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Full text of "I documenti inediti dell'epoca normanna in Sicilia"

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-Tt^c^/ 315. // 



DarvarD CoUeae Xi&rari» 




FROM THE 

J. HUNTINGTON WOLCOTT 

FUND 

GIVEN BY ROGEK WOLCOTT [CLASS 
OF X870] IN liEMORY Ot HIS FATHER 
FOK THE ««PUECBASE OF BOOKS OF 
PESICAMENT VALXTEyTHE PXEFESENCB 
TO BE GIVEN TO WORKS OF mSTOEY, 
POLmCALECONOMY AND SOCTOLOGY- 



f 






DOCUMENTI 

PBK SERVIRE 

ALLA STORIA DI SICILIA 

PUBBIJCATl A CURA 

DEI.I.A 

SOCIKTA SICILIANA PKR LA STORIA PATRIA 



PRIMA SERIE - Diplomatica, 



Voi. XVIII. 



o 



I DOCUMENTI INEDITI 



DELL' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 



PKL 



D.« e. A. G A RUPI 



Partb Prima 



•^^^^^^ 



PALERMO 



/» 



TIPOORAFU LO STATUTO , 

1899 



.^/hl3/SJ/ 



"^ 



f-AY 7 1P0a ) 






\ 







PREFAZIONE 



§ I. — Necessità di compilare il Regesto dei documenti deU 
V Epoca Not^manna neW Italia Meridionale^ e bisogno di 
ricercare gli Archivi per gli inediti; la ricerca in pochi 
centri di Sicilia ne ha dato Hi. 



Gli studi diplomatici hanno preso ai nostri tempi uno svi- 
luppo considerevole, specialmente nella Germania; dovunque 
però si sente il bisogno di studiare le varie epoche storiche 
col sussidio dei documenti. 

Restringendoci air Italia Meridionale e agli studi diplomatici 
relativi al basso medio-evo (sec. XI-XV)« possiamo affermare 
che le ricerche sono .state attive e feconde pel tempo anteriore 
alla fondazione della monarchia normanna, pel tempo svevo, 
per r angioino e per V aragonese. La diplomatica pubblica e 
privata del tempo anteriore alla monarchia normanna anno- 
vera i Regia Neapolilani Archivii Monumenta^ Codex Cavetisis 
e Topera classica del Capasso : Mofiumenta ad Neapolilani du-- 
catus pertinenlia (568-1079). Lo Svevo, coi lavori dei Bohmer, 
lluillard-Bréholles, Julius Ficker, Capasso, Stumf-Brentano e più 
d^ogni altro del Winkelmann, il quale iniziò la sua vita scientifica 
nel 1850 col De regni siculi administratione^ e la chiuse nel 
1896 con Die angebliche Ermondung des Herzogs Ludwig 



VI PRSrAZtONB 

von Bayen durk kaiser Friedrich IL in Jahre i23l (1), 
seguiti, per fermarmi a questi ultimi anni, dal Paolucci e dallo 
Scheffer-Boichorst (2), può dirsi, almeno nella parte diploma- 
tica pubblica, quasi esaurito. I tempi Angioino ed Aragonese 
contano : il Codice Angioino^ rimasto ai due primi volumi, del 
Del Giudice, i Saggi di Codici diplomatici del Minieri-Riccio, 
Les Archives angevines de Naples del Durrieu, il De rebus 
regni Siciliae del compianto Mons. Carini, e i Codici diplo- 
matici di Federico III. del Cosentino, e di Alfonso il Magnanimo 
del Lionti, entrambi in corso di pubblicazione. 

L'epoca normanna non ha avuto in vero la medesima 
sorte, e per noi deir Italia Meridionale è di capitale importanza, 
giacché a dirla col Cusa, «la storia di quel tempo è tutta 
nostra, e forse per questo i dotti stranieri han lasciata a noi 
la cura di studiarla e d' illustrarla ». 



(1) In MiUheilungen des Inslitult fìir ottert^eschiiche GeMchichtfortch,. 
XV, I, p. 4S-69. Pel regno di Gorradino cf. K. Uampb, Oeschie KonrcuUns 
von Hohenttaufen, Innsbrack 1894, e an docamento interessante pubbU- 
cato dal Jordan nelle Mélanges de V Ecole de Rome^ ottobre 1894; e per 
quello di Manfk*edi : Or. Auqust Karst, Gesch. Manfredi vom Tode Prie- 
driehs IL bis su seiner Kronung. ^250-1258. Berlin, 1890, Hist. Sludien. 
Heft. VI. 

(2) Paolucci 0., Il Parlamento di Foggia del i240 e le pretese elezioni 
di quel tempo nel regno di Sicilia, Palermo , 1896. ( Documenti inediti 
del tempo Svevo); Schbffer-Boicorst, in Zur Geschie. des Xll. uni XIII. 
Jahrhunderls diplomatische Forschgen, , Berlin, 1897: {Die Grundung 
Augusta» und die Wiederherttellung Regalbutos , p. 253 e segg. ; Slau- 
fische Urhunder sur Oeschie, ilalienischer Stadts und stadlischer Fami- 
lien^ p. 371-407 ; Urhunden und Forschgen. su den Regeslen der Staufi- 
schen Periode in Neues Archiv, etc. XXIV, pp. 125-229 (1898). Lo Scheflèr- 
Boichorst compila qui il « Regeaten ungedrukter Urknnden der Kaiaerin 
Goatanze », (p. 224*229) però nel nr.7, diploma di Costanza pel monastero 
di S. Maria di Oioaafkt del 13 Gennajo 1196, mi par che sbagli ritenen- 
dolo una ftilaifioazione, mentre 1* originale ai conserva neirArch. di Stato 
di Palermo. Io pubblicai questo diploma in Arch, Stor. Sic., N. S. XXIU, 
pag. 158 e segg. ; cf. Arch. St. Sic, N. iS., Ili, 472, e Winkklmann in 
Forschungen, 18, 480 Reg. 



if^RBt^AZIONK vii 

Michele Amari trenf anni or sono , nel 3^ voi. della sua 
pregevole Storia dei Musulmani in Sicilia (1), a proposito 
della diplomatica Siciliana dell' XI e XII secolo, dopo aver ac- 
cennato alla pubblicazione delle pergamene greche ed arabe 
di Sicilia, cui allora attendeva il Casa, cosi scriveva : e Quanto 
ai diplomi latini dell' epoca stessa pochi ne sono venuti alla 
luce dopo i tempi del Gregorio, e gran numero dorme negli 
Archivi pubblici o ecclesiastici dell'isola: del che mi duole, 
ma non temo sia per tornarne gran danno, poiché le memorie 
latine dei principi Normanni furono sempre studio prodiletto 
in Sicilia ; e il Gregorio adoperò molto le inedite ». Ebbene i 
Regesti fatti dal Behring nei < Sicilianische Studien I e II », 
hanno il difetto principale, notato già dal prof. Salinas (2), di 
non conoscere che i soli diplomi già prima pubblicati, né di 
avere fatte ricerche nei nostri Archivi; e l'opera iniziata 
testé dall* Heinemann « Geschichte der Normannen in Unterita- 
lien und Sicilien » (3), non rivela fonti nuove , né é condotta 
su base diplomatica ; solo di quando in quando si é pubblicato 
qualche documento. 

I documenti pubblici e privati, a cominciare dai principi 
dì Capua e venendo già a Guglielmo IIL e Sibilla, che si co- 
noscono sono molti ; ma in quanti volumi, collezioni, opuscoli 
bisogna ricercarli? Se si tolgono gli Annali del Di Meo, che 
ebbe veramente larga conoscenza delle carte relative alle varie 
epoche da lui studiate, quante fatiche non occorrono per rin- 
tracciare le altre pubblicate dopo il tempo di lui f E negli stessi 
Annali la ricerca non è mica facile, trattandosi di un lavoro 
poco sistematico, e la critica felicissima per alcuni documenti 



(1) Psg. 2(13 e 204. 

(2) Arch. 5tor. .Se., voi. VII, ÌS83, pag. 167 e legg. 

(3) SrHer Band , Leipzig, 1806. ^ Così V opera di P. Holzagb , Die 
auswariige PolHik dn kónigreich$ Sicilien vam Tùde Roffert il àie $um 
Fneden von Yenedig (1154-1177), Basel 1802, é aaa buona dlsMrtaziooe, 
ma ooDdotta su docnmeati già noti. 



Vili PREFAZIONE 

per altri lascia molto a desiderare. Onde la necessità di com- 
pilare un Regesto si rende evidente (1). A questo lavoro ho 
posto mano da lungo tempo raccogliendo da opere diplomati- 
che e da monografie speciali più di 2500 documenti. Quan- 
tunque questa collezione per sé non sia priva d' importanza, 
pure non è prudente imprenderne la pubblicazione senza prima 
constatare il materiale che ora si conserva negli Archivi 
pubblici e privati deir Italia Meridionale. 

Una ricerca limitata a pochi centri della Sicilia, cioè : Ar- 
chivio di Stato e Biblioteca Comunale di Palermo, e Tabulari 
Capitolari di Palermo, Morreale e Cefalù, mi ha posto in grado 
di raccogliere un discreto numero di documenti inediti, dei 
quali oggi ne pubblico solo Ili, non avendo potuto, per 
circostanze indipendenti dalla mia volontà, avere fra mani gli 
originali o le copie più antiche o meno scorrette di alcune 
carte che appartengono alle Chiese vescovili di Patti, Lipari, 
Marsala, Girgenti, Mazzara, Siracusa, Catania (2), e ai soppressi 
Monasteri di S. Nicola dell'Arena in Catania, e del S. Salva- 
tore in Messina, né esaminare i Codici greci di questo Mona- 
stero, ove se ne rinvengono alcuni in palinsesti. 

Di questi palinsesti il primo che ne abbia affermata resi- 
stenza, sulle indicazioni del Matranga, è stato il chiar. prot. 
Fraccaroli nel 1897 (3), in seguito il mio valente amico 



(1) Al eh. Barone Starrabba spetta la lode, che sinceramente gli tri- 
buto, di avere pel primo ideato il Regesto delle carte normanne, limitato 
alla sola Sicilia, ma l' idea rimase in embrione, non certo, ciò ò sicuro, 
per colpa sua. Quando tempo addietro ebbi a manifestargli il concetto 
del lavoro , al quale m* era accinto , mi fu largo di prudenti e saggi 
consigli. 

(2) Per le Chiese di Girgenti e Catania cf. Db Ciocghis, Sacrae Regiae 
YUiUUionis per Siciliam, Paiiormi, 1836, voi. I, pag. 305, voi. Ili, 24; 
per Patti e Lipari, Mazzara e Siracusa, cf. Conservatoria {Regie Visite) 
voi. 1333, fogl. 578 r.-583, fogl. 44W51 r.; e voi. 1300 fog. 243 r.; Visite 
fatte da Arnedo nel 1557 e da .lordi negli anni 1604-1607. 

(3) Studii Ilaliani di filologia classica^ Firenze, Roma, 1897, voi. V, 
pag. 510 e segg.). 



PRBFAZIONB IX 

pTot Augusto Mancini, che ha studiato i primi 42 Godici, mi 
ha fornito pregevoli ed accurate notizie. Le due carte dell'Epoca 
Normanna, finora accertate, sono entrambe atti privati, ma è 
possibile rinvenirne altre sia in palinsesti, sia come guardie 
dei medesimi Codici. Mi servo delle indicazioni del Mancini. 
Nel God. n. lY i fogli 134, 135, 136 sono rattoppati con fogli 
di diplomi latini ; nel n. 26, come custodia si ha parte di una 
narrazione storica del sec. XII, forse qualche parte di scrittura 
agiografica, quantunque Matranga accenni a una storia di 
guerra fatta dai Siri sotto V impero di Giustino ; nel 29 e 30 
i palinsesti son numerosi; in mezzo agli avanzi di un com- 
mentario al salterio, si trovano alcune carte, come testamenti, 
contratti dotali, e vendite. Questi due ultimi Godici sono del 
1308 (1). 

È possibile, ripeto, rinvenire altri documenti del duodecimo 
secolo in quei Codici, perchè le pergamene deir Arcbiman- 
dritato nella massima parte si sono perdute, e si ha fonda- 
mento a ritenere che la dispersione sia appunto cominciata 
sotto quei frati fra la fine del sec. XIII e i principi del XIV, 
tempo cui si riferiscono i due Codici 29 e 30, nei quali si son 
trovati i palinsesti. 

Delle carte delP Archimandritato finora se ne conoscono 
due pubblicate dal Gusa (2), e parecchie che sono in copia 
nel Cod. 8201 della Vaticana, il quale porta T intestazione se- 
guente: «Bolle e diplomi d'ogni genere latini e greci per 



(1) n Manciai mi dà queste iodicazìoni : Nel God. 29 sodo palinsesti 1 
fogli: 15, 18, 20, 21, 23, 26, 28, 29, 31, 34, 30, 37, 39, 42, 44, 45, 47, 50, 
52, 53, 56, 58, 60, 61, 63, 66, 68, 69, 71, 74, 77, 79, 82, 84, 85, 90, 92, 93, 
95, 98, IdO, 103, 105, 108, HO, IH, IIC, 118, 119, 121, 124, 126, 127, 129, 
132, 134, 135, 137, 140, 142, 143, 14.5, 150, 151, 153, 156, 158, 159. 161, 
164, 166, 167, 169. Fra i palinsesti si riconoscono esattamente gli avanzi 
del testamento di Clemente primo giadice di Taranto, cli*é nel foglio 23, 
e un itfo(xooo|i^Xa(ov nel fog. 223. Il Ck>d. 30 ó quasi tutto palinsesto. 

(2) / diplomi greci ed arabi di Sicilia, pagg. 292 e 337. 



i PREFAZIONE 

r Arcbimandritato di Messina deli' ordine di S. Basilio dal se^ 
colo XI all' anno 1536. » 

La notizia prima di questo Codice fu data dal Batiffol nel 
1887 nella « Revue des questions bistoriques » , in seguito il 
chiar. Barone Starrabba (1) , posò V ipotesi che il Codice in 
parola sia dovuto al valente diplomatista Antonino Amico; 
r ipotesi in seguito è divenuta certezza, dopo cbe il detto Ba- 
rone procurò averne una copia onde curarne la pubblicazione 
nella serie diplomatica dei documenti della nostra Società (2). 
È oramai indubitato che la « Brevis Dissertatio de Germaoo 
Magni Monasteri! Sancti Salvatoris Ordinis Sancti Basilii olim 

in Promontorio Portus Urbis Messanae constructi etc », sia 

appunto la prefazione che l'Amico intendeva premettere al 
Tabularlo dell' Arcbimandritato ; mentre il «Gatalogus Archi- 
mandritarum », come nota lo Starrabba , trovasi con leggiere 
varianti riprodotto nel God. 8201 citato. 

Rimane dubbio se questa copia l'Amico l'abbia eseguita 
sugli originali o su copie a lui anteriori. A me pare eh' egli 
abbia avuto proprio sott' occhio i testi originali, per le consi- 
derazioni seguenti, che mi sembrano di un certo peso. Noi 
slam sicuri che nel 1583 nell' Arcbimandritato esistevano molti 
privilegi, come risulta dalla relazione della Regia Visita lat- 
tavi in queir anno (3) , e nessuna traccia abbiamo cbe possa 
autorizzarci a indurre che nei tempi dell' Amico fossero stati 
dispersi. Inoltre l' Amico era solito, quando trascrìveva dagli 



(1) « Di QD Codice Vaticano contenente i privilegi dell' Archiinandri- 
tato di Messina » in Arch. Slor. Siciliano^ N. S„ XII, p. 465 e segg. 

(2) Notizie e scritti inedili di Antonino Amico, Palermo 1892, nota a, 
pag. 321 e 322. 

(3) Riporto di questa « Regia Visita > il brano relativo ai privilegi: 

« De privilegiis > 

« Privilegia haius Ecclesiae que inventa suut, sunt sequentia. 
« Imprimis extat Privileginm Regia Roggeri!, qui Eoctesiain Sancti Sal- 
vatoris in lingua Phari a fundamenlis erexit et aedificavit, in quo eidem 



PRBFAZIOitB li 

originali avvertirlo con la formula : Extat in tabulario etc, 
e ciò appunto si riscontra nel caso nostro; s'aggiunga poi 



Bcclesìae coDcessit totum agruiii regiam de Messaoa, in quo quideiu Privi- 
legio, etiam diatribaitur inde etc. et obedieatia Santi Nicaadri de Sancto 
Nicolao cum tenimentis suis, et ordiDavit, qaod dictum Monasteriam est 
exemptam ab ornai Jurisdictione Ecclesiastica haius Regni. 

« Iteo) est aliud Privilegium eiasdem Regia Rogerij de mense Fé- 
braari) anno 6642 in quo concessit eidem Monasterio in Sicilia Sanctam 
Leonem apud Messanam, Sanctam Stephanam apad Messanam, Sanctam 
Nicolaum, de Jsse, et qaod plares alias Ecciesias expressatas superias cam 
de haius Ecclesie membris ageretur. 

• Item in eodem Privilegio concessit agram saam , qao<i est apud 
Messanam cum Villanis, et qaod in nemoribus Sicilie , et Calabrie ba- 
beant licentiam Monachi omnia eorum animalia sino prohibitione pascere. 

• Item donavit praedicto Monasterio terras Salicij et Gamerarj Terras 
Plasami et vineam quam itur in ea Bruntanam. 

e Item est aUud Privilegium eiusdem Regis anno 6642 in qao dedit 
Archimandrite plenam authoritatem, et potestatem exercendi iurisdictio- 
nem in Monasterijs sibi subditis. 

• Item in eodem Privilegio concessit, qnod potest Archimandrita terras 
construere in Gasale Salaci prò hominum habitatione, et quod animalia 
Monasteru pascere libere valeant in tota insula, 

« Dedit etiam predictu Monasterio in Calabria Terram dictam de Tuchi 
cum pertinentijs, et Juribus suis, et distribuitur ipsius Terre condnes 
in quodam Privilegio Datum Panormi die etc. in anno 6659, sed hanc ter- 
ram hodie non habet, neque possidet Ecclesia. 

• Item concessit predicto Monasterio, ut potest habere super tonnaria 
Melatvj quinquaginta Barrilia tonnine, et in salina salmas trium salis. 

«Item est Privilegium Regis Guglielmi anno incarnationis 1178 in 
quo condrmantur omnia, que a Regibus predecessoribus donata fnerunt 
predicto Monasterio. 

«Item extat Privilegium eiusdem Regis anno 1168 in quo donavit 
eidem Monasterio omnia nemora, et arborea terras, quaiu (sic) dicuntur 
AgròCuà, cuidem terre Rex Rogerius donerai eidem Ecclesie cum omnibus 
beneflcijs suis retentis cum arboribus , sed predicta Boclesia nuue ut 
retulerunt dicitur savoca. 

• Item extat Privilegium cuiusdam Vicecanceilarij nomine Matthei, qui 
cum authoritate Regis Guglielmi dedit predicto Monasterio terrai iabo- 



XII PRRrAZIONB 

che i due documenti in palinsesto dei Codici 29 e 30 della 
Biblioteca del S. Salvatore di Messina non si trovano punto 
accennati nel Vaticano 8201, come per avventura è per quello 
del 1188 edito dal Ousa, e per i due dei quali ora pubblico i 
transunti cavati da altri mss. dell' Amico. 

Siccome i Codici 29 e 30 del S. Salvatore sono, come dissi, 
dei principi del sec. XIV, anno 1308 Metafraste, è a credere 
che la dispersione delle carte cominciata per opera dei frati 
e degli amanuensi nel secolo XIV, quando la coltura greca 
veniva deperendo anche in questi centri (1), si compi dopo i 
tempi dell'Amico; mentre, se questi avesse usata una copia, non 
si saprebbe comprendere come e perchè fossero sfuggiti i do- 
cumenti più antichi del Monastero, cioè, quelli in palinsesti 
di cui parlai, la carta del 1188, Giugno edita dal Cusa e gli 
originali dei tre documenti che si comprendono nella presente 
raccolta. — Venendo al contenuto del Cod. Vatic. 8201 , sog- 
giungo, che i documenti dell'epoca normanna^ sono in tutto 21: 



ratorias, et alteria parva iu Casali Calve, ut apparet per qaoddain Pri- 
vilegimn datum 1177 de mense lunij. 

« Item extat Privilegiuin Regis Rogeriì anno 66Ad in quo scribnntur 
minutim contines tenìini*nti Ecclesie Sancte Georgij de Troccuiis. 

«Item quedam alia et regiorum Imperat^rum Privilegia, quae idem 
fere sonant, ntn; non et plurima summornm Ponti ficium rescripta Apo 
stoiica et Bulle de Contirmatione donationnm, et concessionem factarum 
eidem Monasterio per diversos Reges, nec non de immunitate, et Juris- 
dictione temporali, et spirituali ipsius Archi mand ri tatus. • 

Cf. Conservatoria (Regie Visite) voi. 1327, fogl. 304 retro e segg. , e 
voi. 1328, fogl. 258 e segg nelfArchivio di Stato di Palermo. 

(1) C. .\. <tA.RUFi, Un documento greco ritenuto dal sec, XIV, e fa 
Diplomalica greco-sicula, in Arch. Star. Ilal., 1898, S. V, t. XXII, disp. 3. 

li Batipfol, {L'Archiv, du S. Sauveur de Messine, in Revue ile que- 
stions historiques, voi. 42, pag. 550), a questo proposito cosi scrive: « Aa 
Xll* siòcle Tordre basilién se maintient, au Xlll" siècle il decline, r^sor- 
mais en effet le pays étant absolnment latinisé, tout lien étant rompu 
avee V Orient schismatique, il perdet de sa consistance , et de son pre- 
stige ». Bisogna però convenire che il (ktto, cui accenna Batiffol, é per- 
feltameule vero pel XIV sec., non mai pel XIII. 



PRBTAZIONB XIII 

20 greci e uno greco-latino. Tranne il diploma di Ruggiero 
del 1131 (6639) Maggio, tutti gli altri si sconoscono nel loro 
testo originale, e di alcuni se ne ignora perfino la traduzione 
latina. 

Il BatiffoI, che n* intraprese Tesarne, li ritenne tutti inediti 
nel testo greco; e quantunque citi i diplomi greci inediti pub- 
blicati dallo Spata in Torino nel 1871, ignora V altra pubbli- 
cazione fatta dallo stesso nel 1870, e quel ch^è più la raccolta 
del Cusa. In questa avrebbe trovato il diploma di Ruggiero 
del 1131 a pag. 292; nel voi. IX, p. 466 « Miscellanea di Sto- 
ria Italiana ♦, ne avrebbe trovata la 2» copia, o la 1» per or- 
dine di tempo, edita dallo Spata; e nel «Tabulano della Cat- 
tedrale di Messina », pubblicato dallo Starrabba, a p. 342 avreb- 
be rinvenuta la terza copia ; e a suo dire si ha solo la tradu- 
zione riportata dal Pirro! 

Ma sia che si voglia, questo non toglie al Batiffol il me- 
rito di avere rivelalo questo Codice, giacché dei 21 docu- 
menti dell'epoca normanna in esso contenuti, dieci soli se 
ne sapevano : 1 nel testo originale e 9 in traduzioni latine, 
8 interi, 1 in ft*am mento , eh' è un diploma di Ruggiero del 
1137 Marzo Ind. XIY (6645), edito dal Pirro e riportato dal 
Behring al num. 36 del suo //. Regesten des narmannischen 
kònigshauses. Onde il materiale inedito è cosi composto: un di- 
ploma del 1® Conte Ruggiero, tre carte di Massimilla sorella 
a Ruggiero, una donazione di Roberto Borello e due giudicati: 
uno del 1146 Luglio, T altro del 1185. Questi atti rimangono 
tuttavia inediti, perchè il saggio dato dal medesimo Batiffol: 
< Ungedruckte Papst-und Kaiserurkunden aus basilianischen 
Archiven» ne ha solo nove, che vanno dal Febbraio 1195 al 
Giugno 1233, e giova sperare che T infaticabile barone Star- 
rabba imprenda presto la pubblicazione deir intero importante 
Codice. 

Or se per la Sicilia v' è ancora molto d' inedito , e oserei 
dire d'inesplorato, malgrado la Società di Storia Patria ne 
abbia pubblicato un discreto numero per opera dello Starrabba, 
di Mons. Di Giovanni, del Salinas , del Cosentino j del Batta- 



XTV PREFAZIONE 

glia (1), e di me, eh* è a dire per la Calabria , le Puglie, la 
Lucania, la Campania, e via dicendo? 

Per gli Abbruzsi la Cronaca Casauriense è stata pubblicata 
intera dal Muratori; ma s' ignora dove siano i documenti del 
Monastero di S. Bartolomeo di Carpinete , di cui P Ughelli 
pubblicò il solo Chronicon (2). L' orfanotrofio di S. Filippo in 
Napoli nel 1861 possedeva 40 volumi di pergamene del Mo- 
nastero di S. Sofia di Benevento nel Sannio, e 10 volumi del 
S. Vittorino; però il Capasse nel 1885 sconosceva qual sorte 
avessero avuto questi volumi (3). Le pergamene e le carte 
superstiti dei SS. Severino e Sossio, S. Salvatore in instda 
maris^ dei SS. Teodoro e Sebastiano e di S. Gregorio Armeno 
S. Liguoro di Napoli, si conservano neir Archivio di Stato 
di Napoli, con le altre di S. Lorenzo d* Aversa, di S. Leonardo 
alla Matina o in Lama Volava^ di S. Stefano del Bosco e di 
Montevergine e della collegiata di Cerato. Molte pergamene 
della Certosa di S. Stefano sono note, ma irte di dispute pole- 



(1) NeUa pubblicazione del Battaglia, com' egli avverte, mancano e la 
descrizione dei confini e i nomi dei testimoni. Ho creduto perciò ripab- 
blicarne uno integralmente, come avverto a suo luogo, tralasciando i 
doc. I, VII, XXXVIl, XXXVni e XL. I doc I e XXXVII sono quasi iden- 
tici ai n. 20 e 15 di questa raccolta ; il XXXVIII tu pubblicato prima 
dal Cosentino (Arch. Si. Sic.,. N. S. XII) ; il XL fu dal Battaglia pubbli- 
cato intero, salvo il monogramma; nel VII mancano le firme seguenti: 

f Signum manus magistri iasticiarii. 

f Ego de placia magister insticiarius. 

t Ego Rogerins testis snm. 

I Ego Johannes de testis sum. 

i Ego Julianus cappellanns domini 

È da avvertire che in tutti questi documenti precede sempre il chri- 
smon^ e in quent* ultimo con una certa eleganza. 

(2) G4PA880, Fonti della storia napoMana^ in Arch, SI. Nap., t. i. 

(3) Idbm, GU Archivi e gli studi paleograf. e diplomai, nelle prov. 
di Napoli fino al Ì818, Napoli, 1885, p. 6, nota 2*, e Del Giudicb, Rélaz. 
su gli Arch. di Benevento^ Museo di scienze, ecc.,, voi. XVI, p. 347. 



pRKVAzioins xy 

miche fra i critici del secolo scorso e i principi del nostro (i). 
Di S. Lorenzo d* Amalfi conosciamo , per le indicazioni del 



fi) Fra le pabblicazioni recenti noto solo: Nicola Parisio, Due do- 
cumenti greci inediti della Certosa di S. Stefano del Bosco, ora per la 
prima volta illustrati, Napoli, Desken, 1889. Sono notissime le Dispute 
fta ii Vargas Macoiacca e il Tromby nel secolo scorso , e il riassunto 
ftittone dal Di Meo nel saoi Annali e agli anni cui si riferiscono i docu- 
menti che, in tesi generale, ritiene tutti apocrifi. 

A dare un* idea del bisogno di riesaminare serenamente la questione 
sui testi originali dell* Eremo di Stilo , o per lo meno su copie meno 
scorrette e interpolate, porto 1* esempio seguente. Il Vargas e il Di Meo 
ritennero apocrifo, e a ragione, il diploma del Conte Ruggiero del 1097 
Pebbrajo Ind. V, di cui il Tromby avea dato 11 testo latino. Per convin- 
cerci delPapocrifità basta riportare il brano seguente : « Quod actum est 
teste et concedente Adelaide coniuge mea et Mal^rerio Alio meo, Willel- 
mo de Altavilla etc. » Tanto il testo latino che 1* originale greco sono 
stati pubblicati dal Trincherà a pag. 77, con questa nota: « Ex originali 
membrana bilingui Arcbiyii Neapolitani, n. 7 ». Confrontando i due testi 
si ha ragione a ritenere autentico il greco , che non ha alcuno di quei 
nomi sospetti, ed é esatto nelle note cronologiche; sicché la pergamena 
non fh originariamente bilingue. Questo identico caso si riscontra in una 
carta bilingue del Tabularlo di S. Filippo di Pragalà edita coiranno 1110 
dal Buscemi {Bihl, Sacr.^ Palermo 1832, p. 335), dallo Spala a pag. 261, 
e dal Cusa, p. 335, coiranno 1125 (?), e finalmente in maniera corretta 
e sul testo originale dal Cozza Luzzi (Arch, Si. Sic,, voi. XV, pag. 336 
e segg.). La pergamena sarebbe pure bilingue; il testo greco ha Tanno 
cancellato, porta però 11 mese di marzo ind. IH ; il testo latino ha invece 
Tanno 1117, ma tace le altre note cronologiche. La data posta dallo 
Spala e dal Gusa sembra la pia esatta, perché risponde alla 3" indizione 
e al tempo in cui visse T Arcivescovo Guglielmo di Messina 11 testo 
latino é fklso; basta considerare che nel 1117, parlandosi di Adelaide 
moglie di Ruggiero si dica: bone memorie, quand*es8a morì nel 1118; 
un* altra osservazione si detege dal testo dato dal Cozza Luzzi: Ruggiero 
▼*é menzionato col titolo di re, e ciò nel 1117 (?!). Cf. C. A. Qarupi, Di 
una pergamena trilingue, etc., in Arch. St. Jt., S. V, 1899, t. XXIIT, disp. I. 

Tanto la pergamena di Stilo di Calabria che T altra di S. Filippo di 
Pragalà in Sicilia contengono due testi veri, che sono i greci, e dnn testi 
filisi che sono i latini. Pel primo il ftitto é spiegabilissimo. I monaci di 
Stilo erano latini, o gallo-italici , quindi per loro comodità tradussero, 



XYI PRBFAZIONB 

Camera, i due Cartarii, che sono in Amalfi, e il Repertorium 
nella Brancacciana ; di S. Angelo prima S. Pietro in vultu 
sappiamo che le pergamene originali trovansi nella biblioteca 
Nazionale di Napoli ai segni I, Aa , 39, e che di S. Maria di 
Tremiti esiste solo il Codice membranaceo del sec. XIII, il quale 
contiene 83 documenti dei sec. XI e XII, conservato pure nella 
Nazionale. Il tesoro diplomatico della Cava è inedito per V e- 
poca normanna; se ne conoscono alcuni pei testi greci nella 
pubblicazione del Syttabus del Trincherà, nel Cartularium 
Cupersanense del Morea, altri per i sunti dati dal Muratori nelle 
Antiqiiitales Italicae e dal Di Meo nei suoi Annali ; ma molto 
è r inedito stando all'elenco fatto dal Di Blasi nel secolo scorso 
(e che si conserva neir Archivio di Stato di Palermo), e alla 
trascrizione di parecchi documenti dovuta allo stesso nel ms. 
Qq. H. 13 della Biblioteca Comunale di Palermo. 

Di S. Pancrazio di Scilla ne conosciamo ben poche, fra cui 
una trovata e pubblicata dal Salinas (1). Per T Abbazia di 
Rossano abbiamo un bel contributo storico del Batiffol (2), il 
quale nel 1888 nella < Ròmische Quartalschrift » pubblicò pure 
r inventario delle Carte di S. Trinità di Mileto. 

Giov. Battista Beltrani e Arcangelo di Gioacchino Prologo 
pubblicarono molte carte antiche del duomo di Trani , ve ne 
sono altre inedite per T epoca nostra; della Chiesa metropo- 
litana di Bari abbiamo V elenco delle pergamene smarrite fatto 



dico meglio parafrasarono il testo greco, e a dare al latino una parvenza 
di aatenticità vi agginnsero i nomi soliti di Malgerio, Gaglieimo di Al- 
tavilla, etc.; onde in parte hanno ragione il Vargas e il Di Meo dicendolo 
falsificato. Pel secondo non resta che accertare il fktto; è notevole però 
che la Iklsificazione per la pergamena di S. Filippo, conservata al Moseo 
Nazionale di Palermo, ò in carattere del sec. XII, e dovette avvenire ai 
tempi di Ruggiero re; per quella di Stilo nulla posso dire non avendo 
sott* occhio r originale, e non avendo il Trincherà detto cosa alcuna. 

(1) ArcK St. Sic, N. S., voi. VI, p. 10 a 20. 

(2) V Abbaye de Roisano. ConlribìUion à V hùtoire de ìa Faticane, 
pp. XLYUy 187, Paris, Lahure, libr. Picard. 



PRRFAZrONB XVH 

dal Carruba (1); in Beneyento (2), Salerno (3), Capua, Brin- 
disi (4), v'è materiale inedito, come nelle Chiese yescovili di 
Valva, Sulmona e Terlizzi (5) , e nella Chiesa di S. Sepolcro 
di Barletta (6). Il Nitti-De Rossi ha dato ora un bel contri- 
buto di 27 documenti normanni inediti conservati nella basi- 
Kca di S. Nicola di Bari, e il Fortunato ne ha dato 5 appar- 
tenenti a S. Maria di Vitalba. 

Ma a che continuare? Questi pochi esempi bastano a mo- 
strare ìa necessità e la difficoltà di compilare il Regesto che 
risponda alle esigenze della moderna critica diplomatica. Ri- 
mandandone quindi per ora la pubblidazione al tempo in cui 
potrò intraprendere una scorsa non punto fugace neir Italia 
Meridionale, mi limito per oggi a pubblicare a mo^ di saggio 
questa prima raccolta. 



§ II. — Donde ho traili i ili documenti. -- Fondi archivi^ici 
e mss. della Biblioteca Comunale di Palermo. 

C!ome dissi poc'anzi, la presente raccolta, la quale contiene 
111 documenti, ch'io ho ragione a ritenere inediti, è frutto 



(1) Eoniade, eap. I. 

(2) BoRou, Memorie storiche di Benevento. 

(3) Paesano, Mem. stor. delta Ch. salem. (Napoli 1S68), pubblicò pa- 
recchi documenti. 

(4) QRKooaoviDS, Die historischen Studien im alien Caìabrien^ p. 17. 
Gf. altreal Ermanno Arr, QU studii storici in Terra d^ Otranto, in Ar- 
chivio st. It.^ aer. IV, t. VI. 

(5) Nella 2* dispensa dell* Arch, sL 2t.f 1S93 , p. 456 , a* annanziava 
come prossima la stampa dei docaracnti di questo Archivio capilolare 
che ha un foudo di circa 200 pergamene dei sec. KI e XII, di cai s'igno- 
rano e quelle che appartengono ai domìnio normanno e quelle che sono 
inedite. 

(Q pROLoeo (Rassegna Pugliese^ i5 giugno £885)^ parla delie pergi* 
le di queiU ehieea. 

OARon — / Documenti inediti ecc. 2 



XVm PRSFAZIONB 

di una ricerca limitata ad una^ sola parte deUa Sicilia, cioè: 
Archivio di Stato e Biblioteca Comunale di Palermo, e Tabu- 
lari ' vescovili e capitolari di Palermo, Morreale, Cefalù. 

L^ Archivio di Stato mi forni ottimo materiale nei se- 
guenti fondi: 

1* Tabularlo vescovile di Cefalù, che comprende, oltre a 31 
pergamene del tempo, due Codici membranacei dei primi anni 
del sec. XIII (1) ; 

2* Tabularlo di S. Maria Maddalena di Valle Josaphat; 

3*" Tabulano di S. Margherita di Polizzi; 

4'' Tabularlo di S. Maria di Malflnò; 

S" Tabularlo della Magione di Palermo; 

6* Capibrevi (Beneficia Ecclesiastica) di Giovan Luca Barberi; 

7* Registri di Cancelleria; 

9" Registro di Conti del Monastero del Cancelliere di Pa- 
lermo (2). 



(1) Codici membranacei del sec. XIII, alti mm. 243, larghi mm. 162; 
r ano (N 131) ba iMigìne 38 posteriormente numerate , V altro pag. 19 
pare numerate posteriormente. Il carattere in entrambi ò gotico cancel- 
leresco con qualche capolettera anche in rosso , la pergamena ha linee 
tirate a secco. I documenti quivi riportati sono scritti da diverse mani 
e vi si riproducono anche le ruote delie bolle pontificie. Alcuni Togli di 
pergamena (nel ood. n. 131) sono in cattivo stato di conservazione per 
sbiadimento e per palini^esti, come per esempio le pagine 1 e 28 , la pa- 
gina che seguiva la 28* manca perché tagliata, lasciando incompleti la 
fine di un documento del 1146 e il principio di un altro del 1172, V Ind. 
I Godici oonservansi neir Archivio di Stato di Palermo e portano en- 
trambi la numerazione ufficiale pel Tabularlo di Gefklù, 131 e 132. 

(2) Questo Registro di Conti del Monastero del Cancelliere ò alto m. 275, 
largo mm. 205, ed ha in tutto fo^li 240 , oltre un indice alfabetico in 
principio. Dal foglio 1 al 24 retto contiene : « Rollo di li renditi li quali 
havi lo monasterio di Sancta Maria lo cankilleri li quali si pagano per 
li persuni appresso declarati etc. supra li predìj corno per il contratti >, 
ebe vanno fino al 1583. I f 25 a 12^ retto sono bianchì, 138 a 144 con- 
tengono 4 documenti normanni , (la l'eri ttura é in chiara calligrafia e la 
carta é rigata con linee a secco alla distanza ciascuna di mm. 5) 145 a 
146 retro bianchi , 147 a 162 contengono due documenti (quello di Ma- 
rotta e la bolla di Alessandro III), scritti in conivo cancelleresco , 162 



PRBFAZIONB XIX 

La Biblioteca Ck)munale, nei mss. : 4. Qq. D. 54, Qq. H. 3, 
Qq. H. 5, Qq. H. 6, Qq. H. 7, Qq. H. 9, Qq. H. 10, Qq. H. 12. 

Il Tabulano della Cattedrale di Palermo nelle pergamene ; 
quello di Morreale nelle sue 43 pergamene dell' epoca nor- 
manna, nel frammento di codice membranaceo dei principi 
del sec. XIV e nell' altro cartaceo del XVI (1) ; quello di Ge- 



retro a 108 retro bianchi, 169 retto e retro riportano il doc. di Tostano 
in buona calligrafia; il resto dei fogli é bianco. Il Ck)d. ó del sec. XVI. 

(ì) Il Ck)dice cartaceo sadetto è il Liàer Pandectarum (ritrovato per 
caso e salvato dal vandalismo degl* impiegati del demanio, che se ne ser- 
vivano a mo' di cascino nelle sedie, dall* infiiticabile Prof. Salinas), con- 
servasi ora nel Tabnlario di Morreale. è di carattere della 2* metà del 
sec XVI , consta di 170 fogli oltre il primo in pergamena sensa alcano 
scritto ed an indice alfkbetico. È largo cm. 29 ed alio om. 48, la carta è 
filogranata. Contiene la trascrixione di docamenti latini appartenenti al 
Monastero di S. Maria Nnova di Morreale , che vanno dal 1115 Maggio 
Ind. 7* al 6 Marzo 1560. Il primo fòglio in carta contiene la desorisiona 
brevissima della venata dei Normanni in Sicilia. È curiosa la spiega- 
sione della parola Normanni, che giova riportare pei tempi in cui fta 
scritta : « Normanni septemtrionalis homo interpretatns est, norih dano- 
rum lingua $epiemtrio est, man , homo : Normanni vero prima origine 
gotici fàere magnamque per insulam in oceano germanico ete 

11 frammento del Ck>dioe membranaceo ó quello stesso che il Carini 
accennò nella copertina col titolo generico di « Copia in pergamena di 
diplomi ». 

È dei principii del secolo XIV , alto mm. 420 largo mm. 270 , ed ha 
in tutto 8 fogli. La pergamena ò divisa in due colonne, di cui ciascuna 
è larga mm. 85, riquadrata e rigata a secco. Manca il principio, mentre 
il lòglio 7 ha una colonna scritta più sette righe della seconda colonna; 
il resto del foglio 7 e 1* altro seguente sono rigati a secco e riquadrati 
in due colonne, ma sensa alcuna scrittura. Contiene, oltre al primo do> 
eumento incompleto, i seguenti diplomi: 

1 di Guglielmo duca del 1115; 

2 di Ruggiero re del 1144; 

3 di Guglielmo duca dei 1120 Decembre XIV Indisione. 

4 di CosUnsa del 1190 Decembre Ind. XIV. 

5 di Gostanza, ma ò rimasto incompleto. 

La scrittura è grande e nitida, e porta i capi-lettere ben dipinti eie- 



XX PREFAZIONE 

falù, nelle 32 pergamene colà eaiatenti oltre a copie di docu- 
menti del tempo (t). 



gaotemenle ■ rari aAotU L' nualdilà bt Bcouapito an poco della parte 
snperiore. 

Colgo qui l'occasione per rìngraiiarc sentitamente l'egregio Prof. 
Comm. Patricolo che mi die il permesso, molto gentilmente, di studiare 
a mio agio qael Tabalario importante, molto ben conservato, e disposto 
con ottima cara in armadi a sistema Fumagalli chiusi, e In nna stanu 
che invita allo stadio. 

(1) Il piA ricco e in parie più completo Tabularlo di Sicilia, per t' fi- 
poca Normanna, è sensa dubbio quello di Cef^lù. Contiene in tatto n. 619 
pergamene, delle quali V^ si conservano in quell' Arcbivlo Capitolare, 
e 130 nell'Archivio di SUto di Palermo, e vanno dal USI al 16 Settem- 
bre 1757. Pel tempo nostro i documenti sono In tutto 67 , di cui 61 in 
pergamene originali o trausuntste e 6 in copia nei Codici poc'anzi de- 
scritti. Le pergamene trovnnsi in parte a Palermo, in parte a Ceftilù, 
cioè 31 a Palermo e 30 in Cel^lù, compresa una ch'ebbi la ventura di 
ritrovare e aggìangei-e al Catalogo compilato nel ISSI da quell' ottimo 
prete, ch'é il Ciantro Sac. Vincenzo Serio, che mi Tu lai^o di gentilezie 
(di cai serbo grata memoria) nella mia dimora in quel luogo, per inca* 
rico ricevutone a mìa richiesta dall' Gnor Consiglio della nostra Societì. 

Secondo il catalogo tetto nel 1851 : > Repertorio di tutti li Pergameni 
esistenti nell' Archivio della Cattedrale di Cetelili. Ne' quali si contengono 
I Privilegi, Donazioni, Concessioni, Dritti, Giariedizioni ed Baensioni a 
favore di essa fktti da Sovrani, E^onteflci, Baroni e Pìi Particolari e pa- 
rimenli i Transunti di d<'tti Documenti, coordinati e beo conservati per 
ordine e cura di S. B. Rev.ma Monsignor D. D. Visconte Maria Proto 
vescovo della stessa ne! 1851 >, le pergamene normanne erano 47, a 
queste bisogna aggiangerne 13 in greco ed arabo; sicché dal 1^1 ad 
oggi non para siasene smarrita alcuna. Però è a ritenere ctie prima di 
mouB. Proto si fossero smarrite le 6 pergamene, che si trovano nei Codici 
131 e 132 del Tah. Vesc. di Cel^lù e la lettera dei oa noni ci, del 1169, che 
trovasi nel ms. Qq. H, 7 della Biblioteca Comunale di Palermo. 

Le pergamene sono ripiegate, attaccate a fascio per secolo e conser- 
vate in cassette di latta Nella prima cassetta si conservano 1 cataloghi 
e alcune copie del secolo scorso di varii docamenti. 11 Comm. Patricolo 
mi assicara, che, mercé le sne insistenze, il vescovo ha pensato ora di 
adottaro il sistema Fumagalli, conforme all' ordinamento tonato nel Ta. 
bnlarìo di Moireale. 



L 



I IH documenti sono: 47 in pergamene originali, 11 in 
7 pergamene in copie o transunti, cioè 3 in copie del sec. XII, 
e 8 in atti notarili del XIII; 54 copie da codici membranacei 
e cartacei distribuite nel modo seguente: 6 dai Codici mem- 
branacei dei sec. XIII del Tabulano vescovile di Cefalù n. 131 
e 132, due dai registri di Cancelleria dei primi anni del se- 
colo XY, uno dai Capibrevì, Beneficia Ecclesiastica, di Giovan 
Luca Barberi, 7 dal Registro di Conti del sec. XVI del Mo- 
nastero del Cancelliere di Palermo, e 34 dai manoscritti della 
BiUioteca Comunale di Palermo, dovuti in parte air Amico e 
in parte allo Schiavo. 

I vecchi fondi da cui provengono possono distribuirsi cosi: 

Tabulano della Chiesa di Cefalù 41 
Tabulano di Morreale 13 
S. Maria di Valle losaphat 4 
Cattedrale di Palermo 4 
S. Maria del Cancelliere 7 
Cappella Palatina di Palermo 1 
S. Maria della Martorana di Palermo 4 
S. Maria della Grotta di Palermo 2 
S. Maria de Ligno in Calabria, grangia della Cat- 
tedrale di Palermo li 
S. Marco dei Veneti in Palermo 2 
Magione (SS. Trinità) 2 
S. Maria della Grotta in Marsala 2 
S. Maria (del Bosco) in Vicari 2 
S. Margherita di Polizzi 1 
Cattedrale di Girgenti 2 
S. Filippo di Àrgirò C 2 
Monastero di Mongibello ( 1 
S. Eulalia 1 
S. Trinità di MUeto 1 
S. Angelo di Brolo 1 



A riportarBÌ N. 96 



txn ^RBtAZIONlE 

Riporto N. 96 

S. Salvatore di Messina 2 

S. Maria delle Scale in Messina 2 

S. Maria di Galat 1 
S. Maria delle stelle in Oppido MUiteUo (Tabulano 

della Cattedrale di Siracusa) 1 

S. Giovanni di Gerusalemme in Messina 3 (1) 

S. Maria di Castel Troina 1 

S. Maria di Bordonaro e S. Anna in Messina 2 

S. Maria di Malflnò 1 

Cancelleria Regia 2 

HI 

In generale si può affermare che i Monasteri e le chiese, 
cui appartenevano le copie della presente raccolta, oltre le 
tre della pergamena della Cattedrale di Palermo e queUe della 
Magione, sono in gran parte estinti; e le pergamene originali 
o perdute o trafugate, com^è certo avvenisse, a dirne una, 
per la Chiesa della Martorana di Palermo , come m' assicura 
il mio ottimo amico Dottor Giuseppe LiOdi. Per buona sorte 
di questo Monastero esistono oggi solo alcune copie dovute 
all^ Amico e di queste mi son servito (2). 



§ III. — Perchè pubblico due transunti dal greco. 

A rigore avrei dovuto pubblicarne 109 e non comprendere 
due diplomi di re Ruggiero, doc. XI per la Chiesa di S. Maria 



(i) Il Dbul VILLE La RouLX, Carivi, génér. de V Ordre des HotpitaUen 
de S. Jean de Jerusaiem^ pubblica te docameoti per 1* Italia (iiOO-1200); 
questi mancano. 

(2) In un privilegio di Gostanza per rArcivesoovato di Morreale, del 
1195 Dee, ho trovato una pregevole carta judicaiideì 1196 appartenente 
però airitalia meridionale. 



della (erotta In Marsala (1131, 16 Maggio), e l'altro del 1136 
(6664) Aprile per Adelina la nutrice di Enrico figliuolo del Re; 
ma del l"" il Pirro pubblicò poclii flrammenti, tralasciando la 
parte più importante, cioè la divisione dei confini, che ci 
fornisce un ottimo materiale d^ indicazioni topografiche con 
nomi arabi; del 2*, malgrado il testo greco si conosca in due 
edizioni una del Trincherà p. 155 T altra del Cusa p. 115, 
pure m* è sembrato non privo d' importanza pei filologi il cono- 
scere una traduzione autentica del 1290: tanto più che quella 
pubblicata dal Trincherà è molto recente e il transunto dà 
modo di fissare alcune lezioni e la data in modo sicuro. 

La pergamena originale avrebbe dovuto conservarsi nel 
Tabularlo della Magione , ove ho rinvenuto il transunto e un 
accenno dell'esistenza deU' originale nella pergamena 563(1); 
ma non si trova. I compilatori del Syllabus^ cosi V illustre 
comm. Capasso mi rispondeva (2) per mezzo del chiar. Barone 
Starrabba, nel pubblicare il testo greco e la traduzione latina, 
si giovarono della copia e della versione italiana che ne avea 
fotta il Baffi, e che trovasi nei mss. della Biblioteca Nazionale 
di Napoli. La pergamena, com' è detto a pag. XVI della Pre- 
fazione del SyllabuSf era proprietà del medesimo Pasquale 
Baffi; ma a quei valenti compilatori non tu possibile rinve- 



(1) La pergamena 563 ó del 1314 mano, ind. XII, e contiene on 
trapianto di an contratto del 1277 marzo, pel quale ìatabella mulier de 
Principato del Ai Ruggiero , colla sorella Suraara e il nipote Riccardo , 
cittadini di Palermo, alla presenza di Symone Qaydaifu, loro mandoaldo 
e procuratore, vendono quoddam casate inhabìtatum quod vocntur Rahal- 
KirraimSf libero da ogni peso, pel prezzo di 20 ondo d*oro. I venditori 
ooniegnano al compratore « qnedam acrtpta bullata bulla plnmb^ a quon- 
dam diyj Regia Rogerij et parvi (tic) bone memorie recolende qoaliter 
habuerint antecessoruai eorum, et postmoJnm ipal venditore» sooceasive 
ab eie babebant, tam de dominio quam de possessione dìcti Gaaalls, scripta 
in litera saracena et greca». Nessun dubbio che si tratti dei nostri do- 
eumenti che nel 1*290 furono transutitati. 

(2) Lettera del 13 luglio 1898 comunicatami dallo Starrabba. 



XXIV PEKTAZIOlOe 

mrla. Come dal Tabalarìo della Magione nella prima metà del 
nostro secolo fosse pervenuta nelle mani del Baffi, non m'è 
rìescìto saper^ e credo che dopo il Baffi abbia seguito la sorte 
di tanti altri pregevoli documenti trasmigrati all'estero. Non 
puossi dubitare che il Baffi abbia trascritto dall' originale: Tin- 
dicazione datane è esatta e corrisponde ai nostro transunto. 
Il Trincherà cosi traduce la nota : in aulographo nomina ml^ 
lanorum lUteris tum grecis tnm arabicis consanptas sex 
vet^sus liUeris tantum arabicis exlraclas preeuntes subscrip^ 
tionem et fila setnca rubra unde sigillum pendebati^. 

E il transunto da me trovato nella pergamena 208 del Ta- 
bularlo della Magione a proposito dell' originale, che più non 
si trova, dice: e Nos judex Ptolomeus etc... et notarius Bene- 
dictus etc. Presenti scripto publico notum facimus et testamur 
quod nobilis vir Robertus Goppula, fllius nobilis viri domini 
Nicolai Goppula militis civis panormi, ad nostram accedens 
presenciami obtulit et ostendit nobis duo privilegia notata in 
carta membrana, quodlibet eorum bulla plumbea eiusdem 

Regis Rogerii appensa cum seta violacea , quorum unum 

est de litteris greca et arabica scriptura, etc... ». A compro- 
varne l'autenticità, seguendo il consiglio dello Starrabba, ho 
pubblicato l'intero rogito; ma i documenti li ho divisi, come 
andava fatto, per distinguere i diversi tempi in cui furono 
scritti. 

Il diploma che il Cusa attribuisce alla Chiesa di Palermo 
ha invece il solo testo greco, e nulla egli dice delle sei righe in 
scrittura arabica. 

Il transunto manca dell'intitolazione di Ruggiero, che nel 
greco fa parte del protocollo iniziale; la firma, che chiude 
il diploma, trovasi in fine all'altro documento tradotto dall'a- 
rabo, eh' è r esecuzione data dalla Cancelleria al privilegio reale. 

Mettendo in confronto i due testi, il greco e il latino, si 
vede il corrispondente latino ad alcune località e nomi di 
persona in greco e in arabo. Cosi: ^oex^ 2^^^ v'è tradotto: 
Rahal kerains e più propriamente nel 1277 (1): keramis: 



(1) Vedi perg. 563 del Tabal. della Magione cit 



pòtxog Bioeari, e vìa di seguito. I nomi ili due schiavi: àp8e^ 
(>àX]isc e HouXiooEv , indubbiamente errati nel testo greco del 
Trincherà, bisogna leggerli : à^ppàXfiev e BouXxàoev, come ha 
appunto la traduzione del 1290: Abdei^amen e Bulkasen. Del 
resto il traduttore pone un inciso, che manca nella stampa 
del testo greco, ma che risponde alle indicazioni del Baffi: 
«quorum quinque nomina scripta sunt simiiiter de lictera 
arabica. » 

Un altro dato importante è quello deir indizione. Il Trin- 
cherà e il Gusa han posta V indizione IV , onde quesf ultimo 
dubitò se r anno fosse 1136 e v' appose un punto interroga- 
tivo : il transunto taglia corto la questione dandola , e bene, 
coir indizione XIV ; sicché il Baffi lesse male in alcuni punti 
dell'originale e il transunto nostro acquista un maggior valore. 

Deir altro documento relativo al Monastero di S. Maria 
della Grotta ho avuto per le mani parecchie copie, tutte estratte 
dal Codice De Monarchia o De Vega^ com'è detto a suo luogo. 
Questo Codice nota che la traduzione del testo greco fu fatta 
da Notar Benedetto di Palermo il 29 Agosto 1269; ma tutte 
le copie sono abbastanza scorrette, e i nomi delle località sono 
riportati malamente. Per buona sorte la pergamena 16 del 
Tabulano di S. Maria della Grotta, conservata neir Archivio 
di Stato di Palermo, m' ha fornito un buon transunto autentico 
(erroneo però nella data come fra breve dirò) agli atti dello 
stesso Notare Benedetto del 13 Luglio 1273 , onde ho potuto 
dame un testo più accurato. 



§ IV. — Divisione dei documenti in traduzioni dal greco e 
dalT arabo f e in testi originari latini; questioni circa le 
dcUe di una scritta privata e di tre privilegi Ruggeriani 
tradotti dal greco. 

Tenendo ad un altro ordine d'esame noto che le carte 
date nel loro testo originario sono 92, e 19 in traduzioni dal 



greco e dall'arabo. Di queste traduzioni, salvo le due di cui 
già m' intrattenni, le rimanenti 17 sono, per quanto mi sappia, 
ignorate. I criteri che ho avuto nella scelta sono stati stret- 
tamente diplomatici : 4 li ho presi dai manoscritti deir Amico, 

I dai Gapibrevi {Beneficia Ecclesiastica) di Giovan Luca Bar- 
beri, 3 dai manoscritti dello Schiavo, 4 in transunti del se- 
colo XIII fatti da Notar Benedetto di Palermo, 2 dagli atti 
della Cancelleria dei primi anni del sec. XY; 2 dal Registro 
di conti del Monastero del Cancelliere di Palermo, 1 fra le 
carte del Monastero di S. Margherita di Polizzi, 1 dall' Amato 
(Monumenta Basilianae Abbatiae S. Mariae de Cripta Po- 
normt), 1 dal Tabularlo di Siracusa. Le 10 traduzioni sono: 

II di data certa (cioè 5 del sec. XIII, 3 del XIV, 3 del XY), 
e 8 di data incerta ; queste 8 ti*aduzioni sono prese : 5 dai 
manoscritti della Biblioteca Comunale e 3 da Codici e carte 
deir Archivio di Stato. 

Quattro traduzioni, cioè i Doc. LXXXI, YIII, IX, X (il primo 
documento privato e gli altri regi) dubitai molto se dovessi 
accoglierli: le note cronologiche non erano esatte; ma non 
potevo per questo solo condannarli come apocrifi. 

Il primo appartiene al Monastero di S. Maria della Grotta, 
e solo questo documento manca nei Capibrevi di Gian Luca 
Barberi ; le note cronologiche se non sono contradittorie, cioè 
se il Decembre dell' anno greco 6602 cade perfettamente nel- 
r indizione II, non rispondono alla verità storica. Le carte di 
questa abbazia, com' è noto, furono in gran parte disperse, e 
bisogna , però oculatamente , fidarsi deir Amato , eh' ebbe fra 
mani se non gli originali, forse smarriti ai suoi tempi, tradu- 
zioni più antiche. 

Pel IX e X , r uno della Chiesa di Siracusa , V altro di 
S. Maria di Galat in Messina , ero sicuro per la raccolta del 
Cusa che gli originali erano da gran tempo dispersi ; pel primo 
scrissi al mio carissimo amico Prof. Leonardo Di Giovanni, 
che insegnava lettere italiane in quel Liceo, per vedere se 
fosse 8tato possibile ritrovare un transunto più corretto e ante- 
riore a quello del ms. della Biblioteca Comunale di Palermo; 



1>RSrAZI0M IXYti 

ma fu impossibile a quel gentile amico di appagare il mio 
desiderio ; pel secondo avevo poche speranze di miglior sorte 
per le tante rivolte e distruzioni di carte avvenute in varie 
epoche in Messina. 

Per r Vili infine, del Monastero di S. Maria della Orotta 
in Marsala, avevo in mano il transunto autentico del 13 Lu- 
glio 1273, come dissi, e ciò mi dava sicurezza che Terrore 
cronologico era nato nel sec. XIII; ma non potevo, come fe- 
cero il Pirro, e dietro lui il Behring, accettare la data del 
16 Maggio 1130. 

Per ricercare la data da assegnare a questi transunti è 
uopo dividerli in due gruppi: in uno tratterò del documento 
privato del Monastero di S. Maria della Orotta di Palermo, 
neir altro riunirò insieme Vili, IX e X, documenti regi , che 
appartengono tutti e tre al tempo del 2® Ruggiero. 

La fonte del doc. n. LXXXI è il ms. Qq. D. 54 della Bi- 
blioteca Comunale di Palermo : Monumenta BasUianae àtòa- 
tiae etc.f ove è dato coir anno ((602 Decembre Ind. II. L* autore 
è Eugenio Gali a secretisi il quale, in seguito ad un voto per 
ottenere la guarigione della pellagra, fa molte concessioni al 
Monastero di S. Maria della Grotta. Egli è persona abbastanza 
nota neir amministrazione Normanna del sec. XII. 

Eugenio Cali è traduzione letterale di Edy^vio^ xoo xoXoO, 
come a ^cretis di xoO otxpixou. Ed io trovo appunto in un 
documento del 1183 pubblicato dallo Spata e dal Gusa (1) 
EOr)fivioc to5 xoXoO fra gli arconti xoO otxpéxou, eh* è il medesimo 
che nella traduzione latina di un diploma greco presso Gre- 
gorio e Spata (2) è detto : Eiyeniw de Cales. LMpotesi messa 
fuori dall* Amari (3) che questo Eugenio xoO xoXoO, o detto il 
betto , fosse tutt'uno con Abw-Tsyb che s'incontra in tre docu- 
menti del 1149, 1154, 1172 (4), mi pare possa reggersi. 



(i) Sfata, Ptrg., élc., p. 293; Cusa, op. cit, p. 432. 

(2) Ormoeio, De suppuiandis, pag. 54 e segg.; Spata, op. oit, p. 4&3. 

(3) aunia dei Musulmani, voi. lU, p. 282 e 3tS. 

(4) aaaooEio, D$ wpp. cit, p. 34, 39; Caruso, Biòl. Sior,^ t. II , Fa- 
tonno 1334, pp. 46 e 55; Gusa, pp. 28, 34, SO e segg. 



Nel documento greco ed arabo del 1172 (1) si legge nel 
greco : Poutto&co^ fra i gaitì t©v to^ótcov, e neir arabo abw-al 
tajb (Buttaib come trascrive l'Amari, o Buttaip secondo il Cusa), 
f ra i gai ti degli arcieri. Un documento transuntato nell'agosto 
del 1286 (2), dice: qicoddam scriptum factum prò mandato 
quondam secreti Eitgenij de calosj qui in lingtca arabica 
vocabatur Buttaib etc. Nel 1175 questo Eugenio, o Buttaib, è 
7nagister duane de secretis, qui ar obice dicilur duén tahki 
el-mama, hoc est doana veritatis, e &rmdi col proprio 
alama: «spes mea deus et gratia dei». 

Ed è il medesimo Eugeniu^ màgister diurne baronum, 
che sì riscontra in due documenti latini: uno del 1174 pub- 
blicato dal Perla (3) e l'altro del 1187 dal Minieri Riccio (4). 
Fra le cariche alla corte normanna, al tempo di Guglielmo IL, 
quella di màgister duane baronum è tenuta nel 1174 da Eu- 
genio, nel 1176 da Gaito Mataracio (5), nel 1180 da Goffredo 
di Moac, che tante volte appare come faciente parte della Se- 
crezia, e nel 1187 nuovamente da Eugenio. 

Per tornare all' argomento, soggiungo che noi ci troviamo 
nel caso, o di ammettere che alla distanza di circa un secolo 
due Eugenii Cali avessero esercitato il medesimo ufficio a 
corte, ciò che trae indietro ai primi del dominio del 1^ Ruggiero 
la formazione della duana de secretis o \isr{&)^o^ oexpéxoc, o che 
invece il traduttore avesse sbagliata la data. Quest' ultima ipo- 
tesi mi sembra più prossima al vero. Eugenio fu a corte dal 
1172 al 1187, secondo i documenti, e la seconda indizione in 
questi anni ( V indizione e il mese son qui punti certi ) cade 



(1) Cuba, p. 80, 83. 

(2) Sfata, op. cit, p. 452 e segg. Oarufi, Mon, e Cbn. ecc. in Arch. 
Star. Sic, N. S., a. XIII, pag. 153: Seher Biccahib. 

(3) Una charla judicaii dei tempi Normanni, in Arch. Si. Nap.^ vo- 
lume IX, p. 342 e segg., e n. 1 p. 343. Gf. Trincherà, SyUabus cit, 
p. 310, doc. del marzo 1192. 

(4) Saggio di Cod. Diplom., Sapplemento, p. I, NapoU 1882. p. 20 e 21. 

(5) SiRAGUSA, Guglielmo I, etc., Palermo 1886, voi. I, pp. 193-186. 



PRVPAZIONK XXIX 

nel lt87. Per queste ragioni mi pare che la data del transunto 
sia 1184 Indizione II e non 1092; del resto Terrore è di 
novanV anni precisi, ed è probabilissimo che, nella trascrizione 
latina delP anno greco 6694, V Amato abbia omessa la parola 
nonagesirno. 

Vengo al gruppo dei tre documenti. 

Le ragioni per cui le note cronologiche mi sembrano sba- 
gliate sono di una grande evidenza. Tutti e tre sono docu- 
menti regi , come dissi, Vili e X privilegi, IX lettera. Il pro- 
tocollo iniziale manca dell' invocazione divina, e comincia col- 
rintitolazione regia in questa forma : RogeHus in Christo Deo 
pius forlis rex , il nono ; Rogerius Chrisiianoruni adititor^ 
l'ottavo: Rogerius in Christo Deo pitis et Christianorum 
adiutor, il decimo. 

Nelle fonti da cui li ho tratti sarebbero: Vili dell'anno 1115, 
IX del 1128, X del 1116 Ind. IX. A parte l' osservazione ge- 
nerica che l'intitolazione non mai sarebbe stata di re prima 
del 1130, giova intrattenerci un po' sulle formule del proto- 
collo iniziale degli atti regi; Tesarne è necessario perchè ci 
troviamo di fronte a traduzioni dal greco, ed è possibile siano 
state più presto traslatate erroneamente le intitolazioni che 
le date. 

Prendo a base i documenti greci nelle raccolte del Cusa 
e del Trincherà, e distinguo il tempo del secondo Ruggiero 
in due periodi: il comitale e il regio, perchè il protocollo 
iniziale dei privilegi Rugeriani presenta pei due periodi forme 
caratteristiche e spiccate. 

Il titolo d'aiutatore dei cristiani apposto a Ruggiero conte 
(t<l)v XptoTxav^ov poTjW;) lo trovo in un privilegio del 1094 (Cusa 
p. 389 e 391); ma è formula rara. 

Nel primo perio^lo non v' è traccia d' invocazione divina 
verbale, solo, e non in tutti, si vedp precedere la croco nuda, 
croce equilatera latina quadringula (1), {^ chìnsmon)^ se- 



(1) Uso 1* eepreuione che risponde al terzo periodo assegnato dal Ca- 



XXX PRKFAZIONB 

guita da questa formula costante che fa parte deirintitolazione: 
IkytXXtov Yev&|ievoc T»p'2|toO fcrfifwo etc. (1). Quesf uso è seguito 
anche dai membri della famiglia dominante, come a dire da 
Tancredi di Siracusa (2) e da Ruggiero duca figliuolo a Ro- 
berto Guiscardo (3). La voce oi-^iXktoy, dai traduttori contempo- 
ranei o quasi, è sempre tradotta o pripUegium più spesso, o 
sigiUum (4). 

Il periodo regio inizia invece una forma nuova ; non sem- 
pre, come prima, si ha il Chrisman iniziale (^), la voce acrOL- 
Xtov è scomparsa, i diplomi costantemente cominciano coUMn* 
titolazione sovrana, alternando queste due formule, o: Toyì- 
pco( iv Xpc<t!& i6> ^& iuoepìjc xpotoEiòc p^j^ » o alle volte aggiun- 
gendovi anche < ..... xol t{&v xpt<niav£^ poi]dó( » (5) ; ripetute poi 
nel protocollo finale come apposizione di firma. Questa inti- 
tolazione risponde ali* *cUdma usato in un solo diploma arabo- 
greco e che r Amari trascrìve : El hamd lUlah sciakran linia 
^mih , cioè : < Lode a Dio per riconoscenza dei suoi bene^ 
fizii^ (6). 



rini al Signum Chrùii; cf. I. Carini, Il mSignum Chrùii» nei monu^ 
menti del Medio Evo, appunti e noie per la nuowi ecìwìa Taticana, 
il adii. 1890, Roma, p. 13. 

Debbo air egregio Dott. Lodi V aver potato studiare questo opuscolo 
ohe non si trova nelle nostre Biblioteche. 

(1) CUSA, pagg. 5, 289, 359, 383, 385, 387, 393, 394, 403, 407, 409, 554; 
Trincherà, pp. 68, 74, 101. 

(2) Cosa, pp. 554, 557, 559. 

(3) Trincherà, p. 83. 

(4) Gf. i documenti di questa raccolta ai n. 1, 2, 5, 6. 

(5) Cdsa, pp. 13, 10, 20, 24, 26, 115, 117, 131 , 292 , 519 , 525 , 650 ; 
Trincherà, pp. 138, 155; Russi, Paìeog. e Dipi, dei documenti deUe 
Provincie Napoletane. Napoli, 1883, app. XIV. 

(6) Amari, op. ci/., p. 449; Cuba, op. ciL, p. 68. Tranne questo diplo- 
ma del 1143, gli altri hanno o 1* invocazione divina (bitmillah) o Tinti- 
tolazione regia scritta in greco. Gf. Cusa, pp. 28, 34, 130, 650. Si potrebbe 
supporre che il formulario dell* intitolazione regia in greco , anziché 
traduzione dell* 'aldma arabo, come vorrebbe rillustre Amari (pag. 451, 



PREFAZIONE XXXI 

Queste osservazioni m^ autorizzano a concbiudere, che, an- 
che fatta astrazione del titolo di Re, il protocollo iniziale di 
questi tre documenti ci rende sicuri ch'essi appartengono 
senza dubbio al secondo periodo; e difatti ho posto ai n. IX e 
X Tanno 1131 , seguito dal punto interrogativo perchè non 
avevo l'ausilio dell' indizione , all'ottavo l'anno 1130 perchè 
r indizione IX me ne dava certezza e non potevo portarlo al 
1145, cioè all'altro periodo indizionale, giacché dopo la coro- 
nazione Ruggiero nei suoi privilegi poneva sempre l'anno 
del regno (1). 



§ y. ~ Dei testi originalmente in latino; importanza sto- 
fica di alcuni. 

Fra i 92 documenti dati nei loro testi originari ve ne 
sono parecchi, che meritano speciale attenzione per la loro 
importanza storica. Di alcuni dirò qui brevemente stando nei 
limiti di una prefazione, degli altri me ne occuperò quanto 



voi. cìt), 8ia originato dagl* imperatori di Bisanzio, oche la caneeUeria 
araba di Sicilia l* abbia fiitto sao e adattato a mo* di ^aldma. Non ab- 
biamo che nn solo esempio di 'alama, come dissi , nei diplomi rugge- 
riani, mentre le altre in greco abbondano. Questo argomento è degnissi- 
mo di studio ; ma occorrono nuove ricerche pria di venire a concio- 
sioni certe. 

CL pare Amari , / diplomi arabi del R, Archivio Fiorentino, Firen- 
ze, 1803, pp. LXVir, e p. 306. 

(1) La nuniera di datare i documenti secondo Tanno del regno presso 
i Romani e i Tedeschi fu introdotta da Genserico dopo la presa di Car- 
tagine il 19 ottobre 439. I suoi successori continuarono V usanza , che 
si propagò per tutto il medio evo. Cf. Th. Mommsbn« in Neues Archiv., 
Bd. XVl. Heft. K — Nella diplomatica siciliana Puso fu di aggiungervi 
l'anno del regno dopo la coronazione del decembre il3(>, non di datare 
i documenti secondo Tanno del regno. 



XXXII PRBFAZIONB 

prima, trattando della Cancellerìa Normanna neir Italia Me- 
ridionale. 

È degna di nota la pergamena N. 17 del Tabularlo Capi- 
tolare di Cefalù, la quale contiene, com'è scritto nel dorso a 
caratteri del tempo : « Constitutiones Bosonis super scannatura 
et aliis. 1157». L'anno 1157 non puossi affermare in modo 
assoluto : è certo che appartenendo al vescovo Bosone non 
può andare al di là del 1175, tempo in cui Guglielmo re con- 
fern>ò la nomina del vescovo di Cefalù in persona di Guidone; 
ma la scritta del dietro essendo coeva, m' ha fatto propendere 
pel 1157 (1). 

Le «Constitutiones Bosonis» hanno una forma giuridica- 
mente perfetta di statuti rurali, benché contengano pochi capi- 
toli, e per questo costituiscono fin' ora il solo e più antico 
tipo per la Sicilia. Il memoratorium di Patti fatto nel 6625 
dall'Abate Ambrosio e confermato nel 1133 dalla corte di 
Ruggiero su ricorso dei Fattesi (2), non ha una vera e pro- 
pria forma di statuti rurali (3), ma di contratto bilaterale redatto 
in doppio originale; mentre quelli di Bosone sono veri statuti 
largiti dal signore del luogo, in quanto che il popolo non fi- 
gura nella loro compilazione, sebbene risulti evidente che non 
vi rimanesse estraneo. Da questo solo punto di vista si avvi- 
cinano ad essi gli statuti conceduti dal vescovo di Catania 
nel 1168 (4). Nella sostanza il memoratorium di Patti e gli 
statuti di Cefalù e Catania differiscono. Il memoratorium re- 
gola i rapporti degli homines di Patti coU'Abate relativamente 
alle terre burgensaticbe: in altri termini si fissano i vicende- 
voli accordi fra il proprietario delle terre concedute da Rug- 



(1) Questo documento fa accennato dal Gregorio coUa data del 1177 
giugno evidentemente sbagliata; il ms. Qq. H. 7 f. 93 della Bibl. Gom. 
molto più a proposito, assegna Panno 1175 Luglio Ind. IX. 

(2) Gregorio, Consid.^ Lib. I, cap. V, not. 4 e 6. 

(3) Su questo tipo di statuti cf. Schuppbr, Man. deUa stor, del DiriUo 
Ital., Roma, 1895, 2* ediz., pag. 392 e segg. 

(4) Db Qrossis, Caih. sacr.^ p. 88 e 89. 



PREFAZIONE XXXIIT 

gìero nel 1097 (1) e i fittaiuoli, che costituiscono ciò che nel 
testo greco è detto: 6 Xoò^ Xu>pix(ou (2); gli statuti di Catania 
son dati universis hominibus Catanie^ fra cui si comprendono 
gli homines^ i burgenses e i milites et denique peregrini', 
quelli di Cefalù si riferiscono invece ad una sola classe di 
uomini, i burgenses, i quali, oltre V industria della pastorizia e 
della coltivazione delle terre, esercitano i mestieri di macellai, 
beccai, tessitori, tornai e carbonai. 

L' importanza del memoratoHum di Catania è grande, per 
conoscere lo svolgimento dei diritti dei fittaiuoli coi possessori 
delle terre (allo stesso modo che i patti speciali regolanti i 
rapporti degli enfiteuti col vescovo di Cefalù, come vedremo 
a suo luogo), e per stabilire quali classi formassero gli homi- 
nes di una città; l'importanza degli statuti rurali di Cefalù 
è invece grandissima, perchè aiuta a determinare i diritti dei 
burgenses, che costituiscono il primo nocciuolo nella vita co- 
munale di Sicilia. 

La perg. n. 60 del Tabulano di S, Maria di Valle Giosafat, 
conservata nelF Archivio di Stato di Palermo, ci presenta un 
documento regio del 1185, non in originale ma in copia coeva (3). 

Guglielmo rinnova un privilegio Ruggeriano, che i monaci 
di S. Maria di Valle Giosafat avevano perduto nel terremoto 
di Calabria. Quantunque trattisi di un Monastero, il Re, pria 
di accordarne la conferma, interroga i portulani di Messina per 
sapere se e come era vero ciò che asserivano quei monaci. 
Riguarda la franchìgia dei diritti di porto, che quel Mona- 
stero godeva fin dai tempi di Ruggiero, e i portulani asseve- 
rano che nei loro conti d'entrata annuale la duana compu- 
tava 120 tari a loro discarico per quella franchigia. Or se 



(1) CusA, op. cit„ p. 509. 

(2) CusA, p. 512. 

(3) Cfr. Arch, SI. Sic, N. S., Ili, 472; XXIII, 156 e 159; Winkklmann, 
Ada imp. incd. I, 210, 211. Di contrario avviso: Schbffrr-Boiciiorst 
in Seues Arch* cit, p. 227, per la conferma dell' imperatrice Costanza. 

Garufi - / Docutìienti uiedilt ecc. 3 



XXXIV PREFAZIONE 

effettivaniente fosse ^eouino il testo del famoso privilegio 
per Messina del 1129, al passo che comincia: Prelerea cives 

el habitores prediclas liberas facirnics de omnibus et sin- 

gulis pabellis dohanis eie, come si spiegherebbe il fatto che 
Guglielmo pria di confermare il privilegio di Ruggiero al 
Monastero di S. Maria interroga i portulani di Messina ? Quel 
Monastero avea case e molte in Messina, e quindi faceva parte 
di quei dves et habitatores che avrebbero dovuto godere la 
franchigia dai diritti del porto. E come mai la duana com- 
putava invece 120 tari, per scomputo delle franchigie godute 
dai monaci? Ciò significa che nel tempo di Ruggiero il porto 
franco i Messinesi non T ebbero; e che il priv. 11 Ottobre 1144 
dello stesso Tabularlo è una falsificazione: se fosse vero nel 

passo : quod libere et sine exactione aliqua ac debito 

exlràat de portu^ ecc., non vi sarebbe stato bisogno di al- 
cuna inquisizione ai tempi di Guglielmo II (1). Ma di ciò mi 
occuperò in Appendice. Questo documento mi par la ripruova 
specifica di quanto afferma lo Scheffer-Boichorst (2) relati- 
vamente al privilegio conceduto nel 1194 da Arrigo VI, con- 
fermato poi da Gostanza ai Messinesi: sie ist-móchte ich sa- 
gen, — nur die natùrliche Elappe auf dem mùhsamen Weqe 
zu vòlliger Handelsfreiheit. Nel 1160 Maggio Guglielmo aveva 
diminuito il diritto di porto dal 10 al 3 7o (3); Arrigo VI 
lo esentò per le merci pel porto di Messina; Fedeiicro II nel 
Dicembre 1199 per tutto il regno (4). 

Calcolando che 120 tari era il dazio, che avrebbero dovuto 
pagare i soli monaci di S. Maria di Valle Giosafat fino al 
1194, ai portulani di Messina per importazione ed esportazione 
di merci; e che pel privilegio di Guglielmo computavasi il 



(1) Battaglia, op. cit., p. 7, 8. 

i2) Zur Geschichte des XI I. und XII L Jahrhunderls, Dipi. Forchung. 
Berlin, 1897, p. 234. 

(3) Oallo, Annali di Messina, II, 37, ed. II. 

(4) BoHMEK-FiCKER, 535; GALLO, II, 79, ed. II; Loc. per s, alla storia 
di Sicilia, 1' Serie, XIV, 45. 



PREFAZIONE XXXV 

dazio al S^o^ ^ chiaro che quel solo Monastero dava un mo- 
vimento commerciale in Messina di 4000 tari all'anno: dati i 
tempi e il valore monetario, Messina era davvero T emporio 
del commercio siciliano. 

Torno alla esposizione diplomatica che già n'è tempo; in 
grazia della novità dei temi spero non mi si darà colpa di 
aver digredito. 



§ VI. — Divisione dei 111 documenti in pubblici e pnvatL 
I privilegi e le lettere ; si combattono alcune opinioni 
del Ficker e del Philippi sulla Cancelleria Sveva; il 
colore porporino nella rota di un privilegio di Gugliehno. 

Seguendo la grande classificazione data dal Paoli nel 1883, 
seguita dal Bresslau nel 1889 (1)^ in documenti pubblici e 
privati, ne abbiamo 76 pubblici, cioè: 29 regi, 7 giudiziari e 
40 ecclesiastici ; 35 privati. I ventinove documenti regi sono 
cosi composti: 27 privilegi o diplomi propriamente detti (2) 
(malgrado due non li abbia trovati in forma solenne, ma in 
transunti posteriori a mo' di ricordo (3)) e due lettere (4). 

Nel tempo di Ruggiero non trovo una distinzione fra pri- 
vilegi e lettere: la nomina di Bertrando di Noto, nel Set- 



(1) Paoli, Program, di Paleogr. lai. e dipi., I, Firenze, 1883, p. 42, 
e traduzione tedesca del Lormbybr , Orundiss der lateiniscK Palaogr. 
und der Urkundenlehre, Inusbrack 1885 ; Bresslau, Banda, d. Urkun- 
denlehre fur Deutschìand u. lialien, Leipzig, 1880, t. 1,3; Paoli, Progr, 
scoi, di Paleog. lai. e diplom. HI, Dipi. Disp. I, in Firenze, 1898, p. 11. 

(2) Qii. SiCKEL, Acla reg. et imper, Karol, etc. I, 185; Paou, op, ciL<, 
111, p. 13. 

(3) Dog. 22 e 72. 

(4) Comprendo an diploma di Ongiieimo 1155-llM, per S.^. Maria di 
Vallo Gioeafiit, che iltengo fiilso. In Appendice tratterò ipecialmente dei 
privilegi Oliai di questo Monastero. 



XXXVI PREFAZIONE 

tembre 1130, a rettore della Chiesa di S. Maria delle Stelle 
(cho concerne senza dubbio un aCFare transitorio) è redatta in 
forma simile ai diplomi, sebbene più semplice; la parola com- 
missio ne tradisce però la sostanza. 

Nel periodo susseguente, cioè sotto ì due Guglielmi, la di- 
stinzione è netta e spiccata. 

Una lettera diretta a tutti gli ufficiali del Regno ha una 

formula, che è opportuno riportare: «Willelmus archiepi- 

scopis, episcopis, abbatibus, electis et quibuscumque prelatis 
ecclesìarum, comitibus, baronibus, iusticiariis, caraerariis, baiu- 
lìs, universis fidelibus suis de Sicilia Calabria Apulia et terra 
Laboris, quibus presentes lictere ostense fuerint, salutem et 
dilectionem* (1). 

La distinzione che il Ficker e il Philippi (2) credono ap- 
parisca meglio nel periodo degli Svevi a cominciare da Fe- 
derico li , mi spinge a ricordare altri simili documenti , che 
avvalorano il mio asserto e dimostrano in modo non dubbio, 
che la Cancelleria normanna dell' Italia Meridionale aveva già. 
attuata la riforma, che fu seguita da Federico II dopo il 1220. 

Noto anzitutto che fra privilegi e lettere v'è una distin- 
zione nella formula del protocollo iniziale. Tutti i privilegi la- 
tini cominciano appunto coir invocazione divina verbale e il 
chHsmon «In nomine domini, etc.» (3); le lettere invece col- 
r intitolazione : « Willelmus dei gratia rex etc. ». 

«1154 Dicembre. « rouXt£X|io; tò evS-eov xpàxo? f^i-iwv, xs- 

Xeuet Sta xoO Tiapóvro^ 'fpÌL^[La'zo<; ttScfi xolc xpixari^, xal è^oixTtaoral;, 



(1) DocDm. I.XXXVir. 

(2) FicKKR, Beiiràge zur Urkundenlehre, Innsbrnck, 1877-78, voi. li, 
pajr. 6; Phii.ippi, Zur Geschichte der Reichskanzlei unter den ìetzen 
Slaufen , Friedrich li, Heinrich (VII) u. Konrad /V, Miinstor 1^S5, 
pp.' 8-12, e più specialmente a p. 26. 

(3) II, Paoli, op. ciL, p 113, ha osservato che i docniaenli Normanni 
di Bari cominciano tutti coM' invocazione divina ; questa formula cadde 
in diauso nel tempo svevo. 



PREFAZIONE XXXVIÌ 

KaXo^pffl^, oE eS; xà iwtpóvta Ypiit|iocxa xoxavn^oouoi ». (Trincherà, 
p. 202). Lo stesso sistema si usa pure pei doc. greci. 

1158 Marzo. Lettera al clero di Troina, Di Chiara, Opusc. 
sul Dir. pub. etc. — Palermo 1855, p. 170, e Bibl. Com. di Pa- 
lermo, Ms. Qq. H. 10, fol. 15. 

«1167 (?) Maggio. Lettera ai baiuli di Stilo in Calabria, 
colla quale il re annunzia aver conceduto air Eremo di Stilo 
il diritto di pascolo — Tromby, Risposta di un anonimo^ etc. 
pag. 493. 

1167 Decembre. Lettera ai prelati, conti, giustizieri, baroni, 
e baiuli, colla quale il re notifica la concessione fatta al Mo- 
nastero di S. Leonardo — Del Giudice , Cod. Dipi, angioino^ 
app. XXX. 

1168 Gennaio. Lettera a tutti i conti, baroni, catapani, fo- 
restieri e a tutti coloro che han potestà, perchè non ostaco- 
lino il Monastero di S. Filippo di Deraenna. — Sfata , Perg. 
gr., p. 296, nella versione fatta nel 1441 da Blasco di Naso. 

1169 Agosto. Lettera a tutte le persone stabilite supet* 

recolleriinne colleclarum curine^ notificando che la Chiesa 

di S. Maria non paga collette. — Starrabba, Tabul. di Mes- 
sina, p. 27 ; Di Chiara, op. cit., p. 171. 

Per brevità ne riporto due altre sole, pel resto dò le indi- 
cazioni in nota (1). 

1171 Novembre. « Margherita regina colP autorità del figlio 



(i) WiNKPXMANN , AcUi iwp. ctc. , p. 217 6 218; Bbtiimann, Archiv. 
geselUdi. XII, 522, 552; Forgks Davanzati , Diss. sulla sec, moglie di 
Manfredi, Napoli, 1701, p. X, in un priv. di Federico II del 1225; Chron. 
Casaur. in Muratori, Rer, Hai. script, ir, 906, 012; Pirri, Sic. Sacr., 
p. 109; Db Via, Priv. Ur. Panor. ^ p. 7; Mongitork, Bull. Priv., etc. 
p. 46; MiNiBRi Riccio, Sag. di Cod. Dipi., parte I, p. 20; Gapasso, Rep, 
delle perg. dell' Università dì Gaeta, Napoli, 1884, p. 3 ; Gusa , op. et/., 
p. 489, etc; cf. altresì Ueo Falcando, Liòer de Regno Siciliae , nuova 
ed. a cura di O. B. Siracusa, Roma, 1897, pag. 148 a 150. Willelmus etc. 
Andree siraiigoio qt iìAdidbus et universo populo messanensi fideli" 
bus I etc. 



XXXYm PRBFAZIOMB 

Guglielmo, rilascia lettera patente {Tff; éXsudépoEg XpcoopoóXXijc) 
a Pancrazio Abate di S. Filippo di Demenna e a quei monaci, 
colla quale s^ ingiunge ai Baiuli e al popolo di S. Marco di 
non molestare i beni del Monastero» (Cusa, 421). 

Dell'altra lettera del Marzo 1172 (1) riporto la formula: 

« Willelmus comitibus , baronibus , magistris justiciariis, 

magistris camerariis, camerariis, stratigotis, baiulis, catapanis, 
comestabilis, iudicibus et universisfldelibus suis per regnum 
constitutis gratiam suam et bonam voluntatem». 

Anche nel protocollo finale vi è differenza. I privilegi hanno 
sempre le formule: scriptum per manus notarli e btUla plum^ 
bea {cerea, aurea) nostro typario impressa iussimus commu- 

niri, più il Datum in urbe per manus CanceUarii et rnce- 

cancellarii, il giorno (non mai secondo le calende), il mese, 
r indizione e T anno, ed anche gli anni del regno. Nelle lettere 
mancano invece lo scriptum per manus, il datum per manìtó^ 
la formula del suggello e quindi il relativo suggello. La data- 
zione porta il luogo, il giorno, il mese e V indizione solamente, 
r anno non si trova; in qualche documento, quando vi si trova, 
è scritto d' altra mano, possibilmente dall' ufficiale che la ri- 
ceveva. 

La differenza nelle formule protocollari e neirautenticazione 
ha in parte riscontro nelle lettere pontificie o cum filo serico 
cum filo canapis del sec. XII. In queste lettere, di cui pub- 
blico quattro tipi cum filo serico, manca il datum per manus 
e Tanno. La differenza fra le lettere pobtificie e quelle di 
Guglielmo I. e II. è la seguente : nelle pontificie, malgrado il 
protocollo non ne parli , il suggello v' è sempre apposto , o 
cum filo serico o cum filo canapis ] nelle regie non ho tro- 
vato nò suggello uè traccia nella pergamena che autorizzi a 
far credere V esistenza del suggello. Nulla dico sul differente 
modo d' indicare il giorno del mese : è troppo noto che la 



(1) G. A. Garufi, Monete e conii, etc. in Arch. SI. Sic., N. S., XXIII, 
tàac. 1 e II, 1896, p. 149. 



PRBFAZIONB XXXIX 

cancelleria pontificia usò sempre le calende, mentre la sicula 
la numerazione successiva dei giorni (1). 

Queste differenze ci assicurano pel tempo dei due Guglielmi 
resistenza di una distinzione netta e precisa fra privilegi, let- 
tere e mandati ; una cancelleria molto ben regolata , e una 
sistemazione amministrativa più progredita che non sotto Rug- 
giero; gli usi cancellereschi si trasformano sotto ì due Gu- 
glielmi in regole fisse. 

Siamo molto lungi dalla confusione riscontrata dal Philippi 
nella cancelleria sveva pel tempo in cui Federico IL fu re di 
Germania (2); ed è a modificarsi il giudizio dello Scheffer- 
Boichorst : « Àber eine Vertretung hat in der sizilischen Kanzlei 
des XU. Jahrhunderts òfter stattgehabt... » (3). 

Giacché mi trovo a parlare dì documenti regi parmi degno 
notare il fatto seguente, relativo all'uso delle bolle d'oro: mi 
restringo al tempo di Guglielmo li. E noto che questo re abbia 
dato parecchi diplomi con suggelli d'oro, come ad esempio nel 
1169 Settembre Ind. Ili e 1177 Marzo lud. X all'arcivescovo di Pa- 
lermo (4), e 15 Agosto 1176 all'arcivescovo di Monreale (5). 
Questi diplomi sono forniti dei suggelli d' oro e del signacuium 
o rota in inchiostro nero a simiglianza delle rote in uso nella 
Cancelleria pontificia dopo Leone IX. per le bolle. 

11 diploma invece del 1182 Ottobre Ind. I, conservato in 
doppio originale nel Tabularlo di Morreale, e che pubblico ora, 
porta la rota o signacuium^ come dice il doc. medesimo, in 
colore porporino e il suggello in piombo. Com' è detto a suo 



(\) PicKBH, Beitràge d, Urkundenlehre, II, 365. 

(2) Philippi, op. cit., p. 16. Gf. pare Bresslau , Band, d, Urkund, 
cit cap. VII , pp. 426 e se^g. Die siciUanisch. normannisdie Kanzlei 
(SéciL Kanzlei im i2. Jahr,) e Sicilian. Kanzlei Friedrichs IL 

(3) Op. cit. p. 234 D. 5. 

(4) MoNOiTORB, Bulla Priv. et inslr, Pan. J&;c^, Pan. 1734, pp. 44 e 51. 

(5) Dbl Oiudicb, Descriz. del R. tempio Mon. di S. Maria Nuova ecc. 
Pai. 1762, Dipi. I. L* originale di qaesto diploma, sfornito oggi del sug- 
gello d* oro, conservasi nel Tabalario di Morreale. 



XL PRKTASnONS 

luogo, questo diploma sta invece della bolla d'oro, onde si 
può con una tal quale probabilità affermare, che la rota in 
porporino, V inchiostro sacro degli imperatori di Bizanzio (1)^ 
serviva a dare al documento la solennità uguale a quella delle 
bolle d' oro, Xpt<^6?oi>XXo€. Un tal fatto, bene accertato, corrobora 
r osservazione del Carini circa V uso del sacro encausto , che 
i nostri Re tolsero dagli imperatori bizantini; ma non è a cre- 
dere costoro r avessero usato nelle firme e nella datazione (2). 

Mi rifaccio air argomento. 

I documenti regi appartengono: 2 al Conte Ruggiero, 11 
al secondo Conte e Re, 1 falso a Guglielmo L, 11 a Guglielmo II., 
2 a Tancredi e 2 a Guglielmo III. e Sibilla. 

La serie di questi diplomi ci assicura che a cominciare da 
Guglielmo I. fino air estinzione della casa normanna (1194), la 
Constitulio de resignandis privilegiis non fu eseguita, e che 
sotto Ruggiero Re dal Marzo 1144 al Luglio 1145 la Cancel- 
leria volle presentati tutti i privilegi precedentemente conce- 
duti, i quali nel diploma di conferma erano calendati coiranno 
di datazione e il nome dell'autore (3). 



§ VII. — Carle giudiziarie ed ecclesiastiche ; osservazioni 
sulla Cancelleria pontificia di Alessandro III. ; conces^ 
sioni enfiteutiche in Cefalù. 

Le carte giudiziarie sono assegnazioni di confini e giudicati 
per mandato regio. 



(1) H. E. DiRK8BN*8, Hinterlansene Schriflen zur Kritik und Ausle^ 
gungder Quellen ròmìsdier RechUgeschichie undAlterthumskunde heraus- 
gegeben von Friedrich Daniel Santo, (Ztveiter Band) Leipzig, 1871, pp. dO 
e segg. {Die golden, byiantin, KaiserbuUen). 

(2) Carini, Sulla porpora e sul colore porporino , in Nuove Effeme- 
ridi Sic, N. S., X, Pai. ISSO, p. 40. 

(3) Cf. ScHEFFBR-BoiGHORST , op. clt, XIV, Die VorbUder fur Frie- 
drichs IL Oonstitutio de resignandis privilegiis, pp. 245-246. 



PRBFAZIONB XLI 

Le ecclesiastiche comprendono : 4 bolle grandi (due di Ales- 
sandro ili., registrate neWlter Halicum delPflugk-Harttungfl); 
una di Clemente III. ed una di Celestino HI.)» e quattro lettere 
Oim filo serico^ una di Lucio III. e tre di Clemente 111. (2). 
Più 4 arcivescovili (di Guaiti(?ro II. di Palermo, Nicola di Mes- 
sioa e Pietro di Brindisi), 21 vescovili, cioè 20 carte ed una 
ìì&Àzia metnoralorium (3); due abbaziali; 2 di capitolo ve- 
scovile, fra cui una copia informe di petizione a Guglielmo 
re (4); 2 7ioUlie recordalionis (1145 Giugno fra l'arcidiacono 
di Catania ed alcuni monaci, 1175 Ind. VII fra un monaco e 
il /escovo di Cefalù), ed un inventario delle suppellettili della 
Ch.esa di Cefalù. 

Pria di venire all'esame delle carte arcivescovili e vescovili., 
è uopo m'intrattenga brevemente delle bolle di Alessandro III., 
p^r un'osservazione relativa alla cancelleria pontificia. 

Il Bresslau in Handhuch dev Urkundenìehre I, 200, 201 (5) 



(1) Slullgnrl, 1883, pp. 270 e 321. 

(2; Pflugk-Harttuno pabblicò queste lettere dal Cod. Vat. n. 3880, co- 
fiario Qgoale a qneUo di Arnaldo di Ressacb. Cf. pnre Jappé-L., R. Poni., 
L 14839, 163.^, 16205, 16206. Li ripubblico secondo gli ori^Mnali. 

(3) Sulla distiozioue fra Chartn e Notitia cf. Rrunnbr, Charia ti. 
lolilia in Commentntiones philologae in honr, Theod, Mommsanì, Beri. 
fi70, pp. 570, 589; Zur Rechtsgeschichle der Rómischen u. Germanùtcfien 
Jrkunden, t. !, Beri. 1889, pp. 8-17; Bresslau, op. cit. , pp. 46 ♦» 47; 
^AOLi, op. cit., ni, pp. 3 e 36. 

(4) Questa copia non la ho trovata in Cefklù ed bo dovuto far capo al 
ms. Qq. H. 7 della Bib. Com. di Pai. Non offre alcun sospetto : il fatto 
accertato ò vero, come risulta dal priv. del 1U5 pubbl. dal Pibro a p. 800, 
di cui ho ritrovato 3 copie; nella perg. 40 del Tab. vesc. di Gefiilù in 
Arch. di Stato di Palermo , nel Cod. n. 131 , cit. e nel Libro Rosso di 
Cefalù p. 47 retro. Questo libro porta T intestazione : Privilegia iura et 
consuetudmes placentissinuie civitaiis CephaXudi -ex vetustissimo Codice 
Rubro nuncupato diligenier recollecta, D. Francisci Attamerano, Johannis 
Andree Sala, Paldassari Sjpinola^ U. L D. Rocci De Cesare — Anno do- 
minice incarnationis Millesimo septingentesimo mense augusti^ die vero 
primo eiusdem mensis, Ck)Qtiene 449 fogli. 

(ri) Cr pure Paoli, op. cit. Ili, pp. 65 66. 



xlh prefaziokb 

dice che, a cominciare da Celestino IL in poi, il capo della 
(Cancelleria pontificia, datario delle bolle ^ era un alto funzio- 
nario col titolo di CanceUarius o Bibliothecaritcs , seit dem 
Tode Coglestins IL^ aber nur noch kanzler heissL E soggiunge, 
€ ì Cancellieri sono sempre cardinali preti o cardinali diaconi; 
soltanto sotto l'antipapa Calisto HI. (1168-1178) è nominato il 
Cardinal Vescovo Martino di Frascati. Difatti per Alessandro III. 
(1166 Marzo -1166 Maggio) registra Ermanno, diacono Cardi- 
nale, il quale, come dice in nota, non porta il titolo di Can- 
celliere, ma ne ha la carica; solo più tardi viene ricordato 
una volta con la carica di cancelliere. 

Questo giudizio è a modificarsi. Ermanno nei primi anni 
del pontificato di Alessandro è datario delle bolle, nella qualità 
di notaro suddiacono. Io lo ritrovo dal 21 Decembre 1160 fino 
al Febbraio 1165 fi) come suddiacono e notaro; e quando nel 
1166 è nominato diacono cardinale, le bolle dal Decembre li 
quesV anno sono date alcune volte per manum Geraldi sancii 
Romance Ecclesioe scriptoris (2) o notarii (3). Nel 2 ApriiB 
1169 vien fuori Graziano suddiacono notaro, datario delle bolle, 
poi nel Giugno dello stesso anno Gerardo col medesimo titob 
e grado (4); dal 1170 al 1177 6 Maggio, resta sempre Gra- 
ziano notarius suòdiaconus come datario fisso delle bolle (5), 
salvo nel 16 Marzo e nelF Aprile dello stesso anno il ritorno 
di Gerardo (6). Nel 1178 spunta nuovamente il Cardinal can- 
celliere. 

Le bolle di Alessandro III. che pubblico, sono date, quella 



(i) f^FLUGK-HARTTUNG, Acta pontificum inedita^ Tiibingen, I, pp. 231, 
234, 236, 238, 241 ; Id. Stuttgart, IH, 203 a 212. 

(2) Pfluok-Harttung, op. cit III, 213, 214 (11 Decembre 1166), I, 
pag. cit. 241 del Febbraio 1165. (Si é usato il dittongo ae e non la a con 
la cediglia, perchè questo segno manca nella tipografia). 

(3) Gerardo indifferentemente è detto, scriptor o notarius. 

(4) Pflugk-HarttÙng, op. cit. I, 244 ; III, 219 e 220. 

(5) Id. id., I, 247, 256, 259 ; III, 221 a 254. 

(6) Id. I, p. 262. 



del 23 Novembre 1169 da Gerardo, l'altra del 1174 da Gra- 
zianOy entrambi suddiaconi e notari sanctce romance ecclesice. 
Sicché sotto Alessandro III., nei primi anni del suo pontificato, 
Ermanno esercita le funzioni di nolarius datario; poi come 
diacono cardinale funge da cancelliere, ma una sola volta 
molto più tardi è nominato con tal carica; in generale dal 1160 
alla Ill.nonas Madii 1177 (1) non v'è cancellarius o biblio- 
thecarittó addetto alla spedizione delle bolle, ma un semplice 
notaritis^ scriptor^ et subdiaconus^ come erano i datari prima 
del Mille. Dal 1^78 in poi ritorna il Cancellarius Cardinale. 
Fra le carte arcivescovili ve ne ha una in pergamena, i 
cui caratteri esterni mi dan fondamento a ritenerla del sec. XII. 
Appartiene al Tabularlo di S. Maria di Malfinò : le note crono- 
logiche sono discordanti. Tanno 1168 si dà come V. Indizione 
e come il IV. del regno di Guglielmo; ma T intitolazione , il 
testo e il protocollo finale dan pochi sospetti. Vi si menziona 
come autore Nicola primo Arcivescovo di Messina, e con tal 
qualità e titolo T abbiamo nei documenti del Tabularlo della 
Cattedrale di Messina (2), e in un atto autentico con suggello 
di piombo del 28 febbraio 1174 appartenente al Tabularlo di 
Morreale, edito dal cassinese Del Giudice, e ricordato nella 
bolla 30 Decembre 1174 di Alessandro III. per Morreale. La 
ho posta per l' importanza sua nella storia del vescovato di 
Messina, e perchè indubbiamente appartiene ai primi anni del- 
l' Arcivescovato di Nicola. 



(1) Gf. ana boUa colla medesima datazione del 1174 , il cai originale 
si conserva nel Tabalario di Morreale , edita da Dbl Giodicb , op. cit, 
p. 37, e Pfluok-Harttuno, UI, 253,256. Gf. eziandio P. fùna, Papttur- 
hunden in der Romagna und den Marcken , in Aus den Nachrieh, d, 
k, QesellMch. der Wissensch. lu GòUingen, PhUoloff.-- hùtor. Klaue, 1896, 
Beftj I, p. 35 e Paptturkunden in Apulien in Nachr. cit. 1898, III, pp. 
284, 325. Ringrazio il mio amico Prof. Kehr del dono gentile delle sae 
reiasioni sogli Archivi deir Italia Meridionale, tanto utili ai diplomatisti 
e agli storici. 

(2) In Doc. per wermre alla itoria di Sicilia , i* S. di. Tao., 1876, 
pp 25, 28, 29. 



XLIY PREFAZIONE 

Nelle carte vescovili ne ho comprese 9 appartenenti al ve- 
scovato di Cefalù; le quali riguardano rapporti fra l'autorità 
vescovili e i privati, circa alcune concessioni di terre e case 
ad onfitousì: vi ho compreso pure gli Statuti dati ai borgesi, 
di cui feci parola, e due accordi in seguito a questioni giudi- 
ziarie. Sette, che vanno dal H64 (2) all'Aprile 1192, sono, 
come dissi, concessioni enflteutiche. Una sola, la quale contiene 
il permesso dato dal vescovo Bosone perchè tal Guglielmo 
Di Cainmarata costruisca un mulino a proprie spese, coir oh- 
bligo di dividerne il reddito colla Chiesa, (1166, 15 Decembre 
Ind. XV) si distacca nella redazione dalle formule che sono 
costanti nelle altre. 

Il Battaglia, che s' è occupato dell' ordinamento della pro- 
prietà fondiaria in Sicilia sotto i Normanni e gli Svevi, non 
ha riportato alcun contratto di enfiteusi, anche ecclesiastica, 
del tempo normanno, nei 60 documenti da lui pubblicati; il 
più antico sul proposito è del 1243 (1). Ciò mi obbliga ad oc- 
cuparmene brevemente. 

Cominciano coli' invocazione divina, dal Febbraio 1191 in 
poi r invocazione è preceduta dal Chrismon a simiglianza dei 
diplomi regi. Nel testo il preambolo, la notificazione, l' esposto, 
il dispositivo sono sempre conformi. 

A parte le formule del protocollo iniziale nei contratti enfl- 
teutici della seconda metà del sec. XIII. (2), il testo è diverso. 

Il conduttore pria di tutto è obbligato a migliorare la casa 
la terra conceduta in enfiteusi, e a pagare annualmente in 
tre rate il canone, principiando sempre dal mese di Marzo. 
Però acquista il diritto di potere vendere, donare, pignorare, 
et quicquid aliitd voluerit faciendi; nel caso la Chiesa voglia 
acquistare dovrà corrispondere lo stesso prezzo offerto da altri 
compratori. Può eziandio l' enflteuta , morendo senza eredi 



(1) I Diplomi inedili cit. in Doc, p, seri), alla SI. di Sic. cit. , !■ S. 
Dipi. voi. XVI. 

(2) Battaglia, op. cit., Doc. XLII. 



PRRFAZIONB XLV 

legittimi, costituire erede chiunque gli aggrada, e se impove- 
risce in modo da non potere pagare più il canone, la Chiesa 
potrà riprendere il fondo o la casa che fosse. I creditori pos- 
sono valersi di queir immobile come garenzia del credito, salvo 
il diritto enfiteutico. Se Tenfiteuta trasferisce altrove la sua 
residenza, o cadrà nelle mani dei barbari, la Chiesa aspetterà 
sette anni, potendo in questo tempo Altare ad altri; se ritor- 
nerà fra' sette anni computabitur qiwd repertum fuit de 

locacione...,y et si munus aliquod repertum fueritj ipse damp^ 
mim et detrimentum ecclesie restituety qualora desideri rice- 
vere il fondo la casa; se non ritorna, la Chiesa ne acquista 
completamente la proprietà. 

Nel tempo Svevo l' enfiteusi si regola con particolari più 
specifici: P istituto è più progredito. 

L' archetipo di tutti questi contratti enfiteutici, per ragion 
di tempo, è quello del 1164 (?) sotto il vescovo Bosone. Giova 
avvertire però che tutto il formulario breve e conciso è fat- 
tura notarile , possibilmente del notare Matteo d' Avei-sa , o 
Cignift, di cui abbiamo parecchi ricordi nelle pergamene di 
Cefalù (doc. LXXXIII, XCVII, GII, GIX). In una anzi (1185 

Maggio) lo trovo menzionato come notare del vescovo ( pre- 

sens privilegivm j)er maìius Mcithn notarii nostri inde sihi 
fieH ecc.); e quantunque non in tutti i contratti si faccia il 
suo nome, pure è a credere che egli ne sia stato lo scrittore. 
Queste carte portano regolarmente il suggello vescovile, la 
firma del vescovo, come autore, e quella del capitolo come 
consenziente. 

Dalle carte vescovili possiamo anche trarre alcune conside- 
razioni sulle cancellerie vescovili dell' Italia Meridionale nel 
sec. XII. I vescovi nella redazione dei documenti si servivano 
<lcirop(?ra dei loro cappellani come srnplorrs, (doc. XXV, 
L, LUI, LXXXIV); alle volte di laici, che nella curia vescovile 
occupavano il posto di notari (doc. XLV, LII (?;, XCVl! occ.', 
talvolta anche del notare roj^io, come appunto la Pioln) v«»- 
scovo di Brindisi (doc. LXXXiV). Le loro cario sono sempre 
munite del suggello; ma non possiamo malauguratamente sa- 



XLVI PRBFAZIOITB 

pere quale fosse Y organizzazione interna di queste cancellerìe; 
da chi fosfle esercitato V ufficio di apporre il suggello ; se i 
cancellierì fossero stati contemporaneamente alti funzionari 
della cuna; se gli scribi, quando erano i cappellani, fossero 
pure stati conservatori del suggello. In generale s^ osservano 
le medesime incertezze, le quali si riscontrano in tutte le curie 
vescovili ed arcivescovili di quel secolo (1). 



§ Vili. — Documenti privati: scritte e carte. Osservazioni 
sul documento privato. 

I 35 documenti privati si distinguono in 19 scritte e 16 
carte (2). • 

Le scritte in generale, salvo una del 1141 8 Settembre, 
hanno tutte le forme delle carte, fin nelle firme dei testimoni: 
vi manca solo T autenticazione notarile. In una scritta carat- 
teristica, appartenente al Tabularlo di S. Maria di Valle Gio- 



(1) 0« Hbinbmann, Beilràge xur Dipìomatik der àUeren Bisehòfe von 
Hildesheim, Marburg, 1S95. Introduzione. 

(2) Adopero la denominazione usata dal Paoli , che corrisponde al 
VoraJU del Sickel , e che é nna delle categorie dei Yorurkunden del 
Brbbslau, Handbuch der Urkund, cit. I, pp. 2, 652 a 656. Cf. pare Paoli, 
Rassegna Bibliografica ai Manuali di Bresslau e Giry in Arch. Star. 
lUy V. S., Tom. XV, 1896, pp. 113, 115 e Paoli, op. cit.. Ili, pp. 29 e 30. 
Qnesta classilicazione ha il merito di fissare il significato del vocabolo 
Aito, il quale per il Ficker ( Beilràge , ecc., I, 88 ) e per il Bresslau 
(I, 652) valeva allo in opposizione a documento, cioè scrittnra che dà 
notizia di nn fatto giuridico compiuto, ma non rivestita di formale legali. 
Il Paoli, seguendo il Sickel, provò che Acta nel medio evo ha il signi- 
ficato di stramenti notarili e risponde alla Carta italiana , e il Vorakl 
del Sickel aUa scruta. Gf. pure Paoli, Materie scrittorie, 1894 , p. 102, 
e Arch. St. II. cit. p. 113, nota 1*. 

La distinzione fra carta e scritta (tenendo presente la loro forma ge- 
nerale, il loro carattere giuridico e la loro forza nelle transazioni) segue 
molto da vicino la divisione in dae grandi categorie fktta dal Branner. 



PREFAZIONE XLVII 

safat (Doc. XXVIII), il notaro presenzia il patto (mercato), e 
vi appone il segno della croce come concedente: € Presente 
et concedente Nicholao notario ineo^ qui manu stia hoc si- 
gnum crucis fecit ». Gli autori chiamano talvolta carta (1), 
decretum donationis (2), privilegium^ scriptum (3), ciò che noi 
nel linguaggio della moderna diplomatica diciamo più pro- 
priamente scritta. Nove scritte sono redatte da preti, sia come 
cappellani di taluni concedenti, sia come scribae. Non infre- 
quentemente nelle scritte fra privati si ritrova la firma di 
qualche giudice, vicecomite o stratigoto, quasi a sanzionare la 
verità dell' atto giuridico , presenziato dai boni homines. Fra 
le scritte vi ha una firma rimata : è cosa rara per la Sicilia 
del sec. XII, e la riproduco: (4) 

ladez sam testis novellas 

De modo gestis biis aggregatas, 

Willelmas scriba vocatas ; 

Laado brevis testam, 

Quo Bit procal omne moleatum (5). 

Queste , scritte erano dal giudice Guglielmo dette: brevi^ ed 
è questo il solo ricordo che si ha di una tale denominazione 
noi documenti privati di Sicilia. 

Le carte cominciano dal 1155 Gennaio e vanno al Giu- 
gno 1194; in alcune T autenticazione è solenne e precede le 
firme dei testimoni (6); talvolta non vi sono testimoni e si 
distingue il Tabularlo dal notaro , o direi meglio sctnba (7) : 



(n Doc. \U, XLIII ecc. 

(2) Presentis pagine decretnm, doc. n. V ; doc. XLll. 

(3) Doc. XXni, XXVm, XXXI, LV, LVII, LXX, XCII, CVIlf, ecc 

(4) 11 Brbsslau, op. cit, I, pp. 595, 596, riferisce alcnni esempi di 
firme rimate; lo Schupfbr, Min. della St. del Dir, II,, 2* ed., p. 488, 
ne riporta una non rimata di Angelus Causidicus. 

(5) Nel doc. del 1167 Luglio Ind. XV si legge tutu di seguito. 

(6) Doc. n. XXX, XXXVl, LXVl, LXVIII, LXXVIII, ecc. 

(7) Uso la denominazione antegiustiuianea. Cf. Saviony, Getchicfite d, 
róm. ReehU im MiUelalter, lib. I, cap. II. 



XLVIII PREFAZIONE 

et domini presbiteri Basilii Tabularii, manu presbiteri An- 
dree notarti^ (ciò avviene sovente nei contratti greci (1)); 
tar altra il notaro chiude il contratto con la formula: Ego 

notarius scripsi Tiec et stibscripsi^ oppure : scripsi et 

intet^fui o scripsi et testor (2); né manca il caso in cui la 
firma del notaro si trovi confusa in mezzo a quella dei te- 
stimoni. 

Gli studi sul documento privato dell'epoca Normanna nel- 
ritalia Meridionale sono ancora a farsi: il materiale che offro 
è di non minore importanza deir altro sul pubblico; ma molto 
è r inedito , giova ripeterlo , e bisogna andar cauti. Tuttavia 
posso fissare i seguenti dati. 

I documenti privati scritti in greco portano spesso in prin- 
cipio la segnatura dei soli autori, preceduta dal segno della 
croce e dalla formula ^ afYvov xetpóg , che i latini traducono 
signum manus. Sonvi anche documenti scritti in greco; però 
siccome gli autori sono arabi, firmano nel principio in scrit- 
tura arabica, mettendo la croce a sinistra della linea, che co- 
mincia a leggersi da destra a sinistra , colla formula che in 
italiano suona : ►p Segno della croce di vie (3). 

L'invocazione divina trovasi in quasi tutti i contratti; i 
greci colla formula: èv òvé[iaxt toO Tcxxpó^ ecc.; i latini: In no- 
mine domini o Dei^ spesso preceduta dal chrismon; gli arabi, 
eccetto in uno del 1193, I-IO Rebi (4K- Nel nome di Dio po- 
lente e misericordioso y formula che nel sec. XIII veniva tra- 
dotta: In nomine Dei misericordis et miseratorLs (5) ] opipure 



(1) Doc. XXXVII, ecc. 

(2) Doc. XCVII, CIV, CVII. 

(3) Garufi, Un doc, greco ecc. cit. p. 13 ; Cusa, op. cit, I, 667, 669, 107. 

(4) Cusa, op. cit., 496 ; Amari, / diplomi arabi cit., p. 1. 

(5) Garufi, op. cit. ; Cusa, pp. 39, 44. Cosentino, Un diploma reUitivo 
al Vespro siciliano in Arch, Slor. Sic. N. S. XII, f. I, estP., p. 16; Amari, 
/ dipi, ar. cit., pp. 7, 10, 14, 17, 23 ecc. Questa é formala costante, ma 
nel modo segueite: * Nel nome di Dio clemente e misericordioso ^^^ 
« Benedica Iddio al nostro Signore Maometto e sua 9chiaita e dia loro 



PRKFAZIONK XLIX 

aggìuni^'endo : Lode a Dio come gli si deve ; così egli disperda 
i nemici e i distruttori della lede (1). Però non v' ò caso di 
trovare il chrhmon, 

È a notare che i documenti privati redatti in arabo non 
hanno mai in testa la firma degli autori : cominciano invece 
col bi$'ìnilldh ^ allo stesso modo che quelli in latino e in 
greco coir invocazione divina. 

Nelle formule finali del testo i contratti greci difieriscono 
dai latini. 1 greci, oltre la formula di corroborazione: laOta 
icivxa TOC àvotlpo) Soiep^a , xal èxupcoaa (2) , hanno la poena 
spiriùualis e la poena pecunùtria^ la quale consiste nella re- 
stituzione alla parte tlelle spessì di migliorie, o del doppia 
della cosa venduta, e in una composiziono al fisco colla for- 
mula : ZrjjxtouoOat jifi Otóp i^apa'iiaeo; toO ti|iìou otoupoO xal Tot> 
tKou a'Y^ou, e poi più brevemente: Ttapauiaet, toj zì\xìo\j oxaupoO 
fino ai primi anni del sec. XII, in seguito : òjzkp tl(v7)v tl^ xfjy 
^TjYV-V ^P*^''- Questa composizione al fisco è costantemente 
di 36 numismi fino al 1194 (3). I latini hanno talvolta la poena 
spiritnalis redatta nel modo seguente: Si quis vero hanc 
con fir nini ioncin riolat*e pé'csumpaeril, aìiuihe/nalùi senientia 
ferialìw (4); rare volte la pena pecuniaria : snb pena quin- 
genlormn tarenorwn alla parte .5); rarissime volto la metà 
di questa pena si devolve al fisco (6); spessissimo hanno la 
sola sanzione (7). Gli arabi sconoscono la poena spirilualis^ » 
sembra anche la pecuniaria al fisco. 

pieiia pace ». Alle volle si traduce va : In ììomine Domini mixerator et 
tnisent'crdwsissimus ; cf. Amari, / dipi, cit., p« 2\U 230, 252 ecc. e Dozt» 
Supt*- OAiX diclion. arab. Leyde, 1881, voi. 2, p. <6'., 2 pei doc. regi. Gli 
arabi usano il bif'millàJi in tutti gli atti della vita. 

(1) CuB.s pp. 0, tu, 101, 111, 401, 505, 610. 

(2) Per tutti fsVì esempi cito solo Trinchbra, op. cit p. 140. 

(3) Oarupi, Monete e Conii^ cit. p. 84 e 8ej?g. 

(4) Cf. Doc, n. XXXI, XL, XML Talvolta IrovaBÌ invece di sfutentia^ 
gladio o spiculo* 

(5; Doc LV. 

m) Doc. LXX, XCVI. 

(7) Doc. CI, ecc. 

Oarufi — / documenti inediti, ecc. 4 



L PREFAZIONE 

La datazione fa parte, sia nei contratti greci, sia nei latini 
e negli arabi, del protocollo iniziale o finale : non v^ è regola 
costante; i latini hanno sempre Tanno ab incarnalione j i 
greci r anno mundi e V indizione costantinopolitana, gli arabi 
Tanno delT Egira senza alcuna indizione. 

In generale le scritte, oltre che atti a beneficio di autorità 
ecclesiastiche, talvolta sono fra privati e redatti da preti o da 
laici ; ma queste ultime sempre alla presenza di buon numero 
di testimoni : boni homines ; le carte tanto poco frequenti al 
tempo del secondo Ruggiero, vengono a poco crescendo d'im- 
portanza, e le scritte nelle formule vi si avvicinano: resta che 
siano autenticate o scritte sempre del notaro, e a questo mirò 
la riforma di Federico II- 



§ IX. — Criteri paleografici di trascrizione; osservazioni per 
la paleografia del tempo normanno. Conclusione. 

Resta che m' intrattenga brevemente dei criteri paleogra- 
fici di trascrizione, e di alcune osservazioni su peculiarità, le 
quali mi sembrano tipiche per la paleografia siciliana. 

Quando ho trascrìtto da pergamene originali ho avuto cura 
dMdentificare la pergamena, descrìvendone la lunghezza, la 
larghezza e lo stato di conservazione, e avvertendo, s'era il 
caso, se fosse munita di suggello pendente. La trascrizione 6 
stata fedelmente condotta, nulla omettendo, nulla corregendo; 
di mio non ho posto, al bisogno, che qualche avvertenza per 
indicare qualche forma non rispondente alla grammatica; 
anche la punteggiatura ho lasciato tal quale. 

Sulla punteggiatura osservo che abbiamo le tre specie di 
punti, che Tommaso di Gapua, Cardinale di S. Sabina, chia- 
mava: coina colon, periodus (1), e in un manuale De arte dic^ 



(1) WiNKBLUANN, SicUtsche und Paesiliche Kanzleiordungen und Kant" 
ìeigebrauche, des XIII. JahrhunderU. Inasbrack, 1880, p. 32. 



PREFAZIONE U 

4andi di Sicilia (spero pubblicarlo fra breve) son detti: sti- 
spensivusj drcumfiexits et plantÀS. Mentre per la Cancellerìa 
Pontificia del sec. XIII. ciascuna di queste tre specie di punti 
8' indicava con un segno speciale : il coma col punto sotto e 
la virgola sopra, il colon col punto solo {cum animus auditoris 
ampUus necesse non habet aliud expectare et tamen aliquid 
addi potest) , il periodus col punto sopra e la virgola- sotto, 
Ja scrittura sicula del sec. XII, e pare anche quella del XIII 
(come si rileva dal Manuale inedito), non ha che un solo se- 
gno: il punto. 

Il documento V ho scritto tutto di seguito, come si osserva 
neir originale, per conservare rigorosamente il suo carattere. 

Pure nelle pergamene originali ho lasciato nel protocollo 
iniziale la forma Ihesu Christiy caratteristica nelle carte del 
sec. XII, giacché come nota giustamente il Giry : & est un^ele^ 
meni de critique qui on ne doit pas se dispenser de men- 
Uonner » (1). La forma frequentemente usata in Sicilia non è 
la monogrammatica ; ma V altra distinta in due sigle Ihu Xps 
che contiene elementi latini misti ai greci. 

La prima linea dei privilegi è scritta sempre in eleganti 
lettere capitali ed onciali, spesso con qualche ornamento. Tal- 
volta, specialmente sotto Ruggiero re, si trovano incorpora- 
menti di parole, come ad esempio V a nella t?, V i e V e nella 
n e nella r; e legamenti ed incorporamenti Ara l, r, t, come 
in Nostri della perg. 29 del Tabularlo di S. Maria di Giosafat. 

Un fatto caratteristico ed importante è la riquadratura e 
rigatura a secco della pergamena, in cui ciascuna linea dista 
normalmente negli atti della Cancelleria regia nove o dieci 
millimetri ; sicché é mestieri supporre che gli scribi facessero 
4IS0 di regole quadre per facilitare la rigatura, e di una punta 
metaUica per tracciare le linee. Anche la Cancelleria ponti- 
ficia riquadrava e rigava le pergamene. Negli atti, privati, 



(1) Op. cit. p. 583. Cf. Pfluok-Harttuno » Ada poni. ctt. I , p. IH al 
<cap. « Die bei Herausgake béboigten Qrundsdlse », 



UI PRBPASIONE 

pure del duodecimo secolo, s*oaserv« la ri^tura a seoco, no» 
hi tutti ; ÌD questi soo[ni>are ai tempi di Federico IL impera- 
tore, nella Uaucellerla regia oomioeia ad abbandonarsi neU» 
3* metà del sec. XIII, per scomparire totalmente nel sec. XIV. 

Per facilitare le ricerche ho compilato tre indici indispeii- 
sabili in una raccolta diplomatica : il primo dei documenti, il 
secondo dei nomi di persona, il terzo topografico. 

Il mio intendimento, nella puU)lic3zione della presente ra»> 
colta, è stato qnelto di attenermi alle norme scientiScbe: cheo-> 
cbè sia, è certo che non mai la volontà n* è venuta meno (i). 



Palermo, Gennaio 1899. 



O. A. Oorofl. 



Errata-Corrige 



A p«g. XIX 


inea 4, inv 


ecp di *3. leggi 55. 


. . XXVI 


■ 17, 


. LXXXI . LXXIX. 


> • • 


. 30, 


. IX e X . VII! e IX. 


. . XXVIl 


• 5, 


. Vili . X. 




■ 16> 


• tXXXl > LXXIX. 


. . 3Ura 


9, 


. Vili e X . IX e X. 
. IX . Vili. 




. 15 
■ 16 


. Vili . IX. 

• IX del 1128 e X del Iti 



del 1188, Vili de) Itli). 



(1) Debbo i miei ringraziamenti al Dr. Giaseppe La MsDtia dell* Ar- 
cbiTie di Stato di Palermo, pel modo cortese e geotile col quale m*Bint6 
QAlIa coUuioae di alcQQÌ docamentì. 



DOCUMENTI 



I. 



(6600) 1092 Aprile Ind. XV. 



Ruggiero Conte di Calabria e Sicilia concede parecchie terre al Mo* 
naatero di S. Angelo di Val Demone, e per esso al sno Abate Teodosio. 
(Da un transunto del Ì39S). 



Privilegium factum et concessum a magno Rogerio Calabrie 
atque Sicilie Comite, a quo datum est tibi Theodosio Abbati 
Monasterii Sancti Angeli de Valle Demine, quod dicitur locus 
Qominatus L(ict ico, aliis mocachis et confratribus tuis in per- 
petuum, in Anno ab initio mundi 8(ex) millesimo sexcentesimo 
mense Aprilia, indictione decimaquinta. Sancta Ecclesia mater 
(8i)t nostra celestis, sub cuius inspiramine omnis fidelis homo 
regitur, omnis anima vivit, de qua dicitur: bec est Regina 
Illa, que in vestitu deaurato in dextris Dei semper aroplecti- 
tur et honoratur, hanc omne corpus, omne regimen omne 
dominium timere debeat , regere auxilium, consilium prebere, 
et etiam a Gbristi infldelibus defendere et sublimare. Et quia 
sanctum^ pium, et iustum est hoc adimplere. ita ecclesie mi- 
nistros, monachos, conversos et confV*atres precipue manutenere 
custodire et gubernare, id maxime sanctuaria et sanctuarii 
loca adorare. Nos Rogerius magnus Sicilie et Calabrie comes, 
ex omnipotentis Dei gratia in Sicilie partibus convincendo per 



4 I DOCUMENTI INEDITI 

fldos venientes , et insulam ab insolenti saracena manu mi- 
nuendo et annihilando recuperantes per Dei potentìam, per 
Dei aiixflium comitatum et regimen insule Sicilie sub protec- 
tione derensionis nostre recepimus: multa igitur Monasteria de- 
structa, et loca Sanctuarii desolata et per manus Crucis infl- 
delium devastata invenimus. Vita tandem Monasteriorum de- 
solatione ingenui, et opinione extimavi, Sancte Romane Ecclesie 
Urbano papa in sede Apostolica consedente, Monasteriorum et 
Sanctuariorum desolationera et demolictionem declarare, et a 
summo Pontiflce consiliura postulare. Audita vero Sanctuario- 
rum et Mona^^toriorura desolatione et revelatione Sancta mater 
Romana Ecclesia et Dominus papa, qui fllios congregat semper 
sub alis, Monasteria et Sanctuaria erigere et regere et elevare 
atque gubernare precepit, auxilium et consilium dare, et eo- 
rum desola tioaem expellere, et privilegia facere, et sigillo mu- 
nitioni conflrmare, et liberare de Archiepiscopìs et de omnibus. 
Recepto a Sancta matre Ecclesia mandato et a summo Ponti- 
flce habito Consilio, Monasteriura Sancti Angeli liberum feci de 
omnibus homìnibus, ut, super predictum Monasterium nullus 
habeat potestatem Archiepiscopus, Abbas de alieno dominio, 
laicus, et nemini serviat; Monasterium istud predictum capi- 
taneum maneat et liberum sit, secundum quod supradiximas. 
Teniraentum vero predicti sacri Monasterii per hos fines divi- 
ditur: Ut ascendit vallonus Sancti Silvestri etpercutit ad por- 
tam Ficherii, et inde descendit per cristam cristara ad Crucem 

^ de Chavingeri, et inde descendit vallonus usque ad fluraen 
Buccanorum, abinde ascendit ad montem qui dicitur Mannare 
et percutit ad locum , qui dicitur Aradusi, et inde descendit 
et pervenitiir ad Ghelandum usque ad flumen, et ab ipso flu-* 
mine descendendo paucum usque ad vallonum Sactiro, et 
ascendit ad cristam altioris montane, que est caput nemoris» 
et deiude ascendit usque ad viam cruciatam, et abinde ascendit 
et percutit ad lapides cavalcatos , qui dicuntur de Pfiero, et 
deinde ascendit per cristam cristam usque ad lapidem tabu* 

- larem, que ipsa est Crux, et deinde descendit ad vallonem, qui 
dicitur de Condo usque ad flumen , et iungitur ad vallonem 



DBLL' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 5 

Sancii SìlTestri : et sic concluditur. Teniraentum Ecclesie Sancte 
Marie de Bosco, que subest ipsi sacro Monasterio in contrada 
Randacii, sic dividitur: sicut doscendit flumen Rarnlacii usquo 
ad lapidem que est secta in duabus partibus nsque ad valio- 
nem magnum, et deinde ascendit ipsa vallis usque ad lapidem 
per magnum in qua signata est Crux, et de ipsa lapide per- ^ 
Tenitur recte ad terram maguam a parte orientis, et inde 
ascendit in medium magne porticene, et ab ipsa porticella 
ascendit usque ad lapides albas et inde ascendit ad vallonem, 
qui dicitur Tergunesi, usque ad flumen; et sic concluditur 
Quam predictara division^im et t'.'nimonlam, sicut divisum ecjt, 
proraisimus et confirmavimus totura et integraliter cum om- 
nibus rationibus oìus diete Ecclesie Sancte de Lictico; vide- 
lìcot: terram, nemus, vineas, usus, aquas per totum cogno- 
mina terrarum et tenimontorum et cum ceteris in eis adia* 
centiis et rationibus. In hoc damus quod homines habìtantes, 
et quod habitare debent in loco dicti Monasterii digne aucto- 
ritate perveniant gratie, de cetero ab aliquo extero non 
molestontur nec impediantur prò alìqua causa vel occasione; 
sed morari eos in perpetuum servientes et laborantes ea, que 
pertint^nt ipsi mansioni sancte, obediant suo Abbati, compel- 
lentes et iudicantes eos a potentia dicti Monasterii, et non 
ex alia causa. Tu Abbas Theodosi super idem Monasterium 
Sancti Angeli dominium et potostatem habeas, et successores 
tui, et confratres teneas, poisideas in secula seculorum, amen, 
Monasterium, et tenimentum Ecclesie tue protegas, gubernas, 
et in ipso Monasterio confratres, monacbos deum orantes adbi- 
beas et congregas et prò x>mnibus fidelibus Cliristi et prò 
omni genere meo et prò nobis spectatorihus et prò omni po- 
pulo dei ut orent; et Monasterium ipsum Uabeat se:nper liber- 
tatem et tenimentum suu^n, secundum quod ab antiquo t^.^m- 
pore tenebat et possidebat, et st^cundum tempus illud quando 
civitas Messane capta fuit. Indulsimus eidem sacro Monasterio 
quod habeat munite in perpetuum libertatem ab omni perso- 
nali potestate sacerdotali et laicali in omni dioecesi sua, in 
Demoribus, campis, terris, aquis, balcatoribus, molendinis, inci- — 



6 I DOCUMENTI INEDITI 

» 

sione lignorum, pascuis animalium» herba, glandibus arborum,, 
usufructu fluminis» piscaria, annuo absonio de tonnarìa OliTerìi 
tonnine barrìlia decem. lussimus, quod nullus ex nunc sit 
ausus, Baro vel burgensis, vel Secretus» vel Turmarcus (a), Ter 
Index, vel Foresterius, vel Offlcialis, vel Baiulus, vel exactor, 
vel serviens, vel alius, quicuraque sit a nostra potestate ha- 
bens aliquam licentiam, removere vel usurpare de datìs et con- 
flrmatis possessionibus a nostra potentia eidem sacro Mona- 
sterio; sed maneant possessiones immolestate, et omnes inre- 
mote semper. Precipimus etiam quod nulli omnino bominum 
liceat predictum Monasterium aliquo molestare vel minuere- 
sed maneat illibatum in eternum, et quod non babeant potè- 
statem quid de ipso Monasterio vel quid exigere. Immo ab- 
omnibus personis statuimus esse liberum et invexatum, salvo 
tamen, quod, si Archiepiscopus diocesanus transierit illinc ha- 
beat causa charitatis panes duas et vini ciscam (b) unam et nir 
amplius, sicut et nos ipsi Dominus loci transierimus illinc,. 
haberemus olerà et fructos tantum secundum ordinationem 
et raandatum predicti sanctissìrai Patris Domini Urbani pape. 
Hec omnia convenimus et conflrmavimus dicto sacro Mona- 
sterio esse immutabilia usque ad flnem mundi, quod, qui pre- 
sumerint centra nostrum et nostrorum heredum et successorum,. 
indignatione incurrant (e), et tamquam transgressorum nostri 
mandati, maxime controfaciens animarum donorum, rerum da- 
tarum, honore, et potestate privatur; habeat autem et male- 
dictionem sanctorum ordinatorum septem de synodo. Ad firmi- 
tatem et cauthelam aut^m diete sancte sacre mansionis, pre- 
sens sigillum, idest privilegium, scriptum est, et cum consueto 
plumbeo sigillo, de mandato nostro bullatum. Datum anno* 
mense et indictione premissis. 

(a) Tammarcus. (0) inscam. (e) occarrant. 

Monastero di S. Angelo di Brolo. Transunto del 13d8, 13 Settembre- 
Ind. VII : copiato da A. Amico. — B. C. P. (l) Ms. Qq. H. 10, fogl. 177'" 



(i) Uso le sigle : B. G. P. per indicare Biblioteca Comunale di Pa- 
lermo, 



DBLL* BPOOA NORMANNA IN SICILIA 7 

6 aegnenti. -~ Questo privilegio ha ana data diversa da quella che si^ 
trova nella conferma del 1145, Marzo Ind. Vili (Piero, II, p. 1121, Bbh- 
RINO, Sica. Sf., Il, n. 75), colla daU 1144 Marzo Ind. Vili (f). 11 privi- 
1^0 qnivi accennato ò del 1085 Ind. VII. 



II. 



(6601) Messina 1092, Decembre Ind. 1. 



Ruggiero Conte di Calabria e Sicilia concede a Chremete , Abate di 
Placa, alcune terre et vigesimam numeraiionem hominum Casirileonis, 
per costruire il Monastero di S. Salvatore. (Da nn transunto del 1416). 



Sigili um efléctum a Rogerio magno Gomito Galabrìo et Si- 
cilie, ac supra impendendo, datum ad te Abatem Chremetem. 
de Placa, in Decembrìs mense Indicionis prime. Divina provi- 
dentia tota Sicilia Insula nobis existente in omnibus subiecta, 
proposui corrupta tempia et aliarum exinde ad restitutiooem 
et apparenciam relevare, velut prius erant, quando Ghristiano- 
rum genus relucebat, ac in ipsis in ista Insula tali erant, in 
magna prudentia, hoc iustum deduxi ac placabile, sicut divi- 
nitas sanctiflcetur et gloriflcetur, velut ante istum principium 
fliit, ad intentionem et manifestationem iustum consilium dila- 
tandi, et volentibus opus repredicandi illis, qui bonoriflce mo- 
nacantur et ad monacborum consistenciam concurrerunt , et 
multi ad talia tempia flenda emanaverunt cuin eorum omni- 
bus necessariis, ac supravenientibus nutrìmentis causa relevandi 
ac ipsa ediflcandi, et ad monacborum conditionem constituendi» 
orantes prò omni Christian issimo genere, ac etiam prò me 
peccatore ac indigno servo suo. Gum istis omnibus examina* 
tis per me prenominato Abbati Ghremeti de Placa tibi tradidi 
ad Insulam istam talem in parvam vigesimam numeraiionem 
hominum Castrileonis, causa sublevandi templum Salvatoris ac - 



^ 



8 I DOCDKENTI INEDITI 

ìpsum reedidcandi et ad monachoriim restdentiam ordiuandi, 
Telut ac rrtliqua aii Insulam talem. inde, aJ istiu-ì Monastoriì 
servitium, et consui'tiidiiiora, liivisi terras multas, nemora, loca 
deserta, et catnpo^ì, sìcut iiicìpiunl: Un asceudìt flumeu ma- 
gnura et coniuogit usque ad Furnari fluTÌculum ac redit fla- 
meo ipsum usque ad magDam speluncam , et illinc usqiie ad 
collera magnura dictum Sterco, et ascendit crista ipsius magni 
Collis, et Poleraum (?) ex parte meridiei, et illinc descendit flumen 
ipsum usque ad fluviculum, et sìcut asceudit Monasteri! crista, 
et concludit d-ì por manifesta concessione ipsius Monasterii. 
Indo principium contìniutn tigimus hec omnia conclu;ienlìa in 
confine iste tali habeat Monasterìum de Placa absque ullo 
impedimento et rixa; et, cuiii isto tradidl ad ipsius Monasterii 
servitium Agarenos tauromenìtas quatuor cunt eorum uxoribus 
et fìliis, quorum nomina hec suiit : Machamuti, Alrh Micbias, 
Suabone, vel monocolum, ac Sulfigut, omnia dedi nlacriter, 
ac tribui gratiose in Monsstorio isto, tali propter rationem 
denuo reedificandi ac potentiabiliter soDicitato. Abbate in ipso 
monasterìo, ac aliis abbatibus, qui exitide accipiant potestatem 
ipsam taiem , et nullus unqaam potestatem habeat regimeo 
ipsum impedire, vel extirminare per me panim effectum absque 
ella dìminutione, sed sit irremutabite et impermutabile usque 
ad secutorum definitionem. Concedo autem, et mando , ut sit 
tate Monasterìum libenim ab Archiepiscopis, Episcopis, et ab 
orani ecclesiastica ordinatìone et secolari, et non habeat po- 
testatem aliquam quisquam aliquid tollere a monasterìo isto 
tali, aut censura petere secandum aliamm ecclesiarura, neque 
fisco teneatur aliquid solvere , atque ab omnibus supradictis 
personis Monasterìum sit intentabile et immutabile sed rursus 
addidi Monasterìo isto tali molendina duo, unum existens in 
loco dicto Furnari, at aliud ad ipsius Monasterii fluminis flna- 
litatem. Similiter aillrmo isto tali Monasterìo Insula Sancii 
Stephani, que est sub Tauroraenio , cum omnì suo regimine, 
et navigabile lignum unum solum, quod non sit a Mauris ali- 
quibus consuetudine impeditum, aut nullo modo quesitum. De- 
'terminamus autem, quod sì alìcui esset possibile apportare in 



dell'epoca NORM.UXNA IN SICILIA U 

Bcclesia tot adveoas, quo$ vocare veiìt undique forent, non 
sìot ab isto Monasterio impedito, nec moti, nec removeantur. 
Nec QOii adioQgimus, quod si voluerit Abbas in alio loco exinde 
dare ad pascendum , vidifara prata , pastoralia , animalia su» 
irratioaalia , at de isio aihil solvat omni accedenti persone;, 
quicunique presumerei sigillum effectum a nobis exlramover^ 
aul genitus meu^ aut aliquis de consanguineis meis» dom su-* 
oius in vita defensioaem a me babeant. Et post obitum meum, 
sì aliquis tentaverit, seu manum supraponere causa estermt- 
Daudi dictum Monasterium de Placa» maledicatur a consubstaa* 
iiali et iiidividua Trinitate, habeatque quoque maledictioneni 
ducentoruni tricentorum decem et octo sanctorum patrum et 
Apostolonim Del Unde ad superfluam fortificacionem, et lir-^ 
mam corroborationem , mea bulla plumbea sigillavi (1) et ad 
te Abbatem de Placa Cbremetem appropriavi, Messane bac 
iadictiono prima prescripta, anno mundi sexmille sexcentuia 
addilo uno, scriptum autem et finnatum a Nicolao et Nicolao» 
diiobus meis secretarli» et rectoribus. 

►Ì4 lesus Christus vincìU Signum Comìtis Rogerii. 

Transunto del 15 Aprile 14t6, in cai contiensi la tradazione fatta 
dairAbatt* Filippo Ruffo. B. C. T. M^\ Qq. H. 0, fogl. 51 numerazione 
noova, 111 Rum. antica. 



III. 



Palermo, 1113, Ind. VI. 



Gualtiero :i rei vescovo di Palermo, insieme ai vescovi di Girgenti e di 
Slracnsa» conférma essere stata da lui benedetta la Cappella di Cristoforo 
Ammiraglio dedicata al Cónte Ruggiero. 



Sancti Spiritus adsit nobis gratia. — Elementa apicum ob 



(1) Su ^uggeUi del Conte Ruggiero, cf. Trincherà, op.cit. pag. XXIX 
e Tav. Vili n. 4 e 5. 



^ 



10 I DOCUMENTI INEDITI 

:ìd maxime inventa sunt, ut tenaci memorie condatur quod opere 
geritur (a). Presentes itaque et futuri Dei ecclesie fllii innote- 
scant, et bone memorie, et mentis thesauro fldeliter reponant, me 
Gualtierium Panormitane Matricis Ecclesie humilem Archiepi- 
scopum cum duobus Episcopis, scilicet cum Domino Guarino 
Agrigentino et Gulielmo Syracusano, quamdam Cappellam Do- 
mini Christofori (&) Amiraldi dedicasse Domino nostro Rogerìo 
Comite Sicilie et Calabrie, Alio Rogerii magni et boni Ck)miti8» 
in Panormo residente jam milite et dominante et ex denomi- 
natione prenominate Cappelle cbaritatem nostram cum hiis 
baronibus cogitante prefatorum; itaque tam domini Rogerii 
Comitis, quam aliorum Baronum amorosis precibus ecdesiam 
predictam et a nobis dedicatam, in honorem Dei et Beate Yir- 
ginis Marie (e) et Beati Matthei Apostoli et evangeliste et Sancto- 
rum Martirum Senatoris, Viatoris, Cassiodori; liberam et quie- 
tam ab omni consuetudine, bona voluntate et spontanea (d) totius 
Capituli prefate matris ecclesie, appellamus et concedimus et 
conflrmamus. Salva tamen reverentia et justitia debita matri 
Ecclesie, et jure episcopali; illesis tamen et intactis posses- 
sionibus prefate Cappelle dedicate. Anno ab incarnatione Do- 
mini Millesimo Centesimo tertio decimo, indictione sexta. 

Huius vero tante libertatis prefate Cappelle a Gualterio 
Panormi Archiepiscopo, et ab eiusdem matris ecclesie clero 
sua bona spontanea voluntate concesse, qui audierunt testes 
subscribuntur et qui viderunt. 

Gualterius prefatus Archiepiscopus {e) cum toto Capitulo suo. 

Goffredus Messanensis Episcopus. — Guarinus Agrigentinus 
Episcopus ~ Gulielmus Syracusanus Episcopus {f). 

(a) Il Ma. Qq. H. H legge : « Ad ftitaram rei memoriam. Omnibus in- 
notescat tam presentibos qoam fùtaris Cbristi fldeliboB et Sancte Romane 
Boclesie flliis, qoaliter ego Gualterius Panormitane Ecclesie hamilis Ar- 
chiepiscopas insimal cam daobus aliis > etc. (ò) « Geòrgie ammirato 
regni Sicilie, in qua clema grecus divina ezplet officia Domini nostri 
Rogerii Gomitis Sicilie et Calabrie. • 11 Ma. H. 10 legge : Domino G^rt- 
sto fori (e) Manca in Qq. H. 3 tatto Tinciao seguente fino a Qzt- 
tìodori, {et) et generali aaaeaaa. (e) Manca : « cum toto capitalo 



DBLL'BPOCA normanna in SICILIA 11 

tao *. if) Willelmus de Gratterio — Herbertns Barellus — Mattheos 
Barellos ^ Reginaldaa de Tarmo ~ Robertas Borellus — Robertus Mal- 
eonvenant. Et qoam plurimi aliqni egregi hominea. 

B. G. P. Ma. Qq. H. 10 f. 142; trovaaeoe no' altra copia eoo molte 
"irarianti nei ma. Qq. H. 3, doc. n. V, per cui é impossibile stabilire un 
•testo preciso. 



IV. 



(6623) 1115, Maggio, Ind. Ili (?) (VUI). 

Ruggiero conte d' Italia Calabria e Sicilia, dona a Gualtiero Oavar- 
retta in feudo il Gasale detto di Sicamino, in territorio di Milazzo. (Trad. 
del 1416). 



Privilegium factum a me Rogerio comite Italie Calabrie et 
Sicilie et datum tibj mili\j Gualtiero diete Gavarrecta (1), mense 
Madg indictionis tercie. Qui pure et sine dolo nobis servie- 
runt et ad flnem apparuerunt (a) quod amplexi (&) fuerunt 
nostij servicg dignum in hgs benefacere gratiam autem et 
assumere, ut domino placeamus, alias autem extollere, quod 
tote dominio nostro et mandato et servitio compleantur. Hinc (e) 
Igitur te dictum militem Gualterium Gavarrectam sine desidia 
adinvenimus (d) ad nostra servicia servientem satis multa 
prò mercede gratiam donamus tibj et fllijs tuis et heredibus 
in Valle Milacy, pheudum Gasalis dictum di Sicangno cum 
tenimentis suis divisum sic. A Nasida, dieta Apsicha, et ascen* 
dit a Paraspona, deinde pervenitur ad vallouem de Dafig, deinde 



(1) Possibilmente il nome Qavarrecta proviene dairufficio che a corte 
teneva il gavarreium paUUii^ di cui parla Falcando. Ci, ediz. oit p. 53 
•e nota. 



12 I DOCUMEXTT INEDITI 

descendit nd flumariam et ascendit per flumen flumen et per- 
venitur ad Ferraginam, deinde ascendit et perveuitur ad Man- 
cusam; et sic ascendit vallo et pervenitur ad Ainfusi, de Inde 
descendit ad zefirum et ascendit per serrum de Villa et per- 
venitur aliquo Surcbj, de Inde ascendit ad pìsearinam et ascendit 
ad platam et ascendit per serrum usque ad salicem, de Inde- 
descendit ad vallonem de cirasiis {e) et sic ascendit per vallonem 
vallonem usque ad Milivison et sic ascendit et pervenitur a 
Perrocuchou et descendit per cristam de Trichana, de Inde de- 
scendit ad sallidam de Zinquia, et sic descendit a Mesochecuria, 
de Inde descendit ad flumen et descendit ad flumen et descendit 
per flumen flumen et pervenitur ad Nasidam de Àpsicba, et 
sic concluditur. Similiter damus tibj nemus quod est intus in 
ipsa divisione, damus autem tibj ad flomariam terre Montis- 
Ibrtis et Ecclesiam Sancti Blasij cum terris ipsius ecclesie, et 
Ibidem molendinum et terram dieta de Psilosmore et vìllanum 
unum Saracenum cum fllijs eius, thenimentis et possessionis 
eius. Hoc dictum feudum sicud ipsum divisum, ut diximus, 
dedimus ipsum tibj predicto Gualterio Gavarrecta et tuis he- 
redibus ad babendum et possidendum in perpetuum, non ha- 
beat potestatem audere aliquis de nostris beredibus aliquateao» 
auferre a vobis dictas pbeudi res; super hoc enim presea» 
privilegium scriptum est et roboratum et sigillatum mea con- 
sueta bulla plumbea (/*;. Datum est tibi pretato Gualterio {g), 
Gavarrecta mense et indictione prescriptis anno sexmillesinao 
sexcentesimo vicesimo tercio. Rogerius Comes Italie Calabrie 
et Sicilie Christianorum adiutor. 

(a) aparuerant (6) qui ampexi .?). (o hic. (d) alnveaimas. 
(e) cirasns. (f) blombea. (<;) Galterio. 

GanceUeria voi. 52, fogi. *^19*, Arch, Sialo di Palenno, — 11 principio 
del documento é la versione del noto : SiyCXXiov Ysv&iievov nap'siJLoù xó|ii}- 
Toc etc. Trinchkra, St/liabus, pag. 101, ecc. ; Guisa, Dipi., etc, p. 4, ecc.^ 
Il Grkgorio, Cons., ecc., Lib. I, cap. II, n. 34, riporta solamente un brano 
di questo diploma tratto dai Capìbrevi del Barbieri, Val Demone, ove- 
parla del feudo Sicamino. 



dell'epoca normanna in SICILIA 13 



V. 



1115, Ind. IV (?) (Vili). 



Guglielmo vescovo di Siracusa col consenso dei suoi canonici con- 
ferma al Monastero di S. Opulo in Calabria , nel territorio di Melito , i 
possessi cbe aveva la Chiesa di S. Lucia in Siracusa, per donazione 
Ditta da Giroldo de Gentina. 



t 

In nomine Dei et Salvatoris nostri lesu Cbristi amen. Anno 
ab incarnatione Domini millesimo centesimo quinto decimo 
Indictionis quarte. Ego Gulielmus Syracusane Ecclesie humilis 
Episcopus» assensu et conoesaione omnium canonicorum no* 
stroruin, do et concedo Ecclesìe S. Opuli Monaòterio videlicet 
aanctimonialium , quod est in Calabria in territorio Melitenai 
situm» et domino Macheldi, eiusdem Monastcrii Abbatisse et om* 
nibus eius successoribus ecclesiam S. Lucie, que est prope Syra* 
cusanain Civitatem posila, cum omnibus possossionibus, que 
sunt vel future sunt, sive oinni terreni serviti! exquisitione, 
6ive pecunie exatiooe. Salva tamen Ecclesie Syracusane iustitia 
alque canonica obedientia, et ordinis nostri autboritate; quod 
si quis piorum Presbiterorum, vel laicorum inibi habitantium 
extra ordinem sunm, sive Christiane reli<^ionis consuotudinem 
aliquid commiserit, ipse canonice discipline subiaceat; res au- 
tem Ecclesie et sanctimonialium intactc illibateque permaneant, 
ita videlicet, quod nullus Episcopus, nullus Archidiaconus, 
nuUus denique Ecclesie nostre minister, sive propositus aliquid 
ab ea, sive ab eius possessìonibus audeat tollere, vel violenter 
auferre. Ego quoque Giroldus de Gentina cognominatus prò 
anima mea et patris et matris mee et omnium parentum meo- 
rum et uxoris mce et flliorum meorum et omnium denique 
fidelium Ghristianorum, et maxime prò anima domini Tancredi 
Syracusani et eius inulieris et omnium parentum eorum, dono 
donando et cedendo, et firmo assensu et Consilio domini mei 

Garvfi — / iMjcHtnenti inediti ecc. 5 



14 I DOCUMENTI INEDITI 

Tancredi Syracusani et eius uxoris Muriellis Ecclesie Saocte 
Lucie predicte, quam ego, a tempore saracenorum destructam, 
prò amore Dei et remissione peccatorum meorum restituì et 
Monasterio (a) Sancti Opuli et Domine Macheldi eiusdem Mona- 
steri! Abbalisse et omnibus eius successoribus terram, que est 
iuxta prefatam Ecclesiam. Sicut divisi cum vineis et ortis, que 
in eadem terra modo continentur vel in posterum posse fieri, 

• 

et aliis Ecclesie edificiis et aliam terram prope Casale meum, 
quod est ultra Alpheum fluvium Syracusanum iuxta pratum, 
sufflcientem scilicet tribus paribus boum et duobus villanis 
cum omnibus possessionibus suis, perpetuo iure tenendam et 
possidendam, sine aliqua mei vel heredum meorum calumnia, 
vel re trac tallone, sive alicuius terreni serviti! exactione. Si quis 
autem contra presentis pagine decretum aliquo tempore ire 
voluerit, nisi resipuerit et ad emendationem redierit, e comu- 
nione fidelium separetur et eternis gehenne incendiis ac Juda 
proditore Domini crucietur. Facta est autem hec donationis 
confirmacio in civitate Syracusana testimonio subscriptorum 
▼irorum corroborata. 

Willehnus Syracusanus episcopus. 

Gualterius Cantor. 

Mauritius Archidiaconus, Gaufridus Canonicus, Nicolaus ca- 
nonicus, Rainaldus canonicus , Robertus Bernardus canonicus, 
Radulphus Canonicus, lohannes Canonicus, Guido Canonicus, 
Thomas canonicus, Petrus canonicus, Robertus Oisum. 

Willelmus Surel. 

Giroldus luvenis. 

lohannes Stratigotus. 

Serio de Anexis. 

Hugo de Gaserà. Odo de Neta (6). 

(a) Oboli. (b) deneta. 

B. G. P. Qq. H. 5» dal Tab. di S. Maria di Messina. — Accennata dal 
Pirro, voi. I, p. 620, col. 2*. 



j 



DBLL*BPOCA NORMANNA IN SICILIA io 



VI. 



112:% Ind. I. 



OugUelmo vescovo di Messina e Traina concede alla Chiesa di S. Maria, 
•edificata dal Ck>nte Ruggiero e dalla Contessa Adelasia , alcune giarìsdi- 
«ioni ecclesiastictie. 



Anno ab incarnatione Domini nostri lesa Christi 1123 Indie- 
tionis P. Ego Willelmus Messanensium et Trajanensiiiin tertius 
Episcopus Ecclesiam S. Marie, quam gloriosus Comes Rogerius 
atque gloriosa Domina Adelasia Gomitissa Sicilie et Calabrie 
de vilissimo stabulo, prò redemtione animarum suarum om- 
niumque parentuum suorum restauraverunt , comuni Consilio 
meorum omnium canonicorum, et Domine Ermeline Abbatisse 
et illius sequacium, precibus et amore Domini Rogerii gloriosi 
Gomitis, concedo et liberam ab omni terreno servitio in per- 
petuum facio. Ita tamen quod, oleum et chrisma a me et succes- 
soribus meis illa et sequaces illius accipiant, et consécratio 
ecclesiarum eiusdem Monasteri!, que in mea Parrochia sunt vel 
erunt. Consécratio etiam Abatisse eiusdem Monasterii per me, 
aut per successores meos facta crit. Concedo etiam prefate 
sancte Dei genitricis ecclesie, ut, quicumque Messanensis et 
Trsgnensis Ecclesie Parochianorum, seu quorumlibet christia- 
norum illuc ad Dei servitium ve! recipiendum , scu ad sepe- 
liendum ire voluerit, eum libere cum omnibus rebus, quas 
illi Mon^sterio dare voluerit, absque omni perturbatione et 
•calumnia, recipiant Abbatissa predicte Ecclesie et sorores mo- 
Diales aut illarum clerici. Decimas quoque omnium rerum et 
laborum earum illis ad habendum perpetualiter concedo. Cap- 
pellanus tamen illarum ad synodum meuro veniet, qui si adul- 
4erìum aut aliud quodlibet criminale peccatum commiserit, 
ande publice sit corrigendus a me vel a successoribus meis, 
penitentiam et correctionem , assensu Abbatisse , absque ulla 



16 I DOCUMENTI INEDITI 

4 

datione pecunie, accipiet, et a me vel a successoribus meis^ 
absque canonico iiidicio, nullo modo interdicatur. Pro hac au- 
tera donatione vel donationis conflrraatione debet persolvere 
predicta Àbbatissa et eius sequaces per stngulos annos in feste- 
Beati Nicolai viginti libras cere et quatuor libras albi incensi^ 
lluius autem rei testes sunt subscripti viri. 

Ego Willelmus episcopiis Messanensis et Trajnensis concessi 
et subscripsi. Ego Comes subscripsi. — Ego Henricus Epi— 
scopus.... subscripsi. — Ego Melitensis episcopus subscripsi — 
Ego frater Hubertus Abbaj Monasteri! Sancte Euphemie. — 
Domina Àdelecta Comitissa ava Domini Comitis Rogerii te- 
stor. Willelmus Àrchidiaconus tester. Nicolaus Canonicus tester» 
Regerius De tester. Ego leannes Liparìtanus Abbas sub- 
scripsi. Elebrandus tester. Anscretinus tester. Poncius tester». 
Durandus tester. Gurmandus tester. 

B. e. P. Mg. Qq. H. 10 , fog. 14. — • Ex Archivio Monasteri) Sanctft^ 
Marie de Scalis Messane >. 



VII. 



Messina (663r>) 1127 Oingno, Ind. V. 

Rnggiero, Conte di Sicilia Calabria ed Italia dona ad Ansaldo, vice- 
comite di Arri, il casale di Nassari con 32 villani, alcune vigne ed una 
casa in Messina. (Trad. del (427). 



Privilegium (aclum a ine Rogerio magno cemite Sicilie 
Calabrie et Italie, quod datum est tibi domino Ansaldo vice- 
comiti de Arri, mense junij quinte indictionis. Qui ex tote 
animo diligunt nes et sinceram dileetionem observant, non 
selum diligere ees jiistum esset et quibusdam beneficijs letifi- 
care melius est; unde autem tu, qui per omnia meus es, do- 



DELI,' EPOCA MORMANNA IN SICILIA 17 

minus Ansaldus, venisti ad me et petijstì privilegìiim dari tibi 
•prò casali Nassari , quod prius concessi lue uxori , non luJi- 
>cavi repellere hanc petitioncm sed la) In Ano compiere. Quare 
et coiiccil.i libi supradictum Casale libi ot tue uxori et prò- 
prgs flltjs vestrìs et successorìbus cum Ibidem babitaotìbus 
hominibus, quorum Domina sunt hoc: Bucherius AIìus Vecule 
Olii Cupi, ac Metus Epeniraoin Muses frater eorum, Cbusenis et 
pensinius yses frater Bius, Muses frater eorum, loseph Epen- 
-simunij, Abderratin ac Miocus frater eius, Binaria Sopen, He- 
brìen Chaiesepen, Ychie ab Deviacmenti; una Gueyea, Aly Epen- 
-salem, Mucbìstj Epensalera (b) frater eius, Utburaennis fllius Mu- 
chamutc, Sensius Araicbamutus, Gbanerìi, loseph Ghayrepiy, 
Ecbepotry, Cullusij, Omaltis, Graferìus de Muchonilies, Aly Cha- 
ranus, Abdcara Cbennia, Varlies fllius Maymuni, Gay de li viri, 
Buclrey Epentugannts, Selèmardo; et qui fìi^ierunt de Gasali 
Nasari : losepb , Epenchasim fllij Supi : summa omnes predicti 
triginta duo cum bys autem concessi tibi et terras paocbata- 
nim duarura, sìcut prius tenebat eas Nicolaus de Ebraco. Simi- 
liter concessi tibi et ibidem molendinura cuius raedietatem ba- 
buisti a me, aliam vero medietatem emisti meo Consilio et 
precepto [e) a aotaro Sergio de Milacio prò tarenis centum. 
Similiter concessi tibi totam vibeam et terras quas habent a 
ipso Casali Caytus QeUecij cum bijs omnibus eònc6ssìi et extra 
■civitateiii Messane domum unam, que fuit Buirelll, que est eol- 
tàteralls Giiillelmo Carbunj, tum prò aulls suo sieut descendtt 
usque a mare, tpsa omnia concessi per presens meuro prìri- 
leginm tibi et tuis heredibus et successoribus , ut babeas et 
cum dominio et potestate, a me et meis beredibus et succes- 
sorlbus in perpetuum nullatenns babeat diiquis potestatem 
ddpmnittcieiidi te de boc. Qui autem templare voluerit con- 
trahire vel Infirmare presens meum privileginm, non mwlicara 
■fl me indignatioiiem substinebit; sed (a< et meo carebit amoro. Ad 
ibaìorem autem fidem et tantam certitudinem succedencium 
preseiis privilcj^ium sigillavi consueta mea aurea bulla. Datura 
•est tibi domino Ansaldo vicecomiti Arri et tuis beredibus et 
-successori bus, mense et [ndictione prescriptìs, esistente me In 



18 1 DOCUMENTI INEDITI 

Messana , anno sexmillesimo sexcentesimo tricesimo quinto. 
Dedisti vicem et curie me prò supradictis vineis Geneci nomi- 
smata saracenata centum ex parte ipsius Geneci. 
Rojjierius comes et cbristianorum adiutor. 

{(i) set. (à) Bpeoselem. (e) preeeto. 

Ai'cli. di Stato di Palermo. — Cancelleria, voi. 91, fogl. 202 eretroi 



vm. 



1130 (6639) Settembre, Ind. IX. 

Raggiero re nomina Bertrando di Noto a rettore della Chiesa di 
S. .Maria delie Stelle in Militello. (Trad. di daU incerU). 



Rex Rogerius Cbristianorum adiutor. Ad nostre maiestatis 
potentiam pertinet et sapientiam omnibus rebus ad divinum 
cultum particulariter pertinentibus omni industria et vigilantia 
actendere , unde spiritualia prò animarum fldelium subditorum 
nostrorum salutem non deficiant Vacante igitur Ecclesia Sancte 
Marie de Stellis in oppido Militelli, que penitus destructa ab 
inimicis Dei nominis jacebat, et a bone memorie genitore no- 
stro glorioso Gomito Rogerio a (\indamentis restaurata et do- 
tata, ob decessum presbiteri Àlpbii de Messana de legitimo 
rectore ; inspectis per nos virtutis meritis et morum sanctitate 
tue, Bertrand! de Notbo, te in rectorem Ecclesie predicte eli- 
gi mus et destinamus. Ita ut ofiicii tui in eadem Ecclesia 
onus vigilanter expleas, et salutem animarum tibi commissa- 
rum diligenter cures ad bonorem et gloriam omnipotentis Dei 
et Salvatoris nostri lesu Cbristi, a quo omnia bona fluunt, et 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA lU 

vitam eternam consequitur. Presens autem commissio data est 
in mense Septembris anno 6639 {a) indictione nona (1>. 

(a) 6625 — èra v. 1116. 

B. C. P. Ms Q.|. H. 5. — «Ex t&bularìo Eccle-ie Syraou-ana •. 



IX. 



Palermo fll3l) <?) Marzo. (Imi. Vili). 

Ruggiero re, stando in Palermo , dona alP .\bate del Monastero di 
S Maria di Galit alcune terre in Mineo. vTrad. di data incerta). 



Rogerius in Christo Dee pius fortis rex. 

Cum a Dee servatum atque tranquillum imperium nostrum 



(1) La orribile trascrizione, che si trova nelle carte della Biblioteca 
CoDinnale di Palermo, porta la data 1116 (6625), Ind. IK ; certo però ò 
slMigliata, perché Ruggiero in quel tempo non avrebbe u^ata la formala: 
Rogerias Christianornm adiator rex — che é una cattiva interpretazione 
dell* *EYà PdYtpto^ ftv xploxcb td^ 4^s(b tooèpT;^ xpaxaCoc P'^tl xaL xtòv xpioxiavSv 
foii^oQ. Restando ferma P indizione IX, andiamo atra n no 11 :^) Settembre, 
cioè air anno greco 66:^; ho accettato questa data, nella considerazione 
che anche nei diplomi greci pubblicati dal Cusa, trovo la formala in pa- 
rola nel diploma 1130 (?) Maggio (6639) Ind. Vili (pag. 292), pubblicato pre- 
ced**ntemente dallo Sfata in « Miscellanea di Stor. Ual. », voi IX, p. 466. 
Anche nel Moktpaucon ( pag. 397 ) , e nel Trinxhfra '• Syllnfjug, etc. » 
(p. 138) ve ne ha un'altro datato dal 1130 (?) (6G%^\ Maggio, Ind. Vili; 
nel Pirro ve ne ha uno del Luglio 1130: il diploma di concessione al padre 
Scolaro. La datazione greca nel Pirro è addirittura .sbagliata, giacché la 
ii riporta coiranno del mondo 6636, mentre effetti va niente è 0638. Nel 
tra nsanto pubblicato dal Prof Mons. Vino. Di Giovanni (Arch, Stor. Sic, 
N. S. , anno XXI, pag. 334) non si trova Tanno, ma T indizione. 

Cf. Prefazione, p. XXVI e segg., tenendo presente V Errata-corride^ 
pagina LII. 



20 I DOCUMENTI INEDITI 

Panormi in glorioso ac divinitius custodita Palatio moram 
traherCy accessisti tu Sauctissimus Monasterìj Dei Grenitricis, 
quod do Gala nuncupatur, Rector cum venerabilibus qui sub 
te sunt MonachiSy petitoque imperio nostro ut partem.... in qua 
iniusta rapacitate in Mineo in possessione Sancti Patris nostri 
Nicolaj ipsi dominabatur, ob magnani circa terrenorum loca 
penuriam , unde tibi ad vivendum aliquid suppeditaret Ideo 
nequaquam iustum esse iudicavimus nos re omni infecta ex- 
pellere , verum magna hijs hilaritate atque mansuetudine im- 
perìum nostrum acceptis concedere (a); per presens sigillura ad 
presignatum locum terrenos viginti iumentorum , que sunt 
modii sexagìnta, quorum nota atque deilnitio infra ostendentis 
literis expresso saraceuicis hosque qui supra designati sunt, 
agros planos atque silvestres, que admodum infra, ut inquam, 
ostendentur habere, ipsi perfecta atque perpetua dominacione 
in posteros atque perpetuos annos debent, ut perpetuo prò 
imperio nostro meisque felicis memorie parentibus preces ef- 
fundant; utque certior esset illis possessio atque dominatio 
attulerunt vestiario imperij nostri taria bis mille. Itaque sit 
nemo qui molestiam in qua ad monasterium ipsum pertinet 
afferat in retributione ,* atque dominatione horum agrorum a 
presenti die, ut nulla cura nuUaque sollicitudine Tirant. Ideo 
per sigillum nostrum hec est expressa atque e consuetudine 
habita data est ijs mense Martio anno 1131 (6). 

(a) concedit. (ò) 111 5. 

Copia dello Schiavo, pel Monastero di S. Maria di Galat. Ms. Qq. H. IC^ 
f. 12, della B. G. P. Lo Schiavo nota: cQaesta traduzione daU* originale 
greco fa fatta nello scorso secolo troppo sciapitamente, e scorrettamente; 
non so dove esista l* originale per riscontrarlo •. 

Il principio é la traduzione fedele del : Po^ipto; tv Xpiaxa xS B«ii «t>- 
otftjc xpaxaiòs ?^t Cf. Prefazione , p. XXVI e segg. , tenendo presente 
r Errata-corrige^ p. LII. 



DELL* EPOCA NORMANxNA IN SICILIA '21 



X. 



Palermo 6636 (?) Ind. VI (ì) a 131) Maggio :o, liid. vMl. 

Raggiere, essendo in Palermo coi suoi Conti e Principi, conferma a 
'Bartolomeo abbate del Monastero di S. Maria della Grotta in Marsala un 
prìTìlegio del 6606 (?) fatto da lai e dalia madre sna Adelasia, col quale 
donavano il Clasale di Farchina, vigne e terre, e concedevano il diritto 
di libera barca come aveva disposto il fondatore Christodulo. (Transunto 
<lel i3 luglio 1273). 



ROGERIUS IN CHRISTO DEO PIUS POTENS REX ET 
OHRISTIANORUM ADIUTOR. Ad nostrarn conteaiplacionera 
spectat vel pertìnet universas causas rediicere in melius 
et iam plus divinariim Ecclesiarum pertinencia cum aviditate 
tuerj. et qnam plurimam conflrmare. vèl etiam roborare in 
liac pacifica constitutione vel statu. propter qaod precipimus 
-omnia privilegia Ecclesiarum et allorum fldelium nostre pò- 
tencie renovari et estendi in manifesto vel publìco et que sunt 
roborata a potentia vel fortitudine excellencia potestatis nostre. 
Uflde mense Mad^j XVI eiusdem seste Indictionis anno sexmil* 
lesimo Sexcentesimo trìcesimo sesto (1). Esistentibus nobis in 



(1) Il Pirro, 11, 1101 riporta alcuni brani ; manca tutta la parte rela- 
tiva ai contini. 

Di questo documento eaittono 2 transunti fatti nello stesso notaro 
Benedetto di Palermo; uno del 29 Agosto 1269, che si trova nel Liber 
Mtffia Monarchim o Oodiee Yega, a foglio 78*, in due copie del Ma. v. 61 
AAV Archivio di Stato di Palermo ai fogli 33 e 48 ( copiario del Mona- 
stero di S. Maria della Grotta in Marsala) e più altre due copie nel Ms. 
Oq. H. 9 e 4 (}q. D. 54 della R. G. P.; 1* altro ó nella perg. i6 del Tabu* 
layio di S. Maria della Grotta, conservato nèll* Archivio di Stito di Pa- 
lermo. È fktto presso lo stesso "uotiro il 13 Luglio 1273 ed ò autentico. 
1a traduzione ò dovuta ai Sacerdoti Nicola di Traina, Michele Beneficiale 



22 I DOCUMENTI INEDITI 

civitate panorini in ornai pace ac tranquillitate viriate vel pò- 
teotia oinaipoteatis Dei custoditis cam comitibus et priacipibus. 
poteatie aostre Accessisti ia coospectu aostro Tu Kartolomeo 
Abbas Monasterii Sanctissime dei geaitricisMarie de Marsala, 
et osteadisti nobis privilegium a diva et beata memoria maire 
nostra et a nobis tane temporis Comite plumbea bulla factum, 
scriptum ia anno 6606 (?) Indictioae prima, per quod Gonces- 
simus fore dictum Moaasterium liberum vel exemptum ab Epi- 
scopis arcbiepiscopis et ab omni sacerdotali ordine, petens et 
exorans ab Excelleuiia nostra confirmare eidem venerabili Mo-, 
nasterio contenta et declarata seu distincta in eodem privilegio. 
Yidelicet. casale quod dicitur farchina et omnia que sunt in 
eo et sibi pertinent et limitantur et omnia quecumque continet 
predictum privilegium. sicut dictum est. Nos autem scientes 
quod sanctarum Ecclesiarum dei curam babentibus et in eis 
gloriflcationem seu laudem agentibus necessaria distribuere. 
deo acceptabile est et anime grandis utilitas comparatur. lube- 
mus. concedimus. et conflrmamus esse ipsum monasterium libe- 
rum vel exemptum et totaliter liberum ab Episcopis arcbiepi- 
scopis et omni universali sacerdotali seu clericali ordine. Simi- 
liter conflrmamus eidem etiam omnia que divj nostri parentes 
in eorum privilegiis eidem concesserant. scilicet homines Ca- 
salis farcbine. viueas et terras et barcam unam liberam et 
etiam que ammiratus Xpistodulus. qui a fundamentis edificavit. 
predictum Monasterium. eidem donavit. et Specialiter omnia 



di S. Nicola «li Capra e dal Notaro Giovanni di Naso , che (Irma : 'Eyé^ 
ò npopìj^c Noxap(oo6 ^IwavvTjg xoò KaocD xoO npopì)4^cv oiriXÀicv. 

Entrambi i transunti hanno le note cronologiche sbagliate: 6336, 
Ind. VI, e 6606, che risponderebbe al 10H8, quando ancora il 1* conte 
Ruggiero era vivente. Dissentendo dal Pirro e dal Behring ho assegnato ai 
documento l'anno 1131 (ì), Cf. Prefazione, p. XXVI e seg, tenendo pre- 
sente r Errala-corrige a pag. LII. 

Le varianti che si trovarfo nei transunto del 1269, le pongo in nota; 
giova avvertire che dijtntte le copie m' attengo, per notare le varianti,, 
a qaella del Codice Vega. 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 23 

qu0 ipsum Monasterìum a priDcipio usque nunc tenuit et pys- 
sedit potentia nostra concesdit et firmavit per presens privi- 
legium nostrum esse irrevocabilia in eternum. ad remissionem 
peccatorum divorum nostrorum parentum et proximiorum seu 
consanguineorum felicitatem et prosperitatem dierum nostre 
potentie. flnes autem predicti Gasalis farcbine difflniti vel 
limitati de mandato nostre muniflcencie per baiulum terre 
Marsalie et per illos qui secum erant Christianos et Saracenos 
seniores* sunt ita. In primis ab oriente incipit a Dukkyara (a) 
et descendit usque ad coniunctionom duorum vallonorum quo- 
rum unum dicitur Ebak al keliun (b). et ascendit per alium. 
vallonem usque ad fontem qui dicitur Ayn ennachle. et Inde 
ascendit ad mandram que dicitur Marchaltesselim (e), et Inde 
ascendit et respondet seu tendit in capite Bayde {d) ubi est 
meridies. et Inde descendit usque ad passum Cussuni (e) et 
descendit per flumen flumen usque ad vallonum descendentem 
de Rahalukyl (f). et inde ascendit per vallonum vallonum usque 
ad Nisààt. et Inde similiter ascendit ad magnas lapides Mar-, 
cbalt butayb (g). et de ipsis lapidibus ascendit per serram ser-, 
ram que dicitur Monshar (h) usque ad lapides existentes in 
porta que dicitur Beb zagden (t). Inde descendit per serram. 
serram usque ad coUem qui dicitur Gbark-el*mufruc (k). qui 
est supra lacu qui dicitur Gadir-setfura (/) et ascendit per. 
fusionem seu cursum aque usque ad coUem qui dicitur Juseist- 
el-Meez (m) sicut versus et prope mandram De-ibn-Cbalife (n). 
Ab occidente est vallis que dicitur Cbalk-eUmilky (o.. et Inde 
per Custeriam tendit usque ad Karikennusur (77). et inde de- 
scendit usque ad mandram Maristalle (q). postea transit per 
medium plani Beucle (/*) usque Ad viam que venit ad Musu- 
leu (s) et vadit ad flumen Tarcalli. et de Musuleu recipit viam^ 
viam et tendit usque ad vallonem Natalie, et Inde descendit 
usque ad passum Balluta. et de eodem passu ascendit per flu- 
men flumen quod dicitur Gued Bucly ( t) usque quo tendit ad 
molendinum ubi est septemtrionalis pars- et de eodem molendino 
ascendit ad pantanum seu lacum dictum Gadir-al-mikka {u). 
situm in capite prise molendini et Inde Terit in Cbaril-el Jum- 



24 I DOCUMENTI INEDITI 

mar. et tendit ad Cudiet-el-balat. et inde ad fontem qui dìcìtnr 
Ayn-el-Cassar (r) qui est super trihus forìtlbns et Inde ad 
collera diete Meyde. et Inde tendit ad Dukkyaram {x) unde 
inceptio predictorum finium facta fuit. et sic concluditur. Ara- 
plius autern potentia nostra concessit predicto sacro Monasterìo 
grangiam {y) Sancti Panteleimonis (z) qua est in lùsula versus 
Libriges (aa) que cognominatur Guziret Ezobbugi {bb) et eam- 
dem Insulam et salinam que est in esfdem Insula. Amplius 
autem concedit potentia nostra predicto sacro Monasterìo terras. 
viridariura. fontem. et mandram Muddid (ce) que sunt posita 
in loco qui cojjnoininatur Heraclra. Qiialre mandamus firmi ter 
et precipimus omnibus qui sub nostra manu potentia vel do- 
minio sunt et écclesiasticis pefsoffìfis nullam audaeiam tempia- 
cfoneftù. vel dapnum vel lesioneW ve! cenotomiam inferri ab 
alliquo super premissis vel saper aliis stabilibus et roobilibus 
éius. sed semper sine molestia seu vexactione ftianeant in 
eternunfi ostensione dumtaxat pfesentis nostri pt*ivilegii. bollati 
consueta nfostra bulla plurtibea. Ad fldem seu credentiam om- 
nium presentìuitì et futuroruni firmam stabilitatem suprascrìpti 
Monasterii. quod datura et assignatuió est predicto Abbati 
Bartholomeo. Scriptum mense indicttone et anno prescriptis. 
Hh Rogerius in Christo Deo pius potens réx et chfistianorum 
adiutor. 

(a) Darrara. (b) Calkedin. (e) Axarhal sellem. (d) Barde. 

(è) dicussuni. (J) Kachaleokil. (g) Marchal bettays. {h) Mira- 
flobar. fi) Bebzakederi. (k) Harckadnrafrate. (l) Qadir sexsursi. 
(ni) Zureyit. (n) BinchaUfe. (o) Chalkelmikky. (p) karik-emin- 
shur. (q) Marostalla. (r) de Bavele. (s) Masleo. (t) Qaedbaali. 
(u) Gandir-elmika. (v) Oinelcassar. (x) Duceram. (y) metochiam 
seu grangiam. (x) Pantaleonis, nxvxsXsi^iiovo;, Cusa., p. 300. (aa) Li- 
birge. (bò) Zizereth et Zebachi. (ce) de Maddo. 

Tabalario S. Maria della Grotta, perg. n. 16 in Archimo di Siato di 
Palermo. Il privilegio aveva il suggello di piombo attaccato alta pergs- 
.m<^na cum seta violacea. 



DELL* EPOCA NORMAiNNA IN SICILIA 25 



XI. 



1136, Gennajo, Ind. XIV. 



Davide abate del Monastero di S Trinità di Melito, col consenso dei 
saoi monaci e di Ruggiero re 4i Sicilia e d* Italia , concede alla chiesa 
di Cefìilù la chiesa di S. Cosmo con tutti i possessi e i villiini. 



IN NOMINE DOMINI DEI ETERNI ET SALVATOR IS NO- 



STRI IHU XPI ANNO AB INCARNATANE (a) eiusdem Mil- 
lesiroo contosimo tricesimo quinto mense Januario. indictione 
quartadecima. Notum sit omnibus tam posteris quam presen- 
tibus. quia ego David saiicte Trinitatis Melitensis monasterii 
abbas. e Consilio et consenso omnium eiusdem monasterii mo- 
nachoruin magnifici Rogerii Regis Sicilie et Italie presentiam 
adii soUecitis et efflagitans precibus ut ecclesiam sancti iohannis. 
quam iuxta maris rocbellam monasterium nostrum in Sicilia 
possidebat et ecclesiam sancti cosme ecclesie cephaludi tenen- 
das hac possidendas concedefet. tali tenore ut monasterio 
nostro tam in vineis quam in agris et villanis redditus in 
Calabrie partibus viciniores restitueret. Glorìosus igitur Roge* 
rius rex iustis peticionibus nostris asseusum prebuit. ego vero 
et totus cmiventus monasterii nostri sancti iohannis et sancti 
cosme supra memoratas ecclesias ecclesie chephaludi in quiete 
et sine alicuius calumnie tumultu tenendas ac possidendas in 
perpetuuin per huius manomissioni^ privilegium concessimus 
cum omnibus sibi iure pertinentibus terris cultis et iiicultis. 
vineis pascuis et decimacione chepaludi et molendino et XXX^ 
VIII villanis quorum nomina sunt hec. Nicholaus de lo mo- 
cbeti Joiseph fllius ianuarii Nicholaus fiUus leonis Pbilippus 
fllius buseit Pbilippus fllius calocburì frater Joseph, hii sunt 
Christiani. Sarraceni vero Abdelcherin fllius yse Hamor fllius 
Abdelcherin Sidi fllius eiusdem Abdelcherin Mebib fllius Ab- 



26 I DOCUMENTI INEDITI 

^elcberin Macbalub fliius Àbdelcherìn SamuehI fllius yse fra- 
ter Abdelcberin Moyses filius ali bafen fllius moysi haiifilius 
moysi basen fllius Amut et frater suus bali strambus fllius 
iosepb Hali loie! Abdella stultus Bucber fllius Rbooabdel. bii 
sunt bomines sancti cosme. 

Sancti iobannis de rocbella sunt bii. Teodorus filius gafuri 
Basilius fllius leonis Basilius fllius babe lafar fllius capre 
Robertus fllius guarini. bii sunt Cbristiani. Sarraceni vero. 
Ali fllius grìsopoUi et Moyses frater eius Abdesseit frater eius 
Otboman fllius Busen Bucher fì*ater eius bamor frater eius 
Taydon fllius cafey basen fllius Boson bamutb frater eius 
Abdelcbamitb Muchuluf bamor et frater eius fllii Marturine. 

Quicumque hanc combinacioneoi infringere vel permutare 
temptaverit anatbema sit. 

Ego Rogerius rogatus monacus cenobii sancte Trinitatis 
subscripsi. 

Ego Robertus monacus subscripsi. 

Ego Romanus monacus supscripsi. 

Ego Rogerius monacus subscripsi. 

Ego Eavardus monacus subscripsi. 

Ego Robertus monacus [b) subscripsi. 

Ego Sergius eiusdem cenobii prior et buius privilegii 
scriptor subscripsi. 

Nel retro: 

«Sancti Jobannis de Roccella. In anno 1135 mensis Januarii 
XIIII* Indictionis. » 

(a) cU> incamationis, (b) V abbreviazione e m. 

Tabulario Capiloìare di CefcUù, perg. n. 4, di inm. 450X mnu 344» 
-con lioee a secco tirate alla distanza di mm. 16. Le prime linee conten- 
gono r invocazione e V anno , e sono scritte a lettere grandi. La peiiga* 
jnena porta i segni del soggello ohe manca. 



DBLL* BPOOa NOKMANNA IN SICILIA * 27 



1290, 12 Febbraio. Ind. IV. 



Notar Benedetto di Palermo, ad istanza di tal Coppaia, transanta dae 
privilegi di Raggiere, scritti in greco e in arabo. 



^ IN NOMINE DOMINI AMEN. ANNO DOMINICE INCAR- 
NATIONIS MILLESIMO DUCENTESIMO NONAGESIMO, MENSE 
FEBRUARU DUODECIMO EIUSDEM QUARTE INDICTIONIS. 
Regnante serenissimo doniino nostro domino Jacobo dei gratta 
inclito Rege Sicilie ducatus Apulie et principatus Gapue. Regni 
«ius anno sexto feliciter amen. Nos Judex ptolomeus de Gapua 
Judex civitatis panormi. notarius Benedictus publicus tabellio 
grecus et latinus Civitatis eiusdem et subscripti licterati testes 
^d hoc vocati specialtter et rogati presenti scripto publico 
DOtum fàcimus et testamur quod nobilis vir Robbertus Coppula 
^ius nobilis viri domini nicolai coppale militis Givis panormi. 
Ad nostram Accedens presencia obtulit et ostendit nobis duo 
Iirivilegia quondam Regis Rogerii bone memorie notata in 
Carta menbrana munita quodlibet eorum bulla plumbea eius- 
dem Regis Rogerii. appensa cum seta violacia in quolibet eo- 
rumdem. quorum unum est de lictera greca et Arabica scrip- 
tum, et alterum de Arabica tamen preter subscriptionem pre- 
•dicti Regis Rogerii que est de lictera greca continencie in- 
frascrìpte. petens ipsa A nobis nostrum qui supra judicis et 
tabellionis offlcium implorando ut auctoritate Judiciarum et 
per manus mei dicti tabellionis Ad sui cautelam et robur sui 
Juris de lingua et scripta greca et Arabica in latinum facere- 
mus transumi et in publicam redigi formam. ut apud omnes 
piena intelligencia et fldes ex ipsi tamquam a veris origina- 
libus transumptis possit assumi. Cuius peticionis in precibus 
Qtpote Justis ex officio nostri debito annuente prò eo quo 
nobis non erat adeo piena cognitio et intelligencia scripture 
Arabica et etiam grece auctoritate Judiciarum quosdam iniry 



28 • I DOCUMENTI INEDITI 

scriptos probos viros cives panormi videlicet presbiteruni deo- 
datum grecum et benedictum fliium eius notarium pbilippum 
de Ecclesiastico et notarium Johannero de naso Christianos. 
Item roagistrum david magistrum musi et magistrum Gaudium 
filium dicli magistri Judeos. scientes videlicet Gbristianos 
utramque licteram et linguam grecam scilicet et latinam. et 
Judeos predictos utramque licteram et linguam arabicam et 
latinam omnes predictos fidedignos et omni exceptioni ac su- 
spectione carentes coram nobis fecimus accersiri. qui ad no- 
stram presentiam accersiti et Jurantes cbrìstiani prius ad 
sancta dei evangelia corporaliter tacta deinde Judei super le- 
gem Moysi de fideliter legendo et interpretando nobis predicta 
duo privilegia de greca et arabica scriptura in latinam inter- 
pretati sunt mecum dicto tabellione nobis predictis Judici et 
testibus infrascriptis per eorum sacramentum et fidem quilibet 
eorum per se pari et una voce concordes ipsa duo privilegia 
per totum in forma subscripta et continentia Ita esse et facta 
interpretacione ipsa de verbo ad verbum in tòrmam latin&m 
et data nobis in scriptis et predictis omnibus cum omni Juris 
ioUempnitate diligenter inspectis. quia vidimus etiam privilegia 
ipsa foro non abolita non cancellata nec in aliqua parte eorum 
et bulla predicta vicium aliquod imminuere ipsa duo privilegia 
prout dicti interpretes mecum dicto tabellione transtulerunt in 
latinam et nobis per eos translata derunt in scriptis. sic fideliter 
de verbo ad verbum nullo addito vel mutato seu etiam dimi- 
nuto in presentem- formam publicam per manus mei dicti 
tabellionis. auctoritate Judiciali ad cautelam dicti Robberti tra- 
scribendum redigendum duximus et etiam publicandum. Tener 
autem unius predictorum privilegiorum in quo est scriptura 
greca et arabica ut superius dictum est per omnia talis est. 
Tener quidem grece scripture ipsius privilegii talis est. 



DBLL*BPOCA NORMANNA IN SICILIA 29 



XII. 



1136, Aprile, Ind. XIV (6644). 

Raggiero Re dona ad Adelina, eh' era stata natrice del figlio ano En- 
rico, alcune terre e villani nel territorio di Vicari. 



« Sicut ediflcatur domum ediflcans non solum magnis et 
quadran^ularibus latibus verum etiam cum parvis lapidibus 
ad ediflcationem eius utitur. sic et Rex bonus obbedientibus 
benefaciens similiter hec super ediflcans non solum magnis 
donis. sed etiam parvis procreatur donacionibus. propter quod 
et Adelina coniux Adami que lactavit meum dilectum fliium 
Benricum donavit sibi potentia mea parvum donum. Videlicet. 
vilìanos quinque et tenimentum terrarum Rahal kerains in 
tenimento terre nostre Biccari et sunt hii. Muse Bin Suleymen. 
Nemes frater eius. hyse frater eorum Bnlhasen frater eorum. 
Muhamud fllius Adderrahmen Buliste. quorum quinque nomina 
scripta sunt similiter de lictera arabica. Divisa vero terrarum 
est Ita. Incipit ab oriente a vallone Buegil ad rupem cogni- 
tam elejril usqne Ad excelsnm montem a quo apparet Zendube. 
a meridie autetn est sicut vadit via pirizii et Biccari. ab oc- 
cidente, sicut incipit divisa Guij^lielmi Bunellj et Inde pertransit 
divisa usque ad (basale Ru(jhibze. et Inde descendit ad vallo- 
noin epenchonio. a soptentrione vero sicut incipit de Casa- 
lino et transit vallonum usque ad vallonom Mintine, et Inde 
transit via usque ad vallonem Bulegil. unde^t inicium fecimus. 
l'nde presens privilegium consueta bulla munitum. ad fidem 
assiirnalum est predirle Adelino et viro suo. mense Aprilis In- 
diclionis quartedecime. Anno mundi sexmiUesimo. sexcentesimo 
quadragesimo quarto (1) ». 



(1) Il testo greco di questo documento fu pubblicato da Trinchsra, 
p. 155, GusA, p. 115. Per chi voglia studiare le denominasioni di alcuqi 

Oarufi — / documenti inediti, ecc. 6 



so I DOCUMENTI INEDITI 

Item lenor arabico scripturo contente in eodem privilegio 
greco talis est 



bis 



XII. 



1136, Aprile, Egira 530, Ind. XIV. 

Oaito Biugelir in esecuzione del privilegio ili Re Ruggiero conceduto ad 
Adelina, balia del di lui figliuolo Enrico, esegue rassegnazione delle terre. 



« Hec est cognìtio terrarum limitatarum per manus Gayto- 
rum statutoruoì ex parte Gayti {a) Biugelir. quod tenimentum 
cognoscitur de Binkyramis. et divisa orientalis ascendit per 
vallonem ad rupem cognitam Bulegil. usque ad meridiem 
respicientem ad Zendube. Divisa meridionalis tendit ad viam 
ducentem de perizio ad Biccarum. Occidentalis tendit ad divi- 
sam Guillelmj Bonellj. et descendit ad casale Bucbubzo. eundo 
per serrani serram usque ad vallonum. et septon trioni lis lendit 
a Casalino usque ad cursum aqae, que descendit de Vallotio 
Mintine ad cursum aque quo descendit de Vallono elegil. 
usque ad viam que ducit ad molendinum. Scriptum ost hoc 
mense Aprilis anno Arabico quingentesimo tricesiino qunrte- 
decime Indicionis. Et deus est spes nostra qui est optimus 
procreator. » 

{Et in fine tocius pHvilegij supradicti est sabscriptio Regis 
Rogerii de lictera greca^ sic coniinens:) 



luoghi di Vicari, ripofto la trascrizione dei confini secondo il rojrito del 
1277 transuntato nel 1314. por^. n. 5^)3, Tab. delta Magione. CS. Pì^^'fa- 

zione^ § 111, « flnes vero tenimenti dicli Casali?* snnt hii, videlicet: 

ab oriente tenimentum inargane cum quo dividunt Ecclesie Sancle Tri- 
nitatis de panormo, ab occidente est tenimentum Casalis piricij ; a me- 
ridie est dictuui tenim^Miliun eiusdum Casalis piricij , (fuod circumdat 
tenimentum Casalis predicti ; a septemtrione est tenimentum Casalis fi- 
talie, et si qui alii sunt conflnes >. 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 31 

€ Rogerins in Christo Deo pius potens et Christianorum 
adiutor ». 

(a) Gayti G:iyli. 

Itern tener alterius privilegij dictorum duorum privilegio- 
rum Regis Rogorij scripti de lictera arabica, per omnia talis est. 



XXI. 



13 Gennaio 1145 (A. m. 6653— Egira 539) Ind. Vili. 

Ruggiero rinnova ad Adelina il privilegio che le avea concedoto nove 
anni prima. 



Hoc fnit tricosirao mensis Januarij octave Indictionis. anno 
arabico quingenlesimo tricesimo nono, et anno mundi sexmil- 
losiino. sexccnlesiino. quinquagesimo tertio, presentaverunt se 
In Midine ìdest latine panormo. quod defendat deus, Archiepi- 
sropi. E|)ìsco|)i. Comites. Barones et alij de tota Sicilia, custo- 
dii eain deus, ad renovandum privilegia eorura prò eo quod 
erant quasi ar)olita incamulata et inveterata, et Tu Adelina 
lactatrix presentasti te. et obtulisti privilegium quod fuerat 
scriptum de mandato exprcsso iam sunt anqj novem elapsi 
in quo erat facta mencio de eo quod erat concessum et datum 
Ubi videlicet de hominibus et terris sitis in centrata Biccari. 
in flttalia. et in dicto privilegio denotantur flnes terrarum. que 
libi fuenint concossr* in loco prodiclo et sic constilo exinde 
(Uirio oxcollentì. (]uius laudis altitudinem deus exaltet. Exijt fac- 
tum mandatum excelsuin magnificum Regium Rogery. Cui 
deus altitudinem altitudinj au^n.^at. de rescribenda et confer- 
manda pr»»diota. Ilomines vero sui:t hii. Muse bin Suleymen. 
Nemes frater eius. hyse frater eius. Bulhasen flrater eius. 



se I DOCUMBNTI INEDITI 

Muhammed Bin adderabmen buliste. prò quo habitur Buab- 
dille Munden. 

(Summa nomina quinque et super quolibet nomine ipso- 
rum scriptum est nomen Cuiuslibet eorum de littera greca et 
summa eorum. Et in Une dicti scripti arabici est scripta sub- 
soriptio dicti domini Regis Rogerij de lictera greca sic con- 
tinens). 

Rogerius in Christo deo pius potens et Christianorum 
adiutor. » 

Ad buius autem sumpti ex predictis originalibus privilegìjs 
de verbo ad verbum transumpti fldem apud alios faciendaro. 
presens publicum Instrumentum exinde sibi factum est. Ad 
Gauteiam ipsius Robberti coppule. per manus mei predicti 
tabellionis. modo si quo signatum. snbscriptione mei qui supra 

Judicis. subscriptionibus etiam predictorum tam Xpianorum qui 
transtulerunt de greco in latinuni quia Judeorum qui transla- 
taverunt de arabico in latinum nec non et subscriptorum te- 
stìum subscriptionibus et testimoniis roboratum. Scriptum pa- 
normt. Anno. Mense, et Indictione premissis. 

^ Ego Judex ptholomous de Capua qui supra Judex intcHui 
vidi et audivi predicta privilegia orìginalia cum bullas eorum 
in predictis linguis et scriptura arabica et greca et Interpre- 
tacionem factam de predictis linguis in linguam latinam in 
presenti transupto (sic) subscripsi. 

fcfi Ego Philippus de Ecclesiastico qui supra interpres interfui 
vidi audivi et legi predicta privilegia orìginalia cumì bullis 
eorum in predictis linguis et soriptura arabica et greca et 
interpretacionem ipsam mandavi fieri et me in presenti tran- 
sumpto subscripsi. 

>ìi Ego Benedictus filius presbiter datus qui supra interpres 
interfui vidi audivi et legi predicta privilegia originnlia cum 
Bullis eorum in predictis linguis et scriptura arabica et greca 
et interpretacionem ipsam 

*h Ego in presenti transumpti subscripsi. 

Ego Gaudius Judex interpres de panormo qui supra Interiuj 
vidi audivj et legi in lingua arabica predicta privilegia ori- 



bBLL^SPOOA KORIfANNA IN SICILIA Stì 

ginaria cum bullis eorum in predictis lioguis et scriptura 

Interpretacionem ipsam audivj fieri et me in pre- 

seati transumpto subscripsi. 

Si scorgono nel lembo inferiore della pergamena alcuni firammenti 
di firme greche. 
Nel retro : 

« salim gruppo. » 

In un lembo nn esteso sunto in italiano ilei contenuto della perga- 
mena scritto nel sec XVII. 

Tabularlo Magione, Arcìu di Si. Pah rm't. Perg. n. 208 di mm. 52iX*75; 
però il margine inferiore della pergamena è lacero e vi mancano talune 
firme, fra cni quella del notaro. 

La pergamena è rigata a secco, ciascuna linea dista mm. 5, e presenta 
la riqnadratnra marginale, e il capolettera di • In noniine > con una ero» 
cetta sovrapposta, quasi ad indicare la fusione dei capoletter.i ool chrùmon. 



XIII. 



ii:^, Maggio, Ind. XIV. 



Urso Trabalia, giustiziere in Trani, dirime una questione fri il Conte 
di Conversano e i forestieri di Bì tetto e Viscilia circa il terra tico. 



Tempore quo ego Urso Trabalia gratta dei et domini nostri 
Rogerii magnifici Regis traoensium domioator iusticiain ma- 
nutenebam mihi (a) ab cadem regia potestate commìssam et sub 
nostra curia Desigius hecatepanus Botonti et Bite(;ti baiularet 
contigli quod dotninus Robbertns Comes («ubei'sani querimo- 
niam laceret. super forasterios Bitocti. do terris viscili<^. qui 
torraticum quod ei pertinebat habc.ro. ipsi asserebant. Quod post- 
quam (b) nostris auribus perveuit. feci veuire ad me Dt^sigium 



34 I DOCUMENTI INEDITI 

hecatepanutn. et Guidelmura Pascaleni consocium eius. cum 
foresteriis Bitecti et inde eos ad rationeni mittens dixerunt 
se domino Corniti nequaquam iniustum tacere, sed de propriis 
terris Bitecti terraticum toUere. sicut est per antiquas divi- 
siones inter Bitectum. et Grumum. quibus ab eis auditis precepi 
eis ut submonerent probos et senes homines Bitecti qui divi- 
sas ipsas scirent. et designarent. et eos illuc conducerenl. O^rte 
et ego submonui quosdain de baronibus domini nostri glorio- 
sissimi Regis Rogerii. videlicet. dompnum Thomam rutiliani 
et dompnum Amonem nitrirti et dompnum Riccardum Castel- 
lanum bari, et dompnum Hugonem Blancum et lusticiarios eius- 
dem domini nostri Regis dompnum lohannom Galium Capito, 
et dompnum Ebolum. et sapientes quosdam Bolonti. et Bìtf^oti 
et statuto die in predictas terras cum eodem domino Cernite, 
et predictis baronibus et lustitiariis. et hominibus Grumi, ad 
dilHniendum litigium insimul properavimus. Congregatis om- 
nibus ex utriusque partibus in predictis divisis piosiluerunt 
foresterij Grumi iussu prepliati domini Comitis ut assignarent 
divisas et contra foresterij Bitecti insurgebant. ut et ipsi di- 
visas ostenderent. Tandem a sapientibus qui ibi adherant do- 
cretum est ut ammonerentur foresterij utriusque partis et a 
probis et senibus hominibus Bitecti quj terras tenebant e»t 
cultabant divise ostenderunt. Tunc venientes boni senes ho- 
mines Bitecti. quorum nomina hoc sunt. Symon Grippus. Ni- 
colaus Senioris et Criseucius. et liisancius. Guirdillis. et Melis 
mirate, et Leo Conflatus, et lohannes Lardus. et Constantinus. 
et Melis Bunnus et lohannes Potus et Leo Maionis et Grusus. 
qui omnes quasi uno ore et uno corpore unus ante alium ce- 
perunt designare tam ipsas divisas Viscilie. quam et aiterius 
tenimenti. quod erat iuxta ipsum tenìmentum Viscilie. quod 
Bitectenses in pace tenebant (e), et nulla questio inferebatur 
a supradicto domino Comite et hominibus Grumi. Incipientes 
ab itinere quod venit a grutla de Musca quod item appellatur 
Stratella et ferit ad viam crucem. que venit a Matina et vadit 
Bitectum. et antea modicum ferit ad viam. que venit ab ipsa 
Matina. et pergit Bitectum. et sic vadit ipsa Stratella postquam. 



t>BLL* BPOOA NORMANNA IN 8ICILÌA ^ 

separetur ab ipsa via Bitecti. et ferit ad viam que veni! a 
Mellito, et vadit ad Materarn. et in antea quomodo pergit ipsa 
Stratella iniun«ritur ad viam. que venit ad Itecto et vadit ad 
Saoctutn Eramum. et rcllicta via ipsa. ascenderuDt per semitam 
unain subtus gruttam saiicti Oanionis. et per ipsam semitam 
veneruQt ad lamam Stintini Longi que est inter fines Bitecti. 
et sancti Nicandri et per ipsam lamam descenderuot usque 
crucem sancti angeli de Lacu travato. Et deinde -euntes per 
lamam Gravilionis. perrexerunt viam. que venit a Gravina, et 
vadit ad sanctum Eramum. et per eandem viam venerunt ad 
casale sancte Marie, que dicitur de episcopo predicti Bitecti. 
ubi vocatur palus de sepibus. poi^lca reversi supra Matinam (rf) 
Bitecti per viam unam. que ferit ad parietem antiquam. de- 
scenderunt ad lamam ubi est petra de sabino, supra ipsam 
Matinam Bitecti. A reversi sunt postea per muricem ipsam. et 
deduxerunt nos usque predictam Stratellam. unde inceperunt. 
Ouibus divisis taliter ab eis designatis dicebant terras ipsas 
tam prodicte Viscilie quam et predicti alterius tenimenti. in 
quo nulla questio erat. ipsi et eorum antecessores per divisas 
ipsas non solum per triginta annos possessio est. sed supra 
sexaginta annos in facie Grumensium iure quieto tenuisse et 
posse et possedissc. Tunc a predictis iusticiariis et baronibus 
et sapientibus aliis qui mecum ibi venerunt. iudicatum est. ut 
lioni liumines Bitecti qui divisas designaverunt iurarent ad 
sancta dei evangelia. quod ipsi et eorum antecessores parentes 
per ipsas divisas easdem terras tenucrunt. et dominati sunt in 
facie Grumensium supra triginta annos. quieto iure et habent 
in antea ipsas terras quietas. Quo sacramento ab cisdem Bitec- 
tensìbus incontinenti facto, prephatus dominus Comes sicut 
iudicatum fuerat per fustern dimisit eis terras ipsas quiete 
tenere sicut designaverunt. Unde ad memorìam et soonritatem 
Bictentesium (?). iussi scribere hec lohanni Regis notarlo qui 
interfuit. ut in posterum memorentur. Anno dominice incarna- 
cionis Millesimo Centesimo tricesimo soxto Rogni autem ìam- 
dicti felicissimi Regis nostri Rogorii anno quinto Mense madio 
quarta decima Indictione. Signum sancte crucis factum mani- 



36 I DOCaUWTI fNBDITI 

bos mets Tbomas rutUiani dominus. Signum sancte crucis 
factum maDibus meis Amone Bìtrìcti domiaus. Signum sancte 
crucis factum maaìbus meis Ugonis bianco Kegalis iusticiarius. 
Signum saacte crucis factum manibus meis Erberti militìs 
Birnecti. Lucifer Bosontiiius Bitectensium iudex. Ioannocarus 
Botontinus protoootarius probalus. 

(a) micbi. (A) pqm. (e) lenebat. UO Matina. 



Taòalario di Uorreale. Traaaunto in un diploma di Costanza inipe- 
ratrico del Dec«inbre 1105. 



XIV. 

Cosenu tl38. Settembre, End. I 



Arnolfo, vescovo di Cosenza, a preghiera dei monaci del Monastero 
di S. Maria di OiosaTat, concede alla chiesa di S. Vincenzo in Montali» 
alcuni diritti ecclesiastici. 



*i* In nomine domini nostri [hu X. Amen. Anno ab in- 
carnationc eius millesimo centesimo tricesimo octavo et sep- 
timo anno regni domini nostri rogerii Italye regis mense 
septembris prima Indictione. Ego arnulfus divina favente cle- 
mentia cusentine sedis archiepiscopus presenti scripto l'ateor 
quod ad preces fhitrls pagani monachi existentibus cum ilio 
dompno Roberto et dompno osmundo monachis sancte marie 
de josaphat de Consilio et assensu Iratrum ineorum spontanea 
voluntate dedi ecclesie sancii vincenttj site in tenimento mon- 
tisalti. baptismum. cimiterium. contessionem et omnes deciiuas 
hoininum ipsius ecclesie sancii vincentij. sancte Lucie sancte 
veoeris prope rendam. sancii pelri et sancte marie de guar- 
dia sancii pelri de (erlito cum pertinentiis ipsarum ecclesiaruui 



H 



DBLL* BPOCA KOtlMANNA IN SICILIA 3t 

et ecclesie sancte marie de fossis per omnia siculi ecclesie, 
saocti vincentij. et ecclesie sancti nicolai de laccon et ecclesie 
sancte trinitatis cum possessioni bus suis et ecclesie sancti 
angeli prope flllinum in casali quod dicitur closure. sicuti ec- 
clesie sancti vincentij. et ecclesie sancti stephanì de martu- 
rano similiter per omnia sicuti ecclesie sancti vincentii. simi- 
liter concedimus ecclesie sancti michaelis de fuscaldo. baptis- 
mum. cimiterium confessionem et omnes decimas hominum 
ipsius ecclesie sancti michaelis. sancti johannis sancti Laurentij 
qne omnes sunt obediencie josaphat. libere et absolute in per- 
petuum possidere. Et ut conccssio esset firma quia ecclesie 
sancti vincentij et ceteris ecclesiis ad earn spectantibus nec 
non ecclesie sancti michaelis. et ecclesiis ad earn spectantibus 
per presens scriptum fecimus. dompnus Guido venerabilis abbas 
josaphat et conventus eius concesserunt ecclesie cosentine prò 
liberiate dieta superius sue ecclesie facta assensu domini pape 
innocenti] inde utriusque partis instrumento ex inpetrato ec- 
clesiam sancti iohannis evangeliste sitain infra diruta menia 
monasteri cum parrochia sua et possessionibus suis. quiete et 
perpetue possidendam. reservatis nobis tantummodo duabus 
comessionìbus per annum. prò omnibus sepedictis ecclesiis. qua- 
rum una debet dare apud sanctum michaelem et altera apud 
sanctum vincentium et nos tenemus eisdem ecclesiis dare 
crisma oleum sanctum pressuras infantium. et matrimoniorum 
divortia indicare, et nichil est inde amplius cusentine ecclesie 
reservatum. Ut autem hec nostra donacio omni tempore firma 
et inconcussa permaneat absque mea et meorum successorum 
contrarietate hanc cartulam concessionis et donacionis patrum 
canonicum atque notarium sacri episcopj totius que cusencie 
ecclesie scribere iussi coram domino petro. domino rogerio. 
domino guillelmo et domino alberico cusentinis canonicis et 
aliis probis hominibus nostro sigillo pendentj et proborum 
hominum attestationibus. Anno, mense et indictione premissis. 

^ Signum manus Simonis cusentini canonicj. 

^ Signum manus Alferij cusentini canonicj. 

^ Signum manus Alberici cusentiui canonici. 






38 I DOCDHEHTI IKBDITl 

•^ SigQum manus Roberti cusentini caaonicj. 

*ì< Sigaum manus Rogerii cuseutinj canonie]. 

•^ Sìgauni manus Gaurredi. 

►ì* Lelus railes. 

t^f Sigiiuni manus thome. 

>ì* Nicoletus. 

•i* Ego Sillitto. 

Udìcb pergamena in scrittara langiibard^ cassinese «sistont.' nel Tabu 
tario ai S. Maria Madnalenu di Gioaafal, /l»v/i. di Si. di i'ak-nno n. 23. 
Perg. di mm. 5^ X mm. 312, con linee tirate a secco , alla dititanza dì 
cni. 1' l'nna dall'altra. 

Nel dietro della pepgann'iia: Omfir-nalii) S'crunienloru:ii erclesiurum 
nostraruDt, di un carattere; in iiiirliOus calnbriit, altro cai'attere; ab epi- 
scopo, ailT-i inchiostro i- carattere. - Nel lembo superiore: • Ì2S6— Arnnl- 
pbns arci) iepìscu pai cusentinua cnm canonlcia «lat cimìterium et coufes 
sionein multls ecclei^iis in sun dioecesi >. 

Questo privilegio fu coafermat > da Innocenzo II con bolla 18 Mag- 
gio 1140 data da luterano. Di^:lai)okd.: , op. cit. p. óu e se^ii. Jaffé U. 
n. 8(K>5. Trovasi pure conreriuato n<:lla conrerma treiKirale dei privilegi, 
CitU da Ruggiero li; et Do-:. XIX. 



1140, Giugno, Ifld 11. 



Adelicia, nipote di Re Ruggiero, dona a locelmo eletto di Cefiilù. per 
la Cbiesa di S. Pietio di Golisano, alcune terre e sei villani. 



^ IN NOMINE PATRIS ET FILII ET SPIRITUS S.^NCTI 
AMEN. Quoniam ex sacre nobis scrìpture doctrinìs emanat 
quod proximtor redditur altìssimus hiis qui serventi cantati 
studio ecclesiis et domibus dei clemenler porrigunt sue bi^ne- 
lìcia largitatis. Ego Adelicia neptis domini Rogerii gloriosis- 
simi regis italie ratum ducens quod felix est ea rerum terre- 



dell'epoca normanna in SICILIA 39 

narum traslatio que sic caritativa diligentia dispensatur. ut 
possint celestìa sub terrestriuni commercio vendicari. ecclesie 
sa?icti Petri que sita est golosani. quam a domino Drogone 
venerabili squillacii epìscopo convocato a domino locelmo ve- 
nerabili Chephaludi electo curavi et studui dedicar!, intuitu et 
favore ipsius domini Rogerii magnifici regis italie. quin eciam 
prò tranquillato pacis et glorie atque exaltationis sue et salubri 
beatitudine anime sue et progenitorum suorum et omnium 
parentum nostrorum concessi atque in perpetuum tradidi pi*o 
dote ipsius ecclesie et ut curiosius in ea divinis vocetur obse- 
quiis. furnura quoddam in golosano et villanos sex quorum 
nomina sunt hec. Lia. Costa. lohannes. Theodorus. Joseph. 
Goorgius. Preterea quasdam de tenis carpiniani. que omnia 
ab omni seculari libera esse statuimus actione. In predicto 
quoque fumo ipsius ecclesie tantum de lignis nemoris nostri, 
quantum in furnis nostris aliis. de cetero indulgemus et ut 
quilibet volens burgensium nostrorum voi aliorum libere possit 
agere negotium coquendi panes in eodom fumo, et eandem 
inde habeat liberam consuetudinem quoniam et in ipsis furnis 
nostris aliis facultatem. Do ipso etiam nemore nostro in re- 
parationem eiusdem ecclesie inpendenda cum necesse fuerit 
lignamina statuimus exhiberi. Concedimus etiam in terris no- 
stris maritime seu in montanis libera haberi pascua quando- 
cuHique necesse fuerit ab ovibus pecudibus ipsius ecclesie 
sancii Petri. Statui etiara adtendendum esse ex auctoritate et 
imperio predicti illustrissimi regis. ut si forte aliquem nostro- 
rum burgensium sub stipendiis ipsius ecclesie sancti petri in 
serviciis eiusdem morantem relinquere aliquo modo contingere 
ipsius ecclesie subveniat protectio. donec in serviciis eius fuerit. 
et nisi ad regalia tantum pertineat ipsius delieti examinatio 
in providentla consisiat chopli;)ludi prelati quid inde agendum 
sit iudiciario exitu terminare. Si quis autem aliquo tempore 
huius donationis et concessionis nostre violator aut contradictor 
extiterit. coram summo indice in districti iudicii examine re- 
quiratur. et a fldelium consorcio segregatur a dei misericordia 
fiat penitus alienus. Ad huius itaque concessionis nostre me- 



4Ò ì DOODIÉBNTI iKBDlTt 

rnoriam et inviolabile Armamentum presens scriptum, inde fieri 
et bulla plumbea impressa illud fecimus roborari. et signum 
sancte crucis in ipso manu propria depingentes. Factum est 
autem. Anno dominice incarnacionis M.<'C.<'X^L. mense Junij. 
Indictionis secunde. 

*i^ Signum proprie manus ^delicie neptis domini Rogerìi 
gloriosissimi regis italie. 

^ Ego Adam avenel filius domine Adelicie conflrmo et 
concedo. ^ Ego Drogus episcopus squillacii convocatus ad de- 
dicationem predicte ecclesie, precepto domini Rogerìi magnifici 
regis italie et prece domini jocelmi venerabili chephaludi electi 
huius donationis facte per concessionem predictam gloriosissimi 
regis testis sum rogatu domine Adelicie. et hec omnia excom- 
municatione inclusi. ^ Ego Willelmus bellingerius miles in- 
terfui. *ii Ego Warduini interfui. ^ Ego eleazar miles intertui. 
^ Ego Guarinus sfuldri miles interfui. ^ Ego Benedictus 
miles interfui. *^ Ego absalon miles intertui. ^ Ego Osaldus 
miles interfui. *i* (a) ^ Ego Bartbolomeus 

magistri burgensis golosani interfui (1). ^ Ego lohannes de 
broccato interfui. ^ Ego Petrus notarius interfui. ^ Ego lohan- 
nes de Alacron interfui. ^ Ego Odo fraxinus interfui. ^ Ego 
Pandolfus cappellanus intertui. ^ Ego Gervasius interfui. ^ Ego 
Maurus vicecomes interfui. 4^ Ego Rainaldus vicecomes in- 
terfui. ^ Ego Martinus Amalfltanus interfui. 4^ Ego lulianus 
interfui. 

Nel retro : 

« quomodo Adelicia neptis regis rocerii dedit ecclesie sancti 
Petri de Golisano terras et sex villanos». 

(a) spazio bianco. 



(1) Sul magister burgensium cf. Gregorio, Oontider., lib. II, cap. VII, 
note) e Amari, St. dei Mus., ecc., cit, voi. 3«, pp. 289 e 290. è notevole 
che questo Bartolomeo, maestro dei borgesi di Golisano firmi dopo tutti 
i milites (che sono testimoni della donazione di Adelicia), onde accettare 
e sanzionare, nella rappresentanza dei bernesi, i patti convenuti circa il 
diritto ch<% costoro avevano a Ult legna nel bosco e a cuocere il pane nel 
forno donato. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 41 

Tabul. vap. di Oefalù, perg. 8, di mm 557 X mm. 334 , con righe a 
secco di mm. H per ciascuna. Vi sono i segni de] suggello mancante. 

La presente pergamena nelle formule generali é identica ali* altra 
dello stesso anno e mese pubblicata dal Battaglia {Doc, lìer servire alia 
storta di Sicilia, f Serie Diplomatica, voi. XVI, fksc. Il, p. 113esegg.). 
Ne differisce per il numero dei servi (che qui son sei, mentre in quel- 
r altra sono 4)rper i nomi degli stessi servi, e per l'incìso tinaie «et 
signum sancte crucis in ipso manu propria depingentes. Factum est au- 
tem, etc. >. • 



XVT. 



1141, Settembre 8, Ind. V. 



Gaimaro, figlio di Alfano, dichiara possedere ingiustamente alcune 
terre nel luogo detto in saraceno ^ìre Scerfin, e in latino Insula Veterani, 
che restituisce al vescovo di Cefalù cni appartenevano. 



Ejjro Gairaarus filìus AUani tostìmonio proborum viroruin 
recognons iniuste me hacteniis lenuisse nDolendinum et batten- 
(if^rium et gardinum quo sita sunt in loco qui dicitur lingua 
sarraconoruin ^ire sclicrfin (a), quod est in latina lingua insula 
veterani, refuto in perpetuum nullo cogente sed propria mea 
voliintate deo et ecclesie beate Lucie do syracusa et tibi donino 
Ros(Mnanne .\rchiepiscope qui rector os eiusdein ecclesie, pre- 
tlictuuì molendinum et baitenderium et gardinum. ita ut amodo 
nec ego ncque successores mei nec aliqua submissa persona 
potestalem babeamus liteni movendi. ve! molestiam inferendi 
ecclesie beate Lucie vel alieni rectori eiusdein ecclesie, et quod 
ogo (acio hoc lacil et uxor moa. Bealrix. Quod si ausi fuerimus 
ego vel uxor niea. vel aliquis succc^sorum meoruni aliquam 
litem movere, vel molestiam inferre. componemus regali curie 
centum aureos et hec carta in suo statu perpetuo firma et 
illibata permaneat. Hoc autein l'actum est anno dominice in- 



42 I DOCUMENTI INEDITI 

carnacionìs M.C.^XL.^II® (6) et domini Regis Rogerii anno X» 
indictionis v^ mense septembris octava eiusdem mensis die in 
presentia ciericorum sancte Lucie. Petri scilicet Romani clerici 
Presbiteri Rogerii et ceterorum Johannis ceterorum syracusane 
ecclesie. Radulphi Thesaurii. Gaufredi ceuomi. Roberti de Co- 
stantino. Rogerii Marescalli. Manguisi privigni eius. Gaufridi 
andegavensis. Roberti Scalionis. Willelrai de aurentia. Laudo- 
vici magisti*{ castelli. Rogerii filii domne Raguse. Radulphi de 
castrovilari. Hugonis de Lacrassa (e). Jobannis de sancto io- 
banne. Petri de Leurona. Petri tartalie. [Roberti de Vice co- 
mitissa (d)]. 

(a) Zire scìwr^jhyn. {b\ 1/ indiziooe qui osata è la greca che co- 
Dìincia coi settembre 1141, e va air agosto 1142; sicché la data è 1141, 
che risponde ali* indizione V. (e) manca nella perg. 11. {d) aggiunto 
nell'altra copia, perg. n. 12. 

Nel retro della pergamena leggesi: t privilegi a m de molendino et 
terris in insula veterani »; in caratteri più recenti: « Et Jardino et Bat- 
tlnderio in syracnsa «. 

Tobulario capifoìnrc di Cefnìn , porir. n. 11 e 12; la prima é di 
mm. 320 X n^nì. 22, con linee a secco alla distanza ciascuno di mm. 9; 
la seconda, di nini 22? X "^^^ì- ^'^^ t'^^" rifrbe pure a secco alla distanza 
di mm. 8 ciascuna. Nel «lietro di questa 2* per.uan»ena v*é scritto • De 
molendino i>ancte lucie d*' syracu>a ». Le varianti che pongo sono desunte 
da questa seconda copia del documento. 



XVII. 

(66:.0) 1142, Febbrajo, Ind. V. 

Ruggiero Re conced<* ai monaci ilei Monastero di S. Maria di Marsali 
alcune terre. 



Roj^erius in Christo Dog pius et potens n\x. Quoniara a deo 
custodita et tranquilla potentia nostra inorarn trahente in adeo 



deli/ epoca normanna in SICILIA 43 

sacro eius palatio civitatis Panormi, accesserunt presancte dei 
gcnitricis de Marsala monachi, qui ex parte eorum Àbbatis 
pelentes converti eis partem de terris, quas tenebant ex detem- 
ptione iniuxta, prò eo, quod arti et districti erant de terris 
laboratoriis, in quibus poterunt ad vidandara eis necessariam 
operari. Cura igilur provìderimus ipsos adoperabiles repelli, 
sed mansuete et hilariter esse reoeptos nostra potentia annuìt 
eorum deprecationi , et dat eis per presens eius privilegìum 
partem de supradictis terris, clausuram existentem circa eccle- 
Siam, que est de salmatis octo et locum qui dicitur Sepposin, 
qui est de salmatis decem et in medio est herba vocata cip- 
peris, hoc est feudi; in superiori autern parte est fons, que de- 
bet esse libera ad populum , et in clausura vinee que dicitur 
Ayn eocube (a) salmatas terre decera; que predicte terre, sicut 
superius diete sunt, in dictis locis sunt in summa omnes sai 
mate viginti octo etc. 

Debent tamen exorare semper doum prò nostra potentia et 
salute animarum divornm parentum nostrorum. Nullus ergo 
sit qui molestet eos ve! partem contra eorum Monasterium 
super possessione et dominio huiusmodi dictarura terrarura ab 
hodie. Ut sit hoc stabile et ratura in omnibus fieri fecimus hoc 
presens privilegium nostrum, consueta bulla munitum, quod 
liatum est eis mense Fobruarii indiclioni^ quinte, anno ab ori- 
gine Mundi 6650. 

*ii Rogerius in Christo Deo pius et potens rex et Christia- 
noruro adiutor. 

(a) Barbrri legge : Cube. 

Àrch. (ti Stftlo di Palermo. — Barbkki, Otp/hrcvi^ Renefirìd KrcìfSftt- 
xnca, voi. I, loglio 25.V. Ritrovasene pure una ctJpia nei ms. di Ant nino 
Amico ncila B. C. P., Qq. H. u, f. 2?^^. «Ioli i nuin. nuova, 2:^7 dell'ariti «a; al 
margine pure di carattere dell' Ami^o, si I'^tto: hrt: rt^rtio an miìO ri^l/- 
tnr scalei errorihus Pirro, S. .S'.. pp. X^W e 1<X)1 cita questo priviU^xio, 
ma non lo riporta; cf. pure Rkuring, Sic, .SY., II, n, 57. 

Le sopradette due lezioni furono pubblicate ddl mio ottimo ;niiico 
Gav. Salvatore Struppa di Marsala neiropascolo « Sulle sorgerai di Mar- 



44 I DOCUMENTI INEDITI 

sala. Documenti storici. Marsala, 1886, pp. a 38.^ Io appresi la pubbli- 
cazione di questi documenti 5(olo qaando la tipografia Tavea stampato; il 
mio, che credetti lasciare per alcune varianti di lettura. Per le parole 
Sepposin e Cuba, rimando alle belle ed importanti note dello Struppa. 



XVIII. 

1144 (6652), Febbraio, Ind. VII. 

Ruggiero re concede ad alcuni cittadini Veneti una chiesa greca, dì- 
strutta dai Saraceni, per costruirvi una chiesa in onore di S. Marco. 
(Transunto del 13(>9). 



Anno ab urbe condita {sic) 6652. Ab incarnatione Domini 1144. 

Rogerius in Christo Deo pius poteiis rex. Dignum est et 
Deo gratum ut prò divinis et sacris domibus erigendis ac 
deperditis et destructis roodiflcandis iuxta posse habere soUi- 
citudinern iisitatam, divinns ciiltus anpr^atiir in fldelibus et 
crescat quoniam ab Christiane reli^vrionis inimicis dissipare 
conalum est; quamobrem cum vos Leontius, Masiiro, Marchus 
Canali, Marchus Gabuscoda, Robnrtus Criscorio, RaduHus BereilK), 
Bartholomeus (Caterino, ven<Ui rivos maiestati nostre hurniliter 
supplicavistis, ut, Ecclosiam antiquitus a grecis ediflcatam in 
quarterio seralkadi inde a perfidis sarar^nis dostruclam, ree- 
dificare et ad honorem D(M d<}niquo marci dedicare licentiam 
impartiri benigniter dignareniur. Nos vero, intuitu illius per 
quem regnamus et eius divinum cullum ad accorgendura omnì 
posse dediti, precibus et supplicationibus vestris clementer in- 
clinati petitam licentiam vobis concedimus et donamus ; ita 
tamen quod venerabili Patri nostro l^anormitano Episcopo et 
successoribus ac Panormitane matri Ecclesie debitum in spi- 
ritualibus tribuatur obsequium et obedientiam. Ut autem hec 
nostra coucessio inconcussa stabilisque perpetuo periuaDeat, 



dell'epoca normanna in SICILIA 45 

consueta nostra bulla plumbea presens scriptum sigillari feci- 
mus et vobis tradi ad cautelam, mense Febbruario indictio- 
ne vìi. anno 6652 (1). 

B. C. P. Ms. Qq. H. 3, f. 8 {Diplomata Ecclesiae Calhedralis Panor- 
mitanae a Domino Scavo collecta sec, XVIII.— * Eoctat hoc privdegium 
in Tabulis Ecclesie Panormitane licteris grecis exaraium et deinde la- 
tine translatum. 

Nel dorso della pergamena del transunto che esisteva ai tempi dello 
Schiavo, si leggeva : « Anno 1309, XI die mensis Aogasti VII Indictionis 
Prlderici regis Sicilie anno XIV Regni eius, Reverendas Dominns Bartbo- 
lemeus Archiepiscopos Panormitanns esemplare fecit retroscriptum pri- 
Tilegium , unde fkctam fait poblicnm coram Ptolomeo de Gapaa judice 
Panormi et testibns per manns Philippi de Ecclesiastico clerici et pohlici 
tabellionis Panormi. >. 

MoRTiLLARO, Catalogo, 304, diede del docamento una indicazione non 
del tutto esatta : cf. pure Behking, op, cit., n. 72. 



XIX. 



1144, Ottobre 18, Ind. Vili. 



Ruggiero conferma , a preghiera di Giovanni Auris Aurea priore, 
alcuni privilegi appartenenti al Monastero di S. Maria di Oiosafkt. 



IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 

Ilil' XPI. ROGERIUS DIVINA favente clementia Rex Sicilie 
ducatus apulie et principatus capile. Ad nostrani special soUi- 
citudinem cuncta in meliorein statum reducere et precipue que 
ad libertatem ecclesiarum pertinet libenlius conflrmare. et 



(1) Ruggiero dal Gennaio al Giugno 1144 risedette sempre a Palermo. 
Beh KING, Sic. Slud,^ II. p. 8. 

Garufi — / Docutnenti inediti ecc. 7 



46 i DOCUMENTI INEDITI 

serenitate nostri temporis validiora reddere. lussimus itaque 
ut omnia privilegia ecclesiarum et subiectorum regni nostri 
antiquitus composita, a nostra clemencia noviter essent eluci- 
data et robore nostri culminis communita. Residentibus autem 
nobis in palatio messanensis urbis cum comitibus et magna- 
tibus Tìostris. Johannes Àuris Àurea venerabilis monachus prior 
sancte Marie de josaphat ecclesie site pertinentiis Sancti Mauri, 
ad nostram presentiam veniens ostendit nobis sigillum grecum 
scriptum anno ab origine mundi. Yi°^dcxx. Mense madii. indi- 
ctione xii. factum a nobis Pagano religioso monacho per quod 
concesseramus prefate ecclesie villanos quos Robbertus de mi- 
liaco dederat ipsi ecclesie in loco Seminane quorum numerus 
minime ibi insertus erat predictus tamen prior lohannes dixit 
eos esse numero, vili. || Et ostendit aliam cartam latinam cum 
cerea bulla scriptam anno dominice incarnationis. MC.X* Mense 
aprilis indictionis iii. per quam. Sica que fuerat uzor Robberti 
de bubun una cum filio suo Unfredo dederat ecclesie Sancte 
Marie josaphat monasterium sancti Michaelis arcangeli quod 
est fundatum intra flnes fuscaldi cum omnibus pertinentiis suis 
et cum villanis. vi. et eorum hereditatibus cum uno veteri mo- 
lendino de pania, et vineam unam propriam et molendinum 
suum et villanum unum, et ut per unumquemque annum daret 
buttem unam plenam vino, sicut pater suus concesserit. || Et 
attulit aliam cartam cum cerea bulla latinam scriptam in 
anno incarnationis dominice. M.C.XIIII. indictionis. vii. factam 
a prefato Unfredo de bubun. per quam tantum dando conflr- 
maverat ipsi ecclesie omnia que a matre sua Syca et a se ipso 
data esse perlegutitur. et insuper dederat ipsi ecclesie mona- 
sterium sancti lohannis et monasterium sancti Laurentg sita 
inter flnes fuscaldi cum omnibus pertinentiis suis. || Et ostendit 
aliud sygillum latinum scriptum anno incarnationis dominice. 
M.C.XI. Mense aprilis indictionis iiii. factum a Riccardo sene- 
scalco, per quod obtulerat prefate ecclesie per manus Ugonis 
venerabilis Abatis omnes villanos quos habuerat in sancto 
Mauro de Calabria cum omnibus rebus suis et cum omnibus 
aliis rebus ipsius quas ibi habebat. villanorum vero istorum 



DBLL'BPOCA normanna in SICILIA 47 

Dumeriis minime in hoc privilegio continebatur prefatus vero 
prior dixit eos essent numero, xxvi. || Et attuili sìgillum lati- 
Tìum scriptum anno incamationis dominice. M.C.XHII. Mense 
madii indictionis vii. factum a W. duce bone memorie nepote 
nostro, per quod concesserat amore et precibus Pagani reli- 
giosi monachi predicte ecclesie sancte Marie omnia que a patre 
suo Rogerio duce bone memorie consobrino nostro, et que a 
Riccardo senescalco. et hugone de claromonte. et aliis baro- 
nibus et hominibus in eadem ecclesia iuxte et rationabiliter 
data et concessa fuerant et ea que pars ipsius ecclesie iuxte 
comparaverat. et dotem quam idem pater suus in ipsius ecclesie 
dedicationem dederat et terràm que est infra ambas vias. qua- 
rum una ad portum altera ad mare pendebat. et molinum de 
moribus et vineas et terras. atque villanos et omnia que ipsa 
ecclesia in quibuslibet locis tenere rationabiliter dominare et 
iuste possidere. tunc temporis denoscebatur. Dixit preterea idem 
prior. quod ipsa ecclesia iuste et rationabiliter. teneret in ter- 
ritorio fiUini villanas. xiii. dono Radulfl maledocti. || Et ostendit 
nobis cartam cum cerea bulla scriptam anno incamationis 
dominice. M.CXY. indicionis. ii. factam a drogone de monte- 
alto, et uxore sua Sybilla. per quam concesserant predicte 
ecclesie sancte Marie, et Pagano monacho ceterisque fratribus 
ecclesiam sancti vincenti], et sancte Marie de fossis. et eccle- 
slam sancti Petri prope Rendam. et ecclesiam Sancte Venere 
cum pertinentiis earum. et cum rusticis hominibus qui sunt. 
LX. sicut ipse ore suo dixit. Nos autem prefato priori et sue- 
cessoribus suis canonice promovendis. tam privilegium nostrum 
conflrmamus. quam reliqua privilegia nobis obstensa. que vera 
ftont et quod de numero viUanorum dixit verum est conferà 
mando concedimus. et robore nostre celsitudinis communimus. 
et nisi aliquid aliud in eis visit quod centra regalia spectet. 
Confldentes de religione et sanctitate eorum ut iuxta debitum 
sui ordinis iuste et rationabiliter ducantur. quatenus anime 
parentum nostrorum eterna requie ipsorurn interventu perfrui 
mereantur, nosque a deo digna merita consoquamur. Ipsi 
▼ero de fldelibus fldeliores in regno efl9cianiur. || Data in urbe 



48 I DOCUMENTI INEDITI 

messana eo quod Robbertus noster Gancellarius absens erat. 
per manus maionis nostri scriniarii. Anno domìnice incarna- 
cionis. M.C.XLI1II. mense Octubris. die. xviii. Indictione. viiL 
Anno vero regni domini Rogerii famosissimi et gloriosissimi 
dei gratia Regis Sicilie, ducatus apulie et principatus capue. 
xiiii. feliciter. Amen. Amen. Amen, 

'Ey^ PwYlpioi; èv xptotfi) Tfi) dcfò eòatp^fi xpotoiò^ PJ)5 xod x6v 
xpioTtavGv ^07)8^5 (1). 



Arcfi. di Slato di Palermo — Tabul. di 5. Maria di Valle Giosafai, 
perg. nam. 29. 

< Pergamena di mm. 400 (con mm. 35 di ripiego per V apposizione 
del suggello) x mm. 440; eoa linee a secco distanti mm. 10 e riquadra- 
tura marginale. La prima linea é scritta con lettere maiuscole intrecciate 
e porta Tinvocazìone intera e T intitolazione fino a Divina-, — Nel dorso: 
a destra « Privilegium Regis Rogerii confirmautis bona concessa mona- 



ci) Copia di questa pergamena trovasi in Amico, Ms. Qq. H. 11, f. 237 
delia Biblioteca Comunale di Palermo. Noto che V Amico a f. 235 ha copia 
del priv. 11 Ottobre 1144, edito dal Battaglia in Doc. per serv. alla si, 
di Sicilia^ voi. XVI cit., p. 3 e segg. Questo privilegio sarebbe sfornito 
della firma di Ruggiero, ma porterebbe il suggello reale, nel modo se- 
guente : 



Dir, : il Salvatore e lateralmente le sigle : IC. XC, attorno la leggen- 
da : >ìi Rogerius Dei gratia Siciliae, Ilaliae, Apuliae Rex, 

Rov, : La figura di Re Ruggiero che nella destra ha lo scettro e nella 
sinistra il mondo ; attorno la leggenda : ^ Po^ep^c^ xpoccaióg eòoe^ì^s pifi. 

Essendo il priv. il ottobre 1144 falso, come dimostrerò in seguito, 
ritengo che il suggello fosse stato tolto da quello del 18 Ottobre 1144 
ed apposto nel falso per autenticarlo. 

A proposito di suggelli il Minieri-Riccio, Saggio di Cod. Dipi,, Supp. I, 
p. li, riporta la conferma fatta dal Re nel Maggio 1144 al vescovo di 
Siracusa; che il Behring, Sic. St„ II, n. 70, sulla cit. del Pirro e del Faz- 
zellOy erroneamente ritenne del Decenibre 1143. 

II sugo^ello, secondo il transunto, porterebbe da un lato il versetto 
biblico: Dextera Domini exallavit me, Dextera Domini fecit virtulem; 
che fu usato nelle rote di Guglielmo 11. 



DBLT/ EPOCA NORKANNA IN SICILIA 49 

sterìo de losapbat a baronibus suis sita partibas Calabrie $ed de boois 
Sicilie nalla hic mentio flt •; a sinistra • ii44 Rex Rogerius conflrmat 
donationis baronam Calabrie et non Sicilie , (di carattere più recente) 
« Privilegium de confirmatione regia Rogerii in quas [sto confirmavit 
villanos sancti Tbeodori *. 

1 diversi privilegi confermati sono distinti gli uni dagli altri per 
mezzo di tratti che si sviluppano a mo* di triangolo scaleno sul lato più 
lungo, posto orizontalmente ad asta di bandiera. Non potendo tipografi- 
camente riprodurre questi segni, ho usato il doppio trattino orizontale. 



XX. 



Messina, 1144, Novembre 3, Ind. Vili. 

Ruggiero re conft^rma ad Urso, abbate del Monastero di S. Maria di 
Maccla, i privilegi precedentemente conceduti a quel Monastero. 



^< IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 

IHU XPr. ROGERIUS divina favente clenaentia rex Sicilie du- 
catus apulie et principatus capue. Ad nostram spectat sollici- 
tudinem cuncta in meliorem statura reducere, et precipue qua 
ad libertatera ecclesiarum pertinent. Libentius conflrmare. et 
serenitate nostri temporis validiora reddere. lussimus itaque. 
ut omnia privilegia ecclesiarum et subiectorum regni nostri 
antiquitus composita, a nostra clementia noviter essent eluci- 
data, et robore nostri culminis coramunita. Residentìbus (a) 
autem nobis in palatio messane urbis cum clarissimis fliiis 
nostris. Rogerio duce apulie. et Willelmo (6) principe et cura 
comitibus et magnatibus nostris. Urso minister monasterii 
saucte Marie de maccla ad nostram veniens presontiam. attuili 
nobis sigillum latinura scriptum Anno dominice inoarnationis 
M.C.XV. Mense Madio Indictione. vili, factum a .W. duce bone 
memorie nepote nostro, per quod concessit et conflrmavìt prò 



50 I DOOUHBNTI INEDITI 

anima patrìs et matris sue. et salute sua monasterio predicto- 
sancte semperque dei geuitrìcis et virginis Marie quod est 
coDstitutum in territorio acri, in quo monasterio dominus (e) 
Stepbanus venerabilis abbas tunc presidebat. omnia que a patre 
suo Rogerio duce bone memorie, consobrino nostro, et a matre 
sua À. (d) et a se ipso, et A cunctis baronibus. et fldelibus 
suis. vel ab aliis quibuslibet hominibus in eodem monasterio 
concessa vel data, seu a parte ipsius monasteri! esse empta 
videbantur. et molendinum de cefalino et terras de calcariis. 
quas ipsum monasterium et homines eiusdem monasteri! tunc 
ab eodem monasterio tenere videbantur per dnrisas et termi- 
nos. sicut in prefato sigillo continebatur. || Actulit quoque aliud 
sigillum grecum cum cerea bulla scriptum Anno ab origine 
mundi VI°.dc. Mense Novembris. per quod Robertus guiscardus 
dux beate memorie patruus noster dederat vineas. et terras 
ecclesie predicte sancte Marie per divisas et terminos. sicut in 
ipso sigillo continebatur. || Ostendit etiam aliud privilegium 
grecum. scriptum Mense Madii per quod Robbertus guiscardus 
dux felicis memorie, patruus noster concesserat et conflrma- 
verat terras et vineas cum animalibus eiusdem ecclesie, et 
omnibus qui iuste tunc tenebat. || Actulit preterea cartam lati- 
nam testibus roboratam absque sigillo, scriptam Anno domi- 
nice incarnationis M.C.XXIX. Mense Septembris Indictione xiiii. 
factam a Goffredo n^alliardo per quam concessit et conflrma* 
vit ecclesiam sancti Nichelai que dicitur de campo Ad obe- 
diendum monasterio predicto de maccla. sicut eamdem eccle* 
Siam sancti Nichelai pater eius in manibus prefati .S. venera- 
bilis Abbatis qui tunc temporis ut predicitur {e) ìpsi preerat 
monasterio tradiderat et concesserat. qui postea videlicet me- 
moratus Goffredus malliardus. concessit eidem monasterio et 
confermavit per evangelia. et optulit in prelato monasterio 
sancte Marie, in manus domini Glementis venerabilis abbatis 
eamdem predictam ecclesiam sancti Nicholai cum omnibus 
rebus suis perpetuo habendam sicut in ipsa carta continebatur.. 
Preterea prenominatus minister dixit idem monasterium certe 
et rationabiliter tenere villanos novem. in casali de Maccla^ 



dell'epoca normanna in SICILIA 51 

concessione predicti .W. ducis bone memorie nepotis nostri 
et villanuro unum in eodem casali, concessione predicti Oof- 
fredi maUiardi. Quorum nomina hec sunt. lohannicius. Paga- 
nus frater eius. Urso frater eius. Nicolaus fì*atellus. Andreas 
Irater eius. Maurus. Lotus. Johannes frater eius. Nicolaus. Pe- 
trus. Dixit preterea ipsum monasterium tenere in ecclesia sancti 
Nicholai prefati dono Amilini. villanos xxvi. Quorum nomina 
hec sunt. Petrus. Benedictus. Nepos eius. Robbertus. Robbertus. 
Petrus frater eius. Symeon. Robbertus fllius eius. lohannes 
filius eius. Maiore. falana. lohannes filius robberti. Maurus. 
Nicholaus fllius eius. lohannes fllius. Petrus. lohannes frater 
eius. Gemmatus. lohannes ricus. lohannes consentinus. Lucifer 
frater eius. fUius petri consentini. Grisilius. lohannes nepos 
eius. Nicholaus. Ursoleo. Nos autem prenominate ecclesie sancte 
semperque virginis et dei genitricis Marie, et prenominato 
Ursoni ministro et lohanni venerabili sacerdoti, consocio suo 
omnibusque confratribus et successoribus suis canonice prò- 
movendis predicta duo privilegia Roberti guìscardi ducis bea- . . 
tissime memorie conflrmamus. et prefatum privilegium. W. 
ducis bone memorie nepotis nostri, et predictam cartam Gof- 
fredi malliardi conflrmando corroboramus et concedimus. et 
robore nostre eelsitudinis communimus. Corroborantes eis om- 
nia que concessione ipsorum in vita eorumdem prefata ecclesia 
tenuìt. et ipsi hodie iuxte tenent. et que iure et rationabiliter 
recuperare poterunt. si quid de predictis iniuste amisit eadem 
ecclesia. Predictos etiam villanos ìpsis concedimus et conflr- 
mamus. quos prefatus Urso minister dixit. Confldentes de reli- 
gione et sanctitate eorum ut iuxta debitum propriis ordinis. 
sic sancte et honeste ducantur. quatinus anime parentum no- 
strorum eterna requie perfruantur. nosque suporslites digna a 
deo merita consequamur. ipsique de fldelibus fldeliores in regno 
eflSciantur. Tali quidem tenore ut si Inter hec omnia predicta 
aliquid iuris prenominate ecclesie esse asseruit. quod non erat 
iilud ammictat et de mendacio, rectum curie faciat. i| Data in 
urbe messana eo quod Robertus noster cancellarius aberat per 
manus Maionis nostri scriniarii (/*;. Anno incarnationis domi- 



52 



I DOCUMENTI INEDITI 

nice M.C.XLIIII. Mense Novembris die iii. Indictione. viii. A.n 
no vero regni domini Rogerii dei gratia famosissimi et gì 
riosissimi regis Sicilie ducatus Apulie et principatus capue. xii 
feliciter. Amen. Amen. Amen. 

xpcoTiavtòv por^S-ó;. 



Porta il suggello di Re Ruggiero. Nei diritto: Figura del Salvatore 

ai lati: /C. À'C; attorno: «>Ì4 Roger ius Dei gratia Sicilie Calabrie 
He Rex*. Nel rovescio: L* immagine del re in abito reale collo 
nella mano destra e il mondo nella sinistra, e attorno: < ^ PoY£pio& 
Taio^ s'joE^T]^ pYj;. 1 ti li del suggello sono serici, violacei e sfilacciatm _ 

(a) Kesideotib. (6) W . e) don? (d) Il Cod. firam menta i— ^ 

pergamena legge: Aìn, (e) pilur. Il cod. framm. legge: prefe.^' 
(/) v' è rasura che sembra Lai. 



i«> 




Tdbulario di Morreale, perg. n. 26, alta mm. 370 X mm. 552 e mi 
di plica^ Se ne trovano due altre copie: una nel (Codice frammen' 
in pergamena, l'altra nel Liber Pandeclarum; ma entrambi hanno 
letture e lacune. 



rio 
ilio 



xxr. 



1145 (6()53, Egira 539j 13 Genn^o, Ind. VIIL 



Ruggiero rinnova ad Adelina il privilegio che le a vea conceduto 
anni prima. 



-<e 



Vedi doc. li^ìO, 12 Febbrajo, Ind. IV, pag. 31. 



dell'epoca normanna in SICILIA 53 



XXII 



Palermo, 1145, Gingno, Ind. Vili. 



Accordo sulla prebenda dell* Arcidiaconato di Catania 



Recordatìo concessionis et concordie de prebenda Archi- 
diaconatus Gathanie, que fuit facta ante regiam noacstatem inter 
Magistrum Aschetillum Archidiaconum Gathanie, et Anselmum 
de Rode et Raynaldum Pictaviensem et Willelmura de Cala- 
tanisset monacos Cathanensìs ecclesie, quos Suanus eiusdera 
ecclesie electus ex parte sua totiusque conventus ad hoc mi- 
serai, talis est : Prebenda Archidiaconatus debet valere in sìn- 
gwlis annis milleducentos taronos, ita videli(*et quod prodictus 
Archidiaconus , et qui prò tempore eius surcessores fuerint, 
recipianl a prefata occlesia tertiam partem eonnn, scilicet qua- 
tuor centum tareiios in victualibus, que ipse voluerit, intrante 
mense Augusto, sic tamen, si do ei^lem virtualibus invic^m 
convenir! potuerint; sin autc^in idem Archiadìaconus, snique 
successores ipsos quatuor centum taronos in auro recipiont in 
predicto mense. Roliquum vero, scilicet octin;z:entos tarenos in 
auro, Archidiaconus eiusqne suc(.vssores , ex quibus imputa- 
buntur sibi unoqnoque anno quinquaginta tareni prò Ecclesia 
Sancti Martini , que retenta est in probonda Archidiaconatus; 
residuum itaijue in auro, quod ost soptinjj:onticiui:ì([iiaixinta 
taroni, rocipi<Mit prememoratns Archidiaconus suiq;ic succos- 
sores ad duos terminos; videlicet ad Pasca domini.;o n^sur- 
rectionis trocontos sf>ptuaui'ita quinquo tarenos; et ad Nativi- 
tatem Domini reliquos trecontos soptuaLnntaquinque taronos in 
singulis annis. Archidiaconus autom et qui in loco eius lnTÌnt, 
curam Archidiaconatus gerent de spiritualibus sicut cauones 
sanctorum fratruum iubent. Predictorum vero annorum ince- 
perit initium a primo die mensis Martii Indictionis octave. 



54 I DOCUMENTI INEDITI 

Ad huius autem conventionis flrmainentum hec carta scrìpta 
est in mense lunio, eiusdem indictionis anno incarnationis do- 
minice 1145» regni vero magniflci et gloriosissimi Rogerii Dei 
gratia Regis Sicilie ducatùs Àpulie et principatus Capue, anno 
quinto decimo feliciter. Amen (1). 

Dal Tabol. di S. Pietro della Cappella Palatina di Palermo.— Ma. Qq. 
H. 5. B. a P. (Schiavo) — (Extat in Tabuìario S. Peiri^egij PaUUij Pur 
normitani ). 

Oggi la pergamena originale non si ritrova più. 



xxni. 

Messina 11(45) (2) LngUo, Ind. Vin. 

Enrico e Beatrice coniugi donano alla Chiesa di S. Giovanni dei Gero- 
solimitani in Messina alcune terre in partìbtu terre Scordie. 



^ Signam manus Henrici. 

>h Signum manus Beatricis uxoris eius. 



(1) Qaesta carta non so come sftiggì al valente Ga^rofalo, che pobblicd 
il Tabnlario della Cappella Palatina ; eppure egli comprese tanto le per- 
gamene che le copie fiitte dall' Amico, e non dubitò mai della veracità 
di esse. La copia é dello Schiavo, e il documento è vero. Colla stessa data 
e mese il Garofalo pubblica la concessione djella terza parte delle decime 
delle terre di Castrogiovanni ed Aidone fiitta dair eletto di Catania alla 
Cappella Palatina, a richiesta di re Ruggiero. La recordaiio che pubblico 
ó la conseguenza di quella concessione: qui si determina in numerario 
il valore delle decime cedute. 

(2) Pongo la data 1145 perché l'indizione ottava cade nel regno di 
Ruggiero nel 1129-30 e nel 1144-45. Ora nel Luglio del 1130 Ruggiero non 
era re, e quindi il documento non poteva darlo come tale, onde bisogna 
che appartenga invece al 1145, per cui Tanno del regno ó il quindicesima 



dell'epoca normanna in SICILIA 5§ 

Addo ab incarnatione domini MC(XLy) mense lulii viii« 
Indictionis. Regnante domino nostro invictissimo rege Rogerio 
Sicilie ducatus Apulie et principatus Capue, anno (XV) felici- 
tar. Amen. 

Quoniam flrmius manent tenaciusgue constitunt, nec ulla 
posteritatis circumventioùe labefactari queunt, que memoriali 
chyrograpbi stilo juste flrmantur, idcirco ego supramemoratus 
Henricus cum uxore mea domina Beatrice prefata in subscrip- 
torum testium presentia bona ac gratuita voluntate memorans 
illud quod antecessores meos facere de bonis suis, que ecclesie 
sacri dominici Templi eorum in vita dedere, videlicet in par- 
tibus terre Scordie, prò qua assidue cum fratribus ipsius domus 
Templi prò eorum anima in divinis officiis eorum participantur: 
de terra mea videlicet que prope eorum culturam adhibeat in 
sortem terre sue, scilicet terram que est prope jardinum meum» 
et terram aliam que est prope culturam meam apud Marium, 
dedi et cambiavi. Tali vero tenore ut fratres eiusdem Templi 
domus habeant liberam potestatem de ea et in ea facere quic- 
quid voluerint dandi vendendi vicariandi, ut proprias res suas 
in perpetuum nemine calumniante. Si quis sub bac (a) terra 
mutuum forte in aliquo tempore calumniam inferre presum- 
pserity sit a Deo, et beata Dei Genitrice ac Virgine Maria et 
bealis Àpostolis Petro et Paulo et sanctis Patribus maledictus, 
ac deinceps subiaceat in curia regali pena unciarum auri 
ceotum ac deinde a curia vacui redeuntes invisi taleant ma- 
nente domui et fratribus Templi causa. Terminatio terre sic 
determinatur. Incipiens a parte septemtrionali a lapide signato 
signo sancte Crucis supra fontem fratrum Templi deinde ascen- 
deos veniens ad casularem domini Gerardi de Pentarica patris 
mei, et exinde ascendens similiter per muri terminum usque 
ad lapidem signo sancte Crucis signatum, tunc rediens veniens 
ad terram Muddibi Dilbussem, inde ascendens usque ad terram 
Cataoote et usque ad magnam petram marcatam , que est 
ad cristaro, deinde descendens a parte orientali per terram 
que fuerat Roberti Cucci et carf. totam terram ipsam, que 
continet in pendentem usque ad terram Templi, similiter ab 



56 I DOCUMENTI INEDITI 

ipso lapide sìgnato, qui est ad cristalli^ descendens a parte 
orientis asque ad petram raercalam veniens ad petram nigram, 
deinde rediens a parte meridiei ascendens ad aliam petram 
mercatara, et ascoiidit usque ad Marium terre Roberti Cucci 
per Marium; videlicet, ascendens usque ad petram mercatam 
per manum domini Bartholomei de Placca, que fuerìt datoris 
et dominatoris ipsius terre, ab ipso vero termino redit et vadit 
usque ad terram domini Raynaldi de Modica, videlicet Rahal- 
Masoris; hanc dedi t«>rram et datara confirmavi more aliorum 
datorum. Ut autein huius rei inviolabili permaneat scriptio, 
presans hoc privilegi um per manus Monaldi sacerdotis et terre 
nostre Cappellani precipimus scribi, roboratumque proborum 
hominum legali testimonio, quorum nomina inferi ussubscribun- 
tur. ►fi Ego Mattheus filius Henrid Alamani miles testor. t^ Ego 
Paganus de Bussema miles testor. ►J^ Ego Leonius miles testor. 
►J^Ego Theobaldus Scordie mercator testor. ►J^Ego Bartholomeus 
sororius domini Petri mercatoris testor. ►$< Ego Bartholomeus de 
Caiusu testor. ►J^ Ego Nichita de Sitta testor. ►{^ Ego Petrus mer- 
cator Scordie testor. >fi Ego lordanus de Ioanne Grosso testor. 
►J^Ego Petrus lordani filius testor. Hh Ego Dionysius nepos Ro- 
berti Follis testor. ^ Ego Tancredus de Notho testor. ►{^ Ego 
Raynaldus filius Silvestri militis testor. ►f» Ego Girardus domini 
Henrici dominatoris Scordie testor. ►$< Ego lacobus novus 
christianus testor. ►f» Ego Petrus filius Roberti de Notho mi- 
litis testor. ►P Ego Leo venator testor. 

^ Ego Monaldus sacerdos et scriba hec scripsi et testis sum. 

(a) hoc. 

Dal TabuL dell* Ospedale di S. Giovanni di Gerusalemme di Messina, 
copia ti ascritta da A. Amico. .Ms. Qq. H. 12, « Tabalarium Domus Templi 
nobilis civitatis Messane >, fogl. 93. 



dell' epoca normanna in SICILIA 57 



XXIV. 



Palermo 1145, Ottobre. Ind. IX. 

Guglielmo di Razzolo, Gaglielmo Avalcrio, Rinaldo di Tosa e Avanello, 
regi giustizieri, per ordine di Ruggiero re di Sicilia e Italia assegnano 
le divise della Chieda di Gefalù e quelle delle terre di Gratteri. 



In nomine patris et fllii et spiritus sanati amen. Anno ab 
incarnacione domini lehsu Christi M.C.XLYI. mense octobris. 
Indicionis viiii. Regni vero domini nostri domini Rogerii po- 
tentissimi regis Sicilie et italie primi comitis Rogerii heredis 
anno XVI. Nos W. de puzolo. et W. avalerius et Renaldus de 
tusa et Avanellus regii iusticìarìì isto scripto preseatibus signi- 
flcamus et posteris. quod dorainus noster magiiificus Rex Ro- 
gerius utpote qui ex divina sibi colitus transmissa gratta totius 
Regni sui feliciter pacj providet ac qui(3ti precepit nobis ut 
sollicite et certis terminis distìngueremus divisas torrarum ec- 
clesie (^ephaludi et divisas graleriarum quia quedara contusio 
videbatur bine in eorum conflnia coinmiscere. Nos ìgitur iuxta 
preceptum ipsias domini nostri serenissimi regis prò remo- 
vendis litigiis dissidencium que inde aliquo tempore possent 

surgere unde eciam possent re (a) agra vari inspe- 

ximus diligentor partes in quibus ipse divise certis 

flnibus discernerentur. Itaque convocatis subscriplis ydoneis 
viris et prudentibus quorum verbìs credeiidum erat ut nostris 
qui comprehenderunt certa loca flnium prodictoruin silicei de 
petralia et grateria et golisano. tU ct\stu<io. Postquam circui- 
viraus et confldavimus studiose ipsas divi.sjs predicte ecclesie 
discrevimus hoc modo terminis suis terras eius videlicet quod 
ascenditur a mari per flumen gratere usque ubi eidem conti- 
nuatur flumen sancii yconij. A quo ascenditur per idem flumen 
gratere ad orientem ut similiter ci continuatur flumen rahal 
batal. Inde ad orientem ut dictum est ascenditur per idem 



58 I DOGUIfBNTI INEDITI 

flumeD usque dum itur in quendam vallonem montis pilati qui 
protenditur versus meridiem et per eumdein vallonem usque 
ubi ulmi sunt. et inde in rupem quamdam in pede montis 
pilati. et inde ascendendo versus orientem itur ad cristam ubi 
sunt olivastri. Postmodum obliquando versus meridiem usque 

ad ecclesia ubi 

similiter olivastri exinde ad 

viam ubi olivastri descenditur 

per quemdam vallonem versus orientem por quem vallonem 

usque ad pantauum solicum 

et inde ad lapidem que est in via que dicitur 

inde ad quemdam lapidem furcutam montis Gibilmagne a quo 

pantanulum et inde versus orientem . . . . 

rupem eiusdem a qua descen- 
ditur ad fontem Frigidam et inde 

per signa flcorum usque ad vallonem. . . . 

inde ad petram 

in pede rupi Cessudi et inde ad vineam usque 

obliquando versus meridiem per serram serram 

pervenitur ad serronem super vineis Casudi. et inde super 

terras ad quoddam pantanulum a quo vadit versus 

orientem. qua pendente versus aquilonem per serronem usque 
ad cacumen montis micbine a quo ad coUem Sorbi et inde 
per cristam montis aqui. et inde per terras Ursonis vicecomitis 
per quamdam serram usque ubi est coacervus lapidum fixorum 

in divisione descenditur per vallonem qui dicitur 

qui respicit ad aquilonem silicet per vallo- 
nem vallonem calamidorum usque per pedem montis Rotundi. 
ubi continuatur alii valloni per quem vallo- 
nem Malpertus pervenitur ad mare. Ita siquidem sunt divise 
terrarum ecclesie Gepbaludis quas postquam soUicite inquisi- 
verimus aperte et districte veraciter suo ordine ostendimus 
predicto domino nostro serenissimo regi, linde idem dominus 
rex eas rectes et iustas esse cognoscens mandaverit nobis quod 
illa omnia in scriptis redigamus. Nos igitur ad buius inquisì- 
cionis memorìam de hoc negocio divisarum factarum hoo 



dell'epoca normanna in SICILIA 59 

scriptum fieri fecimus predicte ecclesie cepbaludis in manus 
domini locelini venerabilis electi eiusdem ecclesie et ìd quo 
nos proprìis mauibus subscripsimus (1). 

(a) Originale sbiadito e corroso in var! punti. 

Tàtmiario Vescovile di Cefalù. — Arch. di Siato di Palermo. N. 131, 
•codice membranaceo del sec. XIII, pag. 27 e 28. Cf. ciò cbe ne dissi nella 
Prefasione, al g 2. 



XXV, 



1147, Maggio, Ind. X. 



Arduino, priore della chiesa di Bagnara, col consenso dei suoi monaci, 
«tabilisce che la chiesa di Bagnara sia soAraganea a quella di 8. Salva- 
tore di Gedda. 



Ego Àrduinus non meis meritis sed sola gratia dei et cepha- 
ludensis ecclesie sancti salvatoris prior ecclesie balnearie re- 
daco ad memoriam qualiter a quo tempore balnearie ecclesie 
cepbaludi unita et copulata est. Dominus itaque Rogerius di- 
vina favente clementia Rex Sicilie, ducatus apulie et principatus 
capue. noster continuus benefactor custos providus ecclesie 
nostre tutor et auctor diligens religionis nostre observantiam 
divino inspiratus numine. ad honorem sancti salvatoris eccle- 
Siam in civitate cepbaludi edificari proposuerat in qua pre- 
dieta religio coleretur. Unde ipse in tam benigno proposito. 



(1) Mancano le sottoscrisioni perchA non esiste la pagina seguente in 
pergamena , la quale conteneva pure il principio dell* altro documento 
-del 1172, Ind. V. Il foglio in pergamena in cui A trascritto il presenta 
documento A un palinsesto latino. 



60 I DOCUMENTI INEDITI 

tunc nostrani voluatatem explorando permisit uirum vellemus 
Dostram ecclesiam cephaludi ecclesie copalare. an ipsam per 
se existere. Super quo absque quolibet dubietatis nevo in ve- 
ntate cognoscendo et investigando, ipsa regia maiestas anno 
incarnationis Dominice M<'.C^XXX<>. Indictionis. viii. (a) per- 
sonaliter ecclesiam nostrani adivit. predi età in nostro ponens 
arbitrio. Nos vero quia in tota Sicilie et Calabrie provincia 
canonica religio a nobis specialiter colebatur. tunc fratrum no- 
strorura coadunato (6) conventu diligenter communicato Con- 
silio, in nullo coacti immo potius libera et spontanea voluntate 
nostra ducti. ecclesiam balnearie cephaludi ecclesie velud matri 
filiam univìmus et copulavimus. et ipsam caput nostre ecclesie 
fore concessimus. proraittentes eìdem ecclesie et Jocelino eius- 
dem ecclesie venerabili electo et omnibus successoribus suis 
in perpetuum veram obedientiam. sed cum in tempore mei 
prioratus super bis inter confratres nostros alterca retur. qui- 
busdam ex eis qui dum hec acta fuerant nondum fraternita- 
tem nostram adepti fuerant. dissentientibus plurimis vero eo- 
rum senioribus gravitate morum et vite honestate predictis 
predicta confirraanlibas. Regalera raansuetudinem in urbe pa- 
normi mense aprili indictione nona adivimus ante cuius con- 
spectum causa ista subtilìter et secundum deum ventilata et 
inquisita, volentes a via verìtatis discedere immo ipsam cupientes 
custodire, prefata vero esse cognoscentes. ego simul et Ber- 
nardus cephaludi cellerarius. Ursus. Hubertus. Johannes de 
Melilo. Johannes de monte allo. Guido. Gualterius. herbertus. 
Rogerius fratres mei. qui tunc presenles erant manus nostras 
in manus predicli electi denuo reponenles promisimus nos et 
confratres et successores noslros in perpetuum vere obedientes 
existere ecclesìe cephaludi. et eidem preraemorato electo et 
omnibus successoribus suis. Et ut hec firma manerent. reversi 
in domo nostra balnearie. coadunatìs reliquis confratribus no- 
stris qui que nos lecimus et ipse personaliter fecerunt. eorum 
Consilio et voluntate presens scriptum per manum confralris 
mei Danielis et confratrum testimonio et quorumdam vicinorum 
noslrorum. quorum nomina subscripta sunt confirmari, et bulla 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 61 

plumbea nostro tipario impressa sigillari fecimus. Anno ìncar- 
nationis dominice M.'C.^'XLyi. mense madij indictione nona. 
Anno vero Regni domini Rogerii dei gratia magnifici et glo- 
riosissimi regis Sicilie, ducatus apulie et principatus capue. 
xvi feltciter amen. Nostro privando consorcio et numero apo- 
statandum deputando, et dei omniumque sanctorum ad nostre 
maledictionis jaculo feriendo quicumque fratrum nostrorum 
huic nostre ordinationi obviare temptaverit. Sed ut prefata 
omnia validiora semper velud muro inexpugnabili munita exi- 
sterent. ut iterum super hoc numquam altercaretur benignità- 
tem regiam suppliciter exoramus. ut sua misericordia et pie- 
tate nobis scriptum iuberet fieri regia bulla munitum conflr- 
inans. hoc presens scriptum et quod nobis prefatus electus fecit 
et cephalocensis ecclesia et sua solita liberalitate nostris pre- 
cibus favens effectui dedit. 

^ Ego Rogerius dei gratia Dux apulie subscripsi. 

^ Ego Willelmus dei gratia neapolitanorum dux et capua- 
norum princeps subscripsi. 

^ Ego Rogerius panormitanus electus subscripsi. 

*ì* Ego Hugo dei gratia Troianus electus subscripsi. 

^ Ego Stephanus melitensis episcopus, subscribo. 

^ Ego Rogerius Reginus archiepiscopus testis sum. 

^ Ego Octo Reginus canonicus testis sum. 

^ Ego Eurardus Sancte euphemie abbas testis sum. 

*ì^ Ego frater Basilius scribanus testis sum. 

Hh Ego frater Petrus Maria sancte euphemie testis sum. 

►P Ego harduinus cappellanus de sancto leinardo et frater 
balnearie testis sum. 

Hh Ego harduinus subscriptus prior balnearensis ecclesie, et 
orones fratres mei huic privilegio subscripsiraus. quorum no- 
mina bec sunt. 

*ì* lobannes de Milito. ^ Petrus balnearensis cellerarius. 
t^i Hubertus. ►{< Ursus. >^ Gaufridus. ^ Petrus. ►$< Serio. ^ lo- 
bannes de eastronovo. ^ lobannes de Monte alto. ^ Guido, 
►fi Gualterius. ^ Capuanus. ►J^ hubertus. ►J^ Bernardus. ►J^ Mau- 
ricius. ^ lobannes de sancta margarita. ^ Bernardus cepha- 

<fAKUFi — / documenti inediti, ecc. S 



62 I DOCUMENTI INEDITI 



ludensis cellerarius. >{4 Guaimarìus. »{4 Willelmas. ^fi Willel- 
mus de Apulia. ^ D. Robertus. ^ìi Gaarious. t^i Nicbolaus. 
Hh Gualterius. ^ Daniel. >fi Rogerius. ^ Adbelardus. ^ Ste-* 
pbanus. ^{^ Guaufridus. i^ fialduarius. ^ Radulfus. ^ Paganas. 
4* Oliverius. ►{< Reoaidus de Sperlingo. 

Nel retro: 

€ Balnearia » ~ factum est. fol. 105. 

In carattere più recente : 

« Unio et submissio Monasterii de Balnearia ecclesie cepba- 
ludi ». XXXV. 

(a) spazio. (6) co adanato. 

Tabulano cap. di Cefalù, perg. n. 13 di mm. 600 (compresi mm. 45 
di plica per 1* apposizione del suggello che manca) X nim. 378, con riqoa- 
dratara marginale e linee tirate a secco , abbastanza pronanziate , alla 
distanza ciascano di mm. 5. 



XXVI. 

1150, Ind. Xin. 

Arduino vescovo di Gefalù riceve da Aicardo terram de parUonOf 
non tanto pei snoi malfatti verso la chiesa, quanto per restitasioDe di 
ciò che avea preso dal tesoro vescovile. 



Sicut legaliura proborum virorum omnino est laudaiEda fi- 
dalitas sic infidelium seu in.iIignorum sunt vituperanda m^H' 
dacia. Ea propter Ego hanluinas dei gratia cephaliidi himmilis 
electus voleos Aycbardi se ^tì oblivioni tradere memoratorìiui^ 
hoc de eo scribere iubeo. D«Miiqiie prò multis offéntio^ibos 



dell' epoca normanna in SICILIA 63 

•quibus idem Aychardus me et antccessoros 'meos. necnon 
cellerarios atque canonicos cephaludì multociens offendit. et 
turbavit. Adiudicata sunt omnia que ipse in civitate cephaludi 
possidebat tam in domibus quam in terris et vineis arbitrio 
seu voluntati nostre ac nostrorum canonicorum a domino 
Willelmo. Valerio atque domino Avenello justiciariis domini 
Regis. prò alio vero delieto iudicatum est ut ipse Aychardus 

te 

fuisset sub pena nostre curie XXXVI solidorum (i). sed quia 
longum est ut illius nequitie referamus. quod sibi de preno- 
tatis accidit et flnem earum scribere cviramus. Rogati sumus 
tandem a predictis iudioibus ut illi parceremus suasque pos- 
sessiones prò dei amore sibi restitueremus. Nos itaque nolentes 
resistere precibus tantorum virorum reddidimus prefato Ay- 
chardo domos ac suas possessiones. que iusto iudicio predicto- 
rum iudicum illi abstuleramus. tali quidem conditone ut si 
amodo ac deinceps aliquem canonicorum cbephaludi. scu bai- 
nearii ofléndit et probatum inde fuerit supradicte pene omniuo 
subiaceat. remota penitus spe recuperandi nostrum amoreni. 
sed potius agnoscat se a nostra civitate turpiter eiecturum. 
Aychardus interea cupiens adiplsci nostram dilectionem. Con- 
silio habito cum amicis suis concessit. et tradidit ecclesie et 
nobis terram suam de pantano, que est iuxta terram ecclesie 
que est in eodem pantano. Hoc autem nomine cogente sed sua 

voluntate fecit non tantum prò restitutione suarum possessio- 

u 

mua Tel relazatione XXXVI eolidorum quantum prò causa 
taranorum quos de tbesauro ecclesie accepit. Hoc autem factum 
eet anno incarnationis dominice M.^C^'L.'' indictione xiii^ testi- 
monio predictorum iudicum et Willelmi scilicet. Valéry, atque 
socii ipsius AvenelliVt aliorum jdoneorum testium. quorum 
nomina scribuntur. 



(1) La penale stabilita nei contratti iioa era una semplice formala; 
-apesao era anche devoluta alla p irte cho .-«ubi va V evi /.ione : la penale 
era sovente di 36 numismi^ come dicono i coiiir.ttu ^reci, e Moiidi i^e- 
-eondo i latini. 



64 I DOCUMENTI INEDITI 

i^ Ego Petrus Àdversa. 
4< Ego lohannes Grassus. 
►{< Ego Willelmus de Thermis. 
>ii Ego Gormundos interfui. 

Nel dietimo: 

«Remissio cuiusdam pene facta per Arduinum cephaladr 
electuin ». 



Tabulano Capitolare di CefaXù, perg. d. 14, di inni. 900X mni* 240^ 
con linee a secco «Ila distanca ciascana di mm. 9. 



XXVII. 



1153, 21 Maggio, Ind. I. 



Lucia, signora del Castello di Gammarata, col figlio Adamo pone a ret- 
tore della chiesa, da lei costruita in qael territorio, tal prete Gaido. 



In nomine sancte et individue trinitatis. Anno ab incama- 

tione domini nostri Ihu Xp^ millesimo centesimo quinquagesimo 
tertio regni autem felicissimi domini nostri Rogerii invictissimi 
regis Sicilie et italie vicesimo. et domini Gulielmi fllii sui cum 
eodem patre suo regnantis tertio. vicesimo primo -àie mense. 
Madii indictìone prima. Ego Lucia una cum meo Alio Adam 
castelli caraarale dominatrix bona mea voluntate et per volun- 
tatem et consensum mei fllii adami prò dei amore et anime 
nostre parenturaque nostrorum mercede, laboravi quamdam 
ecclesiam extra castello camarate ad honorem dei et beate 
marie semper virgiuis. quam in terris et vineis et baccis di- 
tavi et ditatam ecclesie sancti salvatoris de cephaluni in obe- 
dientiara. obtulimus recipiente eara vice ipsius ecclesie luzelmo 
eiusdem occlosie electo. quatenus orationibus et benefìciis pre- 



dell'epoca normanna in SICILIA Co 

<licte ecclesie toto tempore partecipes simus. Quam etiam cura 
domìnus lohannes barensìs archiepiscopus per voluntatem do- 
mini regis rogerii in nostris veuit partibus. rogala nostro et 
domini Arduini cephaluni electi et per voluntatem et con- 
sensum decani et canonicorum agrigentine matris ecclesie, in 
cuius territorio est. ab eo ipsam dedicare fecimus et prò amore 
dei ecclesieque proficuo et prò honore tanti pontificls. qui eam 
dedicandam advenerat ea que dei ecclesie concessimus. sicut 
in scriptis inde factis continetur ante predictum pontifllcem et 
subscriptos testes conflrmavimus. et desuper vaccas duodecim 
in manibus presbiteri guidonis et prefate ecclesie sancte marie 
<^appellani et rectoris donavimus recipiente eas vice eiusdem 
ecclesie sancte marie. Tali quidem tenore ut amodo in antea 
ipse rector et custos eidem ecclesie vel eius successores sine 
nostra nostrumque requisitione et contrarietate potestatem ba- 
beant exinde ad proflcuum ecclesie quod voluerint facere. Et 
nos seu nostri heredes de toto vel de parte quod ecclesie ob- 
tulimus nullo adveniente tempore eam inquietemus. sed quie- 
tam et salvam eam esse dimittamus et defensores et auxilia- 
tores ei existamus et prò tancti benefacti merito in orationibus 
et benefactis prefate ecclesie nos receperemus. Ut autem ipsa 
ecclesia hoc a noliis ei oblato et concesso flrmiter et secure 
teneat et possideat per manus Petri de diacono et predicti 
archiepiscopi camerari!, hoc scriptum fieri iussimus in quo et 
nomina nostra prò confirmatìone subscripsimus et sigillo nostro 
communimus. 

Ego Lucia castelli camerata (sic) dominatrix ita egi. 

Ego Adam domine Lucie filius consensi. 

Nel dietro : 

«Dotatio et fundatio sancte Lucie de Camarata». 

TabuL cap. di Cefalù, perg. n. 15, di inm. 410 X mm. Id?, con linee 
^ secco distante ciascuna mm. 5. Vi sono i segni del suggello mancante. 



66 I DOCUMENTI INEDITI 



XXVIII. 



1153, Dicembre 3, Ind. II. 



Alessandro di Buhone restituisce al Monastero di S. Maria di Vallea 
Oiosafat le dutazioni di S. Demetrio e S. Giovaon?, che per lungo tempo- 
8*era appropriate. 



IN NOMINE PATRIS ET SPIRITUS SANCTI AMEN; No- 
tum sit omnibus tam futuris quam presentibus quia ego 
Alexander de buhone prò salute anioie mee et parentum meo- 
rum, tam vivorum quam defunctorum reddo ecclesie sancte 
marie de valle iosaphat dotem sancti demetrij cum omnibus 
pertinentiis suis. et dotem sancti iohannis similiter cum om- 
nibus pertinentiis suis. sicut privitegia sua requirunt. et patri- 
monia villanorum sancti michaelis ex toto ubicumque sint 
de quibus videlicet dotibus a patrimoniis eidem ecclesie diu 
(acta iniuria tuerat. quod ego bene recognosco. Unde ego ti- 
mens periculum anime mee. hoc totum supradictum reddo et 
concedo solidum et quietum supronominate ecclesie in perpe- 
tuum. sicut ipsa ecclesia tenuit. et habuit in tempore matris 
mee. et fratris mei. qui illa donaverunt. que concessio et con- 
flrmatio ut stabilis et certa permaneat. propria manu mea. 
in hoc privilegio hoc signum »^ depinxi. et ipsum privilegium 
sigillo meo munivi et confirniavi. Si quis vero hanc confirma- 
tionem violare presumpserit. anathematis sententia feriatur. 
Facta est autem hec redditio anno ab incarnatione domini 
^j 8imo Q mo L me jjj tio indictione secunda. tercia nonas Decem- 
bris. Regnante domino nostro potentissimo rege Rogerio. et 
reire Willelmo. In presentia doinni iohannis de Barleto prio- 
ris (.aiabrie. et domni Roberti prioris sancti michaelis. et fra- 
tris Arduini. et Rodulfi medici, qui hoc privilegium scripsit.. 
presoDte etiam et concedente nicholao notarlo meo. qui manu. 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 67 

sua hoc signura ^ fecit. Huic etiara conflrmationi idoneos te- 
stes adhibuj. qui presentes affuerunt. et propriis manihus siiis 
signa sua fecerunt. quorum nomina sub.*<cripta sunt. 

^ Ego Rainulfus de novilla me subscripsi. >^ Ego duran- 
dus filius Gualleri me subscripsi. i^ Ego Theodorus filius 
notarii (a) comiano me subscripsi. ^ Ego Robertus de chazza 
me subscripsi. ^ Ego Maurus iudex me subscripsi. 

{a) notai'i. 

Tabu. S, Mar. Maddaiena di Valle Giosafat, Perg. N. 37. 

Pergaiut*na di mui. 599 X im^^i- ^^^ <^o-i 1>d^ & secco alla distanza 
ciascana di un centimetro. La prima linea é scritta a caratteri grandi e 
porta l'invocazione divina. Nel dorso « Sancii Michielis » in carattere 
più recente « i06 bona multa donata mnnasterio de Josafal in parlibus 
Ulis » in un altro lembo • Alexander de Bohone reddil ecciesiis (sic) sancii 
dimilrij ef Sancii johannis*. La scrittura é tutta di una mano; alla di- 
stanza di mm. 80 dal lembo inferiore si osservano due tagli orizontali 
lunghi mm. 15, da cui dovea passare un pezzo di pergamena che fermaTi 
nn sugl'elio in cera (oggi scomparso), di cui s'osservano ancora traccia 
evidenti. 



XXIX. 



(1154-1166) 



Re Guglielmo I conferma al Monastero di S. Maria di Valle Oiosafat 
i privilegi concednti dal [ladre suo Rngifiero e dagli altri baroni. 



.^ REGIUM SIGNUM. IN NOMINE DEI ETERNI ET 
SALVATORIS NOSTRI JIIESU XPISTI .\MEN. W. divina 
fav»»nlo clcmenlia. Rex sicilif*. «lucaUis apiilit*. ♦»! priucl- 
palus capue. Universa que loniporc patris nostri felicissi- 
me memorie Re^is Ro^erij. ei. alioruni haronnni pia oi ra- 
tioiKtbili proviileìjcia Saiicle ihn jz«*nilriris vallis iosjpliat oc- 
cl»'sie largita atquo concessa sani, in oadem voinnins stabili- 



68 I DOCUMENTI INEDITI 

tate persistere, et ut futuris observentur temporibus, valida 
nostre concessionis potentia rolK)rare. Ea propter prò nostre 
anime salute, nostrique genitoris prefati Regis Rogerij re- 
demptione. omni'umque consanguineorum nostrorum animarum 
salvatione. Sante Marie losapbat Vallis misericorditer conce- 
dimus. et omnes prefate ecclesie obedientias. tam in Sicilia 
quam in Calabria atque in apulia existentes. cum earum pos- 
sessionibus et redditibus. sub clippeo nostre protectionis manu- 
tenere volumus. et presenti nostro privilegio communimus «t 
in perpetuum confirmamus. Statuentes ut quascumque posses- 
siones. quecumque bona eadem ecclesia quondam in regno 
nostro possedil. et in presentiarum iuste et rationabiliter pos- 
sidet. aut in futurum concessione pontiflcum. largitione ipso- 
rum heredum regum silicet vel principura. seu aliis iustis 
modis dee cooperante adipisci poterit. firma et illibata perpetua- 
liter abnuinius esse. Statuimus insuper et fimiter precipimus 
ut nullo modo alieni ecclesiastice vel seculari persone, liceat. 
aliquas iniustas consuetudines predicte ecclesie obedientiis. 
quas in sussequenti dicturi sumus. imponere. aut monacbis in 
eis commorantibus nulla gravamina inferre. Hec sunt itaque 
iosaphat vallis obedientie quas modo superius dicere propo- 
suimus. Videlicet in Calabria in rossanensi parrocchia, iuxta 
castrum Sancti Mauri, ccclesiam beate Marie sumptu ipsorum 
fratrum hedificatam. cum possessionibus suis. quas egregie me- 
morie Dux Rogerius preclarus vallis iosaphat dedit ecclesie. 
Nobilissimus vero bone memorie dux W. ad sustentamentam 
fratrum. buie predicte ecclesie unum grìpum semper in mari 
ad piscandum. sine omni consuetudinario servicio habendum. 
et perpetualiter possidendum concessit. Item in eodem castro, 
villanos 'omnes. et hereditatem totam. Riccardi senescalci. quam 
simul cum villanis ipsis. ipse Riccardus senescalcus magno 
Rogerio duce consentiente. fratribus sancte Marie vallis iosa- 
phat. hereditario iure tradidit. Item apud idem castrum. to- 
tam hereditatem hugonis de claromonte. ab ipso hugone datam 
et a supradicto duce concessam. Et nonnulla iura campi qiie 
data sunt a trostaino de dumo. Item in eodem castro villanos. 



DELL*BPOOA NORMANNA IN SICILIA 69 

tjuatuor cum possessionibus suis. sìcut a scifo stratico(l). illi 
monasterio traditi sunt. In parrocbia siquidem cassaneDsi. ec- 
desiam sancti laurentij cum possessionibus suis. et ecclosiam 
Sancte Marie de castro cum molendino uno. et possessionibus 
suis. et ecclesiam Sancti theodori cum suis possessionibus. a 
duce Rogerio concessas. In parrocchia vero cosentina, eccle-. 
Siam sancti Michaelis de fuscaldo cum omnibus pertinentiis 
suis. videlicet et ecclesiam. Sancti Laurentij. et ecclesiam Sancti 
Jobannis cum villanis et possessionibus quas Umfredus de fu- 
scaldo prò anima sua et parentum suorum deo et ecclesie 
Sante Marie iosaphat vallis dedit. et molendina duo sumptu mo- 
nachorum preparata, et vineam unam iuxta molendinum fuscaldi. 
cum quadam domo ubi vinum ponitur. Similiter in eadem par- 
rocbia iuxta opidum montis alti ecclesiam sancti vincencij cum 
omnibus pertinenciis suis. videlicet ecclesiam Sante lucie cum 
possessionibus et Sancte Marie de fossis cum possessionibus et 
ecclesiam sancte Marie de gardia cum possessionibus suis. et 
ecclesiam. Sancti petri de ferlito cum possessionibus. et eccle- 
siam Sancti petri de renda cum suis possessionibus. et eccle- 
siam Sancti guerrierij (a) cum possessionibus suis. et molendinis 
et terris et villanis. a drogo ipsius terre domino datis. In ter- 
ritorio monticinì ecclesiam Sancte trinitatis. et ecclesiam Sancti 
Nicholai cum pertinenciis suis. et infra diruta menia ipsius 
loci, ecclesiam sancti lohannìs evangeliste cum possessionibus 
a compluribus hominibus predicti loci datis. Item in cadem 
parrocbia prope philynum ecclesiam Sancti Angeli cum casali, 
et villanis et possessionibus suis a quodam nobili viro Radulfo 
maledocto nomine datis. Iuxta civitatem marturane cappellam 
Sancti Stepbani cum pertinenciis suis. Iuxta quoddani castrum 
quod seminarium dicitur. ecclesiam Sancti Theodori cum per- 
tinensiis suis. et villanos quosdam a roberto de milia datos. 



(1) Pirro, p. 1135 col. 2— legge male: Sistoiracio, in queUo del 1188. 
DiLABORDE, Charter de terre Sainte, Paris, 1^0,p. 51— nota l'dice: Nout 
mrion9 tenie de voir ici un nom grec. 



70 I DOCUMENTI INEDITI 

In parrocbia aglonensi in territorio policory. ecclesiam Sancii 
Basili] cum terris. et terrarum consuetudinibus videlicet ut 
agricole predicte ecclesie, aquam. lingna. (sic) et silvam. rura ad 
eolendum. mare seu flumen ad piscandum. libere et absoluta 
habeant. quam alberada domina illius terre prò anima viri si4 
Rogerij de pomaria. necnon prò anima omnium suorum con- 
sanguineorum. silicet Roberti guiscardi invictissimi ducis. et 
filli eius domini Boamundi. magni comitis Rogerij. deo et ec- 
clesie Sancte Marie vallìs iosapbat dedit. In parrocbia taren^ 
tina. iuxta civitatem ecclesiam Sancte perpetue cum omnibus 
pertinentiis suis. videlicet ortum extra murum urbis tarentL 
in loco qui dicitur laypoflcum. a domina Coustantia pbilippi 
regis francorum Alia, quondam domini Boamundi antioceni 
principis sponsa. prò salute anime sue suique viri ecclesie vai- 
lis iosapbat perpetualiter concessum. et ecclesiam beati mi- 
chaelis arcbangeli de casali quod dicitur paternum. cum ec- 
clesia beati pbilippi apostoli in eodem casali posita. silicet 
terciam partem de toto casali cum omnibus suis pertineoJtiia 
et ut liceret eis hospitari quindecim villanos extraneos in eo^ 
dem casali, et XLV. pedes olivarum in loco qui dicitur cu- 
busclysca (1/. cum magistri fimij vinea. et aliam vineam in 
territorio Sancti petri imperialis positam. a supradicto domina 
Bpamundo. et a predicta domina constantia ecclesie vallis io- 
sapbat concessain. Et aliam terram cum antro et orto suo. qua 
est ante ecclesiam Sancte perpetue extra muros tarentine ur- 
bis, a domina Emma comitissa magni incliti comitis Rogeri) 
siculi filia. prò redemptione anime predicti sui patris. suiqua 
coniugis Radulfi machabej. omniumque suorum consanguineo- 
rum saluto, deo et ecclesie vallis iosapbat largitam. Item bar- 
Cam unam cum duobus piscatoribus tantum ecclesie vallis io» 
saphat. et rectoribus ^uis vice eorum obtinentibus in ecclesìa 
beate perpetue extra tarentum. in parvo mari civitatis. ad su- 
stentaraentum predicte ecclesie et fratrum babendam libere- 



(1) Pirro legge in queUo del 1188: ChryhasaXista. 



dell' epoca normanna in SICILIA 71 

sìne consuetudine lercie partis piscationis. a Boamundo do- 
mini boamundi Celebris memorie antioceni principis Alio, prò 
salute anime predicti patris sui. matrìsque sue. omniumque 
suorum consanguineorum concessam. In Apulia autem. in ter- 
ritorio catule. ecclesiam Sancte Marie cum omnibus perlinen- 
tiis et possessionibus suis. A Roberto cornile Alio Riccardi 
comilis. ecclesie vallis iosaphat largitam. In Sicilia vero in 
parrocchia catanensi. intra opidum paternionis. ecclosiam 
Sancte Malris domini, cura terris. vineis. et villanis. molondi- 
no uno. et domìbus. et horlis. cpterisquo aliis possessionibus. 
ab henrico cornile datam quam Angerius episcopus consecra- 
vit. sibique baptismum. confessionem. cimiterium. perpetualiter 
babere concessit. Aliamque ecclesiam Sante Marie Magdalene 
iuxta palernionem sitam. de expensa ipsorum fratrum hedifi- 
catam. ab eodem cornile henrico. cum mauricg episcopi con- 
sensu. tociusque conventus assensu. vallis iosaphat ecclesie 
datam et in perpetuum concessam. In partibus vero plazie. 
quoddara. casale quod treblezinum sive arbora dicitur. cum 
suis pcrtinentiis eidem ecclesie vallis iosaphal. ab ipso henrico 
cornile concessum. In parrocchia autem messane prope ipsam 
cìvitatem. ecclesiam Sante Marie Magdalene cum vineis. et 
terris. Ab egregio comite Rogerio. prefale vallis iosaphat ec- 
cle^iie perpetualiter largitam. quam Gaufredus messanensis 
episcopus consecravit. sibique cimiterium. confessionem. bapti- 
smum habere concessit. Item in eadem parrochia. ecclesiam 
Sante anne de galat cum villanis. terris. et vineis. ab eleazar 
milite claro datam. In parrocchia mazarensi ecclesiam sancte 
Marie de galatahmel. cum terris. villanis et suis possessioni- 
bus, a Rainaldo de tyrone datis. Apud castruin sacci vìllanos 
quosdam. a Symone ducis Alio dalos. lU^nquo apud palernio- 
nem ecclesiam Sancii michaelis cum territorio, aliamque eccle- 
siam Sancii helij cum clausura palelline et maguam terre mul* 
Uiudinem que messepe dicitur. et piscaria cum territorio usque 
ad divisionem adernionis et in planilie quadam sancii pancratij 
magnas quatuor terre pecias. a prelato cornile henrico eccle- 
sie vallis iosaphat perpetualiter laryitas. Apud casale quod- 



72 I DOCUMENTI INEDITI 

• dam quod fraxinum nomine vocatur quamdam ecclesiam cum 
vinea et cum decima unius molendini aliisque decimis bono- 
rum hominum latinorum et cum tanta terre pertinencia quan- 
tumcumque unum par boum per annum arare potest. a ran- 
fredo de nas ecclesie vallis iosaphat datam. Item apud tauro- 
meniam domum unam a quodam probo viro Nicbolao nomi- 
ne prefate ecclesie perpetualiter largitam. Statuimus insuper 

•et firmiter precipimus. ut nemini liceat prefate ecclesie vallis 
iosaphat obedientias perturbare, aut earum possessiones au- 
forre, vel ablatas retinere. aut minuere. seu aliquibus vexatio- 
nibus fatigare. Sed omnia integra conserventur eorum pre- 
• diete {sic) Iratrum prò quorum gubernatione et sustentacione 
concessa sunt. usibus omnimodis profutura. Si quis igitur de 
cetero hunc nostre constitucionis privilegium scienter contra 
eum temere facere teraptaverit. secundo terciove commonitus 
si non satisfactione congrua emendaverit. Ad regiam merce- 
dem nostram de tota sua possessione omni occasione remota 
adveniat. reumque nostro regio iudicio. de regalis nostri man- 
dati transgressione se esse cognoscat (1). 

(Manca il resto). 

(al invece di Veney^. 

Tabuì. 5. Maria VaL Gios. ArcK St. di Palermo, perg. n. 47. 



(1) La pergamena presenta una grave anomalia, il protocoDo finale 
Mnanca intei'amente, e non può supporsi che sia originale per le seguenti 
ragioni : 

1.* La pergamena é riqi adrata con linee tirate a secco; ai margini 
8i trovano i punti molto rimarcati per segnare Tequidistanza delle righe, 
in modo da credere che lo scrittore si fosse servito della riga e del com- 
passo; nei documenti regi della Cancelleria normanna, di non dubbia 
-originalità, non ho mai trovato l* uso del compasso, sibbenc della sola 
riga ; 

2.'* Dopo Tuttinia parola, doveva continuare il protocollo finale, quindi 



dell'epoca normanna in SICILIA 73 

XXX. 

(6663), 1155, 6 Genosgo Ind. ìli 

Oli eredi dell* ammiraglio Teodoro vendono al glorioso ammiraglio 
dì Salerno (Matteo vicecancelliere regio) i loro beni posti in Palermo, 
pel prezzo di 600 tari. (Tradazione di data incerta). 



(Instromento della vendicione di uno Mangbipio fatto iQ« 
lingua greca lanno dela creacione del mondo 6663 ali VI del 
mese di gennaro della III Ind.* et dala incarnatione del verbo- 
de Idio tanno 1155 tradotto in questa lingua italiana) (1). 



^ Signo della mano Callus la moglie del condam amirati 
tiieodoro. 

^ Signo de la mano di Basilio Aglio del condam amirati 
theodoro. 

^ Signo dela mano di philippo figlio del condam amirati, 
theodoro. 

Io Callus ut supra il segno de lonorata et vivificante croce 
in questa scrittura con propria mano signai et li mei dui fi- 



dopo un pò* di spazio, la datazione. Ebbene dall* ultima riga alla fine 
della pergamena ritagliata, v*ó la distanza di 3 cni. ; eppare in questo 
spazio non v*é alcun segno di rigatura o di punti equidistanti , ciò che 
tk supporre che la scrittura non continuava, l^aleografica mente dunque 
é una copia, non mai un*originaIe; diplomaticamente i caratteri interni 
mi firn molto dubitare che ci trovassimo in presenza di una falsifica- 
zione, come in qneiraltro di Ruggiero del 1144, li Ottobre 

La cancelleria regìa non cominciava i suoi diplomi colla formula: >iiRe- 
gium Signum. 

(l) Trascrivo fedelmente la copia del sec. XVI, che ho rinvenuta. 



74 I DOCUMENTI INEDITI 

gli Basilio et philippo, il mio (sic) nome a la presente il dicto Ba- 
silio di propria sua mano scrissi et nui li nominati soi figli 
li signi de la onorata et vivificante cruce a la presente di 
propria mano escrissimo ne lo presente istromento et scrit- 
tura ampia e chiara fatta da nostra libera et spontanea vo- 
lontà Senza dolo macula ne defecto ne altra forza ne causa 
adomandata; ma de nostra libera volunta avemo venduto a 
voi glorioso amirati domino Salerno lo nostro manghipion, 
quale pervene a noi de li beni de nostri anticessori, la quale 
e et si ritrova al vecchio Àsti de la città di Palermo ne la 
strata ditta Fatusa. Come e stato prezato da diverse persone il 
suo giusto precio esseri tarì seicento con tutti li soi ragioni 
itttrate spese et aria, et generalmente quanto in esso nui si- 
gnorigiamo; et restando d' acordio con voi de li sopra ditti 
seicento tari, che e la sopra ditta giusta sua valuta e precio, 
vi avemo fatto lo presente scripto ad ciò che mai in nissuno 
tempo ne anno da noi ne da nostri consanguini (o) hereditarii 
possa essere repigliato; ma per ora et sempre et sempiterno in 
te et a toi posteri resti giusta la forma de le divine legie et 
noi restamo contenti. Del che confessamo che abiamo rece- 
vuto da parte vostra, amirati domino Salerno, li dicti seicento 
tari giusti et non mancanti per mano di Domino philippo fi* 
gliolo di nicolao gazzifa et domino Petro judice de la cita di 
Palermo, et ve lo avemo consignato de oggi, et in perpetuo 
Tabiate voi et vostri heredi in vostro dominio et mandato et 
in vostra libera volontà et signoria: et far di esso tutto quello 
che vi parerà in venderlo darlo disminuirlo beneficarlo et farlo 
parte et ali propii heredi darlo et privarlo, con autorità del 
dominio et signorio da noi datovi. Liberando a voi et a vostri 
posteri et heredi de la ligitima pretencione de qualsivoglia 
persona strana et consanguinia cki comparirà a nostro nome, 
fì*atello figli ho ereditarli, di disturbare o ademandare per 
questo a te a toi posteri, che a tal caso sia condennato per te 
e per toi posteri lo prezzo et beneficii di esso il doppio, et a lo 
presentare di lo scritto sian liberati et da lo giudicio sia rebuttato 
et condannato de più in nomismata cento. Et per questo si da 



DKLL' epoca. NORUANNA in StCILU 75 

lo presente a voi et per toi beredi e posteri per bora e per 
iaflaitì anni. Si divide et confina di questa sorte: cioè de la 
parte di levante la via della strata donde e la intrata et usila 
di esso, e per ponente la casa del Sgliolo de vusigires e parte 
de la casa azuzes figliola di Julia , e per sìrocco la casa de 
Vuaudulle' filio de oscophi, e per tramontana la casa de Ade- 
lasias et cussi si confina. 

Quale fu scritto ref^ante la Adele corona del potentissimo 
nostro principe Gugliermo Re et sotto procura et governo del 
dicto domino Petro judice de la cita di Palermo, Per mano 
di calocbiris tavularis, Ali VI del mese di genn^go della III 
iil^ìcione deli 6663. Anni, io presencia de lì sotto scritti degni 
testimonii. 

Il supra nominato petro Rìgbinos et judice di Panormo 
sottoscrisse. 

»{• Tbeodoro sacerdoto del santo gratia martira Pantaleo 
testimonio. 

4* Del suprascritto filìo testimonio sottoscritto et testifico. 

Sottoscricione Morisca. 

Sottoscricione Morisca. 

Grigorìo indegno Sacerdoto et cappellano de Santo ni- 
colao facon testimonio sottoscrisse. 

[oseppe filio cait in aimun testimonio sottoscrìssi la hono- 
rata croce. 

Lo bumile sacerdote Nicbiforo testimonio sottoscrìssi. 

Filza 367 Mon Cancri. Palermo; Arch. St. Pai. et. Praftalone, g 2. 



76 I DOCUMENTI INEDITI 



1156, lQ(L lY. 

Adelieia, nipote di Re Ruggiero, dona nn molino alia chiesa di Mal- 
vicino, da lei fondata in onore di S. Nicola. 



>}4 In nomine sancte et individue trinitatis. Àmen. Anno dir 

incarnacione domini nostri Ibu Xfi. Millesimo. Centesimo. Quin- 
quagesimo sexto. Indicione quarta. Gum nos Adelicia domiii 
gloriosissimi regis. Rogerii Neptis in animo deliberare velie- 
mus oh felicem illius memoriam et filiorum eius. Rogerii et 
principis Anfussi et Trangredi comitis. ecclesiastica beneficia 
semper augere illud divinura imitari desiderantes. Dare et da- 
bitur vobis. Centuplum accepietis et vitam eternam possidebitis. 
ecclesie sancti Nicholay de malo vicino in territorio doici (?) 
fabricare quam. Rogatu nostro dominus Arduinus venerabilis 
chephaludensis electus et eiusdem ecclesie conventus cuidam 
nostro lohanni scilicet de brucato concesserant post aliorum 
collata beneficia et nostrorum peccatorum remissione saltum 
molendini in flumine idocie ubicumque vellet circa nostra con- 
cessimus. Preterea super tanto munere collato compromisiraus 
quod si predictus. lohannis nutritus noster ipsam ecclesiam 
prudenter regeret et eiusdem possessiones de bono in melius 
multipliciter reformaret. erga datum aliud additamentum per- 
ciperet unde ecclesia sine alicuius amminiculo se perpetuo su- 
stentaret tamquara recreata, et antique religionis consuetudine 
rediviva. Cum et enim deo volente molendinum erectum. et 
ad effectum perductum fuerit. talem de eo predicte ecclesie 
libertatera contribuimus. ut quicumque de terra nostra aut 
extraneus sive aliquis adventicium ad predictura molendinum 
molere voluerit non a nostrorum cabaliota nec ab aliquo alio 
teneatur. nec illi molestia aliqua vel calupnia inferatur. Ut 
autem ecclesia huiusmodi dono et liberiate se gaudeat. timentes 



DKLl/ EPOCA NORMANNA IN SICILIA 77 

DOS ne forte a quocamque tempore lapso molestetur. sive lace- 
retur : privilegiu w sibi inde fieri fecimus. et sigillo nostro 
plumbeo premuniri. Eos vero qui beo contempserint aut infir- 
maverint excomunicationi perpetuo subjacere censemus et in 
exstremo examine reos ante conspectum veri iudicis apparerò 
et eterna incendia et sine miseracione penitus substinere. Hur 
ius nostre donationis rate et firme testes sunt. 

i^i Ego Adam avellus concedo et confirmo. 

^ Ego Robertus de sancto lohanne testi (a) sum. 

^ Ego W. arcbiadiaconus testi sum. 

*fi Ego Pandolfus cappellanus testi sum. 

^ Ego Gofredus sacerdos testi sum ; 

»fi Ego Rainaldus vicecomes testi sum. 

ì^i Ego Martinus Malfitanus testi sum. 

^ Ego Petrus ruffus testi sum 

4^ Ego Marcellus testi sum. 

^ Ego lulianus testi sum. 

►fi Ego Matheus vicecomes testi sum. 

*ii Ego Bernardus Oarboserius testi sum. 

>fi Ego Petrus faber testi sum. 

1^ Ego Galderius maccarrone testi sum. 

Hh Ego Gotofredus de afferana testi sum. 

»fi Ego Rogerius de Roberto senescalcus testis sum. 

^ Ego Benedictus miles testi sum. 

^ Ego Gervasius testi sum. 

ì^i Ego Petrus vicecomes de Golisano testi sum. 

►{4 Ego Haurus vicecomes testi sum. 

►fi Ego Gofredus bochorìus testis sum. 

*ì< Ego Martinus de Arduino. 

►ft Ego Petrus de basilia testi sum. 

^ Ego David de la velia testi sum. 

*^ Ego lobanues de milito testi sum. 

*i* Ego lobannes de panormo testi sum. 

^ Ego Ricardus do biviano testi sum. 

•i* Ego Averardus testi sum. 

4^ Ego lozulinus fllius eius testi sum. 

Garufi - / Documenti inediti ecc. 9 



78 I DOCUMENTI INEDITI 

Nel retro della pergamena a caratteri del sec. XIV : 

« Privilegium concessionis molendiai apud Scillatum per 
Adeliciam neptem regis Rogerii anno IIII* Indictionis 1156». 

(a) È inutile avvertire che trascrivo fedelmente dalla pergamena, che 
legge così. 

Tabularlo di Cefalù, Arch. di SI. di Palermo. Perg. o. Il di mm. 33 
X iniii* 26, con linee a secco alla distanza cìascana di mm. 5. Airaltezza 
della pergamena debbono aggiungersi mm. 41 per la piegatura con quat- 
tro buchi, dove era attaccato il suggello che ora manca. 



XXXII. 



1157 (?). 



Bosone, vescovo di Gefolù, accorda alcuni diritti ai borgesi della sua 
città e stabilisco i diritti di scannatura, molitura, caccia ed altro. 



Ego Boso divina providencia sancte chepaludeDsis (a) ec- 
clesie primus episcopus subiectorum semper invigilantes re- 
mediis ~ si in hiis quorum a deo et regia maiestate donandi 
nobis est. tributa- potestas. sit aliquid corrigendum. inquirere 
non cessamus. et ideo plerumque voluntarios labores suscipi- 
mus. ut aliis quietem et remedium preparemus. Nostrorum 

igitur in Xpo flliorum burgensium si quidem chephaludij {b) 
votis que a racionis tramite non discordant. iustisque peticio- 
nibus facilem prebentes asensura. quasdatn sinistras consuetu- 
dines atque pravas de civitate cbephaludi voluinus reroovere. 
Statuimus igitur et per huius scripti pagiuam stabilimus. quod 
ipsi burgenses cbephaludi. nostri in cbristo fllii dilectissimL 
macellum sicut ex prima ville cbephaludi institucione antea 
fliit. liberum imperpetuum sibi habeant. solam scanaturam 
ecclesie sancti salvatoris debeant exhibere (1). d*^ buv** vide- 



(1) Lateralmente nel God., 129 si legge: Nota Jva scannalure U. om- 
nibui animalibus macellandis. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 70 

licei tarenum dimidium. de porco quartam tareni. de munto- 
tie {e) grana tria. de duobus agnis granum unum, de capra 
granum unum. Qua siquidem scanatura ecclesie persoluta car- 
nes faciendi atque vendendi. quilibet burgensium libere ha- 
beat potestatem. Si vero burgensium aliqiiis bovem suum vo- 
iuerit renovare. veterem interflcere. ipsura vendendi absque 
scanatura habeat potestatem. Statuimus quoque quod idem bur- 
genses chephaludi minucionem liberam imperpetuum sibi ha- 
beant ita videlicet quod quicumque voluerit per villam che- 
phaludi minuere. minuendi libere habeat potestatem. Precipi- 
mus eciam quod virorum aliqui chephaludi vel mulierum aliqua 
farinam quam prò victu suis tesitoribus antea tribuebant. ul- 
terius eis non audeant exhibere. et tamen ìpsi tesitores sui 
servicii precium ob hoc non audeant augmentare. sed * sicut 
mos fuit prò grossitudine et subtilitate fliorum sui laboris 
precium sibi moderare suscipiant. Statuimus eciam et firma- 
mus quod {d) quocumque modo frumentum vel farinam ven- 
datur. carum videlicet sive vile, de triginta panibus unus tantum 
panis prò fumo fornargs de cetero tribuantur. nec aliquis che- 
phaludi de paucioribus panibus quam triginta unum ipsis 
fomariis audeat exhibere. decernimus preterea et iubemus 
quod cabellatorum aliquis cuniculorum nostre venacionis vineam 
alicuius burgensium chephaludi causa venandi vel in ea instru- 
mentum aliquod ponendi ulterius in terre non audeat. sed ipsi 
burgenses suas vineas a venacione liberas possidentes. in suis 
TÌneis iuxta eorum voluntatem omni tempore venandi habeant 
libertatem. et si quos cuniculos in suis vineis capere potue- 
rint. ipsos libere sibi habeant. Item decernimus quod universi 
carbonarii chephaludi minimorum scilicet carbonum cuicumque 
voluerint carbones vendendi habeant potestatem. Precipiiuus 
eciam et flrmamus quod molendinarii nostrorum molendinorum 
rocelle unum legitimum tuminum de duana prò mulitura (^) 
de cetero tantum accipiant. nec amplius eorum multurain. au- 
deant augmentare. Quicamque igitur has nostras instìtucìouf's 
infringere vel infirmare vel eis modo aliquo voluerit centra- 
•dicere dei omnipotentis et gloriose eius genitrìcis semper vir- 



80 I DOCUMBNTI INEDITI 

ginis marie, et beatoram apostoloram petrì et pauli. et sano* 
torum omnium vestreque pravitatis maledictionem incurrat et 
in extremo examine ante districtnm iudicem debeat inde red* 
dere racionem. Si yero burgensium aliquis chephaludi vel ali- 
quis extranea8 chephaludi degens has nostras easdem instita<- 
ciones impedire temptaverìt. Tel eas noluerit observare prìas 
iacturam suarum rerum sui corporis penam incurret et alio* 
rum burgensium libertatis omnino fiat extortus. 

(a) per Cephabidentù, (à) ceph, (e) Perg. legge : muUone, 

(d) qui vi era qq cu col segno d'interpunzione. (e) tnuUura: Is per- 
gamena e il God. t T. 

Nel retro : 

€1157. Constitutiones Bosonis super scannatura et aliisK 

TainUario cap. di Cefalù, perg. n. 17, di mm. 585, con mm. 45 di 
plica (dove é attaccato il filo che teneva il suggello conservato separata^ 
mente) X o^ni. 394 ; con rigatura a secco ; ciascuna linea dista mm. 17. 
Trovasene una copia nel ms. del Tabnlario di GelklA, God. 129, t 6\ 



XXXIII. 

1157 (?). 
Inventario dei beni della Chiesa di Cefalù, sotto il vescovo Bosone. 



Hec sunt vestimenta chephaludensis ecclesie Sancti Salva- 
toris. Cappe qi\as dominus Rex donavit eidem ecclesie sunt xviij. 
Quas electus bone memorie emit x. Casule sunt vj. quas do- 
minus rex donavit. Quas dominus electus emit sunt iyj«'. Dal- 
matico quas rex donavit sunt iij. Quas electus emit sunt iij. 
Tunice quas rex donavit Quas electus emit sunt iij. 



dell' epoca normanna in SICILIA 81 

Stole sunt x. Maaipuli viij. P sunt vj. Bufuta. ij. Pul- 

Tìllt palliati ij. Tres telas de z(en)dato. Tris vexilla Berìca. 

Albe parate ìij. Pia Amicti cum auri friso 

siiiit V. AiiiìcU plani vij prò missis cantandis. CRuz 

aurea, i. argentee, ij. cutn fustibas suis argenteis. Tres textus 
evangelìorum imus aureus et jj argeatei. Turibula trìa. i. au- 
rum et ij. argentea. Callces iijj. argentei. Candelabra ij. argentea 
■qae fecit (ieri electus. fiale ij. argentei. Bacini, ij. argentei. 
Altare, i. aureum. Lignum dominicum cum duabus tabulis aureia 
et gemmati.<i. Capsa argentea. I . . . ad thus ponendum. cum 
suo cocleare argenteo. Siclus. i. argenteua. flabellum. i. ebur- 
neum. Pecten. i. eburneus. 

Tabulano cap. di Cefaiù, perR. u. 18, Arammento di mm. 3l2X>itm. 210, 
«on righe > secco alla 'JiBtania ciascuna di od ceattraetro. È scritta a 
carattvrì CPiindi ; ed è logora nel lembo sinistro. 



XXXIV. 

1159 <f), QeoDaio 20, lad. VII. 

Etainildo <li Tutta, ^ran Oiastiziere della Maffna Caria, dirime la coti- 
tpoversta fra Gilberto, eletto di Patti, e Rosone (t), vescovo di CeftlA. 



In nomine patriis et fllii et spirìtus saiicti amen, xz* die 
lanuarij ìndìctionis vii. Nos Rainaldus de tiisa magnus lasti- 
ciarìua Regie magne curie ex precepto domini Ouìllelmi dei 



(Il Bo«one Tu veiKOVo di Ceblà lino al 1173, secondo le carte da me 
qui pabblicale. La presente non ha data, ma l'Indizione VII cade sotto 
ill'Onglielmo dal 115') Sett., al lloO Agosto, ondeé ftior di dnbbio eh'- la 
diU è line. 



82 I DOCUMENTI INEDITI 

gratìa invictissimi Regis Sicilie ducatus apulie et principatus 
capue et mandato domini. Maionis magni ammirati perreximu» 
ad inquerenciam de divisis terrarum Polline et terrarum plinga 
de quibus erat contencio inter dominam. Bosonem cephalu- 
densis ecclesie electum et inter dominum Oilibertum pactensis 
ecclesie electum. ut congregatis atque convocatis probis ho- 
minibus de vicinis partibus faceremiis fieri inde quod iustum. 
foret et rationabile ut (sic) utque ecclesia in suis possessionibus 
jus proprium sequeretur. Yenerunt itaque convocati quidam se- 
niores et probioribus hominibus (sic) petralie et policii et Go- 
lisaui et de Rocca asini et gratere. Quibus nos exposuimus 
qualiter ex precepto prefati magnifici Regis domini nostri et 
mandato predicti magni amiratì eos feceramus convocare et 
qualiter querebamus scire ab eis veritatem de predictis divisis 
non sub verbo eorum simplici sed sub districte iuramenti pre> 
dicti itaque probi homines diligenter et studiose circumvene- 
runt prefatas divisas et primo prò ipso negocio divisarum ut 
veritatem inde non tacerent. luraverunt de petralia. Andrea 
protopapa, presbiter Leo. harif ben elcadah. et alii plures de 
petralia. viderunt illos iurare. Isti autem iuraverunt de golisano. 
lonathas Baro (a) Accardus vicecomes. Gregorius protopapa 
et alii plures de Golisano viderunt illos iurare. Isti autem Iu- 
raverunt de Gratera. Cale senex. Galleas senex fllius acintuli. 
Mohabup filius de areo. Gaytus. cosmas senex. Filippus filius 
Tome. Gallis senex filius Tome. Abdemelec senex fllius tru- 
marchi, benireb-ben-aret. Petrus filius Mohichisi. Isti iurati 
dixerunt quod ita annotatur divise terrarum polline, de quibus 
erat contencio cum ecclesia pactensis. Ascendit enim versus 
meridiem per vallonem manhusite. quod latine alio nomina 
dicitur malpertus. et inde usque ad quoddam trivium in quo 
est una via que ducit ad casale sancte anastasie et alia via 
que ducit ad casale sancii belio et alia via que ducit pollinam' 
et ab ipso trivio versus meridie:n descenditur per vallonem 
profundum usque ubi dicitur fastilarnebe. et inde per vallem 
val!ein usque ad flumen asini, ab ipso enim flumine a capite 
itici pitur et descendit usque ad locum ubi est divisio gratere^ 



DKLI," EPOCA NORMANSA IN SICILIA S-*ì 

et inde per fluinen flumen usque ad illud flumen quod dicitur 
Oedezebuchì quod vnnit de Giracio et inde itur per dumeo 
usque ad mare preter illos autem qui iuraverint. illi et alii 
inlerfuerunt. Comes Rogerius. Yscle majoris. Ricoardus de sper- 
ìiago et sui milites. Gualterius Rosi. Mattheus lupinus. Roborlus 
Cully. lordanns canonicus. Mattheus de noto, et Rolleno Var- 
naldus de sperlinpo et socii nostri eciam interfuorunt. Gerva- 
sius de Monte Majori baro. lohanne» messanensis de Tusa 
miles. lordauus dliiis Raonis iniles. Kilippus de Tusa miles. 
Guido filius.Roberti miles. et de petralia interfuerunt. Nicolaus 
strati^otus petralie. lohannes de .eversa. Zaccarias senex. Ugo 
de capua canonicus Petralie. Natalis canonicus Petralie. Isti au- 
tem {de) goiisano interrueruut. Natatis stratigotus golisani et alii 
plurimi, de policìo autem interfuerunt. petrus de gervasio. et 
alii presbiteri et ìayci. Ad perpetuam autem concordiam utrius- 
que ecclesie presens scriptum utique dedimus ecclesie median- 
tibus. quibusdam apicibus. qui partiti fuerunt ut si quando de 
predictis divisis oriretur discordia per munimentum huius 
scripti sopiretur. 

(a) paro. 

Arc/i. di Sialo 'ti Patermn. ^ Tahulnrio cescooiln Ai Cefalù, a. 131.— 
Codice pergamenaceo del sec. Xlil, pag. 24-26. 



IK).», lllrl VII. 

Giovanili di .Malconvenaiit a.^Mviia alcune lene ad Kniìt-d felicita am 



•^4 In noiiiirie domini nostri ihu Vy.. anno aU incarnacione 
eius. M.'C'L.IX. indictione vii.; Efio lohannes uial(.'convenant 



84 I DOCUMENTI INEDITI 

mea bona voluntate. feci hanc divisioiiem. Henri {sic) meo fidelL 
de monte putei serpentis et incedit in panormitanam viam. 
deinde ad terram mobilem. deinde ad veterem murum. et deinde 
cristam cristam usque ad cudit bem callele. usque ad nipem 
rubeam cursus aque. usque ad vallonem qui venit de ain cti- 
maa. usque ad aream de Alio hacterii et deinde tenes cristam 
usque ad pontem carharjcem. et pergit viam mazarieosem 
usque ad vallonem burafln. et vallonem erga vallem usque zi 
flumen. et fluvius erga vallem donec et puteum ben caràbe. 
Scinde per cristam. chatusi. a(d) cristam de buadera et ad cri- 
stam ben ahroed. ad aream bugerab. et ad puteum de bag&< 
rab. et exinde ad viam que partitur infra bulucum et reve^ 
nusio. deinde ad terram motam. supter parvam fontem exinde 
ad terram motam. usque ad petram rubeara. exinde ad ex* 
celsum montem qui est supra casale: Et hoc sibi suisque he^ 
redibus sine bullo calumnio firmo. 

^ Ego Robertus maleconventio (a) huius rei concessionis 
et testis sum. 

►Jh Ego Willelmus eius frater testis sum. 

tfi Ego. lohannes de h.<* siiprascripto testis sum. 

►Jh Ego. Rogerius dagumari testis sum. 

►J^ Ego. Andreas Sancti Nicolai cappellanus conflrmo. 

4^ Ego Petrus de busachino baro sum testis. 

^ Ego sarlo filius Simonis, mazarii sum testis. 

►Jh Ego Gadefredus (b) sum testis. 

^ Ego Adam de ti villa testis sum. 

Hh Ego lobannes filius .Willelmi testis sum. 

^ Ego lohannes de cicala burgensis testis sum. 

►{^ Ego Galterius osmundi filius testis sum. 

►fi Ego Willehnus iniles de mele sandino testis sum. 

^ Ego lohannes de marsaria testis sum. 

Nel retro : 

€ divisio terrarum et aquarum ». 



DELL EPOCA NOSHAKNÀ IN SICILIA &) 

A u I-atteri reoenti: 

< DeclaratìoDi di confini di terr^ d'Enrico dali per Gio- 
vanne MalecODvent»— a 25 Luglio 1705~CoQ8egna del pre- 
sente pmilegio. MoDS. fabritìo ». 

In an lembo : 

« XLV - 115D. lobannes Maleconvent Baro Castelli Calata- 
trasi concedit Henrico quasdam terras quarum confines deflnit 
Tab. II, n. 6 ». 

la) mate 0*0. (b) spazio. 

Tabutario di Morreaìe. perg. n. 62, senza suggello, di mm. 293 X 
mm. 259, senza righe. 

Nel lembo inftriore si legge : Balsamo arcivescovo. 



(eas»), itSt Gennaio Ind. IX. 

• Istromento di la vendicione di nn forno (ktto in lingua greca lanno 
dela creacione del mondo 6660 al mese di gennaio de la Villi* Indizione 
et de la incarnacioae del verbo de Dìo l'anno 1161 et tradotto in questa 
lingua italiana. (Tradozione di data incerta). 



•f- Signo de la roano Sicunis de la consuegualt* de l'ami- 
rali Salerno. 

*ì< Signum manus meum Rogerum filiì Salerni aroirati. 

Sicuna del condam amirati Salerno moglie con il nostro 
figlio Rogero la supraditta de mano propria il segno de la 
faonorata et vividcanie cruce et il proprio nostro nome, et io 
il nominato Rugerio in questo istrumento signato, confessamo 
come di nostra spontania volontà et propcìa liberta senza dolo 



86 I DOCUMENTI INEDITI 

ne scandalo ne macula ne altra causa adomandat^ ne forza^ 
Ma stando a nostri pensamenti et sano giuditio con nostra 
salute con tutta la nostra lisentia, avemo venduto a voi do- 
mino Joanne fratello* di domino Joanne de Magno Palazo ; Il 
nostro fumo con tutti li soi necessarii quale pervenne a noi 
de li beni di nostro patri Salerno Amirati, che se trova et e 
posto ne la cita di Palermo ne la strata de Fatusa per tari 
al numero seicento, e per il suo spartimento si conosce cussi: 
che per levante vi e la via del camino donde e la intrata e 
usita sua, e per Ponente la casa del figliolo di Vusigeres, e- 
per sirocco la casa de vuaudile Alio di scufl, e per tromontana 
la casa d'adelasias, e per traverso de la parte di ponente ave 
parte de la casa de azuzes de la figlia di Julia: che cussi si 
confina et si disparte. Et confessamo come havemo bavuto li 
sopraditti seicento tari giusti et non mancanti et vi averao 
consignato lo sopra ditto fumo et suo dominio et vi avema 
dato la sua ultima possessione et dominio, havendolo ad ogni 
vostra volontà et signorio a far di esso quello che vi piacerà: 
vendere dare et alienare et in tutto fare di esso quanto a voi 
parerà. Pel il dominio che qui se include, come la possessione 
et signoria da noi datavi quale ve defendemo de la giurisdi- 
tione che avesse qualsivoglia persona strana e nostra consan- 
guinea, et confessamo, come hàvemo ditto, che abiamo havuto 
li sopra ditti sei{cento) tari giusti et non mancanti et vi avemo 
consignato lo sopraditto fumo et suo dominio, et vi avemo fatto 
di esso questa finale e chiara cautela che la possediate voi 
et vostri hereditarii. Et dove a voi parerà darlo sia libero de 
ogni domanda et de ogni turbatione, et si alcuno se imagi- 
nara de nostra parte consanguineo o fratello o figlio o here- 
ditario di disturbare o adomandar a noi o a toi dexendenti^ 
sopra questo non siano intesi, ma siano descachiati et con- 
dennati al danno del judicio nomismata trentasei, et non vo- 
lendose quietare, ma vorranno anichilare lo presente scritto, 
sia cascato in pena del pretio et agumenti al doppio a voi at 
prevenirse, et altra nomismata trentasei al regio fisco aplicandi; 
et cussi sevira lo pcesenti scritto come scrictura fatta regniante^ 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA S7 

la Adele corona del potentissimo et santo nostro principe Gu- 
glielmo Magno re et al tempo del judice de la cita di Palermo 
Domino Leone Rigino per mano di Calochiris tabulary (a) al 
mese di Gennsgo de la Villi* Indizione ne li 6669 Anni. 

*i^ Il leone Rigini et judice di Pnlcrmo sottoscrissi di mano 
propria. 

►J» Il figliolo De nicolao garzila philippo testimonio sotto- 
scrissi. 

^ Sottoscrittione morisca. 

►r SoUo^crillione morisca. 

^ Micael Cavallaro testimonio sottoscrissi la onorata cruce 
di prorria mano. 

^ Ego Filipu gatanu testi. 

►ft Tancredo Alio nicolao testimonio sottoscrisse. 

t^t Cristodulo filio auderach'mel testimonio sottoscrissi. 

^ Joanne cancellarlo testimonio sottoscrissi la onorata croce 
mano propria. 

1^ Andrea Riginis Alio grigorio Drungharis testimonio sot- 
toscrissi la onorata croce mano propria. 

^ Costantino Alio di Stefano Romano testimonio sottoscrissi 
la onorata croce mano propria. 

Hh Framundo Palmenti testimonio sottoscrissi la onorata 
croce mano propria. 

{a) tanclarii. 

Man CanceìL di Pai. Arch. Si. Poi Filza 367, in carattere del sec. XVL 



88 I DOCCHENTI INEDITI 

XXXVII. 

(6672) 1103, Settembre Ind. XII. 

Giovanni secreto esegue la volontà di Ruggiero secreto, marito di Oli 
Oraifeo, relativamente alla fondazione dei Monasteri di S. Maria di Bor- 
donaro e di S. Anna. 



Ex testamento Rogerij secreti mariti Ole Graffei, quo om- 
nia eorum bona relinquentur Monasterio Sancte Marie de Bur- 
dunario, et Monasterio Sancte Anne relinquuntur preter id, 
quod prò anima sua relinquuntur, mibi tunc uxore mea; quia 
nunquam fliios habuimus, visum est cuncta bona mobilia et 
stabilia Deo eiusque Matri, a quo accepimus restituere, et fun- 
dare Monasterium, in quo preces fundantur prò anima nostra 
et magni Gomitis Rogerij, et invicti Regis nostri Willelmi 
eiusque flliorum: boc autem ad exitum perducere cum non 
possim uxorem meam relinquo, ac iubeo id perflcere post 
obitum meum, quod viventes utrique comuni voluntate pre- 
stare volebamus, et bona mea tam materna quam paterna, et 
illius etiam tam paterna quam materna, prò equali portione 
relinquere duobus Monastesteriis, que ab ea fundanda sunt ad 
eos alendos, qui ibi commoraturi sunt; quorum alter ad ho- 
norem Beate Marie virginis in meo predio ad flumariam Bor- 
donariorum iubeo erigi prò hominibus, alter vero in meis edi- 
bus intus Civitatem, prò race uxoris voluntate fiat, ad mona- 
lium habitationem sub auspiciis Beate Anne: ob que tam ipse 
quam uxor mea speramus misericordiani consequi. Iubeo ergo 
ab uxore mea eligi pios viros, quibus templum Beate Marie 

una cum bonis tradetur, ut dixi que circuitum vinea- 

rum cum viridario, quod ibi est, donium, dolium, palmetum et 
subpalmentum vinee et canneti, et parvum montem, que omnia 
possideo in Abulo. Item diinidìura canneti, quod habeo in Mi- 



dell' BPOCA NORMANNA IH SICILIA 80 

latio, etiam cannetos, qui sunt in MandaDÌcio, et dimidiuia in- 
sule Ulle. Tempio vero, quod construi debet in edibus raeis, 
1^0 eandem ma^aiu domam, eodem modo quo ipse a fun- 
damentis erezi, ubi morentur inoaiatee, qaepro vietu suo b8> , 
beant dimidium caDoeti, quod est Mìjlis, et furoum situm apud 
Rogerium Marìnum, et vineas quas emi a domino Lago cum 
vìrìdario, sicut testatur actus vendictionis. Item virìdarìam 
meum quod supra est, ut claasnm es^ et relinquo TÌridariuH 
cum horto proxirao, quod est extra portara stniscalci, ut quo- 
tidie prò anima mea sacrum flat, et ut ibi degentee duo sa- 
sacerdotes, qui ut dizimus qtiotidie celebrent. Hec scripta sunt 
auctoritatii Reverendissimi Presbiteri domini Tbeopreprìi Pro- 
topape urbis Messane, et domini Presbiteri Basilli Tabulari!; 
mauu Presbiteri Andree notarij, mense Septembrìs Ind. XU 
auno 6072. 

Preier supradicta idem Johannes secretus reliqnit eidem 
Blonasterio S. Marie Burdunarij bec alia bona:trìa boaro pa> 
ria, tres vac<^s, equum unum, servos, duos calices, alterum 
ei argento, et alterum ez stanno, tres pedes ei ere, tburi- 
bulum, et duo parìa candelabrorum ez solido argento; sacram 
supellectilem ad are, ornamentum sacerdotum vestes, et BiblìCH 
tocam in usum Ecclesie et Cleri. 

Ms. Qq. H. IO r. 3S. Copia di Amico. B. C. P. 

• Ei Archivio Monialinin S. Anne Messane in menbraoiB •. 



XXVIII. 



BrifODe vescovo di Ceblù, ioBieme al capitolo, o.^de a Giovanni Pagano 
ed eredi ona botteg.k vicino porta di mare, pel censo di 20 tari da pa- 
garsi in tre rat«. 



(In nomine patris et fliii et spiritus sancti. Amen. Ego 
Boso dei gratia sancte cephaludensis ecclesie humilis episco- 



90 I DOCUMENTI INEDITI 

pus fra)trum (1) capitulo ad hoc coadunato donavi apotecam 
io vico per quem a porta maris ad flumen itur. A parte muri 
civitatis sitam uodecimam videlicet a supra nominata porta, 
iobanni filio pagani, sibique et heredibus suis. iure hereditarìo 
possidendam concessi, tali conditione quod a mense marcio 
et ultra persolvat tribus vicibus in anno censum apotece ec- 
clesie institutum videlicet viginti tarenos. et ut ipse apotecam 
. melius rebedificet et eam ut solarium construere non moretur. 
Ipse vero et beredes sui babeant potestatem donandi pignori 
ponendi. vendendi consensu tamen ecclesie. Si vero ecclesia 
retinere voluerit. eundem censum ei persolvet. quem alio con- 
segui poterit. si autem continguat ipsum sine herede morte 
appropinquare quemcumque voluerit faciat beredem. Quod si 
paupertatem nimium paciatur et censum apotece institutum 
ecclesie non possit persolvere ecclesia babebit potestatem apo- 
tecam recuperandi. Si vero creditores babeat et debita sua 
unde eis persolvat non babeat. babeat potestantem pignori 
ponendi. usque quo creditores que acomodaverint recipiant 
salvo iure ecclesie. Quod si peregre proAciscatur vel alio loco 
se transferat vel captivis vel alio aliquo modo detinuatur ut 
nec ipse nec alius qui censum ecclesie institutum persolvat 
ecclesia tenebit apotecam et alii locabit eumque septem annis 
expectabit. Si vero infra septem annos revertatur computabitur 
quid ecclesia de apotece loquacione receperit. et si minus ali- 
quid repertum ftaerit. ipse dampnum et detrimentum ecclesie 
restituet. et sic apotecam suam recuperabit. Si vero non re- 
dierit infra septem annos. ecclesia babebit potestatem apote- 
cam. alii donandi vel vendendi vel quicquid voluerit faciendi. 
Ut bec autem nostra donatio rata et firma stabilique perroa- 
neat boc privilegium scribi, et plumbeo sigillo ecclesie sancti 
salvatoris cbephaludi sigillari feci. Ad buius eciam rei maio- 



ri) Ho .<applito il principio, posto in parentesi, perchè è ^esta 
> la rorinula solita di siffatte coccessioni in Ce&lù; la perg. é un flram- 
. mento. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 91 

rem coDflrmationem et evideDciam. ornnes nos fratres et ca- 
Bonici regulares ecclesie sancii salvatoris subscripsimus. 



Nel relro : 



€ Ck)ncessio cuiusdam Pagani anno 1164 ». 

TabtUariocap. di Cefalù^ perg. n. 19, mancante del principio e della fine. 



(6673), 1165 Aprile, Ind. xm. 

Filiberta, vedova di Rodolfo figlio di Daniele, fa il ^no testamento, la- 
sciando come erede PArcivescovo di Palermo, sotto speciali condizioni. 
(Tradazione di data incerta). 



In nomine Sancte et individue Trinitatis Palris et filii et 
Spiritus Sancti Àmen. Ego Filiberta olim uxor Radulfl filii 
Danielis, cum adbuc mihi vite spontium superest, de bonis 
meis sic dispone. Volo enim ut venerabilis pater dominus Ar- 
chiepiscopus panormitanus matris ecclesie, omnia bona mo- 
bilia et immobilia et stabilia penes se habeat: attamen con- 
dictione quod si infra biennium a die obitas mei aliqais vel 
aliqui ex nepotibus meis, fliii Gervasij fratris mei, qui in par* 
tibua insularum Gerbarum morantur, in bac urbe pervenerit 
seu pervenerint, vel aliqui seu aliquis ex nepotibus dicti 
olim viri mei Radulfl, qui in partibus Dalmatie sunt, ad hanc 
urbem pervenerint seu venerit, tunc dictus venerabilis Pater 
dominus Archiepiscopus illi vel illos vel cui comparverit assi- 
gnare habeat medietatem meorum bonorum mobilium, et duas 



02 I DOCUMENTI INEDITI 

tertias partes bonorum stabilium; si vero infra duorum bieiK 
nium nuilus ipsonim comparuerit, idem venerabilis Pater om- 
nia bona mobilia sibi applicet ad sui commodum et utilitatem. 
In quantum vero ad bona stabilia, si predicti nepotes mei aut 
olim viri mei, infra spatium annorum decem ad hanc urbem 
predictam venerint seu aliquis eorum venerit et bona pre- 
dieta queverint seu querevit, eo casu presens venerabilis 
pater illi vel illis tradere habeat duas ex tribus partibus die- 
toram bonorum meorum stabilium tantum et dumtaxat, alte- 
ram vero tertiam partero applicare habeat ad utilitatem et 
comodum predicte Matris Ecclesie. Fructus tamen dictorum 
bonorum usque tunc exactos non teneatur assignare; et si per 
spacium dictorum annorum decem nuilus eorum comparuerìt 
idem venerabilis Pater Archiepiscopus ea omnia applicet me- 
tropolitane Matri Ecclesie buius urbis, ut ea illa possideat et 
fruatur absque uUa contradiccione et molestia; et hoc prò sa- 
lute anime mee viri mei et patris mei et omnium parentum 
meorum et redemptione peccatorum nostrorum. Ita tamen quod 
canonici ipsius ecclesie quotidie borare debeant dum celebraat 
missas prò salute anime mee et predictorum olim viri et .pa- 
tris mei. Item volo ut cadaver meus post obitum meum se- 
peliatur in Ecclesia Sancti Marci venetorum de quarterie Se- 
ralcadij, ubi corpora viri et patris mei Rainaldi sepulta exi- 
stunt; cui Ecclesie judico tarenos quindecim prò funere faciendo 
prò missa cantanda in dicto die obitus mei, prò oblacione de- 
nique prò sepultura et omnibus aliis juribus et expensis. lu- 
dico predicte ecclesie Santi Marci alios tarenos quatraginta 
prò celebratione missarum prò salute anime mee et omnium 
parentum meorum. Item Ecclesie Sancti Antoni judico tarenos 
duos; item ecclesie Sancti Jacobi indico tarenos duos; item 
ecclesie sante Marie de latinis judico tarenos duos; item ec- 
clesie Sancte Marie de Marturana judico tarenos tres. 

^ Signum manus Filiberte mulieris olim uxoris Rodulfl filli 
Danielis que ita disposuit ut supra scriptum est. 

Testamentum scriptum, regnante inclito et magno Rege 
nostro Willelmo Rogerii regis nepote manu Arnaldi presbiteri 



dell'epoca normanna in SICILIA 93 

Tabularìi anno 6673, mense Aprilis. Ego Albertus ra|)pellanus 
subscripsi — Ego Damiauus panormitanus cauouicus suscripsi 
— Ego Gualterius panormitanas canonicus suscripsi — Ego An- 
selmus Panormitanus . Canonicus suscripsi — Ego Gaufridus 
presbiter suscripsi — Ego Guarinus presbiter suscripsi — Ego 
Henricus Diaconus suscripsi — Ego Gesualdus clericus suscrip- 
si —Ego Elias clericus suscripsi — Ego Manus clericus su- 
scripsi — Ego Gaufredus fllius Guilielni suscripsi — Ego Jo- 
hannes fliius Sergij suscripsi. 

Dai Mas. dello Schiavo — B. C. P. Qq. H. 3. p. 12 segnatura a parte. 
Diplomala, Ecclesie Calhedralis Panonnilane a Domicico Scavo col- 
ìecia saec. XV IH. 

• Extat in Tabnlis nostri Thesauri »; oggi manca. 



XL. 



1166, 15 Decembre, Ind. XV, 



Bosone, vescovo di Cefalù, dà a Guglielmo di Cammigrata il permesso 
perché costruisca nn mulino coli* obbligo di dividerne il reddito colla 
chiesa. 



In nomine sancte et individue trinllatis. Boso supj^rna ta- 
vente gratia cephaludensis ecclesie primus episcopus tam pre- 
sentibus quam posteris rei geste memoriam. W. de Camerata 
dilectus fllius noster suis nos. pulsavit precibus ut daremus 
eì locum quemdam ad pedem viridarii. in terra sancte Marie 
ad fabricandum in eo molendinum. ubi quidem numquam au- 
divimus antea fuisso factum. Quod nos ecclesie, nostre et pre- 
dicto viro utilissimum fore perpendentes. concessimus et do- 
navimus ei. ea pactione ut molendinum propriis expensis con- 
struerit nobis ad illuc perflciendum nil conferentibus. Ex eo 

Gakufi — / documenti inediti, ecc. 10 



94 I D«>CL'MEXTI INEDITI 

autem tempore quo raolere incipiet. nos medietatem expensa- 
runa cooiponeales. mediani partem lucri quod ex eo perveniet 
eque accipiemus. Dedimus autem predictum locum. Willelmo 
laudante et conseacìente fratre nostra Ugone cuius est pre- 
scripta terra ex dono nostro, ea conditione ut in tota ugonis 
vita. Willelmus et eredes eius idem molendinum libere et pa- 
cifice possideant. post mortem vero ugouis ad ecclesiam re- 
vertetur. Quod si ugo ante .W. ex presenti vita decesserit. 
.W. quidem tota vita illud possidebit post mortem autem eius 
ad nos revertetur nec transiet ad posteros illius. ac ne qua in 
futurum exinde mergat calumpnia. ut donatio nostra rata et 
inconcussa. persistat. positis nominibus eorumdem fratrum no- 
strorum qui buie interfuerunt negotio. sigillo sancti Salvatoris 
cartam istam consignavimus. testimonii nostri auctoritate eam 
munientes. Quod si quis adversus hanc nostram ordinationem 
temerario ausu ire presumpseril anathematis spiculo confo- 
diatur et eterne subiaceat condemnatione donec ad condignam 
redeat satisfactionem pax aut eam dei custodiat hee custodientes. 

►J^ Ego Boso primus chephaludi episcopus subscripsi. 

^ Ego Guido canonicus cellerarius. 

^ Ego Gilibertus canonicus. 

►Ji Ego lohannes Gratianus canonicus. 

^ Ego Matheus archidiaconus subscripsi. 

Hh Ego Ugo frater cephaludensis ecclesie. 

Anno ab incarnacione Domini M.C.LXVII. (1) Indictione xv. 
xviìi. kalendas Januarii. Hh 

Tabularlo Vescovili/ di Ce fai à in Arch. di Stalo di Pai. CoJ. membra- 
naceo, n. 130, pagg. 2 e 3; trovasene pare copia nel Cod. transantato da 
Notar Giovanni .Mistretta, f. 76. 



(1) L^aono 1167, essendo 1* indizione ab <ncarna/ibne« cominciava col 
25 Marzo, ma I* indizione XV, oltre il giorno delle calende, ci porta al 
Dicembre del 1166. 



dell'epoca normanna in SICILIA 95 



XLI. 



1166, Ind. XV. 



Martino di Bisignano dona alcane terre nel territorio di Polizzi alla 
ichiesa di Cefolù in onore di Dio, di Maria e di S. Domenica. 



In nomine sanate et individue Trinitatis. Quum que bene 
acta sunt quandoque malorum perversione depravantur. necesse 
est ut scriptis memoriter teneantur et lestium testimoniis tena- 
<5iter roborentur. Ideoque tana presentibus quam futuris pre- 
senti inscriptione notum fieri volumus. quod Ego Martinus de 
besignan sponte mea ductus voluntate prò dei amore et re- 
medio anime mee ac parentum meorum facio quamdam eccle- 
Siam in honore dei et beate marie et sancte dominice in ter- 
ritorio policii. licentia et assensu domini electi et capituli ce- 
phaludensis. Cui ecclesie ego do in primis de meo proprio 
unam vineam. quam emi a rinaldo cum alia terra que ipsi 
Tinee coniungitur. Et aliam terram in prato seminatam de 
decem modiis. Oves quinquaginta. par boum. Trojas duas. vac- 
cam unam. Hanc vero ecclesiam quantum meo iuri pertinet. 
egb cum suis pertinentiis Matheo sacerdoti assensu domini 
electi. et communis capituli cephaludensis. Tali iure talique 
pacto quod ipse reddat per singulos annos ecclesie cephalu- 
densis unam libram incensi et quicumque post eum eam te- 
nuerint. Ipse autem quamdiu vixerit liber<5 et quiete ecclesia- 
stico iure eam teneat boneste tamen et cum bono t^^stimonio 
vivendo et res ecclesìe meliorando. Hanc vero pot^ìslatem salvo 
iure episcopali in eadem ecclesia heredibus meis retinui licentia 
electi et capituli cephaludensis. quod ipsi habeant potestatem 
ponendi in ea cappellanos quos voluerint prius tamen capitulo 
cephaludense presentatos et examinatos. si honesti sint et boni 
testimonii boneste prout decet sacerdotes per omnia viventes 
et res ecclesie aumentantes ut superius dictum est. Quod si 



06 I DOCUMENTI INEDITI 

Don faciuQt et ecclesiam et res ipsius devastarent nec divinuza> 
prout dece! oificium ibi celebrarent ecclesia cephaludis mater 
nostra ut iustum est eidem ecclesie sicut mater fllie provideat et 
consulet. Facta carta Anno ab incaruatione domini M.«(1*LX.®VI. 
indictionis xvi. primo anno regni gloriosissimi Willelmi secundi. 
Archiepiscopo Messane venerabili Nycholao. Electo cephalu4g 
venerabili Bosoni. Testes sunt canonici cephaludi. ^ D. Wdo. 
ì^i D. Ascitinus. ^ D. Rogerius. >ì* D. Petrus. ►{< D. Petrus. II. 
►{< D. Ioannes. ^ D. Girrisius. Hh D. Petrus. III. ►{< Engilbertus. 

Nel dietro: 

« Privilegifum sancte Dominioe de policio cum solvendi cen* 
sum salva.» 

Tabulario cap. di Cefaiù, i>erg. n. 20, di mm. 315 X min. 215, con. 
lìnee tirate a secco, distante ciascuna mm. 9. 



XLTI. 



1167, 28 Luglio, Ind. XV. 



Segelguarda, moglie del cónte Raimondo , dona alla chiesa di S. Cri- 
stoforo alcune case e terre. 



In nomine patris et Olii et spirìtus sancti amen. Anno ab 

incarnacione domini Ihu Xpt. M.C LX.VII. indictione xv. mense 
iulij. v. kalendas augusti. Qualìa quamque salutifera sint divi- 
norum precéptorum eloquia effectus ipse patenter demonstrat 
quem ex eis consecuntur bealitudinis tructus qui ea inmitantur. 
ostendit unde per prophetam diciiur. Quam dulcia faucibus 
meis eloquia tua domine super meliori meo. de hac ergo cu- 
piens saciari dulcedine. Ego Segelguarda in dei nomine quon- 



dell'epoca normanna in SICILIA 97 

•dam uxor .R. conaitìs divino nutu commumta. sine quo nullum 
potest fieri bonum. Concedo, dono, atque trado iuredonacionis 
-ecclesie sancti xpofori. qiie est sita ante portam elicèti. ad ha- 
bendiim. tenendum. et possidendum. in perpetuum de proprio 
-demanio meo. In primis domum unam ante eandem ecclesiam. 
Ortym .1. inxta ecclesiam. Duo casalina suptus eccìesiam. Or- 
tum .1. in loco qui dicitur amondola. Unam peciam terre in 
loco qui dicitur salicis iuxta terram sublimani. Ternani que 
est in bivarij costa inter terram iohannìs botelleris et terram 
raynaldl pagani lombardi, domum .1. ante ecclesiam sancte 
Marie, que tuit de leudo alfcrij pelrl. Vineam .1. in paterno 
infra vineam tohannis bovis et vineam Roberti rodleiidi. Or- 
tum .1. cum vj pedibus olive in valle scarano infra ortuna 
Sansonis et ursonis de fusca. Unara peciam terre in strala 
sancti trifonis. infra terram iudicis novelli et ìohannis lalla- 
ferrum. Serrani .1. in clusulella infra normanni et alferii car- 
nicella. Terram in castro iuxta terram fliippi ìohannis faulerrii 
et marci de raulino. Pedem .1. olive in ripa corvorum. Isci- 
tellum .1. in canali iuxta terram Ìohannis fautis. Peciam unam 
terre in patudibus sancti martini que fuit ursilei infì'a terram 
cesaris cataris et .\V. stalpelpti. Iscitellum A. in bivario in 
frontem terre sillitti de vallis. Ortum unum cum .viij. pedibus 
olivarum iuxta vineam. Resandi caputlongi. et ortum magistri 
petrì. ortum .1. cum pede olive infra vineas osberni de pan- 
fllìa et ortum Joffredi fabricatoris. Vineam unam in vacarì 
iuxta vineam maldeherti. In paludibus sancti martini peciam 
terre unam iuxta fontem angeli, et iuxta terram raymundi Olii. 
.W. garimundi. In vinca ursonis alvarie pedes olivarum. liy. 
iuxta vallonem qui dicitur avellane, et tres partes medìetatis 
cuiusdam molendini quod est in rivo merdarìo. Et beo omnia 
predicta. dono sicut predixi prefate sancti Xpophorì ecclesie, 
prò anima dileciissimi comitis. et patris et fratris eius et mea. 
omnìumque parentum meorum. Per manus sacerdotis pagani 
tali iure ac condictione ut si episcopus vel eius successores 
.in cuius diocesy predicta ecclesia est syta. predicto sacerdoti 



08 I DOCUMENTI INEDITI 

pagano ullam de predicta ecclesia sancii Xpofori vellet facere- 
iniiiriam. quod iste sacerdos paganus nulla ratione vel occa- 
sione quamdiu vixerit. hoc donum numquam possit amittere^ 
quod per manus eius predicte facio ecclesie. Vel si predictus^ 
epìscopus vel eius successores ullo in tempore ecclesiam pre- 
nomi natam in servitutem voluerit redigere, ut non semper sii 
libera sicuti nunc est. quod heredes quicumque liberam ha- 
beaut potestatem mei fuerint. Omnia prescripta in suo iure 
revocare. Si vero alio quocumque modo heredes mei vel qui- 
cumque fuerit. qui hoc decretum donacionis quod in presen- 
ciarum sancito temptare violaverit. anatbematis gladio feria- 
tur. ^ Ego Segelgarda comitissa. Uxor comitis Raymundi 
dono et concedo. ►$< Ego comitissa clemencia concedo. ►{< Ego 
Raycaldus cathanenis archidiaconus interfui. ^ ludex sum 
testis novellus de modo gestis. >{< hiis aggregatus. ^ W. scriba 
vocatus. Laudo brevis testum quo sit procul omne molestum (1). 
►J< Signum crucis proprie manus anselonis mentis ilaris. ^ Ego 
magister Urso bononiensis ex precepto atque precibus vene- 
rande comitisse Segelgarde olim uxoris comitis R. hoc privi- 
legium catenzarii subscripsi. ^ Ego Philippus fllius iudicis 
marakli testis sum. ►{< Ego Robertus epìscopus catanzarii pre- 
cibus comitisse Segelgarde et filie eius clemencie cum venire! 
ad obitum suum deprecata est me ut imponerem manum per 
iudicium suum. et disposicione rerum suarum in carta ista 

que ante pretermiserat de ordinacione sancti Xpofori ecclesie 
quam de suo proprio fecerat, quod si episcopus in cuius dio- 
cesi syta est conturbare voluerit. vel aliquod redditus ibi que- 
sierit. Paganus ea presideatur terras cultas et incullas et vineaa 
et ortos et olivetos et demos. Et hoc ego post iudicium et 
confessionem suam scribere lussi coram meis clericis et aliis- 
multis. >ì< Ego Paganus indignus licet sacerdos et cappellanus 
domini Riccardi comitis nobilissimi calinuli. fateor me ecclesiam 

o 

sancti Xfori cappellam videlicet memorati domini comitis apud 



(1) Questa é la fìrma rimata di coi parlai nella Prefazione. 



dell'epoca normanna in SICILIA 99 

deletetum castellum suuai libera Tacultate et absque alicuius 
calumpnia seu redditus vel inspetionis (n) exatione de doDO 
comitis. optìnere quam bona et spontanea voluntate enea. Con- 
cedo et libere trado in manus domini bernardi vnnerandi cano- 
nici cephaludi. prò parte eiusdem ecclesie episcopi et lociua 
capitnli nomine, nulla mihi seu cuilibet alii reservata condi- 
cione. sed sicut ego presedi et habui ut superiiis scriptum le- 
gitur donante etiam et concedente memorato domino coinite 
cuius auctoritate et vifrorc ìpsa cappella in suo stalu et digni- 
tate pollf^bfit. ila eidem domino beruardo prò parte iam diete 
ecclesie capituli donavi .?l iradidi Mt? quoque ip^uiu in oorum 
Aratemi tatis consorcio pariler reddidi et eorum Ucencia. prò 
redempcione anime mee sepulcrum dorainicum n'sarrectionis 
visitare dispone in cuius via si divina disponenti; providencìa 
decessero, roi^o et obsecro coinmunera conjrri^j^iicionem fratrum 
et doininorum meorum suprauominale ecclesie chephaludi. ut 
amore et charitate dei mei memortam Tacere non dedigiientur. 
Dilectissimo in X patri suo domino guidoni divina gratia sancte 
ecclesie de chephaludo venerabili episcopo, et toto convenlui 
eiusdera. Riccardus dei et regia gratia cosentie comes salutem 
et contemplative vite iocunditatem. Quanto premio quantaque 
beatitudine in celo remunerantur. qui ad divina servicia de- 
TOtis invitibus anelant. Satis manifeste divina pagina testatur 
dicens. quod oculus non vidit nec in cor hominis ascendìt quod 
preparavlt diligentibus se. Idcìrco inspecta huius seculi fragili 
et caduca vita quam cito velud fumus fugit. inspirante et di- 
vina clementìa a qua omne bonum procedit. operis precium 
duximus tbesaurizare nobis tbesauros ubi fures non fodiuQt 
nec Turantia nec tinea 

(a) Tpettcione. 

Tab. Veto, di Cefalà in Arch. di SI. di Palermo. Corf. 13ii, foglio I3-l«. 
Mancano le pagine gegnenti.— TranBnoto in pergamena del 128G, Mag- 
gio, Ina. XIV. — Tabul. cap. di Cefalit. n. 86. 



100 I DOGUMBNTI INEDITI 



XLIII. 



1167, Settembre, Ind. I. 



Bosone, vescovo di Gefkiù» concede, col conseaso del sao capitolo, che 
Roberto di S. Oiovanni continui a reggere le chiese di Golisano e 
di Polizzi. 



In nomine sancte et individue trinitatis. Quoniara et legum 
ratio et equitas ammonet nos (na)turalis ut particeps procul 
dubio mercedis exìstat. qui honorum se operum exhibet adiii- 
torem et ecclesiasticis utilitatibus fldeliter insudantes congrue 
sint remunerationis beneficio prosequendi. ut et nos respon- 
disse eorum digne obsequiis videamur. et ibi ex indulta. con- 
solationis gratìa utiliores existant. Hinc est quod ego Boso 
primus dei paciencia cepbaludensis episcopus. una cum uni- 
verso fratrum nostrorum capitulo unam petitionem quam fecit 
nobis dominus robertus de sancto lobanne amicus et fidelis 
noster. qui in causis et obsequiis ecclesie nostre sepius no- 
scitur laborasse. sicut poscebat ita per huius constituti nostri 
seriem ei concessimus. Quia eius qui ecclesiasticis famularuni 
obsequiis. et iuxta poscentibus aurem nos oportet benivolam 
commodare. Omnia igitur illa que ab ecclesia nostra ipse in 
golosa no. et policio diu sub nostro et predecessorum nostro- 
rum tempore tenuerat. quia pie eius desiderium voluntatis. et 
laudande devocionis. intencio. affèctus. ut res iuste desiderata 

• 

poscebat. sìcut in tempore ut predictum est nostra et prede- 
cessorum nostrorum libere et quiete ea tenuitur. ita precibus 
et rogatu ipsius. Gaufrido clerico nutrito suo. sine ulla nostri 
successorumque nostrorum refragatione canonice tenenda. con- 
cedimus et per huius manumissionis cartulam conftrmamus, 
ut nullius deinceps illicite usurpacionis molestia paciantur (a) 
aut uUius presumpcione perturbentur salva in omnibus reve- 
rentia ecclesie nostre, ut cum debita nohis ohedientia. Nam 



dell'epoca NORUANNA in SICILIA 101 

ÌQSticie et rationìs ordo suadet ut qui sua a successoribus de- 
siderai, statuta servari procul dublo verìtatem et mandata 
predecessoris sui in omnibus custodia!. Et ut hec nostra con- 
cessio perpetuum validumque robur obtineat. nec superasse 
alìquid valeat. unde quocumque tempore aliquid dubietatis 
incurrat. Facta carta anno ab incarnatione domìni M.<<!:.°LX.VI[. 
Indictioae i. iiij idus septembris. Et banc manumìssìonis sigillo 
«cclesie nostre corroboravimus. 



Tabulario Vesc. di Cefaìù. Cod. 129, fojr. fi2. ■ 
2" in Archivio di Sialo di Palermo. 



Um, Mano, In.l. I. 

Gaglieliuo re con Margarita, madresDa.a richiesta dell'abadessa 
AntiO'--hia uonoade al Monastero di S. Maria Jelte Soale in Messina il Ca- 
ule del Conte (detto in lingoa saracena: Rnhul elmctum Raineih) posto 
nel territorio di Milazzo. 



^ In nomine dei eterni et salvatoris nostri lesu Gliristì. 
Amen. Willelmus divina favente clementia rei Sicilie et di'ca- 
tus Apulìe et principatus Capue, una cum domina Margarita 
gloriosa Regin.! maire sua. Cura sollicitudiuis et Ix'ui^rnitatis 
nostre generaliter Regni nostri moderamine studiuu) nostre 
serenitatis invigilai ad relevandum augumentandumque ec- 
clesie statura speciali favore convcrtimur, et eo ateutius eccle- 
siasticis necessitatibus duximus providendum quo iliud cogno- 
scemus esse gr.itissimum Regi Regum, per quem Regni dt^cus 
feliciter obtinemus. Ideo petitionem lui Antiocliie venerabilis 
Abbatisse Monasterij Sancte Marie de scala Messane, et bone- 



102 1 DOCUMENTI INEDITI 

starum sororum moDialiuin ipsius monasterij , quia eiusdeia 
monasterij indigeotiam repellendam eidem monasterio aliquo 
subvenire nostre largitionis beneficio postulatis : benignius 
admìctentes, concedimus in perpetuum et donamus ipsi mona- 
sterio ac tibi et dictis sororibus monialibus, prò eodem cuno- 
tisque in eo prelatis, que tibi in eo successerint canonice in 
iuturum, Casale qnod dici tur Comitis et saracenice vocatur 
Rachal elmelum Rameth situm in plano Milatii inter Montem. 
fortem et Ramet, versus mare cum omnibus suis tenimentis 
et pertinentiis ac terris laboratorijs territory sui. Et Moaa- 
sterium predictum ipsum Gasale cum omnibus tenimentis et 
pertinentiis suis predictis per vos et successores vestros in 
perpetuum habeat, teueat et possideat titulo concessionis et 
donatianis nostre, deinceps et imperpetuuin liberum et exemp- 
tum ab omni exactione, et cuiuscuraque sorvitij, debiti servi- 
tute, et ab OHini contrarietate et molestia; quas perpetuo probi- 
bemus esse dicto Monasterio, ab aliquibus vel aliquo Bajulo- 
rum et aliorum offlcialium nostrorum fidelium de dicto Gasali 
aut aliquo suorum teniraentorum, aliquatenus inferf^ndas. Ad 
huius autem concessionis, et donationis nostre memoriam et 
perpetuam flrmitatem presens privilegium per manus lohannis 
nostri Xotarii scribi et bulla plumbea nostro tipario impressa 
iussimus roborari 'a), anno mense indictione subscriptis. 

Datum Messane per manus Stephani Panormitane ecclesie 
electi et Rcgii Cancellarii, anno dominice incarnacionis 1168 
mense Martio Indictione prima, regni vero domini Willelmi dei 
gratia magnifici et gloriosissimi Regis Sicilie, ducatus Apulie et 
principatus Gapue, anno secundo feliciter. Amen. * 

(a) Commaniri. 

B. C. P. Ms. Qq. H. IO, f. 34 (copia dello Schiavo). 
< Ex Archivio Monasterij S. Marie de Scalis Messane ». È citato dat 
Pirro, op. cit., 448; cf. Behrino, op. cit., II, n. 164. 



DBLL EPOCA NORMANNA IN BICILIA 



1168, Luglio luti. V (f) 

Nicola primo arcivescovo di Messina vieae ad un accomodo coi snol 
eanoDici, che gli avevano moBso lite. 



4* IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 
lUU XPl. .\MEN. Anno incarnacionis eiusdein. Millesimo. Ceo- 
tesimo- Sexagesimo. Octavo. Mense tulii. Indictionis V. Regni, 
vero gloriosi domini oostri. W. secuDdi dei gracia illustrissi- 
mi Regis Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue. .\nno. 
VIJ. feliceter Amen. Si pios patres quaudoque liliorum occa- 
sione prcbent. vel necessitate urgente, oportet in onestis peti- 
cioDìbus condoscendere. diguum. valide et ratìoiii consenta- 
neum esse videtur. congruìs eorum postulationibus. aures om- 
nimodas patres adliibere. et in hi.s que expedit. eos participes 
TOtorum suorum lacere debere. Inde est igitur. quod nos Ni- 
cholaus primus dei gratia Messancasis ecclesie arctiiepìscopus. 
universis quibus presens scriptum ostensum fuerìt. inanitestum 
esse volumus. Quia orla altercatione et contontione preposita 
ioter noa et canonicos eiusdem predicte ecclesie nostre Mes- 
sane in presentiarum existentes. propter quedam eorum iura. 
que ad eorum communem spectare asserebant dicionem. ipsa 
eis exinanire penitus iuste sicut nobis vìdebatar satagentibus. 
atque ex eo quia communis erat canonicorum omnium iactu- 
ra. ex fere singulorum speciali?, querimoniam centra nos sacre- 
Regie curie tunc Messane existenti. et magnatibus dominis. 
ipsis communiter deponentibus. sicut pius pater dominus Gal- 
terìus panormitanus reverendus arcbiepiscopns clemcnter super 
nos considerans. causam non sustlnuit ad plenum iusticie rì- 
gorem tunc aperire. Sed previdit pocius et decrevit. ut patrem 
et filios. inter" pastorem et gregem. pax unita reformaretur. 



104 I DOCUMENTI INKDrn 

destinavi! ex suo latere. ad huius reformationis unìonem. Ye- 
nerabiles oxconsuraate opinionis viros. videlicet dominum Tho- 
masium Cassanensem. et domiDum Dionisium Aprucij honestis- 
simos episcopos. et dominum Guillelmum venerabilem ydroD- 
tinum percentorem. et Magistnim Rogerium de hospitali. et 
Stephanum iudicem. Universo itaque memorato capitulo cum 
predictis venerandis viris coadunato ante presentiam nostram. 
de singulis capitulis. singule audite sunt querimonie. Capitula 
autem bec fuere. de statueqtis custodibus in cappellis. De obla- 
cione nove ecclesie, de decanatu. de cantoria, de archidiaconatu. 
de prebendis Magistri Patri de cathania. et domini Michaelis. de 
confessionibus et processionibus forensium ecclesiarum. De can- 
delis quas debent habere singulis mensibus decanus etCantor. et 
omnes canonici teR in anno, de oblationibus missarum domini 
Archiepiscopi, de remotione cappellani in arcbiepiscopatu et 
ipsius victu. bis igitur diligenter a nobis auditis. et soUerti 
servitio inquisitis. utrum ex antiqua consuetudine et iure usu 
ceperant predecessorum capitula. an noviter ipsa sibi vendi- 
care presumerent. tandem multis evidentibus rationibus et as- 
sercionibus ab eis introductis. et declaratis. quod de more an- 
tiquitatis prefata capitula. si statuta fuerint. iustis et piis eo- 
rum peticionibus condescentes. assensum prebuimus. et que nos 
postulaverant. eis integre concesserimus ex perhempni iure 
autenticavimus et confirmavimus. videlicet ut liceat ipsis cano- 
nicis prò libitu suo. custodes statuere in cappellanis. nullumque 
de statutis a nobis vel suscessoribus nostris remotarum. nisi 
insta causa et communj (volunt)ate. eorum. Idemque viris eis 
concesserimus in oblacione nove ecclesie, et statuendo ibi cap- 
pellano et habere quod {ca)pellam Sancti Nicolay. 

Decanum vero. Cantoriam. et um. personales vide- 
licet dignilates Messane, quandocumque vacare contigerit iuxta 

co(ns)uetudinem enim antiquioribus canonicis ipsius 

ecclesie concedend domino petro de Cathania. Victum 

prò tribus hominibus. et si quid de terceria et. Et 

domino Michaele si quid decent, ad esse de cambio. 

'de camera nostra eis restituere. sicut mos 



DBLL* SPOOA NORMANNA IN SICILIA 105 

tentia. ne urbem inter nos interdicturos. Et solitas candelas 
decano, et cantori, anni Mense et alys canonicis ter in anno. 

DOS red ex oblacionibus missarum quas celebrar 

YÌmus concessimus. sicut mos est cuam ut cappe- 

lenus maioris ecclesie Scilicet sancti Nicolay. prò se et cle- 
rico suo. De mensa archiepiscopi, per totum annum. procura- 
tionis habeat intagritate annoque completo, canonici eum re- 
movendi habeant potestatem. Et victum cappellano, et pote- 
statem (canonicis quam de remocione ipsius habere consueve- 
rant. ad plenum reddidamus et firmavimus. duromodo. com- 
munj Consilio Archiepiscopi et canonicorum, more prescripto. 
alius statuatur. Quin etiara, unicuique canonicorum. perpetuo 
ius suum nos servaturum concessimus. His agitur nostra beni- 
gna exibitione concessis et confirmatis. predicti canonici no- 
stre ecclesie, communi voto, et unanimi voluntate. devote nos 
exorantes postulaverunt. ut quandocumque in eadem ecclesia 
nostra Messane satis ingruentibus. vacanti prebende, novitios 
aliquid substituendus fuerit prebende gradatim meliorando in- 
teR ipsos canonicos commutarentur. Addentes etiam suppli- 
cando, ut eam concederemus eis in ecclesia nostra Messane 
consti! ucionem. que in quibusdam ecclesijs pontificali apice 
coruscantibus, haberi videatuR. videlicet. ut quicumque cano- 
niciis Messane ecclesie, inira Mense Marcij obierit. liceat ei 
legare tam de percipiendis prebende sue fructibus. Ad annum 
unuoL quam etiam de perceptis. Sic tamen. quod vicariiis 
predicti canonici, per tocius anni circuhim. ecclesie inservire 
non desistat. Et pariter. ut omnibus canonicis. liceat semper 
legare, oi dimictere bona sua. quibuscumque voluerint prò li- 
bitu suo. ad velie eorura libere. Quod quidem. gratim noLis ex 
bein'placitum residens. eorumque pelicioneia iustam et hone- 
stam intelligentes. prebendasque acleiiuatos. et vix ab eorum 
redditibus ipsos canonicos se sustentare posse considcrantes. 
pietatis et iusticie intuitu. voluutati et postulationi eorum ac- 
quievimus. Et tam eis quam universis in ecclesia Messane ca- 
nonicis fuluris. constituciouem prelibatam concessimus et con- 
flrmavimus. Ita eis licere, et posse libere facere iure perpetuo. 



106 I DOCUMENTI INEDITI 

sicut Qos postulaverunt et prelibatum esL Ad huius autem do- 
%iTe coDcessionis et constitucioDÌs memoriam et flrmameatum 
iDvìolabile preseos privilegium per manus Achilli DOtari nostri 
scribi et bulla plumbea tipario nostro impressa insigniri precepi- 
mus. Anno. Mense et Indictione prescriptis. Hoc etiaro adia- 
cente, ut quecumque persona contra hanc nostram concessio- 
nem perpetuo valituram temerario ausu dei«ceps venire pre- 
sumpserit. perpetuo subiaceat anathemate. 

Tab. S. M, di Malfino^ perg. N. 2. Arch. di Si, di Palermo^ alta 
mm. 520 X n^m- ^38, con linee a secco alla distanza di mm. 5, e riqua- 
dratura marginale. La prima linea porta a grandi caratteri rinvocazio- 
ne divina. Nel dorso: «Privilegiam canonicorum» del sec. XVI. 

I caratteri dietro la pergamena non sono anteriori al Sec. XVI: « Fri- 
vilegìom canonicoram >. 

La pergamena ha le linee tirate a piombino. Le note cronologiche 
sono tutte contradittorie , onde la presente copia ò interpolata, ctt. U 
Prefazione, 



XLVI. 



1160 (?) 



Copia informe di una petizione fotta a. Re Guglielmo dai canonici di 
Ceftilù perché si sepelliscano nella loro chiesa i corpi di Re Roggiero 
e di Guglielmo L 



Gloriosissimo dominatori suo Willelmo dei gratia Regi Si- 
cilie, ducatus Apulie et principatus Capue, una cum clemea- 
tissima Margarita regina matre sua. Diu feliciterque regnare 
et salutaria vota et legitima statuta parentum intemerata illì- 
bataque semper observare bene novit Regie Maiestatis celsi- 
tudo summum in Regibus bonum esse iustitiam colere, ac sua 
cuique jura servare, et in subiectos non sinere quod potestatis 
-est fieri, sed quod equum est custodiri. Nam Regali constitu- 



DEIX' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 107 

cìone aperte sancitum est, et iusta legis definitìonc decrelnm, 
ut ea, quc contra leges flunt,noD solum inutilia sed etiam prò 
imperfecta babenda sint. lusticie quoque, ac racìonis ordo suadet 
ut qui sua a successoribus desiderai mandata servari, verila- 
tero et statuta decessoris suis ipse custodiat; quos si negligi- 
tur cuDcla in confusione deveniunt, dum alter destrult ea, que 
custodiendo alter edìQcat. Si igitur in rebus secularibus suura 
cuìque jus, et primus ordo servandus est, quanto laagis in 
Ecclesiastìcis disposicionibus nulla debet induci confusio; bine 
est, Clementissirae Rex, et dominator iustissime, quod nos 
suppiìces et fideles vestri nudis pedibus, flexis genibus, humi- 
libus (a) oculis, fusis lacrimis, contrito corde, humili prece, 
Regie Maiestatìs pietati supplicamus, ut ea que gloriose me- 
morie Avus vester, Rex Rogerius, vir tara magnificus, tara 
famosus, tara discretus, tam catbolicus religionis amore suc- 
census, prò sua parentumque suorum salute, et Regni sui, 
quod vestrum est stabìlitate. Ecclesie nostre concessit, et in 
iure eiusdem. Ecclesie conlulit. Regia quoque Maìestas prag- 
matica sancione firmavit et vestra peticione Apostolica manus 
roboravit telicissimis temporibus vestris firma illibataque et 
sine aiiqua refragacione persistant, nec uUius illicite usui pa- 
cionis molestia quacìantur, sua namque dicti sunt querenlis. 
Vestrum est enim rigare ut nutrire quod aly plantaverunt, 
ut cumdem fructum reddat secunda gratia nutritori, quem 
reportata est prima gratia piantatori. Manirestum est enim 
Regno vestro quod felicis memorie Avus vester Rex Rogerius 
Civitatem Cepiialudi a fundamento reediflcavit, et Ecclesiam 
in honore Sancii Salvatoris cum multa expensa ibi construxit. 
In qua duo lapìdea monumenta cum summa dilìgencia fabri- 
cari fecit ad hoc, ut corpus soum in uno eorum, et fllìus suus, 
qui post eum regnaturus erat, in altero sepelirentur; et lioc 
suum propositum Dei amore permìltente fuit principalis causa 
quando Civitatem Cepbaludi reedìficavit et ecclesiam ibi fun- 
davit; quod pater Tester, bone memorie Rex Willelmus, bis ila 
confirmavit Cum in obitu Patrìs tui dominus Karissimus {b). 
Episcopus Doster esset domus nostre Cellerarius in presencia 



108 1 DOCUMENTI INEDITI 

Curie ab ipso poposcit corpus Avi vestri et patris tui, ut in 
sepultura sua prout vivens destìnaverit Cepbaludi sepeliretur; 
Pater vester laudavit, et confirmavit iustam eius peticionem 
dicenSy ut nos cum ipso hoc pacienter expectaiemus dooec 
Ecclesia nostra consecreretur, et tunc ipse votum, et prornis- 
sum Patris sui diligenter adimpleret. Quia cum Ecclesia con- 
secreretur opportuna esset, sed magna labor foret, et inhone- 
stum quibusdam videretur, ut corpus tanti Regis ab Ecclesia 
extraberetur; et bac sola causa tunc remansit corpus eius 
Panormi. Iterum alia vice cum Pater vester Cepbaludo tran- 
siret, et in Ecclesia ante sepulcrum Patris sui staret» coram 
multis personis ordinavit et precepit buie Episcopo nostra 
adbuc Electo, et quibusdam aliis de fratribus nostris ut posi- 
quam corpus Patris sui ibi sepultum foret, omnis populus ci- 
vitatis cum ad altare causa offerendi accederei in dextra parte 
ante sepulcrum Patris sui, omnes transirent, ut orarent prò 
anima eius. In redeundo vero ab altari a sinistra parte iuxta 
alterum sepulcrum redirent ut similiter orarent prò ipsius 
anima, qui in eo sepeliendus erat, et ita ut ipse precepit usque 
modo flt in Ecclesia. Et hec fuit ordinatio etpreceptio Patris 
vestri post obilum Avi vestri. Unde iterum, atque iterum ad 
bonorem vestrum Regie Maiestati supplicamus, ut nullius bo- 
minìs persuasione hoc, quod Avus et Pater vester, tam' sa- 
pientissimi tamque Gatholici Reges prò salute anime eorum do- 
mino voverint et promiserint, et tam diligenter et cum tanta 
expensa constituere, diminuì emutari aut in irritum duci ullo 
modo paciamini. Scìmus prò certo quod cum Regie Maiestatis 
adolescentia ad viriles annos pervenerit hoc se fecisse, quod 
absit plurimum peniteret, et quisquis ille sit, qui hoc sibi per- 
suarerit penas (inferi in perpetuum) prò tanto reatu exolveret 
Ne igitur et nos una cum ipso buie pene digne subiaceamus, 
omnes pariter si factum fuerit chephaludem (e) et Eeclesiam 
pocius relinquimus, quam buie noxe consentiamus. Sublatis ab 
Ecclesia monumeutis, quid aliud nobis restai nisi ut Ecclesia 
a fundamento subvertatur? Nam destructa operis principali 
causa consequens est, ut et opus dextruatur: dextructo prece- 



DBLL-' £POCA NORMANNA DI SICILIA 109 

denti dextruitiir et consequens. Gratissimum nobis est nudos 
nudam Christi Crucem prò ventale portare, et ilio uberrimo 
et amplissimo predio esse comptentos, ut amor paupertatis 
copiosos amore diviciarum facit criminosos. Qui enim male 
tollit, ut quasi bonum prebeat, coiistat procul dubio qiiod do- 
minum non honorat. 

(a) lìuinentibas. (ò) K. (e) chem. 
Mb, h, C. P. Qq. H. 7, r. 65 e segg. 



XLVII. 



1169, Febbrajo, Ind. II. 



Gaglielmo re di Sicilia , con ìa madre Margarita, concede a Matteo, 
maestro notaro soo, il permesso di costruire in Palermo un Monastero 
di donne in onore di Maria Vergine. 



4. IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 

IHU XPI. AMEN. Willelmus divina favente clementia rex Si- 
cilie, ducatus Apulie, et principatus Capue una cum domina 
Margarita gloriosa regina matre sua. Cum sit liberalitas ut- 
pote virtus precipua in universis gentibus gloriosa, in regibus 
tamén et principibus orbis speciali debet privilegio prepollere, 
qui magnis et immensis beneficiis abundantis gratie valent 
exuberatione preesse. Licet autem celsitudo regia charitatis 
amplitudine fideles suos misericorditer amplectatur, eos tamen 
amplecti arciori charitatis vinculo consuevit, quos munda fldes, 
devota servitia, et purioris obsequie grata multiplicitas recom- 
mendant. Te, itaque Matthee magister notarle et dilecte fami- 
liaris nosier, ob ingentia et grata servicia, quibus iam diu 
btjnignitatem et gratia domini regis Willelmi pie memorie 

G A ULTI — / documenti inediti, ecc. 11 



110 I DOCUMENTI INEDITI , 

patris nostri plenarie nieruisti ob'cotidiana quoque et devola 
obsequia, quibus uos ad tavendum et proraovendum tibi reddis 
merito proptiores, clementer in tuis precibus exaudiniu;^ et ad 
satis(acienduin prò voto et iuste peiitioni tue, regio celsitu- 
dinis nostre auren) benignissimam inclinamus. Sanctuiu igitur 
et iustum propositum tuum favorabiliter prosequentes, iuxla 
desiderium et instantem petitionem tuam concessimus, ut in urbe 
Panormi de domo tua sumptibus tuis emptam et editìcatam, 
monasterium faciais; tibique liberam tribuimus facultateni cod- 
cedendi donandi et assignandi in perpetuum ipsi monasterio 
cas-ale tuum, quod dicitur Carrabule, prefati genitoris nostri 
sancte recordationis regia tibi liberalitate concessum. Quoniana 
ergo predia divinis usibus mancipata ad humanos usus retor- 
queri non debent, quia vota fidelium sunt et pretia peccatorum; 
presenti privilegio statuimus et observandum perpetuo preci- 
pimus et conilrmamus, ut ipsum monasterium, quod in honore 
Dei Genitricis semperque Vìrginis Marie ile domo tua consti- 
tues, quiete libere et absque ullius exactìone servicii habeat 
et possideat in perpetuum iam dictum Casale Carrubule cum 
omnibus tenimentis et pertinentiis et hominibus suis. Xec li- 
ceat heredibus et successoribus nostris vel cuilibet alii persone 
Gasale ipsum ab eiusd(3m monasterii jure et potestà te sub- 
trahere vel liane concessionem nostram modo quolibet violare; 
sed 6icut a te. dilecte ramiliaris noster Matthee magister no-^ 
tarie, concessum difflnituni fueril et statutum , ita nostri pri- 
Tilegij auctoritale firmatum incommutabiliter omni tempore 
perseveret. Ad huius autem concessionis et confirmationis no- 
stre memoriam et inviolabile tìrmamentnm presens privilegium 
per manus magistri Roberti nostri notarli scribi precepimus 
et baila aurea typario nostro impressa roboratum signacuio 
nostro iussimus decorari. Anno, mense et indictioue subscriptis. 

Segue la raota colla leggenda : 

(Dextera domini fecit vi vit utero. Dextera domini exalta vii 
tne. Divina favente clementie Rex Sicilia ducatus Apulie et 
prtncipatus Capue): 



dell'epoca KORMANNA IX SICILIA 111 

Data in urbe felici Panormi, per tnanus gioiiosissìini do- 
tnini Regis familiariam Gualterii scilicet venerabili Paiioniii- 
4ani Electi, Riccardi Venerabili Electi Syraciisani, Gentili^ Ve- 
nerabilis episcopi agrigentini, Riccardi comitis Molisi!, Gaiti 
Riccardi Regi! magistri camerari! et Gaiti Martini Regii ca- 
tnerarii, anno dominice incomacionis MCLXIX mense Fe- 
bruarij, indictionis seconde; regni vero predicti domini nostri 
Willelmi, dei gratia magnifici et gloriosissimi Regis Sicilie 
dacatus Apulie et principatus Capue, anno tertio feliciter. 
Amen. 



H. G. P. Mii. Qq. H. 9, f. 197 della namerazione naova, 206 deiran- 
«iica, « Per la Chiesa del Canoelliere di Palermo *. Arch. di St, di Palermo. 
àlon, del Cane, Filza 367. la questa trascrizione la prima linea é ripro- 
dotta a caratteri mainscoli, come «^osserva negli atti della Cancelleria di 
OnglielmoII; la punteggiatura, non avendo Toriginale la ho regolata ae- 
condo il senso. 



XLVIII. 



1169, Maggio, Ind. II. 



Guglielmo re colla madre Margarita conferma a Stefiino il privilegio 
iMto da Giovanni vescovo di Catania per la Chiesa di S. Salvatore di 
•Gaknoa. 



^ In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Christi. 
Amen. Willelmus divina favente clementia rex Sicilie* ducaUis 
Apulie et prìncipatus Capue una C4im donìina Margarita glo- 
riosa regina, matre sua. Innate nobis liberalitatis est prò- 
prius flldelium noetrorum preces iustas adnnttere, et ad exau- 
diendum deprecationes humilium celsitudinis nostre aurein be- 
nignissimam inclinare. Hinc est igitur quod supplicationem et 
precum tuarum instanciani, Stepbane serve Dei, animo benigno 
.respeximuft, et ad implendam pettctoaem et desiderium iuuni 



H2 I DOCUMENTI INEDITI 

nostre magnificentie clementiam inclinarous. Petisti siquidem' 
a serenitate celsitudinis nostre confirmari tibi, et ecclesie S« 
Salvatoris de (lalanna privilegium concessionis a Ioanne, quon- 
dam venerabili episcopo Catanie, factum, qnatenus autboritatÌ8> 
nostre confirmatione munitum^omni tempore ipsius concessia 
firma et incomutabilis perseveret. Nos itaque intuitu misera- 
tionis divine celsitudinis confirmamus in perpetuum prefato mo- 
nasterio S. Salvatoris de Galanna, et tibi cuntisque Deo ibidem 
famulantibus, quidquid prenominatus olim Ioannes venerabilis 
Cataniensis episcopus interventu tui, frater Stepbane, ipsi pre- 
fato monasterio, cui Deo authore presides misecorditer et pie 
concessit, iuxta quod in privilegio concessionis sue contineturr 

• 

quod est ad memoriam et perpetuam firmitatem bulla plum«- 
bea catbaniensis ecclesie tipario impressa provide roboratum. 
A4 buius confirmationis et concessionis nostre memoriam et 
inviolabile firmamentum presens privilegium per manus ma<- 
gistri Roberti regis notarij, scribi et bulla plumblea nostra 
impressa iussimus communiri, anno mense et indictionis sub- 
scriptis. 

Data in urbe felici Panormi per manus domini gloriosissi- 
mi regis familiarii Gualterii scilicet Panormitani Electi, Gen- 
tilis Agrigentini Episcopi, Mattbei domini regis magistri no- 
tarij , Riccardi Comitis Molisii Gayti Riccardi regis ma- 
gistri Camerarii et Gayti Martini regis camerarij (1); anno 
dominice incarnationis 1169, mense Mayo Indictione 2*, regni 
vero domini nostri Willelmi, Dei gratia gloriosissimi et ma- 
gnifici Regis Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue, anno« 
tertio feliciter. Amen. 

B. G. P. Ms. Qq. H. 5, f. 73 (Schiavo). 

< Monasterinm S. Salvatoris de Cakinna>Catane >. 



(1) Cf. SiRAGUSA, Hist. Liber etc. ciL nota 1% pag. 79. 



dell'epoca KORMANNA in SICILIA 113 

XLIX. 

1163, Novembre 23, !iid. III. 



Alessandro HI, papa, concede- a Bi>sone che ìì 
«e (-orirerma i privilegi rejil e pontiilcl. 



ALEXANDER EPISCOPUS SERVUS SERVORUM DEI VE- 
NERABILI FRATRI BOSONI CEPHALUDENSIS ECCLESIE 
EPISCOPO EIUSQUE SUCCESSORIBUS CANONICE INSTI- 
TUENDIS IN P. P. M. = 

Quoniam sicut rerum gestarum memoria et reverenda sanc- 
(oruni patniuro institutio evidenter declarant semper Sedi 
apostolice licuit. non solum sedes epìscopales de doto in locia 
idoneis instituere. verum etiam coniunctas disiungere. et di- 
siunctas unire, nos quj ex iniuncto nobis a deo sumtig pontt- 
ficatus officio prò universarum statu ecclesiarum debemus 
quantum deus dederit. sollicite cogitare. Cepbaludensem eccle- 
siam ad cuius regimea nuper, disponente dominio vocalus fuisti. 
et in episcopum consecratus. pontificalem sedem duximus sta- 
lueadam. ita quidem quod calbedralis ibidem sedes perpetuis 
temporibus inviolabiliter observetur. Statuimus etiam. ut quas- 
•cumque possessiones quecumque bona eadem ecclesia in pre- 
seotiarum iuste et canonice possidet. aut in tutunim conces- 
sione pontificum. largitioae regum. vel principum. oblatione 
fldelium. aeu aliis iustis modis prestante domino poterli adi- 
pisq. Arma tibj tuisque successoribus. et illibata permaneant 
1d quibus beo proprìis duximus exprimenda vocabulis. Civita- 
tem ipsam Cepbaludensem. sicut a Regibus Sicilie cum omni- 
bus pertiaentiis suis predìcte ecclesie Cepbaludensi concessa 
68t, et s^j privilegij munimine roborata. Casale de barsa cum 
■omnibus pertinentiis suis. Casale de Polla cum omnibus per- 
linenciis suis. Ecclesiam saocte Lucie de Syracusa. cum Casa- 



114 I DOGUMBNTI INEDITI 

libus et omnibus pertinentiis suìs. Ecclesiam Sancte Marie de 
Camarata cum possessionibus et pertinentiis suis.fStatuimus 
insuper, ut nulli Archiepiscopo, vel Episcopo te et domum 
tilij coBiniissam indebitis et inconsuetis exactionibus. seu gra- 
vaminibus liceat fatigare. Àdicimus etiam. et auctoritate apo- 
stolica interdicimus. ne cui ecclesie tue canonicos sive con- 
versos liceat absque consensu tuo. vel successorura tuorum 
ad couversionem suscipere. nisi forte ad artiorem voluerint 
reiigionem transire. ^d hec universas decimas ad iam dictam 
eccU^siam iure parochialj pertinentes. quas eadem ecclesia 
iiuprobeutìaruiu ratiouabiliter noscitur possidere. immunitates 
etiam et Hbertates rationabiles ab ilhistribus Sicilie Regibus 
tibi et successoribus tais concessas. vobis presen^j privilegio- 
confirmamusT:Decernimus ergo ut nullj omnino horainum liceat 
pretatara ecclesiam temere perturbare, aut eius possessiones 
auferre. vel ablatas retinere. mìnuere. seu quibuslibet vexatio- 
nibus fatigare. Sed omnia integra conserventur eorum pro- 
quorum gubernatione ac suetentatione concessa sunt usibus 
commodis profutura. Salva sedis apostolice auctoritate. et Mes- 
sanensi Archiepiscopi canonica reverentia. Sì qua igitur in 
futurum ecclesiastica secularisve persona banc nostre consti- 
tutionis paginam sciens. centra eam temere venire temptaverit 
secundo tertiove commonita. nisi reatum suum congrua satis- 
fòictione correxerit. potestatis honorisque sig dignitate careal. 
reamque se divino indicio existere de perpetrata iniquitate 
cognoscat. et a sacratissimo corpore ac sanguine dei et domiq} 
redemptoris nostri ihesu christi aliena fiat, atque in extremo* 
examine districte ultioi\j subiaceat. Cunctis autem eidem loco- 
sua iura servantibus sit pax domìnj nostri ihesu christi. Qua- 
tinus et hic fructum bone actionis percipiant. et apud distric- 
tum iudicem premia eterne pacis invenient. Amen. Amen.. 
Amen. 

«Ruota e monogramma del Ocnevalefe)^. 

^ Ego Alexander CathoHce sedis Episcopus. 
■■■}< Ego Hubaldus Hostìensis episcopus ss. 



dell'epoca normanna in SICILIA 115 

4< Ego Hubaldus presbiter Cardiaalìs tìtulo Sancte Crucis 
in lerusalem ss. 

4* Ego Albertus Presbiter Cardinalis titulo sancii LaurentH 
In Lucina ss. 

4- Ego Willelmus presbitfr cardina)Ì3 titulo sancii Petri ad 
Vincula ss. 

►f* Ego Boso presbiter Cardinalis sancte Prudentiane titulo 
pastoris ss. 

4. Ego Petrus presbiter Cardinalis titulo sancti Laurentil 
in Damaso ss, 

41 Ej:o lai'intlms Dlaoonus Cardinalis saD^'ln Marie in Co9- 
mydyn ss. 

4- Ego Aldicio Diaconus Cardinalis sancii Theodor! ss. 

4 Ego Cinthyus Diaconus Cardinalis Sancti Andriani ss. 

4- Ego Manfrodus Diaconus Cardinalis Sancii deorgii ad 
velum aureum ss. 

4< Ego Hugo Diaconus Cardinalis sancii Eustaohii iuxta 
templum .\grìppe ss. 

4- Ego Petrus Diaconus Cardinalis Sancte Marie in Aquiro ss. 

Datum Beneventi per raanus Gerarli Sancte Romane ec- 
clesie Notarij viiii. kal. Decembris Indictione III. Incarnationis 
dominico anno M.C.LXIX. PontiScatus vero domìnj alexaadri 
pape iij. Anno undecimo. 

Arck. lit Slulo di Palermo — Tabularlo Vejc. di Cefalù, perg. N, 14. 



11», Decembre. Ind. IIL 

TastaDO, vescovo di Maiura, esonera dalle decime ecc lesi astiche il 
Casale di Corubrìchi, donato da Matteo, re^io vicecaQceiHai-e, al Mooa- 
Mero da lai (badato in Palermo. 



Id nomiae Dei eterni et Salvatoris nostri Ie»u ClirisU. Amen, 
Anno ab incarnalione eius MCLXIX regni v«ro domìni nostri 



116 I DOCUMENTI INEDITI 

Willelmi Dei gratia magniflcentissimi et gloriosissimi regis 
Sicilie ducatas Apulie et princìpatus Capue anno quarto feliciter, 
amen. Tustanus (a) dei gratia mazariensis episcopus bumilis et 
indignus. Episcopali offlcii coosideratione monemur, noyis mo* 
nasteriis de temporalium rerum facultatibus nobis a Domino 
concessis misericorditer providere, et pietatis porrigere dexte- 
ram sauctis et venerabilibus locis, ut personis ad laudem Dei^ 
et ad magnificeutiam Divini cultus congregatis non desint sub- 
sidia temporalium, quarum meriti in eterna tabernacula recipi 
et confidimus et speramus. Note siquidem veritatis est, virum 
spectabìlem et illustrem dominuin Mattheum domini regis vice- 
cancellarium propriis sumptibus edificasse Monasterium tituio 
sancte Marie de Latinis intra muros Panormitane civitatis, a 
Domino imperpetuum conservande, in qua religiosum coUegium 
sanctimonialium collocavit, et quoddam Casale nomine Coru- 
brichi imperpetuum eidem loco venerabili, religiosa liberalitate 
obtulit et concessit. Quoil Gasale quoniam infra ambitum Par- 
rochie nobis a Domino commisse continetùr, unde ex eo deci- 
mationem annuam de jure ecclesiastico recipere solebamus; 
nos pietatis obtentu et misericordie consideratione eamdem 
decimationem consensu fratrum et canonicorum nostrorum illi 
'Sanctarum virginum collegio predicto , videlicet Monasterìo 
Sancte Marie de Latinis, remittimus et imperpetuum concedimus 
offerimus et donamus. Ut autem illi loco venerabili hec oblatio 
perpetua possit firmitate constare, nec aliquo iure, cognita 
possit ratione revocari, prebende ad quam predicta decimatio 
pertinebat, duo predia loco recompensationis aggregamus, qua 
Duper sumptibus nostris a domino Willelmo Alio Henrici Ti- 
roni comparavimus : quorum alterum est arboribus consitum 
et parietibus circumdatum, alterum vero via publica interposita 
terra laboratoria ad semina ndum idonea, nec longe a civitate 
Mazarie. a Domino in perpetuum conservande. Addicimus etiam 
eidem prebende decimationem cuiusdam casalis nomine Kariani^ 
quam nostris temporibus multo labore et sudore Mazariensi 
ecclesie acquisivimus. Hec omnia supradicta, predicte Mazariensi 
ecclesie nostris temporibus acquisita, prebendarium de Kala- 



dell'epoca normanna in SICILIA 117 

laphìme volumus prebende nomine obtinere, et in 3uos usus, 
sicut ceteras eiusdem prebende partes ad arbitrium suum con- 
vertere {i\ Hanc vero predictam oblalionem illi loco venera- 
bili imperpetuuna profuturam ea condicione et ratione facìmus, 
ut pena orrende excom unica tionis imposita, ueque nobìs neque 
successorìbus nostris ullo futuro tempore liceat boc quod tam 
pia sanctaque devocione facimus in irritum revocare aut ali- 
quatenus infirmare. Ul autem buius oblationis nostre pagina 
perpetua possit et stabili firmitate constare, nec ullo nostro 
vel nostrorum successorura tempore possit in totum vel in 
partem minus aut infringi, et sif,'Ìllo nostro eain insigniri feci- 
mus; et tam nostra et virorum venerabilium, qui ìnterfuerunt, 
quam et patnim nostrorum subscriptionibus curavimus anno- 
tari et totaliter libi Leonardo cappellano nostra scribere pre- 
■cepimus. Actum mense De^mbris Indictionis III, feliciter.Amen. 

4< Ego qui supra Tustanus Doi gratia mazariensis episcopus 
concessi et subscrlpsi. 

4» Ego Gualti'rius Panormi Archiepiscopus. 

4* Signum Crucis proprie manus Rogerii ftegini Venera- 
i)ilis archiepiscopi. 

'4* ^80 G- (^) Agrìgentinus Episcopus. 

4< Ego Ioannes episcopus Malte interfui et subscripsi. 

•ì* Ego Goffredus Cantor mazariensis etcanonicus subscripsi. 

•^ Ego Adam Archidiaconus mazaripnsis subscripsi. 

•i^ Ego Enricus canonicus subscripsi. 

•^ Ego Hugo Grammaticus mazariensis canonicus subscripsi. 

4 Ego Guibertus mazariensis canonicus subscripsi. 

•^ Ego Lucas canonicus mazariensis subscripsi. 

4* Ego Riccardus canonicus subscripsi. 

44 Ego Paganas canonicus subscripsi. 



<!} Amico: cotuervar^. 
^) 0«ntìle. 



118 I DOCUMENTI INEDITI 

^ Signum Sancte Crucis factum propriis manibus Riccardi- 
canonici mazariensis et raelflensis. 

(fl) Tnist 

B. G. P. Perg. di S. Maria del Cancelliere di Palermo in ms. di An- 
tonÌDo Amico, scg. Qq. H. 9, fogl. 198, segn. pnova, 206 antica. 
Moruut. del CanceU. in Arch, di Stato di Palermo^ filza !^7. 



LI. 



1170, Gennaio, Ind. IIL 



> Avenello, regio ginstiziere, per ordine del re dirime nna lite (Y*a Ni* 
cola, priore di S. Filippo, e Goffredo Fran^f^ne. (« Privile^inm divisionis 
terraram Ecclesie Sancti Pliilippi diete de Musei , et alterins Privilegij 
divisionis presentes »). 



Anno ab incarnatìone Domini Millesimo Centesimo Septua-^ 
gesimo mense lanuarii indictione prima. Regnante domino 
nostro serenissimo rege Willelmo una cum matre sua Marga- 
rita gloriosissima regina. Cum trater Nicolaus prior Ecclesie 
sancti Philipp! altercationem baberet cum Goffrido Frangipane 
propter divisas Ecclesìe sancti Philipp!, ego Avenellus regìus 
lustitiarius recepì per manus memorati Prioris lìcteras ex parte 
domini nostri Regis mihi precipientes ut irem ad sanctum 
Philippum; et secundnm quod feceram una cum Willelmo Va- 
lerio divisas ecclesie tempore domini nostri Regis Rogerii et 
etiam secundum tenorem privilegij, quo munierat eamdem Ec- 
clesiam dominus noster Rex Rogerius, collectìs bonis homi- 
nibus regionis, iterum facerem et assignarem eiusdem divisas 
ecclesie. Spettantis mense et indictione, iuxta regium precepturo^ 
veniens apud sanctum Philippum, adhibitis mecum bonis ho- 
minibus regionis, feci sicut prius feceram cum Willelmo Va* 
lerio divisas ecclesie sic. Ab initio via que descendit et vadit 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA ilO 

Traynam, descendit viam viam, donec pervenit ad lapidem 
magDum, qui iacet ultra fontem, qui nominatur Musei, et de- 
scendit rivum rivum in maguum flumen Àrmiro, et ascendit 
divisas flumen flumen, donec pervenit ad rivum, qui descendit 
ad Bucai, et ascendit rivum in parto orientis usque ad funiea 
et inde vadit ad fossatum vinee presenti monasteri!, et ascendit 
fossatum fossatum, quod est intus vineam Ecclesie et vineam 
lohannis de Bartolo, donec pervenit in Calcaram, et inde ascendit 
strictom rivum ex parte orientis ad speluncam , et usque in 
superiorem speluncam, et vadit nsque ad vinm qne venit de 
tribus fonlibus, et vadit ad sanctum Phllippum Argiry, et 
subter viam de divisa Ecclesie est vinea, in qua solet lavare 
populus et pervenit usque ad vineam de Sene Philippe homine 
Goffride Francigene, et vadit viam viam que ducit ad sanctum 
Pbilippum, et ante domum Willelmi Scoterii vadit usque ad 
cantonem domus Willelmi de Glrgent, et diffinit in feram ubi 
lustitiarii solebant fi gè re tentoria. Regis precepto completo, 
ego Avanuel Regius lustitiarius hoc memoriale scribi feci ad 
tutamentum et firmam notitiam divisarum prememorate ecclesie 
sancti Philipp!. 

Ego Avenel de Petralia Regius lustitiarius. — Ego Willelmus 
notarius domini Avenelli regij lustitiarij testor. — Ego Theo- 
dorus notarius domini Avenelli regij lustitiarij testor. De Ca- 
strojoanne notarius Ioannes de Monachi. — Riccardus de Gua- 
rino, Riccardus Longus, Gualterius Fronciatus. — De Petralia: 
W. de Mericio, et dominus Silvester, Maurus lordanus. — De 
rirame: Bernardus Castellanus, notarius Gregorius. — Rogerius 
Leopardus, Leo Leopardus. — De Capitio: Petrus notarius, Got- 
frìdus Ruffus. — W. de Flandina. — Riccardus notarius Fali- 
conus. — De Nicosimo : W. de Castello , Magister leremias, 
Georgius curator , et Ioannes de Castello. — Benevetus Gra- 
tìanus. — Rogerius Plazar.— De Trayna, Gregorius Castellanus: 
•^ dominus Poi. Oimundus Raul villanus. — De Gagliano : — 
Beoiamin mlles. — Ioannes Goffk*idu8 firater eius, W. miles,. 
Aleiander Arrabiso milcs. — De Sancto Pbilippo: lordanus miles, 



120 * I DOCUMENTI INEDITI 

— Vincentius Lucensis.— Gerardus Lucensis.— Philippus Bacca. 
— W. Bucca. — Notarius Rogerius. - Philippus Curator .W. 
Roccaforte. — Ioannes Cutulu, Petrus de Gagliano. — W. Sco- 
terius. — Petrus Miracapii. Ioannes de Elia. — Ànselmus Ba- 
tallia. — Bramundus. — Silvester Lumbardus. — Robertus de 
Amiza. — Alexander. W. fllius eius. Falco. — Ugo Gorviserius. 
Petrus de Renda. — Riccardus Frenelba. — - Rozalinus Ioannes 
de Anastasio. — Ioannes Mezalupo.— Roberto Bonifatio. — Costa 
de Saponaris. 

B. G. P. Ms. Qq. H. 10, f. 73\ 

(• Privilegii item presenti transnmptam factam anno 1316. Regnante 
serenissimo domino nostro Friderico Secando rege Sicilie per lacobam 
De Mariscalco rej^ius paplicas Civitatis Messane notarias, et per do- 
minum Franciscum Coppula ludicem einadem civitatis et per dominam 
Oanterinm de Manna ac etiam ludicem predicte civitatis Messane Testes 
snnt infrascripti. Ioannes de Muretto tester. Ego Guilelmns Marescalco 
tester • ) 



UT. 



1170, Febbraio, Ind. III. 



Roberto, vescovo di Catania, concede ni monastero di S. Filippo di 
Argirò, dipendente da S. Maria de Latina in Gerusalemme, alcune de- 
cime e ginrisdizioni ecclesiastiche. 



€ Privilegium sive concessìo facta per Robertum Tertium 
Dei gratia Catanie Ecclesie electum. factum anno 1170». 

Ego Robertus Tertius Dei gratia Catanensis Ecclesie electus 
unitusque eiusdem ecclesie conventus ecclesie sancti Philipp! 
4e Àrgirò, que est de sancta Maria de Latina in Hyerusalem 



DKLl.* EPOCA NORUAKNA IV SICIUA 121 

ea omnia, que in eàdem villa, que dìcitur sanctus Ptiìlippus, 
ad Ecclesiasticum spedanti otUcium: sctiicet baptisterium, spon- 
salia et cimìterium tam latinorum quam greconim, et decimas 
aniversas, ecclesiamque sancti Ioannis, quam loanoes de Roc- 
caforti coostruere tecit, et alias ecclesias omnes, excepta saocta 
Maria, Cappella domini Ville et saacti Georgii oratorio Sliorum 
Pagbarg de Parisio; reservata etiam nobis et auccessoribus 
□ostrìs arcbidiaconatu, canonicatu, et Qdetitate clericoruni et 
Syoodo tara latioorum quam grecornm iuxla prius a prede- 
cessore nostro venerabile episcopo Augerio pie recordatiouis 
prenominate Ecclesie sancti Philippi olini datum et concessum 
esse novimus, in perpetuum dcuainuset conSrmamus. Tali pre- 
ordinatione , ut nos et successores nostri in eundo, sive re- 
deum^o a Panormo vel a quìbuslìbet locìs alijs in eamdem 
Ecclesiam' sancii Philippi, tamquam ipsa prima Abbatis de La- 
tina, tribuas cunctis oecessariis ratiouabiliter petitis in victua- 
libus, seciindura posse domus, nobis et successoribus nostris 
monacis et familiaris nostre; et versa vice eos venientes ad 
nos ad invicera bonorifice recipiamus. Et si forte frater Nico- 
laus venerabilis prior prefate ecclesie per manus cuius hasce 
donationem et confirmationem ecclesie sancti Philippi facimus, 
vel alij prìores, successores alii, elati spirttu superbie ut supra 
ordinatum est facere cuntempserit, nisi ad condignam salìs- 
factionem de contemptu venerint, Ecclesia cataniensi recogno- 
scant se ad sua; sive aliquis presbiter vel ciericus, de specta- 
bilis Eccles'gs et oratorio sancti Tieorgij vel Cappella Domini 
Ville de supra donatis et concessis Ecclesie s. Philippi, aliquid 
sìbi prosumplnose usurparR tentaverit, ab online suspendatiir 
et sii in mercede Ecclesie sancti Philippi de una uncìa anri; 
si vero laicus fuerìL excomunictìtur iisqiii) dum res examinnta 
et ut expedit coram nobis vel succossorihns iinsirìs eiiiendctur. 
Ad hnius anctorilalc donationis et con(lrmatior)is nostre mo- 
moriam et inviolabile lirmamentum presens privilpgium, tesli- 
monìo snbscriptoruin fratrnm nostroruni et bulla nostra plum- 
bna corroborarì iecimus, et per manus Nicolai scriptoris noslri 
scribi prccipimus. Anno incaniatìonis salutifere millesimo cen- 



122 I DOCUMENTI INEDITI 

8ÌID0 septuagesimo mense Februarii Indictione tertia. li sani 
testes, — Ego frater Sanzon lune prior catanensis ecclesie ìn- 
terfui. — Ego Lausa sacerdos ìnterfui. — Ego frater Bonus 
prior Palatie interfui. — Ego frater Bernardus interfuì. — Ego 
frater Leo interfui. — Ego frater Donatus interfui. — Ego frater 
Philippus interfui. — Ego frater Silvester interfui. — Ego frater 
Johannes interfui. — Ego frater Robertus Blancardus interfui. 
— Ego frater Fulco interfui. — Ego frater Mattheus tunc ma- 
gister Gataniensis Ecclesie interfui. -— Ego frater Adam in- 
terfui. 

B. G. P. Ms. Qq, H. IO, f. 52\ 



LUI. 



1170, Febbraio, Ind. UL 



Gentile, vescovo di Oirgenti, concede che Ansaldo , regio CasteUano 
del Palazzo, fondi nel Bosco di Villanova la chiesa di S. Maria e riedifichi 
l' altra di S. Giorgio nel territorio di Refes. 



In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Cbristi. Anno 
ab incarnacione eiusdem MCLXX Regni vero donaini nostri 
serenissimi Regis Willelmi , anno quarto feliciter. Amen. Pa- 
storalis cura et soUicitudo vite regiminis exigit, ut ad offlcium 
quo cogimur pertinet sacerdotum, ut nos qui Coloni ecclesie 
constituti sumus Ecclesiis, quibus aucthore Domino inherenaus 
racionabiliter providere, et illas quarum fabrice ex nimia veta- 
state consumpte sunt, per nos et per alios studiosissime rehe- 
diflcare debeamus; quatenus in Parochia constituta ecclesiarum 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 123 

• 

numerus crescati et religio Christiana longc lateque diffusa de 
bono in inelius pulchrius elucescat. Ansaldus igitur Regij pa- 
lacij Castellanus, vir sapiens et discretus, divini afflatus illu- 
stracione preventus, lucerna Domini illumirtatus, que investigat 
omnia secreta ventris atque rimatur, de salute anime sue 
pocius quam de utilitate corporis cogitans eminus, cominusque 
prospiciens diviciariis suarum subsidia et consolaciones lar- 
gitori omnium, a quo contributa sunt, magis impertiri quam 
usui proprio reservare disposuit; et ut intellectu verbi, quem 
ex Divino amore concepit congruo perfectoque senectutis, et 
mature etatis sue tempore perconceptam intelligentiaos, novam 
prolem novosque fllios spirituales digne Deo pareret, sepe 
nobis immo sepissime preces multimodas fudit quatenus ei in 
Bosco, qui dicitur Villanova ediflcandi ecclesiam in honorem 
sancte Trinitatis, et rehediflcandi aliàm Sancti Georgij in ho- 
norem beate Marie Vìrginis in loco qui dicitur de Refes da- 
remus licentiam. Nos igitur Gentilis dei gracia humilis Agri- 
gentinus Episcopus et domini Regis familiaris, predicti fllii 
nostri Ansaldi peticionem dignam cousiderantes, sanctum iu- 
stumque desiderium attendentes, preces eius admisiraus et 
predicta sibi Ecclesiam edificare concessirnus.Tali tamen tenore: 
quod quicumque Abbas, prior vel yconomus in prefata ecclesia 
fuerit ordinatus ab Agrigentino Episcopo, ipsius fundatoris vel 
heredurn suorum ordinetur consensu. Ille vero Agrigentine 
sancte matri Ecclesie, ut eius Pastori debitam obedienciam 
et omnimodam reverenciam se exhibere iurabit, et annuatim 
predicte Matri Ecclesie duas libras cere et unam incensi per- 
solvet« Vocatus ad Sinodum, nisi canonica fuerit prepedicione 
detentus, sine dilacione die non differet. Ter in anno prefatam 
Ecclesiam, videlicet in assuncione beate Marie et in testo sancti 
lacobi, et in translacione Beati Gerlandi, si sanus fuerit per- 
sonaliter visitabit. Supranominatum vero Episcopum ti inde 
aliquando transire contigerit, tamquam Dominum, et Episcopum 
sttum honeste recipiat, et ei ac suis prò modo facultatis sue 
serviat His itaque in integrum conservatis predictam Ecclesiam 
ab ornai servitutis exactione, et calampaie perturbacione libe* 



124 I DOCUMENTI INEDITI 

ram esse concedi mus, et quietam; ita quod de laborìbus propriis 
agrorum, vel viDearum et de propriis animalibus nullam de- 
cimationem nobis vel successoribus Dostris cogatur persolvere, 
Disi forte de aliquo feudo prefatam ecclesiam augeri contiogerit: 
cuius decimacionem et ius Pastorale nec tutum esse retinere, 
nec nostri esset offlcii condonare. Ut hac autem inviolatam 
obtineat flrraitatem, presens scriptun) tam nostra quam con- 
fratrum nostrorum subscriptionibus fecimus insigniri, et sigillo 
nostro iussimus roborari. Actum Panormi per manus Rogerii 
de Troia clerici et familiaris nostri, mense Februarii tercie- 
indictionis. 

R e. P. Ma. Qq. H. 6, f. 11. 



LIV. 



1170, Ottobre, Ind. IV. 



Guglielmo re concede a Stefano, eremita del monastero di Monte Gi> 
bello, il mulino di Talarico pre:$so Paterno e il Gasale detto Rahal Senec 
in Lentini. 



>ì< In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Christu 
Amen. Willelmus divina favente clementia Rex Sicilie duca- 
tus Apulie et principatus Capue, una cum domina Margarita 
gloriosa regina matre sua. Mundanarum opus et honorum 
temporalium tunc est usus salubrior, lune comraendabilior di- 
spensano cum 60 in Chrislì pauperes et Dei ecclesìas erogan- 
tes, ad commoda nostra vere traducimus, et in usus nostros 
perpetuamas. Hac ducti tam pia, tam salubri consideratione, 
et animadversiones indigentìam tuam, Stephane venerabilis 
Heremita de Monte gibello Monasterio, quod in tenimento Pa- 
ternionis, in loco qui dicìtur Scala, in honorem Sancte et 



DELL EPOCA NORMANNA IN SICILIA ì'£) 

Keate Marie semper Vjrginìs pia intercessione fuadere coepisti; 
et libi tuiaque in uo successoribus concedioius et donamus 
io perpetuum moleadinum de Talarico in pertineotiis Pater- 
nioDÌs et Casale, quod dicitur Rabal Senec, in pertinentiis 
Leoatini cum iustis pertinentiis suis secundum divisas ipsius 
Casali, que scripta sunt in deptariis Duane uostre de secretis. 
Quod Casale dedimus ei in ezcainbio prò lèudo, quod Tuerat 
quoddam Oberti Coste in pertinentiis Fatemiouis, quod jam 
prediclo Iratri Stephano concesseramus, et dudc in demanium 
Curie nostre redegimus. Terras quoque coiiccssas libi in ipsis 
pertinentiis Paterniouis a domino quondam ina^niHco Kege 
Wìllelmo Patre nostro dive memorie, quarum divise inferius 
describuntur, et alias terras ad trla paricla ab codem domino 
RegeWillelmo coucessas libi in pertinentiis Calatagirouis, pre- 
Dominato moiiagterio tibi tuisque in eo successoribus nostri 
culmiiiis authoritate conflrmamus. la terris etiam demany no- 
stri Sicilie concedimus et donamus tibi liberam pasturai» prò 
mille uvibub et pio ocntUEU bubus , ^tandarium prò [roctintis 
pot'cis ipsius MoiiiistoriJ , ut predicta aniiiiitliu a terns ipsius 
deUKiiiij nobili Sicilii; auiuilo libcru ijuscjiilui-alt&iiuo ullu hei^ 
batico aut g landa ti L-o, sivc tii'ilcstìa vut conti-itrietulo, quaiu 
inde iiuiuli aut aliqui ulii lldeles uostri exij^cre, vel iiilerre 
prosuiiiant. Prulureu concessione, quaiu de ecclesia S. Pelri de 
iiaduru a lilasio et lacobo conlratribus liiis libi et {u-oscripto 
Munai'teriù S. Marie l'aclani cssh asseruisti, quanUini ad ;iUtlio- 
ritateiu nostrani purtiiiet, concedinius et cunlinnauius. Ter- 
raruiu vero, quas prediclus oliui invidibsinins Ilcx Willelnius 
beate memorie in pertinentiis Pateruìonis tilji concessìt, divise 
suat ee. Ab oriente liabent terras quo luerunl Kuyerij Sclavo- 
nis, quas touebal Ursuleu, exinde ducunlur ad divisa terrarura 
niODacbonuii losapliut usque ad Palatioluui, et vadil usque ad 
exli'i'iiiitates Sciti, (ì) et lendit ad terram Cusorìs, et ascendit 
ad lorram Reiiaidi Cardonis, que est ad uecidenteiu et per- 
dueniilur ad viiiin que vadlt ad Casale Gualterij de Valle 
Ciirrentc, exinde vadit per viam recto tramite usque ad terras 
preiiicli Ursileonis, unde inceperunl et clanduutur illic. Sed 

OARL'ri — / IXjcainenU tntdiu ecc. 1:; 



126 1 DOCUMENTI INEDITI 

et de ipsis terris a. predicto domino Rege Willeliiio beate me- 
morie tibi concessis, quarum sunt modo termini descripti, est 
quedam terra interioris vie que i'uit cuiusdam Saraceni nomine 
Mensulini. Ad huius autem concessionis donationis et conflr- 
mationis nostre memoriam et perpetuam flrmitatem presens 
privilegium per manus lohannis nostri notarij scribi et bulla 
plumbea nostro tipario impressa iussimus roborari; anno, 
mense, et indictione subscriptis. 

Data in urbe felici Panormi per manus Gualterii venerabilis 
Panormitani Archiepiscopi et Regis familiaris, Mathei domini 
nostri Regis Vicecancellarii, et Gentilis venerabilis Agrigen- 
tini Episcopi et Regis familiaris, anno dominice incarnatio- 
nis 1170 mense octobris indictione 4% regni vero domini 
Willelmi, Dei gratia magniflcii et gloriosi Regis Sicilie ducatus 
Apulie et principatus Gapue, anno V feliciter. Amen. 

B. a P. Ms. Qq. H. 5, f. 75. (Schiavo). 

« Monasterium S. Marie de Scala prope PaternioDem >. 



LV. 



1171, Ind. II (I). 



Pietro di Pollina colla moglie Alaxlmilla e 1 figli vendono air Abbate 
di S. Alarla la loro vigna presso Vicari pel prezzo di 130 tari 



Anno ab incarnatione domini nostri Ihesu Cbrisii Millesi- 
mo centesimo septuagesimo primo Indictione secunda. Ego 
Petrus de Pollina una cum uxore mea Alaximilla et flliis meis, 
videlicet, Alexius et lohannes et Guglielmus et Jorlandus, cum 
nostra bona voluntate venditionem facimus domino Abbati 
Sancte Alarie de vinea nostra, que est in territorio Biccari 



dell' BPOCA normanna in SICILIA 127 

■flt est sita io loco quod dicitur Junie; Tendidimus pretato Ab- 
<l)ati nomine Igoatio prò tarenis centum trigiiita, et batic cni- 
'cem manus mee dipinsi!; absque ulla calunnia in presentìa 
domini Rogerìi Castellani Biccarì et alìorum bonorum homì- 
num ìpsius ville. Et qui haoc venditionem decretare et tìbi 
contradicere voluerit sub pena sjt quiagentorura tarenorum. 
Ej^o Alaxìmilla banc crucem manus mee dipìnxi. — Ego Alexius 
-cruceo) meam dipinsi.— Ego lohannes hanc crucem dipÌDxi.— 
Ego Quglìelmus hanc crucem dipinxi. — Ego lorlandus banc 
■ crucem dipinxi. — Ego Robertus Joannis boni testis sum. - Ego 
Ioannes Casi de hac re testis sum. — Ego Ioannes VicsriuB 
-Archidiaconi Biccarì hanc scrìptam pepigi et jussum domini 
Rogerìi Castellani Vìcarì, regnante domino nostro glorìosisMÌ- 
.mo Rege Willelmo Alio Gulielmi Regis bone memorie. 

Mi. B. C. P. segnito Qq. H. 3, p. 9 (Amico). 



LVI. 

1171, Hirzo, iDd. IV. 



Guglielmo re, stando Ìd Palermo, eoiiccde ■ Gentile veacovo di Olrgentl 
il posMsao del mulino TVuJuJim, del qtule era stato dertvudato. 



4< In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri Ihosu Cbrìsti. 
Amen. Willelmus divina l'avente clementia Rex Sicilie ducatus 
Apulìe et principatus Capue, una cum domina Margarita glo- 
riosa regina matre sua. Decet Regiam Maicstateni Ecclesias 
Dei diligere, eanim possessiones augere ipsarumque Prelatis 
ad pias cansaa nobis Aupplicantibus aurea non minus beni- 

ignas quam efftcaces porrìgere illius ìntnitu, per quem Kegei 
•umu8 et Regni gaudemus gubemacula suscepisse. Residentibiu 

Jtaque nobis io palacio aostro ielicia urbis nostre Panormi, 



128 1 DOCUMENTI INEDITI 

Gentilis venerabilis agi igenlinus Episcopus fldelis et ramiliarìs 
noster exposuit audiencie nostre Agrigentinam Ecclesiam ex 
antiquo molendinum quoddam possedisse in flamine, quod di- 
citur Trululim, et inde Curie nostre duos idoneos testes pro- 
duxit, asserens molendinum ipsum tempore predec«ssorum 
suorum tum ipsorum negligencia, tum temporis vetustate om* 
nino corruisse; adeo quod nisi saitus solus ipsius molendini 
non remauserit, multa precum instancia supplicans, ut molen- 
dinum ipsum reediflcandi et construendi sibi licentiam pariter, 
et authoritatem daremus. Nos itaque ad supplices et devotas 
preces predicti fldelis, et familiaris nostri venerabilis Episcopi 
liberalitatis nostre aures accomodantes, non tam antique pos- 
sessionis aucthoritate quam muniflciencie nostre dono, predio- 
tum molendinum eidem Agrigentine Ecclesie reedificare et in 
perpetuum pacifice, et sine aliqua molestia vel calumpnia, 
possidere concessimus, atque donavimus. Ad buius auleir: mu- 
niflcencie concessionis nostre memoriam et perpetuum firma- 
nientum, presens privilegium nostrum per manus Zaccbarìe 
nostri notarij scribi et bulla plumbea nostro typario impressa 
precepimus roborari, anno mense et indictione subscriptis. 

Data in felici urbe Panormi per manus Gualterij Dei gracia 
venerabilis Panormitani Archiepiscopi, et Matthei Regg Vi- 
cencancellarij Regiorum familiarum; anno dominice incarna- 
cionis millesimo centesimo septuagesimo primo, mense Marcij, 
Indictionis quarte. Regni vero domini nostri Willelmi, dei gra- 
da gloriosissimi et preexcellentissimi Regis Sicilie ducatus 
Apulie et principatus Capue, anno quinto feliciter. Amen. 

B. C. P, Ais. Qq. H. 6. 1. 12. lab. Girgenti. 



DELL EPOCA NORUATINA IN SICIt.IA 



1171, Marzo, Imi. IV. 

Uirolta abbadessa del Monasterfo di S.'Maria de Latini» lo Palarmo. 
-dichiara che Matteo, vioecancelliere di re Ooglielmo, fbodó ud Monaste- 
ro di donne, con larghe coDceuioni dihent, lottoponaDdolo all'ordine dì 
& Benedetto. 



In noifaine domiiit Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Chrl- 
8ti. Anno ab incarnatlone eius MOLKXI mense Martii IV In- 
dtctionis Regni vero domini nostri Willelmì Dei gratia glo- 
riosissimi et ma$,niiflcentissimi Regis Sicilie, ducatus Apulie et 
principatus Capue, anno V Teliciter. Amen. Ego Marocta Mo- 
nasleriì sancle Marie de Latinis prima ciocia, universe con- 
flororfis mpe, ih'<!(*iii Domino sen'ionlcs, dcvoctionis affectu, 
et i-liarìtalis arbore. Quia vos domine Matthee, eiusdem iiia- 
gnificeiitissimi et precHlleutissimi Rogis Willelnii illustri vi- 
cecancellarie, predictum Monasterium ad honorem et gloriam 
Dei onnipotontis. et perpetuam laudem beatissime et gloriose 
semperque Vìrgìnis Marie f\indari parìter et edificari fecisli, 
et ad decorem ipsi (a) domuj Domini necessaria ornamenta 
sufficicnler et devote inpcndistis ad usum faraularum Cbrlstij 
que nunc et semper. Domino largiente, divinis ibi vacabunt 
obsequis; quas possessiones et statutos ac sufHcientes redditus 
liberaliter obtulistis, tam id salutiferum opus commendabiliter 
A vobìs peractum in Domino, quam rerum eius opulentia a vo- 
bis indulta maniresic declarat. Nos itaque perpencius atten- 
dentes inexauslum Ci) desiderium, et cbaritalivum lervorem, 
quem geritis, ut tam a nobis quam a posteris nostris amodo, 
«l imperpetuum in eodem Monastorìo, omnipotenti Domine et 
gloriose beate Marie semper Virginis, statuto ordine et certia 
institutionibus serviatur. Promìctimus vobis et heredibus ve- 
stris presenti pagina, ipsam nostram promissionem in DoinÌDO 



130 I DOGUMRNTI INEDITI 

communimus subscriptam ordinatioDem, comuni Consilio* et 
spontanea voluntate omnium nostrorum in ipso Monasterìo, con- 
stilutam ad honorem omnipotentis Dei et assiduam laudem 
ipsius gloriose et perpetue Virginis Marie, Christo propitio» 
illibatam per omnia imperpetuum observare. In primis scilicet» 
Domino Presule, erimus in ipso Monasterìo Abbatissa et mo- 
niales XXIV et scola puellarum, que ibi sunt permansure, et 
consucrande, et omnes insimul in refectorio commedemus, et* 
in dormitorio insimul dormiemus; cibaria erunt nobis omni- 
bus equalia, et omnes vestiemus similibus vestimentìs, offl- 
ciuin et verum ordinem tenebimus secundum reguiam beati 
Benedicti. Ultra predictum vero numerum monialium non ad- 
mittemus moniales nisi postquam Monasterium ipsum aliis> 
possessionibus et redditibus adauxerit. Et tunc secundum in- 
crementum aliorum reddituum et possessionum admictentur (e).. 
Et numquam licebit Abbatisse vel monialibus, quam posteris 
nostris, laicam vel monialem undecumque sit, nisi semper sit 
ibi permansura, infra olaustrum Monasterii bospitio suscipere 
nec in dormitorio ad dormiendum introducere, sed tantum si 
honesta Tuerit, charitatis intuitu secundum regulain sanati Be- 
nedicti ad communem reiectioneni in refectorio quandoque- 
licebit invitare. In bis vero, que nobis et posteris nostris sin- 
gulis annis necessaria sic a vobis iam dicto domino Mattbeo- 
domini gloriosissimi Regis Willelmi illustris vicecancellario 
sufficienter ac provide dispositum est et provisum , ut in ce- 
lebratione divini offlcii nullam possimus movere querelam*. 
Hec autem singulis annis nobis necessaria: videlicet, unicuique 
nostrum staminee quatuor, pellicie due, una nova et alia ve— 
tus, gunnelle due, linteamina quatuor, stramenta lectorum sci- 
licet sagum et capitale, lene singule et cultre similiter, man- 
telli duo, unus novus et alter vetus, faciola quatuor, duo nigra 
et duo alba, gaiole due, tarcbe singule, corrigie singule, ca- 
ligarum parium, pendules (d) isinùliter calceamentorum pariai 
duo. Pro bis autem omnibus emendis et redciendis statutis a 
YObis domino Mattheo, domini gloriosissimi regis Willelmi vi-< 
cecancellario, singulis annis tarenos scilicet mille centum quin— 



dell' epoca normanna, in SICILIA 131 

quaginta. Pro tertio misse omnium Testi vitatiim, in quibus 
duodecim lectìones flunt statuti, sunt tareni quinifenti prò sa- 
cristla in oleo cera et incenso, et aliis necessariis ipsius sa- 
cristte tareni centum trigiata. In omnibus vero aliis, que ne- 
cessaria sunt rf^rectorio, cellai-io, coquine et ipsi monasterio, 
Abbatissa provìdebìt, et do pretìo quod ibi supererit flerì l'aciet 
Et quoniam prò siipendìs et cunctis necessariis nostris a vobis 
sufflcienter, et satis abunde est nobis pmvisum, et in voto ha- 
betis ut paiiciores nunquam plures autem auctis , ut dictum 
est, posscssio.nibus adiiiictantur, ne causa inopie a uobis alique 
repelJantur, presenti annotatìono promictimus vobis, et here- 
dibus vestris, quod nìhil penitus a pauperibus mulieribus sese 
ipsi Monat^terio offerentihus ezqniremus, nì forte aliquìd ha- 
buerint, quod sua sponte absque requisitione qnalibet volue- 
rint ipsi Monasterio impertiri : non lamen pio inopia sua quam- 
libet reppuemus quamdiu de prodicto numero constituto aliqua 
defueril, nisi forte aliquid in ea repreetisibile fuorit, propter 
quod iuste secundum regiilam debeat reprobari. Et quia prò 
omnibus nobis indumenla, et cotidiana stipendia sufflcionter 
sunt constituta; statutum est, ut quamdiu de predicto numero 
monialiura alique defuerint refèctiones earutn que dofuerint 
in mensa relectoris cotidìe apponantur; et tam refèctiones ipsas 
quam id quod pi-o indumentis eaniin aliisque i)eces<ianis est 
Btatutum, donec preflnitus numerus compleatur, pauperibus ero- 
geraus. Si qiie vero mulieres consanguinitatis vobis linea per- 
tinentes ibi Aeri monijies peticrint gratis omni tempore, et 
absque percuDtatione qualibet rccipìemus: siquiduru locus vo- 
caverit statutarum. Sericum opus ntmquam operahimus ad 
opus alicuius ; sed si aliquando e^pedierit ad opus Monasteri! 
pretxpto Abbatibse, quasi sub obedienlia eadem soror cui fue- 
rit iniunctum, si eius operis sciens exlìterì operabitur. Duos 
cappellanos senes et honestos semper liahehimii!), qui cotìdìe 
raissas ibi foncelebrent lam prò vìvis quam et prò defunctis: 
in claustrum autem ipsius Monasteri! ipso» eappellanos pe- 
oitus non permiclemus intrare, nisi cum opus fuerit prò danda 
pcnitentia vel Eucbaristia inflnnis. Uabebimus etiam hostia- 



132 I DOCUMENTI INEDITI 

rium in anteriori porta Monasterii senem et honestum, quem 
secundam portam monasterii penitus ia<2:redi non permictemus 
prò quolibet negotio : sed semper custodiet exteriorem portam 
Monasterii prò dandis et recipiendis responsis, et semper ia- 
cebit extra Monasterium. In mensa Àbbatisse singulis diebus 
apponentur ciste octo panis et vini, et palmentariorum ultra 
que conventus utitur, et in elemosinis sic expendentur. Prima 
prò domino nostro gloriosissimo Rege Willeimo, ut Deus exaltet 
eum et prò regibus terre gloriosiorem faciat et multiplicet 
annos vite eius in longitudinem dierum. Secunda prò anima 
domini Regis Willelmi patris eius beate memorie. Tercia prò 
vobis. Quarta prò anima domine Sico quondam uxoris vestre, 
bone memorie, cnius Consilio Monasterium ipsum a vobis cum 
devotione lundatum est et dotatum. Quinta prò anima patris 
vestri, Soxta prò matre vestra, seplima prò uxore vestra do- 
mina ludith. Octava prò benedictis flliis vestris. Pro domino 
autem gloriosissimo rego Willelmo cotidianam et specialem 
orationem facierfìus, et i)ro ipsius vite longevitate, et incre- 
mento salutis in Assumptione beatissime Virginis Marie sin- 
gulis annis de elemosina ipsius Monasterii scilicet de pane, 
vino, caseo et legumine centum pauperes nutriamus (e); et post- 
quam annosi temporis lelicem consuraaverit cursum, eius an- 
niversariuni ibidem soUemniter celebrabimus, et prò eius io- 
cunda memoria, et ipsius anime salute singulis annis in eius 
anniversario dehimus pauperibus panes trecentos, et sex ba- 
rilia vini, et unum cantare casei; et similiter faciemus singulis 
annis in anniversario domini gloriorissimi Regis Willelmi pa- 
tris eius beate memorie, de cuius gratie et dono subscriptum 
casale Carubule vobis collatum fuit. Post decessum quoque 
domine Margarite gloriose Regine anniversariura eius soUem- 
niter celebrabimus. Anniversarium etiam domini Henrici glo- 
riosi Principis sollemniter celebrabimus. Anniversaria quoque 
domini magniOcentissimi Hegis Rogerii pie recondationis et 
predecessorum eius domini lamosissimi ducis Roberti Gui- 
scardi et magni comitis Rogerii (/), sollemniter celebrabimus. 
Anniversario et predicle domine Sico quondam uxoris vostre 



DKLL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 133 

bone memorìe, et patris vestii domini Nicolai et fratrum ve- 
strorum domiDi Constantint venerabilis quondam Vcnusiai Ab- 
batis, et domini lohannis Veoerabilis quondam Cathaniensis 
episcopi, et domini Rogerii magislri ludicis Surrenti, sollem- 
Diter celebrabimus. Et singulis annis donec vohis vita fìierit 
Comes io oaiivitate sancte Virginis Marie de elemosina ipsius 
monastei'ii scilicet de pane, vino, caseo et legumine centuni 
pauperes nutriemus. Et post deccssum vestrura et fliiorum 
vestrorum, matris et sororis vestre, annivei-saria vestra sollem- 
DÌter celebrabimus, et in singulis anniversariis vestris et pre- 
dicte domine Sice quondam uzoris vestre bone memorie patris 
quoqne et matris vestre {g) ac fliiorum vestrorum, dabimus 
pauperibus dii elemosina ipsius Monasterìi panes trecento et se\ 
barrilia vini, et unum cantare casei. In singulis vero anniversarìis 
predictorum Iratruni vestrorum et sororis vestre dabimus paupe- 
ribus singulis annis pnnes dncentos,etquatuorbanlÌa vini, et me- 
dietatem cantare casei. Posi docessum quoque vestrum singulis 
septìmanìs semel in ebdomada prò anima vestra missani con- 
celcbrabimus et quotiescumque missam prò deftinctis celebra- 
bimus, secunda oratio dicetur.pro vobis: Inclina domine, ter- 
tia oratio prò domina Sica quondam usore vestra bone me- 
morie: Quesitnus (A) domine prò tua pietate. Similiter fiet in allis 
otTìciis inortuorum. His ita dispoititis et ordinatis omnes pre- 
dicti tarcni a vobis superius statuti prò omnibus veslimentis 
et indiimentis et calciamentts, et paimis lectorum omnium no- 
strorum, et prò tertio misse omnium festivitatum in quibus 
duodecìm lectionis Qunt, et prò ìnflrmaria. et prò cera incenso 
et oleo Sacristie accipientur de rcdditibus aubscripli Casulis 
Carubulc, et ])OsscssÌonum, quas ipsi MoiMsterio olitulistis et 
concessistìs ; cuius Casalis et possessìonum statuti rcdditus iti 
singulis annis in moneta Uuirnì scilicet duo mille diiccrili, ub- 
sque victualihus ot vino et aliis reddìtìbus ipsius (asalis, et 
ipsarum possessionum. De quibus tarenis emplis et preparati^ 
omnibus necessariis nostris, et hiìs, quo necessaria simt prò 
tertio misse omnium festivitatum, et prò infìrmaria, et sacri - 
stia sìcuti superius dispositum est, residuum tareni proflcient 



134 I DOCUMENTI INEDITI 

utilitatibus et necessitatibus ipsios Monasterii. Simìliter et 
flet de victualibus reservato et receptuo ex eis quantum suf- 
flciat ipsi Monasterio et prò elemosinis faciendis, sicuti so- 
perius est dispositum, reliquum proflciat ipsi Monasterio et 
ipsius utilitatibus. Et quando omnes predictos redditus acd-^ 
piemus ita provide et discrete prò omnibus supradictis, et 
statutis expensis et aliis necessitatibus ipsius Monasterii di- 
stribuemus, ut sine querela et murmuratione , servitium Dei 
celebrare possimus, et predicta omnia que superius statuta 
facienda sine diminntione valeamus adimplere. Possessionesk 
quas ad usus nostros^ et ornamenta que ad decorem ipsius Mo- 
nasterii et ad divinum oflficium ibidem celebrandum eidem Ce- 
nobio obtulistis, hoc sunt: Gasale Carubule cum omnibus iustis 
tenimentis et pertinentiis suis. Yinea magna, que est in Gan- 
nito supra sanctam Luciam cum omnibus pertinentiis suis et 
cum amigdaleto quod adiuuxistis ipsi vinee cum terra vacua, 
quam emistis circa ipsam vineam. Totum cannetum quod 
emistis a Simone cantore Regie Cappelle, quod est in loco 
qui dicitur Susa, furnus qui est ante domnm vestram in Ru- 
ga que vocalur do Fatosa cum omnibus perlinenliis suis. Terra 
vacua cum parietibus dirutìs, que est ante ipsum Monaste- 
rium in qua olim fuìt Buttellaria, et unam Buttellariam, que est. 
in loco qui dicitur sanctus Nicolaus de Bosco, et j ardi n una- 
parvuni quod est retro secus tribunam ipsius Monasterii. Ifec- 
autem omnia oblata a vobis domino Mattheo, domìni glo- 
riosissimi regis Willelmi illustris vicecancellario ipsi Mona- 
sterio cum omnibus privilegiìs, et nominibus et rationibus, quas^ 
inde habuisti, Optulistis etiam eidem Monasterio oves septin- 
gentas, vaccas quindecini , boves laboratorios orto , sumerios 
sex, mulain unam ot servos duos. Ad decorem et ornamentum 
ipsius Monasterii, et ad divinum offlcium ibidem celebrandum^ 
hec ornamenta eideni cenobio optulistif^. Videlicet: crucem ar- 
genteam ad processionem, que cum pumo et basta in qua in- 
flngitur habet tres libras argenti et uncias tres, et aliam cru- 
cem parvam de auro in qua est lignum Domini, et aliara cru- 
cem parvam argenteam, duos crucifixos argenteos qui habent 



dell'epoca normanna L\ SICILIA 135 

novem libras argenti et uocias duas, calices argenteos quatuor, 
quorum unu8 habet unam libram argenti et uncias quatuor, 
alius habet unam libram argenti, tercius habet uncias argenti 
decem, quartus uncias argenti sex. Ampullas argenteas duas, 
que babent uncias arf2:entì quinque, baciles argenteos duos, qui 
habent unam libram argenti et uncias ceto. Candelabra ar^ 
gentea quatuor, quorum duo habent unam libram argenti et 
uncias quatuor, alia duo babent unam libram argenti et un- 
cias duas. Siclum argenteum cum spongea argentea, que ha- 
bent unam libram argenti et uncias qnatuor. Turibula argen- 
tea duo, quorum unum habet libram argenti unam, aliud ha- 
bet uncias argenti decem et mediam. Concham prò incenso 
argenteain cum cocleare argenteo, que habent uncias argenti 
sex. Textum Evangelìorum, qui habet Ires libras argenti et 
unciam unam et medium. Iconam cum iniesivo, que habet li- 
bram argenti unam et mediam. Àliam Iconam argenteam ro- 
tundani in qua est imago sancii Georgiì. Aliam Iconam ma- 
gnam in qua est imago gloriose Virginis Marie Cristum in 
ulnis tenens, que in corona Ghristi, et in corona ipsìiis Vir- 
ginis et circum circa ipsain Iconam habet libras argenti quin- 
que et uncias tres et mediam ; et in corona Virginis sunt 
sardine magne septem, et perne magne octo ad modum lupi- 
norum; in corona Ghristi sunt sardine quatuor magne, et alte- 
sardine parve duodecim , et perne sexdecim ad quantitatem 
ciceris; et in corona Ghristi et Virginis sunt perne mille quin- 
gente minus octo. Gandelabra erea magna duo et alia parva duo» 
Gasulus tres, unam purpuream cum lista aurifrisata, et alia parva 
duo, et aliam xamito rubeo similiter cum lista aurifrisata, et aliam 
de xamito viridi cum lista aurifrisata, et unam aliam Gasulam al- 
bam sericam. Amictus duos cum listis, stolas duas unam de- 
zendato rubeo et aliam de zendato albo, et aliam stolam cum 
auriflrixo, et cum uno simili manipulo. et tres alios mani- 
pulos sericos, albas tres, duas cum listis et unam sino listis, 
cingnlos sericos duos. Sindones sericas de altari septem, to- 
balias lineas novem, cortinam unam de zanzili, campanas octo, 
libros ecclesiasticos ad ofiicium Ecclesie dedistis, et omnia* 



136 1 DOCUMENTI INEDITI 

.alia, que pertinent ad usus necessarios ipsius Monasterii. His 
igitur et omnibus siy)radictis , Domino auctore, taliter dispo- 
sitis et ordinatis Monasterium ipsum omnifariam liberum sta- 
tuistis et ordinastis, et ab oinni jurc condictionis vel successioais 
heredum vestrorum liberum semper et absoluntum dimisistis; 
prelor hoc quod vobis viventibus vestre reservatum est potestati 
scilicet, ut electionos ibi consensu et Consilio vestro fìant, et 
adminisiratio et ordinatio omnium rerum ipsius Monasterii 
vestro Consilio tractoctur et disponatur. Et ut nullo tempore 
lìceat abbatisse neque monialibus eiusdem Cenobii, tam nobìs 
quam posteris nostris, insimul vel semotim tam de cunctis pos- 
sessionibus quam de predìctis rebus ipsi Monasterio a vobis 
oblatis seu deinceps offerendis, distrahere vel alienare seu quo- 
libet modo obligare, nisi forte ad comodum et meliorati«)neni 
ipsius Monasterii causa comrautationis intercesserìt Heredi- 
bus quoque vestris nullam reliquistis licentiam nec facultatem 
aliquam eis reservastis de eleclionibus ibi celebrandis vel con- 
cedendis, et de omnibus ipsius Monasterii tam stabilibus quam 
mobilibus distrahendi vel oblig^ndi aut alienandi omnem eis 
potestatem abstulistis. Sed placuit vobis et statuistis, ut post 
decessum vestrum electione^ in ipso Monasterio flant libere 
et absque alicuius contradictione, secundum preceptum et re- 
gulam beati Benedicti. Hoc autem solum heredibus vestris re- 
servastis; videlìcet, ut si Abbatissa vel moniales tam nos quam 
postere nostre, ut predictum est, siraul vel semotim de posses- 
sionibus vel de preci ictis rebus mobilibus ipsius Monasterii, 
quod absit, aliquid distroherc voi obligare seu alienare vo- 
luerimus. nisi fortn, ut superius dictum est, ad commodum et 
meliorationem ipsius Monasterii causa commntationis interces- 
serit, ipsi iiìhibeant et fieri non pormittant; et si factum fuerit 
auctorilate vostra intringere vale.'^jit et revocare. Et si pre- 
dieta anniversaria, et missarum sollemnia, que ibidem statui- 
stis celebranda non celebravimus, et elemosinas sicut a vobis 
statutum et dispositum est non erogavimus, ipsi hereiles vo- 
stri iuxta predictum tenorem prefate dispositionis, et oi'dinem 
per omnia facianl adimpleri; hac enim condictione omnia que 



nELL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 137 

suprascrìpta tam btabilia quam mobilia ipsi Monasterìo con- 
cessistis et obtulìstls. Ad buius autem nostre promissionis sta- 
bile flrmamentuiu, et Domino propitio, et inre(ragabile votum, 
buius privilegii tcnorem et formulam comuni conseosu et 
concordi voluDtate cum sano Consilio omnium nostrorum dige- 
stam scribi fecimus per manus domini Simonis Capellani ve- 
stri et vobis domino Mattheo domini gloriosissimi regis Willel- 
mi illustris vicecancellario, ad perpetuam memoriam supra- 
scripte promissionis babendam assigaavimus. 

in; Amico, semplici. li) ineiccìiauslum. tc) Omesso da Amico. 

(d) Mg. sec. Wlpedules. (e) Amico inoitemuii, if) Manca in Ami- 
co. (',) MaDca ìd Amico. <A) Qualenua. 

Dal T"b. de: Monatt. di S. Maria dL-l Cancelliere, Ma. Amico R. C. 
f. Qq. H. 0. della nuova num. f. 203, 219 dell'antica. 

Copia del sen. XVI, 3* nota esìsienie nella Alza di n. 367 delle carte 
del Mona.^t. del Cancelliere di Palermo. 



Lvni. 

1171, .Maggio, liid. IV. 

Matteo, Vìcecancelliere di re Guglielmo, edìdca il Monastero di S Ma- 
ria Vergine In Palermo, assegnandone i beni e la re^^ola ecclesiastica. 



In nomine Domini el Salvatoiis nostri lesu Christi. Amen. 
Anno ab incarnationt^ eiusdem MCLXXI mouse Maìj iv iiidic- 
tionis, re^ni domìni nostri Wìllelmi Dei gialla gloriosissimi 
et magli ìflcentissiini re^ìs Sicilie ducatus Apulie et prìncipatus 
Capue, anno V lélicitcr. Amen. Nos Matthcus eiusdem magni- 
flcentissimi regis vicecancellarius. Inter vanas et fugitìvas tem- 
poralium allluentias, et deceptoris mundi ludrica conslituti et 
circa alias dudum cum Mattheo solllciti ad contemplanda vite 



138 I DOCUMENTI INEDITI 

munere dignioris cuin Maria partein optimam possidente, ali- 
«quantiilum, volente Domino, oculos considerationis iofiximus, 
et illius inspirationis conimoti, qui ait : Sino me nihil potestis 
facere, eiusque salubri auxilio confortati, que expetitio inter 
.fluctQum discrimina laboranti porrexit dexteram redimere et 
grate salutis consilium paulo prestitit naufraganti. De domo 
nostra infra felicis urbis Panormi ambitum constituta in loco, 
qui vocatur in ruga de Fatosa, sanctuarium Domini, Domum 
Domini, et Tabernaculum Altissimi, toto affectu devota mente 
et toto desiderio construere volumus et optamus. Et quia equum 
est et salutare, ut ea que, Christo auctore, bona incohata prin- 
cipio meliori exitu consumantur, ideo buius nostri voti prò- 
positum opere pretium, et diligenti studio duximus adimplendum; 
quatenus, et bona voluntas babeat incrementum, et videa- 
tibus proflciat ad exemplum salutis. Igitur ad laudem et glo- 
>riosissimi Domini nostri lesu Gbristi et honorem sacratissime 
Virginis Marie, genitricis eius, in prefata domo nostra prò 
favore et libera concessione domini nostri gloriosissimi regis 
Willelmi et domine Margarite pgssime regine matris sue con- 
isensu , etiam et auxilio ac laudatione domini Gualterii Dei 
gratia venerabilis Panormitani archiepiscopi et regii familiaris, 
Monasterium monialium fundamus et statuimus, et per hoc 
firmum privilegium nostro sigillo viria cera impresso signatum, 
^et tam subscriptioue proprie luauus nostre quam et idoneis 
4estibus roboratum. Grata licentia et sancta concessione eias- 
-dem domini nostri gloriosissimi regis Willelmi et eiusdem 
«domine Margarite serenissime regine matris sue, in ipso mo- 
nasterio perpetuo iure concedimus atque donamus, casale no- 
strum Carubule cum omnibus iustis tenimentis et pertineotiis 
-suis, vineam quoque magnam, que est in cannito supra Sane- 
lam Luciam cum omnibus pertinentiis suis et cum amigdaleto 
^uod adiunximus ipsi vinee, et terram vacuam, quam circum- 
circa ipsam vineam et toto canneto, quod adiunximus a Simoae 
cantore regie Cappelle, quod est in loco qui dicitur Susa (a). 
Concedimus eidem monasterio cannetum parvulum cannarum, 
jreliquuin vero nostro usui reservamus. Similiter etiam ipsi 



DKLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 139 

inonasterio per idem privilegium concedimus et donamushortum 
lierbarum, qui est intus in civitate Panonni iuxta portain Ther- 
marum, et furnum qui est ante domum nostram, et vocatur 
ibi ruga de Fatosa cum omnibus pertinentiis suis, et domum 
-que est ante ciborium ipsius monasterii cum terra vacua, que 
est ante ipsam domum, que olim fuit Buttellaria, et unam But- 
tellariam, que est in loco qui dicitur S. Nicolaus de Bosco, 
et jardinum parvum, quod est retro secus absidam ipsius mo- 
nasteri!. Hec autem omnia ipsi monasterio ofTerimus et dona- 
mus cum omnibus privilegiis et nominibus et rationibus, quas 
inde habemus. Offerimus etiam eidem monasterio et donamus 
oves trecentas, vaccas quindecim, sumerios sex, mulam unam, 
l>oves laborativos octo, servos duos et ancillas quinque. Et 
ipsum vero monasterium a nobis constructum et huius nostre 
•oblationis et concessionis mnnere dotatum, o felix et gloriosa 
angelorum regina et hominum semper excellentis gratie Impe- 
ralrix tuo insigni nomine decoralum, tibi virgo singularis of- 
ferirou> sponto i&), et Alio tuo pariter virtute cuncta regenti 
tota devoctiono commictimus gubernandum suoque patrocinio 
petimus ingiter regendum. In quo hanc ordinationem, o bea- 
tissima Virgo, ad perpetuam laudem et suplicem famulorum 
sponso ac Alio tuo, tibique iugìter exhibendum, Consilio et 
voluDtate domine Marocte eiusdem monasterii nostra conces- 
sione prime venerabilis Àbbatisse totius conventus, statuimus 
et ordinamus, quam reparationem de bono semper in melius 
et perfectiora cupimus et valitura. Erunt, Domino Presule, in 
60dem monasterio Abbatissa et moniales xxiv, (/?) et semper 
sit ibi scola puellarum conversarum que ibi sunt permansure, 
et consocraniie; cum quibus omnibus Abbatissa in refectorio 
insimul comedat, in eodem dormitorio cum eis dormiat, cibaria 
babeant omnes equalia et omnes vestiantur similibus vesti- 
mentis, offlcium et ordinera teneant secundum Gassinensem 
ecclesiam. Ultra vero predictum numerum monialiuro nolumus 
•qaod admittantur moniales, nisi post quando monasterium ipsum 
aliis possessionibus et reddttibus adaaxerit, et tunc secaDdum 
;incremeDtuiD aliorum reddituum et possemionoin , predictus 



140 I DOCUMENTI INEDITI 

monialium numerus poterit augmeotari. Pro omnibus autem 
▼eslimentis et calceamentis et ligamentis et pannis lectorum 
predictarum monialium, singulis annis tarenos Sicilie statuimus 
sexcentos ad granum unum. His autem pannis singule ipsarum 
monialium habere debeant cammicias quatuor, vestellas duas» 
pellicias duas, facioles duos, suplas duas, parium calligarum 
unum, paria calceamentorum duas, mantellos duos, quorum 
alter de tertio in tertium annum sit novus, linteamina quatuor, 
cultram uuam, IVasatam unam. Infirmane statuimus tarenos 
centum septuaginla ad irranum unum. Pro tertio misse omnium 
festivitatum, in quibus duodecim lectiones sunt, tarenos qua- 
dringentos quinquaginta ad granum unum. Pro oleo, cera et 
incenso totius anni prò Ecclesia et lampadibus, que stabilita 
sunt in ipso monaMerio, singulis diebus et noctibus ad lumen 
habendum, tarenos vlgiuti ad granum unum: sunt autem omnes 
tareni milletrecenti quadraginta. Statuimus etiam ut habeant 
duos cappollanos senes honostos, et probe vite, qui cotidie 
missas celebrent in ecclesia sancii Eustachii. Inlus autem in 
monasterio non careni missa in nativitatc Domini et in Resur- 
rectione, in Ascensione Domini et Pentecoste Salvatoris, et in 
sollemnilatibus beale virginis Marie, in festo beali lohannis 
Baptiste et in natalìtiis Apostolorurn, in comrnenioratione om- 
nium sanctorum, in dorainìcis diebus, si probate vile fuerint 
et arbitrio sederini Abbatisse, et totius conventus. Intrabunt 
autem in ipsum monasterium cum opus fuerit prò danda pe- 
nitentia et houcaristia infirmis; aliu<I orlicium tam diurnorum 
quam nocturnorum celebrabiint ipse moniales absque ipsis 
sacerdotibus, sicut consuetudo est in regulari monasterio mo- 
nialium, et in omnibus vivent sccundum regulam beati Bene- 
dicti. Ilaboant autoni liostiariani in porta claustri, que prò 
nullo sorvitio accedei extra portani ; simililer in se habeant 
alium lìostiaruni sonem moribus et vita probatum, qui sciet 
respon^um dare et accipere, et semper iaceat in sichisa, et 
diligeiiler custodiat exleriorem partem sichise, quecumque 
autem introduconJa fuerit, hostìarius introducat usque ad se- 
cundam porlam sichise, et non ingredietur medianam por- 



dell'epoca NORMAMNA in 6ICILU 141 

tam 8fchift6! sed ab ipea mediana porta sichise hostiaria 
oum ancillis introducat Statuimus enim ut in singnlis diebua 
apponantur in mensa Abbatlsse ultra oibum suum ciste sex de 
pane et de vino et de pulmentariis que conventus coraedit, 
que in elemosinis sic expendantur. Prima prò domino nostro 
g^oriosissiiuo rege Willelmo, ut Deus exaltet eum et progeniem 
saam gloriosam fticiat et multiplicet annos vite eius in longitu- 
dinem dierum. Secundo prò nobis; tertia prò domina Sica uxore 
nostra bone memorie, cuius Consilio et devotione monasterium 
ipeum fundamus et dotamus. Quarta vero prò patre nostro. 
Quinta prò matre nostra. Sexta prò benedictis flliis nostris. 
Iterum statuimus, ut speciali et cotidiana oratione orent ipse 
moniales, prò vita et incolumitate et exaltatione domini nostri 
gloriosissimi regis Willelmi et domine serenissime regine matrì 
sue et gloriosissimi principis domini Henrici fratris sui, et prò 
ipeius gloriosissimi regis vite longitudine et incremento salutis. 
In assumptione beatissime virginis Marie singulis annis, de 
elemosina ipsius monasteri!, scilicet de pane, vino et caseo, et 
legumine centum pauperes nutriantur, et postquam annorum 
tempus leliciter consumaverinl cursu annivci*sariam ibidem 
sollemntter celebretur, et prò eius iocunda memoria et ipsius 
anime salute, singulis annis in eius anniversario dantur pau- 
peribus panes trecenti et sex barrilia vini, et de caseo cantare (1) 
unum. Et postquam domina serenissima regina mater eius et 
domiuus Henricus gloriosus princeps in senectute bona tem- 
pora longioris vite feliciter consumaverint, eorum anniversa- 
ria ibidem sollemniter celebrenlur. Anniversarium quoque do- 
mini gloriosissimi regis Willelmi beate memorie, de cuius 
munifico dono predictum Casale Carubule accepimus, in ipso 
monasterio sollemniter celebretur, et singulis annis in eius 
anniversario, de elemosina ipsius monasterii, dentur pauperibus 
panes trecenti et sex barrilia vini, et de caseo cantare unum. 



(i) Cantaro o hintàr é voce araba ; per quanto mi sappiu questa è 
la più antica menzioue che ne trovo in docanienti latini. 

Garufi — / documenti inediti, ecc. 13 



142 I DOCUMENTI INEDITI 

Anniversaria similitor domini magniflcentissimi regisRogerii, 
pie recordationis, et predecessorum eius domini famosissimi 
ducis Roberti Guiscardi, et magni comitis Rogerii ibidem sta- 
tuimus ut celebrentur. Ibidem anniversaria predicte domine 
Sice uxoris nostre, bone memorie, et patris nostri Nicolai et 
fratrum nostrorum domini Costantini venerabilis quondam ve- 
nusini Abbatis, et domini lohannis venerabilis quondam Catha- 
niensis episcopi et domini Ragonis magistri iudicis SurrentL 
Et statuimus ut singulis annis, donec nobis vita comes fuerit, 
in nativitate sante Virginis Marie de elemosina ipsius mona- 
sterii, scilicel, de pane, vino et caseo et legumine centum pau- 
peres nutriantur, et post decessum nostri et flliorum nostrorum, 
matris et sororis nostre, anniversaria nostra similiter cel^ 
brentur, et in singulis anniversariis nostris et predicte domine 
Sice quondam uxoris nostre, bone memorie, patris et matris 
nostre et filiorum nostrorum, singulis annis dentur pauperibus, 
de elemosina ipsius monasterii, panes trecenti et sex barrilia 
vini et de caseo cantare unum ; in singulis vero anniversariis 
predictorum fratrum nostrorum et sororis nostre dentur pau- 
peribus, singulis annis panes ducenti et quatuor barrilia vini, 
et de caseo cantare medium. Statuimus etiam Consilio et ordi- 
natione predicte domine Marocte venerabilis prime Abbatisse, 
et totius conventus eiusdem monasterii, ut post decessum no- 
strum singulis septimanis semel in ebdomada, sexta scilicet 
feria, prò anima nostra missam celebrent et totiescumque 
missani prò defunctis celebraverint, secunda oralio dicatur prò 
nobis: Inclina domine, lertia oralio prò anima predicte Sice 
quoddam uxoris nostre: Quesinius Domine prò tua pielate. Simi- 
liter etiam taciant in aliis olficiis mortuorum in absoluctione 
capitali ; et singulis diebus dominicis finitis matutinalibus. 
Himnis eaut cuui processione ad cimiterium, quod est in ec- 
clesia Sancti Pauli, et Taciant ibi commemorationera fìdelium 
defunctorura; in ipsa vero ecclesia Sancti Pauli, in qua est, 
ipse conventus semper habeat unum sacerdotem grecum, qui 
ibi cotidie celebret divinum oificium prò animabus predictorum 
gloriosissimorum regum, et omnium fldelium defunctorum, et 



dell' BPOCA NORMANNA IN SICILIA U-t 

■sesta feria missam celebrent prò anima nostra. Pieifirea oimies 
predicti tareni, quos constituimus prò vestiiiiRiitis et calcea- 
raentis et ligamealis, pannis lectorum omnium monialiura et 
prò ioflrmaria, et tertìo misse omnium festivitatum, in quìbus 
•duodecim lectiones flunt, et prò oleo, cera et incenso totius 
anni prò ecclesie et lampadibuii, que stabilite sunt singuiis 
■ùiebus ac noctibus lumen habentes; qui sunt tareni mille tre- 
centi quadraginta, excipiantur de redditibus predicti Casalis 
Carrubule et predictarum possessionum, qua% ipsi Monasterio 
obtulimus et concessimus; culus casalis et predìctorum posses- 
sionum statuti redditus sunt, singuiis annis in moneta tareni 
'Sicilie duomilia quatrìngenti , absque victualibus et vino et 
aliis redditibus predicti Casalis, et piedictarum possessionum. 
De quibus tarenis datis prò premissis statutis et nominatis 
expensis et utilitatìbus ipsius monasterìi, et statutis elemosinìs 
in predictis anniversariìs taciendis habeantur et conferant. 
Statuiraus ut quando omnes pr(>dicti redditus accipiuntur ita 
providet et discrete prò omnibus supradictis et statutis ex- 
pensis et prò aliis ipsius monasterìi necessitatìbus compar- 
tiantur, ut sine querela et absque murinuratione sorores ipsius 
monasterìi servitium Del possint celebrare, et predicla omnia, 
que statuìmus facienda sine diminutione aliqua complean- 
tur. Interea ad glorìam Dei et Salvatoris nostri lesu Christi 
et honorem sanctissìme Yirginis Marie genitrìcis, ad decorem 
ornamenti ipsius monasterìi, et ad Divinum offlcium ibidem 
celebraodum, bec dona ipsi monasterio obtulimus, videlicet: 
•cmcem argenteam ad processionem, que cum pomo et basta, 
in qua infigìtur, babet libras argenti -tres, et unclas tres (d), 
et aliam crucem parvara de auro in qua est lignum Domini le), 
et aliam crucem parvam argenteam. Duos cruciflxos argenteos, 
qui habent libras ardenti novem et uncias duas ; calices ar- 
genteos tres, quorum unus babet unam lìbram argenti et uncias 
•quatuor, alius habot uncias argenti decem, tcrtiu:^ habet uncias 
argenti sex; ampuUas argenti duas, que habent uncias arfrenti 
quinque; baciles argenteos duos, qui habent libram argenti 
•unam et uncias octo; candelerìa argeotea quatuor, quorum duo 



144 l DOCUa&BNTt IBEìUm 

habent librani argenti unam et uncia^ duas, et sicbiutn argen- 
teum, qui babet uncias argenti daceiB et sdediam; tur^Hl^ula 
argentea duOj qtu>rum unum habet lUfram argenti unOim^ 
aiiud habet uncias argenti decem ^t mediam (f)^ ooochaBit 
argenteam prò incenso ciim codeare argenteo, que babeQt 
uncias argenti sex; textum evangelioram qui babet libras ar* 
genti tres et unciam unam et mediam; ioonani, que est oun) 
raasibo que babet Ubram argenti unam et mediam; aUam ico- 
nam argeateam, jn qua est imago saacti Georgii, candelabri 
erea magna duo et alia parva duo ; casulas tres , unam de^ 
purpura com Usia aui*ifrisatap et aliam de camita rubeo simi- 
liter cum lista aurìfrisata, et aliam de xanùto viridi cum lista 
aurifrisata et unam aliam casulam aU>am sericam; amictu^ 
duos cum listis, stolas duas unam de zendato rubeo ^t spiana 
de zendato albo et aliam stolam ciun aurìfrixo, et cum uno- 
simili manipulo et tres alios manipulos serico^, albas tres, 
duas cum listis et unam sine listis, clngulos serico^ duos. Sin- 
dones sericos de altaris septem, quorum quatuor sunt in coti- 
diano usu et tres in festivis diebus, tovalias lineas novem, 
cortinam de zanzili, unam campanam vetro, libros ecclesia- 
sticos ad eflfectum ecclesie dedimos et omnia alia que porti- 
nent ad usus necessarios ipsius monasterii. His igitur et om- 
nibus supradictis, Domino auctore, taliter dispositi^ et ordinatis 
monasterìum ipsum omnifarie liberum statuimus e| ordjnamus» 
et ab omni iure conditionis vel successiones beredum nostro- 
rum libere semper volumus permanere» preter hoc solum: 
quod nobis viventibus nostre reservamus potestati, scilicet, vX 
electionenì ibi consensu et Consilio uostro fiant et adniinistratio 
et ordinatio omnium rerum ipsius monasterii nostro Consilio 
tractetur et disponatur. Et preter hec que inferius describuntur, 
ut nullo unquain tempore liceat Abbatisse neque monialibus 
insimul vel semctim, tam de cunclis possessionibus, quam de 
predictis omnibus rebus in ipso monasterio a nobis oblatis seu 
oflferendis, distrahere vel alienare, nisi forte ad comraodum et 
meliorationera ipsius monasterii causa commutationis interces- 
serit. Heredibus quoque nostris uuUam relinquimus (licentiam). 



DELL'EPOCA imSMAllNA IH SICILIA 145 

tttfc fatlalVAUaa eis aliquam reserTamos ée electionibus tbi 
t^ebratidis vel conc«dendib, ot ée otiMiifous k^bns ipsius mooa- 
slM'il tan stabiliims quatti mobilibus 'étstrabendi vel obligiaadi 
Tel alìenamli tVinn^ jus tollimus Tel potestatem. Sed electiones 
volumus et stattiìnius ut post d«ceasuaa nostrum io ipso nfft- 
Dasterio flant lìbere éPabsque alicniuB oootradictione, ^ecuadum 
preceptum et regniam beati Beoedtcti. Hoc avtetn solum be- 
redìbus nostris rMinqaiiiiua et reservatna^ ridelìdet, ut si abba- 
tissa vel moniales, ut predictum est^ simul rei seraotìm de 
possessionibus vel de predictis rebus omnibbs ipsius monasterii, 
-quod absit, aliquid distratiere vel oUigare aut alienare voluerìt, 
nisi forta^ »! superlus dictHm, ad oomtBodiim et ttieliot-ationem 
ipsius monasterii causa commutationis iotercesserit, ipsì inbi- 
beant et fieri non penaiclant,et «i fìactam f^erit^ nostra auc- 
topitate ìnfringere valeant et revocar^ et « predicta anniver- 
' sana et missarum solemnia (que ibidem statuimus celebranda (g) ) 
non celebrentur et eiemosloas sicut a nobis superìus statutum 
est et dtspositum, non erogaveriot, ipsì heredes nostri, ìuxta 
predictuM tenorem prefate dispositìoois et ordiuera, faciant 
adimplerì: hac enim condictione omnia, que supra scripta sunt 
tam stabilia quam mobilia, ipsi monasterio coocessìmus et do- 
Hamu& Ad huiua aatem nostre oblatioais et constìtutionis sta- 
bile Brmamentum , et domino propritio irreft'agftbile votvm, 
duo similia scripta, unum vestrum eiuadem coatfheociB per 
manus Siraouis Cappellani nostri ibi fecimus caratteri, sigillo 
nostro viridi cera impresso cum subscriptione proprie manaa 
nostre roboramus et testibua valde idoneis (ecimus signarì; 
quorum alterum assiguamus predicte domine Marcete veaera- 
biti abbatisM et cotiventui ipsius monasterii, alterum vero nobia 
reservamus. Dedimus etiam eidem monasterio alìam iconam 
magnam, in qua est imago gloriosissime virgìnia Marie puerum 
in ulnis tenens, que in corona puerì et corona virginis et 
-cìrcumcirca ìpsam iconam habet libras argenti quinque, et 
uncias tres et mediam, et in corona virginis sunt sardine magne 
septem et pefne taagne octo ad modum luppfaomra. In corona 
pueH SQAt sai^ioe quitÉor magtie M Alle ftardima parve duo- 



146 



1 DOCUMBNTI INEDITI 



decim, et porne sexdecim ad quantitatem cicerum, et in coron» 
Christi et Yirgìnis sunt perne miUequiDgente minus octo. Re- 
duximus vero ad memorian], quia quod superius est descriptum, 
est legitimum, proprium, irrefragabile et taliter sibi predicto* 
Siraoni Cappellano nostro scribere precepimus. 

Hh Mattheus Domini regis vicecancellarius. 

>h Ego Marocta prima abatissa. 

^ Ego Aleonora prima decana et monaca. 

Hh Ego Militia monaca. 

*^ Ego soror Lauria monaca. 

Hh l^go Maria monaca. 

^ Ego Gilbertus episcopus lovenatii testis sum. 

^ Ego Georgius indignus presbiter. 

^ Ego Gregorius Lapito testis sum. 

^ Ego prescriptus Simon Cappellanus domini vicecan^ 
cellarii. 

(a) Amico: Susa fumus, (b) Ma. sec. XVI: gponso. (e) Ma. 
sec. XVI: duodecim. (d) Ms. sec. XVI: et qiuirtam, (e) Me. sec. XVI,. 
manca. (f) Me. sec. XVI, manca. (g) Amico, manca. 

Dal Tabularlo delle monache di & Maria del Cancelliere di Palermo, 
B. C P. Ms. Ant Amico Qq. H. 9, f. 199 nuova nnmeraz. e 207 antica^ 
e copia del sec. XVI, esistente nella fllza n. 367 del Monastero del Con-- 
ceUiere^ nell* ilrcA. di Stato di Pai, 



LIX. 



1172, Gennaio, Ind. V. 



Bosone, vescovo di GeAilu, per evitare lite concede agli eredi di Maaro> 
Blancabarba di PoIìkzì che amministrino la chiesa di s. Filippo, costruita 
da an loro antenato. 



In nomine sancte et individue trinitatis. Anno dominice- 
incarnationis M.*C.*LXXI. mense lanuarii quinte indictionis» 



dell'epoca normanna in SICILIA U7 

Regnante gloriosissimo re-^e Willelmo secundu. scxto Rc^'ni 
eius anno. Quoniam ignoraDtia mater erroriura bene gestorum 
serìem sub sue oblivioois profìiodo iugìter conatur demergere. 
amica eteraitatìs prudeatia. memorìa comite huic proposito 
scrìptorum ordine contradìcìt. Iccirco Ego Boso. divina mise- 
ricordia sancte cephaludensis ecclesie primus episcopiis cuius- 
dara ecclesie de politio quamdain concessionem quam fecimua. 
ne inde videlicet litigium alìquod. vel discordia amplius oria- 
tur posterorum memorie scriptorum suffragio congruum. et 
conveuiens duzimus intimare. Omnibus igitur presentibus e\ 
futuris notiflcamus quemdam probum hominem de poHtio mrm- 
rum blancabarba nomine prò anima sua et omnium Adeiinin 
defunctorum in territorio politii ad vocabulum sancii phìlìiiii. 
quamdam ecclesiam construxisse. Cui quidam ecclesie preiio- 
minatus maurus centum oves, unam equam. duos boves. unum 
asinum. et terre decem salmatas prò anima sua iudicavit. I>e- 
nique vero post pretaxati mauri obitum nonnulloriim bononim 
bominum politii precibus Rogerio Alio eiusdem mauri supra- 
scriptam ecclesiam sancti Philippi manutenendam concessi m;is. 
Tali quidem condittone qaod ipse Rogerius et heredes sui 
eandero ecclesiam sancti pbilippi bene manutonere et custodire. 
et ipsius ecclesie res univei-sas seinper augumentare. et qiirin- 
dam sacerdotera in ìpsa ecclesia prò deo servire semper Je- 
beant retinere. et quatuor miiia pedum vinee ad opus et mi- 
litatem ipsius ecclesie dcbent plantare, ita videlicet quod in^le 
usque ad duos annos eam totam plantantam. scilìcet quatuur 
milia pedum vinee debeant estendere. Ideoque in memoria 
huius concessionis incensi libram unam. et cere lìbram uuìmu. 
ecclesie sancti salyatoris de cephaludo annuatim prò censu 
debent persolvere. Si vero prenominatus Rogerius vel hen^les 
sui igDorantia eorum vel desidia etìam prefatam ecrlesinm 
sancti philippi. et res ipsius ecclesie non bene custodirent. vel 
colerent aut res prenominatas eiusdem ecclesie diinìnuen'nt. 
Tel eas permitterent diminuì, nos vel nostri successores ips;im 
ecclesiam cum omnibus rebus suis accipieiidì. et eam secuii- 
dam nostrum beneplacìtum statuendi potestatem habeamus. 



148 I DOCUMENTI INEDITI 

Item si prescriptum Rogerium vel heredes sui per dei volun- 
tatem absque legitimis liberi» mori contingenti tos straiUlsr 
yel nostri succeesores eàmdedi aoole8Ì«ni. et univeraa» res ipsiiit 
eccleeie acoipieadi et omnein voluntateib Dostram faeiendi p^ 
testatem habeamae. Ut autem hec nostra eoneeaaio aopradictìi 
oonditioDibus firma stabilisqne permaneat hoc privilegiom in 
memoria posterorum scribi precepimus. et hoc sigdo sancle 
crucis nostra manu propria conflrmatum. typario nostre eo>* 
elesie precepimus sigillari. et hoc omnes iratres nostri snb^ 
scribentes manibus propriis confirmaverunt 

ìfi Ego Boso divina gratta sancte cephaludensis eoclesie 
primus episcopus hoc confirmo. 

ifi Ego Guido tunc temporis oelleraritis cephaludensis sob-^ 
scripsi. 

»}4 Ego Petrus de Besognano tuuc temporis prior claustri 
aubscripsi. 

9^ Ego Andreas presbiter et canonicus subscripsi. 

»)4 Ego Constantinus presbiter et canonicus subscripsi. 

^ Ego Gislibertus presbiter et canonicus subscripsi. 

^ Ego Guerrisius canonicus subscripsi. . 

^ Ego Robertus de Arenis presbiter canonicus subscripsi. 

^ Ego Robertus de mutata presbiter et canonicus sub- 
scripsi. 

^ Ego Petrus biturigena canonicus subscripsi. 

^ Ego lohannes canonicus subscripsi. 

^ Ego lohannes canonicus subscripsi. 

^ Ego Blasius presbiter et canonicus subscripsi. 

ffi Ego lacobus presbiter et canonicus subscripsi. 

^ Ego Robertus presbiter et canonicus subscripsi. 

^ Ego leo presbiter et canonicus subscripsi. 

^ Ego Bernardus canonicus subscripsi. 

lA. Scritta dei dorso è scompitissima. 

Taòularto cap. di Cefalù, perg. ti. 23 di mm. 550 (compresi mm. 50 
di plica per l'apposizione del saggeilo che é staccato) X m^n* 245, eoa 
IlDes a secco , alla distanza di mm. 9 1* aaa daU* altra. -^ Il «oggello ia 



OBLI/ EPOCA NORMANNA IN SICILIA 149 

piombo ha il cerchio Mterno di mm. 300 e l' interno di lum. 19 ; — nel 
«eDtro del diritto l'immagioe del Salvatore, e lateralmeiile ic. xl:.; — 
MI' iDiorBO: < ^ Slgillnm Sancii Salvatori^ •; — nel centro ifel rovescio 
U «liieM di Cebli, e all' intorno: • ^ Bcclsaia chaphalutlenaìs •. 



1178, Febbraio. Ind. V. 

Marco Canale con la moglie Rebecca e i Agli concede alla chiesa di 
•. Marco un orto, posto fuori porta ». Agata, che avei comprato da prete 
AoMlmo. 



In Domioe sancte et individue trìnitatis. Amen. Anno dorai- 
nice ÌDcarnacionis millesinao centesimo septuagesimo primo 
mense Febbruarìi quinte indictionis, regnante gloriosissimo 
rege Willelmo sezto regni eius anno. Quoniam que bene et 
iuste acta sunt sepe sepins raalignantis raalitia perturbantur 
«t contraversuntur, necesse est ut ea scriptis commendentur et 
proborum testinra testimoniis convaledentur et roborentur. Qua 
propter ego Msrchus Canali cum uxore mea Rabecca et fliiìa 
meis Vespasiano et Rainerio sponte nostra [>ropria ducti vo- 
lunlate, prò Dei amore et remedio animarum nostrarum et prò 
redemptìona peccatoruin nostrorum^concediraus ecclesìe sancii 
Marcii, que nuper a me el aliquibus alìis concivibu-; meis ve- 
netis, de lìcetitia et assensii incliti et pot>>iitìs doiiiitii regis 
Rogei'ii felici'^ memorie tunc Sicilie Regis, propri i» somptibus 
<t expensìs construimus in loco Saratkadi ortum mcum quod 
emi a presbitero Anseliiio, situm extra portarli beate Agatlie 
subscrìptis flnìbus condrmatum; hoc taineii pa'cto ut in die obi- 
tus mei in obitu uzoris mee Rnbecce et predictornm flliorum 
theorum Vespasiani et RaiMerii, Cappellanus diete ecclesie can- 
ore habeat missam derunctorum prò animabus nostris. Pìnes 



loO I DOCLHESTI INEDITI 

vero dicti orli sunt : a parte occnlentis est viridari predicti 
presbiteris Aiiselmi , a meridie est ortum mastri Samuelìs 
fllii Angesilai, ab oriente est aliud ortum PanduISne mulierìs 
uzoris quondam Gesualdi filii Simonis de Oapicio, et via vici- 
nali ex alio latere. Et autem hec nostra concessio et donatio 
firma in pei-petuum stabilisqne permaneat, hoc presens scriptum 
inde fieri fecimus nostris propriìs manibus subscriptum et si- 
gnatura in presentia subscripiorum testiqm. 

•ì' Ego Marcbus Canali concedo dono et conflrmo. 

►{- Signuai proiiritì raanus Rabesco uxoris predicti Marchi 
Canali. 

•|4 Ego Vespasianus Canali concedo dono et firmo. 

►J< Ego Raineri US concedo et confi rmo. 

>i* Ego Salaciel de Carino cappellanus testis sum. 

ti* Ego Guidus de Perna testis sum. 

*i* Ego Alaymus clericus testis sum. 

•ì- Ego Roxellus clericus testis sum. 

•ì- Ego Serio clericus testis sum. 

4* Ego Oddtis de Mena testor. 

Hf. Ego Paganus filius lacobi testis sum. 

•^ Ego Donadeus Fisauli testis sum. 

•^ Ego lofTridus (de) Pateroione testis sum. 



B. e. P. Ms. Qq. H. 3, f. 10 (SchiaTo). 

• Bitat in Aeta Thesaori PiDormiUae Becleaie >. 



LXI. 

1178, Ind. V. 
DescrizioDe delle divìee delle terre di OirepÌEÌ. 



He sunt divise terrarum girepìci de qnibua contencione» 
habentur. A fonte cusentinorum conscendit recte recte usque- 



dell'epoca normanna in SICILIA 151 

ad aream balate, et ab area balate, vadtt per montem montem 
usque ad olivaslrum ubi est crux impressa, et a cruce olivastri 
vadit recte recte usque ad vetera. et antiqua ediScia. et ab' 
hac antiqua edìficìa propeaditur a ponente, et vadtt per montem 
montem usque ad caput mentis giri^pici. que est ad transitum 
fumi, et ab hoc transitu Airni. vadit per costeriam costeriam 
usque ad montem girepici. et descendit a sinistris sinislris 
usque quo descendit ad montem parvum, et descendit ab hoc 
parvo monte, usque ad speluncam sancti lohannls que est super 
flirniTt pt transit fluvium. et rfdit retro usqtio ad coronam 
olivastrum. et ab hoc loco vadit per pianura planum usque 
ad raontìcellum qui est iuxta ipsum pianura, et bìc raonticellus 
est Inter duos montes constitutus. et ab hoc monticello con- 
scendil retro usque ad planum superìus et vadit per planum' 
plaaum recte. usque ad caput vaUonis spelunce fabricate. ubi 
est nidus corvorum. et descendit centra levantem per vallem 
vallem usque ad transituro. Et sic clauditur llnis dìvisarum 
terre girepici. In bis divisis sunt testes. Odo de Manco. Ric- 
cardus de caiflbri. et andreas romanus. Torinus de noto. loban-- 
nes de Salerno, et alii testes cbrìstiani. et saraceni, quos longos 
fuit scribeRe. 

Nel retro: 

« hee sunt divise girepici » ; < Divise f^repizì » ; « Divìse 
terre girepici » ; « flnes girepicii ». 

La prime dne sono di carattere del sec. XIII, le altre due del sec. XVU. 

TabuUirio Capitolare di C^falù. per^. n. 13, di iiim. 265 X mm- 131,. 
eoo linee a aecco alla distanza ciascuna di an centimetro. 



1 doccuenti msDitt 
LXII. 



Ooffredo di Moacb, maestro giiutiziere in Val di Noto, dirime la eoB- 
' Iroveraia circa il sito del Casale detto dei Cosentini. 



In nomine sancte et individue trinìtatis patris et Qlii 6t 
«ptritus sanòti. Amen. QuoDìdhi que beoó et ìuste acta sunt 
sepius ttiilofuin et itiiiistorum homiDum perversione depra- 
Tantur. necesse «st ut scriptis memorie coramendentur. et B- 
delinm testiura testitnonlìs tenaciter roboi^ntur. Unde tam 
preseatibus quam Tuturis presenti inscrìptione notum fieri to- 
iumus. quod Ego GaulVidus de Moach eo tempore in Valle 
noti magisier iustlciarlus. regio precepto et magHatuum curie 
domini videlicet Gualterii Venerabilis Paaormi Archiepiscopi 
et domini regis famlliaris. et domino Mathei Tice cancellarìL 
Bt domini Henrici coraitis Note, perreii a Syracusia usque ad 
terminos terre Note cum veteranis et aatiquis hominibus Sy- 
racusie tam cbristianis quam sarracenìs prò dirimenda et 
flnienda quadam controversia et contencione. que din fuerat 
inler homines Note et canonicos ceplialudi prò terminis Milicet 
terre Note et casalis Gerebicii. quod est ecclesie cephaladL 
Dicebat siquidem utraque pars terminos suos a parte Syracasie 
incipere a quodam fonte, qui dicitur fons cusentinorum. qui 
est in descensu cuiusdam montis. Sed erat contencio Inter eos 
de nomine fotitis. Dicebant enim homines Note quemdam fon- 
tem superiorem sibi remociore vocari fontem Coseatinonim. 
canonici vero cephaludi. et homines Gerebicii dicebant alium 
fontem in descensu Montis inferiorem alio superiore fonte 
maiorem. et antiquiorem esse et dici fontem Cosentlnorum. et 
ibi divisas terre sue incipere confirmabant. Quod ego Gaufridus 
de Moach lusticiarius ita ut canonici cephaludi et homines 
'Oerebicii casalis dìcebant verum esse cognoscens teslimODÌo 



\ 



dell' epoca Normanna in sicii.u 153 

veterauorum bomìlium sub^criptorum christiauorum et sara- 
c«DOnini> qui prioribu3 divisis intertueratit facUs ia tempora 
gloriosissimi Ro;j:ì$ Raderli bone memorie, qui eciam dicebaot 
ÌUum fontcni superiorem. de quo dicebant homines Note non- 
dum ibi apparuisse cupp priores divise fac^e fueruot sed altutq 
fODtem ioferiorem. et antiquiorem esse (ontera Cosentioorum. 
et ibi ìncipere terminos Gerebicii. et hoc ideai dominus Odo 
de Maoso. qui priorìbu^ divisis intertuit. et magister iusticia- 
rìus erat cum tacte tueruQ^ quìa prò jaflriQitate et «enectiite 
gravatus de Bizino. ubj tuQc «rat uaqi>« {dotan ftd B(tt v«QÌra 
non potuit per litteras suas scriptas coram domino Rogerìo 
de eroso Qobis maadavit. et beo ipauia testificatus est. quod 
alii veterani dicebaot et canonici (1) cepbaludi requirebanL 
Unde ego Gauirìdus tot veraeiuiD testium testimoaiis certior 
factus saisivì canonicos cepbaludi precepto curia de prefata 
terra, da qua ut predictum est contencio fuerat. a fonte ilio 
scilicet inferiori qui dicitur cosentinorum per alios terminos 
nominatos in privile^o Regis Ro^rìi. Hoc factum est. anno 
ab Incarnacione Domini M.C.LXXII. iodìctione quinta, regnante 
domino nostro gloriosissimo rege Willelmo secundo. anno re- 
gni eius septimo. Et ne de bis terminis alìqua in posterum 
suboriatur dubitacio. ego Gaulridus de Moach iusticiarius hanc 
memoriam scribi feci cum subscriptis teslibus. qui prioribus 
divisis interfuerant et in bis nobiscum affuerunt eum ego hos 
terminos assignavi. et iradidi canonicis cepbaludi. sicut in pri- 
vilegio suo continentur. et boc in itianu magistri Rogerii ca- 
nonici, qui tunc erat prìor sancte Lucie Syracuse. Ego lohan- 
nes dtì sancto Stephano chepbaludi castellauus interfui et testis 
sum. De hominibus Siracuse. Ego Raymundus de Berrana. Ego 
GisoHus miles do Sicla. Ego Rosoinanous. De bominibus Note. 
Ego lohannes lune stratìgotus. Ego Sadoe. De hominibus de 
Bezino. Ego Bruno Stratigotus. Ego .\lìner. Ego Simon miles. 
Ego lohannes Crassus. Ego tohannes de Muriella. Ego Geraldus 



{l) Da questo panto si trova nel Cod. di Cefalù, n. 13), fog. 29. 



1D4 I DOCUMENTI INEDITI 

Moreuar. Ego Silvester Sambuisaot. Ego Gualterius de Vit. 
Ego Ricardus Gifon. De Sarracenis Syracusie. Ego Gaitus Mai- 
mon. Ego Abderahamen geoer eius. Ego Leage Topin. Ego 
Lehachim Mabomet Ego Àbderabamen claudus. Ego Hasea 
fllius Hagi. Ego Sedie, interiuimus vidimus et audrviinus et 
testes sumus. 

Tabuìario cap. di Oefalù, perg. n. 26 , di mm. 545 X ^^- 334 , con 
linee tirate a secco, distante ciascana mm. 9. 
Nel God. 131, p. 29 e 90, ve n* é nn brano. 



Lxm. 



1173, Luglio, Ind. VI. 



Il capitolo della chiesa di Ce&lù nomina Pietro di Caltavntnro a sao 
canonico, ricevendone come omaggio i beni che questi avea nel suo pseee. 



Quoniam error mater ignorantia bene gestorum seriem sub 
sue oblivionis profundo conatur demergere. Amica eteroitatìs 
prudentia memoria comite. huius pravitatis proposito scripto- 
rum ordine contradicit Idcirco (a) Nos universus ecclesie 
cepbaludi conveutus bumillimus. pactum quoddam quod feci- 
mus posterorum memorie litterarum suffragio .duximus iati- 
maudum. ne inde videiicet aliqua discordia, vel litigium aliquod 
iu posterum orìatur. Omnibus igitur presentibus et futuris per 
hoc presens scriptum notificamus. Nos quidem presbiterum 
petrum de calatabuturo. multis utique precibus denique tantum 
divine charitatis intuitu in caoonicum suscepisse. Quem cum ipse 
habitum nostre religionis suscepit quamdam suam domum quam 
ipse in calatabuturo jure bereditario possidebat. secundum (6) 
constai nostre ecclesie oblulisse. et quoniam concubina sua et 
fllii in ipsa domo partem se habere asserebatft. ut ipsi eandem 



dell'epoca HORHANNA m SICILIA iòb 

domum ecclesie solutam quietam appellaretur nus omnes et 
ipse frater noster pelrus omnes alias res que ipsi Jratri uohlro 
pertioebaat mobìles et immobiles. fliits suis solutas et quieias 
appellavi mus. et ipai prefatam domum ecclesie nostre in per- 
petuum solutam et quietam appellaverunt, et coutra omaes ho- 
mioes eandem domum ecclesie nostre semper testiflcantes. de 
ipsa Dobis debent perpetui {sic) ezistere def'ensores nobis utique 
presentia boDorum testium quorum nomina subtus leguntur. 
de eadem domo omnem voluntatem nostram faciendi licen- 
tiam tribuentes. factum est hoc anno dominice incarnationis. 
M.oC.'LXXIlI. mense julii. vi. Indictionis. Regnante domino no- 
stro gloriosissimo rege .W. secundo. Regni eius anno vig. 

(a) Iccirco. <^) secum. 

Arch. di Slato di Falertno.— Tabularlo vetcovile di Cefalù. Cod. D. 
J31, fog. 9, del sec. XIU. 



tl74, 30 Decembre, lad. V1I[, 

AlesMDdro 111 coarerma l'ediScaziune dei Monsataro di S. Maria de 
Xaiinit in Palermo btta da Matteo Vi ceca ocelli era e oe prascrìve la 
Tegola. 



Alexander episcopus servus servorum dei, dilectis in Ch ri- 
sto Qliabus Marocte Abbatisse monasterìi Saucte Marie de La- 
tinis eiusdem sororibus, tam presentìbus quam lutnris rej^u- 
larem vitam professìs imperpetuum. Cum monasterium in quo 
■dìvinis estis obsequiis manclpate a dìlecto Alio nostro Mattheo 
regio vicecanceliario pia sìt consideratione constructum, et prò- 
priis dotatum redditibus, dignum est et consentaneum rationi 
«t monasterium ipsum preter comune debitum obtentu predicti 



156 I DOCUMENTI INSDITJ 

vicecaocellarii tanto puriori ddbemus cantate diligere, quanta 
devotionem eiusdem vicecancellario fenrentiorem circa oper^ 
pietatiB esse novimus et oirca nos et Romanam Ecclesiam iur 
spirante Domino puriorem. £a propter dilecte in Christo fllie 
piis postulationibus prefati vicecancellarìj gratum et iocundooi 
impartientes assensum, institutiones iUas, quas de Consilio et 
apsensu eiusdem vicecancellarii. Patroni vestrì et fundatony^ 
eiusdem monasteri!, discrete satis et provide ex authenU£Ì$ 
scriptis tam vestro quam ipsius vìcecancellarii nomine intel^ 
leximus vos fecisse, sicut in eisdem scriptis authenticis conti^ 
netur, ratbas babemus et firmamus easque perpetuis tampov 
ribus integras et illibats^s manere censemus, e quibus utque qua»* 
dam duximus exprimendas videlicet : quod in ipso monasterio 
Abbatissa et XXIV moniales eritis et scola puellarum, que 
ibi sint permansure ac consecrande, et omnes simul et in re- 
fectorio commedetis, et in dormitorio dormietis» et cibaria om- 
nibus vobis erunt equalia, et omnes vestiemini similibus ve- 
stimentis. Mulierem autem laicam mansuram vobìscum in ce- 
nobio nuUam liberam vel ancillam recipietis seu retinebitis» 
neque alieni vestrum extra monasterium balneari licebit, cum 
infra claustrum ipsius monasterii balneum sit constructum. 
Offlcium et ordinem in omnibus secundum regulam Beati Be- 
nedicti tenebitis. Ultra predictum vero numerum monialium 
non admictetis alìquas moniales, nisi postquam monasterium 
aliis fuerit possessionibus et redditibus ampliatum, et tunc se- 
cundum tenimentum aliorum reddituum et possessionum mo- 
nialium numerus augeat. Non liceat Abbatisse vel sororibos 
monasterii presentibus vel futuris laicam vel monialem unde- 
cumque sit, nisi semper ibi sit permensura infra claustra mo- 
nasterii bospicio recipere, et candem in dormitorio ad dor- 
miendum introducere sed tantum et honesta fuerit eam cba- 
ritatis intuita secundum regulam Beati Benedicti, ad commu- 
nem refectionem quaudoque vobis invitare licebit. Additum est 
insuper in ipsis institutionibus discrete satis et provvide: quo4 
cum prescriptum monasterium per Dei gratiam de pia libera^^ 
litate iam dicti vicecancellarii sufficienter satis sit et abunde- 



DELL' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 157 

dotatum, nuUam a vobis prò ioopia repelletis; nec aliquid pe- 
nìtus a mulierìbus sese ipsi monasterìo otferentibus exigetis 
nisi quod sua spoDte eidem monasterio volueril impertiri : 
nec aliquam prò sua inopia respuetis, donec aliqua de numero 
coDstituto defuerit, propter quod iuste secundum regulam de- 
beat reprobar!. Et quia prò numero monialium, quas predixì- 
mus induraenta et cotidiana stipendia sunt satis liberaliter 
constila, statutum est ut quamdiu de predicto numero monia- 
lium defìierint alique refectiones earum que defuerint in mensa 
refectorìis cotidìe apponatis, et tam refectiones ipsas quam id 
quod prò indumentis earum aliisque oecessarìis est statutum 
donec preflnitus nuroerus compleatur, pauperibus erogetis. Si 
que vero mulieres prefati vicecancellarit consanguinitatìs li- 
nea contingentes ibi voluerint fieri rooniales, eas omni tempore 
gratis sine percuutactiooe qualibet recipiatis, siquidero locus 
vacaverìt, statutarum. Duos cappellanos senes et bonestos ba- 
bebitis, qui cotidie ibi missas tam prò vivis quam prò de- 
functis celebreut: nec cappellanos ipsos infra claustrum mona- 
sterii elusdem alìquaodo permictatis intrare , nisi cum opus 
fberit prò danda penitentia vel eucharistia. In foris etiam 
babebitis bostiarium in exteriori porta monasterii senera et 
houesturo ; qui secundam portam prò quolibet negotio intrare 
nullalenus permictetis, sed semper custodiat exteriorem portara 
monasterii prò dandis et recipiendis responsis, et semper ia- 
cebit extra monasterium ipsum. Monasterium autem predictus 
vicecancellarius ab omni iure comiitionis vel suocessionis lie- 
redum suorum liberum et absolutum semper slalnil esso, preter 
boc solum, quod eodem vicecancellario vivente suo, roserva- 
tum est poteslati, scilicet ut ibi electiones fiant cum suo Con- 
silio et assoiisu , et administratio et ordinatio omnium re- 
rum ipsiiis monasterii sito Consilio tractcntur et ordtnentur. 
Abliatisse vero vel raonialibus eìusdem monasterii nullo um- 
quam tempore liceat insimul vel semotim de cunrtis posses- 
sionibus quam de omnibus rebus ipsins monasterii, ab eodein 
vicecancellario oblatis vel offerendis, aliquid distrahern vel alie- 
nare seu modoquolibet ohligare, nisi lorte ad comodtiui vel 

GakLKI — / do-:umcnti Ìni;dili, ecc. i4 



158 I DOCUMENTI INEDITI 

meliorationem ipsias monasterii causa coramutatioois interces- 
serit. Hercdibus vero suis idem vicecancellaiius nollam reffr- 
quìt licentiani nec facultatera aliquam reservavit de electionibss 
ibi celebraDdis vel cODcedendis : sed potius eis de omnibus 
rebus monasterii tam stabilibus quam mobilibus aliqaid di- 
strahendi vel obligandi seu alienandi omnem facaltatem ad- 
emit ; immo statuii, ut post decessum suum electiones in ipso 
monasterio libere (stent) absque aliqua oontradictione secandosi 
preceptum et regulam Beati Benedicti. Hoc autem solum de 
concessione vestra suis heredibus in monasterio reservavit in 
posterum : si Abbatissa vel moniales eiusdem monasterii insi- 
mul vel semotim de possessionibus vel de rebus ipsius moma- 
sterii, quod absit, aliquid distrabere vel oaligare seu alienare 
voluerint, nisi ut supradictum est, ipsi inhibeant, et fieri non 
permittant, et si factum fuerit infringere possint et revocarL 
Et si anniversaria et inissarum soUemnia, que idem vicecaa- 
oellarius in ipso monasterio statuit celebranda Don celebrave- 
ritis, et elemosiuas sicut ipse statuit in authentico script3 
redegit, non erogaveritis, iidem heredes v i ceca ncel lari i sicat 
m eodem scripto continetur per omnia faciant adimpleii. In^ 
terdicimus namque, et auctoritate apostolica sub interminatione 
«natheinatis prohibemus, ne quis ea qoe super bis aut super 
aliis sive de anniversariis et elemosinis faciendis vel de teriendo 
ordine aut de aliis omnibus (1), que statuta sunt, sicut in predio- 
tis aulhenticis scriptis plenius continetur infringere audeat vel 
^uomodolibet irritare; sed perpetuis temporibus firma et illi- 
bata permaneant. Nec aliquis possessiones vel redditus mona*» 
sterio vestro concessas vel concedendas temeritate qualibet 
vestris, que post vos successerint, subtrahere vel auferre pre- 
8umat Decimam quoque Mazariensis ecclesie de quodam Car 
salì nomine Carubule, quod est in Mazariensem Parrochiam 
constitutum, percipere consuevit, sicut ipsum venerabilis fra- 
4er noster Tustanus Mazariensis episcopus vobis com a»sen8a 



(1) Manca in Amico. 



DELLVbPOCA normanna in SICILIA 15d 

•sui capituli coQtulit, et scrìpto autbeutìco roboravit tain vot^is 
'quam monasterio vestro, auciorìtate apostolica conflrmamiis, 
prohibentes, ne quis vos tenere, et eamdem decimam impete- 
re alìquaodo audeat vel accipere. Ad beo ex autheotico scripto 
venerabilis fratris nostri Gualterii, nunc .Archiepiscopi tuoc 
Electi PaDormitaoi, nobis ÌDOotuit, quod ipsum tuonasterium 
vestrum cum omnibus rebus et possessionibus suis, quas modo 
.habet vel babere vel, auctore Domino, in posterum est babitii- 
rum, ab omni servìtlo et exactione de Consilio et assensu ca- 
nonicorum suorum, libenim esse statuit. Ita quidem quod non 
Ikeat ei vel successoribus suis aut aliquis de Panoripit^iia 
ecclesìa quicquam inde demere vel extgere. preter annuum et 
statutum ceasum duas videlicet libras incensi, quas ipsum ino- 
oasterium eìs annuatim exolvat in festo assumptionis Beate 
Marie, dedicabitur autem ìpsum monasterinm ab Archiepiscopo 
Panormitano vel ab alio sufTrageneo ad petitionem predicti 
Ticecan celiarli vel Abbatisse ipslus monasterii tempore compe- 
tenti. Concessit etiam idem Arcbiepiscopus, de concìlio fratrura 
suorum, predtcto monasterio cimiterìum prò toto conventu mo- 
nialium et prò universis bominibus monasterii, et prò eis qui 
tuerint de domo et familia eiusdem vicecancellarli et hereduin 
suorum, si in ipso cimiterio etìgerint seppellir!, quibus etiam 
ab ipso monasterio Eucharistia et penitentia pariter debuntur 
'Si voluerìnt. Statuit etiam idem Archiepisi-opus quod moniales 
.eiusdem monasterii semper electiones lìbere facìant de qua- 
cumque mooialì voluerìnt, et postquam electionem fecerint ip~ 
sam electam presentabunl Panormitano Archiepiscopo benedi- 
cendam, quam Panorraitanus Archiepiscopus benedicel, nisi 
alìqua causa in ea fuerit prò qua de jure debeat reprobari. 
Abbatissa vero Panormitano Archiepiscopo de spipituaiìbus 
•obedientiam facìet et servabiL Moniales ad petitionem Abba- 
tisse sive in monasterio suo sive in maiori ecclesia Panormi- 
tana benedìcantur ab eodeni Archiepiscopo, vel ab aliquo suf- 
Traganeo. Preterea statuit preiatus Arcbiepiscopus, ut si Abba- 
tissa fuerit de criminalibus aocneata , corara Archiepiscopo 
inde respondeat , ac mootalee d« oniDibua Abbatisse iudicio 



160 I DOCCMBNTI INEDITI 

stent; nisi quod absit fecerint contumeliam, prò quo Decesse 
sit eas motus ecclesiastìce esaminare et presentare. Cappellano» 
et clericos in ipso monasterio quandocumque et quoscumque 
voluerit Abbatissa, auctoritate sua statuet et mutabit, si quos^ 
statuere voluerit, et priusquam statuti fuerint Archiepiscopo 
examinandos representari, ne quid in eis notabile sit, prò quo 
non debeant divina officia celebrare : non tamen quod Arcbie- 
piscopus vel ecclesia Panormitana possit ibi aliquid statuere 
vel mutare : ijdem vero clerici et cappellani de omnibus stent 
iudicio Abbatisse monasterii, exceptis erìminibus de ordinibus 
summis, de quibus, si fuerint accusati, coram Panormitano Ar- 
chiepiscopo stabunt, et eius iudicium osservabunt: vocati quo- 
que ad Synodum venient, sicut igitur statuta sunt in eius scripto 
authentico, et continetur. Itera, eo quod idem vicecancellarius 
sibi in electione Abbatisse prescripti monasterii in vita sua, 
sicut dìximus, reservavit, ratha habemus et firma et aucto- 
ritate Apostolica conflrmamus. De cetero Abbatissa prefati mo- 
nasterii indigemus, ut liceat ei per se ipsam conversas reci- 
pere, et moniales eius si ad obitum venerint in cinere et ci- 
licio ponere. Decernimus etiara nulli ommino horainum liceat 
prefatum monasterium temere perturbare aut eius possessiones 
auferre vel ablatos retinere, minuere seu alio quibus molestiis 
fatigare, aut hanc paginara nostre conflrraationis vel ei aliqua- 
tenus contrahire. Si quis autem hoc atteraptare presumpserit, 
indignationem omnipotentis Dei et Beatorum Retri et Pauli 
Apostolorum eius, se noverit incursurum. Amen. 

Raota : 

^ Ego Alexander Catholice Ecclesie episcopus. 

>ì< Ego i umhaldus Hostiensis et Velitrensis episcopus sub- 
scripsi. 

►fi Ego Gauterius Albanensis episcopus subscripsi. 

►x^ Ego Johannes Presbiter Cardinalis sanctorum Ioannis et 
Pauli tituli Pararaachii subscripsi. 

►fi Ego Bral presbiter cardinalis tituli Sancti Petri ad Vin- 
caia subscripsi. 



dell'epoca normanna di SICILIA 161 

^ Ego Arditio Diaconus Cardiaalis Saacti Theodori sub- 
«cripsi. 

Ego Vitelbus Diaconus Cardinalis sanctorum Sergii et Bac- 
<;hi subscripsi. 

Datum Ferentinì per manus Gratiani Sancte Romane ec^ 
clesie subdiaconi et notarii III. Kalendas Januarii Indictionis 
Vili. Incarnationis Dominice Anno MCLXXIV. Ponlificatus vero 
Domini Alessandri Pape IIL anno XVI. 

(Segue il monogramma del Bene valete). 

Dal Tabul. del Monastero di & Maria del Cancelliere Palermo^ Ant 
Amico, Ms. B. C. Palermo, Qq. H. 9 f. 207 della nuova numerazione, 216 
deirantica. 

Mon. Cancell, di Pai. Arch, St. Pai., filza 367 (1). 



LXV. 

1175, Ind. Vili. 

Riccardo canonico di Cefalù dichiara avere ottenuto dal vescovo la 
rettoria della Chiesa di S. Lucia in Mistretta, in cambio della donazione 
dì tutti i suoi beni dopo la sua morte. 



Quoniam ignorantia mater errorum bene gestorum seriem 
sub sue oblivionis profundo iugiter conatur demergere. amica 
eternitatis prudentia memoria comite huius proposito scripto- 
rum ordine contradicit. Idcirco ego. Riccardus chepbaludensis 
«quondam canonicus litterarum comendo memorie, quod qui 
quondam ab ecclesia irracionabiliter et sine causa digrediens. 



(1) Leggesi nel margine inferiore dell* ultimo foglio : « Presentavit 
<Iuarto Madii 1* Indictionis ex parte monasterii Sancte Marie de Gan- 
•cbellerio ». 



162 I DOCUMBNTl INEDITI 

nunc autetk) pravitatis atque lascivie abiectis erroribus peni- 
tenda ductus ad pedes domini. Guidonis ecclesie chephaludi 
cellerarij atque tocius eiusdem ecclesie conventus precidens. 
commissorum humiliter veniam postulavi, pietatem si quidem 
conventus exorans. quatenus mei miserentes mibique paternis 
a£fectibus indulgentes. me in aliquo loco ita stabilirent quo 
e<ro domino servire, et animam meam per dei misericordìam 
ab illimici valerem laqueis liberare. Ipsi vero meis peticioni- 
bus faciles aures benigniter inclinautes. ode tamquam ovem 
errantem. et a luporum morsibus ereptam receperont. et ani- 
maoì meam ab impiis tartari cassibus (sic) eripere cupientes. ec- 
clesiam sante lucie de mistretta in vita mea mihi concesse- 
runt. ut ego in ecclesia ipsa quasi frater honeste quamdiu;» 
vixero degens omnes res meas. quas frater meus lohannes de 
bivana mihi tribuit. scilicet. vaccas triginta. equos decem. do- 
mum unam. vegetem unam ipsi ecclesie debeam exhibere. et 
ipsam ecclesiam et res suas quamdiu vixero. prò mea facultate 
debeam augumentare. et octoginta tarenos domino petro ca- 
merario messanensi canonico annuatim dum ipse petrus vixe- 
rit debeam persolvere. Post excessum vero meum quicquid ego 
habuero. et quicquid in vita mea omnibus iustis modis con- 
quirere potuero. totum ecclesie debeo dimittere. Si vero tem- 
pore aliquo divina misericordia inspirante ad claustrum re- 
dire voluero. ipsi canonici mihi revertendi licentiam exhiben- 
tes quasi canonicum me debent recìpere. Si autem in ecclesia 
illa male et inhoneste me rexero. et res ecclesie iuxta meam 
promissionem non augumentavero. nec eas bene custodiero^ 
F^i me inde removendi. et in claustrum intromittendi sicut 
canonicus habebunt. potestatem et alium. qui Ecclesiam illam 
bene custodiat et res augumcntet illuc poterint iuxta suam 

O O 

dirigere voluntatem. Anno dominice incarnationis MCLXXV 
fndictione Vili. 

►P Ego frater Rìccaixlus manu propria subscripsi. 

Arch, SI, di Palermo, Tab, vesc. di Cefalù, God n. 190, ft>g. 12 a 13«. 



DELL' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 163 

LXVI. 

{66S5), 1177, Settembre, Ind. XVX (f). 

Leone colla moglie e i deli vende al Monastero di S. Maria de La- 
tina Dna terra posta nella contrada detta in lingua latina : Scanduli, in 
lingua greca: Tkanduthi. in lingna araba: Alcaslani. (Traduzione del 1346). 



*ì* Sigaum hoc ego Leo quondam Anastasie feci. Si;inura 
Uarìe usorìs sue. Signum lobannis LeoDÌs et Marie fìlioruuL 
Nos pretitulati qui signum honorifice et vivificantis crucis 
proprìis tnanibus nostris qiiilibet nostra prescripsimus privata 
{propriai (sic) nostra scientia et bona volutitate, nulla cogente 
necessitate, non vi cobacti, non dolo, non fraude seu negli- 
geatia, aut persuasionis errore subductt, sed nostra bona grata 
et spontanea voluntale, et cum provisione nostroriim consan- 
guineorum et lieredum vendidimus nostrani terram, quam 
possidemus in centrata dieta in lingua latina Scandali, que 
dicitur in lingua greca Thanduthi, et in lingua saracenica Ai- 
castani, et dividimus ipsam sic. Ab oriente est vallonus con- 
victus nostraruDi terrarum et terrarum .... et asccndit dic- 
tus vallonus usque ad publìcam viam et ipsa via transit parum 
et recipit convicturam nostrani divisionem et terras Nicbiibri 
Capìtas, et est ab oriente et asceudit ipsa divisione et ferìt ad 
convicturam noslrain divisionem et lerrf^ presbiteri Michaelis 
Rusaniti, ab occidente et pervenil ad convicturam nostrani di- 
visionem et terras Costantini Cravulli versus meridiem 

et pervenit usque ad principium predicti valloni , ubi incepta 
fuit divisio et concluditur. Hanc nostram terram, prout t«it di- 
vìsam, vendimus tibi venerabili Priori sancti monasteri sancte 
Marie de Latina, domine Berardo, prò tarnnis aurì qnadragìnta 
octo, quos confltemur quod recepinius ipsos intofiraliter et sin© 
aliqua diiDÌnutionc ponderis illustrissimi et sancti Regis Gui- 



164 I DOCUMENTI INEDITI 

lielmi, et non debes nobis nihil. Concessimus ipsam in ornai 
tua dominatione sancti predicti monasteri sancte Marie de 
Latina et omnium deum diiigentium successorum, post te et 
tuos posteros, babendi potestatem vendendi donandi penna- 
tandi, libere et absolute iaciendi quidquid placuerit dicto mona- 
sterio taroquam versus dominus a nobis concessam. Et si forte 
aiiquibus annis seu temporibus apparuerit aliquis nostrorum 
consanguineorum, seu extraneorum, qui te impedire voluerit, 
tenemur defendere et absque contradicione et controversia at- 
tendere; et si forte in boc negligentes fuerimus seu contra 
premissis venerimus, nos vero dicto sancte monastero sancte 
Marie de Italia (?) vel Priori et fratribus dapnificemus ad predic- 
tum pretium, et ad expensas restitaatis (sic) ad duplum et regio 
fisco nomismata triginta sex. Scriptum manu Costantini bumilis 
notarii, residente domino Tomasio filio Rampati, mense sep- 
tembris anno sexmillesimo sexcentesimo octuagesimo quinto 
decime Indictionis, coram infrascriptis testibus. 

Ego Paulus sacerdos supradicta testor. - - Signum Baldoyai 
fllius Leonis Eiruksen. — Signum Donadei fabri. — Signuoi 
Bartbolomei Maner. — Signum lezelini de Bonafiglia. — Signum 
Bartuchi Medici — Signum Favionis — Signum Octaviani fra- 
tris Brancati. — Signum lobanne Philippe dismota. — Signum 
lohannis de Petro Fiterna. — Signum Petri Sacerdotis de Adi- 
nolfo. — Signum Balduini domini et Sacriste Stecundi. — Pipus 
bajulus Petralìe, Thomasius filius Roberti Gire testor et pre- 
scriptam feci bonorificentissimam crucem. 

Transunto fatto da Nptar Vitale di Leone di Messina nel 1346, 20 la- 
glio — XIV Ind. — in Tab. S. Margherite di PoIìmì, in Arch. di Si. di 
Palermo^ copia del XVIIL 



dell'epoca normanna in SICILIA 165 



LXVII. 



1177, Otiobre, Ind. XI. 



Stefkno, con la moglie, vende nna sua casa posta in Gefalù pei prezzo 
-di 230 Uri. 



In nonaine sanate et individue trinitatìs. amen. Anno domi- 
nice incarnationis M.^C.LXXVIL vicesimo die mensis octubris 
zi. indictionis. Ego stephanus una cum uxore mea letitia no- 
stra spontanea et bona voluntate nemine nos cogente in pre- 
sentia honorum hominum. quorum nomina subtus legitur. con- 
sensu et licentia domini Guidonis venerabilis episcopi, vendi- 
dimus quandam nostram domum cum omnibus introitibus et 
exitibus suis et pertinentiis. Yilielmo de brocato. filio quondam 
iohannis de brocato. prò tarenis cc.xx. ut autem. bec nostra 
vendicio firma stabilique permaneat supradicto Yilielmo et 
successoribus oius. coram subscriptis testibus guadiam porri- 
gentes prefatum Yilielmum de ipsa domo libere, absque omni 
calumpnia investivimus. eique donandi vendendi omnemque 
suam voluntatem taciendi tribuimus potestatem. Et ei de ipsa 
domo perpetui debemus existere deffensores (sic). Et ipsam 
domum contra omnes bomines semper debemus testificari. bec 
autem domus sita est in vico Yilielmi lascici, a mane coheret 
ei domus presbiteri gresorii. A fero (ranci de Adenolfo. A me- 
ridie Iohannis muratoris. A septemtrionc eìusdem (ranci. 

Ego Stephanus hanc cartam scripsi. 

►J< Signura raanus stephani huius domus venditoris. 

^ Signum manus leticie huius domus venditricìs. 

Hh Ego Robertus francigena interini. 

^ Ego lohannes de adelina inter(ui. 

Hh Ego presbiter gregorius interiiii. 

4^ Ego thomas interfui. 

Hh Ego de spina inter(ui. 



IdO 1 DOCCUEKTL INEDITI 

t^* E^ mabilia interfui. 

•^ E^ sibilla ioterfui. 

t^ Ego Guido eie giliberto iaterlui. 

Nel retro : 
«Vendìtio cuiusdam domus et cura licentia episcopi 1178». 

TabiiUirio cap. di Cefaìù , peiy. n. 39 di mm. 437 X mm. t3H . ood 
tin<^ a aeow s1U dì-l^v.r-a cias^ona di nn centimetro. 



(66S9), 1177, Novembre, ImL XL 

'OU, t.s\ÌA di Giovanni GraSeo a moglie dì Sughero figlio del Secreto 
Oitu-anni. b te.<UTQentc> in fkrore deJ Monastero dì S. Anua in 1 
fondato lial manto su.>. 



(Ex .Vrcfaivio Mooialium S. Anne Messane. Rx testameato 
Ole bone mero^ìrie». 

•^ SiiiDuio manus Ole filìe lohannis Graffai, oxmìs Rogoriì 
filli K-'h;ir.:!Ì5 St^-n--:L 

Kco tXa in tv.ibjs a tir,-' m^o a tnr.àaiaentis erertis pro 
nulli sii. "'■^- :':ì.-:-..ì>ior;i S. Anr:'^ f:r.jrejnvi il:ì1:2> :T::uieres mo- 
nìs]-,"s s.;i: ,-;? vi;e. z\-\ o:ns.;:r.Ti>ì cvrania l>;:.a n-ea. qat> bahm 
in .1o:o:v< A j-an.K:ir.:s r:.t-"s. t-: r.rr.i iv".;:^ a c-oossacTiiMàs 
mois. .5;:i'' S;\"l:~s^ì r-.'. -.itrtTT-S!. :a: -..i-tas, Tineis qaasipsa 
*mì a 0.irs:».:.!s p^jJ :i.;ja Tir: mì-;: r.-eim esani enù a 
^Lìn;;:^.! !.;■•*.,■': r_sìr._~ vir.ìar-ni SutiTa aroi pr^iaan dictam 
de S:";ìì,v."..v o-ra Tr:\-.r:i:s i^r.is. >^3:is posa iL-:>neni rìri mei 



k 



dell'epoca normanna m Sicilia 167 

cantinam, duas servas, pecora trecentum et iuvencas viginti et 
boves duos et astoos duos. Calicem ex argento ciim cocleari; 
tres pelves ex ere; duo thuribula, unum ex argento, all-nmi 
ex ere; duo paria caodelabraruin ex ere, crucem ex ar^'-ìnlo; 
imagìneni quadrìcubitalem ex argento; sacram suppe1l>^otìti3ni 
ad aras et sacerdotes et libros ad usum chori : que rimnia 
relinquo prò memoria Regis Rogerii et Regis WHIelmi <^ì pa- 
rentum omnium meorura mortuorum, cura pacto, ut singulis 
annis celebretur anniversarium fundatorum, monachi S. Marie 
de Bnrdimaro, prò anima mariti mei Rng<?rii , et m»nia!es 
S. Anne, prò anima sua et parentum suorum. Volo autom hoc 
nonasterium meum post obitum meum sit sub cura et ^iilmi- 
Distratione domine Agretis consobrine mee, fllie domini S<_Tgii 
Logothete, que buie sacro raonasterio a me perfeclo ilum vi- 
xerit sit abbatissa, et quam ipsa elegerit in abatissimain, uam 
ecclesie iubeo in huius mee voluntatis executione; et cn^u ride- 
comissarios nobilissimum dominum Gulielmum Martuianum 
cogaatiim meum virum sororia mee, et dominum lohannem 
Depotem meum fllium domini Nicolaj Graffe! quondam Ammi- 
rati, et carissìmam sororem meam Mariam uxorem Giilielmi 
Marturani. 

Testamentum scriptum regaante invicto et magtiu re^e 
nostro Willelmo Rogerii Regis nepote, auctoritate Thwpreprii 
prolopape magne urbis Messane, manu Ttieocaristi Pn-liileri 
Tabuiarii, anno 6687 mense Novembris. 

Nos Nicolaus Messane nutu divino archiepiscopus iiriiiiiis 
sicul suprascripaimus, etiam subscripsimus, presens tr^tarjirJti- 
tum flrmum et ratum perpetui teiieatur. 

Ego Daniel venerabilia messane archiepiscopi donimi Nì- 
eolig nepos et messanensis ecclesie domus Magister. 

(« Sequebant et aìij testes in apograpbo a moo vi-.m non 
trascripti »). 

B, e. P. Ms. Qq. H. IO, f. 41 (Scliiavo). 



168 I DOCUMENTI INEDITI 



LXIX. 



1177, Dicembre, Ind. XL 



Guglielmo concede ad Onofrio Archimandrita del S. Salvatore di ì 
Sina la giurisdizione sui crimini degli abitanti in terra TurchiL (Tran 
sunto del 1371). 



€ Anno domiuice iucarnacionis millesimo centesimo sep- 
tuagesimo octavo, mense decembris undecime indictionis, in 
quo privilegio declarabatur : Quod idem rex Guillelraus con- 
cessit in perpetuura Honufrio, venerabili Archimandrite dicti 
monasterii (Sancti Salvatoris), et ipsi monasterio et successo- 
ribus suis, foris facturas et judicis que bactenus Bajuli Regi] 
de homìnibus habitantibus in terra Turchij habere consueve- 
runt, donec ipsi homiiies in terra ipsa babitarent; ut nullus ex 
tunc de predictis foris facturis et judiciis se intromittere pre- 
sumeret, set ipsa foris factura et judicìo sine omni contradi- 
cione, et molestia in raanus dicti Archimandrite et successorum 
eius quiete dimicteret. Exceptis videlicet illis jurisfacturis et 
Judiciis, que specialiter ad cohercionem magne regie curie 
pertinerent, que in manibus et potestate diete sue curie idem 
Rex reservavit, domisque similiter marinariorum, quas hacteDus 
dare consueverunt curie, quas illibatas idem Rexdetinuit» (1). 

Da un transunto del 1371, Oennsgo Ind. X, del Monastero di S. Sal- 
vatore di Messina — Antonino Amico, B. C. P. Ms. Qq. H. 0, f. 32 (nu- 
merazione nuova). Pirro, jS. ^., p. 180 cita questo documento coiranno 
1178, ma non lo riporta. Cf. Behrinu, op. cit. n. 207. 



(1) L'indizione XI cade dal Settembre 1177 all'Agosto 1178, sicché, 
invece di mettere Panno 1178 Dicembre, che sarebbe stato nelPindizione 
Xll, ho creduto porre il 1177. 



dell' epoca normanna in SICILIA 160 

LXX. 

1170, Aprile, iDd. XII. 

Moscato del castello di Acri, figlio di Roberto Battìlleri , venendo « 
Palermo per nn forisfalto, offre al MoDastero ili S. Maria Nuova dì Mor- 
reale aa servo chiamato Oiovanni ed una terra Del luogo detto la Aera 
de la donna, per iDcarlco di Teodora contessa di Oravioa. 



4< In Domine Dei eterni et Salvatoris nostri Ihu Xpt- Anno 
ab ÌDcarnatione eìusdem. M.°C.<* septuagesinio nono. Regni vero 
domini nostri. W. dei gratia magnifici et gloriosissimi Regìs 
Sicilie ducatus aputie et princìpattis capue. mense aprilis duo- 
decime indictionis. Anno lercio (eliciter. Amen. Ego Muscatus 
d<^ castello acri fllius quondam Roberti buttillerii Panormum 
veniens prò quodam foristacto de quo criminabar missus ta- 
men a domina Theodora coraitissa gravine ad dominum Guil- 
lelmum venerabilem abbatem regalìs monaslerii Sancte Marie 
nove ut de predicio forisfacto de quo criminabar aute eitis 
presentiam iusticiam facerem. r[tii dominus abbns sua libera- 
litate et innata sibi misericordia forisjactum illud de quo ap- 
pellatus fueram raihi indulsit. linde ego non ab aliquo coactus 
si moa spontanea voluntate volens fieri frater eiusdem Regalia 
monasterii ohtuli quondam rusticum meum nomine iobaanem 
filiuni azuline. et unara pecìam terre que est in loco qui di- 
citur Reucaucu ubi vocitatur la aera de la donna, fines huius 
terre tuie sunt. a parte orientis fine costantinus tarantinus, ab 
occidi^nte fine iohaiinacius tirioti. ah alia parte via pnblica. et 
coniungitur in vallone que descendit per linem Costantini. Ipse 
et enim dominus abbas recepit me in fraternitate predicti mo- 
nasterii et in protectione sua. Undc obligavi me meosque be- 
redes predictum villanum et pecìam terre numquam vobis 
prelato domino Guillelmo venerabili abbati vel ecclesie vestre 
modo quolibet subtrahere vel aiilerre. Sed sì quis prò parte 



170 I DOCUMENTI INEDITI 

mea vel heredum meorum supradictam donatiooem infringere 
voluerit. teneatur pena quinquaginta Unciarum auri. medie- 
tatem regie curie, et aliam medietatem regali monasterio. Sic 
tamen ut propter hoc nullo modo predicta donatio minus firma 
Tel illibata debeat permanere. Ad huius autem donationis mee 
irrefragabile flrmamentum presens scriptum per manus Em- 
manuelis diaconi, scribi feci, in quo propria manu mea sub- 
scripsi. et alii viri a me rogati se subscripseruat. Anno mense, 
indìctione subscriptis. 

^ Ego muscatus hoc confirmo. 

►p Nicola de Castrunovu subscripsi. 

^ Riccardus de Bari me subscripsi (1). 

4< Ego Robertus presbiter testis suro. 

Nel dietro vi ó scritto : 

« Privilegìum de agri qui villanum unum et peciam unam 
terre donavit ecclesie». 

A caratteri del tempo: 

€ 1179. Donatio cuiusdam villani dicti Azulina et cuiusdam 
loci a moscato ab acri Alio Roberti Buttilleri, facta monasterio 
Sancte Marie nove, ob quoddam scelus, dictum forisfactum. 
Mense Aprilis>. (Tabul. IV del sec. XVIIì. 

In un lembo : « XX ». 
Sotto leggesi : 

« N."* centocinque 105 ». Senza suggello : « Balsamo arcive- 
scovo. » 

Tabularlo di Morreale, perg. n. 105. 

Pergamena iaoga mm. 423, larga irregolarmente cm. 29 con lìnae 
tirate a secco alla distanza ciascuna di mm. 9. 



(i) Qaeste tre firme sono della stessa mano che scrisse la donazione^ 
•I* altima firma é origioale. 



DELL BPOCA NORMANNA IN SICILIA 



1190, Mano, lod. xm. 

OogUelmo re, sUodo in Palermo, concede al monattero di B. llam 
Nnova di Mori'eale la cbidBa di S. Spirito nel porto di Brindisi, costroita 
da Dnraote di Brindisi e devoluta poi al regio demanio. 



►f. IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 

i 

IHU X. AMEN j W. divina favente clemeDtia Res Sicilie du- 
catus apulie et principatus capue. Licet ex innata nobis cle- 
mentia ecclesìis et locis venerabilibus per regnuoi nostrum 
coQstruotis. liberalitas nostra beneficia passim exhibeat. interior 
tamen quasi naturalis nobis surgit affectus! cnius intuita re- 
gale monasterum nostrum sancte Marie nove quadam Bpecialj 
prerogativa diligimus. Ut tanto ipsum crebis beneficiis et as- 
sidua proTÌdentie nostre diligentia foveamus. quanto tundationis 
nofttre celebritas non delectat et factnra manuum nostrarum 
forailiarem benignitatis nostre iavorem et gratiam promeretur. 
Jode est quod presene scrtpto perpetuo valituro coDcedimiis 
^et donamus eidem monasterìo eoclesiam sancti spiritus con- 
stnictam in portu brundusij. que fuit durantj de brundusìo et 
j>ostea ad manus et regalia nostra pervenit. cum omnibus te- 
mimenlis et pertineptiìs suis. ut ainodo in perpetuum ecclesia 
ipsa sancti spiritus Ubere et quiete sit ipsius monasterg. et 
abbates qui iu eodem monasterìo statuti fuerint. ecclesiam 
Ipsam cum omnibus tenimentis et pertinentiis suis tamquam 
liuB et obedientiam auam ad utilitatem et servitium eiusdem 
mODBSterlj nemine oontradicente ordineot et dlsponant. ad 
-huias aulem concessionis et donationis nostre memoriam et 
Inviolabile Qrmamentum presens privilegìum nostrum per ma- 
nus Alexandri nostri notary scribi et bulla plumbea nostro 
trarlo impressa iussimus roborarì : anno. Mense, et Indictione 
subscrìptis ': 



172 I DOCUMENTI INEDITI 

Data in urbe panormi felici per manus Gualterii panormi* 
tani Aschiepiscopi. et Mathei regij vicecancellarij et Riccardi 
venerabiiis siracusani episcopi domini Regis familiarium. Anna 
dominice incarnationis. Millesimo. Centesimo. Octogesimo. Mense 
marcìj Indictionis terciedecime. Regni vero domini nostri W. 
dei gratia magnifici et gloriosissimi Regis Sicilie ducatus apalie 
et principatus capue anno quartodecimo feliciter. Amen;^ 

^ Ego Gualterius Panormitanus Archiepiscopus subscripsi. 

^ Matheus domini Regis Yicecancellarius et familiaris 
subscripsi. 

►P Ego Riccardus Siracusanus Archiepiscopus .*. (1). 

Nel dietro leggesi, in un lembo : « XXIV »• 
E poi a caratteri del sec. XVII : 

« Privilegio di Guglielmo per lo quale dà al Real Mona- 
stero il porto di Brindisi». 

Quindi : 

« a 7 Giugno 1705. Consegnato presente privilegio a Giorgio 
Puzzetta. Mons. Fabricio». «1180 Willelmus II Rex concedit 
Monasterio S. Marie Nove Ecclesiam S. Spiritus in portu Brun- 
dusii cum omnibus tenimentis suis Mense Martii. Tabul. IV. G.» 



Suggello di piombo pendente. Nel diritto, in centro, Guglielmo re che 
nella sinistra ha il mondo e nella destra lo scettro;— nel rovescio: U 



(1) Questa prima pergamena originale della Cancelleria di Guglielmo n 
offre veramente notizie nuove sulla punteggiatura. Sotto Ruggiero re ai 
usò il solo punto {Prefazione , pp. L e LI . ; qui vediamo : i tre punti 
alla fine dell* invocazione divina, come nelle bolle dopo la notificazione; 
la virgola e il punto, cioè il coma; i due punti dopo la corroborazione» 
e i tre punti prima della datazione. Il documento chiude col periodui, 
cioè punto e virgola e trattino a mo* di punto interrogativo. Ciò dimo- 
stra che sotto Guglielmo II, almeno dal 1180 in poi, la Cancelleria nor- 
manna s'avvicinò sempre più alle usanze della Cancelleria pontificia. 

Le firme sono originali. 



DBLL*BPOCa normanna in SICILIA 173 

Salvatore con le sigle laterali . IC. XC., ed attorno Ara dae centri coq- 
eentrici .*. WiìlelmiM» Dei gratia Rex Sicilie Ducatus Apulie et princi' 
paius Capue. 

Tabularlo di Morreale, perg. n. 102, di mm. 495 X mm. 310, con linee 
tirate a secco alla distansa ciascuna di un centimetro. Vi sono mm. 30 di 
plica con tre fori, per cai passano i fili serici che portano il suggello, 
gi& descritto. 

Di questo docum. esiste copia nel Liber Pandectarum^ f. 101. Fu cit 
dal Pirro, p. 457 ; cf. Bbhrino, op. cit n. 215. 



LXXII. 



1181, Gennaio, Ind. XV. 



Roberto di S. Oiovanni cede al Vescovo di Ce&lù la chiesa di S. Pietro 
in Golisano con tutti i possessi che vi appartenevano. 



In nomine sancte et individue trinitatis. Amen. Anno domi- 
nice Incarnacionis M.^C.^LXXXI' ìndictìonis xv. Mense lanuari. 
Regnante domino nostro gloriosissimo rege Willelmo secando. 
Ego Robertus de Saucto (a) lohanne corain subscriptis testibus 
per presens scriptum refutavi domino Guidoni venerabili epi- 
scopo ecclesiam sancti (b) petri de golisano quam hactenus ex 
dono et concessa ecclesie chephaludi cura pertinenciis suis tenui. 
Refutavi itaque prefato episcopo ipsara ecclesiam sancti petri 
cum omnibus que de rebus et pertinenciis suis visus sum hac- 
tenus possedisse. tam ex acquisitis meis quam ex donis bone 
memorie domine Adelicie. que ipsa eidem ecclesie dedit. et in 
eius dedicatione in dotem illi concessit et tradidit. Videlicet 
domum et vineam et furnum golisani et villauos quorum beo 
sunt nomina. Costa lohannis. Helias Theodorus Georgius quo- 
rum fuerunt patres Abraam eben Eliaihar. Philippus eben Mu- 
heres. Abdesseid eben bussid. Seytun eben essaba. Preterea 

Garufi — / documenti inediti, ecc. 15 



174 I DOCUMENTI INEDITI 

terras carpiniani et farmute et terras marìtime. et duas viueaB 
que tuerunt amici et terram que fuit lohannis GuaiUardi. qae 
est in corau veteris ville subtus cruce et supra vineam ha- 
monis et terram de Cipro, que fuit lohanois de Leone. Prefiat- 
tum vero episcopum et ecclesiam eius in protectione et adep- 
tione predictarum rerum tam scilicet a nobis acquisitanim 
quam ab ipsa domina datarum et prediete etiam terre mari- 
time que dicitur grutta liberum concedo habere arbitrium et 
potestatem. 

Ego Robertus de sancto Ioanne supradicta confirmo. 

Ego RoUandus lusticiarius testis sum. 

Ego Hugo de sancto Ioanne testis sum. 

Ego lohannis de yspaniis panormitanus canonicus testis sum. 

Ego Stefanus tranensis panormitanus canonicus testis sum. 

Nel dietro : 

€ quomodo retutavit dominus Robertus ecclesiam sancti petri 
golisani » ; « Reiutatio Roberti de sancto lobanne facta de ec- 
clesia sancti petri de Golisano et aliorum bonorum ac villa- 
norum ipius terre domino Guidoni episcopo — anno 1181 — 
XV Indictionis (regnante Wilielmo II rege). Qaesr aiiima j>arte 

di maoo più receate. 
(a) S. (b) scs. 

Tabularlo Vescovile di Cefalù ìa Arch. di SI» dì Palerm^j^ perg. o. 20 ^ 
di mm. 42 X min. 21, (la largLezsa ó irregolarissiina). Vi sono linee a 
secco, distanti mm. 6. 



DELL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 



11S2, Ottobre, iDd. I. 

Onglielmo 11 ad maiorvm cauMam rinDova e l!i trascrivere in altra 
-dne copie, monite di sogelli di piombo e del ìdo lignacutum in ciDabro, 
il privilegio con bolla d' oro, da lai dato il 15 Agosto 1I7S al Monastero 
di S. Maria Naova di Morreale. 



►f IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 
IHESU XPISTI. AMEN: W. divina faveote clemeotia rex Sicilie 
ducttus apulie et priacìpatas capue. la comuDem credimus 
noUciam devenisse/ nos Ìd conslructione re^alis monaster|j no- 
Btrì sancte Marie nove quod deo inspirante fundavimus/ et 
preclari operis ediflcia posuisse/ et non solum digoitatibos sed 
«tiam largis ìpsum possessionum titulis ampliasse. Voleotes 
igitur ut quod artificioso muroruni ambitu fuadalum est/ coptis 
amplioribua honoratuin/ securitate gaudeat et quiete/ ad maio- 
rem cautelam duzimus omnes concessiones et immunitates que 
ìd primo privilegio a nostra sibi muniflceatìa contiDeotur in- 
dulto/ trìbus aliis privitegiìs unius per omnia eiuademque te 
noris buius et prìmum (a) est atinotarì. ut si forte modo quo- 
libet unum eorum exciderit supersit aliud quud ad tuitioniTtm 
iuris monasteri ostendatur. Cuius contiueatia tatis est W. di- 
vina (avente clementia Rex Sicilie ducatus apulie et principatus 
capue. Inter universas laudes et mansueludinis nostre preco- 
nia/ et successus inoumeros quibus clementia largieute divina 
regnum nostrum iugitur exaltatur/ Inter actus nostros et ope- 
nim dispositìonem que Rex regum omnium et donantium do- 
Datorum {b) ■ primordiis nostri regiminis clemeoter direxit et 
miaerìcorditer custodivit, nicbil est quod equa lance pense- 
mu nicbil de quo mena nostra gloriosius iocundetur quam 
-quod pie devotiooi nostra coutigK lulam superno Regi cun- 
■tmer* «t ^ fondare basilioam de oaiu» dextera diadwi su- 



176 I DOCUMENTI INEIMTL 

scepimus quo propiziante tranquillum uostrum regnum in pace- 
fovetur. el oiuDes erainus turbines propellentur. In hoc si qui— 
dem de affluentia terrenorum que de celesti largitione perce- 
pimus in celesti gazofllatio portionem immarcessihilem confi-- 
dimus collocasse, et ibi divino thesaurizasse permissu ubi nec 
erugo neque tinea demolitur. Ad illius ergo laudem booorem 
et gloriam qui servorum suorum insta desideria prevenit et 
effectuni prosequitur voluntatis : qui dignatus est devotionis no- 
stre primitias de manu nostra suscipere; Monasteriurn ador- 
dinem cavensis monasterij et Beati Benedicti regulam infor- 
inandum non longe a menibus felicis urbis nostre panormi 
super sanctam Kuriaciam diligentj cura nostra et multa devo- 
tione fundatum/ Sancte et gloriose semperque virginis dei 
genitricis Marie titulo et sacrosancto nomine duximus consi- 
gnandum. Et quoniam in voto gerimus et incommutabili 
Yoluntate prelibatum monasteriurn muneribus domino largienie 
copiosis ditare opulentis dotare beneflciis et terris ac posses- 
sionibus multipliciter ampliare, desideriis nostris insidet aiterius 
ut quanto deo volente letabitur nostre liberalitatis largitionibus 
ampliatum tanto excellentioribus dignitatis honoris, et totius 
liberalitatis privilegiis auctoritate nostra gaudeat perpetuo com- 
munitum. Cum enim progenitorum nostrorum Regum Sicilie/ 
recolende memorie/ vestigia imitautes universis ecclesiis in 
nostro felicissimo Regno positis ampliorem ceteris regnantibus 
reverentiam exibeamus/ nec eas onere functionum aut impro- 
bis exactionibus sustineamus vexari. equissimum est. et omai 
consentaneum rationi. ut predictum monasterium sumptibus 
propriis et laboribus. sub ipso principio nostri regimìnis edi- 
flcatum tamquam opus manuum nostrarum piena libertate 
donemus. et omnem sibi prestemus immunitatem que potest 
de nostra liberalitate ac munificentia proficisci. Ut sic oratio- 
nibus liberius invigilent qui tanta libertate fruentur et deum 
nobis implorent propitium. quorum pectoca nulla molestia 
terhàbuntur. In nomine igitur illius ad cuius laudem et gloriam 
monasterium ipsum est nostra devotione fundatum precipimus 
ac presenti privilegio nostro perpetuo valituro sanctimus ut 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 177 

omnia que a nostra muniflceatia sibi collata sunt vel Aierint 
et concessa in ea semper libertate possideat et fruatur. que 
nostre concessionis privilegiis fuerint annotata. Nec aliquatenus 
alieni liceat de bis que auctoritate nostra sibi Aierint indulta 
aliquid infringere aut evacuare vel deteriorem ipsius mona- 
^terij conditionem sub aliqua specie, commutare sed suis semper 
subnixa iuribus et libertate perseverent. sicut apparuerint no- 
stra liberalitate concessa. Nihilominus ea omnia que a domino 
Alexandro sedis apostolico pontiflce per suum privilegium pre- 
fato monasterio auctoritate apostòlica nostris precibus sunt 
indulta concedimus et sibi modis omnibus conflrmamus. Sanc^ 
tientes ut nuUus beredum nostrorum aut regum succedentium 
nobis. Nullus archiepiscopus vel alia ecclesiastica secularisve 
persona inde aliquid infringere aut evacuare presumat. Set 
suis suffulta viribus et hac nostra sanctione roborata firma 
sibi semper et inviolata perseverent. Concedimus quoque ut in 
eodem sancto monasterio electiones semper libere flant. secun- 
dum regulam et constitutionem beati Benedicti. Videlicet de- 
functo pastore qui in eo fuerit prò tempore constitutus tratres 
eiusdem monasterij in unum conveniant et invocata gratia 
sancti spiritus unam de personis eiusdem conventus quam 
roagis idoneam esse providerint. sibi deo volente secreto no- 
minent in pastorem eligendum. et deinde ipsam regie celsitu- 
dini pronuntient. Providentia autem regia voluntatj et peticioni 
«orum assensum prebeat et personam in quam omnes insimul 
aut sanior et potior pars eorum convenerit/ eis ad ipsorum 
peticionem concedet. lUud autem omnino interdicimus. ut donec 
in congregatione eorum persona fuerit ad eligendum inventa 
de extraneis nominationem nuUomodo tacere presumant. Con- 
cedimus etiam ei castellum iati et castellum corilionis et ca- 
stellum.Kalatatrasi cnm omnibus tenimentis et pertinentiis eo- 
rum. tam in demanio quam in servitio secundum divisiones 
eorum. que continentur in alio privilegio nostro exinde facto 
et nostro sigillo roborato. Set demanium quidem libere et absque 
omni exactione servitij. Do baronibus autem nobis et beredibus 
mostris ac utilitatj regni nostri servitium reservamus. Ut quo- 



178 I DOCUMSKTI mSDITI 

cienscumque Tidelicet prò custodii»/ maritime Sicilie vel ezpe- 
dictione facìenda seu prò soliempniis coronationis nostre sea 
aliis sollempnitatibos celebrandis aut prò aliis senriciis nostris 
|. ! a Dobìs vel beredibus nostris all^bas eiusdem monasterg vel 
: conventus inde fùerit requisitus. barones ipsos ad servitiiuDr 
nostrum vel beredum nostrorum prout eorum feodum exigil 
transrnictat. Si vero contigerit aliquem baronum predictorum- 
castellorurn decedere, nullo herede relieto qui sibi de iure et 
constitutione curie nostre succedere debeat concedimus ut 
feodnm' quod baro ipso ab eodem monasterio tenuerit in de- 
manium ipsius mouasterij et potestatem deveniat Casale vero 
qnod dicitur Bulchar et est iuxta ipsam. monasterium consti- 
tntum. eidem monasterio concedimus cum molendinis et om- 
nibus pertinentiis suis. Concedimus'' etiam eidem monasterio- 
molendinum quod subtus ipsum monasterium noviter est con* 
structum cum omnibus pertinentiis suis : Donamus quoque et 
concedimus ei in demanio ecclesiam sancte Kuriacie et eccle- 
Siam sa noti Silvestri, cum vineis Cannetis aquis Gasalibus et 
omnibus tenimentis et pertinentiis earum. In Messana vero 
concedimus ei ecclesiam sancti Clementis cam omnibus teni* 
mentis et pertinentiis suis. In Calabria vero concedimus ei ec- 
clesiam sancte Marie de Maccla et cappellam sancti Mauri que 
est apud russanum cum omnibus tenimentis et pertinentiis- 
earum i Ea videlicet ratione ut omnes predicte ecclesie iam** 
dicto monasterio a nostra liberalitate concesse, semper et 
omni tempore sint in demanio et potestate ipius monastery. 
Abbas quoque et conventus eiusdem monastcrg liberam ba- 
beant potestatem ordinandi et disponendi de eis quod voluerint 
absque alicuius impedimento vel disturbatione. In panormo 
etiam et pertinentiis eius concedimus ei domum que fuit quon- 
dam Gayti Martini camerarij. que est apud Kemoniam cum 
jardino et omnibus pertinentiis eius. Et iuxta portam rote con- 
cedimus ei libere et absque datione aliqua Moleudinum unum 
ad molendas cannas mellis. quod saracenice dicitur Masara. 
cum omnibus iusticiis et^ pertinentiis suis. Vineam quoque que- 
fuit quondam notarij Symonis quam curia nostra emit ab eo- 



DELL' EPOCA NORUAHNA IN SICILIA' 179 

dem Notarìo Syrooae cum terris et cannetts et omnibus teai- 
mentìs suis. Et vineani que fuit quondam Silvestri comitis 
Marsici: que cuna nostra emit a Comite Guillelmo Alio suo. et 
jardinum quod dicìlur Maraodi quod est subtus aquam Crì- 
beljj. cum omnibus justiciis et pertinentiis suis eidem mona- 
aterio concedimus et donamus. Tuanarìam quoque que est in 
insula que dicitur ilmi prope portum Cali cum omnibus per- 
tinentiis et iusticiìs. et rationibus suis. eidem monasterìo per- 
petuo libere habendam concedimus. Ut omni tempore liceat 
ipsi monasterio ad utilitatem suam offlcium piscationis tunno- 
rum vet quascumque alias utilitates voluerit absqui! exalioae. 
aliqua exercere. In apuHa vero concedimus/ ei lìbere et absque 
ornili exactioue serviti], Civitatem bytecte cum omnibus iustis 
tenimentis et pertinentiis suis. tam in demanio quam in ser- 
vitio. Concedimus etiam prelaxato monasterio liberam potesta- 
tem semper habendl quinque sagittias in portu panormi. et 
mari eidem civitati adiaceo^. vel ubicumque in Sicilia aut in 
atii» partibus regni nostri Abbas eìusdem monasterii eas ha- 
bere voluerit. que ad opus conveatus eiusdera libere offlcium 
plscationis exerceant. Nec liceat baiulis illins terre vel loci ubi 
sagittias ìpsas ad piscandum statuerit seu alicui eas inde modo 
quolibet impedire, aut ius uliquod ab eis exigere. De omnibus 
autem que in regno nostro ad usum fratrum san servictum 
eiusdem monasterij empta vel ab aliquo donata Tucrìnt vel 
oblata vel de exteris partibus fuerint asportata seu etiam de 
hU que de reddltibus terrarum et possessionum vet animalium 
suorum vel de quibuscumque aliis rebus suis vendiderint ius 
aliquod exigi a baiulis portulanis seu a quibuscumque alila, 
modis omnibus inhibemus. Similiter et de omnibus rebus eo- 
nim propria quas per portas urbis nostre panormi vel aliarum 
civitatum et terrarum tam Sicilie quam totius regni nostri 
miserint seu traxerint, ab eis ius aliquod nullatenus exigatur. 
Navcs quoque vel alia propria et demania vascclla eiusdem 
monasterij ubicumque per tolum regnum nostrum cum demaniis 
rebus suis pervenerìnt tam in exitu quam in introytu omuino li- 
bera constituimus. ut nil iuris vel exationis ab eis vel propriis r»- 



180 I DOCUMENTI INEDITI 

bus ipsìus roonasterg ab aliquo requiratur. Concedimus quoque 
ipsi sancto monasterio ut quotieuscumque abbas vel conventus 
eiusdera monasterij ecclesiam seu ecclesiis aut demos aliquas ex 
novo facere vel factas rehediflcare aut preparare voluerint. ha- 
beant potestà tem quecumque lignamina propredicto opere neces- 
saria in quocumque nemore tam Sicilie quam aliarum par- 
tium regni nostri voluerint libere et absque aliqua datione 
incidere, et exinde asportare. Ad hec adiacentes concedimus 
ut omnia animalia propria ipsius monasterij et omnium obe- 
dientiarum eius in regno nostro ubique per demanium no- 
strum libere et absque aliqua datione pascantur. eis simili li- 
bertate concessa in omnibus terris archiepiscoporum episco- 
porum et aliorum prelatorum ecclesiarum et comitum et ba- 
rouum nostrorum in transitu eorum. cum ipsa per eorum ter- 
ras transire contingerit. Homines quoque seu equitaturas aut 
cetera animalia ipsius monasterii et obedientiarum et posses- 
sionum eius prò servitio galearum seu quolibet alio servitio 
capi vel ad angariam duci modis omnibus prohibemus. Liceat 
etiam abbati et fratribus tam ipsius monasteri quam obedien- 
tia eius clericos cuiuscumque ordinis seu laycos e seculo fa- 
gientes liberos tamen et absolutos in sanitate quidem vel egri- 
tudine cum rebus et possessionibus suis ad conversionem vel 
fraternitatem eorum venientes sine alicuius persone contra- 
dictione recipere et sine alicuius molestia retinere. exceptis 
feodis et possc^ssionibus que sunt alieni servitio obligate que 
nec ipsi recipere nec illi ofTerre absque nostra nostrorumque 
heredum lìcentia presumant. Ulud quoque prohibemus et auc- 
toritate regia artius interdicimus ne aliquis. de monasterio 
ipso vel obedientiis aut quibuscnmque possessionibus eius in- 
vito abbate et conventu eiusdem vel prepositis obedientiarum 
et possessionum eius victum seu procurationem aliquam modo 
quolibet capere aut violenter exigere presumat. Nec nobis ipsis 
nec beredibus nostris et nobis in regno succedentibus nec 
alieni alij abbas eiusdem loci vel obedientiarum eius prepo- 
sitj victum vel procurationem aliquam dare cogantur ab ali- 
quo. nisi cum nos aut aliquem heredum nostrorum monaste- 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 181 

rium ipsum adire vel per obedientas aut tenimenta eius tram- 
sire contingerit duos. panes tantum et de vino et aliìs cìbariis 
que ibidem prò conventu fuerint preparata, siciit uni centra- 
trum suorum karitative nobis vel nostris heredibus reprosen- 
tent. Et quoniam sepe solet contingere ut delieta prelatorum 
in perniciem et iacturam ecclesiastici substantie convertantur. 
cum prelatis ecclesiarum amministratio quidem non dilapida- 
tio concedatur/ nos saluti et conservationi eorumque iamdicto 
monasterio tam a serenitate nostra quam a quibuscumque 
aliis concessa fuerint seu ab eodem monasterio fuerint acqui- 
sita summa cum diligentia providere volentes si forte quod 
deus avertat aliquatenus contingerit. aliquem gubemationem 
ipsius monasteri] gerentem in aliquod delictum incidere cum 
prò redimendo excessu suo ad aliquam bonorum ecclesie da- 
tionem omnino interdicimus convolare. Nichilominus heredes 
nostros etiam et omnes nobis in regno succodentes. de pecu- 
nia vel aliis rebus ipsius monasterij prò alìquo delieto prela- 
torum recipere aut ab eo quolibet aliquid extorqu?re penitus 
interdicimus. Nolumus enim monasterium delieta prelatorum 
lugere. nec earum quemquam si forte pena debuerit cohercere 
de inìusta impunitate cum iactura monasterij gloriari. Prete- 
rea providentes quieti et paci ipsius monasterij ne aliquo tem- 
pore occasione aliquorum iusticiariorum molestias vel vexa- 
tiones aliquas sustineret. perpetuo concedimus ut quicumque 
fuerit abbas ipsius monasterij constitutus sit justiciarius om- 
nium terrarum et tenimentorum eiusdem monasterij tam eorum 
que possidet modo quam illorum que deo volente in posterum 
ab ipso monasterio fuerint acquisita. Nec licoat alieni iusticia- 
riorum nostrorum de causis que inter homines ipsius mona- 
sterij emerserint se aliquo modo intromittere; set abbas ipsius 
monasterij eas doterminet ot decidat. et de hoc quod «lo eausis 
ipsis ad abbatem ipsuni pervenorit nichil curia nostra babeat 
set totum eidem monasterio cedat. Hec autem omnia supra- 
dicta sicut apparuerint ipsi sancto 'monasterio a nostra libe* 
ralitate concessa ab omnibus heredibus et succpssoribus no- 
stris nec non ab omnibus regimini nostro subìectis perpetuo 



182 I DOCUMENTI INEDITI 

statuimus et precipimus observari. et niilii liceat ea in aliquo- 
modo quolibet infringere aut minuere vel turbare. Statuentes 
ut quicumque contra que superius adnotata sunt aliquo modo 
facere vel ire temptaverit. pene centuro librarum auri snbia- 
ceat. De quibus medietas curie nostre, altera vero medietas 
prefato monasteri© persolvatnr. predictis omnibus seenndum 
concessìonem nostram in omnibus suo robore firmiter perpe- 
tuo permanentibus. Ad conflrmationem autem et perpetuum 
robur omnium predictorura presfns privilegium nostrum per 
manus Àlexandri nostri uolarii scribi precepimus et bulla plum-> 
bea nostro typario impressa roboratum nostro signaculo ius- 
simus decorari. Anno. Mense et Indictione subscriptis! '(1). 

Segue la mola o signaculum il cai diametro nel giro esterno è di 
mm. 119, e Tinterno mm. 91. È tatto scritto in cinabro; il giro interno 
ha una croce che Io divide in quattro segmenti ugnali e v* é scritto : 
W, divina favente clenientia rex Sicilie Ducalus Apuìiè el principatus 
Capue; segaono due giri equidistanti dae millimetri, poi ono spazio di 
24 mm. colla scritta : Dextera domini fedi virlulem. Dexlera domini 
exattavit me, e chiude Analmente con aitri due cerchi equidistanti 2 mm. 

Data in urbe panormi felici per manus Gualterii panormi- 
tani archiepiscopi et Matthei regii vicecancellari et Riccardi 
venerabilis siracusani episcopi, domini regis familiarium. Anno 
domìnice incarnacionis Millesimo. Centesimo Octogesimo se- 
cundo mense Februarij indictionis prime. Regni vero domini 
nostri. W. dei gratia magniflcentissimi et gloriosissimi Regis 



(1) La pergamena dei 1176 fh pubblicata dal Del Giudice, (p. 2 a 6); 
^originale si conserva nel Tabulario di Morreaie mancante deUa Bolla 
d'oro : ha pare il tignaculam, però in inchiostro nero. In quella del 1175 
tm le firme vi sono: qnella di Àldaino regio seuescalco, e di Berarda 
regio comestabili, oltre a parecchi conti. 

Nella datazione, con inchiostro diverso ma della stessa mano leggesi: 
« In qaa fieimiliares nostros et sabscriptas personas et alios viros illostros 
sobacrihi precepimus». 



dell' epoca NORUANHA in SICILIA 183 

Sicilie ducatus apuiie et prÌDcipatus capue Anno Septimo de- 
cimo felicitar. Amen ; , 

Nel dìetfo : « Scriptum II ». 

In DB lembo: 

35 — < 1183 ». < Unum ex tribas origiDalibus eiusdeni te- 
noris privilegiis Gulielmi II Regis contines libertates, et im- 
iDUDitates Moaasterìi S. Marie Nove, ac quosdam etiam ào- 
natioDÌs. mense Octobris. Tab. VI. B. > «27 Giugno 1705». 

Snggello di piombo di Onglielmo. 

(a) AreTino scritto: pritiUgium. che poi aggiaitiroDO In pnmum. 
(b) Nel privilegio del 1179, 15 Agosto eri scritto: Dominantìum Domìnator. 

Tabulano di Morrealt : < Nomerò lettantanove 79 eoa suggello di 
piombo Balsamo Arcivescovo». Di questa pergamena né esiste un'altra 
ìdeniica copia autentica, che ba il numero 113 del Balsamo, 



LXXIV. 

tlRZ, Novembre, Ind. I. 

Tomniaso vescovo di Regio, col consenso del suo Capitolo , rianniia 
io bvore del Monastero di 3. Maria Nuova di Morreale , ai 4irltti sul 
MoDasterìo di S. Salvatore dì Mercello hbbricato da Giovanni Camerlengo 
del re, e snll'altro di S. Oiovanni dì B'sociUva niori le mura di Regio. 



>i* In nomine dei eterni et Salvatoris nostri Ihu Xpi Amen. 
Anno incarnationis eius Millesimo Centesimo octogesioio se- 
cnndo. Mense novembris prime Indictiouis. Regnuro vero do- 
mini nostri. W. dei gratia magnifici et gloriorissimi Regis 
Sicilie ducatus apulie et prìncipatns. capue. anno septimode- 
cimo feliciier. amen. Domino Guillelmo dei gratia venerabili 



184 I DOCUMENTI INEDITI 

abbati regaiis monasterg Sancte Marie Nove eiusque succef^ 
soribus. Thomas eadera gratia regine ecclesie archiepiscopus 
in perpetuum. Ex fonie karitatis emanai ut ex antiquo fun- 
dare ecclesie suisque possessicnibus privilegiis stabilite novas 
et quasi nascentes ecclesias amplectantur et diligant. eisque 
yel de possessionibus suis adiciant vel honorem impendant 
hac itaque consideratione ductus ego iamdictus Thomas dei 
gratia reginus archiepiscopus grata idonea et spontanea vo- 
luntate mea communi etiam consensu et voluntate totius ca- 
pilulj ipsius regine ecclesie vobis predicto domino Guillelmo 
eadem gratia regaiis monasterij Sade Marie nove venerabi^ 
abbati et successoribus vestris et ipsi regali monasterio in per- 
petuum concedo jus benedictionis et totum jus episcopale et 
quodcumque aliud jus predicta regina ecclesia in monasterio 
Sancii Salvatoris de mercello quod construxit lohannes Kalo- 
menus. quondam regius camerarius. et in monasterio monia- 
lium Sancii lohannis exocaliva quod est extra muros civiiatis 
regg. et cellis et obedientiis et possessionibus et tenimentis 
ac perlinenlijs ipsorum monasteriorum bactenus habuisse di- 
noscitur. nullo iure predicte regine ecclesie vel mihi seu mais 
successoribus in eisdem manasterijs vel cellis vel obedientiis. 
et possessionibus eorum aliquatenus reservato, set amodo in 
antea vos et successores vestri et ipsum regale monasterìam 
perpetuo libere, et sine aliqua contrarietate nostra vel succes- 
sorum nostrorum seu partis eiusdem regine ecclesie babeatis 
in ipsis monaslerijs scilicet Sancii Salvatoris de mercello et 
Sacti lohannis exocaliva. et cellis et obedientiis et omnibus 
possessionibus eorum jus benedictionis et totum jus episco- 
pale et quodcumque aliud jus in eis ego et predecessores mei 
et predicla regina ecclesia hactenus dinoscitur habuisse vel 
in posterum debemus habere. Nec liceat mihi vel successo- 
ribus meis aut alicuij prò parte regine ecclesie supradictani 
concessionem in partem vel in totum infringere vel ei aliqua- 
tenus conlraire. set vobis et successoribus vestris et iamdicto 
regali monasterio firma semper integra et illibata permaneat. 
Si quis aulem successorum nostrorum vel aliquis alius prò 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 185 

parte regine ecclesie vos aut successores vestros vel ipsum 
regale monasterium in aliquo inde perturbare vel molestare 
presumpserit nisi presamptionem suam celeri et congrua satis- 
fìictione correxerit. eum vinculo anattematis perpetuo inno- 
damus. bac concessione nostra nicbilorainus firma ei stabiy 
permanente. Ad buius ìgitur (a) nostre concessionis memoriam 
et inviolabile robur presens privilegium per manus Gosfridi 
domini Regis notarii a me rogati scriptum ac subscriptione 
proprie manus nostre canonicorum regine ecclesie confratrum 
nostrorum conflrmatum et sigillo ipsius regine ecclesie in- 
presso fecimus roborari. et illud vobis ac predicto regali mo- 
nasterio assignavimus. Anno. Mense et Indictione prescriptis. } 

^ Ego thomas reginus arcbiepiscopus supradicta concedo 
et confirmo. 

►fi Ei^'O Otto reginus decanus. 

1^ Ego Absalon reginus cantor subscripsi. 

h^ Ego Rogerius reginus archidiaconus subscripsi. 

^ Ego palmerius reginus canonicus subscripsi. 

►^ Ego Riccardus reginus canonicus subscripsi. 

►f^ Ego petrus reginus canonicus subscripsi. 

1^ Ego Maurus Reginus canonicus subscripsi. 

*i* Ego Robertus Reginus canonicus subscripsi. 

►^ Ego pbilidpus reginus canonicus subscripsi. 

>ì* Ego bernardus reginus canonicus subscripsi. 

►p Ego bartholomeus reginus canonicus. 

Nel dietro leggesi in an lembo : « XXXVIII». 
A caratteri del sec. XVIII : 



« Privilegio per il quale l'arcivescovo di Regio cede tutti 
raggioni che havesse nel monasterio dì Santo Salvatore dì 
Martello — 4 Luglio 1705 — Per Patto di. Consegna del pr^sonte. 
Ms. Fabrìtio — 1182 ». «Arcbiepiscopus Reginensis cedit mo- 
nasterio Saiicte Mario Nove jus in raonasteriis S. Salvatoris 



186 I DOCUMENTI INEDITI 

de Martello , et S. Ioannis de Exocaliva mense novembris 
Tab. IV, 7 >. 

(«) gì. 

Tab. di Morreale, • GentodieciDOve 1 19 senza suggello : Balsamo Arei- 
▼escovo >. Perg. di cm. 48 X ^^' ^^ <^n ^^^^ tirate a secco alla distanza 
ciascana di mm. 9. 



LXXV. 



1483, Novembre, Ind. I. 

Roberto dì Golisano, ricevendo V abito chiericale dalle mani di Gui- 
done vescovo di Gefàlù, dona alla Chiesa dieci villani una casa e uiul 
vigna (1). 



^ In nomine patris et flHj et spiritus sancti. Àmen. Evi- 

dens nobis suggerit veritas quod imitatores Xpi promptius se 
in gloriam creatoris expandunt. qui quam suavis sit deus gu- 
stant sub sorte roinisterij clericalis potissime bg qui et se in 
continencie arce curtodiunt et buroane fragilitatis actus in se 
fluidos reprimunt per vite consuetudinem laucioris. Hac itaque 
consideratione ductus. Ego Robertus de golisano fllius quon- 
dam bartbolomei magistri cupiens in domesticam Xp^ plebem 
ovis signata transferri in manus domini Guidonis dei gratia 
venerabilis episcopi ecclesie Sancti Salvatoris cepbalu(]y eiusdem 
ecclesie fratrem me reddidi et ab eo habitum suscipìens eie- 
rìcalem. fratemam ibi conversationem dum vixero ducere pro- 
misi, ita quod ecclesia ipsa mihi assidue in victui et Testitui 



(1) Questo doc. Ai pubblicato dal Battaglia , Doc. p, serv, atta St, di 
^9ic. y* & Dipi., voi. XVI, (ksc. II, 119 e 120; però vi mancano i nomi 
>dei servì, cbe io ho messo dentro parentesi, dei testimont e del notato. 



dell' epoca normanna in siaLiA J87 

□ecessariis. vite subsidia largietur. et quum bonorum que in 
ipsa gerenda sunt et geruntur ecclesia, particeps volente do- 
mioo sum statutns. ad maiorem incepte conversationis cousu- 
macionem. et anime méé meorumque afSnìum beatìtudinem. 
tradidi bona mea voluntate et concessi in perpetuum eidem 
ecclesie villaaos decent cum suis tenimentis quorum sunt no- 
mina, «lobannes fllius delegandj. Pbilippusflliusbulfadar. Ba- 
silius fllìus abdesseid. Isti sunt xpianì. Saraceni vero, basem 
fllius themen. Omor fllius dahamen. Oseim fllius bufel. Omo- 
racb fllius fratris ìpsius oseìm. et alij tres fuerunt morti^. sed 
fllij eorum vivunt quorum nomina fuerunt. Bulfadat sale. Ab- 
desseid. Omor eben tuluctet >, (!:oncessi etiam eidem ecclesie 
domum et vineam meam cum teuimentis. eius que aunt vi- 
cìdu molendiois eìusdem ecclesie aput rocbellam. et terras 
omnes quas bactenus posaedi. ìuzta scrìpta eorum et privile- 
gia, que inde predìcto domino episcopo et ecclesie assignavL 
que omnia iure bereditario bucusque tenui et possedj- Ut au- 
tem predicta ecclesia bec cuncta libere et quiete in evum ha- 
beat e possideat sine inquetacione cuiuslibet infestantis. sub- 
scriptos testes in boc privilegio quod inde el feci proprìls 
rogavi manibus subsignari. et buie méé interesse concessioni. 
. Actum est aulem boc anno domiuice incarnationis millesimo 
centesimo LXXXIII°. Mense Novembris prime Indictionis. 4" Sgo 
supradictus Robertus supradicta conflrme. 

r^ Ego Petrus guzus interfui. 

4« Ego Gisolfùs ramesinus interAiì. 

>{< Ego danihel decimarìus interfui. 

^ Ego Ugo lombardus interfui. 

'ì' Ego Albertus magistri Nichite intertui. 

^ Ego Notarius lobannes sancti georgi) interfui. 

•i< Ego lobannes de pagano vioecomes cepbaludi interfui. 

>}< Ego lobannes de golìsaDo Interfui. 

ti> Ego Notarius Rlccardus civis cepbaludi interfui. 

»^ Ego Simeon castellanus c«pbaludi interAii. 

Hh Ego Nicolaus fllius magistri belie ìnterAit. 



188 I DOCUMENTI INEDITI 

^ Ego SimeoD de Catania interfui. 

^ Ego TbeodiDus curatus interfui. 

»fi Ego Willelmus lassicus interfui. 

Hh Ego Enricus frater presbiteri burrelli interfui» 

^ Ego Benedictus psallus in arbore interflii. 

^ Ego Nicolaus textor interfui. 

^ Ego Notarius Matheus qui beo scripsi interftg. 

Nel dietro, a caratteri coevi alla scritta : 

« de fratre Roberto de golosano ». 

A caratteri del sec. XVII: 

€ Robertus de Golìsano occa^one receptionis habitus cle^ 
ricalis ab Episcopo Guidone cephaludi dedit ecclesie Cepbalu- 
densi septem yillanos ij cbristianos et quatuor saracenos cer- 
tas domus et terras et possessiones quas iure bereditario pos— 
sidebat anno domini 1183, F. N. 31, N. 14». 

TtìU>. Vescovile dì Cefalù, peg. n. 21. Arch. Si, di Paiermo^ di mm. 
423 X mm 2^- 



LXXVI. 

1183, Gennaio, Ind. IIL 

Gaglielmo re, stando nel sno palazzo di Gapaa, coocede al nobile Ba-- 
bonoso, cittadino genovese, che sia suo uomo ligio, e gli dona an Casaìino 
posto in Afagìslra ruga Messane. 



€ Willelmus secundus Rex Sicilie etc, recipit Bulbannm {sic) 
nobilem ci vera lanuae in hominem liberum eique concedit quod- 
dam casalinum situm in Ruga Magistra Messanae nec noa 
^ngulis annis diete Bulbonoso solvere promictit libram unam 
auri aerario Regio ». 



DBLL IPOOA NORMàMMA IN 8ICIUA 188 

Id Domioe dei eterni et Stlvatoris nostri lesu Christt 
Amen. WUlelmus divina Avente clementia Rez Sicilie, dueatos 
Apulie et prìocipatus Capue. Ad laudera spectat et glorlam 
regie dignitatifi et obsequia reepioera subiectoruni et ad ex- 
traneos manam liberalitatìs extendere, sicque pie regere sub- 
ditos ac fovere , ut etiam alieni etiam suìs se servitiis prona 
simul, et liberti devotione suinraìttant. Residentibus nobis ìta- 
que in palatio nostro Capue cum comitibus et magnatibus curie 
nostre, dum Bubonosus aobilis civis lanuae presentattis se et 
servitium suum nobls cum magna precum instantla optullsset 
Nos deTOtionem et preces eius recipieotes, ipsum iurta quod 
postulaverat in lìgium hominem nostrum manibus nostrìs re- 
cepimu^ et iuxta consuetudinem curie nostre, sacramento ho- 
minìs et fidelitatìa nobls et beredibua nostris aecundum nostram 
ordinationem ab eo sicut ab aliia nobilìbua regni nostri contra 
omues bomines et feminaa prestito: de grata et consueta mu' 
I aiflcentìa oostra coDoesainius ei «t beredibus auis , quos in 
Ugios noatroB recepimus, si talea faerìnt, ut eoa dìgnos paterno 
beneficio ceoaeamua casalinum unum, quod est in Uagiatra 
Ruga MeaaaDe, quod fUit iam Bernardi fllii Petri, et singulit 
aouis libram «uri unam de nostro statuimus erario solvendaqi 
ai venienti ad curiam ve) certo nuntio suo ad hoc speeialìter 
destinando. Ad huiua autem concessionis nostre memoriam et 
inviolabile firmameotum, praesens privUegium nostrum per 
manus Alexaodri nostri notariì scribi et bulla plumbea typarìo 
nostre maiestatis impressa, iussimus roborari. Anno mense qt 
iodictione subscriptis. 

Datum Capue per manus Gualterìi venerabilia panormitani 
archiepiscopi et Matthei regis vicecanceltarii et Riccardi ve- 
nerabilis messanensis archiepiscopi domìni Regis fbmillarum. 
Anno dominice incarnationis, MCLXXXIll. mense lanuario. 
prime indictìoDÌs; regni vero domini Willelmi, Dei gratia ma- 
gnifici et gloriosissimi Regis Sicilie ducatus Apulie et princl- 
patus Capue, anno septimo decimo fellciter. Amen. 

Garupi — / documenti inediti, ecc. 10 



190 1 DOCUMENTI INEDITI 

B. C P. Ms. Qq. H. 12, f. 66 della noova namerazione, 12 deli^antica, — 
Amico.— «Ex tabalarìo Domas Hospitalis Saocti loannis Hierosolyoiiuai 
Messane». 



LXXVII. 



1183, Marzo, Ind. L 



Raglerò di Tarsia e Maria figlia di Roberto di Malvoavenaot, conia- 
gi, Finanzia Qo alla terra di Bisacqaino. 



Hh ^^ nomine patris et fllii et Spiritus Sancii. Àmen. Anno 
dominice Incarnationis. Millesimo. Centesimo Octogesimo tertio 
Mense Madii Indictionis prime. Regni vero domini nostri .W. 
dei gratia magnifici et gloriosissimi Regis Sicilie ducatus apu- ^ 
lie et principatus capue Anno octavodecimo feliciter Amen. 
Ego Rogerius de tarsia, et Ego Maria filia quondam Robert 
malconvenant uxor eius per hoc presens scriptum declaramusf 
quod cum regia maiestas misericordia et piotate sua coocessit 
matrimonium inter nos contrahi cum terra quam iamdictos 
Robertus pater et socer noster iuste tenuerat. In presentia 
domini Mattbei regij Yicecancellarii et familiaris. et aliorum 
vestrorum qui subscriptj sunt ambo insimul recognovimos 
quod Busackinum non fuerat iuris predictj Robert malcon- 
venant. et quod nos nuUum ius in eo habemus. et quod nuUo- 
modo nobis pertinet. set potius pertinent domino nostro glo- 
riosissimo Regi propter quod. tam ego Rogerius de tarsia 
quam et ego. predicta Maria uxor eius bona et spontanea vo- 
luntate nostra dimisimus et perpetuo renunciavimus iUud in 
manus et demanium regium. quatinus nec nos nec heredes 
nostri nec aliquis prò parte nostra aut beredum nostroruar 
ullo umquam fìituro tempore, ius aliquod in ipso Busackiao 
possimus exigere. Cognovimus etiam quod nec cartas nec ma- 
nimina aliqua de ipso Busackino habemus. Quod si aliqua- 



DELL BPOCA NOBUAHNA IN atCILIA 101 

ienus munimiDa aliqua vei iustrumeota inde osteiideriinus. 
munimioa et iastrumenta ipsa penitus irrita et vacua aint. Si 
etiam aliquo tempore nos aut aliquis prò parte nostra vel be- 
redum nostrorum questionem aliquam de predicto busackino 
moTerìmus pene centum uDciarimi auri erga regiam curiam 
-subiaceamus. NicbilomiaiiB causa ipsa stabili et (Irma i>erpe- 
tuo penoaDente. Et de bis omnibus presens scriptum per raa- 
DUB Alezandri regij nolani ad perpetuam memoriam et firmi- 
tatem scribi rogavimus et regie Curie illud tradimus. In quo 
propriìs manibus nostris subscrìpsimus et alij viri a nobis 
roga^ se subscripserunt. Anno mense et Indìclione subscriptis. 

^ Matbeus domini Begìs vicecancellarius et familiarius 
subscrìpsi. 

4< Ego Rogerius de Tarsia supradicta omnia concedo et 
confirmo. 

4< Ego Maria filia quondam Roberti Malconveaant uxor 
domini Bogerii de Tarsìa supradicta omnia concedo et con- 
flrmo. 

t^i Ego Hugo Lupinus domini regis prìvatus interfui. 

44 Guillelmus Malconvenaot regie magne curie magister 
lusticiarius. 

tii Riccardus Regij Ticecancellarìus Slius interfui sub- 
scrìpsi. 

»^ Ego lordanus lupinus testis sum. 

*ii Ego Guillelmus Sorellus regie prìvate masnede solida- 
rius interfui. 

>^ Ego Hugo de sesto regie prìvate masnede solidarìus 
testis sum. 

1 e>ntt«ri dietro la pergamena 8*no del aec. XVII; in ari lembo ai 
legge : 

€ XLIV Strumento per lo quali Roggeri de Tarsia Oeclars 
Bisaquino spettar! al Re e lui non bavere alcun jus. » « A 10 
Luglio 1705. r atto di consegna del presente. Ms. Fabrìtio ». 
■< 1185 Rogerìus de Tarsia et Maria eius uxor fatentur duI- 



192 I DOCUMENTI INEDITI 

lum se habere jus in Casale Busachini. Mense MadiL TaboL 
VU. F. » (1). 

TUttl. di MorreaUj perg. n. 50. € Nomerò ehiqittfiUaette tenta s«^ 
fello. Baltimo ArciTeteovo». Ptrg. di mm. 444 X oin^ ^^» ees iìBt»- 
tirate t tacco alla ditUnta eitteana di mm. 9. lù firme di Mattaci Gu- 
glielmo di Makonveiuot, Riccardo etc tono wUigr^tà. 



LXXVIIL 



1183, Norembre, Ipd. IL 



Filippa moglie del ta Roberto di Vizini coi figli Silvestro, OogUelma 
ed Enrico, dona tutte le sue case poste nella città di Palermo, alla 
di Morreale. 



In nomine dej eterni et salvatorìs nostri ihsu Xpt. Anno eius- 
dem incamationis Millesimo. Centesimo, octogesimo tercio. Re- 
gni vero domini nostri W. dej gratia magnifici Regis Sicilie du- 
catus apulie. et prìncipatus capue anno nonodecimo felicitar 
Amen. Mense Novembris secunde Indictionis. Quoniam sepius 
immo cotidie gloriose et intacte virginis Marie supplici voce 
suffragium postulamus ut nos a periculis. et imminentibus 
angustiis securos faciat et quietos. dignum est ut eius ecclesie 
ad salutem et remedium peccatorum nostrorum de propriis 
tàcultatibus nobis a domino prestitis aliquid largiamur. Inde 
est quod per hoc presens scriptum ego pbilippa uxor quon- 
dam Robberti de bizino (2) et filli mei Silvester et Guillelmus 



(1) Il Pirro ne diede ou tanto molto ristretto in coda ad nn altro- 
doc. pare del 1185 Maggio Ind. I. 

(2) Qaesto Roberto de bizioo è quello che si firma nel doc del 1176^ 
ed. da G. B. Siraguba, Gugl, /, etc, voi. 1, pag. 196. 



DELL EPOCA NORMANNA tN 8ICIUA 193 

■et Heoricus corani subscriptis testibus declaramus. quod qos 
grata et spontanea voluntate nostra tameu (a) intuitu dei taoiea 
prò redeDcione peccatorum aostrorum tamen prò reraedìo ani- 
me patris nostri donamus et obtulimus omnes domos nostros 
cnm omnibus pertinentiis suÌb quas habemus in civitate pa- 
Dormi iure patrimoni nobis pertinentis ecclesie Archiepisco- 
patus montis Regalis et eas vobis domino Guìllelmo dei gra- 
fia eiusdem ecclesie Archispiscopo et domini Regis ramilìarì 
tradidimus et assignavimus nullo nobis iure vel beredibus no- 
strìs in ipsis domibus aliquo tempore reservato. flnes vero et 
confloia ipsarum domonim sunt hec. Una earum videlicet ex 
orientali parti iuncta est cum domo ipsius ecclesie ex parte 
occidentis iuncta est domui Riccardi ex parte Septemtrìonis. 
est via puplica Regia, ex parte quidem meridionali disten- 
ditur usque ad murum civitatìs. Alia vero domus ex orientali 
parte iuncta est cuidam ad alteri domini ipsius ecclesie et ex 
partibus occidentis et septemtrionis est iuncta domui Notarli 
nicolaj. ex parte vero meridleì est via papltca. Qaod si dos 
Tel aliquis beredum nostronim seu quisllbet alius prò parte no* 
atra erga predictam ecclesiam aliquo tempore de supradictis 
-domibus questionem. aliquam moverimns pene centum Rega- 
lium ipsi ecclesie et cotidie Regie Maiestati subiaceamus. Ni- 
«bilominus causa ipsa perpetuo stabili et firma eidem ecclesie 
permanente. Et si alius in ipsis domibus calupniam inferret 
T«l in eia aliquod. ius requireret No* eas prediete ecclesìe 
defendere et guarentire debemus ut eadem eeelem domot 
tpsaa p«rpettio quiete et paclflce teneat et possideat et de eia 
faciat comodum et prollcuum suum siue requisione nostra rei 
beredum nostrorum. Ut autem hec nostra oblatio et donatio 
firma semper et inviolabis predicte ecclesie et vobis domino 
Guìllelmo dei gratta montis Regalia venerabili Archiepiscopo 
et domini Regis familiari et successorìbus vestris permaoeat; 
Dee aliquo tempore a nobia vel beredibus nostris vel ab ali- 
quo prò parte nostra inftìngi possit vel mutarl. presena scrip- 
tum per manus Notarli philippi de claromonte et domini Re- 
gis tamiliaris fecimus assignarì. Anno. Mense et Indictione pre- 
flcriptis. 



104 I DOGUMBNTI INEDITI 

^ Ego Pbilippa axor olim Roberti de bixino boc conflrmo- 
et concedo. 

t^i Ego Silyester olim Roberti de bizino fllius boc confir- 
mo et conced.o 

^ Ego Guillelmus eius frater boc conflrmo et concedo. 

^ Ego Henricus eorum frater boc conflrmo et concedo. 

1^ Ego Raynaldus de moac testis sum fb). 

^ Signum manus Georgii cappellani. 

^ Signum manus Anestasius dapiferi. 

i^ Signum manus Fulconis castellani. 

1^ Signum manus Samary. 

^ Signum manus notarìi lobannis. 

^ Signum manus Rogerìi Cappellani. 

Nel dietro in an lembo : 

47: «A 10 Luglio 1705. Per ditto in consigna del presente. 
Ms. Fabrìtio» XLYII. > «1182. Concessio domorum in urbe 
Panormi facta a Pbilippa uxore quondam Ruberti de Bizuno {sìc)l 
Mense Novembrìs. Tab. VII. H. ». 



(a) in (b) Arma aatografli. 

Tab, di Monreale^ « Numero «essantasette 67, senza snggeUo : Balsa- 
mo Arcivescovo >. 

Perg. di mm. 474 X mm* 3^> ^n linee tirate a secco alla distanza. 
ciascQDa di mm. 11. La scrittura é molto sbiadita. 



deli/ EPOCA NORMANNA IN SICIUA 195 

LXXIX. 

(6692), 1183, Dicembre, Ind. IL 

EQgenio Cali secreto per la aaa guarigione dona an orto in Palermo 
al monastero di S. Maria della Grotta (1). 



In nomine lucide consubstatialis et vìviflcantis Trinitatis 
patri et fllii et Spiritus Sancti. Àmen. Quoniam divinis tomplis 
aliquod lustrantur et necessitatibus Sacramentum ministrant 
remuneratione et ineffabili gaudio digni facti sunt secundum 
divinum illud dictum: Sanctiflcat enim divina gratia amantes 
eorum decorem; ideo hunc in modum ego etiam prescriptus 
Eugenìus Cali, qui morbo detentus gravissimo mala pedum et 
genum fluxione, partem quamdam substantie mee cum ad me- 
dicos consupserim, atque humanum remedium nequaquam sit 
sortitus, opein meam collocavi in maxime venerabili et puris- 
sima imagine incorrupte mee Dei genitricìs venerabilis mona- 
sterii Spelunce Civitatis Panormi, supplìcans eam vel circura- 
dante me morbo liberaret; at si buiusmodi gratiam adeptus 
fuerim munus debito dignum me oblaturum de meis bonis 
prò redemptione et remissione peccatorum meorum dei gratia, 
quod prò illius lampade faciat. Et jam ob eius intercessiones 
et ineffabilem misericordiam , isto multorum dolore auctore 
morbo liberatus et sanitatem , nonnisi maximo cum robore 
sortitus, omni prontitudine mea et arbitrio ex tota anima con- 
cedo (?) in boc dicto venerabile tempio laudatis domine nostre 
Dei genitricis civitatis panormi, lampadis prò muoere eius diete 
imaginis a bonis meis agrum horti erbarum qui est in civitate 
Panormi, qui est et ìacet in loco appellato Pbacbaer iuxta 
Judeorum Sinagogam et cognoscitur ex sedereo cum viridario 



(1) Cf. Prefazione, pp. XXVI e XXVH tenendo presente VErrala-Cor- 
rige^ p. LII. 



196 I DOCUMENTI INEDITI 

etiam vetere, quod apud eum est, Senis Pubdai ut faciant in 
eius loci donatione, Iratres qui iuibi sunt puri Monasterii hor- 
tum herbarum, et pratum Irutiferum offerentem lampadis oleum 
venerabìlis imaginis atque fratrum usuni. Dico autem cum bis 
etiàni certam ut faciant ibi piscinam ad rigandas inibi futuras 
erbas et domesticas arbores; habeam vero ab ista loci dona- 
tione unoquoque dìe dominico tòtius anni, quo advixerini 
sportam unam berbarum at si inibi fuerint ficus bigene affrì- 
cane, babeam ex eis quo advixerim in dies canistrum unum 
simiiiter etiam ex aliis flcubus eiis (?). Est autem istius dicati 
loci definitio ; ex oriente quidam f undaci Olagiorumi et ex oc- 
cidente ludeorum Sinagoga: ex aquilone ut oriturviaex an- 
tique aciei cubito civitatis Panormi Gubolonum Damma di 
Lize et facit fluvium, qui est iuxta iudeorum synagogam , et 
ascendit via usque ad magnam viam, que ascendit in Deestin, 
et januam Sauten : et austro vero predicta magna via que 
ascendit ad Degerim. Hoc igitur anime utile munus dico spon- 
taneo meo Consilio et voluntate, ut loci donationis donatione 
signiflcatum ; venerabile monasterium babeat in seculum per- 
manens, nulla mutatione, nuUoque impedimento ab omni pena 
contraria, secundum regulam dicentem : semel consecratum 
non revertitur. Ideo etiam tuta hec scriptura consecratìonis 
scrìpta facta a me in ipso dicto venerabili monasterio Mense 
I)ecembre indictione secunda anno sexmillesimo sexceotesimo 
secundo, et conflrmata est manu mea presentibus inventis di- 
gna fide testibus. Ego etiam a secretis Eugenius Cali testor, 
et manu mea subscribo; defuncti Ioannis Ananie Pbilippus 
testor, et subscribo filius Scholarii Pulchri testor et subscribo. 
Urbis Panormi regio Deesin Degesim bodie divisi : lanua 
Sautem uunc Thermarum Porta. 

B. a F. MS. 4 Qq. D. 54, cf. Ms. Qq. H. 9 fog. 300 < Monameott Ba- 
fliliftnae Abbatiae S. Marie de Cripta PaDormi, collectaa Ibaiane Amato ». 
La foDte dei docamenti riportati in qaeati manoicrUti é il Gaplbreve dì 
G. Luca Barberi, ma proprio questo documento non si ritrova. 



DBLL'BPOOA NORUaNNA IN SICILIA 197 

LXXX. 

1184, 4 Pebbntjo, Ind. 11. 

Lnclo Ili ordina ohe i vesoovi di Gattaia, morto qoello cbe la atto vi 
«i tron, o«Mlno dall'uso del palilo • iniftoeu Dftb<a>. 



LUCIUS episcopus ssrrus servorum d^. VsDeribili fratrì. 
W. MoDtis Regalis Archiepiscopo. Salutem. et apostolicam be- 
nedictloiiein. Iniuncta oobit omniam ecdesiarum sollecitndo 
DOS ammonet sic de illtrTiin stata caram gerere. ut BUblata ets 
penitus materia turgtorum nullum sumere debeant. ex emer- 
gentis discordie scandalo detrìmentum. Ea propter oe occasione 
pallij. cuius usum de iadulgentia sedis apostolioe CatbaDJensis 
episcopus sùlitus est iiabere. ioter predìctam ecclesiem Men- 
tis regalis. cui deo auctore preesse dinosceris (a), et Catba- 
nieasem episcopum quelìbe^ dissensio fulurìs temporibus orìa- 
tur. apostolica sanctione deceniimus. et tam Ubi quam auc- 
cessorìbus tuis presenti pagina confìrmamus. ut post obitum 
Venerabilis ft-atris nostri. Gathanieosis episcopi qui nunc in 
eadem ministrat ecclesia, successores eius ab usu palljj do- 
fceant amodo penitus abetinere. Decemimus ergo ut nulli om- 
Dino bominum liceat hanc paginam nostre constitutionis in* 
fringere. vel eis auau temerario contraire. Si qnis autem hoc 
attemptare presumpserit. indignatìonem onnipotentis dei. et 
beatorum Petrì et Pauli apostolonim se noverint incursurum. 
Data Velletq. IL None Februanj. 

Soggftllo di piombo di Lucio 111. 

Nel dono a caratteri del tea. XVI ai legge : €1184». 

A caratteri del aecoli XVU e XVIII : 

«Declaralio per sedem apostoliam factam quod ab obitit 



r.)S l DOCUMENTI INEDITI 

episcopi Gathaniensis illius tempore successores eius se absti- 
neant ab usu paly », « 4 Luglio 1705. Per atto di consegna 
del presente. Ms. Fabritio ». 

In an lembo : 

€ 1184 Lucius III inandat ut mortuo Episcopo Catbanensisr 
eius successores usu pallii privantur. Secunda None Februarij. 
Tab. VIIL A. ». 

(a) 11 God. vatio. 3880 legge : dignosceris, 

Tab, di Morreale^ P^rg. n. 70 « Namero settanta con suggello di pion^ 
bo. Balsamo Arcivescovo >. La perg. ó di mm. 165 (oltre mm. 10 di plicA^ 
dove con fili serici ó attaccato il suggello di piombo) X mm. 200, con 
rigatura a secco: ogni rigo disti mm. 10. 

Fu edita secondo il God. vat. 3880 da Pplu^k Harttuno, Acta Ponf, 
III, 301 ; Gf. Jaffé L. n. 14834 ; cf. pure Prefazione, p. XLI, not 2. Il 
Pfluok Haettung. attribnisce Panno 1183. 



LXXXI. 



1184, Settembre, Ind. m. 

Guidone vescovo di Gefalù concede a Cantagullano una bottega che 
avea comprato da tal Sinibaldo sita nella via cbe dal mare conduce alla 
città di Gefalù, pel censo di 20 tari airanno (1). 



In nomine patrìs et fllii et spiritus sancti. Amen. Ego 
Guido dei gratia sancte cephaludensis ecclesie humilis epi- 
scopus. fratrum capitulo ad hoc coadunato, donavi cantagul- 
lano quamdam apotbecam. que fuit sinibaldi. sitam in vico 



(1) Gf. Pì-efaziofie, p. XXVI e XX VII, tenendo presente VErrata-Oor- 
rige, p. LII. 



dell'epoca normanna in SICILIA l''0 

per quem a porta maris ilur ad portam civitatis. quintam vi- 
delicet ab ecclesia sancti Georgi!, suisque heredibus iure he- 
reditario possidendain. Tali siquìdem coDdicione quod a mense 
marcio et ultra persolvat tribus vicibus in anno censum ec- 
clesie institutum scilicet tarenos vip:inti. et ut ipse apothecam 
melius rehediflcet. Ipse vero et beredes sui habeant potestà- 
tem donandi. pignorandi. vendendi. et quicquid aliud voluerint 
faciendi. consensu tamen ecclesie. Si vero ecclesiam eam re- 
tinere voluerit. idem precium ei persolvat quod ab alio con- 
sequi poterit. Si autem contingat ipsum sine herede morti 
appropinquare, quemcumque voluerit faciat heredem. Quod si 
paupertatem nimicam paciatur. (a) et censum apothece institutum 
ecclesie non possit persolvere. ecclesia babebit potestatem 
apothecam recuperandi. Si vero creditores habeat nec unde 
debita sua persolvat. habeat potestatem hanc pignorandi usque 
quo creditores ea. que accommodaverint recipiant. salvo iure 
ecclesie. Quod si proflciscatur peregre vel ad alium locum se 
transferat vel captivus. vel alio aliquo modo detineatur. ut nec 
ipse nec alius sit. qui ecclesie censum institutum persolvat 
ecclesia tenebit apothecam. et alii locabit eumque septem 
annis expectabit Si vero infra septem annos revertatur. com- 
pu tabi tur quod ecclesia de apothece locacione receperit et si 
munus aliquod repertum fuerit ipse dampnum et detrimentum 
ecclesie restituet et sic apothecam suam recuperabit. Si vero 
infra septem annos non redierit ecclesia habebit potestatem 
alii eam donandi. vel vendendi. vel quicquid voluerit faciendi. 
Ut autem hec nostra donacio rata, stabilisque permaneat hoc 
prìvilegium sibi fieri et plumbeo sigillo ecclesie sancti Salvai- 
toris cephaludi sigillari precepi. Ad huius eciam rei maiorem 
conflrmacionem omnes nos frafres canonici regulares ecclesie 
cephaludi. Anno dominice incarnacionis M.^C.^LXXXIV.^ men- 
se septembris Indictionis lercie. Domino nostro illustrissimo 
Rege Willelmo secundo feliciter regnante. 

^ Ego Guido cephaludi episcopus concessi et subscripsi. 

»fi Ego Petrus prior subscripsi. 

»fi Ego Costancius subscripsi. 



200 I DOCUMENTI INEDITI 

^ Ego Petrus Berruerius subscrìpsi. 
1^ Ego Guirrisius subscripsL 
^ Ego lohannes montis corbi subscrìpsi. 
Hh £go Blasius subscrìpsi. 
^ Ego Petrus de tyna subscrìpsi. 

^ Ego Irater Rogerìus de Nota canonicus regularìs sub- 
scrìpsi. 

^ Ego Maurìcius canonicus regularìs subscrìpsL 

Nel retro : 

« locatio apothece fkcta cantagaUo >. 

€» r 
(a) pciat 

TaXmìario òapilolare di Cèfalù^ per^. li. 3S, di mm. 967 X mm. 310, 
MQ rìgatam a tacco, oiaacana linea dista mm. 10. Porta il suggello di 

piombo della Chiesa : da una paiie il SalTatore e lateralmente IC. XG. e 
attorno < Sigillnm Sancti SaWatoris » ; dalPaltra parte : t Bcclesia Ghe- 
phaladeneia • attorno; e nel eentro la Chiesa. I fili che portano il sug- 
gello sono in cotone rosso. 



LXXXII 



1185, Aprile 2, Ind. IIL 

Guglielmo li, a preghiera di dae monaci del monastero di S. Maria 
di GiosaAit, snlla fede dei testimoni, rinnova un privilegio di Ruggiero re^ 
da loro perduto nel terremoto che distrasse la loro casa di Calabria. 



W. dei gratia rex Sicilie ducatus apulie et principatus capue. 
Per hoc presens scriptum notum facimus. quod helyas et Ste* 
pbanus fratres ecclesie losapbat messanam ad nostrani curiana 
Yenientes. exposuerunt quod in mina quam demos eorum de 
Calabria passa est ex terremotu. amiserunt quoddam privile- 



DKLI.' EPOCA NORMANNA IN SICILIA '.'01 

gium domini magaiflci regiìi Rogerii avi uostri felìcis memorie., 
quod se hsbulsse dicebaat de libertate ecclesie sue. et de bis 
que ad opus ecclesie losaphat a portu Messane sine aliqna 
datlone et ancoratloo annis singulis eitrabebaDt. Et suppUoa- 
▼eruDt attentias c^sitodtni nostre, ut quìa perdideraot privl- 
legium ipsum. aatenticum scriptum nostrum tode ipsi ecclasie- 
losapbat ad muDìmeutum fieri fateremus. Et dum requisiti 
essent si de hoc quod proposuerant certiflcare possent curiam 
Dostram. produxeruot io coospectu curie nostre testea. Vid»- 
lioet Notarìum Nicbotaum presbiteri Leopardi. Notarium Tl- 
baldum. Notarium Audronicam. Notarium lohinnem de ecclesia 
nova, et Notarium Gregorium Lagudari. portulanos MeasaiM- 
qui testificati snnt. et dixenint. et super sanata dei evangeli* 
iuramento flrmarunt quod ecclesia de losaphat per prìvileginm 
prefati gloriosissimi regls Rogerii ari nostri beate reoordatlonis 
quod ipsi viderunt et audierunt libertatem habebat in omni 
regno nostro, et consueverunt lìbere absque aliqua dacione et 
exactione extrahere a portu Messane inter pelliceas. Toninam. 
Taroinias. caseos. scutellas. et pannos laneos et lineos prò 
ìndumeoiis fralrum. ferrum. Acerum et lignaraina aliaque ne- 
cessaria. mitteDda ultra mare: de quihus duana nostra singulis 
annis corapiitabat portutanis messane prò iure portus centum 
et viginta. tR. ad pondus messane. Ipsi etiam portulaai sub eo* 
dero juramento testìflcatt sunt et dixerunt quod cum propria 
navis ìpsiuB ecclesie veniebat messanam onerata victualibus. 
lignaminibus. vino, et baconibus. vel aliis rebua. libere illam 
exooerabant. et ODerabant. et vendebant vel emebant. nullo 
loerio vel anchoratico prò eis dato portulanis messane, res 
quoque .sua de Paternone libere deferebant et veadebant. Nos 
autem audito testimonio predictorum poriulanorura messane, 
(quod) per hoc protulerunt. et recepto iuramento quod exinde 
prestiterunt ad preces et siipplicationes eorumdem fratnim 
presens scriptum nostrum sigillo nostro roboratum. predicte 
ecclesie losaphat admunimentiim inde fieri fecimus. et statui- 
mus ut prelata ecclesia de cetero universeque in regno nostro 
iuste possidet libere et absque exactione aliqua perpetuo iure 



202 1 DOCUMENTI INEDITI 

possiileat. et ut nulla ecclesiastica rei secularis persona vel 
.aliquis baiulonim Dostrorum presumat possessiones eorum 
perturbare vel diminuere. uec aliquam angariam homÌDibus 
eorum iuferre. ueque de rebus usui eorum oecessarìis qaas 
veaduDt aut-emunt vel de bestiis eorum aliquam diricturam 
esìgere rei extorquere. et de cetero siogulìs annis quanto ha- 
buerint et volueriat res ipsas extrabere que superius numerate 
-sunt: tantum de eiusdem rebus extrabant a portu messaae 
libere et absque aliqua datione. ut inde computari debeat por- 
tulanis messane centura et vigiuta. tR. ad pondus Messane. Et 
ut propria manus eiusdem navjs ecclesìe messanam sicut pre- 
-dictum est (onerata. veai)eos vel exìens eam habeat lìbertate 
ÌD portu Messane quam ibi bactenus babuisse per predìctos 
testes probatum est et super(ius continetur). 

Data Messane Secundo die M. Aprìlis 

4ercie indìctionis. 

Archivio di stalo di Palermo — Tabularlo di S. Maria di Valle Gio- 
mfat. perg. n. 60, di mm. 360 X mm- ^^ 

Un'altra copia di questo privilegio trovasi Del Masoo Civico di Catania. 



118S. Maggio, iDd. IIL 

QaidoDfl, vescovo di Cefalà, cooseote che Rainaldo del fu Eloberto di 
S. OiovaHDi asaama la rettoria delb cliieaa di S. Nicola di Malrieino. 



In nomine patris et fllìi et spiritus sancti. .\raeD. Nos Guido 
episcopus ecclesie cbepbaludi presenti scripto presentibus do- 
-tiflcamus et posteris. quod Rainaldus filius quondam Roberti 
de sancto lobanne cathaniensis canonìcus ad nos venìens che- 
phaludi nobis et fratrìbus nostris cum multa precum instancìa 
-supplicavit. quatinus ecclesia nostra sancti uicolai de MalrìcÌDO 



dell'epoca norkanna m sioilia iJitì 

sibi coticederoiULis ad tenendam eam pariter et re;^enilaiii. Nos 
itaque habìto communi ft-atrum nostrorum coasilio et asseasu 
ad ìDstanciam precum ipsius Haynaldi. et quia per eius ser- 
TÌtutem et studiuro speramus eiusdem ecclesie adaugeri eoo- 
«essimus ei in vita sua prefatam ecclesiam sancti aicolai de 
Halvicino regeadam cura rebus, et illis suis possessionibus. de 
quibus. ad presens iUum sagivimus. Ipse autem Raynaldus luravtt 
se fldelem clericura esse nostre ecclesie, utpote quod iure ecclesie 
devocionera debitara et reverenciam exbibebit. et unoquoque an- 
no ecclesiam nostram in lesto transflguracionis domìni visitabit 
et ipso feste rotulum unum thuris nostre ecclesie persolvere te- 
nebìtur annuatim. Nobis quoque, et nostris successoribus cum 
ìpsam ecclesiam visìtaverimus procuriura io vietai aecessariis 
ministrabit et presenti quoque reedificabit domos ipsius ecclesie. 
et persolvet omnia debita, que constai facta fuisse io ipsa ec- 
clesia a precedentibus eius rectoribus. Quioquid etiam Labore. 
Tel studio suo. vel qulbuscumque eius partibus acquifere po- 
terìt totum prò ipsius ecclesie oegociis et utìlìtatibus erogabit 
Si autem darapnum infestum. vel dìlapidacio aliqua inciderìt 
per eum ia rebus ipsìs. vel si bec omnia non adìmpleveriC 
ut mioorìs solum certitudiais redarguì digaus existat vel in 
domibus ipius ecclesie aliquam raulierculam iaboneste teDerì. 
et DOS et successores nostri eum viva voce comraoaebimas. 
ut a talìbus desistat et omnia predicta de bono in melius 
adimpleaL Quod si predictam comraonicionem de tatibus supra- 
dictis lapsibus apparuerìt obstinatus. ecclesia nostra resuraet 
ecclesiam sancti Nicolai prò velie suo In propriam potestatem. 
Ad huius autem coacessionis nostf' memorìam et invìolabilera 
.flrmamentum presens privilegium per manus matbet notarìi 
nostri inde sibi fieri et illud plumbeo sigillo nostre ecclesie 
tecimu5 roborari. Nos quoque fratres et canonici eiusdem ec- 
clesie Regulares subscrìpsìmus. 

Datura chepbaludi anno mense et ìndictione suprascrìptis. 

•i^ Ego Guido chepbaludensis epìscopus. concessi et teneattir 
•idem Raynaldus pepigit dare prò recognìcioae nostre eccleaie 



204 I DOgUUSliTI INEDITI 

Ureaos xii. quos ipse nostre ecclesie debet persolvere aooatK 
tim. videlicet uno quoque anno in fasto transflguracionis do* 
minioe* 

Hh Ggo Petrus de csdatabuturo prior subscripsi. 

^ Bgo magister Rogerius canonicus Regularis subscripaL^ 

^ Ego Ck)nstanGÌua subscripsi. 

^ Sgo Martinus canonicua regularis subscripsi 

4i Ego Qonatus oellerarius subscripsi 

ift Ego Robertus subscripsi. 

^ Ego Guerra canonicua regularis subscripsi 

^ Ego lohannes canonicus subscripsi. 

^ Ego Nioolaus canonicus subscripsi 

ìfi Ego Maurinus canonicus subscripsi 

»}4 Ego Petrus de Trano canonicus subscripsi. 

^ Bgo Peregrinus subscripsi. 

Nel dietro nulla v* è di osrsttere cosvo o di poco posteriore. U seriV 
tara di qoesU pergamena é difficile percbó «bisdìU e minqts. 

T{U>ulario Capitolare di Cefalù, perg. n. 33, di inm. 142 X mni. 168^ 
senza rigatara. 



LXXXIV. 



1185, Oingno, Ind. IIL 



Pietro, ai*cive8covo di Brindisi, rinunzia, col consenso del suo capitolo, 
a fkvore del vescovo Guglielmo di Morreale, ai diritti che avea aolle 
chiese di S. Spirito di Brindisi e di S. Angelo di Campo, ch*erano nella 
sua diocesi. 



^ IN NOMINE. DEI. ETERNI. ET SALVATORIS. NOSTRL 
IHESU. CRISTI. Anno ìncamationìs eius millesimo, centesimo, 
octogesimo quinto. Mense lunii. tercie Indictionis. Regni vero 



DBLL' BPOCA NOBUANNA in SICILIA 205 

domioi Qostri. Willelmi magniflct et gloriosissimi Regis Sicilie, 
ducatus apulie. et priiuipatus capue. Anno vicesimo feliciter. 
Amen, Domino Guiilelmo dei gratia venerabile arcbiepiscopo 
moQtis Regalis suìsque successoribus. Petrus eadem gratia 
Brundusious arcbiepiscopus. in perpetuum. Petitiones sanctas 
misericordie (a) votum. karilatis affeclura. digno favore pro- 
sequi vigor equitatis exfostulat. et ordo rationis invitai, qua- 
tenus ad studia honorum operum provocentur vota cunctorum. 
Inde est quod cum venerabilis ecclesia mentis Regalis cui 
auctore domino presidens baberal in diocesi nostra ecclesiam 
sancti spiritus de brundusio. et ecclesiam sancti angeli de 
campis. nos grata et spontauea voluutate nostra, communi etiara 
omnium iratrum noslrorum Consilio, concodiinus iu perpetuum 
et douaraus vobis supradicto domino Guiilelmo reverendo ar- 
chiepiscopo inontis Regalis vestrisque saccessoribus. et ipsi 
ecclesie vestre omne jus episcopale et parrochiale. quod nos 
vel successores nostri vel ìpsa brundusina ecclesìa bactenus in 
ipsis ecclesiis dignoscitur habuisse. vel requirere posset. Ita 
scilicet ut nec nobis nec alieni successorum nostrorum. nec 
eciarn ipsi brundusiue ecclesie de celerò liceat in preiatis ec- 
clesiis sancti spiritus et sancti angeli possessiouibus et omnibus 
pertinentiis suis que nunc in parrocbìa et diocesi nostra ha- 
bentur. vel in posterum iuste et canonice poterint adipìscijus 
aliquod requirere. Sed amodo ab omni iure episcopali et par^ 
rochiali quod nos vel successores nostri vel ìpsa brundusina 
ecclesia in iam dictis ecclesiis sancti spiritus et sancti Angeli 
et omnibus pertinentiis suis sicut supradictnm est requirere 
posslt. libere penitus permaneant et absolute. Et liceat vohis 
supradicto domino Guiilelmo venerabili archiepiscopo montis 
Regalis et successoribus vestris in prefatis ecclesiis sancii spi- 
ritus et sancti angeli possessiouibus et omnibus pertinentiis 
earum uti de celerò omni iure episcopali et parrocchiali, quod 
nos vel successores nostri vel brundusina ecclesia hactenus in 
ipsis ecclesiis possemus requirere. Ad huius autem nostre con- 
cessionis memoriam irrel'ragahile firmamentum. presens privi- 
legium nostrum per manus Guillelmi diaconi nostre brnndusine 
Oakufi — / DocumeTiti inediti «oc 17 



206 I DOCUMENTI INEDITI 

ecclesie scribi, et bulla plumbea tipario brundusioe ecclesie 
impressa, fecimus insigniri. Quod et subscriptione manus uostre 
et omnium canonicorum bruodusine ecclesie confirmando robo- 
ravimus. Anno, mense, et indictione pretitulatis. 

(Disegnata una testa eoa larghi ghirigori). 

^ Ego Petrus divina gratia brundusine ecclesie bumilis 
minister. 

►J< Ego Petrus brundusiuus archidiaconus subscripsì — 
v^i Sancit canonicus qui fatur cartula subscripsi. 

^ Ego Nicolaus baylardus testis sum et subscripsi. ^^ Ego 
presbiter Calo et canonicus. ^ Ego Laadus presbiter et cane* 
nicus. >ì* Ego Leucius brundusine ecclesie saccentor. ^ Ego 
petrus bisinianus decanus et brundusine ecclesie canonicus. 
^ Ego Nicolaus presbiter et canonicus. ^ Ego Philippus pre- 
sbiter et canonicus. ^ Ego darius sacerdos et canonicus. 

Nel dietro, in un lembo, si legge: 

LII — «a 26 Luglio 1705. Consegna del presente previlegio. 
Ms. Fabritio». «1185. Petrus Àrchiepiscopus Brundasinus con- 
cedit archiepiscopo mentis Regalis jura que babebat in Ec- 
olesiis sancti spiritus de Brundusio et S. Angeli de Campis. 
Mense lunio — Tab. Vili. E. ». 

s 
(a) mie. 

Tabulario di Morreale, « Numero sessanta nove, 69 », con satrifdK» di 
piombo. Perg. di mm. 446 (oltre mm. 30 di plica) Xmm. 3:M. con iint^ 
tirate a secco, alla distanza ciascuna di mm. 9. La scrittara é eleK^ntis- 
Sima, ed i fili serici che tengono il suggello sono a due colori : rus^i 
e verdi. 



dell'epoca normanna in SICILIA 207 



LXXXV. 



1180, Gennaio, Ind. lY. 



Q«ilti6F0 Alftno, ehiamato d»UA Refia Coria di Palermo, rinunzia al 
poesesso di un mulino e di no giardino appartenenti alla chiesa di S. Lucia 
^ Sicagnsa, riconoscendo il diritto del vescovo Gnido di Ceralù. 



^ In nomiDe domini dei eterni et salvatoris nostri Ihu Xpi. 
Anno ab incarnacione eius millesimo centesimo octogcsimo 
sexto. Mense laauarii, qiiaRte indictionis. Regni vero domini 
Aostri Willelmi dèi gratia Gloriosissimi et excellentissimi Regis 
Sicilie, ducatus apulie et principatus capue. anno vicesimo fé- 
liciter. amen. Ego Oualterius Alfani fllius quondam Guaymarii 
cum in curia Regia apud panormum coram domino Guillelmo 
malcoavenant et domino Goffredo de marturano vocatus fuis- 
Sem in causam a Domino Guidone dei gracia venerabili ce- 
pbaludi episcopo de quodam molendinobattenderio. et jardino. 
ff/ie sunt ecclesie sancte Lucie de syr^cusia in divisis girepicl. 
que ego iniuste invaseram sicut coram ipsis magistris iusti- 
ciarìis rationibus et iure modo dif&dens confessus sum me vel 
uxorem meam vel fllios meos nuUum ius in illis babere. ita 
coram subscriptis testibus ego. et uxor mea. et fllìi mei pre- 
senti scripto retutamus oinnem calumpniam. et omnem quc- 
stionem in perpetuum. seu omoes rationes. quas adversus ec- 
clesiam cephaludi. de predictis possessìonibus aliquo tempore. 
futuro quocumque modo babere. vel movere videremus. Nos 
eoim iniuste illa invaseramus. et sine ratione tenuimus. quia 
ego vel uxor mea. vel filii mei nuUum ius in predictis nisi de 
sola pietate. et gratia atque concessione cephaludensis ecclesie 
habemus. vel valemus babere. Ad huius autem nostre renun- 
tiationis memoriam et inviolabile firmamentum nec non et ad 
perpetuam seenritateai predieteoeptaalodeosis ecclesie pResens 
scriptum propria manu mea. uxorie et fllioram meornm sub- 



208 I DOCUMENTI INEDITI 

scriptum et corroboratum inde per manus Philipp! notarìi Regie^ 
curie fieri et subscriptorum testium testia)ODÌo roboraRi rogavL 
Anno Mense et Indictione supradictis. 

^ Signum crucis proprie manus predicti Gnalterii Àlfanl 
supradicta omnia concedentis et conflrmantis. 

^ Ego lohannes de Golosano vicecomes cephaludi interfuL 

>^ Ego lohannes de Pagano interfui. 

t^i Ego Gregorius Lumbardus subscripsi. 

^ Ego Notarìus Sanson interfui. 

^ Ego Rogerius de Gervasio testis sum. 

^ Ego lohannes Gallina testis sum. 

^ Ego Philippo {sic) miles de Alphano testis sum. 

^ Signum crucis proprie manus domina charufa uxorìs- 
domini Gualterius {sic) Alfani. 

^ Signum crucis proprie manus Guido fllius eius. 

>^ Signum crucis proprie manus Roberti filius eius. 

>^ Ego laquinta Alia domini Gualterii Alfani subscripsL 

►Jh Ego Riccardus Arressi testis sum. 

»^ Ego Rogerius de Pulia testis sum. 

^ Ego Willelmus de Agufisi de Gasali alphani testis sum. 

*fi Ego Gualfredus de bibino testis sum. 

4^ Ego lohannes de Benevento testis sum. 

ìfi Ego lohannes culi nigrum. 

^ Ego Riccardus arba fuUus testis sum. 

►J4 Ego Presbiter Alferi testis sum. 

ìfi Ego leronimus de cardinale testis sum. 

ìfi Ego Silvester de cardinale testis sum. 

ìfi Ego Alexander de fumeria testis sum. 

^ Ego Presbiter lohannes de Gasali Alfani cappellanus 
testis sum. 



Nel retro: 

€1186». «Scriptum Gualterii alfani de confirmacione lar- 
dini. molendini. bactinderii ». 



DBLL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA SOP 

Tabulario cap. di Oefalù, perg. n. 34 , di mm. 339 X i°n>- 330 , con 

linee tìnte a secco, distante ciascDoa mm. 16. 

La pergameos tomìaen col chrìsmon, e porta il capolettera /in maìa- 

■coU elegante. 



118B, 16 Mano, Ind. IV. 

Teocrito Malroiinì di Chìoggia & testamento dividendo ■ inoi beni : 
parecctiie chiese di Palermo. 



In Domine Domioi nostri lesu Gbristi. Am«n. Anno eiusdem 
incarnacioQÌB MCLXXXVIl, decimo sexto die meaais martii, 
indictioDis iv. Regnante serenissimo domino nostro domino 
rege Willelmo anno XXII re^i eius feliciter amen. Ego Theo- 
crìtus Mairosia de Cbioggia fllius Gualterii volens, dum vite 
spatium restet et intellectus non deficit, salubrìter saluti aoime 
me providere eo modo quo possum de bonis meis sic dispaino. 
Volo enim ut cadaver meus post obitum meum sepeliatur in 
nostra ecclesia diri Marci que est Ìd loco Kiralkadii cui ìas^o 
et indico tarenos xz prò funere faciendo et prò missa can- 
tanda prò ceris et aliis expensis iuxta morem solitum prestan- 
-dis. Item judico predicte nostre ecclesie domum unam m<.'jm 
sitam in quarterto s. Antooii iuxta domum Ubarti de Berliont 
ex UDO latore et Simonis de Basta ex alio latore; hoc tariien 
pacto ut singulo anno cantetur missa mortuorum et deprec^tur 
altissimo prò salute anime meo, uxoris mee et aliorum pan^n- 
ium meonim, et prò redemptione peccatorum meonim. losiuuo 
heredes meos lulium et Mintum fllios raeos legitiraos et n.itu- 
rales Datos ex me et Bertucia uxore mea nuper defUncta. Hl- 
micto Aguliam servam meam, cui judico tarenos viginti quin- 
<iae et omnes arnesios quos habet prò nsu suo. 



210 I DOCUMENTI INEDITI 

ludico panormitane matris ecclesie tarenos sex. — ludica 
ecclesie s. Petri Regii Palatii tarenos sex. — ludico ecclesie 
s. Àntonii tarenos tres. — ludico ecclesie s. Marie de Cancel- 
lerio tarenos tres. — ludico ecclesie s. lacobi tarenos tres. — 
Item ecclesie s. Marie de Marturana tarenos tres. — Item prò 
missis celebrandis in die obitus mei prò anima mea tarenos 
viginti et prò candelis tarenos viginti quinque. — Ut autem 
hec mea voluntas firma stabilisque perpetuo permaneat tra- 
scribi feci et manui propria subscripsi presentia infrascripto- 
rum testium. 

Ego Tbeocrìtus Mairosini dispone et conftrmo ut sopra. — 
Ego Presbiter lulio (sic) testis sum. — Ego Presbiter Oddooos 
testis sum. — Ego Marchus fllius Angerii testor.— Ego magister 
Thomas testar. — Ego Fridericus Velatus teslor. — Ego Quia- 
tianus de Baumonte testor. —Ego Ioannes filius Auberti tester. 
- Ego Orlandus Frisonus testor. — Ego* Petrus de Nigro te- 
stor. — Ego Gilìbertus filius Thomasii de Nigro testor. — Bgo 
lacobus de Trapano testor. — Ego Guidonus de Veneri eie- 
ricus testor. 

B. a P. Mi. Qq. H. 3, f. le. 

« Diplomata Bcclesie Cathedralis Panormitane a Domenioo ScaTo coK 
lecta aec. XVIII > ; oggi non si ritrova. 



Lxxxvn. 

(1186), Novembre 15, Ind. V (!). 

Guglielmo II notiflca agli ufficiali del regno di aver coocedato all' ar- 
civeaoovo di Morreale libertà di transito, e di avere istituito qaeli* arci- 
vescovo come giustiziere delle terre possedute e da possedersi dal mede- 
simo Arcivescovato. 



W. dei gratia Rex Sicilie, ducatns apulie. et priocipatus 
Capue. Arcbiepisoopis. Episcopis. Abbatibus. Electis. et quibus- 



(1) La V indizione in quel torno di tempo cade dal Settembre 1186 ai- 



dell'epoca normanna in SICILIA 211 

cumque pretatis ecctesiaram. Coraitibiis. Baronìbus. lustitiarìis. 
Camerariis. Baìulis. et uaiversis fidelìbus suis. de Sicilia. Ca- 
labria. .\pulia. et terra Laborìs. quibas preaeotea litere 0.416036 
fuerint Salutem et dilectionem. Per hoc presens scriptum no- 
tum faciiDUS quod nos ioter coQcessiooes et libertates quas 
ÌDdulsimus Archiepiscopatus Montis regalia, quod est a celsitu- 
dine nostra constructum. concessimus ut de omnibus qua in 
regno nostro ad usura fratrum seu servientium eiusdem archi- 
episcopatus empta ve) ab aliquo donata fuerint vel oblntR vel 
de esteri» partlbus fuerint asportata, seu etiaoi de biis que de 
reddttibus terraruin. et possessioiiiim vel animalium suorum 
Tel de quibuscumque aliis rebus suis vendidcrint nuUum jus 
a baiiilis. portulanis seu a quibuscumque aliis roodoquolibet 
exigatur. Similiter et ut de omnibus rebus eorum propriis quas 
per portas omnium cìvitatum et aliarum terrarum locius regni 
nostri niiserint seu traxerint in introitu et exitu Ipsarum por- 
tarara ab eis jus aliquod nullatenus exifnttur. Naves quoque 
rei alia propria et Demania vascella eiusdera archiepiscopatus 
ubicuinque per lotum regnum nostrum cum demanils rebus 
sais pervenerint. tam in exitu quam in introitu omnino libera 
constituimus. ut nil iuris vel exactionis ab eis vel propriis re- 
bas ipsius archiepiscopatus ab aliquo requiratur. (Concessimus 
quoque ipsi ascbiepiscopatuj ut quotienscumque venerabilia 



l'agosto I1H7, e bencbé la pergamena porti la data del 1tK5, 
datazione é d'incbiostro dilTerenlP, pur essendo della »tes»a mano, quasi 
ad indicare che la presente fU ana lettera circolare agli iiITlciali del re- 
gno, coi s'appose in segnilo la data di recezione, lui creduto bene accor- 
dare Tantio airiodlzione. Del resto pare che la Cancelleria leiria proprio 
in qoel tempo emanasse ordiae agli nfSeiali /noi di risi>etlai-^e br riapei- 
tare il diritto di passaggio, che avevano i ciUaiIiai nelle tene ilcminiali 
e baronali Cfr. Mimbki Rjccio. Saj/yio di Coii. dip. Su/:, Parte I, p. 20, 
e Capasso. Rcii. delle perg. dell' UniveTsilà di Gaelii, Nap. |.-i84. Il di- 
ploma di cui parlo ha la spedizione esecutiva Atta dal Rei:iu Camerario 
d) Calabria ai saoi dipendenti, onde é possibile che la spedizione Atti 
Mila V* iDdlzioD*, sia stata ricevala nel tl86 



212 I DOCUMENTI INBDITI 

arcbiepiscopus vel conventus eiusdem arcbiepiscopatus eccle- 
siali) seu ecclesias aut domos aliquas ex novo facere et fàctàs 
rehediflcare. aut preparare voluerìnt babeant potestatem que- 
que lignamina prò predicto opere necessaria in quocomque 
nemore tam Sicilie quam aliarum partium regni nostri vo- 
luerint libere et absque aliqua datione incidere, et exinde 
asportare adiacentes. concessimus ut omnia ammalia pro- 
pria ipsius arcbiepiscopatus. et omnium obedientiarum eius in 
regno nostro ubique per demanium nostrum libere et absqae 
aliqua datione pascantur. eis similj libertate concessi in omni- 
bus terris arcbiepiscoporum. episcoporum. vel aliorum prela- 
torum ecclesiarum. comitum. baronum nostrorum in transita 
eorum cum ipsa per eorum terras transire contigerit homi- 
nes quoque seu equitaturas aut cetera animalia ipsius arcbie- 
piscopatus. et obedientiarum et possessionum eius prò servicio 
galearum seu quolibet alio servitio capi, vel ad angariam duci 
modis omnibus probibemus. Liceat etiam archiepiscopo, et fra- 
tribus tam ipsius arcbiepiscopatus quam obedientiarum eius 
clericos cuiusque ordinis seu laycos e seculo fugientes liberos 
tamen et absolutos in sanitate quidem vel egritudine cum 
rebus et possessionibus suis ad conversionem. vel fraternità- 
tem eorum venientes sine alicuius persone contraditione reci- 
pere, et sìue alicuius molestia retinere. Exceptis feodis et pos- 
sessionibus que sunt alieni servicio obligate; que nec ipsi re- 
cipere nec illi offerre absque nostra nostrorum heredum li* 
centia. et mandato presumant. Illud quoque probibemus et auo- 
toritate regia artius interdicimus. ne aliquis de archiepisco- 
patu ipso vel obedientijs aut quibuscumque possessionibus eius 
invito archiepiscopo et convento eiusdem vel propositis obe- 
dientiarum. et possessionum eius victum seu procuracionem ali- 
quam modo (a) quolibet capere aut violenter exigere presumat. 
Preterea providentes quieti et paci ipsius arcbiepiscopatus ne 
occasione aliquorum iusticiariorum possint molestias vel vexa- 
tiones aliquas sustinere. concessimus ut venerabilis arcbiepi- 
scopus iam dicti arcbiepiscopatus sit iustiaciarius omnium ter- 
rarum. et tenimen torum eiusdem arcbiepiscopatus tam eorum 



DELL' BPOCA NOBHANNA IK 81CIUA 213 

qoe possidet modo (a) quam illonim que deo volente in posterum 
ab ipso archiepiscopatu flierìot acquisita. Nec )iceat alicui iu- 
sticiariorum nostrorum de causis que inter bomines ipsius 
emerserìDt se aliquomodo intromittere. set predictus archiepi- 
Bcopus eas determiDet et decidat Mandamus itaque geoeraliter 
precipimus uè quis de predicta libertate a nostra sereuitate 
iam dicto archìepiscopatty concessa Guillelmum veaerabilem 
arcbiepìscopum dilectum fidelem et farailiarem nostrum, aut 
prepositos vel alios baiulos. et homines eiusdem arcbiepisco- 
patus aliqno modo impedire presumat set ea sicut predictum 
est eos in pace et quiete uti dimictatis. Scituij quod quicum- 
que contra hanc nostram concessionem fecerit ut viotator 
mandati nostri cum rerum suarum iactura nostri cutminis 
indignationem incurret. Data Panormt XV die mensis norem- 
brìs quinte indictionis li85. 

Nel dietro ai legge : 

« Lini. A 35 Luglio 1705, Consigaa del presente privile- 
gio. Ms. Fabrilio ». Tav. H. 



Tabul. di Uorreale, aumerazione del BalumoflS, Perg. di mm. 335 X 
mm. 320, con linee tirate a secco, alla dìstaou ciascnaa di mm. 0&, e 
riqoadruta ai margini. 

Nen vi sono neppure segni dì suggello pendente. Data etc. è scritta 
eoa altro inchiostro, sebbene ia mano sia la stessa; l'anno ii85 è d'altra 
mano ed inchiostro; attorno ti osservano traccio dì nna Duiterla colorata, 
«be poò essere cera. Alla dlstanu di mm, 70 dal lemt>o inreriore e di 
mm. 35 dal laterale si osservano dae tagli orlzontali luoghi mm. 13 e 
distanti fra loro mm. 10 ; per questi Tori passa una Striscia di pergamena. 



214 I DOCUMENTI INEDITI 



Lxxxvni. 

1187, Marzo, Ind. V 

Oaito Riccardo, camerario del re et Afagister Regie Dohane de Se- 
creiiSy prende ad enfitensi, da IPa rei vescovo di Palermo, an pezzo di terra 
presso il regio Palazzo, che serviva come pnUiiico letamaio. 



In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Christi. Amen. 
Anno incarnatì()n(s eius millesimo centesimo optuagesimo sep- 
timo Regni vero domini nostri Guillelmi Dei gratia glorio- 
sissimi et magnificentissimi Regis Sicilie ducatus Apulìe et 
principatus Capue anno vicesimo primo feliciter; mense Mar- 
tii V* indictionis. Quia frequenter fieri consuevit, ut quociens 
contrahentes malique legitima voluntate conveniunt super eo- 
rum consensu, ne dissensu oriatur in posterura, forma instru- 
menti public! subsequentis, ideo Gaytus Rìccardus domini 
Regis Camerarius et magister regie Dohane de Secretls, uni- 
versis tam presentibus quam futuris, notum fieri volo, quod 
cum sancta ecclesia Panormitana, terram habet subtus eccle- 
Siam sancti Nicolai de Kemunia, que propter plures immun- 
ditias non solum ecclesie videbatar inutilis multum , vemm 
etiam civitati regie pistilentiam minabatur. Cupiens in hoc 
parte mibi, et vicinie toti consulere dominum Gualterium ve- 
nerabilem Panormitanum archiepiscopnm , et domini Regis 
familiarero precibus multitudinis exoravi, quatenus eumdem 
locum sue Panormitane ecclesie claudendum in circuita pian- 
tandum mihi traderet et edendum, ut sic melius loci facie re* 
formata prescriptum posse incomodum evitare; qui sui gras- 
cia preces meas libenter admictens, habito Consilio venera- 
bilium canon icorum sacre Panormitane ecclesie (auctoritate 
qua regia subsequente) predictam terram in emphiteosìm mihi 
prescripto modo in vita mea concessit, sicut continetur in io- 
strumento quod inde mihi interveniente consensu, et utilitati 



DBLL* EPOCA NORMANNA IV SICILIA 215 

capituli sancte Paaormitane ecclesie, idem dominus arcbiepi- 
scopus fieri fecit. Ita videlicet ut eam claudam per circuitum, 
plantem diligenter et excolam, et eius usque ad septem annos 
absque reductione aliqua percipiam usufructum; elapso vero 
septennio de omnibus fructibus inde provenientibus decimam 
sancte Panormitane ecclesie annuatim cum integritate me 
constitui donec vizerò soluturum; post decessum autem meum, 
prenominata terra, et quicquid in ea piantatura, insertum, aut 
inhediflcatum fuerit, cum anni benefltio et melioratione quam 
me, vel aliquem prò parte mea ibidem fecisse contigerit, ad 
proprietatem et possessionem sacre Panormitane ecclesie ro- 
dere debet, omni contradictione seu impedimento cessante, sub 
ipsius potestate et dominio perpetue duratura. Ut autem pre- 
scriptus contractus perpetua flrmitate ditatur et flrmius semper 
et inviolabile perseveret, presens instrumentum per manus Ro- 
berti mei notari scribi lussi, quod manu propria subsignavi 
et subscriptorum testium subscriptione feci robborari, anno 
mense et indictione prescriptis. 

►f» Ego Riccardus domini Regis Camerarius et Magne re- 
gie Dobane de Secretis (1) conflrmo. 



(1) Questo gaito Riccardo è nna persona notissima nel tempo di Ga- 
glielmo II. Nella Historia o Liber Regie Man, Ut Ugo Falcando, cit„ edix. 
eit comincia a farsene menzione nel cap. XXXIIl « De slatu Curie. È 
f oivi detto magisier camerarius palacii, L* Amari, op. cit., voi. Ili, p. 263 
nota che il Caito i^tccardo, che si trova in un diploma edito dal Pirro, 
Sic. Sacr., p. 1017, del 1169, è lo stesso di quello del 1183 edito dallo 
Sfata, a pag. 291. Lo stesso Amari a pagg. 500 a 502. del medesimo 
voL III. colla scorta del Falcando parla del tradimento di Matteo e del 
gaito Riccardo. Il SnuousA ricordò nella nota 2 dell'edizione citata del 
Falcando Taltro diploma latino arabo del 1187, edito dal Cusa a pag. 83. 

Noi lo troviamo in questi documenti, oltre che camerario magitter 
Regie Duane de secretis, firmato nella spedizione di un diploma (Doc. 
XLIX), tvk i fkmiliari del re, e come magister camerarius. Riunendo le 
notizie del Falcando e dei documenti, si vede bene che nel 1169, Riccar- 
do era maestro camerario di palazzo; alla duana àaronum soprain- 
taodeva in questo tempo gaito Martino. 



216 I DOGUMBNTI INEDITI 

ii< Ego Gullielmus Dei gratia Montis regalis arcbiepi- 
scopus. 

»{4 Ego Mattheus domini Re^is vicecancellarìus et fami- 
Hans. 

^ Lupinus domini Regis Senescalcus. 

►J< Riccardus de Tarento. 

Hh Signum manus Riccardi Grentilis Regie private masnede 
€omestabuli. 

^ Signum manus lordani Lupini. 

H[4 Signum proprie manus Belli Castellani Biccari. 

B. e P. Ms. Qq. H. 3. f 18. « Tabnlariam Ecclesie Panormitane ab 
Antonino Amico coUectam sec. XVII >. 



LXXXIX. 



1188, Gennaio, Ind. VL 

Gualtiero, arcivescovo di Palermo, concede che il Monastero di S. Ma> 
ria del Ligno passi dal rito greco al rito latino. 



Gualterius panormìtanus archiepiseopus ftatri monachi Ab- 
bati sancte Marie de Ligno eiusque successoribus imperpetuam. 
Pastoralis ministerii debito mancipati districta ipsius necessi- 
tate constringimur et personis vestre custodie commissis et 
locis ep sollicitudinis celo (sic) providere me per amministra- 
tionis desidiam aut personarum, quod absit, decrescat religio 
aut locorum roodoquolibet labi in deterius videatur. Sane quem- 
admodum inepta loca profecium aliquando personarum im- 
pediunt, ita et persone notabiles per infamie vitium quan- 
tumlibet locorum honestatera offuscante et tunc, quidem mani- 
lestum contaginm dissumulare, aut servienti averni morbo negli- 
genter occnrrere, certum periculum est pastorum, de quorum 






dell'epoca normanna in SICILIA 217 

inanibus sanguis tandom est omnium rcquireadus, oimirum 
DOD potest absque prelatorum periculo seu religio mioui seu 
ecclesiastica substantia deperire quando ad ipsorum offlcium 
et ammiuistratio temporalium et cura maxime pertiaet ani- 
manim. Quooìam igitur moDasterium vestrum sancte Marie 
de LigQO, in quo fuit olim grecorum religio, per abbatum et 
monacborum gravissimos et evideotes excessus eo usque re* 
dactum esse constai ad nihilum, ut non modo prorsus religionis 
rem et nomen ammiserii, vemm etiam locus ipse gravem in- 
famie notam sustineat et insuper temporalium honorum com- 
modus sit ex parte maxime distitutus; nos post longe delibe- 
rationis excursum, tandem domini regis Guillelmi ^gloriosissimi 
secundi impetrata Hcentia, de comuni omnium tratrum nostro- 
rum coeptorum et canonicorum panoriuitane ecclesie senteatia 
voluntale pariter et assensu in latinam ipsam religionem, vide- 
licet onlinìs Gisterciensis convertimus tibique frater abbas ad 
formam ipsius ordinis cum Consilio et auctoritale patris ab- 
batis monasterii sancii Spiritus tradidimus ordinandum. Si qui- 
dem ciim semper inibì ut supradiximus tam in abbatibus quam 
in monachis tam in magislrìs quam in discipulis ex mutuo 
quodam iniquilatis consensu vitia pullularunt, et nostro et 
predec<^:ssorum nostrorum tempore nec emendationis in inelius 
longa expectatio defuit, nec pastoralis correctionis frequens 
ac diligens disciplina, verum quia non facile tollitur inveterata 
iam consuetudo pecandi, nec expectatio nec conrectio perflcitur, 
nec etiam ipsorum aliquando rautatio personarum ; quin immo 
contra spem et votum, expetactio insolentiam corructio quam- 
dam maturam obserrationem induxit ut etiam novarum prorsus 
subrogatio personarum nuUatinus efflcere quievaril, quin sem- 
per quod precipue quamiibet religionem extinguit et pauciorem 
prioribus subsequentes. Huius ilaqiie compulsi tandem neces- 
sitatìs articulo, quia perìculosum nobìs esse credidimus locuin 
religionis absque religione dimittere, immo eciam non in me- 
liorem religionem mietere vel pauperum Christi usibus depu- 
tata in nostris usibus convertere, seu nobis modoquolibet pro- 
priare, predictam mutacionem salubriler. quod quantum nostra 



218 I DOCUMENTI INEDITI 

dietat inteatio de comuni, ul diximus omnium fratruum no- 
«trorum Consilio et voluntate duximua faciendum. Statoenles 
ut predictum monasterium Sancte Marie de Ligno cum om- 
nibus ecclesiis, tenimentis et appendenciis suis, nec non cum 
iure suo lam spiritualium rerum quam temporalium ab ornai 
jugo eterne servitutis penitus absolutum, eaque donatum per 
omnia liberiate que continetur in privilegio a summo pootifloe 
generaliter ordini cisterciensi indulto, in tuam frater abbai 
successoramque tuorun piene transeat potestatem, secundum 
Dei timorem et sancii Benedicti regulam ac eirsterciensis or* 
dinis instituta regendum. Si quidem licet de ordinis rigore wm 
sit ut aliquo cisterciense monasterium ecclesias habere debeai 
ant Tillanos quia tandem de eiusdem ordinis nihilominus est 
tndulgentia unumquemque locum quo ad possessiones et teni- 
menta recipere ac tenere, quali cum primo applicatur ad or- 
dinem invenitur et nos monasterium hoc quod a principio et 
ecclesias et Tillanos habuit cum omnibus ecclesiis, villania, 
<»salibus et tenimentis suis vestre omnino tradidimus potè- 
stati De quibus hec duximus propriis vocabulis exprimeodi. 
Casale ipsum Ligni cum omnibus ecclesiis, viUanis et pertineo- 
tiis (s)uìs; casale sancii Pantaleonis cum omnibus ecclesiis 

villanis et pertinentiis suis; ecclesiam saneti N(icolai) Grati 

cum o(mnibus) pertinentiis suis. Et bec qaidem omnia sicut 
de tenimento predicti monasterii sancte Marie de Ligno, in- 

super autem concnssì((nus v)#bis ecclesiam sancii Angeli 

in partibus Mal veli cum omnibus similiier tenimentis et ap- 
pendenciis suis quodam nomine quod ad 

opus nostrum et ecclesie nostre duximua retinendum. Saae 

qui de singulis annis tam de cum de bac eadem ecclesìa 

sancii Angeli censum percipere coasttererai panormitanus aa- 

tistes coepiorum oram con casale 

reiinutmus unde ceasus prò utraipce ecclesia ad opra nostrum 

sucoessorumque nostrorum servicii aanualim. Qua- 

«enas seilioei et moaasteriam et ecclesia atqae res omaas bmh 

nasierii prout libertas cislercieDsts ordiais cen- 

siial<H>u8 * si sao ìara p(aiiaf)miiaBa maler aosiesta 



UBU.'BPOCA normanna ih SICILIA 210 

non fraudetur. Alia rero omnia que pertinent qnecumque ad 
eamdem ecclesiam sancii Angeli sicut ea que pertinent ad 
preTatum monasteriuni cum ipso monasterìo. vobis vestrisque 
aoccessoribas imperpetuum concessimns et presentis auctorìtate 
«oofirmavimus instrumenti. Si qua etiam in luturum largìtiooe 
r^um vai prìncipam, concessione pontiflcum, oblatione fldelium 
aeu aliis iustis modia, idem monasterìo prestante domino po- 
terit adipiscì, firma, Kbera et illibata vobls perpetuo censuimns 
pertinere. NuHìque omnino de successorìbus oostris ant de 
panormitano capitulo 1ic«at prefatum monasterìnm perturbar^ 
aliqaatenus aut eius possessiones auferre ablatas retinere mi- 
naere aut aliquibus vezationibus fatigare, sed omnia integra 
«t libera conserventnr eommque prò quornm gubernatione ac 
lastentatione concessa sunt nsibns omniroodis profutnra. Quod 
8i locus ubi nunc est predicta ecclesia sancii Angeli eius opor- 
tunitatis esse videbitur ut commodius ibi possit esse quam ubi 
none est monasteiii sedes in arbitrio vestro sit illuc mona- 
-ilerìura monasteriique sedem transferre. Si forte, qaod absit, 
abbas aut electus eiusdem loci in aliquo deliquerit, nutlus de 
saecessorìbus nostrìs aut de panormitano capitulo suum eum 
-protrabat ad examen, sed omnino secundum cisterciensis ordi- 
nem iudicetur. Excessura itidem f^atrura non nisì abbatta sai 
aut electi iudicio corrigatur nec aliqnis prater abbatem aut 
^ectum. iudiciarìam in eia aibi vendicet potestatem. Lttes etiam 
■et cause monaaterii clerìcorum abbatia iudicio termìnentnr, 
-controveraie quoque ac qnestiones ruaticornm ceterorumque 
bominum monaaterii aìsì ad curiam domìni gìorìosi regia 
pertineant, abbatia tantum aut minìstrorum eiua iudicio deci- 
daotar. Tu ftater abbaa tuique tuceesaorea nobis nostrìs suc- 
eeMoribus et panormitane ecclesìe reverentìam et obedientian 
■alvs per omnia vesfrìa cisterciensia ordinis liberiate perpetuo 
-debebitis exhibere et singnlìs aonis in die assumpttonia gio- 
riosisaìme Virginia ad altare sincte Hatrìa ecclesìe Panormì- 
tiDe dsas Hbras eere in recognitione ipaina et rn signum de- 
bfts obednntie per tos ant per aliquas de fhitrìbns restrìa of- 
ierre, ab ornai alia ezactione liben penìtas et aecurì. Deere- 



220 I DOCUMENTI INEDITI 

TÌmus equidem et attentissime prohibemus ut nuUas de suo- 
cessoribus nostris aut de panormitano capitulo ab abbate vel 
fratribus aut monasterio plusquam statutum est de rebus ipsius 
monasterii quicquam exigere liceat aut quomodoiibet extor- 
quere. Ordinem cisterciensein studebitis totis viribus observare 
in omnibus ecclesiis nostris cappellanos et clericos piene liceat 
vobis statuere et ammovere. Quotiens locus idem ^pastore va- 
caverit sit liberum omnino fratribus secundum ordinis formam 
personam sibi placitam in pastorem eligere, nullisque de suc- 
cessoribus nostris aut de panormitano capitulo electionem eo- 
rum impedire liceat aut aliquatenus disturbare. Cum tamen 
quem comunis fratrum rationabilisque consensus secundum 
ordinis vestri formam elegerit panormitanus pontifex, aut cui 
hoc tempore demandare voluerit, benedicet. Ordines etiam mo- 
nachorum seu clericorum vestrorum, consecrationes basilica- 
rum sive altarium, crisma, oleum sanctum, oleum inflrmìrorum 
sacramentum conflrmationis et cetera si qua sunt sacramenta 
ecclesie a quocumque volueritis de vicinis episcopis suscipietis, 
denique vos in summa omnem consuetudinem cisterciensis 
ordinis, omnem institutionem, omne cap)itulu)m omnimodamque 
libertatem secundum tenorem prememorati privilegii a summo 
pontiflce buie indurti generaliter ordini, vobis concessimus et 
presenti confirmavimus instrumento. Diligentius annectentes, ut 
si qua umquam ecclesiastica secularisque persona huius nostre 
constituit(ionis) paginam sciens contravenire temptaverit, et 
secundo terciove commonita minime respuerit, excomunìcacione 
subiaceat reumque se sacratissimi corporis et sanguinis Domini 
tam diu esse cognoscat donec excessum suum digna et suffi- 
cienti satisfactione em(en)det; nihilominus eadem pagina per- 
petuo vobis firma per omnia et inviolabile permanente. ómn|* 
bus autem eam servantibus sit pax gaudium et vita eterna. 
Amen. Datum Panormi anno dominice incarnationis M.*^C.^ octo- 
gesimo octavo mense lanuarg sexte inditionis, regni vero do- 
mini nostri Guillelmi secundi Dei gratia gloriosissimi regis 
Sicilie, ducatus Apulie et principatus Capue, anno vicesimo se- 
cundo feliciter. Amen. 



DBLL BPOCA NORMANNA IN SICILIA 221 

Ego Gualteriu? panormilanus archiepiscopus. — Ego Bar- 
tholomeus agrigentinus episcopus et domini regis familiaris. — 
Ego Laureatius mazarìe episcopus. — Ego Mauritius panormi- 
taous percentor subscrìpsi. — Ego Henricus paoormitanua cano- 
nicus subscrìpsi. — Ego magisterde terra Tranjj panormitanus 
caooiiicus testis sum et coufirmo. — Ego Rogerìus panormi- 
tanus canonicus subscrìpsi. — Ego Petrus panormitanus cano- 
nicus et thesaurarìus sub^icrìpsi. — Ego Robertus de Alberto 
panormitanus canonicus subscripsi. — Ego Petrus panormitanus 
canonicus subscrìpsi. — Signum salvifice >^ Ego Johannes de 
Messana panormitanus canonicus subscrìpsi. ~ Ego Radul- 
fus panormitanus canonicus. — Ego Guarinus panormitanus 
canonicus testis sum et couflrmo. — Ego Gualterius panormi- 
tanus canonicus et saccentor subscripsi. — Ego lohannes pa- 
normitanus canonicus subscripsi. — Ego Guilleltuus fiori pa- 
Dormìtaous canonicus. — Ego Bartholomeus canonicus et capu- 
daquensis archidiaconus. 

TraasnDto fatto oel \-^l31, 7 Gennaio, da Simone imperiale notaro. — 
Toft. Cali. Pai., scaff. 12, perg. n. 4«. 



xc. 



1168. Aprile 11, iDd. VII. 



Clemente 111 comaoica a Oaglielmo, arcivescovo di Morreale, cbe gli 
ha coniiednto 11 diritto metropolitico sulla chiesa di Siracusa. • Non eat 
novum >. 



GLEMENS episcopus servus servorum dej. Venerabili fratrì. 
W. Mentis regalis Archiepiscopo. Salutem et apostolicam be- 
oedicttonem. Non est novum ilec ab antique observantia coD- 
suetudinis alieaum. ut bis quos sacrosaacta Romana ecclesia 
certis ex causis benignitate confovet ampliorì. insignia honoris 

tìAKUri — / documenli inediti, eoe. 18 



222 I DOCUMENTI INEDITI 

audaugfoat. et plenioris conferai beneficia dignitatis. Ea propter 
tue devotionis sinceritatem. quam circa nos et ecclesiam rerum 
éxperimento cognoviraus diligentius attendentes. ad preces et 

instantiam karissimi in Xpo filli nostri. W, illustris Regis Si- 
cilie proseguente venerabili fratre nostro. Nicholao Salernitano 
archiepiscopo, qui ad promovenda negotia ecclesie tue cum 
multa sollertia et soUicitudine laboravit. ecclesiam Siracusanam. 
que nullo mediante specialiter hactenus ad ius ecclesie Ro- 
mane pertinuit. de Consilio et assensu fratrum nostrorum tibi 
et per te ecclesie tue duximns perpetuo concedendam. et ut 
sicut proprio metropolitano decrevimus in posterura subiacere. 
Ut autem nostre concessionis liberalitas perpetuis temporibus 
illibata permaneat. ipsam auctoritate apostolica conflrmamus. 
et presentis scripti pagina communimus. Statuontes ut nulli 
omnino hominum liceal hanc paginam nostre concessionis et 
confirmationis infringere. vel eis ausu temerario contraire. Si 
quis antera hoc attemptare presumpserit indignationem omni- 
potentis dej et beatorum Petri et Pauli apostolorum eius. se 
noverit incursurum. Datura Laterani III Idus Aprilis Ponlificalus 
nostri, anno primo (1). 

Nel dietro, in un lembo : « 54 ». 
A caratteri del sec. XVII: 

«Confirmatio sedis apostolice quod ecclesia siracusana su- 
biaceat Metropolitane ecclesie Montis Regalis » « a 26 Luglio 
1705. Consigna del presente privilegio. Ms. Fabritio ». TaboL 4. 

Tabularlo di Morreale, numero sessa ntacinqae con 8ug^*Ilo di piombo 
« Balsamo Arcivescovo ». 

Perg. di inm 200, con 20 mm. di ripiego (da cai pende il suggello di 
piombo di Clemente Papa HI, attaccato con Ali di seta) X mm. 200, con 
linee a secco, alla distanza ciascuna di un centimetro. 

Pplook-Harttung, Ada Ponf. Ili, 359; CL JaffA L., n. i^SOSi Cf. Pre- 
fazione, 1. e 



(1) L'indizione usata iu queste lettere e la romana o ponlificia^ quindi 
TAprìle i188 era ind. VII; mentre per la eostaiitinopolftam era U VL 






dbll'bpcku. normanna in SICILIA 22;t 

XCI. 

1188, Aprile 11, lod. VII. 

Clemente 111 ordina al capitolo di SiracQiii che obbcilieca all' arcive- 
scovo di Morreale, come auo metropoliia. • Si quid ex liberalilalis >. 



CLEMENS episcopus servus servorum dej. Dilectis filììs Ca- 
pitulo Siracusaoo. Salutem et apostolicam beaedictionein. Si 
quid ex liberalilatis apostolice providentia fVatribus l'i cnopl- 
scopis nostris acceda!, ad nostri honoris auymentuiii >Ti'dtmu8 
redundare. ut de pleDÌtudioe potcstatis quain sacrosanta Ro- 
mana ecclesia largiente sibi vendicai singularfin. ef'ciesie in- 
feriores accipiant. et ab ea reiut a capite in subservientia 
membra beneHcionim munera transfundantur. Cum igilitr ad 
preces et ìnatantìam karissimì in Xps fliii nostri. W. illnstris 
regia Sicilie, ecclesiam Siracusanam. que specialiler hacf^nus 
ad ius ecclesie Romane pertinuit. ecclesie Mentis regalis. tara- 
quam sue metropoli perpetuo subiecerinaus. universìtatì vestre 
per apostolica scripta mandamus atque precipimus. qiiatinus 
venerabili fralri nostro. W. Montis Rc'jalis archiepiscopo altisqae 
successoribus eiua. qui prò tempore fuerunt canonice subrogali, 
sicut propriis metropolttanis in omnibus que ad ius melropo- 
UUcum spectaot. bonorem et obedientìam debitam reverenti et 
-devoto animo bumililer impendatis. Data Lalerani HI* Idus 
Aprilis. PontiQcatus nostri anno primo. 

Nel dietro, In on lembo, vi è acritto: 

LT. « a 10 Luglio 1705. Pot Tatti ia consej^a del presente 
privilegio, ras. Fabrìtio ». 

nòni, di' Itèrraala. Numero aaMinti. flO. cod suggello di piombo. 
« BatMfflo Aroiveacovo •. 






234 I DOCUMENTI INEDITI 

Perg. di mm. 138, con mm. 16 di ripiego (dove é attaccato con fili di» 
seta il suggello di piombo di Clemente Papa Ili) Xmm* 17^* con rigatorat 
a secco: ciascun rigo dista un centimetro. 

Pflugk Harttung, op. cit., Ili, 358. Jafpé L., n. 16:?06. Cf. Pref, 1. c. 



XCII. 



1188, Agosto 1, Ind. VL 



Pietro d' Andrea Coci, partendo pel s. Sepolcro, dispone di tutti i suoi, 
beni a favore dei suoi parenti e, nel caso periscano i suoi eredi, a fli- 
vere del Vescovato di Gefiilù. 



In nomine sancte et individue trinitatis. Amen. Anno ab^ 
incarnacione domini M.*G.*>LXXX*VII1^ indictionis vi. Ego Pe- 
trus quondam fllius Andree coci Dei misericordia commotus 
ipsius sepulcrum prò peccatis meis luendis me vovens usita- 
tarum. possessiones meas coram subscriptis testibus judicavL 
et alia quelìbet. que sub mea potestate habebantur. et ut statui 
sic volo, ut ratum maneat. et perpetuum si hoc in itinere de- 
bitum carnis persolvero. Possessiones vero predicte sunt. Ortus 
virgultum usque ad supremum cornu flsqui. qui etiam cum 
vinea a meridie usque ad lestineum. que est divisa vinee cor- 
bini. Item habeo vineam que habet divisa cum vinea domini 
lobannis babini et cum vinea Willelmi de iuxta utpote vallus 
meus est. Item habeo apotecam que fuit Alberici fabri. et aliam 
apotecam que fuit Alaymi. Que omnia si obiero in hoc itinere 
cuidam nepoti meo Alio sororis mee perrone. gaufredo nomine 
dimitto. ut dum vixerit de fructu et bonis quibuslibet gaudeat 
et fruatur. Tali vero tenore, quod de possessionibus nihil ven- 
dat. immo. et si adnichilari videatur ad melius. quomodocum- 
que poterit. faciat repararì. et unumquemque annum de fructu 
ipsarum possessionum prò anima patris et matris mee et pa- 
rentum meorum. et omnium fldelium defunctorum prò missis 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 225 

celebrandis decem tareni latinis et grecis sacerdotibus tribuan- 
tur. canonici infirmane, egrotantibus decem tareni similiter. 
Hoc vero debet fieri in vigilia beati petri apostoli mense Jimiì. 
defuncto vero Gaufredo prefate res fratri suo succedant. si vi- 
xerit. et sic per omnia succedint personaliter generi meo sive 
masculo sive femine cum predicto tenore, ut dictum est et 
stabilitum. Si vero predictas possessiones aliquis a se alienare 
vél vendere voluerit. rogo pastorem ecclesie preminentem. 
quatenus prefatas possessiones ab aliquo extraneo non desinat 
possideri immo propinquiori mee stirpis tribuat ad regendum. 
Cum vero genus meum visum fuerit defecisse. matrem eccle- 
Siam sancti Salvatoris que me in suis oracionibus non meis 
meritis, set sola ipsius karitate perpetualiter recipit heredem 
€onstituto. ad opus canonicorum infirmane egrotancium. vide- 
.licet ut ipsa infirmarla semper custodiat possideat et domine- 
tur earumdem. Si vero aliquis eas alienare voluerit non con- 
senciat sed infirmarle permaneat in eternum si deo volente 
reversus fuero. possessiones meas debeo recipere. et de illis 
quicquid mee sederit voluntati facere. si vero ipsas vendere 
vel alieni dari voluero. Matri ecclesie tarenos septuaginta duos. 
et canonicis trigincta octo dare debeo. Possessiones vero pre- 
dictas Bernardo de orta et Roberto de pollina, et lohanni de 
morica et lohanni de primo recommendo tali tenore, quod 
ipsas possessiones per semptem annos teneant. et de redditibus 
illarum Martino Furdo tareni viginti. quos ei debeo tribuantur. 
^t Rose uxori quondam lohannis Lauvirdi quinquaginta. Si 
vero debitum carnis infra hos septem annos persolvero. Bea- 
trici filie neptis mee Marie tarenos centum si vixerit tribuantur. 
«sorori vero mee Perrone tarenos centum similiter. Beatrici et 
sorori mee tarenos centum libere dimitto eciam de predictis 
redditibus Lambarde filiole mee filie Bernardi de orta tarenos 
quinquaginta. et lohanni flliolo meo filio Roberti de pollina 
tarenos quinquaginta. Quicquid vero residuum fuerit detur prò 
■anima mea. et patris et matris mee. et omnium fldelium de- 
iunctorum. Transactis vero septem annis predicte possessiones 
prefato nepoti meo Gautredo. ut superius dictum est. tribuan- 



2X I DOOUMBNTI INEDITI 

tur. Volo insaper ut prefate sorori mee perrone a mense sep- 
tembrìs et ultra detur per unumquemque meusem tarenum. 
unum exceptis supradictìs ceutum tarenis. Scripta sunt bec- 
primo die mensis augusti. Indictionis vi. 

ȓi Ego Alkerius testis sum. 
^p Ego Bonus de Lucifera testis sum. 
^ Ego lohannes Buccacornu testis sum. 
Hh Ego Willelmus de Ragusa testis suro. 
♦Jh Ego Manfredus de Bulonia testis sum. 
»^ Ego Iobauue6 vicu tesiis suiu. 
►J< Ego Willelmus de benrico testis sum. 
►fi E.^o Mausus Viculus testis sum. 
»^ Ego lacob melfitanus. 
^ Ego Horisius mercator testis sum. 
4h E;;o Guiscardus testis sum. 
>^ Ego Asmundus testor testis sum. 
^ Ego Willelmus de raiuerio testis sum. 
*^ Ego Adam de Tudino testis sum. 
►f» Ego Henricus filius barcillone. 
►fi Eiro lecouias de bamone. 
►t* Ego Rogerius ortolanus. 

^ Ego Riccius militensis canonicus buius rei scriptor te- 
stis sum. 

Nel retro : 

« Scriptum Andree Coci ». 

Tabular io Capitolare di Ce fatti , perg. n. 36, sbiaditissima e logrora ,. 
di min. 324 X uim. 240, con linee tirate a secco, alla distanza ciasoona. 
di mm. 5. 



DSLL' BPOCA NORHAHNA IN SICILIA 227 

xcin. 

1188, Ottobre 19, !nd. VII. 

Clemente III ordina cbe il vescovo di Siracasa si astenga dall'aio 
del pallio. — • Ininocta nobis». 



CLEMENS episcopus servus servorum dej Venerabili fratri. 
W. Moiitis Re^alis Archiepiscopo. Salutera et aposlolicatn bo- 
nedictionem. Itiiuncta nobis omnium ecclesiarum sollìcitudo nos 
atnmooet. sic de ìllarum statu curain gerere. ut sublata eis 
penitus materia iur^orum. nullum sumera debeant e.^ emer- 
geutis discordie scandalo detrimentum. Ea propter ne occasione 
pallij cuius usum ex. indulgentia sedìs apostolico siracusanus 
episcopus solitus est habere. inter predictam ecclesiam Montis 
Regalis cuj deo auclore preesse dinosceris. et siracusanum 
ipsum qiielibel dissonsio luluris temporilius oriatur apostolica 
sanctiOMi? deferniiniis- et lam libi quam succossi)ribii>i In is pre- 
senti pagina conflrmamus. ut siraciisanus episcopus et succes- 
sores eius ab usu pallij debeant amodo («) penitus abslinere. De- 
cornimus cr^'O ut nullj omnino liumìnuin licoat haiiu paginam 
nostre confirmationis inlrin^'ore vel ej ausu tomurario <;ontraire. 
Si quis autem hoc atlemptaru prcsuinpsorit. indignationem 
omnìpotuiitis dej et Lftatoniin Felri et l'aulj aposlolonim eius, 
se noveri! incursurum. Dala Laterani xiiii kaiendas iiovembris 
Pontiflcatus nostri, anno primo. 

Nel retro: 

LVl — «a 25 Luglio 1703. (Jons'ìjina del pros-nl'.' privilegio, 
e Ms. Fabritio » — Tavol. -1. 

l'orla II saiigello di piointiu di Cium nte jiapa III. 



Tabularlo di Morreak: Numeri' ciiiquantollo. js. cuii 8Ui(((dli> di piom- 
ba ■ Balsamo arcivescovo •, 



228 I DOCUMENTI INEDITI 

Perg. di mm. 155 (oltre mm. 15 di ripiego, ove con filo di seta é at- 
taccato il suggello pontificio) X mm. 100, con rigatura a secco di cui cia- 
scuno dista un centimetro. 

Pflugk-Harttung, op. cit, p. 367. Jaffìs L., n. 16333. Cf. Pref.^ L e 



XCIV. 



1Ì88« Ottobre, Ind. VIL 



Maria del fh Romano, concedente la madre e col consenso del veecovo, 
vende a prete Pietro alcune sue case poste in Cefalù pel prezzo di 155 tu^L 



^ lu nomine patris et filii et spiritus sancti. Amen. Anno 
dominice Incarnationis millesimo centesimo octogesimo octavo 
mense octobris septime Indictionis. Ego Maria filia quondam 
Romani concedente matre mea et (ratribus meis. nomine co- 
gente sed bona mea voiuntate. consensu eciam et licentia do- 
mini Guidonis. dei gracia venerabilis cephaludi epìscopi vendo 
tibi presbitero petro tres clausuras domorum que fuerant ex 
domibus Andréé coci avi mei. scilicet prò tarenis centum et 
quinquaginta et quinque. et eas tibi damus et concedimus ut 
habeas exinde liberam potestatem dandi eas vendendi et omne 
velie tuum faciendi tu et hij qui prò te eas tenuerìnt. et de 
cetero refuto tibi omnem potestatem. quam exinde habuimus. 
et cum omnibus justiciis et pertinenciis suis eas tibi trado et 
concedo. Quarum (Ines et terminos fecimus per presens scrip- 
tum annotari (i). Ab oriente iuxta domum matris méé muro 
mediante comuni. A septemtrione vero iuxta domum beatricis 
amicte méé muro eciam mediante comuni, ab aliis partibus 



(1) Fin qui T inchiostro è sbiadito; la descrizione dei confini, benché 
della stessa mano, è con differente inchiostro. Le firme sono coiridentioo 
inchiostro del principio, sicché i confini furono scritti dopo. 



DBLL' EPOCA NORMANNA IN SICIUA 229 

utrìnque via regia cingitur. Ut hec autem nostra vendicto tibi 
j)ermaneat et Arma et stabilis hoc presens scriptum fieri fé- 
cimus. 

•i* Ego maria supradicta hanc vendicionem coaftrmo et 
concedo. 

>J* Ego Gaufrìdus frater marie concedo. 

4* Ego Finamur frater Marie concedo. 

t^i Ego Maczonus testis sum. 

•{< Ego Bernardiis Granectins testis sum. 

^ Ego EMachini senescalcus testis sum. 

-{• Ego Girardua de Goloso testis sum. 

•^ Ego Ugo fllius Alberti conciatoris testis sum. 

4* £go Matheus fllius parisi! testis sum. 

4< Ego presbiter petrus Graonis testis sum. 

4* Ego notarius lohannes Virle bec scripsi et interAii. 

Nel lembo ioferiore : 

« Presbìtero petro tres clausura doinorum prò tareniij CLV 
que facere .\ndree coci». 

Tabulano Cap. di Cefalù, perg. n. 37 <li mm. ?:^)X 'nm-^ll, senza 
TigBtDra. 



XCV. 

ll8c<.'Decerabra, [n<1. VII. 

Ouglit'lino conrei-ma ad AlesuDdro abb:>te del monattero J) S. Maria 
de Ugno, i privilegi e i beni. (Trantnnto del 123'). 



>ii la Domine Dei etemi et salvatoris nostri Ihesu Christi. 
Amen. Guillelmus divina favente clementia rex Sicilie ducatus 
Apulie et principatus Capue. Cum ad omnes suo regimini sub- 



230 I DOCUMENTI INEDITI 

ditos regia se extendit comuni pietate protectio speciali quo- 
dam favore ad ecclesiarum tutelam et cultum specialius vigilai 
et intendit. quatinus in eo statu et tranquillitate serventur. ut 
Deo possint quiete servire et de biis que iuste possident ca- 
lumpniam non formident. Inde est quod cum tu Alexander ve- 
nerabilis abbas sancte Marie de Ligno venisses panormum et 
celsitudini nostre devotissime supplicasses ut monasterium ip- 
sum nec non obedientias et res ac tenimeuta. que idem mo- 
nasterium iuste possidet benignitas nostra tibi et successoribus 
tuìs auctoritate regia conflrmaretf nos in hac parte peticioni 
tue. prestantes nostre liberalitatis assensum auctoritatis regie 
robore tibi tuisque successoribus confirmamus. monasterium 
ipsum nec non omnes obedientias et res ac tenimenta que 
idem monasterium in presentiarum insto noscitur. titulo pos- 
sidere. Ad buius autem confirmationis nostre memoriam et 
inviolabile firmamentum presens privilegium nostrum per 
manus Alexandri nostri notarii scribi et bulla plumbea nostro 
tipario expressa iussimus roborari. Anno mense ed indictione 
subscriptis. 

Datum in urbe Panormì felici per manus Gualterii venera- 
bilis panormitani archiepiscopi et Guillelmi venerabilis archi- 
episcopi Montìs regalensis. Mathei regii vicecancellariì et Bhar- 
tolomei venerabilis agrigentini episcopi domini regis familia- 
rum. Anno dominice incarnationis millesimo centesimo octo- 
gesimo octavo mense Decembris Indictionis septirne; I^egoi 
vero domini Guillelmi Dei gratia magnifici et gloriosissimi 
regis Sicilie ducatus apulie et principatus capue anno vicesimo 
tercio feliciter amefi. 

Dal Tabul. Metrop. Panor. eccl., scaff. 12, perg. n. 48, in transaoto T 
Gennaio, 1237. Ho seguito la puntoggiatara del transaoto. 



DELL EPOCA NOEHANXA IN SICILIA 231 

XCVI. 

1189, Aprile, Ind. VII. 

Mabilia, moglie dì Rof^giero di Cantuce, dona alla chiesa dì S. Maria' 
di Girgeuti alcnoe sue terre. 



In nomine Domìni nostri lesti Christi, anno Incarnacioois 
eias MCLXXXiX mensis Apiilis septime indictionis, regnante 
domino nostro magnificeritissimo Rege Wìlleimo l'elìciter. Amen. 
Quoniara eas que inter homines treruntnr facile quolibetcasu 
a memoria labuntur, illaque desiderantur rata et flrmn in 
perpetuum duratura, que lìterarum suffragio recomendantur 
ut et facta mortalium inviolabiliter observentur, et posteritas 
quasi neccia centra ea ausu temerario venire non presumaL 
Inde est quod ego Mabilia uxor Rogerii de C:inlore, bona et 
gratuita voluntate mea atque consensu, et voliintate predicti 
Rogcrij viri mei, dono et concedo sancte Marie agrigentine 
ecclesie prò anima Willelmi de Paulo l'ralris mei quamdam 
terram quain mìhì idem Willelmus (raler meiis iudicavit, et 
in extremis suis me inde io conspectu proborum virorura in- 
vestivit. Prefata autem terra vocatur Ramelia, et est in con- 
trata Agrigenti, et tenetur cura lerris Berardi Dentissarrabi^ 
sic itaque iam dìctam terram ipse sancte Marie agrigentine 
ecclesie in integrum dono et concedo cum omni jure et pro- 
prìetate et cum omnibus pertinenciis et divisìonibns atque 
iuxtis et rationibus suis, siculi eam predictus Willelmus frater 
meus tenuit per diem et noctem unam ut illam ab bine, et deio- 
ceps perpetuo tempore babeat possìdeat et libere et quiete 
inde faciat quidquid 111! et Rector suo placuerit, sine mea vel 
alictyus persone contrarietà te. Et si in aliquo tempore sive 
ego ipsa quod futurum esse non credo, aut aliquis de meis 
heredibus, seu propinquis, vel quelibet apposita persona contra 
hanc donationis mee cartam venire tentaverit, vel eam quo- 



232 I DOCUMENTI INEDITI 

libet modo infringere volu^rit, iram Dei et sanctorura patrum 
in priniiim raaledictionem incurrat; insuper in fisco regio un- 
<5Ìas auri centnm persolvat nomine pene et qiiod cupit obtioere 
non valeat, sed presens carta proprie manus signo roborata 
omni tempore maneat inconcussa ad omnimodam autem secu- 
ritatem iamdicte agrigentine ecclesie. Hoc scriptum per manus 
Nicolai Agrigentini Cappellani et pubblici Tabularg' fieri feci 
et subscriptos testes, ut se subscriberent rogavi, anno mense 
v^t indictione suprascriptis. 

Signum Mabilie uxoris Rogerij de Cantore que supra. 

Signum manus Rogery de Cantore qui supra. 

Ego Cabilia de Balindun interfui et concedo. 

Griraet interfui et concedo. 

Ego Arupandus de Albertino testìs sum. 

Ego Gerardus agrigentinus vicecomes testìs sum. 

Ego Guarrafius de Albertino testis sum. 

Ego Willelmus de Sancto Stefano testis sum. 

Ego Amelinus testis sum. 

Ego Albertus Palmenterips testis sum. 

Ego Johannes bas de Maldavera testis sum. 

Ego Johannes de Pagano testis sum. 

Ego Accardus testis suro. 

Ego Johannes filius quondam Pulci testis sum. 

Ego Guarinus Chalza testis. 

B. C. P. Ms. Qq. H. G, f. 18. 

« Ex Tabnlis eiusdem Ecclesie Agrigentine • (Schiavo). 



XCVII. 

liOO, Luglio IO, Ind. VII (f). 

Stefano Ficaio dichiara aver preso dal vescovato di Cefolù un pezzo 
di terra per fabbricarvi il sao ufficio. 



^ Decime die mensis lulii indictione septima. Ego Stepha- 



dell' epoca normanna in SICILIA 2J'J 

nus flgulus corano subscriptis tcstìbus per manus notarli Mathei 
tale pactum facio àe terra mea domino meo domino GuidoDd 
dei gratia venerabili episcopo cephatuili. quod quia concessit 
mihi sua pietate et graiia ediflcare domum in ipsa terra iuxta 
viam publicam. et aliam veterem domum inde diruere. ubi 
possini meum offlcium solitum exercere. ego debeo manutenere 
ipsara domum. et exercere meum offlcium. sicut figul de oUis 
de calamidis. sicut hactenus solita est habere apotbeca mea. 
et nuD debeo unquam in ìpsa terra puteum facere aec ortum. 
nisi biemalem. quia dominus episcopus non concessit mihi 
Tacere nisi ortum biemalem de cepis. olerìbus et aliis et huius- 
modi. et si altquo tempore predìcta non adimplevero. vel si 
contra predìctum pactum meum venero, ipsa terra mea tran- 
seat in potestatem et dominium ecclesie sancti salvatoris e»* 
phahidi. 

4" Ego predictus Stephanus hanc meam supradictam con- 
cessionem confirmo. 

•ì- Ego lobannes de goltsano testis sui». 

rf* Ego lohannes de pagano testis sum. 

^ Ego Simon castellanus testis sum. 

-r Ego Petrus guzo testis sum. 

't' Ego lohannes de Morica testis stim. 

•i- Ego Matheus de pocu filius testis sum. 

•fi Ego Johannes fitìus nìcolai textoris testis sum. 

»^ Ego notarius Matbeus oigne scripsi hec et interfui. 

Nel retro: 

« Privilogiuro de orto concephani (sic} fllius Ursi 1190». 

Tttbul. top. 'li Cefalù. Perg. n. «, Ai iiim. :ìi'-* X mm 2-X), s'-nia ri- 
gatura. 



234 I DOCUMENTI INEDITI 



XCVIII. 



1190, 23 Ottobre, iDd. IK. 



Clemente, papa III, conferma a Oaidone vescovo di Cefiilù i privilegi 
e i beni della soa chiesa. 



CLEMEXS EPISCOPUS SERVUS SERVORUM DEI VENE- 
RABILI FRATI GUIDONI CEPHALUDENSI EPISCOPO EIUS- 
QUE SUCCESSORIBUS CATHOLICE SUBSTITUENDIS IN P. 
P. M. Ex iniuncto nobis apostolatus officio fratres et Coepì- 
scopos Dostros tam vicinos quam longe positos sincero ca- 
ritatis affectu debemus diligere et Ecclesiis in quibus do- 
mino militare noscuntur 3uam dignitatem et iustitiam con- 
servare. Equam enim et ratìonabìle est^ ut qui beato Pe- 
tro eiusque Vicariis devociores esse noscunlur et sancte 
Romane Ecclesie patrocinio cupiunt confoveij eiusdem pie 
matris uberibus nutriantur, et in suis rationabilibus petitioni- 
bus exaudiantur. Qua propter Yenerabilis in christo frater 
Episcopo tuis iustis postulationibus clementer annuimus^ et ad 
exemplar felicis recordationis ALEXANDRI pape predeces- 
soris nostij Cephaludensera Ecclesiam cui auctore deo preesse 
dinosceris. sub beatj Petrj et nostra protectione suscipimus^ 
et presentis scripti privilegio communimus. Statuente» ut 
quasoumque possessiones quocumque bona eadem Ecdesia in 
presentìarum iuste et canonice possidet^ aut in futurum con- 
cessione ponlificum larjiltiono Reguni vel principum oblatione 
fidelium seu aliis iustis niodis prestante domino poterit adi- 
pisci, firma tibi tuisque successoribus. et illibata permaueant. 
In- quibus hec propriis duximus exprimenda vocabulis. Givi- 
talem ipsam Gephaludensem sicut ab illustribus Regibus Sicilie 
cum omnibus pertinentiis suis predicte Ecclesie Cepbaludensi 
•concessa est. seu privilegij munimine roborata. Casale de Arsa 



1 



^ DKLL' EPOCA NORMANNA IH SICILIA 235 

-cum omnibus pcrtinentiis suìs. Casalia de polla ciiin omnibus 
pertiiieiitiis suia. tjuidquid uobilis muUer Adelìcia iieplis bone 
memorie Rogerii. quondam ilmstris Sicilie Regis eidem Eccle- 
sie ratioiiabiliter coatulil sìcut in scriptis autenticis exinde 
factis coiiiinetur. Beneficia Golosani Calatabutorij Palicy. Mi- 
strette, que Terzelie nuncupanlur. Ecclesiam sancte Lucie de 
Siracusa, cum Casalibus et pertincntiis suis. Ecclesiam sancte 
Marie de Camerata cum possessi onibus et pertinentiis suis. 
Ecclesiam sancii Nicola] de Malvesìu. sicut lohannes de Bru- 
cato, cum omnibus possessionibus et pertineatiis suis. Eccle- 
siam sancii Nicolaj de Canrala que est in loco Policij cum 
omuibus possessionlbus et pertinentiis suis. Ecclesiam sancte 
Marie de Zibel magno cum omnibus possessionibus et perti- 
nentiis suis. Ecclesiam sanati Jconii de Gratera cura omnibus 
posseiisionìbus et pertinenliis suis. Ecclt^si:im sancii lohaunis 
de Rocclta cum omnibus possessionibus et pertinentiis suis. 
Ecclesiam sai;cti Satvaloris de Capilio cum omnibus posses- 
sionibus et pertinct.tiìs suis. Nibìlominus cliam diocesim cum 
decimis et oiiiiii jure episcopali queniadiuodnnt a Messaneusì 
Ecclesìa commisse libi Ecclesie concessa estf eidem Ecclesie 
auctoritate apostolica confirmamus. Prenominatam videlicet Ci- 
vitalem Cephaludensem cum omnibus perlincntiis suis. Mistrel- 
lam cum omnibus pertinentiis suìs. Paleiiam cum pertinentiis 
suis. Tosaiii cum pertinentiis suis. Grateiam cum pertinentiis 
suis. R Occam asini cum pertinentiis suis. Golesanum cum 
pertinentiis suis. Policium cum pertinentiis suis. Galatabula- 
rium (òic) cum pertinentiis suis. Algusam cum pertinentiis suis. 
Casale de bacco cum pertinentiis suis. Monlem maiorem cum 
pertinentiis suis. Et ut (lumen torte incipit, et ad mare descen- 
dit et a marj usque t'ephaludem. Statuimus preterea et per 
huius scrìpti paginam stabilimus ut Prior sancti Georgii de 
Gratera et Ecclesie que in tua sunt diocesi constitute occasione 
temporalis obsequij. in quo alììs respondere nosuuatur. tibi in 
spiritualibus obedìentium non audeant denegare. Preterea iu- 
stas donationes ab illustrìs recordationis. Rogerìo et Wìltetmo 
-quondam Sicilie Kegibns, prescripte Ecclesie factas ratas et flr- 



236 1 DOCUMENTI INEDITI 

mas habemus et eas auctoritate apostolica roboramus. Ad 
hec immunitates. et libertates rationabiles a prenorninatis illa- 
stribus^ Sicilie Regibus tibi et successoribus suis concessas. va- 

m 

bis presenti privilegio conflrmamus. Statiiimus insuper ut nulli 
Archiepiscopo, vel Episcopo, te et domum tibi commissam in- 
debitis et in consuetis exationibus seu gravaminibus liceat fa- 
tigare. Adicimus et auctoritate apostolica interdicimus. ne cai 
Ecclesie tue canonicos si ve conversos liceat absque consensu 
tuo vel successorum tuorum ad conversionem suscipere^ nisi 
forte ad artiorem voluerint religionem transire. Constitutìo- 
nem quo;(que quam de sacerdotibus loco defunctorum canoni- 
corum substituendis, de communi Consilio et assensu Capitali 
tui. prodecendentium salute fecisse dinosceris. ratam babemus 
et firmam eamque auctoritate apostolica conflrinamus. Decer- 
nimus ergo ut nulli omnimo hominum liceat predictam Eccle- 
slam temere perturbare vel eius possessiones auferre ablatas 
retinere. minuere seu quibuslibet vexationibus fatigare, sed 
ortinia integre conserventur eorum prò quorum gubernatione 
ac sustentatione concessa sunt usibus omnimodis profutura. 
Salva sedis apostolica auctoritate et Messanensis archiepiscopi 
canonica reverentia. Si qua igitur in futurum ecclesiastica se- 
cularisve persona hanc nostre costitutionis paginam sciens. 
contra eam temere venire temptaverit^ secundo tertiove com- 
monita nisi reatum suum digna satisfactione correxerit pò- 
testatis honorisque sui careat dignitate reamque se divino 
judicio existere de perpetrata iniquità te cognoscat^ et a sa- 
cratissimo corpore ac sanguine dei et domini redemptorìs 
nostri iesu christi aliena fiat atque in extremo examine di- 
stricte ultioni subiaceat. Cunctis autem eidem loco sua iura 
servantibus sit pax domini nostri iesu christi. Quatinus et 
bic fructum bone actionis percipiant. et apud districtum ia- 
dicem premia eterne pacis inveniant. Amen — amen, amen. 

Ruota e monogramma. 

>i< Ego Clemens cattolice Ecclesie Episcopus ss. 
^ Ego Albinus Albanensis episcopus ss. 



dbll' epoca normanna in siciua 237 

»{< Ego lacobus diacoaus GardÌDalis sancte Marie irr Co- 
smydyn ss. 

<ì< Ego Gregorìus sancte Marie in Portici! dtaconus Gar- 
dinalis ss. 

>i* Ego lohaDoes sancii Theodori diacoaus Cardinalis ss. 

■J4 Ego Bernardus sancte Marie Nove diaconus Cardinalis ss. 

•{• Ego Romanus sancte Romane Ecclesie diaconus Car- 
dinalis ss. 

►ì- Ego loannes sancte Romane Ecclesie diaconus Cardi- 
nalis ss. 

^ Ego GragoriuB sancii Georgii ad velum aureum diaconus 
Cardinalis as. 

•{• Ego Canthius sancte Romane Ecclesie diaconus Cardi- 
Dalis ss. 

tìf Ego Nicolaus sancte Romane Ecclesie diaconus Cardi- 
nalis ss. 

►f- Ego Johannes Penestrinus Episcopus ss. 

>^ Ego Petrus Portuensis et sancte Ruflae Episcopus ss. 

tj« Ego Petrus Presbiter Cardinalis sancii Petri ad vincula 
tituto Eudoxie ss- 

)^ Ego lobannes titulo sancii Clementìs Cardinalis et Tu- 
sculanus episcopus ss. 

>^ Ego lohannes Felix Presbiter cardinalis titulo sancte 
Susanne ss. 

^ Ego Ruflnus Cardinalis sancte Praxedis Aruminensis 



Datum Laterani per manus Moysi sancte Romane Ecclesie 
Subdiaconi, vicem agenlis Cancellari X. Kal. Novembris In- 
dictionis IX. Anno incarnationis dominice MCXC. pontiflcatu» 
vero domini Clementis pape III. Anno lertio. 

Nel dorso r'é scritto a Bìnistra : 

cConfirmatio omnium rerum datanim ecclesie cifaludenii 
per Clemenlem papam III""* X' Kalendas novembris viiu' io- 
dictioois 1190», «factum est fol. 87». 

GakuFi — / dixumenli inedtli, eoe. i9 



238 I DOCUMENTI INEDITI 

«Clementis III breve 1190 quo confirmantur omnia bona 
et possessiones ecclesie Cephaludensis ». 

A destra si legge: 

« Privilegium Clementis Tertii, qui ponit ecclesiam cepha- 
ludeosem sub tutela summi pontificis et confirmat privi- 
legio ». 

* Tutti in caratteri del see. XVI. 

% 

Arch. St. Pai. Tab, Cef., perg. N. 28 ; alta m. 639 con mm. 30 di ri- 
piego per r apposizione del saggello, X n^na* ^^ con linee tirate a secco 
aUa distanza di mm. 8. 



xcrx. 



1191, Febbraio, Ind. IX. 



Guidone vescovo di Cefklù dona ad Arangia , povera ragazza nipote 
di fì*ate Samaehl, una vigna in occasione del di lei matrimonio, coll*o- 
bligo di corrispondere ogni anno alla chiesa due libre di incenso. 



^ In nomine sancte et individue trinitatis. Amen. Guido 
dei gratia episcopo cepbaludi una cum capitulo fratnim eiusdem 
ecclesie, cum iniuncto nobis incunbat officio commisso nobis 
gregi fidelium. Amorem suggerere karitatis. Ipsi nos potius 
ad illud debemus exemplariter incitare, ut eos non tantum 
verbis. sed accionibus provocemus. Ea propter necessitatibus 
Arangie neptis venerabilis Fratris nostri Samuehl. que tane 
viro tradenda erat volenles misericorditer providere. cum pium 
esse censeremus et consonum karitati. puellam inopem mari- 
tali copula uxorandam beneflciis sublevare, donavimus eidem 
Arangie. et heredibus suis quamdam vineam ecclesie nostre. 



. • - 



dell' epoca normanna in SICILIA S3d 

que quondam iail Mìchaelis carbonarìi. et uxoris sue. et tam 
sibi quam suìs heredibus potestatem tribuimus faciendì. de ea 
suam quamlibei voluntatem. dandi vendendi vel prò anima 
iudicandi. salvis decimìs Ecclesie nostre solvendis de ipsa vi- 
nea. et salvis duabus libris tburis prò recognicione annis sin- 
gulis Destre ecclesie persolvendis. Ipsa autem vinea est sita 
in contrata Agazone. ab oriente vicina vince Alexandri de 
gillino et vince Stephani et Willelmi fiUorum quoradam lo- 
bannis de Limogiis. Ab occidente est iuxta vineam Willelmi 
vaccaroli. et vineas Amiti Surdi et lobannis ricij. A meridie 
est iuxta vineam Ursu de Grateria. A parte vero septcmtrionts 
«st flinis via publica et ita concluduntur Qnes ipsius vinec. Ad 
buius igitur nostre concessionis memorìam et inviolabile flr- 
mamentum presens priviiegium cìdem Arangìe fieri fecimus 
et bulla plumbea nostre ecclesie insignir!. In quo nos fratres 
et Canonici subscripsimus. Data cephaludi. Anno dominice ia- 
carnatioais M'CXCI" mense lebruarìi none indicionis. regni 
vero Domìni nostri gloriosissimi Regis Tancredi anno secundo 
feliciter amen. 

4h Ego Guido episcopus ecclesie cephaludi qui supra sub- 
scripsi. 

•{i Ego Irater Saimuebl tunc temporis Prior subscripsi. 

»{< Ego frater Petrus Bertos canonicus regularis subscripsL 

>^ Ego Frater lobannes de Calatabuturo canonicus regu- 
laris subscripsi. 

^ Ego ftater Constancius L-anonicus regularis subscripsi. 

t^ Ego frater lobannes canonicus regularis subscripsi. 

•ì< Ego frater leremias canonicus regularis subscripsi. 

^ Ego frater Robertus cantor canonicus regularis sub- 
scripsi. 

>}• Ego frater Robertus de Castro lohanne subscripsi. 

ti> Ego fì-ater Guerrìsius canonicus regularis subscripsi. 

t^i Ego frater Martinus canonicus regularis subscripsi. 

t^ Ego Irater Blasius canonicus regularis subscripsi. 

>f Ego ft-ater Petrus de Trota canonicus regularis sub- 
scripsi. 



240 I DOCUMENTI INEDITI 

^ Ego frater Daniel canonicus regularis subscripsL 
*J< Ego frater Peregrìnus CaDoaicus regularìs subscripsL 
^ Ego flrater Rogerius panormitanus canonicus subscripsL. 
^ Ego fhiter Petrus Àdelardi canonicus cegularìs* 

Nel dietro la scritta é iJlegibile perché abbastanza sbiadita. 

Taàulario Capilólare di CefcUù, perg. n. 42 alta mm. 515, X mm. 200» 
con linee tirate a secco, alla distanza ciascuna di mm. 9. 



C- 



1191, Marrzo, Ind. IX. 



Guidone, vescovo di Gefalù, conferma a Gregorio Lombardo i possedi- 
menti che teneva in parte dalla chiesa e in parte avea comprati. 



^ In nomine patris et flilii et spiritus sanctL Amen. Nos 
Guido dei gratia episcopus Ecclesie cephaludi presenti scripto 
declaramus quod nos inspeximus quedam privilegia que ha- 
bebat Gregorius Lombardus. que ecclesia nostra sibi indulsit 
de quibusdam apothecis. videlicet de quadam domo, que est 
prope murum civitatis versus aquilonem iuxta domum Petri 
de neapoli. muro mediante communi, et de media apotbeca. 
que fecit Roberti filii Roberti, quam postea ipse Gregorius 
emit a bonoinfante de Petralia. cui vendita fuerat. et de qua- 
dam alia apotheea sua. quam emit a notarlo Sanson. de Pe- 
trelia. (sic) linde ad justas preces ipsius Gregorii quoniam in 
manus nostras reddidit privilegia sua. que inde babebat con- 
cessiones sibi factas de predictis domibus presenti scripto con- 
firmantes concessimus eidem Gregorio, et heredibus suis ipsas 
demos iure hereditario possidere. tali vero condicione. quod a 
mense marcii, et ultra persolvat tribus vicibus in anno cen- 
sum domorum ecclesie institutum. scilicet tarenos viginti et 



DBtL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 241 

duos. Ipse vero et heredes sui habeant potestatem dandi eas 
pignori ponendi consensu tamen Ecclesie. Si vero Ecclesie eas 
retinere voluerìt idem preciam ei persolvet. quod ab aliis con- 
segui poterit. Si autem contingat ipsum sine herede morti ap- 
propinquare quemcumque voluerit inde fticiat beredem (a). Quod 
si paupertatem nimium paciatur. et censum ecclesie institutum 
non possit persolvere ecclesia habebit potestatem eas recupe- 
rando Si vero creditores habeat. et non habeat unde sua de- 
bita eis persolvat. potestatem babeat pignori eas ponendi usque 
quo creditores recipiant que accomodaverint. salvo tamen iure 
ecclesie. Quod si peregre proficiscatur. vel ad alium locum se 
transferat. vel captivus aliquo modo detineatur. ut nec ipse. 
nec alius persolvat censum ecclesie institutum. ecclesie tene- 
bit eas domos. et alii locabit eumque septem annis expectabit 
Si vero infra septem annos revertatur. computabitur quod ec- 
clesia de earum locacione receperit. et si minus aliquod re- 
cepium fuerit. ipse dampnum. et detrimentum ecclesie restituet 
et sic eas recuperabit. Si vero non redierit infra septem an- 
nos ecclesia hdbebit potestatem donandi eas aliis. vel vendendi. 
et omne quicquid voluerit faciendi. Ut hec autem nostra do- 
natio Arma et stabilis permaneat hoc f rivilegium inde sibi 
fieri feoimus et plumbeo sigillo ecclesie Sancti Salvatoris ce- 
pbaludi illud fecimus sigiUari. Nos eciam fratres et Canonici 
eiusdem ecclesie regulares subscripsimus. Data cephaludi men- 
se Marcii Indictione IX. Anno dominice incarnacionis M.<^GXC1P. 

^ Ego Guido Episcopus Cephaludi qui supra subscripsL 

►Jh Ego frater Petrus de Calatabuturo prior claustri sub- 
scripsi. 

►fi Ego frater Petrus Berrisius canonicus regularis testis 
sum. 

^ Ego Blasius canonicus regularis subscripsi. 

^ Ego frater Martinus canonicus regularis subscripsi. 

►t» Ego frater Nicolaus canonicus regularis subscripsi. 

►ft Ego frater Ambrosius canonicDs regularis subscripsi. 

►f« Ego Donatus cellerarius subscripsi. 

•ì^ Ego (rater Constancius canonicus regularis testis sum. 



242 I DOCUMENTI INEDITI 

^ Ego firater Guerrisius canonicus regularis subscripsL 

^ Ego frater lobannes regularis subscrìpsi. 

^ Ego frater Hugo canonicus subscrìpsi. 

^ Ego frater Petrus De Troia . canonicus regularis sub- 
scrìpsi. 

^ Ego frater Enricus canonicus regularis subscrìpsi. 

►i^ Ego frater Rogerìus de Panormo canonicus regularìs 
subscrìpsi. 

^ Ego frater Robertus cantor canonicus regularis sub— 
scripsi. 

Nel retro : 

« De duobus domibus iuxta portam ». 

(a) her è corrosa, e sopra v*è ana crocina. 

Tabuìario CapitoUire di Cefalù, perg. n. 43» alta mm. 377, X mm* 90^ 
con rigatura a secco, distante ciascuna riga mm. 5/ Sonvi mm. 50 di^ 
ripiego, con i segni del suggello che manca. 



CI. 



1191, Marzo, Ind. IX. 



Stefano figlio di Giovanni Compagnone coniérma al notaro Matteo di 
Aversa e suoi eredi la vendita che avea loro flitta di un orto pel prezzo- 
di 348 tari. 



In nomine patris et fllii et spiritus sancii. Àmen. Anna 
dominice incamacionis M^'C^'XGII^ Mense marcii, none indi- 
cionis. Ego Stephanus fllius lohannis de Gompagnione in pre- 
sencia domini mei Domini Guidonis dei gratia venerabilis- 
episcopi cepbaludi. et subscriptorum testium conflrmo libi no- 



DBLL* BPOCA. NORMANNA IN SICILIA 243 

tario Matheo de aversa et heredibus tuis in perpetuum ven- 
dicionem quam tibi feci de orto meo prò tarenis trecentis et 
quadraginta. et octo. quos a te in integrum recepì, quam vi- 
delicet vendicionem feci cum licencia predicti domini mei 
Yenerabilis episcopi transactis quinque annis antequam ego 
uxorem meam accepissem. Ipsum itaque ortum sicut illum 
tibi vendidi et hactenus eum in potestate vestra tennisti, ita 
eum vobis et vestris heredibus concedo conflrmò ad habendum 
eum et possidendum libere et quiete et sine omni calupmnia. 
et do vobis polestatem dandi eum vendendi vel prò anima 
iudicandi me et meis lieredibus existentibus inde vobis perpe- 
tuis defensoribus contra omnes homines vel feminas. qui vos 
inde voluerint infestare. Ipse itaque ortus est iuxta ortum Si- 
comororum qui est Ecclesie sancti salvatoris cephaludi. et 
iuxta magnam vineam ipsins ecclesie, quem ortum cum om- 
nibus iusticiis. quas in eo habui tibi tradidi et assignavi. 

t^ Ego supradictus Stephanus filius lohannis de Compa- 
gnone hanc meam vendicionem conflrmo. 

*^ Ego David vicecomes cephaludi testis sum. 

>Ì4 Ego lohannes de Golisano testis sum. 

^ Ego lohannes de Pagano testis sum. 

►Ji Ego Petrus Guzus testis sum. 

^ Ego Belbrunus comitis testis sum. 

►p Ego Bernardus de Otta testis sum. 

^ Ego Benedictus Buccherius testis sum. 

*Ì4 Ego Ànastasius de Barone testis sum. 

►Ji Ego Andrea de Barone testis sum. 

1^ Ego Guillelmus de Bonina testis sum. 

i^ Ego Adam diaconus testis sum. 

*^ Ego Magister Andreas dicti domini cephaludi episcopi 
testis sum. 

*ì* Ego notarius Johannes Diaconus hec scripsi et interAii. 

1^ Ego index Matheus consensi donacioni quam uxor mea 
fecit de hoc orto canonicis ad opus infirmane et Qappellanis 
ecclesie cephaludi in perpetuum. Mense octobris none Indic^ 
tionis. quem debent Inter se per medium dividere, et inde 



244 I DOCUMBNTI INEDITI 

habere nos in suis orationibus coromendatos. et specialiter ani- 
mam Damiani fllii nostri. 

Nel dietro : 

€ Venditio cuiusdam orti facta de licentia cephaludi epì- 
scopi, 1192 ». 

Tabulano Capitolare di Cefalù^ perg. n. 44, alta mm, 354 X nrni- 210, 
senza rigatura. 



CU. 



1191, Apnle, Ind. IX. 



Guido, vescovo di Cefalù, col consenso del capitolo , dona una 
vicino la torre della città a Notare Matteo d* Àversa , pel censo di tari 
16 annuali. 



>^ In Tiomine patris et filii et spiritus sancti. Amen. Notum 
sit omnibus tam presentibus quam futuris quod ego Guido dei 
gratia ecclesie sancti salvatoris cepbaludi episcopus fratrum 
capitalo volente et concedente concessi quandam domum iuxta 
turrem porte civitatis cepbaludi et inferius habitaculum ipsios 
tarris. quod hactenus solebant tenere bardarii duane nostre. 
Notaro Malheo de aversa et heredibus suis iure hereditario 
possidenda. tali conditione quod a mense marcio et ultra per- 
solvant tribus vicibus in anno censum domus ecclesie institu- 
tum. Videlicet sedeoim tarenos. Ipsi vero et heredes sui ha* 
beant potestatem donandi. pignorandi. vendendi consensu ec- 
clesie ipsam domum cum consuetis iustitiis suis. Si vero ec- 
clesia eam retinere voluerit eumdem censum eis persolvei 
quem ab alio consequi potuerit. Si autem contingat ipsos sine 
herede morti appropinquare quecumque voluerit faciam bere* 



DBLL*EPOOik NORMANNA IN SICILIA 245 

^em. Quod si nimiam paupertatem paciantur et censum do- 
mus institutum ecclesie non possint persolvere. ecclesia ha- 
bebit potestatem domum recuperandi. Si vero creditorcs ha- 
beant et debita sua unde (a) eis persolvant (non) habeant 
babeant potestatem pignori eam ponendi usque quo creditores 
que accommodaverint recipiant salvo tamen iure ecclesie. Quod 
si peregre profiscantur. vel si alio se transferant. vel captivi, 
vel alio aliquo modo detineantur ut nec ipsi. nec alius sit qui 
censum ecclesie institutum persolvat. ecclesia tenebit domum 
ìpsam et alii locabit eosque septem annis expectabit. Si vero 
infra septem annos revertantur computabitur quod ecclesia 
domus ipsius locatione receperit et si minus aliquid repertum 
fuerit ipsi dampnum et detrimentum ecclesìe restituant et sic 
domum recuperabunt. Si vero infra septem annos non redie- 
rint ecclesia babebit potestatem aliis dandi vel vendendi eam 
vel quicquid voluerit faciendi. Ut autem hac nostra dona- 
tio rata et firma permaneat hoc privile^ium eidem notario 
Matheo et heredibus suis fieri et plumbeo sigillo ecclesie no- 
stre sigillari feci. Ad huius etiam rei maiorem conflrmacio- 
nem Nos fratres et canonici eiusdem ec('lesie ididem nos sub- 
scripsimus. Data cephaludi Mense Aprilis Inditionis none. Anno 
dominice incarnationis. M.'^C^XC® secundo. 

h^ Ego Guido episcopus cephaludi subscripsi. 

►p Ego donatus cellerarius confirmo. 

^ Ego frater Guerrisius canonicus regularis subscripsi. 

*fi Ego frater Petrus biturigna canonicus subscripsi. 

►J< Ego frater Martinus canonicus Regularis subscripsi. 

►ì< Ego frater daniel canonicus regularis conscripsi. 

►p Ego frater Enricus canonicus regularis subscripsi. 

Hh Ego Rogerius Sacerdos et canonicus subscripsi. 

►ì^ Ego peregrinus sacerdos et canonicus subscripsi. 

►fi Ego frater Samuehl canonicus regularis subscripsi. 

p^i Ego frater petrus de calatabuturo tunc prior subscripsi. 

^ Ego lobannes de Calatabuturo subscripsi. 

^ Ego frater blasius canonicus Regularis subscripsi. 

^ Ego (rates Gelbertus canonicus regularis subscripsi. 



246 I DOCUMENTI INEDITI 

1^ Ego frater leremias canonicus subscripsi. 

^ Ego CoQstancius canonicus Regularis subscripsi. 

>^ Ego frater Petrus de troia canonicus Regularis sub- 
scripsi. 

^ Ego frater Matheus canonicus subscripsi. 

►J< Ego Petrus Adelardi canonicus subscripsi. 

►f< Ego frater lohannes de Robe canonicus regularis sub- 
scripsi. 

(a) un. 

Nel retro la scrittura é scompita. 

Tabulario Capitolare di Cefalù N. 45, alta mm. 335 X °^°^* ^ ^^^ 
rigatura e secco alla distanza ciascuna riga di mm. 10. 



CHI. 



ligi, Maggio, Ind. IX. 



Tancredi re di Sicilia dà alla Chiesa di S. Maria della Grotta in Pa- 
lermo alcuni possessi che furono di Haly ludei e&en SaUzch, 



^ In nomine Dei eterni et Sai vatoris nostri lesu Ghristi. Amen. 
Tancredus divina favente clementia Rex Sicilie ducatus Apulie 
et principatus Capue. Ex dei, que non fallitur, providentia et 
gratie sue propicia nobis dignatione nos adicti solii conscen- 
disse ad fastigia cognoscentes, sacrosanctis ecclesiis et locis 
venerabilibus, que per sacra divinorum misteria veneratione 
digna prohibentur, dignum duximus eius obtemptu, in cuius 
sunt nomine consecrata gratis beneficiorum largitionibus et 
alias cum expedit pietatis affectibus benignius providere. Inde 
est quod, de consueta nostri solii clementia, de possessione que 
fuit Hali ludei eben Salacb venerabili ecclesie Sancte Marie de 



DBLL' BPOCA normanna in SICILIA 247 

Cripta Panormi, beo subscripta concedimus in perpetuum et 
donamus. Videlicet: bortum qui est prope ipsam ecclesiam in 
centrata Buttelerie in qua est vinea et puteus, que videlicet 
terra eidem horto coniunta est, et quondam terram prope 
Montem Peregrinum in qua erant arbores de amigdalis, et 
duas terras vacuas, quarum altera dicitur fuisse fllii Derder, 
altera vocatur Habel edarge. Presentis privilegi! nostri aucto- 
ritate bec omnia suprascripta ipsi ecclesie in perpetuum con- 
flrmamus. Ad buius autem donationis et concessionis nostre 
memoriam et inviolabile flrmamentum, presens privilegium 
per manus Gandolfl notarij et fldelis nostri scribi et bulla plum- 
bea nostro typario impressa iussimus roborari; anno mense 
et indictioue subscriptis. 

Datum in urbe felici Panormi per manus Matthei regii 
Canceliariì, anno dominice incaruationis MCXCI.<^ mense Madii 
Vini Indictionis, regni vero domini Tancredi, dei gratia ma- 
gnifici et gloriosissimi regis Sicilie ducatus Àpulie et princi- 
patus Capue, anno sec.undo feliciter, amen; ducatus vero domini 
Rogerìi gloriosi ducis Apùlie, fllii eius, anno primo prospere 
Amen. 

Dal Tabuìario di S. Maria de Cripta di Palermo. Ms. An. Amico 
Qq. H* 9 f. 289 num. nuova, 238 antica. — B. C. P, .IrcA. di SI, di Pak 
Barberi, Capibr, Benif. ecclcsiasU, voi. I, fog. 204\ 



CHI. 



bis 



119!, Maggio, Ind. IX. 



Tancredi re dona a Solatiel, priore del Monastero di S. Giorgio ia- 
Gratteri, il casale di Ambalint, ch*era stato del siniscalco Simone. 



^ IN NOMINE DEI ETERNI ET SALVATORIS NOSTRI 
IHU XPI. AMEN. TANCREDUS DIVINA FAVENTE CLEMEN- 






248 I DOCUMENTI INEDITI 

TIA REX SICILIE DUGATUS APULIE ET PRINCIPATUS CA- 
PUE. Et si de innate nobis mansuetudinis gratia et benigni- 
tate procedat ipsius intuitu. cuius clementia preside non aviti 
solij ad fastigia conscendisse cognovimus. sacrosanctas eccle- 
8ias Regni nostri et loca venerabilia divino cuUu dedicata 
munilicia liberalitate respicere et congruis beneficiis ampliare, 
illis tamen ecclesiis et locis venerabilibus propensiori cura, et 
speciali quadam favore commonemur benigniiis providere. quas 
progenitorum nostrorum recolende memorie et precipue domioi 
ducis Rogerii Illustris patris nostri inclite recordationis largi- 
cionibus. et benelSciis cognovimus fuisse fundatas. Inde est 
quod cum tu Solatie! venerabilis Prior Monasterii saucti Geor- 
gii de Gratterà celsitudini nostre devocionis supplicares. qua- 
tinus ipsi Monasterio. quod illustris pater noster hedificasse 
dignoscitur. de muniflcientie nostre gratia in aliquo beneficio 
provideremus. preces devotionis tue et supplicationes benigno 
favore admittentes. intuitu dei et prò remedio anime incliti 
patris nostri felicis memorie concedimus. et perpetuo donamas 
tibi. et successoribus tuis atque predicto monasterio. Gasale 
quod dicitur Amballut quod fuit olim Symonis senescalci cum 
iustis tenimentis et pertinentiis suis de liberalitatis gratia. et 
dono majestatis nostre libere possidendum. Ad huius autem 
nostre donationìs et concessionis memoriam et inviolabile fir- 
mamentum presens privilegium. per manus Sansonis notarìi 
et fidelis nostri scribi et bulla plumbea typario impressa ius- 
simus roborari. Anno mense et indictione subscriptis. 

Datum in urbe felici Panormi per manus Mathei regii Can- 
cellarii. Anno dominice Incarnationis Millesimo centesimo no- 
nagesimo primo. Mense Madii none indicionis. Regni vero do- 
mini nostri Tancredi dei gratia magnifici et gloriosi regis Si- 
cilie ducatus apulie et principatus capue anno secando feliciter. 
Amen. Ducatus vero domini Rogerii dei gratia gloriosi Ducis 
Apulie filii eius anno primo prospere. Amen. 

Nel dietro : 

€ Donatio Casalis inbaUuti facta per Regem Tankradum 



dell' epoca normanna di SICILIA 240 

Monasterio Sancii lohannis de Gratterio » ; € factam est » ; 
« doDatio Regìs Taokredi monasterio Sancti Georgi! de Grat- 
terio». 

Tabular io Capitolare di Cefalù, perg. n. 41, alta mm. 360 X mm. 300, 
con rìqnatratara marginale, e righe tirate a aecco alla distansa ciaacona 
di mm. 12. In fondo ai notano i segni dei suggello che manca. PirsOi 
p. 890 la pubblicò, io ne rido il testo corretto; perciò Tho posta col nu- 
mero bis; cf. Bbhrino, op. cit. n. 257. 



CIV. 



1192(1193) 9, Febbraio, Ind. XI. 

Celestino III conferma a Pietro Abbate che il monastero dì S. Maria 
de Ligno passi dal rito greco al latino. (Transunto del 1257). 



In nomine Gtiristi Amen. Celestinus episcopus eervus ser* 
Torum Dei diiectis filiis Petro Abbati Sancte Marie de Ligno 
eiusque fratribus tara presentibus quam fnturls regularem vi- 
tam professis imperpetuum. Cisterciensis ordo cum sit gratus 
bominibus et Dee sicut arbitramur acceptare ubique terrarum 
Dee gratus palmites sue religionis ostendit, ut inter fideies 
tara non sit aliqua religio quam ipsa religio non illustret. In 
fratribus siquidem eiusdem ordinis bonestatis formam et sane* 
trtatis gratiam, actendentes dilatationi prescipte religionis in- 
tendimus, cum non dubitemus Deo uos obsequium prestituros si 
temporum nostris ipsa fuerit adaucta religio et in locis com- 
petentibus instituta. Intelleximus autem quod cum monaste- 
rium per dissolucionem et insolentiam grecorum monachorum» 
qui sub religionis habitu in ipso degebant , ad nihilum deve- 
nisset, ita quod nec religionis vestigium ibi posse babere im- 
mo propter turpitudines suas non sino dispendio temporalium 



250 I DOCUMENTI INEDITI 

rerum gravis infamie notam incurrerit, tandem bone memorie 
Gualterius Panormitanus Arcbiepiscopus monasterium ipsum, 
de assensu illustris recordationis Guillelmi Sicilie regìs et de 
comuni Consilio suflfraganeorum suorum et canonicorum ec- 
clesie sue, ad quam pertinet, supradicto ordini deputavit ip- 
sumque libi filii abbas iuxta ordinis instituta cum Consilio et 
auctoritate patris abbatis monasterii Sancti Spiritus tradidit or- 
dinandum; sane monasterium ipsum cum ecclesiis et posses- 
sionibus, villanis possessionibus suis et cum omni iure suo, 
tam temporalium quam spiritualium rerum ab omni iugo ter- 
rene servitutis exceptum, et donatum omnimode liberiati re- 
gendum secundum ipsius ordinis instituta concessit. Insuper 
etiam dedit vobis cum eoruro Consilio ecclesiam Sancti An- 
geli in partibus Malveti ad iurisdicionem panormitane ecclesie 
pertinentem, cum ecclesiis tenimentis et omnibus appendiciis 
suis, excepto casali nomine Scillutani in tenimento Tirgaui, 
quod sibi et sue ecclesie reservavit in recompensacione census, 
quem de monasterio vestro et de prescripta ecclesia Sancti 
Angeli predecessores eius recipere consueverant annuatim. Et 
statuit ut si prescripta ecclesia Sancti Angeli regilioni et or- 
dini magis apta fuerit et ydonea abitationem vestram illic li- 
bere transferre possitis. Ita tamen ut tam tu fllii abbas quam 
successores tui ei et successoribus suis et eciam panormitane 
ecclesie reverentiam et obedientiam, salva in omnibus vestra 
ordinis libertate, perpetuo debeatis ìmpendere et singulis annis 
in testo assumptionis beate Marie altare ipsius ecclesie duas 
libras cere in recognicionem debite subiectionis per vos vel 
per aliquos de fratribus vestris offerre et ab Archiepiscopis 
prescripie ecclesie, qui prò tempore fuerint ellecti (sic) abbates 
gratis et sine pravitate qualibet debeaut benedici. £a propter 
-dilecti in Cbristo fllii considerantes factum ipsius Archiepiscopi 
de caritatis radice manasse, ipsum ad peticionem vestram auc- 
toritate apostolica conflrmamus. Statuentes ut orto monasticus 
qui in monasterio vestro per iam dictum Archiepiscopum se- 
cundum Dei timorem et beati Benedicti regulam atque insti- 
4ucionem cisterciensium fratrum institutus esse dignoscitur per- 



l 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 251 

petius ibidem temporibus observetur. Preterea quascuraque 
possessiones quecumque bona idem monasterium in presencia- 
rum iuste ac canonice possidet, aut in futurum concessione 
pontificum, largitione regum vel principum, oblatione fidelium 
seu aliis iustis modis, prestante domino, poterit adipisci, sub 
beati Petri et nostra protetione suscipimus et presentis scripti 
privilegio communimus. Statuentes ut ea firma vobis vestrisque 
successoribus et illibata permanane Sane laborum vestrorum, 
quos propriis manibus vel suptibus colitis sive de numeratis 
animalium vestrorum nullus a vobis decimas exigere vel extor- 
quere presummat. Liceat quoque vobis clericos vel laicos e 
seculo fugientes ad conversacionem recìpere, eos absque con- 
tradictione aliqua retinere. Prohibemus insuper ut nulli fra- 
truum vestrorum post factum in eodem loco professionem fas 
sit absque abbatis sui licentia de eodem descedere; discedentem 
vero sine comunium licterarum cautione nullus audeat reti- 
nere. Paci quoque et tranquillitati nostre paterna in posterum 
sollicitudine providere volentes, auctoritate apostolica prohibe- 
mus, ne quis intra domorum vestrorum sive grangiarum ve- 
strarum furtum rapinam ne commictere, ignem apponere, ho- 
minem capere vel interflcere seu aliquam violentiam temeri- 
tate qualibet audeat exercere. Decrevimus ergo ut nulli omni- 
DO hominum liceat prefatum monasterium temere perturbare 
aut eius possessiones auferre vel ablatas retinere, minuere seu 
quibuslibet vexationibus fatigare; sed omnia integre conser- 
ventur eorum, prò quorum gubernatione aut sustentatione 
concessa sunt, usibus omnimodis prolutura, salva sedis aposto- 
lice auctoritate. Si qua igitur in futurum ecclesiastica secula- 
risve persona hanc nostre constitutionis paginam, sciens con- 
tra eam temere venire temptaverit, secundo terciove commo- 
nita nisi reatum suum congrua satisfactione correxerit, potè- 
statis bonorisque sui careat dignitate, reumque se divino iudi- 
cio existere de perpetrata iniquitate cognoscat, et a sacratis- 
siroo corpore ac sanguine Dei ac domini nostri Ihesu Cbristi 
aliena fiat, atque in extremo examine districte ultionis subia- 
ceat; cunctis autem eidem loco sua iura servantibus, sit pax 



^2 I DOCUMENTI INEDITI 

domini nostri Ibesu Chrìsti. Quatinus et bic fructum bone ao 
tionis percipiant et apud districtum iudicem premia eterne 
pacis iuveniant. Amen. 

4^ Ego Celestinus Catbolice sedis episcopus ss. 

^ Ego Pandolfus basilico XII Àpostolorum presbiter car- 
dinalis ss. 

►fi Ego Melior sanctorum lohannìs et Pauli presbiter Car- 
dinalis tituli Pamachii ss. 

^ Ego lohannes felix titali sancte Susanne presbiter Car- 
dinalis ss. 

^ Ego Hugo presbiter Gardinalis sancti Marcii tituli E* 
quitii ss. 

4^ Ego lobannes tituli sancti Stephani in Celio monte pre- 
sbiter Gardinalis ss. 

>f( Ego Cinthius tituli sancti Laurentii in Lucina presbiter 
Gardinalis ss. 

^ Ego Romanus tituli sancti Anastasi presbiter cardi- 
nalis ss. 

^ Ego Albinus Albanensis episcopus ss. 

^ Ego Octavianus Hostiensis et Yelletrensis episcopus ss. 

►fj Ego lohannes penestrinus episcopus ss. 

►5h Ego Petrus portuensis et sancte Rufino episcopus ss. 

^ Ego Gratìanus sanctorum Cosmo et Damiani diaconus 
Gardinalis ss. 

►J^ Ego Goffredus sancte Marie in Via lata diaconus Gar- 
dinalis ss. 

►f* Ego Gregorius sancte Marie in Porticu diaconus Gar- 
dinalis ss. 

^ Ego Bernardus sancte Marie Nove diaconus Gardi- 
nalis ss. 

►J^ Ego Gregorius sancte Marie in Aquiro diaconus Gar- 
dinalis ss. 

^ Ego Gregorius sancti Georgìi ad Velum aureum diaco- 
nus Gardinalis ss. 

►f» Ego Lotarius sanctorum Sergii et Bachi diaconus Gar- 
dinalis ss. 



DBLL KPOCA NORHANNi. IN SICILIA 253 

4* Ego Nicolaus saacte Marie in CkKmydyD diacoaus Car- 
dioalis ss. 

Datum Laterani per maoum Egidii sancii Nicolai in car- 
cere Galliano (a) diaconus Cardinalis V" Idus Februarij Indio- 
tionis XII" incarnationis dominice anno MCXII"; Pontiflcatus 
vero domini Celestini pape III (anno secundo). 

(a) Tulliano. 

Taiul. CaU. Pan. Sansia n. 12 pergim. d. 48 in tranaanto del 7 Oen- 
ii^o 1237. 



1103, GeDDiio, iDd. Xl 

RDffgiero Hamet regio ginatisiere, segueodo l'ordine del Re, asaegoi 
1 coDflni di Bienne terre appartenenti al vescovo di Cefkliì, per cni era 
aorta lite col milite Adamo dì Millia. 



In nomine dei eterni. Amen. Anno ab eius incarnacioDe 
M»C'LXXXXIII mense Januarii XI Indjctionis. Regnante do- 
mino nostro Gloriosissimo Rege Tancredo anno quarto (eli- 
citer. Amen. Certum sit cunctis tam presentibus quam futurìs 
hominibus. quod nos Rogerius bamictus Regius lusticiarius. 
Recepimus in sacris Regiis mandatia quod dominus Guido ve- 
nerabilis cepiialudi episcopus conquestus Tuerat sacre Regìe 
Maiestati de domino Adam de millia sigaiflcans quod ipso 
ìniuste ac auctoritate sua tantum destituii ecclesiam cephalu- 
densem. de quibusdam terrts mutate, que sunt in loco, qui 
Tocatur Ahin aleg. de quibus eadem ecclesia luerat in sasina 
quando terram camerate eidem .Vde de millia Sacra Regia 
magni&centia de gratia sua concessìt prò quo dominus noster 
serenìssimus Rex nobis Rogerio bamicto precipiendo manda- 

Oarupi — / documenti inediti, eco. SO 



!fò4 I DOCUMENTI INEDITI 

vii. quatìDus hoc diligenter inquisissemus. et si constiteret 
quod jamdicta ecclesìa de terris ipsis in sagina erat quando 
memorato Ade de millia terram ipsam de gratia sua concessit 
et idem Adam memocatum episcopum. et ecclesiam suam de 
terris ipsis postmodum destituisset. poneremus eumdem episco- 
pum. et ecclesiam suam de prefatis terris in ea sasina, in 
qua fuit quando exinde destitutus est. deinde si prenominatos 
Adam super bac adversus eumdem episcopum agere voluisset 
ordine iudiciario experiretur. Unde nos Rogerius hamictus iu- 
sticiarius iuxta sacrutc Regium raandatum venientes apud ca- 
strum novum. et' hoc diligenter inquirentis ecclesia cephaludi 
coram nobis produxit testes de melioribus bomioibus castri- 
novi. Camerate. Gasalis Melis (a), quorum nomina subscribi 
fecimus. qui sic testificaverunt et afflrmaverunt. Quod terre 
memorate a tempore^ domini nostri felicis Regis Guillelmi 
beate memorie, in sasina ecclesie erant et viderunt tenere et 
possidere eas autequam dominus Adam de Millia terram Ca- 
marate habuisset. et ecclesia viridarium fructificantium arbo- 
rum in eisdem terris plantavit. quorum itaque recipientes ec- 
clesiam cephaludi de memoratis terris iuxta Sacrum Regium 
mandatum. quod inde recepimus. in sasina, in qua fuerat pò- 
suimus et causa memorie scriptum istud per manus notarìi 
nostri Rogerii scribi fecimus. Hec sunt nomina hominum. qui 
prescrìpta testificati sunt. De Castronovo. Matheus de alterio. 
Bernardus bulgaris. Thodarus de capsella. Guillelmus fllius 
tinarili. Simeon vicecomes fllius Ammaneie. Alexander abaiati. 
Ospinellus. andreas de papa Leone. Simeon de papa lohannis 
trifiloni. Bartholus de Bernardo, petrus de porco. Rugerius 
Senex. Urso de òaccabo. Rogerius mazapreste. nicolaus sielis. 
et de casale Melis. lulianus miles. Anastasius miles. lobannes 
miles. Petrus corboIinus.^Vivianus. Basilìus Cicala. Guillelmus 
cardamomo. Robertus liceria. Petrus cappellanus. et de casali 
sancti petra. pi^sbiter vetrus. Martinus vicecomitìs Galterij de 
leta. lordanus. Et de Camarata. Benedictus Coriuétrius. Petrus 
clericus. Tancredus de Guillelmo Iacono. Gracianus. 

Signum manus Rogerius {sic) bamicta Regìi lusticiarii. 



dell' BPOCA NORHANKA in SICILIA 2Ò5 

« Ck>Qstitutmn penes acta Magne Regie Curie XXIV Novcm- 
bris XIY lodictionis prò episcopo cepbaludeose in questione 
quam habet cum flliis et beredibus quondam Domini Franci- 
■sci de Aragona ». 

Nel retro: 

< Cautela maioris ecclesie cepbaludi ». 
più receDte: 

< Carta de terra motata tempore Rogei*)) bamut justi- 
ciarii » . 

Id carattere ancora più antico : 

< Carta de mutata tempore Rugerj bamut ». 

(a) Mei. 

Tabulario Capitolare di Cefalù, (>erg. d. 47 alta mm. 485 X mm. 333, 
senu righe. 



tlSQ, OtfaAre, Ind- Xil, 

Quglielino 111 re, eoo Sibilla madre soa, conferma a Ckifflredo Hartn- 
rana e alla di lai moglie Aloisia, la fondazione di an monaatero di doa- 
oe in Palermo. 



•fi In nomine Dei eterni et Salvatoris nostri lesu Cbristì. Amen. 
Willelmus DÌTina (avente clenentia Rex Sicilie ducatus Apulie 
et prìncipatus Capue, una cam domina Sibilia gloriosa regina 
matre sua. Cum universis gentibas gloriosa et laudabilis sit 
libaralitas, in regnantibtis tamen et principibus mundi quodam 
speciali modo prevalere debet^ ■«» gloriosum valde cadit re- 



256 I DOCUMENTI INBDITI 

gnantibus quocies fldelium suorum merita, quos grata fldeli- 
tatis obsequia condignos approbat beneflciis et graciis libera- 
liter recompensat Inde est quod cum tu GoffHdus de Martin- 
rana dilecte fidelis vir et uxor tua Aloysia devote postulastis. 
ut erigendi et edificandi in domo vostra, quam in civitate Pa- 
nonni ex largitate celsitudinis nostre possidetis, quoque olim 
erat Àdelicie de Golisano, ecclesiam et monasterium seu col- 
legium ad laudem et gloriam omnipotentis Dei et gloriose 
semper virginis Marie matris, in eius quo puelle virgines mo- 
nasticam et religiosam vitam sub regula beati Benedicti du- 
cere et ab iUecebris mundi recedere volentes permanere va- 
leant; eidemque ecclesie et monasterio seu collegio congruam 
dotem de bonis vestris, tam feudalibus quam burgensaticis, prò 
earum vite substentatione, utensiliis necessariis et aliis occur^ 
rentiis diete ecclesie et * monasterij assignandi concedendi et 
donandi, licentiam et beneplacitum nostrum concederemus. Nos 
vero postulationibus vestris benignius inclinati sanctum et pium 
propositum vestrum favorabiliter prosequentes, uti in dieta urbe 
Panormi in precalendata domo vostra ecclesiam et monasterium 
seu collegium puellarum virginum sub vocabulo sancte Marie 
Nove faciatis et erigatis; eique assignandi, concedendi et do- 
nandi in perpetuum in dotem, et prò dote ipsius ecclesie et 
substentatione dictarum puellarum quecumque predia sive feu- 
dalia, sive allodialia, demos, vineas, territoria, redditus, prò- 
ventus et bona alia mobilia et stabilia aut sese moventia, fa- 
cultatem concedimus et plenariam impartimur potestatem. Et 
quoniam bona divinis usibus mancipata ad humanos usus retor- 
queri non debent, quia vota fldelium sunt et pretia peccatorum, 
presenti privilegio statuimus et observandum perpetuo preci- 
pimus.ut ipsum monasterium ad honorem Dei Genitricis sem* 
perque Virginis Marie construendum. quiete libere, et absque 
uUius servici! exactione bona assignandi habeat, teneat et pos- 
sideat in perpetuum, nec liceat heredibus et successoribus no- 
stris, vel cuilibet alie persone de illis aliquid subtrahere; sed 
sicut a vobis concessa et assignata fuerint et presentis privi- 
legii auctoritate conflrmata, immutabiliter omni tempore per- 



DELL' BPOCA NORMANNA IN SICaiA 257 

*86verent. Ad buius autem coDcessionis et confirmationis nostre 
memoriali) , et inviolabile flrmamentum presens privilegium 
per manus Maximiani de Brundusio notarij et fidelis nostri 
scribi et bulla plumbea nostro typario impressa roborari, no- 
-stregue iussimus signaculo insigniri; anno mense et indictione 
«ubscriptis. 

Datum in urbe felici Panormi per manus Bartholomei ve- 
nerabilis panormitani arcbiepiscopi et Nicol2\] venerabilis saler- 
nitani archiepiscopi, domini Regis familiarium, anno Dominice 
incarnacionis Millesimo centesimo nonagesimo tercio, mense 
octobris Indictione duodecima; Regni vero domini nostri ^H- 
lelmi. Dei gratia illustrissimi Regis Sicilie ducatus Apulie et 
principatus Capue, anno primo feliciten Amen. 

Registrata in Cancelleria. — Ms. Qq. H. 10, f. 43. 



CVII. 



1194, Maggio 23, lod. XH. 



Aloisia, moglie di Goffredo di Martorana, insieme al marito fonda an 
monastero di donne in Palermo, e ne redige i ^capitoli. 



In nomine Domini et Salvatoris nostri lesu Christi. Probate 
•consuetudinis apud fldeles ac pie devotionis est opus ecclesias 
«t monasteria edificare, in quibus Beo servire est; in Ecclesiis 
enim benedicere Domiaum necesse est quia meliorem est dies 
una in actis Domini super millia. Sagimus quidem dudum sano- 
tos et beatos Patres coenobia et monasteria edificasse quibus 
pie viventes sedula racione in celestibus habitacionibus sedes 
preparavere. In terris quidem oratoria, in coelo autem lucidis- 
:6imas mansiones ediflcavere; quorum pia vestigia prò modulo 



258 I DOCUMENTI INEDITI 

nostre quantitatis pi^ consideracione cupìens imitari: ego Aloy- 
sia uxor Goflfrìdi de Marturana una cum dicto viro meo prò- 
posuimus, ad iaudem et honorem omnipot^ntis eterni et trini 
Dei gloriosissimeque intemerate Yirginis matris filie sponse et 
domine matris Marie, sanctuarium et domum orationis con- 
struere. Propositum huiusmodi ad debitum flnem perducere* 
volentos, assentiente et concedente domino nostro gioriosissimo 
rege Willelmo et piissima Regina Margarita matre sua, et as- 
sònsionibus et collaudantibus domino Bartholomeo venerabili 
panorraitano archiepiscopo ac parentibus nostris domìni Reffis 
iauiiiianbus, de domo nostra in bac urbe Panormi et in con- 
trata Cassari oonstituta, que olim fuit Adelicie de Goiisano et 
Guarna, largitate presenti gloriosissimi domini nostri Regis 
ego Aloysia possideo, ecclesiam et collegium seu monasterium 
sanclimonialium construere deliberavimus, et incepimus edifi- 
care; orans ipsum Dominum ut inchoatum opus felici exitu 
consumare permittat, et nostra bona voluntate incrementum 
accipiat ex pia benivolentia fidelium. Ipsi ergo monasterìo seu 
collegio totam et integram domum meam predictam cum om- 
nibus adiacentibus et contiguis domunculis et apothecis et omni 
tenimento suo concedimus et donaraus. Concedimus quoque 
eidem monasterio Casale nomine Sancti Felicis, quod in Calabria 
ego Goffridus habeo cum villanis et iustis tenimentis, territoriis 
et pertinentiis suis, quod ex patrimonio Auberti patris mei 
mihi pervenit: terram quoque vacuam et hortum, que sunt in 
territorio civitatis Panormi, in loco qui dicitur Hakirid, quem 
terram et hortum mihi vendidit Isaaoh saracenus prò tarenis 
auri quadraginta septem. Concedimus quoque eidem mona- 
sterio pomerium nostrum, quod habemus in eadem civitate- 
Panormi iuxta Portam Patitellorum in loco qui dicitur Beli- 
phaber: concedimus quoque et donamus eidem monastero do- 
mum terraneam et furnum, que habemus in eadem civitate 
Panormi in Ruga Sancte Helie, que olim fuerunt Ul)ertini mi- 
litis, a quo ego Gaufridus emi prò tarenis triginta. Assigna- 
mus quoque et concedimus ipsi monasterio tenimentum terra— 
rum constitutum in loco qui dicitur Misleali prope Carcanum. 



DELL EPOCA NORMANNA IH SICILIA 259 

et ParleDuum coafinantem cum terris Gas Cainiet et cum ar- 
borìbus dornesticis et sylvestribus, domunculis stabulis, cisterais 
et poDtìbus aquarum defluentium et omnibus iustis pertinentiis 
sais, quod mibì Gaufrìdo pervenit ex hereditate Radulphi avun- 
cuii mei. Concedimus insuper ai donamus eidem moaasterio 
vineatn et cannetum cum fonte aquarum defluentium, que sunt 
in ipsa civitate Panormo extra Portam Rote, secus viara que 
ducit ad Castrunt Xise. Concedimus etiam et donamus predicto 
monasterio apotbecas duas cum catbodiis tribus et cortile, po- 
sitis in endeiii civitate Fanormi io quarterio Calcie iuxta viam 
puplicam a parte meridiei, iuxta domum hereiiis l'eoberti lìar- 
dani ab oriente, cortile monaslerii Ustice ab occidente, el do- 
mum Riccardi Avella a parte septemptrionis. Conccilimiis quo- 
que dicto monasterio domunculas duas terraneas et alia m do- 
muncuJam soleratam cum cislerna, que siml propR Cassarura 
Paaonni in ru*;a s. Helie iuxta domum Jotte mulieris ex una 
parte, ai Peregrini Grillo ex alia. Denique concedimus eidem 
monasterio casalina duo cum puteo et turno , sisteotia in ea- 
deni civitate Paiiormi iuxta domum Orioni do (la-itinea ab 
oriente, via puplica ab occidente, et domum Simonis de luve- 
traci a septemplrione ; que bona superius doscripta, concessa 
et assi«:nata cum omnibus Juribus rationibus et t>ertinentit3 suis. 
Donamus quoque eitlem monasterio vaccas viijfinti . hoves la- 
boratorios decem , ovos trecentum sexairinta. sumerios octo, 
mulos tres, servos sex, et ancìllas sex. Hac tamcii le;ie prò- 
sentem donatioiiem el assignacionem facimus, ul vctterabilis 
abbatissa. quam ex nunc ordìnamus <.'t slaluimus in predicto 
monaslerio, dorainam Sylveriam neptem nostram el successive 
venerabili abbalisse tnsìmnl cum atii3 monialihii» ìpsius mo- 
nasteri!, comedant in retectorio, equains habeanl cibos et ve- 
stimentis similibus ulantur. ordinem et re;;ulns cassinonses 
babeant, et eas slricte el diligenler obscrvent. .Numerus vero 
monialium in dicto monasterio recipiendarum iuxta annuos 
reddìtus ìpsius monaslerii computetur et angi^atnr, rum (ruclus 
possessionum et honorum ìpsius monasierìj incrunientum ce- 
Perini. Singule moniales vero dicti monasterij habeant camisa* 



260 I DOCUMENTI INEDITI 

quatuor, vestellas duas , pellicias daas , jojolas duas , faciolas 
daas, unum parum caligarum, duo paria calceamentorum, man- 
tellos daos singulis duobus annis, liDteamiaa quataor singulis 
tribus aaois, coltram unam singulis sex aanis. Statuimus ot 
in dicto monasterio adstruatur valetudioarìum prò moniaiibus 
inflrmis cum lectis et utensilibus necessariis. Item, prò Deo cera 
et incenso prò Ecclesia et lampadibus stabilienda in ipso mo- 
nasterio singulis diebus et noctibus ad lumen babendum, sta- 
tuimus tarenos triginta sex ad granum unum quolibet anno. 
Statuimus etiam ut babeant duos cappellanos senes probate 
vite honestatis et morum, qui quolibet die missam celebrent 
in ecclesia construenda in dicto monasterio; officium tam dior- 
num quam nocturnum celebrabunt ipso moniales absque ipsis 
cappellanis sicut construendo est in alio regulari monasterio 
ipsius ordinis, ac in omnibus et per omnia vivant et regulam 
observent B. Benedicti. In porta claustri babent bostiariam; 
extra portam vero habeant hostiarium senem moribus et vita 
comprobatum, qui acceptet et det responsum et diligenter cu- 
stodiat exteriorem portam. Quecumque autem introducenda 
erunt Hostiarius introducat usque ad secundam portam et non 
ingrediatur medianam, sed ab ipsa mediana porta Hostiarìa 
introducat cum aucellis. Statuimus quoque ut in singulis die- 
bus expendantur ultra residua mense monasterii ipsos doos 
panes in elemosinis pauperibus prò animabus nostris et pa- 
rentum nostrorum, ut piissimus dominus concedat defunctis 
requiem sempiternam et curentibus remissionem peccatorum. 
Insuper statuimus ut quotidie moniales ipsius monasterii par- 
ticulariter orent prò salute animarum nostrarum, ut invenia- 
mus misericordiam apud tremendum judicium in die nostri 
decessus et propitius sit in extremo judicio. Orent quoque quo- 
tidie ipse moniales prò vite incolumitate et exaltatione glorio- 
sissimi domini nostri Regis Willelmi, a quo domum predictam 
ego Àloysia liberaliter accepi, et serenissime domine Regine 
matris sue ut Deus exaltet, eius annos multiplicet, et gloriosam 
faciat progeniem suam. Anniversarium quoque celebrent singulis 
annis prò animabus parentum nostrorum iam defbnctorum, et 



DBLL' EPOOA normanna in SICILIA S6t 

ÌB die dicti annìveraarii deatur pauperibus in elemosinis panes 
duceotum et barrìlìa vini unum. In die vero obìtus cuiusque 
nostri expendantur in elemosinis panes duuentum et barilia 
Tini duo, missamque sollepaem cum recìtatione ofBcii defunc- 
tonim celebrare fbciant, et decens fiimus in ecclesia dicti mo- 
Dasterii agant Singulìs vero bebdomadis a die dicti nostri 
-obitus perpetuo mìssam celebrent prò anitnabus iiostris et quo- 
ciescumque in eadem ecclesia missam prò defunctis celebrar! 
occurrent; dicatur prò nobis oratio; Inclina domine. Anniversa- 
rìum quoque perpetuo facìant prò anìmabus oostris singulo 
anno illa die qua evenerit decessus noster, ut misericors Deus 
tribuat animabus nostrìs sempiteniam requiem et sua miseri- 
cordia citius recipiat eos in coelis. In unaquaque die dictorum 
aDDiversariorum, particulariter prò aoìmabus nostrìs faciendo- 
nim, dentur io elemosinis pauperibus panes ceotum et barrile 
unum vini, ut ìlli preces fundant omnipotenti Deo prò salute 
animarum nostrorum. Statuimus, ut quando redditus et pro- 
veatus honorum et possessiooum superius concessorum et do- 
natorum accipiuntur demptis illis qui occurrunt prò complendis 
predìcti annirersarìi elemosinis, celebratione raissarum etaliis 
expensis faciendis, iuxta presens statutum et ordìnationem no^ 
stram, totum remanens ita discrete compartiatur prò neces- 
sarìis expensiis dìcti monaslerij et commoda substen tallone 
monìalium eiusdem monasteg de provlsìone et substentatloo^ 
jocalium elus ecclesie, ut sorores ipsius monasterii slne que- 
rela et murmuratione secure valeant Deum et omnia predicta 
per nOB statuta et ordinata slne dimlnutione adimplere videaot 
Dee recordacionìs causam habeant, His igitur omnibus sic di- 
spositìs et ordinatls, statuimus ut monasterium ipsum omnt fu- 
turo tempore sit liberum et exemptum a quocuraque allo onere 
«t a jure successionls nostrorum heredum. Hoc tantum nob» 
reservatum vldelicet quod dum vltam lo bumanis duximus 
electlones tam abbatissarum Monasterii predictì, quam cappel- 
lanorum Ecclesie ipsius monasteri, hostiarlorum et aliorum 
offlcialìum et seminarlorum elusdem monaslerij fiat nostro 
Consilio et assensu, et preter consensum nostrum nullo modo 



262 I DOCUMENTI INEDITI 

fiant. Administratio quoque et dispositio reddituum bonorom 
et rerum predicti monasterii nostro iuterventu Consilio et as- 
sensu tractentur et disponantur. Nullo unquam tempore liceat 
abbatisse vel monialibus, tam seiunctim quam conjunctim, etiam 
capitulariter constitutis, de bonis stabilibus et mobilibus ipsius 
monasterii jam oblatis et concessis et deinceps dante domino 
oflFerendis et acquirendis, aliquid disponere distrahore alienare 
obligare vel permutare; nisi evidens comraodum et utiiitatem 
monasterium ex commutatione vel dispositione accesserit. He- 
redibus uostris nullam jus in electiouibus supradiciis et admi- 
nistratipne bonorum stabili um et mobilium ipsius monasterii 
reservamus; quin immo eis omaem potestatem distrahendi et 
obligandi bona predicta, vel questionem contra dictum mona- 
sterium aut litem movendi quocumque jure , quacumque ex 
causa etiam successionis vel preter si dominii tollimus et abro- 
gamus : post vero decessum nostrum electiones et administratio 
dictorum bonorum in dicto monasterio, absque alicuius con- 
tradictione molestia vel retardacione et secundum regulam et 
preceptum P. Benedicti. Volumus tamen et statuimus, ut si 
forte per obitum nostrum abbatissa vel moniales ipsius mo- 
nasterii , tam conjunctum quam sejunctim vei etiam capitu- 
lariter constitute, aliquid de bonis stabilibus vel mobilibus aut 
semoventibusjuribus et actionibus activis distraxerint aliena- 
verint obligaverint vel permutaverint , nisi tamen ex dieta 
permutatione commodum et utilitas dicto monasterio evenerit, 
heredes nostri hoc non permittunt; et potestatem babeant in- 
fringendi, annullandi, cassandi et cancellandi quecumque instru- 
menta acta contracta et scripturas tam publicas quam priva- 
tasi dictas distractiones alienationes obligationes vel permu- 
tationes continentes, et distracta alienata obligata vel permu- 
tata ad jus et dominium ipsius monasterg omnino revocandi 
et reintegrandi. Insuper, si post decessum nostrum abbatissa 
vel moniales ipsius monasterij, que prò tempore erunt, predicta 
anniversaria missarum celebratione, elemosinas et alia a nobi» 
superius disposita statuta et ordinata non adimpleverìnt, rei 
retardaverint» ipsi heredes nostri plenam habeant potestatem 



dell' epoca normanna in SICILIA 268 

omnia predicta ad unguem adimplere faciendi iuxta tenorem 
presentis nostri statuti et dispositionis. Hac enim conditione 
et obligatione omnia supradicta bona stabilia mobilia seu se^ 
moventia jura et actiones nostras ipsi monasterio assignavimus, 
donaviraus et concessiraus et non aliter. Denique volumus et 
statuirous ut semel in quolibet anno in perpetuum infra dies 
octOy post universalem commemorationem omnium defunctorum, 
in mense novembris cuiuslibet anno in Ecclesia dicti mona- 
sterij fiat particulariter anniversarium prò animabus omnium 
parentum nostrorum tam antecessorura quam successorura, et 
celebrentur prò illis missas sex de requie, et moniales recitent 
oiHcium defunclorum sollempniter prò eis ut misericors Deus 
tribuat illas requiem sempiternam in sinu Abraham. Ut autem 
hoc nostrum statutum et ordinatio donatio et concessio et om- 
nia contenta in presenti scriptura perpetua obtineat robur et 
firmitatem, presens scriptum et alterum omnino consimile ad 
dicti monasterij perpetuam cautelam predicte nepti nostre eius- 
dcm monasterij prime abbatisse assignandum, per manus Jos- 
berti notarij nostri scribi fecimus^subscripcionibus nostre proprie 
manus et testimonio subscriptorum proborum virorum robora^ 
tum. Àctum Panormi mense mayo vicesima tercia die mensis 
eiusdem decime secunde indictionis. Anno ab incarnacione Do- 
mini nostri lesu Gbristi Millesimo centesimo nonagesimo quarto, 
regnante gloriosissimo domino nostro domino rege Willelmo, 
Dei gratia Rege Sicilie dacatus Apulie et principatus Gapue 
anno Regni eius primo feliciter. Amen. 

Ego Gaulridus de Marturana dispono et statuo ut supra.— 
Ego Alojsia uxor eius dispono et conflrrao ut supra contìnetur. 
— Ego Carus archiepiscopus montis regalensis testis sum. — 
Ego Leo episcopus Cathanensis testis sum. — Ego Lucas ìndi- 
gnus presbiler testis sum. — Ego Apollonius regius iustitìarius 
et comestabulus testis sum. — Ego Gostantinus Picelanus testis 
sum. — Ego Manuel de Clielamo testis sum. — Ego Lucas <le 
Malvito testis sum. — Ego Robertus de Rocca testis sum. - 
Ego Laurentius de Xacca testis sum. — Ego Arnolphus de Pi- 
cerna testis sum. — Ego Josbertus, predictorum dominorum 



264 I DOCUMENTI INEDITI 

Oaufrìdi et Aloysie de Marturana notarìus, presens scriptum de 
ordine et mandato predictoruro dominoruoi scripsi, me sub- 
scripsi et tester. 

B. a P. Ms. Qq. H. 10, f. 45 (Schiavo). 



CVIII. 



1194, Giugno, Ind. XII 



Bello, castellano di Vicari, dichiara aver vendato a Teofllo abbate di 
S. Maria di Vicari la sua casa posta in balUo Castelli pel preuo di 
iOOUrì. 



^ Signam proprie manas Belli Castellani Biccarì (1). 

In nomine Dei etemi et salvatoris nostri Jesu Christi. Anno 
Bominice Incarnacionis Millesimo centesimo nonagesimo quarto ' 
mense Junii xii Indictionis , regni vero domini Tanchrgli Dei ^ 
gratia gloriosissimi regis Sicilie ducatus Àpulie et principatus 
Capue, anno quarto feliciter regnantis. Amen. Et etiam Re- 
gnantis gloriosissimi Regis nostri Rogery anno primo feliciter. 
Amen. Ego Bellus castellanus Viccari pretitulatus per hoc pre- 
sens scriptum fateor, et coram subscriptis testibus declaro, 
quod tibi, domino abbati Theofllo sancte Marie de Viccaro et 
tuis successoribus ecclesie sancte Marie, vendidi domum meam, 
quam habeo sitam in ballio castelli Vicari cum exitu, transito 
suo. Que domus sic dividitur: ex oriente est via publica,<[ue 
pergitur in castellum, ex meridie est domo lobannis Babe, ex 
occidente via, et ex septemtrione domo Damiani , et sic con- 
•cluditur. Ipsa domus, quam domum per tarenos centum, qui 



f^ • 



(1) Questo rigo trovasi aggrianto dì maoo dello Schiavo. 



DELL' EPOCA HORHANNA tN SICILIA 2fl5 

abbas sancte Marie sibi ìmputatum pretìo cuiusdam equi quod 
recipi, antea dicto abbati voleatium ducentos tarenos, et eo 
ampliua, et dedi supra domum pulJum equinura unum , quod 
recepì pretio similiter tarenos centum, et super iUum, quod 
potuìt taotum babere mibi bello doanum de jamdìcto equo prò 
predicto pretio, et luìs successoribus ecclesie sancte Marie vea- 
dendi tradidi et deliberavi, et totum jus et actiooem in eam 
tibi commissi abbati TbeoQlo, et tuis successoribus , ut nullo 
tempore Ego, seu beredes mei, te dictum abbatem jam dictum, 
perpetuo successores, nec aliquem prò parte mea impedire, aut 
molestare de ipsa vendictione presumamus. Si forte te rei tuos 
successores idem molestare presumpsere obligo me et meoa 
beredes penes curìam regìam subiacere, et venditio ipsa, tam 
tibi quam tuis successoribus, perpetuo clarescat. Unde ad tuì 
securitatem boc presens et jdoneum scriptum per manus sa- 
cerdotis lobannis Lumbardi scribi rogavi, anno, mense et ta- 
dìctione pretitulatis. 

>i< Ego sacerdos Ioannes cappellanus castelli Viccari buius 
rei testis sum. 

1^ Ego Damianus testis sum. 

4^ Ego Thomas Arrabit testis sum. 

»f< Ego Albertus testis sum. 

<i> loanoes Marsicius mìles Biccari (a) testis sum. 

(a) Di mtno dell' .\mico leggeai: Mitt. Vi'cco, cancellato poi dallo 
Schiavo, che vi Bcrisse sopra : mìleM Biccari. & certo cbe le dae deao- 
minaxioni Yiccarì e Biccari valevano la medesima cosa, e rispondoDo 
all'odierna Vicari. 

B. C P. Ms. Qq. H. 3. f. 15. • Tabnlariam Ecclesie PaDormitane ab 
Antonino Amico collectam seo. XVII >. 



266 I DOCUMENTI INEDITI 



CIX. 



1194, Agosto, Ind. XII. 



Benedetto, vescovo di Gefiilù , dispone che le rendite delia cappelli 
maggiore della chiesa di Gefalù siano spese per le compre delle medeto 
e dei cibi agii ammalati che sono nell* infermeria. 



In nomine patris et fliii et spiritus sancti. Amen. Anno do- 
minice incarnacionis M.<^G.<^XCIIIP mense augusti Indictionis 
«duodecime. Benedictus dei gratta episcopus ecclesie «^epbaludi 
Tenerabilibus fratribus Religiosis conventus. eiusdem ecclesie 
Imperpetuum. luxta petencium desiderìa. pium est effectus 
mancipare et preces que sunt orationibus dictantibus unifor- 
mes pietate previa consummare. Ea propter huiusmodi vestris 
iustis postulationibus benignius annuentes. Ad meliorandum 
Infirmarie vestre statum et murmuracionis strepitura in vobis 
sopiendum singulis annis redditus cappelle maioris ecclesie 
nostre chepbaludi tam in oblacionibus cotidianis. quam in aliis 
que de mortuario et relaxu fldelium provenutorum {sic) vobis 
habendos de cetero concedimus de quibus videlìcet. et deductis 
expensis prò clero et cera et convencione cappellani, et clerici 
sui in servicio ecclesie, de reliquo expensas infirmorura tam 
in medicinis et syropo et zuccaro. et subtilibus cibariis. quam 
in aliis rebus que inflrmis erunt necessarie comparabitis. Si 
vero tanti fuerint ipsi redditus. ut aliquod possit esse residuum 
Inflrmorum necessitatibus. ut dictum est procuratis illud in 
pitanciis et medicinis, atqua minutionibus vestris connatura- 
libus et necessariis expendetur. Si qua vero minus fuerint nos. 
vel successores nostri sic illa supplenza ducemus. ut secundum 
statuta vestri ordinis et babitam ex veteri canonicam consue- 
tudinem iuxta vobis necessaria dispensetur. Prefati ergo red- 
ditus in manus duorum canonicorum. quos universale capitu- 
lum elegerit assumantur. qui vestris debant necessitatibus ati- 



dell'epoca NORMANKA in SICILIA 2d7 

4iter. et iuxta canonLcum ordinem. ut dictuin est ministrare. 
Ad hujus autera nostre coastitutionis memoriam et iDTÌolabìle 
flrmamentum presens prìvilegium per raanus notarii Matbei 
dilectum {sic) burgensis nostri vobis fieri feclmus propria manu 
nostra signatum et plumbeo sigillo nostre ecclesie tosigoitum. 
■Si quts autem buius nostre concassionis paginam infrangere 
voluerit et buie tranqaillitati vestre ordine contraire nist resi- 
paerit anatbemate percussus cum luda proditore etemis sup- 
pliciis contorqueatur. 

•^ Ego Beoedictus epìscopus etc. («te) 

Presentatum in Curia 

Nel T«tro: 

€ Assignatio cominestibilibuis canonicis super 4* funerale et 
prò Infirmaria sub episcopo Beaedicto U94». 

Tabularlo Cap. di Cefalù, perg. n. 43, di mm. SWXmm- 228, seau 
rigatura. 

Eaiatono ì fori del suggello peniiente che manca. 



un, Agosto, [nd. XII. 

Gaglielmo ll[ con la madre saa Sibilla concede a Goffredo di Marto* 
raot, che il casale di s. Felice in Calabria aia dato in proprietà del mo- 
naatero di a. Maria da lai cosiraito in Palermo. 



In nomine Dei eterni et salvatoris nostri Ihesu Cbrìsti. 
Amen. Willelmus divina (avente clementta Rex Sicilie ducatus 
Apulie et prìncìpatus Gapue, una cum domina Sibilla illustri 
Regina matre sua. Decet clementiam regie mslestatis fldelium 



268 I DOCUMENTI INEDITI 

suorum preces clementer admittere, et eorani iustis postulatici 
nibus pietatis sue aures beoignius inclinare. Inde est quod tus 
Goffredus de Marturana fldelis noster ad presentiam celsitudinis 
nostre veniens, supplicasti actentius ut concederemus quoddam^ 
casale tuum sancti Felicis quod est in Calabria, cum iustis 
tenimentis suis ecclesie Sancte Marie Nove, quam tu et Aloysia* 
uxor tua fldelis nostra divino obtentu construxistis in civitate 
Panormi infra domum que fuit olim Adelicie de Gulisano, quam 
eidem uxori tua celsitudo nostra concesserat Nos autem atten<- 
dentes pium votum, et desiderium tuum, divino intuitu fldeli- 
tati tue obtentu, prefatum casale sancti Felicis cum justis teni- 
mentis et pertinentiis suis memorate ecclesie, Sancte Marie 
libere et absque uUo servitio concedimus et donamus. Ad 
huius autem concessionis et donationis nostre memoriam et 
inviolabile firmamentum presens privilegium per manus San- 
sonis notarli et fldelis nostri scribi, et bulla plumbea nostro 
tipario iussimus roborari. Anno mense ed indictione subscriptis. 

batum in urbe felici Panormi per manus Bartbolòmei ve- 
nerabilis panormitani Archiepiscopi, et Nicolai (1) venerabilis 
salernitani Archiepiscopi domini nostri Regis familiarum. Anno 
dominice incamationis 1194 mense augusti xii Indictionis, regni 
vero domini nostri GuiUielmi Dei gratia magniflci et glorio- 
sissimi regis Sicilie ducatus Apulie et principatus Gapue anno- 
primo feliciter. Amen. 

Ms. Ant. Amico, B. C P. Qq. H. 9, f. 241 e 243. 
« Pertinet ad monasteriam a. Marie de Marturana >. 



(1) L* Amico scrive al margine, in originale : Nicolai^ aed est mazL- 
mas error notar^. 



DBLL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 



IIM, Novembre 3, lad. XIIL 

Silverit, AbbadesM del monastero di a. Maria Vergine in Palermo, 
aeeetU la dotazione e t capitoli Tatti da Alo^isia e QottrtAo di Mirto- 
rana, relativi alla regola da seguire nel detto monastero. 



In Domioe Dei eterni et salvatoris nostri lesu Chrìstì. Amen. 
Anno ab incarnatione eius Millesimo centesimo nonagesimo 
quarto mense Novembris tertio die mensis eiusdem decime 
tercie indìctìonis. Regnante serenissimo domino nostro glorio- 
sissimo domino Rege Willelmo Dei gratia Rege Sicilie ducatus 
Apulie et prìncipatus Capue, anno Regni eius primo, feliciler. 
Amen. Ego Sylveria monasterii B. Marie semper Virfjinis a 
vobis dominice Gaufrido et Aioysia de Marturana constructi, 
licet indigna, statuta et electa prima abbatissa tam nomine 
meo et succedencium mearura , quam consororum et tocius 
conventus monialiuro in eidem monasterìo congregatarum et 
congrega ndarum, promitto firraiter in Domino lesu Chrìsto et 
6. eius Genitrice Maria omnia statuta et ordinaciones, qiias vos 
predicti domini Gaut'ridus et Aioysia disposuislis in ereotione 
dicti mouasterij fldeliter et integre observare et adimiilere, 
Nempe oinnes simul in rerectorio comedemus equales ciboB 
omaes habebtraus, in dormitorio iimimul dormicmus, vestimeutis 
similibus utemur. Regulas et iiistituta Casainensia ordiniti ser- 
vabìmus, non admictemus monlales, nisi prout quaniìtus pro- 
rentus et frjctus bonorum et red'iituum dicti monasterii cuio- 
portaverìnt; singule mouiales contentabuntur de hiij que di- 
sposuislis prò eorum necessariis utensiiibus et veutibu». Val^ 
tudinarìum extruemuset in eo opportuna ulensilia luanuliMittbl- 
mus ad opus sororum ÌDdrmorum: oleum, ceram et incmiNum 
prò ecclesia et lampadibus dicti monasterii deflcere uoii lacia- 
mus. Cappellanos habebimus duos aenes et boneste vite, qui 

Oaxupi — / Documenti inediti «ce. ti 



270 I DOCUMENTI INEDITI 

missas in Ecclesia dicti monasterii uaaquaque die celebrabunt: 
officium diurnura et noctunium absque ipsis cappellanis reci- 
tabimus quotidie secundum regulam et statutum Beati Bene- 
dicti et precepta eius sancti ordinis stricte per omnia serva- 
bimus: anniversaria funéra et missas a vobis statuta ad un- 
guem adimplere faciemus. Elemosinas pauperibus ordinatas 
statutis temporibus complebimus : orationes Dei prò salute ani- 
marum parentum vestrorum : prò gloriosissimo domino nostro 
Rege Willelmo et serenissima domina matre sua Regina; prò 
animabus vero vestris particulariter prout disposuistis eflfan- 
demus. Missam singulis hebdomadis in Ecclesia dicti mona- 
sterii prò animabus vestris et quociescumque missas prò de- 
functis celebrar! occurrerint; in eadem ecclesia orationem: 
«Inclina domine», prò animabus vestris dicere faciemus. Ha- 
bebimus hostiarium senem et honestum in exteriorem portam 
monasterij prò recipiendis et dandis responsis, et nunquam 
eumdem hostiarium interiorem portam monasterij ingredi per- 
mictemus; hostiariara quoque habebimus consororem in porta 
claustri. Promictimus iusuper, quod adimpletis expensis prò 
anniversariis celebratione missarum elemosinis utensilibus et 
aliis uecessariis rebus per vos statutis et ordinatis, quod re- 
manet de fructibus et proventibus bonorum et reddituum pos- 
sessionum dicti monasterij in provisione eorum, que necessaria 
sunt prò refectorio, cellario, coquina et valetudinario applica- 
bimus; et remanens sic discrete distribuere, ut sorores eiusdem 
monasterij nullam habeant causam murmurationis , aut occa- 
sionem cupiant retardandi divinum servitium, vel ab eo se 
distrahendi- Electiones quoque abbatissarum cappellanorum et 
aliorum offlcialium et servientium in dicto monasterio, dum 
tamem vitam in humanis duxeritis absque vestro Consilio et 
assensu, minime faciemus. Bona et possessiones, ac jura ìpsius 
monasterij acquisita et acquirenda nullo pacto alienabimus 
distrahimus, obligabimus, vel permutabimus omni futuro tem- 
pore; nisi evidens commodum et utilitas monasterio eveneri t. 
Omnia denique statuta disposita et prescripta a vobis in scrip- 
tura concessionis et donationis et erectionis dicti nostri mo- 






dell'epoca normanna in 8ICILU 271 

nasterìj nobis tradita et assidala, integre ad unguem obser- 
▼abimua et stricte esequeraur adjuvaote domino nostro lesu 
Ghristo et intemerata Yirgine maire eius; ad bODOrem cuius 
hoc pium locum et ecclesiam a fundamentis extruxistis et de- 
vote obtulistis, et Bufflcienter de necessarits uteDsiiibus et ar- 
uesiis providìstis, boDÌsque et redditibus ad eius manutentio- 
nem communistis et completastis. Pro boc igttur pio et sancto 
opere a vobis peracto concedat Dominus , post felices longe- 
Tos annos, optatam eternam requiem cum angelis suis in coelìs. 
Ad buius igitur mee et nostre promìssionis stabilem flrmitatem 
et iiamutabilem cautelam , presens scriptum factum est per 
manus Josbert! notarij vestrì, vobis dominis Qaufrido et Aloysia 
assignandum. Actum anno, mense, die et indictione premissis. 
Ego Sylveria licet indigna abbatissa spondeo ut supra. — 
Ego Sigilgaida humilis monaca. — Ego Alionora bumiits mo- 
naca. — Ego Luisia bumilis monaca. —Ego Oliva bumiUs mo- 
naca. —Ego Laurentius syracusanus episcopus interfui e testor. 
— Ego Stepbanus Pactensis episcopus interrii et testor. — Ego 
Thomas ìndignus presbiter testis sum. — Ego Guillelmus cap- 
pellanus domìni Gaufridi de Marturana testis sum. — Ego Rai- 
nerius presbiter testis suro. — Ef,^o Sylvesler de Bernavilla testis 
sum. -Ego Henricus Pinsarna testis sum. — Ego Hugo de Ca- 
tania testis sura. — Ego Harmandus Rutigen testis sum.— Ego 
Josbertus, dominarum Gaufridi et Aloysie de Marturana notarius, 
presens scriptum de ordine et mandato venerabilium domina- 
rum Silverie abbatisse monasterii s. Marie, noviter a dictis do- 
mìnis Gautrìdo et Aloysia de Marturana constructi, Sigilgaide 
Aleonore, Luisie et Olive eiusdem monasterii venerabilium mo- 
nacharum, feci et me subscripsi et testor. 

B. C P. Ms. Qq. H. 10 f. 43. Ms. ADtoaino Amico. 

O- I tr ITT A- 

A pag. 116, 158, parlando del ve^^covo di Mazzara bo accettato la 1»- 
dODe Tattanus, per seguire fedelmente ìlCodice che trascrìvevo; però 
Il vero nome, secondo It sottile dimostraiione del Siragosa, Uoo Fav- 
CAKDO, Hùloria Libar da Regno Sicilie, cit. p. 91, n. 1 : pare sia ru- 
Minut, mentre le traicritioni poetarìori hanno sempre Tuatanu». 



APPENDICI 



Appunti paleografici sui documenti latini 
del secolo Xn in- Sicilii 



I limili di una prelazione non mi permettevano, senza cbe 
ne soffrissero l'armonia generale e la sistematica iì))l lavoro, di 
estendermi sulle materie scrittone, sulla grafia, ì nessi, 1 legn- 
menti, i suggelli e la cronologia usati nei documenti latini del 
sec. XII in Sicilia. 

L'argomento è però di molto interesse, perchè queste carte 
costituiscono il fondo più antico dei documenti siciliani. 

I documenti pubblici ci pongono in condizioni d' indagare 
le norme grafiche, veramente caratteristiche, d-'lla Cancelleria 
Normanna, e ci offrono valido elemento a dimostrare, anche 
dal punto di vista paleograSco, che la Cancelleria Normanna 
ha molte somiglianze colla pontifìcia; che la Sveva del primo 
periodo di Federico II (H98-1212), non si scostò gran fatto 
da quel tipo, il cui fondo anche rimase nel terzo periodo (1220- 
1250) (1); quantunque in generale in questo tempo si scorgaso 
traccie rilevanti dell' influenza che la Cancolloria Pontiflcij, 
della nuova era, come la chiama il Delisle(2^{1198-1431) ebbe 
su tutte le cancellerie d' Europa (3;. 



(l) Philippi, 2ur Ge^kithle der R^ichihanstei unler fLn IvisUn .S/nu- 
fim. ecc., Muoster 1885, pp. 7, 27 etc. 

)2J L, Dblislb, Fragmenl du darnier regiilre d' Atexnitdte IV, nelli 
Btòl. de f Éc. <fe» Charles, t. XXXVIll (1577). 

(3) Il QiRY (Uantiel de diplomatique, fì61-704) s^^ut la divisione in 
periodi del Ms!9-Latrie aalla Cancelleria Pontificia. 






276 I DOCUMENTI INEDITI 

Il Philipp! anzi, parlando dei diplomi di Federico nel tempo 
imperiale, stabilisce in modo non dubbio, che «i documenti 
emanati negli anni 1221-1222 si accostano assolutamente alle 
prime usanze (r influenza della cancelleria tedesca, che si trova 
nel periodo 1212-1220 , è venuta diminuendo) , perchè sono 
compilati da scrittori siciliani. 

I documenti privati ci presentano pure un tipo di scrittura 
molto differente da quelli che furono usati nell^ Italia Meridio- 
nale. Mentre in quei centri si ebbero le scritture langobarde 
(presso i notai della regione langobarda (1) ) e la curialesca 
detta cosi per differenziarla dalla langobarda e dalla francese, 
(presso i notai della regione greca dei ducati di Napoli, Amalfi, 
Sorrento e Gaeta) nella Sicilia si ebbe un tipo unico e costante: 
la minuscola corsiva francese. 

Non è a credere ch^ io intenda oggi dare una trattazione 
sistematica e completa sull'argomento; presento modestamente 
una serie di osservazioni fatte nel raccogliere, esaminare e 
trascrivere i documenti che fan parte della 1* Serie dei « Do- 
cumenti inediti deir Epoca normanna in Sicilia ». 

Siccome queste osservazioni riferisconsi ad un periodo poco 
noto nella sua storia paleograflco-diplomatica, cosi mi lusingo 
che non siano privi d' importanza. 

Materie scrittorie. — Nel sec. XII non m' è occorso tro- 
vare alcun documento scritto nella cosidetta charla bambagina 
o cuUunea^ come non fu possibile rinvenirne ai valentissimi 
e compianti maestri Cusa e Carini ; se si eccettuano i privilegi 
scritti in lettere d'oro su carta purpurea, entrambi esistenti 
nella cappella palatina di Palermo: uno per P ammiraglio Cri- 
stodulo del 1072 (?), V altro relativo alla fondazione della chiesa 
del 1140 (2). 



(1) Capasso, Gli Archivi e gli studi paleografici e diplomatici nette 
ptovincie napoletane fino al Ì8i8, Napoli, 1885, pp. e 10. 

(2) È stato oramai dimostrato che questi privilegi sono scritti io carta; 



DBLL'EPOGA normanna in SICILIA 277 

Il Briquet nel suo opuscolo « Sur les papièrs usités en Si- 
cUe» (1) ricorda uà solo documeato del 1145 pubblicato dal 
Pirri {Sic. Sacr., p. 1027), il quale (a menzione di due diplomi 
del 1102 e 1112 scritti in charla cutlunea. A questa notizia 
riferita dal Briquet, se ne può agf^ungere qualche altra, di 
poco anteriore al 1102. 

Ricordo il doc. n. 16 della raccolta del Gusa, cbe dice : 

Pfta^ ncnwTjXafiey toutI xò aifCkXiov tIJSe àvaouavSxJoi òi 

M&fÒYUi ib Tcpéxcpov ToO |iaxapu)txtou x6\rr^oi oxe^^ov xol ^^x^sv, 

Mol 8c& xò tlvot Tb Tp&tov po^i^vov (2) del 1099, V|[ 

ìodizione. 

11 privilegio di Ruggiero del 1144 del Tabulano dì S. Maria 
di Valle Giosafat, perg. □. 29 (3) parla di varie carte la/ine 
con suggelli cerei; però qui con la voce caria, come con l'altra 
greca Xà?n^ del doc. LXXI del Trincherà, e Xà?vri, X^o; dei 
doc. n. 57 e 92 del Cusa, non è ad ioteodere la materia 
scrittoria; questa voce, in latino e io greco, non accompagnata 
dalla specificazione di bombycina, o cutiunea, ^«{ji^etxfvov, sta 
invece nel senso diplomatico ; vale cioè strumento o atto, sia 
nel significato italiano di carta, sia nel iiignillcato di scritta. 

Ma pel tempo di Guglielmo II (1168, 1170, 1187) abbiamo 
ricordo di documenti scritti in carta, che furono nel 1222 rin- 
novati dalla Cancelleria Imperiale di Federico II, quomodo 
incipiebanlvetuslate consumi (B&bìier-Fkxeil, Regesta,ti. 1376, 



Cf. Carini, La porpora e il colore porporino, \a Effemeridi siciliane, 1130, 
«atr. 76-83; Th. Sickbl, BeUa diplomatica, io Oetlerr. Uillheil. 1885, a, 
p. 3Se ; Brsulau, Band, dar Urkundenlehre, 1, 892-893. 

(1) Arck. SI. Sic, N. 8„ voi. XV. Cf. pure; Briquet, Recherches tur 
le* premier» papier* employés en occident du X" au XIV* tiècU, Pari», 
1886, in Mémoiret de la Sociélé nationate de» antiquaire* de Frnii'-e, 
t XLVI. La qaeatione aull' origine della carta, oramai riaolnta , ó ìitata 
Iwoe eapoata dal pror. Paoli, Materie tcrtUorie, in Pirenie, 1894. 

(Z) 1 diplomi greci ed arabi di Sicilia, I, p. 394. 

(3) / doc. ined. deW ep. norm. eoo.. Serie 1>, p. 40 e 41. 



278 I DOCUMENTI INEDITI 

1382). Certo è che V uso della carta nel tempo normariDO è 
fuori d' ogni dubbio ; quindi su questo riguardo va modificata 
r opinione del Wattenbach, il quale ne parla solo pel tempo 
svevo (1). Però T opinione deirAmari, seguita dal Carini, che 
in Sicilia si fosse in questo secolo fabbricata la carta, mi 
sembra una congettura molto dubbia, anzi sfornita di pruove (2). 

Onde stabilire con sicuro fondamento se la carta fosse usata 
in Sicilia nelle scritture privale del sec. XII e principio del XIII, 
ricordo alcune notizie. 

Il Winkelmanu, a pp 360-61 dei suoi Ada imperii, riporta 
la nomina di un notaro pubblico e tàbellionatuSj fatta nel 1245, 
descrivendo la forma dMnvestitura e il giuramento prestato 
dal notaro. «Qui vero Martinus iuravit fidelitatem predicto 
imperatori et suis successoribus, ut mos est notarium iurare, 
ita quod de cetero non faciet cartam falsam vel simulatam 
seu membranam, nec quod in ea contineatur plus minusve,.... 
nec faciet cariam in palperio, nec carta rasa, in qua alias 
scriptum foret ». Questo documento è perfettamente in ana- 
logia con la Constituzione (Lib. I, tit. LXXX): De instrumentis 
conficiendis^ colla quale si proibisce rigorosamente ai notari 
che instrumenta pubblica, et aliae similes cautiones, nonnisi 
in pergamenis in posterurn conscribatitur. Si eccettuano sola- 
mente le apoche e le antapoche ; e s' ordina che entro il ter- 
mine di due anni dalla promulgazione della legge siano rin- 
novate tutte le scritture fatte in chartis bombycinis. Però è 
ad osservare che la legge parla solo dei notari di Napoli, 
Amalfi e Sorrento, ond'è ad escludere che i notari di Sicilia 
usassero la charta bombycina, 

1 pochi ricordi che abbiamo pel tempo normanno, si rife- 
riscono alla Cancelleria del 1^ e del 2^ Ruggiero, e a quella di 



(1) Wattenbach, Dos Schrifltcesen im MiUeìaUer (Dritte vermehne^ 
Auflage), Leipzig, 1896, pp. 147-149. 

(2; Amari, Storia dei Musulmani in Sicilia, III, pp. 804-807; e Carini, 
Sulle materie scrittorie adoperate in Sicilia, prolaaione, pp. 65*6^. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 27d 

Guglielmo IL Si noti che per la Cancelleria del 1° e del 2* Rug- 
giero siamo sicuri che la charta non si usava nei privilegi, 
cioè negli atti rivestiti di tutte le formule protocollari (il pri- 
vilegio ricordato del 1140, in carta, è una copia: l'originale è 
in pergamena); ma negli estratti di quella sezione ammini- 
strativa, che fu detta: Duana de secretisi SeXpixo;, Djwan 

al tahqjq al mamwr (1). 

■ 

Collegando le notizie del tempo normanno e dello svevo, 
noi siamo in grado d' indurre che la Cancelleria di Guglielmo IL 
usò la carta nei mandati. Se ciò è vero noi ci spieghiamo il 
perchè ci siano pervenuti quei pochi mandati, che furono tran- 
suntati in altri privilegi posteriori. Difatti pel tempo di Fede- 
rico IL noi abbiamo ricordo di mandati scritti dalla Cancel- 
leria in charta. (Bòhmbr-Ficker, Regesto^ n. 1725) (2). 

Or siccome è indubbiamente provato che molte usanze della 
Cancelleria Normanna fìirono seguite dalla Sveva, cosi per 
ragione inversa è a credere che la carta usata nei mandati 
pel tempo Svevo, ci dia fondamento a ritenere che fosse usata 
eziandio pel medesimo obbietto sotto Guglielmo IL 

Però i privilegi e le lettere che ci rimangono sono in per- 
gamena. 

Relativamente alle carte private, la Costituzione surriferita 
di Federico II ci autorizza a fissare, che i notari e gli scrittori 
in Sicilia usavano la pergamena; se cosi non fosse sarebbe 
strano che la legge colpisse solo i notari di Napoli, Amalfi e 
Sorrento, e non quelli pure di Sicilia. 



(1) CusA, op. cit., p. 504, linea 3*; 022, linea 2*; 624, linea 3»; SO, li- 
nea 4* dell* arabo e 82 linea h ecc. Oiova avvertire che trascrivo secondo 
la grammatica araba del Bonasia, adottata dal mio illustre Prof. Barto- 
lomeo Lagamina, oggi Vescovo in Girgenti. 

(2) Il MuBLBACHBR, in Oeslerv. MiUlieilungen, IX, 478 , dice che nel 
monastero di Goss nella Stiria si conserva un mandato di Federico II, 
eh* é il più antico docamento cartaceo in Germania. Trovasi nell'Archivio 
di Stato di Vienna, e fu pubblicato nel fase. VI, tav. 18 a delli collezione 
KtiUerurhunden in Abillungen. 



280 I DOCUMENTI INEDITI 

Dunque la materia scrìttoria, su cui noi possiamo fissare i 
Destri studi , pei documenti dei sec. XII, è la pergamena. 

Una differenza notevole si riscontra fra le pergamene usate 
dalla Cancelleria Regia e le altre usate dai notari o dagli 
scrlptores pei privati. 

Per quelle della Cancelleria Comitale e poi Regia, che sono 
in caprinuitì e orinum (1), può ripetersi ciò che scriveva 
Conrado di Mure uol sec. XIII : « Carta , in qua scribi debet 
libera, experte caniis, bene rasa, punicata, scribentis manibus 
et usibus preparata, nec nimis rigide dura nec minus moUiter 
tenius, sic quadranguletur ut latitudo longitudini respondeat 
convenienter et ne latitudo nec longitudo nondum debitum ex- 
cedant et mensuram » (2). 

Infatti le pergamene sono ben raschiate, levigate ed im- 
biancate (3), e presentano una forma quadrangolare regola:- 
rìssima, in modo che non v' è caso che la misura della parte 
superiore non risponda a quella della parte inferiore. 

Nelle altre pergamene che servivano ai documenti privati, 
cioè alle carie e alle scritte^ non m'ò mai occorso di trovare 
la medesima qualità, e la medesima regolarità di misura; sono 
invece delle membrane di vitelinum. Certo la differente qua- 
lità ha la sua ragion d' essere nel costo della materia ; per cui 



(1) L* Anonymus Beì^ensù (Thbophilus, ed. Ug, I, 387), cit dal Wat- 

TBNBACH, Das Schrìftwescn cit., p. 12.^, dice cosi : « eo qaod pe^a- 

menoraui genera sunt diversa , scilicet vitalinam , ovinam , caprinauu 
Pergamenam aatem ovinam et vitelliniim, qaomodo anins est coloris, 
scilicet albi totam et planum et pnlchram » 

(2) Brcsslau, Handbuch der Urkundenlehre cit., cap. XWÌl, — Die Ur- 
kundenshreibstoffe, PergamerU, pp. 889, nota 1*. 

(3) « Pergamina qaomodo fieri debet Mitte illam in calcem et jaoeat 
ibi per dies tres. Et tende illam in cantiro. Et rade illam cam nobaeala 
de ambas partes, et laxas desiccare. Deinde qaodqaod voluerit scapala* 
tara Tacere, fkc, et post tingae cam coloribas •. Moratori, AnL Bal^^ 
Diss. 24. Ed. Aret. IV, 683. 

Tralascio di parlare deUe pergamene porporine per non ripetere ciò 
che disse il Carini. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 281 

il notarius o lo scriptor non andava tanto pel sottile nello 
scegliere le qualità migliori di pergamene, dovendo per la 
maggior parte impiegarle per atti in cui il valore della cosa 
donata o venduta o permutata non ascendeva che a poche 
diecine di tari d'oro. 

Squadratxira e rigatura delle pergamene. — Lo scrit- 
tore nella Cancelleria Regia, a cominciare da re Ruggiero a 
Gostanza e anche ai tempi della reggenza del minorenne Fe- 
derico II, iniziava i suoi lavori collo squadrare la pergamena 
dal lato che era preparato per la scrittura, perchè il dorso 
non è mai lisciato, levigato ed imbiancato. 

La squadratura ai margini laterali presenta normalmente 
la medesima equidistanza, cioè, se nel margine di destra lo 
spazio fra la pergamena e la scrittura è di due centimetri, 
anche a sinistra s^ ha il medesimo spazio. Invece gli spazii 
dei due lembi, superiore ed inferiore, non sono equidistanti; 
anzi neir inferiore non si osserva mai traccia di linea. La 
squadratura segna il principio e la fine della scrittura che si 
trova nella linea tracciata con una punta metallica, in modo 
da conservare sempre la medesima distanza fra una linea e 
r altra. Sicché la distanza fra le linee varia nelle diverse per- 
gamene, cioè essa è di mm. 9, 10, 11 , e talvolta anche di 
mm. 15; ma la pergamena conserva sempre Tequidistanza 
delle righe. 

Per la rigatura delle pergamene gli scribi dovettero ser- 
virsi di un regolo quadro, e non mai delFausilio del compasso; 
tranne in una sola pergamena (1), evidentemente falsa, io non 
ho veduto mai punti marginali equidistanti in modo da accu- 
sare l'uso del compasso, punctorium. 

Ma la rigatura non è fatta in tutta la superficie della mem- 
brana; termina sempre alla formula di apprecazione e sAVAmen. 
n rimanente non ha linee; nel tempo di Ruggiero re ha la 



(i) N. XXIX della mia raecolU. 



282 I DOCUMENTI INEDITI 

segnatura e un margine sufficientemente abbondante, che nel 
lembo inferiore si ripiega in modo da formare una plica di 
vari centimetri, nel cui centro, in un punto equidistante dai 
margini laterali per tre fori passano i fili serici, che si ricon- 
giungono al suggello costituito da due laminette di piombo o 
d'oro, da uno strato denso in cui prepondera la cera, che 
tiene stretto in modo sicuro i fili serici. Quest' uso della plica 
fu seguito da Guglielmo I, II, Costanza ecc.; ma i re non con- 
trofirmarono più i privilegi (I). 

Le pergamene usate dai notari, o dagli scriptores, nei do- 
cumenti privati, non sono mai squadrate, sibbene rigate, come 
ad es., le perg. 8, 20 «Tab. vescov. di Cefalù»; H, 13, 15, 17, 
19, 20, 23 ecc., « Tab. cap. di Cefalù » ; 37 ecc., «Tab. S. Maria 
di Giosafat»; 62, 105 ecc., «Tab. di Morreale». 

La squadratura di queste membrane è spesse volte impos- 
sibile, perchè non presentano quasi mai una regolare qua- 
drangolatura; sono talvolta delle Strisce irregolari. 

Scrittura. — Comincio colla scrittura usata dalla Cancel- 
leria Regia; esaminerò poi quella delle carte private. 

Una distinzione netta e precisa s'osserva anzi tutto fra la 
scrittura corsiva della prima e quella della seconda metà dello 
stesso secolo ; in generale è elegantissima, e può dirsi che in 
entrambi i due periodi abbia raggiunto il suo apogeo. 

La scrittura della prima metà di questo secolo è in minu- 
scola francese ; ma in modo da avvicinarsi al tipo del sec. XI, 



(1) Il Wattbnbach, Dos Schrifltoesen^ cit, il Brbsslau, il Girt e il 
Pfluok-Harttuno, non hanno descritto la squadratura e la rigatura degli 
atti cancellereschi ; solo il Paoli, op. cit., p. 63, ne dice qaalche cosa. 
Io noto che V asanza nella Cancelleria Sicala é dovuta air esempio della 
Pontificia ; come s* osserva nelle bolle originali che vi conservano nel- 
r < Arch. di Stat. di Palermo >, « Tab. Gap. di Morreale •, ecc. Però negli 
atti cancellereschi normanni non ho visto mai traccia che accenni V aso 
del punctoriutn. 



DELL EPOCA NORMANNA IS SICILIA 283 

di cui il Prou diede uà bellissimo esempio nella tav. VII del 
suo Manuel de Paléographie (1). 

Come si vede nelle perg. : 29 del e Tab. di S. Maria di 
Giosafat », 26 del « Tab. di Morreale », che possono ben ripor- 
tarsi come il tipo costante di questo primo periodo, la scrit- 
tura è sottile, slanciata ed elegante. Può qui ripetersi 1' osser- 
vazione latta dal Wattenbach, nel g 10 della sua Anleitung 
zur Lateiniscken Palaeographia (2) ; « leder Buchstabe hat 
seine bestimmte Form und steht unabh^ngig neben dem an- 
dern ; die Strische sÌod scharf und gerade , die Worte voil- 
stàndig getrennt, Abkurzungeo aur mSssig angewandt, die In- 
terpunction sorgHlltig». 

Nella perg. 29, le consonanti et, st sono riunite mercè 
due trattini, uno orizontale (cbe si parte dalla e nel primo 
caso, e forma un solo tratto colla s nel secondo caso), che 
ripitìgandosi con una lej^giera curva a dpstni, scende, segnando 
diverse piccole curve, a ricongiungersi alla (. Questa lorma 
di rilegare le consonanti ci, si 1' una all'altra per le loro 
sommità, è propria della scrittura francese, onde si può sta- 
bilire cbe lo scrittore della perg 29 fu senza dubbio un fran- 
cese o seguace della scuola francese. 

Nella perg. 26 invece, non si osserva il medesimo modo di 
riunire Io consonanti ci, st; i tratti sono più rigidamente 
slanciati : la d nella 1* perg. ha una forma che si avvicina 
alla gotica, mentre nella 2' ha l' asta diritta, (e come tutte le 
aste delle consonanti, cioè b, f, l, s) ha una linea spirale. È 
notevole che nella perg. 29 oltre la d, anche la lettera .1/, io 
onciale m, presenta pure la tendenza alla forma gotica. 

La prima linea dei privilegi, spesso preceduta dal ckrismon, 
è sempre scritta in caratteri capitali elegantissimi ; e qui si 



(n 2* Mition, 1892, Pirìs. Ct. altresì Recueil dea Fac-timUé* de f Ee. 
da Oiarles, n. U ; e più specìalineate pel sec. X(l , 1' AWum Quantin. 
Pari», 1887, Uv. 32, 33. 

(2) Vierte. verbeaterU Auflage, Leipzig, 1886, pp. 38, 39. 



284 I DOCUMENTI INEDITI 

nota subito la differenza fra i diplomi del sec. XII della Can- 
celleria Francese e della Sicula. Nei privilegi francesi (p. es. 
nella tav. IX del Prou) le lettere allungate della formula dMn- 
vocazione non occupano tutta intera la prima linea; quelli di 
Sicilia presentano invece tutta la prima linea scrìtta in carat- 
teri capitali, come dissi, e spesso oltre T invocazione divina 
contengono parte del titolano. La caratteristica di occupare 
con lettere grandi tutta intera la prima linea è propria della 
scrittura del sec. XI. francese e della pontificia, la quale ultima 
continuò quesV uso per tutto il sec. XII (1). 

Nella prima linea della perg. 29 s' osservano legamenti di 
NN, dì NE, di TR, di VA, ed incorporamenti 7^, No, /?/, Vi^ 
Ah; nella perg. 26, come legamenti vi ha il solo HR, come 
incorporamenti GERit ^s • La forma dei legamenti in perg. 2& 
è una nuova conferma che lo scrittore dovea essere un fran- 
cese o seguace di quella scuola. 

A proposito di legamenti, mi giova avvertire che nelle prime 
linee dei privilegi non m^ è occorso che un solo caso di lega- 
menti OR, in modo che la R si adatti sulla curva delF 0;cioò 
un legamento proprio della onciale, seguito dalla gotica, come 
dottamente ha dimostrato il Meyer (2). 

Per non ritornare più suir esame di questa prima linea dei 
due diplomi, passo alle abbreviature che vi si notano. 

In entrambe le pergamene le abbreviature sono per con- 



ci) Per la parte francese, cf. Prou, op. cit., tav. VII. Per la GaoceU^ 
ria Pontificia, cf. Kbhr P. , DiplomcUische MUxeìlen in Aus den No- 
chrichien der K, Geselsch. d. Wisseruch. zu [QóUingen J^iOolog.-histor. 
Klasse, 1898, Heft. 4, p. 500. In. in Xarfir, cit., HefL I (Papsturkunden 
in der Romagna und den Markea , in Beneoeni, und der OapUanaia}^ 
pp. 30, 66, 83). 

(2) Wilhelm Mbtbr, Die Buchitaben-Yerbendungen der sogenannien 
gothUchen Schrift^ con 5 tav. in Abhandlungen der Konigl, OeMelsck, der 
Wissensch, zu GolL PhUolog.-HùL Kkus. Neue Folge. Band., I, n. 6^ 
Berlin, 1897. 



DELL* EPOCA NORMANNA IN SICILIA 385 

I 



tra^fione e per letterine sovrapposte: NOMNE, NOE, IHU, 

XPI, X. 

p 

La scrittura della 2* metà del sec. XII , appartenente alla 
Cancelleria Regia, non è più sottile e slanciata come la pre- 
cedente; ma in generale ha forme più rimarcate, rotonde e 
relativamente più grandi ; sicché mentre nella prima metà del 
secolo la lunghezza della vocale, che regola sempre la lun- 
ghezza delle consonanti Cjiiymft^ ecc., è normalmente di 
mm. 1 Vs di mm. 2; nella 2* metà del secolo è pure nor- 
malmente di mm. 2 Vt o di mm. 3. 

Ai due tipi di d, cioè quasi in forma gotica e d con asta 

diritta, si è sostituito quello a forma quasi gotica, che prende 
addirittura forma gotica nella Cancelleria di Costanza Impe- 
ratrice. 

Ai due tipi di m, sia maiuscoli sia minuscoli, cioè (o ed 
Mj s* è sostituito (0 ; ma fatto in modo che nelle maiuscole le 
due curve laterali quasi vengano a congiungersi air asta 
centrale, e nelle minuscole, quando è finale, la prima asta sia 
retta e si leghi alla vocale precedente, Y ultima invece descriva 
una mezza curva. 

Al contrario accanto al tipo unico di s ad asta lunga, cioè /", 
usato nella prima metà del secolo, è venuto anche T altro 
tipo S. 

É caratteristico però sopratutto il sorgere del tipo r (r go- 
tico) (1), accanto air usuale r, il quale si trova negli atti scritti 
dai regi notari Alessandro e Goffredo, cioè perg. 102, 79, 112, 
113, 119 ecc. del «Tab. di Morreale»; per cui può affermarsi 

che il tipo r (r gotico) comparisca in Sicilia nel 1176, tempo 
in cui fu scritto da Alessandro il celebre privilegio con sug- 
gello d^oro pel monastero di S. Maria Nuova di Morreale. 



(i) Tipo identico, p. es., a quello che si trova nelle parole ordine, 
fortuna torquetur^ ecc. in Q. B. Siraousa , Bisloria o Liber de Regno 
Sicilie, etc. Roma 1897, nella tav. Il, 1* colonna, linee 8 e 9 eoa Tipo- 
graficamente non 8i può riprodurre. 

Oarufi — / documenti inediti, ecc. 22 



286 I DOCPMKNTI INEDITI 

L' esame di queste pergamene ci ha dato i seguenti risultati^ 
che convalidano alcune osservazioni del Meyer; è giu^ no- 
tarne T importanza, perchè quelle di Sicilia sono anteriori a 
quelle eh* egli potè esaminare nello statuto di Valdombra del 

1208. La r trovasi adattata dopo la curva di o , nelle parole 
ordinent^ memoriam^ roborari^ amplioribus^ honoratum, maio- 
rem^ tenoìHs ecc. delle perg. suddette. Trovasi pure come caso 
sporadico dopo la u nel solo esempio : thesaurizzasse ( in 
perg. 79); talvolta accanto alla a, come in ampliare; e accanto 
alla e, come in libertaiis (perg. cit), V ha eziandio il caso in 



cui la r segua la m, come in mmi,=nìonasteinum (perg. cit.) 

e la Vy come in vrm = vestrum ed anche verurn. 

La prima linea di tutti i privilegi è sempre scritta in ca- 
ratteri capitali, e contiene T invocazione, sempre preceduta dal 
chrnsmon, e parte del titolano come nel 1® periodo. Nessuna 
d^erenza notevole si ha con i privilegi della prima metà dd 
secolo su questo riguardo, salvo che il nome di Guglielmo è 
scritto sempre colla sigla W,. in mezzo a due ponti; meotre 
con Ruggiero il nome del re si scrisse tutto intero. 

Dissi sopra, ma giova ripeterlo, che la Cancelleria Nor- 
manna segui r esempio datole dalla Pontificia. Difìttti ael Liber 
Pòntificalis, edito dal Duchesne, come nel Cod. Parig. BihL 
naz. ms. lat. 4163, edito dal Delisle nel 1857, è stabilito che 
le bolle grandi debbano nella prima linea contenere il nome 
del Pontefice, fino ad INPPM. scritte de grossis literis^ e talr 
volta miniate: nei privilegi normanni, se non troviamo le 
lettere miniate, troviamo però le grosse lettere. 

Parimenti avviene per le epistole o lettere^ di cui abbiamo 
alcuni esempi nelle perg. 50 e 54 del «Tab. di S. Maria di 
Gìosafat», e 63 del «Tab. di Morreale». 

La prima linea non è scritta più in lettere grandi, salvo 
la sigla .W. (Willelmus); ma in minuscola. Cosi pure le lei- 
fere pontificie cum filo seìHco o cum fUo canapis^ presentano 
H nome del Pontefice in lettere maiuscole. Come in queste la 
prima lettera del vescovo o arcivescovo, cui è diretta la let- 



DBLL'BPOCA NORMàlTNA DI SICILIA 287 

lera, è sempre in maiuscola e segirìta da minuscole (come 
p. es. Bosoni^ Quidonij ecc.)« cosi in quelle la prima lettera 
degli ufficiali, cui è diretta, è sempre in maiuscola e seguita 
da minuscole: come p. es. Oomitibìis, Baronibus etc. 

Non posso chiudere queste brevi note sulla scrittura can- 
celleresca, senza accennare alla questione importantissima che 
potrebbe agitarsi sugli scrittori. Tutti i diplomi originali, che 
ho veduto sia pel tempo di Ruggiero sia pel tempo dei 6u- 
gtielnri, sono interamente scritti dalla medesima mano, a 
cominciare dall'invocazione e fluire ali* apprecazione. Xel tempo 
di Ruggiero, f* precisamente quando furono rinnovali i privi- 
legi, il datario fu sempre il cancelliere Roberto, e nella sua 
assenza Maione scriniaHusj e il diploma chiudeva colla segna- 
tura del Re. Sotto i Guglielmi sono dati invece dal Cancelliere, 
dal vicecancelliere e dai familiari regi, che talvolta apposero 
le loro firme; cosi, ad es., il doc. LXXI. 

Vengo alla scrittura dei documenti privati. 

In generale la grafia non è cosi elegante, slanciata, precisa 
nelle curve e nella lunghezza delle vocali e delle consonanti, 
come lo è nella Cancelleria Regia. Ciò uimostra che nella 
Cancelleria venivano chiamati i migliori calligrafi del tempo, 
forse anche da estranee regioni (1), a prestaro T opera loro. 
Malgrado la differenza che si riscontra fra le scritture dei vari 
documenti privati, pure il tipo caratteristico è la minuscola 
corsiva francese, o corsiva rotonda, secondo la dottrina del 
Paoli. • 

La consonante d ò usata indifferentemente nei due tipt d 

e 2 quasi gotica. La m, quando è maiuscola, ha la forma on- 
ciale 0), quando è minuscola ha i medesimi tratti caratteristici 
che rilevai parlando di questa lettera nella scrittura cancellerei 
8ca della 2* metà del secolo. 

Non sempre, ma spesso, V invocazione divina è preceduta 



(1) PmLippi, op. cit., pp. 19, 21. 



288 I DOCUMENTI INEDITI 

dal chrismon; però sempre è scritta in carattteri minuscolv 
eccetto la prima lettera. 

Punteggiatura. — Ck)me nella scrittura si osserva una di- 
stinzione fra quella della prima e V altra della seconda metà 
dello stesso secolo, cosi nella punteggiatura abbiamo parimenti 
una distinzione netta e precisa, la quale caratterizza i due tempL 
Tutti i documenti originali che ci sono pervenuti ci fan certi 
che nel tempo di Ruggiero non vi fu che un solo segno di 
punteggiatura. Vi è , oltre il punto , il tratto di disunione , o 
paragrafasi che ponitur ad separandas res a rébus^ etc. (1). 

Questo sistema trovasi pure normalmente seguito Bei docu- 
menti privati. 

A cominciare da Guglielmo, stando ai documenti che ci 
sono pervenuti, la punteggiatura segna un'era nuova. Essa, 
s'avvicina a quella usata dalla Cancellerìa Pontificia. 

Tommaso di Capua, prete Cardinale di S. Sabina (2), par- 
lando delle norme che regolano la punteggiatura, ne stabilisce 
tre specie: comma^ colon, periodus. Queste tre forme nel Ma- 
nuale palermitano inedito De arte dictaminis del sec. XIII,. 
(che pubblicherò fra non guari) son dette: suspensivus, circum- 
flexusy planus. 

La scrittura cancelleresca del tempo di Guglielmo II usò- 
una interpunzione che ha analogie e differenze caratteristiche 
colla Pontificia. Ha il punto, la virgola e il punto o colon, il 
punto e virgola o com^na, i tre punti posti orizontalmente- 
dopo r invocazione e la corroborazione, il periodus e. il coìnma 
seguito da un trattino a mo' di punto interrogativo dopo Tap- 
precazione. È notevole altresì V uso di un trattino più lungo 
della virgola rovesciata, che ho riprodotto nel doc. 1182 del 



(1) Wattenbach, Anleìlung, cit., pag. 48. 

(2) WiNKELMANN, Sìcilische PaepslUche hamleiordungen und kanzlei^ 
gebraeuche des XIIL Jahrhunderts, Innsàruck, 1880, p. 32. È inutile dire 
che mi soffermo 8u questa parte, perchè in generale è trascurata dai pa- 
leografi, salvo il Paoli. 






DELL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 230 

« Tab. dì Morreale » mercè il trattino /, che avrebbe ortogra- 
dcamente il valore dell* odieroa virgola. 

I documenti privati appartenenti al e Tab. Capitolare di 
Cefòlà, seguono molto da vicino la Cancelleria Pontificia, salvo 
quelli notarili redatti da Matteo d' Aversa. In generale però i 
tre punti posti orizontalmente, e il comma seguito dal trattino 
a mo' di punto interrogativo non si trovano in siffatti docu- 
menti. Alcuni hanno esclusivamente il punto, altri il punto e 
jl commay come ad esempio, i doc. XXXII, XXXV, ecc. della 
mia raccolta. 

Bota o signaoulum. — È questo un argomento poco noto 
per quanto s'attiene alla Cancelleria Normanna; notissimo per 
la Pontificia. La rota fa sempre parte del protocollo finale 
Delle bolle del 2? periodo, ed ha un diametro variabile da 
cm. 5 a 15; accanto vi è il monogramma del Bene Valete, il 
quale si trova già nel periodo precedente. 

Nei privilegi di Re Ruggiero, e precisamente nelle perga- 
mene originali, non m' è occorso vedere mai la rota. Un solo 
esempio se ne ba nel famoso privilegio falso di Messina (1129), ' 
secondo la trascrizione che si trova nel Regesto p<^igrafq dì 
Trapani del 1439, e nella copia che si conserva nel voi. 40 
-della Secrezia, Arch. di St. di Pai, fogL 244 (1). 

La forma di questa rota è stranissima e vai la pena di 
-descriverla. Vi sono quattro cerchi concentrici, divisi in due 
coppie, una interna ed una esterna , che si congiungono fra 
loro per mezzo di otto tratti che partono dal 2* cerchio della 
prima coppia e pervengono al cerchio interno della seconda. 
■Questi tratti sono anch'essi divisi in quattro coppie, ma in modo 
da formare una croce. 

Nel cerchio interno v' è scrìtto : ROGERIUS; nel giro della 
1' coppia di cerchi: DIVINA FAVENTE CLEMENCIA : nel 



fi) Vito La Manti*, I prwil. di Uettina (U29-Ì8ÌG)— Sole itoricha 
con documenti inedili, l'alermo, IBW, p. 12, 



290 I DOCOMBNTI nVBDlTI 

giro della 2- coppia : DIRIGE DOMINE DEUS IN CONSPECTIT 
TUO YIAS MEAS. Nelle qaattro coppie di tratti che oaiscoDO 
le due coppie di cerchi si legge: Deum cole. Qui regnaL 
Vincil. Imperai. N^ qaattro segmenti: Primus rex, Sicilie, 
Ducatus Apulie^ Prmoipatus Capue. 

Nel 2^ periodo, cioò sotlo GogUeimo II , abbiamo notizie 
vere, precise ed aaientiche dell' esistenza della rota o signa- 
Citi urti nei privilef^ che volevano rivestirsi di grande solennità. 

Ne parlai nella Prefazione ^ § ^» e i^on giova ripetermi; 
qui solo descriverò il tipo di signaculum del privilegio di 
Morreale ; le altre rote sono uguali, variano solo pel 'diametro 
da cm. 8, a mm. 119. Ha solo due cerchi concentrici, che 
hanno un diametro di mm. 119 T esterno, e di mm. 91 T in- 
terno. Una croce divide tutto il cerchio interno in quattro seg- 
Hienti uguali: nella parte superiore proprio nella linea v' è la 
lettera W. indi sotto DIVINA/ FAVENTE/ GLEMENTIA/ RES 
SICILIE/ DUGATUS/ APULIE. ET/ PRINGIPATUS/ CAPUE,/ 

In mezzo ai due cerchi v' è la leggenda : Hh DESTERÀ 
DOMINI FECIT. VIRTUTEM. DESTERÀ. DOMINI. ESALTA- 
VIT. ME. 

Chiude quindi con altri due cerchi equidistanti 2 mm. 

Abbreviatale. — Nel classiflcaro le abbreviature mi servo- 
eaclusivamente dello studio del Paoli, il quale con chiarezza 
e precisione riesci a darne le regole generali, in modo meto- 
dico e razionale. 

Le esigenze tipografiche non mi permettono di riportare 
tutte le osservazioni che ho potuto raccogliere trascrivendo 
quelle moltissime pergamene; onde per alcune citerò i luoghi 
del Paoli che più vi si avvicinano (1)^ 



^i) Le abbreviature nella Paleografia latina del Medio Evo, Firen- 
ze, i8Jl. Mi soQ servito pure dei segasDti DizioDari: BAiTHENBYr Sup^ 
plfitm. al Le Moine (1172) e 9X De Yaines {iil k)\ Walther, Lexicon di- 
plo/italicum (1756); Hulakosky^ Abìtreviaturae vocabulorum il853); Cha#- 



dell'epoca NOKHAimA TN SICILIA 29Ì 

Dì abbreviature per troocamento, ho trovato i seguenti 
esempi di sigle: 

IV. = WUlelmus, in tntti i casi. {Doc. XXI, XXIV, XXXI, 
XLII, LI, e in tutti i privilegi di Re 
Guglielmo, nei quali trovasi in mezzo 
a due punti. 

A. = Ala, in doc. XX. 

S. = Sa$tcto, in doc. LXXl!. 

D. = Dominus, doc. LXI. 

6'. = GentiUs, in Joc. L. 

A'. = karissimus, in doc, XLVI. 

Di sigle accompagnate da letterine esponenti : 

ni' = milii, in doc. LI. 

X' = christi, in doc. XIV. 

X" = christo, in doc. XLII. 

e" = vero, in quasi tutti i privilegi reali. 

W^ = Wido, in doc. LXI. 

A" = henricQ, in doc. YVVV. 

Dì sigle raddoppiate: 

pp» = pape, in doc. XLIX e nelle altre bolle inedite. 
ss. = subscripsi, idem. 

Di sigle improprie, secondo la dottrina del Paoli : 
g> = igititr, in dOC. LXXIV. 
p* = ergo, in ind, LXXX. 
m* = monacus, in doc. XI. 

Sì riscontrano altresì abbreviature per troncamento , che 



aoNT. Dictiimnaire deM Abbrevialions; Prou, Manuel ile yaléogr. cit. ; B. 
KosTAONo. MoAiu legandi ubbreviutitrai in ftin. d^lle ItiOliol., voi. VIU, 
n. i»-i2; LiNDSAY, An inlrodui:lìon t'i UUm Uxlual emendattun, Lonrlon, 
IfWtt; Capprlu, LexiiMn abbrevialurarum, Miltno 1S99. 



293 I DOCUMENTI INEDITI 

per essere troppo comuni e frequenti, le riporto senza segna- 
re i documenti donde li ho tratti: 



ap — apud. 


chi = chephaludi. 


eccl — ecclesia. 


pni = panarmi. 


felic = feliciler. 


tn = tamen. 


in = inde. 


tm — tamen e ta\ 


ind = indictione. 


qm = quantam. 


noi = nolarius. 


qn — quando. 


tam = lamen. 


tri = tareni. 


itó — usque. 


tvìn tarenum- 



ehm = chephaludem, 



Xfophori = christophori. 



Sono pure frequenti: 



ds = 


deus. 


dns - 


= dominus. 


Ìì = 


tarenus. 


frs = 


= fratres. 


fc = 


lune. 


nc = 


: nunc. 


vr = 


• veder. 



vrrn = veslrum. 



nf*m ■= nostrum, 
mtvn = monasterium. 



mgr = magister. 



mie =- misericordie. 



intentoe = intectione. 
aia = anitBa. 
sca = sancta. 
scs = sanctus. 



scia = scientia. 
ini = tnf^r. 



et =: ^ntm. 



Questi due ultimi non sono notati nel Leccicon abbrevia- 
turarum (1) del Cappelli, eppure sono frequenti nella scrit- 
tura del sec. XII. 



(1) Milano, edìz HoepU, 1899, pp. 105, 163. 



DBLL' BPOOA normanna in SICILIA 293 

Frequeatissime, specie pel 2° perìodo e nelle scritture pri- 
Tate, sono le abbreviature per segni speciali, di m, n, r (tinaie 
«ome in dicilur, o interna in monasterium) us, (>) (finale o 
interna, come in cuius, priusquam) con {g), et, r-um. 

L'abbreviazione in us dopo b é Tatta o col punto e virgola 
o col solo punto, per es. : Residentib ;, Resideniib. = Resi- 
deniibus (dee. XIX, XX). 

Rarissime, specie nella scrittura cancellerosca, sono le for- 
me di iuris e contro della p. 23 del Paoli ; manus e quatenm 
delia p. 24; né ho mai rinvenuto conctis per cunctis. 

Tipi comunissimi sono invece le abbreviature dei nr. 5, 6 
(per il solo vel) 9, 10, 11, 13, 14, 15, 18 della lista data dal 
Paoli a p. 28. 

Come contrazione impropria noto : male co = maiecon- 
vencio. 

Nel chiudere questa parte sento il bisogno di notare che 
nel l** periodo le abbreviazioni in generale sono poco frequenti; 
Tengono invece aumentando nel 2* periodo, e più nei docu- 
menti privati, che nella scrittura cancelleresca. Nell'indicazione 
degli anni sì va in senso inverso: nel l** periodo si scrìve 
«empre secondo il sistema romano : p. es. M.C.VLrV. ; nel 2° 
periodo si scrive in tutte lettere (1): MiUesitno centesimo octo- 
gesimo secundo. 

Suggelli reali. — In tutti i privilegi trovansi i fori e i Qli 
-da cui pendeva il suggello, che ben di rado si trova ancora 
attaccato alla pergamena. 

Uso costante nella Cancelleria Regia (come nella Pontifl- 
cìa) f\i la fonnazione della plica di vari centimetri, da 3 a ó, 
ripiegando il lembo inferiore della medesima pergamena, in 
modo da tenere con maggiore saldezza il suggello metailioo 



<t) Oli esempi hdo tanto frequenti, nella mia Raecolta, ch'è inalile 
darne le Indioaxiooi. 



2d4 I DOCUM£NTI INEDITI 

o cereo. Nel centro della plica , in uo punto equidistante dai 
margini laterali, si praticarono tre tori, in modo che due di 
essi stanno alla base e Taltro al vertice di un triangolo iso^ 
scele. Per questi tre fori passano i fili serici, ordinarianteiile 
violacei, non mai intrecciati, che si legano a nodo in un punto 
quasi equidistante fra la plica e il suggello; ìndi passano nel 
mezzo di due laminette o di piombo o d'oro, le quali strette 
fra loro per mezzo del bullarium, ^otAloxrfiixj mantengono i 
fili serici, che ordinariamente escono fuori per parecchi centi- 
metri dalla pai'te iuiérioi'e del suggello. 

Le due laminette di piombo o d'oro di vario spessore (in piom- 
bo da jnm. 2» a mm. 3 per ciascuna) hanno un foro d'ei^ata e 
di uscita in' mezzo ad esse : superiore ed inferiore ; ma i «eg^ 
menti laterali sono ben saldi. La forma dei suggelli di piombo 
ci pone in grado di stabilire, che il piombo non portava al- 
cuna impressione pria che fosse stato attaccato al privilegio: 
era preparato coi fori, che ho descritto, onde ricevere poi 
rimpressione col typarium e stringere i fili serici. I pochi tipi 
di suggelli in piombo che rimangono, ci assicurano appunto 
che spesse volte l'impronta non riesciva intera; qualche brano 
della leggenda circolare manca. 

Anche il peso di questi piombi non è costante. 

Il Russi descrisse alcuni suggelli del 1® e 2" Conte Rug- 
giero, e l'Engel (1) ripubblicò quelli già editi dal Muratori, dal 
Wailly e dal Trincherà ; io ne descriverò due inediti di Rug- 
giero re, appartenenti al 1144-1145, ed uno di Guglielmo II, 
che han la solita forma rotonda. 

1® Tipo. — Dir. Nel centro il Salvatore e lateralmente le 

sigle : 1(7. XC, attorno la leggenda : ^ R06B- 
RIUS DEI GRATIÀ SIQLLE ITAUìE APU- 
LliE REX. 



(1) Recherches sur la numismaiique et la sigillographie des Nar-- 
manns de Sicile et d'Italie, Paris, 1884 ; cf. pure Trincherà, tav. vm, 
n. 455 ; Vaillt, Blem, de paléographie, Paris, 1838, 11, 134 ; Muratori, 
Ani. IL Diss. XXX VI, III, p. 111. 



DELL' EPOCA KORUANNA IN SICILIA 'iJb 

Hov. Ne] centro figura di re Ruggiero, che 
nella destra ha lo scettro e nella sinistra il 
mondo, attorno la leggenda: ►i* Poi«p«>c «po- 
ta'o; eiioe^c ^É;. (Doc. XIX). 

2* Tipo. — Dir. Nel centro il Siilvalore e lateralmente le 
sigle: IC. XC., attorno '^. ROGERIL'S DEI 
GRATH SICILIE. CALABRIE. APULIE REX. 
Rov. Come nel precedente (doc. XX). 

3" Tipo — Dir. Nel centro Guglielmo re ha nella siuistra 
il mondo e nella destra lo scettro. 
Ror. Nel centro il Salvatore colie sigle laterali ; 
le. XC, ed attorno fra due cerchi concen- 
trici : WILLELMUS DEI GRATIA REX SI- 
CILIE. DUCATUS APULIE. ET PRINCIPATUS 
GAPUE (doc. LXXI). 

Molti privilegi ci ricordano ì suggelli di cera e d*oro di 
Ruggiero e di Guglielmo; di cera, non ce n'è pervenuto alcuno, 
per quelli svevi di Costanza ed Arrigo VI, il Philipp! ne ha 
raccolto e descritto parecchi tipi. 

Le lettere regie credo fossero munite dì suggelli di cera. 
Questo sospetto mi è nato esaminando la perg. del doc. nu- 
mero LXXXVIIl, che ha i seguenti segni caratteristici. Alla 
distanza di mm. 70 dal margine inferiore e di mm. 35 dal la- 
terale, s'osservano due tagli orizzontati lunghi mm. 13, e di- 
stantì fra loro mm. 10. Per questi tagli passa una striscia di 
pergamena; attorno s'osservano traccìe di una materia colo- 
rata, che può essere cera. Nel resto della pergamena non **& 
traccia di piegatura, onde è a supporre che siffatte lettere si 
mandassero aperte e munite di suggelli cerei. 

Suggelli vescovili. — Quelli che io ho veduti apparten- 
gono ai Tabulari Capitolare di Cefali\, e del Monastero di 
S. Maria Nuova di Morreale; questi ultimi sono descritti dal Lello, 
quindi me ne passo. 



206 I DOCUMENTI INEDITI 

Quelli di Cefalù sono tutti di piombo e del medesimo tipo, 
per cui basta descriverne uno. 

Questi suggelli hanno descritti due giri: uno esterno di 
mm. 300, ed uno interno di m. 19. 

Dir. Nel centro Timmagine del Salvatore e lateralmente le 

sigle: fr. XC., attorno la leggenda: >h SIGILLUM 
SANCII SALVATORIS. 
Rov. Nel centro la Chiesa di Cefalù, attorno : ►ì^ ECCLESIA 
CHEPHALUDENSIS. 

Suggelli signorili. — Eccetto il suggello del Conte di Mar- 
sico, descritto dal Lello, la cui pergamena esistente nel Ta- 
bularlo di Morreale fu pubblicata dal Prof. Siragusa nel Regno 
di Guglielmo 7, (I, 193-196), degli altri non ho potuto racco- 
glierne che i ricordi: 

Anno Ilio Sug« in cera di Sica vedova di Unfredodi Bubun. 

»1111» » » Riccardo Senescalco. 

» 1114 » » » di Umfredo di Bubun. 

»1115» » » Drogone di Monte alto (2). 

» 1153 » in cera (?) » Lucia signora di Cammarata (3). 

» 1156 » in piombo » Adelicia nipote di re Ruggiero(4). 

» 1 1 71 » in cera verde di Matteo vicecancelliere regio (5). 

Relativamente ai documenti privati posso affermare in mo- 
do sicuro che non mai vi si trovano suggelli, tranne in quelli 
vescovili, come il Doc. LXXXI, che ha i fili in cotone rosso. 

Oronolog^a. — L^anno dominice incamationis, cioè quello 
che cominciava col 25 marzo, secondo il cosi detto stile fio- 



(2) Doc. XIX per tatti e quattro i saggelli dal 1110 al 1115. 

(3) Doc. XXVII. (4) Doc. XXXI. (5) Doc. LVIU. 



dell'epoca normanna in SICILIA 297 

reatino, e l'indizioDe costantinopolitana (1), furono comune- 
niente usati in Sicilia, sia nella Cancelleria Regìa, sia in tutti 
gli atti privati. È troppo noto questo sistema cronologico^ 
perch'io vi spenda su qualche parola. 

Notevole è solo il computo dei giorni. 

Le cancellerìe vescovili, come quelle di Messina, Catania, 
Gìi^enti, Siracusa, usarono (quando occorreva loro di flssare 
il giorno del mese in cui si fòceva l'atto) il computo delle 
kalende, delle none e degl' idi. 

La Cancellerìa Regia invece notò ì giorni secondo il loro 
computo successivo. Il sistema si discosta da quello tenuto dalle 
cancellerie pontificie ed imperiale e dalle altre regie d'Euro- 
pa; onde su questo riguardo la Sicilia segna uu progresso 
notevole, fin dai tempi di re Ruggiero (2), per la sua co- 
stanza. 

E quando il regno di Sicilia entrò a far parte dell'impero, 
colla conquista di Arrigo VI, la cancelleria imperiale subì 
tanto l'influenza della normanna, che il Ficker, ìl Philipp! e il 
Bressiau, ban dovuto conchiudere che dal 1197 in poi l'impe- 
rìale abbandono il vecchio sistema delle calende per accettare 
il siciliano (3). 

D'onde trae orìgine questo sistema? 

La ricerca è veramente grave, e giova anzi tutto avvertire 
che mancano gli elementi per venire ad una soluzione certa. 

Escluso che la cancelleria siciliana abbia seguito nel com- 
puto dei giorni la pontificia, non rimangono che due ipotesi: 
l'influenza della francese o dell'araba. 

Nell'epoca merovingica t\jrono tolte le none e gl'idi, però 



(1) Pel computo degli aoDi mi sono aempre avvalso delle tavole cro- 
nologiche, molto ben fìitte, del Oiky, op. cìt., pp. 176-258. 

(3) cr. Oltre la mia raccolta, Behrino, Sicit. Slud. II. Reg. d. 6, 7, 8, 
S, 10, 14, 15. 20 eco. cioè dal Ii3l in poi. 

(3) FiCKBR, Beitràge dar Vrkxmdenlehre, XI , 365 ; Hhilippi , op. cit., 
p. 10; Brbsslau, op. cit 130 e segg. 



298 I DOCUMENTI INEDITI 

si computarono le Kalende, progredendo in latta la 1* m^à 
del mese, e retrogredendo nella seconda metà. L^esempio ad* 
éotto dal Giry è tipico nella specie (1). NelPepoca Carolingia 
si trova pure la medesima formula. 

Questa maniera di datare, secondo Topinionedel Girv, diede 
forse nascimento ai sistema di dividere il mese in due parti : 
mensis intrans; mensis eariens. Il mensis intrans d^A 1** gior- 
no andava fino al 15 nel mese di 30, e al giorno 16 nel mese 
di 31; il mensis exiens cominciava dal 16 nel mese di 30, e 
dal 17 in quello di 31. Gli esempi nella Francia sono nume- 
rosissimi dopo il sec. IX. 

n doc. XIX di re Ruggiero è datato dal giorno 18 del 
mese d'ottobre 1144, onde bisogna in modo assoluto escludere 
influenza francese. 

Vengo alla seconda ipotesi. 

Gli arabi computarono i giorni del mese in modo diretto 
fino al 15 o al 20, poscia li enumerarono in senso inverso; 
cosi il 21 del mese è indicato colla formula 10 alla fine del 
mese (2). 

Il doe. XXVII di Lucia signora di Cammarata è dato vice- 
Simo die mense Madij; il nr. 6 Reg. Behring, il 22 Giugno; 
nr. 7 il 31 Agosto; nr. 10, il 26 Febbraio eie. 

Anche quest'altra ipotesi non ha alcun fondamento pel caso 
nostro; onde resta provato che mentre la cancelleria pontifi- 
cia usava le kalende, le none e gl'idi; la francese e T araba 
^irtdevano il mese in due parti; la siciliana computava i gior- 
ni del mese secondo lo stile moderno, direttamente dal 1® al* 
Puhimo del mese senza interruzione. 

Quest'uso cominciò presso i barbari del sec. VII; come af- 
fermano il Gloria (6) e il Giry; ma non costantemente; la Sicilia 



(1) Op. cit, p. 193. Cf. pure Mfsnb. Dictionnaire de Paìéogr,, P«ri% 
t854, p. Ii5ff. 

(2) Alvino^ / calendnrx, ossia modo di compiOare il tempo degli anii* 
chi e dalie nttMfii moderne, Firenze, (891, p. 284. 

(3) Qloria, Compendio delie lezwni tenfricoipraUoke di paL e dipi*. 



dell'epoca normanna in SICILJA 200 

invece divincolandosi da tutte le influenze, che nel sec. XII. 
potevano avere le cancellerie europee, rimise in flore il vec- 
chio sistema, che Ani per trionfare su tutti gli altri. 



-^©$©^ 



Padova, 1870, p. 203 • la generale poi, sieoome la compaUzione r 
tornava troppo difficile ai barbari, coti qaeati appigliaroosi praato ■! si- 
■tsma, oggi contiaoato, di noverare i giorni in ordine diretto per tatto 
il mese, il qoal metodo comincift dal aec. VII >. 



I prìTìlegl &lsL dì s. Maria di Tallfl &ìo8a&t 



Nel 1897, nell'Appendice II al mìo lavoro Monete e Conti (1) 
al n. VII pubblicai un privilegio inedito dell' imperatrice Co- 
stanza del 13 Gennaio 1196, appartenente al monastero di 
L Maria di Valle Giosafat, il quale si conserra in pergamena 
Dell' Archivio di Slato di Palermo. Il Carini ne avea fatto cenno 
nel!' Arch. St. Sic, N. S. Ili, 472 (2), il Philipp! (3) e il Bres- 
slau (4) r avevano ritenuto originale e vero, ond'io non sospettai 
cbe valenti paleografi avessero potuto ingannarsi. 

n Philippi e il Bressiau se n'erano anzi occupati di pro- 
posito, parlando della Cancelleria Imperiale di Arrigo VI dopo 
la conquista di Sicilia ; e il Hresslau avea stabilito, seguendo 
r opinione del Ptiìlìppi ; 



(t) Bencbé la itampa porti la data del 180U, pn» fb terminata nel 
Giugno 1887. Cf. Arch. St. Sic, N, S. XXllI, hec. 1 e lìfp. 126, n. 3". 

(2) Il Bbbrimo, Sic. Slud., Il, P.lbiDg, 1887, n. 365, lo coDftise con 
l'altro pare del Oenoaio 1196 cìt. dal Pirro a p. 1177, e riportato nel 
Regesto dell'Imperatrice CosUdm, compilato dal Tobchb, Heinrich VI, 
Ulpzlg, 1807, p. W4. 

(3) Zur 0«tchiehU der ReichsManMlei unler den leUUn Staufen. Frie- 
drich li, Heinrich {VII) und Srmrnd IV, Mùnsler, 1885, p. 7 e nota. 

(4) Bandb*ich dtr Vrkundenlehre. 1, 130 e n. 5. 

Oarufi — / documenti inediti, tot. S3 



302 1 DOCUMENTI INEDITI 

«Wnhrond es unter Heinrich VI. eine eigene sicilianische 
Kanzlei iiicht gegeberi batte, vielmehr nach unseren frùheren 
Darlegnngen die Urkunden auch fùr Sicilien in der kaiserli- 
chen KaQzlei ausgeferligt waren, allerdings unter Mitwirkung 
des sicilianlschen Kanzlers Walter von Palearia, "Bischofs von 
Troja (e qui cita il nostro privilegio) wurde uuraittelbar nach 
dem Tode des Kaisers, im Zusaininenhang rait den Massregein, 
welche dessen Witwe Constanze gegen die Deutschen ùberhaupt 
einschlug, auch die Kanzlei fiir Sicilien wieder auf dem Fusse 
der normannischen Zeit eingerichtet ». 

A dire il vero io era di ben altro avviso. La scrittura è 
conforme ai privilegi della Cancelleria iNormanna dopo re Rug- 
giero, e la prima linea è pure in caratteri capitali ed onciali 
e preceduta dal chrismon. Le formule protocollari sono anche 
esse identiche a quelle della Cancelleria normanna fin nello 
scriptum per manus e datum per manus; allo stesso modo 
come il computo dei giorni è regolato secondo Todierno sistema 
e non con le kalende. E siccome sulla datazione dei diplomi 
di Arrigo VL il Ficker avea osservata la influenza della Can- 
celleria Siciliana sulla Tedesca dopo la conquista di Sicilia, 
la quale influenza era stata pure amme3ssa dal Philipp! (1) e 
dal Brejsslau (2), credetti quella pergamena segnasse proprio 
il momento di transizione fra la Cancelleria Tedesca e la Si- 
ciliana. Si airgiunga inoltre che la trascrizione nei mss. del 
sec. XVII dell' Amico, conservati nella B. C. P. alla segnatura 
Qq. H. II, p. 306, porta in fine il suggello di Costanza. 

Diplomaticamente quindi non aveva alcun dubbio sulP au- 
tenticità delle formule protocollari ; il testo anche avea riscon- 
tro col diploma li Ottobre 1144 edito dal Battaglia (3) e in 
parte colPalIro del Gennaio 1188 (4): entrambi ritenuti veri. 



(1) Op. cit, p. 8. 

(2j Op. cit., I, 823; cf. Fickrr, Beitrdfje der Urkundenlehre, U, 365. 

(3) In Doc. p. serv. alla SI, di SicìL, S. I, voi, XVI, pp. 4-7, cit da 
ScHBFFBR-BoiCHORST ìd Zuv Qeschichie^ cit., p. 245. 

(4) Bbhrino, op. cit., D. 238. 



dell'epoca NORBCANNA in SICILIA 303 

E perciò mi parve* strano che lo SchefFer-Boichorst Io regi- 
strasse al n. 7 del suo «Regesten ungedruktor Urkunden der 
KaiseriD Constanze» come falso (1). 

Eppure' dopo più matura riflessione e lo studio di tutti ì 
privilegi del monastero di S. Maria di Valle Giosafat, conser- 
vati neir Archivio di Slato di Palermo, confesso che lo Scheffer- 
Boichorst ha piena ragione. Il diploma è falso : però non sono 
i caratteri diplomatici interni che lo convincono di falso; ma 
gif esterni (la scrittura e T apposizione del suggello) e Pesame 
storico del testo (2). 

È strano che un Conradus Brunsvicensis^ cioè un notaro 
tedesco, di cui non s'ha altro ricordo, usi la grafia e le for- 
mule protocollari della Cancelleria Siciliana, e non dell' Impe- 
riale, quando non aveva ancora potuto avere il tempo di abi- 
tuarvisi ; mentre è evidente che i monaci con questo privilegio 
miravano a dimostrare che avevano goduto la franchigia di 
dogana non solo per il porto di Messina, ma eziandio per tutti 



(1) Neues Archiv., XXIV, pp. 226-7. 

(2) Da una lettera direttami dall'egregio Prof. Scheffer-Boichorst il 4 
'<}enDaio 1B99, riporto le ragioni per cui dichiarò falso il doc. di Costanza: 

« Was speciell die Urknnde der Konstanze (in Ihreoi Buche 158 N. 6) 
betrifft, so balte ich sìe fiir anecht, denn. 

«*!) hàngt sitì mit den anderen aiiechten Urkunden auls engste znsatn- 
men, namentlich mit der Heinrìchs VI. (bei Stumpf Acta imporii 5S5 
N. 419). 

« 2) so unmbglicb in der unechten Urkunde Heinrichs VI. ist ^^Scrip- 
tam per manus Ioannis de Napoli, datnm per ninnns Henrici Worma- 
ciensis episcopi , , so anmoglich ist in derjenigen der Constanze: 'Scrip- 
tum per man US Conradi Brusvicensis, datum per manna Mathei Capuani 
archiepiscopi ,. * Datum per manus , flndet sicb in keiner Urkunde der 
Constanze, und wenn sie aucb 'Scriptum per manns, sagt, so steht su 
dem Namen des betreffénden Notars doch nie dessen Heimatsort 

« 3) Coustanze hat in der echten Urkunde vom lannar 1190 nar gestat- 
tet: 'extPahent a porta Messane,, und in demselben Monat desselben 
• labres soli sie nach der von mir verdacbtigten Urkunde gestattet babeo: 
* extraxerint de porto Messane et aliis poHuàus Sicilie et Calabrie . ì > 



304 I DOCUMENTI INEDITI 

ì porti di Sicilia e Calabria, e che possedevano numerosi beni 
neir Italia Meridionale. 

Di queste due ragioni la prima mi sembra la più grave e 
convincente, giacché per la seconda, la quale si ;:egge solo 
per prove indirette, potrebbero opporsi argomenti che avreb- 
bero Taria di attenuarne l'importanza; tanto più che il di- 
ploma della stessa imperatrice del Gennaio 1196 (n. 5 della 
mia App. e n. 6 del Regesto dello Scheffer-Boichorst) trovasi 
solamente in transunto originale del 1244; perchè il Museo 
Civico di Catania (come mi scrive il Prof. Kehr) conserva 
pure una copia e non mai T originale. 

Arrigo VI. due volte in Sicilia esperimentò la ConstUutio 
de resignandis privilegiis: nel Decembre 1194 e nel 1197. 
Ora se nel primo tempo la revisione dei privilegi fu fatta con 
quel rigore eh' è a supporsi in un imperatore dello stampO' 
del figlio del Barbarossa, è mestieri credere che gravissime 
ragioni V avessero spinto a ripetere la revisione due anni ap- 
pena dopo la prima. 

Dissi altrove, e chiedo venia se mi ripeto, che la revisione 
di tutti i titoli feudali nel 1197, essendo stata nell'assenza di 
Arrigo delegata l'imperatrice alla reggenza, suonava aperta 
ingiuria alla generosa consorte. Ma può darsi che Costanza 
abbia molto largheggiato nelle concessioni, sia perchè noft 
sapeva resistere alle gentili richieste dei suoi fedeli sudditi, 
sia ancora perchè sentiva il bisogno di mitigare la triste im- 
pressione che i primi atti del marito avevano fatta nell' animo 
dei siciliani. In tal caso potrebbe supporsi ch'effettivamente 
Costanza abbia rilasciato il privilegio del 13 Gennaio 1196. 
Ma perchè allora nel 1244 i monaci di Giosafat fecero in Ca- 
tania transuntare quello del Gennaio, App. n. V, e non Paltro 
del 13 Gennaio, App. n. VI, il quale conteneva prerogative 
maggiori? Ciò significa che Costanza questo privilegio non 
l'emanò giammai, e quindi non è precisamente quello di cai 
parla la conferma di Federico II deli' 11 Giugno 1221 (1), per- 



{{) WwKELMAWN, Acta tmp., 210. 



DB(.L* EPOCA KORKANKà IN SICILIA 305 

•cbè è imj[)ossibiie credere che i monaci non si avvalessero delie 
maggiori concessioni. 

tliunendo ({uesta ragione indii'etta all'altra relativa alla 
scrittura e alla forma nuova e strana del laccio , che teneva 
il suggello oggi mancante, si ha molto fondamento per dichia- 
rare falsa la perg. n. 68 del Tabulario di S. Maria di Oiosafat, 
conservata nell'Archivio di gtato di Palermo. 

In questo Tabulano^ fino al Decembre dello scorso anno» 
la critica aveva dunque riconosciuto e dichiarato falsi: un 
diploma di Arrigo VI (Stumf 4899a, Ada imperli n. 419) e 
un privilegio dì Gostanza ( Garupi , App. 11^ n. 6^ e Newes 
Archiv. cit). Già a proposito del privilegio del 18 Ottobre 
1144 (1) avevo dichiarato falso T altro delF 11 Ottobre 1144; 
allo stesso modo come avevo giudicato falso Tal tro 1154-1166, 
e proponevo d'occuparmi in seguito di alcuni altri privilegi 
deUo stesso Tabulario, quando mi giunse nel Marzo una nuova 
pubblicazione inviatami gentilmente dal Prof. Heinemann di 
Tùbingen (2). 

Egli, messo dallo Scheffer-Boicborst sulla via dei sospetti, 
dichiarò pure falsi alcuni privilegi e alcune bolle appartenenti 
al medesimo Tabulario, fino allora ritenuti veri. 

A me però non sembra che il valente Prof. Heinemann 
abbia dato fondo alla questione brillantemente intuita e posta, 
né che abbia esaurite tutte le ricerche relative all' importante 
argomento ; mentre dall' altro canto la critica storica ^ di cui 
egli s' è avvalso, è certo uno degli elementi della critica diplo- 
matica, ma non il solo. 

Dichiaro anzitutto che qui m'occuperò solo dei privilegi 
esistenti nell' Archivio di Stato di. Palermo : delle bolle s' oc* 



(0 Pajf. A8, 

(2) Normanniscke Herzogs'Und Kònigsurkunden aus Unlerìtalien und 
SicUienf Tùbingen, 1899, in Einladung sur Akafìemischen feier des Gè- 
burlsfulei seiner Uiìje»lài des Kònigs Wilhelm IL von WUrtUnkbtrg auf 
den 25 Feòruar 1899, ini namen des Rektors und Akndsmisch€n Senats 
'der Kóniglichen Eherhard Karls- Un ivers ititi Tiibingen. 



306 I DOCUMENTI INEDITI 

cuperà colla speciale sua competenza il mio ottimo amica 
Prof. Kehr deir Università di Gòttingen. Mi gioverò solo per 
il riscontro di alcuni testi della bolla di Adriano lY del 1154, 
pubblicata dal Delaborde (1), Jaffè L. , n. 10003, la quale, e 
in ciò Siam tutti concordi, è una falsificazione. 

Riesaminerò la questione da un duplice punto di vista: il 
diplomatico e lo storico, dividendo i privile^?! a coppie, in 
modo che il confronto riesca netto e preciso. 






I privilegi di quel Tabularlo fino ad Arrigo VI sono i 
seguenti : 

a) 1144, 11 Ottobre in Doc. per serv. alla SL dù Sic.y 
1» S. voi. XVI, p. 4-8. « Ad nostram spectat sollecitudinem >. 

6) 1144, 18 Ottobre, Garupi, p. 45, Heinemann, p. 35- 
« Ad nostram spectat sollecitudinem ». 

e) 1154-1166, Garufi, p. 67, Heinemann. p. 39. « Univer- 
saque tempore patris nostri ». 

d) 1172 Marzo, Garupi, Monete e Conii^ p. 149. «Er 
querela fratris Giraldi». 

e) 1172, 14 Luglio, Pirro, Sic. Saci . p. 1177, Behrino, 
p. 187. < Universa que tempore patris nostri». 

f) 1185, 2 Aprile, Garufi, p. 200, Heinemann, p. 45,. 
Behrinq, n. 229. « Per hoc scriptum notum facimus » (2). 

g) 1188, Gennajo, Pirro, S. S,, p. 1134, Tra vali, Doc. 
p. seì-v. alla SL di SiCy 1» S., voi. VII, p. 31. Behring, n. 233- 
« Universa que tempore patris nostris ». Questo privilegio tro- 
vasi in due transunti del 1248 e 1318 nel Museo Civico di- 
Catania. 

h) 1188, Gennaio, Heinemann, p. 47, «Per hoc presens« 
scriptum ». 



(1) Charles de Terre Sainte, provenant de l' Abbaye de N, D. de Jo^ 
saphal, Paris, 1880, pp. 72-78. 

(2) Trovasene copia al Museo Civieo di Catania. 



DKLL' EPOCA NORMANNA IN SICILIA 307 

i) 1195 (1194) Dee. 13). Stumf, 4890, Ada imperii, n. 417, 
Garufi, Monete e Coniiy p. 155. «Ad eterni regni premium». 

k) 1195, Gennaio. Stumf, n. 4899rz. Ada im perii, n: 419. 
«Ad eterni regni premium». 

/) 1196, Gennaio, Garufi, Monete e Conii^ p. 156, Schkf- 
PER-BoiCHORST, Newes Archiv., XXIV, p. 226, n. 6. «In om- 
nibusque ab, imperiali ». 

vi) 1196, 13 Gennaio, Garufi, op. cit., p. 158, Schrffkr- 
BoiCHORST, op. cit., n. 7. « In omnilMisque ab imperiali ». 

I <lue privilegi Ruggeriani del 1144, che costituiscono la 
1* coppia, si conservano nel Tabulano di S. Maria di Giosafat 
neir Archivio di Stato di Palermo, ai nn. 28 e 29, e sono tra- 
scritti nel ras. di Amico della B. C. P. Qq. H. li, ai fogli 235 
e 237. È notevole che quello dell' 11 Ottobre (perg. 28) nella 
trascrizione dell'Amico porti il suggello regio. 

Manca però nella trascrizione dell' Amico, come nella per- 
gamena 28, la firma in greco di Re Ruggiero, la quale si 
trova regolarmente nella perg. 29. 

Oggi tutte le pergamene di questo Tabularlo, come ebbe 
ad osservare anche il Delaborde (i), non portano più i sug- 
gelli , perchè essendo rilegati in volumi , furono ritagliati in 
forma semicircolare i lembi inferiori, nel punto dove erano i 
suggelli. Però si osserva che a, ha ritagliato in questa forma 
semicircolare il lembo estremo, mentre b presenta intera la 
plica coi tre fori (.-.) . Anche le pergamene 65 (1191, 13 Dicem- 
bre) cioè i, e n. 66, cioè ft, non sono ritagliate; nel n. 68, 
cioè m, manca il suggello ; ma la plica è intatta e per i quat- 
tro fori (.'.\ passa una treccia serica a cui era attaccato il 
suggello. 

Questo fatto dimostra che ai tempi dell'Amico a aveva il 
suggello e & no ; onde nel legarli poi a volume, cosa che do- 
vette essere dopo T Amico, il lembo inferiore di a tu tagliato 



(1) Op. cit Introd., p. !0. 



dOwS I DOCUMBNTI INEDITI 

« tolto via ÌDsieine al suggello pendente. Possiamo dunque fln 
d'ora stabilire, sia per la tostiniouiauza dell' Amico, sia perciò 
che si constata nelle pergamene, che a, cioè la perg. 28, por- 
tava il suggello pendente e b no. D'onde i seguenti quesiti: 

ì^ Le due pergamene 28 e 29 sono entrambe vere ed au- 
tentiche, o entrambe false ? 

2^ Sono una originale e l'altra copia di un privilegio vero, 
che noi non abbiamo, o una di esse è falsa ? 






Non posso indagare con sicurezza i caratteri diplomatici 
intrinseci, e quindi la veridicità del formulario, se prima non 
si stabiliscono i criteri che in quel tomo di tempo prevalsero 
nella Cancelleria normanna dell'Italia Meridionale. 

1 due diplomi appartengono al medesimo periodo in coi 
re Ruggiero ordinò la revisione di tutti i privilegi, preceden- 
temente conceduti; periodo che va dal 1144 al 1145. Dissi al- 
trove che sotto Ruggiero la revisione dei privilegi non fu ope~ 
razione puramente burocratica; ma accertamento formale e 
categorico di tutte le proprietà che appartenevano ai privati, 
ai feudatarii, agli ecclesiastici e alla corona (1). 

Di questo periodo abbiamo moltissimi diplomi. Il Behring, 
(Sicilianischen siiidien. II), ne annovera 30, io ve ne aggiungo 
due pubblicati dal Minieri>Riccio (2) e non registrate dal Beh- 
ring. Non occorre dire che non computo i due di cui mi occupo. 
Però non tutti i 32 documenti si possono considerare come 
diplomi propriamente detti; come non tutti ci sono pervenuti 
integralmente. Di molti abbiamo solamente citazioni e ricordi; 
e molti, i quali stabiliscono sia il numero dei servi donati. 



(1) Di una perff, bilingue del Monastero di Demenna con*eì*v€Ua nel 
Museo Nazionale, in Arch. Slor. Ital., cit, p. 13. 

(2) Saggio di Cod, Dipi,, Sappi., parte 1', pp. il e segg.: uno del 
Maggio e 1* altro dell* Ottobre 1(44. 



URLL' KPOCA normanna in SICILIA • '^0 

sia i confinì delle lorro concedntp, sono ♦^strntii dnlla Cuncol- 
lerìa, ma propriamente dalla sezione Doana de secretis. Tutto 
sommato abbiamo però parecchi privilegi interi, compresi 
quello di s. Maria di Maccla e V altro di Adelina nutrice del 
figliuolo di re Ruggiero, chMo ho pubblicato per il primo, 
giacché il Behring li registrò su semplici notizie date dallo 
Spata e dal Mortillaro. Dalle ricerche posteriori mi auguro ne 
vengano fìiori molti altri; ma è certo che per ora sono essi 
più che sufficienti per stabilire le norme cancelleresche di 
quel periodo. . 

Divido queste conferme generali in due categorie: quelle 
scrìtte in greco e quelle in latino. 

I greci sono i nn. del Behring : 75, 78, 82, 89, 90, 91, 92, 
93, 96, più quello dell'Ottobre 1144 edito dal Minieri-Rìccio ; 
i latini i nn. 74, 80, 81, 87, 94, 97, 98. Per V una e per l'altra 
categoria bisogna distinguere le norme che sono proprie del 
protocollo, sia per la redazione in greco, sia per la redazione 
in latino ; e le norme generali, che si attengono alla compila- 
zione giuridica del testo; norme che direi d'indole ammini- 
strativa, perchè riguardano le conferme dei privilegi che ve- 
nivano presentati alla Cancelleria Regia per la revisione. 

Le formule protocollari pei diplomi greci sono: il chrismon 
e r intitolazione regia nella parte iniziale, T^yP^T^v senza di- 
chiarare il nome del notaro, e la indicazione che il mese, Tanno 
e l'indizione sono stati scritti sopra. Perchè è a notare che 
r anno in questi diplomi redatti in greco fa parte del testo, 
che segue specialmente il preambolo e la notificazione dell'or* 
dine emanato di rivedere i privilegi (1). 

I latini talvolta cominciano col chrismon (2), sompre col- 
r invocazione divina verbale e T intitolazione; in qualche caso 
v'è lo scHplum per man>*.s col nome del notaro: la datazione 
è sempre a nome del cancelliere o in mancanza dello scrinarlo 
come negli atti della Cancelleria dell'impero; l' apprecazione 



(1) Per tutti cito: Trinchrra, Syllabus, p. 182 e seg^. , e il n XXI 
di qae:«ta raccolta. 



310 I DOCUMENTI INEDITI 

ha la formula : feliciter. Amen. Amen. Amen^ segue la segna- 
tura in greco del re. 

Qui m' occorre notare, pria di venire alle norme generali 
dandole amministrativa, che il datario è sempre il CanceUaìHus^ 
in mancanza lo scriniarius. In quel tempo Cancelliere del r^no 
era Roberto, il quale dall' Ottobre al Novembre non si trovava 
in Messina, dov' era il re colla corte. E perciò i privilegi furon 
dati in quei mesi da Maione scriniarius; ma sempre con Tin- 
ciso, eo quod Roberiiis Cancellariiis àberaL In a questo in- 
ciso, che regolarmonle si trova in h, manca; ondo il privilegio 
è' dato dallo scrinarlo, quasicchè egli fosse il datario regolare 
e non un semplice funzionario, che temporanea mente ne assu- 
meva le veci. 

Onde la omissione dell'inciso eo quod Robe^Hus cancellarius 
oberata e la mancanza della segnatura o firma di Ruggiero, la 
quale regolarmente si trova in tutti gli atti della Cancelleria 
normanna, anche nelle copie estratte dalla Duana de sea^etisy 
sono i primi due elementi che fan sospettare della verità di a. 

Vengo alle norme generali d^ indole amministrativa. 

Tutti i documenti, che sono confermati in questo tempo di 
revisione , sono calendati indicando Y anno di emissione , il 
nome dell' autore o donatore e sommariamente l'oggetto della 
donazione. Cosi, ad esempio, in quello di s. Maria di Maccla: 
« Urso minister monasteri! sancte Marie de Maccla ad nostrani 
veniens presentiam attulit nobis sigillum latinum scriptum 
anno dominice incarnationis M.GXV , mense Madio , indictio- 
ne viii. factum a Willelmo duce bone memorie nepote nostro, 
per quod concessit et conflrraavit prò anima patris et matrìs 
sue et salute sua monasterio predicto, ecc. ». E noli' altro per 

Adelina , tradotto dal greco : « obtulisti privilegium quod 

fuerat scriptum de mandato expresso olim sunt anni novem 

elapsi, in quo erat facta mencio de eo etc ». Fin nelle stesse 

platee o giaride rilasciale dalla Duana de secreiis non si omette 
mai la menzione dell'anno e dell'autore del privilegio, donde 
veniva sii il diritto riconosciuto dalla Cancelleria Regia, o dalla 
sezione di contabilità: cosi p. es., il diploma 77 del Cataloga 
del Cusa. 






dell' epoca normanna l\ sicillv :^i1 

Questo sistema amministrativo era di un' evidente pratica 
utilità, giacché in questo modo confermandosi il privilegio, 
siccome nella conferma non potevasi ripetere tutta la descri- 
zione delle cose concedute, si dava una precisa indicazione 
del privilegio primordiale; il quale al bisogno doveva essere 
riveduto dagli ufficiali addetti alla riscossione dei dazi, delle 
gabelle e delle collette nelle varie provincie. 

La Cancelleria regia aveva riveduto i privilegi primordiali, 
li aveva esaminati e catalogati nel diploma di conferma, per- 
chè in seguito non fossero sorte questioni cogli ufHciali, circa 
l'autenticità. E si noti che si faceva anche menzione dell'esi- 
stenza o della perdita del suggello, ch'era precisamente il se- 
gno caratteristico dell'autenticità. 

Questa regolarità amministrativa è la testimonianza più 
bella della gran mente di re Ruggiero ; e prova anche una 
volta, ch'egli avea escogitato il mezzo migliore e più sicuro 
per fare un nuovo catalogo dei beni ch'erano stati conceduti 
ai privati, alle chiese e ai feudatari, e di quelli appartenenti 
al demanio, onde evitare le possibili future frodi. 

Ebbene a questa regola amministrativa d' indole generale, 
fa solo eccezione a, I vari privilegi, che si confermano, non 
hanno la datazione, e invece s'estendono nella descrizione delle 
cose concedute in una maniera più speciale. Cosi ad esempio: 
« Item ostendit nobis alterum privilegium, per quod Rogerius 
illustris Dux Àpulie et Calabrie iuxta Marturanum conces- 
serat eidem monasterio ecclesiam sancti Stephani, cum villa- 
nis pertinenciis et possessiouibus suis, et iuxta sanctum Man- 
rum tenimentum in quo constructa est ecclesia sancte Marie 
cum omuibus pertinentiis suis, et gripum unum ad piscandnm 
per totum tenimentum sancti Mauri et Curiliani , absque ulla 
servitute et debito, ecc. »• 

Qui si vede che lo scrittore del documento preoccupavasi 
piuttosto a corroborare il diritto nascente dal privilegio pri- 
mitivo di concessione, anziché a dare le caratteristiche del 
privilegio, ch'era stato riconosciuto vero; caratteristiche le 
quali avrebbero dovuto regolare il compito degli ufficiali di. 



312 I DOCUMBNTI INSDITI 

provincia, addetti alla riscossione dei dazi dovuti alla co- 
rona. 

Or non è possibile che la Cancelleria regia abbia proprio 
in tal modo conceduto il privilegio di conferma in quell^anno 
di revisione, quando è provato che la Constitutio de resignandis 
.privilegiis fu adoperata in modo da evitare le possibili frodi; 
ed è abbastanza chiaro che a è redatto in modo da eludere 
la legge, e coirintendimento di convalidare alcuni privile^ 
dei quali non si ha ricordo o menzione nelle carte dì quel 
monastero. 

Eccomi ai caratteri estrinseci. 

Guardando a prima vista i due doc. a e 6 non si ha al- 
cun dubbio che siano stati redatti dal medesimo scrittore; 
però esaminandole più minutamente s'osservano alcune diffe- 
renze notevoli. La prima linea è scritta a caratteri grandi ed 
intrecciati, come tutti i diplomi della Cancelleria normanna 
di quel tempo. Contiene T invocazione divina verbale ed una 
parte dell'intitolazione regìa : « In nomine Dei eterni et Salva- 
toris nostri Ihesu Christì. Rogerius divina ». In entrambi i di- 
plomi si hanno : la medesima forma dell* / iniziale, dell'intrec- 
cìamento iV.V, MN coir i interno ; la medesima disposizione e 
giacitura di lettere. Le differenze in a sono: Tadattamento della 
curva di R sulFO in torma onciale, e sconosciuto nella prima 
metà del sec. XII in Sicilia; la N dì divina in a è scritta in- 
tera, mentre in 6 è intrecciata fra la V e la A Ciò dipende 
appunto dal fatto che in generale fe presenta nella prima li- 
nea le curve più pronunziate, mentre a ha lettere più sottili 
nelle aste e più strette nelle curve ; onde per ricompensare la 
lunghezza del rigo si scrisse la N non intrecciata. 

In entrambi i documenti, nelle minuscole, sono caratteri- 
stici: i legamenti ri quasi a d in clemencia^ ctj si; la forma 
della .V gotica ; le aste delle p rientranti e quelle delle q u- 
scenti Qui colpisce la differenza grafica delle due scritture; 
mentre in h le lettere a, p, g, 5 hanno un tipo unico e co- 
stante, in a hanno due tipi : uno uguale a quello di 6 ed uno 
più proprio alla scrittura usata dopo Ruggiero re. Per esem- 



dell' epoca normanna in SICILIA 313 

pio in a la s di lohannh; la p, di dompni^prediclOypreno^ 
minato^ approbata, appróbatio^ perpetuo, Neapolis, plumbea^ 
tipario, impressa; la q di que ecc. 

Considerato dunque a coi criteri paleografici, non vi ha 
dubbio che molti elementi lo qualifichino come un'imitazione, 
piuttosto felice, avvenuta nel sec. XIII (?) del doc. 6. Questi 
elementi sono: la simiglianza procurata dei nessi e della gia- 
citura delle lettere; il legamento R; l'esistenza di due tipi di 
^9 Pi Qj ^t uno conforme a quello costantemente usato in &, 
Taltro proprio della scrittura venuta su in Sicilia nella se- 
conda metà del secolo duodecimo. 

L'esame quindi dei caratteri diplomatici intrinseci ed estrin- 
seci, dimostra che a è una falsificazione, e che il suggello 
tolto da b fu posto in a per dargli apparenza di autenticità 
e verità. 






Nella 2» coppia comprendo e, e, p, A, che appartengono, 
tranne e di Guglielmo I, a Guglielmo II. I documenti e, e, g, 
hanno tutti il medesimo incipit nel testo : « Universa que tem- 
pore patris nostri * ; l'incipit di h. « Per hoc presens scrip- 
tum », ha riscontro con /*, di cui trovasi copia, senza data, 
nel Museo Civico di Catania. 

Eccetto c^ eh' è monco nel protocollo finale, gli altri sono 
interi, ed è possibile esaminarli diplomaticamente 

Nei caratteri interni due dati ci assicurano che sono tutti 
falsi : la redazione del protocollo iniziale e la datazione. Nes- 
sun documento della Cancelleria normanna di Guglielmo I e II 
comincia con Regium signum, sebbene coirinvocazione divina 
verbale, preceduta dal chrismon; tutta questa coppia comin- 
cia invece con Regium signum, formula strana. 

Per e non abbiamo l'altro elemento della datazione, perchè 
manca, come dissi, il protocollo finale; l'esame storico sup- 
plirà la lacuna. 

Sotto Guglielmo II la datazione è fatta per manus Guai- 



314 I DOCUMENTI INEDITI 

terii Panormitani Archiepiscopi j che funge da Cancelliere, da 
Matteo vìcecancelliere e da Bartolomeo vescovo di Girgenti (l), 
a cui alcune volte si aggiungono altri vescovi, il regio mae- 
stro camerario di Palazzo e il regio camerario. I doc. r, p, h 
sono tutti dati dal Vicecancelliere Matteo. Strana coincidenza 
la ripetizione del medesimo tatto in due tempi diversi: nel 
marzo del 1172 e nel Gennaio del 1188! 

I caratteri esterni sono anch'essi elementi sicurissimi per 
qualificarne la falsità. 

Stabilì altrove che la Cancelleria normanna usò squadrare 
e rigare la pergamena; qui soggiungo che con Guglielmo I 
la datazione venne distaccata dalla formula di corroborazione, 
lasciando nel mezzo uno spazio di circa tre righe, e che que- 
st'uso fu pure continuato da Guglielmo II, Tancredi, Gugliel- 
mo III ed eziandio da Costanza. Però anche neirintermezzo 
fra la corroborazione e la datazione s' osservano le linee a 
secco. 

La pergamena del doc. e presenta due anomalie: 1® Ai 
margini si trovano punti molto rimarcati per segnare Te- 
quidistanza delle righe : la precisa equidistanza di questi punti 
dimostra che lo scrittore adoperò il compasso. 2^ Dopo Tulti- 
ma parola doveva cominciare la formula di corroborazione e 
quindi, dopo un po' di spazio, la datazione. È vero che la 
pergamena è ritagliata, però dall'ultima linea di scrittura al 
lembo inferiore della pergamena ritagliata, v'è una distanza 
di 3 cm.; dovendo continuare la scrittura dovevano necessa- 
riamente continuare le linee e i punti marginali : mancano le 
une e gli altri. 

Ciò dimostra, senza alcun dubbio, che il doc. di cui mi oc- 
cupo, non continuava e che lo scrittore si fermò proprio a 
quel punto, essendosi servito di una pergamena originaria- 
mente ritagliata. Sicché il documento è incompleto non per- 



ei) Bkhring, op. cit, n. 188, 192, 193, 199, 202, 203, 204, 206, 210, 
211, 212, ecc.; e nella mia raccolta. 



DELL EPOCA NORMANNA IN SICILIA 313 

che lu ritagliato dopo che lu scritto, ma perchè h scrittore 
DOD lo finì giammai. 

Questi dati mi paiono più che succienti a stabilire che 
tutto al più siamo di fronte ad una copia lasciala a mezzo, e 
non altrimenti. 

II documento e, che si conserva in pergamena al Museo 
Civico di Catania, è una falsificazione, secondo mi scrive il 
Prof. Kehr; come g ed h sono senza dubbio copie mallàtte 
della fine del sec. XIII, o principi di XIV. Ma h è stato anche 
trascritto nella Cancelleria siciliana ai tempi di Ludovico re, e 
perciò è stato ritenuto genuino dal Pirro, dal Behring, dal 
Travali^ i quali non tennero conto dell'anomalia che si riscon- 
tra nel protocollo iniziale e nella datazione. 

I doc. d ed /*, lettèrej non destano alcun sospetto nelle for- 
mule protocollari, come dissi nella Prefazione. 

II privilegio k è falso, e non giova intrattenercene a lungo. 
Basta leggere la strana e monca intitolazione di Arrigo VI. 
« Uenricus sextus divina l'avente clemencia Romauorum Im- 
perator semper dugustus et Rex Sicilie et priucipatus >, non 
mai usata nei diplomi di queir imperatore; e la datazione: 
« Anno domini millesimo centesimo nonagesimo quinto, Im- 
perli nostri anno sexto. Regni vero Sicilie anno secundo », 
per giudicarlo senz'altro apocrilo. 

Sul documento di Costanza nulla ho ad aggiungere a ciò 
che dissi in principio, sicché senza tema di errare si può 
concbiudere: che T esame diplomatico stabilisce che i docu- 
menti a, e, e^ y, //, ft, m sono falsi; fr, t/, /*, i, l, veri. 

Occorre vedere se Tesame storico confermi o rigetti questi 
risultati. 



* 1^ 



L'analisi dei testi falsi va fatta con duplice intendimento: 
prima mettendo in confronto la redazione generale, vai quanto 
dire rorditura o la tela del privilegio; secondo confrontando 
minutamente Ira loro i vari periodi flei testi falsi; onde non 



316 I DOCUMENTI INEDITI 

riesca disagevole stabilire V archetipo o gli architipi delle 
vane falsificazioni, ed i Sqì per cui furono falsificati. 

Nel primo gruppo a e b^ noto: 

1.® L^esordio. la notificazione e Tesposizione del fatto nel pri- 
vilegio a furono redatti sulla falsariga di 6. Soggiungo però 
che neiresposizione a incorre in un errore gravissimo, il 
quale avvalora sempre più il sospetto di falsità. 



a 

Ad nostram spectat soUici- 
tudinem cuncta in meliorem 
statum reducere et precipue 
que ad liberalitatem eccleeìa- 
rum pertinent libentius conflr- 
mare et serenitate nostri tem- 
poris validìora reddere. lussi- 
mus itaque ut omnia privile- 
gia ecclesiarura et subiectorum 
regni nostri antiquitus posita 
a nostra clemencìa novìter es- 
seat elucidata et robore nostri 
culminis communita. Residen- 
tibus autem nobis in palacio 
messanensis urbis cum comi- 
tibus et roagnatibus nostris Io- 
bannis Auris Aurea dompni 
Ugonis verter abUts Abbatis et 
conventus monaslerii etc. (1). 



Ad nostram spectat soUici- 
tudinem cuncta in meIi(H«ft 
statum reducere et precipue 
que ad libertatem ecdesiamm 
pertinent libentius conflrmare 
et serenitate nostri temporis 
vaiidiora reddere. lussimus ita- 
que ut omnia privilegia ecde- 
siamm et subiectorum regni 
nostri antiquitus composita a 
nostra cleinencia noviter es- 
sent elucidata et robore no- 
stri culminis communita. Re* 
sidentibus autem nobis in pa- 
lacio messanensis urbis cum 
comitibus et magnatibas no- 
stris. lohannis Auris Aurea ve- 
nerabilis monacbusprior Sancte 
Marie de losaphat etc. 



Le due redazioni differiscono sulle qualità attribuite a Gio- 
vanni Aurisaurea : per a è nunzio di Ugo abbate, mentre per 
b è priore dello stesso Monastero. 

Certo le cariche di priore e d' abbate non sono identiche, 



(1) Battaoua, op. eiU, pp. 3 a 4^ 



DBLL' BPOCA normanna rN SICILIA 317 

n'è supponibile che Giovanni Aurisaurea sii stato nello stesso 
tempo priore ed Abbate. Ma bisogna credere quanto afferma 
a, cioè che TAbbate in quel tempo fosse Ugo? 

Qui sta appunto Terrore grave, di cui feci cenno , perchè 
dal H40 al il54 (Delaborde, Introduction^ p. 8) TAbbate del 
Monastero di S. Maria di Giosafat tu Guido e non mai Ugo, 
il quale lo fu dal 1112 al 1117, come afferma il medesimo 
Delaborde, e prova il doc. 6 della sua raccolta, indubbiamente 
autentico. 

Dunque anche nel principio dell'esposizione a ha un errore 
di fatto, nel quale era impossibile incorresse la Cancelleria di 
re Ruggiero, tanto oculata specialmente in quel periodo di re- 
visione generale di privilegi. 

2.® Tutta intera la parte espositiva in a e 6 s'occupa del- 
renumerazionè dei privilegi goduti fino a quel tempo dal Mo« 
nastero. Però si osserva che in a s'ebbero due intendimenti: 
da una parte non allontanarsi dal tipo h (giacché essendo un 
privilegio fatto nel 1144 dovea nelle linee generali aver Tap- 
pa rt?nza di essere state rivedute e confermate le prerogative 
anteriori); dalPaltra nelT enumerazione dei vari possedimenti 
seguire la famosa bolla falsa di Adriano IV. 

I confronti di a con &, e di a colla bolla falsa di Adriano 
daranno la prova che quanto affermo è vero. 

a b 

Ostendit nobis privilegium Oslendit nobis sigillum gre- 

per quod Henricus etc. cum scriptum anno ab origine 

mundi VI".dcxx etc. 

Et ostendit nobis unum Et ostendit aliam cartam 

privilegium per quod dominus latinam cum cerea bulla scrip- 
Rogerius etc. tam anno MCX etc. 

Et ostendit nobis quoddam Et attulit aliam cartam cum 

privilegium per quod Eleazar cerea bulla latinam scriptam 
etc. in anno incam. dom. MCXIII 

etc. 

Garuki — 1 documenti inediti, ecc. 34 



318 I DOCUMENTI INBDITI 

Et ostendit privile^Mum per Et ostendit aiiud sigillum 
quod Robertus de Miliaco etc. latiniim scriptum in anno ine. 

dom. MCXI etc. 

Potrei continuare gli esenipi, ma sono c<mvinto bastino a 
dimostrare la prima parte del mio assunto; cioè, che nelle 
linee generali a sia stato redatto sulla falsariga di b. 

Vengo all'altra parte deiraffermazione, cioè, che a rasso- 
migli alla bolla falsa di Adriano IV neir enumerazione dei 
beni, delle prerogative e nell'ordine col quale procede Tenu- 
merazione degli uni e delle altre. Difatti a aimincia coi boni 
posti in Paterno, per l'appunto come la bolla di Adria- 
no IV. 



^ . • . privilegium per quod 
Henricus Marcbionis fllius con- 
cesserat prefato monasterio ab- 
bati et con ventui eius ecclesiam 
sancte Marie matris domini si- 
tam in Patemione cum domi- 
bus, terris, vineis, molendino 
uno, et possessionibus suis; et 
ecclesiam sancte Marie Mag- 
dalene cum hospitali suo, et 
ecclesiam sancti Elie cum te- 
nimentis et pertinentiis suis, et 
clausuram Pateline sicut eam 
via regia in circuitu claudit, 
et Gasale Mesepe cum villanis 
et omnibus tenimentis et per- 
tinentiis suis, et piscarias duas 
in flumine Paternionis, et te- 
nimentum iuxta (lumen ipsum 
cum territorio suo usque ad 
primam divisionem Adernio- 



BoUa falsa di Adriano IV 

. . . iuxta oppidum Pater- 
nionis ecclesiam Sante Marie 
matris domini ab AngeìHo epi- 
scopo datam cum pai^ochin^ 
cimiteriOy baptismate^ aliam- 
que ecclesiam Sancte Marie 
Magdalene cum hospitali que 
subtus est, a Mauricio epi- 
scopo concessami et molendi- 
num unum, villanos, terras et 
vineas, domos ceterasque pos- 
sessiones ab Henrico comite 
datas. Itemque apud Paternio- 
nem ecclesiam Sancti Michae- 
lis cum territorio, aliamque 
ecclesiam sanctiHelie cum clau- 
sura Patelline sicut via Regia 
eam claudit et magnam terre 
multitudinem que Messepe di- 
citur, et piscarias duas cum ter- 
ritorio usque ad divisionem 



DBIX EPOCA NORUANNA IN SICILIA 



319 



nis cura Acqua pendenti et te- 
niraentum Michicheni cum om- 
nibus pertiuentiis suis et quiu- 



primam AdernioQÌs cum Ac- 
qua pendente, sicut in tempore 
prefati coniitis Henrici conces- 



que magnas terre pecias in sum ost, e^inplanilie quadam 

planitie sancii Pancratii, et io Sancti Pancratii, magnas quin- 

nemore Paternionis annuatim que terras pecias a prefalo co- 

pastiiram quin-^-entorum por- mite Henrìco ecclesie vallis 

coruni liberam ctexemptam, et losaptiat perpetualìter largitas, 



Casale quod dicilur Treblezi- 
num cum pertiuentiis suis, si- 



et in bosco Paternionis uno- 
quoqiie anno pasturam porcìs 



tum in parlibus placie,quod fuil a prelato comite Henrico ec- 
quondam Gait Michael Buturìe, clesie Vallis losaphat perpetua- 



et peciam unam terre in ter- 
ritorio Placie, quo incipitur a 
termino predicti Casalis et len- 
dit usquc ad flumen quod di- 



liter largitas et in bosco Pa- 
ternionis unoquoque anno pa- 
sturam porcìs quinpentis. Apud 
casale quoddam quod Fraxi- 



cìtur malus socius et a via re- num vocatur, quamdam eccle- 
gia usque ad divisionem Co- siam cum vinca et cum deci- 
micini, mis unius molendini aliisque 
decimis honorum boraioum la- 
tinorum et cum tanta terre 
pertìnencìa, quantumcumque u- 
num parboumper annum ara- 
re potest, a Ranfredo de Nas 
ecclesie Vallis losaphat datam; 
in partibus vero Placie quod- 
dam Casale quod Trebilezinum 
sivo Arbora dicitur cum suis 
pertinenciìs, sicud illud tenuit 
Gahit Meahel Buturie eidem 
ecclesie. Vallis losaphat ab ipso 
comite concessum, et unam 
peciam terre que quondam fuit 
de Placia, que sic deterraìna- 
tur; a termino prefati casalis 
Treblezioi usque ad flumen 



320 I DOOITMRNTI INEDITI 

quod vocatur malum sociura 
et a via Regia usque ad divi- 
sionem Corniciai. 

Non è, come si vede^ una trascrizione uguale, giacché nella 
bolla di Adriano IV abbiamo alcuni particolari, che ritrove- 
remo fedelmente riprodotti in r e g; ma vi è abbastanza per 
affermare, che a, in ciò che riguarda i beni e la disposizione 
nel renumerarli, è conforme anche alla bolla di Adriano. 

Riporto un altro solo passo, e vengo subito al confronto 
delPultimo privilegio confermato in a. 



a 

. . . per quod iuxta Fuscal- 
dum Unfredus de Bibun con- 
cesserat eidem monasterio ec- 
clesiam sancti Michaelis, sancti 
Laurentii et sancti lobannis 
cum duobus saltibus roolendi- 
norum et cum possessionibus 
suis. Itero . . . per . . . quod 
Drogo et Sibilla, uxor eius, 
concesserant iuxta Monte:t! Al- 
tura monasterio de losaphat 
ecclesias sancti Yincentii et san- 
cte Lucie, et iuxta sanctum 
Lucidum ecclesias sancte Marie 
de fossis sancti Petri de Ferlito 
et sancti Demetrii cum villanis, 
molendinis, terris cultis et in- 
cultis, locis planis et nu)ntuo- 
sis, et cum omnibus juribus 
et libertatibus suis, et in leni- 
mento Rende ecclesias sancti 
Petri et sancte Venere cum 
possessionibus earum terris ca- 



Adriano IV 

In parrochia vero Cosen- 
tina, monasterium sancti Mi- 
chaelis de Fuscaldo cum om- 
nibus pertinentiis suis, viilanis 
et possessionibus earum, quas 
Umfredus de Fuscaldo dedit 
prò anima sua et parentum 
suorum et molendinos duo, que 
vestro sumptu parata iflem ec- 
clesìe addidistis (quam Archie- 
piscopus Arnolfus consecravit 
sibi baptismum, cimitorium et 
confessionem perpetualìter ha- 
bere concessit);et alias ecclesias 
santi Laurentij et sancti lohan- 
nis cum possessionibus earum: 
similiter in eadem parrochia 
iuxta oppidum Mentis alti mo> 
nasterium sancti Vinc«Mìtij cum 
omnibus pertinentiis suis et 
monasterium sancte Marie de 
fossis, cum earum pertinentiis 
et monasterium sancti Petri 



DBLL* KPOOA NORMANNA IN SICILIA 321 

stanetis, quercitis et arboribus de Ferlito et ecclesìam sancti 
fructiferis et infructiferis. . . . Dimitrii cura eariim pertinen- 
ti is et terris et possessionibus 
illorum quam pluribus ab ip- 
sius terre domino Drogo datis, 
(cui ArnulAis arcbiepiscopus 
baptismumyconfessionem, cimi- 
terum perpetualiter baberecon- 
cessit) et aliam quoque eccle- 
Siam sancti Petri de Renda et 
ecclesiam sancte Venere cum 
possessionibus illarum; in ter- 
ritorio Monticiniy ecclesiam san- 
cte Trinità tis cum possessioni- 
bus suis et ecclesiam sancti 
Nicolai de Lacone, terris vi- 
neis et territoriis cum casta- 
uotis et quercetis, arboribus 
fructiferis et infructiferis 

Auche qui si ripeto Tosservaziono che feci pel primo brano. 

L'ultimo privilegio coniennato in a, che riguarda la fran- 
chigia dei porti di Sicilia e Calabria, non si trova nò in b né 
in r : ma invece si riscontra parafrasato in y ed /i, e (edel- 
luiMite uguale in A-, uotoriauionte falso. 



a 

Item ostendit nobis aliud 
privilejiiura por quod recolon- 
do memorie dominus conies 
Rogerius pater noster,cum con- 
flrmacione nostra concesserat 
prefato monasterio, quod libere 
et sine cxactione aliqua ac de- 
bito extraat de portu Messane 
pelliceas, stamineas, pannos 



Item in Messana ecclesiam 
sancto Marie Magdalene, quam 
Roger ì US comes Sicilie et Ca- 
labrie concessil predicto mo- 
nasteriocum omnibus suis per- 
tinenciis et liberta totn extrahen- 
di de porli! Messane libere et 
sine exactione polliceas,stami- 
neas, pannos lineos et laueos 



322 I DOCtJMBNTI INEDITI 

linos et laneos prò indumentìs prò iadumentis fralrara , tun- 



flratrum, tunninam, caseos, scu- 
tellas, ferrum, aczarum, ligna- 
mina et omnia necessaria prò 
doroibus eorum, que sunt ultra 
mare et in Sicilia et Calabria; 
et quod navis predicti mona- 
steri! vadens et veniens ad 
portum Messane sit exempta ab 
omni tributo et exactione doa* 
ne vel portus, prò quibus re- 
galibus curia excomputat an- 
nuatim doaneriis prò iure por- 
tus Messane tarenos auri cen- 
tum viginti. 



ninam, caseos, scutellas, fer- 
rum , aczarum , lignamina et 
omnia necessaria prò domibus 
et familiis que sunt ultra ma- 
re et in Calabria et Sicilia, et 
quod navis predicti monasteri 
vadens et veniens ad portum 
Messane sit exempta et libera 
ab omni^ exactione et jure, et 
portus: prò quibus Regalis cu- 
ria exomputat doaneriis et por- 
tulanis Messane annuatim ta- 
renos auri centum viginti. 



Questa prerogativa della franchigia di porto non è punto 
accennata, come dissi in 6, quindi è a dedurre che in quel 
tempo i monaci non la godevano. 

I due doc. a Q k sono conformi nel dire che la franchigia 
del porto era stata conceduta dal Conte Ruggiero , mentre f 
(lettera di Guglielmo II di cui parlai nella Pt^efazione) con- 
stata che fu conceduta da re Ruggiero , non mai dal conte; 
onde f concorda in questo fatto con &, per cui sono entrambi 
veri; ed a concorda con A, per cui sono entrambi falsi. 



3.® La parte dispositiva di a è conforme a quella di 6, salvo 
la solita aggiunta delPAbbate Ugone in a e alcune particola- 
rità più rispondenti al vero in b. 



a 

Nos autem prefato Ugoni 
Abbati et successoribus suis 
prò parte ipsius monasterii om- 
nia privilegia predicta que per 
diligontom inquisitionem vidi- 



Nos autem prefato priori 
et successoribus suis canonice 
promovendis^ tam privilegium 
nostrum confirmamus quam re- 
liqua nobis ostensa, que yera 



DAL* KPOOA KORIIAIINA IH ndUA 323 

tntis esse vera, approbavimus sant, et quodve numero villa- 



et approbata gratiose confir- 
mavimus, et nostre cclsitudinis 
roboro caritative duximus ma- 
niemla. 



norum dixit verum est con- 
fi nnando concedimus et robore 
nostre celsitudinis communi- 
mus et nisi aliquod aliud in 
cis visit quod con tra regalia 
spectet 



4.'' Che la cori*oborazione invece di a si avvicina a quella 
di k^ (in nel nome del notaro scrivente. 



Ut autem hec nostra appro- 
batio et confirmatio sit perpe- 
tuo valitura, presens privile- 
gium monasterio predicto pre- 
nominato abbati et successori- 
bus suis per manus lohannis 
de Neapolis noiarii et fidelis 
nostri scribi et bulla plumbea 
nostro typario impressa iussl* 
mus communiri. 



Ad huius itaque protectio- 
nis concessionis et conflrma- 
tionis nostre memoriam et per- 
petuum robur presens privile- 
gium per ìnanus lohannis de 
Neapolis notarli et fidelis no- 
stri et nostre maiestatis sigillo 
cereo iussimus communiri. 



Qui giova osservare che la Tormola di corroborazione che 
si trova in a è propria della Cancelleria di Guglielmo II, co- 
me si può vedere scorrendo i privilegi che ho pubblicati, non 
mai di Ruggiero; sicché anche questo è un elemento di fai 
sita. Altro elemento di falsità è il nome del notaro lohannes 
de SeapoliSy il quale è sconosciuto nella Cancelleria di Rug- 
giero II. In questo tempo sono scrittori , o notari : Mayister 
Oddo Heinensis (1) e Petrus notari us (2). 

Non è a tacere però la furberia del falsificatore, il quale par- 



(1) Bbhrino, op. cit. n. 74. 
<2) Id. D. 94, 98. 



324 I DOCUMENTI INBDITt 

landò del suggello in a, pure servendosi deUa formula che 
trovava nei privilegi di Arrigo VI, lo disse plumbeo^ mentre 
in b lo disse cereo ; e qui ricordo nuovamente che la trascri- 
zione dell'Amico porta in a il suggello plumbeo. 

Riepilogando e concludendo a nell'orditura generale e nella 
parte dispositiva è condotto sulla falsariga di b; nell'enume- 
razione particolare dei beni sulla falsariga della bolla falsa di 
Adriano lY; nella corroborazione su k. 



* 



Passo ai documenti e, e^ g^ cioè a quelli che hanno il me- 
desimo incipit: Universa que tempore patris nostri^ dichia- 
rando che di e (il quale è falso, come mi scrisse il Prof. Kehr) 
parlerò in seguito quando potrò trascriverlo in Catania. Mi 
fermo quindi a e e ^. 

Parlando di a ricordai il doc. fy il quale constata che la 
franchigia del porto di Messina era stata conceduta da Rug- 
giero re; qui soggiungo che il privilegio, il quale era stato 
confermato da Guglielmo II, fu perduto nel terremoto di Ca- 
labria. € Et supplicaverunt (dice il dóc. f) attentius celsitudini 
nostre ut quia perdiderant privilegium ipsum autenticum scrip- 
tum nostrum, inde ipsi ecclesie losaphat ad munimentum fieri 
faceremus ». Questa affermazione è importante e caratteristica» 
perchè prova la falsificazione dei documenti di Guglielmo II, 
anteriori al 1185, i quali ricordano la franchigia del porto. 

L' orditura generale e la enumerazione dei beni sono dif- 
ferenti in entrambi questi due documenti; ma i particolari sono 
identici. In e la tela è conforme alla bolla d' Innocenzo II del 
1140, 18 Maggio, edita dal Delaborde a p. 50; mentre in ^ la 
tela è condotta sulla falsariga della bolla falsa di Adriano IV, 
a cui si avvicina anche h. 

Mostrerò: 1^ che Tenumerazione dei beni del doc. e è uguale 
a quella della bolla di Innocenzo II; 2* che quella di ^ è con- 
forme alla bolla di Adriano IV, ed a fc ; 3^ che nei particolari 
Cj g e la. bolla di Adriano IV sono identici. 



DBLL* EPOCA N0R1ÌAN19A IN SICIUa 



325 



In Calabria in rossanensi 
parrochia iuxta castrum S. 
Mauri.... 

Item apud idem castrum to- 
tani hereditatem Hugonis de 
Claromonte 

Item in eodem castro vii- 
lanos quatuor cum possessio- 
nibus suis sicut a Scifo stra- 
tico 

In parrochia siquidem Gas- 
sanensi ecclesiam S.Laurentjj... 

In parrochia vero Cosenti- 
na ecclesiam S. Michaelis de 
Fuscaldo 

Item in eadem parrochia 
prope Phylinum. 

luxta quoddam castrum 
quod Seminarium dicitur. 

In parrochia Anglonensi.... 

In parrochia Tareutina iuxta 
civitatem ecclesiam S. Perpetue. 

In Àpulia in territorio Ca- 
tule ecclesiam S. Marie 

In parrochia Cathatensi in- 
tra oppidum Paternionis 

Item in eadem parrochia 
(Messane) ecclesiam S. Anne 
de Galat 

In parrochia Mazarensi ec- 
clesiam S. Marie de Galatah- 
met 

Apud castrum Sacci villanos. 



Bolla d'Innocenzo IL 

In Rossanensi parrochia a- 
pud villarn S. Mauri 

Item apud villani et he- 
reditatem Hugonis de Claro- 
monte 

Item in eadem viUa rusti- 
cos quatuor cum possessionibus 
suis sicut a Scifo stratico 

In parrochia Cassanensi ec- 
clesiam S. Laurentij 

In parrochia Cosentina ec- 
clesiam S. Michaelis de Fu- 
scaldo 

Item in eadem parrochia 
prope Philipum 

Iuxta quoddam castrum 
quod vocatur Seminarium. 

In parrochia Anglonensi.... 

Iuxta civitatem Tarentinam 
coppellam S. Perpetue 

Item ecclesiam S. Marie in 
Apulia in territorio Catule.... 

In parrochia Cathanensi in- 
fra oppidum Paternionis 

Item in eadem parrochia 
(Messane) ecclesiam S. Anne de 
Galat 

In parrochia Mazariensi ec- 
clesiam S. Marie de Calatha- 

metb 

« 

Apud castrum Sacci villano^». 



326 1 DOCtJMENtl INSDm 

Qui la bolla di Innocenzo II passa ad iniziare la parte dispo- 
sitiva, mentre e continua ad enumerare altri beni. È giusto 
dire che la esposizione dei beni posti in Sicilia in e è cam- 
biata e confusa. Si parla prima della parrocchia Catanese e 
della Chiesa di s. Maria «infra oppidum Paternionis »; il terri- 
torio di Piazza si pone nella parrocchia di Catania, indi dopo 
renumerazione dei beni in Messina e Mazzara si ritoma a 
quelli posti in Paterno. Questa confusione è veramente carat- 
teristica in ^, ed è impossibile vi (osse incorsa la cancelle- 
ria regia. 

11 doc g ha la medesima tela sistematica della bolla falsa 
di Adriano lY e di k. 



In parrocbia Gatha- 
Densi ioxta oppidam Pa- 
tera ionU. 

Itemque apud L'ater- 
nionem eccleaiam S. Mi- 
cbaelis cnm territorio 
aliamqae a. helie. 

In plaoicies. Panerà- 
evi niagnas quioqoe ter- 
re pecias. 

Apud Casale quod- 
dam qnod fraxinmn no- 
mine vocatnr. 

iD partibus vero Pla- 
cie quodda m Casa le qnod 
Treblezinum si ve Àrbo- 
ra dicitar. 

In parrocbia Maza- 
rensi. 

in parrocbia vero 
Messane. 

Item io eadem par- 
rocbia. 

In parrocbia vero Co- 
sentina moiiastertuin S. 
Micbaelis de Foacaldo. 



Bolla falsa di Adria- 
no IV. 

in parrocbia catba- 
nensi iaxta oppidum Pa- 
ternionis. 

Itemque apu*! Pater- 
nionem ecclesiam S. Mi- 
cbaelis cnm territorio 
aliamqae ecclesiam s. 
belio. 

In planicie quadam s. 
Paacracij ma^^iias quiii- 
que terre pecias.... 

Apud casale quod- 
dam qaod Fraxinam vo- 
catur. 

in partibus vero pia- 
de quoddam casale qnod 
Treblezinum si ve Arbo- 
ra dicitar. 

In parrocbia Maza- 
rensi. 

Prope Messanam ci- 
vitatem. 

Item in eadem par- 
rocbia. 

In parrocbia vero Co- 
sentina ecclesiam S. Mi- 
cbaelis de Foscaldo. 



In primis in pater- 
oiooe. 

(In Paternione) eo- 
clesias 3. Micbaelis et 
s. Elie co in tenioientia. 



Et qainqoe magnas 
terre pecias in planicie 
S. Pancracij.... 
(Manca) 



Et in tenimento pia- 
cie 03*^16 qnod dicitar 
Treblezinum cum perti- 
nentiis suis ... 

Item in parrocbia 
Mazarensi. 

Item in Messana. 

Item in castro Oa- 
lati. 

Item prope Foacal- 
dam ecclesias S. Mi- 
cbaelis.... 



DSLL' EPOCA nORHANKA IN 8ICIUA 



Id eidem (1) parro- 
cblaiuxUoppidam Mon- 
iia Alti. 

Item in oadem par-, 
rocbìa prope Pbilinom. 

Id parrochia Rosaa- 
Denai inxta caatrain Qo- 
atrDm S. Ma ari. 

Id parrochia siqai- 
dem Cassa ae osi. 

Id parrochia ADglo- 
Deoai in territorio Po- 
licorij. 

Id parrochia taranti- 
na iaxta eivitatem ec- 
cteaiam S. Perpetae. 



la eadem parrochia 
iuzta oppidum Mootis 
Alti. 

Item ÌQ ea<Iem pai-- 
rochia prope PhiliDom. 

lu parrochia Rosaa- 
nensì apad caatram S. 
Maari. 

lo parrochia élqoi- 
dem CaManensi. 

Id parrochia aaglo- 
aensi in territorio Poli- 
corij. 

inxta eivitatem Ta- 
reatioam eccleeiam S. 
Perpetae. 



Item iaxta Mootem 
Altam. 

Item prope montem 
pbilinum. 

iaxta caatram S. 
Maarl. 

In parrochia casaa- 

DODli. 

Item io territorio po- 
licorum. 

Item extra moros or- 
bla tareatine eoclesiaa 
S. Perpetue. 



Se Delle linee generali la falsariga di e f\i la bolla di In- 
nocenzo II, nelle particolariUi dei beni e è uguale a g alla 
bolla falsa di Adriano IV ed a A. Alcuni confronti basteranno 
a darne la certezza. 

e Adriano IV. 



Nobilissimusc^roboneme- Nobilissiinus aulem bone 
morie dux W. ad sustentamen- memorie dui Guillelmus ad su- 
tum fratrum buie pre<licte ec- stentarnenturafratrumbuicpre' 
clesie unum gripum nemper in diete ecclesie unum gripum 
mari ad piscandum. sine omni semper in mari ad piscandum 
consuetudinario servicio ha- per tolum tenimentum Sancti 
bendum et perpetualiter possi- Mauri et per lolum tenìmen- 
dendum concessit. tum Curiliani sine omni con- 

suetudinario servicio baben- 
dum et perpetualiter possìden- 
dum concessit 
La dizione della bolla di Adriano IV è conforme a quella 
di g : € nobilissimus autein bone memorie dux Guillelmus ad 



(l> Tkavali abaglia trascrivendo e 



^28 I DOCUMBNTI IKBDm 

susteotamentura fratrum huic predicte ecclesie uoum gripam 
semper in mari ad piscandum per totum teniineDtum sanati 
mauri et per totum tenimentum curiliani sine onini consue- 
tudiuario servicio habendum et perpetualiter possidendam con- 
cessit {Doc. per serv. alla SI. di Sicilia^ 1* Ser. Dipi. VII, p. 35). 



In parrochia anglonensi in 
territorio policorii ecclesiam 
saocti Basilij cum terris. et ter- 
rarum consuetudinibus videli- 
cet ut agricole predicte ecclesie 
aquam. lingua, et silva. rura 
ad colendum mare seu flumen 
ad piscandum libere et ab- 
solute habeant. quam Alberada 
domina illius terre prò anima 
viri suj Rogerij de pomaria. 
necnon prò anima omnium suo- 
rum consanguineorum. scilicet 
Roberti guiscardi invictissimi 
ducis. et filli eius domini Boa- 
mundiet magni comilisRoii^erij. 
deo et ecclesie Sancto Mario 
Vallis iosaphat dedit. 



bolla di AdHano IV. 

In parrochia anglonensi, in 
territorio PoUicarii ecclesiam 
Sancti Basilij cum terris et 
terrarum consuetudinibus, vi- 
dei icet ut agricole predicte ec- 
clesie aquam, lingua et silvam 
rura ad colendum mare seu 
flumen ad piscandum libere et 
absolute habeant, que Albanda 
(sic) domina illius terre prò 
anima viri sui Rogerii de Po- 
maria necnon prò anima suo- 
rum consanguineorum scilicet 
Roberti Guiscardi invictissimi 
ducis et Olii eius domini Boa- 
mundi et magni comitis Roge- 
rij Deo et ecch^sie sanclo Marie 
vallis Iosaphat dedit. 



9 

In parrochia anglonensi in 
territorio policorii, ecclesiam 
sancti Basilij cum terris et ter- 
rarum consuetudinibus videli- 
cet ut agricole predicte eccle- 
sie aquam ligna et silvam rura 
ad colendum mare seu flumen 
ad piscandum libere et absolute 



Rem in territorio poHcorura 
(sic) ecclesiam sancti Basilii 
quam domina Alberada uxor 
quondam Rogerii de pomeria 
concessit prefato monasterio 
cum omnibus pertinenciis suis 
et terrarum consuetudinibus 
scilicet ut airricole ecclesie li- 



DELL*BPO0A NORMANNA IN SICILIA 320 

habeant quam alberanda do- bere habeant aquam ligna sil- 



vani et rura ad colendum et 
mare seu flumen ad piscandum. 



(7/ resto é omesso) 



mina illius terre prò anima 
viri sui Rogerì de pomarìa nec 
non prò anima omnium suorum 
consanguineorum scilicet Rob- 
berti Guiscardi ìnvictissimi du- 
cis et fliii eius domini boamun- 
di et magni Comitis Rogerii 
Deo et ecclesie sancte marie 
Yallis losaphat dedit. 

Avendo sopra confrontato alcuni brani del doc. a colla bolla 
falsa di Adriano lY, riproduco ora gli identici passi secondo 
le lezioni dì c^ g e k: 



In Sicilia vero in parrochia 
catanensi infra oppidum pater- 
nionis ecclesiam Sancte Matrìs 
domini cum terris. vineis. et 
villanis. molendino uno. et do- 
mihus et hortis ceterìsque aliis 
possossionibus nb henrìco co- 
mite datara quam Angorius epi- 
scopus consecravit.sibiquebap- 
tismurn. confessionem. cimite- 
rium pirrpotualiter haberc con- 
cessit. Aliaraque ecclesiam san- 
cte Marie Magdalene iuxta pa- 
ternionem sitam de expensa 
ipsorum fratrum hediflcatam. 
ab eodem cornile henrico. cuni 
niauricij epìscopi consensu lo- 
ciusque conventus assensu. vai- 
lis iosaphat. ecclesie datam et 
in perpeluum concessam . . . . 



In Sicilia in parrochia ca- 
thanensi infra oppidum pater- 
nionis ecclesiam sancte matris 
domini cum terris vinois et 
villanis molendino uno et do- 
mibus et hortis coterisqne aliis 
possessionibus suis, ab henrico 

• 

comitedata(«s/c),quamAn^'(irius 
episcopus consecravit sibique 
bapti^mum confessionem cimi 
lerinm perpelualitor habere 
concess't, aliamque ecclesiam 
sancte Marie Magdalene iuxta 
paternionem soitara de exiìonsa 
ipsorum fratrum hodificatam 
ab eodem comite henrico cum 
mauricii episcopi consonsu to- 
ciusque conventus asscnsiii val- 
lis losaphat Ecclesie datam et 
in perpetuum concessam. Item* 



330 I DOCUMENTI INEDITI 

Itemque apud paterniooem eo- que apud paternionem eccle- 
clesiam Saocti michaelis cum siaro sancti Michaelis cum tcr- 
territorio. aliamque ecclesiam ritorio aliamque sancti belye 
saocti helij cum clausura pa- cum clausura pateline sicut via 
telline et magnam terre mul- Regia eam in cìrcuitu claudit 
titudinem que messepe dicitur et magnam terre muUitudinem, 
et piscaria cum territorio usque que messepe dictur, et piscarias 
ad divisionem adernionis et in duas cum territorio usque ad 
planitie quadam sancti pan- divisionem primam adernionis 
cratij magnas quatuor terre cum aqua pendente sicut in 
pecias. a prefato comite henrico tempore prefati comitis henrici 
ecclesie vallis iosaphat perpe- concessum est , et in planitie 
tualìter largitas. quadam sancti pancracii ma- 

gnas quinque terre pecias a 
pretato comite henrico ecclesie 
vallis Iosaphat perpetualiter 
largitas. , . . . 

Soggiungo che g è perfettamente identico alla bolla falsa 
di Adriano IV, mentre e se ne discosta un poco, come avviene 
altresì per k. 

Ecco lo stesso brano in k: 

« In primis in paternione ecclesias sancte Marie matris do- 
mini sancte Marie Magdalene sancti Michaelis et sancti Elie 
cum tenimentis suis terris. vineis domibus et possessionibus 
suis cum molendino uno et clausuram pateline sicut via Regia 
claudit et casale Mesepe cum villanis et omnibus tenimentis 
suis etc ». 

Occorre però dire che nella parte relativa alla franchìgia 
di porto goduta dal Monastero in Sicilia e in Calabria, h q k 
sono conformi. Mi dispenso da questo esame, eh* è stato molto 
ben (atto dal Prof. Heinemann, di cui accetto le conclusioni. 

Traendo le conseguenze da tutto quanto son venuto dicendo, 
posso conchiudere, che anche T esame storico prova la falsità 
dei doc. a, r, y. A, k\ nei particolari posso affermare; 

1*» che a nell'orditura generale è redatto sulla falsariga 



DELL* BPOCA NORMANNA IN SICILIA S31 

di b, ma neir enumerazione dei particolari diritti e privilegi 
è conforme a e, 9, Jb ed alla bolla falsa di Adriano lY. 

2^ che e segue circa la disposizione generale la bolla d'In- 
nocenzo II, 1140, 18 Maggio, ma nei particolari è conforme 
ad a, ^, A; e alla bolla falsa di Adriano. 

3® che 9, nella disposizione generale è conforme alla bolla 
falsa di Adriano lY, come pure /, e nei particolari ha stretta 
analogia con tutti gli altri privilegi falsi. 

4* che k da una parte si riannoda ai privilegi normanni 
falsiflcati, come A, dair altra si collega agli altri svevi pure 
falsificati. 

Dovrei trattare ora il fine delle falsificazioni tanto nume- 
rose in questo Monastero; ma per oggi non posso mettere in 
rilievo che pochi fatti. Dietro il privilegio vero 6 è scritto a 
caratteri dei principii del sec. XI Y: «Privilegium Regìs Ro- 
gerii confirmantis bona concessa monasterio de losaphat a 
baronibus suis sita in partibus Calabrie , sed de bonis Sicilie 
nulla hic mentio flt». (Race. p. 48, 49). 

Le ragioni vanno ricercate nella storia delle vicende dì quel 
Monastero, che sorse nell'SOS (1); nell'oriente latino sali in 
fiore dopo la conquista di Goffredo di Buglione, e poi sotto i 
Normanni venne acquistando chiese suff'rajranee e monasteri 
in Calabria e Sicilia, fondando il priorato di s. Maria Madda- 
lena di Giosafat presso Messina. 

Lo sviluppo preso da questa città , specie come centro di 
comunicazione coir oriente latino rese il nuovo priorato im- 
portante (2). Però nel 1187, caduta Gerusalemme nelle mani 
dei Saraceni, la Chiesa principale, fu distrutta: tu solo lasciata 
la Cappella della Yergine Maria. Il Delaborde così continua 



(1) TiTUS ToBLtSR, Destri piioncs Terra Sancire. I^ipzig, 1874, cit. da 
Cklabordb, op. cit., p. 1, Intr. 

(2) Nel sec. XII Messina fu il ci*ntro di comonìcaziono coli* oriento 
latino ; tatti i Monasteri fondati in Gerusalemme vi ebbero il loro punto 
di approdo, e monasteri dipendenti: i templari, i cavalieri di s. Giovanni 
di Gerusalemme, il gran priorato deir Ospedale di s. Giovanni, ecc.; 
ef« Sta&rabba, Notizie e tcriUi inediii di Antonino Arnica^ Palermo, 
1802, pp. 237, 265, 284 eoo. 



332 I DOCUMENTI INEDITI 

la Storia di quelle vicende : « Le religieux se dispersèrent ; 
quelques-uns passèrent en Sìcile, les autres restèrent en Terre- 
Sainte et continuèrent à vivre sous le gouvernement d'un 
abbé ». 

Antonino Amico, nella sua «Brevis et exacta Notitia ori- 
ginis monasterii s. Marie de Valle losaphat ordinis sancti Bene- 
dicti in Urbe Hierusalem » (1), ci fornisce un'altra notizia. Dopo 
aver parlato dello sviluppo ed increnìepto che quel monastero 
ebbe neir Italia meridionale, cosi continua: «Sed postmodum 
crudelìssimis inter Aragonenses et Andegavenses Reges de 
Sicìliae imperio exortis bellis Monasteria fere omnia, et mem- 
bra ad Ordinem losaphat pertinentia propemodum in nihilum 
redacta sunt: quapropter eorum bona cum Ecclesiis, quae in 
Calabria et Apulia obtinuerant, in commendam ibi commo- 
ranlibus Monachis a Gregorio XI Romano Pontefice concessa 
fuere. » Sicché il tempo della falsità di quelle carte va ricer- 
cato nel sec. XIII o nel XIV, cioè o fu opera degli stessi primi 
monaci di Vallo Giosafat che si ridussero in Messina, quando, 
perduti i posse<iimonti nelT oriente, intesero il bisogno di riva- 
letene dimostrando che avessero vastissimi beni nelF Italia 
meridionale ; o fu opera dei loro successori, quando vi furono 
le lotte fra gli angioini e gli aragonesi. L' inserzione del pri- 
vilegio del 1188 negli atti della Cancelleria Regia sotto Ludo- 
vico di Angiò, e la scritta eh' è nel dietro del privilegio 6, mi 
fa propendere per questa 2' ipotesi, che per ora non posso 
dimostrare, mancandomi , come ho detto , il materiale che si 
trova a Catania. 






(1) Starrabba, op. cit., p. 293. 



INDICE DEI NOMI DI PERSONA 



Abbas nionusler. s. Euphemie, p. 6. 
Abbatissa v. £r melina. 
Abdoara» 17. 
Abdelchamith, 26. 
Abdeloherin, fìl. Jse, Sidi Mehib, 
Mahalub, Samuehl, Moyses, 

AbdeUa, stultus, 26. 
Abdemeleo, scnos fìl. trumarchi, 32. 
Abderahamen , gencr. gaiti Mai- 

moni, Ì54 ; Olaudus» 150. 
Abderrati, 17. 
Abdesseid, ebcn i)UsÌ4l, 173. 
Abdesaeil, 26, 187. 
Abraam, ebcn Eliaihar, 173. 
Abraham, 263. 
Absalon, miles, 40. 
Acoardus, 232, vicccoinca Golos.i- 

ni, 82. 
Aohille notar, arch. Messane, 106. 
Adam, Avanuel fll. Àdelicie, 40. 

» Avcllus, 77. 

> fi]. Lucie, 64. 



Adam de Tivilla, 84. 

arohid. Mazarìens., 117. 

diaoonas, 243. 

frater, 122. 

de Turdino, 226. 

diaconus, 226. 

de Millia. 253. 
Adamus, 29. 

Adderrabmen fìulistc, 29. 
Adelasla comit. Sic. et Cai. 15. 
Adelaslas, 75. 
Adeleota comit. ava domini oom. 

Hogerii, 16. 
Adelloia neptis Rogerii regia, 58, 76. 
1 73. 235 ; de Golisano, 256, 258. 
268. 
Adelina latatrix Henrìci fll. Roge- 
rii, 29. 31. 51. 
Adhelardus, 60. 
Afiresilaus miigistcr, 150. 
Agretia consobrina Ole, 167. 
Agulla serva 209. 
AJohardus, 62. 
A. (Ala) mat. Rog. dux, 50. 
Alaymus, elerìcoB, 150, 224. 



Oarufi •— / documenti inediti, ecc. 



25 



334 



INDICE DEI NOMI DI PERSONA 



Alaxlmlìla, 126. 

Alberada, 70. 

Alberioos, cao. Cusentie, 37. 

Alberioos faber, 234. 

Albertus, 265 ; magìstrì Nichite 187. 

• cappelianas, 9dL 

> presb. cardio, tit. S. LaQ- 

reatii, 115. 

• Palmcnterìus, 232. 
Albinus Àlbanenab ep. 252. 
Aldioiua o Ardioius diac. Card. 

S. Theodori, 115, 161. 
Alduinus regius senescalcas, 18^ 
Aleonora, decana, 146. 
Alexander de BQhone, 66. 
W, fil. Falco, 120. 
m papa, 113, 155, 158, 177, 

234. 
de Fumeria 208. 
Arrabiso milea, 119. 
Dotarìus regius, 171, 190, 230. 
Abhaa S. Marie de Ligno, 

232. 
do gillaao, 239. 
Abnlati, 254. 
AleziiiB, 126. 
Alferlus can. Cuseutie, 37. 
» carriicella, 97. 
» presbiler, 208. 

Allm (Alm) MichicMs, 8. 
Alionora inonica, 271. 
Alj tthurenus, 17. 

• Ep^iisalein, 17. 

> fil. Grisoiiolli. 26. 
Aliner, 153. 
Alkerius, 224. 

Aloisa, ux. Gof. Marturana, 256, 

2:)8, 263, 268, 269. 
Alphius de Mcssaiia presb.; 18. 
Ambrosius can. rog. oeph., 241. 
Axnelinus, 232. 
AmlHnni^ 51. 



Amitos surduB, 239. 
Ammiraglio di Salerno, 74 (vedi 

Matteo vice cane). 
Amonis, Brieticti, 34, 36. 
Amuchaxnattts, 17. 
Anastaaius de Barone, 243. 

> mUes, 254. 
Andrea protopapa, 77. 

• de Barone, 243. 
God, 228. 

Andreas, magister ep. ceph., 148» 
243. 
» notarÌQs, 89. 

• Rigiginnsfil. Gregorio Dnm- 

gariis, 87. 
» romanus, 151. 

> S. Nicolai capp., 84. 

> villanus, 51. 

• de papa Leone, 254. 
Andronious notarìus, 201. 
Anestaaius, dapiferos, 194. 
Anfùsus princeps, 76. 
Angerius ep. cath., 71, 121. 
Ansaidua cast regii Palatii, 123. 

• vicecomes de Arri, 16, 17. 
Anscretinus. 16. 
Anselmus Batallia, 120. 

• de Rode mon. 54. 

• pan. canon., 93. 

> presbiter, 150. 
Anselon de montis claris, 98. 
Antiochia abb. Mon. S. Marie de 

Scala Messane, 101. 
ApoUonlna reg. iusticiarius et co- 
mesi abnlus, 263. 
Aran^a, 238. 

Arduinus (Harduinus) prior S. Sal- 
vatori ^ ceph. et cccL Bai- 
nearie, 59. 
frater, 66. 
Ariprandus de Albertina, 232. 
Axnaldus tabolarias pr«ab., 92. 



IMDIGK ISl HOMI M PHUMU 



Amolphiu do Pieomo, S63. 
Arnulftu ardi. Cuaetilie, Sd 
AachetllluB niitgialvr archidiaeonua 

Calb., 53. 
Aadtlnua, 9S. 
AamuDdus, 296. 
Aubsrtus ijater GoffroJi de Martn- 

nan, 258. 
Avanellaa iuHtìcÌHrius, 57, 63, 118. 

Il Avanuel, 119. 
AvuruMua, 77. 
Aaiu-ua de l:i niia di lulìu, 86. 



Ba.dunrins, 61. 
Balcluinus, 61. 

fllius Leoiiis Eirichsen, et ra- 
orìata Stecuiidi, l&l. 
Bftrtholomeua mugister Lurgen- 
sium, 40. 
Cnlurìiiua veiielus, 44. 
tìall. Kg., 185. 
Cai usti., 56. 

• Sororius, 56. 

• can. et capuil nquemis P.f 

nonni, 2S3. 
Maner, 164. 
.!.■ ['lacca, 56. 
iiiaKiiter, 186. 
igrig. epis. et fiimil. re^. iì\ 
1 ArchÌp|iiacopus Paiior., S'm. 
268. 
BartbOluB do Bernardo, 254. 
BarLbuohius mcdicua, 164. 
B^^ailIuB liliUR Adesseid, 187. 
. iimirati ThcoUori, 73. 
Leonia, 26. 
Habe. 36. 
tcribanus fntter, 61. 

• tabularìuB McM^ne, K). 
Cioalx, 254. 



Beatrtx uKor Ganuri, 41. 
alia Marie, 225, 338. 

• uxor Hcnrioi, 54. 
Belbruniu cornea, S43. 

BelluB uasteUnDua BÌ4!0:iri. 316, 3G4. 
Bembo v. Badnlphna 
Benodloto* Bncbirìua, 246. 

> publicus tabcUio grec. lati- 
Dua paDormi, 27. 

Olius presblt. Deo<lali, 28, 32. 

villanua, 51. 

miles, 40, 77. 

Piallila In arbore, 138. 

episcopus oheph., 366. 
BansT'etus Grutiunua, 119. 
Benlamin miles, 119. 
BeDire1>-b«Q-Aret turmi)r'»i, S^. 
Berardua, 163. 

• regi uà Comi^atabulua, 182. 
1 Uetitìsaarrabie. 231. 

Bemodua ocllcr.iriua cep, 60, 61, 
c;iD. ccph.. 9U, Ita 

caslellHriua, ì\9. 

oan. fvglDus, 185. 

(hiter, 123. 

Carboapriua. 77. 

iìliua Peirì, IKi. 

de OrU o Otta, 2!G, 243. 

Graiieliua, 229. 

S. M:irìe Nove dine, card., 
237. 252. 

bulgiiria. £>4. 
Bertrondua de Nolo, 18. 
Bertuola uxur Tliocrìli Mairotln, 

209. 
BlnariB Ropien, 17. 
Binse'ìr gnitiia, 30. 
BiBanoias, 34. 
Btasiiu. 200. 

can. cepli.. H8,3ffi,341.2iV 

iiioimcus, 135. 
Bo&muodus prineepi, 70. 



336 



IKDIOB DBI NOMI DI PERSONA 



Boaznundua filius Boamondi antio- Ohremee abbas de Placa, 7. 



cheni principia, 71. 
BonoinfÌEuas de Petrelia, 240. 
Bonus prior Palacie, 122. 

> di Lucifera, 226. 
BoBO card. S. Prudentiane, 115. 



OhrìstoforuB adm. o amirallus» 10. 
OhusenlB, 17. 

Qintius diac card. S. Aadriani. 115. 
> diac. card. S. Laarentii in 
Lucina, 252. 



episc. oeph., 78, 89, 93, 100, Olexnenoia comitissa, 98. 



113, 147. 

BÌiil card. S. Petri ad Vincula, 160. 
Bramundiis, 120. 
Bruno stratigotus de Bezino, 153. 
Buabdìlle Munden, 32. 



Olemens UI. 221, 223, 227, 231. 

» abbas S. Marie de Maccla, 58. 
Ck)nstanoiu8, cheph., 199, 204. 
> can. reg. cheph. 239, 241, 
246. 



Bubonosus, dvis lanue , o Bub- Oonstantino fiL di Stefano Roma- 



bonum, 188, 189. 
Buoher, '26. 

> filius Rooabdel 26. 
Buoheriiis fìl. Vecule fiDi Cupi, 17. 
Bnirellus, 17. 
Buldrey, 17. 
Bulhasen, 29, 31. 
Bulfodal sale, 187. 



Oabilia de Bulindun, 232. 
Galee de Gratterì, 82. 
Callus uxor amirati Theodorì, 73. 
Galleas senex fil. Àcinluli 82. 
Gaio can. Brundusinus, 206. 
Galoohinis labularius, 75, 87. 
Gantaerullaaiis, 198. 



no, 87. 
Gosmas gaytus Gratterii, 82. 
Costa, 39. 

> lohannis, 173. 

> (ie Saponara, 120. 
Gostanoia philìppi frane regis fi- 

lia, 70. 
Gostantinus o Gonstantlnas ve- 
nusinus, 133, 142. 
canon, cheph., 148. 
CravuDi, 163. 
notarius, 164. 
Tarantinus, 169. 
Piselanus, 263. 
Grisenolus, 34. 

Gristoludus o xP^'^^odulus aroira- 
tus, 22. 

> filius. Àuderah 'mei, 87. 



Gantbius s. rom. Eccl. diac. car- Gueyen. 17. 



din. 237. 
Gapuaniis, 61. 

GaruB Montis reg. Archiepisc, 263. 
Gay de li viri, 17. 
Gelestiniis pap. Ili, 249. 
Gesar Cafaris, 97. 
Ghanerii, 17. 
Gharoftk uxor q. Gualterii Àlfani, 

208. 
Gbennia, 17. 



GuUuBii. 17. 



Damianiis, 264. 

> filius Matthci Ck>mpagnonc, 

244. 

> can. Panormi, 93. 
Daniel can. reg. ceph., 240, 245, 

> monac. et scriba, 60, 61. 



INDICE DBI NOHI DI PERSONA 



Daniel neposarcfaiep. Nioolajelma- 
gister eccL Messane. 167. 

Danlhel Deimarius, 187. 

David abbas. monasl. S. Trìnilatis 
Meliti, 2Ò. 

• magisler, 38. 
de la Velia, 77. 

• vicecomi.-s cephal. 243. 
Deodatus preabiter, 38. 
Derder, 247. 

Deaislus becalcpanus Bilonti et Bi' 

tecli, 33. 
De Spina, 165^ 
Dlonlaiua episc. Aprucii, 101. 

> tiepos Roberti FoUis, 56. 
Donsdeua Pjsauli, 150. 

faber, 164. 
Donatus Traler, 122. 

• cellenirìu9oepb.etcaii reg., 

204, 241. 245. 
Dorlua can. Brundus., 206. 
Dnwo de Monto alto, 39, 40. 
Drovus epis. Squillaoii, 39, 40. 
Durandoa, 16. 

• lìlias Guallerii, 67. 
Dorantus de Brundisio, 171. 



I monaoua, 26. 
Blbolua iusticiariua, 34. 
Botaepotry, 17. 
Bsldlus S. Nicolai in carcere Gul- 

liano diac. oard., 253. 
Bleaxar mìles, 40, 71. 
Blebrandua, IS. 
BUaohiin «eiiescalcus, 23S. 
Btlas clcricat, 93. 
Pp""»^ t:tinaitÌBaa filia Itugerii co- 

niitis, 70. 
Bnunanuel diaoonus, 170. 
ZosUbertas 96. . 



Bnrioua fralerpresb. Burrelli 188. 
citnon. reg. 242, 245. 

■ caDOD. 117. 
Bpen luij^Dnìs, 17. 

■ chaiim fliii Supi, 17. 
Bplfioopus Meliteniis, 16. 

catbanieosis, 197. 
Brb«rtus mrtcs Birneoli, 36. 
Brmelina abtwtissa S. Marie de 

MessRua. 15. 
Bugenlua Gali, sacrelus, 1&5. 
BurarduB s. Eupbemìe abbas, 61. 



Fai. domi n US, 119. 

Falana viUaaus, 51. 

Faloo, 130. 

FaloonuB, 119. 

Favlo. 164. 

FUrul de Olila de oalaniidis, 233. 

FlUberta uxor Badulfi Blii Danie- 
li». 9t. 

Flllppua CUius Tom«, 82. 
<!.> Tuaa miles, 83. 
» gutanu, 87. 

Ftmua magisler, 70. 

Finamur, 229. 

Framtmdo Palmenti, 87. 

Franolsoua de Aragona, 250. 

FranouB de Adetioiro, t65. 

Frlderioufl Vcbitus, 2(0. 

Fuloo ciislellnnus, 194. 



Oalderius Maccarone, 77. 
OalUs filius Tome. 82. 
OalterioB Osmundi, 84. 
• V. Oualtwlaa. 
OandolfOs Dotarius re^ius, 247. 
Oamoartu* Ollus AlCuii, 41. 



d38 



INIMCK dei nomi di PKKBOnA 



QnxLdtoB magister, 28. 32. 
Gaufiredus, 88. 

> canonicus, 14, 42. 
» andegavensis, 42^ 

* fìlìus Galielmi, 83. 
Gauftidus ceph., 61. 

> episc. mesaaneDsis, 71. 

• presbiter, 93. 

> clericus, 100. 



Qirardus de Goloso, 229. 
GKroldufl de Gentina, 13. 

> luvenis, 14. 
airriaius, 96. 

Gisolfùa miles de sicla, 153. 

> ramesicus, 187. 
Oodefredos, 84. 

» bueherìus, 77. 
Gofredus saoerdos, 77. 



de Moach. valle noti magi- Gtoffrediis Messanensis episc 11. 



Bter ìustJoiarius, 152. 
filius Perrone. 224. 228. 

> deMarturana v. QoflHdus. 
Gauterius Albanensis episc. 160. 
Gelbertas canon, reg. 245. 
Gexnmatus vìUanus, 51. 
Genecius caytus, 17. 

GentUis agr. episc. Ili, 112, 117, 

123, 126, 128. 
Gtoorglus, 39, 17a 

> admiratus, 11. 

> cappellanus, 194. 

> presbiter, 146. 
» curator, 49. 

Geraldus Morena, 154. 
Gerardufl s. rom. eccl. notarias, 
115. 

> Lucensis, 120. 

> Pantarìca, 55. 

> vioeoomes agrig. 232. 
Ghervaedus, 40, 77, 91. 

> de monte Malore baro, 83. 
G^esualdus elericus, 93. 

> filius Simonis de Gapicio, 

150. 
Gllbertua epis. Invenatii, 146. 
Gllebertos episc Pactensis, 82. 
Glllbertos can. oeph., 94, 148. 

> filias Thomasil, 210. 



> Malliardus, 50. 

> cantor mazarieosis, 117. 

• S. Marie in Via Lata, tSL 
QoftrìóMB Franeigene, 119. 

Ruffus, lt9. 
a o QauMdus de Martaraiui, 

207, 256, 256, 263. 269. 
Gormundiis, 64. 
Gosfkidus regius notarius, 161. 
Gotofì^dua de atferana, 77. 
GradanuB, 254. 
Graferlua Michoniles, 17. 
Gratlanas SS. Cosmo et Damiani 

<liac. card. 252. 
GrefiTOrlns protopapa, 82b 

• notarius, 119. 

> casteUanus, 119. 

• Lapito, 146. 

• Lagudarì notarius portala- 

nus, 201. 

• TiUmbardus o Lombardos. 

208, 240. 

• S. Marie in Portieu diac. 

card., 237, 252. 

> San Georgii ad velam an- 

reum, 237, ^2. 

> 8. Marie in Àcquiro, 2^ 
GrlfiTorlo cappellano di S. Nìcolao 

Facon, 75. 
Griailius viilanus, 51. 



CHmundus Raul viilanus, 119. 

Glrardus dom. Henrici dominator Gruaus, 34. 

Soordie, 56. Gualmarlus, 61. 



INDIOB DBI NOMI DI PZBB011& 



3SQ 



OuaUtediu de bìblDO, 208. 
Chialtuius, 60, 61. 

• Arohiep. 1.* Panoroiì, 10. 

• diotus de Qavamtta, 11, 

• oaDior, 14. 
Boat, 83. 

• caD. panorm., 93. 

• o Qftlterlus arob. pan. 2.*, 

103. IH, 112, 117, 126. 
153, 159, 172. laa, 189, 
214, 216, 221, SSa 

• FrniiciaUis, 119. 
dfl ViL, 154. 

• Alfmiì al. Guaimarti, 207. 
> pan. canon. 231. 

Ouarlnufl, 61. 

• episc. a(tr. IOl 
Sfuldii, 40. 

• pR'ibiler, 98. 

• panorm. cau. 221. 

Ouarna, 258. 

Ouarrailiis il(« AUxtrlitio, 233 

OuauMdoa, 61. 

ChisiT& can. ehep. 204. 

Ouarrialus cao. ooph. et cnntor. 

148, 2S9, 241, 24S. 
Oti«lÌelmaa fillus Pelri de Poltiaa, 



CKUdoDus de Veneri, 210. 
Guldus de Pema, 150. 
auUlelmoa Carfouoi, 17. 

• can. omeocie, 87. 

• MartiiranuB nobilit, 167. 

• o 'W. abbai ngaJ. monaat. 

S. Marie Nove (Archiep.), 
169. 183, 193, 197, 205, 
214. 221. 333, 327. 237. 

> Manticua comes. 179. 

> Mal con ve nani, regie ma^ne 

curie mag. iuslMlariiis, 191, 
a07. 
filius Philippe, 1991 

• fiori parm. «d. 321. 
de bonina, MS. 
filius Tiaariti, 254. 

> do Cardamomo, 2S4. 

• uappdliinusGaufrodide Mar- 

turana, 271. 
aalrdiUls. 34. 
OulrrlBlua cheph.. 200. 
OulBoardua, 226. 
ChUIelmuB i^jiì-<c. Syr.icuRHe n W.. 

10, 18, 14. 

• Bunelliis o Bonellui, 29, 30. 



dolbertaa mazarìenus canon. 117. 
Oaldelmus Pascalis, 34. 
Ouldo, 60, 61. 

■ canoniouB. 14. 

• abbas loBaphal. 37, 

> filius Roberli railea, 83. 

can. eellerar. cbepb., 94, 148. 

• de Gilibcrio, 165. 

• episcop. ohepb., 173, 186. 

198, 202. 207, 228, 233. 
234. 238, 240. 342. 244, 
253. 

• fllitu ohanue, 208. 



Haoterliu, 84. 
HaU luiol. 2C. 

> Qlius Muyai, 26. 

Slrarabus filius losepli. , 26. 
ludeua Eben. Solaeh, 246. 
Hamor Glius Abilelcherìn. 26l 
frilcr Buocherii. 36. 
fitias Marturìn«. 26. 
Hamuth, 26. 

HardolDUA eH|ip.d(.>S. Leonanlci, 6U. 

• prìor ecd. Ralnearìp. ciiìk. 

cheph. 61. 62, 6j, 76, v. 

pure i 



340 



INDICB DEI NOMI DI PBRSONA 



Harif-ben-Elcadab, 82. 
Harmandus Rutigea. 271. 
Haaen filias Moysi, 26. 

> filìus Boson, 26. 

> filias Amut, 26. 

> filìut Hagi, 154. 

• filius themen, 187. 
Haunis vìceooraes, 77. 
Hebrìen Ghalesepcn, 17. 
HeUas, 17a 

> frat. S. Marie de Josaphat, 

200. 
Henzioua episc 16. 

filius Rogerii regis, 29. 

54. 

Comes, 71. 

fidelis lohannis Malconv&- 
nant. 84. 

diaconus. 93. 

frater regis Willelmi II, 141. 

Comes Note, 152. 

filius Philippe, 193. 

panorm. canon. 221. 

Glius Barcellone, 226. 

Pinsarna, 271. 
Herbertus, 60. 

• Burellus, 71. 
Heubertus Cardanus, 259. 
HonufHus Archi m. San Salvat. 

Messane, 160. 
Horlslus mercator, 226. 
Hubaldus hostiensis opisc, 114. 

• presbiter card, litui. S. Cru- 

cis, in Jerusalem, 115. 
Hubertus, 60, 61. 

» abbas nionast. S. Euphe- 
mic, 16. 
Hufiro «le Gaserà, 14. 

Blancus (o Ugo) 34, 36. 

• Lacrassa, 42. 

> troianus electus, 61. 
t Glaramontis, 68. 



Hu^ro diac card. S. Eustachii iuxta 
templum Agrìppe, 115. 

> grammaticus mazar. ean., 

117. 

> de S. lohanne, 174. 

> Lapinus dom. regìs priva- 

tus, 191. 

> de Xexto regie private ma- 

snede solidarius, 191. 

> can. cheph., 242. 

* presb. Card. S. Marcii, 251 

• de Catania, 271. 
Humbaldns hostiensis et Velitren- 

sis episc, 160. 
HTse, 29, 31. 

I «I 

laoobus, 125. 

rex (1290) 27. 

* novus cristianus 56. 

* diaconus card. S. Marie in 

Cosmydin, 115, 237. 

• c5anon. cheph., 148. 

• io Trapano, 210. 
moHitanus, 226. 

lafas lìlius Capre, 26. 
laquinta de Hamonc, 226. 
Jeoonlas magister, 119. 
Jeronlmus de Cardinale, 208. 
lezelinus de Bonafìglia, 164. 
Iffnatius abbas S. Alarle, 127. 
Innooentius (papa li); 37. 
Jocelinus ceph. eccles. electus, 59, 

60. 
looelmus electus ceph., 39. 
lofifredus fabricator, 97. 
Joffridus de Palernione, 150. 
Johannes, 96. 

lohannes o Ioannes canon. Syr. 
14. 

* straligotus, 14. 



lohannes o Ioaones Liparitanuis 

Abbas., 16. 
de Naso notarìus, 28. 
Qallas Capite jaslioiarìus, 34. 
Lardus, 34. 
Potus, 34. 
villanus, 39. 
de Broccato, 40, 76. 
de AlacroD, 40. 
de Sancto lohaiine, 42. 
Auri« Aurea prior S. Mar. 

(le losaphut, 46. 
frater Leti villanus, 51. 
filius Roberti villanus, 51. 
ricus villaDUs, 51. 
eonsentinus villanus, 51. 
de Melito o Milito , 60, 61. 

77. 
de Monte alto, 60, 61. 
de Sanota Margarita, 61. 
de Gastronovo, 61. 
Grassas, 64. 
Barensis archiepisc, 65. 
de Barleio prìor Calabrie, 66. 
uutritus Adeline, 76. 
de Panormo. 77. 
Mcssanensis de Tasa miles., 

83. 
de A versa, 83. 
Malconvenant e Maleoon- 

vcntio, baro Castelli Ca- 

latatrasi, 83, 84. 
de Henri co, 84. 
tìlius Willelmi. 84. 
de Cicala burgensis, 84. 
(lo Marsaria, 84. 
fratello di lohanne de ma- 

gno Palazzo, 86. 
secret US, 89, 165. 
tilius Pagani, 90. 
filius Sergi, 93. 
Gratianus, 94. 



INDIOB DBI NOMI DI PERSONA 341 

lohannes o Ioannes botellerìs, 97. 



de bovis, 97. 

tallaferrum, 97. 

faolerrìus, 97. 

fauljs, 97. 

notarius regia Willelmi II, 

102, 126. 
episcop. Galhanie, 112. 
episoop. Malte, 117. 
de Bartolo, 119. 
de Monaci, 119. 
de Castello, 119. 
Goffredus, 119. 
Cutulu, 120. 
de Elia, 120. 
de Anastasio, 120. 
Mazalupo, 120. 
de Roccaforte, 121. 
fratisr, 122. 

filias Pelrì de Pollina, 126. 
vicarìas arohidiaooni Bicca- 

ri 127. 
Cathanensis episoop. frater 

Mathei vicecancellari, 133, 

142. 
canon, cbeph. 148, 204, 239, 

242. 
de Salerno, 151. 
de Sancto Stephano Castel- 

lanus ohepb., 158. 
stratigotus Simouse, 153. 
Crassus, 153. 
de Mariella, 153. 
presbiter Card. S. lohannis 

et Pauli Tit. Pammachii, 

160. 
de bivana, 162. 
filius Leonia 163* 
Philippe dismota, 164. 
de Petro Fitema, 164. 
Muratoris, 165. 
de Adelina, 165. 



Stt 



lùhannes o loaimas Grtffei, 165. 
filius Azaline, 169. 
Guaillnrdus, 174. 
de Leone, 174. 
de Jspanis pauor. ean. 174. 
kalomenaa reg. eamerariun, 

184. 
delegandj, 187. 
fnnti georgìi nota ri us, 187. 
de pagano vicecomea oeph.. 

187, 208» 232, 238, 243. 
notarìus, 194. 
Montis Corbi» 200. 
notarìus de e<solMia nova, 

201. 
de Grolosano vice<x>Dì08 ce- 

phaladi, 208. 
GalUna, 208. 
de Benevento, 208. 
Coli nìgram, 208. 
presb. de casali Alfani, 208. 
filius Aubertl, 210. 
de messana, can. 221. 
pan. canon., 221. 
babini, 224. 
de Morìoa, 225, 23S. 
de primo, 225^ 
BaocaoomQ, 226. 
Vico, 226. 
Virìe notariaa, 229. 
bau de Maldavora, 232. 
filius qaon. Fulci, 233. 
filius Nicolai, 233. 
S. rora. Ecclesie diac. Gar- 

dinalìs, 2H7. 
Penestrinus episc. 237, 252. 
titulo 8. Glementis card, et 

Tusculanaa episc 237. 
Felix presbit. card. tit. S. 

Susanne, 237, 252. 
de Limogiis, 239. 
299» 



INDICB DEI NOMI DI PERHOWA 

lohannes o loaxuMs de Galataba- 
turo, 239. 

• diaoonos, 243L 

• de Robe, 246. 

> tit. S. Stepb. in Olio Mon- 
te, 252. 

• miles, 254. 
Balie, 264. 

> Babe, 264. 

> oappellan. castellani Vìoca- 
rì, 264. 

loannooamB Rotonttnas protono- 

tarìus, 36. 
loardOB miles, 119. 
lobaimaoiui tirìosi, 169. 
lohannaoliiB, 51. 
lonathas baro, 82. 
lordanus, 119. 

> de lobanne Grasso, 56. 
» canonicas, 83b 
» filins Raonis mfles, 83. 

• Lupinus, 191, 216. 
lorlandnB, 126. 
lOBbertos notarìasy 263, 271. 
loeeph, 17. 

• epensirounìi, 17. 
» Ghayrepij, 17. 

• filius lanaarii, 26. 
loeeppe filio eait aiman, 75i 
lotta muiier, 259. 
lomUniiB, 77. 
laaaoh saracenns, 258. 
lullanas, 40, 77. 

• miles, 254. 
lullus fil. Teoerili Mairosin, 209. 

» prcsbiter, 210. 



89. 

Tianìbardns filius Bernardi de Or- 
ta,225. 



nnuai dei mw di pkbsoha 



I oan. brand., 206. 
L&udovloQB magiater castelli, i 
lAora moDM*, 146, 
Laurentiua mazaric epìsc. 221. 

de XMoa, 263. 

• sirac epJM., 371, 
Lausa saeerdos, 122. 
Xieatre Topin, l&i, 
Lebsohlm Mahomct, 154. 
Leo CuaHatUB, 34. 

• Moionli, 34. 
t yenator, 56. 

• presbiter, 82. 

• LeoparduB, Ut). 

• frater, 129. 

• oan. o^h., 14& 

• quondam Anaataùe, 163. 

• eplu. Cathan., 26a 
Iiooiiardiu cappelbinua Tuitauì,tl7. 
Leoae Bigino indice di Palercuo. 67. 
Leonlua milea, 56. 

I«ontiuB venetuR, 44. 
Leopardui^ 119. 
LetiUa uxor Stopbani, 166. 
Letua, 166. 

milea, SS. 

• villaous, 51. 

Ztencdiia oan. laoeent. bruni., 306. 

Uà, 39. 

XiOterlua as, Sergii el Bucci dite. 

card., 3àl. 
Luoaa ohdoii. maiariensifl, 117. 

• preabiter, 269. 
de Matvilo, 363. 

Luotct duniinalrix Oaalellì Ctmara- 

[-,64, 
Luther villaoiu, 51. 

• Boaootlntti et Bitectenaiam 

iudex, 96. 
Iioolus pap. Ili, 197. 
Lulala monaca, 271. 
Luplnua domlai regia 
216. 



Liuslmoa oappenanna a. Marie <le 
Camm arala, 64. 



MsbQla. (65. 

• uxor Bogerii de Caatore,23l. 
Maohamuti, 8. 

Maohalub Bliua Abdeloberin, 'Jfi. 
Maohelda nbbal, mon. a, Luci^ 13. 
Uaoionus, 239. 
Maglstar de Terra Tran^ pan. w- 

non. 2S1. 
Maio aorinariua regìui, 48, 51. 

• luitgnus alua)i^•llu^ 83. 
Malora villanua, 51, 
Malmon gaytua airac, 154. 
Maldabertos, 97. 
Manfredua diao. oanL t. Georgi! ad 

velum anraam, 115. 
<ie Balonia, 336. 
Uaogulsias Phvignua, 42. 
Mansoa Vioulua, 226. 
Manuel ile Chiniamo, 263. 
Manna clenoua, 93. 
Maroollna. 77. 
Marohua Canali vanotua, 44, 149. 

> G:(butce(lit vcnclufl, 44. 
liiius AiigvriI, 210. 

Maroua do Bnuliiio, 97. 
Margarita gloriotu regina ma(er 

Will. li regia, 101, 100, If»^ 111. 

118, 137, 132. 138. 
Mari» moiuica, 146. 

• uxor Leonia, I63< 

uxor OullIdnU de .Uariun- 
na. 107. 

> mia quuud. Boberlj Halcoa- 

veiianl, 190. 

• quondam Romani, S28. 
Maroota Abhadiaaa, i2U, 139. 142. 

milea Bioeari, 165. 



844 INDICE DEI NOMI DI PERSONA 

Martinus Amalfitanus, 40. 

> de Arduino, 77. 

> malfitanas, 77. 
» de Bisignan, d5. 

> gaytQB regius canierarius , 

111, 112, 17a 
» canon. regoL oeph., 204, 239, 
241, 245. 

> surdus, 225. 



Mauma notar, oeph. (de Avena o 

Gìgne), 23S, 243, 244. 
iM'ft.^iwititft.niiwi de Brundasio noU- 

rins regina, 257. 
Mehib fili US Abdeleherin, 26. 
MéliB mirate, 34. 

> bunnus, 34. 
Mélior ss. loh. et Paul! preab. Garl 

252. 



vioecomiti Galterìi de Leta, MenBUdinoB saraoenus, 126. 



254. 
MasaruB venetus, 44. 
Hattheus BureUus, il. 

filius Henrìoi Alamani, 56. 
vioeoomes, 77. 
Lupinus, 83. 
de noto, 83. 
archidiaoonus, 94. 
saoerdos, 95. 

magìster notarìus vìceoancel- 

larius regius, 109, 112, 116, 

126, 128, 129, 137, 152, 155, 

172, 182, 189, 190, 191, 

216, 230. 

» canoellarìus regius, 247, 248. 

» magister Gathanen. Eccl. 1 22. 

filius Parìsii, 229. 

> de Pocu, 233. 

• index, 243. 

> can. regni., 246 

• de Alterio, 254. 
Maurioius, 61. 

> episeop. 71. 

> canon, ceph., 200, 204. 
Mauritius aroh., 14. 

» panorm. peroent., 221. 
Haurusy 119. 

» vicecomes, 40. 

• Tillanus, 51. 
» index, 67. 

» blancabarba, 147. 

> regnlar. can., 185. 



Metua Epenimoin Muaes, 17. 
Idlohael, 104. 

> Busoniti, 163. 

• Garbonerius, 239. 
Mllitla monaca, 146. 
Idlntus filius Teocrìti Mairoain, 209. 
Idlopus, 17. 

Mohabup filius de areo, 82. 
MGdsee filius Ali, 26. 
frater Ali, 26. 

> s. rem. eccl. snbdiac. canL, 

287. 

Monaldus sacer. et scriba, 56. 

Muohisii Epensalem, 17. 

Muohuluf, filius Marturine, 26. 

Muhamud ibn Abderrahamen Ba- 
liste. 29, 31. 

Muriella uxor Tancredi Syrac. do- 
mini, 14. 

Musoatus de castello Acri, 169. 

Muae bin Suleymen, 29, 31. 

Muaes, 17. 

Musi magister 28. 



nr 



Natalia canon. Petralie, 83. 

» stratig. Petralie, 83. 

* > Qolisani, 83. 

Neznes frater Muse, 29, 31. 
Niohiforo sacerdote, 75. 
NiohiltouB Gapitas, 168. 



iNDtOS DBI tlOUI I>l PSHSONA 



Nlotalta de SitU, S6. 

Nioholaua o Niootaus secretarìui, 9. 

rector, 9. 

oanonlcus sirucaa., 14 

cnnon. messane, 16. 

de Ebraoo, 17. 

de lo mooheli, 26. 

filiuB Leonia, 26. 

Goppula miles, 27. 

Seniori*, 34. 

frati'llua viUanuB, 51. 
Hioolans, 61, 72, 188. 

Dotarìua, &&, 183. 

Garzìh Filippo. 87. 

Arohiep. Meis^De prìmua, 96, 
108, 167. 

prìor Ecclesie a. Philipp! , 
118, 121. 

■oriptor, 121. 

pater HaUhei viaecancellarìi, 
133. 142. 

Graffeus. 167. 

di Caalrunovu, 170. 

flliua magiatri Hclie, 187. 

nolariua presbiL r^eoparJi, 
201. 

cau. olMph. 204. 

baylardaa, 206. 

■alerò, aroiiìep. 222. 

agrig. eappell. et publiciu 
Tabulariua, 232. 

•.roin.eo()le«.diae. oard.,237. 

canon. raguL 241. 

Seells, 254. 

aalernitanua archiep. regius 
fami)., 257, 268. 
Nloolotus, SS. 
Koim&imaa, 97. 
NovoUos iudei (W.), 97, 96. 



Obertm Co^ta, I2&. 
OotaTlanoa fraler Brancati, 164. 

• Hogliensla et Velletrenala epi- 

■cop., 252. 
Ooto r«^iius canon.. 61. 
Oddonoa preabìter, 210. 
Oddua de Mena, 150. 
Odo de neta, 14. 

• rraxinus, 40. 

• de Manoo O Miutao magìater 

iualieiarìuB, 151, 152. 
Oda Alia lohannia Graffei uxnr Bo- 

gerii Olii lohannia secreti, 166. 
Ola Graffei, 88. 
Oliva tnonaon. 271. 
Ollveilu*, 61. 
Omaltla, 17. 
Omor Qlius dahamen, 187. 

• eben luluolel 187. 
Omoraoh, 187. 
OplsneUua, 254. 
Orlaodus Trisonus, 210. 
Oitonns de Gastanea, 250. 
Oaaldtia miles, 40. 
Oa1>«nias de Panfilia. 97. 
Os«lm filius bufel, 187. 
Osmundus monao. a. Marie de lo- 

saphat, 36. 
Othoman Hlias Buten, 26. 



Pasaoos S. H. de [oaaphal monao. 
46, 47. 

• villanua, 51. 

• de Ruasema, 56. 

• monacui, 61. 
> taoerdoa, 97. 

• oanonieiu, 117. 



à46 ÌNDICI DK NOMI 

filius Jaoobi, 150. 
Paffhariua de Parisio, 121. 
Palxnerius regul. canon. 18^ 
Pandolfùs cappell. 40, 77. 

> baB.XIIapostoLpneard.25& 
Paulus aaoerdoa, 164. 
Penedniis yses, 17. 
Peregrinns, 20Ì. 

> GriUas, 250. 

> ciinon. regni., 240, 245. 
PerrODBy 224. 

Petro indioe de la ella di Palermo, 74. 
Petrus, 61. 

ciinon., 14. 

canon, cusenoie, 37. 

notarias, 40. 

Romanus, 41. 

De Laurona, 42. 

Tartalla, 42. 

viilanus, 51. 

fhiter Robberti villanos, 51. 

Mercator Soordie, 56. 

lordani fiiiua, 56. 

filius Roberti de Notho mi- 
liU, 56. 

Maria frater, 61. 

Adversa, 63. 

de diacono oamerar. areh. 
Barensis, 65. 

Ruffu^ 77. 

faber, 77. 

vicecomea de Qolisano, 77. 

de Lasilia, 77. 

filius Mochechisi, 82. 

de Gervaslo, 83. 

de busachino, 84. 

Baro, 96. 

U, 96. 

UI, 96. 

Alferìua, 97. 

magister, 97. 

magìator Gathania, 104. 



INI PBB90NA 



presb. card, tit a. Laorenlii 
in Damaso, 115. 

diac. card. 8. Marie in Aqui- 
ro, 115. 

notarioa, 119. 

de Gagliano, 120. 

MiracapiL 120. 

de Renda, 120. 

de pollina, 126. 

de Biturìgeua, 148, 245. 

de Galatabuturo presb., 154. 

sac de Adinolfo, 164. 

regni, can., 185. 

Guzus o Guzo, 187, 233, 243. 

prior oheph.. 199. 

Berricerius, 200. 

de Tyna, 200. 

de Calatabntaro prior, 204. 

de Trano canon., 204. 

Bmndna. archiep., 205. 
• Arehidiac, 206. 

bisinianus deeanoa el can. 
bnindoa, 206. 

de Nigro, 210. 

panorm. c:in. el thesaur., 221. 

panorm. canon.» 221. 

filioa Andree God, 224. 

presb. cheplu 228. 

Gnonis presb., 229. 

Portuensia et a. Bufine ep., 
237,252. 

presb. card. a. Petri ad vin- 
cola, 237. 

Bertus. 239. 

de Troia can. regni, cbaph., 
239, 242, 246. 

Adelardi, 240, 246. 

de Neapoli, 240. 

de Galatabntiiro. 241» 245w 

Berrisius canon., 241. 

Abbas 8. Marie de Ligno, 249. 

de Porco, 254. 



INDIOK D8I NOMI DI PHBSONA 



347 



Petroa Gorbolinus, 954. 
> eappellanas» 254. 
PhOippa ax. quond. Robberti de 

bizfnoy 192. 
PhUippus Alias baseit, t6. 

Alias Galoebar frater los., 28. 

eoclesiastioas notarios publi- 
eos, 28, 82. 

Alias amirati Theodorì, 73w 

Agitolo di Nicol. Gazzifa, 74. 

Alias iudiois Maraldi, 96. 

senes, 119. 

Baooa, 120. 

eorator, ISO. 

Anater, 122. 

eben Maoberes, 173. 

regul. ean. 185. 

Alias Balfadar, 187. 

de GlaroinoDte notarios et 
famiUaris regios, 198^ 208. 

deftanoti lobannis Ananie, 
198. 

canon., 208. 

miles de Alphano, 208. 
PipoB baialas Petralie, 164. 
Ponoliis, 16. 
Pt61omeus index, 27, 32. 



Qolntiaiiua index de Baumonte, 
210. 



nxor Marci Canali, 149. 
Rad«lfti8 Bembo venetns, 44. 
maledoctus, 47, 69. 
monacuB, 61. 
medioos, 66* 
Machabeas, 70. 
AHiM DanMls, 91. 



Radulfùs panorm. canon., 22f. 
RadtQphoB canonicas, 14. 

> Thesaurias, 42. 

> de Gastrovillari, 42. 
Ralnaldiis canon., 14. 

> yioecomes, 40^ 77. 

• de Tusa magist. insticiar. reg. 

mag. carie , 81 , of. Re- 
naldoB. 

• de Moach reg. iast., 194. 

> Alias quond. Roberti de S. 

lohanne can., 202. 
RainerloB presb., 271. 
Rainulfùs de NoviUa, 67. 
Rajmundus Al. W. garìmandi, 97. 

> de berana, 158. 
lUJnaldua Pictaviensis, 53. 

» de Modica, videi. Rahal Ma- 
soriS| 56. 

• Alias Silvestri. 56. 
» de Tjrone, 71. 

• paganns Lombardas, 97. 

> cath. archidia., 98. 
Ramerlns Alias Marci Canali, 149. 
RanMdus de Nas, 72. 
Beglnaldns de Tarmo, 11. 
Renaldua de Tasa jasticiarias, 57. 

> de Sperlingo, 61, 88. 
» de biviano, 77. 

> Gardonis, 125. 
Resandus Gapntlongam, 97. 
Riooardua castell. Bari, 34. 

> senescalcas, 47, 68. 

> Gomes Galinali, 9a 
t Gomes Gosentie, 99. 

• Syrac electns, 111. 

» Comes Molisii, 111, li2. 

• gaytas regins magister ca- 

mererarius, 111, 112. 
» et magist. Reg. Oob. de Se- 
eretis, 214. 

• canonie, 117. 



348 



INDIOB DEI NOMI DI PERSONA 



Rtooardos eanon. mazarien. et mei- Robertaa de Milia, 69. 



fiens. eccL, 118. 

(le Guarino, 119. 

Longus, 119. 

Dotarins, 119. 

Frenelba, 120. 

Gaffibrì, 151. 

GifoD, 154. 

can. ohep., 161, 184. 

de Bari, 170. 

Archiep. Syrao., 172, 182, 189. 

notarius ci vis cheph., 187. 

vicecaneellarìi filius, 191. 

Arressi, 208. 

Arba fullus, 208. 

de Tarento. 216. 

Gentilis regie private masne- 
de Comestabulus, 216. 
» de Avella, 259. 
Rlodiis mlliten. can, 226. 
Rinaldiis, 95. 
Bobertua Bernardus canon. 14. 

Oisuin, 14. 

Bundlus, 11. 

MalconvenaDt, 11. 

filius Guarini 26. 

monacus, 26. 

Ck}ppula, 27, 32. 

Comes Cubersani, 33. 



monac. S. M. delosaphat, 36, Boffoilas 61, 96, 1 19. 



canon, cusencie, 38. 

de Costantino, 42. 

Scalionis, 42. 

de Vice Gomitissa, 42^ 

Crìscerio venetus, 44. 

de Miiiaco, 46. 

regius Cancellarins, 48, 51. 

Guiscardus, 50, 70, 142. 

Cucci et Carf., 55. 

(D.), 61. 

prior S. Michaelis, 66. 

de Ghazza, 67. 



Comes filioB Riccardi comi- 

Us. 71. 
de S. lobanne, 77, 100, 17a 
CuDy, 83. 

MalacoQventio, 84, 190. 
Rodlendus, 97. 
episc catanzarìi, 98. 
notarius regius, 110, 112 
de Amiza, 120. 
Bonifazio, 120. 
Cathanens. episc, 120. 
Blancardus, 122. 
Ioannis, 127. 

de Arenis can. ceph., 148. 
de Mutata canon, oeph., 148. 
canon, ceph., 148, 184. 
franeigena, 165. 
BulliUerìus, 169. 
presbiter, 170. 
de Grolisano, 186. 
cbepb., 204. 

de Alberto pan. can., 221. 
de Pollina, 225. 
de Castro lobanne, 239. 
cantor can. reguL, 239, 2i2. 
filius Roberti, 240. 
Lucerla, 254. 
de Rocca, 263. 



Comes Calabrie et Sicilie I, 
3, 7, 71, 76, 87, 132. 142. 

II. Com. et rex., 10, 11, 15^ 
16, 18, 19, 21, 25. 27, 29, 
31. 36. 38, 42, 44. 45. 49. 
53, 55^ 57. 59. 64. 67, 107, 
118, 132, 153, 201, 225. 

De ... , 16. 

monacus« 26. 

canon. Cusencie, 37. 

Marescallus, 42. 

filius domine Raguae, 42. 



INDICB DB! NOMI DI PERSONA 



340 



Rofferius dux eontobrinas regit Ro* Bomanos Ut. S. Anastasii prwb. 



gerii, 47, 50, 

dux Apnlie, filius Rogerii re- 
gia. 49, 61, 68. 

fmler Ardui ni prioria eccle- 
sie Balnearìe, 60. 

panorm. electus, 61. 

Reginus archiep., 61, 117. 

de Pomaria, 70. 

de Roberto senesoalcua, 77. 

Comes, 83. 

Dagumari, 84. 

fili u 3 a mi rati Salemi, 85. 

necretus, 88. 

Marinus, 89, 166^ 

magister de bospitali, 104. 

Plazar, 119. 

notarìus, 119. 

de Troja cìericus, 138. 

Sclavonis, 125. 

Gastellanus Biccari, 127. 

filius Mauri Blancabarba, 1 47. 

de Groso, 153. 

prior S. Lucie Syrac, 153. 

reg. Arcbidiac, 184. 

de Tarsia, 106. 

cappeìL, 194. 

de Nota 200. 

magist. canon, chepb., 204. 

de Gervasio, 208. 

de Pulia, 208. 

panorm. canon., 221, 240, 
242, 245. 

Orlolauus, 226. 

de Cantore, 231. 

dux Apulie, filius Tancredi 
regia, 247, 248, 264. 

Hamictua, 253. 

aenex, 254. 

Mazapreste, 254. 
RoUandus luaticiarius, 174. 
RoUeno Vamaldus de Sperliugo, 83. 



card. 262. 

• monac, 26. 

Rosa uxor quond. lobannis Lanyir- 

di, 225. 
RoflemaimuB arcbieplsc. et reelor 

S. Lucie de Syracosa, 41. 

• de Synouaa, 153. 
Roxellufl dericus, 150. 
Rosalinas, 120. 

Ruflb abate nel 1416, 9. 
Ruflnus card. S. Praxedis Arumi- 
nenais., 237. 



Sadoo, 158. 

Salaolel de Carino, 150. 
Samarius, 194. 

Samuehl filius Jae frater Abdelcbe- 
rin, 261. 

> prior canon, regul., 239, 243. 
Samuel magiater, 150. 

• frater, 238. 
Sanao. 97. 
Sanaon notariua, 208. 

• notariua de Petratta, 240. 

> notariua et fidelia Tancredi 
regia, 248, 268. 

Sansor prior catanenais ecd., 122. 
Sarto filiaa Simonis, 84. 
Soifùs atraticas, 69. 
Soholarii pulcbri filiua, 196. 
Sadio, 154. 

SegeliTuaFda uxor Raymundi co- 
mi tis, 96. 
Selemardo, 17. 
Senaius, 17. 
Sergius monacQS prior, 26. 

• logotbeta, 167. 

> de Milaeio, 17. 
Berlo, 61. 



OAEun — / doeumerUi insditi, eoe. 



26 



360 



Serio de Ànezis, 14. 

> elerioas, 150. 
Sosrtan eben essaba, 173. 
SlblllA» ifi5. 

> gloriosa regina, 255. 
Sica o Syoa oxor Robberti de Bq- 

bun, 46. 

> prima uxor Mathel Tiee- 

canc, 132, 141. 
Siouna uxor amirati Salemi, 96. 
Sldi filiuB Abdelcherìn, 26. 

smitto, 38. 

SUvester, 119. 

» Lambardus, 120. 

> frater, 122. 

> Comes Marsiei, 179. 
» filius Philippe, 192. 

> de Sambuisant, 154. 

> de cardinale, 208. 
» de BonaviUa. 271. 

Sfmeon castell. ceph., 187, 233. 



INDIOB DK NOMI DI PKR80MA 

Solatiel prìor Mon. S. Georgii de 

Gratera, 248. 
8t0|iliaiiiis Steftuiiis, 61, 165. 
abbas. 8. Mar. de Macola, 50. 
melitensis episcop., 61. 
regine cancellar., 102. 
index, 104, presbiter IIL 
Heremita, 124. 
tranensis can. panorm., 174. 
frater S. Marie de losaphal, 

200. 
fignlus, 233. 
fiL Alessandri, 239. 
fil. lohannìs Gompagnìone, 
242. 
» Pactensis episcop., 271. 
Soabone vel monocola m, 8. 
SaaaoB electus ecdes. Gathan., 53. 
Snlfiffut^ a 



de Gathania, 188. 

vioecomes filius Ammaneie, Tanoredo fiiio nioolao, 87. 



254. 

> de papa lohannis, 254. p 
Sfmon cappeUanus et scriba, 137. 

» cantor regie cappeUe, 134, 
145. 

> miles, 153. 

> de basta, 209. 

> de luvetraci, 259. 
fiDbilla uxor Drogonis de Monte- 
alto, 47. 

8|JlTerla Abbatis. Mon. S. Mar. 

Viig., 269. 
BlJlvetia domina, 259. 
fiDmeon villanns, 51. 
fiDinon Grippus, 34. 

> canon. Gusenoie, 37. 
» filius ducis, 71. 

» notarius, 178. 
1 senescalcos, 248. 



TanoredQs Syrac. dominus, 13. 
» de Notbo, 56. 

> o Tanohredas rex, 239. 246, 

247, 253, 264. 

> de Guillelmo iacono, 254. 
TansTedoB cornea, 76. 
Taydon fil. Cafey, 26. 
TeoorltuB Maurosin de Chioggia fil. 

Gualterii, 209. 

Teodoslua abbas MonasL S. Ange- 
li, 3. 

Theobaldua Scordie meroator. rì6. 

TheodlnoB curatus, 188. 

Theodora comitissa Gravine, 169. 

Theodoro sacerdolo di S. Pantaleo, 
75. 

Theodoma, 39, 173. 
» filius gafuri, 28. 
» filioB notarli Gomiano, 67. 



Theodoma notarius, 119. 
TheoflloB abbas S. Marie de Vicc^- 

ro, 264. 
Theopr0pTÌiis protop. MeuaDe, 89» 
167. 

> de Capsella, 254. 
Thomas eanonious, 14. 

Ruliliani, 84, 36. 
Gusenoie, 88. 
165. 

re^ìnus archiep., 184. 
luagister, 210. 
Arrabit, 265. 
Thomaslua cassanens. episo.» 104. 

> fìl. Roberti Gire, 164. 
Tibaldiui notarius, 201. 
TomasiuB filius Rampati, 164. 
Torinus de Noto, 155. 
Trostalnus de Dumo, 68. 
TustanuB Mazar. episc. 116, 158,271. 



INDICE DBI NOMI DI PBR80NA 351 

Urao Bononieneis, 98. 

» de Caccabo, 254. 
Ursoleo. 97, 125. 

> viUanus, 51. 
Ursua, 60. 

» de Graterìa, 299. 
nthumennii fil. Muebamote, 17. 



ValerioB iusticiar., cf. Avalariiui 

Willelmua, 68. 
Varlies tìlius Maymun, 17. 
VespasianoB fli. Marci Ganali, 149. 
Vatrus, 254. 

Vlnoentioa Luoensis, 120. 
Vltalllaa diac. card. s. Sergii et 

Bacchi, 161. 
Vlvianua, 254. 
Vuadila fìlio di aeufl, 8a 
Vuadulla lilio de oscophi, 75. 
Vualffiraa, 75, 86. 



Ubartinoa miles, 258. 

Ubartua de Berliono, 209. 

Ugo abbas. S. Mar. de losaphat, 46. 

de Gapua can. Petralie, 83. 

frater, 94. 

oorviserius, 120. 

Lombardus, 187. 

fil. Alberti Conciatore, 229. 
Umfiradua de fìubuii, 46. 
Unfradua de Fuscaldo, 69. 
Urbanua il, 4. 
0rao Trabalia justic. terre Trani, 

33. 

> minister. mon. S. Marie de 

Maccla, 49. 

> villiiiius, 51. 

> vict^comea, 58. 
» de Fuxa, 97. 

> AJvaria, 97. 



^Wardaini. 40. 

Vlido, 96. 

WiUelxnua syrac. episc., 10, 12. 14. 

Surei, 14. 

Messan. et Traian. tertius 
episc, 15, 16. 

Arebi«Iiac., 16. 

Burellu9, 11. 

de Gralterio, 11. 

Be.l ingerì US, 40. 

de Aurentia, 42. 

dux, nepos Rogerii Regia, 47, 
49. 68. 

prinoeps, fil. Regia Rogerii, 
49. 61. 

deGalataniaaet monacua,53. 

de Pozolo iiutie., 57, 68. 



352 



INDIOB DD NOMI DI PERSONA 



WillélmaB ATBlariiia, ValMins WOlelmiui RoMafoiie» ì20l 



ìasUoiar., 57, 11& 

de Apolia, 01. 

de Tbermit» 6i, 

rex^ I, 64, 67, 75, 81, 86^ 
88; 107, 196^ 138. 

MfilaooDveiktio^ 8k 

miles de mele sandino, 84. 

de oamerata, 96. 

Stalpelptaa, 97. 

NoveUas, ▼. JXcfréOxm, 98. 

U, rex.. 96» «01, 108, 106» 
108, 111, 116, 118, 128, 
184, 187, 189, 187, 141, 
159, 156, 168, 171, 175, 
189, 190, 800, 810, 217, 
338, 888, 889, 285. 

preeb. card, tit S. Petil ad 
vincola, 115. 

fiUiit Henrioi Tironi, 116l 

Seoterìiis, 119, l80. 

de Girgent, 119. 

notarias regii itiaticiarìi, 119. 

de Mencio, 119, 

de Flandìna, 119. 

de Gaatello, 119. 

miles, 119. 

Bacca, 120. 



de broccato, 165. 

Lassieas, 188. 

Agnflai de casali Alfianì» 808. 

224. 

de Ramerlo, 226. 

de henrieo, 226. 

de Ragosa, 286. 

frater Mabilie, 281. 

de Stefano, 238. 

fll. Aiexandrì, 288. 

Vaccarolis, 2S8. 

in rex, 255, 267. 



Xpistodnlvfl, 22l 



Tohie Ab Devaomenti, 17. 
Tsòle maiorìs, 88» 



gttooariaa senez, 88. 
ZBoobmiim notarias regius 128. 



INDICE DEI NOMI DI LUOGO 



Abtitas in Milado, 88. 

Ademio, 71. 

Agftuaiia, 239. 

Agìanmiaìm puroo>hia, 70. 

Airite^atina eeelatia. 128. 

Abin Alcg, 258. 

Ain ctimaa, 84. 

AloMtaai ▼. Scandali, 158. 

Alffuaam, 28&. 

Alplmam flomen. Syrao., 14. 

wàjoaendola, 97. 

Amftul vilL Blilaoii, 12. 

Apuli», 71. 

Arsdosl locam, 4. 

Area de la donna o Reuoaen, 489. 

Armiro ftnnien, 119. 

Arri, 16. 

AvwUone ▼. Vallo, 97. 

Axarhal SeUem, 24. 

Ayn-ei Cassar o Gmeleas8ar« 24. 
> Snnaehk, 23, 
• Eocube o Cube, 48. 



Santità. 23. 

Balnearia, 59, 60. 

Barda, 24. 

BaydH in Marsala, 33. 

Babgaohadari de Bavele, 24. 

BabBaffdon, 23. 

Ben-ahmed (crista), 84. 

BanaTantom, 115. 

Baoola, 23. 

Blooari, 99, 80, 81« 126. 

Bln-lqrramla. 30. 

Bltaotom. 88. 

Blvarli costa, 97. 

Blvarium lem SilitU de Tallis, 97. 

Blslno, 153. 

Bordonariomin flumen, 88. 

Boaliis de Villanova, 123. 

Botontl, 88. 

Brondoaliia, 171, 206. 

Buadara, 84. 

BuosO, 119. 

Buooa&omsi flonen. 4. 



354 nfDICB DBI NOMI DI LUOOÒ 

Buohubve casale, 30. 
Baeffil o Bilegil, y. vallonus. 
Bu^rerah (area), 84. 
Buluous, 84. 
Busakinani casale, 190. 
Buttéllerie contrata in Panormo, 



247. 



Calabria, 3, 178, 200. 
Oalaxnidonun v. vali., 58. 
OaJatabaturum, 154, 235. 
Oalataniaset, 53. 

Oaloara, 119. 

Oalde quart. Panor., 259. 

Oalkedin, 24 

Oamarata, 64, 254. 

OanaliB iuxtà terram loh. Faules, 

97. 
Oannetuxn super s. Luoiam , 134, 

139. 
» Simonis Cantoris in loco Su- 

sa, 134, 138. 
OappeUa in hon. B. Vir^. Marie 

et Mathei Apostoli etc. iu 

Panormo, 10. 

> domini Ville, 121. 

» S. Mauri ap. Rossanum, 178. 
Oapua, 189. 
Oaroanus, 258. 
Oarplnianus, 39. 
Oas (Casale ?) Oatmet, 259. 
Casale diclus de Si camino iu Valle 
Demine v. Sioaiaino, 12. 

> ultra Alpheu m tluviuuiSy ra- 

cusanum, 14. 
» Nassari, 17, 
» cayti Genecii, 17. 
» Farchina, 22. 

> fìuchibze, 29, 30. 



Casale S. Marie que dicitur de epi- 
scopo Bitecti, 35. 
Glosure, 37. 
de Maccla, 50. 
Pilcnium V. Patemiun, 70 
Treblezinum, 71. 
fraxinum, 72. 
S. Anastasie, 82. 
S. Helie, 82. 
S. Anastasie, 83. 
Comitis Rachal eimelum Ra- 

melh. 102. 
Carrabule o Gorabriclii, 110, 

116, 132, 138, 148, 158. 
de Harsa o Arsa, 112, 234. 
de PoUa, 113, 235. 
Kariani, 116. 
Rahal Senec, 125. 
Gualterii de VaUe Gurreute, 

125. 
Bulchar, 178. 
Busakinum, 190. 
Alfanum, 208. 
de Ligno, 2 18. 
S. Paulaleonis, 218. 
de Bacco. 235. 
Amballiit, 248. 
Scillutani iu tenìmeuto Tir- 
gaui, 250. 
Melis, 254. 
S. Petra, 254. 

S. Felicis iu Calabria , 258. 
268. 
Casalenus, 29, 30. 
Oascudl VÌUCU.S, 58. 
Cassanensl parroohìa, 69. 
Cassar!, contralii iu Pauormo, 257. 
Castellani jati, 177. 

> Gorilionis, 177. 

> Kalatatrasi, 177. 

• Viccari o Biocari, 264. 
Castrum Leo, 8. 



ÌNDIOB DBI NOMI DI LUOdO 

Oastrum Sacci v. Sacci, 71. 

> novum, 254. 
Xixe, 25». 
Oastrcdannia, 119. 
Oasularis Gerardi do PenUrica. 55. 
Oatanota, 55. 
Oathana, 53. 

Oathaneaoia parrocchia, 71. 
Oalula (territ)» 71. 
Oephaludis, Ohephaludis. 57, 77, 

80. 89. 93, 95, 107, 113. 202, 207. 
Oestado, 57. 
Ohalk-el-milky, 23. 
Oharil-el-JnTnmar, 23. 
Ohark-el-mufrac, o Kar-chamu- 

frute. 24. 
Ohatus, 84. 

Ohavlngerl (crax de), 4. 
Ohelandus. locos usque ad flumen, 4. 
Olpro (terra de), 174. 
Olramla, 119. 
Clausura Patellioe ap. Paternonem, 

75. 
OluBulella, 97. 
Ck>ms Sorbi, 58. 
Ck>ndo. V. vali.. 4. 
Ck>mu, fisqui. 224. 
Ck>0entina parrocchia. 69. 
Ooeentiiiorum v. Fona. 150, 152. 
OrlbeUy acqua, 179. 
Crux S. Angeli de Lacu travato, 35. 
Onbuflolyaca, 70. 
Oudlt bei) oallele, 84. 
Ouaencla. 37. 
Ousoris terra, 125. 
Ouasuzd a diousannl, 23, 24. 



356 

Defferim, 196. 

De ibn Ohallfe, (mandra) Blnohli- 

Ufe, 28, 24. 
Dolous V. Idooia, 76. 
Dukkyara o Durrara Ducerà, 23, 

24. 



Dafhl V. Vallonus, 12. 
Dalmatla. 91. 
196. 



Bcoleaia a. Angeli prope Fillinum, 

137. 
8. Angeli, 69. 
8. Angeli de campis, 205. 
s. Angeli in partibus Mal- 
veli, o Malveti, 218. 250. 
8. Anne de Galat in |Me88Ì* 

na. 71. 
8. Antonii In Panorme, 921, 
21u. 

8. Blasii ap. Milacium, 12. 
8. Clementis in Meaaana, 179. 
8. Co8me cephaludi, 25. 
8. Goami de Gratera, 235. 
8. Gbristofori ante portam 

Eliceli. 97. 
8. Demetrìj, 66. 
8. Georgii in loco qui dicitar 

Refea. 123. 
Georgii in eheph., 199. 
Georgii de Gnitera, 248. 
Hclij. 71. 

Jacobi in Panormo. 92, 210. 
lohannia conatructa a Ioan- 

ne de Roccarortc. 121. 
Ioannia de Roccella. 235. 
lohaniiis, 25. 37. 66. 
lohannis de loroHolutn.. 55. 
Laurenttj, 37, 69. 
Lucie propp Syracuaanam 

civiUtem. ì'S,ki, US, 207. 

234. 
Lode prope Rendam, 36, 69. 



356 



Boalftiria s. Marie de Bosco, 5. 

Mane de Mesaana, v. MonasL 
de soalia, 15. 

Marie de slellis in oppido 
MilitelU, la 

Marie de guardia, 36, 69. 

Marie de foasis, 37, 47, 69. 

Marie de Vaile loaapliat, 66, 
68, 200. 

Marie in parrociiia Rosanen- 
ai. 68. 

Marie de Gaatro in parroohia 
Gaaaanenai, 69. 

Marie in Patemione, 71. 

Marie in Àpulia, 71. 

Marie Maddalene iuxta pa- 
ternionem, 71. 

Marie Maddalene in parro- 
ohia Meaaane, 71. 

Marie de Galataiiniet in Mea- 
aana, 71. 

Marie de Latima in Panor- 
mo, ^. 

Marie de Marturana in Pa- 
normo, 92, 210. 

Marie de feudo Petri Alferii, 
97. 

Marie a Matfaieo vioec. fun- 
data, oMonaaterium S. Ma- 
rie de Latinia in Panor- 
mo. 110, 116, 210. 

S. Marie de Gamarala, 114. 

Marie de Latina in Hieru- 
aalem, 120. 

Marie Nove in Monte Re- 
gale, 193, 197, 205, 223, 
227. 

Marie Agrigentine, 231. 

Marie de Zibel magno, 235. 

Marie de Cripta Panor., 247. 

Marie Nove in Panormo, 
(V. a Matheo eco.), 256, 268. 



INDICE DBI NOMI DI LUOGO 

BooIeBla Mardi in quarlerio Saral- 



kadi Panormi, 44, o vene- 
torum Panormi, 92, 149, 
209. 

Martini, 52. 

Michaelia de fuacaldo, 37, 69. 

Miohaelia arcangeli de Ca- 
aali, 70. 

Michaelia apud Patemionem, 
71. 

Nicbolsy de Malovieino in 
territorio Doid, 76. 

Nicolai de laccon, 37, 69. 

Nicolai de Campo, 50. 

Nicolaj in Meaaana, 104. 

Nicolai de Kemuuia, 214. 

S. Nicolai de Malvidno o 
Malveaiu, 202, 235 (v. 76). 

Nicolai, 218. 

Nicolai de Ganrata in loco 
Policij, 235. 

Opuli in territorio Melitenai, 
13. 

Panormitana mater, 210. 

Perpetue inTarentina parro- 
ohia, extra Tarentum, 70. 

Petri, 36, 47, 69. 

Petri de ferlito, 36, 69. 

Petri in Goloaano, 39, 173. 

Petri de Haduro in perL Pa- 
temionia, 125. 

Petri regiiPalatii in Panor- 
mo, 210. 

Philippi apoatoli, 70. 

Phiiippi de Argirò, 118. 120. 

Salvatoria cephalud. 59, 80, 
186, 234. 

Salv. Balnearie, 59. 

Salv. extra caatellum Came- 
rate, 64. 

Salvatoria de Galanna, 111. 

Salvatoria de Gapicio, 235. 



INDIOB DK HOMI BI LOOM 86t 

Sooleaia Salvatoris do MeraeUo, 184. Fona CosenUnorum o Cutentinorum, 
Silvestri, i7a 150, 158. 

Spirìtus in porta Brandiaiì, > Musei, 119. 

171, 205, Frazinum casale, 7t. 

Stephani de Martaraao, 37. Fandaoum olagiorom, 196. 

S. Theodori in parroehia Gas- Funies, 119. 

senensi, 69. Fusoaldi fines, 46. 
S. Tbeodori io dvitate Mar- 

turìne, 69. CI 

(sacri domini) Templi, 56. 

Syracosana, 223. Oadlr Setfura, 23. 
Trinitatis, 37. > sexsursi, 24. 

Trinitatis in Bosco Villano- • Al-mikka, panlannm ssa lo- 
ve, 123. cum, 23. 

Venerìs o Guerrerii prope Qa^lianiia, 119. 

Rendam, 36, 47, 69. CHuidr-étanika, 24. 

Vinoentg in tenimento Mon* Qerbae insula, 91. 

tis alU, 36, 47, 69. Oiraoiiia, 83. 

mbak al kelvin o CThalkadin, 23^ Girepioiiui o Qerebioli, 150, 152. 

24. Golooaniui, 39, 53^ 82, 100, 173, 235. 

megli V. VaUo, 30. Oratara, 82, 235. 

Bpanohanie v. VaUon., 29. Orati, 218. 

Oravlns^ 35. 

F G^nunna, 34. 

G^mtta de Mosea, quod item appai- 
FttatUamaba, 82. lator StrataUa, 34. 

Fatuaa o Fatoaa ruga Panormi, • S. Ganionis, 35. 

74, 86, 134, 139. Oubòloniun Damma di Lise, 196. 

Farantinna, 161. Chiadbuali, 24. 

Farragina in Valla Milacii, 12. Ouadboohy, 23. 

Fioharina in Valle Demine, 4. Onsirat Esobbugi, Zizerelh et Ze- 
FUlinua in VaUe Milacii, 37. buchi, 24. 

Fimi insala prope portom Gali. 179. 
Fittalia o Fitalia. 31, 32. ■ 

Fiuman gratere, 57. 

sancti yconij, 57. Habal edarge in Panormo, 247. 

Bahal-Batal, 57. Haldrid in territorio Panormi, 258. 

asini, 82. Halaphabar iuxtaportam PaUtaUo- 
Oedezebachi, 88. mm, 258. 

tortum, 235. Halia (s.) Ruga in Panormo, 258. 

Fona frìgida, 68. Haraolia» 24. 
> Angeli, 97. 



358 



INDIOB DEI NOMI DI LUOOO 



Idoyoia» 76. 

InfLrmaria cephaludi, 266. 

lohannis (s.) de Rochella, 26. 

Iteotaxn, 35. 

luBie in Biccari, 127. 

lusaiat-él-Met^er o Zureift, 23, 24. 



Kalat&phime, 116. 
Karaloadi, 149. 
Kariani casale, 116. 
ELarikennu8ur, 23. 
Kark-^minahur, 24. 
Kemonia in Panormo, 178. 



Lama Stiutini Longi Inter fines Bi< 
tecti et s. Nicandrì, 35. 

> Gravi lionis, 35. 
Lateranus, 222, 223, 227, 237, 253. 
Lasrpofloum, 70. 
IjeontlnuB 125. 
Llbrlfires o Liblrge, 24. 
Iiiotloo locus ubi est Monasteriom 

s. Angeli de Valle Demine, 3. 



ICayda» 24. 
MalpertoB vali. 58. 
Manousa in Valle Milaoiì, 12. 
Mandanloiua, 89. 
Manhuedte, 82. 

Maadra Muddid. o de Muddo, 24. 
Mannare mona, 4. 
Markaltesselizn o Azarkal-ael- 
lem, 24. 



Marohalt batayb., 23. 

> bettays, 24. 
Iftarlatalle mandra o MazostaUa, 

23. 
Marlus in part. ter. Scordie, 55. 
MarnaHa, 23, 24. 
Martarana, 37, 69. 
ICatera, 35. 
ICatina, 34. 
Macaria, 116. 
Masarìensis via, 84. 

» parrochia, 71, 158. 
MeUltuB, 35. 

Mesaokaourìa in Mikcio, 12. 
Messana, 5, 9, 17. lì, 101, 102, lOJ, 

178, 200. 
Meaaepe Gasale, 71. 
Mldlne idest latine Panormum, 3L 
MUlis, 89. 

MilaoluB, 12, 89, 103. 
MlUvlnoB V. vali. IX 
Mintine v. vali, 29, 30. 
Misleali prope Gareanum et Pater- 

nium, 258. 
Mistretta, 235. 
Molendinum in rivo Merdario, 97. 

> de Talarico in pertinen. Pa- 

temionis, 126. 
• Trululim, 128. 
Monasterium S. Alarle, 126. 

» S. Angeli in Valle Demi- 
ne, 3. 

> S. Anne in Messana, 88, 166. 

> S. lohannis inter fines Pascal- 

di, 46. 

> S. lohannis Exocaliva extra 

muros Regg, 185. 

> S. Laarentii inter fines Fa- 

soaldi, 46. 

> S. Marie de Gmpta in Mar- 

sala, 43. 

> S. Marie de losaphat, 36, 46. 



INDICB DBI NOBII DI LUOGO ^50 

Monasterium S. Marie de Burdunu- 

ro in Messana, 88, 167. 
S. Marie de Latini» in Mes- M 

sana o de Italia (?) 163. 
S. Marie de Latinis in Pa- Naaida <licta AiMdoha, 12 
nornio, 129. Natalia v. ValL, 23. 

S. Marie de Ligno, 216, 230. Niooslnua, 119. 
S. Marie Nove in Montere- Nioolaiui (S.) de Bosco, 134, 139. 

gale, 169, 171, 175, 184. Nish&&t, 23. 
S. Marie de Maeola, 49. Nota, 152. 

S. Marie Spelunse civitatis 

Panormi o Cripte, 195. O 

S. Marie de Vicoaro, 264. 
S. Marie de Scalis in Mes- Oedeiebuohl v. Flumen, 83. 



OliverioB v, Tonnara, 6. 

Opuli o Obuli V. Monasterimn, 

13, 14. 
Oratorium S. Georgii, 121. 



sana, 16, 101. 

S. Marie de Gala, 18. 

S. Michaelis Arcangeli intra 
(Ines Fuscaldi, 46. 

Opuli o Obuli, 13, 14. 

S. Panteleimonis, 24. I 

de Placa o S. Salvatorit, 7. 

S. Salvatoris de Mercello 184. Palatlolos, 125. 

S. Spiriti Panormi, 250. Falena, 235. 

S. Trinità lis Melitensis, 25. Palermo, 74, 86. 

Ustioe in Panormo, 259. 
Mona Fors in Valle Milacii, 12, 102. 

Cimij, 69. 

GibiliuRgne, 58. 

Gii)clluii, 124. 

Micbine, 58. 

Majorit, 235. 

Pateum, 84. 

PilaU 58. 

Peregrinus, 247. 

RegHlis, 169, 171, 175^ 184. 

Rotundi, 58. 
Monahar o Miraachar, 23, 24. 
Morandi jaidinum in Panormo, 179 Patemuiui, 259. 
Mudbi Dilbussem, 55. Paula (de) molendinam, 46 

Musei fons, 119. Perronochou, 12. 

Muoulau o Musleo, 23, 24. Petralia 57, 82, 19. 

Pflero, 14. 



Paludes S. Martini, 97. 

Palua de sepibus prope casale S. Ma- 
rie Biteoti, 35. 

Panormltana via, 84. 

Panormus, 20, 110, 121, 124, 127, 
138, 169, 195, 207, 213, 247, 258. 

Fante! ftlmon in insula versus Li- 
briges, 24. 

Psuraspona in Valle Biilacii, 12. 

Patemionia oppi>lum, 71. 

• territorlum, 124, 125, 201. 

Patemum, 97. 
i casalis, 70. 






860 



IHDIOS DBI MOHI DI UIOGÒ 



Phaohaer iuxta iudeorum sinago- Revainudo, 84. 



gam in Panormo, i95. 
Philinum, 69. 
PtaiUppus (S.)Argirij, 118, 119, 120, 

147. 
Filati y. Mona, 58. 
Pirisiam, 29. 30. 
Plaoa (monaatorìam de), 7. 
Planitia S. Pancratii, 71. 
Plaaia, 71. 
Plinffa, 82. 
Pólamum, 8. 
PoUcdiia, 82, 100, 141, 235. 
Polioomm torrìtorìam, 70. 
Polla easale, lidi, 285. 
PolUnA, 82. 
Pone, Carharìcis, 84. 



di la don- 



Reuoaoa terra o 

na, 169. 
Ripa •orvonuD, 97. 
Boooa aainif 82, 235. 
RoòhaUa, 25. 
Boosanoiiai parroehia in Calabria, 

6a 
Rotondi ▼. Mòna., 3& 
Ru8» magÌBira MpaaaDe^ 109. 
Rupaa GeMudi, 58. 



9 



Saooi castrum. 71. 
Saotiro V. Vallanwa» 4. 
SaUida de Zmqaia. 12. 



Porta Tbermarum, 138, v. Sautam Salioia, 97. 



Janioa. 

» S. Agàthe in Panormo, 149. 

> de Siniscaioo, 166. 

• Rote in Panormo, 178, 259. 

» Patitellorum in Panormo, 
258. 
Portum Gali. 179. 
PsUoamoie (terra de), 12. 
Puteum ben carabe, 84. 

» bugerah, 84. 



Rahal batal lluinen, 57. 



8. A II tornii 

BramuB, 35. 

TohannJB Spelunea, 15L 

Kuriaca, 176. 

Mauri de Calabria tarrìt, 46. 

Mauri Qaatnim, 68. 

Marie terra, 98. 

Petri ImparialiB territ., 70. 

Silvestri y. VaUoiuaa» 4, 3. 

Stepbani insula sub. Taorome* 
nia, i2. 
Satitem Janioa none Porta Tiiei^ 

marum, 196. 
Soala in terrìlor. Patemioais, 124^ 



Rabal-kerains in teoimento Bieoa- Boandall v. Thaadatbi, 163. 

ri, 29 o Bin kyramia, 30. Soitiia, 125. 

Rabalukyl in Marsala o Raohale- Soordia, 55. 



oidi, 23, 24. 
Rahsd-Maaoris, 56. 
Itamelia in contrata Agrigenti, 231. 
Ramet o Qaaale Ctomitia, 102. 
Randadum, 5. 
Refea, 123. 
Randa, 36. 



Semlnarimn oasftrum, 46^ 69. 
Seralkadi quartarinm, 44, 14, 02. 
aerrum de Villa, 12. 
Sepponis, 43. 
flioamliìo (feudo de) in Valle Mila- 

oii, 12. 
Bioilia, 71 eoe. 



INDICK DEI NOMI DI LUOOO 

Sinaffoga itideorum ìir Panormo, ValIlB Scaramis, 97. 



361 



196. 
Byraouaa, 4, 158. 
Sterco magn. oolL, 8. 
Strate S. TrìronÌ8, 97. 
Stratélla o G^mtta de Mosoa, 34. 
SabUmani terra, 97. 
Surohi, 12. 
Svaa, 134. 138. 



Talarioo (molendinum de), 125. 
Tale Inaula, 6. 
Taroallom flumen, 23. 
Tarantina parroohia, 79. 
Tauromenia^Tauroineniam, 8, 72. 
Temelie. 235. 



Vallo o VaUonns S. Silvestri, 4. 5. 
Saotiro, 4. 
de Gondo, 4. 
Terganidi, 5. 
de Dafni, 12. 
Montia Plinti, 57. 
Galamidonim, 58. 
Malpertus, 58. 
Manohuaite, malpertus, 82. 
burafin. 84. 
MeliYiain, 12. 
NaUlie, 2a 
Buegil, Bulegil in territorio 

Vicoari, 29, 30. 
Epenohenie, 29. 
Mintine, 29, 30. 
Elegil, 30. 



ThanduU v. Aloastani, Scandali, Vélletri, 197. 



Via puplica regia, 193. 

> quo duxit ad caatram Xixe, 
259. 
VIooari o Bieoarì. 29, 30, 264 
VIooa Vilielmi laaoiei, 165. 



163. 
Tiriganum tenimen., 250. 
Tonnara Oliverìi, 6. 
Tosa, 235. 
Trayna, 119. 
Treblesinnni casale, sive Arbora, Villa (aerrum de), 12. 

71. VlaoUia, 33. 

Txiohana (criata de), 12. 
Trulnlim flumen in parr. Agrigen- JL 

Una, 12& 
Turchi] terra, 168. Xiza in Panormo, 259. 

Turria iuxtA portaro cephaludi, quod Zire o Ciré Soherfln , o Insula 

haetenua aolebant tenere bardarli * Veterani, 41 . 

duane episcopi, 244. 



Vacarle, 97 
Vallis Avellane, 97. 
• Milaoii, 12. 



Zendube, 29. 

Zinquia. v. SaUida de. 12. 

Ziaereth et Zebuohi, 24. 




SOMMARIO 

DELLE MATERIE CONTENUTE NEL PRESENTE VOLUMI] 



Preftksione : 

§ I. Neccg8it& di eompilare il Regesto dei documenti dell'Epoca 
Nornoaiina neiritalia meridionale» e bisogno di ricercare gli 
Archivi per gli inediti; la riceroii in pochi centri di Sicilia 
ne ha dato ili p. V 

> II. Donde ho tratti i 111 documenti. Fondi arohivittici e mas. 

della Biblioteca Comunale di Palermo . . . . • XVII 
» HI. Perché pubblico due transunti dal greco ...» XXII 

• rV. Divisione dei doc. in traduzione dal greco e dall'arabo e 

in testi originari latini : questioni circa le date di una 
scritta privata e di tre privilegi Ruggerìari tradotti dal 
greco » XXVI 

• V. Dei testi originalmente in latino; importanza storica di al- 

cuni > XXXI 

> VI. Divisione dei 111 documenti in pubblici e privati. 1 privi- 

legi e le l(*ttere; si combattono alcune opinioni dol Ficker 
e del Pliilippi sulla Cancelleria Svevn; il colore porporino 
nella rota di un privilegio di Guglielmo . . . • XXXV 

> VII. Carte giudiziarie ed ecclcHi astiche. Osservazioni sulla Can- 

celleria pontificia di Alessandro IH. Concessioni enfitcutiche 

in Cefalù XL 

» Vili. Documenti privati : scritte e carte. Osservazioni sul docu- 
mento privato > XLVI 

> IX. Criteri paleografici di trascrizione; o^ervazioni per la pa- 

leografia del tempo norma nrto. Conclusione. . . • L 
» Ul 



• 



364 SOMMABIO DELLE MATERIE 

Dooninenti : 

I. (6600) 1002, Aprile, Ind. V : 

Raggiere Conte di Calabria e Sieilia eoneede parecchie terre al Mo- 
nastero di 8. Angelo in Val Demone, e per esso al suo abbate 

Teodosio. (Da un transunto del 1396) p. 3 

IL (6601) Messina, 1002, Decembre, Ind. I: 

Ruggiero Conte di Calabria e Sieilia eoneede a Chremete, abbate di 
Placa, alcune terre et vigesimam numerathnem honUman QuÈn- 
leonUy per costruire il Monastero di s. Salvatore. (Da un tran- 
sunto del 1416) » 7 

m. Palermo, 1113, Ind. YI: 

Gualtiero Arcivescovo di Palermo insieme ai vescovi di Girgenti e 
di Siracusa conferma essere stata da lui benedetta la Cappella di 
Cristoforo ammiraglio dedicata al Conte Ruggiero > 10 

IV. (6623) 11 15, Maggio, Ind. IH (?) (VHI): 

Ruggiero, Conte d'Italia, Calabria e Sicilia, dona a Gualtiero Gavar^ 
retta in feudo il Casale detto di Sicammo, in territorio di Milaz- 
zo. (Trad. del 1416) «Il 

V. 1115, Ind. IV(?) (Vm): 

Guglielmo vescovo di Siracusa eoi consenso dei suoi canonici con- 
ferma al Monastero di s. Opule in Calabria, nel territorio di Me- 
nto, i possessi cbe aveva la chiesa di s. Lucia in Siracusa, per 
donazione fatta da Giroldo di Gentina 13 

VI. 1123, Ind. I: 

Guglielmo vescovo di Messina e Traina alla chiesa di s. Maria, edi- 
ficata dal Conte Ruggiero e dalla Contessa Adelasia, concede al- 
cune giurisdizioni ecclesiastiche ' > 15 

Vn. Messina (6635), 1127 Giugno, Ind. V: 

Ruggiero, Conte di Sicilia Calabria ed Italia, dona ad Ansaldo, vi- 
cecomite di Arri, il Casale di Nassari con 32 villani, alcune vi- 
gne ed una casa in Messina. (Trad. del 1427) » 16 
vm. 1130 (6639) Settembre, Ind. IX : 

Ruggiero re nomina Rertrando di Noto a rettore della chiesa di s. Ma- 
ria delle Stelle in Militello. (Trad. di data incerta) . . » 18 

IX. Palermo (1131) (?) Marzo (Ind. Vili): 

Ruggiero re, stando in Palermo, dona all'abbate del Monastero di 
s. Maria di Galat alcune terre in Mineo. (irad. di data incerta). » 19 

X. Palermo 6636 (?), Ind. VI t), (1131) Maggio 11, Ind. VH: 
Ruggiero, essendo in Palermo coi suoi Conti e Principi, conferma 

a Rartolomeo abbate del Monastero di s. Maria della Grotta in 
Marsala un privilegio del 6606 (?) fatto da lui e dalla madre sua 



OONTKNtmi NBL PRBSSlfTB TOLUMS 866 

Adelasia, col qaale donavano il Casale di Farchina vigne e terre, 
e oonoedevano il diritto di libera barca come aveva tiisposto il 
fondatore Grìstotiulo. (Transunto de! 13 Luglio 1273) • . p. M 

XI. 1136 Gennaio, Ind. XIV : 

Davide abate del Monastero di s. Trinità di Melilo, col consenso 
dei suoi monaci e di Ruggiero re di Sicilia e d'Italia , concede 
alla chiesa di Cefalù la chiesa di s. Cosmo con tutti i possessi 

ed i villani • 25 

1290, 12 Febbraio, Ind. IV : 

Notifr Benedetto di Palermo, ad istanza di tal Coppula, transunta 
due privilegi di Ruggiero scritti in greco ed in arabo. . • 27 

XII. 1136 Aprile, Ind. XIV, (6647) : 

Ruggiero Re dona ad Adelina, che era stata nutrice del figlio suo 

• Enrico, alcune terre e villani noi territorio di Vicari . • «29 
XII.^«« 1136 Aprile, Egira 530, Ind. XIV: 

Ottilo Bingelir, in esecuzione del privilegio di Ri» Rullerò concednto 
ad Adelina, balia del di lui figliuolo Enrico, esegue l'assegnazione 
delle terre * . • 30 

XIII. 1136 Maggio, Ind. XIV : 

Urso Trabalia, giustiziere in Tran!, dirime nna questione fra il Conte 
di Conversano e i forestieri di Bitetto e Viseilia drea il terra- 
tioo «33 

XIV. Cosenza 1138 Settembre, Ind. I: 

Arnolfo, vescovo di Cosenza, a preghiera dei monaci del Monastero 
di s. Maria di Oiosafat^ concede alla chiesa di s. Vineenzo in 
Montalto alcuni diritti ecclesiastici •36 

XV. 1140 Giugno, Ind. II: 

Adelina, nipote di Re Ruggiero , dona a locelmo, eletto di Cefalù, 

* per la chiesa di s. Pietro di Qolosano alcune terre e set vil- 
lani •38 

XVI. 1141-8 Settembre, Ind. V : 

Gaimaro, figlio di Alfano, dichiara possedere ingiostamonte alcone 
terre nel luogo detto in Saraceno Ciré Scerfin e in latino Insula 
Veterani^ che restituisce al Vescovo di Cefalù cui appartene- 
vano » 41 

XVn. (6660) 1142, Febbraio, Ind. V : 

Ruggiero Re concede al monaci del Monastero di s. Ilaria di Mar- 
sala alcune terre •42 

XVIII. 1144 (6652) Febbraio, Ind. VII: 

Ruggiero Re concede ad alcuni eitladini veneti una chiesa greca, 

QA&un — / documsfUi tnetfilt, eoe. 27 



366 SOMMARIO DBLLE MAtBRIB 

distrutta dai Saraceni, per costruirvi una chiesa in onore di s. Mar- 
co. (Transunto del 1309) p. 44 

XEL 1144 Ottobre 18, Ind. vn : 

Ruggiero conferma, a preghiera di Giovanni Aurìs Aurea priore, 
alcuni privilegi appartenenti al Monastero di s. Maria di Gio- 
safat > 45 

XX. 1144, Novembre 3, Ind. VIH : 

Ruggiero conferma ad Ureo, abbate del Monastero di s. Maria di 
Macda, i privilegi precedentemente conceduti a quel Mona- 
stero » 49 

XXI. 1145, 13 Gennaio, Ind. VIU : 

Ruggiero rinnova ad Adelina il privilegio che le avea conceduto 

nove anni prima . » 52 

XXn. 1144 Giugno, Ind. Vili: 

Accordo sulla prebenda deirArcidiaconato di Catania . . » 53 
XX ITT. 11(45), 2 LugUo, Ind. VU : 

Enrico e Beatrice coniugi donano alla chiesa di s. Giovanni alcune 

terre m»partUnu terre Scordie * 54 

XXIY. 1145 Ottobre, Ind. IX : 

Guglielmo di Puzzole, Guglielmo Avalerio, Rinaldo di Tusa e Ave- 
nello, regi giustizieri, per ordine di Ruggiero re di Sicilia e Italia 
assegnano le divise della chiesa di Gefiedù e quelle delle terre di 

Gratteri » 57 

XXY. 1147 Maggio, Ind. X : 

Arduino, priore della chiesa di Bagnara, col consenso dei suoi mo- 
naci, stabilisce che la sua chiesa sia suffiraganea a quella del 

s. Salvatore di Gefalù • 50 

XXVI. 1150, Ind. Xffl : 

Arduino, vescovo di Gefalù, riceve da Aicardo terram de pantano, 
non tanto pei suoi malfatti verso la chiesa, quanto per restitu- 
zione di ciò che avea preso dal tesoro vescovile ...» 62 
XXVn. 1153, 21 Maggio, Ind. I: 

Lucia, Signora di Cammarata, col figlio Adamo pone a rettore della 
chiesa, da lei costruita in quel territorio, tal prete Guido . • 64 
XXVm. 1153 Dicembre 3, Ind. U : 

Alessandro di Buhone restituisce al Monastero di s. Maria di Valle 
Giosafat la dotazione di s. Demetrio e di s. Giovanni, che per 

lungo tempo s'era appropriata » 66 

XXIX. (1154-1166): 

Re Guglielmo I conferma al Monastero di s. Maria di Valle Gio- 
safat i privilegi conceduti dal padre suo Ruggero e dagli altri 
baroni (Falso) » 67 



CONTENUTE NEL PRESENTE VOLUME 387 

XXX 1156. 6 Gennaio, Ind. Ili: 

Gli eredi dell' ammiraglio Teodoro vendono al alorioao Ammira- 
glio di Salerno (Matteo vicecaneelliere regio) i loro beni posti 
in Palermo pel prezzo di 600 tari. (Traduzione di data in- 
certa) p. 73 

XXXI. 1150, Ind. IV : 

Adelina, nipote di Re Ruggiero, dona un mulino alla chiesa di Mal- 
vicino, da lei fondata in onore di s. Nicola . ...» 76 

XXXII. 1157 (t): 

Rosone, vescovo di Gefalù, accorda alcuni diritti ai borgesi della 
sua città e stabilisce i diritti di scannatura, molitura, caccia ed 
altro «78 

XXXIII. 1157 (t): 

Inventario dei beni della chiesa di Gefalù sotto il vescovo Rosone. • 80 

XXXIV. 1159 (?) Gennaro 2, Ind. Vii: 

Rair.aido di Tusa, gran Giustiziere della Magna Curia , dirime la 
controversia tra Gilberto eletto di Patti e Rosone vescovo di Ge- 
falù » 81 

XXXV. 1159, Ind. VH: 

Giovanni di Malconvenant assegna alcune terre ad Enrico Fedele 
suo •83 

XXXVI. (6669) 1161 Gennaio, Ind. IX: 

« Istromcnto di la vendicioiie di un forno fatto in lingua greca lan- 
no della creacione del mondo 66(39 al mese di Gennajo de la 
Villi' Indizione et de la incarnaoione del verbo di Dio Tanno 
1161 et tradotto in questa lingua italiana. > (Traduz. di data in- 
certa) •85 

XXXVII. (6672) 1163 Settembre, Ind. XH: 

(iiovanni secreto esegue la volontà di Ruggiero secreto, marito di 
Ola Graffèo, relativamente alla fondazione dei Monasteri di s. Ma- 
ria di Rordonaro e di s. Anna » 88 

XXXVIII. 1164 (t) : 

Rosone vescovo di Cefalù, insieme al capitolo, ce<le a Giovanni Pa- 
gano ed eredi una bottega vicino porta di mare, pel censo di 20 
tari da 4)agarsi in tre rate «89 

XXXIX. (6673) 1165 Aprile, Ind. VII: 

Filiberta vedova di Rodolfo, figlio di Daniele, fa il suo testamento, 
lasciando come erede l'Arcivescovo di Palermo sotto speciali con- 
dizioni. (Traduzione di data incerta) «91 

XL. 1166, 15 Decembre, Ind. XV : 

Rosone, vescovo di Cefalù, dà a Guglielmo di Gammarata il per- 



368 SOKHÀRIO DBLLB KATBRIB \ 

niexHso perchè co^trui$ca un malino eoli' obbligo di dividerne il 

reJ'Iito coila chic^ia p. 93 

XLI. 1166, Ind. XV : 

Martino dì Bisiguaiio doiiu alcune terre nel territorio di Polizzi alla 
clii'i^a di CiTalù, in onore di Dio di Maria e di S. Domenico. • 95 
XLII. 1107, 28 Luglio, Ind. XV: 

Scgclguarda, m<.>glie del eonte Raimondo, dona alla ehiesa di s. Cri- 

stoforo alcune o^ise e terre > 96 

XLIII. 1167 Sett., Ind. I: 

Bosone, vescovo di Cefalù, concede, col consenso del suo capitolo, 
che Roberto di s. Giovanni continui a reggere le chiose dì Goii- 

sano e di Polizzi ' . . . • 100 

XLIV. Marzo, Ind. I : 

Guglielmo re con Margarita, madre sua, a richiesta dell'abbadessa 
Antiochia concode al Monastero di s. Maria delle Scale in Messi- 
na il Casale del Conte, (detto in lingua saracena; Rahal elmelum 
Rameth) posto nel- territorio di Milazzo . , . . > 10i 
XLV. 1 163 Luglio, Ind. V (t) : 

Nicola primo arcivescovo di Messina viene ad un accordo eoi suoi 

canonici, che gli avevano mosso lite • 103 

XLVL 1169 (t): 

Copia informe di una petizione fatta a Re Guglielmo dai canonici 
di Cefalù, perchè si sepelliscano nella loro chiesa i corpi dei Re 

Ruggiero e Guglielmo I • 106 

XLVIL 1160 Febbraio, Ind. II: 

Guglielmo Ro di Sicilia, con la ma ire Margarita, concede a Matteo. 
maestro notaro suo, il permesso di costruire in Palermo un Mo- 
nastero di <Ionn(> in onore di Maria Vergine. . • . • 109 
XLVUI. 1169 Maggio, Ind. U: 

Guglielmo Ro, colla madide Margarita, conferma a Stefano il privi- 
legio fntlo «il Giovanni vescovo di Catania perla chiesa di s. Sal- 
vatore di Calanna . , » 111 

XLIX. 1 169 Novembre 23, Ind. Ili : 

Alessandro ILlt papa, concede a Rosone che sia vescovo di Cefidù e 

ne conferma i privilegi regi e pontifici «US 

L. 1169 Dicembre, Ind. Ili: 

Tustano, vescovo di Mazzara, esonera dalle decime ocelesia^tiche il 
Casale di Curubrijhi, donato da Matteo, regio vicecancelliere, al 

Monastero «la lui fondato in Palermo • iXh 

LL 1170 Gennaio, Ind. Ili: 

Avenello, regio giustiziere» per ordine del re dirime una lite Ira Ni- 



OONTENUTE NBL PRBSBNTB TOLUMB 360 

cola priore di S. Filippo e Goffredo Frangipane. ( « Privilegiom 
diviflionis (erramm Ecclesie Sanati Philippi diete de Musei, et ai- 
tori us Privilegi] divisionis presentes « ) p. 118 

LII. 1170 Febbraio, Ind. IH: 

Roberto, vescovo di Catania, concede al Monastero di s. Filippo di 
Argirò» dipendente da s. Maria de Latina in Gemsalemme, alcu- 
ne decime e giurisdizioni ecclesiastiche • 120 

LUI. 1170 Febbraio, Ind. IH: • 

Gentile, vescovo di Girgenti, concede che Ansaldo regio Castellano 
del Paiazzo, fondi nel Bosco di Villanova la chiesa di s. Maria e 
riedifìcbi l'altra di s. Giorgio nel territorio di Refes . • 122 

LIV. 1170 Ottobre, Ind. IV: 

Guglielmo re concede a Stefano, eremita del Monastero di Monte 
Gibello, il mulino di Talarìco presso Paterno e il Casale detto 

Rahel Senee in Lentini •124 

LV. 1174, Ind. II (t): 

l^t'tro di Pollina colla moglie Alaxiroilla e i figli vendono all'Ab- 
liate di S. Alarla la loro vigna presso Vicari, pel prezzo di 130 

tari .126 

LVI. 1171 Marzo, Ind. IV: 

(TU^'Iielmo He, stando in Palermo, concede a Gentile, vescovo di Gir* 
genti, il possesso del molino 7Vti/ii/tm, del quale era stato de- 
fraudato • 127 

LVII. 1171 Marzo, Ind. IV: 4 
Marottu, ahbudessa del Monastero di & Maria de LaHnù in Pa* 
termo, dichiara che Matteo, vicecancelliere di Re Guglielmo, 
fondò un Monastero di donne, con larghe ooneessioni di beni, sot- 
toponendolo allordine di s. Ben» ietto » 129 

LVIII. 1171 Maggio, Ind. IV: 

Matteo, vicecancelliere di Re Guglielmo, edifica il Monastero di s. Ma- 
ria Vergine in Palermo, assegnandone i beni e la regola ecoletia- 

stioa • 137 

LIX. 1172 Gennaio, Ind. V: 

Hodoiie, vescovo di Cefttlù, per evitare lite concede agli eredi di Mau- 
ro Blancabarba di Polizzi che amministrino la chiesa di s. Filip- 
po, costruita da un loro antenato » 146 

LX. 1172 Febbraio, Ind. V: 

Mirco Canale con la moglie Rebeoca e i figli concedono alla chiesa 
«li 8. Marco un orto posto fuori porta S. Agata, ohe aveano com- 
prato da prete Anselmo • 149 



370 SOmiABIO DBLLB ICATSUS 

LXL 4172, Ind. V: 

Descrizione delle divise di Girepizi p. 150 

LXII. 1172, Ind. V: 

Goffreilo di Mouch, maestro giaatiziere in Val di Noto, dirime la 
controversia circi il sito del Gasale detto dei Cosentini . » ló2 
LXriI. 1173 Luglio, Ind. VI; 

Il capitolo lipìh) ciiiesa di Gefalù nomina Pietro di Calta vatoro a 
suo canonico, rìoevei|done come omaggio i beni, che questi avea 

nel suo pa«»se » i54 

LXIV. 1174, 30 Decembre, Ind. \1U: 

Alessandro 111 conferma l'edificazione del Monastero di 5. Maria 
de Latina in Palermo, fatta da Matteo vicecanoelliere e ne pre- 
scrive la n^^'ola »156 

LXV. 1175, Ind. VHI: 

Riccardo canonico di Gefalù dichiara avere ottenuto dal vescovo 
la rei Iona della chiesa di s. Lucia in Mistretta, in cambio della 
dv)naziono di tutti i suoi beni dopo la sua morte. . . > 161 
LX VI. (6685), 1 177 Settembre, Ind. XV : 

Leone, colla moglie e i figli, vende al Monastero di s. Maria de La- 
tina una terra posta nella contrada detta in lingua latina : Scan- 
dali, in lingua greca; Thanduihi, in lingua araba: AlcasUmù 

(Truil. del 1346) • 163 

LXVIL 1177 Ottobre, Ind. XI: 

Stefano, c<^Ila moglie, vende una sua casa posta in Gelalù pel prez- 
zo di 230 tari • itS 

LXVIIL (6689) 1177 Novembre, Ind. XI: 

Ola, figlia di Giovanni Graffeo e moglie di Ruggiero figlio del Se- 
creto Giovanni, fa testamento in favore del Monastero di s. Anna 

in Mi'RSina fondato ti al marito suo > 166 

LXIX. 1177 Decembre, Ind. XI: 

Guglielmo conc(^(ie ad Onofrio, Archimandrita del s. Salvatore dì 
Messina, la giurisdizione sui crìmini degli abitanti in terra Tur- 

chii. (Transunto del 1371) «168 

LXX. 1179 Aprile, Ind. XU: 

Moscato del Gattello di Acri, figlio di Roberto Buttilleri, venendo a 
Palermo per un forìsfatto, offre al Monastero di s. Maria Nuova 
di Morreale un servo chiamato Giovanni e1 una terra nel luogo 
detto la Aera de la donna, per incarico di Teodora contessa di 

Gravina » 169 

LXXI. 1 180 Marzo, Ind. Xffl : 

Guglielmo Re, stando in Palermo, concede al Monastero di s. Maria 



CONTENUTE NBL PRESENTE VOLUME 371 

Nuova di Monreale la chiesa di s. Spirito nel porto di Brindisi, 
costruita da Dorante di Brindisi e devoluta poi al regio demanio, p. i7i 
LXXII. 1181 Gennaio, Ind. XY: 

Roberto di s. Giovanni cede al vescovo di Geftdù la chiesa di s. Pie* 
tro in Golisano con tutti i possessi, che vi appartenevano . » 173 
LXXm. 1182 Ottobre, Ind. I: 

Guglielmo II ad maiorem caiUelam rinnova e fa trascrìvere in al 
tre due copie, munite di suggelli di piombo e del suo signaculum 
in cinabro, il privilegio con bolla d' oro , da lui dato il 15 Ago- 
sto 1176 al Monastero di s. Marìa Nuova di Monreale. • 175 
LXXIV. 1182 Novembre, Ind. I: 

TommaHO vescovo tli Regio, col consenso del suo capitolo, rinunzia 
iit favore del Monastero di 6. Murìa Nuova di Morreale ai diritti 
sul Monastero di s. Salvatore di Mercello, fabbricato da Giovanni 
Guruerlengo tlel re^ e sull'altro di s. Giovanni di Essocaliva fuori 

le mura di Regio > 188 

LXXX. 1183 Novembre, Ind. I: 

Uol)crto di Golisano, ricevendo Tabito chiericale dalle mani di Gui- 
done vescovo di Celalù, dona alla chiesa dieci villani una casa 

ed una vigna > 186 

LXXYI. 1183 Gennaio, Ind. III: 

Guglielmo Re, stando nel suo palazzo di Capna, concede al nobile 
Buboncso, cittadino genove<$'*, che sia suo uomo ligio e gli dona 
un Casalino posto in MagiHra ruga Meuane • \9^ 

LXXVIL 118:3 Marzo, Ind. I: 

Ruggiero di Tarsia e Maria figlia di Roberto di Malconvenant, co- 
niugi, rinunziano alla terra di Bisacquino • . . » 100 
LXXVIIL 1183 Novembre, Ind. II: 

Filippa moglie del fu Roberto di Vizini, coi figli Silvestro GuglieV 
mo ed Enrico, dona tutUì le sue ca^e poste nella città di Palermo 

alla chiesa di Morn^ale > 11^3 

LXXIX. (6002) 1183 Dicembre, Ind. II: 

Eugenio Culi Secreto, per la sua guarigione, dona un orto in Paler- 
mo al Monastero di s. Maria della Grotta . . . . • iOó 
LXXX, 1184, 4 Febbraio, Ind. II: 

Lucio III ordina che i vescovi di Catania, morto quello che in alto 
vi si trova, cessino dall'uso del palMi). • Iniuncta nobis • . " 197 
LXXXL 1184 Settembre Ind. IH: 

Guidone, vescovo di Cefalù, concede a Canlagullano una bottega, che 
avea compralo da tal Sinibaldo, sita neUa via che dal mare con- 
duce alla città di GeCslù, pel censo di 20 tart all'anno • > 196 



S7S SOMMARIO DELLE MATBRIS 

LXXXIL 1185 Aprile, Ind. ID: 

GugHcImo n, a preghiera di due monaci del monastero di s. Ma- 
ria di Giosafat» sulla fede dei testimoni, rinnoTa nn privilegio di 
Ruggiero Re, da loro perduto nel terremoto ohe distrusse la loro 

caaa di Calabria p. 200 

LXXXIII. 1185 Maggio, Ind. ITI: 

Guidone, vescovo di Gefalù, consente che Rainaldo del fu Roberto 
dì s. Giovanni assuma la rettoria della chiesa di s. Nicola di 

Malvioino » 202 

LXXXIV. 1185 Giugno, Ind. Ili: 

Pietro, orci vescovo di Brindisi, rinunzia, eoi consenso del suo capi- 
tolo, a favore del vescovo Guglielmo di Morreale, ai diritti che 
avea sulle chiese di a. Spirito di Brindisi e di s. Angelo di Cam- 
po, ch'erano nella sua diocesi > 204 

LXXXV. il» Gennaio, Ind. IV: 

Gualtic*ro Alfano, chiamato dalla Regia Curia di Palermo, rinunzia 
al possesso di un mulino e di un giardino appartenenti alla chie- 
sa di B. Lucia di Siracusa , riconoscendo il diritto del vescovo 

Guido di Ce£ftlù » 2in 

LXXXVL 1186, 16 Marzo, Ind. IV: 

Teocrilo Mairosini di Chioggia fa testamento, dividendo i suoi beni 

a pan^cchie chiese di Palermo > 200 

LXXXVII (1186) Novembre 15, Ind. V: 

Gugliplino II notifica agli ufficiali del regno di aver conceduto al- 
Tarci vescovo di Morreale libertà di transito, e di avers istituito 
quel Cn rei vescovo come giustiziere delle terre possedute e da pos- 
sedersi dal medesimo Arcivescovato > 210 

LXXXVIIL I1S7 Marzo, Ind. V: 

Gnito Riccardo , camerario del re et Magùter Regie Dohane de 
secreHs. prende ad enfiteusi, dall'arcivescovo di Palermo, un pezzo 
di torni presso il regio Palazzo, che serviva come pubblico leta- 
maio • 214 

LXXXIX. 1188 Gennaio, Ind. VI: 

Gualtiero , arcivescovo di Palermo , concede che il Monastero di 
s. Mari:i de Ligno passi dal rito greco al latino ...» 2t6 
XC. 1188 Aprile, Ind. VII: 

Clemente 111 comunica a Guglielmo, arcivescovo di Morreale, che 
gli ha conceduto il diritto metropolìtico sulla chiesa di Siracusa 

« Non est novum • • 2*^1 

XCI. 1188 Aprile, Ind. VII: 

Clemente III ordina al capit<^ di Simousa che obbedisca all'arci- 



OONTINUTK VBL PRESENTE TOLUìfS 378 

vescovo di Morraale, corno sqo metropolita. « 8i quid «k libera- 

litatis » p. 223 

XCII. 1188 Agosto 1, Ind. VI: 

Pietro d*Andrea Goei, partendo pel a. Sepolcro, dUpone di tutti i 
suoi beni in làvore dei suoi parenti e, nel caso periscano i auoi 

eradi, a livore del vescovato di Gefalù • 224 

xeni. 1188 Ottobre 19, Ind. VII: 

Clemente II! ordina che il vescovo di Siimcasa li astenga dall' uso 

del pallio. « Ininncta nobis » . , > 227 

XCIV. 1188 Ottobre, Ind. VII: 

Maria del fd Romano, concedente la madre e col consenso del ve- 
scovo, vende a frate Pietro alcune sue case poste in Cefalà pel 

prezzo di 155 tari • 228 

XCV. 1188 Decembre, Ind. Vn : 

Guglielmo conferma ad Alessandro abbate del Monastero di s. Ma- 
ria de Ligno, i privilegi e i beni. (Transunto del 12S7) • t2è 
XCV. 1189 Aprile, Ind. VII : 

Nf abilia, moglie di Ruggiero di Cantore, dona alia chieaa di s. Ma- 
ria di Gìrgentl alcune sue terre •231 

XCVII. H90 Luglio 10, Ind. VII(?): 

Siolano Figulo dichiara aver preso dal vescovato di Gelalù un pezzo 

di terra per fabbricarvi il suo ufficio > 23i 

XCVIII. 1190. 23 Ottobre, Ind. IX: 

Clemente, papa III, conferma a Guidone vescovo di Gefalù i privi- 
legi e i beni della sua chiesa • 234 

XCIX. 1191 Febbraio, Ind. EX: 

Guidone vescovo di Cefalù, dona ad Arangia, povera ragazza ni- 
pote di Samuehl, una vigna in occasione del di lei matrimonio, 
coll'obligo di corrispondere ogni anno alla chiesa due libre di 

incenso • 238 

G. 1191. Marzo, Ind. IX: 

(tuidone, vescovo di Cefidù conferma a Gregorio Lombardo i poa- 
sedimenti, che teneva in parte dalla chiesa e in parte avea com- 
prati 240 

CI. 1191. Marzo, Ind. IX: 

Stefano, figlio di Giovanni Compagnone, conferma al notaro Malico 
di A versa e h\ìo\ eredi la vendita cli^* avea loro fitta di un orto 

pel prezzo di 318 tari • 24t 

CU. 1191 Aprile, Ind. IX: 

Guido, vescovo di Cefalù, col consenso del capitolo, dona una casa 
vicino la torre della città a Matteo d' Averaa , pel senso di lari 
10 annuali • t44 



374 SOMMARIO DELLB MATSRIB 

Gin. noi Maggio, Ind. IX: 

Tancredi Re di Sicilia dà alla chiesa di s. Maria della Grotta in 
Palermo alcuni possessi che farono di Haly eben Salach . p. 2%6 
Cin.»»^ 1191 Maggio, Ind. IX: 

Tancredi Re dona a Solatici, priore del Monastero di s. Giorgio di 
Gratteri, il casale di Àmballot , eh' era stato del siniscalco Si- 
mone • 247 

CIV. 1103, Febbraio, Ind. XI: 

Celestino III conferma a Pietro abbate che il monastero di s. Ma- 
ria de Ligno passi dal rito greco al latino. (Transuntato 

nel 1237 •249 

GV. 1103 Gennaio, Ind. XI: 

Ruggiero Hamet, regio giustiziere, seguendo l'ordine del re, assegna 
i confini di alcune terre appartenenti al Vescovo di Gefalù per 
cui era sorta lite col milite Adamo di Millia ...» 253 
evi. 1103 Ottobre, Ind. Xn: 

Guglielmo 111 Re, con Sibilla madre sna, conferma a Gof&edo Mar- 
tura na e alla di lui moglie Aloisa la fondazione di un Monaste- 
ro di donne in Palermo » 255 

CVII. 1 104 Maggio 23, Ind. Xn : 

Aloisia moglie di Gro£fredo di Martorana, insieme al marito fonda 
un Monastero di donne in Palermo, e ne redige i capitoli . • 237 
ovili. 1104 Giugno, Ind. XO: 

Bello, castellano di Vicari, dichiara aver venduto a Teofilo abbate 
di 8. Laria di Vicari la sua casa posta m baUio Castelli pel 

prezzo di 100 tari •264 

CIX. 1104 Agosto, Ind. XII: 

Benedetto, vescovo di Gefalù, dispone che le rendite della cappella 
maggiore della chiesa di Gefalù siano spese per le compre delle 
niedele e dei cibi agli ammalati, che sono nell*infermeria . > 266 
GX. 1104 Agosto, Ind. XII: 

Guglielmo III, con la madre sua Sibilla, concede a Gof&edo Marto- 
rana che il casale di s. Felice in Calabria sia dato in proprietà 
del Monastero di s. Maria, da lui costruito in Palermo > 267 

GXl. 1104 Novembre 4, Ind. Xni: 

Sii vena, nbbadessa del Monastero di s. Maria Vergine in Palermo, 
accetta la dotazione e i capitoli fatti da Aloisia e Goffredo di 
Martorana relativi alla regola da seguire nel detto Monastero. > 269 
Appendioi : 

Appunti paleografici sui documenti latini del sec. XII in Sicilia. » 275 
— Materie scrittone > 276 



— Scrìttora 

— Punteggfiatara ^ . . . . 

— Rota o signaoulum 

— Àbbreviatare 

Suggelli reali 

> vesoovili 

> signorili 

Cronologia * . . 

Le pergamene false del Tabulano di a. Maria di Valle Gioeaphat 
Indice dei nomi di persona 

» dei nomi di luogo 



Commeiata la stampa U 2 Oermaio 1899 e ierminaUi U 7 Luglio 1899^ 



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THE BORROWER WILL BE CHARGED 
AN OVERDUE FEE 1FTHISH(K»K IS NOT 
RETURNED TO THE UBRARY ON OR 
BEFORIi T]4E LAST DA li- STAMPriJ 
BELOW NON-RECEIPT OF OVERDUE 
NOTiCES DOES NOT EXEMPT THE 
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