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REALE ISTITUTO LOMBARDO DI SCIENZE E LETTERE. 
Estratto dai Rendiconti. Voi. LI. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 

Tesi presentata alla Facoltà di Filosofia 

dell' Università di Berna per ottenere il 

Grado di Dottore 

da 

TEOFILO SPOERRI 

d'Uster, Cantone di Zurigo. 



Approvata dalla Facoltà di Filosofia sulla proposta del 
professore Jaberg. 

BERNA, il 27 luglio 1916. 

Il Decano : Prof. Dr. Chr. Moser. 




Ulrico Hoepli, Milano — 1918. 



2)edicato a mia moglie. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 
I. 

VOCALISMO. 

Nota del dott. Teofilo Spoerri 
{Aduiìanza dei Si fehbraio i9t8] 



Fonti. 

A. Fonti orali : Il materiale che sta a base di questo 
studio fu raccolto in 4 soggiorni, dal capo d'anno 1914 alla 
primavera 1915. Feci degli interrogatori a Civiasco, Varallo, 
La Ferrera, Boccioleto, Rossa, Carcoforo, Rassa, Campertogno, 
Pila, Riva Valdobbia, Ca di lanzo (Val Vogna) e Fara Novarese. 
Le località studiate più a fondo sono Boccioleto, Rossa, Cam- 
pertogno e Riva Valdobbia colla Val Vogna. Scelsi come dialetto 
tipico quello di Boccioleto-Rossa, perchè presenta il doppio 
vantaggio di esser vivo ancora nella bocca di un gran numero 
di persone e di aver serbato nondimeno il suo carattere arcaico. 

Nella Val Vogna, che ha un dialetto più originale, non 
trovai che una sola vecchia parlante ancora 1' antico dialetto. 
Mi prevalsi nei miei interrogatori del Questio/uìait e composto 
dal signor Prof. Jaberg nelle sue varie escursioni dialettali 
nel Piemonte (ca. 3200 parole). 

Le forme datemi dalle persone escusse furon sempre con- 
trollate attraverso un gran numero di persone, sia nella spon- 
taneità del colloquio, sia mercè interrogazioni dirette. In tutto 
ho passato 8 settimane nella Valsesia, i due ultimi soggiorni 
essendo stato interrotti, l'uno dalla guerra europea, 1' a:ltro 
dall'intervento dell'Italia. 

Mi permetto di presentare al pubblico questo lavoro perchè 
sono convinto che non m'è sfuggito nessan fenomeno impor- 
tante. Il tempo però non è stato sufficiente per notare tutte 
le sfumature e variazioni dei ditferenti parlari locali. 

Le persone che ho interrogate più a lungo sono : 
a Boccioleto: Bo' (o nessun segno) =^ Erminia Piccina, 



392 T. SPOKRRI. 



d'anni 35, della frazione dei Ronchi, Sempre vissuta nel paese. 
Intelligentissima. E la migliore tonte per prontezza, sicurezza 
e abbondanza. Tipo dial. arcaico. — Bo" = Giul i a Pan o zzo, 
vecchia donna della frazione Alloro. Mi recitò diversi canti e 
versetti. Tipo arcaico. — A Rossa: Ro' = Bartolomeo 
Sottile di 29 anni, consigliere comunale, organista, ebanista e 
coltivatore. Ha fatto 22 mesi di servizio nel Veneto. Del resto è 
sempre rimasto in paese. Intelligente e pronto, soggetto però a 
molte oscillazioni e innovazioni. Rappresenta il tipo dialettale 
proprio della generazione attuale. — Ro" = Maria Domenica 
Gallizia, d'anni 80. Racconti molto importanti pel loro carat- 
tere arcaico e per la naturalezza della lingua. — Nella Val 
Vogna: Yo' :=Maddalena Carestia, d'anni 61. Intelligente, 
pronta e sicura. Fonte molto arcaica. (Ca di lanzoi — Vo* = 
Riccardo Carmellino, d'anni 33. Emigrò per 8 anni come 
falegname. Adesso fa la guardia all'Ospizio Sottile sul colle di 
Yaldobbia. Ponte affatto moderna. (Riva Valdobbia). — a Cam- 
PERTOGN ; Cm' = Carlo Viotti, vecchio falegname, che non 
è quasi mai uscito dal paese. Fonte buona ed arcaica. Cm* = 
Giuseppe Sceti, originario di Quare. Stuccatore all'estero, da 
un pezzo albergatore a Cm. Fonte interessante ma non affatto 
sicura. — A C a rcoforo: Ce* = Pietro Ragozzi, fu molti 
anni a lavorare all'estero. Da 4 anni abita stabilmente a Ce. 
Fonte non molto sicura. — Ce' = Notizie raccolte dal profes- 
sore Jaberg in un suo passaggio per quel paese. — A La 
Ferrera: Fé = Pietro Gaietti, d'anni 55; lavorò in 
Francia e nella Svizzera. Poco sicuro. — A Varallo: Va 
Aldo C ol 1 e on i, d'anni 58, fu già tipografo. Sempre a Va. Fonte 
buona ed arcaica. — Della Bassa Valsesia (Isolella, Foresto 
Sesia) ebbi un saggio dialettale in trascrizione fonetica da 
Don Ravelli . autore della nuova Guida Illustrata della 
Valsesia. — Nel Novarese, a Fara (Fa), interrogai il signor 
Francesco Cuntini (d'anni 30, fonte eccellente/ e l'autore 
del testo dialettale nel Rusconi, Luigi Reali. 

Valgono poi come fonti orali i materiali raccolti dal 
prof. Jaberg nell'Ossola e nel Canavese. Do qui l'elenco delle 
località citate in ordine geografico, annoverando fra parentesi 
quadre i dialetti citati in lavori glottologici moderni: 

A. Osso L A- V erba nese-No Varese: [Valle Antigorio : 
Premia: Valle Divedrò: Var'zo ; Valle di Bognanco: Pizzanco. 
Salvioni, Risoluzione Palatina di R e G nelle Alpi Lombarde 
in Studj di fll. romanza, voi. vrii]. Valle della Toce : Domo d'Os- 
sola (Do). [Val Vigezzo : S. Maria Maggiore (SMM), Malesco 



IL DIALETTO DELLA VALStóSIA 393 



(Mal.), Villette /Vl/i. Centovalli: Int?;figiia (Int.). Onsernone 
(Ons.). Salvioui , AG. ix 188-260]. Valle Antrona: Antrona 
piana (Aut.). San Pietro (SP). Viganella (Vig.l. Valle Anzasca : 
Calasca (Cai.), Baniiio iBa.i. Lago d'Orta : Pella (Pe.j. Novarese: 
Fara (Fa) — B. V a l s e s i a - B i e l l e s e: Valle principale: Varallo 
(Va), Pila, Quare, Campertogno (Cm."! Riva VaMobbia. — Val 
Mastellone : La Ferrera (Fé). Val Sermenza: Boccioleto (Bn.j 
Rossa (Ro), Carcoforo (Ce), Le Ferrate (Fet) Val di Rassa : 
Rassa (R) — Val Vogna (Vo) — -, Bassa Valsesia : Isolella (Is) 
Valle Sessera: Crevacuore (Gre), Locchi (Loì. Val d'Andorno: 
Piedicavallo (Pied). [Valle di Strona: Biella (Bi) Fed. Garlanda 
M. A. p. 327-341]. Viverone (Vivi — C. Canavese: Rueglio 
(Ru), Feletto (Fel), Brosso (Bro), Traversella (Tra), Locana (Loc). 
B. Fonti scritte: Si occupò del dialetto valsesiano'il 
SaIrio?ìf nel suo magistrale articolo della Lettiera (1901) 
pag. 715 sgg. Dopo aver additato le condizioni topografiche 
peculiari 'la poca lunghezza della valle, la mancanza di passi, 
le più remote località occupate da \\n dialetto tedesco), egli 
dimostra che la Valsesia si frappone come un cuneo tra i terri- 
tori cisalpini franco-provenzali da un lato, ladineggianti dal- 
l'altro, il tipo valsesiano essendo piemontese ' pur tramezzando 
com'è richiesto dalla situazione, tra piemontese e lombardo'. T 
fenomeni menzionati sono quelli dei nximeri 1^ , 6-9, 28, 29, 69, 
79, 103, 104, 113, 133 della nostra fonetica e morfologia. Il 
Salvioni fa inoltre un breve accenno all'attrazione dell'-i plu- 
rale nell'AG-. ix p. 235 e nel. Krit. Jb. l p. 122. 

Una ricca fonte lessicografica ci è data nel Diz-ionario 
del dialetto valsesiano di Fed. Toiletti, Varallo 1894. Testi 
dialettali sono : 

La Guerra d'Iacmace (lac) edita da Fed. Tonetti nelle 
'Famiglie Valsesiane ' Var. 1884 pag. 102-112. Consta di ca. 
800 versi e ci dà il racconto di una sommossa popolare avve- 
nuta il 15 agosto 1678. Non saprei dire nulla di sicuro circa 
all'età e all'autore: un anonii.io secondo il Tonetti; tal Prospero 
Torello da Borgomanero secondo il Biondelli che dà un 
estratto d'un manoscritto composto 'quasi 2 secoli fa'; tal 
Giovanni Duberti da Scopello secondo il Ravelli, Nuovissima 
guida illustrata della Valsesia p. 219. Checche ne sia, la poesia 
doveva essere molto popolare e oggidì ancora si odoao delle 
vecchiette recitarne centinaia di versi. 

La Parabola in dialetto di Riva Valdobbia (Riv.) e c?n-ers 2 
testi varallesi nel Rusconi. 

Le 'poesie edite ed inedile di Cesare Friyiolini, Varallo 1875. 



394 T. SPOERRI. 



Di Gian Giacomo Mcfssarotfi e di Giovanni Preti si hanno 
poesie stampate su fogli volanti e qua e là in varie pubbli- 
cazioni. 

Sigle delle opere più spesso citate: Anf. ast. — 
Giacomino, La Lingua dell' x\lione. Arch. glott. it. (AG^i xv 
403 sgg. Briff. = Battisti , Testi dialettali italiani. Halle 
1914. Biond. Biondelli , Saggio sui Dialetti Gallo--italici. 
Milano 1853. Cast. = Toppino, Il dialetto di Castellinaldo 
AG XVI 517 sgg. Stud. rom. x, 1-104. Filzi = Contributo alla 
sintassi dei dialettiitaliani. Studj rom. xi 1-92. Gel. = Renier. 
11 Geiindo. Torino 1896. //. gr. = Meyer-Lùbke, Ital. Gram- 
matik. Leipzig 1890. M. A. = Misceli. Ascoli, Torino 1901. 
Monf. = Ferraro, Glossario monferrino, 1881. Musa. = Mus- 
saiia, Darstellung der Altmail. Mundart. Vienna 1868. Piem. = 
Gavazzi. Vocabolario piemontese 1891. Piem. P. = Dal Pozzo, 
Diz. etim. piem. 1893. Pap. = Papanti, I Parlari Italiani in 
Certaldo. Livorno 1875. Par. Ormca = Parodi. Intorno al 
dialetto di Ormea. Stu'ìj rom. v. Pred. =^ Prediche gallo-ita- 
liche ed. Foerster. Eom. Stud. iv. 1-92. Rusc. = Rusconi, I 
Parlari del Novarese e della Lomellina. Novara 1878. REW = 
Meyer-Liibke, Roman, etym. Wòrterbuch. Heidelberg 1911-6, 
iSalv. app. ìomb. =^ Salvioui. Appunti lombardo-alpini. RIL 
xLV. Salv. dial. alp. =^ I dialetti alpini d'Italia, La Lettura 1901 
p. 715 sgg. Salv. dial. srizz. = Lingua e dial. della Svizzera 
it. RIL .XV 1907. Salv. D. V. = A proposito di due voci 
piemontesi RIL xxxvii p. 522 sgg. Salv. K. J. = Krit. Jahres- 
sbericht. voi. i. Salv. lag. mag. = Saggi intorno ai dialetti 
di alcune vallate all'estremità settentrionale del Lago Maggiore. 
AG IX 188-260. Salv. mil. avi. =- Osservazioni sull' antico 
vocalismo milanese. Studj dedic. a Pio Rajna p. 369 sgg. Sale. 
mil. mod. = Fonetica del dial. mod. della città di Milano. 
Torino 1884. Salv. P. Arò. = Glossario del Dial. d'Arbedo 
per V. Pellandini con ili. e note di C. Salvioni. Boll. stor. d. 
svizz. it. voi. 17 (i) — 18 (il). Salv. pai. lomh. = l.a Risolu- 
zione Palatina di K e G nelle Alpi Lombarde. Studj di filol. 
rom. voi. vili 1-33. Salv. sanfr. = Del posto che spetta al 
sanfratellano... AG xiv 437 sgg. Schaed. Ormea ^^ Schaedel, 
Die Mundart von Ormea. Halle 1903. Ton. = Tonetti , Dizio^ 
nario del dial. vals. Varallo 1894. Uas. = Terracini. Il parlare 
d'Usseglio AG xvii. Zucc. ■= Zuccagni-Orlandini. Race, di dial. 
ital. Firenze 1867. 

L'estensione dei fenomeni è determinata in base ai saggi 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 395 



datici da Batt.. Biond., Pap., Rase, Zucc, Schaed. Ormea, 
Salv. sanfr. ecc. e dalle raccolte del prof, Jaberg. - 



Fonetica. 

Nota prelirniuai-e : Si hauno grafie diverse per lo stesso suono, 
sopratutto iu questi due casi: 1*^ quando si tratta di suoni in via di 
sparizione come per es. il s palatale, clic sa di contadinesco e tende 
a sparire presso le generazioni nuove. Ciò avviene attraverso una 
serie di fasi intermedie, che sono notate ora con s ora con 5. Anche 
r « palatale non si può (piasi distinguere dalTrt medio. I suoni t. k, p, 
air uscita hanuo per lo più nn suono intermedio tra la sorda e la 
sonora \t lene, ecc.) ma, a seconda del contesto, si può sentire un t o un 
(/. 11 2" caso è più importante. Vi sonò oscillazioni nella distinzione 
delle vocali : e — r. ò — oe, — e finale — / (lat, — ce). .Si tratta qui 
dell'infiltrarsi di uaa pronuncia straniera (piem. lomb. -comune) che 
si manifesta sopratutto nelle generazioni nuove. Per altro debbo 
confessare che non mi sono sempre sentito ricuro nel notare un e 
chiuso aperto e cosi parecchie incertezze sax'anno roba mia (l) 



I. Vocali. 

A. Vocali toniche . 

A. 1. a) di solito intatto; la vàrga angiiinaia, u shàrlu 
battiburro, a bnlka cessa di piovere, al sankw sangue, / àict l'al- 
tro, benda (il cane) guaisce, uvàjk bacio, gàjt, plur. di gàt (v. 
num. 64), la ha zia vaso di terra REW 866 la gàvja REW 3625 
scodella, -la zaffa spreg. bocca, takka. macchia, la lamma lama, 
al babhJH rospo REW 852, ?««c, gàc ghiaccio, làc latte (2). — 
b) -are = -e 2. Turbamento velare dav. a nasali: la 
brgnda acquavite; — al làmp la giogaia, lambva non teso, 
l ram/" granchio, Ikan cane, salvàh mostro, lìiam voce infan- 
tile per cibo, ecc. Ro : la stanga, hjank ecc. ma meno fre- 



(\) Per distiuguerc Ve torbido accontato dallV indifferente atono, 
scriveremo il primo con à, l'altro con e. s é sempre sordo, .s :zz sonoro' 
iS sordo, :; sonoro ; j rr tg, z ziz ds. 

(2) Certi nessi che rendono qui breve la tonica hanno in altri 
casi per effetto il turbamento della vocale (v. num. 12, -^5). Si tratta 
delle cons. doppie, dei nessi palatali, di sk e st. In questi casi par- 
liamo di posi/ione forte (vedi AG XVll 222"). 



396 T. SPOERBI, 

qnente Ce: la (j (e mba, trce fi la (sporadico;. Vo' : rlonión domani, 
la hóìiva canape, pjdi'ta, rana rana, /unlóna, (avòn tafano, 
grdha, al kon cane, ecc. — sassà/ita, pan. Il turbamento di 
a tende a sparire nei dialetti di fase recente. 3. a =:: à pai: a) 
dav. a "W =: mandràiola mala femmina (panche ma/ìdrewfa) 
(jàwn giallo ecc. (ast. 51S n. 4) kàuc, làusta ecc. bj dav. a 
cons. raediopalatali = fà>' fatto , dalmùtjffu danno ecc. 
Anche in questi casi l'impronta palatale è tanto debole che 
non la segneremo in seguito. 4. a -I- i == (^ [e): in — arius 
(= *ajr) : al Ai<é cotariu. REW 2281 astuccio per la cote, 
ic sule granaio, al nije nidiandolo ecc. — in parole letterarie : 
kiimfasjundrju, rusdrju, urùìdrjii. bj in — aria (=:*ajrai: 
la civèra cibaria, /cr- narf/Pra moccio, la. to.mpjera travicello 
sottile che sostiene i tegoli, la sabjéra trave che appoggia 
sul muro della casa, /(( puzinera l'orsa maggiore, ecc. — la 
salalera, la siikrera, la ratera trappola, ecc. Spesso Ve oscilla 
nella stessa parola: la kazera. la kazera cascina ecc. Nei 
dialetti di fase più antica IV chiuso è più saldo. V. num. 11. 
Cast. p. .519 n. 5 - era. Uss. p. 248 — eri. Mil. ant. e mod. 

- era (Salv. mil. ant. p. 37lj e; nelle desinenze plurali 
-anti, -anki., -ampi^ -ani: sèni s,»,ni\. ^è//Manti, ^<</è/«< guanti 
al i bènk. f'jènk lal fjank) kèmp (al kavip): i bakèa [al bakah) 
uno che non emigra, ecc. V, num. 66'' — d) ebbja habeat 
*aibia [abbjuma) sepja sapiat*saipia. ei collo spostaioe)ito 
dell'accento soggiacciono alla stessa evoluzione: la rè-s radice. 
la kèna' catena, la pela padella, al bèi badile, leu semplice 
REW 4927. ecc, (accanto ad ankajndcc catenaccio, pajlet. bajld 
'badilata', ztajnè sciogliere ecc.) V. num. 126 — f) aj con- 
servato : nei plurali /iraj prati, 7'taj andati, ecc. — i rnjin 
rami, gàjl gatti ecc.; nelle forme verbali faj, daj, staj ecc. 

— Salv. mil. mod. 87 fé fai, sé sai, ve ecc. Vig. kumprèi 
comprati ecc. 5. à j- o --- o: al fo fagu, l kó caput bandolo, 
un dros ;lio) *draussa Salv. app. lomb. 282 REW 2764 1' on- 
tanello, ilr> èo clavus chiodo REW 1984. 

E. 6. e. interno in sillaba scoperta = e: avena, la téla, 
la slèla, la parsèf, praesèpe mangiatoia, la né f, zrèn sereno, 
lampes la pece la s^yu secale Ro aejya, la tèga tejga ihéca 
bacello Ro a tajga. Abbiamo Ve anche a Ro (avPna nPf ecc) 
a Vo (avéna ecc. ma lega, iirgru) Nelle altre località = ej: 
Ce' pre.sejf, hf'jri -pejl, nejf ecc. Cm. arcjna, lejla ecc. Caso 
sporadico: la cojra cera; Fé pejl. niejs ecc. Va la lidia ecc. 
7. Nell'iato =^ r] : ìa s.jja seta, preja pietra, niuncja moneta, 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 397 



la meja meta mucchio di fieno attorno al mettile, la fjiireja 
fodera d'un cuscino piem. fiore, la haceja vaso fatto d' un 
pezzo di legno con sponda bassa, ecc. Vo' : ìiwnója. bacoja, 
moja, eco. Fé: la soja Ton. 59 nell'Alta VaLsesia baeioia. 
8. Dav. a. g in casi sporadici =:^ ej: mi i zlejk {zlajgwe 
liquare) mi i dazlpjk [daztajgè sgusciare) la (ejga. accanto a 
frga, Ro la iajga, sejgu V. num. 103'^ . 9. All' uscita •= ei, 

a) dav. a r caduto = cj: la sej sera, vej vero, l asprej (*aspejr?) 
speranza; -ere: avej, puvcj, sarej ecc. Vo' savej, vej ecc. 

b) dav. a t caduto == ej : kwej * (/ ite t ìi s, la rej rete, la sej, 
l avej abete, rurej rubètu, azej aceto, /^rarej capretto REW 
1647, abèiilej Boccioleto ; -étis: / ej avete, / rlej volete, 
truvrej troverete ecc. Vo' : la roj, soj, asoj ecc. Riv. cravoj, 
Fé : la saj Fet kravoj, asoi. - Cast. 520 n. 8 sàj sete, vàj vero, 
Val Chiusella arai XG xiv 440 Rivalta (Fred.) faj fidem, 
laj legem Chieri fai. lai^ La dissimilazione dell'ai in oi, 
ai era in età. più antica assai più diffusa, come appare dalla 
saldezza deWoi nei dialetti arcaici e dagli esempi sjioradici 
di Cm. (cojra) Ro (lajga) Fé (saj) Fet {kravoj). E notevole Ve 
chiuso davanti a r caduto. La mancanza dellV dittongato 
nei dialetti arcaici potrebbe suggerirci che Ve interno sia un 
e primario mantenuto forse sotto l'influsso del lombardo. Il 
dittongo sarebbe un infiltrazione piemontese. Contro questa 
supposizione ci sono però argomenti assai validi. Abbiamo 
tracce dell'antico dittongo nelle forine rizatone mpajzà impe- 
ciato, accanto a l ampes pece, dasgajnd sfacciato, accanto a 
la fj^.na. Bisogna poi prendere in considerazione la tendenza 
pronunciata del nostro dialetto a fondere insieme due vocali 
attigue: la rei, la kena, la pela, bel. frèl, mèstru, lèn, rèi 
rigido, fera * feira feria. (Ro p(»ji'a, ?'p;7j. Anche qui ritroviamo 
l'antico dittongo nella protonia : aiikajnàc, na bajld, al pajlet, 
zlajne sciogliere, rajdi inrigidire. A Boccioleto la monotton- 
gazicne si è estesa alle forme con i internato: sèk secchi, i 
bPk i becchi, cPp tiepidi — i pulèl. i kiikel^ ecc. Altrove: 
séjk, bèjk, céjp, puléjt kiikejl ecc. Vediamo anche in altro luogo 
la risoluzione dei gruppi di vocali attigue coincidere con quella 
di è lungo: Vig : tela e fPra, frPl, p^la, Cai ììèiio neve, beiv 
e kéyna, trèint tridente (ma la jìela) Pied : beivi e la heì)ta, 
pèila Fa: bévi e kèna, Viv : al mejs mese e bejl., rejs, pejla 
(ma J{è}ìa) Ru: mejs avfj e rejs. mejsdabosk , rejdn Fel : 
ka/idejla e rejs, kejna , pejla Traversella: ììu'ìJs, sàjf e ràjs, 
knjna Mondovi (Salv. sanfr. 440'): taira^ vai — ma'ulaissa. 



398 T. SPOERRI, 8 

Fa eccezione Mal i Salv. lag. mag. 258) : miinée moneta, di 
fronte a chejna, pejla, ufj badile {mA frel, treni).. Infine l'in- 
dagine geografica (ved. cap. fin.) ci mostra che anche altri 
dialetti, in contatto col lombardo, perdono il dittongo. Po- 
schiavo (Gartner 142, 144j : r»Pf, s(;f, pìèn, (ria — srii, azcit; 
Livinallungo (Rom. Gram. i 97): azei, .se/, sete, all'interno e; 
Colle (Gartner p. 143, 145): nef, (eia -azri; nella Leven- 
tina (Salv. sanfr. 446): -èr = ei; Gallo -italici di Sicilia 
(AG. Vili 307, It. gr. § 23): (ala, sarà — avair, (rai, azai. — 
Tutti questi fatti mostrano con ancora maggior evidenza che 
IV' valsesiano non è primario ma risale al dittongo. 
10. e dietro a palatali si fa sporadicamente /: pjazì piacere, 
tn pois un paese, Vo': circu: = jnn pièna, P^0<^( pi tea, 
la' p'idria pie (ria. Fenomeno esteso in tutta l'Alta Italia: 
it. gr. § 83, Gel. 122*, Ormea 17, AG xv 409, xvi 520 nr 10 
xvii 155. — Per influsso della labitile: fumhra fé mina, vùgi 
vedere. 11. e in posizione debole = e: ver(, cercu, ver'za 
cavolo, feriìi, r/isjic innesto, heìifhi il bandolo nel quale si 
avvolge la matassa, diuaènga domenica, z'evru brina, zanevru 
ginepro, hrrrju 'brivido' REW 1290, la Irzna lesina, ecc. 
-(Unti dentro, ?-mi/ (salv. dial svizz. 730). Ho: iancvru. sevru, 
leèna, C(;rcu, vrr( ecc. A Vo^ Ve è sempre aperto. L't" ha 
dunque la tendenza ad aprirsi. Quell'alternare tra e chiuso 
ed r aperto anche in altri dialetti. Per es. Salv. P. Arb. 74, 
(era, candirà ecc. /irf, presef, zef sego, mea allato a aera, 
gesa, inarches, hef, sed. Anche nella risposta di -ariu: -ee, 
-era allato a ee, era. V. num. 4'' , 13, 16, 17. — A Cm. abbiamo 
condizioni speciali : aj r si chiude fino a i: insju innesto, virt, 
vtrrsa cavolo, duvjh'rl aperto, (stes sei, dies dieci, grh'f greve) 
b) dav. a nasale -\- cons. : Irjhgira, niejnga domenica V. 
nura. 15. — 12. e di posizione forte: a) in parossiloni 
viene ad à: al tràbbju bruschetto (ri bui a ni, la pacca' 
picea REW 6479, la bàddra pancia, làggu solletico, vasà^ga 
'vescicola', slarlàkka palo per attacarvi la lucerna, stràca 
stri età strada tra due muri, la valla banderuola che si mette 
sul campanile, /óTrt tiglio, l fànnie (etimo?) culo, malària, ma- 
ligna, stappa asse grossa, gràppja greppia, apàsaa spìasa, 
na vàssa tatto giornaliero che si colporta di casa in casa 
REW 9382, la làda tetta, -i((a : la navàtta ecc., la kavàzza, 
fràski freschi, pàska pesca, ràska ariste del pesce REW 648, 
àska, vàsku vescovo, /ra/;tr)'.sc/(?' faccende (etimo ?j, C(?.v^a cresta 
REW 2330 V. Consonantismo 'r', pasta egli pesta ecc. b) in 



9 IL DIALETTO BELLA VALSESIA 399 

ossitoni viene ad e [Ve è qui più aperto che di solico", : 
-Ittu: lihnet pupilla, ii ìuket lucchetto ecc. ma pulot (1) ?7-a 
-stabjgt stanzetta (subito corretto in stabjet), -al mei miglio, 
al gtceì catino di legno REW 2401, kavèl capelli, al cel ciglio, 
pes pesce, bek becco, sek [ankka) secco, spes [spassa) spesso, 
foltOj del (calla) piem. chiel lui, 7iek [7iàkka) malcotto etimo?) 
freà freddo, tee, fresk, ref iìlo REW 7184, cep tiepido REW 
8657 ecc, Vo' : feròiisot t'orbici, kràcol [famella) gancio, sùbjot 
zufolo, gy''QJ catino kruvoj, cgj, pgs, sok. bok, froc, loS, rof. 
,p;'o.^^ presto; Ce: pulgt, /ri(;«p/ piccola cantina, ku)^p(èl, faioccét, 
gwaj\ catino, kavcej, pr(psl; Fet: pulót ecc. Cm : p(es, soek, 
t(ec ma j)es, karel Fé: inalalcvt, karoet, rcef, ccep, tceè. L' f 
turbato (AG xvii 229^) è un suono ottuso 'che sta trai suoni 
di fl^ ed e e tiene il posto del cosidetto muto piemontese e, a 
cui s'a\rvicina ' (Nigra M. A. 252). Nella Valsesia ha ditferenti 
sfumature: a Bo e negli antichi dialetti si avvicina air;?, a 
Cm, Ro, nella generazione più recente, [duttosto all' cv. A Ce. 
si riduce quasi ad e. 

La vocale media può riacquistare piena sonorità (• reinte- 
gramento' AG XVII 229) Questo integramento può compiersi in 
sensi diversi. Nei parossitoni si verifica soltanto in casi sjjo- 
radici: Bo : s(amó7ta stami //e a pergamena, cuótta civetta, 
paskwólta 'Pasquetta' Vo* cuótta, kassótta -sókka, la >na?iòf/fja, 
vosó(j(ja, kurógyi -pcecéa, taHtì, Uettigu solletico. Ce: uregga ecc. 
(Jm : ìnasoella, lo'ggii solletico, emetta, krcesta; Fé: la ma ta- 
luna (masc. )natal(et) la prampùla (Bo parpàUa) farfalla, 
kuhnólia. Negli ossitoni l'integramento è regolare (12 b): 
in f a Bo, Ro, Cm: in ce a Ce (in parte) ma gwaj, in parte a 
Cm, a Fé; in o a Ce, Vo', Fet. v. num. 12 b. Questo reinte- 
gramento ossitonale occorre anche nel piemontese comune 
(in e), a Cast. (521) in à, a Uss. (229) in a. Le forme con a, 
sembrano essere fasi antiche (Salv. K. .J. 123), quelle con e 
recenti e quelle con te intermedie. Manca l'integramento ossi- 
tonale a Viverone e Biella. — 13. e in sillaba scoperta 



(1' La forma pulot è conservata nella strofa che si dice al bam- 
bino passandogli in rivista le dita: 

Al lù/ies le nasil l pulòl 

Al mar Ics l e 7(11 grant e grgs 

al mérku l e and por fraskì 

ggbja le ai* ci nt l orf 

e l rendri l pulgt l e mort. 



400 T. SPOERRI. 10 

viene ad e: dee dieci [ses) r/el gelo, n/rPk intiero, èr ieri, 
fe7( fieno, be7i bene, la levri lepre, ìa forre l'ebbre ecc. Ma in 
molti casi, soprattutto dav. ad -a finale, abbiamo <y. anirega, 
karetja sedia, meicla falce messoria, pèvra pecora, Vo': anirega , 
kareya, pewra. ecc. Sopra l'influenza dell' -o v. Salv. lag. mag. 
199". Per la tendenza di aprir V r v. num. 4b, 11, 16, 17. - 
14. è in sillaba chiusa viene ad e: l amarstra minestra, ai 
peègu persico, la festa, rektja sega, lèrmxi termine, gerbju 
(terreno) incolto, azerp (Ro) acero iis REW 8144, /a l érlii fa 
lo stupido AGr XV 1.12, ge-zza l'etim. ì? catino per lavare, - è 1 1 e m : 
jìel, fel, /nel ecc. — 15. e dav. a nisale -f- cons , in '/ : 
cè/t(, dusenl ,. dèìU , mare rida ^ èurònda, eìaudenda, svè/ts 
sovente, lèndri. lendine ecc. Fenomeno molto esteso: Salv. mil. 
aiit. 373 sgg. A Cm ej: disejmbri, t'^nip. cej/it, ecc. V. num. 
11. Qa\. leìiìgwa, kfinleint, seìinper Ba : d/ndhiga, rcant Trav. 
'f/"^'^^) ^L'j'^^ Ceresole Reale: dimeiitgi, stejmber, curejnda. 
La stessa risoluzione si ode anche nell'emiliano e nel monfer- 
rino (it. gr. § 74. AG. svi 5"22*j. Sopra Ve nei piem. veni, 
teinp ecc. vedi il Salvioni K. J. 123: -Questo e dev'essere 
terziario e provenire dal ditt. ei che appunto ricorre nei testi 
di Chieri'. 16. Nella desinenza -èllu, si fa e ed e: pi'rcél, 
icel uccello, murfel il moccio dei bambini, siriìbjel i stipiti 
della porta ecc. accanto a frangicela bnrnel canna di piombo 
REW 1338 ecc. nella desinenza élla sempre e: a'tella, 
lakurella lucchetto ecc. Y. num. 4b, 11, 13, 17. — è dav. a 
cons. mediopalatali: pec mammelle delle bestie. Ire letto, 
sprr specchio, pteèii pettine, seèa macerie d' una casa. Anche 
qui come nei num. 4b, 11, 13, 16. Par. Oriuea: e aperto di 
solito in f; e dav. palatali. Accanto a fx'l/a, patella, c'è anche 
buelle, kulvella. 18. casi speciali: kwèrca coperchio, driièrt 
aperto, svfjrs a rovescio, vèrin, lat' azerp colostro, vere guercio. 
u sprès cacio h'escoexprèssua — mez me di u. 19. e all'u- 
scita, in e: alpe piede, al me il mio, aiì dr e ìnàieixo, park v: e 
perchè, candè vendete ecc. Gallicismi: kruse, gilè ecc. Sopra 
il 'dittongo dell' e breve, v. AG xiv 107, 447 Schaed. Ormea 
22-23, Par. Ormea !J7 sgg, Salv. dial. svizz. 730, Salv. lag. mag. 
199, Salv. K. J. 121, Salv. mil. ant. 372'. È notevole che 
appunto le foime vec \cega}, tee letto, spec aspetto, mez mezzo, 
■el ^-^ èllu delle Alpi ticinesi hanno anche e chiuso nel 
Valsesiano. Il Salvioni vede in queste forme tracce dell'an- 
tico dittongo. (AG xiv 447 n). 

I. 20. / di solito intatto: xrrt, hnk makoiitento REW 
4439, figga fegato, èinh ecc. 21. / per l'influsso di vicina 



11 IL DIALETTO DELLA VALSESI A 401 

consonante labiale viene ad il: fhbbja fibula, la cll/nma 
cima, la pàhbja pioppo (AG xvi 201) ciìnwi. cimice Ro: u 
InminJH Innes spazio erboso fra due campi, a fthiìimja scim- 
mia. Ce: al priim. -fasiiuja if. gr. i^ 52, kaìuf/r/u fuliggine. 
Cast. 523 nr 20 Ormea IG. 

0. 22. ó in sillaba scoperta viene ad o: inf; tufo, spi- 
gola 3. pres. racimola, la doga, la. tarnora madia (etimo ?) 
la gora- alberetto _E.EW o821 (?) a ah kar> jon a- si accoccola, 
kròs croce, dò(: dolce, bòia buca (etimo incerto) (jòvu giovane, 
la skna scopa, ii so sole, ì aìiro nipote, la ho cote, (ma anche 
anvg, la ko v. nnm. 31), ria ro rovere, -orem: lavo, fjo, -osu 
fnrzos rancido, rrimos venimen nervoso Cm vuncós (gergo) 
burro 'untuoso' -5sa: spòsa, sgajòsa- lingua lunga, lanti^òsa 
'lenticchiosa' -ò)ìi: spro7i, moli mattoni v. nnm. 23. — Casi spe- 
ciali: a/ìncwa nipote, fò tuo, so suo. — Anche Ce e Cm' hanno 
conservato l'o, gli altri paesi hanno k. — 23. -6nem in 
un: plvjùk pipione, iiiarfùn (spreg.) gatto, ecc. ma nel plurale; 
pivjóli ecc. (da *-ojn) v. num. 26. — Ce, Vo: sing. niulon, 
hastòk ecc. — 24. ò in posizione debole viene ad o: 
uttobri, pòvri polvere, la zofri zolfo, ors, dordu tordo, slorn 
sordo, arttorp intorno, halorl, pois, i^olp, bolk tronco biforcuto 
REW 1093, kolp, ohna aiikocjn incubo, pQJiil ponti, fojnc 
fungi ecc. 25. ò in posizione forte : a) nei parossitoni, in 
ti: kulùbbja sciacquatura REW 2054 shdjbja- stoppia, kàbbju 
(spreg.) letto, tuppa oscura, la luffa paura, rutta rotta, bjutta 
nuda, kauiùssa. camoscio, lazza sterco bovino, inùstra oro- 
logio di tasca, ìnùsha, brikka, rùljlja canale, slùgìja 3 pres. 
levai'e il grasso con un pò di pane, la vilf/ga ago, milca monca, 
nulla, mjdlla midollo, ziilla bozza, cigùlla cipolla, rulla mallo 
di noce REW 7354, ddla brocca, riuia rogna ecc. b) negli 
ossitoni, o: ros, {russa-] kop tegola, (kuppa-), gi'op nodo 
(gruppa) top oscuro [luppa), rot, bjgl, noi, ne -g ulta, sangot 
singhiotto, [sangùzza] -avòsf, bòsk ecc. Il trattamento di ò 
va simmetrico a quello di c\ turbamento nei parossitoni, inte- 
gramento negli ossitoni. V. num. 12. — 26. ò dav a na- 
sale -|- cons. in u: rampi rompere, pampa, stru//s pezzo di 
sterco REW 8322. unga, bruns paiuolo, brun'za campana, 
mùngi, tandi. kunka ^ concei' ,, diuak subito, rd/iduta rondine, 
pdnd punto, par f ani profondo, bjùnda ecc. ma i plurali suo- 
nano poj/tt fojnc, ecc. Vo, Ce: moni/i, monsa munta, ronda, 
raronda (il sole) va giù (etimo ?) lotiò. ~ Anche qui abbiamo 
l'evoluzione analoga per è e ò. V. num. 15. Salv. mil. ant. 370, 
Ormea 19,2u. 27. Influsso di palatale: a) piiTi pugno, kua cuneo, 



402 T. SPOEKRIj 12 

mOf/f/u REW 5797 mucchio. — ski'rpju scorpione. Salv. lag. 
raag. 202" . inumbru numero: sarà voce dotta) Uss. 235 nr. 35. 
b) pjòfjfiu pidocchio, yanógìju ginocchio, 6 he-, da *o;' i j = ego 
Salv. K J. 129; so so, - pjof a rlUorJi piove a catinella riìp- 
torÌKmf Cm* bjòjl nudi, fsing. bjnl). Cast. 524 num. 83. 
Notevoli le sorti dell'o a Arhedo (Salv. P. Arb. 75): Sono 
appunto le condizioni inverse del valsesiano: o quando segue" 
una nasale, una geminata, un s impura, negli altri casi h. — 
28. ò in o : a) in sillaba scoperta: fjó bove, hró brodo, apro 
dopo REW 197, 678J, -olum: (un'aro pevera, karò tarlo, 
fazò fagiuolo, garzò rampollo, puarO potatoio, ecc. óf, la kóf 
covone, nòf, Iròk truogolo, lóh luogo, fòk, {jòk, la pròs porca, 
kròs incavato, tarcòs compartimento nelle mangiatoie Ton. 
(orcieus (etimo?), ór orlo, so/ suolo, pòj poi, ròj vuoto, sozu 
suocero, b) in sillaba chiusa: kril collo, sop zoppo, fròp, slóf 
stanco, (araról pezzo di terra che riapparisce dopo la neve 
REW 8511, hiisól buco nel focolare, skur(ar6l scorc'atoia, vói 
volto (part.) col dia huhka palato i^etimo?), os. adòs , kunèsì 
conoscere, póni porro, mori, lori, slóri, boriti croste cagionate 
dai pidocchi, skórs arnia REW 7742, smòri, mórs, òr^ìc orzo, 
òri, kórf corvo, tosgu tossico, nóèl, vosi, Hóngu peti.o. ari o^k 
uno che non sa sbrigarsi, larìrek uomo goifo, -óf/gu, cegga 
cieco , bógfja buco REW 9115 , gaìòggu un attaccabrighe 

etimo ?j. inòj odium nella frase a m fa lii i^iòj lo vedo di 
mal occhio (Salv. Post* 270i, larfòj trifoglio, atìkój oggi, ólju 
olio, só~i sogno, ducò7i croste nel viso, bsó~t bisogno, luldeii 
tolto, kuldec colto (part.ì rgulivc raccolto, kòr colto, pus, pòj 
posso, vói. vòj voglio, òmmi Vo, Cm, Va ójmi uomini — Ce: 
ó = e: es osso, cggu occhio, begga buco ecc. ò in e anche a 
Antrona, Mal, Le (Salv. lag. mag. 252' Vi verone. Caso spe- 
ciale: Vo' : fiirhcs forbici. Del «littongo dell'o in posizione sen- 
tita vedi il cap. finale. 29. ò in o: a dav. ad. -a: -ola: 
fìlolfi , ba[iaroìa sbadiglio, garola ninfa della mosca, /«z iiajoìa 
donna vicina a partorire ecc. l al fora la primavera REW 3431, 
nóra, kówa. matrigna (masc. kó) rowa ruota, boica, serpe, 
pjotra lastra di schisto che serve di tegola REW 6589, la zoìca 

spreg) gamba, ori uova ;sing. òf), moza (spreg.) vacca, krosa 
cava, vnja vuota, noja. bjòga turba di gente. Vo ha qui un o 
chiuso. V. num. 13. — ìa baffo pancia, troppa, truppa, soppa 
zoppa, la molta zolla, hurgnìolla castagne secche coite, ossi 
le ossa {OS), la k^m scoiattolo, oza striscia di erba falciata, 
bul^cca mora, (óppja pergolato, lobbja loggia, ci^gf/a cieca, 
ai JKH^ogìji le cinghie della gerla, na m(^fi^a uno spiutoue, 



13 IL DIALETTO DELLA VALSESIA 403 



fola, nosta nostra, morsa, mor7ia donna che accompagna la 
sposa all'altare, apìorca buccia d'un pomo, ecc. Della ripu- 
gnanza al dittongo per l'effetto dell' -a vedi cap. finale, b) Casi 
speciali: pò può, rg vuole, (rgf, trovi, trova, ecc. c?ro/' ado- 
pero ecc. ììigf nuovo, rggì raccolgo, tol tolgo, htor muoio, 
Igrc ecc. Effetto negativo dell'-e (secondo il Salvioni) : kgr 
cuore (assai diffusa nell'Ossola e nella Valmaggia), ?Hjf nòveri 
(^ost oste, non notte, mg/, fgrt). e) Voci importate o letterarie: 
yaròfUi drgpik idropico, akhgrdja, kgrp ecc. — Altre forme 
senza dittongo: scgp schioppo, gt otto, dasdgr. malgarbato, 
frgl, grgs (Cm^ plur. grojs), pglgii pollice, n rg.k sucidume 
nella pelle, kioalòrdps , niaslgrcu Ton. masleurciu involto 
d'erbe fatto a casaccio per servire di tappo, paslók pantano, 
purcìgt, viaringt, passarót, silbjgt zufolo, V. Salv. mil. mod. 
72. — 30. o dav. a n di sillaba chiusa in ìi: bah, {bona), 
Iruk tuono v. num. 23, 22, la munga, monaca, da lirnc da lungi, 
kunc facile, p/nU, krunia incontro. V. num. 26 Cast. 525 nr. 
29, Uss. 244 nr. 58, Salv. lag. mag. 202". — 31. o di qual- 
siasi origine all'uscita, in o (o molto aperto!): co ciò, vg 
vuole, pg può, kg cote, no nodo, bjg azurro ecc. Gallicismi: 
tumbaró, falò, kumg commode ecc. V. num. 19. U. — 32. ù 
in il: la rils REW 7422 spazzatura, lilla 'ugola', al fus, 
-ùra: la licura i Mgcì, la Uniadura, na.vardàra uno sgwaiTdo, 
al sagitl pungiglione, {a trtina Ro cantina, [Ce lrmigt\ Ru 
iruina aut. gen. truina abside nella chiesa. AG- xiv, 16j . 
-dilhbju, byilslja, rasgicc segatura et e. - 33. iì nell'iato, 
in li: l ilioa, da' uva -krda, (hrll) cruda, marda matura, liùa, 
(ìiil), venuta ecc. Vo^ ndlu nuvola. E fenomeno che ritorna 
pure nell'Ossola, nel Canavese, nel Biellese ed in parte delia 
Francia (wall. metz ecc.) V. Salv. pai. lom. 5" e Rom. Gr. i 
§ 61. Si tratta di una assimilazione regressiva prodotta dal ic 
che si è intermesso per togliere l'iato. 

B. Vocali atone. 

Protoniche: A. 34. Di solito intatto: avri. avgsl ecc. 
35. Frequente l'aferesi : takè, tansjiin, ritma animale, 7tella 
accanto a a.7ièl, bjii avuto, naj andati, jdte aiutare, nàijgii 
anniculu capra che da due anni non ha fatto latte, murgs, 
porge apparecchiare, druè adoperare, .sé* abbastanza, dpss 
adesso, gds acuto, skunt -si nascondersi, la vugga ago, la ran 
ragno, dòss adosso, legni modo familiare di salutare. V. AG 
xvji 104. — 36. Di frequente, leggermente turbato: al 



404 T. SPOKBRI, 14 

hakdh uno che resta al paese senza emigrare, ranzigè digri- 
gnare i denti, (il hatjaràtli caccherelli : Ro: slrorardè guer- 
ciare. 37. Influsso di labiale attigua: ìumanlé lamentare. 
fuih faina, farbulà tre. falbalas Vo' fuatùdji. V. uum. 42. — 
38. Da valses. aw- la sasicèa salsiccia, l ìinicca a In- ontano, 
ma di solito kaicdèra ecc. Assimilazione regressiva V. num.. 
117. — E (e, / — e). 39. Aferesi: la fièza, ini ris. e rie in, al 
vàskii episcopo, riìrr er ve la re, zilhi esibire, sira-extra, 
la sia estate. 40. Elisione : at senza prostesi quando il 
nesso iniziale è s impura o cons. + continua: .sAe seccare 
stcmbri, sto7> Ton. saltogn. seduto sul letto, ige mietere, ii sgèz 
orione, -pld pelato, pina pelluta. u Ilo telaio, prign pericolo, 
sre serrare, (/7 /"/v^,; castagne, 'ferute ' Salv. Arb. ii 37. u drèr, 
la drèra ultimo, a lrd.7t Ton. (erag/> tettoia bassa sostenuta 
da pali ove si raccoglie paglia, legno ecc. dmande, u sftjd 
' sognato segnato ' uno che appare morto in sogno, ha. 
tfiiVif, ecc. bruma, bvej bevere Ro: fìiestrn. fsiga vessica Vo 
fliapa favilla, b) con prostesi se il nesso iniziale é con- 
tinua -f- cons : ro- orzante sciacquare, arinedja rimedio, 
l arzina resina, argoì re<^nlligcre. l argorda secondo taglio 
del fieno, arkruvi eguagliare il campo ecc. -l amììeatra, alke 
leccare, l alkel "lecchetto ' il sale che si dà in mano al bestiame, 
l anvo nipote, lanvd 'nevale' la valanga, alger leggiero. Ro 
amne menare ecc. sonora + sorda z- ;? abkàn boccone. — 
V. Prostesi num. 119. — 41. e -= a (*f';> [Cast. 528, 43, AG 
1 105, Salv. lag. uiag. 205J a) in nessi mal tollerabili (per 
lo più cons. -f" continua -(- cons.) al darnicn lombaggine, la 
sarve?t(a, carnil st-elto, sparla raggio di soln REW 814:4, )ìa 
bargamhìa una mandra idi vacche), larbjóu piselli, larnora 
Ton. t^rfiorO' madia, ecc. Con metatesi del r: garnte 'grem- 
mare' spannare, fargr fregare, barre abbeverare, hi parse f 
mangiatoia, karìièìit lievito, amfarga ralfreddato, tarme tre- 
mare, ecc. (Cast. 528. 45 Gel. 129-131, AG. xvii, UU), la van- 
d('n7iìnjn, lanki'igu incudine, amfanìe^ tainiinr'if, santi, la 
fjanmna, la lanligga, al candre, la gangira Cast. 528, 46, 
raspundu, daarule smallare, dasdgt diciotto, daidor malgar- 
bato. snlrdjk selvaggio, salvaii mostro, krape, spane s|)ennare, 
s^api intepidire, zanerrn ginepro, ganòggn ginocchio, gane 
gennaio, gaio gelare. ga:^èt diminutivo di g^za vaso di legno 
ampio ma poco j)rofondo (Nessi con schiacciate), pavrdn 
peperone, jjavija pipita, bavcjra. h) nei nessi di cui si tratta 
al num. 40: la lastra, al ^c/r?7 gheriglio, la baroza birotium 



15 IL DIALETTO DELLA VALSESIA 405 



orsa maggiore, la tandla, la i^a.shja, f'aìuèlla, faìtspa favilla, 
fané.itra, hanadi, hasdkka saccone di paglia, ikine denaro, 
al tarile terriccio, tnaue' menare, faniigd finocchio, tiage 
annegarsi; Co fare, dare dietro, urrà, pf'se Yo\ sages orione 
(vedi a Ro : psdka, fìneatra, amne, due, fsiga, alnnja ecc.)- 
Sono casi in cui l' espunzione non si è ancora fatta, o in cui 
si trova impedita per influsso letterario o per omonimia {grìi, 
bróza). — 42. Influsso di labiale attigua: gihni gemere, 
giimèl gemello Ro : giiné gennaio, viantàn mentone, vularu, 
veralru gentiana lutea, faìeèa filicia Fé: havuma beviamo. 
43, Influsso di palatale: cirèsa, ijilos, cirigin uova al piatto 
spicè aspettare Oc. gihin gonfiore alle mani o piedi prodotto 
dal freddo, -sigrind frc, chagriné. 44. Nell'iato: sjas saeta- 
cium, Ijam letame, mjdila midollo, lienda legenda qualche 
cosa di lungo e noioso, -strajlel 'stradello'. 45. In voci let- 
terarie può aversi i: la vilura^ la ri ghia, gigdnl. la ìizjdp, 
al rikórs, nigiizjdnt, rigale, di cól, lidn ecc. 46. e -\- i prol. 
in ai: na bajld 'badilata' rajdi invigidire, pajlet, ankaittdò 
catenaccio, zlajne, zlajgwe, daslajge, -mpajzd, dasgajna -la 
majzina- medicina, vedi i num. 126, 4 e (Cast. 528', 51-»* AG 
XV 423). — I. 47. Di solito intatto : u Ugo ramarro, al Urjdu 
mirtillo REW 5040 (?), Un fizh una matassa, la civèra, pivjdh, 
vizina, imrern ecc. 48. Espunto: u vzin. — 49. Influsso di 
labiale: liimdjga, sdbbje zufolare, siibjot zufolo, ziibi esibire 
(Ro: dzibi, *?73w6e con assimilazione regressiva) /v>>«rt animale, 
— ciimii?Uò)j(c cimitero, kustupd constipato, biìgdt bigatto Vo\ 
ferbusót forbici, ambitlik ombilico, èìiaHe civettare, la òiiótla 
Fé èuvurùh 'civerone' — 0. 50. o proton. in u: kué [kóva) 
kule, pulmdn, la kulgra nocciolo, l iirliga, diimenga domenica. 
51. Aferesi: skiìr. 52. Si muta in t; e ne segue le sorti 
(V. num. 40 e 41, Cast. num. 54;: kmun comune, (kumun 
comune politico), sve/is sovente, i rly volete, sperbju superbie, 
kmàri commare, armddgu aromaticu umido (del tempo), a/>Jos 
noioso, lambulik, lanciii uncino, langwànl 'onguento' -al 
rasino usignuolo, al niartel muriella Cast. 54, parfunl pro- 
fondo, larloc orologio, kaniièel gomitolo Ro: admenga Ce: 
sro. 53. Influsso della palatale: ki(7;d cogimìo, i/iige giocare 
Vo': al kugt; cucchiaio Bo : al kigc AG i 41^ -ciguldt. 54. Nel- 
l'iato: gwarnè gubernare mettere in serbo, la kìoerla^ coperta, 
al kirercu coperchio, la kwdzza 'codazza' trecci ;i. 55. Tal- 
volti i\ prot. in corrispondenza ad 6 tonico: pji'tggài, 
[pjàggu) avaro, l u^gdj (oggu) occhiali, Ro: al sd m anciìgis, 
{cùgfju cieco), il sole mi abbaglia Vo\ duslùgd (lók) slocato. 



406 r. spcERRi, 16 

Colla rapi'lifà del parlare ò ho e .so so, si digradano talvolta in 
ti: mi j à fdc ho fatto, i su mia mi non so, ecc. 56. Caso 
speciale: dumestike domesticare. U. 57. Di solito intatto: 
ìa gi'rjola zangola REW 2401 ;ma gurjù a Vo'j riice ruttare, 
bii.rat, ecc. 58. Talvolta in i: icèl uccello (Cin. ucel), isd 
usato. A Ro spesso per l'articolo indeterminato: i;?. ós, in 
àula, ili àiuju, in cesi ecc. 59. Talvolta in a nell' articolo 
indeterminato (vedi num. 52): an nizzii.n un livido, am huwza 
un macigno. Mólto frequente a Ro., ma soltanto dav. a cons. 
(Cast. 57 gel. 131 i. 60. Protoniche mediane, a) Trattamento 
uguale alla prot. interna: pa.iale fornaio, al rnsirò usi- 
gnolo, al banizùri confetti che si danno ai bambini alle nozze 
REW 1029, al bargnlòlti castagne secche cotte, lanipunf. 
kamisel gomitolo ecc. V. Salv. lag. mag. 205. Poco frequente 
Tetlissi: umana settimana, masnd bimbo. Forme che corrispon- 
dono a proparossitoni : parf/r apparecchiare, (pàrijja' 3* pers.) 
Cm* parii'/r, rasfjc resecare, [la resya) malguù granturco, 
malgdcèa gambo del granturco, sambre seminare, rùngè rumi- 
care, ci'inge Ton., ciniighè mangiare con disgusto, vargc si'. 
rimboccare (le maniche;. 61. Postoniche mediane : al etlissi 
frequente: na sperld sperula raggio di sole, la vóhga 
vomica nausea, al mdngu manico, la mdnga, stongu stomaco, 
loggu solletico (Vo^ lòlligu Ce Ihlgu), bdwgu altalena (Ton. 
hauligu Salv. Arb. 83 bdltigh) la kanva, la nasta REW. 5836, 
la niivla ecc. b) non espunto: al cumi's cimice, Idrcs, lànce 
lunedi, doddcs dodici ecc. la gdmula tarlo , la (ardntula, 
la. rdndula rondine, /'/ shrdngula la bandella, la mdndula. 
Alone finali: A. 62. Intatto: no, fcrna turba di gente, na 
[umbra ecc. Caduto: kiodjcòa ; a Ro quando precedeva / inter- 
vocalico: a sko schola, a le tela, -ola: la gitrjó {* gilrjóla) 
zangola, bagarn C^ bagarnla) sbadiglio ecc. V. num. 79. Fre- 
quente negli indeclinabili: aiika, pitra, anscmma, d/hila 
dove (Salv. mil. mod. 102 Cast. 37;. E 63. Conservato: come 
i: a) nel plur. fem.." /umbri, ì asmani, al kuralli covoni ecc. 
(estensione del fenomeno vedi cap. fin.) b) nei proparossitoni: 
rnmpi, vngi volgere, stendi ecc. al prrri prete, e) come vocale 
di sostegno: la pòvri polvere, la snfri zolfo, la Icvri, gcndri, 
stcmbri, Htlnhri, vcndri venerdì, sempri. -pari padre, mari, 
kmari. iHnli dentro, d) hi Irzi slitta, / «/vv// crede voce dotta). 
I. 64. Conservato: a; Nell'iato colla vocal tonica: i mcj 
^^flfldi ' niiei occhiali, naj andati, al praj prati, i lansòj (sing. 
lanso) lenziioli, / noj le no'-che, / boj bovi, ecc. b) nel plurale 
delle parole che hanno -u al singolare: i boggi buchi, 



17 IL DIALETTO DELLA VALSESI A 407 

ogf/ì, pi7toH jjendenti della capra, / foki (sing. foku) fiammi- 
feri ecc. Caso speciale : òmnii uomini Cm, Ce, Vo 6j)ni e) dui. 
illui : duj, luj vedine l'estensione nel cap. fin. 65. Attrazione 
dell'-/ plurale, a) dav. a sorda geminata : ?/?'!;>, rójl. bjòjt 
nudi, brajt, tiìjt, gdjf, i kòjp tegole, grójp nodi, yujp gobbi, 
fjdjk deboli, cujk ciocchi, rdjz, agujz, spt'najc pratàjè (^spreg.) 
Preti, nobile famiglia vaisesiana, krodjc corvi ecc. b) dav. a 
sorda semplice: ? hrujk. samb/ìjk. fròjk, pòjk, trujk macigni, 
ÌÒjk. ììlrpjk, rlòjc dolci, ìììCijc pazzi, i snjl soldi, divòjt divoti, 
e) dav. ni e f: lùjf, al cajf, i trajf. slòjf stanchi , saldjm, 
legujm, rdjm, ìigriji/t, ecc. 'Della mancanza dell'-/ attratta 
quando la tonica è e: s('k. paìèt, Icf sing. sek. pulel, lef ecc; 
altrove scjk, pulejt ecc. vedi alla p. o97'). 66. Attrazione dell'/ 
con effetti sulla tonica e la coasonante: a; -/i all'uscita: 
al mèli (sing. man) ki^Ti, tavi'lt tafani ecc. -ba-sto7- (sing. bastiln) 
muskoTt ecc. Coll'assorbimento dell'-n a Ce: karboj {karbon) 
77iufoj, bv.rnoj prugne ecc. v. Salv. dial. svizz. 725 Salv. lag. 
mag. 211, AG xiv 448. a) -v -\- cons. all'uscita: knnp (sing. 
kampj) sènt, bcnk ecc. / pQJìit (siug. piint) fojtic ecc. e) -l 
all'uscita: / bufdJ, / frcì fratelli, kòJ ecc. Altrove butaj, frej, 
gaj, nii'ij muli ecc. di -/ -}- cons; rujp, ajl altri .se non da 
atri Salv. lag, mag. 196") Massarotti (AG ix 235): coip e) dav. 
a -s: / nas tsing. v nas) i ffis, gro.s ecc. Cm. grojs Fé: fi'ijs 
Va: sajs Massarotti: graiss. groiss, saiss, morois, rabiois Is. 
sdots. sais, peis. f ) dav. a -s -j- cons. : brùsk (sing brusk) 
Val Mastellone: / tròjnk (sing. iròsk) correggiato Ton. freisch, 
friiist Massarotti btiisc (sing. bosc) tudiesc. Salv. app. lomb. 282, 
AG II 126, vili .S15, 410 xiv 448" Cm: kilst « kusti '. 67. Meta- 
fonesi sporadica; kwù sing. kioel , kwJst (ktcpsf.) iì- (es) 
codesto it. gr. § 68. AG xvi 199. 68. Caduta dell'-/ finale 
quando abbiamo -r e -r implicato all'uscita: / tur, skiìr 
oscuri, alger leggieri, korf corvi, órt giardini, murf morti, / 
rerm, storn sordi (sing. storti) ecc. [Ant. piem. -(Fred.) tuit, 
tati, mail, qiieil, boin, cardoin, faint, -quist, cist (Grisostomo 
AG xiv 217), maini fiuimi, faint, cointi, -UH, quilli, ant. geno- 
vese (AG XV 14) main, boin, graindi-tnite ant. astigiano (AG 
XV 430) boyn, meloyn, cayn, chrisfiat/n, gungnf, ìoyng, poyc, 
drayp, peccataicz, homaicz, -meyn 'mani', pitfeyn, tenct. mar- 
cheynt, scriveynl, feyng fanti, queyng. — Viverone (Nigra 
M. A.) guvnolt-giioìojt, rojk, trojk, pojk, gojf, ecc.; dav. ad 
esplosiva semplice o doppia che non sia palatina (ma Jaberg : 
matójc) — negli aggettivi in -dtl: maundt-mavnéjt , spejs, 
sejM, strejc ecc. -purkàt-pitrkitt, larg, h'rg, kan-keTi ece. 



408 T. SPOERRI, 18 

Metafonesi frequentissima nel lombardo-alpino (^Salv. lag. 
mag. 237, altri esempj vedi cap. tin.i. nel canavese, mont'errino 
(Cast. 530), genovese (AG- xvi 133 . Tracce nel comune lom- 
bardo (Salv. mil. mod. 62-63, Salv. app. lomb. 374" > Attrazione 
dell'? in casi sporadici nel lombardo-alpino (Salv. ditti, svizz. 
725 lag. mag. 211, — cap. fin.) novarese, canavese e mont'errino.. 
Sopra 1' attrazione dell'-/ e la metafonesi non è possibile 
dir meglio del Salvioni (K. J. 122): Io sto sempre con coloro 
i quali la metafonesi, — parlo qui dei dialetti dell'Alta Italia 
e mi ristringo ali"-?'-, — credon dovuta al risonare, dove piix dove 
meno gagliardo, di un j dietro alla vocal tonica. Il dittongo 
che cosi s'otteneva, poteva rimanere intatto, come nella Val- 
sesia, o lasciar intaccare dal secondo il suo primo elemento, 
come appunto avviene in èoid noi Valsesiano: Cm grojs sing. 
gros: Vo. Cm, Va ojnii sing. om) o chiudersi infine in un 
monottongo. Anzi a dirla per esempi, cojd cójd cód, spojs, spùjs, 
spi'ts non ci rappresenterebbero che tre «successive fasi di una 
evoluzione... Anche la natura de' fonemi, che intercedevano fra 
la tonica e 1'-?', poteva esercitare un'influenza, e cosi nella Val- 
maggia e nella Vàlsesia è diverso V esito quando interceda 
una nasale e la Valmaggia distingue ancora tra la formola 
(ori. -j- nas -j- cons -|- ? e la formola tofi. -\- 7ìas + ?. Là l'incom- 
modo nesso che risultava faceva chiudere Vaj in e, qui risul- 
tando sgradito il nesso -j?i lo si risolveva lasciando cadere il 
-// (vedi anche Ce num. 66a), come la Vàlsesia, la Liguria, il 
Monferrato lasciano cadere il -r del nesso -jr (o il J, vedi 
num. 68). Che tale sia il rapporto tra valm. kémp e inaj lo 
provano i piem. gen. yraitìdi, main '. E pure la nostra indagine 
è una nuova conferma alle tanto chiare parole dell'illustre 
glottologo. U. 69. -n finale conservato: a) quando sta 
per la desinenza negli sdruccioli: ti no: ì anni organo. 
gargfu : -ìììo: l'rasu, terviu, kaliggn fuliggine, aiikùgv ; -ulo: 
/(^spru, pr'ìQv. mùsu (AG xv 413" ) fijoijfpi, ktoàgi/u quaglio ecc. 
kwérdii, muscìi: -ore: inarmii] -ice (*-?'o?/): poìgu, pitlgu (ma 
cianca ecc.) -alien: forma (jjijfu, dahnaf/f/u ecc. -arìnadgu umido, 
(ma salvajk ecc. vedi num. 103a) pesgu persico, kargu, torbu 
torbido, sloiigu petto, òrf/K orzo, figgn fegato, iimmi( umido , 
e umile, ecc. b) dietro a r, rr e cons. -\- r: feru^ poni, 
liòrru 'ignoro' mezzo stupido cfr. it. gnorri, boru maceratoio, 
sarn borsa del montone, moni viso, Idwru -vztldru veratru, 
vcru vetro, oru otre, -zanèvrti, ajgru acero, gambrn, valtru 
ruspo ecc. e) dietro a cons. -\- j: gdbju letto di fiume secco 



19 IL DIALP'.TTO DELLA VALSESIA 409 

bremu 'brividi'", k'rhju (spreg.) letto, ankóvjii incubo ecc. 
dì in voci dotte: akkordja, prczjn, kàstòrja, ■stupendu, skel- 
Inc, anniliu eremita,, piUpilic ecc. e) casi diversi: vchi bastone 
del pollaio, ptJiohi pendente della capra, maètdrca tappo fatto 
con erba, razit raggio, hàw'zu macigno, indwìa malignità d'una 
piaga, fànnu deretano, p'itlu piccolo, pliddu tifo, hùdd-x nella 
frase fa h. fa pompa, gàdda garbo, nieku coltello, brikn mon- 
tagna, foku fiammifero, halehgu minchione, Ijègu uno che non 
sa sbrigarsi, ecc. AG i 283, 307, xiv 117. xv 413, xvii 343 e 
343" (!) xvni 293, Ormea 35, Gel. 44 it. gr. i< 274 Salv. Arb. 75. 
Vedi inoltre num. 99 e. ed il cap. fin.). 



PAVIA-PREVI, TIP. SUCC. FRAT. FUSI 



REALE ISTITUTO LOiMBARDO DI SCIENZE E LETTERE 
Estratto dei Rendiconti. — Voi. LI, fase. 16 — Adunanza dell'll aprile liilS. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 
II. CONSONANTISMO 

Nota del dott. Teofilo Spoerri 

{Adunanza de//' a Aprì/e \9iS) 

II. ConsonantL 

J. — 70. Iniziale = // : i/ané, ggi''U giovane, u yaniii 
Johannes baco, tarlo ecc. — ma fjdc ^-jacinm campo 
intorno alla casa, zarìèrru REW 4fi24. 71. Interno: gdlia 
gaja berta, — p^c, màc. 72. Cons. -f j: Ij = /: la diila brocca, 
/ìJòla, arhaìi piselli REW 2909, al aglio, mai martello, cel 
cilium ecc. -li -Ili: harel, pel ecc., ma pajgia prossima al 
parto REW 6161. Altrove Ij diventa sempre J: fy'gla ecc. — 
Ved. num. 126» e cap. fin. 73. -sj-= i: la kóza *kosy a. (?) 
REW 4744 scoiattolo, ìa daza *dasia rami dell'abete, fazój 
phaseolu faginoli, la parzùa prigione, la f/fza- chiesa, kazera 
cascarla, — dzja arnese (monf. asia vaso vinario) ecc. Ro : 
kósa, dcUa, ecc. Ved. s. — 74. nj ^= 7/ : al kava7i *cavaneu, 
barJnijì prunea, al kuJi cuaeo, hsoJi ecc. — ni: mt'ji mani, 
ì mutoli ecc. — 75. rj: la fera *fejra, la fjdra *glajra 
ghiaia; Ro : sfilra *sfujra diarrea, la pastura pastoia. Vedi 
la caduta dell'j nel nesso jr anche nel num. 68. rj in voci 
dotte: uri?ìdrju, kmnfasjundrju, rumrju, kiìstórju^ cmniin- 
torju cimitero. — 76. vj = bj : (job/a, arbjg7t piselli, la ku- 
lubja coUuvies lavatura, la pjobbja *plovia. Eccezioni: 
la kapja cavea gabbia, la savja salvia, sdi'ju tranquillo (voce 
dotta) 77. tj = e Us): la kavàzza capitium, aguzza, la 
lazza REW 5129 sterco bovino, la barózza *bi rotea orsa 
maggiore, m skórz V arnia, lanzo ecc., ma balsd»a lista di 
panno all'estremità della veste da donna' balteus, barnas, 
barbis barbiti um — rahiiù ragione, kazun stagione. Altrove 
si usa quasi esclusivamente s invece di :. Ved. cap. fin. -ti: 
kioent, tiijt ecc. Va: ticc. (Bo: kunci racconti REW 2030) — stj: 



684 T. SPOKRRI, 



6pòcj, AascrtH Christian US [Cast. n. fi7J 78. dj iniziale =■ // : 
yu, /yo/v? ecc., all'interno = i : mezanor ai maio mediolns 
mezzale, al ni zìi raggio, (jarzii cardiolu gemma d'un anno 
(ma gàrr piccolo rampollo di castagna), f'rùn'za fronda, n urzó 
orciuolo, ampolla del prete, crrzu viridia cavolo ecc. Ecce- 
zioni: orfin orzo, >:li(('/^ studiare levare il grasso con un po' 
di pane, fi ajìoc 'apoggio' costruzione annessa; — ankój oggi. 
In altro luogo ; = s" (come z = s). Anche a Bo : afrurifi 
strundius pezzo di sterco, al viansi'i * raandiolus. cj, 
gj ved. ai n. 106, 108. 

L. — 79. 1 fra vocali é caduto a Rossa: / ambuik, 
gàa gola, al niuiit molino, nidvju Bo: inalar ju ammalato, 
kaiyijii fuliggine , cjej volere ecc. — con caduta dell'a 
finale: a skd scala, un a ala, a harkà Bo: harkdìa sala- 
mandra, a sko scuola, a f(} tela: -ola: a varo Bo: varala 
pala del fuoco, a yt'vjo zangola ecc. (In alcune voci V -a si 
ritrova: a bagyaroa sbadiglio, a fìjoa tìgliuolai. La caduta 
dell'/ tra vocali determina: a) la forma dell'articolo de- 
terminato femminile : a ako la scuola, a vakka la vacca. 
a hennìia la donnola, a l'iira spreg. la giovane, ecc. Dob- 
biamo ammettere che prima 1'/ è caduto soltanto dopo una 
vocale, come per es. nel costrutto: /,/ o fakd (J) a krma 
ho attaccato la capra. Questa forma si è in seguito estesa 
analogicamente, b) la forma dell'articolo determinato ma- 
schile dav. a parole con vocale iniziale: a or l'oro, 
a olju. fi' a or fare l'orlo, a osi l'oste, a art l'orto, 
a ornn l'organo, a (}ga laburnum vulgare, a- nrialel lo scric- 
ciolo ecc. {al or = a or). Altrove 1' / fra vocali è intatto : 
/ amhullk, spigult} racimolare, sirola S' p. sing. parlando del» 
l'acqua che viene a goccie, falapià stamigna REW 3173, ecc. 
Ma Va: rnrrva voleva. Talse regressioni (1) in reazione al 
lombardo -/- = -r- ved. num. 88. — 80. 1 all'uscita: -ólu : 



(1) Sono ' false regressioni ' i casi in cui la lingua, ribelle a certe 
tendenze fonetiche, riforma illecitamente parole che paiono soggiacere 
alle stesse condizioni, l'er es. quando le generazioni recenti hanno la 
tendenza di volgere z (tsj in s, la generazione conservativa non sola- 
mente resiste a questa evoluzione, ma sostituisce un z a un s pri- 
mario, la qiial sostituzione diventa generale in certe parole (1 amprandlz 
apprendista, esbjez <li sghembo ecc.). .\ltre volte il dialetti» in con- 
tatto cnn altri dialetti i-esiste alle loro risoluzioni. Il Valsesiano p. es. 
non caiiihia I- Ira vocali in -r- e sostituisce anche un I a r primario 
in sbalazé spalancare, ecc. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA • 685 

ai ra.suiò Vnsigìxoio, al falaro lo scricciolo, ecc.; — i g o ma 
ho male, al sìcsmd epilessia, al sa il sole, sictl sottile, hrandd 
alare, / ku culo, al karamd calamaio, la sa sale, al fawdd 
grembiale, / avvd ' nevale ' valanga, u did ditale, Dina 
Natale. Antico versetto che si cantava a Natale : Dind — ki 
beli, ki ma — s p tujl ingiod, Nata^, chi beni chi male, 
siamo (si è'i tutti uguali. Vo': arri, ind, fi, fussd zanella. 
ce cielo. — Ma Bo: al fil, èèl, mài, bel badile, sol suolo, 
kairtl, diirsdl. la zal axalis. puzzdl, kanucal ecc. GrM: Va- 
rda, maa. A Rossa l'I è quasi esclusivamente caduto. Ved. 
cap. lìn. 81. 11 conservato: ìnìla, la mj alla midollo, la pel, 
cerrél ecc. A Rossa anche 17/ di -ellem è caduto: a pè ecc. 
— 82. 1 è conservato davanti a cons. velari e labiali: 
/ (liba, kalf, al falket lo sparviere, a hdlka> REW (i.555 cessa 
di piovere, la bèlma melma REW 5485 ecc. — Ma armandk 
almanacco, farbuld tre. t'albalas, kwarkos, kirarkan, — kioak- 
vota Vo': kwajkgsa . kicajkadàn. — Caduto: savja salvia, 
skdrja scriminatura, [it. Gr. § 233, AG ii 122, xiv 444, xvi 534, 
Gel. 134]. — 83. 1 = w nelle formole alt, ald, ale, als, 
alz — ilz. / (Iwt, fawdd grembiale, al kaioc, faics, am bdioz-ii 
un macigno sporgente, haicgu (Ton. baiitigii Salv. P. Arb. 
baltigh) altalena, — meioza milza. Ved. cap. fin. Labia- 
lizzazione dell' articolo determinato : a) dav. ave s 
impura: u sulé REW 8063 granaio, ìc so, u sjas REW 749S, — 
?' spudò, V slòngii petto, u skds grembo, v skdJi, u skdrhi 
battiburro, ti stiivin pentola, te srdu REW 7870 ricotta ecc. 
b) dav. a t, d: ti trrz, u tor/i 'tronco d'albero con braccio 
formato da un ramo d'^l tronco stesso sulle cui intagliature i ca- 
sari appenvlono la caldaja ' (Salv.), u di, u tra fece, e) dav. a è: 
u ciìk ciocco, u cót la fossetta del bellico, u ci'pdn tappo ecc. 
d) dav. di l: u làmel pupilla (Ro ii ìumiù), u Icf labbro^ 'u 
leà letto, u Ijdm letame, u Ugo ramarro, te limbju (Ro liim- 
ìnjic) REW 5048 spazio erboso fra due campi, u lizdn pol- 
trone ecc. e) dav. a r: u rls, v rastèl, u ranziii il mietitore, u 
rost le croste della polenta, u ras REW 7422 spazzatura ecc. f ) 
dav. a n'. u nas, a l'òk rampollo d'un albero REW 5947, u nost 
il nostro ecc. g) dav. a e, // : u cip membro dell'uomo, u gis ecc- 
Di spesso troviamo anche in questi casi l'articolo al, però mai 
davanti ad s impura. Davanti a consonanti velari o la- 
biali non c'è mai un m, {ai gal, al korf al milf/gu, al porv, 
al borii fossa piena d'acqua dove si pone la canapa a mace- 
rare REW 1224 ecc. ), Labializzazione dietro a prepo- 
sizioni : a) de -f- illu: la riga du drak l'arcobaleno, / e 



686 T. SPOEllRI. 



sauta f/H du toj: è cascato dal tetto, ai kahot du lac dispensa 
dove si mette il latte al fresco, la pei du lùf, tìot du ti'it 
niente del tutto ecc. lac. la r.a du sto nodèe la casa di questo 
notaio, b) ad -j- illu; z-largc u so stendere al sole, la néf la 
sìdjgwa aio so, due voti n di, saune u nàs perder sangue dal 
naso, uìòk invece ecc. e) intus + ad + illu: cui u Idc, evi u 
spèc ecc. Vedi num. 12(r''. (Cast. num. 123, Aliene AG xv 417: con- 
dizioni simili). 84. Caduta dell'I aelle forinole olt, old, 
ole, olg, olf ecc.: la rota, col volto, la pòi polenta molle REW 
6836, hn sot soldo, skutè ascoltare, seputi/ra, dóc, la boi/a 'bol- 
gia' tasca, daskóz scalzo, far! 'fulcito' serrato, — la zofri zolfo, 
la puzinèra orsa maggiore (Salv. P. Arb. 142 pulisnèra orsa mag- 
giore, mil. polsinera, frc. poussin.iére -=-- Pleiadi, uss. piisiperi), 
la porri ecc. — ìm(:i?ia REW 5649 morbida (Cm. mursiyia). 
Cast. num. 73, Ormea 55, AG xv 6, viii 312. — 85. Cons . -\- 
1: pjobhja pioggia, pjajga piaga — tràhbju tribulum bru- 
schetto, al bjàm seme del fieno REW 1178 — fjo fiore, fjd 
fiato. — -Ro. a or *6rl l'orlo. — Sopra pin, pidria, piga 
ved. num. 10. — ci, gì vedi nuui. IO!». — Di -// num. 66<^. 

R. 86. All' uscita per lo più caduto : rrj vero, na fjo 
fiore, la sro ecc. Vo. (ant.) didi't (mod.) dulùr. Infinitivo: 
laure, vulej, durmi, cerni ecc. — ariu: al higè cucchiaio — 
-atore: balio annaffiatoio ecc. Conservato: er ieri, lur loro, 
mùr muro. In voci piuttosto dotte: kor, or, tor, amar, ahjér 
leggiero ecc. 87. r s'è dileguato in / aitt, l aula altro, 
l uutèr l'altr'ieri, nòst, uosta — riista cresta d'un gallo {kràsta 
cresta fra due valloni, Ro. krò.sta], Ro. casta Cm. castra Vo' 
kràspa Vo* kràspa Ce. costa Fé. hrosta, mésca maschera, pesgu 
pesco, kasté castrare, kascdn cristiano, al sòzu suocero, Vo' 
febiisfU forbici. Cast. num. 83. — 88. Talvolta si muta in /: 
al fulo dia Val il furore della Valle (sopranome d'un tiranno 
leggendario^, la f)il il ghiro (anche altrove), la cigdla il si- 
garo, sbalazé (Va. sbarasè) spalancare la porta, ' sbarraxzare'; 
Ro. la mdrtula (Bo. mdrlura) martora, Vo' la cela cera (mil. 
zila) -- la pùlga purga, a/ bolk bifurcu nodo donde partono 
due rami (Vo* bnrk), Vo' al pdlk ovile, nipalkè, Cm. valkamo- 
neka (forma comune: rarga munga) altura sopra Camper- 
togno. — la Ungerà ringhiera, (ved. al num. 12G'*. Cast. 
num. 79j. — Si tratta in alcuni casi di dissimilazione, p. es. 
fa liiigrra (Salv. mil. mod. 190), in altri casi dobbiamo ammet- 
tere una falsa regressione che reagisce 1. contro -/- in -r-: falò, 
rigala, nidrtula. sbalazé, la cela 2. contro / in /• dav. a labiali e 
velari mura. S'2): bòìk, jdilga, valkatno/iéka. Caso singolare: 
Ro. la kdmna camera. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 687 

V. 89. Conservato: ìa vash/a vescica, al cuhìrii REW 9217 
genziana gialla, al i-t;su bastone del pollaio, la vulajga REW 9432 
cosa leggera che vola (cenere, neve), ra:irè REW 9113 vuo- 
tare, la ralana ^avellana nocciola innestata, la rarga 
anguinaia, vasiffè ronzare delle mosche, ;?a 'reza maiale, 
poltrone REW 9396, Vo^ vi)ì('' muoversi, vishè accendere REW 
9417 — kanra, krava ecc. ved. num. 115. — A Rossa li e 
iniziale è bilabiale: a wdkka, al loef vedovo ecc. — Il e si 
dilegua facilmente al contatto con vocale labiale, anzi- 
tutto in sillabe atone: vedere Ind. Pres. l'*^ pi. ugùma, 2'i pi. 
ugej^ cong. imperf. sing. icges, part. ugii (ma mi i ruk vedo); 
volere: iihhna, ulej. ulera, uro (tut.), ma mi i vói, cel al 
rg. druc adoperare (ma mi i drgf, drgra), driii aprire, al ra- 
lulo pipistrello -ratto volatore', pjuzinè piovigginare, sauri 
saporito, gueì catino (ma guvJel), Vo^ al stiiel (ma la stiiva^, 
odjk bacio, ruilu nuvole, ulea voleva. Anche in altri casi il 
V si dilegua facilmente e sottosta a vari influssi fono-sintat- 
tici: Ro. a gmga * vomica nausea, Bo. /o?ia volvala loppa 
num. 118, Vo^ ala sua o.s- alla sua voce, — / luva, la hòiva 
beva serpe (Ro. huarótti nome comune per diversi insetti), 
Vo* lea malti aveva messo. — Bo. pawrùii peperone (ma prrru) 
preja lauijèra pietra per tare il laveggio (ma Iacee), kauìdn 
canapule, Ro. dasgési svegliarsi. — v all'uscita. Ved. 115. 

W. 90. = r: la rf//flr' REW 9474 scommessa, svaresi *waron 
farsi passare un dolore, vaì'i guarire, vari} stare in agguato, vere 
guercio, vardè guardare, vadaliè guadagnare, ma wàri guari, — 
la gisa guisa. Ved. cap. tin. — Ton. varnè mettere in serbo 
(= Bo. gwarnè giibernare). Sarà una falsa regressione? 
91. qu, gu : kioel — kullo. kwest [kuk) — kuèta, kunl quando — 
kiló qui, kwe che cosa (Salv. Arb. 143), kura quando qua 
bora ved. cap. tin. — sankio, cinkw, ma soltanto nel parlare 
lento. (Salv. mil. mod. 246Ì. — Vo" savnè savndva sanguinare. — 
S. 92. Intatto: sdba sabbato, la scj sera, suki scuotere, la sala 
REW 7540 cavalletta, sarkoì singulti, na sèm una volta, — 
kros — krosa incavato, moros — morosa ecc. 93. Palatalizzato 
dav. a i, j, ii: a) a formola iniziale: sjor signor, al .sindik, m 
■sii si si!, .siréii, .si'i.bjè zufolare, al subjgt zufolo, al siik sugo, 
la silcina siccità, na kravi siterà una capra sterile (ma sii^il 
sugello, 5?^i!n- sicuro = voci semidotte), b) all'interno : l ari ina 
resina, sarazin, muzina morbida, hazin bacio, azja arnese — 
con / espunto: la lèzua lesina. di:nr desinare, e) all'uscita 
nel plurale di sostantivi ed oggettivi (num. Cyiì^): i ines 
mesi, r«.v , apes, gros , / tari-òs compartimenti nelle man- 



688 T. SPOERRI, 



giatoie, i fi'.s ecc. Con s palatale al singolare: al frr.i t'résum 
lo spicchio, d) dav. a j (num. 73): i fazój, la parzùn ecc. — 
Ro.: sarasi if, la le.ina, fasoj. kaniisa. parsùo ecc. ved. qui 
sotto. 94. -ss-, -cs- (x) , -ps-, -se- = *■; un as- (assis), 
angrasr ingrassare, base, ma os-ossi, adòs, gros ■ grossi — es, 
(.sa codesto ipse, la ka-ia, la masalla maxi Ila, / amila 
REW 842, la ko.sa, sore exanrare lasciar raffreddarsi; — 
kuliosi REW 2031, krùsi crescere. Ro.: masdlla, has'ma ecc. 
95. s -|- cons. : a) s dav. a t, d, /, '•, // = .y, i ; avosl, la 
■kd estate, siìèt angoscia REW 6111, u koiigu petto, ru- 
.s7?A REW 7468 rigido ecc., dazdgr doctus sgarbato, zlargé, 
zlajgicf; liquefare, zlavie rilassare REW 4861, ecc., md.scu, he- 
sra bestia, srapi intiepidire (da <~i^p), mdsra maschera, kasòdk 
cristiano, zf/andà schiantato ecc. bj davanti alle altre cons, 
Vs è una mera sibilante, sorda dav. a k, p, /, r, sonora dav. 
a ò, g, m, v: ii skos grembo, it skaJ' scanno, spur sputare, uà 
spèrla raggio di sole, gespa vaso ampio ma poco profondo in 
cui si lascia il latte perchè faccia la panna, sfunigi' rimescolare. 
la sfnra diarrea, da sfrós di contrabbanda, u srdc la ricotta, la 
•sj'o sorella ecc. — la .vA)Y//<<72(/a bandella, sbremn vestiti in brani, 
sburi sdrucciolare, sgiiiga sterco, sgarzigè stuzzicare, sgaralr 
raschiare, — na smdgga macchia, smajzi sparito, smalli imbam- 
bolito, smurzé spegnere (ma smana settimana, smènt semenza), 
svani sbiadito, svarèsi farsi passare un dolore ecc. A Ro. l'.<f pala- 
tale di a) è in via di sparizione. Questa tendenza è generale nelle 
generazioni più recenti. V s palatale troppo sapendo di contadi- 
nesco. Ved. cap. fin. 96. s = ^: la zdl la sala axalis, csbjcz di 
sghembo, na vegga roza un cattivo cavallo, / niatardz, l am- 
prandiz l'apprendista. False regressioni. Vedi al num. 77 e 
79 n. (Salv. P. Arb. 77. ze/ sego). 

M. 97. Raddoppiato tra vocali: /a grvmma panna, la 
Idmma, la Ihnmd . la skiimma s k fi m a , al pummi pomi, 
la làmma la tema, anspnvìa insieme, la hriìmma lac. noi in 
)iumma più ved. al num. 126^ e cap. tin. — ni = n nella forma 
kunfr\ come fare, dirimpetto a kuni come (Cast. 88, Salv. mil. 
mod. 199'', rilitgr ruminare, Vo' la óiiga nausea. — ran = 
/' : «óT/, Il skdii. ni kìdòlii, kaliìliò ecc. (AG xiv. 231 xv 
419) — m = b: la brhna melma (num. UH. Ro. al ba- 
tavdtt (Bo. malavuii) il calabrone. N. 98. Tra vocali: la 
hinn . la krna catena. In gavina dirn|jameiito ecc. L'« è 
faucale do|»o l'accento a Vo. Riva Valdobliia, Pila e Va: 
Vo' la smdita settimana, hnmpóiia , ì-i'ua. kriia, la Iona 
lana, foìdn.in, na veha ecc. ména e.\i}'\ mena {mann menato) 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 689 

sppcena egli pettina (perené pettinare). — Dopo / tonica Vii 
è palatalizzato : /ij {= k) : fariitja, pridnja brina, nmrz'tnja 
morbida, la iM'suiJa la resina, pitrja piena, la (jaliiija ecc. 
L' n faucale palatalizzato che è prodotto dalla propagginazione 
mediata dell' / (Ascoli AG i 256j fa capolino anche nel Cana- 
dese (Brosso) e nella Sottoselva. Sopra l'n faucale ved. nel 
cap. fin. — 99. All'uscita a) di solito = /< : jmn, Imn, pin 
pieno, inalavùn calabrone. Ro. : an l(.'f,aii.fjank.iinmans6ecc. 
b) n : belif fe~i, dré7i prima, ved. cap. fin, e) nei proparossitoni = 
dileguato (num. 69'"^): fjQVu giovane, mani/dvu mangiavano ecc. 
ved. cap. fin. d) Tace nell'uso pleonastico di bene: a t vàggi 
he ! tu vedi ! AG xv 420, Salv. lag. magg. 215) e) n = m : 
kiim la kò con la cote, kum la korda. 100. -gn-, -nj-, -ni = 
li: aslièsi segnarsi, jin cèlm striscia di terra in una parete 
(REW l'928), al. kiìli cuneo, — kèli cani, mutoli montoni ecc. 
A Ce: mulój (sing. viutok), kat'boj ecc. Ved. num. 66, 47. 101- 
a di sovente = r: al lèndri lendini, arma anima acino, 
armjul animo, coraggio! marnielin mignolo, ur?mo.'^ veni me n 
velenoso, / e lai vriiu! è tanto nervoso !, .mwZ^rt^ seminare (Ro. 
smanè) — ariimaj animali, nurdnta. Si tratta di dissimilazione. 
Cast. 110. 

C, G e le loro complicazioni. 

102. e, g velari iniziali (principio di parola e di sillaba 
latinaì : kaset cantina, kalorja REW 1528 (Vo* kalàra), al kam- 
vèl (Ce.) la cantina (Salv. P. Arb. 104 canvèt), karkané balbettare, 
ni kaulèt arnese che serve a portar legna e pietre v. Tonetti 
calda, i kg il bandolo REW 1668, kgz-a REW 4744 scoiattolo 
(Vo' kósre), la króf/a nido, casa nativa, kwdzza treccia REW 
1774, la kulóra il nocciolo REW 2271, — balké cessare di 
piovere, mérka mercoledì — fjalik, lark ecc.; — al gàbjii 
letto di fiume secco, ganivel (Ro.i sparviere, garfjil'n ciliegia 
innestata grossa, {laruf spreg. cane, (jàddu garbo, gamia fame 
smisurata, f/e:a mastello, f/irf/r REW 3858, la gòra REW 3821, 
greva REW 3855 nostalgia, gimrnr REW 3903 serbare — 
zlargr, sf/iliga sterco: ~ e latino = g romanzo (Gròbers 
Grundriss h' Hlò): gabàn kaba, gandns kamb-, gamhru cam- 
marus, gamba e amba, gdimda caria -j- tarmulus (Salv. 
pai. lomb. 4"), garbiìrsi carabus rissare, r/rtr?</7// caryo-, 
gardlli * e a r u 1 i u m sassi, garzi) e. a r d i o 1 u m gemma d' u n 
anno, gd.seri catharus i seguaci di Fra Dolcino, gra Gratis 



690 T. SPOERRI, 



gratella, grampalla krainpa ferri per camminare sulla neve 
e sul ghiaccio, gt'uppja kripja, (Ro.) gralaro kr atteri grat- 
tugia, (jri'p crup p a nodo, gucl REW 2401 catino, gùmbbja 
cubitus, guré'n cutis tiglioso, gùvjola cupa zangola, 
argauzr rincalzare (le patate) [monf. arcavsée rincalzare 
il granturco], argoli recolligere, argóvda chord-, har- 
gulòtti castagne secche cotte (Ton. barcolè ecc.) . sk (Salv. 
K. J. 124 1: Cm. v////' scivolare, Ro. a asgàf schiaffo. — Gas. 
speciali: sknmfjn gonfio (Cast. 538-). la ktvhida gran da, Ro. 
gamisel — Bo. kamisél matassa, Ro. skavicè sbucciare le casta- 
gne (Salv. Arb. ii 25, 37 gaj), l kò goto patrigno, f. ìa kòn-a. — 
la io/a gioia, nel linguaggio delle canzonette. 103. e, g tra vo- 
cali: a) == ^r tra vocali, k all'uscita romanza: la braga, biìgd 
bucato, u stongu petto, si'igr asciugare, ligam legacciolo, la troga 
gronda, leghjm legumi, fraga fragola, -ica : porga, rekga sega. 
dumcnga domenica, va.siga, spiga, riga ecc. cfr. imga malcontenta 
REW 4439 — le are: kargr, kgarzigc. stuzzicare (i denti), /arr/r' 
fregare, rampigè, skurgè scorticare, vasigè ronzare, sfunìgé rime- 
scolare, cungè mangiare con disgusto, masgr masticare, ansigè 
aizzare -- pggu fegato REW 8494, Vo. fign, Fé. fìk, Ro. 
fidgu. Ce. Cm. Rima S. G. frigni, Ton. fidigu ; — al trok 
truogolo, anlrek intiero, rerouh chirurgo, in'ik malcontento, ecc. 
Voci importate: butoja, stria, slrijùii strega, stregone, fjarp 
^0. /)V'T REW 3476 piem. fjaré , fjairé. Falsa regres- 
sione : la /naìifrarlgi voce antica per Pentecoste 'confraterie', 
b) Dav. al g tra vocali (da e, g, qu) si sviluppa talvolta un j: 
Idmdjga lumaca, burdìgi borraggine . pjajga piaga , pjajgH 
piagnolone, la fi'jga theca guscio, dazlajgi; sgusciare, azlajgwp 
1 i q u a r e, lajgirvt foruncolo, la nojga grossa noce, uvdjk o p a e u s 
bacio, — majgru, ajgru — Cm. nejgrii nero (Bo. Ro. nói)- 
gru), Vo' tajk lago, Ton. fraiga fragola. Cfr. le risoluzioni 
analoghe (Ticino, Bassa Engadina. AG ] 207, 260) che sono 
fasi anteriori al dileguo di -//-. (Nel frane, maigre, aigre ac- 
canto a lairme). Nel Biellese (Garlaiida) il // interno si dilegua 
in certe zone, in altre è conservato ifurmiga - f'urmia, spiga - 
spia ecc.) Notevolissime ci sono le forme veg - vei vago, aperto 
al sole, mcgrn (salveg - salrej). L'è non è altro che un anteriore 
ai che corrisponde al valsesiano valgo (Ton.), uvajh. Anche 
nui la forma jg accompagna e precede il dileguo di g. 
Possiamo dunque dedurne, come già accennava il Salv. (Dial. 
alp.) che il valsesiano -jg- ò una fase anteriore al -/- piemon- 
lose-lombjirdo. ved. cap. fin. e) \\ g tra vocale si dilegua se 
luna delle due vocali è un // : al fo fagu, acost augu- 



IL DIALETTO DELLA YALSESIA 691 

stus, la peiora pecoi'a, al saùs segugio, maadrnwla •man- 
dragola' mala femmina, nàta ne-gutta. ula se provviene 
da ugola ( ma ùvula!). ved. 126'^ ACt i 211. ei -aticu: 
I. -ajk, -ajga: salvajk. salvajga, vulajya cosa leggera che 
vola, knmpanajgu companatico, Ton. bjajgét REW 825, II.' 
-afjfiu: via fi fi u, kuràfifju. furmófjgu^ darmdfjfju danno, am- 
prandìsdiifiu frc. apprentissage. Casi speciali: armddgu aro- 
ma ti cu tempo umido, Agnona (Rusc.) pratgo = Voci semi- 
dotte. — Cfr. ant. genovese (AG- x 163): I. companaigo, salvaigo, 
grammaigo, naiga ecc., II. avantaio, coraio, darmaio, formaio, 
viaio. It. : I. selvatico, cohipanatico, natica ecc.. II. viaggio^ 
formaggio^ coraggio ecc. Le forme sotto II. sono voci impor- 
tate dal frane. — prov. ; le altre sono regolari. — e) pùlex, 
pollex, nux, varix, piilgu. polgu , nojga, varga, AG x 92, 
Einf.' § 162. 

104. ce, ci nella formola iniziale — è: landre foco- 
lare, ò^ra, céna, arcaìu- ' ricenare ' mangiare un boccone prima 
di andare a letto, ine far segno cogli occhi, vikèt ciocco. 
cardia civetta, ci'im la cima, ci'unas cimice, ecc. — interno 
dopo consonante: c/òc dolce, 105. ce. ci tra vocali = ; (s), 
all'uscita ^ s: al sózu suocero, pazju *pacidu tranquillo, la 
lozna REW 5142 il baleno, arzanté sciacquare, maznè maci- 
nare, mazaré macerare, azej aceto, lazi tacere, pjaz'i pia- 
cere (3. sing. tas, pjas), kgzi cuocere, ki'izi cucire ecc. — 
naris, amls amice o amici? AG xv 276, parni.s pernice 
làres larice, cùra^s, niantcs, — la kró.^, ìws, la p7'òi prò ce 
aiuola, la res radice, / ampeè pece, — dee, àndfs. dazdot, 
dezmu, dizémbri — ma dasnof, dusent. diisena. — mjjajsd im- 
peciato, briisdmmi bruciatomi. Xegli altri dialetti della Valle 
prevale l'.s: Ro. a laserla, kosi, acsin vicino, arsaitlé, asrj — 
la pròs, Idras, cihnas, niis ecc. ved. num. 95. La conservazione 
del e è una delle più importanti caratteristiche valsesiane. 
(ved. cap. fin.) Possiamo distinguere una regione lombarda 
occidentale alla quale appartengono anche l'Ossola, la Val- 
sesia ed il Biellese (AG xvi 201 ) e dove al ce ci rispondono 
le fricative o schiacciate 5. s. z. — da una regione lombarda 
orientale - veneta e piemontese - genovese , dove si trova la 
mera sibilante 'S, z). Il contatto della regione del e colla re- 
gione del s è causa di diverse reazioni. A Orlongu (Borgo- 
sesia) per es. : ciikru zucchero, èiika zucca, giù zio, già zia, 
ìnec mezzo, ganòn Zenone, geni zero ecc. (estratto da una let- 
tera di Don Ravellij. E saranno regressioni analoghe il varallese 
ncna nessuno (da '^ns'an) Bo. campa zampa. — 106. e -f- j =" '" 



692 T. SPOEBRI, 

i^tra vocali tendenza alla geminazione it. gr. v^ 247): arrak — 
pacca abete picea, vacca buccia del grano, la karòcca - 
-aciu: lampiic tempaccio, ahkajndc catenaccio, spudc sputo, 
spbiaè ecc. — -acia: fìgàcca focaccia, urligàcca bruciore, 
inutdcca capra senza corna — valv.r vagliatura, palujc pi. 
avanzi di paglia, 7^rtcan4^" pettinatura, tarar terriccio, rasgiic 
segatura ecc. Desinenza superlativa: nof nuvic nuovissimo, 
$ck sacic, frec frafjic. veri cardie. — haicza, argaa:ze rin- 
calzare, daskoz scalzo. Anche neir italiano calza sorprende, 
it. gr, § 248. Lombardismi: l azdl *aciale l'acciaio, l azarin 
acciarino, la zdna cyathina REW 2433 bicchiere, — afazd 
sfacciato (Falsa regressione). 107. gè, gi iniziale = /) , 
tra vocali = (jg: (joiidri genero, gangiva gengiva, gcrbju 
maggese, iiamiuljr germogliare (v. dotta), gami gemere — 
ina agi mungere, argpnl, ùngi ungere, lèngi tingere, rdìji 
volgere — léggi leggere, friggi friggere, rngga ruggine iRo. 
n'iggu falsa regressione) . niurdiggu prurito alla pelle che 
eccita a grattarsi, kaligga fuliggine. — .la nzarmd bramoso, 
uno che va pazzo d'una cosa (monf. ingem. ire fatare). Dileguo : 
rrl rigido. 108 g -p j => // : ^uigga arrngia REW 078 
canale, fàgiga fa gè a faggiola. 109. ci iniziale -=- '', tra 
vocali = //: ruvrnda e 1 and e n da siepe, co clavus , 
srcjp *stloppus schioppo, ccrgu chierico, ririgd clericata 
uovo al piatto; qui spetterà rep benché la spiegazione pro- 
posta dal Nigra (lepnlu = *llepìr = * Ueppa = kleppu, AG- 
XV 108) non soddisfaccia — rcrra. m('(f:>'>', tarros comparti- 
mento nelle mangiatoie, ascari • schiarire ' vedere, iìicue inchio- 
dare, kvoèrcu coperchio, — la vàfiga ago, la kavigga caviglia, 
ila ogi'/u, l urdgga, aaggu annìculus capra che non ha 
ancora fatto latte a due anni — la. gcza ecclesia. — 
Eccezione: la pd<'a spreg.j cibo REW ()131 *pacula. — gì 
a forinola iniziale ed interna = //: //// gliris ghiro, gdra 
gì area, gaia ghiaccia, / daga, saagal .singhiozzo, dasvige 
svegliare, al kicdggu ijuaglio ecc. — Sopra l'evoluzione 
del ci vedi qui sotto. 110. -et —- '■: lai"-, per poppa delle 
bestie, rif'f, na li'ica 1 ù e t u s un piagnucolone REW ril49, 
lìrica, al fm'urct arnese per dar la forma al formaggio, pcf^u 
pettine, faì^uga, siìrina siccità, streai'-, i/dai'-, puarr serrare a 
chiave ecc. — />*',"• — fi'dggu freddo. Eccezioni: fajlo concia- 
tore di pelli, dojf garbo (ma dasdòri, voci importate. — al otto 
'influsso di Sri Salv. Roni. 2«, 111). 

La stona del -(-• 1- e del -et: /it. jrr. §243. Salv. lomb.-alp. iTìS^, 
A<J I H2\ .Salv. saiifr. 444, .Salv. K. J. i25-lfi6, Meyor-Liil.ke, Hist. 
franz. gramm. § 16t), Suchier, Uròbera Gruudriss, ^ p. 735). 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 693 

' La storia <iel lomb. g r=: -ci-, dice il Salvioni, non ini pare bene 
intesa dal M. L. it. gr. § 243. Io ritengo che la Lomb. abbia dap- 
prima fatto la stessa strada che il Piemonte, la Liguria, la Rczia, la 
Gallia e la Spagna, che contrappongono il loro -(jl- al -ci- della rima- 
nente Romania, solo che giuntisi alla comune fase gì}, la Lomb. fece 
da se, non s" accompagnò agli altri paesi nel ridurre questa formola 
a Ij ma la ridusse a gj, ebbe cioè rispetto ad essa lo stesso contegno 
che ebbe rispetto a 'hìj- l'intera Italia, la quale ne fece kj- mentre 
la Spagna ne fece Ij-. Da gj si venne poi a l'j come vi si venne a 
formola iniziale [ganda) e come anche da hj- si giunse a e [camà). ' 
Il valsesiano ^ é la fase intermedia tra gj e g. — La storia del -et 
é più complicata. L'Ascoli propone la serie seguente: I. ci, 2. jt, 
3. jtj (con propagginazione dell'J), 4. e. Il Salvioni va d' accordo col- 
r Ascoli considerando Vjt come fase anteriore del é. Altrimenti si 
presenta la serie del M.-L. (hist. franz. gramm.): 1. et, 2. ÌU, 3. t' 
(t palatizzato), 4. it', 5. jt. Il e è una modificazione di 3, cosi sarebbe 
più antico che il Jt. Il Suchier non nega la possilìilità di Ut; ma gli 
pare più probabile l'ipotesi del Thomsou, che passa direttamente da 
et a t' . è ei jt sarebbero secondo lui fasi posteriori di t'. L'ipotesi 
Ascoli-Salvioni secondo la quale la forinola -jt nel piemontese-francese 
sarebbe la base del e nel lombardo-provenzale non ci par convin- 
cente per ragioni storiche (ved. cap. fin.). Come sostegno della teoria 
SuchierThomsou diamo il quadro seguente : "■ 

è vals. céna 

1. ce '' / 

\ l' — z — s frane, srn (cèuej 

/ i vals. vzi» 

2. -ce e — g / 

\ iV — \k frane, voisin. 

/ z vals. hazè 

3. -sj- — s' (pai. sorda) — s' (pai. son.'i -' 

\ ìk frane, baiser. 

/ .^- vals. base 

4. -ssj- — i-' ij:>al. sorda) ( 

\\ is frane, baisser 

' é — e vals. /rt'' lomb. fac 

5. -et- — t 



\ / canav. fer spagn. heclto 

. piera. fait 
s vals. la lam 



\ jt frane, piera. /ait 



-cs (x) — s' pai. sorda) (^ 

\ /.v frane, la laisse 

y q — // vals, oggìi lomb. or 

-ci- — gì — (/Ij ^ 

'\ IJ frane, oei/. {piem. ojj. 



694 T. SPOEBRI, 

Abbiamo in tutti questi casi come punto di partenza un suono 
palatale labile che può svilupparsi in due modi: 1. la sua articola- 
zione palatale-consonantica si conserva, 2. il snono labile si disgrega 
in un elemento consonantico dentale e un elemento vocalico palatale. 
Sono evoluzioni assolutamente diverse, che hanno profonde radici nel- 
l'articulaziono specifica d'un singolo parlare, (ved. cap. fin.ì. Del- 
l'estensione di questi fenomeni vedi cap. fin. — 111. e, g, e le loro 
complicazioni nelle voci importate: a) la knca letto del 
cane, la mèco frc. mèche. succhiello, ìa khÓAtca frc. débauché, 
libertinaggio, la gena b/ la fìnsa frc. flèche. ìa> krosa la 
brocca, sigrind frc. chagriné e) bu(jé frc. bouger, dasran/jcsi 
se déranger, manf/t^, al ijis, la ganmna, {jaun giallo, j^u^l 
gioiello, ijirumt'tta {(jorimétta) uno stiipido. d) formò fifiii , 
dalmàfjf^u, kurdfifiii. riàf/fjii, lapdfifju — mhrihird imbron- 
ciato, arlóc orologio, arluf/o orologiaio, dtìf/lii angiolo, li^er 
leggiero, la f/dka, (jdroìnusdwta grido dei fanciulli nel fare 
a riinpiatterello (Hi eron i mus ) — mi?irHf). bi'~er. e) al stf/il 
sugello, la vifiilia (semidotte), cel còlla piem. chiel, chiella 
f ) zf/andd schiantato . la fjiffa- malattia per cui gonfiasi la 
gola e la faccia, zlavaijd sbiadito — /cr- cispa cispa g) al 
marsèj merciaiuolo, lu spazje (o spizje) farmacista. — Sotto 
f) forme non schiarite. 

112. t intervocale =^=^ d. che segue le sorti di d ved. n. 113. 

113. d primario e secondario dileguato tra vocali e al- 
l' uscita: /'rrl fratello, al fréni tridente, mjutìa- midollo, gùiu- 
hjii gomito ecc. — la seja seta, muneja moneta, prrja pietra ecc. 
s.pH(: — spova sputare, la kna coda, la <'uvénda la siepe, la 
pjòwa lastra REW 6589 ecc. — al fjd fiato, al pe piede, la 
grd cratis — la roj rete, l azej l'aceto ecc. Cade talvolta 
anche dopo cons.: skurgp scorticare, inahgr masticare (; pai. 
accenna ancora al t ved. num. 95a). Ved. num. 126a. Voci se- 
midotte lombardismi con d primario o secondario conservato: 
al kadni, ladiìi liscio (accanto a léii semplice), ai turdra mo- 
dello, al midf; notaio, aredi erede, fidasi fidarsi. — 114. tr, 
dr: al pan-, la mare, un nru otre, al rem vetro, al ruldru 
genziana gialla REW 9217 ecc. Questo fenomeno è importante 
j)er la demarcazione del piemontese e del lombardo v. cap. fin. 
Voce importata: kiradnc arnese per i)ortar tronchi ecc. 115. 
p. b tra vocali = r : la krdva, ìa kihira ecc.. drniri ' dro- 
pire' apiire. pr-, -br-: la Irvri, f'arrr febbraio, la f'rcra febbre, 
al pcrru pepe — Vo.' suhhrv, Is. zebra, Ton. schru catino 
per lavare, inasiftllo REW 9031 — sora sopra, pr a formola 
iniziale talvolta in hr: barìàn pezzo di sterco, brulla cache- 



IL DIALETTO DELLA VALSESI A 696 



relli di capra *pirula, barmU prunatiu pala del fuoco, 
harlnik prime a (p -)- r = b -j- ^' ^^ xv 101) . — Casi spe- 
ciali: al murfel da morbu -f- ellu? moccio dei bambini 
al kanlilii canapule ved. num. 126a — al imrin capezzolo 
(monf. hurin) — p, b. v all' uscita romanza: u luf 
lupo, al vef vedovo, to s^//" sebu, hèf beve, paraef man- 
giatoia REW 6724, làf terreno sgombro di neve REW 8511. 
Vo/ apróf dopo REW 197 Bo. apro, Ton. preii, apreti, 
ant. ast. prof St. Albino apreti. — w di iato: mi i krof io 
casco (kruve), mi i sgf sudo (sui'é). 

Accidenti Generali. 

116. Accento: pela, rei; pora ecc. ved. num. 126. — 
la bdiola betulla (Cm. bòia , valka monèka iCm.) nome geo- 
grafico (= Varga Monga • -Monaca ') — Rafforzamento di 
consonante dopo l'accento: vanni vchun vieni (grido per 
chiamare le bestie), jiìtemmi aiutarmi, / a pjazùmmi mi ha 
piaciuto, raspundilggi rispostogli, vardevvi guardatevi, i an 
pjantdlla l'hanno piantata, / » baratdllu l'ha cambiato, i g n 
ùinma spìnu ne abbiamo abbastanza, ndmmi fìdniìnil no, no! ecc. 

117. Assimilazione: a) vocalica: sulùrnu Saturnius 
malinconico AGr xvii 108, Ro. s'asgònógeria s'inginochiérebbe, 
Ce. dosvostis 'disvestisce', stiìrluné starnutare, pjazurus piace- 
rebbe, prumuttil promesso, cel a s iindiirmis si addormenta, 
s inginò^ìja gu, t aj liìgullu? l'hai letto? — Questo fenomeno è 
molto esteso nella Val Vogna: rosdh ragione, /a tus isnina (Ro. 
astdna) tosse canina, gulÙH geloni, skuolót 'scodelletta ', sokdrje 
cicorie, vosd§^a ' vescicola ', dtt.rufa divota (masc. divòt), tnon- 
tdn mento, / unkdcju incubo, ddsliigd dislocato, stigur sicuro, 
mondja' moneta (regolarmente mundja), mute messo, Inivu 
bevuto, ecc. Vo.'^ sugar, gònoggu, propdlla farfalla, b) conso- 
nantica: absè pesare, lòggu (Ce. ledgu Vo.- lòttigu) solletico 
Ro.,: a fsiga vessica, a psaha (Bo. hasdka) saccone di paglia — 
a kdmiìa. Assim. fonosintatt. num. 126a. 118. Dissimilazione : 
la lira liglio, la béhna melma, ben aula donnola, ? olba (Ro. 
a viilba) volva la loppa — (umbra, vrlm ved. n. 101 veni- 
men, vrimgs velenoso, lèndri, arma, armju coraggio, mar- 
melin, arumaj, nuranla u. 101. — Vo.' la Ungerà ringhiera. — 
119. Prostesi (Non essendo sufficienti i miei materiali rinunzio 
ad una trattazione sistematica) : a) vocalica : I. quando 
coli' elisione della protonica si è formato \\\\ nesso iniziale 
composto da continua -j- cons. (num. 40b): arzante, arm,édju, 



6'J6 T. SPOKRRI, 



arziua, (tlkr leccare, ecc. — Esempio sui generis: abkùn 
boccone. II. tlav. asimpiiia: ?»-»-</('/;(• uno slancio, )ì-a-skaìin, 
tì-a-spàs una tesa (misura per il legname) REW 8129. n-a-sku 
uno scudo, l-a-spos lo sposo ecc. — plurale: j-a-sprùlt gli 
sproni, j-a-sfiajf gli schiaffi, j-a-spufi ecc. A Rossa la prostesi 
in questi casi è regolare, a Bo. s'ha anche h spi fi i ecc. III. 
nella terza pers. sing, dei verbi che hanno come nesso iniziale' .s 
impura o continua -j- cons. : Ro. : '-pI l-a-akrif, ì-a-rr/oja ecc. Bo. 
ha in questi casi: '-pI hi starìfma, cel lu rgòìa ecc. IV. dav. 
a de -f- cons. ilre~' a-d I uilan'a davanti all'osteria, a-ff ìa 
sua ella della sua vita ecc. Ro. /i apsigàn a-t sa un pizzico 
di sale, .Tac. poc ad buri, pei ad camossa ecc. V. Dav. ai pron. 
congiunti in frasi interrogative o condizionali: a-f saj"? sai?, 
a-t pòj dèmi? puoi darmi? a-t vii.gfjn lìiilta? Non vedi niente? 
.s a-t ìHort a rd'ia (Ro.i se ti morde la rogna, .s a-s ro passe 
se si vuole passare, .s aijtàka se a voi tocca... ecc. VI. Per 
evitare nessi mal tollerabili nella frase: i sun a-stàimni sono 
stato, suii a-stof sono stanco, niPn -a-ydìtì'i mani giunte Jac: 
Chi dorpisu taf nfjìii che dovessero tutti venire ecc. (v. cap. 
tìn. b) consonantica: mi i ruììc, ti t runlji ecc. part. i-unc, ma 
UTif/i ungere. A Cm.. Fé., Vo.% Rassa: viià, rot. v,mìdf's ecc. 
(Salv. mil. mod. 214). — 120. Epentesi: ìa pìateja platea, 
ìa ìpja l'allea, meja mia, eìn't^ja Ebreo ecc. — kruve ' cro- 
dare ' cascare, avòst agosto, piiìa fararona Pharaone. Ce. 
ìa fjora fiore v. nura. 113. 126. — aèngru nero (anche a Ro.ì, 
Ro. prafìsàmmti prezzemolo, Vo.'^ Ueagioò liquare, Ce. ìinger 
leggero, Fé. ìa prampuìa farfalla (Bo. parpnìla) — / amhja 
la zia (Ro. animja), ìa fumìira (Ro. fumna). sarahre seminare 
(Ro. smanè). ai limbju striscia d'erba fra due campi (Ro. ìiai- 
mju), ìa simbja (Ro. a siimtnja), p.ì ìnunbru. ìa hartibra (Ro. 
kamva). — 121. Aferesi: u Ifar altare. va?ìsii7o7i avanzi del 
pasto, drópik idropico ecc. ved. nuni. 35, 39, 51. — kìipjii 
*aiikìipJH piìi, kupój purtroppo, ved. num. 124. — 122. Sin- 
cope: skttrf/r scorticare, ìa p^rga pertica, inasgé masticare, 
imaiii'ip dimenticare — àirki altroché, prikè praedicare 
parlare, aiistè mestiere, mcsdabusk ' maestro da bosco ' fa- 
legname, rantr volontieri. Ro. : ci ìì ter jii (Bo. <'iì)n Un torju) veci. 
nura. 61, 126. — 123. Melatesi: cons. -^ r -\- e = cons. -|- 
a -|- r: num. 41. -- ìa krdva, pr^Ja pietra, antròk intiero, marii- 
marùa maturo, — ama occhiello REW 490?, Vo.' ai fnìgp fo- 
colare (Ton. fogoìèe. Salv. pai. lomb. 11 Peccia forila), Fé. 
draaii dormire, drnia dormo, fram fermo. 

124. Concrezione; Re: ìa iarzina la resina, da dalùnc 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 697 

da lungi, Cm. (Jahjn azzurro. — Secrezione: la lania-aì la- 
niji la litania, la ligvia ecc. — sé lasciare, sac lasciato (so- 
praselv. schar allato a ìasehar AG i 108), Ce. méncja domenica 
(di manica). Vo.' v aik pizzico, da pit-sieo, pit nel senso di 
pitln piccolo (?). 125. Contaminazione: / amfoddra (l'edera -\- 
infoderareì, / a raptus (pece -j- impeciare), cufj[iii (cieco -|- occhio), 
, ófjyuy, fuslàggi fastidì ( f a s t i d i u m -[- « t u d i u m ) , stjli'ru 
Sedane ( s è 1 i n u m -j- j u n 1 p e r u ), cunf/e mangiare con disgusto 
(Ton. cimigh -|- rànfie rumicare), sunè hmogvAta suonare a 
testa (Ton. haudétla -\- hawgu altalena) — Contatto tra elementi 
vocalici (semivocalici). 126. I. Atona -|- Tonica: a) a-\-ì: la 
res, al bel, lén latinu (na h'ijlà, zlajìie) b) a -\~ è: al mèstnt, 
la niéslra siero fermentato REW 5229 , la kéna ipajlèt , 
anka-J7ìdc.), arhìt vicino, appresso = a -j- radente (Salv. 
AGt XVI 287), al frèl, la, pela, — fès facessi, des^ stes, es 
avessi (in tutte le persone). Vedi il rapporto tra l'evoluzione 
dell'e lungo latino ed il dittongo prodotto dal contatto di 
a -f- ij ^ 4~ ®5 num. 9. [Il rapporto esiste soltanto nei dialetti 
dove l'è lungo è od era dittongato. Non a Mal. miinèe moneta — 
chejna, nella Valle Antigorio (Salv. pai. lomb. 7) èeJ7ia ac- 
tena] e) a~\-ò: ^iora, paura (pawrós), kìira qua hora quando, 
)7nc'H mattone, miìru muratore, riìgó ' rugatore ' bastone della 
polenta, rattilo ' rattovelatore ' pipistrello i^Ton. ratrolóo, piera. 
ZaUi rat-volòr rata-rolóira, Ce^st. rata uro jra), 'Ro. sugt'> asciu- 
gamano, tavjù asse da polenta, al ba7«ù, la niarllora taglio 
della falce, — arasi, a dell'articolo -(- ii iniziale: Re. a 
toàrtiga l'urtica. d) i -j- è: Vo.' rèi, Ro. al fréìil iY\à.Qn\:Q\ e) 
e -\- H (o) mj'dlla midollo, e ~\- d: Ijdm letame, sjds ' setaccio ' f} 
u 4- t' : Hiveìida siepe, krurè gu ' crodare giù ' cadere, kruvèlli 
castagne che cadono, — suve sudare i all' uscita: al so/" egli 
suda, al krgf egli 'creda") II. Tonica -f- Atona: a) a -)- i 
attratta (num. 4): sule, èivéra ecc.; gioente henk, bakeJt, eb- 
bja ecc. — niajgric, ajgru ecc. ved. cap. fin. num. 40b. 
— fidra == *glajra ghiaia, b) a -j- u: al fg faggio, kg ban- 
dolo, ^0 chiedo e) e -\- a: meja mia, butteja bottega, plateja, 
leja allea — seja seta, preja ecc. Ve.' sgja. L j che toglie 
l'iato è cagione dell'aprirsi dell'e (Dissimilazione), d) i-\-a: 
la pavija pipita ecc. e) ó -\- a: la rgioa, pjgwa lastra, kgwa 
matrigna, skgica' scopa ecc. La semi-cons. w può dile- 
guarsi {la kóa), ma di solito ha il suono -ino-. — Ro. a 
raro (*rarga) num. 79. — anró-a7ivùwa. f) o -j- /; sfura 
diarrea (*sfujra), pastura pastoia, Ro. ^ri7wa cantina, (Rue- 
glio canavese triiina cantina, ant. gen. traina abside della 



098 T. SPOERUI - IL DIALETTO DELLA VALSESIA 

chiesa AG xiv 16) g) u -j- a : l'.a uva, krùa {krù) cruda, ìna- 
nux (inani) ecc. Ved. nnm. 33. — 126 a'. Evoluzioni fonosin- 
tattiche: I. Digradazioni e assimilazioni: 1. vocaliche: Se- 
co)ido la lapidila del parlare il nesso 'io ho ' -j- participio 
passa attraverso i differenti gradi mi i o — jò — ju — n — 
1. (ju kantdi i truvd ecc.i. t so 'io so ' diventa ^ su ìnia 
ini non so. ' Bene ' nell'uso pleonastico: Bo. be. Ce, Cm., Vo. 
ha', i (likhd (ma / a ben prikà ha bene parlato). La particella 
negativa ' no ': na. 2. Consonantiche : Ce. me gar om mio caro 
nomo. Va. / a, (fniansd a darmi ha cominciato a dormire, mm 
tafi tem da hró mica tanto tempo dopo (da lìrò) — Bo. i den 
gros i denti grossi, raspùn mi mi risponde, skiai si nascondersi, 
Ro. kt(s hr l'iti lampdc (questo ...), al vos vak't il vostro vestito, 
i ììós bar~nln le nostre prugne, ccngamhi centogambe, rcn ma- 
riii vento marino, tem da smént tempo di semenza, am kain da 
stpbbja campo di stoppie. Va. mus ni dren aì io jx^ mostraci 
prima il tuo piede, laiì lem da bro tanto tempo dopo. Salv. 
Arb. II. 33. Il ^ dei participi dir, fac ecc. si assimila facilmente 
nel parlare presto alla cons. seguente: Bo. i j n didgi gli ho 
detto, diggi, Ro. dil f'-o detto ciò, Vo. i <) dig co, Va. didgi ecc., 
Bo. madgi mettici, hux'gi n ciunma^ ' buifa ' ci sopra, J am 
hjiìfigi pora hanno (drt) avuto paura, s im.be vardaj si sono 
i //') già guardati, et fé di fuori. Va. af mùnga vi mangia, Ce. 
k a-f ji'i.tta che vi aiuti. II. Estensione di leggi fonetiche 
al corpo della frase: 1. Ro. rei al mana su (reg, mena sii ; 
num. 41 j. 2. Vo. / r jam è letame, (reg. / '/ Ijàìn : num. 72). 
3, Ro. / g prikria s-j-a trues. Le parlerei se la trovassi (reg. 
s-i-ìa: num. 79) — Vo. sii njaiika a ru di non potrei dirlo 
(reg. a In di; num. 79?). 4. Ro. kiw ti ka pas aie trmp spicciati, 
che passa il tempo (reg. aì temp; nnm. 83), Vo.' air so ra- 
rónda il sole va giù (reg. al so; num. 83). 5. 'Qo.Ja kapirgsi 
sta sessi liti capiresti se sapessi tutto (reg. s t a sessi: 
num. 9r>). 6. k i mmajirfès sii ìu miirg che io mandassi su un 
muratore (reg. k i mandes: num. 97). 7. Bo. a-sv-v-uma a sua 
madre (num. 120; v epentetico), Ce. / e n driìsàtt è un ris- 
satore. (reg. e n riisdtt: num. 120. <f epenteticoì. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 
III. 

MORFOLOGIA E CAPITOLO FINALE 

Nota del dott. Teofilo Spoerri 

{launanza del e Giugno i9is) 



Morfologia. 

127. Articolo determinato: Maschile sing. = / dav. a vo- 
cali: / amhnlik, ì egu citiso delle alpi, / orii otre ecc. Re. = 
a: a egu ecc. v. n. 79b. — al, (7) dav. a cons. labiali e velari: 
ai bakdn, al faìhé, al magmi gozzo, al gavàs spreg. gozzo ecc. 
'l foku fiammifero. Negli altri casi = ii (v, n. 83) : -a sjas, n 
skdrlu battibuiTo, ìi traf, u nas ecc. In tutti questi casi si 
trova anche al] mai dav. a s impuro, v. cap. fin. Cast. 123; St. 
rom. X, 1; AG. xv 417; Gel. 143; Par. Ormea 112. Dav. a un s 
impuro si ode talvolta un hi: hi spiz-je^ hi spak; Cm.' h< skórs, 
Ce. lu stram ; ma nei testi e nella conversazione non ho mai 
sentito un Ju. Sarà dunque un" immissione letteraria. Maschile 
plur. = i dav. a cons. : i bai;è7t ecc. J, j dav. a voc. ; ~l oggi ecc. 
r + a prostetico dav. a s impuro: ì-a-sturiìójl ecc. v. Cast, 
n. 123. Femminile sing. = la dav. a cons.; / dav. a voc. A 
Ro. sempre a: a helnia, a fihìi, a àska esca ecc. v. n. 79. A 
Vo.' ho udito soltanto 2 forme con a: a bjava, a pa-ja. Fem- 
minile plur. = al e?) dav. a cons.: al mé7i mani ecc. (AG. xv 
431). /, j dav. a voc. : / oèi, ì ovi ecc. vedi cap. fin. /, ./ -\- a 
prostetico dav. a s impuro: J-a-sjngi, ì-a-smdni ecc. A Bo. si 
ode talvolta un li in questa posizione, sarà come lu (qui sopra) 
una forma letteraria. A Ro. abbiamo senza eccezione j -\- a: 
j-a-strafili, J-a-spigarOj (masch.) — j-a-skaji (a skaja), j-a-kaìi- 
gatti ecc. V. it. Gr. § 382, Salv. K. J. i 129. 

128. Articolo indeterminato: Maschile: ilv (anche Un, in, 
an, am\ m, n, n, v. n. 58, 59). A Ro. : xuì (i/t, an) dav. a 



LI DIALETTO DELLA VALSESI A 733 



voc: fni ampiik REW 1269. 4133; un {ah) dav. a cons. non 
labiali: fin serp\ atn dav. a cons. labiali (con eccezioni), n -\- a 
prostetico dav. a s impuro: o-a-skii uno scudo, v-a-spinàr pettine 
della canapa, n-a-sld7i stagno, n-a-zìatùn uomo disordinato ecc. 
(Cast. 124: ah dav. a cons., ioi, ?ì dav. a voc; nr dav. a s 
impuro). 129. Numeri: ('(n, dnj, try, kicàlru, cinkic, ses, set, 
óf, nof. di's, àndcs (1' '■ medio si avvicina molto all'rt, e), dn- 
di'.s, idùddi's), Iràdr's , kwatordi's, kwlndes, sàddrs, dasdnt, 
' dece ed otto ' (Cast. n. Vlón), das?ìof, rinl, vintfih, vinladoj — 
frànta (sull'analogia di kioarànta ecc. Cast. n. 125n), cin- 
kioàvta, sasàiita, satànta, utatHa, nurània. Ro. avranta, cent, 
dusènt {jdgjlent), treccnt — mila — al pn/n, al sakund, u 
térz. al kwàrl, al kwhìt, u sesl, u setlinm, l nltaf, al nono, 
al dézmii, l undv-rsmu — ii dri-r. la drvra l'ultimo. — la 
dizèna, la duséiia. 130. Mutamento di genere: /a ad. la viel. 
la fel, la sef il sebo, la fjò il fiore, la finn, la aiia ventri il 
suo ventre, la matih, la aèj sera, la kaiol, la kof il covone 
REW 1796; Ce. la fjora fiore. — al parpél la palpebra (plur. 
i parpél) è un plurale, erroneamente inteso come singolare, 
l'articolo essendo lo stesso per il femm. plur. ed il masch. 
sing. (al) — AG ix 439, xv 429, Cast. n. 127, K. .J. i 128. 

131. Plurale dei nomi: "Maschile v. n. 64-68, Femminile 
n. 03a. V. cap. rin. — Forma del plurale estesa al singolare: 
/"//'< karrl REW 1628. 132. Comparazione degli aggettivi: Accanto 
alla comparazione comune pjiise grant, kupji( grani, al pjv.se 
grani ecc., c'è un superlativo organico: a) 7ìóf nurenl, kawt 
kaxodéìit, gi'tz gii.zènt acutissimo, hian bjankent, band bahent 
tutto bagnato ecc. b) nóf nuvic, kaicl katcdiè, sek sacic, frec 
fragiì:, veri rardiè non secco; Ro.: strakaiot, strafori ecc. 
V. it. Gr.' § 363, Salv. K. J. i 128, Salv. mil. mod. 59, Salv. 
P. Arb. 79, Salv. AG xvi 285n, Fihi p. 33. 133. Pronomi per- 
sonali: a) Assoluti: mi, mcj, ?ìujajt: ti, vuj, vujajl; <~el, ralla, 
lor, Inrajt: riH. ai, [da parcèl, da parcàlla). b) Congiunti: I 
pers. nom. sing. i (Vo.' anche e) plur. i, obliquo sing. mi, m 
plur. lìi, V, enclitico, me, mi; plur. ne. II pers. nominativo sing 
//, /, plur. i, obi. ti, t; plur. ri, v, f, enei, tu, mi. Ili pers. nom. 
sing. masch. al, l, a (^quest'ar si è propagginato nelle altre per- 
sone e serve come vocale d'appoggio in nessi di consonanti sgra- 
diti), in {a) dav. a s impuro {lu a Bo., a negli altri dialetti); 
femm. la, l, a, plur. /; obliquo, are. masch. In, l: iemm. la, l: 
dat. gi, g\ plur. acc. li, J, j : dat. gi, g. Impersonale: a. Rifles- 
sivo: si, s. Esempi: I. i l lu darà io te lo darò, / a dai -i-n In 
lo ha datocelo (i dopo e vocale d'appoggio), s a mi f lu dfs se 



734 T. SPOERRI, 



io ve lo dessi, vatuii apro mine vieni apresso mi, mia m apjazi' 
mmi me (= in quanto a me) egli o essa mi ha piaciuto-mi, i (j 
n tana se nnu noi ce ne abbiamo abbastanza-ne, nd mmi! né 
mmi! negazione energica, apri) une. dietro a noi. II. ha- t òar- 
nessi' li che tu scegli tu, li t a poj tu tu puoi, li l peri potevi, 
ka l a g ddf/i che tu gli dia-gli, t a vuf/i tu vedi, /. a faraj 
kiini a t rìiraj, ti l veuii t a ve7iii vieni? l a l poj a?ie t nu tu 
ti puoi andare-te-ne, va ttu va tu! — i ej rada7id voi avete 
guadagnato, ne cu (jk là andate voi giù là! III. ì^èl a g a 
dui ìli egli, esso gli ha detto-gli, al g a maj prèssa egli ci 
ha mai pressa, a l a sapjulu egli lo ha saputo-Io, a n a-sca- 
réva pjtt egli non vedeva più niente, mi j o ira prò ggi io 
io ho ira appresso lui. — i^el la sirène egli stringe, èel he 
rgóla, èel lu smorza ecc., anche èel a sfrega ' si frega ', a s 
a-spaora ha paura ecc. Altrove sempre invece di lu = a: èel 
askrif ecc. — sia fùmhra a m pjas questa femmina ella mi 
piace, l a pjazù mmi ella ha piaciuto-mi; — si pessu i ka- 
trossu anka kula kd se eglino potessero eglino comprerebbero 
anche quella casa, a 1 d mandj H egli li ha menati-li, ami d. 
vaììdììj egli me li ha venduti; Vo.^ : u liif a j trovdj tue il 
lupo ha-lli trovati tutti, a j d j mangdj egli li ha-lli mangiati ; 
riflessivo: .s u e turna s nu se n'è tornatosene, le lumantd 
si nsema u so gm si è lamentata dal suo marito, pensa par 
èèl pensa a se stesso, / e die si da par èel si è detto (per se 
medesimo) ecc. Impersonale: a vulajga incomincia a nevicare, 
a skioisa piove (una pioggerella finissima), a balka dapjóvi cessa 
di piovere. V. ant. ast. n. 89, AG xv 431, Cast. n. 130-137. 
Sopra gi v. n. 138. Sopra èel v. AG- xv 436n, e cap. fin. — 
134, Pronomi e aggettivi dimostrativi: questo: kwest (più di rado 
kusl) kùsla, kioisl, kusti. Anche èel, èàlla. Con ratforzamento: 
kustki, kusl kilo, Ro.: shi, sta, èli *custu, (stic òro questo brodo, 
sti due malli queste due giovani) ; Vo.' : osi temp, osi komp, 
est krós, OS lajk questo lago — kos Irò v. Cast. n. 139, ant. 
Ast. n. 91. codesto: t-.s-, wa, ?i, isi. Es. : fila kun es gros fi'is'. 
fila con codesto grosso fuso , tira, fó sa kamizólta levati 
codesta ' camicetta', srè es v.s serrate codesta porta; Ce. loj 
gè l kurtel a s malalet togli via il coltello a codesto bambino. 
In altri casi la funzione di ' codesto ' non è quasi più sentita. 
es può segnare uno dei due interlocutori in un racconto: es 
l a poj didgi l'uno gli ha detto poi... Ancora più generale: 
par es = per quello, in quanto a quello. Ma anche qui il 
significato ' codesto ' trasparisce (in quanto a quello che tu 
dici...) V. AG XV 303 sg., xv 435, Gel. 147 e cap. fin, quello: 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 735 



kicrì. hiiìla, kwìl, kuHi. kidìa I rra lam helìa e ralla I era 
kroja quella era tanto bella e questa era brutta. Forma rat- 
t'orzata: kwol lo. ciò: /o, <-u. I e ima boi cu k 1 e bri, io bri 
l'u ha pjas. 'eia': /•(/ (e et- e hac/ lo ed la ran'za prendi 
via la falce, v. n. 138a. 135. Pronome possessivo : »^c', meja 
>nej, tncji — /«', tua, toj, tiii, — so', sua, soj, svi, — fìósi, 
nòsta, nòst, ngki, — vitsl, rosta, vosi, vasti. La terza plurale è 
identica alla terza singolare : quando si vuol indicare senza equi- 
voco il plurale, si iisa la perifrasi: / r so ed lurdjt ' è suo di 
loraltri '. 136. Pronome interrogativo: chi: ki — ki h l e nu^ 
chi è venuto? Ro. ki l g e l f chi c'è? che cosa: tonico kweì 
atono ku'^ ku fa l la'i Che cosa fai tu, Maria? Ro.* kii jéU 
Che c'è? - V. Cast. n. 141, AG xv 437. 

137. Pronome relativo; ki, k. n ijnriiH k al néra a >'àfi<ja 
un giovanotto che andava a veglia. l>\?ìt>s ka rèn lunedi pros- 
simo. 138. Pronomi avverbiali e indefiniti: i<. ne: ;?, mi anche 
dopo preposizioni e avverbi, i g iì ùvia se unii noi ce ne ab- 
biamo abbastanza ne. .« ;? r turtìd s mi se n' è tornatosene, 
a g il a bjiì g ?iu asr nu egli ce ne ha avutocene abba- 
stanza-ne. ci: gi, g. Non è completamente fuso col verbo 
avere come in altri dialetti. A Ro.-'J nella domanda: ku j é U 
che ci è li? V. ant. Ast. coglelof che c'è ì AG xv 437. — it. 
Gr. § 371. Salv. K. J. i 128, Cast. n. 143. li: Ro. ki l g è U 
chi li c'è lì? Ce, Fé. ke temp fd li altro: / airi, I dieta, 
1 (Ijt, 7 diol. nessuno: niìn, ni'ini: Va.' ììcùh. qualcuno ecc.: 
kioarhiii (kirajki'iii, kwajkadiin), kicarkos. ogni: o'iadini. tutto: 
Ini, (lilla, tiìjt, tutti. Vo. Va ti'ic (tutti). 13Sa. Indeclinabili: 
dove: enta vdtì dove vai? Ro.* ante, dunta, te Fé. nte ti raj* 
Salv. K. J. I 127 fte rè f lomb. dove vai? 'insieme': la did 
ansémma la inatta egli ha detto alla figliuola, pòj a g a did 
gi nsòina la mata, I a did ansétn al so pare egli ha detto 
al suo padre, mi rò7 ne in nu vsémnia vie pare voglio an- 
darmene dal mio padre, / r hnnantd si nsema u so om si è 
lamentata dal suo marito, in ndj lumantòsi ansènia l previ 
sono andati a lamentarsi dal prete, ecc. ' con ^: l a didgi kiitn 
la mala ha detto alla giovane. ' a casa ' : l a prnvd né dinti 
a kd fhi kiilli fìimliri egli ha provato andare dentro da quelle 
fenimine, a ka rìi Pratàjè dai Preti, Vo.' / r kùrs ka d iin 
panate è corso da un fornaio (efr. frane, chez un houlanger), 
Ton. 138 la discressiun la sta ben pn ea del iHan, intus: i 
vnj take la ni a na korda par niitta ka ni askdppa ntal prd 
voglio attaccarla ad tuia corda perchè non scappi nel prato, 
tuk^ la ni itn brai- toccarla a un braccio, / e and jU i so 



736 T. SPOERRI, 



pare ecc. ' in -\- cima ' l e sauld mi (jà n (ununa l vis mi è 
caduto sul viso, / r pianili n lumma >i sa-i è piantata sopra 
uu sasso, / '' na sii n rì'imma la pjuvà è andato sopra il 
tetto. — darlva ralla vicino ad essa, ria bèlli lanl da 
lune proprio lontano. — mica : neii ; ma in senso di ' soltanto ' 
per ratforzare il senso del sostantivo: t tj ma na culla tu sei 
lino sciocco, / (' ina m fagnl è un fagotto, a s fd pjiì md pia- 
fij~i. non si fa più altro che soffitti, pjh ma trèj di d vita sol- 
tanto tre giorni di vita, Va. in ma sais sono niente che sassi 
V. REW 5228. 

Si rafforza anche il verbo con fare -|- ma: poj cél la fac 
md ne s nu a kd poi egli è andato a casa, / a fac md stale 
si dldnk si è fermato subito, / an fdc md sunti hanno subito 
sentito, / a fa md fé yii sju sdu ella lavora male ecc. Il verbo 
si rafforza talvolta con avverbi di direzione (con spostamento 
d'accento): take sii, la niatil sa ha messo, rabale sii racco- 
gliere, tre sii vomitare, katc si si\ comprarsi, (o sii togliere, 
al ga sa egli porta, drica sa areni al miir appoggiata al muro. 
■ — saate ìjd cascare, fc ya lavorare, dasfac (jd disfatto, mvie 
si (jil mettersi in via, pase ya ecc., lo ed togli qua, s / èva 
tulòi'a ed sfios 'se l'aveva tolta qua in grembo' = l'aveva 
presa in grembo. — ètricpe fo strappare, tir li fn la kamiza 
levati la camicia, to y la fn togligliela, tre fo cavare fuori ecc., 
— / e na dre l'ha seguito, l e vói si dre si è volto ecc. — 
liye si via legare il fazzoletto dietro la nuca, / e na via mprem 
è andato presto incontro, la sfera via là stava là, / e truva 
si via nt Un kròs si è trovato in tin burrone, fa ma ne vii 
via nt la stava vada nella stanza ecc. 

Flessione verbale. 

139. Conjugazioni: 1. -r : kaaté. 2. -ej : sarcj. 3.-'/: vendi. 
4. -/': saffri. Mutamento di conjugazioni: tei tenere, yinui ge- 
mere, lilzi lucere, saki scuotere, vali valere v. 162 (Erminia. 
Bo.' asserisce, che le forme con i nel verbo 'valere' sono state 
adoperate per non confondere il verbo valere con rrde = va- 
gliare (!)i, vdyyi vedere — Ro. pa.se pascere. 140. Muta- 
mento di vocale condizionato dall'accento: a', a-e v. n. 41: 
santi — mi i sèni, farye — mi i frek ecc. bì aj-r' (ej) v. n. 46: 
z-lajnè — ini i zlèn sciogliere * e.c- la tinare , daztajye — ini 
i daz lejk '^ di s the care, z lajy ir è — m i i z lejk e x liqn a r e 
ci u-o v. n, óO: truvè — mi i Irof, darmi — mi i dorm ecc. 
d) o i^u' — ò sporadicamente: mi i vói, ti t roj — mi i pos, 



IL DIALETTO DELLA VALTESIA 737 



// / a pnj — lój togli {dòj devi — mi i def E,o.*, l dop) Pan. 
pass.: mori, lori, vò( volto, ho'- cotto. Xelle altre forme to- 
niche = o: tnof, mur, ror ecc. eì i-e: f/irf/r — mi i ijrck go- 
vernare le bestie REW 3858. i) e caduto — a; rivlr — ricàlla 
saltellare delle vacche. 141. Presente dell'indicativo: Sing. I^ 
pers., caduta di -o in tutte le coiijugazioni. //// / irof ecc.- v. 
cap. fin. II* pers. regolarmente in -?: ti t trovi ecc. Ili* pers., 
caduta della voc. finale, tranne di -a della 1" conjugaz. del 
ai trova — rei al sé?U ecc. Plur. I" pers. -vma, -ummO' l**-3* 
conjugaziontf. -igihna, 4" conjug. nuj i iriivuma — aantiguma, 
ztìbiguma offriamo, /Jiiguma teniamo, liignma veniamo, dau- 
rignma apriamo ecc. v. cap. fin. II* pers. -i come nel singo- 
lare, nelle generazioni recenti. Nei dialetti di fase antica 
sporadicamente -rj: anej voi andate, truvcj, shrircj ^ par- 
di'j ecc. Nella 4** conj.: -iji : kiisiji, durmiji. A Ro. in corri- 
spondenza colla 1** plur.: -igcj = santifjcj, murigcj ecc. Un 
indagine speciale sopra 1' estensione delle desinenze antiche 
{-rj, -igejj fu interrotta dalla guerra. Erminia mi disse sempre 
accanto alla forma analogica {skrivi, trovi ecc.) la forma an- 
tica (skrivej, truvcj). v. cap. fin. IIP pers. : -u = i Irgvu ecc. 
V. 69a e cap. fin. Pres. d"un verbo incoativo: zàbis, siibisi, 

zilbÌ!;. ziiliiilKma. Zi'ibiji izi'ih'hsi), ziihisii, 

142. Presente del congiuntivo: I* e 11'^ sing.: -a. 1^ plur. 
-Ulna, II* sing. e plur. -i, III* plur. -te. Per es.: (faga, daf/i, 
daga, (fiana. {= indicati voi, dagi (o dr'i = ind.\ ilagu v. Cast, 
n. 147. AG XV 441, Gel. p. 152. 142a. Imperativo: Sing.: -a l** 
coiij.: senza desinenza nelle altre conj. '.-is negli incoativi). 
Plur.: 1*^-3» conj. -r: 4» conj. iji, hìsa prikr lascia parlare, 
tira fo metti via (ma ìig ti gii ' legati giù ', bàv gi u. ramina 
' buffa ci in cima '. ìàs la prikr lascia la parlare) — vrnd, 
dorm, druis apri. plur. anr andate {neru ' andatevi '), vandr, 
durinfji, druviji Cast. n. 148, AG xv 441, Gel. p. 152. 143. Im- 
perfetto dell'indicativo: P e IIP sing. la-3» conjug. -r>-a, 4"' 
-ira, IP sing. e plur. -rvi 4» ivi, P e IIP plur. -evu, 4« -Ivu. 
Es. : kantrva, kantrvi, kan'tr-oa, kantrvu, hantcvi, kanlrru. 
Cast. n. 1.50, AG xv 442, Gel. p. 151. 144. Imperfetto del con- 
giuntivo: I* e IIP sing. -PH 4" conjug. -t.s, IP sing. e plur. -r.s.s/ 
4« -/.s.s/, P e IIP plur. -rsau, 4» -ìh&u. Ce, Cm. : -ejaaa ecc. 
Va. (Ton.) -a.sscr, -e.s.s», -iam. it. Gr. 329, Salv. K. J. i 129, Cast, 
n. 150, Gel. p. 153. 145. Futuro: Sing. P.-r/i. TP -ràj, IIP -rà 
Plur. P -rama, IP -rrj, IIP -raa. 146. Condizionale: Sing. I" 
-roj, TI" -ro.s.C/ IIP -ra Plur. P -rokhi.. Il" -rqèsi, III« roshn. 
1a- v;t<^'sse desinenze a Ce. ma I" pers. / moìigrìiss, i biivruss ecc. 



738 T, SPOERRI, 

Rìv. gareuL — A Ro. e negli altri dialetti : Sing. P -ria. II** 
-ni, IIP -ria. Plur. P -riii, IP -rii, IIP -rlic. Intorno al con- 
dizionale in ~o. -oss V. cap. fin. e it. Gr. § 403, Ormea 91, 
AG xiY 448, XVI 270n (x 247Ì, Rom. Gr. n § 323, Filzi 28. — 
Incontro al Diez i;Gramm. II.. 121 ■ e al Tobler (AG x 247) che 
fanno risalire queste torme a cantare ha bici s se tu, al 
Mussatia (Beitr. 21, n. 1) che ci vede l'influsso della 11^ per- 
sona, al Meyer-Liibke che spiega l' i's valmaggino-verz. da 
flis tosse , non possiamo ammettere , col Salvioni (AG xvi 
270n) e col Filzi, altro che una contaminazione della forma 
latina originaria caiilassem colla nuova forma cantare 
-j- ha bui. 147. Participio pres. : l-^-B" conjug. -'/?/. a/il, 4'"* 
-igant, prikànt. impagini, kradunt^ uglint vedendo ecc. san- 
ligànt , (hcrmigtaìt , anigant venendo ecc. Cfr. il modo di 
dire: fa mi m pjazi ampagnnt fammi un piacere essendo pa- 
gato (funzione passiva del gerundivo Filzi p. 43?). 148. Par- 
ticipio passato: Debole: 1'^ conjug. -(/; 2'* e 3=* -i'., -iia, 4" -i 
-ija. trui'd, sapjil, vandiì, santi. Forte: inu/is munto — koij 
cotto, vdnc unto, sirene stretto, kart storto (ma anche man gii. 
kuzù, ruìigu, stranìjn, sficrcà) — /"rtè, stac, kic lasciato, trac 
tratto, skric scritto. - tulòc tolto, huloè colto, rgnloc rac- 
colto — dracrt aperto, vivt volto. (Cm.' lidie — Vig. huje'-, 
Gal. toc tolto, Yiv. kujix'-. Anche nel Grisostomo (AG xvi 255 
sgg.) acolechio, tollecìiio). 149. esse: si. — Ind. pres. sun, ej, e 
e; Slima, scj. in. Congiunt. pres.; seja, seji, seja; sabjàina, 
seji, scju. Ind. imperi". : era, eri, era ; era, eri, eru. Gong, fiis, 
fussi, fus; fnssu, fas^i, fassu. Fut.: sró, sraj, sra; snuna, 
srej, sràii. Cond. srój, srósi, sro; srusu, sro.^i, srohi. Imperat. 
seja; sabje, Part. stai:'. 150. habere: avej. — Ind. pres.: a, cfj, 
a; ama, ej, ah. Gong, rbbja, ebbji, ebbja: obbjdma, fhbji, 
(abbjcj), cbbju. Imperi, ind. eoa, evi, <;vu, cong. cs, essi,e,s^s^.,. 
(Quando diamo 3 forme, la prima è per la P e IIP sing., la 
seconda per la IP sing. e plur., la terza per la P e IIP plur.) 
Cond. aro, arosi, aro, argsu, arosi, argsu. Fut. a-ro, araj, 
ara, arama, arej, arait. Imperat. dbja, (ebja); abjr. Part. 
bjiì. 151. stare: .sfr. — Pr. ind. kak,^. stQ^jy. sia; starna, stp, 
slàh. cong. siaga, stagi, staga;,ìtumay H^j i,k(^jli\ stagu.lvx- 
perf. ind. strva ecc. cong. stess, stessi, sfessu (v. haberej, Fut. 
starò. Imperai, .sta; .st^. Part. stai-. 152. dare: dr. — Pres. ind. 
ddk ecc. come stave ; cong. daga, Imperif. d^-ya : dp- F,ut..t^«/r(>, 
Imperai, da: dp. Part; da'"'. Cm.'' Pres. indio.. IP ]p\\u\ dejf. 
153. sapere:^ savej, — Pres. ind. so eoe. come-, avere* cong. 
sepja. Imperi'. . s^.r a; ses, Fut. sarò, Part. .sv/py«l Cm.* Pres. ind. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 739 



II* plur. arif. 154. vadere: anè. — vàk, ràj, va] afnima, anrj, 
vài», cong. vaga : a/nlma, raffi dnej, va/jic. Fut. andrò, Im- 
perfetto (a)iieva\ nèa. Imperativo va\ »<; va. Part. and. 155. 
facete; />'. — Pres fak ecc. come stare; foga, Imperfetto 
f,;ra : />.s. Fut. faro, Part. fa^.. Gm.- Pres. iiid. II« plur. fejf. 
156. dicere: d'i. — Pres. dik, dìz)\ dis: digàma, dìzi (dif/ej) 
diìtt. cong. diga. Imperf. d>gtn-a] diges. Fut. diro. Imperar. 
di] digc. Part. dir. 157. tenere: t~n. — Pres. te~i, teni. feJi: 
htigùma, téTii {l7iiji) telni. cong. /('7( a. Imperf. tTiiva : hiis. Fnt. 
diro. Imperat. tcii: lltiji. Part. l7tv. 158. venire: ~fi. — Pres. 
rclr. 7iigdma. cong. vplia. Imperf. li'iva: "fis. Fut. l>iro. Imperat. 
ren] ~iiji, Part. 7'?V, Tiiara. Ce. pres. re//, rcjni, ren: Ttuina, 
rejni, rcJiu. 159. *volere: rult^j. — Pres. voi, voj, rg: ulama, 
ìiìej {vie}) Villi, cong. rnla. voli, vola; vuhiina, voli, vgln. Im- 
peri", idora] {v)ìiìes. Fnt. uro, vuraj ecc. Part. rìdo. Ro. 
vnrsu. (Salv. K. J. i 129). Cm. pres. voj, voj, ro; voluma. voli, 
vniì [volli,. 160. * potere : piircj. — Pres. pós, poj, pg; piinia, 
prj , puh. cong. possa: pimsùma. Imperf. peva; pes. Fut. 
paro. Part. passi}. Cm. pós, poli, po', pvvuma, pòli, polii. 161. 
debere: du.vei. — pres. def, devi {do}), def\ duvùma, dovei 
/devi), deva. cong. deva, Imperf. deva; des. Fut. duvrò. Part. 
duvu. Ro.* dop devo, dòj devi. 162. valere: vali. — Pres. 
ente indicativo vai, vali, vai; vaìuma, vali, vahi. congiun- 
tivo: vaia. Imperf. valiva. Part. valv , valija v. n. 139. 
163. vedere: vufji. — Pres. vvk, vàggi, ri(k; vugùnia, riifji 
[ugfj). V7if/u. cong. vugga. Imperf. iif/eva: uges. Fut. vugrò. 
Imperat. vi'ik; uge. Part, uf/ii — Vig. pres. a vek, ti I cr- ugì', 
vek] nfi'nna, ufjì, vegan. 164. credere: kràggi. — Pres. kràk, 
kràggi , kràk; karf/dma, kràggi kargej) , kràgu . cong. 
kràgga. Imperf. kargeva : karf/es . Fut. kargri) . Imperat. 
karffe. Part. hargii. 165. trahere: Ire. — Pres. trak, traj, tra; 
tràina, trej, tran. cong. traga. Imperf. treva; tres. Fut. Irarò. 
Imperat. tre. Part. tra<'. 166. tollere: to. — Pres. tgl, Iglli, 
tnl; tutuma, Iglli [tulej , igllti. cong. lolla. Imperf. tuleva ; 
tules. Fut. tulrò. Imperat. tgl : tute. Part. tulór. Si usa anche 
j)er 'tolga': toj. 167. Osservazioni: aj ò, so sono secondo il 
Giacomino foggiati analugicameiite secondo i verbi clie oscil- 
lano tra ò e o {vogl — veugl) ecc. v. AG xv 445. Mi ]»are 
che la forma -òj da habui nel condizionale sia una con- 
ferma j)er la spiegazione dei Salvioni (K. J. i 129) che fa ri- 
sultare l'ó da un o -j- j {^ in). V. anche il Renier (Gel. 188). 
b) i,t essi sono = niil. ?';/;?, che sta ])er et7?io (ctV. tose, cn/to 
bellinz. fw.) enno: e = ha?ino; ha. Salv. lag. mag. 251. e) 



740 



T. SPOERRI, 



■^'l(U', dàk, vali, fnic, dlk, rnk, kràk, frdk. v. it. Gr. § 457, 
AG xvii 196, Cast. n. 159. Influsso analogico di (hk. d) Cra.: 
dc'jf date, fejf fate, sejf sapete = piem. deve, fere, seve. Cast, 
n. 159. II f proviene dal pronome personale (vi), e) 7n venire, 
t>u tenere; — bjil avuto, sapji'i saputo. Influsso delle forme 
con cons. -j- j. 

Capitolo finale: Il carattere e le affinità del dialetto valsesiano. 

Le caratteristiche del valsesiano che danno luogo a con- 
fronti sono; 1. -are in (•: kanlr n. 139. — 2. turbamento ve- 
lare dell' ri' davanti a nasale; pjonta n. 2. — 3. e di sillaba 
scoperta: all'interno in e, all'uscita e nell'iato in ej. la ncf, 
la sej sete, la seja seta. n. 0-9. — 4. e di posizione forte: in 
parossitoni = à, in ossitoni = e. sàkka, sek secco, n. 12. 

— 5. ej da e dav. a nasale 4" cons. '■ejnt n. 14. — 6. n 
conservato in sillaba scoperta, in posizione debole e in pos. 
forte negli ossitoni: la doga, storn, top oscuro (tuppa) n. 
22. Occorre però nei dialetti di fase più recente in larga 
misura V u. — 7. dittongo dell' o dav. a s, r implicati: mòri, 
lìòst. n. 28. — 8. ditt. dell' o limitato ai casi dove non s' ha 
-a, all'uscita: min-f-morla n. 29a. — 9. ditt. dell'o in 6 ho, so 
so; andrò ecc. andrò n. 27b. — ditt. dell'o a Ce. in e: es 
osso, e(/f/7t ecc. n. 28. — 10. ù-u{2o)a : 7ià-~iùioa ecc. n. 33. 

— 11. -e (-i) da lat. -ae conservato : fumhri femmine n. 
63. — 12. Attrazione dell'-z plurale; a) gajl, pojk, liijf ecc. 
n. 65. b) al ìììc~i le mani, keììip campi, n. Q&. e) fiis, pi. 
fijs, gros pi. gros. n. QG. d) Ce. -0)n = oj : ììmlój. n. 66. 

— 13. / fin. conservato in diij, luj. n. 64d. — 14. a) Le 
desinenze sdrucciole -ino, -ano, -ulo = -u\ frani, gargfv, 
nespru. n. 69a. — b) -ic tinaie conservato in larga misura, 
n. 69. — 15. Prostesi di a dav. a s impuro: n aspiuv, 1 aap'tgi. 
n. 119. — 16. Monottongazione di dittonghi secondari: la rr\ 
radice, n. 126. — 17. 7 conservato; pala, filo. n. 72. — 18. z 
[is), z (ds) conservati; la lazza sterco bovino, la vérza cavolo, 
n. 77, 78. — 19. / tra vocali conservato: la gola. n. 79. — 
A Ro. l tra vocali caduto, a skd scala, a harkd salamandre, 
a fé tela. n. 79. — 19. a: Caduta dell' / finale: al susmd epi- 
lessia, n. 80. — 20. alt ecc. ^= awl: kaiol. n. 83. — 21. La- 
bializzazione dell'articolo determinato dav. a dentali e palatali: 
u so sole. n. 83. — 22. W germanico = v : la raja scommessa, 
n. 90. — 23. quello ecc. = kìd ecc. n. 91. — 24. .s palatale 
(*') da s -[- i, s -\- j, ss, X, ps, s -j- cons. dentale : gros grossi, 



IL DIALETTO DELLA VALSESI A 741 

HH as, ìa ko.'ia, e.s fipsìij, nosi. n. 93-95,, n. 66fl. — 25. m 
tra vocali = mm : la làmina (ema. n. 97. — 26 . ;/ tra 
vocali = /'. >ij. Vo.: la kéna, ìa (jaì'inJQ' n. 98. — 27. n 
finale in 7t sporadicamente: p'7i. hi'7i. n. 99. — 28. g tra 
vocali conservato: a) anlrrfi, anlrrga intiero, n. 103. b~ con 
epentesi di j: U'iìnajga. lajk, Icjya. n. 103b. e) ìa^ nnjga. rarga, 
poìgu paìgu. n. 103f. — 29. /• pai. conservato: iniziale e,' 
tra vocali ?, all'uscita s : canore focolare, a:-^ aceto, la i>os 
noce. n. 104, 105. — 30. g pai, conservato : giìmi gemere, 
n. 107. ^ 31. ci iniziale = r, tra vocali = // : ruvenda, un 
oggu. n. 109. — 5'' == fi'- fjara ghiaia. — 32. et = r : laó^ 
far. n. 110. — 33. Caduta del / tra vocali: la prcja n. 113. - 
Caduta anche nel nesso -tr- =^ ot^u otre. n. 114. — 34. Ar- 
ticolo plurale femminile ^ al. n. 127. — 35. rt^I {chiel) pro- 
nome enfatico della 3.» sing. n. 133. — 36. ipse nel senso di 
codesto rs. n. 134. — 37. Frequente ripetizione dei pronomi 
personali congiunti: mi a >/i a pjazihnmi mi ha piaciuto. 
n. 133. — 38. Caduta? della desinenza nella prima pers. del 
presente: mi i Irof. n. 141. — 39. -urna == desinenza della I^* 
plur. n. 141. — 40. Arcaismi e particolarità della conjugazione: 
a) 2« pers. sing. pres. : fuj, slaj, <ìaj ecc. n. 167. b) 2* pers. 
plur.: ej avete, rly volete, dej date, — skrircj, arìdrj andate, 
n. 141. e) condizionale in -oj^ -os.ii ecc. n. 146. — 41. False 
regressioni, n. 88, 96, 106, 111. 

Piemontese e lombardo: caratteristiche che connettono il 
valsesiano col piemontese comune sono: 1. -are —■ ò it. Gr. 
>^ 86, AG XIV 446. Il territorio dell''' comprende la N'alsesia , 
parte dell'Ossola e del Verbano, la Valle Divedrò, .\ntigorio e Vor- 
zasca, il Novarese fino al lago d'Opta, il Vercellese lungo il Cervo, 
la quale regione si continua nella Val il'.^osta. Fra questo territorio 
dollV e quello a niezzogif)rno del Po si frappone come un cuneo il 
lombardo i-n) abbracciando la Lomeilina fino a Trecate e la regione 
ilei Po fino a Trino. (A mezzogiorno non oltrepassa V imboccatura del 
Tanaro). A (juesto cuneo corrisponde il canavese {-ar, -a) che tocca 
quasi colla sua estremità oi-ientale la regione lomliarda. Il confine del 
territorio dell' -f; al sud segue il confine dell'umiliano e del genovese 
volgendosi poi verso nord nella linea Mondovi-Torino. — 3. Dittongo 
dell'/': Il territorio lombardo dell' e non dittongato l'orma fra i ter- 
ritori picmontosi-genovesi-emiliani dcll'e ditt(mgato un nucleo compatto, 
che comprende il sistema dell'Adda, quello del Ticino fino all'alta 
.Vfes(dcina (Salv. dial. svi/.z. ~'2p) e all'estremiti settentrionale del 
Vt^rbano, il territorio fra Ticino o .\gogna cfìlla regione del lago di 
Orta p due strisci.' (ino alla Sesia, I' una al nor.l di Novara, l'altra 
lungo il l'o. .\ mez/,(»gioiiio il territorio dell' e non dittongato è in- 



742 T. SPOERRI, 

franto da un lembo di p dittongato che, venendo dal geuovosc-ijienion- 
tese, SI stende fino a Bologna. V. anche i n. G-D. 4. e turbalo = e 
muto piemontese. V. qui sotto. 11. -a e plur. femminile con- 
servato: è una delle caratteristiche che staccano il valsesiano dalla 
regione alpino lombarda. V. Salv. dial. svizz. 721. Ma anche il nova- 
rese-biellese l'ha conservati!. V. qui .sotto. 11. -i finale conservato 
in diii^ luì '. Il confine tra dui e rlu segue la Toce, passa fra il Lago 
Maggiore ed il Lago d'Orta. segue l'Agogna fino a Borgomanero, 
continua poi in linea quasi retta fino all'imboccatura della Sesia, passa 
all'est d'Alessandria, segue la Borraida e volgesi ad oi-iente contor- 
nando la regione genovese. — Il confine tra ini e In è molto istrut, 
tivo. La regione del lui comprende l'Ossola (ma Vig. lii), il lago 
d'Orta e la sponda sinistra della Sesia da liomagnano a Vercelli. 
All'oriente di questa zona abbiamo il territorio del In che segue il Po 
a mezzogiorno di Vercelli fino a Trino e contorna occidentalmente 
Valenza e Alessandria, seguendo poi il confine dell'emiliano fino alla 
regione ligure. All' occidente del lui si trovala zona piemontese-cana- 
vese-valsesiana del citiel, che prende il posto del lui enfatico. Quello 
che ci par importantissimo nella ripartizione geografica di questo fe- 
nomeno è l'esistenza d'una zona d' influenza lombarda che abbraccia 
il Novarese, la Lomellina, il Po fino a Trino. .Alessandria; la resi- 
stenza però dell'Ossola e della regione intorno al lago d'Orta ci 
Miostra l'autonomia di questa contrada. 14. -ano. -ino, -olo = u: 
Partendo da .-\ntrona, il confine lascia a sinistra il lago d'Orta, con- 
torna Gozzano e Borgomanero, passa poi da .Arona in linea retta a 
Vercelli, segue il corso della Sesia e del Po fino all' imboccatura del 
Tanaro, accompagna l'Orta e circonda poi la regione piemontese. 19. 
-1- tra vocali conservato. V. Salv. dial. svizz. 728. 20. alt = 
aut: lomb. alt, pieni, aul. AG i 299, Muss. altmail. 6, AG xiv 11, 
(Cast. n. lo) XV n, 3 p. 406, vili 117. 23. kiiì, kulla, ku.sf, 
kusta ecc. it. Gr. § 379. 26. n intervocale = ',( : it. Gr. § 216, 
275, AG II 127, iii 37, ix 21Ó, xiv 118, xv 8, 419, xvi 201, 537, 
XIV 231-232. V. qui sotto. 33. Caduta del intervocale: Nel lom- 
bardo il t del nesso -tr- non è caduto. Il confine segue la riva destra 
del Verbano lasciando a sinistra la regione fra il lago d'Orta e il 
lago Maggiore, continua poi lungo il Ticino fino a Novara; al nord 
di Novara passa dal Ticino all'Agogna, di qui va direttamente al sud, 
lascia à destra .Messandria e segue il confine ligure-emiliano. 34. Ar- 
ticolo femminile plur. = al: it. Gr. § 382, K. J. i 129. piem. 
/{' fumne: ij urije; lomb. /. 35. rei qual pron. enfatico della 
III'i sing. V. qui sopra al n. 13. 38. Caduta della desinenza 
nella I» pers. sing. presente. V. Salv. dial. svizz. 721. e qui 
sotto. 39. -tema desinenza della I-'^ plurale : H confine dcW -H,i>a 
i-eiiiii. -imn' segue la Toce ed il Ticino o dall' imboccatura del Ticino 
passa in linea retta al confine genovese. K il solo caso nel quale il 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 743 



Ticino costituisce una tanto decisa linea di diinarcaziono. In tutti gli 
altri casi l'infìusso. lombardo si fa sentire al di la del Ticino, anzitutto 
nel suo corso inferiore. L'Ossola fa parte da se non avendo introdotto 
in tutte le conjuga/.ioni l'unico -urna, ma serbando le desinenze -'^'//m, 
-rnia, -ima. In diversi punti però l'influenza lombarda si fa sentire, 
forse appoggiata dal fatto che l'Ossola conserva -emo allato al Ioni- 
bardo -eia, opposto al piemojitese -lima. Cast. n. 146 Gel. p. lól, AG 
XV 440, it. Gr, § 391. Attinenze lombarde: 6. o conservato: Salv. 
mil. mod. 68 ssg., Salv. lag. luagg. 201 v, qui sotto 31. cl- 
iuterno = //. v. ton. n. 109 ssg. 32. -et = r. v. fon. n. HO. 
(La regione del -jt non abbraccia che il corso superiore del 
Po dall'imboccatura della Dora Baltea in sii). — 3. la mo- 
nottongazione dell'ex a Bo., Ro., Vo. ecc. 26. la mancanza 
di >i faucale a Bo., R«. ecc. 41. False regressioni del tipo 
f'uló, (-eia ecc. 

Affinità speciali: Attinenze biellesi -canavesane : 1. 'Bi. smite 
(Viv. Fel. Irncd, Ru. Tra. parlar). 3. Lo. Pied. orivi, jif'il, 
Bì. leila, piidei, rei, rei ma anche re, sena, Viv. inejs, Ru. 
mrjs ecc. v. fon. 4. Pied. uràijf/a, àcìppa — càp tepido, pràst, 
Bi. pffìna, kressi crescere, ('('Ila — f-el egli, tecc, Viv. r/àdic 
garbo, pHa- fetta , lant(h'/a — f'i^''>!l!l • /'/v?.s^>, ràf refe — 
vérga verga, kf'irnu tacca. Ru. ìiiasclla, karctla, freska — 
('■àp, Fel. kav('ssa, Loc. mas('lla. 5. Trav., Bro., Ceresole Reale 
lejhgtoa (Pied., Bi., Viv., Ru., Fel., Loc. lehgwa). 7. Pied. 
horp j ori , (W uovo, /> fuoco, Bi. korp, korn , ori , mort , 
Viv. (irl, Ru. òri, Trav. itosi, òri, ordì orzo. 8. Viv. faseì 

— tiinsola nocciuola, Ru. ;?o.s — nosa, nof — nova, (jriia 

— (jrosa, Trav. (jros — grosa v. Suchier, Die franz. u. prov. 
Sprache 1912, p. 763. IO. Pied. pataniì — palamtira nudo, 
kriì — krila, Bi. krii — krua, Viv. palami — patanuva 
(Ru. ecc. nù — niiioa). 11. Pied. grosi, la rrjra — al rovi. Lo. 
foji, Viv. slejìi. 12. Bi. (AG xvi 200) lavri — hjrri labbro, 
Viv. V. fon.. Ru. rus — rùs, scas — s/es fitto, pia — p/^if, 
puUnuii — pubnilli, hras — bràs, lark — Irirk, bek — bik, 
kan — kelt : krarot — kranjojl , sajol — ■'^ojojl , Iramot 

— framojt, rojk pietre, pojk, Fel. kait -- kd/t, Iraf — Iràf, 
(jawTì — giiwìi, groa — griis, paruti — parcm ; — fatosi^l — 
faìoacjl, s(;h — s(;}k. hi(;k — bii'jk mézzo, Trav. ina'H — vien, 
gras — grrs, ('spràn — i-spriìn, miirrU — miirii : — pojk. 
13. V. qui sopra. 14. Pied. ìieiro , l{r(;pa crepano, Bi. csit 
asino, mcrniu marmo, mrgru ecc., Viv. tn'tsku, pecu pettine — 
kribi, babi. urinari, Rn. ÌKir'nu, miiru magro, nierhi, bitru, 
mhsu — ranni, babi, ìtialari, oli — (nniii, pf'JcK, rnris.^(^Ji 



744 T. SPOEREI, 

(Trav. duppi, ordì ecc.) — (jiivpn ecc. 15. Viv. / a-skclr lo 
scolaro — j a-skiradrùii ecc. Lo stesso a Fel., Trav. 16. v, 
fon. n. 126. 17. Pied. trifoì, la fola, ma tajr^ Trav. fila, pala, 
al. 19. Pied. ecc. tjola. 20. V. qui sopra. 22. Bi. ecc. vardè. 
23. V. qui sopra. 25. Viv. la Ihnnia, Log. bramma, piàmma ecc. 
26. Pied. la galina. la liiiO' luua. Loc. kadeiia, Bi. pena, 
Viv. smaiia, Bro. (jarinja gallina (Ru., Fel. smana. Trav., Loc. 
gali/ma). 29. Pied. sarnù, ('-el cielo, Bi. sma, seri certo. AG xvi 
201 ',Viv,, Ru., Fel. siiik). 30. Bi. zendri. 31. Pied. urof/a, unga, 
Bi. urigga, Viv. c<: ìRu., Fel.. Trav.. o/i. 32. Pied. dir. far, 
HOC, prep. Ice, Bi. ter, Viv. /)or, Ru. nor, Trav. /air Fel. /<//, 
dit). 33. V. qui sopra. 34. Pied. al stèli ecc. 35. V. qui sopra. 
36. Viv. s kullcl, s haii. AG xv 303 ssg. 38. Pied. re/zt, Viv. 
i pori, viang. 39. V. qui sopra. 40. Pied. de, date, se sapete, 
Viv. i massij o masse. AG xvi 270n. 

Attinenze monferrine: 1, 3, 4, 8, 9, 11. 12, 13, 14, 20, 21, 
22, 23, 24, 26, 27, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 38, 39. V. Cast.. 
Aut. Astigiano, Gelindo, Ormea. 

Attinenze sanfratellane: 1, 3, 4, 5, 12d, 14, 20, 21, 24, 29, 
33, 40b. V. AG viii 307 ssg. e Salv. sanfr. 

Attinenze lombardo-alpine (1): 1. Salv. sanfr. 446. 2. Antr. 
ronl ignorante, la lavoitka valanga; ma loanza guancia ecc. 
AG 1 29(). 3. Vig. tela, ule, piidé, Cai. beiv, neiw, iil peircr, 
la se sete, Ba. neiger, haif, seigla v. Salv. sanfr. 4. Ant. nroga, 
masglla , lor tetto, furjìol, fror freddo, prosi , Cai. kicgla 
quella, ('óppa tepida --èóp, prosi, a kròl credo. Ba. / urOga, 
maslòt, Salv. sanfr. 5. Cai. leingica, Ba. dmai>>gadi, Ceppo- 
morelli (Rusc.) iiìdiferoinl, pazioixza ecc., Vanzone d'Ossola 
(Rusc.) aitstììneiiila. 6. Salv. lag. mag. 201. 7. \\.g. pòrk, mors, 
i kòrp corvi, Cai. korp — ntòrs, ori, Ba. inori, Ant- erp 
cieco, ert giardino. Domo pjórk, Salv. lag. mag. 252 meri, eri. 
pere, it. Gr. § 43. 8. 9. Vig. mòrs — morsa. Cai. gros — 
grosa, kòè — kora, Ba. grOs — grosa, Ant. erp — orba, inerì 
— moria, Domo gros — grosa, v. Salv. mil. ant, 369, lag. 
mag. 202 ssg., AG i 253 ssg. viii 343, it. Gr. § 42. 10. Cai. 
krà — kruti, Ant. usti — ustua vestito, kri — kriia, S. P. 
^>iil — nmoa. 12. Salv. lag. mag. 237; Ant. barba — herba, 
bras — bres, alp — elp. Vig. bras — bres, zngr — zniìè 
ginocchio, asi'ii — l'sciì, far — fei-, arbul — erbid, ni zikèl 



(l) Il prof. Jaberg mi prega ci' avvertire il lettore olio la notazione 
fonetica degli esempi ossoiaui ò poco sicura. 



IL DIALETTO DELLA VALSESIA 745 

— i zikU zucca, Cai. i/t del — i dd dito, vaìd — vaiti vitello, 
kicntcinl — kunCint, Ba. neigcr — "'^'''', masloi — maslit 
guancia, al pr — i pìj. Salv. lag. mag. 244 vera, poic, Menzonio 
i rois, peccia f'-od — cóid chiodo, piod — pioid tetto; -ani 
"Olii in aj, oj = Val Diveria. Vigezzo ecc. Salv. dial. svizz. 
725. Vauzone d'Ossola i^Rusc.) poich. 13. Vig. dui, nui — lù, 
Cai. dui, lai. Ba. nui, cui, Ant. nui — D. 17. Salv. dial. svizz. 
725, lag. mag. 210. 18. Salv. dia), svizz. 724, lag. mag. 250, 
252, 25<). Vig. mazd, la ngeza. larzoì, Cai. apizd, Ba. la ■■<f/^za, 
larzol, Ant. sitiarzd, S. P. pizd. 19. Salv. dial. svizz, 728; 
Vig., Cai., Ba., Ant. (jula. 20. Salv. lag. mag. 190. 250; dial. 
svizz. 725. 21. Vig. au ras. Cai. hi caa du drag aic(?baleno, 
au rrsk. Ant. a- sul, u sarol cielo sereno, au stai le stelle, 
S. P. u /tas, u dit, u Ir il il, u sol^ u lei"-. 22. Ant. a-aiiza guancia. 
24. Salv. dial. svizz. 724, lag. mag. 214, sanfr. 448, P. Arb. 77, 
Apj). lomb. 282, it. Gr. § 170. 222, 224. Vig. Ivóstih correg- 
giato, hnsk, Cai. mri'n, pró.st, ■•^prr. Ant. va'<ktr verde, ìuaxAa. 
26. Salv. dial. svizz. 727 ssg. Bregaglia. 27. Salv. dial. svizz. 
724, 725, it. Gr. § 275, AG i 258 ssg. 28. Vig. ijok, dah do, 
sijd. segare, kadrega, Cai. ?H'ig>>r, fòk, Ba. neigor, dak, Ant. 
arjgi'r, fek fuoco. Salv. lag. mag. 195. 29. Cai. riìveràh fastello 
di fièno, Ant. la sona cena. AG i 279u, 291, xiv 445, xvi 201, 
it. Gr. § 204, Salv. lag. mag. 218, 221. 30. Vig. znov ginoc- 
chio V. 29. 31. Cai. uri'fja, or, Ba. uroga. S. P, urega 32. 
Salv. lag. mag. 218. Cai. lai"-, noe, Ba. lue. S. P. tee. 34. Ant., 
Vig. al [au], Cai., Ba., Domo i. 38. Salv. lag. mag. 228. Vig. 
tni a reni; ma a trovi. Cai. mi a reinf, a^ kròt credo, Ba. ìki 
a rainl, ini a haif, Ant. trof\ mane, vont vendo, lir ecc. 39. 
Vig. Iruvema, i:andima, anema, fema, Cai. sanlima, Ba. van- 
dama, ba:ama beviamo, S. P. anema. — Ant. Iiri7i, nianìjiTi, 
alili vogliamo. Salv. lag. mag. 257. 40. Vig. Iruvei trovate, Cai. 
picrlt'i, Ba. ruj i Iruvei, Antr. Iruelì. V. Salv. mil. mod. 88, 
lag. mag. 193, 249. vi. porle}, mal. purlej. 40c. Cepporaorelli 
(Rusc.) sras sarebbe, Salv. lag. mag. 200: Peccia e Villette 
raross avrei, Losone eantarass. 

Attinenze novaresi: 1. Fa. niangé, Oleggio (Unse), Bellin- 
zago ecc., /e fare v. qui sopra. 2. Vigevano quonl ecc., Pe. 
toni, Iona, ronza ecc. — Fa. srmpa ' ciampa ', nienga ecc., 
Bellinzago soi sano, lintlen lontano (Salv. mil. mod. 47, 50). 
3. Fa bévi, .irna, [la kena) — avei, lu srj sete, Borgomanero 
' Biond.) arei. Vigevano (Rusc.) speis, uvei, Maggiora rei vero, 
Roraagnono beri - argighi. 5. (Pe. trernl, de^enl ecc.) 6.' Pe. 
ìa vim, gola, sol. Fa. giuvno, puz, Nov. sarritur, Maggiora 



746 



T. SPOERRI, 



(jiournou. 7. Fa. mórt, ' rò.^t, Oleggio. Marano, Romagnano, 
Grignasco (Rusc.) meurl, ceusl, Massiola peurrh. 8. Pe. gran 
— (/rosa, fior — fiora, Fa. bs67i — abso7<a, rosi — rosta. 
Massiola tìeur — fiora. (Tutta la Valsesia tino all'imboccatura 
del Cervo, colle parti Meridionali del lago d'Orta e del lago 
Maggioreì. 9. Fa. j o. /or^a/vii, Ghemme, Maggiora, Romagnano 
afìdreu. 10. Fa. nii — ■ liwca venuto, Pe. kril — krua. 11. Fa. 
ìjefìdi ghiande ecc. 12. Fa. fieujf, '-f'^jp; maiaìejt, rfitrcjk, > 
lojk, Vigevano caiinp, Carpignano cahnp, oimi. 13. Y. qui 
sopra. 14. Fa. giiirfio] kradirtt., satru rospo, Borgomanero 
(Biond.) ofìiu, zuvnu, tocu, tempii, inatu, bsógnu, cólti, subite, 
grassu ecc. 16. Fa. la kma. 18. Fa. terza, sazia si, tifrizà ficcato, 
"piiz, Pe. smiirzd, kauzùfi. 19. Pe. gola. 20. Fa. atit alto, auc 
altri, Pe. kautsòta. 11. Fa. rardé guardate. 23. Fa. kt/lla, 
kusta, Marano cui pais, Grignasco conili giandi. 14. Fa. ro^t, 
vìst, la bestja. Bellinzago fescta, rusct. isct. 28. Fa. kadn'ga, 
ngd annegato, negru, pttrejh, Pe. màger, la- sega, furmlga, la 
resiga, fok, :ok, al Idk. 29. Pe. sema, tink, Fa. mmpa, sirkè, 
sena, satru. Maggiora: porcai. 30. Fa. giurfw. 31. Pe. i oc 
occhi, nróè, giù'- ago, Fa. ('■ama, cjaf, vuf'/ga ago, rei/i/a- vec- 
chia. Maggiora tiamd (= canta) tiapn, Grignasco vegJtiti [^ 
regu). 32. Pe. faè, stanoc, Fa. die, faè, lei- letto. Borgosesia: 
daicc, f'aicc (=^ daè'\. 33. Fa. pari, mari v, qui sojjra. 34. Fa. 
al gefidi le ghiande. 36. Cilavegna (Rusc.) is fìeii. 37. Fa / 
a niangà llu, v a ptirtà rri, s fi andd s nu. 38. Fa. rnetig 
mangio, mi i mor. 39. Fa. rardarùma v. qui sopra. 

Conclusioni : Dal confronto dei dialetti antichi colle con- 
dizioni di fatto dell'oggi [v. Parodi, Studi liguri AG xiv-xvi. 
Rime genovesi AG ii 161, x 111, viii 317, s 141. Prose geno- 
vesi AG vjii 1; — W. Foerster, Prediche gallo-italiche, Sta- 
tuti di Chieri ; Salvioni, Lamentazione metrica; Giacomino, la 
lingua dell'Aliene AG xv 403 ; — L'antica Parafrasi Lombarda 
AG VII, 1, Antiche Scritture lombarde AG ix 3, Illustr. dal 
Salvioni AG xii 875, xiv 201; Poemetti di Bonvesin da Riva, 
Monaci, Crestomazia ital. dei primi secoli p. 393 ; illustr. dal 
Mussafia, con aggiunte dal Salvioni (Salv. mil. ant.)] risulta 
che la differenza tra lombardo e piemontese è andata sempre 
più accentuandosi. Tutta l'Alta Italia, avendo come base etno- 
nologica la famiglia celtica, risentiva una generale tendenza 
gallica. La vicinanza però del Piemonte al centro gallico, e la 
pii!i intensa romanizzazione della Lombardia posero la base di 
una differenza, rafforzata in seguito dalle vicende politiche, 
che accoppiarono la Lombardia all'Italia, il Piemonte alla 



IL DIALETTO DELLA VALSKSIA 747 

Francia, (Si osservi la concordanza dei due paesi intensamente 
romanizzati, la Lombardia e la Provenza, negli importanti feno- 
meni di -are conservato e di e lungo non dittongato^ Il Piemonte 
quindi accentuò la spinta gallo-celtica, la Lombardia T attenuò. 
Furono travolti nell'intensa celtizzazi(joie del Piemonte la Li- 
guria, il Monferrato, la Valsesia, il Novarese e l'Ossola (con 
essi i Gallo-italii'i emigrati in Sicilia). L'influsso gallico si è 
rifratto al Ticino, mentrechè lungo la strada emiliana ha ser- 
bato in parte il suo vigore. Una nuova evoluzione si è fatta 
sentire nei secoli passati. 11 lombardo essendo lingua più ci- 
vile, egli ' tende a penetrare sempre più ne' borghi dove c'è 
un agglomeramento di popolazione civile, e parte di questa 
si serve esclusivamente del lombardo ' (Salv. dial. svizz. 724). 
Nell'estensione dei differenti fenomeni linguistici (v. qui sopra) 
costatiamo il progredire di questa invasione nell' Ossola, nel 
Novarese e lungo il Po, sopratutto nelle grandi città: Novara, 
Casale, Alessandria. Il valsesiano però è di pretta base piemon- 
tese. In tutti i fenomeni che staccano decisamente il piemontese 
dal lombardo, il valsesiano si accosta al piemontese. Le poche 
connivenze del valsesiano col lombardo si spiegano in parte 
come fasi arcaiche, che si avvicinano come tali al lombardo, 
che è da principio più arcaico di fronte al piemontese. La 
speciale affinità del valsesiano coll'ossulano-novarese ci ram- 
menta l'evoluzione storica di queste contrade. [La storia del- 
l'Alta Valsesia si confonde quasi completamente con quella di 
Varallo, menzionato per la prima volta nel 1028, anno in cui quel 
paese fu concesso dall'imperatore Corrado al Vescovo di No- 
vara. (Ughelli, Italia sacra iv 958-9). Il vescovado, che si trova 
circoscritto in questo strumento ed in altri due del 1133 
(Ughelli 963), comprende la regione tra Ticino e Sesia, esclusa 
la Lomellina ed inclusa l'Ossola e l'Alta Valsesia. Nel secolare la 
Valsesia, dopo aver fatto parte del Distretto dell' Isola di 
S, Giulio sotto i duchi longobardi e poi della Marca d'Ivrea, 
sottostà durante 3 secoli ai Conti di Biandrate. Ma poco 
a poco, coli' appoggio dei Novaresi, la valle si costituisce in 
una Communità generale retta da un podestà sedente a 
Varallo e attraverso tutfi gli sconvolgimenti dei tempi 
seguenti serba una certa autonomia. A principio del Tre- 
cento, dopo la completa rovina dei conti, la Valsesia ritorna 
sotto r alta dipendenza dell' Imperatore Enrico VII. Dal 
1395 fino al 1706 è dominata dai Duchi di Milano e passa poi 
sotto il paterno regime di Casa Savoia]. Se possiamo forse 
attribuire tal connivenza del valsesiano col lombardo al 
tempo della dominazione milanese, dall'altra parte le nu- 



748 



T. SPOERRI, 



merose attiaenze colp Ossola e col Novarese ci fanuno pen- 
sare alla già antica unione di questi paesi sotto la tutela del 
Vescovo di Novara. Cosi possiamo parlare d'un dialetto nova- 
rese in senso più largo, che sarebbe da staccare dal lombardo 
comune e da mettere iu rapporto col mont'errino e tutta la 
regione centrale che ha serbato un carattere piii originale e 
rurale di fronte ai dialetti civili di Torino e di Milano. Dentro 
i limiti di questo dialetto novarese, il valsesiano si determina 
come più conservativo 'v. la conservazione di o, dell' / inter- 
nato, dell'ai tinaie, di 7. e, :, -ì-, -r/-, i palatale, /■, //, e, (j, 
delle desinenze verbali -ai, ('j. os-, dell' ip se ecc.). Non c'è 
una sola caratteristica che mostri una particolare evoluzione. 
Nella povertà della valle, nella già antica ed estesa emi- 
grazione, insomma nella mancanza di vita collettiva scorgiamo 
la causa di qtiesta stagnazione linguistica, » la posizione isolata 
sarà cagione dell'aver serbato quasi intatto il patrimonio dia- 
lettale: Il valsesiano quindi è un dialetto novarese-piemontese dì 
carattere arcaico. 

Nota finale : Mi resta ancora da esprimere il sentimento 
di gratitudine che mi ha accompagnato durante gli anni in 
cui mi sono occupato del dialetto valsesiano, sentimento di 
gratitudine verso tutte quelle persone che hanno tanto gra- 
ziosamente messi a mia disposizione il loro tempo, la loro 
pazienza ed la loro esperienza dialettale, anzitutto alla signorina 
Erminia Piccina, al signor Bartolomeo Sottile ed al Rev. don 
Ravelli: sentimento di profonda riconoscenza poi verso il si- 
gnor professore Jaberg, al quale solo son da attribtiire le parti 
del mio lavoro, che hanno uu valore meno transitorio. Rin- 
grazio infine il signor professore Salvioui che con instaurabile 
bontà verso di me, ignoto principiante, si è interessato della 
pubblicazione di qttesto povero saggio. Se qualche cosa mi 
duole, nel momento in etti metto il punto finale al mio lavoro, 
si è di non aver potuto renderlo degno di tutta la pazienza 
e gentilezza di coloro che mi han dato il loro aiuto. 



IL DIALETTO DELLA VAL3ESIA 749 



.•So miliardo. 

I. Vocalismo. 
Fonti : A. orali p. 1-3. B. scritte p. 3-4. Sigle p. 4-5. 
Fonetica: Nota preliminare. Grafie ecc. p. 5. 

I. Vocali: 

A. Vocali toììiche l'p. 5-181: 

A. Nnm. 1. a) intatto, h) are ^= e. 2. Turbamento velare 
liav. a nasali. 3. a pai. a) dav. a w. bi dav. a con.s. mediopal. 
A. ?i ^ \ ■= e: a) in -arius. b in -aria, e) nelle desinenze 
pliir. -anli. -ahki, -ampi. -ani. dì <;hhja, sfjpja. e) rr.s ecc. 
f) aj conservato. 5. « -f- o =^ o. — E. 6. '' interno in sillaba 
scoperta = r, (ej). 7. Nell'iato = ej. 8. Dav. a g in casi .spo- 
radici = tj- 9. All'uscita: a) dav. a r caduto = ''J ', b) dav. a 
t caduto --^','/. Osservazioni sopra la dissimilazione dell'ei in 
oi e sopra la mancanza dell' e dittongato (p. 7-8). 10. e dietro 
a palatali sporadicamente = /. 11. e in posizione debole = f • 
A Cm : a) <' si chiude fino a i. b) dav. a nasale -j- cons. = pj. 
12. e di posizione forte: a) in parossitoni =n. b) in ossitoni 
= e. Osservazione sopra Te turbato (p. 9). 13. r in sillaba sco- 
perta = e. 14. (^ in sillaba chiusa = r. 15. ^' dav. a nasale 
-}- cons = r. A Cm = '//. 16. '/ nella desinenza -èlìu = e e 
fj. Nella desinenza -e ila sempre e. Dav. a cons. mediopalatali 
= r e *i. 18. Casi speciali. 19. e all'uscita =^ <\ Osservazione 
sopra il dittongo dell' e breve fp, 10\ I. 20. di solito intatto. 
21. per l'influsso di vicina cons. lab. -= h. O. 22. ò in sillaba 
scoperta =o [iC). 23. -òneni ^=^ un (o/'i). 24. ò in posizione 
debole == o. 25. o in [losizione forte: ai nei parossitoni = ii. 
bj negli ossitoni ^^ o. 26. ò dav. a nasale -|- cons. = u. 27. 
Influsso di palatale. 28. ò = n quando non s'ha -a all' uscita. 
29. o ■■ ^ 6: a) dav. a -a. b). Casi speciali. 30. ò dav. a // di 
sillaba chiusa in u. 31. n all'uscita = n. U. 32. /> = i'(. 33. /' 
nell'iato - ii. 

fi. \'()<-ali alone (p. 13-Iih. 

Proluniilitr. A. 34. Di solito intatte. 35. Kretiuente T at'e- 
re.'ii. 36. Di frequente, leggermente turbato. 37. Influsso di 
lalnalf! atiigua. 38. Vals. au. — E. 39. Aferesi. 40. Elisione: 
a) senza prostc-i cjuando il nesso iniziale è s impuro o cons 



750 T. SPOERRI. 



4- continua, b) con prostesi se il nesso iniziale è continua 
-j- cons. 4(. e=a: a) in nessi mal tollerabili, hi nei nessi di 
cui si tratta al nuni. 40. 42. Influsso di labiale attigua. 43. 
Influsso di palatale. 44. Nell'iato. 45. In voci letterarie. 46. 
e -\~ i prot. in ai. — I. 47. Di solito intatto. 48. Espunto. 
49. Influsso di labiale. — O. 50. proton. = h. 51. Aferesi. 
52. 8i mnta in e e ne segue le sorti. 53. Influsso della pala- 
tale. 54. Nell'iato. 55. Talvolta /' prot. in corrispondenza ad 
o tonico. 56. Caso speciale. — U. 57. Di solito intatto. 58. 
Taivolla in /. 59. Talvolta in a. — Proto» iche mediaiw: 60. 
a) Trattamento uguale alla prot. interna, b) Poco frequente 
l'etlissi. Postoniche mediane: 61. a) Etlissi frequente, b) Non 
espunto. Alone finali: A. 62. Intatto. — E. 63. Conservato 
come /: a) nel plur. femm. b). nei proparossitoni. e; come 
vocale di sostegno, d) Casi speciali. — I. 64. Conservato : a) 
Nell'iato colla vocal tonica, b) nel plurale delle parole che 
hanno -il al singolare, ci in dui, il lui. 65. Attrazione del^-^ 
plurale, a) dav. a sorda geminata, b) dav. a sorda semplice. 
e) dav. lìi e f. 66. Attrazione dell'/ con effetti sulla tonica e 
la consonante: a) -n all'uscita, b^/ -n -f- cons. all'uscita, ci -/ 
all'uscita, d) -/ -[- cons all'uscita, e; -s all'uscita, f) -s -(- cons. 
all'uscita. 67. Metafonesi sporadica. 68. Caduta dell'-? finale 
soltanto quando abbiamo -/■ e -r implicato all'uscita. Osserva- 
zione sopra l'attrazione dell"-/ e la metafonesi (p. 1T-I8i. — 
U. 69. -a Anale conservato: a) quando sta per la desinenza 
negli sdruccioli. \>) dietro a /• e cons. -|- r. e) dietro a cons. 
-j- /. d in voci dotte, e) casi diversi. 

II. Consonantismo. 

J. 70. Iniziale = //. 71. Interno == //. 72. Cons. -j-./- 
// == /, Q'); -li, -Ili =- /. 73. -.sy- = ;. 74. ;/,/ = n. 75. /;/ = /'. 
76. rj --= hj. 77. (/ = z. 78. dj iniziale = /). all'interno -- ;. 
— L. 79. / fra vocali caduto a Ro ; altrove intatto. 80. / alla 
uscita di frequente caduto. 81. // conservato. 82. / conservato 
dav. a cons. velari e labiali. 83. / = v: nelle formole ali, ald, 
ale', ah, -ih. Labializzazione dell'articolo determinato. 84. 
Caduta dell'/ in oli, old ecc. ecc. 85. Cons. + /. = R. 86. Al- 
l' uscita per lo più caduto. 87. Dilegualo in certi casi. 88. 
Talvolta si muta in /. — V. 89. Conservato. Si dilegua facil- 
mente al contatto con vocale labiale e sotto vari influssi fono- 
sintattici. — W. 90. f ■--= r. 91. Qu, gu. — S. 92. Intatto. 
93. Palatalizzato dav. a /, j, v. 94. -s.s-, -C'i- {oc), -ps-, -se- =. .v. 



IL DIALETTO DELLA VALSESAI 751 

95. s -f- cons. : a) dav. a /. <-/, /. r. ij =: .v. b) dav. alle altre 
cons. = a. 96. s = z. — M. 97. Raddoppiato tra vocali. — 
m -^ n. — riììì ^^ 7i. — m = b. — N. 98. Tra vocali = /?, a 
Vo ecc. = l'i. Dopo / tonica = i/j. 99. All'uscita: a) di solito 
-= l'i. h) sporadicamente = ~r e) nei proparossitoni dileguato, 
dì Tace nelT uso pleonastico di 'bene', e) n = )n. 100. -f/^i-- 
-nj-, -ni = /'. n = r. — C, G, e le loro complicazioni. 102" 
(}, g. velari iniziali = k. //. Frequente di e latino = cj romanzo 

103. '-•, g, tra vocali : a) tra vocali ==: g. all'uscita = k. b) Dav. 
al g tra vocali si. sviluppa talvolta un J. e) il g tra vocali si 
dilegua -se l'una delle vocali è u. e) -aficu: I -ajk, -ajga. 
II. -aggu. Casi speciali, e) pillgu, polgu, fiojga, rarga, hiirajgi. 

104. '•'', ci nella formola iniziale = /•. 105. ce. ci tra vocali 
= i. all' uscita = s. Osservazione sopra la conservazione del 
r (p. 9). 106. '■ 4"./ = ''• 107. gè. gì iniziale e tra vocali ^ //. 
109. d iniziale = è, tra vocali = [f. gì a formola iniziale ed 
interna ::^ g. 110- ci = e. Osservazione sopra la stoi'ia del -cl- 
e del 'Cf (p. 10 12). 111. e. g, e le loro complicazioni nelle 
voci importate. 112. t tra vocali =^ d, che segue le sorti di d. 

113. d primario e secondario dileguato tra vocali e all'uscita. 

114. //', dr. 115. p. b tra vocali = i\ pr a formola iniziale 
talvolta ili hr. — p, b. r all'uscita romanza = f. 

Accidenti generali: 116. Accento. — Rafforzamento di 
cons. dopo l'accento. 117. Assimilazione. 118. Dissimilazione. 
119. Prostesi. 120. Epentesi. 121. Aferesi. 122. Sincope. 123. 
Metatesi. 124. Concrezione. — Secrezione. 125. Contaminazione. 
— 126. Contatto tra elementi vocalici. I26a. Evoluzioni fono- 
sintattiche. 

III. Morfologia e capitolo finale. 

127. Articolo determinato. 128. Articolo indeterminato. 
129. Numeri. 130. Mutamento di genere. 131. Plurale dei 
nomi. 132. (jomparazione degli aggettivi. 133. Pronomi ])er- 
sonali 134. Pronomi e oggettivi dimostrativi. 135. Pronomi 
possessivi. 136. Pronomi interrogativi. 137. Pronomi relativi 
138. Pronr)mi avverbiali e indetìniti. 138 a. Indeclinabili, tles- 
siotie verbale: 139. Cor.jugazioni. 140. Mutamento di vocale. 
141. I^resenie dell'indicativo. 142. Presente del congiuntivo- 
142 a. Imperativo. 143. Imperfetto dell'indicativo. 144. Im})er- 
fetto del congiuntivo. 145. Futuro. 146. Condizionale. 147. 
Participio pres. 148. Participio passato. 149. esse. 150. 
ha ber e. 151. s i h r .^ 152. dare. 153. sapero. 154. vadpre, 
155. facere. 156. di cere. 157. tenere. 158. venire. 159* 



752 T. SPOERRI 



volere. 160. potere. 161 debere. 162. valere. 163. ve- 
dere. 164. credere. 165. traheìe. 166. tollere. 167. Os- 
servazioni. 

Capitolo finale: Il carattere e le atHnità del dialetto val- 
sesiano (p. 9-17). Le caratteristiche del valsesiano p. 9-10. 
Piemonte e lombardo p. 10-12. Affinità speciali p. 12-15. Con- 
clusioni p. 15-17. 



Avviso importante : Il segno > che si trova sopra 
vocali non vuole dire nasalità (che non esiste in Valsesia) ma 
lunghezza della vocale. 



REALE ISTITUTO LOMBARDO DI SCIENZE E LETTERE 
Estratto dei Rendiconti — Voi. LI, fase. 17 — Adunanza del 6 giugno 1918. 



PAVIA-PREM. TtP.Sl>CC. PRAT. Pt>6( 



Cenno biografico. 

Nato a Chaux-de-Fonds il 10 giugno 1890, fre- 
quentai le scuole di S-Gallo, Neoborgo e Berna, ove 
terminai gli studi di maestro alle Scuole Normali di 
Muristalden. 

Dopo quattro semestri all' Università di Zurigo, 
ritornai a Berna, dove, dopo due semestri, ottenni 
la licenza per l'insegnamento secondario. Avuto un 
posto d'insegnante nel Ginnasio libero, ove entrai 
nella primavera del 1912, potei prepararmi per l'esame 
di professore di ginnasio nelle lingue italiana, francese 
e tedesca, e per l'esame di laurea, che ebbero luogo 
verso la fine dell' anno 1915 e nell' estate 1916. 

Allo studio della filologia romanza fui invogliato 
dal seducente insegnamento dei Professori Signori 
Gauchat e Bovet; l'affabile benevolenza poi e la si- 
cura guida del Professore faberg, cui esprimo ancor 
qui la mia particolare gratitudine, non mi fecero mai 
pentire di questa scelta. 

Corsi universitari seguii coi Professori Signori 
Bovet, Gauchat, Schwyzer, Donati; Bachmann, Frey, 
Vetter, Pestalozzi ; Meyer v. Knonau, Oechsli, Dànd- 
liker, Stoll ; Schumann, Stòrring, Freytag, Wreschner, 
Silberschmidt (a Zurigo) ; jaberg, Michaud, Schulthess, 
de Reynold; Maync, Vetter; Tobler, Woker, Walser, 
Vannod, Hàberlin (a Berna). 

BERNA, dicembre 1918. 

Th. Spoerri. 



CVj