
U MoxTE MORiAf nel Cambambe , nelH Africa Portoghete , 

' titlema Centrale deH'Afrìcn 2,601^? SfiS72 

Questa montagna è il punto culminante eomaseluto del" 
l'Africa e nello «tesso tempo di tutta la monarchia Por- 
toghese. 
Il Monte Biauco, nelle Alpi Pannina , ad »rgao Sardo ; 

sistema olpico 2,468 4,SlO 

E 1 punto culminante dell'Europa. 
H CuvosG-KosiniBiiA , neir isola Snoutra , nella Malesia 

llc«rl»ndese; sistema Malesiano 2,34S 4»570 

£ il punto culminante miturato di tutta f Oceania, m 
della monarchia Neerlaadese, 

La superficie del globo ^Gre ]iarecclii spazi ineolti e vasti, il cui 
suolo, benché fecondo, non è atto nel suo stato naturale a produne 
grandi foreste, è sprovveduto dì montagne e stendesi in vaste pia- 
BUPe. Queste grandi solitudini differiscono tra dì esse nel loro aspÌBUo 
generale, nei loro prodotti e nella natura della vegetazione. Chìasnaimi 
steppe neir impero Russo , djeagle nell'India , karru$ nella R^one 
deìrAfrica Australe, saoane, llanos e pampas neirAmerica. Soli- 
tudini consimili ma infinitamente meno ampie trovansì nell'Europa 



DELLE WEOlCMfALl »EFI1IUI0KI GI^MANCHE. i^ 

Occidentale, dove si 4à loro il nome di iand^OMMoMomin Franeia» 
come le lande di Bordeaux fra le imboccature della Garonna e dell'A«- 
dour; d'Arendd nella Nuova Gaatiglia in bpagna, é*Haiden nel nord 
deirÀlemagna, ecc. 

I deserti propriamente detti sono spazi, talvolta di un'imm^ia dK 
stesa, affatto sterili, dove i vegetali non possono crescere, dove gli 
uomini e gli ammali non possono sussistere* dotali spaventose solitu- 
diui prive d'acqua e di verdura, divorate da un sole cocente, non of-- 
irono che piani sabbiosi, monti ancora più aridi, sul quali Toccbio io- 
daroG s'affatica a cercare un qualcbe segno di vita. 

Spesso alzasi un vento infuocato, soffoca gli uomini e gli animali, 
solleva e ruota colonne e monti di sabbia, cbe ogni cosa inghiottono 
nella loro rovina, e seppelliscono carovane e, a quel che dicesi, anche 
eserciti intieri. In mezzo a tali oceani di sabbia trovansi degli spazii 
aagusti, bagnati da fontane, ombreggiati da alberi benefici e alquanto 
fertili. Queste felici terre, poste in mezzo a deserti, come isoie in roezaD 
al mari, chiamansi oosi.L'Africa e l'Asia hanno i deserti più vasti dei 
globo. Quello di Sahara nell'Africa gode da secoli di una terribile 
celebrità: è il più ampio cbe si conosca. 

II fiuolo fertile della Terra, la cui superficie non è ingombra dall'ac- 
qua, coprasi tuttavia di maestosi alberi che, raccolti in grandi masse» 
formano quelle cbe noi chiamiamo fareste, favorito soggiorno delie 
belve. Queste foreste naturali, dense ed oscure, non rassomigliano 
a quelle cbe l'uomo incivilito pianta e coltiva ; la vegetazione più ricca 
ogni giorno de' proprii prodotti vi cresce senza ostacoli e presenta alle 
sguardo attonito i colossi del regno vegetale. 

Dicesi Oceano la vasta massa di acque cbe bagna le coste esterne dei 
continenti e delle ìsole che ne dipendono, e mari le sue suddivisioni 
che, penetrando nell'interno delle terre, ne bagnano le coste. Vedremo 
più sotto al capo delle grandi divisioni del globo, le diverse denomina» 
zioni che l'uso e la scienza hanno imposto all'Oceano ed alle sue prin» 
cipali suddivisioni. Qui ci limiteremo a definire le sue menomeparti» 
come le maniche, gli strettif \ porti, le rade, ecc. ecc. 

Quando un golfo a più uscite ha una forma molto allungata , e che 
queste sue uscite sono larghe e non circoscritte da stretti , piglia U 
nome di braccio di mare, o di manica, o dì canale; cosà lo spazio di maro 
compreso tra la Francia e l'Inghilterra dìcesì la Manica o Canale della 
Manica, Quando in un canale le terre s'avvicinano molto tra di esse» 
l'togusto passaggio dì mare che formano chiamasi stretto, come quello 
ili GUnlterra fra l'Europa e l'Africa^ ma allorché avvicinandosi riman- 
gono tuttavia discoste, il sito meno largo o il più ristretto del canale 
pr<'n(ie il nome di passo; tal è il passo di Calais, il più corto passaggio 
<K Francia in Inghilterra. 



SD pRiNCiPii g^néiiàìi di gsograpia. 

Le più piccole quantità d'acqna circondate dalla terra e che offi'ono 
iib TiRigio alle navi contro ai venti o contro «ile correnti , chiamansi 
portij seni, cale o rade. Il primo termine indica un asilo sicurissimo ; 
il secondo si applica a piccioli porti ; diconsi cale quelli di una grande 
ampiezza, che talvolta sono opera deirarte; finalmente la roder non ofire 
ehe un ancoraggio temporaneo, o un asilo contro certi venti ; precede 
sovente un porto, come la rada di Brest, Yi ha pure dei porti che sono 
^sti sui fiumi, più spesso verso la loro foce, ma talvolta pure molto 
distanti entro terra, come i porti di Qu^ìec nel Canada, di Washington 
negli Stati-Uniti, ecc. ecc. Potrebbero chiamarsi porti intemi per 
distinguerli dagli altri, che sono porti propriamente detti , e che po- 
trebbero venir qualificati'porh' marittimi : tali sono i porti di Toionej. 
di Cadice, ecc. 

In qualche luogo, non solamente il mare è poco profondo, ma 
il suo letto ad intervalli si avvicina alla superficie formando dei 
bassi-fondi, o degli scogli, o banchi di sabbia o banchi di conchiglie; 
questi ultimi sono talora di grandissima importanza , come il sog- 
giorno di quei molluschi onde si traggono le perle: i banchi dd golfo 
aperto ài Afanaar all'estremità meridionale dell* India , quelli delle 
isole Barhein nel golfo Persico godono ab antico di una grande ce- 
lebrità. I banchi di sabbia sono spesso frequentati da enormi cetacei, 
e da innumerabili legioni di pesci che vi si recano, come nei luoghi più 
comodi nel tempo della fregola: quelli dì Terranova, di Dogger, di 
Well e di Cromer, neirOceano Atlantico, sono da lungo tempo il oon- 
*vegno di migliaia di pescatori che vi corrono ogni anno e ne riportano 
immense quantità di merluzzi e di aringhe. Altri bassi fondi offrono 
foreste di coralli che l'ingorda audacia dell'uomo imparò a spiccare dai 
fondo del mare; le spiagge della Barberia, e quelle della Sardegna 
forniscono i più pregiati prodotti di tal genere. 

Tra i diversi movimenti che si osservano nell'Oceano e ne'suoi rami, 
ve ne ha due che interessano particolarmente il geografo ed il naviga- 
tore , e che debbono essere mentovati; vogliam dire delle correnti 
e delle maree. 

Le maree sono oscillamenti regolari e periodici, che i mari subi- 
scono per l'attrazione dei corpi celesti, segnatamente per quella della 
luna e del sole. Nelle parti dell'Oceano soggette alle maree esso pre- 
senta ogni giorno due oscillamenti regolari più o meno Ibrti, e di una 
'durata generalmente ineguale. Sulle coste di Francia, il primo di questi 
oscillamenli fa salire il mare per circa sei ore ; giunto alla sua maggior 
elevazione rimane stazionario un quarto d'ora circa. È il momento del- 
l'alto marea o del pieno mare: chiamasi flusso o fiotto il movimento che 
Tha prodotto; ma tosto il mare comincia ad abbassare, impiega circa 
sei ore per ritirarsi , e rimane basso una mezz'ora all'incirca. La 



DELLE PRINCIPALI DEFINIZIOMI GEOGRÀFICHE. Si 

eomnto prodetta da questo abbasaamento prende il nome di ri/luiso, 
di mar calante, ecc. Dopo alcuni momenti di riposo il mare ricomincia 
i montare e presenta di auovo gli stessi fenomeni ^ così, in 24 ore 48' 
nsono dve maree. 

Lecorrend'auddividonsi inoorren^^^nerait e in oorrenti partico' 
tari; cbianMuasi pure i movdmenU praprii del mare. Perciocché la nuig* 
gior parte tanno la lor causa neUo«tesso elemento che ne è agitato. Le 
maggiori sono: la corrente orientale che nella zona torrida porta le 
acque dall'est airovest; il gulf'Sireamf nella parte di mezzo dell'Atlan- 
tico ; e le due oorrenti polari del nord e del sud che portano le acque 
dei mari polari verso l'equatore. 

DtGOttsi hghi grandi ammassi d'acqua circondati per ogni lato dalla 
terra, e senza alcuna comunicazione diretta coll'Oceano o con altro 
mare. Si posaono distinguere quattro specie di laghi. 

ha prima daese comprende quelli che non hanno scolo e non ric^ 
Tono aeque correnti; sono ordinariamente picciolissimi e perciò degni 
di poco riguardo» Si può citare ad esempio quello di Albano presso 
Ronia. 

ÌA seconda classe abbraccia i laghi che hanno uno sfogo, ma noa 
riceron nessun'acqua corrente. Parecchi gran fiumi hanno per sorgenti 
di coUli laghi. Questi laghi sono naturalmente situati a grandi altezze. 
11 ifonoasorotuir considerato come una delle sorgenti del Sutledji, il 
prineipal affluente dell'Indo, è non solamente il più alto di tal classe, 
ma il lago conosciuto più alto del globo, perchè il livello delle sue 
acque essendo a 2770 tese (5399 metri) sopra quello dell'Oceano, la 
sua altezza assoluta sorpassa di SOS tese (588,61) quella del celebra 
MoDte Bianco che vedemmo poc'anzi essere il punto culminante del» 
l'Europa. 

La terza classe dei laghi è grandissima; noi vi poniamo quelli che 
licevono ed emettono acque correnti. Ogni lago può venir riguardato 
come un bacino che riceve le acque vicine ; esso non ha ordina- 
liamente che uno sbocco, e questo porta per lo più il nome della più 
grande fra le riviere che vi si scaricano. Ma non si potrebbe dire con 
proprietà che le riviere attraversano i laghi ; le loro acque si mescolano 
ODO quelle del bacino ov'esse si spandono. Questi laghi hanno spesso 
sorgenti proprie, sia presso le rive, sia nel loro fondo. I grandi laghi del 
Canada sono i maggiori di questa specie, alla quale altresì appar- 
tengono quelli di Ladoga, ó!Onega, di Ginevra e di Costanza in Eu- 
ropa; il Baikal nell'Asia Russa, ecc. ecc. 

La quarta dasse comprende i laghi che ricevono riviere, spessa 
anche grandi fiumi, senza avere nessuno scolo visibile. Seguitando 
l'esempio d'un illustre scienziato, noi proponiamo di chiamar caspii 
^ questi bacini, qualunque sia la loro dimensione, a causa della 



34 PMNCIPII GfiNSaÀLI DI GEOGRAFIA. 

poste occupano i fiumi dell'Europa pan^onati ai principali delle altre 
parti del mondo. La parte media del corso del Niger e le parti superiorì 
^i quelli del Bakf'^UAbiad (Nilo Bianco) e deWIndo sono ancora troppo 
poco conosciute, perchè noi possiamo dar loro un luogo nella tavola. 

TAVOLA COMPARATIVA 

l>ene fuperfioie degli avrallanieiiti e della long^hem dtA corso 
di alcuni de' principali fiumi del mondo. 

w<>.» . m#k«<»..A.. •«•^«. A <»«••, ..«.«.». SDPEBFICIE io LUXGHEZZ.A in 

HOMI B POS1ZIOVB DEGLI AyVALLAMBHTI. j l-i ;i i m 

mig. quad. chil. qaad. mig. cbti. 

Tei^ere, io Italia 5,570 i\),iO\ 200 370 

Senna, in Francia 27,600 77,503 340 630 

Po, in Italia , . 30,000 402,88< 352 662 

Daero, in Ispagoa e Portogallo .... 29,i()0 400,U7 410 813 
Elba, nella Confederazione Germanica . • 42,000 \ 44,033 684 4 ,267 
TRenOf nelle Con federai ioni Svitiera e Germa- 
nica, in Francia, ecc. ecc 65,300 223,937 600 4,4 41 

JEufrate, nell'Asia Ottomana, ecc. . . . . 495,700 674,125 4,492 2^763 
Damuhioy nelle Confederazioni Svizzera e Ger- 
manica, negl'imperi d'Auslria, Ottomano • 

Rosso 234,000 802,469 4,496 2.770 

OrenocOf nelle repubbliche della Nuova Gra- 
nata e della Venezuela, nell'America Meri- 
dionale 284,000 973,937 4,352 2,504 

;^ji Lorenzo t nella Confederazione Anglo- 

Americana e nell'America logie 297.600 4.020.576 4,800 3,333 

;ro/f a, nell'impero Rosso, in Europa . . 397.400 4,362,826 2,040 3,778 

t^tfn^, nell'India, in Asia 434,500 4.490,055 4,680 3,4 44 

AfacittfAsie, nell'America Ingleae .... 444,6004,514,403 2,4203,926 
Amur^ nell'Asia Russia e nell'impero Cinese 582,900 4,998,973 2,380 Ì,407 
X«»a, nell' Asia Russa ...;... 594,4002,038,409 2,4004.444 
'Jenmisseif nella Mongolia (impero Gioese) e 

nell'Asia Russa 784,500 2,690,329 2,800 5,l85 

Tang-tse-Kian^, nell'impero Cinese, in Asia 866,800 2,972,565 2,880 5,333 
La Fiata, nelle repubbliche Boliviana e del- 
l' Uraguay, nella Confederazione del Rio de 
la Piala , nel Paraguay e nell' impero del 

Brasile (America Meridionale) .... 886,400 3,039,780 4,920 3,555 
K)hiy nel Thian-chan-Pe-lu (impero Cinese), 

nella Siberia, nell' Asia Russa .... 924,8003,474,468 2,3204,296 
JVtississippi (Missuri-Mississippi}, nella Con- 

federazionr Anglo-Americana .... 982,400 3,368,999 3,560 6,481 
jima-ione o Maragnon, nelle repobbltche Co- 
lombiane, in quelle del Perù, di Bolivia e 
nell' impero del Bramile ( America Meri- 
"diooalc) 2,018,400 6,924,840 3,080 5,704 

Esaminando questa tavola, le cui cifre non sono pure che approssi* 
^native, segnatamente riguardo all'Orenoco, al Yang-tse-Kiang e ad 
:altri gran fiumi fuor dell'Europa, si vede che la superficie dell'avvaU 
lamento àeW Amaztyne oltrepassa di lunga mano quella di tutti gli altri, 
« che a ragione gii scienziati si accordano a riguardare (fuesta gran 




DELLE I^RtMCIPALI DEFIMIZIONI GEOGRAriCHE. 25 

corrente cernie il maggior fiume del mondo» Vengono poscia il MissiS" 
sippif YObif VYang^tse'Kiang e la Piata, ì cui avvallamenti oltre- 
passano di molto in estensione quelli di tutti gli altri. La superficie 
dell'avvallamento del Volga, che è sicuramente la più gran corrente 
dell'Europa, non è pure il quinto di quella deW Amatone, nemmeno la 
metà di quella del Mississippi, mentrecbè la superficie dell'avvalla- 
mento del Danubio, a torta riguardato da qualche geografo come il più 
gran (lume della nostra parte del mondo, è quasi nove volte più picciola 
di quella della gran corrente del Nuovo Mondo. Che sono mai dopo 
questi gli avvallamenti degli altri fiumi d'Europa paragonati agli av- 
vallamenti dei colossi d'America e d'Asia? Gli avvallamenti della Senna 
e del Tevere non sonò che frazioncelle dell'immenso avvallamento del- 
l'America Meridionale ; perciocché quello della Senna sarebbe 87 volte 
contenuto in quello deir^mazone, e l'avvallamento del Teoere non lo 
sarebbe meno di 560 volte! 

Se si volesse quindi badare alla sola lunghezza del corso di questi 
llumi, si vedrebbe che il primo luogo sarebbe occupato dal Mississippi 
e il secondo dall'i^mazone ; il terzo sarebbe disputato dal Ya/ng^tse- 
Eiang e dal lenissei, e che il Lena, VAmwr e l'Oòt avrebbero senza 
fallo li quarto, il quinto e il sesto. Che la lunghezza del corso del 
yolga oltrepassa di molto quella del Danubio ; che il corso di que- 
st'ultimo non pareggia pure la metà di quello deWAmazone; che il 
corso della Senna è quattro volte e mezzo più picciolo di quello del 
Danubio e nove volte di quello deir^^mazone, mentrecbè il corso del 
Tevere, sulle cui sponde è assisa la città immortale, è quindici volte 
inferiore a quello di questo gigante di tutti i fiumi del mondo! 

Dividendo la superficie terrestre in parti analoghe agli avvalla- 
fnenti de' suoi fiumi e de' suoi mari, si ottengono quelle divisioni na- 
turali primarie, il cui complesso forma ciò che dicesi geografia ad 
(^vallamenti, addizione importante fatta a' di nostri alla scienza il cui 
scopo è la def»crizioue del globo. 

La superficie del globo ofire un gran numero di sorgenti che sommi- 
nistrano ocguemf nero/», cosi dette perchè sono combinate con qualche 
sostanza del regno minerale, in assai gran copia per avere un'influenza 
decisa sull'economia animale, e per dar loro il gusto ed il colore, la cui 
mancanza è il carattere dell'acqua dolce» I preziosi aiuti, che da esse 
trae l'arte medica, danno una grand'importanza a codeste sorgenti ; i 
luoghi che ne possedono sono il convegno di un gran numero di stra- 
nieri e divengono però siti notabili, che non si devono tralasciare nella 
descrizione di un paese« 

L'aria agitata produce ciò che chiamasi il vento; e questo riceve dì" 
versi nomi secondo i varii gradi della sua velocità. Rispetto alla dire- 
^^^ ì venti si denominano in modo afiàtto diverso dalle correnti 



9ft PBiiiciFii aum&Ax.i bi osecRàriA. 

mtfìttiine, perehè, meatre queste ultime pìgKuio lor nomi 4d ponto 
del oorapasfio a eui tendono, le correnti atmosferiche ii tolgono dal 
nome del punto onde Tengono ; cosi un twile M mord è diretUuoaeBte 
opposto ad una comnU nord. 

Si distinguono riguardo alla dorata, i Tenti osMnti dai Tenti vmria^ 
ÌÀH; e riguardo airestensioiie, i Tenti generali ém Tenti portiiofars. 

Vi sono due mortmenti generali e costanti nefli'atnosfeni ; rimo 
regna netta Iona torrida, e porta rariarelatÌTanientn alla Tona, verso 
occidente, in nna diresione coniorme a quella del movimento generale 
dei mari; l'atra die li fo particolarmente sentire nelle zone temperate 
e che trae l'aria polare Terso reqnatore : quest'ultimo moTimenlo |h^- 
duee adunque due eonreati o efilossi polari, simili a quelli già da noi 
osservati nei mari, il moTimento equatoriale dell'atmosfera produce 
)e efesie o il vmio costonle aditesi, eha soffia da ciascun lato dell'equa-» 
tore fino quasi al SS*' o 30° di latitudine, durante tutto l'anno dal nord- 
est e dal sud-est nella zona boreale, e neUa zona anatrale con pkciole 
variazioni soggette al deetinar del sole, tanto nel Grand'Oceaao quanto 
nell'Oceano Atlantico. Questo Tento regolare domina pure ndla parte 
meridionale dell'Oceano Indiano fino al IO» di latitudine sud. Gli è ìa 
questo stesso oceano e nella parte del Graad'Oceano che bagna la Ma* 
lesia (arcipelago Indiano) e il sud-est dell'Asia che si notano i venti 
periodici detti volgarmente monaom dai navigatori. 

I wuti variabdi soffiano da tutte le parti e in ogni tempo dei- 
l'anno; la durata ne varia quanto la velocità. Niun particolar feaone£u> 
li precede ; niuna circostanza li accompagna ; e spesso poche ore, 
pochi minuti bastano loro a perciHrrere tutti i raggi della rosa dei 
venti, senza arrestarsi a niun punto. Cessano improTvisamente, e una 
gran calma succede ad nna furiosissima tempesta. 

n ^ftittmdei deserto di Sahara, ilsnmìÀl dei deserti dell 'Araliia, 
il khamsin dell' Egitto, VhamuUtan della Guinea, il fiord-^MjesI della 
Nuova Galles del sud, il solano di Spagna e lo setroeoD d'Italia, e pa- 
recchi altri venti caldi ed infuocati, sono correnti atmosferiche, nota- 
bili per le loro proprietà e la loro azimie sommamente smiaibsle sulla 
vita degli esseri organizzati. 

Chiamasi Stato quello spazio più o meno grande della superficie ter» 
restre, i cui abitanti sono insieme congiunti pei vincoli sociali e vivono 
sottomessi ad un potere sapremo comune. Per ischivare i grandi eiTori 
che nascerebbero dal mettere insieme Stati la cui esistenza politica è 
al tutto diversa, è uopo ordinarli almeno tMb due dessi s^puenti i 
Stati propriamente detti, o Stati sovrani^ detti anche Potenze, il cut 
gOTomo, qualunque siasi la sua forma, non rieonosoeniasuna signoria 
straniera nell'esercizio de' suoi diritti ; e Stati seuM-sovrott» » il cui 
potere supremo è più o meno risU^ettoneli'eserdaio de' propri! dùriuì. 



DELLE P1infCt1»ALl jyKPIltfKfOtfl GEOGHAnCHE. 2T 

nmado m*a tributario, ora vaMalM, 01^ nofomente sotto la protettone 
di uno e di pie attrì Stati. Nella prima classe sono da riporre le monar* 
chieF^ranome, Ingleàe^ ecc. ecc.; gWimperiBuiÉOf AnstriaeOf ecc. ecc.; 
i regni delle Due Skihef di Svetia, ecc. ecc.; le repwhòHàhé del MeS" 
sm, del Chili, eee. NeHa seconda si devono annoirerare i prineipati df 
Servh, di V^deMù, eec; la reggenxa di Tunieif ecc.; le nputMich» 
ddle hàle fmie^ di OtaióoviOf ecc. 

Vampiexta éi uno Siato è h (piantità di spazio die occupa sul glol)9. 
Le dimeneUmì di lunghetta e di larghezza, che si trovano esclusiva- 
mente nelle geografie antiche, e alle quali si limitano ancor oggi pel 
maggior numero degli Stati le geografie moderne, non bastano a dare 
una ginsta idea deNa sua grandezza. Non si può conoscer quest'uhima 
ooD fyredsione se non col determinare esattamente la sua auperflde, 
che misurasi a leghe, a miglia, a chilometri, ecc. ecc. quadrati. la 
questi Elementi abbiamo fatto uso del miglio quadrato geografico di 0D 
al grado equatoriale e del chilometro quadrato. 

I eon/fftf Umiti di uno Staio sono le linee che ne segnano i contomf 
eal di 1& de^ quali stendesi il mare comincia il territorio degli Statf 
limitrofi. Ti sono dei limiti arti fkfiali e dei limiti naturali; questi, che 
SODO i migliori, sono il mare, i fiumi eie catene dei monti. 

La fiopdMione di uno Stato è il numero de' suoi abitanti. La geogni- 
Da e la politica distinguono la popolazione assoluta dalla popo/eKstVmt 
rehiim. La prima è il ntimero degli abitanti di uno Stato, senza ri- 
goardo all'ampiezza del suolo su cui vivono; la popokttione relativa è 
il numero degli abitanti di questo medesimo Stato che vivono su df 
mucm miglio quadrato. Questa si ottiene dividendo la popolazione 
assoluta pel numere di miglia quadrate che esprimono la superficie 
dello Stato al quale appartiene. Cosi la popolazione assoluta della 
Francia alla fine del i836 era circa 52,000,000 ; questo numero diviso 
per la sua superficie che è di 454,000 miglia quadrate, dà 208 abitanti 
ogni miglio quadrato; quest'ultima cifra esprime la sua popolazione 
rdafiffa. 

Molte sono le fórme di governo; variano dalla maggior dissemina» 
ziooe del potere sui membri del corpo sociale, fino alla sua maggior 
ooQcentrazione nelle mani di un solo. 

Chiamasi ffovemo monarchico quello in cui il supremo potere è 
confidato ad un solo, qualunque sia la dignità ond'è rivestito. Quand» 
<{Q<*sti non è frenato da alcuna legge e pu6a suo talento dnporre delle 
Mftanze, della libertà e della vita dei sudditi, allora il suo governo 
<*hÌanMi8Ì dhpotieo; tali sono i governi di alcuni Stati dell'Asia, del- 
l'àtHca e dell'Oceania. Ghiamaei monarchico assoluto ogni governo il 
<%i rapo ha il diritto di far leggi a suo piacimento, senz'essere ristretto 
^ nessuna istitusione neil'esereizie dei suo potere. IHcesi che un 



M PEINOIPII GENERALI DI €£OGRAriÀ. 

goveino è fnonorcfctoo imderaiQ o puro, quando, il eapo dello Stalo è 
limitato da qualche istituzione nell'esercizio del suo potere. Finalmente 
chiamaai mona/rehieo costitHxdonale il governo, il cui capo non può 
dettar leggi senza il concorso dei principali rappresentiuiti della na* 
zione. Queste persone privilegiate formano que' corpi ohe diconsi 
parlameatiìn Inghilterra, camera dei pan' e de' deputo^ in Francia, 
riksdag o dieta in Isvezia, ecc. ecc. Un governo repMìicano è quello 
in cui il potere supremo risiede nelle mani de' principali cittadini sol- 
tanto, in quelle di tutti gli individui della nasione. Quando il supremo 
potere è affidato solamente ai principali cittadini, dicesi governo re- 
pubblicano aristocrcUico ; quando air assemblea del popolo, OTvero 
a' suoi rappresentanti, è chiamato governo repubblicano democnUioo. 
Spesso v'è un subordinamealo di poteri ed una* gradazione nella di* 
pendenza che produce lo stesso diritto di proprietà e le circostanze che 
Fhanno fatto nascere ; una supremazia ereditaria si stabilisce aui prò- 
prietarìi dei beni concessi sotto certe condizioni; Tautoritàdel signore 
su colui che da esso o da'maggiori di lui riconosce i suoi beni ò spesso 
superiore a quella del capo dello Stato; questo stato di cose è ciò che 
dicesi governa feudale; era il governo di quasi tutta l'Europa nel medio 
evo ; vi sussiste ancora in alcuni paesi ; ed è pur. quello che regge 
quasi tutti i popoli inciviliti e i popoli barbari deirOoeania, e parecchi 
dell'Asia e dell'Africa. 

Gli Stati, considerati rispetto alla loro estensione , alla forma del 
loro governo ed al titolo del loro capo, hanno i nomi éHmpero, di ma- 
narchiaf di regno, gran ducato, ducato, fMrincipato, contea, ìandgra^ 
viato, khannato, imanato, sceriffato, repubblica, confederazione, ecc. 

Un sistema federativo od una confederazione, è la riunione di parec- 
chi Stati indipendenti sotto un'autorità superiore da essi scelta, che ha 
più meno ampii poteri, per mantenere l'ordine pubblico e per difen* 
é&cìi contro i nemici esterni. I sistemi federativi sono di due sorta : o 
riunioni di Stati repiMUcani, come la oonfederaxione Anglo-Ameri- 
cana, o Stati-Uniti propriamente detti, la confederazione' del Rio della 
Piata, ecc. ecc.; ovvero riunioni di Stati variamente governati, 
oome la confederazione Germanica, che offre negli Stati onde si com^ 
pone, monarchie e regni moderati e costituzionali, repubbliche, ecc. 
Non bisogna tuttavia confondere queste diverse forme di governo dette 
confederazioni, e non mai perder di vista che la confederazione Angkh 
Americana, per esempio, è democratica ; che le altre al contrario 8ono 
più meno fondate sui principii aristocratici; che la confederaaione 
Americana forma l'unità nazionale sovrana per tutto ciò che concerne 
gli interessi generali degli Stati-Uniti, mentrechè gli Stati Alemanni 
sono sovrani e possono trattare a parte colle nazioni estere, purché le 
loro transazioni non siano contrarie al patto federale. 



DELLE VamcIPALI BfiPmiltONI OBOGAAriCRE. M 

CMuiMiBipi'osni/brlè'o/òreessauDadttà fortificata, capace di op» 
porre una resistensa a tm esercito nemico. Gli è ordinariamente in 
queste città che trovausigli orsenab', dorè si fabbricano le armi e gli 
stiromenti necesean aUa guerra, e -dove si conservano le provvigioni di 
armi e di munizioni. 

GliUimansi porti fnilitariquet dove stanziano ordinariamente le navi 
da guerra di uno Stato qualunque ; e arsenale marittimo o oantiere 
fiM'Iitore, iiuoghi dove queste navi si costruiscono. 

Sotto il nome ^industria si comprende comunemente tutto ciò che 
aggiunge un valore alia materia prima ; l'industria di un paese è dun^ 
que la riunione degli sforzi de'suoi abitanti per mettere in opera, nella 
maniera più proficua all'universale, tutti i suoi prodotti naturali e quelli 
elle porta da paesi stranieri ; manifestasi ordinariamente per mezzo 
delle officine, delle fabbriche, delle manifatture, e costituisce cosi uao 
de'più potenti mezzi conosciuti per accrescere la ricchezza di unoStato. 

Chiamansi generalmente fabbriche e manifatture que' stabilimenti 
]riù meno importanti dove si preparano, per certi usi, le materie 
prime, tratte ddi tre regni, minerale, vegetale e animale. 

Il commèrcio e uno scambio od una vendita di qualche mercanzia o 
derrata; Si cambiano o derrate di consumo, o materiali di costruzione» 
• materie greggio destinate ad essere lavorate nelle manifatture o fab» 
Lriche, oppure finalmente opere di manifatture o fabbriche. 

Il ootnmeroi'o estemo o d* esportazione e d'tmportotone cogli s^a- 
fiters consiste nel vendere a questi ultimi i prodotti del paese , od 
anche quelli d'un altro paese che vi furono portati , e a prendere in 
iscarobio i prodotti del loro suolo o della loro industria. 

Le compagnie di commercio sono associazioni di parecchi negozianti 
per certe speculaiioni di cui partono tra loro i rischi e i guadagna 
Possono aver luogo tra particolari senza permesso dello Stato ed allora 
dicoBsi meglio società; ovvero posson esser pubbliche, autorizzate e 
protette dal governo. Spesso dessi a tal compagnia il diritto esclusivo 
di commerciare col tale o tal altro paese ; talvolta si accordano loro 
soltanto alcuni privilegi. Niuna di tali associazioni toccò Io splendore 
e la potenza della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, che ai di 
Doetrì è' divenuta la potenza preponderante dell'Asia, e dalla quale oggi 
dipendono sia immediatamente sia mediatamente quasi tutta V India 
e parecchie contrade dell'Indo-Gina o della Penisola di là dal Gange. 

Le fiere sono riunioni di venditori e di compratori che hanno luogo 
in certe città, o borghi o villaggi ad una certa epoca e con certe fran- 
higie. Questa istituzione non è più di una così grande utilità come nel 
medio evo, in cui non si aveva nò la posta, nò lo messaggerie. Le fiere 
di Lipsia e di Nijni-'Noiigorod possono riguardarsi come lo più ricche 
che si tengano a di nostri. 



20 PaiKfilFU tìMMUUU ftl UAGMAWU. 

jSi dà il JMme lU amNWM (vocabolo cbe pai«4i4»ngiBe pe^^ 
una compagnia di nereanti, di pellegrini o Tuno e vAro che, sotto la 
condotta e il comando di un capo, viaggiano inaieme per pmtarsi un 
mutuo aocoono, aia contro iriacbi del cammino, aia contro ^ assalti 
dei ladri, o di qualunque altro nemico. Il commercio di tutta TAIkica 
musulmana a idolatra, e deU'intemo dell'Asia Occidentale e Mezzana 
iasai per meuo di tali carovane. Le relazioni della Biusia col Turkestan 
Indipendente come pure coUa Qua s'intrattengono per meuo di caro- 
vane. Questa maniera di viaggiare risale alla più alta antichità, poscia- 
che abbiamo daUa Bibbia, che i figlinoli di Giacobbe v^dettero il 
firatel loro Giuseppe a una truppa di mercanti di schiavi che andavano 
in Egitto. Noi osaervereno inoltre che i marinai danno il nome di a»> 
rotMttui a parecchie navi mercantili che veleggiano di conserva. 

S'intende per scoto, nel Levante, de' porti o de' villaggi di fermata, 
dove i mercanti europei hanno magazzini, mandano vascelli e Ipjigniio 
banchi, e dove i principi d' Europa , i cui sudditi commerciano con 
queste contrade, hanno de']consoli. Nell'India, in Persia, suUa spiaggia 
Africana ed in altre contrade, questi luoghi vengono chiamati log^^ e 
banchi; paUzsate a Madagascar, ecc. ecc. Più spesso cotali staziom 
sono accompagnate da un picciol forte munito d'artiglierìe e difeso da 
una certa guarnigione di soldati proporzionata alla loro importanza. 

Chiamansi parti franchi quelli dove i vascelli di tutte le nazioni poa^ 
sono entrare carichi di ogni sorta di merci senza pagare eerti dkitti. 

S' intendono per fari que' fuochi che si accendono per lischinrare 
nella notte certi passi frequentatissimi o pericolosi , dove le navi po- 
trebbero approdare od arenarsL 

L'architettura navale , o l'arte di costrurre le navi , varia in tutti i 
paesi della Terra ; gli Europei e 1 loro discendenti possono soli intra- 
jprendere le maggiori navigazioni. 

Le coUmie propriamente dette sono stabilimenti dicokuiae di oon^ 
mercio in paesi più o meno lontani dall'Europa ; dipendono assoluta* 
mente dalla madre patria, e quelle che ancora sussistono sono ordi- 
nariamente sottoposte a leggi di monopolio e di proibizione. Le colonie 
spagnuole e portoghesi, ed una parte delle inglesi e francesi del Nuovo 
Mondo, scuotendo il giogo della madre patria, diedero origine a pa- 
recchi Stati indipendenti, che mutarono al tutto le relazioni politiche 
e commerciali dell'Europa coll'America. Le colonie moderne sono af«- 
iatto diverse da quelle dell'antica Grecia, che sparsero le arti e la 
civiltà in tanta parte del paese bagnato dal Mediterraneo e de'suoi rami^ 
quelle erano le figlie delle loro metropoli ma non le erano soggette. 

Oggidì il nomadi colonie fuapplicato a riunioni d'uomini in contrade 
fin dlora neglette dal lor proprio paese dove il governo ha procacciato 
loro aiuti contro la miseria, come ne'Paesi-Bassi e ndl'Holstein^ in altre 



DELLE gmjnC»àkl •BVINUUM «MMUWCHE. M 

eoBtmi» un tal »«ne «diede ai toiiìloiìi aasegnati ad uaafopolazione 
lutu raiiìtarey oame in certi goveniì dei' impero Rufise, e nella lim^ 
Urificia €è6.6olìo k deneimniiTiaae di Confuti MiUtan, ciage ia lroii« 
fiera delFiinpefo Anstrkoo dal lato della lurobia. Fioakneiite certi 
Statit in? itasdo aliMiiert a (rtabUirsi in parti incolte del loro territorio, 
diedero orìgine ad un'altra specie di colonie, come le 4sokaUe tedenhé 
di SianMareiUt ia ispagaa, del gooemo di SaraUw nell'impero Riueo, 
degli Svieam nella provincia di Rio Janeiro nel Brasile, eoe. eoe 

I «eogiall danno il Do«w di ifiMùm», Piien d0<28 ifo'asi^^ 
tMlimeoti fisti, villaggi, ed ancbe borghi e città, dove i missianarì cat- 
tolici giunsero a raccogliere i selvaggi erranti, tirandoli colla dolcezza 
ad adottare alcuni usi della vita dviie, e soprattutto a coltivare la terra 
e ad avcK dimore staiiili. Gii è coirineulcar loro i prìncipii della re* 
ligione e della morale evangelica, e dando loro reseiopio delie virtù 
eristiaBe, d» i misaianarii giunsero ad affezionarsi numerose popola- 
zioni dkittik Bmaaài e feroci , alcune delle quali erano anche antro- 
polagiK. 

II tttTitnria di ctnaGuno Stato può esser diviso in vani modi secondo 
i direni aspetti sotto cui si riguarda. I {Nrincipali sono i seguenti : la 
divigione geografica o natwrale; la situazione delle montagne e il corso 
de' fiami ne Uxoo il lofidamentt. La divisione poUUca od ammimstrar 
tkoa ci dà le provSnde, i civcondarìi, gli spartÉmenti ecc., nei quali il 
gorenM iia ^vjso il terrìtorie cbe gli obbedisce ; di tutte le divisioni 
è questa la pia importante ; ed è pur quella che noi indichiamo nella 
deserinioDe di tutti gli Stati de' quidi si fo menzione in questi Elementi, 
dove la strettezza dello spazio ci vieta d'introdurre le altre divisioni. 
La liiotstane fMAzÙÈria fondata sull'estensione delle giurìsdiziom dei 
tnlmnaii; la /ifMmzMra iqrpartiene alle imposte, alia riscossione del 
pubbyen denaro; la divimne ecdesiaetioa divide il territorio secondo 
le gH if isé i aoni dei sinistrì del culto ; ne' paesi caltolici ostali distretti 
dieonsi potrinrasft, «ivieesootMifo', vescovati, arcidiaconoili, diaconati^ 
paroeoUef eee. eoe. ; ne' paesi protestanti hanno il nome di sinodi, 
eonoisler», cotègre§asuonif indendenze generali^ ispezioni ecc., od an« 
che mniveuotMsU e veecovaU nelle contrade dove l'antica |;erarchia fu 
ma n te nu ta, esine in lagfaikerra, in Isvezia ecc. ecc. 

il noBie di citià^ rigorosamente parlando, non si dà ad un accozza- 
HHolo di eaae in ragione dell'ampiezza o della popolazione, ma in virti 
de* prìnlegi di coi gode il luogo. U diritto di esercitare il commercio, 
le arti ed i mestieri, ecco ciò che distingue, nella maggior parte dei 
paesi le città d&'viilaggi. I villaggi sono talora più grandi die parec- 
chie cattili, per esempio nella Silesia e in Ungheria; ma non hanno 
ordinaLriaraente nessun privilegio che li distingua dal resto delie cam^ 
pa^ae* I borghi sono luoghi che godono una parte dei diritti conceduti 



32 PRINCTPII GENERALI DI GBOGAAnA. 

alle città. Del resto questi nomi pigliano diversi significati, secondo le 
leggi e le usanze de' vari paesi. 

La parola comune indica una riunione qualunque di uomini e di 
case ; il vilkiggio è un comune come la città per quanto grande ella 
sia. Parigiy Lione, Marsiglia^ sono comuni nella stessa guisa che gii 
ultimi villaggi di Francia. 

In altri tempi le città erano per la più gran parte cinte di mura, di 
torri, di fosse, di ripari : oggi ad onta delle qualificazioni di piazza 
forte, città forte^ fortissimay date loro da certi geografi e da autori di 
dizionarii, compendii e manuali geografici, la più parte delle città 
sono piazze aperte. 

Una città è grande, o per la sua estensione, o pel numero de' suoi 
abitanti. La bellezza di una città consiste nelle vie larghe, dritte, ben 
selciate, pulite e rischiarate di notte ; in case grandi, comode e di buon 
gusto, d'architettura simmetrica, e ben collocate le une rispetto le altre; 
in piazze di forma regolare, ornate di qualche beiropera d'architettura 
o di scultura, poste nel mezzo della città, od anche vicine al centro, ma 
non all'estremità, a meno che non sia verso le porte ; finalmente si 
vuole che i dintorni sieno allegri, ornati di bei passeggi e atti a sod- 
disfare il piacere degli abitanti. 

Questo vuol esser detto per l'Europa e fino ad un certo punto per 
gli stabilimenti formati dagli odierni Europei nelle altre parti del 
mondo ; ma è suscettivo di molte modificazioni per via del clima, dei 
costumi e del gusto de' varii popoli. Il calore abituale ne' paesi de'tro- 
pici fa che l'ombra e la freschezza sieno la miglior cosa in quelle parti. 
Grandi piazze, come quelle dì Londra, case senza porticati e vie molto 
larghe, vi sarebbero incomodissime e al tutto fuor di luogo. D gusto 
in architettura non è meno diverso nei diversi popoli e fa riguardare 
come bellissimo in Oriente ciò che a noi sembra bizzarro, pesante o 
meschino. In generale si ha da chiamar hdla la città il cui sito, la di- 
stribuzione, le comunicazioni e gli edifizii rispondono perfettamente 
al clima ed ai bisogni degli abitanti. Nelle città, dove il commo^io si 
fa specialmente per via di fiere, i bazar sono i luoghi di maggior impor- 
tanza. Nell'antico Egitto, i bei portici, le lunghe gallerìe e i magnifici 
cortili coperti dove gli abitanti riparavano da un sole cocente, erano coi 
templi, gli obelischi e i palazzi dei re, i più bei monumenti deUe città. 
La religione è ancora la sorgente di una gran diversità nella costruzione 
degli edifizii che servono al culto. In fine i progressi della civiltà, l'uso 
generale delle vetture, l'amore degli spettacoli notturni ci rendono 
molto più esigenti dei nostri maggiori e dei popoli orientali nella 
larghezza delle vie, nell'estensione delle piazze e in mille altri oggetti 
divenuti indispensabili. 

Chiamasi capitale la città dove risiede l'anuninistrazione generale di 



DELLE PftimUPALl DEFIKIZIOKI CfiOCaAJFICHE. 32^ 

uao Stato. L'us» «onoede puse ispa^sl» som aUe città, dove ha $ede il 
governatore dì una provincia ; ma noi v^rromosio ristriiigerj^ una tal 
qualificaiioiie alle cittÀ primarie, e designare le altr^ co) nome di capi^ 
luoghi. La reddensa è il luogo dove siede il sovrano. Per lo più la 
città di residema è nel tempo stesso la città capitale; ma vi sono Stati 
in cui il sovrano risiede in una città diversa dalla capitale, come il du- 
cato di Nassau, di cui Wiefibaden è la capitale» e dove Èiberich sin» 
a questi ultimi tempi era la sede del duca. Prima della rivoluzione del 
1789 Paiti§i^enUL città captale della Francia e Versailles la residenza 
reale. Certi altri |Mwai non banno capitali fisse ; cosi pella confederar 
zione Svizzera la dieta radunasi alternativamente egni due anni nelle 
dui di Zungo, Berna e Lucerna, che alla kuro volta divengono capi- 
tali di tolta la oooiéderazione. 

1 cammini sono vie condotte attraverso de' paesi con più o meno art^ 
€ diligenza per agevofere il trasporto delle persone, ddle merci, ecc. 
Ve n'ha di ogni specie; dall'aspro e stretto sentiero informe, che ser- 
peggia tra i monti, interrotto dalla menoma corrente d'acqua e quasi 
inaceesaibile fuorché a' pedoni, fino alle strade magnifiche, larghe, 
piane e livellate^ costrutte a grandi spese con sodi materiali, abilmente 
condotte sul fianco de' monti, o traversandoli con arditi perforamenti, 
e continuate traverso paludi e riviere, per dare un facil passo alle vetr 
tm e ad ogni specie di trasporti. Quest'ultimo genere di costruzioni 
non trovasi ia tutta la susvperfezione se non se nei paesi più incivilita 
e più florkU, edev'essere annoverato fra le opere più notabili delr 
l'uomo. Le strade, OMttendo in relazione tra loro le diverse parti di 
une State, ed aprendo comunicazioni cogh Staiti vicini, facilitano gU 
acimbii, aumentano i prodotti moltiplicando le domande, promuovono 
aoa più rapida circohizione de' capitali, noa che de' prodotti dell'agri- 
coltura e dell'industria, e congiunte ad un buon sistema di monete, di 
pesi e misuie, hanno ima gran parte nel Inìou andamento del com- 
laeitio, e potentemente contribuiscono ai progrèssi dell'incivilimento. 

Ltséredeferraie, questi grandi mezzi di trasporto che ai nostri giorni 
colla navigazione a vaporey hanno, per cosi dire, fatto sparire le di- 
stanze, sono ordinariamente composte di una doppia fila di liste paral- 
lele, distese su ceppi di pietra o di legno che le sostengono elevate sopra 
il «uole. Queste Uste sobo disooste la larghezza di una via di vettura 
e su di esse girano le ruote contenute dentro orli disposti sulla loro 
ónxmfereaza. Alcune banno una doppia via^ come quella da SainU- 
EUenm a Uone. Ciò che rende queste strade tanto dispendiose si è 
die bisogna sehiwe le chine per conservare il loro livello quanto più 
si può orizzontale, soprattutto quando debbon essere percorse esclu- 
^amente da (oco7»ottt;e o da vetture messe in moto dalla forza del 
rapare deU'acqua. L'Inghilterra, gli Stati-Uniti o la coofederazioi^ 
3 



Zi PRINCIPII GENERALI DI GEOGRAFIA. 

Anglo-Americana, la confederazione Germanica, la Franchi, l'inipero 
d'Austria, il regno del Belgio, sono gli Stati che finora hanno mag* 
gior numero di strade ferrate. 

CAPO vin. 

DeUe grandi divisioni del globo, della superficie 
e del numero dei loro abitanH. 

La superficie del pianeta che abitiamo essendo coperta di acqua e 
di parti solide che si alzano sopra H livello della prima, presenta da 
prima due divisioni principali: quella delle terre e quella delle acque, 
(}ueste formano VOceano e i mari che ne dipendono. Le terre riunite io 
diversi gruppi formano ciò che l'uso da lungo tempo chiamò le parti 
del mondo. 

Le parti del mondo sono l'abitazione consueta dell'uomo, degli ani- 
mali terrestri ed aerei. 

Gli antichi che non avevano esplorato che la più picciola parte della | 
Terra, aveanla divisa in tre parti, niuna delle quali era loro interamente 
conosciuta, e che chiamarono Europa, Asia, Africa. Dopo la scoperta 
del Nuovo Mondo i geografi ne aggiunsero una quarta cui diedero il 
nome di America. 

I geografi moderni hanno proposto parecchie divisioni generali, 
niuna delle quali fu universalmente adottata. Dopo aver meditato su 
quest'argomento, ci par che le divisioni seguenti meritino la prefe- 
renza, avendo specialmente per base ciò che noi dicemmo parlando 
de'conttnentt nel capo delle definizioni geografiche. La tavola seguente 
presenta le sei parti del mondo, coll'indicazione delle tre grandi divi- 
sioni a cui appaitengono. 

TAVOLA 
Delle grandi divitioni del globo in mondi e parti di mondo. 

AirriCO Moutdo o GOVTnrENTB Aittico, suddiviio in Europa, jtna e Africa. 
Tfuovo Mondo» o CoHTlirEirTB Muovo , che comprende VAnuriea propriamente 

della (America del Sud) e la Colombia (America del Nord). 
310ND0 MARITTIMO, o Contineutb AUSTRALE, che colle sue dìpendeoie Torma 

l'Oceania, suddivisa in Australia (Continente Australe) , Malesia ^ Foliaesia, « 

Terre Antartiche, 

VOceano coi mari che ne dipendono occupa i tre quarti della super- 
ficie terrestre, ed è l'ordinaria dimora dei pesci, de' cetacei, de' moV 
luschi e de'zoofiti; l'uomo non l'abita che temporaneamente, e non k 
percorre se non coll'aiuto di navi, giovandosi della cognizione degV 
«stri, della forza dei venti, delle correnti e, da qualche tempo, di quella 
del vapore. 

Non v'è sul nostro globo, a parlar propriamente, che un solo mare 
VH solo fluido continuo sparso intorno alle terre e che pare stendersi d 



DELLE GRANDI DIVISIONI DEL GLOBO. 35 

mi polo all'altro, coprendo a un di presso i tre quarti della sua super- 
ficie. Tutti i golfi, tutti i mediterranei non sono che parti staccate, ma 
non divise da questo mare universale, che noi proponiamo di chiamare 
Oceano Generale, È per maggior comodo nell'uso consueto che si di- 
stinguono varie sezioni deirOceano, alle quali si diedero diversi nomi. 
Tali divisioni e le loro denominazioni sono incomplete, e lasciano an- 
cora molta incertezza, perchè i geografi e gli autori di sistemi non 
vanno d'accordo tra loro. Stimando fatica inutile quella di metterli d'ac» 
cordo, noi faremo osservare che alla sola vista d'un globo terrestre, 
si vede che l'Oceano non presenta che cinque sezioni che si possano 
lisguardare come principali, e acuì proponiamo di dare la qualifica- 
2Ìone di Oceani Partiedari* Queste divisioni sono: il Grand'Oceano, 
cosi chiamato per la sua immensa estensione; ha per confini l'Asia, la 
Malesia (Arcipelago Indiano), l'Australia (Nuova-Olanda} e il Nuovo 
Continente; VOcecmo Atlantico, che separa l'Europa e l'Africa dalle due 
Americhe; l'Oceano Indiano, che si stende fra l'Africa, l'Asia Meridio- 
aale, la Malesia e l'Australia; l'Oceano Artico Glaciale^ racchiuso dalle 
estremità boreali dell'Antico e del Nuovo Continente; e l'Oceano Antar^ 
tico Glaciale, che non è a dir vero se non la continuazione del Grande 
Oceano, dell'Oceano Indiano e dell'Atlantico, e che si potrebbe far co- 
minciare al cerchio polare antartico» per estenderlo fino al polo dì 
questo nome. Parecchi geografi suddividono l'Oceano Atlantico e il 
Crand'Oceano in tre parti, designando col nome d* Equinoziale quello 
fhp è compreso fra i tropici, ed applicando ai due altri i nomi di 
BoTfoie e d'Australe, secondo le loro posizioni astronomiche. 

L'Oceano Generale, addentrandosi nelle terre , forma dei mari 
mediterranei, ée' golfi, delle maniche, degli stretti, de* porti, delle 
tak.ecc. Il lettore già conosce queste ultime suddivisioni dell'O- 
ceano ; vedremo ora che cosa si deve intendere per mari mediterranei 
e per golfi. 

Vi sono tre specie di mari mediterranei; gli uni son quasi affatto cir- 
condati dalle terre dei continenti, e non comunicano coU'Oceano se 
iM)o per una poco larga apertura chiamata stretto; questi possono consi- 
derarsi siccome mari mediterranei propriamente detti. Il più celebre è 
(joello che comunica coU'Oceano per lo stretto di Gibilterra e che dicesi 
tsclusivamente il mar Mediterraneo, Il mar Baltico ad onta della sua 
tìplice apertura è pure un altro mediterraneo propriamente detto. Ve 
l'ba altri il cui recinto è formato da continenti ed isole, o da parecchi 
«nippi d'isole, e che per conseguenza comunica coU'Oceano per variì 
*^ti; il signor Walkenaer propone di chiamarli mari mediterranei 
tnforati; noi li diremmo a preferenza mari mediterranei a parecchie 
^^f' I due mari più considerabili di questa specie sono: il mediterà 
^on» Colombiano formato dalla costa del Nuovo Mondo, dalla Florida 



36 l»1lt9f€imi GEMElkàLI DI GBOGRikFU* 

negli Stati-Uniti fino al golfo di Paria nella Cloionibia, e dall'arcipelago 
delle Antiile; e il mediterrtmeo A8éatioo''Orientale formato dal conti- 
nente Asiatico e dalie isole che si stendono dal capo Lo|NitkA nel Kam* 
sciatka fino al capo Romania nella penisola di Malacca. Finalmeiiie al- 
cuni mari non sono che larghissimi seok dell'Oceano, fira coste molto 
lontane, e potrebbero ricevere il nome di morì miMterrmm aperii: il 
more di Guinea suHa costa africana , quello di Panama^ fi» l'Ame* 
Tica del Nord e l'America del Sud; ^ mare d'Onmn o dM'Àraòia e 
quello dei Bengala al sud dell'Asia, sono i mari più notabili di (luesta 
specie. 

Quando l'Oceano od i mari entrano nelle terre e formane seni poco 
Tasti per meritare il nome di mare, questi seni chiamansi golfi: e come 
i golfi a parlar propriamente altro non sono che piccioli mediterranei, 
si dorrebbero pure dividere in golfi propHmmenie d^U, in golfi « pa- 
reochie uscite, e in golfi aperti. Tra i primi, sempre stretti ncU'enlnta, 
ì più celebri sono: il golfo ArabitOy chiamato da antichissimo tempo 
mar Rosso; il golfo Persico, il golfo di Venezia, detto comunemeule more 
Adriatico; il golfo d'Azof e il Zuydereee, al quale la consuetudine per 
uno strano abuso di paiole ha dato il titolo di mare ; i golfi di Botfniìa 
e di Finlandia, ecc. Tra i golfi a pareochie uscite si possono nomi* 
nare in Europa quelli dell'i4rcip«/a^ e di Mormora, impropriamente 
chiamati mari ; il gólfo di Tonchino in Asia, solo in parte chiuso dal- 
l'isola di Hainan; qudlo di San-Lorenzo in America, circondalo dalle 
coste del continente e da quelle delle isole Terra-Nova e Capo-Bretone 
(Reale). I golfi aperti più notabili sono: il golfo di Guascogna^ tra la 
Francia e fa Spagna, in Europa; i golfi di Camba/ga e di Siam in Asia, 
e quello di Carpentaria nel Continente Australe (Nuova-Olanda). 

Abbiamo ordinato la tavola seguente per porgere il complesso delle ' 
principali divisioni idrografiche del globo. Vi si vedono ad un colpo 
d'occhio le cinque grandi divisioni dell'Oceano e le loro più notevoli 
suddivisioni. 

TAVOLA 

Delle p r incip ali divìsiom idvografiolie del globo. 

OCSAIIO AVIiASIVlGO. 

YÀRTB ORTENTÀLE, che ai potre(>bc cbiaonre EUROPEO - AFaiCAiH A 3 dà le 
seguenti saddiviaMMii ; 

Il Mare del Moro (d'Alemagna), al quale appartengono Io Zuydersee^ il Cai" 
tegat, il mare Baltica co'suot golfi di /folJk«t«, di Fintamdim « di Litania. 

Il Mar D*]RLikifD4 o 01 San Giorgio. 

Zi» Manica. 

Il Mare ISPANO-FrANCICO , il cui seno più notabile è il golfo di Guasrxtgna, 

11 MeoitERRAICFO propriamente detto, le cui principali suddivésiom sooo, i »olC' 
di idone e di Geno*fa, i mari di 7o«ca«« e di Siciliaf i mmri ionio • ^drl^ 
ticOf l'arcipelago propriamente detlo^ il mar di Marmara, il mar N'ero col 
auo goìfu impropriamenle detto mare di ^so/(Aiov)^ il golfo di Sidra for» 
maio dalla costa delia Barberia in Africa. 



fiiLtx «iiA!iin mviaiONi del globo. 37 

11 Mafb APEUTO di Gvunu. non ha cke «Uie seai noUbili, dùaMali golfi di 

HémU • di fHirfam. 
PARTE OCCIDENTALE, o AMERICANA ; offre le segaesli suddivitiom s 
Il MninmAimo Amrico a il maus dbgk.i Esquimali, che compreiide il mar» 

di Hudson • i suoi golfi; il pare di Jlaffim, dove hi$OKna di«lingui^r« almiMio 

il golfo floreale, o U baia di Boss, lo streUo di lameaitar^ Barro w, lo stratta 

del Principe Beggentf col golfo di Mutkia^ 

li GOLVU DI SaR LOBBVXD. 

La B\IA FniTDT. delta già BAIA FRAVCESB. 

t» Baia Dblawara. ^ . , ■* . 

Il MkditbbrawEO COLOMBIAHO, dove Insogna distinguere: il golfo del Mestico 

culle bau di Campieka a delia Florida i il maro della JtUUle co'suoi golfi di 

Honduras, di Darteli^ di Maracaibo. 

•AAIID» OCBAIIO. 

PARTE OBIEWTALE, che si potrebbe chiamare ASIATICO-OCEAITICA; hisogM 
dislÌDguervi : 
11 M&RB DI Bbbthg «)1 golfo d^Jnadir, in Siberia. 

IL Mboitbiibanbo AsiATiCO-ORlENTAtB. sa«ldivis» in mora di Obhouk (mar» di 
Turrakai), mora del Giappone^ Tuung^hai (mare oriaalale)» ilauamgkai (mar 
Giallo), «il mora della Cina co'saoi go0. di Tottekiao t di Siam. 

H M4R DI GlAVA. 

Il Marb di Gblbbu. 

Il Marb di SOLIT, detto mora di Mimdoro o della Filippina, 

11 Marb di Lamcbidol o D6LLS MuLOCCUB, ool go(J'o di Corpontaria (Lamkai)» 

nfirAustralia. 
Il ivfAaB Df Cor «LIO. 
PARTE OCCIDENTALE o AMERICANA: vi ti devono diatioguara almeno In don 

niddivisioni seguenti: 
IL \fARB DI Bering, di cui vedemmo la parte orientale appartenere al ConMneoI» 

Aulico e propriamente all'estremità dell* Asia; ha due seni principali dnamati 

golfi di Norton e di Bristol. 
Il MBDITBRRAN.BO aperto DI CoOK co]V Entrata di Cook. 
Il Golfo di CaliforKIA (mare Vermiglio; mare di Cortes). 
Il MBOiTBMAirBO aperto di PANAMA, co»sttoi diu golfi di Tekmautapae • di 1f marna. 
11 Golfo m Cnovos* 

OCCAMO niDIAVO. 

In if leat'Oecano sono da distinguerà almeno le parti aeguentì t 

Il CiHALB DI Mozambico. 

Il Golfo d'Oman, colle sue suddivisioni conosciute sotto i nomi di golfo Ara* 

b̀o o aiap Roseo, gotfo Persico a golfo di Camhaia. 
il (tOLFo di Bengala, cui golfo di Bengala propriamenta deito, il gotfo di 

yfnrtaban e lo stretto di Malacca. 
Il ^AR DI GlAVA- Australi ANO, Ira Giava, Timor a UAnatraHa. 
11 Màbb aperto AUSTRALIANO, nella costa meridionale dairAuatralin eo'mot foCH 

di Spaaear a di San l^inaanao, 

OCEAMO ARTICO flIiAClA&S. 

tARTB ORIENTALB o ASIATICO -EUROPEA; vi ai devono dialingnara It parti 

segaeniì t 
Il M«RC SnBRiCO-CBNTRAT.^, colle Udo di Borghai a Kkatansk, 
La Baia TaimdrsBA, in Siberia. 
11 Marb SibbriCO-OccidbNTAlb, coi golfi del Fenissei a dell'Obi e quello moli» 

^ ampio di ICara distinto col nome di mare. 



38 PRINCIPI I GENERALI DI GEOGRAFIA. 

' Il MARI TCHBSKAIA-VAIGATZ, ColU baia di Tchttkaia, 
Il Mar Bianco, colle bai* di Met%en, d'Jrkhangel, d'Omega • di Kandaliukaia, 
Il Golfo di Warangbr. 
TARTE OCCIDENTALE o AMERICANA; vi it debbono notare almeno i seni tegueoti: 
Il Golfo di Kotzbbub, tagliato dal cerchio polare. ' 
Il Golfo di Macbbhzib. 
Il Golfo dbll'Incoronambkto di Giorgio iv. 
Il Marb dbl Rb GugliblmOi che eomanica col golfo di Buthia, suddivUiotie 

del Mediterraneo Artico. 
Lo Stretto di Lamcaster -BarrOW, altra suddivisione del Mediterraneo Artico, 

OCSAXO AMTARTICO Ot-ACIAIiC. 

Questa parie del gran mare comiocia al cerchio polare antartico e stendesi fino al 
polo australe. Poc*ansi ancora qoasi del tutto sconosciuto, non offre fino ad o''<'ì 
nessun nutr«, n« alcun golfo abbastanaa notevoli perchè noi gli introdaciamo 
in questi Elementi. 

Il mar Caspio, il mare d'Aralf il mar Morto, ecc., non devono figu- 
rare nella tavola precedente, poiché non sono a parlar propriamente 
che grandi laghi, ì quali non hanno alcuna comunicazione né mediata, 
né immediata coirOceano ed i mari che ne dipendono. Per quanto 
grande sia la loro estensione non cessano per questo di figurare fra le 
masse di acqua che formano i Caspii definiti a pag. 21. 

Abbiamo veduto a pag. 8 che la superficie del globo é di 148,521 ,600 
miglia quadrate (275,040,000 chil.),o in numeri rotondi di 148,5^,000 
miglia quadrate. La somma di tutte le terre conosciute essendo a un di 
presso di 37,673,000 miglia quadrate (129,194,101 chil.), il rimanente 
o 110,849,000 miglia quadrate (380,140,603 chil.) indicherà la super- 
iicie di tutti i mari del globo. Le terre stanno dunque ai mari come 
37,675,000 sta a 110,849,000, o approssimativamente come 1 a 5; ma 
le terre paragonate alFintiera superficie del globo non formano che il 
quarto della sua superficie. 

Non si conosce esattamente h popolazione del globo; ma si ha il mezzo 
di determinarla in modo approssimativo. Le ricerche da noi fatte per 
conoscere \eL popolazione del globo al cominciare del 1827, non ci die- 
dero per definitivo risultato che 739,000,000. Questa è la somma che 
si pigliò per base di tutti i computi fatti nella presente opera. Nell'in- 
troduzione esponemmo i motivi che ci condussero a non ammettere 
dati più recenti nel computo delle popolazioni degli Stati e dei paesi 
compresi nel dominio della statistica, benché oggidì offrano più nume. 
rose popolazioni di quelle che avevano sul finire del 1826. 

La tavola seguente rappresenta la superficie e le popolazioni asso- 
iute e relative delle grandi divisioni del globo; nell'Oceania non si tenne 
conto delle Terre Antartiche scoperte dal 1826, a causa deirincertezza 
che dura ancora sulla loro estensione. 



29 


8,4 


82 


23,» 


32 


9,3 


7 


2 



DELLA DI6TIUBUZI0NE GEOGRAFICA DEGLI B88ERI* 30. 

TAVOLA STATISTICA 
delle grandi divitioni del globo. 

SUPBBFICIE POPOLAZIOHB 

in in Relativ» 

GRANDI DIVISIONI* miglia chilometrì Auolata» p. mil. p. chif. 

quadrate. quadrati. quadr. quadr, 

AvTico MoHDO o Artico 
CoHTtHEVTE .... 23,427,000 80,339,506 680,000,000 
di cai in Europa . . 2,793,000 9,578j89 229,200,000 
^na . . . 42,148,000 44,556,927 390,000,000 
ji/riea . . 8,500,000 29j49,5«9 60,000,000 
9noTO MOVDO, detto aocbe 
Nuoto CoHTiirEHTB, o 

ie Due jinuriché . . . 44,446,000 38,223,594 39,000,000 3.5 4,2 
MoifDO Marittimo o Coh- 
TiHEKTB Australe, che 
colle sae dipendense forma 

l'Oceania 3,400,000 40,634,004 20,300,000 6.5 4,» 

Totale pel globo . . . 448,522,000 509,334,705 
Parie occupata dai mari . 440,849,000 380,140,603 
Parte occupate dalle terre . 37,673,000 429,494,101 739,000,000 49.6 5,7 

CAPO IX. 

Idea generale dèUa distribusione geografica degli esseri 
stUla superficie della Terra, 

La Terra che vedemmo dipendente dal sistema solare è sottoposta 
ne'suoi movimenti annuali all'iniluenza più o meno diretta dèlia luce 
e del calore tramandati dal sole; ne risulta quindi per tutti gli esseri 
creati che la ricoprono, una serie di azioni le cui precise regole influi- 
scono grandemente sugli animali delle classi inferiori, tutti sottoposti 
alla distribuzione geografica. Gli animali superiori, educati dall'uomo^ 
sono i soli che possano in qualche modo essere trasmutati per un'altra 
serie di fenomeni che dicesi naturalizzazione. Ogni essere fu dunque 
destinato a vivere sotto tale o tal altra latitudine, sotto tal grado di lon- 
gitudine, e non trasgredisce mai impunemente questa legge universale 
della natura, voluta dall'organizzazione, dalle abitudini e dagli appe- 
titi che nascendo gli furono dati per attributo speciale. Da ciò nasce 
che ogni continente, ogni isola sottoposti alle medesime influenze at- 
mosferiche producono gli stessi esseri: da ciò le divisioni generalmente 
ammesse di climi o zone in numero di cinque, cioè: la torriday le due 
tempercUe, le due polari, artiche ed antartiche, A queste grandi divisioni 
fi riappiccano tutte le combinazioni secondarie della dispersione degli 
animali e de'vegetali sulla corteccia del globo; ma si capisce che le cir- 
coscrizioni di mari , di montagne, e per conseguente di avvallamenti 
^cDgono ancora a restringere Tinfluenza generale e a recarvi molte 
particolari modificazioni. 



I minercdiy i metalli e le gemme, corpi ÙMN^nici formanti ciò che 
appellasi concordemente r^i/no mineraley non sono sottoposti alle leggi 
delia ciimatura , epperciò sono indistintamente sparsi per la massa 
del globo, e solamente in luoghi proprii» detti giacimenti, dipendenti 
dalle leggi di formazione. 

Lo stesso non accade deVeg<etali. La forza produttiva della natura ri- 
posando essenzialmente nel moderato calore del sole, e nell'elevazione 
del terreno producente su questo calore gli stessi efiDotti che la distanza 
dall'equatore, ne viene che le piante delle pianure del nord crescono 
fra i tropici sulle montagne, e che la vegetazione divien sempre più 
robusta e più ricca dal sommo dei monti alle spiagge del mire, e dai 
poli all'equatore. Cosi Toumefort trovò appiè dell' Ararat i le^g^aìì or- 
dinarii deirArmenia, nel mezzo que'delììtalia e della Francia, e più 
alto quelli della Scandinavia. U piccol numero delle piante che crescooo 
ad ogni latitudine, come la ctoorea, Yacetosdla, il crescione^ ecc. ecc. 
trovansi pure a tutte le altezze; le altre tutte classificansi per regioni tx- 
getcUi. L'illustre botanico Schow ebbe la bella idea di partire tutta la 
superficie terrestre del globo in venticinque regni fitografici, a ciascun 
de'quali impose un doppio nome: l'uno botanico o geografico^ formato 
dai nomi delle piante che più vi abbondano, o dalla posizione geogra- 
fica del suo territorio; l'altro storico, desunto dai nomi dei più celebri 
botanici. 

La più ampia di queste venticinque regioni fitografiche ei pare 
essere il regno degli ombelliferi e de'crwsiferiy o regno di Linneo. Ab- 
braccia quasi tutta l'Europa, un terzo dell'Asia e più d'un quarto del- 
l'America-Settentrionale. Il regno degli eeeaXUmei e de'caìceolafi o fl 
regno di Ruiz e Pavon, molto meno ampio che i regni delle palme e dei 
melastomi o di Marzio, de'sctmttan«t o di Roxlmrg, éeW Africa £- 
quatoriale o di Adanson e dì parecchi altri, è tuttavia uno de'più nota- 
bili per la enorme altitudine del suo suolo, il cui più basso punto è a 
d500 tese (2923,6 metri) sopra il livello del mare; è il più elevato di tatti 
f regni botanici, molto più che il recito Emodico o di Wàllich, che ab- 
braccia le alte valli dell'Himalaya, ma la cui altitudine è inferiore alla 
£ua, quella di quest'ultimo regno oscillando fra 666 e i666 tese (i398 
e 3547,1 m.}. 11 regno di Ruiz e Pavon comprende le parti più eìevate 
delle vaili delle Ande, nelle repubbliche Bolivio-Peruviane e Colom- 
biane, situate tra il 20' parallelo sud e il 5** nord. 

Gli ammali zoofiti che vivono nel mare, sono tanto più numerosi 
quanto più ci accostiamo all'equatore. Sono stabiliti senz'alcuna distin- 
zione tutt'intomo al globo e formano una specie di cinta naturale. Lo 
stesso è di un gran numero di molluschi marini. Pure, mano mano 
che ci innalziamo in latitudine, il numero loro diminuisce, o le specie 
cambiano e danno luogo ad altre. 



DELLA mSTIllSCZIONE OBOGRAFICA DEGLI ESSERI. 41 

ì pesci marini sono evidentemente sottoposti a questa gran legge. 
Quei del nord sono affatto diversi da quei del mezzodì, e le specie 
atistralf sembrano abitare nelle alte latitudini, come pure sulle coste 
deirAustralia (Nuora Olanda), deirAfrica e dell'America. Quanto 
ai pesci equatoriali, que'che sono sassatili, come gli scart, ì i^esc» psr- 
sici, ecc.^ ecc., sentono più il bisogno del riparo delle terre e delle 
plaghe riscaldate, epperciò variano nella loro distribuzione secondo le 
spiagge, benché un grandissimo numero si trovi tanto ad 0-taiti, net 
mezzo al mar del Sud, quanto alPisola Maurizio, nell'Oceano Indiano. 

Gii insBtH ed i rettili^ straordinariamente comuni sotto l'equatore, 
diminuiscono gradatamente di numero a mano che si procede verso i 
poli. Ma la loro moltiplicazione richiedendo assolutamente l'unione del 
calore e deirumidità, ne risulta che son meno comuni ne'luoghi dove 
queste due clraostanze non si presentano riunite. 

Quanto agli uccelli, le loro specie sono tanto ricche e di tanto più 
ricco vestimento , quanto appartengono alle zone più equatoriali. 
Ma in nessuna classe le separazioni sono tanto sensibili, secondo le 
c^ntrade,la loro situazione, le loro barriere, e, a questo riguardo, questi 
esseri vanno soggetti a limitazioni geografiche perfettamente segnate, 
alfe quali non isfuggono neppure gli uccelli migratori. Tuttavia alcune 
5pecie paiono essera cosmopolite, ed è cosi che alcuni uccelli acquatici 
trovansi sulle rive di tutti i paesi. 

f mammiferi soli sono assai bene scompartiti quanto al numero, su 
tutti i ponti della Terra ; ma non è più così riguardo alla corpora* 
tura. I più potenti vivono nelle immense foreste vergini dell'equatore, 
o negli abissi de'mari, o finalmente sui confini del mondo nelle zone 
glaciali. 

Molti quadrupedi, vagando indistintamente per quasi tutta la Terra, 
eludono le leggi di una classificazione geografica. Questi quadrupedi 
sono domestici o selvaggi; alla prima classe appartengono t( cane, il 
fve, la pecora, la capra, il cavallo, Yasino, il porco e il gatto. Tolti ai 
luoghi che li videro nascere, e piegati alla domestichezza, questi ani- 
mali si avvezzarono a climi poco conformi alla loro organizzazione; 
tuttavia l'cutno pare che sopporti il freddo meno degli altri. Alla se- 
conda classe appartengono il raffo, il sorcto, l'orso, la volpe, la lepre, 
ti coniglio, il cervo, la damma. Io scotalfofo e YenmelUno» I ratti ed i 
9orci, nostri incomodi parasiti, s'imbareano pure sulle nostre navi e 
passano senza danno tanto l'equatore, quanto i cerchi polari; tuttavia 
si dà per certo che non se ne trovano nella Groenlandia, né nella parte 
più settentrionale della Lapponia, nemmeno nella Siberia al di là del 
6r parallelo. 

I maggiori quadrupedi, Yelefante, il rinoceronte, Vippopotamo; i car- 
nivori più terribili per la loro forza e ferocia, il tigre, la pantera, il 



42 PBIMGIPII OEMBRALI DI*GEOGaÀPlÀ. 

Uoney il leopardo, la tena, la Umza, non vivono che nella zona torrida^ 
dove trovansi pure le specie cosi varie e così numerose delle scimmie 
e un gran numero di rettili, fra i quali si dee soprattutto menzionare il 
boa deir America e il pitone della Malesia, che sono i giganti de' ser- 
penti, il terrìbile crotalo, e la vipera gialla delle Antille, che ne sono 
i più velenosi ; gli enormi caiman del Nuovo Mondo, i feroci cocodrilli 
deirAntico, e le gigantesche tartarughe delia Malesia. Là vivono ancora 
parecchi animali notabili per dolci costumi e per la loro forma, come 
la gazzella, la giraffa, lo zebro, il camello e il dromedario, tutti nel 
Continente-Antico; la vigogna e il lama nel Nuovo-Mondo; ma il sog- 
giorno di questi ultimi è nelle Ande, e perciò in un Clima temperato. 
Nelle regioni intertropicali vivono i più grandi uccelli, lo struzzo, il co- 
soaro è il condoro, e nel tempo stesso i più piccioli, come gli uccelli-- 
mosche e i calibri, le numerose specie dei papagalli e quegli uccelli di 
paradiso, tanto singolari per la bellezza delle loro penne. In questa 
stessa zona albergano i didelfi dell' America, e Vomitorinco dell'Au- 
strali^ vero paradosso de'quadrupedi che, pei suo becco e per alcune 
altre sue particolarìtà organiche, lega questa classe di animali a quella 
degli uccelli. Nelle zone temperate, i grandi animali camivorì o nocivi 
spariscono o scemano ; ma si trovano in quella vece, anche nelle classi 
inferiorì del regno animale, esseri sommamente utili, come il baco da 
seta, la cui educazione forma la ricchezza di tanti paesi ; le sangui^ 
sughe e le cantaridi, che sono di tanto giovamento nella terapeutica. 
Nella più fredda parte della zona temperata boreale vive il più gran 
numero de' martori e degli ermellini così utili per le loro preziose pelli. 
Finalmente la zona glaciale boreale è il soggiorno favonio del terrìbile 
e feroce orso bianco ; ma altresì della renna, pacifico ed util compagno 
dell'uomo in quelle regioni iperboriche, mentrechè gli abissi del- 
l'Oceano nascondono quegli enormi cetacei che sono i colossi della 
creazione animale. 

L'uomo, l'oggetto più complicato e il più giovane della creazione, 
ebbe origine, secondo alcuni celebri naturalisti , sugli elevati altipiani 
del nostro pianeta; le sue varie e tipiche schiere spiccaronsi da <]uel 
centro e successivamente discesero nelle valli avanzandosi per alte lati- 
tudini. La sua esistenza una e indivisibile è lungi dal presentar le specie 
che si vollero ammettere, e nulla giustifica codesto moltiplicare di nomi 
caratteristici applicati a sempiici varietà. Dappertutto l'uomo piegossi 
ai climi ai quali fu sottoposto, e i suoi costumi, il suo modo di vivere, 
e perfino la sua intelligenza, ne furono impressionati e modificati. Pa> 
store pescatore, nomade o sedentario, vivendo in famiglie indipen- 
denti in corpi di nazioni, l'uomo può produrre con tutte le varietà 
della sua specie sparse nel mondo, e gli individui che provengono da 
questo mescolamento hanno il loro carattere di razza mitigato, e i loro 



MLLB PRINCIPALI CLAUiriCASIONI DEL QBMBIll UMANO. 45 

Iin(^amentl notivi ohe ni cancellono. I nomi di razie non ponnono dun- 
quo iarvire ad altro die a designare modificazioni della npocie sotto-- 
miisia alle leggi della distribuzione geografica. 

CAPO X. 

Délh principali eloMifioazioni <kl g(innr$ umano. 

Fra le molte classificazioni che si fecero Un ai di nostri, le quattroi 
seguenti vogliono essere preferite per più ragioni, malgrado le incer* 
tozze e le ambiguitù che accompagnano ancora le due prime. 

I. CLAMiriOABIONI 

baiata tulh diffuTmx» ftttiohB. 

Ad onta dei lavori dei geografi e de' naturalisti, questa olassiflcaziono 
porta seco le maggiori inci^rtezze. Un illustre zoologo, il sig. Serres, 
h'rrninava non iia guari la sun relazione all'Istituto con queste memo- 
rnìiili parole : « A dispetto delle varietà anatomiche che si notancfnella 
prominenza di alcune parti del cranio, nello schiacciamento di atnme 
fattezze del viso, ed anclìe nel maggiore o minore sviluppamento degif 
organi gnneratori, noi crediamo vìm) 1 dotti non hanno ancora inveu- 
tiito nulla di meglio che il racconto fattoci dalla Bibbia delia nascita 
di»l prinm uomo uscente dalle mani di Dio, e popolante la Terra col- 
r emigrare delle generazioni successive proventite da quest'tmico 
ceppo t » Appoggiati a tanta autoritù noi ci limiteremo ad indicare? 
heitqilicemcnte le razzi\o varietà, proposte da lungo tempo dal ccl(*bro 
Httiincnimch; ci paiono an(U)ra quelle che si possano ad<ittare con meno 
perirolo. \jì tavola seguente (HFre le cinqut^ varietà nelle (juali quesid 
illustre naturalista ha diviso il genere umano. 

TAVOL\ 

MU varittà dtlU sptoie umana. 

RAXXA CAtTCAREA o UtANCA. AbkrHflcU qiif«ii fulll i popoli riguardili comt 
•UWCilly tnvlgrtidtt li diviroU tìvWti grittUiiiuiii ulitru iiuii pifuiulM. A «{iiviIh cUMtf 
■pparlfogono gli Kuroptl » i luro iIiMCciiiifiNli Miuir^i in inllt* \v pitrli dui mondu, ^ll 
Mfùhit la nailunt r?«iM('if«^#, l« l*pnUntf U inahh»t ^U nUKiinti dulin ragioni .VitAm- 
.4ttmmt9 • M Nih in Afri«ttf tcctltutif 1« pupglmiuiii Mfgru eb« vivono vkio« iU 

HA7//.A MOIfOOLICA o Hf AT.LA. AhhrncrlA tulli I pnpdll dtilVAiìii eh« vivono 
•n'rct «Jall'Obl , d«l Dvlur-Tiig, dt<l (Un^u « dwi'aiittl NlHu«nli w HitiiHiriiy tmniio i 
M«U»i l« aaaienl eomnrfi* ooilu vnriult^ lliiinrit. 1 MtfHgoilf i Chintti, i 'i'thttunlp 
i Vmméciit, \ Ginfiponéiiif iloti «tit* i pitpuli drll'liidiN t)ll»<nore o Trnimttingpheii no 
wMio !• prinoinHli omloni) I Atuniotì ut^ nuiio iinrhff rlguNrdHtl AOttt« u tipo. 

RA7<ZA AMKniCANA o COUm 01 UAMB. Gomprciidt liillt U nmlool Indifun* 
*l«ll<> tlu« Aitiitrlfllia. Qui ftirritio oiiii«>rvHn< elm nrl Muuvo Moiido vi •olio iil«uni pupull 
rW tiaonu itiullii pii^ aoitiigliMitxA, nnpi'ilii al lliirituttitli (* al «oionlOi colla rniji* 
r •«!•««, Moogula a MHli<Kfi, ('li« con liill'iillrn hhmìohd AnH^ricARi. 

SAXKA MALKStt od OLIVASTRA. Abbriooìa aiaa tulli i po^ioU MiImI eh* 



4k nmeiMi «iiSBàLi di geomafu. 

Cvrmaao la popolaiiatt* principale d^lia Malesia (Arcipelago Indiano) a cl«>naPo1iocain 
«lell'Oceania, come anche i popoli Malesi dell'isola di Madagascar in Africa, dell'itoU 
Formosa^ drlla penisola di Malacca e di altre fratìoai dell'Asia. 

RAZZA ETIOPICA, AFRICANA o NERA. QaesU raasa comprende non aalamento 
tulli i Negri dell'Africa, ma esiaodio le popolationi verameole nere di parecchie 
contrade d«Il*^Wtf| e tutti i Negri àvVL* OeaatUm* 

L'uso diede molti nomi speciali al prodotti de' meseolamenti delie 
razze principali. Così si chiama Mulatto il nato di un Bianco europeo 
« di una Negra ; MeHedo quello di un Europeo e di un'indiana ; Me-- 
sticciB di un'Americana con un Europeo. Si è dato il nome di Zombo 
alla razza mista prodotta da un Negro con un'Americana. Gli Earopei 
di origine, nati in America, diconsi Creoli, 

TU CIiAtSmCASlONB 

basato suUe differenze delio stato socitde. 

Questa classificazione non presenta minori incertezze della prece- 
dente. Senza accettare le divisioni erronee che si fecero a questo pro^ 
posito, diremo solo che la civiltà offrendo molte gradazioni, i popoli 
che vengon riguardati come inciviliti, devono pure offrire tra di loro 
grandissime differenze, quando si considerano sotto V aspetto dello 
stato sociale. Goal adunque ben lungi dal non ammettere, come si fa 
dai più, che i soli popoli europei e i loro discendenti nella classe dei 
POPOLI INCIVILITI, noi vi porrcmo altresì i Cinesi^ ì Giapponesi, gli Indi, 
ì Persiani, gli Osmanli ed altre nazioni tenute a torto come barbare. 
Koi daremo il nome di popoli barbari a quelli che non hanno né scrit- 
tura né lettere, hi qual cosa hanno comune coi popoli selvaggi; ma noi 
li distingueremo da questi a cagione delle istituzioni che ravricinanli 
ai popoli che siedono a capo della civiltà. Tali erano gii abitanti delle 
isole della Società e di Sandwich, prima che avessero adottato il cri- 
stianesimo, e tali sono ancora gli Araucani, i Carolini, ì Tongas, i Viti^ 
ì Nuovi Zelandesi, ecc. ecc., che persistono ancora nelF idolatria. 
Finalmente noi rignarderemo come popoli selvaggi le tribù presso 
€ui l'intelligenza fu meno coltivata, i cui individui non sono gli uni 
agli altri legati da mutue relazioni, e presso cui le arti più necessarie 
alla vita, o non esistono affatto, ovvero trovansi nella loro infanzia. 
Tali sono i naturali deW Australia (Nuova Olanda ), della Nuova Cale- 
donia, quelli che ancora poc'anzi abitavano la Tasmania (isola di Van- 
Diemen), i selvaggi abbrutiti della Nuova California, eoe. ecc., che 
non hanno alcun' idea dell' agricoltura e solo qualche esperienza 
della pesca e della caccia. Ciascuna di queste tre grandi divisioni del 
genere umano può venir suddivisa all'infinito, secondo le varie grada- 
zioni dello stato sociale ch'esse rappresentano. 



DELLE PRIWhPALI CLASSinCàZlONI DEL GENERE UMÀ!(0. 45 

III. CX.AS8iriCAZIONB 

basata sulla diversità delle lingue. 

I prog^nesii fatti dagli studii etnografici recarono alquanta precisione 
in questo daaaiicaBiento. E più non ha incertezze se non là dove l'et* 
no^rvia presenta ancora delle lacnne. Questa classificazione è della 
magg i ore importanza pel geografo, perciocché solamente colla scorta 
di essa può distinguere le une dalle altre le molte nazkm che abitane 
ia Terra. 

Generalmente parlando il vocabolo nazione si pnò prendere in tre 
«gnificati diversi, secondo che si considera sotto l'aspetto storico o 
politieo, geografico od etnografico o genetletico. 

Sotto l'aspetto storico o poUtico, sì dà il nome di nasiofie a tutti i 
popoli, per quanto diversi possano essere rispetto alla religione che 
proiesiiaiio, alla lingua che parlano, e al grado di civiltà a cui s'innal- 
zarono, quando sono soggetti alla stessa suprema podestà, o in &ìtie 
parole, quando nel loro complesso formano un corpo politico indipen- 
dente da ogni altro sotto qualsiasi titolo. Gli è cosi die diconsi Russi, 
Austriaci, e Angh^Amerieani tutti i numerosi e diversi pq»oli la cui 
riunione forma gl'imperi Russo ed Austriaco e la confederazione An- 
glo-Americana. Cosi si dà il nome di Francesi a tutti gli abitanti della 
raonarchia Francese, benché ve n'abbia buon numero che sono Gelti^ 
Aiemanni, Baschi e Italiani. 

Sotto Vaspetto geografico dassi Q nome di naaiom a tutti gli abitanti 
di unaregiane che ha confini geografici, vale a dire confini naturali 
ùadipeadentemente dalle divisioni politiche alle quali essi appartengono 
e dalle varie lingue che parlano. Cosi chiamansì Indiani tutti gli abi- 
tanti ddfampia regione compresa tra THimalaya e il mare delle f ndie^ 
f indo e il Gange. Così chiamansì Italiani tutti gli abitatori della fertile 
penìsola che si stende all'est ed al sud delle Alpi fra l'Adriatico ed il 
Mediterraneo. 

Si dà finalmente il nome di nazione agli abitanti di una contrada 
qualunque che parlano una stessa lingua e i suoi diversi dialetti indi- 
pcadentenamte dalle grandi distanze che li separano, dalla differenza 
de' corpi politici de'quali fanno parte, da quella della rel^one chepro^ 
tessano e dal diverso stato di civiltà in cui si trovano. Cosi si chiamano 
Spagnuoli, Portoghesi, Francesi e Inglesi tutti i numerosi discendenti 
dei oolonì,che da tre secoli l'Europa mandò nelle diverse parti del globo. 

II nome di nazione, nel senso politico o storico, é tanto variabile 
quanto lo sono gH avvenimenti che cambiano così spesso la faccia della 
Terra. Senza pniare ddle grandi rivoluzioni che sono il soggetto della 
storia antica e moderna, non vedemmo noi a' dì nostri grandi regioni 
cambiare quattro o cinque volte dominazione , e per conseguenza 



46 PRINCIPII GENERALI .DI GEOGRAFIA. 

figurare nel novero delle nazioni sotto altrettanti nomi diversi? Una di- 
visione de* popoli fondata su questa base è dunque la meno propria di 
tutte, come quella che è la meno costante e la meno durevole. Quella 
che classificasse tutte le nazioni della Terra pigliando quest'appella- 
zione nel senso geografico, benché meno variabile della precedente, 
non sarebbe tuttavia meno impropria, posciachè offrendo divisioni che 
non corrispondono a quelle dell'etnografia, si troverebbe oltreciò quasi 
«empre in opposizione colle divisioni politiche, senza avere perciò il 
vantaggio di essere invariabile. Quest'ultima qualità non trovasi se non 
nella divisione etnografica. 

La lingua è il vero segno caratteristico che distingue una nazione da 
un'altra ; talvolta pure ne è il solo, poiché tutte le altre differenze pro- 
dotte dalla diversità delle razze, de' governi, degli usi, de' costumi, 
'della religione e della civiltà, o non esistono, ovvero presentano grada- 
zioni quasi impercettibili. Qual differenza essenziale presentano ora 
fra loro le principali nazioni d'Europa tranne quella della lingua? I 
progressi della civiltà, il succedersi degli avvenimenti politici, 'cosl 
frequenti a' nostri giorni, e le molte relazioni prodotte dal commercio 
e dall'industria, hanno, per cosi dire, intieramente scancellato ciò che 
formava i principali tratti del carattere particolare di ciascuna nazione 
europea ; qual differenza essenziale offrono tra di loro le nazioni in- 
civilite dell'India, della PenisolaTransgangetica, della Malesia (arcipe- 
lago Indiano ) , e la maggior parte delle innumerabili popolazioni 
'dell'America, se quella non è della lingua diversa che ciascuna di esse 
parla, e che fa che un Mahbarese differisce da un Telinga, da un Bin- 
gali e da un Maratta ; un Siamese da un Peguano, da un Birmano 
e da un Tonchinese ? 

li ceppo famiglia etnografica è un gruppo di lingue che presentano 
tra loro molta analogia. Esse offrono, per cosi diretanti lineamenti di 
famìglia, per cui si può riconoscere in loro una comune origine, tanto 
più che la storia viene per l'ordinario in nostro aiuto indicandoci le 
tracce delle migrazioni de' popoli che le parlano. Queste /tn^ue sorelle 
costituiscono le famiglie o ì ceppi etnografici. 

I dialettiy generalmente parlando, sono diverse maniere di pronun- 
ziare una lingua. 

Le ricerche da noi fatte per la redazione ài^* Atlante Etrìografico del 
^lobo ci hanno dimostrato che si può recare almeno a 2000 il nu- 
mero delle lingue conosciute. E questo numero per quanto paia grande, 
è ben lungi dall'essere esagerato. 

Lo stato imperfetto dell'etnografia non ci permise di classificare in 
quell'opera che 860 lingue e circa 5000 dialetti. Di queste lingue i53 
appartengono all'Asia, 53 all'Europa, 115 all'Africa, 117 all'Oceania e 
422 all'America. 



MLLE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONI DEL GENERE UMANO. 47 

Di questo numero prodigioso di idiomi quindici sono parlati o com* 
presi da un maggior numero d^ndividui, o veramente stendono il loro 
domìnio su d'un più gran numero di paesi ; di questi quindici sei ap- 
partengono all'Asia, cioè il ctnese^ Varabo, il turcOf il persiano, Vebraico 
e il sansorìto ; otto all'Europa, cioè Vakmanno, Vingtese, il francese, lo 
spagnuolo, il portoghese, il russo, il greco e il latino, L'Oceania non offre 
che il malese. 

IV. GLASSiriCAZIOliS 

basata sulla diversità delle religioni. 

Questa classiflcazione è importante come la precedente. Dopo aver 
luogo tempo meditato su questo difficile soggetto, crediamo poter 
schierare tutte le religioni conosciute nelle tre classi seguenti : 

4* Religioni che riconoscono il vero Dio ; 

2* Religioni che nVxmosoono l'esistenza di un essere supremo qua^ 
lunque, che ha creato e regge l'universo, qualunque siano d'altronde 
le forme differenti sotto le quali quest'essere viene rappresentato, e i 
nomi diversi che gli si danno ; 

5" Religioni oggetto del cui culto sono, o i corpi celesti, od esseri 
4tnimati, o qualunque altro corpo esistente alla superficie o nell'interno 
dflia Terra. 

La PRIMA GLASSE non comprende che tre religioni : il Giudaismo, 
i\ Cristianesimo e r/siamtsfTto. La tavola seguente porge le divisioni 
principali di queste tre religioni. 

OZVOAZ0IIO. 

QoMta reltgiooe non conosce tììn rìvelaiìone fuor il qntlli fttta al popolo di 
Dio da Mote « dai profeti; i suoi seguaci sono conosciuti sotto il nome di Ebrei o 
Jtnmetiti, Sono sue principali sette : i Tùlmudistif i Bahhanhti ed i Caraiti. La 
ntaggior parte de'Giudei vive ora in Europa, segnatamente nell'impero Russo, Au- 
striaco ed Ottomano; in Asia, in quest'ultimo impero, nell'Arabia, nell'India ed altre 
«oDirade^ in Africa nelle regioni dell'Atlante e del Nilo; in America se ne contano 
soliaolo parecchie migliaia ed un numero molto minore nell'Oceania. 1 templi de' 
Giudei aon detti sinagoghe, 

CmiSTIAllESIMO. 

lineala religione, la stessa che fu da Dio rivelata agli uomini fin dal principio del 
flBOodo, ha per capo Gesù Cristo che essendo il centro delle due rivelaaionì, ha pro- 
«TCilgalo ana nuova legislaaione, compimento e perfeaionamento di quella di Mosè. 
Il cristianesimo stende ora la sua salutare influenaa sulle contrade più incivilite e in 
tulle le parli del mondo. ^ la religione più sparsa sul globo e quella i cui missio- 
«ari coolriboiroiio e contrihaiseono tuttora più degli altri a spargere i benefiii e la 
civiltà. 1 templi de'erìsiiani aon chiamali ehies; Eccone i rami principali : 

LA CHIESA CATTOLICA della quale il ¥apa o domino Fomite è il capo «u* 
pr^mo. Stende essa il suo impero in tutte le parti della Terra. Vedremo nelle 
devcrisioai generali di ciascuna parte del mondo i paesi dove questa religione è pro- 
fetata. Intanto faremo notare che, quando si considerano tutte le comunioni religiose 
arila loro maggiore sehietteasa, cioè auando non ai ammette in ciascuna credenaa 
Bcemna discrepania ne'suoi dogmi fondamentali, il eaUolicitmo « la religioon che 
«•■M ii pia f r«« annitro di ertdtnU, Sì devono annetlere a questa cliiesa una 



48 PfilNCIPlI GENKRAU DI GEQGRXFlàm 

|Mirte dn'crwliaai d»Ut di Som TommuuOt la roag|«or parte dt'Marofùli del Libano 
ed un gran oiimrro di Gfci-tJniti e di yirmenL 1 suoi mttsioaarìj il eai ■e1oamiiit> 
rabile ha coDtribuilv colaolo a spargere i buoi precellt aoMo tatti i elimi, |ir«c«deà*do 
«li partcchi seMli gli «{MMIoIì delle altre chiato eriatianey eUbero uoa parte imiueosa 
nelle pacìfiche. cuoquitle della civiltà» Alla magaìBceota i|piegata nelle ■olenniiù d-1 
cattnlicismo, l'architettura e le arti surellf vanno debitrici de'loro più bei moim- 
menti. Nei secoli d'igaoranaa, parecaki de'anoi aionasleri presero molla parte «1 
dissodamento delle terre incolte ed al prosciugamento delle paludi, all'ìacanaianivaio^ 
delle acque correnti e ad altri grandi lavori agricoli. Questi pii ritiri ci hanno pure 
conservato i capolavori de*Oreci e de'Romani, mantennero costantemente accesa I» 
Beccola delle sciense e delle lettere, e furono pei due emisferi altrettanti focolari, 
onde la luce si sparse per ogni parte. 

La CHIESA GRECA o D'ORIENTE è divisa in quattro principali comunioni, cioòr 

La Chiesa Greca detta Ortodossa. E la religione dominante neirimpcro 

Russo ed in altri Slati dell'Europa Orientale. Gli addetti di questa eomunioae che 

vivono nell'impero Ottomano e nelle laole lonislie^ ricoMtMCono per capo spiri* 

iuale il patriarca di Costantinopoli, 

La Chiesa Caldea o Nbstoriana. i cui credenti son chiamati Ntttoriani. 
Il maggior numero è nell'Asia Ottomana. 
La CHWSA MOMOVlUTA o BUTiCHiANA dieisa in Ire rami principali : 

I Giacobiti il cui patriarca risiede a Karemid nel Diarbckir^ oell'Asi* 
Ottomana ; una parte si è riunita alla Chiesa Cattolica. 

1 Copti che vivono nell'Abiasinia dove sone dommaali negli Stati più p(^ 
tenti, quindi nella Nubia e neirEgitto. il loro patriarem risiede al Cairtu 
Gli jirmenif che formano una parte rilevante della popolasione dell'Ar* 
menia propriamente delta, e truvausi sparsi in parecchi altri paeai dell'Asm» 
dell'Europa, e dell'Africa. 11 loro patriarca principale riaiade a £icA> Jfiad^t» 
nell'impero Russo. Una gran parte si è riunita alla Chiesa Cattolioa^ e^ non ha 
guari, ricevette un patriarca che risiede a Costantinopoli, 
La Chiesa Maronita i cui credenti vivono nelle montagne del Libano e 
nell'isola di Cipro. Il nuggior numero tornò alla Chiesa Caltaliea* U loro ca^io 
è il patriarca di ^itttocAin, che risiede a Cannobin nel Libano. 
La CHIESA LUTERANA così chiamata da Lutero suo fondatore. Domina sopra* 
tutto insieme colla Calvinista e l'Anglicana in tutta la parte aettenlnunale dell'Eu* 
ropa Occidentale e in molti paesi della sua parte Media, come anche in alcune 
parli della coofederaaione Anglo- Americana e in altri paesi fuori d'Europa. 

La CHIESA CALVINISTA, cosi chiamala da CaWino suo fondatore. La maggior 
parte de'suoi credenti vive nelle stesse regioni supra mentovale ; ma un numero assai 
considerevole vive pure nella Francia Meridionale, in Ungheria, ecc., dove trovanti 
anche molli Luterani. 

In Iscosia e in Inghilterra, nelle Colonie Inglesi e nella conf^deraaione Anglo» 
Americana, i Calt^iniui si dividono in molli ruini^ ì cui principali sono: 

I Presbiteriani, che sono retti per |^i aiiari, ecclesiastici da una apecie di 
potere aristocratico residente nei sinodi. 

Gl'lNDiPEerDEitTi o CovGKBGAZloitALiSTl, cfae rìgetUtto il potere dei «nodi, 
• fra i quali ogni comunità esercita da sé il potere ecclesiastico. 
A'dì nostn si operù in alcuni Stati una fuaiooe delle due Chiesa Zjttarana e Cn#- 
ifinista in una sola, sotto il nome di CHIESA EVAMCBLICA. Codcst'unione ebbe luogo 
nel ducato di Natsau nel 1847, e quindi a Parigi, a Franooforte sul Meno, in quasi 
tutta la monarchia Prussiana, in una gran parie del regno di Baviera, nei grasuio- 
cali di Baden e di Assia, nell' Assia-Elettorale, nel ducato di An)MU*Bernburg » ocl 
principato di Waldeek, e in altre parti dell'Alemagna. 

La CHIKSA ANGLICANA, detta anche EPISCOPALE. E la chiesa primaria atalki- 
lita in Inghilterra dal regno d'Elisabetta. ] suoi credenti fomaoola gran massa della 
popolasione dell'Inghilterra, ed una parte assai considerevole dell'Irlanda e dellA 
coofederaaione Anglo-Americana.' Nelle vaste colonie Inglesi, gli Anglicani sono quasà 
dappertutto i più numerosi fra i Cristiani che vi si trovano staosiati. 
Le Chiese o sette seguenti contano un minor nuncro di oMdnali^ bendiè dal ÙMÒm 



DELLE PRIHaPALI GLA66IFIGÀZI0NI BEL GENERE UMAITO. 4SI 

del lecolo xviil* &cctaoo rapidi progreui mIIs moaarehia Inglese e ncMa eo^M»» 
nsione Aoglo-Americao», aopralatto i Metodisti e i Battisti, 

I MENNONIT1 o BATTISTI, che provenoero dai troppo celebri anabattisti^ de» 
quali rigettano i delitU e il nome. Il loro maggior numero trovati nella confcderaaiona- 
Aoglo- Americana dove sono stimati a un sesto quasi della popolai ione; vengono ih 
poi il Rega«>-Uaito^ quello de' Paesi-Bassi, le provincie meridionali dell' impei»» 
Roseo e i governi di Danaica e di Marienwerder nella monarchia Prussiana. 

1 METODISTI, che sono numerosissimi nella monarchia Inglese e nella confcdav- 
rasiooe Aoglo- Americana. Hanno floridi slakilimenti nell'India, a Ccylan e in alcun» 
parti dell'Oceania, fra le altre nella Tasmania (Nuova-Zelanda) e nell'arcipelago 
d'Havafi rSandwich). 

I FRATELLI MORAVI, delti anche HERRNHUTERS da Herrnhut, piccai» 
città del regno di Sassonia, dove risiede il loro collegio-direttore j chiamansi pMr»- 
ifmaeektrl dail'Managtut a causa della molta analogia coi settarii di questo nomev 
Benché in poco numero, sono sparsi in tutte le parli del mondo. Si trovano nel!» 
Groenlandia, nel Labrador in America, a Tranquebar nell'India, nella colonia dcR 
Capo di Buooa-Sperania, nelle Aotille, nella Pensifvania dove sono in maggior nnmcvoi. 

Gli UNITARI, detti anche ANTITRINITARI e SOCINIANI da Leti» Sotim» 
loro fondatore. La maggior parte di essi vive nella Transilvania nell'impero Auk 
sirìaco; ae ne incontrano pura in Prussia nella monarchia Prussiana, nei Paest-Basai^ 
in Ingbilierm a negli Stati-Uniti. 

ifluunsMO. 

Maooaetlo è il fondatore di questa religione, che tolse dai Giudei e dai Crìatnnr» 
«na parte delle sue credense. Tutti i dogmi e le pratiche dei credenti di questa re- 
ligione, chiamati Musulmani e Maomettani^ sono contenuti nel Corano; questo libre»» 
cafeodo •ertilo nella lingua dell'Arabia, patria di Maometto, l'arabo è divenuto la- 
lingua aacra dei Turchi, dei Peniani e di tutte le naaioni musulmane. I temfiS 
dc'Maonettani sono chiamati moschee. 

Le principali sette dell'Islamismo sono : ' 

1 SÓNCflTI, che domioano nell'impero OHnmipn, ne'snoi paesi vassalli in Africa^ 
nell'impero di Marocco, nell'Algeria ed in altri paesi dell'Africa, nell'Arabia,, nel 
Torkealan Indipendente e in altra parli dell'Asia, nella Malesia od Oceania Occi» 
dentale, ecc. I Sonoili contano molli seguaci fra le tribù di ressa turchesca stabilita 
nell'impero Russo ed in Persia. 

Gli SCIITI , dominanti in Persia , hanno molti seguaci nell'India ed in altre 
parti dell'Asia. Si riguardano come proveniense di questa setta iNOSAlM, i MOTOALl 
e i Dlt08l che vivono nei monti del Libano nella Siria. 

Due altra sette molto meno numerose, ma importanti per la parte che rappresevi 
taroooy devono ancora mensionarsi ; e sono quelle de*Iesldi e de' Faabiti, 

Già lESIOI occupano i monti vicini alla città di Singar nel pasl;ialalo di Bag4ad^ 
i loro dogmi sono jan miscuglio di più religioni diverse. 

1 VAABITI ebbero origine nell'Arabia verso la metà del secolo XVIII, e trassero 
qoealo nome da Abd-Mfahhabf loro fondatore. Palesando questi il disegno di cac- 
ciare dall'Arabia i Turchi e i popoli stranieri alla penisola, ebbero dapprima a aeguac«< 
lotti gli Arabi e fecero grandi conquiste; ma dopo le sconfitte che diede loro Mehemel^ 
Ali, viceré d'Egitto, furono costratti a ricntrara ne'loro deserti. 

La SECONDA CLASSE offre sette religioni principali, quando con 
KJaproth ed altri dotti orientalisti, non si riguarda il lamismo se noiR 
come una gradazione, o tuU'al più una setta del Buddismo. Noi le pret- 
«entìamo nella tavola seguente : 

BRAMAMlSmO. 

Questa religione riconosce Vara»Brama per dio principale. I suoi dogmi seriwv 
io noicrito sono compresi in parecchi libri chiamati Veda, Tulli i membri di quesO» 
reltgiuoe sparsa in quali tutta riudis, sono fino dalla più remota anliclNlà divisici» 

4 



wtamxm gbmbbau m «béouma* 



««tf», tra k ^«ali è 
tal religioocy come pam ^aelh d«l 9màdnmo, 



Yf JìuAdtsmo o rétiglone di Pudda pare ehi; siarì fonntta irélflodCt ««mo Vi 
4927 prima ilt Cri«>o togliendo àìUntnAuitnio i «noi dogmi principali, ina nfiotsDifo 
la divifiooe d^tle ca«tp. Qiirsta rrligione è pro(«t»»ta DeH^itnpcro Btrfnaoo, ntik 
Cina ed in altre coolrade dell'Asia; è pare la religione di afrane migfiaia dì snidili 
dell'impero Russo, e di an Imo piti grande nomerò nell'Oceania Oceideataie. 

mci.saiOK£ 91 co«ru<»o. 

La religione di Confucio della quale questo filosofo ctncae i tesato eonie 3 
rìformnttfve, è delta pare U doiirima d^leUtraii; ì'imptr M on della Cina ne è il 
fMUriarca, Generalmente parlando, tatti i leMamti della Cane « qoelli deUa nraav^ 
cbia Ànnamitiea e dell'mipero del iiiappone^ dipendono da questa religione, aenza n* 
unnsiare cootutloció ad usi tolti da altri culti. 

cnn.TO DEGX.1 spnun. 

Il culto degli rpiritiy od il naturalismo mitologico dell'Asia Orientale è la itH- 
^•ne primitiva de' più antichi abitatori della Cina. Questo catto ai dutcìe ad 
Giappone, nella Corta, pr e s so i Twigoai ed al T— chino. 

msuaioVE mx soto. 

Questa è la più antica religione di quelle che dominano nel Giappone; la lai 
«eniplieiià «eoue grandemeole alterata dopo l'introduzione del Buddiamo. Si diua» 
mia i suoi templi. 

MAOISMO. 

Il Magismo o la religiome di ZoroatirOf la cai autichiasima dettrioa è vouKf/uti 
aicllo Zemd'jétfestat .l^\i^ a^tlo nella lingua morta detta sendy conservasi aocon^ 
i Fani o Guebri nel Kerman in Persia, a Bombay, a Sarate ed altre città del Gt* 
aerate aell'lodia, ad Astrakhan, ecc. ecc., nell'impero Russo. 



Il Sanckismo o la religioue de'Seik (Sikh) islitnifa da Nanéltf puù Teoìr rignv- 
dala C4tme un miscuglio di Bra maoismo e d'Islamismo. Questo callo e profifS'tD 
dalla ^raa massa della popolazione del Labore nell'India e da lutti i Seik ebe MM 
stanziali m altre patti di qoKSi'ampia regione dell'Asia. 

La TERZA CLASSE abbraccia un gran nuinero di religioni ;Doid 
limiteremo a nominare le due seguenti : 

•ABEIflHO. 

Il Saheismo o Vadora%ione de' corpi celesti, del sole, della lana e delle strila, <■> 
aeparalamentc, sia Inili iosieme, è un sistema antichissimo sparso p^r tatta Trs'rii- 
sione tW\ globo, anche nel Perù; si è misto a tutte le altre religioni, ma non f**^ 
più nella sua schiettezza se non presso alcune tribù isolate e bene abbasso nrirof^ 
dine di>' popoli inciviliti. Il suo nome deriva dz'Sabei o Sabiaai, antichi popoli 
dell'Arabia. 

TETicisaro. 

Il Feticismo è l'adorazione dt'Jetisci (fetis^u), espressione osata dai T^^rgri ^•l' 
coste occidentali dell'Africa per designare gli oggetti vivi od inanimali della osion, 
ai quali la paura, la riconoscenza, o qualche parlicolar affezione spingono qonti 
jtopoli a tributar ana specie di colto religioso. Tattociò che li circonda, la aslors 
intiera, gli elementi, gli all>eri, i fiumi, il fuoco, in una parola tutti gli esvn mÌ 
quali questi uomioi semplici ed ignoranti notano delle qualità bene6cbe o inalr&ii' 
cbr pjiuiio loro incomprensibili, sono «^gelto del loro culto. Questo cullo e qaelio 
de'popoli che sono posti nel più b«sso grado di civiltà e che hanno le idee più grosi»- 
lane della divinità e delle relazioni che esistono tra essa e l'uomo. Ma questo colio te 
Sina moUiludine di gradazioni dalle superstizioni più assurde de'sclvaggi abbra'iti 



DELLE PRUfCIRALI CLASSI! ICAZIOSI VEL CENERE UMANO. M 

Jf] CoatiwBt*»AnrtEa1« (Noova Oknda) e della Taiimania (Trrra di Dieman) €■» 
al fiiicinno é^'popdli men liarfaarì della Tc^ÌBesia, del tsentro dell'lifrica « di «kuii» 
parti dvlfAMi « «MTJIanka. •Gli è ira ie irali|yiooi nù taptm m m guaita ftmiiflàii 
<kt uttonMai ifl pi» ««MO i M0n6»ì «umoì «d ava aerie di atrocità che fama 
fremer d*onDre. Parrcciiie lianno una specie di pceti o meglio d'iodovini o di «tp»- 
goni, clre si chianniiD friots presso alctmi popoli delI'AFrica, giuntatori presso ^m- 
ncchie p af a hrio ni JUDnasanef e toSamtai presso .i popoli della Sibesàa j gaast'id- 
tima deDoraioasione fu causa dello sbaglio singolare che ha fatto confondere \vm 
gradazione del feticismo col tamaneismo, che è un ramo della religione di Badda. 

È impossibile dir qualche cosa di positivo sul numero de'settatori che 
conta ciascuna religione ora esistente sul globo. Uno zelo soverchio 
spinge i diversi partiti ad esagerare il loro numero, come se Seneca. 
non avesse avuto ragione quando disse che una gran maggioranza ò 
spesso l'indizio di una cattiva causa. Gli increduli soprattutto verso la 
fine del secolo xviii hanno messo una ridicola importanza ad esage- 
rare il numero de' maomettani e de' pagani. Il numero di questi ultimi 
€ stato pure ai di nostri straordinariamente esagerato dai missionari 
protestanti nei varii prospetti da loro pubblicati. Più istrutti nei 
loro dogmi che versati nei complicati calcoli che richiede la solu» 
zione di questi problemi , que' buoni religiosi non hanno pur sospet- 
tato le difficoltà che avevano da vincere per istabilire i loro computi 
sotTa basi se non certe, almeno probabili. Le lunghe indagini da noi 
fatte per conoscere il numero approssimativo de' popoli che parlano 
le varie lingue del globo, e quelle che ci bisognò fare per determinare 
la popolazione dei diversi Stati, ci fornirono una serie di fatti abba*^ 
stanza numerosi, perchè noi crediamo non discostarci molto dalla realtà 
proponendo le seguenti somme, che non sono tuttavia e non possono 
essere se non semplici approssimazioni. 

TAVOLA STATISTICA 
delle principali religioni del glolx». 

AhitantK 
RELTGTONT DELLA PRIMA GLASSE 362,000,00(1 

11 Giudaismo 4,000,000 

»• Cristianksimo 262,000,000 

La Chiesa Cattolica .... ^0,000,000 
La Chiesa Greca ed Orientale 

eoa tutte le sue diramazioni . 62,000,000 
Le Chiese Protestanti con tutte 

le loro divisioni 60,000,000 

L'Islamismo ron tutti i suoi rami 96,000,000 

RELIGIONI DELLA SECONDA CLASSE 2/0,000,000 

11 Bramasismo 60,0('0,000 

li Bin)DiSMO con tutte le sue diramazioni ... 4 70,000,000 
Le BELicioNi DI Confucio, di Sinto, di Nanek, 

di ZOROASTRO e il CULTO DEGLI SPIRITI . . 40,000,000 

iELlGlONI DELLA TERZA CLASSE -« 07,000,000 

Il Sabeismo, il Feticismo e tutte le altre 
religioni che fi sono comprete ...... < 07,000,000 

TOTALE GENERALE 739,000,000 



ss PRINCIPII GENERALI DI GEOGRAFIA. 

Abbiamo sin qui esposto succintamente queste nozioni fondamentali 
desunte dall'astronomia, dalle matematiche, dall'antropologia, ecc., e 
«he devono per necessità precedere la descrizione generale delk Terra. 
Entrando ora in questa descrizione, seguiremo le grandi division 
da noi poste , e sarà punto della nostra partenza V Europa che 
abitiamo. 



GEOGRAFIA DESCRITTIVA 



EVROPA 



GEOGRAFIA GENERALE. 

PotmoBe mitroBoinioft. Longitudine (del Continente) fra il i^*^ ocùi^ 
dentale e il 62'' orientak. Latitudine Boreale (del Continente) fra il 34o 
€ 7i^ Se si volessero comprendere le isole che geograficamente di- 
pendono dall'Europa, quali sono la Nuova Zembla, Tarcipelago dello 
Spitzberg, ecc., allora si avrebbe: longitudine fra il ì^' occidentale 
e n** orientale; latitudine boreale fra il 35^ e VSV. 

Dimensioni. Maggior lunghezza. Dal capo San-Yincenzo in Porto- 
gallo fino alla catena dell' Ural nei dintorni di Jekaterinburg , nel 
governo di Perm, nella Russia: 2926 miglia (5418 chi!.). Maggiore lar- 
ghezza. Dai dintorni di Hammerfest nel Finmark, nella monarchia Sve- 
do-Norvegica , fino alla catena centrale del Caucaso presso il monte 
Mquinwari, impropriamente chiamato Kasbek,i800 miglia (3033 chil.). 

Confini. Al nord, l'Oceano Glaciale Artico ; all'est, il fiume Kara, la 
catena principale dell'Ural e il fiume di questo nome fino alla sua foce 
nel preteso mar Caspio ; quindi questo stesso mare fino all'estremità 
orientale della catena del Caucaso; il resto del limite orientale è segnatd 
dallo stretto di Enikalé, dal mar Nero, dallo stretto di Costantinopoli, 
dal mar di Mannara, dallo stretto dei Dardanelli e dall'Arcipelago ; al 
sud, la catena principale del Caucaso, il mar Nero, il Mediterraneo co' 
tuoi diversi rami, lo stretto di Gibilterra e l'Oceano Atlantico ; all'ovest 
quest'ultimo Oceano e al di là dal cerchio polare l'Oceano Glaciale 
Artico. 

Mmri e Gole. Tutti i mari dell'Europa appartengono ai due grandi 
bacini dell'Oceano Atlantico e dell'Oceano Artico Glaciale, che coi 
loro rami formano le grandi divisioni idrografiche di questa parte 
del mondo. 



GEOGRAFIA DE8CBITTITA. 

nlieiTO ; e la Penisola Calddicay con tre penisolette, l'orientale delle 
fl^uali forma il celebre Monte-Athos. Nomineremo ancora la Crimea 
nella Russia meridionale e il Giutland nella monarchia Danese. 

Fiimii. Tutti i fiumi dell'Europa si versano nel Caspio, propriamente 
^ileUo (vedi la pagina 5S), nell'Oceano Atlantico, nell'Oceano Artico Gla- 
ciale e nei loro rami. Formano essi le grandi regioni idrografiche gii 
«da noi accennate. Qui però non citeremo che i fiumi di più lungo gir», 
cominciando da quelli che metton foce nel Caspio. 

Ai M AAB CASSIO appartengono : I'Ural, notabile aopratalto perché segna 
€1 limite tra l'Enropa e l*Asia ; il Volga, cbe attniTersa la maggior parte drlla 
flifiMia «l*Europa; è il più gran 6ame di qaetla parte del mondo; il KoMA, nota- 
Mmle io quanto cbe separa l'tturopa dall'Asia, secondo il sistema proposto dal Malle- 
Brun e seguito da parecchi geografi; e ìITerbck. Tutti codesti fiumi appartengono 
all'impero Russo. 

Al MBDITCHAAVEO e suoi rami appartengono: il Dov, la cai foce è sol preteso 
«MPe d'Aaov; lo Dvieper, lo Ditibstbr e il Danubio, che entrano nel mar Nero; 
^1 Danubio, la cui lungbesca non è inferiore se non a quella del Volga, attraversa 
^utta 1* Alemanna meridionale, l'Uqgheria e la Turchia d'Europa, e divide quest'ul- 
tima dall'impero Russo; il MAMTZA e il VARDAR nella Turchia Europea, colle 
doro foci nell'Arcipelago; il Po e l'Aoir» in Italia; ai versano questi nel mare 
Adriatico e sono i più gran fiumi della penisola Italica; il TEVERE cosi celebre 
«ella storia, ma di picciolissimo corso, non bagna che una parte della Toscana ed 
tana parte degli Stati Pontificii ; il RODANO che attraversa il sud-ovest della confe» 
«deratione Svisaera e il sud-est della Francia, e l'EBRO in Ispagna si scaricano nel 
'Mediterraneo. 

Air OCBAIIO ATLANTICO e suoi rami appartengono : il GCADALQUITTB, 
la OUADIANA, il Tago, e il DUERO ; questi fiumi attraversano la Spagna, e ì tre 
ultimi hanno lor foce nel Portogallo. La GARORNA, la LOIRA e la Senna bagnano 
la Francia ; l'ultima entra nella Manica, e due altre nell'Oceano Atlantico; la 
SCHBLOA, la MOSA, il RsNO che confonde le sue acque colla Mos», il Wbser e 
«I'Elba si versano nel mare del Nord; i tre primi, dopo attraversata la Francia, i Paesi 
Bassi e l'Alemagna, i due ultimi dopo bagnata una gran parie dell'AIemagoa Setten- 
trionale ; il Glommen cbe è il più gran fiume della Norvegia, e il GOTBLBA che 
«Itraversa la Svexia, sboccano, il primo nello Skager-Rack, u secondo nel Cattegat; 
(il Tamigi. e I'Umber nell'Inghilterra gettansi nel mare del Norl o d'Alemagna. 

Il MAR BALTICO e i suoi rami ricevono: la Dala, l'iNDALS o RAcrniDA, 
1*Angermann, I'Chea e il Lulba nella monarchia Svedo «Norvegica ; la TdhNEA 
'ia questo Sialo e nell'impero Russo; la Nbva, la Duna e lo Niembn nell'impero 
Russo; la Vistola, il corso della quale è diviso fra l'impero d'Austria, il nuovo 
cegno di Polonia, la repubblica di Cracovia e la monarchia Prussiana ; e l'OoCR 
-«he appartiene quasi tutto a quest'ultima. 

L' OCEAHO ARTICO OliACIAXiE ricere ; il TANA nel Finmark compreso 
«eUa monarchia Svedo-Norvegica. 

Il MAR BIAHCO riceve : I'Onbga, la DwiNA e il Mbzen che attraversano h 
jparte setieolrionale dell'impero Russo. 

Il MARE TCBBSEAIA-TAIOATI che bagna la costa nord-ovest del go- 

roo d*Arkbangel, riceve la Pbtczora, che percorre questo stesso governo. 



»ii. L'Europa ne ha un picciol numero, ma in iscambio possedè 
in comune coll'Asia il maggior di tutti, il preteso mar Caspio. 

Irftghi e Lagune. Nomineremo dapprima il lago Ladoga, che è il 
•più ampio di tutti i laghi d'Europa propriamente detti; il vasto sistema 
'di eanali che mette in comunicazione tra loro i principali fiumi della 



EUROPA. in 

Russia e i mari ne' quali sboccano, accresce di molto la sua importanza 
per la gran parte che ha nell'interno commercio di quest'impero ; i 
laghi Onega, Saima-Lappowesi, Ilmen, ecc. appartengono a questo 
gran sistema che occupa la principal parte di quella vasta contrada 
chiamata da pochi anni in qua dai geografi russi regione dei laghi ; 
essa abbraccia .i governi di Pietroburgo e di Olonez, una parte di 
que' dì Riga, di Pskov, di Novogorod e di Arkhangel, e tutto il gran- 
ducato di Finlandia. Vengono poscia le vaste masse di acqua della 
Svezia, situate fra Stockholm e Gothemburg, i più notabili fra i quali 
per l'estensione sono il Wenem (Wener) e il Wettem (Wetter). Questi 
laghi e molti altri, che la strettezza dei nostri limiti non ci permette dì 
menzionare, sono incomparabilmente più grandi di ogni altro lago 
del resto dell'Europa. 

Io capo ai più grandi laghi di questo resto d'Europa^ ma su di una scala molto 
iaferiere, devesi porre il lafo di Ginevra^ che è il maggiore di tutti j quindi quello 
di Costanza (Bodeo) che quasi Io pareggia in estensione. Quello di Ginevra bagna 
il cantone aviixero di questo nome , quelli di Vaud , del Valese e la Savoia ; 
quello di Costanta bagna i cantoni svicaeri di Sangallo e di Turgovia, il granducato 
di Baden, i regni di WQrlemberg e di Baviera e il circolo austriaco del Vorarlberg 
nella confederaxione Germanica, della quale è il maggior lago. Viene in terzo luogo 
il Balatom (Platien) che è il più grande dei laghi dell'Ungheria. 

Fra gli altri laghi d'Europa accenneremo ancora almeno i seguenti: in Italia, il lafo 
ài Gmrda nel regno Lombardo- Veneto, il più grande di tutti ^ il lago Maggiore e 
quello di Como nella Lombardia cosi giustamrnte celebrali per l'incantevole bel- 
Icssa delle loro rive e dei loro dintorni ; finalmente il lago di Celano (Fucino^ 
Bel regno di Napoli celebre ab antico pe'grandi lavori idraulici che vi si eseguirono 
affine di evitarne gli straboccamenti. Nella monarchia Prussiana, così notabile pel gran 
numero de'lagbi che si trovano nella sua parte orientale, noi non citeremo che il lago 
dt Spirdimg in Prussia; il più esteso di tutti. Nella parte settentrionale della confe> 
deraxiooe Germanica, non meno ragguardevole per questo lato, accenneremo quello 
di Sehwerin nel Mecklenburg e il lago di Katzburg nell' Holstein. Nella Turchia 
Europea che ne ha un gran numero, e parecchi osservabili per la grande elevaaione 
del livello delle loro acque, nomineremo il lago di Scutari (Zenta) nell'Albania ; 
ci pare il più grande ; quello di Ochrida nella stessa contrada, ma ad una grande 
elevaaione ; il lago di lanina, che prende il nome da questa grande citti. Nel Re- 
gno-Unito citeremo almeno il lago Lomoud in Iscosia, e il lago Erne in Irlanda, 
che sono i più empii dell'arcipelago Britannico. Nella confederaaione Sviaaera non 
potremmo pasaare sottq silenaio, a eausa delia grande loro celebrità per più titoli, 
i laghi di Neufchatelf di Zurigo f e quello di Lucerna^ detto eaiandio de* quattro 
Cantoni^ perchè bagna i cantoni di Lucerna, di Schwits, d'Uri e d'Unterwalden. 
E non dimenticheremo neppure nel regno de'Paesi-Bassi il preteso mare di Harlem^ 
die tra poco sarà intieramente prosciugato, e sottentrerà in sua vece il gran eanale 
ti qaale ai lavora da gran tempo. 

In capo alle molle lagune dell'Europa comunemente qualifìcate di 
nomi diversi, non dubitiamo di porre la parte interna di parecchi fioràs 
della Scandinavia e della Finlandia come anche i limans della Russia 
meridionale. Nomineremo fra le altre le lagune di Cristiania e di Drontr 
hdm io Norvegia, di Stockhelm all'est di questa capitale della Svezia, 
che non bisogna confondere col lago Melarn situato all'ovest ; la laguna 
di Viborg in Finlandia -, il liman o la laguna d'Oczakov alla foce dello 



{tS* GEOGRAFIA DE8CBITTIVA. 

Dnieper; quello di Akerman, a quella dello Dniester, eee. €M!c., nel- 
f impero Russo. La monarchia Prussiana ha tre lagune importanti pn 
la loro ampiezza, e sono: il Kurisch^Haff alla foce del IHeraen, 
il FrischrHaff alle imboccattire del Pregef e della Vìstoftì ;• e !• 
SUliiner-Haff a quella dell'Oder. Il regno di Danimarca' fa» iFfnm- 
pord nel Giutland. La Francia e la Penisola Ispanica, c&e hanno 
cosi pochi laghi propriamente detti, e niuno un po^ vasto, offrono 
in iscambio molte lagune notabili per estensione; nomineremo almeno 
nella prima lo stagno di Thaia nelK Herault , quelfo di Berr nello 
fipartimento delle Bocche-del-Rodano, e la beila ìagwM MìTArea" 
dum nella Gironda. La Spagna ci offire la sua (limosa Mmfera, 
al sud di Valenza ed il Mare^Menor al nord-est <fi Cartagena ; il' Por- 
togallo, le lagune d'Aveiro e di Setubal. Troviamo in-ItaKa 1» eelelm 
lagune di Venezia nel regno Lombardo-Veneto, quella di Comacehio 
negli Stati del Papa, il piccolo Mare di Taranto nel regno di Na- 
poli ^ neir isola di Sardegna le laguna di Sassu e di Cabra» nei 
dintorni dì Oristano, e quella di Cagliari presso la capitale di questa 
grand'isola. Nella Turchia Europea devesi almeno citare il Rosstìn 
(Raselm) situato al sud del delta del Danubio, nel paese de' Turchi 
Dubrudjis all'est di Babadag ; e nel regno di Greeia , le lagune di J/ìl<;- 
9olunghi che valsero a questa picciola città il titolo di Picctbto Venezia 
per la loro rassomiglianza colle lagune di mezzo alle quali sorge la 
Palmira marittima. 

Isole. Nella descrizione degli Stati indicheremo le isole prìncìpnli 
che loro appartengono. Qui citeremo soltanto le più grandi fra quelie 
che devono essere riguardate come dipendenze geografiche deH* Eu- 
ropa. Avuto riguardo ai diversi mari dove giacciono, le isole europee 
offrono le quattro seguenti classi : 

IftOLS BD ARClPnAtìm VBLL'OCBAflO-ATUMTriCO B SUOI BAMI. A questa cboi 
apparteogoDO : ì'arcipelof» Jiritannieo che compiwnde la Gran- BreiagtiM • \* Ir- 
landa j che sono le «lue più gnod 'isole <ieU*£iM>u(ia, ed uà graa luunero di alice 
isole mollo più ptccioley il ciu eomplvtM forma ii IWKaa-UoUoy nocciolo doila *.i^u 
BMUiafchia logieae. Vengono poi le itole Vigeweny MiUereUf ecc., nal vailo mr'.!,-*.- 
lago Norvegico ; il piccolo amptlofa di Fogrór , «iipendenle dalia, mouardkia La- 
aese; le isole WMmnn^ ZuU^JSavmUmd, neU'affcipelago Meerlandete; le isole G^*-y 
« Gueriuayf fii» la Btoraiandia e la Breta($nay. ma dipendeot» dall' lo^bdlrrsu ; »•• 
isole di Oteron e Re riropelto alla costa dello spartimrolo della Chai!eiite-Io£eri<>r<-; 
« VAroipslago delle nèutre dipeudente dal Porlogaliu, e di cui Terceira e San .t i'- 
cAe/e sono le isul« più importaoti. 

160LI BD ABCWKLACat SBL BffBBfTBBBAVBtf B 8BOB BAJBl» Qucstm classe ruit»> 
prenda le isole Jialearif delle quali Uaiorca è la più ||raude; la Corsica^: la .\<.r- 
degnaf la SlcUiay il Gruppo di Malta e l'isola d'Elba, che apparteagooo alllial ■!> 
e delle quali le tre prime figurano fra le più grandi d'Europa; le wo<« lùmiche, *">^ 
Corpi e -Cefalomia fanausi uolne per 1» loro estensione, e Zanta per U su» iiwp* r- 
tanaa; Candia^ una delle maggiori dell'Europa j^ le molte isulelte che furm^ > 
V Arcipelago prcpriameole detto, fra le quali sono da distinguere quelle- che *\^ 
pafftcogoao all'Asia e quelle che diptitdutto datt'Eufopa.; fia ^ucMe alliaui si ni»u 



EUROPA. S9 

JfegfVfMMie^ SauOf jtndrot^ Lenno o SiaUmene^ Ta$S0f ecc. ece.; per la loM 
pWMleBSi>9 e òim^ Jdray, Spezzia ed Egina per la loro importanza y finalmente nel 
mare Adcialtco V arcipelago Dalmatico fra l' latria e le Boccbe-di-Cattaro, clipeo- 
dente dall'impero Auslriaco^, le più grand'iaole del quale «uno: Leàna, Curzola^ 
JUtoMOf Vaglia, e ChartOk 

IfiOUi jED.JkSeiPCLAABl BEI. MAB BALTICO. Questa classe offre in prima Varcim 
pelago Danssey che furma ili Doccielo della monarchia Danese^ e dove trovasi Iv 
iaole Sealand. e- Fionia^ che separimo il Cattit^at dal Baltico 3 ^indi Lalaad^, FaCm 
MeTy «d. aita* mioori; l'isola Bornholmy dipendeoie dalla Danimarca; Oland e 
GirUaud dalla Svezia 3 V arcipelago d'Mandf e le isole Vago ed OEtelf comprese 
nell'inipeBO Buaao. 

ÌSOil*B BO AllClFBLAjfiBI .HBLL'OCBAHO AbTICO GLACIALE E SCE DIPEHDBUZB* 
ìm queste eerie citeremo dapprima il gruppo di Lofoddea-Magerbe^ estremila set- 
tcelrÌDoale dsiìV arcipelago JSforvegicOf dove trovasi l'isola OEsttfaage, punlo cen- 
liale delia ricca pescai che si fa sulle eoste della Iforv«giaj Bindóen, che è la più 
grande di tutte ^ Mageróef eiaumata pel capo Nord -che trovasi in essa-; il {^roa 
grmpp» dtHa nuova Zemhlay^ dove sono le due grand'iaole che si credettero, luogo 
leespo noa formare che una sola terra , e quella di Vaigatt, che forma uno dei 
lati dello atftetto di tal nome * finalmente \* arcipelago di Spitzberg, a torto annove* 
rato fra le iaole dall'America; i Bussi Io tengono come una dipendenaa del loro 
impegOf na* i, navigatore Inglesi,. Danesi, Amburghesi» Sforvegiani ed altri non visi- 
taao meno le sue acque tirativi dal gran numero di balene,, di orsi bianchi, di nap- 
waU e di aJlri grandi mammiferi che vi trovano; lo Spit»berg propriamente detto, • 
la Knova^Friedanda delle carte pm recenti,, è la terra più grande di quesl'arcipe- 
IsfpSy cfwpeito di Ure isole principali e di molte altre di minor estensione; sulla sua 
cosi* ocddestale una compagnia di negoxianti d*Arkhaogel mantiene da lungo tempo 
a Smeerenberg un picciol poi4o di caccialori a cui dà Io acambio ogni anno. Questo 
picciolo e peeeaisJD. stabiluoenlo può venir riguardato» come ii luogo abitato più bo" 
ramtg dk tutto il globo» Presso la costa setientiaonale dell'isola Nordest, trovasi il 
grappo della Setta-isole (Sette-Soiellej che si possono stimare come le terre cono* 
più boreali del globo^ 



le. Non tenendo conto delle montagne, o per parlare più 
eBattamente, dette altezze sporadiche che signoreggiano le vaste* pia- 
Dore sannatiche nell'impero Russo, tutte le montagne dell'Europa 
possono essere schierate nei dodiei sistemi seguenti, otto de'qjuali sono 
ttmUnentali e quattro imularù Sei de' primi sono intieramente rac*- 
chiusi dentro i suoi termini ; i due altri sistemi continentali, il Cauea^ 
tico e VUraiicQ appartengono in comune sull'Europa ed all'Asia ; noi II 
descr if^i'viiio> eoa qaest^ltirofl» 
Ecco i sistemi continentali interamente europei : 

Il SISTEMA E8PEB1CO, cosi detto perchè abbraccia tutte le moatligoe e>mtti gli 
altipiani dell'antim Esperia, che corrisponde ai presenta regni* di Spagna e di Pur- 
loigallo, ed si quali appartengano tutte le montagne della Francia siltoate al* sud d^llb 
Caronoa e del canale del Mezxodi. Vi si* devono distinguere altoeno* ttm catvuu 
fnncipaliy cioè : 

I^ Catena SBTTeimtioirAi.E Fiiievbtca , che stendlpafi dtil capo Creuc ia 
Olalogaa su? Mediterraneo, iìno al capo Finisterra in Galisia ; )» sua paete orie»> 
tale divide la Francia dalla Spagna e domina la Catalogna , l'Aragona e la Nawrra; 
forma esca i Pirenei prupnameote delti; lu parte occidentale attraversa le pnowincìe 
Basche, la parte settentrionale della Vecchia Castfglia, l'Asluria e la Galiaia. 14 nao 




60 GEOGRAFIA DC8CBITTITA. 

La CktmL Cbittii&lb o Cbltibbiiicà, così detta per la aaa poaiaSoBe napelto 
alle altre eateae, e perchè attraversa il parse de'Celliberi, che furono il popolo pia 
rinontiato dell'aolica Spagna. La catena priocipale componesi delle montagoe che 
aorgono tra il Doero e il Tago, e di quelle che si ttendooo dal nord-ovest al sud- 
«sty dalla aoi^eate dell'Ebro 6no al capo di Palos nel regno di Marcia. In questo 
lungo corso prende Tarie deoominaBÌoni, come Serra d'Estrella nel Beira in Po^ 
togallo, Sierra di Gredes, di Guadaramma, e di Molima nella Castiglia in lapagna. 
Il sud j>unto calminante appartiene alla Sierra diGredoSf ecc. eccola cai altitudine 
è di 4o50 tese r3246 metri). Il punto calminante della Serra ttEstreila^ a torto 
riguardata come la più alta montagna di questo regno ^ non ha che 4077 tene (20^ 
metri) di altitudine. 

La Catena Muidiohalb o BeticA, detla ora Sierra Nevada^ la sua 
più alta parte non è, a parlar propriamente, che un ramo della gran Galena Centrale; 
i suoi ultimi contrafforti vanno a formare la celebre montagna di Gibilterra. Il Cerro 
Jti Mulkaeen nella nuova provincia di Granata è il suo ponto culminante ; è la più 
alta cima di tutto il sistema Esperico, dappoiché la sua altitudine essendo di 4824 
tese (3555 metri) sorpassa quella di tutte le montagne della penisola Ispanica. 

Il SISTEMA GALLO-FRANGICO, comprende tutte le montagne della Francia 
che slendoosi al nord della Garonna e dal canale del mecsodì all'ovest del Rodano 
(sotto a Lione^, della Sonna (sotto Chàlons), del Doubs (al disotto delle vicinanse 
di Montbéliard) e del Beno (sotto Basilea). Eccone le catene principali : 

Le Ceveithb, che si stendono negli spartimenti della Losère, dell' Alta-Loira, 
del Cantal, del Puy-de-Dòme, ecc., ecc. Il Pixxo di Sancy nello spartimenU» del 
Puj-de-Ddme, la cui altitudine è di 973 tese (4896 mei.), è il punto calminante non 
aolo delle Gevenne, ma di tutto il sistema. 

I VOSGI, che separano TAlsasia dalla Lorena e stendonsi nel cerchio Bavarese 
del Reno. Il Vallone di Guebwiilerf nello spartimento dell' Alto-Reno, ne è il punto 
culminante; la sua altitudine è di 734 tese (4430 metri). 

Il SISTEMA ALPICO. E il più grande dell'Europa; comprende tutte le raonta- 
Kne situate airest del Rodano e del Doubs, alla destra del Danubio, e all'ovest de> 
l'Unna, affluente della Sava. Le Alpi propriamente dette, dalle quali piglia il nome, 
offrono i punti culminanti di tutto il Continente Europeo e delle terre insalari che 
■e dipendono. Fra le molte catene onde si compone, nomineremo almeno le se- 
lenenti : 

La Catbita Privcipale o le Alpi propriamente delle. Cambia più volte di- 
rezione e prende varie denominasioni, stendendosi dalla divisione di Genova nel regno 
Sardo fino ai dintorni di Vienna nella Bassa Austria, e separando in questo lungo 
spazio la Francia, la Savoia e la Sviszera dall'Italia, e attraversando il Tirolo, lo 
Saltsbui^ , la Stiria , la Carinsia e l'Austria. Ecco ie catene principali che ne di- 
pendono : 

La Catena settentrionale o le Alpi Bernesi; separa questa il cantone 
del Valese dal cantone di Berna. 

La Catena del Vorarlbbrg ; dal Vdrarlberg parie del Tirolo che ne prende 
il nome, stendesi in Svevia e nella Baviera. 

La Catena del Giitra, che traversa la Svisaera Occidentale e la parte della 
Francia limitrofa. 

Le Alpi Carnichb e le Alpi Giulie, che compiono il limite nord-est dell'Ila- 
lia, separando questa regione geografica dalla Carinsia e dalla parte della CamioU 
che rimane fuor de'suoi limili naturali. 

La Catena dell' Apennino che attraversa tutta la penìsola Italica dal nord- 
•ovest dove spiccasi dalle Alpi nel regno Sardo fino allo stretto di Messina al di U 
del quale si rialsa nella Sicilia, che percorre in tutti i versi, formando VA/femmimo 
Insulare, In questo lungo corso, 1* A pennino traversa la parte orientale del regno 
Sardo, i ducati di Parma, di Modena e di Lucca, il granducato di Toscana, gli 
Stati Pontificii e il regno delle due Sicilie. 

La tavola seguente offre l*altitudine in tese e metri dei punti cnlmioanti del 
«istema alpico. 



EUROPA. 61 

TAVOLA 
Dei punti culminanti del t iftema Alpioo* 

GATBVA PRIVO IPÀLB TeM. Meirt» 

jilpi Ftnnimtm II MomU Bianco f nel regoo Sardo, fra la 

Savoia e la valle d'Aosta; è il paolo 
culmioanto del Cootioenle Europeo • 2460 479S 
Il Monte Rosa, la accoada montagna deU 
l'Europa, fra il cantone del Valeae e la 
provincia di Fallanaa nel regno Sardo 2374 462i 

jil pi Coxia» Il Piceo dcs Ecrins o da* jirebtes, nello 

aparti mento delle Alte- Alpi ; e il 
punto culminante della Francia . . • 2406 440S 

jÉlpi Re tic he* L' Orl/M ^;»(to, all'eitremità occidentale 

del Tirolo; è il punto culminante del- 
Pimpero Aufiriaco 2010 3947 

Alpi N eriche. Il GroM-GlocArner, fra lo Sallaburg, il 

Tirolo e la Carioaia nell'impero Au- 
atriaco l944 3789 

Catbsb sbcovdarib. 

àSLn. BEUBSI • • • Il Finster'Aar'Horn ; è il paolo cnlmi- 

nante biella Sviaaera^ e la 4* montagna 

dell'Europa 2206 4299 

CATBVA DB. Giuba . Il ìtoleuen, in Francia 40^0 2007 

CATBVADBIi'VORAia.BERG L'Nochspiue 4667 3449 

▲XiPI Carbichb . • La Marmolata, nell'impero Austriaco . 4533 2988 
ÌLI.P1 Giulie ... Il /tfonte Terglu^ntììo stesso impero • 4465 2855 
CATBSADBLL'APBBBINO Monte Corno (Gran-Sasso d'Italia) nel- 

l' A brusio-Ulteriore nel regno dì Na- 
poli propriamente dello 4582 3083 

Apanmlmo Insulare» Il Monte Etna, in Sicilia; e il più 

grande de'vulcani europei e il punto 
culminante degli Apennini • • • • • 4700 3343 

Il SISTEMA SLATO-ELLENICOy o delle ALPI OBIENTALT, coal chiamai» 
peichò percorre la penisola Slavo-Ellenica, e perchè rimane all'est del precedente. 
Ahiiraccia tutte le montagne di questa regione che sono situate al sud del Danubio 
•ell'impero Ottomano, e quelle della Dalmasia e della Croasia in quello d'Austria. 
Offre due catene principali che noi proponiamo di chiamare Occidentale ed Orientale^ 
La CATBVa OCCIOEHTALB che potrebbe pure chiamarsi Slavo-Arbaut-Elle- 
VICA, traversa la Croaaia e la Dalmaxia, la Bosnia, la Servia, la Hersegovina, il 
MoalcDegro, l'Albania o il paese degli jérnauti, seoara quest'ultimo dalla Mace- 
donia e dalla Tessaglia, percorre il regno di Grecia dove va morendo al capo Ma* 
tapos Bella Morea» I suoi punti culminanti sono : il Monte Olimpo , in Tessaglia» 
la cai altiladine è di 4525 tese (2972 metri); è il punto culmiinanle di tutto il si- 
I j lo Sehar nell'Albania, che yiene subito dopo, non ha che 4 350 lese (2631 
)y e il Dormitorf sui conSni della Bosnia, dell'Herxegovina e del MontenegrOj 
ha cho 4333 tese (2598 metri)* Lo Liacura, il celebre Parnaso degli antichi 
nel regno di Grecia, non ha che un'altitudine di 4262 tese (2460 metri). Fra 
le catene inaolari appartenenti alla Catena Occidentale, citeremo la C rete se, che 
p ctc o t p e la grand'isola di Candia, in meiso alla quale sorge il Monte Fùloriti, l'Ida 
degli antichi, con un'altitudine di 4220 tese (2378 metri). 

La Catbba. Oribhtalb, che potrebbesì pure chiamare Mem>-TkacB, percorre 
UMaccdooìa, la Tracia, una parte dell'Alla'Mesia, la Bulgaria o la Mcsia-lnferiore. 
1 «n fWÈii cttlmiaaati sono : il Rilodagh, che corrisponde al Rodope degli antichi; 



€3 GEOGRAFIA DESCRITTIVA. 

la sua altiladine è di 1300 tese (2534 metri); • la più alta cima di tutta la catena; 
il Gran- Halkamy punto culminaot« dell'fwo degli antichi, non ba che 875 lese 
(1 705 metri) ; ed il celebre Jlthos, ebiamalo oggi MonU-Santo (Agiosj, noa conta 
che 993 t«M (4935 ineiri). 

Il SISTEMA ERCINIO-GARPAZIO abbraccia tutte le montagne e le altease eom* 
inpaa fra il Reno, lo Doieper, il Danubio, le pianure dell'Alemagna Settentrìonala 
« quelle della Polonia Occidentale. La catena principale^ chiamata ERCiiao -CARPA» 
ZIA, piglia varie denominasioni secondo i T*ni paesi elle attraversa ; così obiamasi 
Carpati o Krapaeks fra la Transìlvania e l*Ungfaeria da un lato, la Moldavia • la 
Gnliiia dall'altro;; Momti Sudtii o Riesemfehirga (Monti de'Giganti), fra la Bocaiw 
« la Silesia ; Erz^ehirge^ fra la Boemia e il regno di Sassonia ; Monti Ercimii pro- 
priamente detti, chiamati pare ResAe- 'tlp^Oiura Alemanno (Deutscb-Jura), e 5cA»«r»- 
wald (Selva Nera), net regno di WQrtemberg e nel {;randucato di Baden. 

Parecchie catene secondarie si fiaccano dalla catena principale, o vanno « nugion- 
^rla in varie direaioai.tCtteremo almeno il Bothmerwald^ che separa la Boemia 
dalla Baviera*; il Thuringerwald (Foresta delia Taringia), nei ducali di Sassonia, 
in parte dell'Assia Elettorale, nel principato di Sebwarthurg-Rndolstadl, ecc ; VMarx^ 
nel capitanato delle montagne nel regno di Annovera nel ducato di Brunawick e 
nel governo Prussiano di Merseburg. 

La tavola seguente offre Paltitudine dei ponti cnlminanti di qneilo «isltma in 
# in metti* 

TÀVOLA 

Dei punti fwiìminantì del usleqi&a Croinio-Carpano. 

Catena Ergivio-Caiipazia. XMn. 

Monti Cafpazil, £tjtAalef*«5)pffs, in Ungheria '4360 

Budaeshegyt nella Transilvania; è il punto 

culminante di tutto 11 sistema .... 4446 2832 
Ma nti Su de ti . I«o Schiuekoppe, in Silesia, punto colmi- 

nante di tutta la monarchia Prussiana 822 4602 
Monti ErciniU 11 i!>/<2frerf nello Srhwarcwald . ... 766 U93 

Catene Secondarie. 

Bohmerw ald II Gmst^Jrherg, nel legno di Baviera . 756 4473 

Thuringerwald lìGross-Beer 540 994 

jrars ti Jìroelun, neirAltD*H«n « M& 4440 

Il SISTEMA SCANDTNAYirO abbraccia tntte le montagne della Sveat», dell» 
Norvegia, della Lapponia e le alture che solcano la Finlandia, ti governo dìOloncn 
« l'estremità occidentale di quello di Arkfaaogel. La catena che pare la prìn e ìpsi l e • 
che perciò chiamammo SeandUnaAca^ offre veramente grandi interromptmentà, che 
alenai dotti viaggiatori e geologi avvertirono uliim^inente ; comincia al capo Lin- 
desnces, alPestretoità meridionale della Norvegia, percorre questo r^gnn, lo aepom 
-quindi da quello d«lla Svesia, traversa il Finmark e vm a terminare al Nordkya^ 
pruraontorìu il più »(>ttentrionale del Continente Europeo. Questa Innga catene piglM 
il nome di Moati Tuliani o Langfield in Norvegia, al sud del ^i* parallelo; «K 
Dofriae (Dofrefield), nella ste^a contrada fra il 62* e 63^; e dì ICioei (Ke»len) 
«lai 63o parallelo tino al Nordkyn, tra la Sveaia e la Norvegia e nel Finmark. Le 
mie punte più elevate sono tulle nella Norvegia. Lo Skagstlos Tind, nelle Dofrìne^ 
la cui altitudine è di 43(3 tete (2559 metri), è il punto eliminante di tatto il sì« 
fltema. Viene poscia Io Sneehatten anche nelle Dofrioe, la cni altitndìne non è ckn 
4270 tese (2475 metri). 

I SISTEMI INSULARI dell'Europa sono molto più notabili per l*altet«a delle 
loro montagne che per la lungheixa delle loro catene. La tavola seguente porge 
Taltiludiae in tese e io metri delle loro più elevate cime. 



TAVOLA 
De' ponti €«1min«ntg ée^Mten mmIwì «diTurofMi. 



SMTCIfA VUTAsnco. XCM. Méiii. 

IVontt Grtnirplttni. Il Bem^Jfmfu^ nella caotva d*lBvOTiUM 

odia Seosia, pcuito eulminante di tutto 

il iift<'ma 683 4331 

Catena Centrale. Il CrotjfeUy nel •Ctsmbarlaod in Ingiril- 

tarni 529 4031 

Lo Sntmàanf iv una piceiola cataaa del 

Paece di Oallef fiS6 4084 

P tee tot e catene 

dell* Irlanda* Il Carram-Tualy «ella contea di Kerrjr • 674 434 4 
Ì*ieetole catene 
delie tt ole 
Shetland. Il Mottte Bona , nell* itola Main- 

laad . 562 4095 

SfSiraA SaiDO-Como. 11 Monte Botando , pnnla cnlminaate 

dpH'iiola di Conica e diluito 11 aiMemo 44^8 2764 
Il Monte GenargentUf punto cnlnainante 

dcll'iaola di Sardegna 936 4829 

SlSrn«& Azomco • . Il Gran-'Fìceo nell'imla Pico, punto cnU 

^ Arcipelago delle A core.) minante di tutto il aislema 4260 2456 

_ _' Il Pieeo di rara, nelPmla San Michele Hi3 4623 
0191 AMA VOMBAIA . . il Monte Horn^ nella Gran Tem deil'ar» 
^ Afcipr). dello Spiuberg.) eipelago dello Spitaberg « 700 4364 

AH^uuai ed AHe ValU. I paesi montuosi dell'Europa offrono un 
gran numero dì Talli. Le più celebri per bellezza trovansi nella Stn's- 
z^ra, nella Savoia, nel Piemonte e nel Tirolo; ma molte altre contrade 
ne hanno pnre di non meno grandi e non meno pittoresche. Citeremo 
solo quelle della Norvegia e della Svezia: le valli della Scozia, dei 
nord deW Inghilterra e del pae^e di GaUes nella Gran-Bretagna; quelle 
^WUngheria settentrionale, della Galizia, della Transilvania, dello 
Satzburg, della Stiria^ del Bresciano, del Bergamasco, del Vicen- 
iino^ ecc., neirimpero d'Austria; quelle della Francia meridionale 
nelle Aipi e nei Pirenei, e della Francia centrale nelle Ceì)enne ; della 
yavarra, deìY Aragona, della Catalogna e éeWAsturia, nella Spagna 
Sellcntrionaie ; della Granata e deW Andalusia, nella Meridionale ; 
dei Beira e del Tras-os^Montes, in Portogallo; deir^/òanta, della 
Macedonia, della Bosnia, ecc., neirimpero Ottomano, ecc. ecc. 

L'Europa ha un gran numero di altipiani, molti de'quali sono anche 
a^sai ampli ; ma tranne gli altipiani della Turchia Europea, deirUn-> 
sLfTia, della Transilvania, della Finlandia e di alcuni altri, apparten- 
gono tutti alla sua parte occidentale. La tavola seguente offre Taltitu- 
dine in tese e metri degli altipiani ed alte valli più ragguardevoli. 



66 GEOGRAFIA OfiSGRITTIVA. 

è puce coperta di lande. II regno di Na(M>li, -propnanieate de|b(o, ne 
ha di alquanto grandi nella provincia di Terra di Bari» 

Canali. L'Europa ne ha un gran numero, e a questo rispetto, come 
a tanti albi, sorpassa tutte le altre parti del mondo. Nella breve ras- 
segna che siamo per fare, non indicheremo che i principali di essi che 
i^ono i più ragguardevoli , sia per la lunghezza 'del corso, sia per le 
op^e di arte richieste alla loro costrozione. Cominceremo dalla Fran- 
cia, che da lungo tempo tiene un cosi eminente luogo fra gli Stati d'Eu- 
ropa pe' suoi molti e magnifici canali. 

Il mare d«I Nord, la Manica, l'Oceano àtUotico • il Medilenaoeo, qoesti quattro 
mari che bagnano parti cosi inegoali delle coste di Francia e coii importanti pel 
tuo commercio, comunicano fra loro per meiao delle grandi linee di navigasioac 
interna, formate dal cono de'finmi che tì lianno Imr foee e dei canali ebe rowgiim- 
gono ea parecchi punti i loro riapettiri avvallanenti. Fra i 75 canali che nel i^40 
possedeva la Francia, e il cai percorso era stimato sopra a 2000 miglia (3704 ciùl.), 
si devono citare almeno i seguenti ; il CANALE Di Briabb, che partendo daUa Loira 
e prolungato ^da quello di Loing, afluenle della Serniaf sbocca a Moret ia qaest'ol- 
timo 6nme. E il più antico canale a punti di dùfiàone che sia in Europa ; il Ca- 
XTAEiC DEL MEZZODÌ o della LlNGDADOCA , detto anche dei Dite Mari ; è la più 
grand-opera idraulica eseguita in questa parte del mondo 6no alla fine del XVS 
secolo ; comincia a Tolosa sulla Garonna e mette ad A^de sol Mediurrmmeo ; il 
Cakale di <SaV QmVTilSO, che c<mgiunge fra loro la Schelda, la Somtma e.l'OìM 
afluente della Senna ; il CANALE DEL CENTRO (del CfaaroUais), che da Digoin asUa 
Loira va per Blanty a Chftlons a raggiungere la Janna, afluenle àeìModamo^ il 
GAHALB di Borgogna, che comincia a Roche, sulla Yonne afluente della Senna^ 
e per Tonnerre, Montbard e Digione va a riuscire a Saint- Jean-de->Losoe sulla Saoma^ 
il Canale dal Rodano al Reno (Canale di Monsieur), che pel Doubs aflocnte 
della ò'aonoy e per Vili affluente del ffeno, mette in comunicasione questi due gnadi 
fiumi ; il Canale laterale alla Loira, cosi notalnle pei suoi grandi lavori 
d'arte; il CANALE Di Bretagna, detto altresì di Nantes, che va da questa città 
a Brest, traversando la Bretagna. Si devono aggiungere due altri grandi eanali che 
n .stanno costruendo; qoeUo cioè dalla MARNA ai Reno» che andrà da Viiry aalla 
Manui affluente della Senna, a Strasburgo suU'/// affluente del Reno, paaaaodo per 
Nancy ; e il CANALE laterale alla GARONNA, che deve passare per Agcn. 

1 quattro fiumi principali d'Inghilterra, il Tamigi, VHumher, la Mereejr e la 
Satferme, sui quali trovanai i suoi quattro gran porti. Landra, Muli, lAferpooi e 
Bristol, comunicano insieme per via di canali navigabili a punti di divisione. Quasi 
al centro di questo gran sistema di eanaliztaxione trovasi la città di Birmin^k^m, 
e più al nord quella di Manchester» Ciascuna di queste due immense aedi dell' ix»du> 
stria ini^esc è il centro di un sistema di canali destinati a mettere in couMuticaxiooe 
tra loro tutte le più industriose città del regno. Fra i molti eanali deU'lnghilleRa, 
il cui complesso forma la più magnifica rete di tal genere che siasi mai costratta, cite- 
remo almeno il Gran-Trongo, che congiunge la 7*r«Ai alla Mersey^ il <*awa»j bj^ 
LebdS a LITERPOOL, e la GRAN CONGIUNZIONE {Graud-Janeti^n), che fa coflMBBScaie 
Londra con Oxford. La Scosta pure offire parecchi canali notevoli; noi non citeresnu 
che il Cavale del Forth«B-Cltde, che eonginoge i due mari, aprendo una comn- 
mcaaioae fra il Forth e la Clyde, ed il Canale CalbdonicO, che tarma uoa ae- 
condacomunieasione fra questi stessi mari, attraversando cinque Ji^fai wmgdbilì; 
comincia a Invemess, e termina al Fort' William ; è la più magnifica opera ùi 
questo genere di tutto il Regno-Unito, ed una delle più grandi dell'Europa; fregate 
di 32 oaunooi, e vascelli di 40U0 tonnellate possono navigarlo. L'Irlanda ha il ano 
Gran-Canale che unisce Dublino a Banagher sullo Shmmiou ; è il canaio la cai 
eostrusione abbia costato di più, benché la sua utilità sia tenuissima per cagiosie di 
gravi difetti nel disegno : lo stesso può dirsi del Canal? Reale, che aptin aita ae- 
couda comuoicasiooe fra I>ubtimo e io A'kaiutoli, do^e riesce a Tarmomb^rry. 



EtBOfA. 67 

L'impero Hmts^v^beìe più grwd»Iìaee di-na«igas«ob«hrter*a «li (utiv l^df^pa, 
benché non abbia ancora nesrao «anale,, che per la Itin^besaa del sqo percorso! e per 
Je misorevdcUe sue scsioni possa venir paragonato ai grandi lavori in tal genere 
della Francia, dell'Ioghilferra, dell'Alemagna, della Svesia e dell'Olanda; Il Ca» 
VALE DI LAiWilCA che «aaenta la costa neridionale del vasto lago di questo nome, 
è U piò grande dell'impero e il più importante de'sooi canali, ■ perchè forma il 
ponto di riunione dei Ire sistemi, che per Pietroburgo aprono altrettante comunica- 
noni fra il mar BtUtico e il Caspio separati da immenso spasio : questi tre sistemi 
som>: qnetlo di Vi^nìfF'oìotckok ^ che riesce a Tever sol Volga; quello dtTiiH^- 
Ame che termina a Molo^a sullo stesso fiume, e quello di Maria che si termina a 
Rjbiosk pure sul Volga. Altri canali mettono in comunicaaione Pietroburgo coi 
to^il //me* e Onega* • e ciò che è più, con Arkhangel, principal porto del mar 
Bimmeo» Due altri canali apeono una comonicacioae diretta fra il mar JRianco e il 
anir Catpio^ l'ano per la Kama attuente del Volge, e la Vitchegéa tributaria della 
IMaa, 1*81110 pel sisiemm di Maria e la Sukhomaf uno dei rami della Ovina. Tre 
caaali di picool giro, ma non meno importanti, aprono ancora altrettante comunica- 
■ioni fra il B^tìeo e il mar Neroj due delle quali per VOuUa affluente della Dvi- 
u* MerùKonaia (Duna), e la Beresina e il Prypec affluente dello Dmeper^ ed il 
tcno pel Sug attaenlc della Fistola e il Prypec. Altri importanti canali di pm« 
sente m ooetmuonc sono destinati a rinnwe direttamente nella parte inferiore del loro 
corso il yoiga al Dony lo Niemen ai porti di Liebau e di Windtxu sol Baltica, 
ed a congaungevè ioaieme gli avvallamenti della Dtnua Meridionale^ dello Niemen e 
della natola, 

Im Saesia nel suo CAVALE DI GòTHA o di GOTHIA possiede uno de'^iu belli e 
doppia gtmadi eanali d*£ttfopa; unisce questo il porto di Gothemburg sul CaUegat a 
fari!» da SóderHiping sul Baltico y abbracciando il corso del Gotìta-eif e tra ver* 
sando i ^ran laghi Wernem^ WeÈtem ed altri più piccioli. 

Le manarchia Daneae, malgrado la picciolesaa del suo territorio, preseata uno 
de'principnli canali dell'Europa Centrale nel suo CAVALE DI ScaiLBSWiG-HOLSTBiN, 
che per VEiéer forma la congiunaione fra il m/ne del Nord e il Baltico f dove 
Isnnna n ICtel, e quello della STBCSVITZ che congionge YElba al Baltico ; que- 
il'altiaa» è uno de'pin antichi d'Europa , essendosi aperto nel i 393. 

I pieeioli regni del Belgio e de'Paesi-Baasi non solamente hanno un gran numero 
di csiuli, ma alcuni ne poasedono che si hanno a schierare allato de'più bei lavori 
ds ^ocsi» genere ; nomineremo fra gli altri il magnifico canale che coogiunge &ASD 
da OS lato con Ostbnda, e dall'altro con TbrhbuSE ; e quello che da CHAKLEROI 
«a per Bbossbllbs fino ad Astersa. 

Nel regno de'P ae> i»Bassi citeremo almeno il celebre Cahale DEL NOBO, che uni» 
fce il porlo di Amttardam a quello di Niet^'Diep per evitare i bassi fondi delio 
Zar^deraee; lo Zdid-Willibiis-WAAST, che fa comunicare Bois-le-Duc con Mae- 
mriektf e il CAKALE che sta per sottentrare al preteso mare di Harlem, al cui pru- 
saoganacolo si lavora. 

L'iitipao di Austria conta gran nam«ro di canali navigabili e d'irrigaaione, se- 
(pa aU menle nelle provincie Italiane; ci duole di non poter nominare che i seguenti: 
ti FbavZoCaHAL, o il Cavale di FbanCESCO, die riunisce il Danubio alla Theiss 
ai'iwn landò In contea nngareae di Baca ; il Cavale di Vievva, cbe stabilisce una 
<o— isoimiiuim fra Nenstmdt e la capitale dell'impero $ il CAVALE Di Pavia, che 
da MiUma va a Pavia sul Ticino affluente del JPo, mettendo cosi in comunicazione 
la mpilnle deUa Lombardia coi porti di Goroy di Chioggia e di Venexiat situati 
eell'Adràaiieo. Il CAVAI« DSbLA BbbvtA, tenuto come il primo, al qnaie, fin dal 
I588y aaeoai applicale le e&iiue coatratte aecondo i metodi aocon in nso$ ^ eonm- 
aicnr frenesia con Padot^a. 

h» moanrchia Prasaiana possedeva alcuni anni sono 201 miglia (372 chil.) di ca- 
nali: al piò lungo d'easi, cioè quello di KliODVITZ, non avea che un percorso di 
2B mi^ia (52 clnl.}; malgrado della loro picciolesaa questi canali sono della mM- 
•ima ioaporlnnsa, perche servono ad unire insieme i priocipali fiumi e i loro affluenti 
che tfov waauo le terre prossiane, quali sono l'Elba eoWffavel e la Spree, VOder 
eoa b W^rtm e U lUftp la. yttkfla eoo la Broker 



08 GEOGRAFIA DE8CEITTIVA. 

Nella ▼asta penisola Ispanica non mcniioDeremo che il CANALE iMPBlOALEy cIm 
cofre lungo VEbro da Tutlela in Navarra fin sotto Saragoaia nell'Aragona, e il 
Canale della Vecchia-CastiGlia, noa parte del quale prende il noiiM di CA« 
HALE DEL Nord ; benché non sia ancora del tutto tcmainato haasi da aaooverare fra 
t più belli e più grandi lavori di tal genere ^ è destinato a congiongere Segovia 
eolla baia di Discaglia, 

La Gonfederasione Germanica, la quale non offre ancora se non canali di pieeiol 
porsoy gode già da poco i vanlaggi di uà canale che preade posto fra i più notabili^ 
vogliam dire il Lin)WiG-CANAL (canale di Luigi), destinato ad aprire una comu* 
nicaiione diretta fra il mar N^ro e il mare del Nord, traverso il Continente Euro- 
peo per la congiuniione del Bednitz aflluenle del Meiu coli* Altmiiki trihvtario del 
Dammbio; eongiuntione che ha luogo nel regno di Baviera. Per farsi un'idea della 
sua importansa commerciale^ basta dire che la sola linea principale del percorso 
della navigasione fluviale che sarà da esso sensa intermsione stabilita, toèca tredici 
diversi Slati, cioè : i tre imperi Aastriaco, Rosso ed Ottonano, e i tre pnncipati 
vassalli di quest'ultimo, la Servia, la Valacchia e la Moldavia, il regno di Baviera, 
il granducato d'AsstafDarmstadt, l'Assia Elettorale, la repubblica di Francoforte, il 
ducato di Nassau, la parte occidentale della monarchia Prussiana e la monarchia 
Rfeerlandese; sarebbe ben più grande il loro nomerò se si avesse riguardo a tutti i 
paesi che trovansi negli avvallamenti di questi due gran fiumi, e a quelli che per 
roezso di canali comuuicano con questi ultimi. 

1 regni de'PaesirBassi e del Belgio, le cui principali città comunicano qmsi tirtle 
fra loro per vìa di canali, il Piemonte e il regno Lombardo -Veneto, la Cataloga; 
e i regni di Valenza, di Aragona, di Murcia e di Granata, ed alcune altre parti 
dell'Europa offrono un gran numero di eanali d'irrigazione, ed alcuni pure naviga* 
bili, lo capo ai canali di tal genere si dee porre il NAVIGLIO GHANOK che a Ter- 
nayento esce dal Ticino e va fino a Milano, dove, pel nuovo. canale di Pavia si riu- 
nisce al Ticino; essendo stalo aperto nel 4 4 76 sotto il nome di TlCINELLO, è tenuto 
il primo canale costrutto in Europa dopo il risorgimento della civiltà, col doppio 
intento di servire alla navigasione ed- all'irrigamento. Faremo ancora cenno d«Ua 
MOZZA, canale derivato dall' ^if da a Cassano ed aperto nel 4220 per l'irrigamcolo 
del Lodigiano ; è riguardato come il pik gran canale d'irrigazione che si conosca, 
per l'immenso volume di acqua che somministra. 

Strade. Tutta TEuropa Oocideotale, tranne le penisole Scandinavtca 
ed Ispana e parecchie altre considerevoli frazioni, offre la più bella, 
la più magnifica rete di strade di tutto il globo. Vi si trovano le reli- 
quie di quelle maravigliose strade militari che, partendo dalla colonna 
migliare a Roma, andavano a metter capo agii ultimi conimi del mondo 
conosciuto, e delle quali alcuni non dispregevoli avanzi servono ancora 
oggidì. Qui pure, e frammezzo ai più alti colossi delle Alpi, si ammi- 
rano i capolavori di questo genere nelle magnifiche strade del Sempìone 
e del Moncenisio costrutte da Napoleone, ed in quelle dello Spliigen e 
dello Sfe/t;»o dal governo austriaco. Il Regno-UnitOy ìà Confederazione 
Germanica^ Yltalia settentrionale, la Francia, sono le grandi regioni 
che più si distinguono per questa parte. Vi sono però contrade molto 
meno estese che, per la lunghezza del corso e per la bellezza delle 
loro strade vanno loro innanzi di molto. Gli è cosi chQ dopo i grandi 
lavori cominciatisi sotto il reggimento italiano e continuatisi con eaormi 
spese sotto il presente governo, il regno Lombardo^Veneto debbe andar 
innanzi a tutti i paesi, senza pure escluderne il Belgio, V Inghilterra e 
la Sassonia, le cui molte e belle strade nulla Ifi^sciano a desiderare. 



EUROPA. 6^ 

bai i830 la Francia ha migliorato ed esteso molto più le sue vie di 
Gemimicazioiie, soprattutto ne^ spartimenti occidentaliy dove aperse 
strade strategiche; si debbono pure mentovare, per la moltiplicità e 
bontà delle strade, gli spartimenti della Senna, di Sennct-^ed-Oisa, dei 
Nùrd^ deWArdéche, dell'j^ure, del Goird, delJom, della Saona-e-Loira, 
deli'^f$ne; ecc. Nella monarchia Prussiana sono le provincie Renana 
e di Sassonia che più si distinguono ; nellVmpero d'Austria^ dopo il 
regno Lombardo^Veneto, la Boemia e la Moravia. Non si debbon di- 
menticare il re^no dei Paest^Bassi e la confederazione Svizzera, cosi 
osservabili per quésta parte. ì)a un altro Iato tutta l'Europa Orientale e 
partìc(rfarmente hpenisola Slavo-Ellenica sonò molto indietro nelle vie 
di comunicazione. Bisogna nondimeno confessare che l'imperatore 
Niccolò ha fatto molto per aprire grandi comunicazioni fra la sua resi- 
denza e le parti più lontane del suo vasto impero. Dal i854 si lavora 
colla massima attività alla costruzione di sei grandi strade che hanno 
Pietroburgo per punto di partenza ; quella che congiunge questametrc^ 
poli ^Nijni'Novgorod, passando per if osca e Pf^/ocftmir, è già terminata, 
mentrechè l'altra, non meno importante, che da Pietroburgo mette 
capo a Riga, Dunaburg e Koicno, è vicina ad esserlo. Strade alla 
macadam mettono in comunicazione Varsavia con Brzesk-Littewsk^, 
Kowno e Kàlisch, Si lavora ad altre strade nell* t/ro/, nel Caucaso e 
nella Russia Meridionale, ed in altre parti dell'imparo. Tuttavìa si dee 
avvertire che la mancanza di buone strade fra le città secondarie della 
ScandirMvia e della Ausst'a Settentrionale^ Centrale, è compensata fino 
ad un certo segno dal rigore dei lunghi inverni in quelle regioni, in 
CUI per alcuni mesi il ghiaccio e la neve aprono senza spesa e per inn 
mensi tratti comunicazioni facili e sicure. Abbiamo già notato, parlando 
di canali, llmmensa estensione della navigazione intema in questi 
paesi, che fino ad un eerto punto supplisce alla mancanza di strad.e. 

Strade ferrate. Malgrado la sua recente introduzione, questo po- 
tentissimo mezzo di trasporto trovasi già stabilito in molti paesi e si 
propaga con maravigliosa rapidità in tutti gli Stati dell'Europa, eccet- 
tuate (inora le tre grandi penisole Scandinavica, Ispanica e Slavo-El- 
lenica. I governi non rimasero indifferenti a queste grandi ed utili 
intraprese ; quello del regno del Belgio, fra gli Stali secondarli, e quello 
deirimpero d'Austria, fra le grandi potenze, persuasi di tutta l'impor- 
tanza politica, commerciale e strategica di questo nuovo mezzo d! 
tMftflttò, ftirono ì primi, non solo a tracciare, ma ad eseguire compiuti 
e ben coordinati sistemi di queste nuove strade. Altri Stati seguirono 
l'esempio, fra cui : le monarchie Francese e Prussiana, il regno di 
Baviera, il granducato di Baden, ecc. ecc. Il Regno-Unito, il Belgio, 
la confederazione Germanica e la monarchia Francese, sono gli Stati 
cbe ne hanno di più ; in Inghilterra però, nel Belgio, nella Bassa 



70 GEOGRAFIA BCSCRlTTIYA. 

Austria, ÌQ Moravia, in Sassonia, nella provincia di Brandeburgo e negli 
spartimenti della Senna, della Senna-ed-Oisa, del Gard e deirÀlto 
Reno, tali oostruzioni ebbero il maggiore sviluppo. Ecco le strade 
ferrate più notabili, sia per Tepoca della loro costruzione, sia pei la- 
vori di arte che le accompagnano, sia finalmente per la lunghezza del 
loro corso. 

La MONARCHIA FrAITGBSE non offre Soora che «trad'e di poca r«teamooe , ma fra 
poco la sua Boreote capitale sarà il centro di grandi lince cbe la riappiocheraaw) 
co'suoi vasti emporii d*industria e di commercio * queste linee nictteranoo Parigi 
in comunicaiione colla frontiera Belftca per LUla e per Valenciennes, e colla 
Manica per Calais o Jiotogna , col Mediterraneo p«f Cktilontf Pigiane, Lione t 
Atarsiglia ', due coll'Or^aiio Atlantico, l'uoa per Orleans^ Tours e Nantes, l'altra 
per bordeaux e Baìona ; finalmente colla frontiera d*Memagna per Nancf t 
Strasburgo ; quest'ultima linea è della maggior imporlanaa sotto l'aspetto strategico, 
u gareggia con quella da Parigi all'/fatr» e da Parigi a Marsiglia sotto l'aspetto 
commerciiile. La strada da Farlgi ad Orleans dovendosi prolungare fino a Sourgttf 
(' il capo della linea della strada del Centro. Le principali strade già aperte alla 
circolasione sono: quelle da Lione a Soanne passando per SaittÈ-Etienne « Amdre» 
xicux ; nell'uso si formano tre diverse strade delle tre sue principali sesioai : quella 
du Saint- Etienne 9 Andrezieur, quella da Andrezieux a Boanne e quella da Saint- 
Etienne a Lione ; questa strada e notabilissima pe'saoi ìaTOri d'arte, e perchè è U 
prima a grandi dimensioni che siasi costrutta sul Conlioenle Europeo per esseri 
servita da locomotive ; la strada d'Alsazia o da Strasburgo a Basilea in Isviszcn 
]iassando per Colmar e MUlhausen^ un ramo congiunge questa industriosa città s 
Thann ; la strada da Farigi ad Orleans aperta nel maggio del 4843 dee riappiccarsi 
alla strada dello Stato, cbe per Toari e Tfantes congiongerà la capitale deUa Fraacii 
all'Oceano Atlantico; la strada da Parigi a Roano aperta pure nello Stesso anno, è 
notabile per gran lavori d'arte; sarà prolungata fino all'^at^re, e renderà, per così 
dire, Parigi un porto di mare; quella da Bordeaux a\\^ Téte^e- Buch tal nugnificd 
bacino d'Arcachon ; quella da Salle a Beaucaire per Jlais e Ntmet con no ramo 
cbe congiunge Nlmes a Montpellier e Cette. Citeremo ancora a cagione del gran 
numero di persone cbe le frequentano e dei lavori d'arte impiegati alla loro eostxiH 
xione, la strada da Parigi a Saint- Germain e la doppia strada da Pariigi » Ker- 
sailles per Meudon e luogo la rii^a sinistra, e da Parigi a Versailles per Saint' 
Cloud lungo la rit^a destra. Aggiungasi che oggi Lilla e Valenciennes sono già 
congiunte alla rete delle strade ferrate belgiche. 

Nell'iMPBRO Austriaco, mentioneremo dapprima la Strada Settentrioausla del» 
l'imperatore Ferdinando (Raisers Ferdinanda Nord-Eisenbahn) ; va da Vienaa a 
/iochnia in Gallizìa, passando per Lundenburg^ Prerau, Frefstadt e Oswiecziml 
tre rami già la riappiccano a Stockerau, a Briinn e a Olmiitz. Questa strada avrà 
ima grandissima imporlaasa commerciale, politica e militare, qnando la strada pm^ 
stana di Silesia e la russa del regno di Polonia saranno venute ad nnirvisi ad Os* 
wieczini ; ù di presente la più grande dell'Europa, singolarmente se si considera^ 
rhe la sezione da Vienna a Neustadt appartenente alla strada Austriaca- fTngarase 
da Vienna a lìaab, ne è, per cosi dire, la cootinuasione. Quest'ultima ò la strada 
più frequentala di tutte le comprese dentro la con federai ione Germanica. La magni* 
tìca strada che deve congiungere le due capitali del regno Lombardo- Veneto, Ve- 
netia e Milano, e già cominciata, e la secione da Mestre a Padova è gii aperta 
al pubblico; sarà questa la pjù grande strado ferrata delPlialim^ uo Ina* 
gbissiniu ponte gitiato sulla laguna Veneta riappiccherà questa celebre città alla 
prima stazione di terra>ferma. Non trapasseremo in sileosicf la strada da Gntknden 
nelI'Alta-Auslria a Budweis in Boemia, benché non sia servita cbe da eavalh, per- 
chè ha un corso di iQO miglia, e perche è la prima strida ferrata a grandi diinen» 
sioni cbe siasi aperta sul Continente Europeo. Aggiungiamo cbe il governo aaslriaco 
ha poc'anti ordinato la costruzione dì quadro grandi slrnde a spese dello Stato, tre 
delle quali devono congiuagcr Vienna 1« a Dresda per Briinn, Olmiltz • i*raga; 



2* • TrUaiM p«r N0U0tadif Bruehf (^foi» < CUfyi 3« • «ti» firoD(i«ra Hévarieo 
per Liuttf il quarto dovendo traversare il renino Lombardo- Veneto^ Jfl ffrada dki 
F'efietta k Mitano ne formeri, per coaf dire^ Ih aetioo# priiieipale. 

N«JU COffFEbliRAZIOffiS OSRMAiriCA evffllia MOVAICHIA PltV8»iA1fA, cbe noi mfl< 
liamo iaaicmc a eaiiaa dell'iocrociamcnto dalle loro itrade, alcune delle quali lono 
«oche fatte in comune da parecchi 8lati| diremo prima che fitrlino è il cèntro d'onde 
partono cinque itrad'i quattro delle quali altraveraano la roonarebié Pruiiiaoa per 
agjiaagere da un lato il mare, e per riappiecarii dall'altro alle grandi alrade degli 
Mali coofiaasti. E quelle fono: quelle da Berlino a Amburgo e da Berlino a Stetti»^ 
^aella da Berlino a OpptU per Fntne/ortf Glogau e Jiretlaw^ està tiehb'eaiere 
prolnogata par congiuocrre ad 0#w<tfcs<iR la grande strada autlriara deir/mperalor^ 
Ferdinando % iafine quella da Berlino a KiiUtem^ per LUekenwtUdf fF'ittenberg a 
Pmesau ; • lUKban ai raggiunge alla grande atnda Pruasiano-Saiiooe ; tutte questa 
alrad« veramaote sono soltanto cominciate, tranne Tultima, che de qualche tempo 
e spcfffa al pubblico, come anche quella da Berlino a Potsdam, la prima cbe stili 
coainstta oella monarchia Prussiana a l'altra ben più imporlaole da Berlino a 
SutUn. Vteo dopo la grande strada cbe noi proponiamo di chraiftare hrut- 
siano'Sasione ; è una della più belle dell' Europa e della maggior importanta 
aolto l'asprtlo commerciale, politico e strategico ; va da Dresda a Magdeburgo per 
Oseàatt, Lipsia, Baile, Kothen a Scltoenheek ; abbiamo gii veduto che deve rag- 
giuayen la grande strada austriaca da Vienna a fraga. Le città di Lipsia, Halle, 
Kóthan e Magdeburgo sono quattro noccioli della maggiore importanza, perchè a 
Lipsia verrà a metter capo la strada Havaro-Sassone, che partendo da Norimberga, 
MI Baviera» paaaerà per Bamberga, Hof, Plauen e Àltenlturg; un ramo partendo da 
Nofiatiérga deve raggiungerla con quella di Augusta che riesce di gii a Monaco, la 
fioreate capitale della Baviera. Ad Baile comincierà la strada che potrebbeti chia- 
mar» Frusto- Asslana, di cui Cassel sarà il centro e cbe metterà a Francfort'Sut- 
Mamo^ dova da un Iato va a Wiesbaden ed a Magonta per la strada giò aperta, 
dall'altro aadrà a Lippstadt in Weslf^lia, Già abbiamo detto cbe • Kothen viena a 
laroiiBarsi «sa delle quattro grandi strade che partono da Berlino; a Magdeburgo 
Soalneote ai riappiccherà la strada Prusso'Annoverese, il cai centro sarà Annaver, 
e «^ par Brunswieli andrà a riuscire a Minden sul Weser» dove verranno a finire 
la strada appartaoeoti alla rete che steodesi sulla Prussia Renana e sul Belgio ; due 
alita strada partiranno da Annover, l'una andando a Brema sul Weser per Verden, 
l'altra a Boiizesihurg, sull'Elba, per Zelle e LUneburg, prolungandosi per SchWé- 
rtm, fioo a ìFismar wl Ballioo. Le strade di Dusseldorf a Elberfeld, e di Co/o- 
aia ad J^uiegrana (Aii-la-Chapelle) nella Prussia RenanSi non sono, per cosi dire, 
cbe il Bocciolo della gran linea, che potrebbesi chiamare strada Benano- Vestfatiea; 
qacata graada strada partirà da Minden sul Weser , e si dirigerà sulla frontiera 
Wlgiea par raggiangervisi a Verviers, passando per Bielefeld, Lippstadt, Dortmund, 
Barmem , Elberfeld , Colonia , Aquisgrana e Eupen, La seiiooe da Colonia 
a FenHars ani con6nc belgico fu non ha guari aperta. Nomineremo ancora la 
gfaada strada Badese, che attraverserà dal nord al sud il graodueato di Bade, aa- 
daado da Manmlteim a Basilea, e passando per Heidelberg, Bruehsal, Carlsruhe e 
pw so Ftfhurgo\ la sasione da Mannheim a Heidelberg è già aperta alla circola- 
Bw««. DaUiasi aggiungere che l'Holsteio^ dipendente dalla monarchia Danese, avrft 
fra paco «oa strada cbe congiungerà Altana, sull'Elba, a Klel, sul Baltico. 

Nel vailo IMPERO RUKfO, faremo soltanto mensione della grande strada in costm- 
tioae a già molto iooJlrata cbe deve congiungere Varsavia a Oswìeexim sulla grande 
«rada saltentrioaale dell'imperatore Ferdinando nell'impero Austriaco, passando par 
Massa, Tomas%ùis a Ctenstochau, e quella più grande ancora già decretata che 
caagtoagerà Pietroburgo a Mosca. 

Mal iMCffO DEI Pabai-Basai, menzioneremo la strada da Amsterdam a Potter- 
dom, per Uarlem, Leida , l'Ala e Delfi, le cui tre prime secioni da Amsterdam 
9À Uarlam^ Leida e VAla sono già aperte; e quella da Amsterdam ad Arnheim 
eal Rena, efae è molto meno avansala. 

I/ITALIA Doo ha ancora che poche strade ferrate aperte alla circolaeione, delle 
qaab qoaJla da Vapoll a Castellamare per Vortici e da Napoli a Caserta sono la 



74 gbo<;rapia disciiittiva. 

a ElbetfBld (mooirchia PruBtiana), a Chmmitz (regno di Sassonia), a 
Chouia e ìvanovo (impero Russo) ; il ferro, la minuteria e le amù a 
Birmingham (Inghilterra), a Liegi (regno del Belgio), a SainP'ÉUefme 
(Francia), a Sleyer (impero d'Austria), a Paohoo (impero Httsao) ; la 
neta a Lione (Francia), a SpitalfMde (Inghilterra), a CrefM (meurchia 
Prussiana), ecc. Notiamo tuttavia ohe le città capitali degli Stntl^ e 
partlmlarmente quelle delle grandi Potenze, come pure alcune altre 
grandi città per ì'eiTetto naturale deiraggloroeramento della popoln- 
alone, delle ricchesae e del lusso che le accompagnano, son divenule 
la sede di variatissima industria. Goe) è che non vi ha quasi industria 
che non sia rappresentata ne' prodotti della capitale della Franeia, 
gran parte de' quali è conoschita in commercio sotto il nome di oggéiéé 
di Parigi, L'osservazione sì può eziandio applicare a Londra, e, tahre 
alcune eccezioni, a Vienna, a Berlino, a Pietroburgo, a BruaMee, a 
Napoli, a Torino ed altre grandi città. 

Si avrebbe un'idea incompiuta dell'industria europea, se non ai !»> 
nesso conto di certi prodotti della cocota, della peica, éiUVagrteoUura, 
del taglio delk foreete e dello Boavamento delle miniere, ai quali la ttano 
<iell'uomo incivilito imprime tali cambiamenti, che ne fanno importan* 
tissimi oggetti d'industria. Levaste contrade della Russia Buropea^aHe 
quali un lungp e rigido verno nega i benetlzli dell'agricoltura, eomim- 
nistrano colla caccia un gran numero di pelli, che convenevolmente 
acconcie formano un articolo importantissimo dell'industria di que- 
st'impero. Lapeiea^ quando è esercitata in grande e i suoi prodotti 
entrano in commercio confezionati dall'arte, forma pure un ramo prt»- 
cipale dell'industria europea. Tale, per esempio, la peeea delle or»»- 
ghe, del m/erluzto e della bakna, esercitata dagli Inglesi, dagli Scan- 
dinavi, dagli Olandesi, da' Francesi e da altre nazioni marittkne $ tale 
la pesca del tonno, e quella delle sardine e del eoraUo, che si fanno nei 
mari dell'Europa Meridionale dai Francesi, dagli Spagnuoli, dagli Ita- 
liani, ecc. UagricoUura , regina delle arti, entra pure nel dominio 
dell'industria, quand'è recata alla perfezione che si ammira in parec- 
chie contee dell'Inghilterra, nel Belgio, in parecchi spartimentl della 
Francia, in Lombardia, in alcune altre parti dell'Italia e in parecchi 
cantoni della confederazione Germanica. Quello che ora diciamo si 
applica specialmente ad alcuni de' suoi prodotti immediati, quali sono 
i vini, gli da, la birra, Vaoguavite, il sidro, lo tueoaro di bar b eA sB 
fola, l'educazione de' bachi da seta, Vtdlevamento de* bestiami , eoo. 
Afdnohò il lettore possa farsi un'idea della loro importanza, beata ti 
dire che il valore dei nini e étiWaequaoite di Francia vi aerpaaea 
quello di ogni altra manifattura ; che quello della birra e dell'oo^rua* 
vite nel iis^no-C/ntto vi pareggia quasi il valore della piò grande delle 
sue industrie, quella del ootone ; che Veduoatione dei tocAi da seta rale 



BlfBOPA. 7S 

Illa ioli lidia ÀuMitiaca più di 80 inilkmi di franchi ftH^aono per la soia 
uia fibia. Lo acaro delle miDiere deli'EQropa appartiene eminente» 
fflcnte aH'induatrìa di essa, a cagione dei lavori d'arte diflkili e vani cbe 
talora rende neceaaarìi ; perciò vi sono minéeré di un grandisaìmo red- 
dito, lo acavo di cui aarebbe impoaaibile a popoli meno induatrioai. 

Oommcraio. Dacchò gli Europei varcarono le barriere che per tanti 
leeoli areano orreatato i naviganti, e Tintier» Oceano divenne la via 
miHtn del commercio, quello deirEuropa non ha altri limiti che 
qadli del mondo conoaciuto. Le bandiere delle nostre potenze marita 
Urne sventolano aotto ogni latitudine, nei mari dell'Asia e dell'Amo- 
riea, in quelli che bagnano le coate africane, come in quelli i cui flutti 
rompono sulle spiagge del Gontinente>-Australe e delle isole innmnera- 
bilìddla Polinesia. 

La posizione di una parte de' paesi europei sull'Oceano e sui mari 
interni che ne dipendono, e che entrando nelle terre, rendono marita 
ttaii ampli tratti del suo territorio ; il gran numero di fiumi navigabili 
rbe attraversano per ogni dove l'Europa, e fonno partecipare ai bene- 
Ani della navigazione i auoi paesi più mediterranei, dovettero avere 
uni grand'influenza nei prodigioso incremento cbe prese il commercio 
flilm> di questa parte del mondo. L'arte umana venne ad accrescere 
«Kora i feKci effetti di questa configurazione fisica, mettendo per via 
di canali in comunicazione tra loro gli avvallamenti de' grandi corai 
d'arqua, ravvicinando tra easi i vani centri di popolazione, d'industria 
edleammereio, con un magnifico sistema di viatnUtàf e da qualche 
u«i|io soprattutto per la costruzione di quelle strade ferrate, sulle 
full uomini e merci sono trasportati con velocità maravigiiosa. 

Col vapore applicato alla navigazione, comunicazioni regolari e non 
meno rapide stabilironai lungo quaai tutte le apiagge maritthne deh 
i'Rumpa, già animate da un'immenaa navigazione a vele; i suoi 
fiami e laghi intemi furono altreal percorsi da numerosi piroscafi. 

L'immenso sviluppo del commercio esterno dell'Europa è dovuto in 
1^ parte alle grandi scoperte geografiche che illustrarono la fine del 
^nu)li> XV. Il sistema delle colonie che fu per conseguenza introdotto 
^ quell'epoca memorabile, apri comunicazioni coi paesi più lon- 
iMi del globo e cosi accrebbe la sfera della sua attività. Ma soltanto 
V di nastri, e dopo remancipazione della maggior parte delle Colonie 
Transatlantiche eéil cessare de'monopolii delle grandi compagnie mer* 
^ntìiì, il commercio europeo aall a prodigiosa grandezza. La superior 
(Padella nostra marineria (avoreggiò le sue lontane relazioni ; ed ora 
nm vi è luogo sulla Terra, per quanto lontano, che non sia accessibile 
iile fpeeubizioni del nostro commercio. 

Kqof pure l'applicazione del vapore operò prodigi. L'esperienza 
'""hnIo provato che le grandi dimensioni de' bastimenti non erano 



% GEOGRAFIA DESCRITTIVA. 

ortaMk) airtiso di questa forza motrice, ie nivi che fino a questi 
fatimi tempi non si erano dilungate dai mari d'Europa, ardiroiio lan- 
ciarsi negli Oceani e traversarli. Cosi le Indie Orientali ftirono coth 
giunte alla metropoli inglese per l'Oceano Indiano, il mar R^bso p 
PEgitto, dove viene pure a far capo una parte della grande navigazione 
a vapore dell'Europa Occidentale e Meridionale, che solca per ogni 
verso il Mediterraneo ed i bacini ohe ne dipendono. Da unaltro lat» 
regolari comunicasioni furono stabilite fra Tarcipelago Britannico ed i 
porti deirAmerioa Inglese del Nord e quelli della confederazione Anglo- 
Àmerìcana. Ma tra breve i grandi jnroscaii che si costruiscono ne'ean* 
tieri del Regno-Unito, della Francia e de'Paesi-Bassi, imprenderanno 
una ben più ardita navigazione, congiungendo i principali centri dd 
commercio marittimo di questi Stati, non solo con quelli delle opposte 
rive delPAmerica Settentrionale, ma altresì colle piazze marittima 
principali del mediterraneo Colombiano, con quelle dell'America Meri- 
dionale, coi porti principali delle magnifiche regioni dell' Asia Meridio- 
nale e della Malesia, e perfino con Sidney nell'Australia e la Mentana 
ocdonia poc'anzi fondata nella Nuova Zelanda. Una parte di queste 
grandi comunicazioni è già in piena attività. 

Ma non solamente alla superiorità della marmeria degli Europei e 
de' loro discendenti stabiliti nelle altre parti del mondo è dovuta rim* 
mensa estensione del nostro commercio, che è il solo che dir si possa 
veramente universale. Una gran parte vi ha pure la nostra iiMtUBlria. 
Per essa si mantengono e si accrescono le reciproche relaiioni fra i 
varii paesi dell'Europa, e fra essa e le altre parti del mondo. L'£aropa 
pel suo lusso pe' suoi bisogni tutte le mette a contribuzione e ne 
trae i prodotti del loro suolo e delle loro braccia, dando loro ia iscam- 
bio le innumerabili produzioni della sua perfezionata industria. 

Per tal modo l'industria ed il commercio influiscono reciprocamente 
una sull'altro. Entrambi riuniti contribuiscono potentemente a spar- 
gere ne' popoli Europei quelle abitudini di agiatezza e di bisso in tutte 
le classi, che sono un tratto caratteristico delle nostra parte del mondo. 
La sicurezza, la ikcilità e la rapidità delle comunicazioni per terra e 
per acqua, quella degli scambii e delle compre, favorite dallìslStuzìone 
de' banchi e delle lettere di cambio, resero accessibile cosi alle Classi 
agiate come alle altre, una moltitudine di oggetti di necessità e di lusso. 
I prodotti de' più lontani paesi non sono più una rarità ; e trovansi nelte 
più ricche, come nelle più modeste abitazioni, le spetierie della Male- 
sia, il caffè delle Antille, il thè della Gina, lo swscaro M Brasile, e 
tanti altri prodotti recatici dalle più lontane piagge. 

Ora se volessimo ordinare gli Stati dell'Europa secondo Pimportanza 
del loro commercio, dovremmo porre in capo a tutti la monarchia in- 
glese; ia Francia terrebbe il secondo luogo ; il terzo sarebbe dovuto 



EUROPA. '7.7 

li Paesi Tèdmhi compresi nella gran Lega Doganale, fonnota a'dlao- 
stri sotto TinHuema della Prussia, ed abbracciante, oUre a tutto il 
tcmtorìo della «lOfMro^taPrusstona, tutti gli Stati della confederasùme 
Germanica^ eccettuati soltanto i granducati di Meckleoburg, di Olden- 
burg, il regno di Annover, le tre città Anseatiche e i paesi rinchiusi 
aeirimpero d'Austria e nella monarchia Danese. Gli imperì Austriaca 
e Russo verrebbero nel quarto e quinto luogo. Ma fra gli Stati eu-^ 
Topei che tengono un posto eminente pel loro commercio, non si 
potrebbero passare sotto silenzio alcuni che, quantunque di gran lunga 
inferiori ai precedenti per l'estensione e la popolazione, rivaleggiano 
con essi nell'importanza commerciale. In questa classe sono da riporre 
ii regno de'Paess^Bassi, il regno Sardo ed il regno del Belgio; qnesVuU 
timo, per esempio, benché contenuto in angusti limiti e senza colonie, 
uffre un'operosità commerciale, il cui valore non solamente sorpassa 
di molto quello della monarchia SvedO'Norvegica, quello della parte 
europea della monarchia Spagnuola e dell'impero Ottomano, ma quasi 
pueggia quello dell'immenso impero Russo; e ci sembra che potreb- 
besi pure mettere in questa categorìa la picciola repubblica di Am- 
burgo, U cui porto è il primo di tutto il Continente Europeo pel valore 
deUe sue importazioni ed esportazioni, le cui somme riunite oltrepas- 
sano di lunga mano le somme corrispondenti dell'impero Russo. 

Il eommercio europeo, considerato nelle sue sedi principali, sia 
marittisae, sia terrestri , ci presenta parecchie città che sono, per cosi 
dire, il centro onde si spande la sua prodigiosa operosità. Avendo, 
n«Ua topografia degU Stati dell'Europa, nominato le città che più si 
distinguono per la loro importanza commerciale, ci limiteremo nella 
tavola seguente ad indicare semplicemente le piazze marittime e ter- 
restri più notabili per questa parte, ordinandole secondo le regioni e 
iiliversi Stati dove son poste. Faremo osservare che alcune città, per 
la loro posizione topografica, possono essere tanto bene schierate nel- 
l'una che nell'altra di queste due classi ; per esempio. Roano, Glas- 
90K7, eec. ecc. Ma si avrebbe un'idea inesatta de' più gran centrì del 
commercio d'Europa, se si passassero sotto silenzio i nomi delle sedi 
principali della sua industria. Talvolta sono città immense, come 
Umdra-e Parigi ; o grandi e popolose, come A/anc/iester, Glasgow j 
Uone, Vienna, Berlino, ecc. ecc. Altre volte, ed è più sovente, non 
80BO che piccole t^ittà, come Tarare in Francia, Plauen nel regno di 
^^sonia, Reichenberg in Boemia; e più spesso luoghi ancora più pio- 
noli, come Rumburg in Boemia, Chouia in Russia, ecc. Ma qualunque 
sia la loro ampiezza e la loro popolazione, queste città non rappre- 
sentano meno una gran parte nell'industria, e perciò nel commercio, 
come ceneri principali di un'immensa fabbricazione di tali o tali altri 
(aggetti e spesso di molti ad un tempo. Ciò che abbiamo dettM 



78 * GEOGRAFIA ftBSCRITTIVA. 

testé, parlando delle prìncfpafi piazze del commercio, debbo api^icarsi 
ai centri principali dell'industria europea. Aggiungeremo solamente 
che, nella scelta degli uni e degli altri, non si ebbe tuttavia rtguanio 
all'importanza assoluta del loro commercio e della loro industria, ma 
altresì all'importanza loro relativamente agii Stati dove queste città 
sono situate e ad alcune particolari circostanze che non si potrebbero 
trascurare. 

TAVOLA 
delle prtaeipeli fnesae eommereSanti deU'Biiffoptt. 



MONARCHIA FRANCESE. PIAZZE MAKiTTiMe : Maniglia, l'Bavre, Boni«mm, 
Naatet, Duokerque, Roaoo, Calaia» Sao-Malò, Cetta, ecc. 
PU2ZB IVTBBHe* Parigi, Lione, MaUianfen, Stra«borgo, Lilla, San- 
Quintino, Tarcoing^ Tarare, Reiras, Elbeuf, Sedan , Tbier* , To- 
losa, Saint- Etienne, Amiens, Cbàloat-tuIla-Saona, Liroog«t^ ecc. 
CONFEDERiZlOffE SVIZZERA. PiAZZe ISTBRHB: Baiilca, Zurigo, Ginevra, 
Sao-Gallo, Glarisy HeriaaUy Neofcbalel, Locle, Cliaox-de-Fcndy «ce 
CONFEDERAZIONE GERMANICA. Piazze marittime; Amburgo , Brema, 
Lnbecea, Emdea, Roitock, ecc. 
PlAZZB lifTEiins: Lipiia, Chemaiti,Plaucn, Zittaa, Bmiiiwìck, Praoco- 
forte-aol-Meno, Hanaa, Augusta (.tfuf«&Hrf), Norimberga (Aàrs^^r^;, 
Furtb, Magoota (Jtfainx), Monaco, Ulm, Pfonbeim, ecc. 
IMPERO D'AUSTRIA. Piazze marittime.* Trieste, Venetia, Fiume, ecc« 

Piazze IITTBBHB : Vienna, Praga, Reicheaberg, Braan, Olm&ts, T^laa, 
Pestb, Debrecsio, Brody, Lemberg, Grata, Milano^ Con», Bct^> 
mo, Brescia, Mantova, Verona, Padora, ecc. 
MONARCHIA PRUSSIANA. PIAZZE MARITTIME: Stettioo, Dahsica, Kdoi|^sber},, 
Memel, ecc. 
PIAZZE INTERNE : Berlino, Breslao, MagHebnrgo, Elberfeld e Barmea, 
Crefeld, Dusseldorf, Aquisgrana (yiix~la-ChapeUe)f Eupen,CoIoaia, ecc. 
REGNO DB'PAESl BASSI. Piazze marittime : Amsterdam, Rollerdasn, ecc. 

Piazze interne: Utrecbt, Harlem, Ambem, ecc. 
REGNO DEL BELGIO. PIAZZE MARITTIME: Anversa, Oslenda« ecc. 

Piazze interne: Brussellcs, Gand, Liegi, Bruges, San-Nicola, Tour- 



oai, ecc. 



ITALIA. Puzze marittime : Geaofa» Nisaa, Livorno, Ancona, Biaigagli», Ci- 
vitavecchia, Napoli, Palermo e Messina, ecc. 
Piazze interne : Torino, Firenie, Roma e Bologna, Lucca, Pcaesa, 
Arpino, Foggia, ecc. 

MONARCHIA PORTOGHESE. PIAZZE MARITTIME: Lisbona, Porto, PoMa.4>rU 
gada (Arcipelago delle Aaore), Fnocbal (isola Madera;, ecc. 
Piazze interne: Visen, Braga, Peao-da-Regoa, ecc. 

MONARCHIA 8PAGNUOLA. PIAZZE MARITTIME: Cadice, Bfalaga » AUeaate, 
Barcellona, Reuas, Valenaa, Bilbao, Palma, ecc. 
Piazze interne: Madrid, Siviglia, Granata, Cordova, Olot, Tarr^^, 
Goadalazara, acc. 

MONARCHIA DANESE. Piazze mabittimb: Copenhagbeo, >Jloaa, Riel, rlnrmm^ 
Flensbnrg, ecc. 

MONARCHIA SVEDO-NORVEGICA. Piazze marittime: Slockholm, Gothem- 
bui^, Norrkdpiog, ecc.; Cbristiania, Bergeo, ecc. 
Piazze interne : Carlstad, Skeùnge, ecc. 

MONARCHIA INGLESE. Piazze marittime : Loadra, Liverpool, Bràatol^ Hall, 
Newcastle, Sundcrland, Gloucester, ecc*, Glasgow, Edioburg, Greco- 
oeb, Aberdeen, Dundee, ecc., Dublino, Cork, Belfast, Walerfivd, 
Limerick, ecc.} Gibilterra (Spagna), Malta (Italia), ecc. 



Piazze I^TCJIIIE : Afanchutor,, BirfaiogliaiSy .Lf«d*, $bAffi»lU, Bal(i>o, 
Preston, Rochdale, NoUiogham, Halifax^ Bratford^ Coventry, Wol- 
verbampton, Inverness, ecc. 
IMPERO aosso* PUZZE Marittimb: Pietroburgo, Biga, Odesaa, Taogarog, 
Arkbangel, Astrakbao, Baku> ecc. 
PIAZZE interne: Mosca, Rybinsk, Nijni-Novgorod, Chouia, Ivaoovo, 
Kief, Kasan, Orenburg, Tiflis, Wiloa, Berditcbev, Varsavia, Tu- 
masaow, Kalies, ecc. 
laiPERO OTTOMAJ^O. PIAZZE MARITTIME: Coataoiinopoli , Saloniki , Varna, 
Gallipoli, La Canea, ecc. 
PIAZZE INTERNE : Andrìoopoli, Monaslir, So6a, Scutari, laoÌDa, Fi- 
lipBppoli, Seres, Cbuiola, I^ri««^ Bosna-^rai^ e^c 
REGNO DI GRECIA. PUZZE marittime : Sira, Palraaio, il Pireo, Nauptia, ecc. 
SEHl-STATK Puzze marittime ; BrsiiJa, io Valacbia ; Galaca, in Moldavia ; 
Zaole e Corfù, Delle Isole looiche. 
PUZZE INTERNE : Cracovia ; Belgrado , io Senria ; Bukarest , in Va- 
lacbia; laasjr, in Moldavia. 

Superficie. La superficie dell'Europa, ne' confini ad essa assegnati 
a pag. 39, è di 2,793,000 miglia quadrate (9,378,189 chilometri qua- 
drati). 

Popobnone. Assoluta, 229,200,000 ; relativa, 82 abitanti per mi- 
glio quadrato (23,9 per chilometro). 

Etnografia. Si possono ridurre a venti ceppi principali o famiglie 
tutti ì popoli che abitano presentemente l'Europa ne' limiti naturali 
ohe fé abbiamo assegnati. La tavola seguente li presenta tutti, limi- 
tandosi, alla sola indicazione de'principali popoli compresi in ciascuna 
di queste grandi divisioni etnografiche. 

TÀVOLA 
óéOm dàitifioanone de' popoli d'Europa leooiido le lingue. 

Famiglia Ibbuica o Bas€;a : Gli Eicualdunac, più conosciuti «otto il nome di 
BmseomifmdoM o Batehi, ia lapagna «d in Francia. 

Famiglia Celtica : i discendenti dei veri Celti, in Irlanda, negli Highlands in 
laeaai» a aell'iaola di Mao; i Ckimri. o Gallesi nel principato di Galles , in 
lagliillerra» ed i Breymad o Bùui'Bretoni, in Francia. 

Famiglia TaACO*PaLAS6iCA o Greco-Latina : gli Skipatar, più conosciuti sotto 
il noma di Amwstì e à.* Albanesi ; i Greci, nel regno di Grecia, nella Tur- 
«bU EurofiM e nella repubblica delle Isole Ioniche ; i Romanxi, suddivisi in 
CatalasM) Valaoaiani, Rfaiwicani, in Ispagna; Linguadochesi, Provensali, Del6nesi, 
Lioneti, Alvergnali^ Limosini e Guasconi, in Francia ; Savoiardi, in Safoia ; i 
battei io Sviascra, in uaa parla de'cantoni de'Gri)(ioni e del Valese» e neL Gril- 
deo nel Tirolo; gl*/Mlia««, in quasi tutta l'Italia. entro i suoi con6ni naturali» e 
■aUe isole che geografieanenle ne dipendono; i Francesi, nella Francia, al nord 
della Loira, in una gran parte del regno Belgico, e io una parte della Sviaaera 
«acidcolale e OMridioDala ; gli Spagmuoti, nella più gran parte della. Spagna ; i 
Portoghesi, nel Portogallo e nell'arcipelago delle Aaore ; ì Bumanje o Rumuni^ 
più coDoaeioti sotto il nome di Valachi, negli imperi Austriaco, Ottomano e 
Russo, nel regno di Grecia e singolarmente nei principati di Valacbia e di Mol- 
davia, dove la popolaaione è quasi tutta valaca. 

Faiocua GCBMAiriCA : gli Alemanni dell* Alta' Alenugnd, suddivisi in Svevi, Ba- 
vansi, Aastviaei, Franconi, AUi'Sassoni, ecc. ecc., fra i quali ai annoverano 
gli àlonaoin dcUa Sviaaera, della Boemia^ Moravia e Silesia, Ungheria, Transil- 
vuia, livonia^ Cnrlmdiiiy Eslooia» eec. ecc.; gli Alemanni della Bassa-Ale- 



80 GEOGRAFIA BE8CRITTITA. 

magmùf dove dittiiifaoBfli i Vettfalirat, i 8«Noai d«llt B«tn-8tMoni«y ^otì eki 
abitano la parte lelteatrtouale del circolo dell' Alta-Satsoniay e i Praniani proprit* 
mente detti, o abitaoti Alenianoi delle due prorincie di Prussia ; i Frisoni^ aelli 
coDfederaaioae Gernanicai e nelle monarchie Danese e Neerlaodese; i N^érlnmdeAj 
Ira i quali si distinguono gli Olamdeti che occupano quasi lutto il regno de'Pacii» 
Bassiy e i Fiamminghi, che formano i tre quinti della popolasione del Belgio; i 
Iforvgglf nella Norvegia ed in una parie della Svetia, e nell'arcipelago di Shetlud 
t dì Foeivrr; gli S^^edtd^ nella Sveiia, nelle città della Finlandia^ ecc. ecc.; i Ds- 
«««I, nel regno di Danimarca, nelle cilié della Norvegia e nel Giullaod } gli /•- 
gUdf nell'lnghillerray in gran parte della Scosiai in una parte dell'Irlanda e 
del principato di Galles. 

Famiglia Slava : gli lUirM, nell'impero Austrìaco ed Ottomano, fra ì quali di- 
stinguonsi i Senriani, i Bosniaci, i Dalmati^ i Bulgari; i Busti, nell'impero Busso*^ 
e sotto il nome di Rusmiaelf nella Gallisia, Ungheria, ecc. ecc., nell'impcru 
d'Austria e nella maggior parte de'govemi russi di Volinia e di Podolia ; i Croati, 
i W*mdi b Windem, e i Boemi o T%9ehl (Tcbekhea), nelPiropero d'AoMris ; i 
Polaechl, nell'attuale regno di Polonia, nella repubblica di Cracovia, in una gran 
parte delle provincie diami polacche della monarchia Prussiana e dell'impero 
Austriaco, ed in una parte della Silesia j i Serbii nel regno di Saasonia e nelU 
monarchia Prussiana; \ Lituani, nei governi russi di Wilna, Grodno, Minsk, Wi* 
teptik, Smoienik, ecc., e nel governo prussiano di Gumbinnen; i Lètti o Lottva, 
nella pili gran parte de'goveroi russi di Mittau e di Riga e in una fraaione del 
governo prussiano di KOnigsberg. 

Famiglia Uralica, Finmica o giuda (TeAioude): i Jnomi o Fìjiitj, nel gnAducaio 
di Finlandia e in una parte dei governi ruui d'Òlonets e di Pietroburgo^ gli felo- 
ni, nel governo di Revel e in una parte di quello di Riga; i Sami o Lapponi, od* 
l'estremità settentrionale dell'Europa, nell'impero Russo e nella monarchia Sveiio- 
Norvegica ; i Mari o Ctremiui, nei governi russi di Kaaan, Simbirak, Vialb, 
Perm e Orenburs ; ì Mordwa, nei governi di Penaa, Kaaan, Viatka, SaraloV) 
Simhirsk, e Orenburg ; i Kpmi o Komi'Murt, più conosciuti sotto il nome di 
Zirtni e Fermiani, nei governi di Perm, Vialka,' Vologda e Arkhangel ; gU 
'/di, Udi'Murt o Voiiaci , nei governi di Vialka, Orenburg • Kaaan; > 
Mfansl, Mansi-Kum o FaguU, nei governi di Saratov e di perm, o nell'alte 
valli dell' Ural ; i Magyarock o Madgiari, più conosciuti aotto il nome di Vw 
gartsi, nell'Ungheria e Traosil venia, nell'impero Austriaco. 

Famiglia Samoibda: i Koisovo o Samoledi, nel governo russo d'Arkbangel. 

1 popoli compresi nelle seguenti famiglie anno riguardati come Aaiatici, benché 
molti di essi abitino da lungo tempo il suolo europeo. Tutti qua' che dirooraao 
nella Regione del Cauraso non debbono esaere considerati come Europei a« non io 
quanto si vuol ammettere la frontiera naturale di questa parte dell'Europa. 

Famiglia Turca: gli Otmanl od Ottomanif più conosciuti sotto il nomo di 7W* 
eAì; sono la naaione dominante dell'impero Ottomano;! Baschiri, nei governi rossi 
di Perm e d'Orenburg ; i Ciuwatei (Tchouwaches), nei governi di Kaaan, di 
Vialka, di Simbirsk e d'Orenburg; i Meichucertki (Meschtchereks), in quello d'O- 
renburg; gli Uruchi TureomaiU della Macedonia nelPimpero OllooMno, e i 
Tureomani nelle provincie Caucasee, in quello di Russia ; distingnonai fra questi 
ultimi i Nogai, i Kumnki, ì Basiani, ecc. ecc.; finalmente i pretesi Taiari puri 
degli autori russi ed alemanni, che sono poi i discendenti dei veri Turchi che for- 
mavano la maggior parte dell'esercito del conquistatore tataro Batu ; vivono aet 
governi di Kaaan, Simbirsk, Penaa, Saratov, Astrakhan e Orenburg. 

FAMIGLIA Tatara o Mongola : i Calmucchi, nei governi russi d'Aatrakhan, 
Simbirsk, Orenburg e nella provincia del Caucaso. 

Famiglia AwarA; gli ^iwari, gli ^indi e i Didoethi Dido^UnsQ. 

Famiglia Kaszi-Kumuk : i Katzi'KumukL 

Famiglia Akuscia (Akoueha) : gli Akusda* 

Famiglia Kdra : i Kura» 1 popoli compresi in questa famiglia, corno nell'akuacia, 
i Kassi>kumuki e gli Awari abitano le montagne della Regione del Caucaso, « 
spno conosciuti sotto il nome collettivo dì Lésghi o Montanari, 



Akicm Mìikinmki i MHt^fM tblaÉMli C«e«i«tf' (lftb«tefa9Dtiì) 4»i Itusii, 
sdJei^lèMlli M Pacar 4cl4« Montagair «efla ]l«^itmc Cabcssict; vi ti tiotaiio i 
Oottéd « Aifsidh^ iCaraàsIaU, eda. eoe. 

FàuiGUA tamàXA't f^irotd od «C^iMCf; <oeU« «Ile valli «SM Fa^tw delfe MonlagM 
arila Kgaiaae C a i iaaai ca» w b Bmem^ stabiiM in p a n a e a l iie città ' tAtìetttAìii «lei 
•od^ear Idia Wmmtu 

FlttOLU CilC*S9dk.t isK jMl0*é o CinrartC, imì PaMÌ «d«ll« Monra^pè Mifia Rc^ 
pone Caicaiea. ^ml» laoMaiiari' uaiti ad allae papaè a atop< ^^Wa stcasa re^giooé, 
altiag||aoa da «fiuilefaa (aatpo l*all«ojtioiie iddP Europa per l'oitiiiala resistenaa 
che ep p o a fo— «gli g a e i c i ti trinai. 

FAMtcuA AfiAMAi fjli ^è^ntf • jéboMti, mìU Ptooa)a»A*bai»ia a ne^ Paese dellb 
Moetegae aeMa Vegiona Caoeaiea. 

Faiiglu SBMiTfCà : « iSiudei che iimio sparii «a tolti g-K Starti dell'Europa, tranne 
la Norvegia, la -S pa g aa ed il Forlogallo ^ 4 paesi iiw*e sono io gran nun»ero sont» 
le csotra^ ebe ibamarabo l'-aaitioo vrfpao ék-l^tmim^ ^«indi gl'imperi Ottooran» 
ed Aaitriaco, e l'Alemagna ; se tutti i Giudei dell'Europa -ibsaera riuniti fbnné- 
ivlifaw) Bua naaioae a^upinto auasaroéa; i MtAtest, «elle eaaapagne del gmppe di 
Uiiii} a fi MriM f«ca aumerosi d^lia Regtone del Caooaso •ell'inpero Russo. 

fmaui SiKfllBCirrrA ^ UrtnCA : t Jtaim, Kala « MaH, ehiamati Rohémieiu in 
Francis, tiigaausr m ìàienofM^ Zin^md <• Bfngiar^ in Malia, Gi<aiio«'itf rs|>agDa, 
C>ip*y ia lagbihacvay occ.j popolo vagabocida «bé ai pìi^ nguardard eooie drionilD 
d<4l'lnéìa. 

Fà«u;uA AiMBVA 7 gK ^rmci^, «elle eiltà nneoanliU 4l(éU*impero Oftomano, is 
<{naìc)M parte dell'impero' Rosso «d Ànstriooo. 

i^gÌMi. U GaisxiANESiMO^ nelle sue diverse forme, ^eade la 
sua beMflea inllueiiza bh tutta k superfieie eunoftea ; 'è professat» 
dalla quasi imiversailità del* suoi numerosi abitanti. 



La Cbioa (Cathouga. Komaha alOBda «1 ano àmforo «u ^quaat lotta la Urandm 
« il JMfrfai «u latta SuOia, Sfcsmm, Parto^aUo « i «fnattro ^ìtmM ^Aì'IHauda^ 
fi pnacipali Ài Mohn^^Uerm e Liek»»mtmiif auUa più gran -parte -dell'imper» 
J^Àustrìa, sag i ia in menle Oii^U paMà «ampraai ae>l« <ADfedeiaaioDe ^Gennanica e nel- 
ntalisdoaa è la «eligiaaie 4i ^aaai tatti gU abilaati; il «altalioisnio ragna puM 
^Ui aeUa OMità della mtmtwtàU Frtudam0$ maiaima neUe fiaomncié del Aeno, dà 
^Mea, di F-M^faUm a >di iUeAi:; toeU» fin graa parte «del «e(;no di Bwiera e ddl 
rMdarato 4[i Badmij qoaai aella «aetà del ^imiMo •A' Iffaraou, ia.più«di«ra tenoidA 
')Vs»d^P«cs»-^4u«y.«io<iuaai •ltaetUato»d4qiMlUdi/iF^:jirÉsfliàeri'« ^d frtmduomto- 
^'OldiMiur^^A puae profieaiala da uaa paftejraggaaatlevole 'della popolaaione degÉ 
^aii psoieataaii «ompmai nella -vomftderoaMme 'Gerìmamea, 'Quaai Ja mela della 
*«ftd«fasiaac Svisaera pfafNBa questa >«ligiea«y< atta ^«nle appartengono Idtti a 
^«ui ^'«i^saniK IntatioM, éi Zaoaraa, di ifr^^i &bwilay d'&Jkfiemra/if» di iZaf^ 
«Iricàao, disoleila (8i»leufe>aidal #?a/«i«f la aiaggior paHe 4i «^(«elli di J^iburrm^ 
^Ìia.<S«U« ed. aoa :pof»iooe<oo«aideBevQle di, «piei à'Jrjovia, àa* Gtigibni a 
■ £«a«Nra| oaiodi daUa oàaar fMrie d«gli abilaoli degli altri caataoi. La mag- 
iPv parte <doiW fM^ olaaioDe deUa fie|ia^iiiia« di -CnaemiUkt t .buoa aomcfo degU< 
■^nti dc'gorerai deirimpero Ruuo^ che già formavano il vasto mgaio di Pùlonta^ 
J^iasoao a ^aeata religione^, ohe è eaiaadi# preCeeaata da ipiaet tulli gli abitanti 
« frappo di Malta ^ipetadeate dal Begno^^Vaito^ da nna jif«aiooe «aggoardevole 
■dia Dopokaiaae della ^ìrum^BMta^Mt dajriaapwa OnoasaBo* •edegh Alali dblU 
■■firwmaioae Gacmaaicay dava diMnina la Chiosa Prataataaleb 

1 Mvrsai che profaasaoo la mligioae cattotiea sono ? il papa «he aa è •il capa 
Apremo, Viniperasor^ à'jituwiaf i re di Francia, di Spawaaf &à- Fortofallot d& 
'oficra, di Satsotda, dalla Grecia m teMi & étmtmf^dMìa^ i^«iKhe-pni£ttato dai 
P^ipi di MoheaxoUara a di XÀchtéottaia* 

U letUMomi LOSERìlIU k pcofcssala da qaasi 4iitti gli abitanti delle mimarehia 
^^Hafrtgdaa e i^ajMsa, dal M#ao di Smuomiap dai gpaadueatì di Mecklam^ 

6 



32 GEOGRAFIA PEIGBITTIVA. 

jirùteifHiU di Bemstf dai dne pritieipùti di Schmanbmrgo • dal maggior aamero degfi 
•aliiUBti dei regni d'jimm<M^tr • di ymrtembergaf d«i grmméueaii di Old^mburgOf il 
^sMm'Damuiadif di Sassonia" Weimar^ dei dneati di SassoìUsHCokmrgO'frothay di 
Jfaamma-MtimintMnf di Sa««oal«*wtfl*nifriirfìOydel principato éi Selkauenbwwg-X.ipptf 
4lalU m^MItcAtf di Zh&cooa^ Amhmrgo e Jirama, m dalla signoria di Kniphausen. 
▲l(re fraiioni più o neno considerevoli della popolaiiooe del rwf«o di BtnH^ra e di 
alM Stali dove donioa la religioae cattolica, apparteagoBO pnrt alla Cliieaa Luto- 
nuia ; Irovaai, per eaampiOy qd gran ntiinero di Inleraoi io Ungheria^ aegaalamente 
«lei coaMlatì aetleiilrioaali, io TransUtfottiOf in Moravia^ in Boemia, AiUt'^ustriat 
ecc., nell'impero d^ Austria ^ negli spartimenti del Basso o jiltO'BenOf della Seant 
« dell' /«ero, ecc. sella moJMreAAa Francese^ in quasi tutta la FùUandiap nella Li' 
vonia, nell'fffoMJa, nella più parte della CuriandiOf ecc. nell'Impero Busso, 

I aovrant che aderiacooo alla Chiesa Luterana sono : i ré di Si^esla, di Dattimarca 
« di furtemberga, i grandnehi di Assia-Darmstadt e Oldenhargo, i doe dì Meck- 
J^mhurgo, i tre diicjki di Sassonia, quello di Brunswiek, i tre principi di i?«iuf, 
i due di Schwariburga, 

La Ndova Chiesa EVAVGBLICA, mensionata alla pag. 48, è doooinaDle nella 
tnonarehia Prussiana, dove è professata da quasi tutti gli ahitanti dalle prot^ìtuie di 
J^randchurgOf di l'omerenie, di Sassonia, in più de'doe tersi di quella di J*ra»- 
sia, io più della meta di quella di Siiasia, in quasi metà di quella di Westfaliaf 
in più di un terao di quella di Pose», e in più di un quarto di quella del Reno. E 
pare professala nel principato di Wtddeck, nei ducati di jénhalt-Dessau e Berm- 
^urgo, in quasi tutta l'^M>a-£leMoral«, nella repuMica di Franeoforte^ in più della 
metà del ducato di Nassau, in un terso del granducato di Baden, e in una parte 
ragguardevole del Palatinato o della Baviera Renana. 

Alla Chiesa Evangelica aderiscono il re di Prussia, il granduca di Baden, l'efet» 
4ore ài Assia, i dadki di Nassau, di Sassonia- Aitenhurgo T ò* Anhtdt'Dessau e J9e/-»« 
borgo, il principe di Waldeek, ed il landgravio di Assia-^Omburgo» 

La Rbligiokb CàLviiriSTA pura non è ancora professata nella confederasiooe 
Oermanica ehe nel principato di Lippa-Detmold, nel ducato di Anhalt'Kotthen, e 
da fraaiooi più o man grandi della popolosione degli Stati catlolici «» protestanti 
dove queste due religioni hanno il vantaggio del nomerò. Ma in quella vece essa 
domina nel regno dei Paesi-Bassi, dove quasi dne tetti degli abitanti sei^uono le 
«uè dottrine; nella eon/ederasìone 5i^<ssera, più della meta della quale le segue 
«siandioy cioè; interamente o quasi per intero i cenfonl ò*Appen»eil*Esteriorgf 
Zurigo, Seiaffusa, Faud e Neufchatei, più di 7/8 di quei di Berna e di Basilea, 
« la più parte degli abitanti dei cantoni di Qlaris, de'Grigioni, à' Argovia, Tur- 
^o»ia e Gineifra\ poraioni ragguardevoli di quei di Friburgo e San-Gaito, ed 
«kre più piecìole di altri cantoni. Una fratione notabile della popolaaione della mo- 
jtarchia Francese aderisce al calvinismo, specialmente negli spartimenti del Card, 
tìfkV Ardèche, della Dr&me, di Lot-e-Garonna , della Lozère, ecc., ed una ancor 
^iù #iotabile dell'impero Austriaco, eioè; neW Ungheria, singolarmente ne*comttati 
aneridiooali ; nella TransUiuania, nella /Boemia, nella Moravia, ecc. 1 Presbiteriani 
•« ^\* indipendenti o Congregazionalisti, conosciuti in Inghilterra aotto il nome di 
Non-Conformisti, sono una suddivisione del calvinismo; essi formano in Iscosia la 
celigione dominante, e i loro dogmi hanno a segnaci il maggior numero degli nbi- 
taott di questo regno. 

I sovrani che professano questa religione sono : il re ót' Paesi- Bassi, il duca 
^* Ankait-Koetent i principi di Lippa-Detmotd e di Lippa^Schauenburgo» 

La Chiesa Episcopale o Avglicaita regna in Inghilterra, e benehà inferiore 
di numero, opprima ancora la popolaaione cattolica cosi numerosa in Irlanda, e 
4nlte le óomnnioni dissidenti dei tre regni. I re d'Inghilterra e di Annover pro- 
cessano questa religione. 

I^ Chiesa Gbbca od Obibntalb è dominante nell'Anpero Busso, dov'è profrs-l 
aata dai tre quarti della sua popolaaione ; quindi nella repubblica delle Itole Toni-^ 
ìcke, nel regno di Grecia^ e nei tre principati di Servio, di Valachia e di MolÀ 
^daviUf quasi tutti gli abitanti de'quali seguono questa religione. È pure la religiooel 
tSÀ qjuai ^neaso Vimptro Ottomano^ • di un gran numero di sudditi deirtm|»«j^| 



EtROPA, 8S 

^ Austria f p^ftìttAattà^ì» Sa Trausìtt^ania , Ungheria, Cromia, Schiat^omia b 
PalmaUa» 

I sovraai che la pvofetmo mqo ì VimpeM$ort à% Hmtda e i primeipi di Sarvim^ 
folockia « Moidarìm* 

Si Dotrebbe quasi dire che queste tre chiese prìncipaì! formano tre 
franai dhrisioni religiose e geograjQche dell'Europa, dacché la Catto^ 
Uta dooiim nelle contrade Meridionali, la Protestante nelle Setten- 
trìomdi, e !a Greca nelle Orientali. 

Oltre qneste tre grandi divisioni ecclesiastiche dell'Europa cristiana^ 
T* ha alcune piccole associazioni religiose separate dalla massa ; 
tali SODO i Metousti, nella monarchia Inglese ; i Mennoniti o àna* 
BATTISTI, nelle monarchie Inglese e Prussiana, nel regno dei Paesi* 
Busi, nell'impero Russo e nella confederazione Germanica ; i Soci- 
RiAxi, in Transilvania ; i Quaccheri, in Inghilterra e nei Paesi-Bassi; 
gli ARVE!ii,ìn Turchia, in Russia, ecc.; ed alcune altre di cui abbiamo 
jMriato alle pagine 48 e 49. 

La popolazione non cristiana d'Europa si parte nelle quattro reli* 
gioni seguenti : 

L*IsLAMissf o, dominante nell'impero Ottomano, e professato da 
<|UAsi tutti i numerosi popoli turchi dell' impero Russo che abbiamo 
indicato nell'articolo etnografia, 

II Giudaismo, professato da tutti gli Ebrei sparsi in quasi tutti 
gli Stati d'Europa, e numerosissimi nelle provincie che formavano 
l'aolioe r^no di Polonia, nella Turchia e nella confederazione Ger- 
manica. 

11 Lamismo è professato dalle orde calmucche erranti per le terre 
defla Russia Europea. 

Vba tuttavia degli Idolatri fra i Mitsdieghi e gli Osseti, ma 
Edo nella parte europea della Regione del Caucaso, verso l'Ural, e 
nelle solitudini del governo di Arcangelo nell' impero Russo ; essi 
mno similmente molto rari fra i Somoiedt, i Mordxoa ed i Cìuwgscì 
[Tdiouwaches}. I Lapponi hanno tutti rinunciato all'idolatria, dive- 
vado cristiani luterani o greci, secondochè il territorio che abitano 
i soggetto alla monarchia Svedo-Norvegiea od all'impero Russo. 

Goverao. L'Europa presenta ne' suoi varii Stati quasi tutte le forme 
fmbìW di governo, dal più assoluto al più democratico. Ove tali 
Slati si vogliano classificare secondo la natura dei loro rispettivi go- 
^flui, si possono ridurre alle classi seguenti , notando però che tra 
db SÙti compresi in una elasse medesima, corrono tuttavia quanto alla 
forma del reggimento stesso riguardevoli differenze. Anzi alcuni Stati 
>»B si possono neppure classificare, come quelli che offrono nei loro 
lìBìti tutte le gradazìMii dei governi monarchici. Altri poi presentana 
tfereue cosi poco nolev^t che ai potiebbero eon ugual ragione 



M GEOGRAFIA DESCRITTIVA. 

assegnare ad una classe o ad un'altra. Richiamando alla memoria de 
lettori le definizioni date alle pag. 27 e 28, e ciò che abbiamo detto a 
4iue0to proposito nella prcfazioM, e facendo astratifmecfyoipiuta dalia 
loro potenza assoluta o relativa, tenteremo di classificare tutti gli Stati 
dell'Europa presentemente riconosciuti come tali, secondo la forma 
dei loro governi. Li partiremo prima in Stati sowani e Stali setìù- 
sot)rant\ distinguendo poscia gli Stati compresi in ciascuna di quesie 
grandi categorie, secondo le due forme principali di governo in mo- 
narchie e repubblichef e suddividendo finalmente le une e le altre s^ 
condo le principali differenze che si notano presso di loro neireser- 
cizio della ^uiurema autorità. 

TAV0LA 
éefli fltali-4ViiMp« elMtificnii MM»iolalOTflM4«&ÌMro goveni. 

Stati .ftOTmAiii, che SÌ vogliono distinguere in 

MONARCHIE, le quali tono 

I. MoHABCHlB AUTOCRàTIcm. Ci lembra di non poter compirni^ere tu 
questa claue te ood l'impero Ottomano e l'impero Busto f ■vvcrlcndu (ut* 
tavia che il primo forma una classe speciale. Noodimanaaì vuole ootart 
ehe il §o«erao larooi-benehi paia affiiiuo diapolico^ è io corto modo trv»« 
cratico, perchè è oecessario che gli alti del priocipe siano coofarmi a 
precetti del CoraDO.— L'imparo Busso appartiene beasi • questo ealrgoria, 
ma se ne vuole eccettuare il gram priueipsito di FfUioo^'a, lo Li*'Ouia, 
ì* BuonUkf la CurtandiOf il 'rejno di Polonia^ il paese dei Cosacchi Jd 
Don, del mar Nero, ecc., i governi della piccola Russia, ed alcuni altri 
membri di quel gran corpo, ì quali godono di privilegi patlicolari. 

II.MoirAiiCHiB ASSOLOTBMoaa Stati geaerali, aè provio^li. Se oo oontoaa 
7, cioè : il regno di Sardegna» — Lo Stato della Chiesa, che «i 
la sola monarchia assoluta elettiva in Europa. — I granducati di Tosca»4 
e di Oldenburgo.'—'l ducati di Modena e di Farma.'— Il langraviatc 
di jéssia-Omburgo, 

in. MDWàRCaUB MOOaMA'nf «on .Jtoti pmaMnoUai s> gamm^Uf aomgrcs*- 
ùoni, consulta, ecc. Se o« contano i4, cioè: V impero ^u*triaco^ ec« 
celi usti i Confini Militari, la Dalmazia ed il circolo d*Jstria nel go< 
verno del Lìltorale, ove il priooipo è assoluto, il i^gno di Vngherk^ 
ed il prindipato di Trmmiivqnia ov'eaeo è coatituaiouata ^ — la Jb' 
narchia ^Prussiana, la quale, olire gli slati provinciali, ha una speci< 
dì assemblea consultativa formata dai delegati di oiascuDo d'essi otK 
stati provinoiali;— il ^agmo dMa Oué SieUie c«dU aon rio» tolte gt 
iMfwlej— la momsvehia iimnésa co* auoi atali provinciali ; .— i gnm^ 
ducaU di MeklemburgO'Schii^erin, e di MeklemburgO'-Strelitz'.^ì da^ 
cati di jénhalt-Dessau, di jinhalt-B embargo e di i#iiAal«-Kcfrlea;-H 
prineipati di A«iu#-Oello, di Bmn-BckteiM» e 'di Baiàta-Lohaami» 
Ebersdorf. — Ci aemUra allnsì dovar assegoace a questa classe i{ 
ducato di Lucca che altri autori e celebri geografi mettono nella clMj 
precedente. | 

IV. MoHARCHiB cosTiTOaioiTàDl , quasì iulle eoM don («mere deUk^ 
vanti, detta paWomeiUo in ii«hill«No« ooniero in Francia, nel Belgì^ 
in Sassonia) in Baviera ecc. cort4s in ispagna ed ià Portogallo, riksM 
o dieta in Svesia, e storthing in Norvegia ecc. ecc. Seno cantano ■ 
cioè la monarehia Inglése, ossia il Me^no^^itei^^^ìe momaphie Jhm 
oraei Spagnmifh ^'•«r'^f^*^ SumtihMttn^e^ia (consta di duc#f^ 



•(Fatto iniìpeDdenti l'uné MrallK>i cioj» quello di Svnia e quello dì 
JV(»fVtff<a).-^La momttrchia PUtrtamdtsa otti* r«f i|0 1<«< Pa^i» B^ui^'^^ 
i réfml dei J^fjib 9 èaìh (^-ccta;— i(ttelK di ì^h^nw, di SéM^nia^ 
dì ^MMKvr • dà #^iHMi6«r^ y «oopwfti mU» defederà lìone Ger- 
manicai alla quala eaiaodìo appartengono gli Siali arguenti, eioi: i 
granducati di Juim^ di SasMomi^ì^èhitmr, » I^^mAb flt|t»#^»f^ 
i ducali di iVa^MMy di l?ru»nrlc*» dì JÌ«M0«ùi«CoAiir^*OoiAa» «M 
<Steaoal«*ilMiil«|«tt^ildèMfYà«iiaeit e di Sastomim diumkur^^^'ì 
4ìM fN<<M/^ll di MWar»èiii»f»-JriMM«Md» • dì 4Wìi»«raàiii*to«6'oit« 
rfif»Jìm t< #w{— t ^Uuiftùtt di £i^|M*0«lm*M «dì Ji'cWiwèi<i'»»*X<p/itf^ 

nuollo di ITafdM*}-^ dba prèmeteti dì /roA«iisoM«r«-jy«c*ÌJif e» 
ì JioAe«a«ll»rii*^fiiMr<iif «•}«-• quello di JLiéckitmsàtUit 

REFUBBLlCHBi le quali aono 

RBPUBBLICHB ABI8TOCRATICIIB. Dopo gli ultimi avvenimenti ci para di 
no» potar «aaviMre a quatta daiM sa nan la repobbliaa di ZiiàMc% 
•«vertattdo tollavia ch'fiaa « 0rùtO'4«mo€r9Ue4t, 

Bbpcbblichk più o meno DBMOCRATicilli» tali aono tutti ÌMMoai dalla com^ 
f0d«ratlom« StfU%«raf eccettuilo auello di iV«i(/cAcll«/» il cui governa 
i nonarebìco cottitualooalei e oi^ta parta della moiMrekia Pruuiana;-- 
^r«af«oo qwudì It rtfwMMMt di Fmmc^étt»^ dì jimèmrgù • dì Jir^wm 
che fjooo parte della cQi\fodtra*ion« GermajiiVa* 

Stati mm-uommAmu (n ì quftli SÌ VOgliOQO dìStìnglMre le 
mmàMCmK, «k« loan 

MoVAMatt àmaum, tiok* ti pfteel)Mi»didreii«oB, a«ito la proietlttM 

del r« di Surdegna che ha dritto di roanlvuervi iiQ« (MrAigioae;'-« 
e la signoria, ài Kntphatutn , sotto la pruleaione dal granduca di Ol» 
deaburgo* 
MoVABCttUl G0S«rmiOVALl| • aoBO «My cÌoàl 11 pH^dpmio d» Sè^0kk^ 
«Mdilarì^;-- i priHcifMOi di Kaiacchim a dì Moidm^ia aUttìvi. Tulli • 
tra tono trìLulari delPìm^ero OitotnamQ^ e aotto la proteaìoae dell*im- 
pero ttutto, 

RSPUBBLtCHB dUtiote la 

RBPUBBLICHB AliiSTOCBATtCRB , efoÀ ; la ffmMHea dette Itola fonio^ 
aolto la pfMaftiOM pwpatua dalla monarcAte Imgias^-^U raptMIìea 
dì CraoofiaaoMala protaaiooa parpatua degli imperi Ruuoed Amlrìao» 
• della monarchia Prussiana, 

Rbpobblichb dbhocbatichb , eioi.* la rapuhhitca di Andorra tolto ìk 
proleaioa* « trihularia della Francia a della x^goa, • par dir* pia 
aaallaaeata» del vaacovo d'Urgtlj^a rajmbbliea di Ì»Marima a»llft U 
proteaiooe dello Stato d«Ua Chiesa. 

DnrUam d^'Butopft. £ impo88ibil6 segnare una divisione Da^* 
turale dell'Europa che corrisponda esattamente colle divisioni potiti» 
die di essa. Per conseguire però il meglio possibile questo scopo, bi« 
toffneri contentarci di tre o quattro grandi divÌBÌeni> looohè abbiaa» 
toltalo di eseguire nella tavola seguente : 



I|(i GfiOGEiPlA. DKICMTTIVA. 

TITOLI 

adfo dmuooi poUlìche dell' Bttir6p4, oombiiiaid coIU gvaaai 
divi»iont geograficbe d«IU medetinMi* 

L'Bwwpa polKcbiM diviikrsi nel modo wgMnle: 

PARTE OCClDEHTilLE, sudUlif ìm ìd 

P • r t • C « a t r ft 1 e, eh« comprenda le monarehit Frameutp Vrtustomm • NeeT' 

ImuUse, il regno del Belfio, Vimpero d^^uOria e le eom/edermsioui GerauH 

nUa e Staterà, gli Siati delle qnali iooo indicali nella loro defcrisioae. 
Parte Aattralo| ebe comprende le "monarehie Portoghese e Spagnuola, e h 

repuhUUm Ai Andorra nella peniaola Upanica;ed i dieci Stati à' Italia, indicati 

nella descriiione di qneato paeie. 
Parte Boreale, che comprende le monarchie Inglese, S^fedO'Harvegiea, e 

Danese. 
PARTE ORIENTALE, che Aompreode gli ImpeH Busso ed OuomamQ, e le repuh» 
Miche delle Isole Ionie, e di Cracovia^ il regno dt Grecia ed t prisseipati d» 
Serbia, Valacchia e Moldavia. 

Se 8i considera TEuropa sotto Taspetto politico, essa non contiene 
meno di novantuno Stati differentissimi tra sé, ma, salve poche ec- 
cezioni, tutti eguali quanto all'indipendenza politica, eccettuati però 
quelli che alla pagina 85 abbiamo detto wmt-sowam. 1 geografi e gli 
economisti li distinguono spesso in Stati di primo, di seoofèdù e ci 
Un'ordine; e per questa classificazione prendono norma dalle loro 
forze e dalle loro risorse. Ma tali classificazioni sono molto vaghe, 
per non dire inesatte, poiché egli è impossibile segnare ki linea 
precisa che separa ciascuna di queste tre grandi categorie. Ci sembra 
tuttavia abbastanza esatta la qualificazione di grandi potenze che suolsi 
attribuire alla Francia, all'Inghilterra, all'Austria, alla Russia ed alla 
Prussia, sebbene quest'ultima si rimanga molto addietro dell'alu-e 
quanto a popolazione, a reddito e risorse. 

Riassumendo ciò che abbiamo detto nell'articolo sul governo e nel 
presente, troviamo in Europa ai giorni nostri 82 Stati sovrani e 9 
semi-sovrani. 

Nella prima classe troviamo 3 imperi, una monarchia elettiva eo- 
elesiasUca ; 17 regni ; 7 granducati ; i elettorato; il dwsati; 11 prinr 
pipati ; 1 langraviato e 31 repvhbliche. 

Nella seconda classe si eomprendoao A principati, i signoria e 4 
repubbliche. 

Primato deUXoropa sulle altee parti del mondo. Abbiamo veduto 

che l'Europa è la minore delle cmque grandi divisioni geografiche del 
globo, e che sotto molti aspetti essa è anche fisicamente inferiore alle 
altre ; ma essa è la più riguardevole di tutte per la sua azione e 
per le sue invasioni sopra le altre. Tutta U Terra prova l'in- 
fluenza della superiorità europea. 

Nel vario sviluppo dell'intelletto, nelle scienze, nelle arti, nelle 
lettere, insomma, in tutto quanto innalza l'animo e ne allar^ 



rorìzzonte morale, i popoli europei sono sottentrati già da pareccbi 
secoli alle antiche nazioni deirÀsia , e le hanno superate d'assai. 

La nostra civiltà, sebbene abbia talvolta rallentato il passo, pure 
hOD s'arrestò mai; anzi fece immensi progressi, poiché le scienze in 
vece di perdersi in vane speculazioni s'indirizzarono al miglioramenti 
delle condizioni sociali dell'uomo, valendosi di quanto ci avevano le- 
gato quaranta secoli d'esperienza, e delle grandi ed utili scoperte cb& 
a* nostri tempi si succedettero l'una all'altra con mirabile rapidità. 
Non meno felicemente le scienze furono applicate all'esplorazione 
del pianeta che abitiamo. L'Oceano tutto quanto è caduto nel dominio 
esclusivo degli Europei e dei loro discendenti ; e soli essi abbrac- 
ciano d'uno sguardo tutta l'ampiezza della Terra, intantochè le cogni- 
zioni geografiche delle nazioni rimaste straniere alla nostra civiltà noi» 
oltrepassano la stretta cerchia delle loro comunicazioni. - 

Le forme dei governi europei lontane al tempo stesso dagli eccessi 
della licenza , e dall'abuso dell'autorità , guarentiscono la sicurezza 
personale e le proprietà in tal modo che invano si cercherebbe ne- 
gli Stati indigeni delle altre parti del mondo, i quali, salve poche 
eccezioni, non presentano che turbolenti anarchie, o grandi popo- 
lazioni soggette alla volontà d'un solo uomo. 

Le forze militari d'Europa in terra ed in mare furono recate a tal 
segno che nessuna potenza delle altre parti del mondo potrebbe so- 
stenere il paragone dell'armi nostre ; e più d'una volta fu visto un 
pugno di Europei conquistare vasti imperii; intantochè le nostre ban- 
diere sventolavano vittoriose su tutti i mari del globo. Arrogo che 
solo i nostri Stati posseggono mezzi finanzieri capaci di provvedere 
al mantenimento di tante forze di terra e di mare. 

Già da qualche tempo l'ampiezza del territorio, l'abbondanza della 
popolazione, le cospicue entrate, ed altre circostanze conferirono a 
cinque Stati d'Europa una preponderanza assoluta su tutti gli altri, e 
collocarono nelle loro mani i destini dell'Europa stessa e del Mondo. 
Da questa supremazia nacque un sistema d'equilibrio noto sotto il 
nome di bilancia politica , di cui si sente l' influenza in tutte le 
grandi transazioni. Londra, Parigi, Vienna, Pietroburgo e Berlino, 
(^pitali dei cinque Stati preponderanti, diventarono le principali città 
^1 mondo incivilito, e quella in cui si dibattono gli afiari di maggior 
Boroento per esso. La f?)etò/leiri^ta al settentrione e la sua più ricca 
penito^ all' occidente, scrive l'illustre geografo Walkenaer, non sono 
altro che la continuazione di due Stati europei. La popolata penisola- 
^éì'Indo$tan, le isole dell' arcipelago Maiese^ che quanto ai prodotti 
H>no le più preziose, dipendono anch' esse da' governi di Europa.. 
Solo gli Europei formano popolazioni agglomerate in Australia, Gli 
Aràfdagki della Polinesia continuamente visitati da vascelli europei 



88 GEOGRÀFU PMMHltOLktE* 

rìeevMie le derrate d* Eurepa, i degni reU^ioei d'^EureiM, le arti 
d'Europa, e eoa eeee i Miei flagelli ed i vizii. Le popolaaeni europee 
si SODO dilatate per latte le amU MVAfnea, la aflaediaoo da ogni 
parte , e cuaiociaBo a fondarvi poteati Stati. Solo da tre aeeoli ^ 
Europei baoao seoperto il iVuooo-Jlondo, e già lo hanoo popolato da 
settentriooe a nezzedU già vi funnaoo degli Stati potenti^ già ne 
hanno quasi interameate caeciato gli antichi iri^itatMri. 

Laonde il eentro d'aaieae auUa Terra, eeoaiderata cooie abitazione 
deiruomo, ita aell'Europa la quale, in virtù ddla aua lufirenaaia 
morale e politica» è dappertutto preieate. Essa versa di cootÌBUo 
una parte de' suoi abitatori nelle akre parti del mondo , concebè 
l'Asia, l'Africa, l'America e l'Oceania, non ostante rimmenaa am- 
piezza delle loro terre, e l'abbondante popolazione della prima, sono 
costrette a rioenosoere la nostra Europa coBie la metropoli comune 
e la legislatrice del gmere umano. 



GEOGRAFIA PARTICOLARE 



Potinoiie «ffronomiM. LonfffUàdinej tra 7* 8^ oecidenfflle, e 9* 5f7 
orientale. Lattiudiney tra 42* 20^ e Sff <* !7. Questi calcoK sf riferiscono 
solo al continente, loeehè si intenderà di tutti gli alfrf shnili calcoli di 
quest'opera, salvo che si dica espressamente il eontrario. 

Confini. Al fiordf la Maniea ed il PBsso*dl-€atais che sepormo la 
Francia daiflngbifterra; il regno del Belgio, e la parte Neerlandese 
del granducato di LussemNngo; la provincia Renana nella monarcliTa 
di Prussia, ed il eireolo del Palatinato apparleiiefite al regno di Ba- 
viera. All'est, il granducato di IMen; la confederaziene Svizzera 
(cantoni di Basilea, Berna, Neufchàtel, Vand e Ginevra), ed 9 regno 
di Sardegna. Al sud, il Mediterraneo , la monarehia Spagnuola e la 
repubblica di Andorra. XWofmt, T Oceano Atlantico, ed m porte la 
Manica. 

Piami. I fiumi principali ehe irrigano e feeondano il eonthiente 
della Francia sono vent'uno, fra i quali sei, cioè il ifeno, la Mosa^ 
la Senna, la Loka, la Gitfmda ed ti ilodbno sono atmoferati fra i 
più riguardevoli di Europa. Deserivereno questi fiumi eteseificandoli 



secondo f (jmrttrti nari ai qiiàlf portflno il tributo delle Iato accfiré, e 
riiMndBndo i lettori agli artìcoli fiumi delle monarchie Prussiana e 
NceriaBdese, del regno dei Belgio, e deUe eoaMeraziom Germanica 
e Svizzera per là descrizione di qiieFfe parti' del corso det Reno, detta 
Mesa , della Schelda e del Rodano che non appartengono al ter* 
riterio francese. 

Il Hkho il quale nane in Itvitten ; esfo «rgaa nna parte dei coaffni orieataìt 
della Pnocia, ^ cai quiii<]f «i aTIontaaa per coatiauare il «no eorto tra^'crso alla 
oioicderasiooe Germanica. I aooi affluenti principali • ainistra appartenenti in tutta 
od in parte al territorio francese fono: T/f /, che passa per CoFmar e Strasburgo; la 
.Vo stlia, cIm passa per Epinal, Kaocr, Meta e Thionville, ingrossata a destra dalla 
Meurikef la quaie bagna LunevilJe. V. la monarchia Prussiana. 

L> MOSA. (Measc), che bagna NeufchftleaUy Verdun, Sedao, M^tièrea e Cbarle- 
ville, Givct • Cbarlemoot, e riceve a detira il C Al e r il qwa l e patta per MlMMiiiedy, 
rd « stnittra la S ambre, che bagaa Lasdcccira o M aobeuge. V. i ff^oi del Belgio 
e dei Parsi-Bassi. 



La gTTl.ni {Bmm^ cba bami» Canabniy VaUacieaMa, Cottd<t, e paaaa qaindi 



nrl regno età Belfpo «ve letaaioa il tao corto. I anni aiUtfati principali tal lerrilo« 
ria ttmam eaaa la J e « rp «V ^^ paaaa per Arrat, Donai e & Aaaaaii^ lmLy»f eh« 
pa«B par Aire^ iagfMMla dalla DmUm cha bagna Lilia. 

La MAaicA riceve : 

L, che pasn per S. Qattttinoy Paroana, Amieaa^ Abbavittr e S.Valea^» 

ohe bagna Gblklillan>tav-8eiaer Trojet, Meian, Parigi, Maolea, E1- 

Biia«ir e i'Bàere. 1 taoi afliaeaa princspaU a detln aom 1*^ »»«, 

> ed Ascisi la Ma r» a, che peata per Cbaomoal, Viiry, Cbbloat^ 

'-Tbieny» MaauK e Charralon; l'Uieo, che bagna Gaiae, la Ferry 

liae» ed à iagaaaaala a aiBitlia dall*..^**, che patta par VtMsaiert^ 

I «oot affloeati priaaipak a aiaiatra antmc VYamma^ cha pana par 

la Scn^ VE ura, che patta per CJkartre» • Laoai 

L*OnB» che patta per Sees, ArgMtan e Caca, 

La VlM, che patta per Vire e San Lù. 

La WàMKM, «ha paata par Diano a vieiao a Saa Ifalù. 

L'ocBAvo AnAvrico rìceye : 




Il WU^ntTf cha bagaa Poativj- • ai gatta aei parta di Lorieal. 

La VlI*AiirB, che patta per Yilrè, Rennet e Bedon, ingrotsata a dattra daU'/l#«» 

La LoitA. che traversa o tocca dodici spartimenti e bagna Roanne, Neirers, Cotory 
Ciao, Oritoaar, Btoia^ Tltor^ Sanoan*, Haatet e Paimboruf^ i sooi principali afRuenti 
a deatra aaMC Vjirram» che panH per Aoiaa;la j^Tiii^rr oAadà il aoa aoaatadl 
ono qpartiaaento; la Jf ajr r a a e che patta per Mayenne ed Angera, ingessata dalla 
Smrtksf la quale aUa taa volta di il proprio nome adi un altro tpirtimeolo, patta pel 
Maaa a rtcava il £oa#> il qaafa bagna la TPlètht* Gli alBueati principali della Lotra 
a aìaiatm ooao i'A ilttr chr bagna Mouliae^ il Zoiretf che sebben picoolo, dà ii 
tto aoma ad uno «pactimento; il C her che passa per Monllucon e Sant'Aroand, a 
che vira* iagrottato a destra dall'^vron, che bagna Boorget; Vlndra che pasta 
flirta f MiWy Chitaaaroaa a Laebet^ la Kimmaa che pataa per Liaaages, Coo fc kaa , 
« Jkllrlleeaall e Chiaany essa è inygttilr a destra dalla Creiua che dà il noaie a<l Bn« 
kpartimento, a bagna Anbution e Le-Blanc, ed a ainislra dal Ciaia che irriga Poi- 
Urrà; la 9èwr€ Vantmif, 

La fiàvK MiOMAUB cba patii parBiorl a Kavnaa, a ricare alla de«M b ¥• a* 
•i < a» la ^aala dà il naote ad uoo «parli meato a paaaa per Foaleaay-'U-'Goiale. 

La Charbittb che bagna Civr^y nella Vienna e ptitsa par Asgolemme, Cognac,^ 
Snairt, Baehrfcrr. 



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104 EUROPA. 

Topografia. PARICI, 8uUa Senna, capoluogo dello spartimento deiìi 
Senna, residenza ordinaria del re, sede di un «rdvescovato, e capi- 
tale del regno. Le colonne monumentali, ^^ archi di trionfo, i poni 
magni6ci, gli ampii quais, ì vasti giardini pubblici, e diligentemenie 
conservati, le molte vie di singolare eleganza, le frequenti piazze, e 
talune di rara bellezza che si ammirano in questa città ; la sterminati 
linea de' suoi baluardi interni che colle sue splendide gallerìe, ossia 
passaggi coperti, e coi molti òasar presenta tutto l'anno lo spet- 
tacolo di una fiera perpetua ; e finalmente parecchi edificii pubblici dì 
Tarìo genere, quali sono il Louvre colle costruzioni immense dellf 
TuilerieSy l'Hotel des JnvalideSy la Borsa ^ il Pakaso del Consiglio di 
Stato, il Palazzo di città (Hotel de ville), la Maddalena, il Panteon ecc., 
«ssegnano alla metropoli della Francia un luogo eminente tra le più 
belle città dell'Europa. I suoi ricchi capitalisti, i grandi proprietari!, 
YUniversitàj ch'è la più frequentata del mondo, Vhtituto, il Collegio 
di Francia , la Scuola politecnica , il Regio Museo di storia naturtUe , 
la ricchissima Biblioteca reale , i molti dotti ed artisti, hanno fatto di 
Parigi il centro della vita politica, dell' industria, delle scienze e delle 
arti, e stabilitovi il convegno del mondo incivilito. Quanto ai diverti- 
menti, alle mode ed alle indùstrie che vi si riferiscono, nessuna città 
può contendere a questa il primato, siccome nessuna, tranne Londra, 
la supera per numero di abitanti, i quali nel i84i ascendevano a 
^35,261 persone, non computata la guarnigione e gli sti^anieri. La 
Senna ed i suoi affluenti, le alture che dominano la città, e le molte 
strade che vi mettono capo, rendono Parigi un punto strategico im- 
portantissimo ; arroge che , mercè gli immensi lavori del suo recinto 
continuo, difeso da i6 forti staccati, e le fortificazioni di S. Dionigi 
che si collegano con esso, Parigi diventa una piazxa forte di prim*or' 
dine, e senza dubbio la più vasta del mondo. Alla pag. 70 abbiamo 
già indicato le strade di ferro, che dovranno fra poco raggiare da 
Parigi. Già Orleans e Roano non sono più discosti dalla capitale che 
3 ore !, e Versailles , S. Germain e Corbeil , città per riguardi diversi 
importanti, ne sono divenute, per cosi dire, i sobborghi. 

Nei dintorni di Parigi accenneremo soltanto: Neuilly e Saint- 
€loud, notevoli pei loro castelli reali. $. Dionigi, piccola città d^na 
di riguardo per la varia industria, per la cattedrale ove sono riposte le 
tombe dei re di Francia, e per le sue fortificazioni. Versailles, città 
vescovile, capoluogo dello spartimento di Senna-ed^'Oisa; il Palazzo co- 
struttovi da Luigi XIV, residenza dei re dal 1672 fino al i790, fu com- 
piutamente ristaurato da Luigi Filippo, il quale ne fece un Museo 
storico nazionale consacrato a tutte le glorie della Francia. 

Ora veniamo non già a descrivere, ma solo ad indicare i tratti prin- 
cipali di alcune delle più riguardevoli città del regno. Movendo da 



MONAKGliA nUMCESE. ItS 

Parigi, come da centro, noi ìe indicheremo percorrendo successiva- 
mente le vane regioni, cominciando dagK spartimenti più vicini alla 
Metropoli e proseguendo fino agli estremi confini. ^ 

Regione dell'Est. 

Trotes, città vescovile, importante per le molte sue fabbricbe, 
eapohiogo dello spartimento dell'Aube, ed altre volte capitale della 
Sciampagna. 

Chaloic»-sijr-Marn£, capoluogo della Marna, città vescovile ed im- 
portante sopratutto pel suo commercio di transito ; nel medio evo la 
sua popolazione era molto più riguardevole che al presente. Reims città 
vescovile e commerciante, capoluogo di circondario con una magni- 
fica cattedrale ; essa è il centro di un'immensa fabbricazione di stoffe 
di lana. 

Metz, al confluente della Mosella colla Seille , capoluogo della Mo- 
sella, città vescovile, industriosa, commerciante , con un* accademia 
universitaria; essa è una delle più forti piazze d' Europa, ed il centro 
della difesa della Francia tra la Mosa ed il Reno. 

Nancy, sulla Meurthe, bella città vescovile, altre volte capitale della 
Lorena ed on^ capoluogo della Meurthe ; v' è }}o!accademia universi-, 
(aria. La sua importanza strategica e commerciale riceverà nuovo 
incremento quando vi passerà la strada di ferro da Parigi a Strasburgo. 

Strasbuego, città vescovile suirill, non lungi dal confluente di questo 
fiume col Reno, già capitale dell'Alsazia, ed ora capoluogo del Basso- 
Reno. La celebre cattedrale sormontata da una mirabile freccia , i 
molti ed importanti stabilimenti letterarii , V accademia universitaria 
con una facoltà di teologia per la Chiesa Luterana, la varia industria, 
il fiorente commercio, le fortificazioni formidabili di questa città, la 
collocano a ragione fra le più importanti del regno. La sua situazione 
In mezzo al magnifico avvallamento del Reno, i cancUi e le strade di 
ferro, altri già compiuti, altri soltanto incominciati, i quali vi met- 
tono capo, la renderanno fra poco uno dei maggiori centri del movi- 
mento commerciale di Europa. 

Belfoet (Béfort) capoluogo di circondario neirAlto-Reuo, ed in una 
situazione eminentemente strategica; mercè i grandi lavori eseguitivi 
essa è già divenuta una piazza formidabile, ed è inoltre protetta da un 
canopo trìncieràto che può contenere 50,000 uomini. Mulhausen 
(Mulhouse) sull'Ili, e sul canale dal Rodano al Reno, già capitale della 
piccola repubblica del suo nome, alleata dei 13 Cantoni Svizzeri, ed 
ora semplice capoluogo di un cantone doH'AHo-Reno; è una città di 
gran commercio, ed uno dei principali centri manifatturieri dell'Eu- 
ropa, specialmente per le tele stampate. 



Regione del Nord. 

BcAUTAis, città vescovile di grande industria, capoluogo dell*0i«a. 

Amiens, città forte e yescovile, oommerciante e di grande industria^ 
già capitale della Piccardia, ed ora capoluogo della Somme con un'oc- 
oadmiia wUi)tfmtana. 

Laon , capoluogo dello spartimento delFAIsne , città posta in Ynogo 
eminentemente strategico. S. Quintino sulla Somme, una delle città 
più commercianti di Francia, ed uno dei principali centri df ftbbrìca- 
zione d'Europa. 

Sedan, piazza fortissima, situata a destra della Mosa; essa è per 
ogni riguardo la città più importante dello spartimento delle Ardenne 
ed uno dei maggiori centri di Europa per la fabbricazione dei panni. 

Arras, sulla Scarpe, città industriosa , commerciante e fortissima, 
capoluogo del passo di Calais, e già capitale dell'Artesia (Artoii^^ . 
BouLOGNE , capoluogo di circondario , importante per ragione del 
suo porto sulla Manica difeso da parecchi forti, e fiorente pel suo 
commercio alimentato in ispecie dalla pesca. Calais, piazza forte, 
industriosa e commerciante, situata ove la Manica è più stretta, con 
}H)rto frequentatissimo , poiché è il luogo onde si passa più breve- 
mente e più sicuramente in Inghilterra. 

Lilla, sulla Deule-Mezzana (Deule-Moyenne), e sul canale della 
Sensée, capoluogo dello spartimento del Nord ; mercè la sua fiorente 
industria che s'allarga parecchie miglia all'intorno, l'estesissimo com- 
mercio, le fortificazioni formidabili e la zecca , essa va annoverata fra 
le principali città delFEuropa. Rouhaix e Ttircotn^, situate 
nei dintorni di Lilla sono , per dir cosi , creazioni dovute alTindustria 
dei nostri tempi. Dunkerque , città forte e di gran commercio , con 
porto franco, e battelli a vapore che fntertengono relazioni frequenti e 
regolari coll'Inghilterra, coirOlanda, l'Alemagna e la Russia. Douai, 
sulla Scarpe, città forte ed industriosa, la maggiore città dello sparti- 
mento del Nord; ha un'aoca<2emtViuntt>er8iton'a. Gambrai, sulla Schel- 
da (Escaut), città forte^ commerciante, e di moltissima industria; Il suo 
vescovato fu eretto in arcivescovato l'anno 1841. Talenciennes, al 
confluente della Rhonelle colla Schelda, già capitale delt'Hainaut fran- 
4;ese, ed ora semplice capoluogo di circondario; piazza fortissima ed 
industriosa. Ne' suoi dintorni y*h Anzin divenuto importante a ca- 
gione delle miniere di carhon fossile che si scavano nelle sue vicinanze. 

B i gi o n e dal Novd-Ovasl. 

EvREtnc , capoluogo dellTEure, piccola città vescovile , e centro dì 
una immensa industria ; si vuol menzionare principalmente la grande 
manifattura di spilli à Rugle^ e quella di panni àLouviers. 



IIONARCHIA niAKCESE. i^T 

Rodevi, foHa Senna, già capitale della Normandia, ed era capoluogo' 
della Senna-Inferiore , città arcivescovile con un porto ed un' «co»*' 
demia utUmniiaria; esaa è la prima etttà del rogito ^«émId aliar ma- 
nirattura delle itoffe di cotone, laonde si potrebbe dire il Mtmak$8i$r' 
franoe80^ Nel corso del 1845, una magnilca $tradm di fmro la oon^ 
^unse a Pairigi, intantochè già si è poeto inaBo ai lavori M&'altMi 
cèe la congiungerà àìVHaoré, Ne' suoi dintorni v'è Elbéuf mi\\a 
Senna, divenuta da alcnni anni in qua la primaria piazza di Francia, 
e forse anche di Europa quanto a manifatture di panni. L'Havre^ • 
sulla destra della Senna, città fortiflcata , e capoluogo di circondano 
con un porto che è una delle principali stazioni della navigazione a 
vapore in Europa, ed il secondo del regno rispettò al cemmevcio; ar- 
roge che quanto al cotone esso è il maggior emporio del contineiite 
Europeo, talché si direbbe il lÀverpool fremerne. DnwrE, città indu«» 
strìoaa con bagni di mare frequentatissimi, ed un porto donde usci» 
reno i primi navigatori francesi che stabilirono stazioni di commer* 
CIO auUe coste dell'Africa. Ne' suoi dintorni v'è il curioso castella 
di E tt, ove il re Luigi Filippo suole villeggiare una parte della bella 
stagione. 

Caeiv, suirOme , città commerciante con un'accademia univetii^ 
tmia od un porto, capohiogo del Calvados. Crbebouhg, la città più 
importante della Manica mercè le sue fortificazioni, il suo magnifico 
arsenale marittimo ed il suo porto fMitare, creazione dei tempi mo* 
demi che viene a ragione collocata fra le opere idrauliche più rigiiar- 
devoli che siaosi mai intraprese. 

B«gìoiM dall'Ovest. 

Bennes, sulla Yilaine, città commerciante e vescovile, con mi^ otv 
endemia universiUiriaf capoluogo dell'Ille-et-Vilalne, altre volte della 
Bretagna. Saiut-Malo, capoluogo di circondario, città forte e com-> 
merciante, con un porto che è il primario det regno quanto alla pesca 
del merluzzo. 

LoaiBNT, città forte e la più popolata del Morbihan ; essa è uno dei 
cinque porti militari della Francia. 

Brest, piazza forte, uno dei porti più bèlli di Europa, e dei mag- 
giori arsenali marittimi del mondo ; sebbene semplice capoluogo di 
un circondario del Finistère, questa città è tuttavia il primo dei cin-^ 
qua porti militari del regno. 

Regione del Sttd4>vett. 

TouRS, sulla Loira, capoluogo delI'Indra-e-Loira, e già capitale della 
Turena; città arcivescovile, industriosa, e commerciante. 
Angers, sulla Mayenne , città vescovile ed industriosa, con una 



accademia wniwrsHana ; capoluogo del Maine-o-Loini e già capitale 
dell'Angiò. 

MANYBSyMtta destra della Loira,gran città rescovile ed induatrìosa, 
con un polio, oapokiogo ddla Loinrinferìore; essa è la quarta piazza 
marittima commeroiante del regno, il centro deUa pesca delle sardine, 
ed una delle tre stamm per la navigaziùne a vapore trmimtlaniiea. 
Me' suoi dintorni si vuol notare il grosso villaggio di Basse'^Indre 
vicino al quale v'è Vlle^'lndret con una officina magnifica di roac^ 
chine a vapore addetta al servizio della marineria militare. 

PoiTiERs, capoluogo della Vienna, già capitale del Poitou, città ve- 
scovile con un'ooocNfetma univenitaria, 

LaRoccblla (La Rocbelle) , città forte , vescovile e commerciante, 
scaduta assai dalFalto grado d'importansa ch'ella aveva al secolo XVK 
quando i protestanti l'avevano fatta lor piazza d'arme ; fu già capi- 
tale dell'Aunis, ed ora è capoluogo della Charente-Inferiore. Rocae- 
FORT, sulla destra della Charente, con porto ed arsenale, è, dopo 
Brest, Tolone e Gherburgo, il maggiore stabilimento della marineria 
militare del regno. Dobbiamo accennare le moHe fortificazioni che 
proteggono la rada ove vanno ad armarsi i vascelli costrutti ne* suoi 
cantieri. 

ÀNGoiTLftvE, vicino alla Gbarente , città vescovile ed industriosa , 
già capitale dell'Angumese, ed ora capoluogo della Charente. 

BoanEAux, città industriosa ed arcivescovile, situata sulla sinistra 
della Garonna la quale vi forma un porto stupendo; l'operosità com- 
merciale di questo porto le assegna il terzo luogo fra le piazze marit- 
time della Francia, e la colloca fra le più commercianti di Europa. 
Essa è anche una delle stazioni principali della navigazione a vapore, 
e fra breve avrà comune con Marsigìia e Nantes il privilegio di essere 
eziandio la stazionedei grandi piroscafi che si costruiscono per ordine 
del governo onde intertenere relazioni regolari e frequenti coi porti 
principali del Nuovo-Mondo. Altre volte capitale della Guienna, e 
presentemente capoluogo della Gìronda , Bordeaux ha un'accademia 
universitaria , ed ha pur già una strada di ferro che la oongiungo 
colla Teste-^'Buch posta sul bel bacino dell'Arcachon tanto riguar- 
devole per le sue pesche ed i suoi stupendi bagni di mare. 

Baion A (Bayonne) , suH'Adour, città vescoWle , fortificata , indu- 
striosa e commerciante, con porto e cantierì per la marineria reale, 
è la città più importante dei Bassi-Pirenei , piazza di prim'ordine, 
e per via delle strade che vi convergono, punto strategico di sommo 
momento. 



NUNARCIUA rUàNCBII. MB 

ll«gIoBt d«l Ìud« 

OftLBANt , tulli dtitra cMla Lolri, otpohiogo M Ulret, ed ritre 
volle deirorleanese, con un veieovate ed un'ooMdémtfa wttv&rtitaria^ 
è città Importante per induitria, e più ancora pel commercio di de- 
poaito e di tram ito, il quale pi^lierà nuovo incremento mercè la itrada 
ferrata che nel cono del iB45 la congiunte a Parigi. 

IlooMia , capoluogo del Cber, altre volte capitale del Beny, con 
trciveacovato, cattedrale roagniflct, ed un'ooood^ntfa wi^^nitaHa^ 
potta quati In metto della Francia^ è la ^ù oanlrob ftm le pvInolpaU 
citlA dd r$gno, 

Navena, al confluente della Nièvre colla Loira, città vetcoWle, 
rommereiante e molto induitriota, già capitale del Nivemete, ed ora 
(«tpoluogo della Nièvre. Ne'iuoi dintorni \*^ FourokambauU Hi 
Imphy ohe vanno a ragione annoverati tra 1 principali ttabilimenli 
metallurgici deir Europa. 

MovLi9it, città vetcovile , tutrAlller, già capitale del Borbonete » 
«d ora capoluogo deirAllier. Ne' dintorni tono 1 celebri bagni di 
H ourbon^VÀTChambaulU 

LiMOosa, vicino alla Vienna , anticamente capitale del Llmotino , 
^ ora capoluogo dell' Alta-Vienna , città vetcovUe , Induttrlota e 
commerciante , con un' Q0cad9mia unimrtitaria, 

CYBanoNT (Clermont^Ferraod), poeta tul vertice d'un monte cir- 
condato da terre vulcanlcbe di tvariatlgtimo atpetto» città vetcovilo, 
già eapltale deH'Alvernla, e pretentemente capoluogo del Puy-de^ 
IMme, Importante per la tua aooaikmia ufUv$r$iiariaf per varia in» 
dtmtria e per commercio. 

Alìy, tul Tarn , città arcivetcoviie e commerciante, oapoluogo 
del Tarn e eentro d' immenta ftibbrioaxione di panno oidinario* Ca- 
fcTniea , aull'Agout , capoluogo di circondario , è la dtlà più indila 
itrioaa dello tpartlmento , ed il centro d' Immenta iiibbricatione di 
IHmni Ani ed ordioarii. 

MoNTAUBAN, tul Ttm, cittè induttrlota e commerciante, capoluogo 
dd Tarn«e-Garonna, con un vetcovato e colla faooUà di t$ohgia per 
la Chiéia Hifarmata. 

ToLOtA , capoluogo deirAlla-Garonna, e già capitale della Liagu(H 
diMUi , città arcivetcoviie, potta tulla dettra della Garonna, tra quatto 
fiume ad il canale del Meuodl, la qtial circottania contrlbuitee a ren- 
dirla una delle città continentali più commercianti dell'Europa meridie^ 
naie. Le accretcono importante la tua fiorente induttria, ed un'ocoo- 
tUmia univériitaria; le ttrade che vi mettono capo la fanno pure un 
imnto eminentemente ttrategico per tutto il mettodl della Francia. 

CAacAttONA, topra TAude ed il canale del Mettodl, città vetccvile, 



capoluogo dell'Aude e centro ^ ima grande (abbricazione di panni. 
PEnpiGNAHO, ralla dealra del Thet, piazza forte, commerciaDte 
•« pinttoilo lodMrioin* con un ▼«scovato, capotai^ eoi PÌBCftei- 
Oriairtali» e già capitale del BiMaiglione. 

Megume del ftad-Ctt. 

Dioiche (Dìjqì)^ noi eaade di Borgogna, città vescovile e coauDcr- 
ciante^ con un'aecademia uimenitaria , capoluogo della GosU d'Oro 
(GéleHrOr), e già capitale deUa Boi^jogiM. Le strade ed i eamUi clr 
miconoaqvestacittà, elaslmdfidt/'erro che deve congiungerla a 
Parigi ed a Lione le danno una grande importanza conuneiciale e 
strategica. 

CBALOii»-ton-i6iteB, posta allo sbocco del eanale del Centro, co- 
nunica colia Senna, colla Loira e col Reno per via di tre canali ; 
essaècapoluogo di un circondario dello spartimenlo di Saona-e^Loira, 
e mercè il suo vasto commercio è anche la città più riguardeviUe 
di tutto lo «partimento. Né dobbiamo passare sotto silenzio Le Creu- 
»ot, Monteenié ed Epinac, grossi villaggi di questo aparti- 
mento medesimo che hanno tanta parte nell'industria francese. 
. BesAHioNC (BeaaBQon), ani Doubst città forte, industriosa, com- 
memaate ed anÀvescovile, capoluogo del Doubs, ed altre volte 
capitale della Franca-^ntea, con un'aeoadeima wiivemUnia* 

Lume, capoluogo del Rodano, e già capitale del Lioneee, ai 
confluente della Saona e del Rodano, grande , bella e forte città, e la 
eeoonda ili tutto il regno quanto ad industria, a oommereio di terra, 
•e ikcheiaa ed a popdazàone, sede di un arcivescovato, con un'ae> 
cademia umvenitaria^ ed una magnifica strada di ferro che la 
•congiunge a iSaM-lìltamie. Soggiungiamo che, riguardo alla qualità 
ed alla quaatilàdei prodotti delie sue officine , ove ai danno mille 
teme alla aeta^ Lione aon ha rivale ne'due emisferi. Ke*8Uoi dintorni 
immediali ai vogHoBO ricordare la Croce-itossai Fat^e, eia 
Guillotiéref anticamente sobborghi di Lione, e riguardevoli per 
la loro indtiatria , e per le fortificazioni or ora innalzateci , le quali 
accrescono l'intportanEa strategica di questa grande città. Ivi a poche 
miglia è Tarare, capoluogo di cantone, centro di una immensa 
fabbrìoaxione di atnOé di cotone, e da alcuni anni in qua, anche 
•di seta. • 

^RBHOBLE , sttil' IscTa , Città iudustriosa , sede di un vescoviOo, e 
-di ira'acaaifemio univerfiiaria^ capoluogo deli' iaera^ e già capitale 
^ei Delflnato. f lavori or ora eseguitivi , e la nuova forteaaa della 
Bar^glia l'bapno resa una piazza quasi inespugnabile* 
• SaiNt-firicNXE; uno dei maggiori centri di iabbricazioiie lo Europa, 
Jtd il primo per la manifattura dei nastri di seta e delle fettucce. Questa 



eltti, Wft é tmlmii étiy indiwiria» dèi owmnercio, è iewnilfag eapo- 
luogo di uncireondarìo dello spartimento della Lotta* Le ne tn^ 
d*anii, e lo ohineagllerìe le hanno aoqvisteto II nome di 
I)mnw9c; e debbiamo toj^uiigerefilie il iirodotto delle 
suo mìniifft di oarbon fossile pareva qnasi qnello delle miniere dì 
Ansia* No^snoi dintorni giaeciono lo piccole ma mollo industriose città 
dì Saint-'Chamond e Rive^e^Gi^r^ la quale nltlma è spe- 
cialmente notabile per un Abbondante scavo di oarbon ibssile, e 
raHn per le sue molte fàbbriche dì nastri e di fettucce* 

Lk Put, non lungi dalla riva sinistra della Loìra, città vescovile ed 
ìndostriosn « capoluogo deli*Àlta4iOÌra, col celebre e magnifico Scmh 
luario dì Nostra Signora M Puy, 

BnlAXzoJic (Briancon), vicino alle sorgenti della durante, piccolis- 
sima città, capoluogo di circondario dello spartimento delle Aite-Alpi, 
ma notabilissima siccome immi deìh pi'ià forti città del mondo ; k 
fort9z%a dtlVìnfern^t compresa nel sistema delle suo vasto 
liiftìilcoiìoni era, non ha molti anni, non solo la più alta fort9ssa4U 
EurofMi^ «na il luogo pi%^ atto di questa parte del mondo, dopo l'eepi- 
aio del grande S. Bernardo, che fosse ooiiUinuamenf» atritato. 

AncNo:oE , sulla sinistra del Rodano , città arcivescovile ed indu- 
striosa , capoluogo dello spartimento di Valchiusa , ed anticamente 
capitale del territorio che apparteneva al Papa. 

NìstEs , città antica e vescovile , capoluogo del Card, con un'ooso- 
dfmia unif>er9itaria e parecchi monumenti del suo antico splendore 
al tempo dei Romani; la svariata industria, il florido comwieffio, e le 
Hmde di fitrro che la congiungono a Beoucotre e ad AtaiB, la collo- 
cano fra le ciUà più importanti del regno. BKAVcAms snHa destra ma 
dd Rodano, celebre in tutta Europa per la sua /Isro, che è la più Aro- 
quentata e la più importante della Francia. 

HttiiTPCLLtEa, cittìk vescovile, capohiogo deN*Rérault, con nn^acen- 
ii^tnia univtmtariaf la cui facoltà medica già da lungo tempo i ce- 
lettre in tutta Europa. La florida e moltiplice industria , ed il vasto 
tnmunereio di qaesta citfó finvoreggiato dalle strade, dai canali, e dalla 
>tnMda di ferro che la congiunge a Cettey la collocano frale più riguai^ 
tle\ oli della Francia. (? e t * a poi è il seconilo porto commerciante dcJla 
Francia sul Mediterraneo. Lodève, capoluogo di circondario, piccola 
ciMà, ma centro di una immensa fòbbricaiione di panni. 

M AasiGLi A, grande e bella città dì ^Ì5,f 84 anime, e, se si eempr^de 
il terrftofio, di 454,05», popolazione ohe le assegna il terao luogo Iht 
le città del regno, sede di un vescovato, e della prefHtnra deHe Reo- 
t'hc-de!-Rtìdanoj le molte e florido maniftitlnre, la mirabile operosità 
di «piel porto, la numerosa marineria men^antile e ^operosità della 
Mta navigazione a vapore, Thanno resa la prima piazza commerciaate 



del lieditamiMo nm soie, ma esmdio uno de'H«gperi enporfidel 
conuDevcia del mondo* 

Aix , dttà areÌTeflcoviley altre Tolte capitale deHa Pirovcsia, ed ora 
semplice capoluego di cireondario, ma tuttavia impertentiiiima merci 
le sue aeqtte tarmaU , e la sua accademia «mventlorto. Ablbs, altro 
capoluogo di drcondarìo , posta sul Rodano» con paieccbie vestigia 
del sue antico splendore. 

ToLOME, città forte, la più grande, la più popolosa e la più impor- 
tante del Varo; il suo ma^iiico arsenale non ha F^^uale in tutto il 
bacino del Mediterraneo, ed il suo porto è uno dei più belli di questo 
mare ; esso è inoltre la stazione di otto pùxMcafi destinati dal governo 
alla corrispondenza decadaria coirAlgeria. 

Neir isobi di Coniai per situazione , per ampiezza , per bei porti, 
e per produzioni naturali importantissima, e che forma lo spartimoito 
di questo nome, ci contenteremo di nominarne soltanto il capoluogo, 
Ajaccio, fnocola città vescovile, con bel porto ed accademia univeniia' 
ria; vi si vede la casa ove nacque Napoleone, ed è questo per Tmuna- 
ginazione il primario monumento non solo d'Ajaccio, ma di tutta risola. 
Bastia, capoluogo di circondario con un porto, è la città più popolata 
e più commerciante dì tutta V isola. 

VoMednneati. Vedi VAsiUf V Africa, V America, e V Oceania FrancesL 
La euperficie totale delia monarchia Frafuseae asc^deva alla fine del 
iaas a 188,000 miglia quadrati (644,719 chil. quadr.) con una/»- 
p(Àoaicne assoluta di 52,602,000 abitanti. Ove poi si vdesse compren- 
dere in questo calcolo tutta l'Algeria, gran parte di cui è occupata 
dalle truppe francesi, queste due somme, riferentisi sempre quanto 
alla popolazione all'anno 18Ì6, ascenderebbero a 258,000 miglia 
quadrate (884,774 chil. quadr.), ed a 34,050,000 abitanti. QuestTultima 
somma sarebbe assai maggicHre se si riferisse al ine del 1^1, perchè 
la popolazione del solo regno di Francia ascenderebbe allora a 
34,213,929 abitanti* 

COlirEDERASIOllE SVIXZEaA. 



PoMBuiM MiMoonm. Longitudine orienUOe tra ^"43, e 9"^. 
Latitudine tra 45» 50^, e 47» 49". 

Gonfiai. Al nord, lo spartimento deli'Alto-Reno appartenente alla 
monarchia Francese, il gran-ducato di Baden ed il lago di Gostanza 
che la separa dai regni di Wurtemberg e di Baviera, e dal Tirolo ap- 
partenente all'impero d'Austria; all'est, il Tirolo ed il regno Lcmibardo- 
Veneto, appartenente all'impero d'Austria; al sud, i regni Lombardo- 
Veneto e Sardo; HVofoest, la monarchia Francese, vale adire, gli spar- 
limenti dell'Ain, del Giura, del Doubs, e dell'Alto4leno. 



COKFBIkEBiiMMMVIZZERA. fff 

Sun» te ao^ 4te kwgiiM k Svinerà jjjìiftiiiipnn a 
quattro fiumi, il Rena^ ii Addano, il ìRo» ed il DmuMo^ i quali inelr 
tono aeiraetan» Atlaalieo» nri ìMiUomiido^ aoy'Adiiatioo^ enei 



L' 




Il AMO» a ipri* A iHvniMl flngMI «dRMte H « ■g iiiÉi Ì BÉ< Ji tue rtM(^ 

•1 amo ÉB— iiiM (Voié«MLiHM)rv a—i»<fr>wwitt<Miti<><' !»»■■> «4 ilaw0r 

POSTEBIOVB (Hioter-Rlieio); «no tnverM il canlont dei Grigioai, «efiani quello di 
Sm-OsUo 4al Tiralo^ trawm il lago di Gortpasily e. 4an|be la AoAtieni di tfaelll 
di TmtmBnm, «di Tifjli Jt Aiy»i> m J& «lilfca» MpèMtoè» a «nHiae di aeioiaM 
do^Mtti « IVy iia^di^tigfc AJfMnio niiw ««iiffMt, «l l«no éwwt It JbaM» 
cataratta che no intenmmpe la ii«v|gaiioiM. Insertata Baailoa^ il Rcao proseguo il 
ftuo cono tra Franeia e Ctr ^ im ia^, jper quiodi, InMenaado I Taeti-Baan , aadai^ 
a «ìttaM wtà mmm del jrodU I «iioi aMamU -^àiàài^i tmOU 6«iaaoni mm : la 
Tkmr^ ^im tMl MI! « taBiiwi di «aa Stolto e «li riyii^ JUgroaiUla m d^iw Adì» 
Siuer^ TJt^ur^ il quale i la maggior corcaole d*acqaa che appartenga totalmeaia 
alla Srisnn | Im b ioa watfgn^ aa «Mtoae 41 Vema, o?e traversa l^Oberhasli, I 
laiiù 41 SfeiaM « 4ì ttea» f^m far Hms «Mm ad idbM%^ Iratean i caalom 41 



Soletta a4 Jteyaoia paainado fMr io oklà di JaloNa (aoleiiaeV iMraa a BnMg . L^Xm^ 
ricevo a ainiolra la loriaa (Èman^ che traversa H caoloae di Friburgo, o la TUel^ 
eonioon» dà laghi di Heofìefallel, 4i Mora! o di Bieaao. Gli «fioeioi priacipatt 

padte acBf airfa 4ot «aalaaì 4i Beaaa e di Solotlag la a««ar» che acatarisao dal wooM 
Saa-Goltof4o^ traversa II caaloae d*Urìy il lago dei duattro-Ca^tonì, liagna Lucerna^ 
iravemado il eaolaaa di questo nome e l' JLrgovio ; Ift Zlanaat, dcfla £l«fft o^H 
paaa ipinlnai dai ato aawa nei aaainna dà «Qbwi, taaaa. quali di fan tHalh j. Il 
5iliwiay m Cnaracaa i «anioni di Zaaifo ed Ajc|^Ma» yasanrto per Glaci% Zurigo o 
Badcn, a traveiaaado il l^o dfi %ang^% la sua imLoccalura giace alquanto al 
diiieMa dft-^wlla dtlh Aenaat 

U aasorrsHAAirvo rìceTe: 

n aoDAVOy lì quale scalnriaee lat m^mte deìk Wmrche ikelTateie, traversa questa 
iiaiaa?» ìi^bgn 4t Oineom^ il ewiaaa di^fnaflB Jiana» passando per «rìgg, laa» 
i^iny nGJMirag a «oindiaiMa in Awaoia. Jk^nno de^li liinoncà ch'eeso ha «e| 
lerrilocia Sviaacro è «hbutaaaa nouhile per venire descritto^ salvo il Doubs cke «r 
trilmtario dalla Saonmt esso segna una parte della frotttsera occidentale dfella eoo* 
redecnaéona «ai «ÉdlBni 41 Bana a 41 HanfiMMl. 

L^ABattAvioa tioTPtt : 



UFO, dM & il maggior fiaaa 4*«laBa» iiffMaito a akaston daT «*#«{«•} 
aTnlliMB acatarMee a'piadi 4d flan OoMardoj laaaeiaa.il eaolnao a cui 4i il p 
nomo y o qaindi il hàm X^ggiore^ e va a perdersi nel Po nel regno Lombardo- 
Tenelo. La MaggU «d alìre riviere ealrano nel Lago IKigglore a destra, inlanlocbé 
la TreMA vi scarica a sinislm la acfiH 4ai iafo di U^gim» 

Il mAm mmmo rioeTe : 

• 

U DAmmPf il flona sa p o ri o w dal qnala Mpaitiena aU'Àloaaagna, a riotvo a« 
■ i n i ali a VJdi^ aha acalweiaBa ^ i fhiaesiai dalW Jlalof«» iowersa TÀlta a la B^ 
l^agadiaa 4sei Grigioni» od «atra nel Tixol^ 4M« fanoegae il suo corso per «oa^pna- 
gersi al Snnnfcan nel ngan di ~ ~ 



i F^mSoiie» Dal iSI$ ia |»MÌa Sviaseca è una ooàfedera;? 

éi tt tm iQmi y la <|iiale pa»è, «Mrcè le modifioaziaai jubite 
dopo il isso, eoiUla raJmcxtte di 27SM6 rimeoo, «enza yat tenw 
cauto delle auddiviaùm 4d «aatoiie del T«ks^ Jp^l^iamo gjà veduta 

8 



4U 

che quertì etsUmi sono attrettu^ repubbHdte^ Mcettiutto qneflo di 
Neafchàtel, il quale è soggetto al re dì Pnmsia. « ' 

La Svizzera non ha capitale permaiietite, ma in ^rlù delTatto fede- 
rale del 1815, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna divengono al- 
ternativamente la capUale della Comfederamne pd itratto di ^ae «imi. 
Mei 1841 e durante 11 1842 Berna godè di questo pàvilegio, che passò 
per gli anni 1843 e 1844 a Lneema, e per i due- anni «o^^icsiti pas- 
serà a Zurigo. 

La deliberazione deg^ affari comuni a tutta la confederazione è rì- 
eervata alla dieta (Tagsatsung)^ compósta dei^ deputati deTSl cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzel! , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal ^^omosfro, od moyer del cantone direttore, e sr raduna pò* l'or- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la guerra, conchiude la pace, stringe alleanze eolie po- 
tenze straniere, elegge gli agenti dipiomatici, e dispone déOa forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degU affari co- 
muni è affidata al cantone direttore (Forort), vale a dire a quel cantone 
il cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essere per due 
lumi la capitale della confederazione. 

Tepognifia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo aocennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali, non computando te saddi- 
Tisionì della democrazia federativa del Valese , formano, presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assai eoapicua del cmitone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed airoccidentale : che 
tutta la parte del cantone di.Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U cantone di Ginevra 
può annoverarsi ira i cantoni meridionaU egualmente che Ira gli oc- 
cidentali fra i quali fu collocato. Soggiungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. Cattfénì Settenlrioiudi. 

BASILEA, divisa in dae repabUiche, di molto diversa* aniplevka, cioè: 
' Basilea CrrrA*. Basii e a^ mi Reoo^ citti& di gmk «oABici^io, ceotfo di ima 
^ande indnstria, e prìncipalmeiite della ftbbricaaioDe dei nastri di teta, con w lw t rjf ta 
« 22,000 abitanti; nna^lrorfa éttftrtofgAX* congitta);e a StrAsBorco ed a MiUhaoaen. 
BASILEA Campagna. Li est ali, città induMriosa di circa 1700 abiiaoti. 

SOLETTA. Soletta (Solcare, Solotbam}» città di 4700 abitanti, sede del 
•eovato di Basilea, rignardevole per indoMrla e per la saa ua^ifioa eatudnds 

AUGOVlk (Aifan). Aarao, vicino •tt'Aar, città «omjMreàaaln « nolln in 
•triosa con 4400 dtitanti. Baobv, con circa 4800 abitanti| e hagnì lamoai. 

ZURIGO (Zuricb). ZURiGOi sulla Limmat e sul Ì9go del suo nome, centro di un 
^Mo eoaOMrcìo e di ana grt^e indiulrìa) speeiaiakeQtv pef la aiaai&nara dette 



éoWe ài eolMe t Ìì 9él*, eoD vm unh^rHtd, • 14,000 aKttovH. WlKmiTmni 0»» 
4600 abilsaliy e WJHAllSCIlWeiL (WtidviiMkwyl) eoa 5100, sono piccole eillà di 
grao momeato per florida e «variala iDduatrta. 

SCI AFFUSA, caaloite poeto tulio alla destra del Rcao. SclAfFOAA mi Reno, città 
cocnoiereiaole ed indottnosa eoo circa €000 aninfie. 

TURGOTIA. FBAOeVFBLD, vicino al Mnrg, cittd iadutrioM di 2900 



Sàlf-GAIXO. 8Air*6Àlx.O, aallo Steiaadi, eeotro di oaa graade fàbbrieaaioae» 
^pecialnaenle di tele di lino e di cotone, città di graa commerciOi con 9400 abitami* 
▲PPSnZEXJLy diviia in due repnbUicbe : 

ApmrzBiiL-ESTBMOVB rAnsser-Rhoden). Trogen^ piccola città di 240Q 
Atlaali| Heri$0%f borgo di 7200 abitanti, eompreai i coalaraiy centro di ona 
graade fàkbricasioae di tele di lino e di cotone. 

AFPBVnoA-lvnBMOBB (Inner Rbodea). AppBnxellf mai Siltec, con 1100 
abitanti. 

OBHSiOin, diviso in tre leghe o eonfedtraaioni deniocrati«bé,.eioè: 

LbCA Gbigia (Grao-Bund), all'ovest. Ilan% con 574 abitanti; 

Lega Cadbb (Gottesbaus-Bund ; Delta casa di Dio), al nord. Coirà (Chnr)» 
erf Vìnmtf Doa longi dal Beno, refidenaa del toscovo di Co^a e Saa-Gallo, con« 
•iderata stcaoBso capitale di tutto il cantone, di cni esaa è la città di gran lunga piò» 
■mportanla per €tgni rignardo, sebbene popolata da solo 5500 abitanti ; graa com* 
nei CIÒ al tnmfnO. 

LaCA. DBLLB Dieci Ghidicatubb (Zclu Gerìehta-Bnnd), all'est Davm^ co« 
circa ODO abitanti. 

III. GaatoBÌ Meridionali. 

TfCIHO* Questo cantmie non ha capitale permanente; ma le Ire città principali 
lo di vengono, alternativamente per 6 anni. LoCARiro (Luggarus) lo è già dal 483^ 
io «pia, o cMstinoerà ad esserlo 6no aUa 6ne del 4845; ' ossa è una pteeola cittì di 
circa 4000 abitanti , posta all'etlremità settentrionale del Lago Maggiore. LcGABO 
(Laais), sol lago di questo Dorncy città iodustrìoia e commerciante di circa 380O 
aoime, la quale alterna con Bellinsona e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
del canloae. Bellihzoha (BeUeoa), tal Ticino, citta di 4440. anime ^ importante 
mercè il mao tommcrcio di transito làvoreggiato dalla magnifica strada del San 
Gottardo. 

YALESE, percorso intatta la sua lunghetta dal Rodano, e diviso in 43 piccola 
deasocrasia dette Déelue (Disains}, il cui coMmnae governo risieda a S»OM (^Sitlen}^ 
piccola città di 2600 abitanti]^ ove risiede pure il vescovo del Vales^. 

IV. Ontani OcoidéiitaU. 

CnnsVBJA. GmnUL, p^ta. ava il Rodano esce dal lago Lemano ossia di Qioavn^ 
città di grandissimo commerciof ricca e popolata più che nessun'altra di tutta Svia* 
tera, sebbene non conti che 28,000 abitanti^ centro di una immensa f\ifabricacione di 
«rinoli a di gioiaUerie, ed insieme con Basliem e Zurìgo, «no éti*tr* gramétoemtri 
imitlUtimmti di questa laoBlttosa regione dall'Europa. 

VAUD. IX>SAIIKA, non lungi dalla spiaggia settentrionale del lago di Ginevra^^ 
iadttstrioea e commerciante con 45,000 abitanti. • • 

REOFCHATEL, situato utfalmeBle nel Giura.. IfBOFQUtBl. (Neocnhurg)^ atllagi» 
di qocato Aomej città coo^mercianle a di grande industria, di 6400 aibitanii. La 
piccole città di LoCLEA con 6800 abitanti , e di CHAUX-DE-FORl) con 8400 sono, 
l*t coaì dtre^ immeose officine. Ivi è la p/A grondo fahbrleoziome di ùrloolerlm 
4Ì«ltEuropmf a per cons^uenaa del mondo. 

V. Cant<Mii Interiori. 

FRIBUBGO» FaiSOBiGO (Fr^iborg),, sulla Saaae^ città alquanto commereianfe» da 
1 OQO aninse, rasideoaa del vescovo di Losanna e Ginevra , con importanti stabili-r 
eatà leltcrariiy e due dei maggiori ponti sospesi che si abbiano in Europa. 
BEBHAy il più imporlaate di tutti i 6ant9ni a cagione aia della sua popolaaione, la 



1 



itt I0MA4# 



«Bai* ■imbJi qiHii »1 foial* ^lla popokaioM lotoia dilb ìmiibIj tU dell'caleo- 
MOM del «M ItmlorM clw ^|ttMÌ p«MggU qMlIo 4«i Grigioiù* BmurA» «ull'Aarj 
città iodustrioM e eommerciuite eoo i»a,*uui»fgriità • 22|40U «bitaoU. Xhdn^ post» 
•M l'Atf tM« dal 1^0 ^ Tkua, eoa 5000 albilasti» ciMi priocipala a«n»0&er/««u/, 
«ha i.la parta stiooata più balla dalla Alpi Saiuafa. a la più riuiata dai viaggiatori. 
tJO€KMl9As LuCBUAf paila oaa la Raiaai eaca dal Ufa dai QualIvo-CaatoiM» delio 
Mchalago di Lucania, aittà iaduslrìoM a eommeraianle di 83(W abitanti; fino al 1S35 
fa rasidanaa ordinaria dtl nonaio del l^pa, il q«nle poaaia paiaA a rÌMedera a 

vnoici 



Sdnvia. Ma'anoi diirtorai iamadtali é vmI ciftam il waiMaiaaro d^i A^wMri, 
«UÀ un li«aa eoloaaala aanlpiio naUa «laaiagnat 

ZUG, il minora di tutti i cantoni. ZlM^ ani la^a di i|aaata atiM» «on 3iOO 
ahllMti. 

8CHW1X. SCBWiXy atta di 5200 abìlaMi* dai 483S in poà» laaidanan ordinaria 
del nunaio dal papa. 

aLAElS* OiLàUBp anlb Xinlb» con 4400 abilMiti dà fnadn indaalria a com- 
mareianta. 

URI. ÀLTCnf I bop^n 4i 4900 abitami, poalo pai» laagi dalia liva db«in dtùl» 

USTERWALDBII, <fi«iio in dna i»pattticba| 
ALTO-VimiiWALDBS<Ob«iraldan), caaipNada la parta awidionala dal «aartooai 
Smrm€Uf tana di «000 abitaci, aa A il «Malaago. JSmtéià^rs, aillà dà 2000 
aaiify rifnardavola par la aaa abbaaia a pai anainario l'iaaa a l*aitra faaaaai* 

Basso-Uvtbrwàldek (Nidwalden), eomprenda tutta la parta aUMnilrinnaia dal 
aaatopa. Xtaaai oitti dà 4700 abàtaatà. 

GONFEDERAZIOlfC OEAMAlfIGA. 



i. Long. orimL tn»ei9P all'indica* LatiL 
tra 4S^ 3tf e 5SS^. Si sono compresi in questi caleoK, ed in quelli della 
Muperfide e della popolazime tutti i paesi considerati nfilcialmente 
neeome membri della confederazione Germaiiioa. 

Gonfiai. Al Nord, il mare d' Alemagna o del Nord, la monarchia 
Daneee ed il mare Baltico. AÌVwt, i paesi delia monarchia Prussiana e 
dell'impero d'Anslm che non f«nno compresi nella confederaiioDe, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Gracoria. Al sud, i paesi 
deir impero d'Austria che non appartengono alla confederazione , il 
mare Adriatico e la conledenaione Mziera. Alf^eoeff, la mnnrchia 
Francese, ed i regni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

Fimi La coufederazione Germanica ò una delle me^4» irrigate 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri* 
mandando però i lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Amtarìa, v 
delle monarchie Prussiana, Neerlandese e Danese per la descrizione di 
fiueUa parte del corso di essi che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il aiAB NBBo riceve : 

Il DAVDBio (Oonau), oatea nel granducato di Baden, atinvena I frgni èi Tur- 
temberga a di Baviera, gli imperi Aattriaeo ed Oltooiano a quindi si gaffa nel noar 
Maro. Mei terrllorio delta confederitiooe Germanica, esaobagoaSìgiaaringan, Cima, 
aatfabona, Tatiaa, LioS| Tirana. 1 luol aflttrnti prhicipafi a dntraaM»} P/llar; 



CONFEBSAAiaOTSOBRXAidCA. tff 



MgfVOTaV» dblk iifllstf (SmI*) ch« tccniia datt'iaipcm d'Aottria. 1 priiicipaU ■floemi 
4» •inictra tono: il Ftrmifi VjttmUhli il /fai; il ttegem, cec. «ce. 

il MASS vbip «obo riceTe : 



11 Rbho (Rhein), n qtule fcciutc dalla covl^dcnttotte ^liatera, aftrttemfl hv« 



«fi Costona^ aepar» A giaB ^i nialu ài Badai» dalk Fraarti» a dal civwlo 
FalalHMl% ifllaaRa al ^ffmàmtttm di Aaiia>-Danimadl $ aepan dalla provincia 
aìBBa dd Baat il ducalo di BaaMHi; diaearre ^neUa Drovioda medesima dal mescodi 
A nardp ed entra oei Paeti-Bain, Of e mette capo nel mare del ITord. Ifel ano ImM 
«otw» eaaa lMic«a MaBoWimy liagonaa (Mttoa), CoLÌMIa, Borni , Cobnii. INM- 
doitf: mmmL iMotpdMipólàattMntia daalmaooor U Treismm'pil Kin^lg^ 
•l Nm0Mm0' (HacJur)t che patta poco lanci da StaUgard| ed e ingroitato dall' JPn»^ 
dal KocàMr e dal Jaxt; ^ Memo (^ajo), che patta per Bayrtnth, Wnrsbargo^ 
A a ii rfh nfc iai §o f Hanon, IVaneoferta, o fiaotol'lra^ cha pam par CobwBo^ il B«d* 
«i<s, cbo iMgna Bambcrya^ ed i iogrottato dal PegtiU* cba bagna Norimiierga l In 
Saal€f il TémbtTp il Kiru^g a la NUdt; il XoAoj ecc. I principali aflnenli di 
•iDtttra aooo : la Ifahgj h itoseli a, ecc.; 

h'Bam, dbm naata acHa pnavifleia pmttiana di WaalfaBoy trataraa fl gwndit ii o 
4à OMafltaqfaw « •• ««rw mI nuoa del Word pd golfo di Doliact* taporando la 
preCrUam nanntarfte d'Anrich dalla provincia ocerlandaae di Groninga. Lb Baso 
^Ua deatiB A il ano principale afflocnle. 

Il yiwmm toum^l^ dJla WBMU. m dnBa FDlAà eha ai «oagnagono ■ WmAm 
aalU panirtlarn annoaawia di Hildetbeim; qoetti due reati traversano la parlo 
««codcalala dei terrilorii delle cata ducali e granducali di Sattooìa, e quello del* 
r Aatào4Elettorale. Il Water trarerta qniodt iTregno di Annovar^ il ducato di Bwf 
wUk, a gun mo pwiiiaw dt Mindffi, tt laffritovio dalla vepnbUiea di Bfwa« w- 
para il gnaducato di Oldenborgo dalla prefettura annoverete di 8lada» od entra 
<|niadi ani mare del Hard. La Fitloà patta per Fulda a Cattai ; la WcimA pat 
Hildb u i gfca at t n ; il W»V per Bameln, Mbden e Bmmì. U tao pii a t lfi l a af- 
■aeaie ék dotkn èr Vjdìi$r, A anale rìnovn VOoHf ed il Xelaef qwat'olOMO 
paiat par Gettiaga ed Aaaover, ed h iogrottato dall' /n«er<tej a ainittra riceva 
l*IfmMi0, cAe Mgna OMenkirgo. 

L'Elba, cfcc natet in Boeaaiay Uravcraa qoaalo regno, cpidio di SaaHalOy e ^pdBdi 
d leaaìIeffBa paawaao^ IfeMbe 4|wllt del Mgno di Anna r ati dai graadocati di Ho» 
càlenibar§*ftghwerin a di Bolrteia, tcaverta quello della repubblica di Amburgo, 
"à entra ani mare del Hord. I tuoi principali affluenti di dettra tono: YElt$or* 
.Tera (fc1iwaraa*Bltler), VBmvetf i'Btdm, le Sroek ornit*, em, ▲ alai» 
•tn: la Mmlda, la Saaio, che riceve Vlim, ì'Uusirmi iagiattaN daUa <rera e 
dalla Aataaa^ VEUU^'BUmeo (Weitta-Eltlar) iogrottato dal Plelu die bagna Liptia. 
* fioalmeafe il Bode} Vtìmenau e VOite. 

Il atAs BALTICO rìcere : 



n TMAVBy cbe bagna Lubeeca a riceve la Wacktmht a dettrt| e travene II lev* 

Oria della repnUiKca di Labaeca. 

fl WABBOfW (Wnvaa)| eke bagaa Realoak, e riceve 11 Behéig e traretfa il B^*»* 
dacolo di IfacUemburg-Bcliwerin. 

La Regkvitz, cbe traverta il territorio dello ttetio grandocato e h provladÉ 
praariaan di Foutaranta* 

L'Odbb, il BMA» il FBMiJriK ed altri, apportcngoao ella parte germanica dallo 
anrcfaia Frotriana* Quanto al cono tuperiore deU'Oder, ved. l'impero d'Auttria. 



Li confederaBÌone presente fonoBTa altre ¥ol(e V\m* 
FBBo Qwamàaaeì^y il quale prima della rìvehiziaiie IraDeese si parltva 
ia 9 cinéK : é'itiitffki, di i^oMm, di Sverna al sud; di FrammUa, éi 
Mt^Beno e ^Bauo-Meno nel mezzo; di Vestfalia, di AlUP-Sasioma^ 
ék Bauo'Stmoma al nord. Oltre a questi v' averano alcuni paeai t 



lift 

quaH ftenza àppartoiere a nessun circolo por si oonsidcravttio 
membri dell'imperio; i principali erano il reffno di Boemia, la 
\a Moravia e la Lusazta. I Paesi-Bassi Austriaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si considerarano 
più come parte dell'imporo. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine di Stati sìa secolari , sia ecclesiastici di varia ampìeiza e 
soggetti a prìncipi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a M città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo dHmperatore d'Alemagna. 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria ndla casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione M 
Jkno sciolta nel Ì8i4, consta di 40 Stati collegati tra sé per l'alto fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza esterna ed in> 
terna deirAlemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari d^i Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francofortè-suI-Heno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell' Austria 
presiède la dieta. 

iMssemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome, Jlin- 
gonza (Mainz) in quello di Assia4)armstadt , Lombu^e Germersheim 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali lira pochi anni le città di Rastait nel granducato di Baden , e di 
€/7m nel regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. So^on- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente p^ formare l'esercito federale, che la matricola dì guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capifade. FRANCOFORTE-sul-Meno, capoluogo della repubblica di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede U Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 

DirbioBe poliiioa. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. A£Sne di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa d^ Slati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine aUa descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
Baviera, ed una parte riguardevole del territorio austriaco cheabbiana» 



comwEMWMkummmmmktiKk. JSttt 

éÀltocata nella regMii» 41 iBcifQdi, ci w nj'iwm vn i»arto anche nota- 
bile del territorio iMiusiano die abbiamo cdlocato nella settentrionale 
appaiteogòno aDa regione dì meuo. . 



TÀVOLA. GEOGRÀFICI 



Staliy Titoli e Sitoasionc* Capatali* FopoL 



>P —Hill I jia} la proviocia di Bramii» 
èmrgOf PrnmurmmOf S ile t i é i y SassomiOf Vuìftdia 
e ad a«M; avvallanwnto deirodcr^ dell'Elba» 
ad Waacr, ddl'floi» é dd E«m> . . . .... Berlino. . . • • . 300,000 

lìàTmABCA; wtomareUmi i dacali di BoUtai» • 
ai XiOMiaWrfi di arvallanMBti ddl'Eydcr a 

deniEllMi Gia€kstmdt, • . . 6,000 

XxnocA^MSpiiMIlM^ attidlaiiMDlodalla Tiava. Xv^acra 27,000 

Ammowoo^ rmfmbbiUai atrallaaMolo dcU'ElU • Amburgo 434,000 

MEfoaMmwam^Sctsmtumy grmtdiuatoi avvalla- 

ddl*Ellia, del WarMtr, dd Icduiils . Schwsrim 45>00O 

-•TMtLiTz; gféiuiMcatot avvalla- 
ddl'ElLa (Bafd). della Zrava, dd 

, • . . Sirtlii^. ...... 6,000 

AJVOTa; regmoi afvallaaicata daU'EllMif dd 

W«a« • aall*EM JmMQi^er. 30^000 

OuiBaMlBCO| gramdiuato; avvanamcnto dd 
Weaer, del Jabde, ddl'EoM e del Rcoo (Ho- 

adla) é Oldenhur fo . ' • 8^000 

t$ tigm^ri^ iTTallaMiiìln del Jabde. Knlphaus e» ••• ^ 

; repuhhiicaf avtallaiDeato de] Weacr . • Jirema 43,000 

Bscvswick; ducato f atvallameiito del Weaer 

(Aliar, Ockar) a dan*Elba (Saale} Jfrunswick .... 37,060 

LavrA«0BTIlOLO; frlmeipmtot avTallameafo del 

%gmm (Lippe) e dd Weaer (Wcrra) Detmold 5/100 

ScHADSVBimc-LiPPA ; friuelpato; avvdlanieoto 

del Wcaef (Eamer) JjUciéhufg.,.. 3,400 

àshaXìTWDbMao s writuipato i avvdlamento del- 

rsllia (Molde) Déssau 42,000 

À5HA.i.T*BEunnnK; z prituipato i avvallanieBio 

ddnslha (Sade). Bérmburg 6,000 

AsOAIfT-KOBrilsv; primeipaiot avvallamento del- 
l-Elb. ]fcBihén 6,000 



AMSOSE M MBSXO.< 

Lpggmtanaoo (parte del LofeemlNirgo a del Lim- 

bargo)s' gramducato; avvdlaméato del Reno 

(Moidla) Lussemburgo . . 41,000 

Iascau; dueatoi avrdlanMoto dd Reno (Meno 

e Lato) Wiésbaden. . . . 42,000 

ÀiMA-DAJMniOT; gramduééUo$ avvallanBaato 

dd Basa Dormsiudt • • • . 24,000 

Àacu-CAMCL • Àaiia-Eletlorale; gromdueotoi 

•«•dlaancato del Weter e del Reno Costei 34,000 

ASAU-HOllBCBC J Uiigraviato i avvallamento del 

(HdbcaMaoo) Bomburg^ 3|600 



Reno (Meno) Frc«co/art«. • . 55^000 

Waumcx; ^rimeifmoi arniHaacailo del Wckt 

(FnhU) C«rft«c& 2,300 

SASSOSiA-WnMAij frmdMato» «mlkMflM» 

dcU'ElU (SmIc) c 4ia WcMT (Wcm\ . . . Wimmr 12,000 

Sassoiia-Althoum^ : Aetfv; arfananHlv 

deU'EUn (Italda e S»le) ^IC«»»Brf • . • • 15,000 

Sassohia MEiinwGeB«H«a>u»caAP8Kir; ihi mé^ 

ar^UuMBii del W«wc (Wemj e dtUnSIU 

^Sadc). .....* ^ . Jrrfsf«r«> • • • • ^/^ 

Sassohia-Gobcbgo-GOTIU ; rhiatif 



meato del Reno (Mew>) e dd Wmr(WtaMr\ Cmèmm^^^ «.•••• ^000 



Sghwaujiiibg-Rcdolstadt : 

deirElW (SMk> . '. jr»d« ««•«<*.. •• 4»500 



9 



Umealo dell*Elbe (Saale) S^md^shmmjfm^ 3,800 

IISOSS-GllBB^ primei^mtof eweBHMSli» delTElki 

(Valda) m*é49* •••••.• 6^509 

Bsoss-Scblkik; primìitmui m^éhmmmméd^ 

l'Elbe (Siale e Malda) .Seàfttfis •••«••. 4,8011 



vallamenlo dell'Ellia (Saale e UéUm) .... Mbmrsé^m^f • . • • 4,2<W 
Sassonia. ; refMO ; arvallaoBcolo demslbtt • éd^ 

l'Odcr Prc«d«« T^WO 

AUSTBIA ; imparo; l'arciducato d'^Awtr^ ì di- 
cati di Salzburg, di StirU, di C«neua, di 

Carmotmt il Fruii dianai AmUrÌaeo{ il Zitto- 

rai« TWesco (territorio di Trieste) j b contea 

del Tirolo Citi FormHhvfi il rq^ di J^oe- 

mia; il narrnviato di MorrnHà; la 5ilme y#ii- 

MtrUem^ awallanienti dell'Elbe, delTOder, della 

Vistola, del DaoalMo, del Rensv dell'Adirla 

della Brenta e dell'laooao . « rienac 330,000 

Bavibba; rfmoi awananealo del DaBiibto e del 

Reno JTontfco 400^000 

TOBTBMBBRGA ; regno; aTTallamcnfo def Danubio 

• del Reno • Jmtt^ardo...* 30^000 

BOHBHzoLLBiiir-^iGMAitiHGBir; piòcsjpoies «TTal- 

lamenlo del Daoabio Sigmmrim.g€m. . . 4,600 

HOHEHZOLLBRH-HBCHiHGnr; primeipoto} aTvalla- 

Bento del Reno (Necker) ff e cAin^ea.... SJSOO 

Badbn^ framducalOf avvallamenlo del Reno e del 

Danubio ...••••.•. JC«rlrrn&e .... 20,000 

LlBCHTBKSTEiir; principato Ttra la Svissera ed 

il Tirolo) ; a? caliamento del Reno • • • . . H^ehteustéim. • 700 



Ora passiamo alla deserizione dei principali Statr , il cui territorio 
è iategralinente compresa nei confini della confederazione , incomin- 
ciando dal regno di BaTiera il qaaàe ò di gnn lunga di tutti il più ri- 
guardevo.e. 

Regno cK Baviere^ 

4Saii6iii id«lU pane pnaoìpale. Al fiord, .F Assift-Elettonle e gli 



COHFEPERAI— lIlMmiABIICà. > 

Stati *dfctgi>4iffiwWii;frAll»Éifciar«^l'eitiw^ 
Sassonia e F impero d'Austrìa (il regno di Boemia eé il ff^ygnm del-- 
l'Alfs-AitsUih ^ ^ Fìnpcio #Ai»ti» (tt lirabwà Vomribttg) ed 
tmafrieMlapiirtedcllago dlGMlaaMi; aÙ*oi»styil.i«gw»di Vnrleiii- 
berga, I gftttéMilì dì Bstai ed! Anu 

Fnnm. II DANUBIO^ eh» ttaTCTsai legw) dall'èveil^'ttrty panand» 
pcrW eufcwg , la^obtadt, Batisboiui, ^knsàko%% rÉSsau. Emo ri- 
ceve àdealn:l*/IJ«T; il Laaà, ingrossalo ddfaifFeflw^, al eoa-* 
AnesfiÉ él civ «0119^ Aagosta (AiigaiNiig); F/ser (iaar) che bagna 
Monaè^eLandshnt, e l'/nn lagrMMìso^yykLSafóza; tpnacipaM af- 
fluenti A\ shiislra sono: il 1Ferntl&, XAUmiihl, U iVa6 ed il 

il Aem» eÌM aegnailoeiifiaeorìeDtale del circolo del Palatinato, bagna 
GenDeraiienie Spira; «ss» rìcens a destra il JtfA ito che traversa tutta 
la parteaa tteiitri a a ale M legno^ passando per Bajoreuth, Schweiofurt, 
Vurzburgo ed AsciaCbiiburg», ed è ingrossalo dat Hednttx, il qude 
bagna Firtb, Erbngeii , B^mbeiBa » e lieeve atta sua volta il Peffi^itz, 
obe passa par Nafimbei^a; i inriaeipali afflueati del Reno a simstra 
ssme: ìkLmfMt^rr il Qnsick che passa per Landau, e la iVa^ e. 

. ^■ ■■ ■u i e Tcipogmin^ Dal i837 iapoi, tatto il r^no è partito in 
ott» gìfboI^ iciB nomi rieordano i direrai paesi, onde ai fennò ilcegno 
di BavìenL 

Mmaea (WncbeniX snU'lBer, espilale del regna» e ci4[K>hiogo del eir^ 
€«io deffAHa-lÉvìera, città iadustnosa a piuttosto eompiercìante, la 
<pi^ mcroè rnwoeraitò ed altri grandi slabibn^ti letterarìi, già da 
alcuni anni va annoverata fra i precìpui centri della moderna civiltà 
ge s nnuiie n, ed ac», dnpol'tvvconiiKnteal tJNMiadelreiuigiySicon- 
.^entecomunaanile ancèe tt primato hi ardine aUe belli arti. MonafiO 
è seda di vm arciveseovaio, conta da ÌQÙJH^ abitanti, eompreso il 
tcnilofìo, e eomuniea con AuffvtU^ per via di una 8ir4$da ferrata^ 
l!«GOLSTADT, sulls sinistia éA Danubio coaiO^QQQ abitanti; conia 
saranno condalle a temine leslupend&fartififaiioBi di questa città , 
easa dovrà eoRoausi fira leprineipali ^orlasse dt Europa* 

RATmasKA (IU)gBndHDrg), sul Danidac^eiAtàvesoosile, industriosB, 
e di graa eommerdo, capoluogo del droafo deirAltOrPàlatinatO: e di 
Regenaboif con nna popolazione dì 22;^tMI0 abiCanti; egli è questo un 
punto ewnoitemente strategico,, ed una dette principali stasieni della 
naviganona a vapaie sul Danubio. N^ wa victnanae immediate a 
D onauMi •«/; sorge ini lidli>e pittorico sito il WaUhMi, vero pa^te(m 
ijermanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consaecato a tutte le 
gbrie aaaionali. Questo Sf^ndidomomnùento, unico nel suo genere, 
è già alato illnatrato per ciò che riguaida la storia dal suo augusto 
fondatore , e quanto idl'artov dal cd^re anlntetto. ehe ne govemòi 



l'esmuioiie. Ambbeg, già capitele dett'Àtto^^iMMlo, eittà MutrìoM 
di cirea 11,000 abitanti. 

Passav, al confluente éell'Inn e dett'lb nel Danubio, città veccoTile 
di circa ii,000 abitanti , capoluogo del cifeolo ddla Basafrteviera, è 
una piaiza forte resa vieppiù importante duilaaua situaaione. Lahds- 
BUT, suirisar, città industrioaa di 10,000 abitanti. 

Batreutu, sul Meno-Rosso, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo dell' Alta*Franconia, ed anticamente del margitviato del suo 
nome. Bamberga, già capitale del vescovato sovrano di Questo nome, 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di 21,000 «bitanti, 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura ed canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Phuen ed AUenbHrgOj e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell'Europa Centrale. Hof, wuàìk SaÀle, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 d>itanti. 

Anspagb, sulla Rezat, città di circa 15,000 abitanti , commerciante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangem, città industriosa di 10,000 d>itanti, con una umwrsHà. 
Norimberga (Numb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrata che la congiunge a FUrik ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. Fiirth, città industriosa e di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwabach , città di grande indu- 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. 

Ycrzburgo (Wùrzburg), sul Meno, città vescovile e fmrtilicata con 
una cittadella, una umVerst'tò e 27,000 abitanti, già*capitaledel vesco- 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo d^ Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenburgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 54^000 abitand, 
già imperiale, capoluogo del circolo della Svevia-e-*di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAUgemeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali tfr> 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Monaco per una strada ferrata. 
Neuburg , sul Danubio , città di 6500 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separato 



CORFCDBBABIMII «iKMAlllCi* MB 

9&Mò édtà ptrte prineiptie del raglio e oonflnante ooilft numirehie 
Fninceie e Prussiana, e coi granducati di Assia-DannsUdt e di Baden* 
Lan»ao, miI Queicb, pkma forte féderak, di eiOO abitanti. GnMsns- 
BsiH , al confluente dei Queich col Reno, piatta forte foderale cèe va 
ooatriMndosi, di ttOO abitanti. Dui Pokti (Zweibrùcken) , città di 
7300 abitanti, già capitale del Palatinato. « 

Regno di FurtenAerga (WUrtomberg). 

Coafial. Al nord, il granducato di Baden ed il regno dì Baviera^ al* 
l'est, il regno di Baviera, al sud, il regno dì Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato dì Baden. All'ovest, il granducato dì Baden. 

Flou. Il Dahubio, che traversa la parte meridionale del regno^ 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo , ma bagnando Ulm; il 
Neckar co' suoi affluenti, VEnz, il Kocher ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal nor^ al sud, e si versa nel Reno nel granducato di Baden^ 
il Tauber, affluente a sinistra del i^ e n q, affluente del Remo anch'esso- 

BiviMoiM e Topogriiaa. Tutto il regno è divìso in 4 circoli. 

Stuttcabda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si è molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabiliiqenti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e singolarmente Tìmmensa operosità tipografica 
ne accrescono Timportanza. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Ka nnstadifóì 42(00 abitanti, piena di manifatture, eLudwigs^ 
burg^ di 700O abitanti, con un castello reale, che è ilverocapo* 
luogo dei circolo del Neckar. Heilbronm, sul Nekar, città industriosa 
e Gomaierciante di oltre 10,000 abitanti. 

RsDTUiiCEN, città commerciante, e molto industriosa di il, 000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Neraj. Tubinga 
(Tùbingen), città di 7500 abitanti con un'umversi/d. 

Hall (Schwàbisch-Hall), città commerciante e piùi ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline^ essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del laxt 

Ulm » sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con ÌS,000 
abitanti, città molto ìndustre, quanto a popolazione la seconda def 
r^ino, e la prima quanto a commercio; si sta lavorando per farne una 
fortezza fedirci. 

Granducato di Baden, 

Goiifiai. Al nord, il granducato di Assia ed il regno di Baviera. Al- 
Vntf i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principati di Hohen- 
zollem. Al sud, il lago di Gostanza ed il Reno, i quali ne segnano per 



41k EOMM. 

che questi cttitoiii mmo attrettaHte repukbHclie, eecettoito quello di 
{feufchàtel, il quale è soggetto al re di Pnissia. 

La Sviizera non ha capitale pennafieiite, ma in virtù deif atto fede- 
rale del Ì8i5, le città di Zuriffo, di Berna e di Lueema divan^oBo al* 
ternatìrameiite la e&pUale della ComfBderamtme fAinti» dà dhaeanni. 
JNd i841 e diiraateili84SBeniagodèdique8to pdvilegio^ che passò 
pergKaniiii845ei^é4 a Lvewna, e peri due aniH «egwaitì pas- 
serà a Zurìgo; 

La deliberazione degli affari comuni a tutta la ccmfederaziDiie è ri- 
eervata alla dieta CPagMtsungJy compósta dei deputati de'SB oanloDi; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgomastroj od &f)cyer del cantone direttore, e si raduna per l'or- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la guerra, conchiude la pace, strìnge alleanze eolie po- 
tenze straniere, elegge gli agenti diplomatici, e dispone della fwza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degU affarì co- 
muni è affidata al cantone direttore (Foror<), vale a dire a quel cantone 
Il cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essere per due 
anni la capitale della confederazione. 

Tapognifia. La confederazione Svìzzera^ come abbiamo accennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali^ non computando le suddi- 
Tìsioni della democrazia federativa del Yalese , formano presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principati , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoii secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assafcospicua del cmtone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed all'occidentale : che 
tutta la parte del cantone di. Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U. CHA^wie diX^evra 
può annoverarsi fra i cantoni merìitionali eguahnente che fra gli cm;- 
cidentali fra i quali fu collocato. Sog^ìungiaroo che la {Mima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. Cantóni Settentrionali. 



SÀSILEA., divisa in dae repubbliche, di molto divem' dìapleika, eioè: 

Basilea Citta'. Basti ea^ mi Reno, cittì di gntt «ommercio, centro di non 
grande indnstria, e principalmente della fabbricasionD dei nastri di tela, con nitiptrnCa 
« 22,000 abitanti; una strada di /ertoci» congiun^ a StrAsliargo ed ai MìUhaasen. 
BASILBA Campagha. Liestail, città Indnilrìott ili circa 1700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta (pleure. Solotbum), città di 4700 abitanti, tede del «e- 
•covato di Basilea, rignardevole per industria e per la sua nagnifiea eatudrtd*, 

ÀBOOVIA (Aia*n)- Aaiao, vicino nU'Aar, cillà mmpm^M» « eboIIo Mda<. 
ntriosa con 4400 aitanti. Badev, con circa 4800 abitanti, n ha^ni famosi. 

ZURIGO (Zaricb). ZURIGO, sulla L3mmat e sul Is^ del suo nome, centro di un 
'VaSlo commercio e di nna grande indoslriaf speeiaInMnIe pef le «anifalliira deUe 



coscrcDEiiAÉimfe ìtizzerjl. iìK 

«lolltf ài eotoae t H frfta» eoo ana unh^rtttàf e 14,000 alitteoH. WlKTCllTliOii «»» 
4600 uhiìmMl, t WjnttVfCBWeiL (WiadeiMchwyl) eoa 5100, Miao piccole città di 
fr»a momento per florida e avariata ioduatria. 

SCI AFFUSA, castone poato tatto alla deatra del Rmm. SClAFFCftA ani Reso, città 
«omaa«rciaBfe ed tDdoftnoea con etret 6000 aoime. 

TURGOTIA. FbaVBVFELD, vieìao al Morg, città indoatrioaa di 2900 abitaatu 

n. CUbIobi Orientali. 

9&1C'-OAXXO. 8AV*6AliL0» aniio Steiaacfa, enitro di aoa grande làbbricaoione» 
^p«eialiB€al« di tele di lino e di cotone, città di graa eomnierciOi eoa 9400 abilaaCù 
AFPCIVZBIXy diviaa ia due repubbliche : 

APPBHZXLL-ESTElklOltB (Aasier-Rhoden). Trogen^ piccola città di 2400 
AMaati; Merisauf hor$9 di 7200 abitaati, eomprcai i ooatatai, ceatro di ooa 
grande ftbbricasioae di tele di lioo e di cotone. 

A9nin3aJu4wmBiOm (laner Rbcdeo). Apfamtll^ m\ Sitlec, con 1100 
«bttaaffi. 

^tMOWSlf 4iTÌao in tre leghe o «oafedtraaioai deaioeratiehtf, cioè s 
TMCk Gbigià (Grau-BundJ, all'ovest. Jlam con 574 abitanti; 
"LxCk Cadbe (Gottetbaua-Bund I Detta casa di Dio), al nord. Coirà (Chur)» 
•ài Pleaanry non loagi dal Rene, reaiiienaa del veacovo di Cohra e Sao-Gallo, con* 
•idcffata licaoaM capitale di tolto il cantone, di cai eaaa è la città di graa looga piÀ 
loipofftMrte per ogai rigoardo, aebbeae popolata da aolo 5500 abitanti ; graa com« 
nwreao di Iraoailo. 

Iju;a, dblu Dieci Giudicatvbb (Zeba Geriehta*Bnnd}, all'caU Davos, con 
«trca 800 abitanti. 

III. CUntoBi Meridionali. 

TlCnfOt Qnealo cantone non ha capitale permanente; ma le tre città principali 
lo di velano, alternativamente per 6 anni. Locarko (Luggarus) lo è già dal 4B30 
io tfoOf a cooCiaaera ad etierlo fioo «Ila flae del 4845; ' «aaa è naa piccola citli di 
circa 4600 abitanti ^ poata all'ealrtoiità aetteatrionaie del Lago Maggiore. LoGAJia 
(Laois)^ aul lago di questo nome, città iadnslrìoia e coronierei'aote di circa 380O 
anime, la quale alterna con Bellincona e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
del caatoae. Bbllivzoha (Bellena), aoi Ticiao, citta di 4440 anime, importaato 
snercé il ano Commercio di transito iavoreggialo dalla magnifica strada del San 
Gottardo. 

VALESC, percorso In tutta la sua longbetaa dal Rodano, e divtao In 43 piccolo 
democrasia dette Vwiae (Diaaios), il coi ccpanoe governo riaiedo a SlOM C^iUeo)» 
piccola città di 2600 abitanti^ ove risiede pure il vescovo del Valesc. 

IV. CSanteni OeddénUU. 

GOIBVRA* GmviA, p#sta avo il Rodaoo esce dal lago Lemano ossia di Gioavra^ 
cttlà di grandissimo coromercioi ricca e popolata più che nessun'altra di tutta Svia* 
«era, sebbene non conti che 28,000 abitanti; centro di una immensa fbbbricaiione di 
orraoli e di gioiellerie, ed iatieaao con BasUea e Zurigo, «no éo'iro graoMraemtri 
imteHeitmali di queata aaoatiiosa regiona dall'Europa. 

VAUD. LOSAHNA, non lungi dalla soiaggia settentrionale del Iago di Ginevra^ 
iadnalrioaa e commerciante con 45,000 aoitanti. ■ * 

9 EOFCBATEL, aituato totalmente nel Giura. NBlVcauTSL (Neocnborg), iol lago 
di qoeato aomo^ città coayoiareianta a di grande induatria, di 6400 abitanti. Lo 
piccole città di LoCLB^ con 6800 abitaoll, e di CHàU\-DE-FOKD con 8400 aono, 
p»r cosi dire, immense officine. Ivi è la più grondo J'aèbrieaxiome di ùriaolerim 
doU^Earopaf t per cona^oeaaa del aioado. 

V. GantOBi Interiori. 
FRIBURGO. FanOBGO (Fniborg)» aoU» Saaoe^ eiuà alqoaoto commerciaofo» da 



aainae^ roaideoaa del veKovo di I.oaanna e Ginevra , con importanti slabtli-r 
i letterartiy e due dei maggiori ponti sospesi che si abbiano in Europa. 
BSR9A, il piò importante di tu^i i canlQoi a cagiona aia della sua popolaaione^ la 



HA Bmmh 



^pule 9tenà$ ^mm ri folate étìlU popolasÙMM lolak deU« Snamnop» tia ileU'eslen- 
MMM del ano lercitorM tàm fuasi paleggia <{imUq 4«i GruMMai. BKRHA^ suU*Avj 
città indastriou e commerciante eoa na*uai»ftriiià a 22.400 abitanli. TTHCHp |>osta 
«• l'Aar «M dal li«o <U Tkua^ eoo 5000 aUUoti, città priocipale éùVObcrUnJf 
cba à.la parte stimata più bella della Alpi SviiMie^ • la più fiaitata dai via^ìaton. 

tiìCBBfié^ LUGBU4» ijoala om U Reiiat epce dal lago d«i Quattfo-GaoliMi^ dello 

le lago di Lucerna, città ioduslriosa e commerciante di 8300 abitanti^ fino ali 835 

fa rendenia ordinaria àtì nonrto del papa, il qoale poacin paaaò a riaiederc ■ 

I. Me'aooi dòHoffoi iaamedtait ift voci cita» U iwf nrTnnVir -"ig*- Aùsarì, 

aita oo liooe coloeaala acolfilo odio oiooligiia, 

ZUGy il minore di tutti i cantoni. XlWy gol la^ di qoaalo oowo» oan 3^00 
abitanti. 

tCBWlX. SCHWiZy città di 5200 itìlati^ dal 483S io p«B> iwidnoao crdioaria 
del nanaio del papa. 

CLARIS* GLABIB» «Ha Làalb» eoo 4400 abitaoti» di ytaodo iodaolKàa e csm- 
anereianla. 

URL AtstnP, boago di 4900 afcalaoli, poak» poao loigi dalla ma dattpi d^ 



OirrStWALDBai» dMÌao io doe ^ 
ALTO-UiTTSawALDBH (Obwalden),* caapfcode la parta oMridianak del , i j 
Smrm^Mf tatti dì 4000 abilaoti, oa à il eiìpalooBO. £»f eiAer#, ««tà di 2000 
•nary rignwdavola par la som abbaaia a pJ ioaiManV I'om « l*aUca iaaaaaà. 
BASSO-UHTBRWALDBir (Mìdwalden), comprende tutta la parte aallnolriniinla dd 
Jtaasy oitlà di 4200 abàtaotL 

GOJfFEDEHilZIOlfE GERMANICA. 



i«. Umg.anmL Ira S» o 189 aU'iiicìrau LaUU 
tra 45° 3(y e 35». ^ sono compresi in questi caleoii^ ed in <|ucMi delia 
%uferficia e della popokaione tutti i paesi considerati nfiiciafanente 
aiceome membri della conièderaikMie Gemaniisa. 

Goafiu. Ài Nofrd, il mare d'Àlemagna o del Nord, hi «onarclna 
Danese ed il mare Baltico* Airas<,i paesi della monardua Prussiana e 
dell'impero d'Austria che non vianne compresi nella confederaatone, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Cracovia. Al^ sud, i paesi 
dell'impero d'Austria che non tJ^pMengòna dia confedottzione, il 
nare Adriatico e la confederami Maera. hlk'énmi, la «wnaf ch ia 
Francese, ed ì reignl del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

FimmL La confiddeFaxione Germanica ò una delle lae^o irrigale 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui apfwesso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano » ri- 
mandando però i lettori agli articoli Fiumi deirimpero d'Aoatna, e 
delle monarchie Prussiana, Neeiiandese e Danese per la descri a iene di 
liueUa parte del corso di essi che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il MAS mmmo riceve : 

li DAirOBlo (Dooau), nasca nei grandacalo di Baden, aUnrtersa I vpgni ék Tar> 
lembcrga e di Baviera^ gli imperi Austriaco ed Ottomano e quindi ai ||ct1a nel aaar 
Mero. Nel terrìlorio dclu confederattoQe Germanica, esao bagna Si giaaringeu , CTÌma^ 
ILatitbonaj TasMO^ Lins^ Tienoa. 1 saoi aflttentì priacìpafi a deitniaMw: Vliitr^ 



GONFBDEftAUMV OERUAKIG A. Mf 



iagfVMaa» dblk ÌScls« (SmU) ch« iccqUa daU'iaioera d'Austria. 1 priucipaU aiHoeiili 
di cinislra aooo : il Ftrnlt»} VjttmUhti u Ifah^ il Kegen, ttc. eee. 

11 MASS BBi. «omo riceTe : 

li Rbho (ah«in), il quale ifaàe dalla eoiil«derttio«e STicterfe, ittravcm il ItM 
Ji CoalnnMj «fin il gnmdaeato M lÉdao dalb Wnmdkf t dal ciiwlo k«vm» ad 
9mìatimmmf àfllMwai il f raadi m i» di Afliìa»>Diriiialadi ; aeptn dulia provincia pn^ 
aiaaa dd Reno il ducalo di Kaaaau; diac«rre quella orofiocia medeiima dal meisodi 
al aord^ eJ entra nei Paeai-Basii, of e mette capo ner mare del Iford. Nel mio liiacn 



#ono cute b«fna MMoMm, llagoosa (Halna), CobWflts, Iona» Colonia « Miiai* 
" aiuMli a " 



dmC Waaal I anoi painipnl& aÌMwli a daalmaooor il Treitmm^ il Kin»i$i 
il Ifmmkmr (Hcclur)» che paaaa poco luuci da Slutlgard| ed e ingroiaato dall' J?«Sy 
<lal Rocker e <7al Jaxti il Memo (Maya;, che pawa per Bayreotb. Vfn fa b urg o , 
Aaci aft il wMy f HaMu, I^MiMofecte, o ticetol'/is^ che pa«n per GowMfo^ il Jterf» 
«If», cho bagna Bemberga^ ed i ingrotaato dal Pégtùt» che bagna EforiniÌMHrga& la 
Jtaaftf, U ZVwAar, il Kiaa4r e la NidtUl il XaA», eec I principali affluenti di 
ftioisira aoDO ; la Nahé\ la Mfoiella, ecc.; 



L'BHi. dMT Dance nella pvovincia pruniana di WaUfaBa, iravavM il 
e ai «araa ani nuiia del Mord pel golfo di Doliart^ m 



4l8 OMnafaa^gm e ai «eraa ani nuiia del Mord pel golfo di DolUrt^ separando la 
prdeUara aaaoeereae d'Auricb dalla provincia neerlandeie di Groninga. La Bmf 
<4lla dcslra k il too principale affluente. 

Il ynmmm fataialo dalla WBiwA • daBa FULBA che ai «ongiwifoao a |fftnd4» 
odia peafcMnfa aaiwanaiia di BUdeabeim ; qoeati due rami travenano la parte 
«iccidcBiale dei territori; delle caae ducali e granducali di Sauonia, e quello del* 
ì'Aasia-Elcttorale. Il Weaer tramena quindi ifVrgoo di Anaaver^ il docato di Bvnan* 
«Hcfc^ il ga«a»o praaiioa» di Miadn» tt Itrritana della lepabblica di Bra«B0« ae- 
l*ara il giaadneato di Oldenburgo dalla prefettura annovereae di 8Uda» ed entra 
<|oàadi aal nare del Hord. La Fuld4 pana per Fulda e Caatel ; la yfTKltk pet 
HflJb uigba a w a ; il Wnvii par ETaaMla, MiBdea a Bf ena. Il aao prfcnripala af» 
Ba etn di dnaln k t VjétUr, A amie ricava VOaHr ad il Xalae f qwat'altiaia 
Maaa por GoUiaga ad A«iBOver« ad k ingroaiato dall' /aatfr«te; a ainiitra ricew 
l'Humt», cbe bagna Oldenburgo. 

I.'El.lAf che nasca in Baeaaiay teavena qneelo ivgno, qudlo di Sasanalai aipiiadi 
H «acaitBcaa paaaiaMa^ Inadba ^a^ del regno di Anooivevi dei granducati di Ma» 
«Ucmborf'Scbaaria a di Holstein, traversa quello della repubblica di Amburgo^ 
4*d entra ael mare del Nord. I suoi principali affluenti di destra sono : VBttierm 
JV'rr» (Bdmarao^BIsler), YMmvtt^ VBidMf la J ree Ir «al fa» oca. ▲ «iat* 
•tra ; la Mal da, la Sa ale, cbe riceve Vllm, VUmstrui ingrossclO' detta Gara a 
dallo //slaasj» VEhtaf^BlaMneo (Weisse-Elsler) ingrossato dal Phiu cbe bagna Lipsia, 
«• fioalmeofe il Bodt} l'/lmeaau e l'Offe. 

11 atAH BALTICO ricOTe : 

n THAyn, cbe bagna Lubecca e riceve la fTaekemtis a destri, a travena H far* 
rìlario della repabbKca di I^ibaeca. 

Il WASVwr (Wama)| uba bega* Rofloak e ricave il NoM, a Iravarta il frao» 
dacate da Macklemburg-Scbwarin. 

La RECnriTZ, cbe trsversa il territorio dello stesso granducato e h provlacii 
ftuaiiaaa di Focaenaia* 

L'OOBiy il BMA« il FiMiVTB ed altri, appartengono alla parte germaaica della 
■Moarcbia Prussiana, Quanto al corso superiore dell'Oder, ved. l'impero d'Austria. 



Lb confed«raBÌone j^esente forBoara akvB ¥oUe Tlif* 
»BBo GiaMAiiacOy il quale prima della rivehiziaae fraoeese bi partiva 
ia 9 oineii : 4*ÀU9Ma^ di Bmoma, di Swoia al sud; di Framania^ di 
Mié^Reno e óiBaathReno nel mezzo; di Vestfalia, di Alta^Sasnnia^ 
4k BotBo^SoÈfoma al nord. Oltre a questi v' aveTano alcuai paesi i 



IM 

quaK MBia àfifiaiteiiere a nessun circolo |»nr si consideniTttio come 
membri deirimperìo; i principali erano il regno di Boemia, la Siìesia, 
laJlòravtae laLiMosùi. I Paesi-Bassi Austriaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte dell'impero. I nove circoli comprendevano uiui mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampieua e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a M città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 500, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo d*imperatore d'Atemagna. 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottenlrata alla confederazione del 
Reno sciolta nel i814, consta di 40 Stati collegati tra so per VaUo fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza esterna ed in- 
terna deli'Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli allhri degli Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francoforte-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell' Austria 
presiède la dieta. 

iMsaemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ma- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheitn 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Baden , e di 
</lm nel regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. Sog^un- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'eserctto federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 305,484 uomini. 

Capiule. FRANCOFORTE-sul-Meno, capoluogo della repnbbKca di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 

DiWiiane polilìM. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Gerpianica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Àfllne di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degU Slati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta In fine alla descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
fiaviera, ed una parte riguardevole del teiTitorio austriaco che abbiamo 



Aflocalo nella r^tete dì omMhR, coHieqwM uni parte anche nota- 
bile del territorio pniasiano che abbiama collocato nella settentrionaJ» 

appartengono alla regione di messo;. , 

.... » _ , 

TAVOLA GEOGRAFICA 
d«ll% CoaMcMMone Owmanìtm» 

Stati, Titoli e Sitoaiioiie. Capitali* FopoL 



Pbvssiai MoaorvAia; 1« proviocie di Brtimd*» 

e del tiemoi aviral lamento deiroder, dell'Elba» 

del Wcwr, deirBn» é del Awm ........ Btrlimo. . . . » • 300,000 

DAnMAMA.; aioaardbic; i ducati di B^Uàtim e 

di ZiiM— kirf^.gli atnrallaiMBtì delI'Eyd^r • 

dell*EllMi GtU€kstad$. . . . 6,000 

lArmCCà. I MpiiMfic«{ atvtUaMitiito della Tcat e. Xnfrecca. . . . . . 27,000 

Amsomso; npMbblieui arrallameolo dell'Elkk • Amburgo •,, ^ • 434,000 
HfSTKf.ltìflPia-SCHWElUll-; grtmiìuaio ; avvalla- 

meato dcU'Ell»a, del Wanrow, del Rcckoits . S^hw^rim « . • • • 45^000 
liscKLBnoiG-aTiiB.i-n; st^tuÈMCiOoi avvalU- 

ownto ddinsllia (Havel). dcUa Travf , del 

ReduilB Strtlii». ...... 6,000 

Anrovn; regmog awaUeneiito ddl'Elba^ del 

Wcaer • deU*EaM J muover 30^000 

OldbbbuacO) granducato; aivallamenlo del 

Weaer, del labde, dell'Etna e del Reno (Mo« 

adla) « Olàenhur go • ' • 8,000 

KnPHAilSBV} sigmorim; avvallanMito del Jabde. Ki^iphaus •» ••• ^ 

Bbema ; repubblica ; avvallamento de] Weser .• Jì^*^^ 43,000 

BvrvswiGK; ducato; avvallameoto del Weser 

(Allcr, Ockor) e deirslba (Saalej Bruuswielc .... 37,060 

I.lFPA-OVTllOU>; principato t avTàllamenlo del 

ReM (Lippe) e del Weter (Wena) Detmold 5^ 

SaiAQBSBDRG-LippA ; primcipoto ; avvallamento 

del Wcaer (EnoBér) BUctébur g , , » • 2,400 

AwiaI*T*DbsAaD 2 priMcipatOi avvallamento del- 
l'Elba (ICalde) Dossau ^2,000 

Asualt*Bbuiburg : principato ; avvallamento 

deUnslba (Saale) Birmburg 6,000 

AxHAliT-KOBTBBV: prìncipatoi avvallamento del- 

l'Ettn fathcn 6,000 

BBCMOHB DI MUSO.. . 

LossoiTOaco ^«rt« del Lussemburgo e del Lim- 

1mii^o)s* granducato; avvallaménto del Reno 

(Moielfa) • LuMicmburgo • • 44,000 

2Iassau$ dmeato; avrallamealo del Reno (Meno 

e Laba) fTicsbaden. . . . 42,000 

AssiA-DAmSTADT; grandueaui avvallamento 

del Basa Darmi la dl*>*. 24,00Q 

Assia- Cassbl o Assia-Elettorale; granducato; 

a^vallameaio del Wever e del Reno Cnssei 34,000 

As^lA-HoiiBOVG ; latgravinlo ; avvallamento del 

(Haba a Meno) iTom^arr • • • • • 3»^0O 



Reno (Bfeno) Fr •tk^ofo.wf. . . 5^000 

Waldbck ; primeipmo ; awaUamcalo ddf Weacr 

(Falda) Corkmch 2,500 

SASSOiriA-WBiBum; ^ìamtìuéaÈét andObaittl» 

dell'Elba (Saale) e da Wewr (W«Ta\ . . . ITcimar 42,000 

dell'Elba (Molda e Saale) jilt4mhurg0 . . . 45,000 

Sissnvu. IfEiiiiirGBir-BaaAUKGHAVSBW; àmemt&f 

avirallamcoti del Vftmt (Wccn) e deU'EIba 

(Saale). .....' Mgfni'uft* .... 6,000 

Sàssovia-Cobcbgo-Gotha ; àmetm^ avvaìb- 

meato del Reno (Heoo) e del Wmr fWtar—\ €a^»r«>«>» * • • • • ^000 
SCHWA1IZBI7RG-R0DOI.STADT ; prfarff» f awfaU 

lammo^delTElbaCSMU)-. ........ »sii •*«*«<£»•.• • 4,500 

ScwABZBOHC-SoinNsisiiAiffini; |iiiii>iui aerdl- 

lamento dell'Elba (Saale) 5*«^«*ciktfK#«». 3;800 

Mboss-Grbiz; primeipmiof avvaBUBenlo deU^lba 

(MoHa) 4 «v«ri9« •••••••. 6^0Ù 

llBfiss-Si;iii.BiK; pfi«(^«A»| avraUaHMBlD.dcl* 

l'Elba (Saale e Molda) .SeàftWs .•...•.. iJBM 

ItBTOS'I^OBaiBTBlll'BBUJMIW^ prfiiH|pMI)if a^ 

vaUanento dell'Elba (Saale e Moléa) .... Mhmrsdé»-/ • • • • i^M 
Sassonia ; r»f»o ; aTvallamcQio d^TElW • 4eU 

roder Dresdit* ••..•• TSjOOO 

WLEMUome wnMnutomiam. 

Austria ; imparo; l'arcidncato à'jmsirimi i im- 

cati di Saithurgy di Stiria, di CmidHxia^ H 

CiÈmiolm} il Friuli diaaai AfUtriaea; il Z£lfo* 

raU Tedesco (tcrrilorìo di Tfieste) \ la coolca 

del Tiralo cui Forarlbergi il regno di J?9«* 

nio; il mamaviato di MormAki la SQgàm jiu- 

JtrùiM; avrallanenti deU'EUa, delTOder, deUa 

Vistola, del Danubio, del Reno^ dell'Adi^ •« 

della Rreota e dell'laonso Fiesac 390,t)Q0 

Bavibba; r0smo! avvallaaiciilo del DaDObia • del 

Reno Monmco ...... IQD^OOO 

TOBTBMBBRGA ; regno; aTTaUamenlp del Danubio 

• del Reno » Stu$ tgaràm, . . • 30/)Q0 

BOHBHZOLLBSir-SlGlf ABUIGBV; priàsipaÈ^ temi" 

lamento del Daoobio Sifmmrim.g€U. . • 4^600 

Hohbhzollbm-Hechiiigbh; priMcipmo^ avvalla- 

■lento del Reno (Neckev) Boehiugem .... 3,000 

Badeh^ groMdueato^ avvallamento del Reno e del 

Danubio .....•..•••• Kmfltruho . • . • 20,000 

I.IBCHTEHSTBIH; principato (tra la Smstra ed 

il Tiralo) ; avvallamento del Reno • . . • . Ligcktemstoim • 700 

Ora passiamo alh deserizione dei principali Stati , il cui terrìterio 
è ÌBt^almcnte compresa nei confini della confederazione , incsmin- 
dando dal regno di Baviera il tpiale è di gnu luaga di tute il più rì<- 
guardevo.e. 

Regno di Baviera. 

CIcnBui ideila parte pnaoipale. ^ f|ord, f Assift^ElIettorale e gii 



GOMFtMEAmOBMBlfAMICà. 

Stati Mfec»èii<8MMMtie#1Miiu m$U,Yetlitmàlk Mngwdi 
Sassonia e T impero d'Austria (il regno di Boemia ed ii govame del*. 
i'Alta-AnBftiia}; al $nd, Jm^tÉo é^Auit» (il lirai^eel Vomribttg) ed 
un»pleci»ltp«rteMlBgo dìGoalaBii^ aÙ*oueslyìli«gw»diTiirleKiT 
berga, i graodncitti # BédeR «di Anu 

Fimù. Il Danubio ebe tiatersai legao dott'loveiÉ M'fsgi^ iMoeand» 
perNwèttrg, lagoletadt, BalisiNma, Shraidbing* Fissali. Esso ri- 
ocnraà desta: F/II«t; il L$ùh, kigrossalo drila H^iOcA ^ aleoiH 
flcmrté di Old sorfa Aogusla ( AiigsÌMirg} ; Vlstr (laar) che bagna 
Monai» e Landsbot, vVInn ìagrosaito d^ SaUz/Ok; i prìncipak af- 
fluenti di sinsira sono»: Werniiz., Ì^Altmiihl, il Nab ed U 
iteceli. 

H REifO oira segna iloottfine orientale del circolo del Palatinato» bagna 
GerBienS»iBieSptra;^ess»rìeefeadesta il Afaitoche traversa tutta 
la parte tettentnsnale del tegnoy passando per Bayreuth, Scbweii^ujrt, 
Vurzburgo ed Asdaiéidiurgo, ed è ingrossalo dal Rednitz^ il quale 
bagna FMIi, Erlnngen , Bnmbciga , -e lieeve alla sva volta il P^gnitZy 
dM passa per Blesimberga; i prinópaU affluiti del Reno a sinislra 
sono: ìàLmutéfr ilQfisieÀ obe pasta per Landau» tìnNake, 

Mimnmom e Tap^màài, • Dal i837 in poi» tutto E regno è partito in 
otto Gìreo]^ icoi nomi xieordano i diversi paesi» onde ai fermò il segno 
^ Bavionu 

Monaca (MincheniX ndL'Iser» capitale del regna» e einx^hiQgo del eii^ 
colo deirAJta^Baviera^ città industriosa a piuttosto eompierciante, la 
quaie, nraraè rnmVarsitò ed altri grandi slabiiinenti letterarii, gii da 
alcuni anni va annoverata fra i precìpui (:entri della modemf^ civiltà 
g w mauiB n, ed a c»^ dopo favvéninieate al teeaa drt re Luigi, si con- 
^nla comimciMBte anche E primato in ardine atte bdli arti. Monaeo 
è sede di ns aiciveseovalo, coma da iOCMIM abìtantz^ compreso il 
territorio, e eomunicn eoo Au§t»8k^ per via di una s/rocb ferrata^ 
l!<GOLSTADT , sulls sinìstca éA Danubio cealO»QOQ abitanti ; conno 
saranno condotte a termine le stupende fartifieaiioBi di questa città, 
essa dovrà eoRoniffsi fra le jarteipol» fort$K» ài. Europa* 

RaTianaifA fRegendmrg), sai DaniÀìo^ città vescovile, mdustriosa, 
e di gr» eomnercio, capoluogo del droalo deU'AltorFaiatiaato. e di 
Regenabo^ con una popolaxione di 22^000 abitanti;, egb è queste un 
piuito easinentemente strategico,, ed una delle prìaeipali stasioni della 
navigaaione a vapeae eul Danubie. ^elle sue vicinanze immediate a 
i)o«a<4sl««if,sorgBÌDibdÉ»epit&»icoMtoilffo(AaNhto 
(jermanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consacrato a tutte le 
glorie MolonaU^ Onesto splèndido monumento, unico nel suo genere, 
ò già alalo ilhiatraCo per ciò cbe riguarda la storia dal suo augusta 
fondatore , e quante all'aite y dal celebre anthitelto. che ne governò 



reseemioiie. Aiurc, giàetpiiriAéiirAllihMitfMio, eittà intetrìon 
di circa 11,000 abitanti. 

PAfiaàO, al ooflAuente 4eO'Inii e dett'Jk nel Danubio, eitti vescoTÌle 
di circa 11,000 abitanti , capoluogo del circolo della Banta Ba¥iera, è 
una piaaxa forte resa vieppiù importante dalla sua situaaione. LAKas- 
sur, suirisar, città industrion di 10,000 abitanti. 

BATaauTH, sul Meno4los8o, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo dell'Alta-Franconia, ed anticamente del margraviato del suo 
nome. BAMBEaoA, già capitale del vescovato sovrano di Questo nome, 
posta sul Regniti, e sul gran canale di Luigi , città di S1,000 «belanti, 
industriosa e sede di un arcivescovato ; F apotura éà canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d*una parte 
a Norimbergaed Augusta ^ e MVàìtnK PlaumeA Alkmbmrgo ^ e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell' Europa Centrale. Hop, sidia Saale» città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 dtitanti. 

AnsPACH, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commercìanle 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Fnnconia Media* 
EaLANGEN, città industriosa di 10,000 di>itanti , oon una ufiiusrstlà. 
NoRiMBEaGA (Nùmb^), sul Pegnitz, già città imperiale, oon i5,O0O 
abitanti, ed una strada ferrata che la congiunge a FUrih ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. Purth, città industriosa e di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Scbwasach , città dì grande indu- 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricanone 
di aghi. 

YcRZBuaco (WOrzbui^), sul Meno, cittilt vescovile e totificata con 
una cittadella, una vmversità e Ì7,OO0 abitanti, già*capìlaledel vesce» 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-France- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. AsciAFFENBcaGO, sul Meno, città dì circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lecb, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capoluogo del circolo della Svevìa-enlì Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAUgemeim 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è U più diffuso di tutti ì gimiali te- 
deschi, ed uno degli oigani della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congìunge a Mcnaco per una strada ferrata. 
Neubuhg , sul Danubio , città di 6S00 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separalo 



CORFCDBiÀIIMII MlMAMICA* MS 

allhte Mi parte prineftprie del regno e oonfloaiite oelle numirehi» 
Francese e Pruatiana, e coi granducati di Asaia-Darmatadt e di Baden. 
LAif»AV, ani Queidi, ptom forte ftdeirak, di 6400 abitanti. Gbmmr»- 
uiM , ai confluente del Queioh col Reno, piatié férU fèderak che va 
coatmendeei, di ttOO abitanti. Due Ponti (ZweibrOolcen) , città di 
730O ablUnti^ già capitale del Palatinato. « 

Regno di J^urtemberga (Wttrtembetg), 

CobAbI. Al nordf il granducato di Baden ed il regno di Bavièra^ ai- 
Test, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Costanza 
e il granducato di Baden. AìVomtf il granducato ili Baden. 

Fiumi. Il Danubio, che traversa la parte meridionale del regno^ 
aenia ricevervi alcun aiUuenle di riguardo , ma bagnando Ulm; if 
Neckar co^auòi affluenti, T^ns, il Kocher ed il Jagfti; esso traversa 
il regno dal nor4 al sud, e si versa nel Remo nel granducato di Baden; 
il Taiiòer, affluente a sinistra MMen q, affluente del Reno anch'esso» 

Di¥iMOM e Topogr«aa. Tutto il regno è diviso in i circoli. 

Stutt«arda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si è molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 30,000 abitanti; i molti stabilimenti scientifici, la florida e 
moltiplico industria, e singolarmente l'immensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza., Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Kannstadt^di 4500 abitanti, piena di manifatture, eLudwigs' 
òurp, di 7000 abitanti, con un castello reale, che è ilvcrocapo^ 
luogo del circolo del Neckar. Ueildronm, sul Nekar, città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abitanti. 

AauTLiiiOBN, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 abitanti con \ìn*un%versità. 

Hall (Schwftbisch-IIall), città commerciante e più ancora indù- 
strìoaa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa e la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Ulm , sul Donubio , capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda det 
regno, e la prima quanto a commercio i si sta lavorando per farne una 
fort€Xxa fedirale. 

Granducato di Baden. 

Qoafini. Al nofcf^ il granducato di Assia ed il regno di Baviera. Al- 
Vent, i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principati di Hotien* 
zoUern. Al sud, il lago di Goatanza ed il Reno, i quali ne aegnano per 



del IMitemMO non «olOi ma eiMaiio uno d»*Mig0M mnputu del 
eoimiMVci<» del mondo. 

Aix , dttà arciveMovile, allre volte capitale della Pravema^ ed ora 
aemplice capoluogo di circondario, ma tuttavia ìmperlaiitlniaMi mercè 
le Mie oofua t&rmaU » e la aua acoademia univeniàtiria. Aatsa, altro 
capoluogo di circondario, posta sul Rodano, con pareccbìe vestigia 
del suo antico splendore. 

Tolone, città forte, la più grande, la più popolosa e la più impor- 
tante del Varo; il suo magnifico arssfioie non hia l'eguale in tutto il 
bacino del Mediterraneo, ed il suo porto è uno dei più belli di questo 
mare $ caso è inoltre la stasione di otto pihwcafl destinati dal governo 
dia corrispondenza decadaria coH'Àlg^ria. 

Neir isola di Conte per situazione , per ampiezza , per bei porti, 
e per produzioni naturali importantissima, e obe forma lo spartimento 
di questo nome, ci contenteremo di nominarne soltanto il capoluogo, 
Ajaccio, piccola città vescovile, con bel porto ed aocofUmiaumveniich 
ria;yì si vede la casa ove nacque Napoleone, ed è questo per Timma- 
ginazione il pnmario monumento non solo d'Ajaccio, ma di tutta l'isola. 
Bastia, capoluogo di circondario con un porto, è la città più popolata 
e più commerciante di tutta V isola. 

PoModioMati. Vedi l'insta, VAfrùxit l'i^msrìoa, e VOoeama FrancesL 
La iuperficie totale della inonarohia Frofìoesé ascendeva alla fine del 
16i6 a 188,000 miglia quadrati (644,719 cbil. quadr.) con una pò- 
pokaùme assoluto di 52,602,000 abitanti. Ove poi si volesse compren- 
dere in questo calcolo tutta l'Algeria, gran parte di cui è occupata 
dalle truppe francesi, queste due somme, riferentisi sempre quanto 
aUa popolazione all'anno 1826, ascenderebbero a 258,000 miglia 
quadrate (884,774 cbiK quadr.), ed a 34,050,000 abiUnti. Quest'ultima 
sonuna sarebbe assai maggi<Mre se si riferisse al fine del 1841, percbò 
la popolazione del solo regno di Francia ascenderebbe allora a 
34,213,929 abitanU. 

GONrEDEAAlKOliE tVISIEaA. 



Longitudine orientale tra 3<» 43'» e S*" 5'. 
latitudim tra 45o 50^, e 47" 49^. 

Confini. Al nord, lo spartimento deirAUo-Reno appartenente alla 
monarchia Francese, il gran-ducato di Baden ed il lago di Gostanza 
che la separa dai regni di Wurtemberg e di Baviera, e dal Tirolo ap- 
partenente all'impero d'Austria; all'esl, il Tirolo ed il regno Lombardo- 
Veneto, appartenente all'impero d'Austria; al sud, I regni Lombardo- 
Veneto e Sardo; airot>es^ la monarchia Francese, vale adire, gli spar* 
limenti dell'Aio, del Giura, del Doubs, e deirAlto-Heno, 



CONFEDBBJONMB^VIZZERA. Ili 

San» k a«^ dM iniifltiw k Svineta ipiìifKnamo a 
quattro fiumi, il Rena, il Aodam, il Bp» ed il X^aouòto^ i quali lael» 
loM mU'Qomo» Atkitfico, Mi IMiUOMmeo^ «eU'ldnatico, «nel 




il amo èM— inw <viipii«tipiiO»rf — wo w iiirTa<jtHrii ■>»■■) «di aavM» 

POSTEMOBK (Hioter-Rhein); etto invem il eantoo* dei Grigiooi, tepan quello di 
Sao-^feUo dai Tiralo^ Itmothi il lago di Coilpniily e Jaiqbe h Aontiem di qaellt 
di T ^iy tM, di I w dg i» Jt àay»ii # di anika» MtpèMÉiiD ai 4m*m« di ieiafbni 



caiaratu cb* n» ioterfDmpB b nav^sÌMa» Zravenata Buil«a|l^il Reno proiegae il 
MIO eocao tra FraoBia e Gitmmi i^, per qtrindiy tnwenaiydo ì Paeii-BaMi , aadani 
a ^ttaM Mi mam del ITaad* I «noi «fllMiai fdM^i tmOU 6«i«Mni mm : te 
Tkmf^ eh* JMliaà wnlawi di dia damila « di gi^pti^ i^NMa^l» a daalm «UJt 
.VìMer ; Tjlarf il quale i la maggior ooreaofe d'acqaa che appartenga totalmente 
alla SrisBU* ^ 1m b mm i o i ' g antn nel ca t na e di aerna, «te trarena rOberbasli, i 
« di SkM^ pnMi ftt lliMp BMMai àtàm^ tammm à emdom di 




SalcMn ndJ toy ain fBaundn ^er U àuà di JoleMa (Bokiwaj^ l,arao « BnM§. L\ 

>, eia 7Am 



riceve a ainirtra la Smima ^iMne) ciw traversa H caolooe m Friburgo, e la THUUl 
•mùamm èm Wglii di lleriMiitel, di Moral e di Binae. Gli afloeiai prìneìpa» 

partr orirnida dei ciaNni di Beau e di aoleli«-j In Mmi^, cbe acaturitM dal montt 
Sao-Gottofdo, Iravena A eanloie d*Uri, il lago dei duatlro-Ca^toni, tagna Luc^roa^ 
traveiwndo il eaolona di qneato nome e l*lLfgona; la iMmmut, dcfla Limk wMà 
paan npwAmt dd jÉia — n «ei eartmm di iOi»ig, Inbi qudfi di tnn ■Oalia « di 
iì ilwiii y « liwei e a « «anioni di Zovige ed iijgnria» ^fmaModo per Glari% Zurigo • 
Baden^ • travemndo il l^o di Zor^o j la sua imboccatura giace alquanto al 
dtsammdiqiBrfln ddlli BcMBi 

U ■smrsMuuiao riC6Te: 

n BODÀVOy it quale scaMrisee tnl mÀlile delliToarelM nclTaleie, traversa qaest» 
cai — e , H^iign di Oinee»^ il nnlann <ft y ma hsms , pnasando par Brigg, Ma»* 
ti|^ cGèMmig • foindi—ln In JHricia. Mtmmo df)|U lAienii ck'esse ba ae| 
temlxidm Svisnero è aU^Mtanaa notabile per venire descoitto, salvo il Doubs che e- 
irUmtario della Saonmf esso segna una parte dellfe frontiera occidenlafe della con* 
fedenaiMM «Mi «anioni di Berna « dllInnMidi. 

L'AMWmo» tiM^ : 

n ro, dw ^a amggior fiMM d'fldfa^ ^ j ^ w H» • «iafall» daT rftfl4i«l fM4> 
ai'aìliiw aelBrÌKe «'piedi dd Bw O nM wd n» ImncmìI ennltnn a oni di A fnnprìo- 
Dooie , e quindi il Iiasp Maggiore j e va a perdersi jwl Po net rr|;no Lombardo- 
Veaeto. La Màggia ed tlì^in riviere entrano nel Lago MTìiggHlre a destra, intantochè- 
la ZVesa vi acarica a sinistm la acfpe del Jagp di Xi<l8>^* 

lì wukm marno tMY^i 



U OABUMQ, il eoBM mjgmèom dal qnaln «Mpactiepn all'Àiemagu* a rieaf* » 

timnVJiii^ nha JcaCiKiaBn ^ i ^Idacaàni dalk MaJof 4u iowertt^^ 

■cadaaa «et Grióonik adnnlca ncTTirola» «aa ■raaeane il sud corso dot «onoina- 



Ei^adaaa «et Gri^poni^ adnniKa nerTirol% «■• fMnegne il sud corso per owgina* 
gcrsi al P a ni i i i» ael ttnm di "-^* — 



Dèi 18IÌ& la p0i la Svinerà è una oooTedera? 
«fi UÈ mméomi^ k 4|ttale pàk , mona k inadiAaazkBi.aubite 
dopo il i99D, conila miniente di STSM! itoeno, «eaza por teneir 
canto delk auddivkipai ÌÀ i^axUoaa dd Takge. JJbMamo «li veduta 
8 



41€ wmmà * 

che questi cintoiii sono altrettiiile repubUklte, eccettuato quello di 
ifeufchàtel, il quale è so^^etto al re di Pnissia. 

La Svixzera non ha capitale pemaiiente, ma m virtù deif atto fede^ 
tale del 18i5, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna divei^soDO al- 
temativaniente la eapUal» della Comfederamone pel itratto di due anni. 
JNel iS41 e durante IH 842 Bena godè di questo pnvUegio, che passò 
per gli anniiS45ei^44 a Lucerna, e per ìdue anni «eguenti pas- 
serà a Zurìgo. 

La deliberazione degU affari oomuni a tutta la confedwazione è ri- 
servata alla dieta (Tagsatsung)^ composta dei deputati de^ oantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgomastro, od oMyer del cantone direttore, e sf raduna per Tor- 
dinario nel primo lunedi di luglio nella capitale di questo cantone. 
£ssa dichiara la gueira, conchiude la pace, strìnge allearne eoUe po- 
tenze straniere, elegge gli agenti diplomatici, e dispone defla forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degli affari co- 
muni è affidata al cantone direttore (Korort), vale a dire a quel cantone 
ti cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essere per due 
anni la capitale della confederazione. 

Topognifia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo accennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali^ non computando ìe suddi- 
visioni della democrazia federativa del Yalese , formano, presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo k loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assarcospìctta del cantone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed airoccidentale : che 
tutta la parte del cantone di. Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U. cantone di Ginevra 
può annoverarsi fra i cantoni meridionali egualmente dtie fra gli oc- 
cidentali fra i quali fu collocato. So^iungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

- 1. €«ttléiù SelleiMlrìoiiali. 

BASILEA., divisa in dae repubbliche, di molto dÌTersa' tmpìetka, cioè! 

Basilea Citta'. Basti eò^ mi Reno, cittià d! gnu «ommeMio, centro di ma 
Iprande industria, e principalmente della fabbricasionli dei nastri di aeta^ con mijtperaCa 
« 22,000 abitanti; una strada dt/krto^AÌ» congiuone i Strisboivo ed a HÙUtansen. 
BASILEA CAMPAGNA. Li» stali, città induitriosa di circa 2700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta (Soleore, Solotbum), città di 4700 abitanti, aede del «e- 
•eovato di Basilea, riguardeirole per indnftria e per la ana magnifion tatudraU. 

ÀEOOVIA (Argau). ÀAiiAO, vicino aU'Aar» città Mninncàanla « aM>lln sada- 
nlriosa con 4100 abitanti. Baobv, con circa 4800 abitanti, • hasni famoai. 

ZURIGO (Zurich), ZURIGO, sulla Limroat e sul lago del suo nome, centro dì un 
'Vasto commarcio e di nna graadt indoilriay speeiikéniUr paf b «anifallnra <lcUn 



CO!IPB1>BBAÉtO!IE ATIZZERJL. US 

éùfTe ài cdfWM t éì téla, ttm ma nmh^ersità, e 14,000 «Kìlasti. WlKl eNTHUR co» 
4600 abitaaciy • WjKDBVtCBWBiL (WiKÌMMehwyl) eoa 5i00, auso piccole eillà di 
grao momeato per florida e avariala iodaslrìa. 

SCIAFFCSA^ ea»l0D« poilo tatto alla destra del Rmm. SClAVFttA aal Reno» eitli 
«oaiMereiaot» ed indaitnoaa eoo eirui 6000 aoime. 

TURGOTIA. FtAOKlTFBLO, vicino al Marg, citti indaalrioao di 2900 al»itanti« 

n. GudiMu Oneatali. 



9A9-GAIXO. 8Air*GAEl.O» aallo Sleiaach, centro di ana gnade 
tpceialaMale di tele di lino e di cotooct città di graa eOflamerciOy eoa 9400 aUlaati. 
AFPBHZEIXy divin ia due repubbliche: 

APPBiraBLL-BSTBMOliB (Aasser-Rhoden). 7*ro^e«, piccola città di 2400 
i fcili Bli ^ Mer^ismUf boi^o di 7200 abifaatìy compresi i coatarai , centro di ona 
graade frbbricMioae di tele di lino e di cotone. 

AfVBVZBliL-lmilORB (Inner Rhodea). jippemxell, sul SiUec^ con 1400 



«RIGIOVly Citiso in Ira legbe o «onfedÉntiMii demoeralicbe, cioè: 
LbG4 GbigiA (Grao-Bund), all'ovest. Jlan% con 574 abitanti | 
LbG4 CaobB (Gotteabans-Band ; Dttimcasa di Dio), al nord. Coirti (Cbor)» 
mA P l e s suT y ami lungi dal Rcnoy residenaa del veacovo di Cairn e San-Gallo, con* 
aiderala i i cj aeaaa capitale di tutto il cantone, di cai casa è la città di graa lunga pi^ 
iapoctMrta per ogai riguardo, lebbeae popolata da solo 5500 abilaaci ; gran con* 
»o di I r n naH o. 
LaC4 DCLLB Duci Giudicatuik (Zeba Gcriebls-Bnnd), all'est. Dmv$^ 



HI. Qintnnì Meridionali. 

TICI90. Questo cantone non ba capitale permanente; ma le tre città principali 
lo divengono alternativamente per 6 anni. LOCARKO (Laggarus) lo è già dal 4939 
in «{«a, e contiunerà ad eiserlo fina nUa fine del 4845; ossa è ona piccola eilfl di 
circa 4600 abitanti , posta all'estremità settentrionale del Lago Maggiore. LcGAHO 
(Lattis), sul Jago di questo nome, città iodastrìoia e commerciante di circa 380D 
anime, la quale alterna con Bellintona e Locamo il privilegio di essere la capitala 
del cantooe. BELUirzoirA (Belleot), sul Ticino, citlà di 4440 aoime, importantn 
me r c è il SM» Commercio di transilo iàvoreggiato dalla magnifica strada del San 
Gottardo. 

TALESE, percorso in fatta la sua lungbeata dal Rodano, e dtvisD in 43 piccola 
de m oc faa ie dette D^eimt (Diaains), il cui conmne governo risieda a SiOM ^Sitlen}» 
piccola città di 2600 abitami^ ove risiede pure il vescovo del Valese. 

I¥. GMHtavi OcndMitaU. 



CmVBA. Gin?»A, pfsta avo il Radano esce dal lago Leoiaao ossia di Gincern^ 
città di grandissimo commercio, ricca e popolata più cbe oessun'altra di tutta Svia* 
aera, aebbene non conti che 28,000 abitanti; centro di una immensa fbbbricatione di 
•Tfooli a di gioiellerie, ed insienm con Basiiem e Zurigo, uno ée'i#w gramdioemtri 
imteUetmmii di questa montuosa regione dell'Europa. 

YAVD. LOSAVRA, non lungi dalla spiaggia settentrionale del Iago di Ginevra^ 
indnatriosa e commerciante con 4 5,000 abitanti. 

SfBUJPCHATBL, situato totelascate nel Giura. 9 BDFOUtBI. (Neucnbnrg)» sul lago 
di qisesto aom cj ciltà coa^mercissile a di girando indostria, di 6400 abitanti. Lo 
piccole città di LoCLBS con 6SU0 abitaoii , e di CHAUX-DE-FOHD con 8400 sono, 
per cosi dire, immense ollìcine. Ivi è la più grande Jahk^ieéaiome di orimoierim 
dMàtKmropmf t per conscguenaa del mondo. 

V. Ciaiittwii Itttoriori. 

FRIBURGO. FUBOICO (Freiburg), sulla Saane^ città alquanto eommerciaofe, da 
i OOO anime, residenaa del vescovo di Losanna e Ginevra , con importanti stabilii 
leoti leticrarii, e due dei maggiori ponti sospesi cbe si abbiano in Europa. 
RERH A, il più imporlaate di tutti i caatqoi a cagione sia della sua popolaaioae, la 



MA Mmmé* 

qoai il ^«bc* MUi piDpolasÌ4M« lotak della SttaarBi» tia dell'esito- 



M e.ia pari» sumaia più usua «cmv jm|K ovt^Bacvy m M più Tuuais aai ▼■«»('' wn. 

UKaUtfIA« LOGBUIA* paeta om U RmiM e»ce dal lago d«i QiuUfO-CMlopi, ddio 
'^«lago ili Lucerna, città iodiulriosa e commercianle di 83(X)abitaBti; fino ali 835 
fa reeidcnsa ordinaria dtl nonaio del papa, fl «fdale poaeia paaa& a riaicdera ■ 
m. Ha'aoà dràloesi iaaadiali li vani cikm il imrnrwimrir étfii Aòaaari, 



«M aM liaaa eoloaaala acolfélo acUa ^ . 

ZUG9 il aaìnore di tutti i canloni. lOQ, ani la|pB di ^MaM wmm^ ma 3i00 
akilMti. 

acaWlX. SCBWix, dita di 5200 nbUali, dai 483S in paà^iawd^ia ordioaiia 
del onnaio del papa. 

6LAE1S. OLAMSt ailb Lialk, eoa 4i€0 abi«Mlt| di ywda iadaMtaia a cem- 
■aereianta. 

URI. iLVoar, Wbb di 4900 afcHtUi» poHo pai» laagi dalk nva dbgtia ddU 



DUTERWALDBIi, dMÌaa ia dae wpdhUichai 
ÀLVO-CwmwAUMsH (ObiMldan), 1 ai|waada la parta ■aridiniiaii dal li ■ , 
Mmrm^Uf città di iOOO abilaali, aa i il «MlaogiN Eugéiàmrs, «iyà di 2000 
aa iiTy fifnardaeola par la aaa ahhaaia a pai ina ai aria l'aaaa Taitara friirr^ 

BasSO-Uvtbbwaldbii (Nidwalden)y comprende tnlta la parta MUMfciniiilii dal 
tMl^a. Xfaaay citU di 4200 aliilaati. 

GOlfFEDERAZIOllE GEHMAlfflGA. 



L. Long. otiaU. Ira S^e iS^all'iiiciroa. LaiiL 
tra dSP* 3(y e 5£^. Si «mo compresi in questi caleoK^ ed m quelli delia 
tuperficie e della popolazione tutti i paesi considerati ofiicialmente 
0ieeome membri delia confederatone GermaDìca. 

Confini. Al Nord, il mare d' Alemagna o del Nord, la monarchia 
Danese ad il mare Baltico» Air#s/»i paesi delia monarchia Prussiana e 
delPimpero d'Anstria che non fanne compresi nella confederaaione, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Cracovia. Alatici, i paesi 
dell'impero d'Austria che non ap pwrt e ugo na alla confederazione, il 
■lare Adriatico e la eonfederasiene Sviaera. AH'-éosif, la ■w na r c hia 
Francese, ed i tegoì del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

FioMà. La confederaxiooe Germanica è una delle me^a irrigate 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso t principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano, ri- 
mandando però i lettori agli articoli Fiumi deU'impeio d'Anitria, i' 
delle monarchie Prussiana, Neerlandese e Danese per la descrizione di 
«iiieUa parte dd corso di essi che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il BiAs uwmo riceve : 



11 DAjrtTBio (Danau), nasca nel grandnealo di ^den, aUnrvena ì v^gni di Tar- 
temberga e di Baviera, gli imperi Austriaco ed Ottomano a «jnindl al gvtla ael mar 
Mero. Nel terrìlorio della confederaaione Germantea, esso Tiagna Si gi n artuge a, rima, 
BafiahaiUi Vnaaaoj Lioa^ Tienila. I looi aflucoti prlacipafi a deitt» t tm ui riittr; 



CONFEDERAiaMNI «ERSI ANICA. tlf 



itti^nmmm ^m S^hm,{i짻U) cIm hmÌm cUU'ìoimm d'Autiria. 1 priiieipaU alBucirti 
di fioifira «odo: il Ftrnli»; VjéIgmUhti il ffab; il Btgthf eee. ecc. 

11 MAMS DSL «OIID rÌCeT6 .* 

Il RBiro (Rb«iji], n quale fcaode dalla eoiH#d«nflioM ffìiatera, iltrttvni II lave 
«li CMCflBMi aafira H gmiAMalo èi BidaB dalla Wrtmdtàf a dal tlnok) kamo «I 
rabltefliBi il aHa M U fyi^diiialp di Aaii^Darmiladl f aapam dtlla proviocia paa^ 
iMM« d«i R«ao il ducalo di Hasnu; diaearre qualla oroviocia medeiima dal meacodi 
^l nordy •i antn Dai Paeii-BaMi, of a matta capo D«r mara dal ITord. Nal mo kim 
«ono «aaa Wfna Maaolialiny Ifamia (llalaa}, Cdbtaotai Boa«| Coboia» DOaaal* 
d«iC Wai. 1 flioi piftaclfili aiiMili a daatmaooor il Tr^i tmmi il JCis»<f| 
il Afa«*«r (Hadur)» eba paata poeo luuci da SluUgardi ad i ingroMato dall'^M, 
dal Kochér • dal Jaxt; H Mtmo (Mayo), cba paita par Rayrtutb. Vfur a b u rg», 
AathAnbii»§0 f HaMra, IVanaoIbrli, • ricaftl'/ia» ab* pawi par Cmcfo^ U lììrf* 
•i<s, cba bagna Baaabarga, ad è iagroiaalo dal P9tnU% cba bagoa NorioiiMrga i la 
i'«W«, il Tmuhtr, il X/Aa4f a la Widd^i il XaAii, acc. I pciocipali aflttaoll di 
•ittiaira «ODO S la tfahgj h Moitlla^ eee.j 

L'BMi. cb« saaca mIm ptavioch pruiaiana di Waatfalia. (ravana il frasdatito 
di OédaflbatfH a ai «araa m1 oufai dal Kord pai golfo di Oollarty laparaado la 
prtlVUora aaaovaraia d'Àuricb dalla provioeia oecrlaodaja di Grooinga. La i7a«a 
■•Ila destra è fi aoo priaclpala afloante. 

Il yiwmà feiaBala dallo WBMiA, • daHa FULDA obi ai oongfciagoao a HAadott 
nalU pi ah Uat a aai»i«M« di Bildaibaim; quaiti dua rami travertaao la parla 
4>ccidtolaU dai larritorij dalla caM ducali e granducali di SaiMoiai a quello del* 
ì'AatìB-ElaNorale. Il Weaer tramena quindi ilregao di Annovar/ il docalo di iMoa* 
«rfaby i/ ga»wBio pnuiiaB» di Miiidan» il toffritavia dalla repubblica di Braam « aa* 
para il gnodocato di Oldeoborgo dalla prefettura anaovareae di Sieda » ^ entra 
«{uiodi Bai mare del Kord. La FcloìL pana per Fulda a Catiel \ la WBMA paa 
Ifildb wgfca wi aB ; il Wbvbii par BeBMla, MlndeB a BvaflM. Il ibb pi- iB Bip a l a af- 
•Mate di daaHB k t Vdtfr^ U «aale riaova l*Oa*ep •à il UU§ \ qBait'alliaaa 
Meaa pat OoUiaga ad AAaovar» ad k iagrowato dall' /i«atfr#ie) a lioiitra ricai* 
l'irmi «e, cba bagna Oldenburgo. 

L'Elia» «be aaaea io Baaaaia» Braveria qoaalo rogno, quaflo di iaiapalay a^iadl 
d taiailanB paaaiiaBa^ laaaba ^aidU del regna di Aonafeti dei gramlueati di Ma» 
rbUonborg-^bwaria a di Holateio, Iravena quello dvlle repubblica dì Amburgo» 
•-«1 eatra noi mare del Hord. 1 fuol principali affluenti di deitra lono : K£f rier» 
^#ro (ÌBeb«varaa*Blilar)y l'ir«v#r. VBidM, la Iraefraslia» aaa. A ai»!» 
i^trm : la Mutda, la Sa al; cba rtcefe l'//m, l'C7«j<nil iagraiaata- daUa <7era a 
dallo JiUim, VEUur^Blameo (WeiaM-EUlar) iogroMato dal PUits cbe bagna Lipaia, 
«• fioalmeole il J9od«; l'/lmeRau e V0tt9, 

11 avAm BALTICO licere : 

H THAVii cbe bagna LuWea a riceve la H^oe^enlìra a dettri| a tratena H far* 
rilorie dolla rapabbKea di LabaiBca. 
Il WASVVfr CWaraar)i aba bega* Raalaak a ricava il NaMp a Iravaria U gran* 

«Jacoio da Macklamburg-Sabwarin. 

La RBCBVtTZ, cbe traveria il territorio dello iteiaa granducato e 11 pravldda 
pruaelaaa di Fomeraoia. 

L*OOB»9 U BMAy il PiMiAVTB ed altri» appartengoao alla aarie gtrmaaica dalla 
«onarcliia Fruatiana. Quanto al corco luperiore dell'Oder, ved. l'impero d'AutUia. 



Le oonfederaaione pretente forBasra altpe volte Tlif* 
^BEo GBBtfAifseOy il quale prima della rìvelusioae fraoeese il partiva 
io oipe^tf : élàwiMa^ di Bc»iBra, dì Swvia al Eiid; di FroMeonia, di 
Mto-Beno 6 àiBawhBino nel mezzo; di Vestfalia, di ÀltchSoiitmia^ 
ék Baaitk'SatMiia al nord. Oltre a queati v' avevano alcuni paaai i 



ut BOMMU 

quali fienza appartenere a nessun circolo pur si consideravano ooaie 

membri delllmperio; i principali erano il restio di Boemia, fai Siìesia, 
Ul Moravia e la Lusazta. I Paesi-Bassi Austrìaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte dell'impero. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiezza e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a 51 ctffà 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo ói^imperatore d'Aìemagna, 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione dei 
Ikno sciolta nel i814, consta di 40 Stati collegati tra sé per Vatto fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza estema ed in* 
terna dell' Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gif afikri degli Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francofortè-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. U rappresentante dell'Austria 
presiède la dieta. 

lAtssemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ma- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheitn 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Baden , e di 
film nel regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. So^un- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'esercito federale, che la matrìcola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capitale. FRANcoFORTE-sul-Mcno, capoluogo della repubblica di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gii ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 

Dìvùione poUtioa. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Affine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' Insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degli Slati mede-- 
8imi è indicata nella tavola statistica posta in fine aUa descrizione del-- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
^-^iera, ed una parte riguardevole del territorio austriaco che abbiamo 



C01fPBMRAZKNHI:«SftMARiCA. tH^ 

ébHoeato nella regiaM di mettodR, coneTiM wKt parte anche nota- 
bile del territorio prussiano che abbiamo collocato nella settentrionale 
appartengono alla regione di mettow , ' 



TÀVOLA GEOGRAFICI 

SUtiy Titoli e Sitnasiooe. Capitali. FppoU 

msAioine 0EVTcihmio*ALe. 

PmssiAi numorc&ca; le proviacie di Brande» 



kurgOf P0mefaaÙ9f SiUria^ Sauonia^ VtitftUia 

e del Beuoi avvallamento deirodcr^ dell'Elba» 

delWewr, deU'BmeédaSfeiio . . . ..... Btrlino. . . . é . 300,000 

DaSIMABCA; wwnarékUi ì ducati di HoUUi» • 

di Lausmkurfi gli avf allamenti dell'Eyd«r e 

delinEllia GiUtktiadt, . . • 6,000 

LOB^OCA. } ««pM^M&ai arriUamento della Tfave. Luheeea, .. .. . 27,000 

AifsOaGO; rgpubUieag avv^lamcnt» dell'£U»a • jimbu r go 434,000 

MBCSLBHIuaG-SCHWEliUr; ^rdndtt^olo; avvalla-. . 

mento dell'Elba, del Warnow» del Scckoits • Jc&ircri»..»». 45,000 
MmtaiMMwowa^rKKUtzi granducato f avvalla* 

mento dell'Elba (Havel)^ della Trave , del 

Rec^ite . Sireltt,». ...... 6^000 

AvHOTn; recito ; avvaUamento deU'Elba^ del 

WcMT • deU'Ema . .. . • Anno ver 30,000 

Oldbbbuiigo j granducato i avvallamento del 

Weaer, del Jabde, dell'Emi e del Reno (Mo« 

•ella) « Oldenhur go • ' ' 8,000 

KV1PHA0SBV; tignoria; avvallamento del Jabde. Kniphauten ..• M) 

BbbiiA; repubblica i avvallamento del Weser . • Jìrema 43,000 

Bbuvswicsk; ducato; avvallamento del Weser 

(Aller, Ocker) e dell'Elba (SaaleJ Brunswick .... 37,060 

Lippa-Dbtmold; |»rliicipa(o j avvallamento del 

Reno (Lippe) e del Weier (Werra) . . . . • Detmold 5/)00 

ScHAinnrBURG-LippA ; -principato; avvallamento 

del Wcaer (Eòamér) BUckébur g , . , • 2,400 

AaflAJbT*DEMAD 2 principato s avvallamento del- 
l'Elba (Mttlde) Dessau «,000 

AvHALT-BniriiURG ; principato ; avvallamento 

aelTElbo (Saale). Bérnburg 6,000 

AVHAltT-KOBTiUV; principato; avvallamento del- 

l'EU» ì^athen 6,000 

asaion m mesxo.i 

Ì.PMBmwJBCO (parte del Liuaemburgo e del Lim- 

borgo^:' granducato; avvallamento del Reno 

(IfMaJa) ..« « LuMiemburgo • • 41,000 

Hassau; ducato; avvallamento del Reno (Meno 

e Labn) • fTiesbaden, , - » 42,000 

AssU'Dabiistadt; gramducaui avvaUamanto 

del Reno .• ••....•.• D arm ttadt • » • • 24,000 

Amu-CASSBL • Ania-Elettorale ; granducato; 

avvallamento del Wevcr e del Reno Castel 34,000 

ASftlA-BOMBOBC ; langraviato ; avvallamento del 

(Hab« Meno) , Sombur g^ • • » - • 3^600 



l'eseeiiBioae. Ambnub, giàetpItrigétyAitihPtlitwato, oittà IndisInoM 
di circa 11,000 aitanti. 

Passai;, al oonfluente dell'Ion e dctt'lk nel Danubio, città veM^vìle 
dì circa ii,000 abitanti , capoluogo del circolo della Bassa-Baviera, è 
una piaaza forte resa vieppiù importante daUasm 8itiiaai0ii0« Lan»8* 
HOT, suirisar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Batebuth, sul Meno-Rosso, città di i 7,000 abitanti, capoluogo del 
circolo deirAlta-Franconia, ed anticamente del margraviato del suo 
nome. Bambbrga, già capitale del vescovato sovrano di Questa mom%^ 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di 21,000 «bìtanti» 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura del canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Nùrimberga ed Augusta , e dall'altra a Plaum ed AU^ibwgo , e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell'Europa Centrale. Hop, sidlaSsÀle, dita 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti. 

Anspagh, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , comniNtàante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangen, città industriosa di 10,000 id>itanti , oon una unif)ersità, 
Norimberga (Nùmb^g), sul Pegnitz, già città imp^ale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrea che la congiunge a FUrth ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti dtlà 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industriosa e ^ gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Sghwaragh , città di grande indu- 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricazioiie 
di aghi. 

YcRZBURGO (Wtirzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capilaledel vesoo» 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciafifenburgo. Asgiaffenburgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsbui^), sul Lech, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capduogo dd circolo della Svevia-e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAUgemeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali te- 
deschi, ed uno degli oigani della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si oongìunge a Monaco per una strada ferraia. 
Neuburg , sul Danubio , città di 6500 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co^ 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separato 



CORFEDEBASimtl MBMAIIICA. 10 

9ÌMb étM patte prmdfMAe del r^gno e confinante colle monarchie 
Francese e Prassiana, e coi granducati di Assia-Dannatadt e di Baden» 
Lanoau, svà Queicli, piaxssa forte federale, di 6100 abitanti. GramERs- 
BS» , al confluente del Queich col Reno, piatta forte foderale che Ta 
ooatmendoei, di 2900 abitanti. Due PoNti (Zweibrticken) , città di 
7300 abitanti) già capitale del Paktmato. « 

Regno di Furlemberga (WUrtemberg). 

Gonfim. Al nordf il granducato di Baden ed il regno di Baviera; al- 
l'est, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato di Baden. MVovest, il gran(Ìucato di Baden. 

Fiumi. U Danubiq, che traversa la parte meridionale del regno» 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo, ma bagnando Ulpi; il 
Ne citar co' suoi affluenti, l'En^, il Kocher ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal nord al sud, e si versa nel Reno nel granducato di Baden; 
il Tavber, affluente a sinist];a del if e n p, affluente del Hcmo anch'esso. 

Btróione e Topografia. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stdttgarda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno ^ gentile città, che a 
questi ultimi anni si ò molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabiliipenti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e siogolarinente rìmmensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza.. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Ka nnstadt,dì iSOO abitanti, piena di manifatture, ^Ludwigs^ 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è ilverocapo-^ 
luogo del circolo del Neckar. Heilbronm, sul Nekar^ città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abitanti, 

Kkdtuhoen, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 d)itanti con un'umversttó. 

Hall (Schiwàbisch-Hall), città commerciante e più ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt 

Ulm , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda deF 
r^lio, e la prima quanto a commercio; si sta lavorando per farne una 
fortessa foderale. 

Granducato di Baden. 

Goofiai. Al nord, il granducato: di Assia ed il regno di Baviera. AI- 
Ynt, ì regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i prìndiMli di Hohen- 
zoUero. Al sud, il lago di Gostanza ed il Rrao, i quali ne segnano per 




la Bi^iiw pivle » omM ttlk^ 
Hno dKft le Mpw» iittft Fiaadu 

WmmiL Vtm ìAimàtìm M^pm ìà gwartinnl» mIMm «ip» al 
RanxdiI p MWifeìau U Itoo MMgto ìi H^ ••»•»» il rr#yt<g uà, il 
A:«»st9, U i#«r^, il P/Ht£, il $«at o^Alsa, ilJ^Màar 
ingrossato dall'^nz, il ^fan* iasMMii» M Jculer. M AfeMnow 
nasce entro i confini di questo Stato, e non prende tal nome se non 
dopo la co^BJBMJBaftAfgiioi Ir» fancù; i Baaciy H BaiGacH, ed 
UQ altro più piccolo d^assai che v'è nella corte del castello di Dooaii- 
eschingen appartenente al prìncipe d! FiiihBtenberg. 

Dfmaooe e Topografia. Lo'Stato è dìTìso itt cpiattro cireolt. 

RAaLsainiE, graziosa dtti moderna, che a^dl vostri si è molto am- 
pHata, e la cai popolazione supera fi 20,M0 abitanti, capitale dd gran- 
ducato. Una gtnda ferrata che si ya costruendo sta per congiitogerfa 
con HeildtXberg per Mannfaeim, e conl^ostiMi perBfastadt, Rastadt» 
eapoYuogo del drcolodellteno-Medio» con bagni, e SBOO alritantf ; mercè 
la sua posizione eminentemente strategica essa è fai chiave del Basso- 
Schwarzwald , e perciò si sta fortificandcAi per ftme una fbrtesxa 
federale. Babeit, città industriosa dì circa IMMO abitanti staftBf, Amrida 
principalmente a cagione delle sue celebri acque tenfuÉH^ frequentate 
tatti gli anni da parecchie Migliaia di fiirestìeri. Proiuraeii^ città com- 
merciante di 05Wy abitanti, e primaria piazza roantiktturieradel gnm- 
ducato. BaucirsÀL , con una safina e 790& abitanti ^ il eoi castello 
granducale era altre volte residenza del vescovo sovruìo él Spira. 

MANNHEm, al conflaente del Nei^Br col Reno, gi& residenza del- 
felettore palatino, ed ora capoluogo del cfrcolc del B a s s o^Re t w ; città 
di 2i,000 abitanti, di grande industria, e pri^pal piazza eonner- 
ciante del granducato. HEmELBEacA (Heidelberg), sul Neekar, città 
piuttosto commerciante, con un'umoersttd ed oltre a i5,000 aMaiilì. 

Fbiburco (Freyburg}, antica capitale dét Brisgau, e presenteniente 
del circolo dell'Alto-Reno, città arcivescovile, industriosa e coramer- 
ciante, con un^umversifà, ed oltre a 12,060 abitanti. 

CosTAìf ZA, capoluogo del circolo del lago . città grandemente sca- 
duta dall'antico suo lustro, con un porto sul lago cJH Gostanza e ($500 
abitanti; una parte della città è stata or h poco tempo didìiaraCapor^» 
franco , locchè recherà grande incremento atta sua industria ed al 
commercio, e contribuirà ad accrescerne notabSmente ht popc^- 
zione. 

j^ssia-Elettorah ossia granducaia cB Assia-Cassd. 

Al nari, il governo pruasiaBo di Mftiìtei, ed il MipM di 
All'in, il goHreroo pniesiaiio d'Erfurt, A gianducala di Sa»- 
aoqia^WeiiBarv edii ciroab bavano del Baast^^leno. Ai sud., ^«aalo 



CO!tr«Diai II— Mii AMICA. 

gfesM) granducato, ed il principato di Waldeck. 

riMiiwjLJiPiiMalaWaiiiA^ la quÉK dopo emiii caaginala a 
Mtadteii«#MgB04ÌAiiMf»,lmM»U Wwih ftJTaiio a iIJUAii. 
aiflQ^Btt #N wnMa* 

MvlitaM e T«pagMi«. M^iM te poi toflMD*dMiè te 
piwflBOìa* 

GA88BL, sulla ftdda^dmiiiJMniiniÉili •piiiturta ìMlaalrioaa, oon 
31 ,000 abitanti , capoluogo della provincia dalla Baasa-AsBia, e capi- 
tale del granducato; essa (ù pure capitale del regno di Vestfalia. Le 
moHe firaih ^nm» «he dovraino M eomwgaro, ledanunè fttfM^o 
una grande inpoitaan stralegfea» aia fcoiieniEiia uno di^lpnMipali 
emparìl del coMiMirtlo tedeeoa. 

MAKmm, eapalw^ deH*AII»4«ia, oMàinÉulrioia di faaai 8000 
àKitniti, con un Vmrfueri^rd . 

FVLaA, Balla Fulda, capoluogo del granducalo di F^ia, aade di 
un vescovato, città industriosa e commercianla, eoo i6,000 aMtanit» 
SvALCALaA'fSohmalìaldeo), separata daHa parta pifneipaia dallo 
Stato, in una valle del T liflri a ge ai wa id, oou MM abit, aonmaidaiila 
e molto industriosa. 

HAifAtr, poco iangl dal Meno, CapainogadaUaproviMiadalauo 
nome, cHtl di f 5,000 abitanti, la pMk industriaaa a éaaMMBcianle di 
tutto il granducato. 

Granducato di Amor-DarmstadU 



I vani membri di questo Stato non aottocantigiii, 
io due parti pressoché eguali dalla protineia di ifanu appaitaaenta 
alTAssIa-filettorale. Sensa tener conto di questa pioeoia ia^uaiaiie, 
9\ poaaoao segnare i coniai' di queato Stato «ei asadt) asguanto* Ai 
nord, if ducato di Nassau e rAssia^nattotale. AH'asI» quast'ullima 
Stato, il circolo bavaro del Basso-lfeno ed il graMtacai» di Bada«» 
Al tud, questo granducato medesimo ed II dicalo bssaM del iUiio« 
All'ot^es^, il governo prussittìo di GoMensa, il ducalo di liBMau« 
r intercbiuso prussiano di WMlar ed il govesBO piuasiaao. di 
Arenaberg. 

Thami, Il RtifO, co'suol affittenti Ifano a Lahm a. dastaa, a 
Hoh6 a sinistra f 
Dnriilane e Tb p^ g w JU . Lo Slato 4 dhHso itt tra prattocia* 
BAmvsTAar, sul ÌlÉntt,'eapoluoga dalla p w>» ia cia.di S iatlri aha r g, a 
eapitidedel granducato, cIttàpIulSoato induaùrioaaia eoBuaeroanta,, eba 
a'dl noatrf si è molto empitila, Placai poysii liana sypitià M.fim 
abitanti. Orrvmkctr, sul Mano, città oomaaiaiaia^dt qoaai iO^OO» 
abtattH, e la pl« indusMasa #lulto fi gw«d«sata> 






^nala Memdt qoM tà fOMto Mia ypfwhKWt lolab delle SuinrBii^ sia deU'esteo» 
akne del mio tenilorM cliv spiasi pucggU qotUo dai Gruiooi. BlUHA^ sall'Aarj 
città industriosa e commerciaBte con i»a*umitf£riiià • 22.40Q «bitanU. tnraiir, posta 
«• l'Aar «M* dal 1^0 di TImm, eoa 5000 akiUnti, càMé principale édi*ObcrimMJ, 
«hn è. la parte stinoata più bella delle Alpi SvÌMa(«> a la più risitata dai vie^aton. 
UHXBHè^ X»llGBa«4f paala om la Renai epce dal lega dai QuaUfo-Canlooiy dello 
anche lago di Lucerna, città industriosa e commeraiante di 83w abitanti; 6no al 1835 
essa fu residenaa ordinaria dtl aoaaio del pepa, ìt «pnla poocia paaiò a ~---^ 



Me'aaoi dmiocni laamadiiii é «MtcitaM U mmammioé^ 



'» 



aiaà Ma liose wiloiiale ac a lp à te nella 

ZUGy il minore di tutti i cantoni. IBO, ani lago di quMtà nana» •an 3i00 



SCIiWlZ. SCBWiz, dtlà di 5200 «bitMli, dai 4S3S ia poi,. 
del nnnaio del papa* 

CLAaiS. QMJMBf aiUa Lialk» eoa 4100 abilwliy di gnnda iadwltta a con- 
BBercìanlaa 

URI. àJLTO», bofgadi 490Q aMtaati» paalo pai» Iwig» dalk vva 4m$gm dkU» 
lletiai. 

DBTrERWALDBN, dUriao in dae nrpalMiehai 
Ai.tO-V«nRWAU)SN(Oiiwalden)y campeoada la parta ■eridinmk det «ariana r 
Smrm^Mf eittà di 4000 abitanti, m è U aaMloogo^ Si^g^ikmrSf «alla di 2000 
a a iwr, riguardevole par la saa abhaaia a pai aaataarfa rataaa I*al4ra ikainet, 

Basso-Uhtbrwàlobh (Midwalden), comprende tutta la parta iMiialrinmla dal 
aaaliwa. St4tm; città di 4700 afailaali. 

GOIfFEDERAZIONE GERMANICA. 



tra 4S^ 30^ e fSSf". Sì sono compresi in questi caleoK, ed m queHì delia 
9vp$rfiaie e della popolazione tutti i paesi considerali nificialmente 
noeome membri della eonfederanone Germaiioa. 

Goafiiii. Ài No^, il mare d' Àlemagna o del Nord, la nonarehia 
Dinese ed il mare Baltico. All'est, i paeai della monarchia Prussiana e 
dell'impero d'Austria die noa fanno compresi nella oonfoderazH»e, il 
presente regno di Polonia e la repubblica dì Cracovia. Al svd, i paesi 
dell'impero d'Austria che non àp p a rtwigó no alla confederazione, il 
«are Adriatico e la confederaaona Mziera. M'éM^, la BMmarciiia 
Francese, ed i regni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

FioMà. La confiBderazioiie (j^ennanica ò una delle me^o iirigale 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri* 
mandando però i lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Anstria, e 
delle monarchie Prussiana, Neerkndese e Danese per la descrizione dì 
4|iieUa parte del coxso di essi che attraversa il tenritorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il MAB usao riceve : 



li BAiriTBlo (Oaoau), aasea nel granducato di Baden, attr a fc isa ì irgai di Tor- 
teraberga e di Baviera, gli imperi Aastriaco ed Ottomano e quindi si getta nel mar 
Mero. Nel territorio della confederaiiooe Cermaniea, esso Lagna Signnriogen, Olma^ 
aaStboB»! TasMu^ Lìns^ Tienna. 1 soci aflarati principali a deitraaMia: P/Tfar^ 



COUrRMftAUMNI «BRMAKICA. MT 

a Jt## » «te ptMt ^Wm «a i«gMI»t P/##r (IMV)^ «tefMN. far Mmmoi y/«i» 
••l|«»OTM» dbUi Mm (ImU) cIm fCMitl« (UIiI'ìbiimm d'AuiUrui. 1 pruMiyaU «flltteiili 
di ctnicirs «odo: il r#rii/i«) Vjttmtthl'p il /faà; il BtffH, ne. «ce, 

11 MAMS DSL «OKD riCOTe .' 

Il Rivo (Rbetn), n qiuU fe«ode dalla eoal#d«fH{oM lTffft«ri, gitr«f«ni II hfé 



Ji CMt«n#| fvfin R pmèmnio éi WUtn ékìk Wnaà», • dal • Iw a t o 

larti» M t mnà tt grtidimla di Awia-'DitmKadi f Mpti» dalla proviocia 
d«l R««o il ducalp di KaMaa; dÌKarrc i|uclU proviocia in«d«s{ma dal neicodt 



A nofd^ ad «atra sai PacaioB«MÌf ota malta capo a»! mar* dal Nord. Zfal mo liwga 
«ono «aa* ftafna ybmvMm^ IfMoais (llatoa)i Calttota^ lanai Colania» Maaal» 
davC Wawl. 1 aaoi piftMlfaH aÉMaali a daalmaoBor il rra/i«M( il Kln*l$% 
»l fiiasksy (HacLir)» cba paaia paco laati da Standard, ad i iogroiaato dall' ^aa^ 
dal Kachar a 4»! /«ari j fi JVano (Maya), cba patta par Bafraath. WanilNirfak 
Aac ia ittribi iai o ^ Hanau, fVanaofofla, a ricava l'/is» cba paia* par GaMHf|o| il ll«d» 
m4<>» cIm bcgM Banbarga^ ad k iagroaialo dal Ftgnlt* cba bagoa SToriniiiargai la 
JTM/tf, U Tait^r, il lUaaéf a la ^ffdda^ il Lahu^ acc I pnacipali afluaalf di 
•loisira aoaos la Nahéi h J^oitlta, aec,{ 

UHam, ékm maea «alla paaviocia pruwiaM di WaUfaBa, travaan 11 fwnd M a aid 
4a Oidiaèfi» a ai aaraa mI bm»» dal Rord pai golfo ài Dollavti acpafaado lo 
l«r«lìrUiir* aaaovoraaa d'Awricb dalla provio«ia oearlaodaia di Grooioga. Z«a /ro#« 
«Ila doatra i 11 aoo principale afllaaata» 

Il WHM rotatalo dallo Wbmia • doHa FoiAà «ha ai aongteagona a IfOsd^ 
cioUa paafciffi aaBUfaa a a di Hildoabaim ; ^iiaati àv^ rami travaratao la parta 
«jccidairtala dai torritoril doUa caaa ducali e vaodijeali di Saaaonia. a qnallo daU 
l'AaciO'Elattoralo. Il Waaar trarariB quiodi il ragao di Aasovar/ il dacalo dlBMM» 
«Hot, il garaaao proaiéaaa di Mlodca» il lat ritario dalla rapabblico di Braaaa ^ aa« 
ftora il gnadocoto di Oldaoborgo dalla prcfattura anaovaraaa di S4ad«y od aatra 
«jttiodi sai maro dal Sord. La FULDA patta par Fulda a Caaial \ la WtBKA pat 
Hildb iiigbo aaa a | Il Wmcn por HoaMlai Mhidoa a Broaia. U lao pr to ri pala af- 
Bfloolo di daalfi k t yjUàr, él mala ricava VOoHp ad il lalaa f fMat'oiaaaa 
f»aaaa par Gottiaga 9d Aasovar» od k iagroMoto dall' /»a«r#«aj a aioiatra ricavo 
l'Humtéf cba bagna OldaaVurgo. 

1^'EttAi Ac aaaea io Boooaia» iravcraa qaaalo rrgao^ qoalo di faamrfay odutedl 
«I liiiHaiia pawiiaiiit laorito <pNdli dol rogao di Aonofari da« groMlucoa di Ma. 
ràUoibttrg'ichwafia a di Holirtaio, Iravavaa quallo dvIU rapabbfica di Amburgo^ 
•-d taC/o aal mara dal Bford. 1 auol prioeinah affluenti di daitra aono; l'afflar» 
;r#ro (fcbvMraa^Elalar)» Vtitvft VBidMf la Srgekgmif, ub, A ai«i» 
fctra ; la Muldm, la Sùal§, cba rlcara l'//m, iTojlntt iogaaaaata' dotta Otru o 
dolio /MoH^ VElstm»Blémeo (Waiaao«El«lar) iogroMato dal Phiss cba bagna Lipata. 
«■ fioalmeota il i9ode ; Vìt mtnau e VOt t #. 

11 BCAB BALfieo lìcere : 

n TnkVWf cba bagna Lubeeca a rieare la Waelitntn a dattrii a Iratana H Mr* 
vitorio d^Do rep«U>Hao di I^iiWbaa. 
Il WAmem (Waraa)! aka boga* Baaloofc a ricovo il JSéktip a Iravaraa il fran» 

doccio di ifocklemburg-tabworin, 

L« RbckvITZi cba trafaria il territorio dello ataaao grandoeate e la provlMii 
pffuaaioao di Fomoraola. 

L'OMIiy U BB^Ay il PmìAVTR ad alfri^ apportffiRoao alla parte garmaalca della 
mooarcbia Pruttiana* Quanto al cono luperiora dell'Oder, ved. l'impero d'Aoftria. 



La oonfediraBiMie |^ei«nte forBura akre volta riif« 
PBBO GeBMAifio»^ il quale prima della rivehiziuae franeese ai partiva 
io 9 oiBeeB t Wàiì§Mq^ di Bmiera, 4i Svevia al fud; di Fratèfionia, di 
ÀUe^Reno a àiBa$i(hBino nel mezzo; di Ventfàlia, di i4<to*SaiiOfiiaa 
di BMia»8a§9(mia al nord. Oltre a queaU v' avevaao alcuni paesi i 



lift 

qaaH tenza appartenere a nessun circolo pur si eonsidcnvino cone 
membri deirimperìo; i principali erano il regno di Boemia, 1t Stinta, 
ItiMoravia e làLusazia. l Paesi-Barn Austriaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte dell'impero. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiezza e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a M città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo ^imperatore d'Akmógna. 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria ndla casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione del 
Reno scioha nel i814, consta di 40 Stati collegati tra sé per Volto fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza estema ed in- 
terna dell'Àlemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalia 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari de^i Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francoforte-sul-Meno , i cui 
membri sono el^ti da' diversi Stati. Il rappresentante dell'Austria 
presiède la dieta. 

Lussemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ma- 
gonza (Hainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheim 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Badea , e di 
</lm nel regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. So^im- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contìn- 
gente per formare l'eserctto federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capsule. FRANcoFORTE-sul-Meno, capoluogo della repubblica dì 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea.. 

DnrjnoBe poUiiM. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato n^a 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Alfine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogKere V insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degli Stati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine alla descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
Baviera, ed una parte riguardevole dei territorio austriaco che abbiaoM^ 



C01IPBBB1AUM»«»IIAIIICA. fili 

ébiloeato nella regi«li6 di meimdì, come^pMie vtm parte anche nota- 
bile del territorio prussiano che abbiama collocato nella settentrionale 
appartengono alla regione di metto. , ; 

• • • • ' . . 

TÀVOLA GEOGRAFICA 

4 ftl l% Coiift)flTffiw*irTtT d^riii>i**i?^t 

Statiy Titoli e Sitaaiiooc. Capitali, FopoL 

»BOIO«B SETTCltfmiOIIALC. 

Pvdssia; momarchia^ le pioviiicie di BramJU» 

hirgOf P^meroMOf SiUHaf Sassonia^ V^stfaiia 

e del Xeno; avvallamento deirodar^ dell'Slba, 

del Wcaer, dell'Bni» « dal Bug Berlini* • • • • • 300»00O 

DAVniABGA.; MoaorcUtfj i ducati di MoUitìm e 

di Lauémiwfi.^i avviUamanti delI'Eyder e 

dcn*Ellia. GiU9k»tadt, . , . 6,00(K 

Lcn«ocA ^ mpuhblUai af^iUamento della Trave. Xv^ecca. . • . . . 27 ,000 
AiibCbgo; rMpubbUea; avvallamento dell'Elba . jimbu r go • , , , . i 34^000 
MBOLLBVIUBG-SCHWElIlff ^rdHditf afo ; avvalla-. . 

mento deUnSlba, del Warnow, del Eecknits . ^e&werji...... 45>00(^ 

MMaaMtmctiG'BrnBLitZ} grtmducatoi awalU- 

mcDto dell'ElLa (Havel), della' Trave y del 

Recluiite Str0liijt, ...... 6,000 

AnrOTn; regno i avvallamento deU'Elba^ del 

Wcser • dell*£ma Jmnovtr 30^000 

OldbhbubgOj granducato; avvallamento del 

Weacr^ del Jahde^ dell'Ems e de] Reno (Mo« 

adla) . . . . « OlSenhur go . » • 8,000 

KviraADSBV; signoria; avvallaaMnto del Jahde. Kniphausen ••• ^ 

Bbema; repubblica i avvallamento de] Weser . • Ji''^m'i 43,000 

Bxuirswicx; ducato; avvallamento del Weser 

(AUcr, Ockor) e dell'Elba (Saale) Brunswick .... 37,060 

Lippa-Dbtmold; principato ; avvallameolo del 

Beno (I.ippé)'e'dèrWeMr (Werra) .•••• Detmold 5^)00 

SCHAUBBBCBG-LiPPA ; principato; avvallamento 

del Weaer (Einmér) BUckébu^ g , , • > 2,400 

A BH AfcT*DBSBAP 2 principato ; avvallamento del- 
l'Elba (Mnlde) Dessau 42,000 

ABHALT-BEliniiniG : principato ; avvallamento 

dcU'Elba (Saale). ............ Bérnburg 6,000 

Abhalt-Kobtbbb: principato; avvallamento del- 

l'EU» jj:«<&*« 6,000 



asoioHs SI ansio 



•I 



LosmOQBGO (parte del Losicmburgo e del Lim- 

bnrgo^:' granducato; avvallamento del Reno 

(BtoaeUa). . Lussemburgo » • 44,000 

ISjLS&àu; ducato; avTallamento del Reno (Meno 

e Lab») WiesbadeA, . . . 42,000 

Asuà'DabmstaOT; granduca f^ awallamanlo 

del Reno • Darmstadt * •' • 24,000 

Amia-CASSEI. o Atsia-Elettorale ; granducato; 

avvallamento del Wever e del Reno Castel 34,000 

ASftlA-HOMBDRC ^ langraviato ; avvallamento del 

Reso (Hahe • Meno) Bomburg^ 3>60O 



Reno (Meno) •.^••« Frmmeofarit» • • 55,000 

Waldbck ; primeifmo j awalkinealo del Jftttt 

(Fulda) Corkmeh 2,300 

5ASSOVU- WEIMAR} ^randiiAtto » ■■HÌftl«IÉl« 

delPElU (Saal«) e del WcMr (Vern\ ... ìf^éimar 42,000 

SASftomA-ALTBiiBViKCit) ; dkcof»; « Mmm ei i l» 

dell'Elba (Molda e SmI«} Jii^mhurgo > . . 45,000 

SASSniriÀ BfElHIHr.Bir-HlE0BURGBADSBV; dwraliy 

awallameoti del Wr«c (Wetn) « dell'Elba 

(Saalc). .....* Mgiui^fÉU .... 6,000 

Sassohxa-Gobubgo-Gotha ; <iiuMt9| avvala- 

meolo del Rcoo (Me»o) e del Wéwr (W*m\ C9*»*r •'•«••••• 9^000 

fiCHWAJtZBOltO-RDDOLSTADT i p ri ut jpt m f MtaU 

faaMolo-cbirBlbaCSMlty. . Bmd^èmt^dlt* . • . 4^560 

iiCWARZBOIlG-SOllDBlISllAIISBir; pr im^ttUf MTal- 

lamenlo dell'Elba (Saale) J*«^««c4««^«»«. 3,800 

Mbdss-Gmuz; prime^mtof afvaBliaBeBlo dell^lba 

(MuMa) •• ....j C««49« !••»••■» 6^500 

Rboss-»;iilbik| prtecTpMD^ •vvallaneBlD-dcl» 

l'Elba (Saale e Malda) «eAt^s •••«••. 4,800 

IteUSS-LOBBVSTBIV'BBBBSBORV^ prùttipmtùf tr- 

vallameoto dell'Elba (Saale e Mnida) .... JBft«rf4t#r/ • • • • i^2M 
SaMOHIA ; régno ; aT«allamcolo dell*Elbtt • M* 

roder DrmMda •« 25^000 



AnSTBXA ; impero; l'arciducato d'Jiùtrimi i du- 
cali di Saltkurf, di StirUf di CsfU^ia^ di 

Ciuniolu; il FHaiii diaoai Austriaco; il Zitto- 

rale T'edefco Cterritorìo di Trieste) j la cootea 

del Tirolo cai yoraribert; il regno di Soo* 

mia; il margraviato di Moroi^ià; la SUgHa Au' 

atnaeo!^ awallaaieati dell'Elba, deiroder, delta 

Vistola, del Danubio, del Reoo^ deU'Àdig»,^ 

della Br«nta e dell'booso FieiSAc 350^000 

Ba VIBRA j régno; avvallaaMato del ttaBnbto e del 

Beno. ITo ««co •...«. 40(1,000 

YORTBMBBRGA ; regno; aTTalIamenl» deT Danubio 

• del Reno ., Stuttga ré a» ^ - • 3ÙJO0O 

BOHBHZOLLBRV-SlGllARIH<»l^ priéeipotoi avtal- 

knento del Danubio Sigmaringan . • i^GOO 

Hohbhzollbrn-Hbchivcbv; principato^ avvalla- 

Bealo del Reno (Necker) Bochlngam * . • , ZJKD 

Badbnj granducato^ avvallamento del Reno • del 

Danubio ...•••*.•. Mmritruho • • . • 20,000 

I.IBCÌITBHSTBIN; principato Tira la Strinerà ed 

il Tirolo) ; avvallamento del Reno Héchtauttéin • 700 

Ora passiamo alla deserizione dei principali Stati , il cui territorio 
è iategralmente compreso nei confini della confederazione , incanain- 
ciando dal regno di Baviera il quale ò di gnu lunga di tutti il più ri*- 
guardevo.e. 

Regno dt Baviera. 

ConBuìjieUa parte prìanpale. ^] nord, .F Assia-Efettonle e gli 



COHFEMRAVMBMBBMAMlCà. 

«ili J Éh tM»ii ìPwfÌi .e Aftwfc ÉmmtyY^attnmMkéAitgÈ^éì 
Sassonia e T impero d'Austria (il regno di Boemùi ed ii geiKn» éel* 
l'AlCa-Atiiftnh ^ mmì, fmpmo é^Auatm (il Iirai»cel Vomrib«R> ed 
unapieMlapeite M lago dì Goetan^ aU'ovest^il ifgMdiTarten- 
tw^ i grnidMatì # BÉdoi odi Aana. 

riniBj. Il Danubio efaetniTcraiLi ngao datt'òveid tU'ort, peacand» 
ptrìMmg, lagobUidt, Batiaboiui, SlmAiiig* Hasau. Eaae ti- 
cere a definir /ÌI#t; il L$ùk, iàgrosaatodatta TFcrtoe^, alceiH 
AiNiité # col aor^a Aoguata (Aagtìiwg) ; l' I$Ar (laar) che higna 
Mooae»e Laodafaat, e f/nn iagiMaato MàgiSakz/^; tpmcipali al- 
ftueati di fltniaira aon»: fl Werniiz., YAltmiiM, a Nah ed H 

H Remo ohe aegnailooiifiiie orientale del circolo del Palatinato» bagna 
^^^rnerriKiMe Spira; «aa» riceve a deatra il Me no che traversa tutta 
I» parteaa ttauti ' i a a ale dd regno» pasattodo per Bayreutb, Schweiafurt, 
Vurzburgo ed Aadatfenburg», ed è ingrosaalo dal HedtùtZy il quale 
^uFirtb, Erlangen, BttDberga» «riceve alla sua voUa il P^gfMtZy 
<^ paisà per Neiimberga; i priMìpatli affluenti dal Reno a simstra 
^•Siatil^T^ il QnBiàk obe pesca per Landau» eia iVai^ e. 

KmnMM e Topogmlkk. Dal 1857 in poi» tutto il regno è partito io 
<Ma ciieol^ictii aoad rkwdano i direni paesi» onde ai tannò ilKegiio 
<fiBifianL 

lioHaoa (WuKkeaOv autt'lBer» capitale del reggaa e c^iohiego del dn- 
^ ddrAha-BiTiera, città iaduatrioaa e piutteato commerciante, la 
qttle»BimèrMitMaraitò ed altri grandi alabiluEnenti letterarii, gii da 
alcuni anni Ta annoverata fra i precipui òentri della moderna civiltà 
cananea, ed a c»^ d«po ranrveninieato al Inba del re Luigi, ai con- 
"entacQmuBCMeHle anche tt primato in ordine aUe bdli arti. Monaco 
è sede di ma arctveaamraio, coma da iOOvCKM abitanti, compreso il 
territorio, e comunica eoo J^gmUi^ per via di una utfoàa ferrata^ 
I5G0LSTADT , sulla sinìstra dd Danubio coaiO,000 abitanti ; coinè 
ssnume coodeMe a temine le stupende fectifieaiìott di questa città , 
wa donicoRocMsi fra lepriivtpda fortnae di Ewvpa* 

RàTtaBeHA <R«g8iudMvg)^ ani DamdwveiÉtàveaoovile, industriosa, 
edignacommercfo, eapolui)godel drcìdo ddrAltorPsalaiiaata. e di 
ftcgeaibiffg con una popolarione di ^COQ abitanti; egli è queste un 
piato eaùnentevente atralegico,. ed una delie principali stazioni della 
ttngasioaa a vapMc sul Danubio. Ndle ano vicinanse immediate a 
l^oaauii ««f, sorge ini beliee pittorico aito il Walhaih, vero panteon 
O^rmrUcoy or ora inaugurato dal re Luigi, e consacrato a tutte le 
glorie BasionaH. Questo apléiidide monumento, unico nel ano genere, 
^ gii stalo illustrato p«r ciò che riguarda la ràvria dal suo augusto 
loQdateie, e quatto all'arto,, dal celebre anhitelta cbe ne governò 



reseeosioiie. AinBitt,«iàeapild6d0H'Àlb>4NdaÉÌMto,eittàii^^ 
di circa 11,000 abitanti. 

PAssàv, al oonOuenteAell'Inii e dett'lk nel I>anubio, città vescenle 
di cirea 11,000 abitanti , capoluogo del ciicolo della BaMa^^iera, è 
una piaua forte resa vieppiù importante dalla sua situationo. L ambs- 
HOT, auirbar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Batrbuth, sul Meno-Rosso, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo dell'Àlta-Franconia, ed anticamente del margi^viato del suo 
nome. Bambeega, già cs^ittaledel vescovato sovrano di Questa nome» 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di S1,000 «biCanti» 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura d^ canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed Alknlmrgo^ e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una deUe principali 
piazze di commercio dell' Europa Centrale. Hor, suUa Soale, ciuà 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti. 

Anspagh, sulla Rezat, città di circa 15,000 abitanti , commerciaiiCe 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Francooia Media. 
Eelaiigen, città industriosa di 10,000 imitanti , oon una um'usmfà. 
NoRiMBEEOA (Nùmb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrata che la congiunge a FUrik ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti dita 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industnoaae di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwabagh , città di grande ìnduK 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbncazioDe 
di aghi. 

YcBZBURGO (WCùrzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capitaledel vesoo* 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenbdbgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capohiogo del còccolo della Svevia-e-*di Nenburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VMgemesfèe 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diflUso di tutti i gimiali te-> 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a M<maco par una strada ferraio. 
Neuburg , sul Danubio , città di 6800 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitami, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra dd Reno, separato 



CORFEDERAXlOflB GSRMAIIICA. IW 

aArfle diliÉ ptrle prìiieiprie M ngao e conflnaate eolle monarchi» 
Francese e Pnusiana, e coi granducati di Afisia-Durmstadt e di Baden» 
LAmAO, sul Queicii, pioassa forte ftderaìéy di 6i00 aUtaiiti. Gbmibhs- 
HKiv 9 al confluente del Queicli col Reno, piatta forte federale che va 
oostmendofii, di 2200 abitanti. Due Posti (Zweihrilcken) , città di 
730D aMtanti, già capitale del Palctmato. « 

Regno di FurUmberga (Wllrtombevg)* . 

Confini. Al nord, il granducato di Baden ed il regno di Bavièra; ai- 
Test, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Ciostanza 
e il granducato di Baden. AlFovesf, il granducato di Baden. 

Fimni. Il DAMUBia, che traversa la parte meridionale del regno» 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo, ma bagnando Ulm; il 
Neckar co' suoi affluenti, r£nz, il Kocher ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal norc^ al sud, e si versa nel Renò nel granducato di Baden; 
il TaìJÒer, affluente a sinìsU;a del Meng, affluente dei Remo anch'esso- 

BivUione e Topografia. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stutt€aeda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si è molto ampliata ed abbellita, e la cui popoiaziono 
ascende a 39,000 abitanti^ i molti stabìlìipenti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e singolarmente l'immensa operosità tipografica 
ne accrescono rin)portanza..Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Kann^tadt^éx 4S0O abitanti, piena di manifatture, tLudwigs- 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è ilverocapo^ 
luogo del circolo del Neckar. Heilbronm, sul Nekar, città industriosa 
e commerciaste di oltre i 0,000 abilanti. 

Aedtungen, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva NeraJ. Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 abitanti con uu^università. 

Hall (Schwabisch-Hall), città commerciante e più ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline^ essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Ulm , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda def 
r^;no, e la prima quanto a commercio; si sta lavorando per farne una 
fortezza federale. 

Granducato di Baden. 

Gonfiai. Al nord, il gnindttcatodi Astia ed il regno dì Baviera. Al- 
l'est, i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principati di Hohen- 
zollem. Al 9ud, il lago dì Gostanza ed il Rmo, i quali ne segnano per 



4U EIMM. 

che questi ewtoiii sono aHrettinle repubMiiiiie, etNsettuàto qneflo di 
Neufehàtel, il quale è soggetto al re di Prussia. ^ * 

La Svizzera non ha cantale permatfente, ma In virtù delFatlo fede- 
rale del Ì8i5, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna divengono a)- 
temativaroente la eapUàU della Cotifederamme pel Aratto £ dueaimi. 
Mei 1841 e durante il i842 Berna godè diquesto pnvilegio, che passò 
per gli anni 4843 e i^44 a Lucerna, e per t due anni -seguenti pas- 
serà a Zurìgo. 

. La deliberazione degli affari oomuni a tutta la confederazione è ri- 
eervata alla dieta (Tagiatxiung)^ eonpòsta dei deputati de^ cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgi>maBtro, od moyer del cantóne direttore, e si-raduna per l'or- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la guerra, conohiude la pace, strìnge alleanze colle po- 
tenze straniere, elegge gli agenti dif^lomatioi, e dispone della forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degli affari co- 
muni è affidata al cantone direttore (Foror t), vale a dire a quel cantone 
il cui capoluogo gode in quel frattempo del privil^o di essère per due 
anni la capitale della confederazione. 

Topografia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo accennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali, non computando le suddi- 
Visioni della democrazia federativa del Valese , formano, presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città- prìncipall , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assai eospicua del cantone 
di Berna appartiene alla regione settentrìonale ed airocqidentale : che 
tutta la parte del cantone di.Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar* 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U cantone di Ginevra 
può annoverarsi ira i cantoni merìdìDnaU egualmente che fra gli oc- 
cidentali fra i quali Ai collocato. Soggiungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. CÀatdii! BetlentriéiialL 

BASILEA., diviia in clue repubbliche, di molto divena' tmpìetka, cioè: 

Basilea Città*. Basti ta^ ini Reno^ cittì di gran «oihmefcio,' eeotro di una 
Iprande ìndnitrta, e prineipalmeate della fabbrìeaaionli del attiri di lela^ con iMli^rjfCa 
• 22,000 abilaoli; vtntistrMia df/Irri'OftAla eoiigiua|;e a Strilfbargo ed a MOlhaoaen. 
BA8ILBÀ CAMPAGNA. Li0 stali, citti iaduMrioia di circa 1700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta (Soleure, Solotbara), città di 4700 abitanti, aede del «e- 
•eovato di Baiilea, riguardevole per indoatria e per la atta nagnifiea eanédrai*. 

AEOOVIA (Argau). Aaiiao, ticlao «U'Aar, dtié mm/Mfcmalt»' a mollo wda* 
•trtoia con 4i00 abitaoli. Badbv, con eir^ 4800 abiUoti, e bagni famoii. 

ZURIGO (Zurich). Zurigo, aulla l^immat e sul lago del suo ooihe» eentro di un 
'%atlo commarcio a ai dm graiidt (ndartriai speeialflamilv par la • maoifallnra dtUe 



COSIFEMIAÉIOfVC éTIZZERà. iìH 

^ùWe ài cotone • H t^a, con ana nuit^rsHà, • 14,000 tMtoafl. WlKTsmnni co» 
4600 sbìteÉliy e WxDBVtCBWEiL (WfidvDMhwyl) eoo 5100, tuno piccole città di 
^ran moneolo per florida e svariala iodailria. 

SCIAFFCSI, eaotoaa porto lotto alla destra del Hmm>. SaAFPOSA eoi Reoo, cilti 
comoiereioole ed iodoalnoia eoo eirc* 6000 aoime. 

TURGOTIA. FBAOeVFBLD, vicino al Mnrg, cittA indottrìoia di 2900 abiUmlu 

n. Cantoni Orientali. 



SAH-GAU^. 8Air«GAt2.0, «Ilo Steinatdi, «coirò di una grande CibbricMioae» 
^pceialmenie di tele di lino e di cotone, ciltà di gran eonmerciOy con 9400 abitanti* 
APPCllZELLy diviM in dne repobbliche: 

AFPBmEBLL-ESTEIllOliB (Aaster-Rhodcn). Trogeu, piccola città di 240Q 
Aitanti; Mertmu, boi^o di 7200 abitanti, eompreii i contomi , centro di ana 
grande ftbbrieaiiooe di tele di lino e di cotone. 

ArpBVmA-IVmiOBB (Inner Rboden). jippemsell, wl SiUec, con 4100 
abitanti. 

OniQIOiny ^irtto in Ira legbe o «onfedcraaioBi democratidie, cioè : 
UbGL Gbigia (Grao-Bund), all'ovest. Ilan% con 574 abitanti j 
"LXCk CadbB (Gottesfaaus-Band ; Delia casa di Dio), al nord. Coirà (Chur)^ 
tot Pleasar, non lungi dbl Reno, reaidenaa del vescovo di Coirà e Sao-Gallo, con* 
aiderala aicoono capitale di lotto il cantone, di cni essa è la città di gran lunga pila 
impoctaole per ogni rigaardo, sebbeae popolata da solo 5500 abitanti ^ gran coni* 
tncKCso dì tranello. 

Lacà IKLLB Dieci Giudicatubb (Zebn Gcricbts*Band}, all'est Dmvos, «on 
«ircn 800 abitanti. 

. Cantoni Menaionau. 

TICINO. Qnesto cantone non ba capitale permanente; ma le tre città principali 
lo di vengono, alternativamente per 6 anni. Locarbo (Luggarus) lo è già dal 4o3^ 
io «ina, o conCinoerB ad esierlo fino olla fine del 4845; ossa è ana piccola cilti di 
circa 4600 abitami^ posta all'eilremità selteolriooale del Lago Maggiore. LuGAVa 
(Lauis)^ sul lago di questo nome, città iodustriosa e commerciaote di circa 380G 
anime, la ijuale alterna con Bellintona e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
del canloae. Bbllivzoba (Balkan), sol Ticino, città di 4440 aoioM, importanta 
sncrcc il aao commercio di transito lavoreggiato dalla magnifica strada dei San 
Gottardo. 

VALESC, percorso in fatta la sna lunghetta dal Rodano, e divieo in 43 piccola 
deoaocranio dette Peofne (Disatns)^ il cai comnne governo risiedo a StOB CSitlen)^ 
piccola città di 2600 abitanti^ ove risiede pure il vescovo del Valete. 

IV. Cantoni OceidmitaU. 

GOIBVRA. GiBBTBA, p^ta ove il Rodano esce dal lago Leaiaao ossia di Ginovrn^ 
città di grandissimo commercio, ricca e popolata più che nessun'altra di tutta Svia* 
sera, sebbene non conti che 28,000 abitanti; centro di una immensa fbbbricacione di 
oTMioli o di gioiellerie, ed inaieno con Basiiem e Zurigo, «no éo'iro grmuU'oeMrt 
imMiiottmali di questa nsoataosa regione dall'Earopa. 

VAUD. LOSABBA, non lungi dalla spiaggia settentrionale del lago di Gioevra^^ 
todustriota e eonimerciante con i 5,000 abitanti. • ■ 

REOFCHATEL, sitnato totalmente nel Giura. BTbiifghatbi. (Neacahnrg)» aai lago 
di qocato aoacj ciltà coayaMveiante • di grande industria, di 6400 aibitanti. Lo 
piccole città di LoCLEJ con 6800 abitanti , e di Chaux-DE-FOHD con 8400 sono, 
p^r cosi dire^ immense oflìcine. Ivi è la plit grand» J'abbriem»,iont di oriitottrim 
^tMttEuropmp t per conai^aenaa del mondo. . i , 

V. Cantoni Interiori. 

FRfBUAGO* FBmnco (rMibarg)^ sali» Saaae^ città alqaeoto commercinole, dn 
S'OOO «ainse^ ntidenaa del vckovo oi I«osanna e Ginevra , con importanti stabUi-r 
it lettcmriiy e dae dei maggiori ponti tospcti che si abbiano in Europa. 
BERHA, il piò importaii^e di tufU i emioni a cagione sia della sua popolaaione^ la 






aule mBmà$ ^/mA al ^omI* é$UM fopobaÌAM lotolc della Amarai^ aia 4«U'Mieo- 
MOM del wo lerhlori* cIm ^mì psMggia <|mUo dai Gfinoai. BcioiA» aall'Aar^ 
città induftrìoM e commerciante con wi'unitfgnità • 22.400 abitanti. XHE9, posta 
w i'Aar MM dal li^ di Tkua, eoa 5000 abitanti» ciMi principale d^VOheflamJ, 
che h.ÌM parte ttimata più bella delle Alpi Sviaaafey e la più riiitata dai via^iaion. 
UlCEEff A* ÌAXMMMAf |«aaU om la Renai epce dal lago dei Qnatlfo-Gantoiai, delio 
lago (li Loceroa, città iodiulriosa e commerciarne di 8300 abitanti; fino al 1835 



•na fu reaidenaa ordinaria dtl nonaio del pepa, tf qoalo poeeia paaaò a riaiedcre « 



He'iaoi dintofftti ÌMnaediali it vani cim» il «fiat rf ir été^i 



ipepa, 
vani ci 



> 



«M «• liane eoloatale acalpàlo nella 

ZUGy il minore di tuUi i cantoni. ZaOg ani la^ di qaeala nano» ann 3fOO 
abitanti. 

•CawlZ. SoiwiXy otta di 5200 abilaiMi, dal 483S ia poi» laaidanaa ttrdwacia 
del nonaio del papa. 

GLÀBIS* OIJLM0» ailb Linlb» eoa 4400 abitanli« di yaada iadwlna « cem- 
Biereiante. 

CRI. kLTOtir, boifa di 4900 iWiaatiy poalo paaa laaigi dalla liva 4«ta dau 



mUTERWALDBir, d^iao ia dee «rpnbMichei 
ÀLTO-VrmwAUMsa (Obw^dcn), compMade la parta aieridimiaU dnl . 

Smrm^Uf càtU di «000 abitanti, ae è il rylany, JT »f ei^er«, «ali* di 2000 
mm»f riguardevole par le ma abhaaia a pel analnr/g l'aaaa Palten faaanai. 
Basso-Uhtbrwàldbv (Ilidwalden)y comprende tutta la parte aaHaalrifainla dal 
Sia»99 città di 4700 abiiaali. 

GOlfFEDERAZIOlfE OERMAlflCA. 



u Long. oiiemL tri 9» e ig» all'indrca. LbUìL 
tra iSP* 30^ e 5£$». Si sono compresi in questi caleolt, ed in queHi delia 
superficie e della popokaione tutti i paesi considerali ufficialmente 
aiceome membri della eonfederazione Germaiiioa. 

Confini. Al Nord, il mare d' Àlemagna o del Nord, la nonarehia 
Danese ed il mare Baltico. All'est» i paesi della monarchia Prussiana e 
delf impero d'Austria che non vanne compresi nella confedera»t»e, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di iCracoria. Atsod, i paesi 
dell'impero d'Austria che non appartengona alla confederazione, il 
mare Adriatico e la oonfederariene Maem. AM'éosfTy la awi i ar c hia 
Francese, ed i reignl del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

Pinna. La confidderauooe Gennanica ò una delle me^o irrigate 
r^oni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri- 
mandando però i lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Anstaia, e 
delle monarchie Prussiana, Neerlandese e Danese per la descrizione di 
quella parte del corso di essi che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il BiAB aBBo riceve : 

Il DAimio (Oooau), nasce nel granducato di Badea, attnrtcfaa t wgal di Tor* 
temberga e di Baviera, gli imperi Austriaco ed Ottomano e quindi al getta nel osar 
Mero.Kel terrìlorio della confedmaione Germanica, esao Lagoa Sì g i aariug ea, tTlina* 
BaSabona, Taaaan, Linai Tirana. 1 laoi afllaeati principaii a dtatra aaaog VJiimr^ 



cowrBPgmiMwaeRMAKicA. tff 



•«gfMM» dbUa i(il»« (SmU) cIw •c«Rd« daU'iaKMM d'AutUria. 1 priiici^aU atf acuii 
di •inìslra tooo : U Ftrnifi VjttmUht^ il /ir«à; il tftftnp c«e. tee. 

Il MAMB BBL «OIID TÌCeTe .' 

Il Rbwo (Rhain)i il quale •ccodtf dalla eoof^déraiioM 9vf iteri, ittrir^m II fm 

«li CoaCBBMj «ipcn il nwdmi a to 4( UmImi dalla VMMliy e dal tliwlo hm m o «I 

Valaliafliii aflltHtca il frwidMal» di Aaiì^Dirmaiadt f acpam dalla piwtada pam» 

aia» a d«i R«aa il ducalo di HaMau; diacarre quella orof iocia medesima dal meaiodi 

al uordp ed antra aei paeti-BeMÌy Ofe mette capo nel mare del VorA. Nel tao hwM 

«ono aaad iMgua llaaobaimy llamaa (llilaa), Cebleata, Manm, Cobnia* DOnd* 

dorf. Wawl. 1 «aot pflftMifMà attuasli a dealfuaooar il Trc/iam^ il ICi«»l#| 

ài Kmmhér (Kaciur)» che paaia poco lonai da Stutlgardy ed i iogroMato àvWBn»^ 

dal Hacker e 4al Joxlj S JVeao (lfaya)| che paiaa per Bajreatb. Wuf a h ur go » 

Aac iaCh a Ui i^ B ^ Haaau, f^ranaofbflay a ricava l'/l«> che paaaa par CaMf|o^ il JIed* 

«iis, cIm Mgaa Banberga^ ad i ingronalo dal Pt$iìu» che bagoa NoriwiMrfii la 

J'Mir, il TMtftar, il X/Aa4f a la A^Jddc^ il XaAa, ecc. I pciacipali aflueoli di 

•lotiira aooo : la tfahti la Mtoftllaf ece.j 



L'EMI, cfca oaaee mìU pMviaeia pniitiaiui di WaUfalia, Iravana 
a ai varaa ual maf* del Mord pd golfo di DolWt^ M 



de OMaaÀSifl^ a ai varaa ual maf* del Mord pai golfo di DolWt^ aaparaado la 
pr«£tUaru •■■ovareae d'Auricli dalla proviocia oeerlaodaae di Grooioga. Ia Hmi» 
rflla deair» i il ano principale afliaenle. 

Il V^Mn Cornala dalla Wbmul • dala FoiiBA eba ai aongltMigMio a Wmàm 
nalU pa afc l l M a aanMCMia di Hildeabeim; queati due rami Iraveriaao la parla 
««ccidenlaU dei territorii delle caae ducali e granducali di Saifonia, e quello del» 
ì'AaeiO'Kletlorale. Il Weaer traverm quindi il rvgao di AmMver^ il docalo di •■«■•• 
«ricliy il gavaiBo pmiéaB» di MiodaDy il larrilovio dalla repabUica di BraaM, m* 
l>ar« il graodocato di Oldenburgo dalla prefettura annoverese di Biada ^ *à eutra 
<|iMiidi Bai mare del Hard. La Fulda pawa per Fulda e Caasel { la WsmA par 
Hildfc urgfca a m a ; il Wbvm par BaBwlOi lifedea a Brama, lì wm pr ia a ip a ia af- 
•««Bla di daam 4r VjilUr^ il «mie ricava l'Oa*ep ad il XBlaef q«nl'BlUiBa 
jiaam par GaUiaga ad AiUBovar» ad k iagroaiato dall' /»«tfr«Mj a ainialra ricew 
rHuMim^ dia bagna Oldenburgo. 

UlUMk.f cifae aaaea lo BoaaMay iraveraa qaailo rrgao, qnaRo di SaaMBlOi a ^dadl 
tf laiailB M B paBmiaB% teariba fadli del regno di Aaaaivevi dei araadueflU di Ma» 
<hlombl|^«fttliiParÌB a di Holateio, IraverM quello d«Ila repubblica di Amburgo^ 
rd entra oal mare del Bford. I auol principali affluenti di deitra aeno ; Kfffler» 
;r#ro (Bteb«vBma»Biilar)| VKmvtL YEtàm^ la Jr«eleBÌla| aaa. A alai* 
%tn : la Mule tip la Saul; cbe riceve Vllm^ VV%»$nu iogroaavta- daUa Otn a 
dalla /f alma» VSist^'Blamco (Weisaa-Elster) iogroaaato dal PltU* cbe bagna Lipaia« 
4- fioalmeofe il Bod« j l'/l m e a a u e l'Of f e. 

11 BVAm BA&Tieo ricere : 

H THAVli cbe bagna Lubecca e riceve la l^octeafta a dettr«| a Iravena IT ter* 
filaria dalla repabbnea di X«abaDca« 

n Wabv^W CWaraa)| dba bega* Baalart a ricava il 5#A#f » a travaraa il pan* 
dacalo da MacUamburg-ScImorin. 

La RbckvitZi cbe trafcria il territorio dello iteiao granducato e h proviaelÉ 
pruaeioaa di Foraeraaia. 

L*OD«By U BMA9 il Pbmiastb èì altri» appartengono alla aaria gtrmaaica dolio 
Pruafiaoa. Quanto al cono lupenore deU*Oder^ ved. l'impero d'Au«tria. 



u La oonfederaBMHie presente formaya altre YoUe l'Iii* 
MIO GmtmjLvmùy il quale prima deUa rivehizHme franeese ai partiva 
io 9 oìMéli : é^itidn'a, di Emigra, dì Swoia al sud; di Ffmocma^ di 
M^Rgno e dkBauo^Rtno nel mezzo; di Vestfalia, di i4<to-Sasfofitaa 
4k BaaMOfSaMoma al nord* Oltre a queati v' averano alcuai paaai i 



lit 

quaK «enza appartenere a nessun circolo pur si consìderavino come 
membri deirimperio; i principali erano il regno di Boemia, la SttMta, 
h Moravia e hLìuazia. I Paesi-Bassi Austriaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte deirimpero. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine dì Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiezza e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a 5i città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 500, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo dUmperatore d'Alemagna. 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confedeìraiione Germanica, sottenlrata alla confederazione del 
Jleno sciolta nel i814, consta di 40 Stati collegati tra sé per l'atto fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza esterna ed in- 
terna deirAlemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari degli Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francoforte-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell' Austria 
presiède la dieta. 

Lussemburgo (Luxembourg), nel granduoato di questo nome. Ma- 
gonza fMainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheim 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Baden , e dì 
iflm nel regno di Vurtemberga, che si stanno fortificando. So^un- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'esercito federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capitale. FRANcoFORTE-sul-Mcno, capoluogo della repubblica di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 

Diviiiona poliiiea. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Genpanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Affine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degli Slati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine aUa descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
Baviera, ed una parte riguardevole del territorio austrìaco che abbiamo 



G019rB»BRAUMHI*«iEHAN]CA. fH^ 

Mocato nella regitHt 41 metiodi, cameime iva parte anche nota- 
bile del territorio prussiano che abbiamo collocato nella settentrionale 
appartengono alla regione di m6»Q^ , 



tavoiJl geografica 

ddU ConfedòasSone Oémiames* 

SUti, Titoli e Situaiiooe. Capitali. PopoU 
ABOIOlfS 0EnÉltfmiOIIAÌ.C. 

PiCSSU; momarehia^ le provincie di Brande' 

bvio, PemeraiUa, SUeHay Sassofd»^ Vestfalia 

e del Reno; avvallamento deiroder» dell'Elba» ^^ 

ddWeter, deU'Ba»édaEciM> . . . ...... £erUu4f. . . • é . CW,W9 

BAinuiGA.; mouarelùm \ i daeati di MolsUi» e 

di Laaéuhirfi ^ali avvallamenti delI'Eyd^r e ^^ 

deiraU GiUfkaiadt, . . , 0,00^ 

Lontoci^rapnAUIca^ awVUainento della Tcave. Lubecca. .. . . . ^^>^^ 

AnUMiO; nfmbbiieas avvallamento dell'Elba • jimbu r go • , , . . 434^0UO 

VcOLBnuBG-SCHWEKUrffrdlidararo; avvalla-. . jcnna 

mento dell'Elba, del Warnow, del EecluiilB . Sehwtri» 45,V)IA^ 

HiOLBiMiiG-STiuniitz; grtriulucatoi awalU- 

ncoto dell'Elba (Havel)^ della Xrav«, del zr/wi 

Bedcflib . . ^ . Sireia». ....... O^IKHI 

AnroTot* regmos awaUaincnto deU'^lba» del 

Weier e dell*EiiM . •• Jnnofer SO^OOll 

OlduidigO} gramdueato; avvallamento del 

Weier, del Jabde. dell'Ems e del Beno (Mo- \ ^^^^ 

lelb) . . . . * OlSenhurgo . . . 8,000 

Knnuusn; Mfiean«; avvallaaacnio del' Jabde. KniphauteH ..* ^ 

^UMk; repubhUca i avvallamento del Weser . . Jìrema 43,000 

BlorswiOL; ducato; avvallamento del Weser o.» noA 

(Alkr, Ocker) e dell'Elba (Saale) JJrunswick .... 37,0W 

Lvpà-DbtmolD; principato ì avvallamento dèi k nAn 

Reno (Lippe) e dèi Weser (Werra) . . .. • Vetmold 5/JOU 

ScmuBnuRG-LlPPA ; principato; avvallamento 

del Weier (Einioèr) BUckébu^ g , . » * 2,400 

ÌIHUT-DesSau s principato ; avvallamento del- ^^ 

PElla (Mnlde) Détsau «,000 

AsBALT'BEuntUBG : principtUo; avvallamento ^ «aa 

Wl'EUtt (Saale). ............ Sérnburg 6,000 

AVBALT-KOBTBEV : principato; avvallamento del- ^^^^ 

l'tìba. ....... .' JSictthcn 6,000 

BSOtOHE M MESSO.. 

LOSSBUIJIGO (parte del Lussemburgo e del Lim- 

Iw'go):' granducato; avvallamento del Reno ^^ 

(Motella). «••»••# tutiemburgo • • 41,000 

Sassàu; ducato; avvallamento del Reno (Meno ^^ 

eLahn) ITiesbaden, . . . 42,000 

^U-Daimstadt; grandueatai avvallamento 

del Reno Darmstadt ••• • 2l,00O 

^U-Casskl o Assia-Elettorale; granducato; 

»«allameato del Weser e del Reno Cassel 34 ,000 

Assu-HoHBOBG j langraviato ; avvallamento del 

*««• (Hibe e Meno) Bomburt ' • • ' • ^«^OO 




Reno (Meno) «•»• Frauco/<xri€» • • 55,000 

Waldbck ; prUcipmio ; awalkmcnlo M Wcser 

(Falda) Corhmch 2,300 

5 AssoHU -Weimar j grandaétÈ^t atvalMMttlft 

dell'ElU (SaaW) e del Weser (Vern\ ... JT^imar 12,000 

SASftOHiA-ALTBiiBÓHtiD ; daeat9i a n am im ei i l» 

dell'Elba (Mnlda e Saale) Alfmlitr go . • > 45,000 

SASSnHIA BfEIHINGBir-HlIJDfBURGBACSBir; ducmtgf 

avvallamenti del Weiec (Wccn) e dell'Slba 

(Saale). .....' Meinf'mgÉn .... 6,000 

SassohiA'Cobcbgo-Gotha ; daemiot avvflla- 

mento del Reno (Meno) e del Wt aa i ' (lW%ri»\ £oà»9«'0t»«.« »•• ^000 
Scuwahzbcbo-Rddolstadt ; pr i t uipm Èo f MwaU 

i«nenlo-dfeU'ElW(SMle>. . ... »»4Ì«i««4rdC». . • • 4,500 

SCWARZBORG-SOlTDERSllAUSBir; pr imipmÈOf ««vai. 

lamento deirElba (Saale) . J»m4««sà«iK#«» • 3,800 

MBOSft-Gasiz; primeipmtof awaBimeatD dell^lba 

(MaHa) « ^ m^^im» , • 1^500 

Aboss-Suhlbw; primtipMOf «vvaUsaHalD • del- 
l' £1U (Saale e Malda) Seàttfia ••««.••. 4,800 

1IBUSS-L0BBHSTBI1I*BBBB8D0PV^ p i d te ip mof «V^ 

vaUaroento dell'Ella (Saale e Moldb) .... Mkérsé^wf • . • • 4|20tt 
SASftOiriA ; re^o ; aTvallameoto drflIBlktt • del« 

i'Oder Pr««a4« ....•• T^NO 



Austria ; impara l'areìdocato à*'diùtrimi ì du- 
cati di Saliburgf di Stiriaf dì C«Ja«xia^ d'i 

Corniola; il Friuli diaoai Austriaco; il JCJtfo- 

rafe T'educo (territorio di Trieste) j la contea 

^1 Ttroto col Forarlberg; il r^no di J?««* 

mia; il margraviato di MorwHà; la JSltna Au- 

Mtriaetr^ avvallamenti dell'Elbn, deiroder, della 

Vistola, del Danubio, del Reno, deU'Ìkdi|Oj( 

della Brenta e dell'iaonto VLeuuti 350,000 

Baviera; raguo; awallaflaenlo del Dumbia e del 

Reno » Mònaco ...•«. 100,000 

YORTBMBBRGA ; regno; avvalIamenlR del Danubio 

• del Reno • Jfttff^ardo. ... 30^000 

eOHBHZOLLBRV-SlGIIARIVGBir; prM4»/»atOf «wal- 

lamento del Danubio • Slgmaringen » • 4,600 

Hohbhzollbrh-Bechingbv; principato; avvalla- 
mento del Reno (Necket) Ba cklngen . . . . ^000 

Badenj granducato^ avvallamento del Reno e dei 

Danubio mmrltruko • • . • 20,000 

LiBCHTBVSTElir; principato rtra la Sviisera ed 

il Tirolo) ; avvallamento dd Reno • • . . . Lioehtanstain • 700 

Ora passiamo alla descrizione dei prineipali Stati , il cui territorio 
è integrajipeiite compreso nei confini della confederazione ^ incomin- 
ciando dal regno di Baviera il quale è di gru liuiga di tutti il più ri-* 
guardevo.e. 

Regno di Baviera. 

Coii£iujdelU parte prìanpale. ^] nfifd^ f Assia-Efettonile e gli 



cowriMcaAMiini MnìiANicà. 

Sassonia e Y impero d'Austria (il regno di BoemùL ed it gevomo del- 
rAltfr-AmMh «i Mid, fm^mt é^kmUkk(\k tirale cefc Vanrlb«g) ed 
unapioedb^OTto del kgo di GoelaMa; aÙ*ou«sl,il ragw»di Vurten» 
ber9^ i gmidMÉl di Mta «di Aieiik 

Fiumi. I) Danubio^ ohe titteria i rs^w dalliMreil tU'ort, paaeand» 
perlféukvrg» tagolatadt, Batisbona, StaraidMng t Paiaau. Eaae ri- 
ceve àdealia:f/U«r ; il L$ck, kigroseato datta VFifldeA » aleon- 
floenlé di col aorge Anguata (Asgalwrg) ; T/aer (iaar) che bagna 
llonae» e Landahm, e I' / tin ìagraaaalD daUa. SaHsa; i principali af- 
fluenti di aintolra sono: il Werniix, VAltmuhl, U Nah ed U 
itaceli. 

H Rvfo oÌM segna iloenfine orientale del circolo del Palatinato» bagna 
Cernenheina e Spinta essa riceve a destra il if a ita ohe traversa tutta 
la parte settenlriMialedd cegnoy passando per Bayreuth, Schweinl\ut» 
Vurzburgo ed Asdalbnburgo, ed è ingrosaata dal Jiadritto, il quale 
bagna Fttftii, Erlangen , Benberga , a riceve atta ava volta il PeffMtz, 
cftia paasa per Nevinberga; i principali affluenti dal Reno a sinistra 
sona: Ulatiler^ ììQMBiàk ohe passa per Landau, e la iVaAe. 

BMiiMM 7iqp«gniflA« Dal 1857 in poi» tutto il regno i partito in 
(4ta dieei^ icitf noni rkordano i diversi paesi, onde ai fermò ilr.egno 
di Bavien» 

Monaca (MlncbeaiX «ill*iBer» capitale del regna e capoluogo del dr^ 
colo delfAha-Baviera, città industriosa e piuttosto comoierGiante, la 
quale, meroè Yvmitenità ed altri grandi atabibnenti letterari!, già da 
alcuni anni va annoverata fn ì precipui <:entri della moderna civiltà 
genoBBioa, ed a coiv depo l'avveunneato al tieoo del re Luigi, si con- 
dente eo mun eaae nt e ancbe ti primato in ordine alle belli arti. Monaco 
t sede di un arclvnseovaio, conta da iOO^CM) abitanti^ compreso il 
territorio, e eomuniea aon Auguitù per via di una strada ff/rrata* 
Ingolstadt, sulla sinistra del Banubio con 10^000 abitanti; coinè 
saranno condotCe a taraame le stupende ferlificaaioBi di questa città , 
essa dovrà collocarsi fra lepHnotpaJi forkK» H Europa* 

RATianaiiA (Ri^genaburg), sol Danubéavciltà vescovile, industriosa, 
e di gran commercio , capoluogo del droìdo deirAltorPalatinato e di 
RegMaburg con una popolasione di 22,000 abitanti^ egli à questo un 
punto eminentemente atrategico, ed una delle principali stasioni della 
navigarne a vapmra sul Danubio. Nelle aue viclnanae immediate a 
D ois a u s I • « /, sorge in belb e pltlX)doo aito il H^a^Aotti, vero fianteo» 
yermanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consacrato a tutte le 
glorie Malonali* Questo splendido monumento, unico nel suo genere, 
è già stato illustrato per ciò che riguarda la storia dal suo augusto 
fondatore , e quanto i^rarte ^ dal celdi^re arshitetto che ne governò 



in 

res6eiiBk»e. Ambbm, giàeapftaleéett'Alto-PtliliMlo, città intetrioM 
di circa 11,000 abitanti. 

PAiSAir, alcoiiattente4eU'Iiiii e d^'Ik nel Danubio, città veaooTìle 
di circa ii,000 abitanti , capoluogo del circolo della Basaa-fiaviera, è 
una piaaza forte resa vieppiù importante dalla sua situaaiotto. Land8- 
■UT, suli'Isar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Batrbuth, sul Meno-Rosso, città di 17,000 abitanti^ capoluogo del 
circolo dell' Alta-Franconia , ed anticamente del margìraviato dea suo 
nome. Bamberoa, già capitÌBile del vescovato sovrano di fucsia BOnCy 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di SI ,000 abitanti» 
industriosa e sede di un arcivescovato ; l' apertura ddi canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed illlafiòiir^ , e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delie prinoipalì 
piazze di commercio dell' Europa Centrale. Hof , auUa Saale , città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 dittanti. 

Anspach, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerciante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangen, città industriosa di 10,000 abitanti , con una ««moamfà. 
NoRiiiBBBGA (NQmb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrala che la congiunge a FUrik ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa (Continentale. Furth, città industriosa e di fiprancom* 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Sghwabagh , città di grande indu- 
stria con circa 7800 abitanti , centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. 

YijBZBUBOO (Wttrzburg), sul Meno, città vescovile e lòrtillcata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capitaledel vesce- 
vate sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenbubgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capohiogo del circolo della Svevia«>e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VÀllgemsinB 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali te- 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Ji#onaoo per una sbroda ferrata. 
Neububg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abilaati, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separalo 



COMriDIIAMDM MBIIAIIICA* iW 

•Atto éétà pniè iMrfiieIptIe del r^gno « eonlltitiite colte moDtrehi» 
Fraocefa a Prussiani, e coi granducati di Assia^Damiitadt o di Badon. 
Lanmo, ani Quoidi, ptou» forte federale, di 6100 aMtanti. GanMiia- 
«IM , al confluente del Queich col Reno, piatta forte federale die ra 
coetroendosi, di MOO abitanti. Dui Ponti (ZwelbrildLcn) , città di 
730O aMtaati, già capfUle del Palatinato. « 

Regno di f^urtemberga (Wttrtemberg). 

Conftal. Al fwrdf il granducato di Baden ed il regno di Bavieraf al* 
Tesi, il ragno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Costanza 
e il granducato di Baden. All'ot;es<, il granducato di Baden. 

Flttmi. U Danubio, che traversa la parte meridionale del regno» 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo , ma bagnando Ulm; if 
Neckar co' suoi affluenti, VEna, il Koch&r ed il Jagni; esso traversa 
il regno dal nord aI >ud, e si versa noi R£mo nel granducato di Baden; 
il Ta/\»ber, affluente a sinistra del JV s n p, affluente del Remo anch'esso» 

IHvUSona e TopograOtt. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stuttsabda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si è molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 30,000 abitante i molti stabilimenti scientifici, la florida e 
rooitiplice industria, e siogolannente l'immensa operosità tipografica 
ne accrescono Timportanza. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
A'anfisiaci/, di i800 abitanti, piena di manifatture, e LuJu^t^s - 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è il vero capo* 
luogo del circolo del Neckar. UeiLfiHOMM, sul Nokar, città industriosa 
e commerciante di olUe iO^OOO abitanti. 

Rbutlihobm, città commerciante, e molto industriosa di il, 000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubimga 
(Tùbingen), città di 7300 abiUnti con un'untt^ersi^i. 

Hall (Scbwàbisch-IIall), città commerciante e più ancora Indu- 
striosa» di quasi 7000 abitanti, con ricche soline; essa e la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Ulm 9 sul Danubio , capoluogo del circolo del Donubio , con ITS^OOO 
abiUnti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda def 
regno» e la prima quanto a commercio; si sta lavorando per farne una 
f(/rtexsa federale. 

Granducato di Baden. 

OoagBi. Al fiord, il granducato di Assia ed il régno di Baviera. AI- 
Vntf i regni di Baviera e di Vurteroberga, ed i principati di Hoben* 
xollém. Al sudi il lago di Gostanza ed il Reno, I quali ne Ngnano per 



capoluogo dell'Àude e centro di una grande fabbricazione di panni. 
PBapiGNAHO, sulla destra del Thet, piazza forte, commerciante 
•• piitttoalii iadwUbnam.^ con un vescorsto, capoluogo dÀ Piienei- 
.Orientali » <» già eapiode del Boasiglione. 



■ 

Regione del 8ud-Cft. 

Di6i0!f E (Dijon)^ mi eanale di Borgogna, città vescOTÌle e coBuner- 
'€ìai|te« con ttn'docodeima unmfemtaria , capoluogo della Gosla d'Oro 
(CdteHi'Or), e già capitale deUa Borgogna. Le strade ed i isanaU che 
tieicoDii a qMstt città, e la itroda di ferro che deve coagiungerla a 
Parigi -ed a Lione le danno una grande importanza commerciale e 
;itrategica. • 

CBALOMe-^on^AteB, posta allo sbocco del canale del Centro, co- 
munica ooila Senna, colla Loira e col Reno per Tìa di tre canali ; 
essa è capoluogo di un circondario dello spartimento di Saona-e-Loira, 
e mercè il suo vasto commercio è anche la città più riguardevole 
di tutto lo fipartiAenlo. Né dobbiamo passare sotto silenzio Le Cren-- 
Bot, Monte-eniB ed Epinac, grossi villaggi di questo sparti- 
mente medesimo che hanno tanta parte nell'industria francese. 
, Bb8A3iìoii^ (BesMQon), «d Doub^ città iorte, industriosa^ com- 
nwRiaBte ed anoireaeovite, capoluogo del Doubs, ed altre volte 
capitale della Franca-^ntea» con un'accademia universitaria* 

LiOHft, capoluogo del Rodano, e già capitale del Lionese» al 

eoniuenlo della teona e del Rodano, grande , bella e forte città, e la 

4Meonda dì tvlta il regno quanto ad industria, a oommeneio di terra, 

•« hcoheiM ed a popolazione, sode di un arcivescovato, con un'oc- 

cademia universitaria^ ed una magnifica strada di ferro che la 

«conghiii§eafiSaMifr>iÌ<iaine. Soggiungiamo che, riguardo alla qualità 

•ad alla qontiAàdet iirodalti delle sue officile , ove ai danno mille 

•tenie alla aita^ Lione win ha rivale ne*due emisferi* Ke'suoi dintorni 

immediati :8ì vogliottft ricardare la Croce^Moaea, Vaise, eia 

Guillotièref anticamente sobborghi di Lione, e riguankvoìi per 

la loro industria \, • per le fortificazioni or ora innalzatevi , le quali 

accrescono rimportanca strategica di questa grande città. Ivi a poche 

miglia è Tarare, capoluogo di cantone, centro di una immensa 

"fabbrioaiiotte di etofié di cotone , e da alcuni anni in qua , anche 

•di seta* • 

€nEmnu: , «iir Isera , città iaduitnosa , sede di un ve^covaio, e 
-di un'oca^iemih umiverntaràa^ capoluogo dell' Isera, e già capitale 
del DnlflRato. f lavori .or ora eseguitivi , e la nuova forteaaa .della 
BatUgiiu l'Iupno resa una piazza quasi inespugnabile* 
. SaiNt-titrKNSiE; uno dei maggiori centri di fabbricazione ia Europa, 
jeà il'pimo per la manifattuFa dei nastri di seta e delle fettucce. Questa 



olttit nm C M Wki t éeiy tiidaitria»dél omnmcrdo, è ftempltoe capo- 
luogo di un circondario dello spartimento della Loira. Le ave molte 
nuuulatlaiie d'armi, « ìé tthlneaglierie le hanno aoqvfttatD ti BmMa di 
Bir m àè§ h a m fisime ; e^dobbiamo aoggiungere «sbe il prodotto delle 
aue nàtasi^ 41 >earbon fosaìie pareggia quasi qn^lo delle mliilere di 
AnsìD^ Me^suoi diUorni giacciono lo piccole ma molte induatrioae città 
di Saint'Chamond e Rive-de^Gi^t , la quale ultima è spe- 
cialmente notabile per un abbondante scavo di carbon fòssile, e 
l'altn per le sue molta flibbriche di nastri e di lettucce« 

Le Pijt, non lungi dalla riva sinistra della Loira, città veseevile ed 
industriosa , capoluogo dell' Alta-Loira, col celebre e magolAco Son- 
tuario di Nostra Signora del Puy. 

BniA?fzo9is (Brìancon), vicino alle sorgenti della Duramta, picoolìs- 
Sina dttà, capoluogo di circondario dello spaitimento delle Aite-Alpi, 
ma notabilissima siccome una delle pie forti dita <éei mèndo; la 
fortezta delVInfernet compresa nel sistema delle sue vaste 
f»rtìicaaiotii era, non ha molti anni, non solo la più alta fortBtzaéi 
Europa, ma il tw»go più alto di questa parte del mondo, dopo Fospi- 
xio del grande S. Bernardo, che fosse oowHnuamentB abitato, 

Avignone , sulla sinistra del Rodano , città arciresoeirile ed indu- 
striosa , capoluogo delio spartimento di Vaìobiusa , ed anticamente 
capitale del territorio che apparteneva al Papa. 

NltfEs , città antica e vescovile , capoluogo del Gard, con nn'óOM- 
demia universitaria e parecchi monumenti del suo antico «plendofp 
al tempo dei Romani; la svariata industria, il florido c oiw aa c gdo, « kt 
afrade di ferro che la conginngono a Beaueair$ e ad Aloidi la coMo- 
cano fra le citta più importanti del regno. BEAOcAine sidia destra ma 
dei Rodano, celebre in tutta Europa per la $m fiera, che è la più fre- 
quentata e la pia fmpoftante della Francia. 

Mo!iTi4eLLtEii, città vescovile, capohiogo deH'Hératrtt, ooHiSQ^caii- 
ilemia universitariay la cui facoltà medica già da lungo tempo è ce- 
lebre in tutta Europa. La florida e moltiplice industria , ed il vasto 
commercio di qaesta citti fevoreggtato dalle «tradd, dai canali, e dalia 
strada di ferro che la congiunge a Cette, la collocano frale più riguar- 
devoli della Francia, tf e t f ^ poi è il secondo porto commerciafito della 
Francia sul Mediterraneo. Lodève, capoluogo di circondario , piccola 
ciftA, ma centro di una immensa fabbricazione di panni. 

Maksiglia, grande e beila città di 125,!81 anime, e, se sieotwprende 
il territorio, di 154,058, popolazione che te assegna il terso losfeo fha 
le città del regno, ?ede di un vescovato, e della prefettura deHe Roo- 
rhe-de!-RodanOj le^tnolte e floride Tnaniftìtlnre, la mimNte opewsità 
di quel porto, la numerosa marineria tnercantile e l'operosità della 
j>ua navigazione a vapore, l'hanno resa la prima piazza commerChwrte 



ili BUMFà» 

del Medilemmo bob solo, ma eu«Béio uno dt'ntggM eMporii del 
conmMiKcio del mondo» 

Aix , ciUà aroiveecoviley altre volte capitate della Provetta, ed ora 
semplice capoluogo di cireoDdarìo, ma tuttavia impertantìiaiam mercè 
le sue ao^ma torma/» , e la sua aooadtmia univenikKia. Ablbs, altro 
capoluogo di circondario , posta sul Rodano, con parecchie vestigia 
del suo antico splendore. 

ToLORE, città forte, la più grande, la più popolosa e la più impor- 
tante del Varo; il suo magnifico anenaU non lia l'eguale in tutto il 
bacino del Mediterraneo, ed il suo porto è uno dei più belli di questo 
mare ; esso è inoltre la stazione di otto piìroscafi destinati dal governo 
alla corrispondenza decadaria coirAlgerìa* 

Neir isola di Corsie» per situazione , per ampiezza , per bei porti, 
e per produzioni naturali importantissima, e che forma lo spartimento 
di questo nome, ci cont^teremo di nominarne soltanto il capoluogo, 
Ajaccio, piccolacittàvescovile,con bel porto ed occodémtaumuersilo- 
r»a; vi si vede la casa ove nacque Napoleone, ed è questo per Tmuna- 
ginazione il fnimario mùnumento non solo d'Ajaccio, ma di tutta l'isola. 
Bastia, capoluogo di circondario con un porto, è la città più popolata 
e più commerciante di tutta l' isola. 

FMMd»mti. Vedi VAsia, V Africa, V America, e l'Ooeoma Froncesù 
La superficie totale della tnonorcAta Francese ascendeva alla fine del 
18i6 a 188,000 miglia quadrati (644,719 chil. quadr.) con una pò- 
pokaione aseokUa di 32,602,000 abitanti. Ove poi si volesse compren- 
dere in questo calcolo tutta l'Algeria, gran parte di cui è occupata 
daUe truppe francesi, queste due somme, riferentisi sempre quanto 
alla popolazione all'anno 1826, ascenderebbero a 258,000 miglia 
quadrate (884,774 chil. quadr.), ed a 34,050,000 abitanti. Quest'ultima 
somma sarebbe assai maggiore se si riferisse al fine del 1^1, perchè 
la popolazione del solo regno di Francia ascenderebbe allora a 
34,213,029 abitanU. 

GONFEDERABIOIIE SVUZEAA. 



Longitudine orientale tra 3^ 43^, e 8» 5'. 
IMitudine tra 45o 50^, e 47'' 49^. 

Gonfiai. Al nord, lo spartimento dell' Alto-Reno appartenente alla 
monarchia Francese, il gran-ducato di Baden ed il lago di Gostanza 
che la separa dai regni di Wurtemberg e di Baviera, e dal Tirolo ap- 
partenente all'impero d'Austria; all'est, il Tirolo ed il regno L<mibardo- 
Veneto, appartenente all'impero d'Austria; al eud, i regni Lombardo- 
Veneto e Sardo; all'ovest la monarchia Francese, vale a dire, gli spar- 
tknenti dell'Ain, del Giura, del Doubs, e dell'Alto-Reno. 



CORPfiDEBJIIIWlSVIZZERA. tlf 

quattro fiumi. Il ilaiM^ il Aoiam, il iRa, ^ il I^amiòia^ i quali neir 
tono ■aU'Ooaatta Aiaatico, sai Mo étt o B ranao ^ aaU'Jkdnatico^ enei 



ai amo Am— iiiiM (fniJM tMi^)»it awM m iiTTO<jin«ffc»w) w tta . 

POSTCBIOBB (Hiater>Rlieia); «no tnvem il eantoo* dei Grtgiooi, fcp«ni quello d(| 
Sao-^«11o dal Tifoiloy tnwna il kg» di Coflyasi^ € Jaiqbe la Aontieni di «tnelll 
di T ^ iy i h , « Wmk§^ M ìip«é*ì» « di «itilMs lapènÉA» tf «Mlm di aeìUìi» 
dafMfii diTigiiii#dl»M»i», AifMio wMn irìaabt% él a— fctw It AMI» 
caiaraiu che n* iotonpmp* U hav^sìm** Traversata BMiI«a^ il Reno proMgm il 
•uo cono tra FMaeis • A«r«niA<, per oatiuHy fravemodo i Paeii-Batn , aadanl 
» «kitM «il auM del JTeid, I «uoi «OmbU |Kiacifiii umIU Swnwa ••» ; te 
'^^— ^ ifr 'intTTr ! x-trrf ^ I Ttr-l^ f TÌH f '^ FiffrTf i ^ h^riM i » » a deetw dilU 
Sitter i Tjiar^ il quale h )« maggior corceai« d'acqaa ebe appartenga lofalncala 
alla Sf i* w M« I te b Ma aoi||nli ael caaloM di Verna, ove traverga rOberhadi, I 



mààg§mmjfmmmàa «per Je eiui di Jalelto (SeleiiMV Aarao e BMMg. Vàm 

à\ rriborgo, e la ThUU^ 



riceva a eiwiiira la Sarlmm (ÈuuuA che traversa B caotooe 

e«flearia èS ì^fiA A HevlMilleU di IUNrat e di Bima. Gli «flaekii principali 

parta a rif nide dai ' ga a H a i di Berna e di Saletlaj la M^u^, aha scalariasa dal Haolf 
Saa-Goltorde^ travana fi eaaloae d*Uri, il lago dei Òuatlro-CaQtoni, liagna Lucira a^ 
irareiaaada il eaolaBa di questo noaie e l'Argorla; la IMmmmt, defla Lltuh wMà 
parta japMkM dal sÉseaaaia Bel aniBBa di «larif, tNm. quali di lia gallai di 
fltl iesi ay luarana i eantoni di Zorige ed àstgavia^ naasaodo per Glarn, Zurigo • 
Badca^ a traversando il 1^0 di Ziir^oj la sua imboccatura giace alquanto al 
diaaart» di parila ddHa laMit 

U wtmmtmmmjkMwo ricaTe; 



n Bonuro, il anale scalariaee tal aiattla della Toarèbs aelTalese, traversa qaeito> 
Le^ aa a ^ H^lB^sdiGiueera^il aaalaaa di quarta «aaw, aaflsaado par Brifg, Ifaa* 
sm^ a Oi ai ra i a yriadlalta la Ih waeie. Jlr s i aaa d^ dBaeati ch'aasa ba ae| 
irxnloda Sviaaaro k abl>astanai notabile per venire descrilto, salvo il Doubs che r 
iribnlario della Saonuf esso segna una parla della frootien oceidenlala della eoa- 
fedcnaioM «il aartaoi di BeOM a di «aufebIMl. 



H rOf èha & il aragfiar §tmm IflaBi^ ìagmmttit a akirtMi dal T§eim>m 9 qaa^ 
aTaliiaw aertarliBe a'piedi M àm ^aWffda» traamaa il canlMa a eui 41 A pasprii» 



« y a quindi il La» M^ggiora^ e va a perdersi ael Po net ref no Lombardo- 
Veneto. La Mattia éa altre riviere entrano nel Lega Wagglora a destra^ intantochl 
la Trasa vi aeariea a sioirtB Ja acf^ 'M Jtgp di L%a«B. 

Il wBmmmmm»noBJ0i 



U DASQMpy il eona jupaisiaaa dal quale Mpailiaaa aU'ÀlaauMia» a rieava a- 
iirtrar/j^% dbeauCMàasalb i«hiacaia4dnIkJllaJ^|;«,liwersarÀlUelaai^ 



Eagadi«a «et Grigioai^ ad aalra adTTiial^ «aa p ra a sg a t il suo carso per «aa^ian- 
gcrsi ai P aa i i h ii «al ragas di Baviirt* 



IKvmSmu ^ ìti c lìf . Dal 18I!S ia |»0i la Svinerà è una confedera? 
éì tt aaw l g i i i , la 4|inle piiè, «Mroè la inailiAoaziaBi JuiNte 
dopo il i'SSO, conila mtocnte di ti SMd ahneno, flema pttr tener 



411 

che questi cantoni sono altrettanto repukbKcIiOt eccettuato queOo di 
Neufchàtel, il quale è soggetto al re dì Pruasia. ^ ' 

La Sviazera non ha capitale pennaitente, ma in virtù delTatlo fede- 
rale del 1815, le città di Zurigo, di Berna e di Lueema divengono al- 
temativaniente la eapHak della ComftderassiiiMM pel «trattn di dueamiì. 
jméi i84i e durante il 1842 Berna godè di questo privilegio, che passò 
per gli anni 1845 e i%éi a Lucerna, e per 1 due anni seguenti pas- 
serà a Zurigo. 

La deliberazione degli affari oemuni a tutta la confederazione è ri- 
nervata alla dieta (Tagsatxung), eonpbsta der deputati de^ cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgomastro^ od aeoyer del cantone direttore, e srraduna per l'or- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la gueira, conchiude la pace, stringe alleanze eolie po> 
tenze straniere, elegge gli agenti diplomatiei, e dispone della forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degfi alftrì co- 
muni è affidata al cantone direttore (Korort), vale a dire a quel cantone 
Il cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essere per due 
anni la capitale della confederazione. 

Topografia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo accamato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali^ non computando le suddi- 
visioni della democrazia federativa del Yalese , formano presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i oapiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assaf cospicua del cantone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed airocoidentale : che 
tutta la parte del cantone di.Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar* 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U cantone di Ginevra 
può annoverarsi ira i cantoni meridionaU egualmente che fra gli oc- 
cidentali fra i quali fu collocato. Soggiungiamo che la primn città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. Citt^ldBi Sellenlnoiudi. 

BASILEA, divÌM in dae repabbliche, di molto diverM' tmpìetka, eioe! 

Basilea CirtA*. Basi tea, mil Reno, cìttii di gran «oriinefcio, centro dì vna 
^ande ìodtMf ria, e prìncipalmeate della fàbbricasione dei naiiri di feti, con «Jalvenlta 
• 22,000 abitanti; ìinM strada di ferro %AU eongiun^ge a StrJtabargo edd MiUhaaaeD. 
Basilea Campagna. Liestallf città indu^iota di circa 1700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta rsoleure, Solotbaro), città di 4700 abitanti, aede del ^r«- 
•eovato di Basilea, riguardevole per indMIria e per la aaa magnifion etMédraU» 

AaoOVlA (Avgaa). Aaeao, vicino aU'Aar» città aomiMreìanla « volto wdtt<* 
•trioia eoa 4i00 aitanti. Baobv, con circa 4800 abitanti, a hagni fanioai. 

ZURIGO (ZurtcM. ZURIGO, sulla Llmmat e sul lago del suo nome, centro di un 
^Sto coaamnrcio e di nna grande Ìndaitrìa| speeiabnenln per b Manifallttm dnU« 



COBIfEDEBAÉimiC «TIZZCRA. 4I!C 

^oiPt ài eoToae t éì wétt, eoo vm unti^^iM, • 14,000 tlntaoti. WiKTemiiirii eo» 
4600 aUteMiy « WxDBMCIlWBit (WitdvoseHwyl) eoa 5t00| ivao piccole «iuà di 
^rao momeiito per florida e •variala indutlria. 

SCI AFFUSA, cMitoB* jpoito tntlo «Hi deifra del R«ao. SclAFPOiA ral Raoo, eitlA 
«omai«reiaale ad ÌDdoatriosa con eiret 6000 aDlma. 

TURGOVIA. FBAOBirrsLO, vicfao al Murg, eilti iadailriota di 2900 abitaBlu 

U. Gi»IOBi OrieaUli. 

SJkIf-GAIXO. 8Ay*GAtiL0» tallo 8l«inacli, ccotro di naa graoda fabbrieMÌoaa» 
^pecUlnaoDle di tela di liao a di colooa, citti di graa MaamarciOy con 9400 abilaoti» 
APPEHZBXXy diflii ìa dtw repubblicba: 

AVfBVZBLli-ESTBlllOlB ^Autter-Rboden). Trogen, piccola cittd di 2400 
Ailftvti) Mèrli ùu, borgo di 7200 abitanti, oompraai i eoalorni, ccBlro di ima 
grondo fobbricaaiooa di tela di liso a di cotooe. 

AmvZBLL-ImMOBB (iDoar Rbodeo). Apptn%§lt, ani Sitlec, con 4400 
«.bitapti» 

ORIOloan, tifilo in tra Icgba o ooofadoraaioni daaaoeratiabOy.eiois 

I.BG4 Gbigia (Grau-BundJ, airoveil. Ilan% con 574 abitanti; 

I.BC4 Cad^b (Gotteibauf -Bund s Delta casa di Dio), al nord. Coirà (Cfaur)» 
mA Plcaenr, non longi dal Rana, reaìdenaa del vaaeovo di Cofra a Sao-Gallu, con* 
aiderata aicoomo capitalo di tatto il cantone, di cni aaaa a la eitti di gran lunga pia 
•mportaMo yw ogni rignardo, aabbana popolata da solo 5500 abitanti } gran con* 
ntv^o é% tranatlo. 

lai&k VBLbB DiBCl GIVDICATVBB (Zeba Gcriebla-Band), all'est. Davoi^ ama 
««ff«n 800 abitanti. 

III. Gabìobi Meridionali. 

TICI90. Quatto cantone non ba capitale permanente; ma le tre città principali 
lo divengono alternativamente per 6 anni. LOCARBO (Laggarui) lo i già dal 4839 
ia «pn. o coolinaer& ad eiierlo fino alla fina del 4845; ' naia è ana pieaola citte di 
ctrca 4600 abitanti, poata all'eitremità •etteotrionale del Lago Maggiore. LCGABO 
(Lauif), aul lago di questo nome, città iodustrìoia e commerci'anie di circa 380O 
anime, la quale alterna con Bellinsona e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
«lei caniooo. BBLLivzoBA (BeUaaa), sol Tidoo, eitta di 4440 aosmo, importaola 
looreà il ano aommercio di transito iavoreggiato dalla magnifica strada del San 
Gottardo. 

VALESCy percorso Intatta la sua lungheaia dal Roéano, e diviao in 43 piccola 
drnMorasia dette Declmt (Diaains), il coi coimina governo fiaiada a fiiOM (Sitleo)» 
piccola città di 2600 abilaatif ove risiede pure il vescovo del Valesa. 

IV. GraftMu OoeidénteU. 

GIUEVRA. GiBBVBA» p^sia ove il Rodano esce dal lago Lemano ossìa di Oioevriji 
città di graodisaimo commercio, ricca e popolata più che nessun'ultra di tutta Svia* 
tcra, aebbene non cooti che 28,000 abitanti; eentro di una immensa Aibbricaiione di 
cviooli o di gioiellerie, ed intienso con Basilea e JSvrifo, ono ééUra frmuU'OéMtrt 
ÌMiHUttm0li di questa BMotuosa regione dell'Europa, 

VAUD. ItOftABBAi non luagi dalla spiaggia settentrionale del lago di Ginevra» 
sadoatrioaa e commerciante con 45,000 abitanti. ■ ' 

NEOFCHATBL, situato lolalmeute nel Giura.. V BUFcauTBL (Nencuburg), aàl lago 
di qnaatp boomi citià coe^mareiante a di grande industria, di 6400 abitanti. Lo 
piccole città di LOCLE9 con 6800 abìtaoii , e di GHA(JX*DE-FORD con 8400 sono, 
p»r coti dire. Immense officine. Ivi e la più grande J'a^brlcatione di órluottrim 
d^Eurcpmf a per cona^uenaa del mondo. 

V. Caiìtoai Interiori. 

FRIBURGO. FbibDBGO (Freiborg),, sttU» Saane^ eitti alquanto commerciaQfa, dS 
S'OOO aaioMf raaideoaa del vckovo oi Losanna e Ginevra , con importanti stabilii 



i latterariiy a due dei maggiori ponti totpeil cbe si abbiano in £uropai 
RfiRHA, il pia importante di iulti i canl^ni a cagiona sia della sua popolaaione^ In 






spiale mgomi§ ^«n •! fttial* 4tlk |»poluiaM ioiaU 4cUa Siiafin»! «• deUf mIcd» 
aioM del «IO tenilorM dM <|a«si pwtggia qatUo «lei Grigioni. BSfiHA» auIl'Aar^ 
città iodastrioM e commerciaBte eoo nu^uaèt^tnità • 22.400 «bitaoti. THClff posta 
«• l'Aar MM dal li«o di Tlwa, eoa 5000 abilanli, ciuI principale dall'Oieri^n^, 
cba i.la parte ttimata pia bella delle Alpi Sviaaare^ • la più risilata dai via^aton. 

fMÙvuMx^ IfUOBUA» ftaala om la Retiw epce dal lago dei QiuUfo-Gaalopiy dello 
•OGÌMlago di Lucerna, città iaduslriosa e commeraianle di 83(X) abitanti; fino al 1835 
•eia fu reiidcnaa ordinaria dtl nonaio del papOy il «piale poaeia paaaÀ a riaiedera • 
ScInmb. Ma'anoi dmloni i«aMdiMi é tmàcimm il mBmmmfné^i SnMmmi, 
oM M lìdM coloeaale icolpàlo nella Bioatagnn. 

ZUG, il minore di tutti i cantoni. ZM» ani la^» di ^MaMi aoana«, ma 3 i 00 
abitanti* 

acaWlS. SCBWiZ» otta ai 5200 abìlBMi« d«l 483S in poi, laMdnoaA ordmarin 
del nnnaio del papa. 

6LARIS* QMJMBp aBUa linlb» con 4400 abilnatii di fnndo indnaùria • com- 
Biercianta. 

CRI. Altort^ bm^ ai 4900 abilinti» poÉk» pM» !«■§% dalla iivn àrnUn adi» 



TOffTBRWàLDUI» dwiao in dna «rpnbibUclia| 
ALTO-UmiiWALDBH (ObvAlden)^ compcenae la parta Maridioanb dal >■ ■ ■ i^ 
#nr««% «ìMà di iOOO abitanCiy na i U eifaànago^ iTnf «i*«r#, aàllA di 2000 
naimr» ngnardeeole par la ina abbaan a pai iaainnrf» l'wBa« Palina jGanBOaà» 

Basso-Uhtbrwaldeii (Nidwalden), comprende tutta la parta iaH««>rinnaln del 
tmalapn. Sta»», cita di 4700 abàlaatL 

GOlfFEDERAZIOIfE 6EAMANIGA. 



iioa. Long.mrimL tea 9»6 ig»all'iiictfca. LgUìt, 
tra 49* W e ìSSSf^. Si sono compresi in questi caleoii, ed in quelli detta 
superficie e della popolazione tutti i paesi considerati ufQcialmeDte 
siceome membri della eonfederasione Geramica. 

Confini. Al NcMrd, il mare d' Alemagna o del Nord, hi nonareliia 
Danese ed il mare Baltico» Aìi'est, i paesi della monarchia Pnissiana e 
dell'impero d'Austria che ncm vanno compresi nella coafoderaaioiie, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Gracoyia. Al md, i paesi 
dell'impero d'Austria die non appartengona idla confederazione, it 
mare Adriatico e la confederanone Bviaera. AM'^osif, la aionBrciiìa 
Francese, ed i regni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

FiumL La, confederaziooe Gennanica ò una delle me^o iirì^te 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumt 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versana , ri- 
mandando perà i lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Austria, o 
delle monarchie Prussiana, Neertandese e Danese per It descri zioiie dì 
quella parte del corso di fi&si che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il MAS nsao riceve : 



Il DAiriTBio (Oonau), nasca nel granducato di Badni| a Wra te wa I vpgni Hi 
temberga e di Baviera, gli imperi Aastriaco ed Ottomano e «prindi ti getfa nel man. 
Siero. Nel territorio delU confederatìooe Germanica, esso bagna Sìgraarnigen, Cìmai^ 
aalitboiia, fasian^ Lios^ Tienna. 1 luoi aflurntl ]>rhicipafi a deitraaMo: Vfittr^ 



coitnsMaAunB aermaniga. tlf 



i^vwMat ^Ik Mmi (SmU) cW fcratlc daU'iamaM d'Austria. 1 priucipaU dHocati 
di tinistra aono : il f^cr«<ltj VjltmUkli u tfmhi il tt^gf^ Me. ecc. 

11 MAMB BBfc voMB ricey6 : 



Il Rbno (Rh«in), il quala acandc dalla eonl*d«raitoM Militerà, ittravcm II hjM 
<!t CoataDsCj acpcra il ya a d w ca to di Badca dalla Fraadi» a dai aitiolo tw r wo <m| 



il | y i»di wU di Aaii^Darmaladl ; atpwft dnUa pfvriacia piM» 
dei Ilc«9 il ducalo di Haaaaj diacarre quella orof iocia medesima dal mcatodi 
al Dordy ej antn d«ì Pacsi-Basti| ove mette capo nei mare del ITord. Nel suo IWM 
«orso eaas kagoa IhaaMm^ llamas (Maina), CobltalB) Borni» Cobnitv IMnh* 
dorf; W«al. 1 attot fÌBri|>U ajuagti a daalmaooor U Trmi*mm% il X<»»lf| 
il Ii«ckmr (Mcckar)» che paaia poco lonsi da Statlgard, ad i ingrossato dalPEns, 
«Ul Kocktr e dal /oxi; il JTeno (Ifayn;, che passa per Bajranth. Wnrabnrgo^ 
Asci afla nb u i g n , Ha naa, IWanadbclay • ficatnl'/ia» cha pa«a par GnMf|a| U Jlarf* 
nifi cka bagna Bambeifa^ ad a ingrossalo dal Ptgmiu cba bagna NoriwiMrga i h 
Smmlt, il TainAnr, il Siiiair • la Ifiàdt^ il takm^ acc« I pciocìpali aSoanti d( 
sìoisira sono: la NahÉt h JHotellaf ecc.; 

L*EHÌ9 cba naaca «sna pnavittela pnistiana di Wa^falin, travana U fNndaagto 
iii Oidaabwfik « ai «araa noi nuiin de) Mord pd golfo di Dollart* separando la 
prdettom annpvareaa d'Ànricb dalla provincia neerlandaae di Groninga. La J7flf a 
alla destra i il soo principale afioante. 

Il Wm« romaio dalla WfeMiA • dola FlILBà oba ai oongiimgoM ■ IMnda» 
nella ptafaMnin «oiwaMaa di Bildesbaim ; questi due rami traversano la parta 
«Accidentale dai tarritorii delle casa ducali e granducali di Sassonia} e qnello del* 
rAasin-Elsnorale. Il Weser traverà quindi inregno di Anaawar^ il ducalo di B w i t " 
iviab» il goeano p W MJn — di Mindn» il tarrilono dalla repubblica di Bi«nn« aa* 
{•ara il gnndocato di Oldenburgo dalla prefettura annovereae di Biada » ad entra 
«quindi noi mare del Nord. La FVLOk passa per Fulda a Cassai ; la WimtA pat 
Hildburcbaoaan | il Wmrh par Bamalo, MbidMi a BraMa. li wm p ri n ai p al a af- 
floffrtn «ì dnakn 4r VjiéUr, ti «nla rinavn l'Oalvp ad il LtUté^ q«aat'olU«o 
paam por Gottinga ad innovar» od k ingrossato dall' /naep<l«| a sinistra ricaw 
r/Taufa^ che bagna Oldenburgo. 

L*£iiBA9 ebe nasea in Boeaaiay iravcraa qnaalo cvgno, qodio di 8aHBaiO| o i fu iwdl 
tf loioilifàn panaiaBO^ Iboabo qo^ del ragno dì Anooivaffy dei gmndueoU di Ma» 
<kleaUHU|{«tkb«paria a di Holateio, traversa quello dulia repubblica di Amburgo^ 
••d entra nel mare del Nord. 1 suoi principah afluenti di destra sono: VEltitP* 
rfero (iBc b fe aia a'BlsIar), VBmv^t^ VEidm, la 5ree*enllS| eoe. A alni* 
%tn i la Muidmt U Jeef e, cba riceve Vllm, VUnsirmè iograssam detta G^rm e 
«iallo AaihBi^ VEisU^Bimteo (Waissa-EUtar) ingrossato dal Plisi cbe bagna Lipsia» 
<r fioalncnfa il Hode; l'/fm* non a l'O/te. 

11 BBAm BAtiTieo lieere : 



Il Tbavi, cbe bagna Lubecca a riceve la ìlf^aektHh» a destrsi e travaraa il ter* 
rilorio delln repnlbKca di I««beMa« 
Il WAMM^m (Waron)| uba bagna Rnalaa k o rioave il ^eàai» a IravarM U gran* 

«Jncalo di Macklamburg-Sabworin. 

La RbCBKITZ, cbe traversa il territorio dello stesso granducato e h provlacii 
pnissiasn di Foonrama. 

L'ODO, tt BMA» il FmuXTB 90 altri» appartengono alla narie ganaanica doUn 
Prussiana, Quanto al corso superiore dell'Oder, veo.riropero d'Austria. 



La oonfedanuiiime presente fornaTa akte volte riM« 
PBBO GBMiAN»>y il quale prima della rivelmione fraoeese si perti¥« 
io 9 oìimU : é'ÀìÈtMa, dì Bmri&ra, dì Smoia al sud; di FrmBfmia, di 
Àìto^Beno e dì^oMo^ilaiio nel mezzo; di VestfoHa^ dì AlUirScMtmia^ 
di Baattk'SamQma al nord. Oltre a questi v' averano alcuni pa0ai i 



lift BOMM* 

quali senza appartenere a nessun circolo pur si considcnvino oene 

membri deirimperìo; i principali erano il regno di Boemia^ la Silesia, 
ÌA Moravia e la Lusasìa. I Paesi-Barn Austriaci, che anticamente for* 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte dell'impero. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiezza e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a M città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo d^imperatore d'AUmagna, 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederaxiùM Germanica, sottentrata alla confederazione dd 
Reno sciolta nel Ì8i4, consta di 40 Stati collegati tra sé per Vatio fe- 
derale del 18i5 neir intento di mantenere la sicurezza esterna ed in- 
terna dell' Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affkri degli Stati con- 
iederati si trattano alla dieta adunata a Francofortè-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. D rappresentante dell'Austria 
presiède la dieta. 

iMssemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ma- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheim 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federcdi ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di RastadA nel granducato di Baden , e di 
iJlm nel regno di Yurtembei^ga, che si stanno fortificando. Sogggjun- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'esarctto federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capitale. FRANCOFORTE-sul-Mcno, capoluogo della repubblica dì 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 
' Divisione poliiioa. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Affine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sìa assoluta sia relativa degli Slati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine alla descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
Baviera, ed una parte riguardevole del territorio austrìaco che abbiamo 



COHPBMSBAUmtteiftllANICA. Mt 

Mioeato neDa regiilM dì meiiodH, caiiie:|nM una {Murte anche nota- 
bOe del territorio prussiano che ahbiamo collocato neUa settentrionale 

appartengono alla regione di mesto ; ; 



TJLVOLÀ GEOGRAFICA. 
ddU Cottfedcinaione Gteiii«mc«« 

Stati, Titoli e Sitaaiiooc. . Capitali. PopoU 

BSoaoifE ftEVTCstniioiiAìie. 

PlCSSU; monarehiai le proviacie di Brtmdf 

hwtOf P0M»a»Ù9, SUedOj Sauonìa^ Vtttfidia 

e del Amo; aviral lamento deirodcr» deU'Slba» 

<ltlWe«erydeU*Bni»éd*lJteno . . . ...... Berlino. . • • • . 3lJ0,UW 

DimuiGà; OToaarc&M$ i ducati ài BoUi»n e 

di liiiMafor^j.gli avvallamenti delI'Eyder e 

deiraia GiUfkstadt,.,. *.^'^ 

Utnock^ nfmtbiUai awaUamento della Tcave. Zubecea. .. . . . 27,000 

Amscbgo; rtpvhblica; avvallamento dell'Elba • jimbu r go • , • » » i34jUUO 

]ÌlCiLBHtUBG-SCHWEiiai;< grokdìuaio ; avvalla-. . . ^^ 

meato dell'Elba, del Warnow, del Recknits • Sehwgrin , , , . . l5,0Ut^ 
HtOLBIWl&'STRBLITZ; grtmducaio; avvalU- 

■«Blo deU»ElLa (Havel), della Trave, del ^ nn^ 

Rechili........ .. . ^«r*lfM. ...... . 6,000 

inoTBt* re^Mo; avvaUameoto dell'Elba, del 

Weier e deU'Ema w^nnofer. ..... 30,00U 

OldbibdigO; granducato i avvaDamento del 

Weier, del Jahde, dell'Ems e del Reno (Mo- 

iella) 4 Olàenhurgo » < • O,0W 

KvinuuSBV; ùguorìm; avvallamento del Jabde. Kniphausen . . • 50 

Jitau; repubblica i avvallamento del Weser . . Jirema 4d,UW 

Btoiswiol; ducato i avvallamento del Weser o^ nor\ 

(ilkr, Ocker) e dell'Elba (Saale) Brunswick .... 37,0W 

LiPtÀ-DBTMOLD; principato s avvallamento del 

Reno (Lippe) e dèi Weser (Wcrra) Detmold 5/WU 

SciUDEiBDBG-LiPPA ; principato} avvallamento n Ann 

del Weier (EioiBér) BUckébufg. . . . 2,400 

AiflUT*DESSAU j principato ; avvallamento del- ^^ 

1*E1U (Mnlde). , . . . . . . . . . . . . Dassau "«,000 

isHliT'BElNBURG j principato i avvallamento 

den'Elba (Saale). ............ Sérnburg 6,000 

ABHiLT-KOETHBV;sr(«cipato; avvallamento del- . ^^^^ 

l'Elba. ....... ]fictthtn 6,000 

acaSOHE DI MESSO.. 

UasnantGO (parte del Lussemburgo e del Lim- 

Imu^o)** granducato! avvallamento del Reno ^^ 

(Moiella) Lussemburgo . • 41,00(1 

SiSSAC ; ducato; avvallamento del Reno (Meno ^^ 

eLahn) . . fTiesbaden. . > • 42,00lF 

iSBU'DAimsTADT; granducato i awallameoto 

del Reno. Darmstadt * * • » 24,OOU 

«•U»C1SSEL o Assia-Elettorale; granducato; ^^^ 

avvallaffleoto del Weser e del Reno Cassel 34,000 

mi'HoHBDBG : langraviato ; avvallamento del 

»«o (Htbe • Meno) Homburg- 3>60O 



Reno (Bfeoo) Frmmeofari9» . - 55,000 

Waldbck; primcipmtog awallaoMBlo d^ Wescr 

(Fulda) Corhmck 2,300 

delPElU (Saale) e del Wcwr (V«Ta\ . . . Wtim^r 12,000 

Sassovia-AltembubiA) ; éhtetav} aii aM i iiM f ^^ 

dell'Elba (Mulda e Saale) Jitémhur fo . . . 15,000 

SASSOVIA MEIl[IHr.etl-H«BfBVlKGBAD8BV; ducmmf 

avvallameoti del Weaec (Wecn) e dell'Eli» 

(Saale). ..•..* MeiuÌMf€m .... 6,000 

Sassovia-Gobuigo-Gotha ; Auwtv t avvala- 

meato del Rcdo (Meco) e del WcOTr(W^ma)b €okm»f9**^» ••• ^000 
ScuwajizboiO'Rddolstadt ; yr /a aJj^a» r «rtaU 

lamoto-dfeUrElWCSMU)-. • ««JtficMd!»» • • • 4»500 

SCWABZBOBG-SoVDEIftlUUSBV: prùlr^p«i»| Mval. 

Umeato delPElba (Saale) Smm4Ìmtskmms^9 ^ 3,800 

Meom-Gruz; primeipmiof anraBiaacBii» dell'Elba 

(«falda) * i m*^9* •;••••.• €^500 

IlBOM-ScilLBis; primeipmiof MYalIaaMilB -del- 
l' ElU (Saale e Malda) «r&t#is ••••.••. éfSOà 

1Ibuss-I.obbvstbih*Bbbb»omp^ / Il ft if ly a m a«^ 

vallanento dell'Elba (Saale e MoMb> .... Bhgrsà^if/ • . • « i^30% 
Samohia ; regHo f arvallameolo drflIBJb* • ^1- 

rOder DresdH'^ ••..«• TS^OOO 

AnSTBIA ; imp€ros l'areidacato d'Jw^rloi i du- 
cali di Saltar g^ di Stiria, di C««iasla^ di 

Camiota; il FiitUi diasat AfUtrtaeof il ZttCo- 

role 7c^«rco (territorio di Trieste) j la contea 

^1 Tirolo oA yorarlbergi il regno di J?o«« 

mta; il marcravialo dì MoraAé; la SStda ^u- 

striaeai arrdlamenti dell'Elbn, delTOder, della 

Vistola, del Danubio, del Reno^ dell'Adige^ 

delb Brenta e dell'iaonao . » Fienn^ 330,000 

Bavibba; ref-ao; aTvallaniento del Dannbin e ed 

Reno Mmnmeo lOO^OOO 

VosTBiDBBGA \ regno; avvallamenfa deT Danubio 

• del Reno •.» Sfuttgardm»-^'^* 30^000 

ilOHBHZOLLBMr-SiGiiAlUlGSV; prùic^pato^ «wal- 

lanento del Danubio • Sigmarimgtm • • i^GOO 

HOBeHzoLLBXH-BECHiHCBir; prineipoio^ avvalla- 

■lento del Reno (Necker) Béekiugeu .... 3,000 

Badeh; granducatOf avvallamento del Reno • del 

Danubio ...••••.». Kmfliruha • • • • 20,000 

I.lBCHTEirsTEiv; principato Ttra la Sviisera ed 

il Tirolo) ; avvallamento dti. Reno • • . • . Liechttusfln. • 700 

Ora passiamo alla descnzione dei prìneipali Statr, il cui territorio 
è ÌBtegraJmente compreso nei confini deHa confederazione , incomin- 
ciando dal regno di Baviera il quale ò di gru lunga di tutti il più ri- 
guardevo.e. 

Regno di Baifiera. 

OmfiiuJelU parie principale. M fkord, J* Assia-EIettorale e gli 



GOIirfiMEAiMMnMANI€i. 

Steli ddfceat»<ifliMiÉit»e di nwÉfcÌJr<rt^V^ifareaéìl^ 
Sassonia e V impero d'Austria (il regno di Boemia ed il gonema del* 
PArC8*AiMii); ai md, fm^mt é^Awtiiar (i f int^ael VemribMg) ed 
tina|^ec#lapiirte dellago d^Oostana; aÙ'ocieilyilragwftdiTiirteRH 
iierga, • gnmdaeati di Béin ed! Aieia. 

Fimni. Il Danubio dietimtariai ngpo datt'eveal^'oit, paieanda 
per Neokvfgy la^oistadi, Batisbona, Slraiibinga Hssau. Esse ri- 
cere à desta: r/llar; il Lseà, ingrossato dsUa H^srloc^ » aleoiH 
AneBllÉ # od sor^s Aogiista (Aagihiirg); VJ$&r (isar) che bag^ 
Mooae» e Landshot, eVInn iagressiÉD «fatta. Sa^sa; i pràcipaK af- 
Ouestt di shnira son»: Wertiiiz., VAltmiàhl, H Nab ed il 
ileffis. 

H ftsMo ohe aegaai^oesfine orientale del circolo del Palatinato» bagna 
GeraoenAeÌHie Spira;^ ess# rioera a destra il il ma che traversa tuUa 
Ja p«l6 ee Ueutr isiiale èri tegnoy passando per Bayreuth, Schweii»fiurt» 
Vurzburgo ed Ascwftoburgo, ed è ingrossalo érì RedtèitZy il qusle 
bagna Firtb, Erlangen , Bnmbeiga , e riceve alla ma volta il PeffftUZy 
oIm passa per Merimberga; i principali afflnenti del Reno a sinistra 
òùn»: i^tfisirr^ il Qmei<k ohe pasas p«r Landau, e&aiVaAe. 

mrinmm a Ti^p«gniia^ Dal 1857 inpoi^ tutto il regno è partito in 
otto cìreol^ icof nomi rkwdano i diversi peesi, onde ai tsmiò ttregno 
ìH BsTÌen» 

Mim aea (WtocheniX m^'i^cry capitale del regna e eapoluego del cir- 
colo delfAlta-Bivkra, città industriosa e piuttosto commerciante, la 
quale, mercè r«M9artt'tò ed altri grandi slabiimenti lettenirìi, già da 
alcuni anni va annoverata fra i precipui centri della moderna civiltà 
g et aMuie n, ed a cui, dopo l'avvenimeala al tioae del re Luigi, si con- 
dente comuBcaMBle andhie E primato in ordine atte bdli arti. Monaco 
è sede di ui arciveasovaio, conta da lOMM abitanti, compreso il 
territorio, e comumea con AuffUiiA per via dì una sif^oda ferrata^ 
I?fG0L8TADT , sulls simstrs dd fianubio coalQ,000 abitanti ; conie 
saranoo condotte a tannine le stupende» fertifieaaioni di <iuesta città, 
essa denàeolloeMsi fra leprine^Nii» /brtase di.£un9>a«^ 

RaTiaBOfiA fRegenabnrg), sul Dannbìevcifttà vescovile, industriosa, 
e éi graa eommeceio, capoluogo del droeki ddrAltOrPialatinatQ: e di 
Regeaslraig con una popolarione di 22^000 abitanti ;. e^ è questo un 
punto eminentemente strategico,, ed una deUe principali stasieni della 
aavjgasione a vapeae sul Danubio. Nelle sue vicinaaae immediate a 
Do«aiittsl««f, sorge in beUoe pittoriooaito il Ifa^àoto, vero jMinteQ^ 
fjermanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consacrato a tutte le 
glorie aasionali.. Qnesto splendido monumento, unico nel suo genere, 
et già stalo ilhistrato per ciò che riguarda la storia dal suo augusto 
fondatore , e quanto airarte , dal celebre arohitelto che ne govemò 



resecQiioiie. Ambbrg, giàeapitaled^'ÀlfaHMatiMtoy oittà iodastrìon 
di circa 11,000 abitanti. 

PAfiSAir, al confluente iell'Imi e dell'Ik nel Danubio, città vescovile 
di circa 11,000 abitanti , capoluogo del circolo ddla Basat-ftiviera, ò 
una piaiza forte resa vieppiù importante dalla sua situaaione. Lahiis- 
BOT, suli'Isar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Bayheuth, sul Meno*Ros8o, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo deirAlta-Franconla, ed anticamente del margitvialo del suo 
nome. Bamberoa, già capitale del vescovato sovrano dì ^ueslis bOaic» 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di SI ,000 «Manti» 
industriosa e sede di un arcivescovato ; l' apertura dd canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed Aìienburgo^ e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell'Europa Centrale. Hop, auUAiSeale, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti.! 

ÀNSPACH, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerciante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangen, città industriosa di 10,000 abitanti , con una wnvm^tà. 
Norimberga (Nurnb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrata che la congiunge a FUrth ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industriosa e di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwabaoh , città di grande indu- 
stria con circa 7200 abitanti, centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. 

YuRZBURoo (WCirzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata eoo 
una cittadella, una universvtà e 27,000 abitanti, già*capilaledel vosco» 
vate sovrano di questo nmne , ed ora deLcircolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. AscrAFFENBURCO, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, ciìtà vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capoluogo del circolo della Svevia*e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAllgeimeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali te- 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Jlfonaco per una strada ferrata. 
Neuburg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co- 
spicua per isteriche rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfahs), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separato 



CORFEDERAIHMH SlRMAllICA* MS 

aflUto Mia pnte principile del n^o e ooniltiiiiite colle monarehi» 
Francese e Prussiana, e coi granducati di Assifr-Darmstadt e di Baden» 
Larpao, sul Queicb, piaxga forte federale, di 0iOO abitanti. GBnwms- 
HBiM , al confluente de! Queich col Reno, piatta forte federale cèe va 
oostraendesi, di Ì20OabiUnti. Dite Porrti (Zweibrtteken) , città di 
730O abitanti, già capitale del Palatinato. « 

Regno di Futiemberga (Wttrtemberg), 

Gonfiai. Al nord, il granducato di Baden ed il' regno di Baviera; al- 
l'est, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato di Baden. All'ovest, il granducato di Baden. 

Fiumi. Il Danubio., che traversa la parte meridionale del regno^ 
senza ricevervi alcun ailluenle di riguardo , ma bagnando Ulm; if 
Neckar co' suoi affluenti, VEnz, il Kocher ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal nor4 al sud, e si versa nel Renò nel granducato di Baden^ 
il Jauòer, affluente a sinist];a del if e n p, affluente del Reno anch'esso» 

DtTMÌQiia e Topagrfàfia. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stuttgàrda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno ^ gentile città, che a 
questi ultimi anni si ò molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabiiio^enti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e singolarmente Timuiensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza., Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Ka nns/adt, di 4S00 abitanti, piena di manifatture, tLudwigs^ 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è il vero capo-» 
luogo dei circolo del Neckar. Heilbronn, sul Nekar, città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abilanti. 

Bsutlingen, città eommercianie, e molto industriosa di 11,000 abi> 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tubingen), città di 7300 abitanti con un'universtYà. 

Hall (Schwàbisch-Hall), città commerciante e più ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Ulm , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda det 
r^no, e la prima quanto a commercio; si stalavorando per farne una 
fortezza federale. 

Granàucaio di Baden, 

Gonfiai. Al ncrdf il granducatodi Assia ed il r^gno di Baviera. AI- 
Ynt, i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principati di Hohen* 
zoUera. Ai sud, il lago di- Gostanza ed il Reno, i quali ne segnano per 



iti BOMtà» 

del IMtteiviiiio non «ohi, ma tsinriio uno ét'nagpm «Mpariidel 
commonùo del mondo. 

Aix , dttà arciveecovile, altre volte capitale della Proveaia, ed on i 
aemplioe capoluogo di cireondario, ma tuttavia impartantiiiiima mercè || 
le sue oofua (énnu/iy e la sua aooademia umvenitmia, Ablbs, altro 
capoluogo di circondano , posta sul Rodano» con parecchie vestigia 
del suo antico splendore. 

ToLORE, città forte, la più grande, la più popolosa e la più impor- 
tante del Varo; il suo magnifico araenaU non ha l'eguale in tutto il 
bacino del Mediterraneo, ed il suo porto è uno dei più belli di questo \ 
mare ; esso è inoltre la stazione di otto piroscafi destinati dal governo 
alla corrispondenza decadarìa coirAlgerìa. 

Neil' isola di Gomm per situazione , per ampiezza , per bei porti, 
e per produzioni naturali importantissima, e che forma lo spartimento 
di questo nome, ci contenteremo di nominarne soltanto il capoluogo, 
Ajaccio, piccola città vescovile, con bel porto ed aeeademiauniveniia' 
ria; vi si vede la casa ove nacque Napoleone, ed è questo per Timma- 
ginazione il firmario monumento non solo d'Ajaccio, ma di tutta l'isola. 
Bastia, capoluogo di circondario con un porto, è la città più popolata 
e più commerciante di tutta l' isola. 

FMMdvMiti. Vedi l'Asia, V Africa, V America, e V Oceania FrancesL 
La superficie totale della monarchia Francese ascendeva alla fine del 
laae a 188,000 migUa quadrati (644,719 chil. quadr.) conuna|K>- 
pokaione asaoluta di 32,602,000 abitanti. Ove poi si volesse compreur 
dare in questo calcolo tutta l'Algeria, gran parte di cui è occupau 
dalle truppe francesi, queste due somme, riferentisi sempre quanto 
alla popolazione all'anno 1826, ascenderebbero a 258,000 miglia 
quadrate (884,774 chil. quadr.), ed a 54,050,000 abitanU. Quest'ultima 
somma sarebbe assai maggiore se si riierisse al fine del 1B41, perchè 
la popolazione del solo regno di Francia ascenderebbe allora a 
34,213,929 abitanti. 

GOHrEDEAASIORE SVUZEBA. 



PotbÙMM Mtronomm. Longitudine orientale tra 3<» 43^, e 8» 5'. 
JjoUtudine tra 45o 50^, e 47» 49'. 

Gonfiai. Al fiord, lo spartimento dell' AUo-Reno appartenente alla 
monarchia Francese, il gran-ducato di Baden ed il lago di Gostanza 
che la separa dai regni di Wurtemberg e di Baviera, e dal Tirolo ap- 
partenente all'impero d'Austria; all'est, il Tirolo ed il regno Lombardo- 
Veneto, appartenente all'impero d'Austria; al sud, t regni Lombardo- 
Veneto e Sardo; all'oues/, la monarchia Francese, vale adire, gli apar^ 
timenti dell'Ain, del Giura, del Doubs, e dell'Alto-Heno. 



GONPBDEaMllMBAVIZlERA. Ili 

quattro fiumi, il Reno, ii Aodam, U ìRp, ed il DmmibiQ^ ì quali nei- 
loM mdlXhmm Atkalico» m1 IMÉtaameo, M6U'ldnatico« «nel 



PoSTBBlOBB (Hinter-Rheia); cmo Inversa il eaaUNM dei Grigioni, «cpan qaelJo di 



Sao-G«llo dmi mnloy travpn» il lago di Goitpasi^ e .laiqbe b Avotien di tfaelll 

i>»ii < di «Miite% mi Éwai u m *mÈkmt d< ackain» 



di T^ipaiJB^ <di 

d«^^M& dH Tipiiì^dH^àif». AifMKonliB f i iiffiiiib «l >w» iwmi h JbaM» 
cataratta cfaia ne inteaDoipa la a«.v^sÌMe. Xravertata BMìlaa, il Reno prosegue il 
soo eoe*» tra Ftaaeia e C tt ia ett ée., per ^odi, travcnaodo I Taesi-Saan , aadam 
a ^nam «J ta— e del JTeed. I «vii alla«rti feiae^ wSU SniaMni aaaa : la 

Siuer ; Tjiar^ il qoale è le maggiar coreaale d'aeqaa che appartenga totalmeata 
alla fliiiaeta } %a la h» awge aJi ad eaa t ea e 41 Beraa, ove trairersa l'OberfaasIiy t 

gilma ad Aff Bilia pewedn fMr ie ohlà di Jaklto (fleleaeek d^aran e BMMg. I-'A^ 
riceve a ainiiire laieriaa ^ÌÌnui^ che traveraa fl caaloae m Fhbargo, e la Thitle^ 
eminaiia «di lagbi « HedCAItel, di Moni e di RieoBe. Gli «flaeaii priaeipaS 

parte arifajriedeid^BM^iReeaa e diSaletteg la ReMir, che acalariiee dal MaoM 
Saa-Gottorde, Im e taa il caaloae d'Uri, il lago dei Oualtro-Ca^toaì, bagna Lacerna^ 
tutaiiaaile il caaloae di qnealo boom e PRigavie; la UaneeC, detta Llmk arili 

g i Jm i ip « bwrena i «aalani di Zongo ed Ai^via, i^eeiaado per Giana, Zurigo e 
Radcoy e traverando il l^o di Zor^o j la ina imLoccalnra giace alquanto al 
diaeaMi dl'qvrila drfh Renai* 

TI ■ODÀSO, li quale acalarìeee tal Mile denÉTtoareba ttelTaleae, tnwna qaesto> 
iBlBBP, Hle^adiGiBeeia^il Baa l eaB di t aatH aiaii , f a H a a i n perlrigg, Mae» 
iiK^ a G ii i ag m fwa&e^w 4a ft wa i Ba Jlt ataB n d^ rfiaBali di'eaaa ha jm| 
icrritocia Sviaacro è aiifeistanae notabile per venire deaciilto, salvo il Doubs che e- 
irUmlario della Saona; esso segna oaa parte della frooticra occidenlals della eoa- 
fedeeMÌMM Mi eemeoi di Biiu « Ji VanfeUMl. 



1lPo,dia&ilanggiorSflnM#«leBm lumi Hi • elaUMi dam«f««i 



«• 




DOOM , e qoindi il Iago Maggiore ^ e va a perdersi ael Po nel regno Lombardo* 
Teselo. La MaggU éauìtn riviere eatraao nel Lago MT agghire a destra, intaniDcbè 
la ZVesa vi aearica a ainists le U^p» ^«1 Jagp di 

Il uém mmmo liaeTa : 



Il Basump, il eoBsa sapeeiOBi dal qoale agpa ifie ae aU'JUeaiagat, a riceve 
BielralVj^m, db acetMÙap 4« i «hiaoBiaà daJk Jftiief^ toweraa VAlU e la fiai 




Eogadioa «et Grigiaoi^ ad aalva bcTtìioI^ 4)ae fNaegàe il sud carso per «oagiaa- 
gcrsi al P a onl o» «al jagao di ~ 



Dal i8IS uif^h Svinerà è una confedera? 
« tt mmémi^ k quale poPè, UMoè k madilkazkRi .adMte 
dopo il iS9D, cmiiMa reamente di 27 SM6 irimmo, «enza por tener 
canto delk auddivìùDai UÀ caotona dal Tàkie. JkI)I^iamo gii veduta 



411 ENMMk. 

che qfiièstì 43tiitoiii sono altrettiiile repu^Mklie^ McetluiÉto qo^ilo dì 
Neufchàtel, il quale è soggetto al re <JK Pniasia. ^ > 

La Svizz^a non ha capitale pematfente, ma in virtù iMf atto fede* 
rale del 1815, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna divengono al* 
temativamente la capUah della Ckmfederossiioné pel <tratto di dueanni. 
Mei 1841 e durante il 1842 Berna godè diqttesto pvivil^gio, che passò 
per gli anni 1845 e 1844 a Lucerna, e per i duo anni seguenti pas- 
serà a Zurigo. 

. La deliberazione degli affari oemuni a tutta la confederazione è ri- 
oervata alla dieta (Tagsatzung)^ eonpòsta dei deputati de^ cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzel! , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgomoHro, od aeoyer del cantone direttore, e si raduna per Tor- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la guerra, conchiude la pace, stringe alleanze colle po- 
tenze straniere, elegge gli agenti diplomatici, e dispone della forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione dégU affari co- 
muni è affidata al cantone direttore (Fororl), vale a dire a quel cantone 
il cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essère per due 
anni la capitale della confederazione. 

Topografia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo accennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali^ non computando le suddi- 
Tìsioni della democrazia federativa del Valese , formano, presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assai- cospicua del cantone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed airocoidentale : che 
tutta la parte del cantone di.Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U, cai^<tfka diX«inevra 
può annoverarsi ira i cantoni meridionali egualmente che fra gli oc- 
cidentali fra i quali fu collocato. Soggiungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è postst. 

I. CÒAtòBi 9ettentri<m«li. 

BASILEA., divisa in due repubbliche, di molto diversa ftmpìetka, cioè: 

Basilea CrrtA*. Basilea^ rat Reno^ cittià di gAtt codinefeio, centro di noa 
Iprande industria, e principalmente della fabbricaaiond dei nastri di leta^ con «itiMrjìCa 
« 22,000 abitanti; ìiat strada df/brrogijila congiuDjge t Strisikirgo ed fl MAUkaoaeD. 
BASILEA Campagna. Liestail, città -finduitriosa di circa 1700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta (Soleure, Solotbum), città di 4700 abitanti, sede del «e- 
•covato di Basilea, riguardevole per iadmtria e per la sua nagnifiea eattedrmié, 

ÀEOOVIA (Afgan). Aarao, vicino •U'Aar, cillà eomiiitreìaaft» e nolto iada- 
•triosa con 4i00 abitanti. Badeh, con circa 4800 abitanti, n bagni famoai. 

ZURIGO (Zuricb). ZURIGO, suUa Itiromat e sul Iqgo del suo nome, centro di un 
^tto commarcio e di una grande tndastrìai spfcialmcfQte per ta - «anifattara d«U« 



GOSmiBAÉIOIie tTIZZERi. USI 

éioffé dì c«fMe t éK ftflB, eoo sna unWéftHàt • 14,000 ■MttvH. WiVTeiiTmrfi co» 
4600 sUtaéliy • IVJBDCVfCnwBit (Wndvmchwyl) eoo 5100, luoo piccole «ini di 
uno mooiealo per floriJe e ureriita ioduttne. 

SCIAFFUSA, cMtooe poeto tolto alli dMtra del Rtoo. SClAffroiA eoi Reoo, eillA 
«OMimcreiaolo m iodogtnoea eoo circo 0000 iolme. 

TUROOVf A. FtAOCVmo, vieioo al Morg, cittA iodoelrioM di 2900 abilaoU; 

n. CoBtOBl 



f 4lf-GAXXO. SAV'OAULO, eolio Stefoedi, eeotro di ooa fraode lèbbfieaoiooe» 
^pccialoMOlo di tele di lino e di colooe, etiti di grao eOBBOiereiO| eoo 9400 abilaolil 
APPBHZEIXi divlM io doo repobbliebe : 

ApmzSLL'Zmmo» rAoiter-Rboden). Trogtn, pieeoU citld di 2400 
Aitaoli| Mtrisau, borgo di 7200 abitaoti, «ompreei i cootoroi « eeotro di noo 
graode fabbrieaaiooe di tele di lioo e di eotooe. 

AminBBLL<4]miilOM (looer RhOfdeo). jipp§H*§li, aol SUlec^ eoo 4100 
«bitaoti. 

«GRIGIORI» Zittio io Irò leghe o ooofederatiook deoioeratioho, elei : 
Lboa Grigia (Grau-Buod), all'ovest, //eoa eoo 574 abitaDti} 
Lega CADés (Golteibaui-Buod } Ditta casa di Dto), al oord. Cotta (Chur)» 
«A PtcafOTy Boo loogi dal Beooi reeideoBa del vescovo di Co^a e 8ao-GaUo, eoo* 
eidcrata eicoooio eapilalo di tolto il caolooe» di coi esca i la eilli di grao liaoga pia 
importaolo per ogot rigoardO| lebbeoe popolata da solo 5500 abilaoh ^ graa coai« 
iMTCìo oft leooiilo* 

LoGA DKLt.B DIBCI GiVDICATUlB (Zcbo Gerìcblt-Bood), all'est* DavaSf ooa 
«irca 800 abitaoti. 

• GABtom MenaioiMUi. 

TICINO* Qooslo eaotone ooo ha capitale permaoeote; ma le Ire citta priocipati 
lo diffeogooo altemalivamenle per 6 aooi. Locahvo (Luggarus) lo i gii dal 1830 
M «foa, o coolioueri ad esserlo Boo «Ha floo del 1845; ' ossa è «o« piceolo cilld di 
circa 1000 «bilaoti^ posta all'estremili «etteotriooale del Lago Maggiore. LoOARO 
(Lauis)^ sul lago di questo nome, citte iodustrioia e comnierciaote di circa 380O 
»nime» la f|uale alluma eoo BeltÌDeoDa e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
del caoiooe. BiLLiHZOiiA (Belleoa), itti Ticioo, citiA 4i 4440 aosoio^ imporiaoto 
m#re« il eoo oomoieKio di Iraosilo lavoreggiato dalla magotfica strada del 5aa 
Gottardo. 

VALESC, percorso In tolta la sua loogheata dal Rodaoo, e diviao io 43 piecolo 
demooraoio dello Decimi (Diaaios), il coi coomoe governo rieiedo a SiOM (Stllco)» 
piccob csttò di 2600 abilaa|i| ove risiede pure il vescovo del Valese. 

IV. GmHow OcoidbntaU. 

GtVBVBA. GinvoA, p^ta ove il Rodaoo esce dal lago Lemaoo ossia di Gioevroji 
citii di graodiseiBBO commerciO| ricca e popolata più che oessun'allra dt tutta Svia* 
tcra, sebbcoe ooo coati che '28|000 abitanti^ eeotro di una immense Aibbricatione di 
orinoli di gioiellerie, ed ioaieoso eoo BosUm e Zurigo^ «oo do'liv gratuUa^Miri 
imteiUiimaH di qoesta iBoolttosa rraiooo doll'Eoropa* 

VAUD. LOftAMllA» non lungi dalla spiaggia settentrionale del lago di Ginevra^ 
iadualrtosa e cooimerciante con 1 5,000 abitanti. 

9E0FCHAT£L, sitoato lotalmcote nel Giura. SroroutBL (V eoeoborg)» aol lago 

'di 6400 abitani 



di naatto aooMj eilti coawiareiaole o di grondo iodoslria, di (>400 abitanti. Lo 
piccole citta di LocLEi con 6900 abitanti, e di CHAt;\-DE-FoifD con 8400 sono, 
prr cosi dinf immeose officine. Ivi ò la pia grand» J'aèbrleatiQae di ùHuottHm 
4i«lfEmrapaf a por cooi^oeoaa del oioodo. 

V. Cantoni lalerlori. 

FRIBURGO* FauOBOO (FfoiborgU aolla Saaoo^ eitti alqoaolo commereianfo, di 
! OQO aoioMf rtsidenaa del vcKovo di I.osanoa e Gioevra , eoo importanti stabilii 
« eo li latleroriiy o due dei maggiori ponti èotpul che si abbiano in Europa. 

BERHAi il pia importaote 4i tu^i i Gaol9BÌ • cagione sia della sua popolaaìone^ lo 






^ttde wtamàt ^am »l fornii Mia f»pnlifio— total* dcUa Sòsibe** m iell'esiei»* 
MHM del joo lerhlmrM cIm fuan paleggia i|ImUo dn Graioai. BKRHAp anll'ÀaTj 
città iiHliutrìoM e conunercÌMite eoo 9m*umi»f€riità • 22.400 okitaoii. THDK^ posta 
«• l'Aw MM dal 1^0 di Tkua, eoa 6000 abitasti» ciltt p^nocipale deU'O&erUaJ, 
cbo i.la parte sliouta piò bella dcUe Alpi StJMeie» e la piò miiata dai via^aton. 
LUCEVA* LOCBUIA» iMtaoMlaReMtetce dal lago deìQttatlfo-CMtODa, dello 
e lago di Loceroa, città iodoalriosa e commersbnle di 83O0 abìtaali; fino al 1835 
fa icndenaa ordinaria dtl oimeio del papa, il tfaaH» poecia poMÒ a tiaicdcre a 



He'aoi diiMoeù ÌMiaediili é «Mlcitna il 
■a li«ae eoloesde aealpilo odia ■natagm, 
ZUGy il ainore di tutti i cantoDi. ZM^ wl lag» di qatrt» mmm^ «mi 3<00 



•COWIX. SCBWiz» otta di 5200 abitai drf 483$ ia fm, lenden» ordiuana 
del Domio del papa. 
6LÀB1S. GukMty anlb Lialb» eoa ilW abiteli» di gnadaiodMtaia « con- 



CRI. AiAOiff, boi|{»di 4900 afcìlairti, po«to pM* Ivigi dalk vv* dartn deUa 



mfnSRWAUlBai» dMÌa» in dae nrpabUiebe $ 
ALVO-VVTBawALDBH (ObvAldcn), I tiptfdii la porte sendionabi del n ■ • 
Smrmmuf eitli di 4000 abitaiali, ae è U i^ilnngo» Smg^ikmrs, eàttà di 2000 
wmmtf cignardevole per la aoa abbaaìa • pel e«a*Mri» l'aaa a Taltea faeiaì, 
BA880-UHTBRWALOBV (Nidwaldeo), eompreode fatta la parte iMiairiaaala del 
f (aaa, eitli di 4900 abitaalL 

GONFEDERAZIOlfE GERMANICA. 



u Long. otimL In a>8 IS°aU'ÌBcirau LtUÌL 
tra 48° 30^ e fSSr*. Si sono compresi in questi caleoK, ed in qaélà delia 
tuperfide e della popolazione tutti i paesi considerati ufficialmente 
noeome memlHi delia eonfederuione Gemanica. 

Confini. Al Nord, il mare d' Àiemagna o del Nord, la nonarcfaia 
Danese ed il mare Baltico* All'ut, i paesi delia monarchia Prussiana e 
delPimpero d'Austria eiie non nmno compresi nella confedorasione, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Gracoria. Al sucf, i paesi 
dell'impero d'Austria die non ap parte ii go no alla confedoazione , il 
mare Adrìdko e la eonfederaaone Maen. AH'éoaff, la nonrchia 
Francese, ed i rogni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

Fiwii La confederazione Germanica ò una delle meglio inrigate 
Trioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri* 
mandando però i lettori agii articoli Fiumi dell'impero d'Amtria, e 
delle monarchie Prussiana, Neerlandese e Danese per la de s c riz io n e di 
lineila parte del corso di essi che attraversa il territorio dd suddetti 
quattro Stati. 

Il MAS asBo riceve 



U PAirvBio (Dooaa), oasee nel graadiicalo di Badca, attr uem i i^gal fi Tar* 
teaiberga e dì Baviera, gli imperi Aostrtaco ed Ottoaiano e quindi si gella ael «aar 
Mero. Rei terrìlorio delta confednratiooe Germanica, esso Lagna Signoriagcv, Clmi^ 
lalitb»a»| VmmOj X*ifiB^ Tienaa. I soci aflaeatf priacipdi a deitrt<eta0S P/ffei^ 



€01f FEDEftAIMM flERMANICA. Mf 



iatfV9mam ^Ua S^mm (JSmaìm) dw scende datt'ioipere d'Austria. 1 priuci^ ali aJBoenli 
di ainiaira sono: il Fermii»^ VjéltmUkl^ ù Ifah; il Begemy ctt. ecc. 

li aiABB DBI. «OKD 1106^0 .* 



li Rbho (Rbein)y jl qtule «cende dalla conf^deratioiie Svictera, attravena fl Iim 



di Coaunna^ aepara il gtanJwm o di ladaB daUa Wtwmdt, a dal cìmoIo 
Fa1aliaHlB| àalaiaan il yia towl a di Aatia^-Dannaladl ; aepaca (bUa provincia _ 
aiana dti Raao il dncalo di Saaau; diaearre <|tteUa provincia medesima dal meacodi 
al nord, ed entra nei Paesi-Bassi, ove mette capo nel mare del Nord. Nel suo kngn 
«orso eacd bagna MaanlMim, llagooaa (lltlni), CoblnUa, Bonn, Colanta» Mita* 
daei; Wwl 1 «ni pàaeifalà attnaali a dettm «oao : il Trei4mmi il Ki » »if| 
il Htckmr (Hedur)» che pasta poco lanci da Stoltgard, ed e ingrossato dall'f jts, 
dal Koektr e dal Jaxt} U Meu.o (Mayn), che passa per Bajrtnth, W n r a b urg », 
Aacì jfl aa fcuigi» ^ Banoay IV an a uf orte» e ticatel'lea^ che pam per GnbwfO( il Jlarf» 
«Hs, che hngna Bamberga^ ad è ingrossato dal Pegmiu che bagna Norimiierga i la 
Saale^ il Tmah^r, il XtJia^ir e la Niddm^ il l.a&«, eec« I pdncipali afBoenti di 
sÌDÌslra sono: la Nahti la àtofellOf ecc.; 

L*BHB, che nasce nalk pvovincia prussiana di WaUfoBn, fravaisa ÌI frandacito 
di OMesAa^yi^ e a» «arsa md ausa del Mord pel golfo di DoU^ct» separando la 
preCettara annovarese d'Anrich dalla provincia neerlandeae di Groninga. La ffas» 
^Ila destra e il suo principale afllaente. 

Il yfmut fomala dalla Wemia « daHa FULBA cha ai aosigiongmio • l lfl n d a» 
«wUa pfafcMnin anaìMaHsa di Hildesheim ; qoesti due rami traversano la parla 
occidentale dei territori> delle case ducali e granducali di Sassonia, e quello del» 
f Assia-Elettorale. Il Weser traverà quindi ifVegno di Anoavcry il dneala di Bhum* 
wich» il gaaeno prassiati di Ifindsn» il lafrifari» della repnhUica di BranHi« aa* 
para il grandncato di Oldenbnrgo dalla prefettura annovervae di Slada^ €0 entra 
«naiadi nel mare del Kord. La FULDA passa per Fulda e Casse] ; la YtauRA pat 
Hadb iagha nia n ; il WBmr par BaoMla, Mfeden a Bsaim. Il san principala af- 
■ncate di» dask« 4 r VMUt, il quale ricava l'Oeftar •d U léUt ; q«aM' olcino 
passa par GoUiaga nd àmnowt, ad i ingrossato daM* fnnersu i a sinistra riceva 
i*Ifuutef che bagna Oldenbnrgo. 

L'Ei.BAf che nasee in Baasaia, llraveffsa qnealo ivgno, qndlo di SasBDnai a quindi 
il im il m i B pawMBa^ kasba qaalli del regna di Annairer, dei graadncaU di Mto- 
«klemboq^-Sicharerin a di Holstein, traversa quello dvlla repubblica di Amburgo^ 
«•d entra nel mare del Nord. T suoi principali affluenti di destrs sono : VEltter* 
iVepo (Sebararaa-Blslar), F^c^t^rr, VEiém^ la Srge k emitSf em, Asini* 
«tra : la Muldaf la Sa ale, che riceve l'//m, VUmstrmi ingrossata- daUa Cera a 
dallo ntimtkf ì'EUts^BUneo (Weissa-Elster) ingrossato dal Pleiu che bagna Lipsia* 
« finalmente il Sode} Vllmtmau e l'Oste. 

11 wAm BALTICO licere : 

H TliATS^ che bagna Lubecca e riceve la Waeketiht a destra, a travena H far* 
rilorio della repnUiliea di Lnbecca. 
H Wiàtmvm CWaraat}| aha bagna Rnst>a¥ « ricave il lUha, a traaafsa il pan» 

dacato di llacklemborg-Schwarin. 

La Reckvitz, che traversa il territorio dello stesso granducato e li p rov inci a 
prussiana di Foonrania* 

L'Oon, il RMà, il PlMUm ad altri» appartengono alla parte germanica dalla 
monarchia Prussiana, Quanto al corso superiore dell'Oder, ved. l'impero d'Austria. 



u La eonfed«raaii«e presente fonrara akie volte l'In* 
FEBO 6EBaiAicKf>y il qiude prima della rìveiiiaNme francese si partiva 
io 9 oìFtéil : é*ÉnuMa^ di Bmoiefa, di Swvia al sud; di Frtmeania, di 
Mto-Reno e diiBasso*ileno nel mezzo; di V^tfalia, di A\ia-Sai»oma^ 
ék BoBUk'Satmmia al nonL Oltre a questi v' avevano alcuni paesi i 



quaK ftenza appartenere a nessun circolo pur si consideravano come 

membri delllmperio; i principali erano il restio di Boemia, la Siìma, 
ì&MoraviaeìfLLusazia. I Paesi-Bassi Austrìaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte deirimpero. I nove circoli comprendevano una mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiezza e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a 51 città 
imperiali che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo ([^imperatore d'Alemagna, 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione dei 
Ikno sciolta nel i814, consta di 40 Stati collegati tra sé per Tolto fe- 
derale del 1815 neir intento di mantenere la sicurezza estema ed in- 
terna dell' Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari degli Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francoforte-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell'Austria 
presiède la dieta. 

iMSMmburgo (Luxembourg), nel granducato, di questo nome. Ma- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^t Germersheitn 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Baden , e di 
film nel regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. Soggiun- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'eserctto federale, che la matrìcola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capitale. FRANCOFORTE-sul-Mcno, capoluogo della repubblica dì 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 
' Dlviiione poUticMi. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Genpanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Affine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l'insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degli Slati mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine alla descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
Baviera, ed una parte riguardevole dei territorio austrìaco che abbianio 



C0MrBI«ftAUH»-6«RMANlCA* iM^ 

ébUocalo nella regi«M < metsodi, cma ii ii iaw un parte anche nota- 
bile del territorio prussiano che abbiamo ooUocato nella settentrionale 
appartengono alla regione di mexM . ; 



TÀVOLA GBOGEAFIGA 
dell» ConfedcÌBMiane G tom a nì^ » 

SU1IÌ9 Titoli e Situaiioiie* Capitali* FopoU 

mSOlOWS «BTTC]hniIOHA<.lU 

PliOSSIA| numarehiai le proviocie di Brtmde- 



kurgOf Pmmeraiùiff SUen^ SassomOf Vestfalia 

e del tteuo; arvallameoto delPOdér^ dell'Elba» 

dd WCKT, deirBoM é dal Iteno . . . ..... Btrlino 300,00(> 

DAVmAlCA.; MoaurdUc; i ducati di HoUèùm • 

di XAMMfurfj.gli ayfillaiiMmti deIl'Eyd«r e 

dell'Ellm GlU^k stadi. ,, . 6,00a 

Un^CXU $ Mfm^à/iea^ afvVUMMiito della Trave. L uh tee a, . . . . . 27,000 
AioOBCO; npiMUea; avvallamcalo dell'Elba • jàmbu r go • , , , , 434,000 
MxcUXSttna-ScayfKUM y trakdwaio i avvalla-. . 

mento dell'Elba, del Wanow, del Rccknila . Schw^rim 45^00(V 

M«CKLnni]i&>STitBLi'n&; gMUtdìtcatoi avvalU- 

■Malo dell'Elba (Havel), della Trave» del 

Reckaita Str9lit%. ...... 6,000 

AnrOTn; rtgmoi aTvaUanento deU'Elba» del 

Weeer e deU'Ena . Annot^er 30,000 

OldbbbckgOj granducato i avvallamenlo del 

Weser, del Jabde, dell'Ems e del Reoo (Ho- 

•dla) 4 OlSenhurgo » - • 8,000 

KhifìUIISKS; sigmoria; avvallaneDio del Jabde. Kuiphausem ..• ^ 

BiBifA ; repubblica ; avvallamento del WeKt .. Jirema 43,000 

BvcvswiGX; ducalo; avvallamento del Weaer 

(AUcTy Ocker) e dell'Elba (Saale) Brunswieìc .... 37,060 

Lipta-Dbthold; principato ì avvallamenlo del 

Reao (Lippe) e dèi Wescr (Werra) Detmold 5^ 

SCHAOBHBCRG-LlPPA ; principato; avvallamento 

del Weaer (Eméaér) BUeiébur g , • • » 2,400 

A»H A LT»Dbs>au 1 principato ; avvallamento del- 
l'Elba (Mnlde) Dassau 42,000 

ASHALT-BBUmuiiG : principato ; avvallamento 

dcU'Elba (Saale). Sérnburg 6,000 

AvBALT-KoXTHBir j principato; avvallamento del- 
l'Elba fcethen 6,000 

BBC»0»S DI MKSIO.« 

TotfannroiCO (parte del Liuaemburgo e del Lim- 

boi^o^:' granducato; avvallamento del Reno 

(MoieUa) « JLuatemburgo • • 44,000 

Hassauj dmeato; avvallamenlo dtl Reno (Meno 

e Labo) ITicsbaden. . . . 42,000 

As6U*Dajiic8TA]>t; grandueataf avvallamento 

del Beno Darmstadt • » • • 24,00Q 

Amu-Camcl o Attia-EleMorale 9 granducato; 

avvallameolo del Wewr e del Reno Cassel 34,000 

A^lA-HOHBOiiC ; langraviato ; avvallamento del 

(NalM e Meno) Hamburg^ 3x600 




Reno (Meno) • Fr mmc o/arté- • . 55,0W 

Walobck; primeipmtos af^allamcBlo é^ Wcscr 

(Fulda) Cùrhmch 2^ 

Sasso vu-WBiium; gra ml u i aÈé » antlWMÉl» 

dell'Elba (Saale) e del Wcaer (Wem\ . . . IT datar 42,000 

Sas80>ia-AltbiibÓbiX> ; Acof»; arvanMBto 

d«U*Elba (Molda e Saale) Jtlt^mhurgo . . . 45/)00 

Sassabia MEiiriHr.eff-Ha2miBGHAD8BV; durai 

awallameiiti del Wcwc (Wecn) e dell'Elba 

(Saale). .....' JTefsfvr*» • • • • 6»^ 

Sassovia-Gobcbgo-GOTHA ; àaemt^t avvala- 

mento del Reno (Meno) e del Wi a » (WWw \ CoAs»«'»**« ••• ^ttK) 
Schwakzbubg-Rddolstadt : f riutjp mta f aetaU 

lamoto-dalFElba (SmU^ Budmèmm^t^t* . • • 4»5Q0 

^WABZBOBC-SOlTDEISnAOSBV; pria i l > «i M» Mval- 

Umenlo dell'Elba (Saale) J»«^ «•«!»«#«»• 3^ 

MBOSS-Gm^ primcipmtof awaBuaaHo delTElba 

(Mnlda) i m*éÌ9^ *•••••• €^ 

Bboss-Sublbie; priac^NMoi •vtallaaaBiBdcl-' 

l'Elba (Saale e Molda) Je&ftWs ••.«.••. 4,8W 

llBUS8-I.OBBVS'RlH*BBBBflE»OPP^ Jii i^'ff1lll| a«^ 

vallanenlo dell'Elba (Saale e Mnlda) • • • . Mhersd^w/ • • • « i^M 
Sassonia ; regno ; anrallameoto dcVElb* • ^l* 

roder Dresda* .».••• TSyQOO 



▲USTBIA ; impero; l'arcidocalo à'kustrUti i dlH 

cali di Sidzburfy di Stiria, di CmKÌ»*ia^ di 

Corniola; il FHn/£ dìaoai Austriaco; iì JUtlo- 

role T'edeMTo (lenritorto di Tfieale) j ]a cooten 

del Ttrolo cai Forarìborgi il regno di ^o«* 

mio; il mararanato di Moravia; la SQosia jiu~ 

siriaca^ avrallamenti dell'EUtty delTOder, della 

Vistola, del Danubio, del ReiH^ dell'AcEige^ 

dclb Brenta e dell'laonso Tiesao. 359,000 

Bavibba; regno; anranaaMalo del Dmabio e del 

Reno Monaco ...... 4(10,000 

TOBTBMBBRGA ; regno; avvalIanienCp deMlannbio 

• del Reno ...•••.» Stuttgardm» > . • 39,000 

eoBEHZOLLBur-SlGMAIUIGBV; prinefpaio$ avval- 

lanaenlo del Daoobio • Sigmmrin.gen . . i,G0O 

HOHeHZOLLBBH-BECBiNCEV; prineipato^ avvalla* 

■Bealo del Reno (Necker) Boekingen . . . . 3,000 

Badbn^ granducato^ avvallamento del Reno e del 

Danubio .....••.•• Kmrisruke .... 20,000 

r.iECHTBVSTEiH; principato (in la Svinerà ed 

il Tirolo) ; avvallamento del Reno • . . . . Lieehteuetein • 700 



Ora passiamo alla deserizione dei principali Statr , il cui territorio 
è iategralmente compresa nei confini della confederazione . iDComin- 
ciando dal regno di Baviera iì spiale è di gna lungi di lutti il più ri- 
guardevo.e. 

Regno (B Bwiera. 

Coaieni ^lU parie prìmpale. AI tkordy J* Àssift-Elettoiale e gii 



GOHF£»BEAIMIMttMÀMI€i. > 

Stati érite<M»ii1IIMIÉii'ediB»^«.Air«^y<aiwa»^ 
Sassonia e T impero d'Austria (il regno di Boemia eé il goTCrn» éel- 
l'Àlta-AtMtpiih al wA^ Twi^m^ «Austm. fil Tiral»€al VomriiMig) ed 
i]&a|»ec«lft|^iirte éél lago di GMlaan; aU^ovest^il nigaadi VnrleiiìT 
ber^ i grattdMati di Batai edt AasHu 

Fimm. Il Danubu^ cbe ttatcf sai regao datt'òveH all'est» irnssand» 
perNeotarg, lagoiatadt, Batisbanay Skrai^ng* FMsau. Esse ri- 
ceve a destia: VilUr ; \\ L$ch , sgrossato dilla Wef$a^, al eei^ 
fUicM ék cm aoiige Aagnsla (AagriMarg) ; l'/ser (isar) cbe bagna 
ìlonae»e Landsbot, e Ylun ìagiasaato ^yykiSafóza; ipnacipali af- 
fluenti 4i stnsira sono: fi Wernitz., l^Altmiihl, il Nah ed il 

H Beno cIm» segna ièoonfine orientale del circolo del Palatinaio» bagna 
Oermeniieinae Spira; esso rioera a destra il il« no che traversa tutta 
la parte ae tieiiti'i É n aleid regno^ passando per Bayreuth, Scbweinfurt, 
Vurzburgo ed Asciafteiburgo, ed è ingrosaaio dal RedmtZy il quide 
bs^na FMb, Erlangen , BaaAtrgti » « i iceve alla ana volta il Pegfiitz, 
oIm passa per filofimberga; i principali alBoenti del Reno a sinistra 
sono: ilAottta'f ^ ilQtisieà obe passa per Landau» eia iV a A e. 

BMmm o Topogm&i^'Dal 1837 inpoi, tutto il regno è partito in 
otto cneel^ icoi nomi rieordano i dirersi paesi» onde ù fermò ilregno 
di BaTienu 

Meif aca (lìuicheBX wil'iBer» capibde del regna e eapohiego del cir- 
eolo d^Altfr-Bivient» città industriosa e piuttosto commerciante, la 
quale, mercè Ymdvettmtà ed altri grandi slalnlimenti letteiarii, già da 
alcuni anni va anuoverata fra i precipui centri della moderna civiltà 
g e m ai MBa » ed a etày dopo Karvemmeato al Ueae del re Luigi, si con- 
dente commoBMBte ancbo E primato in ordine aUe bdli arti. Monaco 
è seda £ un arerreseovnio, conta da iOOs^QM abitati» compreso il 
terrifeorio, e aomuaisa con Aufftttki per via di una strada ferraUk. 
In GOLSTADT , sulls sinistca M fianubio coaiO^QOO abitanti ; conio 
saranno condotte a termine le stupendo fertificasieni di questa città , 
essa dovrà eoRottMsi tele prtetpoli^brtez^ Europa* 

RaTiasaiu fRcgenabnrg), sul Damdiieveittà vescovile, bidustriosa, 
e di gran eommercio , capoluogo del drcelo deirAltOrpàlatinato e di 
Regeasimig con una popolazione di 2&^€0Q abitanti;, egli è questo un 
piuito eminentemente strategico,, ed una deHe principali staxioni della 
navigaaione a vapore aul Danubio, bielle me vicinasse immediate a 
i) Ola a €1 f I o «/, sorge in bello e pittorico aito il IFa^ftolfo^ vero 
(jermanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consacrato a tutte le 
glorie nnaionali* Questo splèndido monumento, unico nel suo genere, 
è già stato ilhistrato piar ciò che riguarda la storia dal suo augusto 
iòndalore , e quanto all'aite ,. dal calare arshitenD. ehe ne governò 



resecDiJone. Ambbkb, giàet|iilriedrirAitO'MitÌMto, eittà Martnowi 
di circa 11,000 aitanti. 

PjkssAir, al confluente dell'Imi e dett'Ik nel Danubb, città veiM^oTile 
di circa 11,000 abitanti , capoluogo del ciffcdo della Bassa-Bifien, è 
una piaxza forte resa vieppiù importante drilasua situaiione* Lakss- 
BDT, sull'Isar, dtià industriosa di 10,000 abitanti. 

Batuuth, sul Meno-iiosso, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo dell'Alta-^Franconia, ed anticamente dei niargiravialo éél suo 
nome. Bambeeoa, già capitale del vescovato sovrano di ^uestn BOme» 
posta sul Regniti, e sul gran canale di Luigi , città di S1,000 «bìlanti» 
industriosa e sede di un arcivescovato ; i' apertura éà. canale e la 
strada ferrata che dovrà congìungerla quanto prima, d'una parte 
a JVòfim6er^aed iltii^ta , e dall'altra a Ptatien »i ilKenbur^ , e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una dette principali 
piazze di commercio dell' Europa Centrale. Hof, auUa Saale, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti. 

Ali SPACH, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerciante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangen, città industriosa di 10,000 abitanti, con una «mtusrsàfà. 
Norimberga (Nùmb^g), sul Pegnitz, già città Empiale, con A5,000 
abitanti, ed una strada ferraia che la congiunge a FUrth ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti dita 
dell'Europa Ck)ntinentale. FUrth, città industriosa e di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwaragh , città di grande indi»- 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricanone 
di aghi. 

YcRZBURGO (WOrzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata crai 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*cqNtaledel vesco- 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenburgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Leeh, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capohiogo del circolo della Svevia^-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VMgemeime 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i gicNnali te- 
deschi, ed uno degli oiqgani della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Monaco per una strada /«Totcu 
Nedburg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capitale del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfabs), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separato 



CONFEDEBASIimB ClEMAlllCA. 40 

aUMo MIé parte |irhMÌpaÌe M raglio e oonflnaote colle monarehie 
Francese e Pruisiana, e coi granducati di ÀBaiarDannitadt e di Baden» 
Landau, sul Quoich, piaxm forte federale^ di 6i00 atntanti. GsiinM- 
■Biv , al confluente del Quefch col Reno, piata» forte fodtràlé cbe va 
ooetmendosi, di 2200 abitanti. Due Ponti (ZweiMckcn), città di 
7300 aMUnti, già capitale del Palattnato. « 

Regno di Furtetnberga (Wttrteinberg). 

Gonfiai. Al nordf il granducato di Baden ed il regno di Baviera; ai- 
Test, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato di Baden. All'ovest, il granducato di Baden. 

Fauni. Il Danubio, che traversa la parte meridionale del regno» 
senza ricevervi alcun afiluenle di riguardo , ma bagnando Ulm; il 
Neckar co' suoi affluenti, VEnz, il A'ocAer ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal norc^ al sud, e si versa nel Beno nel granducato di Baden; 
il Tavber, affluente a sinisti^a del Af e fi p, affluente dei Reno anch'esse 

BWMìoae e Topografia. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stuttcarda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neclcar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si ò molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabilimenti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e singolarmente Timmensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
ATannstadt, di 4500 abitanti, piena di manifatture, eLudwigs^ 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è ilverocapo^ 
luogo del circolo del Neckar. Heiloronn, sul Nekar, città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abitanti. 

Rbutlingen, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 abitanti con un^università. 

Hall (Schìvàbisch-Hall), città commerciante e pi(i ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Vlu , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con IS^OOO 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda det 
regno, e la prima quanto a commercio ; si sta lavorando per farne una 
fortezza fedirak. 

Grandticato di Baden. 

Confini. Al nord, il granducato- di Assia ed il regno di Bavi^v. kU 
Vntf i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed ì principati di Hohen- 
zollem. Al simì, il lago di Gostanza ed il Reno, i quali ne segnano per 



4U E0MM. 

che qfuestì cantoiii sono altrettante repubbHdie, eacettaitto qneRo di 
Neufchàtel, il quale è soggetto al re di PniBsia. ^ ' 

La Svizzera non ha capitale permanente, ma in virtù deUTatto fede- 
rale del Ì8i5, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna dÌTiiij|oiio a^ 
temativamente la etipiiàle della (kmfedamiome pel «tratto di dHemmi. 
Nel 1841 e durante ili 842 Berna god^ di questo pavUegio, che passò 
per gH anni i845 e i844 a Lucerna, e per t due anni segiicfliti pas- 
serà a Zurìgo. 

La deliberazione degli affari comuni a tutta la confederazione è rì- 
eervata alla dieta (Tagsatsung)^ eonpiosta der deputati de^ cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivisi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è preaieduta 
dal bùrgomasiroy od odcyer del cantone direttore, e st raduna per l'or- 
dinario nel primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
£ssa dichiara la gueira, condàide la pace, strìnge alleanze oolie po- 
tenze straniere, elegge gli agenti di^lomatiei, e dispone defla fona 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione d^U affari co- 
muni è affidata al cantone dirrttore (Forort), vale a dire a quel cantone 
fi cui capoluogo gode in quel frattempo del privilegio di essere per due 
nnni la capitale della confederazione. 

TopagnifiA. La confederazione Svizzera^ come ablnamoacc^uiato 
IK>co sopra, si parte in 22 cantoni, i quali, non cofnputando le suddi- 
Visioni della democrazia federativa del Yalese , formano presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque re^oni 
geografiche, avvertendo però che una parte assai cospicua del cantone 
di Berna appartiene aUa regione settentrionale ed all'occidentale : ciie 
tutta la parte del cantone di.Vaud bi^pnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U, cantre di Ginevra 
può annoverarsi fin i cantoni meridionaii egualmente che fira gli oc- 
cidentali fra i quali fu collocato. Soggiungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. CSantònl Selt e nlrioiMfli, 

BASILEA., divisa in due repubbliche, di molto diTem' ampìevka, cioè: 

Basilea Citta'. BaslteTt^ snt Reno^ cUlil di gratt commercio, cenlfo di vna 
^nde iodustrta, e principailmente della fabbricaaioDA del nastri di leta, con «nlivrdca 
e 22,000 abitanti; onasti^ada dtfertofjAU congiuii]^ * StrAjburgo ed a Malhaoaen. 
BASILEA CAMPAGNA. Liestail, città fttduitrioca di circa 1700 abitanti. 

SOLETTA. SOLETTA (Soleore, Solotbam), città di 4700 abitanti, sede del ve- 
scovato di Basilea, rigaardevole per industria e per la atta nagnifiofe eatudrmi^. 

ÀAOOVlà (Aijgau). AARAOy rìcino alPAar» ctllà «aiméircàuM»- e waaho ùida* 
ntrtosa con 4400 aitanti. Badev, con circa 1800 abitanti, • hafnì famoai. 

ZURIGO (Zurich). ZURIGO^ sulla l4Ìminat e sul lago del suo nome, centro di un 
"Vasto comUMTcio e di om grande tndastrìa) speeialoMnle per la manifaltara d«U< 



C0!IFEDEItAÉ10!IC éTIZZERA. US 

4of« iì c0lMe • a téi*f eoa wu umtt^rHtà, • 14,000 alMtoati. Wnf lB UT lwm «d» 
4600 abilMtì, e WjSDBirscHtreiL (WMdnMcHwyl) eoa 5100, auso piccole «illà di 
fno momealo per florida e «variala ìndosirìa. 

SCIAFFUSA, caalona jpoalo tatto alla destra del KtM. ScllVPtiM m1 Reoo, citlA 
«oeuaereiaote ed indmtnoaa con cirtà 6000 aolnse. 

TUR€0V1A. FlAUBirFBLD, vicino al Marg, città indosIrìoM di 2900 



SAH-GAILO. 9Air*eAU*0» «allo Steioach, ccotro di una graade .««««^.««MMNry 

yccialawle di tele di lino e di coloae, città di gran odaBinerciOy con 9400 akilaati* 

ApPERlELLy dÌTtn in due repabldidie : 

AffcnsLL-ESTBRIOIiS (AasMr-Rhoden). Trofem, piccola città di 24011 

Aitali; BeritmUf borgo di 7200 al»itanti, oomprcià i coatoni , centro di imn 

gnaàt 6Uiricaaiooe di tele di lino e di cotone. 

ApPBnBEA-lmuORB (Inner Rhodeo). jiypemxell, ani SiUei, eoo 4100 
abitali. 
GlIGIORly diviao in Ire leg be o «onfederasiOBi demoeratialie, cioè : 
Iifià^tlGlA (Gran-Band), all'ovest. Jlanz con 574 abitanti; 
Lbgì Caobb (Gottesbans-Band ; Dtlimcasa di Dio), al nord. Coirà (Cbur)» 
ad Mcnari non Inngi dal Rcbo^ reaidenaa del veacovo di Coirà e San-GaUo, con« 
•Menta l icaaaa u capitale dì tolto il cantone, di coi essa è la città di gran lunga pi^ 
inportmla per ogni riguardo, aebb«M popolata da aolo 5500 abitanti ; gran coni* 
■wuo CI trannlo. 

LaB4ii8Li.B Dbci Giudicatcbb (Zeba Gcriebtt-Band}» all'est. Dtvot, tam 
«irai 800 abitanti. 

HI. Cantnni Heridìonalì. 

TIQHO. Qocato cantone non ba capitale permanente; na le Ire città principali 
lo diTcagono alternativamente per 6 anni. LOCARHO (Luggaras) lo è già dal iÒS^ 



M<ivi, eceminaern ad esserlo finoaUa 6ne del 4845; ' ossa è aaa pieBoln cilti di 
«Ita IGOO abitanti y posta all'ealremità «ettentriooale del Lago Maggiore. LOGASO 
lUuis), Mil lago di questo nome^ città iodustrìoia e commerciante di circa 380Q 
*nime, li ^le alterna con Bellintona e Locamo il privilegio di essere la capitalo 
«lei c«loae. Bsllivzohà (BeUeaa), sol Ticino, cillà di 4440 aoiaie» importanta 

■*Kc il «no tomaaeicio di transito làvoreggialo dalla magnibca strada del Saa 

Goliardo. 

YiLESE, percorso in fatta la sua lunghetta dal Rodano, e diviso in 43 pieeola 
'eaiacmie dette ileoùie (Diaaias}, il cai cqaMiae governo risiedo a Sion (Sitita)^ 
pKcaU città di 2600 abilaatif ove risiede pure il vescovo del Valese. 

IV. Graimì OooidmateU. 

OnnsYEA. CnmVBAt ]^ta «ve il Rodaao caco dal lago Leaaaao ossia di aiaevraj» 
citu di grandiasimo commerciO| ricca e pojpolata più cbe nessun'altra di tutta Svia* 
<«!, ttbbcne non conti che 28,000 abitanti; centro di una immensa fbbbricasione di 
fV'Mlic di gioiellerie, ed insienae con BasUem e Zmrifo, «no ée'f#« ^muHoetri 
'''^"«tanri di questa naoataosa regione dell'Europa. 

* j!!^^^' ^^^"'A, non lungi dalla spiaggia settentrionale del lago di Ginevra^ 
Mdvirìosa e eottmerciante con 45,000 abitonti. 

ffBOVCBATBL, Minato totelaMute nel Giura. IlBuraATBl. (Keiicnbnr|), aall8«f» 



V**^ aooMj cillà con^aiwrc ìtala a di gnada industria, di tHOO abitanti. La 
pxxele città di LoCLBS con 6800 abitaDti, e di CBAUX-DE-FOHD con 8400 sono, 
P^ cesi dire^ irnmense officine. Ivi è la ^lìi grmmdo fakbficaziome di criuoterim 
^"^^ e per con8q;aeaaa del mondo. 

V. G«Btom Isteriori. 

(J^^V^GO* FUBIBGO (Fnibaeg)a.aall»S«rae^ città alqtaato coamerciaate, da 
>^ aaioM, rtsidenaa del vescovo di I«osaona e Ginevra, con importanti slabili'» 
"^1^ Icttcrariiy e due dei maggiori ponti sospesi cbe si abbiano in Europa. 
''VIA, il pia importante di tulli i caalqai a cagione sia della sua popolaaioae^ la 



MA WIMIM^ 



^oale wtBtmàt ^ani ti fumi» è%Um f»pnhti>— lotok 4dk Siiiwfi» m dbU'«Me»> 
aioM del ino UrcilorM cbe fiusi pastggia qntUo 4ti Grigiooi. Bkahà» salVÀarj 
città ìodiutriou e eommerciuite con ìOi'uMit^triità « 22.4CK) «bitanii. XHDirf posta 
«• l'Aar «M dal li^ di Tina, eoa 6000 abitoati, cittì principale dell'O&er/aW, 
cba è. la parte «timata più beUa delle Alpi Sviaaace» • la più nsilata dai via^aion. 
LIIGEWA* I»OGBaa*t fOita o«« la Reoai epce dal lago dei QuaUvo-CaMtaai» delio 
aachelago di Luceroa, città iodualriosa e commercianle di 83W) abitanti; fino al 1835 
fa retidenaa ordinaria dtl noatòi del fvm, il qoale poeeia paaaò a riaicdeiv a 
■in. He'Moà dimorai ÌMnaediali é Mmlcéftm U wieafn Mf^i Strimarnij 



«ina M Iww cnlneule aenlpàln nelk „ 

ZUG, il minore di tuUi i cantoni. Zo^ ani U^ di ipiaaH mmm^ «no 3i00 

SCHWIZ. SCBWiz» città di Sm ibHwii, ddl 4S3S in poi» wmiUam «vdiiaana 
del nnnsio del papa. 

CLAEIS* GLAMS» flilb linlfc, eoa 44110 afeilwti» di fffada indartria « can- 
aiereianta. 

CRI. ÀLXOIP, boiKadi 4900 aUteaU, poalo pana la^(i dalla wm éa^m dkUa 



mmSRWALDBIIi, dMian ia dae wpi^licha; 

AL'fO-VmBWAUìBs(Obiiraldcn), caaa p wa da la parta «Mvidionnla dal «aataaei 
Smrm0Uf dtlà di iOOO abilaali, ae i il nylniyw Et^flhmrMt «Ma di 2000 
aaiairy rignardavola par la ana abhaain a pai iaB— ar/» l'aaa a Pallm fr- — r 

BASSO-UmBWÀLDBH (Midwalden), comprende tolta la parta ■■iwìliianli dal 
naatma. Staw^ citU di 4700 abàtaali. 

GONFEDERAZIOlfE OEHMAIIIGA. 



L. Long.onemL Ut 9» e IS» aU'lncirca. laUL 
tra 4S" 30^ e 5S<*. ^ sono compresi in questi calcoli, ed in quéHi delia 
iti|Mr/SctÌB e della popolazione tutti i paesi considerali nfficialmente 
eioeome memlHi della confèderuione Geramica. 

GoafiAi. Al Nord, il mare d'Àiemagna o del Nord, la noiiarcliìa 
Omese od il mare Baltico. Air<s(»ipaesideUamoiiarcluaPnis«aiiae 
dell'impero d'Austria die non vwino com|Mm nella confodoraiMiBe, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Cracovia. Al sitd, i paesi 
dell'impero d'Austria che non ap p t rteugo na rila confederazione, il 
Miare Adriatico e la oonfederazioBe Maera. AM'iéMtfy la awi i if clu a 
Francese, ed i rogni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

Fànni. La confederazione Germanica ò una delle me^o iirigate 
r^oni di tutta Europa ; descrìviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri* 
BMndando però i lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Austria, e 
delle monarchie Prussiana, Neeiiandese e Danese per la desc ri zione di 
quella parte del corso di es£i che attraversa il tenritorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il MAS Bsao riceve : 



Il Bavobio (Donan), naaca nel grandneato di Hadca, attravcna ì vpgai A Tbs-« 
lembei^ e di Baviera, gli imperi Aastrtaco ed Ottomano e quindi ai |{effa nel naar 
Mero. Nel territorio delta confederastone Germanica, esso liagoa Stgmariagen, Olma^ 
natitboBa, Ynstaa^ Ubi, Vienna. 1 saoi aflarnti prÌDcipi^ a àntnwmn Vltltr^ 



CONFEPEE ■!■■■■ flBRMANICA. f IT 



iogcvMM» dm\)m S^»m (SmU) cIw iccnJa datt'toiMM d'AosUria. I principali aflueoti 
di aìai«lra aooo : il Ter «Ila; VjttmUkti il Jfak; ìì tteftMf MC. ecc. 

Il wmjkmm bk& uomn rìceT6 : 



Il Rbho (Hhein), ^ <juale aeaode dalla cooi#d«natoae Sviatera, iflraTeni fl Im 



<It Comimauéf wtfun B gmAnalo di ludan dalk Foraseli» • dal ainob ì tm n » 
9mìatimmÈf wmtmm» H gria d uaaH di Aaii^Darmaladt ; tcpan dfeUa proviocia paw» 
wrnmM dmì IUhm il dacalo di Hanaa; diaearre ^aclia orovioda medesima dal meaaodi 
al uogd^ ed cDtca Dei Paeti-Ba«ai| o«c mette capo nei mare del Iford. Nel me hmm 
«ono casa bagva IlaaiilMimy Itagoaaa (Halaa), CobWatay Boo«| Colooia, DOw w * 
doeC WmI 1 aaoi lawrigilì attaarti a dMlmaooor U Treitmmi il Ki»»2#} 
il ^«cA«r (BUclur)» cba paaia poco la»» da Statlgardy ed i ÌDgroMato dairJF»»^ 
<U1 Kctek*r e dal Joxi; il JTeao (Maya), che passa per Bajreath. Vfag a i wirg o » 
A j i .. iii ^ « fc i ||y y Hamniy ItaMolbftBy • ticator/ia» che paaa per CaMK|<i| *i ''•d* 



«ito, cIm bagna Bambeiip^ ad i iagrostalo dal PtfiUt» cbe bagna Norimiiargai la 
Smmi€^ U r«iià«r, il fi«a|g e la Niddm\ il XaAaj ecc. I pàacìpali aSueali di 
sioistra aooo: la Ifahtt h MoteltUf ecc.; 

L'Bh», che saace mIib pMvioeia prussiana di WaUfaBa» travena fl grandMgto 
e a» earaa noi nuita del Mord pai golfo di Dollari^ aaparaado la 



4i 

pccfetUnra anaovareae d'JUirich dalla provincia oeerlaòdeae di Groninga. La J7a«e 

^Ila destra k il ano principale affluente. 

Il Vfwmm rofasaio dalla WSMUL • dala F1IIA4 ehi ai «ODginafBno a ìfUm A m 
mdXm p as fc Mai a i n aaa wa a di Hildeabeim; questi due rami traversano la parta 
«fcctdentale dei territori j delle casa ducali e granducali di Sassonia, e quello del« 
rAasìa-Elettorale. Il Weaer traverà quindi ifWgao di AnMwer^ il daeato di Ewil 
wUk, a gaaisBo pHUsi— a di Minden^ il tetrilovia delU repabUica dì Brtnsa« aa* 
f^ra %\ graadncato di Oldenborgo dalla prefettura annovereae di Stada» ed entra 
«{ttiodi sai mare del Nord. La FULDl passa per Fulda e Casse! ; la WtmtA pat 
Hildb ur g b aa w n ; il Wi9«|i par Hameloi Mindesi a BaaaM. IJ lao pi iaci p i l a af- 
«Mate « daain kx Vjiiltr, Hk mnle ricava l'Ooter ad il Xaliief qaait'olliaM 
faam par Gottinga ad A«no«er» ad k iagroasato dall' /aaer<t«| a sinistra riceva 
l'Humtmf cbe bagna Oldenborgo. 

L*EMA» ^e nasca in Boeaata, Iravefia qnaalo ivgao, qnalo di SasHniai a i fu i a dl 
tf lenilBcia peauMaBa^ llMMba ^aalli del regna di Annavevi dei granducati di Ma» 
ۈleflabaiY-&Bbvfaria a di Solsteia, Iraeersa quello della repubblica di Amburgo^ 
«■d entra n«1 mare del Rord. I suoi principali affluenti di destra sono : l'£r#ler» 
.▼rpo 05ctiwBraa*BIiler), l'jr«i^#r, rfifda, la 5r«ele»lf», aaa. A aias* 
tira : la Muldm, la Sa al; cbe riceve l'/Zm, l'ITaalrai ingrossata- daUa Gara a 
dalla JSalHBa» ì'EUia^Biaaca (Weissa-Elslar) ingrossato dal Pleiss cbe bagna Lipsia, 
« fioalmeote il Sode} Vìi m e a a a e YOs t e. 

11 asAm BALTICO rìceTe : 



Il THAVS, che bagna Lubecea e riceve la ITaefteallBs a destrsi a travena il far* 
ffdoHa daUa rapabUica di Imbacca. 

n WAnrvw CWaraa}| ۈa bagaa Raslaab t ricave il NaM, a travana il (no* 
daeato di Mecklembufg-Scbvrarin. 

La RBCKmTZ, che traversa il territorio dello stesao grandacato e h p f a v toel É 
fcussiaBa di Foaiaravia. 

L'Oon, il AMA» il PiNUjm ed altri, appartengono alla aarle germaaica dalla 
'kia Prussiana* Quanto al corso superiore deU'Oder^ ved. l'impero d'Austria. 



La oonfederaaioae presente formTa akre volte TIik 
9110 GetHANicDy il quale prima deUa rìveliiZMMie franeese « partiva 
ia 9 oìvmB : é'Jkmhia^ di Bmoi&ra, di Snìevia al sud; di Froneonta, di 
Mt^Rgm> e ^Bag9(hR$no nel mezzo; di Vestfalia^ di AlkhSaB9oma% 
di BaaMoStmoma al nord. Oltre a questi v' avevano alcuni paesi i 



ut 

quali ftenza àpputeBere a nessun circolo pur si eonsideraftno omne 

membri dell'imperio; i principali erano il restio di Boemia, la SiieBia, 
ìà Moravia e hLusazia. I Paesi^Bassi Austriaci, che anticamente for-- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideravano 
più come parte dellMmpero. I nove circoli comprendevano u|ia mol- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiexxa e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a M città 
ifnperi€Ui che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, rìu« 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo d*itnperatore d'Alemagna. 
La qual dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione dei 
Ikno sciolta nel 1814, consto di 40 Stati collegati tra sé per ViUto fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza esterna ed in- 
terna dell' Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari degli Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francofortè-sul-Meno , ì cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell' Austria 
presiède la dieta. 

iMssemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ha- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt , Landau^e Germersheitn 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le città di Rastadt nel granducato di Baden , e di 
iJlm nei regno di Yurtemberga, che si stanno fortificando. So^un- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contìn- 
gente per formare restretto federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 503,484 uomini. 

Capitale. FRANCOFORTE-sul-Meno, capoluogo della repubblica di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gli ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea* 

Dìvìiìone polìiicM. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato nella 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Affine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione di essa. La 
superficie e la popolazione sia assoluta sia relativa degli Siali mede- 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine alla descrizione del- 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del regno di 
fiaviera, ed una parte riguardevole del territorio austriaco che abbiamo 



G01irBMRAZIMHI'«WIANI€A. flffl^ 

éUlocato nella Fegi«fte 4i metsoA, coneTiM iM parte anche note- 
bile del territorio prussiano che abbiamo collocato nella settentrionale 
appartengono alla regione di me«^ , 

TÀVOLA <^EOGRÀFIGA 

SUtiy Titoli e Situaiiene. Capitali* FopoU 

PlCSSUj BMaorc&ia; U proviocie di Bra^tU» 

hwtOf P0mera»ùtf SUenOj Sassonia, Vestfalia 

e ad Kmo; arval lamento deiroder» dell'Elba» 

ael Wflicr, dell'BnM « dal Reno . . . ..... Strlin9. . • • * • 3UI,UW 

DiinUBCA; momarekia^ i ducati di ffohttin e 

di Imaahirri.gli avtaUaaicnti dcU'Eydcr 

deiraU Gia^**liidl. . . . ^»ow 

LoiVOCi ^ mpubhiUai attilUaiMnto della Ttave. Lubtcea tVjìSSi 

AmbOigo; rtpubblica; afvallamenlò dell'Elba . Amburgo Ì34^UIA> 

MECiLEKKmG-SCHWElUll.; frdiu2ura/o; avvalla-. . jcnnA 

meoto dell'Elba, del Warnow, del Reckaits . Sekwérin , . » • • i5,ìM> 
MBOLmoiG-STUBiiiTs; gtéiuiucatoi avvalU- 

■erto dell'Elba (Havel), deUa Trave, del ^ /wi 

IU*iii.. . . ,\ . Stralli». .... . . 6,000 

AnroTEi; regno g avvallamento deU'^lba, del 

Wew e dell*£ine ..^.. Anno ver 30,UWI 

OlfiSlBClGO) granducato f avvallamento del 

Weier, del Jabde, dell'Emi e del Reno (Mo- 

mIIi) . . . . * OZ^enBur^o . • . 8,000 

KjiwìOWK; tiguorU; avvallamento del'Jabde. Kniphauten ... ^ 

BttMAjrepit&UicAj avvallamento del Weeer , . Jirema «,UW 

Biunwia; ducato; avvallamento del Weser ,. aoa 

(Aller, Oeker) e dell'Elba (SaaleJ Jfrunswick .... 37,0W 

LinÀ-DETMOLD; principato i avvallamento del jc niw« 

Bino (Lippe) e del Weeer (Werra) Vetmold 5/WU 

SCIUCEHBUIG-LIPPÀ ; principato; avvallamento 

del Weeer (EiBbiér) SUckiburg. . . . 2,4W 

Aìhut-DbsSad ; principato ; avvallamento del- ^ . ,^^^ 

l'Elba (Mnlde). V . /)e#*au «,000 

AnuLT.BnVkURG 2 principato ; avvallamento „ __. 

Ml'Elba (Saala). ............ Bérnburg 6,000 

AiBALT-KosTBEV: principatoi avvallamento del- ^. ^^^^ 

l'Elba ........ l^cethen 6,000 

RCaiOn DI MEMO.. 

Ujsohbijbgo (parte del Lussemburgo e del Lim- 

bni^o):' granducato; avvallamento del Reno 

(niella). . Luàiemburgo . . 4l,00O 

SittjLU; ducato^ avvallamento del Reno (Meno . ^^_- 

«Uba) iri«tbaden. . . . 42,000 

Attu*DAiMSTADT; granducato f avvallamento 

MBcoo. • I>arm«fadC***. 24,00(1 

^U.Cauel o Assia-Elettorale; granducato; ^^ 

«««aDamento del Wever e del Reno Castel 34,000 

^U'HOMBCRC ^ (a/1 j-raWa^o j avvallamento del « ì?jì/\ 

1^ (Babe e Heno) Bombur t ^ • * ' * h^^ 



Reno (Meno) i^rc«co/ar <«• • • 55,000 

MTai^dbck ; priiteipmo ; iTTalkmcDlo d^ Wmct 

(Fulda) Corkmch 2,300 

Sassonia- Weimar } franàustÈét wiiHimiiéI» 

delPElU (Stale) e dal Wcmf (Werra\ ... Weimar 42,000 

SASSORiA-ALTBMBUiitib ; Acofv; avi aB ii iiw f 

d«lI'Elba (Mdda a Saala) Ali^mhur^o.,. 45,000 

Sassonia BUEiiiiNrtBir-BiisBuiiGHAUSBv; àuemm$ 

awallamenU del W«aac (Wecn) a dell'Elba 

(Saale). .....* Mwiuinfén .... 6,000 

Sassomia-Cobuboo-Gotha ; duaitoi awrib- 

meato dal Reno (Meno) a del Weaar (Wkrai\ C o i »» «> a«» - • » • • 9^000 

SCHWABZBCRO-RCDOLSTADT ; prtmti^im f «TtU* 

iamairio-daUrBllNi (SMila)- . . BMd^imtmat* . • • 4,500 

^WARZB0BO*SoirDBBSllAU8Bir; prìmeipm»o§ aavaU 

UmcDlo dell'Elba (Saale) S^md^skMmt^m* 3,800 

Mboss-Gbbiz; primcipmtot atvaBfenieato dell^Elba 

(MuHa) .4 «««^i»* »;•.••.« 6^50(^ 

Rboss-Schlbib| |»r<jw{|NMOf avvaUanaslB • M» 

l'Elba (Saale e Malda) «fleài#ia •••«..«. 4,800 

lteus8-LoiiBW8TBiir>BBBBai>OBr^ prdtcipmiùt ar» 

vallamento dell'Elba (Saale e MiiNia> .... Bb^rté^»-/ • . • « i^tìè 
Sassonia ; refno ,• ayvallaaiento d^*BÌlMi a éeU 

l'Oder Drc«a4« • TSjm 

RBOiomE: MBmuwowaufc 

AC7STBIA ; impero; l'arciducato d'Jtfiulria; i du- 
cati dì SaMurg^ di ó'iiria, di CmttUziaj^ di 

Camiolof il JPHv/f diaaai Auaiiaeoi il XHlo- 

rala Ttdéseo ((erritojria di Trieste) j la cootea 

4Ìal Titolo CMÌ Foraribtrfi il regno di ^«a- 

mia; il nargraviato dì Marmai la .KIa«M ^u- 

«<r£aca; avvallameoti dell'Elba, delPOder, della 

Vistola, del Danubio, del Reno^ deU'AcKga, 

della Brenta e dell'ljonio Kit ««e 339,000 

Vavibra; rttnoi avvalìanaanto del Daniibio a dat 

*««» Monueo ...... 400.000 

Tortbmbbrga ; rtgtioi avvallamenlt deT Danubio 

a del Reno Stuiigarém^ . . . 30»QQO 

BOHBNZOLLBRN-SlGMABIVCBl^ priÀe^MlOf atval- 

lanentodel Danubio Sifmarimgtm. . . i»G0O 

Hohbnzollbrn-Hbchingbn; principatoi. arvalla- 

aaeato del Reno (Nacker) Heckingtm .... 3J0OO 

Badbn) franducatoi avvallamento del Reno e dal 

Danubio . , Kmt^isruhe .... 20,000 

Libchtbnstbin; principato Ttra la Swààaara ed 

il Tiralo) ; avvallamenlo del Reno Zi9eht€mttéim. • 700 

Ora passiamo alht descriziene dei principali Statf , il cui territorio 
è integrajipente compresa nei confini della confederazione , incomin- 
ciando dal regno di Baviera il quak ò di gnn lunga di tutti il più rt-- 
guardevo.e. 

Regno di Baviera, 
CntiBxdMU parte priwnpale. id f^d^ .F Assia-EIettorale e gli 



GOMPEMBRAtMKMBMÀMICà. 

Sassonia e F impero d'Austria (il regno di Boemia, ed il gevame éel- 
l'Attt-AiiiMh *> Md, rinpm é^Auatm (il f irai» mk Vonribaag) ed 
uoa piccala piirte M kgo dì Goataam; aÙ'cweti^il ngw>di YorleRi* 
ber^^ i gnmdneitfi # Baiai edi AaauL 

Fimm. Il Danubio^ elMtimTapaai re^w daUTovealall'fiaty paaeaiid» 
per! feiitog , la^alatadt/ Batisbona, StaraiAiDg* faaaau. Esse ri- 
oereadeatn:f /IIct; U L$ùh, ngrosaato dalla fFcrldc^, al eoo- 
Ornale di oid aor^e Aogoata (Avgihiirg) ; 1' Iìat (laar) che tia^ui 
Monac» e Laadahnt, eVInn iagraaaato d^ Saksa; i pracipaH af- 
fluenti di fltnìalra um»i il Wernitz., l^Altmuhl, U Nab ed il 

H Iteira cke wegnsi iloe&fine orinitale del circolo del Palatinato» bagna 
<^^roienhBì»e> Spira;^ eaa» riocfre a destra iiJtf a ito che traversa tutta 
la parteia t ta utr iaoale M cegno^ pasauido per Bayreuth, SchweiniUrt, 
Vurzburgo ed AsciaffeoAiurg», ed ò iagrossalo da) Reduitz^ il quale 
bagna FM», Erbingen , Dttobeiiga , e licere alla sua volta il Pegnitz, 
<^p«8tper Karimberga; i pcìMpali afflueiti dal Reno a sinistra 
sone:ilLatil#r^ ììQneiék obepasflaper Landau» eia iVa A e. 

MfàMM • Topognilbi^.Dal 1857 inpoi» tutto il regno è partito la 
f^ddxtoìx, icai noiak riecurdano i diversi paesi» oikle ai fermò ilregm 
(filUnaa. 

Mmraca (WncheaiX ndriser» eapiUde del regna e capoluogo del etr- 
(^0 deirAHa-Baviera, città ladustriosa e piuttosto commerciante, la 
quale, marGàr«aiitwaitò ed altri grandi stabilimenti letterarìi, già da 
alcuni anni va annoverata fra i precipui òentrì della moderna civiltà 
9anDniiea, ed a col, dapo rafweninieato al tiene del re Luigi, si con- 
"«nte comuMMeate ancbe il primato in ordine aUe bèli arti. Monaco 
è sede di ma aretviaeovaio, conta da lOO^CAO abitanti» compreso il 
(«rrìtorie, e aomunsa con AuguiU^ per via di una strada ferraUK 
Ingolstadt, sulla sinistra éA fianubio coalQ^OOO abitanti; conne 
uranno coodelCe a temme le stupendo fectifieaÉMni di questa città , 
«sa dovrà coRoearsi fra lepriiwtpali fofrt$aae ài Europa* 

RaTMBaHA (Regeodwrg}, ani Danid)i0veillà vesoavUe, industriosa» 
e di grai eommeceio , eapduoga del dnsekr deirAltOrPalatinato. e di 
Regeaabuig con una popolaiione di 32^000 abitanti;, egli i questo un 
puDto CBamentemente strategico^ ed una delle principali staiioni della 
aavigasiona a vBp$ie sul Danubio. Nelle sue vicinanae immediate a 
Oonati al •«/; sorge ini bdi(»e pittorico aito il WalhaUa,.yero panteon 
iltrmanico, or ora inaugurato dal re Luigi, e consaentto a tutte le 
glorie MsioialU Questo splèndido monumento, unico nel suo genere, 
« già state illustrato per ciò che riguarda la storia dal suo augusto 
follatore, e quante all'arte^ dal celare arahìtetto. che ne governa 



reseeoskme. Ambbro, giàcapiteleditt'ÀRo^^alailiMlOy oittà Mtttrìasa 
di circa 11,000 abitanti. 

PjkssAV, al oonfluente 4eU'Iiiii e deU'lte nel I>anubio, città veicolile 
di circa 11,000 abitanti , capoluogo del circolo della Basaa-Aaviera, ò 
una piaaza forte resa vieppiù importante dalla sua situaaiond. Lands- 
HOT, suirisar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Bayrbuth, sul Meno-Rosso, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo dell' Alta-Franconia, ed anticamente del margìraviato del suo 
nome. Bamberoa, già capitale del vescovato sovrano di Questo nome, 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di SI ,000 abitanti, 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura d^ canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed Aikiiburgo, e per 
un altro verso a Coburgo, la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell'Europa Centrale. Hor, sulla Saale, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 aibitantùi 

Anspagh, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerciaDte 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Erlangen, città industriosa di 10,000 abitanti , con una umtiersstò. 
Norimberga (Nùrnb^rg), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrala ohe la congiunge a FUrtk ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industriosa e di gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Sghwabach ^ città di grande indur 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. 

YuRZBURGO (Wtirzburg), sul Meno, città vescovile e lòrtlAcata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capilaledel vesoo» 
vate sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asgiaffenburgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capohiogo del circolo della Svevia<^e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Contin^te Europeo ; vi si pubblica VAUgmeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i gioniali te- 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congìunge a Jlfonooo per una strada ferrata. 
Neuburg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capiUle del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa.9000 abitanti, co- 
spicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto draneo, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separau> 



COHFEDEBAMMnt •■AMAHICA* 10 

aflUto étHà porle ]iriiieif»le del regno e oonfitumte colle monircliie 
Fraooese e Pnissiana, e coi granducati di Assi*>Bamistadt e di Baden» 
LAmAU, ral Qu^iicik, piaaza forte fideraìé, di eiOO abitanti. Gbmhms- 
■BiM , al eoniuente dei Queich col Reno, piazia forte foderale che va 
coatnieiideei, di 2900 abitanti. Due Ponti (Zweibrtteken), città di 
730a abitanti, già capitale del Palalinato. « 

Regno di FutUmberga (WUrtefliberg). 

Confini. Al fwrd^ il granducato di Baden ed il regno di Baviera; ai- 
Test, il r^no di Baviera, al sud^ il regno di Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato di Baden. Airot?es<, il granducato di Baden. 

Fiomi. Q Danubio, che traversa la parte meridionale del regno^ 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo, ma bagnando Ulm; il 
Ntckar co' suoi affluenti, T finis, il Kocher ed il Jagst; esso traversa 
Il regno dal nord al sud, e si versa nel Reno nel granducato di Baden; 
il Tauber, affluente a sinistra del i^ e n p, affluente del Remo anch'esse 

IHvMìone e Topopaaa. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stutt€arda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si ò molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabilimenti scientifici, la florida e 
mei tiplice industria, e singolarmente Timmensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza.. I^ei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Ka nnstadt^dì 4S00 abitanti, piena di manifatture, eLudwigs- 
burg^ di 700O abitanti, con un castello reale, che è il vero capo*^ 
luogo del drcolo del Neckar. Heilbronm, sul Nekar, città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abitanti. 

Rkutliiigen, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo dd circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubi.nga 
(Tubingen), città di 7300 abitanti con un'umverst tò. 

Hall (Schvàbisch-Hall), città commerciante e più ancora indù- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt 

Ulm , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda def 
regno, e la prima quanto a commercio ; si sta lavorando per farne una 
fortezza foderale» 

Granducato di Baden. 

GovfiBi. Al fiorai, il granducato di Assia ed il regno di Baviera. Al- 
l'est, i regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principati di Hohen* 
zoUéni. Al sud, il lago dì Gostanza ed il Raio,i quali ne segnano per 



del lieditenriiieo Ben aoki» ma eiiaBdio uno d^'aaggian eHponi del 
commercio del mondo. 

▲ix » città aroivefloovile, altre volte capitala detta Proveuia, ed ora 
semplice capoluogo di circoodarìo, ma tuttavia impartantiMiaMi mercè 
le sue acque termali , e la sua accademia univenitaria, Aelbs, altro 
capoluogo di circondario , posta sui Rodano» con parecchie vestigia 
del suo antico splendore. 

Tolone, città forte, la più grande, la più popolosa e la più impor- 
tante del Varo; il suo magnifico arsenale non ha l'eguale in tutto il 
bacino del Mediterraneo, ed il suo porto è uno dei più belli di questo 
mare ; esso è inoltre la stazione di otto piroscafi destinati dal governo 
idla corrispondenza decadarìa coirAlgerìa. 

Neil' isoU di GortìM per situazione , per ampiezza , per bei porti, 
e per produzioni naturali importantissima, e che forma lo sparUmento 
di questo nome, ci contenteremo di nominarne soltanto il capoluogo. 
Ai Acao, piccola città vescovile, con bel porto ed accademia umvernien 
ria; vi si vede la casa ove nacque Napoleone, ed è questo per l'ìnuna- 
ginazione il primario monumerUo non solo d'Ajaccio, ma di tutta l'isola. 
Bastia, capoluogo di circondario con un porto, è la città più popolata 
e più commerciante di tutta V isola. 

FoModMBMiti. Vedi l'insta, V Africa, V America, e V Oceania FrancesL 
La superficie totale della tnofiaroM'a Francese ascendeva alla fine del 
igi6 a 188,000 miglia quadrati (644,719 chil. quadr.J con una po- 
pokaiicne assoluta di 32,602,000 abitanti. Ove poi si volesse compren- 
dere in questo calcolo tutta l'Algeria, gran psrte di cui è occupata 
dalle truppe francesi, queste due somme, riferentisi sempre quanto 
alla popolazione all'anno 1826, ascenderebbero a 22(8,000 miglia 
quadrate (884,774 chil. quadr.), ed a 34,050,000 abitanti. Quest'ultima 
somma sarebbe assai maggiore se si riferisse al fine del 1841, perchè 
la popolazione del solo regno di Francia ascenderebbe allora a 
34,215,929 abitanti. 

GONFEDEmASIOllE 8V1BISHA. 



Longitudine orientale tra 3^ 45', e 8» 5'. 
Latitudine tra 45o 50^, e 47*' 49^. 

Goafim. Al nord, lo spartimento deli'Alto-Reno appartenente alla 
monarchia Francese, il gran-ducato di Baden ed il lago di Gostanza 
che la separa dai regni di Wurtemberg e di Baviera, e dal Tirolo ap- 
partenente all'impero d'Austria; all'est, il Tirolo ed il regno Lombardo- 
Veneto, appartenente all'impero d'Austria; al sud, i regni Lombardo- 
Veneto e Sardo; àìVovest, la monarchia Francese, vale a dire, gli spar^ 
timenti dell'Ain, del Giura, del Doubs, e dell'Alto-Aeno. 



CONF£DEB4MH»4fiTIZZERA. flf 

quattro fiumi, il Renok ii Moàmm» ii Ao^ ed il JE^mhiòio^ i quali i»el» 
umo Mil'QpttM Alkirtico» Bri IMàtmuieo^ jiett'ldiMOco^ «nel 



Sj^QMMMÌ 4MWMVMMÌ MBÌfll Vi •■•• VH&«HBS vMVW } 

il «MK» éMWMIM (Villi Ìlilil0,fi —a W 1iiyTtt(1ilfll»lBWil) #4 ilAM».. 
POSTBBIOBB (HÌBter-Rlieio)i «tao traveraa il cantooc dei Grigiooi, «ejpani quello di 
Sao-QaUo 4«l Tiralo, tnviRHi il lafo di Cocl^ns^ « lanibe la .Avntien di quelli 
di Tmt^mmm, •& Sirifi» Ji A«iw»i» < ^ «Miku» lepiilia a ^sMIme di 8eiaÌQt« 
da^Miiì mt!mm^mim^^mn9^, Aiyialo nm i I f i iii ffw i > illeso iwiiefa MI» 
catanCta che no intenompo la iiav^iioiie. Traversata Baùloe^ il Rcoo prosegue il 
suo coeso tra Francia e Cewa uia/, per quindi , tnwcnaudo i Taeai-Bassi , aadain 
» ^tiMo «al mum del JToad* I vuoi ofiùanU pdnci^i «dio BviiUMni aMo : lu 

Sitter j TjÌ4W0 il quale i la maggior corceole d'acqua che appartenga tolalmealo 

aorgmtu nel wlone^ Berna, «se traversa roberfaasli, ( 

od AvImh, iMtscau i canlosH di 




pnaaado jper ie oèlè 4i :9alaMa (SoleuaeL A^raa e BiiMg. I.*A«r 
ricevo a oiniaira la Swrima Ctaana^ che traversa B caoloue di I^riborgo, e la ThUU^ 
caiaaMio del loglii di HedfcbUeU ^ M«nrt « & Vmmm, Gli «fllueitti prineipaH 

paste o i ssulale 4«i mUloui -di Beana e di Soletto;; la Xe^ar, dM scatnhaeo dal aaonM 



o m uw «01 muloBi «i Beana e d» «olettSj; la «««ar» eoo scatnnaeo dal aaonM 
voltordo^ traversa il cantone d'Uriy al lago dei Óuattro-Caotónì, Lagna Lucèrna^ 
«indo il eaolena di questo nome e l'Jlrgovio; la £Innn«Cy dcfla Lita/h wéftik 



Sdsaràap m ti i o s owa i «anioni di Zurigo ed àiigovia, |Msaodo per Glaeist Zurigo o 
Baden, o travetsando il 1s^ <U Zur^o j la sua imboccatura giace alquanto al 
^^ariin dsHa Bene» 



n BoiMuro, il quale scainriaee rat «Mite della Tbnrcln uelTalese, traversa questo* 
Laatunsy ii%y d> qineawr^ il OMrtono A f liOa nsnisj pnasando psr Brigg, Mar* 
tinay o C hio u ui m yini B aw fc a in HrM am o . Jlc ^ n ua di^ rfinonti cJi'mso lu ae| 
terrilocio Sviaacro h db&astanaa notabile per venire descnttOy salvo il Doubs che «- 
trilmtario della Saonmi esso segna una parte della frontièra occidentsfc della eoa-^ 
fedouiom Mi OÉOtonì di Batta « « HvifeMlei. 



H fo, cbu è il maggior flsmw d*«ldK ligiMMln • a lid i fca daf TUimmi ^M*^ 
^sOiiMD scahirìaM «'piedi àA àn qoMwrdo^ lnneiaa.il anlMo a «ui 4i il psu|iri<^ 
Dome f e quindi il Leno Maggiore ^ e va a perdersi nel Po net rfgno Lombardo- 
Teneto. La Maggia ed atìre riviere entrano nel Lago MTaggiore i destra, intanlochè 
la Tresa vi aeariea a siniakn In acf^ ^cl Jagp ^ J4|ga^. 

Il MAi| «mw rìO0Te : 

U BAMUatQf il coou .snpnràoa n del quale Mpailieno aU'Àtoaaagna» o rioeve n- 
àmmrmridy dbe 4caCwàoBo fo i «làaoeiBi dalW Mal^ 

Engadiaa «et Grigionw adontca nelTiroliu 4M« nraasgne! il suo cono per «anaiuo- 
gcsvi ai Snaulnv ani ngm di Bannra. , . 



ù jpoimob». IM tSIfi ia jK»iia Svlneca è una oonfedera? 
^ 22 •l i o m' y k qinle poA, «Mroè k modiioazkBi .jubite 
dopo il i^SO, confata iWmfnte diSTSMfiBhnexm, «ema j[mr tener 
canto delk auddìvkk)Bi 4at caatona 4al Tàksc. JJ>biamo g;à veduta 
S 



4U E«MM« 

che questi cntoiii sono altfettiate repu^Mkèe^ eecettoìto quello di 
Neufchàtel, il quale è soggetto al re di Prussia. > ' 

La Svizzera non ha capitale permaiietite, ma m virtù deif atto fede- 
rale del 1815, le città di Zurigo, di Berna e di Lucerna divengono al- 
ternativamente la eapUale della Ckmfedemsione pel Aratto di due anni. 
Mei 1841 e durante il 1842 Berna godè di questo privilegio, che passò 
per gK anni 1845 e 1844 a Lneema, e per t due anni «eguciiiti pas- 
serà a Zurigo. 

. La deliberazione degli affari comuni a tutta la confederazione è ri- 
servata alla dieta (TagMtzung), eonpòsta del deputati de^SS cantoni; 
quei cantoni poi che sono suddivìsi in due o più, siccome Àppenzell , 
Basilea, ecc., hanno un solo voto in comune. La dieta è presieduta 
dal borgomastro, od eiooyer del cantone direttore, e si raduna per l'or- 
dinario ne! primo lunedì di luglio nella capitale di questo cantone. 
Essa dichiara la guerra, conchiude la pace, stringe alleanze colle po- 
tenze straniere, elegge gli agenti diplomatici, e dispone della forza 
militare. Quando la dieta non è radunata, la direzione degli affari co- 
muni è affidata al cantone direttore (Vorort)^ vale a dire a quel cantone 
Il cui capoluogo gode in quel frattempo del privil^o di essère per due 
anni la capitale della confederazione. 

Topografia. La confederazione Svizzera^ come abbiamo accennato 
poco sopra, si parte in 22 cantoni, i quali^ non computando le suddi- 
visioni della democrazia federativa del Valese , formano, presentemente 
27 Stati diversi. 

Ora ecco le città principali , e tutti i capiluoghi dei 22 cantoni. Noi 
li indicheremo, dividendoli secondo la loro situazione in cinque regioni 
geografiche, avvertendo però che una parte assai cospicua del cantone 
di Berna appartiene alla regione settentrionale ed all'occidentale : che 
tutta la parte del cantone di.Vaud bagnata dal lago di Ginevra appar- 
tiene anche alla regione di mezzodì, e che tutto U. cantone diX»inevra 
può annoverarsi trk i cantoni meridionali egualmente che (ira gli oc- 
cidentali fra i quali Ai collocato. Soggiungiamo che la prima città 
indicata è sempre la capitale del cantone ov' essa è posta. 

I. Càtttòni SettentrioiMli. 

SÀSILEA, divita in due repubbliche, di molto dÌTern' ftmpìeika, cioè: 

Basiua Citta*. Basti e*a^ mi Reno^ cittìk di gnu teoiiimeMio, eeotfo di una 
^ande ioduilria, e priDcipalmente della fabbrieaiionii dei ttgsiri di ieta^ con «tilperstea 
• 22,000 abitanti; vtn» strada àiftrfo^ la congiun|g;e«8trAsiiargo ed a MaihanaeD. 
BASILBA CAIIPàgna. Litstall, città induitrion di citea 1700 abitanti. 

SOLETTA. Soletta (Soleure. Solotbarn), città di 4700 abitanti, aede del t«- 
•covato di Basilea, riguardevole per indcHIria e per la atta nagaifiea eatt«dr«l«. 

AEOOVIA (Argftu). AAiAii, vicino «U'Aar, citlà tam/ànàMM»' « «aoll» màu* 
Mrioia con 4100 abitanti. Baobv, con circa 48(X) abilanti, a basnì fanoai. 

ZURIGO (Zurichì. ZURIGO, sulla Limroat e sul lago del suo nome, centro di un 
"Vasto eommarcio e ai una grande indoslriai specialnieatv per ta «lanilàttara dclU 



COHPCMRAtmilff SVIZZERA. liS 

4loir« ài cofotte t é\ fl^a, ttm ana u^h^ertitàf • #4,000 aliHrafl. WlVTBimRni «»» 
4600 abitagli, e WXDBiriaiiivSiL (WinlMMchwyl) eoa 5100, awao pieeole città di 
^nn momealo p«r floriila e avariala iaduatria. 

SCI AFFUSA, cantotta pollo lattò alla destra M Rtao. SClAVPOiA tal Reao, ettti 
«omoMrciaate ed indoatrtoaa eoo eirca 0000 aalma. 

TURGOVtA. ruxXSnLO, vicioo al Marg, ciltA iadDatrioM di 2900 abHaali; 

n. Cuitooi 



SAIC-GAXXO. SAV^ASLO» ìbIIo Staiaaeii, emiro di naa graade fabbricaaioBe» 
^pceialnfWBle di tele di lino e di colooe, eitti di graa eonmercio, eoa 9400 abitaati» 
AFPERZBIXf diirÌM ia due repubbliche: 

AfpbRXBLL-ESTBRIOKB rAaster-Rhoden). Trofea, piceola città di 24011 
i^taatii Mertsmu, boi^ di 7200 abilaati, eomprcai i eoatatai , ceatro di oaa 
^raade fabbricaaioae di tele di liao e di cotooe. 

K matML LAmaaota (laaer Rhodeo). jipp0n%§lif ani StUer^ eoa 4100 
■abitaati. 

01trai09ly Citiso io tre leghe o eoafedcraaioai de«ioeratiehe,.Qioc: 
LbGA GugiA (Grau>Bund), all'ovest. Jlan» eoa 574 abitanti; 
Lega Cadbb (Gotteshaos-Bund ; Delia casa di Dio), al oord. Cu ira (Chor)» 
atri rl e ai DT , aon laagì dal Rcae^ reaideaaa del reaeovo di Coirà e Sao-GaUo, eoa* 
eiderata aicaoaM capitele di tolto il cautoae, di cai eiaa è la città di §raa lunga pi«k 
importaoda per ogai riguardo, aebbeae popolata da aolo 5500 abttaati } graa coni- 
laeccio di Iraaailo* 

Lbga dclub Dieci GraDlCATUiB (Zeba Gerìebla-Band), all'est, Davos^ con 
«àrea 800 ahilaati. 

III. Gaatoni MeridioiiAli. 

TlCnrO* Questo cantone non ha capitale permanente; ma le tre città principali 
lo diveagono altemativameote per 6 anni. Locarko (Luggarus) lo è già dal 4839 
io ^foa, a eoalìauerà ad esserlo fiao alla flae del 4845; ' casa è uaa piccola eitlà di 
circa 4600 «bitaoti» posta all'eslramità settentrioaaie del Lago Maggiore. LcGAVO 
(Lauis)^ aul lago di questo nome, città iodustrioia e commerciante di circa 380(^ 
anime, la quale a!t«ma con BelIìntOBa e Locamo il privilegio di essere la capitala 
del caotoaa. Bbllihzoiia (BeUena), tal Ticiao, eitla di 4440 auime, imporlant* 
mercè il ano coakaaercio di transilo iiiToreggiato dalla magnifica strada dei Saa 
Gottardo. 

TALESE, percorso In tutta la sua luugheaia dal Rodano, e diviao in 43 piccola 
demaarasia dette ileoiae (Diaains), il cui eonuae governo risieda a Sion (Sitlea)» 
piccola città di 2600 abitaatif ove risiede pure il vescovo del Valese. 

IV. Gaiilmù Oooid«ntoU. 

GDIBVBA* GnnVftA» p^ta ave il Rodaeo esce dal lago Leauuio ossia di Giaavruji 
città di graadiasimo commercio, ricca e popolata più che nessun'allra di tutta Svia* 
tera, aebbeae non conti che '28,000 abitanti; centro di una immensa ftbbricaiione di 
«rinoli a di gioiellerie, ed iasieOM con BatUea e Zurigo f uno 4ti*iré grmuU'oelktrt 
ÌMteUatàa^i di questa BBoalttosa regione dell'Europa. 

VAUD. LosAHKAf non lungi dalia spiaggia settentrioaaie del lago di Ginevra^ 
induatrìoea e commerciante con 4 5,000 abitanti. 

EOFCHATEL, situato talalmeate nel Giura. BTBUFCautBL (Veaetthuri)» aul lago 
di qoasto MoMAj . cilià coapoierciasite • di gronda industria, di 6400 abitanti. I« 
piccole città di LoCLB^ con 6800 abitaoti, e di CUAU\-DE-FOHD con 8400 sono, 
per cosi dire, immeose officine. Ivi è la più grand» J'aèbriea^iome di ùrimottrim 
dottEuropOf a per cooaagueaaa del moado. 

V. f^afnni laterion. 

I • I 

FRIBUmCMI. Fanoioo (FMiburgUsull* Saaae^ città alquanto commerciaofe, da 
l'OOO aaioMy retideaaa del vescovo di Losanna e Ginevra , con importanti suLiIìt 
li letlerariiy e due dei msggiori ponti sospesi che si abbiano in Europa. 
BERHAt il più importuite di tutti i canlqui a cagione sia della sua popolaaioae^ la 



MA 

^naltt wtmmi» ^mà 9Ì fumi» 4tlla piopoiiitoM lotelt dellt Smanoif «ia dcU'csieo» 
lioo* del MIO IfinilDrM che (|aast pM^gU quello d«i Grigipoi. BKRRA« mll'Au-j 
città ÌDdiutriora e eommercÌMitc con va'umit^grHtà e 22.4W «bitanli. XHmr, posta 
m* VÀMt «e* dal li«o dà Tb«a» con 5000 aUteati, càMé priocipale d«irO&er/««f, 
cbt i.la parte ttUnata più bella delle Alpi Sviaaaie» • la più fiutata dai via^iaion. 
UDGBBNA* LCCBUA» fMla om la Reiiai etce dal lago deiOttaUfo-GaalMU» delio 
' e lago di Lucerna, cillà ÌDdusIrìosa e commerciante di 83(X) abitaali; fino al 1835 
fa residenaa ordinaria àk\ nnnaio del papa, il «fottio poacia poai& a riaiedera a 



tfe'iaoà diMiorBi ÌMnaedialì é inni i iHib il 
«1*4 HA lio^ ^^^>-*^l» aBolMÉo nella 

ZUGy il oÙDore di tuui i caolooi. Zoòy iol la|^ di yaali M»t^ ma 3iOO 
abitanti. 

SGBWIZ. SCBWiXy atta di 5200 itilwli^ dal 483S ia p«» taaidaiiw ordinack 
del Boaaio del papa. 

6LAR1S. OLABW» aiUa LiaÉb» eoa 4100 abitali» di gnada iadailEia e con. 
Bierciaate. 

URI. AltobV, boifadi 4900ahilaaU, paato pa» Iwgi dalla ma dbtlia àt^ 



OUTBRWALDBIft dMÌaa ia dae i»pi^Uicht| 
ÀLTO-VmawAUMSH (Obi^den), caaapcaade la parta ■nridimiak del 
Smrm^Mf citti di «000 abilaati, aa è U oaaalaogo^ Bmflkmrst màÈk di 2000 
a aiaag, rignardavola par la aaa aUhaaia a pai aaaiaarfo l'aaaa l'altea fr—*^- 
Basso-Uhtbswalobv (Ntdwalden), comprende tutta la parte aiUMÉriianla del 
Sia»9, càia di 4900 abilaatL 

GOIVFEDERAZIOIVE GEHMANIGA. 



L. Long. oneRL ta 9»« la^all'incìrau 
tra iSP* 90^ e 5SS«. Si sono eompresi in questi caleoit^ ed in quéHi dette 
$uperficie e della popolazione tutti i paesi considerati ufficialmente 
sioeome membri della eoniederasione Germanica» 

Confini. Al N(Mrd, il mare d' Àiemagna o del Nord, la moBarcliia 
fiuiese ed il mare Baltico. All'estri paesi della monarchia Pnisaiana e 
dell'impero d'Austria ehe non vanne compresi nella eonfoderaaioiie, il 
presente regno di Polonia e la repubblica di Cracovia, kìsvd, i paesi 
dell'impero d'Austria efaenon appMengono alla confederazione, il 
■lare Adriatico e la confederazione Bviziera. AN''eMif, la m oM r Uu a 
Francese, ed i regni del Belgio e dei Paesi-Bassi. 

WwamL JLa confederazione Germanica ò una delle nugUo irrigate 
regioni di tutta Europa ; descriviamo qui appresso i principali fiumi 
che la bagnano, classificati secondo i tre mari in cui si versano , ri- 
mandando però t lettori agli articoli Fiumi dell'impero d'Amtria, v 
delle monarchie Prussiana, Neerlandese e Danese per la deacrìzìoDe dì 
queUa parte del corso di essi che attraversa il territorio dei suddetti 
quattro Stati. 

Il wum MBBO rìceye : 



li DAirOBio (t)aoaa% nasce nei graaduealo di Badai, a U r a i ciia ì fvgal éi Tnr- 
lemberga e dì Baviera, gli imperi Aastriaco ed Ottomano e quindi al getta ael ntar 
Mero. He] terrìlorio della confedmaiooe Germanica, esso bagna SìgmriageDi Ulma» 
Baasbeoa, famo^ Lìdi, Tienna. 1 faci aflaeatl prìacipaK a deitraaonat T/f far; 



COItrBBBE ■!!■■■ flERVANIGA. MT 



i^cvtna» JblU S«d»M .(SmU) cbs acaitie daU'ioipera d'Anstrà. 1 principaU aJEueoti 
dì sinistra sono: U Tersila; l'^ftmCA/; u /fa*; 3 Kegem, ecc. ecc. 

Il MASS USI. aOBD ricCTe : 

li Rkho (Rhein)^ 3 anale scanHe dalla eooffderanotte Sritcen, at ti a ff i l i fl Inm 

"■ iMolokwisoiU 



di CoatsBsa^ separa 3 gnMAaealo dC Bhkdsn dblJa VVaacii, t dal di 
Valitiaal% àfltaaBca al ^n^tàmufkm di Asiii^Darmaladl $ aapaca <blla provincia 
■ìBBa dei Reno il ducato di Sason; diacarre ^aeUa provioda medetima dal mescodi 
al noni, eJ entra nei Paesi-Baasi, ote mette capo nel mare dellfotd. Nel ano 1«^ 
«ono casa ftngoa ManoÌMim, It^onaa (Maina), CablsfllSy Booai Colonia, INIsMÌ« 
dose Wii I anoà pcMÒpalà aAuairti a dsaimsoaa; U Treismmi il JCia»i«; 
il N^^kmr (&clur)t che paasa poca Inaai da Stntlgardy ed è ingroMato dall'iena, 
dal Hacker e dal Jori; 3 JTeso (Mayn;, che patti per Bajreath, W a r a b n r g a, 

By e ticotal'Xra^ cha pasM per Cabmeso^ il JIsrf» 



■ita, dM bagna BamJbeinaf ad è infronalo dal Pe^nit» che Kagaa Noriniiierga^ la 
Smai€^ al 7«nAar« il Kuia4r e lo Niddm^ il Lahm^ ecc. I pnncipali afineoti di 
sioistra aooo : la Nakei h Ètosetla, ecc.; 

I.'BBil, cka nasce nella puaviacia prutsiana di WortCaBa, travvaa fl giandncriln 
<dì OUenèa^m e ai vana nal nuwa del Kord pel golfo di Dollart, separando la 
pcdettam anaoaarese d'Ànrich dalla provincia neerlandeae di Groninga. La Susm 
■itila destra a il suo principale aflloente. 

Il yrfwtm famalo daUa Weiou. a doBa Fdlm. che ai aongiangooo a |iBnili> 
nàì» pnefaMnia nmaacasaa di Hildeakeim; qoesti due rami traversano la parla 
«jccidcnlale dei territorii delle case ducali e granducali di Saaionia, e quello del- 
l*A^o glrtterale. Il Weser trarerm quindi ifregao di Aanmrcry il dncaio di Iwwa 
^rì€k, a gmnmo ftnmàwm di Mmdvi» fl imitaeia della repaUdica di BraaMa as* 
l»ara il grandneato di Oldenborgo dalla prefettura annovereae di Siada^ ed entra 
K^niadi atì mare del Bord. La FVLDL passa per Falda e Casse! ; la WmtA pev 
Hildl wgfca a wi ; fl Wncit per Bamela, j jiidt n a Braato. Il wm pii n ripal i af- 
iM^a di daabn 4r VjHlér, A quale ricava l'Oalar ad il. XJlae f qM'altima 
paiaa par Gotti^(a ad Aaaoscr. «A k iagrossato dall*/n«er«tej a sinistra riceva 
P^umte, cbe bagna OIdcnkirgo. 

l^TXMAp cbe nasce in Boemia^ h a ver sa qaeato tvgao, qndlo di SamMlay a fdadi 
fl tcaaìtocis paMMN^ tandìa qnalli del regno di Aonover^ dei grandu ca ti di Ma» 
<-bìt ■wbmrg'ftehwerin a di BolsteiOa traversa quello della repubblica di Amburgo^ 
«>d entra nel mare del Nord. I suoi principali affluenti di destra sono : VBTster* 
JVera (SE^amrsa>Bialer)y l'ff^evrf, rcide, la 5r««*«sllSy ecc. ▲ aini» 
%lr» : la Mmlda^ la Sa mi e, cbe riceve l'/Zm, l'CTnalmi ingrossato- dalia G^ra a 
dalla /Ttfnm^ VEistm^BUaeo (Weissa-Elsler) ingrossato dal Pletu cbe bagna Lipsia» 
4> fioalmcnfe fl Sode} l'ìlmeumu e l'Oxre. 

Il BB^km ■Ai.Tico rìcere ; 

n TìiATKy cbe bagna Lubecca e riceve la ìF'aekeuitt a destra, e traversa H ter* 
ntorio defla repaiblìea di Labecca. 

li Waivvw (Woraa}, t^ b^g^ Raatoeb a riceve fl IVcM, a travaita fl gria» 
dacalo da MecUembnig-ScIraarìn. 

La Recesitz, cbe traversa il territario dello stesso granducato e li p r u v luci a 
di Yomeniria. 
fl RaCAy il PvSAJreS td altrì^ appartengono alla parte gtrmaatca dalla 
Prussiana. Quanto al corso superiore dell'Oder, ved. l'impero d'Austria. 




u La confedtnuiioDe presente foranra akre vc^te l'Iif* 
»iRo GwaMUsxm»Y il quale prima deUa riveivàaiie francese sì partiva 
nt 9 cifrali : é'Auttria^ di BmUita, di Sverna al sud; di FnmBonia^ di 
Mt^-Reno e di Amo-Jfeno nel mezzo; di Vestfalia^ di AUorSaitoma^ 
éi BaMta-Sanomia al nord. Qitre a questi v* arerano alcuni paaai i 



Iti 

qnafi senza àp|Nd1«iiere a nessim ctreolo pur ai oonaidcraviiio 
membri delllmperìo; i principali erano il regno di Boemia^ la SHesia, 
]aJtforat?tae laLuMZMi. I Paesi-Bassi Austriaci, che anticamente for- 
mavano il circolo di Borgogna, già da lungo tempo non si consideraTano 
più come parte delFimpero. I nove circoli comprendevano una idoI- 
titudine di Stati sia secolari , sia ecclesiastici di varia ampiexsa e 
soggetti a principi indipendenti gli uni dagli altri , oltre a 51 città 
ùnperiaii che formavano altrettante repubbliche. Tutti questi Stati 
che ascendevano a circa 300, erano, quanto agli interessi comuni, riu- 
niti sotto un capo elettivo che aveva il titolo d*tfì^9eratore ^Àìemagna. 
La qua] dignità già da lungo tempo era divenuta ereditaria nella casa 
d'Austria. 

La confederazione Germanica, sottentrata alla confederazione dei 
Jleno sciolta nel 1814, consta di 40 Stati collegati tra sé per Vatio fe- 
derale del 1815 nell'intento di mantenere la sicurezza estema ed in- 
terna dell' Alemagna, l'indipendenza e l'inviolabilità degli Stati confe- 
derati. In questa confederazione s'ha ogni qualità di governo dalla 
democrazia sino alla monarchia moderata. Gli affari d^i Stati con- 
federati si trattano alla dieta adunata a Francoforte-sul-Meno , i cui 
membri sono eletti da' diversi Stati. Il rappresentante dell' Austria 
presiede la dieta. 

iMssemburgo (Luxembourg), nel granducato di questo nome. Ma- 
gonza (Mainz) in quello di Assia-Darmstadt ^ LandiM^e Germersheim 
nel regno di Baviera sono le quattro fortezze federali ; e saranno pur 
tali fra pochi anni le citta di Rastadt nel granducato di Baden , e di 
€/7m nel regno di Yurtembeiga, che si stanno fortificando. So^on- 
giamo che ogni membro della confederazione deve fornire un contin- 
gente per formare l'esarctto federale, che la matricola di guerra sta- 
bilisce di 303,484 uomini. 

Capiule. FRANGOFORTE-sul-Meno, capoluogo della repubblica di 
questo nome, si considera siccome capitale della confederazione, come 
quella ove risiede la Dieta, che rappresenta la confederazione stessa e 
tutti gii ambasciatori dei principi stranieri presso di quest'assemblea. 

Diróìoiie poliiiai. Come abbiamo accennato pur ora , la confede- 
razione Germanica consta di 40 Stati , che abbiamo classificato neUa 
tavola seguente secondo le tre grandi divisioni geografiche. Aflfine di 
evitare inutili ripetizioni , e per aiutare il lettore a cogliere l' insieme 
delle divisioni principali di questa cospicua parte d'Europa, abbiamo 
soggiunto la capitale di ciascuno Stato , e la popolazione <fi essa. La 
superficie e la popolazione sìa assoluta sia relativa degli Stati raede-> 
simi è indicata nella tavola statistica posta in fine alla descrizione del^ 
l'Europa. Però avvertiremo che la parte settentrionale del r^no di 
Baviera, ed una parte riguardevole del territorio austriaco che abbiami 



MIocato nella regiaM 4i metfvdì, come^iM «ni parte anche nota- 
bile del territorio prussiano che abbiamo collocato nella settentrìonald 
appartengono alla regione di mezao. . 

• fra * 

TÀVOLA GBOGRÀnCi 
ddU CoaMesaiSone Grcmaaioa» 

SUl{f Titoli e SitaasioQ*. Capitali. FopoL 

ABOIOWS ÌSYTClÉmiOIIAt.i:. 

PrcnU} monarchia i U provincia di Braadé» 

A«f f Oi P^mefoaiaf SUcHa^ SauoniOf VcitftUia 

t del /?«aoi avvallamento deiroderi delI'Slba» 

ael Wticr, aall'Bmaa dal Aano ........ Berlino 300,000 

DavimamA} moaarMai ì ducati di Mohitia • 

di lauétièurfi .ali avvallamanti dell'Evder a 

deimu OiUvkstadt, . • . 6,ooa 

l4ni0CA|iiipiièMlaa4 avviUamanto dalla Tcava. £n&a««a. . • . . . 27,000 
Amborgo; rtpuhbUea] avvallamcolo dell'ElU • Amhìk r go • • , , , 434,000 
nsauKBOiG-SCHWBftUr f #rdttdurafo f avvalla-. 

meato ddl*EllMi, del Warnow, dal Icckaita . Schwrtn 45^000 

HiOLUiwto-STMRiiTa&s g^ooducaio^ avvalla- 

meato dall'Elba (Haval). dalla Trave, dal 

Reckaìii. Strtlitjt, ...... 6,000 

AvKOvn; rtfnp; avvallamento dell'ElU^ del 

Weier e deirEma . Jnnot^tr 30,000 

Ou>SMDlGO| granducato f awajbmenlo del 

Weitr, del Jahde, delPEme e del Rcoo (Mo- 
bili) « Otdenhurgo . . . 8|00O 

l^iiniiuiiy ; ilgmoriof avvallaiMnlo del Jabde. Kniphautcn ..* ^ 

^'^ìilinpubhUcai avvallamento del Weier . • Jìrcma 43,000 

Bltvswick; ducato i avvallamento del Weaer 

(ilUr, Ocker) a deirElba (Saale) Brumwick .... 37,0€O 

LvPÀ-DmOLDi nrineipatot avvailamenlo del 

Reao (Lippe) e del Weier (Werra) Detmold 5/)00 

ScuiOBRBoitG-LlpPA ; principato f avvallamento 

del Weier (Emmér) JSUclcihur g , , » * 2,400 

AiflUT*0lMAD I principato i avvallamento dcl- 

l'ElU (Mulde), . Déttau 42,000 

AVjUiT.BsaHkuRG 2 principato s avvallamento 

dell'Elba (Saale).' . . . . . . . ..... jBérnhurg 6,000 

AlHAtT.KOBTHBV: principatoi avvallamento del- 

l'Wba. . . . V. .: / K^mthcn 6,000 

iUBOlOMB DI BIBMO.< 

I^Mnmjtco (parte del Liuiemburgo e del Lim- 

Z"V*)j granducato i avvallamento del Reno 

„(>«•••"•) Luttamburgo . . 44,000 

AAUiu; imatoi avvallamento del Reno (Meno 

•^•»>a) Victhadcn 42,000 

AHu.DAiiitTADTi granducato i avvallamento 

.*•*»« Darmstadt .... 24,000 

*Mu.CiUBL Aatia-Elettoralet granducato i 

•♦♦•llameoto del Water e del Reno Ca*4cl 34,000 

*»*U.HoilBDBCj(ii«frdi'i«io/ avvallamento del 

^(HtbeeMeoo) Homburt 3,600 



Reno (Meno) . I . . • '• • « Frmneofarf- • • 55,000 

MTaldbck ; priHclpmto ; afvallaaMttlo à^ Wacr 

(Fulda) Corkmch 2,300 

Sassonia -Weimaii; grandmémut ■mJfcwiiÉhi 

dell'ElU (SaaU) e del Wcwr (Verrà) . . . ITo'mar 42,000 

Sassobia-Altbiibu«3D ; Aeatvi «ii aM i aMi a 

dell'Elba (liolda e Salde} jtlttmhurgo . . . 45,000 

SASSAHIA BfEUriHGBir-BlEABUllGHAUSBV; dsMftf 

avvallamenti del W«vc (Wecra) e dell'Eli» ^^^ 

(Saale). .....' Mefufmf^n .... 6,000 

SASSOViA'GOBL'aco-GOTBA ; diieatvf avvalb- 

meato del Reoo (Meno) e del yrtmr'(yi^rm\ Cohmm^o^ m,» ••• ^000 
SOIWAJIZBIIBG-RDDOLSTADT ; yr fmJj^ nJB f MrtnU 

lamento- delKKlW- (Boni*)-. • mudmèmmaJLt* • m m 4*500 

SCWABZBOMG-SOllDBIISnAOSBV; /i l flf f^J U» awaà- 

lamenlo dell'Elba (Saale) • 5*«^«««à«v;r«»* 3,800 

Mboss-Grbiz; primetpmto$ aviraBMaeBlD dell^lln 

(Mnlda) i ««*<*« •••••..* 6^500 

Aboss-Suhlbk; primeipm»i MnraUanwntB - del- 

l'ElU (Saale e Malda) Je4t«is • 4*800 

lleUSS-LOBB*8TBIB>BBEBflB<»BV$ p i awl|ifei m^ 

vaUamenU» dell'Elba (Saale e Mnkfa) .... Mh^rsému-f • . • • 4,2et 
Samohia ; r0giio i arvallamcnto d^*£lbn • ^1- 

roder Pre«a4« ...... 25^000 



AnSTBIA i impero; l'arciducato d'jhùlri«; ì du- 
cali di Sàl%hiurgy di StirUt, di CmKÌM*ia^ di 

Canùoi0; il Friuli diaoai Amstriaeeg il Zitto- 

ra/« Tedésco (territorio di Trieste) j la conten 

^1 7*iro/o col Foraiihergi il regno di J^oe* 

mio; il margraviato di MorrnHé} la SQeàa ^U' 

striaea; avvallamenti dell'EUm, delTOder, della 

Vistola, del Danubio, del Renfl^ dell'Adigejt 

della Brenta e dell'bonso . • FlemtiM. 350,000 

Bavibba; régno} avvallamento del Danobin e dd 

Reno « Monaco ••••«. 400,000 

TOBTBMBBBGA } regno; avvallamento derilanttbio 

• del Reno .....•.• Stuttgardn» . • • 30,.000 

BOHBHZOLLBBV-SiGMABUrCBV; prtàcfpotoi avvd- 

bmento del Danubio . . • Sigmaringen » , 4,G0O 

HOHeHZOLLBBB-HECBiVGBN; prtneipato^ avvalla- 

■aento del Reno (Necker) Be ehingen . , . . 3,000 

Baden; granducato^ avvallamento del Reno e del 

Danubio ...••••••• KMTieruke • . • • 20,000 

I.IBCHTBVSTEIB; principato (tra la Sùsxara ed 

il Tirolo) ; avvallamento del Reno £{«cftf#n«feln • 700 

Ora passiamo alh deseriziene dei prineipali Stati , il cui territorio 
è integralmente compreso nei confini deHa confederazione , incomin- 
ciando dal regno di Baviera il quale è di gna liuiga di luttt il più ri- 
guardevo.e. 

Regno di Bwiera. 

Confini ideila parie pracSpcOe. ^1 r^d^ f Àssift-Elettonle e gli 



C0NFCMSEA«illlMnMAMI€4. 

Stali Mfe«MÌi<8MiÉÉk;e 4L IMnu È3ìtmt,ÌMbnaàik ed icgM4li 
Sassonia e Y impero d'Austria (il regno di Boemia. eA i govoma éel- 
VAÌUb-ÉomiA); ai Mi, ranpan» «àustM (i f inila^cttl Voaaribaig) ed 
una piccala p«le M lago li GoataBa^ att'cwesf^ il i^^ 
bo^ I gmdaetó # Batai edi Aana. 

Fiumi. Il DANUBwdntEaTarsai le^M daHTavealdi'eat, iNUcanda 
per Ncufcwg , lagotetadt, Baiisbona, Slbraubinga Fassau. Esso ri- 
ceva à desta: fllk€ir;\\ L$eh , ingrossalo dalla Wtrtoth^ al con^ 
flu«»tt 4k em solide Angusta (AngdMug); T/sar (har) cbc bagna 
Monadoe Landsfant, e VTnn iagrasaito éBBgLSakztk; ipnacipak af- 
fluenti « sinBira sono: fl Werniiz., l^Altmiikl, a Nah ed U 

il i^Moeiwa^gnai&oeiifineoriantale del circolo ddiPalatinato, bagna 
C cM er ri i e iHa e Spira? essa rìcem a destra il Me no che traversa tutta 
la part&aatfanlraHiale ed legnoy passando per Bayreuth, Schweinfurt, 
Turzburgo ed Asciafoiburgo, ed è ingrossalo éA Reànitz^ il qusle 
bagna FMb, Erlangen , Bbmbeiiga» e riecve aOa saa volta il Pegnitz, 
olle passa par Maiimberga; L pnndpaU afihienti éà Rana a sinistra 
sona: ULmut^Vr il Qneith cbe passa p«r Landau, eia iV afte. 

BindflBa a Topogmln^ ' Dal 1857 inpoi, tttttoll regno è partito in 
otto GÉreol^iciu naai lieordano i direfsi paesi» onde n fermò fti»g;DK> 



Mnvaea (HancbeBX svil'feer» eapiUde d^ r^ipia e eqiohiogo del eir^ 
caio deil'Ait&-Bsyìera) città taduslriosa a piuttosto eosHnerciante, la 
quale, mense Yvmvenità ed aìtoi grandi slabiiinenti letterarii, già da 
alcuni anni va annoyerata fra i precìpui centri della moderna civiltà 
gornanica, ed a cniv d^po ^anrénmieate al ttoao del re Luigi, si con- 
gnia eomuBOMBte ancfaa il primato in ardine aUe betti arti. Monaco 
è seiiB di um aèmearavaia, éonta da 10(MMN) dMt«atty compreso il 
terrìtono, e aonnmiBB ton Juffuatà^ per via di una strada funata^ 
Ingolstadt, sulla sinistra dd Danubio conlQ^QOO abitanti; conia 
saramio condotte a temine lestup^ideifartificaiìou di questa città , 
easa dovràeoHoeaisi te leprifwtpols /b^^ 

RaTisnaiu (Ri^gBnsbinrg)^ taA DaniAiev città veaoovila, mdiistrioaa, 
e di graa eommereio, capohiog» del eirodkir dell'AltOrFàlatiaat9< e di 
RegensinnEg con nna popolazione di SS^COO abitanti-,, e^ è queste un 
plinto eminentemente strategico,, ed una delle prìacipali stazioni della 
naviganoaa a vapMe sul fitoùbii). Nelle vmt vicmaBae immediate a 
l>(Maausl««/,8QrgBÌi]ibeliaepittoncointoilTFalMto,vero|^ 
f/ermanicoy or ora inaugurato dal re Luigi, e consaevato a tutte le 
glorie naaiOBali^ Questo splèndido monumento^ unico nel suo genere, 
è già slato ilhistrato per ciò che riguarda la storia dal suo augusto 
fondatore, a quanta aU'artev ^^ celebre arelntella ebe ne governò 



resfNwioiie. ÀMBBRG, giàcapiialediirAltD^^altliMto, eitlà MutrìoM 
di circa li, 000 abitanti. 

Passai, al oonOttcnt» 4eU*Iim e deil'Ik nd Danubio, città yeaoQTÌle 
di circa 11,000 abitanti , capoluogo del circolo della Baasa-fiaviera, ò 
una piaaza forte resa vieppiù importante daUasua situaiione. LANns- 
HOT, auirisar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Bayebuth, sul Meno-RosBo, città di 17,000 abitanti, capoluogo del 
circolo deirAlta*Franconìa, ed anticamenste del margraviato del suo 
nome. Bamberoa, già capitale del vescovato sovrano di Questo aome, 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di S1,000 abitanti, 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura éà canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed Aiéóibwgo^ e per 
un altro verso a CoburgOy la renderanno presto una delle principali 
piazze di commercio dell' Europa Centrale. Hop, sulU Saale, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti. 

Amspagh, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerdante 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media. 
Eblangen, città industriosa di 10,000 abitanti , con una ufitosrsilà. 
Norihbebga (Nùrnb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, eon 45,000 
abitanti, ed una «tracia ferrata che la congiunge a F^rik ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industnosàe <y gran com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwabaqr , città di grande indib- 
stria con circa 7200 abitanti , centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. 

y CRZBURGO (Wiìrzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capitBledel vesco- 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo delia Bassfr-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenburgo, sul Meno, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 34^000 abitanti, 
già imperiale, capoluogo del circolo della Svevia*e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAUgemeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali te^ 
deschi, ed uno degli organi della stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Monaco per una strada ferraUu 
Neuburg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capitde del ducato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa 9000 abitanti, co* 
apicua per istoricbe rimembranze e pel suo porto franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfabs), il quale è posto sulla sinistra del Reno, separato 



CONFEDBBASiOffnB CtKMAllICA* 10 

aAitto ééh porle prineiptìe del i^gno e confinante colle monavchie 
Franoeee e Prussiana, e coi granducali di Assift-Dinnstadt e di Baden» 
Landau, sai Queidi, piazza forte federale, di 6100 abitanti. Gnanns» 
HSiM , al confluente dei Queich col Reno, pùnta forte foderale che Ta 
ooetraendosi, di 820O abitanti. Dde Ponti (Zweibriicken) , città di 
750D abitanti, già capitale del Palatinato. « 

Regno di FurUmberga (Wttrtemberg)» 

Confini. Al nord, il granducato di Baden ed il regno di Baviera; al- 
Vest, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Gostanza 
e il granducato di Baden. hXovest, il granducato di Baden. 

Fiumi. Il Danubio., che traversa la parte meridionale del regno^ 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo , ma bagnando Ubn; il 
Ne citar co' suoi aQluenti, TEns, il Rocker ed il Jagst; esso traversa 
il regno dal nord al sud, e si versa nel Renò nel granducato di Baden; 
il Tauber, affluente a sinistra del if e n p, affluente del Reno anch'esso» 

Bìràiaiie e Topografia. Tutto il regno è diviso in 4 circoli. 

Stott€abda (Stuttgart) , sul Nesenbach, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno, gentile città, che a 
questi ultimi anni si è molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 39,000 abitanti; i molti stabilimenti scientifici, la florida e 
moltiplico industria, e singolarmente Tìmmensa operosità tipografica 
ne accrescono l'importanza. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
Kannstadt,^i 4500 abitanti, piena di manifatture, eLudwigs^ 
burg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è ilverocapo-^ 
luogo dd circolo del Neckar. Heilbronn, sul Nekar^ città industriosa 
e Gommerciante di oltre 10,000 abitanti. 

Reutliiigen, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Schwarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 abitanti con un'umversttò. 

Hall (Schwabisch-Hall), città commerciante e più ancora indù- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt 

Ulm , sul Danubio, capoluogo del circolo del Danubio , con 15,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda def 
Tegjko, e la prima quanto a commercio ; si sta lavorando per fai'ne una 
fortezza foderale» 

Granétucaio di Baden. 

Gonfiai. Al nord, il granducatodi Assia ed il rc^o di Bavi««. AI- 
r»f, ì regni di Baviera e di Vurtemberga, ed i principali di Hohen- 
zoUero. Alstid, il lago di^Gostanza ed il Reno, i quali ne segnano per 



la MMW pitto »i 

EoM dìA !• Mp«s» iaik Fianoit^ 

Wmmà. TMi ilMiitl» Mefts» il gOttÉMal» bnMm «ip» al 
Ramradalltaidiìau ttRMoaM^Kafl irt«aan^il7r#ys«i9a, M 
f-is-zt^^ il Mmrg^j .il. P/ms, il lS«sl oiSaisa, ili\F#^à«r 
ingrossato dalF^nz, il j|réii» iv^MMia éà Jd^iier. il teimto 
nasce entro i confini di questo Stato, e non prende tiU nome se non 
dopo la conpiBMi— e 4ii raoi Im bfac», il BajBCBy H 1Iri€4ch, ed 
un altro più piccolo d^assai che v'è nella corte del castello di Dooaii- 
éscliingen appartenente al principe di Ffthtenberg. 

IHvitioae e Topografo. Lo' Stato è diviso in cfuatfitfcircoK. 

KARLsmniEy gnuBiosa cittì moderna, clie a'dl vostri si è molto am- 
pliata^ e la cni popolazione supera fi 5X^,600 abitaDti, capitale def gran- 
ducato. IMa sfruda ferrata che si Ta coadruendo sta per congiungeria 
con Seiìàdberg per Hannheim, e con Ba»ì^ perlliastadC, Rastadt, 
capoluogo del circolodeIReno-Hedio» con bagni, e SQOB abitanti; m«^ 
la sua posizione eminentemente strate^ca essa è la chiave del Basso- 
Schwarzwald ,'e perciò si sta fortificandola per fone una fortezza 
federale. Badeit, città industriosa di circa JKMO fintanti stslnli, ftnrida 
pnncipahnente a cs^ne delle sue celebri aeqw UrmtìM^ frequentate 
tutti ^i anni da parecchie migliala di fbrestferi. Pfouzheiv^ dttàcom- 
moriante di fS5^ abitanti, e primaria piazza manifiitturiera def gran- 
ducato. Brcchsal, con una saHna e 7900^ abitanti, il ean castello 
granducale era dtre volte residenza del vescovo sovrano di Spira. 

If ANNHEiìf, al confluente del Nettar col Reno, già residenza de^- 
feleftore palatino, ed ora capoluogo del circolo del Bas s o^ Re no ; città 
di 2i,000 abitanti, di grftnde industria, e principal piazza eomner- 
ciante del granducato. HEmELSERG a (Heidelberg), sul Méckar, città 
piuttosto commerciante, con nn'timoersttd ed oltre ai5,600 abituiti. 

FaiBimGO (Freyburg), antica capitale dd Brisgan, e pfeaent B iu c M t e 
del circolo dell'Alto-Reno, città arcivescovile, industriosa e eomm^'- 
ciante, con un'ttmverstl^, ed oltre a 12,060 abitanti. 

CosTA'NZA, capoluogo del chicolo del Lago , città grandemente sca- 
duta dall'antico suo lustro, con im porto sul hgo di Gostanza e 6300 
abitanti; una parte della città è stata or fa poco tempo dichiarata porla 
franco , locchè recherà grande incremento atta sua industria ed ni 
commercio, e contribuirà ad accrescerne notabflmente la popola- 
zione. 

AssicL-Elettorak ossia grimducaUk cB Jssia-Cassel. 

Al nowl, il gpvarao pruminao ^MìteiiM) ed il .rmps di 
MXé9t^ il goi^eiiio pruanaiM'é'Erfurtyil gsanduoaladi Sa9- 
aoqia-WaiBMrv ed il ciroab bavaso dek BisttNAb&o. Al «id., questo 




GOilFBOBAAa 

stesso granducato, ed il principato di Waldeck» 

FìmI. ia FH»à e la WMftii, !•- qnrii dopo eiaini riaginaH a 
HtedteiitiilngBodl Amwnr, fnrMao il WmÉÈt.tkiiét^^ %ìk Lmàftk 

« >«■■• e Ttpegrtdl>.M4tÌfiB pai teftatoèdli^iBéiafiiatt» 

pfovnmaw 
Gassbl, sulla iWdaj dui nawiiMiit iaim • piiittarti jaduatrinaa, mm 

31,000 abitanti , capoluogo della pmrincia dalla Baaia-AsBìa, e capi- 
tale del granducato; essa fu pure capitale del regno di Westfolia. Le 
inoftesltadb^%rràf0dMiiiovraifl»McDiiv«^^ ledanlinèftafK^o 
Olia grande itafMrtasEsa Blntftgfiea, e la rcmienim» mo di^póMipali 
enparii del coamcfcìa ledasela» 

HkWM, eapohngo deU^AIIa-lJBia, eMàlnàulmn iM fuai aOOQf 
iWtaiiti, con ua Nmi o er s ft A. 

Foisi, aella Pfedda, eapaioegodfllgnndacalodiradayaodedi 
un Teseovato, città industriosa e commerciaste, eoo 10,000 abìtaBli* 
S«iu:ii9A'<Sohittaftalden), separata dalia parte prineipàte dallo 
State, in nna^afle del Tli^M^earwidd, con MM abit, eommeniaiila 
e molto industriosa. 

HiNAir, poco iangi dal Ifeno, capaliiog^éeUaproviMiadalauo 
nome, città di itt,OQO aUtaoti, la più industriaaa a èmmmehuA^ di 
tutto il granducato. 

Granducato di Asdor-DarmstadL 



rn ii H ii l . I Tarii mentri di questo Stato non fleaooantìgni, naidivisi 
ìodtieparli pressoché eguait dada pro^fnela di Banau ap p a rt aaanto 
aPAssia-fietfonde. SetuÉa tener ooolia dì «iisesta pioeala intemuiane» 
si possono segnare ! co&ini' <tt qaealo Stato mi JMdb aeguania* ili 
nord, il ducato di Nassau e TAssIa^filellorale* kà*9ti^ qoaal'ttltiiao 
Stato, il circolo barare del ftasso-ìfeno ed il graMhicai» di Bada»» 
Al wdy questo granducato medesimo ed ilciMalol)aR«iaéeltoio« 
All'cwesf, il governo prussiano di GoMenia, il bacato ^ JNaaaau^ 
rìnterchiuso prussiano di Weimar ed il gavenso pjnasiaao. di 
Arenirtwrg. « 

Tìnmi, Il Reno, co'suoi affluenti Meno e Lahn a doitia» # 
^dào a sinistra» 

iKvWoM e T^pograStt. Lo Sialo è diviso in tra pnoviocìa. 

BiraarrAST, sul IÌÉim,'eapoluogaddlapio«ÌMàa.diSlariGaafaarg, a 
capitaledel granducato, dttàpittllsatonidaBùriaaaia òoaanieiciaatay ^ 
a'<H nostri si 1 mollo ampl&itB, ola eoi popsladmsaHpcia.idl,iQQ9 
•Mtanti. OrrtiiBkcir, sul Meno, dtlà oomaaaaaiant^éiqaBai i'^JM 
e la pW MaMrtMa «lulté'fl 



Glsmn, 8irfhljlni,Mp6hiogoMI?AlftMA8ftia, cm v^uté^Btoiià, 
ed oltre a 7000 abitanti. 

MMéHSA (MaìBz), sulla smi^ra del Reno, al coifliieiite.d«l Meao, 
caHuogo d6U'Aaaia4iMH«ift,.eiltà ve^eoTìle, Muetrioaa « la più 
commerciante del granducato, con portofiranco, eddlre a 54,000 abi- 
tanti; ^8ià è altresì ìhprimmria foriusa detta Omfeditmi^me, ed una 
delle principali d'Europa. Yormazia (Worms), città di OOQO aMtanlì 
che occupa mia larga parte iMlk sttMìa della Gormaoìa* 

Regno di Sassonia. 

C#AflMi. Al fiord, i governi pniasìani di Merseburg, di Franooforte 
e di LigKJtz. All'est, quest'ultimo goremo, ed una piccola parte del 
confine del regno di Boemia, che dipende dalfimpero d'Austria. Al 
sud, lo smesso regno ed il circolo bavaro dell'Alto-Hano^ All'ovest, il 
circolo medesimo, i possedimenti della caaa di Reuss, il granducato 
di Sassonia-Weimar, il ducato di Sasaoaìa-AlteiÀwrg ed il goFcmo 
{NTUSsiano di Merseburg. 

Fiumi. L'Elba co'suoi afihienti, VEhteT Nero a destra, la 
jlfulda e la Saale a sinistra, la quale ultima ò ii^jfosaata dal 
Pleiss che passa per Lipsia. 

mvwioM e Topognifia. Dal i85S in poi lutto il regno è diviso in 
quattro diHniti di direstòm* ctrco2art (KreisdirectionsBesirkej, i 
quali prendono il nome dai rispettivi capiluoghi. . 

Dresda , sull'Elba , capoluogo di distretto, e capitale del regno. 
Gli splendidi stabilimenti letterarìi, le stupende collezioni di belle arti 
di questa città le hanno acquistato il nome di Atene Germanica; il 
commercio , l' industria, la strada ferrata che la congiunge a Lipsia^ 
ed una popolazione di 75,000 abitanti ne accrescono l'importanza. 
McissBN, sull'Elba, città industriosa di circa 80Ó0 abitanti, famosa 
in tutta Europa per la sua manillikttura di porcellana. Freyhbag, sulla 
Mulda, non In guari capohiogo del circolo dell'Erzgebirge, città indu- 
striosa di oltre li, 000 abitanti, celebre per le sue ricche miniere di 
argento, e per una illustre scuoia fm«israÌoj/ùsa. 

Lirsu (Leipzig), sul Pleiss, capoluogo di distretto, con ua'iim- 
versità, ed oltre a 48,000 abitanti; la celebre fiera di questa città, che 
è la primaria dell'Europa Occidentale, il commercio librario che ga- 
rei^a con quello di Londra e di Parigi, la strada ferrata che già la 
congiunge a Druda, Magd^rgo e Berlino^ e deve avvicinarla a Cas^ 
9ely B embèrga e Norimberga^ Accrescono l'importanza di questa ilo- 
Tento città, che è il centro ddl'industria, e principalmente del com- 
mercio del r^gno, ed una delle pitoarie piazze commercianti mediter- 
vanee del Continente Antico^ Lesue vicinanze sono altresì celebri negli 
annali militari per.i MU menotabitt che vi aaguirono^ .es^gnatasMHite 



C«l!fFBDEBAS0m ÒBftMÀXICA. flff7 

per la MA19N0 detttdMfe^(ntòfl•f?61kmellhleht)clle^ 

le sorti di Europa. DObblh, città di oiroa 6000 istanti con mette ma* 

nifatture. 

ZwiCK AV, snlla Mulda, capoluogo di distretto, città di 7300 abitanti, 
piena di manHtitture. GlauehaUf parìmenle sulla Mulda, città di 
7000 abitanti, molto industriosa, e che può considerarsi come il ca* 
poluogodei floridi possedimenti dei principi mediati di Schdnbui^ 
GHEmciTZ, con oltre a S2,000 abitanti; essa ola principale città ma* 
ttufiittnriera del regno ed il centro di una delle maggiori fabbriearioni 
di stolte di cotone di Europa. Z^c^opati, con circa 6000 abitanti , 
e Mittoeida, con 6000, sono piene di manfetldre. Plaoem , 
sull'Elster, non ha guari capoluogo dd circolo di Yoigtland, coaoitre 
a 9000 abitanti; essa è rispetto air industria Ia< terza città del regno, 

Bautzen (Budissin), sulla S|iree, capoluogo del distretto che ab- 
braccia la Lusìizia Sassone, città industriosa di circa 9000 abitanti, il 
cui Ticario apostolico ha titotodi rescovo. Zittaii, sulla Neisse, eitlè 
di circa 9000 abitanti, centro principale della fabbricazimie ddle tele 
del regno. 

Granducato di Sfecìdenbtirg-Schwerin. 



e 9mtn. Questo granducato, i cui membri sono tutti 
contigui, è maggiore assai di ipiello di Hecklenburg^Strelitz, e 
comprende i ducati di Schwerin e di GOstrow; la signoria di.Ro- 
stock; quella di "Wismar altre volte appartenente alla Svezia. 

Thaaù. L'Elba, la quale appena tocca M territorio di questo Stato 
accogliendovi VElde eia Boitze. Il Wabiiow col JVeòel e la 
IlECKffiTz, sono i fiumi principali, e vanno nel Baltico. 

DmsioBe e Topografia. Quanto airamminìstrazione lo Stato com- 
prende sei parti molto differenti rispetto al titolo ed all'estensione. 

ScHWEBiN, sul lago di questo nome, città d'oltre a 15,000 abitanti, 
piuttosto industriosa e commerciante, capoluogo del circolo diMecfclem^ 
bui^, capitale del granducato, dal i 857' in poi residensa oadinaria 
del granduca. 

GusTBOw, città industriosa e commerciante di quasi 9000 abitanti , 
capoluogo del cireolo Windico. 

R08TOCK, capoluogo del distretto del suo nome, sul Warnow, con 
un porto sul Baltico, un*universitày ed oltre a 19,000 abitanti; essa è 
la città più industriosa e commerciante del granducato. 

WisMAB, con un porto ed oltre a iO,ODO abitanti, città commer- 
dante ed industriosa. 

Regno di /innover. 
I* Senza tener' tétào delle frazioni disgiunte dallo tre parti 



Il» 

Oidenibiirgo, dalla rtfrabbUoi di BMntedai dmcat» éì Jtaoswkk, 
possiamo segnarne i confini nel modo seguente, e considenado 
quelle tre pTÌnci{N£>affti omm iHiiMiiti mb IMatotìUga»-» al nord, 
tf mare Germanieo • èri Nord» le piévìMe Tedftioe Pawffiy la n- 
piibblica di Asdmrgii ed il gMidaoiÉo di MertricHìfairige^Schwerin. 
Air«t, la iirofiiicia frasBìaBa di SasiOBia e ia.|i9ite pnicipak del 
dosato di Branswicà. Ai aHd^ 1 ^vrecn» pnvsiaBe di Scftirt» l'Assia- 
Eletterale, il ga n ma a piróriai iJK MiBéep, i poaeedìBMiiti della casa 
di Lippa ed A sorenapniiaiuie di Miuiater. ÈìVoaestg le provincie 
neerieodesidiOfariaK], DmlÉe«4konhil9u 

ed fl «no lOMntejÉiier, inipMiKele àdk'ikker, dalla JMie^ edaltrì 
meno imporfmL L'Em, ed il ano iHarniii JFaae. 

Bhrunae e Tifiyfia Did 1825 m poi» il regno ò diriea hi sa 
prefettive o goform {landdrpeleieB}, oMl<e al «ipitiiwto MeaUieso di 
KlaintlMl ( BergiBBiptmaiMachaft Klamtat), 

Annoter, in una pianura sabbiosa al confluente della Leiae e dd- 
r Ihme , città industriosa , e più anoon commerciante, dà 30,000 abi- 
tanti, capoluogo del governo e capitale di tutto il regno. Le molte 
airtids f^iTBte cke vi mettennao eape ,. le Ndieraiaiw ttiiagi^^ 
porCatta oenm»eBle e slnitfi^ioa.. 

HiLDBaiBni , siiriiiMnie, capoluege disnrenfto» città yesooTìle 
ed indofllnesa, di cina 16,000 abitai^, già eapitalB dei Tescov^o 
sovrana dt qanato none. CerTiaftA, città dieinaa 10,000 abitanti con 
ima delie più ittuatri umvenità d'JSiiiiipa. Goscaa, stila peadioe set- 
tentrionale dell'fian, città industriosa di eitrea TOOOabitanti, fiunosa 
perieoùBÌere di rame, di piombo e di argenta «he vi pggscdono in 
comune il re di ^uerer ed il duca di BrmasmeUL OsTsaoaB, suUa 
pendioe BMridioBaie deU'fim» dllà. di 5O0O abitai alane la più 
mawrfaihirieia del iagBo> 

Lnanmao, eapelnogo di governi», catta eomuerciante di altre a 
12,000 abitanti ; le sue sorgenti salate , che si stimano le più rieehedi 
Jteopa, p«gQBa nna ^piaatilà iaMseosa di saie. Geu.b, città com- 
merciante, a cui il censim|»ito del 1856 non aasegiMae nmifiSi aln- 
tanti^ aèUMMe. per c eanin o fWtfewm ae glie ne altiiiHiisGaBo oltre 
aiNiOa 

Kladsthal, città di eitm a OOOaabilaati, cijMfewfledgl opilBttato 
di qoBito name, aedo dBlfaidire»fme:deUe»iDÌeBe deli' Haiz; nelle 
aue vicinanze sono le più ricche miniere d'argento. 

OsNÀBRucK, città di oltre a 12,000 abitanti, cqraluogo di governo, 
e sede di un vescovato; che altre voflte eraàDvrano; esso è il centro di 
«na^^mde lUMarieaciane di tela. FAPsapvfaa» làtià di cirai 4B00 



COHriDIBAIlillB «nMANICA. ISI| 

ibiiiiiti*, florida per lo ooivo dalle aue torMer»/ e per la auit JiHilta 
marinerìa mercantile. 

EiioEif, la città più riguaréerole del govetno di^Auricb, il quale 
compreade TOidirieia, con cin^ IS^OOO abitanti ed un porto che è la 
primarìa piaua commerciante del regno. Lsaa, con 6i00 abitanti , 
città di commercio, importante per la sua molta marinerìa mercantile* 

jtUri Slati. 

Parecchi Stati della confederazione Germanica , sebbene in brevi 
confini, comprendono tuttavia città per più d-un riguardo troppo ìmr 
portanti, perchè ci sia lecito di passarle sotto silenzio. Senza entrare, 
rispetto a questi Stati, nei particolari che abbiamo indicato degli Stali 
antecedenti, particolari impossibili a radunarsi negli stretti confini di 
questi Elementi, ne descriveremo però le cKtà principali , seguendo 
l'ordine delle tre regioni geografiche, secondo il quale abbiamo r^ 
datto la tavola generale della confederazione alle pagine 119 e 120, 

Nella Regione éi Mezzo ricorderemo FaAMcotroftTE-sul-MenOy 
città di oltre a 55,000 abitanti, capoluogo della repuUblica di questo 
nome, e capitale della confederazione Germanica. L'industria, e meglio 
ancora il suo florido commercio, i begli stabilimenti letterari! e la sirada 
ferrata che già la congiunge a Magonza ed a fFìesòocfen, e che si ran- 
noderà con altre, le quali si vanno già costruendo, accrescono Tim* 
portanza di questa citUi. 

WiESBinBN, capitale del ducato di Nassau, città di 12,000 abitanti, 
celebre in tutta Europa mercè de'suoi bagni frequentati tutti gli anni 
da parecchie migliaia di stranieri. 

WiiHàK, suirUm , capitale del granducato di Sassonia-Weimar, 
città di oltre 11,000 abitanti, riguardevole specialmente per stabi- 
limenti e collezioni letterarie. Nelle sue vicinanze giace la città dì 
Iena con. 6000 abitanti, riguardevole per la sua illustre umvenità, 
e famosa per la gran battaglia vinta da Napoleone Tanno 1806. Eisk- 
i(Aci, sul Nesso, città industriosa e la più commerciante del gran- 
ducato, con oltre a 9000 abitanti. 

GoBCRGO, suir Itz,città industriosa e commerciante di oltre a 9000 
abitanti, capoluogo del principato di Goburgo , e considerata come la 
capitale di tutto il ducato di Sa88oiiia-Coburgo-Gotha,,come quella 
ove risiede il principe. Gotha, vicino allaLeine, capoluogo del ducato 
del suo nome ; mercè le sue stupende collezioni letterarie e di belle 
<rti, r industria, il florido commercio, e la popolazione che accendo 
Ai4,000 abitanti, essa occupa il primo luogo fra tutte lecittà di questo 
piccolo Stato. I principi della famiglia regnante dominano sul regno 
del Belgio, sulla monarchia Portogheise, e sono saliti ultimamente sui 
trono d'Inghilterra, 
9 




I) fimijMiwi 

Reoo (Meno) ..•.• Frmme o/arie» . • 55,000 

Waldbcx ; prine^mio ; aT^allanieoto d^ Tf eser 

(Falda) Corhmek 2,500 

Sassonia -Weimar j framduémf^ waftaiiaia 

dell'ElU (Saal«) e del WcMr (Werra) . . . Weimar 42,000 

SASSOHiA-ALTEMBURtiD ; AcofV; aii amuiMl B 

delI*Elba (Molda e Saale) jtlttmhur go . , . 45,000 

Sassonia MEiHiNOBir-HicaiiURGHAUSBV; due^mf 

awallamena del W««ec (Wecra) e dell'ElU 

(Saale). .....' Meimi)»^*» • • • • 6,000 

Sassonia-Goburgo-GOTHA ; duemtof avvala- . 

meato del Reno (Meoo) e del Wcmt (WVim\ Co* »itr »»«-••••• 9^000 
SCHWARZBURG-RUDOLSTADT ; friuti^mÈO f Wf lì» 

Ìaineato-MirE]ki(SMl«}'. « . »ii4«i«««dC»» . « • 4*500 

SCWARZBORC-SOHDBRSIIAUSBN; primsi^mtu^ Mval. 

Umenlo delPElka (Saale) S^m^^ahmw* 3,800 

Mbdss-Grsiz; primcipmtof avvaBfemeDto dell^lba 

(MuHa) ^ ^ m*éi9^ .: €^Stt> 

AbosS-Suhlbiz; primeipMói •vvalIaanBtD • dd- 

l'Elba (Saale e Malda) . . Se^kk^» •*...•. 4»8QD 

AbusS'Lobbsstbin-Bbbssdopf^ prdK^^Mfor «^ 

vallaroento dell'Elba (Saale e Molda) .... BhTsémv'f • . • • 4,201^ 
Sassonia ; regno ; arvallamento delPElW • ^1* 

l'Oder Dresda* ••>..•• TSjOOO 



350,000 
400,000 



Austria ; impero; l'arciducato à^dustrioi i du- 
cati di Salzburg, di SUrU, di C««Mxca» Ì\ 
Corniola; il Friuli diaQM Amstriaco; iì LOlO' 
rate Tedesco (territorio di Trieste) | U contea 
4Ìel Tirolo (MÌ Foraribergi il regno di Soe^ 
mia; il mamavìalo di Morm^; la SSlesia Au- 
etriaea^ avvallamenti dell'Ella, delPOder, delta 
Vistola, del Danubio, cTcI ReiM^ dell'AdigCj^ 
della Brenta e deU'bonao . «. Fie »a«. 

Baviera; regno; avvallamento del Dtumliia e del 

*•*"* • Monaco • . . • 

TORTBHBBRGA ; regno; avvallamenfé de! Danubio 

• del Reno Stuttgarda» . * . 39»000 

BOHBNZOLLBRN-SlGMARUrCBN; prÙictpoC^s «vval- 

lamento del Danubio Slgmarim^gen, . . i,eOO 

Hohenzollbrn-Hechingbn; principato^ avvalla- 

Beato del Reno (Necker) Beckingen .... 3J)00 

Badbn^ granducato^ avvallamento del Reno e del 

I>an«**»« ►.. Kmrisruke .... 20,000 

Liechtenstein; principato (tra la Sutura ed 

il Tirolo) ; avvallamento del Reno Lieekteustein . 700 

Ora passiamo alh descriziene dei principali Stati , il cui territorio 
è int^ajmente compresane! confini della confederazione , incemin- 
ciando dal regno di Bayiera ìì quale è di gran luaga di tutti il più ri-- 
guardevo.e. 

Regno di Baifiera. 

CtimBm 4elU parie prù»0B|Mae. Al r^d , f Assia-ElettonJe e gli 



fibè nt sttttM oftoBsalt 4i« npi^ieseiita il fim^rt-delle legioni 

ronane. 

LO P'AirSTAlA. 



>•«• Z^on^a. ortesU. tra 6*e il*. JLoitiud. trt 

Godbi. AI fion^ te confederazione Svizzera, il Iago di Costansa, i 
lepttàBnrivnaASasMMiiay la provincia prusBiana di Silena, lare» 
potMìea di Qncom, il uqoto regno di PokNiia e la Tolinia Dell'impana 
Rosso. lUVtl, la Poddia, ed una strìscia deOa provincia di BessaraMa: 
<leU'iinper»Bedesiiiio, ed il principato di Moldavia, vassallo dell'lnn 
pero Ottmnano. Al sud, i principati di ìfUacchia e di Servia , vaaaalK 
delmededmo impero; la Bosnia e la Croazia nell^ìmpcro Ottomano^ 
<piiadiilnire Adcìaticas lalegaaione di Feiran nello Stato del Papa; 
i duetti d! Modena e di Parma. All'oi^est > il regno Sardo, la conMr« 
niione Smzera ed il regno di Baviera. 

rumi. I fiumi delF impero mettono capo a quattro mari diversi; 



I*BUi| h qMkte MHt Md BMali 8adl«H » • » dopo «vtr tu li k no«aiÌo« 

<^ln Mi ff«|io 4ì iMiioli por qsìDdt «Omni hI «mw dd Itevi. B«o font ptv 
Iwipk**, Rdte» KflMiftainM» • Lam—iit>. 1 tMi «ftiooti fttnifiii métim* 
r«« <'AMri> mi»t t dUi» Vtrmp*, • tlolrtn Jo JFoldAO» «iw U|M •«'« 
^tTiigi| td i oeo ga o • tkiflni il ÌMmoo, tho ptnt por Pilita; i*Ji#«r| cko 



li im^ U«Mk «MiB oppow FwiMiiM l ut ibaii ìi dol |*«ono M Tinlow 
(r. b ivìMMo db pac.i«^ • la wwwhia WmlMéin)> 

Il MB aAi.vt«o riaete: 

I*ÌHi^ a «M*» ■ortMiiwi Mi moMi dtlift MoMvk» o dopa tiwonila fa ailteift 
l«iriii% «in Milo sa«io tfìMi pw ^ofadi «mmi mI Bollico. 1 Mdl of» 
*MMÌ MiMipdli mi Itai l of i o itiìian tooo» a noiaira, l'Op ^«i «llolMfM Trop» 
r«SMtda«M l*€»l«o, akt paaaa par Tatiltaft. 

U ^Mf(|b4 (Wrairfcad> lo ^o Im lo tuo aotf f tf ooHa attailo àM»iMOy * 
»pin il i«|ao di Galliaia dal ouovo raooo di Polooìa^ Sm oteo o Saadooiìao. f, 
■» l i a t o H prio ui poM mi tacfitari» ooalnoa» aMo MIÌ o daalro» noi t la JETtof •; 
i Oao«/o«» flko bofM WMaMafc o Konaandoe» od è ìiaiiMti dol il mp arf 
«fa^M pari ■■irt. laPofioriai fa rist^è^m.\ il 5«ia, eia pana pw iaU 
'^•■yrf, o il Mmgf akt poaao paoBoac) laMi qMaH attMali otUMaraaao k 



G«flÌM, l*olltaM oeatttMto» il qaalo ooUo Baoaaìaia pòrto dol mo ooobo op p aH i a aa 



Il Ma wn» riceve : 

Il DunMO» eW i il in§iar fineat doll'iflipafa AaairiMo. ttn» Mvofaa l*Àlla 
•!• Imo iMHiia^ la Uo«lMna» aaaara l»Ui«barài doUa iahìoMai% ad i ao«teà 
■"'*■•» UafBNai daUa Sorrta } «aco HuloMota daU^imparo d'Aailna a Qnova^ a4 
"fet adTiaoMo OMooMao» oado ai «otaa mI aaar uStf, H «oaaia fcrno ooraa 



■<U*Ìai|faM OMooMao» oado ai «otaa mI aaar Rivo, hi qaoaio fcHi|o 

in Itia^ XloilanMioiiiSy Ir aaoMf rraattursoi aaab^ Oaanaa^ wfaa^ 



»^«A» m ant a a IPalarvoradìM (Pctarwafdeìo)i SoeUioo. 1 aaoi aaooall prìMìpali dì 
°«dnNaa: f/oo, aln travam it Ttrolo •«tteolrioaata paanodo perlai 



^ ^ K f/oo, aln travam it Ttrolo •«tteolriooata paanodo perìanibrMk a 
**h*<li;amaaoo|lio USaba, «ho bogaa HalUio o8aiobarì|o; il Fr #k •• ebo paon 
f« Wtl^ {*Smif dia UgM Stanar od Baii td a tagromlo d^llo St^jrmt il Tr «f oa 



reseeuiioiie. AMBBR6,fiàcapllBle4dl'Alt(>4^alaliMh>^eittàiii^^ 
di circa 11,000 abitanti. 

Passau, al oonflttenteéQU'lDn e deU'Ite nel Danubio, città vescovile 
di circa ll/)00 abitanti , capoluogo del circolo ddla Bassa-Baviera, è 
una piaaza forte resa vieppiù importante dalla sua situaiione. LAeins- 
BI7T, sttirisar, città industriosa di 10,000 abitanti. 

Batreuth, sul Meno-Rosso, città di i 7,000 abiùuitì, capoluK>go del 
circolo dell' Alta-Franconia, ed anticamere del margraviato del suo 
nome. Bahberga, già capitale del vescovato sovrano di Questo nome, 
posta sul Regnitz, e sul gran canale di Luigi , città di SI ,000 «bitanti, 
industriosa e sede di un arcivescovato ; V apertura dd canale e la 
strada ferrata che dovrà congiungerla quanto prima, d'una parte 
a Norimberga ed Augusta , e dall'altra a Plauen ed AUenburgo^ e per 
un altro verso a CoburgOf la renderanno presto una deUe principali 
piazze di commercio dell'Europa Centrale. Hof, stdla Saale, città 
commerciante, e molto industriosa con 8000 abitanti. 

Anspagh, sulla Rezat, città di circa 13,000 abitanti , commerdaiite 
e vieppiù industriosa, capoluogo del circolo della Franconia Media* 
Erlangen, città industriosa di 10,000 abitanti , con una università. 
Norimberga (Niirnb^g), sul Pegnitz, già città imperiale, con 45,000 
abitanti, ed una strada ferrata che la congiunge a FUrik ; essa è il 
centro dell'industria del regno, ed una delle più commercianti città 
dell'Europa Continentale. FUrth, città industriosa e «fi g^n com- 
mercio, di circa 15,000 abitanti. Schwabach^ città di grande kidu- 
stria con circa 7200 abitanti, centro di una immensa fabbricazione 
di aghi. ^ 

YcRZBURGO (Wurzburg), sul Meno, città vescovile e fortificata con 
una cittadella, una università e 27,000 abitanti, già*capitaledel vesce» 
vato sovrano di questo nome , ed ora del circolo della Bassa-Franco- 
nia-e-d'Asciaffenburgo. Asciaffenburgo, sul M^o, città di circa 
10,000 abitanti, industriosa e commerciante. 

Augusta (Augsburg), sul Lech, città vescovile di 34,000 abitanti, 
già imperiale, capoluogo del circolo della Svevia-e-di Neuburg; essa 
è la primaria piazza commerciale del regno, ed una delle più industri 
e commercianti del Continente Europeo ; vi si pubblica VAUgemeine 
Zeitung (Gazzetta Universale) che è il più diffuso di tutti i giornali te- 
deschi, ed uno degli organi delia stampa periodica più giustamente 
stimati ; Augusta si congiunge a Monaco p^ una strada ferrata* 
Neuburg , sul Danubio , città di 6300 abitanti, già capitale del duoato 
di questo nome. 

Spira (Speyer), sul Reno, città vescovile di circa .9000 abitanti, co- 
spicua per istoriche rimembranze e pel suo porlo franco, e capoluogo 
del Palatinato (Pfalz), il quale è posto sulla sinistra dd Reno, separato 



CONrEDBRASIMII •lANAlllCA. Itt 

aittlo driià pirle pri nct pi te M r«giio e confliiaiita ooUt numarchie 
Francete e Prussiana, e coi granducati dì Assia-Darmstadt e di Baden» 
Laiioaii, sul Queiob, ftkmsa forte fedtraié, di 6100 abitanti. GBmnns- 
niM , al confluente del Queich col Reno, piasse fwrU fBdtrah che va 
eoetraendosi, di S90O abitanti. Dui Ponti (Zweibrttclcen) , città di 
7300 abitanti, già capitale del Palatinato. « 

Regno di Furtemberga (Wttrtombevg). 

Confim. Al nordf il granducato di Baden ed il regno di Bavieraf ai- 
Test, il regno di Baviera, al sud, il regno di Baviera, il lago di Gostansa 
e il granducato di Baden. h\Voive$tf il granducato di Baden. 

Fiomi. U Danubio, che traversa la parte meridionale del regno» 
senza ricevervi alcun affluente di riguardo , ma bagnando Ulm» ir 
Neckar co' suoi affluenti, l'EfU, il A'ocAer ed il Jagst; esso traversa 
Il regno dal nor4 al sud, e si versa nel Reno nel granducato di Baden; 
il Tauber, affluente a sini8ti;a dAMen Qt affluente del Beno anch'esso- 

Dìtmìobo e Topografia. Tutto il regno è diviso in i circoli. 

STUTTSAaoA (Stuttgart) , sul Nesenbacb, poco lungi dal confluente 
di questo fiume col Neckar, capitale del regno , gentile città, che a 
questi ultimi anni si ò molto ampliata ed abbellita, e la cui popolazione 
ascende a 30,000 abitanti^ imoia stabilimenti scientifici, la florida e 
moltiplice industria, e singolarmente rimmensa operosità tipografica 
ne accrescono Timportanza. Nei dintorni di Stuttgart, sono le città di 
A'anfistad/,di4S00abitanti, piena di manifatture, eLudwigs^ 
àurg^ di 7000 abitanti, con un castello reale, che è il vero capo* 
luogo del circolo del Neckar. Ueilbiìonn, sul Nekar, città industriosa 
e commerciante di oltre 10,000 abiUnti. 

ÌUdtluigbm, città commerciante, e molto industriosa di 11,000 abi- 
tanti, capoluogo del circolo dello Sclmarzwald (Selva Nera). Tubinga 
(Tùbingen), città di 7300 abitanti con un'universi^. 

Hall (Schwàbisch-Hall), città commerciante e più ancora indu- 
striosa, di quasi 7000 abitanti, con ricche saline; essa è la più popolata 
e cospicua del circolo del Jaxt. 

Ulm , sul Danubio , capoluogo del circolo del Danubio , con ÌS,000 
abitanti, città molto industre, quanto a popolazione la seconda det 
regno, e la prima quanto a commercio» si stalavorando per farne una 
forUzaa federah. 

Granducato di Baden. 

QoBfinl. Al nordt il granducato di Assia ed il regno di Baviera. Al- 
l'ai, i regni di Baviera e di Vurteroberga, ed i prìncipetl di Hohen- 
zoUem. Al sud, il lago di Gostanza ed il Reno, i quali ne segnano per 



V t iaw i D iWiiM éà ifmto nwn», edam cipoiMO» diauidrcoto e 

Governo di Stana* 

Geats , Bulla Mur, capitale del governo della S<tna e del circolo dì 
Gratz, città di 46,000 abitanti, commerclaiite ed industrìosay con 
iam' m n i m nM aaada Mdiaamdal'yaiawo di Sedkatt. Pobbia m o mm - 
atoMM ta alrada /«rrato che te paca k eaagiiiagaii aH^ 
nnpera, ad 11 magnìfico atabilioKnto a cui la licoiioicaBa dagli Sti* 
riaM<tfadailMmadi/oAiMiMiim, tBjneiiionadaldollaaEcidseaobe 
«a ti fésdalora* M aasroco, aulia Onta; sabbeaa laaiia papokaioM 
aacenda appena a 5400 abitanti, essa è pura la aaoondadttà della 
CMa. EasBNiai, iiorgo di 1300 ahitaiti, rinamata per laana iaaaau- 
rMli fn M t n di farro eeoèliants. 



LiTMAfl A (Laibach), nella Garoida, eofUak dei ^aoarM» a gapaluepn 
dei eireoio di Laibach, città coBHBflNiante con un vaioavato a 
16,600 abitanti. laaiA, città di 4000 abitanti, rìguardavala per ia aua 
Dunosa minitrmdi marourto, la <|«ale ia Europa nan è aupan^ ae mon 
da queHa di Almaden in iapagna. KLAaaiirijKT, nella Cannala, capo- 
luogo di cirealo, città induatriaaa dii3,000 abitanti all*iBQÌTCa, e resi- 
denza del Teacovo di Gurk. 

TaiESTK, hi fondo al golfo di qaeato noma, città induatrìoaa, eoo 
kede veacorìle di oltre a 70,000 abit, compraaovi il territario, espilala 
del 90t>erfio dtf Littoral0. EglièqueatoilpriiiiartoportoeofnmemMile 
'deìì'impm> ed il aeoondo dell'Europa Merìdianale, il centro ddla na* 
vigazione a vapore auirAdrìatico ed una dette ataiiom prìneìpalì di 
questa narigazione nel Mediterraneo. GoaiziA <CUSn), nel Friuli, città 
arciveacovìle ed induatrìoaa, con 9000 abitanti. Romaa, n^'istna» 
con un porto e 9900 abitanti, dediti per la più alla 

OovwBo d^ Tkolo. 

iNRaBaccK, auUfnn, capital» del ^otwtiodai 
ciante di 41,400 abitanti, con un'umoaniid. Tasara (TrieM), sul* 
TAdlge, città Teacovile di 9,000 abitanti, induatrioaa a coaaaeiciaiite, 
altre volte capitale del vescovato sovrano di questo nome, ed ora dM 
circolo di Trento. Ratsaano (Rovereit), vicino all'Adige, eittA 
etrtosa e oominerciante , di 7800 abitanti , eapohiogo del 
Bolzano (Botzen), suil'Eisaek, città industriosa a enmnmrisMia» di 
7)00 abitanti, capoluogo del circolo. Banaiia, sul lago di 
con 9900 abitanti, capàuogo del Voraiibeig, regiona «ha vaiol 
annoverata te le piik taduatri di tutto fimpero, e cba caatisM 
borgo di Dof nói rn, di 6700 abitanti, piano di tebbriofaa. 

PaACAy sulla Maldau, situata quasi nel aaetaa dd la^ao 



ne è la cullali • k iiBiiienìH dWturaìfttfteovo. V mm vmi Ulfti alte 
nguaréoroli istitiiikw kÉUram» ie molte raaniftttMfe, il iii— ■iiii^ it 
fiBfriÉii, ^areociii baUiedttiìi, 6 la p a p tiia i ett o eh» aaacade oMn ai 
109,000 «ImMì, «i eWIgaiM a cdiMSMh te k eittà ptà 
M« pur deVkmMKy aMéettllMni^a. RuoNEiiauw, euMa Msae» nel 
ciiiceto di BttMka» è k aaaoafc città <B Di mail, feeaohè popekta w^ 
pesa da 12,800 aMlnili. Eaia^, dmano quaai, M Bir m i n§ham, fl 
ifaiicàeilBred il Ltedt ééùtiBmmia, omm quelkebemmisee in eè 
dei ecBlrì aBakghi a qaei tire grandi centri deli' indutria incese» 
Ttttto i p aiMB ciieeatante e pel tratte di iiaieochie migUa, non fonna^ 
per direoniy cÉenn'kuBenaaetteitta, k quale le acquista il diritta 
dì TeBÈra nnaniffnife fra k regkni più industri e più popekie delr 



IMerenw «MomMl regaedl Beeawi; KtaiGeaATS, eittà forte e 
vesocmle ad'Bfta, em 8000 abitanti; JosnnuffAaT, eoa 2400, elnfi- 
assiBiiaTanT, con i900 parimenti eaH'Elba, città di sommo momenti 
a cn^eoe delk kfo fonnidabili Ibrtiikanoni. PaaiinAM, nel drook 
di Beawm, con HttSO alitanti e riedie wmnien d^ m rgm U ^ ILPTTKwaane» 
nei omkdi dxadan , een 10,000 abitanli e mìmen d'mrgetUo, di 
rame e diptomòo. Boaimn, eapekege del ciroolo di questo nome» 
città FCScoTile ed alquanto eoamcDciante, pi|)okta da circa 8600 abit. , 
e eoo «Bn sCmfek fmwia ohe la eongiuage a liu. B(br, suU'Eger, 
ad cim^ di EHMgea, eiltàdi 10,000 abitanti, già pialla fo^ 
rìguardevok per ìndu8tria,eperkaeque«itneraii di Fraaxensòaif 
(Egertramien), poste aelk sue vicineBBeinmiediiite* CAU^aiA», nello 
stesso clreefo, città molto ìndustridM, dilato abitanti, cosi celebro 
in Imlla Europa per le ano mapie t enrnU, cerne per i suoi bagni \o è 
rOKin, dttà di SSOO iliittviti nel drook dì LeitmeriU* 

Baoini, città vesoofilo di olire a 30,0(M abittmti, capoluogo del di^ 
ceioodelyoiMrimdilkJioraDisa^StiMa, citazm delr 

Pòdlemo conmcrao ed indnabria, cesi appunto come MiiUiausen e 
Sainl-BtteBae in Annoia, EHwrkldo Barmen nella moaarcbk Prua- 
aiama, eoa. eoo. Già esaarsMunica perunaaIradafNnrateeon l^tMi» 
e con OìmUta. Oudix, auila Hmcb, aaticaasente capitak delk Mo^ 
ravia, ed era del okooto del eoo nome, città oommereiante, fortissima, 
ed uKrmsoovile, di l$,OOOabitaBli olQrekguaraigkne« e con un'uni- 
oerssIA. Uukv, città di lO^diitanti, capoluogo di circolo, ecentro 

di ama gnndo kbbrieaaioBa di panni e di carta. TaorFAu, otta indur 
atriosa di 4a,000 dittanti e eapàuego di dreek^ essa è k più liguar- 

devele detta Siksk àwttkea. 

ao^M di €kllWa. 

(Leopol, Lmw), capìtak antieaaMttte della Russk Rossa» 



^ ora MgonemodeUa GMsia, laqode cenprende tutti la Mlóina 
« la Moldayia Anstriaclie ; città florida, molto indoatrìoaa e oomner- 
dante, sede di unaimescofatoeatloNco, diunoaniMno, edì oa ahro 
«rteOHmilo, eoa im'imAwrMi e 65,000 abitaiiti. ^odt, nel circolo 
dì Ziocaow, la primaria città dd gorcano quanto a eommercìo e la 
«econda quanto a popolaiione, la quale ascende a i8,400 abitanti, 
«Itre alla metà dei quali professa la religione israelitica. Buontii , 
«capoluogo di circolo con SS900 abitanti, eWieliezkay ne' suoi din- 
tomi, con 6S00, sono città piccole ma di gran momento a- cagione 
delle loro riccbe e famose miniere di sale; non andrà guari cbe ima 
dirada di ferrOy già molto inoltrata congiungerà la città di Bodinìa 
con Yiaina. Przemtsl, capoluogo di droolo, sede di «a Teaeovato 
cattolico e di un altro greco unito, con 9500 abitanti. JAao6i.Aw, 
nello stesso cìrcolo, città di 8S0O abitanti, commerciantB ed mdu- 
strìosa. Sjjiaon, capoluogo di circolo, città di 40,300 abitanti, florida 
per industria e per commwcio. Tarmofol, capoluogo di circolo, città 
commerciante, di ^14,200 abitanti. Stanislau, capoluogo di circolo, 
città altresì commerciante, di ii, 300 abitanti. GzERHOwrrz, sul Pnitb, 
città industriosa e commerciante, di i2,000 abitanti, capoluogo del 
circolo della Bukorina formato dalla Moldavia Austriaca. 

Magno dUagbwHi. 

Buda f 0/èfi dei Tedescbì, Budin degli Slavi), sulladestra del Danubio, 
nel comitato di Pe8th,quasì nel mezzo del regno diUngheria, di coi essa 
é capitale, ed in faccia a Pesth, a cui si congiunge per un pcmte di bat- 
telli, al quale sottentrerà fra breve un ponte sospeso di colossali dimoi- 
sioni che si ya costraendo. Buda è la residenza del fNi2a<tno,ossia viceré 
di Ungheria, e di un vescovo greco. Pbsth, sulla sinistra del Danubio 
è stimata la più beNa, la più grande, la più popolata, la più iìidustrioaa, 
e la più commerciante d'Unghoìa; mentre rtififiwratf0 e parecchiealtre 
Istìtuziom' letterarie, Toperosità édàe sue tipogrefle, la navigaamiie a 
sapore sul Danubio, di cui essa è la stazione principale quanto alla 
parte inferiore del corso di questo gran fiume, il mercato di lana, le 
^ere, tutto insomma contribuisce a collocarla in luogo eminente fi« le 
città dell'Europa Orientale. Se si considera Pesf^ (85,000 abitanti) e 
le due Bude (Ofen ed Alt-Ofen, 45,000 abitanti), come una sola città , 
la metropoli Ungarese conta una popolazione ^ 128,000 abitanti. 

Nel circolo al di qua del Danubio, not^emo: TvKHAtr, 
nel comitato^di Presburgo, città reale, di 6700 abitanti, ocyioliio^o del 
cìrooio. Presbcego, sulla sinistra del Danubio, dttà reale di 37,000 
Stanti, ove sono coronati i re, e si aduna la Dieta; essa sarà con- 
giunta a Vienna, Tymau e Raab per via di strade fmraU, Kbsksmct, 
nel comitato di Pesth, in mezzo della steraninata landa che si atende 
Ira il Danubio ed il Theiss, borgo amplissimo , di oRre a 77,000 



ibìtaikti. Zoimtt, fieiM al Frani-Gaiitil, eittà Kgia, di oltre a SI ,000 
abitanti, capoluogo del comitato di Batacb, florida per coramercio; il 
medenino si può dire della città regia di Neuaatz, sulla sinistra del 
DuioIho, abitata da oltre a 17,000 abitanti. THEaunusiisTADT (Sxa* 
iMMika), altra eìttè regia, eommerciante e molto industriosa del comi- 
tito medesime, la cui popolazione si fo ascendere a 41,000 abitanti. 
Sammrri, città regia, di 8400 abitanti, nel comitato di Hontb, ri* 
gaarderole per ndmere d'oro e d'argento e per una celebre sctioia di 
mnemiogia, KnEuiiiTa, città regia, di 4800 abitanti, nel comitato di 
Bvsch, notabile anch'essa per miniere d'oro e d'argento e per la sua 
xeeca. Giah, capoluogo del comitato, vicino alla riva destra del Da- 
nubio, città regia, di OSOO abitanti, residenza dell'arcivescovo primate 
dei regno. Kolocsa, città di 7000 abitanti, importante come quella 
che è sede dì un arcivescovato e provveduta di stabilimenti letterarìi. 

Nel circolo al di là del Danubio: Gìins, città regia, di 
6000 abitanti, né! comitato di Eisenburgo, capitole di questo circolo. 
RuB, eittà regia, di 26,000 abitanti, sede di un vescovato e capo- 
luogo dd comitato; una sPrdOa ferrata la congiungerà fra poco da 
mia parte a 6cMi]fo sul Danubio, dall'altra a Vienna. Romobn, capo- 
luogo dd comitato, città regia, sull'isola di Scbutt, formata dal Da- 
nubio e dal Waeg, piazza fortissima, con una popolazione dì 17,000 
abituiti* SnniLWEisaBiiBoaGO (Alba-Reale), capoluogo del comitato 
«città regia con un vescovato, ed oltre a S0,000 abitanti. 

Nel circolo al di qua della Theiss: Eperies, città regia, 
di 8900 abitanti, capoluogo del comitato di Sarosch, sede di un vesco- 
vttogreeoecqptto^ del circolo, Erlau (Agria), capoluogo del co- 
nilalo di Heves, città di 19,000 abitanti , sede di un arcive- 
<00To, con una cattedrale stupenda e bagni minerali. Kasghau , 
etpohiogo del comitato d'Abaijvar, eittà regia, di 14,000 abitanti , 
Mde di un vescovato, fiorente per industria e per commercio. Miscu- 
■OLocz, capoluogo del comitato di Borscbod, grossissimo borgo, in- 
<hutrìoeo e commerciante, a cui i geografi nazionali assegnano 28,000 
aUtanti. . 

Nel circolo al di là della Theiss: Debreczin, nel comi- 
lato di Bihar, città règia , di circa 47,000 abitanti , posta in mezzo di 
vasta ed arida pianura^ capitale del otrooto, e, mercè la sua industria 
« commercio, prineiiMde città dell'Ungheria Orientale. Gsaba, nel 
fornitelo di Bekesch, villaggio grandissimo, di 24,000 abitanti, or ora 
Jl^alMlo al grado di borgo. Szegemic, città regia e fortificata, capo- 
^go del comitato di Tschongrad, posta al confluente del Maros colla 
'')^u, importante per industria, commercio e pop<^ione, la quale 
ti stima ascendere a 33,000 abitanti. Tembswab , sul canale Bega, in 
P^cse {NdudoBo, città regia, di quasi 16,000 abitanti, fortissima, capo- 




198 MM^A* 

hiogo del comitato dì Temedchy e tede M eemamiie gam r e k dei Cbn-^ 

Haalmente mdjdiereiiie uwMra od vcguè di Osg^iaria? Ar»ig 
(Zagrab) , presso la riva mmstra dxdla San , città ragia, di iSyiOt 
aitanti , naduatriosa e oomneraante , aede di «a vaacvfito e ed 
comando generate dei Confini MiUUtri (kvék, e vmiàmaL del 
ossia viceré della Croazia Civile. Esxax, 
città r^a, di 41,000 alNtanti, eapolaogo M oanrilsto di 
nella Slavonia Civile, imprainto per co mm cf w e più a«JM> per 
vaste e formidabili fortiicazioD]. 

FiDVE, airestremità del golfo di Quamero, dttà r^, di 8^000 abi» 
tanti all'incirea, fiorente per industria e per coBm i e rdo , ii iptale è fin 
Toreggiato dal fforto franco e dafla magiàfica strada di Luisa (Lousen 
Strasse) che vi mette capo elaoongiungeaQnlaladtjeBaèdecp»* 
luogo del Li tt or a le Ungareee. 

Rrf—iprto di T«— limili 

Klacsenbubgo (KoloBwar), Tiduo al Pieoal^-SamoSy città r^pu, di 
forse 25,000 abit, alquanto eomroereiaBte, capobiogo dal cwiitatoy e 
capitale di tutto il principato di TransUvania e ^leeJatmaiitedi quella 
parte che forma il Paeee-^degk^Ungkenti. KAti^aasaGO (Alba loiia. 
Weissenburg), città regìa, di oltre 12,000 aycami, nd oanuMo di 
Weissembnrgo-laieriwe, sede del solo vaaeovo caltolioa M pòaci- 
pato, riguardevole per le fortificasioni, laaeceaeleianiMraiforaeb^ 
si scavano ivi presso a u46r«ii6ai»ya(<Glross-SdriatleB), a Sxefra- 
rembe, ecc. le quali sono te più ricciie di tuHo l'ii 
Yasarhelt , capoluogo del comitato di Maros , cNlà regia di 
15,000 abitanti, la più importante del Pagee-de^i^aMer. 
STAOT ^agy-Szeben), eapoluom del comilalo e capitrto dal 
Sassoni, città di circa 48,000 abitanti, indusHiosa e 
sede del comando generaU dei CanfM MHiUari T^amsikam e di 
vescovato greco. KafOnsTAiiT (Srassow), eapolaogo del distrailo di 
questo nome, è la dtlà più iaduBlre, più coBuaerciaBle e più popaiata 
di Transilvania, a cui si assegnano oltre a 50,000 abitanti. 



Peter vABADiNo (JMennrémìy waUStà destim del Danubio^ rnpetla 
a Neuai^, città di 6900 abilanli, piaiza forte , sede dal ooaiando ^e^ 
nerale dei Confini Militari Skuxmi. Sanim»; aaUa destra del ilanu- 
bto, in fM>cia a Bdgiado, dtlà di i0,40& abitanti, laqNfftaalB waroè 
iiflaooanmeieiochevasempEapiùaBipliaadeai, daeehè ai è stabi- 
lita m questo graa fiame k navigasioae a vapore^ PAncasvA^ aid 
Temes, città industriosa e feaMnirriinte, la pltk popolata di qaaata 
parte dell'impero, beaebè la sua popobaioBe giuaga appeaa ad 
41,700 abftanti. 



ZàmàffMA forte, aicfv^sooviJe, piottMte iadusMMi ec u B Mimt i m iÉe» 
60D un p«fto ffriP Adnatjeo e 6400 alritanli; esM è k eqplffli» M f^^ 
<ti l>abiaEla. Spalato, città Tescovile e commerciante, con fm f9M 
e solo 2900 abituai, non confresi i mMorglii. fUoogà, eUtàdìelmi 
STOOaMt., cenmercitBtee puttoetoinchislFiost, «on «n inerte; ino 
éìmm9à^upM%d9XÌ%ripMdieadi BasimMy li quale, sebiMÉè 
cfaìaM in brevi confim, a'fmufaònoBMMno t&qinata |»ule di Eempt 
adim varo apieiidere, prindpefmcBle negli ea erd ii M eeeoio m^ 
mercè la sua inoknita cMtà, f industria, le rieeheBze, O commercio» 
e li mnanaa marineria mereastye. Gattam , citte teecovile, di 
cìKaMO d)itantì, importante per le sue léTliAcaiioiiì, e apecirimeste 
per la nomerosa marineria mercantile ed il porto che ènne dei piA 
beili dVmopa. 



MiLAiio, auiroìona, in meazo dì una vaata piamm, celebre per I 
nnriUe fertilità, città ardyeecoWle, di tt5,000 diit, compreaori i cosi 
Mi Cupi Santi e la guarnigione, reeidenza ordinaria del vicerò del 
11^91*0 ^MiboniiHFaNBfo, di cui eaaa è conalderaaa ta oqp»^ 
lo è del ^OMnio dWia P»^>oAie^ LomÒMtla. I mei^ 
fralqoali vuoi aegnalaral prindpalmeDle la stupenda cattedrale, i 
nagnilei atabìHmeiiU lenararii e di beMe arti, la naitiplice iidhistria, 
i ricciii eapitalisli ed il fiorente ooflamercìo, la rendono degna di easere 
«oorerata fra le primarie ddf Europa Meridionaie. Già una annida 
/^mrfa la coogiunge a Morsa, città dì 17,800 abitanti, centro di unn 
(^«ta industria, e riguardevole per la sua Olustre òaailièa, e pel ma-* 
8>ìfieo patoasao, ove il viceré suole viHeggiare festate, ed il cui gutr^ 
^ hoUmioo è divenuto per avventura il primo di tutta Halia, mercè 
ie care <fi questo principi profondamente versalo nelle scienze na* 
tanH. Como , sopra un braccio del lago di questo iiome, le cui 
^>ttMi^ coronate di magnifiche viHe, souo per pittorica bellekza ce* 
iebntiBsime ; è città vescovile, di quasi 17,000 abit , commerciante e 
Dello intotriosa, capoluogo (il delegaiione. Lodi, anirAdda, città to* 
ttsrile, di 17,000 abit, e commerciante, capoluogo detta delegazieM 
di Lodi-e-Crsma, centro della ftibbricasione dei «aeio dette impropria-* 
neate p m m Ì §ia no. I^atia, sul Tknno, città Tesoovlie, antisumonte 
capitale del regno dei Longobardi, ed on della d^egaiione del suo 
Mae, con un^uniMraad e 84,000 abitami. Crsmora, sulla sinistra 
M Po , città veseovile e commerciante , capohtogo di delegazione, 
con 28,000 abitanti, ed una nobiliaaima cnttadrais. MàirrovA , edi- 
taa nel meaam di un lago feranate dal ifinoio, città iFescovile, di 
^M abttanti, o cemnwrciante; essa à una delle più fmti fitem 
à Empa, e eomprosa neOe formidabtfi linea del Mincio edstt'Adigei 



questa citti è capoluogo di iMegaaione, e k) sodo parimenti le due 
ebe seguane. Busgia, città vescovile, industriosa e conoierGiante, 
cen una osUsdrais moderna e stupenda, ed oltre a 30,000 abitanti; 
BBn«Aiie,-eitlAveiQovile, industriosae di gran eonmereio, cott3l,M0 
abitanti, ove ha luogo una delle più cospicue /Sere di Europa. 

Ybhibia, capoluogo di delegaiione e del govemo ddk Prm rim eie 
VmmiBf una delle due capitali del regno Lombardo-Veneto, residenu 
di un patriarca, e del viceré, durante una parte deirinvemo. Sebbene 
certamente siano svaniti i bei tempi dell'illustre rtpM è im, di cui essa 
fu eapikile pel tratto di quattordici secoli, questa città è tuttavia lon- 
tana dall'esser caduta si basso, come pretendono alcuni scrittori. P«^ 
eiocchè, mediante la sua industria, commercio, porto iraaeo, po- 
polaaione ohe supera d'assai i 100,000 abitanti, la stmda farraUi, che 
già la congiunge a PadovOy e quindi la unirà a Milano, le comunicarionì 
regolari a vapore ch'essa mantiene con Trieste, mercè le quali 
essa partecipa alla grande naviguione a vapore deH'Adriatico e del- 
rOriente, i suoi molti e stupendi monumenti, essa è tuttavia una 
delle più cospicue città dell'Europa, e ne ò nel tempo stesso, graaie 
alla sua situazione, una delle fortissime piasse di guerra. CAioy^io, 
dttà vescovile, di 24,i00 abitanti, riguardevole per grande marine- 
ria mereantile, per il porto e le fortìAcazioni comprese nel sistema 
di quelle di Yeneiia. Padova, sul BacchiglioDe, capoluogo di dele- 
gazione, città vescovile, indus^osa e commerciante, con un'wMosr- 
stld, un celebre santuario, e 51,400 abitanti. Me' suoi dintorni giac- 
ciono ^6ano tLa Battaglia, piccoli borghi fiorenti per iloro 
bagni sulfurei frequentatissimi. Vigenza , sul Bacchi^ione , città 
vescovile, di 32,000 abitanti all'incirca , conuneroiante e mollo in- 
dustriosa , capoluogo di delegazione, Bassano , vicino alla Brenta , 
città di li,700 abitanti, florida per industria. VEaoNA, sull'Adige, 
capoluogo di delegazione, città vescovile, industriosae commerdante, 
con S2,000 abitanti. Le fortificazioni statevi or ora ristorate , e la 
vicinanza delle fortezze di PesMera, di Mantova e di Ugnago^ le 
grandi opere eseguite, nella parte superiore deUa valle dell'Adige , 
e la strada noilitare dello Stelvio , hanno reso le Hnd$ MMimoio e 
MV Adige una situaaione strategica delle più fomid^li che siano 
in Europa. Taaviso, città vescovile, di circa i9,000 aìntanti, indiH 
atriosa e commerciante, capoluogo di dd^^azione. Udwb, città ve- 
ecovile, industriosa e oommerdante, di ^000 abitanti, capohiogo 
della delegazione del suo nome, la quale corrisponde in gran parte 
all'antica provincia veneziana del RnuU, 

Posmìmmiì. I/impero d'Austria non ha né colonie, né peaaedi* 
menti fuori de' suoi confini, ma parecchi principi della casa regnante 
posseggono altri Stati in Italia. Questi prìncipi sono: il^randiiea di 



MOKÀRGinA rftmsiARA. I4f 

70100110) It iudiuèa di Parma, e il duca di IMeiMk LHmpMitera 
d'AuHrii h« diritto di tener guamigioiie nelle fortetfe dì ComacéMo 
e di Ferrara nello Stato Ecclesiastico , ed in Ptocenza nel ducato df 
Panna. Abbiamo già indicato i suoi diritti sulle forteue della confo- 
demlone Germanica. Soggiungiamo ora ch'egli è col re di Prussia e 
l'imperatore di Russia protettore della repuHMioa di Cracocia* 

MOHAmcaiA PKVWIAIIA. 

I paesi che compongono questo Stato non sono punto contigui. La» 
sciando in disparte il principato di Neufchàtel ed alcuni distretti isolati 
nella Sassonia, essi formano due grandi e distinte masse inegualissime 
che si potrebbero chiamare Parte Orientale^ ovvero Posit aU'eitdel 
Weier^ e Parte Ocddentak, ovvero Paesi aU'oveit del Weeer. Quelle 
sono separate da queste per l'intermeazo dei poasedimenti delle case 
di Brunswick y di Assia, di Waldeck, di Lippa e di Nassau. I paesi 
poaaeduU dalla casa d'Anhalt, ed una parte di quelli della casa di 
Schwanburgo sono invece interamente chiusi nella parte orientale, 
nanon vi formano che una quasi impercettibile interruzione. Ci è 
sembrato necessario di chiamare V attemsione del lettore a questa 
circostanza topografica peculiare alla Prussia, affinchè egli possa 
comprendere più agevolmente i particolari che esporremo nei diversi 
articoli che la riguardano. 

PodiloM ArtroMomiM. Lothgit» ùrient. (della Parte Orientale ed 
Occidentale insieme^, tra 3" 3(y e 20* W. Latitudine tra 49> e 80*. 

CoBlbi. Dbllà parte orientale. Al nord, \ granducati di Meck- 
lemburgo-Schwerin e Mecklemburgo-Strelitz ed il Baltico. All'est, 
l'impero Russo, il regno di Polonia e la repubblica di Cracovia. Al sucf, 
il regno di Polonia, Timpero Austriaco (Silesia, Boemia} e i possedir 
menti della casa di Sassonia. All'ovest, il regno di Annover e il ducato 
di finiDswick. 

^ Della parte occidentale. Al nord, i regni dei Paesi-Bassi e def- 
l'Annover. All'esf, il regno di Annover ed il ducato di Brunswick, i 
poBsedhnenU delle case di Lippa, di Waldeck, di Assia e di Nassau. 
Al sud, U monarchia Francese, la piccola interchiusa appartenente ad 
Oldemburgo e ad Assìa-Homburgo, ed il circolo bavero del Palatinatow 
Airooest, i regni dei Paesi-Bassi e del Belgio. 

f Html. Tutti i fiumi che bagnano questo Stato vanno o nel mar 
Baltico, nel mare del Nord. Per evitare le ripetizioni, rimandiamo f 
lettori airariicolo fiumi della confederazione Germanica, ove abbiami 
<^*po8to i particolari che hanno tratto agli affluenti dei grandi fiumi 
che traversano le provincie tedesche della monarchia Prussiana^ 
^'pag.il6eli7. 



. % MtmKL o Vmmm% m« tonde étH'imomo Bomìi Wpu Tiltit. ai |Mlt mm 
questa città m dae rami, RossB t GilgB| «d entra atl KariaelM-HaC 

BL, lÌDnnatD duWoMìaam dell'lvsm eoll'AVGBirAPP Mi governo df Oom- 
«MnfowMl YtitA».BÉC 11Vni|«l pnm fif fnilfcrilMg i rwiiifABu^ 
• iÌBWlm l*^ f I «» tt qwlo higpM HaiU»er§. 

La Vistola (Weiehael) ha I« toe forgenti nell'iinpcro d'XutrU» pant per T&ora, 
Colin, Oraodem; a Mbntev ai parto in dna ranW rO wm9tà lM dMt* WognC^ cIn» 
va ad infarini nel Friaeho-Hu^ banando Ifarienbargo; e rOGCiDnrrALB, che 
aerba il nome di ViST0li4 ^ • À anddimdo di nuovo ia dno rami, di cai l'occi- 
dentale pam per Daniica, e ietto qaeafa etiti mette fbee net Baltico. 

L'pDBR aeend* dalla Sileaia-Ànflriaca, paaia perRatibor, Oppeln, Brieg, BNnlaa, 
vMn^HBfMif smttUHHUif untVHn • shvi^- • aoiio ^naHi om aMHi Kaiin i^pnoa 
di tfmn» nosM. 1 auoi aflnenti pvincipaU tono : a deatra la XT^r ta » cho bngiui 
Pesca a Landsbei^; a ainittra la JVei««« di (Siala (Neiaw Soperlore], il 
Knt*hmci^ ehe peata perLiegnila| U B^herg la N9Ì9tm Ut S-mr$àtu 
itMtm laieriM*) od il Feono. 

' VBtMk elio ■lande dH fegoft di DiM—Ja, travcne la pntineii diSMHiA% lanca 

qnatta di Hwdehorgo» antia nel cagno di Annover, ecc., e m geiu nel wtmm dal 
IlonL Hel Iwàtorio pmsaiano eaca bagna Torgau, Wittenbei|[, Magdeborga e Tan- 
germande; i auoi aflhienfi Drincàpalì nel te r ritor io medeeimo eono a Jaeha^ 
rir«#*l ehm ftm» per Spandan, Falldain e BnndabnigOy ingroiMlo dMIi ^f*)^» 
la anale big!»» Berlina o Charlottenbarg ; a ainiatra la Mulda^ la S^aié^ la 
qua! bagna Iferseburgo ed Halle, e riceve VUmstrut, cbe paaia per mibanana. 

li WbsBB acende dalPAaaia-Elelfnrale, entra nel regno ai Anaofor, oro ai g«fla 
Ani «Baro del Hard. Hai eonfioà pcoaiiani aaio bagna Mindan. 

L'Bvs naaco aalU praviocia di Vetllàlia, e^ dopo travemlak, cnln noi regno 
di Anno ver. 

Il Reno acende dal granducato di Àatia^Darmaladt • dbl daealo^ di Wmìm^ tra» 
«•wifNeMldi CoUeM odi PiiaaMorf, od entra nel wgw»doiPM>| Bili, Hai 
ooafinàpnuBÌBni Iwgna CoUens, Benna, Colonia» DQaaeldorf e Weael. I auoi nfliwenrt 
principali in qneati mededmi confini anno a deatra: il Wtpptr^ cbe boga» 
'Bto'men ed BlberfeM: il iloer (Robr), ebo pmm per MQlàoini a B nfc iil ; la 
Zip p mi « tirtifca la jr«be. In Moi^lla^ clzc piaan par Tueòn • tioeva 
la Sarwe, 

La MÒSA (Iffeoieì non tocca il territorio pmisiano, ma rieovo demi aflbeiiti 
c^ I» tnvcraaaOf il priaeìpaio diei qnall à il Jtoar. 

Divialone e TopogrofiA. Tutta la monarchia è divisa In 8 protnn- 
Gie> suddivise in 25 governi o veggmziBy e queste in 329 circoli. 

P f r u iCMi di Braadéburgo. 

. Beuibo, cofMtaia delknioiMrcAta e capolmgQ della fnnsinda di 
Srmtdtbwfgo sulla Spree, in Biezzo d'una pianura sabbiosa, città dì 
330^00$ abiunti eoo un vescanrato evan^co; vuoisi coUoQare fra le 
più belle città dell' Europa , iorante per le naolte sue fabbriche e pel 
•«IO esteso commercio. I suoi edificii più cospicui sono il palazzo mfe, 
Vanmak, lo splendido pdazzo del nrnseo delle beli» atU^ il magaìfieo 
fft'cpéieQ di ifrandeòut^o ecc. D'altraparte Yunivemià che è fra le 
jurÌDcipali d'Europa» l'alto scuola delle arH e tnesUm, la bibUoteoa 
feaJkj il giardino botaniw e r osservatorio, alcune magnifiche ooUezùmi 
di belle arti, il museo egiziano ed altri grandi stabilimenti, oome puxe 



MOKABCflf^JMKMlAIfÀ. 14$ 

fittifttMbtvetfacMi^lftaiMipaiMinhiaB» aaclw Mtta ra- 
ssetto iMnm te k piìad^ elttà M noidD. Q^^ 
(erro che tì mettono capo le abbiaiDo già Isdicala alla pagina 71. 
Vwmàm^a^duogoM governa ùìAik^JiOùéì^^ il ma- 

gnifico easUÌlù reale, e le belle facciate delle sue case meriterebbero il 
Dome di VersaUUs PruatMMi. 
FiAieamTB^ SHtt'CMer, città commerdaiitB di 24,000 abitanti, 

STRma y WfiUk ddla Pwmama e capoluogo di governo, sulla 
fin siniMia ddl'Odtf, pittza tote ecittà industriosa di 36^000 abi- 
tati. Essaè Fcmparia éeUa Talle deU'Oder e di una parte di qaella 
ddrEtha, p« via dai canali clie congiungono questi due fiumi, e si 
poè ngondase ane la principale piazza marittima della Lega Doga- 
mìe. llelcer80>Ml'anDoi843 una itrada di ferro la congiunse a 
Berlioo e darà nuovo incremento dia sua importanza commerciale e 
strategica. ftTeroportodiSlettiao è Swtnemfinde, città diSOOO 
abitanti neirisola di Uaadon. 

Stbalioii», aulto stratto dà Gellen, capoluogo di governo^ città 
forte» iirivtiioaa e connerciante, con porto e 16,500 abitanti. Gi^^ 
WALM, città oommeKÌante di 11,000 abitanti con un'università. 

KoLBEiG , poco lungi dalla fooe deUa Persante, città forte e com- 
tnotàita, con pwto ed ^700 abitanti; essa è la più importante del 
</ownio A' Kdeku. 

Bataio, sutt'Oder, capitale della SHeùa e capoluogo di governo, 
cittì moHo industre e commerciante , con università , vescovato e 
94,000 abitanti; essa è^ ipiaai per ogni rispetto , la seconda città della 
taMBdiia Proniaaa» e la saa tersa capitale ufficiale. Glì.tz , sulla 
^ne, piazza fortissima , con 6300 abitanti; ne'suoi dintorni v'è la 
«ckbie forteua di SiXberòerg. 

Gaai8«GL0cav^ lolla raristra dell' Oder, piazza forte e oommer- 
osante, cob ^pMsi 1S,000 abitanti, e la più importante del governo di 
^«9aài*€tejn^ sulla Neisse, città commerciante e centro di infinito 
^«IMdM di Idh^ con quasi 10,000 imitanti. 

KnsiSySuBa Neisse, città iiMiustriosa e forte, di quasi 16,000 abi- 
^tiy la più importante del governo di Oppeln. Tarnowitz , città 
^ quasi 2800 abitanti, ne'cui dintorni sono le più ricche miniere di 
^n» cba a'abbiaiia in Eimpa. 

^^tMM (Poanan), s^la sinistra della Warta, già capitale della (kan- 
Poloiùa, ed ora del granducato di Posen^ e capoluogo di governo, re- 
^^^^dell'areivescovo diPosen-e-Gnesen, città commerciante, di 



circa 3S,000 abitanti. Mercè i grandi lavori esagvitifi essa èdhrennla 
ima ddle princ^^ foNetu d^Eoropa. Lusk (LtaiM), dtti indù* 
stiiosa di 9000 abitanti. 

Brombeeg, sulla Arabe, piecola città di 8000 abitanti, capoluogo 
di governo. 

KoNiGSBERG, sol Prcgel, città molto commereiantey oofittafedeDa 
Prussia e capoluogo di governo con universHà e 09,000 abitasti. Fra 
poco sì porrà mano ai lavori che debbon fame una fortezza (fi primo 
ordine. Pillau, con quasi 4500 abitanti, posta idi' ingresso dd 
F^'sch-HaiT, è considerata come il porto di Kdnigsberg. Mbiisl, città 
di 15,000 abitanti, alFingresso del Gurisch-Haff, e fiorente in grazia 
del suo commercio che è favorito dal porto; essa ò la città più setten- 
trionale della monarchia Prussiana. Alcuni impcntanti lavori viete- 
ranno l'accostarvisi dalla parte del mare. Frauenbueg , con 2000 abi- 
tanti , ove risiede il vescovo di Enneland. 

TiLsiT, città industriosa e commerciante, con circa 12,000 abitanti» 
la più riguardevole del governo di Gumbinnen. 

Danzica (Gdansk), presso la foce della Vistola, eapoUiogo di governo, 
città industriosa , fortissima, e non meno commerciante , eom porto e 
58,000 abitanti. Elbing, sopra un ramo ddla Vistola, città industriosa 
e commerciante , con 18,000 abitanti. 

Thoen, suHa destra della Vistola, città forte, piuttosto industriosa e 
commerciante, con circa 8000 abitanti; è la più importante del governo 
di Marienwerder. Gulm , città di circa 6000 abitanti, riguardevole pd 
suo cdlegio ée*CadetUj e perchè dà il titolo al vescovado , nddbene 
il prelato risieda a Pelplin. 

ProwmaA di ottSMMuft* 

Magdebcego, sull'Elba, una delie più fwti piazze d'Europa, con |Hè 
di 49,000 abitanti, capiuàe della Sassonia, e capoluogo di governo; 
questa città industriosa e commerciante è anche una delle principali 
stazioni della navigazione a vapore sull'Elba; già una strada di ferro 
la congìunge a Dresda ed a Berlino^ intantochè altre simili strade la 
congiung^ranno con Annover, Amburgo , ecc. Schonebeck^ città 
industriosa con ricche saline e 7400 abitanti; congiunta a Magdctorg* 
per una strada di ferro, è divenuta quasi un sobborgo di quest'ultima. 
Halbeestadt, città industriosa e piuttosto counnerciante, con 15,000 
abitanti. 

Halle, sulla Saale, città di 27,000 abitanti, con tiiMDerattd e ricche 
saline; essa è la più riguardevole del ^ot^ertio di Merseburgo; strada 
di ferro a Dresda per Lipsia, a Berlino ed a Magdeburgo per KOtiien. 

Eefcet, sulla Gera, capoluogo di governo , città industriosa , com- 
merciante, e forte, con 29,000 abitanti; Nobdhavsen, città industriosi 



MOMARqifak nUJSSIANA. i45 

e commerdante, di i^QOÙ abitanti , «eatro d* ìdÙxàì^ fabbriche di 
birra eeceUenteu 

ProvMMi* ili VestfidU*. 

McnsTER» città vescovile di 23,000 abitanti, piuttosto industriosa e 
commerciaute, altra voke capitala del vasoorado sovrano di questo 
nome , ora delia VestfaUa, e capoluogo di goDoma, 

MiH^t» » sulla ministra dal Weser, piaua forte, industriosa e com- 
aierciante , capoluogo di governo , con 10,000 abitanti. Paderborn , 
città yeBC(fvil« di 8200 abitaati. fimuKFBLD, città di 6900 abiUnti, 
centro d' infinite fabbriche 41 tela di lino con biancherie stimate ho 
maggiori d'Europa. 

laBELOBH, Qoa 0300 abitanti , di grandissima industria , e la più 
riguardevole del yotiemo di Arensber^. 

PrevMMàa BemuoiA* 

GoBLEMCA (KobJanz ) , al confluente della Mosella e del Reno , con 
porto-franco su queato fiume , ov' essa è una deUe stazioni principali 
per la ttavigaiioae a vapore, città di 11^000 abit,, commerciante, piut- 
tosto industriosa, oqptto^ della Prus$ia-Rena'na, e capoluogo 
dì governo, I gnandi lavori eseguitivi dopo il 1815 hanno reso questa 
olita, e iapiocola città di Ehrenbreit$tein, che le sorge in faccia 
trulla riva destra del fiume, una delle più forti piazze d'£uropa ed il 
baluardo deU*Alemagna dal lato della Francia ; esse formano un campo 
trinderéiio per 100,000 uomini, ed i dotti nell'arte della guerra lo 
considerano come unico nel suo genere. 

Tr£V£ri (Trier j, sulla Mosella, altre volle capitale dcH'elettorato 
<Ii questo nome ed ora capoluogo di governo, città commerciali le e 
^ escovile, di 16,000 abitanti. Saarbrucken, sulla Saare, città di 
7i>00 abitanti, fiorente per la sua industria e per le miniere di carbon 
fossile che si lavorano nelle sue vicinanze. Saarlouis , città di 7G0O 
abitanti, sulla Saare, piazza fortissima, resa vieppiù importante dalla 
&ua situazione. 

AQdSGiAMA ( Àacben , Aa-la-Ghapelle ) , capoluogo di governo , 
<'ittà di 40,000 abitanti , vescovile, commerciante, centro d'inliuilo 
fabbriche di nùauterie e di panni , con acque minerali ÌTe(]uentatis- 
i^inie. Neau (Eupen), città di 12,000 abitanti circa, tutta occupata da 
uianufatture di panni. 

Colonia (Kòln), sulla sinistra del Reno , già capitale dell'elettorato 
del suo AoniQ, ed ora capoluogo di governo, arcivescovato, città forte, 
industriosa e di gran commercio, che si potrebbe considerare come la 
principale stazione della navigazione a vajtore sul Reno, con porto- 
franco, 71^000 abitanti ed una strada di feno che la congiuage a 
BrusaeUeB per A(}uisgrana e Liegi ; un' altra strada la congiuiigerà 
Xraièpoco a Berlino per DùsseldoxX e Jilindcn. Si vuol ricordale b 
10 



146 EUROPA. 

tattedraìe dì Colonia, la quale viene considerata come il più magnìfico 
monumento di questo genere che sia in Germania; si aprirono recen> 
temente molte sottoscrizioni, ed il govemoha assegnato grosse somme 
per recarla a termine ; i nuovi lavori furono inaugurati nel 1842 con 
una festa alla quale intervennero i personaggi più riguardevoK della 
confederazione Germanica. Bonna, sul Reno, città di i5,000 abi- 
tanti , con una celebre università ed altri importanti stabilimenti 
letterarii. 

Dusseldorf, sul Reno, città di 24,000 abitanti , già residenza del- 
l'elettore Carlo-Teodoro e poscia di Murat , granduca di Ber^ , ora 
capoluogo del governo del suo nome, che è la parte più popolata della 
monarchia Prussiana; essa è il centro di un'immensa fabbricazione di 
stoffe di lana e di cotone ed una delle stazioni principali della na- 
vigazione a vapore sul Reno; una strada di ferro la congiunge ad 
Elherfeld. Krefeld, città di 23,000 abitanti; essa è tutta occupata da 
manifatture di stoffe e di nastri in seta. Ruhrort (Ruhr), città di 
7500 abitanti , al confluente del Ruhr col Reno , emporio dell* im- 
menso carbon fossile che si trae dall' avvallamento del Ruhr ; ivi si 
costruiscono molti piroscafi e macchine a vapore.ELRERFELD, sul Wip- 
per, città di 27,000 abit., moderna creazione dell'industria, divenuta 
già una delle più industri e commercianti d' Europa non meno che 
Barmen , altra città di 29,000 abitanti, che le sorge affatto vicina. 
Heusciieid, città di forse il, 000 abitanti, centro dell'industria del 
ferro in questa parte della Germania. Solingen, sul Wipper, città di 
4500 abitanti, centro di un'immensa fabbricazione di coltelleria, ecc., 
ecc. Wesel, sulla destra del Reno , città forte di i 4,000 abitanti , 
industriosa e commerciante. 

Possedimenti. Le intime relazioni che stringono il cantone di Neui^ 
chàtel alla confederazione Svizzera , i grandi privilegi ond'esso gode, 
e la sua situazione geografica rispetto alle altre parti della monarchia, 
ci indussero a descriverlo colla Svizzera , di cui esso forma una parte 
integrante, sebbene sia soggetto al re di Prussia. V. pag. 115. 

MONARCHIA NEERLANDESE ossia DEI PAESI BASSI. 

Posizione astronomioa. Longitudine orientale tra 1** e 4* 48^. Latì^ 
iudine tra 51® e 53®. 

Confini. Al nord, il mare del Nord. Àll'esf, la confederazione Ger- 
manica ( il regno di Ànnover, le provincie prussiane di Vestfalia e del 
Reno). Al sud, il regno del Belgio. All'ovest, il mare del Nord. 

Fiumi. Questa è la contrada di Europa che, fatta ragione della sua 
estensione, è corsa da maggior numero di bracci di fiumi. Tutti met- 
tono foce nel mare del Nord , salvo i due rami del Reno ed alcune 



MOKARCHU ffRERLA!VDE8C. 147 

piiecolfe riviere che si scaricano nei Zuyderzee. Abbiamo compreso 
i iiuroi principali nella tavola seguente : 

La SCHILDA (Eiunt) efcé dal B«1gto, kigna il forte di Bttfy e fi parte io dae{ 
roociDMTALB (Bont) e l'OiiiBirTALB; quatti due rami fonnaoo la maggior parto 
Ielle ìmU ende fi eompooe la Zelanda. 

La ìAoèk (Maaf) eice aneh'eua dal Belgio^ paisà prr Maeitricb^ Roermoude» 
Vroloo, e dopo aver formato molte braccia^ ai getta per due foci prÌDcipali nel mar» 
lUl Vord. Elia riceve a destra il Wahal ed il Lbck ebe sono i oue priocipaU rami 
liei Riso; dopo coogiuotaii col Wabal prende il nome di Mbiwb (Memvede) firn» 
a Dordrecht , onde un ramo volge a sioiiira e piglia il nome di Vecchia MOftA} 
l'allro a destra^ dopo ricevuto il Lbck paaia per Rotterdam e Scbiedam andando u 
rKoogioDgfrsi colla VECCHIA MOSA prima di giungere al mare vicino « Brìelle. 

li Reso esce dalla provincia prussiana di questo nomoi ed appena entrato net 
Pieti-Baisi si parte in due ; il WaHAL a sinistra bagna nirocga e si congiungo 
.ilU Mesa ; il ramo destro conserva il nome di Reno per qualcbe tratto p quindi 
«I parte io dae di nuovo ; il ramo destro prende il nome di YSMii e bagna 
Docibargi Zutpbco e Deventcr; quello di sinistra passa per Amhem» e prendo 
il QOBM di Leck a Wyk-by-Duuratede, intanto che un braccio a destra , eonser- 
vasdo il nome di Vecchio Rbho , ma impoverito psr tante divisioni , bngon 
t ireebt e Leida, ed a Katwyk entra nel mare. Il Leck si congionce colla MoftA 
Milo Khmpeoy e passa con es<a sotto il suo nome innanai a RoUeroam. La Jf o«. 
i e I / 0, oao dc'snoi principali affluenti, riceve il tributo delle acque che irrigano 
la parte aeerlsndete del granducato di Lussemburgo. 

L'Emi diicende dal regno di Aonovcr, • non fa cb« tocearo il lerritorb della 
ycerìioi'u verso la foce. 

Dmtaoiie e TopogralU. Tutto il regno è diviso in 11 Provincie « 
fra le quali quella di Ldmbvrgo ha titolo di ducato e come tale è 
compresa nella confederazione Germanica, presso cui essa tiene il 
liiof^o della parte occidentale dell'antico granducato di Lussemburgo 
ceduto al Belgio. Il presente granducato di Lussemburgo, il quale 
consta della parte orientale deirantico, è intieramente separato dalla 
illassa principale del territorio neerlandese e non ne fa parte in nes» 
sun modo, ma appartiene alla confederazione Germanica. V. pag. 119. 

L'Aia (Haag; S'Gravenhaag), poco lontana dal mare, città di 59,000 
'it'itanti, capoluogo della provincia éeWOlanda Meridionale, e captV 
Pevera del regno, poiché vi risiede ordinariamente il re, la corte, le 
''imere e le amministrazioni generali. Leida^ sul vecchio Reno , città 
commerciante ed industriosa, di oltre a 36,000 abitanti, con univer^ 
-wa e magnifiche collezioni. Dordrecht, città industriosa, molto coni- 
(iiercìante , di circa 20,000 abitanti, sulla Merwe, con un porto che ò 
una delle stazioni principali della navigazione a vapore. Rotterdam » 
Gl'Ila destra della Mosa, città di circa 80,000 abitanti, di grandissima 
industria, ed è una delle più commercianti d'Europa, con un porto^ 
^iooe principale della navigazione a vapore coiringhilterra, colla 
l^nncia, col Belgio e colla provincia prussiana del Reno ; essa è inter- 
iste da molti canali, per mezzo di cui le maggiori navi penetrane» 
n<|H' interno della città. Degna di menzione è la sua magnificarla» 
^lallività dei suoi canUeri. 



Amsterdam , città principale non solo deWÙlanda StUenirianale, 
ma di tutto il regno. Sebbene scaduta dallo splendore a cui era giunta 
nel secolo xvi e nel xvii , quando era la prima piazza di conimercio 
dell'Europa, essa ne è tuttavia una delle principali mercè le molte sue 
manifatture e principalmente mercè il suo florido commercio e i suoi 
ricchi capitalisti. U suo porto a cui mette capo il magnifico canale del 
Nord , la sua popolazione di oltre a 210,000 abitanti, e i suoi ristar- 
devoli stabilimenti letterarii ne accrescono 1* importanza. Hari.e^i, 
città di oltre a 22,000 abitanti , capoluogo dell'Olanda Sett^trionale, 
tutta piena di fabbriche e biancherìe, ed è celebre in Europa pel suo 
commercio di fiori. Nieuw-Dtep , porto e fortezza importantissimi, 
costrutti a' nostri giorni aUa foce dello stupendo canale del Nord. 

Flessinga (VKssingen), sull'isola Walcheren, piazza fortissima, con 
circa 8000 abitanti; essa è il principal porto militare del regno e la 
città più importante della provincia della Zelanda, di cui è oiMpoluogi 
MiDDELBVRGO, città iudustriosa e commerciante di forse 15,000 abit. 

Bois-LE-Duc (S'-Hertogenbosch), sul Donunel e l'Aa, piazza fortis- 
sima, centro di una grande fabbricazione di tela, con circa 21,004^ 
abitanti deditissimi al commercio, e capoluogo del Brahante Setten- 
trionale, Breda con 9000 abitanti, e Berg-op-Zcom con 6000, im- 
portanti ambedue perle loro fortificazioni; quest'ultima è una dello 
più forti piazze d* Europa, 

Utrecht, sui Vecchio Reno, capoluogo di provincia, città commer- 
eiante ed industriosa, di 45,000 abitanti, con università, 

Nimega (Nimwegen), sul Yahal, piazza forte, con un campo trìncìe^ 
rato, di circa 17,000 abitanti ; è uno dei punti strategici più impor- 
tanti del regno; è pure la città principale della provincia di Gheidria 
^Giieldre). 

Groninga, città industriosa .e coffnnerciante, cmi un'tiiwuers»là , e 
^,000 abitanti , capoluogo di provincia. 

Leu^'ardcn, città di 21,000 abitanti , fiorente per industria e coni- 
mercio , capoluogo della Frisici, 

Maestright, sulla siniii^Ta della Mosa, «città di 22,000 abitanti^ in- 
dustriosa e commerciante, capoluogo dei ducato di IMbwrgo. K 
questa una delle più forti piazza d'Europa, e collocata in «aa si (t.i.>- 
zione emioentemente strategica per l'Alemagna, ma non è eomprosi 
in quella porzione del ducato che fa parte della confederazMne Ger- 
manica. 

Lussemburgo, pia;:3a fortissima, che già vedemmo essere una dellf 
fortezze della confederazione Germaiuca, capoluogo dd grandttca: 
di questo nome; essa è piuttosto industriosa, e ooota circa 12,000 abìt. 

PosM4im«Btì. Non «stante le importanti cessioni fatte a questi ut- 
timi tempi dal regno dei Pae;si-Bassi^ le isue colonie jbouo tutta%u| 



REGNO lMkm.GIO. ié^ 

riguardevdliafiiiiie. Esse fermane ciò che noi dieiamo V Oceania, VAfrktk 
(Y America NetrUmdese. La superficie deìrintera monarchia ascenda 
ii2i5,000 miglia quadrati (835,000 chiL quadr.), e la popolazione 
a 12,000,000 di abitanti. 

REGNO DEL BELGIO. 

Posbiom aftroaomlohe. LonyiL orienU tra 0' 15', e 3' 46'. LatiL 
tra -IO' 32' e 5i« 28'. 

Confini. AI nordj la monarchia Neerlandese; all'est, il medesimo 
Stato e la provincia Renana della monarchia Prussiana ; al sud, la 
monarchia Francese; airoi^esf, il medesimo Stato ed i! mare del Nord. 

Fiumi. Il regno del Belgio è una delle contrade meglio irrigate di 
Europa. Tutti i suoi fiumi appartengono al mare del Nord, eccettuati 
«ine rami del Reno che entrano nel Zuyderzee e che appartengono 
iiù propriamente al regno dei Paesi-Bassi. 

La SCHBLDl esce dal territorio Fraocese, traversa l'Hainaiit, la Fiandra Orientale, 
i* sf\w ddla prfffincia di Anversa, e dopo aver bagnalo Touroay, Gaod, Den* 
•ifrmoada, Anversa ed il forte di Lilio, entra nel terrilorìo Oirerlandese per gitlarai 
1 mare del Nord. I auoi principali afflurnli looo: a drttra laPenderj la 



'' li />/> e r, formata per la coneiuniiune della Pyte e delle Du e- N^e th e s ; la 
'-//« pam per Lovaoio • Malines, e riceve alla sinistra la Semme che passa per 
iinmrlla. U principale affluente della Sehelda a sioistra è la Ly ' che liagoa Menio, 
«lounray e Gaod. 

La MOSA. (Maas) esce aoch'rssa di Francia, traversa le proviocie di Namnr, 
Li«ti, Lìnbttffgo, Uagna Namur, Liegi, ed entra nel lerritoriu neerlandese, ove si 
«rtia o«4 aaare del Nord per due foci prinripali. 1 suoi alUueoli principali sono a 
■•«•lira VOurtkt, a sinistra la Samhra^ la quale hagna Charleroi. 

Il Revo. Cidlochiamo qui qn^sto fiume solo per indicare qaella piccola fraiione 
•lei SI» avvaltamentn dke appartiene a questo Stato per via di un alttuente della 
Gioiella, rr- 1 

Divittope e Topografia. Tutto il regno è diviso in 9 provincie , 
.uildJTise in distretti , e questi in cantoni. 

Hkissklles ( Briissel ) , sulla Senne, già capitale dei Paesi-Bassi- 
austriaci, ora capokLogo del BrabanUiy e dal 1850 in poi capitale del 
N/N(j. É città di grandissimo commercio, ed una delle più industriose 
ii'ii'EuropaCeuti'ale, a cui V università Ubera del Belgio recentemente 
«uodata per opera di un'associazione , altri grandi stabilimenti lette- 
gli, l'operosità delle sue tipogi*afie e la popolazione che ascende a 
1(^7,000 abitanti , senza contare quella del territorio, assegnano un 
"''\^n distinto fra le città princi])ali di questa parte del mondo. Nei 
^uoi dintorni si nota il bel villaggio di Lacken riguardevole pel ma- 
^ika coitello ove il re è solito di villeggiare. Più lontano assai è 
^ fi ieri 0^ altro villaggio, o\e nel 18i5 fu combattuta la battaglia 
'"? compiè i destini di Napoleone; ivi si eresse un monumento colos- 
•"^Jle a perpetuare la memoria di quel grande avvenimento. Lovànio 
i^ven, Lowen), città mercantile ed industriosa, di oltre a 24,000 



450 tvMPk. 

abitanti, con magnifico palagio mumctpflrfe edttmWst'ldrecent eiacii te 
riordinata dai prelati del regno che ne sono ì protettori. 

Anversa (Antwerpen), sulla destra della Schelda, capoluogo di 
provincia^ città di 79,000 abit., industriosa e fortissima, con mìigniiko- 
e vasto tmpio; il suo grande arsenale marittimo fu soppresso; essa è il 
primario porto mercantile del regno, ed uno dei principali dell'Europa 
Centrale. Ne'suoi dintorni v'è il borgo di S. iV i e o / a o di 1 8,000 abit. , 
situato nel Vaeslandj una delle meglio coltivate regioni di questa parte 
del mondo e centro di una grande industria. Malines (Mechelen) , 
città di 23,000 abitanti, commerciante ed industriosa, con una magni- 
fica cattedrale^ residenza delFarcivescovo primate del regno e punto 
eentrale di quella rete di strade di ferro che congiunge tra loro tutte le 
città principali, e tutti i luoghi più industriosi del regno. 

Gamd (Gent), al confluente della Lys colla Schelda, capoluogo della 
Fiandra Orientale e sede di un vescovato; sebbene la sua popolazione 
non ascenda che a 97,000 abitanti, essa è la città più vasta del regno, 
e la sua principal piazza manufatturiera, principalmente quanto alla 
teleria ed alla filatura dei cotoni; la dicono il Manchester Belgico ; la 
Tendono vieppiù riguardevole Vuniversità ed altri stabilimenti lette- 
rarii. Poche miglia di là verso oriente vi è la città di Loker e n^ di 
46,000 abitanti, piena di fabbriche dì traliccio, di siamesi, e di altre 
stofie. 

Liegi (Liittich), al confluente deirOurthe colla ìlosa, città vescovile, 
di 66,500 abitanti, capoluogo di provincia, con un^universiià, una 
forte cittadella ed inesauribili miniere di carbon fossile ; essa è uua 
delle più industriose città d'Europa, e potrebbe dirsi il Birminghatn 
Belgico^ specialmente a cagione dell'immensa fabbricazione di arn.i 
da fuoco che vi fiorisce. Degni di menzione sono gli immensi la- 
vori eseguiti ne' suoi dintorni e nella valle del Wesdre, tra Liegi e 
Yerviers per la strada di ferro; essi sono forse i più riguardevoH di 
questo genere che siansi eseguiti sul Continente. Nei suoi dintorni 
immediati v'è Seraing, con circa 4000 abitanti e miniere di 
carbon fossile; è questo il maggiore stabilimento metallurgico dA 
Continente Europeo. Yerviers, città di i 9,000 abitanti; è uno dei mag- 
giori centri di Europa per la fabbricazione dei panni , casimiri ed 
altre stofiìe di lana. Spa , borgo di 3600 abitanti, celebre pe' suoi 
lavori in legno, e più ancora per le sue acque minerali. 

MoNs (Bergen), sulla Trouille, capoluogo deWHainaut, città indu- 
striosa e commerciante, di 21,000 abitanti , centro del più grand-^ 
scavo di carbon fossile del Continente Europeo , ed una delle sue 
fortezze più formidabili. Charleroi, sulla Sambra, piazza forte ed 
industriosa, di circa 6000 abitanti, centro del più grande scauo di 
ferro del Continente Europeo e di un immenso scavo di carbon 



ITALIA» IMn 

fìssile. TouRRAi (Dooraik), sulla Schelda^ città vescovile, forte e com- 
merciante, fiorente per molte manifatture. 

Namur (Namen), capoluogo di provincia ^ città vescovile, forte, 
commerciante e di grande industria, di 21,000 abitanti, situata al 
confluente della Sambra colla Mesa. 

Bruges, città vescovile, industriosa, di 43,000 abitanti, capoluogo' 
della Fiandra Occidentale; i bei canali che vi mettono capo e le 
Uraà di ferro che la congiungono a Gand e ad Ostmda favoreg- 
giano molto il suo fiorente commercio. Nei mex2i tempi Bruges, ce- 
lebre per rindustria de' suoi tessitori, era divenuta il più ricco degli 
emporìi della Lega Anseatica* Ostemda, città forte e commerciante, 
m porto sul mare del Nord, e i 2,000 abitanti. Gourtrai (Kortryk), 
(ìttà di grande industria, di 19,000 abitanti. 

ITALIA. 

Poitdoae Astronomio*. LongitwL orienU tra 4^ e IG^. Latitud. 
tra M» e il^. In questi calcoli si è compresa la Sicilia a cagione 
(iella sua ampiezza e vicinanza, e si è seguita la linea indicata dalla 
divisione delle acque rispetto alle montagne. 

Goafiai. Al nordf la catena delle Alpi che la separano dalla con- 
federazione Svizzera e dalle Provincie Tedesche deirimpero d'Au- 
stria. KWeety queste medesime provincie , il mare Adriatico ed il 
niare Ionio. Al sud, il Mediterraneo. AlPouast, questo stesso mare, 
'a parte inferiore del Varo e le Alpi che separano Tltalia dalla Francia 
e dalla Savoia. 

^•ole. L'Italia ne ha parecchie le quali possono considerarsi come 
dipendenze geografiche della penisola ; le principali sono : la Sicilia,^ 
^^rdégnaeh Corsica, le quali vanno annoverate fra le maggiori 
d'Europa. Seguono le isole: &EU)a, tra la Corsica e la Toscana; 
Ischia e Copri, all'ingresso del golfo di Napoli j il gruppo di Upari, 
<n Sicilia e Calabria; quello di Malta, al sud della Sicilia; ed il gruppo^ 
'^i Tremiti, al nord-ovest del Monte Gargano nel regno di Napoli ; 
quest'ullimo gruppo, non ostante Tesiguità degli isolotti onde si com- 
pone, è tuttavia la dipendenza insulare geografica più considerevole 
del continente Italiano nel mare Adriatico. 

Fiumi. TuUi i fiumi d'Italia si possono partire in tre classi, se- 
condo i tre diversi mari ove mettono foce. 

Il luu ASMATICO riceve : 
tMsomo, il tagliambnto, la Piavi, It Brbitta, il Bacchiolionb, TÀDiGfi 

^» HttHi Aasiriaea. Ftdi pag. 432. 

V Po, che è il maggior fiume d* Tlalìa « ch« ricava un gran numero d*»!"- 

"'n>i; «XM ])crcorrc i regni Sardo r Lomlinrdo-Veneto, Imgna i ducali dì Parnin 

« >^> Modtaa « IVstramita satteutriouale dallo Stato Poalificio } il M&TAUliO> ii 



ite EOIMtil^ 

Tnovro n«iV« ^lafo pMilM^ le PwrtMi, il CUaDauun» nir^MW MiregM^ di 

rr.ipoli prupriameule dello. 

Il HABB uMiio riceve: 

Il BR4DANO nella Basilicata e la GIAMETTA ia Sicilia. 
Il MSDiTSKBAirso rìceYe: 
Il Salso io Sicilia, il SELLE, il VOLTmoiO eà il GAMlBUAiro aefl* Stalo di 
r^apolì propriamcalft dotto ; il TEVmKm aeila SMIo detta ClneM; I'Akno ari ijraa- 
duralo di Toscain ; il SBRCHIO io questo medcBiaio Stalo e nei ducati di Modena e 
t\i LiKca; la MAGRA nei terrilorii Modenese, Toscano e Sardo ; il VARO svi terri- 
ti>rii Sardo e Franrps4>; il TIRSO e la FlOIDBBDOSA «ell'itola di Sardegna; il €kxlo 
uà il TA-VTGVAlfO in quella di Conica* 

Divìsiom poliiiolMi. Nei eanfini che le abbiamo assegnati e eonside- 
rata come regione geografica, l'Italia è presentementcufivisa in tredici 
parti di molto diversa ampieiza, le quak o forrattio albnettaiiti diversi 
Stati , appartengono -ad ahii Stati posti fuod de' suoi coniìiii. 

Oneste tredici divisioni politiche sono : YItcUia Austriaca , Y Italia 
Svizzera^ il regno SardOj il prirmipaio di Monaco, i ducati di Lucca, 
di Parma e di Modena, il granducato di Toscana, la repubblica di San- 
MarinOy lo Stato dèlia Chiesa, ì\ regno éeSìe Due SidUe, VltakaFrart- 
cese e V Italia Inglese, Quanto alla descrizione ddle parti d'Italia ap> 
partenenti aH' impero d'Austria, alle monarchie Francese ed Inglese 
ed alla confederazione Sriziera, rimandiamo i latori ai capìtoli ove 
abbiamo trattato di ciascuno. di questi Stati. 

Regno di Sardegna, 

Confini. Al nord, la confederazione Svizzera e propriamente il can- 
tone di Ginevra, il lago di questo nome, i cantoni del Valese e del Ti- 
cino. AXYest, quest'ultimo cantone, il governo di Milano nell' imperi» 
d'Austria, il ducato di Parma, la Lunigtana Toscana, ed il già ducato 
di Massa dipendente da quello di Modena. Al sud, il Mediterraneo. Al- 
V ovest, la monarchia Francese e propriamente gli spartimenti dei 
Varo, delle Basse e delle Aite-Alpi, deli'Isera e dell' Ain. 

Fiumi. La parte contmentale del regno è abbondantemente irri- 
gata ; tutte le sue acque appartengono al mare Adriatico od a] Medi- 
terraneo. 

11 MBDiTBBBAnmo rìceYe : 



Il RODAirOy il 4{uale viene dalla Sviszera e tocca la Savoia ; i suoi principe, i 
.iSlueiiti in questa provincia sono a sioi:)lra : V .4 r v e che bagna Cinse e Bonoc- 
\ ille ; \* Is e r a che passa per S* Maarìiio, Montiers e MonmegliaaOy e rìeere \* Gre- 
che bi»^aa S> Giiivaitni di Moria uà. 

]i Varo cLe Iraversa la parte occidentale della divisione di Nissa e segna uau 
pnrtp dei confini d'Italia verso Francia. 

La Magra che scende dalla Luuigiana Toscana, traversa ii tetritorìa didla d.- 
v'isione di Genova, bagnandovi Sarsana, e vi riceve la F a r n suo afflorale priaci- 
pale che patsa per Brugnalo. 

Il TIRSO, all'ovest, il CoQUliTAS, al nord, la Flumekdosa, al suJ-«st ed il 
MAKim, al sud, sono i quattro principali fiumi dell'isola di Sardegna; il loro <u>rso» 
eccetlaato il TiRSO^ detto altresì FIUME d'OristaKO, è di pochissimo rilievo. 



Il Po db» mmidm i«A MamrifOi pftwa per ViUafraarft, CorifuaiMy Xoacati^riy 
TorioOy Cawle, Vakoca* e quiudi «utra imI regno Luiniiardo-Vroelo. 1 tuoi pcin- 
ripali aflnefiii a <t«tfra fono: la Ma ira che jiana poco laogi da Saiigfiaoe; il 
T**mp0 «ha isf^CaMr d^raam^ Alba, Aati, Alramadria, e ricava a daafva la 
liormiia che hagna Aqoiy a óoiitta la i'oira alia paaia p<>r Casao a FofUMo* I 
prioeijtali afflo«oti a fioiatra «mo : il Chiusone che passa poco lun^ji da Pìoc> 
roto; la Dora Hip ari a die bagna Mora e Torino; la Para Balte a che 
irrip Aaala ni Ivrea; b .(«#<«, Borgo di Sréa aYa«celK;:1a G«jr«a rAgOfoa;» 
Novara; il Tiei »0 cfaa eace dai cantooa Svizzero di questo nome, traversa il lago 
Ma^iore e separa il regno Sardo dal regno Xximbardo-yKDeto. 



W mtBw m e e Topografia» La part« eontÌDentale del regno, ossia gli 
Stolidi Terraferma^ si partono in 14 intendenze generah, suddivise 
ÌD 37 intendenze di prima e seconda classe : avvertasi che i capìluogbi 
(ielle intendenze generali le sono in pari tempo delle rispettive inten- 
<ieQze secondarie. L'isola ossia regno di Sardegna propriamente detto, 
^j parte in 1 intendenza ed 1 vice-intender^za generali, suddivise in 
il intendenze provindaU, 

Toamo, sulki sinistra del Po, al confluente della Dora Riparia, città 
arcivescovile^ cepoUiogo d'intendenza generale e capitale del regno, 
rìgusrdevole per la regolarità della sua costruzione e per alcuni 
l>eilj edifizi, commerciante e molto industriosa, con una cittadella, un 
^ir.«eoale magnifico, e circa 124,000 abitanti compresi i militari ed il 
t^^rritorìo. Vìimiversità, gli importanti stabilimenti letterarii e Tope* 
miti delle sue tip<^8Ìe, le assegnano un luogo eminente fra le prin- 
''ipoli città dell'Europa. Pinebolo, città vescovile, commerciante ed 
industriosa, capoluogo d'intendenza^ con circa 14,000 abitanti. Susa, 
<:iuà vescovite di 3270 abitanti, capoluogo dHntendenzaf importante a 
(^agione della magniflca strada cbe conduce al Moncenieio, 

<^i)!fBo, sulla Stura, città vescovile e commerciante, capoluogo d'm- 
imdenza generale^ con una scuola univereitaria di dritto e circa 19,000 
«ii>itaDti. MoiiDOvi, città industriosa ed assai commerciante, di 16,000 
^^fìlycapoluogod'intendenza, Saluzzo, città commerciante edancor più 
industriosa, di oltre a 14,000 abit., capoluogo d'intendenza generale. 
SiviGLiAso, città industriosa e commerciante di quasi 16,000 abitanti. 

ALESSABinniA, ee^HÀuogo d'intendenza generale^ città vescovile, in- 
dustriosa e commerciante, di circa 39,000 abitanti, e di 43,467 com- 
('resavi la guarnigione. Le grandi strade cbe vi mettono capo e la 
bua situazione al confluente della Bormida e del Tanaro, T banno resa 
un punte strategico della più alta importanza ; la sua magnifica cittor 
i^ìia è la sola parte che siasi conservata delle vaste e formidabili fortifi- 
trioni intraprese e nmi compiute da Napoleone. Ne'suoi dintorni v'ò 
Marengo, meschina bicocca, ma illustre negli annali militari dei 
nostri tempi per la gran vittoria riportatavi da Napoleone nel 180O, 
^ quale mutò i destini d'Italia. Acqui, capoluogo d'intendenza^ città 



i54 Bino^A* 

vescovile di 6400 abitanti, notabile per le sue celebri «egiia iermaH. 
Gasale, sulla destra del Po, città vescovile e commerciante di oltre 
a 19,000 abitanti, già residenza dei potenti marchesi di Monferrato ed 
ora capoluogo d'intendenza generale. Asti, città vescovile, industriosa 
e commerciante, di 24,000 abitanti, capoluogo d'tntefuienza. 

Ivrea, sulla Dora-Baltea, città vescovile di 8500 abitanti, capoluogo 
d'intendènza generale» Biella, città vescovile ed industre, di 8700 
abitanti, capcduogo d'intendenza, Aosta, città vescovile di 7100 abit., 
sulla Dora-Baltea, capoluogo d'intendenza, al centro della valle d'Aosta, 
la quale, sotto parecchi aspetti, è una delle più riguardevoli dei globo; 
sopra i monti che, a guisa d'immenso muro, la separano dai paesi 
limitrofi, s'innalzano il Monte-Bianco, il Monte-Rosa ed il Jfonto-Or- 
rtno (Matterhom) , che sono i tre punti culminanti del sistema delle 
Alpi e perciò di tutto il Continente Europeo. 

Novara, città vescovile, ricca, industriosa e commerciante di circa 
19,000 abitanti, capoluogo d'intendenza generale. Domodossola, nel- 
Vintendenza dì Pallanza, città di 2000 abitanti, ove comincia la 
magnifica strada del Sempione. Vercelli, vicino alla Sesia, città ar- 
civescovile, capoluogo d^intendenza generale^ con una scuola secondaria 
universitaria di medicina e di chirurgia ed oltre a 18,000 abitanti. 

Ghambery, città arcivescovile, industriosa e commerciante di 16,000 
abitanti, capoluogo deirtntendenza generale che comprende la parte 
meridionale della Savoia , una delle contrade più montuose e più 
pittoresche d'Europa e posta fuori dei confini naturali d'Italia. Àix, 
con 3600 abitanti, riguardevole per ì suoi ^a^mca^difìrequentatissimi. 
Annecy, città vescovile e commerciante di 8500 abitanti, capoluogo 
deWintendenza generale, che comprende la Soìvoia settentrionale; 
sebbene piccola, essa è da collocarsi fra le più industriose d'Italia. 

Nizza, città vescovile, industriosa, capoluogo d'intendenza generate, 
con una scuola universitaria secondaria di dritto e di medicina, un 
porto franco sul Mediterraneo e 34,000 abit.; la dolcezza del clima vi 
invita neirinverno gran numero di stranieri. San-Remo, città commer- 
ciante di quasi 10,000 abit. , con piccolo porto, capoluogo d'irUendenza, 

Genova, città arcivescovile, capoluogo d'intendenza generale, già 
capitale della celebre repubblica di Genova, che nel medio evo fu con 
Venezia una delle primarie potenze marittime. La bellezza della situa- 
zione, la magnificenza degli edifizi, il vasto porto, stazione ordinaria 
della flotta sarda, l'arsenale, le immense fortificazioni, Vuniversiià e 
la popolazione che ascende a 115,000 abitanti, e che ascenderebbe a 
140,000 se si comprendesse quella dei dintorni immediati, le assegnano 
un luogo cospicuo fra le principali città dell'Europa, intantochè la sua 
varia industria, l'esteso commercio e principalmente la marineria 
mercantile, la quale non ha chi la superi in Europa se non quelle d» 



ITAUAé 158P 

bmòrai ^ NeHwmUe e di Uverpool^ la colk)caiio tra le città priDdpali 
del mondo. Ne' suoi dintorni si trova Voltri, città di 9300 d)itanti^ 
tutta occupata da Cabbricbe di carta e di panni. Savona, capoluogo 
à*intendenxa generale, città vescovile, commerciante ed industriosa, 
con oltre a 16,000 abitanti ed un porto. Varazze, grosso borgo di 
7800 abitanti, tutto occupato da cartiere, con parecchi cantieri ove si 
fabbrica un gran numero di navi mercantili. Novi, oopoluo^'o d'inten^^ ' 
densa, al centro dell'Apennino, città commerciante di i0,300 abitanti^ 
sulla nuova strada da Genova ad Alessandria. Chiavari, capoluogo 
à'intendenM generak, città di 10,600 abitanti, fiorente per industria 
e per commercio ;a Lavagna, nei dintorni immediati di Chiavari, 
si opera uno scavamento immenso di ardesia. Spezia, città di 10,000 
abit., capoluogo d'intendenza, in fondo al golfo del suo nome, il quale 
vi forma il più bello ed il più vasto porto naturale d'Europa. Napoleone 
ave^a in animo di fondarvi uno dei maggiori stabilimenti marittimi 
deirimpero. 

Cagliari, capoluogo d'intendenza generale scapitale deiriaoki e del 
ngtu) di Sardegna, città fortificata, arcivescovile e commerciante, con 
uoWtvrattó, un bel porto e circa 50,000 abitanti. 

Sassari, capoluogo dì vioe^intendenza generale, città arcivescovile, 
con un'università e circa 25,000 abit. Alghero, città vescovile, ec^po^ 
luogo d'intendenza provincicUe, con fortificazioni abbastanza riguarde- 
voii, un piccolo porto e 7800 abit. ; nelle acque di Alghero si pesca il 
jiiu bel coraUo del Mediterraneo. Tempio, città di 9S00 abit. , capoluogo 
dell'intendenza della GaUura e residenza del vescovo di Ampurias. 

DiLcaio di Parma. 

' Gonfiai. Al nord, il Po, che lo separa dal regno Lombardo^Veneto; 
all'est, il ducato di Modena; al sud, alcuni territorii appartenenti allo 
stesso ducato, la Lunigiana Toscana ed il regno di Sardegna ; sìVovesty, 
questo regno medesimo. 

Fiumi. 11 Po, che esce dai regni Sardo e Lombardo-Veneto, bagna 
Piacenza, e riceve entro i confini di questo Stato: il Ti (io ne; la 
'trebbia; la Nura; il Taro, che bagna Borgo di Taro e S. Se- 
condo ; la Parma , che bagna Parma e Colomo ; e la Lenza. 
* Divitione e Topografia. Lo Stato è diviso in due governatorati, di 
Parma e di Piacenza, ed in tre commissariati, di GuastcUla^ di Borgo 
Sandonnino, e di Borgotaro. 

Pabm A, sulla Parma, città vescovile, alquanto industriosa e commer- 
ciante, ornata d'importanti stabilimenti letterarii, di una scuola supe- 
t^'ore di teologia, di medicina e di filosofia, le quali tengono il luogo 
^'università stata soppressa nel 1852; capoluogo di ^ot^ematorato e 
Militale dello Stato; la sua popolazione ascende già circa a 40,000 abit. 



PiACiSBA, aiiUa dealn éà Po, capotepyo di ywag m aipnito, cìMà 
veseoTìk éi circaS9,00Q abitanti con ìsmssmh.tmpBnoreéì gmnspru^ 
defooy ed una forte cittadella^ di ciiil!Auslrìa ha diritto di formar b 
gutnigifMie. 

Ducato (K Modena. 



Ài nord, il regno Lombardo^Yeneto. AWest, io Stato delia 
Chiesa. Al sud, quesfuitinioStalOril gran difteato di Toscana ed il du- 
cato di Lucca. M'avÈstj la Lunigiana Toscana ed il ducato di Parnoa. 
Fmmm. Non ostante la sua pieeioleaa, questo'Stato maBda.fiiiiiii 
a due mari diversi. 

Il mikwm AomiAflrico riceve : 
Il FOyil «nude p<mi fk eh« toccare il ttrrilono del dacalo» ueerodo dallo Stato 
di Pacma e dal regoo Lombardo-Veneto^ ma vi accoglie parecchi afflueoli a siai- 
slra, fra i quali i priacipali sudo: il Cros to lo cbe passa aoa lootauo da Re^ioj 
la Secchia che bagna Sassuolo, ed il P amaro che bagna Fioale» 

Il MAmK MEDiTKim AHìEo rìceyé : 
Il SmaiO, che nase» nella parte mendÌQaahi drl ducato» potn per Castekmofvo 
di Gar&gDaaa, entra nel ducato di Lucca e anette capo nel Mediterraneo sul terr»- 
furio Tosca QO. 



tt e Topografia. Secondo gli ukimi decreti^ Io Stato è dì- 
viso in 4 governi^ cioè : di Modetut^ di Reggio^ ddla Garfaguana^ 
e di Jlfossa-e-Carrara, ai quali si è riunita non ha guari la Lunigiana. 
La delegazione di Frignano vuol essere considerata per più d'un 
riguardo come una dipendenza del governo di Modena. Q territorio 
della Lunigiana è composto di parecchie (razioni intersecate da altre 
frazioni della Lunigiana Toscana. 

Modena, posta tra la Secchia ed il Panaro, città vescovile di oltre 
a 27,000 anime, capoluogo di governo e capitale dello Stato, con una 
cittadella e parecchi stabilimenti letterarii importanti ; il com>tlto me- 
dico ed il confitto legale sottentrarono alle facoltà di medicina e di 
diritto della università soppressa nel 1852. 

Recgio, vicino al Grosiolo, copo^uo^ di governo^ città vescovile, 
industriosa e conunereiantissima, eoa un cowoitto legale e quasi 
18,000 abiUnti. 

CARaiaA, città di circa 5000 abitanti, la più importante del go- 
f)erno di Massche-Carraray fiorente per le sue molte officine, ove si 
foggiano in ogni guisa i bei marmi bianchi tratti dalle vicine caoe. 

Ducato di Lucca. 

Confini. Al nord, il ducato di Modraa ed il gran ducato di Toscana. 
AìTest ed al siici, il granducato di Toscana. M'ovesty il Mediterraneo^ 
l'interchiuso toscano di Pietra Santa e il ducato di Modena. 
. Fiumi. U Serchio, che scende dal ducato di Modena, traversa 



nàMMiL 4W 

tolto fi dimto passando presso Lucca; è ii solo Ifaimè notdiite dlqòe- 
sto Stato, e vi licere la Lima. 

Divitioiie e Topografia. IM iB38 in poi, tutto il dttcato è diviso io 
d2 comumtóf tm le i^adi queUe di M&nMpumo riciao al «iai«, e di 
Minucdano entro terra sono separate dal territorio principale. 

Lucca, situata poco lungi dal Sercbio, città arcivescovfle, di graadp 
iodustria, capoluogo d'una di tali diviséoni e €apit4de del dwsata, con 
usa bdla cattedrale, un fo'oeo che può considerarsi come una univer- 
sità, parecchi importanti stabilimenti letterari! e 24,000 abitanti non 
compresi quelli del terrìtwio. Nei dintorni sono i celebri Bagni di 
Lucca» ViÀRiiGcio, città di 9900 abitanti, fiorente mercè il coni> 
mercio di cabotaggio od i suoi bagni di mare. 

Prmdpalo di Motuwo. 

Confini e Topogfs«fia. Questo piccolo Stato è un intercbiuso Sardo 
w\\ intendenza generale di Nizza, tra le intendenze di Nizza e S. Remo. 
MosAca, «opra un dirupo con piccolo portoei^fedOablt.; ilrediSaf^le- 
gna, a cui il congresso iB Vienna ha conierito la proteaione di qaeslt> 
^to, ?i mantiene una gnemigione ; essa è la capOale éel pcmcipato; 
JDa il principe rivede ordinariafflente a Parigi. Mchtomb, con un 
porto e circa 3000 id>kanti, che per lo più attendono al cmranercio 
di cabotaggio. 

Repubblica di San Marino. 

Geiifim e Tapoipafia. Questa piccola repubblica, situata tra lesena, 
Rimiai ed Urbcoo, è un interdihiBO dello Stato Eoclesiaatico, ed è 
posta sotta la protezione di questo ; essa si riduce alla città di San- 
Marìoo ed ai quattro villaggi che ìa cireondano. E^ è questo uno 
de' più antichi Stati d*EunH»a, e deve appunto alia sua picciolezza la 
pro(HriaconserYacione. San-Marino, edificata sulla montagna di questo 
flome, piccola città di circa 700 abitanti è k capitaie della repuìòUea. 

Granducato di Toscana. 

Gonfiai. ÀI nordy i ducati di Lucca e di Modena e la parte setlen«- 
trionale dello Stato delia Chiesa , ossia le legazioni di Bisogna , 
Havenoa e Forlì. AWest, lo Stato ddIaOhiesa. Alaui, il mart Medi- 
terraneo. ktì*ùvesty (jpicBto mare ed il ducato di Lucca. La parte della 
Lwigiana dipendente dafia Toscana, oone pure una paite della €ar* 
fagnana, sono picoole frazioni di t^ritorìo, confinanti coi ducati di 
Parma, di Lucca, di Modena e col territorio Sardo. 

PìBDu. Senna tener conto dcH'estremità supotore del corso della 
^téna, a£Bueate dei Panaro, del Ren», del Saniern»^ e ed 
$tnio lutti ^aiiueati éA.?9,ii^éd Uhokc, del Moat^mB, d4 Savio 



«d aitare correnti che apjMfftengoiie aU'Adrìitieo , ed hanno le loro 
sorgenti nel territorio toscano, tutti i fiumi di questo Stato mettoDo 
foce nel Mediterraneo. Eccone i principali : 

La IfACWL che Uravcm la Lnnìgiaiia, passa per Pootremoli ed eafra nel r«g^ 

Sardo, ove essa si getta nel Mediterraneo. 

Il SbrCHIO che viene dal dacato di Locca e non fa che traversare l'estremità 
-del territorio Pisano propriamente detto, ove entra nel Mediterraneo. 

L'Amo» che è il fittine principale di qaeslo Stalo, passando per Firanne, Eaa- 
poli e Pisa» I suoi principali afllueoti a destra sono : il Sievm che passa per Di- 
cornano, e VOmhr one per Pistoia e Poggio a Caianoj quelli a sinistra sooo : 
VE Isa e VEra* L'Amo comunica col Tevere per via di un canale parte natu- 
rale e parte arte&tto, la coi hase è la Chianay la quale esce dal lago di Moate- 



Pulciano da una parte per recarsi nell'Amo, e daU'altra dal lago dì Chiosi per 
«caricarsi nella Paglia, affluente del Tevere* 

L'Ombrohe che traversa le provincie di Siena e di Grosaello, e mette foce Del 
mare in measo alla Maremma Sanese. 

Il Tevere che ha le. sue solventi nel grandaeatoj e dopo tniTersatane l'estre- 
mità orientale, entra nello Stato della Chiesa, ove riceve la Chiana la quale ha 
^à traversato la provincia di Aresto, e pdssa vicino a Chiusi. Il Tevere bagna, sol 
territorio toscano, Santo-Stefano e Borgo-San-Sepolcro. 

DSvmoiie e Topografia. Questo Stato è diviso in cinque campar- 
timenti: di Firenze, di Pisa, di Siena, di Arezzo^ e di Grassetto, 
suddivisi in parecchi territorii comunitoHvi, Si aggiunge che la Lu- 
nigiana e la Garfagnarui toscane formano parecchie frazioni di terrì- 
Iorio staccate dalla massa principale, e dipendono dal governatore 
di Pisa. 

Firenze, suirAmo, città arcivescovile, capoluogo di compartimento 
e capitale del gran-dwMto; parecchi stupendi edifizii, e segnatamente 
Ja vasta cattedrale colle sue mirabili appendici, Vuniversità ed i molti 
«tahilimenti d'istruzione, le splendide collezioni scientifiche e di 
helle^ti , fra cui alcune sono uniche nel loro genere , la varia in- 
dustria, il fiorente commercio e la popolazione di 102,000 abitanti, 
assegnano aUa metropoli toscana un luogo illustre fra le principali 
città dell'Europa. Prato, città industriosa di circa 10,000 abitanti. 
Pistoia, città vescovile, di grande industria, di circa 11,000 abitanti. 
Volterra, città vescovile di circa 4000 abit., notabile per la rimota 
antichità, per le ricche sorgenti salate, per preziose cave d^alabastro, 
« pei celebri lagoni posti nelle sue vicinanze ; questi ultimi provve- 
dono all'Europa, da alcuni anni a questa parte, quasi^ tutto U borace 
che occorre aUe sue innumerevoli manifatture. 

Pisa, sull'Amo, capoluogo di compartimento^ e già capitale della 
«elebre repubblica di questo nome, città arcivescovile di <dtre a 
20,000 abitanti, la cui importanza riceve incremento dai suoi quaitro 
riguardevoli monumenti, dalla celebre università^ deprimo congresso 
dei naturalisti italiani tenutovi nel 1839 e dai bagni sulfurei dei suoi 
éintomi. Livorno , città vescovile , industriosa , di oltre a 76,000 
abitanti, compreso il territorio, con porlo franoo nel Mediterraneo, 



i) quale eontrìbul potentemente al mirabile inoremento di questa 
fiaua, divenuta il quarto emporio di commercio su questo mare , 
ni una delle staaioni principali della navigaiione a vapore del* 
l'Europa Meridionale. PonTO-FBanAio (Cosmopoli), capoluogo del- 
l'isola é^EUMy notabilissima per le ricche sa/tna, la marineria mer- 
muntile, la celebre mtntera di oahmita^ le inesauribili minm» di /arro» 
«"pel soggiorno fattovi da Napoleone nel Ì8i4 e nel 1815; Porto- 
Ferraio non è ohe una piccola città di 2000 abitanti , ma pure una 
delle pii^ fora piasse d'Europa. 

Siena, città arcivescovile di 18,000 abitanti, oapoluogo di oompar- 
'mutalo, già capitale della celebre repubblica dì questo nome , nota- 
))ile per la sua industria, la sua stupenda oattedraU e runit>ar9i<<i. 

Akeiio, città vescovile, industriosa e commerciante di circa 10,000 
Abitanti, capoluogo di oofnpardtmaiito. 

Stalo della Chiesa. 

Goafiai, Al nord, il regno Lombardo-Veneto, dipendente dairim- 
pt ro (l'Austria ed il mare Adriatico. All'asf, questo mare ed il regno 
Mk due Sicilie. Al st*(l, per un breve tratto questo regno stesso, il 
M(>diterraneo ed il granducato di Toscana. All'oi^ew*, questo grandu- 
cato ed il ducato di Modena. 

riuml. Questo Stato è traversato dal Tevere, uno dei maggiori 
tìiimi d'Italia, e nella sua estremità settentrionale bagnato dal Po. 
Tutti gli altri hanno corso brevissimo e vanno tutti a scaricarsi nel 
Mediterraneo, o neir Adriatico. 

Il uMTBMUkiiao riceve : 

Il TiviRi ch« Btiet in Towana, a inùema co* tuoi afflatoti irriga la maggior 
)<«ri0 dvl ttrrilorio di aiifito Stalo ])oata al aud dvlla catana prinripala dvgli An- 
)<«tatBÌ) aal tuo eorao il Tavaro paaM par Città-di-Cast«llO) Roma, Porto ad Oalta. 
^«''•r'<niiIi«o Brìooìpalt attuaota alla deitra^ ad è ingronata dalla Chiana* 
<ìli «ttatntì prineipaU dal Tavara a ainistra aono: il Topini» cha passa par Foli- 
l^<M>; U iV«f n eha bagna Tarni, Nami, ad à ingrossata dai Kelino, il quala passa 
V*r Ritti} il r« I» • r N a eba bagna Tivoli. 

X<t Marta cbt taet dal lago Bolaaaa a bagna Toieanalla • Cornato* 

1«* Fiora ebt tana di Toscana a paaia par Montalto* 

li MAu AuiiATico riceve : 

Il Po oba aiat da) ragno Loanbardo-Vanato; il suo ramo principalo lamba i con- 
tini MtantrianaU di aueito Stato; gli altri rami dalli Po DI Pì^imaro a Po Di Vo- 
UKO irrigano il Farrarasa . Il Po di Prtmaro passa poco lungi da Ferrara a ricava 
>< ff « a a «ba ba^na Vargato} la if « i^ a « « oba passa par Bologna) il \iimro \^t 
Caliti S. Ptatro) il Ja II I a r no por Imola^ ad il Senio par Cnstal-Bolottuasa. 

l^ I|trla dallo Stato ilalla Cbìrsa posta al nord dalla catana principala dagli Ap- 
pHaiai è tolta corta dai finmicalli o torronti oba sagaonO| ì quali dlseandono dagli 
Apptaaìni^ oio4: 1* Amori passa par Fianaa^ il Sàvio par Gaaana t la Màmcchia 
(«tr RÌMÌai) il Mktauro par Urbania a Fano) TEmmO i>ar tasi) la Potbnxa par 
rj^miao a non lungi da Macerata^ U CaiHTTI par Tolantino^ ad il TRONTO per 



DìrisioBe e Topc«fifia. Tatto 1» Stato è dhriM in 3à ptfnviiicta 
dì molto direm ampi«ua; quefla di iUnt iia il none di oonoroa» 
quella di UmUa, di conunattanwl» ; quaHe di H o fa^i a ^ di Arrara, di 
i{«>flBfia,diFor2t, di(/r6ifiO-«-P«san>edi yjrftelK, ai dir— a iiyairi om, 
le altre cUe^oztont. Si noti anoora dbe J\>M<>Oirm> dipMdcmte dalla 
.ddegaziene di Frosinoiìe, e Benevento sono inloreliiaBi del regno di 
Napoli. 

Roma, sul Tevere, capolttogo della oomoroo, e mpiUdé dello Stato. 
Quanto ad antichità ed a belle arti, Roma è la prima dUà M mando, 
e possiede in S. Pietro il teinpio pia Taito « più aoituoso di tutta 
cristianità, colla cupo/a più aidita che siala innalsata giammai. La 
celebre propaganda, l'ufiM^rsità, i molti ahibiiimmìti letttfwii, le 
splendide collezioni la collocano tuttavia fra i priaeipali fecwlari del 
sapere dell'Europa Meridionale; mentre un commeitio ùnportanle, 
alcuni fiorentissimi raini d* industria ed una popolazione che oltre- 
passa i 154,000 abitanti, assegnano a questa città un luogo eminente 
fra le principali di questa parte del globo« Che se la città eterfia ha 
perduto la supremazia politica ch'eUa aveva quando i Roinani erano 
signori del mondo incivilito Occidentale, se ha perduto anche la su- 
premazia teopoliUca ch'essa esercitava nel medio evo» quando i suoi 
pontefici effettuarono per poco la monarchia universale, occupa 
tuttavia ancora un luogo altissimo fra le grandi capitali del mondo, 
siccome residenza del sommo pontefice^ che tanti milioni di cattoLci 
riconoscono siccome venerato capo della loro religione. 

Civita Vecchia, città vescovile di 6900 abitanti, capoluogo di de- 
legazione^ importante a cagione delle sue fortificazioni, dell'arsenale, 
del porto franco e del fiorente commercio ; ivi è il deposito éeìTaì- 
lume che si cava dalla famosa miniera di Tolfa posta neHe sue vi- 
cinanze. 

Viterbo, città vescovile di 14,000 alitanti, capoluogo di deleifc^ 
zione, Perugia, capoluogo di delegazione^ città vescovile, industriosa 
e commerciante con università, 

Urbino, città arcivescovile,j capoluogo di kgaaionty già residenza 
dei potenti e splendidi duchi di Urbino, industriosa anziché no, cou 
circa 8000 abit. Pesaro, città vescovile di circa 12,000 abit., indu- 
striosa e commerciante, con un piccolo porto sulP Adriatico. Sin ita- 
gli a, città vescovile con porto e circa 8000 abitanti, celebre a ragione 
della sua /Sera, che è la maggiore di tutta Italia* 

Forlì, città vescovile ed industriosa, di quasi 46,000 abitanti « 
capoluogo di legazione. Riuini, città vescovile, industriosa e piuttosto» 
commerciante, con piccolo porto e ^900 ahiluili. 

Rave.n>ìa, città an^ vescovile, vicino a terre paludose, altre volte 
grande e popolosa città, stazione delle flotte romane , e quindi 



ITAUà. 161 

reudeoiadel grande Teodorìco edegli emttiàf un capoluogo di lega» 
zioM e soggiomo di una popolazione dì 10,600 abit Cervia , città 
di iOOO abitanti, importante per immense saline. Faenza, città vesco* 
viJe, industriosa e commerciante, di quasi 20,000 abitanti. 

Fbiraia, altre volte residenza dei magnifici duchi di Este, e pre- 
sentemente capoluogo di Ugasione, città arcivescovile di S6,000 abi- 
tanti, alquanto industriosa e commerciante, con un'univenitày ed una 
gnuide cittadella presidiata dagli Austriaci* Essa comunica per via 
di un eanale eoa Ponte di Lago Scuro, borgo di 2100 abitanti, 
con porto franco sul Po di Maestro. Gomacchio, quasi in mezzo della 
parte inferiore del delta del Po, città vescovile di 5800 abitanti, con 
saiiné e forUfiauioni occupate dagli Austriaci* 

fiouwMA, posta sul canal di Bologna, città arcivescovile, già capi" 
talk della potente repubblica di questo nome, ed ora capoluogo di 
kgasifme; essa è per ogni riguardo la seconda città dello Stato, ed 
una delle inrincipali dell'Europa Meridionale mercè la sua varia indu- 
stria, il fiorente commercio, la popolazione che supera i 67,000 abi- 
tanti, rwMtMratld, che per comune consenso è la più antica cTEuropa, 
e che nei mezzi tempi fu insieme con quelle di Parigi, di Oxford e 
di Padova^ uno dei principali focolari intellettuali. 

Angon A,oo|K>2ti(^o di ddegazione, città vescovile, fortificata, alquanto 
iodustrìosa, e la più commerciante di tutto lo Stato, sul mare Adria- 
tico, eoa porto (ranco e 35,000 abitanti. Iesi, città vescovile ed in- 
dustriosa, di 16,000 abitanti. 

LoasTO, capoluogo del commissariato, eìUA vescovile di 8000 abi- 
tanti, riguardevole pel magnifico santuario di Nostra-Signora. 

Macezata, capoluogo di delegazione, città vescovile di 16,000 abi- 
tanti con uaìuniversHà, 

Fumo, città arcivescovile di 14,000 abitanti, capoluogo di delega^ 
acne. 

Benevbiito, capoluogo di delegazione, città arcivescovile di 16,500 
abitanti, già capitale del ducato di questo nome, che fu per lungo 
tratto di tempo lo Stato prepond^ante della Bassa-Italia. 

Regno deUe Due^SiciUe. 

^ fkmBm. Al nord, lo Stato della Chiesa ed il mare Adriatico. AI- 
'H il mare Ionio. Al sud, il mare Ionio, il Mediterraneo e lo Stato 
deOa Chiesa. All'ovest, lo Stato deUa Chiesa. 

FiomS. Tutti i fiumi di questo regno hanno brevissimo corso, e 
mettono capo nei tre mari che lo circondano* 

It aisBiT«Muuiao riceve : 
It GAUOLI4HO «d il VObTOSNO che percorrono la Terra di Lavoro; il Cari- 
(lum pssot pec Son^ ed il VoUuruo per Capua. 

il 



t6^ 

Il &KVB ch« iróso »^' 

a SAA90 the pmrMrM YUlmàimMM. 41 Gall«ÙMlt& ia SkiUA< 

' il wuM iQUiO riceve : 

La GIARMTX*. ch« ^ il PMggior fiume di Sicilia e U traversa DelTtatttadenu 
di Catania. 

11 CiATB nefla Cklibria-CfitwàwWy ma U BMMdlO MÌI« BmÌUqi^ Mittuno 
flwse DcI gvlftt di TMaalty hrMUft d«l mar« tenia; il Crata b«q;m Govsau» ed il 
19ra<Ìa«o Acereiua. 

Il MAMK ABiuATico rìceve : 

L'Qfauto, lì CA.irDBi.Aiio ed il VOrrow» mH* FaglSef l*Ofe««» WgasCMKa. 

L»¥cscAR* ed il TMMrio otH^AIiMiaAi kPMBmpuHi ferFapafe^ po«a 
Isegi <ia Cbitali « p»r Pevere»*. 

HSvisione e Tbpog;ral!a. Questo Stato si compose ^ doe parti 
principali: la Continentale, coffe fecole isole eke ne dlfiendoiM» ; 
questa parte corrisponde al regno di NapoH prof pìanMDto detto, e 
j^ei documenti uflìcialì viene indiceta coire sp r eBsio a o dì Va mi m ì i di 
qua dal Faro; TlNSULARe ossia flsotà hi Sicilia, delta D^minii di 
là dal Faro. La parte continentale si d^ide ìr i5 Provincie ; Finsu- 
lare in 7. 

Napoli, città arcivescovile, cc^hiogù éi pfKminoim e eapiMe éH 
regno, di grande industria e commercio, con una stupenda 6ost* 
lica, un porto che possiede una grande marinerift meroantite, ed è 
una delie stazioni principali della navigazione a vapore net Medìter- 
raneo. La fertilità del territorio, la cui popolazione relattva ò per 
avventura la maggiore d'Etiropa ; la dolcezza del cKaia e la Mlezza 
incomparabile dei dintorni; le molte e magniiicbe antioliità cbe la 
circondano, fra le quali v'hanno due intere città, Pompei ed Er- 
colano; il Vesuvio ed una gran quantità di fenonneni ùstm che si 
offrono alFosservazione del naturalista e del filosofor Vunioersiià ed 
il celebre museo Borbonico, il quale, nel suo eomplesso, nan.ha pmri 
ài mondo ; Toperosità d^e tipografie ; la 9traé» di prto, che !& con- 
giunge da un lato a Castellamare con una diramazione a ATooero, e 
dall'altro la congiunge a Caserta e più tardi Punirà a Capua; e fimil- 
niente la popolazione che oltrepassa i 364,00^abkaiil^ naa coiD|iresi 
i dintorni, la rendono una delle città principali del gliibo. Gastbula- 
:biare, città vescovile di 15,000 al^itantì^ coÌTarsmaU principale della 
Tìiarineria militare del regno. 

Caserta, oapoluogo della Terra di ìamro^ città vescoxdld di dica 
5000 abitanti; il suo splendido pofciaso veak è uno dai pia grandi e 
dei più belli d'Europa. Gapua, eitti aroiveseovtle e fortificata» eoo. 
circa 8000 abitanti. Gaeta, città tescoivilo, piaEza fiirtissima^ oou 
circa 5000 abitanti, non compresi i soilftaigliiL 

Salerno, capoluogo del Prindpato^iterior^ città areivcfifiovile di 
circa 11,000 abitanti. Avellino, capoluogo del PrincipaU>4/lteriare, 
città vescovile, industriosa e commerciante, con 13,000 abit €aki»o 



Bàseùy eafoàioffù éd^fromneia di MoH9e, cillà commerciante a di 
grande industria^ eim 80(M^ abituati^ essa, è trai^ersata dalla strada 
«Ile omogamgià Napoli ai porti dell'Adriatico, loodiè le dà una grande 
ùnpoftanza coomerciale e strategica. 

Aquila, tapoluasfù éàì'Jbruzz/yUUenare 11, città vescovile; forti- 
lieata e connierciante» di 800G alritaati. Chieti, capoluogo deWAr 
bruszf>^tenor9t città alquaato eommenciante ed arcivescovile, di circa 
lS,Oe(K abitantL 

FacciA, capoluogo ddla Capitanata^ città di 26,000 abitanti, e 
quasi per ogni riguardo la seconda del regno dì qua dal Faro. Bàri, 
capokmgo éàki Terra di Bari, dttà arcivescovile, fortificata e coo»- 
merciante, con un porto sull'Adriatico e circa 19,000 abitanti. Bar- 
letta, città commerciante, con un porto, immense saline nelle sue 
vicinanze e circa 18,Q0O abHaati. 

Lecce, capoluogo della Terra di Otranto, città vescovile, fortificata, 
ìodnstriosa e commerciante, con circa Ì4,00Q| abitanti. Galupoli, 
città TCflcovile e commerciante, piuttosto industriosa, di circa 9000 
svitanti, eon fortificazioni e un portone! golfo di Tarantov Taranto, 
eittà Tesoovfle, forte, industriosa e commerciante, di circa 14,000 
abitanti, con vaste soline ed un porto ehe va c(^andosi, ma con 
una rada magnìfica, di cui Napoleone disegnava far una grande 
piazza marittima. 

Cosenza, città arcivescovile, industriosa e commerciante, di oltre 
a 800O abitanti, copoliMM/o della Calabria^Citeriore, Reggio, sul Faro, 
ossia stretto di Messina, città arcivescovile, industriosa e commer- 
daste, GOB circa 17,000 abitanti, oipojuo^o della CcMyria-Ulte- 
rioft L 

Paixkmo, città arcivescovile, capolwigo di promncia e capitale dei 
Domina di là dal Faro , posta sulla costa settentrionale di Sicilia; 
riintuersctò ed altri stabilimenti letterarii, Toperosità deUe sue tipo- 
grafie, rindustrìa e specialmente il commercio, e la popolazione che, 
prima delle stragi portate dal cholera, ascendeva a 180,000 abitanti, 
ie assegnano un luogo cospicuo fra le principali città dell' Europa 
JKeridionale. Messina, capoluogo di provincia, città vescovile, forte 
ed industriosa, con uno de' piiì bei porti d'Europa, in una importan- 
tisBìma situazione strategica e commerciale. Essa è la seconda piazza 
di conunercio del regno delle Due Sicilie, e la sua popolazione ascen- 
deva prima del cholera ad 84,000 abitanti ; essa mantiene comunica^ 
àflni regcim.cmi NapoU e Palermo per mezzo di battelli a vapore. 
Catania, capoluogo di pravinciaf città arcivescovile, industriosa e 
commerciante, con porto, università e 52,000 abitanti ; sopra il suo 
lerritorìo maravigliosamente fertile e popolato sorge VEina^ che è 
3 fdk celebre, il più grande ed il più terrMe vulcano d'Europa. 



964 BomoPA. 

Caltàuisetta, città di i7,000 abitanti, capoluogo di prooineia; 
nelle sue vicinanze si scavano le più ricche miniere di ioìfo che ab- 
biano in Europa. Modica, città di 26,000 abitanti, oapoluo^ ^ pro- 
vincia. Siracusa, città vescovUe di circa 17,000 abitanti, riguarde- 
vole per le sue fortificazioni e per lo splendore dell'antica sua storia. 

GiEGENTi, oapohiogo di promneia, città vescovile, piuttosto com- 
merciante, con un porto e 18,000 abit., notabile per le ricche miniere 
ài :solfo che si scavano nelle sue vicinanze, e per le sue rìguaidevoli 
mine. Trapani, capoliwgo di promncia, città forte, industriosa e 
fM>mmerciante, con un bel porto, una grossa marinerìa mercantile e 
"22,000 abitanti; dobbiamo anche ricordare le vaste saline de' suoi 
llintomi. 

PENISOLA ISPAmCA. 

Considerata sotto l'aspetto politico quest'ampia parte dell'Europa 
Meridionale contiene tre soli Stati, ma differentissimt l'uno dall'altro 
t]uanto att'estensione , alla popohizione ed aUe risorse. Questi tre 
Stati sono : i regni di Portogiùlo e di Spagna, che formano i noc- 
tsioli delle monarefùe Spagnuola e Portoghese, e la piccola repuòòltca 
diilnclorra. 

Monarchia Portoghese. 



Longitudine ocddentaie^ tra 8^ 46^ ed 1 1* 
SI'. Latitudine, tra 36» SS' e 42» 7. 

Confini. Al fiord ed all'est, la monarchia Spagnuola, e specialinente 
le Provincie di Pontevedra, d'Orense, di Zamora, di Salamanca, di 
Cazeres, di Badajoz e di Huelva^ al sud ed dSÌ*ovesi, rOceano 
Atlantico. 

riami. Sebbene il Portogallo sia privo di laghi, esso è invece ir- 
Tìgato da molti fiumi, i maggiori dei quali vengono dalla Spagna e 
l^i altri scaturiscono dafie sue proprie montagne. Tutti poi mettono 
foce nell'Oceano Atlantico. I principali sono : 

U MllTBO cIm scende di Spagna ed appena lambe la frontiera settentriooale dei 
I^rlosallo, bagnando Melgaco, Valeoca e Caminba. 

li Lima die leende di Spagna^ tontem il IIìiiIm» e b^gnn Furti àm T Snan • 



Il Domo viene daUa Spagna* pana per San Joào da Pesqueira, Peso da Regoa, 

«Pnrlo. 

La VOCGA naaee nelle monlagae della Beira, tnvtvn ^nertn pgwiaeia ed f un 
Bell'Oceano aolto Aveiro. 

Il lIoniBCO è il maggior Some cbe nasca in Portogallo ; ba le me torg««lm nel. 
1*Eeb«lla^ traversa la Beira e le vaste pianare di Coimbray e forma t porti dì Fr. 
^■nra e di Bnarcos. 

Il XAGO (Tejo) viene di Spagna, bagn^ Abranteiy Santartai, Alden-Oalle^a. « 



KM1S0L4 liViNICA. Iltt 

Il SaìDO o Saoao Diiice ndl'Alem-Trio, passa par Alcaotr-do-nl • Stlaba^ 
e dopo rormata una laguna at sud ài qurtl*u1tìnia cìlta, «nlra ncll 'Oceano. 

11 GOADUVà aceude di Spagna, lambe la frontiera orianlale d«11*Alg»nrity 
pir jMWBeobif CaatrO Mariiny «d mira nell'Oceano aolto a VUl«*Real» 



e TopogniU. Dal 1835 in poi, il Pw'tagaUo insiwie colia 
i9ok Ann e Madkra si parte in 7 provtnoi^ vale a dire : il MinhOy il 
?>ias-o»-jtfonles, VAlto^Beiray il Bas9(hBeira, VEstremadura, VAÌenh- 
Tejo e VAlgarvia, Qaeste provincie sono dirise in 17 distr$tti. Lk 
parte insulare forma 4 distretti, due dei quali comprendono Varo^p$^ 
la^ ditte Axarty e gli altri due il qra'pgìù ài Maderch&'PortO'Sanio % 
Vardpelago del Capo-Verde. Abbiamo già veduto che le Aiore appar* 
tengono geograficamente all'Europa; mentre Madera e l'arcipelago del 
Capo-Verde sono una dipendenza geografica dell' Africa. 

Lisbona, sulla destra del Tago, che vi forma uno de' più bei porti 
d'Europa ed il cui ingresso ò egregiamente difeso, sede di un patriar-^ 
cato, capoluogo édVEstremadura e capitale del regno. Bendiè sca-^ 
duta dallo splendore a cui era salita nel secolo xvi, quando si era 
acquistato il primato del commercio, essa è pur tuttavia una delle più 
commercianti città dell'Europa Meridionale; alcuni riguardevoli sta-> 
bilimenti letterarii, l'ersenale di terra e di mare, alcune floride mani- 
foUure ed una popolazione, che vien computata ancora di 260,000 
abitanti, ne accrescono l'importanza. Setubal, città commerciante^ 
con UQ bel porto, vaste soline e 15,000 abitanti. 

EvoRA, capoluogo dell'^llenv-Tejo, città arcivescovile, di circa 9000 
abitanti. Elvas, città vescovile, commerciante e fortissima, con circa 
10,000 abitanti. Faro, città vescovile e commerciante, capoluogo del- 
H/^orvta, eoo un porto e circa 8000 abitanti. 

VisBu, città vescovile di circa 9000 abitanti, ca|)o/iio<7o éeWAlto^ 
^nra, dove ha luogo la fiera più ricca di Portogallo. Castello- 
Branco, città vescovile di circa 6000 abitanti, capoluogo del Basso^ 
Btira, GoiMBRA, vicina al Mondego, città vescovile e commercianta 
di circa 15,000 abitanti, ov'è l'unica università del regno. 

Oporto, città vescovile di 80,000 abitanti, capoluogo del iiinho^ 
vicino alla foce del Minho che vi forma un porto ; è questa per ogni 
riguardo la seconda città del regno, ed una delle più commercianti 
deir Europa Meridionale. Braga, città arcivescovile, industriosa e 
commerciante, con oltre a i 4,000 abitanti. 

CiiAVEs, nel Tras^os-Montes, ne ò la città più popolosa sebbene non 
<H>nti più che 5000 abitanti. Peso da Regoa, borgo di 1600 abitanti» 
notabile per la sua celebre fiera dei vini, 

àxGR A, nell'isola di Tercetra, città vescovile, commerciante ansichenò 
^ fortificata, con un porto e 13,000 abitanti; è il capoluogo del distretta 
^dentale deW arcipelago ddle Azore. Ponta-Delgada , nell'isola 
^n-lfftl^ttel, città industriosa e molto commerciante, con un cattiva 



porto ed oltre a 16,(M)0 abitanti j è il capoluogo del iktnUto OrìaUaU 
éìììo 9lbBKO arcipelaga. 

Punch AL, nell'isola Madera, capoluogo di distreito^ eittà vcseovìle 
di 2B,i08 abitanti, di grandissimo commercio, «on una cattn^a vaia. 

MiHDELO, nell^la San-Vnuxnw, piocGiissìna città or ora eAfi- 
cata, e residenza dei governatore ddckstrvlto delTaf Cij M fajy nxW Oyo- 
Verde, da cui eaiandie dipendono i meadiini BtainlimeDti dhe 1 Poatn- 
gallo serba Uiitananella Seneganina, regione del oontineBleAfrì^ 
Prima del 1S38 egli risiedeva a ViiXA-ns-PniLVA nell'isola di^ 
piccola città di liOO abitanti. 

PiwtiJSmwiti I possedimenti Portoghesi soBo BccMati d^aasaì per 
la perdita del Rrasile; non<fimeno qneUi che tuttavia g|i rinuBgoiio 
bastano ad assegnare al Portogallo un inogo piindpaie fra ^ Stati 
pia vasti del mondo. L'estensione dei posaadimenti attnali delia mo- 
narclm Portoghese può calcolarsi di 430,890 miglia quadrate 
(1 ,477,558 ehil. quadr.) abitati da 5,987,880 abitaiti (Vedi TAtia, 
r Africa e VOoeama Portoghesi). 

Manarckia Spagmuoku 

Posizione aitronomica. Tra i* di lortgitudme orientale e f ^ di 
longitudine occidentale. Latitudine tra 'SO* e 44*. 

Confini. Al nordy l'Oceano Atlantico, i Pirenei, che la separano 
dalla Francia, e la piccola repubblica dì Andorra. AWest, il Mediter- 
raneo. Al sud, il Mediterraneo, lo strego di Gibilterra e lY)oeane 
Atlantico. ASTovest, il Porlogalio e l'Oceano Atlantico. 

Fiumi. Fra i varii fiumi che irrigano la Spagna, nove meritane 
una speciale menzione a cagione della lunghezza del loro corso. Gli 
uni mettono foce nell'Atlantico, gli altri nel Mediteiraneo. 



L'A nj km mw o ricove: 

La BiDASSOAy la quale naace nei Pireiiei, aepara la Francu dalla Spagna, e> 
bagoa Fotttarabia. 

Il VkiAsm, di hn^iamao oono, ma umJ&mtam ù y w n ai j p a l liane òtài* i Hia la^ 
Oviedo apparlieae al ano arvallamenlo. 

Il BilPO (Miaho (Im Portoghesi) nasce nella Sierra di Mqndoacdo, t ca ye raa la 
maggior parie della GiilixTa iMguando L«go, Oreiiae, Tay, aepara la S^*fgmm dai. 
Portogallo, e quiBdi «i gilta DeU'Oceaao. 

Il Ddero (Dooro dei Portoghesi) nasce ndla tierra di Urbion, Vagna Soria, 
Aranda, Toro, Zamora, e poscia entra in Portogallo, ove si getta nrll'Oceano. 1 soot 
affluenti principali a destra souu : la P isuer^ga che è il maggitire ék talli ; po^sa 
prr Valladolid e riceve Yjirlmmm il qmife bagna Buffn; r£i« « cb« ywa^ per 
Leon ; ed il To rmes che bagna Salamanca. 

Il Tago {Tajo degli Spagauoli e Tejo dei Portoghesi) h il maggior fiame 
della Penisola. Scaturisce dai monti di Albarrastn, bagou AraaJQea, Tukrdoy Tala» 
vera de la Reyna, Aleaiilara« e dopo traversalo il Parlagallo ai aearica per «■■ aola 
fWe Dcll'Ocf>»BO ; il s«o aUnrole principale a destra è il Xtfransa iogrossalo 
^»\V Heaares die basriia GuadaliiKarj ed Alcab de Henares^ e dal Manzamar^M che 
passa per Madrid. 



PENISOIA JMàNICA. «f 



caauaiao kagaa CaUtraviS, BfMÌa)Os, Oliveo^ eJ Ayamonte. . • * 

li GCADALQtnyilt nascfc nei monti the lorgono ai rooffina delle provtncie A 
OiMialt^ -dà -MMiiin «iK JhWy a liiiiaa Aaéhl)aiV QMdbaas SifigiM e SM»XMC«rv 
4Ìe-B«auMda^<«a»«MeM«>aaia«4ye9Ìl.X«»«4 dMpaipa 1^ G««iiata «4 Ecij», . 

U panpr^ cb» «emda 4»lk ««m J#ìpb» • ^<NP^ "**' ]»affaato Marcia e< 
Oriboela entra nel mare. . il_ • 

Il Tuc^R che nasce mA «pendio necHleniaìe **i -mwrti d'àlbarrawn, fnaa» v»- 
ciò» • Cmmm, ìkìnn* C d B ew , ^indi n «ìua ■•& Wiiiìifciirei e*. . 

Il GUADALAViAB scatorìace nei monti d'Albarraaia, ed rntra nel mare dop^ 
a»er bafoalo Temiel e Valenaa 

Levito nasce neUa wlkdi Reynom, 1»gna Mimuèiit, Uogvnsno, ITlidela , Sa- 
nsona e Torta», « ipàaéi «ilim «al «MhfcmMia^ Bi»> è i4 ansiior fiume delij 
Fenianla che metta l»ce in «questo man. Fra i tuoi afiluenti non citeremo che il 
Xalou a destm, che è ingrossato dalla Xfloca, e passa per Calalayud ; ed a sini- 
ilra Vjtrafo-n intronato ^M' Argii, ébe paam p«paMttplkma^ U A'*r»-e cte 
pana por -^vtftmà^, Ucgel e ijmdhu , ,. ■ 

U LXOBWGAT ed il Ter piccoK 6umi di Catak^no, riguardevoli sia a cagiono 
aellc importanti ciltà che appartengono ai loro arvaflamenti , tra le quali Barcel« 
Iona, -«anresa e Oevooa, sia per k» àanaMianivdlì «anon'Ctti «tana* moto. 



e TapogMBA. Ori iS3S in foi il tomtert^ spagimoK 
neUa penisola e nelle isole adiacenti, eou^éeiaÉ» «otto il miM^tto §t- 
naiHMTO «d amminfitastivo, è àkmo ia 49 provi^eie denwiiaate dalle 
loronspettlvc «apìkiM, «osetto le pvivinoie^i JUnuarra, di Béso^glia 
pro|ràmente detta, dì Alava e éi Gtf^ptioaoa, le quali conservano 
le Btiolie ioMBimaàam, «e «he|inBa<d^i «iltivai a^enimonti gode- 
vano granéi {nsrilcgi. Nette pràse 49 vaxempMaa la prm^incta delie 
Canone, sebboie par ia eoa siluaBmie «p^^arieiiga af l'Africa. 

MtMO^atfduégo^pf^MnBiatmipitah del r^no, sulla sinistra 
del Uamamme»^ setta ÌVu«d»-<?m«ì^mi. Akuni rigiitfdeiK)Ii monur 
BHDti e «Miti a^UinM&ti Mierarii, fra i Sfilali si nota prìBcipalmente 
fmÒMniià, non ha ^otri traaièiftaviì da Akala^de^enares ov'^ra 
8 l*IsièM»ékiS. isidmìf specìa d'inmraiU, akwie Hptondide 
scianttfidìe'e di bette aonti, alctine manifottiare abbastanza 
iniic;, <dma.|iopflliiMeMff di <4lfe a 906^089 abitatiti., le assegnane 
il ptincipel Iliaco te lutte la città della maiMrcJ^ fra 

le grasdi città da&'E«re{)a Merididiiiaa. &itro un ri^a di ^ «òglia 
Ve VE sfuriai, netta pfaomoiad'JMa^ eon #009 abitai, notevole 
a fagiane d'imo dei più «lagaifioi m mm teri del inondo ove stumo le 
Uanbe dei fé di >£(p4;na; Aranju^z^ ani Tagp, nella provincia di 
lokdik, «ittà di 4999 abitanti issi, oon una stu^^eado mstello rmle. 
ToLBDO, aid T4|g(s B^^ capitale del regna, ed ara cc^peluago di prowfìr 
età, città arcivescovile, con una itnwersità a 15,000 labitanti. Axmat 
acM, netta ftnmmoia di -audad^Meal, città di 19,000 abitanti, oolie 
più rioche miuiere di mercurio che vi abbiano ai mondo. 

VMjJUioun, nella Fé ccAt a- Ca^ti^ li a, cluà vescovile, acaduta 



168 BUftOTA. 

d'assai dal suo antieo splendore, wpKÀvn^ di pfootnoìs» omi «na eof- 
Mra/0 stupenda, una umversità e circa 21,000 abitanti. Segovia, 
isaipolwìgo di provtncMiy città vescovile di circa 15,000 abit., con una 
S0ooa e la più cdebre manifattura di panni di tutta Spagna. Nelle sue 
vicinanze v'è la città di San-Ildefonso^ coniOOO aUtanti ftasi, ce- 
leberrima mercè la sua reale manifattura di specchi e specialmente 
pel suo magniflco costello reo/a. Santander, o^uo^o di provincia, 
città vescovile e commerciante, con un porto sul mare di Bisceglia e 
circa 19,000 abitanti. 

Oviedo, oapo/fi()gfo della f^rovtncia che corrisponde alle Asturie, 
città vescovile di circa 10,000 abitanti, con un'imttMrsttd. 

La Corocna, nella Galizia, florida e forte città, industriosa e 
commerciante, con uno de' migliori porti di Spagna e 23,000 abitami, 
capoluogo di provincia. Nelle sue viciname v'ò la città fortificata 
di Ferrai con circa 13,000 abitanti, riguardevole pel magniflco porto 
e per i bei oantieri della marina militare. Santiago, città arcivesco- 
vile, già capitale della Galizia, industriosa e piuttosto commerciante, 
con una università e 28,000 abitanti ; il aaiiltiarto di questa tàtl^ è il 
più frequentato di tutta Spagna. 

Salamanca, nel restio di Laon, città vescovile e granéanente 
scaduta dall'antico suo lustro^ con una celebre umwrsità e 14,000 
abitanti , capolw>go di utM provincia. 

Badajoz, sulla sinistra della Guadiana, nt^'Estrémadura, città 
vescovile, forte, copoftio^o di provincto, con 14,000 abitanti. 

Siviglia, neWAndalusiay città arcivescovile, capoluogo di prò- 
vinday con oltre a 90,000 abitanti ; benché scaduta da dò ch*dla era 
quando i re Mori vi avevano la loro reggia, e più tardi quando ai era 
recato in mano il monopolio del commercio del Nuovo-Mondo , essa 
vuoi tuttavia essere annoverata fra le più grandi e più riguardevoli 
città dell'Europa Meridionale, sia a cagione di alcuni suoi nuoniunenti 
fra cui si vuol menzionare in ispecie la vasta e magnifica cattedrale, 
«ia a cagione dell'umt^erstfd e di altri stabUimenti letterarii, dett'iodu- 
stria e del commercio, felicemente promosso dalla oompo^iMa della 
navigazione a vapore sul Guadalquivir che vi risiede. Gadicb, città 
vescovile, fortissima, capoKio^o di provinciay con un porto e SÓ^OOO 
abitanti. Il suo commercio è ormai solo un'ombra di ciò ch'eaao era 
nella prima metà del secolo xviii , quando Cadice era la prima 
piaKsa commerciante d'Europa, ed anche di ciò ch'esso fu sino al prin- 
cipio dell'insurrezione dell'America Spagnuola; ciò nondimeno questa 
città è ancora la seconda piazza commerciante di Spagna, ed una 
delle stazioni principali della navigazione a vapore sulfOceano Atlan- 
tico. Ne' suoi dintorni v'è la città di San-Fernando con 18,000 
abitanti, le cui fortificazioni entrano nel sistema di quelle di Cadice ; 



La Carraca con 9000 abitanti, primario stabilimmio della marine-' 
ria fniHtare di Spagna. Putrto^Santa^Maria j allo sImoco dei 
Guadalete, città industriosa e commerciante, di 18,000 abitanti. Più 
lungi ricorderemo: Xeres^de-la-^Frontéra, città di 34,000 abit.^ 
fiorente mercè il commercio degli sqtitsiti suoi vini; San-Ltiear^de- 
Barrameda, commerciante ed industriosa città, alla foce del Gua- 
dalquivir, con i 7,000 abitanti; essa è la 8tasi(meprincipaìe dei bat- 
telli a vapore della Compagnia del Guadalquivir, la quale mantiene 
comunicazioni regolari e frequenti con Cadice e Sif>igUa. Cordova, 
città vescovile, sulla destra del Guadalquivir e capoluogo di firov^ncta, 
è bensì scaduta anch'essa dallo splendore in che era salita quando vi 
risiedevano i eàUfi, ma tuttavia, mercè la sua industria, il commercio 
e la popolazione che ascende a forse 57,000 abitanti, vuoisi annove- 
rare fra le principali cittadella Spagna. Dobbiamo menzionare almeno 
la sua vasta cattedrale, che è uno dei maggiori tempii del culto catto- 
lico ed il piò grande dei monumenti moreschi. 

Granata, sullo Xenil, città arcivescovile, anticamente capitale del 
possente regno di Granata, ed ora copo^uo^o di /Tfomiicta ; benché 
scaduta dell'aiitido splendore, è tuttavia una delle città più impor- 
tanti per la sua popolazione, che ascende a circa 80,000 abitanti, per 
Vuniversità, per la sua industria, il commercio ed i monumenti, fra 
i quali ai nota specialmente VAlhambra , palazzo e fortezza dei re 
Mori, stimato il più bel monumento che s'abbia d'architettura moresca. 
Malaga, ce^^tio^o di provincia, città vescovile, fortificata, e molto 
commerciante con un porto e 52,000 abitanti. 

MimciA, capoluogo dì provincia, città di 36,000 abitanti, residenza 
del vescovo di Gartagena, e già capitale del regno di Murcia. 
LoRCA, città di 40,000 abitanti, industriosa e commerciante. Carta- 
CEff A, città fortificata e vescovile, con un porto magnifico e 37,000 
abitanti ; da alcuni anni a questa parte i suoi grandi stabilimenti per 
ia marineria militare v&nno quasi abbandonati. 

Yalemza, sul Guadalaviar, capoluogo di provincia, città arcivesco- 
vOe e comnàerciante, con un' università ed oltre a 66,000 abitanti ; 
è uno dei maggiori centri dell'industria spagnuola, specialmente 
quanto alle stoffe ed alle filature di seta. Essa fu già la capitale del 
regno di Valenza. Alicante, oo^luo^o di f>rovific>a. città vesco- 
vile e commerciante, con una forte cittadella, un porto e 25,000 abi- 
tanti. Orihuela, vicino al Segura, città industriosa di 26,000 abitanti, 
con ìnii*unH)ersitàf e residenza del vescovo di Alicante. 

Barcellona, già capitale della Catalogna ed ora capoluogo di 
provincia, città vescovile, fortissima, con un porto sul Mediterraneo 
e circa 120,000 abitanti; prima degli ultimi disastri essa veniva tenuta 
pel maggior centro éeWindustria spagnuola, principalmente quanto 



V9è MAO»*. 

aMestoié di cotone e di laiia« comò ìapmmarimjpi^axtiMcemnmrcio 
M regMi, ed è una dette prìndpdistBtioiri detta nangnioiie a vapore 
sid Mediterranee. Tabràcona, nnp$im§o di pre m mei u^ citlà «rcive- 
scodile con porto ed 11,000 abitanti. Nette JueviciMMe v'è la ciuà 
di Reu$ di 25,080 abitanti, fiovesle per le aMltenanifattiira 4i stollè 
di coteaie, di tele stampale e di eeta. CInvHU, netta pnminGùi di 
Ltridùt piocoliasiiDa città ohe riooniiano a oi# e « detta tua ^iifm?ei^ 
Mia. Fiouuue, altra picoela città mM prmi m eia 4à Garona, la cui 
mi^fica àttadeUa è aonoTerata fra le prtac^Miì ftrttfoi 4'SHffopa. 

SARMOBaà, fiutt'fibro, miptkuigù di jw^qoìméi, città ercivaaooTile, 
scaduta d'assai daU'dta iniportansa ch'ella wmm, quando «ra 4sapi^ 
fole del regno di Aragona, che fu nei meaii tenipiuiio doi |ùù 
petenti regni deU'Europa Meridienale ; presentenente essa è ancora 
piuttosto industriosa e cownercianle, peaeioée ua'tiimMrsitdi, a conta 
quasi 43,000 abitai^. Si vuol rioordare alasene il suo cel^ure aa»- 
tuario di Nostrck^ignora del Pilar visitate da un ^aa amnero dì 
pdlegrini. fieasGA, oiipoliMit^ di firentao^ òtta di «ìrca 300O abi- 
tanti, eoa uB'«ntf;irsftlà. 

Palma, neU'ùoto Jfo;eros (MsHeictt), città ioitificata« vasoQvile, con 
nn porto e 54,000 abk., c o p èhi ojp detta jHvutncia {énDatadai^^n^oyw 
deUe t'Mie Balearù Màam^ neU'ànb Jftaoraa, città foitificata ed 
alquante eonuaerciante con una dei pie bei porti delMeditenraneo, il 
quide è nel medesime tempo una delle aiiglioniwsiaieni oommerciali e 
strategiche. Ivua, piccolissima città vescovile nett'isola di 4|uestoao<ney 
notabile per le sue immense miin^ e per essere ubo dei jNml» eslraoM 
dei mirabili Uwari jvodsiicicompiuti dai BMggiori astronomi dei noatri 
tempi ; i quali lavori, comhiciati nei dintorni di Ifelon, in Francia» 
furono prolungati da una pttte fino a questa £^«ippQt» edatt'altra fino 
a qùetto dette Orcadi, abbracciando oasi aa arca ài ilO §néL 

Bilbao, eopolmgù detta Biw a ^a pmpriamente detta, città licMtì- 
ficata, piuttosto industriosa a di fpwi ooranercio» oea porto a i^OOO 
abitasti. San SBaASTiAno, ctf^imso del gtaìpMiMOffi piana ftirte e 
coBunerciante, ooa porto a 9800ahit«iti. OoBAtB^ piooolissima cìttà« 
importante a cagione detta sua «luaemttdi a dette lioche ««ntere di 
ferro che si ecavano neUe^ue vicinaaaa. YiiioaiA^ «pofcn^ deJI'^- 
/ai», città di 12/)00 abitanti, conunerciante a molto industriosa. Pam- 
PLONA, suU*Arga, città fi»rte e vescovile di IS^OOO abitanti, cqpoluo^u 
della AGacorro. 

Quanto alla /irovinoia delle CStmarie, vedi VÀfrioaSfia gmu oia^ 

Po i i e dl weiii t. Perdute le vaste e magnifiche oolenie ch'ella aveva 
sul Continente Americano, la Spagna non possiede più che una aiiper- 
fide di 255,000 miglia quadrate (875,000 chìL quad.) popolata da 
i€,r308/M)0 abitanti. V. VAfriùo, i'Ocsoma.erJmmca SptkSnm^^ 



Rqmbblica f Andorra. 

Fmhbì e Topa«t«fift. Questo piooolo Stato è posto ìa 
Gitalogna sotti pendice meridioMle dei Pirenei, tm Foix in Francia 
ed Crgél m Spagu. Eaae ocospa la vaile di Aadem» inìgata dalle 
Mine» dihMHleadeilradelSe^ra» il<|uale alla ana volta è uà af<« 
teome MI^Emo. AnaoRaA, edla Balira, ektà di drea 9000 abitanti^ 
èlacnw'fnfa della repobfatiet. 

MOVAACaBOUl OAllBttL 

IViriiiiat ■■■■■■iMiigua. Imgit^m wimUak, tra ì^ 14', ed" 57. 
latffwtte, tra 20» W, e1S7>4»'. 

riwfc\ Al iier4i lo Skager-Rack, dette anche da eleMu geograi 
man di Dudnarea, ed il Cattegat AM'aaf, il Cattegat, lo atreito del 
Smid, il Baltico e i peaaedimeiiU della casa di Meckkmburgo nella 
QOoMwaBkm Cermaniea. Al aii< i regie di Amovct netta confede- 
razione Germanica. All*ou«it, il mare del Nord. 

Tkmmi Ueoaflgiirazionedeleuolo, una gran parte di etti oonaiste 

in iaela ed il reato non preaeotaehe pkoole dimensioni per ogni verso» 
non consente a questo Stato dì aver grandi fiuni. Eecooe i principali % 
essi appartengono al Baltico, al Cattegat ed al mare del Nord. 

n màmm. bb& mwB riceve : 
L*BTimii, dn «w» da udo •ttgno ncim • HorévtlMl», Mll*ll*hN4a, »^p«r» 
il dMrt» di aéhkMf% d« «Mlfo 4t HolMfia c« getta «ri oum ^1 floipd <Up« atte 
bgaala EcséatMii^ Fnilctickatadt • Tonmaa. 

L*SiAA, dia i ano dei grandi fiumi della Oarnaaìa, bagna Lfenenbarg» 
iltona • OladMadl. 

n mmam, ttaBnco riceve : 
La TliAVB che passa per OldaslolM. 

D cAwaaAT ricevo : 
La evBHf (Bnainna) , «Ita è il nngg«tr finoM dal Oèntkwi, pum p« 
ina, <• fnÙMÌì «alfa nel asara. 

Biilsltn e TopogMfia. Tutta la parie enropea della milnardua 
Dineae si parte lo cinque prvrtncie, suddrriae in ami (prefetture), 
stidsr (divisteni dette città), d^sfraeii ^twkOimri ecc. Quesle cinque 
provinole sono : la DàniHAacà propriaMMdte detta, oaaiarii r oqw to jfo 
Ikmaas ; fl Giitlaiid (Gìotland Settentrieaale); il Ducato m Scìii.b6* 
me (Giutland MeridioBale); i Ducati di Houran e dB Laosmsdro, 
ì quali, come aèèiamo già accennato, fanno partedeUa oonfederasione 
Germuiioa. Seguendo l'ordine di qùeaia divisione descriveremo le 
prìocipniì cMà dette Stato. 

CowiiilAaiieii (l[i4lieiiliavn) neU'orotpéloyo JDonasa, edificata 
sulle isole di S^and e di Amagtr, separate l'Otta dril'allm per via di 



un piccolo braccio di mare quale vi forma un porto stupendo, capo- 
luogo di prefettura, sede di un vescovato, la cui diocesi comprende b 
maggior parte dell*arcipelago e tutte le colonie, è capitale dA regno. 
Le fortifioaxioni, il magnìfico arsenale marittimo, Vunioerntà, l'im- 
mensa hibìioteca reale ed altri stabilimenti letterari!, Toperosità delle 
tipografie, le molte manifatture, il commercio assai riguarderole an- 
cora, benché scemato da ciò ch'esso era altre volte, e la popdaziooe 
che ascende a 123,000 abitanti, assidano a questa città il secondo 
luogo fra tutte quelle situate sul Baltico. Robskildb, città di 3000 abi- 
tanti, notabile per la sua cattedrale, che è il più bel monumento gotico 
di Danimarca, e per essere stata la capitale deUa monarckia dal x fino 
alla metà del xv secolo. Elsen edr (Helsingoer), sul Sund, città di 7700 
abit, la più importante éeM prefettura di Ftidiariksborg^ con un pic- 
colo porto artificiale, e la fortezza di Kronborg la quale difende il 
passaggio del Sund, frequentato ogni anno da parecchie mi^aia di 
vascelli che vi pagano un diritto. Odbnsbe, nell'isola di Fionia (Fyen), 
che è la seconda dell'arcipelago Danese, città di orca 9000 Stanti, 
sede di un vescovato e capoluogo di prefettura. 

AAnnuus, nel Giuliana, città vesoovfle, industariosa e commer- 
ciante, con porto e 7000 abitanti, capoluogo di prefettura. Aalboec, 
città vescovile e commerciante, con 7200 abitanti, oo^ioliie^o di prefet- 
tura^ con un porto. 

ScHLESWiG, nel ducato di Schleswig (Giutland ìferìdionale), 
4;ittà vescovile, industriosa e commerciante di circa 11,000 abitanti, 
capoluogo di prefettura e posta all'estremità di un braccio di mare 
chiamato Sii; là vicino è fl magnifico castello di Gotorp. Flensboeg, 
capoluogo di prefettura, sopra un golfo del Baltico, con porto, grande 
marineria mercantile e 14,000 abitanti ; è la città più industriosa e 
più commerciante di tutto il Giutland. 

Gluckstadt, capitale del ducato di Holstein e capoluogo di prr- 
fettura, posta sulla destra dell'Elba, città commerciante di circa 0000 
abitanti con porto franco. Ne' suoi dintorni v'è Itzehoe, città indus- 
triosa di 5500 abitanti, ove si radunano g^i Stati dei ducati di Holstein 
e di Lauenburg. Renosbdrg, sull'Eyder, piazza forte di 10,000 abi- 
tanti, fiorente mercè il suo commercio favoreggiato dal canale che 
«ongiunge il mar Baltico al mare del Nord. Kiel, capoluogo di prefet- 
tura, città florida per commercio, vicino al canale di Holstein, con 
una univenità, un porto sul Baltico ed dtre a 13,000 abit. àltosa, 
«on porto franco, sulla destra dell'Elba e vicinissima ad Ambu^; 
è, quanto al commercio, l'industria e la popolazione (30,000 abitanti], 
la seconda città di tutta la monarchia. LAUENBUEfi, sulla destra del- 
l'Elba, ci^Hduogo di prefettura, con circa 3000 abitanti, importante 
mercè il suo ricco pedaggio. 



MONARCIIA SVElNHfORTBGICA* 173 

La monarchia Danese possiede varii paesi ftiori iTBti- 
ropa, che descriveremo nei capitoli dell'^lsta, deD'J/Vtca e ééJ^ America 
Danese, La, superficie totale de' suoi possedimenti è di 5ii,0S0 miglia 
quadrate (i,i69,SaO chilom. quad.}, popolata daS,i25,000 ahitanti. 

HONAEGHIA SVEDO-NORVBGIGAÌ 

Longitudine orientale, tra 4* e 29*. Lati» 



tudine, tra 5S^ e 71^ 

Gonfiai. Al nord, l'Oceano Artico; ^all'est, la Lapponia e la Botnia 
Russa, il golfo di Botnia, il mare d'Aland ed il mar Baltico propria- 
mente detto ; al iwi, questo mare stesso e lo Skager-Rack ; ÌÀ'ovest, 
il Sund, il Gattegat, Io Skager-Rack, il mare del Nord ed il mare di 
Scandinavia, i quali altro non sono che parti dell'Oceano Atlantico. 

Fhmu. Tutti i fiumi della mpnarcbia appartengono a tre grandi 
bacini diversi ; a quello dei mar Baltico ; a quello del mare del Nord, 
deirOceano Atlantico e de' suoi golfi lo Skager-Rack ed il Gattegat ; 
ed a quello dell'Oceano Artico ossia Glaciale-Boreale. 

11 MAmm BALTICO riceve: 

Lm ToiRBAy che oatca oelle mooiagne del Norrland, aitraTcrsa il lago di Tòr- 
DCtt, la Norrbottea, e, ricevuto alla lioiitra il MuoniOf ««gna fino alla sua foc« 
■el golfo di BolDÌa i coafioi tra la Sveiia • la Riuaia. 

U Cai*1X bagna la citlà di qaecto nomo ed entra nel golfo di Botola. 

Xa Lolsa «ttraveria il vaato lago di questo nome| ed entra nel golfo di Botnia 
dopo aver lagnato la città di Lille a. 

Ta PitbI mette foce nello stesso goUb dopo «ter bagnato le amn di Pilea* 

Il 8iU>i]T ossia SusLLBPfKA atlraversa^il gran lago Stor Afvao ed i suoi naoi» 
pore il Westerboiteo, bagna SkelleAea ed entra nel golfo di Botnia. 
L'Chsa traversa il gran lago Stor Uman, bagna DmeS, ed entra nel golfi» 



I.'AVGBiiliAH entra anch'esso nel golfo di Botnia dopo aver bagnato la piccola 
isola dove sorge Hemdsand, 

X/Ì3KDIJA, detto RAGnRDA nella parta anneriore del suo oorao. atlratena lo 
8ioes|i« a parecchi altri laghi, bagna SundswaU^ e mette capo nel golfo di Botaia« 

Il LJVfMB» la cai sorgente è poco lontana da quella del Glommen, mette foce 
nello stesso golfo, passando nel suo eorso vicino a Ljusoedal. 

I^ DAL nasce nelle montagne all'est del lago Fimnnd; il brace»» priacipala 
detto OSTBKDAL (Dal Orientale)» traversa il lago Sillian ed entra quiiRli nel golia 
di Botnia £ nel suo corso passa vicino ad Àfvesta ed Elfcarleby ^ appartengono al 
suo avvallamento le celebri miniere di Falan e di Hedemora. 

La M OTALA esce dal lago Wettefa« travarta i laghi Borea, Robcb a Glaa^ passo 
par HocrkApiBi ad eatra nel Baltico. 

L'ocBAw» ATiiABTico rìceìTe: 

Il GeTHA il quale caca dal lago Wenero, ed entra nel Cattq;at« Se si oonsiderassa 
il CLARA-Ef 9 che e il maggiore affluente del lago AVenèrn, come la parte supe- 
riore del GAtha, quest'ultimo sarebbe il maggior fiume di Scandinavia. Il ClaiiA- 
Blp Basca in Norvegia, traveraa il lago FAoiaad , e dopo aver perenno aaUo il 
■ansa di CI.ABA-RLF il governo di Carlstad, si getta nel Wencrn^ il Clara-£lf passa 
per Caristad ed il Gùthu per Golbemburg. 

Il Glomhsk e il maggior fiume dell» Iforvegia 5 nasca nella alta aMOtagaa al 



fn 



4k nmAm» Iìmìmi fiiruti kfhi.,. • te «U alla LH 
l'Ojereiiy qiùn^i ai getta mt/D» Skagev-lack, Jojio aver bagaal» Friderìkitad. Prii 
éì entrar ael mare rieaved Formen^ il quale case dal lag» mScare prasdedb 
qoai pam» 3. BMae di Sé^rmtmem (G«mi Bone)» 

Il mi —IH MI II ilillaapi Tiiifiiiiil III ■■III Mi bnccio •eddmrie Jd (oUt 
di Grialiaaia ebe • oa'appeadice dallo ttager4UeÌ^ dopo aver bagpwlo i toe kf|^ 
oade n forma la città di Drammen. 

Il LouTEH.MMca aal ÌJm^Séà • tt fillft oda tfafHOtoift&po aver liisula 
Kongtberg e Laorvig. 

VODon. Ingna CrialiaMaBd^ ed «nlm nella Ska^er-Rack ;, cno vieao andbc 
detto TSuaSDAJs, ed è notabile per la pesca ddlle péde cfte vi n fi^ e dke albe 
volte frottaTa asmi. 



L^ocxAflo Asvieir nomre : 

L'ÀlTBVy ti quale va dritto al nord; pan per KnloKeÌBD «d llceagaard^ e 
si 9Blta nel gaftb a eoa di fl om neme. 

Ia Tabà. che dnraote la maggior parte del soo cono tega», i ronfiai tra h 
Svexia e la Rossia, attraveaa il Fiamark orienUle, pasm per Tana, ed ontra ad 
solfo di questo nome. 



Dàrìnoni aanauaùstnitnrtt. Il »EGNO DI SvEXik SÌ parte in 24 ^ 

paiola chepatrebbe tradursi per governi o prefeUuref oltre la città di 
Stockholm che fonna un distretto aeparato. Le i4 prefetture si diri- 
dono in tre regioni geografiche , cui i geografi nazionali danno i 
nomi di iVorr2and (Paese del Nord), Sveakmd (Svezia Rnipria) e <SdlJba- 
land (Gozia]. Quanto all'amministrazione il aegno ni NonYceiAè diviso 
in 17 amt (prefetture) ; Famt di Jarlsberg-erLaurvig eompieade le due 
contee di questo nome. 

Topografia e Giltà oapiiale. Sebbene questi due regni siano gover- 
nati affatto indipeBdentemeate Tuno dall'altro, tuttavia si può, anzi ci 
par che si debba considerare Siodcholm capitale del regno di Svezia, 
siccoine capitale di tutta la monarchia Svedo-Norvegica -, CristÙMna è 
soltanto capitale del regao di Norvegia. 

Segno di Bvesui. 

SnoGiflOLV, capoluogo del distretto di questo nome nella Svezia 
propria, graziosamente edificata so[Hra duepeaisole e sopra pareedue 
grandi e piccole isole del lago M elam, il quale vi forma un porto ma- 
gnifico, la^tti entrata ò egregiamente fortificata, e nel luogo oVesso 
3i congiunger con un golfo del Baltico. Parecchi stabilnDenti letlerafii 
impGrtanti,molte librerie e giornali, una marineria mercantife soperìore 
d'assai a queHa di tutti gli altri pwti di Scandinavia, ed una popola- 
zione di 84,000 abitanti, le danno il prìmat» su tutte le dttà delia vasta 
penisola Scandinava, di cui essa è neltenpo flndeBiBM>i mg^or 
centro quanto ad industria ed a commercio. Upsala, oopt^liie^di (dn, 
città di 4800 abit fissi, readenza ddl'arcivescovo primate del r^no. 
La cattednde di questa città è la più grande e la più beila chiesa di 
tutta Scandinavia ; la sua università è la più florida di tutta la parte 
aettentrionale del Ckmtinente Europeo, e la sua bibUoteod b più deca 



KONAJtCHIA «MBIMfORTEGICA. fj$ 

deUa monarehia. Danemom^ pMcaMaiÌBUi fM, colla più ricca miniera 
éi /^rr^obe sii Mili peMioliL SeandloBiiica. C^fuocìig^ ctp^uog^ di 
ian, eitt§f«MOvil0^ nìditstriMft e eemmenìmotB^ emin poi:te ed 8S0(^ 
abitanti. Tkhm, mfokmgo^ M te di Storo-fcfMiròargr (Daitearlia^^ 
città iii#istrì6Mi e oommercìnto , di 40QQ abitanti^ cidle pift riceiie 
mtmdv (fi riam» ddUScaaxfioavfa. 

CkrrHSVBme (€!|Cii^N»g), aetta Gozia^ ani G^ba«0f, oa|N>liio^ 
óéì Im éà G^tMllory'^4fi(Am, eittàTescovile dì 19,800 acanti, indiir 
strìosa e di gran «Mimerei»^ eoa importo. Noìixk3»ing, città. commer. 
ciaate e molto jodosbriosa, la più impcNrtJHite del Ian di' Linkiiping, 
con circa i5,€09 abitanti. CiatscaoNA, oqpo/uo^ del km di BUkinge, 
dttà coininerenuile>i edificata su pareceUe iaolette <ran un bel porto e 
quasi 13,009 abitanti ; mercè gli immensi lavori esegintivi, essa è dive- 
auta una della più forti piazze marittime d'Europa^ ed il primario 
stabilmiento éefla marineria militare della Seamdinavia. ^atmaj^ eapo^ 
luogo di Utnj città vescovUe di 598^ abitasti, piattosto oiNipmereimte, 
con un porto ; easft è iHaetre aoHa storta del Nord a cagione del trattala 
che adcmò sopra nn solo capo te tre corone di Svezia, di Nonregia e 
di Danimarca. Malm$, cope^^o di Im, città di eirea 9000 abitanti, 
situata std Sund, fiorente pd sno commercio e per le sne manifattore. 
Ivi a pocho miglia, verso Test, sorge Lund, città vescovile, eoa 
m* università e SOOd abitanti fissi. Mutala, «emplioe borgo, ma 
centro dS due fiere annne ; possiede fìicine e ftmderie tamienae ; nella 
sue officine si costruiscono molte macchine a vapore, ed una gran 
quantità di istrumenti ed utensHi perfesionati. Cabi^sbobic (VanSs), 
edificata sur una penisola del lago Wettern, nel làn di Skaraborgj in 
mezzo aHa grande pianura deBa Scandinarà, o quasi aeleoatro dèlie 
eomunicazioni stabilitevi per via de' suoi grandi lagbi, dei fiumi e del 
eanale d^ G^ha ; destinata a contenere un presidio di 90(0<I0> uomini, 
e tatto il materiale deR^esercito, essa è sensa fatto il punio strategim 
di maggior momento df tutta la monarchia. Questa fortezz» stupenda, 
come pure la cittadèlla di Kungsholm a Carlscrona, il bel eanale di 
GUtha, e pareccfar altri grandi lavori sono opera del presentj^regno, il 
(]uale andrà segnalato negli annali di Svezia per la prosperità a cui la 
nazione è salita dopo- i dSmIri'die Vavevane aflttna al principio di que- 
sto secolo. WiSBY, capoluogo del làn formato dall'tsoìa GotUand, città 
vescovile di 4400 abitanti, scaduta assai dall'antica-sua concisione, ma 
ancora dquanto commerciante, con un porto- ed una grande marineria 
mercantile. 

HERNOfiAim,. capoluogo del fòn <fel Wester-Norrlandy città' vesee^ìle 
e commerciante, con un porto e 2100 abitanti, è la più riguardevola 
ódNorrland. 



17« 

Cristi AMU , posta affestremità del golfo di questo nome, il quale 
▼i forma ud vasto porto, è città vescovile e di gran oonunercio, con 
una wùvwsità e 23,000 abitanti, oqpoluo^o della fnfeUwra é*Agger^ 
shuWf che vedemmo essere la capiuùé del regno. DaÀiuwif » cifoluoga 
della prefettura di Buskerud, città di 7300 abitanti, il maggior en^oria 
di tavole che sia in Norvegia. Romgsbbeg, città di 3300abit, importante 
per la sua saooa e le sue ricche mintere di argento. Gristunsànd, oo- 
poluogo éxXLdiprefetiwra di lÀster^&'Mandal, città vescovile e commer- 
ciante, con un porto e 7700 abitanti. Bbroen, capoUnogo della pre/et- 
tura di Sondr^-Bergenhuus, città vescovile ed industriosa, la più com- 
merciante di Norvegia, con un porto e 22,800 abitanti. Dromtheim 
(Trondhiem), capoluogo della prefettura di Sondre^Tnmdhiemy cittì 
vescovile, industriosa e commerciante, con un vasto porto e i2,400 
abitanti. Ròexas, città di circa 1300 abitanti; nelle sue vicinanze si 
scavano le più ricche miniere di rame della Norvegia. Trom 86b, capo- 
luogo della prefettura del Firwiark, città vescovUe di 1365 abiUnti, 
piuttosto commerciante, con un porto, staaione principale della na- 
vigasione a vapore in queste alte latitudini ; al qual proposito dob- 
biamo citare anche Hamhbefbst, porto di vivissimo commercio, 
posto ancor più al nord. Gteremo ancora Bosecop, sul golfo di Kaa 
(Kaa Fiord), a cagione della sua ricca mimerà di rame , a cui va de- 
bitrice della sua popolasione fissa, la quale solo di 3 o 6 individui nel 
1827, ascese nel 1838 ad un migliaio ; e VardOshucs con un porto 
e 173 abitanti, perocché, posta a 70^ 22f, è la fortezza più boreak 
del mondo, 

Pot i adJ ìmw Kti. La monarchia Svedo-Norvegica non possiede fuori 
d'Europa altro che l'isoletta di S. Bartohmoo nell'arcipelago delle 
Àntille nel Nuovo Mondo, la cui superficie vien computata di 45 mi- 
glia quadrate (134 chil. quad.) e la popolazione a 16,000 abitanti, le 
quali piccole somme aggiunte alle somme corrispondenti pei regni di 
Svezia e di Norvegia, ci danno per la totalità della monarchia, 223,000 
miglia qmdrate (764,746 chil. quad.) e 3,866,000 abitanti. 

MONAKGHIA INGLEaE. 



Longitudine ooddentaìe^ tra 0^ 33' e iZ\ 
LaHtudine, tra 30^ e Gì^. In questi calcoli non si è compreso altro che 
l'Arcipelago Britannico. 

Confini. L'Arcipelago Britannico è circondato dall'Oceano-Atlao* 
lieo, il quale prende il nome di mare d'Alemagna e del Nord all'est 
della Gran-BreUgna, di Manica al ^ud, e di Oceano Atlantico all'ot>es( 
della Scozia e deirirlanda* 



MONAROIU ISICLE8E. ITI 

li. H Keg::o*UniU> ne ha molti, ma di brevis&iino corso. 
I prìndpatt nel rcgao é^ffci|(hatMM sono : 

il TiMiGi (^hmam) twmam ptr it cdmuìvabìom MCtiAiiWBt. colla Tbambs 
(Isis)} MM pMsa ad O&fard^ Windsor, I^oudra, Dtptfar^» GrecDwick, ecc , e quiocU 
ù verta per ana Ucga fóce nel mare d«l Nord. 

L'HOKBB», proprìniMMto pai^Md^ pao i char uà vasta estuano, ov« neltoao 
rapo coalaBtpBf— aiaama «olla miaia che fcaoadana il eeotro ed il ouid «fln^ìl» 
irm« La sì coasìdaca comuiwmenle cowe Cannato per la congiuasioae dell'Ousv 
(he peroorrs la contea d*Tork cui T^BIfT cha riene dalls contea di Stalford, 
L*0CSB paan par fViflc è rÌMt^ a dastra i*Jiif aha bagna Leeds; il THxirr passa 
(idao s NoKiagliaaa. La àtlà d» BaH è posta sulla sìuisira daU'Huroltar, il quata 
poco 10(10 qussta impoctaule piaaaa antta ael mare del Nord. 

La Mbrsbt Itsgua Stockport, Liverpool, e si versa nel mare d'Irlanda. Essa 
riceve a destra r/ri^aflt^ cka bagna. MhlMllMIsr,. ad a siiiislHi il Wtwtr^ clie passa 
I4r Northfvieb, 

La SRVERrr, cbe è il maggior fiume dell'Inghilterra, traversa il princìpaio dà 
Galles e ringhifterra occidealale, bagna Shrrwsbnsy, Worcester, Gloeester, e riceve 
1 lieslrs la Wirn^ a sinìsl»a i dna )àv<tii^ !*«■» dai ^ali passa per Ritb j qoindi essa 
(Btra per un'ampia foce nel canale di BrisloL 

I principali fiumi della Sooaì^soBO : 

La TWKBD, la parte inferiore del cui corso separa l'ioghiltorra diilla Scoaia, 
pissa per Berwick ed entra nel mare del Nord. 

U FMin, i) quale dà il aoms» al golfo che il na«« del Nord ferma alla sua 
fuce; pana par Slirling ed Allaa. 

Il Tat, che traversa il lago di onesto nome e mette capo nel golfo del mare 
del Nord coi dà il suo nome, passanuo per Perth e Dnnd«fe. 

La Cltdb eoCra nal golfi» di Clyde, aal mar» d'irlnada, dopa aver bagnato 
Liaerk, Gbngovr, Part-Gla<igow e Greanock. 

La Spbt, fluaae notalùle per la sua grande rapidità, entra nel mare del Nord 
^fo aver bagnato Focbabers. 

La Niss traversa! la coatfaa ad il Iago di questo namev passa p«t Inverness ed 
ntrt nel golfo dì Mursay nel mMW del Nord ; l*avvallamenlo di questo fiume ri- 
(r\r ona grande importansa dal magoi6co canale Caledooio. 

I principali fiumi dell* Irlanda sono : 

li SBANNOH cbe attraversa quasi tutta l'isola dal nord al snd, ed è il maggiore 
•li tuiri i finmì irlaadesi. Eseo passa per raeaao a molti lagbi| ma oca riceve 
■ikiifl afflneale di rigaardo ; lamba le mare dì varie città, fra le quali sono notabili 
Vtbalooe, Banagber, Killaloe e limerick^ e quindi si versa oeirOceano-Allautico. 

Il Baiaow cbe attraversa il sud-est dell'Irlanda, e riceve i) Nvre cbe bagna 
Ki&eany, ed il Jiiire cbe bagna Waterftrd. 

La LiFFBT, notevole aolameale.petKbi traversa Dublino capitale del regno, ed a 
'^lone ancbe dei lavori idraulici eseguiti nella parte inferiore dt>l suo corso j essa 
nette foce nrl mare d'Irlanda. 



U Bàvv cbe essa dal lagttitaagb, dbeaaoB il nord-aat d'Irlanda ed cotra nel- 
rOcesDa-Atlaalàeo. 



e Top^gMlMK I) Regmo^-Ukito (Ujulfid-Kingdoin)» forma 
ìIdoccìqIo ddlamMiaffcbìafais^ee ai conpone^ 1*^ à^Arci^tXa^Q 
Jri la Unico, il quale compraido il«t«9fiod'in^7terra propriamente 
|l<^Uo, il pnae^pato éà érbtita^ e i refw dk' Scaoia e éllrUmàm colle moli e 
Necbe ae dinamo; 2^ d«ll»Di>«fid»9iz« A'mn^iviiUTaii^^t 
^f a* Inghilterra, ddle quali k une come 1%. isole Sally e Man, 
^00 comprese nelKimpelago BritaMiicov e lemure noi sono ; queste 
^e sono le isok JmgkhNi»ffnmm, poato in faccia, atte coste di 
i2 



478 EUROPA. 

Normandia ; il pìccolo Gruppo d^Hdgolandy m facda aUe ìmboocatiire 
deD'Elba e del Weser, ceduto uttimaineDte dalla Danimarcm ; il Gruf^ • 
di Malta, nel Mediterraneo, gii so^ietto aU'Ordine sovraiio di questo 
nome, e Gibilterra, ndl'Andalusiaìnlspagna. DRegxo-Unitom parte 
in tre regni, cioè d'Inghilterra col principalo di Galles, di Scorta 
e d'Irlanda, suddivisi ciascuno in shires o contee; quttd'Ing^tem 
sono suddivisi in hundreds o distretti; alcuni, come il contado di Tori, 
in Provincie, suddivise in parecchi wapentakes o cantoni. Il regno 
d'InghiUerra si parte in 40 contee, il principato di GaDes in i2, regno 
di Scozia in 53 e quello d'Irlanda in 32. Soggiungiamo che spesso si 
dice Gran-Beetagna l'isola principale dell'arcipelago che comprende 
il Regno d'Inghilterra col principato di Galles ed il regno di Scozia. 
Vedemmo alla pagina 85 qual luogo occupi la repubblica ddile Isolt 
Ionie; è uno Stato vassallo, che si vuol annoverare fra le Dipendenu 
Politiche della monarchia Inglese. 

Regno dlnghiltemi. 
Londra, sul Tamigi, città vescovile, capoluogo della contea di Mùi- 
dlesex, capitale del regno d'Inghilterra e della monarchia Inglese, e 
sede della direzione di quella Compagnia deile Inàie-Orieniali, che è 
divenuta a' nostri tempi la principale potenza dell'Asia, ed allarga i suoi 
dominii più oltre ancora dei confini del vasto imperio d'Aurengzeb. 
Londra è quanto a popolazione la primaria città del mondo, poiché 
secondo il censimento del 184i, essa è popolata da 1,870,727 abitanti ; 
essa è anche una delle pio riguardevoli per la bdlezza della sua 
costruzione. Non dobbiamo passare sotto sOenzio il King*s Palate, 
l'abbazia di Westminster, la cattedrale di S. Paolo, che è il maggior 
tempio stato innalzato dalla Chiesa Protestante, i suoi ponti stupendi, 
i vasti dodc, il tunnel, costruzione ugualmente ardita che unica nel 
suo genere, ed i giardini, la cui bellezza e divertimenti non furono 
altrove pareggiati giammai. I molti stabilimenti scientifici e letterarìi, 
alcuni dei quali sono i primi del loro genere ; l'istituto di Londra, 
Yistituto reale della Gran-Bretagna, il museo britannico, le due tini- 
versità, le molte società letterarie, l'ammirabile operosità dei suoi 
mille torchi, fanno deUa metropoli inglese uno dei centri principali 
di civiltà pei due emisferi. Rivale mercè la sua industria dei mag- 
giori centri manufatturieri , Londra è divenuta il principale mercato 
del globo; i suoi tremila vascelli, la cui capacità pareva quasi tutto 
insieme il tonnellaggio della marinerìa mercantile di Francia, la quale 
alla sua volta occupa il terzo luogo fra tutte le marinerìe del mondo, 
i tre mila vascelli di Londra, diciamo, solcano tutti i mari, le recano i 
prodotti del suolo e delTindustrìa delle pili retante contrade, e versano 
quelli delle sue officine e delle principali città manufatturìere del Regno- 
Unito sopra tutte le piane commerciali del globo. Questo immenso 



MONARCHIA I7ICLESE. 179 

moto è favorito potentemente dai tre grandi sistemi di comunicazione 
artificiale, di cui è centro la metropoli inglese; cioè dai eanali , dalle 
ibrade ferrate e dafla navigazione marittima a vapore. Alle pag. 66 
e 72 abbiano indicato i due primi; qui diremo solo quanto al terzo 
che un gnu numero di piroscafi, alcuni dei quali hanno dimensioni 
eolossali, intertengono comunicazioni frequenti e regolari non solo con 
tutti i principali porti del Regno-Unito e dell'Europa, ma anche con 
alcuni deU'Àfrica e delle due Americhe. Nei dintorni di Londra , 
ricorderemo almeno Deptford, Greeinwich e Woolwich sulla 
destra del Tamigi, le quali formano una sola città, la cui popolazione 
totale ascendeva nel 4851 a 64,000 abitanti ; vi sono stabilimenti im- 
mensi e cantieri mirabili per la marineria militare. Greenwich pos- 
siede inoltre Vosservatorio reale ed il vasto ospedcde della marineria. 
Più lungi assai verso lH)vest, Windsor, sul Tamigi, città di 6000 
abitanti, con un magnifico palazzo reale, residenza ordinaria della corte. 
Dalla parte dell'est, Chatam, sulla Medway, città di 25,000 abitanti, 
nella eoiUea di Kent, con un arsenale immenso e formidabili fortifica- 
zioni. Sheerness, sull'isola Sheppey, piazza forte che protegge 
Tingresso del Tamigi, con. magnifici cantieri per la marineria reale. 

Cartobbert (Canterbury), capoluogo della contea di Kent, coni 5,000 
abitanti, con una vasta e magnifica cattedrale; Tarcivescovo di questa 
città è il primate d'Inghilterra. Ne' suoi dintorni giace la città forte di 
Douvres (Dover) di circa 12,000 abit., e con un piccolo porto sulla 
Manica, per ove si passa comunemente d'Inghilterra in Francia e vice- 
versa. Norwich , capoluogo della contea di Norfolk, città vescovile, 
commerciante e di grandissima industria, con una vasta cattedrale e 
circa 61,000 abitanti; ivi a poche miglia è la città di Yarmouth, di 
gran commercio, con un porto e 21,000 abitanti. 

ToBK, copo^uo^o della maggior contea d'Inghilterra, città arcive- 
scovile di 25,000 abitanti con una cattedrale che gareggia in magni- 
ficenza colle più vaste e più belle. Hull, sulla sinistra dell'Humber, 
eittà industriosa di 54,000 abitanti, ed uno dei quattro grandi porti 
t^merciana* del regno. Leeds, sull'Air, allo sbocco del gran canale 
di L«eds-e-Liverpool, uno dei quattro grandi centri de*raihvays, che 
abbiamo segnalato alla pagina 72; città di grandissima industria con 
123,000 abitanti, e centro di una immensa fabbricazione di stoffe di 
lana, di panni e di tele di lino. Fra i molti luoghi manifatturieri che 
lo circondano, ricorderemo Wackefield con 25,000 abit.; Halifax 
<^n 34,000, e Bradford con 44,000. Sheffield, città di 92,000 
abitanti, centro principale della fabbricazione dell'acciaio, della coltel- 
leria ed altri oggetti, ed ove si costruiscono eziandio molte macchine 
a vapwre. Whitby, città di 10,000 abitanti , con un porto e grande 
"^*nncria mmantile. 



f80 EUROPA. 

Newcastle, nella contea di Northumberland sulla riva sinistra della 
Tyne, città di 54,000 abitanti, industriosa e di gran commercio, con 
un porto la cui marineria mercantile non è superata se non da quella 
di Londra, e cdle più ricche ndnien di ombon fotaUe ohe aiaiio in 
Europa. Durhaii, città di i 0,000 abitanti, eapduogo di aonlea, con 
una grande eattedn^ ed un'università fnidataf i ora ò poco tempo 
(la quel vesooTo. Sundbrland, sulla Wear, città di 41,000 abitanti, 
con ricche miniere di carbone nelle sue yicinante, ed uà porte la cui 
marinerìa mercantile è la quarta di tutto il regno. WniTiBi^yEs, nella 
contea di Ctmberiand, città di 16,000 abitanti, con rieche mintere di 
carbone ed un porto che possiede una rìguardevok marineria mer- 
cantile. 

LivGRPOOL, sulla destra deHa Mersejr, nella contea di Laneatier, con 
un porto e i 65,000 abitanti. I suoi trenta oantieri, ove si costruisce 
im gran numero di piroscafi e di vascelli a vele, le sette offioine, ove 
8i fabbrìcano moltissime macchine a vapore, pareeehi rignardevoli 
stabilimenti letterari!, e specialmente il giardino bokmico, t molti cck 
tiali e strade di ferro che vi mettono cap<s assegnano un hiogo cospi- 
cuo a questa città, divenuta da alcuni ami a questa parte la seconda 
piazza di commercio del mondo, ed il maggim emporiù pel eomimercto 
del cotone in bioccoH. Fra i ragguardevoli edifizti che ornano questa 
città, si notano specialmente la borsa, il paktzao mimicipal», la dogana 
ed il ftiftne^ delta strada di ferro che mette capo al Morfeo. Ma.nche8ter, 
suIi*IrMrell, altra splendida creazione dell'industria e del commercio, i 
quali fino dal 183i recarono la sua popolazione a 187,000 abit., non 
compresi i 51 ,000 di Saalford, che viene considerato cosse suo sob- 
borgo. Si può considerare questa grande città come una vasta officina, 
segnalata specialmente quanto alta fabbrtcazionedette stolfe di cotone, 
fabbricazione di cui essa è il centro maggiore ; qiMmto poi alle stofTe 
di seta , digià Manchester gareggia con Londra. Nelle vicinanze di 
(jiiesta città rìcorderemo, a cagione delle molte loro mant^tture, al- 
meno Oldham con 5i,000 abitanti ; Rochdale con 41,000 ; Bury 
con 19,000; Bolton con 45,000; e più lungi; Blackburn con 
!27,000 e Preston con 34,000. Da un'altra parte, ma nella oonlea di 
Chester sono: Stockport, città di 27,000 ahitanti sulla Mersev, e 
Hfacclesfield con 25,000 abit., centro di fabbricazione per le sto/Te 
di seta. 

Birmingham, nella contea di Warwick, città di oltre a 147,000 abi* 
tanti, altra grande e magnifica creazione delKindustria ; è la maggiiM- 
officina deWInghilterra e per conseguente del mondo, specialmente 
quanto a chincaglierie, macchine a vapore ed armi ; i canali e le strade 
di ferro che vi mettono capo allaiigano immensamente il suo commer- 
cio il quale abbraccia i rami più diversi delle arti metallurgiclie. Le sue 



V0NA1MÌ4 «GLE8E. MI 

« 

vMéaan»» per fMonodiie sìgii'alI'tBtoitio, non tOM p«p4ir etiàidtn) 
che UBa«rteuiiBtimia ài ftantie « di officine, ei« si dà t^«oita di 
farwe ai AMtaBì ed «De tene. Gitareilìeahiiette : ikudhf^ roelle wtUea 
dì Worcester, con 23,000 abitanti ; Wolver^ampion wù 68,000, 
compireee il Mrrlterio ; tpnesta efttà è un altro Birmingkamy bendiè in 
propevzkmi nmori; Co^tmtry, città vescovile di Ì7,0G0 abitanti, 
centre della laa^or fMurioisìone di nastri di seta che «ia nel Regno- 
Usilo; I9^oreesl0r, tàpoktogo di contea, città veeoevile, con una 
caitednols magnifica e 19,000 abitanti, centro prinoipale della Aibbri- 
oanene écà guanti. 

BoasLm, picooliasima eittà deik cmtea di Staffate, centso della 
più grande fabliricaaione di maiolica del RegBCHUnito. Notti«igi^am, 
capolw^go di ^mtea, non kiUgi dalla Trent, città di 51,000 abitanti, 
molto ìndHStrìosa e riguardata comecentro della fabbricazione dei roo- 
ohetH (^oòi'nafii). Ivi a poche miglia alFovóst è la industrìosa città di 
Derèy eoa ^060 abitanti, oapolw>go éi contea. Ganbrudge, città ve- 
sco^e, capoho§o dioofitea, con uaa celebre univenità, stupende col- 
lezioni scientifiche e 21,000 abitanti. Oxford, capoluogo di contea, 
città vescovile dì 20,000 abitanti, nguardevele per la bella sua costru- 
xioiie e per la eua oelebre università^ da cui dipendono stupendi sta- 
biJimeiiti ecientifiei. 

Poarsvoura, neRaeonfea di Hamp (Southampton), città fortissima 
di M ,000 abitanti, eon an porto sulla magnìfica rada dì Spitfaead ed il 
primano atoòilimfntodelfo iiioniieriaim7ttardtnj)fÌM€. Soutbampton, 
città di 15,000 abit., importante mercè la sua grande marineria mer- 
cantile, e aoMe $tammBfirmoipale dei grandiptrosoo/i adoperati per la 
navigazione a vapore transatlantica. Brighton, neUa oon^^li Stfssea?, 
città di 42,000 abitanti, va debMee ai ba^i di mare del suo prodi- 
gioso iaeremento. Exktbb, città vescovile, induatriosa e ocnumerciante, 
con una 'vasta caUeàraie e 28,000 abitanti, ccipo^tic^fo della contea di 
Devcn. P^taotiTH, città commerciante, a cui si suole unire Devomfort, 
foenohè fino dal I8S7 £ormi un comune separilo. La popolazione del- 
Tunae delfaltra insieme ascende a 75,000 abitanti* Dobbiamo rieoidafe 
il euo magnifico «fBanoieiparittimo protetto da importanti Ibrtifioazionj, 
la celebre Sga (Breakwatter) che protegge lo stupendo aio parto e 
riaaigne f aro 4i Eddy sUme. FAtuouTH, nella oonlea di Cornouio^Mi 
(Coroimlì), ève ai seavana ie. più ricche mmiera di rome e di stagno 
rhe siano in Earopa, è uaa piccola oittà di 4000 abitanti, la cui vasta 
baiaèataaiatteavdinanadi una parte del naviglio veaJe, edahmoo 
teanpo il pMHo code partono i pa^f«6&ots stabiliti per intertenere la 
coniapoDdenzaregolare tra l'Inghilterra, TEuropaOccidentale e l'Ame- 
rica, come anche i grandi piroscafi che partono da Southampton per 
ànterteDere lacornspondenza colla Spagna, col Portogallo a colle ladie 



OrienlalipcrltmdiSiiez. Pure ami che sui il mederàM per sM albi 
piroMai destiiiaKi per le Antille, Rio-Janeiro, BacMw-Ayrcs, e fiurw 
per quelli ancora che andranno direttamente a Galcottn per la via dd 
Capo di Bnona-Speranza. 

BaiSTOL, vicino al confluente delFAvon ooDa Sereni, CC910ÌH090 di 
contea, città vescovile di i04,000 abiL, molto industriosa, ed uno dei 
quattro grandi porti commerciali d' Inghilterra, con una utUv er s ita 
fondata per soscrizioni, e con acque termaU, hi a qualche nùglìo v»!ìo 
il sud-est giace la città di Bath, vescovile, di 5i,000 abitanti, c<^ji>- 
luogo di contea, notevole per bellezza, e per le sue importanti cartiere. 
GLOucESTEa, altro capoluogo di contea, città vescovile ed industriosa, 
con una stupenda cattedrale e 42,000 abitanti. Non lontano di là è U 
città di Cheltenham, di 25,000 abitanti, la quale va debitrice al- 
Taroenissiroo sito ov'essa giace, ed alle sue oc^mc minerali della sua 
mirabile prosperità. Shrewsburt, capoUiogo della conlea di Shrop, 
sulla Sevem, città di grande industria di 21,000 abitanti, e vicino a 
cui v'hanno le celebri ferriere di Colebrookdale ed altre non meno 
importanti. 

Pcnieipato di Galles. 

SwANSEA, città di i3,000 abitanti nella contea di Gìamargan, con 
un porto a cui mette capo il vasto sistema dì strade ferrate e di eanaii 
costrutti per l'immenso scavo e smaltimento delle ricche nùmen di 
ferro e di carbon fossile del Galles-Meridionale. MiRTHva-TnrDvnLL, 
città di 22,000 abitanti, divenuta da alcuni anni in qua la maggior fu- 
cina d'Inghilterra. Hilford, nella conlea di Petròrok, città di oOOO 
abitanti, e di gran momento a cagione del suo stupendo porto e dei 
cantieri della marineria reale» 

Regno di 80IBUI. 

Edimburgo, capoluogo della oontea di Mid-Lothian e oapiiale della 
Scozia, città industriosissima e commerciante, con 156,000 abitanti, 
ed a cui ^i insigni edifizii , la celebre università , le molte società 
scientifiche, l'operosità tipografica e l'importanza del suo commercio 
librario, acquistarono il titolo di Atene del Nord. Molti nuovi edifizii 
la congiungono alla città di Leith, industriosa e commerciante, con 
26,000 abitanti, che è divenuta per dir così, il porto di quella. Di .\- 
FERLiNE, nella contea di Fife, città di 17,000 abitanti e florida per 
molte manifatture di tela. Saint-Andrew, città di 560O abitanti, 
notabile per la sua antica università. Dundee , ndla contea di Forfar 
(Angus), città di 45,000 abitanti, di grandissimo commercio e centro 
di una immensa fabbricazione di tela; essa possiede molle navi mer- 
cantili. Perth, capoluogo di contea, città di 20,000 abitanti, commer- 
ciante e di grande industria, già residenza dei re di Scozia. 

Glasgow, nella contea di Lanerk, vicino alla Glyde, con 202,000 



UWàMlSmk 1X€LB8B. 18S 

abitanti ; queite dttà si può dire una vasta officina piena di manifat- 
tnre e di fabbrìclie, dond'eeee principdmeDte una quantità enorme di 
stoffe di cotone ed un gran numero di eccellenti macchine a vapore ; 
Vunìvenitày le magnìfiche collezioni, le molte società scientifiche, Topo-» 
rosità tipografica ed il florido e vastissimo commercio ne accrescono 
Timpoitanza. Entro un raggio di 30 miglia da Glasgow, giace Paisley 
nella contea di RenfnWy città di 57,000 abitanti, molto industriosa e 
commerciante, e Greenock. alla foce della Glyde, città di 28,000 
abitanti, creata diremmo quasi a'nostri giorni, per opera deirindustria 
e del commercio. 

Aberdeen, oa/poHuogo di contea, città commerciante e di grande 
industria, con una grande marineria mercantile, una wàversità e 
98,000 abitanti. Invermess, capoluogo di contea, città di 14,000 abi- 
tanti, la più industriosa e commerciante della Scozia Settentrionale, a 
cui mette capo lo stupendo Canale Cakdonio» 

Le molte isole appartenenti alta Scozia non comprendono che città 
piccolissime» fra le quali ricorderemo tuttavia Kirkwall, sull'isola 
MaihUmd, che è la maggiore delParcipelago delle Orcadi, il quale in- 
sieme con quello di Shetland forma la contea delle Orcadi ; Kirkwall 
è popolata da solo 3000 abitanti. 

Regno dlrlaada. 

Dublino, in fondo alla rasta baia di questo nome, caipitak del regno, 
caipoluogo di con^, sede di un arcivescovato cattolico e d'un altro 
anglicano, con una umversttò e 204,000 abitanti, è la città più indu- 
striosa, più commerciante e più popolata d'Irlanda. Drogheda, nella 
exmtea di Loath, città commerciante con un porto e 17,000 abitanti. 

Belfast, capoluogo della contea di Antrim, città di 53,000 abitanti, 
assai oonmierciante, florida per moHe manifatture, principalmente di 
cotone e di tela. Galway , capoluogo di contea, città industriosa e dì 
gran commercio, residenza di un vescovo cattolico, con un porto e 
33,000 abitanti. Liherik, sul Shannon, capoluogo di contea, città di 
G5,000 abit., di grandissimo, commercio, con un bel porto e residenza 
di un vescovo cattolico e di un altro anglicano. 

Cork, capoluogo di contea, sulla Lee, con uno de' più bei porti di 
Europa, il cui ingresso è protetto da fonnidabili batterie, città di 
40Ì,O00 abitanti, piuttosto industriosa e di gran commercio, sede di 
un vescovato cattolico e di un altro anglicano ; sono degni di menzione 
t cantieri della marineria reale, che sono ne' suoi dintorni. Water- 
POED, capoluogo di contea, città di gran commercio, con un bel porto 
e 29,000 abitanti. Clonmbl, capoluogo della oomtea di Tipperary, città 
industriosa e commerciante di 18,000 abitanti. Kilkenny, capoluogo 
di contea, città industriosa di 24,000 abitanti, sede di un vescovato 
cattolico e di un altro anglicano. 



DwGLAS, -ndl'asoiBidi ifcm, pesttiM^ iMUiiM OHre d'Irlanda; €ìtà 
di forse 7006 abitanti, florida per «ommocìo e per inwprnia man* 
neiia mereantile. 

SÀiNT-HEum, ndTisola di Gmty, città di «woa 46,000 abitanl 
eoo porto franco e lanntdabiii fmtiflctBioiii ; eaaa ò ia più iniportantt- 
del gruppo delle iwle JNormmme, pesÉo vicine alle coste di Francia 
nel golfo di S. Maio. 

Obbrlam», nella piccola ùola di Hdgohnd pos!a rimpeUo alle im- 
boccature del Weser e dell'Elba ; la situazione e le fertifteagioDÌ di 
questa piazza ed i cuoi boffrU di man le daano iin^aka impocUBia. 

La VALBTTà, città di 46,000 abituiti, detta corouneiBente Malta. 
nell'isola di questo nome, che è la naggiore del gnipipo. Quest'isola 
posta tra l'Oriente e l'Occidente, cinta di fortìfieaMoni femiklabili cou 
porti stupendi, stazione ordiaaria del naRrigHo inglese nel Mediterraneo, 
ed una fra le principali stazioni della nangaiiatte a vi^ie su quest* 
mare, è uno dei ponti militari e comneioianti di niaggi<Hr manenio 
che siano sul globo ; mentre d'altra parte le antiche tradisioni, e W 
memorabili gesta dell'iUi»tre ordine che per luago tempo ebbe i>i 
la sua sede, le assegnano un luogo non me»o coepicuo nella storia. 

Gibilterra (Gibraltar), netta provincia di Cadice in Ispagna, città 
di 15,000 abitanti, non compresa la gaenùgicne, di gran eoniBercio. 
sede del vescovato anglicano di Gihiltflrra«4lalta, ia^ giurisdizione 
«i stende su tutti gli anglicani stabiliti ad bacino del MedHeiTaneo : 
essa ha un porto framo e formidabili fortifteaaioni onde vuol esaere 
annoverata fra le ptiì forti piagae del SMindo. 

Pouedònarti. Poiché le Colonie Spagwole si fuiHino eepaiate dall? 
madre patria, quelle d'Inghilterra seno le più Taate e le più popolati 
di tutte. Vedi gli articdi Àaia, Africa^ àmma etf Ofieotita in^L 
La superficie totale dei peaaedimeBti Britamiici, compiaBO aache le 
Dipendenze Politiche deUa monafobia, ascende, dopo la aepanoione 
dell'Ànnover, a 4,«S8,354 miglia quatfcrale (iti^À^Hct^kan. qoad*. 
popolata da 140,276,000 abitasti. 



lioiu LongOudim omentofe, tra 46* e 02». Laii- 
tudincy tra 3^ e 70^. Abbiaaio compittoin qnaati cak^ il rogno d' 
•Polonia e tutta la Jiegione del CaucasQ,.aebbeneia parie più riguank»- 
vole di qoe6t'anq)ia «ontrada appartenga geografioamBnfee all'Asia. 
cosi come tutti i paesi dei governi di Perai e di Brenburgo, pesti sulb 
pendice orientale dell'Ural; ne abbiamo tuttavia esduso il gruppo delL 
nuova Zeml)la e l'arcipelago di Spitzberg. 



IIIPBIIé*%r «U881A. 

Confini. Al norE, t^Oceano Aftìco. ÀlTesf, la Bussili Aslfftifa «é A 
mar CasfMo. JA sud, Amu CasiùOb il regno di Persia» FAsìa Ottomana, 
il mar Nero, gli imperì Ottonrano «il AtMtPÌMO>« la rapulihlìea di Cra- 
covia. ASi'ovest, il principato di "Moldavia e l'imptro d*Ati«tria, la mo- 
aarobiaPruafiiaiia, U mar Baltico e la monarchia Svedo-Norvegica. 

rtwnA, Lv Russia è «orsa dai tnaggierì Aumi d'Europa. Eeoone i 
principali distribuiti secondo i diversi mari in cui mettono f^)ce. 

Il MMM SAI.T1CO rìcer» : 



!•• Touisa> «be liaac« odia Lappooia-Svedesf^ ip^aa da qucsla parte i coiSoi 
«feiriroprro, hmpkà Tornr^, t ai vtraa nei ^Ifo di BotoÌ44; eis» riceve il Mounio a 
ùuistray il qual^ aegna etao pure il confine e passa per EnonlfVia. 

Il Kbmi, 1*Ul3, il Pthajoii, che traveraaao la parte eeHealvtoMle éel gran- 
daeaMo ài Twhmàim^ «d «ntfMio ^aandi bcI ^oU^ di lalttia. Qiaasti Swai f reodooo 
li riiMiarActQli l'urinile ed il neie. 



de aitraflaati lagbi rigaerActoli l'urifMie 

Il K«MO, ài «Mi ai ifofMS le «o^ue del kgo FykajrrTÌ» • «be ai vtna nel 
^olfo dì Rotaia* 

Il Ktimii (^«iNatBe), «nÌMirio del lago Fn)a«ia o Praiide, a v« mI golfo di 
Fìubaditt. 

La NbyA) il corso di cui è breve, ma la Riassa d'acqua imroeciHiy Mmmt qaella 
«b« ^ l>wiia«qo del nraa lago Ladoga« a di tutto il vailo aistema di acque eh* gli 
appartieoe, a cbe ai allarga per una gran parte della Finlandia e dei governi di 
Pietrobar^o, d'Olooeta, di Novogorod e di Pskov. La Neve bagna Scbliksielbiirgo, 
Piriroborgo, ed «atra nel golfo di Finlandia. 1 pvioctpali «flinMli d«l hqp Ladoga 
cooo : lo Swir^ttti gli rena H ftibulo delie acque di>l hfo Onaga^til ilF «<irA<»«», 
il qoak eMe dal bgo llinen • bagot «ovogorod-VeBki ) «d il W^tem (Wuoaa) 
in eoi si Toraaao ti vtUo bgo Saiina e le abbonèanli «eqne cbo gU afppavtaagoM. 

La Nauva o VKHOYk, eimtaana d<>l lago Peipai o Paypua, bofOft Mena» ad 
cafra oel golfo di 'Finlaodia. 

La DOVA (Dvtna^lferidioaala), «ba aeatnràaee aaa laagi dalle aargaati del 
pa Witebik^ Pdluiak, Daaaborgo a Biga , quindi aatra nel fallo 



Valga ; «aaa bagna 
di LtTonia. 

Il Ifmimr èbe bagaa l&ra^M t Kimao, «nlffa aallt Prasau-Onenlaley ave aollo 
il aoma di Mbmbl entra nel Kuriacbe-Haff. Il eoo ptàavpala ailoMiti di daiUw 
aell'imp^ro Ruaao k la Wilia, cbe paeaa par Wil««. 

L.a VI9TOLA ohe aeaade dairimpero d'Austriai bagna Sandtnnirt, Pùlavy, Var- 
satia, Modlia e Pluok nel nuovo regno di Poloni», ed entra nella Prussia Occiden> 
uUp gnvciBo drlla oigoarcbia 'Prussiana, ov'esaa inette f^ce no) Frisch'-Baff. 1 tuoi 
aftucati priiKÀ|>ali ful territorio poI.«cco arno : a deitra il IT < e p r> a , al dui av- 
viillaaseolo appartengono Lublino e Zaroosc ; il Bug che passa per Braesh-Lilew- 
akiy a «icave la Jìwtm^ a aioiatra ia Pilica e la i? s a r a. 
Il «A« «i«a «ìctTa; 

11 OAin»M|, k cai aatoamàli «niarìare aollaalo appMtMBae all'imparo, e vi ba- 
gna laaaail^ KiAsa. Il ffaiJk 4 ài aua iftagala pnacàptla aal suofu roiao, o ae- 
para l' à iapanD dal pnBci|ialo di BtOldavia. 

Il DMMimR me% daM'ioipev» Aualriaeo^ bagna dmaaia»» Mobikiw, Baoder e 
Aheraa a B, a qaìadi malta fiaaa ari mar Maro. 

Il mriBPM bagna Smala a ab , Mabilear, Kiev, Eèiileriaaalav, XJieraoii, ed naira 
a^l naar Nvio. 1 aiaai aAmaili pMaeapali.di.iAaatni aono : la A «.r «« i n « «be paasa 
per Bobiandk; U fM'patf (Ptfipmk), laba «ravama i più aasti padwili di £u 
>a^ il rai#ro-«^, dfe«fBaMper<Gi(omii^ il 



vopa^ il T9t0m^¥y «be jmm •pèr'Gitomii^ il Boi, ebe bafna JNifcolaav. l aooi 
pnmupaU aflacati di sioialM «oaa : la £) e •« ai abe bagaa Bmnak e Tcbamigov, « 
4iaeva il <Sa«£ qaeat'ultinao pasm paco laagi da Kuiak a bagna Putivi $ la 
«Topsftla, «Iw paam pct Abblrràa a Pullava. 

U Dos, a cui talaas geografi «oaairvaao tntltùa Taalito oonte di TàMàX} 



Itagaa Doakov, Pavlovsky Teberkasky Asof «d «olra nel prete» man ài Àsof. I 
auui affluenti prÌDCÌpa1i di dettra sono: il Dome*, che passa per Bìeiogorod, 
Tchoogaiev ed laian , ed al cui avvallameato appartieae l'inportonte «Uà di 
Kharkov. Gli iflnaoli prìnàpaU di aioialni aoao: il Voron^fty cIm bagna Li- 
peak e Voroaega ; il IC & o p « r, la M» dvieditsa ed il Ma» itck. 

Il KUBAN, che scaturisce sulla peodice settentrionale dell'alia catena del Cao- 
caso, tratersa il paese dei Piccoli-Abasaiy e parte della Circassia, aepara q«wat*alti- 
ma dalla provincia del Caucaso, e dalle terre dei Cosacchi del osar Nero. Verso 
restremilà del suo corso, esso si parte in due braccia principali, di coi l'uno va oel 
preteso mare di Asof, e l'altro nel mar Nero. 

Il RiON, famoso nella mitologia greca sotto il nome di PaàSlA, e di cui si « 
troppo esagerato la lungheasa del corso, traversa l'Imeretbi, aepara la M ingrelia dal 
Guriel, e non lungi da Poli si versa nel mare. Il Ttkeni s-Th stali a destra, 
ed il Kwirili (Qnirila) a sinistra, sono i suoi affluenti più notabili. 

L'ocxAHo-Amnco riceve : 

Il Paswig, il quale esce dal gran lago Eaara , e che secondo l'ultimo de6ai- 
tivo trattato fra la Sveiia e la Rnasia segna da questa parte i eoo6ni dei due Siali. 

La KOLA, che traversa la Lapponia-Ruasa, e dopo esser passala a Kola, entra 
nell'Oceano-Arlico. 

La PrrzoRA (Petchora), la c^ale si versa per una larga imboccatura in no 
golfo dello strmo Oceano, dopoché ha traversato le aolitudini dei governi diVologda 
e di Arkbangel. 

Il BBAB BiAMco, il quale non è altro che un gran golfo dell'Oceano 
Artico, riceve : 

L'Onbga ; questo 6ume scaturisce nelle vicinause del lago Onega, passa per 
Kargapol ed Ooega, e quindi si getta nel gólfo dello stesso nome. 

La OyiMA, delta anche DyihA-SbtTBITTMOHALB per distinguerla dalla Dona, 
ossia Dvina-Meridionale ; essa si forma per la ooogii^nsione della SOUIOVA col 
lUG, bagna Krasnoborsk, Kholmogori, Arkhangel, ed entra nel golfo cui dà il pro- 
prio nome ; la ScKHONA, o SDEHOiriA, riceve la Vo logda che bagna l'ioi- 
portante città di questo nome; l'IUG si congiunge colla Sukhona a Velikiustiug. Gli 
affluenti principali a destra della Dvina sono :la Fitchtgda eì^ l'in.ega. 

Il Mbzbn traversa le solitudiai dei governi di Vologda e di Arkhangel, e 
dopo aver bagnato la piccola città di Meian, entra in un golfo del OBaie Bianco 
quasi sotto il circolo polare. 

Il cAirio propriamente detto riceva: 

L'Ural, altre volte detto lAlK; esso nasce sulla pendice orientale della catena 
che ne prende il nome, e segna una parte dei roD6ni orientali d'Europa. Nel sau 
lungo corso bagna Troitskaia, Oremburgo, Uralsk, e vicino a Gurief sì versa ori 
Caspio; la Sakmara a destra e l'/leJr a sinistra sono i suoi affluenii prin- 
cipali. 

Il Volga, detto Idel o Atel dai popoli Turchi, di cui traversa il territorio, 
ha le sorgenti nei dintorni di Ostachkov nel governo di Tver, nella forcata «li Voi- 
konski, la quale si potrebbe considerare come la più vasta di Europa. Nd ano corso 
immenso, questo Some che è il miniora di Europa, passa per «» gran nnsnero di 
città, fra le quali le più notevoli sono : Rjev, Tver, CgUta, Rybinsk» laros- 
lav , Kostroma , Nijni'-Novogorod , Makarev , Kaaan , Simbirsk , Samava • Sisrao , 
Kbvalinsk, Volsk, Saratov, Tsaritsin, Sarepta, Aatrakkaa e Kraanoilar* Ssao entra 
quindi nel Caspio per 65 imboccature, « aeeondo altri per 70, ed ivi forma on 
delta molto riguardevole. I principali affluenti di destra sono : KO k a che passa 
per Orel, Bielev, Kaloga, vicino a Serpnkhov, Riatao, Spask, Kasàmov, Slalom 
e Morom; TOka riceve a destra VUpa, il qnale paasa per Tuia, a lo 2n« che 
bagna Tambov e Morschansk ; a sinistra è ingrossato dalla Maskpa^ la quale passa 
per Mojaisk, Mosca e Kolorona; e dalla KHazma che irriga Vladimir; la S^ra^ 
che passa per Pensa, Alatyr. 1 principali affluenti di sinistra sono; la Tife'*8e, 
che passa per Vicluii*Volotchok, Torjok e Tver j il canale di Vichai<>YÒ|ptchok 



IMPCM M BVMU« 4M 

eh* ìm coaghNf • alb Vito aftuMta ó§ì Viflkhsf ^ U lU bm gfiB«l« iivpMtoMa ; 
la Mologdap cli« pMM per Uf itufat e Mologia ; il caonU di Tikbvio 1« eoo- 
wuan^€ col lago LmIo^s ( In SekéksMa (Chttn»), cht cfM ètl bgo Biraco (Bit* 
lometo)f • pMM B«r Tchtrtpovelt ; ■' gipivt ootlrt mm è div«Mto di gna 



iw- c é i lavori tdraaliei M«gailt«i } U Km ma, cha i il magfi^ra dagu attuanti dal 
Volga^ a iMlabilc yer b forma qnaii circoUirc dcIU parte «uperiorc drl mio eorio^ 
Iter La prolbodiU del mio Ulto a b maiM d^lb mi« acqua cba b rvodooo più ntila 
alU «Mviaasiaaa eba il Valga ( MiUa «pooda di quatto Aoma giacaioM» b eitli di 
BoliluflHK a Farm, ed i mioì attuanti priaeipaU Mino : b yiaéka a dcalra , cba 
paaaa per Vbtka^ b UMala a fiiiittray cb« patta par Ufii. 

l>9 KmtAt b cui Mrgeoli leaturiaeooo Milla pcndiaa aatlanlriMMb dal Cftu» 
caMy Iravaraa b piccola Allaccia, pacca par Komckaiai 9d aotra par paraccbia foci 
nel Caapia* La Podkuma a dadra é il mio priocipab attuaa(a| a bagna Gaor- 
giaeck. 

Il TEttg, il qvab sacca a'jpiadi dal Ifqniuvarf, dallo dai Hxui^ Impropria* 

dai 



Kaabak, Iraverca il pa*ca dagli Oicati, cepara b due Kabarda, iamba la pro- 
vincia dal Caucaao, •à aotra nal Cacuio. Nal cuo corco il Terek bagna Vladi- 
kavkac^ Hoadok a Kictiar. I cuoi aflucnli principali di òntn cono ; la Sudja 
a YAktai% quelli di cinidra VÀrtdom^ VUruk, il Tehergk, la Méika, 

Il BUbAft, il qoab acanda dalla pandica cettcntrionab dal Cancaco» travana i 
kannic di 4var, di Endary, aca., a dopo arar accollo il KoUu entra net Caipio. 

La Samura, che ccanda dal Caucaco , travcrca il Dagbaclan Meridiooab , aé 
tmra per paraecbia foci nal Cacpio, 

11 %vm, cba acca dall' Armanb Oltamana , traverca il nuovo covemo di OrU" 
atma«-l«eratbi, pacca vicino a Oori« Tiflic, Salian nolb nuova provincic Cacpiana, a 

3uiodi entra nel Cccoio. Il cuo afloenta priocipab é l'arai a dettn, il qual pura 
^ iccenda dall' Armenia Ottomana, e trarerm b provincia di Erivan a di Maklitcbivan; 
parta dal ano corao cagna i confini tra b PrrcU a b Roccia. 

e TopogralU. Dopo le ultime modiftcaztoni ebe si ope* 
raroao nella divisione amministrativa dell'impero, per cui nuovi go* 
verni e provineie si crearono, ed alcune provincie e distretti si sop- 
preBBero, tutto Timperio è diviso in tH governi suddivisi in oiroondarii 
circoUs A queste grandi divisioni dobbiamo soggiungerne alcune 
altre Bpecìali, cioè il regno di Polonia e il granducato di Finlandia, 
divìBi ciascuno in 8 governi e soggetti sia l'uno sia l'altro ad un'am» 
ministrazione particolare. Seguono le cinque protn'nc^a di Beuarabiaf 
di BialiitodCf del CaucoMf la nuova provincia Caspiana e quella di 
YakuUk; i quattro piccoli governi formati dalle città d'iunailf di 
Odesaa, di Taganrog e di Kertch coi loro rispettivi territori! ; il fktete 
ilei Coiacchi del Don e quello dei Co$acchi del mar Nero, specie di 
repubbliche militari; e finalmente i territorii occupati dalie Colonie 
Militari stabilite nella Grande Russia, nella Piccola Russia e da quelle 
or ora fondate nella Regione del Caucaso. 

Ma dobbiamo soggiungere ancora pabkcchi pabsi vassalli bi nome 
o di fatto nella Regione del Caucaso, nella Siberia, ecc. ecc., doè: t 
kanatd di Tarhù, di Kwa , d^Aoar , d*Ak%aii, &Endery e dei Ka$i^ 
kumuk; la Grande e la Piceola-Cabarda, la MingrHia, la Piccola 
AUmnia, il Pam dei Kaitak, di Thabaeseran, ecc.; i Kirgkiz della Pio- 
cola e della Media Orda, e dal 1819 in qua una parte di quei della 
Grande; e Analmente farecchi altri paesi apfatto imdipesidents 



<?miie la t^puMfcVn di KMiiohi; i W4sdjejihi, eooitMtote ptite degli 
logusci, che sono rassallii gììOsseti, salvo un piccolo nura^roaotninessf) 
jiU'impero^ i CiivflOi-GcciVieataii, gli Abassi della Grande-Abassia, i 
JVogfAt a siBWfra MUtibaii ed i 7M«*t (Tchoukebis) •tt'estremità nord- 
est dell'Asia, oltre i Koliudji ed altri pq)oli deH'America Bussa. Sia 
per non separare ciò che il gorerno ha congiunto, sia per altri mo- 
tivi, descrìveremo dopo la Rnssia Orìeirtide tutta la Rosm Oaucasea, 
sebbene la parte più riguardevole di essa appartenga geograficamente 
all'Asia e non all'Europa. Abbiano già segnalato alla pagina 81 la 
resistenza che oppongono agli eserciti russi i Circmsi ed altri monta- 
nari di quell'^ampia regione. 

Atutàft Baltioa. 

PfETROBURGOy copoluogo di govemo e capiU^ moderna dell'impero, 
edificata sulla Neva da Pietro il Grande al principio del secolo scorso, 
nella Rusgia BcdHoa, residenca di un arcivescovo metropolitano russo 
e di un altro cattolico romano per tutti i cattolici deirimpero Russo f 
del regno di Polonia. Di tutte le grandi capitali d'Europa, Pìetrobuigo 
è quella che a primo aspetto desta maggior maraviglia per la lar- 
ghezza e la dirittura delle vie» per la bellezza delle ripe (qwtis) di 
granito e per l'ampiezza sterminata delle piazze ; quelle di S. Isacco, 
di Pietro il Grande^ ùeWArnmiragUatoeéi\P€daz3od'lni9ernOf loffnaao 
una pÀoszo sola cbeò per avventurala prém<^)Ì6adeèmondo. Vuoisi 
specialmente segnalare la colonna Akssmèdrina che è il mangiar mo- 
noiiu che siam mai ooUocaito sopra una base^ il pàkaxo d'invemoj che 
è la più splendida delle residenze imperiali ; la chiesa di Noetra Si- 
gmara dikaxany e singolarmente quella 4! Isacco rignardevolissima per 
colossali dimensioni» per ornamenti rìcchis&iml e per iOi cobume di 
granito eiascnuidi un peue solo, ohe le mariterebbero il nome di 
tempia dei mofioàitt. GiosideKata .sotto altri aspetti, la capitale deUa 
Bussia, popolata da 476,000 abitanti, ricca di molte manifatture, cbv 
da alciuii anni in qua banao fotto moki progressi, con un'utimrntò, 
un'immensa ìMiotesa imperiale, grandi e magnificbe collaioni let- 
terarie 6 di belle arti, vasto eonmercio librario e molta operosità tipo- 
grafiea, 'vuoisi anfiTorirn fra le prìnoipali catta della terra. Posta al- 
l'ealreamtà del golfo di Finlandia, allo sbocoo d'uno dei OMggiori si- 
stemi di navigazione intema del Continente Antico, Pietrobuigo è 
divwniiU non solo la priflMfia città mercantile dell'impero Russo, ma 
eziandio il maggior em|)ono oonuneidale dell'Europa Settentrionde; 
-ella è, ittBÌemeoQtt topm^lmgkeny Stecoolma, Lubeoca e Stetana, uni 
delle staaoni pnncipali della jiavigaaione a vapore nel Baltico. K^i 
«nmeiiati suoi dintorni ed entro un raggio di 40 aùi^ia, licorde- 
nemoafaneno: Okhtaf suUa Neva, che può considerarsi come un 
jsobbongD detta capitato» ed ò importante per industria e. per i vasti 



cantieri d^a marinerìa imperiale. Pulkova, piccola ooHina, miU» 
(|uale rimperatore Niccolò ha eterato ora è poco tempo Yotsemyatmio 
emtraie dell'impero, che è per avvestim ìl*prà magflàieeatatNttneiil» 
che siasi mai creato df questa tiatura. AUwnndfo^tk, borgo fìxm- 
&isshno mene i sooì grandi i^jM Wwmmà dlwk i s i glai T^^9koié^ 
Selo, cfftft di 10,200 abitaiiti con ima magniflca tttli-iHipeviaike con** 
gfunUr a Piétnòurffo ed a favhski^ per ima boMftslRMfat/amtlaL 
Kronsiadt, sulla piccola isola €MHn, elle donia» il goMb di Fìb^* 
landla ; esso è iP vero porto mercantile e «ilitlm di PMretergo ; lo 
stupendo arsenah di questa citfà è il principale e più vailo stabìH* 
mento della marineria russa, ed uno M più beHt e più griÉdi d* fSn^ 
rapa ; gli ìmporfantriarorì eseguitivi iie^i ultim» anai Ptaanaa rasa 
il baluardo prìncipafe della metropoli ed una cMlafiik ^rti pkeesB del 
globo ; la popolazione, compresivi i militatte Pegui pa g g J a ddla flotta^ 
ascende a 55,200 abitanti. 

Riga, capoluogo del govemù di Uvonia, aula fiva lÉMStra ideila 
Dwina, che ne fórma il' porto, citlà ìndustriast di 7f ,QM) abitanti ; 
uno dei baluardi delFraipero, ed uno dei punti più importanti deHa 
linea girategica deHa Divina, il secondo porti oanmerciala deli' im* 
pero, ed uno dei prìncipali dell'Euro^ SettaatrìonataL Dowat, città 
di i2,000 abitanti, con \m*wnitfersità e impavtaiitiaaimi stiÉMlimenti 
scientifici. MiTAU, capoluogo del ^oDento di Curìandia, dttà indu- 
strìosa dì 25,000 abitanti. Retbl, eapoluog& ed governo di £«(oma,. 
città forte con un bel porto e 25,000 aàittanti. HaLsmovoas, capo- 
lìiogo del governo di Ifyland e capitah del (/rondaculD dt Fif%landia, 
ron un'università ed oltre agii li ,000'abit. Ivi vicino è Sffeaborg, 
la cui situazione insulare e le formidabili fortiieaatoni le BBmtarebbwo 
li nome di Hfàfta del Baltico. Aao, città di 15,000 abitanti, antica» 
mente capitale della Finlandia, ed ora' eapaìuo^ del gaoemo di Bjar'»^ 
ndxyrg, città commerciante e residenza di un aieiveseoro Hileranob. 
Varcipelago di Aland, per situazione e per ilntificazioni uttìmameiite 
erettevi, importantissimo, è abitato da intrepidi marinai awedesi, e dir» 
pende da questo governo ; esso è rìguardevirfe, come il gmppo delle 
Baleari nel Mediterraneo, per le operaaioni geodentAe, le quali lo 
rannodano ai grandi favorì esegaiti a'noatrì giorni dai gooooclri di 
Svezia, Danimarca, Prussia, Annover e Riiiaia» Wiboeg, akrevolte 
capitale della Finlandia Russa, ed ora del gavtmo del'iiiO'naAiey città 
forte, commerciante ed industrìosa, con un porto e OiOO abitanti. 

Rtovcfia- Gfltuidlu 

Mosca (Moskva), posta snNa Moskva, o&poìuo§a di ^onrao esede 
dì un metropolitano ; essa è la seconda aiif>tmfe uttefàlo'MfiiÉpiMi^ 
Uscita dàlie sue cenerì più bella e più regolara dopo: il awisanhile 
incendia che nel 1812 uè consumò le due tane pìntÉ^ qMatlanpiai 



190 BURarA. 

metropoli contiene nel suo Kremlino ì suoi monumenti di maggior 
riguardo. NOI recinto di esso trovansi la caUedrale, l'antica residenza 
dei czar, ultimamente ristaurata con gran dispendio; il tesoro, che 
quanto a riecheua e curiosità singolari gareggia con quello dì Lon- 
dra, e queU'enonne campana che ora si è posta sur un piedestallo, di 
gran lunga la oiaggiore che sia in Europa, e che non è superata se non 
dalle campane colossali della Gina e del Giappone. Fra tutte le città 
della Russia, Mosca occupa il secondo luogo mercè Vwdvenità che 
è la più frecpientata di tutto l'impero, l'operosità delle sue molte tipo- 
grafie, e la popolazione che oltrepassa i 549,000 abitanti. U grande 
incremento che, dopo l'avvenimento alla corona dell'imperatore Nic- 
colò, ha preso l'industria, l'ha resa non solo la prima città tnanu- 
fatturiera dell'impero ed il suo maggior emporio pel commercio io- 
temo, singolarmente protetto dal gran sistema di canalizzazione, ma 
eziandio la maggior officina di tutta VEuropa Orientaie. Moiajse, 
piccola e gentile città di 2500 abitanti, che ricordiamo a cagione della 
vicinanza di Borodino, villaggio ne' cui dintorni si combattè nel 
i812 la gran battaglia per cui i Francesi poterono poscia occupar 
Mosca, e che, insieme a quelle di Wagram e di Upsiay va s^;na]ata 
negli annali militari per gli eserciti sterminati che vi presero parte, e 
più ancora per la enorme quantità di artiglierìe che vi furono adope- 
rate. TvEB, sul Volga, capoluogo di governo, città arcivescovile, in- 
dustrìosa e commerciantissima, coni 7,000 abit. Yisghmi-Yolotschok, 
città di 9000 abitanti, che mercè la sua situazione è divenuta uno dei 
maggiori emporìi del commercio dell'impero. Uroslav, vicino al 
Volga, capoluogo di govemOy città arcivescovile di 33,000 abitanti, 
commerciante e molto industriosa ; la scuola di alte sdenxe, fondatavi 
dall'illustre casa Demidof, potrebbe considerarsi come una università. 
Rybinsk, città di 7500 abitanti, molto commerciante ed ingombra 
di manifatture ; essa vuol considerarsi come il centro della nort^- 
zione intema dell'impero, essendo posta sul Volga, vicino al sito ove 
mettono capo i canali importanti che stabiliscono la comunicazione 
tra il Baltico, il Gaspio ed il mar Bianco. Kostroma, vicino al Volga, 
capoluogo di governo, città vescovile ed industriosa di 12,000 abitanti. 
Vladimir, capoluogo di governo, città vescovile di 12,000 abitanti, 
centro di ima fabbricazione immensa di stoffe di cotone , ugual- 
mente che Ghouia ed Ivanovo, il quale ultimo non è che un gran 
villaggio. NijMi-NovoGOROD, al confluente dell'Oka col Volga, capo- 
luogo di governo, città vescovile di 26,000 abitanti, industriosa e com- 
merciantissima, la cui celebre fiera è la piM ricca e frequentata dì 
tutta Europa. Pavlovo, grosso vilhiggio di oltre ad 8000 abitanti, 
i quali danno al (erro ogni guisa di forme e fablnicano una quantità 
immensa di sapone. RuzAn, città vescovile di 20,000 abitanti^ florida 



IXriRO M RUSSIA. 191 

per industria e per commercio, capoluogo di governo. Tijla, città re* 
scovile di 51,090 abitanti, commerciante e molto industriosa, con 
un vasto arsenale e la più grande manifaUura (Tarmi dell'impero, 
capokiogo dì un governo. Essa comincia a risorgere dal terrìbile in- 
cendio, che nel 1836 l'aveva quasi interamente distrutta. 

In questa ampia divisione dell'impero, indicheremo ancora Kaluga 
suirOka, capoluogo di governo, città vescovile di 35,000 abitanti, in- 
dustriosa e commerciante. Smolensk, sul Dnieper, capoluogo di 
goverfÈo, città vescovile di 15,000 abitanti, la quale occupa una larga 
parte nella stona della Russia ; questa città, difesa da alte mura e da 
una cittadella, e posta sulla strada da Minsk a Mosca nel verso della 
linea centrale della Russia, è la chiave dell'aito Dnieper ed il nodo 
principale di tutte le grandi comunicazioni col centro dell'impero. 
Orel , eaip(Àuogo di goivemo , suir Oka , città vescovile di 33,000 
abitanti , industriosa e molto commerciante. Ielez , città commer- 
ciante di 26,000 abitanti. Kursk , città vescovile e commerciante di 
i4,000 abitanti, capoluogo di governo. Ivi a qualche miglia sorge il 
convento di Korcnaja, ove ha luogo una delle maggiori fiere del- 
rimpero. Voroneje, città vescovile di 44,000 abitanti, industriosa e 
commerciante, copoltio^o di governo. Koslov, città di 20,000 abitanti, 
la più popolata del governo di Tambov. Morsghansk, con 10,500 abi- 
tanti: è uno dei maggiori emporii del commercio interno dell'impero, 
e principalmente pei cereali. 

Nella parte settentrionale della Grande-Russia ricorderemo almeno; 
Novogorod-Yeliki ( Novogorod-la-Grande), città arcivescovile di 
15,000 abitanti, capoluogo di governo, una delle più antiche di Russia, 
ma venuta in grande abbassamento rispetto a ciò ch'essa era nel me- 
dio evo, allorquando retta da'proprii cittadini, allargava il suo dominio 
sopra un'ampia parte della Russia Settentrionale, ed era l'emporio del 
commercio dell'Asia col nord dell'Europa ; si vuol mentovare la sua 
celebre cattedrale che è uno dei più antichi templi di tutto l'impero. 
VoLOcnA, capoluogo di governo, città vescovile di 16,000 abitanti, 
industriosa e commerciante. Arcangelo (Arkhangel), sulla Dwina, ca- 
poluogo di governo, città arcivescovile, industriosa e di grandissimo 
commercio, con un porto e vasti cantieri per la marineria imperiale, 
e popolata secondo l'ultimo censimento generale dell'imperio da solo 
10,300 abitanU. 

Kiev (Klovia), sulla destra del Dnieper, capoluogo di governo, città 
commerciante di 45,000 abitanti, sede di uno dei quattro metropoli- 
tani. L'importania di questa antica capitale dell'impero Russo riceve 
incremento dalla sua antichità, dalle rimembranze storiche, dalle ce- 
leri catacombe, dall' unttwstYd che vi ha recentemente fondato 



^inl|le^lloreNt&col^, e daHe unporUiiti forUficaùenì onde è stato ciato 
e mense cut essa è divenuta ia cftMUM4«l òo^so JOtiùysr. KBAiKaT, ca- 
pokmgo di ^NMMmo, dttà di 24jO(K) abiu, importane p«c commercio, 
per industria e per bLwmttmaemtà. Poltava, città vescovile e com- 
merciante, cfl^tMf^ di §oiMrna coni 5^200 ahitantiine'suai dintorni, 
ramo I7€9, Cacio XQ e PietroHM^randesi contesero k. vittoria, la 
quale rimase a quest' uHim». La Svezia perde allora la supronazìa 
politica, che dumile parecchi r^gni aveva, esercitato sul centro e sul 
nord deirBuropa^ e la Russia incominciò qu/^a serie di acquisti terri- 
toriali ohe in meno di un secolo l'hanno resa l'impero più vasto dd 
nNHido. KRBii£]»8au€, sul Dnieper, città di 17,000 abitanti^ la più 
iadiistie, popolata a coiam«ciante del governo* 

Kherson, capoluogo di g^virno, sul Daieper, con una forleua, 
eofiltm per la manaeria imperiale» porto e 20,000 abitanti. Miao- 
LAiBT, al «onAueiHe del Bug e d^i'Ingul, città di 30,000 abitanti, con 
rìgmurdevoli fortifieaaìoni e vasti cantieri per la marineria impeciale, 
la cui squadra deUe galere ha stanaa m quel porto» OnsiSA, residenza 
del governatore g^ierale della Russia Meridionale ^.capf^uoga di un 
ptccofo gcwmtik interchiuso di quello ^ Kherson -, bastarena akuni 
anni e la franchigia accordata a qu^ porto, per recarne la popola- 
zione a 95,000 abitanti ed a 73sOQQ se si commende nel computo •! 
territorio, e per farne una delle più bella, e più. fiorenti città del- 
l' impero; anzi la si vuoi riguardare coma la prtmana fdassa di 
eommereio del mar Aero ed uno dei maggiori empori! d* Europa 
pel commercio dei giw, del sevo e della lana. Il Uceo BicMien, 
il quale ha grado di università, alcuni altri hguardftvoli stabiiimenii 
letterahi e la stostone dei battelli a vapore ne accrescono I-importanza. 
TxGkshQGy dita fortificata e di gran ceounereio, eoa ii,600 abitanti, 
capoluogo di unptecofe govemoy che per alcuni rispetti dipende da 
quello di lekateHnealav, ma che però è un interchiuso del territorìii 
dei Cosacchi del Don. Nauuscuvan, sul Don, città commerciante e 
molto industriosa, di 11,006 abitanti quasi tutti Armeni, e residenza 
di un vescovo della loro confessione. BAanMiiT^. nel governo di leka- 
terinosla», città di 6600 abitanti, importante per l'immenso sUato di 
eccellente canyon foesik che sì trova ne' suoi dintonù. Nevo-Tcnsa- 
KASK, non lungi dalla sponda destra del Don, città di 13vOOOaManfi, 
capoluogo dei Cosacchi del D^h^ Bakwiìmarai, città di 12,700 abi- 
tanti, fiorente per industria e per commerci» ; se na vaoLrieenlaic il 
paUÓzo dei Man di Crimea, la cui magnificenza ricorda la grandf 
potenza di quei princìpi ; il nocciolo dei lora vasti, posiwdimonti forma 
il governo deHa Taturide,. che va annoverata te. i più riguaréaaair della 
Russia^ spraiiaai prodotti di quelle terre^ specialmente, natte regioni 



IMPERO hi RUSSIA. 19^ 

poste ai piedi dì quella catena di monti che orla la costa sud-est della 
Crimea, le quali sono le più temperate e più fertili dell'impero. Ivi si 
potrebbero felicemente stabilire tutte le colture più utili dell'Europa. 
Meridionale e delFÀsia-Minore ; infatti già vi prospera bellamente la. 
vite. Molti de' più cospicui personaggi dell'impero vi hanno fabbri- 
cato delle YÌOe, fra le quali giova citare principalmente a cagione sia. 
degli stabilimenti agrìcoli, sia della bellezza del sito, lursuf, Nikita, 
Alutchi, Sudak e Yalta. Perekop , meschina città di 525 abitanti 
vicino all'istmo di questo nome, e che noi ricordiamo solo perchè ivi* 
vicino sono i laghi saiati, ì quali producono essi soli altrettanto sale 
quanto tutte le altre saline dell'impero. Sevastopol (Akhtiar, Sebasto- 
poli), città che va ampliandosi tuttodì mercè il porto stupendo, ler 
formidabili fortificazioni erettevi dall'imperatore Niccolò, i cantieri 
magnifici e la stazione della flotta russa del mar Nero ; l'ultimo cen- 
simento le assegna 58,000 abitanti, compresi senza dubbio gli equi- 
paggi. Kertch, posta all'entrata deUo stretto di Enikalé, città com- 
merciantissima di 10,000 abitanti, compresi quelli di Enikalé ; il suo 
porto è stato or ora chiarito porto franco, ed essa forma un piccolo, 
governo separato. Richenev, capoluogo della vasta provincia di Be&^ 
sarabia, città arcivescovile di 43,000 abitanti, àkerman, sul Dniester,, 
con un porto, ricche saline, ed oltre a 25,000 abitanti. Ismail, fortezza 
importante sulla sinistra del Danubio, con 22,000 abitanti, la quale 
forma anch'essa un piccolo governo separato. Kilia, piazza forte sul. 
braccio settentrionale del Danubio, con 5400 abitanti. 

Rustia Orientale. 

Kazan, non lungi dal Volga, città di 45,000 abitanti, capoluogo dL 
(/ovemo, con un'università e sede di un arcivescovato, altre volte 
capitaie del potente regno tartaro di questo nome; essa è molto in- 
dustriosa, l'emporio del commercio tra la Siberia e la Russia d'Eu- 
ropa e senza did>bio la città principale dei popoli Turchi soggetti alla. 
Russia; nel 1842, un incendio terribile ne distrusse quasi la metà. 
Saratov, sul Volga, capolìAogo ài governo, città industriosa e commer- 
ciante di 42,000 abitanti. Sarepta, piccola città di 5000 abitanti,, 
liorentissima mercè i belli stabilimenti industriali fondativi dai Fratelli 
Moravi ; essa è stimata la più importante delle Colonie Tedesche di que- 
sto governo. Al qual proposito giova avvertire, che v'hanno altre 
coionie straniere non meno riguardevoli di questa nella Nuova-Russia^ 
nei governi di Rherson , di lekaterinoslav , della Tauride e della. 
Bessarabia, colonie ove tu vedi mescolate insieme molte nazioni 
diverse. Simbirsk, sul Volga, capoluogo di governo, città industriosa, 
e commerciante di 18,000 abitanti. Astrakhan, sopra un'isola 
del Volga, già capitale del potente khancUo tartaro del suo nome, 
ed ora capoluogo di governo^ sede di un arcivescovato russo e di un* 
i5 



194 EUROPA. 

vescovato armeno, con cantieri per b marìnerìa imperialèy 46,000 
abitanti ed iu porto frequestatissirao sul Caspio ; la Biollipiìee in- 
dostria ed il suo eoimnercio ugualmente florido ed esteso, le acqui- 
atarono un luogo cospicuo fra le principali città delFimpero. Pe^za. 
^qpoluo^o di goeemo, città vescovile , di 20,000 abit., industriosa e 
eommerdante. Vfatka, capoluogo di gowma, città vescovile, indu- 
striosa e di fiorente commercio, con iO,l$00 abit. Perm, capoh»ogo di 
gaoemo, città vescovile di 13,000 abitanti. Soliiavsc, pieeola città di 
3000 abit., ma importantissima per le sue ricche soitne e pd soo com- 
mercio dì pelliccerìa. Nella parte asiatica del governo di Penn, vale a 
dire in quella che è posta sulla pendice orìentale deHUral, noCereeio: 
ICKATERniBCRG, Città dì 16,000 abit, importante mercè la sua zecca, 
le sue immense fucine, le manifatture d'armi, ecc., la scuola ddle mi- 
merCf le miniere e le lavature d'oro del suo distretto; essa è 3 copo- 
Itfo^o del circondario delle miniere MtUraly il qmle è U più ricco 
•delTimpero ed uno dei più produttivi di tutto il globo; le sue iacaturm 
^oro e di platino sono per avventura le più ricche di cui si abbia 
notìzia* Nu5i-Taghilsk, la cui popolazione era ascesa fino dall'anno 
i826 a 17,000 abit., con ricche lavature d'oro e ^platino, Irbit, città 
di 2800 abitanti fissi, cospicua a cagione della sua celelnv fiera, (Hes- 
BiTRC, vicino all' Ural, città éà i2,000 abitanti, nel governo dd soo 
nome; essa è l'emporio principale dd commercio c<^Bucaria. Miasr 
<e Zlatal'St, città piccolissime ma importanti per ricche lavatuire d'oro 
che s'incontrano ne' loro distretti ; Zlataust conta 8700 abitanti e pos- 
siede una fabbrica d'armi e le più ricche arene aurifere che siano 
aeU'Ural. 



TiFLis, sul Kur, capoluogo del nuovo governo di Grusinia'fmeretbi 
•e già capitale del regno di Georgia, sede di un areivescovato geor- 
^ano e £ un altro armeno, città commerciante e piuttosto industriosa, 
con 30,000 abitanti e bagni sulfurei a cui concorrono molti stranieri. 
Erivan, neH* Armenia Russa, città di 8600 abitai^, con una forte 
€ittaddla; ne' suoi dintorni v'è il celebre convento di Eichmiadzin^ 
residenza del prrmo patriarca della Chiesa Armena; più lungi, al sud, 
sorge il Monte Ararat, per altezza, per fenomeni vulcanici e per le 
4Uiticbe tradizioni che vi si rannodano riguardevolissimo. Naketchi- 
VAN, nelf Armenia ancor essa, una defle città più antiche del mondo, 
«d anticamente delle più grandi dell'Asia, benché ora non conti nelle 
sae strette mura che poche mi^aia d'abitanti ; non ha guari ciie 
mt terribfle tremuoto ne distrusse gran parte ; essa è soggetto di an- 
tiche e venerabfli tradizioni, ed a lei concorrono motti pdlegrini ebrei, 
cristiani e maomettani. Gitmri (Alexandropel), piazza fortissima sul- 
l'Arpatchai, con circa i2,000 abitanti. Akhaltsiihe, città forte dì 



IMPEAa M AV88IA. iW 

ircail,OOOitNUuia« K'ndthaimi (Kutalii), buI Rioni, altre volte 
ipito/e del r^ cP/mers^M, meechina citU di 3000 «bitanU. Re* 
outk-KaU, città picGolisiima e fortìAcata di liOO abitanti all'in- 
irca, eoo un porto aul mar Mero, cbe è il più frequentato di queita 

Ghamakii, c^ifoUàogQ della nuova prtwinoia Carpiona, città piuttosto 
idusirìofaeconunerciantediGSOOalnt. ali'incirca, ma scaduta d'assai 
I ciò ch'ella era altre volte, quando vi riaiedevano i kan del Seirwan. 
Aiv, nel Sdrwan, città commerciante di forse 8000 abitanti, coi 
Dito più frequentato cbe aia nel Caspio» Ne' suoi dintorni suni^ 
celebri Poz%i di Nafta, l'abbondante prodotto dei quali è uno 
ei precipui redditi di questa provincia ^ VArtech''Gah, uno dei 
wfaorM 6'i4e6r» più antichi e più celebri dell'Asia, ed i vulcani 
\$lmQ$i simili a quelli di Macaluba in Sicilia, e della penisola di 
imaa formata dalle alluvioni del Kuban. Deeiemt, nel Daghestan, 
il Caspio » città fortificata , antichissima e grandemente scemata 
drastico suo lustro, ma ancora alquanto commerciante con circa 
0,000 abitanti. Stavropol, città fortificata, di 7000 abitanti, copo- 
Kyo della grande |)roi;tficta del Coucoso. Kizuar» sulTereck, città 
(rtiOcaU e conunerciante, con 6100 abitanti. 
Abbiamo già parlato dei popoli tributarli, vassalli, od anche indi* 
endenti cbe abitano nei confini di questa regione $ soggiungiamo 
ncheiCiacASsi (Cerchessi) formano una repubblica aristocratioo 
sliure, formidabile ai Russi a cagione delle loro frequenti irruzioni 
alloro territorio* Per imporre un IbDe ai loro ladronecci» l'imperatoro 
iicoolò ha ordinato fino dal suo avvenimento al trono un piano di 
Sierra ehe fu sempre seguito d'allora in poi ; ed infitti avviene ogni 
•ao, che numerosi corpi d'armata ben diretti guadagnano terreno 
ontro i belUcosi abitatori di questi monti. 

M«MÌa Onriiìaiìtala 

WiLTiA, vicino alla Villa» altrevolte capitale del potente granducati^ 
i Utmnia, ed ora del govtmo del suo nome, sede di un vescovato 
lUoKco, e di uno greco. La aua celebre univenità è stata soppressa, 
eceUuala la faooltd di medioim e ehirurgiay e gU aUbilimenti cbe 
e dipendono. Wilna è sempre il centro di un gian commercio in- 
no, e conia oltre a IU,000 abitanti. Witbmk , capoluogo di gover* 
0, città forte e commerciante» di 18,000 abitanti. Dun aburg, città di 
iOO abitanti, importante per la sua lesto di fonie aulla sinistra della 
^ias) case è il jmmUo oenlrcib della linea strategica della Dwina» la 
[uale comprende le piazze forti di Riga e di WitepA. Gaonno, aul 
iiemen, citti industriosa e commerciante» di 16,000 abitanti, o(i|)o- 
U090 di potremo. BazESK-LiTcwsKi , città forte e commerciante con 
1,000 abitanti. Kamimug» capoluogo del governo della PodoUa, città 



forte, di 15,000 abitanti, con un amveacovato nuao ed un ▼sconto 
cattolico. GiTOMia, eapoUiogo del ^owmo delU VoUnia, città indu- 
striosa e commerciante, con un yeacoTato rusw ed un ▼<»^^^ ^' 
lolico e 47,000 abitanti. Bebditchet, grandiasimo borgo, "ondo per 
le auc /fere e pel commercio; la sua popolazione ascende a 54,000 
abitanti. Mohilet, ricino al Dniepcr, copoJuo^ di gacemo, cittì 
commerciante di 23,000 abitanti, sede di un arcivescovato russo e di 
un arcivescovato cattolico; l'imperatore Niccolò ha dichiarato or ora 
iiuest'ultimo capo di tutti i Cattolici soggetti airimpcro Russo. Mwsi, 
^uogo di governo, città di 22,000 abitanti, ««*« ^ «"^"JT^ 
vato russo, e di un vescovato cattolico. Borizov, città di 5700 alMt ; 
poco lungi di là, al villaggio di Studiahka, accadde iXpattoggto fa- 
moso della Berefina, che fa l'episodio più disastroso della memora- 
bile ritirata che terminò la campagna del 1812, e ncondusse sulle 
sponde del Niemen le reliquie dell'esercito reflfotore per avventura 
il pw numemo di quanti se ne siano mai adunati sopra unpunlo 
«olo. BoBRUiSE , sulla destra della Beresina , città di 21,000 abi- 
tanti, importantissima sotto l'aspetto strategico mercè le foimi- 
dabili fortificazioni onde la si cinse in questi ultimi anni, ed il 
sito ove giace, e che difende la linea d'intervaUo tra la Dwina e lo 
Dnieper. 

Regno di Polonia. 

Varsavia , sulla sinistra della Vistola , capitàU dell'antico e del 
tiuovo regno di Polonia, residenza di un arcivescovo, e eapohtogo del 
governo di Mazovia. Non ostante la soppressione dell' università e di 
^dcuni altri stabilimenti, e le perdite gravi cagionate dalla guerra die 
tenne diett^ all'insurrezione scoppiata nel 1830, Varsavia rimase 
nondimeno il centro dell'industria, del commercio e dell'operosità 
letteraria del regno; essa è già popolata da oltre 140,000 abitanti, ed 
<>ccupa per questo rispetto il terzo luogo fra le grandi città dell' im- 
pero. Mercè la formidabile cittadella erettavi ultimamente, e la testa 
hU pónte di Praga essa è divenuta la chiave della linea strategica della 
(Vistola, la quale abbraccia le grandi fortezze d'Ivangorod al «ud, e di 
'IfmxhGeorgevsk al nord, e la cui linea di difesa si appoggia sidle piazze 
di Zamosc e di Bnesk-Utewski. Tomaszow, città di 4000 abitanti, 
dentro di una grande fabbricazione di panni e di altre stoffe. Plocx, 
sulla Vistola, città industriosa e commerciante , di 10,000 abitanti , 
capo^uoj^odi governo. Novo-Georgevsk (Modlin), al confluente éé 
Bug colla Vistola, piazza fortissima. Olkcsz, città di 1360 abitanti, 
nel governo di Kieke, importante per ricche miniere, principal- 
mente di ferro, che si scavano nelle sue vicinanze. Kalisch , città di 
^1 000 abitanti, industriosa e commerciante, capoluogo di governo. 
Wbliko città vescovile di 15,000 abit., industriosa e commerciante, 



REPUBBLICA DI CRAGOTIA. 191 

«opoftio^o di governo. ZAMOgc, città industriosa e piazza forte, con 
sdÒO abitanti oltre la guemigione. 

VoMedìmenti. Yedansi VAsia e Y America Russe. La superficie totalei 
dell' impero Russo ascende a 5,915,700 miglia quadrate (20,287,00a 
chfl. quadr.) e la popolcaùme a 60,000,000 di abitanti. 

REPUBBLICSA DI CRACOVIA. 

Gonfiai e Fiumi. Questa repubblica, che il congresso di Vienna 
formò nel 1815 di una piccola frazione dell'antico regno di Polonia, 
non comprende che la città di Cracovia con un pìccolo territorio lunga 
la Vistola, chiuso fra i tre territorii del regno attuale di Polonia, della 
Gallizia e della Silesia, membri degli imperì Russo ed Austrìaco e della 
monarchia Prussiana, i quali ne sono protettorì perpetui, e l'hanno 
dichiarata perpetuamente neutra. 

Topografia. CRACOVIA (Krakow), sulla riva della Vistola, città 
vescovile, già capitale del vasto e potente regno di Polonia ed ora 
della repubblica del suo nome. Questa città ha veramente perduto 
l'alto grado di splendore che aveva conseguito ai tempi di Sigismondo 
I , ma nondimeno essa continua a segnalarsi per la sua industrìa, e 
più ancora pel suo commercio ; mentre conferiscono non poco alla 
sua importanza Vuniversitày l'abbòhdante popolazione che ascende a 
42,000 abitanti, e le miniere di carbon fossile, di ferro e di zinco 
coltivate nel suo terrìtorìo. 

PEinSOLA ORIENTALE. 

Per le ragioni esposte nel Compendio, riuniremo sotto questa deno- 
minazione meramente geografica tutte le contrade che i geografi vol- 
gari continuano a designare sotto il nome inesatto di Turchia d* Eu^ 
ropOj aggiungendovi le Isole Ionie, che ne sono un'appartenenza 
geografica. 

Posinone attronomìoa. Longit. orient, tra 13^ e 27°. Latit. tra 
35** e 48*. In questi calcoli abbiamo compreso le isole considerate 
come appartenenze del Continente Europeo. 

Confini. Al nordy ì Confini Militarì di Croazia, Slavonia, Ungheria 
e Transilvania, e la Bukovina, contrade comprese nell'impero d'Au- 
strìa, e quindi la Bessarabia appartenente all' impero Russo. ASYest, 
la Bessarabia, il mar Nero, lo sfretto di Costantinopoli, quello de'Dar- 
danelli e l'Arcipelago. Al sud, il mare di Mannara, l'Arcipelago ed il 
Mediterraneo. AÌYovest, il mar Ionio, il canale d'Otranto, il mare 
Adriatico e l'impero d'Austria, cioè il regno di Dalmazia ed i Con- 
fini militarì Croati. 



Kmmi. Eeeettuati il Dtmbio eia Miritia, tolti i fnni di qoesU 
regione hanno un cono brere; ma in conpeoso parecchi éi loro, sic- 
come VAdienmte, 17iuiod, i due Cefin, ecc. sebbene l»«¥ii8ini, mnx» 
rinomati nella geografia astica; la quale a vv e r te n aa vale anche pei laghi 
e per le fNiiiidi', che occupano si gran parte ndla mitdogia e netta 
storia di queste classiche terre. 

11 BAB vsBo riceve . 



Il DaSUBIO cIm è il stcoodo fiame di F.nropa; ean» Tiene dalPimpero d'Ansine, 
e, coBa .Sava e l*fjaaa, argsa i coofim 4ell'ÌBp«r« Otta— — e ^t%^ Slab tmm «as- 
lalU cogli iaipcfi 4*Aailna • di Koana. Ea» pana par Bd^rarfo e Sta a r a dr ia ari 
prÌBcipal» di Scrria ; tocca Vidino, NicopoU^ Sistow, Aastcbuk, Silistrìay Basof i. 
Binova, Malcbio, laachi e Tolcha oelFiasperD Oflomaoo j Toma rÌBopella a Nico- 
poli j Ghinageiro rimpcflo a Bwglctink a Brakalav mI priadlpalo di Vabedaa , « 
Oalats nella Mnldaria; a dop* aver ibranl» ma «aal» della delta B^gmi, ibooea ia 
vani raaii nei mar Neroj la SOLlHA ne è slimata il raoao principale. Gli afloenti più 
rìgnardevoli del Dannino a destra sono : la Sa^a, la quale esce dall'iaapcm d*An> 
stria, passa per Gradisca fBefair) e Brod ndl'iaapei» Ottaanann» per Sckafaate nel 
principato di Servia, ove s'inncrfa nel DannUo sotto Belgrado ; In Seva riceve a destra 
VUnmmf cbe bagna Bihach^ la fVr6ax (Verbilaa), che passa per JaiUe e Ba nJafc ifcSy 
la Bosna a coi appartengono la Migliata (Mclaska), che passa per Bosnn-Serai, eJ 
un altn comnts die irriga Tmwaikj e inalmaala la Drimmf che pMio par Focaia t 
Z«vomik; la Mormwm formata da dae rami principali: VOccidemtmle feravcrsi 
la Servia^ paasa per Rruchewats; l'Orientale riceve la lVu.ifl»v che irriga Hissa; 
Vis Iter, cbe passa vicino a Samafcov e Sofia. Gli a iBnentì prindpaJì dd Dnimbin a 
ainistra aem>: il Syll (Sdiyll), che taaacrsa la Fieaal»-Vaiaa:hia» assia UValacchu 
Ckcidenlak, paai^ndo poco liu^i da Krafova; l'Oli (Aiuta) ^ che esce dalla Traa- 
silvania nell'impero d'Austria, traversa la Valacchia, irriga Bimnik e Slalìnaj Vjtrdj *, 
che è ingrossato a siniMra dalla fhiaifnwitsn, che lr a *e t m Bnkareal ; la Jmlauit^m* 
cbe passa per Tergovist^ il Serei, che esce dalU Gnlliiii nrìPimprrn d'Assiria, « 
traversa il principato di Moldavia; e finalmente il Pmtk, il quale eaoe paria»ri.u 
dalla Gallisia, separa il principato di Moldavia dalla provincia rossa di Bcasaral>i<) 
e bagna Fallai ; questo snnsnlt è ingroasalo a d salii dal Mmflui, che passa per Jassy. 

L'a»cifki.a«o riceye : 

La IfAarrzA che è il finme pia ligMvdavOle; dopa aver ba g nat a Talar.Baaar- 
diik, Fikppopoli ed Andrinopvli, va nell'Arcipelago; il ano afflnoite prÌBCi|*ale di 
sinistra è la Tumd/ a, cbr tocca Rasanlik, ed accoglie alla sua volta on'altra cur> 
rentr che lambe le mura detl'impoclanle città di SeKmnia. 

Il KAEtfO o Simmam {M»marm)i all*av«allafliontn di panalo finaa, pachis 
siroo nolo ancora ai geografi, appartengono le* fiorenti cillà di Seres e di Melenik ; 
il Karaso si versa nel golfo di Orpbaao, ossia di Contessa, dopo esser paainin per 
messo del lago Kadaka. 

11 Va«u* tocca Oscap, «d ivi a pocha miglia varso l'aveal «Mm ad ffalfii d» 
Saluniccbio ; al vasto suo avvallamento apparleiigoao le floride città di ltona*lu-, 
d'islib e le rovine di Prlla. 

L'imuc^AiiAM carré Peakvmità mirilinaali Mia Macada*^» a KÌialasda »ì 
muti vieae quasi a cawfo n derv iJ ano piemia della caa qMrtto del Vardar. Il bd U]i«* 
di Kasloria e la florida <*.iiià di qurslo nome, egnalmente che Kara-Veria poawe^ 
considerarsi eome apparlenrase ddPawall a menfo di questo fiaaae* 

La SAl.ailPUA, «ha aaaade dal Fmda (Meaaova), travana a fi ntaii la awgm- 
fica valle dw é la più bella paitedt Taasaglia, hagaa Lariany ed apnadoai il ]féM^ 
tra l'Olimpo e l'Oam si getta nel golfo di Salooicchio. 

11 SBABB BiBDiTBmBAifBo rìccTe : 
L' lai (fnroM) che bagnava Sparla ; esso diaeende dalf'allopiaaa 
della Marea, e sbocca nel golfo dello nelle aoatre carte di Kdtdifba. 



IMPERO jOTTOMANO. i99 

Il HAms lOHio ed i suoi ooin ricevono: 

Il ROFIA {jilfco)t ^^ tcende dairallopiaao centrale delia Morea> OTe travena 
l'Arcadia • l'Elide; sebbene sia di brevissimo corso, è tuttavia il maggior fiumo 
della Morea. 

L.*ASPiO-P0TAM> {Aekaio»\ vende dal Meaaovo oaeia Piado, corre dal nord 
.ti sud r«etremità occidentale della Tenaglia^ irriga l'EtoIia a sinistra e rAcarnania 
* destra^ e dojto aver accolto le aque del lago di Vracbori, entra in un golfo del 
tu are Ionio. 

L'Arta scende dal Piodo, traversa l'Epiro OrMOtale, bagna Aria ed entra sei 
,:.<>Ifo oaaia laguna di questo nome. 

Il CAIìAMaS traversa le campagne non ba guari floridissime dell'Epiro, cioè 
«i«lla Baasn- Albania, coltivate dai Filati, tribù greca, e va a versarsi nel canale di 
('..•rfà. Il bell'avvallamento di Jannina, si florido prima delle sveature che hanna 
oiraaìato a'nostri tempi questa contrada, potrebbe considerarsi come un'appartenensa 
Klrograficn di questo avvallamento, come lo è pure di quello dell'Aria. 

Il MAHS AimiATico rìoeTe : 

Il yoiVMA o VBDiSy «be scende dal Pindo, traversa la Bassa-Albania toccando 
Konìtsa^ Praaiiti e Tebelen, e quindi va nell'Adriatico; esao riceve a sinistra Vjtr^ 
iyrocastron^ che passa per Argyrocastro. 

L'ErcekT, detto anche Brratiho e KrevASTA ; esso discende dai monti che 
s»r|;oao al aord^ivest di Kastoria, traversa l'Albania di messo, passa per Berat e 
«•<^»cc« nell'Adriatico. 

Jjo SCOMBI (Tobi), detto DbvoL nella parte superiore del suo corso, bagna Po« 
l«ni, traversa il lago Malik^ passa poco lungi d*Elbassan, ed entra nell'Adriatico. 

U MA.TI» il corso del quale a più breve d'assai che non quello dei precedenti, 
fit.i che ootiamo perchè irriga la montuosa contrada abitata dai Mirditi, \u nell'A- 
«iruUico ; al suo avvallamento appartengono Croia ed Oros. 

Il Drin, formato dalla riunione di due rami delti Druv-Nkro, il quale esce 
•:.il bel lago di Ocbrida, passa virino ad Alta-Dibre, Batia-DiWe ed Ibali, e DlilH~ 
r-i4aC09 il qnale viene dalla parte opposta, ed al cui avvalLameoto appartencoao 
1- fky Priarend e lacovo. Il Drio passa quindi vicino ad Alessio ed entra iiell'Aaria- 
ii<o. Emo è il maggior fiume dell'Albania, e ne Inversa quella parte che e detta 
Alta-Albansa. 

La BOJANA, nella parte superiore del suo corso detta Mox acca, traversa l'Alta« 
A^taaia, entra nei lago di Scntarì, ond'rsce sotto il nome di Bojana, bagna le mura 
tt< Sentavi e ai versa Dell'Adnalico. Quasi tutto l'importante cantom; di Montenegro 
appartiene al ano avvallsmealo. 

La Narbvta, il cui corto superiore forma un gomito grandissimo, irriga 
l'fTertaegovma, ossia Dalmasia Ottomana, passa per Uostar ed entra nella Dalmasia 
Austriaca, dond'esta mette foe« nell'Adriatico 



rnsioni polìtiche. Àl)biaiiH) già veduto tra qunli diversi Stati pre- 
sentemente si parta questa regione; nondimeuo li ripeteremo qui per 
indicare l'ordine che seguiremo nella loro descrizioTie. Questi Slati 
sono: l'impero OUomanOy di cui descrìveremo la sola parte che si può 
«'(msiderare come appartenente alPEuropa; i principati di Servia^ di 
Valojchia e di Moldavia^ trìhutarii dell'impero Ottomano; il reijno 
di Grecia e la repubblica delle hole Ionie, 

Impero Ottontafio. 

GoaAni. Al fiord, i G)a<loi Miittarì neirinipero d'Austria, i prin- 
fipati di Sorna, di VaJaofhia e di Moldavia, e la provincia russa di 
BesFarabia. All'est, 11 mar Nero, il Bosforo ossia stretto di Costanti- 
Buyoli, TEllesponto ossia Io stretto d«i Dardanelli e J'Ardfielago. Al 



WO EOBOTA. 

sud, il mare di Mannara ; l'Arcipelago, il mare Mediterraneo, ed il re- 
jgno di Grecia. A\Y ovest, il mar Ionio, il mare Adrìatioo, la Dalmazia 
ed i Confini Militari negl'impero d'Austria. 

Fimi. Il DanMo, la Mantxa, il Karasu, U Vardar, Y Indje- 
JKarasu, la Saìambria, la parte superiore del corso dell' ffeUoda, 
V Aspro Potamo, YArta, il Voiussa, il Drin, la Bojana e la Aa- 
-rmta. Vedi pag. i98 e i99. 

Dhrisùme e Topografia. Le divisioni adottate neOe nostre gecH 
.grafie sono ignote ai Turchi. Dopo le nuove modificazioni succedute 
nell'organizzazione intema dell'impero, tutta la parte europea è di- 
Tisa in 24 pascialati ossia governi di difierentissima ampiezza, e 
di egualmente mutabfli confini, i cui pascià hanno un grado diffe- 
xente. I visir, ossia pascià a tre code, ì quali hanno ora il grado 
-di generali di divisione, estendono per certi rispetti la loro autorità 
sui pascià ad Una ed a due code, ì quali hanno il grado di semplice 
generale e di generale di brigata. Sotto i pascià vengono gli oyoM 
ed i mussdim^ cariche che corrispondono a quella di sotto-prefetto 
in Francia; costoro anch'essi governano paesi di assai diversa am- 
piezza e popoli più meno numerosi. I grossi villa^ e talora anche 
*grandi città sono soggette ad agà od a spahi, specie di signori, 
ed i piccoli a soubasci o malbasci, che sono una specie dì maire. 
•Oltre i pascià v'hanno ancora alcuni vot vocìi, ossia musseUm, ì 
squali hanno cariche ereditarie nella propria famiglia, ed alcuni dì- 
astretti a cui è assegnata un' amministrazione peculiare. Fra questi 
ultimi vuoisi collocare Costantinopoli, la quale insieme col suo ter- 
ritorio forma un governo particolare; la grande città di FiUj^popolù 
\ed il grosso borgo di Scharkoe ossia Pirot, Dobbiamo soggiungere 
finalmente che alcuni cantoni, talora molto ampii, sono al tutto indi- 
pendenti di fatto, benché noi siano di diritto ; fra i quali noteremo 
almeno il Montenegro ed i suoi Alleati, che si possono considerare 
.come uno Stato affatto indipendente; il Paese dei Mirditi nell'AI- 
\bania, e propriamente nel pascialato di Dukagìn, il cui capo dimora 
ad Oros; Varmatol deW Olimpo che risiede a Karia nel pascialato di 
iSalonicchio ; e Yarmatol di Lehvo in quello di Giamna. 

Costantinopoli, detta dai Mussulmani Islambul (città dell' isla- 
jnismo), giace sul canale che separa l'Europa dall'Asia, ed il cui seno 
vi forma un bellissimo porto. Ampliata e rinnovata da Costantino, ii 
quale ne fece la capitale deU'tnipero Romano, fu residenza d^ im- 
peratori di Oriente fino al 1455, e divenne d'allora in poi capitale 
òf^Yimpero Ottomano, residenza del mufH, ossia capo del clero del- 
l'islamismo, dei tre patriarchi , cioè dei Greci , degli Armeni scisma- 
tici e degli Armeni cattolici , e del khakam-basd , ossia capo del 
"doro israelitico. Mercè il tempio stupendo di santa àofia divenuto la 



IMFEBO OTTOMANO. 201 

moschea principale, eé alcuni altri riguarderoli monumenti; i quaranta 
collegi medrenè attinenti alle moschee principali, ove, appunto come 
8i usa ndle nostre università, si conferiscono i gradi agli studenti 
indirizzati alle cariche cìtIIì ed ecclesiastiche; la scuoto nuJitare, e 
quella di mMcina; le tipografie recentemente stabilitevi , il Monitore 
OUomano che vi si pubblica in turco ed in francese, le molte bi- 
Uiotecbe pubbliche, ed alcuni altri stabilimenti, Ck)stantinopoli oc- 
eupa il primo luogo fra le capitali dell'Oriente, mentre d'altra parte 
le molte manifatture e il florido commercio, il vasto arsenale marìt- 
limo, ed una popolazione di 600,000 abitanti le assegnano un luogo 
(ospicuo fra le più grandi metropoli dell'Europa, le quali tutte essa 
aipera in quanto a popolazione, eccettuate solo Londra e Parigi. I 
inadi avvenimenti politici di cui Costantinopoli fu teatro, dice un 
eloquente scrittore, le grandi questioni sociali che vi si agitarono, 
t che vi saranno ancora risolute, l'hanno resa uno dei punti più 
inportantl del Mondo Antico. Quei palagi, quel serraglio, quel bel- 
lissimo mare parlano ancora delle tante e cdbl diverse scene di cui 
^00 spettatori; e non v'è nulla di più drammatico e di più com- 
inovente che quella storia, la quale abbraccia l'Asia, si allarga al- 
'Africa, e vien talvolta ad innestarsi con tanto splendore agli annali 
ii Europa. Nei dintorni di Costantinopoli si vuol mentovare ahneno : 
Seutari, città dì 35,000 abitanti, industriosa e commerciante, 
fosta dall'altra parte nlel Bosforo, in Asia, ed in faccia a Costan- 
inopoli, di cui essa è considerata come un sobborgo; Roumily- 
bissar, il più forte di tutti i castelli che proteggono il Bosforo; 
7herapia e Buiuk-Deré , grossi villaggi, con moltissime 
lille. 

Ahorinopoli (Edreneh), sulla Tundja, vicino al confluente di 
^esto fiume colla Maritza, capoluogo dei pascialato di questo nome, 
il quale comprende quasi tutta la Tracia; essa è stimata la seconda capi- 
foie dell' tfiipero, e la più industriosa città della Turchia d'Europa; 
essa è residenza di un gran mollah e di un arcivescovo ; il suo com- 
OKrcio è florido, e si suole assegnarle da 100,000 abitanti. Selimnia 
(IsiiToe), piena di fabbriche; la sua importanza riceve incremento 
dalla sua celebre fieray da una popolazione di circa 20,000 abit., e 
dalia vicinanza del Demir-Kapu (Porta-di-Ferro), una delle prin- 
cipali gole del Balkan. Gallipoli, sulla penisola di questo nome, 
dttà industriosa e commerciante, di circa 1S,000 abitanti; essa fu 
PV hmgo tempo il capoluogo déì'eyalet dette Isole, ed è rimasta an- 
cora la stagione ordinaria di una parte della flotta turca, la quale 
wiU ivi le sue provvigioni. Ivi a qualche miglio, al sud-ovest, 
f<^ Kilid-Bahr, sulla costa d'Europa, e Sultanie^K alessi , 
^ taccia a quella, sulla costa d'Asia, le quali sono le più importanti 



fortesxe fra quelle che dìfendoso il celebre slreOa de» DardamelU* 
RoBOSTo, vicino ti mare di Mannara, città arcivescovile e coouDer- 
ciante, eoo circa 18,000 abitanti. Kostemdib, citti iaipeclantÌBsìnja 
mercè la ma aituasione emineaCenenle ttrategica, codm quella ck 
sorge dio abocco delle due gole dette Sétu-Derìmmd (Porta di Tn- 
iano) e Kis^Beràmd^ le quali eondnoono l'una a Sofia e l'akra a 
Ghiiffltendil. Filifpomli (Fdibé), città commerciaiite ed iBdustrio- 
sissima, con un araveecovato ed oltre a 30,000 abitanti, capohMgo di 
un dUtT€Uo il quale è riputato soggetto alla madre del sultano, ed è 
un'interchiaso di questo grande pascialato. 

SÀLONiGcmo, in fondo al golfo di questo nome, cofpfiwogo dei pfh 
tciaHatù che comprende la maggior parte della Matuioma mariitinìa. 
città industriosa e molto commerciante, di 70,000 abitanti airincìrca, 
sede di un gran wùUak e di un arcivescovo; se ne rìstaunuio ora k 
fortificasioni. Uskiue (Useop), sul Vardar, oqpoJtiofo di faaDiaàai*\ 
città arcivescovile, fiorente per industria, e la cui popolaùone asoenoe 
per avventura ai5,000 abitanti. Ivi ad alcune nùgUa al nord-ovest 
giace f'af seàantlc, punto eminentemente strategkOi il quale po- 
trebbe diventare per questa parte deiPimpero ciò che è Gbumla per 
la Bulgaria, larn, città piena di manifatture, a cui si assegoam 
^,000 abitanti. Karatova, città ^ 6000 abitanti, importante a ca- 
gione delle ricche wwm&rt di piamko argmUfero efae si scavano nette 
sue vicinanze. Serbs, città arcivescovile di 30,000 abitanti ali' in- 
circa, florida per industria e per la coltivazione del catone dì cui essa 
è centro ; essa è il eapoluo^o d'un pastsùdato che comprende pure b 
peni9oia Caleiéicay riguardevolissìma per le sue tre penisole secon* 
darie^ per le miniere di argento che vi si scavano e pel Monte- Atm: 
quest'ultimo, famoso per i suoi molti conventi e cappelle, andava ^e- 
l^lato nell'imperfettisaìma onilogla degli mtichi, grazie all'alt«ua 
straordinaria che gfa' si aaaegaava , e die giunge ap pen a aHa meli 
del picco di Teneriib. 

MoHASTiR (llitolia), città industriosa e oaamerctanAe, a cui si so- 
glieno assegnare.da 50 a 410,000 abiCanii, eapoiwtgo di nnparciafaliu 
il cui digaitario, rivestilo delia carica di Aumatf-Vo^MM, è tenuiA co- 
mandare a tutti i pascià della Tracia, delia Maeedoaia, della Mesìa t 
dcU'Albauia Superiore e Media; è pure uà oaa^ jiifi'mamnifl stabi- 
lito da alcuni anni in qua per osservare gli Albanesi. 

SonA (Tiadritza), «Uà a n ir m rnTilr, roBWti f c iinl r e UMlla iadu- 
striosa, con 50,000 abitanti aH'incìrca ed un coaifio ^Braianaufc per 
osservare i Bulgari; questa città è il cafoluego del fìnMiafatn pi^ Im- 
IHMtmte e più erteso del'iltta-JfeM. Samamv, città di 5900 ahi- 
taati, riguardevole per le rioche fmmen di ftrro che vi ai acavan*. 
linai, sulla Nissava, cillà vesfoovile e ioile» pa|N)lata a quel die sì 



IMPERO «TTOIIJLNO. 

dice ^ 16)000 abitanti, eapoUtoffo di un pascialato^ da cui dipende il 
pascià che comanda la guaraìgìone di Bdgrado in Servìa; le quattro 
strade piincipali che ¥i mettono capo le danno un'alta importanza 
strategica. Scharkob (Pirot), città di SODO abitanti e centro delia 
maggior fabbricaakme di tappeti di tutta Turchia. 

S1LI6TIU (Drìstra),^ auUa deitra del Danubio, cUtà eomneroiante e 
fortissima, a culai astegnaio 25,000 abitanti ; cofM^uo^o di un poMto- 
hiio che abbraccia tutta la Bulgaria Orientale e tutte le farteite dei 
Basso-Danubio. Qucthla, cictà commereiante e di grandisaiaia indù* 
stria, con oltre a 30,000 abitanti, una eitUMIa ed un vasto campo 
trineieraio; è questa una delle più forti fontani militari d'Europa, 
a cagione delle difficoltà che il territorio oppone al nemico, e ia situa* 
zione di casa nel centro ore mettono capo tutte le atrade delle fortezse 
del Danubio, e donde partono quelle cbe traversando il Balkan voi* 
gono verso il mar Nero e la Tracia. Yarva, piazza forte, sede di un 
metropolitano, con oltre a 16,000 abitanti, ed il mi^r porto della 
parte Europea dell'impero sul mar Nero. Rostchuk, suihi deatra del 
Danubio, città aroivescorile, industriosa e oommerciantissima, di oltre 
•10,000 abitanti, capoluogo di un fosdalaio che abbraccia ia Bul^ 
fima Media;, se ne sopo ristaurate le fortificazioni, non che quelle 
delie altre piazze poste sulla destra di queste gran fiume. Vioiso 
fViddin), sulla destra del Danubio, città Tescoviie, forte e commer- 
ciante, cui vengono accordati dadO a 215,000 abitanti. Nìcopoli, sulla 
destra riva M medesimo fiume, con una forte ctttadelia, un arcive^ 
^vato greco, un vescovato cattolico, e quasi 10,000 abitanti. Si- 
STOTA, città di circa 2i,000 abitanti, florida per industria e per com- 
niereio. 

ScoTARi (Uanderia dei Turchi, Scodra degli IlUrìi), posta ove la 
lloiant esce dal lago di Scutari, città commereiante di ^5,000 abitanti 
ail'iacirca, la quale dopo iaeatastrale del i851 è aciéuta d'aasaiseasa 
(sede d'un vescovato greco e d'un vescovato cattolico, ed il eapo^ 
'«090 di un pascialato il quale comprende la parte letlmilrioaale del* 
'•^Ita-Albania, e che è considerato estendere la sua ginrisdizioDe sul 
llaolenegro. Getigna, mesdrina città ^ forse %ù case, che om men- 
«ràno per indicare il eopaiuego del Momtemgro, canlone «fiiUto in- 
dipeadente ; una specie di repubbhea feeoentica, il cui vescairo greco 
riunisce nelia sua persona l'autorità spirituale e ta temporale. Imi 
(i'ecb), città di circa i2,000 abiUnti, capUuago del patciakUo di Du- 
^N|, che, insieme «on 4|iieilo di i^raeren, eanpranée la parte me- 
nfboaale éeiYMia'Aìhama ; ne' confini di questo poiciahsto giace la 
pittala ddà diOaeaeon ItSOO abitanti, eapolmogodei MétdtU.fevoh 
^^■'l^hca «he può eonaidemrsi rome indipendente, ed il cui tenritorio 
^ per dir cosi, usa telezza natsmle. Ptaann (JNnma), ttifKtimip 



204 Evm»k, 

di poKiàhao, dui industriosa e cominerciaiite, centro di una grande 
fabbrìcaiione di armi da fuoc4>, i cui abitanti giungono forse aSM,000; 
la sua dioeesi metropolitana soltentrè al patriarcato ierbiano abolito 
gii da hmgo tempo. DcmAsio (Douratzo), con un porto sull'Adria- 
lieo, città di forse 8000 abitanti, la più commardante del pasdalaio 
di flbsnon cbe abbraccia VÀlbama-Media. Iahiha (Tania)» sul lago 
di lanina, dttà scadutissima da dò ch'essa era quando il cdetee Ali- 
Pascià l'areva iktta residenxa del vasto Stato che ^i aveva fondato e 
che dipendeva solo nominahnente dall'autorità dd sultano; nondimeno 
essa è tuttavia molto industriosa e commerciante, residensa di un 
metropolitano greco e eapoUtogo di un pagdaiato che aUNracda tutta 
la Bana-Aìbania e VEpiro, e da cui dopo il i839 dipende andie qudlo 
di Larìssa ; la sua popolazione è comunemente stimata di 3D,000 abi- 
tanti, y ALON A (Aulona), città florida pel commercio, con un vescovato 
greco, circa 5000 abitanti ed un vasto porto sull'Adriatico. 

Labissa (lenischeher), città industriosissima e commerciante, sede 
di un arcivescovato, ed a cui prima della guerra ddl'insunrezione si 
assegnavano oltre a 30,000 abitanti ; capoluogo di un patdalaio che 
abbraccia la Tessaglia. Entro un raggio di sedici miglia da questa 
città sorgono, al nord-est, il Monte-Ossa ed aMont&OUmpo, cddwa- 
tissimi nella mitologia greca ; abbiamo già veduto che VOUmpo è il 
punto culminante di tutta la penisola Slavo-Ellenica. 

Traunik, dttà industriosa e commerciante, di 8000 abitanti all'in- 
circa, con una dttadella ; c(^pohiogo di un pasdaiato che comi^ttMle 
la Bosnia e la Oroasta Ottomana, e da cui dipendono i pascià ad una 
coda di Zvomik e di Novibazar. Bosn a-Sebai (Senyevo), la più grande, 
industriosa e commerciante città della parte occidentale ddl'irapero, 
residenza dei principali capitani ereditarii che, non ha gran tempo 
ancora, governavano la Bosnia, di cui quella si considerava la capi- 
tale; la sua popolazione ci pare possa stimarsi di circa 70,000 abitanti. 
Novibazab, città di drca iO,000 abitanti, capoluogo di pasdaiato. 
impwtantissima sotto l'aspetto strategico ; essa è k chMoe ddla Bo- 
snia, contrada che potrebbe chiamarsi la SfHzxera Ottomana. 

MosTAa, sulla Narenta, dttà di 10,000 abitanti, industriosa e eom- 
merciante, capoluogo del pascùiiafo che comjHrende VBerzegoninar 
contrada notabile per la firequenza ddle correnti che si perdono in 
abissi. FoTGHA (Foczia), città commerciante di 12,000 abitanti, e la 
più industre dd pasciahto. 

Cardia (Kirid), città che ha molto perduto del suo lustro passato, 
ma forte, residenza ddl'ardvescovo di Gortina, con un porto e drci 
42,000 abitanti ; essa è il capoluogo dd pasdaiato che aMmoda b 
grande isola di Gandia (Créta), cosi cdebre ndla storia, oome impor- 
tante per la sua situazione ; l'assedio che i Yenesiani vi sostennero 



IMPERO OTTMÀHO. ^Mt 

contro i Turdii, è forse per molti riguardi il più memorabitodei tampì 
moderni. La Canea, con un porto e circa «000 abitanti ; è U piana 
più commerciante dell'isola. .... 

PoMidiMaii. AUe pag. 85 i W abbiamo accennato che i prmct- 
paH di Sima, di ValaooMa e di Moldavia sono vassaUi e tobutarii 
dell'impero. Vedi YMa e V Africa OtUmane. U superficie totale 
deffimpero, compresi i paesi vassaUi, ascende forse a i>^»255 "JJ- 
glia quadrati (4,989,000 chil. quad.) e la popolaiione a «»,560,0«l 
abitanti. 

Principato di Serietà (Serbia). 

CoBlhil. Al nord, i Confini Militari neU'impero Austriaco; aires/, 
fl principato di Valacchia, i pascialati di Vidìno e di Nisch; al «Md, que- 
st'ultimo pascialato e quelli di LeskovaU, di Pristìna e di Novibazar j 
ali'owjt, i pascialaU di Traunik e di Zvornik. 

Piami. Il Danubio, che riceve la Sava, ingrossata dal X>nn, ecc., 
la dorava, Il Timok. Il Drin segna la frontiera occidentale, il Ti- 

mok la orientale. . .. . 

ìMdnm e Topognaa. Tutto il principato è presentemente diviso 
in i7 cfcrutseto (circoli) ; i circoli maggiori sono comandati da coion- 
«eW, gli diri da luogotenenti superiori. . . * j. 

KsAGoiEWATE, copoluogo di cfcrutsoia e capitole del pniiwpato; gli 
vengono assegnati da 8000 abit. Semendria, al confluente deUa Mo- 
«va col Danubio, capoluogo di cfenitewa, residenxa deU arcivescovo 
primate, e pc^UU da forse 10,000 abitanti. teLORADO, al confluente 
della Seva col Danubio , città arcivescovile e forte , capoluogo m 
dsnUèda. Sebbene occupata da una guernigione turca, essa è tutr 
tivia riguardata come la capitale del principato a cagione delia sua 
importanza, e perchè il principe vi ha stabilito più di una volta la sua 
reaidenia; ed infatti la florida industria di quesU città, l estesissimo 
commercio, la tipografia, il giornale che vi si pubblica, ed i suoi au 
»,000 abiUnti le assegnano il primo luogo fra le città del prin- 
cipato. 

Principato di Falacchia. 

CmU. Al nofd, la Transilvania Militare nell'impero d'Austria ed 
il principato di Moldavia ; all'ea*, la Bulgaria $ al simì, la Bulgaria ; al- 
fot^es^ la Bulgaria, il principato di Servia ed i Confini MiUtari Au- 
striaci. 

Tmmà. n Danubio, che separa il principato dall'impero Ottomano, 
e che riceve il Syll, V Aluta, VArdjis, Sgrossato daUaDwmoo- 
ttba, la lalovitza ed il Seréth; quest'ultimo segna una parte della 
frontiera dalla parte di Moldavia. Vedi pag. i98. 



*uMvtm m pimm etti» cKctnéarìi. 

BuKABEST, sulla Dumboritza, capoluogo M éi$$retlo é'Jlfow e dai 
1M8 in |NM ed|Mri» M jwti i c iy u to, dttà areiv^scoyfte, ■nito eoin- 
mereiante, e popolata a qua! efae somlra da 7i,000 abitarti. D eoHe- 
^0 di S<m Smm, de è una piccoka uMveisUà, le tipografie e le due 
gaaette ehe vi ai pvliMieoBo, le daoiio un'iiBpQrtaiiia letteiaria fmtr 
loito gntÈàbmqaaUftfiom che per queste riguardo bobo ancora 
in condizioni molto meschine. Tircoyista, capoluogo del distrMo di 
DumbovUza, città di 5000 abitanti airincirca, la quale ha perduto as- 
saissimo della sua importanza dacché hanno cessato di risiedavi gli 
ospodari. BmiiiK, aiA' Aiuta, ci^poiiMyo dd ilts^rello di WUasm, ckU 
reseovfle piooriiafima, raa rigoardet <4e per la TieBunsa di Oknu- 
Mare, oft m accvane alcune mMttfe ^aalgemma, il eui pndotto 
gareggia con quello delle più riecfae aniiicM di questa apeeie. Kjta- 
JOTA, etffohiogo dei dtaf^tlo Ikibck, città iudustrioea e conraociuflie, 
di ciroa 800(> aiutaati, eeusidefala caaieta captiate della Ftoole lo- 
laccMa, la quale comprende i cinquedistretti posti all'o? eal dell'Alata. 
€iuii6BV0y auBa aiuiatia dai HannbiOrOapDJiiiiipodeàdMffvIlfr WìaKka, 
città eonnierciaBle, di 1000 akùlauti all'iurìrea, di eui ai aoM aUxit- 
tute le importanti fortificazioni. Biaila, auBa aiuistni dd fiUnulNe, 
città di eitie ad MOO abiumi, ei^pofcie^didiffrello e porlo fmmto; 
dopoché si sono ^diamute le fòmidabili fortifieazieni di qiiestu dtlà, 
flcomraereioTilnpveaotauleineiCDmto, chelasipuò reneidcffare 
4M»me la prìudpeie piaiaa di ceaBueieio dalla y alaecliii» 

Principato dU Moìdavicu 

Confai. Al fiorii, la BuiMnoa, parte del regue di CUiiìe nelllB- 
pero d'Aaatite, elapeorteeia di Besaanèia nell'mipere Ruaeo; al- 
fealy ia f^eiaarafcia ; al sud, illaBubio, efae la aepara per breve tratto 
dai peseiaiato 41 Siiatria ueUlmparo Ottomano, ed il priaeipalo di 
Valacchia; att'etwf , la TraoBÌkania e la Bukonna aett'iaipero 
d'Austria. 

Fiumi. Il Danubio, die riceve il SerelA ed il Pruth, ingrossato 
dal BaMui. Vedi pag. 498. 

iM v irf Bi n e T i fn i i i U i Tilto a piincipato è ora dhrisoiaiSA- 
»mm suddiml iaeiroaadariL 

lAan, neiae al Baehhii, eqwJu4Vodidftflhrttoeo^pìlafedel|»rN»-> 
dpato, città areivesGOTtle e commorciantOy di oltre a 22,000 abftaati, 
la qudeBMeé aleaai fiondi istfttitt letterarii, le tipogiafie eie ganfltte, 
vuol essere eoiloeata^ aecaato a Eukarest. Botocbahv, capóhtoffo di 
éi9tr€l$o, eittàdi <rftve a 10,000 abitanti, e florida in grazia del suo 
commercio. Quia, qel diesato di i^ofou, ptccoliaflima eitlàdi eìrca 



REGNO 'n CSCCIA. S07 

iMalltihstì, mtinportttrtifsinMi a cagione delle sue minmeéktal 
flemma^ ehe vibm innoTerale Dra le più abbondanti cbe ai acavlno*^ 
Galaci, strila aimlraéel Danubio, oapo/tio^ del dùireUo di Comir- 
Alt; dtll per eoei dir nuova ehe ra anpliaiidosi di giorno in giorno, 
ecbe, gruie al ano jDorfo fnmoo ed alia alazieae pnncqiale stabilitavi 
dalla compagnia Viennese della navigazione a vapore, si può eonside- 
rare cooie la pmsza più eomrnefdtmte di tutto il òoaso Datmbiù; non 
ka gaari se le aasegnavano ii,000 abitanti. 

Regno di GrecicL. 

CobIW. à! nord, ì paaeialati di lamna e di Larisaa nell'impero Ot- 
tooMDo e l'Arcipelago ; all'est, TAreipelago ; al mtd, rircipeiago ed 
ti Meditemmeo; Maveit, il mar ionio. 

Pmu. Hanno tutti brevìsaimo corso, e ne abbiano già descritto 
i pràicipali alle pag. i9è e 190. 

BfffMH» e TapogfliOfai. Secondo il decreto del 22 giugno (4 lu- 
glio} 1838, tutto ti r^gno è diviso in 24 governi, sette dei quali Simo 
suddivìsi in altrettanti sotto-govenii ; i governi sono suddivisi in 
Provincie. 

Anifi, distante 5 viglia dal golfo di Egina, città illustre nell'wit». 
striti aieeome qaéSiM ebe fu o^pilol» della repubblica, resse i destini 
della Grecia e fu per luigo tratto di teaapo la sede déUe scienze, delle 
ietteree deHe arti. Fresentemente, capòimogo del gommo dell'ilUtca, 
e p(folata da forse 26,000 abitanti, essa è k coiMloIs d^ n^. Si ^^ 
dJrech'dia èereasioae dei nostri giorni, tanti sene i nuovi edifiaiicbe 
aottentrano sile antiche rovine, tra le quali sorg^o riatende Tilero-* 
M' (cittadella), fBmMhmm, il Poftmm (tenpio di Minerra) ed i 
;ropìlBi or ora messi aHo scoperto. Vlianno in i^ne sette società di 
dotti, eoDeiioni seieaiificlie, un'tmAisniid ed allri atabiliflMnti lette- 
nrìi, ti tipografie e i6 gimaM, che alteitane i paegieasi del paese 
nella anova vk per cui si é messo. Una bella alrada già pcveona da 
Tettoie pubbliclw la eongioage a PoTto^eone^ acni si è restituito il 
moelissioononiediP^reo, ed intomo a cui si è fonnata una piccola 
citti di drca 9B0O abitanti, À venuta una ddle principali 9tmmii ddla 
Btfìgsaonc a vapore e la tana piaaia ronwasi i isiite dd regno> Taas 
(Tbiva), gH si potente ai tempi di Pdopìda e di Epaminonda, è oqpo» 
Iso^odiun^owrfao, e conta appena 2SOOabit.LivjuHA,oi9N)faio0> del 
ffoermàéOmBMaim, eìtlidl4S00abit,re8fdcBsa deUToreiveacovo di 
Tebe. Eama, aumsola del snenooM, coaupnaanelastto-^weemodella 
Ife^erldB, eiltà di 3M» abit., riguardevole per le sue aaticàità e per 
ettere stata qualche tempo, dunnMe Fultima guerra, capitale della 
(ìRcia. AvpissA (Aaspbissa, Salona), capohoffo del ^ooemo della F4h 
<^, ritti vescovile di 390D abitami, poste vicino al Liaewa, l'antico 



Pamano ; né'siim dintorni slnoontn Q fiUiggìo di Cai Ir t fwiiicifo 
sul luogo ove sorgeva Fantica M/ò, una delle naggiori dita diella 
Grecia antica, ed Uluatre por l'orocolo di ÀpoOo. MuaouNwn, ccfNK 
Uàogo dei gooemo àdVEtolia, piazza forte, in una laguna, e popolata 
tuttavia da 8500 abitanti, non ostante il disastroso assedio mmientììo 
nel 1826. 

GoaiRTO, (Kardos dei Turchi) sull'istmo di questo nome, eapo h iogo 
di governo e sede di un arciveseovato; non ha guarì, che questa otta, 
presso gli antichi tanto industre, rìcca e commerciante, umi eonlara 
che circa 2000 abitanti ; non di meno mercè la sua situazioiie strale- 
gica e la sua vasta e forte cittadella, essa rimane sempre la dùace del 
Peloponneso (Morea). PArnisso (BaUabadra dei Turchi), città arci- 
vescovile, di gran commercio, con 10,000 abitanti ed un pwto sul 
golfo dello stesso nome ; è capoluogo dd governo dell' Joota. Tnipo* 
LIZZA, residenza di un metropolitano e capohiogo del governo di Man- 
tinea, edificata sull'altopiano Centrale del Peloponneso ; i 20,000 abi- 
tanti ch'essa ccmtava quando era capitale del pascialato della Morea, 
sono ridotti ad 8800. Ktparissa (Arcadia), capoiuogo del governo di 
Trifiìia, città commerciante di 2500 abitanti, ove risiede un metropo- 
litano. Poco lungf s'incontra il meschino villaggio di Miraca, vicino 
a cui sorgeva Olimpia, famosa presso gli antichi a cagione dei giuo- 
chi che ri si celebravano ogni 4 anni. Galahata, capoluogo del ^o. 
verno di Messenia, città commerciante di OOOOabit. Sparta, con 1000 
abitanti, città recentemrate edificata sul luogo ove sorgeva la Sparta 
antica; residenza di un metropolitano e capoluogo del governo di Lace- 
demone. Non lungi di là sorge Jfts Ira, città di 3700 abit, a |Hedi del 
monte Pentadactylon (Taigeto), e non ha guari oajpoJiio^o del gOTemo. 
Nauplia (Napoli di Romania), città arcivescovile e commerciante, 
con un porto, una forte cittadella e 6400 abit; fu per alquanti anni 
capitale ddla (kecia, ma ora non è più se non capoluogo del governo 
MVÀrgoHde; iri presso giace Argo con 10,000? abit, una delle città 
più antiche del mondo, ed ancora prima dei disastri dell'ultima guerra 
una delle più fiorenti della Morea ; Karvathy, meschino villaggio^ 
ma notabUe a cagione delle rovine di Micene che awrgono nelle sue 
ricinanze, e che vanno annoverate fra le più riguardevoli di Europa. 
Spetzia, nella piccola isola dì questo nome, città di 7600 abitanti, 
capoluogo di un eotUh-govemo, importantissima per la sua molta ma- 
rineria mercantile e per l'operosità dei suoi cantieri. InaA (Hydra)^ 
nell'isola di questo nome, città di 18,000 abit, importantissima per 
la sua numerosa marineria mercantile e l'operosità de' suoi cantieri. 
PoROs, nell' isoletta di questo nome, città di circa 3500 alntanti, no- 
tabile pel suo stupendo porto a due entrate, dichiarato porto militare 
del regno, e pei cantieri della marineria reale che vi si sono stabiliti. 



HIFIJBBLICA MI.UB ISOLE IO»». t09 

Calciu (Nsgroponte; Sgriboz dei Turchi}, capoluogo del governo 
M'Enòta, tuirifloia di queito nome, moU a' dì noatri eotto (jimHo di 
Xesroponk ,' è questa la maggior isola di tutto il regno e la seconda 
(leirArcipeiago, non avendovi altra che l'avanzi in grandezza se non 
Condii. Calcide è città arcivescovile, fortissima, di SiOO abit., con un 
(wrto; si congiunge al continente per via di un ponte costrutto sul ce- 
lebre Emipo. Skutos» nell'isola di questo nome, piccola città di circa 
iiOOO abitanti, capoluogo di un iottO'govemo, ed importantissima per 
l'operosità dei suoi cantieri. Ennomi (Syra), nell'isola di Sire, città 
(li 15,000 abitanti, sede di un vescovato cattolico e capoluogo del go^ 
twfio di Sira; vera creazione del commercio, pochi anni bastarono a 
questa città, per diventare non solo h primaria ptosm oommerot'ofite 
liei regno, ma uno dei principali emporii del commercio del Mediterra- 
neo, di cui è nel tempo stesso una delle stazióni' principali della novi- 
fl(umé fi vapore. Sorge nelle sue acque l'isoletta di Delo, notevole 
]i«r la gran foma a cui era salito il suo tempio consacrato a Diana e 
ad Aj^ne. Tmos (Tino), città industriosa di 9000 abitanti, sede di 
un arcivescovato greco e di un vescovato latino, capoluogo di governo, 
poeta nell'isola del suo nome, la quale è una delle più floride e più 
|H>poiate di tutta Grecia. Naxos (Nasse), città di 2900 abit. nell'isola di 
questo nome ; essa è la più ampia delle Cidadi, sede di un arcivescovo 
iittolico, di un vescovo greco e capoluogo di governo. Poco lontano 
^^rge rinoletta di Paros, cosi importante mercè i suoi porti, e ce- 
lare mercè le sue caive di marmo, onde si valsero gli artefici antichi 
a creare quei prodigi dell'arte che tramandarono fino a noi. Thera 
(interino), città di 4300 abitanti, sede di un vescovato latino e di un 
>eocovato greco nell'isola dello stesso nome, che è una delle più floride 
7ÌÙ popolate dell'Arcipelago, notabile pe'vii^m sotUHmrini che 
^ì trovano nelle sue vicinanze, e per l'operosità de' suoi cantieri; per 
questo riguardo, essa non è inferiore se non a Sira, Spetzia ed Idra^ 
MiLos, oc^uo^o di un sotto-governo, città di SOOO abitanti, nell'isola 
di queito nome, notabile per le sue acque termali, pe' fenomeni vul- 
canici, le antichità ed il porfo che è uno dei più belli del mare Medi- 
terraneo. 

Repubblica delle Isole Ionie. 

i^o«U«M. Questo stato consta di sette isole principali situate tutte,, 
salvo Geiigo, nel mare Ionio. Esse formano tre distinti gruppi : il 
UoFM SiTTniiTiiiON ALB, cho SÌ potrebbe anche dire Gnuppo ni Gonrd ^ 
<^>o comprende le isole di CorS ^<mk> ^ ^^ iaolette di Antipaax) e 
fono ; il Gaurro ni nizao, che si potrebbe dire Grvppo di Cbp alon ia ; 
cxM comprende le isole Sank^Maura, Theaohi, Cefahnia e Zante, 
t^llre ptrecchie isolette scogli di poco riguardo j il Gruppo Meeidìo- 



2IS BUROPA. 



popoi.&zi<Mm 

STATI I TlTOU« in auolttla. relativa; 

migLqtud. cliil.qiud* p.mig. p«c]i» 

Sonito degli Suti flovruii. 

CaaloM di SoleCU 492 . • .658 . . 53,000 . 276 . 80 

Cuitoiie di Basilea 439 477 54,000 388 443 

CantoM di Appeosdl 445 394 55,000 ^O 449 

CaoioM di Scialfiin 86 • • .295 . . 30,000 • 349 .402 

Caotooe di Ginevra 69 237 52,500 764 221 

Cantone di Zog 64 219 44,500 227 66 

ComnoBBAziovB GniuviGA . • .68,500 • 234,914 43,900,000 • 493 • 59 

BcgM> di Baviera 22,420 75.857 4,070,000 484 54 

Regno di Wurtemberca 5,720 49,646 4,520,000 266 77 

Regno di Ànnofer 44,425. .38,454 4,550.000. 439. 44 

Regno di SanonU 4,344 44,887 4,400,000 344 94 

Gnndncato di Baden 4,480 45,363 4,430,000 252 73 

Gnodacalo di Ània 2,560 . . 8,780 • 700.000 . 273 . 84 

Attia-Eletlorale 3.344 . 44,468 592,000 477 52 

Gfandneato di SatMnia-Weimar 4,070 3,669 222,000 204 60 

Orandnc. di Mecklembargo-^cbwerin 3,582 . .42,284 . 434,000 • 420 . 35 

Graodac. di Mecklembttrgo-Slreliu 840 2,778 77,000 95 28 

Grandnc. di HoUlein>Oldenbnrgo 4,880 6^447 244,000 428 37 

Ducalo di Na«nn 4,446 . . 4,959 . 337,000 . 233 . 68 

Ducato di Bmnswick 4,<26 3,864 242,000 245 63 

Ducato di Sauonia-Coburgo-Gotha 600 2.058 428,000 243 62 

Ducato di Sassonia-Meiniogen . . . 694 . . 2,370 . 430,000 . 488 . 55 

Docalo di Sassottia-àllenburgo 397 4^4 407,000 270 79 

Ducato di Anhalt-Demu 264 895 56,000 245 62 

Ducato di Anhalt-Bernburgo . . . . 253 . . . 868 . . 38,000 . 45(1 . 44 

Ducato di Auball-Kcethen 240 823 34,000 442 41 

Principato di Reun-Greit 409 374 24,000 224 64 

Principato di Reust-ScUeia . . . . 456 . . . 535 . . 30,000 . 494 . 56 

PrincdiRenat-Lobenatein-Ebendorf 482 624 27,500 451 44 

PrìncdiSchwarabargo-Rudoialadt 306 4,049 57,000 487 54 

Prìne. di Schwanb.-Sondenhauaen . . 270 . . . 926 . . 48,000 . 478 • 52 

Principato di Lippa-Detmold 352 4,207 92,000 261 76 

Principato di Lippa-Sciauenbnrgo 457 538 26,000 466 48 

Principato di Waldeck 347 . . 4,490 . . 54.000 . 456 . 45 

Princip. di Holienaolloffn-Hechingen 82 284 45,000 483 53 

Princ. di Hoheosollem-Sigmaringen 293 4,005 38.000 430 38 

Principato di Lichtenstein .... 40 . . . 437 • . 6,000. 4&0 . 44 

Langraviklo di Atsia-Ombnrge 425 429 24,000 468 49 

Repubblica di Francofone . 29 99 54,000 4,862 545 

Repubblica di Rvema. 80 . .. . 274 . . 50.000 . 625 482 

Repubblica di Amburgo 4(4 394 448,000 4,302 378 

Repubblica di Lnbecca 409 374 46,000 422 423 

iMPBio D*AofmuA ...... 494,500 . 667,0i0 33,500,000 472 50 

lfOVAit.PB0SSiAVÀcon2V#uyc&n(e{ 80,600 276,406 42,490,000 455 43 

KovARCBiA NBBiLAVDBSB . . 242,880 832,922 42,047,000 • 50 • 44 
Regno dei Paeti-Bassi cooiprean . 

il Luuemdmrgo .... 9,800 . 33,608 2,650,000 270 79 

PotMdimeoti 233,080 799,314 9,489,000 41 42 

Bbovo DEL BELGIO 8,580 29,424 3,470,000 404.448 

Stato SemS-MVTMM. 

SicvoRiA DI RiriPHA«jSBir . . • . • 43 • . » 44 . • 2,859 • 220 • 65 
(Gnuiduc. di Hotitein-Oldemburgo). 



TAVOLA STATISTICA MLL'CUROPA. 215 

•OnitFICII POrOLAZTOVB 

«TATI s TITOLI. io tfsoluU. nlaliva. 

nigl.qnad. chil.qiud* p.mig. p.ch* 

PARTE MERIDIOSALB. 
Stali SOTTABI. 

Bicvo Sardo (Italia) . • • • 24,000. .72,016.4,300,000. 205. 60 

DUCATO DI PANIA (Italia) 4,660 5,693 440,000 264 77 

DUCATO DI MODOTA (htUt) 4,600 5,487 409,000 256 74 

DOGATO DI Lucca (ItaUa) ... 312 . . 1,070. 443,000. 464 434 

OiAiTDucATO DI TOSCANA (Italia) 6,324 24,687 4,275,000 202 59 

WATO DILLA CHOSA (Italia) 42,000 44J52 2,590|000 246 63 

Rccvo DILLI DOi SiGiUB (Italia) 34.460 407*887 7,420,000 236 69 

MoiAKBiA PORTOGiusi . . . 430,850 4,477,538.5,567,000. .43. .4 

RegBodelPoriogalloeoUa^»or« 29,450 99,966 3,530,000 424 35 

PoMcaimaBti 404,700 4,377,572 2,037,000 5 2 

MOiAKBiA SrAGVUOLA . • . 255,230 . 875,274 47,208,000 . .68 • 20 

Regao di Spagna f«naa la CanatU 4 37,400 474 ,4 93 4 2,700,000 92 27 

FowaiiMnii 447,830 40«,078 4,508,000 38 44 

Stati 001111-iovrani. 

«ipm.D'AmK>MA(8pagoaaFraDeia) 444 494 45,000 404 30 

ftnar.DiMovACO (Beno Sardo) ... 9 • • • 34 . • 6,500 • 700 240 

Rep. DI 8.-Maiivo(SUIo dalla Cbiefa) 48 62 7,000 390 443 



itetì- * 



PARTE SBTTBIITRIOSALE. 



HoviicHiA Davesb . . j . 344,050 4,469,580 2,425,000 6 2 

KcRoo di Daaimarca 46,500 56,584 4,950,000 449 34 

PMfdimaati .324,550 4,442,996. 475,000. 0.5 0.2 

MoiARCHii SVEDO-NovviGiCA. 223,000 764,746 3,866,000 47 5 

R«K"odi8veaia con 5. 0ari0/om. 427,000 435,528 2,846,000 22 6 

R««M di Horregia 96,000 329,248 4,050,000 44 3 

MoiAicinAlVGLBSB . . . .4,458,354 45,289,274 440,276,000 34 9 

Parta Eoropaa 94,704 344,480 23,576,000 257 75 

Regao-UaitoefueappartaDenaa 90,950 344,900 23,400,000 258 75 

Siati fMialli (/i0/a /MiM 754 2,580 476,000 234 68 

^Medinaoti . . . . .. 4,366,650 44,974,794 446^700,000 27 8 

BvmovA ontcnAiiC. 

•tatSSovMmi. 

ItmoRtiMO. ..... 5,9(5,70020,287,037 60,450,000 40 3 

l^artc Ennmaa 4,535,700 5,266,464 56,500,000 37 44 

Inptn». 4,499,000 5,440,603 52,575,000 35 40 

H«gM di Polonia 36,700 425,857 3,900,000 406 34 

.'•MtdinMiU 4,380,000 45,020,576 3,650.000 0.8 2 

iMKRo Ottomavo .... 4,446,400 4,959,490 29,560,000. 20. .6 

^>rt«Eoropea 452,400 524,605 44,400,000 73 24 

Inpw» 406,000 363,542 8,000,000 75 22 

SuiifiMalU 46,400. 458,093 3,400,000. 67.20 

'Wdinicttti 4,294,000 4,437,585 48,460,000 44 4 

^lomGMKiA .... 44,400 48,354 700,000 54 44 

Stali Soml'fovraai. 

nrDiC«Aoovu(RuM.Aoftr.Prun.) 373 . . 4,279 • 444,000 . 308 . 89 

^nap. DI Siam (Imp. Ottom.) 42,800 43,896 800,000 62 48 

^nc.oiVA|.ACcaiA(lmp.Otiom.) 22,000 • . 75.446 . 4,600,000 . 73 . 24 

^coimoldayia (Imp.Ottom.) 44,300 38,752 700,000 62 48 

■*'nuiiiouioffn(lloi.Ingl.) 754 . . 2,586 . . 476,000 . 234 . 68 



212 



Bimopà. 



STATI I TITOU. 



migl.quad. chiLqnad* 



vovoljlziovb 
auolttU* relativa: 



p. mig. p« cb« 



8cf;iuto degli Stati Bovraal. 

CaaUMM di Soletta 492 

Cantone di Basilea 439 

Cantooo di Appenaall 445 

Canlooa di Sciaffnia 86 

Cantone di Ginevra 69 

Cantone di Zug 64 

COHFBDBKAZIOVB GBUCAiriCA . • .68,500 

B^ao di Baviera 22^420 

Bcgno di Wurteokberga 5,720 

Regno di Ànnover .44 ,425 

Begno di Saaaonia 4|344 

GcaMincato di Baden 4,480 

Granducato di Assia 2,560 

Assia-Elettorale 3^344 

Grandncato di Sasionia->Weiniar 4 ,070 

Gfaadne. di Mecklembargo-Schvverìn 3,582 
Granduc. di Mecklemburgo-Strelitx 840 
Grandnc. di Holslein-Oldenburgo 4 ,880 

Ducalo di Nassau 4,446 

Ducato di Brunswick 4,<26 

Ducato di Sassonia* Coburgo-Gotha 600 

Ducato di Sassooia-Meiningen • • . 694 
Docalo di Sassoaia-Alteoburgo 397 

Ducato di Anhalt-Dessan 264 

Ducato di Ankalt-Bernbnrgo • . • • 253 
Ducato di Anbalt-KoBtben 240 

Principato di Beuss-Greit 409 

Principato di Reuss-Scbleis • • ». 4 56 
Priac. di Beuss-Lobenatein-Ebersdorf 4 82 
Princ di Scbwanbargo-Budolstadt 306 

Princ. di Sckwanb.-Sondersbattsen . • 270 
Principato di Lippa-Detmold 352 

Principato di Lippa-Sciauenburgo 457 

Principato di Wafdcck 347 

Prineip. di Hokenaollem-Hecbingen 82 
Princ. di H^Aenaollem-Signaringen 293 
Principato di Ltchtenstein .... 40 . 
Langraviato di Assia-Omburge 425 

Repubblica di Francoforte . 29 

Repubblica di Brema . • • • . • 80. 
Repubblica di Ambuq^o 4 44 

Repubblica di Lubecca 409 

IMPBIIO D'AUflTIUA 494,500 

MOHAR. PBOSftlAHA COO Ifeu/chaUl 

MOHARCHU NBBRLAVDBSB . • 
Regno dei Paesi-Bassi compreio 
il Lu$à«mburgo • • . • 
Possedimenti 

Rboho dbl Bblgio 

Stato 



80,600 
242,880 

9,800 

233,080 

8,580 



Signoria di KKiPHA^tjsBir . . • • • 43 
(Gnaduc. di Holitein-Oldemburgo}» 



• .658 

477 
394 

• .295 

237 
219 
234,944 
75.857 
49,646 
.38,454 
44,887 
45,363 
. 8,780 
44.468 
3,669 
.42,284 
2,778 
6.447 

• 4,959 
3,864 
2.058 

. 2,370 
4,364 

895 
. . 868 

823 

374 
. . 535 

624 

4,049 

. . 926 

4,207 

538 
. 4,490 

284 

4,005 

. . 437 

429 

99 
. . 274 

394 

374 
667,0(0 
276,406 
832,922 



. . 53,000 

54,000 

55,000 

• . 30,000 

52,600 

44,500 

43,900,000 

4,070,000 

4,520,000 

4,550.000 

4,400,000 

4,430,000 

. 700.000 

592,000 

222,000 

. 434,000 

77.000 

244,000 

. 337.000 

242,000 

428,000 

. 430.000 

407,000 

56,000 

. . 38,000 

34,000 

24,000 

. . 30,000 

27,500 

57,000 

. . 48,000 

92.000 

26,000 

. . 54.000 

46,000 

38.000 

. . 6,000 

24,000 

54,000 

. . 50.000 

448,000 

46,000 

33,500,000 

42,490,000 

42,047,000 



. 276 

490 

. 349 
764 
227 

. 493 
484 
266 

. 439 
344 
252 

. 273 
477 
204 

. 420 

95 

428 

. 233 
245 
243 

. 488 
270 
245 

. 450 
442 
224 

. 494 
451 
487 

. 478 
264 
466 

. 456 
483 
430 

. 450 
468 

4,862 

. €25 

4,302 

422 

472 

455 

. 50 



. 80 
443 
440 

• 402 
224 

66 

. 59 
54 
77 

. 41 
94 
73 

. 84 
52 
60 

. 35 
28 
37 

. 68 
63 
62 

• 55 
79 
62 

. 44 
41 
64 

. 56 
44 
54 

. 52 
76 
48 

. 45 
53 
38 

. 44 

49 

545 

482 

37K 

423 

50 

43 

. 44 



33,608 2,650,000 

799,314 9,489,000 

29,424 3,470,000 



270 79 

41 42 

404 .448 



44 . . 2,859 . 220 . 65 



TAVOLA STATISTICA MLL'EUROPA. Si3 

•OnilFIC» POrOLASTOVB 

«TATI B TITOLI- io tMOlllta. nltliva. 

migl.^ad. chil.qutd* p*niig, p. eh» 

PARTE MBRIDIOVALB. 

RiGiro Sardo (Italia) . • • • 24,000. .72,016.4,300.000. 205. 60 

DUCATO DI PARMA (Italia) 4,660 5.693 440,000 264 77 

DOGATO DI MODMA (u^ìiti) 4,600 5,487 409,000 25H 7« 

Ddcato DI Lucca (Italia) ... 312 . . 4,070. 443,000. 464 434 

GRAtrDUCATO DI TOSCANA (Italia) 6,324 21,687 4,275,000 202 59 

itTATO DILLA CHiBSA (I^Ua) 42,000 41,152 2,690,000 216 63 

Bicvo DILLI DOi SioiUB (Italia) 34,460 407,887 7,420.000 236 69 

MoiARCRiA PoRTOGiuM . . . 430,850 4,477,538 .5,567,000 . .13 . .4 

RegaodelFortogalloeoUe^sor* 29,150 99,966 3,530,000 421 35 

PoNcdimaDti 401,700 4,377,572 2,037,000 5 2 

MoiARCmA SrAGVVOLA . . • 255,230 . 875,271 47,208,000 . .68 . 20 

RegDodiSpaKii«aaD8al«C4M«f><« 437,400 471,193 42,700,000 92 27 

PonedloMiiii 447,830 401,078 4,508,000 38 44 

itati 8«ml-iOTrABl. 

Riron. d'Andorra (Spagna • Francia) 444 494 45,000 404 30 

Pillar. DI Monaco (Regno Sardo) ... 9 • • • 34 • • 6,500 • 700 2lO 

«V. DI S..BIARINO (Stalo dalla Cbieia) 48 62 7,000 390 413 

PARTE SBTTESTRIOIIiLE. 
Stati Hfliiani 

MovAicHiA Danbsb ! . j , 341,050 4,169,580 2,425.000 6 2 

Kesoo di Danimarca 46,500 56,584 4,950,000 419 34 

PoMfdinianti 324,550 4,412,996. 475,000. 0.5 0.2 

RovAicaiA SVBDO-NORVBGICA. 223,000 764,746 3,866,000 47 5 

R«Kaodì8vaaia con 5. finrfolom. 427,000 435.528 2,816.000 22 6 

Rnpo dì Norregia 96,000 329,218 4,050,000 41 3 

MouRCBiA 1NGL88B . . . .4,458,354 45,289,274 440,276,000 31 9 

PiriaEnropta 91,704 344,480 23,576,000 257 75 

Rfgno-Uoitoeaueappartenenat 90,950 341,900 23,400,000 258 75 

Stati «tMam (/iol« /OHM 754 2,580 476,000 234 68 

Powdimanti .... .. 4,366,650 44,974,794 446^700,000 27 8 

BVROPA 0»SB»TALK. 

Stati flihWAflkl 

tamoRosao. . .' . . • 5,9(5,700 20,287,037 60,150,000 40 3 

PtrtcEnronaa 4,535,700 5,266,461 56,500,000 37 44 

Impero. 4,499,000 5,140,603 52,575,000 35 40 

Rvgoo di Polonia 36,700 425,857 3,900,000 406 34 

PoNfdinwii 4,380,000 45,020,576 3,650,000 04 2 

iMPtio Ottomano . • • • 4,446,100 4,959,190 29,560,000. 20 . .6 

PMeBnropea 452,100 521,605 41,100,000 73 24 

Impero 4O6'O0O 363,642 8,000,000 75 22 

tutivataalli 46,100. 458,093 3,400,000. 67.20 

PMi»dini^.ti 4,294,000 4,437,585 48,460,000 44 4 

RtCRODiGRiaA .... 44,100 48,354 700,000 51 44 

Stati Seml^fovrani. 

RKr.DiCucovu(RuM.Austr.Prun.) 373 . . 4,279 . 414,000 . 308 • 89 

PiiRciP. DI Sbryia (Inp. Oitom.) 42,800 43,896 800,000 62 48 

Pinic. DI VALACCHIA (Inip.Ottom.) 22,000 . . 75.446 . 4,600,000 . 73 . 24 

;mrc. DI MOLDAVIA (Imp.Ottom.) 44,300 38,752 700,000 62 48 

^•Dcu.ilioLBloNiB(MoB.lBgl.) 754 . . 2,586 . • 476,000 . 234 . 68 



5H4 UBWA* 

I <jtati eMtemU in quMte Unrola suggeriscono naturalmente una 
folla di idee che si rannodano alle questioni più vitali della fflosofia 
statistica. E sebbene fl soggetto speciale di essa tavola sìa l'Europa, 
essa contiene per necessità elementi che appartengono ad altre parti 
del mondo, come quelle ove gli Europei possedono vastissime tene. 
non gioverebbe dunque stabilire alcun paragone tra le sue principali 
divisioni politiche, senza paragoaarle eziandio ai prindpaif Stati delle 
altre parti del globo^ ed era perciò assolutamente necessario di so^ud- 
gere alle cinque Poterai PrqìorukrarUi di Europa, delinquali abbiamo 
parlato alla pag. 87, anche gli Stat^UniUy essóidoehè smmi eoi il 
solo corpo politico Ù quale possa ra^uagliarsi con quelle ndle altre 
parti del mondo. Seguendo questi principfi abbiamo compilato le due 
seguenti tavole che presentano in ordine decrescente, e nei Hmiti del 
nùmmum delle sei Potenze Preponderanti del globo, gli Stati principali 
del mondo comparati fra di essi e colle grandi divisioni della. Tctru 
sotto il doppio rispetto della s^perficU e della popokaùm^ ambti^ 
Affine di sempHficare B puragone, abbiamo trascurato in queste tvrole 
le frazioni dì migliaio quanto al computo delle superficie, e le frazioni 
di milioni quanto alla popolazione doppiò grandi. Per lo stesso fine 
abbiamo adoperato caratteri diversi per esprimere gruppi diversi, ed 
abbiamo assegnato a ciascuno Stato un numero d'ordine affine di agere- 
lart le comparazioni. GH eleraenti di queste tavole si riferìscono tutti, 
come abbiamo già indicato, aUa fine dell'anno 1826, a cui si riferiscono 
eziandio quelli sopra cui stabiliamo un'altra specie di comparazioDi. 

La superficie e la fopoìazione assoluta possono. considerarsi come Is 
principid base di qiialsìvogtia geografia politica. La superficie dì un* 
Stato è il punto da cui muove il geografo e Io statista per calcolarne 
le forze, le riscurse e l'importanza. Infatti gli Stati vasti hanno una sor- 
gente di futura potenza nell'incremento deUa popolazione, il quale vi 
è quasi sempre più rapido che negli Stati chiusi in più stretti esBiìni, 
ed ove la popolazione è già addensata. Oltreccbò la produzione della 
terra è ragguagliata non solo al kvoro dell'uomo ed al grado a cui 
sono giunte le scienze e le arti, ma eziandio all'estensioBe deOa su- 
perficie. La popolazione assoUàta è mi altro elemento di forza di ugnale 
importanza che U primevi se non di più, ma il suo valore varia quasi 
all'infinito, secondot i diversi gradi di civiltà. 

TÀVOiA GOIIPABATIVÀ 

drilA fluperfim dbUe grandi dnrUìom del gloftv 
e de' SUOI Stali più vasti. 

oiigl. «finJr» dùLfia^ 
Taita U fmrm JM GMo oceqpata daUe itrwm , 37,67ijm ia9,«M,0^> 
Il Mondm A»»6eOj ossea il ComUni^ Jtmùn 23^427,000 m^y^ 

IS SBL VOTBSZB £B£POin>EBAHTI I2»47SÌIÙM Hk^^l^ 



TAVOLA STATUOKA ULL'EUBOPA. ffS 

ni0. qotdff. abil. ijmét^ 

VAsia »•• 42,448,000 44,557,000 

ì\ Nuovo atomdo 4V1è6;i000 38^24,00(1 
Le ciVQim GRjKiiOf Voninat EVROitls ' eòi loro 

•MiMiiiMil.. ^ 40,908,000 17,407,000 

VJM^ 8,W,P0Q 29,450,00(1 

1. IMPBBO RUSSO 5,946;P00 20,287,000 

2. MovAiiCHiA UrasBS» 4,4«8,000 45,2S9,00O 
i topenCiMM.. . » 4,070,000 43,957,000 

LTOmmU 3,400,000 40,63(,00O 

VEuropa ^793,000 9,578,000 

i lapeioMBrMilé 2,253,000 7,720,000 
Lo QsqmMAinM PomaKU noi oon&ù 4i BoMfo^ 

«ioi aoua i loro pouedimeoU ..... 2,057,000 7JD54,00O 

5. STATi-UinTi, OMia rUHiOHB 4,570,000 5,384,000 

6. loiMr» Oltomao» 4,446,000 4,959,000 

7. RipobUm doT ataiBO. 4^447,900 d»83^00Q 

8. Stati-Doitì del Rio dello PbU ...... 683,000 2,342,000 

9. MoQjiichia Portoglielo 434,000 4,478,000 

4(1 ftaMiMìca dol POfà (AuM-Fef«) 373,000 4,279,000 

H. liiSiJiio DaoiM 344,000 4,470,000 

12. Regno di Perai» 338,000 4,459,000 

f3. Repubblica di Bolivia (^fto-Parù) 340,000 4,063,000 

1«. R«MbUi«a di TeMioelo 303,000 4,039,000 

fS.. RiMbUka d«U»£Molorft 280,000 960,000 

46. MosAiCHJÀ FBAHCBSB 258,000 886,000 

(7. Monarchia Spagooola 255,000 875,000 

48. Rep«bblico dTtUa Nuovo-CrMatti . ..... 245,000 840;00O 

49. Menidiio Soovbmdeao 243,000 833,000 

20. Monarchia Svedo-Norvegica 223,000 765,000 

}1. Regno ADoamitioo 240,000 720,000 

22. iHPBito D'AosTUA 494,500 667,000 

21 Impero del Giappono 480,000 647,000 

24. iMoco Birnana . . 453,000 525,000 

25. Regno di Siam 452,000 524,000 
v^«.Regno di Lahora . • » 430,000 446,000 

». Inpero di llnroeco 430,000 446,000 

27. Repabbliea del Chili 429,000 442,000 

28. Repabbliea del Tezaa 425,000 429,000 

^ «.Regno di Kabol 440,000 377,000 

0.h. Coofederaaiooe dei Boloaci 4 40,000 377,000 

^cUoatodiKhiva 440,000 377,000 

^' Regno di Madagaaear 400,000 343,000 

3<. MoiABCBU. PBOSSiAUi 8t,00O 276,000 

Adimqiue il territorio delle sei Potenze Prqionderanti è più ampia 
die la loetà del Continente-Antico, e supera di gran lunga qualsivo- 
i$tia delie cinque parti del mondo, anche computando a ciascuna quello 
l^sse porzioni di essa che sono soggette alle dette sei potense. Il ter- 
ritorio ddle cinque Grandi Potense Europee, compresi i Toro possedi- 
menti, è qua^i ugnale a tutto il Nuovo-Mondo, e supera d'assai la su- 
P^*^ dell'Afrìca, e le superficie riunite deìrEurofia e deirOceania* 

^€ se consideriamo in qual -ordine «i debbano collocare i diversi 
^couideirati separatamente, troviamo che Yimpero Russa sta in 
^"V* t tutti per la sua sterminata estensione , la qaaie supera le 



Pamano ; ne'suoi dintorni s'incontra il villaggio di C^itri odiictto 
sul luogo ove sorgeva Taatica Delfo, una delle maggiori città dèlia 
Grecia antica, ed illustre per roraoolo di ApoUo. Missoumighi, capo- 
luogo del governo deWEtoUa, piazza forte, in una laguna, e popolata 
tuttavia da 5S00 abitanti, non ostante il ^sastroso assedio sostenuto 
nellSSe. 

Corinto, (Kordoi dei Turchi) sull'istmo di questo nome, cc|iolu<^ 
di governo e sede di un arcivescovato ; non ha guarì, che questa città, 
presso gli antichi tanto industre, ricca e commerciante, non contava 
che circa 2000 abitanti ; non di meno mercè la sua situazione strate> 
gica e la sua vasta e forte cittadella, essa rimane sempre la Move del 
Peloponneso (Morea). Patrasso (BaUabadra dei Turchi), città arci- 
vescovile, di gran commercio, con 10,000 abitanti ed un porto sul 
golfo dello stesso nome ; è oapoktogo del governo dell' Joata. Tripo- 
LIZZA, residenza di un metropolitano e capoluogo del governo di i^on- 
Hneoy edificata sull'altopiano Centrale del Peloponneso ; i 20,000 abi- 
tanti ch'essa contava quando era capitale del pascialato della M (urea, 
sono ridotti ad 8800. Ktparissa (Arcadia), capoluogo del governo di 
TrifiUa, città commerciante di 2300 abitanti, ove risiede un metropo- 
litano. Poco lungi s'incontra il meschino villaggio di if traca, vicino 
a cui sorgeva Olimpia, famosa presso gli antichi a cagione dei giuo- 
chi che vi si celebravano ogni 4 anni. Calahata, capoluogo del go»- 
verno di Messenia, città commerciante di OOOOabit. Sparta, con 1000 
abitanti, città recentemente edificata sul luogo ove sorgeva la Sparta 
antica; residenza di un metropolitano e capoluogo del governo di Lace- 
demone. Non lungi di là sorge Mis tra, città di 3700 abit , a piedi del 
monte Pentadactylon (Taigeto), e non ha guari oofioitio^o del governo. 
Nauplia (Napoli di Romania), città arcivescovile e commerciante, 
con un porto, una forte cittadella e 6400 abit.; fu per alquanti anni 
capitale della Grecia, ma ora non è più se non capoluogo del governo 
deWArgoHde; ivi presso giace Argo con 10,000? abit, una delle città 
più antiche del mondo, ed ancora prima dei disastri dell'ultima guerra 
una delle più fiorenti della Morea ; Karvathy, meschino villaggio, 
ma notabile a cagione delle rovine di Micene che sorgono nelle sue 
vicinanze, e che vanno annoverate fra le più riguardevoli di Europa. 
Spetzia, nella piccola isola di questo nome, città di 7600 abitanti, 
capoluogo di un eolto-govemo, importantissima per la sua molta ma- 
rineria mercantile e per l'operosità dei suoi cantieri. Idra (Hydra), 
nell'isola di questo nome, città di 18,000 abit., importantissima per 
la sua numerosa marineria mercantile e l'operosità de' suoi cantieri. 
PoROs, neir isoletta di questo nome, città di circa 3500 abitanti, no- 
tabile pel suo stupendo porto a due entrate, dichiarato porto militare 
del regno, e pei cantieri della marinerìa reale che vi si sono stabiliti* 



BXPCBBLICA 1MSI.LS ISOLE IONIE. 209 

Calci» (N^foponte; f^ntez dei Turchi), capduoffo del governo 
ééli*Eubea, miirisola di questo nome, aote a' di nostri sotto (jueUo di 
Negroponie; ò questa ]a maggior isda di tutto il regno e la seconda 
dell'Arcipelago, non avendovi altra che l'avanzi in grandezza se non 
Candia. Calcide è città arcivescovile, fortissima, di MOO abit., con un 
porto; si cMigiunge al continente per via di un ponte costrutto sul ce- 
lebre Ewripo. Skutos, neU'isola di questo nome, piccola città di circa 
6000 abitanti, capoluogo di un fotto-gowmo, ed importantissima per 
l'operosità dei suoi cantieri. Ekiiofoli (Syra), nell'isola di Sira, città 
di 15,000 abitanti, sede di un vescovato cattolico e capoluogo del go» 
cwiio di Sira; vera creazione d^ commercio, pochi anni bastarono a 
questa città, per diventare non solo la primaria piaaxa commerciante 
del regno, ma uno dei principali emporii del commercio del Mediterra- 
neo, di cui è nel tempo stesso una delle staxkmi principali della tiovt- 
gamne a vapore. Sorge nelle sue acque Fisoletta di Deh, notevole 
per la gran fama a cui era salito il suo tempio consacrato a Diana e 
ad ApoUine, Tinos (Tino), città industriosa di 2000 abitanti, sede di 
un arcivescovato greco e di un vescovato latino, capoluogo di governo, 
posta nell'isola del suo nome, la quale è una delle più floride e più 
l^polatedi tutta Grecia. Naxos (Nasse), città di 2900 abit. nell'isola di 
questo nome; essa è la più ampia delle Cidadi, sede di un arcivescovo 
cattolico, di un vescovo greco e capoluogo di governo. Poco lontano 
«>rge risoletta di Paros, cosi importante mercè i suoi porti, e ce- 
lebre mercè le sue cave di marmo, onde si valsero gli artefici antichi 
a creare quei prodigi dell'arte che tramandarono fino a noi. Thera 
(Saatorino), città di 4300 abitanti, sede di un vescovato latino e di un 
vescovato greco nell'isola dello stesso nome, che è una delle più floride 
(' più popolate dell'Arcipelago, notabile pe' vu^m sotto-marini che 
si trovano nelle sue vicinanze, e per l'operosità de' suoi canteri; per 
questo riguardo, essa non è inferiore se non a Sira, Spetzia ed Idra» 
^iLOs, capoluogo di un sotto-govemo, città dì 2000 abitanti, nell'isola 
di questo nome, notabile tier le sue acque termali, pe' fenomeni vul- 
canici, le antichità ed il porto che è uno dei più belli del mare Medi- 
terraneo. 

Repubblica delle Isole Ionie. 

'«^•■MM. Questo stato consta di sette isole principali situate tutte^ 
salvo Gerigo, nel mare Ionio. Esse formano tre distinti gruppi : il 
^oppo SmflHTiuoN ale, che si potrebbe anche dire Gnuppo ni Gokfù ;. 
^80 comprende le isole di Ccrfà, Paa» e le isolette di Antipaxo e 
Peno; il (kuppo i>i vbzbo, che si potrebbe dire Gruppo ni Gefalonia ^ 
««M comprende le isole Sanla-JITaura, Theachi, Cefakmia e Zante, 
oltre parecchie isolette o scogli di poco riguardo ; il Gauppo Meridìo-^ 



jMliSMgiuageft #pena7^080abilHÉi. DovndMiadMiqBe tmer 
cMito di ^pwste cnrco8tan8»8i tTrebbeividtoe pcpatuMObRliÉive: cnà 
271 abitanti pcrmigfio quadrato non iwiinindaiMÌn ft tM É Mia ddlq 
Kéreinme, eaoSeanifiiluidolasaasiq^afikiètvtak^ 

Ha un'altra eiieaetanaa di saggiar maneaÈd^ WÈomm rande al 
tutto oziosi i paragoni di questa soitay q^andirai riiauuno a Siali 
piecoHssimi. Inflitti, quando si vedesw oelift noalni larda ohe la po- 
polazione reitttha della fqmbbUea dii JmÙMiy» ò di i3Q2 abitntì, 
quella di Francaforie di 1862, intaatocbè la poyalaiiinK rdatira della 
Francia è solo £ 268, e quella deirtn^KTO d'iliisMt dilli, che emn 
se ne potrebbe eonchidere? Se si deserire un eiveeio driO oi 30 nùglui 
intorno a ciascuna gimde città delF Europa, ed intoRM) alle capitali 
di tutti questi piccoli Stati, si troTori che la p^fwlaninaniatiYa èsDe 
superficie di cui tali grandi città oceopano i eentri^, non soL» pareggi» 
quella di tutti questi picodi Stali, ma che sovente essa à lor» sqpcmre 
d'assai. Eppure^ è sopra questa IiAm base che jndtiadkdnrigeo^nll 
ed anche stilisti consid^Pironoi e consideraDO anoora Ftsab ^ Maka 
come il paese più popolato del mondo, e VIilanàa.eam»'à più deserto! 
I lettori troTeranno nella nostra tavek: Tha WoM mmpanAwOh the 
BriUsh Empire, la popolazione relatÌTa dei dinÉseai deUé citte prineì- 
pali d^Buropaedel Nuovo-Mond», calcolala in guisa éKpdrgwe i r»* 
sultati più esatti che comportasse lo stato dalla seiensa alalisticm aà 
tempo della sua compilazione. 

E nondiBMBo correrebbe pericolo di cadere in- gravi errori ehi, 
considerando gli Siali sotto Faspetto della snpeiftcii e deHa popafei-^ 
zione, e trascurando le cireostanzè che possoner no<fificare questi ele^ 
menti, volesse dedurne in modo assoluto la loro relativa importanza. 
La stessa ampiezza di paese e io stesso numero di abitanti sono la^g^ 
dal rappresentar sempre lo slesso valore, poiché ilvalooeiédi tenrilD* 
rio dipende dalle condizi<mi dd suolo che possono essere diffierentis- 
sine, e quello della popohizioneè proporzioaiilBafestalftsadaledegiii 
dementi che la compongono e che posseao esaeaa diffevenlÌBsnii aiK 
eh^essi. Le vaste e ghiacciate solitudini, per esaiapiOy deVjtoMrics 
Banese, e qudle che occupano sì gran tratto dtìtAmeriomimgles^éti 
Nord, hanno certo un valore ineomparabifanente minovo di qaatto che 
hanno le vaste terre neoHe che fUmom Jgnminam posBiÌBd& soti» 
cielo più mite. Cosi la monoroàM Svtà^^Nùrmsim, non eslaale fé* 
stHisioDodei suo territorio, che abbiamo i^edutoassegnaiAail seconda 
fra tutti gii Stati d'Europa, rapiwesente un valore mteieia d'assai a 
qvello dd rafiM del i?0^'o, la cut superJde è lyyaM unaieateaiaia 
sesta parte di quella della prima; similmenie sia Ih JWweì'Bcc^auoè 
54 mifioni di abitanti, sia Y Austria cof'sud SS^e bmebo, pena da per 
ae sd^ ndla bilancia pditica dd mondo moto di più dw gM impmé 



TAVOLA STATISmCA NLL'eUROPA. 919 

CmeHy Géappomse e J^^ìimmw riuniti psicnM eoi loro 200 mifioni di 
abìtenti. 

La. steazioaè geografici aduiM|iiev Ui cMflgwauoae àA teiritom^ 
le stato éA suol» eé il dima, ToaMgaieitàdafleliqgue e delle w%\U 
gioni, l'istviuBÌone, li^iiidnilrìa, il co — a c c c io;, il tannelkiggio dettai 
marìiierift aHreaÉtye, FerdiiaBiieBto mititari^ i«> atata deifeiercilai 
terrestre e nniiltiino e qaetta delle finaaae, ece. , aeno altrettanti 
elementi die defuso eatrare nel computo, e eh* 1» slatista ed li gè»* 
grafo devono sempre aver sott'occhio» nel detenniflare V im^pottanzai 
relativa degli Stati. 

AU>ia]|io veduto ebe te Potenze Preponderanf» della Terra somo seì^ 
Nondimetto ve o* hanno d^ altre, le cpuM sebbene collocata in a&* 
eond' ordine, non vogfiono tuttavia easere traseurate nel raggNaf^o 
delP inportaiBa pofitica deUe naaioar , eome quelle che iBOtt» cettt 
aspetti sono, wm purè-eguali, ma eziani^ SiapeEÌ0ri & taAmadeUe 
Fottuto Prepondennlk 

CkMl , a cagieo d'esempio , quanto ai posaedimenti celomaH, tro- 
viamo che il ngna dei Poetà-Bmai, lacreè i suoi fleiidi deminii nel^^ 
rOceonift, ove* esso è k potensa prependaranfte,, vien sid)ito diete» 
alla mofuirclbta Jn^a$e, ed è la seconda potenaa ec^niale del g^obo» 
Qumdi per quealo» riguardo ai Paesi-Bassi suesede la momarchia 
SpagfMola, grarò aà grande sviluppo ebe pssser» a' giorni neatri.le 
sue belle c<^mne nelle AntUte, le quati» insieme eaUe Filippine, sott» 
di sì gran moa^nto setto il triplice rispetto dei prodotti, del oe»* 
memo e deUa situaaìone militare. 

Ove poi n consideri la mafinerìa mereantile ^ noi troviauM» di 
nuovo te. monaraftta dei PaestnBasst, e quindi teasotioRiàta Svedf^ 
NùtvegttìOy ed i rsgni Scurdo; e deUe Du^^eiUey dascuno dei quafi 
può gareggiare per questo rispetto coU'ampMu d'^ittslrin, e colte «»- 
narcMa Prussiana, e supera notabilmente V impero Russo, Aasà xmm 
dobbiamo passare sotto^ sile&sio ebe il r^gtuk deltefirseio^ scicene 
la sua popolazione sia. i&foriore assai a quelte detta, eiltà di Parip,, 
possedè nondimeno una marineria mercantile,, il cui toniieUaggia 
supera quclte di quato vasto imptirt. 

Quanto aU» icnt manttime esistenti attualmetttey eonsidnttdNiei 
meraraente te quantità naunenea, troviamo Vimpsra OUomaim>., tek 
monanhìB Sfoed^Ntnesfica^, ed il rsjino deiPoestr^Satai, e qi^ndi 
la fnofiorosftM Doneae^ ià i r$§m Sardo edeile Dm^Sioiik; i quali 
Stati aotto qnesto aspetto sono si^erioi^ non pure aBn monareàta 
Pmnaanft ebe: noac ha flotta di aerCa, ma «nebe att't'mper» é*Jb^^ 
stria. Peiè vnalsi anrvextire ebe non sardlibe difiieite a quest-ultim* 
di averne unk aaasà polenta vatendosi dei notti mezzi che.ba.insuft 



Ora scemielidQ da questi Stati a iirazìoiii pditicfae pie fiiocole an- 
cora, troveremo dei fatti che confermano di nuovo questi prìncipii. 
Poflsìamo citar inditi qudle splendide reliquie della lega Anseatica, 
le npiMUche di Ambwgoy di Btwna e di L11A0OO0, le quali eiian- 
diechè chiuse in esigui confini, e con pioeohi popolazione, tuttavia, 
unite insieme, eseidtano un commercio più che doppio di quello 
deirtnifMro ItfMfo, imperì^MV d'assai a qndlo dell' C/mone, poco infe- 
riore a qudlo della monarckia Francese, e che supera i due quinti 
di quello della nummthia Inglese. 

£ chi è che non conosca T industria ed il commarcio di alcuni di 
quei piccoli Stati onde si compone la confederazione Svizzera? Lon- 
tani dal mare, e senza marinerìa mercantile, essi contendono tuttavia 
il primato all'Inghilterra sui mercati dell'Asia, deH'Afirioa, e del Nuovor 
Mondo. Ivi noi troviamo Ginevra, Atene della Smxsera Francese, che 
quanto all' orìuolerìa ed alle cassette armoniche ottime insieme con 
Neufchàtel il primo luogo fra tutte le città del móndo. Basilea e Zu- 
rigo, ahra Atene della Svizzera Tedesca, gareggiano colle loro, seterie 
eon questo importante ramo dell'industria francese. I cotoni di Neuf- 
€hàtd, d'Appenzell, di S. GaUo, d'Argùvia e di Zurigo, esclusi dai 
mercati europei, sostengono tuttavia vantaggiosamente la c<MicorTenza 
coi prodotti corrispondenti dei paesi pia industriosi e più potati di 
Europa. Soggiungiamo ancora che Basilea e GinevraYOf^mo essere 
collocate tra le piazze principali di questa parte del mondo pel com- 
mercio dei fondi pubblici, e che, per questo riguardo, la città di J^oii- 
eoforte, capitale di una repubblica la cui superficie giunge appena al 
triplo dell'area contenuta nel recinto di Parigi, vuol essere considerata 
come la principale piazza dell'Alemagna, ed una delle principali del- 
l'universo, come quella che è residenza principale di una casa, hi cui 
Influenza si stende a tutte le metropoli finanziere dd Mondo Antico e 
del Nuovo. 

Ora passando da queste considerazioni ad un altro ordine di idee , 
troviamo di nuovo degli Stati i quali, sebbene mdto piccoli, sono tut- 
tavia molto importanti. 

Infatti la famiglia sovrana dei' due prific^it di Hokenaolkm, le cui 
superficie riunite non giungono 'neppure alla metà dell'estensione 
dello spartimento del Rodano, il quale dopo quello deUa Senna, è il più 
angusto di tutta la Francia, questa famiglia diciamo, è lo stipite dei 
principi che occupano il trono della monarchia I^russiana. Cosi il grath- 
ducato di Oldenburgo, appena esteso quanto lo spartimento medio 
della Francia, ed inferi<HPe a quello del Passo-di'^Jaiais, ininìore anche 
di assai in popolazione al ctroondono di UUa, è soggetto ad un prin- 
cipe, la cui famiglia regna sull'tinpero Russo, sulla monarckia Da" 
nese, non sono ancora molti anni, assai vasta, e regnò fino al 1809 sul 



TAVOLA ITATItTMA MLL'BUROFA. IM 

tmo é Svmia. ìì duoato di 8QtiOHkhOohk/r$<hCMha, il ooi attuti* 
territorio non è pure uguale aHa metà detto sparlimento deirilito- Jlano» 
che pure è unoi dei più pleooli di Francia, Im dato un re al B^gio, un 
altro al PorÈogaUù, ed alla regina d'/Nf Mfèrra uno sposo, i oui figli» 
uoli regneranno un giorno suirimpero BritaUdioQ. Similmente i diieofi 
di Bnmnoipk e di Mismu, le cui' superficie riunite sono inferiori a 
quella detto ipoiti'menlo della Dcrdogna^ e le popoluloni uguagUana 
appena quelle di Ftanna e di Berlino insieme , son goyemate dal 
rami primogeniti delle famiglie di OrangB e di iinnovar, le quali già 
da lungo tempo regnano sulle monoreAie NmrlandMé ed Ingltn. E qui 
pure oi sembra opportuno di parlare di uno Stato il quale, sebbene 
per parecchi riguardi rUegatò in fondo allasoala proporaioiMle dei corpi 
politici, oocupa tuttavia mercè la sua influenaa morale un luogo emi- 
nente, come quello la cui capitale, iloma, ò ftitta residenia del sommo 
pontéfice di una reUgione che è sparsa per tutte le parti del mondo, ed 
i cui seguaci giungono a più di un quinto del genere umano. 

Tali fiitti per stracrdinarii che possano parere, non destano però 
stupore in una mente filosofica e familiare colla storia, perocché essa 
vede essavi sempre stati cosi nei tempi antichi come in secoli più 
recenti degli Stati di un territorio esiguo, i quali nondimeno nella bi* 
lancia del mondo pesavano assai. Akn$t Sparta e IVÒe, le quali em* 
piarono l'universo del nome loro, non «ano che flràiioni del pioool» 
territorio del presente regno di Grecia, ed avevano minor numero di 
abitanti che Londra e Parigi non solo, ma minore di Pietroburgo^ 
Vienna o Napoli. Prima di muovere alla conquista del mondo ooci* 
dentale, Roma non (a per lungo tratto di tempo che un piccolissimo 
Slato. Goal le repubbliche, le quali nei messi tempi fiorivano nel mes- 
lodi dell' Europa, Vénexiay Genova e Pisa, ricchi e potenti comuni , 
che pel corso di parecchi secoli furono gli Stati marittimi preponde- 
ranti del bacino del Mediterraneo, e che esercitarono, insieme con 
A'rMua, tanta influenxa sulla civiltà, TindusUria ed il commercio di 
£uropa, non possedevano a'tempi della loro più alta gloria che brevia» 
Simo spaxio di terra. 

Finalmente non si vuol dimenticare, ohe lira gli Stati ora secondari! 
ve n'hanno parecchi, i quali in altri tempi furono le poterne prepon- 
deranti. Goal nei secoli xv e xvi Vimpsro OiUmano sotto il regno di 
B^aset, Maometto li e Solimano il Grande, (n il terrore dell'Europa e 
dell'Asia. Cosi il re^no di Portogallo^ il cui territorio in Europa non 
giunge neppure al quinto del territorio firancese , mandò i suoi in- 
trepidi marinai su tutte le spiagge dell' Afirica bagnate dall'Oceano» 
allargando le sue conquiste sopra gran parte del continente Africano» 
su tutto il Brasile, su quasi tutte le coste dell'Asia Meridionale, e le 
sue bandiere sventolarono trionfanti fin sulle spiagge remotissimo 



tieTAuBlnfia. iMai lM Mrte U Sfmgm ^BiObfi i praiGipì Mtat-^iinacaBa 
4'ÌMlm, e 8»ttD ì legM iMMFaMì « Garto Ve4ì Fili^ fl, fu 
fNresBo a veaticiar» k MMirrliM uivcmie, e «meraè le ne oeMpintie 
«elWiMnro-ltado s It liiiimc tenponum di tetta fe ncmeliìa 
VDit06lnBe,fiipff qiiricÉB tatto 4i tempo riiBpen>piàY«Ble^e«a 
esifltllo gìannaiy esMn è «neom Irooorse m neese Meok» «h'«asa 
nadm mmvftatai ira le yeteaae propoadeBMili, e die la -wn ingMe- 
riamililaiiearalatoczadilBtteìlgMHi, oconpaBdocori^ iaeg» die 
«raè cadtfto a qnsUa Mia Russia. Sotto i legni di GostaroAdolfo, di 
Ctoina e dì Caria M, ìa Speaìa gi ims ead colmo delia suapc^tegga, e fa 
di gm peso nelle transaaìom poiitidK deirfiwQ|ia. JLe tli Provincie 
€miiBcht «HES compeagBBO il regao dei Pom-fioni, e lacai aapeifid e 
èflKDflrod'fluaidetti aoperflde riiuùte di Kjaiattn «paitìiBeiiti ddia 
FFBBda, dopo avere per dir cosi coBqoistato eoatroìX)oeanfo fl pro- 
prio sodo, e poi ed ooraggio findipeiideBai, iid bqooId xvh 0tarap- 
paroDo ia Oriente ai Bortoghesi ed agli Spagnudi lo aeettro dn mari, 
e osffiOMO oonteiiderlo dringliiltetra nei mari dX)eddeBte, « peifino 
BeHe acque dd Tamigi. 

Sodo qaasti ateuni dd molti pemieri che ispirala descnaioae dd» 
fEaropa, e la Um>la statistica generale che ne dihìamo deUoeata. 
Mdti altri ae sorgerebbero ancora, ma non pdnamio pne mdiearli 
oflua ìisdre dagfi strettì eonini assegnati a questi «Aexneali. Il geo- 
grafo racoo^ie i fotti e K espone ; tooea poi d pnbbfidstadi esaraiinai, 
pangenarii ed invesl^;ame le cause per dedurne qud pi ia ci p ii dK 
«fimiinaiD f^i imraid À Stato neNe grandi tnmsaeìoni dd popdi. 



ASIA 



CEOGBIFII GENERALE. 

cùfeotofe. Latitudine boreoky tra i<^ e 78° (senza tener conto deHe iao^ 
lette che formano Festremìtà australe dell'arcipelago delle Kaldìve}. 

DimeBiioiù. Lunghezza massima , dal capoOri(eiiUle«ul]o.8ti«tto 
di Bering, 4^00 fi cftpo fiad « Ras-Btd, vioino « Siiddi ia Arabia, 
9620 miglia (i0;777 dhfl.)- "Che ove si trascnrasse la piecdla lar- 
gbeza del goàÌ9 Pirsica, a avrebbero 6110 ou^ia (11315 chUO dat 
capoOrreMle, sìm n dhitomi ^ M«ka al snd-oveat defi'Andiia. Lur^ 
ghezza massima, dalf Ural affa latitudine cK 6I<*, sino idla foce dd 
Caflabtfgia, «ana HaykauDg, 3780 juiglia (8000cbil.j^ La massiiBa 
iarghensa asaohita , lenza tener cento né dìeMa difemne dcHa iinea; 
né dei bracci di mare ch'essa dovrebbe traversare, ^ardbbe di 4590 
aaigKa (89S00 chìl.) dal >oa|i» Sev^ovostotchnai, ossia Sacro, «estpeiaità 
settentrìDBale dell'Asia, som a! cape Tarncy^ng-ihirà, die ne ^ Te- 
slr^mità meridionale. 

r— fall Al imrdy il «ara di Mannara ed il osar Nero, k fiHtaia 
Europea, il-Ca^>io, e l^Oceane Cadale Aitice. All'est, le stretto ed 
il mare di Bering, 11 Grande Oceano, ed fl mare della Cina che ne è 
afe braeoie. Al eiid, il «aredella Gina e rOceane lodÙBO >ootte varie 
sue bracda. AIToeest^ lo stretto di fiab-el-ttandeb ed il mar Rossa 
che 4Mfaraaa l'Asia dairAfcica; quindi l'istmo di Suez, che unisce 
runa coU'altra; il mar Mediterraneo, l'Arcipelago, gli stretti dei Dm^ 
danelli e di Costantinopoli, i quali, insieme col nero di Mamnra^ il 
mar Kero, e lo strétto di f enfiale, la separano diÀ'Europa; più lungi 
Il CaapiftyiliiiiBieQral^ e ia catena principale di questo nome; e 
finalmente il Ihmie firn .*ed il mere , o per dir meglio, il geM» di 
questo nome. ' 

Mari Segaanào ì oenfini dell'Asia abbiamo veduto quali seno 
prìncipaili soni mari. -Ora passiamo a delineare in iaoerao il qwidrd 
dèOe loro suddivisioni e dèi loro seni principalL 



Qneila parie aelTOemao cbé bigu ttttlti U «oitii Iiomiìb a«R"ÀfÌa, 'fimna aa 
graa aeiioihi h oMtt «neotale deHa Honfi-ZeiiAta {Tem^Saom'), e la corta op- 
posta dell'catremità setUntriooale dei governi di Toboltk e di liniaauiik. 4^mmt» aaaro 
« coi BOB «i À «Beota mas^aH» aa nono genecale» poirabbe per Boalro «vvìm cbia- 
aaani H4BS «UWAIOO OOOBOtBXTà.'LK, Caw praanU tao folB priocipaU} parila 



SM AMA. 

di tmrif aaconto ÒA poMpow titolo di Ma» M SAIA» ^MlkdaU'Oif dM^aacU 
BAIA DCLL'Ol^ t qveUo dd IBVIS8U. 

L'Omuo Gbciak-Aftieo fbnM ob «coado mm detto VAIA DI TAllfURS- 



KAlA ; pieeolianMMS ■• MCabilo pecdM riooto la Tràran dM k il fione piò 
kwealo di totlo U Coati— lo Aatioo. 

i<o fieno Oceano forma oa tono seno die noi proponiamo di dtiamare MARE 
8IBERICO CEHTRALBi peicbè occupa quasi il messo dell'ampia costa della Siberia; 
i snoi golfi prindpsli sono : UB BAB Di KaATAVW e di AVABaMK, cod nppellale 
dai fiumi KkmimMgm od jàmukmrm che vi ■soClono fooo: il gran COLFO di MomOàl che 
riceve la Lemm e la Immm, 

Ulmdigirta e la Kolyma formano alle loro imiioccatnro due altri goli meno 
riffuavdevoli eko n potnhliero diro COLTO 1/IHDlGlBKA o GOLFO DI KO- 
XYMA. 

Finalflsenle il 7«Aaiu^ sebbene di bnve corso^ forma il GOLFO riguardevole 
di TCHAUN. 

Il ««AMSB OCBABO 't 

QnesU parte del Gran Maro forma in primo luogo il MARE DI BERIHG, tra 
il Kamsciatka (Kamlchatka) » reslremità nord •ovest dell' America e 1* arcipelago 
ddle Aleuti. 

La lunga serie di graadi isole che si svolge dal aord d sud rimpetla alla costa 
orieatale dall' Asia^ In il capo Lopatka Beua paaisola di KamsTialbaj ad il capo 
Tamdjoag-Boru in «nella di Malacca , forma il MEDITERRANEO ASIATICO- 
ORIENTALE, il quale è il più vasto mediterraneo a molte bocdie che sia nel globo. 
Le sue sesioni principali formano • mari secondarti seguenti s il VABB D*Okbotsb 
(di Tarrakai) tra il Kamsciatka, la costa d'OUbotsb» e la graad'isola di Tamkai o 
Tcbokj^ qaeUa di leso e le Kortli; il maU dbl GUFPOm, tra il paese dei Maasciù 
fManddioux), la Corea, l'arcipelago del Giappone e le isole di leso e di Tarrakai; 
ilHinOBin 



OamTALV (Taoag-hd), tra la Corea, il paese daiMaasdò, la Cias, l'isola 
Formosa, l'ardpdago dì Lieu-kbieu a l'eslNmiià sud-ovest di quello del Giap> 
pone; una parte dì questo mare e nota sotto la deaominsiiooe di Huattg-ìtai^ ossia 
mare Giallo^ e termiaa al nord nel golfo di Fu'haif ossia Lioù-fug ; il VAKB 
DBKLA Cnr4, tra la Cina, l'India-Tnnsgantetica e la parte nord-ovest dalla Maltiis 
(Arcipelago ladiaao) ossia le coste di Sumatra, Borneo, Paragai^ Lofon, le isole 
Bachi e ouella di Formosa ; i suoi seni principali portano i nomi di go^o di Z*o«* 
chimo e di go^o di Siam. 

CiletaBw eaiandio ia gnsia dalla loro grande impo r tanaa con im a ic ii l e i gali 
molto minori ddle coste einmi die imboccatnro del Ta-Si-kiang, e dd Yang-tse- 
kiaog nelle provincie di Canton e di Ransu, e non lungi da Haog-tcheou in quella 
di Tche-kiang ; potrebbero dirsi fo^i di Camion^ di ramfise^Kitmg a di Mamg^ 



L*ocBA«o Mmmukmot 

Questa parte ddl'Oceaao compresa fra l' Africa, l'Asia a l'Oceania, fotma il 
vasto mare noto sotto il nome di MARE DBLLB INDIB. Esso presenta due grandi seni 
detU coaraneaMnte GOLFO DEL BENGALA, tra l'India e l'lndia->Tlaasgangelicafr 
a GOLFO D'OMAN (di Arabia), tra l'Arabia, k Persia a l'Iadia. 

Il golfo d'Omaa, peaetraado aell'iaterno dell'Iadia, forma, all'est ed d nord 
della penisola di Guserate, due piccoli golfi detti GOLFO DI CAMBAlA a golfo DI 
GUTca ; ma più din all'ovest, insinuandosi fra la Perda a l'Arabia aa foims nn 
dtro assai più ooasiderevole, deUo golfo Pbbuoo; e più all'ovest aaoar^ In l'A* 
nbia e la coata d'Africa, il lungo golfo detto MAU p'AlARlA, più comunemente 
Boto sotto il nome di mii ROSSO. 

Il golfo del Bengala forma anch'esso alla saa valla daaaaai amabili | qndlo 
di Martabav, dia foce dd Salaea, e qudlo del Bbhgala propriameale deOo^ alla 
foce del M^aa, ossia dd Gange a dd Bnesaputra (Brabmapoutra) rinaiti* 

L'ocBASo Anuiirrtco t 

Abbiamo vedalo alle pag. 36 e 54, che l'Oeaaao Allaatica, prarhaado antro 
a CoMÌBMie Aalioo, forma il MARE MEDITERBANBO propr ia mi M i datta» il qoala 



GEOGRAFIA GENERALE. 

appnrtiem aU* Africa» aU'Buiopa td all'Asia. Nella parla cba bagna la cotie di qua* 
si'ultioiay eiM forma uà seoo notabila Ira la Siria e l'Aiia-Mioorey che si dice golfo 
DI ALBSSAHDRBTTA (di Scanderoo). La cotta drll'Atia-Minore contiene parecchi 
altri solfi, fra i quali aolamMo qaallA di Satalià al sud, a quelli di VUcxx, dà 
Kos (Staucbioy Budran)* di Sca«LA*NoVA| di SWBini a di Adramiti all*occi. 
dente. Questi idtimi appartengono all'ARCiPBLàGO, il quale è egli steaso ud braccio 
del mare Mediterraneo. Il HABB DI Mabmaba ed il MAB Nbbo non porgono sulla 
costa asiatica alcuna s«ddlf iaàonn abhaatanaa imporlanta par asaara mcnaiooata in 
•joeati £lamanti« 

Non parleremo del pretaso MAR Caspio , ne del mabb d'Aral , né del ma» 
MoBTOy avendo gii allrova avvertito che non anno punto mari, ma laghi, e perciò tt 
abbiamo deserilli ìasienM cogli altri laghi. 

Stretti. Nell'Asia ve ne hanno parecchi; ecco i {mù notabili ed i 
più frequentati: Io stretto di Bab^-Mandèb tim il mar Rosso ed il 
golfo d'Oman; esso separa l'Asia dall'Africa; lo stretto di Hormu%^ 
tra fl golfo Persico ed il golfo d'Oman ; lo stretto di Malacca , tra la 
penisola di questo nome ed il gruppo di Sumatra; quello di Singa* 
pura tra l'isoletta di questo nome e l'estremità della penisola di Ma«^ 
lacca ; questi due stretti sono frequentatissimi e separano l'Asia dal- 
rOceania ; il canaìe di Formosa tra l'isola di questo nome e la Cina;, 
lo stretto di Corea tra la penisola di questo nome e l'arcipelago Gìsp^ 
ponese; lo stretto di Tsugar, detto sulle nostre carte stretto di Sangar 
ed impropriamente di Matsmai, tra l'Isola Nifon e quella di leso, di 
cui Hatsmai è la capitale; per esso il mare del Giappone comunica col 
Grande Oceano ; lo^stretto di La^Pirouse, tra la grande isola Tarrakai 
e quella di leso; esso congiunge il mare di Okhotsk con quello dei 
Giappone ; la manica di TatariOy onde si volle ancora a questi ultimi 
tempi rivocare in dubbio l'esistenza ; essa separa ^a grande isola di 
Tarrakai dal paese dei Mansciù; lo stretto di Bering^ che separa l'Asia 
dall'America del Nord, e stabilisce la comunicazione tra il mare di 
Bering e l'Oceano Glaciale Artico. 

Capi. L'Asia ne ha moltissimi , i più notabili dei quali sono i s^ 
guenti : suO'Oceano Glaciale Artico il Severotxtstotchnoi, ossia Sacro 
(del Nord-Est), sebbene si direbbe più acconciamente Capo-Nord^ 
essendo l'estremità boreale non pur dell' Asia-Gontinentale, ma di tutto 
jl Continente-Antico ; esso è posto nel governo di lenisseisk. Sul 
Grande Oceano e sui vani suoi bracci: il capo Orientak^ sullo stretta 
4li Bering; egli è la punta più orientale dell'Asia e di tutto l'An- 
tico-Gontinente; il capo L^tka, estremità australe del Kamsciatka ; 
il capo Tamdjong^BurUf nella pem^sola di Malacca, il quale è la 
punta più meridionale del continente Asiatico; il capo Romania^ al- 
l'ovest dd precedente, indicato erroneamente da quasi tutti i geo- 
grafi come il più australe del continente medesimo; il capo Comorinp 
estremità australe del continente Indiano ; il capo Mocadon, in Arabia, 
all'ingresso del golfo Persico; il cc^ Rasalgal, estremità orientale 
dell'Arabia. Sul mar Mediterraneo v'è il capo Chelidoma sulla costa 
i5 



926 ASIA. 

Tnerìdionale dell' Asia-Minore. Sull'Arcipelago il capo Boba, che è il 
punto più occidentale di tutto il continente Asiatico , e sul mar Nero, 
ì* Indjé che è la parte più boreale dell'Asia-Minore. 

Penisole. L'Asia offlre fra le molte sue penisole V Arabia che si vuol 
collocare fra le più grandi del globo. Seguon poscia la penisola del 
Decan nell'India, quella di ifoloocaneirindia-Transgangetica, e quella 
di Corea nell'impero Cinese. Tutte queste penisole sono bagnate dal- 
l'Oceano Indiano, dal Grande Oceano, e dalle loro braccia. Tre grandi 
penisole sono pure in Siberia; noi proponiamo di chiamar la prima, 
penisola dei Ciusci (Tchoutches), perchè comprende l'estremità nord- 
est dell'Asia percorsa da questo popolo; giace tra lo stretto di Bering, 
il golfo di Pendja e la foce della Kolyma; ìa penisola dì Kamsciatkane 
forma la suddivisione principale. Le due altre sono : la penisola dei Sa- 
moiedi, che occupa l'estremità boreale del governo di lenisseisk, il 
€ui ultimo prolungamento nell'Oceano Glaciale Artico forma il capti 
Severovostotchnoi ; e iti penisola Kara4)hy ossia dei Samoiedi, for- 
mata da quella parte del governo di Tobolsk, che s'inoltra nello stesso 
Oceano tra le bocche della Rara e dell'Ob. Finalmente, l'Asia occiden- 
tale presenta nella vasta penisola dell'i^sto-ifinore uno dei più vaghi 
paesi del mondo, e la culla di venti illustri popoli che ora sono intie- 
ramente spariti. 

FSinal. Sebbene l'Asia sia la più vasta di tutte le parti del mondo, 
nondimeno i suoi fiumi, ragguagliati a quelli del Nuovo-Mondo , non 
occupano che il secondo luogo. Ed appunto come nessuno dei mag- 
giori fiumi del Nuovo-Mondo non si volge ad occidente, cosi tutti i 
principali fiumi dell'Asia discorrono verso il nord, o l'est, od il sud. 
Indicheremo orai più riguardevoli per la lunghezza del loro corso, 
classificandoli secondo i mari diversi a cui portano il tributo delle 
acque loro, e rimandando qpanto ai particolari i nostri lettori alle in- 
troduzioni delle regioni principali, tra cui abbiamo diviso questa parte 
del mondo. 

L'oCSAIfO-OLACIALS AaTICO FI COVO : 

L'Ob formato dalla coogiunsione della Katania e della Biya ; esso è iogrossalo 
dal polente IrUsce (Irty«h; , il qaale considerato finora a torto cono afflneole del- 
l'Ob, dovrebbe invece slimaraene il braccio principale; le tue aorgenti acaturiacooo ani 
territorio dell'impero Cinese^ e ad esso appartiene la parte occidentale della Siberia. 

Il lEKISSBi , formato dalla congianiione dell C/lu-Kem e del Bti^Kem , il 
corso dei quali appartiene all'impero Cineies eaao e inoroesato daM*jtufarà, caia 
Tunfuska-Superit^re 9 che esce dal lago Baikal. Riguardando la Selem^a cbe entra 
in questo lago e l'Angari cbe ne esce, come un solo fiume e come il ramo principale 
del lenissei, questo fiume supererebbe quasi tutti quelli del Vecchio-Continonle per 
la lungheaaa del suo cono (Vedi quello cbe ae ne ditte aUe pag. 24 e 25). Qaasi 
tutto il suo immfuto avvallamento appartiene alla Siberia^ di cui occupa la parte 
inessaoa. 

Il LEVA, che è il terso gran fiume della Siberia^ delia quale percorre le vaale 
aoliuidim oriemtali. 



GEOGRAFIA GENERALE. 227 

II omanb'ocbaiio, l'ocsAiffo INDIANO 6 1 loro rami ricevono : 

L*AmVII o SaKHALIAH (il Nero), formito dalla rianioDe del Kerulun o ^r^tiia 
colla SeUka » ma il primo do'qualt i teaufo come il ramo priocipale. Il domioio 
di queato gran 6ume appartiene quasi tutto all'impero Cinese; il resto è compreso 
nell'impero Russo. L'Amur sbocca in nna specie di bacino formato dalla costa del 
paese dei Manseiù e quella della grand'isola di Torrakti. 

L'HUÀNG-Ho Fioms-OlALLo, in mongolo Kara-Mitkàv (Fiume Nero)^ 
e il secondo fiume della Cina ; ba la sua sorgente nel paese de'Mongoli del Kbu- 
khu-DOOr. Dopo aver bagn;ito tutta la Giua-Seltentrionale entra nel mar Giallo. 

Jl KUNO (cioè il/lttiM per eceellensa), è la maggior corrente non solo dell'im-^ 
pero Cinese ma di tutto l'Antico-Continente (Vedi alle pag. 24 e 25). È formato 
dalla riunione di tre grandi rami chiamati Kin-eha-kiauf (Fiume dalla sabbia 
d'oro) ^ YalU'hiang e Min-Mang y quest'ultimo, riputato a torto il principale, dea 
cedere il luogo al KUn-'eha'kiant per la luogheisa del corto. Il Kiang traversa il 
Kban o Tibet-Orientale e tutta la Cina Centrale; entra per una larga foce nel Tung- 
bai o mare Orientale. 

Il MAYKAUiTGy il. Salden e forse I'Irauaddi , derivano • le loro sorgenti nel 
Tibety traversano sotto diversi nomi quest'elevata regione, non che la parte occiden- 
tale della vasta provincia di Yun-oan nella Cina ; abbandonando questa entrano nel- 
rindia-TransgaDgetica. Il MaikAUNG traversa il Laos-Indipendente e quello che ò 
sottoposto ai regni di Siam e d'Ao-oam, come pure il regno di Cambogia dipen- 
dente da queai'ultimo; scaricasi quindi nel mar della Cina. Il Salubk e l'iRAUADDiy. 
percorso l'impero Birmano^ entrano nel golfo del Bengala; l'Irauaddi forma alla sua 
foce uno de'più empii della dell'Àntico-Continente. 

li Ganub e il BRAHMAPnTRA. rìunìsconsi presso la foce loro per formare il 
MeCKA; percorrono, segnatamente il primo, le più belle parti dell'India e formano 
alla loro ampia foce forse il maggior delta di tutto l'Antico-Continente. 

L'Indo o SinDH, chiamato altresì MITA MORAN (il Fiume Dolce) ; a questo- 
gran fiume l'India deve il suo nome. L'Indo il cui ramo principale par che discenda 
dai monti Kailas, al nord de'famosi laghi Ravanhrad e Manassarovar sotto i nomi 
di SiNGOZiNG e SlNGHE-TSiU, passa per Lch (Ladak), traversa il paese d'Iskardo^ 
e percorso uno spaaio non abbaatania conosciuto finora, valicando l'Iodu-Kho, entra 
nel regno di Kabul ; continuando il suo corso verso il sud, separa questo regno da 




a far osservare che lo SetledJ, uno de' primarii, è di tutte le correnti conosciuift 
quella che ha piU alta sorgenU, perchi questa sorgente è il lago di Manassarovar 
(xislo a 2770 tese (5299 metri) sul livello dell'Oceano. 

L'Eufrate e il Tigri formano colla loro riunione il. Oiat-BL-ArAB {riviera 
lUgU Arabi) che per più foci si versa nel golfo Persico ; l'Eufrate è il gran fiume 
«Iella Bibbia, e il più ragguardevole dell'Alia Ottomana. Grandi memorie storiche «: 
lo splendore dei primi imperi fondati sulle sue rive e su quelle de'suoi affluenti dai 
popoli dell'Asia Occidentale accrescono importania al suo avvallamento* 

L'Asia offire inoltre parecchi altri grandi fiumi versantisi solamente 
in (]aspii; vedasi quest'articolo. 

CAspii. Alla pag. 56 vedemmo che l'Asia possiede in comune col- 
TEuropa nel preteso mar Caspio il jpm gran bacino di questo genere 
di tutto il globo, che è nel tempo stesso la più estesa depressione che. 
si conosca. 11 livello delle sue acque, che erasi stimato a 50 tese 
(97,5 metri) più basso di quello del mar Nero, non è realmente che 
di 12,72 tese (24,2 metri) sotto questo ma^e, secondo le esatte misura 
che si levarono poc'anzi per ordine dell' imperatore Niccolò. Ben« 
che più che i due terzi delle coste del Caspio appartengano all'Asia, 



228 ASIA. 

non dalle coste asiatiche escono i più gran fiumi che si gettano in 
quest'ampio bacino; perciocché vedemmo tutto il corso del Volga 
appartenere all'Europa, e l'Asia dÌTidere con quesf ultima il corso 
dell' rr a 2. Questo nasce nelle montagne di tal nome, traversa il ter- 
ritorio russo e si versa per diverse foci nella parte settentrionale del 
Caspio. L'altro gran fiume che appartiene aHa parte asiatica di questo 
preteso mare è il Koa, che nasce nell'Armenia Ottomana, percorre 
questa regione e la Georgia, e, ricevuto VAras, gettasi nel Caspio al 
sud di Bakù. 

L'Aral è un altro caspio, cui i geografi diedero pure il nome di 
Mare, e posto nella metà occidentale del Turkestan-Indipendente, del 
quale riceve i due più gran fiumi: VAmu-Daria o Djihun e il 
Syr^Daria o Sihun, Il livello delle sue acque che, alcuni anni 
sono, si disse di 32 tese (62,4 metri) più basso di quello del mar Nero, 
è al contrario di 5,6 tese (10,7 metri) sopra il livello delTOceano. Una 
cosi piccola altitudine, ad una cosi gran distanza dai mari che bagnano 
l'Asia, estende notabilmente i limiti delta grande dejNressione che pre-» 
senta questa parte centrale delTAntico Continente. 

Ecco gli altri caspii più ragguardevoli dell'Asia: 

Il Bahr-bl-Lovtb o mah Morto nell'Asia Ottomana. Questo preteso mare, 
che noi poBÌaoM qai per cagione delle sue picciole dimensioai, riceve il celebre 
iriordanoi il suo avvallamento oSìre la depressione conosciuta la pik profonda dei 
globo, perche il livello delle sue ac^ae secondo i dotli computi dei sig. Russegger, 
poco diversi da quei del aig . Berton, e che ebhero poco fa una splendida contcrma 
dai livallamcnli esegaiti dal sig. Symond, è di 223,5 tese (435 metri) più basso di 
quello del Mediterraneo. L'orriLile sterilità delle sue rive, le strane qualiti delle sue 
aeq««) la maneanta quasi totale di esseri viventi e la natura vulcanica delle sue vi* 
«■•Mise, eongianla all'enorne depressione del suolo, ricordano e confermano gli scon- 
viilgimenti fiaiei de'quali questi luoghi, secondo Mosè, dovettero essere il teatro al 
trwpo ehe fnfono distratte le antiche città di Sodoma e Gomorra. 

Il l^LC-KCl» situato quasi nel centro del Turkestao-lndipendenfe ; riceve il 
Sara- Su che divide il paese dei Kiifhii della Grand'-Orda da quello dei Kir- 
ghia della PiccioIa*Orda. 

Il KABA]r-Km.Al nel paese dei Kirghii • riceve lo 7*c&uf, 6nrae che eace 
dal lago Tut'ìhU nel Thian-chan-pe*1o, contrada dipendente dalT*imp«ro Cinese. 

Il Lor (Lob-noor) ed il BOSTBVG, riuniti per messo della riviera Khaidit 
nel Thian-chan*oan*la, soggetto all'impero Cinese; il Lop riceve il Tarim ossia 
Er$heui 4 il più efende di tutti • fiutai dell'Asie che ai «eraano w Caspii, ec- 
cettuatine quelli che sboccano nei pretesi mari d*Àral e Caspio. 

Il BAULASCI-hoor, sui confini del Thian-chan-pe-lu e del Turkestan-Tadìpeo- 
deole \ «iceet Vllàp che tfRvtraa hi parte meiidiooale di queato vasto governo del» 
l'impero Cinese. 

Il KHUKHU-iroOR, in cinese TBSIVG-HÀI (mar Turchino] nel paese de'MongoH 
del TaQgMt, al faate 4Ìl il auo some. 

Il JKavtìo, Mi aoafnk» TbvgrIpVOor (bgo Calcale], ehe i il più gran lego 
del Tibet ^ riceve il X>«rf tt*ssaisf 6o» 

Il Yarbrogh-tijiitso o lago di Baldhi , nel Tibet, notabile per la eiogola* 
rtoà iMk atta fernae che, aeeonde i missionarii e Klaproth, potrebbesi par«goii«« ad 
OM Ibaaa ea eg iei e Ml*i8él» $ ìm qnaal'iaota abita U grao jacerdDtessa bflaasca temil» 
come ttoa divinità iacani«lR« 



GEOGRAFIA «ONERALE. %!d 

H ZnoAB, mi regno 9i KaUot ; rÌOTTe T JSr« Imend e Birmend, cbe^ 
dopo 1*1 odo, è ora ìa più gran eorreate di qaetto regno. 

Il BAKHTBGHiAVf nel regno di Persia j riceve il B^nd- Emlr o Knren. 
Secondo il tis. Cbriitie^ qnemo lago tabifee grandi Tariatìoni periodicbe nella sua 
eatensione; al ano avfallamento appartengono le mine di Persepoli ed altri luoghi 
notaUli delta Persia. 

U UtviàB ^Maniglia, SdialMj)^ nc9 regno di Persia ; riceve la riviera clin 
pasta per Tauris QTavric). Questo lago e doppiamente notevole pel gran salsnnie 
<lelle me acque e pe'variamenti di livello ni quali va soggetto. 

Il LAGO DI TACHPDRAGA.ir, detto pure LAGO Dt Tav e dai Torchi AltDtCll; 
tlJCocAaft è il suo maggior affluente. Le iscrisioni cuneiformi e le tradistoni po- 
polari ebe, malgrado l*introdutione del cristianesimo e dell'islamismo, ricordano 
la dominaaione assira e i suoi celebri monarchi, danno un grand* interesse storico » 
«juetto lago ; h, come il suaccennato, notevole iier la sua grande altitudine. Aggiun» 
^iamo che il celebre convento é* jiìrhtamar, solr isola di questo nome, è la residenan 
«Ji un patriarca armeno. 

Non metteremo coi caspii ansidetli il TrHAlTT situato ani confini de*govemi di 
Toboisk e di Tomsk, perchè, a parlar propriamente, non a un caspio, ma una vasta 
palude che talora pare versasi nelKlrtisce. 

laAglii e Lacune. Questa parte del mondo ne ha un gran numero; 
noi accenneremo soltanto alcuno de' suoi laghi principali; essi sono 
posti nell'impero Cinese e nell'Asia Russa, regioni che offirono i più 
grandi dell'Asia. 

I.*impero Cinese offre il Dzaisain; ani Thian-dMB-pe-la ; è traversalo dal- 
Vìrtisee, affluente deU'Ob ; il Tinwe-TBraG , fra le provincie di Bu-pe e di 
Bv-nan : i il maggior lago della Gina ; è traversato dall' iVen^Haa; ano drgli af- 
llnenti del Kimnfl il FU-TAITG, nel Kiang-si ; il Kan-kiang attoente del 
Itf a n g-, lo attraversa. Fra questa spetie di laghi citeremo anche: il MAVASSAKOVAR 
per la sua tmportansa religiosa, siceonae ano de'prineipnH pelirgrinaggi degli Io- 
diaai, e per la sna grande etevaaione, perche ai tiene pel Ingw eonoacinto jiiii eletrato 
del gtoboi dacché, come dicemmo parlando dell'Indo, il livello delle sue acque 
«rovaodosi a 2770 tese f5299 metri) sopra quello dell*Oee«no, la sua altitudine oU 
t r e paasn di 310 tese (604 metri) la cima del Momte BUneo che , come vedemmo 
olla pag.64, è il punto culminante di tutto il tislema Alpieo. Secondo i geografi ci* 
aesi, questo lago comunica col Ravanhrad (Rnwen-Rad) dal quale esce il Lang*tchu^ 
4he riunito al Lm-Uciu forma lo Setìedje, il maggior affluente dell'Indo. 

Nel Turkestan-Indipendente nomineremo il LAGO SBRlKOL testi acoperto dal 
n^.Wood. E la aorgente princijpale dell' Amù ed Oxo; la sna elevnaione aopra ti 
livrllo del mare pareggia qussi quella del Monte Bianco, poiché è di 242o tean 
(4(>28 metri). 

L*Aaia ftnssa ci presenta il Vaikal che i forte il pi« grande di tatti i laghi 
dell' Aaia, tranne il Caspio e l'Arai; riceve il Selanga ed è la aoigente del- 
VAngarà, che col Selenga deesi riguardare come il ramo principale del Jeuissei, 
ono de'più grandi fiumi dell'Antico-Gontinente. Il Tautoh , nella penisola dei Sa- 
saoiedi, all'estremità boreale del governo di lenisseisk: n'esce la Taimurèas 
«sai sono U lago ed il fiume i più seltentrionali di lutto l'Àotioo-Continente. In que- 
sta specie di laghi si debbe aoche annoverare il Goktcha (Gonkelu, Gok-tchai, Se- 
van} detto altresì LAGO DI EriyaIT, perché il Zengue o Zengtm versa le sue acque 
«leIrÀras, che é il più grande degli affluenti del Kur. 

Fra le lagune mentoveremo almeno il Backwater^ vasto estuario compreso fcn 
Sciurgaot (Chourghaut) e Trivanderam, lungo la costa del Malabar nell'India. 

Inole. Le principali isole dell'Asia possono classificarsi nel moda 
seguente secondo i mari dove son poste : 

IftOLE ED Arcipelaghi hell'Oceano-Glaciale Artico. A questa classe ap- 
partengono : l*Ì8ola Kh(MgalamH0Ì, nell'arcipelago alla foce della Lena ; le isfìln 



230 ASIA. 

Kotei»oi e XfuotfO'Slberiag in quello coi quest'alliina dà il oome; l'isoU liakhov- 
iklf al sud dell'arcipelago della Nuova-Silieria } V arcipelago dtgli Orsi rimpetlo 
alla foce della Kolyma. 

Isole ed AbCIPBLAGHI KEL GRAm'OCBÀVO e suoi rami. Citeremo ia questa 
Mtie : l'itola di San-Loreu»Of nel maafe di Bering ; \* arcipelago delle Kurili (Kou- 
rìles) ; le itole di leso e di Tarrakaif dio chiudono il mare di OkhoUk ; l'isola 
di Ni/oH neirarcipelago del Giappone, la maggiinre di tutta l'Asia. Vengono poscia, 
nello stesso arcipelago^ le isole Saikokf o Kiusùs e quella di Sikokf} all'ovest e 
lungo le coste della Corea, l'arcipelago di Corea di più d'un migliaio d'isole ^ piò 
al sud e in faccia alle coste della Cina, l'arcipelago di Lieu^khieUf l'isola di For- 
mosa e quella d'ffai-nanf e vicinissimo alle coste di quest'impero, Varcipelago di 
Gian Potoki, quello di Tchusam (Tcheou) la cui isola principale venne occupata 
nel 4842 dagl'inglesi che devono tenerla fino all'intiero adempimento del trattato 
fatto nel detto anno coi Cinesi ^ Varcipelago dei Ladroni, nome che gli venoe da 
formidabili pirati ; nelle acque di Caalon è l'isola Hong-Kong che i Cinesi cedet- 
tero all'Inghilterra per lo stesso trattato; è un punto ad un tempo strategico e com- 
merciale di grand'importanxa. 

Isole ed Abcipelaghi nell'Oceano Indiano. Questa classe ci presenta lungo 
la costa della penisola di Malacca un arcipelago che non ebbe ancora un nome ge- 
nerale, e che noi proponiamo di chiamare arcipelago di Jungselon-l'inang, dal 
•nome delle sue due isole principali ; e più al nord l'arcipelago di Merghi j all'o- 
vest dì quest'ultimo trovansi gli arcipelaghi di Nicahar e à'AndanuiH ; ancora più 
al nord, Varcipelago d^Arracan cosi notabile pe'suoi fenomeni vulcanici e pe' suoi 
porli ; e non lungi dall'estremità meridionale dell'India, il gruppo di Ceylan cosi 
smportante pe'suoi prodotti e per la pesca delle perle; finalmente gli arcipelaghi 
delle Maldife e delle Lakedive, Nel g o Ifo P ers ieoy troviamo il gruppo di 
Kichm coU'isola di questo nome, la più grande di tutto il golfo e lo sterile isolotto 
d*IJormuZf cosi celebre negli annali del commercio orieutale; più all'ovest e presso 
alle coste dell'Arabia, il gruppo di Bahrain rinomatissimo per la pesca delie perl'y 
al n<Nrd-ovest di Buseir, io Persia, l'isolotto Karak (Karadji), impoctantissimo sotto 
l'aspetto commerciale e politico e che gl'Inglesi occuparono nel 4842. Nel mar 
Bosso troviamo parecchie isole ; le più notabili sono : Teer (Djebel, Sohan, ecc.), 
con un vulcano; l'isola Camaran , la più grande di quelle che appartengono al- 
l'Asia, e Dkalacj l» maggiore di tutte, ma appartenente all'Africa, e Gurs-Farsatu 

Isole ed ABCIPELAGHI nel mare MeditbbrAHBO e suoi rami. In questa serie 
porremo l'isola di Cipro , una delle più grandi di questo mare, e più all'ovest, 
presso la costa dell'Asia Minore, le isole di Rodi, di SamOf di Scio e di AfetelinOf 
che con altre più picciole formano la parte asiatica dell* Arcipelago propriamente 
detto, ed appartengono tutte all'impero Ottomano. 

Montagne. Tutte le montagne dell'Asia possono essere ordinate 
nei sette sistemi seguenti : 

Sistema i>ell'Altai, cosi detto dal nome della parte più cognita e 
nella quale trovansi i picchi più alti che siansi fin qui misurati. Le 
principali catene tirano dalFovest all'est; le più notabili sono la Kurt- 
4:humy chiamata dipoi Ukmgum e Malakha; la catena Khcisun che 
potrebbesi rìappiccare alla catena Tangnu, la quale ne sarebbe la con- 
tinuazione. U sistema dell'Aitai comprende tutte le montagne della 
Siberia, nell'Asia Russa, all'est dell'Obi e del Tobol affluente dell' Irti- 
sce, tranne le montagne del Kamsciatka, come anche quelle del Thian- 
chan-pe-lu ed una gran parte delle alture della Mongolia e della Man- 
sciuria (Mantchourie) nell'impero Cinese. 

Sistema del Bolor-Himalata, così chiamato dalle sue due catene 
più notabili, il BoloTy che corre dal nord al sud e dove trov&nsi i più 



GEOGRAFIA GEHERALE. 2SHr 

grandi nodi conoseiati di tutto il sisteina, e YHimalaya che, con 
picciola inflessione, corre dallVest all'est. Il Bolor separa il Tbian- 
chanrnan-lu, parte dell' impero Cinese, dal Turkestan Indipendente. 
L'Himaiaya separa il Tibet dall'India Settentrionale; i suoi punti cul- 
minanti sono i fdù alti picchi conosciuti di tutto il globo. A formarsi 
un'idea approssimativa dell'immensa estensione dell'Himalaya e della 
sua prodigiosa elevazione, è uopo immaginarsi una catena di montagne 
che senza interruzione si stenderebbe da Brest ad Odessa, presentando 
una larghezza pari a quella che separa Auxerre da Dunkerque, avendo 
per altitudine media il Monte-Bianco, sormontata da picchi la cui altitu* 
dine sarebbe quasi doppia di quella di questo colosso delle montagne 
europee. L' Himalaya è il nucleo del gruppo al quale noi rappicchiamo 
tutte le montagne dell'India Settentrionale e della parte occidentale 
deirindia-Transgangetica. Dal nodo più meridionale del Bolor si spicca, 
tirando verso l'ovest , YHindu^Kho Meridionale, catena ragguarde- 
vole per la sua molta elevazione ; separa il Kaferistan dal regno di 
Kabul ; questa catena è il nucleo del gruppo del suo nome, al quale 
appartengono le montagne del Kabul, del Belucìstan e del regno di 
Labore. Il secondo nodo del Bolor spinge verso l'est la lunga catena del 
Kuenlun, che attraversa il Tibet; è il nucleo del gruppo del suo nome, 
al quale provvisoriamente rappicchiamo tutte le catene di montagne 
che percorrono l'impero Cinese, la Corea e la penisola Transgangetica^. 
eccettuatane la parte di quest'ultima, che appartiene al gruppo dell'Hi- 
malaya. Da questo stesso nodo del Bolor, ma in una direzione opposta 
spiccasi VHindu'Kho Settentrionale, che parte il Kaferistan dal resto 
del Turkestan-Indipendente ; questa lunga catena che è per così dire 
la continuazione del Kuenlun corre, secondo il sig. Humboldt, verso 
l'ovest, traverso il Korassan, per cougiungersi all'alta catena che trac- 
cia il giro meridionale del mar Caspio ; l'Hindu-Kho Settentrionale 
è il nucleo di un gruppo cui pare appartengano le alture della parte 
meridionale del Turkestan-Indipendente e di una parte del regno di 
Persia. Il terzo nodo del Bolor caccia all'est la gran catena del 
Thian-chan, che divide il Thian-chan-pe-Iu dal Thian-chan-nan-Iu, 
e nell'opposta direzione la catena chiamata Asferah o Aktag, che va 
verso l'ovest fra Khodjend e Samarkand. 

Sistema Marittimo, che si potrebbe anche chiamare Sistema Vul- 
canico pe' suoi molti picchi ignivomi, e Nifon-Kamsciatka dal nome 
delle sue due parti principali, la grand'isola Ni fon, nucleo dell'arci- 
pelago Giapponese, e la penisola Kamsciatka; le recenti esplorazioni 
dell'estremità nord-est dell'Asia Russa non permettono più di riappic- 
care quest'ultima al gran sistema dell'Aitai. Questo sistema com- 
prende tutte le montagne dell'arcipelago Giapponese e Kuriliano e 
tutte quelle del Kamsciatka. 



$51 AMA. 

Sistema Tacro-Caccaseo. Questo sistemi aUiraoda tutte le mon- 
tagne della Regione del Caucaso nell'impero Russo, quelle dell'Asia 
Ottomana, della più gran parte del regno di Persia e deirestremiti 
settentrionale dell'Arabia. I suoi gruppi più notali sono quelli del 
Tauro e étWAnU^Tauro, neirAsia-Minore ; del Ubano, nella Siria e 
nell'Arabia-Petrea; il Gotioosso, nella regione del Caucaso; eV Armeno- 
KurdistanioOf nell'Armenia, nel Kurdistan, ad Lurìstan ed in altre 
parti della Persia Occidentale. 

Sistema Ararico. Stende il suo dominio su tutte le montagne del- 
l'Arabia, tranne quelle della parte nord-ovest, che noi abbiamo riunito 
al gruppo del Libano nel sistema Tauro-Gauoaseo. Lo slato imperfetto 
della geografia non ci permette pur d'indicarne li catana principale. 

Sistema Indiano. Comprende tutte le montagne dell'India al sud 
dei grandi avvallamenti dell'Indo e del Gange. I ^Tatas-OocMknla/t, 
le Nilgherry (Montagne Turchine), i MonH Vtndftya e il gruppo del- 
l'tso^a di CeyUm sono i suoi rami principali. 

Sistema Uralico. La catena principale di questa massa di monti 
ehe appartiene in comune all'Europa ed all'Asia, separa queste due 
parti del mondo l'una dall'altra, e appartiene tutto quanto aH'impen» 
Russo. Offre, nelle sue arene aurifere, i più ricchi lavacri d'oro e di 
platino di tutto l'Antico-Continente, e le sue miniere somministrano 
un'immensa quantità di ferro e di rame. I geografi russi il dividono in 
tre parti principali, che chiamano Monti PoffOB, (Irai Kerfchotunona 
e Ural Baskmano, ai quali noi soggiungiamo per sinonimo le appella- 
2Ìoni di Ural BoreaU, di Ural Mezzano e di Ural Attstrak, Le montagne 
del gruppo della Novaia-ZenUia (Nuova-Terra) possono riguardarsi 
^ome una dipendenza geografica di questo sistema; noi ne abbiamo 
fatto VUral Insulare. 

La tavola seguente rappresenta in tese e metri l'altitudine delle più 
alte cime di ciascun sistema, e il punto culminante di qualcuna Ira le 
catene principali. 

TAVOLA 
Dei punti culminanti de'iittemi dell* Asia. 

Sistema dbll'Altai T«m Metri 

C0t0Ha dell' ^ItaLlì monu JiUlukha nel gOTcrno di 

Tomsk 4730 3372 

C mi 0ma Jùblonoi , lì monte Tchokomdo ntl governo d*If 

kuuk 4290 2544 

SISTEMA BOLOR-HIMALATA. 

C atena Himalay a. Il Tfanda'Dtvi nel distretto di Djawa- 

kir, nel Kemaun, parte dellMndia- 

iDglete 4026 7847 

U Dhawalagiri ( Monte*Bianeo ) , sui 
confini del N^pal e del Tibet nel- 
l'impero Cinese 4390 8556 



CEOCRAFIA 6BXERÀLE. 

Tme «elri 
Cai. Himdu-Kho M^r. il fmmtù emlmimma» Mlregw M Kabal 3464 4)167 
C«<. Hiud U'Kk o Jtf 1 1. Il l'icctf JDieiiM»»tfit4 nel MMaadtraa | 

ivgM di Penìa 2316? 4572? 

Cmttna del Bolor. 1 fmmA cmbmimmH 3500? 4S822? 

Sistema Taijro-Gaccasbo. 
Cai. délPjiutUTaur^»tL Monte ^rdJU, «1 soci di Ctsant 

(KMnrieh) mU'Am ONomaM • . . 2052 3999 
Catena del Libano. Il JMhiM*, {unto ealniMule del U- 

b«M, in Siria, BeU'Asta Ottomaaa . 4469 2863 
Cat.delVjÌMti'Lib. lì D/ehei-ehaià, ntììm Soìm . . « . 2400? 4678? 
Gruppo jtrmenO'^ 
Kuwdittamioo • Il pasto mlmÌBaale da* JfMitl iyuid«> 

Daufj nel paeae de'Crìaliam Caldai . 2500? 4872? 
Il Grande Ararat^ nall'Àraienta-Riiaaay 

aalia froalian Oltomaoa .... 2676 5246 
Catena del Cantai o.'VKlhm^ fra la lliagrelia • la Pi^ 

«ola-AlMMÌa, nella regioae del Can- 
caw, parte dell'impero Rosso • • • 2092 5637 
SUmiA IVDUVO. 
Cat. dei Gatos Oc' 

cidentall . • . Il pmto ea/miiMale 450(^2923? 

Cat. delle Nilgherrx.W Murtkmrti^Bot 4376 2682 

Gruppi di Cmfian « Il Picea ^ Adamo ull'isola di Gejlaa. 4000 4949 
Sistema Akabico ... Il pmm» eulmiaante del aiiicna • . • 4800? 3506f 
Sistema Uralioo. 

Urei Australe . . I/Irmel • ... 793 4545 

Ural Me%»ano . • lì KonJ^akot^sIgr-Kamon 844 464S 

Ural Boreale • . Il posto oalaaìaante dei «Mafi OMatI. 780 4520 
Ural Insulare . . Il tfoCaci»-Gfcar, oalla Novaia-Zeoslia. 543 4058 
Sistema Maeittìmo « ^rtiLCAVico« 
Cat. del Ka mteiatka. Il Vulcano Kintdtemsiotf oal Kamseia* 

tka. Dell'impero Rosso 2465 «804 

Gruppo Giapponese, ti Fusà^no^ama ^ solcano dell'isola 

Nifun 2300? 4483? 



li ed Alte Valli. Sono nell'Asia ì più vasti altipiani e le alte 
valli più elevate di tutto il globo. Le più notabili Ira queste sono 
quelle del Gherwàl, del JVépa/, del Butan^ del Tibet, del Sm-teMiuan^ 
del Fti-nan, éeW Armenia, deWAdzarbaidjan, del KurdOsUm, della 
Regione del Caiucmo ecc. ; k maggior parte del loro suolo è annove- 
rala fra gli altipiani a cagione della loro grande altitudine. Sì hanno 
ancora troppo poche osservazioni barometriche per poter determinare 
Televazione sul livello del mare di tutte queste alte regioni. Daremo tut- 
tavia alcuni calcoli approssimativi suH'altitudine in tese e metri di 
parecchie tra le più notevoli, ricordando sempre quanto abbiam detto 
dando la definizione deir4iltoplano. 

TAVOLA 
daU'althadìae de'prindpali aHipiam deU'Ask. 



ALTOPf AVO GBntono-PAlOPAMISf ABO ; le parti piò Tese Mairi 

alevale del Belocistao^ dell'Afghanistan e del 

Kaferittan ; da 700 a 4200 4364 a 2339 

&f.TOnAHOlÌOLOI-HlMALAIGO O delPlCCIOLO-TlBBT; 



234 Asu. 

le alte valli d«U'eslreiBÌtà raperiore del cono del* Teae Metri 

Vjimu'Daria (Qxo) nel Badakschan, conpretavì 

la piaoara di Pamery del Siud (Indo) e la parte 

auperiore .degli avvalUmeati de'saoi poderosi af> 

iaenti, il TscoDab, il Sudedie, eec., nel pie* 

ciolo-Tibely ecc.; è l'allopiaao conoscialo più 

alto del globo; da . . 4800 a 2500? 350B a 4872 

AltopiàVO HIMALAICO ; le alle valli del Goddada 

affioente del Brahmaputre, del Gange e de' tnoi 

grandi aflioenti, la Djamnay la Gogra, il Guo- 

duk e il. Cosiy abbracciando il Caaeemir e la 

parte più alta del Kohiitan nel regno di Labore^ 

del Gberwal. nell'India Inglese, del Nepal, del 

SikkUn e del Butan ; d 600 a 1100? 4469 a 2444 

Altopiano Mongolico; laxparle orientale del gran 

de «erto di Gobi o Sciamo (Cbamo)^ e particol armente 

lungo il cammino da Urge ai monti Kbiog-Kban, 

al nord di Peking, nella Mongolia^ appartenente 

all'impero Cinese; da 400 a 660? 780 a 4286 

Altopijlho Vulcanico dell'Asia intbriobb o di 

BiCBBALIKy quasi al centro di questa parte del 

mondo; la parte meno elevata del Tbian^cben- 

pe-ln (DauDgaria) e l'estremità occidentale della 

provincia di Kansu nell'impero Cinese ; da . . 200? a 400? 390 a 780 
Altopiano Akmbno-Pebsico o Taubo-Caticasbo ; . . 

tutta l'Armenia, l'Alta-Georgia, la maggior parte 

dell'Adsarbaidjany il Kurdistan, la parie orientale 

dell'Asia Minore e tutte le alte pianure dell'Jraa 

o del regno di Persia , non tenendo conto di 

qualcbe non piccola depressione (quella di Kom) 

e di parecchie alture isolate assai forti; da .. 500 a 4000? 974 a 4949 
Altopiano Taorico e dell' Asia Mihobb; la parte 

meaaana e la parte occidentale della penisola 

dell'Asia Minore, sulla quale serpeggiano il Tauro 

e TAnU-Tauro, nell'Asia Ottomana; da . . . 200 a 600? 390 a 4169 
Altopiano siriaco ; le alte valli del Libano, le pia- 
nure d'Aleppo, di Damasco , ecc., il rialto della 

Palestina e la parte più elevata del deserto di 

Siria , non facendo ragione della più alta parte 

del Beka (Celesiria), che a Baalbek non ha meno 

di 595 tese (4460 met.) d'altitudine, e rammen- 
tando che gli è in questa massa che ai trova 1* 

maggior depressione conosciuta del globo, quella 

del mar Morto ; da 200 a 500? 390 a 974 

Altopiano Decanico; le alte pianure e le alte valli 

degli avvallamenti del Godavery (tranne quelle 

che appartengono ai monti Wiodhja), del Kistnah, 

del Pennar e del Cavery, e per consegocnaa an- 
che l'altopiano del Maissur, che ne è la parte 

più ragguardevole ; da 450 a 600? 292 a 4469 

Vulcani. L'Asia è la parte del mondo, che, avuto riguardo alla sua 
vasta estensione, sembra offrire presentemente, dopo l'Europa e TA- 
frìca, il minor numero di vulcani propriamente detti. 1 principali e ì 

più numerosi trovansi nella penisola di Kamsciatka, dove un dotto 
viaggiatore moderno ne conta 21, nelle isole Kurìli e neirarcipelago 



GEOGRAFU GBNERALE. 2W 

del Giappone. Noi nomineremo almeno : il KliuUoevseoi nel Kam- 
sciatka ; è il più formidabile ed uno de' più attivi del globo; ììKoriaz- 
kaia e VAi>atcha, lì Pe-chan o Escik-bach sul pendio settentrionale 
del Thian-chan nel Tbian-cban-pe-lu e ad alcune miglia da Kutché, e 
quello di Hò-tooeu, sul suo pendio meridionale nel Tbian-chan-nan-lu 
e poco discosto da Turfan, sono notevolissimi, essendo i monti igni" 
fxnni ancora ardenti più lontani dal mare cbe si conoscano. Nell'arci- 
pelago del Giappone trovasi il Fusi-no^jama^ nell'isola di Nifon $ è i( 
più grande ed il più terribile dell'impero Giapponese, dove si vede p\ire 
nell'isolotto KoihSima, all'ovest del distretto di Sangar, il vulcano 
conosciuto più piccolo del globo ; il suo cono si alza solamente a 23 
tese (44,85 metri). Il mare delle Indie offre nel vulcano, sull'isolotto 
Barren, una montagna ignivoma attivissima ; e le recenti eruzioni 
ebe avvennero presso Bakù situato sul mar Caspio e nel monte Ararat^ 
provano cbe la Regione del Caucaso possedè èssa pure de' vulcani. 

PiaiittM e B«Me Valli. Sarebbe superfluo il voler soltanto nomi- 
nare tutte le valli e pianure principali di questa parte del mondo. Ci 
contenteremo di accennare le valli e le pianure che bagnano il Gange^ 
Vlrauaddi, il Maykaung, il Kiang^ YHuang-ho, il Lena, lo leniseei^ 
r06,il Djihun, il Sihun e V Eufrate, a causa della lor grande esten- 
sione e della poca elevazione del loro suolo. Hurdward, sul Gange, non 
è che a 158 tese (308,1 metri) sopra il mare, benché sia lontana di 
quasi 1000 miglia (1850 chilometri) dalla sua foce, e Àllahabad, che 
è quasi al mezzo del suo lungo corso, non ha che 54 tese (105,3 met.) 
d'altitudine. Tutta la Siberia Occidentale fra i monti Ural e le sponde 
dello lenissei, non è altro che un'immensa pianura, il cui pendio è si 
dolce che Tobolsk ha appena 18 tese (35,1 met.) d'altitudine, Tomsk 
54 (105,3 metri), e Ustkamenogorski sull'Irtisce, benché posto nel 
mezzo del Continente Asiatico, ne ha soltanto 205 (399,55 metri)! 
Aggiungi che tutta la parte settentrionale della Siberia non è altro che 
un'immensa pianura paludosa, condannata ad un'orribile sterilità pei 
rigori del suo clima. 

AUbaifamenti. L'Asia offre non solamente le più alte montagne e 
gli altipiani più elevati del globo, ma eziandio la depressione della sua 
superficie più ragguardevole e più ampia che si conosca. Vedi alla 
pagina 228 la descrizione dei caspii d'Arai e Morto; quest'ultimo 
è il più grande abbassamento conosciuto del globo ; mentrecchè ii 
Caspio, propriamente detto è il più vasto abbassamento che si conosca. 

I>aserti e Steppe (steps). L'Asia ha un gran numero di deserti e di 
steppe, parecchie delle quali sono d'immensa estensione. Si può sti- 
mare, salve alcune eccezioni, tutta la parte settentrionale deìVAsia 
Russa, come un'immensa steppa seminata di vasti marosi. Nella 
fiua parte meridionale trovansi molte steppe , meno vaste però di 



SSS ASIA. 

quella «lie dreonéa l*Oeeano Glaciale Artieo. Fra <]ue8te iBleppe si 
dee mentovare k grande steppa de' Kkirghiz^ gran pmrte detta quale 
appaicene d Turkestan-Indipendente ; è la più grande. Seguono p<H 
scia quella d'/scìm, fra il Tobol e Pfatisce ; quella di Baraba fra llr- 
tisce e rob. H deserto Gòbi, quantunque molto più ristretto che non 
rappresentasi sulle carte, è sempre uno de'maggiorì deserti di sai>bia 
che si conoscano ; attraversa la Mongolia, e separa i Kiialkha dai 
Mongoli propriamente detti ; vedemmo che la sua altitudine, stata co- 
tanto esagerata, oscilla fra 400 e 600 tese (780 e ii70 met.)* Un altro 
deserto molto meno grande occupa una parte del Thian-chnMiaD-4tt e 
atendesi al sud del Tarìm ; è il più centrale dell'Asia ; potrebbesi chia- 
mare in grazia della sua posizione il deeerio CefUraie, H deserto di 
Khériim e queHi di Karorkum e di Kizylkum^ nel Turkestan-Indi- 
pendente. Il deurto ^Adjmer fra l'Indo e i1 Ban nelTlMya ; e q«ei 
àeWAdjemi, di Kirman e di Méenm^ nella Pereia. Il Jlafrat^af-CMam 
o il deserto di Siria^ fra questa regione e l'Eufrate. Finahnente i vasti 
deserti che coprono la maggior parte dell'Arabia, fra i quidi quello 
d'i4fcftof sembra il più esteso. 

Guwli. I comali navigabiU non si trovano in queste parte del 
mondo che nella €ina, nel regno Annamite e nell'India ; ma il Yu-^ 
e canale Imperiale ddla Gina, offire l'opera idraulica in tal genere più 
lunga che siavi sul globo, dacché, non contendo le riviere delle quali 
opera la congiunzione, ha più di 600 miglia (H1I chil.) di hmgheisa. 
Questo gran monumento di un'industria perfezionata, applicata a 
grandi oggetti d'utilità, fa che si vada per acqua da Ganton a Pèking, 
e mette in comunicazione con queste metropdl le città primarie della 
Gina-Orientele, Occidentale e Meridionale. Il regno Annamite ne ha 
tre notabili : quello di Saigon mette la città di questo nome in comu- 
nicazione col Camboge o Maykaung, traversando foreste e paludi ; ha 
circa 20 miglia (37 chilometri) di lunghezza, i2 piedi (3,90 metri) di 
profondità e quasi 80 piedi f26 metri) di larghezza. 

I cana/td'trrtV/oxtone sono molto più numerosi, singolarmente nella 
Cina, al Giappone, nell'India enetle parti meglio coltivate del Turkestan- 
Indipendente, come i kanati di Bukara e di Shehrisebz ; i nostri limiti 
non ci permettono di ftme menzione. 

Strade. L'Asia, dove la Santa Scrittura pone la culla del genere 
umano e le prime monarchie del mondo, e la cui parte occidentale 
offiriva nei tempi andati tante città popolose e fiorenti, congiunte da 
magnifiche strade ; l'Asia, che fin dai tempi d'Erodoto possedeva una 
delle maggiori strade del globo, in quella via che da Sardi nell'Asia 
Minore andava a Suea^ splendida sede de'monarchi persiani, l'Asia 
non ha più oggidì vere strade, fuorché nella sua estremita orientale, 
nei vecchi imperi della Gina e del Giappone, ed in alcune parti delle 



GEOGRAFIA. GEHERALE. 257 

vaste contrade soggette agl'Intesi ed ai Russi. Questi due popoK già 
cominciarono ad aprire grandi strade nell'/ndùi, a Ceylcm^ nel Caucaso 
e nella Stòerta. Ma segnatamente nella parte dellVndostan, posto tra 
il Gange e la Nerbuddah, si fec^o i più importanti laTori di cfuesto 
genere; a Nemuch si riuniscono le strade d'Allahabad, d'Agra e di 
Delhy. Per tutto altrove questa parte del mondo non ofifre sull'ampia 
siia superficie che strade agresti, irregolari ed ineguali, formate 
dal frequente passaggio de'viaggìatori, de'cavalli ed altre bestie da 
soma. In generale sono larghissime, e ciò pel gran numero d'animali 
che le percorrono. Arrogo che ne'paesi meiviliti, come nella Persia^ 
nell'India, nella Turchia ecc., talvolta ponti di pietra, spesso d'egregia 
costruzione, e passi tagliati nelle rupi, ofirono un sicuro, cammino e fa- 
cile traverso i fiumi e le alte catene di monti. Per tal modo questi posti,, 
queste gole e i caravanserragli, specie d'alberghi dove il viaggiatore 
non trova che un po' di riparo contro le furie degli elementi, ma dove 
non gli sono somministrati viveri di sorta, sono tutto ciò che distìngue 
queste strade asiatiche dai cammini che attraversano le solitudini im- 
mense corse dai nomadi, sia che questi ultimi siano già pervenuti allo 
stato sociale di popoli pastori, sia che traggano ancora il loro sosten- 
tamento dalla caccia. Bisogna tuttavia confessare che le immense 
Imee di navigazione interna dovute ai gran fiumi dell'Asia, e le tem- 
porarìe comunicazioni stabilite nei hmghi e rigidi verni nelle sue re- 
gioni boreali, vi suppliscono fino ad un certo segno alla mancanza di 
buone strade. 

induttnn. La destrezza degli Asiatici nell'esercizio delle arti non 
potrebbe paragonarsi con quella degli Europei. Questi, aiutati da tutti 
i soccorsi delh meccanica perfezionata e dal gusto squisito che si 
acquista collo studio delle arti belle, offrono lavori perfetti superiori 
a tutto quanto vien prodotto da popoli non compresi nella sfera della 
civiltà Europea. E vero però che in parecchi articoli i nostri operai 
sono sorpassati dal Cinesi, Giapponesi ed Indiani, ed anche da alcun'al- 
tra nazione asiatica, ma quest'inferiorità deriva piuttosto dall'imper- 
fezione della materia prima che non dal difetto di abilità. Dacché le 
comunicazioni tra l'Europa e l'Asia moltiplicarono, e che si è meglio 
studiato i monumenti, le arti e le usanze delle grandi nazioni di questa 
parte del mondo, molti errori si rettific