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Full text of "Gramatica della lingua spagnuola o sia l'italiano: istruito nella cognizione di questa lingua"

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BT^ni 



1 



GRAMATICA 

DELLA 

[LINCIA SPAGNUOLAt 

o su . 

L' ITALIANO !8TRI;JT0 

7(KLLA COGnmonV, m OUBSTA U?f6QA^ 

ì ». FRANCESCO MARUV 

j /Vesso ^iustr. tir. 4 OQ Ila/. Or, 3 So 



mi 



MEIDHfGfERt ^ ©wnffiftifdé aratici Utìlù tfèj^ fèitédii 
seconda ediz^ ioteramente rifusa e corretta* Io 8»7/r. 5 48 

.^.^ .«..^ Io carta tòlibà a» 5 a!k 

BOERONI. Nuovilsitno Abbecedario Tedcfcò ^ ossi» Lei* 
fere Elementari delia Lìngua Tedesca ad uao degli Ita* 
lìani. la S. m — . 5o 

Modelli di Lettere in Italiano e Tedesco, contenenti 

noft raccolta di Lettere e Biglietti famigliari . colle toro 
risposte» ec« In 8* » 2 So 

ecfiìtid'^. 3af)eYn. In 24. » — 7$ 

JtMn imt) be<|uenic^ fcantbuijcl.; beftc^cnt in oatftclereften 

®ebct()ern/tommt "ben getooIJIiclKn (Sefangen u!il> fta^# 
mitt(!ataen gouei^ien^li^en ®tbet^ern/ o sia piccolo Ma* 
ndale di preghiere pe^ la inattiva è la sera. In 24. i»^ i 00 

MOF\àND, G. Dialoghi classici, famigliari ed altri, per 
uso degtì studemi dèlie lingue francese ed ItÌEiìiì&Qff^ eoa 
eserciz) préliminart , seguiti da un vocabolario geografico e 
da una raccolta di nomi propr j r più usitaii. In 16 gr.«» 3 25 

JBlAGIOLL Grammatica- ragionili ta della Lingua Francese 
Seconda edizione, tn la gr^ . h 3 00 

« *""":' • Grammaire Itali etìne étémèntaire^ et ra iéohnée, soiyio 
d*un Traile de la Poesie ital renne ;ouvrageapprovée per 
rtbstitut de arance. Quinta jedUiong. in 13 jgr» 4» , 4 00 

GÌIASSINI, Cariò. Guida per gU àniàloH delFa Lingaa 
Inglese ( seconda edizione corretta , amplificata ed aocre- 

.., fciuta di una raccolta dei principali oinoaimi coli* ana- 
loga pronùdzia^ In 8. 1» .3 00 

•i..».^ .^.^ L^ prima edizione io S. 19 I 25 

MALOjNE» Enrico. Elementi della Lingua Inglese o sia tiHiè- 
todo pratico per irapara^'C com facilità questa lingue, dì 
L* P. Sirei, ridotti ad. uso degli Italiani. In 8* >» S 00 

--_ yOCABOLARlO portatile dèi Viajggialore contenente le 
fresi e Vocaboli più necessari in viaggio^ in italiano, ledesc», 
francese ed inglese, compilato da E. AJalpne.In 8 obi.» 3 00 

MABIN t Francesco. Grammatica della Lingna Spagntiola 
o sia ritaliano istruito nella cognizione di questa lin- 
gua. In 12. , M 3 Sd 

IfONTEGGiA^ Luigi. Serie di temi per servir d' A péen- 

dice alla Gr^^mmaiica delia Lingua Spaguuola, deUwa^^e 

'fjrancesco Marìn, In I2*^ » t 5^ 

COKTICELLL Regole ed Osservazioni ^ o Gramatica delk 
Lingua Toscana, lu 16 gr. »> 5 So 

DE FILIPPI, G. B. F. Gramatica o Stufàio di lingua pel 
fi^anciuUo italiano. In 8* » 4 ^^ 

'^.1....^ Hettificazione di linguaggio per alcuni elementari Prtn* 
cip) delle Matematiche. In 8. >» i 'oto 

QUAÌ>RO sinotCiCo dèlia Lingua tedesca ad nso degli 
Italiani , compilato da G* C. sulle tracce di -qneKo ài 
Fr, de Woltfers adattato ulP Istituto di S. Amando 
€fmlfìt^rre iti Parigi in 8. » -^^S5 



GRAMATIC4 



O SIA • 

ISTRUITO IHELLA COGNIZIONE 

DI QCE8TA UNGVA 

DALL'ABATE 

D. FRANCESCO MARSN 




MILANO 

PER CIOVArmi SILVESTRI 




-• '" ■^''- 



■*.-; ■-**- I 



i 



GRAMATICA g. 



LINGUA SPACnriOf.APJ» 

'È 

L' ITAMANO iS : £1 . . 1 i . tì| 

iNGLIil COCmZfOSE 1)1 O'JESTi l.HGD*^JÌ 



D. FRAnCGSCO SURIN 

Presto Austr. lir. ^ oo //a/. /Ù-. 3 5o 









IT L EDITORK. 

impratichirlo del nostro idioma, e lo studio e 
il tempo da lui posti in quest^ opera sua y la 
rendono j a giudizio dei dotti ^ la pia utile e 
pregevole di (juante altre furono fin qui pub- 
blicate. 

Se non che appunto il Iwtgo soggiorno in, 
Homa delV autore j fece cKei cadesse qua e colà 
inalcune forme di parlare troppo romanesche; 
e d! altra parte j corsero nelF edizione romana 
non pochi errori di stampa, i quali j per quanto 
liesfij sono sempre grasfissimi in un libro gram- 
maticale. A togliere però queste mende dalla 
mia ristampa^ io la diedi a rivedere a per^ 
sona versata in amendue le lingue j onde spero 
che gli studiosi del coltissimo idioma casti- 
glianoj non avranno in libro di tal sorta più 
nulla a desiderare. 



PREFAZIOl^fi 



Intrapreicdendo noi un trattato^ in cui tutu* 
abbiam procurato dì riunire le regole necessarie 
ad apprendere la lingua spagnuola^ non ci sem- 
bra necessario doverci occuparn sul bel prin- 
cipio a mostrar in una prefazione i pregi di 
questo idioma. Mentre ninna necessità vi è 
d' infervorarne allo studio chi prende in' mano 
questo libro per solo genio e trasporto di ap- 
prendere la medesima* Ciò nulla ostante però^ 
e per seguire il sistema ormai ' universalmente 
introdotto^ di porre- cioè nel pieno lustro le 
pregevoli doti di una facoltà prima d' intra- 
prenderne le istituzioni : e per« non soffogare 
quei sacri sentimenti^ che Famor patrio giusta- 
mente inspira nel nostro cuore al considerare 
con compiacenza i pregi tutti della lingua no- 
stra , poche parole ci eontenteremo qui premet. 
tere sull'assunto^ perchè quantunque poche^ le 
crediamo sufficientissime all' intento bramato. 

Difatti chiunque sia, benché mediocremente, 
istruito nella cognizioiie delle lingue, sa clie^, 
fra tutte r europee, una delle più belle e pia- 
cevoli è la spagnuola. Grave, sonora, piena di 
foraa ed efficacia, e superiore a molte altre per 



¥1 PREFAZIONE. 

ricchezza di numero^ per accordo di armonia^ 
per la 8ua imponente elevatezza^ piegasi poi 
facile^ e piana si rende ad ogni stile; sicché 
mentre maestosa descrive, in tutta la lor gran* 
dezza i più sublimi soggetti^ mirabilmente poi 
si porge alle più vaghe grazie e soavi dolcezze 
del metro. Né abbia taluno a credere quésta 
una nostra gratuita assertiva^ figlia dell'amor 
di patria^ e dell' interesse di sostenere un punto 
intrapreso. Più di quanto abbiam noi già espo- 
sto^ ha detto in di lei vantaggio uno dei più 
distinti letterati europei. 

tf Nata y dice egli ^ dall' urto delle lingue più 
« ricche ed energiche dell'Europa e dell'Oriente; 
« melodiosa senza mollizie; eroica sen' asprezza; 
« unica fra le lingue comparabile con quella 
« de' Greci per la felice combinazione di con- 
ti sonanti e vocali ; tanto virile , quanto il dia- 
« Ietto dorico^ e forse men ruvida pur anco; 
« dotata se non della medesima forza , almeno 
« della stessa delicatezza di quella de' Jonj ^ 
« senza mai degenerare in effeminata languir- 
« dezza: la lingua castigliana respirando sempre 
« quel profumo orientale, acquistato nel pro- 
li lungato contatto coi discendenti del deserto, 
« riunisce a tutta la freschezza della gioventù 
tt il maschio vigore, che i valorosi figli del 
u Nord le hanno comunicato, e tutta la maestà 
u che la lingua dei padroni del mondo ha la- 
te sciata impressa sui tratti della più bella fra 
« le sue figlie, » 



prefazioub. vii 

Ghe anzi^ ricca questa lingua di tali donr 
che là decorano^ si presenta non solo dilette- 
TÓle^ e proficua all' erudizione^ ma utile puranco 
si rende e necessaria ' per coloro^ chey o tratti 
da naturale vaghezza di veder nuove terre ed 
osservar nuovi costumi^ o spinti da conuner- 
ciali intraprese^ braman trasferirsi nel nuovo 
mondo^' dove questa signoreggia diffusa. 

Tanti pregi e lanti vantaggi insieme riuniti 
non possono non fame desiderare ad un pub- 
blico colto^ quale l'italiano/ la cognizione. Inef- 
ficace però rimarrebbe un tal desidèrio senza 
una Grammatica^ che insegnasse regolarmente 
il metodo per apprenderla con prontezza^ faci- ' 
lità e profitto. Or diverse ve n' ha di queste 
grammatiche^ né merita l'ifttimo luogo quella 
del Franciosini. Tròppo però antiquata è quer 
sta; e le altre futte non sono corrispondenti 3 
quella purezza^ a cui al premute è giunta la 
lingua castigliana^ mercè le utili ctrrezioni e 
i miglioramenti fattivi dalla Regìa Accademia 
Spagnuola^ i di cui pre^^e^ specialmente noi 
abbiam procurato di seguire . in « questa Gram- 
matica. 

Tali riflessi ^ uniti alla necessità y che noi q^- 
biamo avuta ^ di una granmiatica moderna^ per 
insegnare nella sua purità la lingua patria a 
quei che si sono compiaciuti a noi dirigersi 
nello spazio di circa tre lustri y ci hanno detw- 
minati ad imprender quest'opera così utile e 
necessaria. P^iuna fatica intanto abbiamo om- 



vili PMFAEIOflK. 

messa per raccogliere quanto 4i buoDO «al- 
l' assunto abbiam potato ovunque rinvenire: e 
dando al comples!so informe di questa colle- 
zione quell'ordine e quel metodo, che ci è 
sembrato più atto al conseguimento dello, scopo 
proposto, abbiam procurato di formar questa 
Grammatica, che in ora pis^sentiamo al. colto 
ed intelligente Pubblico» Arricclnta deilrattati 
di Ortografia e Prosodia si à da noi procu- 
rato distinguere in essa le niaterie con quell'or- 
dine che ci è semBrato più chiaro, e con pre- 
cisione spiegare quelle difficoltà che potrebbero 
Uicontrarsi dagl'Italiani, facilitandone la solu- 
zione coir addurre ad ognuna esempj corrispon- 
denti nelle due lingue. Vi abbiamo aggiunto 
ancora un Supplerftento co«itmiente non poche 
osservazioni utiljfSsime. sull'analogia delle voci 
spagnuple ed italiane; una eopiosa raccolta di 
nomi , di verbi e di frasi; un saggio del metodo che 
tengono presentemente gli SpagnuoH nello scri- 
vere le lettere; e finalmente un elenco dei nostri 
Classici, riguardanti^, il, ramo delle belle lettere* 
Speriamo che 41 lavoro sarà per corrispondere 
all' idea che ne abbiamo formata: ad ogni modo 
pet altro il colto Pubblico gradirà se non la 
faticd, almeno la buona volontà , che all'opera 
ci ha determinati. 



DELLA LINGtTA S^AGINUOLA 



. * P4|tT£ VKSBUA. 

V ^ ^ 



UfiMLA PRONUNZIA 



GAPITOLO PRIMO 



* DelValfàbeto § ficUe lettere m generale* 

JjB lettera dell'dltabMD 8|^nmq,òl« «ono Tentiteit 

ABGD E-FGHi) L LL H 



« 

,« 



a b o^^ e f g h i ] I , U m 

a be ce de e efe gè accie i foA eie agile eme 

N NOPQ RSTUVX*y]1^ 

nnopq ratUT xys 
eoe egoe o pe qa erre esse te a v eccbis j aetta: 

Dal solo scorrere quest'alfabeto ognnno raTTisa cbia«« 
ramsDte, che lo spaguaolo ha jfDaltro lettere più del« 
TitaliaDo, cioè //, fi, n?,^. ADche le lettere di questo per 
altro^come qaeile deiritaliaoo, dividoost in Vocali a Con* 
soDanti. Soltanto qaiyi le cinque Tocali a^e^i^o^u sono 
ioTariabilt in quanto al suono, cioè non anuneltono di' 

Gramm» Spag. i 






1 



S ViBTB PBTXi i 

stinzione veruna circa la pronnneia or aperta ora stretta 
della medetima lettera; cosa che DeirUaliano produce di- 
Tersità di significato: laddove qiii ciascuna di esse conserra 
invariabile il saono, che le è particolare. 

Le Consonanti poi si pronitnciano quasi tutte come 
Dell'italiano. Per quelle, delle quali la pronuncia ò di* 
versa, o vi i Stala da noi apposta al disotto la vera pro- 
nuncia, o sono slate contrassegnate da un asleriseo) per 
non potersene in iscritto •spiegare la propunciai come 
delle allre ; essendo perciò onoinanen^' necessario per 
esse ricorrere alla viva voce o de* nationali, o di persona 
lungamente esercitata nella pronuncia spagouola. 

Ddlfuso di ciascuna di queste lettere pacleiemo bre« 
vomente j incominciando dai 



B. b. 



Questa consonante '4 proDuasii^ presso a poco come 
in italiano; il suo suono tuttavia non è tanto deciso, nò 
le labbra Impiegano tanta, forza ntil pronunziarla. - 



Baia ' 

hesoL 

lién 

holsa 

bufon 

abusar 

béber 

habido 

hoìrar 

huscar. 



palla da schionpo « 
bacio 
bene . 
* borsa 
buffone 

■ 

abusare 

bere 

avolo 

'cancellare 

cercare. 



Ce. 



Questa consonante incon|randosi con IcT vocali Of o, u 
si pronunzia come in italiano ca^ cOf cu: 



etuo 

cabra 

cosa 

cuaresma 

cuestion 

cuoi 

cuando 

euairo 

cuarmta 

frecuemla 

consecutncia. 



DBIiftA PBOHtlMll. 

caso 

capra 

cosa 

qoar«8Ìraa 

questiona 

quale 

quando 

qvadro 

quaranta 

freqnenxa 

oonseguensa. 



Incontrandosi con le Tocali e^ i, ha un aiionoi che si 
approssima a quella della z italiana, con la diffi^ans8| 
che gli Spagnuoli nel produrre detto suono, spingono 
rastremila della lingua leggermente fra i denti. Difficil- 
mente si potrà pronunziare con proprietàj senaa ricorrere 
ai nazionali. Eccone degli esempi: 



celesie 

cereza 

cielo 

encerrar 

cocido 

centro 

eonocer 

conocimiento 
cenienar. 



celeste 

cerasa 

cielo 

rinefaiadero 

bollito 

centro 

conoscere 

conoicensa 



centi najo. 

II e Irorasi spesso raddoppiato nel mezso delle parole; 
e seguito dalie vocali e»!, formando due sillabe difTerenti; 
in tal caso il primo e riceve il suono della kf ed il secondo 
quello che poc'anzi abbiam detto appartenergli, come: 
accion leggi ao^cion asione 

ìeccion lec'cion lesione 

eoleccion colec^cion coUesione 

acceso ac^ceso accesso 

acceder» ac^ceder. accedere. 



§. FAITB PEUU, 

Gh. eh. 

Qaesta consonante, mila alle vocali a, e, i, 0| a, pro« 
nnnaiaai ccia, cce, cci, ccio, cctu, come nelle tocì ita* 
liane yaccid. Lecce ^ bracci ^ straccio , hracciuoìo. 

ckalupa leggi ccialupa acialoppa 

chanza 

ìancha 

eoche 

leche 

lieehizo 

ehocar 

peeho 

ehocolaie 

ehuzo 

hechwra. 



ecianza 
lancma 


barla 
laaeia 


cocce 

lecce 

eecizo 

• 


eatrozsa 

latte 

fattacchieria 


cciocar 


urtare 


peecio 
cciocolale 
eciuzo 
hecmura. 


petto 
eiocoolatla 
freccia 
fattura. 



D. d. 



Due aTverten se sono neceaaarie snila pronansia del d. 

1,^ lì d ai deve proninisiare aempre con molla aoa?ità| 
allontanandolo il più possibile dal aaono del /. 

a.^ Nelle toc! che finiiicono in d^ comOi i^rdad^ vo- 
luntad^ sed^ appena ai deve far aentire. 

G, g. 

Il g qoando precede le Tocali^ o, o, u ai pronuotla 
come in italiano ga^ go^ gu, per eaempio: 

gala gala 

pagar • pagare 

negqcio negoaio 

gohierno goYcrno 

cargo carico 



BUIA PBOHpnu r\ 5 

gusto gU8lO 

gusano Terme 

agua acqua 

Jragua fucina 

guanto^ guanto. 

Quando il g s'incontra immecllatamente con le rooali Cy 
i produce un certo suono gutturale, che la sola ?oce d*ano 
Spagoaolo potrà far intendere; ne porremo degli esempj* 

geni9 gente 

gigante gigante 

orìgen origine 

egecucion esecusione 

egemplo esempio 

egércita esercito 

gefe capo 

gicara chicchera 

girasoL girasole. 

Le sillabe gue, gui si pronunziano ghc^ giti ritenendo 
il suono soaye del ga, go^ gu; e se ne servono gli Spa- 
gouoli, quando YOgliono cTÌtare quel suono aspro, che 
poco fa abbiam raduto ayere naturalmente il ge^ gL 



guerra Itggi 


gherra 


guerra 


ceguedad 


ceghedad 


cecità 


Miguel 


Nighel 


Michele 


pila 


ghia 


guida 


gvitarra 


ghitarra 


chitarra 


guiton 


ghiton 


furbo 


Eguia. 


Eghia. 


Eghia. 



La u tnttaria si proounaierà in queste combioaiioni 
semprechò.Ie si troviqo soprapposti due puntìj comò 
apparirà dagli esempj seguenti» 

agùero leggi aguero augurio 

vcrgùenza perguenza yergogoa 

m^Uir arguir argomentare 

unguenta* unguento. unguento» 



4 tJLfirt i^nxA, 

Non resta a parlare dal g, se non che in combina- 
sione eolla n: gn. Qaeste lettere, che in italiano si pro- 
nonriano unite, ricevono in ispagouolo un suono distinto 
fonnando due sillabe differenti, come: 

magno leggi magano magno 

insigne insìg'ne insigne 

magnifico mag»nifieo magnifico 

magnànimo mag^nànimo magnanimo 

difl^''nidaà 
indigeno 



digniiaà 
indigno. 



dignità 
indegno. 



H. h. 



Molte sono le ?oci della lingua apagnaola, che si 
acriTono con &, tanto nel principio qunoto nel mexgo 
della parola, come hombrc^ hembra^ ^^8^% haher^ hu^ 
medady almohada^ exhortacion, exhibir, tahur. In queste 
yoci la h non ha alcun suono, e si legge la recale se* 
guente, come.se quella non vi fosse: eccettuandone, 
oooae si Odetto di sopra ^ le combinazioni c&d, cAe, 
chi^ eco. 

Vi sono alcune tocì nelle quali 1% precede la sillaba 
uè, come; hutso, huevo, huerta , Orihuela. In queste 
combìnasioni Yh riceve una certa aspirazione somigliante 
al gù^{ vedi sopra )^ come gùeso^ gùcvo^guerta^ Ongùela. 



3.1 



11/ (jota) ha con tolte le vocali lo stesso suono che 
ha il g con le vocali e, i, di maniera che Ja^ j^t jùht 
ju si pronunzia col medesimo suono gutturale di ge^ gi^ 
ritenendo ogni sillaba il suono rispettivo alla vocale che 
Taccompagoa, come: 

jarra giara 

jarabe siroppo 



DBttA FBommcii. 7 


hoja 




foglia^ fronda 


cjerizo- 




rancore 


Jesus 




Gesù 


Jertmias 


Geremia 


hyko 




figliaolino 


pajùa 




paglietta 


jóvtn 




gioraoo 


consefo 




consiglio 


judio 




giudeo 


juhileo 


LL. II. 


giobileo. 


Le due il ayaiìti 


a qaalfioqne vocale, I/a, lle^ Ili, 


llOf llu 1 si pfonuDciaDO come glia^ glie^ gli, glio^ gìiu: 


esempj : 






llave leggi 


gUave 


chisTc 


Cullar 


cogitar 


collaro 


celiaco 


pegUaeo 


TÌgliacco 


calie 


cagìie 


strada 


pellejo 


pegUejo 


pelle 


peUizco 


pe^lizco 


pisiico 


hellota 


hegUota 


ghianda 


pollitelo 


poglitielo 


pollastrello 


lluvia. 


gliuvia. 


pioggia. 



fT. 



Le sillabe fia^ ne^ m^ So, tKii, si I^ono cono gna^ 
«n«j Sr»i, gno^ gnu. 



Espana leggi Espagna 
caria cagna 

tfiìia vigna 

toner tagner 

antjo agnejo 



Spagna 
canne 
tigna 
suonare 
d'un anno 



8 



MBTi muli 



muneca 


mugneca 


poiso^ ear 


dano 


dagno 


danno ^ 


$enor 


segnor 


sigQoro 


panilo 


pagnito 


pannacelo 


eanita 


cognita 


cannuccia 


manuela 


magnueìa 


astaaia 


ponuelo. 


paguudoi 


faazoIeUo» 



Qae. qoi. 

Le fillabe que^ qui A leggono come no Italiano le^e 
le sillabe che^ chi. 



que leggi 


che 


che 


queso 


cheso 


formaggio 


pequeno 


pecheno 


piccolo 


querer 


cherer 


Tolerft ' 


parque 


parche 


parco 


equidad 


echidad 


equità 


pesquisa 


peschisa 


ricerca 


quina 


china 


china 


quince. 


chinze. 


quindici. 



S. a. 



La s ha quasi lo atesso suono delle due ss italiane. 

casa leggi catsa casa 

casi cassi quasi * 

heso tesso bacio 

visita vissita visita 

resucitar. ressucitar, rìsuacitare* 

Mei modo stesso si deve dare alla t la forca delle dae 
tt I come: 

ataque leggi attaque attacco 

atencion altencion altenaione 

motin moUir soUeTaaiono 



colon 
ottufa. 



DILLA PBOIfnilU. 

cottoti ootone 

esttufa. slah, 

X. X. 



9 



Questa coMonante nnita a qualunque vocale ha un 
suono soaTe, che equÌTsle a ^ello del cs. 
examen leggi eesamen 



exiguo 
exhaJar 


ecsiguo 
eeshalof^ 


piocolo 
esalare 


txihir 


ccsMbir 


esibire 


éxodo 


iesodo 


esodo 


exordio 


tesordto 


esordio 


exequias 
éxito 

■% 


eesequias 
écsito 


esequie 
esito 


màxima 


maesima 


massima 


eoshuinar» 


eeshumar. 


disotlemre. 



La X conserva il medesimo suono soaye^ quando si 
troTa ayanti a qualche consonante, come éxUmis^ extran - 
§ero^ exiremo^ exterminar^ extranar, extemo, . . (i). 

Quelle poche yoci che finiscono in x ranno prooun* 
siate col suono gutturale deliy, come rehx^ hoxf earcax^ 
TcleXy dix^ almoradux: le quali perakrO| eceetto relox^ 
orologio, hoXf bnssO| hanno poco uso. 

Y. y. 

Questa lettera ha nella lingua spagnnola il doppio uf- 
ficio di consonante e di yocale. Ha quelle di eensonanle 
tulle le Tolte che precede una Tocale, sulla qnale appog«* 

mmmmmmmmmmmmmmmmmm 



(i) La regia Accademia spagauola» per maggiomente 
raddolcire la pronunzia dì queste voci, vuole che non si seri- 
Tane più con la x ma con la s nel modo seguente: éstasis 
estran'gerop estremo^ esterminio p estraflar, esterno , ecc» 



IO 9lm FRlHi^ 

già la saa prononzia, formando colla medeBima costante^ 
mente nna sillabai come: ya^ye^ VìJ^% J^* Ia ^[aeeto 
caio ha lo alesso soono delly ilaliano^ come: 
plaja leggi pìya «pìagSÌA 

ìeyet lejes leggi 

ajuno opino digiono 

rayo rajo fiilmino 

fugo jugo giogo 

hojito» ojitù. fossetta. 

Non ritiene Tafficio di Toeale clie alla fine df poche 
parole, nelle quali la pronanaia deve appoggiarsi aalla 
vocale, che sempre la precede; per esempio: hay^ IZe/, 
ìej^ estoy^ wy^ muy^ eec* (i). 

Z. a. 

La a ha con tatto le vocali il medesimo suono del e 
spagnaolo con le vocali e, i: 

Kagal pastorello 

zefiro leiBro 



caza 


caccia 


zizaiia 


sissania 


torzal 


lordo 


zumo 


socco 


azuL 


t archino. 



JFFERTIMENTO. 



Le consonanti in fine delle parole non si devono pro- 
nnnsiare intieramente» ma basterà soltanto, accennarle 
con molla leggerezza, aenza appoggiarvi troppo la proonn- 



(i) Yi sono già molti che scrìvono queste sillabe con 
l'i latino, code se questo sistema si adottasse generalmente^ 
non resterebbe all'/ che il solo uso di consonante. 



siai come fanno taluni dicendo hómhrese, iuénose^ eora» 
zone^ teniane^ in yece di ìiombres^ huenos^ eorazon^ fe« 
niVzn: nelle quali voci la «'deye essere espressa con molta 
tielicatezaa, e come sospesa ne deve restare la pronuniia. 
Quando ad una parola che termini in consonante un^aU 
ira oe segua che incominci da yccaloi dovranno pronuo- 
sìarsi in una sola emissione di voce, quasiché fossero 
una sola parola, come nei seguenti esempj: 

homhre sin alma leggi bombrcsinalma 
hebieron agua bebieronagua 

saJieron al encuentro ealieronalencuentro 

pared en medio paredenmedio 

^ rs un error antiguo eaunerroranligno» 

CAPITOLO IL 

Dei Dittonghi e Trittonghi. 

L* unione di due vocali in una sola sillabai si cbiama 
Dittongo. 

I Dittonghi, come nella lingua italiana, cosi nella spa» 
gauola, altri sono distesi, altri raccolti , ed altri misti, I 
distesi sono quelli nei quali si posa la foce sulla prima 
vocale^ come: 



soy 

90J 


10 sono 
io Ysdo 


rejr 


re 


aire 


aere 


"baile 


ballo 


Teina 
deuda. 


regina 
debito. 



I raccolti sono quelli ne* quali si appoggia la voce sulla 
seconda vocale, come: 

fuego fuoco 

pucdo posso 



12 PIATI PinCAj DIIiIA PBOIQHXIi. 

cielo cielo 

dueno padrooe 

ruido romore 

Dìos. Dio. 

I misti fioalniente sodo quelli ne* quali potandosi la 
Voce tu di un altra sillaba^ Tengono pronunxiali in ina« 
DÌera ohe le dae vocali fornianti il dittongo soonano am« 
bedae ad un tempo medeaimo^ come: * 



agua 


acqaa 


fragua 


fucina 


grada 


grasia 


gloria 


gloria 


piciù 


▼isio 


ciudad 


città 


héroc 


eroe 


predo. 


presso; 



Trittongo è limione Ji tre voeaU in una soia sìllaba. 
Io qaesti la voce appoggia coatantemente anlie seconda 
vocale f ossia in quella di mezio, come in 
(os) preciais vi vantate 

mdeis vuotiate 

hu^ bue 

fos) santigunis vi fate il segno della Croce 

averigùds investighiate. 



PARTE seconda: 



HELLA PROSODIA 



CIPITOLO UNICO, 

QoÀHTriiQui dopo aver date le regole per la pronnnna 
delle lettere, dei dittonghi e dei trittooghi^ rettiDo pochtt 
parole che dalla prosodia italiana ai ditcoatino, faremp 
ciò non ostante noa aacciola spiegazione della prosodia 
della lingua spagnoolai acciò lo studente possa leggero 
correttamente i libri che nel corso delle lesioni gli yei^ 
ranno indicati. 

i.^ Si dare appoggiare la Toee sulla 'penaltima rocala 
o sillaba nelle parole che finiscono in vocale: 

piuma ^ finterò f diptongo penna, calamajo, dittongo 

fisita^ medita^ certifico TÌsita, meditai certifico 

mortifica^ significa^ consi^ mortifica^ significa, conil* 

dero dero 

determino ^ ocupo^ ollìga. determino, occupo , obbUgt. 

Sarà facilissimo il conoscere le parole tutte che si al* 
lontanano da questa regola, perchè si troveranno nei libri 
contrassegnate con Taccento, come: 

aìld^ café^ jàbali, jericó là, csflfò, cinghiale, gerico 

célehre^ celebre ^ conoteré celebre, celebrai , conoscerft 

fàbula^ magnifico^ impetu favola, magnifico^ impeto 

rubrica^ sintonia^ colera. rubrica, sintomo, collera* 

a.^ Nelle parole che finiscono in consonante si dere 
appoggiar la voce sopra rnllima vocale o sillaba: 
Gramm, Spag. a 



i4 iPiftTi sicordì; 

poluntai ^ golemotlor, co» ToIoDlà, governatore^ colot^ 
ronelj pnjar^ terror^ re- nello paglìajo, terrorei o« 
ìox^ raiz* rolc^ioy radico* 

8i eccettuano i plurali de* nomi e pronomi, comet 
homhres^ mugeres^ libros^ mioSf ecc.; le persone de* verbi 
die terminano in n e in j, come aman^iienes^ ecc.; edi 
nomi di famiglia termiaanliin z, come Fernandez, San" 
chez^ ecc. 

Tatto le parole che si allontanano da qaesta regola 
tono accentuale, come: 

hmisped^ drhol^ origen, ospite, albero, originot 

agucatf dósis^ examen, snccaro, dose, esame, ecc. 

2.^ Quando la parola termina con due vocali, delle 
qnaìi la prima è un ì od nn u, si appoggia la voce sol* 
rantipenultima vocale o sillaba, come in 

cienciaj serie ^ mutua^ sci rasa, serie, motoaì 

imperìOf continuo, impero, continuo. 

Sono eccettuati da questa regola i preteriti imperfetti 
delP indicativo e coogiontivo, nei quali si appoggia la 
voce sopra l'i.* 

Jecia, hacia^ vendrìa^ diceva, faceva, verrebbe^ 

dirìa^ haria* direbbe, farei. 

Tutte le voci cbe si allontanano da questa regola sono 
accentuate, come: 

filosofia^ desnjìoy filosofia, disfida, 

continua^ graduo» conlinua,graduo,C£0&valQta. 

• 

4.^ Quando la parola termina con duo vocali, dell^ 
quali la prima è un <i, e. od o, la pronunzia deve ap« 
poggiarsi stuqueste vocali: 

hacafao^ correo y Lisboa. baccalà, corriere, LisboQa. 



BELLA PHOSOOIA. %$ 

Tatto le parole non comprese in qaesta regola eooo 
accentuate « come: héroe^ ddnaoy linea, 

E qaesl» basti solla prosodia del la lingua spagouola, 
perchè facilaienle conoscesi quanta connessioDe abbia 
con qaella della liogaa italiana.* Non ò però da tralasciarsi 
il seguente 

ArVERTlMENTO. 

Le riforme che in questi ultimi tempi banno avuto 
lopgo nelfortografia della lingua spagnuola , mercè le io* 
cessanti cure della Regia Accademia ( la quale principale 
mepte nella sua ottava ed ultima ediaiooe del Disionario 
elaospato nel i8i5, ha procarato di adattare l'ortografia 
alla pronunsia delle voei, legando via molte lettere die 
non si proferivano, e facendo più soavi diverse altre 4i0 
rendevano dura e violenta la detta pronnozia) non devona 
punto imbarazzare riguardo alla lettura de* libri stamt»a1i 
prima di quest'epoca; poiché le voci, benché rese piii 
semplici sotto il rapporto ortografico^ conservano tuttavia 
il loro proprio ed antico suono: in maniera che fl qua 
delPantica ortografia corrisponde perfettamente al cua 
della moderna; Wxe al^e, ecc., ecc., come si può vedera 
nella doppia lista posta al fine del seguente trattato Sì 
ortografia. 



PARTE TERZA 

HELL^OETOGEAl^IA 



X4 ortografia apagnaoUi che per tuU^ altri meriterebbe 
• im esame minuto e particolare delle sue regole, rendeai 
una cosa di poco momento per un ItaliaoO| che nella 
pia parte delle parole spagnaole può istitoire una facile 
Cpmparazione con qaelle della sua liogaa; tanto pia che,' 
>càDme abbiam detto di sopra, troyaai presentemente ri« 
idotta ad alcuni prìncipj semplici e generali » de* quali 
deremo un compendio, procurando di esporre colla mag- 
gior brevità e precisione tutto ciò che vi ha di più in- 
tejresiante. 

CAPITOLO PRIMO 

DelLi coneorrcnza e dell'ordine delle Uttere* 

tS Nessuna lettera è duplicata nello spagnuolo ad ec- 
cezione delle Yocali rz, e, z, o, e delle consonanti Cy n^ 
r, (i) le quali si raddoppiano nello scrìtto per esser dop« 
pio il loro suono, come si può osservare nella pronuojBÌa 



(r) Le due //» delle quali si fa uso nelle voci Hama-, 
rollo f ecc. non sono altrimenti una lettera duplicata, ma un 
«egno o carattere doppio nella figura, e semplice nel va* 
lore, «he nella nostra lingua ha una sola ed indivisibile 
proni^^'a (Ortogr. dell' Accad.; Gap, Y. ). 



YABTB TERZA, DILL ORTOfiHif U.' M 

delle yoci Saavedra^ preexistencia^ pUsimo^ coordinar^ 
loor^ ennablecer, accion^ acceso ^ parrà ^ carro. 

9.^ La sillaba cu deve scriversi con e semprèeliè 
aoooi,DSÌ proDUDst Tei, come cual^ cuanlo^ cuatro^ cua-- 
resma^ cuento^ cucstion^ cuoctente^ eonsecuencia^ fie^ 
cuencia\ lasciando soltanto pel q le combioacioni quo 
quij nelle qaali non si fa sentire, nò si pronansia Tu* 

3.S Le sillabe gè, gì si sctivono con g latte le Tolte che 
questa lettera trovisi conforme alla origine del vocabolo, 
come gente ^ g^gonte^ ingenio: Tengono eccettaali i nomi 
Jesus, JeremiaSf Jerusafen^e i derivati e dimiontivi de' 
nomi che terminano ìaja e Jo: come i deriTati dapqfa, 
paglia, /9/yero, pajizoy pajita; da ojo^ occhio, ojear^ oje*. 
riza^ ojito; da hoja, foglia, hojear, hojiia; da noranja^ 
Portogallo^ naranjeroy naranjita; ed alcnni altri ohe Upso 
permette. 

Si scrivono egnahnente con g tutte qaelle voci, cbeper 
passato si scrivevano con x^ ed avevano il suono gatta* 
rale del gy come: ege, egecucion, egemplo, egérciio, ge/e^ 
gicara^ gffguero^ prógimo, ecc. 

4«^ Si è conservata la h avanti a qasi nomi» che rave» 
vano dal latino, come: hombre^ hora^ hoòtilidaJes^ • io 
molte di qaelle vo(^ che hanno nel Ialino la^ al principio, 
conae: dit farina ^fer rum , ficas^ filius^ formica^ forthosus^ 
fugere^ furtumi harina^ hierro, higo^ Ayo, hormiga^ her» 
moso, huir^ hurto, 

5.^ Si scrnrono con i yocale tutte le voei, nelle qoali 

questa lettera trovasi appresso ad un* altra Tocaie, che 

formi dittongo colla medesima, come: aire , alcalde ^ reiao * 

peine^óigo. Si eccelluano solamente quelle voci che ter* 

minano ioj^ non accentuato, come: Fmy^ ^^/t ^* '^/* 

e^jTy muy; benché in queste voci da molti si cornine? a 

far UBO dellV. Se Vi finale è accentuato deve esser to- 

calcj come in maravtdi^ alcali, baladi^ e ne' preteriti per* 

^tti di alcuni verbi, come lei^ rei^ oi, cscribi. 

A e 



gì PAIitB TEBEA, 

6.9 Lt éììlAt ja^jo^ju ai doTooo scrivere col/, come: 
Jactancia^ joven^ ojo^ justicia^ jucvei^ ojalà Javier, ju* 
ventai. 

7.^ NoD dopiicando mai gli Spagouoli la lettira m, 
-io molte di quelle parole che in ilaliaQo haono doe mnf , 
meitoDo essi nm^ come inmortai, inmenso^ enmcndar^ 
iumutahUe. 

8.^ In qaaalo ajle roci che ai deyoDO acriTere col p, 
come: variar^ perso ^ vivir^ voces^ vuelo^ possono grita* 
liani, osserTando lorigine dei vocaboli | aegaire franea- 
nente Torlografia della loro lingua. Poche sono le roci 
dbe se ne discostauO, come: jihogado^ cahallo^ escrihir^ 
prohar^ gohemador, ecc. ed alcune altre, le quali coi loro 
derivati si scrivono col h in vece del v. Scrivonsi eguaU 
minte col h le terminazioni de* preteriti imperfetti dei 
verbi in ar come hablaha^ (emhlaba, lUvaha^ llevahamos^ 
mnàban. 

g.^ Si è poco fa avveriito, che essendo stato tolto bIVx 
iì suono gotturale^ gli ò restato soltanto il soave della c$ 
latina /come examen ^ exequias, sintaxis^ exhihir^ exhor» 
faeion f Tiexàgono^ próximo} ragione per cui si è resa 
inutile Taccenlo circonflesso (*)^ che serviva per rionanzi 
« distinguerne la pronuncia. : 

IO?? Abbiamo detto, che Vy ai osa in vece delfi vo- 
eile nelle yoci^ che senza essere accenluate, finiscono 
oott questa lettera, come rey^ /e/, ecc.; aggiungeremo 
ora, ch'egli esercita il suo proprio ufficio di consonante 
in tutte quelle voci, nelle qaali» ad esempio dely latino 
faeulum^janua^ Jesus ^ Joseph^ batte o ferisce la vocale, 
die lo segue, come in ensajrar^ yeno^ rayla]hoyo^ ensa/o, 
Afono ^jugo, ecc. 

* Si .scrive anche j^ quando serve di particella congiua- 
lÌTa, come: Juan j Diego ; mar j tierra. Se però questa 
fÌTtice||a congiuntiva è seguita da una parola, che co- 
nincia egualmente con 1, le ai costituisco U e nel modo 



» 



DBLL OBTOGBlriA. 

tegoenle: Juan é Ignaeio van a Roma* QuesU regola si 
stende anche all'o, che troTandosi ìd incontri siffatti^ 
Tiene cannato in u come: iarde d temprano Uegard un0 
ikotrot 

XI.8 La z è cofttantemente usata innansi alla TocaK 
e^ o, u, eome zagaì^ ceniza^zorzal^ tizon^ zumo^ azuL 

Avanti alle vocali e, i non si deve osare la s» ma 
aibbene il e. Questa regola compreDde anche i plurali| • 
derivali di quelle voci, che termÌDano nel singolare in a, 
come da paz; pace: paces^ pacifico da luzj Ince: luceSf 
Uiciry deslucido; da /eli z^ MxQei felice f^ infelicidad* Da 
questa regola vengono eccettuate le voci zefiro^ zizana^ • 
poche altre. - • 

Gli Spagnuoli non fauno alcun oso delPj detta dagrita* 
liani impura. 

lÀata delle sillabe o lettere che hanno variato 

nell'Ortografia. 

Ortografia antica Ortografia moderna 

Quaresma •••...'•••/ Cuaresma 

^'"'ì'"' cambiano il ?ua io eua ^''*^"» 

Quantos ì Cuanios 

Quatro .»•»».••. l Cuatro 

OSestion ... • .. • « • »/ Cuestion 
ansequcnle ^^^^j^^^ .^ ~ j^ ^„^ Consecuente 
Frequencia ì Frecuencia 

Sequestro ••••••.•• V Secuestro 



ì 



Qùocienta .> • i Sciente 

Quotidiano ( Cotidiano 



I ViRTI fIBSi, 

ExircUo ; • • • ^ Egireiio 

Xeringa • • • I ^^"S^* 

Exercicio I Egemcio 

Exémplo |, . „ . 1 Egemplo 

' ix in g • • * • * \ n 

JBcflra :...;..-. J Gicara 
Xilguero •.•...••.[ Gilgucro 
McxiUa i . \ Megilla 

l Quexa : : i : . f Quefa 

Quixada i Quijada 

Quixote 1. ^ In ; ) QuijotO 

Dixo j Vijo 

XugO f Jug0 

Dexugar • • • • \ Dejugar 

Exàmen . .... • • ; • . f Exame^ 

existìr I ' ^ • 1 existir 

U xmx { 

cxordio I exordio 

exuberancia • •< • • ^ • • • • v exuherancia 

Extran gè ro f Estrangero 

ext ratio Vx in s , ì estrano 

extremo # • . • ( estremo 

^jre ....'.. f ^!r0 

alcayde , • • \ ^^^^^ 

reyno la jr in ì . . . . . ^ J teinù 

pcjne • . . • I peine 

desajre . . . * ^ desaire 

Qui ai vede, phe, applicate al e le sillabe f uir, que^ 
fiiOi restano pel f le sole combinazioni que, 9111 /che. 



DB£I.VMrOBGArU. M 

Aggregate al g le sillabe xe^ xi^ e aly le sillabe xa, xoi 
Ku di pronunzia gatturale, restano soltanto alla x quelle 
voci di pronanzià soave del cs latino. E io questo modo, 
iensa punto alterare la pronunzia, si ottiene di non pih 
abbisognare de^ due punti nella sillaba qùe^ e di bandire 
affatto dalla scrittura l'acoento circonflesso, oltre var| 
altri fantaggi) che si noteranno nel tratto di questa 
Grammatica. i 

CÌlPITOLO U. 

Gli SpàgnuoU non osano altro acoenlo che l'aonlo (^ 

Se ne servoFno per ajato dalia pijoaanxia. oello' pardif , 

(Ote si allontana dalle regole geperali; ponendolD so qnelk 

sìllaba nella quale deVe, ' pv^giare la inedesiuia,- coo« 

ménos^ ùnico y ecc. 

Circa Tuso di questo si possono osservare le seguenti 
regole, tratte dalFortografia deirAccadeaiia, alle quali 
seguono* le eeceziom di ciascheduna separatamente. 

. ». ... " I, JUgùla. 

» 

» 

Niun monosillabo come: Ja, vi, no, Kojr, Dioi^ pier, 
pi?, pun^ tén^ deve essere accentuato nello spagnuòlo. 

> 

- 9. Regola.' I 

Essendo generalmente lunga la penultima sillaba nelle 
Toci . polisillabe terminate in una sola vocale, coom: 
pueia^^mefOf dìptongo^ tntrelengo^ mortifica ^ santifiea^ 
visita j certifico; queste voci non verranno accentaata 
ili veruna sìilajia. 



«a flBniBBlA« 

3. Begobu 

Le Toci Ab leraunano eoo èat ?<onli e som co ap otte 
di àmb sole Milabe imid §i deTooo aceentaare Delle pciuuj 
quentonque tì ti 'pp^ggi I* pronnntie^ eooie: noù, tae, 
Mea, lea^ reo^ ano, dlifo, ecc. Né quelle Toci ti eeeealoe- 
faono che fioitcono in ia, ie, io, uà, ue^ uo^ e cIm ce- 
eendo prooannate come ditlooghi, restano nella classe 
delle Yoci dì due sillebe, come India^ ^eriCf JuUo^ agua^ 
frague^ muiuom 

Ha tanto le prime quante le aeconde saranno eecen* 
toate nell*oltima, semprediè yi .ia appoggiata la pronuH 
ifia, cerne nelle voci minué^ merjul^ e nc^ prime e tane 
persone de* preteriti perfetti de' verbi che si troTsno in 
qneaia caso, come Ui^ rci^roi^ pidió,fmguó,/raguéf eQC*| 
kesi, ridei, resi, duese, fogf^i foggiai, ecc. 

4* A^ole* 

Le roci di tre o pia sillabe che finiscono con dne yoi 
cali, come puntapii^ iirapié^ si accentueranno in qaella 
vocale sulla quale poggerà la pronuosia. Neil ultima^ per 
esempio, si accentueranno le prime e terse persone del 
eingoiare nel preterito perfetto deirindicatiTO, come: 
acarreé^ eondnuè^ iUtnbui^ acanoneój codieió, eseepiuó. 

Nella penultima verranno accentuati i nomi e i verbi 
ine^fìa, ie,io, un, ue^ uo: provée^ filosofia, des9Ìa^ en- 
9Ìe,deSafio^ ganzua, reditùe^ graduo; come ancora quelle 
voci che finiscono in ea, eo, quando queste due vocali 
formano una sola sillaba o dittongo, come: Cesàreo ^ efé* 
tea, lineOf cutaneo ^ virgineo^ memenianco^ ecc.^ e con 
queste la voce héroe, 

Neiranlipenultima finalmente i pochi sdruccioli, che 
finiscono con due vocali, come muUUocua^ antUoeuat 
fontrilocuo* 



5. Regola. 

Le Yoei tarmioanti in eonsooante sf aceentaunnoò in 
tatto le sillabe^ dove poggerà la pronaiizia» fuorché n«N 
raltima. Quindi non ai accentueranno, penetrad^ neee» 
sidadj aqueì^ tambien^ V^^t hacer^ mejor^ eompas» 

Si accentueranno nella penultima àrhoì^ virgen^ màrtir^ 
crisis^ alférez^ ecc. 

E neirantipennhima régtmen, Jùpiler^ Arìstóteìes^en» 
fasis^ ixtasis^ Génesisy ecc, 

OsserTÌsi, che ì plurali, tanto de' nomi, come de*yerbi 
•eguono comunemente la regola Jel singolare, di modo 
che ae in questo le parole saranno accentuate, doyrannoi 
anche accentuarsi nel plurale nella medesima atllaba, o 



così viceversa. 



Eccettuasi soltanto il plurale earactéres^ che non con- 
serva raccento dove Pha nei singolare, arrestandosi nel 
plurale la pronunzia su di una sillaba differeute. 

ECCEZIONI 

Alla prima Begola» 

Dalla prima regola sono soltanto eccettuati quei mono* 
sillabi, che avendo un doppio significato potrebbero di 
leggieri confondersi tra loro. Cosi bisognerà accentuare ì 
monosillabi: 

n, sé, de, /zi, mi^ él • . si, ao^ dia, tu^ me, egli, 

per distinguerli da 
«, 5e, de, tUy miy e/ . . , sé, sì, di, tuo, mìo, il^ 

Si accentueranno, eziandio le vocali <?, e, o, u quando 
Irovansi aole, formanti parte del disdorsoi come: 



9i( PXvn TlB^i^ 

/uan é Ipiacio a la ida ó GioTanui e Ignasio nelfatis» 

à la Stuella han de ver d dare o nel tornare hanno 

Madrid u otre lugar in" da vedere Madrid, o qaal« 

mediato. che altro paeae ?icino* 

jéUa seconda Regola, 

VeogoDo eccettuate dalla seconda regola le voci aVd 
tafé^ Peru^ Bercela^ e le prime e terze persone del sin» 
gelare ne' preteriti futuri dell' indica Iìto, le quali 80|io 
^centuzta nell'ultima sillaba^ perchè in essa poggia la 
pronuncia, come amé, coitoci^ amo, amare ^ conoceré, 
amarai conoscerà^ ecc. Ne perderanno quest* accento per 
raddizione di qualche pronome, come: conocile, halléla^ 
Cicapóse^ darete f comerànlos^ ecc. 

Sono egualmente eccettuate le Toci sdrucciole, le quali 
Tengono accentuate in. quella sillaba, dove poggia /a 
pronunzia, come càmara^ célèbre^ càntico ^ espirila^ sari'' 
iisimo^ mirarne ^ óyeme^ dijose^ sépase, buscamele, dijon 
9enos; e gli avverbj in mente formati dagli sdroccioti 
come: da càndida ^ hdrbara^ intrèpida ^ pacifica; candida^ 
lOentOi ior&aramente, in/ré/^tdameote, pacificamtnìe* 

jilla quarta Bagola, 

Da questa regola Tengono eccettuate 

t.^ Le TOci terminanti in /, come Paragury^ £t//n^af , 
garibaf, / 

A.^ Le prime e terze persone del. aingoiare ne Spreto* 
riti imperfelti deiriudicativo e soggiuntivo, ehe finiscono 
te ia: come jo convenia^ aquel convenia: yo tomaria^ 
aquel tornarla^ le quali non portano Facceoto, perchè io 
questa sorte di voci la penultima vocale è sempre lunga. 

3. Le voci composte di tre o più sillabe, che fini- 
aeoQo in due yocali, e che si pronunziano insieme for» 



> 

mMido ffittoiigo; tali «odo qaelle in ia^ ie^ io, ooBM et/M- 
riencia^ concordia ^ enturbie^ disturbioy imperio; e qntile 
ia uoy eie, uo^ cdme: nharaguay desague^ desaguo. 

4* E^ualiseote andranno «eoz^aceento le voci in ae, 
£10, a«, eo, eOf oa, oc, oo^ quantunque non formanti dit* 
lODgo, aTondo comanemente lunga la penultima Tneale, 
come: deeae^ iucaìao^ Busemhau^ermosca^ areabucc^ 
Aldteoa^ linaloe^ Feijoo. 

Alia quinta Bagola* 

La quinta regola non ha altra eeceitone cliè qnella 
di non aoctntoare i patronimici terminiti in es, come: 
Perez^ Fernandes^ Sanchez^ Enriquez^ i quali ayendo 
lunga la penultima^ non possono rioeyere Paocento sol* 
rdtima. 

CAPITOLO IH. 

Dtlla dÌ9Ìsione delle parole in fine di Unem* 

s 

Generalmente parlandO| dovendosi dividere ima pa* 
rota in fine della linea» si dovrà sempre osseryarey che 
la aillaba con cui termina la linea, sia compita nelle sue 
proprie lettere. A questo riguardo si danno le seguenti 
regole: 

I. Niun dittongo trittongo o monosillabo è diTisibiley 
ma devesi scrivere tott' intero, come: hojr^ ftof, mii;^, 
hfcn, Bey, grej. 

I^a stessa regola comprende i dittonghi e trittonghi, 
che concorrono con altre sillabe alla formaaione dello 
parole, cerne : pau'SOj Duerno, deu^da , tient'po , grorcio^io^ 
santi'guaLt^ averi-gùeis. Se pwò le due vocali, che con- 
corrono riunite in una voce, formassero due sillabe dis* 
tinte» come: alegri*a^ fri-Of efectù-a^ potrannQ dividersi: 

Granh Spag. 3 



9$ VlRtl TBBSA| 

qaantnnqne sia meglio di non trasportare mai alla linea 
Bégaente una Tocale sola. 

a. DoTondosi dtTidere una Toce composta, disciolta 
la composizione, si daranno a ciascuna parte le lettere 
che le appartengono nel modo segaente: im^pouer^ eom" 
poner^ ab^negacion^ en^tapizar^ sub^version^ cari^redondo ^ 
harbi'lampino^ galli^pam, ceji-junto^ ecc. 

Ma se la seconda parte della voce composta comin- 
ciasse da un'5 preposta a qualsivoglia altra consonante, 
qnest*! resta nnita alla prima parte della divisione; le 
voci, per esempio: abstracr^ constrw'r^ inspirar ^ obstar^ 
circunstancia^ perspicacia^ substancia^ descspemcion^ àeb* 
Lonsi dividere nel modo seguente: abs^traer^ cons-truir^ 
ins'pirar^ obs^tar^ circuns'tanciiiypers''picacia^subs*tanieia^ 
dtS'Csperacìon, 

3. Una consonante posta fra dae vocali si deve aeoop« 
piare colla vocale seguente, come: a^mo^Jlu'xion, 

4 Nella combioasione del g col n, come magno^ insi" 
gne^ magnifico^ ecc. si riporteranno queste due conso- 
nanti ciascuna alla sua sillaba: magano ^ insig^ne^ mag* 
nifico. 

5. Trovandosi duplicate le vocali a, 0, 1, o, come in 
Saavmlra^ acreedor^ piisimQ^ loor^ ti dividerà la sìllaba 
in maniera, da lasciarne una in fine della linea, e tras* 
portar Paltra alla linea seguente. 

Si fora lo stesso nella divisione delle cc^ in ac«e£on, 
coìec^ion^ ac'CesOy ecc.; delle nn nella voci en^noblecer, 
en-n^greeido^ con^natural^ con^novicio; e delle rr in er- 
ro/-, par-ra, cat-rOy peroro ^ cor-rer^ cer-rar^ ecc. che sono 
1» sole consonitDti nelle quali è permesso il raddoppiti'» 
mento: poiché, come si è detto altrove» la U non è che 
una lettera semplice, sebbene doppia nella figura; • per- 
iziò non sì dovrà dividere in fioe della linea, ma resterà, 
o passerà insieme alla vocale, dalla quale è Seguila, come 
ìalh, ciì-lUff pe4leJQ, 



]>XLL*OBTOGB17U. 3 7 



CAPITOLO IV. 

DeWinterpunzione. 

m 

Le regole, e segni spettanti alla panteggialara sono la 
slesse che in italiano, cioè: 

Coma (,) "Virgola 

Punto y coma (;) Punto e virgola 

Dos punlos (:) Due punti 

Punto final (•) Punto fermo 

Interrogacion (?) Intercogszione 

jdmiracion (!) Ammirazione. 

Si distinguono soltanto gli Spagnuofi nel duplicare in 
nna proposizione interrogativa i segni interroganti; uno, 
cioè| inverso (^) nel principio del periodo, acoennai^du in 
questo modo Tinterrogazlone fin dal sno principio, ed 
hd altro naturale (?) nel fine; eccone degli esempj: 

^ Sera verdad quo cuatro Sarà vero, clie qnattro fug- 
JugUlvos y desamparu'* gitivi, e disertori della 
dores de la mìlicia^ à milizia, ai quali ninno 
ifuien ninguno su/riera permetterebbe di eleg- 
ge ie eìijan un centu* gersi un centurione o tri* 
rion^ ó tribuno j den y buno, dispongano a loro 
entreguen el imperio? (i) talento dell*! m pero? 



(i) È un abuso di porre il segno^ inverso nel prìocipio 
di quelle interrogazioni o ammirazioni che sono composte 
di poche parole: se deve fare uso sohanto ne* periodi 
un pò* luoghi. Ed in quelli dove s* incontrano varie inter* 
rogazioni o ammirazioni continuale, si deve porre il rìspel*» 
Ilvo segno inverso nella prima solamente, cominciando la 
altre con carattere minuscolo. Peraltro l'uso di questi segni 
inversi trovasi soltanto nei libri stampati} e mai m* ma« 
aoscrìlti. 



^' 



p8 rARTI TIUà| DBLt*0«T06BÀf lA. 

j Que mayor estlmulo para Qaal migliore stimolo per la 



nuestra juventud^ que se 
criaria desde su nines d 
vista de unas cenizas tan 
venerahUìt? 



nostra gioyeutà ohe Ter* 
rebbe edacata fio dalla 
sua infansia a vista di 
ceder! si reneraode? 



Praticasi altrettanto col punto ammiratiro, come negli 
•sempj seguenti: 



/ Cttonta sangre derramada 
durante ochq siglos^ para 
sacudtr unjrugo^ que ja^ 
masloshtlbiera oprimido, 
si huhiesen mantenido el 
rigor de las costumbres 
de 8U8 antepasados! 

l Cuan glorioso ,p^eeto 
sèria el de levantar es» 
tafuaSy monumentos^ j 
eolumnas'à estos varo» 
nes! 



Quanto sangue sparso per 
otto seeoliy onde iseno- 
tare un giogo , dal quale 
non sarebbero stati mai 
oppressiiSearessero maa<^ 
tenuto il rigore de' co- 
stumi dei loro' antenati! 

Che progetto glorioso sa- 
rebbe quello d'innalzare 
statue, monumenti, e co- 
lonne a cotesti uomini 
illustri! 



Quando nelle sillabe gue^ gai si deye pronunziare e far 
sentire Vu^ vi si soprappoogono due punti, che gli Spa* 
gnuoli chiamano trema, come nelle voci aguero^ arpìir^ 
unguento , vergUenza, 

Gli. spagnuoli non fanno più alcun uso deirapoetrofe, 
quantunque se ne siano anticamente serviti nella poesia. 



PARTE QUARTA 



BELLE PARTI BEL DISGOESO ' 



X uni le regole fioora dele, qfaaiitooqae iDteirettantisBime 
a Raperei, e quindi necessarie ad apprendersi: ptire^eonie 
ogauDo da eè stesso vede, fortnaoo nna parte qaasi 
ealrinseca della Grammalica. La presente in vece, e la 
parte che ne costituisce il corpo e l'intrinseco, come 
qaella , la qnale imegjoa tuttoeiò che immediatamente 
?*ha di più ioteressaate ed indispensabile per formare aa 
ben regolato discorso. JEntriamo quivi difaiti a trattare 
in ispecie delle parol^^ delie quali ci serviamo per espri- 
mere i nostri pensieri, dette e chiamate comunemente 
Parti del discorso^ e queste le riduciamo alle otto se- 
guenti classi, cioè: 

Nome Nomhre 

Pronome Pronomhre 

Terbo Ferho 

Fartioipio Participio 

Avverbio Jdverhio 

Preposizione Preposicion 

GoogiuDsione Conjuncion ^ 

loterjezione. Inter/ecion. . 

CAPITOLO PRIMO 

Del Nome* 

Il Ifome è una parola 13116 serve a nominare o guaìifi* 
care le persone o cose delle quali si parla. Esso è di due 

3* 



So FABTB qVlIITA, 

■orti: Sostantivo ed Aggettivo. Dìce«i sostantivo atlorchi 
nomina semplicemente le persone o cose seni t tener coato 
delle loro qaalità, come Uomo, Pietra: Hombre^ Piedra: 
diceii poi Aggettivo 8e nomina le sole qualità^ ossia se 
qualifica le persone, o cose già nominate col sostantiyo: 
come Dotto^ Dura: Docto^ Dura. 

Il Nome Sostantivo si saddiyide in appellativo, e /Vo« 
prìo. Appellativo è quello che conviene egualmente a più 
cose persone deWistessa specie, come Uomo, Caria, 
Città: Homhre , Papel , Giudad. • ^ 

Proprio poi è quello ohe particolarmente conviene ad 
una sola cosa o persona: come Pietro, Madrid: Fedro, 
Madrid. 

Siccome però ogni nome può esprimere or una, ora 
più cose o persone, e dalla varia terminacione del me<- 
destmo noi lo conosciamo distintamente: Perciò quella 
inflessione o terminazione del nome, la quale fa intendere 
se si parla di una o più persone o cose, dicesi Ninnerò, 
Due sono questi Numeri: Singolare % Plurale. Singolai^ 
dicesi quello, che indica una sola cosa- o Persona, come 
Padre, /'((i/^/e: Libro, •Ztfrro. Plurale poi dicesi quello, 
che indica più cose o persone, come Padri , Padres: Lf- 
bri, Lihros. 

Or tulli i nomi della lingua spagnaola patsano dal Da- 
merò singolare al plurale nel modo seguente: 

Se il nome termina in vocale, $\ aggiunge nnV 

Alma, homi) re , Lueno, Anima, uomo, buono, pie* 

pie, de, - 

Almas^homhreSfbuenos, Anime, uomini, buoni, pie- 

pies^ di, 

Carta f anzuelo^ llave, Lettera, amo, chiave, mo« 

modof do, 

Cartas,anzuelo$,Uaves^ Lettere^ ;am], chiavi, liiodi 

modos. 



OBLU PilTl DIL DISCORSO. Si 

Se termina ia consonante yi si aggiunge es: 

Mugcr ^ pofatj ràzorty Donna, pagliaro, ragione , 

verdadj yerità^ 

Mugtires^ pnfares » razo» Donne , pagliari, ragioni^ 

nes^ verdades\ yeriia, 

H^j^ pan^ espanol^ ca- Re, pane, spagonoloi ea* 

paZy pace, 

BejeSj panes^ espafloIeSf Re, pani, spagonoli, oa* 

capdces^ P*ci, 

Comun^facU^ singular. ' Gomnne, facile, singolare. 
ComuneSf fàciUs^ singu* Comuni, facili^ singolari. 
lares. 

Si aggiunge egualmente es n quei nomi, ohe finiseono 
in Tocale accentuata* i quali però sono rari, e di poeo 
lieo: 

AìhcHàf hìricù^Jahali^ Lascia passare, cinto eli spa« 

da, cinghiale, 

ÀUli^ lorcequi^ ruli^ Fior di garofano, borsac* 

chino, rubino, 

i qiiali fanno albaldes^ hiricùcs^ jàbalies ^ alelies^ eco. 
Muravedi^ quattrino, fa maravedis^ e maravedises, 

ArFERTlMENTO. 

9 

' Molti nomi proprj, come: AehiUe^ Ulisse^ Ercole^ ^r« 
ehimede^ Palamede^ o tutti i nomi gircci, che in italiano 
terminano in e« hanno nello spagnuolo la desinenza in es 
tanlo nel singolare, quanto nel plurale, come: Aquiltt^ 
VliteSf BércuUsj Jrguimédes, Palamédes; quei che finis* 
cono in a hanno la desinenza in (i5, come Epaminonda^ 
Pelopìda, Ennagora, Anassagora, che fanno Epaminàn* 
iasj Pelépidas\ Betmàgorai^ dnasàgoras* 



$9 rAK» qvABTi; 

DELLA DlCLOlASIQRl OBL HOMI. 

Gli SpagBUoH egualmoQte che glltaliani^ non tsmso 
mai la desinenza de* nomi nella loro declinazione: ond^è^ 
ohe per esprimerne le relazioni, si seryono di alcune pre* 
posizioni, leqaali poeto ayanti ai easi (i), seryono a ino- 
etrarne la declinazione, onde chiamansi comanemento 
90gnaead ed articoli* 

Il segnacaso che serye alla declinazione dei nomi pi»* 
prj, e di alcuni pronomi » non è che una delle prepoai« 
zioni de^ a, por^ corrispondenti airitaliaoe di^ a, da^ e 
che, come in italiano, seryono ad ambedue i numeri nel 
modo seguente: 

Pel nominatiyo si adopera il nome solo .senza sogna- 
oaso, 
Fedro , Madrid estas. Pietro, Madrid, questo* 

Il genitiyo è costantemente preceduto dal aegna« 
caso de^ 

de Fedro ^ de Madrid^ de di Pietro^ di Madrid, di 
estas. questo. 

Il dativo ammette i segnacasi d, e para^ 
à PedrOy d Madrid^ à es- a Pietro, a Madrid^ a que- 

tos, sti. 

para Fedro y para Madrid^ per Pietro, per Madrid, 
, para estos. per questi. 

L'accusativo , quando è di cosa non ha segnacaso, ed 
ò come raccnsatlyo italiano^ ma co è di persona, richiedo 
il segnacaso a: 

He vièto h Juan* Ho veduto Giovanni, 

ffas enc&ntrado à mi her* Hai incontrato mio firatollo? 
muno? 



(i) I casi del nome souoi medesimi che in italiano* 



DBLIB PAlTf DIL mSCOlSO. 3.Ì 

Ti ToeatiTO nel discorso familiare dod ana il aegoa- 
caso, e soUaoto ai adopera ia preposiaione ó oello eicla- 
mastonì, come ó cielùs^ ó ceguedad, 

L^ablativo di persona agente rnòle il aegDaoaso /lor, 
«lune: Dario fa vinto da Alessan^lro: Dario fiié vencido 
por Aiejandro. Ammette ancora direrse altre prepoaiaiojii 
aecotido il aignificato del rerbo, come: de^ sin^ eon^ mh 
ire, «ce.: da^ senza^ con^ sopra^ eoe.: delle quali ai par- 
lerà diffaaamente nei trattato delle prepoataioni. Yi» 
dianio ora per disteso la loro declinazione. 

Nom. Fedro, Madrid ^ esto Pietro, Madrid, ciò 

Geo. de Pedro\ de Madrid^ di Pietro, di Madrid, di 

de esio ciò 

Dat. a Fedro y d Madrid ^ a Pietroi a Madrid, a ci& 

a esto 

Acc. d Fedro y{i) Madrid^ Pietro, Madrid, ciò 

esio 

Toc» Fedro ^ Madrid Pietro, Madrid, 

AbL por Fedro ^(i) de Ma* da Pietro, da Madrid, eoa 
dridj con esto. ciò. 

Uarlicoìo e una particella iodeclinabile ed inaudiciente 
a fermare la declinazione del nome s^nza essere onita al 
aegnaeaao. GK articoli della lingua apagnoola aono: eZ, ìa 
sei aingolare: lo$^ las nel plurale. El e los appartengono 
al genere mHScolino; la e las al femìnioo, come: el Pa^ 
dre^ los Padres; la Madre^ las Madres: ma per renderà 
Tariabile la declinazione debbono unirsi, siocome abbia nfio 
detto, al aegnacaao nel modo seguente: e/, de e/, ir/. 



(i) Notisi ciò che ai ò detto di sopra deli' accusativo di 
persona* * 

(a) Osaervisi ohe quando la preposizione italiana da h 
aegno deli* ablativo di persona agente , le * corrisponde io 
ispagnoolo por$ e ae il dlii è preposivone di moto da Inogo^ 
la c<»rrispondc il de» 



Si PARTI QUARTA, 

por e1 ; iela^ a la^ por la; los^ de los, d lo$^ por los ^ 
laSf de las^ i las^ por /ai, eco. Questi articoli tono •em<» 
pre i medesimi senza salare alcuna delle inflessioni alla 
quali tanno soggeUi gli articoli italiani. Quindi laddove 
gl'Italiani scrivono il Re^ limpero^ lo studiosi Re^ gVim^ 
perjy gli siudj\ la a cuoia ^ tramici zia ^ ecc. gli Spagnooli 
mettono inyariabilmente el Rey^ el imperio^ ci estudio; 
ìos ReyeSf los imperios^ To$ estudios^ la escuelap la ami* 
ttadf las cscuelas^ los amistades^ ecc. 



DlCllllAaiOaB Dl£ HOMI aoSTAHTITO COR l'abTIOOLO. 



Singolare» 

N. Et homìbre^ la guerra. L'uomo, la guerra 

G. del (i) komòrCf de la dell' uomo, della guerra 

guerra 

D» al homhre^dla guerra all'uomo, alla guerra 

Ac. alhomhref la guerra Tuomo, la guerra 

V. homhre, guerra uomo, guerra 

Ab. por el hombre, en la dairuomo, nella guerra* 

guerra» 

Plurale. 

N. loshomlresylasguerras gli uomini, le guerre 

G. de los hombres, de las degli uomini^ delle guerre 

guerras 

D. d los hombres^ a las agli uomini, alle guerre 

guerras 

Ac. dloshombres^las ffier* gli uomiai| le guerra 

ras 






(i) La desinenza propria dell' articolo defiotto nel genìtiro 
ed ablativo mascolino sarebbe de el, come è stato notato 
di sopra y egualmente che quella del dativo e dell'accusa* 
tivo di persona sarebbe a elj ma l'uso ba sostituito i loro 
sincopati del aL 



BILIB PABTI DSL mSCORSO. 3S 

V. -homifes guerras uomini, guerre 

Ab. por los homhreSy en dagti aomini, nella gnerre. 
ìas guerras. 

L'articolo maschile ai nnisce ancora oogl* infiniti dai 
Terbio allorché qaesli fanno le veci di sostantÌTÌ, come 
anche eoo alcuni aTTerb] e congiunzioni: 

el querer^ el saber il volere, il sapere 

el 81^ el no il sì, il no 

el corno, el cuando. il come^ il quando» 

Oltre ì due socennali articoli e/, /a, ri é rarticolo 
Dentro /o, che serye esclusivamente alla deciinasioue degli 
aggettivi, quando non sono accompagnati dai sostantivi. 
Esso ha relazione alla qualità delle cose, e mai alle cosa 
stessa : eccone la declinazione: 

N. lo dolce y io amargo il dolca. Tamaro 

G. de lo dulce. de lo amargo del dolce, delPamaiO 

D. à lodulce^ à l^ amargo al dolce, al Tamaro 

Ac. lo dulce^ lo amargo il dolce, l'amaro 

Ab. con lo dolce , de lo amargo, col dolce, dal l'amaro. 

Nelle sovrapposte declinazioni abbiamo osservato che il 
segnacaso da sé solo, e senza Piirticolo non indica né il 
genere né il numero del nome. Quindi in avvenire daremo 
al Segnacaso il nome di aiiicolo indefinito^ e chiameremo 
articolo definito ruoione del segnacaso colParticolo, per- 
chè definisce il numero, genere e caso del nome. **-- 

DKt CKHIBB Dil ROKI. 

Inleudiamo per Genere del nome quella tenminazìóne 
dello stesso y la quale fa conoscere se la persona ^ o cosa 
da esso nominata è del genere Maschile ^ Femminile y o 
Comune, Or qualunque regola si volesse dare intorbo al 
genere de^nomi sostantivi ^ oltre alfessera imbftrazzanlej 



36 fitti QUiMAf 

sarebbe qQMi ifrotìle, mercè l^affioità di ambedo» le Iia« 
gae rapporto .al genere: poiché egualmente che in italiano 
eonò mascolini per la loro significazione i nomi apagnuoli 
eli meslieri, impieghi, professioni ed esercisj proprj degli 
tiominr, j4lhanilf Contador^ CìrujanOy Procurador: Mura- 
tore, Computista, Chirurgo» Procuratore: i nomi appel- 
lativi: BeinOf Imperio: Regno, Impero; i nomi de'fiumi^ 
de* venti, eoo* Mascolini sono egualmente per la loro ter* 
mipaeione tutti i nomi che terminano in o: libro ^ arcOf 
euello^ libro, arco, collo, ecc., eoe: e quei che tetminasoiii 
I, n: come papel pan, carta, pane. Sono poi femminini i 
nomi di mestieri appartenenti a donne; i nomi di arti e 
scienze, come la pintura^ la arquitectura^ la mugica, Jas 
Matemdticas: la pittura^ V architettura ^ la musica^ le Ma» 
tematiahe^ come ancora tutti i nomi delle lettere delFal- 
fabeto, e tutti quelli che finiscono in <?, come palma ^ 
tenda y teja^ ventano: palma, benda, tegola, finestra, ecc., 
tranne antipoda^ clima ^ dia, i<//o/na, ^ /o/ie/a, i quali souo 
egualmente mascolini in italiano. 

1 nomi aggettivi che sono mascolini se finiscono in t>^ 
divengono femminini cangiando Po in <?? 

"* Htrmosoy corto ^ largo. Bello, corto, lungo, 

buono, maìo^ ancho, buono, cattivo, largo, 

hermosa, corta, larga, hello ^ corta, lunga^ 

buona, mila, aocha. buona, cattiva y larga, 

^^ Taggeitivo non finisce in o, qualunque sia la eoa 
terminazione, è comune ai due generi. 

Hambre alegre^ fiel min. Uomo allegro, fedele, vile, 

àapaz, regalar, fé» capace, regolato, fc 

liz> lice. 

Muger alegre, fiel ^ ruin, Donna allegra, fedele, vile, 

capaz, ecQ, capace, ecc. 

1 aomi virgcn^ màìiir^ testigo^ homieida ly ergine ^ mm^ 



Ditti ^Ami BIL 01IOO1IIO. 37 

Ufé» teslu^DDio, omioida, ti applioan ai cliia generi aia- 
8C0I1D0 e feoimÌRioo. 

Alcuni notai femminini che cominciano con a merono 
l'arlicolo mascolino nel aingoiare, • sono: 

el apCf el dguUa, el ala^ il Telatile, Paqnilai Tela, 
el agua^elalba^ elalma. racqaai ralbb, raoima. 

^esperienza ci ha fallo conoscere quanto poco gioTi il 
tnitlenersi più a luogo su questa materia, in cui la aostr» 
lingua |ia tanta analogia con l'italiana. 

D£I HOMI POSITIVI, GOMPABAIiyi I 8UL>nilATI?X. 

Allorquando due qaalità, espresse per mezso di dut 
aggettivi^ si paragonano fra loro, ne nasce il grado di 
Comparazione. Siccome però una di queste qualità para' 
gonate può essere uguale^ maggiore^ o minore dell altra, 
così ì gradi di comparazione sono di tre sorti, di egua^» 
glianza^ di eccesso e di difetto. Quindi il nome positivo 
à Vaggettivo preso nel suo semplice sgìnificato^ come: 

ricOy docto^ ricco, dotto, 

prudente, tenaz, prudente^ tenace. 

II Comparativo è il nome positivo con Vaggiunta di 
alcune particelle , le quali poste avanti al medesimo gli 
'danno i rispettivi gradi di comparazione, che, come ab« 
biamo accennato, sono di tre sorti ; comparatiyo di egua^ 
glianza^ comparativo di eceesso e comparativo di difètto* 
Il Comparativo di eguagltmnza s\ forma mettendo Tav^ 
Terbio tan innanzi agli aggettivi che si comparano: 

tan cruci tanto crudele 

ian buona ^ tanto fiuoi^a 

tan amahles tanto amabili 

tan Jiermosas» tanto belle* 

Gram, Spag. 4 



18 ^ yiiTB qnAnf i'i 

II Comparativo di eccesso si formi col porr^raTrerbto 
mas «Tanti agli aggettiri «he si comparano: 

mas rico più ricco 

mai sahio più dotto 

mas grandes più grsndi 

«MI uttcis* più adto. 

Il Gomparatiro di difetto si forma nel modo stesso 
colla psilicella ménos: 

ménos fuerle meno forto 

ménos pesado meoo pesante 

ménos mala. meno cattiva* 

II Superlativo dioots la maggior grandezza ed £1 pia 
mito grado di qualsivoglia proprietà, E^ è di due aortk^ 
assoluto e relativo. Superi 8lì?o assoluto dicesi qaello elio 
indica i7 piii allo grado di proprietà in modo assoluto^ 
senza relazione ad altra cosa o persona; e, come in ita- 
liano, si forma con la terminasione io ùimo: 

dulce^ finoy mucho^ poco: dolce, fiJo, moUo| poco: 

dulcisimo^Jinisimo , muchi' dolcissime , flaisdimo, mollis* 

simOf ecc. simo, ecc. 

dulcisima^ Jinisima^ poquU dolcissima, fìoissim8|pochis- 

sima^ sima. 

I positivi in hle: amahle^ ferri^/e, ecc.|hanooIa termi* 
Dssione in hìlidmo^ come io italiano ; 

amahilisimoj ierihiìisima. - amabiiissimO| terribilissima. 

Vi è un piccolo numero di aggettivi che soiirono un 

leggiero cambiamento nel superlativo^ e sono: tierno^ ar» 

, diente f valiente^ bueno^ fuerte^fiely che fanno iernisimo, 

ardenffsimo^ vqlentisimo^ òonisimo^/uriisimo^fidelisimo. 

Viene anehe. formato il superlativo assoluto dalla par- 

ticella ifìuj^ e^fìivatente- aiPitaliana mohoi 



DBLLI PASTI DEL SISCOMO. 39 

muy baeoOi mujr fea, molto huonoy molto hruUn^ 

muy doctos, mii/' harmosaa. molto Jo//ì, molto helle^ 

Il aaperlitiTo relativo indica parìinenti il più aito grado 
di proprietà y ma con relazione a qualche altra cosa , o 
persona. Questo superlativo formasi eoa la particella com- 
paratiya maSy preceduta dall'arlicolo definito^ el mas, la 
mas^ lo mas. 



Sócraies era el mas docio^ 
elmae modesto ^y el mas 
virtuoso de los Griegos. 

He cotnprado la mas her* 
mosa casa de la ciudad^ 

Esos san loa mas usados, 

Esto 9S lo mas àeertado. 



Socrate era il pia dotto, il 
più modesto, e il più Tir* 
tuoso de' Greci. 

Ho compralo la più bella 
casa delta città. 

Cotesti sono i più usali. 

Questo è il pfù coaveoiente. 



GOMPAAÀTITI I aUPBBLlIiyi IRÌBG0X.4SI. 



Bueno, mejor^ óptimo» 
Maio, peor^ pésimo. 
Grande, mayor^ mùogimo, 
PegaenOy menor^ minimo. 
Bajo^ inferiore infimo* 
A1tO| superior^ supremo* 



Buonoj tnlgliora, ottimo. 
Cattivo y peggiore, pessimo. 
Grande , mafi>giore, massi ino* 
Piccoìoy minore, minimo. 
Basso y inferiore, infimo. 
jéUoy superiore, aopreiiM. 



DE MOKI HUMiaAtl. 

Nomi numenùli diconsl quegli che, premessi ai nomi 
generali y ne determinano Veèitnsìone del significato^ osai^ 
fanno conoscere il numero preciso delle persone q ^se 
indicate dal nome a cui sono uniti. Quattro sorti ]PQÌ ab» 
biamo di questi nomi numerali, cioè Cardinali^ Ordinali, 
Distrihuiivi e Collettivi. 

Cardinali dicoosi quei Qomi namorall cbe determinane 



40 PiBTI QUABTA, 

preeisamente il numero delie cose o persone indicate dal 
nome generale y come uno^ dos^ ires: uno, due, tre. 

Ordinali si dicono gorgli che determinano l'ordine in 
cui le persone o cose indicate dai nomi generati sono di" 
sposte numericamente, come primero^ segando^ tenero t 
primo^ secondo, terso. 

Distributivi si dicono qaegli che indicano dUrihuzione 
mei numero delle cose indicate dai nomi generali: come 
ìa mìtad^el tercio, ci cuarto: la metà, il terzo, il quarto. 

Cb//c//m finalmente diconsi quegli che indicano appros^ 
s'maùvamcnte e Tion già con esatta precisione il numero 
•Ielle co:e e persone espresse dai nomi generali; come 
decena j doeena, quincena: decinai dozzina, quindicina. 

Cardinali, 

una, tt/ta, dos^ tres^ cuatroj cinco^ seis^ eiefCy oc&o, 

I aa4 5678 

mueve^ diez, once^ doce, trece eatorce^ quinze^ 

9 IO II la i3 i4 t5 

diesjtseisy diez y siete ^ diezjr ocho^ diezjrnue^e^veintei 

16 17 18 19 90 

weintejr uno^ ecc., treinla^ cuarenta^ cincuenta^ sesenta^ 

ai '. 3o 4^ 5o 60 

sdenta , ochenta , novenla , dento , dento y uno, 

70 80 . 90 100 EOI 

dento jr dos^ eoe» f doscitntos^ trecientos, euntrocientos ^ 

103 aao 3oo 4oo 

quinientos^ seiscientos^ ìetecienttts^ ochocientos^ 

5oo 600 700 ^ 800 

Wfyecientos^ Mil , dos mil^ un millqn^ dos millones^ 
900 looo 300O 1 000000 aoooooa 

{ Nel femmtnioo doseientat^ trescientas^ ecc. ) 

aoo 3oo 

ATanti airullimo nomerò cardinale ò necestario <fi 
MMltere costantemente la congiaoxione/| come: - 



DILLI PARTI DIL DISCORSO. 4^ 

feinte jr dnco , noventa jr siete . • • • ^^997 
dos mi trescienios cuarenta y ires . • • a343* 

Ordinali, 

Primero^ segando^ tercero^ cuarto, quinto^ settOp 

t."" 2.^ 3.^ 4,f 5.° 6.** 

sétimo^ 'ottavo, nono, dècimo^ undécimo, duodècimo^ 

7.^ 8.^ 9.^ 10.^ 11.^. la^. 

décimotercio^ déoimocuartOj eco* 
i3.*> i4.^ 

Usasi aneora di dire Carlos dieZi G^gorio onct^ Leon 
doce^ Luis catorce. 

Partiti»!. 

La mitad^ el tercio , el La metà^ il terzo^ il quarto^ 

cuartOy 

Una tercia^unacuarta^ Una terza, una quarta, 

Una octavOf el diezmo. Uo^ottaya, la decina. 

Collettivi. 

Vecenoy docena^ quincena^ Decina, dozzina, quindici* 
veintena^ centena^ocen» na, yentina, centlnaj0| 
tenar^ millar^ millon. migliajo, milione. 

Sono egualmente considerati come nomi collettiyi: Se- 
tenario f octava^ ò octavario^ novena^ ó novenario^ trece' 
nario^ ecc.; i nomi terceto^ cuarteto^ cuarteta^ quintilla^ 
décimayecc. i ^pH nella poesia spagnnola significano una 
quantità determinata di yersi; ed altri che dinotano moU 
tiplicità di quantità, come : duplo^ Quàdruplo^ dècuplo^ 
centuplo^ ecc. ' 

I nomi cardinali ed ordinali sono aggettivi, come Jo# 
ìiombres^ seis mugeres, veinte dias; eì printer hejo^ el 
i^gundo cuadrOf ecc. TalyoUa però si adoprano come so- 

4* 



4i VAITI qciìetà^ 

ataotiri, per «ieniipio: et dos^ el tres, el euatro; oppvre 
vn iù8^ tres cincos^ euatro seis^ un (ercero, un cuarto. 
PareSf nonet. Pari, dispari. 

CAPITOLO Ih 

Del Pronome. 

Il Pronome è nna parola ohe ai pone in vece del Nome^ 
per noo ripetere il nome stesso della persona o cosa già 
prima nominata. Il medesimo poi è di quattro sorti: per^ 
ionàle^ dimostrativo^ possessivo^ e relativo. 

Personali sono quelli che si osano in luogo di persona, 
o di cosa la quale faccia reca di persona, e sono i seguenti* 

PtOaOKI VIBSOHIII. 

Persona Prima. 
Numero Singolare. 



V. Fa 
6. De mi 
D. A mi^ me 
Ac. A mi^me 
Ab. Por mi. 



Io 

Di me 
A me, mi 
Me, mi 
Da me. 



Mascolino, 



Plurale, 



TI. Nototros noi 

G. De nosostros dì noi 
fi. itf nofosfrof, no5 a noi, ci 
Ac. A nosostrosj nos noi« ci 
Ab. Por nosostros da noi. 



Femminino. 



Nosotras noi 

De nososiras di noi 

jÌ nosostros^ nos a noi, ci 

A nosostros^ nos noi, oi 
Por nosostras da noL 



DBLL P4BtI USL D1M0B80* 43 

Seconda Persona. 



iViimero 


Singolare. 


N. Tu 


Ta 


G. De ti 


Dite 


TX A ti, te 


A le; t! 


Ao. J fi\ te 


Te, U 


V. Ta 


Ta 


Ab. Por «i. 


Da te. 



fturaìe. 
Mascolina. Femmin ino* 

N. VoSQtroi Toi F^osotras toi 

6. De vosostros di voi Z^e Fosostras di roi 

D. A vosostrosfis aTOÌ,YÌ A vosostras os a toÌ|T^ 

A e. A vosostras OS voi: ti A vosostras^ os toì, ti 

V. Vosostros voi Fososiras Toi 

Ab. Por vosostros da voi. Por vosostnU da toi. 

Tersa Persona Maaeolftia. 

Inumerò Singolare, 

N. £2 Egli, esso 

6* Z)e ^2 DI lui , |<1 esso 

D. ji e/| ?e A lut^^cli esso, gli 

Ac. A élj U^ la Lai , esso^ lo 

Ab. Por il. Da lai, da esso. 

Plurale. 

■ 

N. Elias Eglino, essi 

^ G. De ellos Di loro ^ di essi 

D. A ellos ^ les A loro, ad essi, loro 

A<?. A elìos, los Loro, essi, li 

Ab. Por ellos. Da loro, da essi. 



44 fkWt QVABTAi 

Terza Persona Femminioa. 

Numero Singolare. 

N. Ella . EIU^ essa 

G. Det ella Di lei, di essa 

D. Jl ella^ le A. lei, ad essa, le 

Ac. uè ella^ la Lei, essa, la 

Ab. Por ella. Da lei, da essa. 

Plurale, 

N. Elias Elleoo, esse 

G. De ellas Di loro, di esse 

D. jé eìlasy les A loro, ad esse, loro 

Ac. j4 ellas ^ Ids Esse, le 

Ab, Por elhs. Da loro, da esse. 

Pronome reciproco stk 

G. Desi Di sé 

D. jé si, se A se, si 

Ac. jÌ 5f, se 8è, 81 

Ab. Por s{. Da sé. 

Il pronome st non ha plurale, e con le atesse Toci 
•erre ai dae generi. 

Ecco alcuni esempj sopra Taso delle particelle moj 
nos^ te^ipsj se, /e, les, Ics, las^ se corrispondenti alle ita* 
liane mi, ci, ti, vi, si, gli, le, loro, li, si, che Tanno ag- 
giunte al DatÌTO ed AccusoIìto de' rispetti?! pronomi 
primi tiri e personali, e che sovente ne fanno le veci. 

¥6 me canso. Io mi stanco. 

^ PeJro me dijo. Pietro mi disse. 

Tu te cqnsuelas. Tu ti consoli. 

1^0 te vi. Io /* vidi, 

El se preda. Egli si vanta. 



DIUI FARTI 

tltos tt preaiim. 
JVosi^rùt noi hentùì ohidado , 
El maestro noa enieììi, 
fosùtros Toi podeis Itamar 

Jèliees. 
Yo le he fitto. 
Yo le Ile dicho, 
N^o Im he hallado. 
Lea he hccho un regalo. 
La jiislìcta prendió d una 

muger^ le formò el prò- 

ceso, jr la castigò. 
La Jaslieia prendió d dos 

mugeres, Xwformà elpro- 

eetOfjr las castigò. 
La justicia prendió a un 

Jtomhre \e formò el prò- 

cesOyj lo castigò. 
La justicia prendió A dos 

homhres, lei formò el 

praeeto, y loa castiga. 



DIL nilOOBSO. 4^ - 

Eglino M Tantino. 
Noi et %ìtiao dimoBlkali. 
Il maeMro «'ìntagna. 
Voi fi potete chiaDiar fe- 
lici. 
Io riio yednta. 
Io gli ho dello. 
NoK ȓi lio tronti. 
Ho fatto loro nn regalo. 
La giuaticia prese dds dea- 
na, h formò il proctuo, 
e la l^itigò. 
La giuttizia prete due Acni 
ne, formò laro il pro- 
cesso, e ìe gaatigÒ. 
La giustizia preu un nomo, 
gli formò il proocHo, • 
lo gaMìgò. 
La giuBiìiia preie dna no- 
miai , formò loro il pro- 
cesso, eè/f ^astigò. c**"'>^» 



Queste medesime particelle li IroTano ancora onite ed 
alBsee al Terbo, come: amàhavae, viéndate^ preguniòaot^ 
formarltSi amavamt, Tedendosi, domnodocci, formar 
loro. 

Hi qaeale oombinaiioni però ne parlweno a no 
luogo. 

Il pronome peraonale é/, ella, ellot, ellas: esso, essa, 
eei), esse, si adopera ancora come relativo di cosa: 

Aquel toberano, dutìia ofi- • Quel sovrano, psdhine n- 

loluto del Reina dispania soluto del Regno^ dispo- 

do ól d ut arbUrio. nera di esso a luo U* 

' * leolo. 



»> 



46 PIRTC QQABTiy 

Lo$ juegos olimpinot eran I giuochi olinprei erano i 



los mas eélehres de to^ 
do$^ j eo ello8 prineipal» 
mente era glorioso el 
vencer. 

La poesia oeupa ya tantas 
pdginas, que ella sola 
forma pord un polumon^ 

Las nacionei no e$ian entro 

'd en la misma relacion 

que los miembros de una 

mi ima sociedad; ellas 

^^forman otros tantos euer*^ 

• pas indep^dientes. 



più celebri di totli» ed 
in essi principaloieiito era 
glorioso il TiDcere. 

La poesia occopa già tanto 
pagine, che essa sola for- 
ma da sé un voiomo. 

Le naaioni non sono tra Io* 
ro nel rapporto in cui 
SODO i membri di una 
medesima società ; es$é 
foiraano tanti corpi in? 
dipendenti. 



Il pronome el^ etla^ ecc.| come relativo a cosa, ha an« 
e ora il geoire tieotro ello^ lo^ come: 



Elio paso asi, 

El caer es pelfgroso, pero 
à veees zi///, si «le ellp re- 
sulla et escarmiento* 



\« 



/» 



Èl no es para elio. 

Tudo elio no merece la pe- 
na de ., » 



Vaffare andò cosi. 

li cadere è pericoloso, ma 
alle volte è . utile, se da 
ciò ne risulla il ravvedi- 
mento. 

Egli non e da eiò^ o per 
questo* 

Tutto ciò non merita. la pe- 
na di .. • 



Altre volte il pronome neutro c2/o corrisponde olla 
pmtieelfa relativa ne, come: 

El dio cuenta de elio Egli. ne rese C4>nto. 

Vo me arrepiento de elio. Io me ne pento. 

- Ma di queste ed altre particelle dovendosi trattare 
nella sintassi , giudichiamo a proposito di non'farne pia 
parola in qiiesto luogo, per non coufoudera le mente dei 

priocipiaoti. 



di&LB FAKTI DEI. DlSCOiaO. 



h 



PtOilOMI DIMOSTBATITI. t 



I Pronomi dimoslratm della lingua spagnuola si rida» 
cono à tre: este. eie, aquel pel mascolino; ei/a, esa^ 
aqaélla pel feiumioino; e^/o, eso^ a^uello pel oeiUro* I 
plarali sono cstos^ esos^ aqnellos\ estas% esas^ aquellas^ e 
BeryoDO egualduente a peraona ed a cora. Este diovta 
Toggello prossimo a chi par la \ ese Poggetto prossimo a 
chi ascolia; e aquel l'oggetto egaalineote lontano da am- 
bedue\ e ai deciinano aeoza variazione con f articolo ÌQ- 
defioito. 

Assoluti di Persona^ 



Bete €s mi padre 
Estos no se contentane 
Ese es mi tìo, 
E 808 no hahlan nunca. 
Aquel es mis liermano* 
AquelloB no vendrdn. 
Està es mi madre, 
E sa 8 son mi hermanas, 
AqaelIa no trahaja. 



Questi è mro padre. 
Questi no« si contentaoa. 
Cotesti h mi 6 sio. 
Cotesti non parlano mai. 
Quagli è mio fratello. 
Quelli non verranno. 
Questa è mia madre. 
Coleste sono le mie sorelle* 
Quella non lavora. 



Uniti €L SièStantWu 

Este honJkre^ de estas mu- Que5/*uonio, di queste doa- 

geres, ne. 

Ese nitio, à esas n'fias, Cotesto fanciullo , a coteste 

fanciulle. 

Ese cabaìlo^ con esas je* Cotesto cavallo, con coteste 

guas, cavalle. 

A(|nel Uano, por aquella Quel p'^^no.^ per quella nson* 

montana, tagna. 

Aquel vivir inquieto ^eu esas Quel uvero inquieto^ i/i co» 

pcnas. . teste [iene. 



48 PIATI qViBTA, 

EtUptuma^Aeeta manera. Questa penaa, di eotesta 

maniera. 
Àquella 9Ìda^ quetemor es Quella vita, ohe timore è 



cotesto? 
Questo ò qael cVio dioeya. 
NoD ti spaventare di cotC" 

sto^ o di ciò. 
Non m^ intendo di cotesto^ 
Cotesto ^0 ciò non mi piace. 
Non 61 parli più di cotesto^ 

o di ciò» 
Quello gli d tapi acque- 
Che abbiamo di quella, o 
di quelVaffare, 
DalPanione de* pronomi esfe, ese^ col l'aggettivo otro 
rànlta il pronome estotro^ esiotra^esotro , esotra: quest'ai- 
Irò, quest'altra, cotest'altro, colest^altra, ecc. 



eee? 
fiato es lo quejo decia. 
No te espanles de eao. 

No entiendo de eao. 

Eao no me gusla, 

No se hable mas de eao. 

Aqaello ie disgustò, 
Que tenemos de aquello? 



FftOHOHI P088E88ITI. 



Gli eaempj daranno la regola per conoscergli. 



Rte libro es 



Estos libros son 




Questo libro è 



Questi libri sono 



mio 

tuo 

'suo 

nostro 

vostro 

loro 

mìei 

tuoi 

suoi 

nostri 

vostri 

loro* 



Està piuma se 



BiiLB Pktn Dir mscoBSo. 
mia 
tuya 
su/a 
maestra 
vuestra 
suja 
mias 



Qnesta penna è 



49 

mia 

toa 
8oa 
noatra 
yoatra 
loro, 
mie 



Estas plumas son 



tvjas I tue 

suYas j aaa 

f Tostro 



( 



vuesiras 
sujas 
mìo 
tuyo 






Està es / '"-^ 

nuestro 



Questo^ eiò è 



niestro 
sujo 



loro. 

mio 

tao 

ano 

nostro 

yeatro 

loro. 



I pronomi mio^ '^o» sujo: jmia^ tuya^ ^jo, quando 
prececlono il nome soatantiro, perdono raitima aillabay 
tanto nel singofare, quanto nel plurale, e ai riducono a 
mi, <!/, 511 nel primo, e mts^ tus^ sus nel aeoondo^ bob 
oataùte che ai frapponga loro un aggettivo. Sì declinano 
coir articolo' indefinito. 



Mi lilro^ mi hermana. 

De tus fujos^iion tus plumas. 

Por sa mal proceder. 

Mi buen padre. 

Con tua hellos ojos» 

La fortuna con sa risa^ con 
aa ruedoy con eoa teso^ 
roSf con aus promesas en* 
gana d los hombres* 
Gram» Spag. 



Il mìo libfO) la mia aorella. 

De^ /uot figli , colle tue penne. 

Pel suo cattiTO procedere. 

il mio baou padre. 

Co^ tuoi begli oqcbi. 

La fortana, col suo riao, con 
la sua r vota , eo* suoi te* 
aori, con le sue proaacaae 
inganna gli uomini. 

5 



So PARTI «quarta; 

Conservano però rultima sìllaba quando si poapon^ 
gon<y at tostanti fOy come Uhro mìo^ hermana mia^Dios 
mio,* hijo mio, ecc. 

I pronomi nuestro^ vuestro non perdono mai Tal t ima 
sillaba: 81^ devono però declinare coirarticolo indefinito, 
V. g. • • 

M nostro modo de pensar. Il nostro modo di pensare. 
De nuestras aceiones. Delle nostre azioni. 

A vuestra prudencia. Alla vostra prudenza. 

ÌLtk yuehivos. consejos. ^ Nei vostri coosigli. 

Ayvérlasi che il pronome vuestro non si adopera par- 
lando ad una persona sola; onde non si direbbe beoe 
|.arlaodo (per esemplo) con Pietro: vuestra hermana, vue^ 
Siro padre, vuestros negocios. L^uso il permette unica* 
menfe allorché si parla ad una persona di molta antorilà, 
come vuestra Mageslad^ vuestra Beatitud^ vuestra jil" 
teta^ eca ecc. (i) e nelle orazioni che si fanno a Dio, 
cunie*. vuestra piedad^ vuestra justicia^ ecc. 

Quando i pronomi /m, leì^loro si trovano nel genitivo 
lutiti ad un sostantivo^ cioè, quando si parla di una per* 
ialka terza, si traducono col. possessivo su, sus ^\omm A 
Tede nei seguenti esempj: 

So corazon. Il cuore di lui, o di leL 

De su corazon. Del cuore di lui, o di lei. 

.' ' A sacorfirzoR. Al cuore di lui, o di leL 

8u corazon. Il cuore di lui, o di leu 

De su corazon. Dal cuore di lui^ o di hi. 



(i) F^OB usando più gli Spagnuoli il pronome tiof per 
discorrere con uba persona sola , ne viene per conseguenza 
che non debbano neppure usare nel singolare il pronomo 
vftéséf^ f elle > si adopera soltanto aUordiè si parla a pili 
|iessooe,- a oia^cóna delle quali in siqgqlarc si darebbe del 
tu , poigh^. abbico vedulp nei pronomi podsea^ivi i cha il 
plurale del (ujro è vuestro. 



DILLE PARTI DEL OI8GOR80* 

Sas espresiones. ' Le lora espreisiooi« 



,5i 



De 8118 negocios, 
A 809 palacios, 
Sq corazon. 
De su vigilancia.* 
Sa luen egemplo» 



Dei loro oegozj. 
Jl loro palazzi. 
// loro cuore. 
Della loro vigilanza. 
// loro buon esempio. 



Tulli ì sopraccennali pronomi possessivi, essendo ac- 
compagnali dai 8oalaal!vi| si declinano, come si è vedulo^ 
col solo arlicolo indefinilo; ma quando in vece di essera 
accompagnali da* soslanlivi^ hanno sollanlo relazione ai 
medesimi, vanno declinali co* loro riapellivi arlicoli de- 
filili: ecco degli esempi: 



Tu has dicho tu parecer, 

yo quiero decir el mio/ 
JTo he dicho mi parecer^ 

quiero pir el luyo. 
Yo he pagado mi tasa^ pa» 

gue cadauno la snja. 
Queria gastar mis d ineros ^ 

y conservar los snjos. 
Cadauno quiere Io sujo. 



Ta hai dello i7 tuo parere, 

io voglio dire li mio. 
Io ho detto il mio parere, 

voglio sealire U tuo. 
Io ho pagata la mia tassa, 

paghi ciascuno la sua. 
Voleva spendere imiei da-« 

nari, e conservare i suoi. 
Ognuno vuole il suo. 



DE PfiOMOMl BELATIVI 

Que^ quien^ cuaL Ghe^ chi, quale. 

II relativo que ha relazione a cosa e a persona , e Serve 
ai due numeri, ed ai ire generi, muscolioOi femminino e 
neutro: el humbre^ los librus que*, la muger^ las piuma» 
qae; lo que. 

Serve per tradurre il pronome cui in tulli i suoi casi^ 
allorché significa co fa, come: 

ìE/ libro de que le hahlé. Il libro di cui ti parlaL 

* Lasociedad a que pertenece. Lo società a cui appartiene. 
El pais en qijke me halh. W paese in cui mi IroTo* 



Sa PAAfB ^VABTÀ, 

II relatiTO quien hi soltaoto relazione a persona; serie 
ai dae generi: e con eiso si traduce il relativo obbKquo 
Ctt/| quando dinota persona. Nel plurale fa qnieneifi 

Ei homhre^ de quien te que* L^uomo, di cui ti lamenti. 

/di. 
Las muqereSy con qnienes Le donne, con cui parlari. 

hahlabas. 

Il relativo cual^ corrispon Jente a quale ^ ha relazione 
a cosa e a persona^ s^rve a tutti tre i generi; il suo pia* 
rale è invariabilmente cuales. Si declina colFarticolo de- 
finito: el cual^ los cuales^ de las cuales^ d lo cual^ ecc. 

I pronomi que^ quien ^ cual cessano di essere relativi 
nelle seguenti espressioni interrogative, ammirativei ecc.: 

Que huscas? quo quieres? Che cerchi ? che vuoi ? ehi 

quien es? a que viene hi a che venite? chi ti 

Vm? quien te envia? cual manda? come V hanno ri- 

ìe han puesto sus'desgra' dotto le sue disgratie L 

eias! quien deseómponia ehi scomponeva la boc- 

la hoca . . . quien torcia ca, chi torceva il viso • .. 

el rostro ... cual con voz ehi con voce soave . . • 

dulce . . . cual con vqz chi con voce fioca. 
doli ente. 

HOnO DI TBA DURRE NSLLO (PAGNUOLO IL PROROMB 
gUBLLO QUANDO PHECRDB IL RELATIVO CBB^ 

Quando il pronome quello^ quella ^ quello o ciò viene 
seguilo dal relativo nominativo o accusativo cheji come 
quello che^ quella che^ quelle o ciò che^ nel tradurlo ia 
ispagnoolo si riduce ad un vero articolo dello steaso ge- 
nere , numero e caso del pronome: 

Mascolino, 

£1 quo quello che Los que quelli che 

Del que di quello che De los que • di quelli the 

M que^ a quello che. ParaloA que. per quelli cft«. 



SILLB FIUTI DIL OISCOHSO. 



53 



Femminino* 

La qae qaella che Las que qaelle che 
De la qae di qaella che De las qae di quelle che 
JSh la qae. in quella che. Sin las qae. leosa quellec^. 

yeulro. 



Lo qae 
De Io qae 
J lo qae 
Lo que 
De lo que. 

Jfiadió un nurvo estado al 
qae le hahia dejado su 
antecesor, 

Ohservarélascostumhres de 
este pueblo^ notando las 
qae le son comunes con 
ìos otros. 

Era muy versado en mu* 
chos asuntos de los que 
ie presentan al irato co» 
mun de los hombres, 

JVo me detendré en descri* 
hit el caracter de los qae 
las escribieron. 

Fi valido obtusH) lo qae de* 
seaba- 

Notare lodo lo qae me sor* 
jf renda y y procurare in^ 
slruirme eo lode Iq qae 
me pueda aprovechar. 

No sera tal mi impruden- 
da que me ponga à ha* 



quello, ciò che 

di quel lo I o di ciò che 

a quello, o a ciò che 

quello^ o ciò che 

da qaello, o da ciò che. 

Aggiunse uo nooyo stato a 
quello che lasciato gii 
area il sao antecessore. 

Osserverò i costami di quo* 
sto popolo, notando quel<* 
li che gli sono comuni 
cogli altri. 

Era rersaiissimo in molti 
adari^i quelli che si pre- 
sentano nel commercio 
comune degli nomini. 

Non mi tratterrò a deaeri* 
Tere il carattere di quel' 
li che le scrissero. 

II favorito ottenne quello 
che desidersTa. 

Noterò tuito ciò che mi 
sorprenda, e procurerò 
dUstruirmi in tutto queU 
lo ohe mi potrà giovare. 

Non sarà tale la mia im« 
prodenaa che mi metta 
5^ 



54 VlRTt QUARTA I 

blar de Io qae no en- a parlare Ji ciò che non 
tiencto. ioteodo. 

He hallado Io quo huseaha. Ho trovato quelh che cer- 
cava. 

La stessa malasione di prooome in articolo accade qaando 
il quello, quella, eco. viene seguito dal segnacaso di^ o 
deli^articolo definito del^ della ^ d^gU^ delle ^ ecc. ecc. 

Mascolino» 

La de quella di Los de quelli di 

De la de di quella di De los de di quelli di 

A la àe quella di A los de a quelli di 

Sin la de. sema quella di. £n los de. io quelli di. 

Femminino. 

El de quello di Las de quelle di 

Del de di quello ^ De las de di quelle di 

Al de a quello di A las de a quelle di 

En el de. in quello di. Sia UxsAe. seoca quelle di. 

Neutro. 



Ijo de 


quello di 


Dj lo de 


di quello Ji 


ji lo de 


a quello di 


ji lode 


quello (1^ 


En lo de. 


. in quello di 


f/del 


quello Jei 


Del de la 


di quello della 


^ /a de loe 


a quella» JegZf 


Sin los de las 


sen^a quelli delle 


Por las de. la 


per quelle della 


3i el de los» 


io quello c?e|^/ù 



DfiLte PAATI DEL DISCORSO. 


55 




Neutro, 




lo^del 
Lo de la 
De lo de loa 
jÌ lo de las 
Sin lo del. 


quello del 
quello della 
di quello delli 
a quello eFis//^ 
. senza quello del, 

Esempj, . 




Me parecia un trabajo 


inu" Mi pareva aoa 


pena ion* 



iU eì de indagar j qnien 
fuese el autor de laobra. 

La confusion de tantaa 90* 

ees no deja oir la de la 

naturateza. 
Ij03 egércitos de Dario fue* 

ron vencidos por Ics de 

Alejandro, 
Nos pareció mefor . Io de 

enviar por la barca, d 

Mullorca, 
Él està inquieto por lo de 

anoche, 
Decid lo de la sélva ^ de la 

tempestad^ ecc. 



tile quella di ricercare 

chi fosse l'autore deiro» 

pera. 
La coofusìonef di tante tocì 

oon iù sentire quella del* 

la natura. 
Gli eserciti di Dario fu- 
rono vinti da quelli di 

Alessandro. 
Ci parve meglio quello di 

mandare per la barca a 

Majorca. 
Egli è inquieto per la cosa 

di jersera. 
Dite qutllo della selva, 

della tempesta, ecc. 



Dai sopraccennati esempj si rileva che in siffatte pro- 
posizioni si trova sposse volte Tarticolo definito duplicato 
nel genitivo e neiV ablativo: 



Yo no Jiàblo de tu cabal' 
loy sino del del amo, 

Losjuicìos de Dios son di* 
ferentes de los.de los Aoni- 
hres. 



Io non parlo del (no ca- 
vallo, ma di quello del 
padrone. 

I giudizj di 0Ì0 sono dif- 
ferenti da quelli degli 
ttomiiii. 



S6 



iPÀiTi QUI iti; 



Nuestra merle depende d« 

la de la patria, 
Hablaha desusarmas^jr de 

las de las naciones ven^ 

eida$. 



Li ooatra 8orl« dipende da 
quella della patria. 

Parlaya delle sue armi, e lù' 
quelle delle naaioni vin- 
te. 



DU BiLifiTo cvro^ 

DXBITATO DAL OBHITITO eV/US DI* lÀTIHI. 

Il relatÌTO cujo ai deoliaa in tatti i cui con Tarticola 
indefinito. Cuyo^ de eufo^ k eujo^ por cuyo; plorale eii- 
yos^ de cuyos^ ecc. il cai^ del cai, al coi, dal cui; i coi, 
4ei cai, eco. Nel genere femminino iacuya^cujas'^la cui^ 
le cui, e li accorda costantemente in genere, numero, e 
caso col nome che lo siegue: eujro libro ^ caja hìja, eujos 
papéles^ cuyas casas: il cui, libro, la cui figlia, le cui 
carte, le cui case* 



Fedro ^ Maria ^ estoi hom» 
bres ^ GUjo merito es 
grande» 

K cuyo hermano debo la 
Vida, 

Ctxjo juicio admiro. 

Guya paciencia es heróiea. 

Cuyos hijos han muerto. 

De cuja hija soj tutor* 

Eo cuya casa fui hallado. 
Sin ofender d la verdad^ 

onyo nom&re he venerado 

riempre. 



Pietro, Maria, questi oo« 
mini, il cui merito è 
grande. 

jtl cui fratello deyo la yita* 

Il cui giudizio ammiro. 
La cui pazienta è eroica. 
/ cui figli sono morti. 
Della cui figlia sono il ta« 

toro. 
Nella cui casa fa trovata 
Sema oflendere la yerità, 

il cui nome ho yenerato 

sempre. 



Usasi egoalmente il pronome cuyo in luogo de* prò» 
nomi dimoslrati>i questo^ questa^ questi^ queste, aliorchò 
questi pronomi haano ruÌasiou« ad aoa frase anleriore. 



BILI.JÌ riltl OIL BI9COR80. ij 

Por «njo motivo. Per questo^ opcr qual mo- 

tÌYO, 

Por oaja razon. Per questa ^ o per ìa qual 

ragione^ 

Jb le débo cien eseuJos, Io gli defO cento scudi, la 
cuya suma procurare pa-* qual aomma proearorò di 
gar^ ecc. pagarci ecc. 

saosoKX IKPaOPBI o aqoiititi uditbbkiiiati. 

Caia uno^ a l ciaccanoi a 

• • • < oiaschedano 

Cada eual ( ognuno, a 

(jaalcono 

., , qualcheduno 

Rigano, a { \ 

* alcaoo 

taluno 

Nadia f nessuno 

• •••• I niuQo 

Ninguno \ yeruno 

Algunos homhres. Alquanti uomini. 

AIgnnas mugeres, jlquante donne. 

Ningon homhre» Nessun uomo* 

?finguna casa. Nessuna cas», 

Alguna accion huena. Una qualche aelone buona. 

Quienquiera*, Gualquiera. Chiunque; Chicchessia. 

Gualquier medio» Qualunque mezzo. 

Cualesquier medios. Qualunque mezsi. 

8ea Cììdl fuere su mèrito. Qualunque sia il suo me- 
rito. 

Cada soìdado era un gè- Ciascun soldato era uo ge< 

neral, nera le. 

En cada una de lof partes» In ciascuna delie parli 



56 »i^«YB 

Cada casa tiene 9u fùente. 

Cada palahra es una sen^ 

tenda, 
Setenta escudos por cada 

hnrriL 
Cada hatallon tendrà un 

coroneì, 
Todo Cristiano deho èa* 

her (f). 
Toda muger debe ser hono» 

sta. 
Todo sé acalb. 
Uo homhre ana muger. 
Unos homlreSf onaa mu* 

geres, 
Serdn acos cuarenta , onos 

sesenta^ nnos mi7 / fui* 

nientos homhresm 
Uoos eslahan alegres^ y o- 

tros tristesi uoos &ai7a« 

&an, otros * fugaban^ y 

otros hehianj unoa e^fa- 

fia/i vestidosy oìro^desnu- 

dós^ aaos ran^ j^ otros 

vienen. 
He te nido alguna ventaja, 
Buho a^unoB heridos. 
Sera de algua pohre. 



QVlaTi, 

0^/11 casa ha la saa fop- 

taoa. 
Ogni parola è ana aentenza. 

Settanta scadi par ogni ba-^ 

ri le. 
Ogni batlaglione arra un 

colonnello. 
Ogni Cristiano dere sa« 

pere. 
Ogni donna d ey* essere one* 



« • 



sta». . 
Ogni cosa è finita* 
Un uomo, una donna. 
Certi uomini, eerte donne. 

Saranno circa quaranta , 
circa sessanta^ circa mille 
e cinquecento nomini. 

filtri erano allegri, ed aU 
tri malinconici; altri bal- 
lavano I altri giocayaooy 
ed altri bevevano; altri 
erano vestili, altri nudi; 
altri vanno, ed altri yen* 
gono. 

Ho avuto qualche vantaggio. 

Vi furono alcuni feriti. 

Sarà di qualche povero. 



(i) Osservisi cbe quando Vogni significa il tutto di nu- 
mero, gli corrisponde in ìspagnuoio il todo^ Soda, ecc., ma 
quando è dìsiribudvo , e dinota ciascuno , ciascuna , ecc. , 
gli corrisponde in vece cada^ come: cada cosa en su 
tiempOf ecc. 



Donde estàn los demas 2ì« 

hros? Las deuias plumas? 
Traigo solamente estas^por* 

que las demas, no ertm 

buenas. 
liOB demas dijeronìque no ( i ). 
Olro in^osior* 
Quiero otro par^ olro £• 

bro^ eira siila (a). 
Olros libros^ otras plumas* 
JVo quiero etra cosa , ó mas. 
No diga Vm, oìcsl cosai ó 

mas. 
iVb ^e queja de otta com» 
Z^z^ desgracias agénas* 
Por culpa ageha. 
JEn casa egeo a. 
Talea, o seme jantes errores. 
Talea, o sem^Jantes comii^ 

naciones, 
Ei tal, la lai me lo dijo. 
Con una tal cuoi apUctS'^ 

don. 
Yo lo cuento tal caal lo he 

oidom 
Qae tal te parece? 
Q«e tal? 



Bit Mseoaso. S9 

Dove SODO gli aliri libri ? 

le altre penae? 
Porto sola meote queste^ ftt* 

che le olire 000 eraoo 

booae. 
Gli altri dissero di 00. 
Un altro impostore» 
Voglio un altro pajo, un al* 

tro libro. Un'altra sedia* 
j4ltri libri j altre penne. 
Noo Yoglio altro* 
Non dite alttv» 

Non ai hmenta di idtro* 
Le altrui disgraaie. 
Per Valtrui colpa. 
In casa altrui. 
Siffatti errorL 
Siffatte combìnasionì. 

// /a/e, la tale me lo disse. 

Con una mediocre appli- 
cazione* 

Io lo racconto tale quah 
Ilio sentito* 

Come ti pare? 

Come? 



(i) GG Spagnuoll per dinotare il resto d'nna quantità di 
cosa o di persona, usaoo TaggeUìvo demas: domani por» 
terò le altre: ma nana traerl las demas» 11 resto è buone: 
lo demas es bueno , ecc. 

(3) L'aggettivo di differenza otro , otra non k mai pre- 
ceduto nello spagDuolo dalla particella un • come si può 
federe dagli esemp). 



€o 



wàtcn ^Ain; 



Un lai Teuda los enganó. 
Quien ha ganadv? ud tal 

Nicolas, 
Se portò caal ningun otro. 
Caal 68 Juan, tal ea Fedro. 

Caal suele el mùeHor con 

Hulee canto* 
Procura sor tal, cnal do' 

seas parecer, 
Piensa quo habla ooD otro 

tal corno et, 
4j de mi coal estahaJ 
Sor mujr amigo de dejar a 

cadauno tal caal es^ para 

que me dejen d mi tal 

caal soj* 
Haj algo de nuevo? 
Te se ofreee algo' 
Diga Um. algo! 
Ha suced.do afóo? 
Por algo lo decia yo. 

Quiero lihros Buenos^ que 
de walos hartoa tengo» 

Harto lo siento» 

Demasiado es para lo que 
merece. 

No tengo Dada. 



Vn certo Teada gFingannò» 

Chi ha TÌoto? un cerio Ni- 
cola. 

Si portò qual aioo altro. 

Com'è GioraDDi, ocmI è 
Pietro. 

Qual auoU il roaignaoi oon 
doloo cauto» 

Procura di esser tale^ quale 
desideri comparire. 

Credè di parbre eoii un 
suo pari. 

Oimè come si ritrovATa! 

Mi piace- molto di lasciare 
ogoooo lo/e quale ìBgU è, 
acciocché gli àllri lascino 
me tale quale io sodo. 

Ve qualche cosa di ddoto? 

Ti occorre qualche cosa? 

Dite qualche cosai 

È saccessa qualche eosalf 

Per qualche cosa lo dice* 
ya io. 

Voglio libri bnoniy che di 
cattiri De ho troppi* 

Mi dispiace molto. 

E troppo per qael che Die* 
rita. 

Non ho niente. 



BIIXI rA&n OIL DIÌ00B80. €t 

S1I.LA Toci rm» (l) 

La Toce uUed^ eincope deirantieo f^ueHra Merted^ 
eorrìsponde ai pronome EUa^ o f^qss'gnoria^ ed ò impie- 
gala laddove gritaliaoi ai aervirebbero del Lei o del f^oL 
Tranne i titoli, non fanno più oso gli SpngoooU ohe del 
fu e àeli*usied (a). Eceooe la deolinaiiooe: 







Singolare^ 


N; 


Usted. 


Eila« Yot^gnoria, Voi. 


G. 


De Fm. 


Di lei, di voasignoria, di foi» 


D. 


A Vtn. 


A lei, a vosaigQoria, voi* 


Ac# 


A Fm. 


Lai, ToaaigQoria, a toì« 


Ab« 


Pur Fm. 


Da lei, da vossignoria, da voi. f^^^ 



CAPITOLO IH. 



Dei Fcrho. 



Ogni cosa o persona io questo mondo paò trorarsi in 
uno di questi tre stati, di azione cìoò^ binazione e di 
passione. Si trova nello stato di azione allorquando yà 
una cosa: si trova in quello donazione allorquando 
ftienttfa: ti trova finalmente in quello di passione allorché 
non è dessa che direttamente agisce^ ma mentre un'alfra 
agisce Stt di lei, essa ne riceve Pazione^ o gli effetti ed U 



(f) Gli Spagnuoti accorciano nella acrìtlora bi pardi 
Usttd in tre maniere, cioè: P^md ^ Fm^ F* nel singolare, e 
Vmd% , Vms , Fs oei plurale : la prima maniera è la più 
antica » la seconda è di maggior uso , e la terza incomincia 
a venire io moda. 

(^) Il tu non si usa che in easo di stretta amicizia, tm 
Rateiti, ecc. L'antico Ftn non si conaenra più che neUe 
preghiere faUe a Dio , ai Santi , ecc 

Cr/ttm. 8pa^* 6 



6l 91BTI QVAftTÀ, 

risultato àeWazìOne* Quìodi siccome il nome è nna pa- 
rola che Del discorso serre ad esprimeve aoa cosa o per- 
•ooa, cosi il Verbo è quella parola che $er9e ad indicare 
lo stato in cui una cosa o persona si ritrova. 

Or se questo verbo indica Vazione che un soggoito fa^. 
e che si termina direttamente su di una persona o cosa 
diversa da quella che la fa^ dicesi Attivo o Transitivo , 
come: io amo Pietro: jo amo i Fedro. 

^Se il Terko non indica azione veruna ^ oppare indica 
un azione la quale resta nel soggetto che la fa^ di cesi 
Neutro o Intransitivo \ come: l'aomo nasce ^ vive^ dorme: 
•1 hombre nace^ vive^ duerme. 

Se iodica un^azione ricevuta da una cosa o persona^ 
mtntre si fa da un soggetto diverso ^ ai dice Passivo^ 
«ome: 



Yo he aido premiado por 

mi padre. 
La Reina habia si do coro'^ 

nada por ci Soberano, 
Los rcos habrdnsido castiga^ 

dot por el Juez. 



Io sono stato premiato da 

mio padre. 
La Regioa era stata coro* 

nata dal Sovrano. 
I rei saranno stati gastigati 

dal Giudice. 



Oltre di questi tre stati, atTeno un altro in cut una 
•osa o persona può trovarsi» cioè quando un soggetto fa 
wfi azione la quale poi torna su di sé stesso. Il verbo che 
•sprime nna tal asione chiamasi dagP Italiani Riflesso 
(neutro passivo), né noi saremmo alieni dal dargli una tal 
denominazione: ma siccome gli Spagnuoli lo chiamano 
Reciproco f perciò noi gli diamo piuttosto il nome, di reci* 
proco che di rimesso. Cosi sarebbe adoperare un verbo 
reciproco nel diro: 

Je me arrepìento. lo mi pento» 

Tu te conduelas. Tu ti consoli 

El soldado se defiende. Il soldato si difende. 



DILLI PARTrDCL MIOOMtO. €$. 

La Conjugavone do' verbi si compone di modi^ tempii 
numeri e persone, 

I modi tono quattro: Indicativo ^ Imperativo ^Sogguiu* 
tivo ed Infinito, 

Modo indicativo è qaello che indica o manifesta dire^ 
tornente Vazitme o resistenza delle persone o coseg comic 

Fo canto. Io canto. 

^quel escribla. Colui icrireTa, 

Ha cesado il viento. £ ceMato il yento^ 

JUanana Uoverà, Domani pioTorà. 

luimperativo aerye per comandare^ pregare^ perstsa» 
dere^ dissuadere quaìctmo di dira o fare qualche eoaa^ 
oome : 

Trdeme d libro. Portami il libro. 

Hdgame Vsted favor. Fatemi grazia. 

Hahle Vsted cloro. Parli chiaro. 

Dejemos està conffersttdorù Lasciamo qaeato discorso. 

Il modo soggiuntivo^ a differenza dell' indicati to, noii 
pnò formare da sé solo nna proposizione perfetta, ma 
deve necessariamente unirsi ad un altro verbo. Se io dico^ 
per esempio: Que yo ame, yo escribiria: ch*io ami, io 
scriTcrei: nulla dico di perfetto; ma renderò determinata 
la proposisione aggiungendo^ per esempio, 

Es jQslo que jro ame, E giusto che io ami. 

Yo escriheria si padiese. Io scriverei se potessi» 

I tempi del modo indicativo sono sei: presente^ prete» 
rito imperfetto^ preterito perfetto^ preterito più che per* 
feito^ futuro imperfetto e futuro perfetto, 

ìieWimperativo gli Spagonoli non considerano altro 
tempo che il presente, 

II modo soggiuntivo ha cinque tempi t presente^ preH^ 



rito imper/eilo^ prHerilo fmfetto^ pr^erilo più che per* 
foito 9 futuro. 

hUi^ùo^ come dipenJleoto da no altro Terbo, non ha 
p»r tè steMo ahre determiotstoni di quelle che da easo 
wÌ9èr9t onde aarà o presente^ o passato^ eee., aeeondo che 
aarà prtaenie^ o passato il teatpo id verbo dal quale viene 
retto ^ conne: 

Quieto eserìbir. Voglio acrtfere, 

Qurria etcapar. Tolera aeappare. 

Deheria venir. DoTrebbe Ttairt. 

I tempi del Torbo altri aono setnpliei^ altri cempesiL 
Tocnpi semplici aooo qaei che C4iii una sola parola eaprì* 
mono, il ti^nifieato, come: 

jtmo^ hahlaha^ Amo^ parlara.^ 

Dfjo, nnieroom Disae, fenaeio. 

Jenpi composti aooo qodli ohe ai foroiaoo dal verbo 
e dal participio passate del ferbo a cai il primo aorre di 
amailiare, come: 

He venddo. Ho Tinlo. 

Hubiera ò Sobria e^udiado. Atrei atadlato. 

San ido* Sono andato. 

JBaher ido. Ettere andato. 

Babsr procurado. Ayer procurato. 

1 numeri del verbo aono due, singolare^ o che parla di 
an 8olO| come: jro amo, él estudia\ io amo^ egli studia ; e 
plurale^ o die parla di molti, come: nosotros amamos^ 
ellos paseanx noi amiamo^ eglino passeggiano. 

Le persone io ciaacooo dei numeri sono tre; quella the 
parla^ che dicesi persona prima; qudla che aacolta , che 
diceai persona seconda; una persona ia&ao direraa da 
aaabedoC) che dicasi persona tersa. 



DELIE PARTI DEI DISCORSO» 65 

I. To amoj nostros ama- Io amo, noi amiamo. 

tnos. 

9. Ta amas, Yosostros amali. Tu ami, poi amate* 

3L Él ama^ ellos aman, . Egli ama, eglino amano. 

Participio ò una parte del verbo trasformata in nome^ 
che partecipando di ambedue ne ritiene pure le proprietà* 
Dìyideai io presente^ coqfie amante, leyente^ oycnte^ e 
passato^ come amado^temido\ iu&/V2o. Yeggasi il Tratlato 
che appositamente parla del participio. 

DEI YEBBI IVSIIIÀBI* 

Abbiamo detto di sopra che i tempi composti si for- 
mano dal Terbo ausiliare e dal participio passalo. Di 
qaesti ausiliari la lingua italiana per la conjugaziooe al* 
tìTa de' suoi Terbi ne ha due^ avere ed essere: il primis^ 
de* quali serye per la composizione de' tempi nei verbi 
transitivi , come ho studiato^ avea comprato^ avrò cammi^ 
nato; ed il secondo per quella de' verbi intransitivi} neQ« 
tri, di moto, ecc., come essere nato^ essir morto ^ essere 
arrÌMtOj essersi pentito. La liogua spagauola al contrago 
eoo un solo verbo ausiliare compone la conjugacione ^- 
tiva di tatti i suoi verbi, senza eccetloiirne alcuno ^ e que- 
fto è il verbo haber^ il quale serve per accompagnare t 
preteriti e futuri de* verbi aitivi ^ neutri^ reciproci ^ dipcr- 
manenza^ di moto, ecc., ecc., il che pe rende facilissima 
la eonjugasione^ come si paò vedere in pratica nei se* 
guenti escuipj. 

Yo he amado^' Io ho amato. 

£{ ha nacido, K^ è nato. 

Sa nacido una nina^ % Data uaa bambina. 

Ha llegado mi hermana? p arrivata mia sorella? 
Jfosotrosnoshemos acordadoy*Ho\ ci siamo ricordati. 
Fosotrososhabreis olvidado* Yoi vi sarete dimenlicat}. 

. ti* 



'6$ VARTK qvauta, 

Vodumona ora per distato la Gonjagaciona: 

COa^OGASIOIIB 

2}el v€rba ausiliare Hàbem^ Ami. 

Prc9entc. 

Singolare Fo^he^ Io ho. 

Tu has^ Ta hai 

£1 ha, Egli ha. 

Plurale Nosolros hemos. Noi abbiamo. 

f^osoìros habeis^ Voi avete. 

EUos han. Eglino haooo. 

Preterito imperfetto. 

Habia, hciias^ halia^ Aveva, avevi, aveva. 

Ilabiamos, habiaisy hablan. Avevamo, avevate, avevano. 

Preterito perfetto, 

ffiihe^ huhistey huho. Ebbi, avesti, ebbe. 

Hubimos^lìubìsteis Jiuhìeron. Avemmo, aveste^ ebbero. 

Futuro imperfetto. 

Nabréf habràs, habrd^ Avrò, avrai, avrà. 

ilabrémoi , habréis , hubrdn^ Avremo, a v rete, avranno. 

• o&Giuaiivo. 
Pi4:sente\ 

Qoe jo hojra, hayas, haya.i Che io abbia, ta abbia, egli 

abbia. 
Ha/amos^ hayaìt^ ha/an. Abbiamo, abbiate, abbiano. 



SILII PARTI DSL DÌ9C0BI0. 

ImperfsUo primo* 

Si jo hvibiera^ 6 hubiese. Se io aressl. 

Si ta hiAieras^ ó hubìescs. 

Si aqaei hubiera^ ó kuhiese^ 

Si hubiéramos, òhubiéscmos^ 

Si hubiéraisy ó hubiéseis^ 

Sì habieran, 6 hubiesen, 

Imperfsllo secondo, 

To Habria^ 6 hubiera^ Io tTrei. 

ffahrias^ 6 huhieras^ 
Hubriay ó hubiera^ 
Habriamo$^ ó hubiéramos^ 
Habriaisj 6 hubiérais^ 
Habiianj ò hubieran. 



67 



aTem. 

avesse. 

aTeSstmo. 

atesU. 

ayesaero. 



avresti. 

aTrebbe. 

ayremroot 

avreste. 

avrebbero. 



Futuro. 



Cnaodo jh> hubiere^ hubie" Quando /o avrò, avrai |avr&; 

res^ hubiere\ 
ffubiéremos^ hubiéreis hu' AvremOj avrete, STraono. 

bieren. 

IHFlIlttO. 



Presente. 


Huber. , 


•vere. 


Geruodio. 


Habiendof 


avendo. 


Participio. 


Euoido. 


avuto. 



OSSEnV AZION t. 

* 

1.^ Il verbo italiano avere si usa e come ansìliare: te 
ho studiato^ tu non avevi pensalo^ e come possessivo: io 
ho ragione, tu non avevi danari. E b;;n chiaro che il par* 
licipio avuto del suddetto verbo non viene mai adoperalo 
•omo participio del Verbo avere ausiliare , ma bensì come 



48 PARTS QUABTA, 

participio del rerbo a9rre possessivo : io ho ayato disgra-» 
sta; se tu avessi aTUto giudìzio^ ecc., ecc. Egualmente 
accade nello apagnuolo col verbo haber ausiliare; il ano 
participio non viene mai usato (i). E siccome gli 8pa<* 
gmioli per dinotare possessione non adoprano il verbo 
kaher (a), ma il verbo tener^ e per conseguenza il parti- 
cipio tenido; quindi è che il suddetto participio habido 
non è u<alo né come ausiliare, ne come possessivo. Per 
questa ragione, e acciò i principianti non confondano 
Yhabido col tenido^ abbiamo creduVo bene di sopprimere 
nella passata conjugaziooe, come inutili, i tempi compo- 
ati: he habido^ hàbias habido^ habràn habido, ecc., po- 
nendovi aoUanto i tempi semplici, comedi aoli auailiarl 
dei verbi. 

m.S Tutte le volte che al verbo avmv non siegua o me- 
diatamente^ od immediatamente il participio di qualche 
Tcrbo, si userà il veilio tener, 

3.^ Il participio passato^ accompagnato dal verbo haber 
ausiliare, non si accorda mai col soggetto della propoai- 
sione, e deve costantemente avere la sua terminazione in 
o, qualunque aia il genere ed il numero del soggetto. 
(Yedandi gli esempj posti di aopra^ prima del verbo 
haber y 



(i) Dsasi soìlanto il participio habido ^ quando haber ^ 
eessaodo dì essere ausiliare, dinota l'esistenza di qualche 
«osa ; nel qual caso serve di ausiliare a sé stesso: ma ciò 
accade nelle sole terze persone di ciascun tempo, come : ha 
habido , habia habido « habrd habido^ si habìese habido^ ecc , 
come vedremo allorché tratteremo degl'impersonali. 

(lì) Rarissimo ed antiquato è l'uso del verbo haber per 
dinotare possessione » e si trova solo conservato in qualche 
lermine di fòro, ed in qualche preghiera, come: no ha lu- 
gar: Non ha luogo (la petizione); he de haber: devo 
avere > as^ed misericordia de mi: abbiate pietà di me* 



BtlLB VIBTI DIL DISCORSO. 6^ 

GOmUGAZIOIIt 

JM verbo ausiliare Ssn^ Esssii, 
Pel passivo de* verbi, 

IR01CAT1T0. 

Presente. 

Singolare Soy^ eres^ es; Sodo, ssi| è ; 

Plorale Somos^ sois^ s(m* Sismo, siale, soso* 

Preterito imperfetto» 

Era^ eraSy era; Era, eri, ara; 

EramoSf érais^ eran. EraramOi erayate, eraoo. 

Preterito perfetto^ 
Fuiy fuiste^ fui; Fui , foste, fo ; 

Fuimosj fuìsteisj fuéron. Fummo, foste, ToroDO. 

Idem 04>mpo9to^ prossimo (i). 

Ee sido, has lido, ha sido; Sono stato, sei statoci stalo; 
MemoSj habeis^ han sido. Siamo, siete, suoo stati. 

Idem composto remoto. 

Hube sido, hubiste sido, Fui stato ^ fosti stato ^ fu 

hubo sido; staio; 

Hubimosy hiiUsteiSi Tiubie» Fummo, (bstOi furono stati^ 

ron sido* 

Preterito più che perfetto* 

Bahia sido, hnbias sido, Era stato^ eri statOy era 

habia sido; slato; 

ffabiamos, habiats, hablaa Eravamo, eravate, ersoo 

sido. sfati. 



(i) I tempi composti del verbo ser altro noi/ sono , che 
la conjugaziooe del verbo kabcr^ a cui yiape aggiunto il 
participio passato sido. 



fé rABTI QVABTÀj 

Futuro impeifeiio. 

Seréf ierds, serà\ Sarò, sarai, tara; 

Scremo*^ seréìi^ serdn» 8aremO| stretCì taranno. 

Futuro perfetto, 

Mahri tido^ hahrés 8Ìdo, Sarò 5f alo, tarai alalOj ttrà 

habrà 8Ìdo; stato; 

Babréaips^hahréis^habrdn Saremo, sarete)* saraneo 

sido. 9tatL 

IKFBBA'TITO. 

Presente* 

Séf ta, Sfa aqael; Sia fu,. sia colui; 

Seamos nosolros, sed to* Siamo noi^ siate poi, siane 
aolros» soan aqaellos. coloro. 

SOOaiVHTITO* 

Presente. 

Qoe jo sea^ seas^ sea; Che io sia, tu sia, sis; 

Seamos, seais^ sean. Siamo, siale, sidoo. 

Preterito imperfetto primo. 

Si jo fuera òfueses. Se io fossi. 

Si Xofueras ò/uese^ Se tu fossi. 

Si éì fuera ò/uese; Se egli fosse; 

Sìfuéramos òfuésemos. Se fossimo^ 

Si fuérais^ ó fuéseisy Se foste, 

K/uéran òfuesen. Se fossero. 

Preterito imperfetto secondo. 

To seria ò fuera ^ io sarei, 

T» serìas òjueras^ Tu saresti. 



BILLB FA ITI Dlt DISCORSO. ^I 

El seria 6 /aera; Egli sarebbe; 

ìiosoirosseriamos ófueramos, Bìoi saremmoi 

Vosotroa seriais éfuérais^ Voi sareste. 

Ellos icrian ófueran. Eglino sarebbero. 

Presente composto. 

Quo 70 haya sido^ hajas Che io sìa stato^ tu sii «ltf« 
aido, ha/a sìdo; 10, egli sia stato; 

Qae hajramos^ hajais^ ha* Che siamo. Itale | siano 
yan sido* statL 

Imperfetto primo composto. 

Si ]ro huiìera, 6 huhiese S'io fossi stato ^ 

•ido, 

Si tu huhieraSf 6 huhieses Ta fossi stato^ ^ 

siJoy 

Éi huhiera^l^ huhiese sìdo; Egli fosse f/a/0| 

Huhiéramos.^ 6 huhiésemos Fossimo staii^ 

«idoy 

Huhiérais^ 6 huhiéseis sido. Foste s£a/i» 

JBubieran, ó hubieser side. Fossero «/axi. 

Imperfetto secondo composto, 

To hahria, 6 huhiera sido, /b sarei i/ci/o, 

Tu Aa&r/a5,óAii&ieraf sido^ 2ii saresti «/a/o, 

EI hahria d huhiera sido; iEgf/i sarebbe «lo/o; 

HahriamoSf 6 habiéramos Saremmo 4/a/i| 

Siido, 

Hahriais, 6 huhiérais sido. Sareste stati ^ 

ffahrtan^ 4 huhieran sido. Sarebbero <idti. 

futuro semplice, 
t 

Coando jo fuere^ fueres^ QuanJoiosarò^ sarai, sarà; 

fuere;. '^ 

Fuércmos, fuércìs^fuercn» ^ Saremo, sarete, aaranoo. 



79 PÀATB '^tABTAi 

Futuro compostOn 

Goaodo jo hahicre^ huhie^ Quando io sarò, sarai sarà 

fes^ hubiere aldo; siaio: 

Buhiéreaios^huhiéreis^ha» Saremo « sarete , aaranno 

h.cren aido. statù 



MI IH ITO. 



Pieaeote. Set 

Paaaato Haher sido 

Gerundio. Siendo 

Participio passato. Sido» 



ossero 

essere stato, 
esseodok 
stato. 



Aggiungasi a tatti i modi e tempi di sopra, aensa 
punto variarli , il partioipio psssato del verbo attivo, va- 
riandolo secondo il numero e genere del soggetto, come 
amudo, temido^ cogido^ amados^ cogidos^ temidos^ ecc. 
ed avremo la coojugasione di tutti i verbi passivi (i). 



(i) Non induca confusione netta mente del principiante 
il trovare qui più tempi di quegli che abbiamo enumerali 
net farne la divisiooe sul piincipio di questo Capitolo 
(pag. (^)i e IrovargU ancora enuociati con nomi diversi 
Oguuuo conosce apertamente da sé slesso, che il Preterito» 
fferfetio semplice, lì Composi O'/irossimo , ed il Composto" 
remoto non formano che un sol tempo in sostanza « ma 
variò solo nelle circostanze. Il Futuro^imper/etto, ed il per* 
fitto linche formano parimenti un tempo solo. Lo slesso 
avviene per VJmper feti o-pr imo , ed il secondo del Soggi uà* 
livo^ Per ciò che riguarda poi il Prese nte^composto , CLn^- 
pefjelto^primo'composto # e 1* Imperfetto^secondo-composto 
del Soggiuntiva equivalgono il primo al PreieritO'-perfctto, 
A secondo ed il terzo al Pitt che perfetto» Ed abbiamo cre- 
duto opportuno cambiarne la denominazione, per maggior* 
mente- Àcititare le conjogazioiù de' verbi* 



BKLLE r&BTI DEL OI8GOE80» 
DILLI C0AJQ6A2I0NI DKl YIBBI BIGOLÌRI. 

Tutti gl'iofioiti de^ Terbi delia lìngoa spagnaoU 8Ì ri* 
docMHio alle tre s^gaenti termina xÌodì, ar^ er^ ir^ come 
amar^ tener^ subir. 

Le lettere che precedono le terminasioni si dicono 
radicali. Nei Terbi amar^ ensenar^aconsejar^ della prima 
conjugazione le lettere radicali sono am^ cnseiiy aeonsej; 
ne Terbi corner^ temer ^prender della seconda, le radicali 
80Q0 com^ tem. prcnd^ e finalmente ne* Terbi partir^ subir ^ 
suplir della tersa, wonopart^ sub^supL Aggiangansi alle 
eopradJelte radicali le terminazioni de' tempi e persone 
del Begusote prospetto, e si sTrà la loro conjogasione, e 
<|aella di lutti i Terbi regolari (i). 



(i) DìcoDSi regolari quei^Terbi, i quali nella formazione 
dei loro tempi oonserraDO mTariabili le lettere radicali 
deir infinito, e sleguooo una regola fissa nella conjugazione. 
Irregolari sodo quelli che nella formazione dei loro tempi 
ai scostano in qualche maniera dalla suddetta regola» 



Gram. Spagé 



74 



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j6 FÀBTl QUAITAi 

Al precedente prospello possono aggiungersi I« 8e« 
guenli osservasionii onde vieppiù faciiilare la coDJoga- 
lione de* 

TiaBI IBGOtARI. 

i.^ Se ti presente deW indicativo termina in ut, a^ 
amoSf aiSf an^ come nella conjugacione in ar; quello del 
soggiuntivo termina in e, esj e, emos, eis^ en. Che se al- 
Topposlo \\ presente delPtnJ/ca/iVoesoe in e, ej,e|ecc.ecc.| 
oome nelle dne conjugazioni in er, e in ir; quello del 
soggiuntivo esci rè in a, as^a^ àmos, ecc. 

9.^ Tnlli ì futuri deìV indicativo f di qualunque Terbo 
essi siano, terminano in ré, rds^ rd^ rémos^ réis, rani e 
quelli del soggiuntivo in re, res^ re, remos^reisj ren* 

3.° L' imperfetto primo ^ e V imperfetto secondo del sog' 
giuntivo hanno ciascuno^ due terminazioni ^ delle quali 
quella in ra è comune ad ambedue. 

4»^ Il preterito perfetto delP indicativo è la radice, onde 
si forma il preterito perfetto primo del soggiuntivo di 
qualunque verbO| sia esso regolare o irregolare. A tal 
jBne levisi Tnltima sillaba ron dalla tersa persona del 
plurale di detto perfetto, hubieron, fuero/t, amaron, te- 
miero/i, aubieroR^ hicierx»!!, sintiorron; aggiungasi poi alle 
restanti amó^ sintié^ ecc. la terminazione in ra o se del- 
V imperfetto^ e si avrà hubiera, p hubiese; amara, ù 
amase; fuera, o fuese; temiera, o temie^e; sinliera; eco. 
Formasi egualmente il gerundio della maggior parie dei 
verbi aggiungendovi n^o (vedi il .trattato de) gerundio V 

5.^ Questo medesimo metodo serve per la formazione 
dt\ futuro del soggiuntivo aggiungendovi la termina* 
sione re. 

&^ La terminazione in ria deWimperfetto secondo si 
forma col sostituire all^e del /f/f uro del rfW/ca^Vo la ter- 
minazione ia ia^ 



Mui.vAni »n niteoiio: 77 

QaantQOcpie il precedente prospetto mi lembri snfB- 
ciente per beo conoecere il meeeaoismo delle oonjaga» 
sioàe de' verli) porremo ciò noa ostante la eonjngtiione 
per dieteeo dì nn verbo in oiaseant delie tre eooJQgmioirf» 
a fine di perfeiionare il principiante nella pratica dello 



PBIMÀ COHJUGASIOHB EIGOUM IR it. 
JmUM. AllABI* 

radicale am^ 
amar^ tmdo^ odo. amare» ando^ ato* 



A 



lanioAiiTO. 
Presente» 

JmOf amas^ ama\ Amo, ami» eco. 

Amamos^ amaìs^ aman. Amiamo^ amatOi ecc. 

Preterito imperfetto. 

Jmaba, amabas^ amaba; Amava, amavi, ecc. 
Àmdbamos,amàhais^amaban. Amavamo, amavate, ecc. 

Preterito perfetto semplice. 

Ami, amaste, amó^ Amai, amasti, eoe 

Amamos^ amàsteis^ amaroa» Amammo, amastCì occ. 

Idem composto prossimo. 

BCf has^ Ka, amado; Ho, bai, ecc. amato; 

Bemos^ habeis^ han amado. AbbiaaM, avete, ecc. ornato^ 

Idem composto remoto. 

Bube^^ huhietCj huho fmado; Ebbi, avesti^ eco* amatp; 
Buhimos^ hubistcis, hubic'* Avemmo, aveste, eoe aoM/o» 
ron amado. 

7* 



, . Preterito pii^. che perfetto. 
Babia^hàhiasJiaUQ ^mnàu^ ( k'tw^yVfeyk oct. ornato^ 

r 

Futuro imperfelio» 

Jmaréy amards^ amarti \ Amfrò) amerai . eec« 

Àmarémo9f amaréis^ ama» Ameremo» amerete, eco» 
ran* ... 

FuiìifV'ptfrfhito. 

Babré^ hatrés^ habrd ama* Avrò^ «Vraf^ eec. amato; 

do; 
HabrémoSy habréis^ habrdn ' AV^md, avrete, ee&* amato, 

amado. 

• > . * • 

IHPKBATITO. 



1 1 



Presente» . 






Jma lO| ame aquel;\ '. Alna m\ ami colui; 

Jmemo^ ooHÀjro^amad ro* Amiamo noi, amate 'poL eoe. 
aotroa^ amen aquellos. 

aooaioBTjiTe» 
. Presenie, 

Qoe jo ttme^ amo$f time; Che ìà tmì^ àmi^^ecc, * ' ' 
Jmemos^ ameis^ amen. Aipiam^, «^iate| ecc. 

Imperfetlo prUno^^ . 

Si JO amarii ó amase^ la Sé io amas8i„ ae iu amaiai, 

amarai ó amases^ aquel se t^lui amasie; 

amara ó amase; 
jfmtiramos* 6 amóiemes, a* AroaMimà, md^rte , ecc. 

màrah\ 6 àmascis^ ama-* 

ran 6 amairit. 



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-J'-. i; . •' f 'l U'n\", • -:..i\ O'i'v ^\\ 1 ' tt'-, . 



OEIII ^%M'̻W W9QOH80. ^9 

mperfetto secondo, 
Jmaria ó amarOj .a^iarjp^'ó l.iner(^i|,^pifre9ti'| ^ainereb- 

Àmariamos ó amàr^pf, a- Ameremiiio^ apBmj|^t<;^j^in*- 
mariais ó amdrais^ ama' irebbero. 

Presente composto. 

Qae yo fto^^Hi '^^os, nofa Cheto abbia, la abbia, Me. 
amado; • ^«>^ > '^ '>amato; 

mado. fftofo. 

ìmperfeVé ptiihìò'-€órhpotfo» 

Si jo hihiera 6 huhiese^ In jìSW io ayeaai| fii afMai, ecc. 

huhieras. 6 hubiescì» d amaio; . . % 

huhiera ó huhiéfe aoriadk: 

8i )lfi&Keramo5 6 hùbiise* Se ayesaimoi ayette^ eee» 

mos^ hubiérais 6 huhié'^ ^' anìatù. 

tcif, si Aiy^af 6 hhitg' 

9»n aubade)» » m. ì ,. .vu- \ ■. v ,\ ^n^. , - ». 

ImpeifeUa secondo composto. 

YohahrìQ òhuhicrQ^ìvk.ha^ Io ayrei^ /i^ ^freui^ eoe. 

brias 6 huhieruSy él ha^ amatoci, 

brra ó huhiera aiiiado; 
Koaotroa habriamos 6 &i^. Afremmo^ aTreatei eoe« a* 

liemino^, Toaotroa Ka« mola* 

Irnor fi'dt fti^KiP^ràiV, a quet- 

lòi hahrian ' ò'huhieran 

amado. 

Pitturo seihpEcè. 

Ovoide yèf itfffidi^è, amares^' ^ ^teani»' M amesò, limerai^ 
Àmóremos^amdreù^amaren. Umextmoym^ni^^ òo^ 



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9o fimqvA^^f > 

Futuro composto* 

Catodo To huliere^ hubie'» Quando io «vr6, «yrai, eee. 

re^, huhiere abado; amato; 

Bàbiércmos^huliérefs- fcii- Avrèmàiò, atrele, «oc. a- 

tcer'dn aaiado(i).,. '* niatp. ; 



•BCORDA OomnOillOll BI60ULIB IV MM* 

• * 

. Tmmem . Tbhbrb. 

/ radicalo tei». 
témeriì^ié;iiò. lettière^' e&do, nto. 

Temo^ temes^ teme; Temo, temi , ecd. 

TememoSf temeis, temen. Temiamo, temete, ecc. 

Preterito ùnperfettp. 

Temia, temias, temia; Temeva, temevi, eoo, 

nmiamoi^ temiaU^ temiam Temevamo^ tettievatei ète. 

Preterito perfetto* 

Temi, temiste, temió\ Temtì, temesti, wec. 

Temimos, temUteis, temie* Tememmo, temeste, èco. 

ron. 

Futuro. 



Temere, temeràs, temerà; T.en^ò^ teinerai,^ 
Temerémos,temeréis, teme* Temeremo^ temerete^ eioc. 
ràn. 



(i) 1 tempi composti altro non' esseodo che h cod)1]^« 
«Iona del verbo hàber eoa P ^dcUa^ioiie dal parliopió paa* 
aato di ciascun verbo^ Pon se oo larà più parola; 'ode se* 
guentì coniuiaaiom» 



DILLI Pian DEL OI8C0BS0. 8t 



IMPBBiTlVO. 



Pre$ente, 

Teme In, tema aqael; Temi /u, tema colui\ 

Temamoi ooBotros, tvmed Temiamo noi^temele fOi\ ecc. 
T08oirot| ieman aqaellos. 

80G61UHTIT0. 

Presente. 

Qae jo tema, temas; Jema; Che ie tema, tema, ecc. 
Temamos^ temais^ teman» TemiamO| temiato| eco. 

Preterito imperfetto primo* 

Sì JO temìera ò temiese^ te- iSe£otemessi)liiteraeaal|ec9. 

mieras ó temieses^ temie^ 

va 6 temiese; 
Temiéramos ó temiésemos^ Temeaaimo, tem<8te^ eco* 

temiérais ò temiesds^ te* 

mieran ó temiesen», 

Preterito imperfetto secondo. . 

Temeria 6 temìera ^ teme" Temerai , temereali, teme* 

rias 6 temieras^ temeria rebbe; 

ò temiera\ 

Temeriamos 6 temiéramos^ TemeremmO| temereate, ta* 

temeriais ó temiérais ^ te- merebbero. 

merian 6 iemieran. 

Futuro, 

Guando temiere^ temieres^ Quandoiemerò^tetùem^co. 

temiere\ 
Temiéremos^ tem^érèis^ te' Temeremo » temerete^ ece» 

Dtiere/i. 



8l VÀBTB QUARTi, 

TEBSÀ COHiaGASIORB RKGOLARB IH IM. 

SvBin. SàLIRB. 

radicale sub, 

Suhir^ iendo^ ido. Salirei endo, ito. 

IHDICiTIVO. 

Presente, 

SuhOf suhes^ ntbe; Salgo, Bali» sale; 

Suhimos^ subiSf suhen. Saliamoi salitei eoe. 

'Peterito imperfetto. 

Subìa^ suhias^ suhia; Salirà, aalirif ecc« 

Subiamos^ subiais^ subian^ Salivamo, aalivatei eoe 

Preterito perfetto. 

Subì, subiste ^ subió; Salii ^ salisti , eco. 

SubimosjStibisteisy subierotim Salimmo, saliste, ecc. 

Futuro imperfetto. 

Subire ^ subirai^ subirà; Salirò, salirai^ ecc. 

Subirémos^subiréis^ subir dn. Saliremo, salirete^ eoa 

IMVBBATITO. 

freserìte. 

Sube tu, tubti aquel ; Sali /£/, salga colui f 

Snbamos nosotros, subidYo» Saliamo noi, salite foi|eoc. 
sotros, suban aquelloi. 



DILLI PARTI DSL DISeOKSO. 8S 

60GGIUNTIT0. 

Presente. 

Quo jo suha^ suias^ suha'^ Che io salga ^ tu salga, ecc. 
Subamos^ subais^ suban. Saliamo, salite, ecc. 

Preterito imperfetto primo» 

Sì JO subiera 6 subiese^ tu Se io salissi, tu Salissi; ecc. 

tubieras ó subieses^ subic» 

ra subiese\ 
Subiéramos 6 subiesemos^ Salissimo , saliste^ ecc. 

subierais 6 subieseiSf sU" 

bieran ó subiesen. 

Preterito imperftUo secondo. 

Subirla ó subiera^ subirias Salirei, saliresti , ecc. 

é subieraSj subiria 6 suif 

hiera ; 
Suhiriamos 6 subiéramos, Saliremo, salireste, ecc. 

subiriais ó subierais^ sU" 

hirian ósubieran* 

Futuro, 

Gaando jo subìere, subie^ ^ua/iJo io salirò, salirai, ecc. 

resy subieTe\ 
Subiéremos^subiéreìs^subié" Saliremo, sslirete, ecc. 

rea. 

C0HJU6AZI0NB 01 UN YBliBO REClftLQCO^ 

o sia neotro passito 

Jlegbàrse. Rallegbarsk 

iidxcatiyo. 

Prosente» 

Yo me alegro* Io mi rallegro* 

Tu te alegras. Tu ti rallegri. 

Aquel se alegra. Egli si rallegra* 



84 ViBTB QVinTA^ 

ffosotros nos alegramos. Noi ei rallegriamo. 

Fosotros OS alegrais. Toi vi rallegrate. 

Aquàlos se alegmn. Coloro ai rallegrano. 

Preterito imperfetto. 



Yo me alegrala. 
Tu te aìegrabas* 
Aquel se alegraba. 
Nosotros nos alegràbamos. 
Fosotros OS àlegràiais. 
Silos se alegrahan. 



Io mi rallegrara. 
Tu ti rallegravi* 
Egli ai rallegrava. 
Noi ci rallegravamo. 
Voi vi rallegravate. 
Eglino si rallegravano* 



Preterito perfetto semplice. 



Yo me alegré. 
Tu te alegraste, 
Jquel se aìegró. 
Nosotros nos alegramos, 
Fosotros OH alegrasteis* 
EUas se alegraron. 



Io mi rallegrai. 
Tu ti rallegrasti. 
Egli HI rallegrò. 
Noi ci rallegrammo. 
Yoì vi rallegraste. 
Elleno si rallegrarono. 



Idem composto prossimo. 



Yo me he alegrado. 



Io mi sono rallegrato^ o ral< 

legrata. 
Tu ti sei rallegrato. 
Egli si è rallegrato* 



Tu te has alegrado. 

El se ha alegrado. 

Nosotros nos hemos ah» Noi ci slamo rallegrati. 

grado, 
Fosotros OS haheis alegrado. Voi vi siete rallegrati. 
Algonos se han alegrado. Jlcuni sì sono rallegrati. 

Idem composto remoto. 
Yo me huhe alegrado. Io mi fui rallegrato. 



Tu te hubiste alegrado. 
JEUa se hubo alegrado. 



Tu ti fosti rallegrato. 
Colei si fu rallegrata. 



DBIIB PAITI DII. DliCOBtO." 85 

Ifosotros nos huhimos ale* Noi ci fummo rallegrali. 

grado* ' 

Fosotros OS hubisteis ale* Voi vi foste rallegrati* 

grado, 

Elias se huhieron aUgraio, Elleno et furono rallegrate» 

Preterito più ehe perfetto. 

Yo me hahia alegrado. Io mi era rallegrato. 

Tu te habias alegrado. Tui ti eri rallegralo. 

Fedro se hahìa aUgrado. Pietro si era rallegrato. 

ttosotros nos habiamos ale* Noi ci eraramo rallegratii 

grado* 

Fosotros OS hahiais ale^ Voi yi eravate rallegrati* 

grado, 

Mucbos se haUan aJegrado, Molti sì erano rallegrati. 

Futuro imperfetto, 

Yo me alegrarép ' Io mi rallegrerò. 

Tu te alegraràs. Tu ti rallegrerai. 

Mi Madre se aìegrarà. Mia Madre si rallegrerà. 

Nosotros nos alegrarémos. Noi ci rallegreremo. 

f^osotros OS alegraréis» Yoi vi rallegrerete. 

Los buenos se alegrardn. 1 buoni si rallegreranno* 

Futuro per/etto, 

Yo me habré alegrado. Io mi sarò rallegralo* 

Tu te habrds alegrado. Tu ti sarai rallegralo^ . 

Ninguno se habrà alegrado. N'amo si sarà rallegrato. 

Sosotros nos habremos ale» Noi ci saremo .rallegralL 

grado, 

Fosotrososhabreis alegrado. Yoi vi sarete rallegrati. 

Todos se habrdn alegrado. Tutti si saranno rallegrati. 



Gram, Spag. 



96 9km ^vARu; 



IMI 


» B a A T 1 T 0. 




Presente. 


JUgraie iù, 
4lègrese Vsted. 
Àlegrémonos nosotros. 
Àlegraos vosotros. 




Rallegrali lo. 
Rallegrisi Vossignoria. 
Rallegriamoci ooi. 
Rallegratevi voi. 


Jlégrense Vs. 




Rallegrinsi. 


a G G I Q 


r H T 1 V o. 


m « 


Presente. 


Qaej^o me aìegre. 
Quo tu té (Uegres. 
Que lu hijo se àlegre. 
Nosotros nos alegremos. 
Vosotros OS alegreis* 
Afjuellos se alegren* 


» 


Gh* io mi rallegri. 

Che la li rallegri. 

Che il tuo figlio ai rallegri. 

Noi ci rallegriaano. 

Voi vi rallegriate. 

Coloro si rallegriuo. 

4 


Imperfetto primo. 


Si jo Mtte aìegrara^ ó 


o/e* 


S^io ini ralUgrassi. 


Tu te alegroras^ ó alegrases, 
El se alegrara^ 6 alegrase. 
Wosotfos nos tdegràrOmos^ 

ó alegràsemos, 
Fosòtros o$ ùUgràrais^ ò 

4Jtgrdsefs. - . 


Tu ti rallegrassi. 
Egli si rallegrasse. 
Noi ci rallegraasimo. 

* 

Voi vi raUegraslG. 

1 



EUòs se aìegrtiran^ 6 ale^ Eglino si rallegrassero. 
grmsen. 

Imperfetto secondo* 

JKo me alegrariaj 6 alegrara. Io mi rallegrerei. 
TùtealegrariaSfòalegraras. Tu li rallegreresti. 
El se alj^gf'Qria , ó alegrara. Egli si rallegrerebbe. . 



DILLE PARTI OBI. OISCOKSO. 87 

Wcsottos nos alegrarìamos^ Moi ci rallegreremma. 

ó édegràramos, 

Fosotrosos alegrarias ^ ò ale- Yoi ti rallegrereste. 

gràrais. 

EQos se aUgrarianf 6 ale* E«lìoo si rallegrerebbero* 

graran. 

Presente composto» 

Que yo me haja alegrado. Gh^io mi sia rallegrato. 

7ù te hajas alegrado. Tu ti sii rallegralo. 

El se haya alegrado. Egli si sia rallegrato* 

IVosotros nos hajamos aU'* Nei ci siamo rallegrati. 

grado. 

Vosoiros OS hmjals alegrado» Voi vi siate ralUgrati. 

EUos se hajaa alegrado. Eglino si siano mllegraU. 

Imperfetto primo composto. 

Si jo me huhiera^ ó huhiese S^ io mi (ossi rallegrato» 
• alegrado. 

Si tu te huhieras, ó huhie^ Tu ti (ossi rallegrato. 

ses alegrado. 

Elsehubiera^ 6 huhiese ale- Egli si fosse rall^rato. 



grado. 



Nosotros nos hubieramos^ 6 Noi ci fossimo rallegrati. 

hubiésemos alegrado. 
JF^osotros OS huhiérais, 6 Yoi tì foste rallegrati. 

huhiéseis alegrado. 
EUos se hubteran^ ó hibic* Eglino si fossero rallegrai ii 

sen alegrado. 

Imperfetto secondo composto. 

Yo me habria^ 6 hubiera Io mi sarei rallegrato. • 

alegrado. ' 

Tu te habrias^ ò hubieras Tu ti saresti rallegralo, 

alegrado» 



88 VABTB <^ìkKtl , 

Coalqoiera se habria^ 6 hu» Ognuno si strebber all^atOi 

tiera (degrado, 
ttosùtrot nos habriamos^ 6 Noi ei •aremmo ralIegralL 

hubiéramos àlegraio. 
Vosotros OS habriais, ó hu* Yoi Yt aarasle rallegratL 

hierais al egrado* 
Bilos se halrian^ 6 huhie'* Eglino ti sarebbero ralle- 

ran alegrado. grati. 

Futuro semplice» 

Sì jo me àlegrare* S'io mi rallegrerò. 

Si tu te alegrares. Se to ti rallegrerai. 

Si alguDo se alegrare. Se qualcuno si rallegrerà. 

Si Nosotros nos alegrare* Se noi ei rallegreremo, 

mos, 

SI f^osotros OS alegràreis* Se voi vi rsllegrerete* 

Si los hombres ^e alcgra^ Se gli uomini si rallegro- 

ren» ranno. 

Futuro coipposto. 

Si jo me hubiere alegrado. Se io mi sarò rallegrato. 

Tu te hubicres alcgrado. Se la ti «arai rallegrato. 

ÉL se hubiere alegrado. Se egli si sarà rallegrato. 

Nosotros nos hubiéremos ale- Se noi ci saremo rallegrati. 

grado. 

Vosotros OS hubiércis aìC' Se voi vi sarete rallegrati. 

grado, 

Ellos se hubieren. alegrado. Se eglino si saranno ralle- 
grati. 

OSSERF AZIONI. 

L'aso del preterito imperfetto del soggiuntivo , il qoala 

riuscirebbe altrimenti di non poca difficoltà ai prinoi* 

jpianti| si rende facile per la divisione che ne abbiamo 



BILIE PARTI BIL DIlGORSO. 8g 

fatta in primo e secondo^ perchè con tal mesio Teniamo 
facilmente a conoscere la corrispondenia delle riapeltiva 
termioazìooi. Vediamogli aeparatamentf: 

Imperfetto primo* 

Si jo amarOj 6 amase* Se io amassi. 
Temiera^ 6 temiese. Temessi. 

Subiera^ 6 sublese. Salissi. 

Imperfetto secondo. 

To amarla^ d amara. lo amerei. 

Temerla^ ó temiera. Temerei. 

Subirla^ 6 subiera. Salirei. 

Dai aaddelto ordine possiamo immediatamente rio»* 
Tare una frase condisionale perfetta ^ prendendo qoaUiTO^ 
glia delle terminazioni del i.^ Imperfetto per esprimere 
la condizione, si jo esiudiara^o estudiase^ e chindendo 
la proposizione con una delle terminazioni del preterito 
imperfetto 2.": jo aprenderia, ó aprendiera (i). 

Questa corrispondenza delle terminazioni è sempre la 
stessa anche nelle proposizioni che si formano senza par- 
tieelle condizionali, essendoché alle terminazioni italiane 
in assi^ essi, issij come: amassi y temessi ^ salissi, corri- 
sponde costantemente V imperfetto i.^, ed alla terniina* 
zione italiana in rai ^imperfetto 2.^ Ma siccome non si 
possono sempre usare indistintamente le dne termina* 
zioni di qaesti dne tempi^ noi porremo qui alcone regola 
per dirigere gli studiosi nella scelta. 

I.* Quando in una proposizione Y imperfetto i.^ Ila 
per determinante (a) qualcuno de* ^re/er//i dell* i/i<Z{ca/in>, 
si possono usare le due terminazioni indistinlamente: 



(i) La terminazione in ria è più in uso. 
(?) Allorché in una proposizione tì sono due 

8* 



iir^ariff (lite yo haWara ó Egli voleva die io parTassl 

ballate. 
Le Jccia que Timera é vi- OH dweva che tviiMStf. 

niesc. 
Maniióles e/ «tf/ ?«* •"^'^ Comandò loro il Re cte 
ran ó seliesen Je Za ciudàd. uscissero dalla ciuà . 

EgaalmeDie possono usarsi le due termioasioni àeh 
r imperfetto i.* se esso ha per delerioinanle Vlmper* 

Ietto a.^: 

£1 quisiera queyo no ha- Egli voirehhe che io non 

blara ó hablase.. . parlassi. 

Seria lueno que Iloviera 6 Sarebbe buono che pii^vesse. 

IloTiese. 
Mejor seria que no TinieraD SarMe meglio che aoo ve- 
à TÌnieseo. nissero. 

Quanto poi hWHmperfeito secondo, se nella proposiaione 
troTerassi come yerbo determinante o principale^ polranao 
. usarsi le «lue desineoie : 
SI tiempo pudiera , 6 pò- Il tempo potrebbe easer mi- 

dria ser mejor^ gliore. 

To quìsiert^ ó qoerria ir a Io vorrei andare a Siviglia. 

Sevilla. 
Bueno fuera, ó seria, que Sarebbe boonoi che pio- 

llo9Ìeso. 4 : * vesse. 

£Z/o« debieran, à deberian Eglino dovrebbero mnUr 

mudar de inda. vita. 

Ma quando V imperfetto secondo si trova nella propo- 
liaione come verbo determinato o relaiÌ90^ non ha che la 
desinensa in ria. 

quello che regge V altro cbiamasi determinante , o /?r«iié?«- 
;>fl/tf , e quello reUo determinalo , o relativo. Nella propo- 
sizione : voglio studiare , vog//o sarà determinante , o prin- 
cipale, e studiare il determinato, o relativo. 



DtLL9 'PABTT OIL JII8C0BS0. gf 

El dgo qoe V«flJriii ; E^H disse oAe r^rrei&f ; 

Responàinron * que harian Risposero tAe/àre&Z^ero tatto 
(oifo /o porihité* U posriUle. 

a.^ Qqaodjo In àna pryposisione^ che si oompone di 
dae lerinÌDÌ, ^isne adoperata Del primo la termi oasioiia 
in ra^ comune ad ambi' eP imperfetti , si deve evitare di 
ripeterla nei secondo. ^eJla proposiuon«, per esempio: 
Bueno fuera, o seria, qae Uwiera ó IÌqvìcìc^ non sarà 
corretto il dire: b'aenojf^ei/i que llo9Ìera\ ma piuttosto ^ 
Tarlando terminazioni^ si dovrà, dire : hueno fuera^ qiie 
llovicse. Ad evitare sliTatti equivoci siamo di parere , che 
dai principianti si debba far uso della, termioaaioue in 
n'er, alla quale convengono seosa ecccsìone le due termi* 
nasioni,del primo imperfetto in ra o 5e^ come: iiieno 
scria, que, lloviera 6 que llovisse. 

3.^ Gli Spagouoli haonoy come abbiamo veduto, un 
futura parlicoiare nel soggiuntivo^ e se ne servono for« 
malmenle. come i Latini del loro futuro amaverim^ dixe^ 
rit^ ecc. £sso suppone un caso accidentale: cioè diyerso 
da quello supposto Ab\ futuro deiriW/ca<iVo, il quale ma- 
nifesta assolutamente, che una lai cosa si farà^ o acca^r' 
deràf saràj o sarà stata fatta; laddove qnellodel soggiun» 
iÌ9o porta con sé la condizione o tacita od espressa: se 
accoderà^ a se sarà accaduto ^ o fatto ^ eco. Per Io ohe 
Tiene necessari smetfte p^epeduto dalle particelle condì» 
sionali sij cuando^ eoe», o dal pronome quien^ el que^ oce« 
Gl'Italiani lo supi>liscono col futuro AtW in^calivo a^ 
giungendovi le suddette particelle. Eccone gli esempj: 

Si alguno dijere ó hiciere Se qualcuno dirà o farà 

algo cantra està lejr^ sera qualche cosa contro que- 

castigada. sta Iftgge, sarà castigato. 

Et Oiispa concede la in* Il Vescovo concede 1* indnl* 

duìgencia à todos los que gonza a tutti quei che fi^ 

Tisitareo, ecc. stieranna^ eoo« 



g9 plats qvlBTAy 

Es mi inteneion que todos £ mia iiHèniioiia che tolti 



aquellos^ que habterea 
eometido un', hurlo^ stan 
juzgados. 
Se dardn llcenctaé à los 
que las pidieren. 

y si tubiere alguno tan te* 
naz^ que desprecie, 



• • • 



coloro ohe avranno oom- 
inesso no tùHo, eìaao giù- 
dicali. 
Si* daranao Io' licensa a 
qaelli che le dimande^ 
ranno. 
E se TI sarà qualcuno coal 
tenace, che ditpreasi . . . 
£7 que no se presentare al Gh! non ai presenterà nel 
tiempo presento , perderà tempo prescritto^ perderà 

etderecho , ecc^ Il diritto, eco. 

il 

DEI VERBI PASSIVI. 

A tuo luogo abbiamo detto, che la coojugafione'paa- 
aiya di qualunque verbo ai forma coiraggiungere il par- 
ticipio attivo ai tempi del verbo ser: jo soy amado ^ jo 
Ite sido amado, ecc. Da ciò ai rileva, che nei tempi com« 
poali della coniugazione passiva il, participio sido non ai 
accorda mai col soggetto della proposizione^ ma deve co- 
atantemente terminare in o , qualunque aia il genere ed 
il numero dello stesso aoggetto. 



Jb he aldo premi odo. 
La reina habia aido coro* 
nada^ 

Los reos habrào .aidp.po;^^*- 

gados* 
Las casas habran sido la- 

queadas^ 

Il parlioipio del verbo però devesi aocordarCi come ia 
italiano, col aoggetto della proposizione, aiccome può ve- 
dersi negli esempi di sopra, ne* quali premiado ^coronaday 
cfistigadoSy saqueadas ai accordano con Io, Beina^ Beos, 
Casas. 



Io JOfio st^to premiato. 
La. regina era stata coro- 
nata. 
I .rei saranno itati gaatigati. 

Le case saranno state aac- 
cbeggiate. 



DILIB PABTI DBL DUCOBSO. g3 

Formasi ancora la voce patsiva nelle dae tene peraen* 
eoi Terbo altÌTo unito alla particella se^ in quel modo 
iat^sso^ in cui presso gP Italiani si forma col si: p. e. 
8e ha sabido. Si è saputo. 

Se faace de atro modo. '^ifo in altro modo* 

8e forman grandes egérci* Si formano grandi eserciti. 

Si no se renovasen ics cai* Se non 3Ì rinnovassero ì ga^ 
tigos^ podrian cométerse Mighi, potrebbero com^ 
majores dtUtos. mettersi maggiori delillr 

Qoelle propofeisioni, nelle qnali in italiano auole ao^ 
ttituirsi il yerbo venire aìTessere^ si traducono nello spa- 
gnaolo in una delle maniere sopraindicate, per esempio: 

La yirtcì viene lodata da La virlud se alaba por to^ 

intti; ma da pochi viene dos; pero por pocos ó de 

praticata* pocos es practicada. 

Egli venne tosto messo in Él fué puesto luego en pri^ 

prigione. sion. 

DEI VERBI IRREGOLARI. 

Ghiaroansi Verbi irregolari quelli che nella formasione 
decloro tempi si allontanano io qualche modo dalle re- 
regole seguite dai Verbi regolari, 

Ye ne anno però alcuni , i quali mantenendo invaria- 
bile il suono deiriofìnito, ed osservando costantemecte 
queste regole, se ne discostaao soltanto in qualche tempo 
e persona per^ragioo di ortografia; ma queste leggiere ?a*- 
riazioni non devono qualificarli per irregolari, poiché in 
altro non consistono che neiraggioogere o cambiare in 
alcuni tempi ed ' in alcune persone qualche lettera , la 
quale serva a mantenere soave o forte la pronunzia^ che 
ricevono dall' iofinilo. Serva di esempio il verbo Vencer^ 
il ^uale.per.maalenerit intatto il suono del suo iofinilo 



^4 PAftTt QUA ATA, 

in cer^ fa, nel preftenle delPiadieatiro f^efiso^uniltaila il e 
in s: perchè altrimeolì farebbe 9encoj e diatrnggerebbe 
la pronuncia in cer delf inGnìlo. Lo atesso accade mei 
terbi toear^ pfig^% resarcir^ ne*qaali, se non si cambiae* 
aero il e ed il ^ dell' infinito, si direbbe /océ, pagé^ ne« 
$arco^ in vece di toqué^ pagué^resarzo. Le quali Toci 
colla sostitniione della qu^ g^ ^ ^ mantengono la prò- 
Donata ed il suono dell* infinito. 

Prima dunque di parlare de* verbi, che sono propria* 
mente irregolari diremo qualche cosa di quelli, i quali 
vanno soggelli a 9ariazioni soltanto ortografiche» 

Tulli i verbi che finiscono in car, cer^ air; gar^ ger^ 
gir i zar ; quir^ sono aoggelli alle seguenti rispettive va- 
riazioni; 

. Cor muta il e in qa cosi Toear fa Toqué. 



Cer 


il e in z 


Fencer 


ven20. 


Or 


il e in s 


Resarcir 


resarzo. 


Gar 
Ger 
Gir 
Zar 


il g in qu 

*■ * * 
il ir in / 

il g ÌDJ 

la z in e 


Pagar 
Coger 
Fingir 
Alzar 


paqué, 
ccjatim 
Jinjo. 
alcen. 


Quir 


il qu in e 


Delinquir 


delinco (i). 



I verbi leér^ poseér^ pro9eér^ e tolti quelli che ter- 
minano in eer cambiano Vi in j in quei tempi ed in 
quelle persone^ in cui quest'ultima appoggiandosi solla 
vocale seguente, fj ye^jo^ come, cr^rr; crei, creisle, cr^ó^ 
creimos, creiateift, crcjeron. Leer: lei, lei&le, Uyó\ leimos, 
leìatels, iejreron. Poeeér: poseyere^ poseyeren, ecc. 

Alla medesima variazione della e vocale in ^ conso- 
nante vanno soggelli i verbi che finiscono in ùir ed uir, 
allorché queste due vocali Formano due sillabe^ come or- 



(i) Chi h ben iostruito nella pronunzia e nell'ortografia, 
lare insensibilmente la sosliluzione di queste lettere* 



DEUB PAItl Bll DtlOOBSO. 9 5 

gùir^ aifibttir^ esclùir^ huir^ tuftòfiir, e«c argujo , atri" 
hujro^tsclu/Ofhuyeron^eec, 

Tatti ì «opraoceanati Terbi, beachè soggetti, oome si 
Vede^ a piccole Tarlaxioni ortografiche 9 segaoDO aella ter* 
minasione de' loro tempi il metodo del proapelto generale. 

Fatte prima queste necessarie oaserrasiooi aodrenao 
ora a trattare di qae* verbi, i qaalì, perchè non conser^ 
Yano intatte te lettere radicali, aono giustamente qualifi- 
cati per irregolari. 

Tre diviaiooi possono farsi de' verbi irregolari della 
liogna spagnoola, cioè: . 

i.^ Dei dittongati in ie. 
a.^ De^ dittongati in uc» 
3.* Degli assolati» 

I dittongati in ie sono certi verbi, i quali avendo nn*e 
tra le radicali, ammettono innanzi ad essa in alcuni tempi 
e persone un^i, che forma dittongo colla medesima, come^ 
pensar ^ perder ^ sentir; pienso, pierdo, stento (i). 

I dittongati in uè sono quei verbi, che avendo nn'o 
tra le radicali, la cambiano io uè in certi tempi e per* 
acne, come: probar, mover ^ morir; pt-uebo, muevo, muero« 

I tempi e le persone irregolari sono le medesime nei 
dillongali in ie^ e nei dittongati in ue^ cioè: nei presenti 
delt indicativo ^ deW imperativo ^ e del soggiuntivo in tutte 
le persone del singolare^ e nella terza persona del pi arate* 
Dal che si t ile va, che questi verbi possono ridursi ad 
un metodo fisso e costante^ non andando soggetti ad ir* 
regolarità, che nei suddetti tre tempi', ed avendo di più 
la desinenza delle persone eguale a quella diagli altri 
verbi regolari* 



(1) Quel verbi che hanno due e tra le radicali, ricevono 
Vi avadDti quella più prossima alla termiuazione , coitoe acre^ 
centar , acrec/cntO; ecc. 



1 
1 

1 Terbi irregolari assoluti sodo qaellii la oai lodipea- 
deasa è tale| da non poterli ridurre ad ud metodo fisso 
• costaole, tanto riguardo alla Tarraciooa delle lettere ra- 
dicali, <{uaDto riguardo alla termioasioDe de* loro tempi e 
dalle loro persone, le quali non si assoggettano a quel- « 
Tandamento ordinario dei verbi che abbiamo dichiarato 
Della tabella generale. 

Incominceremo a trattare dei dittongati in ie^ ponendo 
per modello un yerbo in ciascuna conjugaiioiie^ed inoltre 
ana liste di quelli , ohe sìegaono la rispettiva irregolarità, 
continuando poi lo stesso metodo nei dittongati in ne, e 
negli assoluti. 

VERBI DITTONGATI IN lE. 

* paivÀ comvoAzioNB in àm. 

Pensar. Pensìrb. 

■ 

Radicali pens. Participio ado. Geruódio andò. 

Presente delt indicativo. 

PiensOy piensas, piensa; Penso, pensi, pensa; 

Pensamos, pensais^ pian- PensiamOi eco. 

Presente delF imperativo (a). 

I) pìense; Pensa. tu, pensi colai; 

Pensémos^pensad^fìennen. Pensiamo noi, eco* 



(1) Le persone scrìtte in carattere corsivo sono regotsT^ 
(3) I tempi che non si pongono in questa conjugaiioaa 
e vàk seguenti sono regolari. 



OILU PAITI OBI. OiaCOMO» 



97 



Presentò del sosigiunUve. 

Que yo piense, piensei , CVio pensi, lo pensi » eor. 

piense^ 
Pensémos^ penseis^ pieiueo. Pensiamo, ecc. 

A\U medeeima irregolarità vanno aogjeUi ! segnfsti 



Empedra^^ selciare, 
Empezar^ cominciare, 
ffico/ite /iflar, raccomandar e. 
Enmendarj correggere. 
Enierrar^ sotterrare* 
Errar, errare. 
EsearmenUir^ raTveJersi per 

mezzo di gasiigo. 
Fregar, Stropicciare. 
Gobernar, goTernaie. 
Bei or ^ gelare. 
IJerrar^ ferrare. 
Infernar^ tormentare. 
Meritar^ nominare. 
Merendar^ merendare. 
Negar, negare. 
Nevar^ neTÌgare. 
Quebrar^ rompere^ 
Beccntar , mettere ti lievito 

nella farina, 
Rccomendar, raccomandare. 
Bemendar^ rappeszare. 
Beventar, crepare. 
Segar ^ mietere. 
5eiii&rar,' Sem inaroy . 
Senidrse^ sedere. 

9 



Accriar, indovinare. 
Acrecentar, accrescere. 
Adcstrar, addestrare. 
Aleniar, animare. 
Apaeeniar, pascere. . 
Aprctar, stringere. 
Arrendar, affittare. 
Aiestar, calcare ^ per efn» 

pire. 
Atterrar, atterrire. 
Atraversar, attraversare. 
A%wntar, ventolare. 
Calentar, scaldare. 
Cegar^ acriecare. 
Cerrar, chiudere. 
Comenzar^ cominciare. 
Concertar, concertare. 
Con/esar, confessare. 
Decent ar^ dar principio ad 

una cosa materiale» 
Derrengar^ di lombare. 
Despernar^ tagliare le gam* 

he, 
Despertar^ svegliare. 
Desmembrar^ smembrare. 
Desterrar, esiliare. 

Gramm, Spug, 



98 PAlTlQVABTi, 

Serrar^ legare* Ternhlar^ tremare, 

SosegOTy ealraare. Tentar^ teolare. 

Sotenur^ aotterrare. Tropezar-^ inoiampare. . 

ed i loro cotnpoati comet 

Denegar^ denegare. Encerrar^ rinchiudere. 

Detcdeniar^ disanimare. Retentar^ ritentare. 

Desenterrar^ dissotterrare. Renegar^ rìnegare. 

Desempeàrar , togliere la Requ^brar^ corteggiare. 

ielciaia. Recon/esar, ripetere la eon^ 
Desgohemary turbare il huon festione» 

ordine. Recalcntarse , riscalderai neL 
Desapretar^ rallentare. la fantasia. 

Dssconecrtar^ sconcertare. Suharrendar^ snbafBitare. 

SBGOaDik €09IUOA8lOltB IR MM* 

Perder. Pbbdebb. 

Rad. perd. part. iJo. ger. iendo. 

presente de W indicativo* 

Pierdoy pterdes, pierde; Perdo^ perdi, perde; 

Perdémoé^perdéls ^ pierden. Perdiamo, ecc. 

Presente deW imperativo. 

Pterde, pierda^ Perdi, perda ^ 

Pcrdamoij perded^ pierdan. Perdiamo^ perdete, ecc. 

Presente del soggiuntivo. 

Que yo pierdai pierdaa, Ch^io perdj, perda, pèrda ^ 

pierda \ 
Penhmos^perdais^ pierdan. Prediamo, ecc. 

Sodo soggetti alla medesima irregolarità i verbi se* 
gueoti : 



DBLLB FAITI BIL DltCORSO; 99 

Jllender^ attendere. Entender^ inteDdere. 

^ scender ^ ascendere. Beder^ puxsare. 

Cerner j stacciare. Bendar^ fendere» 

Detfender^ difendere. Tender^ stendere. 

Descender ^ discendere* Verter^ versare* 
luicender^ accendere» 

ed i loro composti 

CTontender^ contendere, ecc. Desatender^ disatleDdere. 

nau C0MIC0A2I0HI ii za (i)« 

Sentir. StRTiia* 

Rad. senU part. ido. ger. sintiendo. 

Presente deìV indicativo. 

Stento» sientes^ stente; Sento, senti, sente ; 

Sentimùs^ sentis^ sienten» 8enliamO| eco. 

Preterito perfetto. 

Sentij sentiste^ sintió; Sentili sentii, sentisti ; 

SentimoSj sentisteis^ sintié- Sentiamo, eco* 
ron« 

Presente delVimperaiivo. 

Siente, sieota ; Sentì , senta ; 

Sintamos, sentid^ sientan. Sentiamo, sentite, eoe. 



(i) Osservisi, che i verbi dittongati in te deUa lena 
coD)ugazioQe io ir cambiano in certe persone di alcuni 
tempi la e radicale in i, come : sentir; smtid^ sintiaron » 
sintamos : advertir; advirtid, advirtieron , advirUmos ; e nel 
gerundio sintiendo. 






T4>0 VAITI rVlBTÀ 

Présente del ioggiuntifo» 

9cie/otieDU,8ientat,8Ìeota^ Che io senU, senta, seota^ 

Sintdmos^sintàis^t\tn\iifì(ìy Seotiamo, ecc. 

Le irregolarità di qae^lo yerbo sodo comaol ai ae- 

{rnenti : 

Jdherir^ aderire. Berir^ ferire. 

JJveriir^ a%Yertire. Hervir, bollire* 

ArrepenUrse^ peatirai. Ingerir^ ingerire. 

Cvnferir^ conferire. Invertir^ invertire^ 
Qmiro9eriir, cootroTertere. Jtfe/il/r, aientire. 

Deferiry deferire. Be/erir^ riferire. 

Diferir^ diflerire. Bequerir^ richiedere. 

Digerir, digerire» Sugerir, anggerire. 

ed i loro compoati 

Consentir; conaentire.^ Disentir ^ diaaentìre» 

Àdqmrir te adquiero^ aàqmeres^ eoe. acquistare. 

YBRBI DITTONGA.!! IN VE. 

Tftmi COH7UQÀSI0HB IR ÀR. 

Pmobàr {%y PsOVÀIt. 

Rad. proh. pari. odo. ger. ondo. 

Presente deW indicativo. 

Proebo, pmebas; priieba; Provo, provi, prova; 
Prohantos prohais^ prneban. Provi 'imo j ecc. 

(i^ Si tralasciano per maggior brevità il preterito imper- 
fttto primo, ed il futuro del s<^(giantivo » cbe si formano in 
qmlonqiM verbo della terza persona del plurah del pre- 
terito perfetta^ levandosi il ron^ come è stato detto altrove, 

(a) 1 lampi e le persone irregolari di questa, e della 
seguente coo)ogazione sono le medesime» che nei verbi 
pensar, e perdtr^ 



Ditti PiBII JDEt DISCORSO» 



;^oi 



PrewUedeìV imperativo» 

Prneba^ prn«be; Prova, provi; 

Probemos , probad , prae* Proviamo, provate, eoe. 

beo. 

Presente del soggiuntivo» 

« 

Pruebe^ pruebes, pruebe; Provi, provi, provi, 
Probemos probeis^ pmebeo. Proviamo^ pi^valia^ .ecc* 

L^ irregolarità <!i questo yprboè comune ai sogaeoìi: 



Acordar^ accordare, 
^ cordar se ^ ricordarsi^ 



Bofgar^ sollassarsi. 
Bollar oalpf«Uns.t. 



Jcosiarse^ amlare a dormltrf. Hii^linir^ ta99Uejrf, , 



^égorar^ aogarare. 
Altnorzar^ far oolesioae. 
Auioìar^ arruota^«* . 
Jpostar^ soommellere. , 
Asolar^ devastare. , ; , , 
jivtrgonzarse^ Vergognarsi, 
Colar ^ coinre. » 

Consolar^ consolare- 
Costar^ costare. 
Coniar^ narrare. 
Descollar, sovrastare. 
IJesollar, scorticare. 
Etnporcar^ sporcare. 
Encoi dar ^ incordare. 
Enconlrar, incontrare. . 
Engrosar^ ingrossare. 
Forzarj^ forzare» 

ed ai loro composti : 



Poblar^ popolare* 
Begoldar, rullare. 
Benovar^ rioaovare. , . 
Hf scontrar f riscontra r,^^ 
BesollaJ\ respirare, 
BevulcarsCj voltolarsi. 
Rodar ^ ruotare. 
Soldar^ saldare^ 
Soltar, sciogliere. 
Sonar^ suonare. 
Soiiar^ soga.ire«. 
Tostar^ abbrostoHre. 
Trocar^ cambiare. 
Tronar, tuonare. * 
Vuliàr^ volare. 
Solcar ^ ribaltare. . 



, . -. 1 



Sbprobar^ riprovare. 
Desconsotar^ sconsolarea 



Reforzar^ riuforsarsi 
Descontar^ scontare, eco. 



109 Pktnt ^^«TA| 

* 

ilCONOA CONJUCIXIOIIS IH ÉM. 

MowBR, Mooviai. 

RfiJ. mov. ' part. ido* ger. tendo. 

Presente delV indicativo. 

Mui'fo, imieTM; moeve; Mooro, oiao^i, imioTe; 

Movemos. moveis. mueTeo, Movi amo. ecc. 

Pmsenie delf imperativo. 

Maeve^ invera; Muovi, muora; 

Jiavamos^ moved, iiMavah. Movianaa, moTota, ecc. 

Presente del sogginntivo. 

Qtiù jrò tnaeva ,* inaeyaa, Ch^ io miiovv, mnova, moo- 

ntoeya ; va ; • ' 

MovamoSf movais ; muefan. Moviamo, eco. 

Questo VfirlH) ha «omime la tua irregolarità coi se* 
guanti: , f 

Abtoìver^ aseoliere. Moler^ macinare. 

Coccr, cuocere. Morder, mordere. 

Risolver ^ (lìasolveré. ' Olcr, odorare. 

iDo/er," dolere!., ' Torcer ^ torcere. 

Lhver, piovere. FoUer,^ loruttfè. 

e con i couipoati : 

Condoler ^ 9on(Ìolere. Promover^ promovere, ecc. 

DemoUr, demolire. Revolver, acooceriart;. 



DBttE FiBTI SII DISCORSA Io3 

< ^ 

tSKSA GOH JUGAirOIIB IV IR. 

I|i qaeefa con Ju ^azione con ▼! ^sono «he i verbi dormir 
e morir ^ i quali, olire « il* inregolarità dei fessere dittongati 
in Ile, hanno quella di cambiare io u, Vo radicale io quei 
medeiimi tempi, ed in quelle medesime peraoue, in cui 
il verbo seniir cambia in i la sua e radicale. 

Dormir* Dormiri. 

Rud. dorm, part. ido, ger. durmitndo. 

Presente delP indicativo. 

Duermn, duermes^ Juermo; Dormo, dormi , dorme \ 
Dormimos^dumns^ An^rmen, Dtirmiamo, ecc. 

Preterito perfsfto, 

Dortfni^ dormiste^ durmió; Dormii, dormisti, ecc. 
Dormiìnos , dormislcis, d ur- Dur miiki uio ;^ ecc. 
miérou. 

Predente dalC imperativo. 

Duerme, Juerma; Dormi, dorma ; 

Dnrmamo9, dormid , duer^ Dormiauio, dormite, ecc. 
man. 

Presente del soggiuntivo. 

Dnerma, doerroas, duerma^ Dorm^, dorma, dorma; 
Durmamos, durmdÌH, duor- Dormiamo, euc. 
man. 

Alle medae'me yariasioni è soggetto il verbo 

Morir ^ morire. 



N 



io4 rJUti qvitiA, 

DEI VERBI {BRCOOliiBI ASSOLUTI. 

A vent'due possono rUlnrsi i verhi Uregpìa^i assoluti 
«Ielle tré coiijugaxioai ^ de* <}uali tre ajpparleogohó alla 
prima ^ cioè : 

Andar ^ dar^ eslar. Andare, dare', slareo esaere. 

Undici alla seconda : 

Caher^ capire. Quercr, volere. 

Cacr^ cadere. Sab^i\ «apere. 

Conocer^ conoscere, Tener^ lettere o avere, 

Bacer^ fare. Traer, portare. 

Poderi potere. Valer ^ Talare (i)* 

Poiier^ porre» 

Oito fioalmeate alla lena: 

Asir^ prendere. Oir^ìxAite. 

Cofuiucir^ condurre* Pedir^ domandare. 

Decir^ dire« Salir ^ uscire. 

ir, andare. . Venir^ venire (2). 

Noi ne tralterema parlitamentei incominciando dagli 

llmiGOUBt bllLU. PJU9IA COKJUOAUOBV. 

I. 

Ah Dan Amdars 

Rad. a/i£{. pari. ar/o'. ger. anJo. 



(1} Appartengono pure a questa classe i verbi hahet e 
ser\ ma siccome la loro conjogazione è stata già riportata 
di sopra, così crediamo itiulile di toroarne a parlarCé 

(a) Non si pongono nel numero di questi verbi quelli 
ctie ne seguono scrupolosamente l'irrègolaritàf e la cui li* 
fte porremo a pie di ciascheduno. 



Ditti PABTi DtL nteonso. lol 

IHDICIIITO* 

Preterito ftìifetlo. 

Aniuffe^ anduviste^ anduvo\ Andai, andattii andò; 
Anduvimos^ anduvisteis^ art" ÀDdaniaio, anduiia^ eoe. 
duvieron (i). 

II. 

Rad. (/• part. aio. ger. andò. 

IHDIGATITO. 

Presente. 
Doj, Jaij da^ damo$,:dais , Oo)dai|dà;diaaiio,date»eee. 

Preterito perfetto* 

Dì, distai dio; dimos, dia- Diédi^ desti, dieda, eae» 
tais, diéroo. 

III. 

EsTÀtu Staei o Essibi. 

Bad. est, par. ado, ger, ancia. 

(r) NeHe seguenti •èoopigazioni si omettono i tempi re* 
gigari 9 e queìti che si formano dal preterito perfetto ilei- 
rindìcetiyo^ poiché se questo sarà regolare^ saranno tali 
ancora i tempi che ne derivano , e viceversa: cosi il verbo 
andar , che neUa tersa persona fa anduvieron , farà net 
preterito i.^ anduviera^ 6 anduviese^ tcCf come resta s|ij«^ 
gaio nelle osseri(fKKÌoni poste dopo la tabella generala. 



I0€ VABTB QOAllTAi 

IIDICITITO. 

Presente. 

Eètoj, esfài^ esld; estdmos, 8tO| stai| sta^ «tiaaiO| ecc. 
esidis^ estdn* 

Preterito perfetto ^ 

Eitare^ eetQYisto^ entaTo; Stetti, stesti, *atette; 
Eatayimoa, eatoTisteia, ea« Stammoi eco. 
tarieroo. 

/ - 

I M V B B ▲ T 1 T O. 

KMy ette; estimoif estad^ Sta, alia; aliamoi eea. 
esién. 

tOOOtUHIXTO. 

Presente, '* 

&té I estis y estéi estémos ^ Stia, stiai stia} atiamOi ecc. 
estéis^ estén. 

fERXOOUjII DBtiJL aBOORDA GOHJUGABIOBa. 

» 

I. 

Cabeìu Gapibb, 

Rad. cai. part. zV7o. ger, iendo, 

IHDIGATITO. 

Presente. 

QuepO) cahet^eahe }oahe» Gap!acO| capiaei, éae. 
mos^ cubeu^ caben. 



DSUI PARTI DBL DISOOSSO» I07 

Preterito perfetto. 

Cape, copiste, cupo; Capii, capisti, capi, eco* 

CopiiDos ) eapidteis , Gupie« 

ron. 

Futuro. 

Gabré) cabràs, cabra; Capirò, capirai| ecc. 

CabréfDoa^ cabréìa, cabrÀo. 

IMPBlATlTO. 

Càbe^ qoepa; Gapìaci, capiica^ eco. 

Quepamoa, cabed^ qaepaD. 

aOGOIUHTITO. 

Presente. 

Qaepa^ quepaa, qnepa^ Gapiaca^ i^apisea, ecc. 

Quepamos^quepais, quepan. 

IL 

CdER. GlDIRI. 

Rad. co. part. i Ja. gev.jtendo, 

IBOICATITO. 

Presente, 

Caigo, caes, ca€\ caemos | Gado^ cadi, cadci ecc. 
caeisy caem. 

Preterito perfetto, 

Caiy eaiste^ cajó; caùnos , Gaddi, cadenti , cadde , ecc. 
caisteis^ cajéroo. 



ftoS PaRTB QUilll, 

IICPIIATIVO. 

Càc^ e^ì%^y eaigamo9| eatd^ OaJi| cada, ecc. 
caigan. 

aOQGlURTIYOu 

Preienie, 

G«iga» caigas, caig»;^ caiga" Cada, cada^ cada, ecc. 
mos^ cai gai 5 f caigan. 

Alle inedeaiine irregolarità sono soggetti i soci compo- 
ali /'teaer, decaer^ ecc.j ricadere, decadere^ ecc. 

III. 

COSQCEB, CoaoSCKII. 

Rad. cenoc. part. ido. ger. tendo, 

1 V D I e ▲ T I T o. 

Presente. 

CoiTOBCo, conoces^ eonoce^ GonoscO|, eooosoij ecc. 
eonocemoSf conoceis^ co* 
nvcen, 

1 M P B 1 ▲ T I y o. 

Conoce, ceoMca^ coDozca- Conoaoii conosca j ecc. 
mosy conoced^ conoicaD. 

IV. 

BéCES. Fahì. 

Rad. hac. part. hecho. ger. icndo. 



DILLI PABTl OIL DX|GOBSO. 100 

IHDICATITO» 

Presente^ 
H«gO| haces^ hace^ hace^ Fo^ fai^ fa ^ facciamo , eoe. 

Preterito perfetto. 

Hìce, hiciste, hlzo: hicipaos^ Feci, faceslìi fecej eoe. 
blcÌ8leÌ9, hiqieron. 

Futuro. 

Haré,haras,hara;harémoa, Parò, farai^ farà, eoe 
haréiai harào. 

I K p B fc A T I T o. 

Has,haga;Iìagani08| ^are^j Fa, faccia; facciamo, ecc. 
Ixagao. 

aOGGlUIITITO. 

Presente. 

Haga, bagaa, baga; baga- Faccia, faccia, faccia, ecc. 
nio8, hagais, hagao. 

Si coDJagano nella atossa maniera i soci composti 
deshacer^contrahacer^.rehacer^ satisfacer. Quest'ultimo 
fa satisfaz e satùface nella seconda persona avi singolare 
deirimperatÌTo. 

V. 

PoDER. Poteri. 

Rad. pod, part, ido, ger. pudiendo» 
Gram» Spag^ io 



IHDlGAtlfa. 

Presente. 

Puedo, paedes, paede; po« Posso^ puoi| poò; posttt- 
demos^ padeis^ poedeo. mo, ecc. 

Preterito perfetto* 

Pade, podiste, puJo; pudi- Io potoi^ poteali, eet: 



• • 



ino8| iBteitj lerou. 

Futuro» 

r«dré| podràflj podréi P<>* Polrò^ potrai ^ polrà| ecc. 
drémos^ éis, àn. 

•IKVAalTITO. 

Puede , paeda; poiamos ^ Possa, possa, possia«iO| eec. 
poded^ paedsB. 

SOGGIVVTITO. 

J 

Presento. 

Poeda, puedas, pueda; pò» Possa, possa, ecc. 
damoSf podais, paedao. 

VI. 

PojrjSM POBBE. 

Rad. pon. part. puesto. ger. iendo. 

IHOIQATITO. 

Presente. * 

Pongo, pones^ pone; pone^ Poogo, poni^ pone, ecc. 
1/105, poneis^ ponen, ^ 



I • 



niLU PARTI DBl BliSCORao. 1 1 f 

Preterito perfetto. 

Pose, pusìsle^ paso; pnsi- Poai^ ponesti, pose, eoe. 
mos, pusisteis, pusieroD. 

Futuro. 

Pondréy pondràs, pondra; P4>rrò, porrai , porrà, ace. 
pondrémoSi aia, an. 

1II9IBATIT0. 

Poo, ponga; poagamos, po^ Poni| ponga; pooiamPi eca« 
nedf pongan. 

aooaivHTiTo. 
Presente» 

Ponga, poogas, ponga; pon- Ponga, ponga, ponga, eoe. 
gamoa, aia, an. 

Alla medeaima irregolarità sono aoggatti i aaoi composti: 

Jnteponerj anteporre* Imponer^ imporre. 

Componete comporre. Oponer^ opporre. 

Deponer^ deporre. Proponer^ proporre. 

Disponer^ diaporre» Suponer^ anpporre^ eco; 
Esponer^ esporre. 

VII. 

QuSREtt. ToLCBf. 

Rad. quer* part. ido. ger. iendo. 

XnOIGATITO. 

Presente* 

Qniero, qoierea qaiere;9iie- YogliOi Tooi| Ttiò^ eoe. 
remoff quereis^ qnieren. 



Preterilo perfetto. 
Quist, quÌ8Ìsie, qiii8o^ qaisi- YoHi| yolestii ece. 



• f 



OKM ) quisuteis ^ quisieroa. 

Qoarré, querrai, qaerra; Yorròi Torrai, «ee. 
qaerréfDoSy réi$| ràn. 

IMPBIATITO. 

Qai#re« qnieni; queramos, Yoglia, yoglia» «ec 
fuered, quieran* 

Vili. 

SjBER Sima 

Rad. sah. part. Ho. ger. lenéfo* 

IBDICATITO. 

8é,ioie5,taS«;5a£emo5|5a« So, eai, sa; sappiamo, ecc. 
beis^ saben. 

Preterito perfetlo. 

Supei sopiste^ sapo; supU Seppi | sapesti , seppe, ecc. 
1110S9 supisleis^ sapieroa. 

Futuro. ♦ 

Sabre, sabràs, sabri; sabre- Saprò, saprai, saprà, eco» 
mos, sabréis, sabrao. 

ISIPlBATiyo. 

Sabe^n^pn; sepainos,«a&eJ, Sappi, sappia^ eoo. 
sepaD* 



DBtlE PlBTX DEL DieCOKSO. TlÌ 

806GIU1ITXT0* 

Presente* 

Sepa, sepas, 8epa;8epamo8| Sappia, sappia^ eappia^eeCr 
aepais^ aepan- 

IX. 

Tener. Termi, 

Rad. ten, part. ido, ger. ienio» 

iudigatito. 

Presente. 

Tengo, tieDos» tiene; lene* Ho,oleDgO|hai|Olieni|ecc« 
mos^ teneiSf tieoen* i 

Preterito perfetto. 

Tare, tuyiste, tUTo; (uyi- Ebbi, o tenni, ayeati, o te* 
mo8| taviateis, tayleroo» nesti^ ecc. 

Futuro. 

Tendré, tendràs, tendrà; Avrò, o terrò, avrai, o ter- 
tendrémoa, eia, ao. rai, ecc. 

T 

lUPBRAllTO. 

Ten, tenga; teogamoa, le* Abbi^ o tieni, abbia, • 
nedf tengan. t^oga, ecc. 

aOGGI.VHTiyo. 

Presente* 

Tenga^ tengaa, tenga; tea* Abbia, o tenga, abbia, • 
gamoa, teogaia, tengan» tenga, ecc. 



f l4 PABTC quìbta, 

Si eoDjogano nella stessa maniera i sooi composti» 

Contener^ cooteoerè» Mantener, mantenere* 

Detener^ trattenere. Ettener, rutteoere. 

X. 

TBJEn RtCAlB. 

Rad. trad. part. ido. ger. yendo, 

INDIOATtTO. 

Presente, 

TrBìgo^traes^trae; traemas^ RecO| rechi, reca, eoe» 
traeis^ traen. 

Preterito perfetto* 

Trsje, trajiste, trajo; trap- Recai, recasti» recò| ecc. 
mos^ tra}isteisy trajéroo. 

IXPBBATITO. 

Trae ^ traiga ; traigamos»^ Reca, rechi; recbiamoiece. 
traed^ traìgan. 

SOGaXURTlTQ. 

Presente» 

Traiga ^traigas, traiga; trai« Rechi, reehi, rechi, ecc. 
gamoS| traigai8| traìgan. 

Si conjugano come il rerbo traer i suoi composti» 

Ahstraer^ astrarre. Distraer^ distrarre» 

Atràer^ attrarre. Estraer, estrarre. 

Contraer, contrarre* Metraer^ ritrjarre^ece» 



DIIXB VAITI DIL DliCOESO» 1 1 S 

XI. 

Falem. Yaiiib. 

Rad, 9aL part. ido. ger. ienJa. 

IRDICATITO» 

Presente^ 

Valgo, 9aks^ vaìe\ votemos^ VftlgOf ^^h ^^^* 
valeisy vaten. 

Futuro, 

Yaldré, TaIdraS|Taldra;Tal- Varròi farrai, eoe. 
dréoaoSj valdréis^yaldrao. 

I/M PllATlTOé 

Tal, valga; valgaiuos, PàZer/, Valga, valga, vagliamoi eee» 
lalgan. 

iOGGIUHTlTO* 

Presente* 

Yalga, valgaSf yalga; valga- Valga, valga, eco. 
inoa, ? algais, valgan. 

Nella alesaa maniera ai coojuga il verbo equivaler, 

IBIiaOLARI DtlrLA TKMA COXUOftAZtOai. 

I. 

AsiB. PaeiiDiiB. 

Rad. ass» part. ido, ger. iendo. 

lADICATIVO. 

Presente. 

Aago ^ases , ose; uslmos^ asis , Prendo, prendi , prende, eee» 
aje/t. 



Il6 rABTf QUllTA, 

IliPlRATITO. 

Ase^ asga; aegamo8 àsid^ Prendi^ prenda, ecc. 
asgan. 

aoGGiuHTira* 

Presente^ 

Aaga, asgasi asga^asgamost Prenda, pre&da, eecr 
a8gai8| asgao. 

IL 

COBpirCill. CoaDUlBB. 

Rad. conduc. pari. ido. ger. iendi>, 

IRDlGATItO. 

Presente* 

Gonduzco, condaces^ eon-' Goodaco, condaci| ecc. 
duce'^ conducimoSf is, en. 

Preterito perfetto, 

Condaje, oondajiste, con* Goadaiaii conducesti , ecc. 
V)u)o; coQdii)imo8, isleis^ 
eron» 

IMPIBATITO. 

Conduce^ condasca ; con- Conduci , condnca, ece; 
duzcamos^ conducid. con- 
duBcan. 

SOGOltKTlTÒ. 

• Presente. 

Gondnzca^ conduBcas, con- Condacai conduea, ecc. 
duzoa*, coDchiBoamos^ aia, 
an. 



BULK PiBTI DIL DIICOBSO. 1 1 7 

Si coiijagano nella etessa maniera latti quelli che fini* 
SCODO io ducir, 

Deducir, dedurre. Produdr^ produrre. 

Inducir^ indurre. Seducìr^ sedurre. 

Introdueir^ iolrodurre. Traduciti tradurrei ecc. 

I verbi lucir e relucir si coDjagano ancora ne! modo 
stesso, colla differeoisa però che sono regolari nel prete- 
rito perfetto: luciy luciste^ lucia; reluci^ relùciste^ relu* 
ciò, ecc. ecc. 

III. 

Deciiu Dibb. 

Rad. dee* part dicho. ger. diciendo. 

IHDIOAtITO. 

Presente. 

Dìgo, dìceSy dice; decimos^ Dico, dici, dice^^ecc* 
decisy dicen. 

Preterito perfetto» 

Dijc, dijiate, dijo; dijmos, Dissi, dicesti, disse, ecc. 
dijisteis, dijéron. 

Futuro. 

Dire, diràs, dira; dirémoSi Dirò, dirai, dirà iCec. 
diréis, diràn. 

IMPBBATITO. 

Di, diga; digamos, decid^ Di, dica; dioiamO| eco. 
digan. 

SOGOIUNTITO. 

Presente. 

Diga, diga9, diga; digamo8| Dica |dica. dica ;diciamO)ecc. 
digais, digan. 



Il8 r A ITE QUI ITA I 

Si eoDJugano nello stesso modo i suoi composti; prc' 
decir, hendecir, maldecir^ contradeeir^ desdecir;mà qnesli 
quattro ultimi nella seconda persona del singolare dell'im- 
perativo fanno bendice^ maldice^ contradice i desdiccy e nel 
participio bendccido^ maìdecido^ contradecido ^ ecc. Oltre 
di ciò i futuri di ^«nJeciV, ina/Jtfcr>| sono regolari, come; 
iendeciré^ maìdeciré. 

IV. 

/jr. Ahbaii. 

Pari, ido, gev.jrendo. 

IHDICITITO. 

Present&0 

Yofy Ta8| fa; ramos, rais, Tado^rai^ra; andiamo, 9oe. 
ran. 

Preterito imperfetto, 

Iba, ibas, iba; ibamos, ibaisi Andava|andaTÌ)andaTa|eGC. 
iban. 

Preterito perfetto. 

Fui, fuiste, fué; fuimos, Andai| andasti| andò, ecc. 
fuisteis, fneron. 

Futuro. 

Sré^ iràs^ ird;irémos^ iriis^ Andrò, andrai, andrà , ecc. 
iràn^ 

IHPEBITITO* 

Tei Taja^ Tamoa, id, Tajan. Va, rada; andiamOi eeo^ 

aoGGiuvTiyo. 

Presente. 

TéjB^ rBjtLBy yaya; raya- Vada, rada, rada, ecc. 
mos, Tajaìs, yajan. 



nutU FARTI DIL DUC0I90. I If 

■ 

V. 
PiB. Udiii. 

Rad, 0. part. iJo, ger» jrendo, 

iudigatito. 

Presente. 

OigO| oyes, oje; otmos, ois^ Odo , odi i ode ; odia- 
ojeo. mo, ecc. 

XXPSBATITO. 

Oye, Olga; oigainosi oidy Qdì^ oda; adiamoi eco. 
oigao. 

80«6I OSTI ?o. 

Presente, 

Oiga, oiga9| oiga; oigamos, Oda, oda» oda ; odiamo , eoe. 

oigàis, oigan. 

Alle medesime irregolarità ra soggetto il yerbo en^ 
treoir: per intendere. 

VI. 

Pevir. Ghudibb. 

Rad. ped. part. ido. ger. pidiendo, 

IHDlOATItO. 

Presente. 

Fido, pides, pide*, joedi/Tiof^ Gbiedo, chiedi, ecc, 
pedis^ piden. 

Preterito perfettoi 

Pedi^ pediste^ pìdió; pedU Ghie3Ì| diiedeatii ecc. 
niQS, pedUteis^ pidieron. 



FAITI ^VilTAy 



IHPBIATITO. 



Fide, pida; pidamoti pcdidy Chiedi, chieda, ecc. 
pidmo. 



• OOGIU«TITO. 



Presente. 



Fida, pidas, pida; pidamoa. ' Chieda, chieda, chieda , ecc. 
pidaia, pidao. 

Alle irregolarità di qoealo verbo aooo aogg^tti i se- 
guenti, dei qaali, qdellì che hanno due e radicali, eann 
biano in i la più prossima alla terminaaione: 

Cènir^ cingere. Gemir^ gemere. 

Compeiir^ competeie. Benìr^ impastare. 

Cole^ir^ dedurre. Medir^ misurare. 



Concehiry concepire. 
Constreiiir, costringere. 
Corregir, correggere. 
Derr^tir, squagliare. 
Defleir, stemperare. 
Elegir^ eleggere. 
JEn^reirse^ insuperbirsi. 
Embestir ^ assalire. 
Freir^ friggere. 



Jtegir^ reggere. 
Beir^ ridere. 
Benirj contrastare. 
Rendir^ rendere. 
Seguir, seguire. 
Bepeiir^ ripetere. 
Servir^ servire. 
lenir ^ tingere. 
Vestir, yestire, ecc. 



ed i loro composti: 

Descemir, aciorre* Impedir, impedire. 

Conseguir, ottenere. Proseguir, prosegnire. 

Espedir ^ spedire. Sonreir, sorridere, ecc. 



BIIU rABTI OBb MMOUO. 12 1 

VII. 
SéLlM. UsfilUk 

Rad. sai. pari. ido. ger. ienio» 

ISDIGATITO. 

PtesenU. 

SalgOf saUs^ iole; salimos , Eseo^ esci, esee; aietamo , 
saliSf salen^ ecc. 

Futuro. . 

Saldré; saldràs, saldré^ «al- Uscirò, ueeirai, uscirà, ecc. 
drémos, aaldréis^ ào. 

IMPBBATITO. 

Sai, salga; salgamos, salid^ Esci, esca; asciamo, ecc. 
salgao. 

80GG1URTIT0. 

Presente. 

Salga, aalgas, salga ; salga-- Esca, esca; usciamo, ecc. 
mos, salgais, salgan. 

Nello stesso modo si eonjoga il Terbo sàbrefoUr. 

VIIL 

Rad» ven, pari. ido. ger« rìniendo* 

IHDlOATiyo. 

Presente. 

Tengo, TieQes, viene; peni» Tengo, vienij fieoe, eoe. 

mos^ venis, yienen»^ 
Gram. Spag. ii 



' Preterito perfetto. 

Tìn6)TÌniste|TiQa^TÌBÌffiof, Venoi| yeàiaU» Tenne, eec. 
TÌQÌ8teÌ8| yioiéroD. 



• .«- 



Futuro, 

Vendro, yendràs, yendrà; Verrò, yerrai, yerrà, eco. 
yeodrémos, éis^ ào. 

■ . .0, 
IKPBBATITO. 

YeO) yenga; yengamos, ve» Vieni « yenga ; yenghiamo» 
nid^ yengno. ecc. 

SOGOIUBTiyO. 

Presente. 

Tenga, yengas, yenga; yen- Venga, yenga, yenga^ ecc. 
gamos, yengaiSj yengan. 

Sono soggetti alla medesima irregolarità i suoi com- 
posti 

Àventr^ ayyenire. Prevenir^ preyenire. 

Desavenir^ discordare. Provenir^ proyenire. 

^/twmr, coiiyenìre. Sobrevenir^ aoprayyeoire^ ecc. 

DEI VERBI DIFETTIVI. 
Soler ^ tacer ^ piacer^ So&ebi, giacbbb, fiacbbb^ 

P0l>&IB. . IHFBADIGIABB. 

SolBr» Solebb. 

Questo yerbo ò in aso soltanto nel presente, e neirim* 
|>ecCelto 4eir 



( 



DILLI BAATl DIL OIICOUO» lft| 



ISDI€AT1T0. 



Saelo, sneles, mele; Jole» 8ogliO| suoli, saolo^ eee. 

mos^ soleis^ suqIcd. 
SoIia^soliasjSoUa^soUamos^ Soleyai soleyi, solerà, ece. 

ioliais^ solian. 

Negli altri tempi è supplito dal verbo acostumhrar. 

Tàcmè. Gucibi. 

Di qnesto verbo si trovano le persone seguenti : 



Fogo 


Giaccio 


Tace 


Giace 


Yacia 


Giacerà 


ruga 


Giaccia. 



Ma solamente sodo in utoyace ejracia. 

PlACER. FlAGBBE. 

Questo rerbo si usa nei tempi , e nelle persone se-» 
gueoti : 

IRDlCATiro» 

Presentt. 

Me place ^ te piacerle place. Mi piace, ti piacergli piace. 

Preterito imperfetto, 
He piada. Mi piaceva* 

Preterito perfetto. 
Me plugo. Mi piacque. 

iKPiaiTiro» 

Plegue d Dios que^ ecc» Piaccia a Dio^ o Dìo voglia 

che, ecc. 



|:>4 fABTI QOABTAy 

• OOGIURtltO. 

Imperfetto primo. 

Pluguiera^ 6 Pluguiese à Yolesie Iddio, o piacesse» 
Dios. Dio, eco. 

Futuro, 
Si mo pluguiero. Se mi piacere. 

Avyertaii per^, che questo yerbo è dì poca o nesso» 
V80, e comuaemeiUe gli sì lostitoiscono i verbi agradar^ 
gustar: me agrada ^ me gustò: mi piace, mi piacque. Non 
bisogoa peraltro confondere V uso del Teil>o gustar ^ eh» 
in questo senio richiede generalmente uà datiro, sopra 
del quale ricada la sigoificasione dei Tcrbo, come : me 
gustOj ìes gustò j a todos ha gustado la comedia ^ool terba 
gustar, compiacersi, o g^radire, come: 

Ta no gusta de ceremonias. Io non sono smico di eeriì- 

monie. 
Gustala macho de la eaza.. Si compiacela molto della 

caccia^ 
Gusia Fm, de 9enir dpaseo? Si compiace di Teoire & 

passeggio ? 

PoDBtB. larsADlClASB. 

Questo yerbo cambia in 11,1*0 radicale dell' infinito io» 
i[ussi tutta la. sua conjiugasione : le sole eccesioni sono là 
seconda persona del plurale deli' imperativo ^ podrid: la 
terminazione in ria dei secondo imperfetto del soggiua- 
tivo podrirla^ podririas^ ecc.: ed il participio passato po' 
drido. Si può però usare in sua vece il verbo pudrir , il 
quale significa lo sledso , ed è regolare in tutta la. sua 
ooiij[ogasionè.. 



DIÌLI PAETI BBL DI8COB80* 



laS 



DEI VERBI DETTI IMPERSONALI. 

Yi sono alcani yerbij i quali per esaere usati aoltanlo 
nella tersa peraooa del aiogolare^ aono chiamati impéi- 
«onalì; tali sono : 



Àmaitecerj farai giorno. 
Jtnochecer^ farai notte. 
JEscarchar^ fare la brina. 
Bdar^ gelare. 
Gratttzar^ grandinare. 



Bélampagùear^ lampeggiare. 
Tronar^ tuonare. 
Uover^ piovere. 
lÀoviznat^ pidvigginare. 
NevoTy nevicare y eco. 



I medesimi poi ai uaano in quealo modo : 



jémanece , anochecia , escar» 
- dio, helàba^ granizó^ re* 
lampaguec j iruena , Ilo* 
9Ìó^ llovizna^ nevard* 

Ray hahia^ liuho^ habrà^ 
hajajiuhiera^ ó huhiese^ 
habria Uovido; heUdo, 
nevado, tronado, eco. 

Bahrà amanecìdo, 

Bahia anochecido» 



Si Ta giorno^ si faceva notte, 
fece la brina, gelava, gra- 
dinò , lampeggia, tuona ^ 
piove, pioTiggioa, nevi- 
cherà. 

Ha, aveva « ebbe, avrà ab* 
bla, avesse, avrebbe ph* 
vuto , gttlato y ticfdcaii} , 
tuonaU)^ ecc. 

8i aarà fatto giorno. 

Si era fatto notte. 



T otti i sopraccennali verbi impersonali sono di mollo 
oao net gerundio preceduti dal verbo estar^ 



Eafà amaoeciendo. 

Estaba ne V andò. 

Estuvo belando ioda le nO' 

che. 
dunque eaté lloviendo lodo 

eì dia. 



tifa giorno. 

Nevicava. 

Gelò tutta la notte. 

Benché piova tutto il g;iof- 

DO. 



€96 l^iBTI QlfAlTAy 

Usanfti ^Dcora corner iiuper^onali i segaeoti verbi: 

Jcaece^ accade. Sucedtn cierlas cosai j que^ 

Aca^cié 9 acG adda. auc cedono certe cose, che. 

Conviene y convif«ne. De aqui es fue, de aquì 

Importa ^ importa* nace, quindi è che di qui 

Parece^ pare. ^ nasce. 

Parecia que^ pareva che. Hace, hacia^ ha hecho ca* 

Vale mas\ vale più. lot\ la, faceva |. ha Catto- 

Sucede^ succede. caidoiecsL 
Sucedió^ suoaesse.. 

SbR MENESTER, BlSOGRUtl. 

Es menestery era menester^ Bisogna ^ bisognava ^ bisow 

/ite menester^ sera mene» guò, bisognerà, bisogne* 

ster^ seria menester. rebbe. 

£fa sido menester ^ si fuese E bisognato, se bisognasse^ 

menester^ si huhiera^ ó se fosse bisognato. 

hubtese sido menester^ 

Invece delta voce menesler si possano aa^re le voci 
preciso j necessario y come: es preciso ^ era necessario^ ecc.. 

Il vei^bo abbisognare si traduce col verbo haber me^ 
nester^ come : , 

ffe menester^ has menesterj ha menester: abbisogno^ 
abbisogni^ abbisogna. 

VERBO IMPERSONALE 

Haber. Essebyk 

Nella nota posta alla pag. 68 ò stato detto, che it verbo 
habery oltre alla qualità di ausiliare, ha pure quelU di 
noture esistenza , e che in questo significato unicamente 
ìiiene accompagnalo nei tempi composti del proprio par- 
ttcipiu habido^ Abbiamo pure fatto osservare, che cor- 
f ispoadcndo esso ai verbo italiano esseid o essavi ^ ed 



DELL! pAiTI OKL IJISCOBSO. I^i^ 

anaoTerandoai nella classe degrinapersooafii non ha ia 
eiaseun tempo^ che la lersa persona del singolarei la 
qoale però aerve indistinlameme ad ambedue i numeri ^ 



come: 



Bahia gente^ hahia gentes: y'era gente, yWaoo gentk 
Eccone la conjugasìoDe per disleso.. 

VOOI DeLL'miNiTQv 



Bàhen 
Bàber halido^ 

Bahiendo. 
Bahiendo hahido. 



Essery!^ 

Esservi stato o stata^ sfatto 

alate. 
Essendovi.. 
Essendovi stato o slata, stati 

o state» 



flHFt BILI. INDICATIVO. 



ffajr (t). 
Hahia 
Uuho, 
ffnhrd. 



Ba Tiahido* 
Hahta hahido, 
Bahrd hàbido. 



Semplici. 

Vi è, (vi ha), vi sono;. 
Yi era, vi erana. 
Vi fu, vi furono. 
Ti sarà, vi saranno (a). 

imposti.. 

Ti è stato o stata, vi sono stati o state. 

Vi era stato o stata ^ vi erano stati o state. 

Vi sarà stato o slata, vi saranno stati a 
state. 



(i) Toltane questa termioazieoe tutte le alU^e sono quelle 
stesse del verbo haher ausiliare. 

(a) Dovendosi aggiungere al verbo essere il el o il vip 
abbiamo prescelto quest'ultimo; ma tengasi presente ^ cbe* 
riguardo al verbo kaber si possono usare ambedue indiffs- 
lemcnente»^ 



I» 



Xa8 nBTI QUiBTA, 

IXPIBATITO. 

Ba/a. Vi «iai ri siano. 

rtVPI OIL lOGGlUSTITO. 

Semplict, 

Qóe hoja. Che yi sia, o tì siano. 

Si hubieroy 6 huhiese. Se ri fosse^ o vi fossero. 

Balria 6 huhiera. . Vi sard)be, o ti sarebbero. 

Si huhiere. - Se ri sarà^ se ?i saraooo* 

CompottL 

Qoe fta/tt hàbiJo. Che tì aia stato o state, ti 

sieno stati o state. 
Si htthtera^ 6 hubiese ha* Se ?i fosse stato o stata, ti 

hido, (ossero stati o state. 

Bahriù ó hubièra hahìdo. Vi sarebbe stato o^state , ti 

^sarebbero stati o state. 
Si huhiere habido. Se tì sarà stato o ftata, ti 

iarauoo stati o state. 

. 

OsitffTisii i.f che il partieipio habido siegue la regola 
generale dì tutti i ptrticìp)| i quali Tengono aecompagnati 
dal Terbo haber^ cioè| che termina coataotemente in e, 
qualunque sia il genere, ed il numero del soggetto. 

2.^> Il nominativo o soggetto della proposizione, di 
qualunque aorte sia, deT essere sempre 8enz*artioolo. 

Haj mucho pescado. Fi è molto pesce. 

Haj pocos poetas. Fi sono pochi poeti. 

JVo habia neceùdad, Don 9* era bisogne. 

Héfbìa muehoi errores. Fi etano molti errori. 

Ha habido algutta escara' F'è ^/ato qualche scaramo^- 
muza. eia. 



DEtLB rABTt DAL DI8COE80» tag 

ILa hAìio filosofos,que^ ecc. Fi sono stati de* filosofi ^ i 

quali, ecc. 

Hobo mìèchas mugeres^ y Vi Jurono molte donne, e 

bobiera hubtdo aun maSj ye ne sarehiero state an» 

jihubiese habi do un buen cbe di più, 50 vi fosse sta* 

reglamento, lo no btìoQ regol'ameDlo» 

No habrà/TNiiai paz. Non vi sarà mai pace» 

Jqul dehia baber mas <£- Qin w doTèva essere piìi 

nero. danaro. 

Dele baber habido grande^ Fi devono essere stati |nu» 

encuentros* fatti d'armi» 

Habiendo paz^ fiorecerà et Essendovi pace ^ fiorirà tt 

cornerei 0* eommercio. 

Habieado habido huena co* Essendovi stata buona ^ac- 

secha^ pueden hacerse la$ colta , si possono fare le 

pravisiones^ proy t isioni. 

3.^ It nominativo o soggette di una propeataiooe^ il eèi 
verbo eia Timpersonale haher^ non può essere un nome 
propriOi come Juan, Fedro , Ger4niaiO| eco» onde per tra* 
durre nello spagooolo queste proposiiiooi: Ve Giovanni? 
Vera PietroP Vi sarà il tao Zio? non ai dirki ^ajr Juan ^ 
habia Fedra? huba Gerànima^ ma: està Juan? €SÈaba 
Fedro? estuvo Geronimo, come diremo a suo luogo. 

4*^ La suddetta tersa persona de! verbo haber si ado« 

pera ancora per dinotare quanti tk> di lempo^ 

« 
Tiempo ba que he vemdo, E del tempo ohe Sano ve» 

' nuto. 

Dos koras ha,f iic ha solido^ Sona due ore che è uscito^ 

Uabia das anos que fai- Erano due anni che no 

taba,. mancava.. 

Habrà /r^^mese^j quemurió^ Saranno tre mesi che morii 

* • 

I.? Quandb nell* italiano al (« ei aggionge rapartio«H% 
«elativa nej e se no tottAà la voce 9e ne^ come 9$ nepmtk^ 



.i3e YAns QUAftf A| 

ve n'erano^ eco», nello spagnaolo sì assno nello ttietso 
modo le dette terze persone del yerbo hahér^ preoedote 
dal pronomer relatiyo fe, la los^ la$, che si aceorda in 
genere e numero col nome al qaale il ne ha relaaiooo. 



F*è del bnon panno al ro* 
atro oegoiio? Fé nò di 
totle qualità. 

Mon 9 è statua alcuna» e se 
ve n è« non è di ferma 
umana. 

Riguardo ai Giganti, ti sono 
differenti opinioni, se ve 
ne siano stati o no nel 
mondo; ma la S. -Scrit* 
tura ci fa vedere che ve 
ne furono. 

yì aouo marcali per gli ani- 
mali, ed in particolare 
per le cavalle , enendo' 
vene di due qualità*. • Fé 
me sono ancora dì difFe- 

• reati colori. 



Baj huen pano en la tienda 
de Fm? Le bay de todaa 
cualidades. 

No hajr estatua aìguna^ j 
ai la haj,'no es deforma 
humana. 

En cuanio d los Glganiee 
hojr diferentes opiniones, 
si los ha habido ó no en 
el mundo;però la Sagrqda 
Escritura nos hace ver 
que los hobo. 

Bay mercados para los eni^ 

males^y particnlarmenie 

para lasjeguas^ habienp- 

dolas de dos cualidades «. 

Las kaj tambien de di- 

fsrentes eolores. 



OaSEBFdZlONl 



aOFHA IL yiBBO 



Tewbr. 



At£BI, o Tini re. 



•• • . 

La qualità principale del verbo tener è qaella di dino- 
tare possessione. Tiene unito ai nomi materiali ed imma- 
teriali, non altrimenti che il verbo avere ^ o tenere; e gli 
, SpagnaoU Pusano in Uktie le .circostanze, in cui gritaliani 
•djif^faiio V avere come possessivo* . . ^ 



UBILI PABTI OBI 1H9C0B80. l3l 

Yo tengo un cahaìloy dos lo ho un cavallo, dae case^ 



casas^j cuaèro vinai» 
Tenias razon. 
Tuyo cinco hijos. 
He teoido calentura, 
Teudrémo^buen ano. 
Si tu hubieaM ienido juicio , 
' habrias leni do suerte, 
Teo pacieneia. ' 
Tenga Ym/ìa hondad de 

oirme. 



e quattro Tigne. 
Jlvevi ragionie. 
Eèié cinque figli. 
Ho avuta la febbre. 
vivremo un buon anno. 
Se tu avessi avuto giudizio | 

avresti avuta aorte. 
Ahhi pmeDM^ 
àhhia la bontà di udirmi. 



Ama^ w\\x^ il Torbe tener di uqirsf agP infiniti dei yerbi 
per la formazione di alcune espressioni indicanti neees'^ 
sita assoluta, Siflatli infinit^^ che in italiano Tanno pre- 
cedati dalla partipella da^ portano in iipagnuolo la par« 
licella que* 



Bo da fare. 
Aveva da acrÌTere. 
iSBAeta da uscire per foria. 

Barmo dovuto vendere tutto. 



Tengo qoe haeer. 
Tenia que escrihin 
TuTieron que salir por 
■ jutrza, 
H^p tenidp cpfi vender tikdo* 



Usasi ancora non di rado come ausiliare in luogo del 
Vèrbo hàher^ abcórdaddo in genere e numero il participio 
del Terbo ansiliato con l'accusativo: 



Tengo ya formado mi pian. 
Tenia gastadot cien dohio*. 

nes. 
X«e tengo escritas varias car- 

fas. 
JTa te tengo dicho que no 

vajas* 



Eo gìk/ormato il mìo piano 
Jfffiva già ; spesi cento doh* 

hloni. 
Gli ho scritte rarie lettere* 

Già ti ho detto che non 
Ttda. 



•St 



9AIT1 ^UAATl, 



OSSEUVAZlOJil 



Hfftik I 7I1BI 



SSM C ESTdM, 



ESSBII • SlAlB. 



Il f orbo ser olire di essere, eoae aBbiamo redato^ «if- 
$iUare dei terbi patsÌTÌf terre ancora a dinotare V essenza 
delle pertoae e eoeeied a marcarne la qualità inirinseea^ 
come: Vo soy Espanol, tu eres buenoy malo^ eco. 

Qaalanqae altra ciroosiaDia, o qualità che non formi 
ti caralCerCi né sia di esseoxa della persona o coca ^ ai 
esprime col yerbo estar. Ood'ò che per dimostrare il ca« 
ratiere o qualità essenziale di una persona o cosa oi dob* 
biamo seryire del Terbo ser^ e per dimostrarne lo stalo 
altaale o qualità passeggìera^ dobbiamo usare il Terbo 
estar ^ come vedremo dagli esempj seguenti : 



.\ 



Til lei malinco- 
nico. 

y. S. é molto aU 
legro. 

Qoesta starna è 
oscura. 

Pietro è rosso, è 
scolorito. 

Eglino sono mollo 
inijaieti. 



QUA.IJTA* assai* 

aiALB. 

Tu eres melancò- 

lieo* 
Fm* es muf ale'* 

gre. 
Este euarto es os* 

euro, 
Fedro es ruhio^ 

deseolorido, 
Elhs son muy in* 

quietos. 



^VALITA.^ PAtSlG- 
GHIA* 

Tù eiìàimelaneó' 

lieo* 
Fm. està muy ale» 

gre. 
Este euarto' està 

oscuro, 
Pedro etXkruhio^ 

descoloridom ^ 
Mìos «estàn muj 

inquietasi 



Gli esempj della qualità essenziale « ne* quali yiene 
impiegato il Terbo ser, mostrano il soggetto malineonico^ 
allegro ^ oscuro ^ scolorito ^ ecc. non per casualità^ ma per 



OBLLE PARTI DEL OlSCOBSO. )l33 

carattet-e e proprietà. Al f opposto gli eneoif) di quaUià 
pussiiggiera^ uve asaéi V estar ^ dimostrano il soggetto oj* 
legro\ nttdtnconieo^ oscuro^ ecc. per qaalche attuale cir» 
costanza ed accidentalmente* 

E siccome tulli gli aggettivi verbali dinotano la per* 
sona o cosa in uno stato accidenUile ^ devono cosi aocb^essi 
usarsi coi verbo esiar. Giova dunque o^st^ryare che ogni 
qQjil volta il verbo italiano essere sia equivalente a iro^ 
varsi^ gli corrisponde in ispagnuolo il verbo estar*. 



Yo estoy todo molido. 

Ufi estado enfermo. 

Entos puchìos esti'ban suge-^ 

tos al Rej de E^pana, 
U que roba esia obligado à 

la restilucion, 
Todo eslà preparado. 
Tu estàs sefiulado en el libro, 
f^m» està muy cansado. 



Io sono tallo pesto. 
Sono stato ammalalo. 
Questi popoli erano soggetti 

al Re di Spagna. 
Chi ruba è obbligato alla 

restituzione. 
Tutto è preparato. 
Wk sei scìiùato nel libro. 
JLlla è mollo stanca. 



Usaai il verbo estar per domandare e rispondere della 
salute di qualcuno^ e dello stato della persona: 



Como eslà Fm? 
Estoj indispuesto, 
Estoy bueno^ estojr malo, 
Eslà bicnp ealàn mal (i). 

Mi hermano està enfermo. 



Come fta ella? 

Sono indisposto. 

Sto bene^f/o male (di salute). 

Sta bene, stanno male ( di 

comodi ). 
Mio fratello è ammalato. 



Per dofnandare e dimostrare il ^g^iorno o Inogo. OT^ 
trovasi una persona o cosa (a) :. 



(i) Riguardo all'uso di questi Avverb] bien, mal teggasi 
ti trattato degli Avverbj. 

(i) É regota costante che quando il verbo italiano è»*^ 
Gram, Spag, la 



l34 PASTI QtJlBTA, 

Etti en casa el senor Fedro? È io easa il signor Plelro ? 

JVoJO/roi esldba mose/tifoma. Noi eravamo io Roma.* 

Si no etti, le esperaré. Se non v*è) l* aspefférò. 

Donde esIÀ mi sombrero? Dov^è il mio cappello? 

Està sohre aquella siila. E sa quella sedia. 

Notisi che Tablativo iti laogo, retto dal yerbo estar ^ ra 
costaotemeote accompagnato dalla preposiaiooe <n, e mai 
daira. 

Il Terbo estar si unisce ancora elegantemente ai ge- 
ni ndj per esprimere Tazione del Terbo:e5M lejrendo^ 
esture escrihiendo ^ estando cenando ; corno vedraaai nel 
trattato dei gerundj, 

OSSEBFAZIONJ 

SOFBA I TBRBI 

Jjfdàbs e /a. GakkiiAib e ÀnDiBa* 

Il verbo andar non significa, come V italiano andat^e^ 
e^jificliirsi in qualche luogo determinato, ma soltanto Vazione 
di camminare^ ed il moto che fa qualche persona o cosa, 
senza determinasiooe di luogo. 

w 

Vm. anda muy aprisa. Cammina multo in fretta. 

Habrémos andado cerca de Avremo camminato Ticino 

dos leguas, a due leghe. 

Ande Vm, con cuidado, Fada con attenzione. 

Jquel cahaUo anJa hien. Quel cavallo ca/nm/na ften^. 

Mi relox de Vm. anda mal. Il vostro orologio va male. 

/W ahi anda alcuno* Di \k ve qualcuno. 

sere richiede appresso di sé o tacita o espressa alcuna 
preposizione, come in, a, sopra^ per, nelp ecc. gli corri- 
sponde tu ispagnuolo il verbo efUin 



BELLI Pi «TI DEL DISCORSO. l35 

È (lanqne il verbo ir, che corrisponde BÌVanJare^ al- 
lorchè serve a determiDare il iaogo o Tazionei oome: 



Vamos a tralìojan 
FaeroD al teatro. 
Irémos à pasco? 
XA à esludiar, 
Voy d Roma. 
Ha ido a Francia. 
Quisiera ir d Napoìes. 



dndiam3 a lavorare. 
Andarono mI teatro. 
Andremo a spasso? 
Andate a studiare. 
Vado a Roma. 
E andato in Francia, 
dorrei andare a Napoli. 



Osservisi in questi dae nllimi esempj, che il verbo ir 
regge sempre il sao accasativo con la preposizione 4, • 
DOD già con Ven» 

Usasi anche il verbo iV come reciproco: ìrse^ per dino* 
lare partenza da luogo» 



Me yoj de aqai. 
Te vas ? 

8e faé de alla. 
Nos {nimos. 
Se hàbràn ido. 
Yajanse de mi casa» 



ile ne vado. 

Tu ne vai? 

Se ne andò. 

Ce ne andammo» 

Se ne saranno andati. 

Vadano via da casa mia. 



Serve ancora come ausiliare per formare b oonjaga* 
tiene progressiva. 



Voj viendo ^ue no estu^ 

dias. 
El enemìgo lui ganando ter» 

reno. 
Et mal vÀ haciende pro^' 

gresos^ 



Vado vedendo che non sta* 
di. 

// nemico andò goadagnaa* 
do terreno. 

Il male va facendo pro- 
gressi. «. 



' 



CAPITOLO IT- 

Del Participio. 

Abbiamo oss^rrtlo che il Participio ti divide in ah 
liVo o presente, e passivo o passato. Esso intanto è un' 
espressione del Verbo ^ che partecipa ancora della natura i 
del nome Aggettivo: perchè modifica la sigoificazìone del 
•ostantiTO, altribaendogli o notazione, o ono slato qua- 
lunque. \ 

Parttcìpt'o attivo è quello cbe dinota azione^ come: I 
causante^ oh f diente^ oyente. Passivo quello che dinota 
passione f come : eausado^ ohedecido^ oido, 

lì participio presente dei verbi in ar termina io ante, 
come da amar^ amante\ da hahitar^ hàbitante. Quello dei 
Terbi in er, e in ir ha la Mrminazione in ien/e, come da 
crecer , pertenecer, escribir: c/vciente, par/e/iecienle , eicrì- 
li^nte 

I partitip) formati dai verbi in eer, uir, come; creer^ 
concluir terminano in jrentei crejeole conclujenie (i)^ 
Anche il verbo oir fa oyente, 

II participio presente peraltro è di pochissimo uso^ ed 
è piuttosto considerato come un aggettivo verbale* Ordì» 
nanamente gli si sostituisce il gerundio^ come pure accade 
nell' italiano. 

Il participio passivo o passato si furnia dalle lettere 
Radicali deW infinito ^ aggiungendovi odo a quelle dei Terbi 
in ar,. e ido a quelle dei verbi in er^ e in rr, come: 

Amar^ considerar y Ainndo^ consider^ào. 

Temer f tener , Temido, le» ido. 

Partir, recibir, Partido, recibido, 

Ci) Questa variazione k soltanto ortografica. Vedasi il 
trattato de' verbi irregolari. 



( 
/ 



Alili fkWtl Dtt filiflORSO. ' l37 

Qaei parlieipj, che lerminaQo diversamente tono irre- 
golari. La prima conjagaiìone in ar non ne ba alcuno; 
nella aeconda e terza ai troyano i segaentis 



Ahsolver 


ahsueìto 


assolvere* 


Gthrìr 


cubierio 


coprire^ 


Decir 


dicho 


dire. 


Dlsolver 


duuelto 


disciogliere 


bscrihir 


escrito 


serÌTere* 


Hacer 


hecho 


fare. 


Morir 


muerlo 


morire. 


Porter 


pftesto 


porre. 


Resols^er 


resueUo 


risolvere. 


Romper 


rota 


rompere. 


Ver 


visto 


vedere. 


Folver 


9ueUa. 


tornare. 



Alla medesima irregolarità sono soggetti i loro coni< 
posti. 



Componer 

Contrahacer 

Disponer 

Preper 

Revolver 

Kncuhrir 

Predecir 

Prescribir 



compuesto 

contrahecho 

dispuesto 

previsto 

revuelto 

eneuhieHo 

prediche 

prescrivo 



comporre. 

contraffare. 

disporre. 

prevedere. 

rivolgere. 

occultare. 

predire. 

prescrivere. 



Avvertasi, che gli altri composti del verbo decir ^ come 
hendecir, contradecir^ desdecir^ maldecir, hanno il parti- 
cipio regolare ^'hendeeido^ contradecido ^ desdecido^ mal" 
decido. Yo he hendecidoy ecc. 

1 VariWiii] hendfcido y maldecido ^ osali come nomi ver- 
bi\ti^ fanno bendilo^ maldito: 



la 



Beodito sea Dìot. Sia benedetta /JJiV. 

Id VfidXàìiQì al fuego eterno. Andate maledetli al faoco 

eleroo. 

Ti tono aocora de^ verbi^ i qaali haaao due ^rlicipj ^ 
Tono regolare, e l'altro irregolare^ come: 

DesperUr: desperthdo^ despierto; Svegliare. 
Goaveocer:. convencido^ convicto'^ Convincere, 
Hlegir: elegido, electo; Eleggere. 

Ma i primi soltanto possono formare tempi oomposli^ 
come: 

ile han despertado. Mi hanno sregliato. 

Te habia convencido. Ti aveva convinta. 

le hahràn elegid<K L avranno eletto. 

I. secondi sono considerati come aggettivi verbali : 

Booihre despierto. Uomo sveglio. 

Reo comicto. Reo convinto. 

Obispo electo» Vescovo eletto. 

Ciò non ostante vi sono alcuni particìpj irregolari, ode 
fervono egaalmente a formare i tempi , come preso ^ prò» 
\istOf ro/o, ecc., ecc.^ i quali possono usarsi come i re* 
gulari prendido^ presciibido^ rompido; a^zi il regolare 
rompido non è in uso^ e gli si sostilnisce V irregolare 
roto^ ciò che accade egualmente col verbo prescribir, il 
(;ui participio irregoUre prescriio è più in uso. 

CAPITOLO V. 
Del Gerundio, 

Il Gerundio è un^ espressione del verbo ^ la quale in» 
dica uno stalo simultaneo ^ o precedente a quello indicato 
da un altro verbo ^ che si dice principale. 



DILLE P.UT1 Dm DISC0B80. |}^ 

Tulti i verbi della lingua Bpagouola formaQQ ti loro 
gerundio dalia terza persona del plurale del preterito 
perfetto AMindicatÌ9o ^ levaodoDe il ron ed agginogen* 
dovi fao\ come amar: amaroa, amanioxtementemiev^n^ 
temiejkào\ subir: subieroo^ «uiiendo; creer: cre/eroa^ crp» 
^endo; oir: ojfevoB^ oyeado\ seatir; sintietoa^ s/n/ieodo* 

Questa regola aou è soggetta ad eocesiaaey faorcbò nei 
•egaenti verbi, i quali /ormano il loro gerundio dalle 
lettere radicali deìV infinito ^ aggiungendo?) ondo ie della 
prima conjugaaione j e iendo so della seconda e lena, 
come: 

Egtar, Querer^ Sefj Tener ^ 

estando, queriendo, aiendo^ tenieodo, 

Traer^ SaUr^ Conducir^ Ir* 

trayeodo^ saliendo, oonduciendo, yetodo. 

Siegaono la medeaiiaa re|[o!a i composti contenei\ oon'^ 
traer^ eoe. 

Osseryisi cbe \ irregolarità de' gerundi traer^ e iV è 
ortografica. Decir fa d'ciendo, e lo sieguooo i composti 
iendecir, desdecir^ ecc., che hnnobendic iendo, ecc. 



CAPITOLO lY. 

DelV^ Avverbio, 

L Avverbio è una parie indeclinabile del disei»r9o^ la 
quale si unisce al verbo per modificarlo^ acereseendone, 
diminuendone y o variandone il significato. * 

Gli avverbj si riducono a sei specie principali, cioè, di 
tempo» di luogo; di quantità; di modo y ed ordine j di af^ 
/ermauone^ negaùoae e dubbio; di comparaiionc» 



i4o 



PAUTB Q0ARTA, 



AVVERBI 



i ICODt ATYBBBlAtl DI TEMPO. 



Cuanio? desde cuania? 

Basta cuando? 

De cuando acà? 

Hoji hoy en dia» 

Aycr: manana. 

MafLana por la manana. 

Anteayeri antes de ajrer, 

Ajer tardtti ayer noche (i). 

Anieayer iarde. 

Al amaneeer. 

Al romper del dia. 

Està manana^ 

A la madrugada* 

Està tarde: esla noche. 

La noche pasada. 

A noche ^ ó ayer noche: està 

noche. 
Por la moicana. 
A medio dia» 
Por la noche. 
Al anochecer. 
De dia: de noche. 
Despues de mafiana.^ 
El dia despues^ 



Qtiando!^ da qaando? 
Fio a quabdo? 
Da quando in qua? 

Ogg'; oggidì. 

Jeri: domani. 
Dumant mattina. 
Jerlaltro: P altrieri. 
Jeri al giorno: jeraera. 
L*altrieri a aera. 
Sai £ar dei giorno. 
Alfapparir deiralba. 
Questa mitlina. 
Di bnon mattino. 
Queat^oggi qiiaeia aera. 
La notte passata. 
Jernotte: questa notte. 

Alla mattina. 

A mezzo giorno. 

Alla sera.^ 

Sul far della sera. 

Di giorno: di notte. 

Dopo domani. 

Il giorno Hppresso. 



(i) Gli Spagauoli dividono le- Tentiquattro ore del giorno 
mmananat tarde^ e nache i dalla levata del sole fino a 
mezzo giorno chiamano la mariana; dal mezzo giorno fino 
alla calata del sdle la tarde; e dairivemaria io poi la nache» 
Così dicono està mariana; està tarde, esla nache; por la 
mariana, por la tardct por la noche; buenas tardes, buenas 
noches, e nella mattina fino m mezzo giorno : baewfs dias* 



DZIIV PAB1I DKL DI8COR90. 



Dos dias despues. 
Ahora: pretto ò pronto. 
Pronto: luego. 
Al instante: de repente. 
Apresuradamente : de priesa, 
J^ocQ ha: no ha macho. 
Tarde: demasiado tarde. 
Temprano. 
Muy temprano. 
May de mafiana, 
Siempre. 
Siempre jamas» 
Por siempre^ 6 para siempre^ 
A menudo: alguna fvs. 
Muehas ueces» 
JHunca: jamas. 
Poco ha: hasta ahora^ 
Por ahora, 
Ta: para ahora. 
JEntonces: desde entorices. - 
Por entonces: todavia: to» 

davia no» 
Antes: cuanto antes. 
De antemano. 
Despues: ìuego. 
Tal 9vz: à vcces. 
Cuando, 
Pocas vecesx la mas veces. 

Para en lo por venir. 

De manana en addante. 

En todo tiempo. 

De cuando en cuando ^ 

De tiempo en tiempo.. 

Di' algun tiempo à està parte% 



• 4« 



Due giorni dopo. 

Ora o adesso: presiti 

Proola mente: aiibilo» 

Al momfiito: di tubilo. 

Presta meole: in fretta.* 

Dianzi: non ha gtiarL 

Tardi: iroppo lardi. 

Dì b«on\>ra. 

Molto di buon^orai 

Di baon mattino. 

Ognora, sempre. 

Mai sempre* 

Per Sempre. 

Spesso: qualche Tolte» 

Sotenle, spesse Tolte. 

Mai: giammai* 

Poco fa: fin ora* 

Per adesso* 

Già: ormai. 

Allora; d'allora* 

Lì per li; ancora: ancor no. 

Prima: quanto prima* 

Anticipatamente. 

Dopo: subito* 

Talora: alle volte. 

Allorquando. 

Poche volte: il pia delle 

volle. 
Per l'avvenire. 
Da domani in poK 
In ogni tempo. 
Di quando in qoanda 
Dì tempo in tempo. 
Da qualche tempo io qot. 



l4l 9AITB QUARTA, 

Jh^ra: ahorà mi^mo^ Adesso: adesso proprio. 



A la vuelta. 

De vuelta. 

Mucho tiempo ha^ 6 hacia» 

Acada instante , d cada paso. 

A ratos perdidos (i}, 

Dieho y heeho. 

En un àbrirjcerrar de ojos. 

A tiempo: f aera de tiempo. 

A iozon, 

Eeeientemente. 

Becien (avanti ai partici pj), 

Secien venìdo. 

Seeien óacido. 

Becien hecho. 

Alfin^ por/in^ en fin., 

De aqui d diez anos^ 

fface ratoihace huen rato. 

Saee tres dias. 

Desde entonces acd. 

desta horafdlahora de està. 

De dia en dia, 

A mas tardar., 



Al riloroo^ 

Di ritorDO. 

Già da gran tempo. 

Ad ogni moroenlo* 

A tempo perduto. 

Detto « fatto. 

In un giro d*occhio. 

A tempo: faori di tempo. 

Opportunamente. 

Recentemente. 

Di fresco. 

frenulo di fresco. 

Appena nato. 

Recentemente ya/to. 

Alla fine, alla perfine. 

Di qai a dieci anni. 

E on pezeo:èanbeI pefso» 

Sono tre giorni. 

D'allora fin a ([i^esto punto. 

A questuerà. 

Di giorno in giorno. 

Al pia tardi. 



(ir) Rato significa un breve spazio di tempo non deter- 
inmàto. Il quando ed il come venga usato in ispagnuolo 
potrà rilevarsi da seguenti esempi: 
Rato ha que llegué. È del tempo che arrivaL 

Ta ha buen rato que estof. È del tempo che ci sto» 
hai ratos que puedo los em^ l momenti che posso grim- 



pleo en estudiar* 
f^amos d posar el rato.. 

Bemos tenido bueno rato. 
Hos es sumamente ùtil en 

nuestras melancolCàsj ma* 

loi ratos. 



piego nello studio. 

Andiamo a passare un po^dl 

tempo. 
Siamo stati allegramente» 

Ci è sommamente utile DeUe 
nostre malinconie e ndi no- 
stri cattivi momenti. 



DVLLS PÀBTI DSL DlSCOBSO. 



143 



ji1 ultimo: apenas, 
ÀI cobo de rato. 
De rato en rato. 
No està j4 en estado de re* 
cìbir. 



Keirultìmo: nppena. 
Alla fioe. 

Di tempo io tempo. 
Non è più in i^lalo di rice' 
Yere fi). 



iTrSBBJ DI LUOQO. 



Dundee en donde? en qu^ 

puesto? 
A donde? a que shìo? 
De donde? desde donde? 
Por donde? hasta donde? 
Para donde? hacia que 

parte? 
Aqui: ahi: allL 
Aedi ahi: alia» 
Bacia acd: hdcia alla. 
Pur aqui: por alli. 
De aqui: de ahi: de alla. 
Por aqui: por ahi: por alii. 
Hdcia arriba: hacia ahajo. 
Por encìma: por ddajo, 
Aqui arriba: aqui àbajo. 
Ahi arriba: ahi abajo. 
Por delante: por detras, 
Miuadelante: masatras* 



Ove? doye? in che lilo? 

Dove? a che sitol 
Doade? da dove? 
Par dove? sia doveP 
A che Tolta? verso ohe par- 
te? 
Qui: cosli: lì: 
Qua: costa: là* 
la qua: io là. 
Per di qui: per di li. 
Di qui: di costi: di lì* 
Di qua: di costà: di là. 
In .sii: in giù. 
Per di sopra: per di sotto* 
Quassù: quaggiù. 
Costassù: costaggiù. 
Pdr davanti: per di dietro. 
Più avanti: più indietro. 



(f) Allorché il pib. dinota tempo, e non quantità si trar 
duce nello spagnuolo colla particella jra » come: 

non è piU in Ì3tat9 di rìce- No està ya en estado de re* 

vere. cibir. 

Non è pìlL come prima. Ho es jsl corno antes, 

Won verranno più. No vendrdn ya. 

la tali circostanze pia non En tales circunstancias ya 

bastò ^ cbe^ ecc. no bastó^ che, ecc* 



l44 PABTf 

Dentro i f aera: deb^Jo: en» 

cima. 
De arriha obajo. 
Por dentro: por [aera. 
Por medio: por un lado. 
Por iodas partes: por ludo* 
A parie: al rededor» 
Ijcjos: cerea. 
Enfiente i mas ahajoi mxu 

aniba. 
jiHó enfrente: ahi enfrente. 
A- mano dtìecha: à mano 

iiquierda, 
Dcsde aqui: desde ahi: de$^ 

de allL 
Baila oquii hasta ahi: ha» 

sia alla. 
Por atra parte: en olro la* 

gai'. 
JSLu aedi mas alla» 
De lejosi de cerea, 
Al principio: al medio. 
En la milad; en Iodas par» 

tes, 
Masta aqui: hasta ahii hasta 

alla. 
Donde quiera: en oottlquier 

sitio, 
En cualquiera parte, 
Airas : adtlantt : hdcia atras^ 

Al cabo del mumìo, 
De* parte à patte, 
Sien ìejos. 
A4fui cerca. 



QUAtTA , 

Dentro: fuori: lotto: sopri. 

Sotlotupra, sosso pra. 
Per di Jcolru: per di faori. 
Per messo: per una parte. 
Per ugni dov«: Ja per tutto. 
Da parte: intorno. 
Lontano: ?jcino. 
Incontro: più giù; più su. 

Là incontro: costà incontro. 
A man drltla: a man sioi-' 

stra. 
Di qui: di ooslì: di là. 

Fin ([ui: fin oossì: fin là. 

Altronde: altrove. 

Più io qoà : più in là. 
Da lontano: da vicino. 
Sul principio: nel me£s<i. 
Alla metà; per ogni duve. 

Sin qui} sin costà: sin là. 

Dovunque: ovunque. 

Dovasi sia, dove che sia. 
In dietro: i-a avanti: ali* io- 
di erro. 
Li capo al inoodo. 
Da parte a parie. 
Bf n luiitftno. 
Qui vicino. 



DSLtl PABTI DEL OI8Q0RS0. 



145 



▲TVIRBJ DI QUANTITÀ • 



Cuanto ? en cuanto ? por 

cuanlo? 
Bfucho: poco: Jemasiado. 
En mucho: en poco. 
Por poco: por mucho. 
Bastante: mas. 
Mas de lo nece savio, 
Aìgo; sohremanera, 
Àlgo cansado. 
Casi: tanto: no mas, 
À lo mas: à lo menos. 
En ahundancia: d manos 

Uenas, 
jépenas: con escasez, 
En caniidad: à montones. 
Poco mas ó menos: basta. 
Un poco: nlgun poco, 
En poco: èn mucho* 
Esto es de mas. 
Hs por de mas. 
Poco mas ó menos. 
Sobre poco mas ó menos, 
Caando mas, 
é lo sumo, 

A cuanto vende Ym ? 
.À seis realtis la libra. 
Demasiado coro: barato ^ d 

buen predo. 
En mucho : mas de lo /usto. 
Lo mas que sea posible, 
Nada mas. 
Cada vez mas^ mas y mas, 

Gram, Spag, 



Quanto i^ in quanto? per 

qtfaoto f 
Molto : poco : troppo. 
In molto : in poco. 
Per poco: per moltOé 
Abbastanza: pia. 
Più del bisogno. 
Alquanto: oltremodo. 
Alquanto stanco. 
Quasi : tantq: non più* 
AI più: al meno. 
Io abbondanza: t mani pi«« 

ne. 
Appena: con iscarsesza. 
In quantità: a mucchi. 
Presso a poco: basta così. 
Un poco: qualche poco. 
In poco: in molto. 
Questo è di più. 
E superfluo. 
Poco più poco meno* 
A un dipresso. 
AI più. 
Al sommo. 
Quanto vendete P 
Sei reali la libbra. 
Troppo caro : a buon pres« 

zo. 
D'assai : più del dovere* 
Più che sia possibile. 
Nulla pi&. 
Vieppiù. 

i3 



ti6 »iBTK QVABTA, 

ffarto (avanti ai perho). Pur troppo. 

Sarto lo sieDto. Pur troppo me ne dispiace, 

Af Tertati, che qaando il più ya aoito a certi sostaolmi 
coi quali doq fa le veci di. avverbio, poa si deve altri- 
luinti tradurre colla particella mas^ ma bisogna in vece 
dargli il suo proprio tigaificato, osaexvaado la relaiiooe 
che ha coi medesimi. 



CummioaroDo/^er più gìornL 
Si fecero accompagnare per 

più sicurezza, 
Per la più parte. 



Caminaron varios dìaa. 
Se hicieron acompanar para 

major segar idad. 
Por la major parte. 



AWBaai DI MODO BO OROiatb 



Como ? 

Bien: mah 

3Iuj bien: muy mal. 

De huena ganai de mala 

giina, 
Dt: muy huena gana. ' 
&in mas ni ménos, 
jédredej de intento ^ de prò* 

posito, 
J despecho^ o d pesar. 
Con trabajo. 

Despacio: con coniodidad. 
Vespacilo: poco a poco, 
Clarox alto: mas alto, 
Quedoi quedito, 
En vano : cn balde: à porfia, 
¥.n primer lugar, 
/'Vi segando lugar. 
Fn tercer lugar, 
Primcro^ despucs ^ en iir- 

guida. 



Come ? 

Bene : male. 

Molto bene: molto male. 

YoleDtieri: mal volentieri. 

Molto volentieri. 
Sen«a nò più né meno. 
A bello studio, a bella po- 
sta. 
A dispetto. 
A 8ter>to. 

Adagio: a belFagio. 
Adagino: o poco a poco. 
Chiaro: forte: più forte, 
piano: pianino. 
Invano; indarno: a gara. 
In primo luogo. 
In secondo luogo. 
In terzo luogo. 
Filmai dupo^ appresso. 



BILLK PARTI 

IjuegQi mas aSeìante. 

I^ri meramente y lo primero, 

En segundo lugar. 

Ultimamente^ finalmente* 

Sucesivamente, 

A una: todos à una. 

Uno por uno: por barri^s. 

Por partes» 

Uno por vez, 

En orden: de dos en dos» 

Una despues de otra. 

J han juntos^ junias^ eoe. 

J parte: de este modo» 

Àsi: de està manera, 

Jsi Msi: tal cuaL 

Mediana menit» 

Al contrariox al revest 

Ptintualmentex ni mas ni 

ménos, 
Fuertex mas redo* 
De veraside hurla :de chanza. 
De nuevo: .de acuerdoi e/i 

cambio. 
A pesar su/o^ mal que le 

pese. 
Svbre maneraz ménos mal. 
Sien: no tanto: del todo. 
Sin. razon: prò y contro, 
A medias: entre dientes. 
Al aire: por debajo de 

cuerda. 
A mi modo: a mi gusto, 
A modo de todos, 
En ajrnnas: de tropsh 
En tropai de golpe* 



InJi: ^\ik avanti. 

Fri mi era meu te. 

SecondariameDlQ* 

Ultioiaiuente. 

Saccesaivamente. 

Insieme: lutti ioaiatne. 

Un per uùo: per rioDi. 

Una cosa dopo Paltra. 

Udo per Tolta. 

In ordine: due a due. 

Una dopo l'altra. 

Andavano joaieme, ecc. 

Da parte : io questo mòdo. 

Così: in questa maniera... 

Cosi cosi: passabilmente. 

Mediocremente. 

Al contrario: air opposto. 

Appunto: né più né meno 

Forte: più forte. 

Da Tero: da boria: fn cetiu. 

Da capo : d' accordo : ia 

cambio. 
Suo malgrado. 

Ollremodo: meno malo. 
Bene:, non. tanto: affatto. 
A torto: prò e contro. 
Per metà: a mezaa bocca^ 
Per aria: sottomano. 

m 

A modo mio: a mio piacere. 
A modo di tutti. 
A digiano: in folla. 
In truppa: ai un tratto. 



l4ft VAITI 

De pasoi de eamino, 

Be haìde: iin pagar. 

De memoria: en pie, o de 

pie. 
De roditlas. 

De earai en filalo en hihra, 
Como quiera: iea corno 

fuere* 
A iolat: de Iruces. 
En peìigro. 
à mas no poder, 
Eitar d la mira. 
Cara d cara: a pie firme, 
Heir d careajadasn 
À buUo: d eiegas* 
A iieniati d hurtadillas. 
A las claras: al cuhierto, 
A la vista ^ en vista* 
Friamente; d cmpeUones. 
A pataaas: é palos. 
A grkos. 

Encima^ d cuestat. 
A traicion: en seco, 
A la larga (?a). 
De gota: de Idstima. 
Echóle en hora mala. 
Con enfado. 

Por el contrario: de rahia. 
De pcrguenza: de risa, 
A otcuras: d escondidas. 
De pesadumhre: de gusto, 
A la espanola, 
A la italiana. 
A la/mncesa. 



Di passaggio: cammio fa-> 

cendo. 
Gratis: senta pagamento. 
A memoria: ìd piedL 

Gtoocchìone. 

Di faccia: in fila. 

Come aia: comunque stasi. 

Testa a testa: boGConQ« 

A repentaglio. 

A più non posso. 

Essere in mira. 

Faccia M faccia: a pie fermOt 

Ridere amoderataoteate. 

A tastone: Mi cieca. 

A tentone: di soppiatto. 

Palesemente: ai coperto. 

Alla vista. 

Seccamente: a spinte. 

A calci: a bastonate. 

A forca di gridi. 

Addosso. 

A tradimento: in aeceo. 

In lungo (va). 

Dì piacere : per c«»mpassfone, 

Mandolio in malora. 

Con isdegno. 

Al rincontro: di rabbia. 

Di vergogna: dal ridere. 

Ailoscuro: di nascosto. 

Di pena: di piacere* 

Alla spaga noia. 

Airilaiiana. 

Alla francese. 



BILLS PiBTI Dlt DISCORSO. 

Alla sfuggita. 
Alla rinfusa. 



>4» 



Al escape. 
Jtropelladamente. 
EocaaderDado a la rùstica. Legato alla rustica. 
Mirar de reojo ^ohre hom* Guardare di mal occhio. 
hro. 



A pie: d calallo* 

En coche: en posta. 

En pelo: en siila. 

A paso naturai, 

A paso tirado, 

A galope: d media rienda. 



A piedi: a cavallo. 

Id carrozza: in posta. 

A bisdosso: in sella. 

A passo ordinario* 

A passo accelerato. 

Di galoppo: t mesxo ga« 



loppo. 
A rienda suelta: d toda A briglia sciolta: a tutta 



brida. 
A gaias: de puntillas. 



briglia. 
Carpone r io punta di piedi. 



A pequeiias jornadasi a la K piccola giornate: a cop- 



par. 



pia. 



Despaciosdprisa^odprie^. Piano: in fretta. 

■ODI A7TZHBULI 
. SI AriflIlAIIOllB, HIGÀIIOHI S DUBBIO. 



Es verdad? No es ferdad? 

Es asi? no es asi ? 

Es ^rdad: es mucha verdad. 

Es eierto : es muy cierto. 

No haj dada» 

8i: si senor: cierto, 

Seguramente: ciertamente» 

En verdad: si por cierto, 

Deveras: puntualmente: sin 

dada, 
Ta ie sabe: eso si: asi es, 
Vigo que si : bien. 
Està muj bien. 



E vero t^ Non è vero f 
E così? non è cosi? 
E vero: è verissimo. 
E certo: è certissimo. 
Non v'ha dubbio. 
Si: ai signore: certo. 
Sicuramente: certamente» 
In verità: si certo. 
Da vero : appunto : sensi 

dubbio. 
Si sa: questo si : cosi i. 
Dico di si: bene. 
Va benissimo. 



Sol fio senortno por eletto. No : noo signore : no ceffi. 



So et verdad: e$ falso» 
Por ningun titulo. 
De ninguna mancra» 
De ningun modo» 
Digo que noi ni aun» 
Nada de eso. 
So es osé: eso si que no. 
(^fifsa, o à raso^ o tal vez» 
Puede darse: en caso. 
Si acaso: por st aeaso. 
Por ventura^ Acaso? Quien 

sabeP 
Caso cheidado casoien lodo 

caso. 



Nuo è Tero: i falso* 

Io oessuD eonto. 

In oeisuoa maoiera. 

la iieftion modo. 

Dico di DO : uè aoche. 

Niente affatto. 

Non è cosi : questo -poi no. 

Forse. 

Può darai: in caso» 

Se mai : se si dasae il eaao- 

Forse P Chi aa? 

Quando nnche : posto che: 
in ogni conto. 



01 COKPARASIOHI. 

Masi ménos : mejon peor» Più ; meno: meglio : peggio. 

M par. Al pari^ dei pari. 

Ls faistoria tanto anllgna, Taolo . . • • quanto. 

corno moderna. 

Le sirTÌó tàn bien , corno Cosi • • • . come. 

deaeaba. 

DE6L1 ATTSBII IN MEVTE. 

Gli avrerb] io niente si formano, come in italiano, dalla 
terminazione femminina degli aggettivi^ con raggiunta 
delle voci men /e, come pr/meramente, Joc/amenle, ecc. 

Qtiaodo Vaggeitivo termica in e^ o in con%onante^ non 
fri fa che aggiungergli la suddetta terminazione^ come a 
feliz, comun, dlficil^ hreve^ polre\ felizmenie, eomun* 
utente, dificilmtnie^ &/e(^f roeute, /^lo&remeote. 

L*u8o però richiede che IroTaodosi uniti du9 o tre dt 
^oesti awerbj, si tralasci nei primi la terminasioóe io 
menfC| ri^erband(>la coslantemeute per l'uhimo. 



DBUI VAKTI DBt OI8COB80; 1 5« 

U halle docttf / elocueole- Egli parlò JotiamenU ed 

menle. eìuf/ueutementem 

Tcdo letraJo decida libre j Ogni letterato decida libe* 

j francainente sohre tal ramente e francamcni^ 

materia^ su tal materia. 

El hombre justo mi/ere qa:e- L*uomo giusto muore fine» 

ta; Iranquìla y felìsmente» tornente^ tranquillamente 

% felicemente. 

Qui è da osservarsi che ?i hanno alcuni aTverbj i quai^ 
•ervono a più classi^ come luego e despues^ i quali sono 
uv?»jrb) di tempo quando dicianio: 

liUego irég parte luego. Terrò subito^ parte skbitO', 

Nos verémos despues. Ci Tedreiuo dopo, 

E sono ayverbj di ordine AeUe soguenli e simili prò* 
posisionì : 

fué primpro à }a Ygtesia^ Andò prima in Chiesa, fxii'ra- 

luego paso a la Galena^ di passò alla Galleria^ 

f despueS partió para e poi partì alla volta di 

Madrid, Madrid. 

Primero en/ró ^, luego jro Prima enirò egli , poi io • 

jr los demos, gli altri» 

Oltracciò la particella luego è congiunzione illativa^ 
equivalente ali* ergo de' La(ÌDÌ| come vedremo nel trattai» 
delle congiunsioni» 

Anche la voce aun ha diverse attribuzioni. 

Essa è avverbio di tempo 

Ann 6 todavìa no ha venido. Ancora non è venuto. 
Aun, d loda via no^re5ue/«'^5? Ancora non risoKi ? 
kvLVk^óXoA'Xs'wihaje^petaaza,. Ancora e' è spcranaa. 



So: no ienoTtJtù por cie^to. No: non signore: no eefti. 

So et 9erdad: esfalso» Nuo è Tero : i falso* 

Por ningun ikulo. Io oesiuo eonto. 

De ninguna manera» In oeisuaa maoiera. 

De ningun modo. In nessun modo. 

Dìgo que no: ni aun» Dico «li no: né anche. 

I\fada de eso. Niente affatto. 

Wo es osé: eso si qne no. Non è cosi : qaestO'poi no. 

{fuizdy o à raso^ o tal vez. Forse. 

Puede dar sex en caso. Può darsi: in caso. 

Si acaso: por st acaso. Se mai : se si dasse il easo- 

Por ventura? Acaso? Quien Forse P Chi sa? 

sabe? 

Caso clieidado caso:en lodo Quando noehe : posto ctie: 

caso, in ogni conto. 

01 COKPABAnoHI» 

Masi ménos : mejon peor» Pia ; meno: meglio : peggio. 

M par. Al pari^ dei pari. 

Ls faiatoria tanto anligoa, Taolo .... quanto. 

corno moderna. 

Lo siryió tàn bien i comò Cosi • • • • come» 

deseaba. 

DEOU ATTiBlI IN MEI/TE. 

Gli avterbj in niente si formano, come in italiano, dalla 
terminazione femminina degli aggettivi^ con T aggiunta 
delle voci men /e, come primerameniey doetamenìe^ ecc. 

Quando V aggettivo termioa in e^ o io contonante^ non 
S4 fa che aggiungergli la suddetta terminazione^ come a 
feliz, comun, diflcil^ hrepe^ polre\ felizmenie, eomun* 
mente, dificilmenie. bret^emeuiey pobremeDÌe. 

L*uso però richiede che IroTaodosi uniti du9 o tre di 
^oesti awerbj, si tralasci nei primi la terminasiooe io 
menfC| ri^erbaad(>la coslantemeute per l'uhimo. 



DBILE VAKTI DBt SI8COB80; f 5« 

U hcAIé docttf / elocueole- Egli parlò ioUamenU ed 

mente. eloquentemente, 

Tado letraJo decida libre j Ogni letterato decida ii&e- 

j fraocainente sobre tal ramente e francamcnie^ 

materia^ su tal materia. 

Kl hombre justo mi/ere qu'e- L*uomo giusto muore quie» 

ta; Iranquìla y felismente» tamente^ tranquillamente 

e felicemente. 

Qui è da osservarsi che ?i hanno alcuni aTverbj i quai^ 
servono a più classi^ come luego e despues^ i quali sono 
uvv»;rb) di tempo quando diciamo: 

liuego ire, parte luego. Terrò subito^ parte amhitO'* 

Nos verémos despues. Ci vedremo dopo, 

E sono avverbj di ordine AeUe eoguenlì e simili prò* 
posisionì : 

JFué primpro a la Ygtesia^ Andò prima in Chiesa, fUira- 

luego paso à la Galena^ di passò alla Galleria^ 

jr despueS partió para e poi partì alla volta di 

Madrid, Madrid. 

Primero en/ró ^, luego jro /Vima entrò egli , poi io e 

jr los demos, gli altri. 

Oltracciò la particella luego è congiunzione illatii^a^ 
equivalente alf ergo de' La(ÌDÌ| come vedremo nel irallai» 
delle congiunsioni» 

Anche la voce aun ha diverse attiibuzioni. 

Essa è avverbio di tempo 

Ann d todavia no ha venido. Ancora non è venuto. 
Aun,ó lodaviano rexue/f'^^? Ancora non risolvi ? 
kìin^ó\oA'\s\vihaje^peraaza. Ancora e' è speranaa. 



i54 

Della 

ira 

Terso 

por (i) 

•ul 

tutta 

•opra 
pollo 
dietro 

oltre 



pretto 



accanto 
allato 
Ticino 
langi 

lontano 
adossn 
a pie 

dentro 

fuori 

trqaoe 



OD la torre ha caldo un rayo» 
està eoi re la espada y la partd, 
hàcia poniente hajmuchas nube» 
el correo salió para Madrid, 
paso por la calle» 
encìma del tejado formò un 

balcon, 
encima de la encìma de la torre Tiay dos ca* 

fiones. 
dejé el Vibro tobre la mesa, 
las paso debajo del armario, 
estaha escondido detrat de la 



en la 
entra 
hdcia 

{para 
por 
encima del 



sobre 
debajo da 
detras de 



tra$ 



en 



entre 

cerea 

janto 
al lado àé 
cerca de 
Ujos de 
jdistante de 
encima de 
al pie de 

dentro de 
fuera de 
ménos 



puerta. 
tras los montes habilan otras 

genles, 
tn un pueblo tendilo cualquiera 

es juez, 
entro ios Griegos Jiaj una Zejr, 

^fie, ecc. 
Ministro cerca la S. Sede, 
junto ^ la Yglesia se ve una luz, 
al lado del Rey estaba la Reina, 
%'j'via cerca de Bonus, 
todavia estamos le|08.de/ pueblo^ 
està distante de la ciudaj, 
todos se echaion encima de mi, 
al pie del monte haj una orbo- 

leda, 
le metieron dentro de vn seco, 
los echaron fuera de la ciudad» 
ménos el Capitan tódos se rin" 

dieron. 



(i) Vedasi la cUstinuone dei para e par dopo k pre* 
posizioni y pag. i58. 



1 



incontro 

alfine 

alla Tolta 
aldiÉoUo 
al dN sopra 

lungo 

tu per 
in messo 
di qua 

iiìà 



al fin de 



para 



DELLB PABTI DEL Dl9C0n80. l55 

enfiente de el coche se parò eofrente de mi 

casa, 
al fio de la calle hay una Ygle* 
Sìa. . ^ 

tomaron el rumba para la Ftalia, 
por dehajoAe pasaron por debajo dfl puente. 
porencimade por enei ma de los tejados paia» 

han las hai OS» 
ó lo largo de nos pasedbamos a lo largo i$ 

la playa, 
subia por las paredes, 
en medio del rio hay una islo* 
de la parie de acà del monte^ 



par 

en medio 

de la parie 

de aca 
de la parte 

de alla 



de la parte de aUi del rio- 



TRBP08.1Z101IB DI T1XF0| OBOIHB, BCO. 



prima 
prima di 
dopo 
fra, ira 



appresso 



circa 



•olio 



antes do aotes de un ano polvere» 

ante ante terlas cosas : ea menester^^ec o* 

despues do despues de corner irémos a paseo» 
dentro de dentro de cuatrQ diat llegaré 

la fiala» 
tras los hombres vàn tras/a fortuna» 

en pOS de llevan eo pos de si el animo de 

todos. 
tmos haird uoos cien caballos. 

unas habrd unas siete casas, 

Como unos habrd corno uoos cien cabattoik 
comò unas habrd corno uaas siete casas» 

yo miro la cosa bajo otrù 
hajo \ aspecto. 

ba]o sus auspicios y escueh» 



i56 



•«pn 


l 


«aUa 


ì sobre 


Mi 


{ 


éopo 


ai caho d« 


di 


fU 


d» 


\ 


dalla 


\ desde 


dal 


ì 


fia 


hasia 


Mito pena 


sppena de 


con 


con 


contro 


cantra 


tra, fra 


cntre 



oltre 

•enia 

secondo 
a seconda 
Terso 
a tenore 

hnianxi 
in potere 



amas de 

sin 

segun 

a favor de 

hàcia 

d tcnor de 

antes de 



la caridad es iobre toias hs 
virtuieu 

se trota sobra cierto asunto. 
le dejaron salir sobre su pa* 

labro* 
dio afgunas leyes sobre ci hurto, 
ai cabo de una hora salas co» 

rso? 

el pobre murió de repente^. 

de «de m anana en adelantc. 

desde la creacion del mando. 

desde el diluvio. 

basta la fundacion de Roma, 

sopena de cien ducados. 

irato a los ' prisioneros con hu* 

manidad.. 
OS con tra la opinion comua» 
entra nosotros no bay cumpìi* 

mientos. 
amas de la dote tuvo un huen 

regalo, 
se pierde sin remedio, 
segun mi modo de pensar, 
navegàbamos a favor del viento, 
hicia ese'tiempo sucedtó elcaso, 
i tenor de las ordenes del Gè* 

neral, 
paria antes de tiempo. 



en poder d^ un ano estuve en poder del ene« 

migo, 
in braccio . en brazos de se echó en brazos de sus ami" 



lungi 
eccetto 



lejos de 
escepto 



lejos de nosostros teda sospecha, 
escepto el Domingo j oXrasJU'^ 
stas. 





DIIU PARTI Bit ftlSCOASO. 1 5j 


salfo 


salvo 


•aI?o tu parecer. 


fuori 


/aera de 


euando le i^i , e^aia faera de 
cuidado* 


rigaardo 


eneuanto i 


en eaaoto d ms negochs pen* 
saréjo* 


iatorno 


à cerea de 


àcerca de lo que me esevibes^ tec^ 


dorante 


mientras 


mientras la cena huho alegria. 


mediante 


mediante 


mediante Dios llegarémos al 
puerto^ ~ 


con tatto 


a pesar de 


a pesar da eto mis reeelos san 


(*ÌÒ 


eso 


grandes. 


malgrado 


i pesar 


i pesar de todos los ostdculos 
salió libre ^ 


a ragione 


i razon 


la pendio é racon de dos reales 
la f^ara. 


conforme 


conforme 


eonfòrme al pacto hecho* 


a yista 


en vista 


en Tif!a de la inconstaneia die 
la fortuna. 


in vece 


en vez 


en fez de castigarle ^ le honran. 


IO laogo 


en lagar 


tengale en Ingar de padre è 


a guisa 


a modo 


era hecho a modo de turbante. 


Terso 


para con 


fui grande tu amor para con 
sus semejanles. 


meco 


conmigo 


venga Fm. oonmigo. 


teco 


contigo 


pues no venia contigo? 


seco 


consigo 


se ìas ha llevado cenai go. 



DELLA PARTICELLA PIJE. 



Alia particella per corrispondendo in ispagnnolo le 
particelle para, e por in diverso significalo, noi onde far 
conoscere ai principianti il loro proprio uso, porremo qui 
le osseryàaioni che n>) fa nella sua Grammatica TAccade* 
demia apagnoola. 



Gram. Spag. 



i4 



k58 Villi ^Mifà; 



kLLi f iBTlCtI.U>«A .OOBmiftKttm IL PÀMd, 

i.^ Quando il per JiiioU la persmèa o casa a cui rienc 
Jiietta un azione, che sia in danno o vantaggio della 
medesima. ' ^ ' 

Qaesta latterà h per Pietro. Està carta es para Fedro. 

L^ODor della vittoria è pel El honor de la nctofia es 

Geoerale. para el General, 

Per loi aarà il male. * Para él sera el mah 

Ho fatto fare uoa aoansia Hemandado hacerunestan» 

pei libri. io para los libros, 

9.^ Quando il per dinota il /ine delle azioni e Tus^ 

delle cose. 

«• 

Metti da parte coteato da- fon a parte ese dissero para 

oiaro per pagare i debiti. pagar las deudas. 

Voglio libri per leggere. Quiero Vhros para leer. 

Perchè lo (loiuaadi? Para quo lo preguntas? 

3.° Allorché il per dinota moto verso qualche luogo: 

Parlo per Napoli. Parto para NàpoUs. 

Per la Spagna. Para Espanm* 



4-° Quando aasegna zìo iermUie^ o tempo 

determinato. 

Lo laaceremo per domani. Lo dejaremos para mafiana: 
Per sabato saranao fatti. l^&rsisdbado estarda hechos, 

S.^ Quando dinota azione o relazione di una persona 

cosa con un'altra. 

Per essere principiante non Para ser prindpiasUe non io 
Tha fatto male. ha hecho mal. 



^ 



BBUl ritti JitL DIIOOBSO, 1 5) 

I^el tempo che fa, non istà Para el tiempo quehace^no 



addietro la campagna. 
Per essere così riceo^ è poco^ 

ciò che spende. 
Per eie che egli meritai la 
- ricompensa è poca. 



està ntrasado el campo* 
Para ser fan rico^ es poco 

lo que gasta, 
Fara lo que merece^ la re» 

compensa es poca. 



6.** Allorché col per significhiamo ehe una cosa 
sia per farsi imme^'atamenie» 



Sto per partire di qai. 
£ra per dirgli che taeeeee. 

Gli dicestOi eh* ella infra 
pochi dì fita per andare 
a Granata. ' 



Estoj para partir de aquL 
Estaba para deeirle que eah 

hue. 
Le difese^ que ella dentro 

de pocos dias estaba para 

ir d Granada. 



ALLA VABfnCBfcI.A PÉ$ GOBIfSf ORDB It Pcm* 

i.^ Qnando il per dinota la eausa o motivo, 
per e^ì ai fa qualche cosa. 



Lo gaaligano per ladro. 
Io lo fo per piacerle.; 
Per questo non Toleya uscir 

di casa. 
Per te gli levano ilgoTérno» 
Altri combattono per iayita, 

altri per Tonore. 
Per mancanza di salute non 

potei venire* 



Le eastigan por ladron. 
Yo lo hago por darle gusto^ 
Pos eso no queria salir de 

casa. 
Por ti le quitan el gohierno, 
Unos pelean por la vida^ y 

otros por la honra* 
Voxfalta de salud no pude 

venirm 



%? Allorché il por dinota spazio di tempo. 

Parto da Roma per nn mese. Parto de Roma por un met^ 

Prestami il libro per tre Prestarne el libro por tree 

giorni. dias. 

Abbiamo litigato per molto Bemos pleiteado por mvehm 

tempo. . tiempo^ 



l60 VAETB ^VlNl, 

3.^ Quaado il per dinoU messo. 

Hi sposalo per procaralore. Ba easado por procurador. 
Per mezso de* suoi amici tot medio de sus amigos oh* 
otUnoe il perdono. tu^ el perdon. 

4.'' Modo. 

Lo fa perhone^ per Xìmc^e^ Lo hace por hien^ por le* 

per forta. mor^ por fuer%a^ 

Lo fenderono per inridia. Le vendiéron por enridia. 

5.* Prezzo. 

Vendo la caaa per mille Feadió la ca$a por iiij2 «f» 

scudi. cudos. 

Lo dà per quattro piastre. Lo da por cuatro duros» 

Si paga ano scudo per ogni £e /Hi|fo iinosoittfo por cada 

barile. barrii. 

6.^ Equivalenza t. 

Pochi soldati buoni valgono Pocoe ioldadoi huenos 9W* 
per un esercito. len por un egérdto. 

7.® Impegno y o favore. 

ì\ovk «vera da tornare per il No hahia de voher por el 

credito della mianaiiooe? crédito de mi naeion? 

È impegnato per un amico E$ld empenado por un ami' 

eoo. go sujro. 

Ha parlato per me alla Re- Ba hablado por mi a la 

gina. Reina. 

Feci per lui quanto potei. ^ce por él cuanto pude. 

8.® Supplemento. 

Assisto pel mio compagno. Jsista por mi eompanero. 
Io supplirò per te. lo supliré por fi. 



9.® Cambio^ ■ 

ffacamliadosu cahaJlo por Ha cambiato il avo oat^Ho 
vna fegua* per aoa eayalla. 

10.^ Opinione o Concetto, 

Yo le tengo por Tiomhre de Io The per oo galaDtaomo» 
hien. 

ii.° Si «doperà final mente Uxoria corri apondensa al 
per, quando questo aenre neìle preghiere ad esprimere 
Toggettù, in grazia del quale vogliamo che si piegai, ù 
si commuova la persona pregata; e nei giuramenti , per 
esprimere Voggelto che ai chiama per testimonio e malle^ 
vadore delta verità di cib che si giura. 

Per ramicìsia che avesti con Por la amhtad que tuvisle 

mio Padre, con mi Padre. 

Per qaunto hai di pia caro Por lo que mas amas en et 

al mondo, ti prega. mundo^ te ruego* 

Lo giarò per ta palude ati- Lo furò por la laguna esti" 

già. già. 

V> sono aivcora altre espressiooi pia ov?ie, come: ioj 
por Bmian vado per acqua^ eoe» le quali per brevità si 
tralasciano. Non pertanto aono degni di osservasi one i se- 
guenti modi di dire; 
Per quanto dottOj per quan^ Por docto por grande^ por 

to grande, per quanto rico que seasy non te 

ficea ta sia, non ti puoi puedes eadmir de la ma* 

esimere dalla morte. erte. 

La yirtù, per quanto aia ae- - La virtud^ por severa que 

vera, piace. sea , gusta. 

La medesima €ostriiKÌone si adoprerebbe in ispagnnola 
K in veee di per quanto ai ponesse in itatiaoo quan^ 
dunque. 
La Ttrtè quantunque ae« La vlrtud por severa <fm 

nra^ecc aea^ecc. 

a4^ 



i6i Pkvn QUAiTi, 

DILLA PiBTICBLLA ITALtilli DÀ» 

Esieiido molti e difTerenti gli u8Ì| a cui viene appli- 
cata io italiano la particella da^ giudichiamo a proposilo 
di fare in questo luogo una conveniente spiegazione delle 
Toci| che in ciascuno di essi le corrispondono nello spa- 
gnuolo. 

1.^ Quando la preposizione Ja è segno òéìVahlatfpo^ 
che dioola operazione , le corrispondono le particelle 
por o de. 

Il Torlo fu preso dal ne* El Jnerte fué tornado poro 
mico. del eiiemigo, 

£ stalo ben ricevuto dal Ha sido Òien recihulo por 
pubblico. del pnhlico. 

La virtù è lodata da lullS. La firiud se alaba por todas. 

s.^ Quando è segno óeìVablatìifo^ che dinota origine, 
separazione^ o termine di partenza le corrispondono le 
proposizioni de o desde. Ve Issi oelie preposizioni la dif- 
ferenza tra il dc^ e dadc^ p«g. iS^3. 

Vengo dii Róma, ddlo slu- Vengo de Roma^àfA estudio ^ 

dio non esco da casa. no salgo de casa. 

Sono fuggili dalla prigione, ffnn huido de la prision. 

Dalla creazione de! luondo Des Je la creacion del mun^ 

fino al di d*oggi. do hasta el dia de hoy. 

/^allora non ha scritto? Tiehii&entoncesnohaescrilo? 

Da che partì non hu avuto Desde que par t io no he 

nuove. tenido noticia. 

Da Roma fin a Napoli. Deiìde Aoma hasta Ifdpoles. 

3." Quando u^i giuramenti e nelle asserzioni pr^icede 
la qualità della persona che parla ^ le corrispoude nei 
primi il modo avverbiah a/é^ e nelle seconde la parti- 
cella corno: 



DBtLS PllTI DIL DISG0ÌÌK>« }63 

Ti giaro da cavaliere che Te furo a fé 3e cahaìlero^ 
noi sapeva. que no lo &ahitt. 

Non ti parlo J^giadice^ ma No tehablo corno jucz^stnoi 
da amico. corno amigo, 

4.^ Egualmente le corrisponde la particella como^ al- 
lorché dinota convenienza^ o sconvenienza in qualche 
persona: 

Egli hq operato da buon El se ha portado oomo luen 

soldato. soldado. 

Visse da uomo yaloroso, e Vivió corno homhre Paleroso^ 

morì Ja vile. jr murìó corno li/i viL 

Regnò da tiranno. Beino comu tirano. 

Operi fZj par tuo. Obras comò ^c/te^/i ere*. 

&.^ Il Jri preceduto dal verbo essere si traduce nello 
spagnuolo col pronome proprio. 

Da Romani era il vincere, Era propjo de Romanos el 

o morire. vencer^ ó morir. 

jOd uomini generosi è il per- Es propio iW hombres gè* 
donare le ingiurie. nerosòs el perdonar lus 

injurias. 
Quest'azione non è da voi. Està no es acaion própift 

de Fm, 

6.^ Quando il da equivale al circa^ si traduce colU 
particelle comò u?» j corno unos^ corno unas^ ecc. cerca 
àcy ecc. 

Sono stato in Napoli da sei Hts estado en Nàpohs^ corno 
mesi. unos seis meses, 

li* ha tenuto presso di sé da Le ita tenido en su poder 
due settimane. cerca Je dos semanas. 

Avrò venduto da quaranta Eahré vendido cerca de, o 
bariti, ' eomo unos euarenta ha- 

ri/cu. . 



t6^ •* VAftTt QfAlTA/ 

j,^ Qoaodo n da ?iene onito ai pronomi primii%h da 
me^ da le, da lè, Ai noi, ccc- si risolTe per mMso * 
Mprtisiooi equiftleoli, eome: 

L' ho falta dame. La he heco yo mitmo^ ja 

solo. 
CaromiDt da tè? Camina solo? 

8i è amorsato da se? Ae ha apagado de ai, o por 

aL 

8.^ Qua«<io il da imito agH aTverbj molfo^poeo^ niente-^ 
• eoi prooome ciò, accenna abiUtà o attitudine, si traduce 
nello spagtMiolo eolla preposisione para. 

Quanto siete da pocoi Cuan para poco es Vmì 

Era nomo da tallo. £Wi fcom&re para todo. 

Non è <fa ciò. Ifo es para eZ/a. 

o.^ Spesse Toke la parlicelta da equivale a (pesta 
espressione: ih casa di, a casa di. In questo caso si tra- 
duce nello sp8gnuoii> con i medesim» termim en casa 
de^ d casa de^ à ver. 

8000 stato dal Maestro^ e He estado en casa del Mae*' 
noe Tho trovato ^^^^ij *o '^ he halladiK. 

Sta dalla sorella. Està en casa de su hermana^ 

É andato dalla madre. Jfi ido & casa de su madre. 

Andai da un ammalat». Fui a ver a un enfermo. 

Ti menerò da lei. Te llevaré a su casa. 

Se il da è preceduto dal ?erbo passare^ si traduce eoa 
la proposisione por. 

Sono passato da casa mostra. JTe pasado for vuestra easm^ 
Da Torino, da Fitense* Por Turin, por Floreneh* 

IO.* Quando il da^ precedul<> dal yerbo esserei e»* 
aern, si unisce agl'infiniti de* Terbi eome da fare^dxe 
Ore^ gli corrispondo io ìspagnnol» il que^ 



DICU fÀftTI DBS OliCOlltO. 



l«S 



Ti era da fare. 

Gì sarà da peostira 

Ci è stato molto da Jire» . 

Yi uranno state molle lei* 

tere da acriTere. 
Non v'ora da cenare. 



Habia qae Kaeer. 
Hahrà qwe pensar» 
Ma hahido macho qoe Jeeiir. 
Hahrd hahido muchas ear^ 
tas qae eserihir. 



No hahia quo cenar» 

II.? Egaalmeote quando il Ja è precedato dal ?erlio 
avere dinotante obbligo ^ dovere, o necessità assoluta, git 
corrisponde il que accompagnato dal verbo tener* 

Non posi^ tratìleiierm*,per- No puedo delenerme^ por» 
che ho da scrivere di» que tengo que escribir 



verse lettere. 
Ebbero da oscico pteclpito» 

sameote. 
Se io avessi da faro ooteslo 

passo, morrei di pena* 

Ho mollo ooee da dirti. 



varìas eartas. 
TuTieron qae saUr pretìpi» 

tadamente. 
Si jo taviese quo dar rat 

pasa, morirla de pesa^^ 

dumhre. 
Tengo qae decirte mùckae 

eosas* 
Hai da fare ? . Tienes qae haeer? 

In totli gli altri casi, sia che il J<i venga preceduto dal 
verbo opere o dal verbo essere y sia che la proposìsìono 
dinoti minaccia ^ persuasione yO promessa, gii corrisponde 
in ispagnuolo costantemente il de» 

L*ho da mettere in prigio« Le he^ 6 le tengo de pomer 



ne. 



preso* 



Hai da fare in maniera che Has de hacer de modo que 
non si conosca il difetto* no se conosca la fatta. 



L'occasione noA era da per* 

dorsi, 
Non è d» maravigliarsi* 



La ocasion no era de per» 

dersff. 
No es de estranar. - 



ré8 

benché 

tallo cha 

quantuoqua 

aocorchè 

«ebbene 

per quanto 

per qaanto mai 

beo è fero 



viarf tuiati, 

aaoqae Io dUimula^ nos teme* 

coando le importata un tesoro. 

por macho que andes^ no ll^arét à 

tiempo. 
por mas qaa hize no le pude per» 

suadir. 
bien ea terJad que no està siempre 

asL 



QOMfLATIfS. 

e j, é . • • Juan j Fedro; Casa é Fgjis» 

sia (i). 
ohe qae • . • me dijo^ qne pendria» 

e, e tanto al fin corno al principio» 

qnìndi Inego se vohió d Cesar, j le dijo^ eoe 

ancora aan los mas viles se enfureoiero»» 

ancha tamblea heaios hfihlado de Vm. 

inoltre ademas nos hace herederos de la 

gloria, 
non aolo • • . ma • • . no solo hahla^ sioo grita. 
ma esiaodio sino tambien baila. 

non che corno tambien los oficiales, y sar^ 

gentos, 
egualmente asimisqEio. mandamoSf que nadief eoe. 



▲GGimrriTV. 



oltre di 
oltreché 



a mas de ser hoho^ es miserahle. 
k mas de qne yo no le dije^ que se 
fuese. ' 



(i) Vedasi il trattato di ortografia, dove si park del 
diOÉrente oso delle coDgiunzioni y^ e tà o^ u. 



oltracciò 

ancora 

altresì 



e poi 

86 poi 

di pia 

è yero che 

non v'ha dabbio 



OILtX PAftTI DIL DISCORSO* l€fj 

à mas dp eslo hajr peligro de eaer* 
aan me queda algo por deeir, 
igaalmeole he sahido que no estu^ 

dias. 
j a mas de eso^ quieto sàber eomo> 

le gastas, 
si ademas queremos consultarlo . . • 
mas en la opinion romun no pasa. 
es cierto qae la edad no le ohliga, 
DO bay dada que escribe hien. 



DISGIUNTITI. 



o 

oppure 

Demmeno 

oeppare 

oè anche 

ora . . . ora 

tna 

che^ se non che 



ó, ù; o entrar^ 6 salir; siete ù ocho . 
6 sino tome Vnt. este^ y deje ese. 
dì siqaiera me mirò a la cara. 
ni tampoco él sahe lo que .se dice. 
ni ano catarsi, per sonas eahen, . 
ja. . . ya. Ya decia que si^ ya que no. 
si 00. No quiero ese^ sino aquel. 
no ha visto el libro^ sino por la cu^ 
bierta. 



BLITTIVB' 



prima 

piuttosto 

meglio 

più • , • che 

più Toleotieri 

ansi che do 
piuttosto 

Gram, Spag^ 



primero morir que hacer tal cosa, 
antes dare la nda que la espada * 
^ejor sera dfjarle solo. 
mas. • • quo; mas tiene de malo ^ quo 

de bueno. 
de raejor gana lo haria, sino me lo 
mandaras. 

mas bien es bianco que otra co^^ 
eran mas bien ciudadanos que sol" 

dados, 

i5 



ÌJO 



PABTB qUlETly 



ILIA.TITB. 



•ioohk 
del resto 
del rimaDeota 
ora danqae 

adf^880 si efae 

per la qual cosa 

il fallo è 

oode 

laonde 

qtiìndi 

finalmente 



asi que corno yo lo hahla pemado, 
por io demas pierJa Firn, cuìdad; 
do Io demas no tengo notida. 
ahora bìen exìsminemos la fiiena de 

esa razon, 
ahora si qae la hemos hecho, 
per Io cual dejamos aquel camino. 
lo cierto es quo él no se via mas^ 
per lo qae se echa de ver^ que y eco. 
de donde podemos inferir que • • . 
de acqui noce que tus hijos no ole- 

decen. 
por fin cdgo hemos saeado. 



'CONCLUSITI* 



insomma 

io eonclttsiooe 

in una parola 



en sama lodo quedó asolado, 
en conclusion nada se pudo sacar. 
en una palabra entramos todos* 



ylAIK AtTRE COKGIUNXlOiri. 



come 

eìoò 

cioè a (lire 

pf r COSI dire 

è come dire 

poeto che 

siccome 



Wo sé corno hacer, 

esto es con paz j quietud» 

cs decir que se haga a menudo. 

metido^ por decirlo asii dentro desi 

mismo* 
es comò si dijesemoa, que ahora es 

de noche» 
supaeslo qae te favorece^ muéstrate 

agradecido» 
asi corno la modestia atrae^ ecc. 



come che 

oomoDqoe siasi 

diamo che 
aapponiamo che 
beo anche 



almeno 
MIA pare 
sopra lutto 
io- virtù 

del restò 



DBI.LB PlRTX l>Et DlSCOnSO. If I 

corno qaien no tenia enemigos. 

comò qalera qae sea, ^ perdio 
su dinero, 

tea corno fa ere, et murió. 
demos qoe me lo haya dicho, 
supoDgamos qae no hubiese venido» 
«un cnando la hubieses risto. 
per lo stesso motivo por lo mi amo me sali de olii. 
per qualche cosa por algo Io deciajro. 

i lo méooa ofrezca Vm. algo» 
pero Tamos que habrias hecho? 
sòbre todo cnando se habla de Dios, 
en virtud de los tratados cedió la 

plaza. 
caaoto i lo demaa no haj que /e- 

mer, 
rispetto a por lo qae mira d mis intereses. 

per ciò che rigoarda por lo qae toca d mifamflia. 
pare propalen en hora baena los edicUh 

rcSt • • • 

si es qae quiere dar la lejr à iodos. 

ja qae no puedo dormir ^descansaré. 

corno si jfo no se lo hubiese arisado* 

en vea de consolarme^ me aflige. 

coando lleguéj ya habia sai do mi 

hermano. 
allora più che mai entonces maS qoe nunca apreió el 

siilo, 
entonces fué cuando empezé d tem: 

blar, 
mientras cenan^ nadie habla. 
loego que me vió^ me abrazó, 
desde entonces no se pueden ver. 
as) que ri el talego,abri tanto ojo. 
por mas que ponderose las exeeUn^ 
- cìas del agua. 



se forse 
ae pure 
qaasi che 
ansi che 
allorché 



allora fa che 

mentre che 
subito che 
d'allora 
sobito che 
quantunque. 



171 niTIQUABTA, 

OSSERFAZIONi 

•uFftA LA COKOiVISIOIB PUMpUB. 

La parola dunque abbraccia io italiano tre aorii di 
congiaosioni conclusiva^ illativa e continuativa. 

Quando il dunque è coogiaMÌone conclusiva ^ cioè, 
quando dinota coneluaionè dt alcun raziocinio, tirando 
la conaeguensa dagli antecedenti, ai traduce nello spa* 
gnuolo colla congionaione concloaiTa luego ; equtYalente 
eìVcf^o de' Latini , come dagli esempj aegnenti : 

I tìxj rovinano fa aalutCì IjOs vicios arruinan la sa^ 

dunque dobliiamo fug- lud^ luego dehemo9 huir* 

girli. ^ los. 

Egli respira, dunque Tiye. El respifa^ luego wW. 

L'amore Terso il prossimo £2 amor hàcia el prógimo 

ò un comandamento di es un mandato de DioSf 

Dio, dunque noi debbia- luego nosolros debemos 

mo amare il prossimo. amar el prógimo 

Questi è un isterico che fu Este es un hisloriador que 

posteriore ad Apollonio, fué posterior à Apolonioj 

dunque non ha potuto luego no ha podido 9er 

vedere i suoi miracoli. sus milagros. 

Quando il dunque è congionaione illativa^ cioè, quando 
noi Togliamo dinotare qualche illasione da quel che 
udiamo o abbiamo udito, si traduce con la congiunwoDe 
ìllatÌTa conque nel modo seguente : 

Dunque non Tolete Teoire ? Conque no quiere Fm. ce* 

nir ? 
Dunque è stato preso f Gnnque le han preso P 

Dunque non c'è rimedio? Cooqae no hay rìmedio? 



Si mole del pari adoperare familiarineote in alcuni 
modi di eongedarai* 

Dunque . • • Addio. Gonque . • • a Dlos, 

Dunque • • • Boo a domani. Gonque • • . hasla manana^ 

Dunque * . • a rivederci. Gonqae . . . hasta la vista. 

Dunque , • • realìamo coaL Gonque. ..quedamoseneso* 

Tradticeaì finalmente il dunque eon la parlictilla pues 
in qualità di conginnzione continuativa e risolutiva^ ed in 
questo caao si pospone generalmente ai verbo, come in 
italiano: 



Conociendo pues Teodosio^ 
que su vida . • . eoe. 

Vohiendo pnes d tornar la 
interrupida narracion . . é 

Posando pnes en silencio 
los malos tratamientos . . . 

Empecemos pnes por los 
se alido s. 
AUeodete dunque a quel Jlended pues d lo que 0$ 



GoQoscendo dunque Teodo- 
sio ohe la sna vita .. . ecc. 

Tornando dunque a rìpren* 
dere V interrotta narrai 
zione ... 

Passando dunque in silen- 
£Ìo ì. cattivi trattamen- 
ti .. . ecc« 

Comiooiamo J(//3^i/eda] sen- 
si. 



che vi dico. 



digo. 



Gessate dunque , o mortali, Cesad pues» 6 mortales^ de 



di accusare . • • ecc. 



acusar « • . eoe. 



Ora dunque che conto ren* Jhora pues que cuenta da^ 



dorai dei danaro? 



ras del dinero? 



La voce pues oltre alla sua corrispondenza col dunque 
si adopera ancora con molte altre congiunzioni^ come si 
può vedere dagli estmpj seguenti: 

Pues su cortesia j agrado ^ es taì^ 

que • . • 
No quiero decirselo^ sépnez quo* 
^Tt U disgusta. 

i5* 



Imf»eroc9})è 



'74 



Giacohk 



Eisendo che 



Kppnro 



EbbeDo 



Che cosa danqae? 
Come duuqae? 

E cfaeP 

£ die diremo? 
E ohe? 

1'' rayate por Rom ani. 
Or essi assicaraao 
che 



riiTf guaita; 
Paes a veees engana el amor proplo, 
Puea que lo ha hechof él sahrd 
porquc. 

T poes/o te mfro d ti; que dettru- 
jres la repuhUca^ mfreme tu à 
mif que la conservo. 

{Paes lo preguntas corno que no lo 
sabes, te dire porque . • . eco. 
Pues dfé que no lo has de Itevar. 
Paes quiera^ó no quiera los ha de 
tornar, 

Paes yo (e lo aseguro^ que me la 

has de pagar» 
Paes biea està esloquejo decia» 
Tu no lo quieres hacer? paes lo 

haré yo. 

Paes que es lo que quieres? 
Piiea corno he de hacer? 

Pue8qoe?/iien5fl5 que està erifadadof 
Paes qae? si fueras cónsul^ no lo 
harias? 

Paes que dirémos de su modestia^ 
Le conoces? Pues no he de cono» 
ccrle? 

Pues vosotros erais Romanos, 
Ahora poes ellos aseguran que . ». 



DBLL'AfYBBfilO DIMOSTBAVlTO ECCO. 

Quando Tavverbio dimoslralivo ecco ha dopo di sé un 
iiominalifo, come: ecco il Re^ si traduce nello «pagiruolo 
per mesjBo della particella he unit^ ^^ostaniemeote agli 



BBtlE PlBTI DCL DI8COB80. I jS 

aTftabj di laogo aqui, olii, come, he aqui^ he olft, se- 
condo che 81 yoglia dimoilrare cosa o persona vioina o 
lontana. 

Ecco il libro He aqui el libro. 

Ecco le lettere Be aqui las cartas. 

Ecco il maestro Be atti el maestro. 

Ecco le sorelle Be olii las hermanas« 

Ma quantunque questa regola sia di rigore di liognai 
TÌ sono pure alcuni altri modi con cui più comunemente 
ai dà airecco il suo giusto significato, e che sono ancora 
di maggior uso nel discorso, e sono i seguenti; 

i.^ Quando Vecco accenna qualche coesf che sì ha da 
ricevere, come ecco il danaro^ si traduce nello spagnuolo 
col TerJl)o tornar neW imperativo ^ accordandolo con la 
persona^ a cui è diretto il discorso ^ per esempio: 

Ecco, o eccoti il libro Toma el libro. 

Eccole la penna Tome Fm, la piuma. 

EccoTÌ i danari Tomad lo9 dineros. 

Ecco loro le lettere Tomen Fms. las eartss. 

Egualmente si possoL^ "^re i terbi eslar o tener 
nel presente delV indicativo preceduti dagli aTTerbf aqui 
Q alti accordando il primo con la cosa^ ed il secondo 
con la persona a cui è diretto il dircorse, 

Eceo, o eccoti il libro. Aqui està, (^ aqui tienes el 

libro. 
Eccole la penna. Aqui està, o aqui tiene Fui» 

la piuma. 
Eccovi i danari. Aqui estàn, o aqai teneis 

los dineros» 
Ecco loro le penae. Aqui eslàn ^ o aqui tienen 

Fms, las plumas, 

2,^ Allorché rayyerbio ecco serve per chiamare 1 a(- 



176 FAin QUAlTA, 

imuono ferso qualche oggÌBllo, come ecco il palazia, %i 
tradoce ordioartiiiiieole co' Terbi mirar ver Jì'impem' 
fip0^ quaotunqae si possa fgaalmeole mare il verbo esiar 
accordato con Poggelto che si dimostra^ 

Ecco il Maestro. Mira, alli està et Maestro. 

Ecco il Palatfo del Re. Mire T/n. rea Fm. alli està 

el Palacio del Rsjf» 
Ecco le montagne di, eco. Mirad, fed^ alli estia las 

montanas de ^ ecc. 
Ecco i miei figli « • » Mirea Fms^ vean FmSy equi 

estào mù hijos, 

2.^ Se l'eceo dimostra qualche oggetto che si avvicina 
a chi paHa^ io yece del rerho estar ^ si usa il verbo venir, 
come atjui wenela hermana,a//ld t'ie/zen los soldadoa, ecc« 
Qui viene la sorella, là vengono i sotdali| ecc. 

4*^ Nello stesso modo si traduce IVcco con r verbi 
estar e rr, Tnno di quiete e Taltro di movimento^ quando 
vengono aggianti ad esso i pronomi congiuntivi , o preno^ 
minali mi, loj ci^ /i, come» 

Eccomi. Jqui estoj^ alld voy, 

EccolO| o eccola. Jqui està ^ alld va. 

Eccoci^ Àqui estamos^ alla vamosw 

Eccoli» o eccole. èqui estàn^ alld van, 

5.^ I pronomi relativi congiuntivi si traducono nel modo 
ìslesso che abbiamo accenoato nel numero primo. 

Eccotelo. Tornale^ aqui lo tienes^ aqui està* 

Eccotela. Tomaia^ aqui la tienes, aqui està' 

Eccogliela* Tómela Fm^ aqui la tiene Fm^ aqui està, 
EccoTfli. TomadloSj fiqui los teneis, aqui estan. 

Eccole loro. Tómtnlas FmSy ahi las tienen ^ms. veart" 

ìas Fms, 



BILLB PlBTl DU O18C0BS0. 1 Jf^ 

6.® Nelle cose immateriali si osa Vhe aqui eoo pitoft* 
reoza a qaaloaque altro modo. 

Ecco la forza elei soo argo« ^e aqni la fucrza de su or» 

mento, gumento. 

Ecco il motiyo delle sue la^ He aqui el motivo de tus 

gnanae» guejas» 

Ecco le ragioni che adduce. He aqui las razones que da. 

Ecco 1*080 che fa delle sue He aqui et uso quo hace de 

riccheaze* sus riquezas» 

Ecco la sorgente d^un nuoto He aqui el origen de un nuC^ 

delitto. 90 delito. 

•j^ Quando Tarverbio ecco è seguito o dalla particella 
cAe, o da un infinito ^ o da un participio passii^o^ trada» 
eeai in ispagnoolo con TaYTerbìo Aeo^u/, sansa che abbia 
luogo alcune delle frasi post^di sopra; per esèmpio: 

Ecco che entrano furiosa* He aqui que entran Jurio'^ 

mente. samente* 

Ecco venire un giovane He iif\\ì\ que viene un joven 

chiamato Publio Amba- Uamado Publio AmbuUo* 

sto. 

Ecco appagati i looi desi* He aqui satisfechos tu$ de» 

derj. seos. 

CAPITOLO IX. 

DelV Interjezione» 

\j inlerjezione serre talvolta ad esprimere i varj affetti 
deiranimo^ e talvolta a richiamar V attenzione^ come ai 
potrà osservare nella seguente lista, dove si è posta ogni 
cura onde renderla il più possibile completa. 

He/ ya està aqui! Ah! eccolo qui! 

Jjf que gozol Oh che piacere ! 



178 

ày que aUgriaJ 

Bueno^ hueno^ wpa* 

Bendilo sea DÌ0$! 

diehosos de nosoirosl 

4y\ Ay que penai 

Ah que desgraciaf 

Jjr desdichado de mil 

ày de mil 

Pobre de mil 

Que ìdstimal Ldstima que 

no • . / 
Jy Dios miol 
ày de aquel que no teme d 

Diotl 
Cuoi le hun puesto sue tro' 

hajos ! 
y cuan infusiamenU me 

eastigan! 
Cuan desdichado soyl 
Pobres de nosotrotl 
Hombrel De veras^ 
Comol comò asi? 
Qur es lo^qme oigol 
O nomhres para siempre 

gloriososl 
Ah corno se ha eelipsado 

tonta gloriai 
Oh que poco me conocesl 
esalai Dios lo haga. 
Plegue d^ios^ ojala. 
Por Dios, 

Piensalo bien, Ten cuidado* 
Taya^ ahora cargo en elio, 
Hola^ que se hacuì 
Hola^ me ai egro mucho. 



FABTt QUAITi, 

Oh che allegria! 

Beoe, bene, tiva. 

Sia beoedetto Iddio ! 

O beati noi! 

Ahi! ahi! Ah che pena! 

Ahi che disgrazia! 

Oh me infelice! 

Ahimè! oimè! 

Poyero me! 

Ghe peccato ! Disgrasia ehe 

non • • f 
Ab Dio mio! 
Guai a chi non teme Iddio. 

Come r hanno ridotto le eoe 
disgrafie! 

Ah qaanto ingiuetemente 
mi gaatigano! 

Qaanto sono iventarato! 

Poveri noi! 

Oh! Davvero? 

Come? 

Che sento mai! 

O nomi eternamente glo- 
riosi! 

Oh come ti ò eclissata tanta 
gloria! 

Ah quanto mi conosci poeo! 

Dio volesse! Dio lo faccia! 

Dio voglia! 

Per amore di Dio. 

Pensaci bene. Bada bene. 

Già già I adesso mi sovviene* 

Olà, che si fa? 

Bravo ) me ne rallegro. 



BBLIB PÌBTK DBX DlfiCOBlO. 179 


Grandemente. 


fieDissimo* 


Es un pasmoì 


È un portento! 


Que hermoso es/ 


Qaanlo è bello! 


Quefeol 


Quanto è braUo! 


Que grande es/ 


Qaanlo è grande! 


Que perìllani 


Che bricconcello! 


Que nìaja/ 


Ohe buon mobile! 


Que pàjaro/ 


Che tomo! 


Que disparate/ 


Che sproposito! 


Que desvergùenza/ 


Che Bfacciataggine! 


Cuan para poco eres/ 


Qaanlo aei dappoco! 


Cuan molesto es aquelhom» 


Quanto i molesto qoeiruo- 


Ire/ 


mo! 


Cuan terrihle e$ la muerte/ 


Quanto e terribile la morto! 


Que infeliz es mi suerte/ 


Quanto è infelice la mia 




sorte! 


Pero honibrc/ 


Ma cospetto! 


Vaja^ 9amos, 


Via, andiamo. 


Estamot huenos/ 


Stiamo bene! 


Vaya Vm. en hora mala. 


Andate in malora. 


Lo estrano mucho. 


Mi fo marayiglia. 


Mire hien lo que dice. 


Pensate a quel che dite. 


Ufo es mala desvergùenza/ 


È una bella sfacciatag» 



Por Vida de . • . voto d . • . 

Pahre de él. Pobre de ti. 

Pù/ que hedor/ 

Que buen olor/ 

Que mal olor/ 

Quila allà'j echa alla. 

Que mafaderoj 

Que pelmazo/ 

Vaya^ no se enfande Fm. 

Olga/ comò lo saie Vm? 

Mire Fm.^ oiga Vm, 



gine! 
Per . • . 

Guai a lui. Guai a te. 
Puh! che fetore! 
Che buon odore! 
Che puzzo! 
Tirati in là; butta via. 
Che babbione! , 
Che seccatore! 
Via^ non s* inquieti. 
Cospetto! come Io sapete? 
Guardate, sentite. 



1 80 tABTI 

frìòìerai no es naial 

ffaranjasl earaeoìeif 
Tomai Mira que hazafia! 

Ea^ 9aya^ pamos, pronto. 

A un lodo, d un lodilo, 

CuiJado* 

Famos^ poco d poco. 

Silencion 

Quo callenl 

dierta , futra fuera^ 

Dale holal 

Està si que es huenal 

Fuego de Dios! 

Eso es; se acahó. 



qcAbtA^ 
Bagatella! aoa cosa di 

niente! 
Capperi I 
Or redi ! Guarda oho prò- 

dezia! 
Soi via, andiamo^ presto. 
Largo, largo. 
Si guardino. 
Yia, piano. 
Silenzio. 

Che 81 stiano sitti! 
Air erta, fuori fuori. 
E dagliela! 
Oh bella! 
Cospetto! 
Va bene; è finito. 



Usano spesso gli Spago noli ne* loro discorsi il nome 
•ostanti YO homhrej il quale corrisponde al Tocatiro ita- 
liano o uomo. Questa Toce trovandosi sola, come: hom* 
href si può sicuramente qualificare per interjezione di 
meraTiglta, ecc.; ma essendo accompagnata da altre Toci 
è piuttosto un ripieno che serve per dare maggior fona 
ed eleganza all' espressione. 

Si osservino gli esempj seguenti: 



ÌBEombrel 

Hotubre! que me cuenta 

Fm! 
Hombre! de 9éras? 
Hombre! que délicial 
Eahle Fm, hombre. 
Pero hombre es pou'ble . . ? 
Famos hombre. 
Wo bablo de eso hombre. 



Oh! 

Che mai mi raccontate! 

Davvero? 

Oh che delizia. 

Parlate, via. 

Ma è possibile? 

Andiamo, via. 

Eh! non parlo di ciò! 



DVtLE PiRT] D£L DISCORSO. ]8l 

QaesteVn&DÌere di direj qoanlUDqne molto usate, flooo 
però assai familiari, cioè dod si adoperano se non tra 
persone eguali, in naanìera cbe non istarebbe bene rhotn* 
brearsi , per dir così, con una persona di qaalità. 

È da notarsi la costruzione dell'espressioni seguenti: 



Que hermoso es ese caballo! 

Que atrasado estasi 

Que oscuro es este cuariol 

Que imprudentes soni 
Cuan incomprensibles son 

los juicio s de Dìost 
Cuan amahle es la virtud^ 

y cuan dulees sus frulosl 

Que viles nos parecerian 
nuesiras dignidadesJ 



Quanto è bello quel caTallot 
Qaanto sei indietro! 
Quanto è oscura questa ca- 



mera' 



Quanto sono imprudenti! 

Quanto sono incomprensi- 
bili i giudiz] di Dio! 

Quanto è amabile la Tirtù, 
e quanto sono dolci \ suoi 
frulli ! 

Quanto ci parrebbero vili 
le nostre dignità! 



Gram. Spag, 



c6 



PARTE QUINTA 



DELLA SINTASSI (i) 



CAPITOLO PRIMO. 

Varj usi delP Articolo. (Pag. 33) 

I nciiDÌ della lìngua spagoaola riceTono V articolo definito 
ìd laUi i cafti e circoQtaoze io cui lo ricevoQo i nomi deHa 
liogua italiana. 

il soldato desidera la guerra. El soldado desea la guerra. 

Questo libro è del Maestro. Este lihros es del Maestro. 

Egli fu coosego alo aZ/a Giu" Elfué entregado à la Jasli- 
stizia, eia- 

II Magistrato gasligò t rei. El Magistrado castigf^ à Io« 

reo8. 
Il forte fu preso da soldati. El fuerte fué tornado por 

lo8 Buldadoa. 

Nella stessa maoiera ammettono io qualità d^arlieolo le 
porti Còlle un f una: un Vibro ^ una piuma ^ de una casa; 
con differenxa però che in ispagouolo si usano per lo 
più unos^ uaast oel qual caso corrispondono ai pronomi 



(i) Afendo 6n qat- spiegato V etimologia ^ o cognizione 
delle parti del discorso, la \ovo formazione ed fl loro va' 
iore^ entreremo ora a trattare minutamente e con la pos* 
abile precisione del loro uso, facendovi quelle osservazioni 
éxe giudicheremo necessarie a dimostrare la proprietà delia 
loro costruzione, e tralasciando, in quanto sarà possibile» 
ciò die xji ba di comune nelle due lingue. 



PARTE qUIRTli DILLA SIHTÀSSI» I 83 

italiani certi^ certe ^ come si vedrà nel trattalo delle sud- 
dette particelle. 

Vogliono ancora V articolo maschile gV infiniti de^veihì^ 
allorché fanno le veci di sostantivi^ come: 

// parlar di notisle è cosa £1 hablar de naticias es 

gradevole. agradable. 

L'aver compassione degli El tener compasion de los 

afflitti è proprio d^uomiai qfligiclos es propio de 

pietosi. lìombres piadosos. 

I nomi della lingua spagnuola ricevono Vartieolo inde" 
finito in tutte quelle circostanze iu cui Io ricevono i nomi 
della lingua italiana. 



Iddio è onnipotente. 
Questa penna è di Giovanni. 
Quelle colonne sono di mar* 

ma. 
Portami le calze di seta. 
Consegnai la lettera a Pietro, 
Ho veduto Antonio, 
Mi serve di consolazione {i). 



Dios es omnipotente, 
S'ita plumas de Juan. 
Jquellas columnas son do 

màrmol. 
Tràeme las medias de sodn. 
Entregué la carta a Pedru. 
He visto a Antonio. 
Mi sirve de consolacion. 



OSSEBFAZIONI. 



i.^ Usapo gl^Ilaliani di mettere Tarticolo detto parli' 
tivo: del^ della ^ delti ^ ecc., innanzi a certi nominativi ed 
accusativi retti da qualche verbo che li precede: il che 
dagli Spagouoli.non viene imitato^ usando in vece in sif< 



(i) Usansi talvolta senza l'articolo io italiano i nomi di 
Chiesa , Città , corpo , capo , testa , tavola , mente « 
piazza; ecc. > ecc.: come: è andato in Chiesa; lo ferì in 
testa f ecc. Siflatle espressioni vengono tradotte coli* articolo 
definito: Ha ido d la Vglesia; Le hirió en la cabeza; E^ld 
en la plaui , ecc; , ecc. 



t84 FirrB ^UUITAi 

f«U« cireotUose di porre il nome senza alcuna sorte di 
articolo, o segnacaso. Eccone degli eseinpj: 

Ti era dd grano e della fa- Habia trìgo y harioa. 

rina. 
Tra qnesli yi sono degli uo* Entre estos hay botnbrei 



mini mollo dotti. 
Voi avete deUi^ zelo pei to- 
tiri clienti* 



muy doctos, 
Vm» tiene ze\oporsus clìen' 
tes. 



La riflessione viene a sco- La reflexion lìega d descu' 
prìre de^ difetti die Tilla- brir defectos que la ilu^ 



sioné teneva nascosti. 
Accompagni! le sne propo» 
biziooi con delle ragioni 
chiare e diiuostratrve. 



sion tenta escondidos. 
Acompafia sus proposicio" 
nes con razones claras y 
demostratìvas. 



9.^ Combinano però le due Iingae nel porre talvolta 
Tarticolo del genitivo fra un aggettivo ed un sostantivo* 



Il briccone del servitore. 
II buono del padrone. 
Il cattivello di Giovanni. 



El bribon del servidore 
El bueno del amo, 
El picarillo de. Juan. 



Gli Spagnuoli asano anche di porre il detto articolo in 
alcune inteijezionii 



Che farò misero mei 
Povero lui se non istuJia. 
Che travagli soffrimmo! 



Que haré pobre de mi! 
Pobre de él si no estudia. 
Que de Irabajpa pasamos! 



iS^ Nella quarta parte, trattandosi della declinazione^ 
abbiamo applicato airoccii^a/iVo di persona rdrticolo aì: 

Venció al enemtgo. Vinse il nemico. 

Vió d su Padre, Vide suo P«drp. 

Encontramas a Juan, Trovanimo Giovanni. 

Perseg^ia klos Crisiianos. Perseg^uitava i Cristiana 



Ma ora bisogna avtr ertire che se a qxxe^i'aceasativo di 
persona si«gue qd dativo^ o oo- altro aceusativo eoo la 
preposi irooe a^ C accusativo di -persona si rende egnale 
alt accusativo di cosa ^ cioè prènde come in italiano Parti-' 
colo del nominativo^ e Io stesso deve intendersi allorché 
il dativo^ ess^^ndo uir pronome^ 9Ìene anteposta al verbo. 

Le divine lellere parago- Las divinas letras compa* 

nano i7 Principe avaro tfl ran e! Principe avaro al 

Leone famelico. Leon hamhriento. 

Portava i figli alla scuola. Uevaia l'os h^os a la es-* 

cuela^ 

Mandò i soldati alla gaerra. Enviò^ los soldados a la guerra^ 

Pietro mi presentò il fra* Fedro me presentò el her* 



tello del suo amico. 



mano de su amigo. 



1 

4-^ / pronomi possessivi quando precedono il nome so^ 
stani ivo vogliono F articolo indefinito^ « 



Il mio libro. 
Della taa pènna^ 
A suo figlio. 
Il nostro padrone. 
La vodtra paée. 
Dalla loro risposta* 



Mi VhrOr 
De tu piuma, 
A su hijo. 
A nuestro ama* 
finestra paz. 
De su respuesta. 



5.^ Uartieolo neutro Io non serve mai ai nomi soMmt'^ 
tÌ9Ìj ma bensì ai nami aggettivi dinotanti la qualità 
delle eose. 

Basta aqui lo materia! db Fin qaì il materiale del mio 

' mi projrecto\ ahora entra progetto; entra adesso il 

Io snblime de mi especu^ suhlime della mia speca*- 

ìacion. Iasione. 

€A)nozco lo mejor,,jr sigo la Conosco il meglio ^ e siegoa 

pear. il peggio,, 

i6* 



l86 partì QUfRTA, 

El gatto de Io bello suele li gaiHo del hello suol eoo. 



conducir al gusto de le 
bueoo j de lo honeslo. 

Lo peor es que no hay di- 
nero* 

Esto es lo mas acertado. . 

Todo Io demas es perder 
tiempo. 



durre al gaslo del buono 
€ delf onesto» 

Il peggio è che Doa vi sono 
denari. 

Questo è i7 partito pia sag- 
gio. 

Tutto it ^sto è . perder 
tempo. 

Serve ancora rarticolo neutro ai participj passivi aU 
lorchó sono adoperati come aggettivi; per esempio: 



Lo becho no tiene remedio. 

Vm, dehe estar & lo paelaJo. 
De lo dicho basta aqui se 

infiere que . . . 
Estahlézcase por tej lo cod* 

tenido en los articulos sU 

gttientes* 



A quel eli è fatto non f*ha 
rimedio. 

Ella dere alare ai pattL 

Dal fin qui detto sì deduce 
che ... 

Stabiliscasi per legge il con» 
tenuto negli articoli se- 
guenti. 

Serve egualmente alla terminazione dei pronomi pos- 
sessivi, e di altri pronomi: 



Déseme lo mìo. 
Cadauno quiere lo sujo. 
Todo es lo mismo. 
Lo uno por eso y Io olro 
por motivos^ que reseivo. 



Dìamisi il mio. 
Ognuno vuole il suo» 
Tutto è lo stesso* 
Vuno per (|uesto , e V altro 
per motivi, cbe riservo. 



Quando il soletto di un^asione» o la dipendenza^ài 
un verbo si compone di molti nomi, gli Spagnuoli met- 
tono r articolo nel primo soltanto dei medesimi. 

Laslejes, vicLos, jr viitudes Le leggi , t viz/^ e le pirtà 
de los Europea san muj degli Europei sono molto 
diferentcs. didereati. 



DUI A SINTASSI. 187 

El huen gohiemo deÒB di' Il baon goyenio deve diri^ 

rigir sus miras a la feti- . gere le sae mire alla f> 
oidad, proTecho, jr segu* * licita ^al vantaggio ^ed ai la 
ridad de la Nacion» sicurezza delta Naiione. 

e A P 1 T O L IL 

r 

De^ sostantivi ed aggettivi ( pag. 3o ). 

Al nome sostantivo deye posporsi Vag^ettivo^ eoeeodo» 
che da questo yieoe di notata la qualità di quello; 

FA hoììihre hìxwì^. ^ > .. . L*uoido huono^ 
La muger TÌrtuosa. I*a donna virtuosa, 

Loa aoldadoa cohardes^ 1 abUUii codardi. 

Vi sono ciò 000 ostante delle eombì nazioni io cui 
V aggettivo si antepone eoo eleganza al sostantivo. 

£1 bcnio sierva de Dio». li huon servo di Dio. 

La bianca nieve. La imnca nevo. 

Sus beJloe ojos, ^ i auoi begli oocbi. 

Yi 9ano undici aggettifif de' quali! primi otto perdono 
Vuldma vocale ^ ed 1 tre aitimi Vultima sillaba nel nu" 
mero singolarò^ allorcbè vengono aoieposti al sostanti fo 
masphiU^ e sono i seguenti: 

BuenOf maloy vno^ alguno^ Buono, cattivo^ uno, alcu- 
ningunoi primero^ terce* no, ninno, prinio^ terio, 
ro^ postrero^ santo ^ cìcn» altimo,8anlo,cetttO} gran- 
fe ^ grande, de. 

Ijempj, 

Buen libro, mal oegocio, Buon /i&ro ^ cattivo , sego- 
un soldado, algun boni- xio^ un soldato* qtialcbo 
bre^ ningun ciiidado, pri» mquio , niun ptnsiere^ pc>- 



l88 PAMB QUinA, 

mer capitalo, tener pan- mo capitolo^ ter^o pun* 

to, postrer cloelo, san to ^ cltìmo duolo , san 

'PMoycìen eaballos, gran Paolo fCeuio cavalli^ gran 

Rey. Re» 

L'aggettivo grande perdo la •u» ultima sillaha avanti 
él sostantivo tanto maschile^ (\nau\o Jèainùnilc^ qnando 
significa merito o qualità ^ come gran Reina^ gran Capitan^ 
gran gtiln^ gran brihon^ ree. 

La ritiene pere innansi ai nomi che cominciano con 
pocale^ i:omt^ grande amigo\ su grande alma^ grande odio. 

foRVAiioaa IO oso mi novi ACCBsaetTiyi (i). 

Prr fa formazione d«gli aeeresekivi sì osserTino le re» 
gole aegaeotir 

1.^ Se il noiRf Icrmina in vocale^ levisi detta Qocak^ 
ed io sua vece aggiungasi qualunque delle terminaKiont 
uso, on^ eie pel luatcolino, od aza^ ona^ ola pel fem* 
minino, 

■ ( • Esempj, - 

Hnmbre, homhrazo^ hom* Uomo, nomono, ecc^ 

6ro/i, kombrotem 
Libro, lìbrazoy lUron, li» Libro, librone,, eco. 

brote, 
Gr^inde, grarìdaza^ grande* Grande, grandotta, ecc. 

ila, grandota, 
Vìuma^ piumata f plumona^ Pi^nna, pennona^ ecc. 

plumota* 

9.^ Se il nome termina in vocale accentuata^ ovvero 

(i) Tuttoché il presente trattato appartenga alla qnart» 
parte, abbiamo creduto di lasciarlo per questo luogo, onde 
Bon occupare la mente de' principianti in materie per altro' 
aoscettibiU di dilazione* 



DELLA llNTASSI. 189 

ìafy si aggiungono le medesime terminaxionì, .fenz/i levar 
né la vocale^ né Vy, La medesima regola 8erve pei nomi 
che fìnifcooo in consonante : t. g. 

JahM^ fa balìazo^ ecc. Cinghiale, cioghìalone, eco» 

Buey, huejrazo^ ecc. Bue, bue grosso, ecc. 

Muifer, mugeraztf^ ecc. Doona^ donnone, ecc. 

NB. Se il nome accresciuto per azo è relativo cut 
un arma o a qualunque altra cosa con la quale ai possa 
-percuotere altrui, riceve in ispagnuolo due significali : il 
primo \l^ rapporto alla grandezza della cosa ^ il secondo 
al colpo dalo con la medesima. 

Canon^ canonazo* Cannone, cannone grosso^ 

cannonata. 
Zapato^ zapattizo* Scarpa, scarpone , scarpai/». 

Sahle^ sablazo, Sciabla,sciablone,8ciablata. 

^rtillo, fnartillazo. Martello, martellone, mar» 

teliate 
Baia, halaza, halaza. Falla, pallone, pallata. 

SMa, sUlazay sillazo» Sedia, sedione^ sediata. 

X>BI DIHIIIUTIVI. 

L^ stcaaa regole debbono osservarai nella formanone 
dei diminutivi^ le cui terminar.ioni sono in ito^ ico^ illo^ 
uelo pel mascolino, ed in fVa, ica^ illa^ uela pel femmi- 
nino. Le terfninMzioni in ico ed oco dinotano la stima ; 
iUo solamente la diminuzione \ e urlo la diminuzione ad 
uà tempo ed il disprezzo, 

^^tnhrero^ sombreri io ^ som' Cappello, capprlletlo, cap* 

hrerico^sombrerilloj som- pellioo, cappellaccio. 
l>reruelo. 

Mesa; mesita , mesica^ me» Tavola, tavoletta,, lavoliua,. 

iilìa , mesuela. tavolacela. 



igo PARTE QUIHTAf 

Hojo; hujrilo^ hoyìco^ ecc. Fossa ^ fossetta, ecc. 

Pcqaeno'^ pequenito , pe* Piccolo, piccoletto, ecc. 

quenico. 

Amigo; amiguìto, eco. Amico, amicbetto, ecc. 

Relox; relogitOj ecc. Orologio, orolooettOi ecc. 

AUnirez; almicerito, eco. Morta) o^ morlajetlo, ecc. 

8e il nome finisce in e, in «r, o io on^ le termina- 
sioni da a^ginngersi saranno in cico^ cito^ cillo, zuelo; 
cica^ Cìta^ eco. 

Hombre; homhrecico ^ hom^ Uomo, nomello, nomiecio* 

bredto^homhredlìoyhonk* loj uomicciatto. 

hrezuelo* 

Mager; mugercita^ muger» Donna, donneila, donoic- 

eica, mugercilla^ muger» cinola, ecc. 

zuéla. 

Gorgon *, gergoncilloy ecc. Pagliaccioipagliadcetto , ecc. 

8e il nome termina fnjr, oppure è un monosillaho^ 
ohe finisce in consonante ^ ie lerminazloai tono ecicOf 
ecUlo^ ecc. 
Rej; Rejrecito^ Reyecillo , Re, piccolo Re, eco. 

Reyezuelo. 
Pan*, PanecitOy panecico, Pane, piccol pano, ecc. 

panezuelo. 

E così ancora ^or, tos,haz, hoz^nuez^ ecc. fiore, tosse, 
fascio, falce, noce, ecc. ecc. 

Oltre la (erroinBeione in uelo che, pocanzi abbiamo 
detto designare il disprezzativo^ un^ altra ye ne ha, ma 
forse poco usata, cioè la terminazione in acho^ come som- 
breracho^ casachn: cappellaccio, casaccia. 

Queste sono le terminazioni le più ordinarie Ae dimi- 
nntivi. Alcune ve ne sono tuttavÌA d'irregolari come da 
mozo^ mozahete; da wVyb, vejete; da animai ^ nnìmalejo*^ 
da peluca, pehiquiny ecc Si può ancora dimiouire un 



DELLA SINTASSI. I<)I. 

nome più volle ^ badando però a variare eoo attenziane 
le termioazìoni. 

Esempio, 

Caja^ CQJila , cojitica^ cafim Scatola , scatoletta, scato- 
tùfiiUla. lettiDa^ scatolaccia. 

DEI COMPABATIYI S SUPEBLATIVI. 

Abbiamo detto nella quarta parte (pag. 37)cho i com* 
parativi di eguaglianza, di eccesso, e di difetto Tengono 
formati in quanto al primo termine dagli avverbj tan^ 
mas^ ménos corrispondenti agP italiani tanto, più^ meno'; 
come tan dodo, mas doctoy tfténos docto\ tanto dotto, pia 
dotlOy meno dotto. Or aggiungiamo ^ che in quanto alla 
formazione del seconib termine si potranno osservare gli 
esempi seguenti : 

1**. Termine, a.** Ttrmìne, i.^ Termine, a.° Termine. 

tanto . • . quanto tan comò, 

più . ... di do) ecc. mas ..•...« que, 
meipo ... di o del ecc. ménos que, 

Esempj, 
Giotvaooi è tanto dotto quan- Juan es tan dodo corno Pe» 



U> Pietro. 



IrO'. 



Giovanni era più dotto di Juan era mas dodo qpe 



Pietro. 



Fedro, 



Giovanni fa meno dotto <£ Juan f uè ménos docto que 



Pietro. 



Fedro* 



Il figlio non fu /anftf felice El hijo no f uè ìanfelix corno 



quanto il padre. 



el padre. 



Il ferro ò piii leggiero de/ Elhierro es mas Ugeio que 



pioQìbo. 



el plomo, 



Le donne sono meno forti Xa6 mugeres son ménos fuer» 



degli uomini. 



(es que los homhns. 



193 VAnit QUmTA, 

Tu sei sialo più prudenle Tu has sido mas prudente 
di me. qud /o. 

Dal che ei rileTai che l*uoìone del secondo termine col 
primo Del compara liyo di eguagLianza^ si forma colla coo- 
gionziooe como^ ed ir. qaegli di eccesso^ e di difetto colla 
coDgiuDziooe que\ la quale per lo più riceve appresso di 
aè il oomiDaliTo. 

Nel modo stesto formasi la compara cione cogli ay. 
veibj. 

Pietro canta tanto bene ^ Fedro canta tao bien, corno 

quanto il suo maestro. su maestro, 

Giovanni stadia più di tulli. Juan estadia mas qae todos. 

Nessuno lavora meno Jilui. Nadie trabaja tnéoo^ c^ne él. 

Pietro il sa meglio di me. Fedro lo sabe mejor que j^o. 

Scrivi peggio del tuo fra« Escrihss peor que tu her» 

fello. mano. 

Il cielo e la terra •*istroi* El cielo jf I atterra nosisfru* 

•cono meglio de^ libri. jen mejor que los Ubros, 

Havvi qd' altra sorte di comparativi formati co* sostan* 
ihi^ ne' quali in vece della particella tan del primo ter- 
mine, si pone r aggettivo di quantità /anfo, accordaadolo 
col sostantivo che gli viene appresso, come: 

Ti sono tante finestre, quan» Hay tanlas ventanas^ corno 

ti giorni ha V anno. dias tiene el ano. 

Pietro ha toTx/o talento f non- P<ìdro tiene tanto talento 

to Giovanni. corno Juan. 

Rignardo poi al secondo termine in siffatte compara- 
Bioni, se alla particella italiana quanto siegue un sostan' 
tìifo^ si traduce nello spaguuolo colTavverbio como^ al 
modo degli esempj di sopra: ma se in vece le siegue un 
verbo, si traduce colP aggettivo cuanto accordandolo come 
in italiano. 



VEtXk 81HTA88I« 1^3 

Ck^nprammo tanto panno ^ Compramos tanto pano^ 
guanto bastò per coprirci. cuanlo hastó para cu- 

hrirnos\ 
Farono preparati tanti Ietti, Fueron preparadaa tantas 
quante erano le persooi, camas^ cuantaa eran las 
guanti erano gli nominu personas^ cnantoa eran 

los homhres» 

Abbiamo veclnto nella quarta parte ( pag. 36 ) cbe i 
superlativi si formano dai positivi in due modi, cioè o Mg^ 
giungendovi H terminasione isimo^ o accompagnandoli 
colla particella mvjr; resta ora ad ^tvertire, che gli Spa- 
gonoli si servono più comunemente dt quesl^ultima for- 
maiiune, non adoperando la prima, se non che qaanJo 
vogliono dare alla persona, o cosa un grado superlativo 
anche più eminente. * 

Nei superlativi comparativi usano alcuni Italiani di 
mettere dae volte T articolo: dicendo: Vvomo il pia co* 
dardo; Vamicizia più sincera. Questo francesismo non è 
imitato dagli Spagnuoli, che mettono r«rticolo soltanto 
anranti al sostantivo senza mai ripeterlo avanti alla parti- 
cola comparativa: el homhre mas coòarde^ la amistad 
mas sincera, 

CAPITOLO III. 

Dei pronomi primitivi e relativi^ e della loro uniona 

col verbo. 

Trattando de^ pronomi personali (pag. 4^) abbiamo 
aggiunto ne* rispettivi dativi ed accusativi le particelle 
me^ te^ /e, nos^ os^ les^ corrispoodeitti in italiano a mi^ti^ 
gli^ ci, f^i, loro^ le quali accompagnano i verbi o spiccate 
ed anteposte^ come mi disse: me dijo; o posposte ^d affìsse-. 
ad essi, come: dissemi; dijome. 

Gram* Spug. 17 ' 



Di questo partioelfe, comua g nw n te » l ii«iM (to pinomi 
pmmtiri eonghittiivi^ parleremo €oth possibile LrefìtM 
preetttooey accompagoaodolo dei corrisponJeoit eaem|ij 
perrtndtra^ pia chiara la*4pt^aaiooe. 

Ptitna periove; •- 

Singolare* 

DaL mi •' >-«ie • . mt fece ui| deie» ne hizo un regalo, 
Ac€. mi « • ine • . mi al'iina molto, me eitima macho. 

Plurale» 

D. ei • . no$ . . CI disse tallo. ooa dqo lodo. 

J. ai « « «ti •• • ci ha mallrattati. Dos ha maltralaio. 



m *j 



• Seconda persona. 

Singolare. 

D. li ... le . « che cosa li accadde? ^uo le suceàió? 
À* ù » . jLe . • ubo ti vedo mai. - . no le fcojamas. 

Plurale. 



27. TI . • 05 . . CI ho detto il vero, os he dicho verdad 
^. vi • • pi • . vi siete peotili ?. Q&haheisurrepcalido? 

Tersa persona mascolina* 

Singolare* 

D. §11. èie.. gli lessero la lettera, le lejeron la caria. 
À^ lo • 9 /e . • /o |jarese,e/o ferì, le preadiójlehirià (i). 



•i^i^MMa^iMOTIM* 



(i) Dall* Accademia spagnuola nella sua Grammatica viene 
altamente riprovato Toso di molti « i quali adoperano Tao 
eusativo del pronome neutro lo in vece del mascolino le, 
filcendo: yo vi un libro t J lo' compre ^ in luogo di le 
eompréf dovendosi dare secondo la prelodata Accademia al 



PELtà- URTASSI. ^^-f 

Plurale,. 

». - • 

» 

/). loro • • les diede /oro parola les d>ò palahra. 
jÌ* ìì é • • lo^ • • li gastigarooo^ ^ los castigarono , 

Tersa persona feiniii{DÌDab * *'* 

Singolare» 

Z)« le • • 7<0 . . /e dico che vada ^ le J/^o quo paya ^^ 
^. la , « /a ». /a prese la gioatizia la /pendio la justicia. 

Plurale. 



* t ' ■^' * ••• *^ # 



/). loro 4 *ìes. » j^rptu\$e /oro molto les prometto mueho. 
Jl* le ^ ,. las ^ . IcL presero tulle laa cogieron todus. 

II neutro fa *loì Non vi era da mangiare^ e lo ^eiva* 
ronoi No habia que corner , jlo buscaron: Già Vho detto x 
Ya lo he dicho. 

Oltre le sopraddette udiodì del pronome col verbo; le 
quali si possono chiamare semplici , perchè non T*ha che 
nn pronome aggiunto al verbo, ye ne sono altre compO'^ 
ste^ nelle quali a! pronomi mi^ ^hS^f ^h ®^- ^^ unii» 
il relativo lo li , là, le, ecc.; oome me lo^ te U,.glie la^ 
ce /e, ece.| e que^e sì traducono in ispagnuolo nel modo 
seguente: 

{i\Ie lo, mo lì , me la, me le, me lo diede» 
Me /e, me los, me /(i, me las^ me lo di4» 



aostandvo mascolino l^ro il sno relativo corrispondente ÌHp, 
Nondimeno qaest'opioìone viene impugnata da molti > e In 
contraria seguita da varj classici, che nelle loro opere usano 
IndiiTerentemente il /e o il lo. 

(i) È da fuggirsi Toso del pronome la ìa vece di le Mi 
dativo singolare femminino | come la vff j la tlijef^ ini f6^ 
di la vi ,j le dije* 



I 



1 



'9* PAiTl QDIITÀ, 

Te lo, te II, te la, te le, te lo/ece vedere. 
Tele, ielos, tela, te las, te Io h'imo jtr. 

I Glie Io, glie li, glie fa. glie le, glie lo ehiedei 
i Se /e, se los, se la, se las, se to pedi. 

Ce Io, ce li, ce la, ce le, ee Io promise. 
Nos le, nos /o*, nos la, nos las, nos lo proiueiid. 

Ve Io, ve li, ve la, • ve le, ve lo manderà. 
Os le, OS los, OS la, os, las, os lo enviaré. 

I Lo promise loro, li diede loro, la farò^ loro. 
\ Se le prometió, ee los dio, se la haré. 

Tutte le sopraddette particelle o pronomi congianllri 
tanto io unione semplice, che in composta, ai trovano 
spesse volle posposte, ed affisse al verbo formando eoa 
esso aoa sola parola, siccome in parte accade anche ia 
italiano. 

nitlOSt SBHPIICB. VaiOHS COMPOSTA. 

Diconntf. Dicenmè» DiedemeZo. jDiomelo. 

Sembra/f. Paréceie. Diedecc//. Zfconosloa. 

Bìedegli Dlóle. Darovcefe. Daréo^hfk 

Aggiungesi, Anade%e. Diedeg^t loro. Dió^Ao9. 

Diracci rg/i. Dirdaos él. Lo disse loro, Dijostlo. 

Intimò loro. Comunicóles. Domandam/51. Pideseme. 

Lamentaci. Quéjase. Comnndol/fs/. Hon Jótese. 

Doleyaos/. DolUin%o. Biedeglisi. Diasele. 

Erast detto. Babia%edìchQ.Fi fu detto. Z>//oseos. 

Qogy<mperaùvi,geruadjed infiniti vanno costaotemeols 
posposte nel modo seguente: 

Salame, hahlandome, ha- Variami, parlandoAi», par- 
blarme. lar/ni" 



DELLA tlRTASaiI. 197 

Lùnpiaie^ UmpidndoU^litn* Paliftcid'j pulendoti) pulirti. 

piarle, 

Vigauie Vm,^ dicìéndome Ditemi, diceoJomì| dirifii* 

Fm.f decirme. 

Tómeìa Fm.^ tornandola, Preadete/a, prendendo/a j 

Fm, , lo/nari a. prender/a. 

SUntese Fm.^ sentandoBù Si accomodi^ accomodda* 

Fm., sentane, dofi, accomodar^r. 

Dédclas Fm*^ dando9eìaBf HàìegHele^d^adogliele^^i^'- 

darselas, gliele. 

Póngaseìos Fm,^ poniéndo» Meltete^eFi , nietltadureii) 

selos, /7o/}0ri>3lo8. . mvilerveZi. 

UndmoDOB (i), uniéndùQOB^ Uniamoci , bneodocij unirci. 

D/if'raos. 

FdmoDoBfjéndoQoSf imoB» AnJIamocì, aodandoci, an- 
darci. 

Festios (a), ytstiendoSf raj- Vestitevi, veslendot'ì, ve* 

tiroB. atim. 

Z^%alea Fm,^ Jieie/iifolea, Dite loroy dicendo loro^ dir 

decirle^. loro* 

Qùédane Fms.^ quedando*^ Reatino, restandoci} restarci, 

fce, quedarBe. 

Comtmique$eme y comuni" Sii si comunichi, comuni* 

cdndoBemey eco, cando/niVi, ecc. 

Hdgasf^ìe^haciéndoielefha' Gli si facoia, facendo^iui, 

corsele. {atglisi* 



(i) Il pronome coogiuntÌYO nos posto come afBtoo dope 
ia prima persona del plurale di qualunque tempo, le JDt 
perdere Vs finale, onde in luogo di dire irémosnos ^ una^ 
mosnos , vdmosnos fa mestieri dire : vmjaonos , ivétaonos , 
y&inonos, 

(7) Il pronome congiuntivo os posto come affisso, dopa 
la seconda persona del plurale dell' imperativo , le leva il dz 
onde in luogo di unidoc> venidojPi SdUdoSf si dirà ùnici, 
vcmof « salioii ecc, 

,7* 



198 VARTB QUIRTA, 

Llé9cnBtU% Fms. Ihvdndo* Voti^i^vele , porlandoptf/ri 

•elaty //ifcrjrselas. . portarf^e/e. 

//tM/7ie8elet,i/ifi/na/i</ofleIe8| S^inlìml /oro, ÌDliaiand(»ì 

tA//fiiarseÌes. /ora, intimarsi loro. 

Qiulohe yolta aDcora 8Ì trovano tre pronomi oniti, 
come cnsiiguesetneh^ me te le Uevaron» Ma queste espres- 
aioni vendono usate di rado. 

Ouerrisi, che nella costfuatone del pronome se cogli 
altri pronomi personali si antepone costantemente quello 
a questi. 

Se me, se fé, se /e* permite. Mi si, tisij gli si permette. 
iSe nos^se os, se les hace. Ci sr, vi si, loro si fa« 

Quando V azione del verbo ricade sopra il soggetto 
principale della proposizione, i pronomi primitivi ai Ju- 
plieano nel modo seguente: 

JTo me culpo 4 mt mismo. Io incolpo me stesso. 

Tu te alabas a ti mlsmo^ Tu lodi te stesso. 

Caton se ma/ó à ti mismo. Catone uccise sé stesso. 

Nadie està obligndo à acu'* Nessuno è obbligato ad ac- 
f/xrse a si mismo. cosare sé stesso. 

DEI r AONOUl BELATITI p^F, QVJEW^ CUÀL» 

Si è già detto, che la lingua apagnuola ha tre relativi^ 
cioè, que^ quien^ cual corrispondenti io italiano a che^ 
ehi , quale. Giora ora fare circa il loro uso le seguenti 
osservazioni : 

i.^ Che il relativo nominativo ^ qu«indo non è preceduto 
da untore sione, o proposizione compieta è costantemente, 
que, come: 

il libro che lo spiega. £l libro qne lo tspUee* 



DELIA 9l!fTieSl. IC)^ 

I cavalli che yaQQo di ga- Los caballos qua yan a ga* 

loppo. lopen 

La virlù che Io distingue. La virimi quo h distingue. 

Le dooae che attendooo al Las mugeres qua atieiuUn 

goyerno d^lla casa. al gobierno de la casa^ 

■ 

%y Che 80 il relativo è preceduto da un'orazione o pro- 
posizione compieta, può usarsi il que^ o il cunl allorché 
ha relazione a cosa^ ed il quo o il qnien^ allorché a4gni« 
fica persona y come: 

Enlrammo io una casa, la Bntramos en una easa^ qua 
quale era stata aacclwg- o la caal habia sido sa* 
gì a la. queada» 

Troverete un uomo^ il quale ffallaréis^ d un hombre^ 
T'insegnerà la strada. qnien, a el cual os ensc 

nord el camino* 

3.^ Che tte^casi obliqui si usa que q cued ( con pr^fin 
renza que) quando il cai ha relazione a casa^ e qaien a 
que ( con preferenza quien ) quando ha relaziona a 
persona^ come chiaro dimostrasi da^ seguenti esempj del 
genitivo, dativo ed ablativo. 

Esemp) del genitivo. 

El libro de que, ò\ Il libro di cuiy o 

dei cual J del quale 

La piuma de que,f La penna di cui 

6 de la cual l » , i v . i 

Los libros de queJJ^ '^""" I hbri di cui ( '^ H^' 

6 de los cuales I 
Las plumas de que, i Le penne di cui 

ó de las cuales J 



tOO " PillTt QUlRTli 

El homlre de \ L*uomo di cui 

quieo.ddei caal I ,. . 

r 1 • I Li A donna di cui 

La tnuger oc? quico , 1 

ó de la cual I ^,. . ,. ., 

r « T « I Uli QomiDi aicKik 

XtfOt hombrcs de \^ r^ii^ \ • j 

>ro AaDZo. I IO parto. 

quienes, ò Uè I r '^ 

Io8 cuales 1 ^e donne Ji cui\ 

Las mugcres de I 
qaieues, J de I 
laa cuales ^ 

Eiemffj del dativo^ 

El homhre à quien, 6 al L^uomo a cui io dirò. 

cual jv dijere. 
£l libro à qae, 6 al caal se W \A3T0 al quale 8Ì ri&riace. 

refiere. 

Esempj ddCdblaiÌ90. 

Pedro por quien» é por el Pietro da cui, o dal quale 

cual/o toj maìtratada, io sono mallraUato* 

jBrta e< la razon por que, ó Qoesla ò la ragione per cui 

por la citai no puedo ser* non. posso servirla. 

wV d Fm. 

CI ^cto con que^ 6 con el Vafletto con cui m{ onors. 

caal me honra. 

Riguardo poi tXVaccusttìivo^ quando ha relssione a 
persona si pudsono usare /ii//t fre^ preferendo fuien^uien- 
tre se ha relazione a cosa sì adopera solo il que^ 

Pudro d quien, ó al cual, ò Pielro che io amava tanto. 

quej^o amaba ianlo* 
Et libro quo connati. Il libro che comprai, 

Esempj del genere neutro, 

Vo 4é de qae hnhlaha. Non so di che par tara. 

JTa òé en q^ie piensas. Già so a che pensi. 



OlfilÀ SIirtAM. 9Qt 

De To qae, ó eh lo €ual j'O Del òhe io non «reTa no{U 
no tenia noticia, sia, 

ViO DBL PE02I01CE IUDSIIRMIIIÀTO I^ìTO^ U9di 

Le Toci uno, una^ la qualità di nomi nUfnerali ti usino 
€3 me in italiaao. 

Uno, do8, tres, ecc. Uno ^ due ^ tre ^ tzo. 

Una, dos^ Ires^ eoo. Vna^ due ^ tre, ecc. 

ììe\ plurale poste svanii ai numeri carJ/na/i 8*gDÌfi* 
cano circa: 

Seràn unos cuarenla hom- Saranno circa quaranta no- 

bree. wni* 

Habré leido uno^r Tcinte Avrò leèio circa venti foglL 

hojas. 

Todo me costò unos qui- Il tutto mi costò circa cin^ 

fiientoi escuJos, quecento scudi^ 

Prese sostantivarne nte dinotano la persona che parta: 

No sabe uno qae haeerae* Uno non sa ehe farsi* 
Cuando uno eslà enfercoo. Quando uno è maialo^' non 
oo tiene gana de hablar. ha voglia di parlare 

Dinotano ancora persona terza, come: 

Ha Tffuido uno^ j me ha E venuto uno, e mi ìia dct* 

dicho) ecc. io, ecc. 

Quejàndose uno de la cares- Dolendosi uno della care* 

tia del he DO, le respon* stia del fieno, g^i fa ri* 

dteron, ecc. sposto, 

A.doperate come aggettivi ed àccompagnttiferli^ hanno 
singolare e plurale, ed In quest'ultimo num<ro corri- 
spondo loro in italiano Taggetlivo c<;r/i| certe. 



'.r 



90% iMiir QrrnTi ,* 

Vn dia, ifii hombre, de uh Un giorno ^%n vamp ^^m ot 
libroy a una muger, con libro ^ né nna donna, con 



una eipada , con unos 
hombrei,' e/t unos\ihto9^ 
por unas mugerof, con 
ufioi plitnas? 



ana spada ^ con cerli ifo- 
mffii, in cerKt libri ^ p«r 
certe donne, con certe 
pm/h: • 



Qaando in nn periodo il pronome altri ai IroTa ripetuto 
più yollo^ la prima Tolta viene tradotto telio epagooolo 
con le TOC! uno, unosj unas, ecc., oome eorrolatÌTO a 
Olro^ otra^ ecc. > t. g. : 



I tempi del verbo altri sono 

aemplicii ed altri compo- 

ttì. 
Jllri leggeva, altri icrivtnra 

ed altri faceva* de* conti. 
dltri sospirano, altri pian* 

gono j ed altri ridono, 
jtltre erano buone, ed altre 

cattive. 
dltro è parler di morte, aU 

tro è marife. 



Los tiempos del perho onos 

son simpleSf y otros coni* 

puestos. 
Uno leia, otro, eserìbia^y 

olro bacia cuentas. 
Unos suspiran , otros Uoran , 

y otros se rlen. 
Unas eran buenas, y otras 

malas. 
Una cosa es Jiablarde auitr^ 



fé, otre es morir. 

Succede io stesso coiravverbio alle volte, il quale se 
più fiatò viene ripetuto in un periodo, T« prima volta si 
traduce coiraggettiro unos: 
Alle voi te n/Zf^roy al le volte Unas ^eces alegre^ j otras 

inquieto* inquieto.. 

CSO, DILtÀ VOCE rSTED, rM., 

Ijs voce Fm., come si è veduto nella declinastone 
(pr.g. 6i ), ha singolare e plurale, e serve ai due generi; 
mascolino e femminino. 

\ 

Vm, ee muy bjiieno. Ella è molto boon^i. 

Tm, es mtg^ ifjtèik^* ^llf* è molto buona. 



DELU SiKTASlf» ItCÌ 

Sea'Vm^hien v^nido, * Siate il ben Teoato. 

Sean YmB.hien venidiis. Siano b*n veo ole.' ^ 

Yoìh.hahrdnlìegado dtiempo» Voi sarett) arrivati a lenipo« 
ym9.hahràmU8gadocansa* £llenù aaranno- arrifatii 
das. atanche* 

Quando si domanda^ si prega, o si coayinda, in voce 
F/n. viene posta immedialantente dopo il verbo, e deva 

esaere cctotdnleai^nt^ esprt^ssa. * 

'• • • . 

Ha eomido Vm? H-i pranzato eìlaìht * 

Llega Vm. ahora? Arriva «dtssop * •».-.• 

Tenga Vm. pàcìénoia» Abbia pasiensf]' • • 

Lea Vm. està cariata. Leggete questa letlen. 

Estda Vms. ì^enas?' . '^ * Stufino elleno bene? 
£s(d Vm» hien? Sta ei/a bene? (i) 

Il pronome vostro^ vostra^ ecc., quando ha reiasione a 
persoaa terza, si traduce nello spaguuolo col genitivo de 
T/ii, de Vms* 

Es de Vm. este libro? È vostro qaesto libro?*' 

Son do Vms. esos caballos? Sono vostri cotesti cavaiK ? 

&/a piuma es de Vtn.^ Questa penna è vostra, * 

Estas son ideas de Vm^^ Quelite sono iJee vostre. . 

Quando i pronomi vostro^ asoldi lel^ ecc., die accom- 
pugnano nn sostantivo, sono precedati datV articolo defi* 
nito^ sogliono gli Spagnuoli premettere al soslantivo il 
pronome sttjo^ svya^ ecc., aggiungendovi poi il genitivo 
dia f^m, Eccone degli esempj : 



(f) Osservisi che gli Spagnuoli distinguono Io stare bene 
male di salute dallo stare bene o maJe in relazione ai 
comodi della vita: usando pel primo l'aggettivo bueno , 
buena, malOf malUi e pel secondo la vverbio 610/1 , malfece. 



3o4 Arti qciiita, 

He vitto d tu hijo Je Vm. Ho fpduto fl i^ostro figliob 

Su hermano de Vm. me ha II fratello di lei mi ha of* 

o/etidido» feso. 

De su casa d« Ym. ha sa» Dilla «oa etsa è uscito 

lido alguno. qualcuno. 

Dice que bus planes de Ym. Dice cbe i vostri piani la 

la ofenden (i). offendono. 

Abbiamo detto di sopra che la voce Vm. ai deye eo- 
tta ulemeote esprimere, allorché Mccompagna il Terbo^ ciò 
m'Stk ostaolil si suol tacere in alcuni periodi lunghi^ oqde 
e ritare una ripetìsione agra defole alP orecchio^ e basterà 
Mcennarla una o due Tolte, aecondo la lunghezza del 
periodo. 

Si usa ancora di tacere YFsted per trattare qaalcoiio 
con impero o disprezzo, 

JTayase en hora mala, Yada in malora. 

ffaga lo que le mandan. Faccia quello che le ai co* 

manda. 

Qtiitese de ahi. Levisi di lì. 

Qaieh le ha enscnado a lo* Chi le ha insegnalo a pren* 

marse esas lihertades? dorsi cotesto libertà? 

Sepm desde luego que no Sappia pure che non aii 

gusto de lisonjas, pasco di lusinghe. 

Nei titoli di Magestad^ Exeelencia^ Emùiencia, ecc., 
^i aggettivi participi non ai accordano con gli allributi, 
ma con la Persona o mascolina, o femminina, a cui sif- 
fatti titoli appartengono. Quindi trattandosi con an Re, 
on Principe, ecc., si doTo dire: 

/^. Jlf. ha sido enganado, Y. M. è stata ingannata. 
r. £, sera semJo. Y. E. sa^à servila. 



(i) Quantunque questa maniera dì dire aggiunga mag- 
gior forza airespressiooe, non sarebbe però errore il dira 
mi hijo de Fm^ Ics planes de Vm, ccc 



DILLA 81MTAMI. AoS 

franandosi poi con nna Regina, PrincipeaSjai ecc.| ai 
deve dire: 



Sé qae V, Jf. està Jìspuesta 

a favorecerme. 
Sìento che K A. se halle 

incomodada» 



So che V. M. è disposta a 

favorirmi. 
Mi rincresce che V. A. si 

trovi incomodata. 



CAPITOLO IV. 



Del verbo. 

Alle osscrvasìoDi fatte nella quarta Parte (pag. 88 ) 
sull'uso de tempi aggiungeremo ora questi avvertimenti. 

i." Fra l'ausiliare haber e ^1 participio del verbo non 
si de^ frapporre altra parte del discorso^ come in italiano, 
ma il participio seguirà immediatamente 1' ausiliare. 



Le pido à Fm, per don si 
no le he conncido antes» 

Con los principi OS que ha 
recibi do Vai, de mi^ hu" 
hlera Vm,^ ecc. 

Gònfie se Vm. francamente 
que à està hora ha recò- 
Docido Fm, su error. 



Vi domando perdono se non 
TI ho prima riconosciuto. 

Con i princìpi che avete da 
me ricevati^ bacestCì ecc. 

Confessate pure di buona 
voglia che avete a que- 
stuerà riconosciuto il vo- 
si ro errore. 
a.° Quantunque sii Spagouoli abbiano lo loro traspo- 
SiZioni, 51 a^^engofio Cio..Qon,^osl^nle ai pqrre il participiif 
avanti alV ausiliare ^ come, si permette nell'italiano. , 



Cespondió que habia hecbo 
una copiosa provision de 
Ubros* 

Pero que no se acordaba 
donde me h^lùi^ visto» 

Gram. Spag, 



Rispose eh* egli fatta uveva 
una copiosa provvisioni 

di librr; "•' ' 
Ma chef ' non si ricordava 
dove^ veduto mi avesse» , 

i8 



^ 



3.^ HMUmperativo negativo la seconda persona del 
•iogoUre ai prende dui presente del soggiuntivo , eeme 
nel latino. 

Nos ames los vieios. Non amare i vizj. 

So temas i oadie. Non temere alcano. 

I/o vengas tarde. Non venire tardi. 

No salgas de casa. Non ascire di caaa. 

4*^ Usano gì* Italiani di posporre al participio del verbo 
gli ausiliari avere o essere ^ preceduti dalla particella ehe^ 
Cùtae: finita ch'ebbe il suo ragionamento \ data che sarà 
la sentenza ; arrivati che fornaio al villaggio^ tee. Gli Spa* 
gnuoli risolvono si (fatte proposiiioni cogli avverbj Zzie^ 
yfie, o cuando^ nel modo seguente: luogo que^ o cuando 
hiibo cooclfiido su rasonamiento; /iie^o fue, o cuandose 
habra dado la Sentencia; Ifie^o f ««, o cuando llegimos 
al tugar, ecc. (i). 

OSSERVAZIONI 

aoesA oL^iaiiaiii i>b^vbrbz. 

Allorché in luogo d*uo sostantivo metafisico ai usa Ti/i* 
finito del Verbo ^ gli convengono le msdesime preposiziooi 
del nome. 



(t) SogKeno gli Spagnuoli del discorso familiare cam* 
fatar in ao la desinenza odo del Participio deUa prima 
Conjugatione in ar; onde in vece di dire : To he estudiado 
en Salamanca^ A llegado mi TioP Fa hahian acabsLÓOf 
dicono : Vo he estudiaiO | ecc. ; Ha ilegno, ecc.; Fa habian 
acaòso. Ila essendo questo un accorciamento cagionato 
piuttosto da una fretta se non del tutto rìpruvabile , almeno 
non degna di approvazionCi non è da imitarsi da chi ami 
variar con esattezza j^ e se noi ne abbiamo fatta qui meo- 
ione» ciò è stato soltanto affinchè possa ognuno facilmente 
comprendere questo modo di parlar fiimiUare. 



{ 



DILLA ftlHTàtn. 207 

Z'ewére foggilo lo àaWò. El haier huido le salvò» 



Lo atudìAre gio? a. 

Con dichiarare 81 liberò dal 

ior mento. 
«Senza stadiare 'non «^impara. 
Oltre dì esser colpeyolei è 

ancora Insolente. 
Non ebbe dtflScoltà ffi con* 

fessare. 
Tutto sta nel maoteiiere il 

segreto. 



£1 esìudiar aprovecha, 
Goo declorar $e eximiò del 

tormento* 
Sin estudiar no se aprende. 
A Diati de ser culpable^ es 

tambicn insolente. 
No tui^ dificuUad en con* 

fesar. 
Todo està en mantener el 

secreto. 



Quando un verbo di modo finito re^e tinfinito J^ na 
altro Tdrb0| il primo chiamasi principale o determinante^ 
ed il aecondo relatÌ90 o determinato, come: 



Bisogna etudiare* 
Non potei parlare* 
Dovrebbero arrivare» 



Es menesier estudiar^ 
No pude hablaK 
Debérian llegar. 



Ora dunque il verbo determinante regga il delermi- 
nato o con la preposizione ^ o senza. 

Lo regge senza preposizione, (jnando il primo può 
sensa di essa passare al secondo la sua significazione 
come negli esempj precedenti. 

Lo regge con preposizione^ allorché il determinante è 
dì lai natura da non passare al determinato la sua sigm» 
ficazione senza frapporre una qualche preposizione» 



MI sono dimenticato di scri- 
vere la lettera. 
Terminò di parlare. 
Era per uscire di casa. 
Ci fermammo a riposare. 



Me he ohidado de escribir^ 

la carta, 
jJcabó de hablar, 
Eslaha para salir de casa, 
Nos paràmos a descansar. 



Vi aono però nella lingua italiana molti verbi ai queir, 
ala per proprietà di liogoa, aia per leggiadria, si »uoÌ 



S08 VAITI '^VIRTÀ, 

■ggiongere I» preposisione di^ toUocli^ non ne abbiso* 
gnioo, per passare al^mBDilo la loro sigoificasioQe. Tali 
sono i Terbi desiderare^ credere, pensare^ parere^ preten* 
derCj eonpenire^ ecc. Tmii questi verbi reggono in ispa- 
gnaolo il detcrminato sema preposiiione: 



DesideroiK parlare con V. S« 
Crederà di YÌDcere la lite. 
Penso di trattenermi qni; 
Mi parerà di vedere il eielo 

aperto* 
Che pretendete di (are? 
Mi conviene di maotenere 

il mio decoro. 



Deieo hablar con Va^^ 
Greia ganar el pie ilo, 
Pienso delenerme aquim 
Me parecia ver el ciào 

ohierlo. 
Que pretiende Vm, hneer? 
Me conviene mantener mi 

decoro. 



Quando nn verbo determinante richiede la preposi' 
zìonCy essa è la medesima io ambedae le lingae, come 
abbiamo vedalo negli esempj di sopra. Ciò non ostante i 
verbi obbligare^ consigliare^ insegnare j persuadere^ ai 
quali si può dare in italiano anche la preposiaione di^ 
richieggono in ispagouolo sempre la preposizione d. 

Ma non sempre il determinante manda il determinato 
all'infinito. A^nzi i verbi rogar^suplicar^encomendar, en* 
cargnr: pregare^ supplicare , raccomandare^ incaricare^ 
mandano assolutamente il determinato al soggiuntivo colla 
congiunzione que^ senza che in veruo caso possa esser 
posto aìV infinito. 



Lo pregai a tornare in Ro* 
ma. 

Vi preghiamoci non toglier- 
ci il rìspetlo de' popoli. 

Onde supplico V. E. a voler 
accogliere ben ign a men- 
te | ecc. 



Le rogué que volviese à 

Roma, 
Os rogamos que no nos 

quiteis el respeto de Ics 

puetflos. 
Por lo que suplico a P. E* 

que tenga d blende aco- 

ger con benignidad^ ecc. 



DEX.T.A 8IlfTA89I* " 309 

Mi raccomandò di custodire Me encomendó que cnsto- 
il 800 palazzo. diase su palacio* 

Il mio figlio m^ incarica di Mi hìjo me encarga qua U 
mandargli i libri. enyie los liòros» 

Egli è in qaesla aorte di coatrozione che gli Spagnaoli 
usano di sopprimere la congìanzione quei onde, ripetendo 
gli eaempj di eopra^ diremo: 

Le rogué, pohlese à Roma* 

Por lo que suplico a F. E.j tenga d hien 

de acoger^ ecc. 
Éfe encomendó^ cu studiose su paìdclo. 
Mi hi/o me encarga^ le envie los lihro$. 

Egualmente Tanno posti nel modo soggiuniivo quegli 
infiniti che nella iiogna italiana sevo preceduti dal verbo 
parere o sembrare : 

Sì osservò in generale che Se oh serpo generalmente que 

mentre gli nomi ni pare'* mienlras parecia que los 

vano rispondere alle do- homhres respondieèen d 

mando ... las preguntas . • . 

Queste guerre pertanto 8em« Parece por tanto que eslas 

brano oggi yàr parte del guerras hagan Ao^ parte 

nostro diritto delle genti. de nuestro deiecho de 

gentes. 

Hanno provala gran diffi« Ean esperimentado gran di-» 

colta a disfarai deVsuòi ficuUad en de^acqrse ds 

pregiudizj, che il corag- sus preocupaciones, las 

gio parca render gloriosi. cuales parecia hiciese gU»'- 

riosas el valor. 

088EBYAZ10RI sosBA u. GBQnanio (pag. i38). 

i.^ II gerundio nella lingna spagnuolà si usa in mode 
assoluto f come nelfitaliana» 

i8» 



910 FARTI QVieiTl, 

Essendo egli eost, Don avete Stendo elio ati» no tien^ 

ragióne a laoieatarri, Fm, razon de quejctrsev 

Non àopendo che fare , mi No aabienJo que haccr^ me 

miai a gioocare. puse djugur. 



a»* Qaando il gernaJio dinota tempo presente^ va pre« 
ceduto dalla particella en: 



Sapendo quattro lettere » ti 

teogooo per dotti. 
Fedendo uo soldato «'rati- 



monaco. 



En sabiendo cuatro letras, 
se tienen por doctos. 

Eo yieodo d un soldado se 
aUmoriza. 



9 

3»^ Se il geroDdio dinoia tempo passato ^ ai risolve ele- 
gantemente per messo dell' infinito precedalo dalla pre* 
poaiziooie ai, corrispoodealo airilaliana nel: 



Entrando, o nelt entrare in 
Napoli} ai ruppe la car* 
rossa. 

Uscendo 9 o nelT uscire di 
caia, incontrai tuo fra» 
fello. 

Ma vedendo^ o nel vedere il 
popolo prostrato dinansi 
ad an Vitello d'oro^ ecc. 



Entrando^ o al entrar en 
Nàpolesj se rompió et eo' 
che, 

Saliendo^ o al salir de casa 
encontré à iu hermano. 

Pero viendo^ o al ver al 
puehìo postrado ante un 
Becerro de oro^ eco» 



Si risolvono ancora col gerundio le segnentt ed altre 
simili proposiaioni| dinokinii tempo Jutufa. 

Quando avremo riposalOf Ea descansando ^ aegoire- 



seguiremo U viaggio. 



mos el viage. 



Quando avrai terminato di En acabando de cscribir^ 

scrivere^ andrai a casa» iras a casa. 

Dopo che avremo /?ra/tJolO| En comiendo^ iremos i pa« 

andremo a passeggiare. sear» 



BVLli SINTASSI. 3Ì I 

Gli Spagonoli mandano ^BBoìaiamenie al gcrunètio qn«- 
gVinfinùi preceduti dai verbo stare e dalla particella a^ 
di CU4 8Ì servono ^rilaliani per dinotare lo stalo di qual'^ 
che persona: 



Mi pareva che tolti stessero 
a dormire. 

Che cosa fate qoi? sto a leg- 
gere^ a scrivere f a studia» 
re^ a passare il tempo^ 



Me parecia que todos està* 
ban durmiendo 

Quehaee Vm. aqui? estoj le» 
y«ndo, escrìbiendo, esta-^ 
diando) pasaodo^el tie/hpa^ 



Usano ancora il gerundio accomp^nato dalyerboei/ar 
in luogo dei tempo semplice ; per 'esempio ^ io' vece di 
ìée, comian, dormirà^ hahlà^ neve: legge^ mangiavano^ 
dormirà, parlò, nevicò: Rstà leyendo^ eslahark comiendo, 
estarà durmiendo, estuvo hahlando^ estuvo nevando^ eco. 

Termi nerecBO le osservazioni sopra il verbo coli* avver- 
tire cbe ^^impersonali ed alcune proposizioni itiate dagli 
Italiani nel /?as5iVo, sono piuttosto poste dagli Spagouoli 
nella voce attiva» 



Mi è stato raccontato. 

Mi fa risposto. 

Mi fa mbato il fazzoletto* 

Fu loro intimata la resa. 

Egli è narrato da Mosè, ed 
è confermato da altri sto- 
rici» 

Fagli dalla natura accordato 
un gran talento. 



Me han contado^ 
Me respondieron. 
Me roharon el panueìo* 
Se Ics intimò la rendicion^ 
Xo cuenta Moises^j la con' 

firman oiros historiad&» 

res^ 
Concedióle la naturaìeta un 

gran talento. 



DIVERSITÀ^ ni ALCUNI TEMPI DB* VBBBI 
PflESSO GLI laTiCBI. 



Per maggiormente agevolare agli studiosi delta noatra 
IiBgoa rinteiligenza degli autori antichi^ crediamo di fiirt 



919 riHTC QumA, 

ad essi cota grata colf oggiungere qiii an prospello dalle 
deeineof e ed oeo de* tempi nei secoli passati. 

1.^ La seconda persona plurale del perfetto dell'Indi" 
catwo che ora lermioa io ds, presso gli aolichi teriui- 
oara io es. 



amàsteU 


amdft'99 


amaste 


UisteiB 


ìeisteè 


leggeste 


oisleis 


oiste9. 


udiste. 



9.^ La aeeooda penooa plorate di tutti i tempi , che 
presso noi termioa io ais^ o eis si troya presso molti au- 
tori antichi arcare la desioeoza io des^ cioè on de io cam- 
bio deiraltimo « de' moderai. Ecoooo gli esempj io cias- 
cuna conjogasiooe. 



parxA QoBivoAiioai. 



omais 


omades 


amale 


amàbaìn 


ama&ades 


amavate 


amàsieÌB, 


amàstedes 


amaste 


amariin 


amaridbi 


amerete 


ameìs 


amedeB 


amiate 


amàraÌB 
amaseiB 


amàraden 
amàsedcB 


1 amaste 


amariain 


amariades 


amereste 


amdreÌB 


amdredeA 

SBCOHDA OORICGASKmB. 


amerete* 


temeis 


lem^des 


temete 


temiaiB 


temiade% 


temevate 


temisteiB 


temistedes 


temeste 


temeréìB 


temerédeB 


temerete 


temdÌB 


lemddeB 


temiate 


tenùéraiB 
iemiéseU 


temiéradeB 
temiésedeB 


temeste ' 

• 



J 



temeriaiB 
iemiéreìn 



DELL! 8IIITAS8I. 

temeriadeB 
temiéreduB 



temereste 
temere te« 



ai3 



TBBZA COSICGinOSI. 



partiB 


partiie% 


partite 


partiais 


partiaden 


partivate 


partUtevà 


partlstedes 


partiste 


partirei^ 


partiréd^% 


partirete 


parta\% 


partdden 


partiate 


parVéraÌB 
partiése'ìS' 


partiérades 
partiésed^B 


partiste 

1 


partiriah 


partiriades 


partireste 


partiéreis 


parùérede^ 


partirete^ 



TBRBI IRBEGOLÀRI. 



sois 


soit% 


siete 


haheis 


ìiebede% 


avete 


acertais 


acertades 


indovinale 


ascendéis 


ascehdédes 


ascendete 


sentii 


sentides 


udite. 



3.^ Quei verbi che ora tercaioano in i o j" ùtili prima 
persona d* l presente deW Indicativo , anticamente termi- 
navano in 0, come : • 

sojr ISO sono 

day do do 

vojr vo vado 

4*^ Quei verbi che ora terminano in go e ga^ antiea- 
mente sì usavano senza ìì g^ come: 

c^Jg^ coyo cado 

ca/ga caja ■ cada 

qygo Qfo odo 



9t4 Tkwn svisnrAy 

ojgd oja oda 



traygo trayo reco 

trajga traya reéò. 

valgo ra/o ^^^S9 

pQÌga vaia Ttlg*- 

5.^ Qvogli che ora hanno un u nello radicali aTeraoo 
in ina Tace no o, come: 



cifSrJd 


eabrié 


copri 


cupo 


capo 


capi 


huho 


evo 


TÌ fa 


murió 


mono 


mori 


durmià 


• dormió 


dormi 


poto 


poso 


pose 


$upo 


sopQ 


seppe. 



6.^ UsaTano ancora fon leggiadria in ycce del pia che 

perfetto deWindicatipo la lermiDazione in ara e iera del* 

Vimpetfetto primo del soggiuntivo^ come mandami diera^ 

fiura^ morieran^ in vece di habia mandado^ hahia dado, 

habia sido^ Tiabian muerto, 

JEl CahtUero fué$e para el II Garaliere andò dal Re, 

Ref^ e contol todp elfo» e gli raccontò il fatto tale 

cho^ osi corno d su Senor quale il sno Sigoore glie 

se lo maodara. Vaveva comandato» 

Nunca fnera Cahallero de Non vi era ma! stato Ga?a<- 

Damas tan bien servido^ liere così ben serrito da 

corno fuera Lanzarote^ Dame, come lo era stato 

ecc. Lancillotto, ecc. 

Ei Aejr mandò entonces que II Re comandò allora che 

sopiesen guantos omes sapessero qoanti nomini 

morieran. erano morti. 

7.* AveTflno finalmente gli antichi un futuro delTindi- 
eatì90 formato ^tWinfinitis^ e dal yerbo haber: come p. 



DELLA ilRTitSl. ai5 

e. corner he, matar ha^ far he, dal qaale Teroiimilmeote 
81 è fermato l'altro più moderoo e xbe ora è io oso: co* 
mere, mataràfaré. Di qaeeto fatoro ti serriTaoo prio* 
ci palmento allorché eoi verbo aodara coogiaoto qunlcbe 
proDome, come potrà rileyarai dagli esempj togueoti: 

Tenderme ban ( 6 me ten-» Mi stenderanno per terra^ 

deràn) enei suelo,ycvL' e mi copriranno con uà 

brirme ban con un pano panno neroi 

negro. 

Pooeroie ban en ìas anJas, Mi meneranno nella barà^ 

Y llevarmo bau à la se* e mi porteranno in éOfoU 

pultura. lora. 

£jO que oistes en poridad^ Ciò cbe sentiste in segreto, 

predicarlo bedes sabre los lo predicherete sopra i 

tqados. letti. 



CAPITOLO V. 

Delle particelle relative ci e ?i ( pag. 44 )* 

Le particelle relative e» e vi oXìte Poso di pronomi 
congiuntivi: noe e os: hanno quello pure di particelle av^ 
f^rhiali con relazione a luogo o cosa di già espressaci 
come: fi dimorò, ci penserò. Siffatte particelle riceyono 
il loro aigoificato per messo del pronome él, ella, ettos^ 
ellas, elio, accordate nei genere col sostantivo di rela^ 
zione. Il caso del suddetto pronome è per lo più Vabla» 
two con la preposizione en, de, ecc. come chiaro dioiO" 
atrasi negli esempj seguenti: 

La semplicità, cbe redo io La sencillez^ que veo enesUs 
questa casa mi rapisce: casa me encauta^ jo Ae 



l6 PABTl Qumi , 

IO non CI Morgo cosa che echo de ver ( en ella*) 



tia iontile. 

La maniera aaoiibtle, con 
cui aooo aeritte queal'o- 
oparci iotereaaa e seduce; 
dò chept sì parla è sem- 
pre eoDfome alle ìooli- 
oasioni corrolte. II yuìo 
vi è dissimttlaco e iraTo- 
atilo. 

Leggo con piacere questo 
libro, perchè ei troyo-del- 
le buone rìflessiooi. 

Leggera con piacere quei 
libri, perchè f^i troyara 
delle buone riflesslonL 

Ifasè fu allevalo nelle loro 
acacie, ma le scienae che 
m apprese furono un nul- 
h tn paragonoi eca 

Non ei pensate più. 
Mi ci tono ay?ez2ato. 
Kon ei abbiamo altra mirai 

che la giuria della nostra 

patria. 



cosa^ que sea inùtil (i). 

La manera sensihle con q uc 
estàn cscriias estas ohras 
empena y seduce; lo qw 
(en ellas) se habla ti 
iieatpre conforme d las 
inclinaeiones corrompi' 
das. EI vicio està ( en el* 
las ) oculto y disfrazado. 

Leo con gusto este libro 
porque hallo ( en el ) re- 
JUxiones hucnas^ 

Loia con gusto aqueUos //• 
hros^ porque hallaha (en 
elloB ) reflexiones iuenas. 

JUoises /uè criado en 4us 

escuelas^ pero las cicncias 

que ( en ellas ) aprendlà 

fueron un nada en com* 

paracion^ ecc. 

A*o piense Vm.mas enellos. 

ilfc he acostutnbrado a elio. 

No tenemos en et lo atra 
mira, sino la gloria de 
nuestra patria. 



Altre Tolte il ei ed il vi sono awerlj di luogo corrl- 
denli agli ayyerbj aqui^ alli: 



, 



(i) In yarj esempi delle particelle ei pì^ e ne troyasi 
pronome él , ella^ ellos, ecc. dentro parentesi: vuoisi eoo 
dò dinotare, che sebbene sta esso necessario pel compi* 
ttieuto della costruzione grammaticale, nondimeno, usando 
delT ellissi, si suol tacere per rendere il discorso più. con 
aifc» ed eoeigico. 



DILL4 

Ciò che ci 61 veJe, non è 
una semplice superficie. 

Di giorno e di notte et si 
lavora. 

Scegli aTfiene che fa mai 
ri ritorni, non li mostrare 
geloso. 

Per «na volta che passar 
vt solea, credo che poscia 
VI sia passato selte^ 



SINTASSI. s 17 

Lo qiie aqni se ^, no es 

una simple superficie, 
A qui sr trabnja de dia jf de 

nache. 
Si se diere el caso que tu 

fuehas (alli), no (e mueSf^ 

tres zeìoso. 
Por una vez que soUa posar 

( por alli), creo que deS" 

pues ha pasado siete. 



DILLi PABT1CBLLÀ Jr£. 



Col medesimo pronome él^ eìla^ ecc. si traduce la psir- 
licelU relativa ne, accordando egoaimente il pronome col 
sostantivo di relazione. Il caso del pronome è per lo più 
nn genitivo. 



Giosoe arrestò il sole nel 

momento in coi ne avea 

bisogno. 
Io mi rallegro delle tae prò* 

sperila, ptrchò ne fai 

buon uso. 
Iddio gli ha dato la ragione, 

ne usi dunque. 
Figliuoli miei, se non vi 

portate bene, fé ne peo* 

ti rete. 
Gii dimandai due grasie, e 

me ne concesse nna. 
Io m*ine rnltegro. 
Me ne dispiacque assai. 
Pietra se ne sodò* 

Non ve ne dimenticat5Sr. 
Gram. Spag, 



Josué parò el sol en el mo • 

mento en que tenia necC' 

sidad (deél). 
Yo me alegro de ius pros^ 

peridades^ porque haces 

huen uso (de ellas). 
Dios le ha dado la razon^ 

vólgase pues (de ella), 
Hijos mioSf si no os portais 

hien , OS arrepeniireis { de 

elio ). 
Le pedi dos gracias^j me 

concedió una (do ellas). 
Me alegro ( de elio ). 
Me disgustò mucho. 
Fedro se fui ( de aqui o d« 

Hill). 

No se olvidc . Vm, ( de elio y 

19 



tl8 MBTB rpìMlk^ 

Allorebè il ne fa le veci di pronome possestivo eorri- 
•poode al pronome $u^ $u$: 

Plalooe pensa cbe Dìo è Platon piensa qve DUs es 

ftomoiameiite baono^on^ sumamente hueno^j re- 

riconofloa la proTTÌd«oaa. conoce $u providencià. 

La forza è stala eoo tran a La fuerza ha sido ce ntraria 

alla libertà^ quante Tolto à la libertady siempre que 

noo 80 ne è potato rego- no te ha podido arreghr 

lar Tato, au ujo. 



CAPITOLO VI. 

belle particelle vezzeggiative e riempitive ^ 

Le parli eelle mai^ ^gH» fi| punto ^ poi ed altre, che 
nella lingua italiana servono di ornamento, noo hanno 
nella spagnuola Toci corrispondenti; onde nella trada- 
aiooe non si dà loro yemna significazione^ o sì cambia 
la frase^ per messo di qualche termine equiriilente. 



■IL 



Quando mai si troTÒ . • . ? Cuando se hallo • . .? 

Chi mai ha potuto dire...? Quien ha podido deeir,..? 

Cbe mtd sento? Que es lo que oigo? 

Come mail Como es posible*,J 



ioti. 



Egli non ha gas ri ohe . . • No ha mucho que . . . 

J^/ì è dunque così certa Es pues tan cierta la cu» 
raulenticità de' suoi prò- tenticidad de ius prodi' 
dig)^ che % • . gioSf que . • • 



< 



Ditti 81HTAHI. 219 

Che 81 pnò egli imparare Que se puede aprender de 
da an Peripatelico? un Peripatètico? 

Àllorqoando oltre il sostantivo già espresso si trova 
dopo il verbo il pronome egli^ ella^ eglino, ecc. accordato 
eoi detto sostantivo, non gli si dà in ispagouolo verna 
significalo. 



Gesù Cristo non ha fatto 
egli forse de' veri mira- 
coli ? 

Gli uomini hanno eglino 
forse una miglior sorte? 

La Porta ha dato ella forse 
una risposta qualunque 
alla nota? 



Jesucristo no ha hecho aca- 
so verdaderos mUagroi? 

Los ho mòre s tienen acaso 

mejor suerte? 
La Puerta ha dado acaso 

respuesta alguna d Li 

nota? 



81. 



Óltre ch'egli fu ottimo filo- 
sofo morale, si fa leggia* 
drissimo e costumato. 

Il risaltato si fu che . . . 

Il peggio 51 è, che non vi 
sono danari. 



A mas dehaber sido opti me 
filòsofo moralf fué mujr 
discreto j comcdido. 

El resultado fué que • • . 

Lo peor es^ qae no haj di' 
nero. 



FUSTO. 



Tedaldo non i punto mortO| 

egli ò vivo e sano. 
Ciò non è punto necessario. 



Tedaldo no ha muerto^ él 

està VÌVO y sano. 
Esto no es necesarìo. 



roi. 



Non è poi tanto certo ch'egli 
sia Fautore, che non se 
ne possa dubitare • • . 



Y aclemas no es tan eiertn 
que él sea el autor ^ que 
no se pueda dudar. 



990 FAbTB QmiTA, DELLA ilMTAStl. 

QaaDlopoial maaleoioiento Pero en cnantoat manierai' 

delle truppe . . . mienio de las tropas • • , 

Se poi rimontiamo ai primi Pues si vohemos d los pri* 

secoli di Carlagine. merosftglos de Caria go.^. 

Ecco qnaolo crediamo sofficieote a fare che ognnn<> 
po^sa apprendere anche Ja sé stewo la lingua spagnuola» 
Ma non haslando per ooa lingua il sapere S(»ltaoto le r«- 
gole grammalicali; ed essendo ioollre necessario ayere a 
memoria gran quantità di tocì, spcoialmeole quelle più 
in uso nel discorso, abbiamo creduto Taolaggioso Tag- 
gtnngere qui il seguente SUPPLEMENTO. Esso con« 
tiene uo* abbondante raccolta di nomi e verbi più neces- 
earj a sapersi, per cui potrà fare le veci di un Dizionario 
manuale ^ e contiene inoltre tolte quelle notizie, che sì 
tono credute più opportune ad ottenere riatento, die ci 
eratamo prefisso. 



SUPPLGM E!VTO 



\ » 



OMERTAZia» SULl' A1VALOG1 A BBLLE PAROLS 
ITAUAIfE E 8PAGNU0LE. 

• 

JLu (mgaa «p»giiacvla è tompoftta di jiarofe feoìerà, gre* 
che, go|iche| arabe, v« di altre * oatiooi, le qaalì per de- 
minasioiito o per oomiiiereHi abitarono o freqaenteroQo la 
Spagna^ m» p.no<»paliiieiHe abbonda di parole latine o 
ìocorrotte o aiterate, avendovi i EVomani ^ nel tempo che 
vi dominarono, introdotta la loro liogaa latina la quale «i 
mantenne (Mira Éao a tanto che colla decadenza deirim- 
pero e crAU venuta de* Goti ai adulterò talmante^ che «i 
venne a formare una lingua mista, la quale , per dìstin-^ 
gnerla dalla gotica, £u eUiamata Romanee. EJ è quesla 
quella roedcalma che oggi si parla perfezionata e ripulita. 
Conta dunque la Itogua italiana la stesaa orìgine delia 
epagnuola, ed ha ferse aulùte eguali aiterafìoni e cambia- 
menti nei vorlici delle politiche viceodef fin che aia per- 
venuta a quello stato dt pevfeaiooe in etti ora si trova. 
Quindi è che «n nitnaero grande di voci non solo^ ma di 
frasi ancora sono le medesime in ambedue le lingue: e 
perciò n^lie seguenti liste di nomi e parlicip} si trala- 
sceranno per maggior brevità, in quanto sarà possibile, 
tnlti quei pronomi, partieipj, ecc, che avendo le xo^àt^ 
sime lettere, hanno ancora il medesiino significato, come ; 
casto, puro^ tanto, profano^ cauto, diligente ^ raro, franco^ 
perfidi}^ luminoso, awtuo^ timido^ urgente^ lascivo^ scn^ 
$ato^ insigne^ sano, sincero^ temerario, fanOy fino j divino, 
ordinario, politico, virtuoso, f rusco, modesto, grande, in^ 
trepido^ impavido. Per la stessa causa si tralasceranno t 

,9* 






sa a tir f ti «no. 

SMUBtiTl gloria, casa ^ memoriti^ mano^ sacramento^ peso ^ 
duma^ modOf hurìa, garbo, viveza^ Januz ^ hizzarria^Jor^ 
tuna^ molestia, fastidi»^ e&nienio^ trìstezoy fantasia , ra» ' 
resajdeliio^ lasciria, modestia, cortesia^ politica, descot' 
tesia^ dureza, perfitìla, economia, miseria, e moltissiffli 
diri, i quali a differeoia di qoaicha consonaote doppili 
ohe ammettono nelf ilalìaoot.soao o nelsooooe nel aigoi- 
Beato eguali in ambevlue le liogoe. 

Maggiore ancora è il numero di quei nomi soataotiri 
• aggettiTi) i quali in nieoto altro differiaconoy se non che 
nella loro deaineon o teMainàxìone, la quale per alUu^ 
easeodo di poca variaaionOi niuna difficoltà preaenta agli 
atodtoéi per non potere in poco tempo apprendere e rite^ 
nere una copiosa quantità dt^ parole spagDuole^ al qualfine 
faremo le arguenti utili oaserfasioni aulla. desioens^ dei 
medesimi; e comiocieremo dagli aggettÌTÌ| essendoché oou 
m solo aggeltiro possoao ifualifioarsi molti sostantivi* 

nssmaasA naou agoihìtI' 

aie al 

Fatale,natorale, ovale, mor- Fatal^ naturai, oni/y mor- 
tale, tale, quale, tegale| tal^ taly eual, legaiy ca- 
eaaualei ecc. su al, eec, 

atore •.•*.••••....»•.»• ador- 
Adulatore, falsificatore, cen<- ddulador^ falsifieadorj een- 
aore, procutatore, ecc.. sor^ procurador^ ecc. 

bile. < . . • ble 

AmaVila, terribile, seosihi- Jmable, ierrible, sensibhf 
le, ecc. ecc* 

ece .«,......•••••••.«•* OS 

FerooO| atroce ^ veloce, ecc. Feroz, alroz, veloz^ ecc. 
olare • ... ^ ....... • ... . ... ular 

Parliic&Iare, regolare, seco* Purtieular, regular, seai*- ' 
]are, ecc. lar, ecc. 



•ijnpE.mCTo* »l 

» 

9Btiniisà OB* •oatAVTm«^ 

a7e ....... • .'• • . » .. . « . ^ . al 

AnimAe^ canale» arsenale, Animai ^ canat^ arsenale gè* 
gè nera fé, nerah 

anza ••»..»» eocia • 

Yìgilaoza, dìstaDsa, persa* FigSaneia^ distando^ per» 
Teraiua^ arrogaosa,^ jat-- sewerancia, arrogaheia^ 
Uunza, eeot . o i. * < Jaetaneia^ ttiCr 
etìztt ««•> «pt- ^jfifi t M* * •- r • f. i^iieift 
DtligeQza, pradenza, cle« Diligencia, prudencia^ eie* 
intsoza^ ÌDiiocenia, taso* mencia ^ inocencia^ insù'» 
' lenza, contineaza^ ecc. ìenclaj contincncia* eoe* 

azione ..»•••......••• acioa 

Oritsione,eoDiparazione| na- Oracion, comparacion ^ no' 
gione^ contestazloDe» te* cioò, eontestacion^ Icgof" 
gazfonoy eceb * eten;^ eoe. 

ato ........'•.*.'*.'.•. ado-' 

SoFdato^ stalo, aeaato, Caio, Soldàdiù, e^fm/o, ^tenado^ 
prato» ecc. hado^ pradoy eco» 

&ne .*......*...».. OD 

Carbone, limoli^, limone^ Carken ^ Umon^ timori^ de, 
divozione, detenzione^, voeion^ deteneion^ 9n»«* 
n^osìone, eco. ^i'^^t ^oc. 

ore • . • • ; . or 

Dolore, colore, calore, te- Dolor ^ ealor^ caler ^ lettor^ 
DOrei priore, onore/ecc. ' prior^ honor ecc. 

tà ..... . . dad 

BoDtB, dÌTÌnità, pietà, ca- Bondcut^ divinidad^ piedait^ 
iliilà, Yaiiità, cariU, etei*- eastidad^ vanidad^ cari' 
oìtà, ecc. dad , eternfdad^ eoe* 

tudine ..................... tud 

Inqviìétiladijiie, softecitali* Inquietud^ wlieitud^ tfeiti» 
uè, Yici$«iladiae| ecc. lud^ eco* 



%9Ì mt^iMMmo, 

Le dettneoce in ea, ia\ ismo, ista^ ura^gna di Tarj 9> 
•tantiTi tono coamnii «ooie: 

America^ rettorica, poesia , America^ rectóricoj poesia^ 

teoria, ateismo^ deisoiOj teoria^ ateismo^ deismo^ 

lista, Cdlfioista, modista , listai calvinista^ modista^ 

afTeotura, pisnara, im- aventura^ llanura^ impos* 

postorai moot^gpay caiD* . tura^ montana^ campa" 

pagoa, ecc. iia^ ecc. 

I nomi di « es t iew ebe tn it sitano terminano hi tyio^ o 
aro, o iere^ fsnno in ispfgnoofo in»efx>. ' "^ 

Fornajo, nì8Cf*Ila}o, caltola- Borncm^ curntccro^ zapa* 

jOg carbooiirOi orologiaro, fero, carhonero^ relojere^ 

pellajo, cameriere, eoe- peltejero^ camarero^ cO' 

chiere^ banchiere, b<ir« eherò^ banquero^ hoAt* 

biere, infermiere, ecc. ro^ enfermcro^ ecc. 

Premesse le sepr^aii^tate osserraaiooi ^ passeremo ora 
a formare delta liste degli aggettivi i più necessarj, per 
pattar comipoiare a parlare. Ma sicoome una dolle m^* 
giori dilticoltà che iooooUano gt* italiani nelfoso della 
lingua spagnnola si è il poter distingnere quando cogli 
•ggettif i e participj si debba usare il verbo scr e quandi 
il verbo eUar; è per ciò che siffatti aggetti? t e participj si 
è creduto dividerli in tre classi, cioè la prima di aggetlivi 
ehe solamente ammettono il verbo ser; la aeconda di 
f^uelli che, essendo ad un tempo « aggettivi e participj 
passati, non ammettono che il verbo estur; la terza final- 
mente di aggettivi cbe ammettono t uno e Taltro, secondo 
ohe dindtsr vogliasi Tessensa p qualità permanente della 
persona o cosa, nel qual caso ai usa il ?erbo ser ^ come: 
$cr tnMejSer strilo; oppure spiegar si voglia una qualche 
qaalilà o circostanza pass^ggiera, ossia lo atsto indicato 
da siffatti pronomi, ed in qnesto caso ai adopera il verbo 
ritor, come: fUar triste ^ estar sardoi^ 



HWMiEMMTOb 



^vS> 



PRIMA LISTA 

Degli aggettM che vanno nccompagnati 
dal verbo ser. 



È 

abile 

aecarefsaotd 

acciglUto 

accorto 

acuto 

fiff^ttato 

affeltaoao • 

affortonalo 

algoso 

altiero 

anni(*o di 

antico 

ardito 

arrogante 

aspro 

audace 

avaro 

avido 

avvenente 

babbi one 

bacchettone 

baiJ ansioso 

barbata 

beata 



E8 

hSiHi) 

halagùeno 
cenudo 
despefado 
ugudo 

ufeciado^ ine' 
lindroso 

afortumtdo 

CVOStk 

•altivo 

amigo de 

Vantigu^ ' 

""Utrevidó 

"icllo^ ahane' 

j .ro 

esperò 

osado 

€irarienia 

codicioso 

lindo 

rnnjadero 

gczmofio 

arrogante 

harhudo ' '" 

dichoso 



È 

bellino 
besteVnmiato- 

fé 
birbone 
bisbigliatore 

bÌ220C0 

borioso 
bravo' • '^-*' 
bribimio' ' 
brioso 

bruseo' ' 
bugiarde - 
caccoloso 
caparbio 
capri ceiocto 
caritio 
caritatevole 
caro 

c?)uto . 

celiatofe 
chiacchierino 
chii^tócKieVòn-i 
ciancióso 



«a 

'honito^ 
'blasfemò ^ 

hr&ùn 
thismero 
mogigato 
¥anagtorio90 
saliente - 
p Icaro 
garbùso; lìbe» 

rat 
zuharefh • 
mentiroso 
ìaganoso 
tercOy iozudiy 
eaprichùso 
lindo • 

caritative 
^ueridoy ama'» 

bìe 
eauto , preca» 

vido 
chancerb 
parlerò 
'hablador •'' 
potaratero 



(i) A suo luogo st è detto ehe negK • aggettivi in o- per 
farli fetuminili * basta cambiare V o io a , e ' che quelli cbar^ 
mui fìuiacoQO in o souo comum ai due getterii. 



"V 



%96 


smvLiiinrTo. 


1 


ciarloDe 


tTiarìatan 


geloso 


telosó 


rireoepetto 


tnirodo 


gentile 


delicado , ga* 


codardo 


coharde 




lan 


colpevole 


culpahle 


chiotto 


goloso 


collo 


culto 


ghiottone 


gloton , iragom 


compassione- compasivo 


giocoso 


Eumbon 


Tole 




gioviale 


alegre ^plàcido 


conipilo 


esmerado 


girella 


peleta 


coraggioso 


alenta do 


«iudisiose 


juicioso 


cortese 


cortes 


ginncoso 


juncoso 


CDpO 


soccarron 


goffo 


sàndiot tosco 


damerino 


pisaperde 


irradevoie 


apetec&le 


disoerveliaio 


descabezado 


grassolio 


gordon 


dicitore 


decidor 


£rassottello 


regordete 


diiBdente 


desconfiado 


graie 


agradecido | a* 


dilettante 


aficionado 




gradable 


disattento 


desatento 


«rrasiosello 


motto^ lindo 


disgrazialo 


desgraciado 


grasioso * 


chusco 


disinvolto 


desenvuelto 


£;rossolano 


grosero 


disakbìdiente desohediente 


guercio 


tuerto 


disusato 


desmada 


infedele 


infid 


doppio 


doble ' 


ingegnoso 


mafioso 


empio 


impio . 


ingiusto 


injusto 


erto 


empinadq 


inetto 


negado^ lerdo 


erudito 


leido, erudito 


impacciatore 


> embarazoso 


facente 


hacendoso 


intelligente 


entendida 


faceto 


chistoso 


isolano 


isleno 


facile 


fàcU 


lattifero 


lechero 


facoltoso 


rico^/acuhoso 


leggiadro 


airoso 


fedele 


M 


lepido 


donoto 


felice 


fdiz 


letterato 


ìetrado 


figliato, adoi 


t* ahijado 


liberale 


Barboso . 7/ie- 


tato 






ral 


fino 


agudo^fino 


losco 


Hzco 


finto 


frigido 


lusinghiere 


Ksongero < 


tori u nato 


dichoso 


lussurioso 


lu/urioso 


furbo 


picaro, astuto 


madornale 


garrafal 


mo 


alegre ^fesUvo 


maggiore 


major « 


calante 


pelimetre 


malaticeio 


enfenmzo 


garbalo 


C9rte$f a/able 


maligno 


arìàso, maligno 





SUfPLCVBirTO. 


malvagio 


malvado 


robusto 


iu««Dctno 


zurdo 




mangiane 


comilon 


rissoso 


manieroso 


modoso j UT' 


ritroso 


•• 


hano 


rosso 


melenso ^ 


hobo , insulso ^ 


accento « • 


minchione 


hodo^ tonto 


sagace 


minore 


mcnor , 


saggio 


miracoloso 


malagroso 


sapiente 


nasino 


ramo 


saputello 


nasone 


narigudo , 


savio 


neghiltoso 


poliron , pe- 


sboccato 




sùdo : 


scaltro ' 


nojosa 


eansadof rn* 

fadoso 
oloroso 


scambievole 


odoroso 


scelto 


ounipoieote 


iodopoderoso 


scémo 


ordinario 


basto ^ ordina' 


schietto • 




rio 


schifoso 


orgc^lioso 


orgulloso 


sd ama n Dato 


orrido 


horroroso 


scilinguato 


ossequioso 


ohsequioso 


scimunito 


pancione 


tripon^ trihw 


scioc^ \ ., 




do 


scioperato 


pauroso 


miedoso 


sconoscente 


paziente 


su/rido 




pazzo da ca* ioco de alar 


scortese 


lena 




screansato 


pecorino 


ùvejano 


scroccone 


pericoloso 


peligroso 




piacevole 


agradable 


sdegnoso 


piagnone 


lioron 


semplice 


pi kttO 


chato 


setoloso 


pieloso 


piadoso 


sfacciato 


pigro 


perezoso 


sfronUto 


pod^groso 


goioso 




porcaglione 


puerco^ zafio 


simile 


polenle 


poderoso 


sinistro 


presuntuoso 


presa mido 




polito 


putido^ limpio 


smargiasso 



a^7 

fuerte^ roSii* 

sto 

pèndenciero 
esquiffo 
tosco 

sabìdo >"" 
tagaz 
. prudente 
sabio 
sabidiìlo 
euerdo 
desbocado 
astuto 
mutuo, reei'» 

\ proco 
escogido 
simple 
sincero 
asqueroso 
desalinado 
tartamudo 
fatuo 
, ioni^^ itìibo 
holgazan 
desagradeei" 

do ' 
descortes 
malcriado 
pegole I petoT'^ 

dista 
esquivo 
sene il lo 
cerdoso 
descarado 
desiaci' gonza* 

do 
semejnnte 
izquierdo^ 5i« 

nìestro 
fanfatron 



ai8 


soiTiiwtato. 




•luocfioso 


melindroiOf 


tondo 


rtdondo 




zaìamero 


trappolaro 


impacerò 


toniigiraiite 


• semefunie 


truffature 


trampolo 


rpaccone 


httladron 


vagabondo 


funante 


f pi lercio 


cicùtero 


vergognoso 


vergonzoso 


•pirìloto t 


vivarach^ 


vero • 


9erdafler9 


1 

^qu'tilo 


primorosa 


viToaimile 


9eristnUè 


sloUo 


necio 


vescoao 


galan 


ttotnucherole 


asquero90 


liigoroM» 


€sforzado 


Il tordi lo 


atoìondrado 


Vile 


pdj min 


ftvi>nlato 


easquivano 


vendicativo 


9engaiho 


f npino 


pohre^ desdi^ 


vizKMo 


mcioso 




ehado 


voglioso 


antojadizo 


tapoooone 


regaXom « 


if piatite 


celante 


teridoe 


ienuz 


xrrbino 


pisaverde 


ItiO^ro 


Hemo 


iizzaaioso 


ehismosOy zi 


lesi arda 


iemoso 


^ 


zanero 


timido 


medroso 


zutioo 


huruno. 



Sono ancora drlb ttesaa torti! i segaenti 
aggettivi personali. 



ben odittsato hiencriado 
chi parta beoe hietJinblado 
chi 81 astleoe callade 

dal parlare 
chi parla nel gangoso 

naso 
di burbarossa barhrojo 



di poeà' barba barblampifh 
di belle sem- bien parecido 

biauze 
di. viso largo eariancho 
di viso lungo earrlargo 
di viso tondo oariredondo 



SV^PLEMBITTO. 



%ag 



SECONDA LISTA 

I 

Degli aggéiiivi e participj passati^ che devono essere 
accompagnati del verbo estar. 



È 

abaltQto 

abbellito 

abbozsato 

abbracciato 

abbrastolito 

acetato 

af;ct«Gcato 

acceao 

accettalo 

aciJo 

accomoilalo 

accoDcìato 

accozaato 

adiralo 

adJoi orato 

afferrato 

aiHllto 

afTollato 

afTumicato 

allagato 

allettato 

a iterato 

ammaccato 

ammaetlrato 

ammaiato 

ammaasato 



lavA. 

àbatìdo 

hermoseado 

bosquejado 

ahrazado 

tostado 

acedado 

machacado 

encendido 

aceptado 

avinagrado 

compuesto 

acomodado 

trabado 

ai rado 

adolorado 

asido , agarU' 

do 
afiigìdof con- 

gojado 
apinadoj agol 

pado 
huineado 
alagado 
enea modo 
oherado 
maguliado 
amaestrado 
enfertno 
hacinado 
ammorbidito ablandado 
ammucchiato amontonado 
am murato emparedado 
Gram, Spag, 



È 



BtTA 



anoojato fastidiado 
a ppa onato empanado 
apparecchiato puesto^ prepC' 

rado 
appassionato apasionado 
a ppaasi to marchiiado 
aperto abierto 

appeso colgado 

appiccicato pcgado ■ 



appoggiato 

arraatu 

arrestalo 

a r rosi ito 

arrot hilo 

arrugtnito 

assetato 

assuefatto 

attappato 

altoaito 

avaozato 

avvezzo 

avvìiito ' 

bagnato 

bardalo 

battezzato 

bendato 

benedetto 

bloccato 

bollato 

brodoso 

brugiato 

brunito 



apoyado 

armado 

preso 

asado 

acatarrado 

tornado deorìn 

sedie t ito 

<icoslamdfrado^ 

tapado 

embobado 

adelantado 

hecho 

acobardado 

mojado 

enjaesado 

bautizado 

bendado 

bendecido 

Hoqueado 

sellado 

caldoso 

?uemado 
runido 



boUato 
calpestato 

Gsneeilato 

chiuso 

cioto 

concetto 

conficcato 

confato 

coDtagrato 

eontoltto 

colto 

coperto 

crivellato 

cucinato 

deciso 

difeso 

dinnexsato 

diradato 

dtsaoimato 

diBcaojato 

di^ratto 

disposto 

dÌTÌSO^' 

domastMlo 

dominato 

occlinato 

eccettuato 

edificato 

elevato 

cM8inÌDato 

esalto 

esausto 

escluso, eten* 

tato 
esposto 
espresso 
esteso 
«sihalo 
erapojraio 



simrLiviiito* 



iirado 

pisoieaJo , a- 
tropellado 
horrado 
cerrado 
cenido 
concedido 
clavado 
confundido 
eonsagrado 
consolado 
cocido 
cuhierto 
aerinllado 

Suisado 
ecidido 
defgndidù 
dtmidiado 
rorefacto 
desanimado 
despellejado 
deshecho 
dispuesio 
dividido 
domesiicado 
dofninado 
ecUpsado 
esceptuado 
edi/icado 
eltvado 
examinado 
csado < 
cxauitù 
fscluido 
» 

espiiesto 

espreso 

estendido 

desterrado 

evapgradQ 



fabbricato 
faticato 

fatto 

fermo 

ferito 

— in tetta 

finito 

fitto 

fondato 

forato 

fornito 

fracido 

franto, roUo 

frastornato 

frondoso 

gelato 

gettalo 

ginocchioni 

giudicato 

gonfio 

gravida 

guadagnato 

gnardato 

guarito 

i 

guasto 

gnernito 

illanguidito 

'illuminato. 

'imballato 

iovatigiato 

imbandito 

imbellettalo « 

imbiancato 

imboscato 

imbottito 

imbrattato 

imbroglialo 



fabrieado 
rendido , fati* 

godo 
hecko 
parado 
herido 

descalabrado 
concluido 
espèso 
fundado 
agujerado 
abasteeido 
podride 
roto^quehrado 
trastomado 
frondoso 
helado 
echado 
arrodillado 
fuzgado 
hiìichado 
pr^fiada 
ganado 
guardadQ 
curado, sana" 

do 
echado d per^ 

der 
ffuarnecido 
lànguido 
iluminado 
enfardrlctdo 
embaUjado 
preparado 
dado de afeito 
bìanqueadù 
emboscadù 
embtttido 
manchado 
enredado 



StrPPLSMÌRTO. 



Ilicsliiodlato 

impaarito 

impedito 

impegnato 

impellicciato 

impietrito 

impiastrato 

imposaibìlita* 

to 
impostato 
impaniato 
inamidato 
inaridito 
iocaotato 
incartato 
incatsato 
incaatrato 

iDchfodatcr 

indebolito 

indiaposlo 

infestato 

infierolito 

infocato 

infuriato 

ingabbiato 

ingannato 

inoestato 

irritato 

insaccato 

insanguinato 

insignito 

insuoidito 

intanato 

intavolato 

intriso 

iovilato 

involto 



clavado 

atemorizado 

haldado 

empenado 

embutido 

empedemido 

€mplastado 

imposihiUtado 

apostada 
tncasqnetado 
almiaonado 
resecado 
eneantado 
empapeìado 
encajado 
unido , enca- 
jado 
enchuado 
endehle 
indispuesto 
inftstado 
endehleeido 
hecha ur^fuc' 

enfureeido 

enjaulado 

cnganado 

ìngertado 

irritado 

ensacttdo 

ensangrenia' 

do 
condecorado 
enstìciado 
encovado 
entahlado 
hànado 
convidado 
enmeltQ 



in ami dito 

inzuppato 

isolato 

lacerato 

lasso 

lastricato 

(aralo 

lavorato 

legato 

logoro 

macinato 

maneggiato' 

mascherato 

mattonato 

maturo 

messo 

mischiato 

mondato 

moribondo 

mortificato 

morto 

mozzato 

murato 

mutilato 

nascosto 

ondo 

rruvolo 

obbligato 

oleato 

oppi Iato 

oppresso ' 

organizMto 
orlato 
ozioso 
pagato 



i3f 

humedecido 
mojado 
aislado 
detptdazado 
cansado ^ ren» 

dido 
enlosado 
lavado 
trahajado 

Iatado 
engastado 
eneuadernadiì 
gaslado 
molido 
manoseado 
mascarado 
enladriiiado 
madurOf sazo- 

nado 
puesto^meùdó 
mezdado 
limpiado 
morihundo 
moriifieado 
muerto • 
troncado 
iapiado 
mutilado 
escondido 
desnudo 
nuhlado • 
ohligado 
olendo 
opiladù 
oprimido , a* 

brumado 
organlzado • 
ribeteado . 
' aeroso 
pagoda 



93» 

pasointo 

penitenslato 

paniieroso 

perdonato 

permeato 

petto 

piegato 

pieghettato 

pieno 

precipitato 

preparato 

prevenuto 

privato 

proeesitto 

profamato 

proYviaioaato 

putrefatto 

rabboccato 

rarcomanilato 

radicato 

raggrinsalo 

rammaricato 

raoaicehiato 

ravveduto 

remoto 

ricamato 

riformato 

riaolnto 

roaioato 

satollato 

aaiio 

sbattuto 

sbigottito 

•oandaliaiato 

tcapigtiato 

sciolto 

acolorito 

acoperto 

scomuiùcato 



aui'PLBKSITO» 



mantenido 

peniUnciado 

pemnlivo 

perdonado 

pernii Udo 

pisado^ molido 

doblculo 

piegado 

llcno 

arminado 

preparado 

prevenido 

prìvado 

proce$ado 

per/amado 

abastecido 

p od rido 

atestado 

reeomendado 

arraigado 

arrugado 

triste^ stniido 

cncogido 

escarmentado 

apartado 

hordad0 

reformado 

resudto 

foido 

haito 

harto 

abochomado 

amedrentado 

escandaliza* 

do 
desgreiiado 
suelio 
' descoìorido 
descubifMTlo 
escomulgudo 



scorticato 

screditato 

screpolato 

sdrajtfto 

seduto 

selciato 

seminato 

stupefatto 

senteosuto 

éequeatrato 

sgangherato 

sgonfiato 

situato 

smaltato 

smaniato 

soggetto 
spaccato 
spaventato 
squarciato 
staceiato 
stampato 
stanco 
stemprato 
stirato ' 
storpbto 
storto 
stufo 
starato 
svenuto 
tagliato 
tarlato 
tediato 
tediatissimo 
temperato 
tepido 
tessuto 
tirato 
tonsurato 
(torbido 



desoliamo 

desereditado 

rajado 

tendido 

sentado 

empedrado 

sembrado 

pasmado 

scnienciado 

embargado 

desquiciado 

desinchado 

situado^ sito 

esmaltado 

inquieto ^ fu* 

rioso 
sugeto 
partido 
asombmdo 
rasgado 
cernido 
estampado 
cansado 
destemplaào 
planchado 
cstropeado 
torcido 
fostidiado 
destaptido 
desmayade 
cortado 
apolillado 
aborrecìdo 
àburrido 
iempìado . 
tibia 
tei/do 
tirado 
tonsurado 
turbio 



9a?vhtiif«itOé 




iomeado 


versato 


pervado 


toreido 


vestito 


vestido 


agujerado . 


'■•- * a latta enluiadù 


taiadrado 


vicina 


eercano 


disfratado 


visto 


visto 


iribulado 


vizialo 


vìciado 


trUlado 


voltato 


vuelta 


barrenado 


vaoto 


vocio 


alierado 


ultimata 


ìdtimado 


varante 


amido 


hùmedo 


vacìUame 


amiliala 


humilladof 


vaìutado 


unito 


unìdo 


variahle 


untato 


untado 


verde 


usalo 


usado 


vidriadoybùì^ 

nizado, 

1 


zappato 


eavadò 


<oÌ forato 


azufrado 



a33 



fornito 

torlo 

traforato 

trapanato 

tra Tettilo 

tribolalo 

trito 

trivellato 

turbalo 

Tacente 

Tacillante 

Talalato 

Tariabile 

Terde 

Ternir.Ì4ito 



Volendosi da questi participj del tempo pallaio rica- 
vare r infinito di ciascun Terbo^ si osservi che i parlìcipj 
in odo appartengono alla prima conjugaiione in ar^ onde 
da apojadoy armadoy hermosead^y manchado^ ecc^ si h« 
apojar^ armar ^ hermoesar^ manchar^ ecc. Quelli poi che 
finiscono in ido appartengono alla oonjngaaione in er y 
crome da coeido^ concedido^ guarnccido^ ecc. si ha cocer^ 
conceder^ guarnecer^ ecc» oppure alla oonjugaiione in ir, 
«ome da abati do f rendido^ vesiido: ahatir^ rendir^ vestir, 

T£RZA LISTA 

i^gli (^citivi che possono usar» e coi verbo %tf 

eeo/restar. 



Agro 


jdgrio 


ballo 


hello 


aHegro 


alegre 


buona 


bueno 


allo 


aito 


<*atdo 


caliente 


amaro 


mnargo 


chiara 


cloro ' 


ammogliato 


casado 


cieco 


eiego 


•ppicoicoao 


pegajoso 


corto 


Qorio 


aCUnlo 


atenlò 


destro 


dte^iro 


ba«)»o 


hajo 


disperato 


desesperado^ 



20- 



a34 

dblce 

drillo 

eguale 

fermo 

fiacco 

fisso 

flessibile 

ibllo 

fori e 

£reddo 

gfjo 

giovine 

gobbo 

grasso 
gralo 

grH 21080 

greve 

grosso 

inquieto 

ùilereasata 

lacero 

targo 

leggiero 

liaeio 

lango 

ina GÌ lente 

.imagro 

malinconico 

maritata 

intllo 

'naturale 

netto 

nuovo 

Pl'fano 

obtìaato 

ottuso 

01 toso 

pallido 



SUPrUMEUTO. 



Jutce 
derecho 
igual 
firme 
fioco 
fijo 

ficxiòle 
espeso 
fuerte 
/rio 
alegre 

jjven 1 

giboso , careo" 

bado 
gordo 
ogradecido 
gracioso 
pesadé 
grueso 
inquieto 
interesado • 
ondrajosa 
ancho 
ligero 
liso 
largo 
macilento 
fiaco 
melancólico 

casada 

mudo 
naturai 
limpio 
nuevo 
huér/ano 
obstinado 
obtuso 
^ oeioso 



pazzo 


loco 


piano 


liana 


piccante 


pie ante 


povero 


pobre 


pratico 


predico 


pulito 


putido 


quieto 


quieto 


r^ibbioso 


rabbioso 


rancido 


rancio 


rigato 


rajado 


rimbambito 


chocho 


risentilo 


sentido 


rosso 


rojo^ enoama 




do 


saporito 


sabroso 


salato 


salado 


scapolo 


salterò 


sciapito 


insipido 


scolorito 


descoìorido 


screditato 


desacreditado 


secco 


seco 


sordo 


sordo 


sporco 


puerco 


stordito 


atolondrado 



strano 

stretto 

sudicio 

tenero 

teso 

tinto 

tosto 

tranquillo 

vecchio 

ventilato 

verde 

vivo 

ubbriaco 

umido 

coppo 



estrano 

estrecho 

sudo 

tierno 

tiesQ 

teiiida 

duro 

tranquillQ 

9Ìejo 

ventilada 

verde 

vivo 

borracho 

hùmedo 

eojo^ 



81IFPUKB1IT0. a 35 

A tutti qaesti aggettivi della tersa Hata conrieo» il 
verbo ser altorchè si vaol dinotare 1* essensa e i|aiilità 
permanente della persona o cosa; e conyìene il ?erbo 
estmr quando Togliamo dinotare una circostansa acciden- 
tale e passeggiera. Se Pietro^ per esempio, è scolorito^ 
rossoy allegro ^ malinconico, inquieto ^ ecc. di natura e ca« 
raltere^ allora diremo: Fedro os descolorido^ encumado y 
alegre^ melancólico^ inquieto^ ecc. B te Pietro ^ scolorilo^ 
rosso^ malinconico f ecc.| non per carattere, ma per caso a 
coni bi nazione, allora è che si osa il verbo estar y come 
Fedro esXhk de iColorido ^ hlanco y alegre^ inquieto ^ ciegp^ 
cqJo tordof «ce. Lo stesso intendasi degli aggettifi di cosa* 

Nomi sostantivi estratti dagli aggettivi di sopra^ 



Abbaglio Alucinacion 
•bbondansa abuadancia 
acciecamento ceguedad 



«ccidta 

accoglienza 

adozione 

afflinone 

affronto 

agrezza 

alterigia 

altezza 

amarezza 

amicizia 

angoscia 

animosità 

antichità 

ansietà 

arbitrio 

ardire 

altifìtà 

attenaioDO 



defaJe» 
acogida 
adopcion 
rafliccion 
\ pesar 
' pesadumbre 
afrenla 
agrura 
akivez 
altura 
amargura 
amistad 
congoja 
encono 
antiguedad 
ansia 
albedrio 
osadia^ atrevi' 

miento 
actividad 

{atencion 
cuidado 
tient^n 



avidità 

bagattella 

beiordaggioe 

bassf'Ztfi 

belfa 

bellezza i 
beltà I 

biaochezsa 

bisogno 

bii&sarria 

bricconeria 

bruttezza 

bugia 

burla 

calma 

calpestio 

caparbietà 

capriGi'io 

carezza 
cefTo 
celia 
jchiacchiera 



anfibio 
fiiolera 
inajaderia 
hiijeza 
mofa 

Ì bellezza 
hermosurd 
beldad 
blancura 
necesidad 
gallardia 
picardia 
fealdad 
mentirà 

{burìa 
chaseo- 
petardo 
sosiego 
ruido de pio& 
terquedad 
1 còprieh^ 
ìantoJQ 

cariciajiah^a 
ceno 

zumòa 

parla 



336 

ehiaechiera 
chiasso 

ciarla 
cimenli^ 

eifilU 
codardia 
colpa 

compi testa 
compito 

confidensa 

cootentess? 
coraggio 

cordoglio 

corroccio 

oortezaa 

crudeltà 

cura 

capidigta 

danoo 

desiderio 

éeatresui 

debolezsa 

difficoltà 

diffidcDZa 

disgrazia 

disonestà 

disoQore 

dispetto 
disperasione 

diiLpiaoere 

di»p|jiez8a 
diiiUur» 



aUPPtIKBRTO 

làbia 

balUij atgaza" 
ra^ xamhra 
kabladaria 
\peligro 



rprueba 

emiidad 

c^bardia 

culpa 

esmefx> 

taréa 

tconfinnta 
} satis/accion 

contento 

denucdù 
i doler 
ipesadumibre 

corledad 

eruddad 

elùda do 

codicia 

dam 

desco 

mafia 

Idebilidad 
deslU 
di fica li ad 
desconfinnza 
desgrucia 
deshonestidad 
deshonra 

{deipecho 
pesar 
desespera» 

Cìon 
. dLgUiiQ 
\ òìnsabor- 
. doblcz 
difcckura 



esattezza 

facceoda 

facezia 

falsità 

fame 

fastidio 

fato 

fattaochieria 

Meltà 

feraaezaa 

fetore 

finezza 

flemma' 

flessibilità 

freddar» 

freschezza 

fretta 

gajezzà 

giojn 

galanteria 

gargotuca 

gara 

gelosia 

ghiottoneria 
gioja 

gioveotà 

giustizia 

gofTaggioe 

gola 

grassezza 

gratitadine 



incomodo 
infermità 

infedellà 
iufiugardag- 

gine 
togiustiaia 



exactltud 
asunto 
chisle 
falsedad 
hambre 
enfado 
hado 

hechìceria 
fidelidad 
tesoa 
hedor 
finura 
soma 

fiexlbilidad 
Jrialdad 
freseura 
priaay prua 
joyialidad 
regociJQ 

tUndura 
moneria 
algarabia 
.disension 
\porfia 
zetos 

glotoneria 
regocijo 
fuffetUud 
justtcia 
zafiedad 
gala 
gordura 
mgradeeimen^ 

to 
achaque 
enfermedad 
infitlelidad 
holgazaneria 

in^ticia 



8urVLIXIIIT0. 



ingiaria di pa- Jenuesio 
role 



inqtiielesxa 
irriferoDsa 
lamento 
largheua 

leggiadria 

leggeressa 

lite 

langhezza 
lasinga 
m agrezza 
malÌDCooìa 



desasosUgo 
deiocaio 
quya 
Qttéhura 

kgarbo 

ia^'rosidad 
ligereza 

Spìeito 

^ pendencia 
longitud 
lisonja 
flaquewa 
meìancolia 



manoanento 4 /. « 
mancanza <^ 
melantaggine insulscs 



meolita 

miracolo 

naasea 

apja 

novità 

oltraggio 

omaggio 

orgoglio 

paura 

pazEÌa 

j>azienza 

pedata 

p^'gno 

peosiere 

pericolo 

pietà 

pienezza 
povertà 
pregio 
premura 



deamentida 
milagro 
osco 
fastidio 
novedad 
ultra gè 
homenage 
orgullo 
miedo 
ìocura 
paciencia» 
pisada . 
prenda 
petisamiento 
peVgro 

^piadad 
compasion 
IdslioM 
plenilud 
pobreza 
esiimaGÌoa 
interes 



it 



prezzo 

prodezza 

prontezza 

paiizia 

puzzo 

querela 

raggirb 

rammarioo 
ribrezzo 
riso 
riiparniio 

rissa 

- ^ . 

rumore 
salute . 
salvezze' 
sapienza 
saviezza ^ 
bagli a 
scampo 
scarsezza 
scherno 
scherzo 
schiaffo 
sciagura 
scempiaggine simplezm 
scienza ciencia 

3c iocchezza 

SCOfDÒ 

seccai ura 

sdegno 
semplicità 



predo 

hazana 

prontitud 

limpieza 

mal olor 

quereUa 

{cmhusfe 
patrona 

sentimento 

repugnaneia 

risa 

ah erro 
Icontieòda 
\ riva 
I pendeada 

ruido 

saluà 

salvacion 

sabidtuia 

cordura 

equivoco 

escape . , 

escase:^ 

mofa 

chanza 

sopapo 

desdicha 



necedid 

(vilipendio 
desprecio 
fastidio 
desden 



\ ^ 



{sana 

simpììcidad 
sfacciataggine descaro 
^fronialezza desvergùonza 

I'sgartM» desaire 

smacco sonroio 



»S8 


•lraTI.C«t«TO. 




tmforfia 


meìinàre 1 


tanfo 


tufo 


aocoorso 


saeorro 1 


lara 


rehnja 


todditfaiione taiisfacéon \ 


tartaro 


sarro 


aorpreaa 


sobresalio 


tasto 


1 tienta 


aorte 


$uerie 


^■•w^^r 


\taste 


•oategno 


sosten 


lemperantf 


templanza 


aotUgliesta 


idgadcM 


tenebre 


tinieblaa 


apayenU 


$usto 


tenereaia 


temuta 


apa<»e 


especie 


timideasa 


timidez 


apesa 


gasio 


timore 


temer 


apiloroeria 


eicateria 




torto 


kin/uria^tueria^ 
) sinrazon 


apinta 


empujon 


W^vS ^^^ 


sporaisia 


porquerìa 


traccia 


huella 


aqaiaitexaa 


pn'mor 


trnootanaa 


akivez 


alollana 


estolides 


tradimento 


traieìon 


strage 


destrozo 


trasporto 


arrehato 


atrapazxo 


maltraiamien» 


tremore 


temblor 


atregonerit 


to f- 
hrugeria 


Tagkeiza 


{galanteo 
ihermosura 


atretta 


1 apuro 
^aprìeto 


vendita 
venata 


9enta 
9enida 


alrettexza 


estrechef^ 


vergogoa 


rerguenza 


ala poro 


asoowro 


verità 


perdad 


aTeniiuealo 


desmajù 


vezao 


airaciiro 


ayiata 


descuido 


voglia 


gena 


aadieìiuiie 


suciedad 


virtù 


9Ìrtuà 


soperbia 


soherhia 


urlo 


choque 


taccia 


taeha 


cotìcaggiiM 


huranerim 


taglio 


eerte 








E A e e 


t I. T a 





Di aleofti nomi che sono femminini in italiana, 
e mascolini io ispagnuolo. 



Tarìa el aire 

la carta ej papel 

la cioccolata el chocohie 
la cogoisiuoe) eJconoeiinic/i- 
laccMipsoenca^ to 



la domeoica el domingo 

la guancia el cariVo 

la grandine el granizo 

la posata el cuhierto 

^la forchetta el lenedotr 



flUFPLlXtHTO- 



la tovaglia el mantel 

rorigine el órigen 

la ric«Toia el recibo 

la 8opr«8crit- el sobrescrito 

ta 

la disfida el àetaflo 

la.aaliera el salerò 



a 39 



la ruggine el ofSn 

la biacca el alba falde 

la corporata- el tallo 

ra 
la cottipasio- el eosiipado 

ne 



• lAOOOiyA 

Di alcuni oomi che sodo mascolini in italiano 
femminini in ispagnnola 



l'affronto 
il carciofo 
il cerino 
il conio 
il costume 
il melograna- 

lo 
il crine 
il dubbio 
il debito 
il fiele 
il fiore 
il flauto 
i frutti 



la afrenia 
la alcachofa 
la eerUla 
la cuenta 
la costumbre 
la granada 

la crin 
la dada 
la dueda 
la hiel 
la fior 
la Jlauta 
la$frutas 



ginocchio 
naso 
latte 
lavoro 
leUo 
calcio 
lame 
sale 
sangae 
sospetto 
taTolino 
tantaggio 
yesperì 
l ribasso 



la rodilla 
la narU 
la lechó 
la labor \ 
la coma 
la eo» 
la luz 
la sai 
la sangre 
la sospecha 
la mesa 
la fentoja 
las vlsperas 
la rebaja 



a4o 



R AGGÒLTA 



DI HOMI SOSTANTIVI FIU NECESSABJ A 8AFEESI 



Okl CULO ID ILBKftMTl 



DSL OSLO r BLMwnWTOS. 



Dio 


Dios 


nube , Duvo^ nub» 


natura 


naiuralexa 


la 




angelo 


àngel 


vento 


piento 


anima 


ùìma 


pioggia 


Hufia 


apirito 
ojavolo 


espiritu 


turbine 


uracan 


diahlo 


acquasaooe 


aguacrro 


demoDÌD 


demomio 


tropea 


chaparrvn 


faotasma 


fantatma 


lampo 


relampàgo 


folletto 


duende 


fulmine 


rajo 


paradiso 


paraiso 


saetta 


centella 


purgatorio 
loferno 


purgatorio 
infiemo 


tuono 
neye 


trueno 
nieve 


iioibo 


limbo 


grandine 


granizo 


terra 


tierra 


rugiada 


rocio 


atqna 


agua 


brina 


escarcha 


aria 


aire 


ghiaccio 


yelo 


fuoco 


Juego 


ghiaccioolo 


caramhano 


mare 


mdr 


tefremuoto 


terremoto 


aola 


iol 


nebbia 


niebla 


lana 


luna 


diluvio 


diluvio 


atella 


estrella 


freddo 


frio 


astro 


astro 


caldo 


valor 


pianeta 


pianeta 


mitigato 


templado 


oonieta 


cometa 


nord 


norie 


raggio di* la 


- rajo de luz 


«nezzogiorno 


mediodia 


ce 




ponente 


pon tento 


tenebri^ 


tinìeblas 


levante 


levante 



wovfLinmno. 



94' 



OBL TEKM B ITAOIORI. 

il giorno 1 ^j j^ 

la giornata | 

— di Cam- jomaia 

mino 
notle 

mezzogiolT' 

no 
naezzaoolle 
princìpio 
mezzo 
il fine 
secolo 



HEL TIBMFO T BSTÉCtOSBSé 



r*é • 



fioche 
medio dia 



medùt nodhe 

primdph 

medio 

et fin 

siglo 

secolo d'oro siglo de orò 
anno ano 

mese mes 

Settimana sentana 
ai principio d prineipios 
alia in«tà à tnediados 
al fioe del ee- a ùliimos del 

colo ^ siglo 

-— deli^'anno *— del afio 
— de) mese -— ^t mes 
— • della set- — de la sé*^ 

timana mona 

-^ della sta- — del pera* 



te 
ora 

quarto 
minato 
m omento 
istante 
primavera 

state 

antoaBO 



Ito 
hora 
euarto 
minuiif 
momento 
instante 
^primavem 

Ìestio 
verona 
oloiie 



iDTeruo 



hibie 



rno . in< 



9iemù 
giorno festi- dia de fiesta 
vo 

— di laToro •*- de trahnjo 
— ^ di carne -^ de carne 

— di vigilia — de rigilia 
-^ di diginBO-— de ayuna 

— di magro — de pesca* 

do 
Genoajo Enero 

F ebbra jo Fehrere 
Marzo Marzo 

Aprile Abrii 

Maggio Majo 

Giugno Junio 

iU^lio Julio 

\ ^oslo Agosto 

Settembre Seliembre 
Ottobre* Octulre 

Novembre Novietnbre 
Dicembre Diciembre 
Domenìea Domingo 
lanedì lunes 

martedì ' mdrtts 

mercoledì tniércoles 
giovedì juéves 

venerdì viérnes 

sabato sdbado 

la seminagìo» ia siemhm 

ne 
la mictitora. ìa siega 
la raccolta la cosecha ' 
laveodemmia la vendimia 



Gram, Spag. 



di 



%Ì2 



•QtfUHBirro* 



SIOSITA • 



ùtGVXnàBM* 



Papa 

eanliiMle 

patrìarea 

arciTescoYO 

vetcoTO 

canomeo 

cappellano 

prete 

paroco 

TÌcarìo 

frate 

monaco 

monaca 

rhiefta 

parrocchia 

cappella 

aitare 

messa 

Vsbpero 

rhiecico 

croce 

ijTiperalore. 

ìinperatrioe 

impero 

re 

regina 

regno 

viceré 



Papa 

cardenal 

patriarca 

arzohispo 

oUspo 

caninigo . 

capellan 

curoy 6 c/e- 
rigo 

cura pàrroco 

vicario 
fraile 

monge 

monfa[ 

iglesia 
. parroquia 

caputa 

aliar 

misa 
' visperas 

acòlito 

Cruz 

emperador 

emperatriz 

imperio 

rey : 

réina , > 
ireinado 
\ reino 

virey. 



▼iceregina 

principe * 

princìpeiea' 

duca 

dachessa- 

conte ... 

contessa 

vieecoDtet 

viceconteasa 

marcii ese 

marchesa 

barone 

bareoesaa 

caTaltere 

dama 

gentiluomo 

plebeo 

goveTnatore 

segretario 

giudice 

avvocato. 



vifeina 

principe 

priaeesa 

duque 

duqucsa 

condm 

condesa 

rizconde 

vizcondesa 

marques 

marquesa 

haron 

haronèm- 

eahallero 

,dama 

hidalgo 

plehejo 

gobernador 

secretario 

ahogado 



proeurat^e -procurador 



QoUro 

copiala 
«criyano 
birre 
!c arcare 

Èareeriero 
oja V 



notano^ 
bano 



escri' 



amanuense 

.^, al guadi 
Cdrcel 
.carcelero 
\x9erdago . 



Aàn** MiaaiBflii 



it»w.»ir\ «pc/of,. .,^.., 



>.'. 



'j.. 



Capo iffipera Ctra moetfm'Knuratore^ , . àfbaiìil 
f cultore escullor tcommereiaoleco/Rerc»eHito 

I ili ore f^intor | orologiero relogero 

;<rchìteUo arquilecto |librajo librerà 



impresor 

mèdico 

cirujano 

practicanle 

bot icario 

pelaquero' 



stampatore 

meJico 

chirurgo 

pratico 

speciale 

parrticchie* 

re 
argentiere 
fabbro 
stagnaro 
caldararo 

maDisnalco 

sartore 

caUoiajo 

cappeltaro 

falegname 

chiavare 

Taseliajo 

8carpeUìno 

fornaciaio 

yetrajo 

rigattiere 

tessitore 

carrettiere 

vetturino 

malattiere 

maestro 

giovane 

fattorino 

commediante eomediante 



platero 
herrcro 
hojalatero 
calderero 

\ herrador 

^ albéitar 
sastre 
zapaiero 
somhrerero 
carpintera 
cerragero 
alfarero 
cantero 
tejero 
vidriero 
raperò 
tegedor 
carretero 
cahsero 

t traginero ' 
arriero 
maestro 
oficial 
aprendiz 



attrice 

SDonatore 

ballerino 

— in corda 

niolinajo 

fornajo 



comedianta 
mùsico 
hailarin 
bolatin 
moUnero 
hornero^ tU' 
honero 



supptBHiiiTo. a43 

venditore di panadero 

pane 

pasticciere pastelero 

macellojo carnicem 

pescatore pescador 

pescivendolo pescadero 

albergo meson 

albergatore mesoneio 

locanda 

locandiere 

osteria 

oste 

osteria povera ì^gon 

e malagiata ^bodegon 

t bodes onero 
oste povero \ •. ** 
^ ìpgonero 

V osteria di la venta 



posada 
posadcro 
hosteria 
hostalero 



campagna 
oste di cam- VtinieiK} 



pagna 
trattoria 
trattore 
bottega jo 
magaasino 
bottega 
lavandara 
bocata 
servitore 
serva 
uameriera 
paggio 



fonda 
fondista 
tenderò 
almacen 
tieada 
ìavandefa 
colada 
criado 
criada 
caniarera 
page 



aerritore di li* lacayo 



I 



yrea 
cocchiere 
cuoco 
^nattero 
giardioiere 
il padrone 
la padrona 



cochero 
cocinero 
galopin 
jardinero 
el almo 
él ama /. 



>44 



•twumriK 



miijinTL 



EEMMAUiEWTéS. 



Mirtollo 


Martaio 


pialla 


eepUlo 


tenaglio 


temazma 


compasso 


compas 


liau 


lima 


facioa 


fraguù. 


accetta 


acha 


iocudine 


yunque 


▼ite 


tonUìlo 


trireilo 


barrena 


lésina 


alesna 


cooio 


cuna 


chiodo 


cìavo 


torchio 


prema 


Yaoipioo 
cisello 


escarpia 


bulino 


buril 


eincd 


Ipenneilo 


piacel 



61ADI DI PAmiHTlLA. 



GMÀ34kS BM fAMEWTSSCO. 



Chi ra s spo- 


1 


bisnonno 


bisabuelo 


sare; o ha 


NoviQ 


bisnonna 


bisabuela 


sposato di* 


1 nQvia 


trisavolo 


tatarabuelo 


recente { 


' 


trisaTola 


tatarabuela 


sponsali ' 


esponsaleM 


nipote in K» 


nieto^ ts 


le noase 


las bodas 


nea retta 




aposo 


esposo 


bisnepote 


btznieto^ ta 


aposa 


esposa 


pronipote 


taiaranieio^ ta 


marito e mo* 


mando j mu- 


il figUo mag- 


el hyo major 


glie 


ger 


giore 




maritaggio 


casamieaio 


— minore 


— el menar 


padre 


padre 


zio 


tio 


madre 


madre 


zia 


tia 


figlio 


hi/o 


il nipote 1 in Zi 
lanipotelisfo 


;*|e/ sobriao 


figlia 


hija 


Uà Sabrina 


— r per ado" 


> prohijùdo , a 


irasversak 




alone 




cagiao 


primo 


fratello 


hermano 


cugina 


prima 


aorella 


hermana 


suocero 


suegro 


— carnale 


carnai 


suocera 


suegra 


— uterinOi 


uterino f na 


genero 


yerno 


na 




nuora 


nuera 


nonno 


abuelo 


cognato 


cunado 


nonna 


abulia 


cognata 


Canada 



padiigno 
lyadrìgoa 
figliastro 
figliastra 

parto 

partoriente 
leTatrice 

ostètrico 

compare 

comare 
balia 



padfQstro 
madrasira 
hfjaiiro 
hi/astra 

I parto 
alumhra* 
mienlo, 
parida 

Ìeomailre 
partesa 
I comadron 
, \ patterò , 
. parino 
cómpadr9 
ft madrina 
I comadrii 
nodrita 



%vt9vnttmo* 

yedoTi) 
vedo?a 



a/|5 



PkXìl DSfc COKPO*. 

Membro . ..filiembro 
capo o tasta cabeza 



il cervello 

il cerebro 

il collo 

ccmee 

collottola 

cepigUalora 

capelli 



espello oanoto fiana 



Iqs sesos 
el celebro 
el cucilo 
pescuezo . 
cagate 
cabeUera " 
cabellos^pelos 



lanoggioe 
il pelo 
tempia 
la fronte 
il ciglio 

palpebra 

occhio 
la pupilla 



9iudo 

viuda 
I tnudex 
' viudcdad 

hnéffano 

huérfana 

Spariente f ia 
deudo 
parentela 
parenlcscp 
I primogenito et mayorazgo 
erede heredero 

eredità hereneiu 

i discendenti los descen* 

dientes 
maggiori , o mayores^ ó an* 
antenati tepasado» 

PÀRXtS J>3fX, CUSBPO, 



Vedovatisa 

5>rfano 
orfana 

parente 

parentado 
parentesco 



hozo 

pelo 

^ien . 

la f renio 

la ceja 
^parpada 
^peitana 

ojo 

ia mina del Qjo 



vista 
orecchio 
udito 
suono 
il naso 
odorato, 
odore, 
pusso 

punta del na- 
so 
h narici 

volto 

sembiante 

viso, faccia 

carnagione 

lentiggine 

neo 

macchia 



vista 

orejà 

omo 

sonido 

la nariz. 

olfato 

olor 
, hedor 

punta dki la 
nar{$ 

las ventanas 
^ de la nariM 

rostro 

semjblaate^ 

cara 

fez 

pecas 

lunar 

pint0 



ai 



a46 



vtfPifn^nié, 



butlero del hoyo de n- 

raiuolo ruela • 

grinsM arruga 

lefaUeesedet ìas faccione $ 



▼180 

pòrro 
ce«:olìoo 

giiaocia 

bocca 
labbro 
lingua 
gengla 
palato 
filello 
tk Doce 
collo 
gozzo 
Tugoia 
inaactilla 
il dente 



del 



de la tata 1 
herruga 
grimo ^ 

imrg'lìq. 
\ cari ilio 
'baca 
lahio 
léngua 
encia 
paladar 
freni Ilo 
la nuez de la 

gàrganta 
gaznale 
ci gaWlo 
quijjda 
ci diente 



deute molare muela 
canoa ""colmillo 



barba 

mualacbliio 

spalla 



barba 
higote 



èspalda 
] el h ombro 
iobaco 
espinazo 
riaon 
el ijar! ' '' 
pecho 
le mammene ios pechosy ó 
d^aoa don- ' las letas de 
Da una mitger 

caporello, ca« pezon de las 
pézaolò ietas , telilla 

atomaco estòmaga 

pancia bar riga ' 

TciiUre vienue 



I omero 

ascella 

adhiedà 

rognone 

I D anobi 

pello 



unti beli co 

petlignone 

pnguinaja 

fianco ' 

coslato 

<08ta 

il deretano 

chiappe 

Tanca 

nalira 

polmone 

cuore 

mi Ica 

fegato 

corata^ 

il fiele 

vescica 

le badella 

^^rintestmi 

viscere ^ 

carne ' ^ 

osso ' 




ònMf'gù 

empieine 

ingle- 

hdo 

^oslado' 

eostilla 

et braserò 

asentttderam 

inderà 

fìalga 

pulmofr 
" corazon 

hazo 

hfgado 

esadurn 

la hiel 

vegiga ' 

las tripas 
' ìoì intestìnos 

entrafjas 

carne 

hue90^ 
ìmedàià ' 
7 meoltò 
I tuétan^ 

nervio 



v'^Jria * 
arteria 
I sangue 
braccio 
coscia 
gamba 
gomito 
la mano 
pugno ' 
t^tto 

III -carpo 
polso 



Ipiel ' 
\pelkjo 



Vena 
arteria 
'la sangre 
brazo 
muslo * 
pierna 
codo 

la mam' 
puno 
ìacto '^ 
ia maitdéa 
pulso 



dita ' ' d^do • 
— ^ polìfee^ ' -^ pulgar^ 

— indice' — l indice 

— dei cuore — del cora- 

zon 

— ^ODuIflit^ .. — antilar 

— auriculare — mefiiqàe 
il ginocchio ' la rodilta 
il facile, b espiniHa ' 

stiooo 
pdpa * 'pantorrilta 

piede pie 

noce dé\ i^ìk* tiihillo 

de, . ^ 
gola del pièd^ gargànta del 

^pié' 
taion 
zàncafa 
calcanar ' 
pianta pianta ' 

callo ^ callo ' :| 



jpedignooéy ò sélagon 

gc^looo' • 
unghia . uHt 
Ja corporatura el talle 
il aetnbiante el sembiante 
l^aspetlo' • h^^Cfl^a . 
Tandare ti modo de 

andìir 
som»,' aogpo sucno 

fvoce voz 

parola palabra 

riso risa 

il pianto el liante 






calcagno ^ ì 



I fiato 
sospiro ' 
Islarouto 
singhibtco^ 
ronfq 
gesttf 
alto 



el aiienio 
su spiro 
estoirnudt^ 
litio' > 

ronquidfp^ 
gesto • 
ademanf 



I 

KIDITIDUI 
D£C CÌtNEI^I umano, 
LORO StÀI] ED BTa\ 



•luna {^i&ura unti pfò^urtt 
^ ^rirbrriDiroa 

DEL bàWRO UJUdlfÙf 
' su 8 BSTdDùS r EJDÀDtS^ 



Uomo' 

donna 

fanciullo 

fanciulla ' 

donzella 

scapolò 

ragazto ' 



1» 



i; ) 



Hembre 

mugev 

nino 

ni ria .^ j 
dance Oa 
soltèro ^' ' ' 
much'àicJfò-''' 
^muchacha 



ammoglTàlo ' casado 
niaritata^ casada 

vedovo " ^9Ìudo ' 
vedova ^ Wiuda 



'f 



vecchio 

vecchi»"*' ' 

ri \ • ' 



i'agaz2a '^m 

vergine virgen 

2ilella soltera ^ don^ 

cella 



fgigSiitó 



'neja ' 
gigmìtè'' 
nano enano • 

(dttéìMeztn 'nrfiH'''' ' 
infanzia ^•* in/ansia 
gioventù 
età virile 
vecchiaia ^ejes. 



i ( 



juventud 
edad viril 



%à$ 



ODPBTTl DEL OOtfO 



MWFXnMSDjDtS 
r 4»MWMCT0$ DEIt CUMMfO 



IMora 

-— di dmti 

— di ìmu 
«— di corpo 

lebbre 

temilo 
qaartono. 
putrido 
rogna 



goccia dal 



caciti 

aordità 

la coppiaare 

gobba 

iadoro. 

totae 

raachio 

naasea 

vomilo 

Iremore 

niTreddora 

ooatipacioQo 

catarro 

dolor colico 

colica 

icioUadicor- 

pò 
peata 



Dolor 

1— > d€^ mudas 
— - de dUntes 

— de caheza 

— de.tripas 

tfiehre 
caìentura' 
tercianas 
euartanas 
iabardiUa, 
Marna 
asma 
moquiia 



etgnedad 

Morderà 

la cojera 

giba 

Ijoroba 

Mudur 

t09 

fargajo 
ascat 
9Ómito- 
temhlor , 
retfrìado. 
conslipgao^ 
catarro 
dolor còlico 
eolica 
flujo de vicn» 

tre 
pesie , 



rabbia 
podagra . 
mal qaduco. 
Pemicrania 
itterisia 
|iaralìiia 



\ 



rahia 

gota eorai 
la jaqueea 
ictericìm 
perlesia 



Jolor di co dolor de eo" 
•lato stado 

dropiaia hidropesia 

etisìa tisia 

monrigliooi las piruetas 

la aear lattina ti sarampion 



moroidi 

caccola 

ugna 

tartaro 

forfora 

pinlcore 

ferita 
piaga 

graffio 

cicatrioa 

colpo 

taglio 

conliiaiooa 

vita 

iBorta 

risarreiio^ 



{ 



almorranat 

laga^iis 

t'va 

sarro 

caspa 

picazou 

picor 

come9on 

herida 

Itaga 
irasgu^ 
ì arano 

cicatrht 
.golpe 
iporraWQ 

cortadum 

coniusion 

9Ìda 

muerte 

resurrecehn 



anVPUMJUITO. 



«49 



▼B8TIMBHTI. 



rM8TiD08. 



Biancheria Rapa llan^a 

panni ropa 

cappello sombrero 
berretta di v^iy^n/l^ra, ó 

panno f^f^ora 

berrellino gorra 

vestito frac 

casacca casaca. 

il rÌToIto sciapa 

collo coìlarin 

ì rìrolti del vuekas 

▼estìto 

casa echi no casaquUla 

camicioola chaqueta 
cappa, ferra* capa^ forre* 

]olo ruelo 

cappotto capota 

soprabito sordi | Uvita 

fodera fotro 
Teste da ca- baia 

mera 

corse almilh 

corpetto chaleco 

i calzoni Ics calzones 

ma lande calzonciUos 

calzette medias 

sottocalzetle calzetas 

legacele ìfg^^ 

laccio lazo 

, soletta soleta 

stivale bota . 

"•^ di panno botin ^ 

scsrpa zapato 

pianella < chinala 

fibbia hebilla 

fassoletto panuelo 

camicia camita 



I • • « \ptc\era$ 
scamiciata v, 

\ chorreras 

inanichetti i^ueios 

uacinelli broches^ jcorm 

- chetes 

bottone boion 

asola ojal 

saccoccia faUriquera 

borsellino bokìUo 

guanto guanle 

bastone boston 

ombrella paragua 

parasole . quitftsol 

spada espada 

porta spada birioù 

vagina. véuna 

impngnatnra conterà 

guarniaione guamicion 

polsino puno 

pomo pomo 

lama . hoja 

paota della punta 4c la 

spada* espada 

coltello cuchiUo 

— serratolo navaja 

pugnale pvfial 

bacile per bacia 

barba 

raso}o navaja de afei' 

far 

sapone - fabon < 
palla di sapone boia de jahon 

spuma. espuma 

parrucca. peluca 

pettinatore peinadero 

saccoccia di bolsa .de los 

cppria potivoe 



pomata 
pettine 
spiccialore 
orologio 
scatola 

f rMa di ta* 
baoco 

p'Pf . .. 
Occhiai! 00 

gli occhiali 

onffia 
coffietta 
Gollaoa 
rosario^ co- 
rona 
i pendenti 
orecchino 
catena 
braccialetto 

anello 

gioia 

ginstacore 
. corsaletto 
gonnella 
il euardin* 

fante 
i gainurrìoi 
acolio deil'a 
bito 



aopruìitirro. 

pomada 
peine 
tscarpidor 
reìox 



cajn 

polvo de f«* 

haco 
pipa 
anteojo 
ilos cMeojoi^ 
ìlas gafas 
cofia 
eofieta 
garganiiUa 
rosario 

ìos pendienUs 

arracada 

cadeau 

mamlla 
I anillo 
^soriija 

dige 
juslUìó 
juboii 

basqui^a 
i zagalejo 
Iguardapiés 

Las enaguas 
' escole 



mantiglia 

il «merlétto 

blonda 

fettuccia 



I mantUla 
\ mantellina 
el encaje 
'blonda 
xinta 



grembialeV^^ ^^déhnial 
un moséhitia un lunar 

nero 
belletto afeite 

rossetto arrebol 

ventaglio abanieo 
acqua d*odore agiia de ohr 
toletta 
aétuccio 
casci netto 



ago 

spilla 

ditale 

forbici 

il fodero 

filo 

«eia 

gomitolo 

matassa 

arcolajo 

accia di filo 

rocca 

fuso 

il lavoro 

fagotto 



tocador 

estucbe 

acerico 

aguja 

alfiler 

dedal 

tijeras 

la 9àina 

hilo 

seda 

ovillo 

madeja 

devanadera 
hebra 

rueca 
buso 
la labor 
Ho 



PBB IStOOUiB. 



PàBà bstvdjaé. 



Scuola 
cattedra 
atansa della 

cattedra 
oattedratko 
studio 



Escueh 
ediedra 
aula ' 

cateJnati^ 
cstudio 



libro 

quaderno 

calamajo 

iuchiostro 

penna - 

temperino 



libro 

cuadernì> 

iinlero 

tinta 

piuma 

CQftaplumas 



tVfPLIKKKT^. 



35l 



polverisp V 40'ha<lcm 

> » V ^4>oìvos 
arena i^ 

i prona 

caria • ,', p<ipel 

— 8traei^]| , — rfe errata 

cera di' Spa- /acre 



ostia 


OD tea 


sigillo 


^eìlo ' „.. ., 


riga 


regia ....,H. 


Japis 


Uplz et: : ,j. 


cannuccia 


^ ^lapiceca .- 


eartiera 


parlerà 


opera 


• 9^''« . .: 


tomo ; . . 


.tomo „ 


linea - 


^ renglq^^^ 


pagin?. 


pagina j 



i* "••«. i 



••)7 



foglio. di Iibr<^^(ya & Zi^ra 
mezzo foglio media hoj,a 

di Odirta de papil 

foglio di oar» pìiego de jpa«- • 

la pel 

gazzetta. . gazeta 
diario > diario i \ 

plico .s ;i/i>^o ,. 
.Ietterà, ., ,,. pa'-fak^ -.,... 
bigliejL^Ò . if7/efe 
schedol^,' . , esqu9Ìa : . . 
9opracar4^a . carpe ta . . 
(8Qpi;'a8Critta ^ sohre^Ofiio^ 
sottosorizione /!rma 
poter jt^ po$4at$ . 

la data ., la fecha 
minola _ horrador 



STRtimiTI KU8ICAU. 



o> 



INSTBUMttlfXOS JOB mVtlCAé 



Violino 

violone 

fagotto 

ceoibalò * 

salterio' 

arpa 

mandòla 

mandolino 

chitarra 

trombetta 
flauto 



Tiolin 

Piolon 

oajon . 

biave ' 

salterio 

arpa 

■tandurrU 
^ oanJo/a " 



I 



..■ -^ 



t i ; > 



\ 



guuarra 
Uempeta 
jlauia 
corno da cac- irornpa de 
eia ' cosa 



•u 



òrgano 
ohues 

clarin r.if fc 
caramillo | 



organo 
bboe 
larino 
zufolo 
iottafino 

l,^scnio pilo 

(tamburo . tamb^ ^ ^ 
zampogna zampona 
cornamusa ^ igaita^ dulzai* ' 

Tia 
buccifia ' hoeina 
cetra ' ' ' rahel 



. 1%'i 



9Mtl J^l ^A QàSl 

o^ ' .... •: 

Porta , , Puerka . 
porticella ' '^ p<i^g9. . 
ganghera ^ . v|'0i5/?e , 



èntrone^ o ve* zaguan, 
'• slibolo. ! .. » 

•oglia umhraljr. 



! 



954 

tofaglia 
apeechio 

scopetta 

«aoeatro 



iohalla 
espefo 

Ìescohilla 
cepillo 
cesta 



mratavnTO. 




1 
\ 

f 




cestino 


eanastUlo 






sportelli 


copazù 






scopa 


escoba 




paraaaosa 


Todilla 


m 

1 
1 

1 
■ 



▲TTBim DI CUCIRÀ. 



PìgnalU 
pila 

roperchio 

Cjidaja 

• aMajo 

padella 

graticola 

spiedo 

noortajo 

il pittello 

grattugia 



OUa 

pacherò 

eobertera 

caldera 

caldera 

sariéa 

parrilltu 

asador 

mortera 

la mano 

rollo 



cacchi 8 jono ^ cucharon 
freppìedi trébedes 
rASteiio espetera 

ticchio pozal 

girella garruclia 

ìFeitina, mog- tinaja 
gio 



Li-ocea 
l>occale 
boccalone 
piatto 



jarra 
farro 
càntaro 
piato 



piatto grande jTuenfe 
tegame o caa- tartera Ó 

. zuela 



BàTMRlé M COCMWà, 

lachiomarola espumadera 
^traccio per estropajo 
^ lavar piatti 

alari morillos 

catena da {aof Uares 
co 

molle 

paletta ' 

sofBelto 

cerino 

moccolo 



CO* 



le mola 
xoppiera 
tegamini 
buzzico 



sopera 
cazueliias 
accitera - ' 



\\ 



> 

« 



tena%at 
5 paleta 
t badil 
fucile 

cerilla 

caio de velia 



pietra fopja pedernal 

cslabon 



fucile 

esca 

solfa nelli 

laoterna 

legna 

carbone 

cenere 

licione 

bragia 

favilla 

fiamma 



fesca 

pajuelat 

linterna 

lena 

carbon 

ceniza 

timn 

ù5c^\ brasa 

^hispa 

ìlàma 



cenere calda rescoldo 

fumo f humo 

fulliggine ' hollin 

sporcizia mugre 



i 



fin^IiEUElITCK 



55 



APPABECGHIO 
DA TATOLA f B YITANDB. 



APARBTO 

PB M£SJ^ Y ridxnds. 



Le tOTaglie 

salvietta 

posatii 

cuGchlajo 

forchetta 

Coltello 

saliera 

salsiera 

sottocoppa 

]e a m polle 

caldarino 

tazza 

chicchera 

piaUo 

hicchiere 

bottiglia 

boccia 

caraffa 

J>aQ6 
elta di 

Tino 
carne 
pesce 
zuppa, 

nesira 
vermicelii 
ioaccaroni 
intingolo 
lesso 
brodo 
antipasto 
guazzetto 
umido > 
fri casse 
stufato 



Los mariteles 
servUIeia 
cuhierto 
cuchara 
tenedor 
cuchiilo 
salerò 
sahera 
salvilla 
las vinagrtras 
hraserilloi"- mj 
1aza,f9cudiUà 
gicara 
piato 
vaso 
hotella 
redÈO^a 
lim^ 
. pan , 
f^n^^rehanadà de 
,.pan 

Carne 
péscado 
o m^sopa 



i 



le interiora 

frillo 

arrosto 

garofolato 
polpetta 
oipelliae 
'salciccia 
salcioeiotto 



los menudos 
/rito 
asado 

mechado 
aibóndlga 
albondÌ!^uUIas 
longaniza 
longaniza dt 

tripat 
chorizo 
salchichon 






fldeo\ 



t€09 

macarrones 

olla 

coeiio 

caldo 

principici ,j 
ffgote * 
guisado 
/ricasé . 
estófado 



salame 

odortatelta 

sanguinaccio mordila 

. .. ipernil 
prescmtto K 
'- Ifamoa 

torta torta 

frittata tortilla 

uova huet^os 

— frittellate — estreìbidos 

— cotte — cocidos 

— *da bere --^pasadospor 

0gua 

— reifuehos 
escaheche 

pezzo dìe^raetafada de car- 
ne 

stuzzicadenti mondadienter 



— rivolte 
marinato 



l 



te fratta 
formaggio 
ricotta 
giuncata 

crema 

pastidÉlo 
crostata 
the 
biscotto 



los postres 
^queso 
requeson 
cuajada 
i natillas 
(crema 
pastel 
costrada 
té 
bizcoehQs 



9dD 


aorPLrMivTO. 




paiUrelIe 


pastelitlos t 


lorbetto 


sorbette 


ciambelle 


rosquillas i 


gelato 


helado 


1 dolei 


los duices 1 


rosolio 


rosoli 


la confettare 


lot aimihares l( 


cafTò 


café 


cialdooi 


barquìUos \ 






111 OOHDIftl. 


f4Md 


Guiséa, 


Acelo 


Pinagre 


aglio 


ajo 


olia 


actiic 


cipolla 


cebolla 


•ale 


sai 


preazemolo 


peregil 


prpo 


pimienta 


Portogallo 


naranja 


lafTerano 


azafran 


limone 


limon 


cannella 


eanela 


pigouolo 


pinon 


apesie 


especf'as > 


pistacchio 


alfonsigo 


garofano^ 


clava (le tspc' 


inaodoria 


àlmendra 


spezie 


eia 


passeriiM 


posa menuia 


garofanetto 


claviìlo 


Ulte 


teche 


cappero 


alca parrà 


siero 


suero 


mostarda 


mostaza 


butirro 


manteca de 


tirtufo 


eriodilla 


1 


vaca 


fango 


hongo 


sugna 


enjundia 


palata. 


patata 


lardo, grasao pringue 


capo d*aglio 


cabexade ajos 


strutto 


manteca de 


apicchio d'a 


- grano de ajo 


« 


puercQ 


glio 




la roorcUi 


las heces 


iBBi GomnariBiLi. 


TEBB48 C0ME8TIBLB9. 


• 

Iosa lata 


Ensalada 


menta: meo-jerha buena 


aedano 


apio 


taccia 




cicoria 


achicoria 


spighetta ' 


espliegB 


lieta 


• aceìga 


cerfoglio 


peiifoUo 


borragine 


borraja 


porcellaa» 


veidolagat 


creacione 


berrò 


acetosa 


actdera 


indivia 


escarolii 


r^Va nella 


rdbano 


lattuga 


lechugtL • 


radiee gialla chirivia \ 


fioocchio 


hinojo 


rapa 


nato 


aalvia 


sàlvia 


carota 


zanahoria 


maggiocaoa 


mayotana 


pastiaaci 


pastinaca 



tarcioffo 

sparagi 

cardone- 

apÌDace 

porre • 

malra 

rav«lo 

— cappnoeto 

— lorzoli 
-— bolognaai 



' toppttmito* 
cieaéhùfa 



espàrragos 

cardo 

espinaea 

puem 

malva 

co/, bena 

repollo 

Oantat 

ìombardas 



Atcum 

BIADI I IilO0VI« 



Grano 

areoa 

biada 

segala 

graoturco 

miglio ì 

falariJe ) 

rìso 

paaieo 

fagiuoli 

farà 

farro 

goaioelta 
oeoi 

piselli 

lenlicchia 



Trigo 

avelia 

cebmda 

cenlena 

mai» 

Ìmifo 
alpiae 
ari'QZ 
partito 

Ìl aluhias 
^judias 
haia 
i escada 
ifarro 
aigarréba 
garbanzùs 

J' arvejas 
guisantes 
lenteja 



TABr QBMIBI DI f BUTTA. 



A.lbicocca 

Pesche 

fei'sifia 



Albaric<fque 

\ duraznos 
tallféfchigos 
rneheolon 



cavoli fiori 

broccoli 

pelroneiano 

poinodV>ro 

peperone 

cocca 

cedriuolo 



icoli/href 

ìpelia» 
bróculi 
htrengena 
tomqic 
pimienio 
ealabaza 

t pepino 

I cohomhro 



aS7 



'' àLQUWOS 
CMÀ90S 7 LE^VMÈmES. 






canapacoia 
trtfbgUo 

senapa 

spelta 

moncliglia 

Tagliatura 

semola 

geoebro 

tritello 

cmsca 

farina 

paglia 

fieno 

gramigna 

cedrangola 

foraggio 

spiga 



canamon 

iréboi 
Sjenable 
'^mostaza 

espelta 

granzas 

nebrina 

ìsatvado 

harina 
paja 
heno 
grama' 
mielga 
forrage 
espiga 



FABIOB QnaKROS A* FMWTTA* 



mela 


manzana 


melappia - 


camuesa 


pera 

— mosoarola 


pera 

— cermvki 



22 



>58 



tMrruBtat«< 



pera ]>efgt- 


pera herga» 


nu (angolo 


Urna 


molU 


mota * 


mandorle 


almeadms 


b ragna 


ciruelm 


uliva 


oliva 


TtMiola 


guinda 


noci 


nuecce 


cerasa 


ceteta 


nocchie 


avellana» 


•orba 


serba 


castagna 


castana 


giaiQ|iola9 sia* azufaifa 


pigna 


pina 


liba 




pignoli 


pinone» 


mora 


mora 


il pedicoBZO el pezon 6 pa^ 


kagola 


fresa 


di mela. 


di mio de pe- 


da Itilo 


ddiU 


pera, ecc. ra^ manta* 


ava 


uva 




na, ecc. 


maioaloUa • 


meioolcì 


corteccia d*al-coitcaa de àr» 


aibìbo 


posa 


bero 


boi 


grap[iolo 


racimo 


— dì limone — de tinnon 


melone 


melon 


— di pera. 


ecc. — de pera^ eee. 


eocomero 


sandia 


coccia di noce cdscara da 


nespola 


nispola 




nuez 


fico 


higo 


— d\iovo,^ 


eoe* — de uevoycoe. 


"— primalio- 


breva 


torso 


ironcho 


eio. 




seme 


petita 
nueso^ 


granato 


^ranada 


osso 


neiocotogoo 


membnìlo 


• 


1 • 


AiAiRL in AuiosGaua. 


^uioLxa 


T kMBOLtUO». 


Melo 


Marnano 


olmo 


olmo- 


pero 


perai 


rovere 


roblo 


eiriegio 


.cerezo 


qaeDsia 


eneina 


prugno 


cìruelo 


leccio 


earrasco 


pertico 


melocQton 


faggio 


haja 


a)bicocce 


ùlbaricoque 


frassino 


Jresno 


olÌTO 


olivo 


lauro . 


laurei 


icaja 


higuera 


cipresso 


cipres 


melarancio 


naranjo 


pino 


pina 


Itmooe 


limon 


salce 


sauce 


noce 


nogal 


s^mbiico 


sauco 


cat lagno 


castuio 


edera 


yedra 


cedro 


cedra 


li^Uo 


tilo 


pieppo 


àioioo 

♦ 


alno 


ehopo 

■ 



] 





• ■ SOiiUVfRO. 


' 9S9 


bosso 


lox 


frotioi ' 


hroza 


giunco 
carni» 
canneto 


junco . 
carni- 
eanawal < • 


spino 

pianto' 

muschioy 


espimo 
pianta 
mohof mtt§C0 


ginestra 
rosmari&o 


retama , 
Tornerò 


piania 
muschio /»« 


almizoh 


ci ino 


tomitla 


fMore ( 


' ^ ;. 


tlrirto, mor« 
.Iella 


arrayan 
« mirto 
mwrta 


inneal». 
tronco 
ramo . > 


iftgeHp 
tronco^ 
ramo 


boscaglia 
prnni 
cespagli 
frutici 


maleza- i 
zarzas 
mata» 
matohaiuf ; 


bastono 
gemogUo. 
radico . 


palo 

pimpatto 
raiz 


nt^iò Offa SI TiBi 


gfS LO 


Qun SB rm 


1» UH GtAtlllMO. 


MB un JàBDiJf. 



RoM Rosa 

garofafio elavel/ 

geisomìRo fazmin^ 
fiore di pas*j/7or de ta pà' 

Btòtìé ' sion'- 

trinitaria trinitaria 

giacinto jacinto 

giaoeblglia ju^^uilìo 
-> narcisi 



narciso 
tulipano 
ranuncolo 
amaranto 

giglio 

anemone 

ginestra 

violetta 
paparero 
mapotla 
camomilla 



tulipan 
' ranùnculo 

amaranto 

lirio^ azuoena 
X anemone 
francesina 
\gi /testa 
^retama 

violeta 

adormidera 

amapola 
manzanillm 



Viola mani!» aleli 

mtita 

basilioe àlbahaea 

girasole girasol 

bottone ■ ootork 
mazzo di fiori ramHUta 

rosajo rosai 

mellonaìa metonar 

Tite . pirf, cepa. 

pianta pianta 
vigna, tigoelo tniia^ vificd^ 

foglia boja 

spalliera . espaldàr< 



fipr d'arancio a^uhar 



1 



pergolato 

pergola 

viale 


emparrado 

parrà 
s^ereda 


olmata 


alamena 


fratta 


seta 


bosco 

selva 


hosque 
selva 


ombra 


somhra 


fontana 


fucate 



9^ 

€a?ezsa 

bardella 
batto 
i ferri 
frusta 
aproaa 

giogo 
carroaia 

caleaio 



aomsMunra. 



teahestro 
ramai 
albaria 

baite carro, o bi- 

ìas heftaduras roccio 
Idtigo oarriaggio 

espuela \ carretta 

jugo I carro coperto 

coche ^ corrodi ruota 
ealesa Uala 



cabriolè 
nerrettella 
portaoUna 
carro, o 



silìa palante 

calesìn 

iilla demanos 

carro 

carruaga 

carreta 

galera 

rueda 

ege 



QfUi^nA* DI «B OATAtLOb pUdLtDàDSS DB (Tl^CJSàLle, 



.Cavallo 
— - iotiero 

— castrato 
-«di bocca 

tenera 
-— sboccato 

— che in- 
ciampa 

-*— ionatico 

— bolso 
«— Diiibroe«^ 



Cobalto 
— entero 
*— eapado 
-— boqmmu' 

elle 
•— deAooado 
-^ tropesan 



— bajo -^ baja 

— pezzato — pif 
-— rosso -— aCazan 

— che ha f ♦ 
le quattro j-~* cuatratho 
gambe bian-j — calzado 

che l 

— castagno — castano 
— antefadizcr — grigio — tordo 

— bianco é —• Qvero 
nero 

— stallone — gara^on 
-— bea bar- — bien enfac' 

dato zadìr 

— da TCtUtra — de alquilcr 
j — da sella — de siila 



— - a$maUco 
— espanta^ 
dito. • 
-— che a' IBI* <— ' (fue se em^ 

penna pùm 

— che tira — coceador 
caki 



Ot CIÒ CHI SI Tinti 

in vwk emà\ 

y 

Muro. ... > - Muro 

mnraglta muralla 

£dsso •*. • /oso 

conlr«j[òi^ > contro/oso 

baluArde baluarte 

merlo almena 

cannouLcra trotterà 



DB Lo QUB SB rM 



parapetto * 
spianata 
terrapieno 
saracinesca 



patapeto 

tesplanada 

ierraplen 

puerta cae* 

diza 

poote levalo- puente teva^t 
I jo 4ào 



•UffLIHSIITO. 



963 



rìJoUo 


reJncto 


ammazzatola 


rostro i ó ma* 


forte 


fuerte 




tadero 


fortesza 


forialeza 


pescarla 


pescaderia 


torre 


torre 


carcere 


carcel 


cittadella 


eiudadda 


lampioni 


farólesf 


castello 


easiillo . 


passeggio 


pasco 


rione 


barrio 


bottega 


tienda 


aobborgo' 


arralal 


ospedale 


hospital 


piazza mag- 


plaza major 


prò jet ti 


minosespótttoi 


giore 




coDTento 


convento 


piazzetta 


plazuàla 


collegio 


colegio 


strada 


calle 


parrocchia 


parroquìa 


selciato 


empedrado 


seminario 


seminario 


▼icolo 


callejuelfk 


campanile 


campanario 


▼icolo cii99 


eallefan sin 


campana 


campana 


• 


salida 


teatro 


teatro 


borsa « 


lonja 


il teatro di 


ci corrai de co* 


dogaoa 


aduana 


commedie 


mediai 


posta 


posta 


sediola 


luneta 


carriere 


correo 


platea 


patio 


mercato 


mercado 


posto 


aposento 


palazzo 


pùlacia 


palco 


palco 


casa 


casa 


quinta 


hastìdoT 


— della cp« 


* "^ dehs ciM- 


Testiarto 


^estuario 


mune 


dad, 4 del 


«ipario 


telon 




ajuniamiento 


scenario 


decoracion 


macello 


camiceria 


orchestra 

1 


orquesta 


a HARB, 


S LB RATI 


WL MJR 


, y wAriO$ 


GO^ LOBO ÀRNEdl. 


cov sus 


apabbjqS. ^ , 


Spiaggia 


Plaja 


Qa?igIio 


navio 


riva 


ribera 


nsTìglto di tlrnuvio .dti*idi9 


lido 


orlila 


to bordo 


bordo 


onda 


-oja * 


bastimento 


buque 


molinello 


regolino 


battello 


bagel 


calma 


Colma 


aaye mercan- 


• nove^ ó IM5 


bonaccia 


honanza 


tile 


mercanti 




ttempestad 


— di cento 


-^ de cìm to* 


tempesta 


\ burrasca 


toneilate 


neladas 




' tormenta 


galeone 


galeon „ . 



•# 

^ 



974 

gjleoUa gmleoia 

g«laazsa goleata 

galera galera 

fregata Jfragata 

brigantino hergaatm 
piicneboito paquebot 
oroloito bruiate 

barca barca 

acbifo esquije 

I ehalupa' 
acialoppa llancha 

' boie 
rarmamaoto iasjdreiasy ó 

aparqos 
il fttilo dal et casco del 

baaiimeaio nayio 
poppa p^pa 

proda proa 

remo remo 

àncora dxìcora 

S timon 
^gobemalle 
¥t:la, Tela «"e/a, yelas 
turala eriiyia 

palo 

arbol 
antenna antena 

cordame cables 

cori a grossa mar orna 
fune cuerda 

pesto» di oor- cabo 

da 
bussole . irùjuìa 

biscotto bizcocho 

taptlatio • capitan 
piloto piolo 

marinaio marinerò 

tri pulsai one tripulacion 
piujeio gr^mete 



soPKnmro* 



pirata pirata 

corsaro corscuio 

armatoro mrmador 

barca) nolo barquero 

rematore remero 

galeotto gakote 

fot salo /orzado^ 

comito comitre 

mur baltico mar bàltico 

— adriatico *^ adriatico 
— - atlantico •-> atldntìeo 

— pacifico pacifico 

•*- m egela- — megela^ 

ni co nico 

-r- easpio . •— caspio 

— orientale — orientai 

— occiden- — - midtnlal 
tale 

— settentrio* — septentrio* 
nsle nal 

— australe -— austraì 

— gelato -— helado 

— oceano — ocèano 
~- del sud — del sur 

— rosso — rofo 

— bianco <— bianco 

— nero •^- negro 

— m editor- — mediterrd' 
raueo neo 

— arcipelago — archipiiìa- 

go 

ifola isla 

cpotioente continente 

capo ^ cebo 

golfo g^fi^ 

proiiiontoiio promontorio 

stretto ettrecho 

tétmo istmo 

I surgidero 

irada 



rada 



ba|a« eala ^ lahia 
scoglio • escoUo 
buneo dì are* hanco de are 



avfinuittvm. 

colla 



na 



PAmi] B mf. 



Broccato ' Broeado 
teagSQto d oro iisA de ero 
— d'argiento — de piata 
damasco dftmaseo 

V e liuto lercio pelo 

^^ in cotone — • trtpe 
felpa felpa 

panno di lana pano de lana 
•« dì seta — de ied^ 
— - lacchesiqo velarle 
scarlatto grana 

cimosa ertilo 

rascia rojfa 

raso raso 



taffetà 

velo 
bajetta 



tafetan 

gasa 

hayeta 



»65 

co «fa 

naufragio naufragio 
haoQ salra* huen salva» 
me Dio manlo 

PAnoa T LIEVMOS, 



[borgoncò 
canaTaccio 
saja 

camellollo 
ancben 
fustagno ' 
bambagtoa 
(ìlodente 
indiana 
traliccio 
zaszara 
tela caseree* 
eia 

mussolina 
tela batista 
tela corame 



bayeton 

angéo 

sorga 

cameloie 

nanquin 

bombaci 

colonia 

beatilìa 

indiana 

ierliz 

tarava 

lienzo coserò 

muselina 

batista 

crea 



MBTAtLI. 



MtSTALtS. 



Miniera 

minerale 

nnetallo 

oro 

argento 



Jfimi - 

minerai 

metci 

oro 

piata 



tnercori o o ar* ìnercuno o 

gento fÌYO azogue 
ferro hierro 

acciaro acero 

}a ruggine el orin 



latta 

foglio di latta 

piombo 

stagno 

bronzo 

rame 

ottone 

Tetro 

cristallo 



lata 

hoja de loia 

plomo 

esiano 

bronce 

cobre 

iaton 

vidrio 

cristtU 



Gratn, Spag. 



93 



t%6 



lorviiKiireo. 



f mn f Btnosi. 



9iMùtLÀ$ tKBClOBM. 



DtanoNioto 
•gata 

uroatifU 

berillo 

beltonr 

crisòlito 

onico 

corboBOO 

Itaneraldo 

grantta 

gbcioto 

opalp 

Tobioo 

•ardonieo 

aangaiuria 



Diamante 
àgata 
amaiiita 
herìlo 
bezoar 
crisòlito 
eomerina 
carhunelo 
esmeralda 
granate 
jaeinio 
ópalo 
rubi 

sardonia 
sanguinaria 



■ 



zaffiro 


itafir 
izafiro 




aerpentioo 


'serpantin 


topazio 


topaeio 


tarcbioa 


turquesa 


cammoo 


camafeo 


g»ftaU 


atabachc 


ambra 


amhar 


corallo 


eorai 


marmo 


màroMi 


alabastro 


alabastro 


porfido 


pòrfido 


diaspro 


jaspa 


perla 


perla 


aforto . 


marfil 



AtCjm nBCAKSIB. 



JlGUUTda MEROéPKMMM. 



Cotono 
«Ha 
canape 
marrocdliÌDO 

aooda 

CQOJO 

catramo 
pece o bita* 

me • 
aero 



Algodon 
seda 
cariamo 
cordoban 

Ìsosa 
barrUla 
curro 
alquitran 

pes^ ó brea 

« 

sebo ' 



candela di ae* pela de sebo 

go 
tabacco tabaco 

acquavite aguardiente 

spirito di fino espititu ds 

vino 

ginestra, o ^ 

sparto dt l esparto 



Spagna 
stuora 
sagbero 



estera 
corcho 



COLOBI. 



aOtOREau 



Bianco 
nero 

g«- gio 

Inuno 
r«?t'n)igIio 



Bianco 

negro 

pardo 

morena 

bcrmejo 



rosso 

purpureo 

scarlatto 



^caìarada 
\ encarnado 
pùrpura 

Ì color de grdM 
escoriata 



cremési 

biondo I 

verde 

acoro 

verde oliva 

ferdinero 

iorchiao 

giallo 

color di paglia 

oolov di dante 



earmesi 

rojo 

ruhio 

verde 

fscuro 

perde oll^a 

pcrdinegro 

azid 

amariilo 



pojizo 

color anieado 



smiiEiieRTo. 

lionato 

arancio 

cangiante 

paTonasao 

biaDoaalro 

nericcio 

roaaiccio 

verdiccio 

bigtccib 

gialletlo 



aSj 



leonado 

anaranjado 

irocalin 

morado 

hlanguizcQ 

negruzeo 

bermejizo 

verducho 

parducko 

amarillento 



fmi KlIfMU 



PS80S t MEJùIikJ9. 



Peso 

bilaacia 

peso di aSlib. 

libbra 

peso di loo 
libbre 

oncia 

denaro 

grano 

loisara 

misura di gra- 
no 

i».^ parte del- 
la fanega 



Peso 

Jìolanza 

arroha 

libra 

cjuintaì 

onza 

adnrme 

grano 

medida 

/anega 

cefemin 



boccale (mi* 

aura) 
otre 
piede 
pollice 
linea 
passo 
misura 

piedi 
mezza canoa 
palmo 
miglio 



di 6 



azumbre 

pellejo 

pie 

pulgada 

linea 

paso 

toesa 

vara 
palino 
milla 
Ugua 



ilORETI. 

Uoa moneta Vna moneda 

doppia doblon 

— da quat* - "^^deàeuairo 

tro 
-*»> da otto '-^de d ocho 
-— w d'oro -— de oro 
mezsa doppia medio doblon 
oncia d'oro onsa de oro 
mezs*oncia media onza 
sci^^ d oro csGudito 



MONEDASn 

scudo J « 

piastra V^ ^^^ 

* ^pesoJuertB 

mezza piastra medio duro 

ducato . ducado 

un quinto di una peseta 

scudo 
un decimo di media penta 

scudo o aia 

un paolo 



a68 

no grosso 

monete di ra 

me simili a{ 
quattrino, 
•oIJo, ba- 



surPLiKsaiOi 



Un real de ve-- 

llon . 
maravedi 
ochavQ 
ìeuariQ 
'parpalla 



ecc. 



paroalliàia 
locco. ecc. i '^ I 

perptfjaaa 

OBBIHI BlLIGIOSl. 



lira 

soiJo 

denaro 

luigi 

lira torneie 

(;hÌEi#a 

lira sUrUo4 

secchino 



Utra 

iueido 

dinaro 

hiis 

libra tomcMa 

guinéa t 

libra eUcrìina 

cequi 



OMDKBSa RKUGiOSà^é 



Gaoottìco re* 
gelare 

Congregazio- 
ne deirora- 
torio 

Gesuita 

Padre agonis- 
sanle 

Seolopio 

Della scuola 
pia 

Un frate 

— calzato 

— scalzo 

— càrmelha^ 
no 

— trinitario 

— domeni** 
caco 

— predicato* 
re 

— mercena* 
riojodelU 
mercede 

-« agostinla- 

OD 

— - minimo " -^ mi/iime 
-— ser? ita — servila 



Canónig^ r^ 
gular 

CongregaCìon 
del vrato' 
rio 

Jesuila 

Padre agoni- 
tante 

Escolapio 

de la escuela 
pia " 

nnftatle 

-— un cafz'ado 

J — descatzo 

«^ cannelita 

— trinitario 
dominico 

*— predieàflor 

•-^ mcrqefu»* 
rio ^ ó de la 
merted 

- aguUino 



^^ cappuceH 
no 

— france- 
scano 



l 



monaco behe- 

dettino 
— beroardi* 



— eapuchino 

'^-^ francisco 
— /rancisca» 

no 
monje bene* 

dictinò 
-^ betnardo 



no 
— geroKmi* geróniina 

no 
— certosino I cariujoy ec. 



El Abad 
El Guardian 
El Prior 
El Rector 
El Vicaria 
Et P. Juam 



ecc» 

L'Abbate 

Il Guardiano 

Il Priore 

Il Rettore 

Il Vicario 

Il Padre Gio- 
vanni 

Fra » Fraaòe«i^ Fra/ Fruuci^ 

SCO SCO 

^ràtalBgidio^frerniMo Gii 
(oblato)' * ( dooadfo ) 

Romito ' Hermitano 

La Madre M»« La Madre Ma* 
ria ria 

Suor Agnese Sor Ynét 



stsvtfttmntrOé 



269 



IBIIGIOm I SETTI. 



RSL1G1098B r SECTAB. 



Cattolico 

cristiaoo 

protestante 

cal?ìoÌ8ta 

lotoraDo 

deista 

ateo 

eretico 

ebreo 

giudeo 



CùtólUso 
cristiano 
protestante 
calvinista 
luterano 
deista 
ateo 
herege 
hebreo 
jitdio 



GIVOGBI. 



Juego 



Giuoco 

— del maglio — ^e mallo 

— di palla — de pelota 
^-^ dì barilii «— de bolos 

— dei bi- I -— de òtilar 

Sliardo | — de trueos 
i palluttole — de hochas 
•-» di dame -^ de damas 
-^ di scao* ■^- de ogedrez 

chi 
scacco 
dama 
dado 
taroliere 
il lotto 
ooa riffa 
trottola 
palla 
mora 
la carte 
tto mazao 

CArle^ 
aéso 
re 



di 



peon 

dama 

dado 

cubilete 

la lùteria 

una rifa . 

pevttza 

boia 

morra 

los nafyes 

unti buraja 

as 



pagano 

maomettano 

scismatico 

greco 

idolatra 

fanatico 

cosciensa 

religione 

fanatismo 

superstizione 



pagano 

mahometano 
' cismdtioo 

griego 

idolatra 
fanàtico 

eoncieneia 

religion 
fanatismo 

supersticion 



JUMGOSé 



rey 



caTallo 

fante 

le mani 

denari 

coppe 

spada 

bastone 

il picchetto 

li tresette 

un punto 

la partita 

danza 

ballo 

festino 

passeggio 

salto 

carriera 

e a scia 

pesca 

acherma 

maneggio 

musica 

cauto 

arietta 



cahallo 
seta 

las bazas 
oros 
eopas 
espada» 
bastos 
los cUentos 
la maliUa 
un tanto 
la partida 
danza 
baile 
santo 
pasco 
salto 
correrà 
caza 
pesca 
esgrima 
mane/o 
mùsica 
tanlo 
arieta 
:»3* 



a68 

no grosso 

monete d! ra 

me simili at 
quattrino, 
•olJo, ba- 



surPLKHiaio. 



É/i real de ve- 

Uon . 
mnraveii 
ochavo 
\euarto 
[parpalla 



oarpalliàia 
locco. ecc. / '^ I 
eco Iparpajrola 

perpejaaa 

OBBIHI B1LI61081. 

Ganottico re* Cknónife r^ 

gola re gular 

Congregazio- Congre^aeion 

ne Jeirora- del vrato" 

torio rio 

Gesuita Jesuùa 

Padre agonie- Padre agoni- 

sanie tante 

Scolopio Escolapio 

Della scuola de la escuela 



lira 

soIJo 

denaro 

luigi 

lira toroeie 

^hiiitfa 

lira sUrUo4 

secchino 



Utra 

iueldo 

dinero 

luis ' 

libra twnesa 

guinéa t 

libra CÀl^rìina 

cequi 



OMDMBSa MMUGIOSASé 



pia • ' 
ttnftdlle 
— un cafzado 
«» — descatzo 
•^— cannelita 

— : trinitaria 
doaiinico 



pia 
Un frate 

— calza 16 

— scalzo 

— carmelha^ 
no 

— trinitario 

— domeni** 
caco 

-— predicato* --- predicador 
re 

— mercena* 
rio, o delia 



mercede 
-« agostiaia- 

no 
— - minimo 
— serfita 



«-« merletta- 
rio , 6 de la 
meròed 

-— aguUina 

-^ minima 
— servita 



— cappuceH — eapuchino 
no 

-franca. •"-/'•'"'C"^» 

* no 
in o naoo behe- ' monje hene* 

dettino dictinò 

^— ber nardi* — bei'nario 

no 

— geroKmi* geróniina 
no ^ ' 

— certosino I cartujOy ec^ 

ecc. -, 

L'Abbate El Abad 
Il Guardiano El GùardiaiÈ 
Il Priore El Frior 

Il Rettore Ei Rector 
Il Vicario El Vicaria 
Il Pailce Gio- Eli P. Juam 

vanni 'i- 

Fra ^ Franòe-- Fraj Fruaci- 

SCO SCO 

Fràtttl Effiìa-Hermétmo Gii 
(oblato) * (dooadfo) 

Romito ' Htrmitano 

La Madre Ma« La Madre Mia' 
ria ria 

Suor Agnese 5or Jh^£ 



MfntnmOé 



269 



IBIIGIOm I SETTI. 



asLIGlOMSB r BECTAB. 



Cattolico 

cristiano 

protestante 

calvinista 

loterano 

deista 

ateo 

eretico 

ebreo 

giudeo 



Cùtólico 
cristiano 
protestante 
calvinista 
luterano 
deista 
ateo 
herege 
hebreo 
jitdio 



GIVOCBI. 

Giaoco Juego 

•» del maglio — de mallo 
-— di palla — de pelota 
^-^ di barìlli «— de bolos 
— - del bi* I -— eie billar 

Sliardo | — de trueos 
i paliuttole — de hochas 
«» di dam 
— di 
chi 
eoa eco 
dama 
dado 
laToliere 
il lotto 
ona riffa 
trottola 
palla 
mora 
le carte 



e -— de damas 
scao* ■^- de ogedrez 

peon 

dama 

dado 

cubilete 

la loteria 

una rifa 

peonza 

boia 

morra 

Ics nafyes 



pagano 

maomettano 

scismatico 

greco 

idolatra 

fanatico 

cosciensa 

religione 

fanatiamo 

superstizione 



pagano 

mahometano 
' cismdlioo 

griego 

idolatra 
fanàtico 

concieneia 

reUgion 
fanatismo 

supersticion 



juMGoa. 



tra mazao <U unu baraja 
carte 



asso 
re 



as 
rey 



cavallo 

fante 

le mani 

denari 

coppe 

spada 

bastone 

il picchetto 

il tresette 

un punto 

ia partita 

danza 

ballo 

festino 

passeggio 

salto 

carriera 

caccia 

pesca 

acherma 

maneggio 

musica 

cauto 

arietta 



eahallo 
seta 

las bazas 
oros 
eopas 
espadas 
bastos 
los cUentos 
la maliUa 
un tanto 
la partida 
danza 
baile 
santo 
paseo 
salto 
correrà 
caza 
pesca 
esgrima 
mane/o 
mùsica 
canto 
arieta 
i^3* 



Canzone 
intercalare 



cancion 
estribillo 



avppLrHiHVi. 

caozooe da copia 

cieco 
carati na copUlla 



AJlUàLt QOÀDBUPB»!. 



Bestia 
fiera 
Iton 
leona . 
leoncill^ 
gorra 

zarpa 



\ • 



Bealra 

fiera 

leone 

leooesM 
leoocioo 

affiglio 

iM'anca i 

zampa t 

pede paia 

capelli rabbuf- grcna 

fati 

chioma^ crine melena^ erin 

i rinoceronte 

rinoceronte i. , ^ r 

Ila abada,/, 

Jena hiena 

leopardo leopardo 

pantera pantera 

ligre^ UL tigrCj m. 

tigre, f. tigre, /. 

orao 050 

orsa osa 



lopa 
lupo 

-— cerviere 
— marino 



loba 
lobo 

— eerval 

— marino 

lince lince 

rticfanle e el elefante^ y 

aua probo- iu trompa 

acide 
cingliìale, m. ya£a/« 
cinghiale, f» jaltaìina 
aanne cQÌmillos 



ÀMIMÀLES QUÀDELUTEDEè, 



• 

scimiotto 


mono 


scimi» 


mona 


micco 


mica 


volpe, m. 


zorro 


volpe, f. 


Morra 


cervo 


ciervo 


cerva 


cierva 


cerviutlò 


ceìvatitlo 


xibetto 


gaio de alca» 




ha 


foretto 


huron 




ggarduiia 


donAola 


. comadrga 




faina 


martora 


marta 


armellino ' 


armiìiò 


scoiattolo 


ardilla 


daino 


\gamo 
i corso 


capra aelvag 


• cabra montés 


già 




camozaa 
riccio 


gamuTa • 
herizo 


topo 
lepre 


topo 
liebre 


(ooiglio 


coneJB 


coniglio gio- gazapo 


vane 




sorcio 


raion 


sorcio, f. 


rata 


bestia da soma aceatila 


cavalcatura 


caballetéa 


gregge 
cavallo 


ganada 
caballo 



cayalla 
oiledro 
iJetlo 

mola 



E 



mulo 

stallone 

asino 

somaro 

aomara 

som a re Ito 

soiaarelia 

^iumf>nto 

eamelb 

toro 

bue 

vitello 

gioyeoco 

Titolla 

Tacca 

moatoDe 

pecora 

agnello 

caprona 

capra 

capretto 

gatto 

gatta 

cagna 

cfne 

-— mastino 

— barbone 

— da mostra 
*-« da fermo 

— da Uva 



regaa 
potrò 
jaca 
mula 
ifnulo 
\ macho 
garcuion 
asno 
burro 
hurra 
horrico 
horrica 
jumento 
camello 
ton^ 
huey 
1 becerro 
( terriero 
novillo 

Ìhecerra 
temerà 
vaca 
cornerò 
oveja 
corderò 
macho cabrio 
cabra 
cabrilo 
gaio 
gala 
perra 
perro 

— masti n^ 

— de aguas 

— de mitestfa 

— perdiguero 

— sabueio 



aUPPLlHBaTO. 

— bracco 
-^ alano 
— - levriere 

— levriera 
cagnolino 



271 

"^ podery» 
— • alano 
•^gafgù 

— g^^gc^ 
perrito de fai» 
da^ cachorro 
una catena di una trailla é^ 



cani 
porco 
setola 

coda 

Iroja 

pelo 
crine 



perrot 

Ìgorrino 
cocchine 
puerco 
ccrda 

! marrano 
lechon 
cerdé 
Qola 

Ipuerca 
lechona 
pelo 
cria 



corno 

muso 

capraio 

vaccaro 



unghia o cai* casco 
«are 

{cuemo 
asta 
hociciy 
cabrerò^ 
vaquero . 
baston da fa»t:aj'ado 
store 

{caballerùa 
cuadra 
establo 
stabbio fiemo^ esliér^ 

col 
zahurda 
stalla di porci ì prodiga 
\chiquero 



i 



*7» 



tOPPLBITBBfO. 



Uccello di ra* J9e ierapiXa 
pina 



— earniforo 

nii^aqaiU 

aquilino 

atToltojo 

nibbio 

•parTÌero 

laloooe 

ameriglio 

eiretta 



— - eomwora 

una aquila 

aguilucho 

buitre 

mitano 

gavUan 

haìcon 

aleotan 

kchioa 



gafii, alfoceo èuho 

nottola 

calcabotto 

pappagallo 



pica 

pipiatrallo 
gassa 

corro 
cornacchia 
Womtllo 
tordo 

oca 

anitra ael* 

germano 

fotlivento 

rondone 

gayia 

capiilagola 

roatignvolo 

Ottrdullo 



mochuelo 

ehotaeabras 
ìpapagayo 
ìloro 
teotorra 
furraca 

murci^ago 

mariea 

euenm 

grajo 

estonano 

tordo 

{ansar 
ganso 
palo 
dnade 

i ceretta 
\ zarceta 

eemicalo 

feneejo 

gavìota 

aguifinieves 

ruise^or 

gilgucro 



daZMALMS rOJkJTÌLSS. 

canarino canario 
fringuello pinzon 
verdone, lo- verderon 
carino 



pettirosso 

lodola 

merla 

rondine 

Qccelletto 

▼datili 

gallinaccio 

gallinaccetta pa9a 



pardilh 

calandrta 

merla 

goloadrina 

pajarico 

volaieria 

pa90 



gallo 

gallina 

biocca 

cappone 

pollastro 

pollastra 

pollastrelle 

palomba 



gallo 

gallina 

cleusa 

capoa 

pollo 

polla 

pollito 

paloma 



I — da ghianda /7a/ojiialoreas 



piccione 
piccioncino 
.quaglia 
pernice 
piccola per- 

nice 
beccaccia 
beccafico 
francolino 
fagiano 
tordo 
storno 
ortolano 
tortora 
passero 
allodola 



pichon 

pichoneìto 

eordornis 

perdis 

perdigon 

hecada 

picahigos 

francoiin 

fùsan 

tordo 

zorsal 

horteìano 

tòrtola 

gorrion 

cogujadar 



8VI>PX.£ME1II0.. 



IMgQO 

pavone 

straszo 

cicogna 

grue 

cuculo 

ala 

penna 
creata 
becco 



cune 
{patron 
\pauo real 

avestruz 

cfgùena^ , 

grulla, 

cucitilo 

ala 

plutna 

eresia 

pico . 



▲aillAU ACCUATICK 



Balena 

delfino 

grongo 

baccalà 

merlnxco 

— fresco 

occhialone 

aringa 

elica 

aardelle 

tinca 

lounBta 

grancio 

calamaro 

merlo . 

barbo 

lingv^ttola 

sogliola 

lampreda 

"ggia , . 

storione 



groppone 

nido 

uoyo 

gabbia 

uccelliera 

uccellatore 

paretajo 

visco 

reto 

laccinoU 

trappola 



rabaiilla 

nido 

hucvo 

/aula 

pojarera 

pajarero 

cazadero. 

liga 

red 

lazo 

trampa 



fji 



d91M4SM àCUATILSg* 



'fiaUena 
del/in . 
con^riQ 
hacalaOé 
ahadejo 
merìuza 
lesvgo 
, arenque 
nnchoa 
fiardinas .^ . 
iencas 
lattgosta 
^jcangrefo 
falamar 
fnero 
bardo 
Ifnguado 
^ollo 
Tamprea 
raya . . 

esiurion 



orata 

anguilla 

tonno , . 

trotta 

luccio 

rombo 

pesce regina 

ostra 

tellina 

concbigli^t 

pesce di.coO'» 

chiglia K, 
scaglia , 
spina, llsee 
branchia 
aletta 
cibo 
amo 
canna da.pe» 

sca 
rete 



doradilla, 

anguila 

atun 

trucha 

tdbalo 

rodahallo , 

carpa 

ostra , 

aìmeja 

concila' 

marisoa 

escaou» 

espina 

agitila 

aleta 

cebo 

anzuelo 

cana de peà^^ 

cor 
red 



k' ■ 



»?4 



irnLnuBTo. 



Asmi, urTiu^ 
iMiTn. 






Coccodrillo 

Ioaira 

leMoggine 

etsloro 

T«Da 

nigoatU 

rospo 

Mi pento 

•orpo 



nutria 
iortugm 
eastor 
rana 



Tipera 

I»asilÌ0co 

Terme 

mi lombrico,/ 
Terme di | 
terra o deli 
oorpo t 

laceria 

lucertola 

laraalola 



renaeuajo 

serpiente 

sterpe 

euùbra 

vivora 

basilisco 

gusano 

una lombriz 



rospo 
lumaca 

-«> igucrfa 

bachftroaio 

ioorplone 

ragno 

formica 

gridilo 



ìagarie 

ìagartifa 

aìacran 

sape 

caràcùl 

Ilimaza - 
babosa 
escarabajù^ 
tscorpion 
oraria 
hormiga 
grillo 



grillo 
mille piedi 

bruco 

costo, tarla 

lignooU 

pidocckio 

lendiae 

palco 

cimice 

pongiglioae 



conrecZeni 
cochinill^ 

Ìoruga 
cucaraAa 
careoma 
polilla 
piojo 

liendre 
pulga 

chinehe 
aguljom 



■pe^ peccbia abeja 

arnia I « 

Icolmena 



alToare 

sciamo 

Gito 

Baie 

pecchione 

fuco 

▼cape ^ 

tafano 

mosca 

moscbioo 

moscone 

cantarella 

c4Talletta 

iucciola 

cicala 

farfalla 



I 



enfambre 

Danai de mid 

abefarfjon 
zdaganQ 
abispa 
iàbano 
mosca 
mosquito 
moscon 
cantàride 
langosia 
ìuciémagft 
\cigarra 
chicharra 
meriposa 



RACCOLTA. 



DI TBMQ PIÙ NEGE8SABJ ▲ SAVKBSI 



1 



Stodiaffs 
imparare 
imparare a 
meote . 
applicare 
iosegnaie 
prendere 
dare lesione 
istruire 
ìnTenlare 

cooiperce 
rigare 
Ug(^ere 
scrìvere 
far de' oonli 
piegare una 

lettera 
chiudere nna 

lettera 
mettere la so 

praacritta 
sottoscrivere 
correggisre 
errare 
caoceUsrf . 
ritoccare 
tradurre . 
copiare 
trascrivere 
criticare 
notare 
cominciare 
continuare 
terminare 



EUudiar 
apremhr • 
appender de 

memoria 
'OpUcarH 
enseSar 



dar leccion 



entem^ 

inventar 

compoimr 

rajar 

ìetr 

escrihir 

contar 

doblar una 

carta 
•cerrar una 

carta 
- poner un so^ 

hreserittQ 
firmar 
enmèadar 
errar 
horror 
retocar 
tradutìir 
copiar 
trasladat 
criticar 
apuntar 
empezar 
continuar 
acabar 



perfesionare perfeeaionar 

sapere^ -^ - sahetx . 

ricordarsi acordarta 

dimenticarsi oWidnne 

profittare aprwachar 

OlCi PAaUAI. 

ProBiwsìare Pronunciar 
parlare hablar . 

dire decir • 

arringare arengari 
chiacchierare charlar 

gridare }5 ^ ^^ 

° idar 90009 

stridere chillar 

recitare recitar 

dar relasiooe hacer rdadew 



raccontare 

tacere 

pubblicare 

chiamare 

chiedere 

J«)nMndare 

rispondere 

mentovare 

conversare 

bdodire ,, 

pubblicare 

avvisare 

pregare 

comandare 

coDfsasare 

asdictirare 



contar 

cattar 

publicar 

lìamar 

pedir 

preguniar 

responder 

menlar 

p latioar 

\pregonar 

avisar 

rogar 

mandar 

con/esqr 

ase^i/u^r 



li 



ucgare negar 

<1it«pproTare tlesaprobar 
inenlir# mentir 

difeodere defender 
prenderla per polver por uno 
qnalcooo 

risanar 
' disputar 
refbr 
phitear 
scooMlieltAra aposiar 
ragtcMiare raciociaar 



SVPPLIMBHTO. 

oenarè 



riofkiara 
dt»paUra 
qnesiicDara 
Jiliji^are 



mormorara 
parlare fra 

danti 
parlare col 

naao 
lartagKare 
lilubara 



murmurar 
ì hablar entro 

dienHs 
ganguear 

tartamudear 
titubar 



OK& MASi&lABI B BiRB. 

Af ar appetito Tener a^ito 
«ver voglia di toner gmuti do 

corner 

corner 

beber 

matcar 

sorber 

probar^ eaiar 

tragar 



mangiare 
mangiare 
bere 

maaticara 
aorbi re 
aaaaggtara 
inghiottire 
tagiiare il pa* partir pan 

ne 
Irinciare trinchar 
digianare avunar 
adigionarsi desajunarso 
far coletione almortar 
pransare corner à ma* 

dio dia) 
far merenda tnerondar 



cenar 
iaviureqoal- convidar duno 

cuna 
ubbrìacarti emborraeharso 
oaaervare die* ^ar<2ar dieta 

ta 
afere indige- tener in£geS'- 

stiene tion 

pr ansare tnorcomer/uera de 

di oaaa casa 

bere «n bìo- echar un trago 

chiare di de pino 

Tino 
arer sete tener tod 
mettere da echar d& 

bere ber 

aliméiitare alimentar 
passar tavole c/ar mesa 



be» 



oucioare 

cuocere 

arrostire 

friggere 

grattugiare 

servire 

abbronstfe 

beilire 

leccare 

succbiave 

satollarsi 



guisar 
cocer 
osar 
/reir 
rollar 
servir 
tostar 
heriir 
lamer 
chupar 
hartarso 



ASlOm DBILA TtTA. 



Nascere 

battezzare 

crescere 

vivere 

ingrassarai 

dimagrire 

accasarsi 

partorire 



Nacer 

hauìizat 

crecer ^ 

vivir 

engordarom 

enfla^/ueecfwo 

casarse 

parir 



SUPPLSHEIITO. 



restar yedoTO emìudar 

invecchiare envejecer 

morire morir 

sotterrare^ ent errar 

aeppeilire sepultar 

imbaUaoiare embalsamar 

ereditare heredar 

riauaeitare resuscitar 

9BL VESTIRI. 

Vestirsi Vestìrse 

spogliarsi desnuiarse 
cambiarsi di mudarse de 

abiti ro^a 

calcarsi calzar se 

scalzarsi descalzarse 

farsi la barba afeitarse 
lavarsi ìavarse 

bagnarsi hanarse 

mettersi la ci- echarse polvos 

pria 
— il rossetto arreholarse 
pettinarsi peinarse 
abbottonarsi ahotonarse 
allacciarsi abrocharse 
scopettarsi cepillarse 
apaEZoUre gli escobdiar 

abiti 
inferrai no larsi embozarse 
coprirsi arroparse 

travestirsi disjrazarse 
vestir dì latto ponersedeluto 

ASIOMI aATUBAl,!. 

Andareìn letto Irse d acostar 
dormire dormir 

dormigliare dormitar 
addormentarsi adormecerse 
Gram. Spag. ' 



sognare 

ve^^liare 

riposare 

sdrajarsì 

ronfare 

svegliarsi 

levarsi 



977 

soKar 

velar 

descanshr 

repantigane 

roncar 

despertat9$ 

levantarse 



I e va r s i d i J}u o^madrugar 

n*ora 
ridere reir 

piangere llorar 

compiangere lastimars0 
svenire desmajaf99 

sospirare suspirar 

singhiozzare soliozar 

piangendo 
avere il sin- tener hipù 

ghiozzo 



sbailiglare 

starnutare 

soffiare 

fiatare 

respirare 

fisthiare 

a scoi lare 

spulare 



bostezar 

estornudar 

sopiate 

alenta r 

resollar 

stivar 

escuékar 

eseupir 



soffiar il naso sonane 

far sangue echar sangrt 

sudare sudar 

temblar 

ver 

mirar 

oir 

oler 

tocar 

palpar 

manosear 

toser 

hincharse 

deschinchana 

«4 



tremare 

vedere 

guardare 

udire 

odorare 

toccare 

palpare 

maneggiare 

tossire 

gonfiarsi 

Jisgoofiarsi 



»7» 


iepfi.axBiTo. 




pissìcara 


pellizear 


battere 


cascar^ 6 pC" 


graffiar» 


araiiar 




gar 


pungere 


puntar 


froBlare 


azotar 


titillare, aol- 


hacer cosgui" 


fendicare 


vengar 


IcUcare 


Uas 


perdonare 


perdonai 


gralUre 


rascar 


meritare 


merecer 


rullare 


regoldar 


premiare 


premiar 


erioare 


\ orinar 
imear 


oUenere 


lograr 




contentare 


contentar 


far del corpo 


hacer del eUfO'^ 


soddisfare 

• 


satisfacer 




pò 


esimere 


eximir 


far OD biao* haceruna ne- { 


odiare 


aborreeer 


gpo 


cesidad 


abbandonare 


iabandonar 
ì desamparar 


Ol AVOHl m ODIO. 1 


svergognare 


avergonzar 






ven^ognarai 


avergonzarso 


Amare 


Amar 


ardire 


atreverso 


ToUr bene 


qutrcr 


rallegrarai condor la enho* 


fare buona ao- 


* agasaiar 


uno 


rabuena 


ooglienaa 


^ ■ 


complimenta* 


' cumplìmentar 


accarezzare 


acanaar 


re 




Inai osare 


ìisonjear 


mandare in 


enviar en ho^ 


abbracciare, 


abrasar ^ dar 


malora 


ra mala 


dare an ab* un abrazo 


molestare 


molestar 


braccio 




maltrattare 


maltratar 


baciare 


iesar 


accasare 


acusar 


aalutare 


saludar 


scusare 


escusar 


cradire 

far un inchina 


agradecer 


scolpare 


discuipar 


hacer una cor* 


imbruttire 


afear 




iesia 


ubbidire 


obedecer 


lodare 


alabar 


giudicare 


Juzgar 


riprendere 


reprender 


condannare 


condenar 


^oriaraiyTan 


• gìoriarse^ prc' 


offendere 


ofender 


largì 


ciarse 


ingiuriare 


agra\fiar 


l^iligare 


castigar 


concedere 


otorgar 


rimproverare reprochar 


attaccale 


acometer 


riofacoiare 


cenar en cara 


fare strepito 


aìborotar 


4i8prezzare 


menospreciar 


Jisfidare 


desafiar \ 


1 amen tarai 


quejarse 


vincere 


9encer 


niiaaocUr^ ^ 


amenasar 


perseguitare 


perseguir 





STTPPLKHBIXTO. 

t 


«79 


ipogliare 


despejar 


attendere 


atender 


rabare 


robot 


accorgersi 


reparar 


aminazxare 


maiar 


dichiarare 


declorar 


soffocare 


sufocar 


indicare 


indicar 


achtaflfeggiare aho/elear 


attendere, a- tener cuidadm 


percuotere 


aporrear 


ver Cora 




benedire 


hendecir 


desiderare 


descar 


maledire 


maldecir 


sperare 


esperar 


cacciar foori 


echar/uera 


aspellvro 

a 


aguardar 


coogedare 


despedir 


temere 


temer 


proteggere 


amparar 


aver timore 


tener miedo 


aolloTare 


aliviar 


spaventare 


espantar 


pacificare 
liberare 


apnciguar 


atterrire 


amedrentar 


libertar 


raccapricciar* horrorizars€ 


riscattare 


reseatar 


• 

SI 






— 


«pavenlursi 


asustarse 


DftLll KVMOaU 


fingere 


fingir 


SD 1M1CA6IEIAZI0HI, 


tradire 


hacer traickn 






simnlare 


disimular 


GoDcepire 


Concehir 


mentire 


mentir 


pensare 


pensar 


far finta di .*• hacei corno 


meditare 


meditar 




ti uè ... 


conoscere 


eonoeer 


imitare 


imitar 


sapere 


sabèr 


contraffare 


remedar 


Tolere 


querer 


eguagliare 


igualar 


immaginare 


imaginar 


sovrastare 


sobrepujar 


credere 


creer 


intentare 


intentar 


persuadere 


persuadir 


far la proVa 


ensayar 


attrarre 


atraer 


provare 


probar 


rapire perde" 


- enrantar^ art^ 


giadicsre 


juzgar 


lizia 


rebatar 


contludere 


eoneluir 


aceiecare 


eegar 


perfidiare 


porfiar 


esagerare 


ponderar 


persistere 


persistìr 


ricordarsi 


aeordarse 


cedere 


ceder 


dimenticare 


ohidarse 


desistere 


desistir 


deliberare 


deliberar 


risolvere 


resolver ; 


dubitare 


dudar 


investigare 


averiguar 


osservare 


observar 




[afligirse 
iapesadum^ 
\ brarm 


indoTÌoare 


aceriar 


affiggersi 


sospettare 


recelar 





%8i> 



8DFVLBMEI10. 



rallegrarti 


alegrnrse 




•nnojarsi 


fastidiarle 


isiacixj. 


ioqaietarai 


enojarse 




aouare in col- 


> enfadane 


Saltare Saltar ^hrinear 


lera 




correre correr 


calpestare 


patear 


galoppare galopear 


arrabbiare 


rabiar 


lottare luchar 


Iranquillarai 


sosegarse 


fare delle for« hacer habUi* 


qiiietarai 


aplacarse 


«e dadcs 
ballare in cor- &a(7ar en ìa 


▲IIOII DI OITBHTIIIUTO 


da maroma 


s DI aiuoco. 


schermire esgrimir 


Difertirsi 


• 

Divertirsi 


ALCUHi iiiriaiErrA\ 


f listare, tra- 


'fuguetear^ hol- 




•tallarsi 


gar 


Arare la feb- Tener calen* 


ricrearsi 


recrearse 


bre tura 


cantare 


cantar 


— dolor di — dolor de es* 


ballare 


hailar 


stomaco tómago 


anonare iatru* 


• iocar inifrii- 


— d^lor di — Jo/orcfcca- 


menti 


mentos 


testa beza 


(tnocare 


jugar 


esser raffred- estar resfriado 


perdere 


perder 


dato 


TiDcere 


itencer 


— costipato costipado 


guadagnare i 


i ganarlahazas 


— ferito kerido 


punti 




pati r di poda- padeecr mal 


aoommettere 


apostar 


gra de gota 


arventarare 


Qventijrar 


fare un lafa« -cc&or una a* 


restare in pa« 


> queiar en paz 


tivo yuda 


ce 




assistere on cuidar de un 


mescolar car 


> harajar 


ammalalo enfermo 


te 




medicare ana curar una he* 


tlaare 


alzar 


ferita rida 


aeartare 


descartar 


cavar sangue sangrar 


trionfare 


triun/ar 


cavarsi san- sangrarse 


prendere 


coger^ tornar 


' gue 


passare 


posar 


fasciare una bendar unahe» 


cansonare 


haeer la Iurta 


ferita rida 


burlare 


hiirlarse 


essere inco- estar desasì^ 


«pheraarf - 


ehancear 


modato nodo 



%fJVPtfM%tn9é 



a8i 



alletlarBÌ encamarse 

gaardare il hacer canta 
letto 



guarire 

curare od a 
infermità 

lavare una 
piaga 

migliorare 



Ì curar 
sanar 
curar una en 

fermedad 
lavar una ILt" 

mejorar 



andar meglio ir mefor 
essere conva- convalecer 

leaeente 
peggiorare empeorar 
andare peggio ir peor 
essere io par* estar depw^a 

purgarsi purgarse 

prendere il tornar una 

purgante p^^ff^ 
uscire da una salir de enfer» 

infermità medad 
spedire desahuciar 

A210VI DI MOTIlltirTO. 

Muovere Mover 

dimenarsi menearse 
andare o gire ir 



▼enire 

partire 

arrivare 

tornare 

riandare 

rilrocedere 

aecoatarsì 

allontanarsi 



venir 

marcharse 
llf'gar 
voher aeà 
vùlver alla 
retroceder 
arrimarse 
alq'jrse 



fare un giro dar una vueU 

ta 
cansurse 
i residir 
ìvivir 
quedar 
ausentarse 
desvedirse 



stancarsi 
abitare 



restare 

assentarsi 

lìcensiarsf 

fuggire 

sparire 

inseguire 

evitare 

scappare 

raggiungere 

prendere 



huir 

desaparecer 
seguir 
evitar 
escapar 
alcanzar 
coger 
impadronirsi apoderarse 
tornare tornar 

andar intorno rodear 

resbahir 



sdrucciolare 

apnoggiarsi 

cadere 

inciaojpare 

scalpitare 

scalpicciare 

avansare 
allontanarsi 



deslìzarse 
apoyarse ' 
caer 
tropezar 
pisar la tierra 
pisar una eH* 

sa 

ai^anzar 

al f farse 



andare a ri- ir d recibir 
cevere 



starsi in piedi estarse en pie 
eammiuare andar 
pa8s:eggiarsi pasearse 



entrare 

uscire 

salire 

scendere 

passare 

trattenersi 

traversare 

mandare 

portare 

recare 



entrar 

safir 

subir 

bajar 

posar 

detencrse 

atravesar 

cariar 

Uevet 

traer 

2^* 



989 

•ndard/ a 
Tenire Ipreo^ 
man* I dere 
dare [ 
affreltar» 
lardare 
aedeiH 
aliarsi 
acoomi atarai 
aonegarai 
Tiaggiare 
navigare 
eoaleggiare 
incrociare 
▼aguboodare 



avmiiitiir^* 

] iV por 

•[venir por 
enfiar por 






asciugate 
attaccare 



apresiirarse 

tardar 

seniarse 

Uvantarse 

Jcspedirse 

anegarsù 

piajar 

navegar 

costear 

cruzar 

tunaniear 



OPBU DI KAaa. 



Fare 

lavorare 

preparare 

tliiudere 

i^rire 

eavare 

mettere 

alaare 

forare 

portar giù 

abbrucrare 

tirare la teo- 

dioa 
portar via 
empire 
vuotare 
— immoD- 

deiza 
versare 
bagnare 
ìeauppare 
tabias*ire 



Bactr 

trabfìjar 

preparar 

eerrar 

abrir 

tacar 

meter 

levantar 

tìtar 

hajar 

quemar 

corrt:r la cor* 

fina 
llevar 
llenar 
vociar 
verter 

derramar 
mojar 
empapaf 
Mkìpicar 



strappare 

rapire 

preodere 

far vedere 

mostrare 

additare 

mescolare 

inviluppare 

Sfituppare 

ammorbidire 

indarire 

accendere 

smoccolare 

smorsare 

atendere 

stringere 

Cu Iti vare 

arare 

aappare 

seminare 

piantare 

innestare 

mietere 

— il fieno 

tritare 

pesare 

legare 

di slegare 

aoDodarft 

snodare 

ammucchiare 

staccarsi 

cogliere dei 

Hori , o 

frutti 
raccogliere 

accofpure 



teear 
apegar 

arrancar 

Srobar 
arrehatar 

eolgar 

hacer #er 

mostrar 

ensenar * 

mezclar 

arroilar 

desarroìlar 

ab [andar 

endurecer 

encender 

espavUar 

apagar 
estender 
estrechar 
labrar 
arar 
cavar 
sembrar 
piantar 
engertar 
segar el trigo 
•-* el hen^ 
trillar 
pesar 
atar 
desolar 
anudaj 
desanuàar 
amontondr 
desnsirse 
cogerjlores, é 
frutàs 

reeoger 
acopiar 



8UPPLSMS1IT0. 

mettere in un arrinconar 
cantone 



— insieme 
gettar yia 
rompere 

achiantare 
apexsare 
tagliare 
castrare 



juntar^ 
ecbar. 



unir 



I ttrar 
romper^ ^ue-* 

brar 
desgarrar 
despedazar 
cariar 
capar 

fare in pefti hacer pedazos 
gettar via \arrojar^ echar 



•tri n gare 

allentare 

tor TÌa 

sciogliere 

prendere 

tenere 

co D serrare 

occultare 

coprire 

scoprire 
cercare 
trovare 
incontrare 



ap retar 

qflojar 

tjuitar 

saltar 

asir 

tener asìdo 

guardar 

ocuìlar 

{cuhrir 
encuhrir 
descubrir 
buscar 
hallar 
encontrar 
colpire nei se* daren el blafi' 



gno 
iporcare 
macchiare 
recare 
polire 
pettinare 
ICO pare 
lavare 
ìtmamidare 



co 

ensuciar 

manchar 

traer 

limpiar 

peinar 

barrer 

latrar 

almidonar 



itirarecolfer- planohar 



ro 



itabìaocare blanquear 
«agera untar 



asciugare 
stropicciare 
. scaldare 
scottare 

raffreddare 

far lume 

dipingere 

miniare 

incidere 

coniare 

disegnare 

abboszare 

tagliar la peo' 

na 
edificare 
demolire 
indiar* 
inargentare 
legare io o« 

rO| ecc. 
bucare 
turare 
siorare 
inchiodare 

mpastare 



incurvare 
[spianare 
indiriszare 
stampare 
legare i libri 
pulire 
lustrare 
aininacq^re 

cucire 
filare 

aggomitolare 
ricamare 
far calzetta 



enjugar 
fregar 
calentar 
quemar 
enfriar 
alumbror 
pintar 
iluminar 
gravajf 
eunap 
dibujof 
bosquefar 
tajar ìapluma 

edificar 
derni bar 
dorar 
platear 
engastar^ 9C9, 

aguférear 
tapar 
destapar 
clavar 
engrudar^ ef$* 

cola^ 
9ncorvar 
aìlanar 
enderezar 
imprimir 
encuadernar 
pulir 
lustrar 
abollar ^ ma* 

chaear 
coser 
hilar 
debanar 
bordar 
hacer meita 



384 > 

foJerar» 
rtppesisaro 
accomodare 
piegare 
goarnire 
ÌDtelUre 
cara Ilo 
ferrare 

mettere illre* tnf renar 
no 



forrar 
remendar 
eomponer 
piegar^ dohlar 
guarnecer 
ensillar un ca* 

haOo 
herrar 



•UPPtlMIHTO. 

prestare prestar 

domaodare in pedir presiado 

prestito 
impegnare empenar 
diaimpegnare desempenar 
Impegnarsi empenane 
fidare 
prendere a 

credito 



apronare 

eaccìare 

peaeare 

mungere 

acolpire 

mendicare 



espolear 
' eazar 
pescar 
ordinar 
escìdpir 
mendigar 



mettersi o le* ponerseó qui' 
Tarai il cap- torse elsom- 
pollo Itero 

QOsrA I TimoiTA. 



Trattare 

comprare 

Tendere 

aggiastare 

valutare 

tassare 

Talere 

costare 



Trafnr 

comprar 

pender 

ajustar 

mluar 

tosar 

valer 

eostar 



domandare il pedif et predo 

prezzo 
calare i I presto &a/arc//irecio 
stiracchiare regoteag: 
comprare in comprar de 

occasione lanee 
apacciare despachar 
offerire ofrecer 

domandar pedir dema^ 
troppo . siado 



fior 

tornar Jiado 



doTere 

pagare 

ingannare 

dare 

cambiare 

spedire 

accettare 

prendere 

ricevere 

riacuoter^ 

aumentare 

ierare 

provvedere 

diminuire 

promettere 

incaricare 

conservare 

a%ere 

spendere 

scialacquare 

riaparmiare 



deher 

pagar 

enganar 

dar 

trocar 

librar 

aceptar 

tornar 

recibir 

eobrar 

aumentar 

quitar 

abasiecer 

disminair 

promeier 

eneargar 

guardar 

tener 

gastar 

malgastar 

ahorrar 

empìear 



impiegare 
commerciare comerciar 
misurare medir 

metter botte- poner tìenda 

ga 
mettere i g9' poner Jos gè* 

neri io mo« neros é ts 



stra, espor* 
li 



fallire 



WSfrt, 

nerlos 
quebrar 



CSpO' 



arricchirsi 

prosperare 

avaosare 

roTinarsi 

sprecare 

set^aeatrare 



SIIFPLBVERTO, 

enrlquecerse 

prosperar 

sohrar 

arrainarse 

despcrdiciar 

embargar 



d8& 



ASIONI APPARTtlieilTI 
AL CULTO DiyiRO. 

Farsi il %6gxkoSaniiguarse 

della croce 
prostrarsi postrarse 
inginocchiarsi arrodillars^ 
dire le Orazio- raar 

dì 9 r ufH* 

ciò, eoe* 
adorare . adorar 

aenlir messa oir misa 
aerrir messa ajudtir d misa 
far dire uua mandar deci* 

messa una misa 

andare alla ir al sermon 

predica 
digiaoare ajunar 
osseryare le guardar la» 

feste fiestas 

confessare confesar 
oomuoicaro comulgar 



giurare jufar 

spergiurare perjurar 
bestemmiare hlasfismar 



DSL TIMPO. 



conyertirsi 

peccare 

mancare 

pentirsi 

condannarsi 

far limosina 

ordinarsi 

abjarare 

rinegare 

lipostatare 

profanare 



eom^rprsc 

pecar 

f aitar 

arrepentirse 

condenarse 

dar limosna 

ordenarse 

abjurar 

renegar 

apostatar 

profanar 



PioTere 
piovigginare 
nevicare 
gelare 
far caldo 
fai' freddo 
far scirocco 



Uover 
Iloviznar 
nesfar 
helar 

hacer caHor 
hacerfrÌ9 
hacer bochor^ 
Ito 
far haon tem-Kncer buen 

pò ticmpo 

far tempo cat- hacer mal 

tivo tiempo 

annovolaraiii nublarse el « 

tempo tiempo 

rimettersi il asentar e2 



tempo 
laooare 
lampeggiare 
grandinare 
lapidare 
fare , tirar 

vento 
tirar ària 
squagliarsi 



UempQ 
tronar 

relampagu^ar. 
granizar 
apedrear 
hacer 9ÌerUo 

earrer oìne 
derretirm 



DELÌ.*ABtTAfI01IB«. 

Mette»casa Poner onaa 

alloggiare hospedar 

a I lo ggiarai ' aloja rse . 

affittare alauilaw 

ammobiliare^ alhajar 

arredare 

loroaca adomar 



986 

lappezxasa entapìzar 
aLiUre in nna vwer un una 

ca»a c(ua 

mutar casa mudar de casa 
ingombrare Jesoeupar la 

casa 
«fFaeciant al- asomarse a la 

la finestra ventano 
bosaare alia Itamar d la 

porta patria 

metterà il ca- eclìar el cer- 

teoaccio rojo 

dare i segui di dar las senas 

casa sua de su casa 

CASTIGSI. 



atrfitHiHta. 



Acioii KiLiTiar* 

Recintare Reclutar 

I estar de han* 
dera 
levantar un rC' 
gimientè 
saooare ti 

tamburo 
tuonare fa 

trombetta 
marciare 
far alto 
accimpare 
far riposo 



tocar la caja 



Dar tormento Dar tormento 

ahorcar 
dar garrote 



impiccare 
itraogolare 
arrotare 
dar la bac- 
chetta 
itnpatare 
strangolare 
squartare 
fucilare 
soòrtieare 



enrodar 
dar baqnetas 



empalar 
degollar 
descuartizar 
arcabuzear 
dcsoUar 
mettere «Ila ponerdlaper- 

berlina ' gùef^za • 

frustare azotar 

aegnaro stncdar 

afrascioare arrastrar 
esiliare' « •' desterrdi^ 
mandar ioga- echat* a presi- 

lera dio 

nmltara multar 

mettere i ferri echar grillos 
porre in se- echar en un 
greta calahoJBo 



tocar la trpw»* 

peta 
marchaf 
hacer alto 
acampar 
hacer deseansft 
montare a €a« montar d ea* 

▼allo balla 

smontare apearse 
Jichiarare la declarar la 

gnerra guerra 
uscire in cam« salir d campa* 

pagna va 

farsi soldato sentdr pìaza 
stare sull' ar- estar sabre las 

mi itrmas 

battere la mar- tocar la mar- 
cisi cha 
scaramucciare escaramuzar 
sorprendere 'sorprehender 
.1 is a r m are desarniar 

dar U batta- dar la batatta 
glia 

sparare disparar 

far fuoco hacer fueso 

metter h poi eebar 
?ere nel fo- 
cone 



caricare 
allaecare 
prendere la 

mira 
dirigere il 

cannone 
riportar la 

TiUoria 
disordinarsi 
sbaragliare 



eargar 
aìacar 
apuntar 



asestar el ca» 

ganar la vieto- 

ria 
desordenane 
der rotar 
mettere in poner en fuga 

rotta 
porre in fuga àhuyentar 
tagliare in destrozar 

pezzi 
devastare asolar 
saccheggiare saquear 
assediare sviar 

mettere il bloquear 

blocco 
fare una sor- hacer una sa- 
lita lida 
Iklicar il n^^fatìgaral ene 



migo con 

continuos 

ataques 

llavar la artiU 



meo con 

continue 

acarantnc* 

eie 
inchiodare 

rartiglìeria Uria 
dare un as- dar un asalto 

tatto 
far volare nna hacer volar 

mina una mina 

formare nn^ formar unaha-h&hr^ . 



aovPLzvivTo. 1S87 

fortificare fortificar 
atlrincerarsi atrincherarse 
aprirò la trin* airir la trin» 

cera éhera 

capilolace capiiular 
arrendersi rendirs9 
ritirarsi retirarse 

far dei prigio- hacer prisiO'^ 

nieri neros 

ferire herir 

uccidere matar 

passare a &ì pasar d ca* 

di spada chillo 

entrare a fer« entrar d san» 

ro e fuoco gue yfuego 
dar quartiere dar cuartel 
entrare di entrar de guarf 

guardia dia 

star di guar« estar de guap» 

dia dia 

cambiar la mudar Za 

guardia guardia 

uscir di gnar- aa/ir de guar^ 

dia dia 

niettere sen- poner centine'^. 

tinello las 

mutare 'una mudar una 

sentinella eentinela 
essere di sen-e5/ar de ce^U 

tioella nela 

passar a riri- revistar 

sta 
far la riTÌsta pasarlarevù^ 



batteria 


feria 


vincere 


vincer 


zappare 
minare 


zapar 
minar 


contrammi • 


controminar 


Bare 





desfilar 
distaccare destacar 
riformare ref^rmar 
marciare marchar 

dar il congedo dar la licenda 
terminare il acabar su 
tempo ^ iiempo 



adS 



SIJVVtibHBllTO. 



far reaercisio hacer el eger* 

Cleto 
mmovrare ntaniohrar 
squadronare escuadronear 
«lare la paga dar el pre 
pali Qgliare patruUar 
farla tooperta hacer la descu» 

hierta 
rtcoDoaaera reconocer 
andare in roo^rondar 

da 
diaerlare desertar 
easeredigaar-ex/ar de guar- 

uigioDe nicion 

aeeanlooare aeantonar las 

le truppe troptas 
mettere iu clmacenar 

magaiiìno 

TOCI DBGU ARIXAU. 

II catalle ni- El càballo re» 
' trìtce lincha 



rasino ragHa el asno rebuz- 

na 
il cane abbaja el perro ladra 
il gatto mia- elgaiomauUa 

gola 
il gallo can^ el gallo canta 

ta 
la gallina la gallina do- 

chtoct^ia quea 

la pecora be- la oveja hala 

la 
la tortora gè- latórtolagfme 

me 
il bue mngge el huey muge^ 

brama 
il leone rugge el leon ruge, 

brama 
il lupo urla el lobo autta 
il corvo ero- el cuervo graz* 

cita na 

il serpe fischia 2a culebra ni* 

ba 



FRASI FAMILIARI 



PEE GOHIN GIAEE A PARLARE SPAGIVUOLO 



$ I. PXB CBIIDBIB, DOVAHDARI, RIRGBASIÀBI, 
AFfBBMABE, RBGARBy ECC. 



Faccia grasia di darmi co- 
testo libro. 
Portate coteata sedia» 
Portate cotesto carie airA?« 

Tocato, 
Portato coleste lettere alla 

posta. 
Prestattfmi quest' ombrello. 
Come si chiama questo io 

ispagfiiiolo ? 
Io non dico questo. Io ooo 

lo capisco. 
Eppure io Don so spiegarmi 

più chiaro. 
Per carila mi faccia questa 

finesxa. 
Molto voleolieri, Ella non 

dubiti^ 
Non ci • pensi^ vado a aeff- 

TÌrla. 
Che cosa le occorre^ Si- 
gnore i^ 
Io desidero serrirla in tolto. 
Comandi pure; sono al suo 

comando. 
V. 8. è mollo compita, molto 

cortese. 
Si Serva: favorisca; yenga 

avanti. 
IjC sono obbligato. 

Gram, Spag. 



Hàgame F.el favor de dar* 

me ese libro 
Trdiga V, esa siila* 
JLleve F.esospdpeles al ÀbO'> 

gado. 
Lieve Frettai cartai elcor^^ 

reo. 
Presume V. este paraguas, 
Como se llama eslo enespa» 

zol? 
Yo no digo eso, Yo no lo 

enliendo, 
Pues^ homhre^ no sé decirìo 

mas darò. 
Por amor de Dios hdgam€ 

V. este favor. 
Con Ikucho gusto, pierday" 

N. cuidado, 
Descuiàe f., voy à ter» ^ 

v'irle. 
Queseleofrece, Càballerof 

Desco servir a V. en todo. 
Mande V» cstoj para servir 

àV. 
F. es muf cumpUdo^ muy 

cortes, 
Sin^ase F.: pose. F. ad^ 

lante. 
Ftva r* mih apos. 

a5 



»90 

Le 000 serro. 
La ringrisìo 
If lento •fTalto. 
Gradisco il sao farore. 
Ella mi favorisce mollo. 
V. S. mi onora* 
L'asttearo: me ne rallegro. 
Sapete s'è arriTalo mio fra- 
tello ? 
Credo di sì, credo di no. 
Dico di sì| dico di no. 



suppLBvraro. 

Para servir a T. 
Muchas gracias. 
No hajr de que. 
Estimo el favor de V. 
V. me hace macho favor. 
V. me honra. 

Le aseguro d F,: me alegro. 
Sabe F. si ha llegado mi 

hermano? 
Creo que si^ creo que no. 
Digo que si^ digo que no» 



Scommetterei qualunque cosa. Jposlaria cualquicra cosa. 



Quant*Eila voglia.^ 

Mon co niente. E nna fa* 

Tola • . . 
Non è toro? Certo che , . • 
Affé mia, eh* è vero. 
Credetemi da uomo oneato. 

In cosciensa. A(I!b di gen- 

ttlttomo. 
Todetei che dico da vero. 
Vi hanno ingannato. No cer^ 

lamento. 
lo ne ho la colpa. Così èb 
Tacete. Noi posso credere, 
CBè volete che io vHaccia. 
Yui avete ragione, ma non 

ci è rimedio. 
Volete tacere? Noi credo, 
isarà: sia pure, ma io . . • 

Oh che sproposito! • . • 
Sproposito il chinmalei^ 
Non vi afTaticate in vano. 
Non possOr 



Guanto F. quiera. 

Non hay nada de eso* JSs 

un cuento. 
So es verdad? Es detto que.., 
Como soj^ que es verdad, 
Creame F.^ afe de hombrt 

de hien. 
JSn concieucia. Àji do ca* 

ballerò. 
Mire F. , que hàblo de véras. 
Le han engarado a F. No 

por cierto. 
To me tengo la culpa, ^sies. 
Calle F. No lo puedo creer. 
Que quiere F. que le boga. 
F. tiene razon, pem> no bay 

remedio. 
Quiere F. cullar? No lo creo. 
Sera: sea en bora buena^ 

pero yo . . . 
Bomhrel que disparate/ 
Disparate le llanta FJ 
No se canse F. 
No puedo» 



90PPIEMBHTO. 



agi 



§ 2. PBB 8ÀIT7TAB8I B CORGBDÀBSl 



Buon giorno: baona sera. 
Buona notte a V. S. 
FelicisBtnia a lor Signori* 
Felice notte, Signori. 
Felicissima , Signor Don 

Carlo. 
Sia la ben venuta, sia il ben 

trovalo. 
Come la passa il si gnor Don 

Ciovanni ? 
Mollo bene, a servirla. 
Come sta Elia? Bene, graxie 

al Cielo. 
E y. S.? Senza novità. 
Godo di vederla così bene, 

Come sta la sua sig.* sposa* 
Cosi cosi^ passBbiìmente. 
E un peszo che non fho ve* 

dnta. 
E il suo fratelli come sta? 
E alquanto incomodato. 
Me ne dispiace assai j^ cbe 

ha? 
Un poco di dolor di testa. 
Non sarà niente. La prego 

di riverirlo. 
Vengo a congedarmi da 

V. S. 
£ che? già ve ne andate? 

così presto? 
Accomodatevi un momento: 

non ve ne andate. 
Mettetevi a sedere: riposate 

un poco. 
In verità non posso. Ho pre* 

mura. 



Buenos dias: buenas tordes. 
Tenga V. huenas noeh^s: 
Muy huenas las tengan fs. 
Buenas nochesy Caballpro>\ 
Muy /cIÌgóSj Seiior D* Car» 

los, 
Sea F. hien venidat sra ^* 

bUn hallado. 
Como io posa V. Sr. D. 

Juan? 
Muy bien^ para servir d f. 
Como està V,? BuenOy 4 

Dlos gracias. 
Y V.? Sin novedad. 
Celebro et ver d V* tan bue' 

no, 
Como estdsuparienfa de V.? 
ési asiy medianamenle. 
Macho iiempo ha que noia 

he visto. 
T su hermano corno estàP 
Esid algo indispuesto. 
Lo siento mucho \ y qut 

tiene? 
Un poco de dolor de caheia» 
No serd nada, Póngatne V, 

à sus órdenes. 
Vengo a despedìrme de F, . 

Que?ya se va V,? tan pron-* 

to ? 
Siéntese V. un ratiloino se 

vaya F, 
Tome V. asientot descanse 

F, un rato, 
En verdad no puedo. Ttn^0 

priesa: 



igi tV»PlCMIHTO. 

Ho da fare: tornerò piii Tengo que haeerz volgere 



tardi. 
Addio donquOi a rirederci. 

Qaaodo ci rivedremo? 
Ci vedremo qaesta sera. 



mas iarde, 
Voyn V, con Dios. Quede 

f\ con Dios. 
Cuando nos verémos? 
Pfos verimos està tarde. 



11 mio rispetto a Doona Espresiones à Dona Clara. 

Chiara. 
Sarà sertila: porterò le aae Sera F. servido^ estimare 

mueho. 



Sratie. 
li saluti ia casa sna. 

y. S. le fa molto ooore. 
Diioqae a domani. 
Addio, a rivederci. 
Ci rivcidremo. 
Stia beoci servitor aao. 

dar de F. 
Altrettanto di lui: al aao Lo sojr de F,: a la ohedien^ 

comando. 
Addio, caro. Mi comandi. 



Muchos recados en su easa 

de F. 
F. la honra macho. 
Conque hasta maffanom 
Agur^ hasta atra vez. 
Basta la vuelta. A mas ver. 
Que F. lo pase bien, servi" 



eia de F. 
A Dios^ querido. Mande F. 



Non si scordi di quella cosa. No se olvide F. de aquéOo. 



Non dubiti. 
Buon viario. 
Buona permanenia. 



Wo dude F. de nada. 
JBuen i^iage. 
Quede F. con Dias^ 



§ 3» AHDARI X TERIBI. 



Dove andate? Donde renitela 

Vado a casa: vengo da casa. 
Vado per un affare. 

Salile , salga , scendete , 

scenda* 
Entrate: uscite: camminate» 
Von vi trattenete. 
Fermatevi. 
Nessuno ai muova. 

Accostatevi a nuv 



A donde va FJ De donde 

viene F.? 
Foy à casa. Fengo de casa. 
Foy à un recado y por un 

asunto, 
Suba F., baje F. 

« 
Entre F. salga F., onde F. 
Xo se detengan Fs. 
Estense Fs. quietos. 
Naàic se menée 
Arrimese F. d mi. 



strmesfEìira 

LerateTi, ftcansateVi di là. Jpdrtese T, de ahu 

Andate via di qua. 

Non ve ne andate ancora. 

Mi face! a nn pò* di laogo. 

Si faccia un poco indietro. 

Yenite qua. AapeUi uopoo». 



993 



Aspettatemi* Attendetemi. 
MoQ cammini con tanta fretta 
Leratevi di là. Sto bene 

qui. 
Non a'incomodi. Aprite* 
Daehe parte sì Ta io Cbieta? 

Venga di qua. 

Vada di U. 

Passi di qua. 

E meglio die passi di Ià« 

È più breve. È pia lungo. 
Traversiamo questa strada. 
Andiamo tutto dritto* 
Chi cercate ? 
Sa dove abita Giorauni ? 
Voltando la strada, la pri« 

ma porta, primo piano. 
Non è in casa. 
y. S. sbaglia. 

Insegnatemi la strada di • • * 
Non la so. Sono qui yenuto 

di fresco. 
Prenda da^ quejia strada tnt» 

to dritto^ il peodittmo ti- 

colo a mano sinistra, e 
. doRkaodi. 
Non si può sbagliare. 
lo y\ andrei ad occhi ben» 

dati. 
Vuol <;hc Taòcompagni?' 
Ui farà mollo piaaareir 



Fojase V, de aqui. 
No se vaya V. todavia. 
Bdgame F. lugar. 
Hàgase F. un poco atras, 
Fenga F. acd. Espere F. un 

poco. 
Espéieme F. Aguardese F. 
Ho onde F, fan à priesà, 
Quilese F.de ahi, Eslojfhien 

aquL 
No se incomode F. Àbra F. 
Por donde scwi dia Yglt*' 

sia? 
Fenga F. por aquU 
Faya F. por alia, 
fase FsporaquL 
Fole mas que vaja pot 

alla. 
Es mas hrepe» Es mas targo^ 
Jtravesémos està calle* 
Famos lodo derecho* 
A quun busca F. 
Sahe F. donde mVe Juan? 
ài volver laealle^ laprimera 

puerta^ cuarto principaL 
No està en casa. 
F^estd equÌ9ocado. 
Enséneme F. eloaminu dc^m 
No lo sé. Sojf recien venido. 

Eche F. per esa odile. Sodo 
segw'dof la penùltima ca^ 
llejueladmano izquierda^ 
j pregante V. 

No hajr donde errar. 

¥0 irla con losegesbendadasi^ 

Quiere F. que le acompai^ef 
Me hard F. mueho favor* 

m5* 



994 tomEXEirTO. 

AoditfRiOi Signore, sansa Fànios^ Sfnor, sin eumpìU 



compliroenli* 
Io noD faccio coroplimeoli. 
Sodo stanco. Noo posso piò 

cammioare. 
Biposiamo un poco in qao 

alo seJìle, 
Tool prendere qualche cosa? 
Koirìamo in un calle: in una 

bottiglia ria« 
Le sono obbligato, Signore. 
Mon vuol Ella bere*^ 
Ho be.Yulo or ora in casa 

mia. 
Eccola gli messa sulla strada. 
Le bacio le mani. 
Obbligatissimo alle sue gra« 

aie. 
Yada pure felicissima. 
Le strade sono mollo sporche» 
CTè molto fango. 

Ili ha scbizxato cotesto ra- 
gaaao da capo a piedL 

Bisogna eamminar in punta 
di piedi* 

A> scivolato: poco è man* 
cato che non sia caduto. 

JLUento a non cadere* 



mientos. 
Io no gatto cumplimienlos. 
Esioj cansado. No puedo 

andar mas, 
Desi^ansémos un poco in este 

asienlo. 
Quiete F. tornar algo? 
Untrémos en un caji^ ets 

una botillerìa^ 
Lo estimo mucho , Caballero^ 
No quiete V^ beber? 
Aeabo de beber eo mi casa. 

Ya 'està V, en su camino. 
Btso d Vm la mano, 
Jgradezco eljavor de F* 

Faja FI muycn bora huena, 
Las ealies estdn muj sucias, 
Hay mucho lodo^ muclio 

barro. 
Me ha salpìcado eso mucha" 

chode iospies à la cabeza. 
Es menester andar dcpun* 

tillas* . 
He resbalado.- Por poco me 

caigo, 
Cuidhdd no caer. 



§ 4- SOPRA tA USGUÀ SPAtiMUOLA. 

Parla ella spagnuolot 



Sa parlare spagnuotoP 

La parlo un poco. Non so 

quasi niente. 
Gome si chiama cotesto in 

ispagDuolo? 
Hello bene V. S. 4 già bei) 

informalo. 



Bablà F* espanda Ca$le* 
■' llano? 
Sahe F, hablar espafiolf 
Lehahlounpoco, Siksé'tasi 

nada* 
Coiho se li ama eso en Cd^ 

stellano? 
JBuy J|eA £sià Fé.jaimr 



ProDuoiio beo e ? 

Voi avete una bella prò- 

• nonsia. 

y. S. parla molto beoe. 

È un fatore «h'£lla mi fa« 

A'pooo che ho ooaiiaeiato. 

I^oo bisogna perderai, (ina- 
nimo. 

Tatti i prioeip) aoùo diffi- 
cili. 

Bisogna imparare bone i 
verbi, • 

È difBciie LWtograBa della 
lingua spagnuola? 

No signore, è molto facile* 

£ pm facile dell'italiana? 

Md[^o più faci le^ perchè ha 
l^he consonami doppie. 

Qaesto è molto bnooo» Non 
accade co»\ neiritaliaoa. 

fir certo, cbeqaeata ha motte 
eonaooaoli doppie ^ e ciò 
é'di molto imbarasfo per 
qoelli che non aono ila* 
liani. 

Ebbene neirortografia epa* 
gpttola noD si raddoppia- 
va che ie fonsonaoti e^ 
Mj.r^ allorché il loro auo- 
np è doppio, come in.ac- 
ewn, ennahUcer^ peny>, 

l^adquo reato persuaso, che 
Tortografia della lingua 
tpagnuoU- è mollo aem* 
plico. 

Voglio vedere come date la 
I^KÌone» . > . V . 

KoQ ho siodiatQ nie^tf^ 



Pronuncio hìen? 

V. tiene muy huena pronun* 

, ciacion. . 
f^, habla muy bien» 
Esfyvor que T, me hace. 
No hago jnaz qut einpezar. 
No es menesicr desanimarsc. 



Todo$ los prinfiipios son di* 

Jìciles 
Si preciso aprcnder hien /of 

verboSf 
£s difìcil la ortografia dm 

la iengua espaholaf 
Noicv^r^ Ci muy fdciL 
Esmasfdcilquf. la italiana^ 
Macho mas fàcil^ porquc 

tiene pocas consonante $ 

duplicadas, 
Eso cs muy butno* No ju* 

cede asi en la ortografia 

italiana^ 
JSs cierto^queesta tiene mum 

ehas consonante^ dupli^ 

cadas^j eso es cnredqso 

para lor que uo son ita» 

Uanos, 
Pues Sci^pr^ en la ortografìa 
: Cspafiola.no se duplican 

sinolas^consonantes^ o^n^ 

r« cuando su sonidos e$ 
'■ doble ^ comò en accioo, 

ennoblecer perro.- 
Segurf., ejso quedo ^ conven* 

cido^ de qup ia ortografia 

de Ih Iengua espanolaes 

nwy senciikn^ . 
Quiero i^er corno da V* 2ec- 
. cVoft, . f . 
No he estudiado nuda» ., 



Ogoi giorno ?• ao uscite eon Todos lot dia$ se saU V. con 

questo. 
Seon ttudiaro non ai ini* 



para. 
Via , noQ a*inquieU \ in atro- 
Dire stiidierd di pidu 

Lewamo qualche libro. 

Qua! libro toole ohe leg« 
giamo. 

C*è molto da scegliere ; il 
Gii Blas del P. Isla ss- 
rèbbe a proposito, il eoo 
stile mi piace; 

Leggiamo dunque ilGiI Btas. 

Ti dirò. Noo mi piace Poso 
eh* egli H del pronome 
femminino la ne* datiri, 
eomeZa 1^ j^ la dije;echéla 
e/ /reno (alla mula)^/9ii- 
aob mil taehas^ eee. 

Gomedunque dovrebbe dire? 

Le grammatica deiraecade- 
mia lo spiega ben chiaro. 

S che dice raecademia^ 

Dice che il Dativo singolare 
del pronome personale la 
dev' essere Sempre h^ di 
qualunque genere egli sia, 
oude dovrebbe scriversi : 

. ta pi y ledi/e; eehéìe el 
freno '^ pùsoìé mil tachas. 

Tnole coojugare un veribo? 

Come V. S. vuole. 

Ditemi il verbo prohar. 

Questo è 4i^ dittongati in 
ne. 

Dite dunque il verbe mcn* 
IjV. • 



e$io. 
Sin cstudiar no se aprende. 

Vaya no «e enfude P.y de 
acqui en addante e$liiF 
diaré moi^ 

Leàmos afgan Vibro, 

Que libro quiere F. quo 
leàmos? 

Bay mucko que escagli d 
Gii Blas de P. Isla no 
seria malo^ su esulo me 
gusta. 

Pues leàmos el Gii Blue. 

Le dire a V. No me agrada 
el uso que haee delffo* 
uombre femenino \à tn 
los daUvos^ vomoi la vi, 
j lii dije; echéia el freno; 

(à la mola) pòsola mil 
tacbasy eco. 

Pues corno deberia deeirp^ 

La gramàtica de la atademìa 
lo esplica bien claro, 

Pues que dice la acadenùa? 

Dice que el Dativo singular 
del pronombre personal 
la debe ser siempre le, 
sea dei genero que fiiere^ 
jr asi debiera escribirse la 
vi j le dije; ecbé/e el fre» 
no, piaoù mil tachas* 

Quiere F.conJugarunverboP: 

Como V, goste. 

Digame V. el inerbo probar. 

Ese es de los diptongados 
en uè. 

Diga f^. pues el «ri lo mca^ 



te* 



nrpFtBXEifTo» à^j 

Questo pure h diltongalo in Tamhien e$te es iiptongadù 

pero en ie. 

Conque dirémos el wrho 
8efier. 

Ya le^onozeo; es de los ab* 
solùios» 

Pues unos jratros es nectt* 
sano estudiàrlas con mu* 
eha ùlenchn. 

Fa los estudioy setlor mae* 
Siro* 

Àdemas és preciso haqfirse 
un eimdal de términos* 

Tu he apnendido nwchos de 
aqudlos^ que eslan en et 
suplemento de la grame» 
tica, pero tengo miedo de 
decir ditpojratesl 

Bahìe V. siempre sin temer* 

Se hit riarda de mi, 

Déjese f* deeso; qur uendrà 
tiempo en ^ue V. podrà 
desquitarse. 



Danqae diremo il verbo sa* 
her* 

Lo conosco; esso è degli 
assolati, 

Daoqae e gli noi e gli eltri 
bisogna stutlitrli con ii\oÌ- 
ta attenzione. 

Ben li studio, signor mae- 
etro. 

(Mtracciò bisogna farsi nn 
capitsde di termini. 

Qo già imparato molli di 
<|uelli che sono nel sup- 
plemento della gramma* 
ttca, ma ho tiihore di dire 
degli spropositi. 

Parlate sempre senza timore. 

Si burleranno di me* 

Non Te ne mirate^ tempo 
Terrà in cai potrete ri* 
farTÌ« 



§ 5. DBL LSTABSI. 



Alzatevi. Oh che pigro! 
Vedute oh*è già tardi. 
Jecsera andai a letto noi* 

to tardi. 
Non sto molto bene. 
Non ho chiuso gli occhi in 

tutta la notte. 
Non mi piace T alzarmi di 

buon* ora. 
Alla mattina mi piace il 

letto. 
Vado a levarmi. 
Gol suo permesso vadb^ a 

vestirmL 



Levdnlese f. Que perezoso/. 
Mire y, que es iarde, 
Jnoche me acosté muy iar* 

de,. 
No estoy muy hueno. 
No he pegado los ojos en 

toda la no che. 
No soj amigo de madrugar,^ 

Por la mariana me sabe hien 

la coma, 
Voy d levantarme. 
Con licencia de F. voy à 

veslirme» 



' 



Si h alsato il TOfIro pa* Se ha levanlado su amo ds 



drone ì 
8i «la a peltioara, pretto 

Terrà fuori 
Pattategli Timbatciata che 

ato qai. 
A che ora è tolita di alaarti 

la signora ì 
ICoo taprei dirglielo, ooo 

e* è regola. 
Dito al Tottro padrone ehe 

SODO stalo qoi. 
So Ella TMoIo aipeltare un 

•poco, oon doTrebbo ter* 

dare molto ad aliarti. 
Non poeto. 



r.? 

Se asid peinando^Iaego saU 

drd. 
Éntrtle FI el reeado que 

esioy aqui. 
A que hora mele Impaniane 

la iefiora? 
Ufo té deeirselo d F.^ no 

hay rtgla- 
Diga F. d su amo ifue he 

estaio aquL 
Si F. quiete aguardarse un 

poeo^ no debe tardar on 

levantane* 
So puedo. 



§ 6. Pia tAfBBVi COROtCSBB^ OOIBEj itCOLtlEB. 



Senta, tigoore. Una paroh. 

Che cola comandai 

Vorrei parlarle. 

Ho a dirle aoa parola. 

Abbia la bontà di sentirmi. 
Sapete ehe • • ? Non ne to 

niente. 
Noi to. Non ho tentilo niente. 
Io- lo sspeva prima di lei. 
Lo conoscete^ Le avete ye- 

dote? 
Non lo conosco. Non so chi 

Sfa. 
Chi erano quelle donne? 

Non fé ho redote mai. 
Che dite? Non ti capisco. 
Sapete chi sia quel giovane? 
L'ho coousciulo in Madrid. 



Olga F. CabaUero. Una pa^ 
labro. 

Que se le o/reee d F,^ 

Quisiera hablar con F. 

Tengo que decir d F. una 
palaira. 

Sirvase F. oirme. 

Sahe F. que^.? Vo sénada, 
de eso. 

No lo sé. No he oido nada* 

Yo lo sahia anles que F. 

Lo conoce F-.^ Ltìs ha vis- 
to F.P 

No le conozco. No sé quien 
eSf 

Quienes eran aquellas ma-* 

No las hf visto jamas, I 
Quf dice F. ? No le eniiendo. 
Saie Fjquien es aquelmozo? 
Le he coaocido en Madrid^ 



•UPFUUIBIITO. »^ 

Siamo amici ialrSaseci. Somos antigas intimos, 

Noi conosco che di vista. 

Ignoro fino il suo casato. 

Monmi ricordodel suo nume. 

L'bo: veduto varie volte. 

Vi ricordate di ciò che v*ho 
incaricato ? 

MI ricordo molto bene. 

Non me ne sono dimenticato^ 

Io non mi scordo delie com- 
missioni. 

Che vuol dire questo ? 

A chio proposito? A chetenreP 



Cioè:jcio2a dire: vale a dire. 
Che cosa è que&lo? niente* 



No le conozco sino de ^ist0m 
Y^noro hasta su apellido. 
De su nomhre no meacuerdo* 
Le he visto varias veces» 
Se acuerda F. de lo qu9 h 

he encargado? 
Me acuerdo mujr bien. 
No se me hapasado por alto,. 
Yo no me olvido de los en^ 

cargos, 
Que quiere decir esoP 
à que viene eso? De qim 

sitve esoP 
Esio es: d sahen es decita 
Que es eso? No es nada. 



§ 7. DBL KASGIABB B BBBB. 



Ho appetito: ho voglia di 

mangiare. 
Ho molta fame* 
Ayeto fame? C^é appetito? 

Prendete qualche coia^ man* 

giate qualche cosa. 
Volentieri mangerei no pei- 

so di • . . 
Datemi qualche cosa a man- 

giare. 
Che vnole per coIeBione? 
Vuoila cioccolata, o il caffè? 
Tutto ciò è acqua calda. 
Io voglio roba dn masticare^ 
Non si è sdigiunata? 
Ancora sono a digiuno. 
Questa è lina buona cola- 

jBÌone. 
Beali a pr^nso wn D#i. 



Tengo apetilo: tengo gana 

de corner. 
Tengo mucha hamhre. 
Tiene F.hambre? Haja pe^ 

tito? 
Tome V. algo^ coma T* al» 

guna cosa. 
De huena gana comeria un 

pedazo de , . • 
Deme V. algo de corner^ 

Que quiere F. almorzar? 
Quiere V. chocolate^ ó cafif 
Todo eso es agua calientc* 
Yo quiero tajadas* 
No se ha desayunado V2 
Aun esiojr en ajrunas. 
Este es un buen desayuna» 

Quédese F. d corner con n^f 
9otros» 



8oo 

ElU farà peoilensa con noi. 

Io e«M TOttra tempre si 

praosa beoe. 
Andiamo a pranso. Il pranzo 

è in ordine. 
La minestra è in tavola. 
Sì metta a tavola. Sì aoco» 

modi acoanto a me. 
Servite la signora. 
Gradi ice questa rappaP 
Mi dica qaal è ti sno genia 
Come le piace il lesso? 
Tra magro e grasso. 
Quando o'è appetito si man- 
gia di tntlo. 
Resti servito. AfTettate il 

pane. 
Mi dia del pane Fresco. 
Eccolo qni. Lo prenda. 
Trinciale cotesto gatlinaccio. 
Signora, vaole questo petto? 
Prenda di questa pernice. 
£ mollo saporita. E tenera. 
None ben arrostita. 
Qoj tuli osi mangia brociato» 
Cosi piace a me. 
La roba tnesso cotta mi dà 

fastidio. 
Béva un bicchieretto di vino. 
Non ho molla sete. 
Mi dia un bicchier di vino. 
.Assaggi qnesto vino. Com'è? 

E buonoi^ Eccellente^ 
Di dov'è? Di Tudela. 
£ vino vecchio. 
^ Fo nn brindisi alla sna sa* 

Iute. 
Buon prò le faccia. Altrel« 

tanto desidero a lei. 



svpvuvniTO. 



Hard peniieneia con nos<h 

tros. 
En tu casa de T. siempre 99 

come òien. 
Vamo9 à corner. La eotniié 

està pronta. 
La sopa està en la mesa, 
Siéntese f. a la mesa Póa- 

gate, F. junto à mL 
Sinra V. à la senorom 
Gusta V. de està sopa? 
Digame F. su gusto, 
Como le gusta à F^eleocidoì 
Entro magro y gordo. 
Cuando hay apetitose come 

de todo. 
Sirvase r. Parta F. pan^ 

Demo F. pan tiemo, 
Aqui rstd. Tómolo V. 
Trinche F» ose pavo • 
Sevora^quiere estapechuga? 
Tome F de està perdiz» 
Esmuj sabroia. Està tiema. 
Ho està bien asada. ^ 
Jqui todo lo comen quemado 
Ad lo quierojro. 
Lo medio cocido me da 

asco, 
Eche F. un traguito. 
No tengo macho sed. ^ 
Demo F. un vaso de vino. 
Prutbe V* oste «V/io. Quo 

tal? Es buono? Escelente. 
De donde es? Do Tudela., 
Es vino aiftfjo» 
Brindo d la salad de F* 
» 
Buono proveohoi Asi haga 

d F. 



SUPPUITEIITO. 



ó mangiato obbastaosa. 
Non voglio altro. 

T^ia, cotesto pezzo di cro- 
stata. 

Lia rioG;razìo assai: ho già 
terminato. 

Il meglio sarà andare a dor« 
mire le ore calde. 



• 3oi 

He comiàb hastante. No 

quieto mas, 
Famos^ese pedacito deeos' 

trada. 
Lo estimo muchotja he con* 

cluido. 
'Lo mejor sera ir à dormir 

la siesta» 



§ 8. DBUA PASSEGGIATA. 



Andiamo a spasso^ a fare 

un giro. 
Vado a fare un giretto. 
Andate a fare una passeg* 

gìata 
Sono andati a prendere il 

sole. 
Volete venire con me ? 
Fa troppo caldo. 
Aspettiamo che passi il caldo» 

Dove an deremo ? 
Andiamo Fuori delle porte. 
Ho un appuntamento al giar- 
dino hot tattico. 
Come vuole che andiamo? 

In legno, o a piedi? 

A piedi a piedif è buono 
per la salute. 

Dice bene, perchè cammi* 
naudo ai acquista appetito. 

Passiamo per questo prato. 

Mi piace di calpestare Terba. 

Quaoloè vegeta la campagna! 

Quanto sono frondosi gii al- 
beri! 

Questo sito sarebbe buono 
per istudiare. 

Gram. Spag. 



famos d pasear^ d dar una 

vuelta,- 
Fojr à dar una nteltecii^ 
Vayan Vs. a dar un paseo. 

San ido a tornar el sol. 

Quiete V, venir conmigo? 

Bace demasiado color. 

A guai demos à que paso el 

color, 
A donde irémos? 
f'amos fuera de la Ciudad. 
Estoj citado al jardin bota- 

nwom 
Como quiere V. que vaya» 

mos? 
En coche ^ ó a pie? 
A pie d pié^ que es hueno 

para la salud. 
Dice ^, bien, porque carni* 

nando se hace apetiio. 
Pasémos por este prado. 
Me gusla pisar la jerba. 
Que iozano està el campo/- 
Quefrondosos estdn los ór* 

boies! 
Este parage seria hueno para 
estudiar, 

a6 



\ 



3joa. 

OiserTi qotilo Tialei fa una 
proBpeUifa mollo bella. 

Sediamo air ombra. 
AoiliatDo a sedere tetto qael 

pergolato. 
Seotite la fru grama di que« 

8ti fiori. 
Prendetene ano. Facciamo 

un mazzetto. 
Di chi sarà quella carrozza 

che va ver«o il canileP 
]Non 60, non conosco le Ih 

^ ree. 
Sapete chi sono queste ai- 

gnore che vengono? 
Pare che cerchino da sedere. 
Lasciamo loio questo sedile. 
Andiamo Terso la campagna. 
Pare che il grano germogli. 
Seotite il gorgheggiare degli 

uccelli? 
Clir* piacere! Che incanto! 
Mrlto mi piace la campagna. 
Siete cacciatore? 
Vuole andare a caccia ano 

di questi giorni ? 
Non ho piacere più grande 

in questo mondo. 
Ci sarà molta cacciagione io 

questo silo? 
I cacciatori dicono di sì. 
Torniamo a casa, eh' è tardi. 

Sono stanco. 

Abbiamo fatto un giro molto 
luogo. 



SCPPtBHCIITO. 



Mire n, està calle de or" 

holes h ace una perspectiva 

muy hermosa. 
Sentémonos à la somhra, 
Famos d seniamos dehajo 

de ese emparrado, 
Huela. F. la fraganeia de 

estasjlores. 
Cora V, una, Hagdmos un 

ramillete. 
De quien setrà aquel coche 

que va hàcia el canal ? 
Wo séy no conozco ias li- 

hreas» 
Sahe V. quienes son estas 

senoias que vienenP 
Parece que buscan asiento, 
Dejémosìes est e banco, 
Famos hdcia el campo. 
Parece que ya sale el frigo. 
Oye F, el gorgeo de los po- 

jaros? 
Que gusto! Que encanto! 
Mucho me gusta el campo. 
Es F, cazador? 
Qui ere F, ir à cazar tino 

de esios diasP 
No tengo mayor gusto en 

esle mundo» 
Habrà mucha caza en estos 

parages? 
Los cazadores dicen que si, 
Folvamos- à casa , que es 

iarde, 
Estoy cansado, 
Hemos dado una vuelta muj 

larga. 



5VPP CIMENTO» 



3oÌ 



§ 9. DBL TEMPO. 



Che tempo fa? 

Fa tempo buono ^ tempo 
calti 70. 

V'è apparenza di tempo 
buono. 

Oggi avremo baooa gioranla. 

Fa una bella giornata. 

£ nuvolo. 

Il tempo 8Ì anouToIa. 

Abbiamo bisogno di tempo 
baono. 

Il campo abbisogna d'ac- 
qua. 

Ce nebbia; piove: non piore. 

£ per piovere. Non piove 
pia. 

Pioverà tutto il giorno. 

II. tempo è da ciò. 

E una nuvola che pasaa. 

Piove a aecchj. 

Mettiamoci al coperto. 

Trattenetevi qui fin che 
passa Tacqua. 

Passerà subito, è aoa scossa. 

Sono tutto bagnato. 
Sono bagnato come un pul- 
cino. 
Mi si è rovinalo il vestito. 

Non è niente. 

L'acqua non macchia in que- 
sto colore. 
Nevica. 

Grandina, fa la grandine.' 
Li neve Si squaglia. 
0»tU. Ha gelato. 



Que tiempt} hace? 

Bace buen tietnpo^ mal 

tiempo. 
Hay apatienciu de buca 

tiempo, 
ffnj tenJréinos huen dia, 
Hace un dia hermoso. m 
Esld nuhlado. 
Se va nuhlando el tiempo, 
JSecesitamos huen t tempo, 

El campo qniere agua. 

Hay niebla; Uuevemo llueve. 
Està para llover* Ya no 

llueve, 
Lìoverà lodo el dia» 
El tiempo està para eso* . 
Es una nube que pasu. 
Llueve. a cdntaros* 
Pongàmonos al abrigo. 
Quédese V. aqui hasta que 

pose el agua. 
Luego pasarà^ es un cha^^ 

paron, 
Estoy todo mojado, 
Estoy hecho una sopa. 

Sv me ha echado à perder 

la casaca. 
No es nada. 
No mancha el agua cn este 

color. 
Està nevando. 
Grinza^ cut granizo. 
Li nidve se deshacc. 
Eità helaado^ ZTii heìado. 



3o4 tUPPLIMIBTO. 

Questa notte Ita fatto una Està noehe ha caldo una he* 



gelata. Il fiome è gelato. 
Le mattine aono fredde. 
Fa aole, fa aria, fa caldo. 

Tiravento^ tira tramontana, 

aeìrooeo. 
Non ai può resistere al caldo. 

•Mi miiojo di caldo. Sudu. 

Sono bagnato come un poi* 
oino. Andiamo a bagnarci. 

Sapete nuotare? 

Tuona. Lampeggia. 

Guardate che lampi. 

Avete paura dei tuoni? 

È cadalo un fulmine, una 
aaetta. • 

8i rimette il tempo. 

Ancora avremo' delPacqua. 

IfoI credete. Non lo creda. 

Osservi la banderuola. 

Si è cambiato il vento. 

E giorno. È notte. 

Si fa giorno. Già sì fa notte. 

Il aole ai leva. Il ade tra- 
monta. 

Il etelo è stellato. 

C*è la luna. 

£ caduta una buona brinata. 

Ce molta umidità. 

L^erba è bagnala dalla rn« 
giada. 



lada. Est d helado el rio* 
Las maiianas son/rias, 
Hace «o/, hace aire^ hace 

calar. 
Tira iiento^ tira ciersoy ho* 

chorno. 
No se puede aguantar ti 

color. 
Me muero de color. Estoj 

sudando, 
Estoy hecho una agua» Va* 

mas à bailarnoSm 
Sabe V. nadar? 
Truena.^Relampaguea, 
Mire r. que retdmpagos. 
Tiene f.miedo dlos truenos? 
Ha caldo un rayo^ una cen* 

tella. 
Se ostenta el tiempo. 
Todavia tendrémos agu€U 
No lo crea F, 
Mire F. la veleta. 
Se ha mudado el aire* 
Es de dia. Es de nache. 
Amaneee ya, Ya anocheee* 
£1 sol sale, El sol se pone» 

El ciclo està estretlado^ 
Hay luna. 

Ha caido una buena escarcha. 
Hay mucha huincdad. 
La yerba està mojada dei 
roclo. 



^ IO DELL^SA. 



Che ora è ? 

Sapete che ora aia? 

té un ora. £ un ora e mexza. 



Que kora es? 

Sabe F, que bora es? 

Es la una. La unay media» 



tvppttMiirro. 



Non è pia che un* ora e 

mezza. 
Sono le due meno un quarto. 
Le tre sono per suonare. 
Vanno a suonare le tre. 
Sono vicine le quattro. 
Adesso sono suonate le cin* 

que. 
Sou circa le sei. 

Mancano alcuni minuti* 
Sono le sette suonate. 
Sono le nove ben suonale. 
Sono più di ottWe. 
Sono le dieci in punto. 
Suonano le undici. 
Souo le dodiei quelle che 

suonano. 
Qui non si sente alcun oro* 

logie. 
Non ho inteso suonare Torà. 
Che ora è questa che suo- 
na? 
£ già messa notte. 
Come passa il tempo! 
E già ora di ritirarsi. 
Che ora porlateP 
Guardi ii suo orologio. 
Non cammina. E fermo. E 

vecchio. Non vale .niente. 
E un Ginevrino. È di Leu* 

dra. E di ripetiaìona 
Vediamo il suo. Neppure va 

Lene. 
Anticipa. Ritards. 
Il mio orologio è guasto. 
Ha dentro qualche pezzo 

rotto. 
Quest'orologio mi paremoItQ 

buono. E una gioja. 



3o5 

No es mas que la una y 

media. 
Son las dos menos cuarìc, 
Las Ires estàn al caet, 
Van à dar las tres. 
Son cerca de las cuatro. 
Acahan de dar las cinco^ 

Son las seis^ poco mas 6 

menos. 
Faltan algunos minutos* 
Son las siete dadas^ 
Son las nucve bien dada». 
Son mas de las ocho. 
Son las diez en punto • 
Las once estàn dando, 
Son las doce las que dan. 

Aqui no se oje ningun re- 
lax, ' 
Nache oido dar la hora, 
Que fiora està dando? 

Esya media noche, 
Como se pasa el tiempo! 
Ms ya hara de recogerse, , 
Que hora trahe F,? 
Mire F, su relax» 
JXo anda. Està parado, Es 

viejo. No vale nuda* 
Es un Ginebrino. Es de Lón* 
■ dres. Es de repeticìon, 
J ver el de V. Tampoco va 

bien. 
Se adelanta. Se atrasa» 
Mi relax està descompuesto. 
Tiene dentro alguna pieza 

rota. 
Este relax parec^, muy bue* 

no, Es una alhaja^ 
a6» 



So6 mnfTiMmtmro. 

GaoMiiitt^r^blM tBcbe d«Q* Andaria aun en ci agua. 

irò l'Hcqu». 
Ha oomprtlo «n orologio da 

UTolino. 
Non ta Unto bene qaaolo 

quollo della parrucchia. 



Guardi qaaai*aiiro 

E ano scalda (etlo. 

Non ha corda. 

Caricatelo. 

Meitolelo in ordine. 

Qui c*è au buon orologio a 

sole. 
Meaia notte o le dodici* 
Un' ora dopo la messa notte. 
Le dne, le tre, le quattro, 

le cinque, lesei, eco. delia 

mattina o antimeridiane. 
Messo giorno. 
L* una, le due, le tre, le 

quattro, ecc., della sera 

o pomeridiane. 
Le aetlCi le otto , le nove j 

le dieci, ecc. della notte. 



Ife comprado un reìox de 

sobremesa. 
No anda tan hien , corno ei 

relox de la parroquia* 
^ Mire F. e$ie otit». 
Es un caUntador. 
Ab tiene cnerda^ 
Dèi e V, cuerda. 
Arréglele F, 
Aqui hay un buen relox de 

sol. 
Las doce de la nache. 
La una de la noche (i). 
Las dos^ las tres^ las cua* 

trOjlaseincOj las seìs^ecc. 

de la mariana. 
Medio dia. 
La una^ias dos^las tres^ las 

cuairoj ecc. de la tarde. 

Las siete Jas oeho^ lasnueve^ 
las dtez, ecc. de la nache. 



$11. PCB XÀimABa USA LETTBIlAi IGO. 



Oggi è giornata di poèta. 

Ho <ia scrivere una lettera. 

Ho una posta molto luoga. 

A chi scrìvete 7 

Vado a rispondere al prò* 
curatore. 

Ha portato le lettere il por- 
talettere ? 



Boy es dia de correo. 
Tengo que escribiruna carta.. 
Tengo un correo muy largo. 
A quien esoribe V? 
Voj d r espander al procu* 

rador. 
Ha trahido las cartas el 

catterò? 



(f) Nel contare le ore, dall'una dopo la mezza notte fino 
al mezzogiorno si aggiunge de la wa'.ana. Dal mezzogiorno 
fino all'Ave Maria Uè L% tarde- Dall'ave Maria fino a mezza 
notte de la nocln» 



fOPPUIflHTO. 36 J 

Io aspettara «na lettera di... Fq esperaha una earia de 



Vedete a' è questa. Non è 

eotesiev 
E per me, ma non conoseo 

il carattere. 
Questa lettera è arretrata* 
Sari rimasta nella posta. 

Che giorno parte il corriere 
di Francia? 

Net medesimi giorni che 
qnelio di Navarra. 

Portatemi il calamajo. 

Metteteci un poco d'inchio- 
stro. 

Queste penne non son buone. 

Temperatemi un pajo di 
penne. 

Dov'è il temperino ? 

Questa penna è buona , corra 
bene 

Kon Tool segnare. 

Non è ben aperta. 

Questa nera e ben tagliala. 

Mentre termino questa let- 
tera, può Ella chiudere 
il plico. 

Lo' chiuderò colla cera di 
Spagna, o con Postia. 

Quel sigillo vuol Ella met- 
tervi? 
Mettete le armi di casa mia, 
Uà riigione : così non pa- 
gherà il porto. 
Bisogna pagare il porto de! le 
lettere che si mandano al 
Maestro. 
Avete messa la data ? 
Questa lettera non ha la data. 

lo non ho aottoacriuo. 



Fea F. si es està. No es esa. 

Para mi esy pero no conoz» 

eo la latra. 
Està carta viene atrasada. 
Se hahrà quedado en et 

correo, 
Que dia sale el correo de 

Francia? 
En los mismos dias que el 

de Savarra, 
Tràigame F^.el tintero. 
Echele F. un poco de iinta^ 

Estasplumas no vaien natta» 
Córteme F. un par de plu^ 

tnaSm 
Donde està el eortaplumas? 
Està plwna es buena^ corre 

bien. 
No quiere senaltif. 
No està bastante abieria. 
Està negra està bica tajada, 
Mienlras àcabo osta carta ^ 

puede F.cerrarel pliego. 

Le cerraré con lacrcj ó con 

obleaP 
Que sello quiere F* que 

ponga? 
pon las armas de micasaé 
Tiene F» razon: asi no pd- 

garà porte* 
Es menester pagar el porte 

de las cartas que se en* 

vian ai Maestro, 
Bit puesto F, la fedia? 
Està carta no tiene f celia* 
Yo no hejirtnado. 



}o8 

Man posso Isggsrs qaesta 

firma. 
Che brutto earsttere! 
Nells lettera di mìo frstsllo 

ooQ abbidmo fallo meo* 

siono di queir affare. 
Qoaotina abbiamo del meseP 
Due, (re, quattro, eoo. 
Piegate colesta lettera. 
Mettetevi I4 8oprascrttts. 
'Come tara diretta qaesis 

lettera? 
Per rocdinario del paeae. 
Da un molalticre die Ts 

colè. 
E arrÌTato il oorriereì^ 
Già cominciaao a 4Ure le 

lettere. 
Ci aooo lettere per me? 
Andate a portare queste let» 

ter e alla posta. 
Se ne ho qualcuna nella li*' 

ala, portatemela. 



sm^tmciiTo. 



So puedo leer està fi-ma. 

Que mala tetra tiene/ 

Eu la carta de mi hermano 

no hemos hecho mencion 

de aqual asunio, 
A cuantos estamos del mej9 
A doSf d tres^ à cucuro^ecc. 
Doble Fn esa caria, 
Péngale F. ci sobrescrìto. 
Como se dirigerà està carta? 

Por </ ordinario del pueblo. 
Por un arriero que va cUJd. 

Ha llegado el correo^ 
Ya cmpiezan d dar Carlos, 

Bay carhis para mi? 
Faya V. à lUvar estas car* 

tas al correo. 
Si ten^o fklguna en la lista^ 

traggamela F. 



§ f a. rU fÀSB UH CAMBIO. 



Volete fare un cambio con 

nieP 
Che cosa volete cambiare? 
Queato libro the porlo qui. 
Oon che cosa ? 
Coi libro che m^insegnaste 

jeri* 
Che mi darete di più ? 
Aoat voi dovete dare a me* 

Quanto volete? 

Quello che dica il mercante. 

Volete una doppia? 

Vale di più.. Non yale iaolP. 



Quiete F„ hacer un cambio 

cQnmigo? 
Que quiere F. trocar? 
&te libro que traigo aquL 
Con que? 
Con el libro que F* me en^ 

sena ayer, 
Que me darà F. de pueìta ? 
Jntes F, es quien me ha de 

volver. 
Guanto quiere F • . . p 
Lo que diga el mereader* 
Quirre F* un doblon? 
Fole mas. JSo vale tanto. 



Non io pSii il qoello che 
ho detto. 

Voi non vorrete ch>3 io perda* 

Do quello che può valere. 

Ciò non vale altro che • . , 

Voi non ve ne intendete. 

Non voglio stiracchiare. 

Vedete se vi piace^ e la di- 
scorreremo. 

Costa di pina me. 

Quanto vi viene a starei^ 

A venti reali la vara. 

È molto caro. Non è a buon 
mercato. 

Vi hanno ingannato. 

Più a baon mercato lo com- 
prai io. 

Dove avete compralo que- 
sto panno? 

Nel negozio di Martines. 

Là hanno i preazi fissi* 

Mai domandan più del giaslo. 

Via: volete fare questo cam- 
bio? 

Facciamolo pure. Volentieri. 



8UPPLCXENTO- 309 

1^0 tfoj mas Je lo qut de 

dicho, 
V. no querrà queyo pierda. 
Dojr lo que puede valer, 
Eso no vate mas que • • • 
F. no entiende de elio. 
No quieto regatear, 
Vea V, si le gusta, jrhabla* 

rémos. 
Me cuesta mas d mi, 
J corno lesale d V,? 
A veinte reales la vara. 
Es mujr caro. No es barato* 



Ma pezzo per pezzO| 

pari. 
Iddio me ne liberi! 
Fossi mincbiooel 
Via, ne convengo. 
È fatto. 



del 



Le han enganado d F, 
Mas barato le compre fo» 

En donde ha compralo V. 

este patio? 
En la tienda de Martinez, 
AUì tienen su predo fijo, 
Jamas pìden mas delojusto. 
Famosi quiere F. hacer este 

eambio? 
En bora buona. De baena 

gana. 
Pero alhaja por alhaja^ sin 

vuelta. 
Yo me guardare muj bien ! 
No soy tan bobol 
Fajn^ me conformo. 
Es cosa hccha. 



§ l3. DBL QIOOQO IN GINBBAIt. 



È V. S portata pel giuoco? 
Giuoca Ella qualche volta? 
Giuoco per passare il tempo. 
Se mi metto a gtuocure non 
so finirla. 



Es F. amigo del juego? 
Jncgì F. alguna vez? 
Juego por pasar el tiempo. 
Si me pongo àjugar, no si 
dejarlo» 



?io 



SUPP LEU ERTO. 



Il giQoco mi diverte molto. 

Ma atle volte è ud diverti- 
mento pericoloso. 

Questo avviene qbaodo si 
giuoca forte. 

Qui non sì permettono i 
giuochi di assardo. 

8i giuoca una bagattella fra 
amici. 

A qaal giuoco vuol ohe gioo- 
chiamo? 

A qael che volete. 

Giunchiamo una partita alle 
dame. 

A me mi piace il giuoco del 
bigliaruo. 

Facciamo dunque una par- 
tita al bigliardo: Dopo 
giuocheremo a scacchi. 

Come comanda. 

Vuol giuocare allecartt:? 

Che siuocheremu? 

• Ciò ch'Ella vuole. 

E a qual giuoco abbiamo a 

giuocare? 
Giuocheremo a picchetto. 

l'ale che porli no un maaso 

di carte. 
Facciamo i compagni. 
1 due primi assi saranno 

compagni. 
Andiamo, siamo compagni 

noi due. 
Tocca a lei fare lo carte. 

Alzate. 

Segnate i pnnti. 
Abbiamo otto punti. 
Io sono di mano. 
Che brutto giuoco ho io! 



El juego me divi erte mucho. 
Pero à veces es una divev" 

aio 71 peligrosa. 
Eso es cuando se Juega de 

recio. 

m 

Aqui no se permiten juegos 

de azar. 
Se juega una friolera enlre 

amigos. 
A que quiere V. que jugue' 

mosP 
jé lo que F. quiera, 
Juguemos una partida d do" 

mas. 
A mi mie gusta el juego del 

villar, 
Conque echemos una par- 
tida d truca s: Luego JU" 

garémos al ajedrez* 
Como F, disponga. 
Quiere F, jugar à naipes ? 
Que hemos de jugar? 
Lo que V> gusle» 
Y a que juego hemis deju» 

gai? « 

Jugarémos à los cientos. 
Boga \F. que saquen una 

haraja. 
Echemos eompaneros» 
Los dos pritnerjos ases stràn 

companero. 
FamoSy hemos salido los dos. 

A F. le toea dar los noi* 

pes. 
Levante F. Corte V. 
Senale F, los tantos. 
Tenemos qcho tanto s. 
Yo sojr de mano, 
Que mal juego tengo! 



SUPPLEMiRTO. 



3lf 



Io sono molto 8forlaD?4o nel 
giuoco. 

10 ho Tasso di bastoni. 
Ecco questo re di coppe. 
Giuocate il fante dì denari. 
Non è cattivo questo caralio 

di spade. 
Ancora non abbiamo fatta 
una mano. 

11 Olio compagno non mi 
sjuta. 

Tutti hanno servito fuor che 

voi. 
Non fate imbrogli. 
Non guardale le mie carte. 
Coprite quelle carte. 
State allento alle carte che 

escono. 
Abbiamo vinto. Siamo pace. 

Non voglio più giuocare. 
idi riscaldo' troppo. 
Che? vi date per vinti ? 
Sì signore, abbiamo perduto. 
Yoi non giuochereste male, 

86 steste attento. 
Un* altra volta giuovheremo 

di più. 
Non c*è stata una gran per« 

dita. 
Andiamo al bigliardo. 
Uiuocheremo una partita. 
Giuocheremo il bigliardo. 
Quanti punti mi date? 
Uno; non posso dar vene più. 
Datemi due punti. 
Cavate le stecche e le palle. 
Kccole. 
Ragazzo, segnami due punti « 

cbe ha fatto la biglia. 



JTo sojr muj desgraciado cn 

el juego. 
Yo tengo el as de hattos. 
Ahi m ese rey de copas. 
Juesue V. la soia de oros, 
ffo es malo este caballo de 

espadas, 
Todavia no bentos hecho 

baia. 
Mi companero n^me àyuda 

Todos sirvferon menos V. 

No haga F, trampas. 
No mire V, wir naipes. 
Tape F, esos naipes, 
Alienda V, a las cartai que 

salen, 
Éemos ganado. Estamos en 

paz. 
No quieto fugar mas. 
Me acaloro demasiado* 
Que? se meten en haraia? 
Si senor^ hemos perdido. 
V, no jugaria mal si pusiera 

cuìdado. 
Olra vez jugarémos mas. 

No ha habido mucha per- 

dida. ' 
FamoM al viìlar» 
Jugarémos una partida, 
Echarémos unas'mesas, 
Cuantos lantos me da F? 
Uno; no puedo dar mas, 
Deme F. dos tantos. 
Saque F. tacos jr boìas* 
Aqui los tienen Fs. 
JUuchacho^ ràyame dastan" 

ios^ que hice la bilia» 



3it 

Era lopra la buca» 



SOPPLIMEHTO, 



Tediamo se fate questa. 
Vftdo a lirsr per matto- 

nella. 
L*ho fatta. 

\oi mi vi o ce te sempre. 
Kon giuocherò mai più in 

rita mia. 



Estaba tneima de la lro< 

nera^ 
Feamos si haee F. està, 
Fojr a tirarbi por tahla. 

La aeerté, 

F. me gana siempre. 

JVojuego mas e a mi vida* 



§ l4* OBLLA COMHEDXA. 



Oggi SI rappresenta ono buo- 
nissima commedia. 
Che titolo ha essa? 
Il Gìd Campeador. 
Jeri la vidi. 
Ancor lo. 
Dov^era Ella? 
In platea. 
Io nelle seiliola. 

10 la' credeva in qualche 
"palco. 

Che cosa dice del palco sce« 

nìoo? 
Ali pare più grande quello 

deirallro teatro. 
Le decorazioni di questo so* 

no bellissime. 
Questa coropaguia ha buone 

parti. 

11 caratterista è inimitabile. 
Il Padre Debile rappreaenla 

bene. 
Oi^ le pare del primo amo* 

roso? 
BIì piace molto la sua ma* 

niere di rappresentare. 
\» sono uno degli appassio* 

aaii per la prima donoa. 



Hoyechan una eomedia muj 

buena, 
Que ùlulo tiene ? 
El Ctd Campeador. 
éyer la vi, 
Yo iambìen, 
En donde estaba F? 
En el patio, 
Vo en la lunata. 
Pensé que estaba F. en al* 

gun aposento, 
Que dice F, del teatro^ 

Me parece major el del atro 

corrai. 
Las decoraciones de estesoti, 

primorosas, 
Buenos papeles tiene està 

compania, 
El gracioso es inimitaile. 
El Barba rapresetHa bietta 

Que le pareee d F. del pri* 

mer galani 
Me gusta macho su modo 

de represtntar„ 
Yo soy uno de los apasiona* 

diài de la priuicra daam. 



\ 



StrPFLIMIlltO. 



V. S. ha ragione, la natura 
rha dotala di oa graa 
talento. 

Anche la masica è buona. 

Questo teatro può yantarsì 
di avere un primo violino 
eccellente. 

Sì signore^ e aono stato as- 
sicuralo che esso può star 
de* pari ai più famosi 
delfEuropa. 

Di che nasione è eo\\? 

E spagnuoto, e si chiama N. 

O^gi lo sentirà suonare. 

Entriamo, che paro che ven- 
ga già molla gente. 

È tardi, hanno già alzato il 
sipario. 

Domani si rappresenta un'o- 
pera comica molto gra- 
BÌosa. 

L'hanno ricavata dall'opera 
italiana che ha per titolo 
La Sf.rva padrona. 

Scusi, chi è queir attrice, 
che si è ai'facciata alla 
scena? 

E la seconda donna. 

Pare mollo giovane. 

Non sa Ella, che nelle scene 
godono queste signore di 
un'eterna primavera? 

Se l'osse il solo desiderio di 
piacerci quello^ elicle mo* 
vesso ad orurirsi tanto, io 
gradirei loro tale fatica. 

Non ne pensi tanto mate. 

Qualunque sia it motivo, 
esSe mi piacciono mollo. 

E lernùnala tu commedia. 
Cranu S/*0g* 



3x3 

Tiene f^.razony la natura^ 

leza la ha do lodo degraU'^ 

des talentos, 
Tnmbien la mùsica es huenom 
Este corrai puede gìoriarse 

de tjue tiene un violinista 

escelente» 
Si sefior^jf'me han asegu»» 

rado que^puede competir 

ccn los mas fbmosos dù 

E{iropa. 
De que nacion es? 
Es espanoly y se llama iV, 
Hoy le oirà V, tocar, 
Entrémos, porque parece 

que viene fa mucha gente, 
Es tarde ^ han corrida ja el 

lelon, 
Mafiana se representa una 

zar2uela muj honita. 

La han saeado de la opera 
italiana iniitulada La ser* 
va Padrona. 

Pei do ne F., quien es esa 
còmica, que se ha aso'» 
mado al hastidor? 

Es la segunda dama» 

Parece muy moza, 

£ No sahe ^., que en las 
tùblas gozan estas seflì>ras 
de una primavera eterna? 

Si fuera el solo desco de 
agradarnos^ el que las 
moviese ó ad ornar se tanto ^ 
Yo les estimarla el tràbajom 

No piense V. ian mal, 

òca el que fuere el motivo^ 
etlas me gustati mutho» 

Se acabé la comedia. 

»7 • 



ai4 

Mi è piaoialo molto il duoyo 

attore. 
La (oa maniera di rappre* 

aeotare è nobile e nata* 

rale« 
^nJiaoio apprendere freseoi 

che ho aofì'erto gran caldo. 



aumjKiiTo. 



Me ha 'gastado mueho ti 
nuevo comediantem 

Su modo de representar et 
nohle y naturai. 

F'amos dre/rescar^ queat/ui 
he tenido mucho color. 



S iS. OIL TUGGlOb 



Dorerà V. S.^Ella? 
Tado a Gadioe. 
Quando ae ne ya? 
Tonni nato che avrò nn at« 

l'are. 
Ha già fermate la oarroua? 
Sì aigoore, e a buon preacQ. 
Ci aarebbe un poato per mt? 
Sicuramente to n*è. Può 

pure farne conto. 
Mi farà gran piacere colla 

aua compagnia. 
Porta oìoUa roba? 
Due houli e una yalrs^iiu 
Può preparare il luito pef 

domani : Usciremo col 

fresco. 
Dove andremo a pernottare? 
In N... £ una giornata giu- 
. sta. 
£ nna strada piana <;ome 

questa camtra. 
Ma in Sierra Morena vi 

sono dcll^ C{illÌTe strade. 
Àdcadooon più, perchè sono 

atate futile strade nuove. 
Oltreché la molla gepte, da 

cai è abitala, lo ha r«so 

il silo più b.llo ch6 si 

troYA. ìu lutto il yid^gio^ 



A donde va FJ 

Voj d Cadiz. 

Cuando se va VJ? 

En acabando una diligen* 

eia. 
Tiene F.ja coche ajuslado? 
Si senor^j bastante barato. 
Babria un asiento para mi? 
Como si le hajl Desde luego 

cuente F. con él. 
Me hafti F, mucho favor en 

acompaiiarme. 
Tiene F, mucha ropa? 
Dos baules y una muleta. 
Prepdrelo V todo para ma* 

nana: Saldrémos con la 
fresca. 
En donde harémos nochef 
En N.,. Es Jornada regu^ 

Imr. 
El camino es tan llano co* 

mo este cuarto. 
Pero en Sierra Morena hay 

mal OS caaìinos, 
Ahora ya no^ porque sehan 

hecho caminos nuevos. 
A mas de que la mucha 

gente ^ que la habita^ le 

ha hecho el paiage wejor 

de loda la correrà* 



SCPPtBMBNTO. '3rS 

In ebe locanda ci ferme- Bn que posaéta parèréntos? 

remo? 

Io quella del Sole^ eh' è la Én la del Sol, qm cs la 

migliore. mejor, 

O buona o cattiva non mi Buena ó mala no se mtda 



preme niente^ percbè bo 
le mie provvisioni. 

Compreremo un pajo di per* 
Dici per la aera. 

Sono molto stanco. 



nada^ porqut tengo mis 

provisioneSi 
Comptarémos impara per* 

dices para la noche* ' 
Éstojr muy cahsado» 



La earrozaa mi travaglia Èl coche me/btiga mucho. 

molto. 
Tettarino, fermate, smonte- Cochero^ pare T., no^ apea* 

remo qai. 
Ecco la locanda. 



rémos aquL 
Bc' aqui la pòsada^ 



S l6. DI TAllB cosa CSE POSaQ^^ ffpCORUSt. 

u vaA QoiTiMAaioaa., ir , 



-jr 



Ha qualche nuova? 

Che notizie ci sono? 

Che si dice di nuovo? 

Reco notizie molto buone. 

Che ai dice in oittà? 

Avete tetta la gaazetta? 

Non dice niente dì nuovo. 

L'articolo di Vienna parla 
di una donna che ha par- 
toriti tre figli: e di un'e- 
pidemia che fa molta 
strage. 

Dove? 

Non mi ricordo dorè. 

8t parla di guerra? 

I Turehi hanno mesai in 
rotta i Russi, 

Dite il contrario. Si dice 
ohe la rotta è stata dalla 
parte de' Turchi* 



Sale F, alguna notieiaf 
Que nolidusi kayf 
Que se dice de nuevo? < 
Traigo noticias muf bitenàs. 
Que se dice en la ciuèai? 
Ba leidò V* la gaeeia?* 
No trae nada de partieular. 
El aniculo 'da- Ftena hahla 
de vna muger que-ha pa» 
rido tres'hijosiyde nAa 
' t^idemia qf»^ hae$ mtUcho 
estrago. ' ■< ' * 
En donde? « ^ • • : . . « ♦ 
2Vo xne acuerdo donde ej; 
Se hahih de gnhrra?' ' •' 
Los Turoés han'derrùtado 

d lo'i Rusosi 
Diga F. lo contrario. Coìre 
la 9ozquelelr€ves ha sido 
de parìe da hi Iurco4n 



tOPFtIMnTO. 



Ho MBtlladirt coti, ma cre- 
do ch« non sia vero. 

Dairoat e dairslira parte è 
morta molla |»onle. 

Ciò ba biaogno di conferma. 

Ansi dicono cbe il oombat- 
limenlo è alalo terribile, 
€ la fanteria ha aolTerlo 
molto. 

n reogioenlo del Re ha 
fatte gran prodesse. 

Si dice che lacavaUerianon 
ha ca.ricato* 

E perchè? 

E perchè noi permetterà il 
terreno. 

Si raccontano iftolte bogie; 
né si sa e cbi Credere. 

Non manca obi ataicnri che 
tì forono pia di i^nquo 
mik uomini morti. 

'fiopate il anmero 4ei fe- 
riti» 

Ancora nionloaiaadi certo. 

IlMarchete N. èmorte d^una 
itaanonata. Il Conte N. 
ha rioeYfilo nna (orila. 

81 1 ma dieoflio che aia leg< 
gera. 

I nemiei ai aono ritirati mol- 
lo malconci. Haon^fier* 
dota latta rartigliei^iji. 

Da chi lo aa Ella? 

Lo ao da baca canale. 

Che dice la gaaaelta d* O* 
lande. rapporto alla gnor- 
ra di Germania? 

Porta Pasaedio di Maoster 
por parte de' Franceai. - 

fiaano ibrtnaEto il blooèo« 



Bc oiio deeir eso^ pero creo 

que no es òsi. 
De una patte j atra ha fta- 

hido mucha gente muerta, 
Eso necesiia confirmacion, 
Aaies hien dicen que el 

choque ha sido terrible^ 

y la infanteria ha pade» 

eido mueho» 
El regimiento del Bey ha 

hecho proJigios de palar. 
Se dìce^ que la cabalUfia 

no ha eargadom 
Y porque? 
Porque no lo permttia el 

terreno, 
Cuentan muehas mentims;y 

no se sahe a quren ereer. 
So /alia quien asegare que 

hubo mas de cineo nùl 

homhres muertos • 
Sabe F. euantos hqy heri' 

dos? 
Jan nuda se sahe de derto, 
ElJUarquesde N. ha muerto 

deuncanonazo^ ElGmde 

JS.ha recihido una herida, 
Sif pero dicen que es ligera, 

Los enemigos se han retira» 
do nwy mallratados. Ean 
perdido toda la ariilleriaf 

De qwen lo sahe V.? 

Lo sé de huen canal. 

Que- dice la gaceta de Olaw 
da sobre la guerra de 
Alemania? 

Trae e! siilo de Muasier por 
los Franceses. 

Hanformado el hloqueo. 



SirpptlHBRTO. "3 i 7 

Gli assediati hanno falla una Los siti ados han hecho una 

saltda: han arruinado las 
^ohras de hs sitiadoreSm 
Ban clavado la artilleria» 



iortita: hanno rovinato le 
opere degli assediantì. 
Hanno ìnebiodata rartigtie« 



ria. 

I Francesi hanno formata 
una nuora batteria. 

li* esercito confederato mar- 
eia in soccorso della 
piazza , 

Scommetto che SI leva Fas- 
sedio. 

Sono della vostra opinione. 

La snarnigìone è forte. 

Se la piazsa è presa per as- 
salto^ non si darà qaar* 
tiare. 

Ha capitolato^ il governa- 
tore. 

La gnarnigione resta prigio- 
niera di guerra. 

Gli articoli della capitola- 
jsione -sono slati favore- 
voli? 

Parliamo d'altro. 

Sappiano che D * N. si ac- % 
casa. 

Con chi? 

Col signor N. 

Capperi! È un buon par- 
tito. 

Anche la sua sorella si è 
maritata. 

E chi è Io sposo? 

Un mercante molto ricco. 

Che dote ha portata? 

Quattrocento mila reali. 

È nna gran somma. 

II marito lo meritai egli è 
un galantuomo. 



LosFraneeses hanlevantado 

una nueva hateria^ 
Elegércilo confedemdomar" 

cha al soccorro de^ la 

plaza, 
Jpuesto que se lepontti el 

silio. 
Soy de su opinion ^e V, 
La guarnicion es fuerte^ 
Si la plaza se toma de osai' 

tOf ho dardn cuarteL 

Ha capitulado el ^oberna" 

dor. 
La guarnicion queda prisio* 

nera de guerra. 
Los articulos de la ccpitu^ 

lacion han sido favora» 

bles? 
Habiemos de otra cosa. 
Sepan que /).* iV. se casa. 

Con quien? 

Con el seiìor de N. 

Sola/ Es buen casamiento. 

Sri hermana tambien se ha 

casado. 
Y quien es el novio? 
Un mereader muy ricoi 
Que dote ha llevado? 
Cuatro cienlos mil reales* 
Es itn dineral. 
Lomerece rJmaridOy que es 

hombre de bien. 



3t« 



èopKimnito. 



Bb ragasstaaeora è mollo 
beo odueaU. Etti saràana 
gran donoa per le eeA 

Le eoe nudre non le per- 
mettere niente. 

Iie figlie le eaprà boon grado. 

L'erediti piàeìeuracne pos* 
eotto latciareii genitori è 
una beone edueasione. 

Signori, sanno cb'è morto 

D. N.? 
Pereiò bo Tiato il nipote di 

bmno. 
M probabile ohe gli abbia 

lasciata qualche cote* 
Il aio gli Toleya molto bene. 
Jììcobo che Tabbla lasciato 

ben ec«Hiroodato. 
11 gtoyane ha taleoKh 
Lo protegge molto il Conte 

Si dice die abble ottenuto 
per lui un buon impiego. 

Se sa compiacerlo otterrà 
qnaoto voglia. 

Kgli saprà ben regolarsi. 

XJjD altro caso molto aingo* 
^ lare. 

Che cos*èP che eos'è? 

Ninno di loro può ioiaiagt« 
Bario. Ènne ootisia motto 
interessante per lo stato. 

Andiamo, yia, la. dica. 

Sappiano dunque grsndi e 
piccioli I che la moglie 
dello spesialc à gravicla. 

Ob, ohi È poeisìbilel 
EU'ha più di cioquan l'anni. 



Pues la muAaeha famSiVn 

està muy hien criada. EUa 

sera muy muger de tu casa. 
La madre no le conseatia 

nada. 
Su hif'a se lo agradecerd. 
La hacienda mas segura^ 

file puedea dejarnos Ics 

padres es una buona cri'* 

anza, 
Senores^ sahen Vs* qùe ha 

muerto D. JV. ? 
Par eso he 9Ìsìq al sohrino 

de Ulto» 
Es regalar f quele haya de» 

jado algo* 
El tio le queria macho, 
JXcea^ que le ha dcfad4> 

hien aeomodado^ 
El muchacho tiene talento. 
Le ampara macho el Coade 

Dicen, que le ha logrado 
un empieo muy hueno» 

Si sabe compiacerle^ logra* 
rd cuanto quierum 

& sabrà bien manejarse* 

Oiro caso muy particular. 

Que es? que es? 
Winguno de Fs^ puedepen" 
savio. Es unanotieiamur 
interesante para el estado» 
y amasi hombre^diga F« 
Paes sepan grandes y ehi' 
cos^ que la muger del 
boùeario està embara* 
znda, 
Bombrrl Es posible/ 
Tiene maS'dc cincuentaaSof^ 



fovmviiifo. 3 IO 

È u parlo mlraeoloio di £s mi .parto / mOagtfoso de 



Sara. 
11 marito n^è molto contento. 

". .-» ■■../< 

Griocrescofa mollo ilrecler 
terminavèi ihsao^ca^fo. 



Sara. 
i9 mdridù ufii' ^muy isùn» 

Sentia mui)hc el ver fuc s& 
aeahuba su ^ellido* 



Dice, "tAké fra^ §ti .q^ziali ,Diet^qì»èntreìlos^hotìca* 



non c'è casa più antica.^ 

Gìascono ha^la ma nobiltii. 

10 avrei piacere che eglino 
•eotiasero il signor Mar- 
ttnez parlare <i«Ha;saa«. 

Gota mòie questo opmo? 

11 signor D. Pietro è qai* 
Digli che venga a vani L 
Caro D, Pielro, è un secolo 

che non Tabbiam veduto 

da queste parti. 
Signori, mi raliegKO di ve* 

derli barn-. Adesso arrivo 

da Madrid, ' 

Che dice di quella capitale? 
È mollo diversa dacom^FiUa 

la vide. Adesso ci regna 

nna pulizia ammirabile. 

miraUe. . . 

Al tempo mio lesirade erano* En> mi iiempo las calì&g 

molto sporche- estaban muy sucias* 

Attoalmente è un piacere. £i el dia- de. ho/ es augu* 



rios nò hof cfua v^ an» 

tigua, . - 
éJadaunaiìtme su nohleza. 
Yo me alegraria tpte • Fa, 

oyesen haMak^ al ac^^r 

iiài'tinez • de èa mtfa» • . * 
Que quiete este hamhm? 
El sei^or Z>. PedroeUOiuqU. 
Oiìe que ptue adulante» 
jimigo Z2. Pedra^ hace on 

siglo que< no le bemas 

pista d V^ por aquL 
CaballeroSf me alegrode ver 

à Vt. bu^Qs^ Jkera llego 

de Madrid. 
Que dieé^deaquellckeapitdl? 
Es muy oIAt de lo que V. 

la ha viste ^ Ahora rema 

en dia una policia ad'» 



Le strade ora sono molto 

{pulite, e di notte hanno i 
oro lampioni. 
Oh signor Alessandro, pAr« 
doni, non Paveva veduta. 
Qoanto si, è ingrassato! 
Mi é stato detto ch'Ella ha 
vinto neir ultima astra» 
zioiie. 



Uà. 
Las calles ahora esian muf 

limpiaSyYde noche iieaeis 

sus faroìes» 
Hai seffor jilejandro^ per^* 

done r., noie habia visto^ 
Qae gordo se ha puesto^ FJ 
Me han dicho que F, ha 

sacado en la ùltima U^ 

tetiOt. 



ti. fero; ho ?iato otta b&« Es vadad; he ganado' una 



gattella« 
Che aldo? anbo.o torno? 
Un terno di tremila. reali* 
BaoBO, oinqnanta dobbloni. 
Ma Toi paio lato la foatra 

gìaiDeaCa ogni oatrasiode., 
8à aifiorot niì ci direrto 

ma non ho aorte. 
Non mi Tieno mai un na- 

morp. ' 
Signora^ ebe? Ta via? 
Mi acoaerinnby bo a laro io 

* mia oaaa. 
Adooi^'À di booki'Wa» 
Nò, non posso farnoa meno. 
Gìàr4DÌ aspettano. 
L'aflOompagner^. 
Non fogÙo «he unsi font il 

cavaliere a^iocomodì per 

una voccbia par mia. 
Ella celia, signora. 
'Ko, no, sappia che bo già 

Yonlinove anni.> 
Non no dimostra Ancora 



friolera. 
Qu9 ha dio? amhoótemo? 
Un terno de tres mìl reales. 
\Bueno; cincucnta doblones. 
Pero y. tamhien eóha su 
. cediilita cada loteria. 
Se-seifor, me divierto eaeso^ 

pero no tengo fortuna, 
Nufica me sàie un numero* 

Que? segorày se va V, ya? 
Me hàn de perdonar Vs. , 
"tengo que haceren mìeasa* 
Todàfia és temprano* 
JVof no\ es cosa precisa* 
Me estdn aguardando ya» 
La acompa^aré d /^. 
No quiero qneiangalan ca^ 

ballerò se canse por una 

rieja corno yo. , 
V* se burla j sonora, 
Ifo^ no, mire y,que y^ *^'»- 

go 9einte y nuove anos* 
V. no aparenta aun veinfe. 



Tenti. 
Ob^nondica spropositi! Di- QuUese V* de ahi^ que apa» 

mostro pù di queUi che * renio mas de los que 

bo. tengo. 

Non manca cbo mi faccia di No f alta quien me oche Irei»* 



trenUcioque anni. 
Noi creda. Lo vtiol diro 

cosi. 
È^EUa maritata, aigoora ? 
No signore, son sitella, e 

T. 8.? 
Scapolo ancor io, signora. 
Anche lei? Me ne ralle* 
¥ grò. 
Se Elia, volesse^ presto prò* 



ta y anco anos. 
No lo crea F. lo quiero V* 

decir asL 
Es F. Canada sonora? 
No sefior^ soy soUera^y F,? 

Soliero tambieny sonora, 
Tamhien F,? Me alegro* 

Si F. quisicra^ en breve no 



8UPPLEKINT0. 



•lo non potremmo d*aU 
t rei tanto. 

E come sarebbe? 

M'immagino, che V. S. mi 
arra capilo. 

Capisco do^'EHa va a Gnire. 

Una signora delle sue qua* 
iità . . . 

Signore , lasciamo qaeste 
cose. 

Bisogna pensarci. 

Caro mio, si tratta per som* 
pre. 

Lo soj signora. 

Segniamo dunqne il prover- 
bio spagnoolo, che dice: 
antes que te cases^ mira 
lo que te haces. 



331 

puJiéramos decìr atro 

tanto, 
Y corno es eso? 
Discurro ^ quo F^. me hahrd 

entendido, 
Ya veo donde va V, a parar. 
Una senora de las circunS" 

tancias de F, ,, 
Cahallero^ dejemos eso, 

Es menester pensarlo, 
Jmigo , es para siempre, 

Ya io séf senora, - • 

Pues sigamos el refran espa* 
nol^ que dicex antes qne 
le caseS| mira lo que te 
haces. ' 



*J . .'" 



MODELLI DI LETTERE 

SECONDO IL GOSTUUi: PUBSJBMTB 
BEGLI SPAGNUOLI 



AL Ri ex) JLLLk RsGIRA. ^ 

Setter ... 6 Senora 

D« Jauo Peres Capitan retirado del Regifrtiento da 
Almansa paeslo à L. R. P. do V. M , ( a los Reales pies 
de Fuesira Magestad) hiimildemeDle le repreaenta^cjae... 

S«nor 
A Io« R. P. de V. M. 

JoftD Perei. 

Soprascrilta 

Di un suddito spagnuolo. 

Al Rejr Naeatro Settor. A la Reina Noeatra Svflora. 

Di un estero. 

A la Sa^rada R. Mageetad A la Sagrada R. Magestad 

Del Senor D. Fernando De la Senora D/ Cristina de 

Séplimo Rej de Espafla Borbon Reina de Espaiia 

é Indias, é Indias. 

▲I KINISTBI O SF0RKTA1U Ol STàTO B DBL 0t8PACOtO 
B AO ALTRI IMpIlGAtl E StGHOBI DI ECCQCLBIIBA 

Exmo Setior. 

Pedro Aulestta naturai de la Giadad de BilbaaAV. R. 
sumisamente espone, tjne . • . 

Dios gue. {guarde) a Y, £. muchoa attot. Bilbao 6 de 
enero da i833. * 

Nel fine dalla parte sinistra della pagina si pone 

Ezmo S.' D, N. N# Primer Secretarlo do estado del 
Riry N. S. 



3a4 tUPPLIKERTO. 



Soprascritta 

AI Exmo S.* D. N. N. Prìmer Secretarlo de estado 
del Bey N. S/ 

LBTTlai DI OFFICIO. 

Exmo S.' . 
A. ooosecneocia del Oficio de Y. E. de 3 del corr.** 
relativo . . • 

Dio9 gùe. a y. £• {come sopra). 

ftlTTIBI lAHiUAHU 

irmo S.' 
Moj 3j mio lU lodo mi r«9pelo an amigo à qoien 
debo mucbaa atencionea, me ha ioteresado • . . 

Tenga Y. S. 1. la boodad de disimuUr està libertad, 
qoe me tomo^ y disponga con otra tanta de la aincera 
«miaiad quo le prefeaa sa af.** (ajecto) aenrìdor j antìgno 
«migo Q. B. li. M. de Y. S."* li Ima (fue besa las manos 
de vueslra Seiioi ia llustrisima ). 

Madrid la de Marzo de i833* 

N. N. 

Soprascritta 

Al lllmo Senor D. N. N. Obispo de 

H. 

Complimenti seconda la maggiore o minore 
dUparità dei soggetti* 

Muy 6.' mio de todo mi reapelo — de mi mayor ve- 
neraciou — Ve mi major respeto j veneracion =: Moy 
S. mio j fenerado Dueóo — j apreciable Daefio = Muj 
S.'' mio j mi Duello — y mi amigo == Muy S.' mio de 
teda mi eslimacion — de mi eatimacion — de lodo mi 
aprecio -— de mi mayor aprecio = Muy S.' mio. ;5S > 



Finale, 

Deefa <>ca$ione8 Je^mpUarseen el senricio de V. E. — 
de V. S. Bhna — de V. sa mas al.^ seg ° sery.' j eap ' 
(atentù seguro semdor y capellan) Q. B. L. M« de V. 
S, -rr^de V. = Quella a las órJenes de V. E. — de 
V. S. Illma — de V. S. — de V. su mas humilde y 
obligado SeryiJor ec. = Sera para mi de jnayor hcnor 
j satisfaccioa el poder compiacer en algaaa cosa a Y. E. 
de qaieo me ratifico eoo lodas véras sa mas af.M j re^ 
conocido Servidor^ ecc. 

Soprascritta 
Al May R.^*P.M.el Procara JòrGco.MeTrlnìlarios, ecc. 

Il May S.' Mio porta seco un certo carattere di eli» 
chetta^ onde non deve usarsi fra amici di confidenza. Lo 
stesso intendasi dei B. L,M. de V., quantunque questo 
ultimo si pratichi in moltissimi casi^ nei quali non si um 
i7 Muy S.' mio. 

UTTEBS DI AMICIZIA. 

S. D. Antonio Roca Madrid 16 de Marzo i833. 

Pamplona 

// porre il luogo dove la let- 
tera è diretta è in uso 
piuttosto fra i commer'» 
ciantL 

Mi estimado Amigo == Mi amigo y Daeno = Mi 
querido Dueno=:^Mi aiempreaprcciable Amigfo=:Àmigo 
mio =: S. D. Juan mi Dueno = Mi Amigo y S. D. 
Fedro. = Querido D. Antonio = Querido: [legué a està 
su casa a los 8 del corrieote. . . =: Acaban ^e decirme, 
qae • . . 

Finale 

Pàsele y. bien, y disponga de su fiso amigo y senrldor 
Q. S. M. B. N. N. 

Qram, Spag, 28 



3a6 mtwnMmmao. 

De ▼. ttoAat etpre«ioiie8 i mi 8. ** D * Mariqoita, j 
»«nde come gotte i 8u tieapre amigo jobligadoSerr.* = 
MU eoaea i Ica Amìgoa, y Y. do a«> ohride del qoe io 
•eri eujo eteroàeaeote s= Mande V. à So amigo N« M. = 
Diafoegm Y. de ao aiempre fino N. N. = Qaeda de V. 
e« fenbéaro Aaigo N. N. ss Ea de Y. tieoipre N M. 

«S&/imaerfifftt 

A. D. Fedro Fcrnandea 

Al 8/ D. Fedro Femandet EterilwBo reei ea 

oiae. 

Il morKifie ndle lettere suoi e$9ere pia o meno $pa* 
MOio Mcconda la dhemtà de* SoggeUi^ mai però maggiore 
di un terzo ^ o minore di un quarto del foglio, e ndle 
lettere di Officio Mara della metà. Per ciò che riguarda 
poi la toproicritta^ ù quegli che non hanno titolo^ ù dà 
il solo D. p più il iS/ D. come dalFesempio addotto. 



^ • m^m* 



-/ 



ELENCO 

DE' cl:issici spagnuou 



Abbiam creJato fare eosa grata àgli stùdio» eoo Tag* 
piangere qui il segnaote elenco di hIcùdì Clasàiei dei 
qaali la R. Aecademia Spagtiuola già forma una eiat* 
tiasima Edizione per mexao della sua tipografia. Potrà 
ognooo RTere coti una guida sicura nella ecella degli 
autori^ per ciò che riguarda pureaaa di lìngua, 

PRO SA.. 

D. SAtvAnoa Puic. Sudimenios de la Gramàtica Cast eh 

tane. > 
D. Aau8Tiii Mcfioa AtTAaii. Gramàiiea de fa lengua 

CaxÈettana ajmtada a la Latina» 
GAPXAai. Teatro Hislórico Criiico de la Elccuencia Cas* 

tellana, 
SAATiDRà Fajardo. Empresos» 
Fa. Luis de Gramada. Retòrica. Meditaoiones para U» 

Miete dias de la Semana. 
D. Josx Lopia DE LA HoBBTA. Sinónimos de la I^gua. 

Castellana, . 
D. Caspar Mblcror db JoYSLLAiioa. La lejr Jgraria. 

Epistola del Paular* El Delincuente honrado {^o* 

media). 
Lussar. Epocas de la Poesia Castellana, BUfiorta de la 

Comedia Espanola, Póèsias* 
MariAra. Historia de Espana, Di questa Istoria ai è fatto 

ultimamente un compendio da D* Giuseppe Oriit 

io 7 tomi in 8.^ 



3l8 8UTPtIMB!IT0. 

li Aktohio Piifx. Cartas .Reìaciones. 

Saiità Ti b ISA DE Jesus. Cartas. 

Baltasàr Ghaciait. El Cortes^no» Bl Eéro§, £!( Cniicon. 

El discreto. 
AiBLlA. Wlotieia y pian de un viage para reconocer or» 

chìvos. 
Co:fOB OB Gabarrus. Cartas* 
Bariokomb Lbonahoo db Aiobbiola. Historia de la Con' 

^uista de las Yslas Molueas. 
IX D1B60 Hubtado db Mbndoza. Historia de la Guerra 

de Granada. El Lazarillo de Tornus» Poesiat» 
Soiif. Biiioria de la Conquista ^ Pahlaeton^ j Frogresos 

de la America Sttentrionah Oartas, El amor al uso 

m • 

(comedia). 
Matbo Albkab. Guzman de Aìfarache. 
CcBYANTfiS. D. Quijote con Noie del Pelllcer. Novelas. La 

Galateo. Ptrsile$ y Sigismuhda, 
1 6LA. Fr, Gerundio. Compendio de la Historia de Es» 

pana. GU Blas. Quest'opera i stala nuoTaoieDU 

alampaU, el arrioohUa di erodUisstinft àniiaiazìoai 

da D. AntoDÌo Lloreote. 
Quf tbdo. El gran Tucano* 
MoNTALYo Galteb. J^ Postor ie Ftìida. 
CADSAtSQ. Noches lùgubres. Los Erudkos d la Fioleia. 

Cartas marruecas. 
ALVtr»A. El homhre feliz. Tradasione dal Porlogheaeé 
D. Pbdbo db Momtbkgor. El Eusebio. La Eudoxia. 
D.« Mabia db Zatas. Novelas. 

POESIA. 

D. Alonso i^b Ebgilla. La Àraucana* 

D. GaistoTAL ViBUBs. El.Monserrate. 

D. ToMAs Db Tbiartb. Poema de la Mùsica. Fdbulas. 

MoMTB Matob. Diana. 



nTPPtiwssTOi 399 

GiL Polo. Diana ^ cootinuasìoDe di quella tli Monlt 

Major. .^ . 

LoPB DE Vbgà. La Jenuaìem Conquisiada, ^0jgi». Las 

Barquillas. . -^ *;. 

Yalbuena. Bernardi de Carpio^ El siglo de Oroi * * ^ 
TiGOKBOA. Egloga TirsL Pocsias. 

D. Juan Jaoregui. Acaecimienio amoroso ^yotras^p^sias.- 
D. Frarcisco di la Toaii. Bucólicas del Tajo* ' ' 
D. Juan Boscar. Poesias, 
Cb8pedk8. Poesias • 
D. Fbbsando db Hbrkbba. Poesias, 
D. José DI Yglesias. Poesias* 
Fb Luis db Ti con. Poesias. 
D» Fbangisco db Rioja. Poesias, 
D. Luis db Ulloa. Poesias, 
D. Estesa N Manuel db Villegas. Poesias, 

D. JoRGB PiTiLLAS. Poesìos^ 6 priaoìpaltneote la Sàtira 
contra los Erudii os, 

D.. Juan Melendbz Yaldes. Poesias, 

D. Nicolas Alvabbb Giinfubgos. Tragedias^ y otrat 
Poesias. 

QuixTANA. Poesias, E oeUbre la Tragedia El Duqite de 
Visebé 

El Maestro Gonzales. Poesias, 

Arriaza. Poesios. 

D. Leandro Moratjn. Sàtira. D. Meliton Fernandez, 

Parnaso EspaÙol. Madrid Ybarra 1768-78. 

D. Ramon Fernandez. Colcccion de Poetas E^panoles 
. Madri. l 1785-97, 20 voL en 8.® 

C O M E D I A S. 

Gàldkhon. Gomedie scelte. Los Empenos de un acaso. No 
stempro lo peor es ci erto, Antes quo todo es mi 
Dama. Dicha y desdicha del Nomhre, La Dama 
Duende. Bien venido seas^ Mal^ sì vienes solo. 

a8* 



D. Aaofrn Ibnto. Scelte. B Unio A Di^. ÌSl Desf^ 

den con èl Detden, El Pareeido en la Corie. 
D. FiAiCitco DB RofAS. iSI Jlmo criaio D. Lucasiel Ci- 

goral» Cosane por vengane. 
D. JoAs ^B LA Hot. El Casiigo de la BBseria. 
D. JoeB DB GàfiiBABBa. El Domine Luea$. El MoatoHés 

en la Corte. SI Pieorillo en Espana* 
D. Abtomo ZiaojiA. El Eehizado por/uerwa. 
D. Mobatir. La Petimetra. El Figo j la Jfina, El Baron* 

El Cafi. La Mogigaia* 



FINE. 



INDICE DELLE MATERIE 



Xj EoITOBB. ^ • . pag. HI 

PbSFAOIOSE .• • ^ « • •'^ • » • . • • » T 

PARTE PRIMJl 

DILLA PBONinfZljk. 

Gap* i,^ Deir alfabeto e delle lettere in generate n i 
Càp. a.^ Dd dittonghi e trittonghi j» ii 

PARTE SECONDA 

DELLA PR090DIA« 
CkVlWLO URICO • ^ » ....... • l3 

P A R T E T E R Z A 

DELL'9aT0GBAllA. 

Gap. I .^ Della concorrenza e delV ordine delle lettere n 1 6 
lista delle sillabe o lettere che hanno va^ 
riato nelV ortografia ..,...» i g 
Caf. 2.° DelV accento ...•?... ,9511 
Gap. 'òP Della divisione delle parole in fine di linea n a S 
Gap. 4*^ DelVinterpunzionc . . . • . . • • 37 

PARTE QUARTA 

DILLE PARTI DEL DISCORSO. 



Gap. i.^ Del nome « . . r . : . • . » tg 

Della declinazione del nome .... » 3a 

pel genere dei nomi • » ' 35 

Dei nomi positivi^ comparami e superlativi » 3 7 



339 llc01Ct« 

De* nomi numerali . < • . • ^ pag. 89 

Gir. 1.® Del pronome •••••«..«» 4^ 

Pronomi personali » ìtì 

Pronomi dimosirativi ..•-••» 4? 

Pronomi possessivi » 48 

Pronomi relativi • » 5i 

/)«/ relativo cujo ••..•...» 56 

Pronomi improprj , . » 67 

Della voce ym* .....•.» 61 

Gap 3.^ Del verbo .........*• iii 

Dtfi verbi ausiliari . • ^ • . . . « Gff 

Coniugazione del verbo ausiliare haber. » 66 

Coniugazione del verbo ausiliare ser • » 69 

Conjugazione dei verbi regolari . . . » 7? 

Prospetto de verbi regolari .... » 74 

Osservazione sulla conjugazione de^ verbi. ». 76 

Prima conjugazione in ar • , , . » 77 

Seconda conjugazione in er « . . . • 80 

Terza conjugazione ir% ir *.. . . • . » 82 

Conjugazione di un verbo reciproco • • 83 

Osservazioni ...».••••» 88 

Dei verbi passivi * 9^ 

Dei verbi irregolari • • ^ . . . » 93 

Dei dittongati in ìe '•96 

Dei dittongati in ne » loo 

Dei verbi irregolari assoluti . • . • » io4 
Dw verbi difettivi • • • •« . • «133 

Dei veìbi impersonali . . . «. • - » laS 

Conjugazioim del verbo impersonale haber » i a6 

OsservQzivni sopra il verbo lener . . » i3o 

Osservazioni sopra i verbi scr ed estar . » i3a 

Osservazioni sopra i verbi andar e ir . w 1 34 

Gap. 4-* bel partiàpio • . • » i36 

Ca^. S,^ Del gerundio • i38 

Gap. 6.? Dell'avverbio ..•.-•..•» iSg 

Avverbj e modi avverbiali di tempo . . » i4o 

Di luogo . . . . . • «» 143 

Di quantità . . . • » i\% 

Di modo ed ordine » x46 

Modi avverbiali di affermazione^ negazione 

e dubbio • • w 149 



. Di comparazione .«*•;.; pag. 1 5o 

i Vrgli avverlj in mente .••..>» ivi 

Ga9. j.^ Velia preposizione . • • • • . . » i5i» 
Preposizioni locali •.•^•••^tiSS 

Di iempo ed ordine 4 » i S5 

Della particella per • • • . . • » 1 67 

Della particella italiana da • . . . » 1 6i 

Gap. 8.** Della congiunzions , , , . . . » 166 

Congiunzioni che dinotano motivo e fine • i?i 

Condizionali e sospensife •..•.» ifi 

Avversative • • . • • • 99 167 

Copulative' • 1 \ • • • • • • «> 1 6B 

Aggiunìivé '• • . 1 » ivi 

Disgiufitive • J . . . . • . • « 169 

Elefìivé » ivi 

Illative ••••.•...•» 170 

Conclusive • » ivi 

f^aritf altre congiunzioni- .•••.» ivi 

Osservazioni sopra la congiunzione dunque » 173 

DelPawerhio dimostrativo ecco . . . » 1 74 

Cip. 9.® DelV Interjezìone •'77 



I 



PARTE QUlJiT A 

DtLU SISXA88I. 

« • 

CiP. 1.^ Faìj usi dell articolo . , . • • , » 182 

Gap. a^ JDei sostantivi ed aggettivi' • • . . » 187 

Degli accrescitivi • • . >> 188 

Dei diminutivi * 189 

/)tfi comparativi e superlativ • , . >> 191 
Gap. 3.^ Dei pronomi primitivi e relativi yC della loro 

unione col veri) o., .. » . . . • . 9 198 

Dei pronomi relativi que^ quien, cual • » 198 

Del pronome indeterminajto nao, uùà • » aoi 

275Q della voce Vetted^ Ym . • . » 292 

Gap» 4'^ ^^ ^^^^0 • » *o5 

Osservazioni sopra fiiV in finiti de* verbi . » 206 

Osservazioni sopra il geruadio . , , » aog 



334 nmtei. 

Diferskà di alcuni tempi de^perhi presso 
gli aniìchi . •••••., pag. art 
Caf. 5.^ Deile parlicelle relative cieTÌ. • * »9i5 

Delta particella oe » 91 7 

CAt.. 6.^ Delle particelle vezzeggiative e riempitive m a 1 8 

SUPPLEMENTO 

Otaervaiioni toiraaalogia d«llo parola 
italiane e apa^Quole. 

Desinenza degli aggettivi ...•«« ^ , # aaa 

Desinenza de' sostantivi • » * • « ^ • • » aa3 

Prima lista degli aggettivi • , • • • ^ ^ • QaS 

Seconda lista degli aggettivi «..••. ^ » 2 J9 

Terza lista degli aggettivi , • » a33 

Nomi sostantivi estratti dagli aggettivi di sopra^ m aSS 
Raccolta di alcuni nomi che' som femminini in ita^ 

liana e mascolini in ispagnuolo , . . ^ « a38 
Baccolta di alcuni nomi che sono mascolini in iia^ 

liana e femminini in ispagnuolo • . • 9 aSg 

Raccolta di alcaoi nomi pia Qece88arj a aapersL 

Dd ciclo e degli elementi • a^o 

Del tempo e delle stagioni » 34i 

Dignità « • a43 

Jrti e mestieri 9 iyi 

Ferramenti • • ^ •. » ^44 

Gradi di parentela ••«:••••••« iyi 

Parti del corpo ^ . •• • , m ^45 

Individui del genere umano, laro stati ed età . » 347 

infermità e difetti del corpo umano ••»•!» 0/18 

Vestimenti • « • »... 9 149 

Per istudiare e scrivere ..«aSo 

Istrumvnti musicali • ^ «... r ... • aSt 

Parti di una casa ••»••» ivi 

Mobili di Una casa •••«....• 9 aSS 

Attrezzi di cucina . • • . • • • » • « 9 a54 

Apparecchio di tavole e vivande • . . • « » aS5 

Per condire ••••• ^ ••«,.«• jf ì^i 



IIDMI% 33$ 

Eric commestibili ••- ^ ,••••' • pag. ^55 
Jlcunc biade e legumi , . « • « é • ^ • aSy 

Fari generi di frulla • •• ••» ivi 

alberi ed arboscelli . • » • . , • •> - » i58 
Di ciò che si vede in un giardino » « • « ^ » a5g 
Di cib che si vede nella campagna r «^ » •- » 260 
Di ciò che si trova in una cantina. • •. « » jì 961 
Stalla e rimessa »•#•»•»••«-•• ivi 
Qualità di un cavallo ..«•«••••• 36a 
Di ciò che si vede in una città ...••• m ivi 

D mare e le navi co' suoi arnesi m 963 

Panni e tele ••-.•..«•••« a65 

Metalli .......•» iy% 

Pietre preziose • • • •' » 266 

Jlcune mercanzie •••••••••• iti 

Colori ••«.•.....••.«• 9» ivi 

Pe« tf misure • ^ .,••••••• » 267 

Monete •• .^ ••..••»•« r » • ivi 
Ordini religiosi ... ...••.. . # a6S 

Beligioni e sette ... . • • • . • «^ # 269 

Giuochi * ••.....••., ^ ••••». ivi 

Animali e quadrupedi . . , • «-. . • •• • 27A 

■ - volatili • ». ». » « ., .. •' .^ • » 27^1. 

■■ ■ ■ acquatici • . • . . • »73 

jinfihj^ rettili^ insetti^ ecc^ •. • • .. • ^ .^ • 274 

Raccolta di verbi pia oeoeasary a aaperai* 

Del parlare . ...,.•.,... w ajS 

Del mangiare e bere » . .. • .. «^ •• • • 276 

éézioni della vita • • • . •. .. • • • . » ivi 

/7e/ vestire • ••-••«•. • « . «... 11 277 

azioni naturali .. « . • ». • .- • • ivi 

2)/ amore ed odio «. .• • » . •. •< ^ •- y. • 278 

Della memoria ed immaginazione # • •' •- ^ v 279 

Jtzioni di divertimento e di giuoca . , ^ ^ m 280 
Esereizf .»...«••••.•«'«••. ivi 

jilcune infermità .••..« v. •-••• 1» ivi 

Jtzioni di movimento • •. « • • v • • • 281 

Opere di mano • • ««^ • • 289 



336 nmeg; 

Di compra e 9endiifi • • pag. a84 

elioni appartenenti al eulta Bufino • • • • » ìtì 

Del tetnpo ^ . • . . ^ .. • ^ « . « • ivi 

DeWaUtaziùne . ..•«.. » ^85 

CttStfghi m 286 

jÉZ'Oni militari . . . • • n iri 

f ori degli ammali • » . * • » a88 

Fr88i familiari per coniocUr^ • pariate apagaaolo. 

Per chiedere-^ domandare^ ringraziare , affermare^ 

negare ^-eco* •...,.••••» 389 
Per salutare ^ oongedarsi- • * « • • • ••M291 

Andare e venire » 993 

Sopra la lingua spagnuola «•«••• • » 294 

Del legarsi -. ^ ^ » 397 

Per sapere^ con óscei-e^- udire, ascoltare • • . «» 998 

D«/ mangiare e bere ..••«» 299 

Della passeggiata » % • . • » 3ot 

I)tf/ tempo •.•••»...*.• «.M 3o3 

Iteu ora • • # r r •• •• W 3o4 

Per mandare^ una lettera • ^ » 3 06 

Per fare un cambio «.»«,.•••« 3o8 
Del giuoco in generale »•-•.•..•••» 309 

Della Commedia ..• .«Su 

i)eZ viaggo ..««... » 3i4 

i)i f^ar/e cose che possono occorrere in una eonver' 

sazione »..•• »3i5 

Modelli di lettere secondar il vostume presente degli • 

Spagnuùli ;;;;;•'.••• *^ 3^3 
Elenco de' Classici Spagnuoli /.-.••.» 327 






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