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Full text of "The nations can live in peace : the Soviet view"

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IL -DIALETTO 

GRECO-CALABRO 

DI BOVA 



ASTORRE PELLEGRINI 

Trofeiiore nel 9^. Liceo di Matia-Carrara. 



VOLUME PR I MO 



TORINO E ROMA 
ERM ANNO LOESCH ER 



Estratto dalla Rivista di Filologia e d'Istruzione Classica 

1873-1879. 




Torino — Tipografia Bona. 



li - » 



AVVERTENZA AL CORTESE LETTORE 



Giunto al termine del Lessico, credo ormai conveniente rac- 
cogliere in ua primo volume quei fogli a parte che Teditore ha 
estratto per conto suo dalla Rivista , a mano a mano che si 
pubblicava il mio scritto, Cosi, chi ha la vaghezza di ritornare 
su questo importante vernacolo, non avra la hoia di scartabel- 
lare disparati fascicoli. II rhio lavoro era sostanzialmente com- 
piuto, e in parte stampato fina dal 1873; ^^^•> P^^ circostanze 
indipendenti dal mio volere, la pubblicazione procedette lentis- 
sima, e a sbalzi. *Lo scritto magistrale del Morosi, Dialetti ro- 
tnaici del Mandamento di Bova, che in questo intervallo venne 
pubblicato nell'A rcAmo Glottologico , mi costrinse a soprasse- 
dere, ed a portare al mio studio modificazioni piili o meno lievi, 
ma necessarie, inevitabili sempre in materie scientifiche. Ora 
pero non v'e piii ragione alcuna d'indugio; onde il resto sara 
stampato tutto di seguito e soUecitamente fino al suo termine. 
La Fonologia e la Morfologia, accresciute di nuovi elementi, 

* 

sono gia in pronto, ed unitamentc alle Conclusioni vedranno 



1 



la luce nel secondo volume, che uscira nel 1880, se avro vita 
e salute, e se i dotti e cortesi Direttori della Rivista vorranno 
ancora concedermi benigna ospitalit^. 

In questo secondo volume procurero correggere le sviste e 
gli errori, che per difetto di mezzi, distanza di luoghi, od im- 
perizia, possono essere scappati nel primo. 

Massa di Carrara, 16 decembre 1879. 

A. Pellegrini. 






I^TT^VUZIO^E 



Etiatn nunc in ultimo Italiae angulo, quo 
loco Magni Graeci fuerunt, plura supersunt 
oppidula^ m quibus ad hanc diem sermo Grae- 
canicus in usu vemacuh est. In Sallentinis in- 
• ter Hydruntum atque Tarentum ... in Brut' 
tiis, maxime ulterioribus, ac praecipue in Rhe- 
gino tractu (potissimum vero in diacesibus Bo* 
vENSi, Neocastrensi etc.) plurima passim sunt 
Graeci oris hodie dum loca . . . Ejus linguae 
0OOTT))Lia ita Graecum est totum, ut tamen 
verba plurima Italica et Italismos in plerisque 
locis admiserit. At ejusdem linguae natura et 
ingenium magnam partem [etiam in nominum 
verborumque inclinationibus) ad Graecum per- 
naculum idioma defiectit. . . . 

Mazzocchi. — Comment, in Reg. 

here mus. aen. tab. heracl. P. L Neap., 

p. 63. 



Quelle due nobilissime parti d'ltalia nostra che col nome 
di Terra d'Otranto e di Calabria Ulteriore Prima si pro- 
tendono in mare, formando Tuna sino al capo di Leucia il 
seno orientale del golfo di Taranto, Taltra piegandosi verso 
la Sicilia quasi fino a toccare la punta del Faro, nutrono 
anc'oggi sotto un cielo mitissimo, in suolo dove piu dove 
meno ferace, ma in gran parte dal saluberrimo clima, pa- 
recchie colonie di greca origine, che d'esser tali si vantano(l), 



(1) Antonio De Ferraris piili conosciuto sotio il nome di Galateo, medico 
e scrittore di grido, nato nel 1444 a Galatone in Terra d'Otranto, scri- 
yeva nel suo opuscolo De Situ Japygiae: «*... Nee pudet nos generis no- 



— IV — 

le genti tra le quali vivono, con certo sprezzo chiaman la- 
tine {l)y e greca in parte mantengono con certe loro usanze la 
lingua. — Nella vetusta sede dei Messapii e dei Sallentini, 
la dove innanzi alia potenza romana prosperavano le colonie 
magnogreche di Brundusium, d^Hydruntum, di Tarentum, 
di Callipolis, e dove - singolare ricorso - sotto Timpero 
bizantino accorrevano torme di Greci, e presso alle fortezze 
ed ai presidii stanziali sorgevano fecondi per sapienza e per 
civilta i monasteri basiliani, proprio dirimpetto agli Acroce- 
rauni che si scorgono ad occhio nudo da Otranto, s'aggrup- 
pano intorno a Lecce i comuni e paesetti di Mariano, Ca- 
limera, Soleto, CoreglianOy Stehtatia, Castrignano, Mar- 
iignano e Zollino popolati da poco piu di 1 5,ooo abitanti (2): 
mentre in quella regione delPantico Bruttium che sotto i 
Locri Epizefirii ed i Calcidesi venne in fama di civilta per 
le leggi di 2^1euco e di Caronda, poi nei tempi di mezzo 
sotto la signoria bizantina ebbe sorte poco diversa da quella 
toccata air Apulia, circondano alia loro volta la citta di 
ReggiOj i comuni e villaggi di Bova^ Condofuri, Rocca- 
forte, Corio di JRoccaforie, Roghudi, Corio di Roghudi, 



stri. Graeci sumus, et hoc nobis gloriae aceedit,,. Pater meus GraecaSj 
et Latinos literas novit; c^vus et progeniiores tn&i Graeci sacerdotes 
fuere,,, Pudet me, Spinelle (tecum sine arbitris loquor), in Italiam 
natum fuisse;..* Graecia sua vetustate suaque fortuna, Italia suis 
consiliis, suisque diseordiis periity utraque alienigenis servit, ecc. Col- 
lana di scrittori di Terra d*Otranto» Lecce^ vol. II, p. 81, 82. 

(1) Un canto greco-otrantino dice : Sv^gliati, svdgliatiper udire una 
canzone-Greca che non la imparino % LatinL Morosi, Siudi sui dialetti 
greci delta Terra d^Otranto. Lecce 1870, Canto CLXI; cf. anche il Ga- 
LATEO, Op, cit., p. 89. 'k nn rimasuglio del dualismo dellMmpero d*0riente 
quando i dominatori bizantini nsurpando il nome di Romani davano agli 
Italiani quello di Longobardi o di Italioti. Y. Ds Blasiis, Le pergamene 
bijsantine degli archivi di Napoli e Palermo. Articelo non compiuto 
neWArchivio storico italiano. Serie III, t. Ill, part. I, An. 1866, p. 82. 

(2) MoROSi, Op, cit,, p. 181. 



« 

Ammendolia^ Gallicianb, San Carlo^ ed altri pochi di cui 
parleremo, che fra tutti non nutrono molto piu di 7,800 
anime (1). 

Tutte queste terre sono popolate da gente greca che a torto 
mold credettero e credono albanese^ perche la eguaglianza 
del rito ecclesiastico , e la pronunzia del greco modernq - 
molto diversa da quella seguita generalmente dai dotti, e 
per le stesse influenze corrompitrici rawicinata in qualche 
parte alP italoalbanese (2) - fecero in addietro confondere 
questi Greci coUe maschie e piu numerose colonie degli Epi- 
roti venute in Puglia ed in Calabria ai tempi di Scander-beg 
(a. 1 46 1, 1468, 1479), ed in altre parti d'ltalia sotto Carlo V 
(a. 1534), e Carlo III di Borbone (a. 1744) (3): mentre a 



(1) Debbo alia gentilezza del signori Arabia e Mezzopreti, prefetti di Ber- 
gamo e di Reggio di Calabria, le seguenti notizie statistiche sui paesi calabri 
abitati in tutto od in parte da gente greca o gi& greca. [Africo^ abit. 626: 
CasalnuoYO d'Africo, 650]: Bova, 2687: Condofari, 2275: Qallicianb, 900: 
Ammendol^a, 300 : S. Carlo, 100 : Roccaforte^ 551 : Corio di Roccaforte 
446: Roghildi, 535: Corio di Roghudi, 450: [S. Lorenzo, 3023: Corlo di 
S. Lorenzo, 72B: Cardeto, 1722]. Non tenendoconto dei luoghi segnati fra 
parentesi, dove piti non si parla 11 greco, o scarsissimamente, i due numeri 
coUettivi delle terre otrantine e calabre d4nno la somma di 22,800 abitanti. 
Secondo 11 Lombroso (Tre mesi in Calabria ^ Art. nella Riv. contem^ 
poranea, Nuova Ser., vol. XXXY, a. XT, 1863, p. 401, not.) altri greci 
sarebbero nel distretto di Cotrone, e in quel di Lecce a S. Pietro in Qa- 
latina, a Purrano ed a Maje, e secondo il Biondelli (Studi linguisticiy 
Milano, 1856, p. 64) nella cittli, monti e contorni di Celso: ma dubito 
forte o che s'indichino terre gi& greche , o che si scambino i Qreci cogli 
Albanesi. 

(2) CoMPARBTTi, Notizie ed osservaz. in proposito degli Studi critici 
del prof. Ascoli. 1. Sui coloni greci eslavi dell' Italia Merid, Estrat. dalla 
Rivista Ital. n. 126, 134, 140 (1863). Pisa, 1863, p. 8, cf. ancora Bion- 
delli, Op» cit.y p. 59. 

(3) Camarda, Appendiceal Saggi^ di Grammatologia comparata sulla 
lingua alban, Prato, 1866, p. XLIX. Cf. Biondelli, Op. cit.^ p. 61,62. 
Alia venuta , e morte di Scatbdervbeg si debbon pure le colonie slave o 
schiavone di Montelongo, Cerritello. (distrutto), Palata, Tavenna^ San 
Giaeomo, Ripalda^ San Siase, A^quaviva^Colle^Croce^ Sanfelice, Man- 



— VI — 

rovescio si chiatnarono Greci gli Arbrish , od Albanesi della 
Plana, di Palazzo Adriano, di Casalotte in Sicilia. 

Questi Greci sul cui volto parve al Lombroso ritrovare 
le antiche forme degli Attici (1), convivendo fra gente ita- 
liana sono quasi tutti biiingui. Cattolici osservano oggidi ii 
rituale e la liturgia della chiesa latina: solo i vecchi e le 
donne recitano a volte il Paterimby lo Stavrb e qualche altra 
orazione della chiesa greca, ma senza capiria per intero. Pa- 
recchie delle loro famiglie, specialmente nelle terre mag- 
giori, sono assai agiate, sia per retaggio paterno, sia per 
industrie operose, sia per la vendita deirabbondanti raccolte 
del suolo. Altre, e sono le piu, vivoqo variamente giusta i 
luoghi, ora col dar la caccia ad uccelli, a lepri, a volpi ed a 
lupi, allevandb il bestiame, educando api ; ora per se col- 
tivando o per altri grano, legumi, fichi d'India; piantando 
viti, raccogliendo olive, facendo cacio e ricotte: se no, mf- 
grano. Le donne per lo piu belle e vivaci, dove brune, dove 
bianche e d'un aspetto particolare (2), pascolano pecore, in- 
tridono pasta e cuocono ciambelle sotto pietre roventi. Nelle 
terre greche attorno ad Otranto dura anc'oggi Tantico rito 
delle nenie funebri {moroldja) che non si pratica piu nei 
paesi grecocalabri , ma vive in quelli italiani di Roccella, . 
Mammolay Lubricki, S. Cristina, Oppido^ Pedavoli^ ed 
altri molti ; vive in altre provincie meridionali d^Italia {tri- 
volt)^ in Corsica {po€6n\ in Sardegna (attitidi\ fra gli Al- 
banesi (XjiTie, paiTi^e), ed in Grecia (|jiupoX6Tict) : ne manca. 
il pasto di conforto {parafsomia) y che dopo Tesequie e il 



temiiro^ nel Molise. Lo slavo non si pax4a piti che negli ultimi tre vil- 
laggi (5000 abit.), e qualche poco in Tavenna. V. AscoLi cit. dal Compa- 
rettl. Op, ct*., p. 44, 45. 

(1) X. c, p. 401. 

(2) Specialmente a Gardeto. 



- vn- 

mortorio preparano ai vivi i parenti piii stretti o gli amici, 
la quale usanza pur dura in Grecia e rammenta alia Ion- 
tana il trcpCbeinvov ed il silicemium (1). Poco inclinati alia 
pesca, ingeghosi, furbi, lascivi (2), questi Greci amano il 
vino e il canto : quel canto che rompendo dalle foglie del 
cuore {a tta Jidda tis cardia) (3) ora per immagini ardite, 
colorito ed afifetto, ti rammenta da vicino la musa popolare 
deirEUade, ora rozzo e rachitico si strascica e arranca da 
lontano suU'orme degli svelti rispetti o delle briose napole- 
tane che sempre piu, anche da questi Greci, si cantano nei 
dialetti italiani del luogo, e delle quali e facile ottenere un 
buon numero (4). Talvolta e canto di fede che suona per 
via sul labbro degli accattoni, e un inno della passione e morte 
di Cristo, una leggenda.di S. Antonio, una traduzione, una 
parafrasi di canti sacri latini, o un rimasuglio degli inni 
della chiesa greca : talora e canto funebre, e lo senti prorom- 
pere davanti a un feretro, dal petto convulso delle lamenta- 
trici. Piu di frequente e canto profano. Qualche volta di 
giorno, ma per lo piu la sera, specialmente del di di festa, 
s^adunano contadini e artigiani : un di loro (5) accompagnato* 



(1) Per tutti questi e per altri costumi cf. Ughblli^ Italia Sacra, T. IX , 
col. 236, ediz. Romana 1644-62. Lombroso, Op. cit., p. 401, 402. ZABfBSLu, 
(Za^TT^XioO MraXocXXiiviKd, fjxoi KpiTiicf| TrpatjiiaTeCa ir€pl tiIiv ^v rot^ dp- 
X€ioi^ N€air<i\€u;^ dv€K66TUJv dXXiiviKiIiv irepifaiiiivdiv, '€v 'A0/ivaK, 1864, 
pp. 66, 67. MoROSi, Op, cit,, pp. 93, 94. 

(2) Y. i versi raccolti dal Lombroso : Tan dpuasa (epiasa ?) audd (an* 
dd?) ecc. L. c, p. 402. 

(3) £s nei canti otrantini. Un confronto belio e giudizio0O tra la poesia 
dei medesimi e quella d'oltre lonio e a pag. 85-93 del cit. Morosi. 

(4) Alcuni c^nti popolari nei dialetto italiano di Martano, Calimera, 
Cutrofiano, Corigliano, sono pubblicati nella raccolta Gasbtti-Imbriani, 
Canti popol, delle provinc, merid, Torino, 1871-72. Altri che ebbi da 
Bova, parte in dialetto calabro-siculo, parte in lingua italiana, accennanti 
provenienza l^teraria, spero pubblicare quanto prima; ve n^ha di bellis- 
.«imi per sentimento e per forma. 

(5) Qualche vplta cantano due in coro senza zampogna. 



r 



— VIII — 

dai suono della sampogna (ceramidda) ^ del vioiino (cola- 
sciuna)j o delia chitarra, sotto ie finestre di quaiche giova- 
netta, per le piazzuole o pei trivii, con voce per lo piu lenta 
e monotona, ma sempre intonata e piena di sentitnento, loda 
le bellezze deirinnamorata^ implora da lei compassione, de- 
scrive gli afTanni della partenza, le gelosie, i dispregii, tutte 
insomma le pene e le gioie d^amore. Non di rado, massime 
in carnevale, uomini e donne convengono da quaiche amico, 
ed ivi, come in piu luoghi, quel canti s^alternano col suono 
e colla danza: lo stesso si pratica dal volgo nelle nozze, ed 
in altre feste. Talora il canto descrive operazioni di caccia 
o d^agricoltura : quaiche volta diventa satirico, e punge Pava- 
rizia dei padroni, la malignita delle suocere, Tincostanza 
delle ragazze, o vitupera col proprip i paesi vicini che pur 
sono greci (1). E non di rado il ricco od il padrone che a 
lieta mensa si ciba di saporose vivande e gode ai canti al- 
legri (JtravUdia) del popolo, rannuvola a un tratto la fronte, 
perche sente nella contrada il canto diventar lamentoso, o 
mutarsi nelPamara impri^cazione della miseria. 

Per tutti arriva Pasqua e San Martino^ 
Pet me i sempre il dt de Morti. 
E strappo radici da mangiar per pane^ 
E i miei sudori beo per acqua (2). 



(1) Cos! in un canto di Martignano (CLXXI, Mor.) si chiamano matti 
quelli di Martano^ sciocchi (eufidri) qaei di ZoUino, aainelli [ciucciardgia) 
quelli di Martignano^ ladri quelli di Castrignano, porcelli (reccuddgia, 
quelli di Calimera, cani levrieri (sciddi livieri) quel di Sternatia, e ne- 
gromanti (magari) quei di Soleto. A Gondofuri chiamano cani malati 
quelli di Bova, ed a Bova mordono con altri epiteti quelli di Gondofuri. 
V. LoMBROSO, Op. €., p. 404. Ricorda 1' 'ApY^oi qxtipe^, il BotwrCa 0^ e 
tutti gli acherzi ed insulti di questo genere antichi e n^oderni d'ogni 
paese. 

(2) Altro canto di Martignano : GLXXII, Mor. 






< 



- IX- 

Comprano tutti vitella e agnella^ 
Ed to non ho un pane rf'or;jo (1): 

, Tutto I' anno mangio almoracci e la\\ane ... (2) 
. . . Cosi vollero i ricchi 
Per la mala Pasqua che It scortichi ! (3). 

Ma della sostanza di questi canti e delle analogie e diffe- 
renze che si riscontrano fra gli otrantini ed i calabri potro 
parlare anche altrove. Ora importa mostrare come pochi se- 
coli £a queste coionie greche fossero assai piu numerose che 
non oggidi, e come popolassero terre fatte ora e per sangue 
e per lingua italiane. 

Nei primi anni del secolo XV, e precisamente nel terzo 
anno del breve pontificato di Giovanni XXIII, Giovanni 
Epifanio abate di Nardd in Terra d'Otranto, in una sua 
accuratissima relazione a cotesto Pontefice suUo stato antico 
e recente di quella Chiesa (4), ricordava come abitate da gente 
greca le terre e castelli {pppida) di Tabella (Taviano?), Ga- 
latinay Casarano minorej Alliste^ Fellino^ Secli^ NevianOj 
Aradeo, Noja, Fulcignano^ ed i villaggi {casalia) di Po!{-- 
^ovivo o PuteoptPOj San Nicola di Cilliano e Lucugnano\ 
ed abitato da Greci e da Italiani Casarano maggiore : i 
coloni di questi paesi, secondo la detta relazione, ascen- 
devano a circa i2,33o. Sulcadere dello stesso secolo, od al 
principio del XVI il Galateo neiropuscolo citatp scriveva 



(1) Canto di Castrignano : XCII, MoR. 

(2) Canto di Bova inedito. (3) Canto di Bova inedito. 

(4) La pabbllc5 Nioola Golbti nel 1717 tra le emendazioni ed aggiunte 
sue e d'altri nella 2* ediz. dell'itoZta Saera. Venezia, 1717-22. T. I^ eoll. 
1038-1045. 



— X — 

abitata da cittadini onesti ed ancora greci la nuova citta 
di San Pietro inGalatinaQ)-^ greco chiamava Soleto (2); 
e parlando di Galatone e della sua cittadella chiamata da- 
gli Italiani Fulaiiano o Fulciliano^ ne informa che que- 
st^ultima serbava ancora la lingua greca quando Galatone 
che era diventata italiana la rase a] suolo (3). In Gallipoli 
poi dove visse molti anni, diceva riconoscere ancora alcun 
che di greco, e, quantunque cessatovi da pochi anni Tuso 
del materno suo idioma, durare greci alcuni costumi (4). 
Ed in altro suo scritto affermava esplicitamente parlarsi 
a suo tempo in Terra d'Otranto duilengue^ greca e la- 
tina (5) : per la prima delle quali ci serbo alcuni vocaboli 
d'uso, sia di cose, come pyromachi (6), sia di luoghi, come 
Trachion oros (7), Nymphoeum (8), OuXaKfi (9). Dopo lui 
il frate Leandro Alberti, riputato geografb del secol suo, che 
nel i525 fu in Terra d'Otranto, scriveva chtper la uia che 
passa ad Vsento (Ugento) si ueggono molte uilhy et con- 



(1) Nova sed honestis civibus, et adhuc Graecis culta, p. 76. 

(2) Ibid. 

(3) Ibid, 81, 82. 

(4) Sentio enim hie aliquid Graecanicum. Agnosco , imo olfacia 
Graecanicos quosdam ritus^ quatnvis haec urbs^ consenescente^ et in 
occasum vergente Graecia, ut caeterae Italiae urbes, graecam linguam, 
qua me puero utebatur^ omiserit ; mores tamen non penitus omisit, 
— Descript. lArbis Callip,^ p. 206. 

(5) Esposizione del Pater Noster, Vol. IV della Coll. di Scr. di T. d'Ot., 
p. 151. 

(6) De Sit, Jap,, p. 58. Sono mattoni di ereta non cotta inWneibili al 
fuoco, che usavano ad Otranto e a R6cca. 

(7) /&te2.,p. 78. Nome dato dai vecchi ad antica citt^ presso Monte- 
sardo. Se non d errore per trachi 6ros^ era gik accaduto in questi dialetti 
il passaggio degli aggettivi a rad. in-u che nel masc. e neut. segaono la 
III& ded. a quelli che seguono la II*. Cf. Todierno glicdo, vario ecc. V. 
MoRosi, Op, cit,, p. 123. 

(8) X. c, p. 79. Luogo pregBO Ugento ore abbondano molte fonti, ed, a 
quel che ^pare, assai ameno una volta. 

(9) L. c, p. 81. La r6cca di Galatone. 



— XI - 

trade habit ate da Greets che osseruano i costumi^ et ce^ 
rimonie greche insieme col fauellare{\). Gabriele Barri nel 
suo libro De antiquitate et situ Calabriae (Romae iSyi) 
ricordando a pag. 173 i paesi di Pedavoli, San Giorgioy 
Cocypedonum (J)y Lubrichi, e Sitimzno ed illustrandone i 
nomi greci, aggiungeva: hi pagigraeci sunt, et rem divinam 
graeca lingua ac more faciunt^ inquotidiano vero sermone 
latina et graeca lingua utuntur. Poi nominava Synopoli 
Graecus pagus, Ammendolea e Bova (p. 228) sede^ episco- 
palis in montis cacumine sita ; concludendo che : a Leuco- 
petra uilla hucusque incolae in familiari sermone latina 
et graeca lingua utuntur^ sacra vero graeca lingua grae* 
cove ritu faciunt (2). Pochi anni dopo Camillo Porzia 
scriveva: Gli uomini Otrantini han preso molti costumi 
da' Greci, non solamente per la vicinita delle regioni, ma 
perche fra di loro vi sono assai torrette di abitatori 
Greci (3). Ascanio Persio erudito dello stesso secolo, nato 
in Matera di Basilicata, nel suo non ignobile Discorso 
intorno alia conformita delta lingua Italiana con le piii 
nobili antiche tingue, et principalmente con la Greca (Ve- 
nezia 1592), scriveva: . . . buona parte dell' Italia negli 
antichi tempi la lingua Greca hebbe per natia^ et . . . a"* 
nosiri giorni anchora intorno alle sue riuiere nel golfo 
Gionio non poche castella et borghi ha, ne quali si parla 



(1) Descrittione di tutta V Italia, Yenetia , 1577 , p. 239. Rammenta 
Sternatia e Soleto , p. 240. 

(2) Traggo questa citazione dairarticolo di Aua. Fr. Pott — Altgrie-- 
chisch im heutigen Kalabrienf nel Philologus ~ Zeitsehrift fUr dcLS 
hlassische Alterthum herausgegeben von Ernst von Leutsch, Qdttingen, 
1856, vol. XI, p. 247. 

(3) Relazione del regno di Napoli fatta tra il 1577 eil 1579, p. 990 
dell'ed. fiorent. 1855, dell'opere del Porzio. 



- XII - 

GrecOy ben che corrottOy come anche nella Grecia tstessa{l). 
Neirultimo lustro dello stesso secolo XVI, il Marafioti 
neile sue Croniche ed antichiia di Calabria affermava che 
Castrovillari ed i castelli e villaggi posti fra Melicuccd e 
Terranova nella Calabria Ulteriore Prima (Circondario di 
Palmi) erano a suo tempo rd loxara xaracpuTia Tf)^ dXXiiviKf\^ 
{>taX^KTOu Kard tou^ V€uiT^pou^ xP^vou^ (2). Essi erano Caso- 
leto, Scido^ S.Giorgio-MorgetOy Cocipodoni^ Lubrichij 
Siti^^anOj Vardpodio, Crotoniy Tresilico^ Misignadi, Sur- 
gonadiy Ri\:{iconi, S. Leo^ S. Mina, Cristby Vasoni, Radi- 
cena, Jatrinoliy Bracati, Cortoladi, Galatoni, Scroforto, e 
Castellace, nei quali oggi, alFinfuori del nome, oibkv Xxvoq 
4\Kr\y\0iiov ivanoiiivei (3). E come poteva rimanervi quando 
quasi tutti furono orribilmente devastati dal terremoto del 
1783, ed alcuni anche, a quel che sembra, interamente di- 
strutti ? (4) Importa molto awertire questa autorevole testi- 
monianza del Marafioti, in quanto, pel sito assai circoscritto 
•di quei paesi, ci fa naturalmente ricongiungere coi medesimi 
$li altri pochi della stessa provincia reggina dove oggi dura 



(1) P. 7. Cf. p. 14. Ignoro in qnale opera il Persio, secondo che afferma 
il Biondelli (op, c, p. 65), rammenti come greci i paesi di Calimera, Ma^ 
glie, Mariano e Capo^di^Leuea. 

(2) Sono parole dello Zambelli {Op. cit,, p. 130), che non di meno, ci* 
tando il Marafioti, erra credendolo del secolo passato (Apxo|ui^vY)^ Tf^ irap- 
cXOoOtTT]^ ^KaTovTa€TY)p{6pO mentre la prima edizione delle Croniche, 
ricordate anche dairUgheUi, comparve a Napoli nel 1506. 

(3) Zamb. Op, e I, c. 

(4) Quanto a Cocipodoni non trovo cenno in varii dizionarii corogra- 
fici, ma d ricordato dal Barri (Y. sop.). Crotoni , da non confondersi con 
q^ello della Calabria Citra, potrebbe essere il Chrisona ricordato nelle 
Addenda et Corrigenda ^eW Italia Sacra (Ed. venet. col. 303) come terra 
jam destruita, Cristd Orestori, Va9oni^ Bracati, Cortoladi Cortiladi 
sono rammentati ancora dairUghelli, ma non li trovd nei dizionarii, nd 
suUe carte. Non avendo sott'occhio il Marafioti, scrivo il nome degli altri 
secondo la forma moderna come ho fatto anche altrove. 



— XIII — 

ancora la gente greca, forse perche queii^estretna punta fa 
meno sconquassata del tratto che corre fra il Pizzo e Squil- 
lace. Nella prima metk del secolo XVII Francesco Arcudio 
in un^epistola ad Urbano VIII pubblicata dal Prof. G. Mill- 
ler (1) affermava come a' suoi giorni in quasi venti castelli 
deila Terra d'Otrarita si conservasse, massime fra le donne 
che poco conversano coi forestieri, la lingua greca (2) : nella 
quale se trovo forse troppo sapore deirantico atticismo, non 
manco tuttavia di notare piu rettamente Tazione deiritaliano 
che corrompeva, troncava i vocaboli, aflfiggeva elementi in- 
digeni a desinenze greche. Finalmente Ferdinando Ughelli 
nello stesso secolo, benche, in parte per trascuraggine od 
ignoranza altrui {negligentia . . . pel inscitia\ non potesse 
avere dalla Terra d'Otranto sufficienti notizie (3), e ricor- 
dando con altri i paesi di 5. Pietro in Galaiina^ Conolano 
(Corigliano) , Melpignano^ CutrqfianOy Curst ^ Sternatia, 
Mariano, non li chiamasse greci (4), nondimeno c'informa 
che quaranta famiglie greche erano in Lecce a' suoi tempi (5) . 
Venendo poi alia Calabria, dopo aver detto in generale che 
parecchi castelli e villaggi vi erano abitati da greci bilin- 
gui(6), ramnientava tra quelli delPUlteriore Seconda, AmatOy 



(1) Tre carte greche deW Italia merid, edite ed illustr, — Arch. Stor^ 
it. S. Ill, T. VII, P. I, A. 1868, pag. 1-27. 

(2) Dopo ricordato Gallunio^ detto ai suoi tempi Galuniano, nel quale 
fu scritto in greco nel 1401 Tatto di permuta da lui rinvenuto, cita an- 
cora Lecce, Soleto e Sternatia : i due ultimi sono rammentati pure nella 
strumento insieme a Zollino (TZ!ouXX(vov). Poi diiae,,,' Usque in hodiemum 
diem in viginti fere oppidis Graecorum illius regionis salentinae /tn- 
gua graeea communis perpolita linguae atticae filia apud feminasr 
praesertim^ quippe quae non tantam cum advenis ineunt familiaritatem^ 
apprime conservatur. P. 4. 

(3) V. il Proemio alia Prov. XIX, Tom. IX, col. 4. Ed. rom. 
. (4) Ibid., col. 74. 

(5) Ibid., col. 91. 

(6) lam vera etiamnunc nonnulla oppida pagique Calabriae quoti^^ 



— XIV — 

paesuccio deila diocesi di Nicastro, abitato da Greci (?) ed 
Italian! (1), Scandale, sotto S. Severina (2), Villa di Monte- 
perelli e Villa Belvedere^, sotto Cerenziap), abitati da 
Greci (?) o da originari Greci: nella Calabria Ulteriore Prima 
ricordava parecchi dei paesi citati dal Marafioti, e per quanto 
sbagliasse nell^assegnarli ad altre diocesi (4), non mancava 
pero di notare che ex his quidam Graecae originis incolas 
olim habebant^ qui Latin^m ritum suscepere (5): greci 
diceva tuttora S.Agata, CardetOy Musorrifdj dipendenti 
da Reggio (6) : e numerando nella stessa diocesi i villaggi 
di Oppido, Molochio, Sambatello, S. Stefanp^ S. Alessio, 
Arasiy Orti, S. Giovanni, S. Domenico Q), Terreti, Triano 
(Trizzino?), Pavigliano, Cannab, S. Sperato, Podargoni^ 
Cerasi^ Scindilifdj Diminniiij Perlupo^ Vinco, Laganadiy 
S. Roberto, Molochiello, affermava che alcuni di loro erano 
tenuti da coloni greci (7). Finalmente, non saprei se in piena 
coscienza, ose fidando nel Barri, greco idioma asseriva par- 
larsi coiritaliano da Bovafino al capo Spartivento (8), cioe, se 
non erro, in quel tratto che comprende ancora, fra gli altri, i 
paesi di AmmendoUa^ Pietrapennatay Brancaleone^ Pali^^iy e 
GalatiQ). Ne partroppo probabile che fra tanti nomi possa 
rUghelliaverrf(/rej«ew/echiamato Greci gli Albanesi, quando 
lb vediamo quasi sempre distinguere gli uni dagli altri col dare 



diano sermone Qraeca et Latina lingua utuntur. Ibid. col. 235. — Utun~ 
Pur Calabri in vernaculo sermone Latina lingua^ quamquam Graeca 
4idhucpleraque vocabula retineant^ nonnullaque Graeca oppida in ea, 
pagique Graeci sint ;.,. 7ft id., col. 236. 

(1) Ibid., col. 556. — (2) Ibid., col. 669. — (3) Ibid,, col. 700. — (4) V. 
It. Sacr., ediz. venet. T. X, col. 303. — (5) T. IX. Ed. rom., col. 580. 
— (6) Ibid., col. 429. 

(7) Eac his vero quidam graecos habent Colonos. Ibid., col. 430. 

(8) Hinc (a Bova) ad Leucopetram indigenae familiari sermone La^ 
tina et Graeca lingua utuntur. Ibid., col. 457. 



- XV — 

a quest! ultimi il nome di Albanenses o di Epirotiy di rado 
quelle di Graeci Epirotes o Graeci Albanenses; e rarissime 
volte, ma sempre in maniera che dal contesto apparisca trat- 
tarsi d'Albanesi, quelle di Graeci \ come puo vedersi Ik dove 
paria di Bisignano (1), di Melfi (2), di Taranto (3), di Ros- 
sano (4), di Cassano (5), di Catanzaro (6), di Nicastro (7), 
di S. Severina (8), di Belcastro (9), d'Umbriatico (10), e 
delle terre da lor dipendenti. Del resto e la diversiti dei 
luoghi di stanziamento che in parte si pud awertire tuttora, 
e le reliquie delle colonie greche nelle provincie dove tante 
ne designavano e il Marafioti e TUghelli, ci debbono far 
ritenere come certo che or sonotre o quaitro secoli 
in Terra d' Otranto ed in Calabria fiorissero non 
meno di ottania paesi greci, e, forse^ molti di 
piu (11). 

Ch^ se dalla lettura di questi passi, cui segue per 
tempo (a. 1754) quello del Mazzocchi trascritto a capo di 



(I) Tom. I, col. Sn. — (2j Ibid., col. 993. — (3) Tom. IX, col. 160. — 
(4) Ibid., col. 381. — (5) Ibid., col. 463. -- (6) Ibid., col. 486. — (7) Ibid., 
col. 555, 556. — (8) Ibid., col. 669. — (9) Ibid., col. 694. — (10) Ibid., 
col. 741, 742. 

(II) Qnanto alia Sicilia non mi consta vi diirino colonie greche ; ma non 
lo credo, fi probabile tattavia che ve ne darasse qualcuna nei secoli scorsi, 
e per decidere cio pu5 essere utile forse la lettnra del Pirri (Sicilia Sa- 
cra. Panormi, 1773), che non potei fare qui in Bergamo. Da un passo di 
Mario Areti citato dallo Zambelli (Op. cit., p. 163), questi deduce che nel 
secolo XYI la Sicilia tutta, tranne alcuni pochi paesi, continuava a par- 
lare greco, e greco serbava il costume. Ma evidentemente quel passo d 
stato inteso a rovescio, e coi ppchi paesi della yal Mazara 1' Areti non 
voile indicare probabilmente che gli Albanesi. Ecco 11 passo : Prima 
omnium Romanorum protincia Sicilia, ac cella penaria, Romanaeque 
plebis nutria. Populi omnes, praeter paucos qui parvos vicos habitant, 
et in Valle Mazarae potissimum, Graeco adhuc sermone utentes, lin^ 
gua, mdribus, et institutis hodie non differunti apud veteres suae cu- 
iusque civitatis legibus agebantur, Cl. Marii Arbtii, Le Situ insulae 
Siciliae, p. 5. Panorm. 1723. Non ho sott'occhio TAreti, ma mi par certo 
che il praeter fino ad utentes inclusive formi una parentesi. 



— XVI — 

queste pagine, ed ai quali forse qualche aitro ne potrA 
aggiugnere chi avra modo di esatninare 1 ^Aceti (1), il 
Fiore(2), il Keppel-Craven (3), lo Swinburne (4), il Mar- 
ciano(5), il Fortis (6), il Martorelli (7), il Bartels(8), ecc, - 
taluno facesse le maraviglie perche nel volgere di pochi se- 
coli sieno doventate italiane tante terre e tanti villaggi che 
prima erano greci, rifletta airazione assimilatrice dei capo- 
luoghi, alia forza dei dialetti italiani, ed al pertinace incal- 
zare del rito latino; pensi alle scorrerie turchesche, e soprat- 
tutto ai terremoti, che tante terre anche maggiori distrussero 
o conquassarono in queste contrade, e ponga mente alia ra- 
pidity per cui anc^oggi si compie il processo dfstruttivo nei 
paesi dove il grecismo e ancora in vita. Abbiamo gik ve- 
duto neirUghelli designate come italiane parecchie terre che 
al tempo del Marafioti, cioe quasi un secolo innanzi, erano 
greche: ed oggi pure a CutrqfianOy a Curse^ a Caprarica^ • 
a Cannole in Terra d'Otranto, dove si parlava greco dalla 
generazione passata, il greco piu non s^usa ne vi sMntende 
se non dai piu vecchi (9): a Melpignano e quasi per- 



(1) In G, Barrii de A. C. libros prolegomena^ additiones et notae, 
Roma, 1737. 

(2) La Calabria illusirata. Napoli, 1691. 

(3) A tour in the southern provinces of the kingdom of Nccples. 
London, 1821. 

(4) Travels in the two Sidles, in the years 1777-78-79 and 80. Lon- 
don, 1783-85. 

(5) De descriptione Salentinae Provinciae^ Ms. 

(6) Viaggio in Calabria, 

(7) Belle antiche colonie venute in Napoli. Napoli, 1764. 

(8) Yiaggi in Calabria ed in Sicilian — Tutti quest! autori non potei 
esaminare qui in Bergamo. Premendo la pronta pubblicazione dei saggi 
da me raccolti n|Bl dialetto di Bova, pregQ il benigno lettore a con ten- 
tarsi delle mie citazioni^ che bastano, per ora, a confermare quanto ho 
asserito. 

(9) MoROSiy Op. cit.^ p. 181. 



- XVII - 



duto (I) : in Montebello (oggi Fossato), in 5. Lorenzo ed in 
Corio di 5. Lorenzo in Calabria, a memoria d'uomini par- 
lavasi ancora, ma oggi, a quanto mi scrivono, v'e intera- 
mente^ scomparso (2) : a Cardeio si parla appena da alcuni 
vecchi, ed a Musorrifd da un solo nonagenario. Quanto 
ad Africa ed a Casalnuovo d'Africo pare fossero greci, 
ma oggi non lo sono piu ; tanto che ebbi a sentire gli stessi 
Calabresi maravigliarsi perche quel due luoghi rinchiusi fra 
terre greche, ed al pari di queste segregati fra i monti ed 
i boschi, parlino non pertanto un dialetto italiano. Di 5. Ca- 
terina, che taluno asseri paese ancor greco, non m'e riu- 
scito aver precisa notizia, ma che sia tale dubito assai ; men- 
<re, secondo la Carta di questa Provincia pubblicata a Na- 
poli da B. MarzoUa, Pieirapennata era nel i852 un paese 
ancor greco e vi si parlava un particolare dialetto. Che 
piu ? Neiristessa Bova, la maggiore delle terre grecocalabre, 
i giovani comprendono a stento certe canzoni che cinquanta 
anni fa erano piene di vita (3). Se in qualche piccola parte 
d^un comune, se nelle terre piu remote e piu povere, il vec- 
chio o la donnicciuola diranno ancora tafi in vece di sent- 
portura , o intenderanno il valore di celopidij e pero indu- 
bitato che Tazione, o a dir meglio la reazione invadente, 
assimilatrice, consuntiva dell'elemento italiano altera ogni* 
giorno sensibilmente la naturalita di queste colonic; ogni 
giorno il commercio cogli indigeni, il mescolamento politico, 



(1) Ibid. 

(2) D'an solo sobborgo di* San Lorenzo^ ancora greco , parla il Lorn* 
broso (Op. cif., p. 401) ede probabilissimo Bia 8* Pantaleone che vedremo 
ricordato dal Witte. 

(3) Tal'^p. e.la XXXYI-YII pubblicata dal Comparetti (Saggi dei 
dial, greci delVIt. marid, Pisa, 1866), nella quale a certi vocaboli do- 
vette dar egli 1^ spiegazione, Y. p. 97. Y. ancora la mia nota al C. LlII, 
nel quale la veste (t6 Ijudrt) e diventata 11 partic. d'un verbo (nomdto). 

II 'Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 2 



le prediche, Ic cerne, le vie ferrate, le scuole, fanno trape- 
lare nel vernacolo nuovi suoni, vocaboli e frasi che usur- 
pando il posto delle piu antiche le fanno sparire dimenticate 
e consume (1) : ogni giorno insomma e rapidamente I'ele-. 
mento greco qui cede terreno, specialmente da quando per- 
duto ii rito della sua Chiesa, ridotto dalle persecuziqni tur- 
chesche sulla vetta di monti quasi inaccessibili, e decimato dai 
sobbalzi del suolo, si trova assalito in quelPultimo baluardo 
della vita dei popoii che e la lingua natia. 

La rapidita colla quale scomparvcro o s' assottigliarono 
jfino ad oggi queste colonie -, il numero scarso delle medesime 
di fronte a quello d'una volta ; la vicinanza degli Albanesi, 
e soprattutto Tabbandono civile in cui sotto i Borboni giace- 
vano questi paesi, sono le cause principali per cui ad onta 
delle testimonianze chiare ed autorevoli delPEpifanio, del 
Galateo, deirAlberti, del Barri, del Porzio, di Ascanio 
Persio, del Marafioti, delPArcudio, deirUghelli, e del Maz- 
zocchi - per non dire di qualche barlume offefto da pochi 
dizionari e da qualche carta corografica - la presenza di 
gente greca nel mezzogiorno dltalia non si ammetteva, po- 
chi anniorsano, dai piu. O s'erano dimenticate quelle te- 
stimonianze, o nonr si credevano piu applicabili ai nostri 



(1) Questo fatto e naturalissimo ; n^ solo in quosti dialetti> ma per non 
dire di tanti altri,. possiamo ancora 9orprend6rlo neU'idioma delle reeenti 
colonie albanesi che in Calabria p. e. iisano le voci ^ndondtta=s fama 
da intonare; vudge &= yoce; mbidtu =s nel momento, da 'mbi prep* 
alb. = Bopra, in, e I'italocal. attu ; addundr b= avvedersi : sic. addu^ 
ndrisi; bunndr = abbondare: cal. abbunitttri; armacdlle essarma- 
coUo, ed altre parecchie che a mano a mano troppp benignamente si 
yanno accogliendo perfino nella lingua scritta. Y. D. Qamarda, Appendice 
al saggio di grammatologia comparata sulla lingua albanese, Prato, 
1866, p. 153, not (17); 160, not. (61); 163, not. (g6), A Dora d'Istria gli 
Albanesi, Canti pubblicati per cura di D. G. Livoruo^ 1870, p. 9^, not. 
2; 93, n. 9. 



giorni; o si giurava in verba magistri e si confondevano 
alcune di loro colle albanesi, trascurandosi intanto quel fatto 
che meglio degli altri poteva servire di prova - il vernacolo. 
Ma quando accurate ricerche sui luoghi, e soprattutto una 
prima raccolta di canti popolari ancora viyi ebbero distruttp 
nel modo piu sicuro ogni dubbio, ed il principe dei nostri 
filologi onestamente ricredendosi ebbe dichiarato greche 
quelle colonie che prima aveva asserito albanesi (W e si seppe 
precisamente quali paesi e quali terre questi Greci ancora 
abitavano, allora si levarono dubbi non meno gravi intorno 
al tempo ed alle cause della loro venuta. — Eran essi, come 
credette ii Niebuhr(2), un avanzo delPantiche colonie ma- 
gnogreche? Ovvero, come penso il De Blasiis (3), sono re- 
liquie deUa dominazione bizantina? Ovvero, collo Zam- 
belli (4), e col Teza (5), si debbono ritenere per colonie di 
esuli che in teqipi assai recenti si sottrassero al prepotente 
giogo ottomano ? O finalmente possono avere, come conclude 
il Biondelli, unaorigine mista?(6) Naturalmente ognuno 



(1) V. CoBCPARKTTi , Nothie, ecc, p. 6, 

(2) Calabrien blieby wie Sicilien, ein grieehisehes land^ obgleich rS^ 
mische colonien an den kUsten gepflanzt wurden: die spracke wich 
ertt vom 14. jahrh, an : es sind aber Heine 300 jahre^ dass sie tta* 
mentlich zu Rossano herrschte, und gewiss viel wetter, denn die notiz 
fiber jenes st&dtchen ist ganz zuf&llig behannt : ja nock jeizt ist in 
der gegend von Lokri eine griechisch redende bevolkerung Hbrig ge» 
blieben. R5m. Geseh. I^ 66. E citato dal Pott nell'articolo riferito di sopra^ 
p. 246. 

(3) Insurr. Pugl T. I, p. 9: cit. dal Mor. p. 200, not. (4). 

(4) Op, cit,, p. 130: c. b., p. 186. ^ . 

(5) Nuova Antol. Decembr. 1866, p. 824 : c. s. Ibid, 

(6) ... Parte (di queste colonie)... sembratio indigene delle terre da loro 
abitate, e parte vi si stabilirono in tempi modemi, onde sottrarsi al fer- 
reo giogo dei Turchi,.. La varia alterazione dei loro dialetti, e la me-. 
scolanza delle moderne colonie colle antiche, non ci permettono di 
precisareil tempo del rispettivo loro stabilimento in Italia, InterrO' 
gando gli scrittori e i documenti dei varii tempi^ troviamo nondubbie 



aveva buone ragioni da vendere: ma scarseggiando le prove 
non si usciva dalle dubbiezze, e lo studio dialettale che, ove 
impreso largamente, avrebbe potuto stenebrare la questione, 
anzi in gran parte risolverla, non osava storicamente con- 
ckidere, per la scarsiti ed incertezza delle mater ie raccolte. 

Che il Mazzocchi fino dal secolo XVIII dovesse avere 
avuto tra mano qualche saggio scritto di questi vernacoli, 
par quasi certo, se si noti che egli confrontando le loro forme 
con quelle del greco volgare esposte nella grammatica di Si- 
mone Porzio(l), poteva scrivere le parole citate a capo di 
queste pagine. Tuttavia, come dice il Morosi, questo saggio 
per mala ventura non fu pubblicato (2). 

II primo che nel nostro secolo facesse veramente conoscere 



tracee delta presenxa non max interrotta di colonie greche nella parte 
piit meridionale delta nostra penisola,*,. Cisembra dipotercon fonda^ 
mento conchiudere^ che buona parte dei greci coloni deWItalia meri^ 
dionale sono reliquie d*una molto piU numerosa popolaxione, cold da 
tempi assai rimoti stabilita^ e che^ mentre dalVuna parte un gran nu" 
mero^ colVavvicendarsi delle generazioni , perdette le naturali pri- 
mitive impronte, adottando la lingua ed i cdsiumi d^Italia , altri in^ 
vece nella parte piu meridionale, formarono quasi un nocciolOy intorno 
a cui molti eiuli moderni successivamente si raggrupparono,,, Iluoghi 
da loro attualmente occupati sono: nella Calabria Ulterior e^ latittd, 
i monti ed i contomidi Celso (?), ove ammontano a poche migliaia ; 
il territorio di Reggio , in particolare nei eontorni di Brancaleone 
sopra Spartivento, le piccole cittd di Bova, Amygdalia, Leucopetra, 
Agatha ed i^eillaggi di Misoripha^ di Cardetum^ e di Pentedactylon. 
Molti grec\ vivono ancora sparsi in maggiore o minor numero su vari 
punti della Terra d*Otrattto,per modo, ehe insieme ammontano ad oltre 
18^000 individui, serbando ancora greca favella, eprofessando in mas- 
sima parte il rito greco. Op, cit,, p. 64, 65. Aggiungendo a questo nu* 
mero quelli delle popolazioni di Martignano^ Sternatia e Zollino che a 
torto considera come albanesi (p. 60), ci avviciniamo alia somma di 22^800, 
poBta da me. Y. sop. 

(1) Gramm, linguae graecae vulgaris. Paris, 1638, 

(2) Archiv, per VAntropol, e la Etnolog., organo delta Societd ital. 
di Antrop, e di Etnol, Jo vol., fasc. 3. Firenze, 1871, p. 326. In questo 
articolo si ricordauo parecchi degli autori riferiti di sopra che parlarono 
di queste colonie. 



— XXI - 

ai dotti un saggio del dialetto greco ancora vivo in Italia, fu 
Carlo Witte. Nel 1802 viaggiandoperl'Italia meridionale ram- 
mentava di aver trovato in Eustace (1) menzione d^alcunipaesi 
delle provincie napoletane rferew einrvohner noch jet\t grie- 
chisch reden (2). A Napoli non gli seppero dir nulla in propo- 
sito, e vi si considerava Tasserzione di Eustact fiir verwech- 
selungmit den Albanesercolonien. Dopo infrutto^e ricerche 
nei due Principati, nella Basilicata, e nelle Calabrie Citeriore 
ed Ulteriore Seconda, giunto nella punta piu meridionale {an 
der sudlichsten spii{e) della Calabria Ulteriore Prima, ebbe 
al fine notizia d^alcuni villaggi greci, e parlo in Reggio con 
alcuni dei loro abitanti. « Der hauptort, egli scrive, heisst 
« Bopa^ unmittelbar iiber dem vorgebirge Spartivento (Her- 
« culis promontorium), in dessen nahe liegen CardetOy Mon- 
« tebelloj Chorio (xwpiov, Oppidum), S. Pantaleone, Con^ 
« tofani (sic) (KovToqpavri, sudibus, hastis insignis, clara), 
<( GallicianOy Roccqforte^ Rogudi (von ^wE, ^ujt6^» fissura, 
« loqis abruptus), Chorio di Rogudi^ Amendolia ('A^urba- 
« Xto, amygdalus), Campo di Amendolia. » Parendogli la 
cosa importante per la storia e per la linguistica, raccolse 
sul luogo e trascrisse con lodevole esattezza ein halbhundert 
fPdrter und einige^ besonders unter dem volke bekannte 
lieder\ cosa assai difficile a farsi bei der gan\ fremden aus- 
sprache und der verderbtheii dieser sprache. « Uno di 
« questi canti (3) accompagtiato da una breve notizia in pro- 
« posito pubblico il sig. Witte nel 1 82 1 nel Gesellschaftery 
<( pag*. 697. Questo fu poi ripubblicato nello stesso anno 



tl) Classical tour through Italy^ executed in the year 1802, exhibit 
ting a view of its scenery, its antiquities and monuments, London, 
1814, vol. Ill, p. 129. 

(2) V.la sua notizia eompendiata dal Pott. Art. eit.^ p. 248, 249. 

(3) Ilio, pu olo to cosnio parpati. 



— xxn - 

« nella Liste der Borsenhalle, n. 2835, e poi nd 1827 fii 
« datotradotto da Schmidt-Phiseldeck nella sua Atisp^ahl neu- 
a griech. Volkspoesten (Braunschweig), pag. 60 (1). Re- 
tt duce dai suo viaggio il sig. Witte passando per Bologna 
« comunico questo e gli altri canti da lui raccolti a Mezzo- 
« fanti, il quale li trascrisse in caratteri greci ed in forma 
« greca rilasciando Tautografo (datato di Bologna 10 feb- 
n braio 1821) al raccoglitore » (2). 

Nel 1847 Tommaso Morelli pubblicava a Napoli per lo 
Stabilimento del Guttemberg un fascicolitto d'opuscoli* inti- 
tolato Cenni storici intorno alle colonie grecq- 
calabre. Nel primo opuscolo di questo fascicolo sul quale 
chiamo Tattenzione dei filologi il Comparetti (3) e racchiusa, 
in sole 38 pagine in 8^ ed assai scorrette, una prefazione e 
sei capitoli che Tautore, scrivendoli come meglio seppe e pote 
intitolo: I. Dell' epoche in cut gli Ausoni^ gli 
Oenotri^ i Calcidesiy i Messenty i Focesiy e i 
Bru\i vennero a stabilirsi nella provincia di Ca- 
labria Ultra I. — II. Delia diocesi di BoPa^ e del- 
Vidioma greco che sebbene corrotto si parla tut* 
tora in deita citta ed in taluni de' suoi paesi 
con un breve vocabolario di parole greche alia 
fine. — III. De' costumi delle donne di Bopa. — 
IV. Del loro ab^igliamenio. — W. De' paesi abi- 
tati da"^ sopraccitati greci. — VI. Conclusione. 
L'unico capitolo pel quale il Morelli avrebbe pQtuto allet- 
tare la scienza e il ll in cui prima (p. 14) ricorda come 
greci i paesi di Bova^ Amendoleay GallicianOy Roccaforte^ 



(1) « V. anche Kieler Monaisschrift^ OtL, 1853, p. 872 ». Note del Com- 
PARBTTi. Saggi ecc, p. X. 

(2) Comparetti, Notizie ecc, pagg. 10, 11. Cf. StjLggi ecc., I, c. 

(3) Notizie ecc., p. 12. Saggi ecc, pag. XI, XII. 



— XXIII - 

Ragudt (sic)j e Condofuriy e quelli greci una volta ed ora 
italiani di Africa^ Pali\\iy Pietrapennata , Staiti^ Bran- 
caleone, Bianco, Casignano^ Mottaplatiy Crepacore e Ca- 
nolo i cui abitanti non parlahb piii il dialetto grecOy ma 
bensi il calabro frammisto a dei vocaboli greci italiani^-^ 
:{ati (p. 17). A questi paesi, compiendone nel Capo V la 
lista, aggiunge S. Caterina e Cardeto ancora greci, e Pen- 
telattilo (sic), Motta Numeria o 5. Giovanniy S. Agata 
in Gallina e Mosorofa^ gi4 greci (pagg. 36, Sy). Oltre a 
cio nel Cap. II offre una lista di 353 fra vocaboli e frasi 
grecocalabre scritte in carattere latino coUe corrispondenze 
italiane a fronte, e le greche ora antiche ora moderne : ma 
alcuni vocaboli sono male scritti; altri assai dubbii; e quanto 
alle corrispondenze in greco o sbaglio Tautore nella scelta o 
nella grafia, od anche vi appose parole che non hanno nulla 
che fare col senso del vocabolo bovese (1). 

Nel 1 856 il Pott, parlando col Witte del grecismo del- 
I'ltalia meridionale, pote averne Tautografo dei tre canti rac- 
colti a Bova, con la traduzione italiana e con la trascrizione 
del Mezzofanti; ed insieme con la lista citata li riprodusse 
con erudito commento nell'articolo gid ricordato del Philo- 
logus (2) ; nel quale dopo avere esclusa la persistenza del- 



(1) Scelgo a caso qualche esempio: ngrasi = vino: leggi crasl, L*n 
appartiene a vocabolo anteriore, e solo per quella il c si mut6 in g se- 
cpndo Tuso romaico: liddd = sorella^ Xlx^d? Ifetin alidia = in veritk; 
fxarriv aX^ia, a Marav dXdGeta (sic) Dorico : artia = orecchio : leggi 
asti; lidori = pietra : leggi lithdri ; varea = vento : Idggi tor^a , e 
cofil via dicendo. 

(2) I tre canti del Philol. (1. Ilio ecc. 2. Capsella^ c^ a su pove i 
cardia, 3. To' pskrq certa ii^esu mi gapai) furono riprodotti dal Com- 
paretti nello Spettatore italiano (giugno 1859 , p. 452)^ ed A. Passow , 
storpiandoli alquanto, li accolse poi nei suoi TpayoOdia j^tujiaiiKd (Lipsiae, 
1860. Cant. CCCLXV^ DC, DCI: nella data Uggi Bova non Boma), insieme 
con ribrida trascrizione del Mezzofanti. 



— XXIV - 

rellenismo magnogreco in seguito alia conquista romana, e 
dopo aver citato il passo del Barri mostratogli dal Witte, of- 
fre in breve la notizia gia pubblicata dal Witte medesimo; 
si ferma a discorrere deirinfiuenza del dialetto italiano del 
luogo su questo greco*, riprende il Mezzofanti per avere 
nel suo testo usato le finali v e ?, mentre il Witte non le 
udi a Bova, « dopo importanti ed erudite osservazioni sulle 
forme grammaticali, sui vocaboli e sulla pronunzia, conclude 
che questo idioma I veramente neogreco. 

Venne poi nel 1867 il Kirkolonis che in una lettera diretta 
alio Zambelli e pubblicata da questo nella Hia TTavbdipa (1), 
oltre alcune note prese in Calimera di Terra d'Otranto, pre- 
sentava una raocolta di circa 3o frasi familiari, e presso ad 
80 vocaboli, con 10 strofette intitolate La vergine at piedi 
della croce che il Comparetti mostro non esser altro che una 
versione libera di 10 strofe dello Stabat Mater (2). 

Nel 1 863, il precitato Morelli pubblicava in Napoli un 
altro volumetto di opuscoli uno dei quali si riferiya ai paesi 
greci di Terra d'Otranto; ma secondo il Morosi che pote 
averlo « tra' greci poneva paesi che non sono e de' greci di- 
ce menticava parecchi, e a' dialetti de' paesi greci, in una mi- 
ce sera lista di 32 vocaboli, attribuiva di quelli che loro non 
(( appartengono affatto o non nella forma in cui egli li riferiva, 
« e costumi, onde piu non vi si ritiene vestigio alcuno » (3). 



(1) T. VIII, 1857, giugno, pagg. 105-108. Comparetti, Saggi, ecc., p. XI. 
Notizie^ ecc, pagg. 14, 16. 

(2) La lettera del Kirkolonis fa riprodotta in tedesco nell'ArcAtv fXir 
das Siudium der neueren Sprachen dMIerrig, vol. 24 (1858), pagg. 136- 
146. Yedine anche una breve notizia del Kind nei Jahrhucher fUr Phi- 
lologie und Paedagogih, 1859, 2* Abth., p. 471, enel Magaxin fur die 
Literatur des AuslandeSj ISS9, n. 18, p. 72.. Cobcpar. LL cc. 

(3) Art, cit, deirArcA. per VAntrop, ecc. Cf. anche gli Studi sui 
dial., ecc.^ p. 212, not. (3). 



— XXV — 

Nello stesso anno 1 863 il mio buono ed illustre amico prof. 
Gesare Lombroso nel citato articolo della Rivista Contempo- 
ranea descriveva alcuni costumi delle colonic greche ed alba- 
nesi della Calabria, e pubblicava in versi 2 1 sei frammenti di 
canti greci di Bova e d'altri paesi vicini, con qualche parola 
del dialettb bovese della quale mostra Tequivalente nel dialetto 
di Roccaforte ed in altri. DalPossetvare che queste colonie nei 
loro differenti vernacoli congiungono a varie forme e parole di 
btigine ellenicae latina ancora elementi turchi,arabi e romaici, 
e che s'ingiuriano e sprezzano fra loro assai piu che la comu- 
nit a cTorigine^ e di vicende nbn lascierebbero supporre^ 
tende a credere che in vece di farle derivare direttamente 
dagli antichi Locresi, si possa ammettere che ad antiche co- 
lonie greche^ fuse poi, e confuse colle romane^ com' erano 
Tropeay Taureana, si fosserjo in varie epoche assai poste- 
riori, sovrapposte delle popola:^ioni appunto di origine 
pseudO'Ellenica (1). Ma anche il Lombroso in quello scritto 
per altre parti pregevolissimo ricorda come greci alcuni paesi 
che piu non lo sono.: d'altri tace, dei piu storpia il nome, ed 
i suoi frammenti dialettali sono cosi malconci che il Compa- 
retti non pote sempre fame suo pro(2). 

Nel 1866 rimbriani ed il Gasetti in un opuscolo stampato 
a Napoli ed intitolato Mucchietto di GemmCy pubbli- 
cavano due canti greci di Gorigliano (p. 18 e segg.), e Tlm- 
briani medesimo ne faceva conoscere un altro dello stesso 
paese nel suo libro DelV organismo poetico e della poesia 
popolare in Italia (Napoli 1866, pag. 171 e segg.). (3) 



(1) Pagg. 402-404. 

(2) V. Saggi, ecc., p. XVII. « La maggior parte dei versi edei voca- 
« boli raccolti dal Dott. Lombroso sono stati riferiti dal sig. Zuccagni- 
« Orlandini nella sua Raccolta dei dialetti italiani (Firenze^ 1864), p. 373 
« e segg. i» Ibidem*, p. XII. 

(3) Idem,^ V^S' ^^^j XIII. 



- XXVI — 

Ecco tutto quello che, almeno per quantb io so, si posse- 

deva di edito in questi dialetti aUa meti del 1866. Con ma- 

teriali si scarsi, poco noti, e non sempre sicuri, era difficile 

dedurre conclusioni scientifiche. Faceva d' uopo un maggior 

numero di saggi per conoscere bene le proprieta dialet- 

tali, comprendere dal confronto i singoli fatti, formare 

una grammatica, un lessico. A questi bisogni sowenne in 

parte il libro piu volte citato del Prof. Comparetti, uscito a 

Pisa sulPautunno del 1866, col titolo Saggi. del dialetti 

greci delV Italia meridionale. Coiraiuto di persone 

amiche, quali nate fra quelle colonie, quali abitanti in quelle 

provincie pote offerire ai glottologi 38 canti del dialetto di 

Bova dei quali il VI, il XIII, ed il XXXIII gia raccolti dal 

Witte, offrono varianti d'un certo peso. I canti XXXIV e 

XXXV li ebbe dal cav. Francesco Palermo cui furono donati 

dal prof. Pilla che li raccolse da se a Bova : quanto al VI 

adottd Papografo del prof. Tarra, alunno della scuola normale 

superiore di Pisa. Riprodusse poi (nn. XXXIX, XL, XLI) i 

canti g\k editi di Corigliano, v'aggiunse una poesia non vol- 

gare composta nel dialetto di Martano, la trascrizione retti- 

ficata dello Stabat Mater del Kirkolonis, e come esempio 

di prosa due lettere nel dialetto di Calimera. Ad ogni saggio 

dialettale, riprodotto prima come Pebbe in caratteri latini, 

poi ridotto da lui in carattere greco ed in forma greca, sog- 

giunse le versioni letterali fatte in gran parte da chi gli mando 

il testo. In fondo alPelegante libretto aggiunse un diciannove 

pagine di note dotte e succose per ispiegare od illustrare le 

forme piu difficili e piu importanti di questi vernacoli, ed al 

tutto prepose una breve ma giudiziosa ed erudita prefa- 

zione dove parlando di chi lo precede in questo studio, pro- 

mette una seconda serie di saggi , colFindice dei vocaboli , e , 

coll'epilogo generate dei caratteri proprii a questi dialetti. 

Senza pronunziare un giudizio assoluto sulPorigine di questi 



— XXVII — 

.greci, egli, consentendo in parte col Biondelii e col Lom- 
broso, crede molio probabile, che colonic piu recent i siano 
venute a soprapporsia colonic piu antiche (1). — L'apparire 
di questo libro segna un momento assai importante nella 
storia modesta e fra noi poco apprezzata della dialettologia 
italogreca, come quello che non solo, rimuovendo i dubbii 
che ancor duravano suiresistenza di queste colonie, offri di 
per se alia scienza una raccolta piu ricca di fatti fonologici e 
morfologici dei due gruppi del vernacoli romaici dltalia, ma 
perche fe^ nascere ad altri il pensiero di continuare con ar- 
dore queste ricerche, raccoglier nuovi fatti e correggere le 
mende scusabili delle fatiche anteriori, per poter poi, appli- 
cando il risultato coscenzioso di questi studii alia storia, de- 
jierminare, almeno a un bel circa, il teinpo e le cause della 
venuta di queste genti. 

Tutto cio seppe fare e splendidamente il Dottor Giuseppe 
Morosi, che, mandato nel 1 866 in Lecce di Terra d'Otranto 
a reggere prima la Classe V ginnasiale, poi la Cattedra di 

ft 

Storia e Geografia in quel Liceo, ebbe agio di raccogliere 
da tutti i paesi greci di quella regione una messe copiosa 
di canti popolari, inni religiosi, leggende, preghiere, nenie 
funebri, rispetti d'ampre, epigrammi; alcune prose, proverbi 
ed indovinelli, che pubblico nel 1870 a Lecce per la Tipo- 
grafia editrice Salentina in un bel volume in 4^ (pp. vin-214) 
intitolato Sttidi sui dialeiii - greci della Terra d'Otranto, 
e dedicato alPAscoli suo maestro (2). 



(1) P. XIX. 

(2) Una riproduzione poco diligente dei Canti 9, 12^ 14^ 15, 17, 22, 29, 
36, 49, 67,69, 75. 76, 77, 78, 80, 81, 95, 106, 110, 112, 120, 127, 128, 
129, 137, 140, 147, 152, 166, 170, e delle ire prime leggende in prosa rac- 
colte dal Morosi, la diede Emilio Legrand in un elegante libro in-8* 
(pagg. XII-56) intitolato Tragudia he paramythia its Kala- 
brias, Parigi-Atene, 1870, che d il fascicolo 14 d'una Collection de 



— XXVIII - 

Questo libro si divide in due grandi parti, cioe Saggi. 
dialettali e Studi. I saggi sono circa duecento da lui tra- 
scritti accuratamente nei solo carattere latino ed accompa- 
gnati da versioni letterali. Gli studi sono tre ; uno letterario 
sulla forma e sulla materia dei testi raccolti; un altro filo- 
logico sulla lingua, nel quale e.compresa una Grammatica 
ed un breve Lessico diviso in tre gruppi, dei sostantivi, 
aggettivi e verbi piu importanti : il terzo studio, conclusione 
assai giudiziosa e profonda, discorre del carattere di questi 
dialetti e stabilisce nella piu soddisfacente maniera I'eta in 
cui dovettero venire in Italia queste colonie. 

Avuto agio, nei tre anni che fu in Lecce, di studiare i 
dialetti greco-otrantini, dal loro confronto e dall'esame dei 
saggi gia editi di Bova, egli, dietro la scorta del MuUach (I) 
e dello 2^mbelli, venne a queste conclusioni che ordino qui 
brevemente deducendole dalle varie parti della sua opera. 
I* I dialetti greco-otrantini gia poveri in origine, ma 
tuttavia estesi a molti paesi diventati oggi italiani, si logora- 
rono col tempo, perdendo quasi interamente i nojni astratti, 
assottigliando molto il numero de' concreti e degli aggettivi, 
appiccicando desinenza greca a molti verbi dei dialetti ita- 
liani del luogo e storpiando la sintassi: il guasto cresce 
ogni giorno, tanto che forse fra due generazioni i dialetti di 
queste provincie serberanno ben poca traccia di greco (pagg. 
i8i e 182). 



Monuments pour servir d VStude de la langue ndo^heU 
I Unique, Reinhold KOhler^ e Gius. Pitre si giovarono del libro del Mo- 
rosi per confront! letterarii, ed il Liter, Centralb latt di Lipsia e 
VA thenaeum di Londra ne parlarono con lode. Anche il Gurtius ed 
il Miklosich per lettere private- airAscoli ed al Morosi ne diedero favo- 
revole giudizio. 

(1) Grammatik der griechischen vulgarsprache in historischer ent'^ 
wicklung. Berlin, 1856. 



— XXIX - 

2* Benche abbiano come tutti i neogreci una tinta co- 
mune eolicpdorica (i83) si dividono pero per certe diffe- 
renze fonologiche, morfologiche, e lessicali in varii gruppi e 
sottogruppi: fatto importante per la ricerca deile origini 
(182, i83). 

3* Tutt' e otto, ma specialmente quelli di Stematia e di 
Castrignano^ hanno fra i dialetti neogreci maggiore attenenza 
con quello di Bova (i83), onde e lecito rannodare Tori- 
gine delle colonic greco-otrantine con quella delle grecoca- 
labre (184). 

4* Tuttavia nel dialetto di Bova occorrono fatti che pa- 
iono attestare per le ultime ora una venuta piu antica (211), 
era una soprapposizione di colonie piu recenti (212). 

5' I dialetti delle colonie otrantine e con questi quello 
di Bova, non hanno attenenze speciali col grecoc6rso di 
Cargese, ma offrono certi punti d^analogia con quello di 
Trapezunte, e cogli insulari di Tera, di Calimno, d'A- 
morgo, d^Astipalea, di Caso, di Cipro, di Greta, di Rodi, 
di Carpato, di Calcide, e maggiori analogie anche con quelli 
conosciuti del Peloponneso, tra i quali il Zaconico, che 
spiega certe forme dei dialetti doricizzanti di Martano e di 
Calimera (i 84, 1 85 ). 

6* Salvo poche eccezioni e proprieta dialettali, le me- 
desime vicende che Tantica lingua di Pericle corse in Grecia 
per trasformarsi nel comune romaico, si riscontrano in questi 
dialetti: sicche la lingua di queste colonie non e gia un ri- 
masuglio od un^alterazione lentissima e graduate del dorico 
magnogreco, ma e sostanzidmente il nuovo idioma che si 
andava costituendo in Grecia, almeno fino al secolo X od in 
quel torno (188, 189). 

7* Gerti suoni, forme e vocaboli che erano perduti in 
Grecia al tempo della conquista ottomana (a. 146 3), durano 
nei dialetti greco-otrantini \ mentre degli elementi francesi 



che s'insinuarono nel greco sotto le Crociate, e di quelli 
veneti, slavi(l), o turchi non vi si trpvano traccie (190, 
1 91)-, solo del turco comparisce qualche elemento nel dialetto 
di Bova, ma non sicuro (2 1 2). 

^8* Le colonic greco-otrantine e piu le calabre usano pa- 
recchi idiotismi e forme romaiche che, o, perdute, o rimaste 
in Grecia, occorrono nei diplomi e negti idiografi italobi- 
zantini (206, 207). 

Date queste conclusion! passa il Morosi a ricercare il tempo 
e le cause della venuta di questi Greci, e ricorrendo ad ot- 
time fonti lo fa con molto criterio. — Per ragioni storiche e 
filologiche^ esclusa di volo coUo 2^mbelli (2), e col De Bla- 
siis (3) la persistenza delPantico dorismo tra noi dopo la con- 
quista romana - persistenza che e ammessa dalla maggior 
parte degli eruditi napoletani e da taluno di questi Greci (4) - 



(1) Farebbe eccezione il goddspina (= giovane sposa) di Mariano^ nel 
quale TAscoli ed il Morosi (p. 2l3)1;rovano una meacolanza del greco hia^ 
iTOiva collo slavo gosp6dina (= signora). Ma e piu naturale il pensare 
ad [ol]KO&^(TTroiva tuttora vivo in Qrecia. Per le espulsioni del dittonghi 
iniziali in questi dialetti^ e pel mutamento della tenue in media tra vo- 
cali, V. Morosi, Op. cit.^ pp. 113, 102. 

(2) Tut to quanto il bel libro dello Zambelli prova luminosamente che 
il grecismo dei diplomi bizantini non d emanazione dell'antico dorismo , 
ma S invece la nuova lingua che si parlava in Grecia nel tempo piu splen- 
dido deirimpero d'Oriente, corrotta alquanto dalle influenze dei luoghi^ e 
dal formulario della cancelleria bizantina. 

(3) Op. cit.y pagg. 88-94. Cf. ancora I'art. cit. del Pott, pagg. 245, 246. 

(4) Questo vanto d solo in chi sa di lettere : il volgo nel suo grosso 
buon senso si stringe nelle spalle ; dice d'esser greco, ma di non saperno 
di pid. A Bova ripetono molti per tradizione che i loro antenati abita- 
rono prima suUa marina, ma che per le incursion! dei Saraceni dovettero 
riparare sui monti. In Terra d'Otran^ e precisamente in Galatone sua 
patria, il De Ferraris aveva sentito dire da yecchi sacerdoti che i Galatesi 
traevano origine dai Tessali, e che per guerre e sedizioni domestiche erano 
venuti non si sa quando in Italia. Op, c, p. 80. Queste cause sarebbero 
analoghe a quelle dello sbarco dei Mainoti in Corsica (&, 1675). Y. la ro- 
manzesca XpovoTpaqpCa ir€pl t»^^ KaTafiurff^ tO&v iv xij Mdvij Zrecpavo- 
iroOXu)v 0ir6 T. T. TTairTraboiroOXou. '€v Aeftvoi^, 1865. V, ancora gli^Aa- 



- XXXI - 

li crede giunti tra noi non prima del sesto secolo nh dopo 
il decitno. E delle eta di Giustiniano I (a. 527-565), di 
Maurizio (a. 582-602), di Leone Isauro (a. 717-741), di Ba- 
silio I (a. 866-886), di Leone VI (a. 886-911), e di Ba- 
silio II (a. 976-1025) nelle quali per I'Oriente non manca- 
rono ad emigrare cause politiche, religiose e naturali che 
espone partitamente (1), egli ondeggia fra Veta di Basilio I 
e di Leone VI (p. 206) e quella di Basilio II (p. 209), 
eta che segna il culmine della potest^ bizantina (2o3, 206), 

Infatti Basilio il Macedone con savie economie ristoro 
Terario che era quasi esausto, riordino la milizia, costrui 
cento chiese : die' mano al codice dei Basilici Priori com- 
piuto poi dal figliuolo (2) : e vinti i Russi ed i Saraceni, su- 
scito contro Timperatore d'Occidente alcune terre del Sannio 
e della Campania, e scaltreggiando alia greca, lo ridusse 
a mal partito. Poco dopo ricupero Bari e la Puglia, sba- 
raglio in nuove lotte i Saraceni , rese sicuro il mare, fece 
rifiorire il commercio ; e mentre da Costantinopoli chiamava 
in Italia migliaia di governanti^ ufficiali, giudici, notari e 
soldati, ogni citta, ogni monastero riusciva un focolare di 
civilta italoellenica (3). 

Assai vigoroso si mantenne il grecismo sotto Leone il fi- 
losofo in mezzo alle lotte coi principi e cittadini di Bene- 
vento, fra le incursioni degli Schiavoni e degli Ungari. Ai 



IJiara &ii|yiOTiKd Tdiv iv Kopcnxtl '€XXf|vu)v nella N. Tfayb\bpaT, IE'. <p. 353. 
a'. AcK. 1864, o Topuscolo Canti popolari dei Greet di Cargese (Corsica), 
Bergamo, 1871. CtAdelung, MithrAl^ 430, e Biondblli, Op, c, p. 65. 

(1) Intorno a queste cause cf. ancora il Db Blasus, Op, cit,, Capo III, 
e lo Zambelli, p. 57. 

(2) V. GiANNONE, 1st. ciZ. del regno di Napoli, L. VII, C. II. 

(3) Qaanto al numero sterminato ed ai nomi e laoghi di questi mona- 
steri V. Zambblli, Op. cit,, pp. 202-204 e Db Blasiis, Op, ct^, pp. "96, 97 
citati dal Morosi, p. 199, not. (I). 



— xxxn — 

suoi tempi ed a quelli di Basilio I la lingua greca era di- 
ventata tanto comune, che non solo moiti uomini insigni 
benche nati in Italia scrivevano in greco, ma in greco paria- 
vdno alle turbe della Calabria gli ereniiiti delle montagne(l). 
Allora fu probabilmente che tanti luoghi e famiglie diven- 
tate ormai italiane ricevettero nome bizantino che anc'oggi 
conservano: allora vcti pur bizantine s^insinuarono nei dia- 
letti nostrani del mezzogiorno (206) (2) : e certamente d'al- 
lora incominciano a cogiparire i diplomi e gli idiografi 
greci (200) ed a prosperare rigogliosi mille monasteri basi- 
liani (199). 

Sotto Niceforo Foca, sotto Zimisce, e nei primi anni di 
Basilio II Tellenismo fu tremendamejite fiaccato dai due primi 
Ottoni; onde in Calabria e in Apulia prendeva vigore la 
monarchia d'Occidente. Ma coUa vittoria sul Crotilo (a. 982), 
e coUa successiva morte di Ottone II (a. 983) la signoria bi- 
zantina poteiitemente si riaizo: i Germani furono cacciati da 
- tutta r Apulia e la Calabria: Bari, Giaeta, Napoli, Amalfi, 
Benevento, Capua, tornarono greche, e Basilio II il Bul- 
garicida, continuatore del concetto del grande Isauro, del 
Macedone e di Niceforo Foca, meditava unire i due imperi 
ed ellenizzare la Chiesa, edificava forti castelli, faceva fon- 
dare Troja, Draconaria, Civitade, Firenzuola ed altre terre 
di Puglia or distrutte (3) ; creava il Duca di Apulia ed il 
Catepano; isiituiva tribunali, costruiva arsenali, arrolava 



(1) Zamb., Op.ciU, pagg. 212, 213. 

(2) Quanto ai nomi topografici e genealogici v. Zamb., Op, c, pp. 54- 
55, 59-60: parecchie voci greche entrate nei dialetti italiani del mezzodt 
raccolse il medesimo (pp. 67*69), e prima di lui il Gapaccio nei Fora^ 
stiero, Napoli, 1634. Giornata IS pp. 19-22, ed il Persio, Op, ct^,p. 20. 

(3) V. Mdratori, Ann. d'lt. A. 1018; Giannone, Op.cit,, L. VIII, Cap. Ill, 
e Db Blasiis, Op. cit.^ p. 83, che insieme coUo Zambelli (op, c, pp. 
226-229) mi servirono assai per dichiarare e raccdgliere le idee del Morosi. 



^ XXXIII - 

ciurme e soldati, consolidava la Chi-esa orientale, rialzava 
insomma e con ogni mezzo il suo potere in Italia, il quale 
come ben dice il Giannone, divenne « molto piu considera- 
i< bile di quello, che fu negli anni precedenti, cosi per cio 
« che riguarda Tampiezza de' confini che distesero, come per 
c( Tassoluto Imperio, che riacquistarono non meno gPImpe- 
« ratori d'Oriente sopra il governo politico e temporale, che 
« i patriarchi di Costantinopoli per lo governo ecclesiastico 
« e spirituale sopra i Metroj)olitani e' Vescovi della Puglia 
c( e della Calabria » (1). 

Che se Ottone III attraversava fieramente i disegni di Ba- 
silio su Roma, poi gli toglieva T Apulia, assoggettava Capua, 
Gaeta, Napoli, Benevento, il Trachamoto (a. 999) prode ca- 
pitano riacquistava in un baleno ogni cosa: onde, in mezzo 
alle ribellioni di Bari ed alle scorrerie sar^cene, durava assai 
potente la signoria Bizantina fino ai principii del secolo XI . 
Colla vittoria di Canne (a. 10 19) ultimo lampo di fortuna 
e di gloria, la potenza orientale vien meno ed alia meta di ' 
quel secolo, Greci, Italiani, Maomettani, e Longobardi ca- 
dono tutti sotto gli artigli dell'aquila Normanna. 

Ma se la maggior parte dei nostri Greci venne in Italia 
nel tempo dei due Basilii, e se ormai sono ridotti ad un 
piccolo rimasuglio a confront© delle miriadi che in tanto in- 
civilimento traevano in Italia, non dobbiamo supporle per 
questo come un tutto originariamente omogeneo. In parte 
possono essere avanzi delle due civilta basiliane e discen- 
dere dagli strateghi^ dai turmarchi, dai protospatariy dagli 
spatarocandidati y dagli spatari^.A^\ topoteriti^ dai criti^ 
dai conturi (2), infine da ogni ordine di popolo che da Costan- 



(1) L. c. 

(2) Zamb., p. 61. De Blasiis, 86, 87. 

II Dialetto Greco-Calabro di *Bopa. 



— XXXIV — 

tinopoli veniva nelle nostre provincie : ma in parte possono 
avere altre origin! . Se'nza escludere la possibiiita di parziali 
emigrazioni laiche (206) (1) venute di Grecia nel periodo 
deiriconomachia (a. 726-842), daU' Italia centrale dopo la 
rovina dei Greci cominciata pei Longobardi e compiuta pel 
. Franchi (a. 589, 601, 6o3, 663, 755), e dalla Sicilia invasa 
dai Saraceni (a. 828) (206) (2), e noto che Gallipoli fu da 
Basilio il Macedone ripopolata con Eracleoti del Mar Nero, 
ed e noto altresi che lo stesso principe invio in Apulia e Ca- 
labria una colonia di 3ooo affrancati trattl dalla moltitudine 
dei villani che sua consorte Danilide possedeva nel Pelopon- 
rieso (3). Una parte possono avere una origine piu recente 
e discendere da quella classe di servi di gleba [peXXdvoi, 
piXX&voi, uiXXdvoi^ TrdpoiKoi, fivOpumoi] che dai Normanni ve- 
nivano distribuiti in regalo a varie chiese e conventi di Pu- 
glia, Calabria e Sicilia. Codesti villani i cui nomi e cognomi 
sono segnati con gran cura nei diplomi, erano non solo un 
avanzo dei riottosi battaglioni greci ed arabi di Sicilia, che 
Ruggiero friitello di Roberto Guiscardo, compiuta la con- 
quista dell'isola (a. 1072) mando, per isbarazzarsene, a 
presidiare la terraferma, e che poi o si sbandarono, o passa- 
rono fra i ribelli ; ma erano ancora intere popolazioni o fatte 
schiave perche ostili, o gik schiav^ prima, le quali si sbale- 
straVano miseramente d'una in altra provincia, uomini e 
donne alia rinfusa, fanciulli e preti (4). Nafrano ancora i 
cronisti, e poteva ricordarloil Morosi, che, ribellatasi nel 1092 



(1) Cf. De BLAstis, 96. 

(2) Ibid. 

(3) Zamb., pagg. 57, 58, not. cit. dai Morosi (p. 207). Cf. ancora De 
Blasiis^ p. 100. 

(4) V. Zamb. pagg. 58, 59, 144-149, ed i'sette diplomi IZ'-Kr,pp. 149- 
182. Spata, Le pergamene greche esistenti nel grande Archivio diPa^ 
lermo. Palermo, 1861. V. i dipl. V, XI, XII, ed il II della II serie. 



— XXXV — 

la cittA sicula di Pentargia, Ruggiero Tabbatte, e mozzata la 
testa ai capiparte e bruciati i beni dei cittadini iXa^e oru(T<Tu)- 
fiov Tf]? deXia? Tr6X€UJ^ tdv 7rXn6u(J|yidv Ka\ d? fiXXa^ X^pa^ 

dbl^XOU^ OUtAv |i€T€(p\JT€U(J€V (1). 

E forse non sarebbe stato fuori di luogo il supporre che 
una parte di loro, massime quelli della provincia di Reggio, 
potesse derivare da quei Greci che nel 1 147 o in quel torno 
Ruggiero II porto prigionieri in Sicilia dopo aver saccheg- 
giato Tebe, Corinto, Atene, la Beozia ed altri paesi del- 
rimpero greco* Erano oltre a 1 5ooo d'ogni condizione, misti 
a parecchi Albanesi e Schiavoni, ma specialmente erano 
operai e maestri tolti alle officine seriche del Peloponneso, 
per introdurre in Sicilia Tarte di lavorare e tessere in oro 
gli sciamiti e le stoffe colorate. I piu nobili furono mandati 
a popolare molti luoghi che scarseggiavano d^abitatori: tutti 
poi, come dice lo Zambelli, trapiantarono dalla Grecia 
orientale e dal Peloponneso nelle cittct marittime della Si- 
cilia la lingua, le usan\e^ i costumi della lor patria (2). 

Ma sorge qui un'obbiezione. — L'aver durato numerose 
queste colonie sul principio della monarchia Normanna 
si capisce agevolmente, quando si pensi che i Ruggieri 
per afforzarsi caldeggiarono assai per qualche tempo le arti, 
le scienze e la religione greca: ma come poterono quelle 
resistere allorche i medesimi, trovando appoggio piu va- 
lido neirambizione dei Papi , cessarono di spalleggiare la 
Chiesa Orientale, anzi la ruppero apertamente coi Greci? 
Colla soUevazione delle principali citta delP Apulia, della 
Campania e della Calabria, sotto Maione e Guglielmo il 
Malo (a. 1 1 55), non comincia Testrema rovina dei Greci? 



(1) Zamb., 157. 

(2) MuRAT., Op' c, A. 1146. Di Blasi^ Staria del Regno di Sicilia. 
Vol. II«, pp. 156, 317, ed. palerm.; Zamb. pagg. J82, 183. 



— XXXVI - 

Non ne vediamo allora i piu nobili perseguitati, accecati, 
sterminati per ogni dove, bruciate le loro case, smantellate 
le citta, confiscati i beni, e le cento chiese alzate dagli siessi 
Normanni o disciolte o ridotte al rito latino? — L'obbie- 
zione e grave, ne lo dissimula il Morosi: ma non trovando 
memoria di colonic venute in tempi piu vicini a noi (p. 210), 
ed osservando il perdurare della lingua greca in quelle pro- 
vincie sino atempi molto recenti (p. 211, cf. 207 not.) eob- 
bligato a concludere che u per quanto aspro governo abbiano 
« fatto di loro Ottone I e i Normanni, questi non vennero 
« pero a capo di spegnerle tutte od interamente . . . Tes- 
« sere state elleno di poco momento, assai lontane dalPoc- 
w chio sospettoso e vigilante de' Sassoni e degli Altavilla e 
« quasi loro ignote, in poco o punto commercio cogli altri 
(c abitatori di schiatta italiana, fu senza dubio la causa della 
« loro salvezza » (211). 

Con queste storiche conclusioni termina il Morosi Pultima 
parte del libro dove rincalza con molti argomenti quello che * 
prima di lui non fu sospettato di volo che da pochissimi (1). 
Taluno, e vero, potrebbe in qualche luogo appuntarlo per 
certe dubbiezze e contradizioni : altri osservare come sa- 



(1) Fino dal secolo XYI TAlberti scriveva : Credo che detti Grecisiano 

usciti da quel Greci ch^erano quivi posti per guardia, et presidio di 

questi paesi ne' tempi che gli Imperatori di Costantinopoli teneano la 

signoria d'essi, I quali poi furono quindi scacciati da i Normanni 

(come dimostra Biondo nelVhistorie), ma rimanendoui alcuni d*essiy 

ne siano poi usciti questi tali, Op.cit., p. 239. E il De Blasiis net passo 

citato in nota dallo stesso Morosi (p. 200 n. 4): Le terre divenute desert e d*a- 

bitatori ed infruttifere (sotto Basilio I) ^furono aggravate di baUelli e 

in alcuni luoghi ripopolate di colonie greche, di barhari e di servi af- 

francati, che le tenessero in maggiore obedienza. — Le num^rose cO' 

lonie di Greci che poscia s'incontrano non dnno origine piu antica. — 

Insurr. Pugl. T. I, p. 9. — Vuolsi ancora notare la frase del Galateo : tern- 

poribusproavorumnostrorumyStante Aula Constantinopolitana. D. S. 
J., pp. 34/35. 



- XXXVII — 

rebbe stato utile il rammentare, benche languida e limitata, 
la persistenza del grecismo in Italia sotto il Papa Martino VI 
(a. 141 7- 143 1) ed Alfonso re d'Aragona (a. 1416-1458) 
fino alia conquista ottomana (a. 1453) ed al pontificato di 
Callisto III (1455- 1458) (1); e specialmente indagare se la 
durata del rito greco in queste provincie fino 2t tempi a noi 
vicinissimi possa coUegarsi — causa ed eflFetto ad un tempo 
— coUa dufata di numerose colonie, le quali, come abbiamo 
mostrato, circondavano ed in parte ancora circondano quelle 
citta dove meglio splendette Tellenismo bizantino. Ma non 
ostante queste omissioni, il libro del Morosi racchiude tale e 
tanta ricchezza di fatti linguistici e tal criterio di applicazione 
e dlndagine istorica che!senza tema d'andare errati si pu6 
asserire unicamenie per esso risoluta nella piu sod- 
disfaeente maniera la questione delta origine di 
queste colonie, Che se oltre alia dialettologia grecoitalica 
ne verra d'ora innanzi qualche lume per la paleografia, e 
se i seguaci del Baffi, delF Andres (2), del Kalefati, dello 



(1) Zamb., 250. 

(2) UAndreSy spagnuolo (noD fdXXoO bibliotecario a Napoli nei primi 
anni del nostro secolo fu, come dice lo Zambelli, il primo che £iT€ipd6r| 
el? Ti?|v iaropiav tv&v l6ioTpd(puiv vd IvciadSij tViv Xajiird^a tt^? KpiTixf)? (34). 
Presa notizia, pei manoscritti del Baffi, delle membrane della Cava e me- 
ravigliato dell'improvviso tesoro compose un lavoro speciale in cui, fra 
Taltre cose, cominciando dagli antichi tempi cercava la prima origine 
del grecismo bizantino. Questo studio inedito, di cui lo Zambelli trov6 
cenno neU'ericomio dell'Andres premesso aU'edizione napoletana della sua 
opera maggiore, pare avesse il titolo Ricerche intomo aWuso della lingua 
greca nel regno di Napoli, oyvQVO Durata del grecismo ne He provincie 
dim elleniche di Napoli^ ma ora non si sa dove sia. Lo Zambelli assi- 
cura che aibZ^Tai dv^KboTov el? tV|v ^v 'PtJdiuiij jioWiv tO&v 'leaouiTtlivKal 
elq tV]v ^v NeonroXei pi3Xioe/|Kr] v delVAccademia Ercolanese: mailCom- 
mendatore Federigo Quaranta bibliotecario di quest* Accademia con sua 
lettera del 30 dicembre p. p. mi scriveva che nella biblioteca non si tro- 
Yano manoscritti di sorta alcuna. Quanto a quella dei Qesuiti il Padre 
Perrone scriveva ad un illustre personaggio che a mia richiesta Taveva 
interrogato a proposito, come^ dopo molte ricerche, non fosse venuto a 



— XXXVIII — 

Spata, dello Zambelli, del Trinchera, del Hopf, del TeufTel 
e degli altri cento dKaTanovViTOt dv€Kb6Tiuv ixvriXdTai (1), po- 
tranno per lo studio delle carte bizantine ricorrere con 
frutto airidioma di queste colonie, questo merito si dovri 
specialmente al libro del valente alunno deirAscoli. 

Mentre iUMorosi sul cadere del 1869 dava in Lecce 
r ultima mano al suq studio, e s^accingeva a pubblicare i 
canti da lui raccolti, io senza conoscerlo punto e senza sa- 
per nulla delle sue fatiche incominciava in Reggio di Cala- 
bria una raccolta di nuovi canti neogreci. Aiutato dal signor 
Giuseppe Viola di Bova, mio carissimo alunno, potei nello 
spazio di pochi giorni mettere insieme piu di venti canzoni 
che a mano a manp trascriveva accuratamente sotto gli occhi 
del Viola medesimo, notando secondo la sua pronunzia, 
ogni aspirazione ed accento. Nel luglio del 1870 il Viola mi 
presentava una sua versione della Parabola del Jigliuol 
prodigo fatta da lui con molto amore secondo mio invito. 
Quantunque io conoscessi a prova quel giovanetto come 
coscienzioso e preciso, e quantunque pel libro del Com- 
paretti, pei saggi raccolti da me, e piu pel giornaliero con- 
versare con lui, io avessi gia acquistato una suificiente 
notizia di quel dialetto da accorgermi di per me che la 
versione era fatta con cura, pure per riprova io voUi che 



capo di nulla; ed aggiuageva che, per le vicende politiche^ quella biblio- 
teca aveva patito datini non pochi. Nemmeno Tillustre Vito Foi*nari, pre- 
fetto della Nazionale di Napoli> dopo piu giorni di diligenti ricerche potd 
trovare nella medesima alcun manoscritto dell' Andres. D'un altro lavoro 
dello Biesso dotto spagnuolo, intitolato Notizia di due poemetti inediti 
di Giovanni d*Otranto e Giorgio di Gallipoli, del secolo 27//, paiia lo 
Zambelli a pag. 244, ed aggiunge che ei conserva dvdKboTov ^^xpi to06€ 
€l^ t6 ^v 'PUijjiij K€VTpiK6v KOTdaTima Tdiv 'InoouixOtrv. Mentre ringrazio 
vivamente la corteaia di chi fece per me queste ricerche, raccomando il 
fatto acui spetta. 
(1) Zamb., 250, 



- XXXIX - 

il medesimo la rifacesse a voce: io gli leggeva il versetto 
italiano, ed egli a mente me lo voltava nel suo vernacolo, 
nel modo da lui detto prima. Quand^ io notav^ difierenze, 
esigeva spiegazioni minute, ne correggeva se non era per- 
suaso che dovesse proprio dire cosi. Avuto il testo dialet- 
tale di quella parabola, esortai il Viola a continuare queste 
versiorri, e poiche in quel giorni il venerando canonico 
Spano m^inviava in dono da Cagliari con altri suoi prege- 
volissimi opuscoli una sua vcrsionc dei capi XXXVII e 
XXXIX-XLV del Genesi in dialetto sassarese (1), suggerii 
al Viola di fame una consimile nel suo dialetto nativo: ed 
egli acconsenti di buon animo. In pari tempo io seguitava 
a raccogliere canti di Bova, formava un piccolo lessico delle 
parole piu sicure, abbozzava un breve quadro delle pro- 
prieta del dialetto. Venuto T agosto dovetti condurmi a 
Livorno e questo studio rimase interrotto. Tuttavia era mia 
ferma intenzione, appena di ritorno in Calabria, fare un 
giro per tutti i paesi greci della provincia di Reggio e rac- 
cogliere da me quanti piu canti poteva. S'awicinava il no- 
vembre; tutto lieto mVaccingeva a tornarmene in Reggio, 
quando'comc fulmine a ciel sereno mi colpisce il decreto 
d^una promozione ministeriale che mi balestrava da un polo 
alPaltro della p'enisola. Scrissi a chi dovea del mio lavoro 
interrottQ *, ringrazi^i delP aumento di stipendio e di grado ; 
pregai mi lasciassero a Reggio per un altr^anno: tuttp fu 
inutile. 

Vuolsi cost cola dove si puote 
Cib che si vuole, e piit non dimandare. 



{i) La storia di Giuseppe Ebreo o i caj?i XXXVII e XXXIX- 
XLV i:{^ Ha Genesi. Londra, 1863. £ un elegaote libretto stampato a 
spese del Principe Lodovico Luciano Bonaparte. 



— XL - 

E mogio mogio presi il vapore per Bergamo. Dove appena 
giunto, scrissi al Viola esser mio fermo proponimento con- 
tinuare anche da lontano questo studio. Mi mandasse per 
tanto trascritti con cura tutti quei canti che gli venisse fatto 
raccogliere: se non uno studio generale sui dialetti greco- 
calabri, avrei aimeno pubblicato una monografia sul dialetto 
di Bova. E il buon Viola con una pazienza ed una pre- 
mura da non dirsi, a correre su e giu per Bova, a seccare 
gli amici e i parent! , a scrivermi ogni mese lunghe lettere 
piene di canti. In meno d^un anno quel bravo e buon gio- 
vinetto mi mandd trascritti di sua mano in carattere nitido 
ed accentato, altri trenta canti greci; centotre in parte ita- 
liani, in parte celabrosiculi, la storia di Giuseppe ebreo, 
alcune orazioni, ed una lista non breve di vocaboli. Mi 
pare che la scienza debba davvero, piu che a me, essere 
molto obbligata al signor Viola (1). Anche al mio coUega 
prof. Dionigi Blancardi si debbono render grazie per quat- 
tro canti dei quali ebbe Tapografo da un sue amico di Bova. 
Ne posso tacere del mio dotto maestro prof. Domenico 
Comparetti che cortese meco d^incoraggiamenti e consigli, 
mi mandava nello scorso decembre una lettera d^un prete 
di Bova, che egli ebbe anni sono per mezzo del prof. Fausto 
Gherardo Fumi cui fu indirizzata. 

Ora due parole sulP opera mia. — Prima ofFro la parte, 
direi quasi, tradizionale del dialetto, che si compone di 



(1) Perch^ si vegga con quali iatendimenti egli facesse questa versione 

credo b^ne trascrivere qui uu periodo d'una sua lettera « Nella ver- 

« sione sono stato fedele alia parola, ed ho tradotto secondo il dialetto gre- 
u CO bovese, senza smania di arricchire il mio dialetto di vocaboli non suoi, 
tt perche facendo cos! sarebbe lo stesso che gaastare il lavoro, pei'chd son 
« cose che vanno per le stampe e si sapranno da tutti, e non si farebbe 

a certamente buona figura » Ecco un giovanetto appena veutenneche 

pu6 rivendere onestk scientifica a molti arruffoni. 



•— XLI - 

Canti, Proverbi ed Ora\ioni. I canti sono 75, dei quali i 
primi 38 inediti, i 25 seguenti, gia noti per la raccolta dei 
Comparetti, presentano qui alcune varianti ora buone ora 
no, ma utili tutte come collezione di fatti; gli ultimi 12 che 
soli^non potei avere da Bova li tolgo coUa versione dalla sud- 
detta raccolta e li riproduco fedelmente, salvo qualche lieve 
mutamento fonetico, consigliatomi dagli altri saggi e dallo 
studio generale di questo dialetto. Alcuni dei canti, oltre ai 
soliti difetti nel metro ed alia confusione delle rime o delle 
assonanze non d&nno a volte un senso plausibile, perche come 
gia noto il Comparetti, i cantori, vuoi per difetto jnnemonico, 
vuoi per non rimanere in tronco, spessissimo confondono i 
versidi un canto con quelli delValtro (1). In altri s'incontre- 
ranno vocaboli deformati, riconoscibili appena, od anche, al- 
meno per ora, inesplicabili al tutto, dei quali non per tanto per 
lo studio del dialetto bisognava far caso. II testo dei canti e ac- 
compagnato da una versione letteralissima, scritta per lo piu 
da chi li raccoglieva, ma alia quale dovetti fare mutamenti non 
pochi. Gerte parole greche, appunto perche fuori d'uso o 
perche rovinate, non si erano dai raccoglitori tradotte, ov- 
vero s'erano intese a senso od a rovescio. . Bisognava per- 
tanto rivedere minutamente e correggere finche si poteva le 
versioni, nelle quali per soprassello erano scivolate voci del 
dialetto calabrese in luogo delle italiane? Cos! rispetto alia 
sintassi ignorandosi dai traduttori che in romaico il kqi sta 
qualche- volta per vd (2) , o che il presente esprime spesso 
il futuro (3), s' era data di certi versi una versione goffa e 
stentaticcia , la quale conveniva rabberciare, mettendo in 
chiaro non di meno il fatto sintattico, vuof in nota, vuoi in 



'/ 



(1) Saggiy ecc. p. XXIV. 

(2) Y. MuLLACH, Op, c, p. 394. Morosi, Op. c, p. 156. 

(3) Id., p. 145. 



- XLII - 

fondo, tra gli eippunti grammaticali. I proverbi sono 6, uno 
dei quali gia pubblicato. — Le quattro orazioni propriamente 
non vogliono esser giudicate come saggi del v^ro dialetto 
greco di Bova, ma come avanzo guasto e consunto delle 
orazioni della Chiesa Greca, la quale ivi duro fino al ponti- 
ficato di Gregorio XIII (1572) (1). Molti tra i veccjii ed 
ancora quakhe giovane le recitano tuttora, ma guastandole 
in varie guise, sia collo scorciarle od allungarle, sia col rom- 
peme i vocaboii com^ usano col latino le nostre donne, sia 
finalmente coirinnestarvi flessioni volgari e sillabe al tutto 
insignificanti. Per gli opportuni confronti aggiungerd d'al- 
cune orazioni la forma romaica. 

Alia pane tradizionale del dialetto tien dietro la Lettera 
inviatami dal prof. Comparetti; quindi due Versioni bibliche 
che per la loro ampiezza valgono a darci unMdea abbastanza 
precisa dello stato presente di questo vernacolo. Forse ccrti 
modi di dire -^ difetto quasi inevitabile in sifFatte -versioni — 
non sembreranno troppo spontanei ed appariranno formati 
suUa traduzione italiana : ma ad ogni modo la maggior parte 
del frasario di queste versioni e vivo e nelF uso, e la specie 
e quantiti dei vocaboii e forme italiane che vi sMncontrano, 
posta a confronto con quella dei saggi piu antichi, pud farci 
forse conghietturare alcun che suUa durata di questo dialetto. 

Finalmente un Lessico^ un breve abbo\\o grammaticale e 
due parole di conclusione. II lessico si com|>one di tutti' i 
vocaboii del dialetto onde potei avere notizie fin qui. Ilperche 
mi giovai non solo dei saggi raccolti, ma feci ancora tesoro 
di moltissime osservazioni che ebbi a voce ed in iscritto da 
chi mi fomi di canti. Altre voci non poche vi ho inserito 
che udii conversando con persone di Bova, tra le quali, 



(1) Ughelli, Op, c, T. VIII, p. 338. 



- XLIII - 

oltr« al Viola, ricordo volentieri il prete Tripepi; altre p^r 
tnc nuove furono desunte dalle liste del Witte e del Morelli, 
o dai frammenti raccolti dal Ir^ombroso : ma per queste bo 
sempre indicato la provenienza , e quando ebbi ragione di 
dubitare della loro autenticita od esattezza ho usato un se- 
gno di convenzione. Compiuto che ebbiilmio lessico, per ri-^ 
prova deli^ opera mia riscrissi in sola lingua itaUana la lista 
delle voci per me non sicufe, e mandandola al Viola lo pregai 
a porvi le rispondenze nel suo dialetto ; lo che egli fece colla 
solita cura : in caso di discrepanza gli chiedeva schiarimenti • 
minuti, ed ottenutili, dopo maturo esame, ne faceva quel caso 
che mi pareva meritassero. Tra i vocaboli da lui ritradotti 
se ne trovano parecchi in dialetto calabrosiculo , mentre 
neile canzoni erano in greco. Questo vuol dire o che la 
voce greca e perduta, o che almeno la nuova generazione 
Tusa poco e ricorre piu agevolmente alia forma italiana. In 
questo lessico, alia parola dialettale greca porro sempre ac- 
canto, quando lo possa, prima la corrispondenza otrantina, 
poi la romaica letterata o volgare, ed in ultimo, dove oc- 
corra, Tantica greca, non senza qualche confronto con voci di 
altre lingue o dialetti: S^assicuri lo studioso che nel cempilarlo 
ho adoprato massima circospezione , ne ho dato mai per 
autentico un vocabolo quando non era sicuro della sua esi- 
stenza: dico cio non per farmi bello di quanto in iscienza 
e dovere, ma perche non vorrei che altri non trovando piu 
neiruso generale del dialetto certe parole che suonano solo 
suUe labbra dei vecchi, mi volgesse contro Taccusa mossa 
dai Morosi al Morelli, d^aver cioe attribuito a questo dialetto 
vocaboli che non gU appartengono ne punto ne poco (1). 
Quanto alle note, grammaticali , dietro la scorta del li- 



(1) Op, cit,, p. 212, not. (3). 



- XLIV - 

bro del MuUach e di quelle del Morosi, tentero desumere 
dai saggi raccolti i caratteri peculiar! di questo dialetto^ 
spianando cosi la via a chi vorra fare in seguito uno stu- 
dio generale degli idiomi grecocalabri, ovvero di tutti i ver- 
nacoli neogreci dltalia, fra i quali posson esser compresi, 
benche assai recenti, quello di Cargese in Corsica, e quelli 
delle colonic di Venezia, Trieste, Livorno e di tutte Taltre 
citta marittime dell^Adriatico e del Mediterraneo. 

II testo dei versi e delle prose e riproduzione il piu che 
poteasi fedele di quello che mi fu dato o che scrissi da me 
sentendo il canto. II Teza (1) non approve il Comparetti per 
non aver ridotto certe forme ad unitd di grafia : e veramente 
Tosservazione e giusta quanto a quei vocaboli nei quali la 
difierenza grafica deriva da evidente illusione acustica (ad- 
dismonai ed annismonao) o dalla dimenticanza del segno 
gia usato per rendere un dato suono (Jthela ed idhela, iglio 
ed i7/o, na rto e narto). Pur non di meno, ora per de- 
bolezza o vizio degli organi, ora per instabilita naturale. 
dei suoni, ora per vecchiezza del dialetto o per cento altre 
cause interne ed esterne^ la pronunzia di certi vocaboli puo 
realmente oscillare, e certe leggi possono ora osservarsi, 
ora no: onde non raro e il caso che in questo dialetto si 
senta dire anche da una stessa persona ti cardia^ e tin 
cardia o gardia^ clno ed eclno, pasdna e pdsa 6na. Cosi 
la parola Xixia suona come in romaico I6ja^ ma tuttavia 
benche piu raramente s' ode ancora la forma Idghia o 16- 
hia, come nel dialetto italiano del luogo s'usa qualche volta 
ghiu (=and6) accanto ad jiu. Aggiungi che Tazione dei 
dialetti vigini produce a volte in questo vernacolo alcune 
variety capricciose, com'e il tu ipe di Roghudi che occorre 



(1) Art. cit., p. 825. 



- XLV — 

lalora a Bova invece di iupe, Ora di tutti questi fenomeni 
conviene tenga conto chi scrive, se non vuol falsare nella 
parte vitalissima dei suoni e delle forme il dialetto; mentre 
chi legge deve andar .molto cauto nel dubitare di cioche, 
per quanto strano possa parergli, puo essere poi confermato 
da nuove ricerche (1). 

Quanto al rompere od unire certe parole secondoche vor- 
rebbero gli apografi, come tu saddu per tus addu, andi per 
an de e simili, se ne togli alcune enclitiche pronominali che 
affiggero al vocabolo cui spettano, e qualche crasi consen- 
tita <iair uso , seguiro poi V opinione del Teza che consiglia 
la divisione naturale; perche' in sostanza con questa non si 
altera ne la struttura, ne il suono delle parole, ne il carat- 
tere del dialetto; e quell' errore apografico, frequentissimo 
nel volgo, nasce solo in quei casi dal non avvertirsi colPo- 
recchio il termine preciso della parola, dal vederla scritta 
di rado, dall' ignoranza infine delle attinenze fonografiche. 
Che se qualche volta la voce nel^ suo rompersi produce dav- 
vero illusione e pare che Tultima consonante d'un vocabolo 
sia attratta con forza dalla prima vocale della parola che 
segue (2), e certo pero che anche separando rettSimente 



(1) II gelai ripreso dal Teza (I.e.) come disforme al ghelai non esiste 
assolutamente nei saggi del Comparetti: nel celopidi la terza vocale ^ 
proprio un'i anche nel mio apografo; e se il vocabolo deriva da TZeXeufl^ 
non puo essere altro che nn't. Uaftundo che egli trova tante volte in 
questi dialetti non esiste nei saggi del Comparetti, del Witte, del Lorn- 
broso, non esiste in quelli del Morosi, e, secondoil Viola, non edi Bova: 
un unico esempio ne trovo nella lettera raccolta dal Fumi, ma poco si- 
euro ; mentre Veftundo che gli par nuovo e usato tre volte nei saggi del 
Comparetti, ed ^ forma che s'ode a Bova accanto ad ettundo, Piuttosto 
il Teza avrebbe dovuto dubitare dieWeserresso (C. XY) e AeWipto {IV, 
XX), che sono errori d'occhio o di penna per ejerres[s]o ed iplo, 

(2) Questo fatto dipende specialmente dalPabitudine di parlar lingne o 
dialetti i cui vocaboli, come in quello di Bova, escono per lo piu in vo- 
cale. A Col<5gnole (Toscana) dove il volgo non ha Torecchio alle finali w, 



— XLVI — 

nella scrittura le jJatole, la voce che le pronunzia pud pro- 
durre sempre in chi ascolta la stessa impressione. 

Ma a volte e proprietsi di certi dialetti ed anche di qual- 
che nobil linguaggio affiggere e incorporare con date parole 
un dato elemento che in origine, finche se n'intese il va- 
lore, era mobile e separato. Cosi p. e. nei dialetti toscani 
si ode Tidibtismo lanto per amo, langiolo per angiolo, lapa 
per ape (1)^ e nelle stesse lingue italiana e francese si scrive 
lebbiopet ebbio, luette per u[p]ette, lendemain per en demain. 
In questo caso^ riserbandomi a dare nei iessico gli oppor- 
tuni schiarimenti , scrivero sempre il vocabolo secondo- la 
sua forma dialettale p. e. to liri, to lUcchio, non to I'irt, 
to VAcchio, perche , come in quelli esempii di sopra, del 
vecchio articolo s^e perduta la coscienza ; fe diventato parte 
della parola. 

Dovendo riprodurre per iscritto quanto si park o si canta 
da queste genti, i sistemi che naturalmente mi si presen- 
tavano non erano che due : o usare col Morosi i caratteri 
latini da pronunciarsi airitaliana, e distinti in rotondi per 
gli element! greci, in corsivi per quelli del dialetto italiano*, 
owero, come usd il Comparetti, servirmi di caratteri misti 
greci e latini. Ilprimo metodo che e il piu comodo e il piu 
sbrigativo ha il vantaggio di rendere accessibile ai piu la 



iy d; t, ho eentito una vecchierella che insegnava la salveregina a un bimbo 
stroppiandond alcune frasi in qu^sto modo:... geininte seffienie Hndeche 
Uthrimarunvdlle.,.* o hrdme nxopia o durci 6cc. 

(1) Bid che a un altro pesce hoi teso il lanto, Tigri> Canti popolari 
toscani. Firenze, 1856^ Risp. 991. / langioli ^i viengono a servire^ 171: 
il Tigri ed il Tommaseo (Canti popolari toscani, eorsi^ illiriei^ greci. 
Venesia^ 1841, p. 57, c. 7) scmono ilVangioli perch^ lo considei^no 
come atatizo del latino Hit. Cos! nei Risp. 504 del Tigri i locchi. Fran- 
cesco Bracciolini pistoieise nella Risposta della Nenciotta dice: Tu vai 
rontando come fa la lapa —- Intomo al bugno q^ando Vora i iarddi>. 
St. I. 



— XLVIl - 

lettura e d'agevolare la ptonunzia; ma per chi ha rocchio 
awezzo al carattere greco produce qualche volta incertezza 
o per lo meno lentezza nel coglier sdbito il significato o il 
valofe formale d'una parola, e confonde in una sola grafia 
vocaboli assai diversi ; come 6ne, awerbio di negazione (b^v), 
ed ine (€lvai) 3' persona sing, e pi. delFindicat. pres. di 
imme (cT/itti): iste {iX&te) 2* pers. plur. del pres. ed isie 
{i\aaart) altra 2* persona plur. deir imperf. dello stesso modo 
e verbo. Di piii non da campo a chi litgge* di conoscere a 
un tfatto la opinione del raccoglitore su certe forme un po' 
dubble. Neir8° verso p. e. del eamo L (XI delComp.) il ti 
canni pud eseere ugualmente un soggiuntivo (ti^? Kdvq?) 
come un indicativo (tfl? Kovei^V Jeldi, gapii, addismondi 
possono considerarsi da alcuno come forme non contratte 
secondo V uso degli Joni (rcXdei^, fatt&eiqy dXriaiiovdeiq), ma 
da altri<> e forse piu rettamente, come forme tessale, epi- 
rotiche e peloponnesiache (rcXdi?, yom&Xq^ ih\aii6v&\i) (1). 
Ma ben piu gravi tanto per la parte fonologica, che per la 
parte morfologica sono gli inconvenienti delPaliro sistema. 
E prima di tutto quanto ai suoni Palfabeto greco non basta. 
Al gruppo ye p. e* corrispondono in Bova tre iuoni diversi: 
i"* je (T€Xdui): 2"" ghte (t<§vo|a(Ii): 3"" ghe (fivoifc). II ic da- 
vanti ai suoni E^ I ora si schiacci6 in palatale^ ce, ci {txA^ 
K^pato, KotXia), or^ serbo il suono gutturale (n€pKi-k-{oe, 
&tKjyi|yiou/i)) e Taspirata x congiunta col suono E ofa si con- 
servo dura, che tosc. (iLiaxaCpi)^ ora si raddolci in chie tosc. 
(X^pi). Per riprodurre esattamente col carattere greco tanta 
varieti fonetica, bisognerebbe servirsi di molti segni di con- 
venzione, che, unit! agli spiriti, agli accenti e ad altre note 
indispensabili a indicare qua certi suoni proprii del dialetto 



(1) MuLLAGB, op. eit.y pagg. 252-2S6. 



— XLVIII — 

italiano del luogo, la certe consonanti che vogliono pronun- 
ziarsi come doppie, altrove che un t] od un u rappresentano 
il suono deir^ o deU'ou, finirebbero col rendere il testo piu 
spinoso e piu orrido d' un campo di cardi. Quanto alia 
forma di certe parole, se il lettore puo esser dubbioso coUa 
trascrizione latina, non ricevera davvero lume maggiore pei 
caratteri greci, perche in quel caso il dubbio non nasce dai 
segni scritti, ma dalPalterazione dei suoni, dalla scomparsa 
o mutamento di certe lettere, infine dall'aspetto diverso della 
parola: anzi qualche volta la trascrizione in greco puo im- 
barazzare di piu: p. e. fpxai per {pxeaat (Cant. XLIV). Per 
non dire poi che senza gli opportuni caratteri ^nche la parte 
formale viene a** travisarsi, ed il trascrittore dev'esser co- 
stretto a ridurre molti vocaboli alle forme romaiche, vuoi 
dotte, come fece per lo piu il Mezzofanti, vuoi volgari, come 
uso il Comparetti : sconcio assai grave anche questo perche 
tramuta da cima a fondo V aspetto del vernacolo ed offre 
un ibrido miscuglio di fatti che in fin dei conti non rap- 
presenta nessun idioma (1). 

Per tutte queste ragioni, parendomi minori di molto gli 
inconvenienti presentati dal primo sistema, ricorro alia tra- 
scrizione latina. La versione letterale dei canti, le apposite 
note, e soprattutto il lessico e le conclusioni grammatical!, 
dove faro molto uso del carattere greco, scioglieranno i 
dubbii sul valore della parola, mentre gli accenti posti su 
quasi tutti i vocaboli, ed il carattere latino, basteranno nei 
saggi raccolti ad indicare la precisa pronunzia. Per la quale 
tuttavia stabilisco alcuni segni di convenzione, ma in nu- 



(1) II Comparetti. us6 quel sistema per necessita, volendo che lostudioso 
intendesse siibltjo il fatto dialettale senza bisogao di molte note e d'una 
grammatica che la scarsitk dei saggi non consentiva ancora. 



- XLIX - 

mero assai minofe e piu semplici di quelli che avrebbe 
richiesto Taltro sistema. 

I** II segno — sulla consonante iniziale e rarissime volte 
sulla media ci awerte a pronunziaria comedoppia: p. e. de 
risto, pr. de rristo* Questa foggia di scrivere, usata ancora 
dai nostri antichi, mi pare faccia annaspar meno la vista 
di quella adoprata da molti nello scrivere i canti del mez- 
zodi (iVo 'wme te cagnare a mme ppe rCauto ammante). 

2^ 11 segno •• sotto il gruppo dd gli da quelcerto suono 
che e proprio a varii dialetti italiani del mezzogiorno, e che 
rappresenta per TAscoli un^esplostpa linguale sonora. 

3° II punto suirA* esprime quel suono che prende in 
Calabria il gruppo iniziale ch, in chidtu, chiiiri {fricativa 
gutturaU sorda). 

4° L'A usata nei vocaboli greci indica un'aspirazione gut- 
turale tanto forte quanto quella del x* 

5** II gruppo th rapptesenta quasi sempre I'aspirata 6 che 
si conservo a Bova : in qualche rarissimo caso sta pel & 
iBschiante del greco moderno; ma allora Tavvertiro in nota, 
giacche quest^ultima tettera in Bova suona per lo piu come 
in italiano. 

Trovato il carattere e necessario che mi spieghi sulla sua 
distribuzione. — Questo dialetto, oltre aU'elemento pretta- 
mente greco o romaico, comprende : 

1° Vocaboli italiani o neolatini non usati in Greciao che 
solo occorrono, mutati o no, nel grecismo bizantino: p. e. 
vidggio, brodSraj cu44dri^ sorddto^ ndta. 

2* Vocaboli italiani o neolatini usati da varii secoli an- 
che in Grecia : p. e. pdrta, levdnti. 

y Vocaboli paleogfeci, bizantini ed aploellenici che passa- 
rono in varii tempi e maniere nella lingua italiana o nei 
dialetti non greci del mezzogiorno d'ltalia: p. e. romatismo, 
folia, celopidi. 

II Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 4 



4* Vocaboli che non paiono greci, ma dei quali non h 
facile, almeno per ora, stabilire Torigine diretta : p. e. pla- 
ttgguo. 

V Vocaboti nuovi, almeno fin che possono avere tamo 
origine e forma greca, quanto neolatina: per es. ce^dria, 
vidta, cax644^. 

6" Vocaboli di senso oscuro, ribelli al tutto, fin qui, a 
qualsivoglia etimologia: p. e. licopdi. 

Per iscrivere queste varie categorie di parole adoprero, non 
pk in via razionale ma come semplice convenzione, il cor- 
sivo maggiore ordinario quanto a quelle dei N" i e 4: il cor- 
sivo minore per quelle di N" 6 : per tutti gli altri il carattere 
rotondo. 

Nei vocaboli di forma mista mi serviro del corsivo pet 
quelli elementi, radici, desinenze, suffissi che considero come 
italiani o neolatini: nel resto del rotondo; p. es. edispidcexe, 
caxtdidtina : riserbando il corsivo minore a indicare gli ele- 
menti d'origine dubbia: p. e. vel&no. 

Tutto cid mi premeva notare perche altri potesse far giu- 
dizio di questo lavoro : il quale a scanso d'equivoci non rap- 
presentando, come dice il titolo, che uno solo dei dialetii 
grecacalabri, non ha certamente la pretensione di raggiun- 
gere c molto meno di superare le dotte fatiche di chi venne 
prima di me. Altri correggendo i miei errori, che certo sa- 
ranno non pochi, potra studiare i dialetti che restano, potra 
scrivere un libro che sia per la dialettologia grecocalabra 
quello che per la grecoidruntina e il libro del Morosi. 

Che i giovani per tanto mandati dal Ministero ad inse- 
gnare la in Reggio proseguano con ardore queste ricerche. 
Lo so bene che il soggiorno in quella citta e assai dispen- 
dioso, e che non vi si trovano tutti quei mezzi di studio, ne 
quelle agiatezze che altrove uno puo procacciarsi ; so ancora 



che alcuni tra loro, specialmente chi insegna lettere classiche, 
sono oppressi da non lieve fatica per gli ordinamenti scola- 
stici. Tuttavia col buon volere e col costante amore alia 
scienza , possono trovar la maniera d^ attendere a quest! 
studii y senza trascurare per nulla i loro doveri verso la 
scuola. Facciano gite per quella provincia, raccoljgano canti, 
si persuadano che quest! dialetti non sdranno mki studlati 
abbastanza: il tempo incalza, e ogn! glorno che passa 
strugge e consuma quest! ultimi avanz! del mondo greco tra 
no! : sWrettlno dunque a salvare alia scienza quel po' che 
nmane ; ed a ch! col ghlgno beffardo del fanuUoni chiamera 
van! o sterili ! loro studi! rispondan pure che la scoperia 
oscura e modesta (Vun solo fatto fonetico o morfo- 
logico nuovo pub meglio delle ciancie canore spar- 
ger lutne sulla storia d^un popolo. 

Bergamo, ai febbraio 1873, 



AsTORRE Pellegrini. 



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IL DIALETTO GREGO-CALABRO 



DI BOVA (*) 



(*) Antica citt^ vescovile della Calabria, piantata siilla vena d*un alto 
colle che ha foggia d'imbuto: cinta da rupi quasi inaccesse volge a 
niezzodl, ed a cinque miglia dal mare misura col guardo il tratto che 
corre dalFEtna alio Spartivento: con territorio fertilissimo e vasto, 
aria salubre in estate, neirinverno umida e nebbiosa, e industre, ope- 
rosa, ricca ed allegra: il suo punto piu alto d il Castello (Cast^ddi) : 
d'alcuna delle sue parti si far^ cenno nel lessico. 



TRAVUDIA 

I (I). 

'Brete (?) ti ene brUtto tundo paisi ! 

Mdnco spoml den ehu ja na fasi : 
Ene t6ssi tdssi famigliiisiy 

s Mdnco h6rta horusi ja na brdsi: 
Pasi 's tu Pisc6pu na to (3) d6i (4) ena tornist\ 

Ce de tos (5) to d6nni mi cami '^nterisi^ 
Jati 6tu etheliai i plusi 

J a to malapasca, na tu catharisi! 



CANTI 



Vedete quanto 6 brutto questo paese! 

Nemmeno pane non hanno da Aiangiare: 
Sono tanti tanti carichi di famiglia, 

Nemmeno erbe vedono da bollire: 
Vanno dal Vescovo perch6 lor dia un tornese, 

Ed egU non lo da loro per non fare interesse, 
Perche cosl vollero i ricchi 

Per la maledizione che li scortichi! 



(i) Lo cantano a Bova, ma forse e riduzione d'altro canto d'altro 
paese; a Bova si dicc^xomf o gsomf. 

(2) 'Br^, 'br^te, Vr^, Vrete: e ilrom. €6p^, cOpc o 'Pp^, pi. eO- 
p€T€, €6p^T€ o 'Pp^t€ nel senso di vedere, 

(3) (4) To, tos = Tdiv. (5) = biiioij. 



II. 



Caxedda t'lse 's tim b6rta cathim6ni 

Jom6nni masuria ce jelai, 
A p6i pai 's t'argalio ce feni, 

Ce ecinda magna travudia tra^udai: 
P6i s6rchete i trua commeni 

Ti me denni (0 ce de me linni (0 mdi\ 
P6i /roj^egguese para a^^wwemmeni, 

Ce ene prama ti den tegli6nni mil . 



Ragazza che sei suU'uscio seduta 

Fai cannelli e ridi, 
Poi vai al telajo e tessi, 

E quelle belle canzoni canti: 
Poi ti viene il filo tagliato 

Che \Col quale] mi leghi e non mi sciogli piti; 
Poi ti trovi assai infiamroata) 

Ed e cosa che non finisce mai. 



(i) Adv€ic> Xutiiveiq, ma forse meglio &dv€i, Xutiivei, 3^ p. 



- 3 — 



HI. 



Ambdtula me to calo esd me; pianni; 

Tuti cardia de sti perdunigffxi : 
Den fmme calami ce pu me' jerri (0 pao, 

Mdnco imme f{d4o ce esu me moghiggui: 
Ja tundo .peccdto esu 's to ^nfirno 'pai; 

Mdnco o cunfessUri ess^ assolvigfgaix 
Esu perdHfio emmena ene zitai, 

Ce mdnco to paradiso esu to provi^m. 



loutilmente colle buone tu mi prendi; 

Questo cuore non ti perdona: * 
Non sono canna che dove mi volti vada, 

Nemmeno son foglia che tu mi muova: 
Per questo peccato tu airinferno vai; 

Nemmeno il confessore ti assolve: 
Tu perdono a me non cerchi, 

£ nemmeno il paradiso tu lo provi. 



(i) r^pvcu;. 



- 4 — 



IV (I). 



Eg6 s^agapia puccia t^{sso cedda, 

Ce pleo de mu guenni an^ din cardia: 
S^'ha (2) dem^ni me mian catini44a^ 

I minthsxx ce i mintimmM issa is mia : 
Mu survie (3) ton Ima sa mia addedda, 

Ce mu survie ecino an' di cardia: 
Arte mu canni tin alupud^^^a 

Ce me tus a4du pezzi me cardia! 



lo tlio amato fin da quando eri piccolina, 

E piti non m'esci dal cuore : 
T'aveva legata con una catenella, 

La mente tua e la mente mia erano unite : 
Mi succhiasti ii sangue come una sanguisuga, 

E mi succhiasti quello del cuore: 
Ora mi fai la volpiciattola 

E con gli altri scherci di cuore! 



(1) Apografo Blancardi. (2} L'apogr. ha (gha^ (3) Var. \rt2cAexe. 



— 5 — 



V (I). 



Caps£44^9 de su pr^pi ettdndon andra 

Ti s6stilen i mirasu camdni (*); 
Esu fsso (3) sa misipirla 's tin ghirldnda^ 

C^ecino e sa mia scdrpa (4) zaromeni: 
Eg6 su lego n^ a44ipsi vivdnda^ 

Ode ehi (5) ena ti ja' sse petheni; 
Cino ti %ix ^pa su to lego panda: 

Zondari pai 's to ^mpimoj lipim6ni! 



Giovinetta, non ti sta bene cotesto sposo 

Che ti mand6 la sorte tua bruciata; 
Tu sei come una perla nella ghirlanda, 

Ed egli h come una sdarpa aggrincata. 
Ip ti dico di cambiar vivanda. 

Qui v'^ uno phe per te muore; 
Quello che t' ho detto te lo dico sempre: 

Viva vai airinferno, infeUcel 



(i) Ap. Blai^c. (2) Bl. ham^ni, 

(3; Forse quest* imperfetto e errore apografico per iseodfsse (cloat). 

(4) « Per Scarpa qui s*intende quel calzare di cuoio crudo che por- 
tano i nostri contadini. E lo chiamanp scdrpa zaromeni quando met- 
tendola presso al fuoco si raggrinza incartocciandosi ». Nota delFap. 

(5) Bl. ^ghi. 



- 6- 



VI. 



Esu, capsedicja, pu ise signiira, 

Ja andropf dem berri pinnacchira (0: 
Perri iHambusto s6n:{a csimmieijintura, 

'S to p4ttossu crati tin dabacchira : 
Ene teddeca megali i prangatura^ 

Pu sinia tniccio afti ti lumira : 
Eg6 den immo ivronda mdi tundi sciagura 

Ja p6sso hor6 arte 's tin imera. 



Tu, ragazza, che sei sfgnora, 

Per vergogna non porti pennacchio: 
Porti il busto senza nessuna imbottitura (2), 

Al tuo petto tieni la scatola da tabacco: 
*fe cosi grande Tapertura (3), 

Che senza lucignolo accende 11 lume: 
lo non aveva veduto mai questa disgrazia 

Per quanto [Come ne\ vedo ora alia giornata. 



(i) Ornamento degli artigiani di questi paesi: un canto di Martano 
dice: an artiM ma ti pinnacchiSra. Morosi: L. 

(2) V. C. XIII, V. 5. 

(3) Parole di colore oscuro e forse alludenti a cose che il tacere t 
bello. 



-7- 



VII. ' 



Ise t6ssi mdgnx ti me canni pethani (0*, 

Na pethano me canni, capse4d^n^*, 
Sa me canunai me ettunda /«ccA/acia, 

Mu seirri (2) tin gardia me tin gord^^^a: 
Sa mu /?/j/eggui, mu pezzi ce jelai . 

To j6co mu canni tis alupud^^^^ : 
Tin imera cali ehi na erti 

Na su siro ton ema sa n[iian avded4a. 



Sei tanto bella che mi fai morire; 

Morire mi fai, ragazzina; 
Quando mi guardi con cotesti occhietti, 

Mi tiri il cuore con la fune: 
Quando mi parli, scherzi meco e ridi 

II giuoco mi fai della volpiciattola: 
II giorno felice ha da venire 

Per tirarti il sangue come una sanguisuga. 



(i) TT€edv€i[v]. (2) Z^pvei^. 



8 



VIII. 



4 



Pseri tr canno san irchete i arghfa 

Ja na camo ess^na ja na piai pina? 
Horfzzome, ce pao ja lutrujia, 

Ce va4do 61a ta rCiha strapsemminei : 
A p6% pat) 's t' Anzari (0 ce crazzp, 

Ce crazzo C^fermuddla frenesia : 
Ecitte mu apologhfzzi i leddasu 

Ce mu leghi ti ejai W ja lutrujfa. 



Sai che fo quando viene la festa 

Per far si che tu pigli pena? 
Mi parto, e vado alia messa, 

E indosso tutti gli abiti lacerati: 
Poi vo ad Anzari e chiamo, 

E chiamo Caterinella stizzosa: 
Di U mi risponde la tua sorella 

E mi dice che andasti alia messa. 



(i) Anzdri o Lanzdro, strada alquanto alta di Bova che mette 
alia chiesa del Carmine. 

(2) 'eMidCpjriW. 



-9- 



IX. 



EpdssGpse o chier6 pu eg6 s' egapo, 

Ce esu tsvarijtggaQ ja emm^na: 
Epiase ce mu 6pare to pldto , 

Platiggui tos a44^ (0 ce den emmena (2): 
Eg6 6I0 to c6smo eparpato, 

Ce eparpato ja na ivro ess^na: 
Mu ipai ti esu emt^/epse to stdio^ 

Ce eg6 ci61a ttramiittps^ tin gira. 



Passd il tempo che io t'amava, 

E tu andavi pa2za per me; 
Prendesti e mi togliesti il parlare, 

Parli agli altri e non a me: 
Io tutto il mondo girava, 

E girava per vederti: 
Mlianno detto che tu cambiasti stato, 

Ed io pure cambiai il colore. 



(i) Titkv fiXXuiv. (z) Omessa la prep, m e. 



- 10 ~ 



X. 



O pirria ti ene an' da mtnimB. puddfa, 

Nifta ce mera stechi 's te ripate : 
To caloceri pai 's tin opsfa, 

To him6na (0 catevenni odapucatu: 
T6te partggu te plache ta pedfa, 

Ce ecino pai ce 'mbenni eciapucatu: 
Ce ja mia minimo dacia 

Afinni to cuddari sa sorddto. 



II pettirosso che e uno dei piti piccoli uccelli, 

Notte e giorno sta nei luoghi ritirati: 
Ncirestate va alia montagna, 

Neirinverno scende qui sotto : 
Allora tendono le lastre {schiaccie) i ragazzi, 

Ed egli va ed entra la sotto: 
E per un piccolo boccone 

Lascia il coUare come soldato. 



(i) Accus. masch. 



m^^i^n « w ■• 



— 11 — 



XI (I). 

Mdnamu, ce ti mu frte mfa gvB{i44^\ 

Mu irte parapo44i dispertmmini: 
Cini ene megali ce eg6 imme micci44^\ 

Putiri den eho na tin W ambad46so. 
En Imme pdccio ce den imme sdvio ; 

imme san do lordggio fperremmenb: 
Ma canno amologhia se mian gappilla 

Pu ti hor6 na tis (3) t' amb6so. 



Mamma mia [e che] mi vemie una letterina; 

Mi venne moltissimo disperata: 
Essa [la rivale?] d grande ed io sono piccolina; 

Poter non ho di rompergliela in pezzi [uccidergliela?] 
Non son pazzo e non son savio; 

Son come Torologio guasto: 
Ma faccio un voto in una cappella 

Dove la vedo di urtarglielo. 



(i) La versione deirapografo, nonostante le correzioni mie, non dh. 
un senso accettabile: forse nel testo s' accozzarono a caso versi di due 
canti different!. 

(2) (3) Tfjv, Tf^^, genit. v e ^ efelc. 



// Vialctto Greco-Calabro di 'Bova. 



-12- 



XII. 



GiUveno (i), sa me cdi ti alestazzo (2), 

Ecino ti canno to canno ja essena (3): 
Mu c6fti tin gardia, j^ aft6 pelazo, 

ft Pa44c ce cofta/t^ria aconimena: » 
Arte horizzo megale ce micc444e ; 

Cammfa de rffto hamme para essena; 
Ce a se rifto de mu poni i cardia, 

Ti tefta ene ta m^ri/a ta ^icasu. 



Giovine, quando mi senti che grido, 

Quello che faccio lo faccio per te: 
Mi tagli il cuore, per questo grido con passione, 

« Palle e coltelli taglienti affilati : » 
Ora divido grandi e piccole {le palle}; 

Nessuoa donna buttoAi terra se non te; 
E se ti getto non mi duole il cuore, 

Perch^ tali sono i tuoi meriti. 



(i) Cio^ Caps6dda: iacontreremo altre forme mascoline d'aggettivi 
usate pel femminile. 

(2) Propriamente latrare. 

(3) CosI I'apogr.: maemeglioscrivere ja' ss^na, par' essena ecc. 



-13- 



XIII. 



I capsedi4e sa&e ^mbennu ^n fanfasia 

A44o den gannu na canunistusi; 
Sam basi 's tin anglisla pasi is mia, 

Panda to caglio /dco canunusi; 
Ge jom6nnu to p6ttondo plapsfa 

A tdli ta gargiUgmi na te iimbistusi: 
Praniegguonde ce )enonde plapsia 

Ce ta ruha ti vaddu caturusi. 



Le ragazze quaDd'entrano in fantasia 

Altro non fanno che guardarsi; 
Qtiando vanno in chiesa vanno unite, 

Sempre il migUor luogo guardano; 
E riempiono il loro petto di stracci 

Affinch^ i garzoni se n'innamorino: 
Si sposano e si fanno cenci 

Vestesque quas induunt commingunU 



-14- 



XIV. 



Sa passiggao app6tte /^^^^egguo travud6nda, 

Na su camo ettundi cardia cuntinto : 
Am hassig^i cammia 6ra ce den erco 

Me iu Iticchiu se ste4do hieret6nda: 
Affdccia 's ti fenirra^ std ce cue ; 

Ecino ti gapai ene 's to cdntossM : 
Canni tin gufi ce ci61a ti mito (0, 

Piatd den ehi an^ da daclia ta dicamu. 



Quando passo di quii passo cantando, 

Per farti cotesto cuore contento: 
Se passa qualche ora e non vengo 

Con gli occhi ti mando a salutare: 
Affacciati alia finestra, sta e odi; 

Quello che ami e al tuo canto: 
Fai la sorda ed anche la muta, 

Ptet& non hai delle lagrime mie. 



(i) V. C. XII, not. I. 



-15- 



XV. 



Horfzzome an' don Vua ce cl6nda pao 

Jat{ afica mian gapsed4a cogliasmeni. 
Ommu (i) Ugo nerd, a me gapai, 

Ja na palino ta mara hiliicia. — 
(( De su d6nno, de, ca eho to spijuni^ 

Ce pai, ce tis ta leghi ti mammamu. — » 
De mu 'wipor /eggui, de, an' dospijUnhsM, 

Ca putte pass^MO eg6 maglia (2) ta canno. 



Mi parto da Bova e piangendo vado 

Perche lasciai una ragazza dispiacente. 
Dammi un poco d'acqua, se m'ami, 

Per bagnare le povere labbra. •— 
« — Non te ne do, no, perche* ho la spia, 

E va, e glie lo dice a mia madre. — » 
Non m'importay no, della tua spia, 

Che dove passo io spianato |i7 sentiero ? | lo faccio. 



(1) [A]6[q] |iou. (2) Viol.: piano lo faceio. 



-16- 



XVI (i). 



6lo to hrono rd\i^ ct lazzdne! 

Luclsi pu na capsi to zurghuni! 
To tiri pu 6hi 's to cassdri! 

T'afKddi den do cofti o patrfini: 
To fdpa pu ^hi ^s tin Gotroni! 

^S ton Ajo Lavr^ndi den 6hi vasuli. 
Pidnno piacin\a ti den eho ti cdmi : 

I al6 me cdmasi rahuni. 



Tutto Tanno armoracci e lazzime! 

Che il fuoco possa brnciare il vase! 
II formaggio die tiene nella cascina! 

II grasso non lo taglia il padrone: 
Che bella fava che c'd in Cotronel 

A San Lorenzo non c'^ fagiuoli. 
Ho pazienza perch^ non so che fstre: 

L'olive mi fecero ammalato. 



(i) £l il lamento d'un contadino contro il padrone avaro. 



— 17-- 



XVII. 



O psi44o pu su ddngae t^afti 

Ecame zdle pu s^icuan ego: 
Eci conddsu ihe mia psihi, 

Ce ejdi na su f£ri ton jatro: 
Esii abbUccoQ na pidi to raddi, 

Ge ecini irte na su c&cai to cal6: 
A p6i tis tdispidccpse ce eghirie addi, 

Ce ipe na su i^mcepsi to cac6. 



II pulce che ti morse Torecchio' 

Fece grida che t'intesi io : 
L^ vicino c'era un'anima, 

E ando per portarti il medico: 
Tu ti chinasti per prendere un bastone, 

Ed ella vemie per ^sirti del bene: 
Poi le dispiacque e volto altrove, 

E disse che ti vincesse il male. 



-18- 



XVIII. 



Capsedda ti ise ^s tim borta cathim6ni, 

Ela odapucdtu na sia^po £na logo: 
Ta 'rtdmmiasu (0 fine san drcu jenamfina: 

'S ta hifiriasu ping6gffii to picciuni (») : 
I mittisu fine sa harrdbba (3) awrforemmfini: 

Ta hilisu ti cdnnu tin amdri! 
Esii ise apsfi 61u gapimfini, 

Ce jdTto (4) irta na su^po to traviidi. 



Ragazza che sei sull'uscio seduta, 

Vieni qui sotto affinche ti dica una parola : 

Gli occhi tuoi sono fatti come archi: 

Nelle mani tue dipingi 11 Colombo: 
II tuo naso e come carafifa dorata : 

Le tue labbra come famio all'amore ! 

Tu sei da tutti amata, 

E perci6 vemu a dirti la caiu^one. 



(i) 'OqpGdX^tov? 

(2) Par che voglia esprimere la bianchezza delle mani. 

(3) z= Caraffa, ampolla di cristallo o di vetro dal collo rotondo. A 
questa voce, il cui diminutivo e frequente anche nel settentrione d'ltalia^ 
il Viola non seppe dare il valore, e Tafifermo non piii cotnpresa in 
Bova. Vorrei per6 dubitame osservandola viva nei paesi circonvicini, 
in Sicilia ed in Terra d'Otranto. V. Camale, Canti popolari calabresi, 
Reggio^ 1859, C. III. MELiySarudda^ Ditir. Morosi, Op. c, C. CLXIX. 

(4)=:J'aft6. 



-19- 



XIX (i). 



Ricdr'destsi ta loja ti ego sii'pa 

San immesta 's to h6rto cathimeni: 
Ja agdpi tu Hristii ncoriepseta, 

Mi mu cami tiindi zoi torment tjfim€ni: 
Mi harri M ti pdnda odossu steco, 

Ca 6ho mian im^ra tegliomeni : 
Ma a succed&psi ti esu t^addimmondi 

Tfiti presunia ciris, me meni. 



Ric6rdatele le parole che ti dissi 

Quand'eravamo neU'erba seduti: 
Per amore di Cristo ricordatele, 

Per non farmi questa vita tormentata: 
Non credere ch'io stia sempre qui dentro , 

Che ho finito una giornata: 
Ma se awenga che tu te le dimentichi 

Questo carcere certo mi aspetta. 



(i) Canto d'un prigioniero. (2) Qafipiu}. 



-20 — 



XX (i). 



Ta loja ti esii mii 'pe 's to hortuci 

Ta ricordiggaOy den d'a44inimondo : 

De thelo na mu tiipi metapdle, 
, Ma sta cirto ti essfina gapdo: 

Nifta ce mera pdo 's tin anglisia, 
Ce piti grd^ia tu Hristii zitao : 

Hristemu, cundurinete (a) tes imere, 
Sirma{3) na morti ecino ti gapdo. 



Le parole che tu mi dicesti sull'erbetta 

Le ricordoy non le dimentico: 
Non voglio che tu me lo dica nuovamente, 

Ma sta certo che t'amo: 
Notte e giomb vado alia chiesa, 

E questa grazia a Cristo chiedo: 
Cristo mio, abbreviate i giorni, 

Presto mi venga quello che amo. 



(i) Risposta alia precedente. 

(2) M. Kov*ra(vu). T. d'Otr. cond^nnOy cond6iino. II pres. fa 
cundur^no: KouvTpdui? 

(3) Non saprei se possa derivare da at^pui, ma 6 certo che vuol dir 
presto, siibito, prestamente: quindi a torto affermd il Comparetti nella 
nota al C. XXX che condof^rri sirma non possa di certo signi- 
ficare toma siibito; mentre non altro senso si d^ a Bova a questa 
frase che h frequentissima. 



21 - 



XXI. 



Esii, caps64da, ti passigffii (i) pod(Jd gudt\ 

Ce ettiini pHa ligo su dur€gguij 
Ithela nd'rto methfisu eci pu p4i, 

Ce den ^hi filo pu na su plat6psi : 
Cuntinto (a) s'apsafinno eci pu pdi; 

P/^/egguonda in'emm6na se conortiggwo (3) : 
S'afinno se m6do pu de suspiriggm^ 

Ce sa su grdfo se cdnno na jelai. 



Tu, ragazza, che pass! molti guai, 

E questa pena poco ti dura, 
Vorrei venir teco la dove vai, 

E non v'e amico che ti parli: 
Contents ti lascier6 la dove vai; 

Parlando con me ti consolerd: 
Ti lascio in modo che non sospiri, 

£ quando ti scrivo ti faccio ridere. 



(i) Nel Canto LXI, che si combina con questo pel sistema delle 
rime, troveremo la frasepafdgguo gudi :=: patiscoguai; nel C. LXX 
dispiacirisL pass6ggui: lo scam bio del due verbi potrebbe ere- 
dersi nato dal confondersi nella pronunzia i suoni ty ss (onde pro- 
babilmente credetteil Pott trovare in /jafegguo il romaico iraedvuj), 
se non ci soccorresse Totrantino diavdzo gudiia,, edil pas si 
guai d'un canto di Grottaminarda nel Princ. Ulter. Imbriani-Casetti. 
Op. c. I, p. i3o. 

(2) V. C. XII, not (i). 

(3) Cosi proprio e non co«/or/^gguo. V. Lessico. 



^22- 



XXII (i). 



M^ egdpe' (2) mia ti ecrdzzeto Fic^ijja, 

Ce i Vicimfa mu mdthenne cridtn^a: 
Ego mdro ti ipiga me crtd4n:(ay 

Ehdrro (3) ti fine (4) giusti i bildnia! 
Se cindo pitto £perre tin disp^n^ay 

Eperre to cUntrapiso ce (5) mi (6) ti bildnia: 
Arte sa pr6pi na se crdpsu Vic6n\a 

Ti sin^a varcud4a dem bdi esu 's ti Frdnia. 



M'amava una che si chiamava Vincenza, 

£ Vincenza m'ins^nava creanza: 
lo povero che andava con fiducia, 

Credeva che fosse giusta la bilancia ! 
In quel petto portava la dispensa, 

Portava il peso con la bilancia: 
Ora ti sta bene chiamarti Vincenza 

Che seiiza barchetta non vai tu in Francia. 



(i) £1 alquanto oscuro. 

(2) Forma notevole d'imperf. per la comune volgare ifirctiroOae, 
i?iTdita€. In T. d'Otr. agdpa. 

(3) Imperf. di Oa^/^^ui. (4) Ti cTvat. (5) Ce pleonast. (6) Mi = n^? 



-23- 



XXIII. 



Ingrdte porte ti stgchite climfine, 

Sa paracalo essd ma (0 ja m^anipsite: 
'Brete ti ode 6hi 6nan afflftto, 

Ce i Mcchi tu cl6si san do clima : 
Sa paracalo mi iste (2) tosso ^ngrdtey 

Ca imme ambro ti*(3) porta cathim^no. 
Prita epew^fipsete ce p6t ari$orv6pstte^ 

Ce me to hifiri mu diichete (4) to logo. 



Ingrate porte che state chiuse, 

Vi prcgo voi perche m'apriate: 
Vedete che qui v'e un affiitto, 

E gli occhi gli piangono come ^/la vite: 
Yi pr^o non siate tanto ingrate, 

Ch^ sono dinanzi alia porta assiso. 
Prima pensaste e poi risolveste, 

E colla mano mi deste la parola. • 



(i) *€ibi^? i^Mol^? ma} ^ probabile che in origine dovesse dire: S. p. e. 
)a na m'anipsite. 
(2) Nd fi . i^axe. (3) Tfjc;. (4) 'e6«i>K€T€. 



-24- 



XXIV. 



Canuna ti pass€ggm £nan afflltto^ 

Eghiru, ce vale ecino *s to crevdtti ; 
. 'Bre ti passigigai mdtto ce passt^gux !^ittUy 

Ja na mi vali ton gosmo 'n su$pittu\ 
Eleghe ti i cardiasu ja ^mm^na clei, 

Ma ise tirdnna ce de mu ferri affitto : 
Ma i cardiamu ene sa lambico, 

Ce i fila dichimu de mu ferri affitto. 



Guarda che passa un afflitto, 

Alzati; ^ mettilo nel letto; 
Vedi che passa matto e passa cheto. 

Per non mettere il mondo in sospetto: 
Dicevi che il tuo cuore per me piange, * 

Ma sei tiranna e non mi porti affetto: 
Ma il mio cuore h come lambicco, 

£ Tamica mia non mi porta affetto. 



-26- 



XXV. 



ivra dio sica apanu 's ti sucia 

Pu egud44^i meli an^ do 7^ccAfo'dic6ndo: 
To^na ito dspro ce m6came zulia, 

TM440 ito ruso ce calo ja fdi ( : 
Ezitia to ruso me oli tin gardia, 

Ce ecini mu'pai ti en fine ja 'mmena: 
Ma eg6 to monno ti sfrma to pidnno, 

Posso naho chiero cdmma (a) vradia. 



Vidi due fichi sopra la ficaia 

Che gettavan fuori miele daH'occhio loro: 
L'uno era bianco e mi fece schifo, 

L'altro era rosso e buono a mangiare: , 
Dimandai il rosso con tutto il cuore, 

E quelii mi dissero che non ^ per me: 
Ma io lo giuro che presto lo piglio, 

Qualora abbia del tempo (3) qualche sera. 



(i) <l>d[T]€i[v] 

(2) Cdmma per cam mf a trovo ancora in un canto inedito di 
Condofuri. 

(3) Letter.: Quanto abbia di tempo. 



-26- 



XXVI. 



P6mu, ce ti socama, pso^iunay 

Ti socaman ego ce e mu plateggui (0? 
Prita immesta fili ce erchesso spithia, 

Arte po me hori, sirma arrasseggai: 
An emrfwcAepsen esii, psaforepseto (^), 

Ca 6I09 tud cardia su perdunQ^ui : 
An emrfwcAepsan ego pemuta ciola, 

Ca sirma sirma to prama ^neggui. 



Dimmi, e che ti ho fatto, ragazzetta, 

Che ti ho fatto io che non mi parli? 
Prima eravamo amici e venivi spesso, 

Ora come mi vedi, subito t'allontani: 
Se mancasti tu, confessalo, 

Ch^ tutto, questo cuorfe ti perdona: 
Se mancai io dimmelo pure, 

Ch& presto presto la cosa finisce. 



(i) Questo verso 6 pure nel Canto XI del Compar. 
(2) Xafor^g^uo o psafor^gguo: aor. exaf6resa: = lEcrfo- 
peOu). A Sternatia in afordzo c'6 pure il t converso in q). 



27 - 



XXVII. 



tvra mfan ghin^ca se mdm (i) b6rta - 

Pu ihe ti/iccmdidia minuti44^\ 
Ihe to culuri san di sporta, 

T'aftiicia ce ti mitti san' avdedda: 
Lucchiu ce miisso san ecindim borta, 

Ce ihe to scu44&ci ti pu44^44^' 
Eg6 su 16go na guichi an' dim borta, 

Mi cami aporipsi (2) cammia cunfidda. 



Vidi una donna sopra una porta 
Che ayeva 11 visino piccoletto; 

Aveva il colorito come la sporta, 

Le orecchiette ed il naso come mignatta: 

Occhi e muso come quella porta, 

Ed aveva il collino della gallinella. 
lo ti dico di uscire dalla porta. 

Per non far abortire qualche scrofetta. 



(i) M(av ir6pTa. V. C. XXV, nota (3). 
^2) N*diroj^^iv|i^ od anche diro^MV€i[v]. 



// 'Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 



-28-^ 



XXVIII (i). 



ivra £nan indra apdnu ^s to lithdri 

Pu ecrdte (») ta gargidglidi mi tu p6u (3): • 

ihe ti fdccia mdvri sam pissari, I 

Lucchiu ce hili nisa sa lucisi, 
Sambote ti (4) ton ecAmain (5) i gaddri : 

Me ti mittiidlda pdra scacccmmini. 
Ego su lego, fdccia aps£ pissdri, j 

Na canunisi ess£ ce de tus dddu. j 



Vidi .un uQmo sopra alia pletra 

Che reggevasf le mascelle affinche non gli cadessero: 
Aveva la faccia negra come pece, 

Occhi e labbra rosse corae fuoco, 
Come se Tavessero fatto gli asini: 

Col nasetto molto schiacciato. 
lo te lo dico, faccia di pece, 

Di guardar te e non gli altri. • 



(i] Risposta alia precedente. 

(2) M. iKparoOae, e nel Pelop. £Kp<&Tei€. Mullach, pag. 274, not.<d. 

(3) Nd Tr^[a]ou[v]. • 

(4) A Corigliano sappu ti (diadv 61T0O 6ti) == come se. Morosi, 
pag. iSy. ' 

(5) '€Kd^a[a]tv per^lxd^ave. Compar., pag. 94. 



— 29- 



XXIX (i). 



r 

Ivra mian ghin£ca 's to pezzuli 

Pu £troghe san guna ^s to sciufdci; 

Ihe mia limb&^^a aps£ fasuli, 

•Ce ja brdccia addtieggat to hieri: 

ihe £na psomi san ^am (2) bezzuli, 

Ce £na st6ma sam b6rta aps£ fdrro: 

Patdte ce rizze Vale (3) 's to fasiili 
Ca 6tu sic6nni sirma to fadddli. 



Vidi una donna sulla soglia 

Che mangiava come scrofa nel truogolo; 
Aveva un tegame di fagiuoliy 

E per forchetta usava la manor 
Aveva un pane (grossOy duro) come una soglia, 

Ed una bocca come porta di forno: 
Patate e torsoli metti nei fagiuoli 

Chd cosl ti 5'alza presto il grembiale. 



(1} Risposta alia precedente. 
(2) Zdv €vav IT. (3) Per ^vale. 



-30- 



XXX. 



Cax£d4a t^ise ettapdnu (0 cathim^ni, 

ise plfion 4spri ea (a) ti fine to hioni: 
Sine (3) 'mbfinni 's t'argalio ja na feni, 

O ti to pezzi mdgno to vel6m ! . 
Ax£ tosso ti ise gapimfini 

Sa (4) vlfipu san i gdtta ^s to plemoni; 
Ce axe tosso ti ise gapimfini 

Vidta fihi mian edfia ce mia opinidni. 



Ragazza che sei costii sopra assisa, 

Sei piti bianca di quello che 6 la neve: 
Quando entri al telaio per tessere. 

Oh come lo maneggi bene Tago (5}! 
Da tanto che sei amata 

Ti guardano come la gatta al [il?] polmone; 
E da tanto che sei amata 

Sempre hai un'idea ed un^opinione. 



(i) Ettapdnu nella versione e costd sopra^ ma 6 impossibile dis- 
giungerlo daU'otrantino ettupdnu (kbib ^irdvu*) qui sopra. 
(2] Ca ti : una par traduzione delFaltra. 

(3) Idvc: € efelc. pres. 'mb^nno: aor. embfchina. 

(4) Se non si ha Ta^c pu6 essere allora un plur. aa^ in luogo del 
sing. it. voi : tuttavia si badi aU'elaat: d probabilissimo debba scriversi 
s' avl^pu: a eufon. 

(5) Letteralm. Oh che lo giuochi. hello, . . ! 



-31 - 



XXXI. 



Par6ggao mian daglidla cdtha pdsso 
A idli mi mu fighi i alupdda: 

Tim b^rdica tim bidnno me to Idxo^ 
Ce ja na fighi den £hi pleom baura: 

I scupittamu. den gdnni catindxo ^ 

Ti £ne partmm^m me pd44& varia : 
I 
Arte ton £rremo lico £ho na spdxo: 

Putte tu fdni tuti bruttx sciagura (0? 



Paro una tagliuola per ogni passo 

AfiSnche non mi fugga la volpe: 
La pemice la piglio col laccio, 

E per fuggire non ha pii^ paura: 
II mio fiieile non fa catenaccio (non falla)y 

ChJt h carico con palla pesante: 
Ora lo sbandato lupo debbo uccidere: 

Onde gli apparve questa brutta sciagura? 



(i) Cf. C. XXXIII, V. I. 



-32- 



XXXII. 

Scimu (I) ti ise mdgnij agrappidia! 

Ithela nd^rto^egd na se cendr6so; 
Na su vdlo ta pizzila cladia, 

Ce me mdgm ligdra na se z6so; 
Na su vdlo eclnda appidia ta glicia, 

Ce naho gdla p6i na se sicoso ; 
Nd'rto p6i mia iMo vradia 

Na ta del£xo ce na su ta d6so. 



Oh quanto sei bello, pero selvatico! 

Vorrei venire io per innestarti; 
Per metterti i bei rami, 

E con bel legame legarti attorno; 
Metterti quelle pere dolci, 

Ed aver latte poi per allevarti; 
Venir poi una sola sera 

A raccoglierle e a dartele. 



(i) Sono alquanto perplesso nell'assegnare Torigine a questo voca- 
bolo che nella traduzione apografa h reso coUa sola esclamazione o%. 
Prima aveva pensato alFaggettivo cOaximoq usato awerbialmente come 
il.nostro propria \ poi trovai di meglio. L'otrantino ^o per ^xw ed il 
ciprioto 6'i per 6xt ci pprgono esempi delFespulsione interna deiraspi- 
rata gutturale, espulsione che ricorre d'altronde anche in dialetti non 
greci (per es. nel livorn. e pisano bfio pel tosc. b^iho = ital. buco): di 
pill il bovese scidrti = Edpripv ci autorizza a ritenere lo sci ini- 
ziale = g: onde pu6 aversi per probabile la derivazione di scf mu da 
xi[h]imu = vv^x^ pou. Tuttavia il vocabolo potrebbe ancojra non esser 
greco: in un canto di Paracorio (Cal. U. P.) trovo sciu ca e sciU! 
Imbr.-Cas., Op. c. II, pag. 358. 



-33- 



XXXIII (I). 



Putte mu Ydni tundi mavri sciagura 

Ti £ho tin gilia sa mian ddna'i 
Mu difu cmda st£a me tin garina; 

Eci mesa cind^orfan6 pu den £hi m^na, 
Vidta tr6ghi ce viata 6hi pina, 

Ce pl^on dr6ghi pl£o th^li na fdi: 
An si a mdi W de m6rchete (3) cdmman %h{na (4) 

Cirtdi ti mu tin grusi tin gamMna. 



Onde mi veniie questa nera disgrazia 

Cbe ho il ventre {yuotd] come una taqa? 
Mi compariscono quell'ossa con la spina dorsale; 

L^ in mezzo quelForfano che non ha medre, 
Sempre mangia e sempre ha fame, 

E pit mangia pit vuol mangiare: 
Se mai non mi viene qualche piena 

Certo che me la suonan la campana (a morto). 



(i) £^ il crudele lamento della miseria: il povero muore di fame, 
ma, benefizio celeste, si conforta col canto! 

(2} Apogr. Anziamdi. Otrant. ane mai = Av mai, II si mi par 
certo la particella se dialettizzata : Va corsivo minore pare intrusione 
eufonica. 

(3) Den m. L*n in m per attraz. 

(4) Sicil. china = abbondanza, prosperity, scorpacciata. 



-34- 



XXXIV. 



Tdero €ne disturbemmino ce den fine chiaria\ 

CUntrdi su pdsi //«a i camulie ! 
CUntrei su pdi i sdrta dichisu (0, 

Jati fine distintmmino na /'(S/fipsi: 
Ma i mancdnia den fine dichisu, 

Ti eguichi W an di mana ce an^ du pdtre: 
Ma an ecino ti eguichi axfi essfina 

E/7^feggue po4di axfi gnurantitdti . 



L'aria e disturbata e non d sereno; 

Contro ti vanno fino le nebbiel 
Contro ti va la sortie tua, 

Perch^ e destinato che tu soffra: 
Ma la colpa non h tua, 

Ch^ venne dalla madre e dal padrtf: 
Ma se uscl da te (3) 

Soffrivi molto d'ignoranza. 



(i) Ordinar. dichfssu. 

(2) Cos! sempre, dove il rom. fa ipTf)ic6 e Totrantino egufcheod 
igufche* 

(3) Cosi racconcia la versione apografa. 



-35- 



XXXV. 



Horizzome an^ don Bua ce cl6nda pdo, 

Pdo jati de sono (0 pleo stathi (^): 
Prita ize (3) mia x6(j[da ce iha pu napao 

Jati an^ do pittondi iha to clidi; 
Arte ehoristi {4) ce 's t'addon g6smo ejdi, 

Ejdi ja na mi erti ode pleo: 
Ma ego horizzome ce canun6nda pao 

Ambu cambii (5) me meni i capse44^'t^. 



Mi parto da Bova e piangendo vado, 

Vado perchd non posso piix stare : 
Prima viveva una ragazza e avevo dove andare 

Perch^ del suo petto avevo la chiave; 
Ora si parti e all'altro mondo andd, 

Aiid6 per non venire piti qua: 
Ma io mi parto e guardando* vado 

Se in qualche luogo m'attende la giovinetta. 



(i) Ordinar. s6nno. 

(2) ZTaOf)v inf. aor. pass. 

(3) Non lo credo nd un rimasuglio dell'aor. iCr\a£ ne Timperf. iCr\ 
col suono E conservato dairr) (cf . vf|8uj, lr\p6y ecc); ma una nuova forma 
d'imperfetto locale {i\t€ od (l^) cui fa riscontro Totrantino iz i nna. 

(4) 'Cxuipiaen. (5) "Av irou k' Av iroO ? 



-36- 



XXXVI. 



Gparpdtia cosmo ce ivra xo44^n«, 

Ma mdgni san ess£na en ivra mdi\ 
ivra te cdglio jineche tu Righiu, 

Ce aqibrott^ssu mu fdnissa brUttei 
San est! forgnni ce gu^nni stomili 

O iglio meni na sg canuntsi: 
An esij de me gap4i scindu prfta 

Sp^rto ja ton gosmo cirto, pio. 



Caminai mondo e vidi ragazze, 

Ma bella come te non vidi mai ; 
Vidi le piii belle donne di Reggio, 

E innanzi a te mi sembrarono bi^tte: 
Quando tu ti vesti ed esd fiiori 

II sole resu per guardarti : 
Se tu non m'ami come prima 

Errante per il mondo certamente to. 






— 37- 



XXXVII, 



tvre mdi to. lico "pecurdrt 

Ce i alapuda ma ylfixi te pic44^^ 

Ivre mdi to cftni Qriuldtio 

* 

Mafuglia na fit£xi me to milsso ? 
Ivre mdi to viidi sagristdtio 

Me ta cerata na svisi ta ceria? 
Ce mdncv hori jinfehe tu Cuv644i'(^) 

Ndn^ ^ili scfAndu ol£ (>) tes dd4e. 



Vedesti mai il lupo pecoraio 

£ la volpe guardare le galline ? 
Vedesti mai il porco ortolano 

Lattu^e piantare col muso? 
Vedesti mai il bue sacrestano 

Con le coroa smoriare le candele? 
E nemmeno vedrai doime di -Cuvelli 

Esser fedeli come tutte Taltre. 



(r) Sirada ^entrale di Bova fra il Gsnf j^^ritt/e (Cambandri) e 5. 7ri- 
fonio (Ajon Tr{fono). 

(2] Per 61 e a causa del canto. 



-88- 



XXXVIII. 



Cax£d4a ti )a xfla pdnda pdi, 

Meth£su pire pdnda sinnothia (0. 

Cdmma purri su gu^nni o bosculdno y 
Ce c^r/a po se horf tu p£i i cardia . 

Ce esti ti tote I'se manahi 

Afinni na su ^nghisi (2) ta vizia : 

Ce ddpu ti se ^nghisi (3) 6Ii pdru 
Se rifti apdnu ^s tin gapituria.... 



Ragazza che per legna sempre vai, 

Con te porta sempre compagnia : 
Qualche mattina ti esce davanti il guardaboschi, 

E dawero appena ti vede gli va \5trugge\ il cupre: 
E tu che allora sei sola 

Ti lasci toccar le mammelle: 
E dopo che t' ha toccata tutta quanta 

Ti getta sopra il [gichero?] .... 



(i) Generalm, sinnodfa: qui il th 6 reminiscenza del 6 fischiante 
romaico. 
(2) ^ertiar^. (3) •€rfi2€i. 



XXXIX (i). 



ithela ndho d£ca tUmen^ sitdri 

Na gudlo tuti mdvri himonfa: 
Ithela ndho £na cal6 cassdri 

Na c&mo mizithre ce tiria: 
ithela ndho £na cal6 majdli 

Na cdmo affeglia ce artisfa: 
Ithela ndho mia call zo^d^na 

Ti sp£ra na mu cami sinnodia. 



Vorrei avere dieci tumoli di grano 

Per passare questo nero inverno : 
Vorrei avere una bella cascina 

Per far ricotte e formaggi : 
Vorrei avere un bel maiale 

Per far lardo e condimentb : 
Vorrei avere una bella ragazzina 

La sera perch^ mi faccia compagnia. 



(i) MoROsi (p. 211, not. 2) riporta un frammento molto simile, 
raccolto fra Melpignano e Corigliano. 

LoMBROso Fram. 4. Variantu Itala n. dodeca tumana s. — v* 2. 
Itala naho mia 3. Kapseda magna fingari [hella come la luna) 4. Naho 
mitho (Per dortnir seco), spera, ce vradia. — Dell'esattezza risponda 
il raccoglitore. Comparetti XIV. Var, — Ti nacha dio dumena — 
Posso na eguaddo tundi m. chimonia ! — E poi ithela nacho — la na 
caaio mizidre — E poi — nacho — Posso na camo — E poi i. mia 
zodda sa fengari [come la luna) — sinodia. 



-40- 



XL. 



Call sp£ra su l£go ce ego pdo; 

' Mia sAUMpi ^s ti cardia p^rro: 
^S ton fplo to ndmassu strig^o, 

Nffta ce m^ra pdnda suspiriggao: 
Ettuno iconi (0 de t^addimmonao (2), 

Stamptmm€no 's ti mintt eg6 to pdrro: 
Imme larga, ce d£ne ps^ro tino gapdo, 

Itnme iirga ax^ess£na ce eci penstggao. 



Buona sera, ti dieo ed io vado; 

Una sola pena nel cuore porto: 
Nel sonno il tuo nome chiamo f<»te, 

None e giomo sempre sospiro: 
Cotesto ritratto non lo sperderd, 

Stampato nella mente ia lo porto: 
Sono lomanoy e non so chi amo, 

Sono lontano da te e la penso. 



(1) L'apogr.: ic6ne. 

(2) Apogr. add; m on do. 

CoMP. XXIX. Var, — Mia managhi pena — cardiammu — v® 3. 
Imme larga a ze dno g., *- 1* K ce essena panda penseguo. — Ego to 
n6massa en do annismonao, — - 5. sto p^ttomu to ferro. — Ena ma- 
naghi prama su lego ce ^o pao; ~ Ti i. 1. a ze tino penseguo. 



— 41 - 



XLI. 



Patiggao pod4a gudiy de mu ^mporiifipxiy 
EttCini agdpi de teglidnni mdi: 

Esu m^ettOno schima (0 m^ attracggui^ 
M^ettijna h(li nisa mu jeldi: 

Sa diavenno ce de mu platiggai 

Ettiino ene to signo ti es(i me gapdi. 

Ettuni agapi ce p6te ^iggui 7 
. Ene sa to fglio ti p£rri ta rdi. 



Sofiro molti guai, non mimporta, 

Cotesto amore non finisce mai: 
Tu con cotesta forma m'attrai, 

Con coteste labbra rosse mi ridi: 
Quando passo e non mi pari! 

Questo 8 il segno che tu m'ami. 
Questo amore e quando finisce? 

£ come il sole che porta i raggi. 



(i) Cos! Tapogr. e non shfma. 

CoMP. XXV. Var. Pateguo p. g. ce e mu importegui — Cc tuni -r 
de finegui — v* 3. Sa passeguo ettutte ce e mu plategui — Tuno ene 
o signo ti s. m. g.; — Me tudda lucchi mavra m'ammajegui ^^ Me 
tudda chili r, m. j.: — Tuti agapi zeri (Sdpeiq) pote finegui ?—Sambue 
(Z&v iToO) o iiio ganni (xdvi]) ta rai. 



-43- 



XLII. 



An (xera ti gudddo tin arghfa 

Ipiga 's to pldghi ce ed£legua horta; 
Edfilegua te tropicie (0 an' din oxia, 

Ce £canna to z£ma ax£ mia sdria. 
Es6 pu (xere ti £rcommo spithia 

Egherreso (a) ce m'dnighe tim b6rtai 
An de mu tin dnighe^tfie ti call cardfa 

« 

S6clotha to scu44^ sa mia tdrta. 



Se io sapessi di passare la festa 

Andrei al bosco e raccoglierei erbe; 
Raccoglierei le tropicfe della moncagna, 

E fare! il brodo d'una sola maniera. 
Tu che sapevi ch'io veniva spesso 

T'alzavi e m'aprivi la porta: 
Se non me Tavessi aperta col buon cuore 

T'avrei torto il coUo come si force una ritorta* 



(i) Erba che cresce sui monti: non ho potato saperne la rispon- 
denza italiana, ne trovo qual possa essere in greco. V'^ forse per me- 
tatesi Telemento irpm = mxp? 

(2) Anche ej6rre&so. 

CoMP. XV. Var. izzere ti canno t. a. ! — Pao — deleguo chorta, 
— Deleguo ole te pricaddide (iriKpaXi^atO tis ozzia — Ce camo olo 
na (?va) z. ze — zeri ti erchome — Eserresso {sic) ce mu a. ti p., — 
Ce a de mu anizze me c. c. — Su clotho — mian dorta. 



- 43 - 

XLIII (i). 

O ^lio ti 61o to c6stno parpatf 

An 'do Itv&nti 's to poninti pdi: 
Esu pu p£i ce £rc];iese spithfa (2), 

Rixemu djo nero a me gapdi: 
Esu pu pdi ce ^rchese spithfa^ 

Hieretamiito (3) ce'vr£ a su jeldi: 
A succed€xi ti de s'arotdi (4), 

Paramithia mi den £hi mdi. 

II sole che per tutto il mondo cammina 

Da levante a ponente va: 
Tu che vai e vieni spesso, 

Gettami acqua santa se m'ami : 
Tu che vai e vieni spesso, 

Salutamelo e vedi se ti ride: 
Se succedesse che non ti domandi di me, 

Consolazione non abbia mai. 



(1) £ uno dei canti raccolti dal Witte e dal Pilla. 

(2} Questo verso coi due seguenti d intruso ed appartiene al C. XLVI. 

(3) L'apogr. ha chier. 

(4) Cpuirdt Ind. pres. 

Witte I. Var. Ilio, p. o. — Pu ando — v* 3. 'Ecino, puego gapao, 
essu {dv a<}) to dhori, — Chereta mu-to ct vrc a su ghelai, — C6 a su- 
cedepsi, pu na saroti, — Pd-tu ti ego pateghuo podda guai, — Ce a 
sucedepsi na mi sa arotisi, — Consolamento na mi echi m. Pilla. 
Var, (V. CoMP. p. 88-89) pu tosso — v» 3. pu thelo ego — chori — 
Canunato — An ja emmena s*arott ^^ Ce a - n'- ecino de s'aroti — 
Cald sti zoi mi etc. Comp. VI. Var. Ilio pu ja — vo 3. Ecini p. 
g. e. essu (dvoti: l'apogr. Tarra in luogodi essu aveva gia) ti ghorl, 
— leretamuti ce vre a su — An ecini ja 'mmena s'arotisi — Peti ti 
ego pateguo podda guai ; — An ecini pu de s'arotisi — Consulamento 
n. "m. echi m. 

// *Dittletto Greco-Calabro di *Bova. 7 



XLIV (I). 



9 

Caxedda ti ciumase manahi, 
Ego ciola ciumdme manah6 : 

Xiddo na s6mbi (a) 6ssu 's t'afrf, . . 

. , I • • • • • » • I 

Zdle na cdmi na se cdo ego (3) ; 
Axe spihrdda (4) na s6ggui (5) i psihf, 

Jarf den erche (6) eci pu immen eg6: 
Emis i dio esonname smisti (7) 

Na cdmome ^na prima ce calo. 



Ragaz2a che dormi sola,' 

lo pure dormo solor 
Pulce t'entri dentrb I'orecbhlOy 

Grida tu faccia che ti senta io : 
Pel freddo t'esca ranlma, 

Pcrchd noil vieni qui dove son io: 
Noi due potevamo unirci 

Per fare una dosa t buona. ^ 



(i) Non contiene voci italiane, se tale non e/forse.caps^dda. 
(2) Z(l&|iPq.= 0(i>fig4 cong. aor. d'dfiMvui. • ' .' 

(3) CL ii c xyii. 

(4] , Ordinar. ^ i h r d da. 

(5) ^(bfiff) =: adtfif^ cong. aor. 4'^^Y<xivui, a Bova gu^nno. 

(6) Non lo credo ne Tantico Jpxn, nd Taoristo ffpx€( usatoa Cythna 
(Muu.. p. 92y 287), ma un logoramento della forma ordinana ^x^M^^i- 

(7) f moef^y inf. aor. pass. • , 1 

CoMP^XXf Fiar. Cazzedda pu c. oiQaachi -^ monachd --^v* 3. Lstcrada 
su gua4di ti zichl — Ce puru su. avvincegui to cac5. -* O: ziddo pw na 
s. p. $ta avti -r Na c^miz. pu, na cuso c — Possa ti'dio na janume 
(f^tuftev) ghinni — N. c enan ipto (sic) c. c. .. f , 



-45- 



.XLV. 

Pe, ce ti socama, crudiltj 

Ti tosso Idrga ti (O pdi ax' emmena? 
Ola ta clamd ce 61a ta suspiri^ 

Ce 61a ta daclia tdguala (2) ja 'ssena. 
Isso sa miafdta 6ssu 's to ?iri (3), 

Ecanne higlia (4) culHridi ce den £na» 
Tuti agdpi ce p6te^w6ggui (5)? 

P6te^«6ggui to iglio me ta 'rdi. 

Di', e che tTio fatto, cnidele, 

Che tanto lontano vai da me? 
Tutti i pianti e tutti i sospiri, 

E tutte le lacrime le versai per te. 
Eri come una fata dentro Tarco baleno, 

Facevi mille colori e non uno. 
Quest*amore e qu^sado finisce ? 

Quando finisce il sole cqi raggi. 



(i) Owero til 

(2) TA IpraXa. 

(3) Allude forse al singolare fenomeno della Fata Morgana che verso 
la met^ deirestate si vede al mattino^ello stretto di Messina, e che.fu 
descritto e studiato prima dal palateo edal Minasi, e recentemente can- 
tato in latino, con tanto splendore ed eleganza, dal mio iUustre amico 
Diego Vitrioli nel suo Xiphias, 

(4) L'apogr. c h 1 g 1 i a . 

(5) Questi due versi derivano dal canto X LI. 

Coiip. XXIV. Var, Pemu— Tosso pii esdisameze emmena? - Ego 
s'immo costanti ce fidili, — Fidili en isso ja gapisi emmena: — Ola 
ta pianti c. o. t. s. — Ola t. d. ta rifto — Ma esu ise san i fata o. sto 
1.' — Chilia culurio canni c. d. e. 



XLVI (i). 

Cax£44^ ti su poni i cardfa 

Horonda to stavro ti ambrdssu pdi, 
Sc thelu pfri W 's ti Sdnia Maria (3) 

^S ti tafm {pu (4) can£na gapdi : 
Ce eci se clivu me po44^ clidia, 

Ce ecitten 6ssu d£ne gu^nni mdi: 
Esu pu pdi ce irchese spithia 

Rixemu (5) &]o ner6 a me gapdi. 

Fanciulla che ti duole il cuore 

Vedendo la croce del mortario che innanzi ti ya, 
Ti vogliono portare in Santa Maria 

Nella sepoltura che nessuno ama : 
Ed ivi ti chiudono con molte chiavi, 

£ di Ik dentro non esci piti : 
Tu che vai e vieni spesso 

Gettami acqua santa se m'ami. 



(i^ Altro del canti raccplti dal Witte. 

(2) Pfri, aor. (itfjpei) scrive il Viola, e concorda col testo del Witte: 
ma la forma genuina par quella oflfertaci dal Comparetti, piri, altro 
aor. che col th^lu forma il fiituro (0^ouv irdpei). Perdutosi, come 
risulta dalle versioni, il valore di questo tempo, si scambiarono i due 
infiniti fra loro. 

(3) Chiesa ogsi demolita ove si seppellivano i morti. 

(4) L*apogr. na Sti tafini'pu, senc'accenti : in romaico non trovo 
che xaqri\ : qutndi ritenendo la n come efelcustica, potjebbe Ti appar- 
tenere al p u per itacismo, come a Corigliano ed a Sternatia (Mor. 
p. 124 bis). 

(5) Non rixemu. 

Witte II. Var, Capsella^ ce a s. ponei c, — Thoronda — ti a. mu 
p., — Piri m. dhelu s. S. M., — sejfcrtura p. merecopai {doye mi corrom" 
perd), — E, m. c. mS — E citte o. dhS nS eghuenno — spitia, — Ripse- 
mu aghio — Comp. XIII. Var, Cazzedda, assu — Ghoronda t. s. pu am- 
brommu — M. t. pari — sepurtura pMtneiecopai (incenerisce), — E, m. 

— E. — guenno — Rizzemu. Blanc. Var> Clapse, capsedda, a su — 

Gh. t. s. t. ambrommu p. — la tossi agapi, tossin cardacia (*Kap5ia\T(a), 
-* Ligo to viaggio i psicnimmu ecai (Per tanto amore^ per tanto^ aaffnno 

- Apoco alia volta Vanitna mia si brucid), — Arte me perm ^Ora mi 
portano) stin Aio M. — C'ecitte nossu d. g. — E. ti p. c'e. spidhia — 
Ktpsemu. — Altre varianti deirapogr. Blanc, v. 3. Arte m. perru s. 
a. M. — S. semportura t. m, licopai (inghiottird). — E. m. — C'ecit- 
ten — de ne. 



-47-. 



XLVII. 



Candnaine 's tin gira ce hoH 

Pos imme ja ^ssena sculuremminoy 
Ce dinno /ormen/emtn^ni tundi zoi, 

Ce ja agdpi dichissu 61a apom^no ; 
Ce t6ssijC0 int ja 'inm£na to fagh{, 

Ce p6sso pinno j£nete velino. 

MUttpsc ettCindi cardfa tosso pseri, 

Ti eg6 ja ^ssina pdo ^f^peremmeno. 
i 



Guar4affli alia cera e vedi 

Come sono per te scolorito, 
E come faccio tormentata questa vita, 

E per amor tuo tutto soffro; 
E tossico d per me il mangiare, 

E quanto bevo diventa veleno. 
Gambia cotesto cuore tanto duro, 

Che io per te vo disperato. 



CoMp. XXXII. Var, cera — ghori — Pos'ego imme — Cahno — tunde 
— j'agapi — or apomeno, — mu jenete — Ma muteze tundi — zerj. 



— 48- 



XLVIII. 



Diafaggui, scotdz2i, ce viata &ndi pensiro : 

Eg6 pinda, grammeni s^eho ^s tin cardia: 
Eguala mad4ia dspra ce imme jero, 

Ce esu panda mu cdnni tirannia. 
Ego pistegguo ti ise tiirca r^r©, 

Tiirca pu irte an' di Barbarla ; 
lati de me gapdi ego ene psero, 

Ce jatf mu difi (0 te44eca zulia. 



Fa giorno; fa notte, e sempre un pensiefo: 

lo sempre scritta ti ho nel cuore: 
Messi capelli bianchi e son vecchioy 

E tu sempre mi usi tirannia. 
lo credo che sei turca vera, 

Turca che venae dalla Barberia : 
Perche non m*ami io non so, 

E non so perchd mi sembri tanto schifosa (2}. 



(I) Adxvci^. 

{2) Comp. meglio : mi mostri tanto odio, 

CoMP. II. Var. Diafagni (sic) ce s. v. — se echo g. — Ce su — m'u- 
segui — Ma ego pisteguo — Turco vero — Turco — lati d*emme — 
zero. 



-49 — 



XLIX. 



I' 



Aimi ti mu sagni:^m tin cardfa! 

Sa se horo ti ^ dispertmmim 
Ce de su sonno d6si cammfa (0 aftidia, 

Ce. i mirimu cardfa pos t' (») apom^ni? 
Ela m^ettunda loja ta glicfa 

Ce jdnemu tundi cardia ti iagomeni: 
Ma an de meriVepsi amartia 

Mdnco ^s ti R6ini ise perdunemtnmu- 



Ahime che mi salassi il cuore! 

Quando ti vedo che vai disperata 
E non ti posso dare nessun aiuto, 

E il povero mio cuore come lo sofifd? 
Vieni con coleste parole dolci - 

E sanami questo cuore impiagato ; 
Ma se non meriti (3} peccato 

Nemmeno iii Rotna sei perdonata. 



(i) Intrusione. . 

(i) II Viola scrive ta pom^ni'^ traduce 7« soffre^ ma non bene.^ 

(3) Compar. ugualmente oscuro': se non (lo)'merita» Par che voglia 
dire: se il tuo peccato non ti consente il s^narmi^ . 

Compar. UL,Var. sagnegui — ghbr6 — dosi a.', — to apu? '— me 
tunda — tin cardia pii e (^); — meritezi. 



-50- 



L. 



Ene psero jati de me gapdi! 

Ti s6caman eg6 ce e mu plat€gg^i} 
Th£lo na mu^ pi jatf e me gapdi, 

Ce sin:(a tfpote esd me abbandun&ggai. 

9 

Endi (0 C2/r£gguo ti fat^^jgno gudi^ 

Came po th^li esii, ti e mu ^mpor/eggui; 
Ce ja ti psihi ti esti (2) gapai 

, Ja posso ti dinni 61a supporti^gnu 

Non so perche non m'ami! 

Che ti feci io che Aon mi parli ? 
Voglio che tu mi dica perche non m'ami, 

£ senza tin nulla tu m'abbandoni. 
Non mi euro di soffrir guai, 

Fa come vuoi tu, che non m'importa; 
E per Tanima che tu ami 

Quanto le fai tutto sopporta. 



(x) Per Comp. =lv t6: ma finora non rinvenni in questo dialetto 
un esempio sicuro di tale scambio. Potrebbe pensarsi al di eufonico 
meridionale che occorre in due canti, bruzio e messinese \LdL dintra 
c*Mi 'na figliola hella — La vita diet chi mancu ^di mia. Imbr.-Cas. 
Op. c, I, pp. 126,312), e che trovo frequente nei sozzi versi calabresi 
del Piru. Lu manndudd tuttu = /. manndu ii: se mtistrdvadi affritta etc. 
Questo di , che occorre anche in qualche dialetto del settentrione 
d*Italia, puo confrontarsi col i di sed e di pedy che s'incontrano 
nel nostro canto LXIV, e nel XL dei calabroreggini editi da Achille 
Canale {Canti popoL calabr, scelti e recati in versi italy Reggio, iSSg). 

(2) Meglio il Comp. 

Comp. XI. Var. An izzera — demme — en mu plateguil — demme g., 
— m'abbandonegui, — Ma' e. cureguo na patezo — theli ti den mum- 
portegui, — tin zichi pu se g. — la — canni — supportegui. 



-BI- 



LL 



Maravigliۤgao pos ettijndo viso 

» 

Ehi ettundi cardia t6sso tirdnno 
Pu me cdnni stathi t6sso ripriso 

Me 61o pu ja essina fplo dem bianno. 
Ce came po theli ja na se gapiso: 

An ipsera dipdi (0 ti olo to pianno! 
Ce an abisogni^^i to £ma na to hiso 

Me 61i tin card(a ja ^sse to canno. 

Mi maraviglio come cotesto viso 

Ha cotesto cuore tanto tiranno 
Che mi fa stare tanto contegnoso 

Con tuttb che per te sonno non prendo. 
E tu fa* come vuoi perch' io ti ami : 

Se sapessl poi che tutto lo prendo! ' 
£ se occorra che il sangue io lo versi 

Con tutto il cuore per te lo far6. 



(i) « Questo verso h certamente corrotto. Invece di quel dipot si 
richiederebbe t{ OdXei^ o qualche cosa di simile. » Comp. p. 88. Questo 
dip6i potrebbe essere nato da qualche voce o locuzione greca, alia 
quale, smarrttone il senso, si die, per somiglianza di suono, valore 
italiano: cfr. canto LI II nota i. La versione del Viola k oscura. 

Comp. IV. Var. Maraviglieguo posa eftundo — Echi tundi — panda 
ripr. — ti ja 'ssena £pto (sic) de pianno. — Came — izzera dipoi 
olo p. — bisognezi — chiso. Fumi (Not. alia lett. cit). Var. An fczera 
ti poX holo ptinno. 



-52- 



LII. 



Ciise (0 tunda 16]a^ csipsc<^duna, 

Anipse Iigo ettdnda rndgna. aftticia : 
Ise cuccalisti san bastiddtina (2), 

To meli fSrri s'ettfindahilucia: 
Vidta ciumdse: ti cUnti (3) 6ne ettiina? 

Ghiru ettdnda rndgnsi crevattdcia : 
Ithela ndho ego tundi fortiina 

N4 'mmo methesu dio sUh worcjficia. 



Senti queste parole, ragazzetta, 

Apri un poco coteste belle orecchiette: 
Sei tostata come uno spicchio, 

II miele porti in coteste labbruzze: 
Sempre dormi: che cosa ^ cotesta? 

Rifai cotesti bei letticciuoli : 
Vorrei aver io questa fortuna 

Di star con te due soli motnenti. 



(i) ="AK0U(y€. 

(2) La versionedel Comp. haSet tenera come pastilla^ e pas til la, 
secondo il TarFa^val seme di melone. In cotnaico iraaT^Xiov eUna fo- 
caccia o pasta di mandorle, miagro e vmosto. — Meurs. iraarlXtovy' 
iraoT^Xiv, Tra<JTtX(K e irdariXXoc. . 

(3) Lo credo col Comp. un;plurale, e.preferisco la suit versione. 
CoMP. XI I i Var, cazzedduna, — Anizze -^ tunda — sa past. — Ce to 

meli feri s*eftunda chilucia ; — M6vezze tunda m. cra^vi^ucia — Ce 
nacha ciola ego — medesu dio cala. 



-53- 
LIII (i). 

Ti nd'mmo hiima ce esu na me pate (a), 

O veraminte na somene i s6la\ 
veraminte na su'mmon o mato 

P6sso na su diplonna ta podia: 
Na'mmo vared4i ce esii na me pate, 

Ce ja nero na pigamen is mia; 
veraminte na sti'mmon o m^to ; 

Ce siniamyi mi stathi cammian 6ra. 

Che to fossi terra e tu mi calpestassi, 

O veramente che ti rimanesse la suola; 

O veramente che to ti fQ3si la veste 
Tanto da imbrogliarti i piedi : 

Che io fossi barile e tu mi calpestassi, 
E per acqua andassimo uniti; 

O veramente che to ti fossi la veste 

. E senza di me tion potessi tu stare nessun'ora. 



li) II confront© di questo guazzabuglio col canto XXVI del Comp. 
piii genuino e piii sano^ ci da un'idea abbastanza chiara deH'azione 
esercitata dal tempo sui canti del popolo e sulle parole che li com- 
pongono. Se in quello del Coraparetti s' e intrusa per due volte Tin- 
teriezione o Dio, in questo nostro si perdettero rime e versi, e non 
s'intese piti il valore della voce che designa la veste. Not! lo studioso 
che il Viola, nato in Bova, scrivendo per due volte summo no- 
mdto Taveva tradotto per ti fosse nomatdy cio6 chiatnatdy mentre e 
evidente corruzione di xd l^dri che I^ piti non s' usa. Nella stessa 
maniera, come ben nota il Morosi (i53 not.), I'avverbio otrantino nu- 
iQ 6 no zzzinsieme^ ch« d part. perf. del verbo ah6nno o n6nno 
(Mvtti), si travesti neiritaliano no menu = non meno, nel canto mar- 
tanese edito dal Comp. (XLII, str. 4). 

(2) V. nota 2'al canto XXVIII. 

Comp. XXVI. Var. O Dio — chuma ♦— summo i s., — v®. 3. O Dio 
ti iiammo varelli ce su n. m. crate (mi tenessi) — Na epigame sto riaci 
cats'ora {Accib che andassimo al ruscello ogni or a], — O v. n. summo 
to mate — Ne ercommo na su diplonnome sta p., — Na se ecama pu 
mai na mi eparpate {Da far s\ che mai non camminassi) — senzammu 
na mi esteche mian ora! 



-64- 



LIV. 



Caps£44& pu ise ^s tim b6rta ce 6ssu ^mb^nni 

Ja sam hass6gg^o ego mfvro essena, 
An {psere ti vrdsta pu me pidnni 

Pu sentcgguo ta ce44^riamu camina! 
Ma esii m£ga veUrto catevenni (0 

S^ettunda ce4daria ^ntossichtmminei: 
Ma agdpise tus d44vi ce math^nni (a) - 

An 61i se gapiisi (3) san emm£na. 

FanciuUa che set alia porta e^entro entri 

P^rch^ quamdo passo io non ti vegga, 
Se sapes^ la febbre che mi piglia 

Che sento le viscere mie bruciate! 
Ma tu grdnde veleno cali 

In coteste viscere awelenate : 
Ma ama gli altri ed imparerai 

Se tutti t'amano come me. 



(i) KoratPaCvEK. 

(2) Compar. lo dk in forma d*imperativo (^dOoivc) tenendo conto 
della versione, ma lo ritiene giustamente per un presente nel senso di 
futuro e senza il ed (p. 91). 

(3) TatroOch. i. I'antica forma, rimasta qui accantoa *tairoOv. V. la 
nota del Comp. (p. 91) ed il verso 6 del nostro canto LXXV. 

CoMP. X. Var. Cazzedda pu sti portassu ise c. o. benni — la, san 
passeguo e., na m. e., — izzere — senteguo — su ciola ~ catebenni 
[mandi fuori: kaTatirv^ei] — A ze tunda — ta tossich. — Ma gapise — 
mathenni. 



LV. 



AnMi strata se ivrai (0 po44{ 

Se fvrai me mfan ora matindta\ 

Isso me mia mdgni sinnodia, 
tto civlli aps£ numindta: 

Su innethe stim6gna (2) aps£ stuppfa, 
^ Ce cdtha (3) /?e;pf 1 to ficanne vucdta : 

Su to l£go eg6 apanu ^s ti filia 

Ti su tin icame tin attialcftal , . . . 



Dalk strada ti videro molti 

Ti' videro in un'ora mattutiiia; 
Eri con una bella compagnia, 

Era civile per nome: 
Tu filavi trama di stoppa, 

Ed ogni pezzo lo facevi bucato: 
Te lo dico io in amicizia 

Che te la fece Tinsalata ! . . , 



(i) H(5po[a]i. 

(2) iTTi^dvta. 

(3) Kdec. 

CoMP. XXI. Var. A. d. Cerucifia (sic) s'ivra$i — S'ivrasi— S'ivrasi 
me m. m. sinodia, ^ a ze nominata. — Esu — stin:i6ai || ze — Cata pezzo 
to cannate — t*insalata. 



-56- 



LVI. 



Capsedda pu den £hi ti na cami 

Ela, afuda ecnmena na therio (0; 

Eho enan ambeli jerondari, 

Stafiglia mdnco canni na trighio (^): 

Oli mu legu na pulio (3) mustari, 

Ce eg6 hQKizzo piitte na pulio (4) : 

I a44i pinnu crasi to gamacciiimiy 

r 

Ce egO pinno nero to pigadfo (5). . 



» *-^ 



Ragazza che non hai da fare 

Vieni, aiutami a mietere; 
Ho una vigna invecchiata, 

Uva nemmeno fa da vendemmiare : 
Tutti mi dicono di vender mosto, 

Affinche io compri onde vendere: 
Gli altri bevono vino di vernaccia, 

E io beVo acqua di fonte. 



(0 (^) (3) (4) 0€p([(y]u), rp\)fi[a]w, irouXifi[a]ui. 

(5) TTiiTa&<Mo[v]? Meglio tu pigadiu. 

LoMBR. Fr. 6. Var. . . . Addeo pinnao — tu crasi — tu carnasfalu [che 
fa carne); C'ego pinno tu nerd — tu piggaduo. — Nell'lgea, Gior- 
nale dUgiene e Medicina preventiya (num. 6 e seg.), ove ii Lombroso 
nel 1862 pubblicd per la prima volta e piu in breve ii suo scritto, coi 
titolo Deirigiene nelle CalabrU^ trovo ancora .... crasi . tu carnassalu 
— nero tu piccaduo. V. nota i, canto XXXIX. Comp. XVI. Var, Caz- 
zedda esu ti den echi t. c. — Echo ena — Stafilia de c, manco n. t. — 
Ca — chorazzo — Addi — ti garacciumi (51c) — crasi tu p. 



-57^ 



LVII. 

Ecame ina hrono tin i^di purri 

Pu efagame ce epiame (0 is mia; 
Arte me tus ad4u tr6ghi ce pfnni 

Ce emmiS (2) amiirb (3) de mu pensiggai mdi: 
San bai ti purrI 's tin anglisia 

Tus iiixi CT&tzi esti ja sinnodia : 
MaVrfi ti s'fvrai poddi hristiani 

Citten apdnu an- din agrosucia (4). 



* • 



Fece un anno Taltra mattina 

* Che mangiammo e bevemmo assieme; 
Ora con gli altri mangi e bevi 

£ a me meschino non pensi mai: 
Quahdo'vai la mattina alia messa 

Gli altri chiami tu per compagnia: 
Ma guarda che ti videro molte persone 

Di la sopra dal caiprifico. 



(i) Aoristo. 

(2) Oroessa la preposizione etc. Cfr. canto III e IX. 

(3) MaOpo^. L'a non mi pare originaria (ant. dMaup6() ma assunta 
dopo per eufonia; cfr. i vocaboli romaici dTrepvdiu, d^oXOvw, e gli 
otrantini asciddi, acdtu, ala6. ^ 

(4) i. un fico che vegeta ancora sopra un'altura vicina a fiipva, dopo 
rultini^ case verso il mbhte. 

CoMP. XIX. Var. E. e. chrono stin glisti — P. pinnome ce trbgome 
n'ismia, — A. m. a. pinni po ce ti — Ce ammena mu perri tin ollria; 
— San pai sto Sifoni ti purri — Addu perri e. j. sinodia, — poddi ... — 
Ecittenapanu an din (F. u, a, che alia fontana — Bevemmo e man^ 
giammo insieme^ — Ora con altri bevi, [con] questo e quellOy -^ E ame 
mi porti Vodio;-^ Qttando vai al Si/one la mattina — Altri porti tu etc.). 



LVIII. 



A th£li na su'po tim hina tin dichissu, 

Ecino ti su l£go eg6 £ne 61o cal6ssu; 
Eg6 su ni6nno apanu 's ti xihfssu, 

Ecfno ti su zitdo den 6n^ dicossu; 
Su juvigg^i na sarpixi ti zofesu : . 

En ise jatr6 ce jeni (0 to cac6ssu; 
Ce a th£li na sarp€xi ti xihfssu 

Smingoo^e to dic6mmu me to dicossu. 



Se vuoi che ti 4ica la pena tua, 

Queilo che ti dico io ^ tutto bene tuo ; 
lo ti giuro sopra Tanima tua, 

Queilo che ti domando non t tuo; . 
Ti giova per salvare la vita tua: 

Non $ei medico e saxii il tuo male; 
E se vuoi salvare I'anima tua 

Uniamo il mio col tuo. 



(i) •YTia{v€K. 

CoMP. XVII. Var. A theli — ti pena — Cino 1. 1. calo dicossu, -- zi- 
chissu — z. ene d.; — luvegui n. sarvezzi — Den — A thelisi na sar- 
vezzi tin zoissu. 



— »- 



LIX. 



O p6di ax£ marii^di gid climeno, 

Ce p6sso p^mu ti prdma pens^gigai : 
Se dharo merfa ise fiterameno, 

Scirdcco ce levdnti se woceggui (0 : 
Ithele nd'sso spithia ^li potim^no, 

Ce o gierdindro ess^na e se ghir6ggui ; 
A 's ta hifiriamu feso gid domfino {*) 

Ecanne h'ifirtei ce spord pu addiffer€ggm. 



O piede di lattuga gi^^ chiuso, 

£ infine dimmi (3) che cosa pensi : 
In bnitta parte sei piantato, 

Scirocco e levante ti nuoce: 
Vorresti essere spesso gi^ abbeverato, 

Ed il giardiniere [a te] non ticerca; 
Se nelle mie mani tu fossi gi^ dato 

Faresti fiori e semenza che differisce. 



(1) Apogr. noggdgui. 

(2) Questi due vocaboli mi paiono metamorfosi del ciandomdno 
del Comp. da lui reso benissimo col K€VTpu)^dvo. V. la nota i del no- 
stro canto LIII. 

(3) Letter, quanto dimmi: e modo dei diall. it. del mezzodi. 
Comp. IX. Var, ze — pensegui — S'acharo — nocegui. — spithia p. 

— giardinarosu esena de cheregui {cura), — An isso sta chiriamu cian- 
dome^o — ghvria — differegui. 



// 'DiaMto Greco^alabro di *Bova. 8 



— 60 



LX (I). 



An ixera ti m6piae, (2) tim bti^^a! 

An ito dndra, na torn bidi (3) pd44^) 
An ito ghineca na mini hiropii44^9 

Dem^ni san gaddra ossu ^s ti std4da; 
Ce ta podia na ti ghi6nu san amhii44cL (a)\ 

Ta hieria na ti minu ossu ^s tin gdggia 
Na mini san emm6na sinia pii44^y 

Dem^ni san gaddra 6ssu ^s ti std4da (5). 

Se sapessi chi mi prese la gallina! 

Se era uomo che lo colga una palla; 
Se era donna, che resti priya-di -gallina, 

Legata come Mn'asina dentro la stalla; 
E i piedi le si facciano gonfi come vessica; 

Le man! le restino dentro la gabbia: 
Resti come me senza gallina, 
41 Legata come un'asina dentro la stalla. 



(i) Anche qui, aiterazione del canto del Comparetti. 

(2) Ti^ ^oO £ina[ale. 

(3) nid[a]q. 

(4) Vescichetta prodotta alia pelle da spine od altri corpi estranei. 
Anche in ted. blase val hollicina ed ampolla. 

(5) II difetto della memoria fece ripetere un verso. 

CoMP. XVI II. Var\ izzera — mopiae tin pulla! — Ce a. i. —to 
piai palla, — chira ce pulla (vedova e gallina) <» sa g. — stalla, — v*. 5. 
Possa pu ta cheria na ti jenu agulla (Che le mani le diyeniino aghi), 
— Ta podia n. t. minu o. sti g., —pulla, — Na mini s£^g. senza varda 
[basto). 



-61 - 



LXI (i). 



6li mu 16gu: « traviida, travuda », 

Ce emmena de mu gu^nni ax£ cardia; 
Na travudiu ta cs\& ^gargiiignay 

Cina ti ene gapim^na ^s ti fascia: 
Tunda 16ghia pettu 's ta cantiigna, 

Pu p6ttafino ta tihia W: 
To scuriuni to p6rri 's to manici 

Pu su dangdnni/f«w 's tin gardfa. 



Tutti mi dicono: « canta^ canta », 

Ed a me non mi esce dal cuore; 
Cdntino i bei garzoni, 

Qudli che sono amati nelle (fin dalle) fascie: 
Queste parole cadono nelle cantonate, 

Che cadono fino le mura: 
Lo scorzone lo porti nella manica 

Che ti morde fino nel cuore. 



( I ] Gli ultimi quattro versi sono guasti di molto e non ddnno senso : 
probabilmente^ e lo not6 il Comparetti, questo canto ^ un centone. 

(2] L'apogr. tichfa. 

LoMBR. Fr. 5. Var, O. mi legai: traguda, traguda; — E me nu mi 
veni a se c; — Na tragudia t. c. garzuna: — C. pengapemena me 
cardia, — I hambando aharo fortuna (Hanno sempre mala fortuna) 
— Cina psimno genimeni sti fascia (Fin da quando nacquero, sotto le 
fascie) .... V. nota i, canto XXXIX. Comp. XXVIII. Var. e mu g. 
a ze c; — travudio — C. pu e. gapimeno — v* 5. Sto manici perri 
ta scursugna — Pu se peratou (trepiTpiOrowv) sti cardia. — Ta loja ta 
dicasu ene sa cantugna — Pu sprabichegu fina ta dichia (Nella ma- 
nica porti gli scor^oni — Che ti corrodono nel cuore, — Le tue pa- 
role sono come cantoni — Che distruggono fino le mura). 



-02- 



LXII (i). 

tiirco agdpie ti reumopuUa (^), 

1 reumopiilla ene agdpie ton tfirco: 

I schflla manati pu tine abborchinai (3): 
« Pireto, jemo (4), eftiindo (5) celopidi (6); 
« Su ferri mdti (7) ce hrisomondili (8). » 

— Manamn, maiiamu, ton tiirco den ton perro, 
Ce perdicuUa ghienome, 

Ce me ta pldja perro . . . 
Eft6 (9) ton mesimeri 
M6fighe (10) ton peristeri: 
Arotao tin ghitondmmu: 
Ivrete/dr« tin berdictomu? » 

— To pardscioguo (n), to vrddi, 
Tin ivra 's to livddi (la) 
M'enan 6morfo pedicadi (i3) • 
Evosciiissa (h) to hortuci (i5) 

M' enan 6mprfo pedicadiici ... — 



II turco amava la fanciulla greca^ 

La fanciulla greca non amava il turco : 

La cagna madre sua che la tenta: 

« Piglialo, figlia mia, cptesto bel giovine; 

« Ti porta veste e pezzuola d'oro. » 

— Mamma mia, mamma mia, il turco non lo prendo, 

E pemicina mi fo, 

£ per i boschi vado . . . 



-03- 
<c leri a mezzogiorno 
« Mi fuggi la colomba: 
« Interrogo la mia vicina: 
« Vedeste forse la pemice mia? >» 
— II venerdi, la sera, 
£*ho veduta nel prato 
Con un bel giovanetto; 
Pascolavano Terbetta, 
Con un bel giovinottino . . . — 



(i) Apogr. Blanc. — Questo canto venuto di Grecia, dove vive tut- 
tora, e diviso in due nei Saggi del Comparetti, ma pu6 stare anche 
intero come lo diedero a me, e per la sostanza fa completi i due se^ 
guenti di Rumelia e di Zacinto raccolti dairUlrichus, dal Ross e dal 
Tommaseo, e riprodotti poi dal Passow, dal quale li tolgo. A Bova 
rhanno per assai anticoy perchi^ poco lo intendono ; ma per la stessa 
ragione pu6 essere invece assai recente. Si noti la scarsezza di voci 
italiane, ed il suono XX invece del dd calabro-siculo* Del verso dei 
due canti sopraccitati, 11 falecio endecasillabo 



spesso corrispondente al doppio quinario 

troviamo nel nostro ben poca traccia (w. i, 2 [?], 3 [?], 5). I versi 7, 8 
riuniti , formano lo arixo^ iroXtTiK6^ irevTeKatbexaaOXXoPo^ comunis- 
simo in Grecia, e non ignoto in Terra d'Otranto (Mor. 85, 86), e la cui 
prima base t lo schema seguente (Mull. 74): 

a questo metro potrebbero ridursi con lievi aggiunte e mutazioni an- 
che i versi 4 e 6 : 

Pireto, j^mo, [pfreto] efWindo celopfdi: 

Mdnamu, f^^g^i,] mdnamu, ton turco den ton p^rro: 

e, riunendoli, i versi 7-8, 9-10, 13-14: 

Ce perdiculla ghi^nome | ce me ta pldja p^rro: 
Ton mesim^ri m6fighe | eft^ ton perist^ri : 
owero : 

Ton perist^ri m6fighe | eft^ ton mesim^ri : 
To vrddi to pardscioguo | tin fvra 's to livddi : 



^64 - 

ma le rime di questi due ultimi m'inducono a ritenere la divisione 
del testo; onde non ^ difficile che il canto, anche in origine, fosse 
polimetro. Probabilmente lo port6.un qualche esule cacciato dagli ot- 
tomani, o qualche famiglia greca che per altre ragioni pote venire, an- 
che di recente, in Calabria. Cosi e non altrimenti dovette passare dalle 
Isole Jonie in Terra d'Otranto quel dislico riferitodal Morosi (p. 211). 
— NeU'apogr. reomopulla e schflla sono scritti come nomi 
proprii, e perist^rife tradotto a senso per figliuola. Riproduco te- 
stuatmente in corsivo le note che trovo sotto il canto, perch^ le dub- 
biezze e gli errori d'un greco sono important! per la storia di questo 
dialetto. — « Questa poesia deve essere molto antica : molti termini non 
corrono piii nel nostra dialetto : taluni perd esistono iuttavia in Roghudi, 
ove i contadini per lo piii poco intendono il calabrese, — i* Reu mo- 
pull a ^ nome propriOy non so che signijichi, 2* Schilla dovrebbe 
significare cane: scidda nel nostro dialetto vale cane, 3° Celopidi 
non esiste piii nel nostro dialetto, 4® Matiegrisomondiii esistono 
in Roghudi, 5» Peristeri par che signijichi il mio parto. 6« Omorfo 
in senso di bello non esiste neppure piii. Qui (cio^ in questo canto la 
voce schilla) si pronunpa ilia invece deW id da calabrese n, 

(2) TujfiioiroOXa. 

(3) 'AnapaKivdei? Comp. — L*a intrus. 6 voce non usata. 

(4) Voce fuori d'uso: dicono dihat^ramu. Pu6 darsi che da prin- 
cipio il verso dicesse: P., dihat^ramu, e. c. 

(5) Si usa ettundo. 

(6) Pongo io Taccento che manca nell'apogr. su questa parola come 
su tante altre di questo canto: nell'apogr. e spiegata per ricco gio- 
vane: per Comp. h xoXd uai6{; ma in romaico v*d Ta€X€^1r{(, TZ€X€^- 
irfj^ o T^eXenfl^ = signore, nobile, ^erbinotto^ dal turco c^?^ tcelebi 
(cfr. il russo t eel ov^k = ttomo). 

(7) NelFapogr. = gonnella. 

(8) L'apogr. ha grisomondili, e lo traduce a caso per collana 
d^oro, 

(9) Nell'uso est^ 's to *m. 

(10) Viola pronunzia m6fighie o m6fije. 

(ii) Neiruso i parasciogguf: mod. f\ irapaaxeufi. 

{12) Voce fuor d'uso. 

(i3) Storpiatura di- iiaX\r)Kdpiov, e riduzione alia falsa etimoiogia di 
uat6(ov. 

(14) 6 un ipoiJKioOaav imperf. di voscido=: pdiJKUi. 

(i5) Apogr. ghortuci. 

Comp. XXXVI. Var, Agapise — mia reomopulla, — r. en agapise 
to — tin aborchinai : — Pire jemu — crisomandili — to T. — en do — 
jenome. — XXXVII. E. to m. mo ^fighe ti p., — to ghit — tin p. — 
pardsciaguo — sto olivadi — Me ena onomorfo pelicaduci — Pu evosciu 
t. gortuci. Manca Tultimo verso. 



— 65 — 



H PQMAIOnOYAA. 

POYMEAI 
m 
KdTUi atijy *P6ibo Kol iirf\v 'Po'iboiroOXa 

ToOpioK drdirriac ^td 'Pu)^t01roOXa. 

IC f\ *Pu))iitoiroOXa hiv t6v ^OdXci 

K* f\ aicOX' Vj fxdva tt]? ti?|v upoEcvct&ei. 

TTdp* t6v€ K6pii fiou t6v Xcpevrdioi, 

N& a' Kdiinj /^oOx<x ki' dairpo <pouaTavdKi. *' — 

,, Mdva ^ou 0(pdZo^at, Td dpt) iratpvui, 

T6v ToOpKOv drrpo jiiou hbf tAv ^dXui. " — 

6. NA aoO R. (Ulr. (Morgenbl 173); Ross (Wander. I, 53). Pass. 
DLXXIV). 



H PQMAIOnOYAA. 

ZAKYNOOI. 

„ Mdva ^ou aq)d2^o^ai, ToOpico hkv ir^pvui^ 
X€Xi56vi Y^o^at, tA 6daii udpvtu. ** — . 
„ MdTia |Liou Ki* a TeviJ<;> ki' 6, ti ki' dv Kdvi]^, 
KuvTiTdpi)^ T^TCtt Kttl ^oO pk mdvct. " — 

(ToMM. 61. Pass. DLXXIV a.) 
Cfr. ancora il canto DLXXVI ed il DXC citato con questi di sopra 
dal Comp. p. 97. 



-66- 



LXIII. 



Maria Middalinf 
Den giumdse manahf? 

— Ego en ^umdme manaho; 
Eho torn Betro ce torn Bdolo, 
Ce d6deca Apost61u. — 
Nghiri, nghiri (a) tu spitiu 
Ndca, ndca tu pediu. 
T'agropicciuna pinnu 
^S tin &]0 thalassia: 

1 Malta ce i Maria, 

O Hristd 's tin anglisia 
Leghi ti mdgni lutrujia : 
Me to missdli anift6 
Meletai o Hrist6: 
Ecino to meletai 
Ce i PatrHna to vlogai. 



(i) « Inutile fare osservare che questo canto ^ un vawdpiaiia >». Com- 
paretti 98. Morosi (87, not. 2) ne confronta i primi cinque versi con 
tre d*un canto sacro martanese. 

(2) Non mi pare un imperativo contr. di dvaYUpe[6]ui, ma un av- 
verbio coUa prfep. it. [i]n : [i\n T^pTj, [i]n fOpi) = in giro. 

CoMP. XXXVIII. Var, M. Mavdalini — Pu ciumdse monachl. — 
En ciumame monachi — Ti echo Petro c'echo Paulo — C'echo — Giri 
(GfVtf).— Naca — Taagropicciugna epfnnai ce el^gai (^irivaoi, 4X^a(n) 



* « 



-.67- 



ORAZIONE 



Maria Maddalena 

Non dormi sola? 

— lo non dormo sola; 
Ho Pietro e Paolo, 

£ dodici Apostoli. — 

Attomo, attorno della casa 

Culla, culla il bambino. 

1 colombi selvatici bevono 
Nel santo mare: 

Marta e Maria, 
II Signore nella chiesa 
Dice la bella messa: 
' Col messale aperto 
L6gge Gesti: 
Egli lo l^ge 
£ la. Madonna lo benedice. 



— Tin a. Th. (La santa Talassia) — O Cristo estin (d \ tV)v) anclisia 
-^ Pu 1. 1. m. lutrughia: — To vangelio ine anivto — Ti to m. o Cristo, 

— O Cristo t. m. — 1 P. — Dopo vlogai seguono in Comp. questi 
altri otto versi: I strata i (Vj) macria— I Patruna iglicia, —I strata 
i condi — I Patruna ene crisi, — I strata i larghi — I Patruna i para- 
magni, — I strata me to meli — I Patruna ciola to theli — che sono 
tradotti cosi: La strada lunga^ — La Madonna dolce^ — La strada 
corta — La Madonna i d'orOy — La strada larga — La Madonna 
hellissima^ — La strada col miele — La Madonna pure lo vuole, — 



-68- 



LXIV (I). 



O Juro pu en 6hi jerusfa 

Niftanimera pdnda to Wegguo: 

l^ne 6na manah6, s6inata tria^ 

Ecino crazzo ce ecfno pist6gguo: 

Ene dio pu tu cannu sinnodia; 

. Panda gonatistf (>} ton adortgguo\ 

Crazzonda tin ajo Apanaghia 

Sed afci (3) ximdi zihf raccumandiggao. 



II Signore che non ha vecchia)a 

Notte e giorno sempre lo lodo: 
£ uno solOy tre persone, 

Quelle invoco e in quelle credo: 
Sono due che gli fanno compagnia; 

Sempre in ginocchio lo adoro; 
Invocandb la santa Madonna 

A lei quest'anima raccomando. 



(i) Coup. I, scrive: echi — lod^;uo. — monacho — crazo — piste- 
guo. — sinodia. — adoreguo. — Crazzonta — zichi — raccomandeguo. 

(2) Comp. indotto dalla versione, lo ritiene awerbio come Youva- 
Tiard, ma potrebbe anch'essere aggettivo come kokkoXiot^ (canto LI I). 

(3) I^ h'ai)ri\. 



— 69 - 



LXV (I). 






Ehi dfo tndggi pu etttitte ;?a^^gguo 

Ce 61i se hor6 ii^piacemm^ni; 
Ti brama ene pu eg6 su m^ncA^gguo 

Ce 61i mu canni tin amptsttmmkx\\i 
Pemu, pemu ma ne ^2), pu su mancA6gguo, 

Ce ja^fto canni tin affiiggtrsiX£Am\ 
Ti esu e me gapai, mil to pist6gguo 

Ce pdnda ^s tin cardiamu ise itamptmicAviV 



Son giii due volte che di qui passo 

E tutta ti vedo dispiacente; 
Che cosa h [in] che io ti manco 

£ tutta mi fai la sdegnata? 
Dimmiy dimmi si, che io ti manco, 

E per ci6 foi I'afflitta ; 
Che tu non mi ami, mai non Io credo 

E sempre nel cuor mio sei stampata* 



(i) CoMP. V: Echi — passeguo — ghord — mancheguo (Ws) — affli- 
gemmeni; — pisteguo. 
(2) MA vai. 



-70- 



LXVI (I). 



En do pistegguo ti me a44inunondi; 

Mdnco ti duini tundi tirannia; 
Malucridn^a azz& me en ivre mil, 

Mdnco en ivre mian dharo dulia: 
Mu dispiaciqg^i ti pati^ffii gudi\ 

Me tu jeru chieddenni (2) apocondria 
Ce 6I0 tundo spdsso a44iinnionai ; 

Ta suspiria atitass&ggfi (3) ta tihia. 



Non lo credo che mi dimenticherai ; 

Nemmeno credo che farai questa tirannia ; 
Malacreanza da me non vedesti mai, 

Nemmeno non vedesti una cattiva azione: 
Mi dispiace che sofiri guai; 

CoUa vecchiaia acquisti malinconia 
E tutto questo spasso dimenticherai; 

I sospiri schiantano le mura. 



(i) Coup. VII: pisteguo — addismonai [bis] — a ze — Manco den 
i. — acharo — dispiacegui — pategui — jendonni — (a)ntasseguo — 
dichia. 

{2) Kcpbdvei. In Fumi (1. c.) dd. 

(3) II Fumi gli 6k il vaiore di fare ed aver paura^ ma due versi di 
un canto di Paracorio (Cal. U. P.) confermanola versione del Comp., 
ed awalorano la sua congettura circa I'origine di questa voce (p. 89). 
Cu* li lagritni tnei li'petri 'ntassu, — leu 'ntassu pe* lu tantu 
amaria tia. Imbr.-Cas. Op. c. II, p. 283. 



-71- 



LXVII (i). 



An (mme larga an^ du lUcchiu tu diciissu 

Mi dubitiai M an^ di costdn:{a (3) tin dichimmu ; 
Su I6go tin alithia, a theli na tine ^zipor^i (4), 

Ti ^\io fidili mu tanni i luntandn\a\ 
An^ di costdn!{a tin dichimmu de sonni dubiiizzi (3), 

An infidtli (mme ja ti distdn\a\ 
Pinstzzt p6sso se ^gapia, ce hod 

An imme capdci na su camb mancdn^a. 

Se son lontana dagli occhi tuoi 

Non dubitare della costanza mia; 
Ti dico la verita, se vuoi saperla, 

Che piti fedele mi fa la lontananza: 
Della costanza mia non puoi dubitare, 

Se infedele io sia per la distanza; 
Pensa quanto t*amai, e vedi 

Se son capace di farti mancanza. 



(i) CoMP. VIII: e^iporeij — Penseze — gdpia — ghori. 

(2) Aor. cong. 

(3) II Teza, e forse non a torto, crede da riporsi questo vocabolo 
in fine del verso. Art, ciu 

(4] *AEiiirop€[a]i] aor. cong. = i\\mopioyj^, A Bova axip6resa (=ax 
intnis. = kV l^^Mt6p€aa), serve d'aor. a xdro = ^gciipui. A Fumi (/. c) 
dettarono tzapor^tzi (cioe 'xapor^xi) che pare la stessa forma 
doricizzata e piu intiera: 'Eairop^aig. Quanto al rinforzo del a in E ba* 
sta ricordare xuco ^ xirfnga. 

(5) Aor. infinito. 



— •72- 



LXVIII (I). 



Esu, cazz6i4^j me tiindo lAcchio m\cci44i 

Me canunai san o Rdcco Sa44i (^)i 
Cremanni ti sardlna 's to cait£d4i (^) 

Ce tr6ghi to stuppf secHndo cV d44i (4); 
Ambdtula mu crtii to tamburi^^^ 

Ti eg6 e th^lo na c6so ttinda piriba4di; 
Ettuno mu t6 ^canne san immo micci44h 

Arte (mme m^ga ce annorizzo fapid44i (^) 



Tu, fanciulla, con queirocchio piccino 

Mi guardi come Rocco Saddi; 
Append! la sardina nel paniere 

E mangi la stoppa come gli altri; 
Inutiimente mi suoni il tamburello, 

Chd io non voglio udire queste ciarle; 
Questo me lo facevi quando era piccino, 

Ora sono grande e conosco gl'inganni. 



(i) CoMP. XXli: c'addi, — annorizo ta piaddi. 

(2) Non si sa chi fosse costui. 

(3) Sic. cartedddy cartiddunii A. KdpraXXo^. 

(4) Ki' dXXoi. « Questi due versi (3, 4) esprimono in un modo pro- 
it verbiale, che h comune in piil luoghi deiritalia meridionale^ il 
i« cercar di parere per da piil di qnel che si ^ ». Comp. p. 95. 

(5) To!^ dirdxoK? 



-TO 



LXIX (i). 



Emm£ to maro me c6fd me icofd, 
Niftanimfra me c6fti ce rafti! 

Ja ^mm6na ene 61a ta Mr/f ; 

Na canunfsi pu vrondai ce strafti: 

I a44i godigga ta mdgm confdrtiy 

Eg6 {mme rimm£no sa zflo ^s ti frihl 



Me infelice mi tagli mi tagli, 

Notte e giomo mi tagli e cuci! 

Per me sono tutti i tord; 

Che tu yegga che tuona e lampeggia: 

Gli altri godono i bei conforti, 

lo son gettato come legno nella siepe. 



(i) CoaiP. XXIII: la 'mm. — - godegu. 



-74- 



LXX (i). 



Mdgni secHndo ess£na en ivra mdi^ 

Ce mdi hovo/indi pu o c6smo duriggai: 
Ego ja ^ssena po44^ patiggao gudi 

Pleo ca cino pu ^s ti prisunia suffriggai: 
Esu tispo a44o cd emm^na gapai, 

Ce ciola ja ^mxn£na dispiaciria passtggfii: 
Eg6 se gapao ce e s^aflnno mdij 

S^afinno t6te p6te o c6smo Jin€ggm. 



Bella come te non vidi mai» 

E mai vedrd fino a che il mondo dura: 
lo per te sofiro molti guai 

Pill che colui che nella prigione soffire : 
Tu nessun altro che me ami, 

Ed anco per me dispiaceri passi: 
lo ti amo e non ti lascio mai, 

Ti lascierd allora quando il mondo finir^. 



(i) CoMP.XXVII : ghoro — duregui; — pateguo — suffiregui. — pas- 
seguiy — finegui. 






-75 - 



LXXl (I). 



Ela^ trizzcy ti o fflossu pai, 

Ela, trezze ce dostu mfa filia; 
St£co cirtsi ti e me tradi^ui mdiy 

Ce ja ricdrdo s'aflnno ti cardfa: 
Mi clazzi W )ati o filossu pal, 

Jati condof(£rri sfrma ^s ti monfii : * 
S*arriccumandtgigao mi pistdzzi (3) mdi 

A su l£gusi (4) ti i viaggidta I macrfa. 



Vieni, corri, che il tuo amico va via; 

Vieni, cprri e dagli uA baclo ; 
Sto certo che Aon.mi tradisci mai, 

E per memoria ti lascio il cuore: 
Non piangere perche il tuo amico va via, 

Perchd torner^ subito a casa: 
Ti raccomando di non creder mai 

Se ti dicono che il viaggio h lungo. 



( 1 ) CoMP. XXX : trcpse (his) — e me tradegui — clapsi — lati — 
arriccomand^uo — pistepsi. 

(2) KXaO<Ji][^]. 

(3) TTiOT€0ai3k]. 

(4) Nota Tantica desinenza -ouat rimasta qui, come in Grecia, ac- 
canto alia comune -ouv. V. la nota 3 al canto LIV. 



II Diatetto Greco-Calabro di *Bova. 



- TB- 



LXXII (i). 



Eg6 tfspo a44o ca essena gapao, ^ 

Ce su ciola ^s ti cardfassu me ferri (2): 
Esu ise to pens6romm\i ja pu na pao, 

Ce su ciola po^da daclia sperfi: 
Eg6 disperi^gdomt san de se horao (3), 

Ce su ciola ta maddia su serri: 
(3li mu l^gusi ja pu na pao : 

— Su gu^nni pdccio flnz pu en di perri. 



lonessun altro che te amo, 

E tu pure nel tuo cuore mi porti: 
Tu sei il mio pensiero per dove vado, 

E tu pure molte lagrime spargi; 
lo mi dispero quando non ti veggo, 

E tu pure 1 capelli tuoi tiri ; 
Tutti mi dicono per dove vado: 

-" Tu imp^u^irai fino a che non la prendi. — 



(i) CoMP, XXXI: dispereguome — gorao — gueddi. 

(2) F^rri, sp^rri, s^rri, p^rri = <P^pv€t[^], (Tit^pv€i[<]/o4p- 
v€t[(], ira(pv€i[<]. 

(3) Forma noteyole per il comune hot 6. Nel volgare romaico & 
frequente il passaggio dalla prima alia seconda coniugazione per gli 
attivi contratti. V. Mull. p. 25i. • 



-77- 



LXXIII (i). 



To z6ro cirtsi ti esfi e (*) me gapai, 

Non ti crijuj no «o, pirfidi mla : 
Me tus a4du pezzi ce jelai, 

E a ntia mi tnustri tdnta tirannia: 
Ithela nd'rto methesu eci pu pdi, 

L'ostindti pensiri su co tia: 
Cimemu fintsi ti esu me g^pdi, 

Chi ndtti ejurtio simpri p6nso a t(a. 



Lo so di certo che tu non mi ami, 

Non ti credO; no no, perfida mia: 
Cogli altri giuochi e ridi, 

E a me mi mostri tanta tirannia: 
Vorrei venir con te dove tu vai, 

Gli ostinati pensieri son con te: 
Fammi finta d*amarmi, 

Ch^ notte e giorno sempre penso a te. 



(i ) Bilingue come quelli di Martano e di Melpignano raccolti dal Mor. 
LVII, CLXXIV. feilterzo canto del Witte riprodotto fedelmente dal 

CoMP. XX^III: 'psero —esu me g., — ghelai — Ed — Idhela — 
m^tessu — pensieri (W. penseri) — notte — sempre. 

(2) Aggiungo la negazione che mi pare indispensabile. Cfr. i canti 
L V. 3, LXV V. 7, LXXI v. 3. 



— 18 — 



LXXIV (j). 



Pdo pu na s' ivro manahi 

Nd'rto na 'ngonatio (») ambro s'esse (3); 
Na s^arotio (4) po s6nni stathi 

S4n{a cdna (3) torminto cammiam hina : 
De me hori ti en 6ho pleo «toli 

PensiggaondsL ego pdnda s'ess6? 
A th^li mi moggui (6) i zihi 

Mi ^gapisi d4du pdra emm£. 



Vado dov'io possa vederti sola 

Per venire ad inginocchiarmi davanti a te^ 
Per domandarti come puoi stare 

Senza alcun tormentoj alcuna pena: 
Non mi vedi che non ho piti fiato 

Pensando io sempre a te? 
Se vuoi che non m'esca I'anima 

Non amare altri fuori di me. 



-r 



(i) CoMP. XXXIV : monachi — se esse {bis)y — chorl — echo — Pen- 
seguonda — theli — mo oghi — psichi. 

(2) •6Tr<»vaTi[alu>. 

(3) Doveadireinorigine essdna, emm^na, per rimarecon/^^n^i. 

(4) 'epWTfilalio. 

(5) « Kfiva per Kovdva odesi talvolta fra ii volgo greco ». Comp., pa- 
gina 97: ed ancora in T. d*Otranto. Mor. p. 126*. 

(6) = MdiPtfl: cfr. canto XLIV, v, 5. 



-'79- 



LXXV (i). 



^Vr£ ti cammian ora me ghir^ggui 

Ce p^nda sp6rto pdi ce emmena cv&zzi^ 
Niftanim£ra pdnda suspir€gguij ' 

Ce san de me hori )a se scotazzi: 
Ambdtula mu cdnni ^nda (2) di$pl6gi\ 

An de mu 'gapisi esii mu gapian d4di : 
Ta loja ta dicdmu en da pist^ggoi ; 

Came secundu pu su l£gu dd(jii. 



Vedi che qualche ora tu mi cerchi 

E sempre errante vai e me chiami; 
None e giomo sempre sospiri, 

E quando non mi vedi p^r te fa notte : 
Iniitilmente mi fai questi spregi; 

Se. non mi ami tu mi amano altri :. 
Le parole mie non le credi; 

Fa come ti dicono altri. 



* 



(i) CoMP. XXXV: jir^gui — crazi, — Nipta nimera — suspiregui, 

• .chori — scotazi. — pist^ui. 

(2) Per Comp. (pp. 87, 97) d = aOxd: per me e [tu]nda. 



— 80 — 



^UTTI — 'P%0VE1{'BI 



I (I). 

A m' ivru jeldo, 

Ma ^n d£ cl6fo ce pdo. 

Se mi vedoao rido. 
Ma se no rubo e vado. 

II. 

Tis d44o fnusso fildi 

Mdna ce missive a4diinmonai. 

Chi altro muso bacia 
Madre e padre dimentica 

III. 

Sa su d6nnu to cunici 
Trfipse me to scindci. 

Quando ti ddnno il porcello 
Corri col cordino. 



(i) Felino ed importante per chi trova nei proverbi il naturale di 
un popolo. 



-81- 
IV (1). 

Parascioggui 

ScHndu diafdggui dtu ti horf. 

Vcncrd^ 

Come fa giorno cosi lo vedi. 

V. 

O )al6 jeldi ol6. 

La marina ride a tutti. 

VI. 

Tise spfirri 's to pilo 

Hanni tin dulia ce ton garp6. 

Cbi semina nel pantano 
Perde la fatica e il grano. 

^ VII. 

Tise spfirri ax6 ciuriaci 
V4d4i sitAri ce delfi^ui fad. 

Chi semina di domenica 

Getta grano e raccoglie lenticchia. 

VIII. 

Sci4dia to 'pecurdro 
Ce hiridia to milmrfro. 

Cani del pecorai 
E porci dei mugnai. 



(i) t, un pregiudizio: se il venerdl comincia serene, durera tale 
fino a sera. 



-82- 
IX. 

V6dia ja Vgasia 

Ce vuthulie ja sporfa. 

Buoi per maggese 

E vacche per seminagione 

X (I). 

Civi (2) di (5) purri, 
C6*nda (4) ja ti moni: 
Ziri di vradia, 
C6'nda ja tin dulia. 

Arcobaleno della mattina, 
Va a casa: 

Arcobaleno della sera, 
Va al lavoro. 



(i) GoMP. Pag. 95. Var. Lirrl ti — egu^t (?Pt<»^) sti tnonl — Lirri 
ti — eguk sti. 

(2) L*arcobaleno i pei Bovesi to liru Lo stato ossitono pu6 di- 
pendere dalFessersi in questo proverbio conservato al nome il sue 
vero genere femminile : allora il secondo t rappresenta Tarticolo, 7*lp* f\. 
Tuttavia pud sempiicemente trattarsi d'un mero spostamento d'accento 
dovuto al ritmo. Ricordo d*ayer sentito in Toscana accentar cosi il 
verso d*uno stornello: Quest e parole comprendile bene.--' 

(3) Di, o TflW? 

(4) Anda o Kal divxc? 



-83 — 



0%AZIO^E 
I. 

TO STAVRO. 

'S to n6ma tu Pairussu (0, tu Jiissu, t'Aju Plematu: 
amin. . 

ITAYPOI. 

&i Td dvofyta toO irarpd^, Kai toO YloO, xal toO ^Axiou TTveii- 
\iaroq' &\ii\v. 

II. 
AVE MARIA. 

Theot6che part^ne hi6ri, ceharitom^ni Maria, b Chfrios 
m6ta su. Vloghim^ni in ghin^pse, vIoghim£no to carp6 tis 
chilfassu Jesta. 

Aja Maria (^), m^ter theii, esegui per^ imon ton amar- 
tolon imin (3) che 6ra tu thanatii: amm. 

TO G€0T0K€ nAPe6N€. 

d€0T6Ke TTapO^ve x<x7P€> KexapiT(jj]yi^vii Mapiot, 6 Kupio^ ]yi€Td 
0O& GuXoTnfyi^vii (Tu ^v T^vaiB, Ka\ cdXcmm^voc 6 Kapnbq Tr\i 
KOiXiac (Tou * Six £t€K€C ZuiTt^pa tujv ipuxu^v fmuiv. 



(i) Qaesta desinenza nella quale probabilmente d un macchinal ri- 
masuglio del genitivo piil antico« deve poi aver preso il valore del 
pronome personale che ritorna nel genitivo seguente. 

{n) Intrusione del rito latino, ma non recente. 

(3) i. scomparso Tawerbio vOv, rUipa o simile: imfn (V^jyitv?), che 
'spiegano a daso per come noiy c'e di pitt, e davanti ad t&pqi manca la 
preposizione e Tarticolo. 



- 84 - 

III. 
PATER I MO. 

Pater imdn en dis tus urenis, ajart£to to nomd^su : 
Erteto ti vathiHassu: jennithito to thelimissu, os stornos 
^s to ranu ce pos tin ghi. 
Ton arton (0 im6n ce ton epiiison d6s-emi in sJmeron. 
Afite ta fii£mata pos imin afinnome ta fil£mata . . . 
, * . . . ala ris' mds t'aponeru: amin. 

TO nAT€P HMQN (2). 

TTdtep fmaiv 5 dv toi? oupavotq, dtiacrO^Tu) td 6vo]Lid aou* 
"GXe^Tui f| pacTiXeia dou * T^viidt^Tu) Td QiKtwii (Tou, ui^ iv oi- 
pavi?i Kttl em rfl^ ff\^. 
Tdv fipTOv fmuiv Tdv imovqxov bd( fmiv <Tifj]yi€pov. 
Ka\ &(feq fifiTv t& d(peiXfi]yiaTa fmujv,^ di^ Kal fyieic d(pi€^€v 

Kal ^ft clcTcv^TKijC i\li&i €l( ircipaafyidv, dXXd ^O0ai fma^ dird 
ToO TTOVTipoO' OTi (TOU £(TTiv f| pa(TiX'€ia Kal f| bOvafiiq, xal f| b6ia 
[toO TTaipd^, xal toO YloO, xal toO ^Atiou TTvcOiluito^, vOv Kal 
dei, Kal] Aq toOc aiulivaq [tuIv aluivuiv] * &\if\y, 

VERSIONI ROMAICHE. 
A. 

TTaT^pa jyiac 61T0C daax ci^ lo^q oupavouc, d^ eTvai dTta(T]yi^vov 
td Svofid (TOU. 

""A^ JXeij f| Pa(TiXe(a (Tou • dq T^vq to GdXimd <Tou, dxTdv fi- 
vexai elq idv oupavdv, ijlx Kal d^ Tf|v t^v. 

A6^ ]yia^ (Trjjiepov Td KaGimepivdv ^aq tpiUfAi. 

Kal (Tu|uiTrd9Ti(Ta( |yia^ Td xp^il ^(x^i ^(Tdv xal fmei^ 0u)iira- 
BoG]yiev ^Kcivou^ dirou iiai xP€Ui(TT0u(Ti. 






(i) Cosi, e non drton. 

(2) Evang. S. Matth. C. VI, vv. 9-i3. 



-85- 
Kat )if| [lai pdXXij^ €i( TrctpacTfyidv, dXXot iXevQipwai iia^ &rrd 
Tdv iroviipdv, btari ih\Kr\ aov elvat f) padiXcfo, Kal f| buvajyii^, 

* 

Dall*opera di A. Aubr: Dm VaUr uns. in mehr 
ate sechahimd, spf, N. 3&0. 

B. 

TTdxep etc. come neiroriginale antico. 
.... Tdv dmoucTiov b6<; e\<; fijiS^ cnfiiyiepov • 

<^TXwpoOji€v elq Touq djiapTdvovTa^ el^ i\iia<; * 

Kal \ii\ <p^pijq fijifi? el^ treipaajiiv, dXXd dXcue^pwaov fijifi? 
dird ToO TTovTipoO • b\6T\ (ToO elvai f| padiXefa xal f| bOvajii^ xai 
f| b6ia el? ToOq aii&vas • 'A^fiv (0. 

Dalla Bibbia di Cambridge, 1868. 
IV. (2) 

A. Eg6 pistegguo ta misteria ti Santissimo Trinita^ Pd- 
tre, J6 ce Spirito Sdnto, Eg6 pistegguo 's to pedi tu Theii, 
pu tncam€sx\ 's tin gilia ti PatrHna ja dpera ce virtu tu 
Spiritu Sdntu ; ejennithi ce epdtepse ce apethane 's to stavro 
ja 'ma; errisuscittpsc^ ejai 's to ctelo , stechi 's tin 6stia 
con^acremmeni, in corpo, sdngue ct divinita: giusto giUdicij 
pu donni to cal6 to Paradiso, tos aharo to '^nfirno ; onni- 



(i) Altre tre versioni romaichexlell'orazione dominicale, fra le quali 
una delia diocesi di Tessalonica^ troverai n^U'opera citata delFAuer, 
ed una in zaconxco, neUa monografia del Thiersch, o nel MuUach 
(p. 102): ma le varianti di nessuna si collegano con queste della ver- 
sione bovese, che d sconcia ma evidente storpiatura delForiginale an- 
tico adottato dalla Chiesa Greca, ed al quale poi s'aggiunsero i vo- 
caboli che segnai fra parentesi, e che duran tutt'ora. 

(2) Non la trovo nel rite greco, e la credo un rimpasticciamento 
degli Atti di fede (A), di speran^a (B), di caritd, (C), e di cpntri- 
pone (D), che corrono stampati net diversi catecbismi delle diocesi 
italiane: anche le fortne dialettali greche sono recenti: si noti I'esu- 
beranza degli element! italiani. 



.• 



- 86- 

potinti ce tnisericordiuso , ti e s'6nni combothi ce mdnco com- 
bonni emma; arrtpilepst tos Apostolo; i Apostoli tis angli- 
sia, i anglisia emmd. B. SperSgguo, Thio dic6mmu, 
to perdHno to peccdtommxx^ ti gldria tu Paradfsu, de ja ta 
miritai ta dicdmu, ma ja ta niMta ti passidni tin dichissa, 
medidnti ta Santlssimi Sacraminti ti desidercgguo na tdho 
's ti zoi ce 's ti rhdrti. C. Sa gapao, Thi6 dic6minu, 
jati iste digno nd^ ste gapim^no : unegguo tin agapi tin di- 
chfmmu me ecini ti Patrfina ce olo los Ajo. D. Ego 
j7e«/egguome, Hrist^mu, ^\i imme penitmmivko an'd^s of- 
fise pu sas £cama;deja to ^nfirno pu acquistepsa'^ mdnco ]a 
to Paradiso pu ehasa; ma jati offindtpssi tssiy dignissimo 
bene: sa promettiggao per Vawenlre cdglio na pethdno ca 
na offendtpso ti maesta tin dichissa. 



A. lo credo nei misteri della Santissima Trinity, Padre, Figliuplo 
e Spirito Santo. lo credo nel Figliuolo di Dio, che s*incarn6 nel 
ventre della Madonna per opera e virtd dello Spirito Santo ; nacque 
e soffri e morl in croce per noi ; risuscitd, andd al cielo, sta nelFostia 
consacrata, in corpo, sangue e divinita : giusto giudice, che da ai buoni 
il Paradiso, ai cattivi Tlnferno; onnipotente e misericordioso , che 
non pu6 ingannarsi e nemmeno clnganna: si rivel6 agli Apostoli; • 
gli Apostoli alia Chiesa, la Chiesa a noi. B. lo spero, Dio mio, il 
perdono dei miei peccati, la gloria del Paradiso, non per i miei meriti, 
ma per i meriti della passione vostra, mediante i Santissimi Sacra- 
menti che desidero avere in vita e in morte. C. Vi amo, Dio mio, 
perche siete degno d'essere amato: unisco I'amor mio con quello della 
Madonna e di tutti i Santi. D. lo mi pento, Cristo mio, gia sono 
pentito per Toffese che v'ho fatto; non per Tlnferno che ho acqui- 
stato; nemmeno pel Paradiso che ho perduto; ma perche offesi voi, 
degnissimo bene: vi proraetto per Tavvenire morir piuttosto che of- 
fendere la maesta vostra. 



-f— ^ 



GRAFI (I) 

'S TON MASTORA.ATZE (2) GRAMMATA GRfeCA CE LATINA 
O FAUSTO FUMIO ATZ' EN A PREVITERO AN' DOM BUA. 



< 

Filo ce mastora poddi gapimeno: 

Su grafo ettuta liga 16 ja appotte C3> an^ din opzia, pu irta 
na cdmo Hrist6jenna me tu dicummu. Me 6I0 ti eho tin 
gili^n jbmati atz£ pramata (4) tu faghiu pia jenonde ^s et- 
tundim bitzilon imera, ce me 6I0 ti £ho tin gardian ghi- 
m^ni an^ din agdpi ti mu difusi i dicl;iimmu, ce me 6I0 ti 
i pzihimmu pai s^ecfndin cald meria ti (5) Betlem, pu i pit- 
zili capz£4dan (6) din djam Banaghia ejennese (7) ^s tundin 
nifta ecino mitze44^^^ci o pio crdzete o Hristo, o mega 
Jiiro (8), o jo tu Theii, — ciola (na mi su ti siro pod[4i 



(t) <« Nel trascrivere questa lettera ho tentato rendere esattamente il 
« suono e Taccento del Bovese che me la lesse parola per parola. 
(« Tanto il prete, autore della lettera, quanto il lettore non sanno 
« proprio nulla del Greco ne antico n6 moderno ...» F. G. Fumi. 
. (2) I vocaboli 16jia — hole — echo — himera — Christo 
— hijd— cheretdo — pzichrdda — dcharon — hilio — 
traghudiime — emdtthese —Chora — chiglidda — e loro di- 
pendenze, ho ridotto^ dall'apografo Fumi, ad unit^ di gratia ; ma non 
ho mutato i gruppi tz, pz, cz, perch^ indicatio varieta dei suoni 
oscillanti I, \|i, zz. II terzo segno di difusi e di nifta rendeil pro- 
fessor Fumi per *h, awertendo che d urCaspira!{ione tra i labbri vi- 
cina alVi: io la rendo assolutamente per f, perche non mi occorse, o 
forse non seppi awertire questa sfumatura che sfuggi anche al Viola. 
Piuttosto nffta, come dfto ('f to)* e rifti e pronunciato dai giovani 
pressoch^ nfsBa, ds6o ('s9o}, ris9i, ed anche hista, dsto, risti, 
come scrive sempre il Vi^la (una volta sola dvsto): ma i vecchi di- 
cono, come in Terra d*Otranto, nifta, dfto. Anche il numerale 
6xTiO (otr. oft6) pel Fumi e pel Morelli e. oct6, pel Viola sempre 
oft6 ed ost6. 

(3) Apog. app6the his. (4) Ap. prdmmata ter. (5) Ap. tis. 
(6) Ap. capz^dda an - din = . . . xfi^ [fiin»; TTavcrria?] n, m efelc. 
{7) r€vvdui (8) Ap. chjurio. 



macria) 6rhome s^ess^na, ce se heretdo ce su sted4Q te ca- 
les im^re (0. 

Eg6 appotte steco cald^ ce su ettutte (2) na 9tathi caglio. 

Ode cdnni parapod^i pzihrada, ce ma canni sinerti (3) ci- 
nin di j'agapin (4) dichbnmu ce ja oion don gosmon ihe o 
•vloghim^no tu Hristii, san eghienne (5) s'ettundon aharon 
gosmo na ma cami fili me to mt^^^rendu, na ma doi 61a ta 
cald ti ehi med dfto ; fa pia cala gpiase (6) ce pianni panda, 
ambr6 atze 61a ta chi6ria (7), ambr6 atze 61a ta pramata, 
ambro ti efani aftundo cosmo, prita ti rifti potamu atz4 lu- 
cist o ilio . . . : ce ecino jenndi (8) 's tin ghin, t6sso m6ga, 
posso patredu to ito ^s ton urino. 

TrS, filommu, an emi Hristiani 's ettundin (9) nifta son- 
nome £hin iplo : traguddme ^s to Hristo ; ton doczume jati 
irte ce eghienasti (lo) athropo, ce jati mas ecame pl6o me- 
galu ti ene i anghieli 00. Jd^fto se paracalo, filo dicommu^ 
na ton gapisi. Ecino su ediche tin pzihin, 'ecino emdthese 
ta po44^ pramata pu czeri. Dos tu vloghia ce cal6miro esu. 

S^afinno, mdstora ce filo po44i calo ce mdgno , me tin 

galin vradfa: 

o filossu Petro p.... 

'S tin H6ra (i*): icosipende tu Dicembriu, 
mia higliada octocat6n eczinta oft6 (i3). 



(i) Od arghfe? (2) Ap. eitute. (3) IvvcXOdv. (4) Ap. ja 'ga- 
pin. (5) "6BYa»V€. (6) Ap. epiase. (7) Lo traduco a tastoni: Tap. 
ha chieria = mtf«tf/e. (8) Tewai? (9) Ap. attun-din. (10) '€t6v- 
vdOii. (11) Ap. anghieli. 

(12) I Bovesi chiamano Bova tanto Vua quanto Ch6ra. II nome 
di XiOpa = cittdL^ occorre frequente in calce ai diplomi bizantini, ed 
e usato pur oggi dagU Albano-Siculi della Piaiia per indicare il. loro 
paese. Curioso riscontrOy dice il Camarda, ove si pensi alle greche 
poleiSy alia urbSy latina. Op. cit. A Dora d'Istria, p. in, not. 5. 
II diminutivo di quel nome xu^P^ov o borgOy vive anc*oggi nei nomi 
dei tre paesi ricordati a pagg. IV, V deirintroduzione. 

(i3) Se nel saggio precedente abbiamo notato esuberanza, qui av- 



- 80- 
LETTEV^ 

AL PROFESSORE DI LETTERE GRECHE. E LATINE FaUSTO FuMI, 

Bcritia oa un prete di Bova (i). 

Amico e professore carissimo: 

Ti scrivo queste poche parole di qui dal monte, dove venisti a far 
Natale coi miei* Bench^ io abbia lo stomaco pieno di cibi (lett. cose 
da mangiare) che sono d*uso in questo bel giorno, e benche abbia il 
cuore, pieno deiramore che mi mostrano i roiei, e benche I'anima mia 
vada in quel bel paese di Betlem, dove la bella vergine della Santa 
Madonna partorl in questa notte quel piccinino il quale si chiama 
Cristo, il gran Signore, il figliuolo di Dio, — eppure (per non tirarti 
molto in lungo) vengo da te, e ti saluto e ti mando le buone feste 
(letter, giomate). 

Io qui sto bene, e tu la possa star meglio. 

Qua fa moltissimo freddo, e ci.fa riilettere a quello che per amor 
mio e per tutto il mondo ebbe il benedetto di Cristo, quando veniva 
in questo cattivo mondo per farci amici col padre suo; per darci 
tutti i beni che ha con se: i quali beni prese e prende sempre, da- 
vanti a piene mani, davanti a tutte le cose, avanti che apparisse 
questo mondo, prima che gettasse fiumi di fuoco il sole . . . : ed egli 
t fatto (?) nella terra, tanto grande, quanto il padre suo lo era nel 
cielo. 

Vedi, amico mio, se noi Cristiani in questa notte possiamo aver 
sonno : cantiamo a Gesti; lodiamolo perch^ venne e si fece uomo, e 
perche ci ha fatto piti grandi di quello che sono gli angioli. Per 
questo ti prego, caro mio, ad amarlo. Egli ti diede Tanima, egli fin- 
segn6 le molte cose che sal. Benedicilo e felice tu sia! 

Ti lascio, professore ed amico carissimo e bello, coUa buona sera: 

Tamico tuo Pietro P... 
• In Paese: 25 di Decembre, 
mille ottocento sessantotto. 



vertiamo grande scarsezza di voci italiane ; dovuta forse all'et^ avan- 
zata dello scrivente ed alia manifesta intrusione di vecchie frasi asce- 
tiche abituali in un prete. Fra questi due saggi, che per I'invasione 
dell'italiano segnano i due estremi, si collocano naturalmente le prose 
seguenti le quali meglio d*ogni altro esempio rappresentano, come ho 
detto, la fasBv attuale del dialetto bovese. 
(i) Traduzione mia. 



— 90 



TO PEDI TI OLO SPENDEGGVl 



(5. Luc. Cap. XV) 

II... Enan athropo ihe dio pedia : 

12. Ce o pie ^minuto ipe tu pdtretu: Pdtre, 6mmu to 
mertic6 (0 ti mu 'nghizzi (»). Ce o patre tos einiriae'(3) ta 
. Hni. 

i3. Ce ddpu lighes imere (4) to pedi to pie \miniito ede- 
lezze pasa prdma, ce ejai (5} se mia meria larga: ce eci 
espendezzc 6ia ta diniridi cannonda mia brUtti zoi. 

14. Ce san tspindtzzt, 6I0, mia megaii caristia irte s'e- 
cmdo paisij tosso ti ecino ahieroe (6) nahi bisdgno . 

1 5. C'ejai, c'embfchi m'ena azz'ecindo /?^/siV ti ton estile 
^s ta hordfiatu na voscisi ta cugna (7). 

16. Ce ecfno ithelena jom6i tin giliame tovelani ti etro- 
gai ta hiridia: ma tispo en du donne (8). 

1 7 . Ma, ddpu ti awirfesti an' do sbdglio ti ^ame, fpe : 
Possa garciHgndi tu pdtremu ehu po4di zomi, ce ego pe- 
theno azze pina! 

18. Ego jerrome (9), ce pdo 's tu patremu, ce tu lego: 
PAtre, ep^ccAezza cuntrei tu Theii ce cwn/rasu : 



(i) Owero ti meria. (2) Ancora ti me 'n. (3) Ant. Mod. |yi€- 
pitiu^ ^oipdlo, Otr. merfzo, merdzo. (4) Oppure Hghe 'mdre. 

(5) A Cargese kbiaX. 

(6) fi un X€ip6vui = X€tpi2:ui. 

(7) Trad. carg. dello Stefanopoli (Londra, i860]: xal t6v .^(TtciXe 
ei^ T& Xiiip&fpid Tou v& P60K13 k. t. X. Inutile il dire che il Viola non 
vide mai nessuna versione greca della Bibbia, ne altro libro in ro- 
maico. 

(8) Pronunzia dt| d$nne, e sempre cosi, quando il monosillabo 
accentato precede un vocabolo senza accento. 

(9) Rom. tfipvw. 



- w - 

19. Ce en imme pl6o digno na^mme crasm6no pedi di- 
c6ssu : tratttzzimw san ^na gargiUni dicossu. 

20. Ecfno ditncdi ej6rti ce ejai ^s tu patretu: ce o patrendu 
ton fvre Wrgotte, ce Ihe pietdj ce £trezze, ce erifii 's to 
^ctt^^fndu ce ton efilie. 

2j. Ce o j6 tfi'pe: Pdtre, epiechezzsi cUntrsi tu Theii ce 
ciinirasu: ce en imme pleo dlgno na'mme crasmeno pedi 
dicossu. 

22. Ma o pdtre ipe to gargiuniondu: Feretimu ode tin 
cdglio foresfa, ce foreset^to (0 £na dafdlidi ^s to ddftilo, ce 
suUrisL 's ta p6dia. 

23. Ce gudlete stomali (2) to damali to pahim^no, ce 
spazzet^to, ce cdnnome fista : 

24. Jati tQto jommu ito apethamm^iro, ce crri$uscitezze\ 
ito ham^no, ce ton ivrai. Ce embfchissa na dlmu mdgni 
fista. 

25. Arte o j6 o m6ga ito 'sta hordlBa, ce san 6rcheto ce 
fto condd tu spitiu icue ti ecrunnai (3) ce eforegguai (4). 

26. Ce ddpu ti ecrazze ena an^ da gargtiigm. f arotie ti 
th^lu na'pu ecinda pramata. 



(i) <t>opa(vui. 

(2) Questo'vocabolo certamente significa/i/ort, ma ne e dubbia To- 
rigine. Se e composto, la prima parte pu6 spiegarsi in due modi: o 
per \ t6, o per [I]kt6[^], giacchd talora in questo dialetto kt = <jt. 
Quanto a mali, per via deU*albanese |idXi, si potrebbe supporre an- 
tica parola pelasgica significante montey che deri^rando probabilmente 
da radice indiana [cf. il Malaya della costa del Malabar) si ricoo- 
netterebbe coH'omerico MoXeiduiv 6p<K e coH'odiemo MaX€p6 di Morea. 
In questo caso la locuzione bovese (*( t6 |idXi) varrebbe originaria- 
mente al montCy cioh fuori delVahitato ; il che troverebbe- conferma in 
parecchi awerbi e frasi di varie lingue> nelle quali entra, bench^ poco 
punto awertita, Tidea ^iinitiva del monte. Tiittavia mi sembra 
pi^\iaturale e piti giusto veder qui la parola mdli, piano, pianura, 
che s'ttsa in Bova, e che ^ un 6iL4dXt per 6^aX6v. AUora \ t6 |yidXi si- 
gnificherebbe in origine in piano, alVaperto: cfr. le locuzioni latine 
in planutir, in plana e piano, de piano. 

(3) Rom. KpoOui. (4) Rom. xopctiu). 

II Dialetto Greco-Qalabro di 'Bova. lo 



- 92- 

27. Ce ecino tu'pe: O leddessu (0 frte, ce o patressu 
espazze to damdli to pahimeno; jati ton fvre 1)0(2) ce calo.- 

28. Ma ecfno e5^/;j;je^ (3) ce en ethelie na'mbichi: ce ja 
tuto o pdtrendu egguichi ce ton eparacdlie n^^mbichi. 

29. Ma ecino apologhizonda ipe tu patretu: 'Vre, 6hi 
tossu hr6nu ti ego su ^ewegguo, ce en cmdnchezzsL Jin drte 
se pasa cumdndo dicossu; ce ciola esu e modkhe mdi enan 
%rapitto na dtpert tst6 me tu filummu. 

30. Ma san irte tuto j6ssu xi efaghe 61a ta diniriasu me 
tes ahare gbineche, esii espazze ja cinu to damali to pahi- 
meno. . 

3i, Ce ecino tii'pe: Pedi dic6mmu (4): esu ise panda 
methemu, ce pdsa prdma dicommu 6ne dic6ssu. 

32. Arte ecwwr^neggue na jenastf/^s^^i, jati ttito leddessu 
ito apethammeno ce crrisuscitczzt\ /to ham6no, ce ton 
ivrai. 



I STORIA TU GIOSEPPI EBREU (5). 



[Genesi, Cap. XXXVII) 

1. Arte o Giacobft^ estathi 's ti bora piisa o patrendu 
itom banda parpatonda, ^s ti bora tu Canaan. 

2. Ce i gbienie tu Giac6b*^ issan ecfne. O Giosippi^ san 



(i) Ledd^ =LfratellOy le^dd = sorella. Onde? 

(2) "Ytiov per OyijJ. 

(3) Anche enquiet6siu 

(4) Ancora pedfmmu. 41 

(5) II Viola ha fatto queste versioni sulFitaliana del Diodati mcfdi- 
ficando qualche frase per necessity del dialetto. I nomi proprii, o sono 
storpiati alia moderna, o sono scritti secondo la grafia della versione 
italiana: quindi Gios^ppi, Canaan, Egitto, PvitiiArTC, per 
Joseph, Kend'an, Mizrdim, Potiphdr. 



Il^' 






- 93 — 

ito giUveno , azzfi decafta hrono , evosce ta provata me ta 
leddfdiatu, me ta pedia ti Bilha ce me ta pedia ti Zilpa 
ghincche tu patretu. Ce ecino fileghe tu miss4reiu tin dharo 
foni pu eparpdte jad afto. 

3. Arte o Isradlt egdpe to Gioseppt pleo pdra 61a t'dddia 
pediatu, jati tu fto jenastonda 's tin ghierusiandu.; ce to- 
cam#mia foresia/(i^c(/emm£ni. 

4. Ce ta lecjdidiatu horonda ti o miss4rendo ton egdpe 
pl^o pdra fdd4a ie^didiatu, den don esonnai ivri*(i), ce den 

esonnai f/^/^zzi methetu.me to calo. 

« 

5. Ce o G^ioseppi {vre enan iplo, ce tos tiipe to led[4id{o$tu; 
ce ecini den doa esonnain Ivri pl6o ce pleo. 

6. Ecino diincei tos {pe: Deh! cuete tundon iplo ti ego 
ivra. • 

7. Anode, emi edenname ta drdmata mesa se ena horafi; 
ce an6de, to drama dic6mmu eghifirti, ce ciola estathi orto: 
ce anode, ta draaiata dicasa fssa attdmu tu dicumu, ce tu 
echiglidzzondo. 

8. Ce ta led4idiatu tu'pai : Regn€ggai esii ciola apanot- 
temma (^)? Cumandeg^i esii ciola apanottemma? Ecini 
dunca den don esonnain ivri pleo ce pleo ja tus iplutu ce 
ja ta lojatu. 

9. Ce ecino ivre ciola 6nan d4do iplo, ce tos tupe to led- 
didiostu (3), legonda: Anode, ego ivra ciola 6nan iplo; ce 
anode o iglio, to fengdri, ce endeca dstria mu chigliazzondo. 

10. Ce ecino tu tupe tu patretu, ce to leddidiostu. Ce o 
patretu tu cuddie, ce tu'pe : Pio 6ne tundon iplo ti esu 
ivre? Ehome emi, ego ce i mdnasu ce ta le4didiasu, naVto- 
me ciola na chigliastiime hamme ambrottessu {4)? 



(i) Nota come sotto veste greca traspaiano locuzioni italiane. 
(2] Anche apinuma. 

(3) Ti&v t6v €Tw€ Til»y X. Itftl. volg.: glielo disse at f. 

(4) Anche ainbr6ssu. 



— 94 — 

11. Ge ta led4idiaiu tu f^rrain invidia: ma o patretu 
ecrate tunda loja. 

12. Arte ta led4idiatu qaissa na vosciusi ta provata tu 
pdtrendo 's ti Sichem. 

i3. Ce o Israel/ ipe tu Gioseppi : Ta leddidiasu den vo- 
sciusi ecini 's ti Sichem? Ela ce ego se ste44o sed afto. Ce 
ecino ipe: An6de. # 

1 4. Ce ecino tii^pe : Arte eggua, ce'vrfi an da Ie4dfdiasu 
ce ta pr6vata stecu cala, ce penjiita. Otu ton fetile an' do 
cafuni tu Hebron, ce ecmo frte 's ti Sicheta. 

i5. Ce 6nan dthropo ton ivre ti ipighe parpat6nda ja ta 
horafia: c' ecino dthropo ton ar6tie, ce tu'pe: Ti ghireggui? 

16. Ce ecino ipe: Eg6 ghiregguo ta le4didiamu : deh! diz 
zemu (0 pu ecini vosciusi. 

17. Ce ecino athropo tu'pe: Ecini ehorfetissa app6tte: 
)ati ego tus icua ti el^gai: Pdme 's ti Dotain: o Giosippi 
duncBi ejai apissu to le44idiondu ce tus ivre 's ti Dotain. 

18. Ce ecini ton ivrai largotte: ce prita pdra na pdi con- 
ddto, tin epiatczzai cuntrstxi na t6ne spdzzu. 

19. Ce ipai o ena t'a44u: An' eci, ecino ti ehi tus iplu 
erchete. 

20. Arte duncei elaste (^), ce tone spazzome: ce p6i to 
ristome se mia fdssa azze tiite : ce emi iegome ti enan aharo 
cmimdli tx)n ^faghe: ce horume ti j^nonde i iplitu. 

2 1 . Ma o Ruben, c6nda tuto, ton figuale an' da hieriato, 
ce ipe: Mi to raddiome na pethdni. 

22. O Ruben tos ipe cioia: Mi rizzite to ema: rizzeteto 
se ecindi fdssa ti ene 's to desirta , na mi tu valite hieri 
t'apdnu (3): na tos to gudii an' da hieriato, ce na torn bfri 
's tu pdtretu. 



(l) A€(H€, 

(2) Piti raram. eldte. 

(3) ToO i-n&viti} ital. di sopra. 




23. Ce san o Gioseppi irte 's ta le44idiatu, ecfni ton ejin- 
n6ai (i) an' di foresiatu, azz'ecindi foresia/a^ct/emm^ni pu 
ecino ihe apanutu. 

24. P6t ton epidsai, ce ton erizzai s'ecindi fdssa : drte i 
fdssa Ito ezzero, ce den ihe nero eci ossu. 

25. P6i ecathiai na fasi, ce esicoai tu lucchiw ce ivrai 
mia mvirra azz' Ismaelitu ti ercondo an' di Galaad, jce ta ca- 
megliato issa fortomena azz6 pramata jprqit^a, azze bal- 
samo, ce azze mirra: ce ecini epigai na piru ecinda pra- 
mata 's ton Egitto. 

26. Ce o Giuda ipe to leddidiondu: ti Utili cdnnome, 
sdne spdzzome to Ie4demma, ce crifome to fimatu? 

27. Eldte tos (2) to pultime cino tos Esmaelito, ce den 
du vaddome hieri t'apanu: jati ecino ene le44^i^nia, crea 
dicomma. Ce ta leddidiatu ipai: Ma n6. 

28. Ce scHndu ecini putthdri Madianiti epa^^figguai, ecini 
esirai, ce ecamai anevisi to Giostppi ozzotte azze ecindi fdssa ^ 
ce ja icosi diniria, azz' arginto ton epuliai cin6 tos Ismae- 
lito: ce ecini ton epirai 's ton Egitto. 

29. Arte o Ruben econdofere 's iifdssa^ ce anii o Gio- 
seppi den ito plfion eci: ce ecino anascie ta ruhatii. 

30. Ce ecofidofere 's to le4didlondu, ce tos ipe: To pedi 
de fenete ; ce ego, pu pao ego ? 

3i. Ce ecini epiasai ti foresia tu Gioseppi; ce espazzai 
ena rifi, ce tin evazzai me to ^ma. 

32. Ce estilai na feru ecindi foresia /^5c//emmeni 's torn 
bdtrendo, ce na tu ipu: Emi ivrame tiindi Foresia; anno- 
rizzi drte an fine i foresia tu jusu, de. 

33. Ce ecino tin annorie ce ipe : Tuti ene i foresia tu 
jumu; enan aharo animdli ton efaghe: o Gioseppi c^r/a 
fine anascismfino. 



(i) '€TU|uivi6[a]ara]i. (2) Tiliv t6 tt. ^k€iviI>v Td»v k. t. X. 



-96- 

34- Ge o (?iac6b*e anascie ta ruhatu, ce evale ena sacco 
apahu ^s ta fazomata; ce 6clazze jaton ij6ndu poddes imere. 

35. Ce 61a ta pediatu, ce 61e i dihaterestu ejertissa naton 
galocdmusi: ma eclno den eth^lie nd'ne (0 calocasmeno (a) 
ce ipe : Cirta ego catevfinno me lipi 's tu jfimu 's ti sem- 
portHra. Ce o patrestu (3) ton €clazze. 

36. Ce ecini Madianitt, ddpu ti epirai to Gios^ppi 's ton 
Egitto, ton epuliai tu Putifdrre, euniico tu Faraone, pr6to 
to gudrdio. 



(Cap, XXXIX) 

1 . Arte d6pu ti epdrai to Giosfippi 's ton Egitto, o Pu- 
tifdrre, euniico tu Fara6ne, pr6to to gudrdiOy athropo egi- 
zidno y ton ehdrae azz^ ecindu Ismaelitu ti ton issam bi- 
ronda. 

2. Ce o Thio ito me to Gios^ppi-^ ce (to dthropo ti ipi- 
ghe cannonda cai6: ce estdthi ^s to spfti tu patrunitu o 
Egiziino. 

3. Ce o patrunhu ivre ti o Thio ito meth^tu, ce ti o 
Thio evl6ghize 's ta hifiriatu 61o posso ecino icanne. 

4. Ja tuto o Giosfippt embichi 's tin agdpitu, ce ton tser- 
j^eggue : ce ton ecame proto azz' olo to spitindu, ce todiche 
's ta hieria olo posso fhe. 

5. Ce puccia ti ecino Egizidno ton ecame proto an' do 
spitindu, ce azz6 posso ecino ihe, o Thio evloghie to spi- 
tindu, j' agdpi tu Gioseppi, ce i vloghia tu Tbeu 6ppese 
apanu se 6I0 posso ecino ihe 's to spiti ce 's ta horafia. 



(i) Otr. na ^ne: vA i^vai. 

(2) KaXoKa|yi[u)]|bi^vo^. 

(3) Ancora, ma meno bene, o pdtrendu. 






I. A 



6. C^ ecCno dvale 's ta hieria tu Gioseppi olo p6sso ecino 
fhe, ce den ecrdte cunio meth^tu azze canenam brama, pdra 
an' do faghindu. Arte o Gios6ppi ito pizzilo ce azz6 mdgni 
fdccia. 

7. Ce Qsuccidezze, ddpu tiinda prdmata, ti i jineca tu 
pairuni tu G\os€ppi tu erizze to Iticchio t' apanu, ce tu 'pe: 
T^line (0 methemu. 

8. Ma ecino den ethfilie, ce ipe ti jinec6 (2) tu/?(i/rw?rfutu: 
An6de, o patriinivnx!^\x. den grat{ cUnto methemu azz6 ca- 
nenam brama pu ene 's to spiti, ce m6diche 's ta hieriat 
olo p6sso ecino ehi. 

g. Ecino sUsso den ene pleo mega par' emm^na (3) se 
tiiirfo spiti; ce de mu viitezze tipote dddo par' essena; jati 
esii ise i jinecatu : po adduncei 6canna tdndo mega caco, ce 
ep^ccAeggua ciintra. tu Theii? 

10. Ce me 6I0 ti ecini tu pldteggue cdtha mSra, ckiia 
den ethdlie na taclini metheti, ce mdnco na stathi metheti. 

.11. Arte tsuccidtzzt mian imera, ti ddpu ti ecino em- 
bichi 's to spiti na cdmi duliestu, ce den fhe tinon addo tu 
spitiu eci 's to spiti. 

12. Ecini ton 6piae an' da ruha ce tu' pe; Tacline me- 
Aernu. Ma ecmo tis afiche ta riiha 's to hieri, efighe ce 
eguichi stomali. 

i3. Ce san ecini ivre ti ecino tis ito aficonda ta ruhatu 
's ta hieria, ce ti ito figonda stomali; 

14. Ecrazze tu hristianu (4) tu spitiuti,' ce tos ipe: 'Vrete, 
ecino mas 6fere 's to spiti enan athropo Ebreo na mas abur- 



(i) K[a]TaKX(vui^ - ojLiat. Espulsione assai notevole. 

(2) Notevole Tanttco genitivo ifuvoiK6^> e non il moderno fuvaixaq. 

(3) Anche azz'e< 

(4) Come in altri dialetti d'ltalia, per es. nel toscano, ed anche in 
qualche lingua straniera, cristiano significa uomo: lo che, osserva 
FAscoli, dd luogo a curiose incongruence^ Cosl (in un dial, grigione) 
G. C. deve chiamare cristiani gli uomini di tutti i tempi, e dire : mo 



— 98 - 

lezzi: ecino irte s^emmena na taclini methdmu, ma eg6 
ecu44ia (0 me megali fonu 

i5. Ce pos ecino (cue ti eg6 immo sic6sonda ti foni, ce 
ecud(}o, m' dfiche ta riihatu ce 6fighe ce eguichi stomal. 

1 6. Ce ecini esicoe ta ruha tu Gios6ppi, fitidi pu o pa- 
trUninin econd6fere 's to spftindu. 

17. Pdi tu pldttzze se tfindo m6do: Ecino gargiiini ti 
esu Qias £fere irte s^ emm^na na me burlezzi. 

i& Ma pos ego esicoa ti foni, ce ecu44id) ecino m^ dfi- 
cl\e ta. ruhatu, ce dlSghe stomdii. 

19. Ce san o patruni tu Giosep/?/ icue ta loja ti i jinecatu 
t61eghe, cioe: ogargiiinhsM mocametefta prdmata, e^^i^i^esti. 

20. Ce o patruni tu Giosfipf t ton epiae, ce ton evale 's 
to torriunij ti ito to l6co pu i presuniri tu rfga issa pre- 
sUni : ce ecino ito eci 's to torri'Ani. 

ai . Ce o Thi6 ito me to Gioslppi, ce tdimHstrttzt oli tin 
agdpi ja^ cino, ce 6came na ton gapisi o proto ti premnfa. 

22. Ce o proto ti presunia ^diche ^s ta hi^ria tu Gio- 
s6ppi 61u tu presuniru ti fssa 's to torrt'&ni\ ce ecino ecanne 
6I0 posso ihe na )enasti. 

23. O pr6to ti presunia den ecanune se prdma pu ecino 
ihe 's ta hieria ; jati o Thio ito methetu : ce Thi6 evl6- 
ghizze 6io p6sso ecino Jeanne. 

(Cap. XL) 

I. Arte ddpu tunda prdmata, ^uccidtzzt ti o coppiri 
tu riga tu Egittu, ce o panetUri (^) tpeccMzzAi cuntrei tu 
riga tu Egittu, patrHni dic6ndo. 



vus parchireit d'ils carstiauns, guardatevi dai ctitUani {cio^: dagli uo- 
mini). Arch, glott. vol. I, p. 10, not. 4. — Piu curiosamente in Sici- 
liano significa ancora tnaritOf ed al fem. moglie. 

(1) Pres. cuddfzo. 

(2} Anche o furndro. Viola aveva scritto prima: ecfno ti c^nni 
to zomi. 




- 99- 

2. Ce o Faraone e^/«;p[csti parapo44i cUntra azz' ecindu 
dfo eunucutu, cioi c&ntra tu ple^ m^gan %opp6ri, ce cAntrdi 
tu pic' mega panettiri. 

3. Ce tus 6came will presHni 's to spiti tu protu to gudr- 
dio 's to torriUnij eci stisso pu o Gioseppt ito pres&ni. 

4. Ce o pr6to to gudrdio ordfnczze tu Gioseppi ndne 
meth^to; ce ecino tos Jeanne azze gargiuni, Ce ecfni estd- 
thissa ena hrono ^s tim bresunia. 

5. Ce oli c^i dio, o coppiri ce o pie' mega pdfietUri tu 
riga tu Egittu, pu fssa prestini 's to torriuni^ ivrai pasdna 
enan iplo 's ti stfsso nifta, pu ecunvineggac 's tin interpe- 
tra\i6ni pu issa dosonda se pasana azzed dfto. 

6. Ce o Gios^pj^f, san ejdi ti purri (0 sed afto, tus eca- 
nunie: ce an6de, issa disturbtmmim. 

.7. Ce ecino arotie ecindu eunucu tu Fara6ne, pu issa 
methetu 's tim hresunia^ 's to spiti tu patruniuiUy legonda : 
Jati simero i fdcciessi ene malinconiche? 

8. C'ecini tu' pai: Emi ivrame pastoa £nah iplo, ce den 
ehi canena na mas to diamerfizzi (*). Ce o Giosfippi tos ipe: 
I anterpetra:^i6ni den fine tu Theii? Deh! pemuteta, 

9. Ce o pie' mega coppiri ipe tu Gioseppt ton iplotu, ce 
tvi' pe: Mu fcneto 's ton iplommu ti ihorra ambrottfimmu 
finan glima. 

10. Ce s'ecfndo clima issa tria filaca: ce idife (3) ti efi- 
triaze, p6i ti eA'/tireggue, ce 's to Urtimo ti ta sisigliatu (4) 
emma/i/regguai ta stafiglia. 



(i) T^v irpuitav. 

(2) £1 un 5la^€pc0uj che considererei, con mutamento di significatO) 
qual doppione di biajucpCSIuj, anzich^ crederlo storpiatura di biepjuiivcOuj. 

(3) "'H56i<p€ imperf; di dffo (d(f[n]o) = beCxvui, con aumento in n 
per itacismo. V. Morosi, p. i32. 

(4) Mi par certo Tantico 60adXa = vitis rami cum fructu appenso. 
Leopold. Lex. graec. lat. 



— 100 - 

11. Ce eg6 iha tin gfippa tu iFaraonfi 's to hieri; ce 
epianna ecinda staflgUa , ce ta'spinga 's tin g6ppa tu Fa- 
raone, ce idonna tin g6ppa 's to hi^ri tu Fara6ne. 

12. Ce o Gios^p^i tu^'pe: Tuti 6De i ''nterpetra^idni tu 
tGtu iplu: ta trJa filaca ene tris imfere. 

i3. App6ne iA^e tris iiii£re o Faradne hor6nda meta- 
pdle ti fam^liatu, se ricumpensh^^i an' de duUessu ce se 
condoferri '^ to ^Jrf/ossu; ce esu ddnni 's to hifiri tu Fa- 
ra6nc tin"g6ppandu, pos ito to protin6 ufficiossu san tsso 
coppirinAn. ■ 

14. Ma critime 's ti m^/issu, san ehi an' do cal6; ce 
^zze, se paracaI6, calfn gardi'a m' emmena, ce platezzitu 
azz^ emmena tu Fara6ne, ce cdme ti egd na guic6 stom^li 
azzi tCindo spiti. 

1 5. Jatf, 's tin alfthia, emmena me ct^zzai (0 an' di h6ra 
tos Ebr^o: ce ci61a 6de den ecama ti^ote, jatf thai (2) na 
me v^u se tundi^s^j. 

16. Ce o pie' m6^a paneit'lri hordnda ti o Gi6seppi I'to 
diamer^zzonda ton fplo cinii se cal6, I'pe tu Giosippt : Em- 
m£na.mu f^neto ciola's ton fplommu ti iha tria cart^glia 
dspra apanu 's tin gefali. 

17. Ce 's to pl£o zildn gart^dqli ihe azz£ dla ta faghia tu 
Fara6ne, azze dulia tu furndru : ce ta puddia ta trdgai 6s- 
sotte azz' ecfndo cart£d^i apanu 's tin gefali'mmu. 

18. Ce o Gioseppi apol6ghise (3), ce fpe: Tuti fine i an- 
terpetra\i6ni tu tutu iplu: ta trfa cartfiglia £ne tris imere. 

19. Appotte i'^^t tris imere o Fara6ne hor6nda metapale 
ti Tamigliatu , se cass^q^m^ ce su p^rri t'ofl^ciossu, ce se 



in italiano, per idiotismo : me mi presero. 
}i (= €Txav) vd yi W\ow[v]. 
a arrispiiadezze, che e usato dai meno vecchi. 



- 101 - 

cdnni cremai se £na zflo; ce ta puddia su trogu to crea 
apanusu. 

20. Ce tsuccidtzzt 's tin diirion imera ddpu^ ti ito i im^ra 
pu ejennithi o Faraone, ti ecino ecrdtie mian davula ja' 61a 
ta gargiUgmXM : ce ivre mesa ^s ta gargiHgnzXM delemm^na 
to pie' mega coppiri ce to pie' mega panettiri. 

2 1 ; Ce ecino econd6fere ton %oppiri to pie' mega 's t' of- 
ficiondu azz6 copp6ri\ ce ecino 6diche tin g6ppa 's ta hieria 
tu Fara6ne. 

22. Ma ecame cremdi to pie' mega panettM secHndo tin 
interpetra:{i6nt ti o (?ioseppi tos ito d6sonda. 

23. Ce o coppiri pie' mfigaden arricordisti an' du (?io- 
s^ppr, dnii ton a(j[dimm6nie. 



[Cap. XLI) 

1 . Ce e^ttcc^rfezze ddpu dio hronus iju ti o Fara6ne ivre 
enan iplo, ce tu feneto ti ito conda tu potamu. 

2. Ce an6de, an' do potam6 anevennai efta vuthulie azze 
pizzili vidUta^ ce pahie, ce creii^e, ce evosciussa 's to jon- 
gdru 

3. P6i an6de, an' do potam6 anevennai efta adde vuthulie 
azze brUtfi vidUta^ c6tte ce s6n\a crea-, ce eminai condd tos 
acid6 's to Mmbima tu potamu, 

4. Ce i vuthulie azz6 brutti vidMay cotte ce sen:{a crea 
efagai tes eftd vuthulie azze pizzili vidUta ce pahie. Ce o 
Fara6n^ azzunnie (0. 

5. P6i eciumithi metapdle, ce ivre metapdle enan iplo: 
ce an6de, eftd astdhia carp6fera ce pizzila anevennai azz'enam 
b6di. 



(i) '€EOiTVT)[a]€: ou per u Mull. 122, i23. Mor. 100. 



6. Pdi an6de, efta a44' astahia minHtai ce floghim^na an' 
do vorSa la Oriinti efitriazzai d6pu ecina, 

7. Ce t'astahia min&ldi tii^i ta efta carp6fera ce jomiita. 
Ce o Faraone azz6nnie : ce anode £nan iplo. 

8. Ce san irte i purd, i zihfndu ito disturbcmm&ra : ce 
estile na crazzi 61u tu iiiigu ce tu "sdvia tu Egi'ttu, ce tos 
fpe tus [plutu: ma den ihe canena ti tus isoe (0 diamerezzi 
tu Fara6ne. 

9. T<5te o pie' m^ga coppiri epldtezzc tu Fara6ne, U- 
gonda; Eg6 ricord&ggaomc sfmero ta 'rriiriamu, 

10. O Fara6ne tcurrivesti parapogl^i centra an' da gar- 
g^^gnaXa, ce 6vale emmena ce to pie' m^ga.panettiri 's tin 
hresunia, 's to spiti tu capitanu to gudrdio. 

1 1 . Ce I'vrame ego c' eci'no, se mfa stisso ni'fta pasana 
£nan fplo: emi ivrame pasdna ton iploadu, pu ecurrisplin- 
(ieggue me tin anterpetra^idni ti mas educai. 

12. Arte eci m' emma ihe ena gi'&veno ebrfio gargi'&ni 
tu capitanu to gudrdio., ce ecinCi emt fpame tus fplumma, ce 
ecina mas tus ediam^rezze, dd^nonda tin anterpelraiidni sc 
pasdna secHndo ton fplondu. 

i3. Ce esuccidezze ti sec&ndo tin anterpetra^idm ti ecfno 
ito ma dosonda, o Fara6ne m'econd6fere 's to stdtommu, 
ce ecame cremdi cindon dcldo. 

14. T6te o Fara6ne estile na crdzzi to ^ios^p^i, ti sirma 
ton esirai stomili an' di fUssa (2): ce ecino ecozze ta mad- 
cb'a, ce a4dazze ta ruha, ce ejavi 's tu Fara6ne. 

i5. Ce o Fara6nefpetuG'iosSppi : Eg6 ivra enan 6neroC3), 
ce den ehi tin6 pu na to diamen'si: arte eg6 icua platizzi 
azz' essena ti esu cap^^ui tus iplu na ta diamerezzi. 



(1) 'H<nu[ol€. 

(j) Si pud dire ancora : ce sirma ton egudlai ston 
f6ssa, owero: ce sfrma ton anevfai an'di fdssa. 
(3) Voce antiquata: piii coniunemenle iplo. 



— 103 — 

i6. Ce o Oiosippi apoI6ghise tu Fara6ne, legonda: Ehi 
a4du par' emmena : o Thi6 apologhizi azz' ecino pu ehi na 
succedizzi ja to cal6 tu Faraone. 

17. GeoFara6ne*fpe tu Giostppi: Mu fSneto 's ton iplom- 
mu ti eg6 esteca (0 conda ti Idmbi tu potamu. 

18. Ce an6de, an' dom botam6 anevennai efta vuthulie 
pahie, ce cretf^e ce pizzile azze vidUta^ ce evosciussa 's to 
jongdri. 

19. P6i anode, dddes efta vuthulie anevennai apissu cin6, 
c6tte, ce para brAtte azze vidicta^ ce s4n:{a crea: eg6 den 
ivra mdi tosso sicche se 61i ti h6ra tu Egittu. 

20. Ce i efta vuthub'e sicche ce ammt^eremmene efagai 
tes eftd vuthuh'e te protine, pahfe. 

2 1 . Ce ecine tos embichissa 's tin giiia : ce ciola den efe- 
neto tipote, jati ecine panda issa brutte scHndu prita. Ce 
eg6 azzunnia. 

22. Ce mu fdni ciola 's ton iplo ti ihorra eftd astdhia jo- 
mata ce pizziia ti anevennai azz'enam bodi. 

23. P(5/an6de adda eftd astdhia ezzera ce minAtSiy camena 

an' do vorea tu Oriinii^ efitriasai apissuto. 

24. Ce t'astdhia minuta ediavdsai ta efta astahia mdgna. 
Arte eg6 ipa tunda 6nera to mago : ma tispo efdni na mu 
ta ziporei diamerisi. 

25. T6te o Giosepp ipe tu Fara6ne: Ecino ti ivre 's ton 
iplo o Fara6ne ene to stissom brdma. O Thi6 edizze tu 
Faraone ecino pu ehi na cdmi.* 

26. 1 efta vuthulie cale ene efta hr6nu (2) ce ta efta asta- 
hia cata ene ci61a dddu efta hr6nu: t6 'na ce t'dcjdon iplo 
ene to stisso prama. 



(i) Imperf. per ^arcKov. 

(2) « Assai di rado e quasi mai si sente hr6ni: sempre hr6nu »« 
Viola. • 



. -^ 104 - 

27. Ge 6tu i eftd vuthulfe stcche ce ahare pu anevennai 
apissuto ene efta hronu: ce ta efta astahia ezzera, ce camena 
an 'do vorea tu Oriinti ene efta hr6nu azze pina. 

28. Tuto ene ecino ti eg6 ipa tu Fara6ne, ti o Thio edizze 
tu Fara6ne eclno pu ehi na cami, 

29. Anode erconde efta hr6nu azz^ po4din gai6 se 61i ti 
h6ra tu Egittu. 

30. P6i d6pu ecini erconde efta hronu azze pina: ce 6I0 
ecindo cal6 ene addimmonemmeno (0 s ti h6ra tu Egittu: 
ce 1 pina cunsum&^xix ti h6ra. 

3i. Ce ecindo cak5 den ene agronimmeno (a) 's ti hora, 
ja cagiuni cinl ti pf na pu ehi na ^rti azz^ apissu : jati ecfni 
ene poddin ahari. 

32* Ce an don iplo ton econdofere n 'ii^i ja dio vidggi 
o Faradnie, tuto irte jati to prama ene stabihmmino an' do 
Thi6 (3): ce o Thid to canni sirma. 

33. Arterffiwcao Fara6ne na j?rowiiesti azz' enan athropo 
ti copeggui ce sdvio , ce t6ne s.iabili^VL\ apanu se 61i ti h6ra 
tu Egittu. 

34. O Fara6ne na cami tuto : na cdmi en' du cummissd- 
riu 's, ti h6ra : ce na cami na tjx d6su to quintQ an' di Hn- 
dita ti h6ra tu Egittu, 's tus efta hr6nu azze cal6. 

35.,Ce na delezzu (4) ecini 6I0 ton garp6 azze tundu eftd 
caiu hronu pu erconde, ce na delezzu to sitdri 's ta hieria 
tu Fara6ne, ja faghi to cittadio: ce na to sic6su (5). 



(i) Oggi, meno frequeme addismonemm^no. 

(2) Metatesi di Yvu)pi[a]M.dvo[v] coira iniziale eufon. Nel sunto del 
glossario greco-barbaro del Meursio trove dTp6vi<JT0^ per drviOpiOTO^ 
(a steret.). Piti di rado s'ode in Bova la forma agronism^no. 

(3) Anchc: Ce t'6nero tuvre ja dio vidggi o Fara6ne, 
jat{ to prdma ^ne domino an*don Dio. 

(4) Ancora del^zzusi. 

(5) Ancora sic6u. ^ 



!>■ 



- 106- 

36. Ce ecindo carp6 jtiveggui ja faghi ti h6ra, ^s tus eftA 
hr6nu azze pina , ti ehu nane 's ti h6ra tu Egittu : ce i 
hora den ene tegliomeni ja tim bina. 

37. To prama tu 'hierae (0 tu Fara6ne, ce 0I6 to gar- 
giuniostu. 

38. Ce o Fara6ne ipe to gargtuntostu: Es6nname emi 
ivri ena san etuto pu ene athropo ti methetu ene to spfrito 
tu Theii? 

39. Ce o Fara6ne ipe tq Giostppi: Jati o Thio s6came 
ivri 6I0 tdto, ce den ehi canena ndi.capizzictsdvio ^s fseesu^ 

40. Esu ise apanu tu spitiumu, ce 6I0 to pdpulo dic6mmu 
se filai 's to st6ma : eg6 den imme pleo m^ga pdra 'ssena, 
ad4o para ^s to tr6no. 

41. Pareo (*) para tuto o Faraone ipe tu Gfiostppi: Vre, 
eg6 se canno pr6to azz^ 61 i ti h6ra tu Egittu. 

42. Ce o Fara6ne eguale to dafulfdindu an' do hieri, ce 
t6' vale 's to hieri tu (?ioseppr, ce ton ecaiAe forei azze rdha 
azze lindri tu Egittu, ce t6vaie mia fanndcca (3) hrisdii 's to 
scu44i. 

43. Ce ton ecame anevisi apanu 's ton cdrro tu secundM 
athr6pu tu r^^utu: ce ecucjdizeto ambr6ndu: Pasana na 
'ngonatistf: ca ti ccfno ton ecame pr6to azz' 6ii ti h6ra tu 
Egfttu. 

44. O Fara6ne ipe ci61a tu Cfiostppi : Eg6 imme o Far 
ra6ne: tispo na 5ic6i p6di o hieri se 61i ti h6ra tu Egittu 
s^:{a essena. 

45. Ce o Fara6ne evale tu (?ioseppi to n6ma Safenatpaa- 
nea: ce t|idiche ja jineca Asenat, dihatera tu Potifera, gu- 



(1) '€xa(pa[(7]€ dor. in senso neutro. 

(2) TTap^[H]u): probabilmente prima deirespulsione era accaduto 11 
mutamento del g in <. 

(3) In rom. fAavidiaov: tuttavia vedano i dotti se, per quanto diverse 
nel significato, possa riconnettersi con <pevdKT| [irnv{icn]« 



— 106 — 

vernatUri tu On. Ce o Oioscppi ejai attornu ja ti h6ra tu 
Egittu. 

46. Arte o 6^iosep/7f ito azze tranta hron6 san ejavi am- 
br6 tu Faradne^ rfga tu Egfttu. O Oiostppi dUnca, ehorfsti 
amtr6tte tu Fara6ne ce tpdssezzt ja 61i ti h6ra tu Egittu. 

47. Ce to horafi tfrHtttzz^ parapod4i ^s tus efta hr6nu 
azze cal6. 

48. Ce o Qiosi^pi edelezze 6I0 ton carp6 azz'ecindus efta 
hronu, ti issa 's ti h6ra tu Egfttu; ce t6' vale 's te cittd: 
ecino evale se pasa mfa 6I0 ton garp6 an^ da horafia ta 
Condi. 

49. O Gxo^i^pi duncdi edelezze sitari parapo44^ san 
ammo ti thalassa, tosso pu 6mineam£tristo(0, jatiden isonne 
metristi. 

50. Arte prfta para na' rti protin6 hr6no ti pfna o G^io- 
sbppi ihe dio pedta, ti eghiennfthissa an^ di Asenat dihatera 
tu Potifera, guvematuri tu On. 

5i. Ce o 0\o%i^pi evale n6ma tu protinu Manasse: Jatf, 
ipe ecino, o Thi6 m6came ad4immonfsi (2) pas' affdnno ^ cc 
6I0 to spiti tu miss6rem\x. 

52. Ce evale tu secundu n6ma Efraim: Jati foe ecino^ o 
Thi6 m6came naho cal6 's ti h6ra ti Ifpimnuf: 

53. Pdt e/?wezzai i efta hr6ni azze cal6 pu ito 's ti h6ra 
tu Egittu: 

54. Ce embichissa na' rtu i efta hr6ni ti pina, pos o Oio- 
sippi (ton iponda : ce irte^ i pina se 6ia ta paUm^ ma se 
6I0 ton Egitto fhe curadi (3). 



(ij Ancora: ^mine sSn^a na to metrfsi, o s^n^a metri- 
m^no, od Ito sdn!{a m^trima. 

(2) *AXr)0^oW|(r€l[v]. 

(3) = Pane: casuale e ben curiosa somiglianxa col cretese xoupdM 
= gregge , e col zaconico K0upd6t (a-KUipd5i-ov) = stereo, Potrebbe 
aver radice latina: in alcufii di questi dialetti curatore t il isassajo. 

V. LOMBROSO, Op, cit. 



— 107 - 

55. 'S to urtimo 61i i h6ra tu Egittu ito ci61a pinaineni, 
ce to populo ecu^die tu Fara6nf ja curddi. Ge o Fara6ne 
ipe ol6 tos Egiziawo : Eguaste 's tu (?iosepp/, ce camete pos 
ecino sa Teghi. 

56. Ce ehonda pina 6li i h6ra (0 o Giosepp/ anizze 61a ta 
mahaz^^na W ce ep61ie (3) tos Egizi^^o. Ce i pina efuscoe ^s 
ti h6ra tu Egittu. 

57. Azze 61a ta pafsisL, ciola ercondo 's ton Egftto 's tu 
Oiostppi ja na horausi sitari jatf i pina ito megali ja 6I0 ton 
gosmo. 

(Cap. XLII) 

1. Ce o Oisicohbe horonda ti 's ton Egftto ihe sitdri ja 
pulithi, fpe to pediondu : Jaii stechite na canunistite o ena 
me ton dddo? 

2. Poi ipe: Anii, ego icua ti 's ton Egftto ehi sitdri ja 
pulithi : catevate ecf, ce hordete ecitte : ce emf zdme ce dem 
bethenome. 

3. Ce deca an^ da leddidia tu Giosippi ecatevfai ^s ton 
Egftto, na hordusi ecftte sitdri. 

4. Ma o Gisicohbi den estile to Beniamfno, leddie tu G^io- 
sep/?i, me ta leddfdiatu; jatf eleghe: Cinu cww^eweggui na 
canunistf, mi tu succedizzi cammfa mortdli amarHmt. 

5. Ta pedia tu Israeli dUncsi arrivizzaX 's ton Egftto, na 
hordusi sitdri metus ddidu ti ecf epfgai: jatf i pfna fto 's ti 
hora tu Canaan. 

6. Arte o (?iosep/?/ ti fto o proto ti h6ra, epule to sitari se 



(i) Anche: Ce jaii i pfna fto se 61i ti h6ra. 

(2) Lo scrivo cosV perchfe in mod: y'6 jiorfaZ-fo-v ; ma h voce che gli 
Europei hanno tolto dall'arabo: machsen. 

(3) Piii raro epulise. 

// Vialetto Greco-Calabro di 'Bova. ii 



— 108 - 

pdsa pdpulo. Ta leddidia tu Giosippi d&ncsi dopu ti ^rnVez- 
zai, tu echiglidstissa, me ti fdccia 's to horafi. 

7. Pos o G'losippi ivre ta leddidiatu, tus annorie: ma ci61a 
e/?w^6sti zeno metheto, ce tos epldt^zzQ poddfn aharo, ce 
tos ipe : Piitten ercheste esi ? Ce ecini ipai : AnMi hora tu 
Canaan na horaome faghi. 

8. O Giostppi duncdi annorie ta leddidiatu, ma ecini den 
don annoriai. 

9. Ce o G^ioseppi arncorrfesti an'dus iplu ti itonehonda(0 
jad afto, ce tos ipe : Esi iste spijugtidi : Esi irtete naVrite 
ta locdglidi acanunista ti hora. 

10. Ma ecini ipai: I>q gnuri dicommu, dn^i ta gargiu- 
^wasu irtai na horausi faghi. 

1 1 . Emi fmmestan oli pedia azz' ena stfsson dthropo: emi 
immesta athropi calf: ta gargiHgnSisn den issa mdi spi- 
j&gnsL. 

12. Ce ecino tos ipe: De, dnii esi irtete ndVrite ta /o- 
cdglia. acanunista (2) ti hora. 

1 3. Ce ecini ipai: Emi, gargiugtidi dicdsu, fmmesta do- 
deca leddidia, pedia azz'ena stisson athropo 's ti h6ra tu 

* Canaan; ce anii o pie ''minuto ene simero me torn batremma, 
ce 6na den ene pleo. 

14. Ce o Giostppi tos fpe : Tiitb ene ciola ecino ti ego sas 
ipa, ti esi iste spijugnei. 

1 5. J enete /?rd^a azz' essd setuto: Pos ezi o Faraone, esi 
de horizeste app6tte, an de prita den erchete ode o leddessa 

o pie ^minuto, _ 

16. Stilete ena azz' essa na piai to leddessa; ce esi menite 
ode presHni^ ce jenete prdva an' da lojasa, a leghite tin ali- 
thia : m' an de, pos ezi o Faraone, esi iste spijugndL. 



(i) Ancora fto atisonntstdnda (— oe-6vTa-(;). 
(>) Anche s/orn^mmina. 



i^ 



— 109 — 

17. Ce tus eclie 's tin hresunfa ja tris imere. 

18. Ce 's; tin d^r^on imera, o Giosi^pi tos ipe: Gamete 
tiito, ce esi zite: ego scidzome to Thio. 

19. An esi iste athropi call, ena azz' essa ledididia meni 
presuni 's tim hresunta pu sas evdlai, ce esis i dddi pdite, 
perrite an' do sitdri, secundo to bisogno to spitiossa. 

20. Ce mu ferrite to leddfesa torn bleo minuto, ce otu ta 
lojasa ene r^ra, ce esi dem bethenite. Ce ecini otu ecdmai. 

21. C elegai o ena t'a^dii: Cirtdi emi immesta r6i ja to 
leddemma, jati emi ivrame t' affdnno ti zihitu, san ecfno mas 
eparacalize, ce den done 'ciiame (0: ce ja tiito mas irte tiindo 
affdnno. 

22. Ce o Ruben tos apologhise, legonda: De sas elega 
ego, Mi /?eccAezzite cuntra tu pediu? Ma esi den ethelicte 
na me cuite: ce ja tdto, anu, ^nearotimeni ragiiini tu emdtu-. 

23. Arte ecini den ezzerai ti o G^ioseppi tus ec^peggue; jati 
metheto ito enan intirpetro. 

24. Ce o ^ioseppi eghiristi apissuto, ce eclazze. Pot econ- 
d6fere sed afto, ce tos epldtQzze, ce epiae mesa s' ecinu to 
Simeon, ti ecame presugndx (2) ambrottendo. 

25. Poi o G^iosep;?t ipe na jomostusi (3) azze sitdri i sac- 
chito, ce na condofertiisi (4) ta dinirta azze pasdna 's to sac- 
cotu, ce na to dosti (5) faghi ja ti stratia (6). Ce otu tos ejendsti. 

26. Ce ecini ddpu ti efort6ai apanu 's ta gadariato to si- 
tari pu issa hordonda ehoristissan ecitte. 

27. Ce o ena azz' ecini, dnizze to sdccondu na d6i ja fdi 
tu gadarutu 's ti locdnda^ ce ivre ta dinirioxn ti issa 's to 
st6ma tu saccutu. 



(i) Aor. fcua. 

(2) -a€l[v]. 

(3) (4) Congiunt. aor. passivi coirantica desinenza dialettizzata. 

(5) Di rado dothf. 

(6) Nel sense di aTpaxfov. 



» 

I 



— no - 

28. Ce ipe to le4didiostu : Ta diniriamn mu ta condofe- 
rai: ce ci61a anMd (i) ode 's to sdccommu. Ce i cardfa to's 
ejavi, ce esciastissa, legonda o ena t^addu: Ti prdma ^ne 
etuto ti o Thio mas ecame? 

29. P6t san irtai 's tu Giac6bfte, patre dic6ndo, 's ti hora 
tu Canaan, tu'pai 61a ta pramata pu tos apandiai : legSnda: 

30. Ecino athropo ti ene o pr6to ti h6ra, mas epldiczzt 
poddfn dhara, ce mas epiae ja spijugna ti hora. 

3 1 . Ce emi tu'pame : Emi immesta athropi calf, emi den 
immesta mdi spijugna. 

32. Emi immesta d6deca leddfdia, pedia tu patrema, ce 
o ena den ene pleo : ce o pie' minuto ene simero me ton ba- 
tremma, 's ti hora tu Canaan. 

33. C'ecino athropo, pr6to ti hora mas fpe: Ja tuto an- 
norizzo ti esi iste athropi calf; affte ena azz' essa led4idia 
s'emmena, ce pidete p6sso sas abisogniggui ja ta spftiasa ce 
eguaste. 

34. Ce feretemu to leddessa to pie' minuto : ce ego anno- 
rfzzo ti esf den fste spijugna^ dn\i dthropi calf: ce eg6 sa 
condoferro to leddessa, ce esf s6nnite pdi atidrnu nego\ii%' 
guonda (*) ja ti hora. 

35. Arte pos ecfni ezzerennai ta sdcchito, anii i ciimba (3) 
to dinerfo azz6 pasdna fto 's to sdccondu : ce ecfni ce o pd- 
trendo ivrai te ciimbe to dinerfondo^ ce escidsiissa. 

36. Ce o Oisicohbe, patre dicondo tos fpe : Esf m'affchete 
sin^a pedfa; o G^ioseppi' den ene pleo, o Simiini den ene 
pleo^ ce ciola thelite na mu pidite to Beniamfno: 61a tunda 
prdmata ene cuntreimu. 

37. Ce o Ruben fpe tu pdtretu: Came na pethanu ta dfo 



(i) Anu ta = ecco-li, 

(2) Ancora tra/fich^gguonda. 

(3) Ant. KOjutPn* 



— Ill - 

pedfamu, an eg6 de su to condoferro: dommtito 's ta hie- 
riamu, ce ego su to condoferro. 

38. Ma o Oisicobbe ipe: O jommuden gatevenni methesa; 
jati o leddendu ene apethammeno, ce ecino emine manaho : 
ce an du erti cammia mortdli amarUmi ja ti strata ti cdn- 
nite, ecanneto catevisi tin ghierusiamu me lipi 's ti sent- 
portura. 

[Cap. XLIII). 

1. Arte i pfna ito megaii 's ti hora. 

2. Ce ecini ddpu ti eteglioai na fdsi to sitdri ti issa feronda 
an' don Egitto, o pdtrendo tos ipe : Condoferete na ma ho- 
rdite ligo faghi. 

3. Ce o G^iuda tiipe: Ecino dthropo pizzila puUtdi mas 
tprotisttzz^y ce mas ipe : Esi de horite ti fdcciamn an o 
leddessa cjen ene methesa. 

4. An esii stecjdi to leddemma methema, emi catevennome, 
ce su hordzome faghi. 

5. Ma an esii den done steddi m' emma, emi den gateven- 

nome : jatf ecino athropo mas ipe : Esi de horite ti fdcciamw 
an o leddessa den ene methesa. 

6. Ce o Israeli ipe: Jati mu camete esi tundin offisa^ na 
tu ipite cinii tu athropu ti ehite acomi (0 enan addo lecjde? 

7. Ce ecfni fpai: Ecino dthropo mas arotie pareo ce pareo 
azz' emmd, ce an Mi ghieniamma, legonda : O miss&essa, z\ 
acomi? Ehite esi canen' dddo ledde? Ce emi apologhiame, 
sedindo ecinda loja : esonname emi se cdfia modo ziporei ti 
ecfno eleghe: Camete erti to le4dessa? 

8. Ce o G^iiida ipe tu Israeit, pdtre dicondu: Afi ndVti o 



(i) Ossitono come in antico [dK]Lif|v]. Mod. ^K6)Lia, dKdinii, dK6|uii. 



— 112- 

giuveno methemu, ce emi gherromesta, ce pame ce zume, 
ce den bethenome, ce emi, ce esii, ce i famfglie dich£mma. 

9. Ego su to assicuriggMOy zitamuto an' do hierimmu : an 
ego de su to condoferro, ce de su to ferro ambrossu, ego 
imme rio ambrottessu ja panda. 

10. Ti an den immesta adidonda (0, c6rtdi arte immesta 
condoferonda dio vidggi. 

11. Ce o Israelt, missire dicondo, tos ipe : An giola ode 
W^o^eggui na cdmome otu, cameteto: Pidete an' da cdglio 
pramata azze tiiti hora 's ta sacchisa, ce ferete enan gumpli- 
minto cinu t'athropu : ligo barsamo, ce ligo meli, ce an' d'a- 
romata, ce an' di mirra, ce an' de pignoh (2) ce an' d'amid- 
dala. 

12. Ce pidete 's to hieri dinirtB, 's to duppio: condoferete 
ciola ta diniriei ti sas evalai 's to stoma to sdccossa ; fdrsi 
fto erruri. 

i3. Ce piaete to leddessa, ce ghiraste, ce condoferete s'ecin- 
don athropo. 

14. Ce na sa cami o Thio onnipoUnti^ na ivrite piatd 
s'ecfndon athropo, otu na sas afichi ton dcldo leddessa, ce 
to Beniamino: ce an ego eho nd *mme^^w;{a pedia, na'mme 
ciola. 

1 5 . Ecini dthropi iwwca epidsai ecf ndo cumplimento, epid- 



(1) Aid[T]ovTa[(;]. 

(2) II primo apografo aveva mdthara, perche il Viola, per svista, 
16sse nel Diodati finocchi (ndpaGpa) in luogo di pinocchi. Poi, avver- 
tito da me, corresse in pigndle; ma forse non sarebbe male scrivere 
pistdcia, perche contro cid che vogliono i rabbini ed alcuni lessici, 
6 quasi provato che il QOTsa (botnim) del testo ha questo valore. 

V. HoEFER. PhMcie, ch. II. Anche il Q'S (lot) dovrebbe esser reso per 
lad-ano invece di mirra : ma, e ci6 sia detto per qualunque altra con- 
simile inesattezza, il racconciare sul testo la versione itaiiana e scopo 
afiTatto estraneo airindole del mio lavoro. 



-113- 
sai ci61a diniri 's to diippio, ce to Beniamino : ce eghertissa, 
ce ecateviai 's ton Egitto, ce ejaissa ambrotte tu G^ioseppz. 

1 6. Ce o Oiosi^pi hor6ndato Beniamino metheto, ipe tu 
mdstora tu spitiutu : Pire tiindus dthropu ossu 's to spiti, 
ce spazze an^ da creata, ce cdmeta: jati tuti dthropi trogu 
methemu mesimeri. 

17. Ce ecino ecame pos o G^iosepjpi iton iponda, ce epire 
ecindus athropu ossu 's to spiti tu G^iosep/7i. 

18. Ce ecini dthropi esciastissa, jati tus eperrai 6ssu ^s 
to spfti tu Oxosi^pi: ce ipai: emmd ma perru 6de 6ssu ja' 
cinda diniria ti tnas econdoferai 's tu sdccumma to protin6 
ptdggio; a tdli ti ecino na ghiristi apdnuma, ce na risti ciin- 
frama, ce na ma pidi ja gargiugnOiy is mia me tu gadd- 
rumma. 

19. Ce econddnai 's tu mdstora tu spitiu tu G^ioseppt, ce 
tu platizzai 's to embima ti p6rta, 

20. Ce ipai: A, gnuri dic6mmu: emi c^r/a 's to protino 
ecateviame na hordome an' do faghi. 

21. Arte tsuccidtzzt ti pos ^rnVezzame 's ti locdnda^ 
anigonda ta sacchima, anii ta diniridi azzQ pasdna azz'emmd 
issa 's to stoma tu saccu : ta diniriaim issa secundo to pf- 
^ondo: c'emi ta condoferame methema. 

22. Pareo pdra tiito eferame 's ta hieriama adda diniridi 
na hofdome an' do faghi: emi den ezzerome tis evale ta 
dinSridLtnei -s ta sacchima. 

23. Ce ecino tos ipe: C^rmestdte (0: mi sciastite: o Thio 
dicossa, ce o Thio tu fdtresa, evale 6nan desdro 's tu sdc- 
cusa : ta ^m^nasa mu frtai 's ta hieria. Pdt tos eguale sto- 
mdli to Simiini. 

24. Ce tus epire ossu 's to spiti tu (7ioseppf ; ecame feri 



(i) Ctf rm^gguome: r=: /. 



/ 

\ 



-114- 

ner6, ce ecini eplfthissa ta p6dia: ce ecino ediche ja Ui to 
gadarondo. 

25. Cem^nonda ti oG\os6ppi na'rti 's to m^simeri, ecini 
allestizzzA (0 ecindo cumpliminto'. jati isa cdonda ti emenai 
eci na fasi. 

26. Ce san o Gioseppi irte 6ssu 's to spiti, ecini tu diicai 
ecindo cumpliminto pu ihai 's ta hieria, 6ssu tu spitiu v ce tu 
echigliastissa /i'wa hdmme. 

27. Ce ecino tus ar6tie pos est^cu, ce ipe : O mm^ressa, 
ecino ghiero azze tino mu platizzttt^ stechi ecino cala? Zi 
ecino acorn 1? 

28. Ce ecini fpai : O missiremm^^ gargiuni dic6ssu, ste- 
chi cala ; ecino zi acomi. Ce echigliastissa, ce tu camai n- 
ver6n\a. 

29. Ce o Gioseppi esicoe tu lucchiu, ce ivre to Beniamino, 
ledcj^ dic6ndu, pedi ti manatu, ce ipe : Ene ecfno o leddessa 
o pie' miniito, azz' ecino ti mu platizztit ? P6i ipe : O Thi6 
na su ene calo, pedimmu. 

30. Ce o Gioseppt edel&ti (2) gUgora: jati ta ceddariatu 
ehlenondo (3) ja to leddendu : ce ghir^gguonda locdli pu na 
cldzzi, embichi 's tin gammar^44a, ce eci eclazze. 

3 1 . P6i eplithi ti fdccia^ egufchi stomdli, ce tsfor^isn ce 
ipe: Ferete ta faghia. 

32. Eferai duncdi ta faghia, ja 'cirio pareo, pareo ja 'cini, 
ce tos Egizidno ti etr6gai methetu pareo : jati i Egiziani de 
sonnu fai me tus Ebreu : jati tuto ene prama anagulimeno 
ja tos Egizidno. • 

33. Ecini d&ncdi embichissa na cathiu ambrottendu, o pie' 



(i) Allest'ire ital. 

(2) AiaXdrofim? II prime apografo aveva ejdvi, forma meno usata 
di e j d i. 

(3) XXiaivofi^i. 



- 115- 
mega, ce o pie' minii/o secHndo to pdsto tis etd ti dicMndo; 
ce ecini athropi meravigliemmtni ecanun6ndo o 6na me ton 
dd^o. 

34. Ce ecino epiae an 'da cumplimintdi (i) an 'da faghia 
ta condatu, ce tos td'stile : ce i meria tu Beniaminu ito pende 
vidggi pie 'megdli, azz' ecini tos add6 azz^d dfto. Ce ecini 
epiai, ce tscializzox methetu. 

{Cap. XLIV). 

1 . Ce o Giosep/?/ tcumdndtzzt ce ipe tu mdstora tu spi- 
tiutu : Ghiomoe tu saccu tut6 tos dthropo azze carpo, ja 
posso ecfni sonnu piri: ce vale ta diniriei azze pasana az- 
zed afto 's to stoma tu sdccutu. 

2. Vale ci6la tin goppamu, ecini eiZz'*arg4nto, 's to stoma 
tu saccu tu pie ^minutu^ is mia me ta diniridi tu sitarmtu. 
Ce ecino ecame pos o G^iosepp/ tu ito fponda. 

3. San embichi na cdmi mera*, ecini athropi issa licen- 
j((;emmeni, me ta gaddriato. 

4. Dopu ti eguichissa stomali an 'din %itid^ ce den issa 
acomi larga, o Gioseppi ipe tu mastora tu spitiutu : Ghfru, 
trezze Vapissu (^l cin6 tos athropo: ce san dus arriVeggui, 
peto: Jati educhete esi dharo ja calo? 

5. Den en' ecini i coppa pfisa o patrunimmw pinni, ce 
m'ecini ti an\erti%%m (3)? Esi ecdmete poddin dharo se t6to 
pu ecdmete. 



(i) DiODATi: ie* messi delle vivande: mode oscuro e non tradotto 
dal Viola. Aggiungo io cumplim^nta, (V. sopr^ passim) ^ parendomi 
che il niHtot3(mas6th) originale, sia qui da prendere nel sense 



: - 



del consueto TW^IQ (menakh6th]. 



x : 



(2) Too 6ir{(7UJ? ital. di dietro. 

(3) Sic. *nsirtdri: ital. insertare = indovinare, coglier nel segno. 



- 116- 

6. Ecino dunca tus arr/i;ezze ce tos ipe tunda loja. 

7. Ce ecini tu'pai: Jati, leghi o patrunimma, tefta 16ja? 
Na liberizzi o Thio ti ta gargiugnQ.s\x ecannai enan defto 
prdma. 

8. Anu emi su condoferame an' di h6ra tu Canaan ta di- 
nMdi ti fmmesta ivronda 's ta st6mata to saccomma : po 
dUnca emi eclezzame an' do spiti tu patrunfusu hrisafi ce 
argento ? 

9. Na pethAni ecino an' da gargiugnsiSUj se pio ene ecini 
c6ppa : ce pareo pdra etuto, emi fmmesta gargtugnsi tu pa- 
truntmu. 

10. Ce ecino ipe: Me olo ti drte ene raggiunivilo na 
ghienasti secundu ta lojasa, ci6ia ecino mapah6 se pio ecini 
ene mu ene gargiuni^ ce esls i dddi iste limeni. 

1 1 . Ce pasana azzed afto evale hdmme to saccondu 's to 
hordfi, ce ton anizze. 

12. Ce o mastora tu spitiu ta tniscftezze (0 61a ahier6n- 
nonda an 'do sacco tu pie' megalu, ce tegli6nnonda s'ecino 
tu pie' minuto: ce i c6ppa ito 's to sdcco tu Beniamino. 

1 3. T6te ecini anasciai ta ruhato: ce efort6ai pasdna ton 
gadar6ndu, ce econdoferai 's tin gittd, 

14. Ce o Giuda, me ta leddidiatu, embichi 's to spiti tu 
^ioseppi, ti ito eci acomi : ce ecini eristissa hamme ambrot- 
tehdu. 

1 5 . Ce o Giostppi tos ipe : Ti ene tundo prdma ti esi 
ecamete! Den ezzerite esi ti ena egudli dic6mma c^r/a an- 
rfiVi weggui ? 

16. Ce o Giuda ipe: Ti legome tu gnurimgil Pia I6ja le- 
gome? Pos aggiusttJichtgg[Ji6mQsta emi? O Thi6 ivre ti 
malignitd to gargiunio^sM : anu, emi immesta gargiugnsi 



( I ) M i s c i t - eOui. Bas. lat. m i s c i t o : sicil. misciiariy nel senso pre- 
cise che ha qui, dx/rugarCy cercare con diligen^a. 



\ 



-^ 117 — 
tu pairunimn^ 6tu emis i dddi sc&ndu ecino se pio ivrai 
tin goppa. 

17. Ma o Gioseppi ipe: Na liberSzzi o Thi6 eg6 na camo 
tuto: ecino se pio fvrai tin g6ppa, mu ene (0 gargiuni^ ce 
esis i addi condoferete me tim hdci 's tu pdtresa. 

18. Ce o Giuda ejdi conddtu, ce ipe : A, gnuri dicommu: 
afi na ipi ena Togo to gargimissu tu patrunfumuy ce mi 
fuscothi to sd4gjtoss\i ciintra, tu gargtuniusu: jati esu ise 
appHntu san o Faraone. 

19. O patrunimmM arotie ta gargiugmlUy legonda: Ehite 
esi miss4rey o ledde? 

20. Ce emi ipame tu patruniumei : Emi ehome ena mis- 
sire jero, ce tnagiupeno minuio led4e, pu eghiendsti tu pa- 
trema 's ti ghierusiandu, ce o leddendu ene apethammeno: 
tosso 'ti ecino manaho emine an^ di mdnatu, ce o missirendM 
ton gapai. 

2 1 . Tote esu ipe to gargiunfossu : Feremfiteto, ce ego 
vaddo to lucchio^ dicommu apanutu. 

22. Ce emi ipame Wi patrunmmdi \ To pedi desonni afi- 
chi to missirenAn : jati an ecino ton afinne, o patrestu ape- 
thene. 

23. Ce esu ipe to gargiunio^^M\ An o lepdessa o mi- 
nuto den gatevenni methesa, esi de horite pleo ti/dcc/amu. 

24. Po duncdi. econdoferame 's tu ^iivtmdi^ , gargiuni di- 
cossu, tu'pame ta ioja tu gnurimw. 

25. P6i o patremma ipe: Condoferete na ma horiite ligo 
carpo. 

26. Ce emi ipame: Emi de sonnome catevisi eci: ma an 
o leddemma o miniito ene m'emma, tmi catevennome eci: 



(i) €tvai. Si puo dire ancora: n^ne (vA fjvai) gaggilini di- 
c6inmu. 



- 118- 

jati emJ de s6nnome ivri ti fdccia cinii tu athr6pu, an o 
leddemma o minHto den ene m'emma. 

27. Ce o pdtremma, gargiuni dic6ssu, mas fpe: Esi 
zerite ti i jinecamu mu jennie dio pedia. 

28. O £na azz^ecini ddpu ti ejai largamu, eg6 ipa : C^rfa 
ecino 6ne 6I0 anascismeno : ce eg6 den don ivrayma arte. 

29. Ce an esi guaddite ciola tiito an^ do cdntommvL^ ce 
tu erchete cammfa amariimi mortdlt\ esi ctenite catevisi 
tin ghierusfammu me lipi 's ti semportura. 

30. Arte duncsiy san ego ^rriVfigguo 's tu pdtremu, gar- 
giuni dicossu, an do pedi pu ehi ti zihi tu patrendu demfini 
's tin dichitu, den ene m'emma: 

3i. Succedtggui ti, scundu hori ti o pedi den ene eci, 
ecino apeth^ni: ce otu ta gargiugnsisn cannu catevisi tin 
ghierusia tu patreijia, gargiuni dicossu, me Ifpi 's ti^ew- 
poriiira. 

32. Arte, jatf o gargiUnissn assicHrezzt tom bdtremmu 
azz6 tuto pedi, perronda ecino apfssutu, Ifigonda: An ego 
de su to condoferro, eg6 imme rio me ton bdtremmu ja 
panda . 

33. Deh! afi drte ti o gargiiinissu na mini gargiuni tu 
^^rtmu, ja to pedi, ce o pedi na condoferi me ta le^di- 
diatu. 

34. Jati, pos econdoferra ego 's tu pAtremu, sin^a ti o 
pedi ndne m^emmena? Eg6 den don isonna ctoii, ti den 
ihorra ti Tipi ti tu ercheto tu pdtremu. 



{Cap. XLV). 



I. T6te o Giosfipp/, de sonnonda cratisti pieo ambr6 se 
oiu pu issan ecf, ec6ddie : Gamete pai pasdna larga azz^em- 



- 119- 

# 

mena (i). Ce tispo etnine methetu, san ecino edosti a com- 
sceri (a) to le44id{ondu. 

2. Ce ecfno eguale mian cu44iniia cl6nda (3), ce i Egi- 
zidni tone 'cuai : ecini tu spitfu tu Fara6ne tone 'cuai ciola 
ecini. 

3. Ce o Giosepj?/ fpe to le445diostu (4): Ego imme o Gio- 
s€ppi o patremmu zi ecinp acomi ? Ma ta le4didiatu den du 
sonnai apologhfsi : jati issa 61i sciasm^ni an Mim bresitn^a 
tin dichindu. 

4. Ce o Gios6ppi ipe to le44idiostu: Deh! eldste con- 
ddrfiu. Ce ecini tu jdissa condd. Ce ecino fpe: Eg6 imme 
o Gios6ppty o le44^ssa ti esi epuliete nane (5) pirmeno (6) 
's ton Egitto. 

5. Ma arte mi piastite azz6 lipi, ce mi 'ncaric/restite jati 
mu epuliete na'mme fermeno 6de; jati 6 Thi6 m'^stile am- 
brottessa ja tin ijiassa. 

6. Jati tuto ene to secundo hr6no an' dim bina 6ssu 's ti 
h6ra : ce £hi acomi a44u p^nde hronu, ce se tutu den ehi 
de na alasti, de na theristi. 

7. Ma o Thi6 m' 6stile ambr6ssa, na c&ntio se m6do nd- 
hite ti candi (7) a44o 's ton g6smo, ce na to sic6ite ja ti 
zoi, ja €m m^ga scdmpo, 

8. Arte diincsi den esi m' estilete ode, ma o Thi6: ce 
ecino m6diche ja missive tu Fara6ne, ce ja patruni se 6I0 
HP spitindu, ce proto se 61i ti hora tu Egittu. 



(1) Var. Na jenasti ti na guicusi stomdli 61i ecini pu 
ene conddmu. 

(2) Esempio rarissimo, anzi unico fin qui, della desinenza italiana 
neirinfinito. Sicil. canusciru 

(3) Var. m. c. me clam 6. 

(4) =2 to leddidiondu. Si usano promiscuamente. 

(5) Forma meno preferibilc na 6ne = vA t^vai: € per t|. 

(6) TTnp|ii^o[^] : n =r a od anche c. Otrantino, parm^no eperm^no, 
la qual ultima forma mi pare oscuramento delFa dorico in €. 

(7) 71 Kfliv Ti. V. Mull. p. 212. Mor. 126. 



— 120 — 

9. Condoferete sfrma 's tu patremu, ce petetu : Otu leghi 
o jossu o Gios6ppi: o Thio mocame pr6to azz' oli ti h6ra 
tu Egittu: cdteva s'emmena, mi mini. 

10. Ce esu stechi 's tin guntrdta tu Gosen, ce ise con- 
ddmu, esii ce ta pediasu ; ce ta pedia to pediossu, ce ta pro- 
vatdsu, ce i'animdg'liasUy ce olo p6sso ene dic6ssu. 

1 1 . Ce eg6 se mantimggno eci : jati ehi acomi addu pende 
hronu azze pina: mi ehi bisdgna, esu, i famigliasu ce olo 
p6sso ene dic6ssu. 

12. Ce and, i lucchissi horiisi, i lucchi tu leddemu tu 
Beniaminu ciola horusi ecini, ti to st6mammu ene ecino ti 
sa platiggm. 

1 3 . Pete duncdi, tu pdtremu 61i ti gldria se pia imme ^s 
ton Egitto, ce 61o posso esi ivrete: ce camete naVti sirma 
ode o pdtremmu. 

14. P6i eristi 's to scuclii tu Beniaminu, leddetu, ce 
eclazze: o Beniamino ciola eclazze apAnu 's to scu44i cinu. 

1 5. Efilie ci61a 61a ta led4idiatu, ce Eclazze apdnutu: Ce 
d6p^ etiito ta led^idiatu tplatizzjaA methetu. 

16. Ce i cuddimia eciisti 's to spititu Faraone, ce ipai: 
Ta leddidia tu Gioseppe frtai. Ce to prdma tu hierae tu 
Fara6ne, ce to gargiunionAyi. 

17. Ce o Faraone ipe tu Gioseppi : Pe to leddidiossu: Ca- 
mete tiito : fortoete i^animdglisiSSLj ce eguaste : ce san arri- 
j^figguite 's ti h6ra tu Canaan, 

18. Piaete to misseresssi, ce te famigliessa, ce elaste s'em- 
mena: ce ego sa d6nno to caglio ti h6ra tu Egittu, ce esi 
troghite to caglio ti hora. 

19. Ce essena, Giosepp/, ene ordinemmeno tfito: cdmete 
tuto : piaete an 'du cdrni ti h6ra tu Egittu, ja te famigliessa, 
ce ja te jinechessa: ce sicoete to mm^ressa, ce elaste. 

20. Ce mi 'wcaricAestite ti afinnite ta calassa: jati to ca- 
glio azz'oli ti h6ra tu Egittu 6ne dicossa. 



- 121 - 

21. Ce ta pedia tu Israel/ otu ecatnai : ce o Gioseppt tos 
ediche cdrru secundo to cumdnd^ tu Fara6ne: tps ediche 
ci61a faghi ja ti strdta. 

22. Ediche ci6la se pasdna azzed dfto an' de foresie azze 
ruha: ce tu Beniamino tu ediche tria centindridi dinirta, 
azzt argento, ce p^nde foresie azze ruha (0. 

23. Ce tu missireiu estile tuto: deca gaddria fortomena 
anMa caglio prdmata tu Egittu: ce deca gaddre fortomene 
azze sitari, azze zomi, ce azze faghf, ja to missirendn^ ja 
ti strata. 

24. Ce dicen\ijtzzt ta ledcjidiatu, ce ecini ejdissa. Ce 
ecino tos ipe: Mi ^//jjjjestite ja ti strdta. 

25. Ce ecini econdof6rai an' don Egitto: ce irtai 's ti h6ra 
tu Canaan, 's tu Gidxiohbe missire dicondo. 

26. Ce tu'^pai to prdma, legonda: O Giosep/?i zi acomi: 
ce ci61a 6ne pr6to azz' oli ti h6ra tu 'Egittu. Ce i cardia 
tu irte mdnco jati den dus episteggue. 

27. Ma ecini tii'pai 61a ta 16ja ti o Gios^pp/ tos iton 
iponda: ce ecino ivre tu 'cdrru ti o Gioseppt ito stilonda 
ja na torn biru: t6te to spirito esic6thi tu GiacoWe, mis- 
sire dic6ndo. 

28. Ceo Israeli ipe: Dem bleo: o j6mmu Gioseppt zi 
acomi: ego pdo, ce to hor6, prita ca na pethdno. 

[Cap. XLVl) 

I. O Israeli rfwwca ehoristi, me 6I0 posso ecino ihe. Ce 
san arrfvtzze 's ti Beer-seba, ecame sacrifici tu Theti tu 
Isdccu, missire dic6ndu. 



(i) Vesti di panno, Cosi il Viola; ma non col Diodati, il quale tra- 
duce bene le H'Soto ritoSn (khaliph6th semal6th) per mute di 

vestimenti. 



y 



- 122- 

2. Ce o Thi6 tpldtttit tu Isra^lf 's ton iplo ti nifta (0, 
ce ipe : Giac6b*e, CfiSiCohbe. Ce ecino ipe : Anode emm^na. 

3. Ce o Thi6 (pe: Eg6 imme o Thi6, o Thio tu mis- 
s6resu: mi sciastf na pai ^s ton Egftto: jati ego su canno 
cami eci mia inegdli na\i6ni. 

4. Ego catevenno methesu 's ton Egftto: ce par£o p4ra 
tuto se perro stomal! : ce o Giosep/?/ va4di to hi^rindu apanu 
's tu lucchins^w. 

5. Ce o 0\2Lc6hbe ehoristi an' di Beer-seba: ce ta pedia 
tu Israel/ ecdmai anevisi to Giacobfte missire dicondo, ce 
ta pedfato ta miniitaLy ce te ghinechesto apdnu 's tu cdrru 
ti o Fara6ne ito stflonda na piri to Giac6b*e. 

6. Epidsai ci61a VanimdgliatOy ce ta cald pu issa horaonda 
's ti h6ra tu Canaan : ce irtai 's ton Egitto o Giacob^e, ce 
61i i ghieniatu. 

7. Ecino epire methetu 's ton Egitto ta pedfatu, ce ta 
pedia to pediostu : te dihaterestu, ce te dihatere to pediostu, 
ce oli tin ghieniandu. 



Giuseppe Viola. 



(i) Pid di rado, nift6, che t Tantico genitive vukt6^ pel moderno 
vOxxa^. V. not. i pag. 97. 



L E S S I C O 



// 'Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 



IS 



AVVEIiTECr^ZA 



Ai vocaboli di cui ho parlato neW Introduj^ione unisco come giunta sopra la- 
voro varie parole e locuj^ioni d'un elenco manoscritto che debbo al Prof: Morosi, 
41 quale^ durante la pubblica!(ione di questo studio, me lo spediva spontaneamente 
da Napoliy in ricambio d'alcuni canti inediti di Condofuri che io ehbi dal Viola, 
Queste voci da lui stesso raccolte in Bova net iSj3, le indichero colle lettere 
M. Mr. che apporro parimente alle sue illustra:{ioni, qualora vi sieno. Mi e 
grato qui ricordare come Villustra:(ione d'alcuni pochi vocaboli e dovuta alia 
cortesia del chiaro albanologo sig. ProfiDemetrio Camarda: li contrassegno per 
N. Cm. Una piccola croce designa i vocaboli che ritengo come non autentici, o 
guasti, dubbii in qualche maniera. Le voci bovesi, e Votraniine designate colla 
nota ot :, verranno seguite, se greche^ dalle corrisponden:(e in romaico od in 
paleogrecOy notate le prime con re: le seconde con a:, ovvero scritte sen:('alcun 
segno, se promiscue. Quando le voci otrantine, che non ho dedotto dal solo les- 
sico, ma da tutta I'opera del Morosi, e dai saggi del Comparetti, sono identiche 
alle bovesi, pongo dopo Pot: il solo segno =. Chiudo fra parentesi curvilinea 
gli element! fonetici che or a s*odono, or no ; e fra parentesi rettilinea alcuni 
pochi vocaboli e flessioni che non ho avuto, ma che argomentai esistere nel dia - 
lettOy dalle loro dipendenje. Vasterisco distingue le voci che non s'incontrano 
nel piccolo ma accurato lessico del Kind (AeHiKdv Tf^<; N^o-IXXriviKfj^ koI rfj? 
fepiuaviKf)^ f\{bat5r\<; oOvto|hov. Lipsia, 1841), od in quello piu esteso del Pe- 
rides (A€Eik6v *€\\iivik6v Kal 'IraXiicdv. Ermopoli, iSSy), che soli potei procu- 
rarmi qui in Bergamo. Le voci in carattere greco fra parentesi e precedute dal 
segno =, son ridus[ioni regolari della parola grecoitalica. 

Per economia di spa^io raccolgo dl fine d'ogni lettera del lessico, parecchi 
vocaboli d'importam^a secondaria, quasi tutti tolti dal dialetto locale italiano, 
e per i quali e inutile la tradupone : fra questi vocaboli son molti verbi in 
-egguo dei quali do il solo tema italiano. Rimettendomi per il resto alia per" 
jpicacia, ans^i al buon senso dello studioso, ecco la lista delle 



1 



— 126 — 



AVB1(PVIAZI(XKf "PIU* USATE 



a: greco antico. 

ag: aggettivo, 

ao: aoristo, 

ap: apogra/o, -i. 

av: awerhio, 

b: hovese, 

bg: ^tf550 ^reco. 

bl: ^d550 latino. 

ca: calabro. 

eg: congiunpone. 

d: dd: dialettOj -i. 

dli: dialetto locale italiano, 

dm: diminutivo, 

f : femminile. ' 

fr: frammenio. 

gb: ^reco barbaro, 

m: maschile. 

n: neutro, 

nu: numerale. 

ot: otrantino, 

p: particivio, 

pi: plurale. 

ppp: participio perfetto passive. 

pr: pronome. 

prp: preposi^ione. 

R . radicCy -i. 

re: romaico, 

s: singolare, 

se: siciliano, 

v: verbo. 



Bl. Blancardi. Apogr. cit. 

Cr. Curtius. Grund{, d, gr. Etym^ 
4* ed. Lipsia, 1873. 

Cm. Camarda. Saggio di ^rammatoL 
compar. sulla lingua alban. Livor- 
no, 1864. Appendice, Prato, 1866. 

Cp. COMPARETTl. Qp. Clf. 

Dv. Deville. ^/i/ie <fti Jid/. 7facon» 
Paris, 1866. 

Dz. DiEZ. Etymol, W6rterb, d, ro- 
manisch, Spr. 3«ed. Bonn, 1869-70* 

H. EsiCHio. 

K. Kind. Op. ct/. 

Lb. Lombroso. pp. ci/. 

L. F. Lettera Fumi. 

Ml. Mullach. Op. ci7. 

Mr. Morosi. » 

M. Mr. Elenco manoscritto del Mo- 
rosi. 

Mrl. Morelli. Op. cit. 

Mrs. Meursio. m 

N. CM.^^o/a del Camarda. 

Pd. Perides. Op, cit. 

Pl. Pilla. 

Pw. Passow. Op. cit. 

Vl. Viola. 

Z. Zambelli, Qp. cif. 



- 127 - 



a. i) Escl. di dolore. ii/i! ahil - ot: 

a/t ! - A •• a] j- eg : nel fr : i del Lb. 

- 3) V: an. 

abbadd6nno. V: ambadd6nno. 
1 * • • • 

^abborch ind[o] (aborch. Cp.). 
Tento^ e per Tap: Bl. ed il Cp. 
prego. Per Cp. irapaiav^u): forse t 
il re: irpoaicuvdui: a iniz. euf: me- 
tat : a espuls : it in p per nas. antee. 

abbucc[6nno], ao: abbuccoa. Mi 
chino. - se: abbuecdri. 

abito, t\ Abete. - sc: abitu. 

a^ur/[^gguo]. V: 6iir/[^gguo]. 

acaniinist[o]. Sfomito, - re: dKav6- 
yiOTo^ =zirregolare. V:canundo. 

acdthiy t'. Spina. - ol: agdtti. - re: 
dTKdei(ov). dKdvOiov. 

acc^nderi, t\ Fiammifero, 

acell, t*. Baule ^ cassa. «'ApkX{ov, 
dim in. volg. del biz. dpxXa (ef. Nic. 
Chon. 11. 3) ehe insieme ad dpxXfi- 
T^a (Mrs.) deriva dal lat. areula, 
ed t rimasto nel. re. ». N. Cm. - 
'ApxXa s*incontra eon moltissime 
parole lat. nella traduzione dei 
Dialoghi di san Gregorio, attri- 
buita al greeoealabro Zaccaria (a. 
741-752), Tultimo de' Pontefiei gre- 
ei: anche in un atto di donazione 



steso a Reggio nel 1273 , trovo 

dpKX/|iaa bOo x<xXkoO (Z. ioi, i35}. 
dchiula^ i. CarlinOy mon. deirant. 

regno delle due Sic. eoU'embl. del- 

Vaquila, 
ae6i, i. Udito, - dKo/|. 
aeomf. Ancora. De aeomi. Non a, 

" re: dxd^a, dK6|LiT), dK6|Lit. a: dK|yif|v. 
aconizzo. aoj ae6nisa. ppp: aco- 

nim^no. Affilo, - re: dtKOvilm, a: 

dKOvdiu. 
aeriv^gguo. Mi fo scrupolo. - re: 

dxpiPeOuj (M. Mr.). 
aerivfa. (f aur. Mrl.), i. Penuria^ 

scrupolo, - dxpfpeia. 
dcula od dqula, Aquila. - sc: =. 
adddsso. ao: dddazza, -xa, -psa, 

MutOy vario, - ot: (ad)ddfso. - re : 

dXXdZ^ui. dXXdoau). 
add^dda. V: avd^dda. 
addf. Altrove. - a: dXXq. 
addi/fer6gQu[o]. Differisco, Pu ad' 

d iffe r 6 g g u i : eirconloc. per e- 

sprimere I'ag: 6id<popo< ehe manca 

in b: e, a quel ehe pare, in ot. 
addim[m]ondo, e meno bene ad- 

dism. (f ann. Cp.). ao: addim- 

m6nia. inf. addimmonfsi. ppp: 

addimmonemm^no, e pid raro 



128- 



-esm^no. Dimentico, - ot: limo- 
n6 y -izo. limonimm^no. - re: 
dX^crfiov^ui, ed in Pw. -dui. a: X/|- 

^d^Oy -i. Altro. - ot: =. A. ligo. 
Per poco, - dXXo^. 

a44um[€^%Mci\. ppp: -emm^no. 
Accendo, - sc: addumdri. 

aderfdci, t\f: -dcina, i, Porchetto, 
- &€Xqidiafov), &4Xq>a£, 6, V). 

ddiam(m)a, t'. TdrJjnfd. - ot: as 
adia. av: adagio, - Sheia, i*|, re: = 
licen:^ay agio, a: = sicures[s[a, 

ad id on da. Indugiante: da bidTovra^ 
anzieh^ da 

adidzzo. ao:ddiasa. lotardo. -d&ei- 
dl\u. 

Aero, t*. Ariay cielo. - ot: a(n)gh6ra, 
ajera, o; a(n)gh^ri, t'. - re: d^pa^ 
ed dr^pot (Pw.), 6. d/|p, 6, I'j. 

Affacci[€^g\io]» impt: affdccia ('s 
ti fen^rra, ۥ XIV). - ot: -^g- 
(gu)o. ao: tf/dcciefssi. affac" 
c i6f tix = affacciati, - {Mi)affaccio, 

affal6, o. Bellico, - re: d<pdXi(ov) 
(dq>aX6^ Dv. So). 6^90X6^. zacon: 
diriraX^ (Dv. 3o). 

affeddi, t\ LardOy grasso, II pi: af- 
f^glia del O XXXIX suppone un 
s: affelli. Cp. lo rieongiunge col 
re: q>eX{ov, fetta, e eol sost. tosc. 
affettato. Potrebbe pensarsi an- 
cora al gb: dcp^Xiov, off el la, of- 
f u 1 dLyfrusto di carne (spec, di porco), 
pes(s[€tto di cacio, pasta, etc. 

affuch6gg\io, ao: a/fuchezzsL, 
Affogo, soffocOy stro^:[o, - ot: ««- 
/wc6nnome. 

affurrizo (M. Mr.), htfomo. - re: 
q>oupv(2^u). V: furro. 

afinno. impf: dfinna. ao: dfica 
ed ^f. impt: dfi(e) (f ddfi Lb.), 
afi(e)te. cong: ao: n'afieo. inf: 
afiehi. p: ao: affconda. LasciOy 
rimettOy permeitOy poso, A. ei 'as 



^ne (= d. Kol &^ flvai). Trasando^ 
- ot: ff nno. ^fica, dfica. imptr 
(d)fieo, dfi(s), di, d(s); afichete. 
na fico. - re: dq>(vuj. dqptva. dqn)aa 
ed dq>r)Ka. dqpc^, d(p€T€, volg.. dq>T]a€, 
dqi/)a€T€. vd d(pf|auj e vd d(pf\KUi. - a : 
dq)ir)|Lii. 

af t6, -f , e specialm. dopo -d dftor 
anche dsto. Questo, cid, Jasdsto: 
(jd *fto M, Mr.). Per cid, - ot: = 
egli. £ a(iT6( nel senso di odro^. 

[aftuci, astuci, t']: pi: -ia. Orec- 
chio. V: astf. 

•faftundo. V: ettuno. 

afudia, i. Ajuto. - ot: a fid fa, ^vi- 
sf a. Non ha per me aleun rapporta 
coirit. ajuto, Cf: Cp.^8. - poriOcia. 

afuthdo (-ddo M. Mr.), ao: afu- 
thasa. impt:afuda. lo ajuto. 'Ott 
(a)fid6, (a)vis6, afit6. Nelle 
Crott. di Cipr. PouBui. - por^edui. 

agapdo. V: gapdo. 

agdpi, -fa, i. Amorey gra\ia. -otr 
=, ed ac. - dtdiTT). * -la. 

ag(g)u6, t\ Uovo, T'dspro ce to 
ruso t'aguu. 11 bianco ed il rossa 
delVu, (M. Mr;). - ot: agu6. -tct 
aOt^v. a: df6v. 

(a)glimbdei, t\ Oleandro. - *kkr\vAr- 
Kiov? (M. Mr.). 

agol^o, o. UlulaygufO' - aixuiXidq, 6^ 

agonia, i. -ot: =. - dtiuvCa. 

a g r a p p f d i , t'. Pera selvatica, - 
*dTpiaT[C2>iov. re: dTpidicibov. 

agrappidfa [-^a M. Mr.), i> Pera 
selvatico, - re : dTpidinf)6ia. ' 

a(g)rdsti (agrdvti W.), t*. Fuso, 
^-gb: dTpaKTOv(MRS.). re: d&pdKTt(ov}. 
a: dTpdKTiov. 

agric6, nel senso di drpio^* Selva-- 
ticOy bdstardo, - ot: =. drpoiKO^^ 
'0\ko<^-=- campagnuoloy rustico. Un 
rimasuglio di dtpio^ s^ha nei com* 
posti agrappidfa^agrosuciaetc. 

agrfdda, i. Argilla. - dpTiX[X)o(^ d» 



-129 — 



bg: fipYtXXa = camera sotterranea 

ad ttso di sttifa. 
ag r i d 4 ^ c i, t\ Oleastro, - ^diTP^XdKiov. 

re: drpeXo^, 6. dypieXaia. 
agr6cato, t'. Ptanticella medici^ 

nale (?) (M. Mr.). V: hamoUo. 
agrocr6mmida, i. Cipolla selva- 

tica. - re: dTpiOKpo^^O&ct, V). hS^MU- 

6^f. a: -d^^uov. 
agrmfdi^ t'. Capriuolo. - drpt^Tiba, 

i\ (M. Mr.). 
agr6in(m)ilOy t'. Melo selvatico, 

- dTPld^1lXov. 

agron[fzzo]. ppp: -imm^no, e piii 
rar. - ismeno. Conosco. - ot: (an)- 
nor izo, ano.-gb: dTp6viaT0^(MRS.). 
Cron, -Cipr. dtpuiviZuj. - ifvuipiJ^uj. 

agropicciunOy o: pi: -Una (Vl.), 
-ugna (Cp.). Pice ion torrajolOy 
Columba livia^' rc: dTpioicepiarc- 
pov. 

agrdsico, t'. Frutto del caprijico. 

- rc: dtpidouKOv. 
agrdsparto, (t*?). Ginestrasdvatica? 

- *dTPidaitapTOv. oirdpro^, 6, i?i (M. 
Mr.). 

agrosucfa, i. Caprifico: oggi quasi 
nome proprio. V: C* LVII, n. 4. 

- rc: dtpioouKid. 
agrustad4o, t*. Gomma delle piante 

nostrali. - rc : xpOaTaXXov. -0?, 6, Vj 
(M. Mr.). 

-faguglia aguglia (Mrl.). av: 
Piano piano, -rc: droX* dtdXia, forse 
dal turc. (^^\ akally^ miMimo? 

fagulla, i? (Cp.). Ago, -hi,- sc: a- 
gugghia. it: aguglia. sp: agu- 
ja. pg: agulha. fr: aiguille, 
dal bl: acuc[u]la (Dz. I, 11). 

dgusto^ o. Agosto, ' ot: dusto. -. 
rc: a^TOuaTo^. 

aharfa, i. Sonnolen^a, - MxotpCa, quasi 
grave^^a (dxapK) :.owero da xdpo^, 
6 =? rc: d1T0Kdpw^a, -dviu? * 

dharo {sempre propaross.), m: e f: 



tuttavia al f: an^he -i. i) CattivOy 
malvagio. Ahare ghin^che. Me^ 
retrici, Aharo sdrta. Sfortuna. 
Pod4in dharoy -ra. Molto male, 
2) av: Malamente, - rc: dxapK,-ov. 

ahi^d4it t\ Anguilla. - rc : ^rx^Xi(ov), 
X^i(ov). a: €tX€Xu<;, i\t,6. 

ahi^ndra, i, -dndri, t'. Vipera (M. 
Mr.). - *dx^vTpiov. rc: 6x€VTpa. 

dhiero (dchero, dhero. Mrl. M. 
Mr.), t'. Paglia. - ot: dhero, 
dhi(a)ro. - dxvpoy. 

ah^idroma, t*. Principio. *S. i' a. 
Al p. V : il seg. 

ahierdnno. ao: ahieroa.Commcfo. 
L'ho giudicato un *x€tp^vui = xci- 
piCw^ e non gi^ metat. da ar hi- 
nd nno = dpioivdu), -iWf '-itiu, con 
cui Mr. confronta Tot: a reign d. 
Tuttavia sarei piti inclinato a ve- 
derci direttamente il rc : dcpiepdvtu, 
a: dqnepdui, mutato il senso di con- 
sacrOy off TO y in quello di cominciOj 
che puo in qualche modo accostar- 
glisi. d(pi€p6wui trovo in una per- 
gam. gr. d'et^ incerta, fra il sec. X 
c rXI (Z. 91). Pel x = q)V:astd* 
lahd. 
di! Escl. di dolore. Ahi^ ahil 



at 



-a: a! a!, rc: di. 
a(i]d6ni, dm: -dci, t*. Usignuolo, 

-rc: dT)&6vi(ov), -dKi(ov). dLY\b\irv, Vj. 
aimit Escl. di dolore. Akimel - ot: 

oimim)4na, otmi, aimm^no. " rc: 6'i- 
|ii^, d'i^oi: tl)'(fxdva, diifidvave (Pw.). 
a: o!fioi, ol|yi€. 
ajdzzo]. Santifico, Solo la forma 
tajart^to (=dfiaae/|Tu>) neU'Oraz. 
domin. V: azzasmdno. 
ajennerd, t'. Acqua santa{M. Mr.). 

- *dTM>vv€pdv. - ot: ajdmma. bg: e 
rc: drtaa^a. 

djo (dghio. W.): f: -a rariss. Santo. 

- ot: =: cf: Cp. j5. - df\o<i. 



— 130 — 



a]6lup6, (o? M. Mr.). Avena sel- 

vatica. - re: altiXuiira^, i\. 
41a,.(thdla. W), l'. Sale. - ot: =. 

alddi, t'. Olio. - ot: =, ed aldi 
come in zacon. (Dv. i3}. - re: 4Xd- 
6i(ov), *Xa&t. CXatov. 

aladic6, t'. Ctho con olio. -*iXa5iKdv. 

aldnno. ao: dlasa. cong: ao: ps: 
n'alast6.i4ro. -£XaiLivui?-ot: (a)la- 
tr^o, -^g(g)o, -^guo. • a: dXcrpeOui. 
re: -{Lm}, forse non senza un^istin- 
tiva reminiscenza dell'it. aratro, 

alargh^gguo. Allontano. - re: AXap- 
T<&pu). V: Idrga. 

j-alati, t\ (Mrl.) Sale, - re: &XdTt(ov). 

alatfzzo. impf: aldtinna. ao: ald- 
ti(s)a. ppp: alatim^no. Salo, -re: 
&XaT{2^u). 

dlatro, t'. Aratro, ot: =. re: ftX€- 

TpOV. 

al^a (anehe alia M. Mr.), i. pi: aU 

(telfes. Mrl.). 0/iVa, -o. Ajon a. 

Olivo benedetto, * ot: ==. iXa(a.Nelle 

Cron, Cipr. 4Xf|a. 
(a)le^dti, i. Rocca. - re: (d)X€KdTii- 

^XaxdrT). 
alecatfzzo. Inconocchio . -^/iXaKartilu). 
alestd(zz)o. ao: al^stasa. Latro y 

abbaiOy grido forte. - ot: elift6. 

- 6XaKT^u). 
aUstora^ o. Gallo. In ot: par voee 

ignota. gb: dX^icropa^ (Mrs.), a: 

dX^KTlUp, 6. 

al^tho. ao: dlesa. impt: ao: dlese, 
-^sete. cong: ao: n'al^o. Macino, 
-ot: al^to ed al^so. dlesa ed 
^lesa. dX^u). 

aHvr i, t\ Farina. - ot: =. - re : dXeO- 
pi(ov). a: dXeupov. 

alevr6nno. ao: al^vroa. Infqrino. 
' re: dXeupdvu;. 

alfcia, i. Acciuga, - se: alicei. lat. 
halee(ula). 

aHthia (t d per th Mrl.), i. i) Fe- 



ritd. L^go tin a. Dico la v. Pu 
l^ghi tin a. Veridico." 2) av: Ve» 
ramente. -'S tin a. (Vl.). Me tin 
a. (Mrl.). In v. - ot: alfdia, 
-{s(s)ia. - dXf|9€ta. 

alfthio, -a (M. Mr.). Vero, - ot: 
alfs(s)ip. -*dXf|6ioc per dXriOfi^. 

dlogo, o: dm: - uci, t*. i) Cavallo. 
- re: dXoTo(v) fino dai tempi di 
Ptoehoprodr, (i 143-1 i8o).^er Her- 
mann e Pd. 6 cosi detto^ quasi 
dXoTOv IfSioy^ in antitesi al cavaliere 
che d un Xotik6v ZfSiov. K. ci aveva 
veduto una probabile antifrasi weil 
das Pferd unter andern Thie- 
ren am wenigsten dXoTov sey 
(Neugr. Chrest, 209). Senza sotti- 
lizzare di troppo, confronti lo stu- 
dioso Ta: dXoTov = ^riifo, coil'it: 
bestiay che talora nell'uso prende il 
senso spec i ale di animale da soma. 
Gli otrantini dicono ampdri, t': 
re: iinTdpi(6v). 2) Tr£a dloga e il 
nome d'antica moneta del Regno 
delle due Sic detta in ca: tri 
cdlli. 

al6ni , t*. Aja. - ot: =. - re; (O^b-^ 
vt(ov). a: dXtuv, 1^. 

alonfzzo. Trebbio, - 1 : =. -dXujv{2:ui. 

alup^da: dm: - ^dda, i. Volpe. - ot: 
alip6na. - re: dXouiroO , -uiiroO, 
-eiroO, 1^: -oOm. a: dX<6irT)£, 1^. 

am, V: ^nfi. 

amal6, [-1]. ag: ed av: Piano (M. 
Mr.). - 6^0X6^. V: mdli. 

(a)mdro. Meschino , infelice. - ot: 
• mdro. - Col Cp. (XXIII) e col 
Mr. (CLXXVIl) ho pensato a ^uxO- 
po( (a: d^aup6q) che unisce razio- 
nalm. Tidea^ di nero a quella di 
infelice. Tiittavia perdurando in b: 
ed in ot: mdvro nel senso costante 
di nerOy cattivo, crederei meglio 
rieorrere airomof: it: ed al suo 
orig: lat: am-firu-s, che con 



- 131 - 



iiiiyi6-^ deriva dal skt. fima-s, 
crudo, acerbo (Cr. 341). Nellostesso 
senso, ora come ag:, ora come in- 
teriez: trovo questa voce non solo 
nei dd: it: del mezzodi (*mdru 
pidntu - amdru jul - Vamdru 
di mia - "mdra a niii! - 'mar' 
ate ' amdr u a t { a, 'mdra 
mtnie. 1mbr.-Cas. I.p. Sog. II. 14, 
^9> 77> 239, 253, 258), ma ancora 
in valacco, a mar, e neH'ant. port, 
amaro de nui! (Dz. I. 18). - 
Amaro in b: 6 pricfo, in ol: 
pric6 (iHKpd?): ma questo in Mr*. 
suona pure imbronciato , in/elice: 
onde si vede che i tre vocaboli si 
compenetrano e si traducono a vi- 
cenda, ancorche diversi d'origine 
(cf:CR. p. 553),designando,ilprimo 
fisicamente un aspetto ottico, e 
gli altri un sapore spiacevole; e 
tutti e tre moral men te I'idea di 
sfortuna. — Altri citd a|Li(^)opo?. 
amartia, i. Peccato. - ot: =. - dfiap- 
ria. 11 v: manca, come in ot. 

amartol[6], o. Peccatore. II solo 
gen: pi: neir ilve-Marfa. - dfjtap- 
ToX6^. 

amar.umi, i. Sciagura. - sc: =. 
tambaddoma, t'. Pe^:{a, 
tamba4d6nnoT ao : ambdddoa. 

• • • • • 

cong : ao : n'ambad46so. Vl. 
(C* XI) tradusse prima rompo in 
F^Tf'j poi nii inyid la correzione 
abbadd6nno, racconcio, riappef{0 
-a: dvairdXXui? sc: mbaddundri? 

ambdtula. av: Invano. sc: mmd- 
tula. - ^axTiv, €l^ indrnv? Cf. il 
m SI tula plaut. che e interpretato 
per uomo sciocco^ da nulla y e che 
deriverei dalla R? skt. m&d. 

amb^li, t*. Vigna. ^ ot: amp^li 
(V: Mr. »o8). - re: d|UTrdXi(ov). a: 
diiiceXo^, 1^. 



ambldstri' (Vl.), -dsci (M. Mr.) » 
t\ Impiastro, - lyLTtXaarpoy. 

ambl^co. ao: dmblexa. Lotto, mi 
a^^^uffo. - a: ^^itX^kw. 

amblici, t\ Albergo, masseria, ca-- 
panna-. - *aOX{iaov dm: di aOXf|. ot: 
avlf, '•idddiy if :=.corte, 

a m b I i c f a, i. Ricovero, - ^aOXixiou 

amblicidzzo^ -dzzome. (Mi) rico- 
vero. - ^aOXtKidJ^u). 

dm bo ma, t*. Impeto.^ re: dpnuiXMCtf 
d^iTUJO^a. 

amb6nno. ao: dmbosa. Urto , 
spingo, ' re: dLixmbxyw, d^irutiOu). 

ambr6, -6tte. prp: ed av: col gen: 
pr: end. Avanti {prima L. F.). - 
Azz' ambr6tte (M. Mr.). Da- 
vanti.' Lig* ambr6. Poco avanti. - 
A. s'ess^na. D. a te, -' ot. =, 
'mbr6. - re: ^^iTp6(;. a: fynpoaQev. 
carg. dirpodTd. 

dmbu cambu.' Se in qualche luogo^ 
sicubi. C* XXXV. dv irou k$v irou? 
&y irou Kfiirou, con m epent? Cf. 
Tot: opucan^ne. In ogni luogOy 
che e il re: 6irou kcv f\ya\. 

ambu44a, i. Vescicola cutanea, V: 
not. 4 C" LX ed il seg. 

amhti44h t' • - *dMTro6Xi(ov). Orciuolo. 
£ il nostro ampolla, che occorre 
pure nel gb: d^irouXa (Mrs.). - T'a. 
t'aladiu. V ampolla delVolio. 

ambusto,t\ Busto: parte delFabito 
femm. 

dme (Mrl.). Va! animo! andiamo! 
- ot: dmo, dmone^ d(n). - re: dfyie^ 
che, comunque registrato sotto ird- 
Tu)(Ml. 296. Mr. 174), non credo un 
logoram. di nQ^ev = irdin«|Li€v (cf. 
le parole di Corals cit. dal Ml. 
226): potrebbe essere forma cor- 
rotta pertinente ad €t|uii, forse per 
!fi€v (a=:i). - Pdo ci ofFre in ot: 

I rimpt: pdme accanto al part: 



' 



ia2 — 



p^nta che e amdnta a Corigl. pendio: o forse meglio MvdicXniyia 



(Mr. ibid.)* 

am^cristo (-^trito M. Mr.). /«- 

numerator -evole. - ot: ametrit6. 

a mi (Ida If a, i. Mandorlo, - ot: -^a, 
. disus. - djyiuT&aXda. re: -X(a, -XT|d. 

a: *Xf). 
amfddalo (j-amigdala, f: Lb.), t*. 

Mandorla. - ot : -a, f : disus. - dn^t- 

2mzXov. a: -dXr). 

dmilo, e piti freq. dmito, X\ dli: 

Amido, ' sc: dmitu. - djuuXov. 
amfn. Amen.- d^f|v. Oraz. I. 

ammaji 6g^uo. Ammalio , dd la 
malla. 

ainmial6, o. pi: n: Midollo, cer- 
vello. - ot: miai6, dm: -uddi. - 
^uaX6^, 6. 

a m m i d z z o. Somiglio, - ot: (am)- 
midzo, em. • dyuyidZxu. 

dmmo, t'. Rena. In ot: h scomparso.- 

dfx^o<;, Vj. re: 6, Vj. 
amolo(gh)jfa, i. Vote, - d^oXotia. 

amurga, i. dli: Morchia. -re: dfioOp- 
fr\' dfLidpTT)* lat: amurca. R. skt. 
marg (Cr. i83). 

amuriy i. Amore. L*art. f: per la 
reminiscenza di agdpi. - Cdnno 
tin a. Faccio alVa. - Non lo trovo 
nei canti ot: dove il v: amu e solo 
nei versi it: d*un canto bilingue 
(CLXXIV). 

an, e piii conciun. a ; dav. a lab. 
am; dopo voc. 'n. - i) eg: Se, - 
An de(n). Se no. - Ercome an 
dene vr^hi. Verrb se non piove, - 
ot: dn(e), a(n). - An de(n), e non 
gia and'e o ande(n) come leg- 
gono Mr. (62, 74) e Cp. (59). - 
^dv, dv. d nelle Cron, Cipr. re : 
dv hbt, - 2) V: anu ed apu. 

andclima, t'. Or/o. -a: dvdKXi|ua? 



daira: dvaicXdui? 
anaclizzo. lo orlo. Id. 
(ana)fantidzzo, ao: efdntiasa. 

Stupidisco^ shalor disco, -a: dirav- 

TidZuj? dvovTO^? 
anaguHa, i. Nausea. - re: dvorfou- 

Xid, -oOXo. 
anagulizzoroe. ppp: -imeno. Ab- 

bomino, -evole. - re: dvarouXuUIui. 
andlato. InsulsOy non salato. - re: 

dvdXaTO^. a: dvaXo<;. 
analfzzo. Dipano. - dvaXOui. 

fandnghi (Mrl. i?). ArmttJio.-dvdr- 
Kr|: fr: le n^eessaire. 

andscila. av: In alto^ a ritroso. - 
re : dvdaxeXa = supino. 

andsci ma, t'. Straccio. - *dvdaxi<Jfia. 

anaseizzo. ao: andscia. ppp: ana- 
seism^ no. lo straccio y lacero. - a: 
dvaoxiZu). In K. e Pd. oxit\M sol- 
tanto, ehe e pure ot. 

anazzeme. Mi nauseo. - *vaua^o|iat? 

anazzia, i. Nausea. * vouoia, -Tia. 

dnca^ i. Gamba. £l Tit. omof. ehe 
eon dTxr) ed aneus citati dal Dz. 
(\y 20) deriverei direttam. dalla R. 
skt^ ak% ank\ andare. Cf. Cr. 
(i3o, 309). 

dndero, t* (Mrl. e M. Mr. pi:). Bu- 
dello^ intestino -Sugudddot*dn- 
dera an dem bdi. Se non te ne 
vai ti sventro (M. Mr.). Pu su 
fdsi t'a. i seiddi! Che ti man- 

m m 

gino le budella i cani / (M. Mr.) - 
ot: ^ntera, dntara, tdntara. gb: 
dv&cpo (Mrs.). £vT€pov. 

andf, t*. Subbio - dvxiov. 

( a)*« 4 or[^ gguol, ppp: -emm^no. 
Indoro. 

dndra, o. Uomo, sposv ^ marito. - 
ot : =. re : dv&pa^. a : dvfip. - In 
Mrl. t un fandrdro chesarebbe 
il dm: re: dv6pdpi(ov). ot: an- 
druddi. 



-133- 



andr^pome. impf: -epommo. ao: 
-dpina ed -apithina. itnpt: -d- 
pitha, -apithdte* cong: ao: n'an- 
drapith6. inf: -apithi. 3fi vergo- 
gno. -ot: entr. antr. ed a Castr. 
entropidzome, antr. iof: ao: ps: 
antropiasti. - ^vTp^ico^ai. re: iv- 
Tpomdi^oiLiai. 

andropi(a), i: sost. ed esclam. Ver^ 
gogna* - ot: antropi. - Nelle Cron, 
Cipr. dvTpoir/|. - ivTpoir/|. 

an^foro, I*. Salita. - * dvaiqiopov = 

* dvdqpopov. re : dv/|(popo( , 6. V: 
cat^foro. 

anemizzo. Faccio vento (M. Mr.}. 
•.- ot: =. dv€|ii(2^ui. Non ebbi da Bova 
rdnemo ot: - fivejuio^. V: vor^a. 

anev^nno. impf: an^venna. ao: 
an^via. impt: dneva, -dte. cong: 
ao: n'anevio. inf: ao: anevisi. 
Monto, ascendo. - ot: =^ ed anav. 
(anjdev. ao: an(d)evica, (en]d^- 
vica. - dvapaivu>. re: volg. dvaip. 

anga[g)lidzzo. ao: - d(g)liasa. Ab^ 
braccio, - dTKaXidZ^ui. 

angalfa, -imfa, i. Bracciata (Vl.), 
amplesso (M. Mr.). - re: dyKaXid, 

-*i|iiid. 

dnghelo, o. Angelo. -ot: dngelo. 
- dTTeXo^. 

fdnghios, o (Mrl.)., V: andnghi. 

anglisia (and. Cp. feci. Mrl.), i. 
Chiesa. - ot: = ed agl. igi. ingl. 
'cl.-A. megdli.Z)MOwo.-iKKXiio(a. 

{a)'ngona tfzzo. ao: 'ngondtia. 
cong: ao: na'ngonatio (n'ang. 
Cp.). cong: ao: ps: na'ngonati- 
St 6. Mi inginocchio. - ot: (en)go- 
natfzo, (en)gotanizo. L'ao, en 
par dovuto ad influenza it. - fo^ 

dngremma, t'. Rupe^ precipipo, - 

* erxpeiLia. 

angremmizzo. ao: -emmia. Pre- 
cipito. ppp: -emmeno. Dirupato. 



- KpimviZu), ma nel Pw. ancora xpe- 
)i\X,\x} y ed in un canto di Corfu 
(DXI) fpeyLxiraiy che pel Pw. ^ 
^TKp : ma che potrebbe anch'essere 
metat. di dKp€|Liv{2:w. 

angremm6, t'. Rupe^ precipi:[io, - 
Kpimv6^, 6. re: xpciu. (Pw.). a. euf. 
V: sop. 

anf, t'. Vomere. T'a. cldnnito ho- 
rdfi. // V, rompe il campo* - ot. = 
edjani. -re: O(y)v((ov), viov. a: 
Ovviq, Vj. 

anift6 (Vl.), -vt6 (Cp.). Aperto, ^ 
ot: =, -fs6 , -tt6 , nift6. - dvoiK- 

anfgo. impf: dniga. ao: dnizza, 
-xa. impt: ao: dnizze, -xe, -pse. 
cong: ao: n'anizzo, -pso. part: 
pr: anigonda. ppp: animm^no. 
Aprd. - ot: (a)ni(ft)o. ao: 6nifsa. 
na nifso. - dvo(TU). 

anihi, t'. Unghia. -ot: =. re: (6)vti- 
Xi(ov). 6vuH, 6. 

anihia, i. Riccio di castagna. Pro- 
babil. metat. e riduzione di dxt- 
vo?. bg: e re: dxiv6<;. alb: dxjiv6-i 
(Cm. II. 217). Nei'dd: it: merid: 
vive anehino (Z. 68). 

animi, t*. Arcolajoj- ot: an^mi, 
i. - re: d.yiyLr\. In sc; vive anf- 
mulo edin ea: animoio (Z. 68). 

anizzio, -xio, -psio, o. Nipote, - 
ot: anefsiOt anifs. -Nelle Cron. 
Cipr. dvT)i|n6^. - dv€Hii6^. 

annorfzzo. ao: -6ria. Conosco y 
ricon, - ot: (a)n(n)orfzo. - TvuiplZui. 
Coll'a prostct. nelle Cron. Cipr, 

an6de. Ecco. Crasi d*anu 6de. - 
re: vd od f\yi di6€? Cf. Ta: f\yib£, 

ano(g)do. impf: an6go. ao : an6- 
ghia e nel M. Mr. en6isa (che 
non t, eom'ei erede, il re : gv oim oa, 
ma ^vdn^a). IntendOy capisco, mi 
persuado*' ot: (a)no6,nov6,eontr. 
11* el. - ^wo^ui. 



anohfzzo (Vl.), anich. (M. Mr.). 
ao: -6 hi a. Castro, - cCivouxCZ^u). 

attsoifndgguome. impf: -^gguom- 
mo. ao: -^stina. p: ao: -est6n- 
da. (Mi) sogno. - sc: nsunndrisi. 

an^ass6gguo. SchiantOy rornpo. V: 
not. 3 al ۥ LXVI. 

anu, an*. Ecco, An' dd. Eccoli, An' 
don 6de. Eccolo. An' ec£. E. Id. 
-ot: na. -re: vd. a: f\yL Pu6 es- 
sere, colPalb. gh. vjoO un logoram. 
dell'a: f^v I6o0. 

an^faldta {ins. Cp.), i. Insalata. 
Cdnno tin a. Cp. (C. XXI) spiega 
per inganno'y ma forse k vicino al 
sc: fdri la 'nsaldta, fdri 'na 
*nsaldta sarvaggidla, che equi- 
vale alia metaf. popolare/a re un 
pasticcio (Cf. Mortillaro. N. 
Di!{. sic, it. Palerm: 1862). Nel 
canto cit. pare abbia un senso di- 
sonesto. 

anfer/^gguo. lo indovino. - sc: 
'nsirtdri. it: lat: insertare. 

fSLTijiamdi, V. C» XXXIII, not. 2. 

apal^no. ao: apdlina. 7n/m^o, im- 
mollo, -ot: pal^nno.ao: ep. -re: 
AirOXaivu). zacon: AiroXdvou (Dv. 
24). a: -Ovui. 

Apanaghfa, i. La Madonna. - re: 
TTavaTia, che in ot: sembra per- 
duto. In Cp. e Mr. trovo sempre 
Mad(d)6nna. 

apand^nno. ao: [-dndisa]. /o iVi- 
contrOyaccado. - ot: apantdnno. 
apdntisa. - dtravrdw. 

apdndima, t'. Scontro. - dudvTTma. 

apdndisi, i. Incontro. - dirdyniaK. 

apdnotte. Sopra, Apanott^mma. 
S. noi, - ^irdvu)6€v. 

apdnu. Sopra, - T'a. (= toO d.). Di 
sopra: locuz.italianiz: cf« apfssot- 
te. - Apdnuma, -su. Sopra noi y 



- 134 — 

ot: {a)pd(n)u, (a)pd. - re: dirdvu). 
^irdvu;. 

apanucdtu ed anapucdtu(M.MR.}. 
Sottosopra, -ot: anapucdtu. - 
* dirdvu) KdTui * dvuiroKdrui, seppure 
questo non ^ metat. del primo. 

apetdo. Jo volo. -ot: (a)pei6 (contr. 
II*. cl.). - re: ircrdui. 

apethamfy i. Palmo, spanna.- oii 
pidamf, pis. -re: inOa|yifi. <rwi- 
6a|jif|. 

(a)peth^no. impf: ap^then[a]. ao: 
apdthana. cong:ao: napethdno. 
inf: ao: pethdni. Muojo, ppp : 
(a)p e t h a m m ^ n o. Morto, cadavere. 
- ot: (a)pet^nno, (a)pes6n(n}o, 
pesinfsco. ap^senna, ep6s. pe- 
sfnisca. ap^tana^ ep^t., ap6d., 
apfd.^ ap6s., na pesdno. ape- 
sdni - apetamm^no, (a)ped., 
apid., (a)pes. - re: volg: (d)irai- 
ea{vu). impf: dtraOaiva. ao: dird- 
Oava. diroeo^fidvo^, iratOa)ui|uidvo^ - 
diToOvf|(TKu;. 

tapidddi,t' (C» LXVIIT.-pidddi, 
ta. Cp.), Inganni. - dirdni, fj. 

apfssotte, apfssu. DietrOy dopo, - 
T'apfssu (= TOO 6.). Di dietro y 
J. -Apissi^to {= Ti&v). - Azz'a- 
pfssu. AppressOy dopo^ di dietro. 
T^sseru hr6nu apfssu. Quat- 
tr'annifa.-ol: (a)mpf. - SmoGev, 
6ii{auj; epic. 6ir{aaui. 

dplero. Acerho. fe un ^dnXcpo^, 
-*r]po^, per dirXfipwro^ : cf. Tit: non 
fatto nel senso di immaturo, 

dplito. Non lavaio, - ot: dbl: dirXu* 
Toi;. 

apl6. Semplice, ot: =. - 6^X6^. 

apl6nno (M. Mr.), -6tho (Vl.). 
impf: -5nna. ao: - oa. impt: aploe. 
cong: ao: na pl6so. ppp: aplo- 
m^no. Stendo, - ot: apl6nno. - 



fe. -Apdnuse cuscina musciB. re: dirXdvui. a: -6ui. 



(M. Mr.), Sopra molli cuscini, - 



ap6. dird. Solo come prefisso. V: apu. 



- 135- 

fapocimiso, (t\ Mrl.). Camicia. 

- re: diTOKd^taov. 
apocdnno. Dis/accio. - dtroKd^vui (M. 

Mr.). 
apocldnno. Interrompo (M. Mr.). 

V: cldnno. 
apocl6tho. Ritorco. - * dnoKXi^Ow. 

V: cl6tho. 
apocombidzzo. V: combidzzo. 
apoc6sto. lo tronco. - diroKdtrTui. 
. apofor^mata, -f6ria, t'. Abiti 

smessi, - q>opd^aTa, -fmara. 
apofort6nno. ao: -f6rtosa. Sca^ 

rico. - rc: dirocpoprdvui. 
apohondria, i. Ipocondria. - rc: 

dtroxovbpia. 
apojerrome. Mi rial^o. - * dnot^p- 

vu) (M. Mr.). V: gh^rro. 
apologh^o, -fzzo. ao: -6ghisa. 

inf: ao: -£si. p: pr. -izt>nda. 

Rispondo, diToXoT^ojLiat. 
apom^no. ao: -6mina. 7V)//ero, 

soffro. ' 6iro|yi^vu» meglio che diro- 

[a p oner 6]. Cattivo, -iroviipd^. Voce 

fuor d*uso: il solo gen: s: nel- 

rOraz. domin. 
ap6pse, -xe. av: Stasera. - rc: 

diT6i|i€. a: 6i|i£. 
ap6rgay (i?). Propaggine (M. Mr.). 

- Mit6^^u)Yoi- fl : dir6^^u>E, d> i^. 
apordo. ao: -6ria. So y intendo ^ 



appuro (M. Mr.). Non lo credo 

gi^ col Mr. un ^Oiropdui, ma cogna- 

zione del rc: i}xvopih (* irop^u), = 

-iZu) con a prost.) •=-posso. V: x^ro. 

Anche Ta: bOvajuit^ talora signi- 

ficava scien^a. 
ap6rimma, t'. Aborto. - rc: dit6^- 

Pi\i\ia. " a: &Tt6(ifir\'X\xoi. 
aporisso. ao: -6rixa. Abortisco. - 

a: diTo/^^f|aau). rc ; diro^^diTU)) -xvui. 
aportammizzo, -amm6. Do la 

jettatura, - * dmoipQapiiHiu, rc: 

<p6ap|yi(2;ui. V: artdmmi. 



ap6stol[o], o. II nom. pi. parossiu 
ma secondo il Vl. propaross. ilgen.^ ' 
credo per influenza it. • ot: =. 
dirdaroXo^. 

aposur6nno. ao : -froa. Colo , 
faccio scolare i panni in^^uppaii. - 
* diToactpdw. bg: ocipdui. 

apotondo. lo riposo, - * dnoTOv^iu 
(M. Mr.). 

apotdnima, t*. /^iposo. - * dtroTdviafia 

(M. Mr.). 
apov^amfzzOy -omfzzo. Lavo^ ba- 

gno prima del bucato. - * diropper- 

piilfu (M. Mr.). 
ap6vram(m)a, t*. Bucato. - a: diid- 

pper^a (M. Mr.). 

appid^nno, -izzo. ao: -fdia. lo 
salto. - Cron, Cipr, dirrfbili. -irr|&dui» 

appidi (fapfdi Mrl.), l'. Pera, A. 
catalim^no, sapim^no. P.mjr- 
cia. - ot: =. rc : diT(&i(ov). a: dmov. 

appidfa, i. . Pero. - rc: dm5id. a:, 
dmo^, Vj. 

appidimfa, i. 5j/fo. - irf|5iiMtt: in 

Mrs. dirf|&. V: pfdima. 
appdtte (apot(t]e M. MR.).Dt ^t/d, 

di qui: qui (?). - ot: ap6 *te. - *dii6 

d)6€, o forse meglio * dir ' dJ6(€)e6v. - 

V: mera. 
aprfddi, o. Aprile.-ot: ablfri. - 

rc: dirpiX(X)io^. 



apu, azz*(6), az'(^), e dav. a voc. an- 
che azz^d, atz'(^), 'z(z)6^ aps'(^), 
ax(^), (ta se Lb. fr: 5): an', sem- 
pre unitam. aU'art.an 'do, an 'di. 
Di, da (-//o, -j), coi suoi. varii si- 
gnificati. - Azz^ daviru. Per dav- 
vero. - Son varie forme della prp: 
ditd (diroO Cron. Cipr.) che rimane 
intatta solo in composiz. Cf. Tdc 
di Trebisonda (Pw.). -ot: ap6, 
(a)pu, a', afs(e), 'fs', azz*. 

apucdtu. Di sotto." ot: =. rc: dnd 
KdTU). V: ecf e cdtu. 



— 138 - 



apuci. Di Id. - ot: =. * Arrd ^Kd. V: 

ecf e mera. 
apupdnu. Di sopra. - ot: r=, rc: 

* dirouirdvui. Nelle Cron. Cipr, bitw- 

irdvu;. V. apdnu. 
apu'tlu. Di costd, - ot: =:. * dtr6 ai)- 

ToO. V: ett6 e m^ra. 

arac6sto. Interrontpo, irapaKdirriu 

nel senso di biaKdirrui. Notevoliss. 

il dileguo del tt iniz. 
drburo'dm: -ici j t\ Albero, - ot: 

e sc: drvulo, arg. -u. ^ 

archidi, t'. Testicolo. -rc: 6pxi6i(ov), 

dpx. a: fipxiq, 6- 
arcinic6. ag: Masc/iio. - dpa€viK6g. 
-fdrcos, o (Mrl.). Principe , ba- 

rone. - rc : dpxo^. a : dpx6^. 
ar^o, -a: parossit. Raro. - dpaid?. 

argalfo, t\ Telaj o. - ot: =. ^pra- 
Xetov, dpT. (Mrs.), rc: IpTaXeid^, 6. 
alb. dpToXi-a (Cm. II, 149). 

irgamma, t\Maggese, lavoro. - rc: 
Ipraajia, fipr. 

drgano, t'. Argo an • rc: dptavov. 

argasia, i. Maggese. - ^pTaaCa. - A 
Monteleone ergasia z=i seminagio- 
ne per due anni a fila, 

argdzzo, arg6. Lavoro con pena. O 
hordfi argam^no. II campo la- 
vorato. A. tu cf pu. Lavoro gli or- 
ti. - tpf &l\ii. rc: fipY* 

argentirij t\ Orefice. sc: argint. 
-gb: dpY€VTdpio(;. lat: argentarius. 

arginto, t\ Non trovo esempi si- 
curi in b: del rc: d<j#||Lii(ov) che 
dura neirot: asfmi. Anche I'ag: 
rc: dor)|yidvtog, ot: asim^nio, ^ 
reso dal Vl. per azz'arg^nt 
{St. di Gius. XXXVII, 28). 

arghfa, i. Festa, vacan^a. « dpyta, 
per/^5f^, come opposto ai giorni di 
lavoro, non e, ch'io sappia, di uso 
comune in Grecia ». Cosi il Cp. 
93. Per6 aveva tal senso in a:, ed 



in rc: si usa dpfili nel *senso di/tfc- 
cio festa (Pd. I, 771). 

arg6, t'. Novate. - ag: dpT<i<;. 

aria, i. Leccio. 6 voc. assai impor- 
tante che par perduto nelFuso rc: 
L'a: dp{a era una specie di quer- 
ela, ora la Q. ilex, ora la Q.. suber, 

aricambo, o. Zecca^ Ixodes ricinus. 
- * ^pi(<pi)KO|Lnrog: letter, bruco {k&pl- 
irri) dei capretti. V: cdmba. 

arfda, i. Trivella. - rc: dpifta, 1^. 
-{<;. -1610 V. 

arffi, t'. Capretto. - tp((pi(ov). 

{a)risorv6gguo. ao: -6rvezza, -xa, 
-psa. Risolvo. 

armacia, i. Maceria* Non mi pare 
possa essere corruzione di aijuiaatd, 
ma un * ^pjuaKCa scaturito col za- 
con: dpjuaxa (Dv. 35) dall'a: * ?p- 
luioH, pi. ?pjiaKe^. Quindi 

armac6nno. lo muro a secco. - * Ip- 
|LiaK6vw. 

irmata, t*. Armi^ utensilt. - ot: =. 
Non ho trovato il s: che dev'es- 
ser raro come in ot : - rc : dpiia. 

arm^[gguo?]. ao: drmezza. Mun- 
go. - gb: e rc : dLpntfw, dtiilXfw. 

farmatom^nos (Mrl.). rc: &p|Lto- 
Tdvu). 

arnf, t'. Agnello. - ol: =, ed arndi 
dm: - dpviov. rc: dm: dpvdia(ov). 

ar6mata, t'. ilromi. -dpujina. 

arotdo. ao: ar6tia. cong: ao: n'a- 
rotio. p: pr: arot6nda. Inter* 
rogo." ot: (a)rot6, (a)rod6. impf: 
r6tiga, r6tiza (intrus. di f=iZ 
Mr. 116). na (a)rodiso. ppp: (a)- 
rodimmeno. - dpuirduj nelle Cron. 
Cipr. - ^puDTdu). 

arrass^gguo. dli: M*allontano. sc: 
arrassdri. - dXXdaaw? 



arrustdo. ao } -ustasa; -ustia. 

(Ml) ammalo. - d^Jbunrrdui. 
arrustd ri, o. Ma/j/o, infermo. -rc: 

d/^^waTidpT]<;. 



137- 



arrustfa, i. Malattia. - d^^ujoria. 
drrusto. ag: Infermo, - fi^^w^Toq. 
artdmmi (-drmi M. Mr.), t*. Oc- 

chio, fe voc. disus. - * 6(p©<iX|Liiov. - 

d(peaX|ui6^ nelle Cron. Cipr, 
artdro^ \\ Altare. - ot: artdri. sc: 

altdru, otdru (cf. fr: aulel). 
arte, av: Ora: intanto? - ot: drteni, 

drtena. - a: fipri. re: TiZipa. 
drtinia, t\ Condimento. - dpTUfxa. 
artisia, i. Sugna, lardo, saime. -rc: 

dpruaCa che fino dai tempi di Pto- 

chopr. ha il valore di condimento 

(Cp. 93). 
artfzzo. Condisco* - rc: dpTi2^ui. a: 

-0(v)uj (M. Mr.). 
[dr.tos, o]. Pane. II solo accus; fatto 

ossit : nel Pater. - a : fipro^. 
ascddi,t'. Ficosecco. - ot: =, ascdi, 

scddi. - zacon: diOK& (Dv. 3j). alb: 

daKd6-i (Cm. I, 38). - rc: laxd6i(ov). 

ascidi, t*. Otre. A. t'aladiu. Or- 
ciuolo deWolio.' ot: asc6. - a: d(TK{- 
610V dm: di daK6^, 6. 

dscimo, -i.-BrM/fo.-ot: = ed -imar- 
J 0. - rc : doxr||uio<;. a : -f^juuiv. 

asciutt6no. aoi -tif/asa. - Asciugo. 

dscla, i. Scheggia. In greco c'6 axi- 
2;a e axi2)il, che non hanno rapporto 
con questa voce (Cr. 246). Potrebbe 
pensarsi all'alb : fia^K-a, legna secca 
(Cm. I, 87), owero al rc: fjaicva, 
esca (a prost., dopo il dileguo del- 
Tt]: 1 =: V come in iplo); se non ci 

. fosse il neolat: ascla (prov: catah) 
dal lat: ast(u)la = assula (Dz. 
I, 35). 

fa SI mi, f. Mrl. Argento. - ot: =. 
rc: d(y/i|uii(ov). - V: argento. 

■j-dspra, t' (Mrl.). Danaro, - rc: fi- 
(TTTpa: voc. turc. 

asprdda, i. Bianche^^a. A. tu der- 
matu. B. della pelle (M. Mr.). - 
ot: -dta. - rc: d<Jirpd6a. 



aspr^no. Irtibianco. - * dairpOvuj. 
aspri, i. Cenere (propr. la bianca). 

- rc : doirpr). 

asprigndto. ag: particip. BianckiC' 
cio, ' ot: asprdto. 

asprigndzzo. ao: -ignasa. /m- 
bianco. - ot: asprfzo. 6sprisa. - rc: 
dairpiZu). II b: e formato da un 

* fiairpivo^ per dairpoi; come Tot : 
rodigndzo da ^65ivo^. 

dspro, -i. Bianco,' ot: =. rc : dairpo^. 
astdhi, t': pi: -dhia. Spiga. ot: 

astdi: pl:-dcia, -dgia. - rc: dard- 

Xi(ov), -dxu, t6. axdxuq, 6. 
astalahdra, i. £^ il f: di 
astdlaho, t'. Grillo.- gb: KOurdXa- 

<pa^. rc: -&<;, 6. 
astendiasa. Vossignoria, - rc: i\ aO- 

e€VTia oaq da ade^vxric; che e passato 

in trc: ,^s>.-vjU ef^ndy, ederima- 

sto nell'ot: aft^nti, marito. 
asteriga: dm: -ru4da, i. Ala. - ot: 

fteriua, afterudda; - *irT€poOXa. - 

rc: irTcpoOxa, i\: irT€pOTi(ov). a: 

TTxIpuH, 1^. 
asti, e rar: afti (fartfa, s: Mrl. 

avt. Cp.): dm: -uci, V. Orecchio. 

- ot: afti. -rc: a(>T{(ov), * aOxoO- 
Ki(ov). dqpTiov nelle Cron. Cipr. 

astipdo. ao: -ipia. Batto, picchio, 
maltratto, - rc: KTUirdu). -diw. L'a 
prostet. nelle Cron. Cipr. 

astfpima, t\ Percossa^ colpo.'KT()- 

astipizzo. ao: astipia. Frusto, per- 
cuoto. Pare a prima giunta uno 

* KTUiriZuj = KTUirdtJ : ma Tot: stom- ^ 
p^o, -izo, ci richiama al rc: arou- 
irCZuj, aTou|LnriZuj, a: OTUirdJCu). R. 
Tuir: skt. tu(m)p, tup-a-mi, pra- 
stump-a-ti. ant: alt: ted: stumb- 
al6-n (Cr. 226). 

ast6. impf: dsta. ao: dzza, dx. 
cong: ao: na dzzo. p: ao: Az- 
zonda. ppp: asm^no. Accendo. 



- 138- 

- ot: ndfto, ndtto. impt: ao: 
ndfse (Mr.), ndpse (Cp.y.agtvcrb: 
anaft6. *• dirrui, dvdiiTui. 

astrdlaho, o. Astragalo, • a: darpd- 

TOtXo^. rc:-dXifov). 
dstro, o. dli: Stella, - darpov. 
astulif l\ Sparviero, ' SLStore - sc: 

asturi. 
asv^sti, f. - Calcina* - re: dapdani^, 

d.'a: dapdariit Vj. 
a tali. V: /i/i. 

at6, (o?). Uccello fapace, probabilm. 

aquila. - d€T6q. 
atondo, -fzzo. ppp: -im^no. (Mi) 

stanco, ' dTovdui. 
atdnima, x\ Stanche^:[a, - re: dtd- 

viafma. 

dthropo, e qualche rara volta d- 
threpo (tatr.W.),o. Uomo. - ol: 
dntropo,-epo. -dvGpuiiroq. dOpwiro 
s'ode in Atene, ed t in un canto del 
Pw. (CCCCLXXXVII, 22). Anche 
in zacon : dilegu6 il v, ma ep suona 
t(< (Dv. 8). - Nelle Cron. Cipr. 
dOpOjiTOi paross. come in re: za- 
con: etc. 

avd^dda (afd. M. Mr.}, u Mignatta, 
' re : d^b^XXa. ^biXka. 

aveldo. ao : -^lasa. Muggisco, rug' 
gisco.' re: peXdTiw. lat: bSlo (Varr.), 
balo. Cf. a : 0Xr)-xd-o-|uiai (Cr. 292). 

avldci, \\ Solco, - ol: r: aOXdKi(ov). 
a: aOXag, Vj. 

avlac6nno. ao: avldeoa. Jo solco. 

- re : a(^XaK6vui. -Kuu. 

avl^po. ao: dvlezza^ -xa. cong: 
ao: n'avl^zzo. Vedo ^ guardo , 
custodisco, - ot: vUo. impf: dm- 
bleva. ^vlefsa. - px^iruj. 

avlfzzo.5t/or20 il fischietto, -*a6Xi2u). 

dvri. av: Domanu Methdvri. Do- 
man Valtro, Tin dddi methdvri. 
Posdoman Valtro. - ot: dvri, me- 



ddvri, met., mes. - aOptov. ^ic- 

TaOpiov. * irpoficOaOpiov. 
<ivvii[^gguome]. Mi awedo, 
avvi«c^gguo. Per Cp. (XX). Co- 
. mincioi credo significhi vinco. 
azzafinno, ax. aps. ao: azzdfica. 

Lascio. - re: SaqpCvui. V: affnno. 
azzaforia, i. Confessione. * ISaropio. 

V: xafor^gguo. 
azzdri, ax., aps. dm: -aruci, t*. 

Pesce, ' ot: afsdri. - 6i|idptov. re: 

Midpi(ov}. 
a^^arizzoy ax. Do la tempra. 
azzdro, ax., x\ dli: Acciaro. sc: 

-u. - gb: e re: dT2:dXi(ov). 
azzasm^no. Santijicato. Rimasuglio 

del formulario eceles. - Azz.na ine 

o Thi6. Sia lodato Dio. - ilxv^a- 

<j|Lidvo<; (M. Mr.). 
azziel6tho, ax. Storco, propaross. 

Storto. - * EcKXiiieu). xXuieu). 
azzidi,^x., aps. ilcefo. - ot:fsfdi. - 

6S05tov. re: S06i(ov). 
azzididzzo, ax. ao: azzfdia. (Mi) 

inacidisco. Per lo piu im person. 

azzidiae. Divenne acido. 
azzilistrdo, ax., atz. V: xil. 
azzimer6nni, ax. ao: - im^roe. 

impers. Aggiorna. - re: ^Eimcpdvci. 
azzip6elito,ax. (tapsip6glito M. 

Mr.). Scals^O' - re: ^Euit6Xuto^. dvu- 

116611x0^. 
azzunndOy ax. ao: azzunnia. impt: 

azzunna. impt: rifl: azzunnitha. 

(Mi) sveelio. - ot: (a)fsunn6. ao: 

psunnisa (Cp.). fsunna. - re : 

(i)2uTrv^ui, -diu. 4HuiTv(2^ui. 
tdzzwnno, ax., (t'?). i) Veglia, cor- 

risp. ad dtpuirvCa. 2) ag: nella lo- 

cuz. st^ho azz. Sto av. - €£utrvo^. 



A: prp. - abbagli - {a)bisogn - 
accett - dcido , t'. - acco^ 
gli4n^a - accord ot: =. ac- 



r 



-17- 



quavitij t\ - acquist - adatt - 
adoper -ador ot: =:.affdnno^ 
ot: =, ^«/. - affatich - affitto 
ot: =. affe^idni' afftiggem- 
m^no (affligem. Cp.) - afflitto- 
af/lijidni - aggiustifichig- 
guome-allagh -allargh^aU 
le gria^-i^^a ' alUgro- allesu 
allog-gio - ammiseremm^no 
(= misero) 'ianguria[= cetriuo^ 
/oMrl.) -^nima/i, t': pi: -dglia: 
ot :=, annichil{= awilire) - « ?i-l 



terpetra^idni - aniipdtic9 - 
a«ji - arc o,x\.arr tecum and- 
arricord[€ggMomt\ - flrri- 
prend - arrispund - arriv - 
arrive/dgguome - drti-as- 
salt - assass(noy t\ assicur- 
assolv Cssurv M. Mr.) - «/- 
t4nto - tff ferremm^no (= 5W- 
gottito) - attdrnu - tf^ra - 
i4ve Marfa - avdrioy t'. - tfv- 

venire - avvii[^gguoine] - tf« 
{^ I d n t. 



tbachf'dia, ta (Mrl.). Rame. -*fiit«- 

ia[p{]6ia? Sarebbe 11 trc: J»U ba- 

kyr passato in re: |jiiraK(pi(ov) , 

^trap{(ov). 
baddglio, to. [s)badiglio. - sc: 

baddgghiu. nap: badiglio. Cf. 

i verbi prov: badalhar. ant: fr: 

baailler. fr: bdiller e biille- 

ment (Dz. I, 44).^ 
bdddo e fbdllo. V^ vdddo. 
bagghidloy to. Secchia, - sc: bug- 

ghi61u. it: bugliolo. 
baldta, i. Lapide sepolcrale. - sc: 

=. Cf. I'a: Pn-X6s, soglia, 
bdlsamo, bar. to. - pdXaajiov. 
bdmpa, i. Fiamma, vampa. 
bdnda, i. dli: - re: ^irdvra. 
banddray i. - Bandiera. - sc 

bann6ra. fr. banni^re. 
barb^ri, (fvarv^ris Mrl. 

ptrapfiir^pilO^ o* dli: BarbierCy - 
sc: = e varv^ri. 



nap: 



- re 



barba^j^dliy -xdliy to. Mento. -it: 
barbazzale. 

barcuni, to. Balcone, - sc: =. 

bat (ay i. MonasterOy badia. - sc: =. 

^ar/6gguome. ao: e^aff^stina. Mi 
dimeno. 

battugliay i. Pattuglia. - sc : - ug- 
ghia. 

fb^nno. V: 'mb^nno. 

bergani6tto, to. dli: - re. \mepxa- 
^6tov. Dal trc. (^^'•^ J^^ bei 
armiidi, ciod pera sovrana. (Cf. 
Dz. I. 62). 

b err (it ay i. Berretta. - sc: bir. 

biddico y to. Bellico.'SC: biddfeu^v. 

bildn^a, i. Bilancia. 

birbij6gguo. Tartagliare, - it: bar- 
bottare, lat: balbutio, skt: bar- 
bar a-s (Cr. 291)? Ovvero, e forse 
meglio« e un bisbi glieiM)^ V: 
murmurdo. 

birra, i. dli: re: ^ir{^(jS)a. 



// Dialetto Grec(y-Calabro di 'Bova. 



13 



-18- 



bosculdnoy o. Guardaboschi, 

bozzugna (i? Mrl.) Bottiglia. - * 
MirorZoOvtov. re; MirdrZot, dall'lt: 
b6ccia. sc: b6zza. 

brascidla^ i. - Braciuola, 

brocciay u Forchetta, -fr: broche 
(zzzspiedo), sc: brucc^tta e bur- 
c^tta. Hanno origine com. coU'it: 
brocca, -o (= ratno biforcuto) e 
cblle altre voci di senso afifine d*al- 
tre lingue e dd: citate dal Dz. (I, 
87) : per le quali poco appagandosi 
delle tentate etimol: lat:e ted: pro- 
pone Tirl: gael: brog (=: pungere, 
lesinajy qualora non sia tplto dalle 
lingue romanze. - In re: la for- 
chetta k t6 ir€tpoOvi[ov} (iT€pdvr)); e 
dal re: il venez: pir6n: bresc: 
berg: crem: piru. 

brodSra, dm: -^dda^ i. ScodelUy 
ia!(^a, Dal brodo, come Tit: zup- 
p-i-era da zuppa. 

br6nzo, to. dli: - gb: fuiirpoOvT2^ov. 
re: -0^, 6. 

bruttoy -i. comp: ple'p. superl: 
pira b, - Non mi e occorso fin 
qui I'ot: dscimo. - re: doxrmo^. 
a: daxflMUiv. 

bufalo, o. dli: - ^oOpaXo^ (per pou- 



F-aX<K) lat: bub-alu-s. skt. gav- 
ala-s (Cr. 471). 

buff ay i, Rospo, botta, Bufo cine- 
reus. - sc: =. 

buff^ini, to. dli: - sc: == gb: ^iroO- 
(pouvo^. re: - oOvo^. 

bulla, i. dli: - gb: e re: poOXXa. 

burl[^gguo]y aburl. Burlo. - re: 
poupXiZui. 

burrdjena, i. dli: Borranay Borra- 
go officinalis. - sc: vurrdnia. - 
V: muglusso. 

butt fa, i. Cantina. - sc: puti(g)a. 
nap: pot^ga, -ca. ot: but^ga. 
Tutti, coirit: bottega, e colle 
aitre forme romanze, da apotheca 
(diioef|Kn). Der wegfall des a 
kann darin seinen grund ha- 
ben, dass man in Vapotheca 
es zum artikel reehnete (Dz.I, 

79). 
tbutulia (Lb.). V: vuthulia.. 



bdgnoy to - bdlia -bdrba - bency 
to - bigliettoy XO'bisdgnoy to, 
ot: bsugno ed in Cp. ab{b)€- 
sdgno'brdvo - brlglia - bur go 
- biirla - burrattino , 



O 



ca: pr: e eg: = ti. Che, - ot: e se: 
=. Pl^o ca eino. PiU di quello. 
Nel C»: XVI del Cp. ha valore di 
affinch^y perchky conle Tit: chk, 

eac6, to. MalCy morbo, - C. na 



s 6 r t i ! Ti venga un canchero / (M . 
Mr.) - ot: =. KOKdv. 
cacomeno. ppp: c|el. re: KaK6vui, 
a : -6ui che par perduto in questi 
dd : Mai ridottOy mal capitate. 



-19- 



cd44o^ to. Callo, - sc: -u. 

cadfstra, i. Seggiola. £ probabile 
che dall'uso promiscuo di KaeioT[f|]- 
piov con Ka0^6pa, emergesse un ^ 
Ka6(*o-Tpa foggiato come Hii-o-rpa, 
ipxA-^J-Tpa, iraXa(-a-Tpa (Cr. Gravnm, 
§ 344): ovvero un * Ka6/|-0pa, sui 
tipo 4i ^aKTuXfi-Opa, b: dastili-s- 
tra: sufF. epa=[<yl-Tpa. 

caf^, to. Caffi, -sc: =. re: Ka<p((p)4^, 6. 

c^ltro. Ahhrustolito, * Kauep6^. kou- 
0Tvip6(. Cdnno c. Abbrustolisco, 

cafuni, to. Valleyfossone, - Nei ver- 
sacci cal: del Piro trovo nello 
stesso senso cavuni, cavun&ra, e 
il verbo 'ncavundfc. 

cdglio (cdljo M. Mr.), ag: com- 
par: neut: di cal6. V: spesso con 
valore d'av: Migliore^ ntegliOy pint- 
tosto, - To c. 77 meglio, tin gd- 
glio. Em,- PHn g. Piii m. - 
ot: =, cd(dd)jo. - icdVXiov. 

cdja, i. Piaga. Probabilm. da xaiiu. 
cf: il zacon: Ka^(X)a calorcy kou- 
t(X)a, petite place noircie par lefeu 
(Dv. 116, 164.)- 

calamerf, to. Stoppia - *KaX<xfuiEp{ov. 
Cron. Cipr. KaXa^€p6q. re: KaXd- 
jii(ov). -d)y»i) ^- sib: -sic: KaXa^^ja 
(Cm. I. 55). 

caldmi, to: (phfe caldmisM.MR.) 
- ot. =. KaXd]yitov. 

calamitha, i. Nepitellay Calamitn- 
tha parviflora. - KoXajytivOr), i\. 
-d^ivOo^, 6. 

calam6na, o. Canneto, - icaXa^c6v> 6. 

calam6nno. Produco canne. a: xa- 
Xa^du). 

calamunfa, i. Canneto^ i. *KaXa^u)- 
v{a. 

caldgguome. Assalisco. - Mi par 
certo Fa: KcXei^tu con lieve diver- 
genza nel senso. 

cdlici, to. dli: Calice, - sc: =;:.KdXiH, 
6, -{kiov. gb: -(tZa, -Oaa. 



calidi, to (Lb.j. Pagliajo (o capanna 
coperta di paglia?). - a: xaXibiov. 

calim^ra! Buon giorno! (Mrl.) - 
ot: =. re: KaXrjfi^pa. - V: niera. 

fcalinfcta! Buona notte! (Mrl.) - 
re: KaXnviL^KTa. 

calispdra! Buona sera! (Mrl.) - ot: 
=. re: KoXrjotr^pa. - V: spdra. 

calfvi, dm: -dci, to. Capanna co- 
perta con paglia vimini. - KaXO- 
Ptov. gb: KoXXtpiov (Mrs.). T6 ko- 
XOptv in una pergam. greeoital. del 
sec. Xi (Z. 96, 98.). - zac: KdXic (Dv. 
122). alb: KaX{p-a (Cm. I. 52). 

caJ6^ -i. Buono, attOy saldo. -') To 
c. // beney Vabbondan^a, - Ta c. 
Le masseripe. -Metocal6. Colle 
buone. - Cal^s im^re. Buone fe- 
ste. - C2i\i furtuna. Buona sorte. 
- Calomb6di. V: p6di. - Sta 
cald (re: OTfiiaou k.). Addio. -') 
Cald (t cal6s Mrl.). av: Bene, - 
otr=:. KaX6q,-f|, -dv. -V: cdglio 
e hfro. 

caloc[dnno]. cong: ao: na calo- 
cdmo. ppp: calocasmdno (= Ka- 
XoKa^[u»lfui^oO* Consolo. - re: Ka- 
XoKd^vui con senso affine. 

calocdri, to. Estate , e talora anche 
primavera, - ot. =. gb : e re : Ka- 
XoKa{pt[ov]. 

fcaldjeros, o (Mrl.). Monaco, - re: 
KaXdYCpog. 

calogria, i (Mrl). Monaca, re: ko- 
XoTpid, -Tjd, -ata. 

calomel6nno. ao: ecalomdlasa. 
Accare:[:[0. - fe un ^KaXo^cXdvtJii = 
*KaXo^aXdvuj formatosuiranalogiadi 
KoXoOdXiu, KaXo2:du), KoXoKd^vui) etc., 
daira: d|iaX(2:ui, -du)> sp/ano, miiigo. 
Nota Ta atona med: ridotta ad e. • 

cal6miro (-ero M. MR.).ag: Fe- 
lice. C. eciAo! esii! Beato lui! b. 
te! - re: xaXdjioipo^ -ov. 

caluzzico. ag: dm: di cal6. Buo- 



— 20- 



fff'no, sano. - gb: e re: KaVoOrJ^t- 

cdma, to: dm: - edda, i - Arsura. 

- KaOfia. 

camastarfa (M. Mr.). V: crema- 

starfa. 
camdta, i. Scottqtura. * Koufuidba. 
camaterf, i. Giorno di laPoro, - rc: 

Ka^aTV)py| i\\kipa. 
camater6, to. Lavoro agricolo. - 
' rc: KafuiaT€p6^, -f|, -6v. 
camater^ddi, to. Nuvoletta (dei 

giorni caldi d'estate). - * Koufiani- 

poOXtov, da KaO|jux (M. Mr.). 
cdmba, -pa, i. dli: Bruco. - sc : 

nap: =. ot: - fa. - rc: KdfiiT(i)a. 

Kd^ini. skt. ka(m)p-ani (Cr. 140) 

rawicinati da Grassmann (Cr. 463) 

a Kd|jiir-T-ui. 
cambdna, i. Campana. - ot: -p-. 

rc: KaiJitrdva. 
cambandri, to. Campanile. - rc: 

Ka^1ravap€!ov. 
cambo, -po, o. dli: Campo, Mesa 

's tu c. In me^![o al c. - gb : e rc: 

Kd^troc, 6. 
cam^ddi, to: pi : - ^glia. Camello, 

- rc: Ka|Liyi\iov. KApaiKo^, 6, if^. 
cdmmara: dm: -^dda, i. dli: ca- 

mera^ stanza. - sc: =. A Lecce 
cdmbara (cf : il vern: tosc: cdm- 
bera). - xafidpa parossit: come a 
Bergamo (camdra), ma in Pw. e 
nei canti di Cargese, anche propa- 
ross. (TTav6. Dec. 1864. A, d. v. 5.) 
Per Pds. Kd^apa val camera^ e xa^ 
^dpOy arcOf volta. 

cam ma rue i, to. (M. Mr.) Tasso 
barbassOf Verbascum phlomoi- 
des. - * .Ka]yi]yiapoOKiov. Mr. vi con- 
fronta Ta: Kd^Mapov, cui i lessici 
danno il valore di aconito. 

campfa, i. Cantpagna. * Ka^md (M. 
Mr.) cf. il bg : e rc : xdiJiicog. 

cdmula, i. dli: Tarlo, - sc: =. it: 



mil: crfim: berg: cdmola. gen: 
cdmua. grig: tgiam61a, chia- 
m61a parossit. (Asc. A. glott I. 
144.) Potrebbe aver attenenza con 

camuHa, i. Nehbidy caligine. - ot: 
cam 6 la, che Mr., (iSg) in man- 
canza di meglio, confronta con 
XaMaiX6^ (?), xoW^» X«Mai» hu- 
milis, humidus, humi, ai quali 
si pud aggiungece lo zacon: x^- 
M€X^, basso (Dv. 335). Potrebbe 
ancora pensarsi a KaO-|yux. 

candli, to. dli: - ot: e sc: = rc: 
x(;(vdXt(ov). gb: -Xt), -XrjC, ^Xo^. 

canariici, o. Canarino. - * icocvapoO- 
Kiov. rc : Kervdpt(ov), xovapivtfov). 

cancar^na, i. dli: Cancrena. - sc: 
-fna. - YdirYP<3i^va. 

can^na, m: (gen: canenu), <:am- 
m(i)a, f: can(^n)a, can', n: - AU 
cunOy qualcunOy qualchCy nessuno. - 
Den 6hi c. Non c'^ a. - Se cdna 
m6do. In qualche modo. - Cam- 
mfa ghineca. Qualche donna. - 
Ma can' animali. Con qualche be- 
stia. - 'Zze cdmma meria. Da 
nessuna parte. - ot: =e can^a(n), 
cdna. - rc: wtv^ e kov^vo^, kq^- 
jiia, Koviv e Koviva. « xSva per na- 
viva odesi talvolta fra il voigo 
greco. Cf. per es. Kind, Anthol. 
neugr. Volksl. XIH, 10. » Cp. 97. 

cannariniy ta: Gala. - sc: = e can- 
nar6zzu. 

cannaruto. Ingordo. - ot. =. sc: 
-u, 

canndta, i. Brocca, boccak. E voc. 
d'uso nel dli : ed in Sicilia, ove il 
detto pigghidri la canndta pri 
lu funnu equivale ad ubriacarsi. 
- gb : e rc : Kovdro, e Kovdrtov, forse 
dal lat. canna = vaso per tras- 
portare Tolio d'Africa in Italia. 
KOvdTi trovo ancora in pergam. 
grecoital. deirXI-XII sec. (Z. 184.}. 



-21- 



Anche gli Albanesi usano Kev(v)dT- 
a nello stesso senso (Cm. II. 148}. 

cdnnavo, o. dli: Canapa, -sc: -u. 
nap: cdnnevo. ot: cdnnevi, i. - 
a: KdvvaPo^, 6. re: Kdvvapi^^ ^, - 
dpi(ov). 

cann^lla, (fcan^la Mrl.) i. dli: - 
sc; -dd-. re: Kaw^X(X}a. 

cannfa, i. fuliggine, - ot: cannea, 
cafn^a. - xairvfa. 

cannf scia, -fstra, i. Canestro. - (M. 
Mr.) - ot: canfstriy to. KovCaiaov. 
re: KaviaTpa. 

cannfzzo. Jofumo, affumico, - Can- 
niet^to me ton k]on3L\€B..AffU' 
micatelo coWolivo Benedetto (per 
togliergli la malia). - Kairv{2Iui. 

canno. impf: {^)'eanna. ao: ^ea- 
ma. impt: cdme, eimete. eong: 
ao : na edmo. inf: ao: cdmi. p: 
ao : cdmonda. Fo^ eseguiscoy co- 
struiscOy producOy scelga, ordinOj 



cuocioy uso. - Cdnni ^na hr6no. irapK, A' 



KavToOvi(ov). gb: Kovrouvotd;, an- 
goloso, 

eanundo. impf: ecaniino. ao: eea- 
nunia. impt. eahuna, -dte. eong: 
ao: na eanun((s)o. inf: eanu- 
nfsi. p: eanun6nda. eong: ao: 
ps: na canunist[6]. GuardOf ri- 
guardo, - ot: (i)canon6 (I* cl. ed 
a Corigl. II*). impt: ao: ean6s(c)io. 
na canoniso. - rc: kovoviSi (I* el.) 
in Pw. CXLVl. 6. - Credo sicura 
retimol. intraveduta dal Cp. (95) 
e eonfermata dal Mr. (177) da xa- 
vUiv, regoldy misuray eome da squa- 
dra il nostro squadrare, 

eanunima, to. * Kavdvvifia, t6 (M. 
Mr.) e 

canunimfa, i. Occhiatay guardatu- 
ra, ' ot: eanonisia. - * xovovii- 
)Li(a -o(a. 

edotte. av: Di sotto, - Kdruieev. 

fed para, ta. (Mrl.) Capperi - xdir- 



Ora d VannOy un anno fa, - C. ti 
zoi. Meno la vita, - Supplisee ta- 
lora certi verbi perduti o no. C. 
azz6 gargiuni = 5erv6gguo. - 
C. eal6. Faccio for tuna. - Cdnno 
metapdle. Rifaccio, - C. ee apo- 
cdnno. Fo e disfaccio (M. Mr.). 
- Mu ednni p(na, z^sta. Mi fa 
famCy caldo (M. Mr.). - ot: (i)- 
cdnno. (6)'eanna. ed(m)e. na ed- 
(m)o. ppp: ea(m)om^no. - O hr6- 
no ednni. - Kd)yivui. re: volg : xd- 
vw. ^xava. ^xa^a. xd|ji€. xajiui^^o^. 

cann6, o. Fumo (feapn6s, tabacco 
Mrl.). - ot: = e eafn6. - xanvd^. 

canto, to. (C* XIV.) Non eredo si- 
gnifichi il cantare, ma Vangolo di 
casa, la cantonata, il canto{ne). 
Alb: gh: xdvdi (Cm. II, i5o.). - 
Altrove vale ^wco. 

caiitu[ni], to. CantOy angolo, spigolo 
d'un muro, - ot: = e* -una. - re: 



cap€gg\xo. impf: eca'j^eggua. Ca- 
pisco. - Athropo ti cap^%%M\y 
perifr. di €Oq[>uf|^. 

eapitdno, o. dli: -gb: e re: xairc- 
Tdvio^> -exdvo^, -crdvi?, -ixdvo^, -i- 
Tav^oc. Credo storpiatura di que- 
sta voce 11 biz: xaTcndvo^ ehe aleu- 
ni derivano da xard ed lirdvtu: per 
sifEatte metat: ef: Tot: eapetarnf 
per eateparnf (= xaOcjuteptWi). 

eapituria, i. Gi^^ro, Arum itali- 
eum. - Cf: xamiTdv. 

eap6na, o. Cappone. - re: Kaic6vt- 
(ov) (M. Mr.). 

edppa, i. dli: - ot. =. gb: e re: 
xdir(ir)ai 

capp^ddi (feap^lo Mrl.), to. Cap- 
pello. - re: xatr^(X)ov. 

eapp^lla (-dd?), i. dli: - re: xairdXa. 

caps^dda. V: eazz^dda. 

capushr6TL0y o. Capo d' anno. - rc: 
dpxtxpovta^ irpWTOxp. V: hr6no. 



22- 



car^vi, to. Bastimento, - re: xapd- 
pi(ov). a: icdpapo^, 6. (M. Mr.). Cf. 
Pit: carav^ell-a. 

cardacfa, i. dli? Affanno. - sc: =. 
Kap5iaXT(a. 

cardf, to. Cardo^ Carduus nutans. 

cardfa, dm: -iidda, i. Cuore, - ot. 
-la. - KapbCa. *-oOXa. 

carduniZy i. Cardone (Vl.), carcio- 
fOy cardeto (M. Mr.). - lat: car- 
duus. 

carff, to. Chiodo. - Vdddo 'na c. 
's to lihf o. Ficco un c. nel muro, 
- re: Kap(p{(ov), a: xdpqx)^. 

carfizzo. Ficco un chiodo. - * Kap- 

carf6nno. ao: ecdrfoa ed ecarf6- 
thina. Inchiodo. - re: Kapq)6vu). 

carCdi, to. La noce. - Scdn^a tu ea- 
ridiu. Mallo delta n, -ot: =. re: 
.Kap05i)ov. -a: Kdpuov. 

caridia, i. 11 noce, - ot:. earid^a. - 
re : Kapu5td. - a : xapOa. 

earina, i. {C\ XXJCIIl) Spina dor- 
sale. - sie : =. re : icapiva dal lat. 
e&rlna ehe in origine signified 
guscio di noce (Kdp-uo-v), poi la 
chiglia e la spina dorsaledella n^ve. 
(Cr. 144). 

ctfriw^gguo{me). [Mi) calmo, - sc: 
car mar i. 

\carnasfdlu (tu). (Lb. fr. 6.). £ u- 
nito a erasf, ed e tradotto per che 
fa came : ma, come ben osservo il 
Cp., questo sarebbe contrario alVi- 
dea popolare che il vino fa san- 
gue (93). lo aggiungo ehe credo 
storpiato, per sbaglio di lettura, 11 
voeabolo: in fatti nt\VIgea (1. e.) 
un anno prima il Lb. aveva scritto, 
senza interderlo diversamente, era- 
si tu carnassdluy ehe potrebbe 
signifieare (Altri bevono) vino di 
carnasciale. 

earnilevdri, o. - Carnevale, - sc: 



carnilivdri (V: Dz, II, 18). - re: 

dir6Kpeu)(, 'id, -td^ i\, 
tcar6ela, i. Sedia (M. Mr). - gb : 

e re: KapoOxa? -oi^xa. lat. earruca. 
car6nfulo, to. Garofano. ot: ga- 

r6feddo. sc: gar6falu. basilic: 

gar6filo. - Kapu6<puXXov. 
ear6ta, i. dli: - Kapuirdv. 
earparut6. Fruttifero, * Kapir-ap-w- 

t6s. re: Kapircpo^. 
carp 6, o. Biada, granoy vetiovagliay 

e neWAve Maria (fto e.) frutto. - 
Mun\444i SLZz6 e. 's t*al6ni. 
Mucchio di grano sulFaja, (M.Mr). 

- In ot : sembra perduto. - Kapit6^. 
Anche gli Zae. usano Kdpiro per 
aiTdpi (Dv. i3o). 

carp6fer[o], propaross. Prospero. - 

KapiToq)6po^. 
carrastidzzo. Jmpolvero, - re: xop- 

viaKTti^ui, KoviaprfZIuiy -rapKritiu, - a : 

KOVtOpTdui- 

earrast6, to. Polvere delle strade, 
camerCy etc. - re: KopvtaicTdq, -xt6<;, 
K0viapT6q, KOVtopT6q, 6. 

c^rro, o. dli: - bg: xd^j^ov. 

earr6zza, i. dli: - re: KOpdrJ^a, -oi!l- 

TZo^ -oiixa* 
cdrse^ i. (^. Cal^oni. - sc: li c^usi. 
C2iTs4tta^ i. Cal^a, - ot: eazz^tta. 

- gb: e re: xdXxZa, -xoa. 

eart^44i) ^^' ^^^^ P^' ~ ^glia. 
Paniere, -ay corba, - sc: ear- 

t64da. bl: eartallus - bg: xdp- 

T<xXXo^, 6. 

carteruniy to. Stajo, sc: quarta- 
runi. 

cdriiso, o. Salvadanajo, - sc : ea- 
rus^ddu. nap: - s(i)^llo: forse 
pereh^ serve al fanciullo (cariisu 
probab. da xcipui), o perchd ram- 
menta per la fo^rma il fantolino 
fasciato. 

earvundro, o. dli: Carbonajo, - sc: 
-u. - re: xappouvdpri^. 



-23- 



cirvunoy to. Carbone, - ot: ckv- 
vuna. - gb: e re: xdpPouvov. 

cascSitOy to. Scatola, - ot: sic: 
nap: cdscia, -sc^tta. it: casset- 
te. - a:.e gb: icdtiia. 

cassdriy to: dm: - arinUy i. « Ca- 
solare di • pali coperto di paglia 
nel quale si fa il formaggio. >» Cp. 
92. Cascindy casale: talora mandrial 
bl: casearium: In Ulp. taberna 
casearia: ii^ un idiografo lat. del 
ioo3, cassina. (Z. 139, not. €). 

castanfa, i. Castagno, - ot: -^a. - 
re: Kaaravid, -r|d. a: KaaravaiKdv. 

cdstano, to. Castagna. ot: =. - icd- 

OTOVOV. 

cast^d4i) to. CastellOy forte^^a. - 
gb:e re: KaaT^XXi(ov). sc: cast^ ddu. 

catdclisma, to. Sconvolgimento, - 
KQTdKXuopa. ' 

catalio. Guasto. KataXOui (M. Mr.). 

catdlim(m)a, to. GuastOf darmo, - 
ot: eatalim6, o fxaToXiKJ^d^). - 
KaTdXiijoia nel senso di KardXuatc. 

catalfzzo. ao: eeatilisa. ppp: ca- 
talim^no. [Mi) guasto, - Cr^a 
eatalim^no. Carne guasta. - ot: 
catal6 (I* cL). - KflttaXOui. 

cataitiina, ta. ^) / primi giomi del 
mese chesetyono d'auspicioper tutti 
gli aliri (M. Mr).«) Mestrui? - xa- 
T(X}xf}yia, td. 

teatapizzo (Vl.), nella locuz: en 
do c. L'odiOy Vahborro, a: Kata- 
ir^0aui? leiteralm: non lo digerisco. 

catdra, i. Maledipone, - ot: pro- 
paross. [bestemmia). - Kordpa. 

ca ta rdo. Bestemmio, - xaTapdofiat (M . 
Mr.). 

cataridzzo. Maledico. * ot: catar- 
(r)^o. ao: eatdrrefsa. ao: ps: 
catarrdsti(mo). * KorapetdZui. re: 
KaTapet^ofAot, -oOfim. -do|iai. 

catdrima, to. Maledipone. * xard- 



catarimfa, i. Id. * icatapiiMta. 

catdrro, to. dli: - re: Kard/^o^. a: 
-jiAooc -Wove, 6. 

cat^foro, to. Discesa, - * Karakpo- 
pov. re: icaxficp. - V: an^foro. 

catcrrdtti, to. Voragine, cateratta. 
' KOTO^^dxTri^ 6. 

catevasfa, i (tu potamii). La plena 
del fiume. - re: Kaxaafkiaki. xaxap. 

catcv^nno (Vl.) cateb^nno (Cp.) 
catav^nno (M. Mr.), ao: ecat^- 
via. impt: ao: edteva, -evdte. 
inf: ao: catevCsi. CalOy scendo, 
ingojo. - £1 fallace la riduzione del 
Cp. (X) a KaTOiiry^) ne sieura la 
versione di mando fuori, - ot: ca- 
tav. accatev. ao. (ac)eat^vica. 
cong: ao: na eatav6. - cdteva, 
cdd. - re : KaroiPaivui. a : icarap. 

edtha, in Cp. edta, ed una volta 
innanzi a voe. fcdts' (XXVI). pr: 
indef. - Ogniy ciascuno. Come Tot: 
ed(t)i (Cp. fqudi), si riferisee solo 
a cosa, non mai a persona. - C. 
m^ra. O. d\ - C. nfsta. O. notte 
-Cath'dra. O. ora - C. pdsso. 
Per ogni passo - C. pdssu? O, 
quanta? - C. t6sso. Di rado; o. 
tanto - re: Kd6€(v). a: Ka6'9v. (Ml. 
2i5, 216. Mr. 126). 

eatharima, to. Scorticatura. - re: 
KoedpiafAa. ^apd^, 6. 

eatharizzo. ScorticOy purgOy mondo. 

- KoBapHw. 

cdthima, to. // sedere, la sedia. - 

eathinno. impf: eedthinna. ao : 
ecdthia. iropt:ao:edthu, -thite. 
eong: ao: na eathfo e na cathd. 
inf: ao* eatbi. p: pr: ps: cathd- 
roeno. ppp: eathim^no. (Mi) 
siedo, - fCaz'ecC (Mrl.). Siedi lit. 

- ot: ea(t)izo. ao: ecdisa. impt: 
ao: edseio. ppp: ca(t)imm. - xa- 
6{Z;u). 



-24- 



cathlstra. V: cad. 

cat6, e pi^ rar: ecat6(n). nu: Cento, 

- I numeri delle centinaja succes- 
sive da 200 a 900 si formano con 
dio, tria, etc. seguiti da centind- 
ria, mentre in ot: persistono i 
nomi romaici.- Cat6n higli^de. 
100,000. - Cat6n vidggi. Cento 
volte. ' ot: agat6. - iKardv. 

cat6j, to. Pianterreno^ e catuso (= 
^catugio) tOyfogndy sotterraneo. - 
Nel Z. (68), fra le voci dei dd: 
it: mer: cat6io: nelle poesie cal: 
di L. Gallucci catu6iu: nel Ca- 
paccio e nel Persio, op : e 1 : c : , 
catu6jo, cat6scio. Insc: catusu 
vale doccione, e per metaf. i7 retto; 
ma cat6ju t casa sotterranea^ e 
piti comun: a terreno. Tutti, e con 
essi il corso cat6gghiu, il berg : 
cat6i {=: prigione)^ e forse i tosc: 
cat6rbia e gattab^ja, derivano 
da KaTiiiTCtov. re: KaTdn^(ov), ca- 
togiOy al quale pure vuol riferirsi 
Talb : xardi, -oOo, sotterraneo e ta- 
lora stalla (Cm. 65). 

catr^mi, i. dli: Catrame, sc: ca- 
trlma, f : - re: KaTpdvvi^ ^ -rpd- 
Mi(ov). 

-f-catreg^ris, o (Mrl.j Briccone^ ga- 

leotto, - re: xaTCpTdpiiC- 
cdtrego, to. (Mrl.). Galera. - re: 

KdrepTOV. 
cath6nno. Mi buco con sj^ine, - 

*[a]Ka66vui^rc: dtKardui. a: dKav86(u. 

¥ V: acdthi. 
catfna, dm : -^dda, 1. dli: Catena, 

- sc: =. re: xar^^a (Pw.). 
c^tu. av: GiU, abbassOy sotto. - ot: 

(a)cd(t)u, (a)cd\ - re : Kdrou. a : 
Kdrui. 
c^tu [o? Mrl.]. Bigonciuolo. * sc; 
=. nap: ciio. Kd5os- l^t: c&du-s. 
Slav: eccl: kadt. In berg: cad(i 
•o cadiir t quel « legno alquanto 



curvo, che si adatta ad una spalla 
per portareduesecchieaduntempoM 
(TiRABOscHi. Vocab: dei dd: berg: 
Bergamo, 1873, p. 252). - Falsa la 
deriv. dalla R. xa5, xavbdvw, e dub- 
bia quella del Benfey, dall'ebr. 
T3 (cSd) = iirntf, brocca. Cr. (iSy). 

caturdo, -rfzzo. ao : ecattiria. 
ppp: caturim^no. Meio, com- 
meio. - ot: (i)catur6. - KaToup^u. 

caturima, to. Lotium. - ot: =. re: 
KaroOpriiJia. a : oOpov. 

caturimia, i. Minctura, - * kotou- 
pim{a. 

cavl6[nno]. ao: ec^vlo[a]. Mi ir- 
rigidisco, re: KOuXdvui. a: (Ikjkou- 
X^ui. 

cdvuro, o. Granchio, - gb : e re : 
xdpoupat;, icdpovpo^, 6. a: Kdpapo^? 
- fi pure nei dd : it : mer: (Z. 68). 

tcazlgni, to. (Mrl.). - Caldaja. - re: 
Ka2:dvt(ov) dal turc: ^^jii kazan. 

cazz^44^) € meno bene cax., caps, 
(fkaps^da Lb. -^lla W. capz. 
L.F.): accresc: vezzegg: cazzed- 
4una, LRaga^^ajfanciullay pupilla 
delVocchio, - ot: carc^dda, caf- 
c^443* ' Cp. pensa col Pott al re: 
KOir^X(X)a, che pur vive nei dd; it: 
mer : nel senso di pupilla (Z. 68), 
ed ancora a xopirZoOXa (90). Mr. 
ora al leccese carus^dda dm: di 
carusa (iSg), ora ad un * xopa- 
ooOXa (i83). Piu volentieri ricorre- 
rei alio zacon : Ka^Ta(,« fanciullo, 
forma che oscura per il Dv. (i25), 
fu altrove dal Cp. (Philologus) ri- 
congiunta coll'ot: ch^cci, [ch^c- 
cia, ch^cciuli, ch^cciula] pic- 
colo^ -a, bambino^ *a; coUe alb: 
K^T^e, Kdrai^ x^rai, e eol re: xo- 
t2:(xi(ov), ctfj7re«o [turc : ^^5*^ ke- 
tsci]. V: z6d4a. - Quanto al senso 
di pupilla^ (k^pH) pupula, etc.)cf. 
il Thes, del Gesen. in |*nt^K- 



-25- 



ce, e dav : a voc : c\ ma sempre con 
suono palat: fuorch^ nella Oraz. 
II. - eg : copul : E. ' Talora, come 
in re: ed ot:, sta per vd p. e: P^o 
ce cdmo. Vado a fare: a volte ha 
preso il posto di un pu o di un ti 
(C'' L. 2); talora k riempitivo (C. 
XI. I. XX. 6.). - ot: =. - Ka(. 

ced4^ri, to. Stomaco: pi: -ia, vi- 
scere, - Non e, come crede Cp., del 
dli : quantunque nel Barese cei- 
4dro indichi un luogo sotterraneo, 
Molto probabilm : e un * KOtXu&piov 
col dileguo frequente deiratona in- 
terna t. Supporlo 11 re : K€XXdpi(ov), 
cellarium, pu6 farci rieordare la 
locuz. it: dispensa del corpo; ma 

' sarebbe, come questa, uno scherzo, 
nd traltandosi d'un viscere cost im- 
portante, mi par probabile che 
manchi il vocabolo proprio. 

ced4i, -a* Piccolino. Per dileguo, da 
miecdddi. -V: 

cefali, (fch. W.) i. Capo, - Me tin 
c. sicomdni, -lin gdto(=:KdTui). 
A capo alto, basso, - ot: ciof^li, 
i, paross. come lo zaeon. 2ou<pdXa 
cit. dal Ml. (95) : ma in Dv: (172) 
K0U9(aX]d eon k palat. - Kcq)aXf|. re: 
K€(pdXi(ov]. 

cefdl(j)oma, to» Estremitd^ - hiz : 
K€<paXi6|yia, vertice. (M. Mr.). 

cefaliifo. Testardo, (corn-fi-tu-s, 
nas-u-tu-s), - cf: K€q>aX-iu-T6S) 
capit-a-tu-s. 

ceharitom^ni. ppp: f: dell'a: x^' 
ptxdui. Gratid plena - Occorre- solo 

nelUilve Marfa. 
celopidi, o. Belgiovane, Voc. disus. 

V: nota6 al C* LXII. 
cenddo. /o stimolOyfo presto, tocco, - 

KcvTdui. La forma c^ 'nda del Prov. 

X deve scriversi cdnda, e non ^ 

altro che Timpt : di questo verbo. 

(M. Mr). 



c^ndri, to. Innesto. - * KdvTpt(ov]. 
re: x^vrpioriJia. 

cendr6nno. cong: ao: na cendr6- 
so. lo innesto, - re. Kcvrpdvui. 

centindriy to. Centinajo, - ot. =. 
V: eat6. 

centrf, to. Stimolo, pungolo. - kcv- 
Tpiov. 

c^o. impf: ^easta. ao: ^eazza, -xa. 
impt: ao: c^zzet -Ste. - cong: ao: 
na cdzzo, e edpso. Med: c^(o)me 
e ei6me. impf: ec^ommo ed e- 
ei6mmo. ao: eedina ed ecd- 

. stina. impt: ao: edsta, -dte. cong: 
ao: na cast6. inf: ao: castf. p: 
pr: ci6meno (ardente). ppp: 
cam^no (infelice), (Mi) abbrucio, 
' {mi) infiammo, O iglio ^ne cio- 
m^no. // sole scotta, - o\: c^o. 
^cafsa. na cdfso. (e)c^ome. ao: 
ecaimo: impt: ao: edu. eau(m)- 
m^no, camm^no. - Kaiui> Kdo^ai. 
re: volg: Kairui, koilitui. impf: CicauTa. 
ao: hukMOa, M|ia. xaOae, h|I€. Pass, 
ao: ^Kdnv ed ^xdiiKa. Kaufyi^Ci myn- 
|ui^<K (koOiji^o^). 

ceram^d4a, i. Zuffolo, sampogna, 
ciaramella, ceram. cennam.Se 
non e al alteraz. dell'ant: fr : cha- 
lemel (Dz. 11^ 20), potrebbe aver 
greca origine : senza pretendere 
che derivi da K^po^+iJi^o^, e assai 
probabile che la base del voca- 
bolo sia K^poq, come il romanzo 
cornam^sa soil aus cornu Mu- 
sae zusammengesetzt sein (Dz. I, 
139). 

ceramidi, -fti, to. dli: Tegola:a\ 
pi: tetta di tegole. - ot: cerdmi. 
dd: mer: it: ceramida (Z. 68). - 
re: K€po|yi{^ov), K€pd|ju(ov). a: ic€- 
pa^{(, i\ : dal gr : Talb : Ki€pa|yii&-a 
ed il turci J-*^^ keremide. 

cerasfa, i. Ciliegio. - ot: -^a. - k€- 



-26- 



ceriso, -i, to. (fc gutt. Mrl.) dli: 
Ciliegia. - ot. -5 si. - iccpdatov. 

c^rato, to. Como, - ot: =. re: id- 
paTov. K^^. 

cerf, to, [Cera^ candela: - ot: =. rc: 
K€p{(ov), Kiip((ov). a: Kiipkuv, 6. 

cert a.*) av: Per certo^ certamente. 
>) Nel C» LXXl V. 3 ha valore 
d'ag: - ot. =. gb: ic^prov. 

cher^g(g)uo (Cp. iX). Curo. Par voce 
disus. - it: chero? se non d stor- 
piatura di cur^gguo. 

fchetiri, to. (W.), Monte. Unbe- 
kannter herkunft , dem an- 
schein nach in deminutiv- 
form (W). - Si potrebbe pensare 
ad un * 6x0dptov da 6xfir\y luogo 
elevatOj colle; o forse meglio ad un 
*xaxr&pxQv. da xairri che valeva ii- 
gurat fogliamey fronde (Valberi. 

chiaria, i. II sereno, albore. - 
sc: =. 

chiatti44a , i. PMl/offe, piattola , 
Pediculus pubis. - sc: =. nap: 
-iUo. 

.chi4diam^no. Bastardo, brutto^ 
storto. - Da 

chiddio. Curvo^ tor to, - a: kuX-X^. 
rc: K0uU6(. Cf. lo zacon. KoOXXma, 
vaccdy iliustrato dal idKKxl di Esi- 
chto: PoO^ t6 iv KdpCK ^uiv &i€OTpo|Li- 
^ivov (Ehr* i66). 

chiedd^nno (per Fumidd). Acqui- 
sto." K€p5aivci». - V: ^end6'nno. 

ch(i)er6, o. Agio^ tempo, stagione, 
anno, - Me ton ghier6ssu. Al 
tempo tuo, - Ner6 tu chieri^. 
Acquapiovana -Tuchieru. Uanno 
venturo, - ot: cer6. - leoapd^. 

chigliama, to. Inchino. Mi pare un 
* KdXia[<i]pa da KOiX(a, con 

chigli&2zo. ao: echfgiiasa. ao: 

. rifi:echiglidstina, cong: ao: rifl: 
na chigliast6. (ATjinc/rtno, {mi) 
curvOjpiego, II ppp: chigliam^no 



ha pur valore d'ag: - rc ■ fE6tXidI<u, 
far panda <N. Cm.). 

chimbarddi e (ghjjmb. to. Gobbo, 
-etto: suff. dm: -o^bi(ov). - sc: 
jimmur^itu. cai: (gh)jmbu. Da 

chfmbi, i. Gobba. - sc: jfmmu. fi 
pitivicino alskt. kumbha-s (zend. 
khumba) ed a K(i}ifr\ (che oltre al 
valore di vaso, hanno, il prime, 
quello di protuberan^afrontale del- 
Velefante^ il secondo, quello di caU 
lotta del cranio) , anziche alFa : 6poq, 
gibba: i quali del resto valgono 
lo stesso, e derivano dalla stessa 
R. (ka[m}p, kup = curvare) in- 
sieme alF'a : KO<poc, ed al rc : xa^ir- 
oiipa (KdMff-^-u>). - Cf. Cr. 157. 5i8. 

china, i. V: C* XXXIII. not. 4. ' 

chiumbo, to. Piombo, - sc: nap: 
chiummu, -o. 

chiuppo, {/liippo M. Mr.). Pioppo. 
sc: nap: = u, -o. Dal lat: p6- 
pulus, col port: chupo (Dz. I, 
323). 

ciSmpa, i. dli. Zampa e dampa (in- 
ciamp-arc. Dz, II, 435). sc: nap: 
=. R. skt. da(m)p, <5amb? =»iko- 
versi,andare.W: dnca, - rc: xad^i- 
na (Pw.). Quanto airit: cianca, 
zanca, gamba; fr: jambe: alb: 
gh :^ Kd|ib-e fiirono riferiti al skt. 
ganght (Zing-it: 6ang. Asc. Zig. 
Halle i865. p. i38). 

ciancian^ddi, to. Sonaglio. - sc: 
-a. Onomatop: come il skt: kan- 
kan-t o kin-ki]^*-i, il lat. tin-tinn- 
a-bulu-m, il turc: *>34 tcian, etc. 

cidndFma, to. Innesto, - rc: k^v- 
- Tpuj^a« 

ciand[6nno]. ppp: -om^no. V: cen- 
drdnno.. 

cidppa, i. Lastra, ciappa. Cf. Talb: 
radiT-e, pefjfo: ma il sc: ciam- 
p6dda, piastrella, ci rtchiama a 
cidmpa. 



-87- 



ctcidiy to. Baccaj granOj spicchio. 

- KYlKiftlOV. 

cicuUta, L dli: Cioccolata. - sc: 

cicculitti, lu. • re: KtoKoXdra. 
ci^ra, L dli: VisOy cera, - sc: =. 

re: rat^pa (Pw.). Fu confrontato 

coa cere-bru-xn, xdpa, e col skt. 

9ira-s. 
cildo, -6nno. /o rotolo. - re: KuXdui, 

-dvui. KuXiui. 
cilia, i. Ventre f ventricolo, pancia. 

11 gen. chilfas solo neirOraz. II. 

- ot: = -. KoiXia. 
cilima, to. Rotolamento. - xOXiajyux. 
ciliome. Mi awoltolo. - ot: =. ku- 

Xio|Aat. 
cimin^a, -fa, i. Camino. - sc: -ia. 

ot: -da. fr: cheminde. - KdjLUvo^) 

1^. re: KaiXLVxAj fuUggine. a: -eia, 

fuoco di famace, 
cCmino, to, dli: ilmce, Pimpinella 

anisum. • sc: cirainu. kOjliivov. 

lat: cuminum. £ voc. foi^e se- 

mit. In ebr: |iaD camm6n. 
cinigdo, -g6. Caccio fuori. Voce 

probabilm: d'altro d: gr: cal: - 

cino. V: ecino. 

cin6ano. Travaso, - re: koiv6vui, 
-ov^, comunico, 

cinur(gh)io. Nuovo, moderno, - ot: 
ciniirio. Cron. Cipr. icnvoupTioc. 
re: KOttvoi)p(T)io^. a: -ot&pTT)^. La di- 
stinzione fatta dal Mr. (167) tra 
Tot: c. e ndo^ non vale pel nostro 
d : e nemmeno pel com. re : in eui 
si dice bene KOtvoOpniov d^n^Xt, bd- 
aoq, etc. (Pd.). 

ci61a. eg: PurCy anche. -re: ia6Xaq, 
Kat6XcK. 

tchi6ni, to» (Mrl.), Bue (sic!): pro- 
babilmente, non intendendo piCi 
la propria scrittura, per neve, V: 
hi6ni. 

cipo, o (M. Mr.). V: cipuri. 



ciprdsso. to. dli: - Kumlpiiroio^ ifi. 

re: -(aai(ov}. 

cipuri, to, Orto. - ot: cfpo, o. - 
re: KniroOpiov, dm: di Kf^itoc, 6. 

cCrclo, o. dli? CerchiOy circdo. Se 
c. AttomOy inc. r fr: eerele. lat: 
circlus (Virg.). kOkXo^. 

cirvddda, L Sacchetto. - dm: del 
idppa=:irf|pa di H. - Cf : col skt: 
9drp-a. lat: corb-i-s. it: corb^, 
-cll-o. 

efssa, i. dli? Pica, gma, - idooa. 

cfssaro, o (M. Mr.) e 

eiss6, to. dli? Edera. - Ktoo6^, 6. 

cftrino. Giallo. - Kirp-tvo-^. lat. 
citr-eu-s, citr-!nu-s. 

cltro, to: pi: citria (Mrl. fch,). - 
sc: -u. - Kirpov. 

citten. V: ecftten. 

ciuffiy to. Ciuffo. (M. Mr.). - Voc. 
ted: da schopf, o da zopf. (Dz. 
II. 21). 

eiumdme. impf: e eiumdmmo. ao: 
eeiumCthina. impt: eiiima, -dte. 
impt: ao: ci^mitha, -ith^te. 
eong: ao: na ciumith6, inf : eiu- 
mithi. p: pr: p: eiiiL(m6)meno. 
DormOy giaccio^ mi addormento, - 
cal: ei(u)m4re KOt-Md-o-fuu. re: 
-dofuiat. - Cf : Talb: inoOjLi-e, sonno , 
KJoOjLieja, syeglia (Cm. I, 66) (R. 
Kot. skt : 91)*, mentre ii KioOqMU -ou 
carges. (TTav6. num: cit:. B'. p. 14) 
e zacon. (Dv. 171.) vuolsi, con 
kOh-t-ui e con cub-o, riconnettere 
alia R. icuq>; kup. 

ciuriaci, (feur. Lb.), i. Domeiitca. - 
ot. =, e cir. - Kupiaidi. - Azz6 c. Di 
d,' I c. tis djos alda. La d, delle 
palme. * f^ k. Tf)( difioaeXaiaq. re: 
ti K. TiXiv Patuiv. 

civdrti, to. Alvearey sciame. - a: gl: 
K0p-€-6po-v, -rpo-v. KOpcBpa, Td tAv 
ficXtaauiv (H.). - re: KpuM^t(ov). 
alb: KOup^X-ja (Cm. I, 844). za- 



-28- 



con: KoOpidlc, madia (Dv. 162). - R. 
kup. 

clad^gguo. ao: eclddezza. Poto. - 
KXab€iS»ur. 

cladf, to. RamOytralcio. 'Ot: cl&ro, 
o. - re: KXab((ov), KXap((ov). icXdbo(, 6. 

clam6, to. Pianta, - KXau6M6q,6. gb: 
xXd^a. re : xXaOjLia, t6. 

cldnno. ao: ^clasa/ ppp: (Lb.) cla- 
m^no. RompOy $pe\\o, - ot: ind: 
pr: ed ao: =, ed ^glasa. cong: 
ao: na cld30. ps: ao: cldsti- 
(mo), cong: ao: na cldst[6]. - a: 

KXdui. 

cl&sma, to. Rottura. xXdajtia, t6. 

cldssa, i. dli: Ciocca. Probabilm: 
da xXdaK, fra^ionej rottura, 

cl^fo. impf: ^clefa. ao: ^clezza. 
impt: ao: cl^zze. cong: ao: na 
cl^zzo, Rubo, rapiscOy trafugo. - 
ot: cl^fto. re: kX^<ptu>, in Egina 
icX$ui. kMittui. 

cl^fta, (M. Mr.). Ladro. Voe. ant. 
- re : i^f|q)TTiq. -imi?. 

eleo. impf: ^clo. ao: ^elazza. impt: 
ao: cldzze, -pse, -Ste. cong: ao: 
na cUz90. p: pr: cl6nda. PiangOy 
lagrimo. - ot : e 1 ^ o . impf : ^ g 1 [a] . 
^glafsa. eldfse. na cUfso. ps: 
impt: ao: cldu, elaldesta. ^ icXaiui: 

re : xXaitiv* 

cl^thro, o. OntanOy Alnus gluti- 
nosa. icXf|6poq^ 6. 

elidi,to. Chiave.l tripa tu elidiu. 
// buco delta c. - ot. =. re: KXei&<(ov). 
a: xXeiCf Vj. Zing: it: mer: cHd, 
[glitfn, glitsefn] (Asc. Zi^. 134). 

cHma, to. Vile. - icXfliyux, t6. 

elivo. impf: ^eliva. ao: ^elia. impt: 
ao: eUe. cong: ao: na clfo. inf: 
ao: cHsi. ppp: ciim^no. Serro, 
chiudo, - ot: cHnno. (^)elisa. elf* 
(se). ps: ao: eelfsti(mo). elim- 
m^no. - kXcCu). - Quanto al t in- 
terno che ei fa sov venire del di- 



gamma di yX&F-ts (lat: el&v-i-s 
etr: Clev-s-i-n-s=lat. Clti-s-iu-m. 
CoRss. U. d. spr.d. E. II, 181, 295) : 
ef. il re : iroXai-p-ui per iraXabu. 

clonf, to. Ramo, - re: kXuiv{(ov)9 tcXdi- 
vo^, 6. - kkdsy, 6. 

elonuea, (anche elun. M. Mr.), i. 
Rocca : secondo un motto raecolto 
dal Mr. avrebbe anche il signif. di 
frasca, - Probab: metat: del bl: 
conue[u]la = cohicula, dm: di 
coins: it. eonoeehia.ant:alt: ted: 
kuncla. neoalt: ted: kunkel. (Dz. 
I. 137). cal: cunucchia. Lasciamo 
star li se nella nostra aotetat : possa 
entrare la reminiscenza di kX^Bw, 
xXtuvd (gb:),^o. 

ciosti, (i?). File. - ot: =, e cr. gl. 
gr. - re: xXuiOTfi. a: xXiS^m^, f\. 

cl6stra, (i?). Legacciolo, "xXibaTpa. 
re : icXiftaTpn^. 6, arcolajo, a : kXw- 
arfip, 6, filo : dal verbo 

cl6tho. impf : ^clotha. ao: ^cioa. 
impt: ao: cl6e, cl6ete. cong: ao: 
na cl6so. ppp: elomm^no (?). 
Torco. kXiIiOui. 

elupdnni, to. Pannilino, - re: kuiXo- 
iravov. 

eli&zza, i. Ernia. * K[t)]X*oOT2:-a dm: 
di Kf)Xn* russ : kila: skt. k§la-s, 
macchia. 

CO, prp : con. Solo nel €<>: bilingue 
LXXIII. -se:cu. ' 

e6eeo. V. eueci. 

eoce61i, to. Nd'cciolo, - re: koukoO- 
&i(ov), K6KKaXov. a : KdKKaXo^, 6. Dal 
gr: lo zing.-turc: k6kalos, k6kal- 
lo, k6kkalo, osso, (Asc. Zig. 
CLXX.) 

tcoeonos, o. (Mrl.) Gallo, II f: K0K6va 
o KOKdiva nel senso di xdpii (ef : il fr: 
coquette) t nel Pw. - tre: jyy[y> 
kokonoz = fr. coquet. Cf: Talb: 
- it : K0K6-t, gallo y il tsk : icoicd<T(;- 1, 
=> e gli altri nomi onomat. addotti 



-29 — 



dai Cm. (II. 149.)) ^ dal I^z- (H. 
262 s. coq: ad essi puoi aggiun- 
gere il KiftxaXov (€t5o< &X€KTpiiovoc), 
di H. €d il trc: ^y^js^ khoros, 
gallo. 

c6cula, i. Ciottolo^ coccio. - tl del 
dli : e col nap : c6ccola, guscio di 
noce, lo dedurrei dal lat: conch- 
ul-a (gr: K6YX-n> Kcrrx-iiXii, -OXiov : 
zac: xoOsc-^X€, Dv. 173. skt: 9311- 
kha-s, Cr. i5i). Dz. s. cocca (I, 
i3o) riporta alia stessa sorgente 
lat: i voc. sp: fr: it: e sardo, 
coca, coque, ^oche, coccio, 
conca, che assumono, dove il si- 
gnificato di harchettay dove di con- 
chiglia o di capo (cf : il bl : ed it: 
testa), Tuttavia cocc-i-o col tosc: 
c6cc-i-a(ca/7o),nap:c>6cc-i-a,cucc. 
{calvi^io), sc: c6zz-u {occipite)^ ed 
ancora Falb: K6K-e {capo)^ potreb- 
bero riferirsi anche airant. dor. 
K6TT-a (Cf. Cm. I, 64), capo (*Kdir-T- 
o? alb: KAxp-K-a, cap-u-t), od an- 
che a k6kk-o^ {piccolo guscio) . Quan- 
to al lat: c5c-ulu-m, specie di vaso^ 
meglio e ascriverlo a c5qu-o, men- 
tre il c6ccalo [cranio^ capo) di 
Terra d'Ot. (Mr. i25 bis), e dei 
dd: it: mer: (Z. 68) non k altra 
cosa che il re: K6KKaXo(v). 

codda, !, dli: Colla, - sc: =. ic6X- 
Xa, 1^. 

cofoxilea, i. Sambuco. - pc: kou- 
q>oHuXid. 

cof t a ^Mr[i], to. Coltello. - Da 

c6fto, piti freq: c6sto. impf: ^co- 
sta. ao: ^cozza. ps:ao: ec6sti- 
n a. ppp : c o m m ^ n o. Taglio, toso, 
trincio. - C. 'na meluni, T, un 
popone. - ot: c6fto, c6tto. ao: 
ecofsa, ma a Stern: anche ^coz- 
za. impt : c6fse. ps: ao: ec6f- 
timo. - re: k6(ptw. xdiTTUf. 

cogli[dzzol. V: hogl. 



colamdri, to. dli: Calamajo, - xa- 

Xa^dplov. 
c61ara) i. dli: Collera, - sc: c61ira, 

-ura. xoX/|. 
c61o, o. Podex, - ot. =. re: KdiXo^, 

6. - Kt&Xov. 
fcolochfda, i. Zucca (Mrl.) fCo- 

lochfdes iqacrf^s. Zucche lun- 

ghe, - KoXoK&^y «6icuvea, e nel gb: 

col6nna, i. dli: * ot:=:. gb: e re: 

KoX6va, 1^. 
combi Azzo^ cumb. Ho indigestioney 

propr : nodo. - Zomf azz^ faci se 

cdnni cumbidi ce apocumbidi. 

Pane di lenticchie ti fa e ti rifa in- 

digestione (M. Mr.). - V. c6|n)bo. 
combo, o: dm: -6ci. NodOy grup- 

po. - ot: =, e cumbo, - Kdjyipo^. * 

'oOkiov. alb: K6jLib-t. 
comb6nno, -othi. Annodo^ ingan- 

no, -arsi (Oraz. IV), come talora 

I'a: K0^p6u). - ot: -=: ao: ec6m- 

bosa. cong: ao: na comb6so. - 

re: K0)yip6vuj. 
c6mma, to. Taglioy pe^^o, - 'Na 

mdgno c. Un bel modo di taglia- 

r£. - ot. =. Kd^^a, t6. 
comm^rcio, to. dli: - gb: e re: 

KO^^^PKIOV, KOUjUEpK. alb: KOUfl^pKJ-t, 

id^io (Cm. II. 3.). . 
c6nca, i. dli: - K6YXn* 
condd. av: col gen: talpra con va- 

lored'ag: Ficiwo. - Cond4tu cjdi, 

Gli si accostd,r Condi tu spitiu. 

F. alia casa. - re: Kovrd, dalFag: 

Kovxd^. 
cond^nno. ao: ec6ndana. Mi ac- 

costo, miawicino,' ot: =, c -6nno. 

e c 6 n d i n a. Mi accorcio , come 

il re: KovToCviu, II valore del *: 

pu5 spiegare I'alb : Kovdiae, mi ri- 

duco, ^ 

fcondUi, to. (Mrl.) Penna da scri- 

vere. - re : KOv6iiXtov. 



-30 — 



cond6, -(. Corto. - of. ==, e cont6y 
-f. - rc: icovt6<. 

condof^r/o. impf: econd6ferra. 
ao: econdofera. cong: ao: na 
condof^ro. ps: cong: ao: na 
condofert[6]. Rendo, {ri)tomo. - 
C. anfzzi. Tcrno ad aprire. - C. 
f pi (*K.,€lii€l) Ripeto. - fe un *kovto- 
qx^vw formato, come gi& notd il 
Cp. (96), da Kovrd, come KOvroKpa- 
Tifi, KOirroKodf^uf, KOVTOicXeebct&u) e 
simili. 

confda, i. Lendine. - rc: tcdvtfta. a: 

conortigguo, lo conforto. Notevoie 
dileguodel/interno (cf: Tot: sun- 
ghfzo = (KpOYT^W) Mr. 109), il 
quale potrebbe defivare da fusione 
del v: it: col rc: [lirav]ope6vtt). 

c6ppa (tcup[a] Mrl.), i. dli: esc: 
=. lat: cftp(p)-a (Cf. Dz. I. i38). a: 
Kiin-ri, cavita. gb: e rc: xoOir-a. alb: 
KoOtrCir^-e. skt. kCip-a-s, buca (Cr. 
i58). 

copper iy o. Coppiere, sc: -up-. 

c6raca, (-co M. Mr. f-cos Mrl.), 
o. Corvo, " K6paKa(. a : K6paS, 6. 

c6rda, i. dli: dm: -^dda. - rc: 
K6p&a> -^XXa. a: xop^. 

c6rizza, e 't'c6rida, i. Cimice, - ot: 
c6reca. - rc: K6p\Zja. k6pk. 

cortfna, i. dli: -gb: e rc: xopriva, 
KOUpT. (Z. i35.). 

coscinizzo. ao: ecoscfnia. lova- 
glio, - ot: =. KOOKivGIui. 

c6scino, to. StacciOy crivello. - ot: 
=. K6oiavov. Era nei dd: it : mer : 
al tempo del Capaccio. 

c6smo, o. Mondo. - ot: =. K6a\xo^. 

c6ssifo (t-ito Mrl.), o. dm: -ifdci. 
Merlo. - K6(Tau<po^. 

costdtdy i. Costola. it: costato. 

costumiy o. s<f: =. gb: KOUdToOjuitov. 

cott^no. ao: ec6ttina. lo secco 
(Vl.), dimagriscoy mi secco (M. 



Mr.). - a : poet : kotoCvut, mi dr- 
rahhio. rc : kot^ui, mi cimento, 

c6tto. ag: SeccOy magro. - rc: k6t- 
To^, stupido, indolent€y freddo. - 
Oscuratosi il valore del sost .' k^oc, 
il verbo passando in rc : acquisto 
senso indeterminato e vago. Quanto 
al nostro ag : t probabile si affra- 
tellasse col sc: cSttUy che vale in- 
fermicciOy malconciOy consUnto d*a- 
more: cf: Tit: innamorato eotio. 

fcozzfda, (Mrl.) e nel M. Mr. fcuz- 
zidda, i. nap: F^lla. Tigna, - rc: 
Kaa(a){6a, KorZiiri^a. 

fcozziddris, o. (Mrl.) Tignoso, - 
r^: xaaiMdpn^, 6. 

crapittOy o. Capretto. - nap. =. sc: 
-u. 

crapfsti, to.Cavejja, capestro{M, 
MR.)-ot: capfstri. - gb: e rc : 
KaiHdTpiov. 

crasi, (fngrasi Mrl. V: Intr. p. 
XXIII, not. i), to. Vino. - To c. 
jenete azzfdi. // vino inacidisce. 
ot: =. rc: Kpoa{(ov). a: [Kpdoi^] 
dxparov, merum. 

crat6. impf: ecrdto. ao: ecriitia. 
impt: pi*: crdti, -fte. ao: raro, 
crfttie, -fete, cong: ao: na cra- 
tfo. inf: cratisi. ps: inf: ao: 
cratistf. TengOy ritengOy mi reg- 
go. rifl: mi fo for^a. - C. ct2n/o. 
T. ragione. - C. s'ti minti. T. a 
mente. -ot: =, -d6, crat^nno, 
-d^nno (Cp. 66), cratizo. ao: (e)- 
crd(t)isa ed ecrdtesa (Mr. 146). 
impt: pr: crA(t)i. ao: crd(t)iso. 
na crat^so. p: ao: crat^sonta. 
ps: impf: ecrdton(n)a, - C. *s ten 
nil. T. a mente. - Kpaxias. 

crdzzo. impf: ^crazza. ao: ^cra- 
[sa]. cong: ao: na crdzzo. p: pr: 
crdzzonda. ppp: crasmeno. 
ChiamOy invoco : rifl : mi chiamo. 
- Kpd2[u). 



-si- 



erra (fcrfas Mrl.) to: gen: -eitu 
(M. Mr.), pi- -^ata. Came. - ot. 
=. Kp^o^, t6. zac: icpfe. Anche nel 
gergo dei ladri it: e fr: cr6a e 
crie yalcamey come irton (dpTOc) 
pane (Biondelli. St. suL ling.furb,) . 

cre&ri, to. Ariete^ montone. * ot: 
crfo, o. - re: icpidpt(ov). Kpi6<, 6. 

cremdnno, -6zzo. ao: ecr^masa. 
PendOj appendOy impicco, - ot: 
crem6, -dzo. cong: ao: na cre- 
mdso. ps: -fome, -5me. impf: 
(e)cretnamo. cong: ao: na cre- 
mast6. fpp: cremamm^no. * 
Kpc^duit H&vvuMt. re: -6lw, 

cremasti^. av: Peiif o/oni. Vpc^oard. 

cremastarCa, i: Catena del focolare, 
- re: Kpe^cKytapid, -arcpia. -daTpa, 
-dOpOt -aorfipiov (uncino ^ pen^olo 
d'uveyforcay catena), wipu&arpa h 
in una perg. grecoit: posta dallo 
Z. fra il sec: X e TXI, e camdstra 
vive pure nei dd: it: dei mezzog. 
(Z. 67, 92). Quantoal fr: cr^mail- 
Iferc V: Dz. (II, 268). 

cremast6. Appeso. Appida ere- 
mastd. Pere appese a seccar Vin- 
vemo (M. Mr.). - Kp€jLia0T6^. 

creu^o. CamosOy carn^u-to. - xpe- 

crevdtti, (t*dti Mrl.), dm: -uci 
(cravatt^ci Cp. XII), to. Letto. 
Piime 'sto c. Andiamo a I. (Mrl). 
-ot: crovdtti, croitti, crdtti. 
dm: erovattdei. - re: Kpeppdri- 
(ov)^ KpdppaTOv. a : KpapdTtov, xpdp- 
(P)aTOC, 6. KpaPPdTtov. Kp€P(P]dTiv 
nelle Cron. di Cipro, lat: gr&bfi- 
tus. fr: grabat. rus: krovdd. 
Pw. (Ind. verb.) sull'appoggio di 
Sturz Tafferina voc. maced. L'alb: 
Tp6it-e/owa, il got: grab-a, scavo^ 
gr6b-a, /055a, loslav: ecel: gro- 
bii, lettOy grdba-s, arca^ etc. ei ri- 
portano alia R. YPCKp- (Cf. Cr. 179). 



erifi. av: Dinascosto, di soppiatto. 

- ot: is to erif6. - KpuqH&, -d. a: 
KpO<pa, -f|. 

crffo. aq : ^crizza. ps: ao: eerf- 
stina. impt: ao: crista, eristftte. 
Nascondo. ' ot: erivfnno, -ome. 
ps: ao: ecriv£sti(mo). cong: ao: 
(na) crivist[6]. - re: Kpdtprtu, Kpu- 
Pui. Kpi)irTtt». 

criju. Credo. 

erispa, i. dli: Rugay crispa. lat: 
crisp-u-s. 

crist^llo, to. dli: - ot. =. re : xpO- 
OToXXov, -dXXt(ov). hSXXo^, 6. 

crithdri (M. Mr.), erid. (Mrl.), 
to. Or\o ed or^ajuolo. - ot: -tari, 
-sdri. xptOdptov, KptOf|. zac: Kpiaa. 

tcritfs, o. (Mrl.) Giudice. Kpirfi^, 6. 

crrfcco, o. Gancio^ uncino, crdcco. - 
se: e sard. -u. fr: croc, sved: krok. 
dan: krog. ingl: crook, oland: 
' krooke. russ: kriuk. cimbr: crdg, 
etc. (Cf. Dz. IT. 268). R. kark, 
krund, essere curvo, curvare^ -arsi: 
lat. cruc-s, erue-i-o. ant: ind. 
krunk-a-ti, egli si curva. 

crommfdi, (feremidi Mrl.), to. 
Cipolla. - ot: crimbfdi: dm: -bi- 
dd(g)l, pi: -bidSgia. - re: Kpo^- 
jLi06t(ov) -uMki(ov), in Pw. KpejLi- 
\i<}h\. gb: Kp€^f|&i, "ihxy -fi^t. a: xpdfi- 
(n)uov. 

eropf, to (M. Mr.), cropfa, i (Vl.). 
Letatne. - ot: cr6po, o. - xoirpfa, 
K6irpo^, i\. re i -td. zac : xpdiro (Dy. 
160). Dal gr. il trc: o^^ gubrd. 

- cru6po, e cropdzza nei dd: 
mer: it: (Z. 68. M. Mr.). 

eruma, to. Suono. KpoO(a)fxa. 

eru(nn)o. impf: derunna. ao: lerua 
(= f\Kpo\)[a]a). lo suono. - E c^m- 
b*dne eriinnu. Suonan le cam- 
pane. ' re : kpoOtu'* Kpoi^ui. . 

esc i to, o. Innamorato.-sc' zftu: cf. 
Tit: z{ta e zit(t)ella, che Dz. (II, 



-32^ 



Sz) ricongiunge con ci tto, -a, e con- 
sidera qua! vezzegglat: d'origine co- 
mune con Tit: z(zza, ted: zitze, 
mammellay cape\j(olo, Cf. con que- 
st'ultime le gr: a: T/|-8n, TiT-Ori, 
Talb: (|{a(a)-a, Tit: tett-a e gli al- 
tri molti derivati delle R. Oa, 6n, 
skt: dhd, ofFerti dal Cr. (252). 

cuccalist[6] -i. ag: poco usato e di 
senso oscillante, dal re : KOKKoXiZui) 
rodo avidamente [fino alVosso - k6k- 
KoXov). Nel C«: LII v. 3, Vl. lo 
rende per tostato^ Cp. per tenero, 

cucchiarina, i. dli: Cucchiajo. " sc: 
=. lat: cochleariura. re: KOxXtd- 
pi(ov), xouXi<&pt(ov), -dia(ov), -dpa. 

cucc((tcuchf Mrl.), to, e tc6cco, 
o. Granello, fwcLi chiccoy acino, e 
nel M. Mr. fbaco da seta (o bo!(^olo? 
V: ciicuddo, to). - of: cuc(c)f, c6c- 
co, o. - re: kouk(k)<(ov). ic6kko<, 6. 
Cf: il sc: c6cc-i-u e Tit: cocc- 
ol-a. 11 pi : cuccia , letteralm : t 
granellini (le pustole), significa i7 

vajuolOy detto In ot: avlo(gh))a, i, 
ed in re: oi eOXotiai, le henedi^ioni : 
tantum relligio potuit....! cucfa h 
nei dd: it: di Cal. certo grano 
bollito che si distribuisce ai poveri 
in giorni festivi. 

cuccidci e cugidci, to. dm: del 
preced. Bitor^olo. 

cucciddfzzo. Sgranocchio. *KOUia- 
XiZui. re: kokkoXCZiu. 

cucuddo, o. Cuculo^ lat: e&culu-s. 
skt. kokila-s. -a: K6K-ia)E. re: koOk- 
lOK* R* skt: k(i, (Cr. i52) che rad- 
doppiata ben ri produce le due note 
sonore del Cuculus canorus. 

cucuddo, to. Grandine: Rfsti c. 
Grandina, - koukoOXiov. re: koOkou- 
&ov,-oObt(ov), in K. e Pd. col valore 
di bo^^olOf ghiaja, ndcciolo, pustola, 
bolla, voc : che suscitano idee assai 
diverse, ma congiunte dat concetti 



general! di rotondit^, piccolez- 
za, colore. Tuttavia, cheanche in 
gr: il nostro vocabolo possa am- 
mettere il signif : vicino di grandi- 
ne^ lo prova lo zing.-trc: kukudi 
che ^ evidente riduzione del citato 
dm: di ic6icK0(. (Asc. Zig. XLIII.) 
L*antico senso di bo!(^olo poi, dura 
non solo nell'alb: xouKoOX-t (Cm. I, 
344), ma nel sc: cuciiddu. Cf : il 
ted: kokon. sved: kokong. ingl: 
cocoon, fr: cocon. russ: kukol- 
ka. - V: cuccf. 

cucufio, o.Barbagianni\ civetta, - a: 
KOUKOiiqnov, -cOqMK, 6. - re: koukou- 
Pi&TUX, 'Pdia, KouKKOupdOa^ i\^ onde 
il cucuvdja cal: (Z, 67), i nap: 
cuccov^ggia {civetta) e cocco- 
v& j a [donna grassa^ deforme, squar- 
quoja), II grido della civetta t in sc: 
cuccuvfu ed in tosc: cuccomio. 

cucummaro (to?), dli? Corbe^^ola. 
' re: KOi&^apovy KOfuuipiov, K6^(xpov. 
-po(, 6f V|, probabilmente innestato 
sul sc: cuciimniaro, cetriuolo, 

cudddri, to. dli: Collate, - ot: codd. 
sc: -^ru. gb: KoXXdptov. re: KoXd- 
pov. Dal lat: coUarium. 

cuddimfa, i. Grido ^ lamento. *kuiXu- 
^(fl^ daira : KluX1!)^^ che in H ha ap- 
punto il senso di fi€^q>6bT)• Quindi 

cuddfzzo. impf: ecuddo. ao: (e)- 
c6ddia.Gri^a, rampogno, ps: cud- 
dfzzete. Si grida. -C. na mecu- 
si 61 i. G. affinchk nCodano tutti, 
(M. Mr.). - wuXOu). 

cuddura, i. dli: Panetto tondo. - ot: 
cudduri, dm: -rdddi, to. -re: 
KOuXXoi^pou -oOptfov). alb: KOuXoOp-e 
(Cm, f1, 200). scr cuddur^dda, 
ciambellina, cuddura^ cerchia, - 
ot: cudd»rfta, i, maccherone^ 
chicca, II Diefenbach, cit. dal Cm. 
(II, 199), deriva il voc: gr: dallo 
slavo kolo^ ruota : ma piili rettam. 



-156-. 



U Cm. medesimo propende per Ta : 
k6XXiH^ d, pane d*ors(o, grossOy ro- 
tondo^ viscosOy chesi dava aglischia- 
vi. Tuttavia si pud ricordare Fa: 
KoXXOpa che ha lo stesso senso, e 
che meglio s'accosta ai nostri voca- 
boli. 

cufdzzo. Assordo, VoucpdZui. re: kou- 
(pCS^ui. a: Kiu(p6uf. 

cuf^no. ao: ecufena ed ecufdsti- 
na. Dovento sordo. - re: KOU(pa(vuj. 

cuf6) -f. Sordo, - re: Kou(p6^. KU)(p6<. 

culus^rrome. Mi strascino. - re: 

. KU)Xo(Ti)pvo^at. 

culuvrisma, to. Insulto. -a: KoXa- 
Ppi(TM6q, 6. 

culuvrfzzo. Ingiurio aspramente, - 
KoXaPpiZiui. 

cumba) dm: -b^dda, uBorsa, sacca, 
sacchetto. Sic6nno ta din^ria 
's^tingumba. Metto denari nella 
b. ' xc: KoO^ira, involucro, a : kO^i- 
pri. V: ehimbi. 

cumm^ddia, i.. dli: Commedia, - 
nap: eomm^ddia, se: cum^dia. 
- Kui^ipbCa. 

c um p at €[q quo], Compatisco, - 
Cumpat6zzeic (impt: ao: 2 pi.) 
si dice e si urla agli aeeattoni, quasi 
a seusa del non dar nulla ; e corri- 
sponde alFit: andate in pace, non 
c'd che darvi. A Reggio cumpatite. 

ciina, dm: -6dda, i. 5cro/a. V: euni. 

cunagric6, e cuneag.,o.Cm^/tfa/e. 
(M. Mr.). V: euni ed agrie6. 

eundUr^no. ao: (e)eundurin[a]. 
AbbreviOy accorcio. V: not. 2, C®: 
XX. *KouvToupa{vuj da un *-\5vu)? 
V: cxinduro. 

eunduridzzo. Id. *K0uvT0upid2Iu) (M. 
Mr.)? 

eunduro, f: -a, -i. ag: Corto, basso. 
Zoi eunduri. Vita corta. - gb: 
KoOvTOupo^, registr: dal Mrs. insie- 
me a KoOvboupo^ e K6vToupoqeoiril- 



lustraz: « pro K6v5oupo^, rrapA t6 kov- 
T]?|V gx€iv Ti?|v oOpdv : est ergo cur- 
ticaudis: ita dieti fuel, quod 
caudam, sive aeuleum, non ha^ 
beant: sed usurparunt etiam 
deequisM.Or questo senso, che pu5 
aecettarsi senza rintieraetimologia,e 
che cifa ripensarealcurto...mulo 
d'Orazio(Sat. I® VI, i04-io5),sitro- 
va precisamente nell'a: K66oupo<, che 
meglio del re : kovt6^, ot : cond6, 
fu citato a spiegare la nostra forma. 

eungulima, to. Solletico, - YOTTd- 
Xia^a, TotpTdXia^a, '\a\i6<;, 6. 

eunguHzzo. Facqio il solletico. - 
TaTT«X-iZ:-uj. YapT«X-{Z-UJ. Cf: Tit: 
gongol-a-re. 

euni (t-i Lb.), o: dm. -dei, to. Por- 
CO. Nel M. Mr. h supposto un *kO- 
[a]vi(ov) da kOovo^, scuro, nero, come 
si chiama quest'animale nei dd. it : 
mer. Tuttavia, se non si vuol pen- 
sare al skt. ghonin, cinghiale, puo 
supporsi ancora un *TpoOvi := re : 
YoupoOvt(ov), eoi non rari dileguo 
del p e passaggio della med: iniz. 
a lenue. Cf : eoU'a: yP^XXo^, tp^Zw^ 
TpO. 

euntra. prp: lat: it: se: contra. Per 
Talb: serive il Cm: « La preposiz. 
K6vdpe, KOtivdpe o KoOvrpe e 
KoOvdpa,... mostra origine latina 
o italiea, e probabil. fu comune ab 
antieoairEpiroeairitalia(I,322)». 

cunt rap ISO, 10. Contrappeso. - gb: 
KOuvTpdiTe2^ov, -ir^Ziov. 

cvi(nn)o, e talora ee. impf : ^eunna 
ed fc. ao: icua. impt: ao: eu(s)e. 
cong: ao: na cu(s)o. p: indeel: eun- 
nonda. c(u)6nda, ps: cti(o)me. 
ao: ec^st[ina]. Odo, ascolto, sento. 
- Cu(o)^e cald. Mi sento bene. - 
O den g6te^=: b^vdKoOexai). Che 
non si sentCy cheto -. ot: cuo, 

fcuo, impf: f(n)cua, igua, iguon- 



// Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 



14 



-156- 



ne. ao: (Qcusa. cuse ed dcuso. 
na ciaso. ps: (ijcuome. ao: (i)- 
ciisti(mo). - dKoOui. re: axoOYU). 
cupanfzzo. ao: ecup^nia. Pesto, - 
C. 's to murt^ri me to pistuni 



sto Talb: tcouppoOxe,, io curvo^ in- 
chino. 
curuna, i. dli: Corona, - gb: kou- 
poOvva. alb: Ko{u)p6ve. re: Kopibva. 
a: KopibvT]. 



(M. Mr.), p. nel mortajo co/ ;?e- curii pi, dm: -pdci, to. dli: Vaso. 



stello, ' re: Kouirav(2Iu;. kott. alb: 
Koiiavtae (Cm/ I, i6o). 

cuppdri, to. Vaso di legno un po' 
pid piceolo della sfela (V:), per 
acqua, latte, efc. - ^tcuirdpiov. a: kO- 
tropo^, 6. Kuirdpa, i\ bf Iik€X(<;i Kpif|VT] 
'Ap^ouoa (H). 

curddi, to. Pane nero. V. la not. 3 
al vers. 54 del Cap. XLI della St. di 
G, ' Potrebbe aneora supporsi un 
dm: del re: K6pa, Vj, crosta del pane 
(Ps), o forse un *Toupd5i dalPa: yoO- 
po^y 6, specie difocaccia, 

•fcurdfti, to (M. Mr.). Bastone. re: 
KOUpdS^u) ? 

tcurat6ra, o (b:} Lb,). Massajo. gb: 
KoupdTUip ehe e pure in H. lat : cu- 
rator nello stesso senso in Isid. 

fcureiidi, to (b:? Lb.). Grano turco 
{o pappa?). ' re: koupkoOti(ov) ehe 
par voce turca. 

cur^gguo. ao: ecurezza. ps: ao: 
ecur^stina. impt: ciiresta. TosOy 
tondo. - C. ta maddia. Toso, mi 

mm 9 

acconcio icapelli. -C.tapr6vata. 

7050 le pecore. - re : KOupeOui. a : - 

-iZui, Kcipui. R. K€p. skt. ^ar, ront- 

pere (Cr. 147) 
ci^remma, to. Tonditura. - re : koO- 

pEUMa. 
currijigQuo. ao: ecurrijczza.. Vo 

a ^on!(o, - sc: eurridri. 
[cMrriv^gguome]. ao: ccurriv6- 

st i[h a]. Ml cmccfo. - sc: currivd- 

risi. nap: corrivare, dairit: cor- 

rivo (airira). 
currud^gguo. ao: ecurrudezza. 

dli: Agito^rivolto. dli: - xuXivbeOiu? 

Potrebbe forse eollegarsi eon que- 



- re: KoupoOin(ov)y -oOita, f\, tre: 
^--^jjy» kurup, ehe per5, come 
efendy, e qualche altro voc:, po- 
trebbe anche esser passato in tre. 
da fonte straniera. Cf. skt: 9{irpa- 
s, lat: corbi-s. 

tcutal[a], i (Mrl.). Cucchiajo. - ot: 
eutdli: dm: -aldi, to. - re: kou- 
xdXa, yj, -dXi(ov). gb: -dXn- a: neol: 
KidToXiq, 1^. 

cuttuniy to. Cotone, - sc: =. nap: 
cott6ne. 

euvdri, to. Bo^^olo (Vl.), gomitolo 
(M. Mr.). - re. Koupdpi(ov), gomi- 
tolo, gb: Kopdpi. Nei lessiei h re- 
gistrato come a: neol. xouPapC^, fj, 
porcellino di terra, Oniseus mu- 
rariuS; piccolo crostaceo ehe sta 
nei siti umidi, sotto le pietre o i 
vasi di iiori, e ehe toecato si rag- 
gomitola e si fa come una pal- 
lottola. 

cuzz6. ag: Tronco^ mutilato. re: 
Kovrld^y ehe riferirei alia R. skt: 
k u f , k u t • f , tagliare, rompere , 
anziche al tre*^ s^^ kiutuk, 
troncOj sost. - Quest'ag: unito a 
nomi di membra esprime, come 
in re:, la mancaw[a o mutila\ione: 
cuzzomftti, o, camuso (re: kou- 
Tlo\x<}Tr\ij: euzzop6di, o, ehe ha 
i piedi mo^p (*KOUTZoir65T]^): cuz- 
zoh^ri, o, ehe ha mo^^e le mani 

(re: KOurZox^pilO- ^^ nnito a nomi 
di strumenti da taglio, talora desi- 
gna la costola opposta al filo; piu 
spesso tutto intiero lo strumento 
senz^altra* nozione, bench^ forse in 
ofigine dovesse essere intensivo: 



- 157- 



cuzzomdhera, i, ^idxaipa. ot: ma- 
h^ri, to, coltello: cuzzop^leca, 
i (ir^XcKu^, f|), scure: cuzzotrd- 
pano, to (bpcirdvii, ifj^ -Svov. Trd- 
pani. ot: trapdni, to), /j/ce, etc. 



cacariiia sc: =. cacciaiHrij o, 
sc: =, ot:-o- cagtiini sc; -ciiiniy 
••ggiuni'Campagnaoi::='Cant- 
capdci sc: =, caristia sc: =. 
carita ot: -tita - caritativilo- 
casdli, to, sc: =. casina - cass- 
cast { go y to, ot: -io - catind- 
xoy to (V. scupdtta)j sc: -d^^^u 

- cavarcatura sc: =. cd^Oy o 

- c^wa ot: =. c4rto ot: =. chi - 
chidro ot: =. chlcchera - ci- 
ca/a - cfmtf - ciod - ci/M (gen: 
pi: ciffarffo) - civdi'ol: =r, coc- 
con/drtoy to - consacr - co«- 



solamintOy [to] (W.) -511/- (Cp.) 
V: paramithfa - conusceriV: 
St, di Gius, Cap. XLV, not. 2 - 
coppitta -cordggio yO' c6rp y 
to - cortiv (r = /) - coscinoy to 
(0 = m) - costdnti - costdn^a - 
costru - crid4n\a sc: =. cm- 
4£/i sc: =, ot: -d^l[i] - cmJa (w 
= 0) ot: sc: = - culuriy to, ot: sc: 
=. cumdnd ot: =. cumdndo, 
to - CMmmi55ari[o], o, sc: -u - 
cumplimintoy to (= dono)y sc: -1/ 
- cundann ot:. =. cuntinto t 
cund. ot: cuniSntOy e cuff, ci/n- 
dutta sc: =. cM«/es5ttri,o-cun- 
sum-cunt(= narrare) ot: =. c li w- 
/o, to {= ragioneyfacconto) - ci/w- 
/riffl sc: =. cunven ot: cwm- 
^en - cunvertas[i6ni (f = s) ot: 
cumberta^iuna - ciira - cur - 
curiuso - currisp^ind - cu5f (u 
=0). 



dacfa, i. Boccone. * bavda. cf: I'a: 
bdK-o-^, t6, e skt: d§i9-a-s, mor5o 
(CrI 1 32). 

d deli, to. Lacrima, ftdxpu, -uov. Per 
Tot: ddmmio (tdmni Cp.), to, fu 
supposto molto dubitativam: dal 
Cp. un mutamento di ddclia in 
ddglia e quindi in ddgna (loi); 
mentre Mr. (i63) pensd ad un dm : 
*6dK^iov per ^baxpOMiov. 

dacUzzo, -crizzo. LacrimOy plan- 
go. - re : haKp<)Zv). a -Ou>. - ot : 
dammfzo. 

ddfli (-fn-, -vn- M. Mr.), to. Lauro. 



' ot: =, e dafn6a, dafinfa, i. 
^bdqpviov. 6d<pvii, i\, alb: 5dq>ve. 

damdli, to: f: -a. Vitello, - re: 6a- 
^dXi(Qv). a: 5a|idXT]^, -0^, 6. fta^d- 
\y\y i\. lat: damalio (Lampr:). 
skt: dam-ja-s. alb: d^^-e (Cr. 23 i 
Cm. I, 73). Cf: il trc: dobdana? 

damascinfa, i. PrugnOy susino. - 
re: 5a^aaKr)Vld. 

damdscino (nel M. Mr. c gutt.), 
to. Prugtidy susina. - re: bajiid-^ 
aicrivov. Cosl in varie lingue mod:, 
da Damasco sua patria, si chiama 
iifruttodella Prunus domestica. 



- 158 



dangamfa, i. Morso, - ot: dacca- 



decatria. nu: Tredici. - ot: -trf, 



ma(/<i), dRCcamdda, - re: boxKa- 

lyiand, Vj. b&fKa\xa, t6. a: h&Ko^y 

t6. 
dangdnno. ao: (e)ddngasa. impt: 

ao: ddngae, -dete. inf: ao: dan- 

gdi.3forio.-ot: daccdnno, -dzo. 

ao: eddccasa. cong: ao: na dac- 

cdso. - re: baYKdvui, -6vui. bdKvui. 

a. poet: &aKvdZo^ai. 
ddnima, to. Prestito. - MveiajLia, t6. 
danizzo. ao: eddni(s]a. Presto. - 

ot: =. impt: ao: ddniso. - bavdZiu, 
tdapin6s. V: fdulos. 
dastilidi, e meno usato daft. to. 

Anello. - ot: daft. baKTuXi&iov. re: 

baxT. 
dastilistra, i. Ditale. - ot: daft. - 

baicTuXfiOpa. 
ddstiio, daft. (davt. W.), to. Dito. 

To d. m^ga. // pollice. *0 jx^aq 

bdKTuXoq. - ot: ddft. o. - re: b&K- 

TuXov, t6. bdJCTuXo^f 6. bdicruXcq, 6. 

zac: 5dTT€X€. 
davHzi (dafi. daul. M. Mr.), to. 

Ti^^one. - *bauX{6iov. re: bauXiov, 

t6, ba(u)X6<, 6. zae: ba^eXI. 
die a. nu: Died, - ot: =. b^Ka. 
deeahiglidde. nu: Diecimila. V: 

higlidda. - ot: deeahilidte e 

meno frcq. deeahflii, -e, -a. - re: 

biKOL xiXidbe^. 
deeannia. nu: Diciannove, * ot: =. 

re: bcKoewto. -wid. 
deeapdnde (-nte Mrl.]. nu: Quin- 

diet, - ot: -nte, - re: beKair^vTC. 
deeastd, -ftd (tptd Mrl.). nu: Di- 

ciassette. - ot: -ftd. - re: bcKacprd, 

-cirrd. 
deeast6 (t-oct6 Mrl.). nu: Diciot- 
to. ' ot: deeoft6. - re: bcKOOKTib, 

-OKTld, -OXTld. 

deeat^ssera (-&ra Mrl.). nu : 
Quattordici. - ot: -ss&ri, -e, -a. - 



-iria. - re: b€icaTp€t<, -rpia. 

deedzze, -xe, -pse. nu: Sedici. - 
ot: -dfse. - re: bcxdSii, b€Ka^S. 

defi. v: impers. Giova, El Ta: bdqpui, 
ehe come 11 lat: mulc-e-o (R. skt: 
mar 9, toccare Cr. 327), dal senso 
di ammollire palpando, passd a 
quello di consolare^ guarire, gio- 
vare. Cf: bdt|i-u), lat: dep-s-a(CR. 

67). 
deligguo. impf: edilegua. ao: 

edilezza, -xa. impt: ao: delez- 

ze. eong: ao: na delizzo, -xo. 

ppp: delemm^no. {R)accolg0y 

aduno: al med: mi ri7i>o, mi ran- 

nicchio. - bioX^ifw. 

dima, to. Legame, - b^^a, t6 (M. 
Mr.). 

din{e), de, in(e), e (tdhS W.). *) 
eong: neg. iVd, non, - ot: 6n(e), e, 
'n: in Cp. anehe fde: per6 su que- 
st'ultima forma v. Mr. hi. - De 
...de...iVd...«d... - re: hbf\ a Cipr. 
e Rod. bf (Ml. 89), ma nelle Cron. 
Cipr. anehe U, b': dall'a: oiiUv 
(Ml. 389). - re: o6b^...o(>b^... a: oOt€ 
...o(5t€... ') av: neg: No. An de. Se 
no. - ot: d^ghc (= b^c), de - re: 
6x1 dall'a: oOxi: forme affini 6x6- 
aK€, 6xiaK€, biOKC (Ml. 389). a: o(»(k), 
oOxl. - Endi V: ۥ L. not: 1. 

dendr6, to. Albero. Sembra voc. 
perduto in ot: e per ignoranza 
doventa qui nome speeiale d'alcune 
piante, eome la quercia, il leceiOf 
il castagnoy il gelso, mentre il ge- 
nerico e drburo, - bdvbpov. 

dinno. impf: (^)denna. ao: edesa. 
impt: ao: d^se. eong: ao: na ddo. 
inf: ao: dii. ppp: demino. Lego. 
Me ta hdria demina. Colle mani 
legate. - ot: ind: pr: =. ao: (^)'- 
dSsa. disc, -8te. na diso. ppp: 
=, - re: bdvui. a: b4ui. 



- 159 



derfdci, to. Porcellino. -r bcXcpdiaov 
(M. Mr.). 

derfacina, i. Scrofa. - *6€X(paidva. 

d^rma, to. PellCy cuojo, - ot: =. 
hip'iia, a:«6^p-o(;. Cf. il trc: ^^ 
d^ry. 
/derm6ni, to. Vaglio, ventilahro di 
pelk, - re: b€p)ui6vi(ov), da bip\ia. 

dess6si, to. V. s6nno. 

dest^ra, i. Luned\. - ot: deft: - re: 
6euT4pa, i\. 

detrddi, i. Mercoled\, - ot: tetrd- 
(d)i. -,rc: T€Tpd6ii, TCTdpTT]. 

-d(i) eufon. V: not. i, C^ L. 

diafdg(g)ui. v: impers. assai note- 
vole. Raggioma, fa giorno (C® 
XLVIII). £un*6ia-qpa0-u) (a: gloss. 
q)aO-ui per Tn-q)aO-OK-u) : <paO-ai-^: 
(paO-o^ eol:) base dell'a: incoat: 
6ia-(paO-aK-w. Quanto al diafagni 
def Cp. (II®), se non d error di let- 
tura o di trascrizione per diafd- 
gui, non lo credo con. lui il re: 
ftiatpdrm (c cio per la persistenza 
in quest! dd : del gruppo ty. Y : 
Mr. io3), ma biaqpavQ cong: ao: di 
6taq)a{voiuiai. Circa poi al 

diafdzzi, impf: edidfazze, registrato 
coUo stesso senso nel M. Mr: on- 
deggio fra I'a: bi-auY-d-Z-u) , con 
espulsione che sarebbe notevolis- 
sitna del t ^a il dittongo e la to- 
nica, ed un *6ia-(pd-Z-ui per *6ia- 
<pd-ui (R. cpaF: omer: (pd-c). - Sdne 
d. Append fard giorno, 

diafordo, -dzzo. lo guadagno. - 
*6iaq)opd[2!]u) per 6ia(popduj: mentre 
Tot: afordzo, vordzo, comprOy 
non puo essere che dYopdZw. V: 
Mr, 104. 

diaforfa, i. Guadagno, -a: ^lacpopia. 
re: btd(popov. 

diamer^[gguo]. ao: ediam^rezza. 
cong: ao: na diamer^zzo, e -[^o]: 
3» s: -6zzi, -isi. p: ao: -^zzon- 



da. Spiego, interpreto, - Forse al 

^biaficpcOu) di che nella not. 2, Cap. 

XL dell a St, di Gius. h a prefe- 

rirsi il 6iap^€V€\3u) di Trapezunte 

_(Pw.). 
dianfstra, i. Legno per tener aperta 

la tela sul telajo, *6iavo{xepa da 

6iavoiYui. 
d id St i CO. ag: Utile. - ot: (gh)jdst. 

- a: hi&%pr\aTO<;. Dileguo del p, indi 
metat. 

diavdzzo. ao: edidva'sa. impt: ao: 
did vase. Inghiotto^ divoro, tran- 
gugio. - ot: (d)j a vdz o, /?J5S0, so/-- 
fro. Non lo credo il re: biapdZuj, 
leggo, a: pdZiw, dico^ parlo (R. 
pat Cr. 577), ma un doppione di 

(d)jav^nno. ao: (e)jdin[a] (=:H5]id- 
[P]i1-v). PassOy vadoy mi presento, 
mi accosto. I card fa tos ejd(v)i. 
II cuore svenne loro. - 01 : (e)dia- 
v^nno, ja(v)6nno, ghiav. ao: (e)- 
didvica,.jav. impl: ao: didva. 
cong: ao: na diav6. p. pr: dia- 
v^nnonta. ppp: (d)javimm6no. 

- 5iapa{vu). 

didvolo, o. dli: - ol: —. ftidgoXot;- 
dic^mbri, o. - dli: sc. =. ot: dec. 

- re: 6cK^|LiPpr)(;^ bcK^iuippio^, 6. 
diclSmmu, e meno bene -mo, di- 

chim(m)u. pr: poss: di i* p». Afio, 

-a. - ot: =. re: 6 (I)6ik6^ |uiou, i\ 

[l)h\\d\ Mou, t6 (^)6ik6v juou. 

2» p*. dic6ssu, dichCs(s)u. Tmo, 

-a, - ot: =. re: 6 (^)6iK6q oou, i\ 

(i)hvd\ oou, t6 (^)6ik6v oou. 

3* p». dic6ttu e dic6ndu, dir 

chit(t)u. SuOy -a. - ot: dic6ttu, 

dichfttu. - re: 6 (i)6iK6^ tou, i\ 

(^)6iKir| TOU, rd (^)6ik6v tou. 

II. pi. i dichimmi, etc., come Tit: 

i miei ed il re : oi (4)6iko{ |uiou, sot- 

tintende il voc. corrispondente a 

ouTT€V6t?, parenti. II neut. to di- 

c6mmu vale il mio avere, il mio. 



-160- 



dffo. impf: idifa. ao: ^dizza.impt: 
ao: dizze, Mostro, [ap)pajo, sem- 
bro, - ot: d£f(n)o, dffto, dfnno. 
ddifsa, di^e. cong: ao: na dffso. 

- re: b€()^-v-u), bcCx-O-ui. 6€iK-T-ui. 
6€(k*vu-ui. alb: dup-xd-ije (Cm. I, 
64). - V: not. 2, L. F. 

dihat^ra (tdic. Mrl.], i.Figliuola, 

- ot: (h)jai^ra, dm: -^dda. -re: 
BuYOT^pa. a: BuTdTvip, dal skt: duh- 
i-tat) Cf. Cr. 238. - La forma ot: 
d per l*Asc. (Mr. 212} un ^ouoT^pa 
calabrizzato (sj, sci, hi) da con- 
frontarsi coUo zac: oudTV) (o Ling: 
com: sorda). L'opinione deH'acuto 
e .dotto glottologo t in parte awa- 
iorata dagli ot: avis (a (= pof|- 
e€ia), se6 (a Sol. = 6€6q) 

din^ri, to. dli? DanarOy moneta. - 
gb: 5T]v^ptov. 6nvdpiov. alb: dtvdp-t. 
Dal lat: denarius (deni: 10 assi). 

dio. nu: Due. - Emfs i d. Noi d, 

- ot: =. bOuj. 
diocentindrisL. nu: Duecento. -V: 

centindri. 

diohigiidde. nu: Duetnila. - V: hi- 
glidda. 

dfpla, i. Piega, - re; J{irXa. 

dipl6. ag: Doppio, - ot: =. 5iitX6<;. 

dipl6nno. impf: edfplonna. ao: 
edfploa. Avvolgo, addoppio, im- 
broglio. - ot: ind: pr: =. med. di- 
pl6nnome. - re: 6i7rX6vuj. a: -diu. 

disign6^guo, ao: cdisignezzai. 
lo disegno. - se: disigndri. 

dispUgi, to. Dispregio. 

divinitdy i. - gb: btPiviTdTov. 

dfzza, -xa, i. Sete, - ot: difsa, 
-zza. - Mi|ia. 

dizzam^no. Assetato. - re: 5ii|ia- 
a^^vo^. - Ha quasi valore d'ag: ma 
e ppp: di 

dizzdo. Ho sete. - 6ivdu>. - In T. 
d'Ot: 6 imperson. difsdi me. Mi 
fa sete. 



d6deca: nu: Dodici, -ot: =. bibbcxa. 

d^omddi, to. Settimana. £ un *lp- 
&o|id5iov per il re: ^d^bo^dba. bg: 
^P6o^d<;y Vj. ' . 

d6ndi, to. Dente. - ot; d6nti. zac: 
d&vTO {= 6[6]6vTO Dv. 240). re: 
b6vTi(ov). a: 6&o0(. Dal skt: dant- 
a-s. V: Cr: 248, ed aggiungi lo 
zing. - dant (Asc. Zig.). 

d6nno. impf: (^)donna, (d. ao, 
^dica, (^)duca. impt: ao: d6e: 
d6ete: (d)6mmu, d6stu. cong: 
ao: na d6so. inf: ao: d6(s)i. p: 
pr: d6nnonda. p: ao: d6sonda. 

- ps: ao: (e)d6sti[na]. cong: ao: 
na dost6. ppp: domino. Do. - ot: 
df(nn)o. ^dionne. ^doca, ^dica. 
d6ck[e], -Ste, d6ghete: d6mmu, 
ddm: d6(eo). na d6co. df(nn)on- 
ta. d6conta. dom(m]^no. - re: 
5(vui, bibiu, zac: biou (Dv. 80). a: 

ddpu, e dav. a voc. d6p\ av: temp. 
Dopo. - D. ti. D. che. - ot: e sc: 
d6p(p)u. - Talora ha valore d'ag: 

- Seguente. 

ddta, i. Dote. - sc: =. 
dozz[dzzo]. Lodo. - boEdZlui. alb-sc: 

boEidae (Cm. 1 1, 191). 
drdca, [o?] Coyone di piU manipoli. 

' 5pdE, 6. 
drdma, to. Covone^ manipolo. - 

&pdTfia. 
dr6nno. impf: ^dronna. ao: fdroa. 

Sudo. - ot: (i}dr6nno, tr6nno. 

ppp: drom^no. - re: [i}6p6vui. a: 

i6p6u). ' 

droser6. Rorido. - ot. = e -in6. - 

6poa€p6(. V: surf no. 
dubliini, to. dli? Ganghero (M. 

Mr.). 
duddioma , to. Estrema un^ione. - 

t6[v] T*u[6]glio[iay coU'art. agglui? 

(N. Cm.), meglio forse che boOAeu- 

fjia, servi\io. 



- 161 - 



fduf^chi, to (Mrl.), Fucile. - rc: 
Touq>^ia(ov). alb: du(p^K-ou, douqp^K- 
ou. In trc: jUJu tufenk; ma, 
come fu osservato dal Cm. (II, 65), 
potrebbe anoora derivare da TO<p-ui, 
accendOy fo fumo, 

dull a, i. Affare^ faticaj lavorOy fac- 
cenda, - Mfan dharod. Una cat^ 
tiva a^ione, - 6ouX€(a. a : -Xia, ser- 
vitii. alb: bouXi-a, affanno (Cm. U, 
199). 

fdulos dapin6s (Mrl.). Servo umi- 
lissimo. - rc: boOXo^ (oa^) Tair€iv6(. 

dunca. eg: Dunque. - sc: ==. nap: 
add6nca. ven: d6nca. dd: lomb: 
d6ca. 



duppio. ag: Doppio. 'S to d. Al d, 

- nap: =1. sc: -u. 



daviru sc: =. dibili lat: arch. =. 
dSbito, to - deh! desert o, to • 
desider ot: =. differ - diger • 
digno^'issimo'dimustr - Dfo,, 
o - diping - dipdi (V: not. al C* 
LI) ot: dep. - disdrdini, to: sc: 
:=z, dispinsa - disper€%^\xomt: 
disperemm^no - dispiac -: mu 
dispiac^ggui: dispiacemmino 
-dispiaciri^ to: sc: =. distdn\a 
- distin - disturb - diverU^^ 
$uo{me)'dubit 'duello ^Xo -dur. 



El 



ebr^o, a. dli: - ot: =. *€PpoiSo<. 

ecat6(n). V: cat6. 

ecf. av: Ld^ iVi. ot: ecf(vi), icf, ci. 
^K6l - Eciapucdtu. Ld sotto, ot: 
ecicdtu. *iK& air6 Kdru). V: apu- 
cdtu. Ecim^sa od ecf mesa (= 
iK^Viiaa). In T. d'Ot:, e gii lo 
not5 il Cp. (100), insieme a td- 
mesa (= I6di M^aa), t adoprato 
costantem. nel senso di in terra, 
Cf. Mr. (i5i). Probabilm. anche a 
Bova doveva aver lo stesso valore, 
ma oggi s'e perduto, giacch^ nella 
versione del C* XXXIII, ripiglia 
il suo significato primitivo di Id in 
me^!fo. - Eci 6ssu. Lit dentro. ot: 
ec' essu. V: 6ssu. - Ecip^ra, 
e c i m b ^ r a. Oltre quella parte, - E- 

, ci|ttemb6ra, Dal di Id. V: p^ra. 

(e)cfno, -i, e con stiffissione del pr: 



pers. (e)cIndo, -ndi. pr: Egli , 
ella^ quel[lo). - 01: cf(n)o, (ci Cp.), 
f: c£(n)i, ch: cft(t)o, -i: (c)fso, -i: 
ft(t)o, -i. - dKdvo^, -€lvii, -dvo. 

(e)c£tte(n). av: Di Id. (E)c. apdnu. 
Di Id sopra, - ^K^ev. 

fed^a, i. Idea, - \hia. 

^ga, i. Capra. - ot: fzza. - rc: dlta, 
i\, a: olE, 6,.i\, skt: dga-s, becco, 
agl, capra (Cr: 171): il cdrso ^- 
ghjiu, capretto t a derivarsi di* 
rett. da hoedulus, anzich^ daatE. 

eg6. pr: lo. - ot: ev6, iv6, 'v6: 
ev6vo, iv6vo. - ty^. 

egudli. sc: =. £na e, dic6mmu. 
Un par mio. 

^ho. impf: fho ed fha, che ^ pure 
ao:-cong: ao: ndho. Ho. - In- 
trans: impers: come in a: e rc: 
equivale al v: sost: ed allora regge 



-162- 



anche falsamente Taccusat. (V: Mr. 
171). fihi dfo yidggi. Sono due 
volte, - To fdva pu ^hi 's tin 
Gotr6ni! La fava che c*^ in Co- 
trone! - iShi t6ssu hr6nu. Son 
tanti anni - £ho an' do cal6. Son 
fortunato. ot: 6(h)o, t\ fgo. 

i(h)a, iga. nd 'o. inf: t6 'hi: /'a- 
vere, - ftui. cTxov, re: cTxa. - re: 

^ma, \\Sangue,'OV. gh^ma, j^ma, 
ghenidt(t)i, -izzi. - al^a, ai^d- 

TIOV. 

^mbasi, i. Gora, fy^av^^ ingresso, 
bagno, 

emb^nno. V: 'mb^nno. 

^mbima; t\ Entrata, soglia. £ un 
l\i'^Y\'\ia formato come 6id-pt)-Mcx 
su pa(v-ui. - rc: ^^Pao^ia. 

emb6nno. V: amb6nno. 

(e)m^ra. V: (i)m^ra. 

emf, e dav. a voc. anche emfs. pr: 
Noi, Emis i dio. N. due. - ot: 
=, (i)raf. - t\n&<;, rc: i}i€i<i, 

en. *) prp: ^v: solam. nel Paterno- 
ster, Nell'ilve Maria fin. - ') e(n) 
per a'^n) Cp. VI, 3, V: an. 

^na, mia, 6na. nuiUnOf^-a. Enan 
dthropo. Un cerfuomo, - Anche 
solo, come in ot: ^na, mfa, un 
taUy una t, - Nel C» XXVII ancora 
il f: ma. - ot: m: e n: ^(n)a, a, 

^ ed in Cp. anche as; f: =. rc: ?va?, 
piidy ?va. etq, |Li{a, ?v. 

dndeca. nu: Undid, - ot: =. ^vbcKa. 

enghizzo. V: 'nghizzo. 

enn^a. nu: Nove, - ot: =. Iw^a. 
rc: ^vvid. 

epiiiso. ag: Quotidiano, - ^moOmot;. 
Voc. fuori d'uso che occorre solo 
nel Pater. 

era, i. Loglio. - atpa (M. Mr). 

ercome, (f^rhome L. F. f^rcho- 
meCp.),e taloraanche^rco. impf: 
^rcommo.ao: irta. impt:ao: ^la, 



eld(s)te: la forma ert^to (= ^6^- 
TU)) 6 solo nel Pater, cong : ao : nd 
'rto. inf: ao: ^rti. Vengo^ vado. - 
E. 's to dic6mmu. Rinvengo, 
ritorno in me. - M<i 'rte cac6. Mi 
venne male. ot: Ercome (^rca- 
meCp.).^rcamo. frta, fsta. d^la, 
deldte o d^fte. nd Vto. p: ao: 
^rtonta.ppp: ertom^no. AZoll. 
ana^rcome, ritorno. 
^pXOjuiat. rc: fipxo^ov, -oufiouv. -oO- 
^ouv€. 9\\Qa^ T^pOa, i^pxa. l\a, kXdtr^ 
da ^XaOvui. vd 'pBui, -'pTUi. ^Xdibv. - 
rc: H, d<i Tdv ^auxdv jjiou. 

erremo, dli: Sbandato. fyr\\io^. 

esegu[6]. Prego. - etioep^ui. Solo nel- 
VAve. 

esi, e dav. a voc. anche esfs. pr: 
Voi. Es(s i dddi. Voi altri, - ot: 
=, (i)si. - rc: (^)a€tq. 

estd. nu: Sette. - ot: eftd, iftd, 
ettd. - ^iTTd. rc: kcprd usato pure 
nello zing-trc: (Asc. Zig.). 

est^. av: Jeri. - ot: aft^. - (^)x6^<;- 
rc: b^ic,. alb: djd (Cm. I, 96). skt: 
hjas. zing-trc: yich: zing-cal: yij 
(Asc. Zig.) etc. V: Cr. 201. 

(e)stidzzo. ao: ^stiasa. Acconcio, 
preparo. - ot: eftidzo, estidzo. - 
rc: qpTidZuj, cpTidvui, « per edOcidJIuJ 
o piuttosto e^9ud^:^J M. dairagg. 
€080^ » Mr. 171. 

(e)su. pr: Tu. - ot: =, od isii. aO. 
rc: feaO. 

ettapdnu. av: Qui sopra. - ot: et- 
tupdnu. - kh\b ^irdvui. V: C» XXX, 
not. I. 

etticfa, i. dli: Etisiay tisi. *Ikti- 
K(a. 

dttico. dli: TisicOy etico. - ^ktik6^. 

ett^. av: Cosi\. - ot: =, ittu, tu: 
in Cp: etii. - rc: 46i0.a: aOroO. 

ettiino, -i: con suffiss. del pr: pers: 
- ettundo, -i, ed anche efliin do 
(faftiindo, fattiindo). pr: Cote- 



-163- 



stOy -J. - rc: a(fToOvoC) aOr/ivii, ^zzimo. Tardivo. - 6iintio<. 

-oOvo : aOxoOvo to. V: t^ndo. lezzinta, eps. {6cz, L. F.), nu: Ses- 



et(t)tiio, tuto, -i. pr:,QMe5/o, -a: 
costuif -ei, - ot: tuto (-tto Cp.): 
(t)6so, tuo: ut(t)o, -i. - rc: (4)toO- 
TO?, (dJToOTTi, -o. a: oCItoc, oOti], 
toOto. 

ettutte (-ute L. F.). av: Di qu\, di 
qua: di IdQ). - rc: ^biSiOcv. a(fT66€v. 

euniQco, o. cCivoOxcKt 6. 

tzzCy ed antic: ^pse. nu: Sei. - ot: 
^fse, dfsc. - €H. rc: €Hii. 

ezzero, ex. VuotOj arido. - ot: ^f- 
cero, ere. - edKOtpo^. 



santa. - ot: afsfnta. - rc: ^f^vra. 

^Sf|KOVTa. 



e[d) ot: =. educh - eridi^ o, sc: 
=. ereditd - erruri, to, sc: =. 
esdmi, t', sc: r=. esatturi^ o, sc: 
=. esSmpioy o. - esercit - eser- 
cifjo, t^ -esili -estrem'un^ione 
- eti - etirno ot: :=. 



fdbrica, i. dli: - rc: (pd^pixa. gb: 

(pdPpiE. 
facf (fc. gutt. Mrl.), i. Lenticchia. 

- ot: =. qpOKf). 

fadddli, to. Grembiale, - sc: fa- 
dili, faud. fod. catanz: fudddle. 
E un primit. *fald-al-e. 

fdddo. o. dli: Zimbello, it: fallo. 

fddi, to. Trama. - Vdddo to f. 's 
to st^ni. Ordisco la t, sul telajo, 

- rc: (6)cpd6i(ov). 

faghf, to. CibOy mangiarey pasto, - 

rc: (paT((ov). 
fagia^tf, i. Tenuta di lenticchie. - 

(paKr\6jba. V: faci. 
faguwi, o. VoracCj mangione, - <pa- 

fA?. rc: <paT(4vo^. 
famfglia, i, dli: - rc: (paji€X{a, -id, 

q)a^lXla. 
famigliuso. ag: Carico di famiglia. 
fandri (Mrl.), to. Lanterna. - rc: 

9avdpi(ov}. 



fan^lla, i. dli: Flanella, - sc: =. 

rc: (p(X)av^Xa. 
fa nerd, av: /» palese. - Da <pav€p6^. 
fanndcca, i. dli: Collanay ve^^Oy mo- 

nile, F. azz^ hrisdfi. C. d'oro. - 

rc: ^avidia(ov). V: St, di Gius. 

Cap. XLI, not. 3. 
fantasfa, i. dli: Capriccio, fisima, 

erotismo, - ot: =. (povTaafa. 
fantidzzo. ao: efdntiasa. Shalor- 

disco. « *q)avT[aaJid2!u)? » (N. Cm.). 
farfdlla, i dli: - rc: (papqpdXa. 
fascl, to. FasciOf pacco, fi un *q)a- 

aK{(ov] accanto a 
fascia, i. Fascia, - ot: -!a. - rc: 

(pdaiaa, -id. 
fasci6nno. ao: efdscioa, II ppp: 

fascijemm6no suppone un pres: 

fascij6gguo: fasciomm^no ^ 

nei canti ot: lofascio. - rc: q)aaKi6vui. 
fdssa, i. Piccion torrajolOy Colum- 

ba livia. - qpdaaa. 



-164 - 



fasuli, to. Fagiuolo: anche in senso 
collettivo: in Mrl. il pi: fasu- 
glia. - re: q>aaoOXi(ov), -6Xi(ov). a: 
q>dar|X(K, -af|oXo^, -aioXoq, 6. 

fasuHa, i. Specie di fagiuolo (M. 
Mr.). *<paaouXia. 

fatighcmma^ to. Travaglio. Da 
fatigh6gguo, (-cufia). 

fdtto, to. dli: - gb: qxJiicTOv. 

fdva, to. Fava. - re: cpd^a, fj, mi- 
nestra 4i fave, alb: q>dpa, pisello 
(Cm. I, 1x2). 

faz6mata, ta. Questo pi: corri- 
sponde alia voce lombi nella . St. 
di Gius. Cap: XXXVII, v. 34. - 
Non mi pare ehe abbia rapporto 
eoira. Hi6a, f\, ma ei vedrei piut- 
tosto I'elemento Zi&fia, cintura^ eon 
un prefisso oseuro ehe pu6 essere 
rimasuglio d'unaprp: cf: 6iT62:ui}ia, 
6td2!ui|yia. 

f^gguo. impf: ^feggua. ao: ^figa. 
impt: ffghe. eong: ao: na figo. 
p: ao: ffgonda. Fug go, - ot: (i)- 
iio, ao: (e)fia, if. na fio. impt: 
ao: ffo(ne). inf: ff. p. ao: ffonta. 

- qpcOfw. zae: q>Oou. 
fendfehi, to. Abbaino. - Metat. da 

(pcTT^Tn^f d* Ugual signif. radieale 
ei ofFre ii eal: (lu)e-er-n-dr-u, ed 
il fr: lue-ar-n-e. 

fendrra efen^stra^ i, ehe h pure 
ot: e lat: Fine sir a. nap: fen^- 
sta. fr: fen8tre. alb-it: 9tv^0Tpa 
(Cm. II, 100). 

fenestrdli, to. Sportello, davans[ale. 

- se: finistrdli. 

fengdri (fing. Lb.), to. Luna, - F. 
jomdto. L. piena. - F. mesdto. 
Me^![a /. - ot: =, e feng6, o. - 
re: 9€Tf-<ipi(ov) da 9^-0?, t6, splen- 
dorey eome Ta: aeX-fivn da adX-a^, 
t6. Cf: il lat. lu-na (luenia: pre- 
nest: etr: Los-na, Corss. U, d. S, 
d, E. 146) da luc-e-re. In alb: 



eertamente dajla eomune R. <pa, 
skt. bhi, splenderey qjcrr-j^X-e, 
cpan-jtX-e fe il carbone (Cm. I, 64). 

fengariam^no. Lunatico. - ppp: 
del re: <iier(api6lo\iai. 

f^no. impf:^fena. ao: ^fana. Tesso. 
F. to stdri. T. la tela. - ot: =. 
(KpaWui. re: (paivui. 

f^nome, e nel M. Mr. anehe ef. 
impf: (e)f^nommo. ao: efdnina 
ed efanfthina. impt: ao: fdni- 
sta e nel M. Mr. anche fdnesta.' 
eong: ao: na fan6 e na fanith6. 
inf: ao: feni e fanithl. AppajOy 
compajOy mi trovo, nCincontro. E- 
f^nome me ton d^sto (M. Mr.). 
MHmbatto in un tale. ot: (i)f^'- 
no me. ao: efdnimo. impt:ao: ii- 
nu, fanf testa, -fdesta. na fan6. 
- qiaivofiat. re: impf: ^dvou^ouv. 
ao: IqxlvTtv. impt: ao: q>dvou. 

fir ay i. Fiera, gran mercato. - sc: 
nap: ed in varii dd: settentr: it: 
p.e. nel berg, e erem, =. Dal lat. 
feria (Dz.- 1, 179). 

fcrmfea (o?). Formica. - re: ficp- 
fiflTxa, |yi€pfx(TKa, |yiup^f|Ka^ 6. a: 
fiOpjyiTtE, fiOpfxo^, 6: in H. anche 
pOpjyiaS, p6p)yiaS, 5pfiiKaq. - Cr. (339, 
340) poeo appagandosi delle ipo- 
tesi altrui suU'origine assai dubbia 
di queste voei, ricorre ad una R. 
mur, eui si potrebbe eoUegare, se- 
condo lui, col valore di formi- 
cola re, il nu: fiOpioi. CoUa reve- 
renza dovuta ad un tant'uomo, io 
deriverei eosi le voei surriferite 
comineianti per \i, come quelle di 
H:, da un radieale primitivo Fupfx, 
Fcp^, e eio pel mutamento del T 
injiodin p (Cr. 577-583, 571-577): 
quanto alia f delia nostra bovese, 
bench^ s'abbiano esempi del F=q)> 
credo si debba ad influenza deirit: 
lat: formica. Questo radieale 



- 165 - 



Fcpjyi lo riterrei allora stretto pa- 
rente di FcXfi, da cui i nomi ^fii-^i 
IXjiiv-c, IX|uiiyE, confrontati da Pott 
e da Bopp (Cr. 542) col skt: krmi- 
s (lat: vermi-s) il quale oltre al 
significato di verme ha talora quel- 
le appunto di formica. - V: for- 
mfci. 

f^rro. impf: ^ferra. ao: ^fera. 
impt: ao: f^re, -Ste. cong: ao: 
na f^ro. inf: ao: f^i^i. ppp: fer- 
ine no. Porto f menOy ho meco, Fe- 
remuteto. Portatemelo^ letteral m . 
porta-mi-telo. - ot: f^rno. (^)- 
ferna. (^)fera. f^re,f^r(e)te. ppp: 
=. re: q)d^^ui. (p^pui. 

f(^^s[ay i. Feccia del vino, - sc: =. 
lat: faex. 

fidddmbelo, to. Foglia di vite. - 
a: gl: (puXXdjutircXov. 

ff4dlma, to. Sost. del v: seguente. 

- a: d90Xta|uia. 

fiddizzOf o ziddf zzo. MondOy pur- 
go il grano dalVerbacce. - d(puXKui. 
a: ^EuXCSu) (dXn). 

fiddo, dm: -dci. FOglidj fronda, - 
ot: (pOXXov. 

tffgia, i (b:? Lb. Fr. 3). Vulva. - 
90(TK. sc: fissa. nap: fessa. 
'filac[o], (to?), pi: filaca. Tralcio. 

- *<pOXXaKov? cf: I'a: cpuXXdq, ^i, cd 
il gb: (pOXov per qiOXXov, ovvero il 
<p{XaH, elce di H. 

fildo ed ef. impf: efilo. ao: efflia 
ed efflasa. impt: pr: ffla(me), 
fildte(me). impt: ao: fflie. cong: 
ao: na filfo. inf: ao: filfsi. - lo 
hacio, - ot: (e)fil6, (i)f. (-^ui) impf: 
efilon(n)e, ifflon(n)a, ifilon(n)e. 
.(e)fiiisa. ps: impt: ao: 2 pi. fili- 
stite. - (piXdu). 

fflema, to. Debito. Wocq fuorid'uso: 
il solo pi: fiUmata nel Pater, - 
6q)€{XTt|uia. 

files idzzo. Mi stnuovo (detto del 



terreno). - M. Mr. - Pu6 essere 
un *Qr\h)ai6l\xj da Bf\h)^y motley te- 
nero. Cf: il re: EeOftXeidJIw. 
filfa, i. ') Amicipa, - ot: =. q)iX(a. 

- «) Bacio (C» LXXI). - ot: fili- 
mdta^ fiUmdda^ filima, i: f£- 
lima, to. - cpiXrifia. re: <piX{(ov) e 
a Trebis. anche qnXia (Cp: 96). 

filichf, i. Femtfiina. - 6TtXuK6^/ -f|, 

-6v. 
fflima, to. Bacio, - V: filfa. 
filim(m)(a, i. Bacio. *9iXii|ui{a. - V: 

filfa '). 
fflo, -a. Amico, -a, - ot: -o, -i. - 

<p(Xo<. 
fina^ come in sc: e finoy -u, prp: 

FinOy infino. Fin 'drte. Finora. - 

Fin a pu. Finchi, 
fintura, i. Imbottitura del busto 

per simulare grassezza. V: il v. 5 

del CO XIII. 
tffra, i (Mrl.). Porta, - eOpa. 
firidzzo. Diminuisco bollendOy eva- 

porOy calo. *(p\}pi6l\xj, re: cpupdvui. 

a: (pupdw. 
fisdla, i. Vescica. - <puaaX{^. 
fisdo e fis^no. ao: effsia. inf: ao: 

fisfsi. ppp: fisim^no. lo soffiOy 

gonfio. - ot: fis6 (-diw) * (puadvui. 

(puadui: onde 
fisarwri, to. Canna lunga per sof- 

fiar nel fuoeo. 
iWimdda^ i. GonfiorCy soffio. <p<}0r\nay 

Td (M. Mr.). 
fit^gguo. ao: efitezza. impt: ao: 

fftezze. cong: ao: na fit^zzo. 

ppp: fitemm^no. lo pianto, - ot: 

fide(gu)o, -^g(g)o. impt: fid^fso. 

fidomm^no. - 9ut€0ui. 
fftem ma, to. Piantagione. - (pOreuiia. 
fitfa, i. PiantagionCy vigna giovane, 

- (puT€{a. alb: (puTi-a (Cm. I, i3i). 
fitridzzo. impf: efitri.azza. ao: 

e f £ t r i a s a . /o gerfnoglio . - *<puTpid- 
Zw. re: (puTpdvui. 



-166- 



flascf, to. Fiasco. - re: <pXa<nd(ov). 

flastimdo. Bestemmio. - pXaacpTt- 
\iiw. ' Nel M. Mr. trovo ancora 
le forme f last infzzo. impf: efla- 
stfnizza. ao: eflastfnia ed efla- 
stfmia. inf: f 1 astimmf si, le quail, 
se genuine, ci offrirebbero n=m 
fuori d'assimil. caso fenomenale in 
questo d: ma non nuovo nel gr: 
nelFalb: ed in altre lingue indo- 
europ. 

flastimfa, t. Bestemmia. - pXaacpii- 
|yi{a. 

fiastimdri (f-dris), o. Bestemmia^ 
tqre. Mrl. *fikaa<pr\\i&pr\^. 

fle(v)dri, o. Febbrajo, - ot: fledri. 
- re: q)X€pdpnCf q>€ppoudpio(. 

fl6eca e hi6cca (f=h: cf: for^g- 
guo), i. Chioccia. - sp: elueca. 
pg: chdca. val: clo9«. neo-alt: 
ted: glueke (Dz. 1, 124). alb: kX6t(- 



re: vXdjaaa, fra i dd: lomb: il mil: 
el6eca efl6cea, ilberg: cl6s(sa), 
ete. -lat: gl6e-i-o. gr: a: icX(I)2:-u), 
KXtdoa-ui. 
fl6(gh)jma, to. - Bruciamento. - re: 
9X6x10^0. a: -0|ui6(, 6. 

flo(gh)jzzo. i^pp. floghim^no. 
Brucio, trans, ed intr. - (pXoTi^^u). 
L*ot: flumizo pare un ^cpXotluiCZu) 
da <pXotm6^ (Mr. 172). 

fl^ppoj o. Pergam. it: gr: del see. 
XlirXoOmroc (M. Mr.).-V: chiuppo, 

fliirro, o. Baccello, siliqua. - a: 
cpXoO^, 6. re <pXo06a, V), (pXo06t(ov); 
ma anziehe ammettere per questo 
d: r=d (ef: meri-die-s per *medi- 
die-s: ar-vprsus)/ supporrei sul 
greeo un innesto del tema latino 
di fl6r-eo. Ovvero ef: il pXwpd^. 
(tOkou (pOXXov di H. 

fluseio, to. Seorza dei legumi, spe- 
eialm. delle castagne. (M. Mr.) - 
To f. tu earidf u. La 5. della noce. 



Cf: le voei gr: sopraceitate, ed il 
<pXua6^, erba^ di H., con probabi- 
le influenza dell'it: guseio. 

fol^a, i. dli: Nido. ot: fodd^a. - 
(puiXcd. re: -id. 

fonf, i. Voce, Fama. Sic6te ti f. 
Alfate la v. (M. Mr.) - ot: = e 
-d. <puivf|. 

ford, i. - ot: =. <popd. - Non ha 
mai, ch'io sappia, eome in ot: ed 
in re: il senso temporale di volta 
(ot: mf a f. re: niav <popdv. Una v.), 
maquellomaterialee piii antieo di 
portata, viaggio: p.e. Mia f. ner6. 
Un v: d'acqua : czl: na y6ta d'a- 
equa. Al re: |i{av q)opdv corri- 
spopde in b: 6na viaggio. 

fordda, i. Cavalla, giumenta, bestia 
da soma, - ot: fordta. - re: <po- 
pd5a, da q>^pu)? II pb <popd6€c in H. 

for^gguo. impf: eforeggua. ao: 



K-e, alb: eal: icX6aa-e (Cm. I, i64)f> ef6rezza. lo ballo, - ot: hor^- 



guo, -^g(g)o, -60, inf: ao: hor^- 
fsi. - xopcOui. 

f6remma, to. Dan\a. - x^pcu^a- 
Par voce perduta in ot : dove sup- 
plisee Finf: ao: di hor^guo (V: 
Mr. C» CXXVI). 

f6remma, to. Vestiario, acconcia- 
tura. - re: q)6p€|uia. a: <p6pr\na. 

for^nno. impf: ef6renna. ao: (e)- 
f6resa. impt: ao: f6rese, -^sete. 
eong: ao: na for^o. inf: ao: fo- 
r^i. Vesto, For^nnome azze ci- 
nurio ja tin arghia. Mi vesto a 
nuovo per la festa. - re : cpopaivu). 
<pop4u). Quanto alFot: for6nno 
(-6uj per -dui) il Mr. (172) gli as- 
segna solo il valore di sopporto. 

foresia, ij^ Veste. - q)op€a{a. 

forgidroy o. Fabbro. Da forgia 
(V: Dz. I, 187). fr: forgeron. 

formfci, to. (Vl.) Formica. Proba- 
bilm: eome in fermiea(?), v'e in- 
trusione deU'elemento it: che non 



167- 



^giuntoancora a regnar solo comel/u^i^^y i. Folia, fretta. - sc: =, 



neH'ot: furmfca (sc. =). - re 

|UlUpfi{TKt(0V). fiOpfiTt^f 6. 

forti, dm: -dci, to. CaricOySoma^fa- 
scio, mas[![0. - 'Na f. azze zfla na 
cdzzi. Un fascia di legna da or- 
dere. - q>opT{(ov). 

fort6nno. ao: ef6rto[a]. impt: ao: 
2«p. fort6ete. ppp: fortom^no. 
lo caricOy onero. - ot: ind: pr: = 
Ce)f6rtosa. impt: ao: f6rtoso. 
fortommdno. - re: (popT6vw. a: 
(popT6uj. 

f6ssa, i. dli: - gb: q)6aaa; 

ffoti^ (Mrl.), i. Fuoco, - ot. fotfa, 
-d(d)ia, per lo piti nel senso di do- 
lore. - re: q)uiTid e 9UJT{a ehe h pure 
in H. 

frab^tta, i. BeccaficOy Sylvia hor- 
tensis. - nap: faladtca. - a: (pf|- 
\r\t> Fico acerbo che par maturo. 

frdfti, frdsti (-a M. Mr.), i. Siepe, 
fratta. - gb: e re: (ppdKTT), (ppdxTr). 
a: <ppaKTf|p, cppdKTTi^^ 6. 

fragdta, i. dli: Fregata. - se: =. 
re: (pperdTO, -d&a. 

fragdllo, o. Flagello. - d: pis: e 
livorn: =. sc: -u. - bg: ippofiX' 
Xiov. re: (pXaTdXXt(ov), dal iat: flag- 
el lum dm: di flag-r-um. 

frdula, i. dli., Fravola, - se: — . re* 
q)pdouXov, -oOXt(ov). 

frenesia. ag: f: Sti^^osa (O VIII). 

- Non lo credo un ag: in [-li^], 

-do, [-0], ma il sost: re: cppeveoia, 

per (ppevfipn^ o (ppcvi^Tiiafi, (ppcviTi- 

• Kfi. Cf. lo zulfa del €• XLVIII e 

r6ra matindta del LV. , 
fr^noj to. Fieno, strame. Epent. 
del r. 

frigano, to. Fascina, frasca. - <ppi)- 
xavov. 

tft6nos (Mrl.), o. Inyidia, - (pOdvoc. 

fucoma, to. Nerofumo, - Cf: re: 
(poirrd^, 6 (M* Mr.), 



fundo, to. dli: - gb: q>o0v5oc> 6. 
funics 44iy to. Baco, yerme: lette- 

ralm: funicella: eon metaf. pari 

algr: xaiviaed al ted. bandwurm. 
furea, i. dli: - gb: e re: <po6pKa. 
furlna, i. Friitella. - *q)upivii. Cf. 

90pajyia, t6, pasta, 
furma, i. Forma, - se: =. alkgh: 

(p6p|Lie, che mi pare il Iat. for-ma 

anziche, come vuole il Cm. (I, 99), 

metat. di |yiop9f|. 
ffurndris (Mrl.), o. Fornajo. re: 

q)oupvdpii^. 
furndro, o. dli: - se: =. re: q)oup- 

vdpioq. 

furn^44i» to- dli: Fomello. - re: 

q)oupvdXXov. 
ffurnos (Mrl.), o. Forno. - re: 

(poOpvo^. bg: q)oOpvo^. 
furro, o. Id. Pari assimilaz. d neU 

Talb: cpoO^j^t (Cm. I, 119). 
furta, i; Cavo della mano, spanna. 

- re: qpoOKxa, -x^a, che ricondotto 

a*TrOKTT| fuderivato dall'a: irOH (M. 

Mr.). 

furt ^44 ^9 h ^^' d^l preced. Ma- 

natella (M. Mr.). 
fuse6nno. impf: efusco. ao: efu- 

seoa. impt: ao: fuseoe, -6ete. 

eong: ao: na fuse6so. ps: eong. 

ao: [na] fuseoth6. Aggr^vOj al- 

levo. - gb: e re: qiouOKdvui da 90O- 

OKO. 

tfusdehi (Mrl.), to. Co//d/o. Vole va 
dire cartucciall re: q)U0^Ki(ov), qw- 
adTKt(ov), che si deriva dal tre: 
JUL«^ fiscenk: ma in a: c'^ q)0- 
mtS, q)OokT), (pOoKiov, re: (poOoKa, 
vescichettay ventre y boccetta. 

fustdno, to. dli: Fustagno. - ot: 
fustidni, sottana, gb: e re: q>ou- 
aTdvi(ov). In un contratto greco di 
matrimonio seritto nell'Ii. merid. 
nel 1 196, (pouardivov ^v (Z. 120). 



-168- 



fabricattiriy o (= muratore), sc: 
'bb- facet a ot: dm: -dddsi. fa- 
cili sc: -zz, farsxfich - fata ot: 
-=., fatxgh - fatturiy o, sc: =. 
fdvula sc: -=z. favviriy to, sc: =. 
/er - ot: =:. ferm - firmo ot: 
z=z, ferdcx sc: =., f4sta - fibia - 
/£rff (i=e) sc: =. fidili ot: sc: 
'=^'fig^ra 'figur -filitto^ to - 
/in ot: z=z. fing ot: =. /f«i, to - 



/fnM - /i5S - //*f ag: fddera - 
fddero, to - fdglio, to -form 
- forsdto (=1 forj{uto) - fors - 
(s=f() ' fdrsi ot: sc: •=. for tuna 
e /nrf. ot: ■=., f6r\a\ pe f: {per 
f) ' fracdssoy to - fragel ot: 
'gg' franco ag: fried a - fri- 
sco ag: sc: -m. frittdta -friintiy 
to. sc: =. frustinoy to - frtit- 
to, o ' fum - fundamSnto, o - 
funtdna ot:=./iirto, o -fHiria. 



gabb^diay i. Gabella che Dz. de- 
riva dairangl: sas: gaful, gafol: 
ingl. gavel (T, igS). - nap: gab- 

b^lU. 

gaddra, i. Asina, - re: T<x6dpa. 

gddaro (tgaidaros Mrl.), o. pi: 
i -dri, ta -dria. i45ino. - re: y*- 
6apo<;, yaXb. alb: Y<xi^oOp-e. Si de- 
riva dal trc: (Pw. Ind, v.) ma po- 
trebbe anche avere origine indo- 
europ* 

gaidindriy to. Pollajo, - sc: -dru. 

gdggiay i. Gabbia.^ sc: ed it: =. fr: 
cage, dal lat: cavea (Dz. I, igS). 

gdglia, i. Cresta del gallo, lat: ga- 
lea. 

gdla, to. Latte. - ot: =. ydXc. 

galdri, to. Animale da latte. - *to- 
Xdptov. 

galazzfda, i. CagliOj Galium ve- 
rum, specie di rubiacea che si 
mette nel latte per rappigliarlo. - 
re: yaXaroiha (Pd.). 

galleria, i. dli: - re: yaXapfa. 



gdnga, i. dli: Gota, guancia. In sc: 
= col valore di dente molare. Cf: 
il ted: wange, Tit: guancia, il 
skt: gan*d*as. 

gapdo. impf ; egdpo. ao: (a)gdpia, 
eg. impt: pr: gdpa, -dte. cong: 
ao: na gapfo. ps: gap^me. impf: 
egap^mmo. impt: ao: gdpesta, 
gapestdte. ppp: gapim^no.ilmo. 
ot: (a)gap6, acap6. impf: 
-dpona, igdp. ao: -dpisa. impt: 
ao: -dpi so. cong: ao: n' -a pi so. 
inf: ao: -apfsi. ppp: -apimm6- 
no, e talora -a pi to. - dYairdui. 

g dpi ma, to. Amore, - a: dtdTnifia. 

- V: agdpi. 

gargarfci, to. Gargarismo. fapfa- 
pi(Tfx6Cf -Xia|Li6f;, 6. 

gar gidliy to. Mascella, - ColHt: 
gar-gia, lo sp: gar-ganta, il fr: 
gor-ge, il ted: gur-gel, il russ: 
g6r-gia, il lat: gur-ges, il gr: 
Tap-Tap-€*I>v, etc., dalla R. skt: gar. 

- Cf: Tebr: nana gar-gar. 



- 169 — 



gargiun^iidy i. Bamboldy fantoc- 
cina. dm: f: di 

gargiiini ed SLnche garc, pi: gar- 
givigna ed in Lb. -^gar^^^na. 
Servo y gar^one, 

garnacciumij to, ed in Cp. ga- 
rac, i: ma il suff. dispreg. um-i, 
it: um-e (grass-um-e, unt-um-e) 
em. Vemaccia, sc: guarndccia. - 
Nel M. Mr. trovo ancora la forma 
cal: gar{n)accidli, 

garn^iioy to (Mrl.j. GiubbettOy 
guarnello, 

gdtta, ed in Mrl. gdta, i. dli: - re: 

general i, o. dli: - re: TcvcpdXiic;, 6. 

gb: -dXXiov. 
gersumino, to. dli: - ot: (gh)jes. 

- re : ina<'ou|ui{(ov), 'xiaaeixl, dall'ar : 
pers: tre: ^^^.^-mjU y asm in. 

ghalip6. V: hal. 

gh^rro e (gh)j^rro: -^rrome. 
impf: ej^rromo* ao: ejdrtina. 
impt: ao: (e)ghfru, ghirUe o ghi- 
rdste ed yfru, yirfte: ancora 
(gh)j^ria, e nel M. Mr. pure j'i- 
rd(s)te. eong: ao: na jert6. inf: 
jerti. -4/fO, sorgOy mi levo (da se- 
dere, da letto, etc.). Eghiru ap- 
p6tte. Levati 4i qui- - ot: 

gh^rno, jj6rno. ao: ^ghira, £- 
(gh)jra, djira. impt: ao: d(gh)i- 
ro, ijiro. na ghiro, na jfro. p. 
pr: ghdrnonta, jernonta. ao: 
ghironta, jfronta. ppp: gher- 
mi^no, jermdno. re: - tfipy\Uy 

(gh)), i. Terra, Evoc: quasi seompar- 
so: anche in ot: non e comune. - 

(gh)ja. V: ja. 

{gh)jal6, o. Marina^ spiaggia, - re: 

(al]TiaX6(. 
{gh)jal6ta, o. Abitante della marina, 

- *olTioXiiiTH<. 



(gh)janfa, i. Guarigione. - *[6]Tia- 
via per taaiq. 

(gh)jlno e (gh)j^no. ao: ^(gh)jana. 
impt: jdne. GuariscOy risano, va- 
leo. - ot: rr, ji^no, ijdno. jdne. 
na jdno. - re: (Y)laivio e Tidvw 
(Pw.). 6t. 

(gh)jatf; pronunz. quasi sempre jat(, 
eg: ed av: Perchd, - ot: =, jati- 
vi, aja(i)di, ja(i)df, jaf. -re: kiciti, 
da biaTi, ambedyieusati dai piti an- 
tichi serittori biz. (Ml. 3g5). 

(gh)jatr^gguo -izzo. Sano^ euro. - 
iaTp€Oui. 

(gh)jatr£a, i. Medicina, - O Thi6 
^diche tin arrustfac e tin gh. 
Dio diede il male e la m, (M. 
Mr.) - re: iarpia. a: -eia. 

(gh)jatr6, o. Medico, - re: inoTp6<;. 

_^laTp6^. alb: tarpd-i, jar. 

ghiea, i. dli: Grin^ay crespay piega, 
- sc: ehica; chiedri e ghicdri. 
alb: sc: KJCxja. Mi par senz'altro 
Tit: piega, o forse un bl: *pliea 
col gruppo p i e-(p 1 i-) rappresentato 
da chi-, come nel sc: eh(nu, 
pieno. 

(gh))'di ed i(gh)fdi (tgidf Lb.), (t)o. 
CaprettOy capro, - re: t^5i(ov). a: 
oIy(6iov. Sul suo illusorio rapporto 
col nord: geit, ant: alt: ted: geiz, 
ted: geiss (dan: gied, sved: get), 
etc., che piuttosto si ricollegano 
con hoedus, ef: il Pott, op., eit., 
268. - V. ^ga. 

(gh)jeldo, ed in Cp: ghel. impf: 
ej^lo. ao: ejelasa: eong: ao: na 
jeldo. inf: jeldi. Rido. - Se can- 
no na jeldi. Tifaccio ridere. - ot: 
ghel6, jel6. ao: egh^l. inf: ghe- 
14si. p: pr: ghel6nta. - ycXdu). 

-t-(gh)jelechi (Mrl.), to. Cami- 
ciuola, - re: Y€X^Kt(ov). alb: jeX^K-ou, 
dal trc: ^A^j^ yelek. 

(gh)j^lo, j^glio, to. iRj5o. -ot: gh^- 



— 170 — 



li(o), j^li(o). re: t^Xi(ov). a: T^- 
XuK, 6. 

(gh)jendri, o. Gennajo. - ot: jand- 
ri, jendri. re: Tcvdpn^. 

(gh)jenfa e ghen., i. Parentado, ge- 
nera^ionej ra^j{a, - yevcd. 

(gh)jenndo. impf: e(gh)ienno. ao: 
(egh)j^nnia. ps: ao: e(gh)jennf- 
thi[naj. Partorisco. - ot: ghenn6, 
jen. ps: ao: jennfsi(mo). ppp: 
jennim^no. - yevvdui. 

(gh)j^nnim(m)a, ghenn., to. Parto, 
- Diplo gh. Doppio p. - T^HMO- 

(gh)jeDome.. impf: eghi^nommo. 
ao: e(gh)jendstina. impt: ao: (gh)- 
jenasta, (gh)jenastdte. cong: ao: 
na (gh)j6no, e nel C« XX del Cp : 
na jdno. p: ao: (gh}jenast6nda. 
ps: cong: ao: na (gh)jen(n)ast6; 
jennithfto (= T€VT)0f|Tiu), fiat, 
soloneirOraz: III. ppp: (gh)jena- 
m^no (tgenimen[o] Lb.) {matu- 
rOy fatto)\ la qual forma dor. per il 
volg. Y€VTt|yi6^o^ si trova usata fino 
dal 983, in un idiografo tarentino 
(Z. 88). - NascOj dovento: sono in 
uso(}).' ot: gh^nome, )^- 

nome. (e)gh^namo, ejen. ao: 
egh^ttimo, ejet. igh. inf: ghet- 
ti. ghenom^no, jenom. janom. 
(= C.S.). - Tivoiioi. 

(gh)jera, i. Vecchia, - re: t^pn, ag. 

(gh)jerdo. Invecchio, a: pipduj. - re : 
-dliu (M. Mft). 

(gh)j^ro, *) o. Vecchio. - re: T^poq. 
Per Tag: v: paHo. - ') fto (gh). 
Vecchiaja, - re: Tflpofi- 

(gh)jeronddri. Invecchiato. *T6pov- 

Tdpn<;. 

(gh)jeronddzzo; ao: e(gh)jer6ndi- 
na. Comincio ad invecchiare, *t€- 
povToS^u), *-aiviu. 

(gh)jerusfa, i. Vecchiaja. - <( fcpou- 
aia che sempre signified senato, qui 
si adopera inveee del eomune 



PipaTClov od anehe TnpaT€ta. » Cp. 
85. 

(gh)jmbarudi. V: ehimb: 

ghim^n[o], -i. L. F. Pieno, Cosi 
I'ho tradotto a tastoni, pensando a 
Y^fitu: ma poiche suecede a nasale 
potrebbe anehe stare per ki[vii]^^- 

• vo[c]. 

(gh)jn^ea, i. Donnay mogliey fern- 
tnina. - I dhare jineehe. Le me- 
retrici, - Unito al pr: ti seguito da 
v: equiyale ad un nomen agentis. 
I g. ti nethi. Lafilatrice, I j. 6ti- 
mo. Donna gravida, - ot: = e ji- 
n^ga. - re: t^voAKa. a: twv/|. 

(gh)jnn6, Nudo. - ot: (gh)junn6. - 
iru|yiv6^. 

(gh) jnn6nno. ao: eghfnno[s]a. 
med: ao: eghinn6thina.5po^/io, 
denudo. - re: tu|liv6vui. a: -duj. 

(gh)jomdto, - i. Pieno. - ot: =, go- 
md(t)o, jomdto, jom6. - re: yefid- 
To<; ed in Pw. anehe nioiytdToq. 

(gh)jom6nno. ao: ej6moa. impt: 
ao: (gh)j6moe. ps: cong: ao: na 
(gh)jomost6. lo empio, - ot: = 
gom. p: pr: gom6nnonta. ps: 
inf: ao: gomoti, -sf. - re: t^jLidvui. 
a: Yo^6ui. 

(gh)jr^g^uo (jir^gu[o] Cp.). ao: 
eghirezza. p: pr: ghiregguon- 
da. CercOy giro. O fglio ghir^g- 
gui. // sole tramonta, - ot: (gh)ju- 
reo. ao: (gh)jurefsa. impt: ao: 
(gh)j6refse, - ^fsete. - y^P^^ui 
che antic, aveva pur il senso di 
cireumvagor, da Y^po^, come il 
v: it: corrispondente e quello del- 
Taltre lingue neo-lat : dal bl: eir- 
CO = circumeo. - V: ^ir^gguo. 

(gh))rimma, to. Giro, orlo.- re: y^- 

pio^a. 
(gh)jrfzzo. ao: eghfria. impt: ao: 

(ghjjrie. ps: ao: eghirfstina. 
impt: ao: ghirista, ghiristdte. 



- 171 - 



cong: ao: n^ ghirist6. ppp: ghi- 
rim^no. Rivolgo^ rivolto^ mi r. 
royescio. - ot: (gh)jurfzo. impf: 
juriza.ao:jurisa.impt:ao: ghiu- 
riso. cong: ao: na juriso. TornOy 
dovento. - re: irup(2:u). 

(gh))tona, -i, o (i?). Ficiwo,(-j?). ot: 
ghit6nima: i7 mio v.- re: f^iTO- 
va?, TciTuiva^, 6; -voiroOXa, ^j. a: 

(gh)j tenia, i. Vicinato. - ot: = e 
ghetonia, ghed. jet. - yciTOvia. 

(gh)jt6nissa, i. Vicina. - ot:ghito- 
nfssa, ghet. parossit. (Mr. i6o). - 
re: Y€iT6viaaa. > 

tghuri, to. Fiore, Cp. solo al pi. - 
La credo, col juli del Mrl., forma 
erroneache trasse il Cp. (90) a cer- 
carne origine nel pers: trc: J$ 
gul, rosa (onde il re: ykoOXi); men- 
tre il vocabolo scritio nella forma 
comune h prettamente it: V: h-iur i. 
Contjuli cfr: Talb: X(j)oOXj-e ed 
il re : XouXoObi. 

giambdrga. V: sgiamb. 

giann^dda, i. Rana. dm: con di- 
leguo di sillaba interna, dal sc: gi u- 
rdna che mi par si colleghi con tu- 
ptvo^, 6, gyrinus. In ot: dicono 
cracdli, to; su di che V. Mr. i63. 
Cf: ancheDz.Il,33o,in grenouil- 
le, ed aggiungi, a quanto dice, il 
pis: e livorn: granocchia. 

giardindroy gerd., o. Giardiniere. 

gigghio^ to. Ciglio, sc: -u. 

gihdnti, o. dli: Gigante. - ot: gia- 
g4nto^ o. - re: TiYOvra?. - a: YiTo?. 

gir^gguo. ao: egfrezza. lo giro. 



torno. Per Cp. 6 impt: per me av: 
V:- la not. 2 al C®: sopraccit. 

girt), to. dli: - YOpo<;, 6. 

gfsso, to. dli: Qesso. Y^vo^? re: 6, 
a: fj. 

giud4o^ o. Ebreo, - 'loubato?. 

giugnoy to. In ot: t^ro (G^po^. - 
re: ioOvto<;, Ocpiorfi^, 6, Cf: il fr: 
messidor. 

giuveno, o, i. (V: not: i. C*: Xll). 
ag: e sost. Qiovane, allievo, - ot: 
-M e gidvano, 

glieddi, to. ViHellOy mosto annac- 
quato, - re: YXuKd&i(ov). 

glic^no. ao: eglfciana. Addolcisco. 
- ot: ind: pr: =. cong: ao: na 
glicidno. YXuKaivw. 

glieidda, i. Dolce^s[a. - re: Y^Kdba. 

glicCo. Dolce. -01: -^o. Nelle Cron. 
di Cipr. YXuK(a. - re : YXuKdoq. yXukOi;. 

glic[6], to-(MRL.). Dolce, chicca. - 
re: yXuk6v. 

gHfo. ao: dglizza. Lecco. - re: 
YX6i9U). ' 

glfgora, av: Presto. - re: 6YX{Yuipa, 
Yp/iYopa, Y^T^T^wpa. In un atto greco 
di donaz. scritto in Clil. verso il 
1281 (Z. 1 38-141) trovo il nome 
rXriY^pio^. 11 passaggio di p a X ap- 
parisce nel volg. gr: fino dal tempo 
di Teodosio il grande (Ibid.). Ci- 
tando un YXnt^P^t d' un' epigrafe 
della raceolta Boeck (Vol. IV, fasc. 
2, p. 527), lo Z. associa ykiyfopa a 
Yp/»Yopa. 

gl6ssa, i. Lingua. - ot: =. YXwaaa. 

g 1 u d i d z z o. Imputridisco, covo le 
uova (M. Mr.). - OKXoubidiCu). 



Per la forma e pel senso 6 uno gludio. ag: Putrido, covato. - re: 
solo con ghiregguo (V:): tutta- aKXo06io<;. 
via considero quest*ultinio come gnurantitdtij i. Ignorarnfa. 
importato, I'altro tolto al cal-sc:'^«Mr/, o: S ignore. - sc: —. tosc: 



giriri. 
tgfri gfri (Cp.XXXVIII).Io(LXIII) 



ho nghfri nghfri. In giro, in-] not. 2 al C*: LXlV. 



gnorsi, stgnor si. 
gonatisti (Cp.)- I^ ginocchio. V. 



II Dialetto Greco-Calabro di *Bopa. 



i5 



— 172 — 



g6nato (fhon. Vl.), to. Qinocchio, 

-ot: = e per metat: c6dano. -rc: 

ydvaTov. a: t6vu. 
gondo, o. AntenatOy padre, Ta pe- 

dia ammidzzu to gon^o. I figH 

somigliano ai padri (M. Mr.). - 

Yov€t5c. 
gradigghia, i. Oraticola, -tella. - 

sc: =. gb: Tpa^^^<x- 
grafi, dm: -^dda, e piti us: -ud4a, 

i. Lettera. - Tpaq)/|. rc: ^rpaxpiraa, 

*Tpa<poOXa. 
grdfo. impf: ^grafa. ao: 6grazza. 

ppp: gram ID ^no. Scrivo, trascrivo. 

- G. metapdle. Riscrivo. - ot: 
pres: impf: =. ^grafsa. impt: ao: 
grdfse. perf: ^Uo gramm^na. 
piuccheperf: (ha grdfsonta. ps: 
ao: egrdttimo, -istimo. ppp: 
=r. -Ypdqpu). 

-{'graf6gni (Mrl.), to. Braccio, V: 

vrah6na. 
grambf, i. Nuora, - *t«MPp^- 
gramb6, o. Oenero, - ot: gambr6, 

cramb6. o. - yafippd^;. 
grdmm[a], pi: -Xta, ta. Lettere^ 

-atura, g/ammatica, - ^ne ziri 

azzd g. Non sa di lettere (M. Mr.). 

- ot: =. YPdjUiMa. 
grasp6ggVL0. ao: egrdspezzB, 

Raspo, sc: arraspdri. Quanto al 
g prostetico dinanzi ad r cf: il 
tosc: volg. gran6cchia. 

grattacdsu, i. Grattugia. Letter, 
grattacacio. nap: la grattacdsa. 

^rtfffuddima, to. Solletico. Quasi 
g[r]at tulrma che si congiunge col 
sc: gattigghiam^ntu, fr: cha- 
touillement, etc., dal lat. ca- 
t-ul-i-o. V: Dz. II, 253, ed agg. il 
berg: gatfgol, gatolf (Val Gan- 
dino). L'cpent. del r puo nascere 
dal richiamo del v: it: grattare. 

grecdli, o. dli: Grecale^ vento di 
N.E. - rc: TP<»iT<i^n?- 



gr^co, ot: grfco. a: TP<nK6c. 

grfa (Mrl.), i. Vecchia. - rc: tpr\d. 
Tpata. 

grottia, -afj, i. Pugno, - rc: TpoBid. 

gr6tto, to. Id. - Spfngo to g. 
Stringo il p, (M. Mr.). - ot: =, 
o. rc: TP<^9of;, 6. a: tP<^veo?, 6. 

tgrunis xfghi (Mrl.), to. Lardo di 
majale, - rc: xoupouviou EOtt»ov. 

griitta, i. dli: Orotta. - Da KpOirrii. 
V: Dz. I, 225. 

gulddo (eg. Cp.). impf: ^guadda. 
ao: (d)guala. impt: ao: guile, 
gudlete. cong: ao: na gu&lo (fna 
egud4do Cp.). Caccio via, fuori ; 
traggOj verso, ritiro^ tolgo. - G. 
6timo. Ingravido. - G. stomali. 
Caccio fuori. - Tj. tin arghfa. 
Passo la festa, - G. ti him on fa. 
Passo Vinverno. ot: ind: pr: 

=. ^guala, dg. gudle ed dgua- 
lo. p: ao: agudlonta. ps: ao: 
e g u d 1 i m o, -u d 1 t i m o, -udrt. 
impt: ao: gudl(t)u, -rtu. - G. 
etimi mia ghin^ca. Ingravido 
una donna, 'G. mia Ugi. Promul- 
go una legge. - G. to pedi a tto 
fr^a. Trag go fuori il fanciullo dal 
po^^o. - G. travudia. Canto can- 
fOfii (Mr. 172. - 173).- ^KPdXXw. rc: 
^pTdZiu, ^ptdXXu), €C>TdXXu). ao: Ip- 
yaXa. £pT<x^€f pTdX€. 

gualfzzo. lo trasporto, - ot: -izo, 
-6. rc: - K0upaX{2^w, -^ui. 

gudmma, to. Cacciata, - rc: JpyaX- 
|yia (M. Mr.). 

guarnidd'x^ to. Farsetto ^ guar- 
nello, 

gudmma, to. Levata, uscita. - rc: 
?pTa<yMa, o meglio *^Kpr||yia. 

gudnno, g. (feghu^nno W.) impf: 
[^guenna?] f^ghienna (L. F.). 
ao: eg(g)uf china, impt: ao: 
gufca, guicdte, ed'6g(g)ua, eguS- 
(s)te. cong: ao: na guic6, [guo]. 



— 173 



inf: ao: guichi. ppp: guamm6- 
no. EscOf nasco, compajoy spunto^ 
sbucOy vengo: neirimpt: vado, - 
£ggua esu ja' mm^na. Va tu in 
vece mia,' ot: (e)gu^nno, ig. 
ghdnno. (^)guenna. egufca, d- 
guica, {g. igghfca, (tegvic[a]). 
^gua. na *(e)guo e na 'gu6. - 
iK^aivui. re: if^aivu). If^faiva, if^yf\Ka. 

gula, i. dli: Zolla, - a: pdiXo^, i^. 
guHa, i. Schifo, - re: dvaTouXid. 
giilo, o. Gengiva. - re: (aY)ouXi(ov). 

- a: oOXov. 
gumma, i. dli: Gomma. se: =. re: 

ToOjuKX, k6)le|uii(ov), yo0^t(ovj. a: k6h}xi. 
gunn^dda, e -^lla, i. dli: - re: 

YOuv^Xa. 
gurgiula, i. Ulcera. g prostet. e 

metat. di / r. 
gurna, i. dli: Stagno, gora. - gb: e 



re: ToOpva, dal lat: urna, come 
vuole il Pw. - alb^ t'o^pva o toOppa 
(Cm. II, 73) y conca^ vasca. 
giivitOf to. - se: yu. lat. cubitus. 



gSmma - genertiso - ginio^ to - 
gistOy to 'ghirl an da- gid - 
g idee a (= giacchetta) - giudich 
ot: •=. (g)j lidiei, o, ot: "ieo - 
giuddfioy to, ot. =. giustl- 
j{ia - giiistOj ou =, gldria^ ot: 
=. god - ot: =. grad - graml- 
gna - grandi:{\a - grdno, to 
(mon. nap: ehe valeva circa 2 cen- 
tes.) - graviddn^a - gratia - 
gra\iuso - grossi^i^a - gruppa 
{w=o) - guaddgnOf to - ^w^'- 
1(0), to,ot.=:. gudrdia - gu4rra 
- guida - ^«5f - giisto^ to, 01: 
m, guvernaturiy o. guv4rnoy 0. 



haldo. /o guastOy rovino^ rallento. - 
XaXdu). alb: xa^<i(76- 

halastarfa, i. Rovina. - xotXaarpia, 
Du Gang. (M. Mr.), re: xa^<&<'i'pci* 

thalip6 e ghalip6, to. /?ovo, 
Rubus discolor, e mor^. - x«- 
X€Tr6q (cf: Tit: spinoso nel senso 
di difficile^, ovvero, e forse meglio, 
cf: con I'a: dKaX/^qpn, ortica. 

t(i) ham bin do. Voce spropositata 
offertaci dal fr: 5 Lb. (V: il mio 
ۥ: LXI, not. 2). Credo volesse 
scrivere fham bdnda (=€txav 
irdvTa). 



himme. av: A terra, - Rimm^no 
h. Sdrajato, - xa\iai. 

hamol^o (b?). « Specie di cera me- 
dicinale per empiastri ehe si rac- 
cogliedaunapianticelladetta agr6- 
cato (M. Mr.) ». Potrebbe essere 
il xciM^i^^u^v, Carthamus lana- 
tus, od Atractylis gummifera: 
le sue foglie dentate e spinose ci 
spiegano forse I'aliro nome (*dTpi6- 
Ka9o(;?). 

fhamor6pi, to. Querciolo, -*xo|uio- 
ptiiTTiov. a: x^MaipoHi, ^j. fe piti pro- 
babile sia la Palma di S. Pier 



174 - 



Martire o Chamaerops humi- 
lis. 

hand6na, i. Novella, - Lo derive- 
rei dall'a: x<iivu) che non solo si- 
goificava apro'{}di bocca), ma an- 
cora dicOy canto: cfr : Tav : a : x^iv- 
66v, con bocca spalancata. 

hlnno {fg. Cp.). ao: -[^ham^, Perdo. 
' ot: (i)h. ao: dhasa. ppp: ha- 
m^no. - re: x^iviw. Cf: col Pw. e 
col Mr. (173) la: xa6vu), xa^vu), 
%6liu^ X&OKiu : arroge il zac : xaoi^v- 
6ou^ X^ioOkkou {ahhajo) e Talb-sc: 
xavddvcue [dimentico? mi perdol) 
gii ricongiunti con x^ivw dal Dv. 
(356) c dal Cm. (II, 144). 

haromdno (fheram. Allegro, - ot: 
-um- propaross. - re: xapoOjuievoq, 
da xafpofxai. a: xaipui. 

harrdbba, i. dli: Caraffa, - sc : 
carrdbba. sp: garrafa. fr: ca- 
raffe. Dz. (I, 112) lo confronta 
collarabo girif, misura. per gli 
acidi\ e THammer-Purgstall (Ueb, 
d, arab. W6rt. im Span: neiSiff- 
ungsber. d. Kais, Akad. d. Wis- 
sensch. Ph-Hist. CI. H. XIV, 1854. 
H. I, loi) lo considera come rein 
a r a b i s c h. Tuttavia h probabile 

che la voce <xj\yO) (al)cardfa da 
lui citaia derivi colle nostre dal 
gr: Kapdpiov, specie di barchetta 
(cfr: pel signif: aKdcpq, KiJjuPn* -iov, 
etc.) - V: C«: XVIII, not. 3. 

h a r r 6. i mpf: e h d r r o . Creio. - ea^f>^u). 

harti (fc. Mrl.), to. Carta, scritto, 
- ot: =, e gh. - re: xapTi(ov). x^p- 

h^zzo (fch. Mrl.). ao: dhe(s)a. Vo 
di ventre, fAme na ch^sis(MRL.) 
(re: fi|Li€ vA x^^^ijO- ^ cacatum, V: 
dme. - ot: =, =. x^Zuj. 

h'idnco^ to. Fianco, - sc: cidncu -. 
Sembra perduto irXeupdv che vive 
in ot: plegr6. 



h'iat6gguo, a: eh'idtczzai, lo re- 

spirOj fiato, - sc: ciatdri. 
h'idto^ to, Fiato, ^sc: cidtu. - ot:/. 
h'iavuri.0, ao: eh'iavuriB.. Odoro. 

- sc: ciduroy odore, port: chei- 
rar, cheiro. fr: flairer, etc. V: 
Dz. in fragrare (I, 188). 

h'idvuroy to. Odore, V: il preced. 

hieretdo, e nel M. Mr. h(i)eretfz- 
zo (cher. W. ier. Cp. her. L. F.). 
ao: ehier^tisa. impt: pr: hie- 
r eta. Jo saluto. Hieretamuto. 
Salutamelo. - Se steddo hie re- 
t6nda. Ti mando a salutare, - ot: 
heret6, -fzo. impt: pr: =: impt: 
ao: her^tiso. - re: xaipcrdui. -ttuj. 

hier^tim(m)a (her. M. Mr.), to. 
Saluto. - ot: her. - re: xaip^TTiMa. 
a: -iafi6q> 6. 

hi^ri, e nel M. Mr. heri (fcher. 
chir W. Cp. Mrl.). Mano ed 
anche manico, come in re: (Pds.) 

- To h. to (so, mdnco. La mano 
destra, sinistra. Tu vdddo hidri 
t'apdnu. iocuz: it: Gli metto mano 
addosso, Non ho potuto avere i 
nomi delle dita : pare che non po- 
tesse averli in T. d'Ot; neppure il 
Mr. V: p. 65. - ot: h^ra, i. 
raram: h^ri, to. - re: x^pi(ov). 
gb: (Mrs.) e zac: (Dv.) x^poi^^' a: 
xcip, i\. cf: il furbesco it: c^ra, 
z^ra (BiOND. op. cit.). 

hi erf a (ch. L. F.), i. Manata. - ot- 
her ar a, i. re: x^P^- 

[hi^ro. ao: (e)hi^rasa]: 3* p* s: 
-erae.- impt: thi^ri (=:xa^P€) solo 
ntWAve Maria: il ps: p: pr: hie- 
rdmeno, come Tot: harumeno, 
ha valore d*ag: allegro, 01: - 
h^rome. ao: ehdrimo, har6sti- 
mo, heristimo, her^ftimo. 
impt: ao: hdru e har6stu, pi: 
harfdesta. - xc^tpw* -ojuiai. 

hieromurtaro, to. Pestello: Ictte- 



-175- 



ralm: manico [del] mortajo, - re: 
X^pt(ov), re: |ioupTdpi(ov) dal lat: 
mortarium. sc: murtdru. 

hfglia (fchflia ap:). nu: n: pi: 
Mille, - ot: hflii, -e, -a, - x^Mo*) 
-ai], -a. 

higlidda, (tch, L. F.), i. - ot: hi- 
lidta, che e, come a Bova, la 
forma piti frequente per indieare 
il nu: looo, e serve per le date. V: 
L. F. II pi: -dde, unito a dfo, 
trfa, etc., forma come in ot: ed 
in re: i nu: da 2000 in su. - re: 
XiXid&a. a: xi^tc^C* 

higliop6darO) to. Millepiedi {Sco- 
lopendra forficata?). - re: 
XiXioiT66apo(v). 

hfli e hdo (teh. ap:), to: pi: -li: 
dm: -(ici. Lahhro. - ot: =, =: 

. pi: =. re: x€iXt(ov]. x^Xo<;: pi: -X?]. 
dm: *-ouiaov, re: -dKi{ov), -(Spi(ov), 
-apdKi(ov). 

hfmaro, o. f: -dra. Capretio (M. 
Mr.), i. piti in uso a Rogh. ed a 
Roeeaf. - x^MCipo<;9 x^MOtipa. zae : x^- 
fiaipc (Dv. 362). ant: nord: gymbr 
(Cr. 202). 

him6na, o. Inverno. ot: seim6na. 

- re: x^i^wvac. x^V^^^* 

him on fa (fch. ap:), i. Invernata, - 
re: x^iMuuvid. 

h(nno. ao: ^hia. eong: ao: na 
hfso. VersOy spandOy trabocco, - 
ot: hiunno. earg: sciiino. < 
XOvw, x^u). 

h'i6eea. V: fl6eca. 

h'idcculoj to. Fiocco. ot: fiScco, 
fr: floeon. Dal lat: floccus, 
*floecuIus. 

hi6ni (in Mrl. fgoni, p. 3o, e 
fchioni, p. 3i: a quest'ultimo ehe 
rende eomicamente per xtov€0(;, x*o- 
vcou (!), assegna poi il valore di 
hue (!!!), forse perchd non sfeppe 
piti leggere la propria o Taltrui 



serittura, e dimentico (seonoscente!) 
che hue stava gi^ scritto a p. 19 ac- ' 
canto a vudi.), to. Neve, - ot: 
~. re: x»6vi(ov). a: x^^^ft ^' 

hionfa, i. Nev[ic)ata. - re: x^ovid. 

hionizzi. ("fch. Cp.) v: impers: intr: 
Nevica. - ot: -izi. - xiov{i![€i. 

hira, i. Vedova, - ot: —, x^ipa. 

hirfdi, to. Porco, - re: xoipi&»(ov). 
a: xo^po<;, 6. -' 

hfro, o. Vedovo, - ot: =. xflpo^J- 

hii:;o, -«• ag: compar: di cal6 V: 
spesso con valore d'av: Peggio, - 
Pie' h. PiU f. - Pdi 'sto h. Va 
alia p. - ot: scfro. -a: x^Cpwy, x^tpov. 

thiropiidda, i. O: LX. Priva [xhpo) 
di gallina, V: p6dda. 

"t-hfsca, i. Burro, A Roeeaf. fgadd- 
tu Lb. 

/I'lMr^gguo. Fiorisco. - ot:/i«rdo. 

h'iuri, to. pi: hiuria. Fiore, - sc: 
eiuri. ot:/iuro. V: ghuri. 

hl(i)^no. impf: ^hlenna. ao: d- 
hlana. md-ps: hl6nome. ^pp^* 
ehl^n(n)ommo odjshlathin- 
(n)ommo. ao: ehldthina. impt: 
ao: hldtha, -dte. eong: ao: na 
hIaTh6 e na hlathfo. inf: ao: 
hlatFf. lo riscaldOy cuoco legger- 
mente. - xXia(vuj. 

hHo. ag: TepidOy caldo, - CefaU h. 
locuz: it: Testa calda, - re: xXi^q. 
xXiap6<;. 

hogli[dzzo]. ppp: -asm^no. Sono 
addoloratOy [sdegnato?). - re: xo- 
X€id2;ui. 

hoH, i. Bile, fiele, - §t: — xoXfi. 

hol6. ag: Torbido.- H. ner6. Acqua 
torba,, - xwX6(; [^oppo, vile, imper- 
fetto). 

h6ra (eh. W. fChbrd L. F.), i. 
Paese. - ot: =. x^pa. alb: x^Iip-a 
o x<^P"a- alb-cal: ydp-a (Cm. I, 66). 
Nel senso di cittd, h doventato per 
antonomasiauno dei nomi di Bova: 



- 176 - 



dm: horio (V: L. F. not. 12). ot: 
= xu)p{ov. Cosi i Martanesi di T. 
d'Ot: chiamano h6ra ed esih6ra 
(=. (Lcoxihpa) « la parte interna 
che d la piti antica della loro 
borgata. ># Mr. 160, -6i. 

hordfi (ch. W.), to. CampOj appe^- 
!(amento di terrenOy podere. H. 
stiamdno. C. lavorato, - ot: =. 
dm: -dci. - xwp<i9*(ov). 

hordo. Contengo. - xwp^uj (M. 
'Mr.). 

hordzzo. ao: eh6ra[sa]. impt: ao: 
2* pi. horiete. cong: ao: na 
hord[o]. Compro. - ot: afordzo, 
vor. ao: ev6ras[a]. cong: ao: na 
vords[o]. inf: ao: vordsi. - dto- 
pdZ!u). 

horfo. V: h6ra. 

horfzzo. ao: e\i6t\di. Separo^ divi- 
do, scelgo. - H. to prdma ton 
gdglio. Scelgo la cosa migliore, 

- XwpiCw (da x^wpiO- 
horfzzorae. ao: ehoristina. (Mi) 

parto, Puo credersi il ps: del pre- 
cedente, xwpi2^o|Liai, quasi mi 5e/>jro, 
mi disiacco: ma Tot: horfzo, 
vengOy compajOy ci richiama piut- 
tosto a xwp^w (da x^pa): V: Mr: 
173. Per la frequente conversione 
deir-^u) in -iSuj nei dd: ot: V: il 
med* 128. 
hor6, e rar: -do (V: C»: LXXII, 
not. 3) (W. dh. e th., non mai 
gh. nd ch. come vuole il Cp. 92, 
o I'AscoLi, secondo Mr. 21 3. Pl. 
ch. Cp. g{lU.). impf: fhorra. ao: 
fvra. impt: ao: Vr^, 'vrdte; 'brd, 
*br^te. cong: ao: na (f)Vro e n' 
fvro. inf: ao: fvri. p: ao: fvron- 
da. (Ri)vedOy guardo, (ri)trovo, - 
Den do s6nno fvri. locuz: it: 
Non lo posso vedere^ cio6 Vodio, - 

- 'Vr^ mi pdi. Ouarda di non ca- 
dere. - 'Vr6 na pdi. Ouarda d'an- 



dare, - 'Vr^ tundo prdma (M. 
Mr.). Ouarda quest a cosa. - 
ot: tor6, d. impf: et6ronne, it. 
ao: (lyda (fiaCp.), eialvolta anche 
et6risa. impt: ao: 'de e t6riso. 
na 'do, e na torfso. inf: ao: 'di. 
p: pr: tor6nta. ao: 'donta (Cp. 
donda, preso per GiuputivTOi; (73), 
mentre 6 la forma re: di ibdjv). 
ppp: domeno. re: eujpC&. 

rjCpa (eOpiaKw). eXba (PX^ttuj). a: e€ui- 

hortdto. ag: Sai^io, - re: xopTdTo<;. 

hortdzzo e -dn(n)o. [ao: eh6rta- 
sa]. cong: ao: na hortdso. - md: 
-dzzome. lo {mi) sa^io, -ot: hor- 
d^nno, c. -6nno. - xopTdluu, -dZo- 
\ia\. re: -aivui. 

h6rto: dm: fcortdri (Mrl.), hor- 
tuci (go. Cp. gh. Bl.), to. Erba. 

- H6rta agricd. £rbe selvatiche . 

- ot: = e gh. hortdri. re: x^p- 
To(v), -dpi(ov). *-oOkiov. zac: x<ivTa 
pl: (Dv. 363). a: -to<;, 6. 

hrisdfi (fcris6si Mrl.), to. Oro. 
Come in it: talora sta per Tag: 
Mfa fanndeca hrisdfi. Una col- 
lana oro, - ot: hrus. re: xpv<Jd- 
q)i(ov). a: xpu^<^^9 ^> e dm: -dqpiov. 
Cron, Cipr. xpoucr6<;, xpo\)a&q>iy, 

hris6, -f (fcr. Cp.). Aureo. fi an- 
tiq: oggi si dice ^zzq hrisdfi. - 
ot: -u- re: xpu^<^<* ^' -oO^. 

fhrisomondfli (gr. Bl. eriso- 
mand. Cp.), to. Pej{j{uola d'oro. 
Non s'intende piti a Bova, ma vive 
in Rogh. V: le note al C^: LXII, 

- *XPu<yo^avT(Xiov. 

hristian6, o. Cristiano^ {Qu)alcuno, 
persona : al pl : gente, V : la St, di 
Gius, XXXIX, 14, not. 4. - ot: 
cr. nello stesso senso. - xpi<JTiav6^. 

Hrist6 (Chr. L. F. Cr. Cp.), o. 
Cristo. - ot: = e Cr. Xpiaxd^. 

Hrist6jenna, ta. Natale^ Ceppo. - 



-177- 



rc: XptaroOTevva. - Cdnno H.Fac- 
cio il C. locuz : it : per la re : lop- 
rdtiu Td Xp. 

hrfzzoedehr. impf: ^hrizza. 
Valgo, - ot: hrizo. - xp4^^* 

hrond6. OrossOy grande, - ot: =, 
e ghr. (ch. Cp.) - xov6p6f;. 

hr6nO; o: pi: -i. Anno, - In locuz: 
tempor: airaccus: £hi t6ssuhrO' 
nu. Son tanVanni - Dio hr6nus 
apfssu. Due a, sono - D6pu dfo 
hr6nus fju. Dopo dueanni intiM. 



'S tiindo h. In quest* anno. 

ot: =:: pi: -i ed -fa. - XP^vo^i *• 

hutna (g. Mrl.), to. Suolo, terra^ al 
pi: humata, immonde^^ey spa^a- 
turd, " ot: h6ma. - xd^, 

hunno. ao: ^hua. SeppelliscOy sot- 
terro. 'Ot: h6nno. impf: {e)hon- 
n[a]« [ao: ^ho^a]. iiupt: ao: dha 
ed dhoso con a prostet. cong: ao: 
na h6so. ps: cong: ao: na hos6, 
-d6. ppp: homm^no. - re: x<^vw. 
a: x<^vvufii. 



I, J 



ic6ne od -6ni t*. Ritratto, - rc: 
€lK6va, i\, 6lK6vt(ov). a: elKtlfv, ^. 
L'atona fin. oscurata in e, - c6na 
e nel Capaccio, /. c. In qualche 
paese della Cal. chiamano conC- 
<C^lle le imagini delle sacre edicole. 

icosi. nu: indecl. Fe«/i. - Icosi^na, 
f: -mfa, icosidio, etc. Ventuno, 
ventidu€y etc. - ot: =. elxoai. 

id(d)roto, o. Sudore. - ot: fdrota, 
-da, i (V: Mr. 122). - rc: tbpuiraf;. 
a: xbpiliii. 

i(gh))ia, i. SalutCy sanitd, - O en 
ehi i. Malsano, - ot: (a)fa. rc: 
ir^tia, -xCeia -icia. 

i(gh)jo e meglio £jo, -a. Sano^ salvo y 
intiero, r Ddpu dfo hr6nus fju. 
Dopo due anni intieri, - rc : Oti/|?. 

i(g)lio (h. L. F. fljo M. Mr.), o. 
Sole, - ot: = ed fjo. - fjXio^. 

(i)m6ra (him. L. F. em. M. Mr.), 
i. Oiorno. - I call i. 0,felice: ma 
11 su st^ddo te cal^s im^re 



della L. F. pare significhi Ti 
mando le buone feste. I m. azz^ 
lavurdnt i. Qiorno di lavoro - 
Azz^ m. Di giorno. - ot: im. 
em, ed in Cp. la forma dor. am. 
nel C^: XXVI del Mr. im^ri. 
- Vj^^pa. 

imiso, -a. Me^^o, - ot: (i)mfsio, 
mfscio, -a. a: fiitiiau^, -(J€(i)a, -u. 
rc: fi\iiaio<i, 4a, -(ov. 

fmme (ime M. Mr.), impf: con va- 
lore pur d'ao: fmmo. fut: ^ho 
ni 'mme. cong: nd 'mme. inf: 
fste. Sono, ot: ime. impf: = 
ed imo(ne -a), cong: na fme. piti 
che pf: n^ 'mo(ne). condiz: an 
fmmo. impt: esu, pi: fsesta. 
inf: ^ste. p: pr: st^ontat ao: 
stas6nta. p: pf: comp. ^ho 
stamm^no. p. ch. pf: comp: fha 
stamm^no. rc: €!)iai. a: eljuC. 

16, V: j6. 

fplo, o. SonnOj sopore e talora so- 



- 178- 



gno^ visione. - Hor6 ^nan i. Ho 
un sogno. -ot: ipuno, inno, ne- 
glistessisensi. - dirvo^. zac: dirpc. - 
11 frantume iTX=irv fu mostrato 
assai bene dal K. e dal Mr. (174) 
non aver che fare colFot: pl6nno, 
dormOy le cui forme temporali 
richiamano un * irXorri<Wu). a: -6ui. 

re: trXoYidZIu). 
fsa, fsa! avt Presto^ presto! Lo 

credo una cosa sola coll') a del fr: 
I del Lb. ivilracfottoperva/ a: !ei, 
iea[p]? ovvero, con mutatnento di 
sensO) taO) ugualntenie. Cf : coirit: 
fssa, issare. sp: pg: izar, etc. 
(V: Dz. I, 239). 

fsca, i. Esca. dli? -^sc: zn - re: 
flaK(v)o, XoK, 

fschio, o. Ombra. - re: tOKto<;. (M. 
Mrl.) 

ism fa od is m. av: /nsteme. - II re: 
ha yii \i\&^y ma la locuz. b: d tale 
e quale Ta: ci^ iJiiav d'Om: (L \i, 
pouXcOciv, essere d'uno stesso pa- 
rere) e di Tuc. (i \i, po\jXf|v p.). 
Cf: 11 lat: in uno, -a. 

fso. ag: Diritto. sost. Parte diritta, 
- ot : ^, nel senso proprio di egua- 
le, - laoq. V: hieri. 

•j-fsoma (Mrl.), to. Piano, - re: 
iaiuijiia. 

fzza, -xa, -psa, i. Qoccia. Man f. 
azz' alddi. Una g, d*olio - Man 
(zzan ^ma. Una g, di sangue. 
Cm. ci vede Ta: ipig, onde ii re: 
MnxdXa, pioviggina, e vixoXiZci, pio- 
viscola: ma nel senso e nella forma 
piu gli s*accosta Fa: X(hi colla ca- 
duta del X, che, forse per influenza 
deirit: si suppose un articolo. Cf: 
gli it: lapis e lastrico, divenuti 
in parecchi dd: it: dp is (tosc: 
lomb:), dstrico (nap:), dstrec 
(berg:), etc.; e Tit: ottone accanto 
al loton subalp: (V: Dz. I, 298). 



ja (ia Bl.) e dav: a voc: jad. prp: 
Per, inyece, - £ggua esii ja'm- 
ni^na. Va tu per me - Ja pu na 
pdo? Per dove vado? (M. Mr.)^ 
Jas dsto. Per lui, s eufon. - Pdo 
j a t i Th d 1 a s sa. Vado verso il mare. 
ot: =, ghid, jdt. re: fx&f a: b\i. 

jalfa, i. ffe/o, ghiaccio. - ot: (gh)- 
jali, (gh)jeli, ghelf, to, = spec- 
chio. - **6aX(o. OdXn per (idKo<;, 6, 
veiro e in H. Cf: pel senso il fr: 
glace. 

jend6nno. lo acquisto, - El nel C<*: 
VI 1 del Cp. che lo ritiene K€p6a(vui. 
Fumi, in una lettera inedita al Cp., 
sostituisce chiedd^nno. Ambedue 
fuori d'uso, possono derivar diret- 
tamente da Kcp&^ui che esiste nei 
Canti del Pw. ed t registrato in 
qualche antico vocabolario. - Cf : 
tih-6-nn-o, vutt-6-nn-o, for-^- 
nn-o, d^-nn-o (a: tcix-^-uj. rc: 
PouT-d-ui: cpop-^-ij: 6^-ui). Quanto a 
n=p, fatto non raro nel d: zac: 
frequentissimo in alb : nt estraneo 
airantico grecismo (Dw: pag. 80. 
Cm. I. 84) vedi il nostro lagdni 
e Tot: gangalizo {fapydkiZwl) , 

Jesu, o. OesU. - 'IrjaoO^. 

]6 (ulora ij6 Vl. hij6 L. F.), o. 
Figliuolo, raga^o. Nel O: LXIl 
sta per k6ph. - ot: voc. f: jdmu. 
(gh)jamu. - ul6^. carg: 66^. 

jongdri, to. Giuncaja, giunco. - 
Suppone un "junc-ariu-m accan- 
to ad junc-e-tu-m. Le voci gr: 
oxotvo^, 6, oxoiviov, che designano 
propriam: il giunco ed in generale 
una corday mi inducono a ritenere 
come identico col nostro, Talb: 
tosk. joTT(ipi> che indica un piccolo 
strumento a tre corde. II Cm. pen- 
so ad jug-um, jung-o (II, 61). 

Jiiro (fchiurio L. F. neirOraz. II, 
C h f r i o s) . // Signore, Dio. - Voc. 



179 — 



antiq. - ot: Cirio, nei Canti relig: 
per5 ciuri, c7/7ii(/re, come il fci li- 
re di Roccaf. secondo Lb. - xOpio^. 



(iymport - in - infidlli sc: =. 



intdntu sc: =. -[intend^ntis, o 
(Mrl.) - interpetraiidni - in - 
t^rpetro - iniitili sc: =. tsula 
sc: =. j (icoy to, sc: - j un g - 
jiirnoy to - juv. 



L 



lacdni, to. Pentola per cuocervi il 
latte da far cacio. - Xcxdviov (M. 
Mr.). In un atto greco di dota- 
zione, steso nel 1281 a Briatico in 
Calabria, trovo XcKdvT) (Z. 140). 

lagdni (i?). Granata spinosa di vi- 
mini per spa^^ar raja, - * XuTdvT): 
re: >XuTapia. a: X6to<;, ifj, vimine 
{o=iu come neli'ot: danat6 = &u- 
vaT6^, e nel trapez. dorraT^pa = Gu- 
•fdTfip Pw. Ind. Verb.), 

lagdni, to. Minestray pasta, - cal: 
e nap: Idgana, f: = lasagna, - 
XdTavov. dm: a: -dviov. 

Iag6 (tgos Mrl.), o. Lepre, - Xa- 
T(ui)6<;, -i(i(;. 

Idgo, to. dli: Lago* - lat: iac-u-s, 
etc. XdK(K)-o-<; (Cr. iSq). 

lag[6nno]. ppp: -om^no, -i. Im- 
P^^gOy ferisco^ - re: Xap6vui, che 
coiralb: Xa36<;-e 11 Cm. (I, 99, 124) 
vorrebbe ravvicinare all'a: pxdfw: 
ma e piCi naturale vederci col Pw. 
(/. c) nient'altro che Xa^pdvui, il 
quale, come il suo corrispondente 
it:, ha pure il valore di invest ire, 
colpire : (>er la perdita della labiale 
nasale cf: i re: Xop-a(v-ui, ^oQ- 
a(v-ui. 



dhano (lag. Mrl.), to. Cavolo, - 

ot: =. Xdxavov. 
aid, o: pi: -i. Chiacchierone, - a: 

XdXaS. re: XdXot;. XaX^ui. 
dma, i. dli: - re: \&\k(i, 
ambi, i. Riva. - Mi par I'a: d^Pn 

eon concrezione delPart: it: V: 

Idmbima. 
dmbi, i. Barlume, re: Xdjunra. V: 

lambfzzi. 
ambieo, to. dli: Lambicco, - re: 

(d)Xafi3(K0^, 6, Cf: Dz. I, 241. 
dmbima, to. Riva, - r*&\xfr\\xa} V: 

Idmbi. 
ambizzi e Idmbi. v: impers: Ci 

si vedey fa luce, - *Xa|untiZu>, Xdfiinu. 
dmbuda, i. Lucciolay Lampyris 

noctiluea. < Xafiiroupfq. re: -[ha. 
dm pa, i. dli: - ot: s=s. re: Xd^iTta. 

a: Xa^trd^. 
anfa, i. Solco, - re: Xav{pi(ov), riga, 

linea, 
ardnghi (fnerdnzi Mrl.), to. 

Arancia, - ot: ardngi. La lin- 

guale liquida parrebbe a prima 

giunta concrezione deU'art: it: se 

non si avesse il port: laranja ed 

il basco larania. Non fermandoci 

sul tureo ^J» turunge, che si 



- 180 - 



collega col catal: taronja, altre 
forme europee di questo nome, in 
parte notate dal Dz. (I, 28), sono 
Tit: narancia, -nza, colle varieti^ 
dei dd: lomb. ven:, il valac: ne- 
ranz^, il re: vcpdvrl^tfov): quindi 
la lettera iniziale dello stesso ^ 
dove 1 dove n. Un facto simile si 
ha noa solo nel gr: att: X-irpov 
per v-(Tpov e nel nostro d: 1-asta- 
rfda per v-iKTcpCba, ma nel nome 
1-imone, chepel tramite deli*arab: 
1-aimiin ci riporta al pers: 1-1 mii, 
e questo all'ind: n-imbOka, ben- 
gal: n-i(m)bu (Dz. I, 2 So). Ma 
poich^ agli Arabi si attribuisce la 
diffusione dellarancio in Europa, 
non ^ improbabile che per quanto 
ridotto ad etimologia latina (au- 
rantia, in-aurantia =. inaura- 
ta), il suo nome genuino fosse molto 

Mi 

prossimo al pers: arabo 3)U3\ n§- 

reng. Allora il 1 , anzich^ essere 
un rimasuglio deirart: arabo, come 
in liuto (da >^st}\ al'dd), sarebbe 
una dissimilazione del n. 

laranghia, i. Arancio. - re: vcpov- 
T&d. 

Idrga. av : LontanOy alia larga. - 

ot:=.-£ larga. EL - re: AXdpfa, 
-Tou (Cp. 19). alb: X(j)dpTe, -too, 
dairit: 

largo ^ f: -ghx. ag: - Come sost: 
n: vale spajio. Questa voce occorre 
in un contratto italogreco del 11 96 
(Z. 120). 

Idrgotte. av: Da lontano. - *XopY-o- 

6€V. 

lasdgna, i. dli: ^ re: XoZdvt(ov). 

Xordviov? 
lastarfda, ed in Mr. anche ast., i. 

Pipistrello, nottola, cal: sic: ta4- 

darfta. - re: vuKT€p(6a. a: vuktc- 

p{?. 
lastfa, i. Calcio. - ot: laftea. E 



nellc Cron, Cipr, XdxrCo. - Xdxrt- 
afict, t6. zing-trc: lahtddva (Asc. 
Zig. LXXXI.). 

latfno. ag..- ot: =. XarWoq. Nella 
L. F. per circostanze particolari 
ha il significato suo proprio; ma 
non so se a Bova, come certo in 
Terra d'Ot:, quest*ag: indichi per 
dispregio gli Italiani. V: la mia 
nota I a pag. iv dell'Introd. 

lazzdna, i. dli: Radichella selvatica, 
lampsana, Xa(|ji)i{idva. alb: sic: Xa- 
i|idv-a (Cm. II, iSy). 

Id!(j0f -jfo, to. Laccio, - ot: =. 
sc: Idzzu. 

lecdti. V. (a)lecdti. 

tlecopdi (C. XLVL). E vocabolo 
molto dub bio ed oscuro anche pel 
Cp. (92) cui per6 par difficile trat- 
tarsi di verbo it: Nella sua ver- 
sione h reso per incenerisce, men- 
tre nel testo W., ov'e scritto rec. 
si traduce per {mi) corromperd. 
3|L. l^gge lie. e interpreta inghiot- 
tird. Ad onta delle diverse grafie, 
le version! s'accordano neU asse- 
gnare al voc: 11 senso fondaraen- 
taledi distruggerey consumare 
rapidamente entro il sepolcro. 
Quindi leggerei tutto il verso cosi : 

^Sti semportura \ me Hgo 

pdi, Nel sepolcro che in breve di- 
vora^ non derivando pdi dal re: 
TtdYU), vadoy ma dall'a: *it6su, irdo- 
liat, mangio, 

le4dd (liddd Mrl.), i: pi: leddd- 
de: dm: Ied4<id4a. Sorella, e 

le44^ (liddd* Mrl.* lelU W.), o. 

dm: le44^^^^^* ^^' ^^ P^* ^ 
sempre in forma di dm: le44^' 
dia, leddiducia. Fratello. - In 
altri paesi greci del circondario 
questi vocab. a quanto sembra vez- 
zeggiativj, significano fta, ffo, e 



F 



- 181 - 



col M. Mr. li ricongiungo al rc: 
XaXd, -&<;, nonnay -o. Cf. I'alb: Xjd- 
Xj-e, padre efratello maggiore. Non 
altrimenti Ta: rdra, lat: tat a che 
incerti dd: lombardi, p.e. il berg:, 
conservo il signific. di padre^ a 
Venezia ed in Toscana vale sorella: 
nei sottodial: moden: dfdi, didf, 
dadfn =l fratello^ e d^dasore//tf. 
- Del gr : dbcXqpfj, -6<; che dura nel- 
I'ot: aderfi, adre(f)fi, aderf6, 
adre(f)f6, pl: ad^rfia, adrdffia 
(d6€p9(a Cron, Cipr.); dm: ader- 
fdci, '^{S)i, non se ne trova in b: 
che un rimasuglio nei composti 
zarf6, zarfi. V: 

flegamdni, i. Mrl. Meretrice, - 
ppp: di Xdtuf, corico: cf: con-cub- 
in-a da cub-o. 

l^go. impf: ^lega. ao: (f)pa. impt: 
ao: p^, p^te. cong: ao: na (i)'po. 
inf: ao: fpi. p: pr: l^gonda. p: 
ao: iponda. DicOy recitOy coman- 
do, - ot; (e)l^o, il. impf: ^lonne, 
3 s: (^)le. (i)pa. p^, p^te. na 
po. inf: ao: pi. l^onta. p6nta. 
ppp: pom^no, pim. - X^ui. 
rc: ^Xcfa. elTia. TTd<;, rtire. vd clitu), 
vd'ird>. 

Um^dy i. Striscia'y fascia di lino. - 
it: sc: nap: =. sp: lienza. rc: 
X^vTtov^. Dal lat: lintea, -eum 
(Dz. l' 247). 

len^uli, to. Len^uolo, - nap: len- 
z ii 1 o, -u 6 lo. Da 1 i n t e o 1 u m 
(Ibid.). - In ot: plauni, to, che 
^ il irXaYioOviov d*un docum : italo- 
gr: del 1196 (Z. 119 cit. dal Mr. 
1 65). Anche in un alto d'accetta- 
zione steso a Napoli in lat: bar- 
baro nei 1045 si legge et due pla- 
ione (R, Neap, Arch, mon, 1845*. 
N. CCCLXXXV). A Roghudi di- 
cono ancora sind6ni, to: rc: aiv- 
b6vi(ov). oiv56vii, i\. 



lib(b)ici, o. Libeccio. - sc: =, lat: 

llbycus. a: X{\|i, gen: Xip6q. 
libra, i. dli: - gb: X(ppa. 
librdro, o. dli: Librajo. - sc: -u. 

- gb: Xippdptoq. 
Ifco (fHcos Mrl.), e lico dopo n 

scom parso, o. Luji70. - ot: =, Hgo. 

- Xi5ko^. 
l^gia. av: Leggermente^ piano, •• sc: 

ag: l^ggiu. 

les t^no, -6nno; Med: -^nome. 
(Mi) assoitiglio, - ot: left^nno, 
-fs^nno, left6nno, -fs6nno. - 
rc: XeiTTdvui. -\3vui. a: -6ui. 

Iest6. ag: Sottile. - ot: left6, -fs6; 
a Zoll: l^fso. - rc: Xecprdq. XcTrrd^. 

leuni, o. dli: Leone. - ot: sc: liuni. 

- X^uiv. 
levdnti, o. dli: Punto card, e vento. 

- rc: XcpdvTcq, 6, oriente\ XepdvTc, 
TO, vento d'or. 

flicopidsma, to. II Lb. Tinterpreta 
per Cibo di lupo^ ed afferma che 
in Calabria quando i bambini 
sono affetti da bulimfa sogliono 

farli circondare da tutli 

i piccoli suoi goetanei, che 
armati di tonde ciambelle 
gli cantano intorno a tutta 
gola: Ta ce pie, ce cortasi. - 
A dafi-ta-licopiasmaia^ ciofe: 
Va, beviy e satollatiy e lascia il 
cibo di lupo: le quali parole, se 
bovesi , mi pajono da scriversi 
Ela ce pfe, ce hortdsi (= vd 
XopxdaxiOj Azzdfi t. 1. - *XuKOTr(a- 
a^xa: XOko^: a: TrCaajia, maivw. 

Hfo. ao: ^lizza, -xa. inf: pr: Hfi. 
ao: Ifzzi. ppp: limm^no. - Ungo, 

- ot: (a)Hfo. - dXeicpu). 
ligdra, i. Legame, - sc: -dma. 
fligndri, to (Mrl.). Candelliere, - 

rc: Xuxvdpi(ov). alb: Xi(x)vdp(e) (Cm. 

I', 98). 
Hgo: f: -gjil. *) ag: Scarso, ') av: 



- 182 - 



PocOy un p.f alquanto. - Lig* 
ambr6. P. fa, dian^i, - Pie* 1. 
Piu p. - Pu 1. \. A p, a p. ' ox: 
oHo ed alio, come neirisole gre- 
che (Mr. 169): per raddoppiam. 
A 1 i 1 1 1 c r a s f. Un p, di vino. - 

ligorfzi^ Hgur.y to. dli: Liquiri\ia. 

- nap: -fzia. - t^vk^A^i^ov. 
Hma, i. dli: - rc: X(|jia. 
Hmaco, o. Terrene fangoso, - a: 

limbithia, i. Voluttity piacere, vo- 
glia, £1 voce riportata dal Lb. in 
un fr: (3) assai lubrico, che a giu- 
dicarne dai dorismi, pel quali non 
assumo responsabilit^, non sembra 
b: -. Anzichd a lib-i-do ^ a pen- 
sarsi ad un *Xi^inO(a = rc: Xi^tn- 
a^a: cf: Ta: neol: XifJipda per Xix- 
vcia. 

[limbizzome]. cong: ao: na lim- 
bist[6] . M*innamoro, desidero, ap- 
petisco. - rc: XifiTriZojuiat; cf: Ta: 
neol: XijLiPeOui per XtxvcOuf. 

Iimb^d4a) i* Tegame, - cal: Hm- 
ba: a Muro lecc: Hmma. - rc: 
XifiiT&<;, 6, secchio, alb: X^^p-e. sc: 
l^mmuy catino grande. a: X^fipo^, 
schifo, Probabilm. riferibili tutti a 

x^p-n-q. 

liin6mulo, o. Mulino a vento, - rc: 
dv€fi6)yiuXo<;. v in 1 per assimilaz. 

limuni, to: pi: -iigna (flemogna 
Mrl.). Limone. - rc: X6(t)^6vt(ov). 

- V: lardnghi. 

lindri, to. Lino. - ot: =. - rc: Xi- 
vdpt(ov). a: X{vov. 

flinica, i (Mrl.). Femmina, - Non 
puo essere che (gh)jn^ca (V:) con 
spuria concrez. deirart: 

Ifnno. impf: ^linna. ao: ^li(s)a. 
impt: ao: He, Hete. cong: ao: 
na Ho. inf: ao: Hsi. p: pr: Hn- 
nonda. p: ao: Honda. - Md: pass: 



Hnnome. impf: elinnommo. ao: 
elfthina. impt: ao: Hsta, listd- 
te. cong: ao: na lith6. ppp: li- 
m^no. Sciolgo, ot: ind: pr: 

=z. ^linna. ^iisa. na Hso. Pass: 
impf: eHnnamo. ao: eHs(t)imo. 
nalis6. ppp: li(ss)amm^no (Mr. 
I Si). - rc: XOvui. Xt3ui. 
Hpi, i. Disgra^ia, cordoglio, pena. 

- ot: =. XOiTT). 

[lipfzzo]. ppp: lipim^noy conva- 

lore d'ag: Misero. - ot: lipfzo. 

ppp: =. Vado a lutto. - rc: Xuiri- 

t\t), Xuirdtu. 
ffri (lirrf Cp. gS), to. Arcoba- 

leno, ' tpt(, 1^, colla solita concrez. 

deirart: 
liscia^ i. - it: sc: nap: =. cal: ed 

ot: lissfa. - val: l^scie. sp: ie- 

xia. fr: lessive. pr: llssiu, m: 

dal lat: lixivia, -vium (t>z. I, 

25 1). rc: dXud[p)a. a: dXouofa. 
liscio, 2Lg: - sc: -u. - a: Xto-a6-( per 

XiT-jo-q, dalla R. (t)Xit? Dz. I, 

25 1. Cr. 369). 
Hssa, 1. Rahbia. - XOaaa. 
lissdo. ppp: -am^no. {Mi) arrab- 

bio. - Xuaodui. 
lithdri (flidori Mrl.): dm: -6ci, 

to. Pietra, sasso. - ot: =, -sdri. 

- rc: Xi6dpt[ov)* V: Htho. 
lithfa, i. Sassata. - *Xi6{a. (sufP: f: 

-(a, rc: i^a^Ma). rc: ircrpid. Xi6ou 

3oXf|. 
Htho, [o?]. Pietra. - X{6o<;, 6. a: 6, i\. 
livddi (tol. Cp.), to. Prato^ campo 

incolto, landuy ed in Bl. bosco. - 

Xipd5tov. 
Iiv61i (to?). Bisaccia per le caval- 

cature sew^a basto. - /'*0[Tro]^6- 

XI(OV) ? ^, 

locdnda, i. dli: - rc: XoKdvra. 

16go, o: pi: 16(gh)ja, ta. Parola. - 
ot: Id (Mr.), loo (Cp. 80), o: pi: 
=. - X6yo<;, d. rc: pi: Xdriot. 



- 183 - 



lordggio (C. XI), ed in Vl. rold- 
gto, to. Qrologio. - sc: r6ggiu. 
Al mil: relSri, sp: reloj, pg: 
relogio, pr: relotge, antialt: ted: 
or lei, citati dal Dz. (I, 296) ag- 
giungi i berg : r e 1 6 i, r e r 6 i ed 
anche ler6i con metat: pari alia 
b: ed a quella d'altri dd: it: - lat: 
horologium {Varr, Viir,). dipo- 

X6T10V (P/i/f.). 

lQzz6 (o?). Vischio, - nE6<;. 

flucanica. V. rue. 

lucchioy o: pi: ta lucchi: dm: 
-dci. Occhio. - nap: uocchio. 
Anche qui concrez. deirart. Del 
re: (6|ji)|uidTi;ov) (ot: ammd(d)i, 
mdti, mdddi, to) nontrovoesem- 
pio sicuro. 

lucfsi, to. dli:Fuoco.Da luce come 
il re: <pu)T(a che ^ in ot: ben- 
chd piu raro di lum^ra. A 
Berg. lus(l) (= lucSre) vale ar- 
derCy e nel Cant. Ticino lucda, 
ti^one. - fipiae 1. Ha preso /,, 
brucia, 

luddiifero (o?). Bruscolo, Ricorre- 
rei airit: lollo, -a, guscio del 
granOy con cui pu6 confrontarsi 
il berg : lili (T6S i lili i ghe 
par traf, Tutti i hruscoli gli pa- 
jon travi. Tirab., op. cit., 722). V: 
luvdci. 

luglio, o. dli: - re: bOXtoq^ 6. - ot: 
alondri, o. - re: &\wvdpT)( da&XtO- 
viov, aja, 

lumbr^lla, i. dm: -ellino. Om* 
brella, -0. - sc: umbrella. Gon- 
er, dell'art. 

lum^ra, i. Lume (di metallo o di 
coito). - ot: = nel senso di fuoco. 



Deirot: lumeriizOf illuminOynon 

trovo qui esempio. 
luppindri. to. Lupino. - re:. Xou- 

TTtvdpi. sc: luppfna, f: - Dal lat: 

lupinus. 
lustr^gguo. lo lustro, ot: =. re: 

Xouarpdpui, dairit: lat: 
lutrujfa, -ghfa, i. Messa, - Pdo 

ja 1. Vado alia m, - -(-Eclisia na- 

cusi lutrai^ Mrl. Voieva scrivere 

anglisfa na cusi lutrujfa. 

Chiesa per ascoltar m, - ot: lu- 

tr(ich)fa. - XciTouptta. 
lutundri. to. Furuncolo.- Potrebbe 

essere un *6odi[r|]v-dpi-ov da boOif|v? 

Forse meglio il Mr. penso ad un 

posit: lutuni = tuluni da tOXo(; 

(M. Mr.). 
luvdci, to. Bruscolo, *XopdKi(ov) da 

Xop6(;, 6, siliquay piccolo guscio. V: 

luddufero. 
luvf, to. Scor\a^ guscio, -ot: luCdi. 

re: Xoup((ov) -(5i(ov). 



r ot: =. Idgo, to - lam4nto^ to, 
ot: =. lantirna,- lapis, to - 
larghi^^a^ sc: =. Idtro, o, sc: 
-u, ot: Iddro - Idtta - lavdgna - 
lavurdnti. V: m^ra - l^ggij i, 
ot: =:. Una - Usina - liberta, 
ot: =, -a/a - liber ot: - libro^ 
to, ot: =, - licin^a - licen^ij 
ao: {c)licens[(jezz2L ot: lee. - lo- 
cdli, to: pi: -aglia - Idco, to, 
sc: -u (in b: val anche latrina) - 
lod - ot: = e lard - Idggia - 
lord - lordo ' Tumin - lumi^ 
to, sc: =. luntandn^a, sc: =. 
liisso, to. 



- 184 



2s/£ 



ma. *) eg: dli: ot: =. re: diafj, yid. 
In qciesti dd: non si usa dXkd, se 
non forse da qualche persona culta 
per reminiscenza letteraria. ') V: 
^na. 8)> V: Co. XXIII, not. i. 

maccarrtini, o. dli: sc: =. re: |iia- 
KapoOvia. -p6via^ rd. R. nacf (per 
fittK)? ^d(T(T-ui^)yiaT-€0-^,|iiaT-€{p-€U-^a: 
Slav, eccl: mak-a, farina: in H. 
|jiaK-ap{a e PpCt^ima ^k Zw^oO xat aX- 
(pirov (Cr. 326. Dz. II, 43). 

mdchina, i. dli: sc: =. Mnxavfj. 

macr^no. ao: emdcrina. Allungo. 

- re: |jiaKpa(vui. -Ovui. 

raacrfo: f: -i: ag: Lungo, - ot: 
magr^o, -gr6: f: -A. - L'av: ma- 
crfa, ot: -grd, lungiyh\xn pi: n: 

- cipr: |LtaKpu6(, -da, Cron, Cipr, 
fiaxpOi;. |LiaKp6q, -d. re: f: -if|. av: 
MaKpd. 

ma4d£, to: pi: -fa (fmalii Mrl.). 

CapellOf lana, vello^ pelo, - ot : =. 

rc: MaXXiov. a: ^aXX6(, 6. 
magdra, i. Strega. - ot: =. 
mdgno: f: -a. ag: Bella j usato ta- 

lora come av: P4ra m. Bellissi- 

mo. S'usa pure in T. d'Ot. - lat: 

mag-nu-s. 
mdgo, o. - Mdtoi;. Voc. pers. 
mahazdni, to: pi: -dgna. dli: Ma- 

ga^!fino. - re: |jiaToi2i(ov). Dall'ar: 

O-^ mahzen. 
mah^ri, to. Pugnale, stile ^ coltella. 

- ot: =. fiaxa(pi(ov). Nel gergo dei 
mascidri (= sc: mag-dri) o stre- 
goni di T. d'Ot: che offre punti 



di contatto con quello dei ladri, 
mafi^ri; da cui probabilm: Ma- 
fia, nota associazione clandestina 
d'audacissimi e sanguinarj furfanti, 
che ebbe origine, a quanto si dice, 
nel mezzogiorno d' Italia, e tente- 
rebbe far capolino anche in altre 
provincie. 

maherfa, i. Coltellata. - ot: mahe- 
vdta, - re: fiaxatpid. 

fmalacrisi (ta? Mrl.). Pomodoro. 
Sarebbe un ^xdXa xpOo€i(a) : ma i 
^f^Xa xpuafi degli antichi eran altra 
cosa, ed in re: il pomodoro, So- 
lanum lycopersicum, d ToiudTa, 
dallo spagn: port: to mate (fr: =r. 

' catal: tomdtec, tomdco, d: 
milan: tomdtesa. berg: e cre- 
masc: tomdtes, e per riduzione a 
falsa etimol. anche pomdtes); e 
questo da tomati, voce del Mes- 
sico che d patria di questa sola- 
nacea (Dz. II, i85. Tirab. iok. 
PoKORNY. St, illustr. del regno 
veget.), II Vl. m'ofifre solo ^u ma- 
ddro, to. 

ma/apd«ca, to. Maledis^ione^ ma- 
lannOy mala pasqua. C': I. - V: 
pdsca. 

malarruni, to. dli: Scacciapensieriy 
piccolo strumento d*acciaro che i 
ragazzi suonano applicandolo fra 
le labbra, e percuotendone la lin- 
guetta, che molleggiando rende un 
metallico ronzio. - ^aXcpdq, sonorol 

mdli, to. Piano f -ura. Mdli mdli. 



— 185 - 



av: P. p. Anche il pi: mdglia, 
usato come av : nel senso d'd^aXO^^. 
'S to mdli (?), fuori, V: la not. 
2«, p. 91. 

malinc6nico, dli: - ot: =. |ji€XaY- 
XoXik6^. 

malucridn^ay i. - sc: e nap: ma- 
lacr. 

mdmma, ed in Mrl. mama. - dli: 
it: lat: etc: =. ot: mamd (Op. 
60). - |bid|Li)Lia. rc: fiafid. Piii di fre- 
quente. 

mdna, dm: -udda, i. Madre. - ot: 
=, dm: -^dda, -^lla. - rc: fidva. 
Cf: Ta: dm: luavvdptov. 

manah6, e nel M. Mr. monah6 
(t-g[6]), -f. SolOj unico. - ot: ma- 
neh6, -ih6, meneh6 (t-c6, 
mon.), -f: dm: manih^dd[o]. - 
MOvax<^^- V: App: gramm, 

mandali, to. Catenaccio, saliscendo. 
-ot: mdndalo, o. *)yittv6dXtov. juidv- 
&aXo(, 6: rc: -ov. 

mandfli, to (Mrl.). Fa^oletto, - 
ot: mant. c6rso mandfle. cal: 
mannile (mandfla Z. 68). rc: 
^avTiXl(ov), -5iX.,-&i^X. alb: fiavdCXje. 
Dal lat: mantile, -Sle. - In per- 
gam. it: gr: del 1097, |Liav60Xiv 
(Z. 99). 

man^. av: d'afferm: S\y certamente. 
' tt Accorciamento e trasposizione 
deU'antica formola affermativa val 
iud A(a. » Mr. iSS. - L^go m. 
Acconsento. Vr^hi simero? - 
Man^. Piove oggi? S\, - ot: 
limme (oOv [ib/l Id. i55). - rc: 

va{(OK€, -OKl). 

noanera, i. dli: it: ot: sc: berg: 
cremas: spagn:, tutti col dileguo 
deiratona interna 1, prima neiriato. 

manici, to. Manica^ (-0?). - M. fi- 
sim^no. M. gonfia. ot: =, ma- 
nico (-^?). - rc: |biav{Ki(ov), dal lat: 
man-ic-a. 



manij€%%}xo. ao: etnanij ezz9i, 
Maneggiare. - sc: manidri. nap: 
-e. 

manftte, te. Manette, - sc: =. - rc: 
^avirax. 

mdnticia, i. Mantice. - sc: =. 

mdnto, to. dli: dm: -tuci e -duci. 
-ot: =. -6ddi. - rc: navTi(ov). lat: 
mantum, -el(l)um. 

manuri, to. Manico. *|jiavoO[p]piov 
dall'it: manubrio, lat: manu- 
brium. 

maramm^no. Appassito, ppp: di 
|uapa(vui. 

marchisi, o. *) Marchese, - sc: =. 
gb: laapK^aiq. rc: ^apK&f]^^ -itoc^, 
-daio^, (Zr|<;: dal got: marka, con- 
fine, ') MesiruOy come in it: pro- 
babilm: dal gergo dei ladri. 

margaritdri, to (Mrl.). Perla^ 
margherita, - rc: luapTapiTdpi(ov) . 

marindro, % dli: - rc: |uapivdpTi<;y 

marizd[ni], to: pi: -dgna (Mrl.). 
Melan^ana^ malum insanum. - 
rc: ^eXiTtdva. 

mdrmuro, to. dli: Marmo. - ot: 
mdrmaro: sc: mdrmura, f: - 
^dpfiapov. alb-sc: ludpinoupt (Cm. II, 
i32). trc: j^j^ mermer. Sulla 
non chiara R. di questo vocabolo 
V. Cr. 554. 

marmuscla^ i. Terreno argilloso. 
Lat: marmusculum (Isid.) dm: 
di marmor. 

mdro, -i. V: (a)mdro. 

marred da, i. dli: Matassa, - sc: 
=. Onde? 

mari^iiij to. Martello, - *|jiapT^X- 
Xiov. - ot: martidddi. sc: mar- 
teddu. 

mdrti, o. Mar^o, - ot: =. rc: - 
MdpTrjq, -Tio^. 

martirfa, i. Testimonian^a^ testi- 
mony - ^apTup(a. - alb: iJiapTip-i, 



— 186 - 



-Tip(-a. zing: it: mcr: mart ill 
(Asc. Zig, 134). 

mar(id4i) to: pi: -^glia. Lattu- 
ga. - Marrudddci tu him6na. 
Lattughella invernale (?). - rc: e 
bg: iJiapoOXi(ov). bg: -oOXXov. Dal 
gr: 11 trc: Jjj;^ marul. - rc: 
^apouXdKl(ov), eine Art Kresse 
(K.). 

mdscara, i. dii: Maschera. - sc: e 
nap: spagn: port: =. - rc: fid- 
OKQpa. Suila dubbia origine di 
questo vocabolo V: Dz. I, 266-268. 

massarfa, i. dli: Masseri^iaj -eria, 

- ot: - sc: nap: =. 
mastichidzzo. ao: emastichiasa. 

Mastico, trituro, rompo, - lat: 
mast-ic-o coi suoi deriv: neolat: 
(Dz. I, 268). - a: poet: fiaardZiui, 
da fidaTaS, mascella. 

mdstora, o. Maestro. - M. azz^ 
grdmmata. Jf. di lettere. M. tu 
spitiu. Maggiordomo. - ot: =:. 
rc: ladaropa^. gb: fiatariup, fidariup, 
^daTpo. Dal lat: mag-is-ter. 

mdstra (mdftra M. Mr.) e mdtha, 
i. dli: Madia J sporta da vetiovaglie. 

- ot: mdttra. nap: mdrtora, -la. 

masuri, to. Cannello da tessitore. 
Cdnno masuria (C«: II.). Fo i 
cannelliy clot awolgo colla spola 
sui cannelli il filo di ripieno per 
tessere. - rc: iJioaoOpi(ov). I lessici 
turchi registrano j^H*A.Uo massur, 
spola, voce persiana che fors'anche 
potrebbeconnettersicon mis-ur-a. 

materia, i. dli: ot: =. gb: fiarepCa. 

mdtharo, to (fm^rad[o] Mrl.): il 
pi: matharunia nel M. Mr. - ot: 
mdlafro. Finocchio, - |udpae[p)ov. 

mathenno (f-tt-), math, impf: 
(e)mithenna. ao: emdthesa ed 
-dthia. imp: ao: mdthese, -^sete- 
cong: ao: na math^o. inf: ao: 



maih^i. Imparo, insegno, - ot: 
mat(t)^nno. ao: emdttisa, 
^masa, ^mata. cong: ao: na 

miso, -to. ppp:'masimm^no. - 
rc: ^aeaCvui. |jia-v-8-dv-ui. 

tn&tiy to (tmate Cp. to mdto O: 
LIIl). •) Vestey grembiule^ camicia: 
in altri paesi gonnella. - ot: mdti, 
md(d)i, camicia, rc: (l)^dTt(ov). 
i^driov. *) -^Occhio, II solo pi: 
fmatid in Mrl. - rc: liaTtd. V: 
lucchio , 

matindt[o]j -a, ag: MattutinOy -a, 

- Ora matindta. Ora di mattina. 
mdtraho (10? M. Mr.) e tmatra- 

ca (i? Mrl.). Materassa. - prov: 
al-matrac. sp: port: al-madra- 
que. Dall'ar: j;^k«J\, al-matrak. 

mdtria^ i: dli: UterOy matr-ic^e. - 
nap: mdtra. sc: mdtri. - ^f|Tpa. 

mdtto. ag: Ptfffo. - ^dTalo^. - Nel 
C*: XXIV e probabile che signi- 
fichi guardingo, cheto: cosi insc: 
mdttu e murnutu si dice d'uomo 
sagacCy pratico, 

tnattuniy to. Maitone, - sc: =. 

mavrdda, i. Nere^^a, - rc: fxoupdba. 

mavr^no(me). ao: emdvrina ed 
emavrfthina. {M')annerisco. ppp: 
mavrom^no emm^na! Povero 
me\ (V. amdro) Anche 

mavrizzo. id. - ot: (i)mavr£zo» 
ao: (e)mdvrisa. mavrimmdno. 

- rc: |jiaup(2;uj, -6vui. a: (d)^aup6ul. 
mdvro, -i. ag: Nero, cattivo, ed 

anche in/elice e povero come mdro 
V: - ot: =, e mdro. - (d)^aup6^. 
rc: |jiaOpO(;. V: (a)mdro. 

mavrdpilo, to. Terra scura, umida 
e fertile, *^aup6ini\o(. V: pi 16. 

'mbdtula. V: ambdtula. . 

'mb^nno (fben. Cp. X). ioipf: 
^mbenna. ao: embichina. imp: 
ao: 'mbica, *mbicdte. cong: ao: 
na *mb(ic)6. inf: ao: *mbichf. 



— 137 — 



EntrOy introducoy comincio. *M. 
*s tin agdpi. E. in gratia. 
'Mbdnni na cdmi mera. Co^ 
mincia a far giorno, - of. 

(e)mbdnno. ao: embfca. imp: 
ao: ^mba, amba, -dte. na 'mbo. 
inf: ao: 6mbi. rc: (4)|li- 

^jUTrdTC. vd k\x&(b, vd ^^TTO&. - ^fipaivui. 

'mbldco. V. ambl^co. 

'mbundgguo. ao: embunezza. 
In^uppo, lat: im-bu-o, con remi- 
niscenza di ir(-v-ui? 

'm bur mo, o. Volume , peso, - sc: 
murmu, impedimentOy intrigOy e 
murmdri, imhrogliare, a: gloss: 
^6p-Ti-|aa? frutto di penoso lavoro. 

'm^u/eddi, to. Imbuto. 

me(tmi C®: XXII), e dav. a voc: m'. 
prp: Con, da^ diy iny presso. Regge 
I'accus: dei nomi ed ag: e il gen: 
deU'enclit: pronnominali (nel C®: 
LXVI ov'fe il genit:, dubito deb- 
ba leggersi me to jcro). - Me to 
cal6. Colle buone, benignamente, 
- Pdo me 61u. Vado con tutti - 
Me 61o pu, ti. Con tutto che - 
Me tqn ghjer6mmu. Ai miei 
tempi - Me mfan 6ra mj/ina/j. 
In un*ora di mattina - Hdnnome 
nie ti strdta. Mi perdo per la 
strada -. 11 me di me ta pldja 
p^rro (C*: LXII) parve affatto 
oposo al Cp. (97), e strano al Mr. 
(i58) che leggerebbe ji^^ '^ TO, etc: 
ma, oltreche dali'ultima locuzione, 
d confermato dal Bl. ed illustrato 

■ dalle antiche (peOteiv ficTd vf)a^, 
lAaOveiv ^€tA arpaTdv etc. 
ot: me, ma. - rc: \ii. L'a: ^ezA^ 

. solo(tparossit.) nelleOraf. o fos- 
sile in pochi composti, come me- 
taldmbamma, methdvri, me- 
tap die. V: Per alcune corrispon- 
denze di locuz. ot: e rc:, e per 



I'unione di med' (Cp. XII e L. F.) 
o meth' coi pr: possessivi (me- 
th^mu, meth^su, meth^tu, 
mecOy tecoy secOy V: App. Gramm. 

m^dditha, i. Vespa. - Del rc: aqpfj- 
KO, f), a : acpf^E, 6, non esiste traccia 
in questi dd: a Condof: ed a Gallic: 
dicono vedditha: ambedue per 
*&^XtBa, a : &dXXtq^ -160?, specie in- 
certa di vespa. Note vole m=vr=:6. 

mdga: f: megdli. Grande y vastOy 
adulto: comp: ple(o)' mdga:ma^- 
giore: megal6teVo (ant: suff: 
compar: -x^po): un po* grande ^ 
grandicello: superl: pdra m^ga: 
grandissimo: po44^ ^' cnorme. - 
ot: mea, mdli: dm: mealuddi. 
- IJidraq, -dXn» -a- rc: m: ^etciXoq. 

meldni (Mrl,), to, Inchiostro. - ot: 
=:, e veldni. - rc: ^€Xdvi(ov). a: 
IJi^Xav. V: 'nchidstro, 

meletdo. impf: emeleto. ao: erae- 
lelia. impt: meleta, -tdte. cong: 

ao: na meletfo. inf: ao: mele- 

« 

if si. Leggo. - ot: melet6 (II cl:) 
impf: emeld^t[one]. -^leXexdui che 
ha il senso molto affine di recitOy 
studio, 

m^li, to. dli: Miele, - sc: =r. }xi\\. 

melissa, i (M. Mr.). Ape, fihi tin 
gardla ti m. Ha il cuoredelVapCy 
cioe, edi buon cuore. V: melfssi 
di cui usurpa il pi: 

m e 1 i s s a r 1 a, i. Sciame d'api che 
sciama fuori delValveare, - rc: ji€- 
Xiaaapid. a: ^€Xi(ra(a (M. Mr.). 

melfssi, to (Vl.). Ape, - ot: me- 
Ifssia, i. - rc: ^€X{oal(ov). La forma 
ot: mi pare il n: rc: femminiliz- 
zato dair a epitetica, dovuta forse 
alia reminiscenza di [xiXxaca, 

melissofd(gh)jena, o. Mangiapec- 
chieyMerops apiaster ((Lin.), 
tosc: gruccione (Savi). - rc: fic- 
Xiaa6q>aTov. 



// 'Dial^io GrecO'Calabro di ^ova. 



16 



- 168 - 



meluni ispTOy. to^ detto ancora m. 
&zz6 zomi, e seconda il Mrl. pe- 
p6ni. Popone, Cacu mis naelo. - 
sc: muluni. nap: mell6ne di 
pane. - irdiruiv, 6. rc: iT€ir6vi(ov). - 
m. SLZz6 ner6, owero m. riiso, 
to. Cocomero, Cucumis citrul- 
lus. - sc: muliini d'acqua. nap: 
mell6ne d'acqua. - rc: {^poird- 
inuv, 6. 

men^stra, i. dli: Minestra. - ant: 
it: = (Dz. II, 47). nap: men^sta. 

- rc: \i(tviCTfKL (Pd. II, loSi)^. rc: 
^cv€<XTp^Ta , fricassea . 

m^no. impf: ^mena. ao: 6mina. 
impt: ro^ne, -ite. impt:ao: mine, 
-ite. cong: ao: na mfno. p: ao: 
men on da. Rimango, restOy aspet- 
to. ot: (i)m^no. impf: 

ed ao: =. impt: ao: mino(ne). 
na mtno. minonta. - \iiv\s3. 

m^ra. V: im^ra. Pei giorni della 
settimana V: dest^ra, trfti, de- 
tridi, p^sti. parasciogguf, sd- 
vato, ciuriacf. V: calimera. 

mer^nda, i. dli: - rc: ^cp^vba. 

meria, i. Parte, latOy luogo, paese, 

- Aharo m. Brutto luogo. An 'di 
ma m.'s tin iddi. Da una p, al^ 
Valtra. 'Zz€ tunde merfe. Da 
queste parti, M. ziif. Poggio, V: 
ziI6. ot: mer^a; me- 
r^o, m^ro, to: pi: m^ri. A 
Mart, catumer^a e la parte piik 
bassa del paese (Mr. 161). M^ru 
come av: ^ rimasto nei dd: it: 
della Cal. Citer. p. e. m^ru In 
]ume, verso il fiutne. 

re: M€p(i)d. Cron. Cipr, |i€p4a. yjk- 

po^, t6. V: miridzzo. 
[m^rpma, to]: pi: nSm^mjata, ta. 

Attimali domestici, rc: ii))|iipuu^y 

addomesticamento. 
mer6nno. aa: em^roa. ppp: me- 

rom^no. Addomesticot^doma, - M. 



ta vudia. il. f butd. - rc: (lUiie- 

p6v(o. a: Vi^€p6ul. 
merticd, to. Porjione. - rc: itcprt- 

k6(v), Mcpb. 
m^sa, -o. ay: In mes[:(0. -M. se ^na 

hordfi. In m. a un campo. - *S to 

m^so. Nelm. - ot: (a)m^(s)a, -.d. 

- Ames 'ti strdda. In m. alia s. 
^ rc: \iiaa^ dvoix^aa. - a: ^ iteaip. 

me sac 6, ag: Me^^ano^ medio: - me- 

diatore{}). - rc: ykt6xaK6^. 
mesdli (Mrl.), to. Tpvaglia, - rc: 

|a€adXi(ov), -dXa^ ^. 
mesdnisto, to. Me:[:^anotte. - rc: 

M€advUKTOV. 

mesdto. ag: Me:(^o. a: poet: pteod- 
Tio^ ixiaaro^, V: fengdri. 

mesim^ri, e nel M. Mr. misim- 
m^ri; to. Me^^o^giorno. av: ot: 
misi(a)mdri, afsd mis(c)iam6ra. 
il m. - ^€a1l^ppla. rc: |i£<ni|t^(oir). 

fmcta. V: me. 

metaldmbamma, to. Eucaristia, - 
Voc. eccles. - iicTdXiyyic^ 4 ^CTa- 
Xofipdvw. 

metapdle. av: Di nuovo, V: grdfo. 

- ot: ma(da) pdle, ja pdle. Da 
|Lt€Td e irdXiv, 6td e ir (Mr. i53). 
irdXc per icdXn^ h nelle Cron. Cipr, 

- V: me. 
metdzzi>«xi(YL.), -dpsi (W.), oaat. 

(M. Mr.)» to. Setay raso, - ot: ma- 
ddfsi, i. * rc: |i€TdEt(ov). itterdSa, 
jyuxT. 1?^. lat: metaxa (LuciL^y mat. 
da cui rit: matassa^ cogli affini 
neolat: (Dz. 26%). 

m^ter. Ant. vocat. di |a^ti|(i: ikon 
vive nel d: ma e mummificata in 
qualche Oraz. Nota &L suoao e per 
i|. V: mdna. 

metdrro. ao: emdtira. 5/iaffO, 
scopo. - Mcraipuit (da alptj») con va- 
riazione non illog^ica di agnU V: 
mdtremma. 

methdvri. V: dvri. 



xnetrdo. cong: ao: na metrfs[o]. 
Ps. inf: ao: metristi: ppp: me- 
trim ^ no. Misuro, numero. - of. 
metr6. na metrfs[o]. - re: jic- 
Tpdu). -^ui. 

mdtremma, to. Spa^^attira, - fe un 
V^Tapima da meterro, V: 

tn^trim(m)a, to. Misura. - ^^rpiifia. 

m^tro (f-os Mrl.), to. dli: - ot: 
=. iLi^Tpoy. In ot: conserva ancora 
I'antico signif. genera le di misura, 
mentre oggi a Bova sembra aver 
solo queHo speciale dell'unit^ di 
misura lineare inalterabile. 

in^2za, i. dli: Milja. -nap: meuza. 
8c: m^usa. (sp: meisa. neoprov: 
melso Dz. I, 277). ted: mod: milz. 
sved: mjelte. dan: ed ingl: milt. 
Tutti dairant : alt: ted: milzi (Dz. 
ibid.), mentre del nome gr: lat: 
(atr\/|v, splen,) rimangono, ed d 
fatto notevole, traccie piu scarse 
negli idiomi neolat. 

taifl. V: 4nsL 

mlccMdi^ e per dlleguo c^ddi* -st- 
accresc: vezzegg: micc-edd-iin-i: 
nella L.F. il n: micc-edd-u»-dc-i 
(tmitz.): cf: ii tosc: puerile pice- 
in-in-^U-o. - ag: Piccolo^ piccino. 
bambinOf -a isMpcrl: o podd^ mic- 
c^ddi. -r E il dm: dell'ot; mic- 
ci6, minci6, -f (Gor. e Castr.) 
che ben Mr. (i23) riconduceaira: 
dor: )LHKK*6<; (mfccu, -ari^Uu, 
4:osa piccola, nei dd: it: della Cal. 
Citer^), dm: fiiKK-OXoq = ^tlc-p6^ 
(migr6 disus: a Calim.), insicme 
al ^iTcr-^ zacon : (Dv. 55) ed al cipr: 
jiiT2:-fi(;, g\^ confrontati dal Cp. (95) 
^olla nostra b: alia stessa sorgeoie 
vitolsi pur riferire Ta: laced: iiiik- 
UoyLatf to. entro neWinfan^ia alTetd 
di tre anni, e 

tnicciugndzzo. Smi/iujfo (M. Mr.). 



miccluna, i. Brirto/n (ca: imod- 
dica), Cf: iUt: e lat: mic-9. lat: 
mic-ul-a. ag: mic-idu-s (Cr/i^2) 
e I'it: micc-in-o. Di qui ii v: 

mfga, i. Mosca. - ot: mfa. - re: 
MOT(i)a. jiu-l-a. a: laeon: ibioiiyn-a 
(H.). zae: jioO-Z-a (Dv. 206). alb: 

mfgghio, o. dli: Miglio, - se: -u. 

- ot: meUna, to. iat: milium, 
re: luUXtov. alb: yiikj-e, a: |Li€\{vT). 

milia, i. AfWo. -ot: -^o, to. - ^i^X^a. 

milindri, -dro^ o. Mugnajo. Per 
assimilaz. da un *iLiuXuiv-dpr]-^. re: 
^uXujva<;, che h pur cognome, come 
il ted: MUlIer, ingl: Miller, etc. 

mflinga, i. dli? Tempia, - re: jufi- 

XitTO^t -Twi<. ^. MnX(TTUov), luXiy 
tia, f\, 

mflo, o. Molino, - ot: =. fiOXiK. 

mflo, to. Meia, - ot: =. ^fiXov. 

mina, o: pi: -i. Mese, - ot: =, re: 
^f)va(. a : \xi\yy ace : \xf\^a.. Pet nomi 
dei mesi V: (gh)jendri, flev4ri, 
mdrti, aprf4di, mdj (o, ot: =: 
re: fu&nq), giugno o protiliuni, 
luglio o storojuni, dgusto, 
sett^mbri, ott6bri, nov^mbri, 
dicembri. - DCo mfnus drte. 
Or sono due mesi, 

mind!(!(af i. Minaccia, - se: ammi- 
ndzza, -u. 

minchiunij o. Minchione^ bahrdo. 

- sc: =r. Da m inch ia (sard: mln- 

ca), lat: men tula wie das 

synonyme pine one von pi a go 
Oder cog Hone von coglia> Oz. 
II, 47. Cf: il vern: tosc: .ea«zac- 
cio. 

minora, i. Miniera. - sc: s:. 
mingrdna, i. Emicrania. -scrjqiap: 

m i n g r d n i a . fwii-Kpav^'H* 
mira, i. Sorte, * ot: =. ^ >iotpa. 
miridzzo. ao: emiria<sa. SpariiscOf 

divido, - ot: merizo, -izo. impf: 



-/vi 



190 — 



(e)m^raza. impt: ao: m^raso. 
cong: ao: na merdso. - no\p6Z\u, 

|U€pRu). 

mirra, i. - ot: =:. jiO^fa. ebr: I'D 
o Td, mor, affine a ID, m&r, 

goccia, 

miscit6gguo. ao: {e)Tniscitezza, 
Frugo, agitOf mescolo, misc-it- 
are'per saepe tniscere ^ in Du 
Cange: miscitatus h nei Gromat, 
vet, del Lachmann (p. 36 1). Quindi 

mi5cf/emma,- to. ^) Mescolan^^a. *) 
Miscela di frumento^ lenti e similij 
che si macina per fame il pane del 
volgo, 

misf, to. Metd^ me:jiJ[0» - ot: ag: 
(i)nifsio, m£s(c)io, imiso, m^so, 
mis6; f: miscia. ifjiniaeta, f|. fi^T- 
ouq, -<J€(i)a, -au. re: /jimCaio^,, -ia, 

-lOV. 

mis6| -f. ag :MeffO, -<i. - ot: =. 

re: fiia6^. a: ^^ao^. V: fmiso. 
mist^ro, to. dli: pi: -^ria. - ^u- 

ar/ipiov. 
mfstra, dm: -ud4a, i. Cucchiaja di 

legnOy mestola, - a: ^OaTpov. - re: 

fiouarpiov. 
mitdri, to.Liccio.-^irdpiov, fiiro^, 6. 
mfTlia, i. Menta, - ot: m^nta. - 

jLiCvOa. iLiivOr). 
tmftho. CO. XXXIX, not. Naho 

mitho. £l una mostruosa accoz- 
' zaglia del fr : 4 Lb.: dalla sua ver- 

sione pare volesse scrivere na eiu- 

mith6. V: ciumdme. 
mftra, i. dli: iniTpa. 
mftti (t-f Mrl.), dm: -6 44 a, i. 

Naso, - ot: mft(t)i. re: ^iO-t-h. a: 

mitzeddundci. V: miecdddi. 

. . . . • 

mizilhra (f-dra Cp.), i. Ricotta, - 

re: ^utiOpa. 
+miziura (Mrl.) o. Massaro, 
m6da, i. dli: - re: yAha, 
modi^j i. Molla, - se: =. 



mdddo, ag: TardOy lento ^ molle. - 
sc: -u. dd: tose: moUo. 

m6do, to. dli: - re: ^66o^, 6. lat: 
mod-u-s. 

mo^^dgguo, moj, ao: em<5^/iezza.. 
Afuovo. - *mov€Ou). 

mol6hi, to. Malva. - MoX6xti, i?i. re: 
-a. II suono i deU'ri dovette deter- 
minare il cambiamento del generer. 
*jiOX6xiov. 

m6naca, i. dli: - ^ovax/(. 

m6naeo, o. dli: - fiovax^^. 

monf(a), i. Casa^ casolare di cam- 
pagna, ricovero. - ^ov/j, da |ii^v-u>. 

m6nno ed anehe om. impf: emon> 
na. ao: ^moa. impt: ao: m6e, 
m6ete. eong: ao: na m6so. inf: 
m6i. lo giuro, - ot: {a)m6nno. 
impt: ao: dmoso, io sper giuro: 
io giuro si diee in ot: pidnno 
juram^nto (Mr. 169). - re: 6jui^vui. 

djLiVU^t. 

mon6. ag: Semplice, dispart. - re: 
^ov6^. a: fiav6q. 

mdrcio^ to. Pe^o^ squarcio, foffo^ 
- M. hordfi. Appe^amento di ter- 
reno. 11 suo dm: morci-ue-i vale 
anehe momento\ ef: Tit: pe^^^etta 
n^Ue loeuzioni temporal!. Non t 
gi^ un Voip-dKio-v, ma il lat: mors- 
u-sda cui il dm: bl: mors-ellu-s, 
{offa)^ it: mors-ell-o, nap: morz- 
fU-o {bocconcello), gergo del ladri 
spagn: mure-e-o (? came di porcoy 
lardo), pieard: morch-el (pe^j'fo), 
fr: morc-eau (Dz. II, 38i). Rife- 
rirei alia stessa fonte il sc: mur- 
sia neila'loeuz. fari m, rompercy 
guastare un oggetto, it: fare in 
pe^Hi, 

mosoH [to? Mrl.]. Mussolino. - re: 
|Liouaou\{(ov) von Mosul, arab^ 
Mau9tl, stadt in Mesopota- 
mien, wo es zuerst verfertigt 
ward (Dz. I, 286). 



J 



- 191 - 



^'tnpirno , V: ^nfdrno, 

''mpraschegguo.ao: emprdschez- 
za. lo imbratto. Lo derivo addi- 
rittura dal lat: em-plas-tr-o, it: 
im-pias-tr-o, anzichfe vederci un 
*^ji-TrXao-T[p]-€0-u;. re: ^^-trXaa-xp- 
6-v-u>. 

'^mpullinoy to. AmpoUino. - sc: -a. 
dm: di atnbii44i' V: 

.niuccatiiri, to. Fd^!(oletto da naso, 

w occ/c A I no, /^^fjwo/jjC per estens. 

. anche cravatta e sciallo, ot; mace- 

al-<ar-i.sc: muec-a-lur-i. nap: -o. 

fr: moueh-oir. Dal lat: muc-u-s. 

muceo, o. Mocc-i-Oy tnocc-ol-o. - 
^iOk-o-^. jiOE-a. lat: mCic-u-s. 

-{-iniKld^rra, i. Coper ta grossolana 
(M. Mr.). 11 gruppo d4 che in 
quest! dd: equivale frequentemente 
a 1, e la desin: -drr-a (=. -dr-a?) 
*ci offrirebbe un *ww/-arr-<i, sul 
tipo degli it: cam-sdrr-a, chit- 
drr-a; ovvero senza geminaz. un 
^mul'dr-ay sul tipo dei sc: quart- 
dr-a, musci-dr-a, col significato 
.di gualdrappa da mult, Tuttavia 
ritenendo probabile debba scriversi 
muthdrra, ricorrerei a |li6t-o-? o 
\xQ'K'(i'C,,fila^faldellay fascia y col suo 
dm: ^OT-dpio-v pur esistente nelbl: 
mot-driu-m. II passaggio del x a 
44 sarebbe un fatto isolato in que- 
st© d : benchd non improbabile pel 
tramite di h\ convalidata invece da 
^sempi sicuri e I'aspiraz. del x (me- 
thdvri, meth^mu, vurvuthu- 
ufa). Quanto alia desinenza, poichfe 
V -dr-a b: (re: -dp-a) designa solo 
41 sesso f: degli animali, puo cre- 
xlersi T -dpio-v raffazzonato airita- 
liana. E giacch6 contra geniodebbo 
aggirarmi non di rado nel campo 
fantastico delle ipotesi, mi fo le- 
cito ricordar qui Talb: ^ouxd<p-i, 



gualdrappa y che trovo in un pro- 
verbio citato dal Cm. (II, 58): il 
mio illustre amico ci ravvisa un 
*|ii€xd|u<piov (II, 72): raa non po- 
trebb'essere invece un *|uiox-d-<pi-o-v 
altro dm: di ^ox-6-q, dovuto ad 
influenza greca e foggiato sul tipo 
dei iieutri Zu)-0-<pi-o-v» xu)p-d-q)i-o-v? 

mudidzzo. ao: emudiasa. Allego 
I denti. - re: |Lioubid-(Z)iu. - a: al- 
|uu)6idw, 'hiiu (at|LAa, 6bo0<;). 

muglusso, o. Borrdnay Borrago 
officinalis, buglossay lingua di 
buCy cos\ detia in varie litigue per 
le sue foglie tutte aspre e rugose, 
-cal: burrdjena. - a: poOTXuaao^. 
re: -ov, x6. 

m uh a, i. Muff a, - re : jioiix^a- - spagn: 
m6ho. V: muthiamma. 

mula, i. dli: - gb: |uoO\a. re: iiioOXa. 

muldri, to. *) Bastardo, trovatello 
per metaf: che I'it: sic: nap: han 
comune col gb: e re: noOXoq, 6. 
gb: e re: -dpi(ov), mulo: ilf: jiioOXa 
per 7r6pvii nel Pw. [Ind. verb,) come 
I'it: giumenta. *) -{MuIo (Mrl.): f: 
muldra (M. Mr.) e fmuldri fi- 
lic6 (Mrl.). 

mulo, o. dli: - gb: e re: jioOXot;. 

munevro, to. Nervo. - re: poOv€u- 
pov. V: nevri. 

mu(n)gido e mungegguo. Mi 
lajgnOy gemo. - cal: mungfju. sc: 
munciri. - a: iliot^u). lacon: -Yidui. 

munita, i. dli: - sc: =. - gb: fio- 
v/ixa, -ixa. re: -d6a, dal lat: Mo- 
n^-ta. Trovo tra i miei appunti 
questa nota: La moneta deei- 
malecorrente in Italia si 
chiamn a Hova coi nomi che 
tutti conoscono: pero cireola 
aneora qualche moneta bor* 
bonica, e sodon talora i homi 
di pezzf (Piastradi Spagnaopezza 
d'arg. da 8 reali: valeva 12 tari e 




- 198 



grana 10 sic: = Lire 3,75 tt!)^ di 
dchiulsiy di trfa dioga, V: 

munitdri, to. Fungo. - u=:«, forse 
per processo dissirailativo. re: (d)- 
|ioviT]&pt(ov). a: Aiiavtrn^, 6. Dal re: 
il trc:j^^i^ mentar. 

mtinno, o: dm: -f, to, in Mrl. Pm- 
dendum tnuUebre, - re: Moiivi(ov). 
gb: fiouv^, f). II pouvf|=CMiiifii5y ci- 
tato dal Pw. {Ind, verb. s. ^ouvi6), 
da pouv6c (m ini2.r=p come nei b: 
m^irglusso, m«unevro V:), monie 
.(of: Tit: monte di Ventre ed il gr: 
Kf^no^), e talora pettOy mammellay 
CI addita Torigine della voce re: 
che, pel rapporti della G^ecia con 
Venezia e colle regioni padane, po- 
trebbe anch'esser paasata, com'ahre, 
nei dd: veneti, e da questi in pa- 
rfochi lombardt, sotto la forma 
m6na (o chiuso). Tuttavia 6 assai 
pfobabile che quest*ultima non sia 
ahrocherit: mon(n)a per ma-don- 
0a» che, nei senso pur di bertuccia, 
ai trova in sp: e pg: in neoprov: 
(mouno)ed in bret: (mouna) (Dz. 
I, 280): cio puo richiamare Tit: 
donna del corpo per matrice, 
Delia Gomica deriv: da jUiVvil) ^s^t: 
Me-na, Dea dei mestrui^ sar^ roe- 
glio tacere, perche non sia offerta 
a qualche linguista una causa te^ 
terrima belli, 

muntugh^gguo^ NominOt mento- 

, vo, sul quale V: Dz. (I, 271): uz=ie 
per assimilaz. 

munuhdriy to. Majale. - re: ^ou- 
voux<&pi(ov), castrato^ da eOvoOxo^ 

(^voux = Pvoux = [€]Ovoux)* Mv per 
|lv = uv, non 6 solo del d: cipr: 
(Ml. 90) ma ancora del zac : dov*e 
appunto pouvoi^xi (Dw. 208). Per 
Tantico fatto consimile, \x iniz.zzF 
vedi Cr., p. 5So. 
mun%d44iy 'X^44if to. Mucckio, 



torma, mon[ii}eeUa. - ac: mua- 
a^ddu. fr: moncean. 

murmur&o. Balbetta, - re: e bg: 
^oup-ijoup-iz-iu. a: |iop-^p*tti. skt: 
mar-mar-a«s {romare)^ etc: (Cr. 
337). lat: mur->mur<!>o. alb: iioup- 
|uoup-((Te. ted: mur-mel-n. ingl: 
mur-mur. aved: mu-ml-a. dan: 
mu-ml-en, etc. 

murmi^rerama, to. Mormaria. - 

re: |yioup-MoOp-i*o-|uici- 
muro, to. Ge/50,fnoro,Morus alba. 

- re: ^oOp(v)ov. - a:>i6pov, fuSipov. 
fr: miirier. 

murra, dm: -^dda, i. dli: Brdnco 
d'animaliy greggia^ torma, calca, 
moltitudine, - ot:cal: (iMBR.-CAs.Ilr 
236) e nap: =. it: mora(?)y monte 
di sassi, alb: ^6p-a(?), incubo, ^: 
\i6fiHiL (R. |Ui€p> |Li€(p-o-»tai Cr. 332), 
porifionef ed a Sparta corpo d^ar- 
mata, e precisamente la sesta parte 
deireserctto, composta di quattro 
X6xoi. 

murr6ghidai ta. Emorroidi. * at- 

murtdri, -61 i, to. dli: - re: fjioup- 
Tdpt(ov). gb: |iopT. V: hieromijir- 
taro. 

murtid46o, e -(zzo. Sonnecckio. 
Forse da morte, per quel processo 
ideologico onde i Greci finsero il 
Sonno fratello della Morte, ed 
Ennio, Lucrezio, Virgil iO|Scrissero 
somno sepultus, e noi diciamo 
cascaf morto dal sonno^ sonno e- 
terno, e ferreo sonno per morte. 

rouscdri, to. Vitello. ^09xdpt>v). V: 
damdli. 

muscugliuniy to. Moscone^ iafano. 

- sc: muscagghiuni. nap: mu- 
schiglione. mosch. 

miisica, i. dli: •* fiouaix/^. 
musso^ to. MusOy becco^ e con idea 
diapreg. {Prov, 11) viso umano. - 



- 193 - 



ot: mviso, nap: =. sc: -u. - M. 
tu conftt. Grijb dei porco, 

mustirda, i. dli: - re: pou(fTdp6a. 

mnstirl, to. Mestc. « gb: e re: 
ItoOoTo^y dal lai: mustum ed ar- 
caic: -us. 

mustizzto], rx[o], [t]o. Baffo, mu- 
stacchto, - sc: -u. fr: moustache, 
sp: niostacho. alb: ]LtouaTdKJ>e. 
gb: e re: ^(o)uaTdKt(ov). Tatti dal- 
I'a: dor: iJiOoTag, per ixdaraly 6. 

xniistray i. dli: - re: ^6aTpai 

milthiamma, to. Muffa, - re: |Liou> 
xXCaafia. Quindi 

muthidzzo. Ammuffisco, - Col pas- 
saggio di x in 0, probabilm. dopa 
espulso il \y t il re: ^ouxXld2^ul. 
alb: )iiouxouX6ije (Cm. II, 134) ehe 
coirit: moec-ol-dj-a si riannet- 
tono a |xOk-t)-(, muffa, lat: mue-or. 

w«i?o(gh)j^glio, to. Sorriso, - V: 
(gh)j^lo. 

««t^<^gl3)i^l^09 niQx. Sorrido^ - II 
priroo eleoiento del vocabolo non 
m'd chiaro: forse pu6 pensarsi al- 
r^v: cal: sc: a mucciiini, di na* 
scostOy v: ammucciiLriy nasccn- 
derey_ it: ant: mucciare, trafu' 
garsi <lat: mut-ti-re, mCk-tu-s? 
cf: Timer: berg: iD6cio! \itiol): 
W v: allora equivarrebbe a rider 
sottecchiy re: xa^oTcXdui. Ovvero, 
al re: )yioOT2;oc, it: muso (V: Dz. 
ly 285), quasi rider sul muso, ghi- 
gmare. - V : (g h)) e 1 ^ o, el 'antece- 
dents. 

mu^^uUriy -Hthi, to: piti in uso al 
p\: Pietru:{\a roionda y ghiaja, - 
Poco o punto circa il senso con- 
vengono alia prima parte dei vo- 
cabolo le ipotesi avanzate per 
miino(gh)jel^o: quindi, o queste 
sono fallaci, o qui si tratta di dt- 
ver^oelemento. L*it: mozzo (mu- 
til us) pei{s^o di qualche materia spic^ 



cato dalla sua massa pu6 fare al 
caso nostro: ma anche il )iiTO-£ za- 
con: (Dv. 198) ed il cipr: fiirZ-fK* 
per v^Kpd^, possono ferci supporre 
un b: *muzz6 = al micci6 ot: 
(V: m ice ^44 i)> ^ ci6 pel pas- 
saggio non nuovo delF i ad u (per- 
ducfa, vurvuthunfa). Allora 
muzzoHfi equiyarrebbe ad un *fii- 
KpoX{6iov, roentre nei due vocaboli 
surriferiti il MiKp<S^ avrebbe valore 
di alquantOy un pocOy come neH'a: 
|uiKpoKa|jiTr/|^. Per la seconda parte 
del vocab: V: Htho. 



mac c hi a (=:zlordura) - maddma - 
madddnna (= matrigna: in sc: 
vale signora) -maestd-mdiyOti^. 
maistra, sc: =. majdliy (o?) sc: 
=. malignitd[ti) - mali:[ia - 
malucridnf^a ' mancdn^a - 
manch ot: =. mdnco^ -a [*} ag: 
V: hi^ri. ') av: =:^ neppureymeno]y 
sc: =» m^intin ot: =. maravi- 
glia ot: =. marayigli mera* 
vigli ot: =. mastroddsciay o 
(= falegnamey maestro d*a$cia)y 
nap: =, sc: -u d' 4 - *mbard:(:(o , 
to, sc: ■=, e 'mm - *mbarch ot: 
= io imbarcoy ot: 10 passe: re: 
lufiapKApw, -apiZ^w) - 'm b r i(g h) j a c h 
ao: embrijdchezza {= imbria- 
care ^arst) sc: 'mbriacdri, nap: 
-dre - 'mbridco (ubriaco)y ot: =, 
sc: -u - ^mbrijaciini (= ubria- 
cone) sc : =. medidnti (prp :) - 
medicina ot: =. mintiy i, ot: =. 
mercdntiyO^mercan^ia - mer- 
cdtOy to - merit - mirito, to - 
messdri e miss^rey o (= padre y 
come in qualche d: subalp. a Berg: 
mtss^r :=: suocero: in ot: = me- 
dico) ^ miccioy to (= lucignolOy 



— 194 — 



cf: Tit: miccia) - mfiifmo,-a, ag: 
- minuto [») ag: compar: pie' m - 
dm: '444 o. ') sost. to] - mird- 
culo, to, ot: =. misdta (i=e) sc: 
=. miserdbili - misiria - mi- 
sericordiuso ' missdli (i = e), 
to, sc: = misura - mdbiliy to, 
sc: — . moddlloy to - mordle^ i - 
moribundo - mortdli - mdrtiy 
i - mortifich - motive, to - 



mov ao: emovczzz. (=■ rifaccio 
illetto) - *tnpast - *tnped'*mpegn' 
*mperaturiy o - 'mpiccio, to - 
^tnport - mulettdri {mulatiiere)^ 
o - mum^nto , to^ot: =:. muntiy 
o, sc: =3. murmur ij sc: mur- 
muriirisi - WM5/r[o], v: (C* bi- 
lingue LXXIII) - m«f ot: =. 
miiffo, to: pi: -i (=' proverbiOy 
motto). 



n (C»: XXIV, V. 4). Non posso ri- 
tenerlo qual riinasuglio di ^; ma 
sono incerto se si tratti deirit: [i]n, 
o se piuttosto, accaduto lo scadi- 
mento delta prp: re: 's, debba 
aversi qual ultimo avanzo deU'art: 
m: cos\ neirultimo verso del C":XLV 
di Corigl. (Mr., p. 38) Mas df *n 
eternitA, Ci dard /V., il 'n equivale 
a tin. 

na, e dav: a voc: n' (fne Cp. XXVI: 
l^ggi n'erc). eg: Perch^^ eke, af- 
finch^, lat: ut. - ot: =. re: vd, 
dall'a: tva. V. App. Gramm, 

•na«) = ^na (C*: XXV, 3. St. diGius. 
XLI, 26). 9)tna(W). V:Cr- XLVI. 
Sillaba insignif. per cacografia. 

ndca, i. dli: Culla. - sc: =, naca- 
16ra, dm: nachic^d4a, nacuzza. 
£ pur nei canti di Moliterno e di 
Spinoso (Basil.). V: Imbr. - Cas. 
I, 189. - zac: vavv-dK-a (Ov. 222). 
Col verbo 



ilic[o], CuUOy canto ia ninna nanna, 
di cui mi occorre solo Timpt: 
nica nel ۥ: LXIII, e che d a 
confron tarsi coU'o: nannarizo, 
re: vavv-ap-iZ-uj, lo derivo dall'a : 
vdvv-a, \iay cui benissimo il Cm. 
(I, 35) ricongiunge Talb: ghego 

_ v&vveymadre (scodr: vdva,tsk: vf|we) . 

nat 6gguo: Sio: endtezza. lonuoto. 
- sc: natdri. lat: na-t-o. 

'«ca^4^gguo. Incallisco. - sc: 'n- 
caddfri. 

'ncatin€ggMO. Incateno. - sc: 'nca- 
tindri. 

'ncens^ri, to. Turibolo, inc en- 
si ere. 

*nchiumb6gg\xo. Impiombo. - sc: 
'nchiummdri. 

'nda. V: t^ndo e cenddo. 

'rtior^gguo. V: (aYndor. 

necessdrio , ag. dli: - gb: vckco- 
adpio^. 

aer6, to. Acqua, pioggia. Ajo n. 



L 




- 193- 



A. sania. rc: dTtao|yi6^, o. Ecfno 
pu s^rri to n. Acquajolo, - ot: 
=. n{e)r6. - gb: e rc: v€p6(v). cf: 
Ta: va-p6-^, vii-p6-q, liquido (Niip- 
cO-?, NT]pT]-T-0» R- vu, avu. skt: 
snu, sn^u-mi, fluo (Cr. Sig). - 
V: ch(i)er6. 

n^simo, to. Filato, - *v/|ai|yio?, -a, 
-ov da vf)Ma, t6> vflaK, i^. Cf : kXiIi- 
a-i-jio-v da kX((i6ui. 

n^tho. impf: ennetha. ao: ^nne- 
sa. impt: nethe. impt: ao: n^se, 
n^sete. cong: ao: na n^o. inf: 
n^i. lojilo, - ot: mn6to, mn^so. 
- rc: fviQiu. vf|9i«. a: vi\xi, zac: 
vdaou. lat: ne-o. V: Cr. 3i6, 3 17. 

n^vri, ta (M. Mr.). Nervi, - ot: 
nigr6. - vcOpov. V: miinevro. 

nghfri. V: f^iri gfri. 

•nghfzzo, engh. impf: ^nghizza. 
ao: ^nghi(s)a. impt: ao: 'nghie. 
cong: ao: na 'nghf(s)o. inf: ao: 
'nghfsi. lo iocco, - Mu 'nghfzzi. 
Mi tocca, 'N. metapdle. Ritocco. 
To mertic6 ti mu 'nghfzzi. Lj 
por^ione che mi spetta, - ot: (en)- 
ghfzo. ao: ^nghis[a]. cong: ao: 
=. - brfihu ((-p. per svista lo prese 
per ifiip(iCu) p. 78). 

'ngindri, to. Uncino. - *6TKivdpiov 
dm: di dTKO<;, 6. 

'ngonatizzo. V: (a)ngonatfzzo. 

nfch'i, to (Mrl.). Pigione, - ^voCkiov. 
nfmma, to. Bo^pma. - v(|LA|LAa. 

nifi, i (Mrl.). Sposa, - rc: vO()Li)(pTi, 

vu|uq)Ti. 
fniftdnni (M. Mrl.). Annotta, - ot: 

=:. rc: vuxt6v€1. 
nfho, -i. ag: Piccolo: superl: pdra 

n. - sc: nfcu. 6-vu5? Quindi 
nihud4a, i. Pe^^^ettino. 
nimdli V: anitndli, 
nf^^io, to. dli? Infante, - rc: vfi- 

ino(v). a: v^ttio^ (vii-elndv). 
nistaycd antic: nfhta, nffta, i: gen: 



nCsta c rar; nih6(V: St,diGius, 
XLVI, 2: not.). Notte, - N. ce 
m^ra (L. F. not. i), nistanim^- 
ra (M. Mrl.), niftanim^ra (C*: 
LXIX), tnipta nim. (Cp. XXXV. 
V: Mr. 102) N. e giorno. fCalf 
nfcta. Buona n. (Mrl.). - ot: 
nCfta. rc: viiXTa, vOktc. zacon: 
vioOtto, alb: vAT(T)e. - a: vOE. 
nist^gguo. ao: enfstia. /oi/^ii/no. 
-N. 61c tes im^re, de ten nfste 
(M. Mrl.).D. tutti I giornif ma non 
le notti, - ot: nistic6(nno). - vii- 

OTCOUI. 

nistfa, i. Digiuno, - ot: nistio, to. 

VT]aT€(a. (vT)-f&U)). 

nistic6. ag: Digiuno. - vr\OTVK^. 
n6nia, to. Nome. - ot:(6)noma. - 

fivofia. 
tn6ssu (Bl.). V: 6ssu. 
n6ia, i. dli: - gb: v6Ta. 
nov^mbri, o. dli: - ot: no^mbri. 

- rc: vo^)LiPpio(;. 
*ntass6gguo, V: ant, 
'ntinn^gguo, Tentenno, sc: *ntin- 

nidri. 
'ntisa, i. Retta, ascoltOj intesa, - sc: 

=. Den du d6nno 'n.Nonglidb r. 
*nton6gguo. ao: entdnezza, Rin- 

trono, intuono. sc: 'ntundri. 
'ntrigo, to. dli: - sc: -cu. rc: tv- 

xpiTKa, 1^. 
numero^ to. - ot: =. gb: vbO)Liepov. 



natura, ot: =. navigh - nasfidni 

- 'nca44 sc: 'ncad4iri [=. incal- 
lire) - *ncanal - 'ncarich - ^ncd- 
rfco, to - '«Cflrw[^gguome] (nel- 
VOra^, IV solo Tao: ps: (e)« ear- 
nest i[n a]), ot: = (Cant. sacr. Mr. 
I) - 'ncatin ot: =: sc: *ncati- 
ndri(e=:i) - 'ncinso^ to - '«- 
chidstroy to - 'ncommddo ^ to 

- 'ncommod - ^ncorpor - ^ndor 
ndovin - 'ndustria - necessity 



— i«- 



a/im , to - «^« , to - n ^If o - 'nfirn o 
(fmp.C!^.y),to,ot:inf. - *nfidmm 

- ^nfuri - 'ngann - ''ng-dgnoy to, 
oc: iff^. *ngrdto - "ngn^ntm^ to 

- ^nimdii V: animdli - 'nita- 
otfir^gguome ot: =, sc: *niia- 
murdrisi - *niies/ fan. t« cue- 
c la, ib vacritto) sc : nap : 'a nest ft r i 

- neif • 'nnoc^nii - hoc <- itoif 



ot: = « ««-«•- ttdfffitf - ndi 
ot: =. ffoeff itf • nStti (Cp. f-^) 
solo net C^: bilingue LXXIII : sc: 
•=. ni^ydnta - novina - *nqviet 
- *nier^ssi (t-^si, C* I), to - *«- 
terpetra^i6ni V: ant - 'w/os- 
sich - 'ntrogli {io imbroglio, in- 
trmgiidi - nwmin^fa, nom., i: 
trap: «d it: ant: nomindta - "yi- 
v/ittf - *nvit - 'nylf •, to. 



O 



o, i, to. art: //, lo, C«. - ot: =. 69 

i?i, t6. - V: ilyy. Gramm, 
0. cg:disg: dallat: aut(Dz. 1,291). 

- ot: =. O grdfi o sc castij^^* 

gUQ. O 5criyi o ticastigo, 
o! interiez: 0(/i)! grido di roaravi- 

glia, sorpresa, dolore. ot: ==. C&. 
o, interiez: per chiaoiare qualcuno. 

O. ot: =. Of. 
dctf, 1. Dal bl: auca=:avica da 

arts (D2. I, 293). Ne qui nt in 

T. d'Ot: trovo il gr: xV. 
foctocatdn (L. F.). nu: Otiocento: 

• ot: [of cac6si i) -e, -a]. 6rraK6aiot. 
odapucdtu. av: Qui sotto {= itb' 

&wb KOTui). V: apuc&tu. 
oddio, o. Ghiro. - ik&d^, 
6de. av: Qui, - ot: - ot: 6de(na), 

6te. a: di&€. re: lb\b. - Odep^ra, 

-mb^ra. Oltre questa parte, V: 

p^ra. 
od6ssu. av: Qui dentro, - ot: i(e)'t- 

t635U, itt. (=: 1I1&* isuj). 



ofricto« t\ dtit -^: 6yfi to» y. re: 
6<pIki(ov). 

oft 6, e mcglio ost6. nu: Ono. - ot: 
oft6. -. re: 6xti&. 6m2p. - zing. - 
trc: oht6 (Asc. Zig, CXXQ. 

toUtidi. V: Ht. 

6I0 (th. L. F.),-i. ag: Tutfo. -Oli 
c 'i d{o. TtUti e due, locus: it: 

per diiqpui, -orepot, ol hdo, O I o 
^ar« {C*XXXVin. Tw/lo^anfo). 
- ot: 6I0, 4lo: nei O: CLXXIV 
6 1 OS, benchedav: a conson.- $Xo^. 
V: i^;?;?. Gramm. 

t[6mma], t'. Solo il pi: in Mat.. V: 
liicchio. 

tom6. ag: Crudo, - tbp)6^. 

ofn6nno. V: m6nno. 

om6rfo. ag: Beilo (C*: LXII). J& 
voce fuor d*uso, -gb: dfxopq^o^. ciS- 
jLiopcpo^. - 6)Liop<pavt^ per €0^opq>. ^ 
in un canto tessalo della raccoixa 
Pw. (LXXXIV). 

oncia, -g(a, i. Ofic/a. a: seol: oOf* 



— 197 - 



Ida, o^TT- re: o6Tin<i« bm^- lat:ios«etic6. ag: Interna. - ^ounrcpcic6c 



uncia, arc: oacia ^6tk(k?). sc: 

cal: unza. 
6nero, t\ Segno, £l voce un po' 

antica: piti comune iplo. V: - 

6vctpov. a: -o^^ 6. 
tonom6rfo (Cp. XXXVU). V; o- 

ni6rfo. 
dperdy i. - gb: 6ir€p«. 
opinidniy i. - sc: =. gb: 6invt6v. 
o pfo. V. pfo. 

opH, i. Pedatdy orma. - 6trXft. 
6ra,i.dli:-ot:=. lat: hora. djpa. alb: 

(Iipe. -fO. calf! (Mrl.) Buon giorno, 

addiol rc: Cbpa koX^! - V: cdtha. 
ordin^gguo. ao: ordinezza. ppp: 

ordinemm^no. - ot: -^o. - gb: 

6p&tv€0u). rc: -vtdJIiu. alb: 6p6ivido€. 

Tutti dairit: lat: ordinare. 
6rdini, t'. dli: - sc: =. rc: 6p&ivov. 

gb: dpbiviov ed 6p&ivo^. gb: e rc: 

dpbivia che e pur alb. 
6rfano^ o. dli: - 6p<pav6^. 
orgdda, i. Terra fertile, a: 6pTd^. 
6rgano, t*. dli: fiptavov. 
6rminga (i?). Verme intestinale, - 

^^tv^ (ace: SXiAivea). Notevolet=^ 

pel tramite del x> L'5p|yitKa^ = fiOp- 

^r)E di H. illustra quant;o si disse 

sotto fermfca V: 
6rnida, i. ot: 6rnita, -sa. dm: or* 

nis4d4a. rc: 6pvt6a. a: 6pvi^. 
or 6, o. Siero, - 6pd?. 
ortfci, i. Quaglia. - re: 6pT0iia(ov). 

SpTuE, 6. 
ort6. ag: {Di)rittOy in piedi, - E 

s6nno stathf o. Non passo stare 

in p, - ot: = ed orte6, art^o. - 

dp96^. 
OS. av: dimostr. Come, i, solo nel 

Pater, - Ob^. 
(ojiscfa, i. Ontbray re^fo. -ot: (ajscfo, 

onde: il dm: ascid(d)i, cappello, 

Cron. Cipr, daxCa. - axxd, axtd&tov: 

cf: gb: e rc: laKt(K> 6. 



6ssotte. aT: Di dentto, Rfsto o. 

Tracanno,'OV, ap6''ssu, apu \to' 

ssu. - ^aiuecv. 
6ssu. av: Dentro, - ot: ^ssu, (Qssu. 

- ?<Tu), €taui. V: ecf. 
os^Mcdssaf^ t*. Interna della ea- 

scina. Y: 6ssu, e cassdri. 

6stia, i. dli: rc: ^Ttd. - O. con- 
5jcremm^ni. 

ostria, ed in Cp. (XIX) ottrfa, i. 
Odio, inimici^ia, - rc: 6x6pa, €x- 
Gptra. Ix^pa, a: kx^pia nei comp: 
G€0€x6p{a, e€ota€xOp(a. 

ostr6. ag: Nemico, - rc: 6xOp6<> 
6xTp6<; (Pw.), - ^xep6^. 

6timo, ag: m: e f : (ff: -i, -a). Gra- 
vida, Gudddo 6timo mfan ghi- 
n^ca, letteralm: Caccia pronta una 
donna, dot la ingravida, - ot: ^- 
timi, 6dimi. V: gudd4o. «- Con- 
sento col Mr. {i68, 173) nel ve- 
derci addirittura ritoiiio^, pronto^ 
che in Calimno ed Amorgo k ap- 
punto 6TOijiio^ {Ibid, e Ml. 92) an- 
ziche un derivato di ol6^ui o di 
(bbCvui. 

ottdnta. dli: nu: - ot: ofdointa. 
rc: 6ir5oil|vTa. a: dyboViKOvTa. 

ott6bri, o*dli: - rc: dKxdbPpi^, -10^. 

- In ot: trfo (tpOto^, vendemmia)^ 
mentre in rc: rpuYilTil? 6 il sct- 
tembre. Cf: il fr: vend^miaire 
deirant. anno repubblicano. 

6tu. av: Cos\, - ot: (t(t)Uy fda, con 
s finale euf. dinanzi a voc. - a: 
oOtui^. rc: Irtu "Oi, cipr: ^tZq, ix- 
tojj (Cp. 99. Mr. i53). 

ozzfa, -X-, -ps, (-pz- L. F.), i. Monte, 

- Meglio 6Ecta, Vagu^^ay il picco 
(N. Cm. e M. Mr.) che derivarlo 
col Pott i(Phil, 368) e col Cp. <93) 

ozz6, e nel M. Mr. opz6 (o?) V: 

lozz6, 
6zzotte. av: {Di]fuori, - Egulche 



196 



d.Traboccd.'Ot: 6ss\i, 6zzUy ^fsu, 
ap6 'fsu. - £&ue€v, Kui. 
da C\|io^, o ricorrere ad bx^fi, i^, 
6x©o<;, 6. Quanto ad ^^ \ ugf, 
cimaj sommitdj lo lasceretno ai 
turcomani. 
6zzu. av: Fuoriy alia campagna (M. 
Mr.). V: 6zzQtte. 



ohbligk - occasidniy i: sc: =, ot: 
-MWfl - occhidlij t' - occup ot: 
==. oil - diio, t* - of/end ot: 
=. o//'is[fl] sc: =r. o/yr - oA/ - 
omicldio, t' - ondsto - onnipo- 
tdnti - onurij t\sc: =. ora^^id- 
niyi, sc: =, ot: -mhj - 6rlo^ t' 
- or/i - ortuldnoy o - ossery - 
ostindto - otlen. 



pdccio. Pa^\o. - Gu^nno ^. /m- 

pajjisco, - ot: =. 
pac^n^a, i. Paiien^a, 
pdcina, i. - gb: TrativT]. 
pfidda, ed in Cp. (XVIII) pdlla, i. 

dli: - irdWa. re: jiiTrdXa. 
pagandci, to. Fanciullo non hatte^- 

\ato. - *TraYavoOKiov dal lat: pa- 

ganus. 
p&go, o. Ghiaccio. ' ot: pdo. - ird- 

To;, 6. 
pdgoma, to. Freiioin/e«5o(M.MR.) 

- re: TrdTaijLia. 
pag6nrio. impf: epdgo. ao: epd- 

goa. lo gelo, re: TtaYdvui. a: -6u;. 
pah^no. ao: epdhina. ppp: pahi- 

m^no. lo ingrasso. - ot: pahdno. 

re: Traxa(vu). -6viw. 
pahfo, -fa. ag: GrassOy pingue, - 

ot: pahdo. - iraxu<;. Nella Cal. 

Cit. pahiu{/M)«e, paec(hi)M«e. 
palatdri, to. Palato (M. Ma.), fe un 

*TraXaTdpiov, dal lat: palatum. V: 

paldto. 



paldti (Mrl.), to. Pala^\o. - ot 
palddi. - bg: e re: iraXdrtov, alb 
it: ireXdaai, dal lat: palatium. V 

pal^no. Y: apal^no e pl^no. 

pa 1^0. ag: Vecchio, antico. -ot: ==. 

iraXai6<;. 
palluni, to. dli: Pallone, - sc: =. 

re: n7raX(X)6vi(ov). 
paluci: diplodm: -ucdci, to. Palo. 

- fPaluchi sider^gno (Mrl.). 
P. diferro. - gb: e re: iraXoOKi(ov). 

pdnda. av: Sempre, - Ja p. Per s., 
in ahbondan^a. - ot: panta. Ja p. 

- gb: e re: irdvTa cui parve di- 
menticare il Mr. per supporre il 
vocab: ot: sincope d'un *irdvT6Ta 
3= TrdvToT€ (p. 1 52). Ma forse era 
piii naturale il ricorrere addirittura 
all'a : irdvTr] (dor. -ftj se non a ifdvro 
medesimo che, come ilprimo, puo 
aver assunto pur il significato tem- 
porale. V: vidta. 

panddnno. V: ap. 



- 199 - 



panett4rij o. Panattiere. - sc: pa- 
nitt^ri. 

panfculo, o,Formentone^granturcOy 
Zea mays. - £ il lat: panicula, 
it: pannocchia, cio^ la spiga 
fruttifera per il nome di tutta la 
gramignacea. 



iranapoOva che con espulsione di 
sillaba interna firairar^cjpoOva) io 
riferirei al lat: pap-i-ver. (Cf: 
irduTi-o-^?). Deira: fii^K-uj-v non 
trovo traccia in questi dd. 
tpapds (Mrl.), o. Prete, - re: ua- 
ird<;, 6. 



pannf, to. Panno. - ot: =. a: dov: papatdrno^ to. Lumaca^ e talora 
gb: e re: iraviov. lat: pannus (Cr. chiocciola. - sc: babbaluci(u). 
276). gb: 7rav6v e irdvvot;. In atto pappagdddi, o. dli: - re: uaiiaTdX- 



didonazionegrecpit: del ii$6 trav- 
viv Xtvov (Z. lao). 

pdo. irapf: frppiga (M. Mr.) f^pi- 
g[a] (Cp. XXVI). ao: fpiga ed (e)- 
jdina (V: (d)jav^nno). impt: dme, 
dmeste ed ^g(g)uay egud(s)te (V: 
gu^nno). cong: ao: na pdo. inf: 
pdi. p: pr: ed ao: pdnda. Vado^ 
partOy e, per traslato comune a varie 
lingue, (mi) struggo e muojo^ come 
in ot: " Ecine pdsi manah^ me 
ti strdda (M. Mr.). Quelle vanno 
sole per la s. - P. t'apissu. Seguo, 
- fFame na piume (Mrl.). An- 
diamo a here. - Pdme 's to fcre- 
vati (Mrl.). Andiamo a letto. - 
Pdme na fdm^. (Mrl.) -4. a m^n- 
giare. ot: pdo, ep., ip. impf: 
fbbion(n)e, ^b., fbbio, ed in Cp. 
anche f^pia (fee piane, p. Sj) ed 
ffbia (58). ao: epirta (r^iiriPiXeov), 
epfsta. impt: ao: d(mo), dmone 
(re: djjie). cong: ao: na pdo. pdn- 
ta ed amdnta. ppp: pam^no. - 
Pdme ce dr6me. Andiamo a 
mangiare. re: (O)TrdTW. 

impf: OirriToiva (da itiiYa(vui). ao: 
lufiTct» OirnTa. -a: OndTW. La scom- 
parsa del x interno nelle forme di 
questo v: si pu5 osservare nelle 
Cron. Cipr. e fra Taltre in una 
pergamena grecoit: del 11 18 (Z. 
106). 

pdpa, o. Papa, - dli: - re: irdira^. 

paparfna, i. Papavero. - sq: =. re: 



Xo<;. gb: e re: -fdq. Voce d'orig. 

oscura. V: Dz. (I, 3o3). 
pappiia, o. Nonno: il f: h ndnna. - 

ot: pdppo. - re: TratriroO?, -o\}Xp^, 

-oOXri^, udiiTro^. 
tpapuzia (i? Mrl.). Scarpa^ P^P' 

puccia, - gb: e re: •aaTto<iTl\[ov), 

gb: -oOtZii. fi vocabolo trc: pers: 

cAe^' n^h papuC. 

pdra e pard. *) eg: nelle locuzioni 
comparative. ChCy lat: quam. - 
Ectno ^ne pl6o m^ga par 'em- 
m^na. Egli d piU grande di me, 
£g6 imme pluso pie' pdra' ss^. 
Io son piii ricco di te. ') ^av: pre- 
posto agli aggettivi per indicare il 
superlativo, come il lat: per o 
quam. Pdra pluso, perdives. 
Pdra m^ga, permagnuSy quam 
magnuSy etc. ^) prp: Olirey eccettOy 

tranney se non. Cammia pdra 

essdna. Nessuna donna eccetto 

te C»: XII). P. emm^. Fuori di 
me, '*) In composizione, paracd- 
lima, paracal6, etc. ot: 

perd, pird, pfra, pirf, pfr'(i), 
ed anche pi, che al Cp. (100) 
parve chiaro da dtT6, ma che be- 
nissimo il Mr. (124) mostro non 
esser altro che un ultimo logora- 
mento di pfr'. - irapd. - V: md- 
gno, pl^o, plus(i)o, poddf, sie- 
n6, e gli App, Gramm. 

tpard (Lb. b:?) o. Denaro. - re: 
irapdi;, 6, che 6 la 40* parte del la 



- a»~ 



piastra turca. - trc: pcra: o^^Jparathila, i: -Hi, to. Pvrta, Voc. 



paracdiima, to. Pregkiera,- gb: e 

re: iTopaKdXcafia. 
paracal6, e nel M. Mr. -do. impf: 

eparacdlo ed eparacdliza. ao: 
eparacdlia. impt: paracdle, 
-fete, cong'.ao: naparacalfo. inf: 
paracalfsi. Prego, adoro. P. ton 
Thi6 ce tus A\u, A. Dioe iSanti. 
-»ot: p(a)racal6, prag. iprac. ao: 
inf: pragaHsi. cong: ao: na pra- 
c^Hso. p: pr: pracal6nta. - ira- 
paicaX^u). Nei canti di Cargese ircp- 
KaXiD. alb : tTap(a)KaX^<i€ di derivaz. 
receote (Cm. I, a36). 

paradtsoy o. dli: ot: =. re: icapa- 
&ei(n(ov). irapd&€t<JO( dal pers. pa- 
radaiza. 

-(paradivo (Mrl.), to, Finestra. 
- re: irapdOupov. -BiSpiov. V: fe- 
ndrra, 

paramrf^iio(Cp. ۥ: XXXVIII). V: 
mdgno . 

paramithfa, i. Consola\ione. - ira- 
p«|iu0(a. 

parapoddi. V: pod4^ 

parascioggul (fpardsciogxio, to? 
o? C*:LXII.t-aguoCp.XXXVIi), 
i. Venerdi, - ot: parassa(gh)f, 
-aguiy -ogui, -oghf: prassa(gu)( 
-agghi. - Cron, Cipr. irapadKCutvi. 
zacon: irapaoer) (Dv. 249). trapa- 
0K6iH?l (Matth. XXVII. 62, etc.), 
cioe prepara%ione (al sabato con- 
forine alia iegge mosaica. Esod.y 
XVI, 5, 23). 

parasp6rOp o. // seminar larga- 
mente^ seminlo, *irapa0Tr6p<K. - a: 
irapaoiropd (M- Mr.). Con signifi- 
cati affini, questo vocabolo dura, 
bench^ eorrotto» net dd: it: della 
Cal. Cit. a Castrovillari (para- 
spu6lo)> in Ameadolara (pane- 
spudriu). 



antiq. - irapaOOpo, -Opiov. 

parathildci, to. Sportello, finestri- 
no, - re: irapaeupdia(ov). 

paratiri. V: tirf. 

paravosci(a), i. Pasto^ pascolo. - 
*irapapoaK{ay *-ifl. - Pooioi. 

i^^^egguo. ao: e;;e^rezza. ppp: pa- 
re mm6n[6], - ParOf arnto^ caricOy 
tendo. - ot: =. 

par^o. av: Oltre^ a parte ^ separata- 
mente. P. pdra (e)tuto. O. a que- 
sto, altresl, P. ce p. Partitamente, 

- re: Trap^E(ui). -^5. a: -^k. 
parpdtima, to. CamminOyViaggio. 

- re: trcpiicdTr>|yia. 

parpat6. impf: eparpdto. ao: e- 
parpdtia. impt: provdti (Mrl.). 
p: pres: parpat6nda. lo cam- 
minOy vagOy erro: altro impt: e 
parpdtiy parpatite, chehaspesso 
valore d'interiez. Via! orsU! 
ot: (e)prat6(praudi, 2*e3« pers, 
a Castrign.), (i)prad6. impf: e- 
prdton(n)e, ipr: ebr don ne. impt: 
prd{l)i (che Mr., pag. i35, i36, 
inclina a credere ao: per prd(t)i- 
so, ma che per me e ii pres: da 
eollegarsi col b: offerto dal Mr.) 
impt: ao. prdiso. cong: ao: na 
prat{s[o]. inf: ao: pratfsi. pra- 
t6nta. ppp: pratimmdn[o}. - 
Cron. Cipr, irapirartSk. re: ircpiraTixi 
e irpoiraTiti (*irpo[p]aTi&?). - ircpma- 

fpart^nos (Mrl.), i. Vergine. II 
vocat. neir Ave Maria. - irape^vo^, 
1^. re: -iva. 

partenvidi^ to. Mercorella. re: itap- 
6€vo0bt(ov). cf: I'a: irapO^vtovy Ma- 
tricaria Chamomilla. 

tparusfa (i devt^ra Mrl.). // se- 
condo awento, re: i\ bcuT^pa iro- 
pouaia. 

pdsa. ag: indeclin. Ogni. P. prdma. 



- 2ai - 



O. cosa. ot: m. e n: piss(t)o^i: 
p4ss(i)a: indeclin, anche pa(i)*. re: 

pasdna e pasa^na m: e n: pasa- 
mfa f: ag: Ognuno, - ot: pass(i)o- 
sena, pass(i]amia, -omia. - re: 



144) tento spiegare per ird(Xiv) +1^* 
orpui. 

patdta^ i. dli: re: irotrdra. Voe. a* 
mericano introdottosi in Europa 
con questa solanacea sullo scorcio 
del secoio XV. 



iraaa^vo^, -o^va<;, iraoa)Li{a, iroadcva. /'A^^gguo (-^ghuo W.). impf: e- 



pascdli^ i. Ascella, - ot: vascdli. 

IxaaxdXr). Per Tassenza della lab: 

nas: iniz: cf: ferrafca, ma l^ggi 

il Cr., 583. 
Pascalfa (-sh- M. Mr.), i. Pasqua. 

' ot: pdsca. irdox<i> re: iraaxaXCa. 

Voc: ebr: D0 pesakh, transi- 

tio. 

pass6gguo (-^guo Cp.). impf: e- 
j^dsseggueL. ao: epdssezzsL^ -xa, 
-psa. la passa. - P,gudiy di&pia- 
c{risu V: nota i al C*: XXI. - ot: 
pass^o. 

passighi6ggM0, ao: epassigki^ 
czza. lo passeggio. - sc: pas- 
si4si. 

p^sta, i. dli: ot: e hi: =. re: icd0Ta. 
a: irdaTr) (irdadui). * 

past id dun a, i. Non ho potuto avere 
il preciso significato di questo dm: 
V: la mia nota 2 al €<>: LI I. Vl. 
lo spiega per spicchio, ed in una 
nota a parte, pastidda, egli serive, 
e una spiechio o pieeola por- 
zione d*un pieeolo frutto, eo- 
me a dire, mandorle, noci, 
noeciuole. - re: iraax^XXiov? gb: 
TraaTdXi(o)v» iraaTiX(X)o^. lat: pa- 
stillum. 

pa5/£fifo,. to. dli: sc: -u. - re: uo- 

<JTlTZl(Ov)r. 

pdstremraa (-ema Mrl.) e prd- 
stem ma, to. Scopa^ granata, - 
ree: irdaTp-Eu-fia, ripuUtura^ irdorp- 
a> nette^^^a, TcaoTp-€i^-ui» e gb : ^tr. 
puliscQy aster go. gb: e re: iraarp-i- 
Kd-^,,ot: (s).pastr-i-g6. alb: iraaxp- 
6-ije. 'R. oseura^ ehe il Cm. (II, 



/'^'eggua. ao: ep^fezza. eong: 
ao: na pat^zzo. Patisco, penOy 
soffro. Pott (257) lo eredette il re: 
va9a{vui; ma it. in questo d., e gi^ 
lo not5 il Cp. (89}, dovrebbe di- 
venire pat^nno, eome |iia6aivu» di- 
viene math^nno, xopfotivtu hor> 
ten no, q>opaivui for^nno, ete. - 
ot: patio, ao: (i);?^fefsa. na 
patiiso. inf: pat^Hi, V: nota i, 
O XXI. 

piter. L'a: voeat: trdrcp solo nel- 

• VOrai. ^1 tpatrussu dell' Ora;^. I 
ei offrirebbe probabilm. Ta: gen: 
'Karp^ (aou). - Pat(c)rim6, tp. // 
Paternoster, ot: patrim6, to. - 
itdT6p i^fjuiiv, t6. In ot: patera val 
prete, V: prevCtero, e pdtre. 

patimdda, i. Calpestig. -^Trarrmd&a. 

patimfa, i. Orma. - re: 'kraTrmaoCa, 
nariioia. a: irdnma. 

patizzo e pat6. impf: epdt[o] (3» 
p. (e)pite,. 0» LIll: su di ehQ V: 
not: 2 Co XXVIIi). ao: epdtia. 
lo calpesto. ' oi: (e)pat6, ip. -izo. 
rifl: -fome. eong: ao: na pat[^]. 

pdtre, o. dli: - re: irdxcp, xccnripa^, 
6 a: irarifp. 

patruni, o: gen: -fu, ed anehe come 
il nom: - dli: Padrone. - sc: =, 
ot: pa dr. gb: irdrpuiv dal lat: pa- 
tronus. 

pdtto (to?) dli: - gb: ere: Kdicrov. 

paiini, o. Payone. - re: Ttap6vi{ov). 
ace: lat: pav6n-em. gr: t«46v 
(*TaFi(>v?ir TaiiK, Fu gia osservato 
ehe questa voce e straniera, e che 



— 202 — 



il p del lat: potrebbe anche non 
essere primiiivo (Cr. 487). 

pedf: dm: -4ici, ■{■-pedaki (W.), to. 

BambinOy fanciullOy raga\\o\ in^ 

fam^iay fanciullejf^a, - ot: pedf, ed 

in Cp. anche peti: -d(c]i, -^gi, 

-tdci. - iratbiov. rc: -dKi(ov). 

fpedicddi: dm: -duci, to (C® 
LXII). Qiovanetto. fi il gb: e rc: 
naXiKdptov, TraX(X)r|Kdpi(ov), -dKi(ov), 
*-oOkiov, ricondotto per falsa eti- 
mol. a iraibiov. - Questa voce che 
s incontra nella Cron. Alessandr, e 
neWa Storia d'Apollon, di Tiro (Pw. 
Ind. verb.), ed d, secondo Corais, 
dm: dell'a: irdXXilH (K. Neugr, 
Chrest, 240), non s'usa, in b: ma 
vive in ot: pa4dicdri, dm: -dgi. 

pelago (Mrl.), to. Mare, e nel M. 
Mr. lagOy allagamento, - irdXaTO^, 
t6. 

peldzzo (Co Xli).' Grido con pas- 
sione. - a: q)XdZui? 

pelecdo. Taglio con scure. ircXEKdui. 
rc: -du). 

pel^ci; -ucijito. Ascia^ scure. - ir^- 
X€KU(^ 6, in rc : -'(Ski(ov) = scarpello, 
alb: ireX€Kj-i. skt: par(aJ9us (Cr. 
i63). 

pena, i. dli: - ot: =. - iroivi?!. lat: 
poena. 

p6nde. nu: Cinque. - ot: pente. - 
ir^vT€. 

pendinta. nu: Cinquania. - ot: pen- 
tint a, petl. - rc: ircvflvTa, ma ne- 
gli scrittori del sec. XV iT€vTf)vTa 
(Ml. 180). zing.-trc: penfnda 
(Asc.Zi^. CLXXI). -a: ir€vTf|KOvTa. 

fpengapem^na. Grasi mostruosa di 
tre vocaboli del fr: 5 Lb. che ci 
offrirebbe due fatti notevoli: i* la 
espulsione del dittongo nel pr: rel: 
2» il suono e dell'T] nel ppp: con- 
tralto (= uoO dvai fommdvay che 
sono amati). 



pensdtdf i. Pensiero. - sc: pinsdta. 

pens^roy to. Id. - ot: pension. 

pep6ni(MRL.),to.V:m^/ti«i dspro. 

pera. av: loc: Oltre. - ir^pa(v). - 
Ecip^ra.od ecimb., ecittemb., 
ettup., aputtumb., odep., 
odemb. V: eel, ettu, aputtu, 
6de. 

perdnnoy Attraverso. - ncpdui. za- 
con: iTEpotKKOu (Dv. 255). 

tperat6[o]. CorrodOy consumo. - Cp. 
che ne offre solo la 3 pi: ind: 
pres: (XXVI 11) la rende per ircpi- 
TptliTouv: ma per questo dd: come 
per quelli ot: 6 strana la conver- 
sione dell' i atona in a. Ldggi sen- 
z'altro col M. Mr. perat6nno, 
*Tr€paTdvuj = a: iiEpaTdui, Jinisco. 

perci, properci, av: UnOy due 
anni/a. - ot: persi, prop. - ir^pai 
nei canti rc: del Pw. - rr^pum, irpoir. 

p^rcidy \j Pertica. - sc: = nel sense 
di timone d'aratro e cappellinajo. 
- sp: port: percha. fr: perche. 

percico, to. Pe(r)5(j)c j, -frutto del- 
Amygdalus persica. - ircpaiKdv (fif^- 
Xov). rc: jiobdKivov. V : roddchini. 

percichfa, i. Pisco. - ircpaticPi (firj" 
\ia). - rc: ^o&aKiv(a. 

pdrdica: dm: -cu4da, f-U- (0° 
LXII), i. Pernice. - rc: n^pftixa: 
-KoOXa: a: ir^pbiH, 6, 1^. lat:' per- 
dix, u trapd to Tr4pb€tv, earn enim 
sonum edit*' (Scaliger cit. da 
Cr. 245): etimol. che dara nel 
naso a parecchi. 

perducfa, \. Erba vetriuoldy Parie- 
taria officinalis. - rc: irepbixd- 
Kt(ov). a: iTcpMKiov. 

perguldtoy 10. Cfr: il gb: e rc : 
TrdpTOuXo(v). rc: -Xid, i^. gb: -Xa, 
dairit: pergola, lat: pergula. 

per[i]. prp: - ircpl. Non esiste in 
questi dd: se non in composizione, 
o in qualche Orasf. 



— 203-~ 



fperifania (Mrl.), i. Superbia. - 

re: iTepi<p<&v€ta. 6iT€pT)(pov(a. 
fperifanos (Mrl.). Superbo. - 6ir€- 

perist^ri, to. Colombo ^ -a^ ed in 
senso metaf: figliuola. - ot: =, ma 
come in b: fuori d'uso. - re: ire- 
ptaT^pt(ov), ircptaTcpd, i^. - V: pic- 
ciuni. 

tperivoldris (Mrl.), o. Giardinie- 
re, - re: ircptpoAApti^. 

-j'periv61i (Mrl.), to. Giardino, gb: 
e re: irepip6Xt(ov). alb: ir€ptP6X'»t. 

p^rro. irapf: ^perra. impt: 2* pi: 
p^rrite. ao: ^pira ed ^para. 
impt: ao: p^re, [-Ste]. cong: ao: 
na pfro e pdro. inf: ao: pfri e 
pdri (V: nota z al €<>: XLVl). p: 
pr: p^rronda. ppp: pirm^no, e 
nel M. Mr. perm. - Meno^ [ri)' 
conducOy recOf porto (vitf), /lo, tol- 
gOy prendOy vinco, vadOy sposo. - 
Na se pfrune i Turchi! Che ti 
portinvia i TA Na sc pdri o po- 
tam6 (M. Mr.)! Che ti porti via 
il fiumel P. ostrfa. P.inimici^ia, 
ot: (i)p^rno. epfra, ^pira. 
na pdro. pire. p^rnonta. ao: 
pironta. ppp: perm^no, par- 
m^no. De na mi se pdri e fsf- 
hra. Bada che non ti porti via il 
freddo (Mr. 174). re: (i)ita(p- 

vui. Iiratpva. ^irfjpa. firapc e irdpc, 

-€T€. (^)tTap|yidvo<;. - a: ^iraCpui. 
p^sti, \.Gioved\, 'Ol\ p^fti.- Tr^iiiYni. 
petact^ni, to: pi: -cidgna. Uccello 

di nido, - re: ir€TdK-TTi-<;. 
p^talo, to. Ferro da cavallo, - ir^- 

TaXov. 
petal6nno (^nan dlogo). Ferro 

{un cavallo), - re: TrcroXdvui. a: -6ui. 
petamf. V: ap. 
petdo. V: (a)p. 
peth^no. V: (a)p. 
pcTherd, -6, i, o. Suocera, -o. - 



ot: petterd, -6. - irevOcpd, -^. 
Cron, Cipr, veBipa (sie), ireOepd^. 

petrapiimici, i. Pomice. 

petros^lino (Mrl.), to. Pre^^emo- 
lo. - f[€Tpoo^Xtvov. Pet'roselinum 
sativum. 

p^tto. impf: ^petta. ao: 6p(p)esa. 
cong: ao: na p^o. inf: ao: p^(s)i. 
impt: ao: p^se, pdsete. Cado. - 
ot: petto, seeondo Mr. (174) non 
mai p^fto che ^ ammesso dal Cp. 
(63). impf: ed ao: =. na p^s[o]. 
re: ir^qprui, gia fino in Pto- 
ehoprodr. (Ml. 296). ^€(pTa. Iirc- 
da (Eurip. Tro. 291 rtpoaineaa Ml. 
296). - iriiTTui. 

p^tto, to. dli: - ot: =, e in un canto 
martan: (XLVIII) anche petti^na, 
o. - re: w^ti, t6 (Pw. Ind, verb.). 

petu 44 a, i. Far/alia, dli? re: ircra- 
XoO&a. 

pez6, o. LavoratorCy operajo, - a: 
ireW^, soldato a piedi. Vocab. im- 
portante per la storia di queste co- 
lonie, da eonfrontarsi coU'ot: po- 
lemas^ro (Mr. 21 3), gran lavora- 
torCy eon th^ma, e eon drmata. 

pezziy to. Peffo, gugliatay piastra 
da 10 carlini. P. hordfi, V: mdr- 
cio. ' Circa alle due proposte e- 
timol. dal cimbr. peth o dal gr: 
irdZa V: Dz. I, 3 16. - re: ircxZi, 
cuojOy pelle, 

pj^zzo. impf: ^peza. ao: 6pezza. 
lo giuocOy ru!(!^o, (mi) diverto, burlo. 
- P. 's ta niimersij 's ta hartia. 
G. al lottOy alle carte, Mu p^zzi. 
Mi cam^oni. To p.^zzi mdgno to 
vel6ni (ۥ XXX). Lo tratti bene 
Vago (efr: Ta: lexie. naiUxv M^oq, 
il lat: luc^re carmina, il ted: 
spiel en, il fr: jouer, etc.). oi: 
p6zo. L'ao: ^pefsa che Mr. (i3o) 
assegna a questo v: m'e assai so- 
spetto: probabilm: appartiene a 



// Dialetto Greco-Calabro di 'Bova. 



17 



— 204 - 



pefto (irdfAmD): ad ogni modo e 
owio che il tema primitivo di 
'nailiu non sia iTatT> come crede il 
Mr. (ibid.)i ma irat&. 

pezzuli^ to. Soglia. -re: ir€loOXt(ov). 

piacSn^a, i. Pa^ien^a, 

pidnno. impf:^pianna.ao: ^piasa. 
impt: ao: pide, pidete. cong: ao: 
na pi do. inf: pidi. ps: cong: ao: 
na piast[6]. Prendo, accettOj ri- 
cevo, incolgOj sposo, - ot: (e)pi- 
dnno. ^piann[a].ao: (^)p(p)iaca, 
^bbiaca; med: epidstimo. impt: 
ao: pidco(ne) e pid(che). cong: 
ao: na pidco, ed eccezionalm. na 
pidnno (Mr. i35). ppp: piam- 
mdno. re: mdvui (da mlhu o 

dal dor: md2Cu)). ^mava. Imoaa. ir{- 
aaov, Tnd<yaT€, owero mdO€, md- 
a€T€. inaa^dvo^ (Ml. 296). V: pran- 
d^gguo(me). 

tpidt[o] (Mrl.), to. Piatto. - re: 
iridrov. 

picciuni, ed in Mrl. pizzugni, 
to. dli: Piccione, - mxaoOvi, dm: 
-dKi, nei canti del Pw. che offre 
pure un alb: b€d(aoOv]€-a. 

pic6zzo, o. 'dli: Tor^one, - nap: 
picu6zzo, pec. 

pidima, to. Salto. - itf|bii|yia. V: ap- 
pidenno. 

pigddi, to. Fontanay ricettacolo 
(Tacqua sorgiva detto in cal: *(m)- 
buttiscu. - Cras( tu pigadiu 
(t-io Cp, XVI. tpiggaduo, pic- 
caduo Lb. fr. 6). Vino della f. 
detto scherzevoim. per Vacqua. • 
re: 7niTd6i(ov). Jtv(ff\i "h (cal: puc- 
chia). 

pigadio, ag: Di fonte, fontano (V: 
Co LVI, not. 5). - »c: TniTaMaio<;. 

pigndla, i. Pina t pinocchio. sc: =. 

pignoldra, i. Pino. 

pildzo. Sono molle^ fangoso (dicesi 



p£lo,. to. dli: Pelo, - gb: iriXcx;. 

pi 16, *) to. PantanOy fango. ') -6, 
-d. ag: Imbevuto (Vacqua^fangoso. 
-a: miXato^, -a, -ov. re: iniXivKH;, 
-la, -ov. - Cf: pfUu e pflla, ter- 
reno fangoso^ in Cal. Cit. - pXI- 
(i(d)-s? (Cr. 275). 

pfna, i. FamCy appetitoy carestia. - 
ot: ==. iretva. 

pindo (M. Mr.), ppp: pinam^no. 
Ho fame. - ot: impers: me pindi. 
impf: m' epfne. ao: m' epfnase. 
veivdui. re: it&yaaiiivb^. 

pfnna, i. Penna. - lat:^ot: sc: =. 
Tr(v(v)a. re: Tr€((v)a. V. ster6. 

pinnacch[i)eray i. PennacchiOy or- 
namento degli artigiani. V: not. i, 
C» VI. ot: -i^ra. 

pinn644oy to. Pennello. - ^: r=. 

pinno. impf: ^pinna. ao : epia 
(erroneoil pfnnome del Cp. XIX, 
2. V: il mio C« LVII, e tr6go). 
impt: ao: pi(e). piete. cong: ao: 
na pfo. inf: pfsi. Bevo. - ot: —. 
=. =. =. inf: pi. p: indecl: pi- 
onta. p: pr: pinnonta. p: p: 
pira(m)^na (Mr. 142). - irivu). re: 
Imo. Tr(€, it(ct€. vd iriui. mwfidvo^. 

pfnnula, i. dli: Pillola. - sc: =. - 
re: iriXoupa. 

pinnuli^riy to. Ciglio (M. Mr.). Dal 
lat. pinnula. 

pfo ed o pio, pfa. «) pr: Ttl.Quale^ 
il quale J che. *) pr: interr: Quale? 
- Son forme importanti e non eo- 
muni da 6iroto^, -a, -ov: iroto?; il 
primo par perduto in ot: (Mr. 124 
bis), ma il secondo vi dura, p(l)^- 
o(s), p^a e p^i {Ibid. i25). 

pfpa, i. dli: Pipa. - re: iriira. 

pip^ri (Mrl.), to. Pepe. - ot: = e 
pipperi. - re: mirdpi. a: wiircpt. 
ir^trepi. tre: ^.-o bib^r. lat. piper. 

pipi (Vl.), to. dli: Pepe, - sc: r=. 



della terra). - re: miXdvui. a: -6ui.|-|-pipreries (Mrl.). Pepi d'acqua^ 



-205 — 



Polygonum hydropiper (o pe- 
perone? re; mirepid). 

pira, i. Ardore del fomo. - nupd. 

p(rgo (Mrl.), o. Pala^^o, - nOpycK. 

piridzzo. Mi secco al fomo. - a: 
iTupid2!u) (M. Mr.). 

piribdddi, to: il solo pi: nel ۥ 
LXVUi. Ciarla. - Per Cp. h pro- 
prio del dli: ed ha la stcssa 
origine che la voce parola^ 
c'lot parabola (95). - Potrebbe 
pensarsi ancora all'a: irepipdXXoMoii 
che in Plat, significa circumlo- 
quor, 

pi rria, o. Pettirosso, Motacilla 
rubecula, Lin. - a: iru^^ioq. nu^- 

piruni, to: pi: -ugna. Forc/ie«j, e 
pel M. Mr. piuolo, - re: inipoii- 
vi(ov), trcip. V: brdccia. 

piscopo, o. gen: paross. Vescovo. - 
^TriaKoiTo^. re: tiiok. 

pis^ddi, pes. to. Pisello. - re: iri- 
Z^Xi(ov). iriaov. 

pissdri, to. Pece, - ot: =. iriaaa, 
i\^ alb: Tr(a(a)-a. 

pfsso. impf: ^pissa. ao: ^pizza. 7o 
quaglio, coagulo. - re: in^Jui, ut^tui. 
a: irfiTvuiii. 

pissuri, to. Pianta silvestre, rugosa 
e irta di peli, probabilm. la Non- 
ti'Scordar-di-me, Myosotis pa- 
lustris od altra ^orraginea. 
- *inooOXiov? Cfr: Ta: iriaea, rd, 
prati, ovvero pfsso. 

4)istdeia, ta. Pistacchi. Fruiti del 
Pistaeia lentiseus. moT&Kxa. 

pistegguo. impf: epfsteggua. ao: 
epistezza,-xa edinCp.anehe-psa. 
cong:ao:na- pist^zzo. inf: ao: pi- 
stezzi. ppp: pistemm^no. io cre- 
Jo, En bist^gguete (=€ii€TOi). E 
incredibile, - ot: pist^g[u]o, -^[g- 
^]o. impf: epist[a]. ao: epfstefsa. 
impt: pres: pfsta. impt: ao: pf- 



stefso. ppp: pistam^no. - iri- 

p (stem ma, to. Cr€den^a,fede, - irf- 
<JT€U)Lia (M. Mr.). 

pisti61a (Mrl.), i. dli: Pistola (da 
Pistoja Dz. 1, 324). - re: maT^Xa. 
L'inserzione dell'i come nelFalb: 
iriaKJ6X-e (Cm. I, 68). 

pitera, ed in Mrl. pftura, (i?). Se- 
moldy crusca. - irixupov. 

pittiiri, o, dli: Piitore, - re: mxd- 
po^ (Pw. Ind. verb.). 

pizzidddo. ao: epizzfddisa. lo 
pi^^ico. - ot: pizz-ul-[do]. nap: 
pizz-ol-i-ar-e = re: mTZ-iX-^-ui 
{to sprus[s[o). ot: pizz-[^o] [stringo 
un pi\^ico). ot: pizzAz-o^pungo. 
it: pizz-ie-ar-e. 

pizzid4ima, to, e pizzid4imfa, 
i.Pi^pcotto.'*mTliXr]\ia, *mTl\\r\ixia. 

pfz(z)ilo. ag: m: e f : (ma nella L. 
F. pftzili capz^dda). Bello. - 
« Non sarebbe Tit: piceiolo preso 
per gra^iosoy gentile? *» N. C. - 
Veramente in qualehe Atto latino 
deirit. merid. s*ineontra piezolus 
per parvus fin dal seeolo.X (Reg. 
neap. Arch. mow. Vol. 1): d'altronde 
esempio certo del e palat. fattosi 
z in voci greche, non ne trovo 
in ot: nessuno, ed in b: non m'oe- 
corre che 6zze ro (= EOxatpoO; nel 
qual tuttavia le due dental i sorde 
composte non rappresentano pura- 
mente il c ma il gruppo f e for- 
s*anehe gia modifieato. Altri po- 
trebbe rieordare ancora I'alb: irk- 
acp, piccolo^ che lo stesso Cm. (I, 
119) ravvieino al dor: )liikk6^: ma 
piu sicuro mi sembra il vedere ad- 
dirittura nel nostro vocabolo Ta: 
iTr(2:TiXo(;, preclaro. Pfzzila puli- 
ta. Per Vappunto^ espressamentCy 
apertamente. Tu tupa p. jt?. Glielo 
dissi chiaro e tondo. 



— 206 



placa, i. Lastra, pietra tufacea y\pl dt o y to (C<^ IX). Parola, discorso^ 



place a, schiaccia (C® X). - ot: = 
c -ga. Pietra sepolcrale. - rc: nXdxa. 
a: TrXdH. In Albidona (Cal. Cit.) 
pldcca. 
pl4(gh)j: dm: -giici, to. Bosco^sel- 
VJ, campagna in declivio. rc: irXd- 
Yi(ov). Declivio d^un monte, 
plastrfli, to. Asse per impastare il 
pane. - irXaa-xfipio^. Dal la stessa 
R. gji-irXaa-Tpo-v, em-plas-tru-m, 
onde il fr: plitre (it: piastra), e 
per caduta del p (cf: Latium, Id- 
tus, gr: irXaxOs Cr. 279) Tit: la- 
stra. Cf. Dz. I, 3i6. 
plati, i. Spalla, - ot: pld(t)i. - irXd- 

Tt^. - V: zdppa. 

;?/fl/^g(g)uo. impf: ep/4/eggu[a]. 

ao: tpldttzzdiy -xa. impt:ao:j7/(iN 

tzze. cong: ao: na plat€zz[6]y 

-ps-. iof: plat€zzi. p: plaiig- 

guonda. Parlo'. I pochi verbi 

greci che in questi dd. hanno Tu- 

scita in -eg(g)uo, particolare a 

quelli d'origine lat: od it: escono 

in ia: od in rc: in -cOuj. Conver- 

rebbe quindi supporre Tesistemza 

di un *irXoT-€ii-uj, accanto all'a: 

iTXaT-€i-d2:-ij, parlo con enfasi, a: 

irXaT-13-v-uj, mi vanto^ e ad altri 

v: di senso pure diverso pertinenti 

alio stesso tema (nXar. skt: prath, 

spandersi. Cr. 279). DelFaib: qpXdae 

= ippd2;u) (Cm. I, 78) non mi pare 

doverne far caso. lo sto qaindi col 

Cp. (91) che lo crede d*origine 

certamente italiana, e lo con- 

fronta col platire (it: piatire) 

cioe parlar lamenteyolmente del 

Barese, e collo sp: platicar. 

Avrebbe potuto citare ancora col 

Dz. il fr: plaider ed il grig: pli- 

dar, che hanno cogli altri origine 

neolat. (i, 317). V: pUto. 

pldtemma, to (=:€U)jia). // parlare. 



parlar e. Questa voce confer ma iJ 
gia detto su plaU%%\io. El Titr 
piato. sp: pleito; port:= e pre- 
ito; prov: plait, plag; ant: fr: 
plaid, che han tutti il valore dr 
litCy causa ed ancora aceordo (Dz. 
1. c); mentre il grig: plaid col 
verbo plidar surriferito ha as- 
sunto. come inb:quello di parlare^ 
DeriVano tutti da p 1 a c i t o, *p 1 a g i- 
to, *plajito (lat: barb: plaido). 
V: le giudiziose osservaz. critiche- 
dell'Asc. al Dz. (Arch. gl. I, 8(). 

pldtora, o. Palo della siepe, e per 
metaf: chi si pianta dritto ed im- 
mobile^ impalato. - trdTT-aXo-^? 

plattiddi^ to. Piatt-elUo. - rc: irXo- 
Tdpi(ov) e, -TdKi dm: di mdTov. 

plazzf, -ps(, to. Pe^f^Oy stracciOy 
batuffolOj jiocco (di neve, etc). 
*irXaE(ov. a: irXdE, V| (?) pietra, placca^ 
pe^a di terreno. Owero *itX€E(ov^ 
da ttX^ku)? 

pl^co, ed in Vl. -ho. lo intreccio, 
tesso. - ot: pl^o. ps: mi pettino^ 
ao: epleftimo. ppp: plemm^no. 

- irX^Kw. 
pl^m[a], to; gen: plemdtu (pa-^ 

ross:). Spirito. Non trovo che la 
sola locuz. T' Aju Plemdtu (— 
ToO 'Ay(ou T7v€0|yiaT<K) neH'Or. L 
NeirOr. IW Spirit o Santo. 

plem6ni, to (dli? Vl.). Polmone. - 
a: trX€0)Li(uv, itvcOiliudv. rc: irX6|yi6vi- 
(ov), che 6 pur alb: (Cm. I, 119) e 
irveu|utdvi(ov). 

pUno (e=u). impf: ^plena. ao: e- 
plina. impt: ao: plfne. cong: ao: 
na plfno. inf: plini. ps: ao: epH-. 
thina. ppp: plim^no. (Mi) lave. 

- Ruha plim^na, dplita. Vesti 
lavate^ non I. - ot: =. ^ b 1 i n a. 
cong: ao: na plino e nabl. - 
ttXOvw. V: pal^no. 



— 207 ~ 



pleo. av: quant: Piir.-I rdsj cdnni 
p. h'idvuro ca to gersumino. 
La rosa fa piu odore del gelso- 
mino. Si prepone agli^ ag: per fare 
il comparat: (pie' m^ga. Mag- 
giore. V: m^ga), e come intensivo 
ai comparat: cdglio e hiro (V:). 
Pl^o c.,h.,owero pl^n g., ple'li. 
P. pard na... Prima che.„ - PI. 
ce pi. Vie pill. Pie* ligo. P. poco, 
ot: pl6o(n). - wX^ov. V: pdra ed 
App. Gr. 

plerdto. ag: panic: Maturo. E un 
derivato di irX^i-p-n^, f»>«o (N. C); 
sui tipo dei re: yc^-d-TO-^, xopT-d- 
To-<, Eu6-d-To-^, con agevol pas- 
saggio del significato. 

pler6nno. ppp: plerom^no. lo 
maturo, - re: iiXr)p6vu), reco a ter- 
mine. - Cron. Cipr, irXepcCivu). 

pl^stra (Vl.) pl^sta (M. Mr.), i. 
Chiomaj treccia. irX4K-T-p-a. a: 
trXcKT^. re: irX^i^, irXeSoO&a. - Non 
vedo qui il noto suff: f: -Tpa, ma 
repent, del p di cui offron non po- 
chi esempi Teol-cret:, I'alb:, non 
che varie lingue e dd: romanzi 
(Cm. I, 85. Asc. Arch. I, 533). 

plevr6, to. Fianco. - ot: plegrd. 
- irXeup6v. 

pHma, to/ Lavacro^ -tojo. - irXOina. 

plusato. ag: partic: Ricco, - ot: 
plussidto. *trXoua-dTOs- 

plus^nno. Mi arricchisco (M. Mr.). 
-ot: plut^nno, plussi^nno, pr:. 
ao: ipliitina, eprussiana. re: 
trXouxaCvui, -Ovtw. 

plusia, i. Ricche!{:^a. - *itXoua(a. - 
icXoOto^ (M. Mr.). 

pl6s(i)o. ag: Ricco, - superl: Pdra 
pi. - ot: plus(s)io, pr. - irXo\iaio<;. 

po. V. po(s). 

-fPo ce ti. Strana locuz. nel solo 
C* XIX del Cp. non avvalorata 
dail'ap: Vl. i, tradotta per questo 



e quello, ma ancheal Cp. parve, 
come a me, inesplicabile (94): egli 
propone leggere tu ce ci, itih kqI 
^K€t, qua e Id, ma in luogo del 
primo av: dura ancora in b: Ta: 
6de (V:). Forse e a vedervisi col 
M. Mr. un *Trdi^ xal t(, come e 
quanto {ti piace), 

podili, to. Pedale, ceppo^ torsolo, 
- pel dm: podaliici V: p6di. - 
ot: poddri e per metat: porddi. 
-irobdpiov. II I per p, scambio d'al- 
tronde comunissinio anche in b:, 
pu6 derivare qui da influenza it. 

poddrga, i. dli: Podagra (Metat: 
ironical). - irobdYpa. 

podarici, to. Calcola, *iro6ap(Kiov. 
Cf: i re: iro6apiK6v^ -dpi(ov). 

poddi. *) ag: Molto, ahhondante. *) 
av: Assai) troppo, superl: pdra 
poddf. -P. macr£a (L.F.). M0//0, 
in lungo. - ^) Come sost: sottin- 
tende ch(i)er6.Ehi p.ti se m^no. 
E molto tempo che faspetto, - ot: 
=, ed in Cp. polH. - iroXO^^ iroX- 
X/|, iToXO. V: macrfo e pdra. 

p6di} to: pi: -ia. dm: podaluci. 
Piede, tallOy gambo, P. azz^ ma- 
ru4di. Cesto di laituga, 'S te 
punde to podfo. Sulle punte dei 
p. tCalomb6di! Buona fortuna! 
*KoX6v Tr6bi(ov) (lett: h. piede): Tot: 
calap6di significa forma da scar- 
pCy re: KaXoir6&i(ov). alb: KoXtjiirdbja. 
ot: p6da, o, ma al pi: p6- 
(d)ja, ta: in un canto di Soleto 
(CLI) Tant: gen: pod 6. - udbiov. 
re: Tr6bo^, 6. iroO^. 

podia, i. Lembo, grembialCy grem- 
hialata, - ot: pod^a. - re: troMa. 
alb: TTobi'-a, -€0, gh: irobjd-ja (Cm. 
II, 8;. - Nella Cal. Cit. pud fa, 
pud^ja, puria. 

po^ta (fpoitis Mrl.), o. dli: ironi- 
Tf|<;. 



— 208 — 



polemdo. lo inquietOy cimento, - ot: 

-6, io lavoro. - itoXcia^ui. NelleCron. 

Cipr, iroXofLidi, faccio, 
pol^mima, to. Inquietudine, - ot: 

=, lavoro. - re: noX^fiima. 
p61emOy o. Guerrdy battaglia. Qual 

nome comune h voce poco usata. 

- ir6X€|yio<. 

pondic6, o: dm; -uci, to: (fpon- 
dfchia, ta Mrl.). f: pondicdra. 
TopOy sorcio. - ot: =: dm: -viddi. 
re: iT0VTtK6^, cioh jiiO^, tr. mus 
poniicus (Plin. H. N. VIII, 55), 
o grosso sorcio del Ponto: d: mo- 
den: p6ndegh (Flechia, Post, 
etim.) neWArch.gL II, 371. d: ven: 
pantegdn, ponticdn. 

pdndo, (to?). Punto (M. Mr.). 

pon^nti) o. dli: Punto cardin. e 
vento, ' re: irovdvT€^ t6. 

poneruso. ag: Scellerato. V. apo- 
ner6. 

ponfzzo. Marcisco. - *Trovi2:ui (alb: 
irov{(y-e, io servo) , con notevole di- 
vergenza di senso, da 

pon6. Dolgo. Nel M. Mr. il med: 
pon^me.impf:epon^mmo. impt: 
ao: p6nesta, ponestdte. - Su 
ponf i cardia. Ti duole il cuore. 

- ot: =:. ao: (e)p6nisa. med: po- 
nfome. impt: ao: 2 pi: ponis(t)f- 
te e ponistidesta. ppp:. poni- 
m^no. - irov^w, -oOiiai. 

p6no, o. Dolore, - ot: =. it6vo^. 

Come in re: forma alcuni sost: 

composti, quali 
ponoe^ddaro, to. Dolor di stoma- 

CO. - *TrovoKo{Xopo^? V: ce4ddri. 
ponoc^falo, to. Dolor di capo. - 

re: irovoK^qpaXoi;, 6. led: kopfseh- 

<merz. 
p6nti, to. dli: gb: Kdvrr^ci, 6. 
pordnda, i. dli (?). Stipite. - wS)po<;} 
poreedddmi, i. Porcellana. - nap: 

porcelldmma. 



porch 1, to. Porcellino. - *iropidov^ 

ir6pK0^. lat: porcus. 
pordaldo. Pedo. - re: iropb^ur. a: 

iT^pboiiai; ma cf: Tag: a: nopbaXdcKy 

qui prae timore pedit. 
p6rdo, o. Crepitus ventris, - iropbn^ 

p6rta, i. dli: ot: =. re: ir6pTa. 

p6rto, to. dli: - re: ir6pT0v. gb: irop- 
T0<;, ir6XT0?, 6. 

possdli, to. Cavicchio. - a: itaccd- 
Xiov. re: -oOXi(ov). 

p6sso(f:=i).*) pr:eorrel: rth Quanta^ 
*)av; quant: e temp: QuantOy qua- 
lora, irifine, tanto che, Jinchd: in 
quest'ultimo senso anche al pi: n: 
(che Cp. sembra avere confuso col 
eong: it: di potere: XVIII, XXy 
eon pu o ti. - Ja p6sso. Comcy. 
{per) quanto. Ecino ^ne t6sso 
m^ga p6sso o pdtrendu. Egli 
d tanto grande quanto suo padre. 
ot: =. 6ir6aoc (epic: ditdaao^) 
meglio che ir6ao^, come crede il 
Mr. (124, 154), che 6 sempre in- 
terrog. - V: App. Gr. 

po(s) e spesso dav: a voc. po: in Cp. 
anche p6sa. *) ay: interrog. Come? 

- ot: pos(se), ed interrog: sempre 
cap 6s (non cap6$ come crede Mr. 
1 53). - ttCj^; *KaTriXK;, cibfe koi inD<;, 
come re: Kdirore, Kdirou, etc. per 
erasi di kuI ir. Kal ir. ') av: 
dimostr: e comparat: ComCy se- 
condo chCy cosi (lalora =<&?, od- 
TuO« ^) eg: temp: Appena, 
6iruj<;. - V: App. Gr. 

p6sta, i. dli: = re: ir6(TTa. 
potam6, o.dm: potamfzzi.FiMitie. 

- YroTa|yi6^. *TroTa^(6iov. iroTdjiiov. - 
Nei cantiot: nontrovo ehe/iiimo, 
o (XI). 

p6te. *) av: temp: Quando. ') part: 
cans: Giacch^y poich^, perchi. *) 
part: interr: Quando} - ot: p6te^ 



— 209 — 



p6a (ep6a Cp. 76) che erroneam. 
Mr. affermb sempre interrogativi 
(p. 1 52), senza por mente agli e- 
sempi del Cp. (76 bis, 80). - 6Tr6T€. 
tt6t€: V: sa(n) e t6te. 

p6tima, xol Lahheverare. -ir6Tia^a. 

potistic6. ag: Irriguo, - *'TroTiaTi- 

potfzzo. ao: ep6tisa. ppp: poti- 
m^no. Abbevero^ innaffio. - ot: =. 
impf: ep6tiza. - iroxijui. 

prdftia, to. Cosa^ fatto. - P. azz^ 
tipote. C. da nulla, ines[ia. - ot: 
=.dm: -dti. -dzzi, -azzuli.genit: 
pramdtu e prdma (Mr. 122) - 
itpdcf^a. gb: irpd^a, 

prand^gguo(me).ao: eprdndezza. 
rifl: eprand^stina. lo (mi) sposo, 
to {mi) marito^ - re: (OJTravbpcOu), 
-ojuai. Cron, Cipr, iravrp. cf: I'a: 
diTav6po^. In ot: si usa armdzo 
{&P)x6lvj) ed anche, come a Bova, 
pidnno. V: 

prdndemma, to, e 

prandfa, i. MatrimoniOy wofife. - 
re: (0)ir(ivbp€U|Lia, (0)Trav6pia. - ot: 
^rmasia (a: &p|uio0(a). 

•fprari (Mrl.). Acciugke, Sari una 
delle consuete storpiature raorel- 
liane per psari (iiidpi). 

prdsino. ag: Verde. In ot: non trovo 
che hl6ro: in Grecia duran pro- 
miscui x^U)p<^<^ ^ irpdaivo^ (da irpd- 
oov, porro), Sulle due fazioni cir- 
censi dei Prasini e dei Veneti, 
e sull'antifona che intuonavano al 
comparire deirimperatore, la qual 
ci mostra che lo axixo? iroXiTiK6? 
era pressoch^ formato al tempo di 
Costantino VII Porfirogen: (912- 
952), V: Z. 161 e Mrl. 210. 

prasinudi. dm: del preced. Verdo- 
gnolo, - *irpaaivoObio^. re: irpaai- 
voOt&koi;, -vo€ibf|<;. 

prdstemma e pdstremma (Mrl. 



-em a). Scopa, granata. - re: irdarp- 
€u-^a, ripulitura, irdarp-a, weWeffii, 
iraOTp-€0-«i, gb: ait., pulisco, aster- 
go, gb: ere: iraaxp-i-KOS- ot: (s)pa- 
strig6,;?w/i7o, alb: TraaTp-6-ije che 
il Cm, (IJ, 144) tento spiegare per 
Trd(Xiv) +R. axpu). 

prdstico. 2Lg:Eccellente, forte, Crasi 
p. Vino generoso. - irpaxTiKd^. 

prec6pi, to. Albicocca. - re: pcpi- 
KOKov. Da praecoquum (persi- 
cum) come vuole il Cabrera {Die- 
cion. de Etim. d, L lengua Castell. 
Madrid 1837) seguito dal Dz. (I, 
i3). Alterazioni della voce latina 
e riduzioni a falsa etimol. it: al- 
bercocca (di: san: bac6ca: nap: 
perc(u)6co). sp: albar(i)coque. 
pg: albrieoque. fr: abricot. ted: 
aprikose: sved: aprikos. dan: a- 
brikos. ingl: apricot, russ: abri- 
kos, etc. Quanto all'ar: jj^s^^ 
al-berkuk che seeondo THammer- 
Purgstall {Ueb. d. ar. Wort, in 
Sp. 9S) sarebbe fonie assai verosi- 
mile della voce spagnuola, pare ai 
piu competenti voce importata (Dz. 
Ibid.)ff Sono notevoli le forme del 
gb: irpaiK6KKiov, irpcKdKKiov, ripor- 
tate dal Dz. come quelle non solo 
in cui hat das lat. wort sein 
sorgfaltigstes abbild gefun- 
den, ma perche sono quasi iden- 
tiche alia nostra b: Non m'occorre 
in questi dd: esempio certo deU'e- 
quazione p=k: ritengo quindi che 
si tratti nel nostro vocabolo d'un 
fenomeno d'assimilazione. 

precopfa, i. Albicocco. - re: pepi- 

KOKld. 

predicaturi, o. gb: irpe^iKdrtup. 

pr^pi. impf: eprepe. ao: ^prezze. 
v: impers: Conviene,T>e su pr^pi. 
Non ti s'addice, - ot: =, pr^vi, 
prevfzi, prep^gui, prep^g(g)hi. 



210 — 



impf: ^prepe, ^preve, prevfze. 
ao: ^prefse, epr^pise, epr^vi- 
se. cong: ao: na pr^fsi, na pre- 
pfsi, na prevfsi. - trp^irci. 

pr^scia, i. Fretta, pressa. - sc: =. 

•fpresidentis (Mrl.), o. Presidente, 

presugn[€jg^\io]. inf: presugndi 
{St. di Gius. XLI 1 , 24) . Imprigiono. 

presunSri, o, Prigioniero, 

presuniy o. Id. 

presunia^ u Prigione. O pr6to ti 
p. Carceriere. ot: cdrcera, i. 

preuriy o. Priore, - sc: priuri. 

previtero, o. Prete^ sacerdote, abate. 
dl: nap: pr^vete. Cal: Cit: pr^- 
vite. - a: irpeapOrepo^: in re: 6 piti 
in uso iepeO^ o itaTr(ir)a^. ot: pa- 
tera (rc: irar^pa^ = a: iraTfip). 

pricaddida, i (Cp. XV). Cicoria. 
ot: pricdda. pi: -d{d)e. - rc: m- 
KpaXi6a. 

prich^no e pric6nno (M. Mr.). 
Amareggio. V: il preced. 
, pricenome, ejiel M. Mr. -^nno. 
ao: epricidthina. Mi rammarico. 
ot: pricdzo, -ch^no. ao: pricdt- 
ti(nio). mxpaivo^at, -dZui, -dviu, 
-dvctf. rc: anche trpix. 

pTic{i)idsi,i. Amare3[s[a. ot: prichfa. 
A Monteleone prfca. rc: mKpdba 
e irptK. inKpCa. 

pricio. ag: AmarOy aspro. -ot: pri- 
c6, f: -chi (Mr. CLIV), -ch^ (Cp. 
XLI 11). TTiKpd^. rc: anche wpiK. f: 
a: -4, rc: -li. 

tprichio (Mrl.), to. Dote. - ot: 
pricf. rc: irpoiKi(ov]. a: irpotS, i\.' 
Vl. ddta. 

principi, o. dli: ot: =. gb: e rc: 
irpiyKtHi, irp*rr« -iira<;. 

prfta. av: temp: Prima. P. pu (M. 
Mr.), p. ti (L. F.), p. ca (St. di 
G.XLV,28), p. p4ra (Id. XXVII, 
18). Prima che^ p.M. Prftamu. P. 
dime. P. pdra n^ 'r ti su.P. che 



venissi tu. - ot: prida, -i: piii 
spesso pr6ti, pr6(d)i, pr6ppi 
(Mr. i52). h Prita puo essere va- 
riazione di irpufra; ma anche in 
rc: v'6 trpiTd per irporoO, ed anche 
irpixoO ». N. C. 

proherddda, i. Latrina, comodo. - 
a: Trpox(i)pT)|Lia, excrementumy da 
irpoxujp4u>, son comodo, 

pr6ma. av: Prin^ay e 

pr6mo. ag: Primo. iTpiJi'ifioq. a: att: 
npiS))io^. V: prfta. • 

pr6stamma, to. Ordine, - irpoaTorr- 
^a (M. Mr.). 

prost^. av: temp: Je/ Faltrp. - ot: 
pro(a)ft^. rc: irpoxO^^. a: Trp6x6€^. 

protiljuni, o. Giugno. - Non lo 
credo un proti/funi, VpwroX^ov,' 
primo leone, ma *irpu>Tavtot^vtoq, a 
quel modo che il luglio e il *h&i- 
TcpoioOvto^, o storojuni V:. Que- 
ste usurpazioni di nomi fra vari 
mesi non sono nuove: i toscani di- 
cono:N^di maggio ne di mag- 
gione (=: giugno) - Non ti le- 
vare il pelliccione, e i siciliani 
Giugnu, la fduci 'n pugnu - 
Giugn^ttu, la fauci 'n p4ttu, 
cioe Di giugno la falce in pugnoy 
di luglio la falce in petto. 

protin6. ag: e sost: Principale, pri- 
mo. - ot: pro(t)in6, pron6. - rc: 
irpu)T€iv6^, 

pr6to, ag: e sost: Principale^ capi- 
tanOy primo. In ot: rinvengo il solo 
f: pr6ti, pr6si, ag: ed av: (Mr. 

125, l52). - ITpdlTo^. 

fprotocritis (Mrl.), o. Primo giu- 
dice. • rc. irpuiTOKptrfi^. 

pr6vato, to: dm: -i&ci e provati- 
na, i. Pecora, greggia. - ot: pr6- 
ato, pruato. dm: -tuddi. - irpA- 
Parov, dm: rc: irpoPaTiva. - 

pro z{z)i mi, to. Lievito, fermento. - 
rc: irpo2;0|yii(ov). t<})xi\. 



- 211 - 



psaforegguo. V: xaf. 

psalfdi, xal., e z., ta.Forbice, ceso- 

ja, ' ot: fsaHdi, to. - itiaXi6iov. 

a: HiaXic. 
psarfd. V: xarf6. 
tpsdri armir6 (Mrl.), to. Tormina, 

- re: d^idpt dX^up6v. 

Ipsa r 6s (Mrl.), o. Pescatore. - re: 

(6)vapa<;. 
tpseftfa (Mrl.), i. Bugia. - re: i|*cu- 

Tia. 
tpseftis (Mru), o. Bugiardo. - re: 

Hi€uaTf|^. a: tiieOariiq. 
ps^ma, x^ma, ez.^to.Bugia^ men- 

!{ogna, -ot^ fs^ma, gen: fs^ma- 

tu, e fs^ma (Mr. 122). - re: ijieO- 

fia. a: iti€Oa|ia. 
psematdro, xemat., e nel M. Mr. 

zemaddriy o. Bugiardo ^mentitore. 

- ot: fsemaddri. - re: qfeu|yiaTdpT]<;. 
a: Hi€i}0TrK. 

pseno. V: x^no. 

pserdsi. V: xer. 

ps^ro. V: x^ro. 

pser6. V: xer6. 

psiddo, xid, zid,j o. Pulce, - ot: 

fsi44o- ~ H'^XXb^. 
psih'i, x.,z. (pz. L. F. zichf Cp.), 
i. Anima. - ot: fsihi, a Stern: 
zihi: in Cp. psiehi (5i, 71), fsi- 
chi (61), ma psihi a pag: 76. - 

dm: fsihd44^' " M^^^- ^C' dm: 
\|fuxoOXa. 

psihrdda, xihr. zihr. (pz. L. F. 
zicr. Cp., e nel 0* XLIV sp.), 
i. Freddo, brividoy infreddfltura. 
ot: fsihrdda. - re: t)iuxpd6a. 

psihn§no, xihr. e z. Infreddo. ot: 
fsihr^no. ao: efsihrana. - vu- 
Xpaivui. ' 

psihr6, xihr. e z. ag: Freddo, fre- 
sco, Cp, - ot: fsihr6, -cr6 in Cp. 

psfio. V: xilo. 

psil6, X., z. ag: Alto, - ot: (a)fsil6: 
t'afs., terra\\o, re: (6)1^111X6^ 



tpsimno. fe uno dei soliti mostri 
lombrosiani del fr: 5. Forse il ti- 
pografo lesse nel ms: eina psi- 
mno in luogo di cfna pu 6fte 
(liGClva iroO ctvoi). La versione, pro- 
babilm: rimpasticciata dopo, parve 
sospettare in quella voce un aps^ 
=rdn6. 

psoli (Mrl.), to? Membro virile. - 
re: MfwX6<;, 6; t|iuiX{(ov}. tpwXf). V: 

psomf) xom., gs. ed anehe sp: piti 
frequentem. zomf, to. Pane. Z. 
vram^no. Pappa. - ot: fsomf, 
dm: -d(g)i (-dw). - re: i|iu))i4i(ov). a: 
VuiiLx6^, 6,pe:[!(odi pane, V: vrdzo. 

ps6ra (Mrl.), i. Rogna. - ^^xbpa, V: 
riigna, 

pt^o, ft. St. (to?) Colpa (M. Mr.). - 
irTaiaiuia. itraiw. 

tptinia (Mrl.), i. Abbondan:[a. - 
dq>6ov(a. 

pu. ») pr: rel: indecl: // quale, la q., 
che. ^) eong: diehiar: o desider. 
Che. Ambedue si alternano con ti. 
V:^) av: loe: Dove. *) av: enelit: 
indef: Per avventura, mai forse. 
An ecfno pu den drchete. Se 
maiquellononviene. An ecfni pu 
s'arotfsi. Se mai essi finterro- 
gano, *) prp:(?) A,,, a.,, - Pu dio 
dio. A due a due, Parpatiime 
pu t^sseri. Camminiamo a quat- 
tro a quattro, Pu^na ena. Ad 
uno ad uno, ot: (i)p6 (P^^i 

Mr. 124; pu, pu ca Cp.. 77): co- 
nie av: anehe epii. - pr: re: 

(djiroO. av: iroO. 6irou. iroO, irou. 
dTT6? Esempio certo di 6iro0 trovo 
fino dal ii3o (av: Ptochopr.) in 
un atto italogr: che lo Z.considera 
ib<; t6 irp<I»Tov xal dpxiKdv aimetov, 
6eev dip|uif|9ii i\ TX(I»aaa...ToO 4XXi)vi'- 
KoO 5/mou*(io6). Quanto al n* 5) 
re: dvd 50o, 6O0 bOo, dvd T^aaftpa^, 



— 212 - 



Sv irpdq §v, dvA ?v. V: Hgo, me, 
pfo, pusa, ti ed Apf, Gramm, 

publico, to. dli: gb: iroO^Xixov. 

pucciati. av: temp: Dacchi, fin da 
quando. Pu s'fvra. D. ti vidi, - 
*dir6 xal 6ti: koI pleonast. (Mr. 
1 56). ot: ap6ti (*dTr* 6ti), apu 
m6tti (pu) (*dTr6 A^a 6ti? Cp. 99. 
Mr. iSy). -re: dq>' 5tou ed dirdTrj^: 
quest'ultimo neiratto surrifer: ita- 
logr: del ii3o (Z. 106). 

pucidrte. av: temp: D'orinnanp. - 
*dTT6 xal dpri per dirdpTi. 

pudda (-11- Cp.), dm: -^dday i. Gal- 
linay polio, dd: tosc: polla, - re: 
troOXa, cornaccHia: ma -^ha, poU 
lasira, e TToOXta, Plejadi o Gallic 
nelle (sc: Pud4dra): di piii Talb: 
iroOXje, -X-ja, ant: tosk. iroOX-a, 
vale precisam. gallina (Cm. I, 172, 
198, 326). 

pu4di (-11- Mrl. e Lb.), dm: -del, 
to. Uccello; pulcino, - ot: =, dm: 
-d(g)i. - re: iroOXi(ov), -X-dia(ov), 
dall*a: miiXo-^, puledrOylox: pul- 
lu-s, got: fula(n), ant: alt: ted: 
folo (Cr. 288). V: puldri. 

puldo. impf: epii][o]. ao: epiilia. 
cong: ao: na pulfo. ps: (na) pu- 
lith[6]. Vendo, ot: pul6. ao: pu- 
ll sa. inf: pulisi. re: irouX^tu. iruiX. 

puldri, to. Puledro. - ot: =, dm: 
-dgi. - re: irouXdpi(ov). V: pu 44 f. 

pulita, V: piz(z)i4o. 

pumdta, i. dli: sc: =. re: iro|Li|jid5a, 
da porno. 

pundi, i. Punt ay estremitdt. re: 

. iroOvTa, ir6vTa, dall'it:. 

pundist6. ag: Acuto, appuntatOj da 
un *irouvT-(Z-iu. 

pundo, o. dli: gb: ttoOvto^. V: ve- 
16ni. 

pungimAdsL, i. Pleuritide, punta, 

punti6gguo, Impuntisco, - sc: pun- 
tidri. 



puppa, i. dli: - sc: =. fr: poupe. 
lat: puppis. 

pur dta, i. Marcia, sanie, Lat: pur- 
i-s (pus), a: irO-o-v, fru6^^ia. re: 
^^TTVov, ^jiwbaana, zac: irotii (Dv. 
268). skt: puj-^, imputridiscOy 
pus[jo (Cr. 287). 

purrf, i, e purr6, to. Mattina. - 
ot: porn 6, to. - irpiuta. re: iroup- 
vd(v) dalFa: irpiu'iyd^. • 

purri. av: Di mattina, - ot: to por- 
n6, a tta pornd, ta p. -irpuit. re: 
iroupvd. 

purrfzzo. Mi al^o di buon mattina, 
- *TrpuitZuj. 

pvirsoy to. Polso, 

puru, av: Pure, Ce p. Ed anche. - 
ot: e sc: =. 

purveriy i. Polvere. - sc: purvuli. 
ot: purgula. 

pur:[i4ri, to. Polso, *pulsarium 
(M. Mr.). W: purso, 

piisa. av: [loc: Dove {St, di Gius, 
XXXVII, I. XLIV, 5). Non mi 
pare altra cosa che pu eon un s 
eufon. (V: ja e Mr. LIV) appog- 
giato ad una vocaie (cf: Tos ed is 
= ^uic, (&^ di Zoll. e Stern, usato 
aecanto ad 6sa, fsa Mr. 116). V. 
App, Gramm. 

putfha, i. Bottega^ osteria, E altra 
forma di butt fa. V: II pi: pote- 
ke ^ in un atto lat. del 986 (R, 
Neap, Arch, Mon. CCVI). 

putihdro, o. dli: Mercante, botte- 
gajo. sc: putigdru. - re: diroOr)- 
Kdpio<;, farmacista, 

piilte(n). av: loe: intern o no, Dondel 
onde: talora in luogo di pu, dove: 
indiea anche materia, origine. Put- 
ten iselDonde sei? - ot: ap6ten, 
aputte(n), e dav: a voe: anehe 
apiitt*, forme che il Mr. (i5i) in- 
siemeall'diTdeev di Trapezunte spie- 
gherebbe per dird ir66€v, ma che 



213- 



per me non son altro, colla nostra 
b:, che il semplice ir66€v (iroOOc in 
un canto d'Agrafa, Pw. XXV, i) 
colla frequentissima a prostetica. 
Anche le Cron. Cipr, ci oifrono 
dir68€. V: App, Gramm. 
pu^^o ^ o. Poff 0. sc: -u. lat: puteus. 



paci^ i, sc: —, pdga - pagh - pa- 
glidccioy o ' paisdno - patsi, 
to, ot: sc: =, dm: I): -6ci - pa- 
IdtOy to - pald^jOy o - pdllido 
ox:r=,pantdno^ to - pdrco, dm: 
-uci, to (r=/) - pdrma (ralbero: 
r=/), sc: =. parrocchia - par- 
tita - partitOj to - pdru, ag: 
{eguale, pari) sc: = V: 61o. - 
passdggio , to - passidni, ot: 
-una - pdssoy to ot: =r. pdtria 
- paura - /?e(r) - peccdto^ to - 
pecch - pecurdro - peddli, to 
penit^n^a ot: -dn^ia - /?e«5 ot: 
== ed i/7. pens^ro, to ot: = e 



-zVro - p^nso (v:) - /^^w/egguo- 
me ot: =. perdun - perduno^ 
to - p4rfido - pertculo, to - 
p4rla - permissoj to - perse- 
guit - persuad - pessimo - pi- 
sti - p^!(^Oj to - piaciriy to ot: 
=. pidnto, to - pidtd e pietd^ 
ot: -a'/tf - pigno^ to (j=:e) /7i7«- 
50 - j?iw^ ot: :=. pisch {i=^e) - 
pis - pisoy to (i=e) ot: =. - ;?di 
ot: = pdpulo - port V: 'mport 

- posata - pdstOy to - pot4nti 

- pdvero - prec^tto, to - /^r^- 
tiictf - predicatUri -pref4tto - 
prefettura - prem^ggui • pre- 
mura - prepar - present - pre- 
s4pioy to - pres^n^a - pre^iii- 
so " primav4ra ot: =. procur 
prodigioy to - professidni - 
profttto, to - prolungh - pro- 
mett ot: prum, promiira (o=e) 
prdnto - protest - prova - 
provvid ot:— . prov-pumadoro, 
to - purgatdrioy to - putiri 
(r= potere), to. 



Q, 



quart^eri, to, sc: =. qudrto, to - 
quatrdto {d=^t)y to - qudtro, to, 



sc: e nap: querela - quet - qui- 
to - quintoy to. 



- 214 ~ 



raccatizzo. ao: eracc a tf stina. 
Toss{isc)o, Da 

rdccato, to. Tosse, - sc: rdgatu, 
rdcatu, rantolo (■=. ran[c]tolo). 
Anziche all'a: p-pdx€tv, mugghiare^ 
ricorro aira: ^^tk-w« ^^-w, ^otx* 
6I,MM, re: ^oux-a^-i2-uj, ^mx. alb: 
^ax-aX-(a-e, io russo, lat: ranc-o, 
racc-o, rauc-o,^riimi5co,rhonch- 
o, 10 russo, inf: dd: bresc: e berg: 
ronc-d. venez: ronch-iz-dr. berg: 
ronc-un-d. com: r6nc-ol, rauco, 
' Cf: rahudddo. 

raddf, to. dm: -uci. Bastone, mas[' 
^a. - ot: ravdf, rafdf. - re: ^ap- 
6((ov). ^dp6o^. 1^. zing. - trc: rovH, 
rubli (Asc. Zig. CLXX). 

r add fa, i. Bastonata, - re: ^ap6(a. 

raddizzo. ao: erdddia. ppp: rad- 
dim6no,Bastono,Mian ^ga rad- 
dim^ni. Una capra bastonata, - 

radicata, i. Radice. - ot: rfza. pCCa, 
frdftis (Mrl.), o. Sarto, - re: jidcp- 

Tn?, WirTTi<;. 
rdfto. V: rdsto. 

rdggia, uRabbia. -sc:=:.fr: rage. 
raggiunivilo. ag: Ragionevole, 
rahudddo. Russo. - re: ^oxoiXiZiui? 

Cf: rdeeato. 
rahuni (C* XVI). AmmalatOy mal in 

amese, secco. - a: gloss: Pcvfdujj 
, lacerOy fendol o meglio dal re: 



rdmma, to. Filo, - ^d^^a, che mi 
pare da rieongiungersi coiralb: se: 
^d|ji-ty stame, 

franii. V: uran[o]. 

rdo^ to: pi: rdi, ta. Raggio, - nap: 
rdjo, sc: rdja, m: Notevole I'espuis: 
dell'i. 

rdpa, i. dli: pdm}^ lat: rapum, 
rapa. 

rdsti, i. Cucitura, - ot: rdfti. Non 
lo credo col Mr. (io8) ^diin^ (ciod 
pair[T]-a-i-?, poq)-a-i-<;), perch6 in 
questi dd: il t)f divenne costante- 
mente, secondo i luoghi, fs, z[z)^ 
X, sp, sf, e perfino fsc, ma non 
mai st: Teceezioae delFot: ftinno, 
b: stfnno eitata dal Mr. non ^ si- 
cura, essendo molto probabile che 
si tratti non del re: \)if|vu> da fiiiw, 
ma d*una forma seeondaria dell'a: 
6ir-T-d-uj, re: dir-r-lZ-uj (cf: ancora 
Fa: ^qpeduj). Quanto a ft fro, non 
citato dal Mr., parmi derivi diret- 
tamente dairantico (pOeip, anziche 
dal re: v^ipa. - Per me in rdsti 
non veggo altro che il gb: /^dqprri 
del Mrs. 

rdsto e rdfto. impf: ^rasta. ao: 
^razza. Cucio. -ot: =. re: ^dq>TUJ, 
^diTTUj. gb: ^a^TU). zacon: cidqpou 
(Dv. 278). 

reff f tf, i. RamolacciOy arnto-raccio^ 
Raphanus sativus. - sc: ramu- 
rdzza. - re: dpimopdiaov. 



215 — 



frecopdi. V: lee. 

religiiiso. dli: - gb: ^eXtn^oaaov. 

reliquiy to. Reliquia. 

r6ma, to. Spiaggia, sponda (Vl.). 
mare (Lb.). L*a: {i^'i)xa^ rottura^ a: 
gloss: fiyxtyAi;, b = ^ntjiiv, Vj, alta 
e scoscesa ripa di mare contro cui 
s*infrangono Vondp, mi par prefe- 
ribile a /^cO^a, dal quale tuttavia 
deriva il $c: r^ma, sost: f: « T. 
marin. Tincontro delle acque 
di due marl tra uno stretto 
angusto, periglioso pei navi- 
ganti. » MoRTiLL. 

rematidzzo. Erutto . - *^p€UTM<»TidZuj. 
^peiilTOjLiai^ ^peOtU). ^P€uym6^, 6. re : 

r^mma, to./?tt«o.-a: ^pcuYjua. ^pcut- 

rendin444a^ i. Rondine, ot: = - sc: 
rinnin^dda. 

•freumopulla (Bl.), reom. (Cp.), i, 
Fanciulla greca, fe voeabolo non 
piii inteso a Bova. V: C" LXII, 
not. I - re: /^uifimoiroOXa ed in Ru- 
melia (nu^iotz. Pw. DLXXIV. 

ridci, to. RuscellOj torrente, - re: 
^udKi(ov)^ pdaKai;, 6. a: ^OaS^ 6. 

ribdrbaro, to. dli: Reo-barbaro, 
lat: rheubarbarum. gb: j^ioiuiTrdp- 
^1^apov. re: f>fiov. 

ribdta e ripdta, i. dli: (C« X). Re- 
cessOy cantOy angolo. In un eanto 
di Condof: il dm: ribat^dd[a]. 
cf: Talb: ^(irc o j^iir-i, pendio d'un 
monte ? 

7ifi, to. CaprettOyhecco. re: £piq)i(ov). 
gb: fii(pi6v e Pitpo^^ 6. a: lpi<po^, 6. - 
Vicrap^ttOy himaro e ximbaro. 

rifto. V: risto. 

rfga, i. dli; - re: pifa, 

rfga, o: gen: tu riga. Re. - ot: ria, 
pi: rfa. - re: Mtck;. gb: MS, pily 
^nY^i A^TO^j cte: (V: Ml. 77), dal 
lat: rex. 



rigdni, to. Mj^g'iortfwtf, Origanum 
majorana. - *^Tdviov. re: jiiYavov. 
bpiy. - Nei dd: mer: it: rigano 
(Z. 68), sc: -u. tose: regamo. 

rigdo. Ho freddOy intiris[s[isco» - ^i- 
yiii). ot: ri6. ao: ^riasa. 

"[rimay i. Remo. 

rtm^gguo. ao: err/wezza. Remi- 
go, vogo. sc: rimdri. 

rfmma, to. Pollone, - a: j^m^a 
(piirrui) . 

fri mi/ni^gguo. /o «€«o. 

rincriscio^ to. Noja y rincresci- 
mento. 

rinesc6gguo. ao: errin^scezzsL, 
Jiiesco, ^sc: rinesc£ri. vem: tose: 
nescfre. 

ri[ome]. lo libero. - ^Oofiai. Non si 
usa: ne ineontro il solo impt: ao: 
ris 'mas (= f Oaai Vi^a<;) nel Pater., 

ripriso. ag: Timido, contegnosOy 
triste, 

rfschio, to. dli: - re: ^(o)i2:ik6 (Pw. 
Ind. verb), 

frised^gguo. dli? lo rigetto. cf: 
I'a: poitiiUi 

riso, to. dli: - re: /^02:t(ov). dpuZo, t\y 
6p\)tov. lat: oryza. 

rfsto e rifto. impf: Crista, ao: 6- 
rizza, -xa. impt: ao: rizze, -xe, 
-pse. pv: ao: erfsti[na]. ppp: 
rimm^no.Ge«o,5/7^r^o. R. hdm- 
me. Abbatto, Erffti 's to scud- 
iiindu. Gli si gettb al collo. - ot: 
rffto. impf: ^rift[a] (Mr. Co 
LXXXVIII), ed eriza (Mr. 143). 
ao: erifsa ed erizza. impt: ao: 
rifse. cong: ao: na riso. inf: rf- 
fsi. p: pr: rffto nta. re: /^ixvuiy 
Mxvui, j^iKTUi, jiT\KTUJ. impf. €^Jiin- 
Tov, ^pprixva. ao: l^j^ttpa, ^^^Ha. 
impt: ^tMiov e ^Se. - ^(tttw. - V: 
eucuddo, to, hdmme, 6ssotte. 

frCtoras (Mrl.), o. Avvocato, - re: 
i^/^Topa^. 



— 216 - 



rizza, i (O XXIX). Torsolo {radi- 
ce}) ot: rfza, radice, - jilZa. 

rizz61a, i. dli: Scuffia, *licci61a 
da licium (sc: ifzzu, nap: <-o)? 
ovvero *ri[ti]zz61a, *reticciuo- 
la? 

r6ba, i. dli: - ant: sp: ed ant: port: 
rouba. lat: med: ev: prov: e grig: 
rauba. fr: robe, sp: ropa. port: 
roupa, veste^ rob a, sostan^Cy e 
nel signific. piti antico, bottino di 
guerra. Tutti dall'ant: alt: ted: 
roub, spoglia (Dz. I, 354). Nelle 
pergam: lat: degli Arch, napol. oc- 
corre spesso la voce roba, vesie, 
Uncias auri 4 pro robis suis 
(An: i3o6).- alb. p6b-a, /^6it-e. trc: 
bj^ ruba. Cf: con ruho. 

troddchin[i] (Mrl.), to. PSsca. - 
j^obdKivov. Per metat. dal lat: du- 
racinum. V: p^rcico. 

rodin6. ag: Rosso, - 01: =, dorin6, 
rot. re: /^o&iav6^ (Pw. Ind, verb,) 
per p6bv/o<;y roseo, - V: ruso. 

roldgio. W: lordggio , 

romatfsmi, to. dli: sc: romatisi- 
mu. - {)€\)\xaTiaix6(;, 6. 

[r6pi], to. Virgulto, nel nome ha- 
mor6pi V: - a: fubmov^ ^iI)mi, Vj. 

rdsa^ i. Non trovo in questo d: fid- 
60V (ot: r6do, to). V: trianddfi- 
l[o]. 

rosdra, i. Rosajo, 

ros61io (frosolf Mrl.), to, dli: - 
re: (ioZ6\x, 

rdsuldj i, Qelone, - sc: =. nap: r6- 
sola. 

rdta, i. dli: alb: ji6T-o. 

Vtdmmi. V: art. 

rucanic6 (flucdnica Mrl. rucd- 
nica Lb. i), to? Salciccia, - re: 
XouKdviKOv, voce lat: 1 u c & n ! c a 
(hira), -icuni (pulmentum) dalla 
Lucanica (Varr. De ling, lat, IV), 
che doveva prepararne delle eccel- 



lenti, stando ahneno alia dififusio- 
ne e persistenza di questo vocabolo 
che vive fino nei dd: settentr: d'l- 
talia(mil:ecrem: lugdnega. bresc: 
16gdnega. berg: (figurat: 16(g)dn- 
ga) 16(g)anghina), e, secondo Co- 
varruvias, e Cabrera cit: dal Dz. (II, 
149) anche nello sp: longanfza; 
roentre, secondo Tilluslre romani- 
sta, seguito dal Prof. Tiraboschi 
(Vocab, dei dd: bergam: ant: e mod, 
727), quest'ultima voce rampolla 
dal lat: long&no. E forse per gra- 
titudine culinaria che or non h 
molto 11 Consiglio provinciale di 
Basilicata chiese al Gov^rno facolt^ 
di dismetlere il suo appellative 
etnico per ripigliarsi quellp di Lu- 
cania? II primo, o accenni a ma- 
gistratura (paaiXixd*; dvepujiroc, im- 
per talis vir), o derivi dal chiaro 
Bulgaricida, 6 testimone d'un'era 
di glorie: Taltro mal risponde al 
sito attuale di quella regione e al 
senno ed operosa cultura delle sue 
genti. Lasciamoli dormire ormai 
nel sepolcro dell'efudizione quegli 
ocreati cacciatori di cinghiali (Ora- 
zio, Sat. 11*^, III*, 234), che insel- 
vatichirono Metaponto, Pesto, Era- 
clea,citt^ magnogrechegi^ Horentis- 
sime; e il bravo Consiglio basilica- 
TESE, si rassegni a sopportare in 
pace un nome voluto dai piii, ram- 
mentando che i decreti dei Gover- 
ni non possono cozzar con quelli 
delV Uso, Quern paene arbitrium est 
et jus et norma loquendi, Vedi su 
questo proposito la dotta e briosa 
monografia Stor, d, denomin. di 
Basilic, per Homunculus. Roma 
1874. - Ritornando al nostro vo- 
cabolo, la linguale liquida si deve 
essere mutata neila sua aflfine per 
influenza del verbo rucanfzzoV: 



— 217 - 



- Secondo il Lb. in altri dd: greci 
circonvicini a Bova la salciccia si 
chiama morgunr (dli?); forse dal 
re: iLioOpTo^ (alb: jioOptou), nero (e 
nero val porco nei dd: it: mer:), 
ovvero dall'a: d^^pTu;, soppresso: 
cf: Tit: soppressata, sorta dl sa- 
lame o mortadella, 

rucanfzzo. ao: erucdnia. StritoiOy 
rodo. - ot: =, e ruh. - rc: ^ouxa- 
vilw. a: Pvk. runcino. 

rudi, to: pi: rudia. Melagrana, 
frutto del Punica granatura. - 
ot: =r, pi: ru}a, - rc: jio05i(ov), 
ji66i(ov). jioT6iov, dm: dell'a: {i6a, 
^o(i)d, 'f\y voce chesembraorientale. 

rudfa, i. Melagrano, - ot: rud^a. - 
rc: /io(u)6(a. 

ruga, i. Strada, via, vico, pia!(^a. - 
£ voce antica che s'incontra nei 
diplomi lat: dell'It: merid: del sec: 
XIII, e vive in parecchi dd: anche 
settentr: d'ltalia. - sp: port: prov: 
rua. fr: rue. (Dz. I, 36i) - gb: 
e rc: i^oOta e j^oOta che 6 pure al- 
ban. Cfr: col p\i)l deU'Odiss. (XXII, 
143). 

rugia, i. Ruggine. r sc: ruggia. 

ruho, to. Roba, pannOj abiio. - ot: 
ruho, to; pi: ruha, dm: ruhd- 
cia. gb: e rc: /ioOxov (dm: (nuxirai 
in Pw. Jnd. verb.), L*a: (i{jsxd<; (ni- 
TiXot;) era un abito aperto sul da- 
vanti che s'affibbiava sul petto. In 
Ducange /ioOxov 6 pannus quivis 
s. quaevis vestis, e nei Gloss, 
lat. roccus, rochus, hrocus. ted: 
rock, ant: alt: ted: rok. ung: ruha. 
ill: Slav: ruho (\V:-Pott. Philol. 
267). Cf: con r6ba. 

rum bo, o. Vino cotto^ sapa, a{patov. 

- a: p6<po<;l Kp6|Lipo<; (oIvoO^* ^loss: 
per Kpd^poq. Cf: ancora il rc: pov- 
^Aliu (Dv. 279), 10 maturo, gb: pov- 
fxiundv (Mrs.). 



rumbula, i. Trottola, - sc: strum- 
mula. nap: strummolo gi^ no- 
tato dal Capaccio /. c, cal. rum- 
bulu, rumm = oggeito rotondo, 
ciottolo. str; = trottola. - a: p6[xfio(i 
(^^ILApu;), aTp6^poq, e aTp6piXoq, 6 
(axp^cpuj). 

rumbuli, to. Piccolo acervo. - *^o|li- 
poOXioy dm: di j^6fipoq. 

rttniy^gguo- ao: erri/iwezza. Ro- 
vino. 

rus6no. Arrosso. - *po\)aaaiv\u dal 
rc: jioOaao?. Cf: tuttavia I'a: ^pu- 
6(p}a{vui. 

ritsfa, i, Robbia, Rubia (peregri- 
na?), cosl detta per la tinta rossa 
del suo rizoma. *po\}aaia. - £puOp6- 
6avov. 

ruso. *) ag: /?0550.') sost: to r.Val-. 
ba. rc: ^oOaaoc;. a: jioOa((ya)io<;. V: 
rodin6. 

ruta, i. dli: - rc: ^oOtq, pOti), puTf|. 



raccumand ed in Cp. raccomand 

- raccunt - rad - rdgia - ra- 
giun - ragiuni, i: sc: ragg - 
rdmo, to - rappresent - recit 
^^gg - reggimSnto^ to - 
regina: ot: r^na (fr: reine) - 
registro, to- rSgn - regno ^ to: 
ot: =. rSgula --religiuso: sc: 
-u. rendita - reo - republica - 
ricord - ricdrdo, to: ot: =. ri- 
cumpens - riduc - riform - ri- 
guruso: - sc: -u. rimprover - 
rinfrisco, to: sc: -u - ringra- 
j{ij - rinnov - ripos: ot: repos 

- riprend - risorv - risp4tto^ 
to - risuscit - r{ti (i— e) sc: =., 
ritir ot:=.river - rosa - rota- 
'rruri V: err. - Vrzf - rrigna - 
runda - rtt«5 (=ioro«ifo). 



— 218 — 



's. V: se. 

saccarfzzo. Scuoto il sacco, - oqk- 
K€X(2:ui, 10 filiro, - V: sacco. 

sdcco, o: pi: ta sicchi: dm: sac- 
cxxdidii, to. dli: - ot: =. - adiaco^, 
6. re: -oOXi(ov). - ebr: pto, sSq. V: 

saccarfzzo. 

saccurifa, i. dli: sc: = e zdLC.Ago 
grosso per cucir balle, quadrello, - 
re: aaKKOpdcpY). In altri dd: it: mer: 
saccordfa (Z. 68). 

sacugni (Mrl.), to dli: sc: saccii- 
ni. PagliericciOj saccone. *(yaKK0\5- 
viov. 

sagn€^^}XO, lo salasso, - it: se- 
gnare. nap: (n)sagndre. sc: sa> 
gndri. fr: saigner. port: san- 
gnar. sp: sangrar. lat: sangui- 
nare. Dz. II, 6i. 

saftta, i. dli: dm: saittu4da. 5/7o/tf. 
-| ot: e sc: =. gb: aa(T)tTa. zacon: 
ao^ra (Dv. 298). re: aatxra, che 
sono il lat: sagitta. 

sala, i. dli: - re: adXa. 

salivdri (Mrl.), to Briglia, - re: 
aaXipdpt(ov) e auXX»iP(ipi(ov), che il 
Pw. {Ind, verb), confuse con aaXpd- 
piov, cal![oni, brachcy mal intenden- 
do i v: 22, 23 del C» DXIX: Tfjv 
uXdxa Kdv€i xi' dXoTO, t6 x^\ka Kdvci 

V a^XXa, - Kal t& Eav6d tou rd ^aXXid 
rd Kdv€t aaXtPdpt. - aoXpdpiov par 
voce turea, mentre il gb: e re: ca- 
Xipdpiov ^ il lat: salivarium, ^e- 



no,quia salivam equis moveat, 
onde il v: re: aoXijIdpui, aaXiP(ap)6- 
vuf, iofreno, imbriglio' V: Mrs. e 
Pw. 1. c. 

samb6teti. Y: sa(n). 

sa(n), sdne. eg: Quando. ay: Come. 
Samb6te. av: Q.. tnai. - Sdmbu 
ed in Cp. (XXV) sdmbue. av: Q, 
che', q. Samb6teti. eg: Come se 
(Co XXVIII). - ot: sa(n), s(i)Ap- 
pu, s(i)dtli, s(i)dtte, satf, sdtti 
pu, sdtte pu, sdppu ti. gb: 

e re: adVy da \bady cioe tb^ dv Ml. 

. 393, Mr. 1 53. re: ihadv ir6T€. di. 
6no0, di. iDti. *ib. ic6Te dn. *di 61T0O 
6ti. 

sannfdi, to (Mrl. pi:). Asse, tavola 
dove i contadini serbano i comesti- 
bill. - ot: sanfda, i. re: aav(5i(ov), 
-(6a, 1^. gb: Ahau;. a: aavk, Vj. 

s a p ^ n o . M' infracidisco , marcisco . 
ppp: sapim^no eon senso d'ag: 
MarciOy fracido, - re: aatr^u). ag: 
admo^. a: ai^irui^ 01111x6^ (R. sak? 
Cr. 458). V: appfdi. . 

sapii(g)ni, to. dli: re: aairoOvi(ov} 
(trc: 0^1^ sabun). adit-ui-v (R: 
sak? Cr. 458). 

saraeostf, i. Quaresima. - ot: sa- 
ragostf. - re: aapaKOarfi. gb: aaap. 

- TcaaapaKoariFi (tfjfi^pa). 
sardnta. nu: Quaranta. - ot: =. gb: 

€ re: aapdvTa. T£(r0apdKovTa. zing. 

- trc: sardnda. Asc.Zig. CLXXI. 



— 219 



Intoriio a quest'accorciamento gia 
in uso fino dal tempo di Ptocho- 
prodr: ed aU'opinione di Corals 
che traesse principio.dagli antichi 
comici, vedi quel che ne dice il 
Ml. 180. 

sarantiwj, i. Quarantina, - re: aa- 
pavrapia^ -dpi(ov). 

sardfna, i. dii: - adp6a, -(vt]. re: 
-iva, -dXXa. lat. sarda. DalFisola di 
Sardegna,nei cui paraggi speciaim: 
si pesca in gran copia (Dz. I, 365). 
Quanto al modo proverbiale cre- 
mdnno ti s. 's to carteddi V: 
nota4alC«LXVIlI. 

sir mo, to. dii: - vern: tosc: =. - 
i|;aX|Li6^, 6. 

sarmura, i. dii? Sala-moja. - re: 
aaXa-|LioOpa (trc: o^^^Lo sala- 
mura), 6X-|Li0pa. a: &X-jiupiq. La 
prima forma re: par derivaz: neo- 
lat: lal: muria. fr: sau-mure. 
sp: sal-muera. port: sal-moura 
(Dz. I, 280). d: berg: salmura. 

sirsa, i. dii: - vern: tosc: =. re: 
adXaa, adXroa. gb: adXTJCa. 

sdvano,to. Veste da morto . - ad3civo v . 



sbasc6gguo. Jo abbasso, - sc: sba- 

scidri. , 
sbruffi]6gguo. ao: esbruffi]ez- 

za. /o sbfrjuffo, 
scacc[€gg\x6\. ppp: scaccemmi- 

n[o]. Schiaccio. - sc: scaccidri. 
scadd. V: scat6. 
scadd^gguo e nei M. Mr. scaleg. 

lo !(appettOy sarchio (rovisto?), sc: 

scalidri. - CKaXeOuj. 
scdfto. V: scasto. 
scagghiuni, to. Sanna, dente ca- 

ninOj scaglione, - sc: =. 
scdla, i. dii: - ot: =, dm: -^dda. - 

bg: axaXi, t6. gb: e re: CKdXa. alb: 

a<;KdXa-, tutti dal lat: col v: zacon: 

aKoXoTKKOu (*aKaX-(-aK-uj) =^ dvapai- 

vu; (Dv. 293). V: scaluni. 
scalestira (fscalef. Mrl.), i. Zap- 

pa lunga e streita, sarchio: nel M. 

Mrl. anche i^appatura, aKaXiari\' 

piov. V: scaddegguo. 
scaluni, to. Scalino, gradino. - gb: 

e re: aKaXoi3vi(ov). 
scdmma, to. Lo ^appare una volt a: 

diploma, to. Lo ^. due volte. - 

aKd|LA|ua, 6iTrXuj|J0i (M. Mr.). 



sdvato, to. Sabato. - ot: sdmba, scanddli (Mrl.), to. Scanddglio. 



notevole per Tidentit^ col. zacon: 
adjLiPa (Dv. 28S). - adppaxov. re: 
volg: anche aapdxTo (Pw./«i.ver&.). 
Dairebr: 113^, sci^bbath, riposo. 



- re: aKav6dXi(ov). trc: Jj>j.^uLu-w\ 
iskandil. 
scandalidzzo./o scandaglio. - *aKav- 
baXidZuj. 



savucco, o. SambucOy Sambucus scdndalo, to. dii: aKdv6aXov. 
nigra, ebulus, in gr: dKxfi, f). sc:'scanni (fmnf Mrl.), to. Sgabello, 



savucu. Cf: il nome lat: col gr: 
cdiiipDxov, maggioranay ad onta 
della diversity delle due piante. 

savurra, i: dii: Z avorra, dii: sc:=^, 
re: aa^o\i(>{l))a (trc: \^-o sdfra) 
dal lat: saburra, deriv: di. sabu- 
la, -um. 

sdzzo (z dolce). impf: fsazza. ao: 
esasa. AccomodOj pareggio. - gb: 
e Cron: Cipr: adZiw; ai&Zvj (Pw. 
Ind. verb.) per lodZiw. 



scanno. Vdlemu 'na sc. apucd- 
tu 's ta p6dia. Mettimi uno sg, 
sotto ai piedi (M. Mr.). fSc. apo 
sidero. Sc. di ferro (Mj^l.). - ot: 
=. gb: e re: aKajLiv{(ov) dal lat: 
scamnum. 

scdra (Mrl.), i. Graticola. - gb: e 
re: aKdpa. ^axdpa. alb: andp-a. 

scarf6glia, i. dii: Truciolo. - a: 
aKdp-i-<po-(;, 6. Kdptp-os* t6. alb: 
a?Kdpq)-a, -ir-a (Cm. I, 173). Cf: 



// Dialeito Greco-Calabro di 'Bova. 



18 



-«20 - 



col berg: scztWi <« te fogHe 
secche dalle quail ^.ricoperta 
la pannoxchia del grano tur- 
CO >». TlRAB., Op. cit. i^ift. 

^cirs.o. ag: dlt: " re: a^pao^. Se- 
cmdo MuRAT. (Z)i5X. XXXI U) dal 
bl: excarpsus e scarpsus p: di 
e xcar per e per excerprere (D^^ 
I, 369). 

scdsto e nel M. Mr, anche scdfto. 
ao: ^scazza, -xa^ cong: ao: na 
sc6z£0 c na sciscio, Zappo. - 
ot: scifto e to scamna^no, i7 
terfeno messo a cultura.- re: aKdf^vf. 
(TKdiitarv 

3cat6, to (Vl.). Stereo. • ot: scadd, 
i, eke e pure nel M. Mr. cd k ori- 
ginariam: un neutro pi: (Mr. ai3). 

- re: aicardv. gbr (TKord (i^?). a: 
aKcrr6(;, 6, xd, fiorma rara per (nc«tip, 
gen. aKard^. (R: OKapr. skt: ^akrt 
per sakart. lat: stere-usCR.i66]. 

scena^ i. dti: " ot: :=:. aKiivvi. 

scepama, to. Coperchio. - OKittaOjia . 

scepdzzo. ao: escdpasa. impt: 
se^pae, -dete. Copro^ veto, - A po- 
se. Scopro, -ot: sciopdnno. itnpt: 
pr: sci6pa (Mr, i35). - (SKevcdC^. 
a: -dw. dtroo^K. 

sc^pi, i. Coperta. - (jiciirii. alb: 
OK]iit'i, velo. 

sch^letro, o. dli: - rc: crtcifXcTpov. 
jKeXcTdv (aic^XXui, dissecco). 

sehidvo, o. dli: - gb: e rc: axXd^OK;. 
gb: (TKXd^i^. alb: cTKXdpe. 

schidzzo. ao: ^stiasa. Accomodo. 
Mi pare OKtvdliu colVao: di ^rtdS^uj. 
V: (e)stidzzo. 

tschignf (MRL.),dm: scindci (Prov. 
3), to. Corda. - ot: scinf. - rc: 
<7XOiv((ov), -d»a(ov), e (Jk. a: axotvo<;, 

schilla. V: scidda. 

schfma, i (GoXLI). Forma, figxtra, 

- axfiina. Oggi pit in uso fur ma. 



alb: ^ f^ie, -<t, ormtm^ti/o (k per x 
come 0d b:) e (tx(|»-(S, fhrma; am- 
bedue = ax%>o> <i>^ i^ secondo 

perch^ wserba Tasp^rrataiy e 

a credersi di receftle iivtrodu- 
zione m. Cm. I, 69. 

scCa, V: osc. 

sciamb^rga, i. S&pnb4$e. - nap: 
giamb^rga e sciamra^rFa, 
giubba. - se: giatnmergd. i, Toee 
pretiameofe spagn: chamberga, 
specie di C4isac€a, e in Andalusia, 
cinSmra areffa di seta. 

scidrpa, i. dli: - rc: a&pna (Pd.). 
sp: charpa. fr: ^charpe. ted: 
scb9rpe. med: oland: scaerpe. 
dan: ski erf. sved: skarp. iagi: 
scarf. L'origine di questo voca- 
bolo 6 dubbia tra il fr e il ted: 
V: Dz^. I, 372. 

'scidrra, i. U^e, rissa. - sc: ed it: 
=. alb: a^^l^a, lite, che Cm. non 
crede tolta in pre^tito dalTit: 
ma originalm. comune alTI- 
talia e alTEpiro (I, 342). Cf: \o 
sp: port: ckarro, i^illano (base =, 
caftivo, vile. Dz, II, 117), char- 
rdda, villania. 

scidrti, to. Fune, canapo. - rc: (^)- 
2dpTi(ovJ. rt: nrarin: sartie. Nota 
ia Imguaie contimia sorda invece 
del g. 

scidsma, to (paro^stt.). Patera. - 
axtdofia. 

scidzzo. ao: ^sciasa. Impauriuo, 
adombre. Med: ps: scidzzome. 
impf: escidzommo. ao: escii- 
stina. inf: ao: sciasti. - Temo. 
ppp: sciasm^no, sbtgottito. - 
Scidzome an din oscfamu. Mi 
spavenioalla mia ombra (M.Mrl.). 
Mi sciastf, mi sciastite. Non 
temere, «. iemete. - gkx&Zw. rc: 

scidda, i. Cagna. Nel C^ LXII 




- 221 - 



i-schilla, dontia cattiva, - re: 
<TKOX(X)a. a: ckOXoS (ctkOXXqv in H.), 
che se non etixnolog: almeno ideo- 
logic: si ricongiunge con Ta: ZkOX- 
Xo^ mostro naarino inventato dal 
popolo e dai poeti, che lacerava 
^aio&XXui) i cani marini kOvo^, Odiss: 
XII, 96 (non /ocAtf come vorrebbe 
il Damm, ma pesci cani) e caciina 
aveva la voce (Ibid. 85). NeireU 
postomerica ii mito le cinse Tin- 
^uine di cani latranti, onde il 
verso di Virgilio Ah I timidos nau- 
ta$ canibus iacerasse mariniSy 
che fonde insieme le due etimolo- 
gie. 
sciddo e nelM.MRL. scillo, o. dm: 
jciddi (-111 Wit:) e-4duci.Cfl«e. 
- S. dkzz€ cassdri. Mastino, can 
4a pagUajo, Ecino dthropo e- 
ghiendsti mdvro sciddo. Quel- 
Vuomo diventd un cane arrabbiato^ 
cioe incrudeti. ot: sciddo, 

<he e pur insulto a persone. 
(TKOXXo<;(H.).rc:aKi»X(o,(;. a: OK^Xag. 
V: vutdno. 



scismdda, i, Screpefkiinra. S. sT to 
zflo. 5. nel legno, - gb: e re: oxia- 

scir6cco, o. dli: - re: enp^KO^, vento 
che spina dalla Siria. 

sciuff, dm: -dci, to. Truogolo. - 
aiciMpfov. tf: Talb: <RKj((p-t, ventre j 
grembo. Tit: schifo, e cFKdqpti che 
ha lo stesso senso di sciuff. 

5CfM/7/?6gguo. ao : esciiippezza. 
EstirpOy strappo, maimeno. - sc: 
scippdri. it: sci(u)pAr€. 

scfzzo. ao: ^scia. ppp: scism^no. 
Spacco. 'Ot: (i)scfzo. ^scisa. Med: 
ao: escfsti(mo), isc. - (fxiOuj ma 
nelle Cron. Cipr. ^axiacv. V: ana- 

SCiZZO. 

sclap^nno. Monto le scale. - *e.KoXa- 

va-Pa(-v-uj? da sea la, come il gb: 

' e re: axaX-iv-u) ed il zacon: oKa- 

XoTkKOU (Dv. 293) =: OKOX-OV-i-OK-UI. 

scHtha, e nel M. Mr. anche scH- 
thra, notevole per epent., i. dli? 
Ortica. - gb: (j-Kvi6T[r]] per Ta: 
Kv(6a, come il re: o-KXfiGpii per 
KXi^Gpo. re: drtiKvi^ct. 



.5ci(w»)! escl: d'allegrezza e di soddi- sclupi, to. Uccello notturno di cui 



sfazione. Ghl V: la nota [ ai C« 
XXXll. 

5cinari, to. Lenttsco, Pistacia 
Lentiscus. - re: cxiy^pi[oy), axt- 
vo<;, 6. a: 1^. 

scini, to. Corda di giunco. - ot: =. 
axoiviov, da axolvot;, 6, 1^. Cron. 
Cipr. OK. 

scidlico^ to (VL.eM.MR.). Raga:[:[0. 
II vocabolo ha fisonomia greca, 
ma Torigine non n'6 punto chiara. 
Si polrebbe pensare all'a: crxoXiK^t;, 
puerile, od anche ad uno *(TKbXX-i- 
k6-<;, da ok6XXu(;, quasi il toso (of: 
«oOpo<; da Kcipu)) se s'avessero esem- 
pi di X o di K palatale injianzi ad 0. 
In trc: vi sarebbe J^^^y^ tcio- 



non potei avere ne il nome sicuro 
ne i caratleri. — Si potrebbe pen- 
sare ad daKdXacpo?, ch^ non e nuovo 
il passaggio d'a in u dopo 1 (cu- 
luvrizzo); ma la sostituzione della 
lab: tenue all'aspirata, all'infuori 
del gruppo sp=aq), non ha esem- 
pio, ch'io ricordi, in questi dd. La 
N. Cm. lo riferisce « a ypuTrot; od 
a TpOip (*(T-TpuTr-io-v), uccello fa- 
voloso rimasto per avventura 
nella fantasia popolare >». II 
M.Mr, traduce cuculo e lo cf: con 
aKoX6TraH: ma V: cucuddo. Non 
potrebbe trattarsi d'uno VkXujti- 
io-v per *aKU)TT-io-v da aKiiini, gen: 
(XK0Tr6^, barbagianni? Circa all'e- 
pent: del X cf: gli ot: pleo per p6o 



- 222 - 



(itolo^, Mr. p. 12,75,81) e svlin- 
no per svfnno. 

sc6glio, to. dli: - lat: scopulus. 
<7K6ir€Xo^, 6; -ov. 

sc61a, i. dli: - lat: schola. axoX^. 

sc6rdo, to. Aglio. - ot: =, dm: 
-dri. - aK6p(o}bov. zacon: aKoOvbe 
(Dv. 65). 

sc6rza, i. dli: - re: aK6piraa (Pw. 
Ind, verb,) valac: scoartze. prov: 
escorsa. fr: ^corce. Dal lat: 
scortea o da cortex? (Dz. I, 374). 

scotdzzo, ao: escotia (da scotfz- 
zo) ma alia 3 p: s: anche esc6tae. 
lo oscuro. S c o t dz z i . Imbruna, fa 
notte, " ot: scotigndzo. escotf- 
gnas[a]. £hi scotignammen'a. 
tlfattobujo, - re: aKotdZuj. okotei- 
vidS^uj. 

scotemm6, o. Stordimento^ verti- 
gine. - aKOTiOM6<;, 6. V: scotfzzo. 

tscdtf (Mrl.), to. Fegato di porco 
di vaccina, V: sic6ti. 

scotidi, to: pi: -fdia, Bujo^ oscu- 
ritdy tenebre. - ot: scotinia (*oko- 
T€iv(a Cp. 98). re: aKOT(€)(6i(ov), 
aKoT€ivd6a. ok6to^, 

scotfzzo. ao: esc6tia. ppp: sco- 
timm^no. Sior disco. Med: sco- 
tfzzo me. Ho lever tigini, OKOiitMi. 
V: se6temma. 

sc6to, to. Vertigine, - aK6T0?. 

scuddi e in Mrl. seullf: dm: -dei, 
to. ColLo. S. sten6. Chiassuolo 
(M. Mr.). *a-KoXX-(o-v da eollum? 
ef: Tit: scollo, apertura da collo 
delle camicie da donna. La aKoXXiq 
d'H. 6 KOpuq)f| f\ KaxaXeXei^^^vr] tOuv 
Tpixoiv. Non trovo in questi dd: 
traceie di TpdxTiXo<;,' aOxHv? hipy\\ 
XaijLi6? vive in T. d'Ot: (I em 6) nel 
senso di bocca, menire per collo 
non vi trovo usato che sf6ndilo, 
o (Mr. C^LXVll), 0(p6v6uXo<;, ver- 
iebra. 



scuff a, i. Museruola. *aKoO(pa. Ha 

origine comune eon 
scuffo (Mrl.), to. Berretta. - it 
(s)cuffia. sp: (es)cofia. port 
coifa. ant: port: esc o if a. fr 
coiffe. valac: coif, medioland 
coifie. V: Dz. I, 148, il quale 
poco appagandosi della derivaz; 
dairebr: Va>p qobhJl', e/mo, e daj 
ted: haube, cuffia, propone Tant: 
alt: ted: kupp(h)a, mitra^ piu an- 
tic: kuphja, che coincide col bl: 
cofea, euphia di Venanz. Fort. 
11 Pw. ntWInd.'Verb. riporla il gbr 
e re: aKoOqpt, re: aKotrqna, confron- 
tandoli con aKuqpot; e coU'a: KOq>oc; 
ma probabilm. sono voci importate: 
d'altronde, aKOq)o<; pu6 essere afiine 
a aKd<po<; (OKdn-T-ui) mentre KOqpbq 
si riferisce alia R: Kuq) (kOtt-t-w) 
confrontata colla lat: cub di cub- 
are. V: Cr. 166, 5i8, 705. 

scull ci, to. Verme^ lombrico; baca 
da seta, ot: =. re: aKOuXi?iKi(ov) e 
gkujX. a: OKibXr]^, 6. 

seulicidzzo. ao: esculiciasa. ppp: 
seulieiameno. Invermino^ faccio- 
bachi. - re: aKouXriKid^Iuj, aKuiX. a: 
CKUiXriKidui. 

scupStta, i. Fvcile. - sc: =. nap: 
seopp^tta. it: scoppi-ett-o,. 
schiopp-ett-o, quindi sp: esco- 
peta. fr: escopette (Dz. I, 64).- 
I s. cdnni catind:[:^o, 11 f. fa 
cecca (tosc.), non fa fuoco. E lo- 
euz. tratta dalla foggia degli an- 
tichi schioppi e dal modo di ca-^ 
ricarli. 

scupitta, i. SjiSLZZolaifSCopetta. 

scurfa, i. Ruggine. - re: axoupia. 
aKUjpia. 

scuridzzo. Irrugginisco. - re: gkoxp- 
pidi^uj, ^K(i)p. 

scursuni e scurzuni, o: pi: ta 
scursvigna. Serpe. - sc: scursu- 





- 223 - 



•ni. it: scorzo.ne, specie di ser- 
pent e velenoso, di color nerastro, 
comune in Italia. Anzich^ derivar 
<luesto nome dairit: scorza, mi 
par di non andar errato a supporlo 
xino *scoregg i one che colTit: 
scoreggiata, il fr: ecourg^e, 
ringl: scourge, il gb: OKOupx^id, 
•ed i re: axotiprZidba, axoupTid deri- 
vano'da corrigia. Cf: Dz. I, 375. 
Lo sferzar la coda a modo di 
frusta pu5 trovarsi fors'anco nel- 
rispersiir (sferz[at]ore) che si 
usa in Valle S. Martino (Berg.) in 
vece di sc6rs o scurs. 

scutulidzzo. Uccido d'un colpo, - 
*OKOTovid2;(u. gb: e re: aK0T6vu). 

sd^rro e vd. ao: ^scJara. ab: med: 
ps: esddrtina. ppp: sdarmeno. 
Scortico, spello. ' 4k6^pu). re: ^k- 
^^pvuj. T^^pvu). In ot: non trovo 
che scorceo. fr: Scorcher. 

sdis ani[6 gguo]. ao: esdisdmcz- 
z[a]. Disamo, 

sCy *s, s*, e dav: a voc: per lo piu 
sed (is nell'av: ism fa V:). prp: con 
moto e senza. Ay iw, verso, presso, 
per^ sopra. Sed dfti, sed dfto. A 
lei, a lui. Se ma meria. Verso 
una parte, ot: es, is, e, 's, as. - 

secartien6, (Vl.) sicameno (Wit:), 
e in Mrl. tsicamin6, o. Gelso. 
- auKd|iivo<; (parossit.). * re: auxa- 
luiivia. 

secli, i. Specie d'erba edule o di 
biada (bietola? segaie?). *a^KXTi? " 
gb: e re: a^aK\o(v). re: (J€OkXov, acO- 
tXov. tcOtXov. a: t€utX{<;, 1^? - re: 
a^KoXri ? 

sfejcunduy -o. ») ag: nu: V: App, Gram. 
') av: eompar: e temp: ComCy men- 
trey poich^y appena. S. ess^na. C. 
te. S. pu, Secondochhy come, S. ti. 
Di mano in mano che . S. ci' dddi. 



S. gli altri. - ot: secunduy se- 
cond o . % 

s^44a> »• dli: - sc: =. re. a^XXa. 

s^ggia, i. dli: Sedia. ant: it: e se: 
=. re: aihxa. 

tselen[o] (Mrl.), to. Appio, seda- 
no. dl: ven: s^leno. com: s^lar. 
piem: s^ler. cremasc: selino. fr: 
celeri, etc: lat: sSlInum, dal gr: 
(tAivov. Dz. I, 376. 

s^mplici. ag: dli: - gb: a(|uiTrXiKO<;, 

. dal lat: simplex. 

senduchi (Mrl.), to. Cassa. - gb: 
acvToOKi'ov). Cron. di Cipr.%€v- 
toOkiv. ant: scol: d'Aristof: acvboO- 
Kiov cit. dal Pw. {Ind. verb.) che 
lo confronterebbe con adv6u5. alb: 
-sc : (T€v5ouKJ-i, oavdoOx-j-i (Cm. 
II, 200). qr:-trc: ,3^w>wLo ^jwLo 
sanduq, sandeq. 

s^rra, i. Sega, sc: e lat: =. sp: 
sierra. 

s^rro. ao: esira. impt: ao: sfre, 
[-5te]. cong: ao: na sfro. ppp: 
serm^no. lo tiro, traggo, tras- 
portOy strappo. S.-macria. Locuz. 
it: per irap^XKUj, TrapaTeivw. Meno 
in lungo. - fSire chi (Mrl.) Va 
Id. ot: s f r n o ed in Cp. i s 
(XL), ao: =. impt: ao: =. inf: ao: 
siri. Med: ps: ao: isfrti[mo]. 
impt: sirtu [-titesta]. Tiro, 
strappOy guadagnOy malirattOy vado. 
S. gudita. S. ta maddia. re: 
aipviUy oOpvu)^ craipu), aoOpuj (aOp- 
KOjuai a Trapez. Pw. Ind, verb.), 
zacon: moOpou (Dv. 3 10). - oOptu. * 

sett^mbri, to (o?). dli: sc: =. ot: 
=, o. aeTTT^iiPpT]?, -^iLAppioq. zacon: 
aoTT^Mgi (Dv. 3oi). 

5/^cciemmeno. Sfacciato. 

sgabb^44oy ^^' S gabellOy da 
scamnum. 

5^jr^^gguo. ao: esgdrgezzsL. lo 
sgraffio. 



224 — 



sicdrro, to. dli: sc: -u. Sigaro, 
:({g. e nel vern: lose: anche si- 
gdro. Dallo spag: cigdrro. re: 
TavxapdKi (Pw. Jnd. verb.). 

sicl(i}a, i. Secchia da laiie. - re: 
oix^a, 4, a{K\iov, t6, (HkXo^, 6. Dal 
£b: dxXa, e questo dal lat: si tula, 
-us. Cf: Dz. I, 375. 

sfco, to: pi: sfca, ta. Fico (frutto). 

- ot: =. cOkov. zacon: aoOxo (Dw. 
3oa). Per I'albero V: suc£a. 

sicofd(gh)jena, o. Beccafico. Lp 
stesso che frabdtta, V: ch€ par 
d#l dli: - re: <i<jKO(pdTO<, ^pdjil^, 

sie6nno, ao: esfeoa. impt: ao: 
[sicoe], sica, sic6ete. cong: ao: 
na sie6so. inf: ao: sic6i. p: ao: 
sie6sonda. Med: ao: esie6thi- 
-[na]. -4/ifo, serbo^ ripongo, metto, 
sorgo, tiro 5«, educo; med: mi 
ravvivo. - S. tu Iticchiu. A. gli 
occhi. ot: (a)se6nno. ao: 

escosa. impt: pres: dsca (vd, dl- 
^ati), impt: ao: dseoso [dlf^a). inf: 
ao: ps: aseoii, -sf. -al^o; med: 
mi insuperbisco: intr: impers: e 
assol: ase6nnete: spunta il giorno 
(Mr. 175). 

gb: oiKovvw. re: (&)aiiK6vtu e (jKdvu) 
(Pw.). ao: iar\Kii)(5ix. impt: pr: crfi- 
Kou (a Trapez. <yoOK. Pw. Ind. verb,). 

- a: <rr)K6u), io ipeso. 

sieosi, i. Carnevale^ letteralm: /<?- 
vtf/a, re: ar^max^ (ti&v Kp€0[)v) che 
traduce il vocalx)lo del dli: car- 

. nilevdri V: Cf: collo sp: carne- 
stolendas. 

sie6ti (fsicdti, fsctSti, Mrl.), to. 
Fegaio. - re: <yuKii[iTi{ov), 9uk6tu 
gb. aiK6Ttov e aKdrn, da aOKOv, come 
dal lat: fieus, ficfitum, propriam: 
fegaio d'oca ingrassaia con 
/ichi, indi fegaio. - dli: se: ficd- 
tu. Cf: Dz. I, 174. 



sicuro. ag: dli: - ot =. gb: <nT0i5- 

peq, avf. re: av: oiyaopu (Pt>.). v: 

oiYoupcOw (Pw.). 
sideregno (Mrl,). ag: Ferreo. -ot: 

=. re: aiM^pdvio^. a: ori^^pco^. 
sidero, to. Ferro.. - ot: =. re: oi- 

bepov. 9ibi)pov. a: 0i5T>po<;, 6. 
sigfilo, to. dli: gb: aiTriXiov. 
signdli^ to. Starauto, che pei Greet 

e Romani era segno augurale. Cf: 

Bkisson De formulis et solemn, 

pop. rom. verbis. Lib. I, C^CLIIL 
signo, (t)o. dli: - se: -u. - gb: a(- 

Yvov. - Non trovo in b: il re: ax]- 

luidTi(ov) dm: di fffjiaa, che vive nel- 

Tot: simd(d)i. ealabr: sfma — ct- 

catrice. 
silipdri, to. Specie di cardo. - *<n- 

Xu^dpiov. aiXuPov. Noteyolc Tatte- 

nuameoto del la media, 
simbdo, -b6nno. iiWi'i-fO, letteralm: 

accomodo (il fuoco). - re: <7u]Diiiduj. 
simer o. av: temp: Oggi. - ot: s(na- 

beri, (fsimberi Cf. 63) simme- 

ri. - <T/i)A€pov. 
simul64da, i. Semolino, semolel- 

la. - sc: simuletta. 
sinapa, i. dli: sc: =. a: irivam. cri- 

vdtnov, TO. 
si nap IS mi, to. dli: (nvaiTtafA6^t 6. 
sfndaeo (fsundaca Mrl.), o. dli: 

auv6tK0^. 
sind6ni (Mrl.), to. Lem{uolo. - re: 

0iv*6vi[ov). gb: e re: a€VT6vi(ov). gb: 

aevbovr), 1^. aiv66vr), 1^. £ usato in 

Rogh:aBovapiuspesso len^uli^y-. 
siner[come]. inf: ao: sinerti. ^i- 

fletto , sttppongo. Sindrchete, 

Viene in mente. - auv^pxofiat. V: 

ereome. 
sinfonia, i. dli: orufjKpiuvia. 
singa, i. Linia. - se: =:, e singari 

V: Da s i g n u m per metat: non 
• estranea alio sl£sso it: (punga =r 

pugna, tengo da tegno). 



— 225 



siegti^fla, o: il pi: i^ in forma dm: 
n: singhenddia. -^nis&$«a., i{i[:si- 
gfx^niy 6ign«n^]( MalJ. Cogna- 

siaa ef i d z zo, suon. M'snmwolo: ,per 

lo j^iii impjers: - re: 0uvv€^id&u. 

a: -€4>4tu. 
siBjjfl^odi'a, e solo ad O XXXVllI 

jsinnothfa (V:. la not. i), i. Com- 

fognia, - ouvo^to. alb:-sc: ciuro- 

M-a (Cm. a54). 
siAaodiizzo. Fo compagnia. (M. 

Mr.) - *auvo&iidlu». avyobcOqi. 
sinnofo e sunn., to. Nube. - ot: 

&ia««fo« tD. - rc: aiiwe<pav, owv- 

v€<pidi ouTv€q)o (Pw.7«i.veri>,),iyMv- 

v^fpcta. 
$in6ri, to. Limitey, confine. - *aw- 

yv^iov. rc: aOvopotv. a: -p(a, i|. alb: 

0wv6pe. 
sinorizzo, -ri4zzo. <J(mfinOy deter- 

I&iavernp <(MRL.y, o, Marito. - a: 
<;i^y€uv<K* V: dndra. 

sirisa. ao: Presto, subito, II Cf. forse 
ccdse nel segno (96) p^ns^odo a 
a^S^Qi, r6y cosa tirata (che nel senso 
di fih d'argento ^ passato pure al- 
Talb: c^pjue^edaltrc: ^^^j-*** sir in a). 
Si pu6 confrontare ancora cogli 
antichi av: oupiop^vu;^, a<)pbr\y (oOpuu) 
^tractim, impetuose» e coU'it: 
a un tratto. V; C» XX, not. 3. In 
T. d'Ol: oggi si dice pr^sta ed 
anticam: efs^fni, che ^ 4Eai<pvii<; 
(Mrl. 15^). 

sisfglia, ta (St, di Gius, XL. 10). 
Grappoli d*uva, - a: eOaSXci. 

sildri (fsitorf Mrl.), to: gen: 4u. 
GranOy frumento. • ot: =. rc: <Ji- 
T(ipi(ov). ox. (Pw.). alToq, 6. 

's mia. V: ismia. 

smingo. impf. ^sminga. ao: ^s- 
{nizza. ps: inf: ao: smistL Me- 
scoloy unisco, S. ner6 's to crasf. 



AwMC^uo il t^MA. S. metdp^i(e. 
Rimescolo> -oj: {ejsmio, canmlo, 
'jfljigoJMR. 1*4). ao: (^js-mifsiftj. 
Ps: ao: esmf fti[mo]. cong: ao: 
na mift[6] (Cp. j5). - rc: ajifyuj, 
€10^ ouHM^yw* ^laTttu 0i}^x^ia'(w^ La 
^peatesi 4el n aei pres: b; puo 
aver radice aella forma a: aiM«fyi{- 
Yvum. 

smiragliCy i. Medaglia {da ib^- 
tallea Da;. I, 270). s prostet. r=:i, 
forse per riduzione a faUa «tirm>l. 
da mirare, 

si^la, i.Suola. ^ alb: 0c6X*e, o^a- 
A-e, dal lat: solea. - V: suUri. 

s61do, to. dti: gb: « rc: aoUI(ov) 
dal lat: solidum. 

s6iDa, to. Corpo, bu$u>. - ot: =r; 
gen: somdtu e s6ina (Ma. 123); 
dm: somdtti. * oilC^jyux, ^uji|A&Ti(oy). 

s6nno e ael C* XXXV $<Sno. impf: 
{fjsonna. ao: (so a {jLoixtoa). cong: 
ao: na 's^6so. Posso. {De) sonn' 
est« (— elaxai piutto&to *ladai = 
I(j-a0ai Mr. i38). (Non) pud es- 
sere. ot: s6z(z)o. impf: isoza. 
ao: isos(a]. cong: ao: na s6$o. p: 
pr: s6zzonta. (E) soz' ^ste. 
gb: e rc: atOvtu, saho^ arrivo. a: 
a«Ji(Z)tu, salvoy ma il cod-k-^-ui dei 
poeti, che deriva dal la stessa fonte 
(au)s}vSignificava precisamcnte/205- 
so. V: hor6. ' Da s6nno deriva 
in b: to dessiSsi, o de s6si, la 
tnalattia, letteraim: il non potere 
(b^v ao(Ky€iv). 

sorddto, o. dli: ot: ^i gb: aoX6d- 
To^, crouXi^d^io^ da solidus. 

sorta, i. Qualitdj fortuna. - ot: =. 
alb: a^6pT-i, -€Ja. Dal lat: sors. 

■[s6zo. Conserve [U. Mr.}. Y: s6nno. 

spdm{m)a, to. Uccisione, - *<wp<JiT'^ 
\xa. rc: X5(pa'i\k(i<^, 6. oqpaif/|, i\. 

5/?ac^gguo. ao: e^pdcezza. Ma-^ 
cerOy consumo. it: spacciare. 



— 226 - 



spdrto, (o?). Ginestra. - airdpro^, 6 sperin6 (o?). Id. - ot: sperno. re: 

(M. Mr.), alb: airdpr-a. ^aircpivd^. 

spartunia,i.G'ine5^ra;o.-rc:aTrapT(a. sperregguo. ppp: sperremmeno 
sparu, ag: Impart, dispari. - sc: =. (C* XI). dli: Rompo, guasto. Lo- 



*[di]sparo. 
spdsa, i. Vassojo, it: =: ceata plana 
assai larga. sc: = piano largo ed 



roggio sperremm6no.0rologio 
guasto che suona continuam: e 
senza regola. - it: sferrare. 



esteso, declivio. Da expansa, ex- sperro. impf: esperra. ao: espira. 



passa (cista, planities, etc.). 

spdta (fspadi Mrl.), ;. dli: Spada, 
sc: =. ot: spatf, -sf, to. - andBii. 
re: aiTaOtov. alb: airdr-a, a^ir. 

spat I, to. Quel fusio di ferro o di 
legno in cui d inserita la stanga 
del frantojo (M. Mr.). Non h altro 
che il preced: re: Cf: coirit: spa- 
da^ termine di marin: e tipogr. 

spaz(z)o. impf: e.spa2za. ao: espaz- 
za. impt: spdi (parossit: = vd 
aq)aTfl-<;^); spdzze, -ete. cong: ao: 
na spazzo, -xo. p: ao: spdzzon- 
da. ppp: spatnmeno. Med: ps: 
ao: fort: espd(gh)jna. impt: spdz- 
zesta, spa(zze)stdte (= aq)oZ-€- 
<j9-a-T€ con fusione dell'attivo e 
del pv:). cong: ao: fo: na spag6: 
deb: na spa(ghi)st6. inf: ao: 
spaghf, spa(ghi)sti. Amma^- 
f , scanno. ot:* (i)sfdzo, esf. 
^sfafsa (-ciZa Cp.). sfdpse (Cp.). 
na sfdfso. p:ao: sfdfsonta. Med: 
ps: ao: fo: esfdimo (i-aq)dTTi-v). 
ao: deb: esfdftimo (i-aq)dx-6ii-v). 
sfammeno. impt: ao: fo: sfdu, 
sfaidesta (= cqpdT-ou, aqpatV^e- 
cGe). cong: ao: na sfdi. V: Mr. 
117, i32, i38, I4i.aq)d2uj. 

speech io, to. dli: - gb: air^nXov, dal 
lat: speculum. - In T. d'Ot: fa- 
n6. ag: q)av6^, chiaro, trasparente. 

spdra, i. S/era^ spera. - aqpatpa. 

sp^ra, ti. Sera, vespro.'taidpa. SuU 
I'art: ti per i V: App. Gramm. - 
In T. d'Ot: vrd(d)i, vrdti, to. - 
re: ppdbu. V: vrddi. 



impt: ao: spire [8te]. cong: ao: 
na spiro. inf: ao: spiri. ppp: 
spermine. Semino, spar go, verso. 
S. ddclia. V, lagrime.-ot: sper- 
no. espira e sp^rnisa. impt:ao: 
spfre. p: ao: spironta. to sper- 
ms no, il seminato. - re: cir^pvuj. 
aireipw. 

sp^rto. dli? Errante, (dis)perso? 

fspesi-spdsu (Lb.). 6- voce di 
sprezzo colla quale i bovesi chia- 
mano quelli di Condofuri: ne igno- 
ro il significato, e lascio ad altri 
indagarne I'origine. I condofuresi 
alia lor volta dicono a quei di Bova 
scfddi vutdni, eio^ cani bovesi 
(■=. pouTdvoi) e non malati, come a 
tastoni traduce il Lb. V: vutdno. 
Anche i greci di T. d'Ot: si sprez- 
zano da paese a paese. Cf: il C* 
CLXXI del Mr. e V: la nota i, 
pag: VIII della mia Introdu^. 

s p e z i d 1 i , o . d 1 i : - re: aTrerZidpTi^, -i^pi^^, 
passato in trc: jli^'^^^ rspetcidr. 

spicoma, to. Spago, funicella, - ot: 
sfigoma eaCalim: sp. -a:aq)(Yiuia, 
stringimento. Mr. (21 3) ritiene che 
la forma di Calim: (identica alia 
' b:) sia dovuta airinfluenza dei ddli: 
e di vero queirafforzamento del 
gruppo iniziale aqp in air, che trova 
riscontro in parecchie voci bovesi 
(sp-dzo, sp-fngo) non mi occorre 
che sulle labbra deUo Scita d'Ari- 
stof. (aTr-66pa. Tesmophor, n34. 
Ml. 28). Ma chi ha esplorato com- 
piutam: tutti quanii i dd: re: il 




227 — 



cui numero vien portato da alcuno 
sino ai settanta (M. Muller, Led, 
on the science of language: i ser., 
Lect. i)? Ad ogni modo questo 
fatto, o si attribuisca airazione di 
elementi greci, o a quella d'ele- 
menti italiani, viene a far completo 
rattenuamento delle aspirate 
dopo la sibilante; atlenuamen- 
to che 6 frequentissinio pel x e pel 
6, non solo in questi dd: ma an- 
cora in aliri di Greciaj antichi e 
moderni. V: App. Gratnm, 

spihrdda. V: psihr. 

spingo. impf:(e)'spinga.ao: ^^piz- 
za. inf: ao: spizzi. StringOy serrOy 
spingo, pigio. - S. ta stafiglia. 
PigioVuve. - ot: sffngo. esfifsa. 
impt: ao: sfifse, [-Ste]. - a<p(TTu>. 
- V: spist6. 

spfngula, i. dli: Spiila. - sc: =. 
nap: spfngola. fr: epingle: neo- 
prov: espinglo. base: ispilinga. 
Dal lat: spin u la (Dz. I, 394). 

spiritoy to. S. sdnto. oV.Spirdo 
5. V: P 1 ^ m a. - alb: a^irOpT-e 
(tsk.), <;jnlpT-e (it: e gr:) Cm. I, 
53. 

spiruni, to. SpCeJrone. - sc: =r. 

spist6. ag: verb: Stretto. - ot: s(f)i- 
ft6 (vsift[6] in Cp.)- - aqpiKxdc;. V: 
sten6. 

spitdli, to. dli: - sc: =. rc: airiTd- 
Xi(ov). gb: aireTaXetov, airiTdXTi, dal 
lat: hospitale. 

spithfa (-dh- Bl. -t-W.). av: temp: 
Spesso, 

spithfo. ag: Spesso^frequente^ {den- 
so}). M. Mr. II Cp. (90) ci vede 
un'alteraz: del vocab: it: e vera- 
mente anche in alb: il lat: spis- 
sus divento a<;Tci(j(^£ e TaTr^a<;€ (Cm. 
I, 304): ma se agevole e Tammet- 
tere il passaggio di -ss- a a?, non 
mi par sostenibile quello di -ss- 



in -th-. Anche la derivaz.'da airou- 
&ato<:, a7rou6f|, se pub accettarsi per 
Tag: ed av: alb: TaTT^ire o aqir^ire, 
presto (Cm. Ibid.), esigerebbe qxii 
parecchi amminicoli. Mi sembra 
pertanto piCi sicuro veder nel no- 
stro vocabolo, col M. Mr., uno 
*a7rae(o(; affine all'a: a-naQ^Tdc^y den- 
so, serrato (detto di tessuti). 

spiti (-di M. Mr.), gen: -tiu. dm: 
-tuci, Xo.Casa.- M^sa 's ta spf- 
tia. In nies[:(oallec.-ot: spidi. -rc: 
e gb: (6)a7r(Ti(ov), (6)aTrnT. Dal lat: 
hpspitium acui vuol riferirsi per 
metat: anche Talb: aqxeTria, alb:-sc: 
a<;Tr(-a. V; il Cm. che ne fa cenno, 
quaniunque paja vagheggiare per 
queste due voci altre etimologie (I, 
100). V: steco, e strdta. 

spittudda, i. Favilla, scintilla. - ot: 
spftta, dm: spittaredda. - rc: - 
airiea, -r). rc: amvefipa. airive/ip, 6. 
dm: a: -Oap^, 1^. 

spl6no (to?). Pianta onde si fanno 
i canestri. M. Mr. - Cf: con fiairXri- , 
vov, airXriviov? 

spoldssi, to. Spino, rovo. MairaXd- 
eiov, dm: delfa: dandXaeoq, 6, t^? 
Quindi 

spolassunfa, i. Roveto. 

spomi. V: psomi. 
^ » * 

spondfli, to. Cocca del fuso. - ot: 

sf: - aq)ov6i3Xiov, dm: di aq)6v6uXo^, 

6. a: airovb. 
spord, i. Seme(n![a)y sperma: sp6rp, 

o: pi: sp6ra, ta. Sementa. - ot: 

sperma, to. sp6ro, o. sp6ra, 

ta. - a7T6po(;, 6. aiiipixa. 
sporahi, to. Sparagio. *dia'F[ap&'fiov. 

rc: airapdTTi(ov). alb: orirapilTYJe. 

anep. dairdpaYoc;, 6. -tiOi A- Nota 

I'aspiraz. del t- 
sporia, i. Seminagione. - *aTrop(a. 

aiTopd. 
sp6rta, i. dli: - rc: an^pra. Voc: lat. 



— 228 — 



Demoiisco, sfab(b]ri€0. jst^sso. ao: i^stazza. Gbccio/o, sHUo^ 

s/>un demma^ to. L4> spuntar del achv(^o. - at&lw, 

sole (M. Mi^.)- statia, i. dii? Stadera, - sc: =:. re: 

sp6nghia, i. dli: kt: spongia. it: aTaxftpa, gb: -xipr\. iat: statSra. 

^pooga. ac: sponza. - a: avoT-j Dall*a: axa-T/ip, moncta aten: se 

fid, aii67toc, 6. gb: e re: aq>o(v)Y^' 

Tdpi(ov), da cui, espulsa Taspir: il 



trc: j^y^i suogh^r. 

s(p}unghfzzo. Pulisco, netio, - ot: 
(a)sunghfzo. impf: (ejsunghiza. 
ao: fe)sunghisa. inapt: ao: sitn- 
ghisa. coDg: ao: na sunghh[o]. 
- a<pouTY(2Iui. a: airoTT^« o^. 

stidda, ed in Cp. -11-, i. dli: - sc: 
stadd^. re: ardXa (K.), grd^Xo^, 
aToAio^, 6 (Pw.). gb: OTO^Aiov <tre: 
Ji^^\, istabl) dallat: stabulum. 

stafida, e -fdi, to. Uva passa. - ot: 
staffdda e staffdi, to. gjb: e re: 
GiaKpiba. a: aroqpi^, i\. 

stafiddi (-Hi M. Mr.}, to. pi: sta- 
ff (g)li a. *) Grappolo d'uva^ uva, *) 
Ugola. - Spingo to st. Spremo 
Vuva, - ot: staff li, to» uva, - re: 
aTaq>OXiov. a: aTa^uXVi, i^. dm: -(qpt- 
hov. alb: 0Tag>{6-a. 

stafididzzo. Fo appassir Vuva, II 
ppp: stafidiam^no vale pik che 
maturo (M. Mr.). - re: aittxpibidZxu. 
V: trfgo. 

stagn^gguo. ao: estignezza. Jo 
saldo^ stagno. - re: atavvidvui. 

stdgno (metallo),to. dli:-gb:aTdTvo. 
re: aTdvvi(ov), dal Iat: are: sta- 
gnum =: stannum (Dz. 1, 397). 

st^mpa, i. dli: - re: ardixva, inta- 
glio in rame. 

stamp^gguo. ppp: stampemm^- 
no. lo stampo. - ot: stamp^guo. 
re: aTa^irdpw. 

stdnea, i. dli: Stanga, - re: CTdYTa, 

stdri, to. Tela, a: iaTdptov, dm: di 



d'arg: = 4 dramme, L: it: S.72; 
se d'oro = 20 dr: L: it: 18.60. La 
voee b: &on mi pare la forma re: 
sopraecit:coldileguo del p, maono 
*0TO-T-i-o, od anche *aTa-6-(-a af- 
iine all'a: aTa-6-^6-c, eol Doto suf- 
fisso la (66p-{a^ ax£&-ia^ raiv-kt). 

stavr6, to. Crocey segno delU c. 
sorta di preghiera. - ot; =:, o: dm: 
'iiddi. - f^Tovp^^, 6. Molti aii^ri 
turcbi usano questa voce invcce di 
trusciiil (Asc. Zig, CCX). 

st<^co. impf: ^steca. ao: estitbif- 
na. impt: ao: sta, state, eong. ao: 
na stath6. inf: ao: stathf. Quan- 
to all'ind: pr: ^steC{o] della St. 
di G, (XLIII, 27) V: po(s), e per 

le locuzioni s. p6sso oa s. ja 

na... V: App, Gr. Sto, abito. - S. 
cali. 5. bene, S. azz^ spfti. ;S. 
di casa^ dimoro. StM ee eueu Sta 
a sentire, ot: esl^(e)o, (i)- 

st^eo, (i}st^g)o. impf: (f^stinna 
(re: ^axrivo ed larotva da orrivui 
o <7T«(vuf Ml. 299), piti eomunem. 
fstiga, (^)'stS(g)a (di eui a torto 
il Cp. 99, prese per forme it: la 
1* e 2* pers: pi:), e nel eondizion: 
anehe ^stiea ed (i)'stiea. ao: 
(e)st^simo, estat. impt: ao: 
stdsu, stasite(sta), stad. (a Ca- 
strign. stammfsesta = otomm^- 
6c-a6e, dal re: aTapiardw Mr. 141). 
na sias6 ed anehe stat[6] (Mr. 
CLXVJ. p: ao: stat6nta, stas^n-^ 
ta. ppp: stamm^no. gb: e 

re: ar^Kui, deriv: da £aTT)Ka, perf: 
di YoTTi^i. aTf)KU) nel N. Testam. e 
negli scrittori medioev: gb: iar^KU). 



- 229 



impf: CatCKov od flffx. ao: I<rrd6nv- 
impt: pres: ax^cc, -kctc. ao: OTdoou, 
aTaOnre. v& axaOOt^. Ml. 299. 

st^ddow impf: ^stedda. ao: (^)*sti- 
la. impt: ao: srfle, -Ste. cong:ao: 
na stUo. inf: ao: sttli. p: ao: 
stil6nda. - AiandOy invio, spedi- 
SCO, Su s. te cal^s im^re (L.F.). 
Ti nu le buonefeste, - In T. d*Ot: 
si usa (a)rfro, 6p(Zui, ovwro 'w ^ i- 
eguo. - aT^XXoj. gb: ar^Xvui e -dvu;. 

stefano, o. Corona, ot: =:, disusato 
del pari clie a Bova. - GT^q)avo^. 
V: curuna. 

stefan6nno. lo sposo. - ot: = e 
stafan. cong: ao: na stafan690. 
Med: ps: ao: estefandsimo. - gb: 
e re: aT6<pav6viu. - a: -dui, corono. 

steni e stenf, to. Pettinei il primo 
^ ordinariam. il p. del telaio, come 
Tot: aft^ni, to. - kt^viov. dm: 
KT€i^, 6. - V: fddi. 

stenfzzo. ao: est^nisa. Pettino, - 
KTev(?u>. 

stenndto, to: dm: -liici, -tiini. 
Caldajdy pajuolo, sta gnata (bl: 
stannata, da stannum]. In un 
idiografo grecoit: riferito dallo Z. 
alia fine del sec: X od al principio 
deirXl (92) irovo axcYvdrov, colla 
nota dello stesso Z. |iair€ipiK6v dy- 
Y€lov (stagno, stagnato). In un 
altro steso in Circlario nel 11 96 
OTttTvaTov (Z. 120). Non mi par da 
cofifondersi, malgrado la somi- 
glianza delta forma e del signifi- 
cato, con ord-Mvo-^, ^, i\ (Demost.), 
uriM vinaridy dm: a: -dpiov, re: 
(TTdiuva, dm: -dpi{ov), alb: ardv-e, 
<y?Tdv-a(dat-(J'ni-jLii R. axa. Cr. 2 1 1). 

St en 6. ag: Stretto, Pira s. superl: 
- aT€v6?. In ot: non trovo che sfi- 
fl6. V: spist6 e scuddf. 

st^o, to: gen: stedtu. pi: st^a. ^) 
Os50. ot: =, pi: steata. taiioy. 



st6ra, i. Felce* - re: q>T^pa. irripi^. 
sterifo. ag: Sterile, che non figlia, 

- OTiiptcpo^. alb: at^pir-e. re: f: axdp- 
q>a (Pw. Ind. verb.). 

stero e ft., to. dm: -uci. Pemta cd 
ala. Second© il Mr. Tot: (a)fte- 
ruddi, -iidi, per lo piu al pi: 
-uddia, f: (a)fteriidda, significa- 
no a/j, mentre il f: (a)fteriia ^ la 
penna. E probabile tuttavia che ci 
sia fra qaeste voci promiscuity di 
significato come in b: in re: in a: 
ed in tante altre lingue e dd: - 
iiT€p6v. dm: re: -oOXi(ov). V: a- 
steriga e pfnna. 

st^rra, i. Calcagno, - re: cpr^pva. 
iiT^pva. 

stidri, to: dm: -ruci. Pala, -etia. 
S. azz^ sfdero. Vanga, - ot: fti- 
dri. re: <pTudpi(ov), <pTi. irrudpiov. 

stidzzo. V: (e)stidzzo. 

stigio, impf: estigo, ao: e5/i^*ia. 
Jo stimolo. Lat: it: in-stig-o. *0tit- 

d-u) da cyil-w (R: arir. skt: tig. 
Cr. 214). 
stihdri, to. Crino delta coda equina, 

- *T[p]ix-dpio-v con a prostet: come 
in sclftha e dileguo del p? 

stima, to. Saliva, sputo, - ot: fli- 

ma. - re: q)TO;jia, itt. irtOajia. V: 

stfnno. 
stim^gguo. dK: - ot: =. gb: ari- 

|yiid2;w, dal lat: aestimo, sost: ae- 

stimia, -ium. 
stimdgni, to: pi: -6gna. Trama, 

tessuto, stame. - ot: - <JTT^^6vlov. 

a: aTf\~ii[uv, 6. 
stfnno. ao: ^stia. lo sputo. •> re: 

(pTiiiui. wTuitf. ^HTuaa. Manca in T. 

d'Ot: ove si dice cm be 16 ftfma, 

getto sputo (Mr. 167). Non si con- 

fonda qnesto verbo con 
stinno. impf: dstinna. ao: ^stia. 

Arrostisco. - ot: ftfnno. ppp: 

f t i m m ^ n o. *q>0i1vui. re: ^f|vt». 



— 230 — 



^€va. ^^n:\aa. a: 6|;ui. V: tuttavia 

rdsti. 
stfra, i. Pidocchio, - ot: ftfro, o. 

rc: tpeCpa, i\. a: cpGcip, 6, f\. V: rd- 

sti. 
stivdla,i.dli: stivdglia, ta, inMRL. 

• - sc: =. - rc: aTipdXi(ov) dal bl: 
aestivalia zz^ocreae aestivae Due. 
Cf: Dz. 1, 399. 

st6cco, to. dli: - rc: ctAkko^, 6. Dal 

• t?d: stock. Dz. I, 399. 
stochfa (Mrl.), i. Miseria, rc: tpTiw 

Xda. ITT. - In T. d'Ot: Tag: (a)f- 
toh6, afteh6; dm: (a)ftehuddi, 
f: (a)ftohddda. <pTiox<5<. 

stoH, to. Fiato. fi voce rara: piii 
in uso hidto (Vl.). - Cf: con aroXn 
e forse meglio con 6ia-aToXi?i, dila- 
tapone^ e in musica pausa, prender 
fiatOy ri'fiatarel Di ttvo^, irv^w 
non trovo ombra in questi dd: 

stolidzzo. lo fiato y respiro. 

st6ma, to. Bocca, apertura. - ar6\xa, 
che in ot: ha solo il valore di ac- 
ciajo (neiriliade/>i/w/j di un^arme^ 
taglio), mentre per bocca usano 
lem6, o, Xai|ui6^. 

stomdli, ovvero 's to mdli(?). av: 
Fuori, V: mdli. 

st6ria, i. dli: - gb: <TTop{a, {<yTop(a. 

fstdrnos. Or, III. iv oOpavCp. V: 
ranu. 

fstrdce (to?). Pe^!(o di tegola, coc- 
cio (M. Mrl.). - daTpdKiov. 

strac6zza, -xa, i. dli? Tartaruga, 
iestuggine. Cf: con fiCTpoKOv, sea- 
glia di iestuggine, 

strafonghia e slrofanghia, i. 
LucCy barlume, baleno degli occhi; 
occhiata. - rc: (iaTpairo(p€YYid, ba- 
leno, 

strammdda, i. Lampo, - ot: (d)- 
stremma, to. - rc: fiaTpatina. a: 
darpaTrfi, Vj. gb: aTpairrj. . 

stranghCzzo. Faccio bollire, f. de- 



co!(ione. - ot: =. cong: ao: na 
stranghis[o]. Spremo, rasciugo. 
aTpaYY-iZ-ui, e a: arpaTY-cii-ui, 
spremo, alb: a<;Tp€TT-<i-i)e. lat: 
string-o. Cr. 384. Cm. I, 47. - 
Notevole, ma non strana nel b: la 
derivazione di significato. 

strdsti, e nel C© LXIX strdfti. 
Lampeggia, - ot: =, strefti. rc: 
doTpdq)T€i. daTpdiTTci. 

strdta, i. dli: - sc: e lat: :=. ot: 
strdta, -da.rc: arpdra. €*H arpd- 
Ta, f\ iTiSpTa, t6 6aTr/|Ti i^aav 
iv xpi^<y€i Trap' i\\k\y (cio6 in Grecia) 
?uj(; dird irpootiufwv Tf^; BuZavTivf^^ 
aOroKparopCa^ , cl^fi xal irpdrepov 
(Boeckh, Inscript. vol. i. Fasc. al- 
ter, pag. 3 10 ». Z. loi, not: (a). 

stratfa, i. Viaggio. - aTparcia e 
-Tid, rc: -T(a, spedi^ione militare, 
esercito, rc: aTpaT((ov), strada. 

fstrati6tes (Mrl.), o. Soldato. - 
arpaTnIiTii^. - V: sorddto. 

strav6. ag: e sost: Guercio, cieco^ 
torto, curvo, ot: stra(v)6, t. c, - 
arpaW^. - V: zflo. 

strav6nno. ao: estrdvoa. ppp: 
stravom^no. Divento cieco, - ot: 
=, incurvo, rc: axpaPdvui. cf: a: 

stra^^[6gguo]. ppp: stra^s^em- 
men[o], straps. lo stracciOj la- 
cero, ' sc: strazzdri. 

stra:(^{, to. Straccio, 

str^fo. ao:^strezza, -xa. -Rewio. - 
ot: strifo. impt: ao: str ffse, [-5te]. 
ppp: strimm^no. Torco, - arpir 
9U1, colla variante rc: orpicptAi che 
ha quei due significati (Pw. Ind. 
verb,), A Bova torco si dice c 16- 
th o, che manca in ot: quanto a 
rendo non ho trovato il corrispond: 
ot: 

strich^gguo. Stropiccio, dli: - sc: 
strtcdri. Non credo che abbia 



231 — 



rapporto con s t r e g g h i a r e, bl: 
strigiiare, ne col lat: tricae, 
ex-trlc-o; it: stricare; maderivi 
dali'a: rpux-w, stropiccio{alb: o^rpi- 
KJ-e? mi stiracchio), 

strigdo. Chiamo forte y grido, - gb: 
aTpiTY-fi^-*w. a: (a)TpiY-|Li6-^. 

stritta, i. dli? Camicia da donna. 
In un contralto greco di nozze steso 



lizo? fr: siffler. dd: lomb: sifo- 

Id (lat. sibilare). 
suldro e soldri, to. dli: SolajOy pa- 

vimento, - sc: suldru. 
suldvri, to. Fischietto di canna, 

piffero. - *aupaOXiov (aup(Zuj-oCiXd^). 

re: ooupaCXi, fistula sive arun- 

dinea sive cornea, sexies per- 

forata (Pw. Ind, verb.). 



in Reggio nel 1273 trovo ajpiTxa suleri (-{sut, Mrl.), to. Scarpa^ 



6\>o coUa nota dello Z. (i33) ^arp.y 
laax^ iK ToO XaTiviKoO stricta. ^v- 



suola, fr: Soulier, dairag: s51a- 
rius? Dz. I, 405. V: sdla. 



bu|nd Ti aT€vd»q ^ttI toO au)|uiaTo^ dp- suppa, i. dli: sc: =. re: aoOna. 
HoZ<SjU€vov » . Cf: pel suo valore il,supperedda, i. dli: Jjffj. *zup- 
vocab: col gb: aq)iKToOpiov (aqpiYT^jj pierella. rq: aouiri^pa, da zuppa. 
« vestis aliqua interior, quae surdo e surizzo. impf: esuro. ao: 



astringi solebat » (Mrs.). V: 
xicchinfa. 

strofanghfa. V: strafonghfa. 

str6m(m)a, to. LettOy coperta, - 
arpuiima (M. Mr.). 

str6nno. Faccio il letto, inf: ao: 
str6se (to ttrap^zi Mrl. Appa- 
recchiare). ot: str6nno. impf: e- 
strdonne. ao: estrdosa. - re: 
axpuuvu). a: axpilivvum e axpuivvOu). 
alb: a(;Tp6vje, aqrpdije. 

^stuccioy to. - sc: =. Astuccio, 

stucco, to. dli: - re: ot6ko(; (Pd., 
pag. i55i). 

studi{gh)JQgguo. lo studio. 

stuppf, to: pi: -la. Stoppa, - Tr6- 
go to s. V: la not. 4 del C^ 
LXVIII. - re: OTOUTri(ov), otouu. 
(trd: <^-^^^\ ustupf). a: ctutt- 
(tt)(ov, aTUTr('ir)6lov, OTu-ir(Tr)Ti. lat: 



esuria. lo fischio^sibilOy ^u/olo. - 
oxJpiZiu. re: ooupiZu). gb: xaoup. zac: 
aiou-aioup-(Z-ou, eon raddopp. come 
nel lat: su-surr-o (Dv. 3 11). V: 
surimia. 

surfero, to. dli: - sc: surfaro. lat: 
sulp(h)ur. gb. aoOX9apa. re: aoOX- 
q)avov. 

suricdra, i. Trappola. fr: souri- 
• ciere. Dal lat: sorex. 

surinoy to. dli: Rugiada. tCorru-, 
zione deH'it: sereno, sc: sirinu w. 
N. Cm. In un canto di Paracorio 
(Cal. Ult. 1') surfnu (Cas.-Imbr. 
11, 363). ot: Ce m'ebbiache e 
fsihrdda ce o sereno, E mi pi- 
glid il freddo e il sereno (Mr. Co 
LXXIV). 

surima, to. Fischio (M. Mr.). - au- 
p\a\xa, Td. Quindi 



stup(p)a, stipa. skt: stupa-s = surimfa, i. 74. -*aupia|Li(a. V: surdo. 



cumulo, Cr. 216. 

su. pr: Tu. - ot: (e)su, isii. - aO. 
re: ia<i. 

sucfa (fsichi^ W.), i.Ffco (albero), 
- ot: suc^a, sic^a. - auKia. - a: 
G\)Kf\y ion: 'ir\. cf: zacon: aouKO 
(Dw. 3o2). V: sico e turco. 



survia, i. Sorbo, Pyrus sorbus. - 

re: aoupPia, -pa. In qualche perga- 

mena grecoit: aoOpPia. 
survizzo e nel M. Mr. survAo, 

ao: (e)5Mrvia, Suggo, - it: sorb- 

i-sc-o. lat: sorb-e-o. 
survo, to. Sorba, - re: aoOpPov. 



5M//izzo, suvl, lo fischio. - suf[o]-|t5w/^r/. V: sul. 







- 232 - 






suvaroj to. Sughert), &overx>, - 
nap: =, sc: -u. 
• suvli, to. Spiedo^ girarrosto, - re: 
aoOpXa, -pUa, /). il doi: gb: e re: 
ooupx((ov) val lesina. Cf: il lat: su- 
bula, insubulucn di Istd: da cui 
il fr: ensuble, ensouple, e Tit: 
subbia, -o. Dz. I, 404. 

svarijigguo. itnpf: esvarijeg" 
gu[a]. Vado pa^^^o, son fanatico, - 
it: svariare. 

svfzzo. ao: ^svia. impt: ao: svfe. 
cong:ao:na svfs[o].p|>p:svimeDo. 
Spengo, - ot: sv{l)(nao. Ps. ao: 
esvisti[moJ. - re: aP0(v)u).apdvvu)4i. 



Sacramento.'' to: ta santissimi 
sacramdnti (Ora\, IV) - sacri- 
fici, to - sagristdno^ o. se: -u. 
salumi^ i (= salame) sc: =. 5an- 
^we, to [Ora^.W) - santissimoy 
m. e f: (Ibid.) - sapiin^a - f j- 
puriy to - sdnto ot: =. 5iirv (e 
seguenti r=/) ot: =. sarver^e)- 
gina - sdrvia - sdrvo - sdvio- 
sbdglioy to - shagli - sbdrra - 
sbatt - sbirro, o - scdmpo, to 

- scan:(ia - scdrpa (V: zar6n- 
no) - sc4mo - scherma - schiant 
-i schidnto, to (— spavento) nap: 
=,se:5c:rf«/M - schiera - schiu- 
ma ' sciagura - 5Ci<i/ - 5c/j- 
Idcqu - scialata - sciem^a - 
scimia - scimitdrra - sciope- 
remmeno - scopr - scossa - 
scrupulo^ to - 5crM5c:zo, to, sc: 
-u. 5c«/wremm^no - scummett 

- scurr - 5Cfi5 - sdegn - 5^^- 
^wo, to - secrdto, to - 5e(m)- 
portura e 5e(m)/?i/rf. sempri 
('€. Cp.) - s^nnoj to - s<!nso, 
to, ot: =. senno - senidn^dy ot: 
= s^n:fa, ot: =. serio - serr - 
5erv, ot: =. servi^ioy to - ot: 
— . settdnta - s^ttimo - 5/ac- 



ciaidginis - 5/irf - 5/1/ - sfogh^ 
ot: =. s/dgo^ to - 5/br«emm^- 
no {= s/orniio) - 5/0 rf - 5/«m - 
*/!/«</ - 51 (V: €• XXXIII, not. 2) 

- 5fcco 'Sigill - si^aura, ot:=: 
sinc4roy ot: =, stvo (i=e), to: 
sc: -u. s mania - sacietd - 50- 
disfa^idne - sodo- solito ^ so- 
ndttOy to, ot: =. sparagn sc: 
sparagndri - 5/7jr (=-artf, -iVe) 
sparg " spdssoy to - spend- 
sper impf: e*|i^r€ggua, con val: 
d'ao: ot: ind: pr: =. speridn^a - 
spettdculo, to - spicchio, to - 
spiegh - spijunij o: sc: =. pi: 
'Ugna, ta (=:5/»ia) - 5/7iwn (i=tf) - 
5/7 1 r, ot: =. spirdn^a sc: =. ot: 
5/7 er. - 5/7/5<i (i=e) - sprufund 

- spund - squatray sc: =. 5^1/1- 
5//0 - 5fa^i/ - 5/4/ya - staffili 

- stagiuni ot: stasc. - 5^a/o. 
to - stdtua - sta:(i6ni - ^few- 
ddrd.o^ to - 5/e«/ - stento, to - 
stesso e stisso (i=e, sc: =): eci 
5^ av: (= iVe//o 5^ luogo) ot. 
sidsso - sticca^ sc: = ('=^) - 
stidday sc: =1 (stella), - 5/ir - 
5^*^ ^[egguome] {== JVf i arrabbio] 

- strdgiy i. - 5/ra/i/werameno 
(/7^7fO, stralunato) - straordi- 
ndrio - strascin - stratuni, to 
(=: stradone)y sc: =. strisci - 
Strug {— struggo) - strumSnto, 
to, ot: ~. studio^ to - sturd - 
succed - su/fittoy to - 5«//r, 
soj(/r, e suffr[ij) ot: sojj/r - 
5m/o, m: e talora f: ot: =;, ed av: 
anche5M/«- summa - superbia 

- supdrbo - support ao: e^wm- 
/7dr/ezza, ot: =. suprdbito , to 

- 5Mr«5o - suspend - suspdtiUy 
to - 5W5/7/rLi], to: pi: -i(a), ta, 
ot: suspiro (fi pur voce intrusa 
dello zing: del Molise. Asc. Z/^. 
140, 142). sustdn^a - susten 
ot: ==. suttomett - svirgin. 




i 



— 233 — 



rp 



talMLCch(i)^ra, i. dli: - sc: tabbftc- 
ch^ra. re: rapLVUK{x)(pa. 

labicco^ to. dlt: - re: ta^ndK^(y)\ 
rafnsdKcx;, To(|ui)FdK(K, 6. Vocab: a- 
meric: (Dz. I, 4o5). 

tabdrro, to. dli: - gb: raiiTrdpiov. 
re: Tapd^^ov, Tainir. 

tacl^nome. ao: eticlina. impt: 
ao: ticline. cong: ao: na taclf- 
n[o]. GiacctOy mi sdrajo, coeo (St. 
di Gius. XXX IX, 7). - Forma no- 
tevole per respnlsione iniziale e 
per ta tonica, se si tratta di Kara- 
nX{vw, -ofuiai: ma forse non ^ altro 
che tracl^no V: coll'espuls. del r. 

tan, i (C» XLVI). Sepoltura. - re: 
Ta(pi\. - £ voce antiq. Oggi s'usa 
semportura, ed in ot: nfma 
(-mtn-Cp.):pl: (a)ifnimata. inv^jua. 

tdfo, o. - Tdq)o?. V: taff. 

taharfa, i. Cesta. *TaTap(a. re: to- 
tdpiov, bisaccidy sacco. 

taleato, to. dli: - ot: =. Da rdXav- 
Tov, quasi peso delVintelletto. 

tdli, ag: A T. Talch^j talmente che. 
sc: =. ot: tale. 

'talidno. dli: ot: it: - re: lTaXidvo<;, 

tamburi, to. dli: ot: -rri. re: Ta|ui- 
TroOpi(ov), Ta|biiroijpo(v). gb: Tafoii- 
Xiov. trc: ,J-c^, tabl e volgarm: 

jy> davul. Dal pers: ar: jyA^]\ 
tambiir. - Cf: Dz. I, 408. 



iamburiiii, to. Cembalo^ tambu- 
reile. sc: taroroar^ddn. 

tanburlu (Mrl.), to. Lo stesso che 
tamburi. - Gf: Tit: tamburlano 
ed il sc: ra^itovpXtCHj. 

tamUsi, to. Cdglh. - *va^{ftiov. a: 

TdjMJO^, h, 

tdnfa, i. dU: Tartfo^ che t Tant: alto 
ted: tamf. neo-alto ted: dampf. 
Dz. II, 74. 

t'apdnu. V: apinu« 

tap pin a^ i. Pianellay :(occolo. - sc: 
Tanav6^ ? 

tasti(gh)i^ggttO. ao: etastf(gh)jez- 
za. Tastare^ tast-eggi-are, - sc: 
tastidri. 

tavr6. impf: etavro. ao: etdvria. 
impt: tavr^ o tdvra. cong: ao: 
na tavrfo. inf: lavrCsi. TirOy 
scaglioy percuoto^frusto. - Tdvri- 
thi (= TpdPn'QO apissu. Tirati 
indietro. - re: Tpa0dui, -^uj, AZmy 
TpauTZuj. gb: TappiCui e rawp. mal- 
trattOy uso violem^a, 

tdvula, dli: dm: -e44^> i- ^^ Mrl. 
-6gli, to. Cratd m£an d. Faccio 
un convitOy metto t. - gb: e re: 
TdpXa, -iov. gb : xaOXa. *Tapoii- 
Xtov. 

tdzza, i. dli: ot: e sp: =. port: taza. 
prov: e dd: lorab: tassa. fr: tasse. 
re: rdcri, to. In val: tas ed in serb: 
t^s, guantiera da elemosinCy dal 



-234- 



pers: (^U» tis, passato anche in 

trc. Cf: Dz. 1, 41 3. 
t^ddeco, -i. pr: corr: dimostr: Tale^ 

tanto, 11 gnippo dd che costantem. 

in questi dd: equivale a X(X), m'in- 

duce a crederlo l*a: tt^XCko^, con 

regresso d'accento e variazione di 

significato, anzich^ il re: (t)It(o)- 

iO(;, t{t(o)io^ (Ml. 2o3, 2o5), e se- 

condo il Cp. anche T^rfoio<; V: 

t^fto. 
t^fto e t^sto, -i. pr:'corr: indef: 

UnOj un tale, certuno, cotale, sif- 

fatto. Oscura derivaz. di toioOtoc;. 

t^glioma. to. Fine, 'S to t. Allaf, 

- re: T€X€iuJno. 
tegli6nno. ao: et^glioa. p: pr: 

tegli6nnonda. ppp: tegliom^- 

no. Finis CO. - gb: e re: TcXeidvuj. 

a: -6u). In ot: spiccieo, finio. 
t^nda, i. dli: ot: =. re: t^vto. gb: 

-6a. 
tdnnero, ag: Tenero. - sc: tenni- 

ru. 
Tepurr6 (= fipxi iroupv6). av: Sta- 

mane (=■ isto mane?) - ot: drte 

pornd. - V: purrf. 
tes6ro, to. dli: - lat: thesaurus. 

en<yoiup6<;, 6. 
t^sser[i], -e, -a, nu: Quattro, ot: 

t^ssari, -e, -a. - T^oaapeq, -a, ma 

nell'a: jon: T^aoep€(;, -a, V: cat 6 

e higlidda. 
t^sto. V: t^fto. 
thdlassa (fal. Mrl.), i. Mare, - ot: 

tdlassa (ftdlass = Cp.). - GdXaa- 

ad. 

thalassfa, i (C« LXIII). fe voce 
fuori d'uso: per Vl. h il mare; per 
Tap: del Cp. h nome d'una santa. 
Mi par Tag: re: GaXaaoia (K.) usato 

. qual sost: come Tit: marina. L'e- 
piteto di djo che nel C* citato 
prende questa voce, h espressione 
enfatica d'amor religioso come il 



magni lutrujia che vien dope, 
e forse per quest'ultime re liquids 
Dan a a m h un*eco lontana deH'o- 
« merico &X^ bta. 

thdmme. av: dubit: Forse, - Th. 
ti ercome. F. verrd.- Pel M.Mr. 
6 un ^OdKQ^iiv da rdxa. - € Proba- 
bilmente h a ripetersi dall'a: 8(€)- 
do^ai, vedo, osservo, preso nel senso 
di sono in forse^ che ha in it: ». 
N. Cm. a sostegno di quest'opi- 
nione noto i®: che Ocdoiiiai espri- 
meva ancora il guardar colla men- 
te, rifletterey considerare: ora in cal: 
forse si esprime appunto con pi^n- 
zuca, pi^nsica, cio^ penso che^ 
dove la cong: ca collegata col ver- 
bo, trova preciso riscontro nel ti 
b: della locuz. thdmme ti Erco- 
me. Forse(che) verrd, 2«: che in 
tosc: la locuz: Tonino nan 
viene; a(l) vedere e ammalato, 
significa /or5e, probabilmente d a... 
- Quanto all'av: alb: e6|uiae, forsey 
che letteralm: significa 10 dicoche, 
non offre pel Cm. che una fortuita 
somiglianza con thamme. Ma 
anche ammesso che il verbo e6^-e 
o Gdj|bi-e sia per*90L)|Li-e = 911^1 (Cm. 
I, 46), anziche legarsi a Ocdojuiai, 
non v'ha dubbio che il concetto di 
parlare non si associi a quello di 
pensare o riflettere. InT. d'Ot: 
il dubbio si esprime con due av: 
1°, dramu (dubbio <). 2» sdleste 
(dubbio >, tema). 11 primo tento 
spiegare Mr. per Spa+inuyv; Taltro 
per aaXeOiw+cTaTai [temo essere) yOd 
anche a\bl[£iy eTaxai, fr: peut-etre 
( 1 5 5-56) . Quest'ultimo potrebbe non 
esser altro che il fut: e^X(ei)' cTaxai, 
sara, che anche in it: esprime ta- 
lora un dubbio. 

[thdnato, o]. gen: ossit: -atu, nel- 
VAve Maria. Morte. - ot; ddnato, 



t_ 






- 235 - 



td'fi. - 6dvatO(;. Questo nome, cosi 
frequente nei canti del Mr. sem- 
bra perduto a Btrva, o almeno v'd 
poco in uso. Vl. mi offre solo 
mdrti, Mrl. fafdnatos; 

thdlima, to. Volontd {Ora;(. III). 
Voce fuor d'uso. - d^Xi^a. • 

th^lo (dh; W.). impf: fthela ffdh. 
Cp.fitala LB.).ao: eth^lia. cong: 
ao: na thelfo. inf: ao: thelfsi. 
Voglio. Th. cal6, dharo. V, 
bene, male. ot: (i)t61o (te' 

4* e 3* s: t^u 3* pi: nel C» X) . 
(f)'tela, fd., fs. ao: et^(U)sa, t^- 
(li)sa. impt: ao: t^liso. cong: ao: 
[na] telf$o. - trans: Voglio ; in- 
t'fans: impers: ci Puole, fa d'uopo. 
Bikiu. - V: App. Qramm. 

th^ma, to: pi: -&ta, ta. Illavorare 
a giomata, uomp 'da lavoro, opra. 

- e4^a. 

theot6[co]. II solo vocat: Theot6- 
che Part^ne, Vergine, madre di 
Dio, nelVAve Maria, - OcordKO^, Vj. 
9€ot6k€ TTapedvc. 

th^ra, i. Er'ba selvdtica, - *8f|pa per 

e^pcta (pordvn)- 

therfda (W.), i. Portdy e thorfda, 
i. Finestra. - ot: tiridai, nicchia 
sen^ imposte nelle pareti della ca- 
mera eke serve di ripostiglio spe- 

• cialmente di cose mangereccie (Mr. 
162). - gb: e re: Bupi&a, nicchia e 
finestra, - (6i(ov), porta, finestrino. 
Pare che tanto in b: che in ot: 
sieno voci andate in disuso, insieme 
a t^f ra. V: Comunemente s'incon- 
tra p6rta e fenestra. 

therizzo. ao: eth^ria. cong: ao: 
na therfo. Ps: inf: ao: theristf. 

- MietOy falcio, - ot: terfzo. na 
theris[6]. impt: ao: leriso. - 6€- 

pfZui. 
th^ro (o?). Mhsse, -^ ot: =, pur col 
yaloredi^iti^no. - O^^poq^ xd. M. Mr. 



thimonfa) i. Bica^ acervus, - Ormw- 
via. 

thi6 (dh. - W.), o. Die. - ot: the.6, 
se6. - 6€d(. a: lacon: 016^. 

thfo, o; -a, i, Zio, -a, -^ ot: =. - 
e€tO(;. - zacon: Ta€t€ (Dv. 33 1). 

ti, e dav: a vocale t'. *) cong: di- 
chiar: o desider: Che, perch^, come, 
e nelle locuz. ammirative oh quan^ 
to ! come ! ') pr: rel: indecl: Ilqucde, 
la qu,y che (talora strumentale) col 
qu,y eolla qu,). Ambedue si alter- 
nano con pu. s) y-. o» XLV, not. 
I. ot: *) =. 6ti. ') Non si usa 
in ot: •* 6 ti. 

ticandf. V: tisc. 

ftichi (M. Mr.), i. Fontana, Non 
conosco in questi dd: esempio di 
t per It (qvanto a k per t V: ti(s)), 
se non in qualche caso d'assimi- 
laz.Quindi, o si voile scrivere fpi- 
ghf (nuT*^)> o si dcve leggere /or- 
tuna (Ti5xn)' Gomunque sia, nei 
miei appunti non trovo pel b: che- 
pigddi o funtdna, e fortuna o 
furt, V: 

tffo, to. dli: - TOqpo^, 6. 

tigdni, to. Padella. teg-am^e. - ot: 
tidni. - TTiydviov. Tfiyavov (R. tck, 
TfiK-^u), Or. 218): quest'uhimo nel 
cohtratto gi^ citato di Girclario 
(Z. 120): in altro scritto nel 1249. 
a Castrovillari ttitAviov (Z. i3i): 
nel Gapaccio /. c. tiano, in cal: 
tigdnu. 

tiganfzzo. ao: etigdnia. Friggo. 
- ot: (anche 10 /ormeftlo) tian. dian. 
ppp: to tianimm^no, il fritto. - 

tihio, to: pi: tihfa (tichia Vl.^ 
dichfa Cp.). Afufo, -a, argine, - 
ot: - tfho, to: gen: -u. pi: tihi, 
ta. - T6lX<0V. T€txo<;, Td. TOtXO^t **• 
gen: t€(xou^, toixou. 

tib6nno. ao: etihoa. lo muro^ 



II T)ialeno Greco-Calabro di Hova. 



19 



— S36 — 



fabbrico. - *t€ix6vui. a: t€ixIui. t€i- 
XiZuj. 

tilfzzo. Aggomitolo, - ruXtaaui. re: 
tuX(tui. 

timbdni, to (dli?). Cocchiume. - 
TU|yiTrdviov. | 

timf (ftira^), i. Riguardo, suggeA 
^ione. - ot: =, onore che si rende 
ai defunti (Calim. Mr. 162). - Tijifi. 

timuni, to. dli: - sc: =. re: Ti|yi6vi 
(trc: ^^^ dum^n). gb: Ti|yi6vTi. 
Pairit: timone. lat: temon-em. 

tindglia, i. dli: - scr tindgghij. - 
gb: e re: TavdXia, da tenaeulum, 
pi: tenacula. Dz. I, 408. 

tindri, to. E un *Tivdpiov, dall'it: 
tino^ lat: tinum, -a. 

tindsso. 5cwo/o. -T. to hi^ma apa- 
nott^mmu. Mi lev la terra d'ad- 
dosso, - ot: = Tivdaaui. 

tipote. V: tfspo. 

tirannfa, i. dli: - xupavvia, che e 
pure nei eanti alb: (Cm. II, 176). 

tirdnno, -a. dli: lat: tyrannus. 
TOpawo^. 

tir£, to. Cacio, formaggio, - ot: 
=. Nel Cosentino tirfngu. - 
re: Tup((ov). gb: rupfi. rupdc;, 6. - 
« Paratfri, to. II primo cacio, 
Trimfzzi, e tiromfzzaro, to. 
Vultimo cacio che non e buono, 
o p^rchd sa di fumo, o perch^ il 
latte ^ guasto dalla copula, ^irapa- 
rOpiov, *TUpi|bi02;iov ? > (M. Mr.). 

tirofd(gh)jena, o. Grattugia: lette- 
ralm: mangiacacio. - *Tupoq)d- 
Ynva (M. Mr.), nel dli: gratta- 
cdsu. Ho qualche dubbio sulla 
traduzione di questa voce: non 
potrebbe esser nome d'un uccello? 
V: melissofdgh(jena) e sieofd- 
(gh)jena. 

ti(s), e dav: a s anche tfse: casi 
obi: tin6 e men bene tfno. pr: 
rel: C/ii, chiunque, P^mu me ti- 



n6n bdi, ce su lego ecfno ti 
cdnni. Dimmi con chi tu vaiy e ti 
dird che fai (M. Mr.). ot: 

(t)is, tispu (obi: tin6); altrimenti 
cfo pu (= ^Ketvo^ iroO), e cfspu, 
-o, in cui tanto puo vedersi un 
ci(o)s + pu (iK€Wo(;) quanto un 
cis=tis + pu (cf: gli a: dor: 6-K-a, 

■ T6-K-a, ir6-K-a = 6-t-€, Td-T-€, ir6- 
T-€, Cr. 480, ed il zacon: x-ififj 
=: T-ijif|, K-ioup^ = T-up(, Dv., pag: 
84: lat: patri-c-ius = patri-t- 
ius, ra-c-io = ra-t-io, Dv., pag: 
87). V: ti ed App, Gramm, 

tis? m: e f: ti? n: casi obi: tin6? 
pi: m: f: en: ti? - pr: interr: che 
si confonde col precedente. Chi? 
che? -ot:*) m: e f: tis? m: tio(s)? 
n: ti? accus: s: m:ef; tin6? tic? 
pi: m: f: n: ti, cati. ') m: peos? 
f: nom: ed accus:. p^a? t{^; 

iToto<;, -a; zacon: Taiindecl: n: gik 
confrontato colFalb: t^^ o t<;( (Cp. 
PhiloL). 

tiscandf, m: e f: ticandf, n: - pr: 
correl: indef: (indecl:?) QualcunOy 
qualche cosa, - *t(<; kSv t((;, t( xfliv 
Ti. re: Kdri^, Kdxi, deriv: da xdv 
Ti^, Ml. 212, Cf: col pr: ot: (o)ti- 
can^ne, ognicosay /m//o, letteralm: 
checch^ mai sia, e coll'av: (o)pu- 
candne, in ogni luogo, lett: dove 
mai sia. *6ti kAv flvai, *6Trou k. fl. 
V: Mr. 126. 

tispo, m: e f:' tipote, n: - pr: indef: 
indecl: Nessuno, nulla. - Sin:[a 
tfpote. 5. Un perch^, Tfpote 
dddo. NulValtro, - ot: =, e tf- 
poti, tfpiti, n: che davanti ad 
dd4o (dXXov), ed in qualche altro 
caso (Mr. C» CVII), 6 sempre tf po, 
t£pi (Mr. 125 bis). - MairoTC (in- 
vece dei re: oC»6dvac, ^Ti6^va<, che 
qui sono ignoti): re: tittotcCO •to. 
zacon: Tafuxa (Dv. 69, Cp. 96). 



— 237 — 



tftulo, to. dli: - bg: e rc: titXo^, 6. 

Dal lat: titulus. 
tomdri (Mrl. to?). Barda. - ot: =, 

tomajo. rc: TO|idpi(ov). gb: TOjud- 

pT). pelle : cf: Til: tomajo (Tdju- 

v-u) ?) . 
tornisi, to. dli: Tornese: la met^l 

del grano, mon: che aveva corso 

neirant: regno delle due Sicilie. - 

ot: turn, pi: turniscia. - gb: 

Topvtoov. Dal fr: tournois, mon: 

di Tours. 
t6rno, to. dli: - lat: tornus. - T6p- 

vo^, 6. 
idrta (o aperto), in Cp. -{-ddrta, i. 

Fune^ ri'torta, 
tossich[€^%}xo] (Cp.). V: 'ntoss. 
tossico, to. dli: - ToHiKdv. 
t6sso (f: -i). *) pr: correl: dimostr: 

Tanto, j^ne t6ssi t6ssi /ami- 

gliusi (C* I, 3). ') av: quantit: 

Tanto.' T. ti. T,che, T... p6sso. 

T... quanta. ot: =. - *) xdaoc; 

(epic: T6aao(^). ') T<Saaov, - V: App: 

Gratntn. 
t6te. av: temp: Allora, T. p6te. 

Allorquando. - ot: = e t6a. - t<St€. 

V: p6te. 
irabuc{c)o^ to. Trabocchetto, tra- 

bocco. - ot: =. sc: -u. 
tracl^no, -^nome. Mi corico. - rc: 

TpcxXiSvui. V: tacleno. 
trdclima, to. // coricarsi: il tra- 

monto del sole: cf: ft: le couchant. 

- *Tp^KXllJLia. 

tracl6. ag: Curvo, inclinato^ cori- 
cato. - rc: tp6kX6c;, che non senza 
esitare confronterei con aTp€3X6^ 
(cf: K-auKaX(^ = p-auKaX{<;, K-aOKO(; 
= 3-aOKO<;). 

/r^iegguo. ao: e^re^^ezza. - gb: 
Tpa6iT€0u). Dal" lat: trad ere. 

tragan6. Sterile, detto del terreno, 
Hordfia tragand. Terre sterili, 
- a: Tpatdw^ 'l^tM}, sono sterile, II 



rc: Tpayavd^ significa soltanto car- 
tilaginoso, 

tramuntdna, i. dli: •• sc: i=. rc: 
Tpa|Lio(u)vTdva. gb: Tpc^ouvT. 

irdnta. V: tridconda. 

trapdni, i. *) Fake. ') Sorta di mi- 
sura (M.Mr.). - ot: =. ftpcTrdviov. 

trapanizzo./o trivello. - rpuTtaviZu; . 
L'ot: trapanfzD, io/alcio, e il rc: 
6p€TTaviZ:u). Cp. (XLIIl) ha Tao: 
trapdnepse, che io credo errore 
di trascrizione per trapdssepse. 

trapa:(^6gguo. Jo strapa:[\o. 

ftrap^zi (Mrl.), to. Len^uolo (sic): 
ma sarebbedavveroiroppo grave an- 
che per gli irrigiditi La'pponi. Avra 
voluto o scrivere o leggere tavola^ 
Tpa'iT^2;iov, ma gli sar^ successo il 
medesimo che per fus^chi e per 
hi6ni. Humanum est errare. 

trappito, to. dli: Franiojo, trap- 
peto. Nel Capaccio =: sc: -u. lat: 
trapetum. cf: Tpair-^-w (Cr. 462), 
ed il cal: >trappdre, premere. 

trdstena, i. Zaino, dli: Coiralb: 
Tpdar-o, dpda^TO, horsa^ sacco da 
viaggio (Cm. I, 840), mi par certo 
a ripetersi dal hp6.(5Tr\v -=. Kiqpivov 
d'H. 

tratt€gg\iO. ao: efrd//ezza. - gb: 
TpoKTaTZuj e Tpaxdpuj. Cron. Cipr. 
TpaKTidJuj e epaxTidJu). 

trava, i. dli: Trave, - rc: xpd^a. 

travuddo (Cp. e Vl.), trag(h). (L. 
F. e Lb.) = impf: etravudo. ao: 
elravudia. impt: pres: travuda, 
-dte. cong: ao: na travudfo. p: 
pres: travud6nda. lo canto, - 
ot: travudo (-diu), -t6, -dizo, ed 
in Cp. etraudfz[o]. (e)traviidi- 
s[a]. impt: ao : travudiso. na 
travudf[so]. inf: to travudfsi, 
-tisi. travud6nta. - rc: Tpayou- 
6duj, -^ui. a: TpaTipb^w. 

traviidi, to. Canto, canzone. - ot:. 



— 238 — 



==, trauti, Op.)- ^^- -<iAgi. • re. 
TpaTo06i(ov), -6dKi(ov). a: TpaTqi^^a. 

tfaviidima, to. /i. - re: Tporoubnfja. 

tr^ho. impf: ^treha. ao: ^trezza, 
-xa. imptiao: tr^zze, -ps.e; -ite. 
cong: ao; i^a tr^^zo. inf; trei 
(Tp4x€iv).Corro. ot: = (trech. 

Cf.)- ao: ^drama^ (6)tr. impt: ao: 
drdmo(ne). eong: ao: na drdmo, 
tr. - tr^botte (rp^XovTai)^ si rin- 
eorrono. - rp^xur. IdpcSO) ed in re: 
comun: ^TpeEo^,. ibpa\xov., re: rplle, 
re: 5pd^c. 

t rem ltd (ossit:), to. dti: TremiiOy 
tremolio. - re: rpcfioOpa^ V^, da 

tremuglidzzo. ao; etremuglid- 
stina. it: e bl: Tremulo, - re: 
Tp€^ouXi4Ztti. In ot: treoidsso, 
tram, re: rpOMiiZlui. Cf: rp^^ui. zac: 
c^iuiou (Dv. 32^), ed ot; tremu- 
lizzu, paura, 

trU. nu: n: 7r«.- ot: m: e f: tri(s). 
n: tria. - TpelQ> rpCq. zacon: c€t 
(Dv. 324). alh: m: rp^, f: TpC skt: 
tri. zing: del Molise tri(n). (Asc. 
Xig,: i3i). 

iviskcetitindrisk, nu; Tvec^ftio, - V: 
eentindri. 

tridconda e tri&nta. nu: Trenta. •* 
T. ena^ mia;. t. dfo, etc. Tren- 
funOy -a; ^ due, Azz6 tr. bron6. 
. Ditrenfanni,.^ ot: triinta. -rpuSm 
KOvTa. gb: e re: Tpidvxa. - gb: 
TpdvT« (re: TpawdrqpuXXov. V: t r i a n- 
ddfil[o]). zing:-tre: trdnda. zing: 
del Molise tril^nda. Asq. Zig. 
CLXXI, pv t3i., 

ttrigiSiddfilj[o] (Mru),. to. Rosa. - 
gb; TpiayT<Jl<puWov. gb: e re: Tp{0- 

avT. « vontpuivTO und qpiiXXov, 

wie c e n t i f o 1 i a (K. Neugr. Ckrest. 
%iy) ». a(lb: Tp<Kvdti(ptX€., -ja. 

tribundli, to. dli: - gb: Tpt^ouvd- 
Xiov. 



tri cdlli, to. V: dlogo e d: VArch. 
Stor. IX, 1846, p: 365. 

triddndiy to. Fiocinay tridente, - 
sc: trid^nti. 

triffddi, to. TrifogHo, Secondo il 
M. Mr. si ehiama ancora eon que- 
sto noma la fogUa del geJsa, forse 
perchd spesso triloba ta. * re: Tpi- 
qi>OAXt(ov). TpCqpojXXov. 

trffo. ao: ^trizza^ .'Xa. impt: ao: 
Uizzt, lo tritOy rasckia^ grotto , 
fregOj stropiccio. T. to tiri. irr, 
il cacio. " Non mi pare n^ Tpi^, 
nd I'a: rpOxw, ma OpuTTTui dt¥en- 
tato "^TpOqiTiu eon aspirazione tca- 
sposta e seguendot Tanalogia di 
kX^ittui. re: KX^q>Tui. b: cUfo. 

trifopoadicaria, i. CunicoUh d^Ma 
talpOi. - *twpXoiTovTticapia. 

triifop6ndieoi, o. Talpa. - ot; ti- 
flopondie6, o; -a, i. - le; 'vuqiXo- 
iwSvTiKD^ 6^ -ov, t6. -V: poadie6. 

tr(gg.hia^ i. dli: - sc: c=. Tp(TXa;-r|, 
TpiYXfov. 

trighfzzo. ao: etrfghia. cong: ao: 
na trigh(o.Fi?niemmio. ojt; trUo. 
- re: TputiZui. Tdui. 

trfgo, o. Vendemmia, - ot: trio. - 
re: '5p0to<;, a: Tp6yn, Ar vend., e 
TpOyo^ (gloss.), uva di vend. 

trig6niy tOw Tortora, - TpuYdviov. 
a: TpuyuAfiy 4. Pn ot: noo tro.vo che 
tiirtura, 

trihiglidde, mx: TremilA. V: hi- 
glidda. 

trimma» to« Tritwmfi* - rpCMIia.^ 

trimodfa, i.. Tramoggi^^,. - (M.Mr). 
«.sc: tri-m6ja.^ - ^iipt-dio&ia, che 6 
preeisam: il trl-m^dia di Varro- 
ne, da cui io derive^ei direttam: 
Tit: anzichd supporlo col Dz. un 
*trema-moggia; da jeuer be- 
hSiter stets in ziuerstrder be- 
wegung ist (I, 42:^).. d: berg: 
miigia. 



— 23d — 



tripa, i. BucOy -a. Man t. 's to ti-' 
hio. Un b. nel muro. - ot^ trfpi. 
- TpOira. bg: TpOtrri. rc: rpoOira. 



kXu;: ma puo aver ragione il Mk. 
a supporre un *KpdKa (o non piut- 
tosto kp6y<«?) = a: Kp^io]. 



tripdo e tripfzzo. inipf: eirfpo. trumba, i. dli: - ot: dm: -b^tta. - 



ao: etrfpia. Jo traforo, e per me- 
taf: affliggo, cruccio. - tpuirdui* 

trfplo. ag: dli: - lat: triplus. rpi- 
vrXoO^. 

trip6di, to. dlh Treppiede, - rpi- 
Tr6biov, dm: dell'a: Tp(iTOU<:, 6. Al- 
trove in dd: merid: it: = (Z. 68). 

trispidoy to. Trespido, trespolo. 
- sc: trispitu. Altrove c. s. tr(- 
spedi (Z. 68). 

trfti, i. Mart€d\, - ot: tridi. - rc: 
rpixTj. 

triunf^gguo. dli: lo trionfo. - lat: 

. triumpho. epiajuipcOiw/ 

irivulijizzome. Mi crucciOy tri- 
bolo. cal: trivulusu. MeschinOy 
tribolato, 

trof^o, lo. dli: - lat: tropaeum. - 
Tp6Traiov, -atov. 

tr6go (3 pi: trome in Mrl.). impf: 
(^)troga. ao: ^faga (erroneo il 
trogome del Cp. XlX. V: il mio 
G° LVII, e pfnno). impt: ao: 
fd{e), fd(e)ie. cong: ao: na fdo. 
inf: ao: fdi. p: pres: tr6gonda. 
Mangio. Pdme na fdme ((0)ird- 
YOficv vA ipdyuj^cv) . Andiamo a man- 
^iVire{MRL.). ot: tr6, dr6. 

impf: ddronna (f-e, MR.).ao: ^fa. 
fde,fd(e)te. na fdo. fdi. tr6(o)nta, 
dr6(o)nta. ao: fdnta. ppp: fam^- 
no. rc: Tpdjyw. ^TpwYov, -a. ?q)a- 
Tov, -a. <pdY€, -€T€. vd cpdYuj, cpaYiu- 
\xivo^. - zacon: TpoO(vou) (Dv. 327). 

tr6no, to. dli: - ot: =. lat: thro- 
nus. ep6vo<;, 6. alb: Qp6yf'Q, 

tropicila]^ i (C« XLIl). Pianta edule 
montana a me ignota. alb: Tp6Tr-e? 
cespo, a: Tpoir-riXis? ma^:[0 d'erbe. 

trua, i. Filo, agugliata. - ot: = e 
crua. Si potrebbe pensare alia R. 



rc: Tp^juiTta. 

/riirtca, i. Tronco. 

trupp^ddi, to. Rotolo di panHo. - 
sc: trupp^ddu, grosso legno ed 
in/orme. - a: rp6itr\l, rpdirtiS, 6, 
pe^^o di legno lungo e rotondOy gi^ 
ricongiunto dal Cm. (II, 162, 167) 
coiralb: Tp6Tr(iT)a, cespo, tnacchiay 
boscaglhj con Tp6<pe, tronco y e col 
sc: tr6ffa, ramo d*albero colle 
foglie. 

tu, m: en: ti, f : - pr: pers: della 
'h^.Dilui^ lei; suOy -a, ot: tu: ti(s). 
- rc: TOO, Tf]^, TOO. - a: oO. WiApp. 
Gramm. 

tulup^dda, T. Fascetto di canape, 
lanay etc. - rc: TouXoOira. ToXOmi. 

l6mbula, i. dli: rc: TdiLitroXa. 

tumeno, ed in Cp. dum.y to. To- 
molOy sorta di misura di biade e 
legumi. D^ca tiimena sitdri. 
Died /. di grano. - sc: tummi- 
nu. Le pergamene latine degli 
Arch: napol: ricordano frequentem: 
il thuminus. V: p. e. quelle spet- 
tanti agli anni 1279, 1289, 1290, 
1 29 1, nel Syllab, membr. ad Reg. 
Siclae Arch, pertim Neap* 

tundo, e talora per assimilaz:*t6d- 
do: m: en: tundi (ftfinde Oi».), 
f: - pi: tun da, tudda, ed anche 
ettiina. - pr: dimostr: QuestOy co- 
testo. - 6 forma abbrev: di et- 
tundo, il quale alia sua volta t 
ettuno, to. V: ettuno ed App. 
Gramm, - Tundomu, tundosu, 
etc. Q.. mio, tuo. , 

tunno, to. dli: - lat: thynnus, 
thun. - eOvvo(;, 6. 

tuno. V: ettuno. 

turchl, to (Lb.). Fico d' India, O- 



— 240 - 



puntia Ficus indica. - *Toup- 
k(ov. 
turco, o. *) TurcOj il piu delle volte 



turri, i. dli: lat: turris. tO^j^i^. 
turta, i. dli: - gb: e rc: ToOpra. gb: 
T6pTa. bl: ed it: torta. 



in senso di barbaro y crudele, come ^Xurt^r a, i. Teglia. - sc: =:. Da 

in tutti i canti popol. d'ltalia. - ot:| torta. 

=; f: turchia (Cp. 5i). - ToGpKO^. tuscdno. eg: dli: - rc: TOiXKdvo^. 

£l una parola-medaglia che ci fa'tuto. V: et(t)uto. 

rammentare le incursioni dei Sa- tuvaglidi (Mrl.), to. *) Salvietta. 

raceni, confusi dal volgo coi Tur- ') Specie di sindone che cuopre il 

chi, e le piu recenti ruberie dei capo alle donne, V: tuvdglia. 

pirati, turchi in gran parte. Questo 

significato vien qualche volta a 

scompigliare I'etnografia. Cin'i tabdlla - tdcco, to - tagliola - 



scfddi Turchi Ebr^i - (I)bbfan 
ghjur^onta ton MessCa (Quei 
cani Turchi Ebrei - Andavano 
cercando il Messia), dice un canto 
religioso di Martano (Mr. I). ') 
Significa ancora il frutto del fico 
d' India. Non conosco in rc: altro 
no me di questa pianta che avKf\ 
\ybiKi\: d'altronde, oriunda com'6 
dairAmerica, ed introdotta in Eu- 
ropa nel secolo XVI (Pokorny, 
St, illustr. del Regno veget, ii6), 
non credo che il suo nome b: possa 
servir di base a serie induzioni 
storiche circa queste colonie. Con- 
fronta queU'epiteto col nome it: 
granturco, pianta nativa anch'essa 
d'America (Pokorny, yS), e forse 
ne concluderai che non significa 
altro che straniero^forestiero, pres- 
s'a poco come il rc: (ppaTKiK6^, che 
vale spesso occidentale, europeo, 
turidca, i. dli: T(e)riaca. - OiipiaK/). 



idna - tdnto - tdppo, to - ta- 
rantddda - tardntula - tarf/fa 

- tass^44o , to,sc: -u. tent - ter- 
remdto^ to: ot: terrain, t^r^o- 
tigna - timido - timp4sta sc: 
= ot: temp, timuri^ to - tint a 

- tinturiy o - tocco, to (= ac- 
cidente) - tdppa - tdrchio, to - 
tormenty ot: trument - torm4n- 
tOy to: ot: trutn. torriuni, to - 
t6rt[o]y to: pi: -fi, ta - tra - 
traball - tradim^nto, to - tra- 
dituriy o: sc: =: -liro- traffich 

- tramut - trap i I {i=e) - tra- 
s/orm - trem^ndo - tr^no, to- 
tridnguloy to - trinc^tto- Tri- 
nitd(u) (i Santissimo) -trippa 

- trottOy to - trov - trumbiinij 
to - truppa - tubo^ to - turn- 
bula - tuncuniy to (:= tincone) - 
tundo [u=io) - turchino - tutu- 
riy o - tuvdglia: dm: -^dda, sc: 
tuvagghiedda. 



TJ 



ufjficio, I*, dli: gb: 6(pq)(iaov. rc: 6- 
ipiKiov, dal lat: officium. 



ungidri, t'. Cocca del fuso. *dTKid- 
piov, dm: di dyxiov, uncino. 



— 241 - 



turan[o], o. dat: (?) franu neH'O- 
rdf. III. ace: urdno (paross.) nella 
L. F. dat: pi: +urenfs. 11 cielo 
nel senso fisico e inquesto d: dero. 
V: pel senso religioso s'usa ciiloy 
o si ricorre a the6, V: Ora^. IV 
e Parab. di S, Luca^ i8, 21.* - 
Quanto ad o6pav6^ non s'usa piti 
neppure in ot: V: tst6rnos. 

•j-fisc^ris, o. Usciere (Mrl.). 

liso, t') dli: - gb: oOaov. 



ubbid - ubbidi^n!(a - udi^n^a - 
uf (a) rad: german. (Dz. I, 435) - 
umanitdti - umiditdti - utnilo 
{o=z e) - umito (t = d) ag: e sost: 
to - unda. lat: esc: =. un^gguo 
- unidni sc: =, universitd - wr- 
mo, to: sc: - u (r = /) - lirsoy o: 
sc: -u. lirtimo: ot: =.. sc: -u: 'S 
to u. Alia fine - urto, f - us - 
usurp ' litilij ag: e sost: to: 
Cdnno u, Fo guadagno. 



"V 



vaddo, e menbene bdddo (fbdllo)/ Barca (bl: =). ot: barch^dda. « 
ao: (^)vaia. impt: ao: vdle, -etc.! re: ed alb! pdpK-a. 
cong: ao: na vdlo. inf: ao: vdli. vdrda, i. dli: Basto, bar da. - sc: e 
Md: ps: vdddome. ao: evdrtina nap: Vocab: d'origine incerta. V: 



(= ^PdXGiiv). impt: vdrta, -dte. 



Dz. 1, 53. 



ppp: valimeno, e piti frequent: var^ddi, ed in Cp. -Hi, xo^Barile. 
varm^no. Pongo, metto. Tu v:' - rc: Pap^Xi(ov). gb: Pap^Xrj. 
hi^ri t* apdnu. 'G/i m. la tnano \aLr6o e var6. impf: evdro. ao: 
addosso. ot: vdddo. impf:, evdria. lo peso, intrans: - ot: va- 

^vadda. ao: ^vala, 'bal[a]. Md: rizo e var^sco, var[6], anche in 
ps: vdddome. ao: evdl(t)imo, senso morale, ao: evdrisa. - fa- 
evdrtimo, valm^no, varmeno.; piui, rc: -^ctkuj, -(Juj. 
IndossOj mi metto, - pdXXuj. rc: varfo, -la. ag: Pesante . - ot: var^o. 



volg: ^paXa. paXjiidvoc;. 
vdfo. ao: ^vazza. ppp: vamm^no. 
Tingo. ot: ==. ao: dvafs[a]. rc: 

pdcp-UI, PdTT-T-UJ. 

valdra^ i. dli: Ghiera, - sc: =. Forse! 

da valore, trasi: per metallo? 
vambdchi (Mrl.), to. dli? -Cotone^ 

bambagia, A Nardo in T. d'Ot: 



-^a. papO(;, -ela, -0 (skt: guru-s. 
lat: grav-i-s. got: kaur-s. Cr. 
468). Cf: lo zing:-trc: vdria, peso^ 
voce dei maniscalchi per indicare 
11 martello che batte sul ferro ro- 
vente, da pdpo<;. V: Asc. Zig. 
(XLII, CLXXI) che lo collega col 
pers: indosr.jb bstr, soma. 



vambdce. - gb: e rc: pafipdwov. ivarvdris. V: barbdri. 
vang^lio, to. Vangelo. - ot: van- vasildggui, -idzzi. -O iglio v. II 



g^glio. eOaYT^Xiov. 
vantatina, i. Vanto, 
vdrca, i. dli: sc: =: dm: -udda, i. 



sole tramonta. En ito va si lid- 
on ta. Non era tramontato. - paai- 
XeOui, bezeichnet in der neuen 



— 2^ — 



Sprache, Geben der altgrie- 
chischen Bedeutung, das Un- 
tergehen der Sonne, des 
Mondes und der andern Ce- 
ntime. K. Neugr. Chrest. 21 5. 

vasflemma, -imma, to. Tramonto. 
- re: PaaCXeujuia. II concetto del 
Sole- Re non h nuovo per cbi co- 
nosce i miti e i linguaggi orien- 
tali, e trova riscontro pur nei po- 
eti latini (tuus jam regnat Apol- 
lo, ViRG. Eel. IV, 10): ma Tidea 
del regno associata a quella del 
tramonto non e di facile com- 
prensione. Forse il pamXcOei pu6 
significare che ha ben com pi u- 
to il suo corso (Cf: Salm. 
XIX, 4, 5, 6), perche Qui faciei 
recte, non qui dominatur erit rex 
(AusoN. Edyl. Inconnexa, 3): o 
forse meglio t riduzione a falsa 
etimologia, da Pdm^. 

vasilic6. o. BasilicOj Ocymum 
Basilicum. - ot: =. re: pacnXi- 
k6^, 6. a: -6v, t6. 

Ydstima, to. Battesimo. - ot: vd- 
ftima. pditTioTfia. 

vastis/iiri, o. Batte^^iere, - pairxi- 

vastf^zo. ao: evdstia. Batte^!(o. - 
Crasi vastim^no. Vino batte!(' 
^ato, - ot: vaftizo. fiamiliu. 

vastili, to. Fagiuolo^ -z. - re: qpa- 
aoOXi(ov), -6Xi(ov) (trc: LJ^-o\i fas- 
siilia). a: q>dqr)Xo(;, 6. 

vathfa, i (b: ?). Valletta, fi in uno 
dei canti di Condof: che ho in- 
viato al Mr. - ag: [Pa0O<;], f: -da 
[n: -0]. 

A^athilfa, i {Ora:^, III). Regno. - ot: 
vasilfa. - PaaiXeia. E voce fuori 
d'uso: in T. d'Ot: significa solo il 
regno dei Cieli^ e non la trovo 
che in un vecchio canto di Cori- 
gliano (XCVIII). 



vdtica, i. dli: Trajgico. - nap: = e 
vdleca, eompagnia di viandanti, 
carovana, onde il vaticale, va- 
tecile, mulattiere, usato a Bene- 
vento, a Napoli, e altrove. 

vatich^gguo. ao: evatfchezza. Jo 
traffico. 

vd^rro. V: sd^rro. 

vecchiino. ao: QvScchiasa.. Invec- 
chio. 

vedidno^ o. Vi llano, agricoltore, 
dm:f: vennan^ida, per assimilaz. 
- sc: vidddnu, viddanddda. - 
Sui peXXdvot, PiXX. OiXX. donati dai 
Normanni ai monasteri dell' It. mer. 

V: riNTRODUZ. XXXIV. 

veldda (Mrl.), i. Giubha. fi voce 

dei dd: settentr: d' Italia, e forse 

fu scritta per errore in luogo di 

sgiamb^rga. V: 
veldni, to: pi: -dgna. Ghianda. - 

ot: =: pi: dm: velandgi: - re: 

paXdvi(ov). PdXavo<;, VJ. 
veldtri, to. StimolOy pungiglione. - 

*P€XdTpiov da p^Xoc;. 
vell^to, to. dli: - rx: p€X(X)o05o(v). 

Da villutus (Dz. II, 451). 
velo, to. dli: - re: p^Xov o pf|Xov 

(Pw. Ind. verb.), dal lat: vSlum. 
vel6ni» to. Ago. - Cdnno ^nam 

b6ndo me to v. Faccio un punto 

coir ago. - ot: =, PeXdviov. 
vernfci, i. dli: - re: p€p(o)viia>. P.€- 

p(o)v(ia(ov). sc: virnlci. V: nel Dz. 

I, 441, altre forme dl questo vo- 

cabolo d'origine oscura. 
vdrtula, i. Bisaccia. - sc: =. *ber- » 

tola. Cf: col got: baurthei, soma: 

ant: irl: bert, fagotto, richiamati 

da Cr. (3oo) alia R: skt: bhar = 

gr: <p€p, lat: fer. 
Vesperi, to. Vespro. - sc: v^spiri. 

lat: vesper(us). foircpo^, 6. V: nel 

Cr. 3So altre forme indogerm. 
viaggidta, i. Viaggio. 



— 243 — 



vidggio, to. Per lo piti nel senso 
di volta. fina v. Una v, Dfo v. 
Due V.J etc. - Lfgo to v. A poco 
alia V. - Dal lat: viaticum (Dz. 

I, 443). 
vidta. av: Sempre. Al Op. (86) parve 

vocabolo del dli: e veramente pel 

b: gik s'd incontrato pdnda: ma 

in cal: io non conosco che s6m- 

p(r)e o s^mpi: forse si tratta del 

•cal: vidtu, presto (it: di-viato), 

con alterazione di significato. V: 

pdnda. 
vigflia, i. dli: - it: e lat: =. re: e 

gb: piyXa. 
yihizo (M. Mr.). Tosso. - *pnxiZuj. 

fii\xw. pf\a(Tui. re: -du). 
vfnaclo] (to?), pi: vinaca, ta. dli: 

Vinacciuoli, Dal lat: vinSceum, 

-Scium. 
vindftta, i. dli: - sc: =. gb: piv6(- 

KTa, pevb. Dal lat: vindicta. 
vi61a, i. dli: it: lat: =. re: pi6Xa. 
violino, to. dli: - it: =i. rc: pioX(- 

(ov). In T. d'Ot: colasciunaij o. 
virga, i. dli: sc: lat: =. rc: e gb: 

P^pya. gb: pCpYov. 
vfsta, i. dli: rc: piara. 
fvivHo (Mrl.), to. Libro. - pipxtov, 

che in alb: si h femminilizzato Pi- 

px(-a, come Tit: bibbia. 
vizzdnno {zz dolce). ao: evfzasa. 

PoppOy allatto, - ot: vizzdnno. 

■ppp: vizzamm^n[o]: vizzidzo^ 

dd da poppare, - puZd(i)vuj. a: |liu- 

Z!dui. 
vizz(, to. Mammella^ poppa, - ot: 

vizzi. - rc:-puZi(ov). 
vldsta, vldfta, bl., i (M. Mr.). PiaU 

tolay Blatta orientalis. gb: 

pXdTiov, dal lat: blatta. 
vl^po. V: avHpo. 
vMzzo. V: avl. 
vlogdo e vloghfzzo. impf: evl6- 

ghiz(2)[a]. ao: evl6(gh)ja. ppp: 



vlo(gh)jm(m)6n[oJ, f: -i. ot: 

vlo(g)6. ao: evl6jsa. impt: ao: 
vl6jso (Cp. 67). ppp: vlojm(m)^- 
n[6]. - rc: pXoYdui, -^ui. €6Xoy^uj. 
bg: At\xs. 

vloghfa, i. Benedipone, ed anche 
qualunque sostan\a benedetta, come 
olio, acqua, etc. Dos tu vl. Be- 
nedicilo. L. F. - ot: avlo(gh))a. 
V: cucci. - rc: pXot^a, cOXoyia. A 
Treviglio, in casa della gentil Sig* 
Annunciata Comparetti , osservai 
un^ampolla fittile cristiana, gia de- 
stinata a contenere olio Uenedetto, 
pFovenuta con altri oggetti da tombe 
del Gran Cairo : da un lato offriva 
di fronte e in piedi la figura di 
S. Menna, martire alessandrino, 
con aureola e le braccia aperte; ai 
piedi due agnelli : dairaltfo, in una 
corona, Tiscriziono AflOY M€NA 
^YAOri.^, ciofe Benedipone di 
San Men(n)a, che e pregevol va- 

. riante di quelle registrate nel BuU 
lettino di Archeologia cristiana del 
De Rossi (Ann. VII, 20, 3i, 32, 
44, 46). Detta eulogia esiste ora 
in Bergamo, nel museo Sozzi. 

vloghimfa, i. Benedipone . - *pXo- 
yrifiia. rc: €CiX6Trmct. 

vorda, o. Vento, tramontana. To v. 
m^ga. Turbine, - pop^a?, borea. 

voscido. impf: ev6sci[o]. ao: ev6- 
sci(as)a. cong: ao: na vosci[do]. 
Io pasco(lo). - p6aKUJ. 

v6scima, to. Pastura, pascolo: - 
pdaKima. 

vrachia (Mrl.), ta. Cal^oni^ brache, 
- rc: ppOK(a. a: ppdxai, al, lat: bra*- 
cae, calzoni corti dei Galli. E voce 
gallocelt: in bretone brag(ez) ed 
in caled: briogais. Cf: Dz. I, 8, 
e Moi^Tij Saggio di vocab. della 
Gdllia Cis. e Celtico, Milano i856. 

fvrachi^ri (Mrl.), to. Braciere. 



— 244 — 



vrddi. *) av: Tardi. ') nom: to v. 
La sera, - ot: vrd(d)i e vrdti: 
drte V. Stasera: em'brdi. Di s. - 
re: fipdbv, t6. ky pp. ag: ppa50<;, 
-£!a, -0. 

vradia, i. Sera{ta). 'S tin vr. Di 
s, - *Ppa&(a. 

vrah6na, to. dm: ^hi6ni: pi: 
-hi6nia. Braccio. - ot: =, o. pi: 
-i. - re: Ppaxiujv, t6. a: 6. 

-[vrangatura, i {C® VI). Apertura 
(Vl.), statura (M. Mr.). R. franc? 

vrdsta (-td, Lb.), i. Febbre. - cipr: 
ppdaT-r|, Ppd-cn-<;> i^» Ppdcr-fia, t6, 
bollimento, ebullisfione, da Ppd-Z-ui. 
In T. d'Ot: termdsi, i. Odpjui-av- 
aiS, riscaldamento . ColFidea di 
bollore inclusa nella voce b: (che 
trova quindi riscontro in voci di 
altre lingue pur di ceppo diverso) 
confronta queUa di calore inclu- 
sa in e^p-fiTj, e di fuoco in irop-e- 
t6s. 

vrastddi, -dri, to, e 

yrdisxdja (Lb.), i. Caldaja, Da 

vrdzzo. ao: ^vrasa. cong: ao: na 
vrdso. ppp: vram^no. lo bollo. 
ot: (e)vr. ao: =. Ppdru). V: psomf. 

vrd(c)hi. impf: dvre(c)he. ao: ^- 
vrezze, -xe. v: impers: Piove, - 
ot: (i)vr^hi. impf: ^vreche (Cp.). 
ao: ^vrefse. - Pp^x^i. V: mane. 

vrisia (fvrimfa), i. Ingiuria. - 0- 
Ppiaia. 

vrisma, to. Idem. - lOPpiafia. 

vrizzo. impf: ^vrizza. ao: dvria. 
Ingiurio, - ot: vrfzo. re: ppfewj 
6pp. V: culuvrizzo. 

vronddda, e vrondf, i. Tuono, - 
ot: vrontf: pi: e vrontd (Cp. 
58, 62. re: al ppovTalO- - Ppovrfj. 

vrondai, -ddzzi, -dfzzi. ao: e- 
vr6ndiae. v: impers: Tuona,- ot: 
vrontd. - PpovTfll, gloss. -d2[€i] . 

*ir[€i]. 



vrondimdda, i. Tuonata, scoppio 
di tuoni, - *PpovTtmd5a da PpdvTrma. 

vruthaco, o. dli: Ranocchio, A Ca- 
strovillari vr6ticu: a Cerchiara 
vutrdcchiu. - pdrpaxoc;. cipr: 
PdpTaxo^. Cf: col gb: popbiKxd^, 
rana, 

vucdta, i. Bucato. - rc: ^ttovydba, 
sp: e port: bugada, fr: bu^e. 
Dairit: buca u weil die lauge 
durch ein mit kleinen 16- 
chern versehenes tuch ge- 
seiht werde». Dz. I, 91. 

vucc^riy o. Macellajo, - sc: =, ven- 
ditor di came, propr: bovina (Mor- 
TiLL., Op. cit. gSy). ant: it: buc- 
ciere. prov: bochier. fr: bou- 
cher, che altri trasse da bouche, 
e meglio ii Dz. (II, 232) da bouc, 
be ceo, ricongiungendoli coll' it: 
beccdro, -djo. Cf: coU'ag: lat: 
bac8r(i)us, bovino? 

vucceria, i. Macello. - fr: bouche- 
rie. prov: bocaria. it: becche- 
rfa. 

vucfssi ed agrov., to(?). Frasca 
da ardere, M. JVIr. Onde? 

vudddto, to. FangOj \acchera , schi\- 
ifo di mota. Cf: pOiXo^, Vj, e Talb: 
bdXj-e(Ta). 

vuddoma, to. Tappo, turacciolo, 
sigillo, - rc: poijXXiufjia, t6. 

vuddonno. ao: evuddoa. lo sigiU 
lOy turo. - rc: PouXX6vui. gb: PouX- 
XeOuf, dal lat: bulla. 

v6di, to: pi: vudia, ta. Bue. - ot: 
vudi, vidi: pi: viija, vfdia: dm: 
vudd(g)i. - rc: Po06i(ov), pdbiov. 
dm: po'ibdKi (Pw. Ind. verb.), a: 
poO^. dm: potbiov, Poibiov. zacon: 
PoO (Dv. 56). 

vula. V: gula. 

vu/ufr 6nnome. Mivoltolo nelfango. 
Da pOJXoc? ovvero dal lat: voluto 
con epent: di r? 



— 245 — 



vurd^44i, to. Bordello, postribo- 

lo. - sc: burd^ddu. Dal prov: cat: 

borda. ant: fr: borde, baracca 

(Dz. I, 74). 
vurfurdda, i. Nebbra, caligine, u- 

mido. - p6ppopo<;, 6, mota, f^^go. 

Cf: fr: bourbe. vallon: borbou 

(Dz. II, 234). 
vurvulhunfa , i. Stereo di hue, 

*Po\PiTiv(a, a: p6XPiT0<;, 6. 
vutdna, i. Coperta di lana. = pou- 

Tdva da Vua = Bova: voce isto- 

rica. 
vutdno. ag: bovese. - pouxdvo^, che 

occorre in qualche diploma dei 

Normanni. V: spesi-spdsu. 
vulhulia, i. Vaccj. - gb: pouGouXiA, 

-X€ta, PouGnXeta = PoO<; GifiXcia. 
vutoma e vutumo, to. Giunco fio- 

rito, Butomus umbellatus L. - 

PoOto^OV, -jblO?, 6. 

vutti, to. Botte. - Cron, Cipr, pour- 
xiv. re: PiuTi[.ov), Pout2;i(ov). 

vutti ma, to. Tuffo, - re: PotixTma. 

vuttfzzo, -6nno. ao: evuttisa. lo 
tuffo, affondo. re: PoutiZluj, Poutuj. 
a: pu8{2;uj, -Gdiu. 



vuttiiniy to. Bottone, - sc: buttu- 

ni. 
vuttunniAzzo. ao: evuttunnivisSL. 

Abbottono, 
fvuturo (Mrl.), to. Buiirro. - PoO- 

Tupov. 



va! - vagabundo , o - valuri, to 

- vanagldria - vdnco^ o sc: -u 
(v=:b) - vapuriy to - vasc^llo, 
to - velino, to (V: zargdra) - 
velenuso - vellegiatura - 
ventdgghio, to - v^ro ot: = 
veramdnte - versetto - viduta 

- viet - Vila sc: = (i=e) - vili 
sc: = (i=e) - yiltd - vina sc: =: 
(i=:e) - vine - vindieh - vipara 

- virgini - virgula - virtii - 
visit a ot: vise to [bis-), to (=: 
mortorio) - vis/f - viso, to, of: 
=. vitro J to - vittoria - v/fw- 
/?er - VIVO - vi^ioy to - voc^- 
boldri^, to - vdglia - vol (io 
volo) - volontd ' vomitivo y to - 
vulcdno, to. 



xafordgguo e z. ao: exaf6resa. 

Confesso. - dgaTopeOw. ot: fsemo- 

16. ao: fsem61(o]isa. cong: a6: 

na fsemolofso. (Mi) c. re: Eay. 

^SatopcOuj. ISo^oXoY^u'* Soji. 
xafor^nnome. Afi confesso. - Iga- 

YopcOojbiai. 
xaHdi. V: psal. 
xalistra e z. (fxaliscia M.Mr.), i. 

Radimadia. - *Eup(-a-Tpa. V: xa- 

rizzo. 



xdndalo. V: z'. 

xanlzzo, ez. Cjr4o/^<JWfl.*2aiv(Z-w. 
t^4/7pa (Vl.), i. V: ^dppa. 
xarfi, ps. e z., i: (ossit:) pi: xarfd- 

de. Cugina, - ot: afsaderff, af- 

sadref(f)i. - ^Hab^Xqpri. 
xarf6, ps. e z., o. Cugino. - ot: af- 

saderf6, afsadreff6 (ossit.) kld- 

b€Xq)0^. 
xarizzo e z. Gratto, rodo, - Eup-iZ- 

w. alb: TOip-(<; o TCTip-(^. 



-2^ — 



xdxara, V: Zjj. 

xdma. V: ps. ' 

xetnatdro. V: ps. 

xenia e z. TVrr^ straniera, * ot: fs: 

- Scvia. 
x^no, ps. e z. ag: Stran{ier)o, fore- 

stiero. - ot: fs^no. S^v(K. 
x^no e z. v: cong: ao: na xdno. /o 

car do i - Eaivw. zacon: radvou. 
xerdo e z. ao: ex^rasa. impt: ao: 

xerdse, -Ste. cong: ao: na xerdo. 

lo vomito. - ot: efser6, afs. ezz. 

xerdsi (i?), parossit: Vomito, - a: 
li^paai<i^f\. re: lep&Tx(PyrJnd,verb.). 

xerdnno. impf: ezz^renna. ao : 
ex^rasa (Vl.), -gsa (M. Mr.). Io 
vuoto. - ot: efcer6nno, ere. - re: 
€(jKaip6vui. Cf: eon cOKaip^. V: 6z- 
zero. 

x^ro, ps. e raeglio z. ('ps. Cp. ez. 
L. F.). irapf: fzzera, ix. 'z. Ips. 
ao: azzip6resa ed azzip6ria, 
ax. impt: ao: 'vr^, vrete. eong: 
ao: na zipor^o, o n'az.^nf: (az)- 
zipor^i. So. ot: (e)fsero, ifs. 
(i/fsera. eong: ao: na ps^ra (Cp. 
76). re: (^jScOpw, f|E., Edpu, de- 

rivato dall'ao: di ^HcupiaKUj. L'ao: b 
un *^2-Ti|uiTr6p€(Ta = re: rwiir^peaa da 
^jLiTTOpOu, posso, sono capace (cf: Ta: 
bOvajbiai). V:apordo ela nota 4 
del C« LXVII. Perl'impt:v: hor6. 

xer6, ps: f: -f. ag: Duro, arido, a- 
sciuito. - ot: fs., ps. dm: -uddi, f: 
-d4da. re: E€p6^, Sr)p6^, zacon: xacp^. 

xfa, -o. V: z. 

xfcchinfa. V: z. 

xicchlno. V: z. 

xiddistra, i. Clistere, - *Atro-XO-(T- 
Tpa da diro-XtS-u), come Tit: so-lu- 
t-iv-o da so-lv-o. Circa ad ax^ 
= dTT6 V: apu. 

xfddo. V: ps. 

xfdi (Mrl.). V: azz. 



xididto e z. ag: Acido, - cf: re. guS- 
dTo-5, che ^ sotto V.aceto. V: azzi- 
didzzo. 

xfghi (Mrl.), to. LardOy sugna, ed 
antiq: songia, - bg: e re: (d)50T- 
Tiov. Dal lat: ax-ung-i-a. Cf: mil: 
songia. berg: sonza, come a 
Crema ed a Venezia, ma nella Valle 
Gandino songia e nella Valle S. 
Martino sungia. 

xihf. V: ps. 

xihrdda, xihrdo, xihr^no, xihr6. 
V: ps. 

xilistrdo, ax. azz. atz. ao: exiH^- 

1 strisa, Io sdrucciolo, scivolo. - re: 
(E€)-TX\j<x-Tp-d-w. cf: 6Xi<;-6-dv-io (Cr. 
370). 

xflo, ps. z. to. Legno, barca. Pdo 
ja xfla. Vo afar legna, - ot: fsf- 
lo, ma a Stern: anche z. - &3Xov. 

xil6. V: ps. 

xiI6furra, z., ta. Fascina tninuta. 
- *HuX6(poupvov. V: xflo e furro, 

xilostrav6, o. Stravagante, bisbe- 
tico (letteralm: legno torto. V: 
strav6). 

ximba, xfmbaro, ximbiH. V. z. 

xfnno e z. ao: ^zzia. Raschio. - re: 

xinn6nnoez.ao:^zzia.7i.-*2uv6viu. 
xiringa, i. Siringa. - aOpiyS, f[. 
xistf, to. BoccalCy vaso di creta per 

acquapotabile. bg: Hcariov. H^cttii^, 

6, dal lat: sextarius. 
xitiu, x6dda. V: z. 
xof[do]. V: z. 
xofrd/o. V: z. 
xomi. V: ps. 

xoppiz[z)o e xoppo. V: jf. 
x(sc)fto. V:. esc. 

xucca, xueearfgno, xucearo.V:z. 
.rMc/i[^gguo]. Suggo, 
xuco, to. Sugo, - sc: sCico. lat: 

suc(c)us. X. tu limuniu. Agro 

di litnone. 



— 247 — 



z 



•fzacdri (Mrl.), to. Zucchero. - 
re: 2:a(K)xdpi(ov), Zdxapn, adxxapn, 
/j. a: adKxap(i), -ov, t6. lat: sac- 
charon, -um, che ii Grimm in- 
clina a derivare dal skt: sagara 
[arundo saccharifera): quanto agli 
altri nomi europei, compreso il 
trc: jXio seeker, sentono I'influ- 

enza pers: ed araba: arab: JLmJI 
(asjsokkar: Die Araber bauten 
zucker sowohl in Agypten, 
Kreta und Syrien als auch in 
Sicilien und Spanien; aus 
Agypten holten ihn die Vene- 
zian^r, aus Spanien wander- 
te er nach Sudfrankreick (Dz. 

I, 45i): 

zafor^gguo, -ennome. V: x. 

zdla, i. GridOj strido, - J^d-Xt], agi- 
taponCy onda agitata ^ vertigine (R. 
Zee Zd-ou Cr. 38o). alb: Za-Xt, .-(a, 
che per me si collega coiralb: 2^dX- 
e, lido del mare, citato dal Cm. (I, 
93), mentre egli lo riannette ad 
fiXs o ad alYi-aX6-^. Quindi 

zal^'O. lo gridOy strido, urlo, - a: 
Za-X-d-w. gloss: 2a-X-aiv-u), sono 
agitato, re: Za-X-(2:-ui. alb: la-Ma- 
e, io disturho, 

zalidi. V: x. 

zalistiri, x., to. Naspo. A Rogh. 
e Gallic, seilistfri. £ un *^H-€i- 
XiK-Tfipio-^ che il M. Mr. confronta 
col cipr: dir-eCXix-xpo-v. Un *TnivicT- 
Tiipio-v dal re: TiY\v\a'T^p (cf: I'a: 
Td^vKJ-^a, irriv-io-.v, Trfivri, JilOy tela) 
sarebbe piu remote. 

zalistra. V: x. 



zambatdri, o. dli: Pastore, *t2jojji- 
iTaT-dp(^-'<;. £ il sc: zammatdxu, 
custode della cascina, cf: re: tUv^- 
ira, vigna, 

zdndalo (z tenue) e x. dm: -dci, 
to* Peff-Mo/tf, straccio. Mi par^ un 
*HdvTaXov affine ai re: £avT6y (lai- 
vu)), fefjfo di lino, e T^dvTjaXov, 
stracciOy pe^^^^a, che forse ci spiega 
Tit: zendd'le, send. -ido. sp: 
port: prov: ant: fr: cendal. mez: 
alt: ted: zeadil, zindal. neo: 
alt: ted: ziadel, tratti ^eneralra: 
da aivbodv (Dz. I, 45o), 

tzangdris (Mrl.), o. Cal^olajo, ^ re: 

TZiaTTdpn^;, TZaYKdpm, T2:aTYoi<;, rrraT- 
Kfl?, 6. Sotto i Bizantini xZdTTai e 
T^aYT^a erano le scarpe nobilissime 
deirimperatore, e T2;and<, il cal- 
jolajo aulico; rZaTTdpio? un.ca/fo- 
lajo qualsiasi. V: Mrs. 

zanizzo. V: x. • 

zap.puni, x. to. Marra; s{a,ppone. 
- re: rJlamov. V: ^appatiiri, 

zarfi e zarf6. V: x. 

za,Tgdra (i?). Veleno. • cipr: »|idxi1> 
crei: vaKd (M.Mr.)^ trc: ytj zi&hr? 
Potrebb'ess^ voeabolo del dli: di 
origine araba, come il sc: zdrcu, 
smortOy lividOy da zarqs^ (Dz. 11, 

'95). 
zargaridzo. Avveleno. - zargar6n- 

nome. Mi avveleno. 
zavizzo, V: X. 
zar[6nno]. ppp : zaromen[o]. i. 

Raggrin^Oy accartoccio. - gb: e -te: 

lapdvvj. 
^jfdxaray i. Za:[:{{er)a. DaU!ant: alt: 



- 248 - 



ted: zatsl. ted: mod: zotte, ciocca 
(Dz. II, 8i). 

zdma. V: ps. 

zema, to. Brodo, - a: Ziyia, '< ti\xxx 
per 2:oufji( e notato nel Du Cange. 
II Sophocles nel suo Glossary of 
later and Byzantine Greek nota 
questo vocabolo, ma solo in senso 
di acqua calda ». Cp. 93. 

zematdro. V: ps: 

zematlzo (M. Mr.). V: zom. 

zenfa. V: x. 

z^nno. lo puj^o, - *blaivw» 6lw, 

zeno. V: x. bis. 

zerdo, z^ro, zer6. V: x. 

^SrOf to. - it: sp: port: =. fr: zero. 
Voc: arab: (Dz. l] 460). 



zil6. V: ps. 

zil6furra. V: x. 

zfmba e x., i. dli: Porcile, - sc: 
z 1 m m a. - kO^Pti [vaso, coppa^ schifo, 
tasca, bisaccia)y con k~z come 
nello ZouipaXd per K€(paXf| (Dv. 172.' 
Mr. 101). Cf: zimbili e il se- 
guente. 

zimbaro, e x., o. dli: Becco, - a: 
X^^apo^, con b epent: Cal: Cit: zim- 
maru. 

zimbili, e x., to. Doppio sacco di 
giunco da attaccare ai due lati del 
basto. - *KUfipiXiov? sc: zimmili. 
re: xe'iVw^<S> 6> che e il trc: ^^ 
hei'bd; ma questo pu6 pro venire 
da kO^P^. 



z^sta, i. Caldo estivo, arsura. - re: zim(a, i. Danno..- tr\\i\a. 



z^ta, to. - Zf^xa. Dal fenic: I^, ebr: 
3f, tzade. 

zia, X., i. dli: - ot: [tia]. re: Beta. 

zibfbbo, to. dli: Voc: arab: (Dz. II, 
82). 

i-zibiichi (Mrl.), to. Pipa. - re: 
x2;ifiTroOKi(ov) daltrc: ^^ tcibuk. 

zicchinia, x., in Wit: -[-zicchini. 
Camicia da uomo, - xZoxivCa? dal 
gb: e re: ildxa, Tlihxoi, xotdxa, roba 
di lanay panno^ e nei canti albano- 
cal: gonna nu^iale (Cm. II, n8): 
ag: xZox^vio<;, xWxivo^. V: stritta. 

zieehino, to. dli: re: xZ€k(vi(ov), da 
zecca. sp: zeca, s. che e voce 
araba. V: Dz. II, 81, e prima di 

_lui il Murat. (Dissert. XXXIII). 

Fiddfzzo. V: fidd. 

• • • * 

zfddo. V: ps. 
zididto. V: x. 
zihalfzzi, zihf, zihrdda, zihr6. 

V: ps. 
zihf. V: ps. 
zihrdo. V: ps. 
zihreno. V: ps. 
zilo. V: X. 



zfmma, to. Giogo. - teO^^xa, V: zi- 

zfnna, i. Fiaccola, Non credo che 
abbia che fare con 6at<;: h il gb: 
xZliKva, cenere, cipr: dZiva, scintilla^ 
che potrebbe derivare dal lat: ei- 
nis. 

zinno, zinn6nno. V: x. 

zio, X., o. dli: - ot: tfo. e€to<;. zacon: 
x.a€l€ (Dv. 33 i). 

zfo. impf: fz(z)o(V: not:3,CoXXXV). 
ao: ^zia ed iz. cong: pr: na z[6]. 
impt: ao: zie, zfete. cong: ao: 
na zfo. inf: zfsi. lo vivo, Se 
tundi/»if thdlo na zfo. Voglio 
vivereinquesta jiducia. ot: zfo, 
ed in un canto di Calim. zo. impf: 
fzinna. ao: fzisa. cong: ao: na 
ziso. inf: ao: zfsi, - t^,' impf: 
Ku)v, re: volg: 42:oOaa. ao: ^r)aa. 
re: vol Zd). vA tr\a\i) \t^at\v\, 

zlrdngula, i. AcinOy vinacciuolo. - 

Hripoivu) ? 
zitdo. ao: ezftia. p: pr: zit6nda. 
p: ao: zitfonda. Domando^ chiedo, 
cerco. Zitamtito, domandamelo. 
Z. perduno, Ch, p, Z. tuti grd- 



249 — 



:[ia tu Hristu. Ch. questa gr, a 
Crista , ot: (a)zitdo. cong: ao: 

na zitis[ol: piti frequent: (gh)ju- 
r^o. - lr\Ti{u. 

zituldo. ao: ezitulia. p: pr: zitu- 
16nda. lo mendico, accaito, CoUo 
stesso signif: pdo zitul6nda. - rc: 
2tit-ouX-€0-u). 

zitulia, i. Elemosina. - rc: Zrjx-ouX- 
(a. 

+zivdli (Mrl.), to. Sacco, - rc: tZou- 
PdXiov. gb: xZoOPaXov. Dal pers: 
trc: 3\^ tciuvdl. 

z6y to: pi: z6a) ta. Animale in ge- 
nera, e piii specialm: capYa, il cui 
allevaniento forma per questi greci 



demena *s to zig6. P. di buoj 
aggiogatL - ot: zuguari. P. di 
buoj, - a: tev^dpiovy p, brutto e pic- 
colo di buoj. gb: e rc: pajo, 

zoggufa, i. Jug-eru-m. - ot: zi6, 
to. - *l\)fia. I\)f6y, 

zof, L' Vita J esisien^^a, - ot: =. Zojfi 
(rdui). 

zomatiz(z)o. ao: ezomdtisa. 5cj/io 
vivande. Z. to ja fdi (M. Mr.). S. 
i7 mangiare. - CcjuarfZuj. Forse il 
passaggio dell' € atpna in o, che 
non h raro dinanzi a labiale (apo- 
vromfzzo, (gh)jom6nno) ebbe 
luogo in questo caso per la remi- 
niscenza di Z^ujiucOuj. 



una delle occupazioni piu consuete.'zomi. V: ps. 



- 2iJov. 



z6na, i. dli: - Z\byt\\* 



-t'z6ca (Mrl.), to. Panno, - rc: tZ6- zonddri. ag: m: e f: Vivo,-- *2uAfT- 



Xa. alb: tct6xci, dal trc: ^y^ tci6- 
qa. 
z6dda, X., e ps: dm: -una, i. dli: 
Raga![^a. -sc: ci611a, donna seem- 



dprj-?. rc: 2:ujvT-a-v6-^. 
z6[nno]. cong: ao: na z6so. Cingo, 
lego attorno. - rc: Ztdvu). a: lihyf- 



piatay imprudente (cf: berg: ci61a, ^oppizzo ex. ao: e!({6ppisa. Zop- 



ciula, minchione), it: ciulla,/j«- 
ciulla, di cui si vuole aferesi, ma 
potrebb' essere indipendente : sp: 
chula^=: alb: TaoOXi, TaoClv(i). La 
somiglianza col russo tciddo, ra- 
ga!(!!fOy mi par casuale. 
zof[do]. ps., X. impt: pr: ps6fa. 
Crepo. - ot: fsof6 (CI: II). fs6fa. 
impt: ao: fs6fiso. - rc: lyotpdw. a: 

zofingdri, to. Carogna, - *i|ioq)ifiid- 
piov. rc^ i|io(p(fii(ov). 

zofrdfa, e X., i! Lucertola, Piuttosto 
un *aaupdba da traOpa, che Ta: 
aaup-C-TT]-^, 6; perche il raro pas- 
saggio deiri tonica in a (Cron, Cipr. 
dirXdKiov = dwXiKiov, abita:(ione) e 
estraneo ai nostri dd: Piuttosto ri- 



pico. 
z6 si, i. Vita, parte del corpo, dai 
fianchi alle spalle. - 20li-(ti-<; (Idj- 

VVU-jLll). 

zucca, i. dli? *) Pignatta, pentola. 
*) Zucca (per Vl. tzuha) in bo- 
tan: Cucurbita Pepo, ma nelle 
arti e mest: vaso di corteccia 
secca di zucca per tenervi 
commestibili o bevande. 
Quindi 

zuccila, i; -dli (fzicagli Mrl.), 
to. dli: Pignatta. - ot: zuccali. 
gb: e rc: TZouKdXi(ov) , usato dai 
Greci in Cal: fino dal tempo di 
Ruggero II (Z. 184). gb: tZ(o)u- 
KdXri, T2!TiKdXTj, xZiriKdXiv. rc: tZou- 
KdXa. V: zucca. 



trovereiquelvocabolonelsc: suffr- zul^gguo. lo 0(f/o. ppp: zulemm^- 



f-zi-u, scorpione. 



no. Schifoso, - ttiXeOw. 



zoggudri, to. Pajo, Z. azz^ vudia^zulfa. Odio^ astio, invidia, schifo. - 



-250 — 



*Zou\{a. re: ZoOXia» Z:r)X€td(PD.). alb: 
2IiXj{-a. a: Zf)Xu)ai^, V), 2:f|Xo<;, 6. alb: 
ZiXj(-a, tr\\ia e OX-e (Cm. I, 46). 

zuH[o], -la (C» XLVIII). ag: Invi- 
dio$o, - *2ouX£!o( per I'a: 2:r)Xato^. 

zul6nno. Prehdo schi/o. - re: tr)\6' 
vui, a: -6ui. 

ziimpa, i. Tronco d'albero. Mi pare 
affine all'alb: Ta6Tr(ir)-a, -e, j?«ffO, 
che il Cm. (1, 88) colleg6 con KOir-fi. 
Cirea airepent: del m cf: il gotieo 
hamf-s, troncOy che Cr. (iSa) ri- 
ferisee alia stessa R. kotc. 

zundri, to. Fascia^ orlo, bals[a\ di- 
rupo inaccessibile. - a: Suivdpiov. 

zurg^ni, to. Canestro da olive ^ vaso. 
Sembra vocabolo del dli: ma To- 



rigine non m'^ chiara. U signifi- 
cato del gb: aoupYoOvibe;, cohni 
(Mrs.), e del re: cToupToOvi(ov), e- 
silio, h assai remoto dal nostro: 
pid vicino sarebbe quello dello sp: 
zurron: port: s\xTriiO,panattieray 
saccOy dall'ar: 90 r rah, borsa da 
danaro (Dz. II, 196); ma non mi 
soddisfa molto. 
fi/rrZ/^gguo. ao: t\\urriJQzzdL, 
lofruUo, - sc: zurriiri, c/^o/^ire. 
sp: zurri(a)r, riferito dal Dz. (11^ 
196) a susurrare. 



\dppa " s[appaturi e x., o. sc: =. 
:({ttu, ag: ed interiez: sc: =, ^6p^ 



»■><■■ M « « <i I « i» *«.> n ■» B» % mi 



I^OMI PROPRI 



A. 



ALCUNI NOMI DI PERSONA. 



Cdrro, o. dli: Carlo. - KdpoXo^. 
Caterinudda, i. Caterinella, - 

*Ka9ap-iv-oO\a. 
Ch4cciay i. Abbrev: di Vincen^a, 

" Cfr: il sc: Cec6 ed il tosc: Cdn- 

cia. 
Cfccioy o. Abbrev: di Francesco. 

- sc: =. 
Domtntcudda, i (Lb. fr: 2). Do- 

menicuccia. 
Fillppo, o. dli: sc: -u. - OiXimro^. 
Filomdna, i. dli: - p: prs: pv: cpi- 

Francfsco, o. dli: - re: OpoTKiaxoc;. 

Gaitdnoy o. 

Genandriay o. G i {ov)an nan- 

drea. 
Gi6rgi, o. dli: fcOdpYiOi;. 
Gius^ppi, o. - Mwafiq). 
G i u V d n n i, o. dli: 'lujdvvri^. re: 

ridwti<;, 'Idv. 
Gndzio, o. dli: sc: -iu. - rc: lyvd- 

Grab^li, o. dli: sc: Grabi^li. fa- 
Ppif»X. 



Jicuvo, o. Giacomo. - 'Idxtupo^. 

L^o, o. Leone, -Adwv. 

Lician6) o. Luciano, - AouKiav6(. 

Lisab^tta, i. dli: *€Xtadp€T. 

Lorenzo, o. dli: rc: AaupdvTio;. 

Luc fa, i. dli: rc: Aouicia. 

Maddal^na (Vl.^ dli: Mavdalinf 
(Cp.), Maddalinf (M. Mr.), Mid- 
dalinf (C» LXIII), i. - ot: Mad- 
dal^na e Matalanf. - Mat^aXr)- 

Mdrco, o. dli: MdpKO<;. 
Margarita, i. rc: MapTopiTrj. 
Maria, i. dli: ot: =. dm: -udda. - 

Mapta. rc: -(xaa, -loO. 
Maridnna, i. dli: - rc: Mapidwa. 
Mdrta, i. MdpOa. 
Martfno, o. dli: rc: MapTivo^. 
Mnch^le, o. dli: rc: Mixaif|X. 
Mico, o: -a, i. Abbrev: di (Do)me' 



nico, - sc: -u, -a. 



P4ppay i. dm: di Giuseppa. sc: =. 
P^ppi, o. dm: di Giuseppe, sc: =. 
Pdtro, o. dli: TTdTpo(;. 
Ndrdo, o. dli: Abbrev: di Ber- 



II Dialetto Greco-Calabro di *Bova 



20 



- 252 - 



nardo e Leonardo. - sc: -u. - 

B€pvdp6o^. 
'Ndrfa, o. dli: 'Avbpte^;. 
'Ngelica, i. dli: - re: 'An^tKa, 

-(kii, -iicfi. 
Nic61a, o. dli: - re: NixdXoo^. 
Nfna, i. dli: Abbrev: di Antonina, 

- rc: 'AvTitfviva. 

Nfno, o. dli: Abbrev: d'l Antonino, 

- ot: dm: Antondi (= dxiov). - 
rc: •AvTunrlvo^. 

'Nt6ni, o. *dli: sc: =. ot: Ant6ni. 

- 'AvrOdvio^. 

P4olo e Pd(v)ulo, o. dli: TTaOXo^. 
Rfni, i. Abbrev: di Cater ina, 
Rdccoy o. V: ۥ LXVIII. 



Rdsa^ i. 

Sab^dda, i. Isabella, - dli: sc: sab- 

b^dda. - rc: 'Itrap^XXa. 
Sansfini, o. dli: Za\i^\by, 
St^fano, o. dli: iT^qpavo^. 
Teresa, i. dli: rc: Tripcaia, 0r|p. 
Tot6, o. Abbrev: d'Antonio, - sc: 

Tiiri, o. Abbrev: di Salvatore, - 
sc: = col suo vezzegg: Turf 44"' 

Vdnni, o. Abbrev: di Giovanni.- 
sc: =:. 

Vetrfci, i. dli: Beatrice.* rc: Bcd- 
TpiE. 

Vinc^n^a, i. 



B. 



NOMI OEOGRAFICI 



FONDI, CONTRADE, PAESI, EDIFIZI, STRADE, ECC, 
pi BOVA E SUOI CONTORNI (1). 



Add^nzio. Fondo b: * 'Abb-^v-xZ-i 
(Coi]i pari uscita il noma del vil- 
laggio greco KaX-^v-T^-i). Cfr: con 
aOe^vTTj?. 



A/facc I o . Altura orientale di Bova, 
detta dal Vl: la finestra del 
paese. Dairit:affacciarey -arsi. 

Africo, o. ^''Acppiico^. Paese del cir- 



(1) Per chi non e nato in Calabria e ne vive molto lontano, in luogo 
dove scarsissimi mezzi si offrono a siffatte ricerche, sarebbe vana e pe- 
ricolosa fatica Taffastellare congetture etimologiche su nomi fin qui ine- 
splorati di fondi e contrade, perchd talora alludono a circostanze local!, 
o seomparse o ignorate da chi li raccolse; non di rado son tratti da co- 
gnomi o epiteti qualificativi del proprietari , e risentono quasi sempre 
Tazione consumatrice del tempo. Quando per6 il noma locale offra evi- 
dente somiglianza con voci greche^ non s&rk inutile il confronto ; e qaesto 
riuscira vieppiti giovevole per la storia delle nostre colonie, allorchd trovi 



J 



253 - 



cond: di Reggio (abit: 1 364 nel 1871 
V: Tabella B del Censim: della 
popolaz: del Regno approvata con 
Decreto iSdic. 1872),- Afric6ta, 
o. Abitante d'A. (= 'AqppiKibxrii;). 
Agli6na. Fondo b: - "ACtioO A^wv? 



vill: del com: Naphth: dip: e prov: 
di Zacinto; oVvero *'AXit&va<; da 
'AiteXnIiva^ vill: del com: Andriz- 
zena, dip: di Messenia, prov: di 
Olimpia(raXaT(T-0&vac, ZapaqHliva<;, 
*AYT€X-0&va<;, etc.). 



frequenti corrispondenze con nomi di villaggi e comani di Grecia. Per i 
quali m*d stata di grandissimo giovamento la ZTaTiariKV) toO ouvoiki- 
a^oO xal Tf\(; Taxu6pd^iKn< fpa\iyLf\<^ Tf^ *€XXdl6o<; di Tbmistoclb IoannIdis, 
stampata nel 1871 in Patre^ che ebbi da' Atene per la gentilezza del 
signor Filippo Palli. — Ad avvalorare i miei confronti, ed a scusare i 
miei errori, senta lo studioso ci6 che scriveva lo Zambelli nell 'opera piti 
volte citata: « Tirdpxouoiv of) in6vov ^k^, fiTtou i?j IXXr)viKi^ dva^jKpiX^KTUi^ 
()n€piax^O€v , dXXd koI cl^ fiXXa^ dbioiavTmovcOTouc; ^Trapxf<x<; 1 Oirdpxouaiv 
dv6juiaTa T6irvjDv, div Vj crtmada^ ol <pe6TYoi, Vj KaTdXriEig, 6 (rxrmoiTia^d(;, t6 
irapdirav veoeXXTiviKOdraTOi, dirapdXXaKToi oi'jiLiepov ^ti ^TrixpaToOaiv €l<; ri\y 
TOTroTpa<p(av Tfj^ iraxpCbo^. 5 T(? 6 ^v rfl x^poypatpiqi rf\<; KaXappCag, Tf\<; 
"ATTOuXia^, Tf\ci ZiK€X{a<; juii?| ainuieiObaac; fiireipov irXfi6oc XdEeuiv, cruvetoeoiv, 
OwoKopiamliv, dXXoTpiujv lu^v Tfl irpcapur^pa *€XXTjv(bi, auvtieeardTouv b^ rcpbt; 
tVjv xw^aioT^pav koI tovOv Kaeo|LiiXou|Li^rjv ; T(^ 6 iii\ dvayviuptZluJv X6you 
Xdpiv eU Ti?|v dvofiaaiav Tf\(; KUJ^0Tr6X€iu(; Riace t6 veoeXXriviKdv *PudKi» 
KoGib^ eU Td Gerace ('AT^a) Kupiaxi^i, Kal el^ xd Monastai-ace xd Mova- 
aTY]pdKx; t A^v irapdTovTai Tdxa t6 Cataforio ^k toO KaTt](p6pou^ 1^ Pla- 
tan!^ Ik Tfji; TTXa to via<;, fj Dafin^ iK rf\<i Aa^vidi;, 1^ CaridA Ik tf^ 
Kapu^id^^ fj Acri Ik Tf|<; *'Akpti(;; i Alv €tvai tV|v KaTaywYi^v v€0€XXr|viKai, 
f\ dj^ &v Tic; diTot, Bu2!avTival Kai ai ronoQeaiax KaXinTrapo, B€Xav(5t, 
'K€9aXoObi, KeqpaXoO, NedKaarpov, TToXiJKOOTpov, 'PiCdKi, 
Mead^jiaxov, TToXuaTcvo, Yuxp^» ZtpotYwXi?|, KaXafiiTZrj, axoO 
KovTopxi&n» <yToO TTirapa, <jtoO KaXappoO, axoO MeXiKouKKd, TTa- 
pdpoXri, AuvanK, 'A^uybaXid, KaXupCxTjc;, KupiaKi?), iTaXaKTf), 
rcpoKdpvn, *Ak6vt|, Kttfilvi, Zaxap6TroXi^, *AKp6iToXi^, Mov6ito- 
Xk, TTavaTid, KoupoTraXdrrjc; (Cropalati), TTawacribepo^, t6 Xov- 
bp6, TTevTcbdKTuXo, TToxamd, TTeTpixaa, KovxoidvvTj Kal xd Tra- 
paTiXfjaia; Ti^ dqp' Ixdpou 6 auvoiK€iuj9elc; diruaoOv \ik xd^ iTnuvujuiia? xO&v 
BuZavxivtliv dpx^vxujv blv dirobibei cl^ "GXXriva? xoO ficaaiilivoc; xf|v tbpuaiv 
dXXwv iroXixvluiv Kal Kdaxpwv, qplp' clirctv xoO KuinTiva (Cirnin^), xoO 
KovxoYoOprj (Contoguri), xoO KaXoTrivdKTi, xoO YuxpoO (Cir6), xoO 
Aaxovd (Lacanati) Kal oOxiuc ^9€2fi(;; TToXXd, irXetaxa 6aa dfi(p(poXa xwpta 
xf)<; Bu2!avx{bo<; (»Tr6ax€xai Troxe vd aacprjviai;] x6 xu)poYpa(piK6v xf]^ lueatmPpi- 
vn? X€P<yovf|aou Kal tfy^ ZiKcXia? dvOfiaxoX6Yiov • dXX' 6 KXd5o(; oOxo^ xf^<; 
IxuiaoXoYta^ &K6\xr\ (rautore scriveva nel 1864) buaxuxtli<; biv <Juv€xdx6ii el^ 
xi?|v aeipdv xdiv 5iTrXu>juiaxiKii»v daKr\a€ouv. Pag. 54, 55. 



- 254 — 



Agrappido, i. Fondo b: **AYpiain- 
bd. (^drfpmmbdda^ pereto selvatico) da 
agrappidijV: Cfr: con 'AYpi-Tnibo- 
X<!»pi vill: del com: Pinijio, dip: 
d'Acaja-Elide , prov: d'llfa (Per 
questo suffisso locale in nomi de- 
sunti da vegetali cfr: con Amid- 
dal-<i,Buciss-<S,Calamith-4, 
Carid-d, Marat-i, Silip-4, 
Vutum-<f; e in Grecia 'Axup-a, 
KoXoKuO-a, •AfiircX-a). 

A g r i 4 4 ^ i • Contrada b: - *'AYpiXortoi, 
&TPi€Xa(a, oleastro. 'ATPiXaia vill: 
del com: Therasta, dip: delle Ci- 
cladi, prov: di Thera. (Verc-^i, 
TKOUfi-atoi, KaKOup-atoi, Iirav-atoi). 

Agrosucfa, i. V: agrosucfa. 

Ajo Arcdngelo. 8. A. Chiesab: 

^ (= *'Ayio<; 'ApxdYY€Xo<). 

Ajo Lavr^ndi, o. San Loren^o^ 
paese del circond: V: Introd: V. - 
Ajo lavrendicidno, o. Abitafite 
di S. L, (= "Ayio^ Aaup^Tioc ; sufF: 
gentiliz: -iKi-avcK)- 

Ajo Lician6. Fondo b: (=''Ay. 
AouKiav6^). 

Ajo Lim6meno, o Lim6mio. 
Altura di Bova dove forse sorgeva 
una chiesa di questo nome. ^'A. 
Ari|i(j[i|ui€vo(; (Xrmdui?). Che sia San 
Liminino? 

Ajo Lindrdo. Contrada b: "A. 
Aeovdpfto^. (Aivdp6o(; 6 cogn: gr:). 

Ajon B^tro. aSpazio cinto damuro 
su di una roccia assai alta di Bova: 
forse v'era una chiesa di questo 
nome ». Vl. (= "Ay- TTdrpo^ chc d 
pur nome di alcuni vill: greci). 

Ajon Drffono. San Trifone (= 
"A. Tp((piuvoq) Strada di Bova (V: 
nota 1 del Co XXXVII). « Nel luogo 
deirantica chiesa di questo nome 
sorge una casa nel cui interno si 
conserva ancora un sepolcro ». Vl. 



Ajo o Santa Maria « era una 
chiesa a mezzo chilom: fuori di 
Bova ove si seppelliva (C* XLVI), 
e di cui si veggono ancor le ro- 
vine. Oggi v'd una piazzetta pel 
passeggio ». Vl. 

Ajo Nic61a. Fondo b: (= ''Ayio^ 
NtK6XaoO> Sette villaggi di questo 
nome esistono in Grecia nei dip: 
d'Eubea, d'Acaja-Elide, Arcadia, 
Laconia e Corineia. 

Ajo Free 6 pi. Fondo b: (= "Ayioc 
TTpoKdmo?). 

Ajo Rdcco, a Piccola chiesa e con- 
trada di Bova >». Vl. 

A m id d a 1 d , i. Fondo b: '^'AinuY^aX-a, 
'ddaj mandorleto. 

AmiddaHa, i. Fiumana e paese, 
detto in cah A m end o 16a (In- 
trod. V). V: am id da 1 fa. **AiLiUY- 
baX^a, -id, -Ca. - Amiddulitdno, o. 

Abitante d*A .*'AfiuYbaXiT-dvos- Muy- 
6aX|d vill: del com: Carystia, dip: 
Eubea-Ftiotide, prov: di Carystias. 
- (Carid^a e Mil^a fondi b: e in 
Grecia, derivati parimence da nom i 
di piante, Mupr-jd, lux-id, Kuirapiaa- 
(a, IirapT-da: quest'ultima uscita -^a 
per siffatti nomi, occorre frequen- 
tissima in Laconia: 'Amb-^a, Kap- 
^0, AuTcip-^a, Mapa9-^a, luK-^a). 
Per la stessa uscita in altri nomi 
laconi V: Pcrister^a. 

A m a I f a, i. Nome d'un largo o 
piazza di Bova, La pianura. - 
a: d^aXia. - 'O^aX/i vill: del com: 
Cassopeio, dip: Corcira, prov: di 
Oros. 

Anzdri, o, Lanzdro, to. Strada 
ed altura b: V: C» VIII. - »'Avt2:- 
dpi (re: fivrZa?) L"A. - *AavTZ-d-po^, 
re: (XdvrZa?). Forse viene da un 
XavTZ-dpios, lance-ariu-s, come 
dal gb: bpoutY-Apios? g^obi mili- 
turn praefectuSj il nome del vill: 



- 255 - 



gr: ApoTT-<ipi. - (Mes^dri, Vard- 
iri, MavTZ-dpi, TTa\a|Li-dpi, TToupv- 
dpi, 0av-dpi, TpiavT-dpos). 

Apdmbelo. Fondo b: T'iTd|Li'iT€Xo(;, 
sottovigna. Cfr: con *€Edjjnt€Xa in 
Grecia. 

Arcdngelo. V: Ajo Arc. 

Arpd(gh)Jena, i. Fondo b: *'ApirdY- 
. aiva, o con uscita del pari fre- 
quente -eva. Da dpiraT/i. (F16(gh)- 
jena, Carus-ena, Bdv-aiva, Bipfi- 
aiva, KapOr-aiva, ZeXip-aivo, Z^- 
€va, 'Apa-Y6Z-€va, Ap^cTT-cva). 

Avldmbi. *€OXd|uiPn^ V: Idmbi. 

Bdglio. i. il sc: bdgghiu, cortile^ 
divenuto a Bova nome proprio di 
quel « piccolo spazio quadrato cinto 
da muro ed elevato assai sullastrada 
che h presso la chiesa dello Spi- 
rito Santo >». Vl. 

Barbarfa, i. Nota provincia del- 
r Africa settentr: - re: Bap^apCa, 
Mirapinir. Questo nome che, come 
quello di Turchia, occorre nei 
canti popolari d*Italia, di Grecia e 
d'Albania h i'eco lontana di eta 
dolorose. V: Marcoaldi, Canti po- 
poll ined:umbriyliguri,piceniy ecc. 
Genova i855, pag: ii8, nota i86. 
TiGRi , Canti pop: tosc: Firenze 
i856,pag:68,i7i,&.Pw.CCCXXXI, 
6. Canti di Cargese^ III, 17. Cm. 
II, 89. 

Beiiuj^nni, Fondo b: Be// 
Gi(ov)anni, - Cfr: col cognome 
MirdXXo^ e con B^XXou villaggio gr: 

Brfha. Fondo b: *BpOx-a. a: PpOE, 
abissOy voragine, - BpOxiov vill: del 
com: Itylos, dip: di Laconia, prov: 
Itylos-(Bpdx-a, Bpdv-a, BpOv-a, etc.). 

Bruzzanfti. Fondo b: - *MTrpou- 
rZay^irrii^} da Bruzzano nella 
Cal: Ult: I (Cessan-iti nella Cal: 
Ult:II, Cofter-fti V: Owva-txiK, 
TTavap-ixii, AeTCop-ixii, MaXev-iTt]: 



V: tra i cognomi Manglav-iti. 
V'e anche. Tuscita -ixi, Kairiravbp- 
(xi, 'ApPav-ixi). 

Biia. V: Vua. 

Bucissd, e Vuc. Fondo b: *M'itou- 
Kicra-a da vucfssi. V: A g r a p- 
pido. 

Burgo. tt Borgo fuori della porta 
di Rdo,»>. Vl. 

Cagli6rga. Fondo b: *KaXXi6pY-a. 
re: KaXXi^pYeia, cultura. In ot: ca- 
lorghia, calaria, i, campo ben 
coltivato. KaXXidpTou vill: del com: 
Carystias dip: Eubea, prov: Ca- 
rystias. 

Calamitha. Fondo b: *KaXa|Liiv9-a, 
luogo ove abbonda la nepitella. 
V: calamftha ed Agrappida. 

Caldnna. Paese del circond: di 
Reggio (2166 abit: nel 187 1). Cfr: 
con KdXavo<; vill: del com: Phar, 
dip: Acaja-Elide, prov: di Patre. 

Caloj^ro, o (parossit:). Fondo b: - 
re: Kdk6^€po<iy /rate. - San Cal6- 
jaru 6 un castello nel golfodi Ca- 
tania. KaXof^peoai 6 un vill: del 
com: Tripyli,dip: Messenia, prov: 
di Triphylias. KaXoT^P^*; e pur 
oggi cognome frequentissimo di 
famiglie greche d'Andro, Spezia, 
Epidauro-Limira, Corfu. 

Cambandri, to « Strada di Bova 
sotto il Duomo, cosl detta dal cam- 
panile di quest'ultimo che la do- 
mina da un'alta rupe ». Vl. V: 
cambandri. ^ 

Cdndia. Fondo b: - re: Kavbia nota 
isola. Kdvbia vill: del com: Minoa, 
dip: Argolide-Corinzia, prov: di 
Nauplia. 

Cannistrd, 0. Contrada b: *Kav- 
vi(Txpa-a(^). re: Kaviaxpdc;, 6ypanie- 
rajo (KouxaX-a(;, KaXae-a). 

Carida, -^a. Fondo b: *Kapu5-a, 
-5-^a, noceto, da carfdi V: £ pur 



— 256 — 



nome d'un paese del circond: di 
Palme (Cal: Ult: I). Kapud 6 nome 
di molti vill: greci. V: Agrappi- 
da e AmiddaHa. 

Carmine,' Chlesa. b: 

Carusena. Fondo b: *KapoOa-fi(iva. 

- KapoOcTi 6 un vill: del com: La- 
path., dip: Acaja-Elide, prov: Ca- 
labryt. Altri tre vill: gr: hanno il 
nome di KapOraa, ed uno, quello 
di KapOx-aiva nel com: Gortyn, 
dip: d'Arcadia, prov: di Gorty- 
nias (V: Ar.pd(gh)jena). 

Castan^to. Luogo nei dintorni di 
Bova: castagneto, lal: castane- 
tum. 

Gas tan fe (i). Contrada b: re: ko- 
axaviaK, al, castagni, 11 s: Kaaxa- 
vid e nome di parecchi vill: gr: 

- (Kapu-atq, IuKi-at<;, M^Xi-atO- 
Casteddi, to. Castello o fortezza 

di Bova: 6 Tedifizio piii elevato, e 
non va confuso col 

Casteddfo, to. Luogo di Bova. 
KaareXXCov, castelletto. 

Cattedrdle^ i « fi iaolto bella e 
ricca, in proporzione alle entrate 
del paese. Sotto alia piazza ante- 
riore esistono altari greci ». Vl. 

Ceramidfo, to. Fondo b: *K€pa|Li- 
i5-€to-v, K€pa|ix-eto-v, tegolaja, tego- 
leria. Cfr: le Tuileries di Parigi. 
V: ceramfdi. (Paracop-fo, Ba- 
Xav-€tov, *E|Lntop-€to-v , Zaxapoiroi- 
€to-v, KXquo-€to-v). 

Chid!i[^ay i. Pijff j maggiore di 

* Bova. - sc: =. 

Clisti. i. FontCy -ana. *KXu0Tf| da 
kXi32-w, come clostf, rc: xXwaTri 
da kXij()0-w. Cp. lo dice vocab: pro- 
prio di questo d: (94); e veramente 
i lessici non lo registrano ; ma non 
oserei affermarlo estraneo a tutti 
quanti i vernacoli greci. In Bova 
ha perduto il suo significato ge- 



nerale, ed e rimasto nome proprio 
« d*una fonte a tre vasche che ^ a 
mezzodl della citt^, presso S. Ar- 
cangelo ed il Tamhurino, e che per 
Tacqua cattiva serve solo a lava re 
e ad abbeverare le bestie »>. Vl. - 
'S tin Gl. Alia F, 

Cofterfti. Fondo b: *Ko<pT€p-lTTi. rc: 
Koq)T€p6^, tagliente. Forse h co- 
gnome. V: Bruzzanfti. 

C6me. Fondo b: - Ki£i|uin» ^» borgo. 
E nome di vari vill: gr: Notevole 
il suono arcaico deU'ri, se non si 
deve avere per Ko()jjiai<;. 

Ccncen^fidney i. La Concessioner 
chiesa e piazzetta di Bova. 

Condofuri, to. Nome d'un paese 
vicino (Kovxd) a Bova. V: la nota 
12 della L. F. - KovTqx»I»pi vill: 
del com: Thera, dip: delle Ci- 
cladi, prov: di Thera (Kourpo-xuipi, 
TTaXmo-xO&pi, *€X€u9€po-xOtipi, Kai- 
voupio-xOiipi, Meao-xOJpi). 

C o s mand. Fondo b: *Koajji-dvo-v. Cfr: 
con KoajLia<;, che non solo e co- 
gnome, ma h pure un vill: del com: 
Selinus, dip: d' Arcadia, prov: di 
Cynurias. II suff: -a n o, non 6 raro 
in Grecia, ma d frequentissimo in 
Italia; anzi in certe locality, p: e: 
nel circond: di Gallipoli, e quello 
che pill occorre (Aless-dno, An- 
dr-dno, Casar-dno, Ruff-dno: 
in Grecia Apat-dvo-v, Mitcl-dvo-v 
ed altri, la cui formazione pu6 es- 
sere antica, e derivare da influenza 
romana). II venerando glottologo 
Giovanni Flechia, i cui studi sui 
nomi locali d'ltalia rimarranno per 
molti anni insuperabile e porten- 
toso monumento di pazienza e di 
genio, ha luminosamente provato 
che fra noi questo suff: secondario, 
a forma tutta latina, fu usato a de- 
rivar possessivi da gentilizi, per 



- 257 



esprimere special m: la proprieta di 
un dato rus, praedium, fundus y etc. 
V: Taurea dissert: Nomi locali del 
NapolitanOj derivati da gentilis[i 
italici. Torino 1874, e la rassegna 
che ne fece nella Rivista di filo- 
logia (Anno III, p: 41$) il mio 
dotto amico Prof: D'Ovidio. 

Gotr6ni, i. *KoTpi(»vii. Cotronef pic- 
cola citta della Gal: Ult: II (ab: 
7711 nel 1871); I'antica Crotone, 
Kp6TUJv dei Magnogreci. - KoTptBvi, 
vill: nel com: di Leftro, dip: La- 
conia, prov: d'ltylos. K6Tpujva, vill: 
nel com: Colochynth: dip: Laconia, 
prov: Gythion (KoxK-tOyii, Kofhiitvr\, 
AoTup-Uivn). 

Cropan^. Fondo b: Cfr: con xpoO- 
irdva, Ta, gloss: ^occoli, Kpoiravn 
in perg: greco-cal: del 1217. M. 
Mr. (*AYaXi-avf|, faX-avfi). 

Crucifiao Crocffia^iftionCeTu- 
cffia (Gp.XXI), b un «crocicchio 
di Bova formato dall'intersezione 
della strada che dalla Conce\ione 
va al TamhurinOj con quella che 
dalla Piazza va a Porta di Rao ». 
Vl. - ot: croce-'ia (Imbr:-Cas: II, 
no), nap: crocevfa. 

Guvdddiy -Hi, to. Strada di Bova. 
V: not: i del C» XXXVII. - re: kou- 
PdXi(ov) V: civ^rti. - KoOpeXoc;, 
vill: nel com: Galabryt, dip: Acaja- 
Elide, prov: Galabryt. KoupdXia, 
vill: nel com: Galtez, dip: d* Ar- 
cadia, prov: di Mantinea. Koup^t)^, 
TouPAr), e Toup^XXr)^ son cognomi 
gr: di Patre e d'Egira. Gupelle 
era nomed'un fondo dell' It: merid: 
registrato in atto di donazione steso 
in latino nel 959. V: Regi neap: 
arch: mon: N: LXXXV. Gupdllo 
d un paese del circond: di Vasto 
neirAbruzzoCit:-Giv^llo, Cuvio 
e Guv^glio son paesi del circond: 



di Gomo e di Varese, che forse eb- 
bero la stessa origine greca di 
tanti altri paesi circonviclni (Li- 
pomo, Urio, Lemna, Nesso, 
Peglio, Griante, Lenno, 
D^rvio, Go re n no, Piona, 
Pona, Gaeta, Pallanzo, 

. Lierna, Gerano, Dorio, Ple- 
sia, Monte Olimpino, Lecco, 
Argegno, Pigra), fin da quando, 
per le devastazioni dei Reti, si ri- 
popol6 di nuova gente Goqio e le 
sue terre sotto Pompeo, Gajo Sci- 
pione e Gesare. V: Monti, St, di 
ComOy I, 63, 64, ed Amoretti, 
Viaggio ai tre laghi Maggiore, 
Lugano e di Como, NelFottobre 
del 1877 soggiornai in Pigra e vi- 
sitai alcuni di questi luoghi; ma, 
airinfuori del loro nome, non tro- 
vai nel dialetto traccie sicure di 
ellenismo. - (Var-^ddi b: Sav- 
^Ui, Gal: Ult: I, Aj-'elli, Nav- 
^lli, Abruzzo Ult: II, Kairap-^Xi, 
KapMXi, Kd(TT-^i). 

Deri. « Gontrada oggi rovinata vi- 
cino alia Costa, ove, secondo an- 
tica tradizione, era un tempo co- 
struita Bova; finchd i suoi abitanti, 
molestati dai contiiiui sbarchi dei 
Saraceni, si diedero a salir la mon- 
tagna, e stabilirono, a quanto di- 
cesi, fra il Castello e VOspedale, la 
loro nuova dimora, che poi cam- 
bid ancora dl sede, si ingrandl e 
divenne Todiema Vua ». Vl. -a: 
b^pr], -u;, 1^, gola^ monte% 

Dr6mo (o?). fi una delle porte di 
Bova. - bp6^o^, 6, strada maestra^ 
alb: tsk: 5p6|i-e; alb: it: 5p6fji-0(;. 

F16gh(j)ena. Fondo b: *0X6T-aiva, 
dal re: <pX6T-a, f|, fiamma} owero 
*E(iX6T-aiva da eOXoYio, benedis^ionel 
EOXoYld ^ nome d'un vill: della 
Locride (V: Arpd(gh)jena). 



- 258 - 



Frdnza, i. Franc i a. - rc: 0pdv- 
Tja, 1^. - Non sembra che in questi 
dd: come in Grecia, il nome di 
Fr: equivalga a qualunque paese 
occidentale od a tutta I'Europa. 
Nei canti bt: non lo rinvengo; ed 
^ probabile che nel nostro sgan- 
gherato C* XXII, ove solo ci oc- 
corre, veli idea disonesta, e adbmbri 
Tosceno morbo che in Latium..., 
per tristia belia - Gallorum, 
irrupit nomenque a gente 
recepit. 

Fullitto. u £ un vicolo che passa 
sotto la sacrestia della Cattedrale, e 
prende nome dalla credenza vol- 
gare che vi abi tasse un f o 1 1 e 1 1 o » . 
Vl. Ldmie. 

Fund fa. Fondo b: *0ouv&-(a. V: 
fiindo e cfr: con Fundi, citt^ del 
Lazio(Ong-fa, Pinn-£a, fajLipp-ia, 
AixaX-(a). 

G a 1 1 i c i a n 6y o. Nome d'un vili: 
greco-cal: vicino a Bova (V: In- 
trod: V, not: i). * raXXiK-i-av6^ 

{*ATaX-i-av6-(;). 

Gariwo. Fondo b: *rap-tvo-v. a: xa- 
ptvo^, by sorta di pesce, probabilm: 
Vacciugdy Engraulis encrasi- 
cholus. - (Boval-£no in Cal: 
Ult; I, Cas-fno, Verz-ino, C: U: 
II, Lar-fno nel Molise, Ferent- 
£nu-m nel Lazio: MaXov6p-tvo-v, 
MapT-!vo-v in Grecia nel dipari: 
Ftiotide-Focide). 

Gesii e Maria, i. Chiesa e strada 
di Bova. 

(Gh)jal6, o. Contrada.h: La Marina. 
V: (gh)j. I suoi abitanti son detti 
(g h) j a 1 6 1 i s s i *ol alYia\6T€i(;. Anche 
in Grecia nella prov: di Same, dip: 
di Cefallenia, com: Same, c*d un 
paese che ha nome AlinaX6(. 

(Gh)jtonfa ti megdli. Letteralm: 
// vicinato grande^ t una piazzetta 



di Bova. II Vl. traduce per Ruga 
grande. V: (gh)jtonfa e ruga. 

Gi6e. Fondo b: *rid(a)€. Cfr: con 
Kioaif vill: ' del com: Megalopoli, 
dip: d'Arcadia , prov: Megaiop: 
e con fKidla, vill: della Corinzia. 

Giuvanni, V: San G. 

Gudd^. Fondo b: »rouX-a!(;. - Cfr: 
con roOXa(; vill: del com: Pron, 
dip: di Cefallenia, prov: Cranea, e 
col cogn: ToOXn^;. - r€TKap-at(;, Kapu- 
at^, MeXav-a!?). 

Hdraca. Contrada b: *Xdp-OK-a. a: 
XdpaE, 1^, fossa, che d pur nome di 
un vill: del com: Zarax, dip: La- 
conia, prov: d'Epidauro Limira. - 
(iTiipcp-aK-o, IxoivdX-OK-a). 

H6ra, i. V: h6ra. Anche in Grecia 
quattro vill: nelle Cicladi, in Ar- 
cadia e nella Laconia, hanno il 
nome di Xdipa. 

Hrisdfi. Fondo b: *Xpu<j-d-<pi. V: 
hris. e mud4drra. - XpOaaqpa 
vill: del com: Therapni, dip: di 
Laconia, prov: di Lacedemone. 

Igliandro. Fondo b: '[o)leandrOy 
Nerium Oleander? dli: e sc: 
Idndru. 

Jemeddaria. Fondo b: ^fcficXX-ap- 
(a. Cfr: il bl: gemell&ria, am- 
polla da olio. - (Zax-ap-(a). 

Ldcco. Fondo b: XdK(K)o?, 6, /assay 
che e pur nome di due vill: gr: 
il primo nel com: Itylos, dip: di 
Laconia, prov: d'ltylos, ilsecondo 
nel com: di Cardamyli, dip: e prov: 
cs: 

Laganddi. Paese del circond: di 
Reggio (726 ab: nel 187 1). Cfr; con 
Aayava, vill: gr: del com: Pinijio, 
dip: d'Acaja-Elide, prov: d'llia, e 
con Aaxavd6a, cavolajOy vill: del 
com: Meth6ni, dip: Messenia, prov: 
Pylia.-(Jon-ddi, Limb-ddi, Ric- 
ddi in Cal: nel circond: 'di Mon- 



u 



- SSd- 



teleone, ed 'AxX-dbi-ov, KaTK-d6i in 
Grecia). 
Ldmie. Fondo b: *Aa|ui-i-o!<;. - Ad- 
ILiia, 1^, lat: i^mia. D'una regina 
di Libia il cui ndme era ^tto- 
veCbiaTov ppOTot(; (Eurip.), se ne 
fece un mosiro favoloso, un vam- 
piro che inghiottiva intieri i bam- 
bini (Neu pransae Lamiae 
vivum puerum extrahat alvo. 
HoR., Ep. ad Pis.). In Grecia d 
superstiziosa credenzache le Lamie 
dbitino nel mare e spoglino gli uo- 
mini. In un canto pastorale di Ca- 
iamaria e di Salonicco una madre 
ammonisce il minore dei suoi tre 
figliuoii a non pascolare le pecore 
sotto il gattice (populus alba) 
ne a suonare il flauto sulla riva 
del mare tI Pto^* A X&yna toO yw- 
XoO, 1^ Xdfiia TOO TTcXdTou (Pw. 
DXXIV). A questo vocabolo riferirei 
il v: sc: lamidri « dimostrar 
con cordoglianza Tesser fa- 
melico »>. Mortil. - Cfr: ancora 
con Aajjiia, vill: e com: del dipart: 
Ftiotide-Focide. Altro nome locale 

creato in Bova dalla superstizione 
e Fullitto, V: 

Lanzardllo. Luogo di Bova: dm: 

di 
Lanzdro. V: Anzdri. 

Lavr^ndi. V: Ajo L. 

Lestizzi, to.Colleb: *A€irT-(TZ-i, da 
lest6, V: quasi il sottilino?- (Pal- 
fzzi nella Gal: Ult: I, Petr-fzzi, 
nella C: U: II, BeXf-Wi, Bepa-kai, 
Ka\a^-(Ta^ TTouX-ixai). 

Lician6. V: Ajo L. 

Limacdri, to: -dria> ta. Contrada 
b: - *Xu|uiaK-dpi(ov) dall'a: gloss: 
XOjuiaH, 6, pietra. - (Filand-dri, 
Simb-drio nel circond: di Mon- 
teleone in Gal: U: II. A(jXwv-dpi-ov, 
ApujLiov-dpi, AeovT-dpi, 0av-dpi). 



Lim6meno. V: Ajo L. 

Lindrdo. V: Ajo L. 

Lithart*sj. Fondo b: Pietra rossa. 
a: Xied(;. V: ruso. 

Litrivio. Nome topograf: b: Le 
tre vie? trivio? 

Lumbardia, i. re: Aofipapbia, AofA- 
irapbia. 

Luppari. Fondo b: *AoOir-api. - 
(Cfr:colcogn: Cupp-ari. ToOv-api, 
Kaia-apt, Adfi-api, TTdir-api). 

Madonndlla^ i. « Nome d'una con- 
trada b: ov*e un pilastro alto circa 
due metri, con un dipinto sacro 
entro una nicchia. Si dice anche 
Patrunddda. » V: Patruna. 

Mangiiso , Contrada b: - fe il sc: 
mancusu, bacio, che e pur cogn. 

Mar at ha. Fondo b: *Mapae-a. Fi- 
nocchieto. Anche in Grecia Ma- 
paOiOv, com: del dip: Attica-Beozia, 
prov: Attica, « cosi nominato dal 
finocchio judpaOov che vi cresce in 
abbondanza. Strab. Ill, p: i6o; 
altrimentiPLUT. Tes. 32. Schenkl- 
Ambrosoli, Vocab: grx it: - Questa 
corrispond^nza di nome e assai no- 
tevole, tanto piii che il nome pro- 
prio b: non offre la metatesi del 
comune mdtharo, V: - Dal }x6r 
paBov trassero nome altri paesi di 
Grecia, come MapaO^a, MapaOtd, 
Mapaeiai, Mapa06XaKa, e forse M a- 
rat^a in Basilicata. 

Maria. V: Ajo M. 

Mdrta, i. Malta, - re: MdXTa. - a: 
MeXini. 

Mavr6pulo. Contrada b: - Maup-6- 
TTouXov, vill: del com: Lilant, dip: 
Eubea, prov: di Calcide. Cfr: con 
MaupidTTouXot; cognome - (BXax-6- 
TTOuXov, Aii|uir|Tp-6-'iTouXov). 

Mazzac6a. Contrada b: - Dubbio 
il tema (Mdzza, re: judrZ-a^ zacon: 
fiavTa-ap6Xii = fi|uiaeo<; Dv: igS? 



— 260- 



MarZd? vill: di Corinzia?) e Tu- 
scita (oiia parossit: per 5pa, 'Pdl- 
ofa, Bdp<T-o3a, liTa-ofa, rX6Y-oPa, 
Irp^^-ofa, T^pv-ofa, Tdp-opa pare 
improbabile). Se non ^ nome it: 
(Mazza7acu[t]a) e meglio pensare 
ad altro dileguo: -oO[X]a (IxaX- 
-oi3\a), -oO[ff]a (BeX-oOaa), etc. 

Mesdri. Fondob: *M€(T-dpi. Tre vil- 
iaggi di nome Mepapid esistono in 
Grecia: il primo nel com: Istoni, 
dip: di Corcira, prov: Oros: il se- 
condo nel com: Callisti, dip: delle 
Gicladi, prov: di Thera: il terzo 
nel com: e prov: d'Andro, dip: 
delle Cicladi. - (V: Anz-dri). 

Mesim^ri. Gontrada b: yLear\\iipi.V: 
mesim. 

Mesofugna. Gontrada b: MeaopoO- 
via vill: del com: Dolichio, dip: 
Cefallenia, prov: di Same. - (Ai9o- 
poOvia). 

Mil^a. Fondo b: *MnX-da. V: mi- 
Ha ed Amiddalia. 

MiH. Gontrada b: *MnX-i. Tre Mi^Xld 
in Grecia: il primo nel com: To- 
lophon, dip: Ftiotide-Focide, prov: 
Doride: il secondo nel com; Ido- 
meni, dip: Acarnania-Etolia, prov: 
Valtos: il terzo nel com: Garpe- 
nisi, dip: cs: prov: Evrytania. Gfr: 
ancora con MfiXo(;, nota isola delle 
Gicladi .- ( P I a g h-£, Aacpy-i, Iraup-O . 

Mind^ndena. Fondo b: *MivTdvT- 
mva, -€va. - (' AXtoT-aiva, *AXuiv(<tt- 
aiva, M6fTj-aiva; Mdb-cva, Mdxp- 
€va, I^TT-eva). 

Muzzolfthi. Fondo b: V: muwu- 

Hfi. 
Ndpoli, i. NediroXii;. 

Nic61a. V: Ajo N. 

Ongfa. Fondo b: *'OTK-ia. a: 6tk(ov, 

uncino. (V: Fund-£a). 
Ospeddle [t'?]. « Edificio e strada 

di Bova sotto il Gastello, cosi 



detta dal nuovo spedale : il vecchio 
h sotto la Gattedrale ». Vl. 

Pagliacorio. Fondo b: *TTaXaio- 
Xu>p-(o-v. - TTiaXaio-xOEJpi e nome di 
molti paesi«e villaggi di Grecia: 
pel significato, cfr: coi nostri Ga- 
stelvecchio, Givitavecchia. 
La forma della prima parte del 
vocabolo esiste anche in TTaMd 
'Pdxii neirisola d'Egina, e nel se- 
guente. Per la seconda parte V: 
Paracorio. 

Pagliipoli. Fondo b: *TTaXaid-iro- 
Xi^. - TTaXaioOnoXK, vill: nel com: 
e prov: Elide, dip: d'Acaja. - {Ned- 
itoXk;). 

Palaj{\o vescovile e seminario,*^ Fab- 
bricati di Bova a entrate diverse 
ma uniti internamente. Questo se- 
minario b recente: i ruderi del 
vecchio esistono presso al Gampa- 
nile ». Vl. 

Palizzi. Paese del circond: di Ge- 
race (2087 ab: nel 1871) TTaX-iTZi. 

- (V: Lestfzzi). 

Pa nag hi a. Fondo b: - TTavaria e 
'id. son due vill: Tuno nel com: 
Dyst, dip: d'Eubea, prov: Garystia: 
Taltro nel com: Serifo, dip: Ci- 
cladi, prov: di Gea. 

Panagu4da. Fondo b: *TTovoY-oO- 
Xa. Cfr: con TTavaT-o^XTi-(; cognome. 

- (Kr]Tr-oOXa, MaT-oilXa, lepY-oOXa). 
Pandaldmo. V: San P. 
Paracopfo. Fondo b: TTapa-KOit- 

€to-v(?)-Per la prep: cfr: conTTapa- 
P6Xa, TTapa-XoTK6v, TTapa-TroOYlfi, e 
col seguente: per I'uscita V: Gera- 
midio. 

Paracorfo. Fondo b: "TTapa-xwp- 
(o-v. - (V: Pagliacorfo). 

Peravivo. Fondo b: V: av: p^ra, e 
VIVO? Anche in Grecia, con tr^pa si 
son formati vari nomi di villaggi 
p: e: con Mexdxi noi troviamo TT^pa 



— 261 — 



M€t6xi, MaxaXa<; e n€pa|iaxaXa<;, 
Xdipa e TTepaxiiCfpoi, etc. 

P e r d i c d. Fondo b: *TT€p6-iKa. - TJip- 
6iKa,vill:del com: e prov: d'Egina, 
dip: Attica-Bfeozia. V: p^rdica. - 
Da p e r d u c i a - V : (Boupv-iKd, Mitch 
iKd). 

Peri sterna. Fondo b: e toirrente. 
*TT€piaTep-^a. V: perist^ri. - TTe- 
piOT^pa, Vill: nel com: Nonacri- 
de, dip: Acaja-Elid^, prov: Cala- 
bryt: un altro nel com: Phare, 
dip: cs: prov: di Patre. TTepicTTdpi, 
vill: del com: d'Atene, dip: Attica- 
Beozia, prov: Attica, r (Uscita -^a 
in nomi non riferibili a vegetali: 
Amant-ea, Scal-ea nfella Cal: 
Cit: rap|LiinX-^a, *Pix-^a, Tov-da, tutti 
in Laconia. V: Amiddalia. Tut- 
tavia potrebbe anche derivare da 

TTcpiaTcp^iwv , verbena , erba c o- 
lombina. 

P^tro. V: Ajon B. 

Pezz6. Fondo b: TzeZ6(; V: pez6. a: 
ireZov, infanteria, - (Zuy-6<;, Mara- 
6^ , ZTev-6v, AouTp-6v , Zouv-6, 

Pietd, « Luogo di passeggio a pb- 
nente di Bova ». Vl. 

Pietrapanndta, -penn., i. Paese 
del circond: di Reggio (V: Introd: 
XIV). 

Pietrefilipo. Nome d*una fontana 
nei dintorni di Bova, forse dal pro- 
prietario del fondo. V: Petro, Fi- 
lippo. 

Pinnfa. Fondo b: *TToi|uiv-ia. - a: 
iroijLiviov, t6. TToinv?!, greggia^ ovile' 
- (V: Fund-ia, Ong-ia). 

Piomunti, to. 6\\: Piemonte, - rc: 
TTib€|ui6vTiov. 

Pirgoli. Quartiere di Bova gi^ abi- 
tato da Ebrei. *TTOpY-oX-Ti da irOp- 
To?, torrey castello, V: pfrgo. - 
TTupy^Xa e un vill: gr: nel com: 



Arghii, dip: Arg61ide, prov: d'Argo. 

- (X63-oX-n). 
Piromdili. Fondo b: '♦'TTepofidXi ? 
(oatono = a, p-o-ssdli, sp-o-ldssi 
V:) V: mdli. - MdXi e un vill: 
gr: del com: Tripyli, dip: Mes- 
senia, prov: di Triphylia. Per la 
formaz: cfr: Peravfvo. 
Pise 6 pi. Fondo b: - *lmoK6u'\y bl: 
episcopi.um. - '€7naKoir?|, vill: 
gr: nel com: Conistr: dip: Eubea, 
prov: Carystia. Nel circond: di 
Monteleone Pisc6pio, ed in Ba- 
sil icata Episc6pia. - (Bapu|ui- 
7r6ir-i). 
Placa/iscio. Contrada b: Lastra 
liscia. Anche un paese gr: nel com: 
Milos, dip: delle Cicladi, ha nome 
TTXdKa. V: placa e liscio. 
Plaghf. Fondo b: *TrXaT-((ov) . V: 
pld(gh)j. - TTXaYld sono due vill: 
gr: uno nel com: d'Asso, dip: di 
Cefallenia, prov: di Same: Taltro 
nel com: Anact6rion, dip: Acar- 
nania-Etolia, prov: di V6nizza e 
Xiromero. - (Varg-i, Aaq)v-i, Ka- 
(TTp-(, MiraX-(). 
Plevro (parossit.). Contrada b: La 

cost a, irX€up6v. V: pi: 
P61emo. Fondo e contrada b: ir6- 
X€jLio<;. V: pol. fi parola istorica 
che ricorda una battaglia tra Sa- 
raceni e Bovesi, di cui anc'oggi 
dura la tradizione. 

Prec6pi. V: Ajo Pr. 

Pricond^ri. Fondo b: *TTiKpovb^pr|, 
quasi TTiKpd hipr\^ o meglio •n:iKp6v 
*hip\. Cfr: con Aspromonte. V: 
pricio e Deri. 

Pundi, to. La punta, k 6 una pic- 
cola spianata di Bova sopra una 
roccia sporgente sulla strada, onde 
si vede buon tratto di campagna » . 
Vl. V: pun. 

Rdo (Porta di). Nome d*una porta 



— 262 — 



di Bova. - a: Jdxo^, siepe, cinta? 
Per Tespuls: del x Icggi la nota i 
at C» XXXII. 
Rf(gh)ji, to: gen: -ju. Reggio. - 

Roccafdrte. Borgata del circond: 
di Reggio, ove si parla il greco: 
ab: 702 nel 1871. 

R6cco. V: Ajo R. 

Roghudi o Roh. Borgata del cir- 
cond: di Reggio^ ove si parla il 
greco. V: Introd: V. **Pax-o05i. Cfr: 
col re: (idx-Y], a: Jox-ia, rocc-i-a^ 
a: Jdx-o<, dumeto; rc: Jax-oOX-o, 
colle, monte\ a: /iax-otibTT-s, roccioso, 
- ('ApK-oObi, KaXa|i-oObi, MavT-o06iJ. 

Rog6. Fondo b: *PoY-6(;, vill: nel 
com: C6rthion, dip: delle Gicladi, 
prov: d'Andros. - (V: Pezz-6). 

R6mi, i. - ot: -a: 'Pdjyir], 

San (7if^v^i2ni. LuogOa settentr: di 
*Bova. « Forse vi fu' una chiesa in 
onore di questo santo; ma oggi di 
sacro non v'6 che un dipinto in 
ima nicchietta intagliata nel iliasso ». 
Vl. 

San L60, « Antichissima chiesa di 
Bova posta su di un'altura: ha un 
belFaltare con colonne di marmo, 
la statua del santo in marmo, e la 
protome del medesimo in argento ». 
Vl. - "Afio^ Adiwv 6 pur un vill: 
di Zichynthos. 

San Pandal^mo. Gontrada b: forse 
da una chiesa di questo nome. 

Saracen a. Fondo di Roccaforte (M. 
Mr.) e vill: del circond: di Castro- 
villari. *ZapaK-aiv-a. Anche in 
Grecia vari villaggi tolgono nome 
dai Saraceni: IapaKivd5a, lapaid- 
yr\y lapaidvi. - (TToX-a(v-a). 

Scdddica. Fondo b: *lKdX-iK-a. - 
(MTt6Z-iK-a, TT^p6-iK-a). 

Scflla, i. lKi!iXXa. G rosso paese del 
circond: di Reggio Cal: (ab: 7448 



nel 1871) che .sorge nel si to dove 
Omero pose il noto mosfro ma- 
rino. Ogni anno a primavera vi si 
fa la lucrosa pesca dello squisito 
immanis xiphias magno mu- 
crone timendus, cosl stupen- 
damente descritta in elegantis- 
simi esametri dal Vitrioli (Xiph., 
I). V: sci4da. 

Sid^rono, -i. Fondo b: *Zi5^p-ov-o, 
-ov-i. Cfr: con Iibdpi, vill: del com: 
Amphipaghiti, dip: di Corcira, 
prov: d'Oros, e col b: Siv^roni. 

Sifoni, -e. Fontana b: per antono- 
masia aiqnbv'io-v, 

Silipa. Fondo b: *IiXip-a, cardetOy 
dall'a: aiXuPov^ cardo. Anche in un 
atto lat: steso in Calabria nel 1094 
un altro fondo ^ chiamato Sylipa 
(R.Neap.Arch,Mon, CCCCLXXIX). 
Cardeto t pur nome d'uno di questi 
paesi greci. {Introd: V). Per Tat- 
tenuamento del fi cfr: Tot: crip6 
= dKpiP6( (Mr. loq). - Cfr: con 
T&Xipfl vill: del com: Psophis, dip: 
e prov: Zdchynthos. - (V: Agrap- 
pidd). 

Siv^roni. Contr: b: *IiP^p-ov-i. In 
Grecia quest'uscita d sempre tonica: 
KaTaop-6v-i, *Av6p-6v-i: cfr: conMe- 

Xlb-dlV-l , MTr€6pU>V-l y *EpiUr6V'Y\ , 

'PoK-iOv-T) , AaTup-t(iv-n« Le uscite 
nasal i meno discoste in nomi pro- 
parossitoni sono -av-ii, -av-i (*Ay6p- 
av-ii, 'AjjuSp-ov-i), -u)v-OK (ZTpdir-uiv- 
ai?, Tpdx-iuv-ai^. Nota ancora il 
nome BapuTc6]a-ovii. 

Spirito Santo, Chiesa e strada di 
Bova. 

Stafti. Paese della Cal: Ult: I. Cir- 
cond: di Gerace (ab: 1378 nel 1871). 
*lTa-(TT]. - (V: Bruzzan-iti)ft 

Stissusa. Fondo b: *lTdaff-ouao. - 
f€p(K-ouaa, Kapd^-ouaa). 

Stavrd o Croci. «* Spazio di Bova 



c._ 



T^f 



— 263 ~ 



ove si passeggia, cosi detto dalle 
tre croci che sorgono sul piccolo 
rialto vicino, detto Monte Galva- 
rio». Vl. V: Stavr6 e il seguente. 

Stavria. Gontrada b: - Iraup-iA 
vill: del c6m: Vurei, dip: Acaja- 
Elide, prov: d'Egialea. Altri vill: 
gr: sono Zraupl e lTaup6(;. - (faup- 
id, ToupT-lA, TTXaY-lA, etc.). 

Sten6niata, -i. Gontrada b: - Ird- 
vtj-fia (ciod c/e I tisd, cfr: Glusium, 
Chiusa, Glusone) vill: del com: 
Garpenisi, dip: d*Acarnania^ prov: 
d'Evrytania. 

Sierusa. Fondo b: ^iTcp-oOaa, 
*TTT€p-oOaa, felceto. V: st^ra e cfr: 
con TTt^p-t], vill: del com: Egiei, 
dip: Acaja-EIide, prov: d'Egialea. 
- (BeX-oOffa, XoT-oOaa). 

Sur£z(z)o. « Entrata orientale di 
Bova^ alta e in parte scoscesa e mal 
riparata, coi ruderi delFantica 
porta ».Vl. - *Ioup(Ta-o<;. - (Ktiira- 

0^, KXeTa-60' , 
S6rva. Fondo b: IoOpP-a< cognome 
ancor vivo in Grecia. Cfr: con Ixybp- 
TTTi nome di due vill: Tuno nel 
com: Pteleati, dip: Ftiotide-Focidc, 
prov: Ftiotide: Taltro nel com: e 
prov: di Levadia, dip: Attica-Beo- 
zia. - (Cogn: MdT2;-a(;, Idpp-a^» Bdq)- 

a(;, Zfipp-a^. 
Tamhurino. Luogo di Bova. 
Tri. Fondo b: Cfr: con ApO, vill: 

del com: Messa,dip: Laconia, prov: 

di Itylos. 
Trifono. V: Ajon Dr. 
Trigono. Gontrada o fondo b: - 

Tp{Tiwvo(;, -ov, (a) triangolo. 
Turri, i. « Entrata Occident: di 

Bova, forse cosi detta dai ruderi 

d'una torricella vicina ». Vl. 
Varddri. Fondo b: ♦Bap5-dpi (V: 

Anz-dri). -Cfr: pel tema con Bap- 

M-TaK, vill: del com: Iraclioti, 



dip: Ftiotide-Focide, prov: Ftiotide. 

Var^ddi. Fondo b: ♦Bap-ai (V: 
Guv-^ddi). - Cfr: per la R. con 
Bdp-T), Bap-oO(Ti, Bap-0, Bap-Obi di 
Grecia, e con Bar-i d'ltalia. 

Vargf, Vcrgf. Fondo b: *BapY-i (V: 
Plagh-f). Pel tema cfr: con BdpT- 
i-av-»], vill: del com: Doriei, dip: 
Ftiotide-Focide, prov: Parnaside. 

Verc^o, -6i. Fondo b: *B€pK-ato-^, 
-a!o-v. - (fiovvia-crto-^, Agridd-di 

■ V:). 

V 1 r g o 1 i. Luogo alto di Bova. *BipT- 
oX-T]. Cfr: con P£rg-oli, senon e 
forse tutt'uno. 

Virg61itro. Fondo b: *BipY-6X-i- 
Tpo-v, -9po-v. Cfr: con Pirg-ol-i, 
e pel sufF: con dpo-rpo-v, TToOX-i- 
epa (in Arcadia): a: poet: irToX(-€- 
6po-v. 

Vivo, Fondo b: Cfr: con Perav. 

Vriha. Fondo b: V: Briha. 

Vrondim^ni. Fondo b: Quasi ppov- 
TT)-|uidvTi x^9^ come Kau-jii^ii Xidpa 
e XaXaa-fjidvTi. 

Vda, i (o, nelG»XV).Bovfl. [Introd: 
pag: V, nola i , e pag: LIIl) *BbOa. 
Pare die questo nome derivi dagli 
armenti di bovi che in origine si 
tenevano su queiraltura, mentre 
Tabitato era piu in basso. V: Ddri. 
Cfr: coU'a: lacedem: ^o^a^drappello 
' di giovanij se quest'ultimo deriva 
da poO(; anzich^ da po/|. 

Vucissd. V:'Buc. 

Vundso. Contrada b: *Bouv-dao-< 
da Bouv6<, collcy monie} Cfr: con 
Imv-doa. 

Viin e mo. Fondo b: -a: poOvojuoq, -ov, 
ove pascolano i huoi, 

Vunf. fi il nome che questi Greci 
danno a Roccaforte. re: pouv-((ov), 
monte, - Vunit4»o. Abitante di 
Roccaforte, V: tra i cognomi Au- 
telitano. - Bouv-{ e il nome di 



-- 264 - 



due vill: Tuno nel com: C6rthion, 
dip: delle Cicladi, prov: d'4ndro; 
Taltro nel com: Lixdrion, dip: di 
Cefallenia, prov: di Pali. 



Vutuma.Fondo b: *BouTO^-a, giun- 
cheto.V: vdloma, e Agrappi da. 

XaHthi(a). Fondo b: ♦¥aXib-i-(a). V: 
psalfdi. 



c. 



COONOMI DI FAMIGLIE RESIDENTI A BOVA (D. 



Agui (D'). V: D'Aguf. 

Aldti.**AX.d-TTKO.Cfr: dla ed aldti 
nel Lessico. - (Con pari uscita i co- 
gnomi gr: KoujjiTC-d-T?i-(;> iTaju-d-Tii). 

Amod^i. •'A|Lio6-^-n-(0- " (<t>aT2:-^- 

Andrea {D'). V: Z)'A. 
Autelita»o, Avt. *AlTwX-iT-dvo-(;, 
d'Elolia? (Stell-it-ano, b:). 

B a r b a r rf / / o.*MirapPap-^XX-oS. - (B o r- 
r-^ll-o, b: MiapK-^XX-os, ZapOKav- 
^XX-o-<;: in qualche pergam: greco- 
cal: Bov-dXX-o-(;, Kapb-dXX-o-^. 

Bertdne. *MTC€pT-i(iv-ii-(<;) d'orig: it: 
come Pa-dn-e, b: Cas(s)-6n-e, it: 
Picci-6n-e, it: passati in Grecia, 
Kaa-tbv-iis» TTiKi-Uiv-r]-^. Malang- 
6n-e e Pand-6ne in due atti lat: 
deirit: merid: scritti nel 978 e nel 
1 108 (R.Neap, Arch.Mon. CLXXII, 
DXXVIII). 



Borrrf//o.*MTfo^MXX-os.InGr:Bof- 
H^ns. -(V: Barbar^//o). 

Call^a. ♦KaU-^a-(<;). Da KdXXmov? 
Cfncolcogn: it: Bargigli.- (<t>aT2:- 

C a rd c c i o 1 o. ^KapdrZ-ouX-os- E fre- 
quente e antico nel mezzogiorno 
d'ltalia. In pergam: lat: del 1104 
Garaczulo {R, Neap, Arch.Mon, 
DXII). Cfr: con KapaT2:a<; e colfit: 
Caracci. 

Carca^ilo. '^CalcaTvi\}i6(<^y conforme 
airit: Calcaterra, V: pil6;owero 
^KapKQiT. come il gr: Kapxapkaa^. 
^ nTiT6in-6-<; ; Kuj&iktiv-6-s, biz:) 

C a r £ d i . Kap-0-b?i-(;, ancor vivo a Patre 
nel Pireo ed altrove. - (Kpeii-O- 

Carpentieri. it: carpentiere 
*KapTT€vT-i-^pi1-((;). -'P€K-i-dpii-(;, Koff- 
ff-i-dpn-O. 



(1) <i Bpieouaiv '€XXtivikO[iv dtruivOiuiuiv fj laxopia Kal •f\ aOYXPOvo(; koi- 
vujvia TfV; 2iKeX(a(; koI ttJ? N€air6X€U)(;. KoivA afnuiepov In tA MaXtivd^, 
IirdOa^, TTpujToaitdeat;, A€aTr6TTi<;, AoYoedTii<;, iTpoTriT^*;^ 
'A|uinpd<;, ToboTdq, *Pobiv6^, lKXdPo(;, Iirav6(;, ZoupX6(;, Ma- 
Kpf^^, MaKpiibf||uia<;, TTairirotiXn? , KapoXXdpnq, Greco, Del 
Greco, Di Greca, Grieci, Di Grecia, k. t. X. "Opa Gen: Grande, 
Ongine del cognomi gentilizi nel regno di Napoli ». Z. 60, not: a. 



-^265 — 



Casile, - it: Capr-£l-e. 

Catdnia, -^a. Dallacitt^di Karavia. 
- Goi b: Melfto, Nuc^ra, R6do 
V: appartiene a quel la categoria di 
cognomi che consistono in nomi 
di citta o di paesi (Ascoli, Ancona, 
Padova, Rignano, Parigi: Mo)ui(p€- 
pdTo<: cfr: ant: Sybaris, Philotera). 
In Italia questa formazione ^ fre- 
quentissima, e non d vero, come 
credono molti, che sia adottata di 
preferenza dagli Israeliti: ii D'O- 
vidio ci spiega benissimo il fatto: 
« egli d che siccome {gli Israeliti) 
« non appartengono punto alia po- 
< polazione rurale , cosl hanno 
« quasi seitipre nomi di citt^ piu 
« o men note e notevoli. Mentre i 
« cattolici^ diSiisi in ogni piti ri- 
« posto angolo del paese, portano 
« spessissimo nomi di luoghi cosl 
« ignorati al di fiiori della piccola 
« cerchia locale, che possono parer 
« cognomi semplicemente perso- 
« nali ». Loc: cit: pag: 418. Tali 
sono p: e: i cognomi bergamaschi 
Branzi, Caleppio, Carobbio^ 
Medolago, Solza, Barsizza, 
Vertova, che corrispondono ad 
altrettanti nomi locali di questa 
provincial tali Gavi e Parodi 
nella prov: d' Alessandria, e Qua- 
dri, Castelli, Longhena, 
Bianchi, Spotorno in altre 
parti d'ltalia. 

Chiridco. In Grecia Kupia-xd-q ; qui 
parossit: comeZapavx-dKO-^, Zirup- 
dKOS> Tmp-dKO-^. Cfr: con Kupidxiov 
vill: del com: Distomio, dip: At- 
tica- Beozia, prov: Levadia. 

C i m 1 n o. ^Ku^-Cvo-s;, -tvos- - Kujunvft e 
cogn: biz: (Z. 55J rimasto inalte- 
rato qual nome d'un paese della 
Cal: Ult: I, Cimind. - (<t>€p€vT- 
ivo-^, Map-ivo-(;, MaXva5p-ivo-(;, Ko- 



ZaWvo-? in Grecia: Kouaevx-tvo-^, 
Mov6ap-ivo-? biz: Mar-lno, b:). 

Clem^nsi. *KX€^-dv-Tii(-0. Cfr: con 
KXimdvTi, vill: del com: PelHni, 
dip: Argolide-Corinzia, prov: Co- 
rinzia. - (Acp-^v-Tii-O . 

Condom i. *KovT-^-jni-(0» - (TToX-l- 

Cortisdno. fr: courtisan. it: cor- 
tigiano. ♦KopTia-dvo-(0. Owero 
di Koupr^aa vill: del com: Cleon^, 
dip: Argolide-Corinzia, prov: Co- 
rinzia. - (Kapa]Li-dvo-(;: Kapua-dvo-v 
biz:) 

Cotron^i. *Kotpiuv-6t)-(?). Da Co- 
troni V: (Amod-d-i V:). 

Crist6foro. XptaTdqxSpo^. 

Cumpusi6ne. *Kou|unro\)2l-i-6v-ii-(<;) 
dal re: Koujuiro^iliov, tiorba. - (Bpu- 

6v-iTS» Ka<T-i/jv-ns)- 

Ciippari. ^KoOir-ap-fi-CO* S'incontra 
nel mezzog: d*It: fino dal 982 {R: 
Neap: Arch:Mon:C%Llll). - (fotiy- 
<*P-i1Si B6Tl-ap-r] : IicOXX-ap-ii biz: 
Cfr: con L<ipp-ar-i , nome di 
fondo). 

Curdtola. - sc: curdtula = ca- 
stalda, V; curat6ra. 

Cuzzilla. *K6tJ!;-iXX-o-<;. re: kotZ-iX- 
(2-ui, 10 spru!(!(o; owero kou2^-ouX- 

' 6-<;, pa!(s(0 (cogn: it: (De) Pazzi). - 
(Cf: con A€(n5XX-a-^ paross:). 

D'Agui. Cfr: conag(g)u6 e col cogn: 
it: Dell'ovo: owero aOirt. - Un 
feidpTio^ 'Ayou^ e ricordato fra i vil- 
lani che Ruggiero I don6 agli ere- 
miti di Stilo del 1096. Z. i58. 

Damidni. *Aan-i-dv ns- - (BaXX-i- 
dv-ii-(;, NTaX-i-dv-r]-(; ; Mes-i-dni 
V:). 

D'Andrda. In Grecia 'Avbp^oo, 'Av- 
hpiau;, 'Avbpedftii^, 'Avbpidbn<;. 

Di^ni. ♦Ai^v-T|-[di -i[o-<;]. - (HoX^v- 
n-^, Ap^v-io-<;). 

Fidti. *0n[P]-A-Tn-k] per OnPdTn^, 



- 266 - 



dal rc: 0/iPo per Gf^pai (M. Mr.).- 
(Kou|uiTf-d-Tn-^, Xiov-d-TT]H;, ToX-d- 
TT|, laK-d-TTi). 
Fotfa, F6ti. ♦4)uiT-(as,*4>a»T-yi-[d. 

- (Awp-{a-(;: 'Avav-ios, loqp-ias 
biz: - Bda-ii-<;). 

Gentile, gb: T€VTf|Xio^ dal lat: gen- 
tilis. 

Hris^o. Non riterrei che questo co- 
gnome fosse Tag: xp^(^€6<;^ ma piut- 
tosto ungentilizio. Verisimilm: pu6 
riferirsi a Kp(a(a)a com: del dip: 
Ftiotide-Focide, prov: Parnas: ov- 
vero a Xpua6v, paese dello stesso 
comune. Nelcom: Agrei,dip: Acar- 
nania-Etolia, prov: Evrytania c'fe 
anche XpOaou. Quindi *Kpia-oto[^], 
Xp\j(T-oto[d, come KopuJV-a!o-? da 
Kop{byr\<^ in Messenia^ *09uiv-ato-^ da 
*Oeuivol, isoletta sotto Corcira etc. 

- OOpaov ToO XpuaoO 6 in un atto 
di donaz: scritto in Cal: nel 1099. 
Z. 173. V: Rom-eo. 

Hrisopulli (paross:) XpuadirouXoi;. 
Chrispulo in unatto steso in lat: 
nel io3i neirit: merid: {R, N. A, 
M. CCCXLVI). L'uscita -irouX-o-q 
6 la piti frequente nei cognomi 
greci: 'Pf|Y6-irouX-o-^ , lT€(pav-6- 
irouX-o-^» TTaTTTraxpicTTobouX-d-irouX- 
o-<;. 

Jar fa. *'lap-(a-^, -€ia-<;, forse da te- 
pto<;, come il cogn: ebr: jns Co- 
hen, italianizzato in Sacerdoti. - 
(Awp-ia-q, Hu6-€(a-^). , 

Jirfti. bg: lepeixiii;, sacerdote, V: 

Jarfa. - 'Atiopeini^, cogn: d'An- 
dros. Potrebbe ancora derivare da 
ropi, vill: del com: Naphthi, dip: 
e prov: di Zdchynlhos: *rup-i-TT]-^ 
come NeZep-i-TTiS da NaCfjpi in 
Messenia,*Appav-i«Tr]-^ da 'ApPa-vki 
in Acaja etc. 
Jofrida. ♦Mocpp-iS-as- Cfr: con Giof- 
fredo. - (KpoK-lb-os). 



Lahand. 6€6biupoc 6 Aaxavdq dri- 
cordato fra i coloni delFisola di 
Lemno in un docum: greco del 
i33i (Mijj-LER, Bx![, Anal, nei 
Sitzungsber. d. K.. Akad. d. Wiss. 
p:4i6).Laganddi e Aaxavdbagi^ 
li abbiamo incontrati tra i nomi 
geogr: Quanto all'uscita in -a-^, 
-d^ che parecchi cognomi tolgono 
in prestito a nomi di terre, cfr: Ta- 
PaX-a-^, KaXTiT-aSi KapPeXX-fin;, 
M€TaH-d-q, con TappoX-a (Eubea), 
KaXXiT-a (Ftiotide), KappcX-a (La- 
conia), MeraS-dTa (Cefallenia). 

Larizza. L'uscita in -iTaa-^, AtIo^ 
pei cognomi (Zaxa|>-fT<Ta-^, AajuouX- 
(xaos, KapKap-iT<Ta-^# Kov-Was 
biz:) d owia quanto quella in haa 
per le terre (Kepcuj-iraa, Kepv-ixao, 
ZT€^v-(Taa, TTav-ixaa, IiX-ixaa). V: 
tuttavia se quest' ultima non ram- 
poll i da-iaaaCAimqp-taaa^ Mdpir-iaao, 
Adp^iaoa), e se il nostro cogn: non 
ci riporti alia celebre cittit di Tes- 
saglia. 
Lavrenijr««o. *Aoup€vx2;-dvo«s da 

Aaup^vxtoC) owero oriundo di Ajo 
Lavr^ndi V: 

Liggio. sc: l^ggiu = leggiero. 
*Adx2:-oio-r(;], -io-[d come B^|5^-oio-^, 
Kdaa-io-q. 

Mdfrica. ♦MaOp-iKa[-<;]. - (TTpdxZ- 
iKO-^, iKdvxZ-iKd-s)' 

Mafrfci* *Mdup-(icT|S« Anche questa 
uscita ci richiama a nomi geogra- 
fici. Mdup-iia son due villaggi : uno 
nel com: Egiei^ dip: Acaja- Elide, 
prov: d'Egialea; Taltro nel com: 
Tegea, dip: d'Arcadia, prov: di 
Mantinea (rdp5-(Kii-^ da rap6-(ia 
nella Ftiotide ed in Arcadia , 
Aoibop-{Kr|-^ da Aoi5u;p-iia-ov nella 
Doride). 

Maidra. *MaX-dpas - (TTaXaju-dpo-q , 
Kavx2:-dpa-(;, Ka|ui-dpa-q). 



— 267 — 



Malgeri. *MapY-^X-Tl-<; per metat: 
Cfr: con MapT^Xi, vill: del com: Vu- 
fraso, dip: Messenia, prov: Pylia. - 

(BoAMX-ilS* Kap-dX-T|S» ^lopb -dX-ns) • 
M a o g 1 a V f t i . MaTKXap-(T-Ti-(;. Questo 
cognome occorre neirimportantis- 
simo diploma lat: di Ruggiero I 
fra i nomi dei 112 ribelli italo- 
greci di Capua che dopo infinite 
torture vennero nel 1102 da quel 
monarca mandati come schiavi e 
villani in parecchi monasteri della 
Calabria (Nik6Xoo^ MaYKXapixii^ MCtA 
h<io T^Kviwv. Z. 176). - (Jir-i-ti V: 
B€Xiav-(-TTi-<;, BaXap-i-rns, Iwavv- 

M^nti. Mdv-Tus. - (AiOMdv-rns^ Ae- 
Pdv-TTis* TTo<pdv-Tyi-^). 

Marino. Mop-tvo-^. Ve n*e qualche 
famiglia in Corfti, in Leucade ed 
altrove, ma non manca in Italia. - 
Map(va, till: del com: Andrizzena, 
dip: di Messenia, prov: d'Olimpia,. 
e Mapivou, vill: del com: Callidro- 
miti, dip: d*Acarnania, prov: Evri- 
tania. - (V: Cim-ino). 

Ma rza no. ♦MapTa-dvo-q. Cfr: con 
Mart-dno, che 6 il principale dei 
paesi gr: di T. d'Ot: (Introd: IV) 
e coi cogn: Cortis-dno, Lavrenz- 



ano. 



Melahrino.'OM€XoXpiv6?a0vTiiiv 
iraifttuv tou 6 ricordato, insieme ad 
altri villani, in calce d'un diploma 
di Ruggiero I del 1086 (Z. i5i). 

. Cfr: col re: hcXotxP^vo^i -^<J> ^ ^ol 
cogn: it: Bruno. - (V: Cim-fno, 

n€Tp-iv6-0« 
Melissdri. ♦MeXiaa-dpri-i;. I figliuoli 
d'un Gregorio Melissdri sono 
ricordati fra i villani che Ruggiero 
nel 1096 diede al monastero di 
S. Matteo in Calabria (Z. i65). - 
Kamv-dpn-Si MaZouv-dpn-?, rpuinr- 

dpn-<;)- 

II "Dialetto Greeo-Calabro di *Bova. 



Melito. DaH'omonimo paese della 
Cal: Ult: I*, che e fra quelli ove 
piu di frequente si scrissero idio- 
grafi e diplomi in greco (Z. 53). 

M e s i d n i. *M€cn-dv-ii-<;. Un TTpcapO- 
Tcpov NiK6Xaov Miaidvii trovo fra 
i servi donati da Ruggiero I nel 
1086 al vescovato di Mileto in Ca- 
labria (Z. x52). 

Migliardi, *MiXi-dpbT|-? (A€0V-dp6il-(;- 
it: Cacci-drdi, Gagli-drdi, Le- 
on-drdi, Manus-drdi). 

M isd fe r i. *Miadq)-€p-T|-^. Questo co- 
gnome, coi due seguenti, non mi 
pare d'origine greca, n^ ha aspetto 
italiano. Neppure rinvengo nulla 
di simile nei nomi geogr: di Grecia 
e d'ltalia. Chi puo averne il comodo 
consulti il Trinchera, SylLgrae- 
car, tnetnbr^ Napoli i865, che non 
trovo n^a Bergamo, nd a Milano (!) 
e forse rinverrd qualche cosa. £) 
probabile che insieme al MouaoOpr) 
e Mou(Tapd(; dei diplomi normanni 
(Z. 157, 182) e vivi anc'oggi in 
Grecia, sieno d'origine araba o sa- 
racena, e derivino dai rimasugli dei 
battaglioni siculi che Ruggiero di- 
sperse nel continente (Introdui(ioney 
XXXIV). Nel lessico gb: del Mrs. 
trovo la voce MouaoOptov, e p i s t o 1 a 
Su I tan i, e nel K. ^ou(TaP€p^(;, adu- 
nan^a del Senato e fiouffa(plpii<;,/o- 
restiero, voci tolte dal turco, che 
presentano una qualche analogia 

, con questi cognomi. 
Moddffari.*Mobd(p-ap-ii-^.-(Cupp- 



ar-i. 

Mutdsfari. *MouTd(jq)-op-ii-?- -(Id. 
cs:). ' 

Nat61i. *NaT-6X-Yi-(; forse per *'Ava- 
t6X-t|-? od *AvaT6X-ios da 'AvaToXf^, 
Asiaminorey Anatoli a.'k cognome 
non raro anche altrove, ed illustre 
in Sicilia.- Un NtK6Xao(; toO 'Avo- 

21 



— 268 — 



t6Xiou ^ in fine al suddetto dipl: 
del 1102. - (Mav-6X-ii-q» Kapa-|uiov- 
dX-ii-(;, TTaT[a-)Liav-6X-Ti-^) . 

Nesci. *N^aK-n-<;' confrontane la forma 
coiril: Cr^sc-i. 

Nicol6. *NiKoX-6-;. Cfr: col nome 
ident: in it: e col gr: NiK<)Xao^, che 
esiste pure nelle pergam: biz: 

Nuc^ra. Noc^ra, comune nel cir- 
cond: di Nicastro, prov: Cal.U. II. 
(ab: 2,691 nel 1871). E Tanlica Nii- 
cSria delle Iscrizioni. Altre tre 
erano in Campania, neU'Apulia e 
neirUmbria. - V: Catdnia, Me- 
Ifto, R6do. 

Orldndo. 'Op-Xdvb-o-^. fi comune 
airit: ed alia Grecia, ed ha orig: 
germ: (Ro-land-o, Gua-land-o). 

Panagia. *TTavaY-(a-?. V: Apana- 
ghf a nel Lessico. - .TTavaf^a e un 
vill: del com: S^rifo, dip: delle 
Cicladi, prov: di Cea, e TTavoYlA, 
altro vill: del com: Dysti, dip: 
Eubea, prov: Carystia. 

Pdncallo. itdYKaXo?, bellissimo, E 
nome e cognome che occorre di 
frequence nelle pergamene lat: e gr: 
deiri't: merid: del tempo di Rug- 
giero I. - TTpeapOTcpov TTaYKdX?iv 
aCiv tC&v irai5ujv: BaafXeiov Kout2o- 
Xipx\^f TTaYKdXou (Anno 1086). Kov- 
aTavTtvo<; toO TTaYKdXou (1099). 
Leotta Pancallus, Pancallus 
de presbitero Arcudio (1102]. 
V. Z. i52, 1 53, 173, e R. Neap, 
Arch. Mon. DX. - (*PoW-KaXXos> 
biz:). 

Pa6ne. E Tit: pa-v-one, che ie pur 
cognome in altre provincie. *TTa- 
liiv-il. - (Kapirot&v-ii. Cfr: Bert one), 

Parasp6ro. *TTopoair6p-o^. V: pa- 
rasp: e cfr: col cogn: it: Scmi- 
nati. 

Parisi. *TTap-iaio-(; o meglio TTap- 
/laiost ciod di TTdpoi;, una delle Ci- 



cladi. - ('l9aK-iiaio-^, Moaxov-f|<jio-(;» 
AoZap-Caio-?, come gli it: Prat- 
^si, Calabr-^si, San-^si, Ge- 
n o v-^ s i, L u c c h-^ s i, si rannodano 
a nomi geografici: 'ledicri, una del- 
risole lonie, dip: di Cefallenia, 
Mou(Txi6va^eAd2:apo(; nelle Cicladi). 
In origine anche questi, com'altri 
cognomi, sono aggettivi gentilizi 
pari airomerico 'lOaK-^oio-^ (^'Ira- 
Kf|T-io-q, lat: *Ithacent-io diventato 
itbacens-i-s). I sopraccitati accen- 
nanp tutti a origine insulare. 
'el(l)ican6. TT€X€K-av6-(; che in 
Grecia d anche parossit: 0665ujp(K 
TT€X€Kav6c s'incontra con altri co- 
gnomi in calce al citato diploma 
di Ruggiero II (anno 1 102, Z. 180). 
- TTeXcKdv e -dvo^, -dq, 6, secondo 
i lessicografi, significano uccelli di- 
versi; in re: ora sono il tuffetto 
maggiorej Podiceps cristatus, 
ora il pellicanOy Pelecanus ono- 
crotalus: in a: ora il picchio 
nero, Picus martius, ora il 
verde, P. viridis, ora il pelli- 
cano, ora perfino la folaga^ Fu- 
Hca atra: un'intiera uccelliera! 
Ma in re: i due ultimi significano 
ancora scarpellino, falegnamey in- 
tagliatorCy quello insomma che fa 
uso d'uno scalpello o picco^^a^ tr€- 
XdKiov. Stando quiiidi al primo si- 
gnificato, il nostro cognome appar- 
terrebbe alia categoria di quelli 
tolti da nomi d'uccelli: (TTepbCicn^: 
TT0j5^ia(;, Z. 180: Turd us, Me- 
rula: Capponi, Merlo, Pas- 
seri: Huhn, Adler, etc:) il se- 
condo invece ci riporterebbe a 
quella serie di cognomi assai fre- 
quenti in ogni lingua, tratti di 
nomi d'arti, mestieri o professioni 
(MeraHd^, MuXuivfi?, 'larpdi;; Sali- 
nator, Pictor: Tibbri, M^- 



k.. 



— 269 — 



dici, Galzoldri: Miiller, 
Schneider, etc:). - Possono qui 
confrontarsi ancora due nomi lo- 
cali: TT€A€Kav-d6o, vill: del com: 
Vufraso, dip: di Messenia, prov: 
Pylias e TTAcKaq, vill: del com: 
Mesohoriti, dip: di Corcira, prov; 
di Mese, e vedersi in questo cogn: 
un gentilizio. - (Zu)VT-av6s> Cor- 
tis-dno). 

Ptwitninti. *TT€Zi|i-dvTT|-^. - (TT(t2i- 
[-mdd, TTiTri[-X^uiv]: [A€p]-dvTri-<; : 
P^zzi, Pezz[-61-i]: [Val]-^nti, 
[Man]-^nti). 

Pitili, ♦TTiT-(X-Ti(s), -^X-Ti(-(;):rc:TnTi- 
Xid, ifj, rugiada, - (Zop6-^Xii-<;, Kap- 
i\y\ ed altri, che non solo esistono 
in Italia, Sard-^lli, Gar-^lli, 
ma che possono dair Italia essere 
pas^ati in Grecia al tempo del do- 
minio Veneto, o in altro periodo: 
Pet-il-iu-s: Rom-£li, Mang-£li, 
Capr-fli). 

Polim^ni o Pul. *TToX€-|LidvTi(-?) da 
TCoX€|i-^ui (TToinro-K€i-|LidviiSj biz:). 

P o t a m £ s i . *TToTaii-fiaio-^ , -iaio-^ , 
ter]-?. Oriundo d'alcuno dei lanti 
paesi che in Grecia traggon nome 
da iT0Ta^6^. - TToto|li6^ 6 nome di 
due vill: delle Gicladi, Tuno in 
Therasia, I'altro in Amorgo : ma 
anche in Corcira c*^ una borgata 
di questo nome: ed in altre parti 
di quel regno v'd TToTd|uii, TToTafiid, 
TTaTdiiiov, TToTainC&v.. - (Circa al- 
Tuscita -f^aio-q, -(aio-^, V: Parfsi: 
quanto ad -iori-^ cfr: col cogn: 
Ka)iiT-iaTi-^, cio6 oriundo di Kd|iiTO(; 
che h ancora nelle Gicladi). 

Puglidtti. *TTouXi-dTiiSi o meglio 
-oOn^-^, -dKTTi-j;. - (Kouinit-dTTis* 
ZoK-dTiT-?, biz: V: Fi-dti, 'eXer- 
aiiTii-(;, KoTO-aOxT)-?. Eli a Poli- 
actos *TToXudKTo^ h in un dipl: 
lat: di Ruggiero I dell'anno 1094, 



Z. i55). Se 6 gentilizio pu6 riferirsi 
a TToOXia, vill: del com: Tricolonii 
dipart: d* Arcadia, prov: di Gor- 
tynia. Pu6 anche pensarsi all'it: 
Puglia (lat: Apulia) ed ai nostri 
cogn: Pugli-dni, Pugli-^se, etc. 

Ridi. * T^b-Tr? owero T^b-io-q. it: 
=. Cfr: il gr: *P^vb-ii-(; e Kdaa-io-q. 

R6do. a: *P66o^, nota isola ogg* 
soggetta ai Turchi, in re: *P6ibo. 
Owero J^6boVf che h pur cognome 
in it: Rosa. 

Romdo. re: /^o|Li-a!o-^, cioe grecOy 
bi^antino. Per Tuscita gentilizia V: 
Hris-^o. 

Sd4di. *IdX-ri(-0. - (KavdX-n-<;, 'Ap- 
pdX-rj-?, KapdX-ns* KdXX-ri, biz:). 

Sc6rdo. *Zk6p6-o*^, aglicV: sc6r- 
do. - Cfr: con ZkoOpt-ii-(, cogn: e 
con ZKoOpTa e ZKOuproO, due vil- 
laggi, Tuno in Beozia, Taltro in 
Acarnania. - (R6d-o). 

Scupel(l)£ti. *ZKOTr€X-(-TT|s-Puo de- 
rivare da Zk6it€Xo^, nota isola del- 
TEgeo. - (Manglav-£-ti). 

S g r 6. *ZT-p6-?. Cfr: col cogn: ZYoOpo^ 
e colFag: re: <r(o\)p6<;, crespo^ ric- 
ciuto, il che troverebbe riscontro 
nel prenome rom: Crisp us e nei 
nostri cognomi Crespi, Grispi, 
etc. Ma forse si tratta dell'ag: 
oiaxp-6-(;» brutto^ diventato cogn: 
come tant'altri che esprimono di- 
fetti fisici, o deformita: (Tracl6 
V: Kovt6^, ZTpapoir6bii(;: ZkXtu)6(, 
biz: Zoppi, Storti: lat: Strabo, 
Macer, Scaurus, etc:). 

Spaddro, Spat. - re: - re: aira6- 
dpo-q, che forbisce sciabole: pei 
Bizantini aiTa6-dp(t)o-^ era un sa- 
tellite guardia imperiale armata 
di spada, airdOn* S*incontra in un 
atto latino del 1072, e Spatdro 
in uno del 1073 (Reg, Neap. Arch. 
Mon. GGGGXVI c GCCCXVII). . 



— 270 — 



Cfr: con ZiraO-dpi, vill: del com: 
ChironiUon, dip: d'Eubea, prov: 
di Calcide, e ZirdO-apt, vill: del 
com: Tropei, dip: d'Arcadia, prov: 
Gortynia. Questo cogn: vive pure 
in altre parti del Mezzodl, p: e: in 
Sicilia. Ilsuff: -aro d il lat: -ario 
che forma nomi d'artefici e pro- 
fession!: (argent-ariu-s, ferr-a- 
riu-s. Cfr: coi cogn: it: Ferr-dro, 
-d r i o) . 

Span 6. airov-6-^, ag: a: gloss: per 
airdv-no-?, owero per *l(yirav-6-^, 
come in Vegez: Isid: ed altri, Sp&- 
nils per Hispanus (lo Spdno, 
illustre cogn: sardo). Non e raro 
in Grecia. In Cal: lo incontriamo 
due volte nella lista del villani gr: 
di Stilo e di Castelvetere che Rug- 
giero I nel 1096 donoal monastero 
di S. Matteo (Z. 166), e occorre pure 
nel dipl: lat: piu volte cit: del 1 102 
(Z. 175).- (XXtup-6-^; KovT-6-q, biz: 
owero cfr: con *Piu|Li-av-6-^, 'AjuioXqp- 
-av6-q del citato diploma greco 
del 1086. Z. 1 53). 

Stel(l)i^ a no. Se non e una cosa sola 
con Autelitdno (cfr: aOxi' in b: 
asti), sar^alloramoltoprobabilm: 
ZreX-iT-dvo-^, abitantediStilOf com: 
del circond: di Gerace, prov: Cal: 
U: I, che occorre in qualche di- 
ploma dei Normanni. Anche in 
Grecia v'e Zri^Xta, vill: del com: 
Pylini in Etolia. - (V: Autel//ano, 
Tropedno, etc:). 

Timpano. *TO|unrav-o-?. - rOiLnravov. 

Tracl6. * re: tp€kX-6-^. V: trecl6 
e Sgr6. 

Trdpani. £ il nome it: della nota 
cittadi Sicilia, Ta: Ap^trav-o-v, D re- 
pa n-um^ diventato cognome. - 
Apditav-o-v, o -0-^ eun vill: gr: del 
com: Patr: dip: Acaja-Elide, prov: 
di Patre. - V^ (M elf to). 



Tricili. *Tp{KT|X-f^-^. Forse da Tpi- 
KaX-di I'antica Tpf|KT|, citta di Tcs- 
saglia (Pw. Ind, verb.). 

Trip^pi. ♦Gcoirp^ir-if^-^. re: Oeoirpc- 
Trf]<^ ossit:Un Nik6Xoo(; Oeoirp^uou 
iToOpXiKo^ voTdpio? di Reggio d ri- 
cordato in un atto di donazione 
steso nel 1173 (Z: i33). 

Trip6di. a: Tpi-ir6&-Ti-^. Tpt-iT66- 
lo-v. re: Tpi^TTob-ov. V: trip6di. - 
Tpiiro^c^, capoluogo del com: Vi- 
vlos, dip: Cicladi, prov: di Naxos. 

Tropedno. *Tpoitoi-dvo-? di Tropea, 
paese del circond: di Monteleone, 
prov: Cal: U. II, che ci riporta a 
Tpoirda. - (V: Stel(l)itdno). 

Tuscdno. ToaK-dvo-^. della To- 
scana. Un Leo Tuscanus e nel 
cit: dipl: di Ruggiero {R, Neap. 
Arch. mon. DX, anno 1102 e Z. 

'77). 

VadaU. ♦Ba6aX-a-?. Non trovo da 
rafFrontargli che Badoldto, paese 
della Cal: U: II : tuttavia, anziche 
d'origine geografica, potrebbe ri- 
ferirsi a qualche arte o mestiere. 
- (Lahan-d, Zuccal-d). 

Velond. re: ^cXuiv-a-^, 5/7i7/d(io. Cfr: 
con BcXu)v-db€-^, vill: nel com : 
Amphipaghiti, dip: di Corcira, prov: 
d'Oros.-{V:Zuccal-d c Vadal-d). 

Vidla. re: pi6Xa, dall'it:. 

Zdppia.*Zdinr-ia-?. Cfr: eonZa^1no^ 
vill: del com: Potidanfa, dip: 
Ftiotide-Focide, prov: Doride. - 
(TTOW-ta-q* biz:). 

Z u c c a 1 d. re: TaouxaX-a-c* pentolajo. 
Questo cognome s'ineontra due 
volte nel precitato dipl: lat: del 
1 102. Cfr: col cogn: TZouKaX-f) e 
con TaouKoX-d&€-^, nome di due 
vill: uno nel com: e prov: Liva- 
dfa, dip: Attica-Beozia; I'altro nel 
com: Levead: dip: di Corcira, prov: 
di Leucade. 



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