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Full text of "I terremoti d'Italia: Saggio di storia, geografia e bibliografia sismica ..."

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I TERREMOTI D' ITALIA 



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MARIO BARATTA 



I TERREMOTI D'ITALIA 



SAGGIO DI STORIA 
GEOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA SISMICA ITALIANA 

CON 130 SISMOCAIITOGUAMMI 



TORINO 

FRATELLI BOCCA EDITORI 

MILANO ttOMA FIRUN/.B 

Cono Vittorio Bm., il Vladel Dira^.Jlfrin V. Luinaclil Su 
Dop. Oen. per la SlPllIn: O. Kiokkmj 



THE NEW YORK 

'PUBLIC LIBRARY 

A6T0R, LENOX ANO 
TltDEN FOUNDATIONS 

^ 1901 L. * 



PROPRIETÀ LETTERARIA 






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Voghera -Tip. Gatti- Rossi -Db Foresta 



AL PROFESSORE 

GIUSEPPE MERCALLI 

CON I.A RIVERENZA E L'aFFETTO DI DISCEPOI/) 



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La presente pubblicazione è divisa in tre parti. Nella prima^ uti 
lizzando le notizie contenute nei cataloghi generali ed in quelli parziali 
fi regionali con moltissime altre da me ritrovate^ presento al cultore 
t/egli studt sismologici una particolareggiata cronistoria dei maggiori 
paroesismi italiani (cioè quelli dai sismologi chiamati molto forti, fortis- 
simi, rovinosi e disastrosi) monograficamente studiati. Apposite cartine 
dilucidano la distribuzione delV intensità del movimento sismico nei 
terremoti più intensi o più importanti. Inoltre la descrizione di ciascuno 
di questi è prec^uta da un cenno sulle fonti da cui vennero estratte le 
notizie^ fatto abbreviatamente per le opere di indole sismologica^ per 
< exteneo » invece per quelle di indole storica, letteraria ecc. 

Nella seconda parte con i materiali e cx)n le conclusioni della prima 
viene studiata la sismicità di ogni regione^ cioè sono identificati fra loro 
quei terremoti che presentano somiglianza di caratteri e viene fissata la 
posizione dei vari centri e distretti di scuotimento. 

La terza infine comprende una ricca bibliografia delle opere riguar- 
danti i terremoti italiani. 

Per quanto siano state minuziose e lunghe le ricerche, questo lavoro, 
/ter la sìia stessa indole, non può essere completo : quindi le conclusioni 
cui sono pervenuto nello studio topografico sono direttamente connesse 
eoa i materiali che si trovano nella cronistoria sismica. 

Avverto inoltre che lo studioso troverà qualche differenza fra Van- 
damento delle isosisme tracciate nei cartogrammi del presente volume 



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con quelle che illustrano le memorie e le note che eono andato pubbli- 
cando sui maggiori terremoti avvenuti dal 1891 in poi : e ciò per se- 
guire un concetto classativo unico per V intera opera. 

Prima di chiudere la presente avvertenza mi sento in dovere di 
ringraziare i signori Bibliotecarii delle Biblioteche di Roma (Vittorio 
EmaniUle, Ocuanatense, Barberiniana, Società Geografica), di Pavia 
(Universitaria), di Milano (Brera), di Napoli (Nazionale) e tutti coloro 
che mi fornirono notizie ed indicazioni sui fenomeni sismici. 

Voghera, lugUo i896'0iMre 1900, 



Mario Baratta 



PARTE PRIMA 



I MAOaiORI TERREMOTI ITALIANI 

(CRONISTOBIA DOCUMENTATA) 



Nell'anno 1 di Cristo, e precisamente nel di della sua nascita, si 
(lice sia avvenuto nn grande terremoto in tutto 11 mondo. 

Siccome questo fenomeno, come quello successo nel 33, è annoverato 
fra i prodigi che accompagnarono la natività e la morte di Gesù, così 
si resta in dubbio sulla sua veridicità ; la critica sismologica ad ogni 
modo non può a meno che escluderne T universalità. 

2 2. 3. 7. Roma. 

H>Mro: Terra trenèatUe, pag. 131 - Baolivi; Op. omnia, pag. 519. 

In questi anni furono a Roma grandi terremoti : ciò secondo il 
Bardi ed il Morigia. 

3; 15. Roma. 

Bonito op. cit., pafif. ITI - Baolivi ; op. cit., pag. 519. 

Secondo il Seto (Opus ChronoL), una scossa assai gagliarda atterrò 
gran parte delle mura di Roma. 

4] IS. Marzo 24-25. Reg^o Calabria, Sicilia. 

Capocci: CdtftloQO d^f treni, ecc., II, i>ag. 319. 

Nella notte 24-25 marzo fortissimo terremoto presso Reggio Calabria 
e in Sicilia : Mallet lo pone nel 17, ma dietro Tacito, Solino e Plinio, 
sembra più probabile sia avvenuto nel 18. La data del giorno è tratta 
dal Giornale della Storia del Mondo di L. Dolce. Accaddero in tale 
occasione grandi sconvolgimenti nel suolo. 

5, 20. Roma. 

n.KtUvi: op. cit... pagr. 519-20 - Bonito: op. cit., \)[iff. 137. 

Secondo alcuni cronisti avvenne un veemente terremoto che, il Mo- 
rigia, dice essere stato accompagnato da grandi portenti, fra cui l' in- 
cendio del Teatro di Pompeo. 



cit., pag. 137. 

Il alTerina che in tale anno Roma fu danne^iata dal terremoto. 



CH., pag. 630 - BosiTO: op. Clt, pog. I3T-3S - Capocci: op. Clt. II, pag. 3tìO. 

eato terremoto rovinò l'anfiteatro di Fidona con la morte di 
mila persone^ o di ventimila secondo altri (P. Diacono), le 
■ano a godere lo spettacolo. Però il Capocci giudiziosamente 
(op. cit.. II, pag. 380) che non si sa bene se ciò sia accadoto 
) del tremuoto o per difetto dell'edifìcio. 



:orÌci mettono un grande terremoto concomitante alla morte 
per tale fenomeno valgono le ragioni addotto per quello 
nell'anno 1. 

Capri. 

Mfc. e feii. vuìr., pag. SEI. 

incipio di marzo, secondo Svetonio, nell' isola di Capri si 
scossa fortissima. 

I. NapoletaD*. 

!NEfA: Quaal S'at., llb. VI. 

'ebbraio orribile terremoto in Campania con la rovina <IÌ 
ii buona parte di Ercolano, di Stabla e di Pozzuoli : Nocera 
vagliata, quantunque non abbiavi cagionate vittime. A Napoli 
notti edifici e molte ville furono distrutte con grande morta- 
ndo gli studi del Prof. De Rossi, e specialmente in grazia di 
■ilievo rappresentante uu tempio che cade per effetto del tcr- 
i conosce che gli impulsi sismici sono avvenuti predominan- 
n direzione WSW - ENE ed in quella a questa perpendi- 

I scosse di minor importanza precedettero) la maggiore. 



riami fSelXMogfaphlsche Klfhiiaheit; è rlavvlso. rlBi)etlo al liaseorlllevo del 
ie l' inclinazione verso sinistra «lei tempio non sia altro che un effetto di 
usalo In (juel tempo: eil ajoiltitiffe die detta rap preBen tallone é Infelice e>l 
le Bile deduzioni (lice comprovate Hnclie ilal fiittfl die non fi si vede ne 
vertlciile. ne alcun cretto o lesione, euli è quindi duvvlso clie erronee, 
eno non fonduto slum) le consldem:!li][il del i>e itoHSl reliitive alla direzione 



[t)8 - IIGJ 5 

Tacito le pone nel 62, Svetonio nel 64^ altri nel 65 : la data da noi 
adottata merita, a quanto pare, la preferenza. 

Il] 68 o 69. Chietino. 

B »MTo : Terra trem.^ pag. 151-56 - Capocci : op. cit., n, 381 - Plinio : op. clt. lib. Il, cap. 83. 

Grande tremnoto nell'Abruzzo citra., allora contado Marrucìno : av- 
vennero grandi sconvolgimenti nel suolo per i quali i prati e gli al- 
beri furono trasportati da un luogo all'altro della pubblica strada : fu 
scossa anche Roma ove, al dir del Sabellico, il movimento sismico fu 
accompagnato da grandi fragori. Questo terremoto per le solite discre- 
panze cronologiche, da alcuni è posto nel 70 e da altri nel 69. Si tratterà 
proprio di un terremoto o di un grande franamento di terreno? 



12] 79. Novembre 23. Regione Vesuviana, 

e. PUMI CKciLii Secundi : Epfstoìarum, llb. VI, 16 e 20 - Seneca. : Nat. Quaest., vi cap. 

Nel novembre forti terremoti agitarono il suolo della Campania; 
nel giorno 2.3 il suolo era cosi violentemente scosso che pareva tutto 
tiovesse essere rovinato : il giorno dopo, verso le 7 del mattino av- 
venne la terribile esplosione vesuviana a tutti nota che seppellì Pompei, 
durante la quale, al dir di Plinio^ continuarono a sentirsi dei lunghi 
e frequenti scuotimenti. Il Prof. M. 8. De Rossi floc. cit.j dall'esame 
delle lesioni, è d'avvisD che anche questi impulsi, come quelli del 63, 
abbiano interessato il suolo nelle due direzioni normali fra loro : NNW- 
SSE e W8W-ENE (»). 

^13] 85. Roma. 

Bn.uvi : op. cU., pag. 520 - Bonito : Terra trem., pag. 168. 

Nell'anno, secondo il Bardi, a Roma terremoto rovinoso. 

■••' 

,14: ft4. Roma. 

Bonito e Baouvi : Ice. clt. 

I due autori citati, con l'autorità del Bardi, pongono in quest'anno 
un terremoto a Roma per il quale molti edifici rimasero rovinati. 

\h\ 116. Roma. 

Bonito: Terra trein.^ pag. 181. 

II Bardi afferma che mpltì edifici furono in Roma dal terremoto in 
tale anno rovinati : secondo altri questo scuotimento sarebbe avvenuto 
nel 117, 



l Vanno pure eatetJe, a proposito (i(*ll;i dlrezioii** ili (iiiosto terremoto, le rls*^rso 
Ritte dal Oerland Intorno a Quella avuta da^li siMiotlmiMìti (loHaiiiio ta. 



-., -j^-^rt ^r'i^f^<r':'^,'y''^*<'r'- ^ •.-.-- -j » - -. <- j.-t r- ■ - ^^ •- -• - ^- 



Cy [150- 238 J 



[16] IM). Novembre. Romagna. 

Serpiebi : Scritti di Sf^m, n, pa^. 192. 

Nel novembre scosse frequenti con spaventevoli muggiti (rombi) nella 
Romagna ed altrove. 



[17] 165. 
JteMoiTORE : Ist. cromi, dei terr. di Sic, pagr. 259. 



Palermo. 



In uà libro di A. Guevara si dice che intorno al 165 fu visto in 
Palermo un mostro che spaventò i cittadini, alle cui apprensioni sus- 
segui un terremoto grandissimo, che atterrò 2000 case e fece perire 
circa 10.000 cittadini. Molti autori convengono però che tutto il citato 
libro sia un impasto di favole, epperciò anche favoloso il terremoto, 
chp non trovo ricordato da altri cronisti: 

■ 

[18] 177. Sicilia. 

MONGITOBE : Op. Cit., pag. 259. 

Nell'anno terremoto gravissimo : il mare agitato assorbì molte città : 
ciò attesta Rutilio Benincasa, e dietro di lui il Coronelli ed il Bonito 
(op. cit. 190). 

[19] 191. Roma. 

De R0S8I u. S. : Meteor. end.. I pag. 208. 

Neir anno un grande terremoto devastò il tempio della Pace e le 
circostanti regioni : Erodiano narra persino che T incendio seguitone 
fu causato da fiamme uscite d:dla> terra. 

i20] 209. Regione Garganìea. 

Baratta M. : SuìVattiiftì sf.Viì. in i'ajJtanata., pag. " estr.) 

Il Manicone nella sua Fisica Appulo-Garganica, senza alcuna indi- 
cazione di luogo od altro particolare qualsiasi, afferma che in t«le anno 
nella regione Garganica infieriva il terremoto. 

« 

\%\\ 223. Settembre 9 e 17. Roma. 

Bonito : Teiera treni., pag. 191. 

In Roma al 9 settembre terremoto fortissimo che replicò poi al 17 
dello stesso mese. 

22 238. Vicenza. 

Pio^4£XK G. : Cron. dei terr. a Vireuza^ pag. n. 

Vicenza fu molto danneggiata da uno spaventoso terremoto che in 
altri luoghi fece danni gravissimi : ciò secondo il cronista Castellini. 



(243- 290 f 



23: 243 o 245. Verona. 

A . itoiA.iN : st. sfsm. a. prov. Verona, p. 16. 

Terribile terremoto che in Verona apportò grande spavento e danni 
immensi specialmente nell'Anfiteatro : vogliono certe cronache che Tan- 
tichissima città di Benaco — posta sulla riva del Garda — in tale con- 
^UDtura sia stata distrutta. 

24 254. Verona. 

G«>I1IAX : op. cit., pag. 16. 

Neil' anno terremoto che fece rovinare parte deir arena, del teatro, 
«Ielle mura ed un gran numero di case e di altri edifici. 

25^ 255. Catania. 

MuNorroBE: istot*. crofioì. dei ter rem. ecc., pag. 955. 

Secondo il citato autore, che reca l'autorità del P. Ottavio Gaetano, 
nel giorno del supplizio di S. Agata a Catania, un formidabile terre- 
moto avrebbe fatto scuotere la città. Il Bonito {Tei^a trem, pag. 194) 
lo pone al 5 febbraio 252 ed il Gemellare ( Valcanol. dell'Etna, pag. 167Ì 
nel 253. 

2tr 258. Roma. 

Il* 'MIO M. : Terrn (re tu., paff. 196. 

Secondo Rutilio Benincasa nel 258 un terremoto rovinò in Roma 
più di mille case : il Morìgia aggiunge che fu accompagnato da grandi 
innalzamenti deir acqua del mare. 

27 260-61. Vicenza, Padova. 

Castellini S. : Storia della città di Vicenza, Ivi 1"783, voi. 2. pap. 60-61 - Gennari (ì.: Annali 
della Citta di Padova, Parte I. pa^. 32. Ba ssano MDCCCiv. 

Il Castellini dice che nel 261 furono in Italia terremoti disastrosi 
accompagnati da mutazioni nel regime delle acijue sotterranee ; per 
tali scuotimenti in Vicenza rovinarono pubblici e privati edifici. Il 
Gennari d' altra parte racconta che, ad accrescere nel 2G0 le calamita 
dei Padovani si aggiunsero tremuoti sovvertitori. 

P^orse le due notizie si riferiscono ad uno stesso terremoto, o per lo 
meno ad un medeaimo periodo sismico che interessò le due provineie 
di Vicenza e di Padova, e del quale però il Goiran, nel suo catalo^^o. 
trulla dico riguardante. Verona. 



• !/<•.>• I .. I.» 



;28 290. Luglio 2i. Lodi, 

(ì. AtLN'iui.u : / tfrr. regixtr. nelle cr. lotììoiane. i>aj?. ìkmH. 

Una cronaca pubblicata dj^l Vignati (St. Lodigiani) narra che du^^ 



8 [300-344] 

rante le peraecozioni di alenai eanti, avvenute in Lodi, si sentirono 
delle scosse fortìssìine che fecero rovinare in più punti la cittA causando 
la morte dì motti. 

[29] 300. AUlla (Potenza). 

Hercai.li O.: Vule.e feti. Tulr., pag. 380. 

NAil'Aiinn Bd Atella, presso U Voltare, terremoto rovinoso. 

inaio 21. Knu. 

r., pag. aoi-5. 

n cui ta sepolta S. Agnese terremoto fortissimo. 

vembre 2. Vilcrba. 

ila ell/à ai Viterbo. Roma 111-2, psg. 43-44, 

violento ed impetuoso, clie rovesciò molti edifici e ri- 
luccbio di rovine anche il gran tempio di Ereote. La 
ito terremoto deve però essere accolta con riserva, di- 
acbe avvenuto al momento della decapitazione di 8. Va- 
a : ciò vale pare per il precedente. 

isto 6. Caapula. 

Mg. -un. 

io, citati dal Bonito, ricordano questo terremoto stato 
impania, per il quale sarebbero cadute 12 o 13 citta. Il 
le sia eguale a quello del 344 (vedi). 

SEcili». 

'. croitol. del teir. iti sic, \>as. 381. 

li Sicilia patirono per un gran terremoto ;. cosi Rutìlio 

nche il Morigìa, citato pure dal Bonito (pag. 208). 

luau. 

Bardi, 11 Bonito dice che l' Italia fu danneggiata da 



ile U. CaagHUiia. 

ce., I. pafc. 33J: II. patf. 3^G. 

ifano e Cedreno all' 11 aprile terribile terremoto nella 
I quale furono distrutte parecchie (12) cittfi : fu sentito 

■rra trem., pag, 344) è d' avviso che sia identico a quello 
icci invece li ritiene distinti. 



[357-369] 



,36] 357. . Sicilia. 

A. MoNotToas: Istor. croMl. dei Un. di Sic, i>a^. 361. 

Per scuotimenti del suolo in Sicilia ed in parecchie città delle isole 
si ebbero molti morti : ciò ricorda 6. Filippo da Bergamo nel suo sup- 
plemento cronologico. 

371 363 o 365 o 369. Sicilia, Reggio G. 

A . MoxoiTORS : op. clt., pajf . 961-62 - Spanò Bolani D. : St. di Heggio Cai., voi. I, pag. 96» 
Napoli 1877 - c. D. Oallo: Oh Ann. della città di Messina, nuova edlz.. voi. l, pag. 116, 
i\l ì>rn. 

Per un terremoto, secondo il Caruso, il Libanio e Paolo Diacono, 
molte città dell' isola furono diroccate con la morte dì molte persone ; 
soggiungono poi i citati autori che il mare, in tale occasione, abbia 
violentemente innondato le terre. Secondo lo storico calabrese Spanò 
Bolani anche Reggio sarebbe stata violentemente scossa. 

Alcuni lo pongono nel 369; ma potrebbe anche darsi che questo 
terremoto si identifichi con quello del 376 (vedi). 

:ì8] 365 369. Luglio 21. Veneto, Lombardia: Spoleto, Trevi. 

A. (ioiRAN: St. Sìa. prov. di Ver., pag. 16 - T. Tarambli-i: / terr. di Spoleto, pag. 16Ì-65 (W-'JS 
trsir. - Calvi : Efem. Sacro Prof. di... Bergamo, Milano 1676, voi. U, pag. 461 - CASTKixiNrs. 
."^oria tiella citta di Vicenza, Ivi ITSS, Voi. Il, pai?. 41 - 8. A. Mafi-ei: Gli Annali di Man- 
toc't. Tortona MDCLXXV, llb. 5, cap. vii, pag. 244-45 - S. Orsato : Historia di Padova, Ivi 
MlKTLXXVin, llb. I, part« I, pagr. 91 - G. piloni: Historfa... di Belluno, venetla 1607, llb. I, 
p.1}?. 39 verso. 

Al 21 luglio terribile terremoto che in Belluno rovesciò un grandis- 
simo numero di edifici : non vi fu parte di Padova che non abbia sot* 
ferto danni: le piCi maltrattate i\irono le vicinanze di Campo Marzio^ 
ove fu distrutto dalle fondamenta Toratorio che S. Prosdocimo aveva 
consacrato a S. Maria. A Verona cadde una parte dell' Arena. Kiferi- 
scono i cronisti che per questx) immane scuotimento i fiumi abbiano 
cangiato di letto, il mare si sia scostato dal lido e che in molti monti 
si sieno determinate frane grandiof^. Anzi, secondo alcuni, TAnasso 
(il Piave) che correva nei laghi d'Alpagò, ed indi passava pel territorio 
di Ceneda e di Serravalle, cambiò in tale occasione corso, giacché una 
grande frana gli sbarrò il letto. 

In questo giorno per lo stesso terremoto, o per altro successo sin- 
cronamente, anche Bergamo.e Mantova furotio conquassate : nella prima 
città BoflTerse maggiormente la parte che riguardava Breno ; i bargjii 
poi di Fabriciano e di Pretorio rimasero quasi distrutti. 

Taramelli e Corradi, citando il Campdlo ^ littoria di Sjwhto, t. I, 
Uh. VII, pag. 207, ivi 1662), dicono .che anche Spoleto non andò in tal 
f^iomo esente da rovine, e con l'autorità di Xatalucci Tiberio ("//i^^/ra- 
zìoni Btoriche sulla cititi di Trevij rircriscoiio cIkì pure a Trevi la 



10 [305 - 376] 



scossa fu violentissima. Cosi che possiamo concludere che contempora- 
neamente quasi avvenne anche il risveglio del focolare sismico di 
Spoleto. 

Noto inoltre che parecchi cronisti citali dal Perrey {Mem, sur les 
trembl. de terre ress. dans lapéninsule Turco Hellénique, pag. 6\ e dallo 
Schmidt (Stud, iiber erdbeben, ecc. pag. 148) ricordano un disastroso 
terremoto avvenuto nel mattino dello stesso 21 luglio 365, contempo- 
raneamente air italico, in Oriente, specialmente in Alessandria e Creta, 
accompagnato da violentissimo maremoto. -Quantunque parecchi -- come 
vedremo — sono i casi in cui un terremoto d'Oriente si sia propagato 
fortemente in Italia, in special modo nella Sicilia e nelle provincie me- 
ridionali, tuttavia essendo le località da me accennate tutte po3te nella 
parte settentrionale (eccezione fatta per Trevi e Spoleto, di cui ho già 
parlato) sono indotto a non identificare i due terremoti: aggiungo poi 
che il terremoto d'Oriente del 365 è simile a quello più sotto descritto, 
successo nel 376 (vedi), il cui maremoto, che gli fu concomitante, se- 
condo quanto narra Cedreno, venne ad urtare fortemente la costa Si- 
cula, perciò, anche ammesso che la data da me accettata per quest'ul- 
timo sia inesatta, e che il fenomeno sia accaduto proprio nel 365, i due 
terremoti risulterebbero aflPatto distìnti: l'italico con ogni probabilità^ 
— specialmente avuto riguardo ai fenomeni che ha dato luogo - 
avrebbe avuto il suo centro nel Bellunese, magari ridestando altri centri 
sismici, l'altro invece, quello di Oriente, si sarebbe propagato solo in" 
Sicilia sotto forma di maremoto. 

[391 369. Benevento. 

Sarxelli p. : Uem. cronol. dei Veseorl ed Arcicese. della s. chiesa di Benevento, 'Napoli 
MDCXCI, pag. 23. 

Orrendo terremoto in Benevento descritto da Simmaco Seniore In 
una sua epistola dalla quale si deduce che la città fu completamente 
fracassata dal movimento tellurico. 

[40] 376. . Grecia e Sicilia. 

MoNQiToRE A. : Ist. cromi, dei tecr. ecc.. pag. 363. 

Cedreno nelle sue storie dice che in Alessandria fuvvi un si grande 
terremoto per cui il mare si allontanò dal lido, lasciando in secco le 
navi: per questo inusitato fenomeno molta gente accorse alla spiaggia, 
ma tosto le onde violentemente ritornarono, facendo perire circa: 700 
persone. Nello stesso tempo una gran parte di Crela^ dell' Acaia, della 
Beozia, dell'Epiro e della Sicilia soffrì, per il movimento delle ajcque 
verificatosi alle coste, per il quale le navi furono, portate a. 100 passi, 
dalla riva. 



[392-492T ir 

Il Bonito (Terra trem. pag^. 249), seguendo Licostene, lo pone nel 377. 
Per questo terremoto vedi quanto ho detto a proposito di quello del 
:^i;ó o 369. 

Ai] 392. Roma. 

BuMTO: Op. Cit. pa^. SSO. 

Secondo il Bardi Roma in tale anno ebbe a subire danni a causa 
di terremoto. 

42 441-55. Roma. 

Ijf*t. MisTfìì. in « jtfiBATORi: Jìerufn itaì. scrfpt., » voi. i, pag. 95 A. 

Terribile terremoto per il quale rovinarono parecchi edifici. 

Io credo che a questo parossismo si riferisca pure la notizia data 
dal De Rossi (Meteor. Endog, I, pag. 208j che lo pone nel 443 : sarebbero 
in Roma cadute, secondo questo autore, molte statue, rovinati i' portici 
nuovi del Foro Romano e scosso anche il Colosseo. Il Baronie, ci- 
tato dal Perrey {TVembl. Peninsule Italique^ pag. 7), ricorda un ter- 
remoto rovinoso per Roma nel 442 e cosi pure il Moroni {Dizionario 
di Erudizione, Voi. XV, pag. 19). Il Bonito (op. cit., pag. 276-77), se- 
guendo il Bardi, dice che un terremoto nel 454 fece rovinare il circo 
di Roma, il quale edificio fu di bel nuovo da altra scossa distrutto, 
socondo lo stesso autore, nel 455. 

10 credo che tutte queste notizie si riferiscano ad uno stesso fe- 
nomeno. 

I3~ 467. Ravenna - Roma. 

lUhHfcY A. : Trembì. pen. Itaì., pag. 7 - Bonito M. : Tetra tran,, pag. 286. 

11 Perrey, seguendo il Sigonio, dice che tale terremoto in Ravenna 
fu fortissimo ; il Bonito lo riporta al 4GG e dice che detta clttA ne ri- 
mase atterrita. Secondo il Bardi nel 467 vi sarebbe stato un terre- 
moto in Roma con grande danno. 

44' 477. Roma. 

Bnjiivi ; Op. clt.. pag. .180 - Bonito : Terra treuì., pag. 287 - De Rossi m. S. : Mfteorol. e/iffoo.. 
Voi. 1. itag. 208. 

La città fu scossa per 40 giorni continui talché rimase molto rovi- 
nato il Colosseo. * 

451 492. Dicembre 26. Ravenna. 

yFB<.ALU G.: l'ulr. e feti. tuie. pap. 22^). 

Terremoto fortissimo: ciò secondo il Muratori. 



12 [493 - 624 



[46] 403. Paglia. 

Baratta m. : Sull'attività sismica in Capitatiata^ pa^. 7 - Bonito M. : op. clt., pa^r- 290. 

Il Bonito, con Tautorità del Baronio e di L. Beyerlink {Theatr, mag, 
hum,, tomo 7) scrive « terremoto in Puglia^ presso il Gargano » : 
quindi ricorda che detto parossismo fa concomitante alla apparizione 
dell'Arcangelo S. Michele^ MW avvenuta (Monte 8. Angelo). 

[47] ' 508. Roma. 

MoRONi: Dizionario d'Erudizione^ voi x^.. pag. 19. 

Terremoto fortissimo a Roma, per cui nel Colosseo rovinò il portico 
e sprofondò l'arena. Non trovo citato questo fenomeno da altro autore. 

[48] 553. Roma. 

CAPOCCI : Catalogo^ ecc., n, paff. an-S8. 

Terremoto che infierì, secondo Cluverio, 40 giorni a Costantinopoli e 
rovinò anche Roma. Sono certamente stati fenomeni non contemporanei. 

[49] 558. Dicembre 25 (circa). Aneona. 

A. Peruzzi : Storia d'Ancona d/tUa sua fondazione all'anno MDXXXII, voi. I, pag. 113 li, 
Pesaro 1885. 

Circa il Natale un furiosissimo terremoto scosse la città di Ancona 
fin dalle fondamenta : per dieci giorni è dieci notti, a più riprese, si 
rinnovarono i terribili scuotimenti. Narrano le cronache che la maggior 
parte degli edifici ne rimase danneggiata ; parecchi di questi furono 
atterrati e sotto le rovine rimasero spenti non pochi cittadini. In tale 
occasione dirupò pure il fianco del Guasco e del Monte Conerò, e in 
gran parte fu distrutta ed ingoiata Tantichissima Numana (ora Umana). 

[50] 600. Toscana. 

Bonito- M. T: erra treni., pafir.»350 - Rosaccio : Le sei età del mondo, pag^. 19. 

Il Bonito, seguendo Rutilio Benincasa, dice che in questo anno la 
Toscana patì gran danno per terremoto. Ciò ricorda pure il Rosaccio. 

[51] 615. Agosto. Italia. 

A. PERREY : Trembl. pen. Ital., pag. 7. 

Grande terremoto secondo Sigonio : Il Giovanozzi (/ terr. si. Apuani, 
pag. 5, estr.) ricorda, seguendo una croraca ms., che nel mese di agosto 
si senti in Pontremoli una grand» scossa. 

[52] 624. Toseana. 

Bonito M. : Terra (rem., pa^. 3.72. 

Il Bardi riferisce che la Toscana soffri danni per terremoto. Non 
sarà lo stesso di quello che il Benincasa pone nel 600? (^vedi). 



r659 - 797] 13 



n3 699. Sieilia. 

te 

MoNurroRE A. : Istor. crottol. ecc., tag. Sft?. 

Il Bardi ed il Coronelli ricordano che in Sicilia un terremoto causò 
g-ravi danni, geminando rovine in molti luoghi. 

54 678. Arezzo. 

FvKt LLi P. : A linai i, ovrero notfzie istorlche delV antica citta df Arezzo, Foligno 1717, pag. XI. 

NelTanno citato un terribile terremoto rovinò molte città e distrusse 
gran parte di Arezzo. 

.15 739. Roma. 

MoRoxi : Diziotì. d'erua. Voi. X\\ pag. 20. 

« 

Terremoto che danneggiò il Colosseo : non lo trovo ricordato da 
altri scrittori. 

56 758. lUlia. 

M. s vMTo : Vite d^' Duchi di Venezia, In « Miratori : Rer. ital. script.^ » voi. xxil, col. 446 U 
- A. DvxncLi : Chronicoìi Vetietum, In « miratori : op. clt., » Voi. XII, col. 140 K, 

Un terribile terremoto avvenne nel tempo e nelFanno dell'elezione 
di Diodato, Doge IV ; molte città d' Italia ricevettero grandi danni. 

;57] 778. Treviso. 

PkRiiEY A. : TrcMbl. petti ns. Ital. pag. S. 

. Con Tautorità della Grande collection des historiens del Gaules ecc. 
il Porrey pone per Treviso ed altrove in Italia un terremoto disastroso 
per il quale molti edifìci rimasero rovinati causando 48 vittime. 

i>3^ 780. Koma. 

M.^RoNi: Diz.fàeìTud., voi. XV.. pag. 20. 

Un terremoto danneggiò il Colosseo : questa scossa è solo ricordata 
dal Moroni: il Bonito (op. cit., pag. 376), seguendo il Bardi, dice che 
nel 71*0 si sentirono molti scuotimenti in Roma. 

'm\ 793. Aprile 30. Verona. 

(ioiKw : .v/. Httm,, ecc. pag. 16. 

NelU notte del 30 aprile terribile terremoto per il quale V intera 
città di Verona e luoghi circostanti patirono gravissimi danni nelle 
case con la morte di molte persone e di animali : rovinò pure porzione 
delTanfitcatro ed in parecchi punti diroccarono le mura della città. 

W 797. Aprile. Sicilia. 

MoNoiTORK A : Itt. cronoi. de te re, pag. 36:i. 

Secondo P. Diacono in una notte del mese di aprile di tale anno, 



U [801-815] 

la Sicilia e Greta farono travagliate da un terribile terremoto : il Bardi 
invece di Creta pone Costanti napoli. Seto li riporta al 796; nel 785 
r IlUtoria Miacell. pabblìcala dal Muratori (Jt6r. ital. script.. Voi. I, 
parte I, col. t A), secondo la quale il terremoto di Sicilia e Candia sa- 
rebbe avvenuto nell'aprile, mentre nel maf^ìo qttello di Costantinopoli 

. Aprilo 30. Italia. 

ale» liertiniani pnbblicatl dal Uaralori (Rerum ital. script., 
f. 505, col. 1 C, Milano 1723) ricordano come in Spoleto il 
i, a 2'' circa di notte, si sentisse un veementlssimo terre- 
tle in tutta Italia fta causa di immense rovine. Molte cittjt 
nanto si dice, affatto atterrate e molte altre assai danneg- 
:iueBte Uoma stessa, in cui, oltre ad altri guasti, fu notevole 
i quasi tutto il tetto della Basilica di S. Paolo. Il Moroni 
t erud.. Voi. XII, pa^. 210) aggiunge anche che in tale 
«vinato l'altare della Confessione ed i vari ornamenti di cui 
o. 

Ili (Vulc. e fenom. vulc., pag. 283-84 e 360) ricorda come 
I aprile di quest'anno si sentisse un orribile terremoto a 
lome anche in Verona ed in Bergamo accadessero rovine, am- 
ie le notizie, riportate pel terremoto del 793, si riferiscano 
esso parossismo. 

le notizie raccolte dal P. Giovannozzi (/ terremoti storici 
^. 5, estr.) risulta che alla seconda ora della notte del 30 
<■ pom.) in Pontremoli, come ancora in tutta Italia, si senti 
terremoto che fece abbattere case private, templi e molti 

che tutte le accennate notizie difficilmente possono raccor- 
. unico terremoto, ma che invece si debba conchiudere che 

sincronamente — giacché abbiamo visto che avvi anche 
1 data annuale — le varie parti d'Italia eopra menzionate 
scosse da poderosi movimenti tellurici. 

Maggio 31. Pii4«vs? 

■ ulc. e ftiioìii, riitr. ei-r., pag. 360, 

to disastroso. Questa notizia si riferisce con certezza al 
emoto dell' 801. 



di SIShiol. voi. II. pan. 1!H. 

I per tutta Italia : gravi danni a Ravenna. 



[821-8901 15 



^4 821. ^amorino. 

SKRnnu A. : Op. cit. Voi. I, pag. T2. 

Sulla fine d' aprile terremoto fortissimo. 

65 843. Napoli ? 

mkmc\i.u G.; Le §ìot(zie sìsmo-rufc. ecc. paj?. I («^t.» 

I Chronici NeapoUtani Fragmenta (pag. 44) riferiscono che per opera 
(il terremoto caddero molte case in Napoli : tali frammenti la critica 
storica ha dimostrato di compilazione assai posteriore : il terremòto 
succitato inoltre non è rammentato da alcuna cronaca autentica. 

66 847. Giug-no. Beaevento, Isernia. 

l>"Nno : Terra tretn. pai?. S9<>-*i - Capocce : op. eli., I pajf. 338 e II 31)1 - Chron. Monast. Cassfn: 
llb. I, cap. 28. tn « MrRAT-: Rerum ital. scNpf. » Voi. IV pagr. 909 A- Chronfcan Vuìtumense, 
Mexn. Voi. I parte 2, pa^. 300 D - 0. v. Ciahlanti : Meni, hlst. del Sannio, ecc., p. 2*23. 
itH^niia, Mix;xxxxiv - V. Secinara F. : Tratf. unfv. ecc., pag. 91 - Sarneuj p. : Memor. 
CronoL Vexcor. ed Arctresc, sacra eh. Betier. Napoli MDCXLI pag. <*< - vii^eha M.: Chro- 
iiofotffa Spisroftoruitt et Archt-KpìscoporuM Metropolita Hae Ecclesfae Benerentanae, Na- 
IMili MIX'XXXVI, i^ag. 51. 

In tutta la regione Beneventana neir847, secondo alcuni, o neir848 
M'condo altri, si senti un orrendo terremoto, pel quale molti edifici 
caddero a terra e sotto le macerie perirono molto persone. Per questo 
parossismo Isernia fu quasi interamente distrutta con grande numero 
di vittime : presso il monastero di S. Vincenzo parecchie case furono 
rovinate ; nessun danno ebbe a risentire Montecassino. Fu sentito, se- 
condo il Sigonio, molto fortemente anche a Roma e ad Ancona, ove 
apportò terrore. 

II Chronicon Sacri monasterii Sanctae Trinitatis cacensis per Petriun 
*ì**. Sftl4*rno Cancellario (pag. 393) dice che nel 844 fu sentito in Salerno 
fd in altri paesi vicini un grave terremoto : ma dal Pertz e dal Koepkc 
fu tale cronaca dimostrata apocrifa (Mercalli: Le notizie sismovulcan, 
riferite, ecc. pag., 1 [estr.]). 

67 853. Botano (Campobasso). 

M v<.N VII V. : .Votine iìitoriche, ecc.. pajf. aKMò - Saknki.m p.: òlchì. CronoL dei vescovi, ecc.. 

In tale anno Boiano fu da un disastroso terremoto subissata : si 
i\Wi\ inoltre, che nel luogo della città siasi formato un grande lago di 
:ic«iua dolce. 

(^ 890. Milano. 

•• \i'>Hii.i\: Sommario c/trotwloffiro^ pajr. 105. Herf^juno .mdxcii. 

Un terremoto rovinò molte caso in Milano. 



16 [894 - 940] 



[69] 894. Shbìo e Pn^lia. 

FragmefUum historfae LangoOardoruM, ecc. Jn « mukatori : Ber. itah script. », voi. 2, part^ l, 
pa£r. 280, col. I. A. 

Per tutto il Sannio e la Puglia terremoto fortissimo (ingens). 

[70] 894. Verona. 

OoiRAN A.; storta sinmira, ecc.. pajr. 17. 

Secondo il Moscardo una scossa causò molti danni alla eitt/i e f>ar- 
ticolarmente fece rovinare gran parte del teatro con la morte di molte 
persone. 

{71] 896. Rona. 

BONITO M. : Terra treni., pag. 409 - G. Baouvi: op. oumia, pagr. 520. 

In Roma un terremoto violentissimo fece abbattere gran parte della 
basilica di S. Giovanni in Laterano, V altra rimase solo lesionata. Fu 
sentito, dicesi, in tutta Italia. Alcuni, fì'a j quali il Moroni (Dizio- 
nariQ d' erudiz. ecc. Voi. LXII, pag. 57), lo pongono neir 897. 

[72] 998. Calabria, Principati? 

CAPoca : Catalogo, e3C. I. pag. 338 ; il, pag. 392. 

• 

Gran terremoto in Calabria e nei Principati citra ed ultra : ciò pone 
il Capocci, seguendo il Di Meo, dietro 1' Annalista salernitano. Però, 
come è notato più indietro (N. 847), tale notizia è trtitta da una 
cronaca apocrifa. Solo da fonte più certa sappiamo che in tale anno 
vi furono terremoti rovinosi in Grecia, (Bardi, citato da Bonito : Terra 
trem,, pag. 410) ma, come osserva il Mercalli (Le notizie sièmo-vulc. ecc., 
pag. 2), ninno attesta che colpissero anche la Calabria. 

[73] 936. Napoli? 

Mercalu g. : Le notizie sismo-tuie.^ pag. 5 (estr.) 

Secondo i Chronici NeapoUtani Fragmenta (pag. 6) sarebbe avvenuto 
nel 936 in Napoli un terremoto con rovina di chiese e di rase e con 
la morte di molti. Ma, come ò detto per il terremoto deir843, tali fVam- 
menti sono apocrifi ed il fenomeno non si trova ricordato da alcuna 
cronaca veridica e sincrona. Anzi, come osserva il Mercalli, il falso 
cronista lo ha descritto con le precise parole con cui Romualdo Saler- 
nitano ci ha tramandato notizia del terremoto di Benevento e di Ariano, 
avvenuto nell'anno 990 

[74] 940. Mllanwe. 

P. Morigia: Somm. Chrouol., Ub. 5, pag. 106- RosAcao: Le sei età del Mondo, pag. 25. 

In Milano e nel Milanese si sentirono grandi scosse. 



[947-976] 17 



[75] 947. TosesDS. 

BoMTo M- : Terra trem.^ pag*. 444. 

Neil' anno in Toscana grandi terremoti. 

76] 950. Siraeasa, Catania? 

MncALU 3. : Le notizie sismo-vulc, ecc. pagr., 16 (estr.) 

n Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi, ecc. 
(Palermo 1790), impostura dell'abate Velia (Amari M. : 8t. dei musuL 
in Sicilia^ Tom. I, pag. X), da nna mendace indicazione di un grande 
terremoto accaduto dopo il tramonto del dì 24 agosto in Siracusa con 
la morte di 1459 persone (Tom. II. P. II. pp. 127-28). 

A pag. 29, ma al 4 agosto poi si pone lo stesso terremoto a Catania 
ed ancor dopo (pag. 139-40) nel medesimo giorno e mese in entrambe 
]e città, riferendolo però al 951. Notizie tutte mal connesse e contrad- 
ditorie che, per quegli anni, non sono rammentate da cronisti siculi. 

[77] 951. Ligaria. 

y. BONITO : op. cit., pa^. 414-15. 

La Liguria, secondo il Bardi, fa travagliata da terremoti. 

:78] 963. Luglio 22. Sicilia. 

MoNorroRE A.: Wor. cronol. dei terr. ecc., pag. 968. 

G. Buccellino ricorda cht al 22 luglio un gran terremoto urtò la 
Sirla e la Sicilia, distruggendovi molte città, terre e paesi, e che in 
quest'ultima il mare^ avendo invasa la terra, fece annegare molte mi- 
gliaia di persone. 

79] 968. Dicembre 10. Rossano (Cosenza). 

('Aroca: CataìOQO, ecc.» I, pag. 336 e n, pag. 392. 

Tre orribili scosse in Calabria; Rossano ne fu rovinata: nessuna 
vittima. Ciò secondo il Di Meo che segue Liutp;*ando. 

80] 973. Anconitano. 

MfaffAUJ o. : Yuìc, e fenom. vulc. ecc., pag. 381. 

La marca d'Ancona^ Ai oppressa da terremoti. 

81] 974 Trevigiano. 

B^ìxiTo u. : Terra trem., pag. 415-16. 

Secondo il Bardi la marca Trevigiana fu scossa da forti terremoti. 

82; 976. Gennaio 19. Italia. 

P. t>t.\(x>Ni: De Gestii lanffofHÉrdorum, In « mirat.: Jier. ffal. script. * voi. I. parte l. pntr. 'MK 

In detto giorno al < canto dei galli » terremoto grande. 
Ukìlatta: Terremoti ecc, 2 



18 [977 - 990] 



[83] 977. Toscana. 

Bonito M. : op. cit., pag. 416. 

Nell'anno in Toscana grandi scosse di terremoto. 

[84] 981 Benevento, Capna. 

BONITO M. : op. Cit., pag. 416. 

Un terremoto fece quasi rovinare le dette due città : in questo anno 
lo pone anche Rosacelo (Le sei età^ ecc., pag. 26), Licostene nel 98.3, 
Ciacconio nel 985, ed il Bardi nel 987. Dubito però che si tratti del 
terremoto che descriverò sotto V anno 990. 

[85] 981. Marzo. Sicilia? 

MERCALLi tì. : Le noi. sismo-vulc. ecc., pag. 10 (est.) 

Il Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi j di cui 
ho già parlato in occasione del terremoto del 950, ha nel Tomo II, 
parte II, pp. 583-92, un racconto lungo é pieno di particolari riguar- 
danti un terremoto , del quale manca ogni altro ricordo. A pag. 596 
vi si dice inoltre che risenti danni tutta la Sicilia, ed in special modo 
Palermo, Messina e Marsala. Ma tale codice, come ho detto, è un' im- 
postura e quindi nessun valore à la notizia sismica, che riporto dal 
Mercalli solo per non far cadere altri in errore. 

[86] 990. ^ Benevento, Ariano. 

M. BONITO : Terra treni, pag. 418-19 - Capocci : Catalogo, Il pag. 392-93 - Sarnelli P. : Meni, 
cronoìog. Vescov. ed Arclves. ecc., pag. 67 - M. vipera : Chronologia Bpisc. ecc., pag. 75 - 
L. MURATORI : Annali d'Italia, Voi. v, Milano MDCCXLiv, pag. 4»7 - N. Flammia: storia 
della Città di AriaìW, Ivi 1893, pag. 46 - 0. Rinaldo : òf emorie (storiche della fedelissiuta 
citta di Capua, Napoli MDCCLV, voi. I, pag. 49. 

Mario Vipera, con 1' autorità di Leone Ostiense, e Romualdo, arci- 
vescovo di Salenìo, ricordano che Benevento fu in tal modo scossa dal 
terremoto che in città caddero 15 torri (fra cui quella chiamata « della 
vipera ») e che restarono oppresse 150 persone. Anche a Capua rovinò 
un gran numero di case ; Ariano, Frigento furono per metà disfatte, e 
così pure Gonza (Basilicata) nella quale rovinò Tepiscopio : che Ronza, 
presso quest' ultima, fu totalmente distrutta e nemmeno più riedificata, 
e che infine quasi uguale sorte toccò ad Avellino. 

Ammirato lo pone nel 989, il Ciarlanti nel 988, il Vipera, il Sarnelli 
ed il Magnati nel 986 : tutti questi compilatori, narrando uguali cir- 
costanze, mi inducono a ritenere che vi sia stato un unico terremoto 
avvenuto nel 990, come lo provano le più veridiche fonti : e che anche 
le notizie sul terremoto del 981 di Benevento e di Conza più sopra 

riferite — che alcuni poi pongono nel 983, ed altri nel 985 e nel 987 — 
si riferiscano pure a questo parossismo, giacché gli autori allora citati 

non riportano quest' altro. 



[991-1005] |0 



[97] -991. Paglia, 

auiicnxi p. : CronoloQia det Vescovi ed Arcivescovi di Siponto, Manfredonia MDCCXXX, 
pa^. 119. 

Spaventevole terremoto in Siponto (presso 1' attuale Manfredonia) ed 
in Puglia. 

[881 991. Borgo S. Sepolcro, 

p. FAarixi : Ann. o mem. dt S. Sepolcro, Foligno 1713. pag. 9. 

Neir anno terremoto disastroso che fece diroccare molte case, sotto 
le cui rovine peri un gran numero di abitanti. 

89] 995. Siellia. 

MERCAixi Q.: Le notizie sismo-vuìc. ecc., pag. 10 (est.) 

Il Codice diplomatico citato a proposito dei terremoti del 950 e del 
981, che sappiamo essere un' impostura del Velia, ricorda (T. Ili P. I. 
p. 256) che al 4 del mese di Sciahaban un terremoto disastroso colpi 
Termoli, Palermo e Milazzo. Tale notizia non merita fede: nessuna 
menzione fanno di questo terremoto i cronisti siculi. 

^90j 1000. 

In quest'anno molte cronache ricordano gravissimi terremoti i quali 
danneggiarono l'intero mondo. Queste cronache però non citano alcuna 
città speciale che sia rimasta distrutta o rovinata. Dette notizie credo 
riflettano le })aure della distruzione del mondo per folgori e terremoti, 
che Bi doveva appunto compiere nei millenio. 

91] 1001. Yoroaa. 

(ìoiran a. : Storia sismica ecc., pag. 17. 

Un grande e spaventevole terremoto fece abbattere un grandissimo 
numero di case con la morte di molte persone. 

[92] 1004. Padova. 

S. Ob}<ato : I/istoria di Padova, ivi 1678, lib. 3., parte l, pag. 216. 

Neir anno un terremoto in Padova produsse danni rilevanti. 

93] 1004 1005. )Ionte Cassino. 

ANONIMI MON. Cass. : Bfeve chronicon^ in « MrR.vTORi: Rer. (tal. script. » voi. v., pa^r. 5-"^, 
col. l e 2. 

Per 16 giorni furono sentite in Montecassino delle scoBse, talché in 
molti luoghi Al lesionata la chiesa: secondo il Sigonio« citato dai Bo- 
nito (Terra trem.y pag. 423), parecchie altro località sarebbero state 
danneggiate da tali commozioni sismiche. 



[1005 1083] 



) 11 B!tj:Ilvi (Op. omnia, pag. 520) dice che dal gennaio al 
Mitirono delle scosse la Roma. 



tm» oraw) «(rf. «(. Ai Areizo, ecc., pag. xxv, 

30 tertemoto che fece molta danno a tale città ; fti sentito in 

Bcaiia. 

1, Aprile 11. BrcKit e Ltabartla. 

Anmleon, In • Uiràt.: Reruoutal. script. ■ voi. Xiv, col. 8131 - Aanolpui: 
Di., lib. Ili, cap. XVI, iD • ucRAT. : op. clt.^> vo). IV, pag. 31, col. 1 a. 

li Pasqua, nel mezzodì e sai vespro, due grandi scosse in 
r le quali molti pezzi di mura caddero in rovina : panico 
9 : la citta dalla maggior parte degli abitanti fu kbttando- 
no sentite anche a Milano ed in tntta la Lombardia. 
(Efemeride sacro^rofano di Bergamo, Milano 1676, voi, I, 
3 pone nel 1060 e dice che la gente necl dalla cltt& per gran 
Cavriolo (Delle Hitt. della cittrì di Brescia, ecc., Venezia, 
LIV, pag. 84) nel 1064, il Ginlini ('Jfem. spettanti alla St. 
e. di Milano, ivi 1854, voi. 2., pag. 537) nel 1065; tutti 
rdando nell' ammettere che il t«ri'emoto sia avreonto nel di 

(che nel 1060 cadeva al 26 marzo, all' 11 aprile nel 1064 
larzo nel 1065), si pnò ritenere che le singole notizie si ri- 
kd nn unico fenomeno: la data da me preferita merita la 
inside razione, essendo essa dedotta dalla fonte cui attinsero 
pilatori. 
o terremoto nulla dicono gli scrittori veneti, perciò in quelle 

non deve essere stato affatto sentito, oppure — come è piti 
- molto debolmente. 



: Iti. eronof. dei terr. ecc., pag. 364. 

) autore, seguendo il Bardi, dice che nel 1069 molti terre- 
flsarono la Sicilia: il. Caruso li riporta al 1067, senza perà 
autorità cai egli si appoggia. 

S. Ottobre 18. CaUil». 

mi trem., pag. 443. 

o Fritschio, il Bonito scrive che in Catania ed In molte città 
fuvvi un terremofo disastroso per il quale nella prima si 
indi rovine, sotto le quali rimasero vittima 20000 persone. 
Tripoli e Damasco furono pure scosse, ed in Costantinopoli 



•- ^ 



[1087 - 1106] 31 



caddero — come riferisce il Perrey (Trembl. penins, Turco-Hell. ecc., 
pag. 16) — chiese e case, (contemporaneamente?) Dubito dell'autenti- 
cità di questa notizia non parlandone il Mongitore. autore accuratissimo. 

[m] 1087 o 1088. Settembre. Puglia. 

RoMiALoi II ARcaiBp. Salern. : Chron(con,\n « Mubat: Rerum itaì. script.^ voi. vn, col. IT» B 
- Lrpi PROTospATB : Chrontcon^ In « mubat. : op. cit. » voi. V., pagr. 46 B. - Ignoti Civis Ba- 
Rfxsis: Ckì'onicott, in « mlrat: op. clt. » voi. V., pag. 154, col. 1 C. 

Neir anno terremoto grandissimo in tutta la Puglia, ove furono di- 
strutte torri, castelli e case. 

Secondo il Chranican S. Stephani in rivo mari» sarebbe stato dan- 
neggiato pure il convento di S. Stefano, posto neirAbbruzzo, ed anche 
la città di Vasto : ma detta cronaca, come riferisce il Mercalli (Le no- 
tizie iisma-vulc, ecc, pag. 6) è apocrifa. 

;99] 1095. Gennaio 14 e 18. Beievento. 

e Apooci : Catalogo, eoe. I, pag. 889 ; n, pag. 896. 

Al 14 gennaio grande terremoto, che replicò quattro giorni dopo, 
con rovine in Benevento : ciò secondo V Annalista di 8. Sofia, ripor- 
tato dal Di Meo : il Samelli non ne fa menzione. 

[ IGOj 1095. Settembre 10 ? Veneto. 

(ftjsBAN A.: St, sis. ecc., pag. 17 - perrey a. : Tremai, penis. ital, ecc., pag. 120. 

Il Golran, con 1' autorità del Della Corte, dice che nel 1095 Verona 
insieme ad altre città restò quasi del tutto deserta ed abbandonata non 
tanto per la morte de' suoi abitanti, quanto per la fuga di essi, causata 
dalla fame, e da un grande ed orribile terremoto che sulla fine del- 
l' anno afflisse molte città. Questa notizia credo si collegbi con quella 
riportata dal Perrey, che cioè nella notte del 10 settembre 1095 (o 1096) 
fa sentita in Venezia una fortissima scossa. 

[101] 1104. Gennaio 3. Parmense. 

fftromeon Parmense^ in « muratori: Rerum, itaì. script. » voi. IX, pag* 759 e. 

Terremoto grande nel Parmense. 

[102] 1104. Aprile. Li^nria. 

MiiNuu B. B. : Liguria ùccidentale, pag. 25. 

Neir aprile In Liguria terremoto con rovine e vittime. 

103] 1106. Venezia. 

A. Dakih'u : ChroHicon, In « Murat. : Rerum, ital. script. » voi. xil, pag. 260 D. - M. Sanoto 
Mte de Duchi di Venezia^ la « Murat. : Op. cit. » voi. xxil, col. 483 A. 

Nel marzo in Venezia un terremoto grandissimo rovinò molte chiese 



[1106-1117] 

!. Il Castellini (Storia della città di Vicmza, ivi 1783, voi. V, 
ce che * si per il terremoto che per le inDOndazioni del 
jravvennero, rimase quasi sommersa la eittft di Malamocco. » 
nella Bua Storia documentata di Venezia (voi. II, pag. 23-24, 
4) scrive « il mare, come bcobso dal sno fondo penetrando 
tutti i porti e le aperture delle lagune superava i lidi e 
lava... Tante case rovesciate, tanti fondaci guasti. Un' in- 
lomparve ingoiata dai flutti, l'antica Malamocco.... > : ciò 
I dal libro di Fiiiasi sulle procelle. 

crittori, ed il terremoto e la conseguente innondazione — 
comprende bene se sia con il primo connessa — 11 mettono 
tri nel 1105 ; io li ho posti nel 1106, seguendo la cronaca 
' pi& sopra citata. 

4. ■ TIt«rb«. 

Irem., pag. iói. 

11 Bardi nell' anno sì senti in Viterbo un forte terremoto 
I grandi rovine. Noto che il Bubbì (Itt. della città di Vi-r 
le parla. 

4. Bellinese? 

''ulc. e feti, nufc-, pag. Sii. 

Ili, citando il Trautwein (Mittheil. d. d. und.-Oetter. Al- 
<), ricorda un terremoto fortissimo avvenuto nell' anno. Ciò 
be con quanto scrive il Piloni — riportato da Fulcis e Tara- 
1 geol. della prov. di BelluTW, pag. 204) — che dà notizia 
sismo disastroso avvenuto in Belluno appunto al 7 gennaio. 
le Silvestro Castellini (Storia della città di Vicenza, Tom. V, 
■i 1783) ricorda un terremoto disastroso nel Trevigiano nel 
il Bonito (Terra trem., pag. 454) con 1' autorità del Sardo, 
ì un terremoto sovverti castelli, ville, chiese e monti nella 
tina. -Tutte queste notizie hanno errata la data annuale e 
o certamente al grande terremoto lombardo-veneto del 1117. 

7. Gennaio 3. Lonbftrdia, Veneto. 

trem., pag. 456-66 - Ooiban a.: Storta sismica ecc., pag. Il - Malvasia-Ds 
imenit, ecc., pag. a - Pjoveke; Cronaca deiUrr. di Vicenia, pag. 47-W - Ta- 
;lcisJ : Carla gtol. prov. Belluno, pag. 3<M-5 - Bertrand B. : Uemoire sur Im 
;, "lO- Annale» CremoiieiiMi In • Pebtj;! Ifotitim. Sertii. Hfst. » Script, Voi. XViii 
BONIFACIO 0. : //Istoria Trlvinmm, Trlvlgl MDXCI, pag. 145 - Bobsi: Btstretto 

ad tao del Ptareiiitnl, Piacenza UDCCCXXIX, pag. lBl-<5 - Calvi D. : KP'e- 
o-profana di Bergamo, Milano Iffie, voi. I, pag. 20 - IO. Capsom): Notizie fi- 
t cHÌà dt Pania, Ivi ItfTS, pag. 42 - Castellini a. : Storia delia città di Vicema, 
■n-v, pag. 191 - cavbiolo w. b.; Delle l/i$lonedfila città di Brada, fag. Si - 



[1117] 23 

Campi p. li. : Dell" Aistoria ecclesiastica di Piacenza, ivi MDGLI, voi. l, pai;. 19$ - Oks- 
N'ARI o.: Annali della città di Padova, parte n, pa?. 120, Bassano MDCCXylv - Giulini G.: 
J#^JN. spett. alla st. al gov. ecc. di Milano^ ivi 1855, II ediz., pag. 54-55 - Oiarblu F. : 
Storia di Piacenza, ivi 1889, voi. I, pag. 101 - Manin i L.: Mem, star, della città di Ore- 
Mona, ivi 1819, voi. I, pag. 200 - Muratori L. A.: Ann. d'Italia, Milano MDCCXLIV, 
voi. 6, pag. 384-^6 - Odorici F. ; Storie Bresciane, voi. IV, pagr. 228-29, Brescia 1855 - Or- 
bato 8. : Uist. di Padova, ivi 1678, pag. 28&^ - Palladio C. F. : Bist. della prov. del 
FriuU, voi. I, pag. 169 A., Udine MDCLX - boncetti G.: Mem. star, della città e eh, di 
Bergamo, ivi MDCCCVii, voi. ni, pag. 36 - Rovelli : Storia di Como, parte U, pag. 120. 
Milano MDCCXCIV - Sanuto M.: Vita de', duchi di Venezia, in « Muratori: Rerum, 
ital. scnpt. » voi. XXII, col. 4« C. 

Tutte le cronache, e quindi le storie municipali deli' Alta Italia, ri- 
cordano un fortisBimo terremoto sentitosi circa le 3^ della notte del 
H gennaio 1117, per il quale moltissime città, paesi e castelli ebbero a 
risentire gravi rovine ed immensi danni. 

A Venezia il terremoto fu grandissimo ; in Cividale del Friuli cadde 
gran parte delle mura poste verso mezzodì, con due torri ; V intera 
provincia di Udine ne fu agitata : in Treviso fn abbattuta gran parte 
delle mura di occidente con due torri e molte case. 

A Belluno si ebbero danni simili : a Padova cadde la Basilica di 
S. Giustina e rovinò interamente la cattedrale il cui campanile però, 
sebbene lesionato, rimase in piedi, come si leggeva sopra una lapide 
collocata su di un pilastro, stata posteriormente distrutta : Me terrae 
jérimo nwtus $ubvertit ab imo. 

In Verona cadde una porzione delle mura, e rimasero diroccate 
torri, campanili, comignoli di camini ed il recinto dell' Arena detto 
e r Ala » : a Bologna precipitarono molte case : a Parma una gran 
parte del vescovado : a Brescia edifici e torri, e cosi pure a Cremona 
ove, fra le altre costruzioni che furono demolite, fuwi la Cattedrale; 
in Milano molte case e chiese rimasero abbattute, causando numerose 
vittime ; cadde anche la torre sotto cui si adunava il patrio consiglio, 
uccidendo tutti gli adunati, uno solo eccettuato. 

A Monza ed a Lodi, il terremoto fu pure assai violento ; a Pavia 
molti fabbricati e parecchie parti delle mura furono abbattute. È pro- 
babile che per questo terremoto soffrissero danni anche Como, Ber- 
gamo e che in Piacenza rovinasse in quella congiuntura la Cattedrale, 
^ia(!«hè fu rifatta dopo poco tempo. 

11 Bertrand aggiunge che nel 1117 (senza data mensile) in Svizzera 
fu sentito uno dei più violenti ed estesi terremoti, per il quale furono 
rovinate case e castella in diverse località: ho riportato questa notizia 
]»erchè si riferisce certamente al terremoto che sconquassò gran parte 
(ieir Alta Italia. 

Durante una mezz' ora il movimento del suolo fu quasi continuo e 
por circa 40 giorni si sentirono moltissime repliche. Ai gravissimi danni 



[1117-11201 

3ni telluriche si a^^iaoBero qnelli causati da in- 
, piuttosto che ad effetto di terremoto, io ascrìvo 
dell'Adige e del Po, ricordata da vari storici e 

feriscono che in tale occasione, per la violenza 
oltre alle solite fenditure del stiolo, all' Intor- 
Ielle fontane, nn intera città, sia stata dal Ino^ 
Ita ad un altro poco distante, 
ne non certo piccola che racchinde tale notizia, 
lerve ad attestarci che, per effetto del violento 
) grandi sconvolgimenti nel saolo : anzi è pro- 
nte narrando i cronisti, come la località in coi 
itt& poco disiasse dal primitivo posto, il feno- 
frande scivolamento di terreni saperflciali, av- 
irealpina o collinesca, come si è verificato in 
sismi disastrosi, 
e dei cronisti da me consultati fornisce circo- 
su questo fenomeno, il quale credo si riduca a 
« s'aperse nn monte verso il luoco di Avedana 
I, sepelcndo sotto di sé un grosso villaggio, con 

ritrovorno ». Il Gpmbruzzl poi ricorda il 

, il Merclano, e quelli delle ville seppellite, che 



MontecasBin* (Caserta) 
ai S. Germano, pa? . 100. 

(che segue l'Anon. Casslnese) l'Abbazia nel- 
ì scossa da terremoti i quali non le causarono 

recarono al vicini paesi di Alvito, Coccorusso 
osti (Storia della Badia di ilonUcassino, voi. II, 
pone nel 1U7 e li descrive con le stesse circo- 
mise a conquasso e disertò la Badia e tutte le 
a : quelle di Cornino [ora Alvito], Cocartizzo e 

case crollate e gente non poca uccisa ». 

Larii»? (Campobasso) 

tccla. della dita e delta diocesi di Larino, Boma MDCCXLiv, 

:nBe nell' anno frequentissimi terremoti causa- 
.arino, ove furono sentite anche venti scosse in 
le questa notizia si riferisca invece al terre- 



[1125-1140] 25 



109] 1125. Ottobre 11. Benevento. 

D^ SHONARA p. : Trait. univ. ecc., pag. 104-5 - Falconis benev. : Chronfcon^ In «Murat.: Eer. 

i/al. 9tript. » voi. V, pagr. lof, col. 1 e 2 - pbrrklla a. : L'antico Sannio, pa^r. 330, Isemia 

1890 • p. Saknelu: Mem. cron. Vesc. ed Arciv, ecc., pagr. 9B - tri a q. a. : Mem. st. civ, 

ed eeeL.. di Larino, ecc., pag. L^i^ - vìpera m. : ChronoU Epis. et Archiep, ecc., pag. 103. 

Nella notte dell' 11 ottobre un terribile terremoto in Benevento fece 
abbattere quasi totalmente le torri, i palazzi, gli ediflcii e le mura 
della città. In quella notte istessa alla prima scossa successero altre tre 
quattro repliche, ed al mezzodì del giorno dopo se ne ebbe una nuova 
fortissima. Nella regione Frentana e Sannitica si propagò in modo egual- 
mente terribile , e Larino risenti gravi danni : tra i luoghi di questa 
diocesi restò distrutto il monastero di 8. Felice : fu pure danneggiata 
la facciata della cattedrale di Termoli (^). Le repliche durarono per 15 
giorni. 

[110] 1139. Monteeaisino. 

M. Boxrro : Terra tr.^ pafir. 471. 

Il Bonito, con V autorità dell' Anonimo Gassinese, scrive chje nel- 
Tanno a Montecassino si sentirono scosse molto Intense. 

Ili] 1136. Liguria. 

HiacALu G. : / terr. delia lÀQuria ecc., pa^. ^ - anonymi mon. Cass. : Breve chrotiicoti, in 
« MUBAT. : Rerum, ital. script. » voi. v, col. 2 A - Domno Alberico : Chronol. In « murat. 
Op. clt. » voi. V, pafiT. 141, col. 2 B. 

Neir anno terremoti grandissimi. I citati cronisti li riferiscono al- 
l' anno 1135, ma siccome dicono che avvennero mentre Lotario entrava 
in Liguria, il Mercalli li riporta giustamente al 1136, anno in cui detto 
imperatore venne in Italia. 

fll2] 1139. Gennaio 22. Benevento. 

Faloonis BfiNBv. : ChronicoHyìn « Mlrat.: Rer. ital. sciHpt. » voi. v, pag. 131, col. 1 B - Sar- 
NKLM p. : Mem. cronoL dei Vesc. ed Arciv., ecc., pa^. 94. 

Al 22 gennaio « al primo canto dei galli » terremoto grandissimo 
che parca, soggiunge il cronista, volesse tutto distruggere. Alcuni lo 
ritengono avvenuto nel 1140 ed altri nel 1138. 

;il3] 1140. Febbraio 1. Siracnsa. 

IIo.\oitore: Istar. cronol. dei terrem, ecc., pag. 304^. 

Terribile terremoto che atterrò la cattedrale mentre vi si ufficiava, 



il) secondo 11 Chronicm S. Stephani in rivo niaris, come dice 11 Mercalli fu notizie 
iwrto-rulc, ecc., pag. 7) nelle isole Tremiti prima del terremoto « multos i^nos ex piiteia 
Bulphurels terra evomit »: detto 8CUOtiii\ento avrebbe inoltre recato danni al monastero 
di 8. Stefiino posto neU' Abruzzo. Ma tale cronaca fu dimostrata apocrii^. 



[1140-1160] 



Qccidendo tolti qnelU che in essa erano accorsi. Fu sentito in tatta la 

Sicilia. 

Variano gli antori nell' assegnare la data di tale parossismo : però 

dalla circostanza che tatti concordemente affermano, che cadesse il 
, raccolta la gente per gli oflSci sacri, si deduce 
ti dai vari cronisti come avvenati nel 1070, 1071, 
4, 1099, 1100, Ilio, 1130 e 1148 si ridacono ad 
fecondo il citato Uongitore, quantunque sieno i 
li che lo riportano al 1086, non si può accettare 
mdo stata la Sicilia per oltre due secoli sotto la 
i dei saraceni, non era libero in allora il culto 
ta solo libera nel 1005, allorquando nell' ottobre 
jero, come narra Gaufrldo Mal.-iterra, autore sìn- 
ini a questo precedenti non poteva esservi tempio 
i divini uffici, né poi è verosimile che già nel 
e rialzata la cattedrale caduta per il terremoto. 



to fortissimo (vatde magnue). Il Pilla (Relaz. de 
>! P&S' 100) lo "pone nel 1141. 



n terremoto fece gravi danni a Firenze. 

Hoileeusino. 

UL'BATOKi : Op. al, • voi, V, pag, 66, eoi. a A. 

:osse fortissime. . 

Benevento. 
, pag. 381. 

do r Arcovito ed il Moroni, dice che in questo 
Qto ed altrove in Italia un terremoto rovinoso, il 
Se dal Samelll (Lettere eccl., voi. Ili, pag. 108), 
indo ». 

1,5. 

UI'I 

le terremoto nel circondario di Fresinone, a Cec- 
eroU, ove allora . si trovava il . pontefice, di cui 



[1163-1169] 27 



parla la croDaca citata. Replicarono fortisBime BCOBse al 14 gennaio 
del 1161. 

Il Bonito (Terra tretn,, pag. 484) pone i due terremoti nel 1161-62. 

[119] 1163. Sicilia. 

MoNorroEs A : Ist. cronol, de terr.^ pag. 963. - Bonito: op. cit., pag. 497, 

Secondo il Bardi ed il Bonito, la Sicilia fu travagliata da molte e 
veementi scosse. 



;i20| 1168. Gennaio 10. Pisa. . 

Pilla l.: Istoria del tremuoto, ecc., pag. 197 - boncioni r.: Dell' istorie Pisane, pag. 855, 
Firenze, 1814. 

Un terremoto oltremodo gagliardo con fortissima romba, scosBe tal-* 
mente la città ed il sobborgo « Chinseca » che si ebbe pericolo della 
sua distrazione. 

[121] 1169. Febbraio 4. Gatonia e Siracnsano. 

MaNorroRB A. : Istor. cronol. dei terr,, ecc., pag. - Sciuto Patti c. : Contrib. alla si. dei 
terr, in Sicilia, pag. 15-17 (estr.) - Da Sbcinara f. : Tratt, univ, ecc., pag. 106-7 - Ro- 
MrALOi Salernitani : Chronicon, In « Murat. : Op. cit. » voi. vii, col. 209 B-210 A - D. Spanò 
B0LAN1 : Storia di Seggio Cai., voi. i, lib. 8, cap. 5, pag. 151, Napoli 1857 - fiore g. : Della 
Calabria illustrata. Tomo i, pag. 286, col. 2, Napoli 1G91. 

Al 4 febbraio circa nn' ora di notte, mentre nella cattedrale di Ca- 
tania si ufficiava, si furiosamente fa scossa la terra che precipitò la 
chiesa : tutta la città fd distrutta e sotto le rovine rimasero morte 15000 
persone. Lentini fa abbattuta fin dalle fondamenta e cosi pure molte altro 
città e castella dei Catanesi e dei Siracusani. 

Fra i fenomeni più rilevanti che furono causati da questo immane 
scuotimento ricorderò che il mare a Messina dapprima si ritirò ' dal 
lido per poco dopo rovesciarsi su di esso, sorpasnando i suoi limiti e 
bagnando anche le mura della città. 

A Siracusa — che, secondo V A. della Cronaca Pisana, citata dal- 
l' Ugbelli, rimase per metà distrutta — la fonte Aretusa divenne tor- 
bida e salata, ed un'altra per lo spazio di due ore circa non diede acqua 
e poi erompette con un impetuoso getto di color rosBiccio. 

Secondo il Falcando, autore sincrono, la scossa fa violentemente 
sentita in tutta la Sicilia ed anche in Calabria. 

[122] 1169. Ottobre. Pistoia. 

F. M. FIORAVANTI : Mem. istor, della citta di Pistoia, Lucca MDCCLvm, cap. xii, pag. 194 - 
M. A. Salvi : Delle historie di Pistoia, ecc., Roma mdclvi, parte n, lib. Il, pag. (KV97. 

Specialmente nel mese di ottobre si sentirono continue e forti scosse 
che durarono otto giorni, e portarono grande panico nei cittadini, 1 quali 
ai aspettavano da -un momento all'altro di restar sepolti sotto le case. 



[U70-llfi4] 
:iu 9. 

n • UuRjtTORi: Btruat Ital. teripl. > 
terremoto violentiBsImo abbattè parecchi mari della 
jf. BcOBse dararono abbastanza forti par circa dieci 
ronista euccitato riferisce che in tate spazio di tempo 
ano da per se. 

to 17. B«ligM. 

lu. In < ML'BAToni : op. elt. > voi. xviir, pag. Sia. 

rande terremoto. 

Ariano, Napoli. 
[, 'fiog. 310; II. pag. «ffi-PEHREv A. : Trtmbl. penins. Hai., pag. \3- 

Ito che distrasse una gran parto di Napoli. Ariano 
la voragine. Il Bonito non ne parla : è molto dobbìo. 

to 15. Qeavva. 

uà, In « Hi'RATORi: op. cU. » voi. V, col. 356 D • CaNobBiO : Tùp. 
il. di Bei'ova. Ivi Wm. vag. 1^ - Bonito : Terra Ir., pag. 493. 

noto fortissimo (maximua) mentre si celebrava il 
inzione. Il Canobbio, togliendo la notizia dal Giasti- 
iBttino del 14 agosto e dice che fu molto grande. 
IkI Bonito, ricorda che parimenti Lodi fa dal terre- 
a : ma dì ciò non parla l' Agnelli nelle sue notizie 
oti lodigiani spesso citate. 



•UH da Ctreta, pubblicati dal Petz, ricordano come 
detto anno si facesae con molto strepito sentire in 
bardia e specialmente in Verona nn violento terrc- 
nare molte case e cadere l'ala dell'Arena. Il Mura- 
1184 ed il Bonito, seguendo Sigonio, nel 1185, nel 
1 pure il Tatti (Gli Annali Sacri della città di Como, 
ig. 499, § 105, Milano 1683). Nolo che il Bonito, se- 
scrive che fu nel 1183 rovinata gran parte della 
che però non trovo citato da altri aatori locali. 

:io 2i. Vallo Cosentln» (Calabria). 

VEti : Mon. kM. tìiTia. » Tomo xix, pag. 819 • D. 8pan<> domni ; 
voi I, pag. Ijl, Napoli IrtTI. 

oto per tutta U Valle del Cratì. Rimasero diroccato 



[1184-1198] 29 



molte chiese e fl'aiiati e spaccati molti monti. Gravissimi danni subì 
Cosenza, che ne'rimase quasi distratta, talché secondo il Rossi (Stòria 
de terrem. di Calabria ecc., pagf. 23) i pochi cittadini scampati la Tol- 
lero riedificare più verso oriente, salia sponda del Grati. A Seggio fu 
sentito fortemente. 

Alcuni, fra cui 11 Grimaldi (Dsscriz. dei terr. ecc., pag. 51) e TAr- 
covito (Mem, dei fenom. mei. 1841^ pag. 29) lo pongono nel 1181. Il 
Perrey (Trembl, penins. JtoZ.^ pag. 12) sul principio dell'autunno 
dei 1186. 

i129] 1191. Sidlia. 

A. MoxGiTORB : Istor. crottol. dei terr. di Sic., pag*. 374. 

Secondo il Bardi, In quest'anno 1 terremoti afflissero la Sicilia. 

:idO] 1192. Ar«ut. 

FvRCLu P. : Ann. ovp. mem. istor. d'Arezzo ecc., i>ag. 13. 

Grande terremoto in Toscana : la città d'Arezzo fu in gran parte 
atterrata. 

|131] 1194. tìaleaU (Firenze). 

RsfKTTi F. : Dizionario Qeogr, Fis. Stor. della Toscana, voi. il, pag*. 370, Firenze 1835. 

In questo anno fùvvi un grande terremoto ricordato dalla seguente 
iscrizione posta sulla facciata della Chiesa Battesimale di S. Pietro in 
Bosco : Hoc opvs est actvm post partvm Virginis factvm. Anno milleìio 
centeno qvarto iwm nongeno* Ind. XII .... et eodem anno terremotvs 
magni fuervnt in partibus istis, 

[\%2\ 1197. Brescia, Genova, Lodi. 

Bonito: Terra trem., pag. 48S-1I9. 

lì Bonito, citando Rutilio Benincasa, ricorda un terremoto che fece 
rovinare gran parte di Brescia, di Lodi e di Genova : e dall' Endelechia^ 
dopo aver accennata la catastrofe di Brescia, aggiunge che le altre due 
città patirono parimenti per terremoto. I fenomeni saranno stati con- 
temporanei ? — Noto però che rAgnelli nelle sue notizie sui terremoti 
lodigiani non ne parla. Siccome poi né il Caffaro, né il Giustiniani re- 
gistrano tale terremoto, il Mercalli (J terr. di Liguria, ecc. pag. 22; 
dubita che le notizie date riguardino i terremoti o del 1182 o del 1222. 

133: 1198. Pozzuoli (Napoli). 

». M4XZKLLA: Sito et Antichità della Città di Pozzvoìo, ecc., paj?. 15, In Napoli 1(()6- P. Sar- 
sKLU : Guida de" foreetitri curiosi di vedere.., le cose più notami di Pozzuoli, ecc., Na- 

IioU MDCXCI, paff. 8t. 

La Solfatara fece una grande eruzione lanci^^ndo proietti che dau- 



» [1198-1222] 

aegglaroDO tatto il paese, e nello stesso tempo in Pozzuoli si sentì nn 
forte terranoto che lesionò tatti gli edifici. 

. l_lEt4] 1198. Sieill». 

liloNarròHB A. : Iilor. eronol. ecc., pag. 8^^ 
JfeU'apno terremoto fortissimo. 

■.OttMUfti fiùmaenoBoe, in • uuhatoiii: Rerum Hai. script. * voL vii, col. SU e. 
Nell'anno terremoto fortissimo. 

(136] 1205. Sicilia. 

UONOCTOiiB A. : op. clt., pag. tm. 

Terremoto con grave danno : ciò secondp il Bardi. 

[l?r| 1212. VeauU. 

A. Pekrey: Trtmbl. pm. Itat., pag. la. 

A Venezia terremoto che rovinò delle case : ciò secondo Von Hoflf. 

[138] 1816. aennaio 4. ''WlU.' 

a:uuNi O.: Uetn. tpett. alta St. al eoe., ecc. ai llilano. voi, iv, pag. 329, uilano 18SS. 
Terremoto per tutta Italia. 

' SaUaeo (Bomaì. 

Terremoto che rovinò del tatto U Monastero di S. Scolastica. 

[140] 1282. Dicembre 25. Alta Italia. 

BOMTO ìt.-. Terra Irem., pag. SOj e aeg. - Ualvasi*-De Rossi : Documenti ecc., pag. S- pio- 
vene: Cronaca del Urr. a Vicenza, pag. ìA - Afro P. : Storia della atta di Parma. Ivi 
ÙDCCXCllI, voi. IH, pag. 116-n - Annaltì Brurietua, lo ^ PertI: ìlonum. Oertn. Mal.- 
voi. XViii, pag-, 8W - Annate» Veronemes, In « Perti: op. clt. » voi. XIX, pag. 6 - Bo- 
NiPAcao Q.: /fU(. rrfii(0<ana, Trevle'l:UDXCi,'Pag: 230- Calvi d.-. Bftm. taera-prof. 
di Bergamo, Milano 1677, voi. Ili, pag. 158 ■ C^^tyi p. m. : Dell'HUt. KClet. di Pfaceiiza. 
Ivi MDCLI, part, U, pag. IO - Campo A,: CrfwoMfl/frfM.t. c/«(i «/wfr, Milano MDCxi.v, 
pag. 48 - Canorbio a. B. : Topogr. jliira della città e del contorni di Qenova, Ivi liw. 
pag. 155 - CAVRtoi.o H. : Delle HlSt. Bresciane, fireecla MDLXXXV, pag. M - Dondi a. : 
Nollt. ttof. ed artist. del Duomo di ìlodena, Ivi 1016. pag. aóS-IiS - Qhilim ; Annali di 
.ile»tandria, Milano 16i1«, pag. %- ai!iRARi>*cc[ : Dell' f//it. di Bologna, i\l ìWì, partii. 
pag. 14-i - oauNi : ifem. tpett. alla al. al gov. di Milano «se., ivi 1835. tom. iv. pagine 
2WT9 - ìlemorlalt poleitatum Seaunstum, In • muratori ; JJw. ilal. script. » voi. vni, 

col. 1104 E - MVHATOIU L. A. : Aiiìi. d'Italia. Milano MDCC-VLIV, voi. VII, pag. m-T3 - 
- tn-tn 8. : Ann. della citta di Bologna, Ivi IWO, voi. I, pag. Sii - Nccolio a. : HUt. del- 
rorig. et antica, di Rotfgo. verona UDI.XXXII, pag. fl7-9« - Oborici P. : Storie Bresciane. 
Brescia 1K36, tomo V, pug. aiS-l l - palladio : Hlst. della Prov. del Friuli, Indine MDCLX. 
parte I. pag 820 B - Pancikoli : St. della citta di B'vglo. ivi li*IG, pag. 165 - Giarelli P. : 
Ut. di l'iareiiza, ivi IsmO, toni. 1, pag. S".'». 

Questo grande terremoto, sentito circa il mezzodì del 25 dicembre 
in tutta l'alta Italia, spiegò a quanto pare la sua massima intensità di- 



[1222 - 1223] 31 



stmttiva nei dintorni di Brescia: in questa città e nei Inogbi a lei 
circostanti le mura, le torri furono conquassate fin dalle fondamenta, 
le case diroccate, le ville rovinate : si fanno ascendere a 10.000 il nu-- 
mero delle vittime. Molti edifici furono pure rovinati in Cremona : a 
Bergamo caddero alcune torri e più di cento case con la morte di circa 
otto centinaia di persone. A Milano le scosse devono essere state ' ab- 
biistanza violente perchè la popolazione pensò di abbandonare per una 
settimana le case. A Bologna molti edificii furono guasti ; molte case e 
torri andarono in rovina a Modena, a Piacenza, a Parma ed a Reggio. 
A Verona il terremoto incusse grande panico, e fece cadere i castelli 
di Marano e di Lasize sul Garda; Vicenza ebbe abbattuti molti fabbri- 
cati e pianse parecchie vittime : in Rovigo fu - rovinata la maggior 
parte della Chiesa di Santa Giustina^ per la cui caduta molti vennero 
ft^riti. Diroccarono gran numero di case e parecchi palazzi anche in 
Treviso causando molte vittime, anzi il rovinìo della Torre de' Tem- 
pesta fracassò molte case e parte della Chiesa di S^- Giovanni del Bat- 
tistero. A Genova la scossa fu si veemente, che la- città fu in pericolo 
(li estrema rovina (*) : anche nel Friuli si propagò con notsvole in- 
tensità. 

Per circa un paio di settimane si ebbero repliche più o meno forti, 
«' molte altre fino air 11 gennaio deiranno dopo. 

141] 1223. Regione Gargaiiica (Foggia). 

BvhvTTA M. : Sulì'athr. sisfn. nella Capitatiatat paff. 7 (est.) - Manicone: Fisica Appulo 
OarganH:a, voi. 1, pag. 110 - MoRfrni D. : Escursione sclentfjlca al Gargam, pag. 25 - 
Si.RNia.Li P. : Crotìologfa dei Vescovi ed Arciv. di Siponto, pag. 204. 

Il Samelli ricorda che nella quaresima del 1223 vi fu un orribile 
terremoto a Siponto (presso l'attuale Manfredonia) per il quale la città 
fu interamente abbattuta, essendo rimaste in piedi solo poche case. Il 
Manicone aggiunge che furono pure distrutti Vico Garganico, Sfilesi, 
Santa Tecla (') ed altri villaggi : quest'autore, citando S. Agostino {Cro- 
nici, para III), ricorda- che a Vieste non si ebbero a deplorare morti, 
«quantunque molte case siano rimaste screpolate o sconnesse. Secondo 
il Moretti nel 1223 si sarebbero pentite frequenti e terribili scosse nella 
regione garganica, con grave pregiudizio della cospicua città di Siponto, 
la quale poi, da una nuova e più terrìbile commozione del suolo, sa- 
rebbe rimasta distrutta nel 1225. 



1 U oott. O. Martini, citato dal Mercalli (/ terr. di Liguria ecc., pajr. 2:J) ritiene che 
molti del niinieroHi pontoni od archi, che si osservano in Ta^'trt:i t,'etlatl tra casa e casa 
lier sostenerle, rimontino al terremoto del 12->2. 

* Questi vlllagjrl ora più non esistono : 11 primo era situato tra Monte S^ Angelo q 
iHjwhlci, raltro fra Vieste e Manfredonia, in \lclnanza al mare. 



[1223 - 1228] 



» del 1225 non 1*6 trovato accennato da alcnno de^i 
consaltat), quindi la catastroTe di Siponto io 1' ò posta, 
lei Saraelli e del Manicone, antoii accnratiseimi, nel 1223. 
la riferisce pare il Moronl {Dizion. di Erud. ecc., voi, C, 



\priie 21. Breieia. 

itfedeim. città uitutnUa ecc., Vllano VDCxLV. pa^. <0 - pehbbv a.: 
ItaL ecc., pBg. 12. 

izzanotte del 21 aprile fortissima scossa a Cremona : tatti 
sventati ascirono dalla clttft e non rientrarono cbe dopo 
llcbe : cosi il Campo. Il Perrey aggiunge che Brescia 
anni. 

Regine Strgailei (Fog^a). 
togtvjta Qtner. del prom. earganteo, Napoli IBSe, pac- 133. 



Alpi HaritllHe. 

eoe > script, tom. U. 

dell'anno terremoto disastroso nelle Alpi circostanti a 
Pro/enza: sotto alle rovine di gran parte degli edifici 
cinquemila persone. Ne parlano il Sabellico, ìl Platina 
ti. Alenai lo mettono nel 1225 (Bonito), altri nel 1231 
iìl) ed il Prost nel 1205. 

Uano 18 (circa). Italia. 

1 : Soettmentì ecc., pa(. t. 

marzo in Italia scosse fortissime. 

Luglio. Ischia. 

MAN. : ChronKm ecc.. In « Huii:itoii[ : Jt^m» Ilal. teripl., voi. vir, col. 

UAQ.: r mia 4' Ischia ed il tcrr. ecc., nag. 16 (est.) 

citata ricorda che nel mese di luglio mona Itclae sub- 
peruit in caealibda sub eo deghitea fere teptingento» ho- 
)ueste parole si accenna ad un grande flranamento di 
Epomeo — il monte d' Ischia per antonomasia — ma 6 
3, osserva il Mercalli, cbe ci& sia stato causato da un 
[uale pare accenni il verbo tubvergu» ett, tanto più cbe 
emoti ischiani (1302 e 1883) furono accompagnati da 
ioti: è pare probabile, secondo il citato autore, cbe 11 di- 
duto in vicinanza della parte più atta di Casamicciola, 



[1229 - 1242] 33 



perchè ivi 11 fianco dell' Epomeo mostra ancora le traccio di antichi e 
grandiosi scoscendimenti. 

147] 1229. Bologna, Roma. 

MALVA.S1A- dk Rossi : Documenti ecc., pag. 2 - Bonito M. ; Terra trem.^ pag. 51S-U. 

Il Bardi ed il Morigia, citati dal Bonito, dicono che in Italia nel 
1229 8Ì ebbero terremoti grandissimi; Malvasia-De Rossi riportano la se- 
guente notizia tolta da memorie mss. del Ghiselli « 1229. Qui [in Bologna] 
in quest'anno un grandissimo terremoto che durò per molti giorni con 
rovina di molti edifìci particolarmente nella campagna di Roma...» 
Non credo che un unico terremoto abbia danneggiato Roma e Bologna, 
avremmo di certo avuto notizia di qualche punto intermedio : quindi 
i fenomeni sono stati certamente ben distinti. 

[148] 1230. Aprile 5. Reggio Calabria. 

FIORE 6. : Della Calabria illustr., tomo i, pag. 286, col. 2. 

Dal l*" al 15 marzo si sentirono dei rombi in tutta la Calabria ; al 
5 aprile scossa fortissima a Reggio. 

[149] 1231. Giugno 1. MontecassiBO. 

PiLiJi L- : Relaz. dei trem. ecc., pag. 100 - Bonito m. : Terra trem., pag. 517-18 - Baglivi g. : 
Op. omnia, pag. 520 - Moroni : D(z, a*Erud. ecc., voi. XLVI, pag. 174 - Perblla a. : Bf- 
f emende deila Prov. di Molise ^ isernla 1880, voi. l, pag. 854 - L. tosti : st. della Badia 
di Montecassino, voi. Il, pag. 202, Boma 188P. 

Riccardo da S. Germano nella sua cronaca ricorda che verso il 
mezzodì del V giugno un gran terremoto afflisse S. Germano, Monte- 
Cassino e luoghi vicini. Le repliche durarono per oltre un mese. Dal 
monte che sovrasta S. Germano si staccarono in tale occasione molte 
frane e le acque delle fonti si intorbidarono. Produsse danni notevo- 
lissimi alle chiese, alle case ed alle torri : si propagò da Capua fìno a 
Roma, ove (nello stesso tempo ?) cadde parte del Colosseo. In provincia 
di Molise non causò danni scrii. 

,150' 1234. Dicembre 25. Ferrara. 

K^^tneride Astrologica Istortca di Ferrara, Ivi 1749, pag. 195. 

Al 25 dicembre grande terremoto in Ferrara. 

1511 I5?45?. Ottobre 24. Vicenza. 

A. (JoDi : Chronica, In « Muratori : Rer. ital. script. » voi. viir, col. 86 C. - Castki.lim S. : 
iUoria della Città di Vicenza, Ivi 1781, voi. Vili, pag. 119. 

11 Godi ricorda che sulla sera del 24 oltobre in Vicenza fuvvi un 
fH'andissimo terremoto, il quale invece, secondo il Castellini sarebbe 
avvenuto due anni dopo nel dì istcsso. Tale coincidenza di data nien- 

Baratta : Terremoti ecc. a 



34 [1243-1248] 

Bile ci dimostra che le dae notizie si riferiscono ad nn unico fenomeno. 
del qnale ò accettata quella del cronista e non l'altra offertaci da tin 



8. Sellerò (Arezzo). 
'epolcro, pag. 16. 

incnsBe grande panico. 

Lacca. 
ecc., Lucca IBW, voi. i, pug. 32, 

m tre terribili scosse fecero balzare la popo- 
piirea che le case e le torri dovessero cadere. 

Nardi (Lecce). 
TOBI : Rer. dal. script- • voi. xxiv, col. BBl e - BBS A. 

fracassA la chiesa e fece molti danni. Secondo 
rcalli (Le notizie sismo-vulc. ecc., pag. 8) la 
Tte compilazione posteriore e nel resto di poco 

1 spesso falsa ed erronea nelle date : aggiunge 
se detto terremoto fu grande, come sì asse- 
ceuno altri cronisti del tempo, mentre iiesBuno 

i in Italia nel 1245 od anni prossimi. 

Spaleto (Perugia). 

' ecc., Foligno lEn9, parte I, pag. 7d. 

fortissimi terremoti scossero talmente la citt& 
te case e molte torri. 

Savoia. 

MERCALLr : / (err. dtlla Liguria ecc., pag. 23. 

I. ciuto dal Mercalli, nella valle di Uoriana 
listrutti 5 villaggi e vi perirono 9000 persone, 
numero di animali. 



lUBiiTORl : Rer. 1 

)rtisBÌmo. 

Napeli? 

MTOW: Op. Clt,, • voi. VII, col. UWj D. 

poli terremoto grandisBimo : ciò secondo i ci- 
nica moderna li à dicUiarati apocrifi, e perciò 



[1243-1256] 35 



la notizia del toremoto deve essere stata inventata, tanto più che su 
ciò nulla dicono i cronisti sincroni. 

130^ 1249. Luglio 25. Lombardia, 

a Como: L'Historla di Milano, Padoa 1646, pag. 211 - D. calvi: Fffem. sacrihprof,., dt Ber- 
gamo, Milano 1675, voi. U, pag. ^1 - M. Benito: Terra trem., pa^. 520 - Goiran a. : ,S^^ 
sisM, ecc., pa^. 17. 

Circa le S*" della mattina del 25 luglio fu sentita in Lombardia una 
grande scossa, la quale, secondo il Bardi, danneggiò Milano : a Verona 
fu breve e leggiera. 

Vedi a proposito di questo terremoto Tannotazione posta al seguente. 

;i60^ 1249. Settembre. Reggio, Modena. 

BiNiro: Terra trem., paf?. 519 - Memoriale potestaiurn Regiemtum^ in « Muratori: Rerum 
itnl. script. » voi. vni, col. 117 A - Panciholi G. : Si. della città di Reggio, ivi 1846, paj?. 193. 

In una sera del mese di settembre si senti in Reggio un gran terre- 
moto che riempi di spavento la città. Con questa notizia certamente si 
collega la seguente riferita dal Bonito, con l'autorità del Baronio, che, 
cioè, mentre i Bolognesi cingevano Modena, venne un gran terremoto 
il ({uale, con il suo veementissimo scuotimento, fece aprire quasi tutti i 
tetti della città. 

Queste notizie non avranno forse data erronea e non si riferiranno 
al terremoto precedente, cioè, a quello successo al 25 luglio che dan- 
neggiò la Lombardia? E ciò tanto più perchè gli scrittori da cui ò 
desunto quest' ultimo nulla dicono di quello avvenuto nel settembre. 

[161] 1254. Novembre 25. Napoletano? 

M. SPINELLO: Diurnali^ In « petz: Moh. Germ. hist. » voi. xvmi. pag. 477 - A. beatillo: 
Hutoria di Bari, Napoli MDCXXXvn, pag. 130. 

Nei citati Diurnali trovasi scritto che nella notte del 25 novembre 
8i sentì nel Napoletano un terremoto : nell'edizione fatta dal Muratori 
Rer. ital. acripL, voi. VII, col 1077 C) lo si riferisce al 1253. Il Bea- 
tillo aggiunge poi che in Bari per una burrasca orribile cadde nel mese 
di aprile, a terra un campanile della chiesa di S. Nicolò. Ho riprodotto 
qnest* ultima notizia affinchè non si creda che la distruzione del cam- 
panile (del rf»sto accaduta in mese diverso) sia stata operata dal ter- 
remoto succitato. 

già detto a proposito del terremoto del 1248 come poco attendibili 
Bìeno i Diurnali di M. Spinello. 

^l^j 1256. Roma, Anagnì. 

Pérrky : Tremìfl. penins. Ital., pagr. 13. 

Scossa fortissima a Roma e ad Anagni : nella prima località suonò 
da per sé la campana della chiesa di S. Silvestro. 



[1259 - 1269] 



me, ìd ■ MusATOM: Ser. (tal, script. > voi. vii, col. 9-& A. 

I terremoto disastroso. Non é accenoato dal Mong^itore. 



» voi. VII, col. »tà A. 
! città e caetella furono scosse da un fortlBsimo terremoto. 

7. Aprile IO. Bari? 

9ser Mattceo di Oiovenazzo, In ■ I>m : op. cit. > voi. XIK, pae. 491. 

rile grande terremoto che fece cadere il campanile di Bari 
3. Nell'edizione dello Spinello fatta dal Muratori Della sua 
^ione spesse volte già citata (voi. VII, col. 1103 D E), è 
1266, nel qaal caso occorre cambiargli data mensile e rìfe- 
narzo. essendo accadalo alla domenica delle Palme. Però, 
o per II terremoto del 1248, data la falsità dei Diurnali, 
ueoo che essere falsa la notizia del terremoto surriferito. 

8 o 69. Aneon» ? 

OLIOL* : Cronica ai Bologna, In . Ml-ratori : op. clt. • voi. xvlli, col. 281 D - 
»K»iiAiiiE.v9ia : Httl. [mp. Somaito-Oermanlc, in • Uvhatobi ; op. cit. • vo- 
Dl. 138 C. 

eo della Pugliola scrive ■ che In questi tempi [1268] furono 
terremoti per modo che gran parte del monte di Ancona 
mare ■ e Ricobaldo riporta ciò pure, attribuendoli però al- 
to incerto se qui si tratta di fenomeni locali, oppure se le 
e Bi riferiscano al terremoto veneto del 1268 o 69 che segue : 
ò parrebbe perchè è certo che se questo terremoto fu rovi- 
'egione montuosa del Veneto si può essere propagato anche 
tlle Romagne ed alle Marche. Ma però si potrebbe obbiettare 
aoti d'Ancona sono sempre molto localizzati, acche se iu- 
ndi ritenere distinti 1 due fenomeni. 

8 o 69. Novembre 3-4. TreviM, F«ltre. 

,Vofc lllustr. alla carta geol. della Pr. ai lìfUuaii, pap. 205 - Bonifacio: Hist. 
302, i»i MDXCI - G. B. VKftcì : St. della Marca Tvicigtana. voi. I, llb. i, p.-)- 
enezla lisi. 

mezzanotte fra il 3-4 novembre si senti per tutta la pro- 
rcviso ed altrove un terremoto veementissimo che incusse 
ore alla popolazione : in Treviso fec(.' rovinare gran parte 
to delle monache di S, Caterina; a Keltre cagionò danni 
Asolo prostrò al suolo parte dell'antica rocca. Le bcobbc 



[1269-1176] 37 



furono fortemente intese anche a Padova, come ci ricorda un Monaco 
in nna cronaca pubblicata dal Muratori (Monaci Patavini : Chnmicon 
ife rebus gestes in Lombardia praecipvs et Marchia Tarvisana, voi. Vili, 
voi. 730 E). Tanta fu la violenza del movimento sismico che gli autori 
citati ci lasciarono scritto che si staccarono grosse frane dai monti : 
alcune delle quali, essendo precipitate nel canale della Piave, impedirono 
per qualche tempo il transito degli uomini e degli animali. 

1^168] Itl'l. Toseana. 

B>MTo M. : Terra tretn., pag. 523. 

Nell'anno la Toscana pati per terremoto. 
169^ 1273. Basilicata. 

M. BONITO : op. Cit., pa^. 523>24. 

Il Bonito, togliendo la notizia da un ms. deir Archivio della Zecca 
di Napoli, afferma che un terremoto causò rovine io gran parte della 
Basilicata, talché Carlo d'Angiò commise al R. Giustiziere di verificare 
orli immensi danni per proporgli soccorsi adeguati. A questo terremoto 
si riferisce certamente il Moroni (Diz. d'Erud., voi. LIV, pag. 316) il 
quale scrive che nei 1268, secondo il Collenuccio, Potenza fu distrutta 
da terremoto. 

Il Capocci (op. cit., II, pag. 408) poi avvisa di non confondere 
((uesto fenomeno con quelli successi nel 1268 e nel 1253 [1254]. 

17C] 1275. San Damiano (Piemonte). 

(^St'OtUca Àstetìsia, In « MunATORi : Rer. ital. script. » voi. xi, col. 1(?3 D. 

In un giorno di questo anno, sul far della sera, terremoto fortissimo 
a S. Damiano. 

171] 1276. Luglio 28 29. Milano. 

B »MTo M. : Terra (rem.^ pag. 521 - Bosaccio : Le sei età del Afondo, pag. 90- Zerenohi: Di- 
srorso del terr. ecc., pag. 21 - B. Corio : VHlst. di Milam, vinegia MDUlll, pag. 136 
vereo - (loiRARD.%cCT: DelVHtst. di Bologna, ivi 1597, parte I, pag. 229 - C affari.- Ann. 
OrHuenses, llb. IX, In « Muratori: Rer. ital. script.^ tomo VI, col. 566 A. 

Nella sera del 28 o 29 luglio al tramonto del sole in Milano e din- 
t )rni grandissimo terremoto sentito a Bologna e fortemente anche a 
rinnova. Milano pare abbia sofferto gravi danni. Secondo il cronista 
Sabbia, citato dalFAgnelli (/ terr, registr, nelle cron. lodig. ecc. pag. 91), 
a Lodi e contado fu fortissimo. Lo Zerenghi lo pone nel 1273, ed il 
Bonito poi, a pag. 523 della sua Terra tremante, in tale anno, citando 
r Endelechia del Gregorio, erroneamente ne ricorda un altro. Al 1276 
lo auribuisce infine il Rosacelo. Il Bonito (op. cit., pag. 521) commette 
a \ altro errore, giacché, citando il Corio, dice essere avvenuto tale 



[1277-1279] 



al 29 luglio 1266, mentre il Corio esplicitamente lo attribuisce 
isteseo dell'anno 1276. 

ÌT3. S. Sepolen (.Arezzo). 

tnn. tneia. di Borgo S. Sepolcro, pag. 19. 



no un terremoto atterrò molte case. 



Sptieto. 



del Com. di Spoleto ecc., parte I, pag, 113. 
no terribili scosse fecero rovinare molti edifici con mortalità 



377. Luglio 20. VurOBt. 

'(. sum. ecc., pag. n. 

ieta Dalla Corte ricorda che Ball' imbranire del 20 loglio an 
10 terremoto scosse Verona : per varie ore si ebbero forti 
caddero molti edifici e quasi tutti i comignoli del camini con 
mrecchie persone : fìi sentito anche a Milano. 

g78. Aprile 7. Frinii? 

/ terr. nel Friuli, pag. 193 - Sansovino : Cronico parile, delle cose Satte da i 
L app«Ddlce alla • Venezia citta noblUeslma... ecc. • Ivi 1603, pag. 32. 

■emoto fortissimo fece rovinare parecchi castelli nei Friuli : 
Sansovino in tale anno ne fa sentito uno abbastanza eensi- 
i a Venezia. 

Ì79. Aprile 24. Prilli. 

op. clt., pag-. 193 ' Annaiei Forojulleniei, In ■ Pbtz : ìton. Alti. Oerm. > Script, 
pag. aoi - A. DANDUi.i : Chronleoa Venetum. In « Ml-hatohi : Rer. ttal. tcrfpt. • 
col. 397 A - pai.lauio i Hist. della prov. del Friuli, tidlDe UDCLX, parta 7, 

pascolo del 24 aprile e poscia circa la mezzanotte, due scosse 
nel Friuli fecero crollare alcune castella con mortalità di 
L Cividale questo terremoto fu rovinoso ; a Venezia fu fortis- 
i rinnovò nel di 30. Il Dandalo lo attribuisce però al 1278 : 
la notizia del precedente terremoto, avvenuto appunto in 
data dal Sansovino, si potrebbe riferire a questo del 1279. 
(dio invece scrive che al 25 gennaio si ebbe un terremoto 
1 Friuli, che cagionò gravissimi danni e che in Aquileia fece 
quasi tutta la Cattedrale. Io credo che si tratti di un unico 
perchè ì cronisti pubblicati dal Muratori e dal Petz non 
i quello avvenuto al 25 gennaio, ma solo dell'altro accaduto 
e : evidentemente l'errore si riduce allo sbaglio della sola data 
:iacchè il crepuscolo e la mezzanotte del di 24 potrebbero es- 



[1279 - 1281] 39 



sere ritenuti come facenti parte del di 25, contando i giorni, come si 
osava, da un tramonto all'altro. 

177] 1279. Aprile 30. Romagna, Marche. 

Bjmto M-: Terra trem., pag. 536 - Guarini: / terr. a Forlì, pag. 6-7 - Conti a. : Camerino 
e i suoi dintorni. Ivi 1872, pag. 1(M - icetelli a : Storia di Brisighella e della valle di 
Amane, parte l, voi. I, Faenza 1869, pag. 155-56 - mini q. : Marradi, Castrocaro 1892, 
pag. 56 - MURATORI: Rer. ital. script., voi. xxil [Annales Porolivemes ecc.) col. 146 B - 
Pkbl-zzi a. : Storia di Ancona, Pesaro 1835, voi. Il, pag. 27 - Bepetti e. : Dizion. geog. 
,ns. stor. della Toscana, Firenze 1835, voi. n, pag. 979 - Sanzi a. : St. del Com. di Spo- 
leto, parte I. pag. 119 - Savini p. -. St. della Citta di Camerino, ivi 1864, pag. 70-73. 

A Forlì sui crepuscolo del 30 aprile e poi circa la mezzanotte due 
scosse si forti da far diroccare parecchie castella nella regione mon- 
tuosa, causando la morte a molte persone : Anche Galeata (Rocca 
S. Casciano) ebbe a soffrire danni giacché fu scosso fin dalle fonda- 
menta il monastero di S. Ellero. Questo terremoto si propagò per le 
Romagne, le Marche e per lo Spoletino recando da per tutto danni 
cavissimi. In Camerino rimase diroccato V altissimo campanile di 
S. Maria, la torre di S. Giacomo ed un Monastero sotto le cui rovine 
pelarono tutte le monache, una sola eccettuata : caddero pure due terzi 
dei tetti con mortalità di persone : fu abbattuto un castello nel piano 
di Fiuminata (Camerino), anche Castel Raimondo (Camerino) ebbe a 
risentire vari danni e cosi pure Brisighella ; parecchi castelli furono 
distrutti fra cui quello di Castiglione nella valle del Lamone, fra le 
cui rovine molti restarono sepolti. Il terremoto fu sentito a Foligno, a 
Xocera, a Spello, a Fabriano, a Cagli, a Matelica ed a Cingoli ; in modo 
più lieve anche a Venezia. Ancona non andò immune da danni ; a Cer- 
reto di Spoleto le scosse devono essere state abbastanza forti giacché 
risalta che gli abitanti del comune tennero un consiglio sul declivio 
della montagna presso le mura del Castello, perchè dentro si correva 
gran rischio della vita. 

La violenza dell' urto sotterraneo produsse molti effetti permanenti 
nel suolo, giacché i cronisti ricordano vari franamenti allora successi 
ed altri fenomeni, fra i quali che tre monti e due laghi restarono del 
tutto assorbiti. 

;i78] 1280. Gennaio 25. Bologna. 

OniRARDAcci Ch. : Dell' Hi$t. di Bologna, ivi 1597, parte I, pag. 256 - S. Mizzi : Ann. della 
Citta di Bologna, ivi 1840, voi. li, pag. 147, 

Al 25 gennaio grande terremoto in Bologna e dintorni. 

;i79] 1281. Sicilia. 

Uongitore a. : Ist. cronoL dei terr. ecc., pag. 875. 

In Sicilia nell'anno un terremoto apportò danni : ciò ricorda il Bardi. 



[X282 . I2S91 



[1801 i:i88. Gennnio 17. Veiesi». 

Hai., pag. 133 - ZEREsoni F. ; DiKorso iti Urr. ecc., paj. 91. 

rremoto fortìBsimo a Venezia : alcuni lo pong:ono 
1285 e certi autori aggiungono che anche Milano fa 
ìgglata. 

Ntpoli? 

. 13. 

oli e pacHÌ cir<mnvicini : molti ediflcii rovinati e molti 
trovato ricordato da altri aatori. Io ritengo poco 



wl. ecc., pag, ST5-T8. 

inaio eruzione dell' Etna con fortissime ecoBse nelle 
il Carré ra, 

ibre 13. Ferrara.^ 

iDRATORi: Kir. Ilat. Kript. ■ voi. xv, col. 838 A. 



terremoto grandiBsimo. 



ti.. In • Ui:i(.iTOIIl : I 

jcana grandi terremoti. 

Roma, 
pae. sas^. 

a di Onorio IV, riferisce che dorante il Conclave 1 
ino da quello per I frequenti e forti terremoti che si 
3oBÌo aggiunge che la sede fu vacante per dieci mesi. 

e U. CreHOM. 

'. aelle ermi, lodigiani, pag. 91 - Bonito H. : op. Cit., pag. S2S - 
Vilam, Padoa I&t6, pag. Ti». 

ona e Lodi scossa fortissima : il Manini {Mem. ator. 
lona, ivi 1819, voi. I, pag. 200) dice che nel 1280 
rte scossa recò gravi danni ; ciò con tutta probabi- 
terremoto del 1287 ricordato da molti cronisti. 

Pistoia. 

tHimks, ID • MCRITOHI : op. Clt. ■ Tol. XI, col. IS98 A. 

itirono per parecchio tempo grandi scosse di terre- 
isionarc e danneggiare molte case. 



[12fl2-l295j 41 



188] 1292. 

Pi y\.. LrcExais : ffist. BCCl., in « Muratobt : op. Cit. » YOl. XI. col. 1296 D-K. 

Ncir^nno in Italia molti terremoti specialmente in valle di Bivano : 
fortezze e case rovinate, molti morti. 

[ 189J 1292. S. Sepolero (Arezzo). 

FvRrLu p. : Ann, o mem, di S. Sepolcro ecc., pag. 12. 

Grande terremoto che fece molti danni. 

'190] 1293. Luglio 11. Pistoia. 

( Kroiticon Farmetise, in « Muratori : op. clt. » voi. IX, col. 825 B-G. 

Air 11 luglio in Pistoia cominciarono a sentirsi dei grandi tuoni 
che durarono per 24 giorni: gravissimi e frequenti ftirono i terremoti 
por i quali molte case della città furono abbattute e molte altre lesionate : 
una parte della maggior chiesa di detta terra fti rovinata ed il capi- 
tano e molti morirono sotto le macerie. La popolazione aveva già ab- 
bandonato la città. 

;i91] 1294. Boiaao (Campobasso). 

fitiMTo M. : Terra trem., pag. 529. 

Gravissimo terremoto nel Sannio : Belano ti in parte rovinata. Ri- 
solta dai manoscritti dell'Archivio della Zecca di Napoli, che la città 
fn liberata da metà della somma che doveva pagare all' erario, ap- 
punto in vista dei gravi danni sofferti per tale terremoto che causò pure 
grande mortalità nei cittadini. 

:i92] 1294. Siena. 

SoLDAsi A. : Reìat, del terr. ecc., pag. 54. 

Secondo S. Tizio spaventevoli terremoti in diversi tempi atterrirono 
la città: forse a questi terremoti allude il Bardi (Bonifo: op. cit., 
pag. 530) scrivendo che in Toscana nel 1294 ne furono sentiti molti. 

'193] 1295. Settembre 3-17. Bergamasco. 

(JoiftAN ; Si, sism, ecc., pag. 17 - D. Calvi : Sffem. mcro-prof, di Bergamo, Milano 16T7, vo- 
lume ni, pag. •74 - B. CoRio : Z' hist. di Milano^ vinegla MDLlin, pag. 155 verso - 
A. P. Frisi : Afem, st, di Monza, ecc., Milano MDCCXCIV - Q. Giulini : Mem. spettayiH 
ùìla gt. di Milano, ivi 1835, voi. IV, pag. 772 - L. Tatti z De gli Ann. sacri della Citta 
di Como, Milano 1683, llb. x, pag. 779. 

Circa Torà nona del 17 settembre si sentirono delle fortissime scosse 
a Milano, che in Bergamo incussero grandissimo terrore ed apporta- 
rono molti danni. Assai gagliardo fu pure questo terremoto a Como e 
provincia, ove gli abitanti ftirono in grave apprensione. Fu certamente 
sentito anche a Monza, ma la cronaca pubblicata dal Frisi lo dice av- 



[1297-1298] 



Tenuto a 9'' del 3 settembre. Secondo il Dalia Corte in Verona ed ia 

alenai luoebi del sao contado si senti detta scosBa, che ebbe breve 

danno che la caduta di alcuni p^hi co- 



li senti una fortiaBÌma scossa che apportò 
I da un documento ms. sincrono. 

Pistsia, AretM. 

7, pAg. 3(B, oap. XXV - Jacopo M. Fioravanti : IftOT. $tor. 
JDCCLVIII, pag. S4I - Pabulo P.: Annali... Iti Areizo^ec., 



lentirono continui e fleriseimi terremoti, che 
i e torri con morte dì molte persone. Anche 
'anno in Arezzo si ebbe un gran terremoto 
cansando parecchie vittime, 
difficilmente saranno stati sincroni, allude 
.ncense nella sua Ilist. Eccl. (Muratori : Her. 
1219 B) il quale, quantunque li riferisca al 
nell'anno vi furono grandi terremoti 1 quali 



18», voi. n, pag. S637. 

icona fn agitata da terremoti che non le por- 
lana ne fu si desolata che il Pontefice Boni- 
aovati alla Camera apostolica. 

Rieti, Spoleto. 

'à detu Pieee, Perugia ISSO, pag. 52 -G. Pellini^ Ddi'iiist. 
, pas, KH - A, Sanii: st.afl Com. di Spoleto, Foligaf) It-T», 
. : Leu. Eccl., voi. Ili, pag. 109 - Oro. villani : Storie. Fio- 
chi vicini si sentirono delle scosse che fecero 
)Iti palazzi, torri e chiese causando un gran 
ppennino fu abbattuto interamente il Castello 
i propagarono in tutu 1' Umbria e danneg- 
3ve. 

sentirono delle repliche: secondo il Bonito 
ita il Brozio, il periodo sismico sarebbe du- 



[12d8 - 1302] 43 



rato circa sei mesi : le concussioni telluriche erano si forti che la gente 
veniva sbattuta a tefra. 

Alcuni autori come il Magnati {Not. istor, de' terr.^ pag. 87-89) pon- 
gono questo terremoto nel 1300. 

[Id8] 1298. Verona. 

OOQUN A. : Si. US., ecc., pSff. 17. 

Seguendo il Della Corte, il Goiran dice che verso la fine dell'anno 
si senti in Verona e contado un g^^andissimo terremoto che causò molte 
rovine. Essendo le scosse durate per più giorni, i cittadini si ritira- 
rono ad abitare nelle campagne. 

[199] 1300. Liriia (Campobasso) 

0. D. e ▲. haouano : Considerai, stor. sulla Città di Larino, Campobasso 1806, pag. 170-71. 

Per i terribili terremoti del 1300, che durarono fino all'anno seguente, 
l'antica Larino dovè risentire non pochi danni. 

■200] 1301. €uee. 

Ca«aus g.: Diz. star, ecc., voi. v, pag. 786 - Qiuuni g. : Annali d'Alessandria, pag. (77, 
MUano lese. 

Un terremoto neiranno citato in Cuneo atterrò molte case e desolò 
numerose famiglie : questo fenomeno è probabilmente identico a quello 
ricordato dal Ghilini per orribile non solo in Alessandria ma anche 
nei paesi circonvicini. 

[201] 1301. Palermo. 

MoNuiTORB ▲. : Istor, eranol, ecc., pag. 8T7. 

Gravissimi e fì*equenti terremoti nell'anno fìirono sentiti in Sicilia 
e specialmente a Palermo, ove gettarono a terra molti edifici. 

[202] 1301. Giugno 11-12. Frinii. 

Annalet Forcjulienses, in « pbtz: Mon. Qerm. hist. » voi. xix script., pag. 210. 

Air aurora dell' 11 giugno in tutto il Friuli grandissima scossa, la 
quale replicò trascorso il mezzodì ed i vespri e quindi dopo la mez- 
zanotte del di seguente. 

;203] 1302. Gennaio-Febbraio. Iseliia. 

Boxrro M. : Terra trem,, pag. 587. 

In gennaio o febbraio violentissima eruzione per la quale venne in 
luce la grande colata dell'^r^o : secondo il Bonito è probabile che sia 
stata preceduta da terremoto, giacché Mons. Reggio, vescovo di Vico 
^aense, dice che in tale occasione caddero a terra molti edifici. 



[1303 - 1309J 



[204] 1303. Ottobre 23. VieeiEB-EBÌlis. 

PiovBNB: Crùtutet de fare, a Vicenza, pag. -Ifl - morjitori: Rer. Hai. teript., voi. xv. {Chto- 
meon Sittìtse, col. 901 A), voi. xvii (j. de U(;s9is : Ckron. Placentinum, col. 4.SÓ D), to- 

, ,„ /«. ,. j,(j| gjj ^1 _ Q poBBO: J&THi* nat. itil Uonast, ai Moft- 

. ' anno vm, rase, v, pag. esn, uilano 1861. 



'. settembre a Parma e dintorni ed in vari 
sima scOBBa ; cosi la cronaca Parmense : ma 

reca : 23 ottobre a Piacenza grande terre- 
Dbre a Ferrara grandisBimo terremoto. Queste 
accordano ad nn nnico fenomeno avvenuto 
llt& alla mezzanotte fra il 22 e Ì3 ottobre, 
forte a Parma, deve essere etato sentito ab- 
tie a Piacenza e viceversa: se fb fortissimo a 
t& deve aver avuto pressoché a^ale inten- 
lltre a ciò la cronaca ddl Monastero di Mo- 

sulla mezzanotte grande scossa della lan- 
al 18 dicembre nna terribile scossa suBs^^ta 
i. Ora il Piovcne pel 1304 d& notizia, senza 
■; di nn grande terremoto sentito in Vicenza 

nelle case. Potrebbe quindi darsi che la 
3 nell' Emilia ed in Lombardia non fosse 
di quella che causò rovine a Vicenza. 

Belano (Campobasso). 
A. AUATt : Dizion. corogr. Mt'ltalta, voi. i, pag. 817, col. i. 

ciarlanti, dice che Boiano fa. in tale anno ab- 
o terremoto : secondo l'Amati invece sarebbe 



Como. 

'Itta di Como, libro I, pag. 13. 

) fta sentita nna scossa che recò non poco 
e alcnna rovina negli edifici. 

Lacca. 

iURATOBi : Rer. Ital. script. • voi. XI, col. laiT B. 

crepuscolo, in Lacca orribile terremoto che 
3 di circa 40 miglia. 

Balano (Campobasso). 

11. I, pag. 841, col. I. 

mldiruto dal terremoto del Ì30ó, sarebbe stato 
completamente adeguato al suolo. U Bonito 



[1308-1315] 45 



però non ne parla ; secondo il Perrella invece (Effemeride della Prov. 
di Molise. Isemia 1892, voi. II, pag. 27) all' 11 luglio 1309 sarebbero 
stato sentite in Boiano forti scosse che, ripetutesi in altri giorni, fecero 
danneggiare la città, entro la quale, si dice, sieno apparse nuove 
sorgenti. 

209] 1308. Gennaio 25. Rimini. 

S>R"iKRi A.: Scruti di Sismol.^ voi. Il, pagr. 165, 189 - Bicobaldi Ferrariensis : Campilatto 
ChronoL, In « Muratori : Rer. ital. script. » voi. IX, col. 255 D. 

II 25 gennaio prima del tramonto del sole, terremoto rovinoso ; 
molti pezzi di mura, le case più antiche e le torri furono lesionate, 
qualche edificio fu pure diroccato: nessun fabbricato, fì^a cui pare 
anche rArco di Augusto, andò immune da danni. 

[210] 1309. Sicilia. 

MoN(iiTOR£ A. : Ist. cronol. ecc., pag. aT7. 

Molti terremoti fortissimi in Sicilia. 

211] 1310. Reggio Calabria. 

ARroviTo s. : àfem, dei fenoni. met. ì84t, pag. » - Bonito m. : Terra trem., pag. 588. 

L'Arcovito, seguendo il Roscitano, scrive che Reggio risentì danni 
per alcuni terremoti : il Bonito, con l'autorità del Bardi, ed il Mongi- 
tore (op. cit., pag. 377) danno notizia che le scosse furono forti per 
tutta la Sicilia. 

.212] 1311. Pinerolo (Torino). 

VVSHU.U Kandi : Rnpport. ecc., pag. 132. 

Neiranno terremoto fortissimo nella regione. 

213" 1315. Dicembre 3 Aquila. 

Hi sunNARA V. : Tran. univ. ecc., pag. 11 I-li - B. Cirillo: Annali della Città di Aquila ecc. 
Roma 15":0, pag. 18 - Marchesi s. : Compendio storico di Cittnducale, pag. 84, Rieti 
IfflS - Vittori o. : Stato deW Aquila degli Abruzzi ecc., pag. 3-4 (estr.) 

Al 3 del mese di dicembre si sentirono fortissime scosse che fre- 
<iuenti si ripeterono per circa 30 giorni con intensità sempre crescente. 
Rovinarono molti edifici : la chiesa di S. Francesco fu una delle più 
danneggiate : la popolazione grandemente intimorita non osava abban- 
donare la campagna, ove si era rifugiata, per riedere alle case. 

Questi terremoti con gli stessi caratteri furono sentiti pure in Cit- 
taducale, ove fecero rovinare molti edilìci : lo storico Marchesi agf^iungc». 
che vennero urtate anche le regioni circonvicine, ma che pati in special 
modo Aquila, 



agrario 28. ntorbo - Xoitontvids (Volterra). 

vaia di Viterbo, Koma UDCCXUI, ps«. 191. 

ana con parole enfatlcbe ad aa parossiemo accadalo il 

illcame di Viterbo e dice che in tale occasione la terra 

BDte. 

^uh. e fenom. vulc., pagr> 223), ricorda an terremoto 

ISO nell'anno a Honterotondo nel Volterrano. 

lobre - Dicembre. Sleia. 

!t trem. ecc., pag. 51-56 - Più.* L.; I»t. <Ul trtm. ecc., pajf. 1S8 - Chro- 
MUBATOBI : lUr. ilal. KTipt. » voi. XV, col. e» OD. 

>ttobre e di dicembre farono in Siena sentiti fortisaimi 
Imenti i qaali però non apportarono .danni notevoli. 
lente gagliardi nel dicembre ed allora cansarono panico 
)Bsa maggiore pare sia quella avvenuta al 16 di questo 
sa fece suonare le campane e lesionare gli edifici. Il 
pag. 529), con 1' autorità di Orlando Malvolti (St. di 
lel 1319 ed aggiunge che non causarono gravi danni. 

Btaa. 

pag. sao. 

toma scossa fortissima. 

Veaesis. 
W-, pag. 580-10 - Bosiiocio : Le tei età dei mondo, pa?. 31. 

irremoto che fece grandi danni. 

Pisa. 
torte Pisane ecc., parte ti, pag. Ili, lu ■ Arcb. ator. Ita], > voi. vi. 

IBIS. 

irdo riferisce ohe ftirono grandissimi terremoti, e che 
la statua di N. Donna, dalla facciata del Duomo. 



ca st ricorda come nei mezzo di una notte di gennaio 
un fortissimo terremoto. 

tbbraio 25. Balogna. 

I3i. di Bologna, Ivi 1651, parte n, pag. io - 8. Hczii: Annali di Bo- 
ig. 13. 

o nella seconda ora della notte un terremoto fortissimo 
dìQci ed iacQBBe grande spavento. 



[1222 - 1223] 47 



[221] 1323. Giugno 30. Etna. 

MONGITORE A. : IStOT, CrOftOl, d€i UTT. OCC., pSlg. 877. 

Secondo il Seto si sentirono nel detto giorno veementlssime scosse 
nei dintorni Etnei. 

222] 1325. Maggio 21. Firenze. 

Gio. Villani : Storie^ Fiorenza 1587, pafir. 501. 

Nel 21 maggio, dopo il snono delle 3^, fti sentito in Firenze nn 
grandissimo terremoto che però durò poco. Il Bardi, citato dal Bonito 
(Terra trem., pag. 541), lo pone nel 1326. 

[223] 1328. Dicembre 1. Norcia. 

B VOLIVI G.: op. omnia, pag. 513 - Bonito m.: Terra trem., pag. 541-42 - Annales Arretini, 
In « MURATORI : Rer. (tal. script., voi. XXIV, col. 857 C - Cronicon Mutineme, In « Mr- 
RATORi: op. clt. » voi. XV, col. 5*9 B-C - CONTI A. : Camerino e i suoi dintorni, ivi 187^, 
pag. 104 - A.. Pabhetti : Cronache di Perugia, voi . l (Cronaco del Moro) Torino 1887 - 
ORAZIANI: Cronaca della cittì di Pei*i*gta ecc., in « Arch. stor. ital. » voi. xvi, parte I, 
pag. 101, Firenze 1850 - Patrizi Porti p. : Delle mem. stor. di Norcia, ivi 1869, pag. W4-66 - 
pELUNi F. : DeWhtst. di Perugia, parte l, libro vi, pag. 504, venetla MDCLXIV - Sanzi a. : 
St. del Com. di Spoleto, Foligno 1879, pag. 208. 

Nel mese di novembre e di dicembre fortissime scosse nel territorio 
di Norcia : la maggiore di esse, avvenne, secondo il Baglivi, a V" di 
notte del primo dicembre ; caddero le mura, le torri, le case, 1 palazzi 
e le chiese e sotto le rovine perirono molte persone : 200 secondo 
alcuni, 4000 secondo altri. Similmente Le Preci fu in tutto e per 
tutto rovinato, talché dicono non vi sia rimasto uomo od animale 
vivo : la stessa sorte ebbe pure Montesanto e parte di Monte S. Mar- 
tino, di Cerreto e di Visse. Camerino provò gravi danni : fu sentito 
anche a Foligno. 

Nella figura 13 trovasi tracciata l'area mesosismica di questo ter- 
remoto. 

Il Ghirardacci ed il Bardi ritengono avvenuto questo periodo si- 
smico nel 1329. 

Il Perrey (Trembl. penins, ItaL, pag. 14) seguendo il D'Acheri 
( Spicilegium, XI, pag. 733) mette nel settembre alcune scosse disastrose 
a Perugia e dintorni e poi al 1* dicembre, con la scorta del Tarca- 
gnota, il terremoto di Norcia. Né il Pollini, né la cronaca del Moro 
da me consultati parlano dei primi ed io perciò ritengo erronea la notizia 
riferita dal Perrey. Il Secchi (Escursione scient, ecc., pag. 16, estr.) 
dice che Norcia fu in tutto od in parte distrutta da un terremoto av- 
venuto al 14 dicembre 1321, come è ricordato nelle storie manoscritte 
del Ciucci, il quale però deve aver confuso il 1321 con il 1328, giacché 
il primo terremoto non è meqzionAto da nessun altro storico o cronista, 
da me consultato, 



II. eronol M terr. ecc., pag. »38. 

ci fa conoscere come Balle 23" del 28 ^ogQO 1' Etna sì 
eruzione e che al paroBBÌBino ernttivo ne sia stato concomi- 
lo-g%odinamico : infatti farono sentite terribili scosBe che 
ire o lesionare gli abitati posti bì ad oriente che ad occi- 
livomo monte. Dicono che in' tale occasione molte fonti 
no iDarldite e che BtJla spia^^a dirimpetto a Mascali 
I, che erano alate tirate in secco, per il terremoto o per 
moTlmento del mare, siano state portate in atjgna. A Ca- 
timento ta assai sensibile. 

CM«ia. 

al. tcript. > voi. XIV, col. USi B. 

SO in Cesena cominciò an intenso periodo sismico : in 
ì nella notte seguente si contarono diciasette scosse ; altre 
10 per tatto 11 mese. 

CCMU. 

col. 1151 D. 

raio salle ore del mattino grande terremoto. 

Dicembre 4-5. Veni». 

jm. ecc., pag. 18-19. 

motte f^a il 4 e 5 dicembre una fortissima scossa in Vc- 
lattere un grandissimo numero di comignoli e rovinare 
1 dalle fondamenta : furono intese repliche più o meno 
[uenti fino al mezzodì del giorno 5 ; una gagllardlBsima 
ultimo di dell'anno. (Dalla CorU, Zagata). 

Maggio 15. Hig«llo (Toscana). 

yrie Floreìiline, FlreniB isn, parte i, voi. i, libro vili, pag. fiee H - 3B7 A - 
aat. e mod, itti ilwieUo, Flreoze m.t, voi. U. pag. 900-301 ■ Villani Oio. ; 
;., cap. XXVI, pag, HK. 

glo una falda del Monte Falterona, dalla parie che scendo 

no per terremoto scoscese per più di quattro miglia fino 
Castagno > subissando uomini, animali ed edifici. Dubito 

m si tratti di terremoto, ma bensì di un grandioso fra- 
Gennaio 1.5-16. Cesena. 

■s. In • MrB.\ioiti ; Rer. itiil. .vript. . \o\. svi. col. ITO D. 

lezzaDOtte fVa il 15 ed il 16 gennaio terremoto fortissimo. 



[1344 - 1348] 49 



[230: 1344. Modena. 

A. Doxoi : Xot. sfor. ed art del Duomo di Modena^ Ivi 1896, pa^^ . 256. 

In una notte dell'anno grande terremoto. 

[231] 1315. Gennaio 31. Reggio Emilia. 

S. e P. DE Gazata : Chron. Regiense, In « Muratori : Rer. ttal. script. » voi. XVIII, col. 60 B. 

Al 31 Gennaio terremoto fortissimo. 

[232] 1345. Settembre 12, Dicembre 22 ? San Sopolero. 

Gio. VILLANI ; storie^ Fiorenza 1587, pag. 858 - Farulli p. t Ann. o mem, ecc., pag. 24. 

Il Famlli ricorda che nell' anno si ebbe in Borgo S. Sepolcro un 
terremoto disastroso per il qnale molte case forono distratte con mor- 
talità di persone. Potrebbe darsi che questo parossismo corrisponda 
con le forti scosse che il Villani dice sentite a Firenze al 12 settembre 
ed al 22 dicembre. 

[233] 1346. Febbraio 22. 
XBscALU a. : Vulc. e fen. vutc.^ pag. 285-7 - S. e P. db Gazata : Càron, Regiense, in « Mu- 
ratori : Rer. ital. script. » voi. xvill^ col. 62 E - 63 A - Ghilini g. : Ann. di Alessandria 
ecc., Milano 1C66, pag. 68. 

La cronaca muratoriana ricorda che al 22 febbraio vi fa un terre- 
moto grandissimo per tutto il mondo, per il quale rovinarono molte 
torri e molte case. In una cronaca di Monza, secondo quanto riferisce 
il Mercalli, al 22 febbraio è pure registrato una scossa assai gagliarda. 
Ed il Ghilini dice che un terremoto al 24 (22) si fece sentire terribil- 
mente sia in Alessandria che in altre parti con la rovina di molti edifici. 

U Dondi {Not, st. ed art. del Duomo di Modena, ivi 1896, pag. 256) 
da solo notizia di una scossa di terremoto avvenuta in Modena 1' 8 feb- 
braio nell'ora del primo sonno. 

[234] 1348. Gennaio 25. Villaeo, Veneto. 

AoxBLU: / lerr. registr. nelle cr. lodig., pag. PI - Bonito m. : Terra trem., pag. 54547 e 
5B&^ - BUONI: Del terremoto, pag. 25 recto - Goiran a. : Stona sisni, ecc., pag. 18 - 
PiovENE: Cronaca terr. a Vicenza, pag. 48 - Taramelli t.: Note illustr. cari. geol. prov. 
Belluno, pag. 80M - tommasi a. : / terr. del Friuli ecc., pag. 199-94 - Bonifacio : Hi^t. 
Trivig., pag. 517 - Càronicon Placentinum-. in « Muratori : Rer. ital. script. » voi. xvi, 
col. 490 A. - DONDi A. : Notiz. st. ed art. Duomo Modena, pag. 2S6 - GRiRARUAca : Del- 
l' Hist. di Bologna, 1657, pag. 190, parte n - Giovanni da Parma : Cronaca, in « .S*^. della 
città di Parma, continuata da A. Pezzana » Parma MDCCCXXXVG, voi. i, pag. 1346-400 
Uuzzi 8. : Annali della città di Bologna, 1841, voi. ni, pag. 280 - nicolio a. , Hist. del- 
l'origine et antichità di Rovigo, verona mdlxxxu, pag. 196 - Palladio: Ilist. delln piov. 
di Friuli, Udine MTX:lx, voi. I, pag. »i6 A - Sansovino S. : Vemfia città nobiUss. e sin- 
golare, descritta ecc., ivi MDCLXin, pag. ^ - Simoni G. : Cronist. del coni, di Medicina, 
Bologna 1880, pag. 136 - Vero G. B. : Storia de'la Marca Trevigiana e Veronese^ Venezia 
n®, voi. xm, pag. 55 - Villani Giovanni : Storie, Fiorenza 1587, pag. 928 e seff. 

Un terribile terremoto disastroso colpi al 25 gennaio 1348, verso le 
23\ il Goriziano, il Friuli, il Trevigiano, il Bellunese e si estese nel 

Baratta : Terremoti ecc^ 4 



1 



50 [1348] 

Veronese, nel Vicentino ed in Lombardia e fa sentito anche a Pisa, 
in Germania ed in Dalmazia. Nella sola Gamia si ebbero a deplorare 
più di mille morti : la commozione del snolo dapprima cominciò lieve- 
mente e, dopo una breve pausa, si senti una duplice scossa, la cui 
durata fu valutata eguale al tempo occorrente a dire tre « pater > e 
tre « ave ». 

A Villaco nemmeno una casa rimase intatta ; rovinarono moltissimi 
edifici tra cui i conventi e la Chiesa maggiore, sotto le cui macerie si 
ebbero a deplorare molte vittime ; nel suo contado più di sessanta fra 
castelli e ville furono adeguate al suolo. A Tolmezzo cadde il castello 
e si ebbero moltissimi danni; a Gemona furono demolite interamente 
o quasi più della metà delle case e la Chiesa maggiore s'ebbe il cam- 
panile tutto lesionato : il campanile di Venzone subì la stessa sorte e 
molte case dell'abitato vennero abbattute. Ad Udine precipitò parte 
del castello, il palazzo patriarcale, molte fabbriche e quattro grandi 
capitelli del campanile : a Flagogua crollò il castello, seppellendo la 
castellana ed i famigliari. A San Daniele rovinò pure il castello, ad 
Aquileja il maggior edificio della Chiesa, a Ragona furono abbattute 
due torri del castello. A Pordenone la scossa fu pure disastrosa: a 
Saclle cadde la porta verso il Friuli. In Belluno a memoria d' uomo 
non fu inteso un si forte terremoto, che fece crollare chiese, cam- 
panili e case : anche in Treviso e provincia si ebbe a deplorare, 
insieme con la rovina di torri e di altri edifici, la morte di molti abi- 
tanti. A Venezia suonarono da per se le campane, caddero i campanili 
di S. Silvestro, di S. Giacomo, di S. Vitale, di Sant'Angelo, tutta la 
facciata di S. Basilio e circa sette case. A Trento ne rovinarono pure 
molte e sette vennero abbattute in Verona, ove molti alti'i edifici ri- 
masero lesionati. In Vicenza risenti gl'avi fenditure la torre del pa- 
lazzo, che si staccò in modo rimarchevole dal contiguo fabbricato. A 
Rovigo il terremoto fu spaventevole, ma il Bonifacio non parla di ro- 
vine : a Ferrara, secondo alcuni, caddero molte torri e chiese, secondo 
altri, la scossa fu solo fortissima, non avendo apportato danni di grave 
momento. A Bologna il terremoto produsse un panico enorme e sulla 
piazza ed in via Galliera fece rovinare molte case, alcune torri e palazzi ; 
parecchi edifici furono pure abbattuti nel contado. . 

A Modena ed a Piacenza la scossa fu forte : a Cremona, Liodi, Milano 
pare che il terremoto abbia prodotto delle lesioni : fu sentito anche in 
Alessandria, come ce lo attesta lo Schiavina citato dal Mercalli (/ terr. 
della Liguria, pag. 24). 

Interessanti furono i fenomeni prodotti nel suolo da questo terribile 
parossismo. A Villaco, secondo il Villani, si apri nella piazza maggiore 
una fenditura in forma di croce, da cui dapprima sgorgò sangtie (acqua 



[1348-1349] 51 



colorata?) e poi acqna in gran copia: secondo altri la parte centrale 
del paese sarebbe stata inabissata ed in sno luogo rimasto un lago pro- 
fondissimo. Nella lettera di alcuni fiorentini stabiliti ad Udine pubblicata 
dal Villani neir ultimo capitolo del libro XII delle sue storie, si legge 
che nel contado di Villaco, nella valle del fiume Atri (?), si staccarono 
^andissime f^ane dai monti le' quali, precipitate a valle, ne sbarrarono 
l'alveo per una lunghezza di dieci miglia ; perciò le acque a monte, 
non potendo defluire, si innalzarono sempre di più, formando un lago. 

Riferisce poi che il Castello di Lemborgo nella montagna fu tra- 
sportato pel terremoto a circa dieci miglia dal suo primitivo posto. 

A Venezia per la forte commozione del suolo restò asciutto il fondo 
del Canal grande. 

Alla prima scossa seguirono molte repliche : nella regione più com- 
mossa se ne sentirono per circa 40 giorni, a Venezia per 15, a Bologna 
per 5, a Piacenza solo nella notte del 25. 

Questo grande terremoto alcuni lo ritengono avvenuto nel 1342 (Bardi, 
Ratilio Benincasa), altri nel 1343 (Oirardi, Tarcagnota, Morigia), o nel 
1345 (Licostene, Sansovino) o nel 1348 (Seto). 

[2%] 1348. Nizzardo. 

MRRCALu Q. : / terr. della Liguria^ pa^. 24. 

Il Mercalli, citando il Prost, ricorda un terremoto rovinoso nel Niz- 
zardo per il quale Roccabigliera, Lantosca e Bollena furono rovinate. 

[236] 1349. Settembre 9 o 10. Abruzzi, Sannio. 

BONITO: Terra trem., pa^. 56S-71 - Capocci : op. cit.. Il, pàg. 412-17 - De Rossi m. 8. : Afeteor. 
Endogena, pag. 208 - vittori Q. : Stato dell'Aquila degli Abruzzi nei grandi periodi sismici, 
pag. 5^ (est.) - B. Cirillo: Annali della città d'Aquila ecc., pag. 33 verso, 34 recto, 
Roma, 1570 - MORONi: Diz. d' erudiz., voi. xv, pag. 22 e LXXiv, pag. 125 e Lxxvu, 
pag. 292 - A. Fabiietti : Cron, della città di Perugia^ voi. l, pag. 101, Torino 1887 - Ora- 
ziani : CroH. della citta di Perugia, in « op. cit. » pag. 151 - Bussi F.: Ist. della citta di 
Viterbo, pag. 197-98, Roma MDCCXLII - auct. anon. : Breve chron. Attnensis ecclesiae, in 
« Muratori : Rerum Hai. script, » voi. vii, col. 910 A - Anonymi Cass. : Chronicon, in 
« Muratori : op. cit, » voi. v, pag. 'ì5, col. 1 A B - P. Peluni : Dell' hist. di Perugia, 
parte i, libro vn, pag. 891, venetia mdclxiv. 

Il Cirillo nei suoi annali scrive che « in Aquila sopravvenne un 
terremoto dei grandi e spaven^^evoli che si sentissero mai, che minò 
gran parte delle mura della cittÀ e tanti edificii dì chiese, torri e ca- 
samenti, che per lo spavento del terremoto e la polvere elevata dalla 
rovina, era rimasto ciascun sbigottito. Si trovarono morte ottocento 
persone di ogni sorta.... poche chiese rimasero in piedi.... ». 

L«a quasi completa distruzione d' Aquila è ricordata da tutti gli sto- 
rici, ed il Vittori dai manoscritti Antinoriani rilevò che essendo « in- 
gombre le strade per i crollati edifici, riusci faticoso agli addolorati 
consanguinei il ritrovare i cadaveri dei loro cari. Fuggirono tuttavia 



52 [1349] 

i più, non pensando che a lor salvezza, e per nove settimane rimasero 
fiLori città, benché fosse incominciata la stagione invernale. E quando 
si pensò a sgombrare i cementi e i calcinacci, non bastando i cittadini 
dell' Aquila, si dovettero chiamare i contadini dei paesi limitrofi, di 
Amitemo e di Forcona. Le sole rovine della chiesa di S. Francesco, 
che furono trasportate a porta Leoni, e 'colà ammucchiate, finirono col 
chiuderne l'entrata: né si pensò più a riaprirla.... anzi » aggiunge 
poi « in tale prostrazione d' animo erano caduti gli abitanti, che sta- 
vano per abbandonare i ruderi e ridursi nelle ville del contado... > 

Questo terremoto non fu solo disastroso ad Aquila e suo contado, 
ma il monastero di Montecassino, secondo 1' anonimo cassinese, crollò 
dalle fondamenta e, trovandosi allora i fedeli e sacerdoti nella chiesa, 
molti perirono sotto alle macerie, e molti altri sotto quelle delle case. 
San Germano fa per metà distrutto specialmente nella parte posta in 
piano : tutte le terre della Badia furono rovinate eccettuato Fratte e 
S. Vittore. Patirono gravi danni il Castello di Valserano, Sora ed 
Atina : Venafro, secondo il Ciarlanti , f\i quasi adeguato al suolo con 
700 vittime; in Campobasso (A. Perrella: Effem, della Prov. di Mo- 
liscy voi. I, pag. 50) cadde il monastero di S. Maria di Fora, lungi circa 
8 km. dalla città (*) ; in Isernia furono distrutte, oltre la chiesa, le 
case e quasi tutti gli edifici di beneficenza ; Venafro fu desolata (6. Co- 
tuono: Mem, stor. ecc., pag. 225, Napoli 1824); in Aversa rovinò 
la chiesa maggiore ed in Napoli cadde il campanile e la facciata dei 
Duomo e gran parte di S. Giovanni a Maggiore : quivi produsse in 
oltre parecchie rovine meno notevoli. La azione distruttiva del terre- 
moto si estese anche a S. Agata di Puglia — come ricorda 1* agnelli 
nella sua Cronaca (2* ed., pag. 64, Sciacca 1869) — e ad Ascoli Sa- 
triano — come risulta dai documenti della Zecca citati dal Bonito. 

Homa non andò immune da danni giacché ne fd percosso il Colosseo 
ed il cosidetto tempio della Pace, ossia Basilica di Costantino: precipitò 
pure 1' antichissima torre dei Conti, presso la piazza delle Carrette, ed 
anche quella delle Milizie ; furon danneggiate le chiese di S. Paolo e di 
S. Giovanni Laterano. 

In Temi furono sentite pure le scosse : molte torri e case furono in 
Perugia abbatttute e danni gravi ebbero a subire anche S. Sepolcro, 
Assisi, Spello e Spoleto. In Viterbo rovinarono diverse torri e case ed 
altri edifici presso la chiesa di S. Stefano e di S. Quirico, tantoché ri- 
masero sotto le rovine quasi tutti gli abitanti di dette contrade ed una 
grande quantità di popolo che stava adunato nelle chiese per le sacre 



(i) Il Perrella lo mette però al 5» gennaio. 



[1349 - 1362] 63 



fonzioni. Danni gravi apportò pure agli edifici di Orvieto (EphemeridU 
Urbevetanae^ in « Mubatori : Ber. ital. script. » voi. XV, col. 654 E). 

Questo immane scuotimento, uno dei maggiori che abbiano colpito 
1* Aquila, si mostra in gran parte simile a quello del 1703, con la dif- 
ferenza però che in quest' ultimo le rovine si estesero maggiormente 
verso mezzodì. Forse risultò disastroso su un area si sviluppata per il 
ridestarsi più o meno contemporaneo di vari centri sismici. 

Quantunque fra le località, colpite non sia ricordata specificamente 
Norcia, tuttavia è probabile che tale città abbia subito anch' essa una 
triste sorte, essendo state Spoleto, Assisi e Perugia molto danneg- 
giate. 

Questo terremoto da parecchi storici viene confuso con quello ve- 
neto del 1348 : ma ciò è improbabile, essendo succeduto ad un anno di 
distanza ed in giorni diversi^ V uno al 9-10 settembre e V altro al 
25 gennaio: tale errore indusse molti a ritenerlo avvenuto in quest'ul- 
timo giorno. 

Pare però che al 25 gennaio 1349 anche T Italia meridionale sia 
stata scossa da un forte terremoto giacché il Ciarlanti reca un brano 
dì memoria tratto dall' Archivio della Cattedrale di Isemia in cui si 
trova scritto « Anno domini 1349 de mense Januarii in nocte Sancti 
Yincentii post coenam fait unus multus magnus, et ab illa fere con- 
tinue faerunt quasi omni mense terraemotus parvi usque ad Festum 
Nativi tatis.... Gloriosae M. Virginis. Die vero nona mensis septembris 
anni praedicti, sequenti post Festum dictae gloriosae Nativitatis S. M. 
in bora mediae tertiae fuit terremotus tam magnus, et tam ingen* 
tissimae potentiae, quod nemo recordatur similem a tempore crea>- 
tionis... ». 

[2Srf] 1S50. Roma. 

Baouvi : Op. omnia, pa^. 580. 

Neil' anno orribile terremoto. 

[238] 1850? Nardo (Lecce). 

CroHtcon SeritiHun, In « Muratori: Rer, ital. script. » voi. xxit. col. 905 A B. 

Xcir anno un grande terremoto gettò a terra buona parte della 
chiesa del monastero. Come ò già detto pel terremoto del 1245, questa 
notizia va accolta con molta riserva, essendo la cronaca che la con- 
tiene di veridicità sospetta. 

[219] 1352. Gennaio 25. Catonia. 

ifoNoiTORK: Isior. crotu dei terr» ecc., pag. 379. 

NelFa notte fortissima scossa, secondo M. Piazza. 



"*^~ 



54 [1362-1361] 



[240] 1352. Dicembre 25. S. Sepolcro, Città di Castello. 

Pilla l. : Istoria del tremuoto ecc., pag. 199 - ammirato S.: Istar. jior., Firenze 1647, Ub. x, 
pag. 549 C • Fa RULLI p. : Ann. o tnem. di Borgo S. Sepolcro ecc., pag. 25 e Annali, ow. 
noHz. stor. di Arezzo, pag. 74 - Gratiani a. m. : />e scriptis invita Minerva, Florentiae 
MDCCXLV, voi. I, llb. I, pag. 31<32 - Oraziani: Cronaca della citta di Perugia, in « Arch. 
st. Ital. » voi. XVI, parte l, pag. 167, Firenze 1850 - M. a. M. A. v.: Mera, civil, di Città 
di Castello, ivi 1BI4, voi. I, pag. 225 - Moroni : Dizion. di erud., voi. LXIX, pag-. 94 - 
pELLiNi p.: Dell' ist. di Perugia, venetia mdclxiv, parte l, lib. vm, pag. 929. 

Al 25 dicembre sul far della sera grandi scuotimenti del suolo fe- 
cero abbattere parte degli edifici di Borgo S. Sepolcro, causando oltre 
500 vittime : cadde pure in tale occasione il campanile della Badia, di- 
roccò porzione del monastero ed andarono a terra molti pezzi della mura. 

La Rocca d' Elei, sul confine fra Arezzo e Borgo, fu subissata con 
tutti quelli che vi si trovavano. In Arezzo molti edificii furono abbat- 
tuti con qualche vittima : Città di Castello fu pure danneggiata. Nella 
notte poi fra il 31 dicembre ed il 1 gennaio dell' anno susseguente, e 
quindi nel mattino di questo giorno, si rinnovarono gli scuotimenti che 
finirono per rovinare quanto era già st^to nelle precedenti concussioni 
lesionato. Tale nuova scossa fu più intensa che non le precedenti a 
Città (li Castello, ove arrecò nuovi danni ; difatti al 5 fu ordinato il 
ristauro del palazzo pubblico, dei torrioni delle caserme e delle mura 
della città. Questi terremoti furono intesi abbastanza fortemente anche 
a Spoleto. 

[241] 1353. Marzo. RoHagu. 

Matteo Villani : Istoria, in « muratori : Rerum, ital. script. » voi. XIV, col. 227 A B. 

" Sui primi di marzo fortissime scosse in Romagna. Il Baglivi nel- 
V anno pone un terremoto a Roma. 

[242] 1358. S. Sepolcro. 

Farulu p.: Ann. o rnem. di S. Sepolcro, pag 26. 

Intensi terremoti atterrarono gran parte della città, talché molti si 
ridussero ad abitare in campagna. 

[243] 13(M). Sicilia. 

MoNoiTORB A.: Istor. cron. dei terr. ecc. pag. 379. 

Secondo il Maurolico ed il Bonflglio gagliardissimi terremoti scos- 
sero la Sicilia. 

[244J 1361. Luglio 17. Ascoli Satriano (Foggia) 

Bonito m.: Terra trem., pag. 582 - L. agnelli: Cronaca di S. Agata di Puglia, 2. ediz., 
Sclacca 1869, pag. 54 - S. Bella bona: Ragvagli della città di Avellino, Tranl MDCLVI, 
pag. 207. 

Secondo M. Villani « ai 17 luglio neir ora del vespro si sentirono 
nella Puglia delle forti scosse che distrussero quasi interamente la città 



( 



'n 



[1361 - 136S] 56 



di Ascoli con la morte di 4000 persone e che in Canosa fecero cadere 
parte delle mura e molti edifici ». Anche S. Agata fu da questo ter- 
moto alquanto danneggiata. 

Il Bardi ed il Girardi lo pongono nel 1360, il Martinier (Diz, geogr. 
h 585) nel 1399. 

[215] 1361. Dicembre 27. Siena. 

Chnmica Senese, in « Muratori : Rer. ital script. » voi. xv, col. 169 B-llO A. 

Al mattino del 27 dicembre fortissime scosse in Siena ; nella gior- 
nata se ne sentirono altre sette : il popolo si ridusse ad abitare sotto le 
tende nelle piazze. 

Il periodo sismico durò quattro giorni ; nella notte se ne avverti- 
vano anche 17 o 18 tra grandi e piccole. Molte case e fumaioli furono 
atterrate. 

[246] 1365. Marzo 4. Ferrarese e Veneto. 

CkroHicoH Bòtefìse, In « Muratori: Ser. ital. script » voi. xv, col. 487 C - Cronica di B<h 
ìogna^ In « Op. clt. » voi. xvm, col. 477 CD. 

Nella notte del 4 marzo le cronache citate narrano che llirono sen- 
tite grandi scosse in Ferrara, Treviso, Padova, Venezia e luoghi vi- 
cini : durarono per un' ora. 

[247] 1365. Aprile 7. Bolo^a. 

ODiRARDAca : DelV Hist. di Bologna, ivi 1^ parte n, pag. 289. 

Ad 1** della notte del 7 aprile in Bologna fti sentita una fortissima 
scossa che causò grande spavento e fece rovinare molti edifici pubblici 
o privati, fra i quali tre case de' Lambertini da Santa Tecla con 4 
morti. Diroccò pure la beccaria di R. Guzzini e la Torre dei Coreo- 
rati nella via de' Bagnaruoli fu lesionata fin dalle fondamenta. 

Dopo il terremoto si ebbero innondazioni, pioggie e venti di straor- 
dinaria forza. 

[248] 1367. Settembre 21. Verona. 

OoiRAN A.: St sism, ecc. pag. 18. 

Gli storici Della Corte, Moscardo e Zagata riferiscono che al 21 set- 
tembre si sentirono due violenti scosse che causarono la rovina di 
molte case e la morte di molti individui. 

[249] 1369. Monte Gassino (Caserta). 

MeacAUj O. : Vulc. e fen. tuie, pag. 224. 

Il Mercalli, citando il Diz. Corogr. del Zuocagni-Orlandini, mette 
nelr anno 1369 un terremoto rovinoso per Montecassino. Tale data io 
la ritengo errata, perchè nessuno dei cronisti cassinesi, citati dal Pilla, 
e dal De Marco, ricordano il fenomeno. 



[1369 - 1383] 



Aleiuidria. 

71 ■ ubrcau.1 ! / terr. di Liguria ecc., pag. M-85. 

Nella notte avanti i! 1 febbraio terremoto grandissimo : molti edi- 
ficiì rimasero danneggiati ed 1 più deboli abbattuti: cosi il QhiUnì. Lo 
Schiavina, citato dal Mercalli, lo mette nella notte 1-2 febbraio ; queata 
eferibile. Fu sentito, secondo il Tatti, anche altrove. 

il09. Novembre 26. Honu (Milano). 

: Vule. e fot. vulc. ecc., pag. 881. 

X cronachetta ms. il Uercalll potè rilevare che al 26 novembre 
aa grande scoBBa che fece rovinare alcune case. 

373. Gennaio, Aprile. Vte«iu. 

ruaa: Frag. hai. Yleettlinae, In ■ Uuhatorii ÈeruiH. Hai. script. ■ voi. xm, 
B. 

giorno di gennaio ed in uno di aprile, sulla notte, due for- 
:oBse di terremoto a Vicenza. 

1873. Man^ 1. Veneiia. 

Vite de' aucAi di Vtneiia, ta « Uukatou; op. clt. » voi, XXH, col. 518 D. 

lezia al 1° marzo, verso le 2* di giorno, terremoto grande e 
al 19 maggio ed al 5 giugno. 

376. Marzo. Vieeiiu. 

UOS: op. Clt., col. lS44A,la45A. 

dicembre 1375 alla prima decade di marzo dell' anno snssc- 
Vicenzft tre scosBe : sul mattino del 12 marzo una b1 forte 
[>n inferiore a quella del 1348. Nella notte del 19 marzo scossa 
e poi in quella dell' 11 aprile tre altre, ed una quarta dopo. 

379. Febbraio 10. Pemn. 

tltiue, In ■ MURATORI: Xer. Hai. script. » voi. xv, col. 503 E, 

rara, dopo le IS*" della notte del 10 febbraio, poco prima dei- 
grande terremoto clic risultò di parecchie scosse, giacché il 
.fferma U movimento sismico esser durato per 20 minuti. 

1381. Agosto 6. Bina. 

: Vulc. OetfBtna, pag. 168. 

aa in detto giorno terremoto grandissimo. 

1383. Luglio 24. Panu. 

inciuu, in • MmATORii Rer. Hai. script. * voi. XVI, pag. TTJ C. - Pbzzana a. : 
Citta di Parma, ivi 18S7, voi. I, pag. 113. 

ma a S" della sera del 24 luglio, scossa si forte che Bernabò 



, [1384 - 1389] 57 



Visconti, il quale ivi si trovava, stimò opportuno dormire in una car- 
rozza nel cortile del vescovado. 

Questa scossa, con ogni probabilità corrisponde a quella che TAgnelli 
(I terr. regUt. nelle cr. loddgiane, pag. 91) pone come fortemente sen- 
tita a Lodi nel 26 luglio. 

[258] 1384. Terant». 

V. HINDI: Manum, sL ed artist degli Abruzzi^ Napoli 1889, pa«. 10. 

Neir anno forti terremoti. 

[259] 1385. Settembre 19. Vleenu. 

CONFORTI pducis: Ptoq, Mst. Ytcentinoe, In « muratori: Rerum, Hai, script. » voi xm 
col. 1261 e. 

A mezzodì del 19 settembre scossa fortissima. Il Goiran per Verona 
non ne £& menzione alcuna. 

[260] 1885. Settembre 29. ForU. 

fioNou p.: Istone della cUta di Porli, ivi 1661, pag. 179. 

Allo spuntiir del sole gravissimo terremoto che durò per lo spazio 
di un « pater ». 

[261] 1387. Luglio 11. Forlì. 

Qi'ARiNi p.: / ierr, a Farli, ecc., pa^r* 9. 

All' alba dell' 11 luglio terremoto fortissimo e non breve. 

:282] 1389 Fano. 

P. II. AMiANi : Mem, ietor, della città di Fano, Ivi iiiSl, parte l, pa^. 812. 

Sul principio della primavera forti scosse pregiudicarono gli edifici! 
e segnatamente fecero rovinare una grande torre. 

;263] 1389. Agosto 20. Moggio (Udine). 

tAftAioLu T. : Note ilUatr, alla carta geol della prov. di Selluno, pag. S06 - a. tommasi : 
/ terremoti del Friuli ecc., pag. 194. 

All'ora ottava del 20 agosto per un terremoto fu danneggiata la 
chiesa di Moggio : vi ftirono pure rovine in altre località. La scossa fu 
molto forte ad Udine ed a Belluno. 

;264] 1389. Ottobre. S. Sepolcro, Città di Castello. 

Faìulu p.: Ann. mem. di Borgo S. Sepolcro ecc., pag. ao -Grati ani a. u.'- De scriptis 
invita Minerva ecc, pag. 83 - M. O. M. A. v.: Mem. civili di C. di Castello, Ivi 1&44, voi. l, 
pag. 227. 

Neil' Ottobre un terremoto subissò gran parte di S. Sepolcro, cau- 
Barido la morte a molte persone : questo scuotimento deve certamente 



66 f 1390 - 1397] . 



coincidere con quello di Città di Castello di cui ò trovato notizia nel- 
l'opera citata : ivi le scosse cominciarono al 18 ottobre e perdurarono 
per oltre un mese : al 28 se ne ebbe una che fece cadere molte case e 
diroccare 180 merli delle mura. Il Graziani erroneamente le pone 
nel 1384. 

[265] 1390. Settembre 19. Measiu. 

O. D. GALLO: Gli annali della città di Messina, [nuova edlz.) ivi 1979, pag. 256. 

« 

Al 19 settembre scossa fortissima a Messina, seguita da altre, fino 
quasi al termine dell' anno (27 dicembre) ; panico nella cittadinanza. 

[266] 1393. Galeata, BoloiE^na. 

Pbrrey a. : Trembl. penine. Ital. ecc., pag. 51 - Guibardacx:i : DelVHist. di Bologna, parte il, 
pag. 466, ivi lt57. 

Il Ghirardacci dice che nell' anno in Bologna ftirono sentite, parti- 
colarmente nella notte, forti scosse di terremoto che incussero panico 
nella popolazione. Questa notizia con ogni probabilità corrisponde a 
quella data da una cronaca anonima bolognese pubblicata dal Mura- 
tori (XVIII col. 556 C D) e riferita al 5 luglio ed alle molte che il 
Perrey dice essersi sentite in Galeata dal 30 maggio al 15 giugno con 
danni notevoli agli edificii. 

[267] 1395. SieilU. 

MoNoiTORB A. : l8t. cr, dei terr, ecc. pag. 8n». 

Secondo il Coronelli ed il Bardi, la Sicilia in questo anno fu afflitta 
da terremoti. 

[268] 1396. Nardo e Leeeese. 

Chronicon Neritinum, In « Muratori: Rerum ital. script. » voi. xxiv, col. 908 BC. 

Terribile terremoto a Nardo e nella provincia di Lecce chei abbattè 
il convento dei PP. Benedettini di Racale. 

[269] 1896. Settembre 30. Porli. 

P. QuARiNi : / terr. a Porli ecc., pag. 10. 

All' aurora del 30 settembre una scossa gagliardissima di terremoto, 
lunga un « pater », spaventò grandemente la popolazione di Forlì: fu 
forte anche a Cesena. 

[270] 1397. Settembre 1, ottobre 20. Porli. 

GuARiNi F.: op. cit, pag. 10-11 - bonoli p.: Istorie delia città di Porli, ivi 1661, pag. 188. 

All' aurora del 1 settembre a Forlì una scossa assai forte e lunga 
come un « pater » : nel mese altre, e così pure in ottobi-e : a 5** della 
notte del 20 scossa spaventevole, di 15™ circa di durata, con repliche 
successive fino a sei ore. 



[1397 - 1403] ' 63 



[271] 1397. Dicembre 26. Bergamo. 

6. AoNELU: / terr. reffist. nelle cron, lodig. jtag. 91 - 3oiran a.: Si. sism, ecc. pa^r. 18 - 
D. Calvi : Sfem. sacro prof, di Bergamo, Milano 1677, voi. ili, pa^r. 456, col. 2 - Ghiuni 
Ann. di Alessandria ecc., paer. IB - Nicouo a.: Misi. delV orig. et antica, di Movigo, ve* 
roaa UDLXXXII. pa?. 15»^ - Spelta : Ilist. dei Vesc. di Pavia, ivi 1602, pag. 978. 

Circa le 3** del 26 dicembre si senti un fortissimo ten*emoto in Ber- 
gamo, ove fece abbattere molti editicii e si propagò, al dire dello 
Spelta, rovinosamente in tutta la Lombardia : fu forte a Lodi, a Ve- 
rona, a Rovigo e ad Alessandria. 

[212J 1399. Luglio 20. Modena, Bolofj^iia. 

Ann. veteres Mutinenses ecc., in « Muratori : JUr itaì, script. » voi. XI, col. 83 C. - Fr. Bartb. 
DELLA PuouoLA : ffist. MlsccU. BonoHiensis, In « muratori : op. clt. » voi. x viu col. 478 C D 
Jac. Db dblayto: Annales Bstenses, in « muratori: Op. clt. » voi. xvm, col. 958 D - 
DONDi A.: Not. stor. ed artist. del Duomo di Modena ecc:, pag. 156 - Ghirardacci: Del- 
l' Htst. di Bologna, ivi 1667, parte n, paer. 502 - Alcune date di terr. in Modena, in « Qior- 
nalfl n Muratori » N. 140 : 91 maggio 1878. 

A 5^ della notte del 20 luglio si senti in Bologna una fortissima 
scossa per la quale la campana della torre del Comune diede tre o 
quattro colpi : le mura dell' orto del palazzo, per circa 10 pertiche, si 
risentirono ed in molti luoghi si lesionarono : caddero inoltre molti 
merli di detto palazzo con rovina di case. Dopo circa un' ora si ebbe 
un intensa replica. Ambedue queste scosse furono intese fortemente 
anche u Modena ove fecero rovinare una quantità di case : a Ferrara 
se ne senti una sola a circa 6**. Nella cronaca di F. Bartolomeo della 
Pogliola sono attribuite al 25 luglio. 

[273] 1401. Gennaio 29. Bellono. 

Taramelli t.: note must. cart. geol prov. Belluno, pag. S07, 

Al 29 gennaio a 4*' di giorno, secondo il cronista Miari, si sentì a 
Belluno una grande scossa ed al 20 novembre un'altra. 

;274J 1402. Dicembre 5. Farli. 

ocauki p.: / terr. a Porli ecc., pag. 12. 

Al 5 dicembre circa le 23^, una breve ma fortissima scossa fece ro- 
vinare molti edifici. 

•275J 1403. Gennaio, settembre. Veneto. 

OoiRAN A. : stor. sism. ecc.« pag. 18 - Taramelu t. : Note illustr. ecc., pag. 207 : A. Tom- 
masi: / terr. del Friuli, pag. IM. 

Secondo il Dalla Corte per quasi tutta la Lombardia al 3, oppure, 
secondo altri, al 17 gennaio, avvenne un grandissimo terremoto per il 
quale in Verona rovinarono molti campanili, parecchie case e quasi 
^tti i comignoli, causando anche qualche vittima. Le scosse si ripete- 
rono per più di un' ora. 



-» — w- 



60 ' [1403-1408] 



Secondo il cronista Miari al 12 gennaio, in nn ora avanti giorno, si 
senti a BelluDO nn terremoto grandissimo ed nn altro a 2^ di notte del 
giorno 29 dello stesso mese. 

Secondo il De Rubeis al 6 settembre poi si ebbe nna forte scossa nel 
Friuli che fece in parecchi luoghi rovinare degli edificii. 

[276] 1403. Marzo 17. Roma. 

ST. infessuka: Diario della città di Soma, Boma, 1890, pag. 9. 

Alla mezzanotte del 17 marzo in Roma breve scossa : il Baglivi (Op. 
omnia, pag. 520) dice che fu V ultimo terremoto forte avvenuto prima 
di quello del 1703. 

1277] 1404. Febbraio 1. Sellano. 

Taramelli t. : Note ili, cart. geol, prov. di Belluno, pag. 207. 

ÀI V febbraio, quasi presso le 4^ della notte, scossa grandissima. 

[278] 1406. Settembre 16. Napoli. 

Giornali napoletani, in « muratori : Ser. ital. script. » voi. xxi, col. 1071 D. 

Alle 3^ di notte grande terremoto a Napoli, ove per la paura tutti 
uscirono dalle case. 

[279 1 1408. Firenze. 

Bonito M. *• Terr, trem., pag* 591-92. 

Secondo il Bardi furono nell'anno molti terremoti a Firenze : S. An* 
tonino aggiunge che non fecero molto ' danno, ma arrecarono grande 
spavento nella popolazione che pernottò sotto le tende. 

[280] 1408. Bologna. 

OHiRARDAca: Dell' ffist di Bologna, U parte^ pag. 578 - S. Muzzi: Ann, dtlla città di Bo- 
logna, voi. m, pag. 80. 

Neir anno si sentirono in Bologna gravissime scosse che fecero suo- 
nare le campane del comune e quelle della chiesa di S. Pietro, e crol- 
lare parecchi edifici. 

Negli AnnaleB estenses di F. De Delayto (Muratori : Eer. ital, script., 
voi. XVIII, col. 1045 A) trovo ricordato che all' aurora del 3 gennaio 
fu sentito a Ferrara una mediocre ma breve scossa. Corrisponderà ad 
una delle maggiori avvenute in tale anno a Bologna? 

[281] 1408. Novembre 5. Etna. 

HoNoiTORB A. : Ist, cron. dei terr,, pag. ST9. 

In questo anno V Etna fece un eruzione e nelle regioni circostanti 
al vulcano fa sentita una fortissima scossa nella notte del 9 novembre : 
11 panico fu terribile : le repliche durarono per dieci giorni. 



[1409 - 1414] 61 



[282] 1409. Novembre 15. Pana. 

pezzana: Storia di Parmn^ ivi 1812, Tol. n, pag. 184. 

Il terremoto Bentito nel giorno citato atterrò molti merli del palazzo 
della piazza e del muro di S. Agnese, e fece inoltre diroccare molti 
comignoli. La prima scossa avvenne a 19^, la seconda a 20.^ Nelle 
Date dei terremoti di Modena pubblicate nel giornale « Il Muratori » 
(X. 140 : 21 maggio 1873) sotto V anno 1409 si dice che si sentirono 
grandissimi terremoti che fecero suonare le campane : questi con pro- 
babilità forono la eco di quelli rovinosi avvenuti a Parma. 

[283] 1410. Catania. 

MoNorroBB A. : Ut cromi, ecc., pag. 390-81 

À Catania terremoto fortissimo che parve volesse far diroccare il 
monastero di S. Nicolò l' Arena. 

[284] 1410. Giugno 10. Verona. 

GoiRAN A. : Storia sism. ecc., i>Bg. 18 - Taramelli t. : Note iUustr. ecc., pag. 208. 

A Verona, secondo gli storici locali Dalla Corte e Zagata, nella notte 
del 10 giugno un grandissimo terremoto fece cadere molte case, con 
mortalità di persone, e fece squarciare in più luoghi la terra : tale 
scossa avvenne, secondo il cronista Miari, a 3** di notte e fu in Belluno 
fortissima. 

M. Sanuto ( Vite de' du,chi di Venezia, in « Muratori: Ber, ital. script. » 
voi. XXII, col. 853 DE) non ricorda per Venezia scosse sentite al 10 
giugno, ma bensì nota che al 10 agosto si ebbe un grandissimo ura- 
gano il quale dal vespro durò fino a 22*^ facendo cadere case e cam- 
panili, annegare quarantacinque persone : aggiunge inoltre che nella 
notte precedente (9-10) forse fu avvertita in Venezia una leggera scossa. 

|285] 1413. Agosto 8. Senese, 

SoLDANi A.: Meìazione ecc. pa^. 56. 

Il di 8 agosto cominciarono a sentirsi in Siena dei terremoti che 
durarono notte e giorno : cadde il Palazzo di Montingegnoli e molte 
altre case e moltissimi comignoli. U Bonito (Terra trem. pag. 592-93) 
li pone nel 1514 ed aggiunge che dette scosse, quantunque fortissime, 
non arrecarono molti danni. 

[288] 1414. Vieste (Foggia) 

Baratta m.: SulV attiv. sUm. in Capitanata, pag. 8 (estP.) - Giuliani V. : Mem. star. c(v. ed 
ecela, della citta di Vieste, \i ed., Saluzzo 1873, pagr. 129. 

In quest' anno un terribile terremoto rovii^ò in modo tale la città 
di Vieste che la Regima Giovanna JI, considerando il misero stinto \^ 
cui si trovavano ridotti i cittadim, li esentò dalle imposte, 



[1414 - 1425J 

Agosto. 8. Sepolcn (Arezzo). 

del trtM. ecc., pag. aco - s. ammirato ; lil. jn>r.. Plrenie l«n, parte i. 
D. BONtNSBoNt: Sloìia della città di Firenze dall'anno i4t0 al 1490, Flo- 
(xvni, pag. 1-8 - Fahulu F, : Annali ai Arezzo, pag. 93 e Ann. o mem. df 
ecc., pag. S3 - OiuHARDAcci; Dell'Ulti, di Bologna, parte u, pag. 601 - 
•nze. In • Ul-ratori : Rtr. ital. Krtpt. > vul. zix. col. KB a B. 

1 a^sto, circa le 22>>, si ebbe ona scobba molto forte che 
lolozlonl di Pisa, Firenze e Lacca e d' altri luoghi della 
Beatita con intensit& anche a Bolo^a. In Firenze se ne 
Itre si di giorno che di notte, f^a cai una nel di 7, all'ora 
i seconda al tramonto : furono qaestl dae 8cnotÌmenti si 

cittadini uecirono dalle case, temendone la rovina : cad- 
iccasione in tatto od in parte più di 200 camini insieme 
ro e tetto. Qnesti terremoti corrispondono probabilmente 
I Faralli dice avvenuti nell' agosto a S. Sepolcro, ove fe- 

gran parte della città, cansando daeceuto vittime, e nel- 
;zzo, facendo dlroocare molti edifici. 



'T^renibl. penitu. Ital., pag. 126) ricorda un terremoto av- 
ente e Morano, citando il Sanato, Ora questo autore nelle 
i di Venezia pubblicate dal Moratori (Jier. ital. script., 
di. 930 CD) scrive : ■ in questi giorni per innondazione 
terra sopra Trento... verso Morano, per tremuoto tra dae 
con case 600 e dall'acqua furono trovate annegate anime 
}Ia ■ tremuote * io la interpreto per movimento di terra, 
scoscendimento o franamento, predisposto dall' iunonda- 
icordata, e non per nn vero movimento sismico nel senso 
1 alla parola. 

Siena. 
In * MuRATOM : Ser. Hai. tcnpc. • voi. xix, col. 43S b. 

si senti una grandissima scossa la quale darò il tempo 
'are venti paesi. 

Ottobre 20. Cantrocar*. (Rocca S. Casciano). 

Kcolta di falli st. rtgvard. il paese di Cattroearo, Bocca S. Caeclano 1881, 

Otte tremenda scossa : per an quarto d' ora il snolo fa in 
imento. 



(rem., pa^r. S94. 

Bardi in t^le anno il terremoto fece danni a {toma. 



[1425 - 1433] 63 



'292] l'fói. Agosto 10. Ferrara. 

BroNi ' Dei terremoto, pa^r. 24 verso - Dfarlo ferrartae» in « muratori : Iter, ital, script. » 

TOl. XXIV, col. 185 ▲ B. 

Nel Diario citato si dà notizia che a Ferrara, ad 1^ di notte del 
10 agosto {S^ 30» pom. circa) si senti una forte scossa, ed 1^ Vs dopo 
due altre che fecero cadere molti camini. Il Buoni invece registra un 
terremoto al 12 agosto e dice che, quantunque non lieve, non apportò 
alcun danno alle torri del Castello. 

Il Sansovino nel suo Cronico (Op, eit.^ pag. 45) ricorda che nell'anno 
in Venezia fd sentito un terremoto e importante con spavento », il quale 
potrebbe con probabilità collegarsi con quello di Ferrara. 

[298] 1426. Firense. 

S. AMMIRATO : Ist. Jlor., Ub. XIX, pag. 1433 B, Firenze 1647. 

Neir anno molte scosse sbigottirono grandemente la città. 

:294] 1427. Arezzo. 

Farilu p. : AfiHali d* Arezzo, pa^r. M. 

Neil' anno un orribile terremoto spaventò tutti i cittadini. 

[2do] 1428. Luglio 3. Forlì e Ronagna. 

AnMles FoToUvienus, in « Muratori : Ber. ital. script. » voi. xxn, col. 215 B - Fr. Hibronymi 
Ora. Praed.: Cronicon ForoUviense ecc., in « muratori: Op. cit. » tom. xix, col. 901 C. 

ÀI 3 luglio, circa il levar del sole, in Forlì fortissimo terremoto che 
incusse panico grandissimo e fece cadere buona parte delle mura della 
città e molti camini. Uguale intensità ebbe pure a Cesena e nella Ro- 
magna: fu seguito da repliche minori. Ciò secondo la cronaca di Fra 
(ìerolamo : negli Annali citati il terremoto sarebbe avvenuto nel giorno 
4 di detto mese. 

[296] 1429. Venezia. 

ZKRENom F. : Disc, del terr.^ pag. 21 - Sansovino : Cronico ecc., pag. 45. 

Neil' anno per terremoto furono atterrate molte case. Il Sansovino 
lo pone nel 1426 (vedi). 

[2971 1430. Agosto 12. Siena. 

SoLDANi p. : Beìaz. ecc., pag, 57. 

Al 12 agosto, alle &" di notte, fortissima scossa di terremoto, talché 
molti abbandonarono le case: ciò secondo ^il Tizio (Hist. Sen.). 

[2981 1433. Maggio (4). Bolo^^na. 

P«i»RKY: Tremai, peti. Ital, pag. 15 - Alcune date di terr. in Modem, N. 140 (21 mjHrgio IHTJì - 
i*. òlvta : Annali della città di Bologna, pag. 222 - Aunales Bononfem^es, Fr. Hikkonymi dk 
bcrsrlus, in « muratori : Ber. ttal. script. » tomo xxiii, col. 876 a. 

Il Perrey, citando il Sigoi^io, schive che nel maggio a Dolora ftivvj 



U [1436- 1145] 

□D terremoto Tiolentissimo ; il Mozzi ricorda che in detto mese fn le 
altre calamità, la terra ondeggiava di oontinno; infine negli ■ Ann&les 
Sononienses > più sopra citati, si parla di rovine causate da terremoti. 
La scossa maggiore credo sia avrentita al 4 maggio poiché in questo 
di ne f^ sentita una a Modena ed a Forlì, ove, secondo il Goarini (I 
terr. a Fbrli ecc., pag. 15), accadde poco prima dell'ora del pranzo 
e non fa tanto forte. 

[299] 143S. Marzo. Sieu. 

J. Bandtho : HUt. SenetUU, In < Mubatom : op. clt., voi. XX, col. 4B C D. 

Stilla fine di marzo an fortissimo terremoto fece saonare la campana 
dotla pubblica torre ed abbattere molti tetti ed ornamenti delle case. 
Il Soldanl non ne fa menzione. 

L300] 14SS. Giugno 10. Parma, Piaenua. 

A. De Bipalt* : Ànnalet PtacentitU, In ■ Iiuratori : Ser~ ital. Kiipt. ■ toI. xS, col. STB K - 
b*» A - Pbzzan* a.: Storia Otlla città àt Parma. Ivi IMS, toI. II, peg. 403-4. 

Al 10 giogno, a T*" ore di notte, a Parma, & Piacenza e Ino^l vi- 
cini, come Castelnuovo Parmense, Borgo S. Donnino ecc., terremoto 
violento che fece abbattere molte case. In Parma rovinò anche porzione 
del civico palazzo. 

[301] 1439. Giugno 21. Creaeaa. 

Cavpo a. ; Cremona Jeam. diti... iUmtr., Milano MDCXLV, pag. ili. 

Sul far del giorno (21 glagno) terribilissimo terremoto. Il Perrey 
{li'embl. penim. Ital., pag. 14), citando 11 Campo (loc. cit.), erronea- 
mente lo pone nel 1339. 

[303] 144£. Sicilia. 

UoMorroBE A.: Istor. cronol. dtl terr., pag. 881. 

Secondo il Bardi, la Sicilia nel 1442 f^ molto danneggiata da ter- 
remoti. 

[303] 1444. Ibu. 

MoNorroRB A. : Op. Clt., pag. 381. 

Nell'anno violento terremoto nei paesi circumetnei, come corteo di 
una eruzione. 

L.S04] 144ff. Marzo 21. Vereaa. 

A. OoiRAN ; St. eam. ecc., pag. 18. 

Secondo lo storico Zagata, circa le 20'' della domenica dell' Ulivo 
(21 marzo) si ebbe in Verona un fortissimo terremoto. 



[1448-1453] 65 



305' 1448. Areico. 

Fabulu p. : Ann. owo. fwt. istar, di Arezzo, pag. 181. 

Nell'anno forte terremoto ma senza danni (*), 

-306] 1448. Messina. 

OvLLo C. D. : Oli Ann. della città di Messina, nuova edlz.. Ivi 1879, voi. n, pag. S8S. 
Secondo il Sampieri si sentirono nell'anno terremoti cosi forti che i 

cittadini abbandonarono le case per abitare sotto tende in campagna. 

[307] 1448. Napoli. 

BONITO M. : Terra trem., pag. 509. 

Secondo Licostene, citato da Bonito, nel 1448 un terremoto distrasse 
qnasi totalmente Napoli. Il Bonito però dubita che si tratti di quello 
del 1456, quantunque il citato autore riferisca e V uno e l'altro. 

308] 1448. Novembre 4. Roma. 

s. iNnsssuRA : Diario della città di Roma, ivi 1890, pag. 48. 

Grande terremoto in Roma. Vedi la nota (^). 

1309] 1449. Piaerolo (Torino) 

v^s^4Lu Bandi: Sapport sur le tremblement de terre ecc., pag. 132. 

Nel Pinerolese terremoto fortissimo. 



13101 1450. . Sleilia. 

UoxorroaB A. : Ist. cronol dei terr. ecc., pag. 381. 

Neir anno in Sicilia gravi e continui terremoti rovinarono quasi dalle 
fondamenta il monastero di S. Maria di Brolo, come ricorda il Pirri. 

i311| 1451. Febbraio 22. Spilimbergo (Udine). 

ToiDiAsi T. : / terr. nel Friuli ecc., pag. 194. 

Secondo una cronaca looale, circa le 4^ della notte del 22 febbraio, 
fa sentita una fortissima scossa della durata di quasi 15 minuti (secondi?). 

,312] 1453. Settembre 28. Firenze. 

(iiovASNozzi : / terr, star, Jlor., pag. 5^ (estr.) - S. ammirato : Istor. Jlor., Ivi MDCXLI, 
parte II, Ub. XXII, pag. 77 E-7d A - D. B0N1N8E0XI : St. della città di Firenze, Ivi MDCXXXVi 
|iag. 10^107 - Cronica di Bologna , in « muratori: Rer. itnl. script. » voi. xvm. col. 703 e 
SozoMEsi pisToiu£N9i9 : Specimen Historiae, in « muratori : op. cit. » voi. xvi, col. 12f>4 a. 

Nella notte 28-29 settembre, circa le 5*», in Firenze e contado scossa 
violentissima che durò, al dire di certi cronisti, due « pater » : succes- 



'I Alla scossa di Arezzo o di Roma (N. 908) corrisponde con probabilità la notizia del 
NauiuccI riportata dal Taramelll [Dei terr. di Spoleto ecc., pjig. 27, estr.) clie, cioè, In 
Uile anno (U-W) le città umbre vennero afflitte dalla peste e daj terremoto. 

0A1U1T4; Terretnoti ecc. 5 



66 [1455-1456] 



aero .poi, a breve intervallo di tempo, due altri movimeati del suolo 
assai meno intensi. Per questo terremoto caddero 1000 o 1500 case, si 
produssero larghe aperture nei muri : il maggior danno si sarebbe ve- 
rificato nel contado e segnatamente, secondo il Giovaunozzi, nella parte 
N e NE del suburbio fiorentino, a San Gallo, a Camerata ed a Vìnci- 
ffliata ; parecchie sarebbero state le vittime. In Firenze, aggiunge il 
err, a Forlì ecc., pag. 143 [6]) rovinò tVa I' altro la biblio- 
ivento di S. Marco, — Repliche fino al febbraio, or più or 
e, sempre però meno intense della grande scossa. 

i. Febbraio 3. Spillnhergo (Udine) 

irr. del Friuli, pag. IW. 

4" della notte del 3 febbraio, una forte scossa nel Frinii 
■e, secondo una cronaca locale, qualche edificio in più di 
assime a Spilimbergo. 

i. Dicembre 20. Bologaa. 

>^T u. : Documenti ecc., pag. 3 - Alcune dattili Urr.a Modena ecc., N. 140 : 
.8TJ - Cronica di Bologna, in « uuratom; Ser. Hai. *cript. • voi. xtdi, 
W A - F. H. Db fiuRsiu-ia : Annales Banonleniei, In < Hlratori: Op. clt. • 
»jl. 8R8 D - S. Muzz[ ; Ann. della città di Bologna, toI. IV, pag. itS. 
embre, a 4'' 30" di notte, si senti in Bologna una veemente 
lale produsse grande panico ed la città fece cadere molti 
)nde di muri. Il campanile di S. Uaria del Monte diroccò 
> metà, e molte chiese della montagna Bolognese furono 
Nella notte sì ebbero due altre repliche, una a 5^ 30™ e 
queste e la prima scossa furono avvertite pure a Modena, 
menti del Malvasia, pubblicati dal De Rosei, erroneamente 
ti al 1445. Il Muzzi pure erra scrivendo che questo periodo 
gnese avvenne sul principio e sulla fine del 1455, mentre 
uto dire sulla fine del 1455 e sul principio dell'anno 1456. 

ì. Agosto 22. Si«u. 

a ecc., pag. Sol. 

)sto terremoto che arrecò grave disastro in Siena. 

S. Dicembre 5. Napvlebiiifl. 

ra Ireiiianle. pag. 601 e aeg. ■ Il terrtmoto del 1456 - motta b. : / lerr. di 
i45a e i4G6 - BOMANO Q.i II terr. d^l 14S6: Copta di una lettera man- 

\ questo grande terremoto, uno dei ma^iori che abbia 
lia meridionale, abbiamo anzitutto ad osservare la eolita 



In generale le notule; le Conti speciali ven- 



[1456] 67 

discrepanza delle date : alcnni lo fanno accadere nel 1448, altri nel 1449 
nel 1450 od anche nel 1457 : ma documenti irrefragabili ci inducono 
a ritenere che nel 1456 sia successo tale disastroso parossismo, causa 
di tante rovine e di tante vittime. 

Altra questione che si presenta è la la. sua data mensile : quantunque 
tutti concordano nello ammettere che sia avvenuto nel dicembre, alcuni, 
come il Collenuccio, dicono che si cominciò al giorno 5 a sentire delle 
scosse che pare sieno continuate, più o meno interpolatamente, fino al 
30, in cui, A ore 16 di notte, successe quella di maggiore intensità : 
tale opinione riportano, oltre il Collenuccio già citato, il Lancellotti, 
il Cirillo, Fra Andrea della Moraica, Gonzalo de Illescas, il Morigia ed 
altri parecchi. 

Ammettono invece che la scossa del giorno 5 sia stata la più intensa, 
Platina, Enea Silvio Piccolominl, Fontano, la Cronaca di Isemia ri- 
portata dal Ciarlanti, quella dei Vescovi di Ariano riprodotta dal- 
l' Ughelli, quelle di Lupo Protospata e del Raimo, il Boscano, il Pas- 
saro, il Cotugno, il Sardo, il Biccioli, il Girardi, il Mazzella, il Dolce, 
lo Zuppella, ecc. 

Altri inline attribuiscono le rovine a due scosse egualmente intense. 
Tona successa al 5 dicembre, ad 11^ di notte, e T altra al 30 a 16*": 
fra questi noterò il Chioccarello, S. Antonino, il Summonte, il Maiolino 
ed il Gutierrez de Torres. 

Fra questa discrepanza parrebbe che V opinione degli ultimi sia la 
più meritevele di fiducia : ma ciò in fatto non è, perchè coloro che 
propendono pel giorno cinque vissero tutti in tempi assai prossimi a 
<luello in cui successe il fenomeno, anzi il Cotugno ne fu spettatore : 
essi poi e con testi diversi e con prove irrefragabili s' accordano nel 
fatto, mentre all' incontro di quelli che sono di parere opposto (cioè, 
cre<lono che il secondo terremoto sia stato il più formidabile) nessuno 
fu contemporaneo all' avvenimento, anzi tutti hanno seguito molto fe- 
delmente la dizione del Collenuccio. Noto poi infine che S. Antonino, 
capo dell' ultima serie di autori citati, quantunque sincrono, scriveva 
da lontano e per informazioni avute. 

A convalidare maggiormente V opinione sopra espressa giungono 
i documenti sincroni venuti ora alla luce e pubblicati neir Archivio 
storico Napoletano. 

L' Ambasciatore Senese scriveva in data 7 dicembre : « a di 4 de 
questo, sonate le XI bore venne uno terremoto.... » Ercole Marchese 
di Ferrara anche egli dava partecipazione dell' avvenimento con una 
lettera in cui dice « sabato quarto giorno dello stesso mese sino alla 
domenica verso le dodici ore avvenne un terremoto.... *. L'Ambascia- 
tore milanese Antonio da Trezzo, dando notizia della catastrofe a Fran- 



1 



68 * [1456] 

Cesco Sforza, incomincia cosi la sua relazione : < Sabato passato de 
nocte, circa le due bore, venendo la domenica, fò qua el magiore ter- 
remoto.... » Ed infine un ms. sincrono della Universitaria di Pavia 
pubblicato dal Romano concorda con ciò pienamente, giacché riferisce 
che « MCCCCLVI a dy quatro de dexembre tra le X e XI bora e durò 
per un decimo dora fu in lo Reame un terremoto.... » 

Adunque concludendo, la scossa disastrosa avvenne nella notte del 
4-5 dicembre tra le ore 10 e 11 e durò circa 6 minuti (sic). 

Trattandosi di un parossismo cosi importante, faccio seguire, ordi- 
nate alfabeticamente per località, le notizie raccolte sui danni e sai 
numero delle vittime causate dal terremoto. 

Accadia (Avellino) — fu abbattuta : il numero dei morti non è conosciuto. 

Acerenza (Potenza) — fuspianala : 1200 morti. 

Acerra (Caserta) — grandi rovine. 

Acquavi va (d'Isernia?) — tutta sprofondata: 35 morti. 

A lessano (Lecce) — si sfasciò qualche casa (Db Sxmoni: Note di ehm. Sai. 
pag. 6-8). 

Ali fé (Caserta) — distrutta interamente con il castello: morti 60 (se- 
condo Romano 100). 

Alvito (idem) — distrutta in parte: morti 27. 

Apice (Benevento) — fu del tutto spianato: morti 500 (Romano) o 1020 
(S. Antonino) o 2040 (Capocci). 

Aquila — Il Cirillo {Degli Annali della città di Aquila con Vhiitarie del 
suo tempOj pag. 71 v,-72r., Roma 1570) scrive che «era stupor grande vedere 
la rovina dei palazzi e d* altri edifizii della città. Le colonne della Tribuna 
e testudine df^lla chiesa di S. Bernardino si spezzarono tutte; furon le cam- 
pane della giustizia e deirorologio scosse, e caddero dalla Torre del palazzo... 
Nel palazzo del Capitano furono oppresse assai gente. Fecero parimenti nel 
contado assai danni, che rovinò il Castel di S. Sano totalmente... » Secondo 
il Secinara (Trattato univ, ecc., pag. 117-18) i morti furono 80, oltre quelli 
deir ospedale. 

Ariano (A^vellino) — quasi totalmente fu distrutto con la morte di molti. 
Le vittime, secondo alcuni, furono 600, secondo altri 1004 o 2200 : quest'ul- 
tima cifra sarebbe confermata anche dal vescovo Orso Leone, che ne lasciò 
memoria nella seguente iscrizione posta sul palazzo vescovile verso la piazza 
grande, come riferisce il Barberio {Catal, Epis. Arianj, 

FBRTVR IN OBKVCTVM MONS MOTVS IMPROBVS ICTV. 

TBRRAB CASTRVM SVBVBRTIT. AEDBSQVE DBIBCIT 

BIS HOMINVM MILLE NOCTB DIRVS ILLE TRADIDIT VRNAB 

VRSVS. LEO PRABSVL. POPVLOQVE FOVENTB DATVRVS 

NONIS DECEMBRIS 1456 SVB DIVO ALFONSO REGE, ET 

HKNRICO COMITE. (*) 



(1) F. A. VITALE: Mem. degli uom, ili della H. Città di Ariano, pag. U, Roma MDCCLXXXVia. 



[1456] 69 

— ' — — — ^^— ^^^— — ..— ^— ^^ — - 

Àrpaia (Benevento) — fu rovinata interamente ; nessun morto. 
Arpino (Sera) — rovinata la rocca e la chiesa di S. Francesco. 
Ascoli Satriano (Foggia) — in parte distrutto con la fortezza: nessun 
morto. 

Atei la (Potenza) — fu in gran parte distrutta (Paci: Relaz. terr. 185i^ 
pag. 34>. 

Avellino — danneggiato (Bella Bona S. : Raggvagli della città di AveU 
Uno. Trani MDCLVI). 

Aversa (Caserta) — rimasero rovinate molte case (400): molto danneg" 
g^iata la fortezza ; incerto il numero dei morti. 

Benevento ^ per la maggior parte distrutto con 350 vittime secondo 
alcuni, o 400, o 500 secondo altri. 

Biccari (Foggia) — soffrì grandi danni : 3000 (?) vittime. 
Boia no (Campobasso) — spianato interamente con eccidio di quasi tutti 
gli abitanti : i pochi salvati si rifugiarono a Civita, villaggio non del tutto 
rovinato. 

Bovino (Foggia) ~ in buona parte distrutto. 

Brindisi — S. Antonino dice che quivi le rovine seppellirono quasi tutti 
gli abitanti : ciò è pure confermato da A. Della Monaca (Memoria hist, deU 
r antkkiss. e fediss. città di Brindisi, pag. 514-15, Lecce 1647) che scrive 
« cadde ella [città] quasi tutta, e con la caduta oppresse 1 propri cittadini, 
non vedendosi altro per la città che smisurati mucchi di sassi, di palagi che 
gli uni sopra gli altri rovinavano.... » 

Burutu (Barete?) — notevolmente danneggiato. 
Busso (Campobasso) — notevoli danni. 
Caianello (Caserta) — rovinato. 

Campobasso — fU totalmente atterrato: il numero delle vittime ascese 
a trentamila. 

Campochiaro (Campobasso) — notevoli danni: circa 200 vittime* 
Canosa di Puglia (Foggia) — fu distrutta interamente. 
Cantalupo del Sannio (Campobasso) — distrutto totalmente. 
Capua (Caserta) — soffrirono le case, 600 circa delle quali furono di- 
strutte: cadde il ponte : molti morti. 
Caramanico (Chietì) — fu distrutto. 

Carpinone (Campobasso) — molto danneggiato: 100 vittime. 
Carsoli (Aquila) — tutta caduta, eccetto 11 case: 202 vittime. 
Casacalenda (Campobasso) — notevolmente danneggiata. 
Casaiduni (Benevento) — fu spianato totalmente: moltissimi morti. 
Castel di Sangro (Aquila) — nella massima parte distrutto. 
Castellina di Sora (Caserta) — danneggiata. 
Castelluccio (Foggia?) — idem. 
Castelpetroso (Campobasso) — spianato: 500 morti. 
[Castel] San Giovanni (?) — pel terremoto precipitò adciosso al paose 
una enorme frana che lo ricoperse e causò 44 vittime. 

[Castel] S. Vincenzo (Campobasso?) — fu desolato: alcuni morti. 
Castiglione de* Scauli ^ come il precedente. 



% [1466] 

Cerreto Sannita (Benevento) — adegnato al suolo: oltre 400 vittiine. 

Certanda (?) — rovinata interamente con 160 morti. 

Ceree (Benevento) — tutta rovinata: 40 vittime. 

Ceree piccola (?) — rovinata: 88 morti (Capocci: op. cit. pag. 88). 

Circello (Benevento) — adeguato al suolo: molte vittime. 

Civitanova del Sannio (Campobasso) —desolata: alcuni morti. 

Covatta (?) — come il precedente. 

Cor vara (Teramo?) — sprofondata: tutti gli abitanti morti, 18 eccet- 
tuati. 

De li ceto (Foggia) — rimase distrutto. 

Dugenta (fraz. di Melissano: Benevento) — notevolmente danneggiata. 

Du razzano (Benevento) — come la precedente. 

Foggia — gravemente danneggiata. 

Fondi (Caserta) — caduti in gran parte i portici. 

FoBsasecca (fraz. Faicchio: Benevento) — desolata; alcuni morti. 

Fragneto (Benevento) — notevolmente danneggiato. 

Francolise (Caserta) — le case tutte guaste, il muro di cinta del ca- 
Btello molto lesionato ; nel monte su cui quest* ultimo si eleva si aprirono 
in più luoghi delle fenditure. 

Freso lo ne (Campobasso) — secondo alcuni rimase spianalo, secondo 
altri caduto solo in parte : il numero dei morti varia fra i 100 ed i ^0. 

Gaeta (Caserta) — per metà rovinata (Muratori: Ann, d'Italia). 

Guardialflera (Campobasso) — rovinata (G. D. ed A. Magliano Consid. 
si. sulla città di Lavino, pag. 340, Campobasso 1895). 

Guardia S. Framondi (Benevento)— totalmente atterrata : 100 morti 
circa. 

Isernia (Campobasso) — distrutta: morti 1200 circa. 

Lab i ti n a (?) — notabilmente danneggiata. 

Lacedonia (Avellino) — distrutta ed abbandonata. 

La ri no (Campobasso) — rovinato interamente con 1313 morti. Invece, 
seconda i signori Magliano (Consid, st. sulla città di Lavino, pag. 171) questo 
terremoto avrebl>o distrutto i casali, ma non apportato gravi danni alla citte, 
poiché ninna traccia lasciò suirarco del campanile e sulla facciata della cat- 
tedrale che non furono in queir epoca restaurati. Il Barberio — riportato 
dair Ughelli — fa ascendere i morti a 2000. 

Lecco — gravi danni (L. G. De Simom : Note di climat. Sai. ecc.) 

Limatola (Benevento) — completamente distrutta: moltissimi morti. 

Lucerà (Foggia) — Secondo il Sunimonte rovinarono 300 case ed il ca- 
stello : sconosciuto il numero dei morti. Secondo il D' Ameli {Storia della 
cittu di Limra, pag. 2(>8, ivi 1861) il terremoto apportò gravi disastri avendo 
fatto crollare buona parte del castello, 300 case, e danneggiare il palazzo 
vescovile. Molti furono i morti. 

Macchiagodena (Campobasso) — interamente rovinata: oltre 300 morti. 

Man duri a (Lecce) — molto danneggiata (L. G. Db Simone: Note di 
clim. Sai, ecc.) 

Melfi (Potenza) — Secondo S. Antonino fu in gran parte distrutta. 



[1456] 71 

G. Araneo (Notizie stor. della città di MelJI, pag. 338, Firenze 1866) dice solo 
che la città ebbe a soffrire per questo terremoto. 

Mirabella Eclano (Avellino) — rovinata interamente: 184 morti. 
Montecaivo (di Benevento od Trpino?) — sprofondato: secondo il Sar- 
nelli (Leti. BccL, voi III, pag. 109): i morti furono 80. 

Montecassino (Caserta) — Neirabbadia caddero a terra vari utensili, 
le campane della torre suonarono da per sé (L. Tosti : St. della Badia di 
}tontecauinOy voi. Ili pag. 134, Roma 1889). 

Montecorvino (Salerno o Potenza f) — totalmente distrutto. 
Morcone (Benevento) — come la località precedente. 
Napoli — fu molto danneggiata. La chiesa di S. Giovanni Maggiore 
rovinata interamente, quella di S. Maria Maggiore pure rovinata, due torri 
avanti il Vescovado per metà abbattute e cosi pure il campanile di S. Arpino 
e quello di S. Eligio. Nella chiesa di S. Agostino quasi tutta una navata 
laterale fu atterrata, guasto ne fu pure il coro e lesionato il resto deiredi- 
tìcio. La chiesa di S. Domenico rimase con la facciata tutta lesionata ; quella 
di S. Lorenzo fu poco danneggiata, ma il suo dormitorio e Tabitazione ven- 
nero quasi distrutti. Nella chiesa di S. Chiara si produssero molte fenditui'e 
e fu conquassato in parte il chiostro : neir Incoronata varie fenditure. Molte 
case caddero ; la Zecca crollò nella maggior parte e cosi pure il palazzo del 
Capitano. Precipitarono cinque merli dalla torre di mezzo di Castel deirOvo 
e si aprirono delle lesioni nella sua chiesa. Castel S. Elmo fu oltremodo dan- 
negiato. Tutte le case non rovinate, rimasero aperte. Circa a 100 ascesero i 
murtì. 

Nardo (Lecce) — gravemente danneggiato (L. G. Simoni: Note di clim. 
SaL ecc.) 

Nola (Caserta) -— grandi rovine. 
Gratino (Campobasso) — notevolmente danneggiato. 
Oria (Lecce) — grandi danni. 

Ortona (Chieti) — rimasero "diroccate molte case ed edifici con 433 morti 
(V. BiXDi : Monum. stor. ed art, degli Abruzzi, pag. 677, Nap«)li 1889). 
Paduli (Benevento) -- rovinata interamente, con oltre 1000 vittime. 
Palma (Caserta) — rovinata per metà: cadde la rocca. 
Pettorano (Aquila) — desolata :. alcuni morti. 
Pi esco — come il precedente. 

Pontelandolfo (Benevento) — notevolmente danneggiato. 
Pozzuoli (Napoli) — S. Mazzella (Sito ed antichità della città di Pozzvolo 
e del suo amenissimo distretto, ecc., pag. 15, Napoli 1606) scrive « a 30 di de- 
cembre del 1458 (*) regnando Alfonso d' Aragona fu altresì da terremoto 
guasta: il che fu con gran mortalità d'huomini : onde fece notabile ruina 
di molti edifici pubblici e privati ; alcuni da fondamentii rovinarono, alcuni 
andarono sotto terra, come sorbiti ...» 



1) U Capocci (CatalogOy ecc., ni pag. If6) dice che la particolarità del « regnando Aì- 
/owo, ecc. » distrugge la data, essendo questi già morto nel giugno U58, (luiiuii la iio- 
Uza si riferirebbe al terremoto del 1456, come viene anclie a suffhtgare la data ineiiHlh?. 



[1156] 

lOteToli danni. 

sso) — fu rovinata (A. Psbrblla : Efem. della Prov. di 

231, Isernia 1892). 

basso ?} — fa desolato : alcuni morti. 

Campobasso) — fu rovinato (Pebbella : loc. di.) 

te (fraz. di Cast ropig nano, idem) — desolato: alcuni 

I — come la località precedente. 

ìglia (Aquila) — completamente distrutta. 

n) — del tutto rovinata: parecchi morti. 

ura (idem) — come Ja precedente. 

ampobasso) — rovinata (A. Pbbsella : loc. cit.) 

wlata: alcuni morti. 

t& « f u gutista tutta quanta >. 

Caserta) — rovinate chiese e campanili. 

lana (Campobasso) — molti perirono sotto le rovine 

[ : Op. Cit. pag. 134). 

r Goti (Benevento) — la città fu assai conquassata 

che appariscono &tte in tale 0':casione ne ianno chia- 

il danno sofferto non fu dì tanta importanza, quanta 

itori riferito » (F. Raikone: Oriffine della città di 

f. LVin, Napoli MDCCLXXXVIlI). 
Puglia (Foggia) — < f u danneggiata pur essa; co- 
irà perpendicolare che è al fianco del Castello che s'ae- 
noti del 1"83 e 26 luglio 18(6 » (L. agnelli : Cronaca 
, 2. ediz., pag. 54, Sciacca 1869). 
?oggia?) — desolata: alcuni morti. 
rotte fCampobas3o) — come il precedente. 
quale?) — corno il precedente. 

i dell'Abruzzo?) — rovinato interamente: 1200 morti. 
asso) — notevoli d:mni, ma ron grandi rovine. 

— come il precedente. 

a) — nella massima parte ruìnata. 
tutto rovinata: 46 morti. 
lasso) — tutto spianato. 

iero molte case, con la morte di 200 e più persone 
e civ. della... città di Teramo, ecc., voi. II, pag, 126, 

lasso) — distrusse il terremoto la città e la chiesa cat- 
ta se non fosse stata prontamente riparata (G. D. e 
i. st. sulla città di Larino, pag. 319, Campobasso I89t). 
:>) — fu interamente distrutto, 
nnio (Campobasso) — desolata, alcuni morti, 
ovinato interamente: 35 morti. 

- < Nel duomo cagionò molti danni nel muro della Tri- 
e nell'arco sull'altare maggioro, nel quale arco si di- 




FiQ. 1 - Gran terremoto napoletano 1456. 



staccò una grossa pietra..... Nella città si deplorarono intomo a dugento 
case scomposte ed atterrate; ma nessuna persona morta. » {Memorie stor. della 
città di Troia per V. Stefanelli, pag. 159, Napoli 1879). 

Ururi (Campobasso) — fu interamente distrutto (G. D. e A. MaglianO: 
Consid. ecc., pag. 233). 

Vara nello (fraz. Ariano: Avellino) — desolato: alcuni morti. 
Vasto (Chieti) — fece crollare gran parte delle fabbriche, sotto le cui 
rovine perirono più di 300 persone (L. Marchbsani : SL di Vasto, pag. 13). 
Venafro (Campobasso) — fu grandemente danneggiato. 
Vincbiaturo (idem) — rovinato interamente: 129 morti. 
Vi t ulano (Benevento) — del tutto rovinato. 
Zungoli (Avellino) — notevolmente danneggiato. 
Questi sono i paesi intomo ai quali ho potuto raccogliere qualche 
notizia particolareggiata: quantunque il materiale sia abbondante, tut- 
tavia riesce impossibile il poter fare del fenomeno uno studio con gli 
odierni criterii, giacché le diverse notizie spesse volte sono contraddi- 
torie e molte di esse certamente esagerate. 

Riguardo al numero dei morti, il Fontano li fa ascendere a 24 mila, 
a :X) mila il Tarcagnota ed altri, a 35 mila il Fazello^ a 60 mila il Pic- 
colomini, certuni poi li fanno superare anche i 70 mila. 

Ad ogni modo, cercando di sintetizzare, possiamo senza tema di di- 
scostarci troppo dalla verità, ritenere che Tarea mesosismica abbia in- 
teressato la regione aquilana, il Molise, il Beneventano, la provincia di 
Campobasso e parte della Basilicata, avendo presso a poco la forma e 
le dimensioni rappresentate nella unita cartina (fig. 1). 

Noterò che oltre alle solite anomalie sulla distribuzione delle rovine, 
spiegabili con la costituzione del terreno, con la natura e stato delle 
costruzioni, il terremoto fa disastroso a Brindisi mentre lo fu meno 
nelle regioni circostanti alla nostra area mesosismica ed in località a 
questa assai più vicine. 

Il movimento sismico dalla parte di settentrione si propagò nel- 
r Umbria, nelle Marche ed in Toscana, dalla parte di mezzodì giunse 
nelle Calabrie e nel Messinese giacché per le prime il Grimaldi, par- 
lando del parossismo del 1783. ricorda che nel 1456 < le Calabrie in 
questa generale disavventura del Regno furono le meno danneggiate » 
(pag. 82), ed il Mongitore nella sua molte volte citata opera sui terre- 
moti di Sicilia (pag. 382), con V autorità del Maurolico e del Bonfìglio, 
scrive che in Messina la scossa fu. si forte da obbligare la gente ad 
abbandonare le case. 

Le antiche memorie parlano di città state inghiottite, di montagne 
spaccate, di laghi formatisi, di squarciature aperte nel terreno esalanti 
pestilenziali gas e vapori : fenomeni che, spogliati di quanto vi ha ag- 
gionta la fantasia e la paura, si riducono air ordine ed alla propor- 



li tU66 - 1457] 




zlone di quelli che accaddero in altri tempi e che avvengono tuttora 
in occasione di qualche violento parossismo e dei quali il lettore troverà 
molteplici esempi nel corso di questo lavoro. 

Nella relazione dell'Ambasciatore Senese (H terr. del 1456, pag. 350-51) 
si legge che in Napoli « fo ni la notte si gran commocione del mare 
ohe tutte le galee e navi che erano in porto parevano che fossero com- 
battute da mille diavoli si grande rugna e percussione tra loro face- 
vano che chi ci era suso credette pericolare.... » ; il che certamente 
dipese dalla propagazione del movimento sismico, come altre volte si 
è verificato. Detto oratore aggiunge poi che < laqua dei pozi e dele 
cisterne che sono in Napoli era si grande la tempesta gli era dentro 
che spingeva laqua de fuori... » 11 quale fenomeno è eguale a quello 
successo a Foggia nel 1731 ed a Bologna nel 1779 (vedi). 

[317] 14561457. S. Sepolcro, Città di Castello. 

Malvasia-de Bossi : Documenti ecc., pa^. 58 - Chronicon Eugubinum, in « muratori : Ser, 
ital. script, YOl. XXI, col. 91 a B - M. G. M. A. v. : Memorie civili di Città di Castello, 
voi. n, peg. 25, ivi 1814 - L. BoNAZzi : Storia di Perugia, voi. i, pag. 674, Ivi lHr35 - Pel- 
uni p. : DeìVhistona di Perugia, parte n, Ub. xiii, pag. 648, venetla mdclxiv - p. Fa- 
RULU : Ann, o mem. st. di Borgo S. Sepolcro, pag. 38-8. ammirato : Istor. jlor., parte n, 
lib. xxui, pag. 84 B, Firenze MDCXU. 

Al 5 dicembre 1456 cominciarono a sentirsi in Firenze delle scosse^ 
con ogni probabilità provenienti dal radiante napoletano : per numero 
e per intensità andarono nei giorni seguenti sempre crescendo. AI 
giorno 9 in Borgo S. Sepolcro si ebbe un terremoto che durò « un 
pater > ed in tale occasione, al dir del Farttlli, « la torre del Torri- 
giano due volte crollò ». 

Al 26 aprile del 1457, circa le 18*^, si ebbero due scosse che a Città 
di Castello fecero rovinare, la Chiesa di S. Francesco e 400 case, 
danneggiare il palazzo del governatore, quello del podestà e tutti gli 
altri edifici. I morti furono circa una quindicina. 

I danni si limitarono fra Città di Castello e Perugia, ove furono 
sentite senza nocumento, quantunque abbiano causato panico : ciò pure 
dicasi di Gubbio. 

Dalla sera del 29 aprile all'aurora del giorno 30 si avvertirono altre 
145 repliche che tennero in allarme la popolazione : T ultima produsse 
nuovi danni. A 5**V8 del 30 nuova scossa rovinosa susseguita da re- 
pliche fino al 4 maggio. 

Neil' area centrale si aprirono delle squarciature nel terreno. 

[318] 1457. Agosto 23. Bolo^a. 

Masini p. a. : Bologna perlustrata ec(^, pag. 46*2, Ivi MDCL. 

A 10*" del 23 agosto si fece sentire un grande terremoto che, al dire 



[libi - 1461] 75 



del Masini^ fece stare in apprensione per circa un quarto d' ora i cit- 
tadini. Questa scossa, che detto autore dice seguita da temporale for- 
tissimo e devastatore, non trovo ricordata da altri storici ; la sua con- 
comitanza con il temporale poi mi fa dubitare dell' autenticità. 

;319] 1457. Dicembre. Veneto. 

Sansovino : Cronico ecc., pag. 48. - 

Terremoto notabile in Venezia con danno di molti luoghi deboli. 
Lo storico veronese Dalla Corte (II, pag. 416) citato dal Goiran (St 
8Ì9m, ecc., pag. 18) forse alludendo a questo terremoto scrive : « ma 
quello che più di ogni altra cosa gli animi spaventò, fa il vedere nel 
mese di dicembre dell' anno 1457 cadere per alcuni terribili terremoti 
che quasi per tutta Italia si sentirono, infiniti edifici ed alcune castella 
intiere ed nn monte appresso il nostro lago di Garda sopra Salò [pro- 
babilmente il monte S. Bartolomeo] quasi gli mancasse sotto il ten*eno, 
s'ascose gran parte nella terra.... » 

Dubito che la data sia errata e che si riferiscano le notizie citate 
al 1456. 

.320] 1451. Giugno, agosto. Baecino (Salerno). 

De Ratmo: Annaies, in « muratori: Ber. UaL script. » voi. xxm, col. 384 B. 

Nel giugno ed agosto varie scosse di terremoto recarono gravi danni 
a Buccino. 

[321] 1461. Novembre 27. Aquila. 

B. Casti: Anton Lodovico Antinori ecc., pa^r. 111-12 - a. vittori: Siato dell' Aquila degli 
Abruzzi ecc., pa^r. 6-11 (estr.) 

I terremoti in Aquila cominciarono al 16 novembre con una scossa 
che fortunatamente non apportò alcun danno : il movimento sismico di 
m&ggior intensità ebbe luogo nella notte del 27, dopo le 5^ : gettò a 
terra chiese e case, causando la morte, si in città che nel contado, a 
molte persone : la popolazione intanto abbandonò le case pericolanti. 
Due ore dopo una nuova scossa, non meno violenta della prima, pro- 
dusse danni ancora maggiori. 

Nella chiesa di S. Maria di Collemaggio cadde la cappella grande, 
restò fracassato tutto V edificio e slogato il tetto : precipitò in gran 
parte il convento attiguo : in quella di S. Matteo rovinò tutto V ospe- 
dale con la morte di molte persone. 

S. Maria di Forfona e S. Maddalena restarono infrante con la caduta 
di una parte delle mura. Nella chiesa di S. Bernardino diroccò una 
grande porzione della navata, la cappella del B. Giovanni da Cape- 
itrano e tatti i pilastri ed oltre alle mura lesionate, cadde a terra la gran 



76 [1^61] 

cupola, la quale battendo sul volto della sala maggiore dell' ospedale, la 
fece precipitare. 

Le chiese del locale dell' Intempera, come anche le ca^e, patirono 
danni minori delle altre. Nella parrocchia di 8. Maria rovinò nna cap- 
pella con porzione di tetto. In S. Maria di Paganica precipitò la mag- 
gior parte d^e travi ; nella chiesa di S. Silvestro V intero campanile. 
Diroccarono pure la facciata del tempio di S. Leonardo, gran parte di 
quella di Angelo in Via, la fontana e torre di S. Lorenzo. San Giuliano 
della Barete rovinò quasi tutto colla torre, e cosi pure il monastero di 
S. Croce con porzione di chiesa. Lo stesso rovinìo avvenne nella chiesa 
ed abitazione di S. Spirito. Presso la contrada detta « Riviera » re- 
starono atterrate la chiesa di S. Pietro di Preturo ed in parte quella 
di S. Marinella. Rovinò la maggior parte delle fabbriche prospicenti 
la via « Gianvincioni » e nella e Riviera >, oltre alle chiese ed alle 
torri, restarono adeguate al suolo circa settantacinque case con la 
morte di sei persone. 

Non cadde fortunatamente la chiesa di S. Chiara ; però ne fu per 
Intero abbattuto il monastero. Rovinò più della metà, di quello di 
S. Pietro di Sassa, ed il restante rimase oltremodo lesionato e minac- 
cioso di prossima rovina. Gran parte della chiesa di Quinziano andò 
a terra ; tutte le case di Sassa e di Pile caddero o furono rese inabi- 
tabili. Nella chiesa di S. Domenico fu rovinata la navata maggiore ed 
un'altra con le cappelle. 

Nel convento dei frati dell' Osservanza precipitarono il dormitorio, 
le scale e tutti gli altri casamenti furono guasti e lesionati. Si disgiun- 
sero le mura della torre di S. Biagio e di S. Vittorino e nella chiesa 
rovinò la cappella di mezzo: il resto non ebbe molti danni: pure vi 
perirono tre persone. 

Nel Duomo cadde un muro laterale ed alcune cappelle : fu pure molto 
danneggiato il palazzo vescovile e rimase demolita una casa attigna 
al Duomo stesso. Le chiese di S. Maria di Roio e di S. Marciano Gi- 
rono assai malconcie, quella di S. Giovanni cadde in parte, le altre 
di S. Maria di Rasino e di S. Andrea patirono allo stesso modo. Nella 
chiesa di S. Maria di Bagno cadde la torre con piccola porzione della 
chiesa : caddero in S. Agostino le mura dell' orto e buona parte delle 
celle e delle ofìftcine, e nella chiesa porzione della facciata, delle cap- 
pelle e del tetto. Nel tetto e nelle mura patì pure molto quella di 
8. Marco : in quella di S. Giusto V esteriore fu salvo, ma ftirono fra- 
cassate le cappelle. 

La chiesa di S. Flaviano rimase irriconoscibile ; in S. Francesco 
rovinò una navata, il tetto, poi le cappelle ed il convento furono oltre 
modo malconci. In quella di S. Maria ad Civitatem rovinò il lato verso 



[1461 - 1465] 77 



S. Francesco. Le torri patirono maggiori danni che non le chiese : cadde 
parte del palazzo del comune ed il resto risenti lesioni tali che fa uopo 
puntellare V intero edificio : tutte le altre case ebbero danni di eguale va- 
lore. Nel rovinio della città, di cui una quarta parte rimase adeguata al 
suolo, ed il rimanente gravemente lesionato, si ebbero a deplorare dalle 
60 alle 80 vittime: ed altre 100 o 160 nel contado. Quivi il danno fu 
molto inegualmente distribuito : risentirono ma^iormente gli effetti del 
parossismo tellurico i seguenti paesi: S. Eusonio, in cui rovinarono tutte 
le case e le chiese, con gran numero di vittime ; Castelnuovo, che di- 
venne un mucchio di sassi ; quivi furono pure demoliti i torrioni delle 
mura : 28 fhrono le vittime. In Onda non restò alcuna casa in piedi e 
si piansero parecchi morti : cadde quasi del tutto Poggio Picenze. 

In Teramo rovinò una grande quantità di edifici, tra i quali le chiese 
di 3. Francesco, di 8. Domenico e di 8. Bernardino. 

U terremoto fu pure inteso a Perugia, secondo quanto ho trovato 
nel Pellini (Delle ffisL di Perugia^ Parte II, pag. 664), ed in Boma, 
ove più volte fece suonare la campana di 8. Marcello. 

Dopo la grande scossa del 27 novembre, la terra per molto tempo 
fu in continuo movimento ; fra le maggiori repliche è uopo ricordare 
quella avvenuta al 4 dicembre, che f^ sentita in parecchie località 
delle Provincie circostanti e che fu seguita da altre per tutto il mese : 
fino al 15 dicembre taluno asserisce ne sieno state sentite più di cento. 

Alle 8^ della notte del 17 ne avvenne una molto forte, che incusse 
grande panico e fece cadere molte case, lesionate gravemente dalle 
commozioni antecedenti. 

Nella notte fra il 3 ed il 4 gennaio 1462, a 4*" circa, si ebbe un in- 
tenso scuotimento susseguito, a 6^ ore della notte del giorno 4, da un 
altro che pose in nuovo sgomento la popolazione. 

U periodo sismico può ritenersi terminato al 3 febbraio. 

[3221 1463. Settembre. Firense. 

Bonito m. : Terra trem,^ pag. 633. 

Secondo il Girardi si senti in Firenze una fortissima scossa che 
portò molti danni agli èdiflcii. 

[323] 1405. Aprile 6. Verona. 

QoiRAN A. : St. Hsm. ecc., pag. 18. 

Lo Zagata ricorda che al 6 aprile si senti in Verona un fortissimo 
forte terremoto : ora trovo nel Pezzana (Storia di Parma, voi. Ili, 
pag. 256) che Parma al 7 aprile fu spaventata da una forte scossa, Vi 
Bara uelP una o nelP altra notizia qualche errore di data ? 



78 [1465 - 1468] 



[321| 1466. Maggio 15? tlibbU (Perugia), 

a. Bebnio; Cironteon SuffulHHum, In • Muratobi: Ser. ttal. icrtpt. ■ voi. xxi, col. loae C. 

Nel di di 6. Ub&ldo (13 iiiag:gìo?) due forti scosee, e nella notte 
seguente una terza maggiore. Forse a queste commozioni dei snolo al- 
lude il Bardi, citato dai Bonito (Terra trem,, pag. 638), allorquando 
inno si sentirono in Toscana molti terremoti : giacché 
che le scosse di Onblo si siano propagate anche abba- 
iente nella Toscana. 

■eniiaìo 14. ~ Salenituo e Basilicata. 

. ai Navolt àegU anni use e uee, pag. irò (entr.) ■ De fitvHO : AnnaUs, 
Op. clt. » tomo XXIII, col. «3 n E. 

lO; a 9'' di notte, ia Napoli ed in Capaa fti sentita una 
3rte, che durò per io spazio di un < miserere > : non 
) alcuno, ma inctisse panico grandissimo. Invece ne ar- 
Salernìtano, a Buccino, a Pescopagano, a Gonza e ad 



Htobre 27-28, dicembre 26. flabUo. 

^vgvDinim, la > Muratort: op. clt > voi. XSI, col. 1013 A. 

27-28 Ottobre in Gubbio grande terremoto e ad ore 15 
e altra scossa della stessa inteosltft. 

muglio. Argenta (Ferrara). 

ìwtt J" Argenta, pag. VS. 

16 avvenute nel luglio rovinò in gran parte II castello, 
}b1 molte case e grande porzione dei muri di cinta. 



Iella notte dei 22 d' agosto si senti in Siena una scossa 
eguita da altre pld leggere : il popolo usci dalle case e 
e tende all'aperto. 

ad intervalli le commozioni più o meno sensibili flnchd 
un terremoto assai veemente incusse panico grandis- 

ladere dna armi del merli degli nfBciali • della Mer- 
li Campo. Nessun danno alle persone. Il periodo sismico 
to di circa 160 scosse. 

Luglio 6. Ri mini. 

1 at sinmologia, voi. ii, pag, 166 

remoto che in Rimii^i recò danai gravisslmii 



1 



"■ ■ *■■■ ■ 



[1470-1474] 79 



[330] 1470. Aprile 15. Casio Castello (Bologna). 

Uvzu s. : Ann. della città di Boloffna, Ivi 1843, voi. Y, pag. 20. 

Al 15 aprile per una scossa di terremoto rovinò un tratto di muro 
nel castello di Casio (fraz. di Vergato). 

[331] 1471. Marzo. Gobbio (Perugia). 

CAroHic. Suffud,, in « muratori : Ber. ital. script. » voi. xxi, col. 1020 C. 

Nel mese di marzo a Gubbio scosse frequenti ed assai intense. 

[332] 1471. Agosto 15. Brescia. 

U. BONITO : Terra trem., pag, 934-35 - Da Seonara F. : Tratt. univ. ecc., pag. 119 - H. Ca- 
'«'BioLO: Delle hist» Bresciane^ Brescia mdcxxx, pag. 179. 

Il Bonito, seguendo Licostene, scrive che a 22^ del giorno citato si 
senti in Brescia un terremoto si violento che i cittadini stimarono vo- 
lessero cadere le case : secondo il Morigia fa seguito da una grandi- 
nata riuscita fatale a uomini e ad animali. Il Cavriolo ricorda che nel- 
l'anno « due volte squassò il terremoto la nostra città ». 

[333] 1472. Maggio 14. Friall. 

A. TosocAsi : / terr, del Friuli, pag. 194. 

Ad ore 20 del 14 maggio si ebbero nel Friuli due scosse, la prima 
forte, e fortissima Taltra, che fece screpolare molte case : furono pure 
avvertite a Venezia. 

[334] 1473. Febbraio 2. Rlmini. 

OORRAoi A. : Annali delle epidemie, voi. vn, parte l, pag. 184. 

Al 2 febbraio tuoni orribili e terremoti in Rimini. 

[335] 1473. Maggio 7. Milano, t 

ZBRKNooi : Discorfo del terremoto, pagr. 21 - D. Calvi : l^em. sacro-prof, di Bergamo, voi. ii, 
app. - D. OoRio : r hist. di Milano, pag. 411 recto - F. frisi : Mem. st. di Monza, voi. m, 
pa^. 119 - O. Ohilini : Annali d'Alessandria, pa^;. 105 - Ros accio: Le sei età del mondo, 
paff. 33 - Spelta : ffist. dei Vesc. di Pavia, pa^. 439 - A. Db Bipalta : Annales Piacentini, 
in « MURATORI : Ber. ital. script. » voi. xx, col. 942 e D. 

Circa le IS*^ del 7 maggio in Milano, Pavia e Piacenza, si senti un 
fortissimo terremoto che violentemente scosse il suolo fra il Ticino e 
l'Adda (erroneamente alcuni scrivono Adige) facendo cadere moltissimi 
edifici, con la morte di molte persone. 

Il Rosacelo pone il terremoto nel 1474 e dice che in Milano farono 
rovinate più di 2000 case. 

[:e6J 1474. Marzo 11. Modena. 

A. DONDi : Notizie stor. ed art. del Duomo di Modena, pag. 256. 

All' 11 marzo, circa le 3*», fu sentila una ^ande scossa ch^ fece 



80 [1474-1483] 

Baonare le campane e rovinare il camino delle carceri, n Mercallì 
vtilc. ecc.. pa^. 225), cltandO: Calegarl e Canestrini {Storia 
'. SoBBuolo ecc., pa^. 150), Bcrlve che nell'anno si ebbe an 
1 Uudenese. 

. Agosto. Aaena. 

llrz. ai itoc. fior, ani. ecc. della etttà e terre Uarehigiane, \o\. 



Bemabei ricorda che al 18 agosto cominciò in Ancona 
[smfco, che fece abbattere molti comignoli e spaventare 
lopolazione che andò ad abitare all'aperto. Mentre poi si 
,a messa solenne per la liberazione dal flagello, si senti 
losea si forte da f^r fuggire tutti dalla chiesa. I terremoti 
«echi mesi e terminarono al 22 maggio 1475. 

. Ottobre 10. PflHl. 

T. ai Forlì, pag. 19. 

bre, a 17", in Forlì fortleslma scossa con qualche danno : 
ihe sia stata avvertita anche a Kavenna, giacché li Perrey 
in$, Jtal.f pag. 16) ne cita una quivi sentita verso 11 15 



, Maggio. Piviiua» (Massa). 

u. In ■ MuxATORi: Ser. ftal. stript. > voi. xxa, col. SS1 D e 313 A B - 
M. della atta (U Parma, ecc., voi. IV, pag. 337 - Vedbi*ni l. : HUt. del- 

I citta di Modena, Ivi ISSI, parte n, pag, 416. 

E del 7 febbraio, a 5" circa, si senti in Parma nna grande 
a si ripetè nella notte istessa per altre tre volte: medesi- 
ilodena lo scuotimento fU si forte che suonarono da per 
e della torre del Duomo e quelle del Palazzo. È probabile 
di Pisa e Lucca, riportata dal Perrey (op. cit., pa^. 128) 
senza data mensile, si riferieca al precedente terremoto. 
letA di maggio un grandissimo terremoto nrtò la Lnni- 
lialmente il territorio di Fivizzano, ove 17 case furono 
ì fondamenta e le altre rimasero lesionate. Tutti gli abl- 
rono all'aperto. Uguale intensità ebbe lo scuotimento nei 
icini. In una giornata si sentirono 16 repliche. 

. Marzo 11. Ferrara. 

noto, pag. W verso - Diano Ferrareu, la « muratori ; op. clt. » voi. xxiv, 

notte dell* 11 marzo in Ferrara fu sentita una fortissima 
quale la campana di Rigobello suonò cinque colpi : tu 
tutto il contado. 



[1483 - 1487] 81 



'341] 14S3. Agosto 11. Forlì, Cesena. 

GcA&iNi F.: / terr, a Forlì ecc., pag. 17-22. ^ 

Verso 1^ della notte (11 agosto) in Forlì scossa< bì gagliarda e lunga 
da far suonare le campane delle varie torri. Si spaccò il pinacolo del 
campanile di S. Mercuriale ; le chiese e le case dentro e fuori la città, 
e molti palazzi ebbero danni considerevoli : rovinò pure un gran tratto 
del chiostro di S. Francesco. In causa di ciò si ebbero a deplorare 
parecchie vittime. Anche a Cesena per la violenza dell' urto caddero 
parecchie case. 

Repliche^ minori furono sentite per lo spazio di un mese. 

;342] 1484. Cervia (Ravenna). 

F.VNTI-ZZI M. : Monumenti Ravennati, vi, pag. 499, Venezia 1802. 

Neir anno in Cervia fortissimi terremoti : il consiglio maggiore di 
Ravenna deliberava di ripararne le rovine. 

[313] 1484. Gennaio 19-20. Roma. 

Dtarium Romanum urbis ab anno MCCCCLXXXI ad MCCCCXCIl Auct. anon. Syncr. notario 
DE ANTIPORTA, In « MURATORI: RcT. ital. script. » tomo III, parte il, col, 1083 D. 

Verso la mezzanotte fra il 19 e 20 gennaio forte scossa della durata 
di un' « ave » : a Roma non fece danno ma si bene a Lamentana, a 
Castelnuovo ed in molte altre terre. 

:344] 1486. Febbraio 1. Marche. 

BcoNi: Del terremoto ecc., pag. 21 recto. 

Nelle Marche scossa fortissima. 

[345] 1486. Settembre 30. Siena. 

A. AixEORBTTi: IHarii Sanesi, in « muratori : op. clt., » tomo xxm, col. 821 A. 

Al 30 settembre, sul far del di, in Siena due scosse e, poco dopo, 
una terza molto forte. 

'3461 1487. Gennaio 11. Verona. 

A. ooiran : St, sism. ecc., pa^. 19. 

Secondo lo storico Zagata, circa le 23'' dell' 11 gennaio si senti un 
terremoto per il quale il Biancolini, nelle addizioni alle storie del ci- 
tato autore, afferma che rovinarono alcune case. 

3ITj 1487. Dicembre. Padova. 

Perbky a. : Tremai, pentm. Ital., pag. 16. 

11 Perrey, seguendo il Tarcagnota, pone nel dicembre del 1487 un 
itTremoto in Padova con la rovina della chiesa dei Carmelitani. Il Bo- 
nito (Terra trem., pag. 643) lo riporta nel 148G. 

EiRATTA : Terremoti ecc. Q 



[1488 - 149Ì] 



Luglio 31. Ptunoli (Napoli). 

w, pag. StS. * 

I terredioto, che, seeoodo 11 Capaccio, distrasse case, e 

mini. 



w. erottol. de lerr. ecc., pag. 883. 

) afBisse specialmente Monte Pelle^ino presso Palermo. 

S. S«ptlcn (Arezzo). 
> m«m. di Borgo S. Sepolcro ecc., pag. se. 

Xa gettò a terra parecchie case. 

Giugno IO. Aleara (Messina). 

cronol. de lerr. ecc., pag- 383. 

Sardo ts Sicilia fD nrtata da forti terremoti che fecero 
Monastero di S. Maria del Rogato, presso Alcara nel 

Venna. 
H. ecc. pag. a. 

riferisce che un terremoto fece nell'anno roTÌnare in città 
il Moscardo aggiunge, che sotto le macerie perirono 



Hessina. 

U Annali delia citta it MesHna, nuova 

abre 1493 dalle 3" di notte fino a 7'' in Messina si senti- 
e violentissime scosse di terremoto. Nell'ora settima della 
ibbraio 1494 si ebbero altri tre scuotimenti e finalmente 
di qnesto Istesso anno replicarono i terremoti con grande 
mdo dei danni, giacché in Messina rovinarono alcuni 
precipitò la parte superiore della Porta della città verso 
ia buona porzione delle mura verso settentrione. Nessuna 



Giugno 13. Niuardo. 

ielle Alpi Marttt; In « Mon. hlst. patr. ecc. » Script, tomo n, col. II»:. 

um MDCCCXXXIX. 

o di Nizza e suoi contomi terremoto f\iriosissimo. Il Prost, 
calli {/ terr, di LiguTìa, pag. 25), Io riporta al 23 giugno 
he spaventa talmente gli abitanti di Nizza, che abban- 



[1494 - 1499] 83 



donarono la città, ritirandosi in campagna, da cui furono richiamati 
per editto del Magistrato. Lantosca, Roccabigliera e Bollena flirono ro- 
vesciate. La scossa pare abbia avuto direzione SW-NE. 

[355J 1494. Novembre 19. Pìm. 

PORTOV8NERI G. : Memoriale ecc., In « Arch. stor. Ital. » voi. vi, parte ii, pagr. 298, Fi- 
renze 1845. 

Verso la sera del 19 novembre una scossa : dalla metà di qnesto mese 
parecchie sì di giorno che di notte : alcune delle quali molto forti. 

[356] 1495. Dicembre 13. Ferrara. 

BUONI : Del Urr. ecc., pag. 24 vergo - Diario Ferrarese^ In « muratori : Rer. itaL script. » 
tomo xxrv, col. 816 B. 

Al 13 dicembre, circa le 20*», si sentì in Ferrara una scossa fortis- 
sima, che fece diroccare più di 30 comignoli e causò altri danni : durò 
un « pater » ed un' « ave ». A Venezia recò, secondo il Malìpiero 
(Ann. Veneti^ in e Arch. stor. ital. » voi. VII, parte II, pag. 696,, Fi- 
renze 1844) grande spavento, ma nessun danno. 

[357] 1496. Giugno 4. Siena. 

A. ALLBORsm : Diarii Senesi, in « muratori : op. cit. » tomo xxui, col. 857. 

Al 4 giugno a Siena due scosse fortissime. 

358 1496. Giugno-Dicembre. Spoleto (Perugia). 

MencALU G. : Vule. e fen. vulc., pag. 280. 

Il Mercalli riporta dal Natalucci, che scrive sulla fede del Mugoniò 
(autore sincrono), la notizia di terribili terremoti sentiti dal giugno 
alla fine del 1496 e che causarono molto spavento a Spoleto, a Trevi ed 
in altri luoghi vicini ; risulta però che a Trevi non aiTecarono alcun 
danno. Al 6 agosto fu sentita una scossa in Orvieto (Silvestro (di) 
Ser Tommaso : Diario, Orvieto 1891), la quale forse corrisponde ad una 
delle maggiori avvertite nelle località citate dell' Umbria. 

[350] 1498. Aprile 11. Aquila, 

p. Mozzsm : Saggio d* if\fluenze meteoriche e del clima sull'Agronomia, pag. 87, Teramo 1896. 

In Aquila all' 11 aprile fortissima scossa ed altra al giorno 12 dello 
stesso mese. 

[360] 1499. Novembre 19. Mesoina. 

HoNotTORR A.: Ist. cr. dei terr. ecc. pag. 885. 

Secondo il Maurolico, circa il tramonto del sole del di 19 novembre 
av\'cnne in Sicilia un terremoto, che in Messina fece rovinare degli 
edifici. Il Sampieii lo pone al 9 novembre 1498, 



84 [1500-1501] 



[961] t500. Gennaio. MeraiM, 

MpNoiTORE A.: op. cit.« i>ag. 386 - BONITO: Terra trem., pag, 647. 

Secondo il Coronelli, replicate scosse tormentarono Napoli .e Mes-^ 
Sina : 11 Bonito, che segue il Bonflglio, ricorda che fdrono oltromodo 
forti e tali da far rovinare molti edificii. Forse le scosse del 1499 e le 
altre avvenute nell'anno dopo costituiscono un unico periodo sismico. 

[362] 1501. Giugno 5. ^ Modenese. 

Alcuna date ai terremoti in Modena ecc. NN. 141 (22 mafirgio 1873) e 143 (24 maergrio) -Al 
cune notizie di terr. ricavate dalie cronache Sassuolesi - a. dondi : Notiz. stor. ed artist. 
del Duomo di Modena ecc., pag. 254-55 - 8. Muzzi -.Ann. della città di Bologna, voi. v, 
pag. 4^ - L. VEDRiANi .• Ilist. dell'antichissima citta di Modena^ parte n, pag. 454. 

A 15^ del 5 giugno si senti in Modena una terribile scossa prece- 
duta da fortissimo rombo. La torre Ghirlandina, dicono i cronisti con- 
temporanei, fu vista visibilmente a piegarsi mostrando quasi di volere 
cadere : precipitarono molti merli del palazzo del Vescovado, del pa- 
lazzo civico e delle mura ; diroccò la parte superiore della torre di 
S. Francesco, la cui chiesa fu sconquassata : furono abbattuti molti 
fumaiuoli e molte case, molti muri e molte torri furono decapitate. 

Rovinò la chiesa di S. Biagio, quella di S. Agostina fu molto dan- 
neggiata : il duomo risenti gravi danni specialmente nella nuova sa- 
cristia e nella facciata principale. Molti edifici gravemente pregiudicati 
dal terremoto caddero poi in tutto od in parte nei giorni seguenti. In 
città si ebbero a deplorare otto morti e molti feriti, alcuni dei quali 
molto gravemente. 

In Castelvetro rimase demolita la parte superiore della rocca grande 
ed il resto tutto lesionato ; della rocca bassa fu levato il tetto ed il 
rimanente fu ridotto in pessimo stato. In parte fu pure rovinata la 
chiesa : fessurati tutti i toiTioni attorno al castello, del muro di cinta 
ne caddero circa venti braccia insieme a molti merli. Delle case alcune 
furono totalmente abbattute, altre solo in parte, ma si resero inabitabili. 

Sassuolo soflrì molti danni : Montegibbio rimase distrutto e cosi 
pure Maranello : a Gorzaao (fraz. Maranello) rovinarono due case : a 
Zenzano (fraz. Savignano) la torre. Il Colombaro (fraz. Formigine) in 
parte fu sconquassato ; a Spezzano (fraz. Fiorano) fu abbattuta la 
torre ed una casetta. 

La zona maggiormente colpita sì trova delimitata nella figura 23. 

La scossa fu molta violenta a Parma, fu forte a Bologna (*) ed a 
Ferrara e forse a Verona, per la quale città. il Goiran {Stor. sism.. 



1) Noto però che il cronistji Nadi, citato da C. Ricci [La Madonna del terr, ecc., pa- 
<^\i\n 881) dice che le scofise a Bolojjna furono « oneste » : quindi non dovrebbero aver 
apportato danno alcuno. 



:[1«»-IS05) M 



I I 1 — «^^-^ — I -I. iJ . ...U —. 1 . , 



pAg. 19 e • 27 [39] ) ne riferisce una allo stesso giorno ma nel mese di 
loglio. 

Fra i fenomeni causati da questo violento parossismo dobbiamo no- 
tare r intorbidamento delie acque delle fontane, ed il rigonfiamento dei 
canali. 

Al 9 giugno di mattina una forte replica causò nuovi danni. 

[d63J 1502?. Gittadncale (Àquila). 

S. MARcaEsi: Comp. star, di Cittaducale, pag. 137-38, Rieti ISTTS. 

Neiranno si senti in Cittaducale un terremoto sì intenso che « si 
spallarono » molti edifici e case private e se ne lesionarono molte 
altre: cadde pure la parte superiore del campanile di S. Agostino. 
Continuarono le scosse per 40 giorni : si intorbidarono le acque delle 
fontane. 

[3&i] 1502. GeQDaio 23. Urbino. 

SfiRpfERi A. : Scritti di sismologia, voi. l, pag. 152. 

A mezzodì circa del 23 gennaio ad Urbino terremoto si forte che a 
memoria d'uomo non ne era stato sentito altro maggiore. 

[965] 1502. Maggio. Cnneo. 

Casaus: Diz. geogr, star. stai. comm. degli Stati di S. M, il Se di Sardegna, tomo v, pag. 761. 

Nel maggio per terremoto la città di Cuneo ebbe a sofiVire danni : 
le scosse si rinnovarono nel settembre. 

:3661 1502. Settembre 6. Ancona. 

c»RAADi: Annali dtlle epidemie ecc., voi. vn, parte l^ pa^. 257. 

Parecchie città e fortezze della Marca d'Ancona furono fortemente 
scosse dal terremoto. Cosi il Corradi itfie cita il Gaspari. 

[367] 1504. Novembre 1. Bibbiena (Arezzo). 

Landucci : Diaria Fiorentino, pag. 271, Firenze 1883. 

Un terremoto rovinò più case a Bibbiena. 

[368] 1504-5. Dicembre, Genuaio. Bologna. 

Bioxi? Del terr., pag. 55 recto - Ooiran : St. sismica ecc., pag. 19 - GrARiNi F. : / terr. a 
Forlì ecc., pa;f. 26 - Piovbne: Cron dei terr. a Vicenza^ pag. 49 - A. P. Masim: Boìogim 
perlustrata^ Ivi MDCL, pagr. 032-33 - O. Mini : Illustr. star, dell'antico ca^t. di Castrocaro^ 
Modlg^llana 1880, pag*. 26-2-63 - L. A. MiRATORl : Ann. d' Italia, Mlliiuo MDCUXLTX, voi. X, 
pag^. W - S. Mi'zzi: Mnn. della città di Bologna, tomo v, pag. 29. 

Al 31 dicembre 1504 cominciarono di notte tempo a fjirsi sentire in 
Bologna delle scosse, che fecero assai danno alle case della città e 
gnastarono duo cappelle nelle chiese di S. Giacomo e di S. Martino 



^»l 



^ USOS-150^ 



Maggiore; ft[tx)no avvertite a Ferrara, a Venezia, a Vicenza, a Forlì, a Ca- 
strocaro ed a Firenze (Parenti: IsL Fior, cit. Corradi: op. cit. VII, 267). 

Nella notte fra il 2 e 3 gennaio 1505, a 9^ ital., cioè a 2^ 30" ant. 
circa, se ne ebbe una fortissima, seguita nello spazio di un'ora da altre 
quattro sempre più intense, tutte ond-sussultorie. Le chiese di S. Do> 
menico, di S. Sebastiano, di S. Maria del Monte e ideila Misericordia 
furono rovinate : precipitarono le torri ed i tetti : le chiese di S. Mar- 
tino, di S. Francesco, di S. Giacomo, di S. Giovanni in Monte, di 
S. Felice, della Madonna di Galliera ebbero i muri e le volte lesionate. 
Tutte le case della città soffrirono o rovine o gravi fenditure : cadde 
parte della torre e dei merli del palazzo Bentivogli : per metà fu ab- 
battuta la torre dei Servi e precipitarono 32 merli del palazzo del 
comune. In Venezia pure molte case, chiese e campanili andarono in 
terra e la gente impaurita fuggì air aperto (Corradi A. : op. cit., vo- 
lume VII, I, pag. 1117). 

Questa scossa a Verona non fece danni di considerazione e cosi 
a Vicenza ; a Brescia ed a Ferrara (*) fu fortissima : fu veemente a 
Castrocaro e fu intesa a Forlì. Le repliche durarono per 40 giorni, appor- 
tando sempre nuovi danni ; diminuirono quindi di numero e di intensità ; 
alla fine di maggio cessarono del tutto. Secondo il Papotti (Ann, o mem, 
8tor. della Mirandola, ivi 1876 I, 7-8) i terremoti durarono 4 anni. 

[969] 1505. Gennaio 20. RoMBgM. 

GuARiNi F. : / terr. a Porli ecc., pag. 26-0. mini: Illustr. stor, delVantico ctutelìo di Ca- 
strocaro ecc., pag. 262-6H. 

Al 2 gennaio cominciarono a sentirsi varie scosse nel Forlivese, ma 
queste con ogni probabilità non sono concentriche, ma la eco di una 
fortissima commozione tellurica che ebbe il suo centro nel Bolognese 
(ved. N. 368) : nella notte del 2Q se ne ebbe una violentissima a Forlì, 
ed a Castrocaro ove tutti credettero di rimanere sepolti sotto le* rovine. 
A questo terremoto con ogni probabilità allude il Sardo, citato dal Bo- 
nito (Terra trem,, pag. 650), allorquando dice che successe neiranno 
un terremoto nel Ferrarese ; con ciò si prova che anche quivi si 
propagò il movimento sismico. 

[370] 1506. Marzo 6. Ortona (Chieti). 

T. BiNDi: Monum, stor, ed artist. degli Abruzzi, Napoli 1889, pag. 697. 

Al 6 marzo ad Ortona terremoto più violento di quello del 1456 ; 
avvenne a 3** di notte e seppellì tre intere contrade. 



(l) Brroneamente il Buoni la attribuisce al 2 febbraio, ma coincidendole ore, e di 
cendo esplicitamente che la scossa sentita in Ferrara fu la eco del terremoto Bolognese 
Bi comprende beni&sinio Terrore commesso. 



-ftWf^ 



[16W isogj «ì 



Dubito molto che tale notizia bì riferisca invece che ad un vero ter- 
remoto, ad un grande franamento (^). 

[371] 1507. Pinepolo (Torino). 

vassaxxI'Bandi: Rapport. ecc., pag. 132. 

Neil' anno terremoto fortissimo nel contado di Pinerolo. 

[372] l&OS. Ottobre. Ferrara. 

Bix>Ni : Del terr., pag. & recto. 

A 16*» del 18 ottobre grande scossa a Ferrara : a 17^ del 26 una 
seconda susseguita da replica verso la metà della notte : al 27 altra 
scossa ed al 29 e 30 (14**) repliche. 

Secondo il Serpieri in quest' anno neir ex stato della Chiesa fu- 
roDO sentite molte scosse. 

[373] 1509. Febbraio 25. ReiTS^o Calabria. 

M. BONITO: Terra trem,, pagr. 657 - Capoco : Catalogo ecc., m, pa^r. 805 - meicalu O.: / 
terr. Napoletani ecc., pag. 6 (estr.) - monoitorb a. : Ist. cron. dei terr. ecc., pa^. 885-87 
- Gli Annali della citta di Messina di C. D. Gallo, 1B7S>, voi. u, pag. 425-36 - D. Spanò 
BoLANi : Stor. di Reggio Calabria, voi. l, pag. 2S0. 

Al 25 febbraio, da l*' dopo il tramonto del sole fino a 5*» di notte, 
in Sicilia e specialmente a Messina molte scosse, per le quali i citta- 
dini rimasero spaventati assai : il periodo sismico essendo continuato 
a lungo le case ebbero danni notevoli e furono dalla popolazione abban- 
donate. Il Pacca aggiunge che diroccarono molti edificii e molti merli 
del castello e delle mura della città. 

In Reggio caddero buona parte delle case e delle mura : S. Agata 
rovinò quasi affatto perchè e essendo fondata sopra un monte quello 
s' aperse per forza dei terremoti ed inghiottì la maggior parte degli 
edificii col castello... » 

In Reggio, secondo lo Spanò Bolani, le scosse durarono per 5 anni. 

[3741 1509. Aprile 19. Solarolo, Faenza. 

Maltasia-De Bossi: Documenti ecc., pag. 4 (estr.) ■ Corradi a.: Annali delle epidemie ^C.^ 
voi VII, parte il, pag. 285. 

Al 7 febbraio, secondo la cronaca ms. Zili, citata dal Corradi, il 
terremoto, lieve rispetto a quello del 1504 e 1505, si fece sentire in 



'Vi II giornale « Le notizie del Mondo » [N. 31: 17 aprile 1782 riferendo il franamento 
•ncccsao ad Ortona il 3 febbraio 1782 (vedi) dicono che anche nel i526 ne avvenne uno 
consimile per il quale cadde una terza parte delle case della città, a vaiandosi nel porto 
che si rese Inservibile, vi furono più di 9000 morti. Dubito che il Blndi, autore per dat« 
di terremoti poco accurato, abbia a questo fenomeno voluto alludere quando riconia 
li terremoto del IS06 (vedi). 



ifiSIO 1511] 



Bologna: quivi poi, secondo le memorie storiche mas. Ghiseni prfhhli- 
cate da Malvasia e De Rossi, al 19 aprile ei ebbero delle scosse che 
altrove produssero danni : fecero cioè rovinare parte della Tortezza di 
" i del palazzo e fortezza di Faenza. 

I&IO. Febbraio. Alesuadri». 

.ittn. di Àletiandrfa, pag. 122. 

bbraio varie scosse di terremoto in Alessandria ed in altre 
le qtiali rovinarono molti ediflcii con la morte di persone, 
/ina, citato dal Mercalli (J terr. della Liguria ecc., pag. 26). 
i al febbraio 1511. Il Mercalli poi 6 d' avviso che la notizia 
lavina, con data errata, si riferisca invece al terremoto ve- 
26 marzo 1511- 

1511. Marzo 26. Prilli. 

Terra trtm., pa^r. ffi8-:6D - Goiban \. : Storia tiimica, pag. 19 - Ualvas:a-db 
•ofumenlt ecc., pag. 4 - Maooio L.: Bel temm. ecc., pag. Ì9 (recto] - piovknb: 
■r. in Vicenza, pag. 48 - tahiimklij t. ; A^ofc illusCr. eart. ceol. Belluno, pag. 9«e 
4.! Ale. tìoc. rlffuara. i terr. <tet Friuli, pag. 95 (estr.) - tommasi a.; / Urr. del 
ìas- lW-86 - ArckeoQraJotriettmo, 1W9. voi. I, pag. 18 - bonifaqo: Hiit. Trivtg. 
t. CS2 - Castellini S.: SI. Oetla c/Uà di Vicenza, voi. SUI, pag. 1», Vicenza 
.LLAnio : Belle hUt. della prov. di Friuli, voi. II, pag. loe B K - Sansovino ; Cro- 
., pag. !à. 

2ff' e le 20^ 30"" del 26 marzo violentissime scosse nel Friuli 
intervalli 1' una dall'altra; ebbero una durata di circa IO" e- 
icompa^ate da grandi rumori sotterranei. Ad Udine diroccò 
) fin dalle fondamenta e la loggia vecchia, che allora era an- 
a chiesa di S. Giovanni ; dall' alto del Duomo precipitò un 
Rovinarono parecchie case, e gli edifici che non crollarono 
tutti ecrepolati. 

dale fu abbattuta la chiesa, i campanili di S. Domenico e di 
esco e quello del monastero della Valle e circa 28 case. A 
del Monte, Faedis, Venzone rovinarono molti fabbricati : a 
ed a Tolmino caddero I rispettivi castelli: a Cormons ed a 
danni causati dal terremoto furono lievi ; in Trieste atterrò 
del porto con gi-ande porzione di mura e molte case. A Gc- 
ommozione tellurica fu assai disastrosa : caddero moltissime 
lormitorio del convento di S. Agnese, la massima parte del 
3 di S. Clara, le chiese di S. Maria la Bella e di S. Biagio 
, e le croci di tre campanili ; crollarono pure la torre delle 
na parte dei fortilizii delle mura del comune dalla porta degli 
i tori'e di Battaglia: le case che non furono adeguate al suolo 
tutte più o meno danneggiate. 
Artegna crollò la chiesa di S. Martino, come risulta dalla 



[1511] (89 

■ ■' ■ ■ ■ « I ■ 1 . g ■ • ■ ■■ — 

B^^enCe epigrafe posta sulla porta ed allnslva certamente a questo 
terremoto : 

ANO. DNI. MO. O. V. FVIT EDI 

FICATA. ECLESIA, SCI. MATINI 

A TIRANISQVE. DESTRVCTA 

ITERV. REEDIFICATA : SUB ANO 

1908. P TERREMOTVU. CORRVIT 

ET P POPVLVM. ARTENIEMSEM 

REPARATA. ANO. 8ALVTIS. 1519 

C. I. A. 

A Tolmezzo rovinò la chiesa ; a Sacile gran parte del palazzo, il 
campanile e parecchie case e camini. A Pordenone fti lesionata la torre 
del campanile, suonarono da per sé le campane e caddero parecchi 
fumaioli. 

Da questo ferremoto vennero pure rovinati Zucco, Moruzzo, Vil- 
lalta, Fagagna, Colloredo, Pers, Mels, Fontanabona : Osoppo cadde solo 
in parte : Pinzano si aperse tutto. 

A Belluno cascarono i merli delle mura, i campanili e le torri ; a 
Treviso rovinarono molti edifici, fra cui la torre di S. Francesco : a 
Venezia caddero a terra molti camini, merli e le statue che erano 
sopra la chiesa di S. Marco, causando qualche vittima ; rovinò pure 
qualche casa. 

Padova rimase danneggiata ; a Vicenza furono abbattuti molti co- 
mignoli ed alcune case ; a Verona il terremoto incusse molto panico, 
ma fece rovinare solo molti camini ; a Bologna fu solo forte ma di 
breve durata : fa sentito a Lodi, ove la scossa, assai lunga, fece muo- 
vere gli edificii (Arch, stor, lod,, voi. IX, pag. 8). 

Fu sentito pure ad Urbino — come ce lo attesta la lettera di Girolamo 
Lippomasso citata dal Corradi (Op. cit., voi. VII, parte II, pag. HOO) — 
ove non Ai cosa da conto od almeno tanta quanto a Cervia, stanza al- 
lora del Papa, il quale spaventato, usci dalla camera ove si trovava. 

Nell'area di maggiore scuotimento disseccarono molte sorgenti e 
ne apparvero delle nuove. Pi'esso Gemona si ebbero vari franamenti 
nei monti ; il Livenza arrestò momentaneamente il suo corso e nella 
laguna di Venezia, al dir del Buoni, V acqua dei canali fu balzata fino 
all'altezza delle finestre delle case. 

Nella notte furono avvertite ancora quattro o cinque scosse, ma de- 
boli e brevi : seguitarono quindi a farsi sentire delle repliche, come si 
vedrà più avanti: quella sopravvenuta air 8 agosto fu fortissima a 
dividale nel Friuli, ove fece crollare una parte del paese, seppellendo 
sotto le macerie circa 3000 persone, e diroccare il palazzo patriar- 
cale, che dal terremoto del 26 marzo era stato assai danneggiato. 



90 [1511- 1516] 



R^Ueàe ^maggiori — Mabzo 27 : nella notte ana lieve ad Udine. - 28 : 
20^ ad Udine una breve ma abbastanza forte ; Verona dopo le 18^ scossa più 
leggera dalla prima, e cosi pure a Vicenza, a Padova, a Treviso ed a Ve- 
nezia. - Aprile 1 : 2*^ notte, ad Udine una intensa ma breve : fu forte a 
Verona ed a Vicenza; 6^ notte, ad Udine altra forte, sentita pure a Verona; 
sul crepuscolo ad Udine altra come sopra. - Giugno 24: 4*^30"» notte, una 
forte ad Udine ed in tutto il Friuli. - 25: 4*» 30™ notte, ivi tre, di cui una 
forte e lunga un « credo ». - 26 : 3*» notte circa, ad Udine e Friuli forte 
scossa ; rovinò parte del muro del castello di Udine ; 9^ e 10** circa, ivi, altre 
due. - Agosto 8: Fortissima scossa a Cividale (vedi sopra). - 16: 8** notte, 
a Sacile una scossa. - 1512, Gennaio 25: Venezia una scossa (Sanuto : DUirii 
XIII, 450). - Febbbaio 8 : Venezia una scossa - 13: Una ad Udine» che fu l'ul- 
tima del periodo sismico. 

[377] 1513. Agosto 25. MessiBa. 

e. D. Gallo: QU Ann. della città di Messina^ Ivi 1879, voi. IT, pag:. 432.^ 

Al sorger del sole teiTemoto orribile per la forza e per la durata : 
nessun danno, 

[378J 1514. Luglio 12. Ctomona (Friuli). 

ToMMAsi A. : / terr. nel Friuli, pagr. U6. 

Al 7 luglio una scossa in Venezia (Sanuto : Diarii, voi. XXVIII, 
336) ed al giorno 12 tra le 22 e le 23*^ terremoto fortissimo a Gomena 
sentito in tutto il Friuli. In precedenza ivi si erano avvertite le seguenti 
scosse : al 1^ gennaio una breve con forte rombo ; al 15 a 2** altra si- 
mile ; al 30 a 22** una leggera. Al 17 giugno a 7^ circa una scossa : a 
19** del 4 luglio altra mediocre. Quindi al 30 settembre a 8*» e 10*» di 
notte due altre. Il Corradi (op. cit., pag. 316) citando il Mulioni, ne 
mette invece una al 12 ed un'altra al 30 settembre. 

[379] 1515. Ottobre 25. Verona, Modena. 

A. goiran: st. sism,, pag. 19 - T. De* btanchi detto De' Lancellotti : Cron. modenese, voi. I, 
pji^. 185, Parma 1862. 

Circa 20^ del 25 ottobre, secondo lo Zagata, in Verona terremoto 
non troppo forte, e così pure a Modena. Fu sentito a Venezia, ove fu 
breve, quantunque « non fo picolo » come scrive il Sanuto {Diarii XXI, 
250, Venezia 1887). A Lodi durò un « credo » e fece tremare le case 
(G. Agnelli : I terr, regist, ecc., pag. 92). 

l380J 1516. Marzo 9. Yenesia. 

Mehcalli &.: Vulc. e fen. vulc. ecc., pag. 362. 

A Venezia grande terremoto. Il Goiran (op. cit. pag. 19) per Verona 
dà notizia solo di una scossa ivi avvenuta tra le 3 e 4*» della notte del 
21 marzo, ed il Tommasi (op. cit., pag. 197) ricorda che ad 11"» del 



[1520-1522] 91 



2 marzo fti sentita in Gemona ima scossa ; nella qnale località .al 20 di- 
cembre a 6** V« ed a 7*» se ne avvertirono altre due, una forte ed una 
mediocre. 

[881 1 15^. Settembre 20. Vicenza. 

PiovsKB: Cr, dei terr. a Vicenza^ pag. 49. 

A Vicenza circa il 20 settembre, a 6^ di notte, forte scossa sentita 
non solo in città ma anche nel territorio. Per Verona il Goiran (Op. 
ciLj pag. 19) non ne registra che una non molto forte al 17 febbraio 
di notte. 

[982] 1522. Sicilia. 

MoNGiTORE A. : l8t<yr. cr<mol. dei terr., pag. 887. 

Terremoto grandissimo. 

[383] 1522. Luglio 6-7. Udine, Venezia. 

G. mebcalu: Vulc, e fenom. vulc, ecc., pag. 368 - L. G. amaseo: JHarii udinesi dall'anno 
1S0S al 1541, Venezia ISSI, pag. 267-68. 

Secondo il Mercalli un grande terremoto al 7 luglio fu sentito in 
Venezia, al quale certamente allude 0. Brittonìo {Lettera al Duca d'Ur- 
bino Francesco Maria^ in e Cicogna E. A. : Iscriz. Venez. » V, 16, Ve- 
nezia 1842) dicendo che nella notte 6-7 luglio furono ivi sentite due 
scosse, senza però indicarne la intensità. Nei Diadi udinesi sopra ci- 
tati, trovo le seguenti notizie : 6-7 luglio, 6^ notte, ad Udine grande 
scossa ; 6^ una meno forte , 7** altra lieve : furono avvertite generalmente 
dalle persone con spavento. Poco prima di 5** della notte fra il 24 e 
25 luglio nuova scossa meno forte a due o tre riprese, intesa essa 
pure dalla generalità degli abitanti : al 1 agosto altra. 

[384] 1522. Ottobre 4. Reggio Emilia. 

Panoroli Q. : St, della città di Reggio, Ivi 1846, pag. 163 - T. De Bianchi detto De Lakobl- 
Lom : Cron, Modenense, voi. I, Parma 1862, pag. 413. 

A 7'* di notte del 4 ottobre in Reggio scossa fortissima che portò 
molto timore : fa assai sensibile anche a Modena : nella prima località 
a 15^ circa del dì dopo se ne ebbe un' altra meno intensa. Il Vegi 
(HUtaria^ in e Bibl. Hist. ital, » anno 187^, I, pag. 65) ricorda che 
al 2 ottobre un terremoto si fece sentire in Milano, Pavia e luoghi 
circonvicini. Questa notizia si riferisce con probabilità alle scosse di 
Reggio e di Modena riferite più sopra al di 4. In una o neiraltra vi 
sarà qualche errore di data. 

[385] 1522. Ottobre 13. Cremona. 

A. Campo : Cremona fedeUss, città illustr., Milano HDCXLV, pacr- 137. 

Nella notte terremoto di non molto lunga durata. 



■l^^^l 



m II523-I530] 



[38(5] 1523. GTiugno 20. : . .Celeri». 

mergalli G. : Vulc, e fenom, mUe. ecc., pag-. 302. 

Al 20 giugno a Venezia terremoto grande : il Sansovino nel sno 
Cronico non lo registra e nemmeno ne parlano per il Friuli i Diarii 
udinesi degli Amaseo, i quali danno solo notizia di una scossa sentita 
in Udine a 18** della notte del 7 giugno. 

[387] 1527. Ottobre. PisUU. 

F. M. FIORAVANTI: Meni, stor, della città di Pistoia, Lucca l'TSB, pa^. 413 - Baiavi: ifist. Pi- 
stoiesi^ pag. 999. 

Neir ottobre Pistoia fu scossa da fortissimi movimenti tellurici, che 
perdurarono molto tempo e fecero rovinare degli editìcii, sotto i quali 
perirono molte persone. Si sentirono scosse per tutto T autunno. 

[388] 1528. Novembre. * Noto (Siracusa). 

MONOITORE A. : op. Clt., pag. 387. 

Il Mongitore con V autorità di V. Littara, dice che nel novembre 
fu sentito in Noto un violento terremoto. 

[389] 1529. Aprile. Udine. 

TOMMAsi A.: / terr. del Friuli, pag. 197 - L. G. amaseo : Diaiti uditiesi ecc., pag. 304 - Pal- 
ladio: St. della prov. del Friuli, voi. ii, pag. 151 a- 

Il Palladio ricorda che nell'anno per due volte il terremoto infei*se 
danni al Friuli : gli altri autori citati registrano le seguenti scosse : 
Aprile 13-14: mezzanotte una forte in Udine e provincia sentita uni- 
versalmente — 14: a. ^ una breve — lo : dopo pranzo una non forte 
— 16 : una ad ora non indicata. Il Sanuto nei suoi Diarii dice che al 
14 e 16 aprile il terremoto fu sentito gagliardemente in Venezia senza 
però apportarvi danni. 

[390] 1529. Luglio 3. Cremona. 

L. Mancini : Mem. stor. della citta di Cremona, ivi 1819, voi. i, pag. 200. 
Al 3 luglio fortissima scossa con non piccoli danni. 

■391] 1530. Ottobre 6. * Siena. 

Malvasia-De Bossi : Documenti ecc., pag. i. 

Al 6 ottobre fortissima scossa a Siena : tali terremoti devono aVer 
prodotto degli effetti rotatorii, giacché si ricorda che la statua di S. Ca- 
terina, posta sulla torre della chiesa di Campo Regio, rivoltò le spalle 
alla città. Cadde pure in quest' occasione il simulacro di Siena che il 
beato S. Ambrogio teneva in mano. 

Questo terremoto non è ricordato dal Soldani, ma solo dai mss. Gbi- 
selll pubblicati dai signori Malvasia e De Sossio 



^■^^i^prii 



[1531 - 1537] 93 



:392J l.i31. Febbraio. Firenze. 

B. Targhi : Sttyria jtorenUna, Colonia MDCCXXI, pag. 477. 

Sul far del giorno, di un di della fine di febbraio fortissima scossa 
con replica verso le 23** del giorno dopo. 

;;393] 1533. Gennaio 25. Padova. 

siERCALu Q.: Vuìc. e fenom. vulc. ecc., pag. 962. 

Al 25 gennaio scossa fortissima : i cataloghi dei terremoti veronesi, 
vicentini, bellunesi e friulani spesso citati non ricordano alcun terrea- 
moto successo sincronamente. 

.394] 1534. Aprile 4. Napoli. 

MERcvLLi G. : / terr, Napol. del secolo XVI, pag. 7 (estr.) 

Neir anno frequenti e. terribili terremoti scossero la città : in una 
giornata se ne sentivano anche quattro o sei : nella notte antecedente 
al sabato santo (4 aprile) si ebbero due o tre scuotimenti, e nella mat- 
tina seguente uno gagliardissimo, seguito per molti mesi da altri, fìra 
i quali deve essere ricordato uno accaduto a ^ dell' 8 novembre. 

;d^] 1536. Marzo 23. Etna. 

MosorroRE A.: Ut, cromi, ecc., pag. 38S^ 

La Sicilia tutta, e specialmente Catania, in occasione dell' eruzione 
dell' Etna, provò scosse terribili. 

Filoteo, autore sincrono, nella sua Aetnae topographia (fol. 8), dice 
che le scosse incussero non solo timore nei paesi circumetnei, ma fe- 
cero abbattere delle case. Fra le fabbriche rovinate si ricorda che il 
monastero Benedettino al 24 marzo dapprima desolato dalle scosse, fu 
poi arso dalle lave. 

;dg61 1536. Luglio 15. Nizza. 

MKhCALu G. : / terr, della Liguria ecc., pagr- 28. 

Il Mercalli, con l'autoritÀ dello Scagliero, dice che all'ora dei vespri 
si senti un orribile terremoto a Nizza. 

[397] 1536. Agosto 10 IL Genova. 

// Gran terremoto tratto nella città di Genova ecc. 

Nella notte 10-11 agosto, circa la mezzanotte, terremoto si forte in 
Genova che fece rovinare case, palf^zi'id torri, ed uccidere uomini : il 
movimento sismico presentò tre riprese.. Fuga generale dalle case. 

;39Sì 1537. Maggio. Catania, Corleone 

MiiNc.iTOBE A. : /*/. ermi, dei terr., pag. 389-no. 

Nuova eruzione dell' Etna con vari terremoti, che in Catania e vi- 



94 [1537 - 1540] 



cinaoze fecero danne^iare le case etate abbandonate dagli abitanti. 
Furono sentite anche a Messina, a Palermo ed a Trapani : la cjttft di 
Corleone risentì pure dei danni (sincronamente?). 
Il Fazelio li mette nel 1536. 

[399] 1537. Magg-io-Settembre. Posutlt. 

Capocci : Catalogo ecc., t, pag. 343. 

il mese di maggio molti terremoti fortlsaimi a Napoli, a Poz- 
Inanze : al 26 settembre a Pozzuoli uno che causò gravi danni. 

S7. Novembre. Savsu (Genova). 

: Liguria Oee., pag. SS- 

embre terremoto gagliardissimo. 

37. TtsMia. 

rrr trem., paff. ra. 

il Bardi, in Toscana nell' anno si senti si fortemente il 
:he causò rovine in molti luoghi. Il Bonito con tale notizia 
lere ai terremoti del 1538 ? 

38. Aprile. Husiia. 

Hot. ero», mi lerr. ecc., pa«. 39o. 

to mese MesBina, secondo it Samplerl, fu minacciata da ter- 
soti, che produssero grande spavento. 

38. Settembre 26-27. Poinsli (Napoli). 

ì in Pozzuoli e nei paesi vicini, frequenti e forti scosse 
li nessuna casa rimase illesa, anzi la maggior parte mi- 
rovina. Questi terremoti continuarono fino al 26-27 setr 
8, nei quali giorni la terra stette in contìnua stazione. Il 
irò dal lido per circa duecento passi : quindi, precedala da 
uotimento del suolo, avvenne una conflagraaione vulcanica, 
le in 21 ore sorse < Monte Nuovo > nel sito dove esistevano 
li Tripergola, fra il lago d'Avemo ed il Monte Barbaro. 

39. Sicilia. 

: Ufor. cnm. dei Urr. ecc. pag. 8Bo. 

io ed il Coronelli ricordano che la Sicilia nel 1539 fti scossa 
ibi le terremoto. 

40. Aprile 8. Fermo (Ascoli). 
ii»iache della citta di Ferma, Firenze 1810, pag. 196. 

rile un forte terremoto danneggiò parecchi edifici. 



[1540 - 1542] 95 



[4061 1&40. Settembre 1. Breseia. 

CX>RRAOE A.: Annali delle epidemie ecc., voi. vii, parte l, pag. 424, Bologna 1892. 

Secondo la cronaca ms. di Pandolfo Nassino (pag. d04) conservata 
alla Biblioteca Qaeriniana, al 1^ settembre terremoto molto forte. 

[407] 1540. Ottobre 23. Savona (Genova;. 

Maineri b. B. : Liguria Occ,, pag. ^ 

Al 23 ottobre ad 1^ dì notte due terribili terremoti : spavento ge- 
nerale. 

[408] 1541. Ottobre 2223. 
GBiuNi : Ann. d'Alessandria, pag. 146 - Spblta : ffist. dei Vescovi di Pavia, ivi 1602, pag. 474. 

In Alessandria ad 1^ di notte del 22 ottobre sì senti una scossa 
leggera, la quale in altre parti, aggiunge il Ghilini, fu più forte e 
fece rovinare case con la morte di persone. Lo Spelta per Pavia dice 
cbc alla prima ora del 23 ottobre fu sentito un si forte terremoto che 
fece spaventare tutti. Il Chiariss. Prof. P. Pavesi gentilmente mi co- 
munica che i mss. Comi {Anedocta licinensia, Bìbl. Univ. Pavia : mss. 
fas. Robolìni) ricordano il terremoto di Pavia del 23 ottobre 1541, la 
cui relazione doveva trovarsi neir Archivio Civico al Reg. litt. 1541-42. 
Il Prof. Mercalli da ultimo (J terr, della Liguria ecc., pag. 26) scrive 
che il Bonfadio ne gli « Annali di Genova » parla di insoliti terremoti 
avvenuti in questa città nel 1541 senza dame la data mensile, ma che 
con tutta probabilità si riferiscono alle scosse citate. 

[409] 1542. Maggio 14. Lombriaseo (Pinerolo - Torino). 

Misceli, di Stona patria, Torino 1862, l p. 176. 

Il cronista Gianbemardo Miolo di Lombriaseo . registra una scossa 
« formidabile » avvenuta nella prima ora di notte del 14 maggio. 

;410] 1542. Giugno 13. Macello (Toscana). 

Bonito m. : Terra trem., pag. 6JM-90 - E. Franchi : Xota sul terr. del i8 maggio i895 ecc., 
- GiovANKozzi G. : / terremoti storici Àfugellani, pag. 4-6 (estr.) - Malvasia de Rossi : 
Documenti ecc., pag. 4 - S. ammirato : Istorie Fiorentine, parte n, pag. 364 E-365 a - 
L. Chini : Storia ant. e rnod. del Mugello, Firenze 1816, pag. 2(n-9, voi. Ili - Farulli p. : 
Ann, ovv. not. st. di Arezzo, pag. 195-96 - J. M. Fioravanti: Mem. st. della citta di Pi- 
stoia, pag. 435 - L. Landucci : Diario Fiorentino ecc., Firenze 1883, pag. arn - Bepetti : 
Diz. eeoifr, Jls, stor. della Toscana, voi. v, pag. 225-26, Firenze 1843. 

Circa le &" */« del mattino (2^ ant.) del 13 giugno nel Mugello forte 
terremoto, il quale con maggior violenza infuriò a Scarperìa, ove il 
palazzo vicariale fu completamente distrutto seppellendo 3 persone : la 
chieda principale e quella di S. Agostino rimasero quasi del tutto ro- 
vinate : nel convento del Bo.sco cadde il tetto le pareti ed i tramezzi 
delle celle del dormitorio ; le mura andarono quasi tutte a terra ; il 



96 [1542] 

campanile rimase oltremodo lesionato. Si ebbero a deplorare 14 vittime. 
A Sant'Agata rovinarono quasi tutte le case e così pure a Bontà : 
nella prima perirono 6 persone, nell' altra il doppio. A Bosco a Frati 
cadde il convento ; alla Cavallina le facciate di quattro case, mentre 
le altre tutte furono lesionate e rese malsicure. A Barberino rovina- 
rono molte case e vi morirono parecchie persone, a Borgo S. Lorenzo 
diroccarono la torre e 16 case con 8 vittime. Galliano fu del tutto de- 
solata, con 20 morti ; Comugnole con 12 poderi fa rovinata, 3 vittime e 
12 feriti : uguale sorte toccò a Fagna con 7 poderi ed a Cresbiano ove 
si deplorarono molte vittime ; Pulicciano si ebbe la chiesa in gran parte 
abbattuta e rovinato il campanile ; a Mucciano e Vespignano la chiesa*; 
Bticciano fu tutto conquassato ; in Gattaia e Pagliaricci molte case ro- 
vinate ; Librafatta e Vemio rimasere spianati ; a Tigliano furono de- 
molite 20 case e 12, oltre la chiesa, a S. Giovanni al Corniolo : il mo- 
nastero di Luco fu rovinato insieme al campanile. Secondo V inchiesta 
fatta, nel Mugello per detto terremoto 1288 case (*) furono rese Inabi- 
tabili e si ebbero a deplorare 113 vittime e circa 250 feriti, oltre un 
gran numero di capi di bestiame perduti. Il danno ascese a 300.000 
scudi. 

In Pistoia la scossa fu fortissima, incusse gran timore alla popola- 
zione e nella notte istessa fu seguita da 9 repliche ; a Firenze a breve 
intervallo furono intese sette commozioni che fecero fuggire gli abitanti 
dalle case ; in Arezzo molte case furono atterrate. Il terremoto fu sen- 
tito abbastanza fortemente a Prato, giacché ivi si fecero delle divozioni 
per essere liberati da tale flagello ; ad Anghiari fu forte e fu avver- 
tita assai intensamente anche a Bologna, a Volterra, a Pisa, a Lucca 
ed iu molte altre città. 

Queste scosse non. devono essere state molto forti a Pescia perchè 
il Balclasseroni (P. 0. B. : Istor. della città di Pescia e della Valdinie- 
vole, II ediz., ivi MDCCLXXXIV, pag. 308) mentre ricorda che in 
tale anno i Pesciatini fecero suppliche per non essere maggiormente 
aggravati da tasse in vista delle innondazioni e delle locuste, non parla 
aSatto di terremoti. 

Per oltre 50 giorni nell'area danneggiata si sentirono delle repliche, 
elle, quantunque abbastanza forti, non causarono ulteriori rovine. 

[411] 1542. Dicembre 10. Siracafumo e Catanese. 

MONoiTOKE A : Ist. cromi, de terr. ecc., pag*. 391-94. 

Forse già fin dall'agosto si erano cominciate a sentire in Sicilia, e 



1 II coutinuatore del Diario del Landiiccl porta a 1740 il numero delle case rovinate 
t'd a 2si) (luello delle persone rimaste ferite. 



[1542] 



97 



specialmente nel Siracnfiano, delle scosse di terremoto, le quali aumen- 
tarono di intensità e di numero sulla fine del novembre e sui primi di 
dicembre, a 23** circa di questa giornata si ebbe un grande parossismo. 
In Siracusa caddero moltissime case, diroccò il campanile della catte- 
drale e rovinò il palazzo vescovile. In Caltagirone molti edificii furono 
abbattuti specialmente nelle strade delle chiese di San Giorgio, di 
S. Benedetto fino a S. Maria di Valverde : i campanili della chiesa 
Maggiore e di S. Giorgio furono danneggiati, anzi il secondo rimase 
decapitato ed interessato da una lunga fenditura ; precipitò pure in 




FiG. 2. 



tale occasione la parte boreale del castello, causando 9 morti. Fu ab- 
battuto il castello di Sortine ; a Mineo la rocca e moltissime case fu- 
rono distrutte : ugual sorte toccò pure al castello di Vizzini, mentre 
quoUo di Licodia ebbe solo atterrata la parte sua più elevata : Leoi> 
tini rimase in gran porzione distrutto. Catania, 

Militello ed altre trenta città vicine ebbero le mura e molte case 
lesionate ; Palermo, Trapani e Seiacca forse risentirono esse pure 
qualche danno. 

In Siracusa la fonte « Aretusa » ed i pozzi della cittc'i per (lualohò 
giorno emisero acqua salmastra. 

Le repliche durarono per circa 40 giorni. 

Alcuni cronisti mettono questo terremoto al 10 di a<]:osto, altri al 
10 novembre : la data del 10 dicembro, che il Mon<j^itorc reca sulla 
scorta del Fazello, mi sembra la preferibile. 

a^iiATTA : Terremoti ecc* 7 



98 [1544 - 1549] 



[412] 1544. Gennaio. Calabria. 

FIORE G. : Della Calabria illustr. ecc., tomo l. pag. 287. 

Secondo quanto riferisce il Fiore, per forti scosse di terremoto av- 
venute in Calabria, molte case sarebbero state quasi rovinate. 

[413] 1547. Febbraio 10. Reggio Emilia, Modena. 

L. VEDRiANi: ìfist. delV antichissima città di Modena j ivi 1667, parte II, pag. 539 - visdo- 
MiNi A. : Alcune cose estratte dalli Diarii, pag. 11, Reg^o B. 1881. 

A 20** Vj <^c1 10 febbraio in Modena forte terremoto che fece cadere 
alcuni merli, comìgnoli e la cima del campanile di S. Domenico. Fu 
più intenso a Reggio. 

Al 7 marzo fuvvi-una nuova ripresa e seguitarono le scosse per 
una settimana : poi di nuovo e gagliardamente al 24, onde un predica- 
tore per timore che crollasse la torre, pensò di lasciare il Duomo. 

Altre scosse molto forti avvennero pure in Reggio al 24 maggio 
1548, ed al 27 dicembre 1549. 

[414] 1547. Luglio 31. Savona (Genova). 

Maineri b. e. : Liguria Occ, pag. 25. 

Al 31 luglio in Savona fortissimo terremoto che durò un « crede ». 

[415] 1548. CaUnia. 

MONoiTORE A. : Istor. cronol. dei terr. ecc., pag. 894. 

Nell'anno un terremoto atterri la città ed apportò non pochi danni. 
[416] 1549. Calabria, Messina. 

Fiore O. : op. cit., pag. 287 - Monoitore a. : op. clt., pag. 394. 

Il Fiore scrive che al 31 maggio fu sentito in Calabria un nuovo 
terremoto, presso a poco della stessa forza di quello del 1544; il Mon- 
gitore invece pone nell'aprile un orrendo terremoto con grande panico 
della cittadinanza di Messina. Con ogni probabilità le due notizie ri- 
guardano un identico fenomeno od almeno uno stesso periodo sismico. 

[417] 1549. Maggio 3. Savona. 

Maineri b. E.: Liguria Occ-,pag. 25. 

Al 3 maggio, circa le 13*», due s«osse che fecero cadere alquanti co- 
mignoli. 

[4181 1549. Maggio 14. Alba (Cuneo). 

e. BKNEVELLI : Sopra 1 (rem. ecc. pag. 19. 

I cronisti Serralonga d' Alba e B. Miolo di Lombrasco, ricordano 
come nella mattina di detto giorno fu sentito in Alba un grande ter- 
remoto. 



[1550 - 1556] 99 



[419] 1550. Ariano, Vallo di Diano. 

CAPoca : Cutalogo ecc., I, pag. 313. 

Terremoto disastroso nelle provincie meridionali : Ariano fu di bel 
nuovo subissato ed il Vallo di Diano rimase molto danneggiato. 

Il Fiore (Della Cai. illustr.^ tomo I, pag. 287-8) scrive che detto 
terremoto avvenne al 25 agosto e che nel Vallo causò la rovina di 
molti luoghi. Il Bonito (Terra trem.y pag. 647) ricorda un terremoto 
sentito in Napoli il 30 gennaio. 

[420] 1551. Settembre 26. Firenze. 

G. GiovANNozzi : / terr. stor. Fiorentini^ pag. 6 (estr.) 

Al 26 settembre, alle ore 23 circa (5** 30"* pom.), in Firenze due scosse, 
una delle quali fu molto forte e V altra breve : apportarono grande 
spavento. Ciò secondo il Diario ms del Settimanni. A questo terremoto 
deve alludere il Bardi, citato dal Bonito {Terra trerts,, pag. 692), di- 
cendo che nell'anno in Firenze furono sentite molte scosse. 



421] 1554. Novembre 28. . Firenze. 

O. OiovANNozzi : op. cit., pag. 6 (estr.) 

Al 28 novembre, circa 2^, in Firenze scossa fortissima della durata 
di circa « un pater » : fece rovinare molti camini. Ciò secondo il Diario 
predetto. 

[422] 1555. Novembre 2. , Val Seriana (Lombardia). 

D. c.%JLvi : Bfem. sacro^rof. di Bergamo» voi. ni, pag. 257. 

Al 2 novembre un terremoto (?) sconquassò la Val Seriana : dai 
monti di Valgoglio, circa le 3*^ della notte, si staccò una grossa frana 
che cadendo a valle recò alla terra di Gromo danni negli edifìcii. Du- 
bito che si tratti di un grande franamento non connesso a fenomeni 
sismici che, dati gli effetti prodotti, avrebbero dovuto essere stati sen- 
titi in altri punti della Lombardia. 

I423J I55«. Aprile 20. Bolena (Nizzardo). 

p. GioPFRBDo: St. delle Alpi Marittime^ In « Mon. lilst. patr. ecc. » Scriptorum, tomo il, 
col. 1477, Avg. Taurin. MIXXCXXXIX. 

A Bolena un terr^oto distrusse buona parte delle abitazioni, seppel- 
lendo molti sotto le rovine : ciò si rileva dalla seguente iscrizione posta 
nella sagprestia della chiesa parrocchiale : « L'anno 155G a di 20 aprile 
per il terremoto fatto sono morti 150, e quasi il luogo tutto distrutto». 

;424J 1556. Novembre 17? Rossano (Cusonzci). 

PbRRKY A.: Tremai, pentns. Ital., pa«?. 19 - Cai'occi: op. cit , III, p.i;:. WW - Mkhcalli (4. : 
/ terr. Napoletani ecc., pag. 8 (estr.) 

U Perrey, seguendo Licostene, ricorda clic neir ajìrile furono sentite 






100 [1556 - 1561] 



in Rossano scosse violentissime che fecero crollare le case, apportando 
danni entro nn raggio di circa 30 miglia. li Capocci d' altronde nota 
che Licostene cita « Rossana, Astopiae civitas » la quale non ha nulla 
a che fare con Rossano Calabro. Ma nel ms. Pacca, pubblicato dal 
Mercalli, si trova riportato, con V autorità di B. Mandile (Libro del 
prossimo giudizio)^ che ai 4 ottobre, neir ora di un ecclisse di luna, 
avvenne un terremoto in uno dei casali di Cosenza, che cagionò, oltre 
altri danni, la rovina del campanile di una chiesa. 

Questa notizia adunque conferma che nella Calabria Citeriore ebbe 
luogo un terremoto rovinoso : ma la data mensile resta molto dubbia, 
giacché il solo ecclisse (parziale) di luna visibile nel Cosentino nel 1556^ 
accadde al 17 novembre verso le 2^ e non già al 4 ottobre, come scrive 
il Pacca, e nemmeno neir aprile secondo Licostene. 

[425] 1557. Caii|Mgiiaiio (Ischia). 

D'ASCIA G. : Storia dell'isola d'Ischia, pag. ^1-2, NapoU 1888. 

Un terremoto fece crollare la chiesa del villaggio di Campagnano. 

* 
[426 1 1558. Aprile 13. Sieaa. 

A. SoLDANi: Relazione ecc., pag. 58 - G. Giovannozzi: I terr, stor. Jlor. ecc., pag. 6-7 (estr.; 

Circa le 14*» 30™ (9** V« ^^^•) del 13 aprile grandissimo terremoto a 
Firenze e in quasi tutta la Toscana. In Siena apportò vari danni al 
Duomo; molti abitarono all'aperto. L'acqua di Fontebranda « alzò tre 
volte più di due braccia». Le storie spesse volte citate del Fioravanti 
per Pistoia e del Farulli per Arezzo nulla ricordano : io credo che a 
questi terremoti alluda al Bonito con quelli da lui registrati al 1537. 

[427] 1559. Giugno 29. Palermo. 

MoNc.iTORE A.: IsL cronol. dei terr., pag. 3W. 

Al 29 giugno forte terremoto in Palermo, ma nessun danno. Il Mer- 
calli (I terr. della Caìàbr.^ pag. 17 [estr.]) scrive che nel maggio Reggio 
era stata travagliata da più terremoti. 

[428] 1560, Maggio 11. Barletta, BiseegUe. 

M. ROMANO : Saggio sulla storia di Afolfetta, Napoli 18J2, parte l, pag. 159. 

Terribile terremoto che recò danno a molte c^tà fra le quali Bar- 
letta e Bisceglie, ove perirono molti cittadini. 

[429] 1561. Luglio-agosto. Vallo 41 Diano. 

BONITO M. : Terra treni., pag. e9C>-99 - Capocci : Catalogo, III, pag. 311-13 - kirker a. : Mun- 
(ius suùterr., voi. i ; iv, pag. io - mkrcalli a. : / fen\ NapoL ecc., pag. 8-15 (estr.) - 
UKLLA BONA d. : Ragvagli della città di Arenino, Trani MDCLVI, pag. 233 - vipera m. : 
C/i rami. Bpiscop. ecc., pag. 175. 

La prima scossa avvenne verso le 24»' del 31 luglio ed interessò 



[I56IJ 101 

specialmente la Terra di Lavoro, il Principato Citra e la Basilicata e 
sopra tutto riusci disastrosa a Boccino, ove rovinò gran parte del pa- 
lazzo Martino, duecento case, ed alcune chiese : le altre ed i restanti edi- 
fìci! furono conquassati con la morte di 100 persone oltre a molti feriti.* 
La seconda scossa^ sentita a 4^ di notte del V agosto, fu violenta ma 
però meno assai della prima ; la terza accadde versò il mezzodì del 
2 agosto, fu molto sensibile, ma di intensità inferiore a quella delle 
due precedenti : scosse giornaliere si fecero sentire fino al 19 agosto 
in cui, a 20*", si ebbe la più disastrosa, che causò immensi danni e 
gran numero di vittime : fu sentita in Napoli in modo affatto innocuo.^ 
A Palo, presso il Sele, rovinarono 40 case e vi morirono 20 persone } 
a Sicignano rovinarono metà degli edificii con 40 morti : a Vietri ne 
caddero circa 50 e vi morirono 20 persone : a Caggiano metà degli 
edifici furono diroccati uccidendo 30 persone. 

Polla ebbe la stessa sorte con la differenza che 40 farono i morti. 
Sant' Arsenio, S. Pietro e S. Rufo rimasero affatto spianati : nel primo 
vi perirono 80 persone e 15 nel secondo. Diano fa rovinato in gran 
parte dai massi che rotolarono dai monti ; 6 morti. In Ottati dirocca- 
rono circa 30 case e vi morirono dieci persone ; a Pateliano 20 con la 
morte di soli 8 : a S. Giacomo 80 con la morte di 6. In Atena caddero 
i campanili delle chiese con metà degli edifìcii, sotto i quali rimasero 
spenti 30 abitanti : a S. Angelo della Fratta rovinarono 80 case con 8 
morti ; ugual numero di vittime ebbe Sala, ove diroccarono 20 fab- 
bricati. 

A Balbano precipitò al suolo il castello e circa metà dell'abitato 
causando 11 vittime. Tito fa quasi adeguato e pianse 100 morti : in 
Picemo rovinò la terza parte degli edificii e la chiesa maggiore con 
20 morti. A Vignola ne morirono 8 e caddero 20 case, ed in Potenza 
10, senza alcun danno alle persone : il simile anche successe a Ruoti 
e ad Avigliano, ove 15 furono le case rovinate. 

In Atella ne caddero parecchie, con il monastero di S. Agostino, e vi 
rimasero morte quattro persone. In Calitri rovinò per metà il castello : 
a S. Licandro ed a S. Fele otto case furono diroccate, ed a Castel 
Grande 6; questi luoghi furono inmiuni di vittime, mentre una si ebbe 
a deplorare a Bella, ove due case furono dal terremoto demolite. In 
Muro ne caddero circa 60, causando 40 morti e molti feriti. 

L' area di massima intensità entro la quale il movimento sismico è 
stato disastroso, si estende nella parte più elevata del bacino del fiele, 
cioè, nelle valli del Tanagro e del Calore Superiore (Vallo di Diano) e 
comprende i paesi di Atena, di S. Pietro, di Polla, di Buccino, di 
Polo, di Sicignano, di Caggiano, di Vietri, di S. Arsenio, di S. Angelo 
delle Fratte, di Sala, di S. Giacomo, di S. Rufo, di Ottati, di Vignola, 



102 [1561] 

di Tito, di Picerno, di Balvano, di Muro, di Bella, ecc. : questa zona 
à forma elittica, con 1' asse maggiore, disposto approssimativamente in 
senso N*S, di 46 km. di lunghezza, ed il minore in senso E-\V misurv 
circa 35 km. 

Neir area isosismica rovinosa, ove cioè la concussione tellurica k 
causato rovine di edificii senza vittime umane, sono incluse Potenza, 
Ruoti, S. Nicandro, Avigliano, S. Fele, Calatri ecc. 

Avellino si trova neir area isosismica fortissima perchè ivi le case 
(che, secondo il Bella, oscillavano fino a toccarsi) rimasero lesionate 
insieme alla torre del castello ed al Vescovado: a Benevento il ter- 
remoto incusse grande timore, ma non apportò danni : fu forte a 
Napoli e, al dire del Summonte e del Pacca, si propagò eziandio in 
Sicilia. 

Interessanti furono i fenomeni prodotti nel suolo dalle scosse più 
forti : presso Bella si apri una spaccatura di circa un miglio di lun- 
ghezza ; presso Muro si formarono delle aperture nel suolo, dalle quali, 
al dir del Pacca, per oltre un mese uscirono pietre e terra: detto fe- 
nomeno cessò solamente verso il 20 settembre in seguito a forti pioggìe. 
Il Sele, presso Polla, per 24 ore restò a secco ; si asciugarono vtirie 
sorgenti presso Bella e poi ricomparvero intorbidate e calde. Infine il 
Kirker racconta che un colle in Basilicata fu per intero trasportato 
alla distanza di tre miglia. 

Nel 1562 si ebbe nel Vallo di Diano una forte scossa, e nel 1563 
un' altra di notevole intensità urtò Buccino senza però portarvi alcun 
danno. 

[430] 1561. Novembre 11. Reggio Calabria. 

Mercali.1 G. : / terr. di Calabria ecc., pa^. n !estrj 

Il cronista Zappia ricorda che nel citato giorno un terremoto fortis- 
simo scosse Reggio di Calabria. 

[431] 1561. Novembre 24. Ferrara. 

BUONI: Del terr., pagr. 253 - F. Conti: Ann. di Ferrara, Ivi 1W5. pag. 818 - A. Frizzi: Mem. 
per la storia di Ferrara, n ed!z., Ivi 1848, voi. iv, pag. 381 - a. S.\rdi : Delle hist, fer- 
raresi, aggiunte di più quatta libri del sig. Dr. Faustini, ivi 1646, pag. 45 (aggiunte). 

Al 16 novembre si sentì in Ferrara una debole scossa fra le 10 e 
le 11*' : al 24 un nuovo movimento sismico fece rovinare moltissimi ca- 
mini, atterrare parecchi fabbricati ed uccidere anche qualche persona. 

[432] 1561. Ravenna. 

Serhkri a. : Scritti di sismologia, voi. Il, pag. 192. 

Neil' anno un forte terremoto atterrò la statua di Ercole posta nella 
piazza maggiore di Ravenna. 



[1662 - 1564] 103 



m, 1562. Aprile 6. Palermo. 

VoNGiroftE ▲. : istor. cromi, dei terr., pa^. 805. 

All'ora 1* e 7* della notte, due grandi scosse a Palermo : a 8** altra 
più violenta per la quale la campana della chiesa di S. Antonio diede 
tre colpi. 

I Diari del Paruta e del Palmerino (Bibl, stor. sicy I, 25, Palermo 
1860) pongono questo terremoto nel giorno 16, 

[A3Ì\ 1563. Giugno 13. Catania. 

AUATi A. : Dizion. coroQ. dell' Italia, voi. Il, pag. 782. 

Al 13 giugno terribile scossa a Catania : il Mongitore ed il Gemmel- 
laro non la ricordano. 

[435] 1564. Luglio. Pozzaoli (Napoli). 

MkiRCALU G. : / terr. Napol. del secolo XIV, pag. 17 (estr.) 

» 

II Pacca^ citato dal Mercalli, scrive che in questo anno in Pozzuoli 
hi sentirono quasi continuamente dei terremoti, molti dei quali leggeri : 
nel luglio ne avvenne uno violento e poi dopo otto giorni un' altro 
sentito anche a Napoli. Non apportarono danni. 

[436] 1564. Luglio 20. Alpi Marittime. 

Mercalli G. : / terr, della Liguria ecc., pag. 88-93 - A. Nota : Del tremuoto avrenuto ecc., 
pag. 40 - GioFFREDO P. : Storia delle Alpi Marittime, In « Mon. hlst. patr. » Script. 
toro. II, col. 1531-36, Aug. Taurlnorum MIXXJCXXXIX - 3. Rossi : Storia della città di 
Ventimiglia, Oneglia 1888, pag. dOO e seg. 

I disastrosi terremoti nizzardi del 1564 cominciarono al 20 luglio 
verso le 23^ ital. ; per circa 50 giorni si sentirono delle repliche, fra le 
quali una rovinosa al 5 agosto. 

L' area centrale di questo movimento sismico (zona disastrosa) com- 
prende r alta valle Vesubia, e le parti a questa vicine delle valli della 
Tinca e della Roia : ha forma grossolanamente circolare con un dia- 
metro di poco oltre i 25 km. 

La Bollena fu quasi affatto rovinata con la perdita della quarta 
parte de' suoi abitanti (600 morti, 14 feriti) : Belvedere rimase in gran 
parte adeguato al suolo con la morte di 50 persone (secondo altri di 80) 
con altrettanti feriti. A Roccabigliera si ebbero a deplorare 22 morti 
ed 11 feriti ; a Lantosca alcune case rimasero rovinate ed altre minac- 
cìanti rovina : 5 vittime. 

La Rocchia fu quasi tutta rovinata : a Valdiblora crollò la chiesa, 
seppellendo una persona, ed a Clans diroccarono 14 case. Nella valle 
della Roja rovinò il castello di Brigna e quello di Ventimiglia. 

Secondo alcune relazioni tedesche trovate dal Mercalli, crollarono 
pure Remple (forse Rimplas?), Villaret (Villars, presso Utelle?) San- 
dalin (?), Morena (?) ed il castello di Cahours (?) insieme al ponte. 



104 [1560-156fJ 



A San Remo la scossa fu forte e fdrono sentite repliche per lo spazio 
di quasi cinquanta giorni. A Porto Maurizio la popolazione restò per 
circa altrettanto tempo attendata all' aperto, 

Gli autori sincroni parlano di monti spaccati e di eruzioni vulca- 
niche. Spogliati da ogni esagerazione, si comprende che i fenomeni 
sopraricordati si riducono all'apertura di profonde fenditure nel suolo 
ed alla emissione di gas e di vapori. 

Al momento della scossa il Vesubia trattenne il suo corso ; nel porto 
di Villafranca fu trovato il fondo del mare abbassato di una « picca » 
ed al di sopra si notarono poi nuove sorte di pesci (fauna profonda?); 
ad Antibo il mare invase dapprima la spiaggia, talché parecchie bot- 
teghe furono innondate, poi si ritrasse di tanto da lasciare il porto 
quasi senz' acqua. 

[437] 1566. Maggio. Pozzuoli (Napoli). 

Mercalli G. : / terr, Napol. ecc., paif. 17 (estr.) 

Secondo il Pacca, poco dopo le 18*» del 23 gennaio un terremoto 
assai sensibile scosse Napoli, senza causare danni di sorta : verso le 
\h^ del 1 maggio si ebbe una scossa fortissima : a 4^ della notte fì*a il 
6 e 7 dello stesso mese fu avvertito generalmente in Napoli un terre- 
moto, che il Pacca dice abbia avuto sua origine in Pozzuoli. 

Il Bonito (Terra trem,^ pag. 706) nel 1566 non registra che un solo 
terremoto avvertito in Napoli dalla generalità delle persone a 24*» 
del 31 luglio, per il quale, egli dice, tutti gli abitanti si diedero 
alla fliga. 

[438] 1566. Novembre 30. Etna. 

Bonito m. : Terra trem.^ pag. T03-4 - Gallo : Terr, i783, pag. XI - Monoitore a. : Ist. cron. 
dei terr,, pag. 395. 

In occasione di una forte eruzione dell' Etna, avvenuta il 30 no- 
vembre, in Sicilia, e specialmente nei dintorni del vulcano, furono 
sentite replicate e forti scosse di terremoto per lo spazio di due giorni 
Randazzo ne rimase rovinata. A Messina tali scuotimenti non appor- 
tarono danno alcuno. 

[439] 1^67. Agosto 27 "(verso il). Norcia (Perugia). 

P. Patrizi Forti: Mem. stor. di torcia. Ivi 1869, pag. 500-1. 

La città di Norcia prima del 27 agosto fu colpita da un fortissimo 
terremoto che danneggiò, fra V altro, i muri del palazzo consolare, le 
muraglie di cinta ed i torrioni ; recò inoltre moltissimi danni al mo- 
nastero di S. Antonio, reso poi inabitabile da quelli inferti da furio- 
sissimi uragani. 



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[1568 - 1570] IÓ& 



[440] 15(»-69. Pounoli (Napoli). 

MfeACALu G. : / terr. Xapol. ecc., pa^. 17 (estr.) 

Il Pacca, citato dal Mercalli, ricorda che nella notte fra il 31 di- 
«•embre 1568 ed il 1° gennaio 1569 in Napoli e dintorni si sentì un vio- 
lento terremoto cbe ebbe sua origine in Pozzuoli, per il quale « cadde 
una parte di quel sasso che è nelP entrare della famosa grotta di Lo- 
cullo, posta fì*a V una e V altra delle dette città ». 

[441] 1570. Aprile-maggio. Pozzuoli. 

B3MTO M. : Terra trem.^ pag. T(n - Capocci : Catalogo^ l, pag. 344 - mercalli G. : / terr. Na- 
poìetani, ecc., pag. 18 (estr.) 

Nella notte fra il 30 aprile ed il 1*» maggio, circa le ore 4 V25 ^n ter- 
remoto assai forte scosse, secondo il Pacca, Napoli : in Pozzuoli causò 
danno a qualche edificio e particolarmente air ospedale. Al 17 giugno, 
circa le 16 */g, si intese un' altra scossa ma assai meno intensa della 
prima, giacché non causò il minimo danno. Il Summonte . (e dietro di 
lui il Bonito ed il Capocci) ricorda un terremoto disastroso per Poz- 
zuoli il 17 giugno 1570, e non menziona il primo successo al 30 aprile : 
ma dalle notizie del Pacca, che sono certamente le più attendibili, ri- 
sulta che la scossa più forte è stata la prima. 

,442] 1670. Settembre 17. Ferrara. 

Bonito m.: op. clt., pag. ÌOS-H - Solerti A. : // terr, di Ferrara del i570 - Scarpa : Terr, 
avvenuti in Treviso ecc., pag. 181 - ami ani : Memorie Ut. di Fano, parte il, pag. 209 - 
F. L. BERTOLDI: Memorie stor. d'Argenta^ tomo m, parte ni, Ferrara 1864, pag. 97-38 - 
F. Co.sTi : Ann. di Ferrara, Ivi 1845, pag. 847-52 - A. Frizzi .- Mem. per la St. di Ferrara, 
voi. IV, Il edlz., pag. 290-98 - S. Muzzi: Ann. della città di Bologna, tomo vi, pag. 567 - 
L. vedriani : Hist. delVantich, città di Modena, ivi 1667, parte il, pag. ?74. 

Al 17 dicembre, a 19** del mattino, in Ferrara si senti una prima 
scossa della durata di oltre un « pater > ed assai violenta, avendo 
latto cadere un centinaio di comignoli, rovinare molti merli e* terraz- 
zini, in numero di circa cinque o seicento e scompaginare moltissimi 
odifìcii: fu seguita da molte repliche, fra le quali specialmente farono 
intense quelle avvenute suir imbrunire della giornata. 

A 3** della notte una nuova scossa, la maggiore e la più lunga, fece 
nel vecchio palazzo del castello precipitare un tetto, sotto cui rimasero 
morte tre persone. 

I danni in città farono inestimabili : caddero i torrioni ed i merli 
delle antiche mura, quelli del palazzo Contrary (ora Pepoli), della Ra- 
gione con la parte occidentale ed una torre. Nel castello precipitarono 
le sommità delle quattro torri con parecchie balaustrate e qualche muro 
in temo; andarono parimenti a terra le due torricelle del duomo, poste 
sopra al presbiterio e che servivano anticamente per le campane : in 
pari tempo crollarono molti fregi che ne adornavano le parti terminali ; 

9 



106 [1570] 

certi archi rimasero sconnessi e la facciata deviò un po' dalla ver- 
ticale. 

Tutto ciò che restava di Castelnuovo (ora mercato dei cavalli), il 
palazzo del Paradiso, quello dei Tassoni, degli Estensi a S. Franc^esco, 
la € Corte nuova » e la vecchia, il Vescovado, la Loggia dei Calzolai, 
le chiese, i campanili, ed i monasteri di S. Francesco, di S. Spirito, 
di S. Rocco, di 8. Stefano, di S. Domenico, di S. Maria degli Angeli, 
della Certosa, di S. Maria della Consolazione, di S. Silvestro, di 8. Gior- 
gio e di S. Bartolomeo rimasero od in tutto od in parte adeguati al 
suolo. Non vi fti insomma edificio pubblico e privato che non avesse 
risentito danni : ciò che rimase in piedi si dovette però puntellare. 
Tutte le strade erano ingombrate dalle macerie, sotto le quali rimasero 
morte un centinaio (130^150) di persone (*). 

Fra gli effetti prodotti da questo terremoto devonsi notare i rombi 
sotterranei, i bagliori repentini neir atmosfera, il gonfiamento improv- 
viso delle acque del Po, certe elevazioni ed avallamenti del suolo lìiori 
Porta S. Pietro e S. Paolo, alla torre della Fossa ed altrove nei Polesini 
di S. Giorgio e di S. Giovanni Battista, ove avvennero pure emissioni 
violente di acqua nerastra e di arena. 

La scossa maggiore fu forte a Treviso, a Padova, a Bologna, a Ve- 
nezia \ fu sentita nel modenese, nel reggiano, nel mantovano, a Fi- 
renze ed a Roma. 

Dopo la prima scossa del 17 novembre si avvertirono moltissime re- 
pliche (secondo alcuni 150 nelle prime 24*") accompagnate da rombi 
sotterranei specialmente verso le 20 e 24*» (*) ; però per circa nove mesi 
non vi fu giornata in cui non fosse avvertita una od anche più scosse, 



(1) In una lettera r Ambasciatore Urbinate Livio Passeri, pubblicata dal Solerti, cosi 
descrive fé rovine : 

« Il Castello é tutto ft^acassato, la chiesa di S. Giovanni Battista a Ferrara, quella 
di S. Francesco, parte di quella di S. Polo e di quella di S. Maria del vado, ed il vesco 
vado, tutto fesso e cadute le campane; caduto similmente il campanile di S. Gior^fio, 
quello della certosa, quello degli Angeli, quello di S. Anna e rovinati quasi tutti li 
monasteri di monache, ed insomma tutta questa città che è cosa miserabile e lacri- 
mevole di vedere.... U danno è tanto che non si potria estimare, ma si dubita di peggio, 
perchè un altro che ne venga simile a quello di ieri sera di sicuro tutta Ferrara va in 
terra.... » Ed il Canigiani a questo proposito cosi scrive : « E cosi [Ferrara] resta tutta 
rovinata nelle sommità, ed in qualche particular spianata anche affatto, come S. Bor- 
tolo fuor di Ferrara de' frati di Cestello, S. Giorgio dei frati di Monteoliveto, San Gio- 
vanni de' Canonici Regolari, la Certosa, il campanile ed un pezzo di chiesa, il Duomo 
in parte, S. Francesco la facciata di testa ed una nave, S. Paolo tutta la Chiesa, e tutte 
le case di Ferrara senza contar i particolari, eccetto pochissime fatte di nuovo, e senza 
merli o camini su la gronda... » 

(2) L'Ambasciatore fiorentino scriveva che « siamo a ottanta ore che cominciomo 1 
terremoti, e non ci hanno dato più lungo riposo che di tre ore, le quali sono state 
quasi sempre dalle quindici alle 18; ed alla notte non punto, ma più spesKl più tosto e 
ma^^ori di queUl del giorno... » 



[1570-1572] 107 



tutte sempre ondulatorie: con più lunghi intervalli (*) e con minor vio- 

lenza continuò il periodo Bismico fino al febbraio 1574, dopo di che le 
rt)mmo2noni diminuirono notévolmente per cessare nel 1576, nel quale 
anno fa sentito una sola scossa ('). 

[443] 1671. Aprile 20-21. Spoleto (Perugia). 

SiNsi A. : St. del com, di Spoleto, Foligno 1894, parte n, pag. 246. 

Nella notte precedente al 21 aprile in Spoleto terremoto si violento 
che pareva dovessero subissare gli edificii. 

[444] 1571. Settembre 21. Palermo. 

MoKGrroRE A. : /«/. enmol. dei terr, ecc., pag. 896. 

Un terremoto violentissimo atterri i cittadini. Altra scossa era stata 
avvertita al 15 maggio. 

445] 1572. Luglio 13. Cartoeeto (Pesaro). 

AMI ANI: Mem. $tor. di Fano, MDCX> J, parte n, pag. 212. 

Continuarono in Fano a sentirsi neir anno dei terremoti con grave 



lì II 15 dicembre U Canlgiani tentando una statistica scnveva che le scoBse «...alno 
allt 23 venenlo i 21 di novembre spesse^glorno, ma non molto torte più la notte che 
il irlomo, acotendo assai gagliardi e spessi la detta notte che fu r ottava. Poi sino al 
primo di Dicembre, che fu il terzo venerdì e la quindicesima, si passorno con scosse e 
tremori manco spaventosi e più radi e di giorno pochissimi, se non verso il tramonto 
d^l s)le una quasi sampre. Ma quella notte moltipllcorno sino al numero di sessanta 
«lai tramontar al levar del sole. B da poi ritornorno in minor numero e qui di manco 
forza, ma air Intorno furon grandi, maxime verso Belriguardo e verso il Bondeno, lu- 
ne il e martedì notte alli 4 < alli 5 del presente. U quarto giovedì notte, cioè ieri sera 
tece otto giorni, e ventidueslma dal principio deiraccidente, appresso le ventidue ore 
ne venne uno che scosse il dir d' un avemaria, fortissimo, e fu molto grande e spa- 
ventDSo se bene rovinò poco di nuovo, e tutta la notte sino alle sedici ore se ne senti- 
rono assai, ed il resto della settimana si passò con quattro o sei per notte piccoli, sino 
a ieri sera, che fu 11 quinto giovedì e la ventinovesima, che aUe due ore ne venne uno 
iTTandetto, appresso alle sei uno grande, lungo e spaventoso, e sino alle sedici e dicia- 
s'^iw. che noi siamo al presente, se ne sono sentiti quattro o cinque : ma quello delle 
SM*1 ore rovinò la casa i Tassoni in su la ohiara, e nella chiesa di S. Andrea d^rordine 
(U s. Agostino, (d in molti altri luoghi... » 

sul primi di febbraio 1571 il Canonico Paola Sacrati scriveva ad Agostino vallei-o, 
Vescovo di Verona, che il terremoto « quotldie nocte praesertim nos a somno excltare 
non cessat. » Sacrati : P : Bpistolarum^ lib. lU, pag. 152, Ferrarle 15*9] ed ancora poi al 23 
(11 maggio dello stesso anno in una lettera diretta a Marcantonio Mureto si lamentava 
di non poter attendere a suol studil perché, non essendo la terra ancor ferma doveva 
dormire in aperta campagna- 
Secondo la cronaca ms. deir Olivi, citata dal Solerti, dal 16 novembre 1570 Ano al- 
raono 1572 furono numerate oltre duemila scosse. 

A Venezia (Pbrrry: Tremhl. penins. Ital., pag. 19) dal 18 al 30 novembre scosse (luo ti- 
gnane: nei primi tre giorni ne furono sentite ottantaquattro delle quali 96 forti, a Forlt 
<k 4Rfìn : / terr. a Forlì ecc., pag. 26-27) al IP febbraio 1571 alcune scosse sensibili. 

'i, Nel dicembre 1773 Ferrara veniva scossa di bel nuovo per due giorni, ed ancora 
all' ultimo di luglio ed al primo di agosto 1571 e sul principio del settembre 1575. 



tm [1575 - 15841 



danno degli edificii ; fu memorabile — secondo gli atti consigliari — 
quello avvenuto a 22*^ del 13 luglio, per cui fu totalmente rovinata la 
roccia di Cartoceto con la morte di alcuni abitanti. 

[446] 1575. Giugno 5. Napoli? 

Mercalli Q. : / terr. Napol. ecc., pag. 18 (estr.) 

Il 5 giugno, ad 1^ Vs ^^ notte, fortissimo terremoto che danneggiò 
solo due case del mercato minaccianti i*ovina: al 12 ottobre scossa a 
Napoli e nella notte 28-29 novembre una a Pozzuoli. 

[447] 1576. Settembre 26. Berptmo. 

D. CALVI : Bfem, sacro-prof, di Bergamo, voi. in, pagr. 99, col. n. 

Allo spuntar del sole del 26 settembre in Bergamo un terremoto 
causò la rottura di molti vetri, particolarmente nelle chiese. Questa 
scossa forse corrisponde a quella che il Mercalli (Vuìc, e ferìom, vulc. 
d* Italia^ pag. 227) registra, suirautorità del Formentini, come sentita 
nell'anno a Milano. 

[448] 1578. Seiaeea (Glrgenti). 

Savasta : Hist. del terr, ecc., pag. 13 - Ferrara : Mem. sopra i trem. di Sicilia, pag. 32 - 
MONOITOHB A. : Op. Cit., pag. 996. 

Il Mongitore ed il Savasta ricordano che nell'anno un terribile ter- 
remoto fece traballare la cittÀ con grande timore degli abitanti : se- 
condo il Ferrara Sciacca sarebbe stata in tale occasione rovinata. 

[449] 1582. Cittadaeale (Àquila). 

S. Marchesi : Comp. stor, di Cittaducale ecc., Rieti 18115, pag. 208. 

Nell'anno molte scosse a Cittaducale. 

[450] 1582. Maggio. Pozzuoli. 

Bonito M. : Terra treni., pag. 721-22. 

Nel principio di maggio i terremoti urtarono violentemente la città 
di Pozzuoli : furono più intensi nel mese di maggio recando notevoli 
danni a moltissime case, rovinando affatto le più deboli e lesionando 
le più forti. Causarono anche delle vittime. Furono sentiti oltre a do- 
dici miglia dalla città : a Napoli si ruppero le volte delle cisterne. 

[451] 1584. Marzo 1. Vallese, Savoia. 

Mercalli Q. ; / terr. della Liguria ecc., pag. 26. 

Verso mezzodì un terremoto fortissimo colpi il Vallese e la Savoia 
(Perrey e Volger) e fu probabilmente sentito anche in Piemonte. Cer- 
tamente è identico a quello che il Moroni (Dizion. d'er'ud,^ tomo 76^ 
pag. 131) dice in tale giorno ed anno essere stato rovinoso nella Sviz- 
zera, nel Delftnato e nel Piemonte. 



[1588 - 1591] m 



[452] 1588 (vt^rso il). Dronero (Cuneo). 

Mekcalli : / terr. ai Liguria ecc., pa^. 27. 

Terremoto violento nei dintorni di Dronero per cui cadde una torre : 
è ricordato da una iscrizione che si legge su una lapide neir interno 
della Chiesa di Montemale presso Dronero, la cui iscrizione dice : 

1584. DIE 7. OCTOBRIS 
NOCTU GELSA CADENS HORRENDO EX FULMINE TURRIS 

DIRUrr HAS MISERE, SALVIS VIVENTIBUS, AEDES 

NEC SATIS A3T TERRAB E PENETRALIBUS INGEN3 

MOTUS QUO ITBRUM C0N8TRUCTA PERIRE COGUNTUR 

HAUD ANIMO FRATRES FRANOUNTUR CASIBUS ISTIS 

SED MOX RESTAURANT COELI TERRAEQUE RUINAM 

MABSAUAE GABRIEL COMMENDATARIUS ATQUB 

MICHIAEL ANTHONIUS JURIS UTRIUSQUE FERITUS 

ANO 15S8 PRIMO SEPTEMBRIS 

[453] 1391. Maggio 24. Reggio Enilia. 

Corradi a. .- Ann, delie epidemie ecc., voL vn, parte l, pafir. 584. 

Secondo il cronista Ferretti, citato da Corradi, terremoto fortissimo 
a Reggio. 

|454] 1591. Luglio 10. Vicenza, Romagna 

PiovENB O. : Cren, dei terr. a Vicenza, pag. 49 - Guabini p. : / terr. a Forlì ecc., pag. 28 - 
BONou F. : Ist. delia città di Forlì, ivi 1661, pag. 326. 

Al 10 luglio, a 2^, in Vicenza — secondo il cronista Garzadore, citato 
dal Piovene — fa sentita, e cosi pure in molti luoghi del Vicentino, 
nna scossa che recò spayento a tutta la città e che fece cadere molti 
comignoli. In questo stesso giorno il Oalliccioli (Memorie Venete II, 
pag. 234, Venezia 1795) citato dal Corradi (op. cit.) registra una fortis- 
sima scossa sentita in Venezia ed il Bonoli una a Forlì che fece cadere 
una volta in un palazzo. A questo terremoto si collega la notizia data 
dal Mariani (Trento con il sìw Concilio, \\ì 1673, pag. 331) che cioè a 
Trento e dintorni, nel luglio, fu sentita un' intensa scossa che però 
non produsse danni. 

A Forlì poi nello stesso mese ne furono avvertite altre due ed una 
terza, pure fortissima, al 28 agosto, propagatasi anche ad Argenta ed 
a Ravenna. ' 

Il Mercalli (Vulc, e fen. vulc.^ pag. 362) ricorda un intenso scuo- 
timento a Padova al 14, ed il Tommasi (I terr. del Friuli, pag. 199j 
uno lieve ad Udine al 12, poco dopo mezzodì. 

Il Bonito (Terra tfem., pag, 728) con V iiutorità del Morigia, scrive 
«•he il terremoto fece grandi danni in Romagna ed in alcune città d\ 
I^ombardia, 



IJO [1592 1597] 



[455] 1592. Novembre 24. Trevi (Perugria). 

taràmelli t. : Sui terr. di Spoleto ecc., pag. 27-8 (estr.) 

Al 24 novembre, a 3** di notte, in Trevi terremoto molto forte che 
fece screpolare le muragHt? del convento da S. Maria delle Lacrime e 
tutte le volte della relativa chiesa, facendo anche cadere dei calcinacci. 
In città abbattè una casa. Nella notte si sentirono più di 50 repliche. 
Ciò si rileva da un ms. dell'Archivio Comunale riportato dal Taràmelli. 

[456] 1593. Marzo 8-9. Bergamo. 

D. Calvi: Bffem. stiero-prof. di Bergamo ecc., voi. I, pa^. 297. 

Nella notte 8-9 marzo una fortissima scossa in Bergamo fece cadere 
moltissimi camini. 

[457] 1593. Aprile 24. Corleone (Palermo). 

MONoiTORE: Istor. cron. dei terr. ecc., pag. 397. 

In tutta la Sicilia fu inteso un terremoto che ebbe il suo centro in 
Corleone ; ivi sull'alba del 24 aprile si squarciò il suolo sotto il quar- 
tiere di S. Niccolò e vicinanze ^ non perì alcuna persona, ma moltis- 
sime case e varie chiese (S. Niccolò e S. Caterina) in tale occasione 
vennero abbattute. 

[458] 1594^ Spoleto e Porrara. 

perbey a.: Tremhl. penins, Ital., pagr. 20. 

Il Perrey, citando il Mem. de ChronoL^ mette nel suo catalogo delle 
scosse rovinose nelle due sopraindicate città : non ò trovato altra 
notizia. 

[459] 1594. Napoli, Poizaoli. 

Pbrrey a. : op. cit., pag. 20. 

Nell'anno a Napoli ed a Pozzuoli violenti scosse durante le quali il 
mare si ritirò dal lido per 200 passi. 

[460] 1597. Gennaio 29. Lveiana (Pisa). 

PILLA L. : Heìaz. del treni., pag. 202. 

Il Pilla, da notizia estratta da una cronaca ms. del parroco di Lu- 
ciana, scrive che da 22*» ad 1*» della notte del 29 gennaio, ivi e nelle 
colline Pisane furon sentite cinque scosse di terremoto. 

[461] 1597. Agosto 3-4. Searperia (Firenze). 

GiovANNOzzi G.: I terr. stor. Mugelìani^ pag. 6 (estr.) 

Nella notte precedente al 4 agosto a Searperia *e luoghi circonvicini, 
due scosse non molto intense ed alle 4^ 7» (mezzanotte) una fortissima 
che nel raggio di otto miglia arrecò danni notevoli anche ai più solidi 



[1598 - 1599] 111 



a 



•v 



edifici con morte dì qualche persona. A Luco il terremoto danneggiò 

gvHJi parte del convento delle monache. Le scosse furono lievemente 

sentite a Firenze. Ciò ha rilevato il Giovannozzf dal Diario Settimanni. 

* 

La zona dei maggiori da^ini trovasi delimitata nella figura 2. 

[462] 1598. Ottobre (fine di). Naso (Messina). 

MONGiTOKE A.: Istor. cron, dei terr. ecc. i>agr. 897-96. 

Per otto giorni, secondo il Mongitore, fortissime scosse urtarono 
NhìK) e si propagarono forse anche a Messina. 

Secondo il Gemmellaro (Vulc. delVEtna, pag. 169) il periodo si- 
smico cominciò al 22 ottobre. 

[463] 1599. Reggino e Messinese. 

D. 8PAN6-B0LANI: St, di Seggio di Calabria, voi. l, pa^. 291-92 - monoitorb a.: op. cit., pa- 
grina 32B. 

Lo Spanò-Bolani dice che neiranno si sentirono in Calabria ed in 
Sicilia fìrequenti scosse : cominciò la terra a scuotersi agli 8 di giugno, 
verso le 19*", e per più di continuarono i terremoti rari ma gagliardi 
nel giorno, frequenti e lievi nella notte. Ripresero con più violenza 
nel luglio e poi con grandissima intensità neiragosto. In Reggio, in 
Messina ed in altre contrade vicine pubblici e privati editici risentirono 
gravi danni e varie fabbriche restarono lesionate e crollanti. Tutti i 
re^ni lasciarono la città per abitare in campagna sotto tende^ ove 
restarono per circa due mesi, vale a dire fino a quando ftirono cessati 
gli scuotimenti. 

A questo periodo sismico allude certamente il Sampieri, citato dal 
Mongitore, allorquando dice che nell'anno, senza data mensile, i Mes- 
sinesi, sbigottiti dalle replicate scosse, abbandonarono le loro case. 

11 Fiore (Della Calabria illvstr., tomo I, pag. 288) pone dei terre- 
moti orribili in Calabria nei giorni 8, 12, 13, 14 novembre : date che 
credo errate. 

[464] 1599*- 1600. Cascia (Perugia). 

DK Bo&«i M. S. : Meteor- Bndoj.y voi. U, pag. SSS^I - P. Patrizi Forti : Delle menior. stor. di 
Xorcia, pag. 562. 

Dal 5 novembre del 1599 al 19 gennaio dell'anno susseguente in 
Norcia fortissime scosse specialmente di notte tempo : furono sentite 
nell'intero contado e danneggiarono il monastero di S. Lucia, la torre 
s<ipra la porta Massari e le rocche del Comune. 

Da una relazione ms. da me trovata alla Biblioteca Barberiniana di 
Koma (m9. Oputcola philosophica 142. X. foL 173-182) si apprende che in 
Cascia e luoghi circostanti cominciarono a sentii'si delle scosse lievi 
sai principio deirottobre 1599 : al 4 novcnibre se ne ebbe una forte 



112 [1600-1601] 



che fece lesionare molte case, ed a 5** della notte del 5 una oltremodo 
violenta e lunga fece rovinare in Cascia 40 case causando 8 vittime. 
Nei luoghi circostanti a detta città innumerevoli furono gli edifici di- 
strutti : quivi le vittime ascesero a 40. La zona mesosismica è deli- 
neata nella fig. 13. 

Oltre a Cascia ed a Norcia soffrirono danni anche Cerreto e qualche 
località dello Spoletino e del territorio di Norcia, ma i danni maggiori 
avvennero nella prima città. 11 terremoto fìi sentito a Roma, a Perugia, 
ad Aquila, ad Ancona ed a Pesaro. 

Dopo la scossa del 5 si ebbero molte repliche forti fino al 6 gen- 
naio 1600 : dal qual giorno si fecero più rare e deboli : al 10 gennaio 
si senti un nuovo scuotimento intenso quasi come i primi. 

[465] 1600. Luglio 5-6. Firence. 

O. QiOYANNozzi: / terr. star. Fiorentini^ pag. 1 (estr.) 

Ad oi'e 7 pom. del 5 luglio, due forti scosse di terremoto in Firenze : 
ebbero breve durata e si susseguirono a piccolo intervallo : ad 8** pom. 
una leggera^ ed infine all'alba del 6 una molto forte fece cadere qualche 
comignolo, 

[466] 1600. Settembre. Issime (Aosta). 

Fabrbtti a. e Vayra P. : Il processa del Diavolo Od Issime nella Valle di Gressoney, To- 
rino 1891. 

Nel settembre il terremoto sconquassò il villaggio di Scima (Issime) 
nella valle di Gressoney : tanta mina parve cosa piuttosto diabolica 
che naturale, onde che, compiuti i consueti esorcismi, e la terra non 
ancora posando, si aperse Tanno dopo in Aosta il processo « contra 
daemoncs subterraneos ibi existentes ad efffectum vastandi aedificia, 
campos et prata ommiaque bona sita ab una parte praedicti loci (op- 
pidi Scimae) ». 

[467] 1601. Giugno 19, Settembre 18. Brescia. 

Corradi a.: Ann, delle epidemie ecc., voi. vii, parte li, pag. U96. * 

Il Corradi, traendo la notizia da un diario ms. di Bianchi G. B., 
conservato nella Biblioteca Queriniana, dice che al 19 giugno ed al 
18 settembre in Brescia furono sentiti terremoti fortissimi. 

[468J 1601. Agosto 10. Italia meridionale. 

perrey a. : Trembl. penins. Ital, pag. 20. 

Il Perrey, seguendo Von Hoff, mette al 10 agosto neir ex regno di 
Napoli una scossa fortissima ; secondo il Capocci (Catalogo^ ecc. I, 
pag. 344) questo terremoto avvenne a 8^ ital. di mattino e fa special- 
diente intenso in Calabria : d'altra parte il Mongifore (Op. cit,, pag. 398) 



[1608-1609] 113 



dice che in Messina, secondo lo Sampierì, si sentirono nell' anno frc- 
((aenti scosse, le quali devono essere state abbastanza forti, giacché il 
cronista citato, ricorda che si fecero pubbliche preghiere per farle ces- 
sare. 

[469J 1603. Gennaio 25. Siena. 

SoLUANi : Relazione del terr. ecc., pa^r. 56. 

Al 25 gennaio in Slena scosse fortissime spaventarono i cittadini. 

[470] 1603. Luglio. Etna. 

MoNoiTORB A. : J$t. cnm, dei terr,, pag. 396 - Ferrara f. : Descriz. delVBtna, pag* 95. 

Secondo il Carrera, nel luglio si ebbero fortissime scosse nel peri- 
metro Etneo, avendo fatto il vulcano una eruzione. 

[471] 1604. Perigia. 

p. T. S. : Ale. not. sui terr., ecc. 

Neir anno scossa rovinosa. 

[472] 1606. Agosto 22. Bergane. 

D. (5ALV1 : Bifem. sacro-prof, di Bergamo ecc., voi. li, pag. 612-18. 

Al 22 agosto in Bergamo e suo territorio una fortissima scossa fece 
crollare grande quantità di comignoli. 

[473] 1606. Dicembre 12. Padova. 

MERCALLi : VuU. e fen. vuìc. ecc., pa^. 362. 

AI 12 dicembre a Padova scossa fortissima. 

[474] 1608. Gennaio 6. Reggio Emilia. 

vi<i>0MiNi A.: Alcune cose estratte dalli Dtarii, Appendice, pag. 46, Reggio 1881. 

Al 6 gennaio scossa fortissima a Reggio. 

[475] 1609. Giugno 8. Napoli. 

Bonito m. : Terr. trem., pag. 741. 

Verso mezzodì in Napoli una scossa fece in un quartiere cadere 
moltissime case, sotto le quali perirono 132 persone. Però il Bonito 
soggiunge « non si può sapere certo se fosse stata la molta pioggia 
che fece T inverno antecedente o terremoto... » 

Per parte mia mi pare logico escludere l'azione sismica, come causa 
di tale disastro, giacché in allora avremmo notizie maggiori e più com- 
plete, rigfuardanti anche località vicine. Il Perrey (Op. cit., pag. 20) 
lo reca come leggero(!) ; se si tratta veramente di terremoto avrebbe 
dovuto chiamarlo rovinoso. 

Baaatta: Terremoti ecc. t^ 



[476] 160». Luglio 20. HìtMtn (Catanzaro). 

AoATio DI Somma : /Jtotco race, ecc., pag. 188 - Bosrro M. : Terra trem., pag, Wl. 

Al 20 laglio Nicastro fa rovinata da un veemente terremoto che, 
secondo l' Arcovito, sconqaaaaò pure altre piccole terre. 

A Messina, da quanto ci riferisce il Gallo (LeiUre scritte pelli 
terremoti, pag. XI), non portò alcun danno. Le scosse durarono per 
molti mesi. i 

[477] 1610. Giugno 4. Cigltari. 

Notiift del ifonOo, mi, pag. sa. I 

Al 4 giugno tale cittft fu scossa da forte tcn'cmoto, come ai rileva 
da una iscrizione, scolpita in marmo, posta nella cattedrale • 4 Ivmi 
TBBRAKUOTva rAUTvs EST 1610 ». Von Hoff, seguendo il Lamannora, 
lo riferisce al 1618. 

[4TO] 1611. Gennaio 15. V«l di Lnsema (Piemonte). 

VA38ALU-BANDI ; Kapport BCC., pag. 126-27. 

Pietro Gilli, citalo dal Vassalli, nella sna Hi$t, eccl. dee Egliaet re- 
formeea recnetlles en quelques vallea» du Piemont (Genève 1G44, p. 385) 
narra che in detta valle si fece sentire al 15 gennaio 1611 ano del più 
spaventosi terremoti. 

[479] t6tl. Settembre 8. Searperia (Firenze). 1 

OiovANNom G.; / Urr. stor. MUgeltani, pag. 6-7 (eatr.) ' 

Nella notte dell' 8 settembre a IS*" pom. si ebbero due forti scosse a 
Firenze, le quali spiegarono la maggiore loro intensità nel Mugello, 
ove fecero cadere molti muri, lesionare le case e fendere la terra. 

Searperia soStl i maggiori danni : fabbriche intere furono ivi pro- 
strate al suolo : il palazzo del Vicario, il campanile, il convento dei 
fidali subirono grave detrimento, giacché dal preventivo fatto per risar- 
cirne i danni, risultarono necessari più di 1000 scudi. Nella chiesa si 
aprirono larghe fenditure e molte grondaie caddero a terra. 

In tale occasione non si ebbero a deplorare morti o feriti grave- 
mente : solo qualche persona lo fU in modo lieve. 

Nella stessa notte si sentirono varie repliche ed altre innocue fino 
a tutto gennaio 1612. 

Nell'area centrale (flg. 2) le acque dei pozzi e delle fonti se prima 
erano scemate o scumparsc, crebbero o ritornarono ; altre sorgenti in 
detta occasione invece si asciugarono. 

Queste notizie ftirono desunte da un ms. sincrono del parroco di 
Ceriiano, presso Searperia. 



[1612-1613] 115 



[4H0] 1812. Gennaio 'Al. Liguria oeeidentale. 

ìiKRCALLi Q. : / Urr. di JJgurta ecc., pag. 99-(^ - Canobbio : TopogreOia JMca della città di 
Genova ecc., pa^r- 155 - GhiUìNi G. : Annali di Alessandria, pa^. 188, Milano 1666 - Oiof- 
FREDo : Storia delle Alpi Marittime ecc., col. ITdi. 

L' ultimo giorno di gennaio, verso le 3*" pom., a Nizza fa sentita 
una scossa che fece dare alcuni tocchi aila campana dell' orologio 
grande, ma non produsse, a quanto pare, danni gravi. 

Il Raiperti, citato dal Mercalli, afferma che a Roccabigliera il mo- 
vimento sismico fki rovinoso, talché tale paese, già danneggiato dai 
terremoti del 1494, del 1556 e del 1564, fu ricostrutto sulla sponda op- 
posta del fimne. 

Solla riviera ligfure di ponente incusse panico grandissimo, avendo 
gli abitanti abbandonate le case : a Loano ne rovinarono alcune ed 
altre ftirono lesionate : nella chiesa e nel convento dei carmelitani si 
aprirono alcune gravi fenditure. Il Canobbio, seguendo V annalista Ca- 
soni, dice che verso le 21*", Genova fu scossa per ben due volte da un 
orribile terremoto : in Alessandria secondo il Ghilini, il movimento 
sismico (17^ circa), fti assai leggiero e breve, essendo stato avvertito 
da pochi. Nulla dice il Nota (Del terremoto ecc.) per S. Remo. 

[481] 1613. Agosto 25. Naso (Messina). 

MONaiTORjB A. : Ist, cronol. dei terr. ecc., pa^r. d9S-40O > C. D. Gallo : Qli Ann. della città di 
ìlessinOy ivi 1681, voi. n, pag. 188 - C. incudine : ?/aso illustr-, Napoli 1882, pag. '71-75. 

Preceduto da rombi sotterranei uditi anche qualche mese prima, 
allo spuntar del sole del 25 agosto, un veementissimo terremoto urtò 
Naso : cadde il tempio di S. Pietro de' Latini, cagionando Ja morte a 
53 persone che ivi ascoltavano la messa, e ferendone altre 62. Rovina- 
rono 200 fabbricati, tra i quali tre palazzi : tutte le case soffrirono 
danni più o meno gravi. La grande piazza fu interamente con le sue 

botteghe distrutta ; il castello baronale in gran parte adeguato al suolo 
e sconvolto e sconquassato nel resto. Il titolo della chiesa madre si 
ruppe e crollò a terra, onde fli uopo abbassarlo di 14 palmi. Molto 
danneggiato rimase il campanile di S. Cenone, ed in gran parte at- 
terrato il convento dei Minori Osservanti : V ospedale scomposto e 
rovinato. Nel piano di questo si apri una profonda squarciatura larga 
tre metri circa ed assai profonda. I morti in città furono 103. Nella 
campagna circostante si notarono delle fenditure nel suolo e vari fra- 
namenti ('). 

'l Sulla porta della chiesa degli Osservanti in Naso si le^pre la seiruente Iscrizione 
allusiva al terremoto del 1612 : •' V"^^"*' 

BABC IMAGO OLORIOSAB VIROIMS MARIAE DE TIETATE DIPICTA 
PUIT ANNO 1552, SED P08TBA ANNO 1613 DIE 25 AUOrSTI A MAGNO 
TBRRABMOTt* DIRUTA, ITKRCM HE.«<TArRATA AD ANN. IH 15. 



116 [1614-16171 



In Messina, secondo il Gallo, nella giornata del 25 replicate scosse 
causarono qualche danno agli edificii. 

Von Hoflf erroneamente pone questo terremoto al 24 agosto 1631. 

[482] 1614. Novembre 24. Calabria. 

Fiore g. : Della Calabria illtistr., tomo l, pa^. 2B0, col. i. 

Secondo il Fiore a 4** della notte si senti in Calabria un terremoto 
« orribilissimo ». 

[483J 1615. Novembre 10. Breseia. 

Corradi a. Ann. delle epidemie ecc., voi. vn, parte n, paj?. 1200. 

Il cronista G. B. Bianchi (ms. della Biblioteca Queriniana), citato dal 
Corradi, ricorda un terribile terremoto in Brescia e territorio della du- 
rata di un « credo ». Replicò il di appresso. 

[484] 1616. Spoleto (Perugia). 

PETRUGci : Breve trattato del terr. ecc., pagr. 29. 

Il citato autore dice che in questo anno il terremoto fu universale 
in Sabina e che non solo percosse Spoleto ma si fece sentire in tutta 
r Umbria. 

[485] 1617. Gennaio 14. Nizzardo. 

Mercalu a. : / terr. della Liguria ecc., pa^. 27. 

Verso le 5** ital. (notte) terremoto rovinoso nel Nizzardo : danneggiò 
vari luoghi fra cui Lantosca, ove fracassò molte case senza però causar 
vittime. Nella campagna di Utelle cinque persone restarono oppresse 
sotto le rovine. Per parecchio tempo si sentirono delle repliche. 

[486] 1617? Maggio 24. Padova. 

Da una lettera del Pereiso a Paolo Gualdo, scritta da Parigi TS di 
agosto rileviamo che circa il giugno di questo anno Padova ebbe a soffrire 
grave incendio e fiero terremoto^ con danno principalmente delle chiese 
di Santa Giustina e del Santo, non che dell'Orto dei Semplici (Lettere 
d'uomini illustri che fiorirono nel principio del secolo decimo settimo, 
Venezia 1744, pag. 289). Come osserva il Corradi (Ann. delle epidemie, 
ecc., voi VII, parte II, pag. 626) ciò non fti vero terremoto, ma un 
movimento brusco dell'atmosfera e forse anche del suolo, causato dallo 
scoppio della polveriera accaduto il 24 maggio, come ricorda Rossi Ni- 
colò nella sua Cronaca di Padova (ms. della Bibl. Civ.) e fVa Girolamo 
Fromentoni con la Breve narratione dello spaventoso incendio successo 
in Padova con alcune gratie ottenute per intercessione del glorioso 
8. Antonio (Padova 1617). 



[I6I8-162I] 117 



Ò citato questo fatto perchè la prima notizia potrebbe trarre qual- 
cuno in errore e porlo fra i veri movimenti sismici. 

[487J 1618. Gennaio 18. Nizzardo. 

MFiacALLi G. : / terr. della Li0ina ecc., pag. 27. 

Secondo i mss. dello Scagliero, citati da) Mercalli, nei giorni 14 e 
ir> gennaio nel Nizzardo furono sentite forti scosse che non causarono 
danni : al 18 verso 8*» (ital. ?), se ne ebbe una fortissima che fece « se- 
parare le muraglie del castello di Saorgio con gran pericolo di alcuni 
che stavano prigioni ». Le repliche durarono fino al 4 maggio, nel qual 
«riomo, sul far del dì, ne fu sentita una. Verso la mezzanotte del 29 
settembre nuovo intenso scuotimento nel Nizzardo ed altro al 15 no- 
vembre sull'ora del tramonto. 

[488] 1618. Settembre 4. Piaro e Valtellina. 

Vrra reìationt del grandissimo terremoto di Piure ecc. - Perrey a. : op. cit., pag. 21. 

A 24 ore circa del 4 settembre (25 agosto secondo il Perrey) spiccò 
in seguito ad un terremoto, la montagfna di Ciliano e rovinò addosso 
al paese di Piuro, demolendone gli edifìci e causando la morte a 3500 
persone. Ma sembra che le vittime siano state 1000 o poco più : insieme 
a Piuro subissava il villaggio di Schillano, con la morte di tutti. Cosi 
il I^avizari (Storia della Valtellina^ I, 243, Capolago 1838). 

Quantunque non solo la citata relazione ma anche il Perrey, riten- 
gano tale fenomeno un teiTemotc», io credo che invece si riferisca solo 
ad un grande franamento forse nemmeno connesso a movimenti sismici. 

r4S9] 1619. Gennaio 5. Calabria. 

PioKB o. : Della Calabria illustr., tomo l, pag. 289, col. I. 

Secondo il Fiore, un terremoto fortissimo apportò danni notevoli in 
più luoghi della Calabria. 

[490] 1619. Dicembre 25. Forlì. 

a« ARixi F. : / terr. a Porli ecc., pag. 29-90. 

A 18*» del 25 dicembre gi'ande terremoto a Forlì. 

[491] 1621. Luglio 16, 18. Rimini. 

CoKKADi A.: Ann. delle epidemie ecc., voi. vn, parte II, pag. 1201. 

Kipotute scosse di terremoto avvennero in Rimini nei giorni 16 e 
IH laglio, onde il popolo atterrito « ad supplicationes statim conver- 
tiiar >- Ciò scrive il Corradi con l'appoggio di Villani Mons. Giacomo 
'De vetusta Arimini Urbe^ ms. cit. da Tonini C. : Storia civile e sacra 
riminese^ voi. VI, parte I, pag, 435, Rimini 1887). 



[1621-1624] 



[492] 1«21. Agosto ». CsUMs. 

BONITO U. ; Trffa (rem., pag. 748 - Capocci : Catalogo ecc., I, pag. 315 e m, pag. 31S - Cot-o- 
siHO V.: Sui lerr. della Calabria ecc., pag. 58. 

Il Capocci nella memoria I, dice che a 6" della notte del 9 agosto 
si ebbe una scossa a Napoli con qoalche danno : e nella memoria III 
cita come fonte il Bonito. Uà questo antore, che estraase la notizia dal 
Giornale del Governo del Regno, in quello del Card. Zabatta invece 
scrive > a 9 di agosto Itmedl ad hore 6 df notte, occorse in Napoli un 
grandissimo terremoto, e durò un buon credo ». Il Bonito adunque non 
parla di danni : Ta scossa di Napoli potrebbe essere riferita al terremoto 
che il Cotosimo dice avvenuto nelle Calabrie, senza indicarne la data 
mensile, pel quale questa regione sarebbe rimasta danneggiata. 

[493] 1681. Agosto 6. S. Ser«rt (Foggia). 

Baratta U. ; 71 Urr. Oarganieo dtl iei7, pag. 18 (eBtr.) 

Il 6 agosto, B*" avanti giorno, nna gagliardissima scossa a S. Severo 
fece risvegliare la intera popolazione, la quale abbandonò le case : 
segui un nuovo scuotimento : pare però che non abbia prodotto danni 
materiali. Fu appena intesa nei luoghi vicini. 

[494] 1622. Maggio 6. Veiesia. 

G*u.icioLt Q. B. : Memorie Venete antteàe, a, pag. 285, Venezia 1156. 

Il 6 maggio per an quarto d'ora in Venezia furono sentite scosse 
assai intense. 

[495] H2i. Febbraio 3. Calabria. 

Fiore Q.: Delia Catania tHvsti:, toro. I, pafr. 299, col. I. 

Secondo il Fiore, terremoto fortissimo a 15'' circa, della durata di 
on' ■ ave maria >. 

[496] 1621. Marzo. ktfìn\M (Ferrara). 

C. CRESPINI: Terr. d'Argenta, pag. 119 - Db Poardi Q. t. Nova relatume del grande t spae. 

terremoto d'Argenta ecc., - F. Bertoldi: Stana della miracolata Itìtmagine di S. Maria, 

omero deità Madonna della Celietta nella terra d'Argenta, Faenza a. d. pagina tosa - 
F. Cont:: Ann. di Ferrara, Ivi lUi e seg., g tóo, pag. 1010. 

AI 6 ottobre 1G23 nella provincia di Ferrara fu intesa una forte 
scossa, cui nei giorni 2 e 3 febbraio dell'anno susseguente (1624) ten- 
nero dietro due altri scuotimenti più intensi del precedente. Seguirono 
quindi delle repliche più o meno frequenti e forti fino al 18 marzo, 
nel qnai di a Ferrara se ne ebbe una che fece lesionare alcune fogno 
della via di S. Benedetto. 

Poco prima delle 9^ pom. del 19 di questo mese, un cupo, improv- 
viso e prolungato rombo susseguito da forte scossa a tre riprese, d' in- 



[1624] 119 

tensità sempre crescente, ridusse Argenta alla desolazione. Furono de^ 
molite più di 170 case e le rimanenti restarono o lesionate, o semidi- 
rate e minaccianti immediata rovina : nemmeno un edifìcio fd rispettato 
Lo torri che servivano di difesa alla città, in numero di 24, furono 
((uasi tutte abbattute ; le mura, specialmente quelle poste lungo il Po, 
vennero trasformate in veri mucchi di rovine. Quattro chiese f\irono 
demolite e le altre squarciate fin dalle fondamenta : una parte del 
Duomo fu rovinata, la chiesa di S. Niccolò ebbe il campanile abbat- 
tuto, quella dei minori osservanti fa interamente rasa al suolo : il solo 
tempio di S. Maria della Celletta rimase intatto. In mezzo al generale 
nìvinìo dei fabbricati non si ebbero a deplorare che 25 o 28 vittime 
<<i alcuni feriti : noto che allora la popolazione di Argenta era oom- 
pf)Sta di 1566 abitanti. Uguale sorte ebbero le vicine città di Boc- 
oaleone, di S. Biagio di Pilo e di Bando. 

La scossa si senti in modo gagliardo a Ferrara, ove causò qualche 
lieve lesione e fece abbattere molti comignoli: fii pure intensa a Ra- 
venna, a Padova, a Bologna, a Venezia (Galliccioli : op. cit. p. 235) 
e ì»i propagò per un raggio di circa 60 miglia. 

Presso Argenta qua e là si squarciò il terreno alluvionale e dalle 
aperte voragini irruppe con estrema violenza dell'acqua limacciosa e 
della sabbia nerastra : le acque nei pozzi crebbero si veementemente 
che, sorpassati i ripari, debordarono allagando le vie. Il vicino Po di 
Primaro e le valli di Campetto a sud e di Gomacchio a nord, sconvolte 
come da fiera tempesta, sollevarono le onde flagellanti le sponde e 
(Scuotenti minacciosamente le arginature. 

Xella notte il suolo fu in continua agitazione : a ben 37 ascesero le 
scosse maggiori, cioè tali da far suonare le campane (*) : per parecchio 
tempo 8i sentirono delle repliche anche in numero di quattro o cinque 
per ogni giornata ; cessarono al 3 febbraio 1625 ('). 

[497] 1«24. Ottobre 3-5. Mineo (Catania). 

MoNoiTORB A. : Ist. cronol. dei terr. ecc., pag. 400. 

Il 3 ottobre a 18*» ed al 5 a 5*», 9*» e 10*» ore di notte si sentirono 
in Militello Val di Noto delle scosse violenti che fecero cadere molti 
e<iifici e lesionare gli altri. Si ebbe a deplorare qualche morto e qualche 
f<Tito. A Mineo forono ancora più intense e fecero crollare le case : 
presso Palagonia sgorgò una fonte di acqua calda con odor sulfureo. 



1, A Ferrara ne Ui sentita una neUa mattina del 20 marzo. 

■2) Nella Chiesa di S. Niccolò fU apposta una lapide commemorativa del terremoto 
la cui Iscrlilone dice •' 

D. O. M. ìf. BT DIVO JOSEPH. OB CUJUS SUPBRNAJC OPEM SEDATO 
BOMBIU TBBABMOTU DIB XIX MARTI! MDGXXIX ECC. 



120 [1625 - 1626J 



[498] 1625. Temoli (Campobasso). 

PsRRBLLA A. : Vantico SanniOj pag. 390, isernia 1S90. 

Nell'anno terremoto funesto a tutta la regione Frentana : gravi danni 
alla facciata della Cattedrale di Termoli. 

[499] 1625. Dicembre 5-6. Rìhìbì. 

Corradi A. : Annali delle epidemie ecc., voi. vii, parte n, pag:. 1204. 

Fiero terremoto in Romagna ; Rimini ed il suo contado al 5 e 6 di- 
cembre ebbero alquanto danno. Cosi il Corradi, che cita i Diarii di 
Bianchi G. B. (ms. della Queriniana) e di Pedroni G. A. (ms. della 
Gambalunga, cit. da Tonini C. : 8tor. civ. e sacra riminese^ VI, P. I, 
pag. 452, Rimini 1887). 

[500] 1626. Marzo-Aprile. Girifaleo (Catania). 

AOATio DI Somma: HisL race, dei terr. ecc., pa^. 1H9 - Bonito M.: Terra trem,^ pag. T30 - 
Capocci: Catalogo ecc., Ili, pag. 319 - Perrey a. : Treinbl. penins. ICal., pag 21 - fiore G. 
Della Calabria illustr,, voi. i, pag. 289, col. il. 

Nel 1626 per 40 giorni presso Girifalco si sentirono delle scosse, 
che fecero quasi interamente rovinare la città ed aprire delle pro- 
fonde screpolature nel suolo : in tale occasione anche Catanzaro ebbe 
a soffrire danni nelle chiese e nelle case : così il Bonito. Il Perrev 
ammette che la rovina di Girifalco sia avvenuta al 22 febbraio : che al 
27 marzo sia stata sentita in Calabria una forte scossa e tre an- 
cora più forti nel giorno 30: che al 4 aprile un terremoto fortissimo 
della durata di un' e ave », seguito da 15 repliche, abbia inferto danni 
specialmente a Catanzaro, ove furono giornalmente sentite fino all'ot- 
tobre delle scosse : che infine nel maggio nuovi scuotimenti rovinosi 
abbiano urtato la Calabria. Agazio di Somma attesta che le due più 
violenti commozioni accaddero al 25 marzo ed al 4 aprile e che nello 
stesso istante di questo terremoto Vulcano abbia fatto forti eruzioni. Se- 
condo il Fiore la prima scossa avvenne al 27 marzo ad ore 19, e la 
maggiore al 4 aprile. L'Arcovito poi (Mera, sui fenom. meteor, 1841, pa- 
gina 31) aggiunge che le scosse replicarono nell'anno seguente. 

[501] 1626. Maggio 12. MaeeraU. 

ZERENoni F. : Discorso sul terremoto ecc., pag. 10-11. 

AI 12 maggio, a 22^ V2Ì ^^ senti una prima scossa susseguita, un quarto 
d'ora dopo, da altra maggiore, che fece cadere molti camini, merli e 
qualche pezzo di muro : nel Convento dei PP. Agostiniani detto « La 
Fonte » fece diroccare un pezzo di volta. Tra dentro e fuori città fu- 
rono danneggiati circa 60 luoghi : benché questi danni non siano stati 
notevoli, tuttavia il terremoto recò timore grandissimo. A 3*» ore della 
notte un' altra scossa fece risvegliare molte persone. 



[1627] 121 

[502] 1637. Luglio. Aefnmoli (Aquila). 

A. Cappello: Memorie istoriche di Accumoli, voi. n, pa^. 108-9, Roma 1829. 

U citato autore scrive che il terremoto di Puglia del luglio fece 
tremare anche la provincia aquilana ed Accumuli stesso . Tre chiese e 
varie case furono rese inservibili, lì Palazzo del quartiere di S. Lo- 
renzo con r intemo teatrino crollava per intero uccidendo il custode e 
sua moglie. Aggiunge che « gli uomini del quartiere presero a questo 
uopo la deliberazione di aprire provvisoriamente Patrio del palazzo del 
(loarto.... subissato da lo terremoto... » Ora sebbene lo storico citato^ 
attribuisca i danni subiti da Accumoli al terremoto Garganico, come 
ò già. detto nella mia nota : Ancora sul terremoto Gargantco, (pag. 6,* 
estr.) io non sono propenso a ciò credere : Accumuli dista in linea 
retta oltre Km. 100 (^) da Ortona, P ultima città che da quella parte 
sappiamo essere stata danneggiata : oltre a ciò l^andamento generale 
delle linee tenderebbe ad escludere che i danni subiti da tale città si 
debbano attribuire a quelP istesso parossismo che sconquassò la re- 
gione garganica settentrionale e quindi ad ammettere o che il terremoto 
(ti Accumoli aia per pura incidenza avvenuto contemporaneamente al- 
Paltro, oppure che Pattività del centro garganico abbia indirettamente 
concorso a risvegliare il centro aquilano, o che infine i due fenomeni 
non siano avvenuti dincronamente, ma che solo posteriormente — come 
d'altronde molte volte è successo — sieno state confase le date e 
(|aindi identificati. 

[503] 1627. Luglio 30. Regione Garganica (Foggia). 

Baratta M. : // terr. Garganico del 1627 ; Sulla attività sism . nella Capitana ta^ pa^. 8-9; 
Ancora sul terr. Garganico ecc. - De Po ardi o. v. : Nuova relax, del grande terr. ecc. - 
Foglia G. A. : Historico discorso ecc. - Mercalli O. : Ragguaglio del terr. successo in 
Puglia ecc. - Recit veritabìe et expaventable du tremò, de terre ecc. - Orlandi G. : Vera 
relatione del pietoso caso successo ecc. - Vera relazione e ragg. delli danni fatti dal tre- 
mvoto ecc. 

Il Lucchini nel ms. da me pubblicato, afferma che cominciarono ad 
udirsi leggere scosse nelP ottobre 1626 e poi anche nel gennaio-aprile 
1627^ dopo di che la terra stette in quiete fino al 30 luglio, a mezzodì 
circa (16-17^ ital.) della quale giornata avvenne la scossa disastrosa. 

Fra i fenomeni precursori dobbiamo notare P intorbidamento delle 
acque nei pozzi e molti rombi sotterranei. 

La grande scossa fu preceduta da intenso rumore, cui successe 
un ondeggiamento del suolo a tre riprese, sempre più forti ; quindi un 
energico movimento, susseguito da tremiti lunghissimi. 

A Lucerà il suolo ondeggiò per tre « credi » ed uguale forma ebbe 



;ij NeUa mia nota citata invece di lOO Km. é scritto, per evidente errore di ptampa, 20. 



[16271 



fuori cioè dall'area dei danni, come ci 

i, i palazzi, le torri, furono in massima 
'orre maggiore fa quasi totalmente di- 
lo BQbl la stessa sorte: 350 morti — 
vinata : 2000 morti — Cadde gran parte 
Ina fu rasa al saolo : 150 morti — In 
distratti: 900 morti — San Nlcandro 
rine — A Chienti caddero molte case. 
Queste località sono comprese Del- 
l' area disastrosa che & forma semi- 
circolare, e che nella parte snperiore 
è aperta a mare : però è necessario 
notare che da essa sono escltise le 
Tremiti, giacché, da qoanto mi consta, 
tali isole non ebbero per questo terre- 
moto H subire gravi danni. (Fig. 3 : A). 
Concentrica alla precedente riesce 
la zona ove fi terremoto è stato rovi- 
noso : vi stanno racchiusi Termoli, 
Castelnnovo della Daunia, Lacera, Kì- 
gnano Garganico, San Giovanni Ro- 
tondo, San Marco in Lamìs ecc. (B B). 
Neil' area dei danni minori, che si 
estende maggiormente lungo il litto- 
rale adriatico, sono inclusi Trani, 
Andria, Cerignola, Ascoli, Bovino, 
Troia, Castelluccio, Celenza, Larino, 
Vasto, Lanciano ed Ortona : la sua 
massima lunghezza, da quest' ultima 
citta a Trani, misura km. 205 circa. 
(CO. 

Oltre a questa zona poco o nulla 
sappiamo degli effetti che ha pro- 
ra e P. Sarnclli ci ragguagliano che ta 
il Secinara che si trovava a Chieti vide 
. Andrea < ondeggiare a guisa di nave 
sento si propagò leggermente fino a Na- 
be fino a Ragusa ed a Smime ('). 

o [Ancora sai lerrt/nolo Qarganico ecc., pag. 1) è 
ila stalo BCutlto a aa^usa, ma clie le nullazloDl 
il pare cosa su cui fora le più ampie riserve. 



[1627] 123 

Dopo la grande scossa per circa cinque ore si sentirono nell'area 
più intensamente colpita repliche continue ed incessanti : ed altre mol- 
tissime avvennero nella giornata e nella notte vegnente, tal che nes- 
suno ardiva di entrare negli abitati. Nella notte del 9 agosto si fece 
sentire nna nuova scossa, avente quasi la stessa violenza della prima: 
essa causò nuove rovine e fini per abbattere quel poco che ancora in 
Serra Capriola era rimasto in piedi, causando altre 50 vittime. 

Continuarono poi gli scuotimenti, ora appena sensibili ed ora forti, 
sempre accompagnati da rombi : al 6 settembre . si ebbe un nuovo pa- 
rossismo preceduto da tempesta e da tuoni : quest'ultimo terremoto ro- 
vinò quanto si era già andato riattando e nuovi danni apportò ai fab^ 
bricati di Lucerà (che pochi guasti aveva relativamente risentito per 
quello del /K) luglio), di San Severo e di Torremaggiore. 

Riguardo ai fenomeni d' indole geologica causati dalla disastrosa 
concussione del suolo, parecchi autori citati dal Bonito^ con evidente 
esagerazione, parlano di laghi assorbiti, di selve sradicate, di valli 
aperte, di monti adeguati al suolo : tutto ciò si riduce a scoscendimenti 
di terreno ed air apertura sulla riviera del Fortore di squarciature 
profonde da cui uscirono acque fangose. 

Un fenomeno spettante alla intema circolazione delle acque, consta- 
tato da tutti gli storici del presente terremoto, si è che le acque dei 
pozzi crebbero in tale copia da uscire di per sé all'esterno, superandone 
i parapetti. \ 

Il Foglia accerta che « il mare dalla riviera di Fortore e di S. Ni- 
candro al ritirò indietro due miglia e poi usci fuori li suoi confini oltre 
due miglia... » ; afferma il De Poardi che e il lago di Lesina era stato 
molte ore senz' acqua, e che si erano trovati molti pesci lontani dal 
lago per il che si diceva che il furore del terremoto avesse alzato due 
volte il fondo del lago... ». Queste notizie con ogni probabilità riguar- 
dano un unico fenomeno: essendosi ritirato il mare dalla spiaggia, il 
lago di Lesina, che è un lago costiero, profondo pochi metri, e che co- 
munica con il mare mediante uno stretto canale, deve essere rimasto 
all'asciutto: ritornata poi indietro l'onda ed avanzatasi con violenza 
per parecchio oltre i limiti consuetamente flagellati, ne venne che, fra 
questi e lo spazio innondato, poterono essere depositati e lasciati al- 
l' asciutto dei pesci. 

Che il maremoto sia stato forte ne abbiamo una prova in questo 
che, secondo il Cerqua, riportato dal Mercalli, « in Manfredonia l'acqua 
del mare arrivò insino alla metà delle muraglie », vale a dire il mo- 
vimento violento dell'acqua si propagò abbastanza intensamente anche 
lungo r opposta riviera della penisola. 

Mi pare evidente che il centro superficiale dello scuotimento debba 



124 [1627-1631] 



in questo caso ritrovarsi nella zona più fortemente colpita. Conside- 
rando la forma che à avuta la scossa, gli effetti permanenti lasciati nel 
suolo, le alterazioni apportate alle sorgenti, fenomeni tutti che sogliono 
accadere nelle aree epicentrali, io sono convinto che il verticale sismico 
si trova entro terra e che il maremoto sopraccennato fu un effetto del 
rapido e brusco movimento della terra. Ammesso il centro a mare non 
si comprenderebbe come, data la breve distanza fra la costa prospi- 
ciente Lesina e le isole Tremiti, queste, come ò detto, non abbiano 
risentito danno alcuno. 

Oltre a ciò, le innumerevoli repliche sentite prima e dopo il paros- 
sismo a San Severo, ed i rombi in precedenza ivi avvertiti, ci inducono 
a ritenere questa località come molto prossima all' epicentro: nei pressi 
di questa città furono notati inoltre franamenti e spaccature nel suolo, 
e alterazioni nel regime dei pozzi. Cosi che dall'assieme di tutti questi 
fenomeni e dal complesso dello studio del terremoto, io sono convinto 
che, con tutta probabilità, il centro superficiale del parossismo del 1627 
debba collocarsi fra S. Severo, Torre maggiore e S. Paolo di Civitate. 

In queste località furono inoltre più intènsi gli effetti della replica 
avvenuta il 6 settembre, la quale per altro accenna ad uno spostamento 
di centro verso Lucerà. 

Ed ora un ultima considerazione circa il numero dei morti : secondo 
il ms. Lucchini, da me pubblicato, sarebbero stati 4500: il Giuliani 
(grattato del monte Vesuvio e de' suoi incenda [pag. 105] Napoli 1632) 
ed il Girardi (Il Mercvrìo del decimosettimo secolo; nel qvale si con- 
tengono i fatti piv illustri succeduti nel Mondo dal 1601 fino al 1650 ecc. 
[pag. 265] in Napoli, per Giacinto Passare, MDCLXIV) li fanno ascen- 
dere a 17000, il Cerqua a 6000, l'Orlandi a 5500, il Foglia a 4000 ed 
il Sarnelli a 1000. Io credo che parecchie delle cifre testé esposte sieno 
esagerate, e che al vero si approssimino il Lucchini ed il Foglia, che 
si mostrarono così accurati nel descrivere il fenomeno. 

[504] 1628. Ottobre 3-4. Parma. 

App. aU'eleìico dei terr. di Parma, pag. 2 (estr.) 

Nella notte fra il 3 ed il 4 ottobre, a 23^, due scosse fecero cadere 
molti comignoli (Cronaca Zunti), 

[505] 1630. Maggio. P«8cia (Lucca). 

p. o. B. : Ist. della citta di Peseta t della Valdinìevole. ivi MDCCLXXXiv, pag. 325. 

Sui primi di maggio oì'ribile terremoto a Pascià. 

[506] 1631. Dicembre. Vesuvio. 

Come prodromo della gi*andiosa conflagrazione vesuviana nel luglio 



[1631 - 1635] 125 



cominciò a scuotersi la terra : e già al 15 dicembre più di 20 scosse 
erano state sentite non solo nei dintorni del vulcano ma eziandio a Na- 
poli : nella notte 16-17 più di 100 volte fu commosso il suolo ed altre 
moltissime repliche furono sentite nei giorni seguenti durante, cioè, 
Fattività eruttiva e qualcuna anche dopo. Parecchie di queste scosse 
furono si forti da destare spavento grandissimo nei cittadini e da far 
lesionare anche qualche casa : in Torre del Greco rovinò buona parte 
del palazzo arcivescovile. (1) 

[507] 1633. Febbraio 21-22. Nieolosi (Catania). 

l' MIRERÀ P. : Il Motigibello descritto, Catania 1G36, pa». 12^29 - Ferrara C. : Descriz. del- 
rsttM^ pag. 96-97 - Oemmellaro: Vulcaml. dell'Etna, paR. 97. 

Alla mezzanotte fra il 21 e 22 febbraio, un violentissimo terremoto 
urtò il solo paese di Nieolosi, atterrando la maggior parte delle case 
nella contrada « Piano » assieme con la chiesa della Madonna dell' Idria. 
Sotto le rovine perirono 17 persone e molte altre furono estratte vive 
dalle macerie. Questa scossa (sentita solamente in Nieolosi e non nei 
luoghi vicini) fu foriera di un eruzione etnea. 

[508] 1634. Novembre 10. Matera (Potenza). 

G. Gattini : \ote star, sulla città di Matera, Napoli 1882, paff. 194-95. 

Al 10 novembre un terremoto molto forte recò danni all'antico con- 
vento dell' Annunziata di Matera. 

[509] 1634-35. Etna, Treeasta^^ne e Messina. 

CiKRERA P.: // Mongibfllo descritto, Catania 1636, pag. 123-151 - Ferrara: op. cit., pagine 
97-99 - Oemmellaro : op. cit., pa^. 9t^99. 

Continuando 1' eruzione dell' Etna, dal 17 al 19 dicembre 16.34 si eb- 
bero varie scosse nelle regioni meridionali dell' ignivomo monte : furono 
violentissime e continue verso l'alto, e debolmente si propagarono fino 
a Catania. A Trecastagne, ai pie del vulcano, e nelle contrade vicine 
fu udito al 22 dicembre, a 2*» di notte, un violento terremoto che, se- 
condo il Carrera, fece cadere alcune case. Parecchie scosse si sentirono 
nel gennaio 1635 : al 10 e 24 febbraio si ebbero riprese oltremodo vio- 
lente. Al 21 giugno, quasi ad V" di notte, a Trecastagne e vicinanze 
una leggera ; al 12 agosto una gagliardissima fece lesionare e rovinare . 
«lualche fabbrica in Messina, e si propagò fino a Catania. 



1 ttirchlRftliiia essendo la Bibllojrmfla dell' Incendio Vesuviano del 1(581 — come può 
ve<!»'rsi neU'oiwra del Kurchelm [liiblioiirajla del Vesuvio, NjiikìIì iso:) — mi riew^e perciò 
imjMiasiliIle 11 premettere ai brevi accenni sui terremoti del HWi, le solite fonti. Per 
f.insi un'Idea di tale eruzione 11 lettore può consultore 11 riassunto da me dato nel vo- 
lume : // Vesuvio e le sue eruzioni, pag. 31-3S, aoma 1*17, 



[16381 



[510] I«38. Marzo 37. 
AOATio DI SouHk: Hulortco racconto ecc. - Colli AURiaBHHii : Allra nuova e più piena 
rclalione ecc. - D'Orsi li^tio: / terremoti Oelie due Calabrie ecc. - Vera rehUiom del 
ipaemlevole terremoto ecc. 

Verso la sera del 18 gennaio in Calabria fii sentita ana scossa che 
non fece dflnno alcuno ; fu seguita da altre, e quindi tra le 20 e 21" 
dol 27 marzo da una disastrosa ctie apportò danni immenal, dei quali 
seguono in transunto le notizie ufKciali ('). 

Cosenza - morti 25; case lesionate 587 ; monasteri dann^gìati 13; ca- 
duto li campanile dell'arcivescovado e, secondo l'anonima relazione, anche 
il castello. 

OastiglioDe — tutto rovinato, morti 17; casecadute 174. 

S. Benedetto — grandemente danneggiato, » 3 » 80. 

S. Pietro di Guarano — poco danneggiato » 1 » 60. 

Lappano — grandemente danneggiato » & » 56. 

Corno — danneggiato più del precedente, » 9 » 56. 

Zumpano —grandemente danneggiato, morti 10, casecadute 117, chiese 5. 

Motta — idem » 9 w 81 » 2. 

Rovello — idem » 7 » 47 » 1, 

Rovito ^ grandissimo danno » 5 » M.reseina- 

bitubiii case 82, monasteri 3 e chiese 3. 

Travetto — case cadute IS, inabitabili 26, chiese 1. 
Motta ^ morti 6, case cadute 60, lesionate 23. 
Colico ^ in gran parte distrutto, poche case rimaste in piedi. HoKi 23^ 
case cadute 51. 

Cercito — morti 11, case cadute 34. 
Mennito — case cadute 12; il resto poco danneggiato. 
Calderazzano — morti 15, case cadute 44. 
Spezzano grande — morti 2, case cadute 44. 
Spezzano piccolo — case caduto 34. 
Macchia — morti 2, case cadute 60. 
Macchisi — case cndutjj 9, rese inabitabili 3b. 
Figline — morti 126. Tutte le case cadute e tre monasteri. 

• Brancolise — morti 40. case cadute 108. Quasi tutto rovinato, 
Cellara morti 70, case cadute 200. Idem. 

Piane Grati » 102 » 98. Affatto rovinato. 

Mangone » 144 » 306. Distrutto. 

S.Stefanodi Roglìano » 216 » 242. Completamente 

ridotto in un mucchio di mucorie. 

Rogliano — morti 246; le case tutte rovinate, solo poche rimaste in 
piedi ma pericolanti. 

Cuti — morti 74; tutte le case cadute. 



[1638] 



127 



Marzi — morti 74 ; le case tutte cadute. 
Carpenzano — morti 495; tutto rovinato. 
A 1 1 i li a morti 655 ; case CJidute 235. Tutto distrutto. 

Malito » 173 » 120. Quasi totalmente distrutto. 

Belsito y> 116 » 144. Idem. 

Dipigpano » 5 » 64. Rovinata 1 chiesa ed 11 mo- 

nastero dei PP. Riformati. Il paese fu perciò quasi tutto disfatto. 

S. Maria — morti 9, case cadute 38, chiese 1. Idem. 

Motta » 5 » 1 » 1. 

Petrone — case cadute 23. 

Viziosi » 18, chiese 1, morti 5. 

• Porchiadi » 33 » 2 » l. 

• Mosconi » 21 «• 2. 

Serritani — morti 14, case cadute 24. Rimase quasi disfatto. 
Brunetto — case cadute 14, inabitabili 1. 
Tessano » 23. 

• Palcano » 18. 

Lavignano — morti 5, case cadute 29, ed una chiesa. Fu danneg- 
giato un pò* di più dei precedenti. 

Casole Bruzio — morti 5, case cadute 29. 
Verticilli — case cadute 14, chiese 2. 
Scalzati » 55. 

Trenta » 68. 

Feruci » 36 ; caduta pure la chiesa parrocchiale. 

Cribari i> 11. 

Magli » 65. 

Pedace — morti 14, case cadute 123, un monastero rovinato. 
Jotta » 3 » 28. 

Perito » 7 » 60. Danni maggiori dei precedenti. 

Serra Pedace — case cadute 32. 

Pietrafitta morti 46, case cadute 60, chiese 2. 

Torzano » 35, case e chiesa parrocchiale disfatte. 

S. Ippolito y> 4, case cadute 38. 

• Campitello — case cadute 23. 

• Cave morti 5, case cadute 39. 

• Malvitani » 4 case danneggiate 46. 

• Vicinanza y> 6, case cadute 60. 

• S. Nicola » 1, » 47. 

Aprigliano Vico » 45 » 150. In gran parte rovinato. 

• S. Nicola » 32 » 34. Tutto rovinato. 
Petrone » 3 » 20. In gran parte rovinato. 

• Agostino » 19 » 119. Non molto rovinato. 

• Corte » 37 » 107. Case inabitabili 38. 
S. Stefano » 13 » 28. 

• Pira » 15 » 60. 
Paladina » 1 » 15. 



[1638] 

'na morti 5, case quasi tutte disralte. Quasi rovinato. 

la » 5 idem, 

liano » 18, case cadute 37. idem. 

Calabro » 3S » 281. Quasi tutto disMto. Rovinato 

di S. Frao'«sco da Paola. 
Lia morti 49, case cadute 334. Rovinato, 

idi » 10 » 28. 

ndini » 50 » 238. In gran parte disfatto, 

lalupi » 8 » 44. Idem. 

Soprano » 39 » 37, chiese 2. Quasi interamente 

Sottano » 57 » 48. 

i B 234, case tutte distrutte. 

case cadute 4, inaì>itabili 61. Non molto danneggiato, eccet- 

IIo. 

do — morti 8, case cadute 12, inabitabili 20. Il castello dan- 

— case rese inabitabili 51. 

ranco — morti 53, case cadute 161. Tutto disfatto. 

- morti 54, case caduto 243, inabitabili 147. Grandi roTine. 

morti 31, case cadute 139. 
» 6 » 97. 

10 » 2 » 77. 

IO — case cadute 171, danneggiate 173. 
) morti 4, case inabitabili 232. 

10 » 517. Tutto spianato. 

» 4, case inabitabili 30. 
ala (Cleto) » 53, case cadute 118. 

eddo Bruzio » 17, » 65, parecchie inabit. 

;e ~ morti 10, case inabitabili 76, danneggiato il castello. 
:a3e cadute 52, inabitabili 81, lesionata 1 chiesa ed 1 monastero. 
Ilo — morti 1, case cadute 14, caduta 1 chiesa. 

d'Amantea — morti 44, casecaduto 188; il castello quasi 
jsato. 

1 — morti 44, case cadute 44, qualche danno ad 1 monastero. 
otta — nessun morto; le case rese inabitabili. Fu quasi tutta 



» 6 » tutte o quasi. 

» 11 » 92, ìnabit. 66; dannegg. il castello. 

» 1, molte Ciìse cadute e quasi tutte le altre dan- 

— case caduto 70. 

Vena — morti 3, caso cadute 30, inabitabili 72, 
ino Sopr. » 12 » ì'fì, molte chiese danneggiate. 



[ie38] 129 

Gimigliana Sott. — 95 case tra cadute e danneggiate. 

Tiriolo — morti 7, case cadute o danneggiate 90, chiese 6, il castello 
à sofferto assai. 

Ussito S. Pietro ~ cadute 35 case di costruzione poco solida. 

Squillace — case cadute 35, chiese 1. 

Marcellinara — morti 5, case cadute 42, rese inabitabili 35, chiese 2. 

Chiaravalle — case danneggiate 91. 

Staletti — case cadute 16, chiese 1. 

Francavi Ila « morti 20, case diroccate 71, ed altrettante malridotte. 
Si troTavano però già in cattivo stato. 

Iflotta S. Domizio — morti 19, case cadute 31. 

Montesoro ~ case cadute 71, chiese 2. 

8. Vito sul Ionio — case cadute 7 e 94 lesionate. 

Belforte — morti 13, case cadute 25. 

Polia — case cadute 40, rese inabitabili 84. 

Mi lete — morti 3, case cadute 141. 

Francica — 1 morto, case cadute 11, lesionate 89. 

Pungadi — 2 morti. 

Muta ri — case quasi tutte crollate, nessuna vittima. 

Cramasta — ebbe la stessa sorte del precedente. 

8. Costantino Calabro *- idem. 

Bel monte — morti 10, case inabitabili 76, danneggiato il castello. 

Nocera di Castiglione — morti 44, case cadute 44, qualche danno ad 
un monastero. 

Terrati d* Aiello — case cadute 53, alcune inabitabili. 

Serra d* Aiello, morti 4, case cadute 16. 

A le Ilo ~ morti 239, case tra cadute e rese inabitabili 408; 4 chiese, le 
mura e le torri lesionate, rovinato il castello. 

Castiglione Marittimo — morti 101, case tutte rovinate, chiese 2. 

Scigliano Diano — morti 451, le case tutte distrutta. 
Calvesi » 80 idem. 

Sarra » 51 idem. 

Lupia » 104 idem. 

* Petrise i> 21 idem. 

Lupassi » 66 idem. 

Pedevigliano > 19, caduti quasi tutti i fabbricati. 

Savuto » 27, cadute quasi tutte le case. 

Motta S. Lucia » 532, T abitato fu raso ai suolo. 

Confleuti Sopr. > 55, case tutte cadute. Gravi danni alla chiesa. 

id. Sott. » 229, case cadute. 

Pitta rei la » 37, case cadute. 

Nicastro » .1200, tutte le case cadute con chiese e con 

conventi. 

S. Biase » 767, tutto cfìsfatto. 

S. Eufemia » 143, idem. 

Feroleto » 171, idem. 

baaatta : Terremoti ecc. 



m [1638] 

Girifalco • morti -54, le case quasi tutte cadutOi 

Panala- » 80, case tutte cadute. 

Filogaso » 100, case cadute 118. Fu quasi tutto disfatto. 

Gas teismo nardo. > 63^ quasi tutto distrutto. 

* Montesanto » 20, quasi tutto caduto. 

K^atan zaro » 4, case rese inabital^ili 18.ed 1 chiesa. Gravi 

danni al Palazzo dell* Udienza, a quello vescovile ed alla chiesa mag-gior^. 

Monterosso — 33 case cadute, 1 chiesa e Tospedale. . ^ 

, ;• Rocca A^ngitola — 1 morto, case cadttte33, hoq. reseresarcibìli Ì6; 
rovinato il castello. 

Primari — case e chiese cadute JU. • , . , 

Maierato — case cadute 83. 

Cari da — . 1 morto e 14 case cadute. . 

S. Pier Fedele — 1 » ^34 > . ^ / / .' 

Caropali — case cadute 83. * , •' 

S.Gregorio » 7, le altre, lesionale. 

San Biase, San Nicola, Copigno — com^ il precedent^. 

Pi scopio — case cadute 56, due chiese assai danneggiate. 

Plaisano — quasi tutte cadute le case, 2 morti. . ^\' 

Briatico — 6 case cadute e^ ^&&e inabitabUi . 

Santocono — case danneggiate 62^ . :^ 

• • • « 

21. , : 

7: ■ • " .. 

65. . ■ 

22. 
30, 
42. 
20. 

Nelle stesse iQcalità, nella notte 27-28 marzo^ si sentirono altre 12 
repliche e parecchie più Jeggere nelì' aprile e maggio :: specialmente 
intense furono quelle avvenute al 3 di quest' ultimo mese ed all' alba 
(8** ital.) deirs giugno : in tale giorno si ebbe poi un nuovo parossismo 
che causò nuovi danni, e nella notte 8-9 tra le 5 e 6*> ital. un' altra 
ingente concussione urtò di bel nuovo* la Calabria, 

I danni maggiori recati da questa replica furono i Seguenti: 

Castiglione di Cosenza — cadute 14 case, rovinate 3 chiese ed un 
monastero. Nessuna vittima. 

Rovito Fravetto — cadute 8 case, 3 morti. 

Corno — tutto sconquassato, 11 morti. 

S. Benedetto di Cosenza — cadute 14 Ciise. 

Zumpano (e territorio) — rovinate 22 case, danneggiate 4 chiese. 

S. Pietro di Guarano — abbattuti o resi inabitabili 14 edifici. 

Lappano — demolite 5 case, 7 in parte rese inabit., le altre lesionate. 

Rocca di Neto — abbattute 16 case, 7 in parte demolito e le altre, 



S. Mar.CiO • 


>> 


. Caaidoni 


. » 


Sciconi 


» 


Gavezzoni 


)► 


Cessaniti 


» 


Mantine.a 


» 


Pannaconi 


> 


Paradisoni 


» 



[1638] 



isr 



poche ecoettaate, danneggriate. Cadde il campanile della chiesamatrice.il 
monastero di S. Agostino fu fracassato, quello di S. Benedetto rimase mal- 
concio. Nessuna vittima. 

Longohucco (e territorio) — 15 case adeguate al suolo e 108 rese in- 
servibili. Nessun morto. 

Scala — cadute 69 case ed altrettante rese inabitabili : 24 morti. 

S. Giovanni in Fiore — case cadute 42, rese inabitabili 58. 

Ve rzino — case cadute 40, rese inabitabili 52: morti 8. 

Casabuona — cadute 60 case, 38 rese inabitabili : 4 morti. 

Crosia — 70 case diroccate, 50 ridotte in pessimo stato : 2 morti. 

Z a n gh i ~ case cadute 31. Abbattuta la chiesa parrocchiale ed il i^* 
stello: 4 morti. 

Rocca Beraarda — cms cadute 168, rese inabitabili 52; diroccato il, 
cmMIo, le carceri e 10 chiese : morti 10. 

Mesuraca — case cadute 108, rese inabitabili 90, 9 chiese danneggiate ; 
il castello ridotto in pessimo stato. 

Policastro — case cadute 337, chiese 8: case rese inabitabili 81, chiese 
danneggiate 6. Un morto. 

Belc astro — case danneggiate 172, chiese 12. 

S i m a s i — case cadute 36, rese inabitabili 57, notevolmente danneg- 
giate 99, fracassate 6 chiese e conventi. 




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FlG. 4. 
x" area eplcentrale; B) area dlsastroBa ; c) area ({uasi disastrosa ; D aiva rovinosa. 

Malgrado V abbondanza dei dati surriferiti, riesce quasi impossibile 
il poter stabilire Tandamento delle linee isosismiche della grande scossa 






} 



132 [1638 - 1639] 



del 27 marzo : però dal complesso delle notizie raccolte pare che la 
zona epicentrale debba porsi nei pressi di Nicastro : T area disastrosa 
si estenderebbe specialmente lungo il vallo Cosentino a nord, ed a sud 
fino a Girifalco ed a Polla. L' area rovinosa si spingerebbe da Oppido 
fin oltre a Bisignano. (Fig. 4). 

Quantunque la zona di maggior intensità si trovi entro terra, tut- 
tavia il mare, presso Pizzo, al dire del Recupito, di repente, al mo- 
mento della scossa, si allontanò dal lido per circa 2000 passi. 

Il numero totale delle vittime ascese a 9581. 

Mentre a Reggio la scossa del 27 marzo fti sentita in modo violento 
però senza danni, a Messina invece fece rovinare il campanile della 
chiesa maggiore causando qualche vittima : anche Milazzo ne rimase 
danneggiata : allo Stromboli il vulcano diede un fortissimo scoppio ed 
eruttò violentemente per circa quattro ore e tale parossismo fu poi se- 
guito da un forte scuotimento del suolo. 

La scossa deir 8-9 giugno ebbe una diversa provenienza, avendo 
essa in modo speciale danneggiati alcuni paesi del versante ionico: il 
suo centro con ogni probabilità si trova nel Gotronese. 

[511] 1638. Aprile. Siena. 

SoLDANi A. : Relazione ecc. pag. 50. 

Nel mese di aprile, dalla Domenica in Albis e per sette giorni con- 
secutivi, si sentirono in Siena varie forti scosse, che causarono panico 
grandissimo nella popolazione, ma nessun danno : cosi il Macchi, ri- 
portato dal Soldani. 

[512] 1639. Ottobre 7-8. Amatriee (Aquila). 

Nuova e vera relazione del terribile e spaventoso terremoto^ ecc. 

Nella notte 7-8 ottobre, a 7^, in Amatriee si senU una scossa che fece 
risvegliare le persone : dopo un quarto d'ora, essendone sopraggiunta 
un'altra più intensa, gli abitanti abbandonarono le case ; venne quindi 
alle 7** Vi circa la terza, che fu rovinosa. Cadde per questo scuotimento 
buona parte del palazzo Orsini e di quello del Reggimento : rovinarono 
la maggior parte delle case e delle chiese, fra cui quella del Crocefisso 
e del Sacramento. Molti furono i morti ed i feriti si in città che in 
campagna. I danni ascesero a 400,000 scudi. Campo Tosto fu in parte 
rovinato ; S. Martino totalmente ; Collalto fu assai mal ridotto ; Pinaco 
cadde in parte e cosi pure Capricchia; Cerva e Forcella andarono di- 
strutte ; quasi identica sorte toccò a Filetta, a Nescaia e Padarga. La 
Loia ebbe a subire poche rovine ; a Cantone e Colle Raso rimase' una 
sola casa in piedi ; Corsenito, Casale, La Rocca, Torretta, Pasciano 
S. Iorio e Colle Moresco furono tutti conquassati. In Accumuli rovinò 



[1640 - 1642] 138 



fra l'altro la chiesa dei Francescani e si ebbero a deplorare molti 
morti. Rocca de Balli rimase adeguata ; a Poggio Cancello fu danneg- 
pata la parte circostante al palazzo Cerasi : a Montereale cadde il pa- 
lazzo Ricci : a Recanati ed a Rieti la scossa incusse spavento ma non 
apportò danni. Nella figura 13 trovasi delineata la zona mesosismica. 

Fino a 9*^ di notte ad Àmatrice furono sentite molte repliche : al 14 
ottobre a 7^ */« s® ^^ ©^^® ^^* violenta, che fece rovinare altre case 
e cosi pure nuovi danni apportò quella succeduta nel giorno 17. 

[513] 1640. Giugno 19. Badolato (Catanzaro). 

Bonito m.: Terra trtm.^ pa^. 777 - Di Somma A. : Historico racconto ecc., pa^r. 175. 

Nell'anno si ebbero varie scosse in Calabria: al 19 di giugno per 
una veemente commozione tellurica rovinò Badolato posto sulla falda 
di una montagna: oltre a 300 ascesero le vittime. Al 22 giugno altra 
scossa rovinosa a Badolato e nel gennaio e marzo 1641 parecchie lievi. 

[514] 1641. Giugno 8-10. Pontremoli (Massa). 

G. GiovANNozzi : / terr. st. Apuani^ pa(f . 5 (estr.) 

Non solo in Pontremoli, ma in quasi tutta la Lunigiana, neir8-10 di 
^ugno si sentirono scosse fortissime che recarono danni a molti edi- 
ticil : così dice una notizia tratta dal Giovannozzi da memorie mss. 

[515] 1641. Giugno. Cervia (Ravenna). 

Serpisri a.: Scritti di SUmoU, voi. n pag. 193. 

Nell'anno, specialmente prima del 16 giugno, forti scosse agitarono 
la città di Cervia, la cui popolazione ne fu oltremodo spaventata. 

Il signor F. Forlivesi {Cervia^ cenni stor. ecc., Bologna 1889, pa- 
gina 186) da notizia che nel 1461 insoliti scuotimenti urtarono non solo 
la città di Cervia vecchia, ma molte altre località. Tale terremoto non 
ò trovato accennato da altri, e il citato autore non ne indica la fonte ; 
dubitando che vi sia errore di stampa, cioè che ii 1641 sia stato tra- 
mutato in 1461, non ò messo quest' ultimo nel catalogo, giacché mi 
paro che le due notizie si riferiscano ad un unico fenomeno. 

[516] 1642. Giugno 13. Parma, Lombardia. 

G. Ao\Ki.Li: / tfrr. reoist. nelle cro/i. lodtufafte^pap. 92- Avpend. ali eletìco dei terreui. di 
Parata^ pajr. 2 (estr.) - G. Mercalu: Vide, e feiìom. rulc. ecc., paff. 292, e // ierr. di 
Leeco ecc., pafir. 7 (estr.) - D. Calvi : £jem. sac. prof, di BevijaiHo^ voi. u, pii^. 303- 

Verso le 3*» della notte fra il 13 ed il 14 giugno si senti in Bergamo 
un forte terremoto che apportò alle case molti danni, specialmente fa- 
cendovi abbattere i comignoli. A Milano, secondo il Formentini, citato 
dal Mercalli, cadde il campanile di S. Stefano : a Lecco il terremoto 
si presentò sotto forma dì una triplice scossa fortissima, talché sem^ 



ÌM 1.16^2 - 1644 j 



brava volesse atterrare il convento è la chiesa di Pescarenico con 
sommo spavento di quelli che ivi si trovavano. 

Ora, mentre in Lodi incusse panico grandissimo causando forte 
scuotimento di mobili e di tetti, la cronaca Zunti dice che in Panna 
per un terremoto avvenuto nel di 13 (senza indicazione di ora) farono 
abbattuti molti comignoli: il che fa rimaner dubbiosi se si tratta di 
un unico terremoto o del risveglio del centro sismico parmigiano av- 
venuta in concomitanza con il lombardo. 

Questa scossa, secondo quanto ricorda il Ghilini negli Annali di 
Alessandria (pag. 236) fu in questa città avvertita da poche persone. 

[517] 1642. Aprile 5. Uvoniò. 

L. Pilla: istoT. Oel treni» ecc. pag. 203. 

Al 5 aprile, dopo il vespro, una scossa apportò molta confusione. 

[518] 1642. Ottobre 12. MoDteeassino (Caserta). 

L. Pilla :. Selaz, dei trem, ecc., pag. 101. 

Al 12 ottobre terremoto molto violento. 

[519] 1648. Luglio 17. Troiia (Catania). 

MoNoiTORE A.: Ist. cron. d€i trem. ecc. pag. 403. 

A Troina il 17 luglio terremoto che fu violentissimo sopra un'area 
di otto miglia di raggio circostante a detta città: quasi tutti gli abi- 
tanti uscirono dalle case ; precipitò in parte la Chiesa maggiore ed il 
monastero di S. Elia d'Ambola. 

[520] 1644. Febbraio 15. ' Nizzardo. 

G. mercalli : / terr. della Liguria ecc., pag. 94-5. 

Al 15 febbraio 1644 due scosse violenti di terremoto urtarono la 
Valle di Vesubia : a Belvedere perirono tre persone ed altre vittime 
si ebbero a deplorare a Bolena ed a Roccabigliera. Apportò qualche 
danno a Aix, un po' di più a Marsiglia, più ancora a Frcgus, ove la 
chiesa, gremita di popolo, tremò in modo tale che pareva dovesse ro- 
vinare : a Nizza fu assai forte. Il Gioffredo nella sua molte volte citata 
storia delle Alpi marittime ai danni di Belvedere e di Roccabigliera già 
accennati, aggiunge quelli di Lantosca, ove, dice, rovinò la chiesa e 
furono abbattute molte case. 

La scossa fu fortissima ad Oneglia ed a Porto Maurizio, ove la po- 
polazione per due mesi stette attendata ; a Taggia i fedeli spaventati 
uscirono precipitosamente dalla chiesa, entro cui erano adunati per la 
predica ; in Alessandria, il Ghilini ne' suoi Annali (pag. 251) dice che 
fu gagliarda senza però apportare danni^ ed a Genova ebbe presso a 
poco la stessa intensità. 



[1645 - 1646] tsE 



; » ■ t 

Conclude il Mercalli che il centro di scuotimento fa nel Nizzardo: 
che il movimento sismico si mantenne molto sensibile ad est; fino a 
Genova, a nord fino ad Alessandria, ad ovest fino a Marsiglia, ossia 
sopra un'area di circa 11000 Km*. 

La prima scossa, avvenuta circa le 17*», a Nizza durò un « miserere » ; 
fa susseguita da sei repliche di minor intensità e lunghezza. - ■ 



.ì 



[521] 1646. Ottobre 22. Panana (Modena). 

Al 22 ottobre fortissima scossa in Fanano seguita nella notte ,da 
quattro repliche. 

[522] 1646. Febbraio 22. , Pàdova,/ : 

Mekcalu G.: Vulc. e fenam. tuie, ecc., pag. 302. 

Al 22 febbraio scossa fortissima a Padova. " . 

[523] 1646. Aprile. 'Aquila, " 

Da Secinara p.: Trattato unir, ecc., pai?. 135^ - F. Mozzetti: Sa{fgio d'injiuèkze meteor. e 
dtl clima suWaffranomia ecc., pag. 87. 

Nell'aprile scossa fortissima seguita da altre interpolatamente sentite 
fino al giugno : questo periodo sismico risultò di 166 scuotimenti, al- 
cuni dei quali fortissimi. In tale occasione non diroccò alcun palazzo 
né le case soffersero danni notevoli, quantunque, come scrive il Seci- 
nara, fossero agitate siccome « navigli sbattuti dall'onda >. 

[524] 1646. Aprile 5. Livorno. 

N. Maori: Discorso cronol. delV origine di Livorno ecc., pag. 55 e 256-50^ Napoli 1647. 

Al 5 aprile, circa le 22*» in Livorno si senti dapprima un rumore 
improvviso proveniente dal mare e della durata di circa un « credo », 
quindi un fortissimo terremoto scosse le case con grande impeto : una 
delle tre torri del Marzocco, gfift mezzo rovinata, fa per metà abbat- 
tuta: caddero molti camini e terrazzi e moltissime furono le case che 
si dovettero incatenare. Nelle chiese, particolarmente nel Duomo e nel 
Suffragio, si aprirono fenditure verticali. Le navi in porto sentirono 
un urlo come se avessero toccato il fondo. Molti lasciarono la città 
per ridursi a Pisa ed a Firenze. I pozzi che erano senz'acqua, dopo 
il terremoto si riempirono. Di quando in quando nei giorni seguenti 
qualche scossa : degna di considerazione fu quella avvenute nella stessa 
ora del di 17. 

[525] 1646. Maggio dO. Montecassino. 

L Pilla: Beìat. dei trem. ecc., pag. 101. 

Al SO maggio in Montecassino terremoto molto violento. 



m (1646J 

[526] 1646. Maggio 31. Re|;ioBe Garganiea (Foggia). 

Baratta m. : SulVattiv, Hsm. in Capitanata, pag. 9 e ^ (estr.) - Bonito M.: Tetra trem, ecc., 
pa^. 779 - Capocct : Catalogo ecc. I, pa^r. S17 - Giuliani v. : Mem. stor. civ. ed eccl. di 
Vieste^ paK. l^ e 213 - manicone: Fisica Appulo Garganica, voi. i, pacr. 210 - P. Sar- 
NELLi: Cromi, del vesc ed arciv. di Siponto tH5C. pag. 388-?. 

Il Samelli scrive: « al 31 maggio avvenne il garganico tremuoto, 
scuotendo il monte a T*" di notte, ed in Gargano diede il crollo a 100 
case con restame solamente cinque persone oppresse sotto le rovine. 
In Ischitella non rimasero in piedi che 26 case, le altre caddero tatte 
opprimendo 96 persone che vi restarono estinte. In Rodi ne morirono 
4 e molti restarono fiaccati dalle pietre cadute. In Vico 100 case rima- 
sero adeguate al suolo con la morte di 40 uomini. Cagnano perde 20 
case ma ninno degli abitanti. Gli orti di Carpino si trovarono pieni 
delle conchiglie del lago. In Manfredonia 5 case e 15 abitatori peri- 
rono ; il monastero degli Osservanti di S. Francesco fuori le mura, 
già desolato dai turchi, essendo poi stato riparato, per questo terre- 
moto si vide nella pristina rovina... ». 

II Bonito, con l'autorità del Torelli, pone fìra i paesi rovinati anche 
Peschici e S. Giovanni Rotondo. Riguardo a Vieste il Giuliani ricorda 
che diroccò nel castello il palazzo e varie case, sotto cui perirono 85 
persone, come risulta dalla seguente iscrizione posta a destra della 
porta maggiore del Castello stesso. 

PHILIPPUS nn DEI GBATIA BEX 

1646 
GOVER.® ESTE. R.**<» EL. DUQUE D'ARCOS ', Y PROB.» 
D. IPPOUTO DE COSTANZO A 81 DI MATO 1646 
DIA DI CORP».... UN TERREMOTO. MURIO EL CASTEL."^ 
Y 84 PERSONAS... Y ENTRANDO A GOVERNAR EL 
CASTEL.^ EL CAPPIAN FRA. D. GABRIEL... I BRAVO 
FORMO EST... DIA LUNA NOVEM. 

Per questo terremoto cadde pure in Vieste il colossale campanile 
dair ultimo piano delle campane, come risulta dalla lapide ivi fatta 
collocare da Mons. Chimaglia, la cui iscrizione principia cosi: 

D. o. M. 
VETUSTISSIMAM HANC TURRIM TERRAEMOTU ANNI 
MDCXLVI QUASSATAM, ATQUE DISJECTAM.... 



Neirabitato di Vieste fra le rovine degli edifici furono estratti 48 ca- 
daveri : cosicché il numero totale delle vittime, come infatti risulta dai 
registri parrocchiali, in tale città ascese a 132. Secondo quanto asse- 
risce il Capocci parecchie furono le scosse di terremoto ivi in tal epoca 
sentite, alcuna delle quali si propagarono pure in Calabria e nell'A- 



[164r-1653j 137 



brnzzo ed in ispecial modo nella città di Aquila, ma ciò è errato perchè 
neirAqnilano, come abbiamo visto (N. 523) [nell'aprile si sentirono 
sicosse corocentriche. Questo terremoto ha adunque colpita la intera pe- 
nisola Galenica e specialmente riuscì rovinoso nella sua parte orientale : 
daJIe notizie sopra riferite è impossibile fissarne il centro : però con 
tatta probabilità trattasi di parecchi focolari sismici, i quali, più o 
meno contemporaneamente, anno cooperato, con il loro risveglio, a 
produrre tante rovine. 

[507] 1647. Gennaio 13. Pistoia. 

CoBiADi A.: Annali delie epidemie ecc., voi. n, parte u, pag. 786. 

U Corradi che, cita il Salvi {HUtoria di Pistoia, III, pag. 507, Ve- 
nezia 1692) dice che Pistoia afflitta già dalla peste, al 13 gennaio ve- 
niva Urribilmente scossa dal terremoto. 

[528] 1649. Gennaio? Messina. 

MONorroHs a. : Ittor, enmol, dei terr. ecc., i^ag. 406 - CAPooa : Catalogo, l, pag. 847. 

In principio d' anno gravissimo terremoto a Messina ; molte navi 
colarono a fondo : in sentito anche a Reggio Calabria. 

[529] 1650. Marzo 12. Monteeassino (Caserta). 

PiuLA L.: Jielaz. dei trem. ecc. pag. 101 - db Marco G.: Monte Cassino ecc., pafi:. 72. 

Al 12 marzo un terremoto moU^ violento agitò il monastero ed i 
paesi soggetti alla Badia. 

[530] 1651. Etna. 

ftuujLAi Descriz. delVBtna^ pag. 100. 

Gagliarde scosse Airone sentite nella regione Etnea, prodromo del- 
l' eruzione scoppiata poi nel febbraio. 

[531] 1652. Seiaeea (Girgenti). 

Ferrara : Mem, sopra i trem, ecc., pa^r. 92 - Savasta : Hist, del terr, di Sciacca ecc. pag. 14. 

Il Savasta scrìve che per 15 giorni interpolatamente furono sentite 
in Sciacca delle scosse : il Ferrara aggiunge che ftirono violentissime. 

[532] 1653. Agosto 15. Porli. 

BoNou P.: Ist, della città di Forlì, Ivi 1661, Ub. xn, pa?. ai5. 

Al 15 agosto in Forlì terremoto fortissimo susseguito da varie re- 
pliche di minore intensità. 

[533] 1653. Settembre 27. Cesena, Faenza. 

Pnuunr A.: TrenUbl. penine, Ital., pag. %i. 

Al 27 settembre il Perrey, seguendo Von Hoff, dice che in Cesena 



*Ì38 [1654-1655] 



- - ■•- 



è Faenza una scorsa fortissima fece daìià^giare alcune case. A tiuesta 
tennero dietro nei giorni seguenti varie repliche. 

Tali scuotimenti non saranno gli stessi che il Bonoli dice intesi a 
Forlì al 15 agOHto ? Infatti per Forlì né il citato Bonoli, né il Guarini 
ricordano scosse avvenute al 27 settembre* 

[534] 1654. Luglio 23. Terra di Uvoro. 

Grimaldi: Descr. dei trem. della Cal.^ pa^. 54 - Perrby a.: Trembl. penine. TiaL, pa^. 21- 
Pilla L. : Selaz. dei tremuoti ecc., pag. 101. 

Al 23 luglio (*) verso le 5** Vs della notte un disastroso terremoto 
urtò la Terra di Lavoro : si ebbero molti danni a Sora, a Pontecorvo, 
a Roccasecca, a Piedimonte^ a Belmonte, ad Atina, ad Alvito, ecc. : 
fu. fortissimo a Montecassino; ove il monastero, secondo le croniiclLe 
mss., tremò « come fosse stato una canna agitata da più venti > : 
tutta r abbadia ne rimase lesionata : eguale intensità spiegò pure a 
S. Geimaiio. Nel monte Corvo si produsse una grande fenditura. Le 
scosse si ripeterono fino al 12 agosto maggiormente sensibili in località 
situate più ad Ovest di quelle colpite precedentemente. 

In una relazione ms. che conservasi nella biblioteca Barberiniana di 
Roma (mss. XLVIII, 104, fol. 61) si apprende che Isola fti molto rovi- 
natH con la mòrte di 31 persone ; che in Arpico diroccò il quartiere 
di Civitavecchia, il campanile di S. Michele, con 115 morti : che in 
Bora si ebbero a deplorare, a quanto si diceva, 400 vittime : cbè in 
Castelluccio caddero 7 case con 19 morti : in Arce 11 con 25 vittime. 
A Pescolido i morti furono 7 : Casalvieri fa rovinato ; in Veroli 64 
case furono rovinate : a Monte S. Giovanni più della metà degli edifìci 
rimasero adeguati al suolo, ed in Bausò 13 furono le case distrutte. 
Secondo 6. P. M. Castrucci (Deacriz, del dìic, di Alvito ecc. pag. 32 
[1] Napoli 1863, 4. ediz.) in Alvito il terremoto fece cadere la chièsa 
di S. Gio. Evangelista. Fu sentito a Roma ed in Calabria. 

[535] 1654. Settembre 8. Atella (Potenza). 

AM\Ti A.: Diz. corogr. dell' Italia, voi. t, pag. 481. 

L' 8 settembre 1654 Atella per un violento terremoto rimase quasi 

distrutta. 

[536] 1655. Marzo 25. * Rocea S. Cassiano (Firekize). 

JiekiziOììe dei successi seguiti nella Rocca San Cassiano ecc., pag. 14. 

Al 25 marzo di mattina fortissima scossa che però non causò gravi 

danni. 



(1) n Perrey, 11 OrlmaUll ed il Pilla riferiacono questo tervemoto al 23 luglio; la re- 
lazione ms. e più sopra citata al 23 giugno. 



[I6gg-ìi[^9] 1M9 



[537] 1656; Ottobre 17: ' '^ r" '' • : S. Severo (Fo&già). . 

B\B.iTTA M. : Sulla attit. sisrn. nella Capitanata^ pag*. 10 e 42 (est.) -v. Oervasio: Appunti 
croAol. da servire per una storia della citta di S. Severo, Firenze 1871, pag. 33 - P. Sar- 
NELU: Cronol. dei Ves. ed Arciv. di Siponto, pag. 404. 

Il Gervasio ricorda che noli' anno 1656 nuovi terremoti si sentirono 
in San Severo che ebbe a soffrire altri danni. L' epicentro deve essere 
stato nei dintorni di tale città, giacché tanto per Monte 8. Angelo che 
per Manfredonia il Safnelli non ricorda danni,, ma. solo una scossa 
mentita al 17 Ottobre. 

- [538] 1657. 'Gennaio.' ^ . Lesina (Foggia). 

CoRBADi : Annali delle epidemie eco,, voi. vu, parte n^ pag; Sps. 

Il terremoto fece varii danni a Lesina: cosi il- Corradi -che cita una 
lettera del Dazzi, conservata all'Archivio di Firenze (Carteggio medico ^ 
Filza 1471, Legazione di Napoli, I, L). Questa notizia non si riferirà 
alle precedenti scosse? . . e 

f • *• 

[539] 1657. Gennaio 29. Calabria. 

Pekkst a. : Tremai, penins. Ital., pag. 20. - 

Il Perrey, togliendo la notizia da Von HoflT, dice che al 29 gennaio 
in Napoli ed in Calabria si send una scossa breve che non portò danni 
Huot riporta senza data n^ensile un terremoto successo nei medesimi 
luoghi, aggìuBgendo che 200 case furono distrutte causando 2000 morti. 

E molto dubbio. , 

[540] 1658. Febbràio^marzo. Malta. 

PeuiKY A. : op. elt, pàg, 115 - mercalu g. : Vulc. e fenom. vulc. ecc., pag. 228. 

Secondo Von Hofif, citato dal Perrey, in Malta dal 18 febbraio al 
13 maggio furono sentite molte scosse, che il Mercalli dice fortissime. 

[541] 1658. Giugno 10. Montècassino. 
Pilla l. : Relat. dei trem. ecc., pag. 101, col. 2. 

Alle 10** V» i^l» del 10 giugno terremoto grandissimo.' 

[542] 1656. Novembre 10. Catanzaro (Calabria). 

ABcovrro 8.1 Mem. sui fen. meteor. i84l\ pag. 42 - Mercalli G.: / terr, della Calabria ecc. 
pQ^. 86-» - MoNoiTORE : Istor. cronoì. dei terr. ecc., pag. 403 - v. d'amato : N/st. della 
til. fed.'e fainos. città di' Catanzaro, -^b^. '239-42; Napoli 1670. 

Il 5 novembre, verso le 6** di notte, un disastroso terremoto colpì 
la regione centrale della Calabria. Soriano fu distrutto e pochi abitanti 
poterono salvarsi: il celebre monastero rovinò non solo per la grande 
violenza del movimento sismico, ma e:;iand,io per la sua ubicazione 
che — caaendo fabbricato sul . declivio di un colle — ne facilitò la 
caduta: infatti il D'Amato aggiunge che un braccio del suo dormitorio 



140 [1659] 

precipitò nel sottoposto bttrrone. Nella città le case distratte fhrono 
112 ed a, 160 ascesero i morti. 

I danni inferii da qaesto terremoto ai vari paesi furono i sedenti 

desanti dalla relaziona ufficiale pubblicata in Napoli nel 1660 e ripro- 
dotta dal Mercallì : 

Sant' Anernlo (presso Soriano) . distrutte case 15, chiese — morti 13 

Arena »109>5» — 

I le » 131 » 6 » il 

I, Pniuia, Dasei » 50 > — » 17 

0, Seminatri »3l>— » — 

1 (Uonteleone) e frazione Uelicuccà . > 31 » — » — 

Francica . . » 71 > — » ig 

Suoi casali >55»— » — 

Monteleone (case solo lesionate, mr Ito dann. castello) 

Piscopio (idem) >135»— >3 

S. Gregorio d'Ippona (idem) . . , . ■ 252 > — » 6 

S. Ketro e Triparni (fr. Monteleone) . . > 40 » — » — 

Calabro (Mlleto) > 15 » — > 1 

Nao(Ionadi),S. Pietro, Paravati e Comparni (Milet4i) » 50 » — > — 

Polìa (quasi tutta distr.) » 203 

Castelmonardo (Filadelfia) (quasi tutto dinr.) » 103 

Monterosso » 41 > 4 > 16 

Montesora (Filadelfia) »13>— » — 

Briatico »89>— »56 

» casali >52»— »6 

Francavilla Angitola »32»— »5 

Fllogaso (quasi tutta distr.) » 161 

Panaija (Spilin^) (quasi tutta distr.) i 

Sant" Onofrio . » 36 * — 

Rocca Angltola (danni simili Pimenì e Mascherano) » 8 » 1 

Montesanto (Roccangitohi) > 16 » ~ 

Capistrano » 46 » — 

Vallelongra » 70 » — 

San Nicola (da Crlsa) » 93 » ~ 

Vazzano » 70 » 4 

Torrepatola t »37» — 

Zimmarino? »60» — 

Pizzoni »50» — 

Stefenaconi »82» — 

S. Dimitrì (Vallelonga) tutta disfatta 

Belloforte (presso Vallelonga) . ...» 16 * — 

Nicastrello (fraz. Capistrano) , . . . > 10 » — 

Brugnaturo »28» — 

Chiaravalle Centrale tutta distrutta 

San Vito al Jonio » 56 » — 



[1659] 



141 



Lucinadi (Genadif) 

Serra S. Bruno e Spadola 

Caste] vetere (Càulonia) 

Placanica 

Monosterace . 

Stilo .... 

Stig'nano 

Riace . . , . 

Camini .... 

Guardavalle . 

razzano .... 

BÌTon^ .... 

S. Caterina (d'Ischa) . 

Badolato 

Isca .... 

S. Andrea Apostolo 

Satriano 

Davoli .... 

San Sostene . 

Cardinale 

Petrizzi .... 

SoTerato 



distrutte case 13 chiese — morti — 



» 



106 
67 
25 
66 
17 
68 
62 
11 
110 
12 
24 
111 
» 140 
» 67 
» 91 
96 
62 
36 
47 
8 

25 
60 
15 
30 
21 
85 
36 



> 
» 

» 
» 

» 



> — 
» — 
» — 
» — 
» 3 
» — 
» — 
» 3 
» — 
» 2 
» — 

> — 
» — 
» — - 
» — 

» — 

» — 



» 
» 



4 
24 

» alcune 
» 96 
» 55 



» 

» 

» 
» 



14 

1 

17 



26 
19 
14 

8 
11 
15 

4 



66 



2 

1 



Montepaove 

Montauro 

Squiliace 

SanVEUa 

Olivadi 

Centrache 

Amaroni (lesionate le case) 

Palermiti (molte case lesionate) . 

Borsria 

Staletti (molte case lesionate) .... 
Gu-ifalco (nella Terra Vecchia) .... 
San Floro 

Dalle precedenti notizie si conclude che Tarea mesosismìca (fig. 5, A) 
di questo terremoto è delimitata da una linea che da Castelmonardo 
per Palermiti, Olivadi, Isca, Badolato, Santa Caterina d' Isca, Serra 
S. Bruno, Arena, Dlnami, Paravati, Mileto, Francica, San Gregorio 
d' Ippona, Piscopio, esclude Monteleone e quindi Pizzo dopo aver incluso 
Briatico. 

Adunque ambedue i versanti furono colpiti da questo gran terre- 
moto : ma però molto più il tirrenico, dalla cui parte, a mio modo di 
vedere, deve trovarsi V epicentro dello scuotimento : infatti, secondo il 
mio parere, entro la zona mesosismica si potrebbe delimitare un area 
epicentrale di forma elittica con V asise maggioro disposto da N N G 



iS2r 



[1659] 



a 8 8 W, che da Arena va a Castelmonardo (ora. Nuova Filadelfia) ed 
include Follia, Monterosso, Capistrano, Filogaso. S. Nicola, Vallelonga, 
Yazzano, Tizzoni, Soriano, Gerocame, Arena, ecc, 

La forma della zona mesosismica si potrebbe' spiegare anche am- 
mettendo un risveglio di qualche centro sismico ' nel versante jonico, 
p. es. quello di Badolato, il quale abbia più o meno contemporanea- 
mente agito con quello tinrènico. 




Fio. 5. 

La zona rovinosa è delimitata dalla isosisma (B B) che da Catanzaro 
corre al Tirreno e che rientra nel continente ancora all'altezza di Cau- 
lonia (B B) : in questa area troviamo molta diflferenzazione nelle rovine, 
spiegabile con i soliti principii più volte accennati. Il D'Amato dice 
che Catanzaro all' impulso violento resistè con poco nocumento degli 
ediflcii; Pizzo invece, secondo il Vivenzio (IsL dei trem. ecc., 2*ediz., 
voi I, pag. 168), rimase molto maltrattato. 

Nella cronaca reggina Zappia e Catizzone si ricorda che detto ter- 
remoto fu sentito abbastanza sensibilmente a Reggio ed il Mongitore 
aggiunge che si propagò anche in tutta la riviera di Messina, come ri- 
sulta da una relazione stampata in Palermo per il Bossio nel 1660. 
Ag^fiunge il D'Amato che nella terra « si aprirono in diversi luoghi 
profondissime vpragini, una fra Montesoro e Polla, dentro la quale si 



[1660 - 1^1] 14a, 



seppellì quest'ultima: un' altra nelle montagne della Ferrera, la terza 
nA monte di S% Giovanni Terrestri (?), e furono di tanta profondità, 
c*he per canape unite non vi si potè trovare ultimo termine ». 

« * * 

•T>43J 1660. Modena. 

yemuani Li: lìist- delVantich. città di Modena^ ivi 1667, n, pag. 74. 

Nell'anno innondazioni e terremoti che fecero cadere molti camini, 

544J 1660. Febbraio lò. Paiermo. 

iijMìiToaE A. : Tst. crottol. dei terr.^ pag. '401. 

Nel 10 febbraio si.^entirono forti scosse a Palermo, avvertite a Mon- 
rrale, a Misilmeri, a Termini, a Trapani, a Sciacca, a Cefalù ed a 
Patti. 

|«>i5] 1661 . Febbraio. Palermo. 

MwNuiTORB A.: Istor. croH. dei terr. ecc. pag. 4(M. 

« 

AI 31 gennaio in Palermo una scossa : al 13 febbràio una seconda 
più intensa ed al 24, a 9^ di notte, una terza che fece fuggire i citta- 
dini dalle case. Nella notte ségaente si ebbe unar^^plica più lieve a 5*» 
.Ula fine di settembre altre due scosse a Palermo, a "Messina, a Nicosia 
ed in altre cittA di Sicilia. ^. ^ -,. .•^i'"' « 

[516] 1661. Marzo 12. ./v Bergamaseo. 

D. Calvi : J^in». sacr. prof, ecc., voi. I, pagr. 306. 

Fierissimo terremoto che causò nel territorio Bergamasco moltissimi 
(Ianni, fra cui la caduta del refettorio del PP. di Montecchio éon 
qualche morto : conquassò pure il convento dei Capuccini di Albino. 
Produsse franamenti dai monti >e' squÀfciature nel suolo. Fu preceduto 
V seguito da scosse piti leggere. 

Forse a questo terremoto allude la seguente notizia data dal Perrey 
;pa^. 23), dietro Von Hoff, quantunque ^i riferisca a giorno diverso : 
17 gennaio 6**, scossa nel milanese. 

[547] 1661. Marzo 22. Romagna. 

(it-ARiNi G. : / terr. di Forlì ecc., pag. 30-82 - Relax, dello spav. terr. 22 marzo i66i ecc., 
- Vera refaz. e ragg- del spav. terr. ecc. -Di Castro Massimo: Relaz. dei successi seguiti 
in Bocca San Cassiano ecc. - Barukfaldi : Delle istorie di Ferrara, Ivi IT/O, pagr. 82 - 
BoNou p. : Istor. della citta di /'''orli, pag. »n - G- Fabri : Sifem. sacra ed istor. di Ra- 
venna antica. Ivi 16T5, pag. 71 - B. Repetti: Dizion. geogl. stor. della Tose, voi. iv, 
pag. 810 - B. RioHi: Ann. della città di Faenza, voi. Ili, pag. 211 - P. Sarnelli: lett. 
erri., lett. 3, pag. HO. 

(Questo terremoto cominciò con una 9cosa<a disastrosa sentita circa le 
r.»" del 22 marzo : le case di Pondo furono in tutto od in parte abbat- 
tute con mortalità di persone e di bestiame : in Mortane rovinarono (5 



"T" 



144 



[1661] 



case con 2 morti : Galeata fa quasi atterrata giacché 92 case e 2 chiese 
forono demolite e rimasero solo in piedi 5 o 6 fabbriche ; nella fìrazione 
Pianetto tatto fu distratto con mortalità di nomini ; nel resto del suo 
contado rovinarono 14 chiese e 516 case. 

In S. Sofia ne caddero 30, causando 25 morti e molti feriti. Furono 
affatto rovinate la rocca, le case e le chiese di Civitella, ove oltre 120 
persone rimasero morte ed un altro centinaio ferite. Rocca S. Casciano 
ebbe le sue case, le su» chiese, il castello e le mura quasi affiatto de- 
molite con 41 mocti e moltissimi feriti. 




FiG. 6 (»). 

Predoppio e Fiumana furono i luoghi più d'ogni altro colpiti: (fig. 6 B) 
gli edifici rimasero affatto rovinati e si ebbero a deplorare molti morti. 
Teodorano fti in gran parte abbattuto : in Meldola tutte le case rima- 
sero offese e specialmente fu danneggiata la rocca ed il maschio: cad- 
dero pure parecchi edificii causando 4 vittime e molti feriti. Nel paese 
di Castrocaro rovinarono 88 case e 2 chiese, in campagna 236 abita- 
zioni e 2 chiese. Terdoccio, Valdoppio, Gugliano, Roversano e 8. Pietro 
in Bagno f\irono pur essi quasi abbattuti : in Portico di Romagna sof- 
fersero le case con 8 morti e molti feriti ; Dovadcla subì la medesima 
sorte. 

Questi paesi sono tutti compresi nell'area mesosismica disastrosa (B 1) 



(1) IQ questa flgrura la dicitura del terremoto del 1661 (A) si rirerlsce a quella del 
1K70 (B) e viceversa. 



[1661 - 1662] 145 



h forma leggermente elittìca con V asse maggiore, lungo km. 35, quasi 
«lÌNposto da nord a sud (*). 

L'area isosismica rovinosa (B 2) comprende Marradi (forse), Tredop- 
j»i«j. Modigliana (*), Faenza, ove i varii edifìci risentirono guasti di non 
grande importanza tranne la Cattedrale, in cui furono assai maggiori. 
In Forlì fn danneggiato la Torre di S. Mercuriale e quelle del Duomo, 
<li S. Agostino e del Pubblico : oltre a ciò alcune case furono lesionate 
e qualcuna in parte anche rovinata. Forlimpopoli e Bertinoro ebbero 
pure qualche danno e Cesena gravi lesioni alle case ed alle chiese. 

A Faenza, ad Imola, a Rimini, a Bologna, a Modena ecc. caddero 
molti camini e qualche merlo dalle torri. A FeiTara, a Ravenna, a 
Ctrvia e ad Urbino la scossa ebbe forza suffìciente da incutere timore 
nella popolazione senza produrre danni. 

n movimento sismico fu assai lungo : neir area centrale durò un 
« credo » : quivi, e specialmente nei pressi di Fiumana, di Predoppio, 
(li Valdoppio e di Rocca d*Elmici, causò delle fenditure nel suolo. 

Per circa 40 giorni fiirono sentite delle repliche. 

[548] 1661. Luglio. Otranto (Lecce). 

Boxrro il. : Terra trem., pag*. TSe-O*. 

Secondo G. Brusson, citato dal Bonito, nel luglio ad Otranto vi fu 
un terremoto ed una tempesta cosi furiosa che atterrò molte case e 
chiese con la morte di uomini e di animali. Da questa notizia non si 
comprende se sia stato per causa del primo o del secondo, oppure di 
ambedue, che rovinarono gli edificii. Il Riccioli ricorda che in Otranto 
neir agosto per un terremoto rovinarono 24 case. 

rM9J 1662. Novembre 6. Soriano 

FioKE o.: Della CaL lUf$str., tomo i, pa?. 280, col. n. 

Il Fiore al 6 novembre ammette un terremoto nella Calabria Ulte- 



1; Danni subiti dal paesi deir ex stato di Toscana : 

case rovinate In campacrna N. r244« nelle terre N. 260 
Chiese » » » 22 » » 4 

Morti » » 161 » » "73 

capi di bestiame grosso morti 161, Idem minuto 211 

12; A Modi^Uana trovasi suUa facciata deir Oratorio della Madonna del Cantone la. 
Sfornente epl^rrafe commemorativa: 

D. 0, M, 

PROTBCTO DIVINIBUS OPPIDO 

A TBRREMOTU HNITIMA LOCA VEXANTK 

ANNO MDCLXl Ml'TILANENSES, XX MARTIl 

RADEM DEIPARAE VIROINIS « DAL CANTONE » 

NrNCUPATAM 

90LRMNI PROCESSIONE QrOTANNIS 

♦ AnKUl'T EX VOTO 

Saiutta: Terremoti ecc. V' 



146 [1662-1669] 



rìore per il quale rovinò il monastero di 8. Domenico in Soriano : la 
data mensile presso a poco corrispondente al grande parossismo del 
1659 (vedi) e la circostanza della caduta di detto monastero, mi indu- 
cono a ritenere identici i due terremoti ed errata la data riferita dal 
Fiore e seguita dal Capocci. 

[550] 1662. Dicembre 29. Padova. 

Mercalu e. : / terr. della Liguria ecc., pag. 363. 

Al 29 dicembre scossa fortissima a Padova. 

[551] 1666. Aprile 14. Botola. 

Bonito M. : Op. clt., pag. 191. 

Il Bonito scrive che a ?*• 58"" pom. del 14 aprile i terremoti « semi- 
narono calamità in Bologna » : al quale fenomeno certamente allude il 
BaruflEaldi (Dell' HUt. di Ferrara, ivi 1700, pag. 139) allorquando ri- 
corda che nell'aprile a Ferrara fu sentita una sensibile scossa, la quale 
fu più intensa a Bologna, senza però avervi fatto danni di grande con- 
siderazione. 

[552] 1667. Spoleto (Perugia). 

Mercalu Gr.: Vulc. e fenom. tuie, ecc., pag. S29. 

Nell'anno a Spoleto ed in altre città terremoto rovinoso (Natalucci: 
Indie, 8tor,) 

[553] 1667. Aprile 6. Rigasa (Dalmazia). 

Relazione de W orribile terremoto seguito nella citta di Ragusa, altre città della Dalmazia. 
Albania, venetla MDCLXVii - travaoini: Super observationibus a se factis ecc. 

Al 6 aprile terremoto disastroso a Ragusa sentito anche a Venezia. 

[554] 1669. Marzo 11. Nicolosi (Catania). 

Ferrara f. : Descr. dell' Etna, pag. 101-7 - Gemmellaro C. : Vulcan. dell'Etna, pag. 102-12 - 
MONOITORE A.-: Op. Cit., pag. 405. 

Dopo il tramonto del sole dell' 8 marzo, cominciarono a sentirsi in 
Nicolosi frequenti scosse, deboli dapprima, poscia violente, la cui forza 
non si esercitò egualmente sopra tutti i villaggi vicini. Quello di Ni- 
colosi provò commozioni tali che gli abitanti non potevano reggersi in 
piedi. Durarono queste scosse fino al di 11, a mezzodì del quale un 
urto poderoso sconquassò tutti gli edifici. 

Questo fenomeno fu il prodromo della grande eruzione eccentrica 
scoppiata nei pressi deirinfelice paese, descritta magistralmente dal 
Borelli. 

Repliche più o meno forti si sentirono durante le varie fasi dell'in- 
cendio, che si estinse verso la metà del luglio. 



[1670-16T2J .147 



[o^J 1670. Luglio 16. Verona. 

Goiit.%x A. : Star, sism., p^. 150 - perrey à. : Trenibh penim. Itaì., pag. 26 - piovene G. : 
Lri Urr. a Viceìtza, pag, 49. 

Il 16 luglio a 16^ circa, in Verona si senti un terremoto che al dir 
del cronista Guadagni fu % orribile » : fu pure assai gagliardo a Vi- 
cenza e fu forse (benché riferito al giorno 17) sentito a Venezia e nel 
Tirolo. 

[oó6] 1671. Giugno 20. Modena. 

Alcune date dei terr. in Modena eoe., N. 143: 24 ma^lo 1613 • dondi a.: Mem. stor. ed ani. 
del Duomo di Modena ecc., pa^. 2M. 

Al 20 giugno, tra le 14*» Vt ® ^® 15**> si sentì in Modena una scossa 
che fece gravi danni : furono abbattuti. 300 comignoli ed il torriolo 
dell' orologio sopra il Palazzo, il quale, cadendo, ruppe alcune volte e 
causò qualche vittima. Rimase lesionata anche la torre detta « la mozza » 
che fu uopo demolire, pendendo oncie 18 verso la piazza. Secondo le 
memorie del Guadagni -^ riportate dal Goiran (8t. sism, prov. di Ve- 
rona, pag. 50) — questo terremoto fece danni notevoli a Reggio ed a 
Verona fa molto gagliardo: il Bonito aggiunge (Op. cit. pag. 797) che 
lu sentito anche a Bologna. 

[557] 1672. Aprile 14. Rimini. 

Bakatta m.: Sul terr. di Rimini del i4 apr. i672 - bianchi G. : Descrtz. del terr. grande 
l'anno teli eoe. - Breve racconto del terr. seguito in Rimini ecc. - Deplorarle ragg. del- 
l' orrtìt. e spav. terr. ecc. - Vera relatione dello spav. terr. ecc. - Vera relax, del terr. 
seguito in Rimtni ecc. - Vera relatione del terremoto seguito nella Romagna ecc. - Notitia 
e vera relatione del spavent. terr. ecc. - Serpieri a. : Scritti 'ii slòmol., voi. li, pag. 18i)-91 
p. M. AMIANI: Mem. Utor. della città di Fano, parte II, pag. 206 - O. Barcffaldi: Del- 
l' Hi$t. di Ferrara, pag. 201 - Cebchiari G. C. : Ristretto stor. della città di Imola^ Bo- 
lui?na l^*, pag. 119 - Compend. della Stor. eccl. e lett. della città di Imola, ivi 1810, 
pag. 318 - O. Fabri: ^em. sacra ed tstor. di Ravenna ant.. Ivi 1675, pag. 95 - A. Leoni: 
Ancona illMtr., ivi 1^82, pag. 318 - B. Righi : Ann. della dita di Faenza, ivi 1841, tom. Il, 
j»ag. 2'0. 

Tra le 21 e 22*» del 14 aprile si elevò d' improvviso dalla parte di 
tramontana di Rimini un temporale, quindi si udì un fortissimo rombo, 
rui sussegui una gagliardissima scossa sussultoria-ondulatoria che pre- 
w'ntò tre riprese, a breve intei'vallo l'una dall'altra e della durata to- 
tale di un « credo ^. 

A Rimini tutte le chiese e gli edificii principali della città furono 
f»arzialmente o totalmente diroccati : le sole case più basse scamparono 
dalla quasi universale distruzione, quantunque però sieno state dan- 
n«*<rsciate in modo tale da essere rese inabitabili. 

Nella cattedrale (che fu quasi tutta distrutta) precipitarono le volte 
drlle navate e delle cappelle: quasi nello stesso modo furono danneg- 
giate le chiese dei PP. Teatini, dei PP. Osservanti, dei PP. di S. Pran- 
ci'sco, in quest' ultima precipitò la metà della cupola : le altre, che 



148 



[16721 



ebbero gravi lesioni da essere rese inservibili al culto, furono quelle di 
S. Gregorio, di S. Agnese, di S. Apollonia, di S. Simone e di S. Bar- 
tolomeo: identica sorte toccò al monastero dei PP. Agostiniani quello 
dei Domenicani invece fu poco danneggiato. Fra i palazzi che più risen- 
tirono gli effetti del terremoto, si deve ricordare prima di tutti quell o 
del Governatore, in cui caddero i muri intemi e furono fracassati i 
tetti : quello dei consoli della città, che fu nella sua maggior parte di- 
roccato: una sola sua cantonata rimase in piedi, però con pericolo di 
rovina. Nel Vescovado caddero tutti i muri divisorii. Rovinò il pa- 
lazzo pubblico con la sua torre, e quella dell'orologio rimase in i)e6- 
simo stato : i palazzi Tingoli, Cavallini, Modesti ed altri parecchi fu- 
rono oltremodo danneggiati : crollò inoltre circa la metà della torre dei 
Gambalunga. 



Rhmni _ Jr 



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f^u^ 



Af^^é/,mÀ^ 



^JÌf0^ Timr^ 



^ffnnié 



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CMk/ù 



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Fio. 7. 



Le fabbriche illese furono poche : fra queste la fortezza, il monte di 
pietà e la libreria Gambalunga. 

Nel borgo di S. Bartolomeo tutti gli edificii furono distrutti, eccet- 
tuata la chiesa del Carmine : in quello di S. Giuliano una sola casa 
fu atterrata. Di 36 castelli, che soggiacevano alla città, 10 soli rima- 
sero illesi : le chiesa della Colonnetta, distante un miglio dair abitato 
fu in tutto e per tutto adeguata al suolo. 

Il numero delle vittime, secondo i dati più attendibili, fli di circa 
200 ; certe relazioni lo riducono a 100, altre invece lo fanno ascendere 
a 500 ; la maggior mortalità si ebbe a deplorare o sotto le rovine delle 
chiese (specialmente in Duomo, in S. Francesco da Paola ed in quella 
dei PP. Teatini), essendo avvenuta la scossa mentre si ufiSciava, oppure 



[1672] 149 

ni.'Ile Strade (per esempio in quella dei Magnani per la caduta di un 
muro) o infine sotto le macerie del palazzo pubblico. 

I danni in città ascesero a scudi 142,550 (a 136,549 secondo il Bo- 
nadies citato dal Serpieri) e quelli del territorio a 18,000 così ripartiti : 

Coriano scudi 3799 

S. Andrea in Besaniga » 305 

S. Andrea in Patrignano » 1007 

Casiano > 1872 

Monte Colombo ....... » 714 

San Clemente » 3114 

Misano • , » 1956 

Castel leale > 953 

Gesso » 379 

Gemmano » 1195 

San Savino » 1154 

Mulazzano > 1280 

Monte Tauro > 361 

CastelnuoYO, paese lontano da Rimini 15 miglia, verso Pesaro, fu 
affatto rovinato senza alcun danno alle persone. A Cattolica si ebbero 
dei danni : a Pesaro caddero tutti i comignoli e rimase atterrato un 
dormitorio nel Convento dei Monaci Bianchi e qualche altra casa con 
un danno di scudi 20,000 : si ebbero a deplorare due morti, un ferito 
mortalmente e qualche contuso. s 

A Fano, secondo l'Amiani, furono demolite molte case e caddero le 
torri di S. Francesco e di S. Agostino : di funestissima conseguenza fu 
la rovina di quella del Duomo, giacché sotto le macerie rimasero se- 
lH>lie molte persone. 

Qualche danno ebbe pure Cervia e forse Sinigallia : a Iesi rovina- 
rono tutti i comignoli ; ad Urbino si produssero delle lesioni nella volta 
d<dla Cattedrale e qualche scrostatura : ad Ancona, secondo il Leoni, 
la scossa fu s\ forte da far suonar la campana della piazza. A Faenza 
fn violenta, non causò danni ma incusse molta paura ; ciò dicasi pure 
di Ravenna, di Ferrara e di Argenta : pare invece che in Imola molti 
e<Uflci rimanessero danneggiati. Senza alcuna conseguenza la commo- 
zione tellurica fu avvertita a Fossombrone, a Cagli e molto probabil- 
mi*nte a Gubbio ed a Bologna. (*) 

II contro sismico pare debba collocarsi presso Rimiui e precisamente 
un po' più a sud della città ed in mare, che al momento della scossa 



Ij nella fiKura 8 sono rappresentate le isosisme priucipali dol terremoto del 107/ 
citje: A) zona menoslsiuica - A 1 a 1) zona elei danni ma^^^iorl - A 2 a *i] zona dei danni 
iiiinon o deUe lesioni. 



16Ó [1672 - 168ÓJ 



(aggiungono le notizie raccolte) fii visto recedere e quindi, spumegr- 
giando, invadere la spiaggia per venti passi circa. 

Dopo la prima scossa in Rimini si sentirono molte repliche, tutte 
lievi, eccetto una, avvenuta a 23'' della notte, la quale quantunque 

non abbia causato nuovi danni, apportò grandissimo spavento. 

[558] 1672. Giugno 8. Amatrìee, Montereale (Aquila). 

Capocci: Catalogo I, pagr. 848 - Perrby à. : Trernbl. penim. Jtal.^ pag:. 36. 

L'8 giugno, a 23 ore, forte teiTemoto ad Aquila ; in Amatrice ed a 
Montereale fece gravi danni : ciò secondo il Capocci. Il Perrey, se- 
guendo Von Hoff, scrive che in Aquila si sentì un forte terremoto che 
si estese da sud a nord da Montereale fino ad Amatrice. 

[559] 1676. Giugno 17. Ivrea (Piemonte). 

Nuova e vera relazione tf ' un terribile terremoto ecc. 

A 2l*» circa avvenne il terremoto e le scosse devono essere durate 
più o meno continuate per circa 24*» ; tutti i cittadini fuggirono dalla 
città, ove rovinarono parecchie case con circa 500 morti. Contempo- 
raneamente si scatenò un furioso uragano ed un fulmine colpi una 
delle quattro torri del castello. 

[560] 1678. Marzo 24. Monte Uliveto (Siena). 

Malvasia De Rossi: Documenti ecc.. pag. 5 - Soldani a. : Relazione ecc., paff. 59. 

AI 24 marzo ad ore 17, cioè a 0*» 30" pom., un terremoto assai forte 
colpì Siena : nessun danno ma grande spavento ; suonarono le campane 
di tutte le chiese : a Monte Oliveto incusse terrore senza arrecare danni 
agli edifici, ma non cosi alle persone. 

Nei Documenti del Malvasia De Rossi erroneamente tale scossa sì 
dice avvenuta al 24 marzo 1679. 

[561] 1678. Luglio 15. Ferrara. 

B A RUFFALDI: DelV Historia di Ferrara, pa^. 269. 

Al 15 luglio fortissima scossa che intimorì tutti i ferraresi. 

[562] 1579. Dicembre 12. Stilo (Reggio Calabria). 

Fiore a. : Della Calabria illustr., tomo I, pagr. 290, col. I. 

Secondo il Fiore verso le 2^ della notte del 12 dicembre fu sentita 
a Stilo una forte scossa, che però non apportò danni. Il Capocci (op. 
cit., parte I, pag. 348) erroneamente la riferisce a Tito. 

[563] 1680, Aprile 30. «avi (Alessandria). 

G. DEsiMONi : Aptn. stor. della città di Qavi e delle sue famiglie. Alessandria 1896, pag. 245. 

ìì cronista Ponte, testimonio oculare, ricorda che un fiero terremoto 



[1683 - 1687] 161 



sul mezzodì del 30 aprile colpi Gavi : caddero a terra i buoi ed i ca- 
valli sotto gli aratri ; le persone sia in quiete sia in moto appena si 
potevano reggere in piedi. Furono sentite scosse più leggiere negli 
anni precedenti e seguenti. 

D Mercalli nella sua monografia sui terremoti di Liguria e di Pie- 
monte non reca in corrispondenza della data citata alcuna altra notizia. 

[564] 1683. Agosto 23. Basilicata. 

Perrkt a. : op. Cit., pag. 27. 

Nell'anno due grandi terremoti in Basilicata. 

[ò65; 1683. Dicembre 31. ' Verona. 

GoiBAN A. : Storia Sismica ecc., pag. 150. 

Secondo le memorie mss. del Guadagni, ^5^ ital. del 31 dicembre 
una scossa abbastanza lunga incusse grande terrore agli abitanti di 
Verona. 

[566] 1685. Aprile 25. Salernitano. 

BONTTO M. : Terra treni., pag. ^99. 

Al 25 aprile, e per parecchi giorni dopo, violenti scosse a Cava, a 
falerno, a S. Severino, a Vietri ed in altre località. Nei Documenti 
Malvasia- De Rossi (op. cit., pag. 9) trovo la seguente notizia estratta 
dai giornali del tempo (6 giugno) « di Napoli abbiamo che in questa 
città si era sentito il terremoto con gran timore del popolo, ma senza 
aver apportato danno alcuno », la quale forse corrisponde alle scosse 
riferite dal Bonito. 

567] 1686. Giugno 13. Palermo. 

MoNuiTORE A. : IsL crtMOl. de terr. ecc., pag. 4(n. 

A 16 ore circa del 13 giugno violento terremoto in Palermo : il 
popolo adunato in chiesa precipitosamente ne uscì, temendo rovinasse 
l'edificio : panico grandissimo. Il Perrey (op. cit., pag. 27), seguendo 
Von Hoflf, aggiunge che si estese a 40 miglia attorno alla città. 

,568] 1687. Imola (Bolog-na). 

Ai-BKROBBTTI G. : COMpendio della Storia df Imola, Ivi 1810, I, 318. 

Nell'anno violento terremoto ad Imola. 

[5691 1687. Aprile 25-26. Amalfi (Salorno). 

D*)MTo M. : Terra trem., pag. ■;99. 

In mai*zo^ a Napoli, secondo il Raglivi (op. cit., pag. 588), fu sentita 

una lieve scossa ed alle 5** 7« ^^^^' ^^^ -^ aprile, secondo il Bonito, una 

gagliarda che causò grandissima paura agli abitanti i quali fuggirono 



Ià2 [l6B7 - 1688] 



dalle case rimaste però illese, mentre quelle di Amalfi e delle ville 
adiacenti riportarono qualche danno e molti edifici del Positano furono 
considerevolmente lesionati. 

Il Perrey (op. cit., pag. 27) ed il Capocci (op. cit., I, pag. 348) ri- 
feriscono due terremoti : uno rovinoso a Napoli, alle 5*» */« ^^*^- ^^^ 
23 aprile, l'altro nel Salernitano alla mezzanotte del 25 stesso mese. 
Il Bonito, autore sincrono, e per i suoi tempi molto accurato, dà no- 
tizia, come abbiamo visto, solo dell' ultimo : ciò e la considerazione 
che le 5^ 7s ^^1- corrispondono appunto alla mezzanotte, mi fan accet- 
tare l'asserto del Bonito e rifiutare l'altra versione. 

[570] 1687. Ottobre 2. Trope» (Catanzaro). 

Bonito m. : Terra trem,, pag. 799. 

In settembre varie scoise in Calabria : al 2 ottobre un violentissimo 
terremoto fece cadere in Tropea alcune case : buona parte degli abi- 
tanti si poterono salvare. 

[571] 1688. Gennaio. Pistieei (Potenza). 

Perrey A. : TremM. penins. ItaL ecc., pag. Ti. 

Il Perrey, seguendo Huot e Von Hoff, dice che nel Gennaio sì sen- 
tirono in Basilicata per tre giorni intense scosse che riuscirono disa- 
strose a Pisticci, ove 2(XX) persone rimasero vittima. Il Bonito non le 
ricorda. 

[572] 1688. Aprile 11. Romigia. 

Balduzzi l. : Sulla Madonna di Bagnacavallo ecc., pag. 15-17 - Oaddi O. : lettera istor. cont. 
il prod. operato ecc. - Guarini p. : / terr. a Forlì ecc., pag. 82-52 - malvasia-db Bossi : 
Documenti ecc., pag. 5 e 9 - Seepieri a. : Scritti di sisniol.^ voi. n, pag. 192 - Baruf- 
FALDi G. : DelVHist. di Ferrara, ivi 1700, pag. %8 - F. L. bertoldi : Storia della Madonna 
della Cellette^ pag. 53 - G. bonoli ; Storia di Lugo, Faenza MDCCXXXU, pag. 181 e Storia 
di Cottiitnola ecc., Ravenna 1754, pag. 42-43 - Compendio della St. civ. eccl.js leti, della 
città di Imola, ivi mdcccv, pag. 318 - a. metelli ; Storia di Brisighella ecc., parte il, 
tomo ni, Faenza 1869, pag. 219-20 - e. Riohi: Annali della citta di Faenza, ivi I841, 
tomo III, pag. 264-65 - a. Simom : Cronistoria del Comune di Medicina^ Bologna 1880, 
pag. 282. 

La prima scossa avvenne air 11 aprile, circa il mezzodì: tre furono 
gli scuotimenti che a questa succedettero : V uno sempre più forte del- 
l'altro ; per i primi due gli ediflcii non subirono alcun danno, l' ultimo 
invece riuscì disastroso. 

A Bagnacavallo crollarono molte case, e tutte le altre rimasero le- 
sionate o cadenti ; al convento di S. Francesco fu apposta, per poterlo 
sostenere, una vera selva di puntelli : quello di S. Gerolamo fu total- 
mente minato : il monastero di S. Giovanni fu in parte atterrato ed 
i 1 parte fracassato : la relativa chiesa ed il campanile quasi del tutto 



[1688] 



153 



demoliti : quella di S. Michele fu scrostata e lesionata. Nel contado 
non vi furono che cinque o sei morti ed alcuni feriti. (*) 

Cottignola, più che gli altri, risenti gli effetti terribili del terremoto 
giacché poco mancò che non fosse totalmente tramutata in un mucchio 
di rovine: cinque sole case ed il*tempio dei PP. della Compagnia ri- 
masero in piedi : a 35 ascesero i morti e ad una trentina il numero 
dei feriti. Anche Russi fti quasi atterrato : nella valle del Lamone le 
mine furono immense, caddero totalmente due case situate al e Colle 
delle Calbane > e parecchie nella valle, cioè a Pontelungo, alle Osterie 







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FiG. 8 («). 

a Castagneto : nella valle del Marzeno molti muri furono abbattuti, fu 
l<*sionata la chiesa di S. Giorgio in Cepparano e quella di S. Maria 

Maddalena a Scarignano ebbe abbattuto il campanile : sotto le rovine 
trovarono la morte parecchie persone. In Lugo i danni furono rilevanti, 
giacché tutti gli edificii, quali più quali meno, ne risentirono ; in special 
modo rimasero malconcie le chiese, la rocca, il palazzo pubblico ed il 
granaio dell'abbondanza. Nella chiesa di S. Domenico cadde V intera 
volta della navata di mezzo ; in quella di S. Francesco le volte di di- 



ti) Il papa Innocenzo XI sussidiò i danneggiati di Dagnacavuilo con uir offerta di 
flcudi 4000. 

(2) Nella fkgUTSL S, B rappresenta la z^na mes asismica disastroia, n 1 l' Isosisina deli- 
mitante rarea rovinosa e D2 la isoslsnia fortisiiinia. 



} 



154 [1688] 

verse cappelle della seconda navata e la guglia del campanile : resta- 
rono pure danneggiate la volta del tempio di S. Agostino e quella della 
Madonna del Molino. 

Gravi furono gli effetti causati sugli edificii di Soloralo : ad Imola 
il terremoto fa violento e restarono maltrattate le abitazioni dei citta- 
dini : cosi dicasi pure di Brisighella e di Faenza. A Forlì diroccò una 
porzione della volta della navata centrale di S. Mercuriale e del suo 
campanile : precipitarono pure alcune volte nei monasteri, molti co- 
mignoli e qualche muro. A Ravenna fu atterrato il campanile di S. Vi- 
tale e subirono danni gravi le case e le chiese : Marradi invece ebbe 
poco a soffrire. 

A Bologna la scossa durò più di un « ave », produsse molto spa- 
vento e fece screpolare la cupola dell' altare maggiore della Madonna 
di Loreto nella chiesa di S. Bartolomeo dei PP. Teatini : in quella di 
S. Lucia dei Gesuiti cadde un po' di calcinaccio dall' altare maggiore. 
Pure a Medicina la scossa fu molto forte; incusse panico grandissimo 
e fece abbattere qualche comignolo e suonare le campane del pubblico 
orologio. Ad Argenta atterrò qualche camino : a Ferrara causò solo 
grande timore ; fu intesa a Venezia ed a Padova. 

Per quaranta giorni si sentirono delle repliche abbastanza numerose 
e forti : al 27 maggio rinnovarono le scosse accompagnate da rombi 
fortissimi: causarono nuovi danni agli edificii già in cattive condizioni. 
Altri scuotimenti più o meno gagliardi si sentirono per tutto il resto 
del mese. Al 18 agosto si ebbe una nuova forte ripresa : quindi, di 
quando in quando, varie concussioni fino al 12 dicembre, nella quale 
epoca la terra si ridusse in quiete : però al 15 e 19 marzo 1689 nuove 
scosse abbastanza forti urtarono il territorio Faentino. 

[573] 1688. Maggio 31 - Giugno 1. Fano. 

Srhpieri a. : Scritti di sistnol.^ tom. Il, pa^r. 192 - P. M. amiani : Mem. istor. della citta di 
Fano^ parte II, pag. 304. 

Il Serpieri ricorda che dal 31 maggio al 1"* giugno si sentirono in 
Fano delle scosse che produssero gravissimi danni : V Amiani a questo 
proposito, senza indicare la data mensile, aggiunge che i terremoti cau- 
sarono grandi danni al teatro pubblico, la cui torre si staccò quasi 
affatto dal muro che le serviva di appoggio, e che nella campagna 
molte case rimasero atterrate. In un giorno furono avvertite quattro 
scosse, una più violenta dell' altra. 

[574] 1688. Giugno 5. Beneventn. 

Vera e distinta relazione dell'orribile e spaventoso terremoto ecc. - Bonito : Terra tremante 
- Magnati V.: Xotitie istor. dei terr. ecc. - Perrella a.: Sul trem. d^l 5 gtugììo 1688 
ecc. - Sarnelli p. : Racconto del trernuoto ecc. 

Il Sarnelli ricorda che al 13 gennaio si senti in Benevento una 



(16Sg] 155 

prìina Bco68a, susseguita, a 22^ del dì seguente, da altra assai forte. 
Ad ore 20 del 5 giugno si ebbe un primo gagliardo scuotimento cui 
tenne dietro, un quarto d' ora dopo, un secondo che riusci fatale a * 
Benevento ed a molte città sì di questa provincia che delle circonvi- 
cine : causò pure anche gravi danni a Napoli e lievemente fu sentito 
anche in Roma, come trovo ricordato nei documenti di Malvasia-De Rossi 
ipag. 9). 

Questa scossa fa istantanea e dal Sarnelli paragonata allo scoppio 
dì una grande mina : da quanto pare in Benevento deve essere stata 
in predominanza verticale, giacché il succitato autore ricorda « che 
furono visti nei giardini i vasi alzarsi, ricadere e frangersi nel mede- 
desimo luogo d'onde si erano alzati ». 

Da una breve relazione del Card. Orsini (*) veniamo a conoscere che 
nella notte seguitaronsi a sentire degli scuotimenti : per intensità fra 
le varie repliche accadute deve essere notata quella avvenuta nel giorno 
10, la quale nei dintorni di Benevento f\i assai gagliarda e finì di 
spianare la casa dell'Albero e Fragnitello. 

Premesso ciò, passo alla descrizione particolareggiata dei danni ar- 
recatila Benevento ed alle altre località : queste sono riunite alfabeti- 
camente in gruppi, secondo 1' attuale circoscrizione amministrativa per 
facililare il loro rinvenimento nella carta (fig. 9). 

Quando non è tassativamente indicato si intende che le relative no- 
tizie furono tolte dalle opere superiormente elencate. 

Provincia di Benevento : Circondario di Benevento. 

Benevento — Nella chiesa Metropolitana cadde la crociera, il coro e la 
Scicrìstia; furono conquassate cinque navate sostenute da quattro ordini dì 
colonne, che però non furono adeguate al suolo ; il campanile restò intatto. 
Nella Basilica di S. Bartolomeo cadde la cupola maggiore, grossa circa 10 
palmi. Rovinò la chiesa di S. Pietro, eccettuata una piccola parte del coro ; 
la stessa sorte toccò a quella di 3. Spirito e di S. Maria di Costantinopoli. 
Nella chiesa di S. Paolo precipitò l'atrio e 5 delle 8 colonne : sotto le ma- 
cerie furono ivi trovati 29 cadaveri : nel convento dei SS. Apostoli rovinò il 
dormitorio in causa della caduta di un vicino palazzo : precipitò la cupola 
della Casa Professa della C. di G. demolendo altre tre cupole ed uccidendo 
9 persone. La chiesa delle Monache Benedettine (S. Gaudioso) cadde essa 
pure: insomma, per dirla In una parola, tutte le chiese risentirono danni 
oltremodo gravi. L'episcopio fu quasi affatto rovinato, ad eccezione dell'ar- 
chivio della cancelleria e della biblioteca che rimase però in stolto pericolante. 

La porta Aurea rimase intatta ; il palazzo civico in poca parte fu demo- 
lito: precipitò una porzione del cornicione del palazzo de* Macedoni : lutti 



1) Relazione ins. genUlmente comunicatami dal sij^iior n. Di Renzo, Direttore del- 
rosaenratorlo di Beneventa 



156 [1688] 



■■(ita^^^MMMft^- 



gli altri edificii privati furono conquassati. Si noti che i quartieri della città 

verso il € Sabato » furono spianati affatto, mentre in quelli verso il « Ca- 
lore » le ciise, quantunque malconcie, restarono in piedi. 

La mortalità non fu tanto grande, specialmente fuori di città, perchè la 
scossa avvenne di giorno, mentre tutti attendevano ai lavori agricoli. 

Dopo quattro di si trovarono ancor vivi degli uomini sepolti sotto le ro- 
vine: per editto arcivescovile fu constatato uffìcialmente il numero delle 
vittime; i risultati dell' inchiesta fatta, trovarsi riprodotti nell' .unito spec- 
chietto : 





Popolazioue 








Parrocchie 


prima 

del 

terremoto 


MorU 


Dispersi 

(1) 


Rimai 


San Salvatore a Porta Somma 


1038 


105 


17 


916 


Sant' Angelo, idem 


1014 


161 




853 


S. Pietro in Tn^seris 


802 


116 




686 


S. Marco de' Savariani 


805 


75 




730 


S. Donato 


1039 


289 




750 


San Giacopo 


1028 


273 


8 


747 


San Modesto 


835 


245 


31 • 


569 


S. Maria di Costantinopoli 


1273 


103 


99 


1071 



Ai 1367 individui periti, bisogna aggiungerne altri 200 che erano fore- 
stieri soggiornanti in Benevento per le feste religiose. 

La mortalità totale sarebbe cosi ascesa a 1577. 

Apice — del tutto spianata: 110 morti. 

Apollosa (e casali) ^ 4 morti. 

Bonea — senti la scossa ma non ebbe danni. 

Castelpoto — affatto distrutto con 32 vittime: del castello non rima- 
sero che le fondamenta. 

Coppaloni -— solo pochi edifici rimasero in piedi. 

Fragneto Mon forte — affatto spianato. Sotto le rovine della chiesa 
44 morti ed altri 83 sotto le macerie delle case. 

Montesarchio — non fu danneggiato: cosi pure i casali Livaruni 
e Betignano. 

Paduli — totalmente distrutto: 113 morti. 

Pannar a no — scosso senza danni 

Paoli se — come il precedente. 

Paupise — case e chiese distrutte: nessuna vittima. 

Pescolamazza — conquassato: 9 morti. 

Pietraelcina — conquassata: molti danni e 27 morti. 

San Giorgio la Montagna — molte case danneggiate fra cui il pa- 
lazzo del principe: subirono pure danni gli edificii della frazione S. Agnese. 

San Leucio — poche rovine: una vittima. Nella frazione Ma ca bei 
nessun danno. 



[1) Cio^, partiti dalla città. 



[1688] 157 

San Martino Sannita — tanto nel comune che nella frazione Len- 
ta ce nessun danno. 

San Nazzaro — conquassato, molte rovine: 1 morto. Danneggiata la 
frazione Calvi con 6 vittime. 

San Nicola Manfredi — danni nelle cs^sc : la frazione Monte roc- 
chetta conquassata con molte rovine; in Pagliara parte delle case ca- 
dute; qualche danno a S. Maria in Orisene; leggere lesioni alle case ed 
alla chiesa di S. Maria in Toro: qualche rovina ed 1 vittima a Tocca ni'se. 

Sant'Angelo a Cupolo — il comune con i casali La Motta, Favelli 
e Castello furono conquassati. Nessun danno alla frazione Bagnara: rovi- 
nato Mon torso con 10 vittime: leggere lesioni a Pastene ed a Perillo. 

Tocco — spianato affatto: 30 morti. 

Torrecuso — varie rovine. 

Vitulano — molte case cadute: nelle parrocchie di S. Maria Maggiore, 
di S. Croce, S. Ciriaco Foglianese molte rovine e rispettivamente 34, 12 ed 11 
vittime : quelle di Cacciano Formillo e Cantana molti danni, ma nessun morto. 

ClROONDABIO DI CbRRBTO SANNITA. 

Apice —abbattuta dalle fondamenta; moltissimi morti. 

Campolattaro — sconquassato: 10 vittime. 

Cerreto Sannita — quasi tutta rovinata: fra la città ed il contado 
4()00 morti. 

Civitella Licinio (fraz. Cusano Mutri) — quasi totalmente abbattutji ; 
pochi abitanti salvati. 

Faicchio — tutto conquassato: 5 morti. 

Guardia Sanfromondi — le case in gran parte abbattute, le altre 
gravemente lesionate: distrutto il convento di S. Filippo Neri con la rela- 
tiva chiesa ; dei religiosi uno solo potò scampare dal generale eccidio. 

Lorienziello — molto conquassato. 

Morcone — cadute 200 case; le altre lese o conquassate: 9 morti (se- 
condo altri 15). 

Pi etra r ola — distrutta: morti 400. 

Pontelandolfo — affatto rovinato: più di 100 morti. 

San Lorenzo Maggiore — rovinati i palazzi e gli altri edificii : su 
2500 abitanti 300 morti. 

San Lorenzo Minore — totalmente distrutto: su 1000 abitanti 600 
morti. Il convento e la chiesa dm Carmelitani rimasero conquassati. 

San Lupo — tutti gli edifìcii abbattuti: su 800 abitanti 30 morti. 

San Salvatore Telesino — poche case lesionato. 

Sassinoro — rovinate 16 case: 11 morti e 21 feriti. La chiosa parroc- 
chiale* ed il campanile caduti dalle fondamenta: tutti gli altri edifìcii le- 
sionati (1). 



(Ij La notizia è riportata dal PerreUa [i: Antico Sannio ecc.) che r à ricavata da una 
nota deir Arciprete MasuUo scritta quattn) f^riorni doix) la fatale scossii : oltre le notizie 
sopra rli)ortate al dice anche che in quel paese il movimento sismico ebbe forma 
ond-BUBBultoria. 



158 [1688] 

Vita la no (con i 96 casali) — danneggiato o rovinato; 40 morti. 

Circondario di S. Bartolomeo in Galdo. 

Ba 8 eli ce — nessun danno. 
. Castel paga no — molti edificii rovinati, altri gravemente danneggiati ; 
morte 10 (Sarnelli) o 20 (Magnati) persone. 

Cercemaggiore — leggere lesioni. 

.Ci re elio — gravi danni : 15 morti. 

Foiano — rovinato: nessuna vittima. 

Ginestra — nessun danno. 

Molinara — scossa con danno. ^ 

Re ino — rovinato totalmente. 

San Giorgio la Molara — gravi rovine: 4 vittime. 

San Marco de' Cavoti — cadute alcune case: 9 morti (Sarnelli). Tutto 
conquassato (Magnati). 

Provincia di Avrllino : Circondario di Avellino. 

Altavilla Irpina — scossa senza danno delle persone. 

Atripalda — gravi danni. 

Avellino — Lesionata la chiesa, il palazzo vescovile; il convento e la 
chiesa dei Francescani in parte diroccati : cosi pure la chiesa di S. Maria di 
Costantinopoli : tutti gli altri edifìcii o caduti o con gravi fenditure: 25 morti 

Cervi nara — il paese ed i 18 casali risentirono assai pel terremoto: 
varie case cadute; 15 morti. 

Chi anche — nessun danno. 

Chianchetelle — assai danneggiate le case e la chiesa parrocchialo. 

Chiusane — nessun danno ai fabbricati. 

Donicella — conquassate tutte le case, danneggiate le due chiese par- 
rocchiali e la spaziosa loggia degli antichi conti di Nola. 

G rottole Ila — il terremoto fu quivi appena inteso. 

Lauro — anno sofferto notabilmente sia le chiese parrocchiali, che quella 
dei PP. Agostiniani : i relativi campanili si dovettero abbattere perchè mi- 
nacciosi : il monastero delle Benedettine fu talmente rovinato da essere ab- 
bandonato. 

Montefalcione — scosso senza danni. 

Montefuscoli — cadute le muraglie della chiesa maggiore, la cui cu- 
(Kìla e campanile furono fracassati : il resto oltremodo lesionato. Parecchie 
case diroccate, e cosi pure due palazzi. Pare che non vi siano state vittime 
umane. 

Montemiletto — molti danni. La frazione Monteaperto non risentì 
alcun detrimento. 

Monterò — gravemente danneggiato: caduto il palazzo baronale e 50 
case. Nessuna vittima. 

Moschiano — affatto rovinato: caduto 50 case. 

Petruso — nessun danno. 

Pietra de' Fusi — pochi danni e nessuna vittima, Così pure dicasi della 
(razione Dentecane. 



[1688] 159 

Pigna no (fraz. di Lauro — molti danni. 

Quindici — molti danni: lesionata la chiesa. 

Rocca Bascerana, Rotondi, Sant' Angelo a Scala - Nessun danno. 

S. Martino Valle Caudina — scosso leggermente. 

S. Paolino — nessun danno. 

Torre delle Nocelle — rovinata una casa. 

Torrioni e Tufo — pochi danfii. 

ClRCONDABÌO DI ARIANO. 

Ariano — abbattuti quasi tutti gli ediflcii sì pubblici che privati: di- 
roccata circa la metà del Duomo e buona parte della chiesa dei Francescani : 
20 morti. 

Bonito — Le case e le chiese in gran parte rovinate ed in i^rte lesio- 
nate : cadde una antica torre e porzione dol palazzo e castello ducale, e del 
convento dei PP. Predicatori. 

Greci — quivi il terremoto fu appena inteso. 

Mirabella — su 450 case sole 25 rimasero in piedi. 

Mon teca Ivo — case cadute 60: molte vittime. 

Provincia di Caserta : Circondario di Caserta. 

A versa — nessun danro. 

Capua — la scossa causò grande panico ma produsse una sola lesiont. 

Galluccio e Presenzano — gravemente danneggiati. 

Circondario di Gabta. 
Conca — gravi danni. 

Circondario di Nola. 

Nola — nessun danno tranne spavento. 

Rocca Mon fin a — caddero alcune case nei « Ciciuni » La piramide 
del campanile della parrocchiale del Gallo con buona parte del medesimo fu 
ridotta in tale stato, che fu uopo rifarla poi per due ordini interi ed ap- 
IK>rvi molte catene di ferro. Molte screpolature negli ediflcii. Per soccorrere 
i danneggiati Innocenzo XI mandò un sussidio di ducati 4000 (Pbrrotta G. 
La sede degli Aurunci, pag. 149-50). 

Circondario di Pikdimontb. 

A li fé — rovinata buona parte delle case, caduto il duomo, il convento 
e la chiesa dei Francescani. Oltre 30 morti. 

Alvi guano — caduti parecchi ediflcii, molti altri gravemente lesionati. 
Spianato il palazzo baronale con le case circostanti e cosi pure la parrocchia 
con il relativo campanile : molti morti. 

Fossaceca ■— nessun danno. 

Piedimonte — cadute 30 case, la chiesa e campanile dell'Annunziata : 
2<i morti. 

Torà — gravi danni. 

Circondario di Sora. 
Montecassino — Il Pilla nel suo lavoro sui terremoti di San Germano 



160 [1688] 

dice che a Montecassino la scossa fu molto violenta, ma <;he però non causò 
danni all'abbazia. 

Provincia di Campobasso: Circondario di Campobasso. 

Campolieto e Campo di Pietra — nessun danno. 

Gamba tesa — scosso. 

Gildo ne — assai danneggiato: la chiesa maggiore quasi rovinata e cosi 
le varie case. Un morto ed un ferito. 

lei si — nessun danno. 

Limosano, Matrice, Monacilioni, Pietra Catella — scossi 
senza danni. 

Riccia — quasi tutta rovinata. 

Sant* Angelo Limosano, S. Elia, S. Giovanni in Galdo — nes- 
sun danno. 

S epino — rovinato in parte il convento di S. Francesco e la chiesa 
madre ; lesionate le case. 

Tufara — lievi danni. 

Circondario di Isbrnia. 

Boi ano — conquassati i pubblici e privati ediflcii ; secondo il Percella 
sarebbe rimasto molto lesionato il palazzo vescovile. 

Campochiaro — rovinati degli ediflcii ma nessuna vittima. 

Carpinone — Il registro della chiesa parrocchiale non contiene alcuna 
indicazione relativa al terremoto e nemmeno ricorda che vi furono in tale 
occasione dei morti. 

Guardiaregia — abbattuti molti ediflcii si pubblici che privati: gli 
altri per le lesioni ricevute furono resi inabitabili : 70 morti. 

I sernia — nella monografla d'Isernia pubblicata nel R^no delle due 
Sicilie descritte ed illustrate, si dice che detta città ebbe a soffrire danni per 
il terremoto del 1688 : nel libro dei morti il Perrella (Op. cit. pag. 551) trovò 
notizia di una donna perita sotto le pietre. 

Teano — lesionate le case e le chiese, rovinati i monasteri delle mo- 
nache di S. Caterina e quello della Vergine detta € De Floris »; uguale 
sorte toccò al palazzo vescovile , alla cattedrale ed a molti ediflcii : un 
morto. 

Yenafro — non pati altro danno che la perdita di una chiesa dei 
PP. Carmelitani. Secondo il Cotugno (Mem. star, di Yenafro, pag. 225, Na- 
poli 1824) sarebbe caduta la sola facciata di tale tempio. 

Circondario di Larino. 

Guardialfiera — fu rovinata (G. D. e A. Magli ano: Consid, star, sulla 
città di Larino, pag. 340, Campobasso 1895). 

Provincia di Napoli. 

Napoli — Rovinò la gran cupola del tempio della casa Professa dei Ge- 
suiti con due altre minori e nell* intero edifìcio si aprirono grandi e perico- 
lose lesioni : sotto le macerie restarono morte 11 persone. Tutti i fabbricati 
appartenenti alla compagnia furono pure danneggiati. Fra gli ediflcii che 



[1688] 161 

soffrirono per il terremoto si deve notare la cupola del Tesoro, le chiese dei 
PP. Miuoriti , di S. Martino, della Sanità, di S. Tomaso, dei PP. Domeni- 
cani, di S. Maria della Verità, della SS. Annunziata, dei Carmelitani Scalzi 
della Madonna della Pietà e dei PP. Benedettini ; quella dei Carmelitani ebbe 
leso il campanile e due dormitori!: ugual sorte toccò pure a quelle del 
R. Monastero di S. Chiara, di S. Ligorio, della Croce di Lucca, di S. Gau- 
dioso, la maggior parte del quale fu rovinata dalle fondamenta, e cosi dicasi 
di tutti gli altri monasteri, specialmente quello di S. Maria. Furono pure 
danneg-giati il palazzo reale, alcune porte della città e Castel Capuano. Ri- 
guardo gli ediEcii privati poi non vi fu casa o palazzo che non abbia sof- 
ferto. Si fece ascendere a 50 il numero dei morti, oltre a molti feriti. 

Ott alano — danneggiato gravemente il palazzo del principe. 

Sorrento — danneggiato. 

Pkovincia di Salbbno. 

Salerno — la scossa fU molto forte, ma pochi e leggeri furono i danni 
inferti a qualche edificio, fra cui al campanile della cattedrale. 

Cava de'Tirreni — il paese con alcune frazioni ricevè qualche danno 
in alcuni palazzi» al convento di S. Francesco eii alla cattedrale. 

Provincia di Potenza. 
Àtella — furon rovinati vari pubblici e privati edificii. 

PaoviNaA DI Foggia. 

Lesina — senti la scossa ma senza danni. 

Lucerà — rimase incolume (G. B. d'Ambu Storia della città di Lucerà^ 
piìg. 288, ivi 1861). 

Provincia di Lbccb. 

G a latin a -» la scossa fu molto intensa: rimasero lesionati parecchi edi- 
ficii fra i quali il campanile della chiesa di S. Caterina Novella che, poi, 
nella stessa sera, precipitò al suolo. 

Provincia di Chibti. 

Chieti — la scossa fu fortissima e fece cadere i merli del campanile 
del Duomo. 

Riaasumendo le notizie precedentemente esposte, si può concludere 
che la scossa principale fu preceduta da un'altra avvenuta circa mez- 
z^ora prima, e ciò fu una delle cause per cui la mortalità, rispetto 
alla intensità del parossismo, rimase relativamente non troppo elevata ; 
die altre scosse minori si fecero sentire neirarea più fortemente col- 
pita, fra le quali degna di menzione fh quella accaduta il giorno 10. 

Interessantissimi furono i fenomeni prodotti nel suolo dalla violen- 
tissima concussione : nel territorio di S. Giorgio la Molara, verso sud, 
>i aprirono delle grandi voragini, alcuna delle quali al dire del Sar- 
nelli, era si ampia da inghiottire interi mulini ; nella oampagna circo- 
stante a S. Marco si produsse un' altra fenditura di tre miglia di lun- 

Babatta; ferrmati ecc. h 



162 



[1688] 



ghezza ma non ampia come la precedente. Vicino ad Apice sgorgò nn 
fiume lattiginoso (??) che si essicò pochi giorni dopo: la cima del 
Tabumo si aprì e da essa si staccarono grossi ammassi di roccie. L'a- 
nonimo autore della « Relazione » in principio citata, afferma inoltre 
che nel tempo del terremoto venne a mancare il corso del fiume che 
scaturisce nella terra di Piédimonte, alle falde dei monti del Matese. e 
che, cessati gli scuotimenti, Tacqua ritornò in maggior copia, ma calda 
e puzzolente. 



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FiG. 9 0). 

Intorno alla forma che à avuto la scossa ò di già riferito che essa 
nella regione più colpita fu eminentemente verticale : nulla sappiamo 
della sua lunghezza : solo il Sarnelli ci attesta che le montagne di Cer- 
vinara furono viste visibilmente muoversi « come navi fluttuanti ». 

L'area di massima intensità, o zona epicenti'ale, entro la quale il 



(1) Nella figura 9 A rappresentii la zona epicentrale : BB l'isosisma delimitante l'area 
disastrosa: CC la quasi disastrosa: DD la rovinosa. 



[1688 - 1690] 163 



terremoto del 1688 fh disastrosissimo è delimitata da una linea che 
racchiude Mirabella E., Apice, Benevento, Apollosa, Castelpoto, Tocco, 
Vitulano, Alvignano, Alife, Piedimonte. Faicchio, Cusano M., Pietra 
Koia, Cerreto S., Guardia S. F., S. Lupo, Ponte Landolfo, S. Lorenzo 
Magg. e Min., Campolattaro, Fragneto, Pietra Elcina, Montecalvo I., 
Ariano ecc., Racchiudendo tutti questi paesi veniamo a delimitare la 
zona, ove massimi furono gli efifetti dinamici del terremoto : la sua forma 
<> elittica con l'asse maggiore, disposto approssimativamente da S E a 
X W, di circa 70 Km. e il minore trasverso di poco oltre 25. 

L' unita carta (fìg. 9) mostra la distribuzione dei danni di questo terre- 
moto: essa risulta molto irregolare, giacché per esempio, mentre essi 
furono lievi nella plaga a sud di Benevento, Atessa invece venne in gran 
parte rovinata e così pure dicasi di qualche località del Leccese. 

[575] 1((S8. Luglio 23. S. Severo, Torrenaggiore (Foggia). 

frjMTo il. : Terra tretn., pag. 806. 

A 8*^ della mattina del 23 luglio si senti un terremoto nella Puglia 
e nella Calabria : a S. Severo, a Torre Maggiore ed in altri luoghi cir- 
costanti causò non gravi danni, ma incusse panico grandissimo. 

[576J 1689. Settembre 21. Terra di Bari. 

BONITO IL : op. Cit., pag. 806. 

Al 21 settembre un forte terremoto urtò la terra di Bari. A Bari, 
a Barletta, ad Andria ed in altri luoghi circonvicini rovinò qualche 
casa : replicarono le scosse nel di 22, causando molti altri danni spe- 
cialmente al palazzo del Duca di Andria : la popolazione spaventata, 
abbandonò le case. Seguirono delle repliche. Nessun danno alle persone. 

[o77] 1690. Dicembre 4. Villaco, Veneto. 

BoMTo M. : op. cit., pagr. 808 - GoiRAN A. : Storia sism., pag. 150. 

Secondo le memorie mss. di N. Guadagni riferite dal Goiran, a 
Verona, a 2^ di notte del 4 dicembre si sentì una scossa di terremoto : 
(juesta notizia con probabilità si riferisce al terremoto seguente riportato 
dal Bonito, quantunque questo autore lo dica avvenuto a 23 ore della 
stessa giornata : a Venezia una scossa che fece suonare dei colpi alla 
campana maggiore di S. Marco : causò un pò di spavento e fece ca- 
den? alcuni camini e portò qualche lievissimo danno alla chiesa di 
S. Giovanni e Paolo ed a qualche altra. Fu molto violenta a Villaco, 
:i I*arenzo, a Rovigno ed in altri luoghi dell' Istria. Nella prima loca- 
litA dicesi abbia rovinato edifìcii e causati danni considerevoli e nella 
«^'oonda che abbia fatto cadere varie case con 20 vittime. A Vienna detta 
^coe8a durò un' < ave » ed apportò panico : fu intesa in altri luoghi. A 
Venezia a 3** lieve replica. 



[578] 1690. Dicembre 22-23. Xmttn. 

fera e dttl. relaz. del terrW. tirr, ecc. - Leoni : Ancona lUmtmta, parte II, pag. 319-2D, Ivi 
lg3i - AMiAM P. M. : Mem. ttor. di Fano, parte n, pag. 306. 

Alle ore 8 circa ital. della notte 22-23 dicembre si senti in Anconn 
un langhissimo scuotimento tellurico con vari urti, della durata totale 
di duo ■ credo » che fece rovinare buona metà degli edificii. Diroc- 
carono i campanili di S. Nicola e di S. Maria della Piazza con la fac- 
ciata di S. Agnese : in cattive condizioni restarono quelli di S. Pietro. 
dei Domenicani e delle Carceri. Fu rovinata la chiesa di 8. Crispino, 
della Madonna degli Orti : patirono il palazzo del Governatore, 'quelli 
dei signori Ferretti e Antiqui, quello pubblico, per i cui ristauri fu- 
rono poi spesi scudi 250 circa, moltissime caso e diversi conventi. Lo 
mura della città si apersero in piCi luoghi : si produssero delle spacca- 
ture in qualche via e cosi pure nel monte CoDero,'"ove fa lesionala la 
chiesa ed alcune celle dei Carmelitani. Rovinarono nel territorio mol- 
tissime case e specialmente Slrolo restò in molta parte danneggiato. 
Questo terremoto, che fa sentito in latta la Marca, fece gravi danni 
anche ad Osimo ed a Pano : in quest' ultima città fo lesionato il teatro 
e dalla pubblica torre caddero alcune lastre di piombo, che servivano 
di copritura. Qualche danno patirono pure Loreto e Sinigallia. Le vit- 
time in Ancona ascesero a sole sei o sette. Nella stessa notte si senti- 
rono Il repliche, tt& cu! una più sensibile a 11** di sera : per molto 
tempo nello spazio di una giornata F>e ne avvertivano tre o quattro e 
ciò fino ai marzo 1691. 

Le notizie pubblicate dal Malvasia- De Rossi {Documenti ecc., pag. 10) 
ne anno una in data 15 agosto 1691, nella quale si dice che In quel- 
l'epoca si sentivano ancora delle repliche. 

[579] 16ftl. Muzarino (Caltanisetta), 

a. Oimha: Della stona nat. dtlle nemme ecc., pag, 488. 

La città di Mazzarino nel 1691 fu tormentata da un lungo ed in- 
tenso periodo sismico : fu osservato che ogni scossa era preceduta da 
nn intenso rtimore sotterraneo e che spesso tale rombo non era seguito 
da sensibile scuotimento. 

Cerignols (Foggia). 
n Capttanata, pag. IO (eetr.l 

In una chiesa fuori dell'abitato si legge sotto ad una iscrizione com- 
memorativa della battaglia del 1503, la seguente notizia: < Il 26 set- 
tembre 1691, fu un terribile terremoto qua nella Cerignola non fece 
danno per gratin di Dio, ed in questo anno fii anco la peste nella 
provincia di Bari •, 



[1691-1693] 165 



(5811 1691. Maggio 1. Città dì Castello (Perugia). 

M. a. M. A. V. : Mem. civ. di Città di Castello, ivi ldl4, tomo n, pag. 152. 

Al 1^ maggio grande terremoto a Città di Castello. 

[582] 1692; Febbraio 27. Monteeassino (Caserta). 

PILO- A L. : Belaz. dei trem. ecc., pag. 101 - Boll, Vulc, ItaL, voi. vra (1880) pag. 50. 

Al 27 febbraio veemente scossa seguita da altre minori : per 12*», 
dice il cronista, udissi un rumore « a guisa di mar procelloso > : re- 
plicarono le scosse nel di seguente e poi al 22 e 26 marzo successivo. 
In nna lettera di E. Gattola, pubblicata nel Boll, del Vulc., si dice 
che in un di le scosse furono più di dieci e che per molti altri giorni 
ne avvennero tre, quattro, cinque ed anco sei nello spazio di 24^. 

;583] 1692. Ottobre 24. Fano. 

P. M. AMUNi: Mern. istor. di Fam, II, pag. 909. 

Per più di tre mesi giornalmente si sentirono in Fano delle scosse 
leggiere : crebbero di frequenza e di intensità nel 23 ottobre a 3** 30"* 
di notte e nella sera del 24 ne avvenne una si gagliarda e lunga che 
tutti credettero di sprofondare. Molte case restarono diroccate dalle 
fondamenta. Nessun morto. Il periodo sismico perdurò fino al 25 di- 
cembre. 

« 

[584] 1693. Gennaio 11. Catania, Valle di Noto. 

IMstfìUo raoQuaQìio ecc. - Relazione dei danni cagionati da tremuoti ect;. - Succinta ed esatta 
relazione deWorrià. terr. ecc. - buroos : Descriptio terrae^notus ecc. ; Distinta relazione 
dello spat. ecc. ,- /m Sicilia piangente ecc. ; Lettera che contiene le notizie ecc. - buroos 
e BoNAiuTo : Farticolarità intomo al tremuoto che rovinò ecc. - Boccone p. : Museo di 
Fìsica ecc. pag. 2-31 - Hartop m. : Congetture ecc. - luck p. g. : De //orrendo terrae 
Siculoé motu ecc. - Monoitore a.: /stor. cronol. de' terr. di Sicilia ecc., pag. 406-11 - 
Paoua b. : Lettera.., del tremuoto di Sicilia ecc., pag. 134-53 - Privitera f. : /)olorosa 
troifcdia di Catania distrutta ; Succinta relaz. del trem. ecc. - Sciuto Patti C. : Contriì), 
allo studio dei terr. di Sicilia. 

Verso la sera del 9 gennaio, avanti le 4*^ di notte, in Siracusa fu 
sentito un fremito sotterraneo, che si ripetè circa 50 volte ; a 4*» V21 
preceduta da rombo, si ebbe una fortissima scossa avvertita in molte 
parti deir isola e susseguita nei giorni seguenti da molte repliche 
tinche al giorno 11, dopo molti rombi sentiti nella giornata in Siracusa, 
circa le 21^, un violentissimo parossismo distrusse completamente molte 
floride città e popolose borgate, fra le quali dobbiamo segnalare Ca- 
tania, ove due terzi della popolazione rimase schiacciata dalle rovine 
dello case. 

Seguono dapprima le notizie, poi le considerazioni. 

Acireale — (ab. 12895, morti 739) rovinato completamente, solo una terza 
parte delle case, quantunque cadenti, rimaste in piedi. 

Aci* Catena, 8. Lucia, S. Filippo, S. Antonio, Valverde, La 



166 [1693] 

Consolazione (ab. 6363, morti rispettivamente 80, 92, 30, 114, 15 e 42> 
totalmente o quasi del tutto distrutti. 

Aci-Bonaccorsi (ab. 884, morti 34) per cinque sesti distrutto: molti 

feriti. 

Aci>Oastello « (ab. 331, morti 32) totalmente distrutto. 

Aci- Trezza — (ab. 225, morti 29) totalmente distrutto. 

Adornò — assai dannegrgiato, morti 34. 

Ai dono — notevoli danni agli edificii, rovinati due quartieri, caduta la 
chiesa Matrice, il monastero di S. Caterina, precipitato il castello, e le chiese 
della Nunziata, di S. Biagio, di S. Giovanni e buona parte di S. Antonio. 
Nella parte bassa adeguata al suolo la chiesa di Leone e quella dei PP. Do- 
menicani, quasi rovinate molte case ed il convento dei Domenicani. Morti 50. 

Augusta — (ab. 6173, morti 2300) distrutta per il terremoto e per 
r incendio. 

Avola — (ab. 6225, morti 300) completamente distrutta. 

Bis cari — (ab. 1108, morti 200) totalmente distrutto. 

Borrello, Stella Aragona — (ab. 172, morti 2) adeguata al suolo: di 
130 case due sole rimaste in piedi. 

Buccheri ^ (ab. 3295, morti 300) [Boccx)nb] 452 [Mongitorb]) desolata 
solo pochissime case rimaste in piedi, ma anche queste rovinate. 

Buscemi — (ab. 2194, morti 900; distrutta dalle fondamenta. 

Butera — ab. 3492, pochi morti) non ha sofferto danni notevoli che nel 
monastero. 

Caltagirone — (ab. 12339, morti 800) per metà rovinata e dell'altra 
metà una parte ha sofferto danni risarcibili e l'altra quasi nulla. Fra gli 
ediflcii rovinati fUvvi la Chiesa Matrice, quella di S. Giuliano, di S. Giacomo 
ed i conventi dei PP. Conventuali e di S. Bonaventura: nel collegio dei 
Gesuiti precipitò la facciata, il campanile e la casa fu resa inabitabile. Per- 
derono le loro chiese e conventi i Carmelitani, i Domenicani, 1 Crociferi ed 
i Fate bene fratelli. 

Catania — (ab. 24000, morti 16050) fu qmisi totalmente distrutta. Nella 
sola cattedrale, ove si funzionava, al momento del terremoto si trovavano 
raccolti circa 10.000 fedeli : solo 600 di questi si poterono salvare, gli altri 
restarono uccisi sotto le rovine. 

Caltabiano — distrutto. 

Carlentini — (ab. 2751, morti 100) totalmente distrutto. 

Cassa ro — (ab. 1453, morti 15) rovinato interamente. 

Castiglione — caduto il castello e molte Ciise. 

Chiaramonte — (ab. 4830, morti 3^3) quasi tutto rovinato, solo alcune 
case basse rimasero in piedi : furono abbattuti due monasteri, tre conventi, 
la Chiesa Matrice ed il castello. 

Comiso — (ab. 5305, morti 90 [Mongitore] 269 [Boccone]) rovinata la 
Chiesa Matrice : parte della Colleggiata e il convento dei PP. Conventuali : 
nel resto pochi danni. 

Fenicia [Mal passo vecchio| — (ab. 1651, morti 14) rovinata la Matrice, 
una chiesa parrocchiale e due terzi dello case. 



V 



[1693] 167 

Feria — (ab. 3610, morti 800) desolata interamente. 

Floridi a — (ab. 1037, morti 20) totalmente distrutta. 

Francavi Ila ~~ rovinata la maggior parte delle case e delle chiese. 

Franco fonte — (ab. 2039, morti 345) tutto desolato. 

Giarratana — (ab. 2981, morti 541) tutta rovinata con la Matrice ed il 
Ciistello. 

Lentini — ( ab. 10063, morti 1212 [Bocconb] 3000 [Mongitorb]) tutto 
distrutto. Per la prima scossa del 9 rovinò in gran parte, per Taltra cadde 
il rimanente. 

Licodia — (ab. 4898, morti 753) molte case rovinate insieme alla Ma- 
trice, ad un convento ed a due monasteri. 

Linguaglossa — caduta la maggior parte delle case e delle chiese. 

Mascali ^ (ab. 1998, morti 15) in parte rovinata: su 300 case, 140 fu- 
rono danneggiate, 15 restarono incolumi, le altre furono distrutte. 

Mascaluccia — (ab. 1413, morti 55) totalmente distrutta. 

Massai uci a — morti 55. 

Massanunziata — (ab. 394, morti 55) tutte le case abbattute eccet- 
tuate due sole. 

Mazzarino (Terranova) — (ab. 7696, morti pochissimi) nessun danno di 
grande momento. 

Menili — (ab. 5i80, morti 900, [Mongitorb, Boccone], 100 [Gallo]) 
<iosolata interamente. 

Messina — (morti 29) à sofferto gravi danni. Rimasero fracassati il pa- 
lazzo Reale, il Vescovado, il Seminario, molte cappelle e parte dei tetti della 
chiesa di S. Francesco. Fu abbattuto il campanile della SS. Annunziata ; 
qu(41o del Duomo ebbe qualche guasto alla guglia : risentirono pure danni 
alcuni conventi e varie chiese. Molte case furono rovinate e moltissime pun- 
tellate. 

Mi li tei lo Val di Noto — (ab. 6438, morti 600 [Boccone] 1276 [Mon- 
<H"'(»rb] solo 300 case rimaste in piedi, le altre distrutte. 

Mineo — (ab. 67^, morti 1355) totalmente distrutto. 

Mister bianco — (ab. 1891, morti 4) distrutto. 

Modica — (ab. 18203, morti 3400) per metà abbattuta. 

Monterosso — (ab. 2340, morti 2^) precipita interamente. 

Naso — rovinarono parecchi edifìcii e soffrirono quasi tutte le case: il 
Monastero per ì danni subiti fu abbandonato : la chiesa di S. Sebastiano ri- 
masie distrutta. (G. Incudine : Naso illustrata, pag. 87-88). Secondo una re- 
liizione sarebbero rovinate 500 case con 5 mòrti. 

Ni co lo si — (ab. 840, morti 14) le 300 case furono tutte distrutte, 4 sole 
♦^cettuate. 

Nicosia — à sofferto danni il Duomo. Il Sig. Narbone nelle sue Notule 
storiche di Xicosla, (pag. 81, Palermo 1852), dice che furono atterrati molti 
r^diflcit ma che non si ebbero a deplorare vittime. 

Ni scemi — (ab. 1483, morti 4) distrutta in gran parte. 

Noto — (ab. 12043, morti 3000) tutto distrutto con la Matrice, lo chiose, 
i conventi ed i monasteri. 



Occhio là (Grammichele) — (abitanti 2910, morti 1407 [Mongitore] o 
725 [Gallo], o 100 circa e 190 feriti [BoccjoneI ) tutta adeguata al suolo. 

Palagonia — (ab. 1862, morti 40) un quinto delle case distrutte. 

Palazzolo — (ab. 1572, morti 700) tutta atterrata. 

Palermo — lesionata la maggior parte delle case: soffrirono danni in 
special modo il palazzo reale e V ospedale di S. Bartolomeo : rovinò il cam- 
panile di S. Nicolò da Tolentino con qualche detrimento della chiesa, e la 
facciata del Monastero delle Vergini. Precipitò una gran volta nelle carceri 
della R. Vicaria rovinando una cappella. 

Patti ~ Si infranse Tarco maggiore della cattedrale, cadde Tabside della 
cappella e molte statue* di marmo.* avvennero altri danni negli edificii 
(N. Giabdina: PatH e la cronaca del tuo Vescovado, pag. 172-73, Siena 1818). 

Paterno — (ab. 4011, morti 30) la maggior parte delle fàbbriche rovi- 
nate: tutti i conventi infranti. 

Pedara — distrutta. 

Plachi — (ab. 715, morti 2) totalmente distrutto. 

Ragusa — (ab. 9946, morti 5000) solo una terza parte dell'abitato rincaso 
in piedi, quantunque malconcia: rovinarono la Matrice ed i conventi. 

Randazzo — gravissimi danni. 

S. Giovanni la Punta — (ab. 1082, morti 59) quasi totalmente di- 
strutto, giacché un ottavo solo delle case rimase in piedi. 

San Michele (ab. 1838, morti 1) poche case rovinate. 

Sant'Agata Battiati — (ab. 1402, morti 20) di 150 case solo due ri- 
masero in piedi. 

Scicli — (ab. 9382, morti 2000) precipitati tutti i conventi, i monasteri, 
le chiese: restarono solo in piedi alcuni palazzi, inabitabili però per le ro- 
vine avvenute. 

Scord la — (ab. 907, morti 33) per due terzi rovinata totalmente, un 
terzo poi, quantunque lesionato, era ancora abitabile. 

Siracusa (ab. 15399, morti 4000) in gmn parte la città rimase distrutta, 
le chiese ed i palazzi caddero infranti, pochi eccettuati. 

Sortine — (ab. 6316, morti 2500 [Boccone, Gallo] 1500 [Mongitohb]) 
abbattuto del tutto. 

Spacca forno — (ab. 7987, morti 2200 | Boccone] 800 [Gallo] 400 [Mon- 
gitorkI ) rovinato per una terza parte. I maggiori danni avvennero nella 
parte inferiore. 

Terranova — (ab. 5289, morti pochissimi) non ha sofferto molto: pre- 
cipitò la facciata della Matrice con il campanile e parte della chiesa : qualche 
danno ad un monastero. 

Troina — caduta per metà la Chiesa Madre, gravi danni a quella di 
S. Lucia ed ai monasteri, uno dei quali fu reso inabitabile. 

Treca stagne — (ab. 3264, morti 1000 [Boccone] 500 [Monoitore, Gallo]) 
totalmente distrutto, essendo sole 3 case di 750 circa rimaste in piedi. 

Tremestieri — (ab. 996, morti 90 [Boccone] 30 [Gallo, Monoitore]) 
di 350 case 70 rimasero in piedi, quantunque danneggiate, le altre furono 
rovi nate. 



[1693] 169 

^— — — — — — ^— .-^.^ _ ^ 

Viagrande — (ab. 1602, morti 260 [Boccone, Mongitore] 90 [Gallo]) 
tutUi distrutta con le chiese: tre sole case rimasero in piedi. 

Vittoria — (ab. 3950, morti 30 [GalloJ 200 [MongitoreJ) per meno di 
metà distrutta: qualche danno alla Matrice e rovinati due conventi. 

Vi zzi ni — (ab. 10678, morti 1434 [Boccone] 2000 [Mongitore, Gallo]) 
per due terzi abbattuto e per un terzo reso inabitabile. 

Fenomeni presentati dal mare — Nel giorno 9 gennaio a 4^ (prima 
scossa) una barca presso Malta trovò il mare, senza ragione alcuna, 
burrascoso. D movimento dell' 11 gennaio (21^) fu osservato da molti 
naviganti « perchè sotto il legno delle lor barche si sentiva una specie 
di pulsazione dal fondo del mare 9, che si ritrasse dal lido ad Augusta, 
a Messina, a Siracusa, a Catania ed in altri luoghi. Alcune galee nel 
porto di Augusta si videro « mancar l'acqua » sotto la carena, onde i 
piloti si scostarono dal lido, al quale furono poscia ricondotti dal ri- 
tomo violento delle onde. Dopo questo primo movimento ne fu osser- 
vato un altro, immediatamente susseguito da riflusso : il mare si ritirò 
di 25-30 passi geometrici e quindi le acque si innalzarono sopra il 
livello ordinario di circa 8 piedi. Alla spiaggia di Mascali al riflusso 
le onde si innoltrarono poi fino oltre un miglio entro terra : a Taor- 
mina si ritirarono di mezzo miglio : a Catania arrivarono fino alla 
piazza S. Filippo ed innondarono i poderi e le fattorie circostanti alla 
città. Nel porto di Messina si notarono dei pesci lasciati a secco, es- 
sendosi abbassato il livello delle acque. A Lentini il mare ritiratosi 
si gonfiò e poscia ritornò veementemente alla costa. A Siracusa tre 
volte si ritirò per oltrepassare poi, ritornando, di oltre cinquanta passi 
1 luoghi di consueto flagellati : per 15 giorni non si rinvennero pesci 
ed i pescatori asserivano che le loro corde non bastavano più a toccare 
il fondo. 

Fenomeni tellurici — Un pezzo di campo a 3 miglia da Sortino si 
avvallò di 8 palmi : un altro di 4 miglia di circuito, in Val di Noto, 
si sprofondò di 12. Nelle montagne di Sortino successero dei grandi 
franamenti di terreni, ed una cisterna, piena di acqua, scavata nella 
roccia stessa, scivolò di mezzo miglio senza rompersi e perdere il suo 
contenuto. Nella piazza di Siracusa si aprirono delle fenditure da cui 
sgorgò acqua salmastra. Alle falde di Noto si determinò una profonda 
voragine e c^osl pure ad Isola. Dal monte Etna ])recipitò parte della 
cima. Nel territorio di Lentini dalle squarciature del suolo veniva con 
violenza proiettata fuori arena ed acqua che costruirono sul suolo dei 
inccoli monticelli. 

Nell'area maggiormente commossa molte sorgenti si intorbidarono, 
altre si asciugarono o divennero più copiose e molte altre vennero in 
luce in tale occasione. 



170 



[1693] 



■ ^ M. -f 



Zone isosismiche — L'area ove il terremoto è stato disastroso è de- 
limitata da una linea che racchiude i pressi di Acireale, di Catania, 
e quindi Scordia, Militello, Mineo, Grammichele, Vizzini, Buccheri, 
Chiaromonte, Biscari e Noto ; dalla parte di est è limitata dal mare 
(fig. 10 : BB) ; ciò appunto spiega la violenta commozione delle acque 
al momento della scossa. 

L'epicentro del fenomeno con ogni probabilità trovasi entro l'area 
suddetta e precisamente entro la zona elittica, in cui stanno inclusi 
Lentini, Carlentini, Melilli, Sortino, Feria e Cassare (A). 



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FiG. 10. 

L'area rovinosa è delimitata dall' isosisma (CC) che include Lingua- 
glossa, Mascali, Paterno, Rammacca, Caltagirone, Niscemi, Vittoria, 
Scicli, Spaccaforno ecc. 

La isosisma quasi rovinosa è molto irregolare; include Messina, Naso, 
Troina, Regalbuto, Aidone, S. Michele e quindi in prossimità di Ter- 
ranova di Sicilia va a mare (DD). 

L' isosisma fortissima (EE), a quanto risulta, passa molto vicina alla 
precedente. 



[1693] 171 

" - ^ ------ ■ - - - ■ ■ 

Ora mentre ^fessina e la costa della Sicilia fino a Naso risentirono 
tortemente pel terremoto, che apportò anche danni abbastanza rile- 
vAnti agli edificii, la vicina Reggio, andò affatto immune o quasi da 
lesioni : la cronaca Cama pubblicata dal De Lorenzo {Mem. da servire 
alla moria di Reggio ecc., voi. I, parte III, pag. 258) ricorda che al 
i« gennaio in tale città fa sentito un terremoto che non destò la mi- 
nima impressione, all' 11, a 21^, se ne ebbe un altro molto forte, della 
durata di Vi d'ora (9ic) che causò grande spavento e fece suonare le 
campane : a 22^ si senti una terza replica, ma non tanto forte. 

Lo Spanò-Bolani (Storia di Reggio ecc., voi. II, pag. 47) scrive che 
ìd tale occasione < Reggio ebbe un terrore indicibile, ma pur quan- 
tunque sia stata scossa con gran violenza, non ne pati che pochissimi 
guasti né alcun paese del distretto ebbe a soffrir gravi travagli » però 
secondo il De Lorenzo, citato dal Mercalli, per il terremoto dell' 11 
gennaio a Fiumara di Muro, sopra Catena, sarebbe caduta la torre 
della chiesa maggiore con buona parte del castello e parecchie case, ed 
altri danni sarebbero toccati ai villaggi vicini. 

La scossa da questa parte si propagò abbastanza fortemente nelle 
Calabrie ed in terra d' Otranto. A Mormanno, come risulta da docu- 
menti ms., fa fatto un voto alla vergine per aver preservato la città 
dal grande terremoto. 

Nelle isole di Lipari, come notò Pietro Campo nella sua istoria ms. 
citata dal Mongitore (Op. cit. pag. 411), fu sentita la scossa del giorno 
9 : e quella dell' 11, presentò tre riprese ed incusse panico generale : 
aggiunge egli che alcuni liparotti che si trovavano a Vulcano credet- 
tero di venir inghiottiti dal mare. 

Nella costa sicula settentrionale oltre alla linea Messina-Naso, ab- 
biamo a sua volta visto che la sola città di Palermo risentì dei danni ; 
e ciò mentre molte altre più prossime alla zona di maggior scuoti- 
mento, come p. es. Girgenti, Trapani e Caltanisetta, andarono affatto 
immuni : fra queste, contrariamente a quanto afferma il Privetera, dob- 
biamo comprendere Sciacca, che, secondo il Savasta (Istoria delVorr. 
terr. ecc. pag. 14) senti la scossa ma senza danni. 

Il Di Diasi (*), citando il Vertot {Ilist. de Malte, lib. XIV, tom. V, 
pag. 207), dice che in Malta le scosse durarono per tre giorni e rove- 
sciarono molti edlflcii : ciò presso a poco ripete pure il Garzoni (Ist, 
della repubblica di Venezia, voi. I, lib. XI, pag. 507, ivi MDCCV), che 
MTive parlando di questo parossismo « ne V isola di Malta andò esente 
dallo spavento -e dal danno » . 



1) storta Cronologica dei viceré^ luogotenenti e presidenti dei regno di Sicilia, pa^^ u» :tó, 
Palermo \9iSL 



It2 [1693] 

Oltre gli accennati terremoti, molte altre repliche funestarono in 
queir anno e nei successivi la valle di Noto. Per tutto il mese di gen- 
naio, scrive il Mongitore, non passò giorno senza sentirsi qualche scossa, 
in particolare in Catania, in Siracusa, in Augusta, in Lentini, e nei 
dintorni di Modica. Al giorno 11 di detto mese a Noto ne erano già 
state avvertite oltre a 130. Nel febbraio la parte meridionale dell' isola 
frequentemente paU scuotimenti e si udirono rombi sotterranei. Nel 
susseguente marzo fra il promontorio Pachino e Catania, tremò con 
frequenti ma interrotte scosse la terra. Al primo aprile, a circa 14**, 
Catania fu cosi fieramente conquassata che caddero le poche reliquie 
delle fabbriche rimaste in piedi e precipitò parte del castello Ursino. 
In Siracusa pure andarono in rovina degli ediflcii e cosi pure in Au- 
gusta, in Lentini ed in altre città. 

L' Incudine nella sua storia di Naso (Op. cit., pag. 87-88) dice che 
« di là a pochi giorni [dopo V 11] i tremuoti si successero, si conti- 
nuarono ; il mare cominciò a fremere cosi tempestoso, che facea tre- 
mar gli alberi e i cuori assai più. Quietato il mare prese a urlare la 
terra con sotterranei tuoni e fragori... » 

Il Privitera nota 12 terremoti nel 1694 ed il Roccaforte ne aggiunge 
altri, cioè al 9 aprile uno a Patti ed al Capo d' Orlando ; nel 12 a Si- 
racusa e nel 19 maggio ad Aci con la rovina di alcune fabbriche. Il 
Boccone a sua volta dà notizia di una gagliarda scossa sentita a Me- 
lilli nel 10 marzo, e di due altre avvenute a 15*^ (2*^ Va sera) del 20 
in Augusta ; le quali per la loro violenza misero in costernazione gli 
abitanti ('). 

Nemmeno durante V anno 1695 il suolo si rimise in quiete, giacché 
al 20 aprile, a 18**, una forte scossa urtò Catania e la valle di Noto : 
due altre in Catania furono sentite VS maggio ed al 23 settembre (22*») : 
r ultima delle quali si propagò anche a Siracusa. 

Nel 1696 si avverti un movimento sismico al 20 aprile (18**) inteso 
pure in tutta la valle di Noto. 

Come in altro luogo farò poi osservare, la forma speciale che à l'area 
mesosismica del grande terremoto dell' 11 gennaio 1693, le varie scosse 
localizzate e gli incrementi di intensità distruttiva verificatisi a Mes- 
sina, a Naso ed a Palermo accennano allo scuotimento di una parte di 
un esteso radiante sismico del quale altrove parlerò diffusamente. 

Oltre al risveglio dei varii centri sismici, noto che l' Incudine nella 
sua opera spesse volte citata scrive che « cessati i tremuoti, e fu dopo 
maggio, si trovarono in sul matino 1' erbe e lo vie nelle campagne, le 
case e le strade in Naso coverte di minutissima arena lucido-nericcia, 



(l) Nella carta [hg. 10] trovansi segnate le zone epicentrali dei precitati terremoti. 



[1693 - 1694] 173 



simile a quella dell'eolio Vulcano,... > la quale notìzia ci fa supporre 
che queir ignivomo monte abbia fatto per lo meno una eruzione di 
C4'nere. 

[5S5J 1693. Luglio 6. Mantova. 

GuikAN A. : S/or, sUm., pag. 150 - perrey a. : Trembì. penins. Hai., pag. 29 - boccone: Museo 
'ti .<^*rtf, pagr. 12 - Barupfaldi : Dell' i8tm\ di Ferrara, pag. 428. 

Il 6 luglio, ad ore 10, a Mantova una fortissima scossa fece diroc- 
care molti comignoli, qualche edificio e parte del palazzo ducale. A 
Goito, secondo il Goiran, produsse identici effetti : a Ferrara incusse 
aniversale timore : fu sentita senza danni a Venezia, a Padova ed a 
Verona, ove in quell' ora se ne ebbero tre. 

[.586] 1694. Aprile 8. S. Sepolcro (Arezzo). 

pfcKREY A.: Trembì. pentns. ItaL, pag. 2&-90. 

L'8 aprile (giovedì Santo) a San Sepolcro fortissime scosse che dan- 
neggiarono alcune case e chiese : furono sentite intensamente ad Ur- 
bino, a Città di Castello ed in diversi punti della Romagna. 

^587J 1694. Settembre 8. Avellino e Basilieata. 

\era e dattnta relazione del terr. - Pagicbelli O. b.: Tremuoto di Napoli, del Regno ^ ecc. 

Nel giorno 8 settembre un disastroso terremuoto, verso le 17** V* ìtal. 
colpiva le Provincie di Salerno, di Avellino e di Potenza estendendosi 
anche nelle limitrofe. 

Seguono dapprima le notizie sui danni arrecati alle varie località 
topograficamente ordinate e quindi le conclusioni. 

Provincia di Avellino : Circondario di Avellino. 

A tri pai da — i danni ascesero a ducati 10000. 

Avella — tutte le case anno sofferto. 

Avellino — danni nelle case e chiese per otto mila ducati: caduta metà 
doUa dogana : 2 morti. 

Lauro — cadute molte case e molte altre lesionate. 1 morto. 

Mercogliano — cadute 2 case, lesionata la chiesa. 

Monte (Monterò) — notabilmente danneggiate case, chiese e conventi. 
Danni di 45000 ducati. 

Montevergine — il monastero assai danneggiato, il convento dell' o- 
spizio di Loreto rimasto inabitabile. 

M ugnano — rovinate tre case, lesionate molte altre. 

Salza Irpina — danno alle case e chiese per 60000 ducati, 

S. Michele di Scrino — danni agli edifìcii per 4000 ducati: 1 morto 
f» 3 feriti. 

S. Lucia di Scrino — danni alle caso e chiese per 6 mila duciitj, 

Seriuo — daqni per 25 mila ducati, 



174 [1694] 

Circondario di Ariano. 

Accadia — diroccate gran parte delle case ed alcune chiese, lesionate 
le altre : nessun morto. 

Ariano — caduta la maggior parte delle case, parte della Cattedrale, 
del palazzo Vescovile, municipale, delle chiese e convento di S. Domenico, 
di S. Francesco, della Collegiata, di S. Angelo: rovinate le altre chiese mi- 
nori : 8 morti. 

Cari fé — abbattuta la Chiesa maggiore e tutte le case, due sole eccet- 
tuate: 90 morti ed altrettanti feriti. 

Castel Baronia — caduta buona parte delle case, le altre offese: cosi 
la Chiesa maggiore, il palazzo vescovile e quello baronale : 40 morti, molti 
feriti. 

Fiume ri — dieci case rovinate, le altre lesionate: 1 morto, molti feriti. 

Grotta Minarda — minate alcune case, lesionate molte altre, cosi 
pure le chiese: 10 morti, 5-10 feriti. 

Mirabella Eclano — resa inabitabile, nessuna vittima. 

Monteleone di Puglia ^ lesionato il solo castello. 

S. Nicola Baronia — 30 case minate, le altre lesionate: 3 morti ed 
altrettanti feriti. 

S. Sossio — caduto un terzo delle case, le altre rese inabitabili : 3 morti 
ed altrettanti feriti. 

Tre vico — ruinate metà delle case, lesionate le altre: 12 morti. Il Mo- 
roni {Diz. d^erud.y voi. XXVI, pag. 73) dice che fu inoltre abbattuta la catte- 
drale mentre si celebrava, con Taltissimo suo campanile. 

Z un geli — fidate 15 case, le altre lesionate: nessun morto, molti 
feriti. 

Circondario dt S. Angelo dei Lombardi : 

Andretta — 50 case ruinate, lesionate le altre: 10 morti, 2 feriti. 

Bagnoli Irpino — rovinato il convento dei PP. Domenicani. 

Bisaccia — adeguate al suolo 200 case e tutte le chiese : 8 morti, qualche 
ferito. 

Cai r ano — poche case rimaste in piedi: 190 morti, *Xi feriti. 

Calabritto — poche lesioni: 1 morto. 

Calitri — interamente diroccato, abbattuto il castello: 700 morti, se- 
condo altri 1200. 

Caposele — cadute 150 case ed alcune chiese, le altre re<(e inabitabili : 
40 morti, 60 feriti. 

Con za — metà degli ediftcii diroccati: rovinata la Chiesa maggiore e 
quelle di S. Menna e di S. Gaetano, il palazzo vescovile: 40 morti (altri 300). 

Gesualdo — caduto un quarto del castello e 5-6 case: 2 morti. 

Guardia Lombarda — quasi affatto rovinata: 280 morti e 150 feriti. 

Lacedonia — ruinato un terzo delle case, le altre lesionate: 1 morto. 

Lioni — dirute quasi tutte le case: 10 morti e 100 feriti. 

Morra Ir pina — quasi affatto rovinata: 23 morti. 

Monteverde — case cadute 13, lesionate 21 : nessuna vittima. 



[1694] 175 

Rocca San Felice — case cadute 80, aperte le altre : 10 morti. 

Kucchetta S. Antonio — ruinate 55 case, le liltre lesionate. Danno 
ih 4000 ducati: 10 feriti. 

S. Mango — caduto un gran numero di case: 20 morti. 

S.AngrelodeiL. — ruinate quasi tutte le case: 700 morti e 200 feriti. 

S. Andrea di Gonza — affatto desolata: 100 morti (altri 50) e 50 feriti. 

Senerchiji — ciise con molte lesioni: nessuna vittima. 

Sorbo (Montella) ^ danni per 10 mila ducati. 

Teora — quasi rovinata: 400, o secondo altri 300, morti. 

Torrella dei L. — case quasi tutte rovinate: 50 morti e 40 feriti. 

Villa Maina — palazzo baronale e IO case cadute, lesionate le altre: 
21 morti (secondo altri 1 morto ed 1 ferito). 

Provincia di Potenza : Circondario di Lagonbqro. 
S. Martino d*Agri — lesionate tutte le case: la chiesa Madre cadente. 
Nessuna vittima. 

Sa reo dì ~ lesionate molte case e specialmente la chiesa Madre. 

Circondario di Matbra. 

Calciano (Gara|?uso) — danni alla chiesa Madrp. 

Craco — caduta una casa, lesionata la chiesa Madre, nessuna vittima. 

Gara gu so » di 15 case 5 rovinate, lesionata la chiesa Madre cui Ai ab- 
battuto il campanile: nessuna vittima. 

Grassano — lesionate varie case, la chiesa Madre e quella di S. Maria. 

Pomari co — lesionate 70 case, 3 cappelle, la chiesa Madre ed il mona- 
5>tero del PP. Riformati. 

Sai andrà — molte case rovinata: 6 morti (altri 7 morti ma per paura). 

S. Mauro Forte — molto danno alla chiesa Madre e ad alcune case ; 
u^*ssun morto. 

Stigliano — lesionate molte case, la chiesa Madre e quella di S. Pietro. 

Tricarico — qualche casa caduta, il resto maltrattato : nessuna vittima. 

Circondario di Melfi. 

Atei la — buona parte rovinata, cosi la chiesa ed il palazzo baronale: 
100 morti ed altrettanti feriti. 

Barile — abbattute 35 case, caduto il campanile della cattedrale: 3 
morti. 

Bella — quasi tutta abbattuta ; ruinate 200 case, le altre inabitabili : di- 
roccata la chiesa ed il palazzo baronale ; 250 morti (secondo altri 1300) e 
lóO feriti. 

Castel Grande — la maggior parte degli edifici diroccati; fra questi 
la Chiesa maggiore: 17 morti. 

Fo ronza — gravemente danneggiata la chiesa Madre ed il convento dei 
PP. Riformati, le altre case poco lesionato. 

Lavello — case notevolmente danneggiate, nessuna vittima. 

Maschito — lesionate 20 caso. 

Melfi — rovinate 56 case; il castello baronale Ciuluto per metà; danni 
notevoli in tutte le case e chiese, specialmente in quelle di S. Agostino, di 



176 [1694] 

Ogni- Santi, e de) Cappuccini, nel monastero delle Monache e nella chiesa 
Madre. (Danni : 40 mila ducati) 2 morti e 3 feriti. (') 

Pesco Pagano — quasi tutto distrutto: 230 morti e 300 feriti. 

RapoUa — minata la Cattedrale, it campanile ed altre chiese, il pa- 
lazzo baronale: 100 case distrutte: 3-4 morti. 

Rapone — sole 6 case rimaste in piedi : 54 morti e molti feriti. 

Rionero in Vulture — di 20 case 8 ruinate: 5 morti. 

Ripacandida — ruinate 40 case ed it campanile della Chiesa Maggiore 
che, cadendo, danneggiò l'edificio : 1 morto. 

RuTO di Puglia — quasi tutte le case cadute, nemmeno una abitarle; 
400 morti : demolita la chiesa, un convento ed il castello. 

Venosa — cjidde qualche edificio sacro e qualcun altro fU dannegf^ato: 
nessun morto. 

CiBCONDARIO DI PoTBNZA. 

Abriola — parte delle case cadute o cadenti, nessun morto poiché gli 
abitanti le avevano abbandonate. 

Acerenza — nessun danno tranne al convento dei Minori Osservanti. 

Albano di Lucania — alcune case rimasero danneggiate; cosi la chiesa 
Matrice e quella della SS. Annunziata. 

Arviglìano — cadute 20 casa; danneggiato il palazzo baronale e la 
chiesa Madre : nessuna vittima. 

Baraggiano — ruinate 4fl case, le altre lesionate : 1 morto e pochi 
feriti. 

Calvello — danneggiate varie case, la chiesa Madre, il convento di 
S. Francesco e la chiesa parrocchiale di S. Niccolò. 

Cancellara — danneggiata la chiesa Madre, caduta in buona parta 
quella di S. Antonio, il castello baronale od alcune case: nessuna vittima, 

Genzano — rimase inabitabile il palazzo baronale, le chiese di S. An- 
tonio da P. e di S. Maria delle Grazie, il convento ed il monastero e parte 
delle case grandemente danneggiate ; ne cadde una sola, 

Marsiconuovo — à sofferto gravemente. 

Picerno — 90 case cadute: abbattuta parte della chiesa Madre e di 
quiille di S. Angelo, di S. Maria di L. : 5 morti e IO feriti. 

Pietra fesa — cadute molte cnse, le altre inabitabili : nessuna vittima. 

Pietragalla — cadute 10 case e 4 torri; le altre case, la chiesa Madre, 
il palazzo baronale furono lesionate. 



(1) <3. Araneo nelle Bue .Votn/e stanche della città di ì/elft, (pag. 35»^, Firenze i^se] è 
del parere cbe 1 danni aleno stati molto magR-lorl del surrireriti, quasi Identici a quelli 
rijKirtatl dal aluatlnlanl [bizlon. BeoQf, ecc.) e ciò perché dalle schede notarili risulta 
die 11 terremoUi fu orribile e ctie vi Iti una grande quantità df case crollale, altre di- 
venute malconcle, non esclusa la catturale, restaurata iwl nel 1*1^. La chlei>a pnrr. 
di s. Nicola rovinò dalle rondainenta. Questo terremoto fece pure crollare la chiesa e 
monastero deirll Agostiniani, per cui I frati Tiiroiio costretti a slofrttlare <»(m. Arciua'i 
Vfsc. di Melfi}, Da una lettera del principe Dorla (12 aprile 1608) esistente nell'Aroh, del 
(fastello, si rileva che I pp. [joinaschl chlesen) al detto principe un sussidio per riparare 
la chiesa e 11 colleffio dal danni e dalle rovine del passati terremoti, del quali avvf 
fiuclie una testimonianza In un quadro ad olio dipinto nel Duomo di Meli). 



[1694] 177 

Potenza — case ruinate 300, il resto danneggiato: fu lesionata la chiesa 
della Trinità e parte del Castello: morti 4-5. 

Ruoti — la maggior parte delle case e la chiesa Maggiore rovinate: 
óO morti. 

S. Angelo le Fratte — rovinato un terzo del paese: nessun morto. 

Sasso — danneggiato le case: nessuna vittima. 

Tito — la maggior parte delle case diroccate, eccettuate 40 rimaste mal- 
concie : 100 morti, 450 fenti. Q) 

Tri vigno — poche case rimaste in piedi. 

Vaglio — lesionate molte case, alcune di queste cadute, cosi pure la 
chiesa di S. Nicola e buona parte del convento del Carmine. 

Vi et ri di Potenza — caduta più della metà (98) degli ediflcii, molti 
altri lesionati : 50 feriti e 22 morti. 

Provincia di Salbbno : Circondàbio di Campagna. . 

Buccino — case cadute 3: nessun morto. 

Castelnuovo di Conza — anno sofferto gli edifìci: un morto. 

Coniano — rovinate 5 case ed altre danneggiate da massi sopra di esse 
aiduti dalle circostanti rupi : 2 morti e 4 feriti. 

Contursi — molte case lesionate: nessun morto. 

Laviano — cadute 15 case, molte altro lesionate: morti 15. 

Otta ti — danneggiata la chiesa di S. Domenico ed altri edificii : nessun 
morto. 

Palomonte — caduta la chiesa Madre, lesioni alle altre fabbriche: nes- 
suna vittima. 

Ricigliano — fu tutto lesionato: 57 morti. Secondo un*altra relazione 
tutte le case rimasero distrutte e di 290 abitanti si salvarono solo 30 persone, 
rimaste però ferite. 

Romagnano al Monte «* case molto If^ionate: nessun morto. 

S. Gregorio Magno — ca3e cadute 8, alcune altre danneggiate: 4 
morti. 

Santo Menna — per metà distratto: 40 morti, 250 feriti. 

Sicìgnano — molte lesioni alle case, nessun morto. 

Valva — rovinato il palazzo baronale, qualche danno alle case : 1 morto. 

Valvano(?) — lesioni in tutte le fabbriche, molte delle quali cadute: 
43 morti. 

Circondario di Castbll amare di Stabia. 

Castellamare di »Stabia — lesionato il Duomo, le chiese ed i collegi 
dei Gesuiti e dei Minimi. 

Ottaiano — lesionato il palazzo del principe e la chiesa. 
Sorrento — lesionate molte case. 



(1) in una annotazione ma. sul registri parrocchiali di Tito si dice che il terremoto 
• r »vlnò... fra le altre questa povera terra di Tito a seirno che fossimo coBtrettl andar 
al abitare nelll Pa<?llari e Baracche di Campa^rna per esserne demolite le case e la 
(Milosa liagsrlore... solo morirono 70 persone che vollero fuggire... » (A>. Lombardi : Ceufio 
iti trtmnoto avvenuto in Tito ecc., pag. 21-22, Potenza 1829). 

Baaatta: Terremoti ecc. 12 



178 [1694] 

Vico Equense — 40 case rovinate, le altre lesionate, 

ClBCONDARIO DI SaLA CONSILINA. 

A.tena — case rovinato 20, le altre poco danneggiate: 4 morti. 

Buon abitacolo — ediftcii molto lesionati. 

Gaggi a no — danneggiate chiese e case: nessun morto. 

Padula — gravi danni nelle fabbriche. 

Policastro (S. Marino) — rovinata la cupola della Cattedrale, la quale 
fu lesionata in più luoghi. 

San Pietro di Diano — à soflferto grandemente: nessun morto. 

S. Rufo — secondo una relazione fu gravemente danneggiato e fu reso 
inabitabile il palazzo baronale : secondo un'altra il paese rimase distrutto. 

Sant'Arsenio — quasi tutto rovinato: 1 morto. 

Circondario di Salerno. 

Acerno ■— case rovinate 7, le altre con qualche danno: nessun morto. 

Capitignano — lesioni nella sola Chiesa parrocchiale. 

Cava de' Tirreni: — piccoli danni nella Cattedrade, caduto metà del 
campanile della chiesa dei Francescani con la rovina di tre cappelle : l'Ar- 
civescovado fu reso inabitabile: qualche danno nelle case: morti 1, feriti 1. 

Majori — diroccò qualche parte del convento dei PP. Francescani : 
nessun altro danno. 

Montecorvino — fabbriche danneggiate: nessun morto. 

Polla — gravemente danneggiata. 

Salerno — danneggiato il Duomo, il palazzo vescovile e quello del Tri- 
bunale, la chiesa di S. Matteo, il convento dei PP. Agostiniani, le carceri e 
molte case. 

San Severino e casali -- anno notabilmento soflferto. 

Tramonti — cadute 5 case e la Chiesa parrocchiale, lesionate le altre. 

Provincia di Napoli. 

Napoli — Le chiese, i palazzi e gli altri ediflcii rimasero, quali più, 
quali meno lesionati : non accadde però alcuna rovina, nò si ebbero a de- 
plorare vittime. I danni di maggiore rilievo furono i seguenti : La chiesa 
dell'Arcivescovado soffri nell'altar maggiore, in una navata, nella cappella 
di S. Gennaro e nella cupola: si dovette abbattere il cupolino della chiesa 
dei PP. Gerolomini : la chiesa di S. Lorenzo fa lesionata : cadde una mu- 
raglia nel monastero di S. Francesco : fu danneggiata la cupola di S. Maria 
Maggiore e qualche lesione si apri nelle chiese di S. Maria di Cort., del 
Gesù e Maria, di S. Teresa, di S. Paolo, di S. Pietro ad Ara, della SS. An- 
nunziata: in quella della Maddalena rovinò una loggetta: soffrirono nota- 
bilmente le chiese di S. Giorgio, di S. Maria della Pace, di S. Giovanni a 
Mare e del Carmi nello. Nel quartiere di Porta Nolana diroccò una casa, fe- 
rendo una fanciulla. Nel convento del Carmine Ciidde la croce di ferro sulla 
torre del campanile ed una grossa pietra : furon danneggiati i monasteri 
di S. Chiara, di S. Spirito e della Trinità, il collegio dei Gesuiti, il palazzo 
Maddaloni e quello del duca di Monteleone. Non andarono immuni le chiese 
ed i monasteri di S. Gregorio Armeno, il campanile di S. Severino, la chiesa 



[1694] 179 

6<i il convento della Sanità : S. Teresa, S. Ilaria della Stella, il convento di 
S. Agostino, gr Incurabili/S. Carlo fuori PorUi S. Gennaro ecc.; insomma 
poche furono le case che non ebbero qualche lesione. 
Noia e Somma — anno sofferto le case. 

Phovixcia di Casrrta. 

A versa — rovinò il soffitto della Cattedrale ed il campanile del convento 
(ii S. Antonio che, cadendo sulla chiesa, la diroccò : furono abbattute pa- 
rtHThie case : nessun morto. 

Capua — fu danneggiata la cupola della SS. Annunziata. 

Nola — furono lesionati il palazzo vescovile, un monastero od alcune 
Ciìse: in Lipari ne rovinarono due. 

S. Maria di Capua Vetere. — cadde un torrione. 

Peovincta di Foggia. 

Ascoli Satriano — fu quasi del tutto adeguato al suolo. (Paci : Relaz. 
dei trem. di Basilicata, pag. 61). 

Provincia di Bari. 

Acquavi va — vari danni. 
Bari — Al demolito un campanile. 
M od ugno — vari danni. 

Spinazzola — rovinate due case, le altre con il palazzo baronale lesio- 
nate: nessun morto. 

Provincia di Lbcor. 

Brindisi — In una cronaca citata da Ferrando Ascoli {La storia di Brin- 
disi, pag. 267, Rimini 1886) si dice che il terremoto fu « orrendo » e fece 
« tremare le mura delli abitati : e il mare si sommosse, come se fosse stato 
una fortuna rotta, con aver apportato una puzza di fango che durò più di 
mezzora continua, con terrore e spavento di tutti li cittadini... Non successe 
alcun danno ». (C. Dr Giorgi : Ricerche sui ierr, avvenuti in Terra d*Otranto 
ecc., pag. 12 estr.) 

Mesagne — cadde una statua dalla facciata della chiesa del Salvatore. 

Otranto — senti, come dice il Pacichelli, il terremoto € con poco tra- 
vaglio >. 

Le precedenti notizie ci permettono di tracciare l'andamento gene- 
rale delle linee isosismiche delineate nella qui unita carta (flg. 11). 

Anzitutto ci si presenta la zona mesosismica (A), quella cioè dei mas- 
simi effetti dinamici che è delimitata da una linea che racchiude Melfi, 
Risacela, 8. Sossio, Flumeri, Grotta Minarda^ Rocca S. Felice, Tor- 
retta di L., S. Angelo de' L., Capo Sole, S. Menna, Muro, Ricigliano, 
Bai vano, Vietri, Tito, Pignola, Tri vigno, Potenza, Atella, ecc., questa 
arca k forma grossolanamente elittica con Tasse maggiore disposta da 
NW a SE circa, che da Trivigno a Grotta Minarda misura chilometri 
l»5 circa. 

Grossolanamente concentrica alla precedente è la linea che delimita 



180 



[1694] 



la zona disastrosa (B), che include Ascoli S., Accadia, Ariano, S. Mango. 
Buccino, Pietrafesa, Sant' Angelo le Fratte, Abriola, ecc. 

Entro r isosisma rovinosa (C) stanno Salza Irpina, Bagnoli I., Acerno, 
Olivete Citra, Caggiano> Salandra, Tricarico, Cancellara, Pietra Galla, 
Venosa, ecc. 

Nella zona quasi rovinosa (D) Avellino e dintorni, Tramonti, Cava 
Tirreni, Sicignano, Ottati, S. Rufo, Marsiconovo, S. Martino d' Agii, 
Craco, Pomarino, Spinazzola, ecc. 



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Fio. 11 

In quella delle lesioni (E) : Capua, Napoli, Sorrento, Salerno, ecc. 
Questo terremoto, secondo il Pacichelli, fu sensibile ad Ortona, a Lan- 
ciano ed a Chieti, e, stando all'Amiani (Mem. istor. di Fano, pag. .309). 
fu anche leggermente inteso a Fano. Il citato Pacichelli asserisce poi 
che si propagò eziandio fino a Messina. 

Poco o nulla sappiamo della forma e durata che à avuto la scossa : 
a Napoli durò un « credo > ; in Tricarico la citata relazione dice che 
« replicò 8 volte il teiTemoto, sempre con maggior vigore, a segno 
tale che il Signor duca e sua famiglia furono obbligati ad uscire fuori 
dalla piazza, e viddero il campanile di S. Francesco, che veniva a ca- 
dere, e si abbandonava al suo luogo, piegandosi come una canna ». A 
Brindisi, secondo la cronaca citata da Ascoli (La storia di Brindisi, 
loc. cit.) e riportata dal De Giorgi (op. cit.), « durò per lo spatio di un 
Credo prestamente recitato con aver tre volte una dopo 1' altra scossa 
la terra ». 

Parecchie furono le mutazioni avvenute nel regime delle acque e le 
squarciature nel suolo occasionate dal teiTcmoto. 

Si aprirono varie fenditure in Ricigliano, due nel cortile del castello 



[1694-1605] 181 



di Caiitrì molto langhe e profonde : un monte presso Teora si squarciò 
«lalla cima per una lunghezza di 10 miglia : lo stesso fatto accadde nel 
monte sovrastante a Tito. Nella piazza « Saracina > di Tricarico si 
apri una lunga fenditura ecc. 

A suo luogo ò notato il brusco movimento del mare successo a Brin- 
disi, quantunque tale città si trova 5Ì lontana dal centro di scuotimento. 

\el territorio di Tricarico al momento della scossa cessarono le 
f«»uti di mandar fuori 1' acqua, che di poi sgorgò in maggior quantità 
ma tutta torbida : la sorgente sulfurea presso Tito si asciuttò, e sgorgò 
iu altra località alquanto distante. 

Nessuna notizia abbiamo sulle repliche succedute al parossismo : 
H^Io sappiamo che in Tricarico per molti giorni si sentirono delle scosse. 

[óddj 1695. Febbraio 25. Asolo (Treviso). 

0. AoNHLu : / terr. registr. nelle cr. lodig. ecc.. paff. 98 - Goiran a.: 5"^. sism. ecc., pagr. 20 
<» 150; Aprend. /, pag. 7-9 e App. 11^ paj?. 5-6 e 32-35 - Malvasia-De Rossi : Documenti 
ecc.. pap. 5 - Martellini : Cod. meteor., pagr. ^ - Piovene: Croti. terr. a Vicenza, 
li;i;r, 4^50 - Scarpa : / terr. avv. in Treviso^ paff. 181 - T. Taramelli : Note illustr. carta 
fffol. pror. Bellmio, pag. 210 - baruffaldi : VelV ist. di Ferrara, pag. 45^^ - G. Oar- 
it)M : ittor. della repubbl. di Venezia ecc., Ivi MDCCV, voi. I, llb. xiii, pag. 619. 

La notte dopo il 24 febbraio si sentirono in Asolo due scosse non 
molto forti, runa a 2** ed a é*»*/? l'altra: nella mattina del 25 febbraio, 
a 12** */j, se ne ebbe una fortissima sussultoria, seguita da tremolio 
I»er la durata di un « credo » ; la sua intensità aumentò verso la fine, 
a'iorquando cioè la terra cominciò a vacillare in senso E-W ed W-E 
in modo tale che pareva che le case si dovessero urtare le une con 
le altre. Questa nuova fase durò un altro « credo » e la sua in- 
Kiisità fu sempre decrescente. Suonarono le campane : molte case, 
chiese e torri furono rovinate {}) : si ebbero a deplorare circa 100 vit- 
time. Si trovarono molti oggetti, quali statue, croci, ecc., completa- 
mente girati. A Bassano la scossa durò un « credo e fece cadere al- 
cuno case, qualche campanile : tutti gli edifìci ^rono quali più, quali 
mono lesionati : un morto. 

A Treviso non deve aver recato danni notevoli come si rileva dalla 
^guente lapide commemorativa posta a destra deir altare maggiore 
(iella cattedrale e precisamente nel pilastro che divide l'altare dal coro : 

D. o. M. 

DEI PAREO. VIRGINI. AC. D. LIBERALI PATRONO. 

a' TERRAE. MOTU. V KAL. MAR. M. DC. VC. 

URBI SERVATAE ERGO 

LAUPADBM ARGENTEAM 

EX PUS ELEMOSINI» CIVIUM 

PROVI8 CIVIT. CON. AC. D. CUR. 



il) Le case cadute furono IIOO e l'iOO quelle lesionate o cadenti : 



182 [16951 

A Vicenza il complicato movimento aismico durò, al dire del cro- 
nista Bennasuttl, più di 4 « credi * ; causò panico grandissimo e danni 
assai notevoli agli edificii (fra i quali alla chiesa di S. Eleuterio), al- 
cuni dei quali furono rovinati uccidendo due ragazzi. 

A Belluno fu forte ma non fece alcun danno : a Verona fu lang'o 
un e credo » e fortissimo, avendo posto in terrore la città ma fortuna- 
tamente non fece cadere che molti comignoli. 

A Venezia si sentirono due lunghe e forti scosse ma nessun danno 
si ebbe a lamentare ; cosi pure a Padova, a Mantova ed a Bozzolo ove 
recò grande spavento. A Ferrara invece danneggiò i conventi dei 
PP. Agostiniani e dei Domenicani ed alquanti camini. A Bologna fu 
seiltita prima una scossa a 7*^ di notte, e quindi, a 12^ Vs? ^^' altra 
che, quantunque violenta riuscì innocua : a Parma forse fece abbattere 
qualche camino. A Lodi la prima scossa (4*^ Vf) ® ^* seconda (7** */«) ^^" 
rono deboli, ma la terza (12'^ Ys) ^^ assai gagliarda, a due riprese, e 
della durata di un « ave » : questa notizia vale presso a poco anche 
per Milano. 

Per parecchi mesi tutti i giorni si sentirono delle repliche sia ad 
Asolo che a Ferrara, ove poi al 28, sul far del dì, se ne ebbe una che 
recò minor danno della precedente, ma ugual spavento. 

[589] 1695. Marzo 27. Leceo (Como). 

Mbrcalli O.: Il terr. di Lecco del 20 mag. i897, pagr. 7-8 (eatr.) 

In una cronachetta ms. del convento dei Capuccini di Lecco si ri- 
corda che la mattina della domenica delle Palme (27 marzo), ad un'ora 
avanti giorno, si sentirono due forti scosse, la seconda più gagliarda 
per cui poco mancò che le persone, repentinamente risvegliate, non ca- 
dessero dai letti. Fece precipitare a terra varii oggetti, distaccare dei 
calcinacci ed incutere panico grandissimo nella popolazione. 

[590] 1695. Giugno 11. Bigoorea (Roma). 

Reìaxione del danno cagion. dui terr. ecc. - Boll. vulc. Hai., voi. xvn (1890), pagr. 99-W - 
Commentano storico critico su r origine e le vicende dellu città e cattedrale di Montejia- 

sconcj ivi 1841, pag. 186-88. (1) 

Il 2 giugno, a 20'', si senti a Bagnorea una forte scossa per la quale 
la popolazione spaventata abbandonò la città : lieve repliche si verifi- 
carono nel di 8, ma alle 4^ della notte dei 10 ne ebbe una gagliarda 



(1) Molte notizie relative a questo terremoto le ò estratte da un ms. dal titolo : Se- 
hizfone del terremoto di Bagnorea del i695^ posseduto dalla Civica Biblioteca Berto di Gè 
nova fleti- e relaz. mss. diverse: D bis. 1. 2. 12, pag. 2) che ò potuto consultare in grazie 
della squisita gentilezza del marchese Giacomo Dorla. Altre notizie 6 avuto dal signori 
K. zannlni di S. Michele in Teverina, e T. cX)lesanto di Bagnorea : a tutti grazie ia- 
lini te. 



[1695] 



18S 



che fece risvegliare gli abitanti : replicarono le scosse fino a 7^ dell' 11, 
nel quale tempo un terremoto violentissimo urtò la città : ebbe la du- 
rata di un < miserere » e fu susseguito, a 7*» 15", da un altro lungo 
un « pater » : sì intensa fu la commozione del suolo che a mala pena 
gli abitanti potevano reggersi in piedi. 




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Fjg. 12. 

In città nessun edificio rimase intatto : la parte detta « Civica » 
soffrì molto di più, perchè oltre alla rovina della cattedrale, del palazzo 
vt-scovile, del seminario, e delle chiese, tutte le costruzioni rimasero 
in uno stato veramente deplorevole. Nella parte chiamata « Roda » fu 
atterrato il convento di S. Francesco, notevolmente danneggiato quello 
di S. Agostino ed il monastero delle monache : molti palazzi e case 
andarono infranti. Si ebbero a deplorare 31 vittime e (51 persone ven- 
nero ferite, 11 delle quali gravemente. 

Lubriano restò affatto spianato con 2 morti e 3 feriti. Vetriolo 



184 [1696 . 1696] 



(fraz. di Bagnorea) ebbe danni notevoli, essendo diroccate parecchie 
case causando qualche vittima : in Bolsena 7 furono i morti. 

Grotte 8. Stefano e Celleno furono molto rovinate : a Castel di Piero 
(oggi S. Michele in Teverina) crollarono affatto 12 case e 20 altre ri- 
masero lesionate: con un danno di scudi 5000. Il palazzo baronale 
risenti gravi lesioni e vi precipitò una volta: diroccò pure il granaio 
baronale : nel primo il danno ascese a scudi 1000 e per rifare il secondo 
ne occorsero altri 100. Vi furono tre^ morti e 20 feriti, di cui uno 
gravemente. Civitella d' Agliano ebbe lievi lesioni nella chiesa par- 
rocchiale e nelle abitazioni e medesimamente Graffignano e Roccal- 
vecce : in Orvieto quasi tutte le case soffVirono e cosi pure qualche 
voltino della facciata del Duomo. 

Varii danni risentirono anche Latera. Gradoli^ Civita Castellana. 
Viterbo, Castiglione e Civitella. La scossa fu sentita a Roma e più in- 
tensamente a Frascati, a Tivoli e nei dintorni. 

Dopo le 14^ si ebbe una replica fortissima che aumentò 1 danni : 
e fino al 22 giugno altre leggere ma incessati : al 7 luglio, a 4^ di 
notte, ne sopravvenne una assai veemente che mise in costernazione la 
popolazione : e poi fino al 15 luglio quasi giornalmente qualche altra 
commozione : a 20^ di questo giorno una nuova abbastanza forte. 

Neir unita cartina (fig. 12) trovasi segnata la posizione della zona epi- 
centrale e quella dei gravi danni. 

[591] 1697. VesDvio 

Perrey a. : Tremìfl. penins. Itah, pag. 31. 

Durante .la conflagrazione vesuviana in Napoli si sentirono delle 
scosse tali da far lesionare varie case. Il Sorrentino, testimonio ocu- 
lare delPeruzione, nella sua Ist, del Monte Vesuvio (Napoli MDCCXXXIV) 
parla, a pag. 131, di « strepitosi tremuoti » sentiti al principio di tale 
eruzione (15 settembre) e di altri avvenuti al 15 novembre in occa- 
sione di una ripresa nel dinamismo del vulcano, ma non dice cìie ab- 
biano in Napoli apportato danni. 

[592] 1697. Giugno 18. Firenze. 

QiovANNOzzi a.: / terr, stor. Jtorent., pag. 8-9 (estr.) 

Al 18 giugno, circa le 7^*/j pom., fu sentita in Firenze una scossa 
che durò una mezza « ave maria » ; rimase alquanto danneggiata la 
villa di Monte Gufoni degli Acciainoli. Detta notizia fa tolta dal Gio- 
vannozzi dal diario ms. Settimanni già ricordato. 

[503] 1697-98. Siena. 

SOLDANi A.: Relaziona ecc., pag. 39-C3 e 77-S4. 

Al 20 settembre 1697 cominciarono a sentirsi in Siena delle scosse 



[1698 - 1700] 185 



di terremoto : le maggiori avvennero circa le 22^ (4** Va pom.), le 23**, 
la maggiore) e 4** di notte. Caddero alcuni pezzi di grondaia e qualche 
corninolo e 8i produssero delle scalcinature nella chiesa di S. Spirito. 
Nuove leggere commozioni fino a 21^ del giorno 21 : dopo il mezzodì 
del 23 se ne sentirono altre: alle 8^ della notte del 26 si ebbe una 
nuova ripresa, quindi al 27, a 15»» (9*» Va ant.), alle 13^ e 15* del 28 e 
poscia qualche piccola scossa nel dì 29. 

Verso il mezzodì del 30 se ne sentirono due sensibilissime seguite 
1^ */, dopo da una fortissima — che causò qualche altra lesione, per 
cui si dovettero puntellare alcune case — e da altre fino a 21*» circa : 
al l^ ottobre due nuovi scotimenti cagionarono ancora qualche danno 
alle fabbriche: nella mattina del 2 due scosse a 10*», ed altre nei giorni 
4 e 6 : nella notte (2^ ant. circa) del 27 ottobre due molto forti. 
Al 18 novembre piccoli scuotimenti ed al 10 dicembre a ò^ Va ^^ 
mattina e nella notte (1** Va a^^* ^eir 11), altri molto sensibili. Tra 
il 20 e 21 dicembre, circa le 23*», cominciarono a riprendere nuo- 
vamente vigore, anzi fì*a le 3 e 4*» della notte parca che tutta la città 
dovesse cadere. Fino al 1<* marzo 1698 regnò grande tranquillità ; poi 
in tale giorno, tra le 4 e 5**, — cioè, circa ad 11*» pom. — se ne senti- 
rono due e nel dì 19 alla stessa ora altre più sensibili. La loro dire- 
zione predominante fu WSW-ENE. 1 danni arrecati dalle maggiori 
concussioni di questo periodo sismico ascesero a scudi 12000. 

[594] I«98. Aprile 12. Vizzini, Militello (Sicilia). 

MoNoiTORE A. : Mot. crofwl. dei terr. ecc., pag. 411-12. 

Al 1** gennaio, circa le 21^, a Catania si sentì una forte scossa, che 
a Palermo ed in altri luoghi dell'isola fu violentissima, talché alcuni 
abbandonarono le case. 

Al 12 aprile, a !•* di notte, una che a Palermo fu solo forte, mentre a 
Catania fece rovinare alcune case, causando qualche vittima : a Vizzini 
ei a Militello i danni furono più sensibili. A S. Michele fra Palermo 
e Termini, ebbe luogo un franamento che causò la morte a tre capi 
di bestiame. 

[505] 1698. Maggio. Vesuvio. 

I. ^oKKKsmso : Igtoria del Mante Vesuvio, pag. 197 e sef?., Napoli ITSl. 

Al 19 di maggio, come prodromo di eruzione al Vesuvio « tremendi 
fragori e scosse di terra »; altre a 2** di notte del 24 e poi durante 
la conflagrazione. 

[506] 1700. Gennaio 9. Faenza. 

B. BioBi: Ann. della citta di Faenza, ivi 1811, voi. m, cap. XXxrv, i>ai?. TS, 

Nella notte del 9 gennaio in Faenza fortissima scossa ond.-sussul. che 



186 [1700 - 1702] 



causò universale timore ; fu seguita da repliche più o meno gagliarde 
sentite di tempo in tempo. 

[597] 1700. Luglio 28. EmeDonzo (Ampezzo-Udine). 

ToMMASi A,: / Urr, del Friuli^ pag. 198. 

Al 28 luglio furono sentite — come si rileva dai registri parroc- 
chiali — ad Emenonzo ed a S. Stefano di Piano scosse fortissime ; 
nella prima località minarono delle case, e si screpolarono i muri 
della chiesa ; sei persone perirono sotto le macerie. 

[598] 1701. Settembre. Forlì. 

OtARiNi F. : / terr. a Forlì ecc., pag. 58-67 - melli m.: Tractatus ecc., pag. 64. 

Cii'ca le 23** del 3 settembre si senti in Forlì una scossa che re- 
plicò due volte nel resto della giornata e nella notte altre 7 : dopo 
parecchi giorni di tregua, al 10, circa le 2^ V2 ^ ^^ 7** ital. tre scosse 
più gagliarde delle precedenti ed altre a 4^ V«i 6**? "^^ ^ ^^ Vs ^^^ 1^- 
Furono sentite pure nelle città circonvicine, nel Ferrarese e nel Veneto. 

[599] 1702. Messina-Reggio. 

Carbone Grio. D.: / terr, di Calabria ecc., pa<?. 61 - Gallo C. D.: QH Ann. dèlia città dì 

Messina^ ivi 1882, tom. iv, pag. 15-16 - de Lorenzo a.: Mem, da servire alla St.,. di 
Reggio, voi. I, pagr. 261. 

Il 16 febbraio, a 20^, ferissima scossa in Messina e Reggio e nella 
Piana Calabrese, ove a Catona, a Polistera, e ad Oppido produsse 
scricchiolio nelle travate ; al 16 marzo in Messina, a 19** V*^ ^^' alti'a. 
non dissimile per intensità da quella dell' 11 gennaio 1693 : il popolo 
usci dalle case. La cronaca Cama, citata dal De Lorenzo, ne registra 
per Reggio una fortissima a 4^ ^4 ^ell*^ notte del 10 aprile. Il Perrey 
(Op. cit., pag. 32) ricorda che verso la mezzanotte dell' 8 marzo si 
sentirono forti detonazioni all' Etna sesruite da commozioni tellùriche. 



o 



[600] 1702. Marzo 14. Beneveito. 

Baratta : Sul terremoto di Benevento ecc. - Orsini : Relazione sui danni cagionati ecc. - 
PARRiNo D. A. : Del nuovo orribil tremuoto, ecc. - Distinta relazione delle scosse del tre- 
muoto ecc. 

Appena trascorse le 11*» del 14 marzo (^), in Benevento fu sentita una 
prima scossa per la quale i cittadini, intimoriti, uscirono dalle case 
notabilmente lesionate : fece abbattere la piccola chiesa di S. Lazzaro 



(li in una relazione nis. che trovasi all'Archivio Segreto vaticano {hffsc. Carpinea, 
voi. LVj Hi (lice che alla sera del 13 marzo si alzò un turbine R;i|?llardi8Slmo e che a 
4 ore ital. fu avvertita una lieve scossa solo eia coloro che si trovavano in case meno 
esposte al vento: che al 14, ad ore 11,15, si senti la prima forando scossa. lunf?a un « mi- 
sererà» ed a 11,90 un'altra meno lung^a ma più intensa della prima. 



[1702] 187 

fQori Porta Raffina. Dopo 7 od 8 minuti si ebbe un secondo scuoti- 
mento, fortunatamente leggero, e quindi, trascorso un quarto d' ora, 
un terzo violentissimo che fece diroccare le fabbriche. 

Il numero dei morti in città, ripartito nel modo seguente, fu di 159 
! oltre ad un centinaio di feriti): mentre nel 1688 — come abbiamo 
visto — ascese a 1367. 

Parrocchia di S. Pietro de' Traseri : Anime 968 ; morti 42 



> 


S. Maria dì Costantinopoli 


» 


1646 


» 


20 


» 


S. Donato 


» 


1118 


» 


8 




S. Stefano 


» 


1169 


> 


2 




S. Salvatore 


» 


1236 


» 


4 




della Verità 


» 


692 


» 


51 




S. Marco di Savarìani 


» 


903 


» 


6 




S. Modesto 


» 


554 


» 


17 



Tutti gli edilìcii sì ecclesiastici che pubblici e privati risentirono 
gravi lesioni ; moltissimi furono resi pericolanti ed in gran numero 
furono quelli diroccati ed affatto distrutti (^). 

Gravi danni ebbe la chiesa metropolitana, V episcopio e i templi di 
S. Salvatore, di S. Andrea, di S. Donato, di 8. Modesto, di S. Cate- 
rina, dei PP. Domenicani, di S. Francesco, dei PP. Agostiniani, dei 
Gesuiti, della SS. Annunziata, di S. Lorenzo, dei Capuccini, ecc. ed i 
monasteri di S. Pietro, di S. Vittoria ; rimasero atterrate, o quasi, le 
chiese di S. Bartolomeo, di S. Maria di Costantinopoli, di S. Maria 
della Verità, dei PP. Serviti, dei Fatebenefratelli, di S. Nicolò, di 
S. Paolo, di S. Lazzaro, ecc. ; quelle di S. Stefano e di S. Sofia, e 
qualche altra risentirono minori guasti. 

Gravi lesioni e rovine si ebbero pure nel castello, nel palazzo del 
governatore ed in quello del magistrato. Le mura della città in più 
parti ftirono rovesciate : i ponti pregiudicati e delle case (specialmente 
nella regione meridionale) moltissime furono diroccate, molte aperte in 
modo tale da rendere necessario il loro abbattimento, e le rimanenti 
rimasero con gravi lesioni. 

Oltre Benevento, questo terremoto rovinò affatto Apice (30 morti), 
Fragneto (morti 4) e quasi interamente Paduli e Montecalvo ; in Ariano 
solo 20 case scansarono il generale rovinìo che costò 20 vittime umane. 
Mirabella fu affatto distrutta con 200 morti ; quasi identica sorte toccò 
A Pietra Elcina : in Pago fa disfatto il palazzo baronale con 12 case e 
le altre rimasero lesionate. Tutti gli edificii di Melito furono aperti : 
in Castel Baronia buona parte delle abitazioni tu adeguata al suolo e 



(li NeUa rota nota citata in principio si trova un prospetto particolare^^iuto dei 
danni subiti dagli edlflcll destinati al culto. 



188 [170-Ì-1703] 



le altre risentirono gravi fenditure. Gli abitati di Flumeri, di Trcvico 
e di FontanaTOsa furono resi pericolanti : Grotta Minarda e S, Giorgio 
in parte distrutti: Monte Melo (M. Miletto?) fu ridotto in un camnio 
dì sassi : gli altri paesi e casali quali più quali meno soffì'irono danni. 

In Napoli la scossa delle 11" {') dura nn « credo » e fece risvegliare 
i dormienti : quella delle 11* '/s circa fu più intensa e lunga : fece tra- 
ballare fortemente gli edificii, causando molto panico e lievi danni : 
avendo solo fatto cadere un muro, sotto cui rimase cadavere una donna. 

Queste scosse, od almeno la maggiore, fiiron pure avvertite a Lu- 
cerà (G. B. D'Amelj: St. della cittì di Lucerà, pag. 228. ivi 1861). a 
Rocca Monfina (Perbotta G. : La sede degli Aurunci, pag. 150. Na- 
poli 1737) ed in Aquila. 

In Benevento si di giorno che di notte nei di seguenti furon sentite 
molte repliche : delle due maggiori, una avvenne al 2 aprile {12'' ital.) 
fu molto forte . fini per distruggere quanto in detta città era rimasto 
intatto, e si propagò fino a Napoli ; l'altra a 23'' circa del 6 aprile fece 
diroccare tre palazzi e lesionare molti edifici rimasti ancora illesi. 

La grande scossa, riassumendo, fu precetluta da uno scuotimento 
abbastanza intenso, che avendo fatto uscire dalle case la maggior parte 
dei cittadini, risparmiò in Benevento una vera ecatombe : essa fu di- 
sastrosa entro un area di forma elittica con 1' asse maggiore disposto 
quasi in senso 8E-NW. Questa zona, come si vede dalla fig. 9, è 
compresa in quella del gran terremoto del 1688 (vedi) con il quale 
questo ft molti punti di contatto. Noto che In ambedue questi parossismi 
la città fu notevolmente più danneggiata nella parte più meridionale, 
cioè verso il fiume Sabato : in ambedue inoltre la scossa principale fU 
preceduta di circa mezz' ora da altro scuotimento abbastanza torte. 

[601] 1703. Gennaio 14, Febbraio 2. Nareia, Aqiils. 

Baouvi 6.: De Urremotu romano ecc.; HUt. i-omnnf Urratmotut ecc. e De prooretoone So- 
nianl terraemolu ecc. - Capt'* F. ; Sul Itrrem. che a 2 di febbr. 1703 ecc. - Chbacar l. 
Saeconlo iitor. de lerremoH ecc. - de Caholis : Selai. geiwi: delle rovine ecc. - Paroz- 
zASi G. ; Nat, inlorno al /eri: del s febbraio 1703 ecc. - Kelaz. dei danni fatti dall' in- 
nonda:, e teri: ecc. - Veridica e dlalmla relnz. ovvero diario de danni ecc. - Prosegui- 
mento del diario ecc. - Rela:. distinta dei daiitil cagionati dai panati terr. ecc. - fm* 
De Llanos ; Selaz. ovvero Uenerarlo ecc. 

Di questo grande periodo sismico, uno dei maggiori che abbia af- 
fitto r Italia centrale, presento riunite e discusse parecchie notizie. (*) 



(1) In Miiwll alcuni lutCHero una lieve scossa nnche a 1 ore Ital. 

[•i] Avevo preparato su questi l«rremotl uno studio monOKrQfico molto particolareg- 
dialo, ma II rinvenimento di nuove ed Importanti notizie riguardanti I danni causati 
mentre era glit In corso di stampa il presente lavoro, mi à Indotto, per non pregiu- 
dicare la questione, a far del periodo sismico umbro- Abruzzese del l'Itti un santo molto 
ristretto del principali fenomeni che à dato luogo, diacostandoml un poco dal metodo 
t«outo sempre nella presente monoeraQa. 



[1703] 189 

Fenomeni precursori — Nel mese di ottobre 1702 cominciarono a 
sentirei nell' Umbria alcune lievi scosse di terremoto : a 14** del 18 ot- 
tobre se ne ebbe una a Roma intesa solo da poche persone. Al 14 no- 
vembre un veementissimo scuotimento urtò Foligno : pare però sia stato 
un fenomeno molto locale, giacché non ho trovato notizia alcuna per 
altre località. 

Prima grande scossa — Avvenne al 14 gennaio 1703 verso le 2*^ di 
notte secondo il Baglivi fece rovinare completamente Norcia. Cascia fu 
la città, che dopo la precedentemente nominata, ebbe i maggiori danni. 

Il citato autore ammette che il centro di scuotimento sia stato fra 
Norcia, Cascia e Leonessa. Confrontando le narrazioni sincrone vediamo 
che l'Aquila per questo terremoto non risenti danni paragonabili a 
quelli del 2 febbraio: e infatti TAntinori scrive: « dopo 1' un oi*a e V*» 
verso le 2 della notte un tremoto della durata d' un credo scosse vio- 
lentemente molti paesi fino a Roma^ e fece cadere nell'Aquila un cam- 
panile col frontespizio della chiesa di S. Pietro di Bassa e porzione del 
frontespizio di S. Quinziano... » Una relazione sincrona pubblicata dal 
Cappa tace essa pure dei danni recati da questo terremoto : eguale a 
quella dell'Antinori è la descrizione della scossa che si trova nella 
anonima Relazione dei danni e dell' innondazioni ecc., sopra citata. 

Questo terremoto io credo abbia prodotto gran parte dei danni che 
avremo occasione di vedere, relativi ai territorii di Norcia e di Cascia, 
danni che vennero aumentati dalle scosse sentite posteriormente al 
14 gennaio e specialmente dal nuovo parossismo successo al 2 febbraio. 

In Roma questa scossa, secondo il Baglivi, fu preceduta da forte 
< vento » ebbe una durata di due < salutazioni angeliche > e lece fug- 
gire le persone dalle case : non fece cadere alcun edificio ma solo aprire 
delle fenditure nei muri e rompere le catene di ferro nell'aula del Cam- 
pidoglio. In Foligno il movimento sismico durò per lo spazio di tre 
« Ave Marie », con tre riprese sempre più veementi. 

Il terremoto del 14 gennaio produsse parecchie mutazioni nel regime 
della circolazione idrica sotterranea : a Roma, per esempio, in alcuni 
pozzi crebbero le acque di oltre 10 palmi d'altezza, in altri invece di- 
vennero torbide, oppure lattiginose. 

Il monte Alvagnano, presso Cascia, fa sconvolto per una lunghezza 
di oltre 1500 passi e per una larghezza di 32 palmi circa ; una grande 
fenditura si apri anche nel monte Corvo. 

Scosse susseguenti — La grande scossa del giorno 14 fu seguita poco 
dopo da altra meno violenta : nella notte a Norcia ne furono sentite 
moltissime e cosi pure nel di seguente : ivi la terra continuò poi a 
ti-emare ogni giorno Ano al V febbraio e frequentemente furono intesi 
forti rombi sotterranei, 



190 [1703] 

Seconda grande scossa — La maggiore replica avvenne a 21** circa 
del 16 gennaio : con questo scuotimento Tepicentro mostra uno sposta- 
mento verso l'Aquila : dai mss. Antinoriani, pubblicati dal Parrozzani, 
si rileva che quivi fa più gagliardo che non il primo : restarono lesio- 
nate molte case e chiese, e quelle di S. Pietro di Coppito e di 8. Maria 
di Rojo furono rovinate interamente. 

I danni maggiori causati dai due predetti terremoti fino al 16 gen- 
naio, scrive ranoniino autore della delazione dei danni e delle innon- 
dazioni ecc.^ accaddero in Montereale che fu quasi gettata a terra con 
80 vittime ; in Cittareale, che rimase spianata, sole 50 persone riusci- 
rono a scampare dal flagello ; identica sorte toccò a Borbona e ad 
Accumoli ; Amatrlce fu quasi del tutto spianata, Posta e Leonessa eb- 
bero gravi danni. 

A giudicare dalle notizie raccolte questa scossa à avuto un centro 
molto più superficiale. Per Norcia e Cascia nulla dice il De Carolis. 

Ad Ascoli fu giudicata non inferiore alla prima per la durata ed a 
questa quasi eguale per V intensità ; a Roma fu solo avvertita lieve- 
mente e nel Diario Napoletano dal 1700 al 1709, pubblicato nelP Ar- 
chivio Stor. Ital. (voi. X), mentre si trovano annotate le scosse del 
14 gennaio e del 2 febbraio, si tace di questa, lo che indica che a 
Napoli fu ben lieve oppure nemmeno venne avvertita dalle persone. 

Repliche — Come ò già detto, in Norcia, Cascia, Aquila e vicinanze 
continuarono ad udirsi giornalmente delle repliche: di scosse individuate 
almeno per il giorno abbiamo notizia di una breve ma violenta successa 
in Ascoli nel di 21 gennaio, che portò panico ma nessun danno, e di 
un'altra^ accaduta al 25, che riusci specialmente intensa a Norcia. 

Terza grande scossa — In questo nuovo parossismo il centro si 
mostra sicuramente — come dice il Raglivi — nell'Aquila. L'Antinori 
dice che « alle ore 18 (2 febbraio) il tremoto replicò più impetuoso ed 
a segno, che nello spazio di un miserere la città dell'Aquila intera fu 
poco meno che rovinata. La scossa fu così veemente che gli edificii 
alcuni in tutto ed altri in parte non potettero reggere e non ve ne fu 
alcuno che non restasse lesionato. Anche le fabbriche più forti cedet- 
tero come le abitazioni superiori del regio Castello e gran porzione del 
Palazzo pubblico. Della chiesa di S. Bernardino non restarono che il 
frontispizio, il coro, alcuni muri esteriori e il deposito del santo benché 
lesionato. Furono le scosse nel princìpio di succussione da sotto in su, 
ma infine di inchinazione... » Nella relazione ufficiale dell'Auditore 
Alfonso Uria de Llanos si dice che Aquila « fu tutta distrutta senza 
che vi sia l'estato edificio alcuno, con mortalità grande... » Infatti 
secondo tale relazione il numero delie vittime sarebbe asceso a 2500 
Qd a 200 quello dei feriti, 



fl703] 191 

I danni maggiori prodotti da questa scossa accaddero neir Aquilano, 
però anche la parte dell' Umbria, colpita in special modo dal primo 
parossismo, ne ebbe de' nuovi giacché finirono di rovinare un gran 
numero di edifici! già semidiruti oppure fatiscenti. In Roma tale scossa 
fu veemente ed al dir del Baglivi le case ondulavano come navi : 
lo stesso autore aggiunge di aver visto . oscillare visibilmente Talto 
campanile della chiesa degli Apostoli. Che Tarea di maggior scuoti- 
mento si trovi, come ò detto, nell'Aquilano ne è prova il fatto che 
oltre alia maggior violenza del movimento sismico ivi notata, si deter- 
minarono in tale territorio molti franamenti, varie spaccature nel suolo 
ecc. : i principali fenomeni di tale genere il lettore troverà più innanzi 
^ommariamente notati. 

Repliche — Dopo la scossa del 2 febbraio, continuò il suolo ad es- 
sere urtato da nuovi e frequenti scuotimenti ; di quelli ben individuati 
presento T elenco : 

1703, Febbraio 3) Roma W 3/4, scossa che fece rovinare due archi del se- 
condo recinto del Colosseo ; dal 3 al 25 una più scosse lievi al giorno : 
io) Roma T^ notte, una scossa sp)ecialmente sentita a Rieti ove si ebbero re- 
pliche frequenti per 4 giorni con danni rovine agli edificii ; 25-26) Norcia, 
Mn. scossa licTe e breve; 3*», altra di un* « ave > forte quasi come quella del 
jriorno 2 : molte muraglie atterrate : fu sentita anche a Roma ; 4*^, altra a 
Norcia ; 5** circa, una breve ma gagliarda ; 6*», nuova scossa ed a 9** altre 2 - 
Marzo //; Xarni una forte; i8 e 27) Aquila, alcune rovinose; 2i) Roma 
una forte sentita anche ad Albano, Frascati, C. Gandolfo ; 27) Aquila, scossa 
rovinosa sentita fortemente a Roma, Foligno e Spoleto ; 3i) Mg. [prima di] 
Ri)ma ed Aquila, alcune mediocri - Aprile /) Aquila 5^ 30™ di sera, scossa, 
ed altre al 2 ; 8) Roma, 12»» circa, forte scossa senza danno ; secondo il Gri- 
maldi questo scuotimento avrebbe abbattuto interamente Cascia, già semi- 
diruta dai precedenti parossismi. In una lettera sincrona pubblicata dal Goiran 
(Sfronda appendice ecc. pag. 6-7 e 36, estr.) si rileva che nuovi danni ebbe 
anche Spoleto, e che fu sentito nella Sabina, neir Umbria e nella Toscana 
fino ad Arezzo; 6-7^ di sera, Roma, alcune scosse; i5) Aquila, una scossa; 
2I\ Aquila e Roma, 9*» sera, scossa; 25) Roma, 5^ ital., forte scossa suss., 
fugra dalle case - Giugno 29) Spoleto e luoghi vicini, 23»» ital., veementissimo 
l<»rremoto - Agosto) fino a questo mese repliche a Terni - Ottobre) Norcia, 
una nel mese - Dicembre) nel mase a Norcia, Terni, Spoleto, Narni ecc., al- 
cune scosse con nuovi danni. 

1704, Febbraio 27) Foligno 3^ V4 circa, scossa che causò un po' di spavento. 
Fenomeni d'indole geologica — Fra i fenomeni di indole geologica 

occasionati dalla scossa del 2 febbraio, ò sopra ogni altro degna di 
<ssor ricordata la voragine apertasi nei pressi del Monte Omaro vicino 
a Sigillo : era essa larga canne 20 e lunga 25 ; con una fune munita di 
grosso contrappeso, quantunque lunga 300 canne, non si riuscì a toc- 
carne il fondo. Si racconta che al n^omento della formazione di tale 



1J>2 



[1708] 



sqaarciatara uscirono « vampe di fnoco » e che per altri tre giorni 
Teiinero emessi dei vapori. 

L'unita figura, in cui // rappresenta detta voragine. 6 il fac-8Ìmile 
di un disegno del tempo ancora inedito, conservato nelia biblioteca 
Barberiana di Roma. 

Altri rivolgimenti accaddero presso il villaggio delle Grotte, presso 
Ci tt arcai e ed Antrodoco. 

Danni — Seguono alcuni specchietti nei quali ò raccolto — secondo 
i dati più attendibili — le notizie riguardanti i danni e le vittime cau- 
sate dai terremoti del 1703. 

Il numero dei morti in Aquila, come abbiamo visto, fa di 2500. 
oltre a 200 feriti : quello delle vittime nelle ville circostanti alla città 




fh dì 1000; il numero dei morti nel territorio Aquilano ascese a 7694 
ed a irì6 la cifra dei feriti. In Norcia le vittime Girono 800 e nell'an- 
tico contado, comprese Rocchetta e Ponte, ecc. appartenenti a Spoleto, 
su 10707 abitanti 587 perirono sotto le rovine : in Cascia su 5032 vi 
— ftiKuio 680 morti: il che ci d& un totale di oltre 9700 vittime. 



a) Territorio di Norcu 



Località 




N. del 


caae 


Chiese 




abltautl 




i:sdute 


cadute 




Angriano 


? 


nessuno 


— 


— 


reso inabitabile 


Ancarano 


300 


— 


— 


— 


daeneggiato 


Argentine 


&1 


1 


— 


— 


distrutto. 


Belvedere 


1 


7 


— 


— 


distrutto completamente 


Campi 


600 


? 


20 


— 


— 


bastelluccio 


? 


? 


? 


_ 


_ 


Forai vo 


158 


62 


- 


3 


aflfatto rovinato. 



[1703] 



Ida 



LocaUtà 


N. dei?ii 
abitanti 


N. del 
morti 


Case 
cadute 


Chiese 
cadute 


• 


Frasca ro 


120 


17 




— 


quasi rovinato. 


Le Gogne 


147 


3 


« 


— 


in parte rovinato. 


Montebuso 


131 


13 


— 


3 


in buona parte distrutto. 


Norcia 


2800 


800 




— 


distrutta completamente. 


Nottoria 


100 


— 


— 


— 


abitabile. 


Oericchio 


75 


17 


— 


— 


devastato. 


Paganelli 


37 


27 


— 


1 


affatto spianato. 


Piedi ripa 


40 


1 




— 


quasi tutto distrutto. 


Popoli 


49 


? 


— 


1 


ridotto in pessimo stato. 


Riselli ¥ 


86 


4 


— 


— 


in parte diruto. 


S. Marco 


170 


53 


— 


— 


affatto distrutto. 


S. Pellegrino 


— 


— 


— 


— 


— 


S. Andrea 


100 


2 


— 


— 


quasi total, disfatto. 


Sa ve] li 


160 


83 


— 


2 


distrutto totalmente. 


Serravalle 


253 


3 


20 


— 


in gran parte distrutto. 


Valcadara 


70 


30 


— 


1 


distrutto. 




b) 


Territorìo di Cascia 


Località 


N. degli 
abitanti 


N. del 
morti 


Case 
cadute 


Chiese 
cadute 




Aliena 


100 


3 




— 


quasi distrutta. 


Atri 


81 


1 




— 


in gran parte dannegg. 


Aveodita 


117 


95 


— 


2 


affatto distrutta. 


Buda 


138 


32 




l 


idem. 


(/ascia 


500 


49 


— 


17 


quasi distrutta. 


Ciistel S. Maria 


75 


25 


— 


2 


distrutto. 


Castel S. Giovanni 107 


17 


— 


3 


quasti tutto distrutto. 


Orasola 


79 


5 


— 


1 


danneggiata in parte. 


Chiavano 


107 


17 


— 


1 


tutto distrutto. 


Civita di Cascia 


28 


13 




1 


affatto distrutta. 


Colforcella 


77 


nessuno 


— 


— 


m qualche parte distrutta. 


Colle d' A vendita 


66 


? 


— 


^ 


solo 2 case rimaste in piedi. 


Colle Giacone 


64 


3 


— 


2 


quasi distrutto. 


Colle San Stefano 












e Serviglio 


75 


22 


— 


1 


completetamente distrutti. 


Colinoti no 


44 


20 


— 


1 


idem. 


Coronella 


39 


18 


— 


1 


distrutto in parte. 


Fogliano 


323 


17 


— 


— 


per mota distrutto, V altra 
metà riattabile. 


Logna 


160 


nessuno 


— 


1 


in parte distrutta. 


Manigi 


73 


15 


— 


1 


distrutto affatto. 


Maltignano 


261 


121 




3 




Ooosce 


290 


3 


— 


3 


in parte rovinato. 


Opagna, Cascine 












e Tremerzo 


140 


16 


— . 


3 


affatto distrutti. 



Baratta : Terremoti ecc. 



13 



[1703] 



*. degli 
ibltautl 


N.del 


cadute 


Chiese 
caduto 


■ T2 


1 


„ 


— poco danne^g'iat». 


24 


nessuDo 


— 


l quasi distrutto. 


144 


nessuDO 


— 


— in parte dannegg-ialo. 


32 


nessuno 


— 


— poco dann^ffiato. 


157 


1 


„ 


— affatto demolita. 


53 


nessuno 


_ 


1 in parte distrutto. 


38 


3 


_ 


1 quasi tutta distrutti!. 


210 


32 


— 1 in gran parte rovioato. 

[In parte] 


5» 


20 


_ 


1 quasi tutto distrutto. 


145 


69 


-_ 


1 affatto rovinato. 


95 


44 


- 


1 quasi distrutto. 


cj 


TERRirORIO D 


Spoleto 


, dettll 

Qllttlltl 


N.del 
morti 


rase 
cadute 


Chiese 
cadute 



quasi rovinato, 
quasi tutto spianato, 
per meli abbattuta. 
alquanto dannegg'iato. 

quasi rovinati, 
affatto distrutto. 



1 — 1 affatto distrutta. 

? — — per metà rovinato. 

ssunu — ~ danneggiati. 

alcune case distrutte. 
— inabitabile. 



inabitabile. 

ridotta in pessimo stolto, 
distrutto completamente, 
non T\ì molto dannegg. 
edifici danneggiati , ma 
non rovinati. 



vari danni, 
tutto distrutto, 
quasi inabitabili. 



[170d) 



195 





d) LocautA 


CONFINANTI DELLE MARCHE 


Locslltà 


N. degli N 


.dei Case Cliiese 


MM\^\^-%mKM^V^ 


abitanti morti cadute cadute 


c / Mevalo, Chiu- 










•^ [ sita 


187 




37 — 


1 


distrutti completamente. 


.- 1 Orvano 


80 




— — 


— 


abitabile. 


^ < Croce 


128 




— — 


— 


semplicemente scosso. 


.2 1 Fematre 


200 




1 


— 


qualche danno. 


h 1 Rìofreddo 


80 




— — 


— 


in parte caduto. 


^ \ Rasenna 


30 




— — 




qualche danno. 


A rquata del Tronto — 




— — 


— 


._ 


e ville 


1800 




15 40 


— 


il resto inabitabile. 


Borgo (fraz.) 


— 




— — 


— 


edificii riattabiU. 


Pescara (fraz.) 


— 




— 50 


— 


— 




e) Alcune località deli 


/ Aquila 




Fuochi 


Abitanti Morti 


Feriti 




Accumoli 


300 


-" 


300 


60 


quasi totalmente distrutto 
con i suoi casali. 


Àmatrìce 


~~* 


•■" 


200 


molti 


la maggior parte caduta con 
i casali. 


Antrodoco 


200 


1800 


300 


50 


rovinata dalle fondamenta. 


Arrìschia 




2000 


400 


100 


nessun edificio in piedi. 


Barete 


100 


— 


100 


200 


caduta nella maggior parte. 


Borbona 


V53 


— 


70 


26 


come la precedente. 


Borgrhetto 


100 


— 


30 


alcuni 


rovinata più della metà. 


Campana 


— 


— 


— 


— 


spianata. 


Castel S. Angiolo 


— 


— 


pochi 


— 


assai danneggiato. 


Cittaducale 


^~~ 


'■ ■ 




— — 


4 case cadute, molte lesio- 
nate ed inabitabili. 


Citta reale 


160 


1000 


500 


— 


spianata con i casali. 


Colle 


200 


— 


moltissimi — 


quasi totalmente distrutto. 


Leonessa 


400 


™~ 


1000 


— 


totalmente rovinata con i 
casali ; 542 case abbatt. 


Lagnano 


150 


— 


40 


alcuni 


tutto distrutto. 


Montereale e ca- 












sali 


600 


6000 


5Q0 


150 


nessuna casa rimasta in piedi 


Onda 


— 


— 


— 


— 


rimaste in piedi poche case. 


Paganica 


— 


— 


— 


— 


quasi tutta rovinata. 


Pendenza 


30 


— 


pochi 


^ 


abbattuta interamente. 


l^zzoli 


^~ 


"~ 


200 


200 


la maggior parte caduto, il 
resto inabitabile. 


Posta 


— 


1600 


504 


106 


_^ 


S. Gregorio 


— 


— 


— 


— 


spianato. 


S. Paolina 


150 


— 


80 


molti 


abbattuta. 


Scoppilo 


— 


— 


— 


— 


spianato. 


Tempera 


— 


-r- 


.1,* 


— 


rovinati i mulini e le cartiere 



196 



[1703] 



Chnclaaioni — per la natnra delle notizie mccolle non è possibilf 
il poter determinare con rigorosità quale Bla la distribnzione dei danni 
recati specialmente dalle due maggiori scosse (14. 1 e 2. II). Considerata 
nel BUG complesso, 1' arca entro cui si ebbero i massimi effetti dina- 
mici, A forma molto irregolare : a settentrione parto poco sopra Norcia 
quindi passa per Cascia, Buda, Leonessa, Lugnano, Borbona, Sa&sa, 






■^ 



f^'V- 







l„ ■..JlUkjt.- -., 

1 -t—fc ; ' /«fi,, '>*" • ' 

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H*-^"'-- 



Fio. 13. 

Scoppilo, Aquila e si spinge a mezzodi fino a Castelnuovo, donde ri- 
salendo include Paganica. Pizzoli. Montereale, Amatricc, Accumoli. ecc. 

Nella cartina qui nnita (fig. 13) si trova delimitata la parte della 
zona dì massimo scuotimento clie si trova nel territorio umbro. 

Volendo, entro i limiti del possibile, fissare quali Bieno stati le por- 
zioni di tale area urtati in special modo dalla prima e dalla seconda 
ccofisa, possiamo approssimativamente dire che quella del 14 gennaio 



[I70:ij 197 

>]ùn8e i suoi più funesti efiPetti fin quasi ai pressi di Cittareale, Ac- 
cumoli escluso ed inclusa invece, secondo il Baglivl, Leonessa ; che la 
zona più colpita dal parossismo del 2 febbraio si estende da Accumoli 
a Cittareale fino a Castelnuovo e dalla parte di occidente si protrae 
fino ai pressi di Cittaducale. 

La seconda scossa che abbiamo considerata (21^. 16 genn.) colpì una 
n.gìone intermedia giacché la sua area mesosismica rlsidta composta 
della porzione meridionale della prima, e di quella settentrionale del- 
l' altra, con maggiore tendenza però verso quest'ultima. Oltre a ciò 
è necessario tener presente che qualche replica fti corocentrica ad altre 
località : sono degni di essere qui menzionati : il terremoto del 15 feb- 
ììraio che colpi in special modo Rieti e dintorni, quello dell' 8 aprile 
ùiscia« e quello del 29 giugno Spoleto, ecc. 

La zona dei danni considerevoli dalla parte di settentrione comincia 
da Camerino e San Ginesio ed include Spoleto, Temi, Teramo, ecc. : 
furono essi leggeri a 8. Severino Marche, Trevi, Todi, Narni, Poggio 
Mirteto, Rieti, Solmona, Ascoli, ecc. La scossa del giorno 2 febbraio fu 
fortissima o molto forte a Roma, a Velletri fino a Roccamonfina. Le 
(lue maggiori furono intese innocuamente, ma con violenza^ a Gualdo 
Tadino, Napoli, Viterbo, Perugia, Gubio, Matelica, Tolentino, Fossom- 
brone, Urbino, Pistoia, Firenze, nella Romagna, ecc. Secondo il Ba- 
llivi furono scosse lievemente anche Milano e Venezia. 

Data la maggior vicinanza di Roma al centro Aquilano che non al 
Norcino, si capisce come V attività del primo abbia su di essa agito 
più intensamente che non V altra : il mare, anzi, alla foce del Tevere 
ntd momento della scossa del 2 febbraio si ritirò, al dir del Baglivi, 
di qualche passo dal lido per ritornarvi subito dopo. 

[602] 1703. Monte Baldo (Verona) 

(toiRAN A.: St. sUm. ecc., i>ag. 50 e 150 - Secwda appendice ecc., pa^r. 9-11. 

Nei primi mesi dell' anno 1703 furono urtati violentemente i paesi 
dello falde occidentali del M. Baldo, cioè, Malcesine, Cassone, ecc. 
j^iacchè air 8 marzo quei di Malcesine convocarono i rappresentanti 
(lei comani per far voti ai Patroni affinchè facessero cessare i fla- 
grelli. Trovo che al 20 gennaio a Verona, circa a 20**, fu sentita una 
torte scossa che non apportò alcun danno e che sopra il Garda avvenne 
un grande franamento con rovina di parecchie case e con la morte di per- 
sone. Può darsi che la scossa di Verona sia una ripercussione del mag- 
gior terremoto del Baldo : essa fu sentita a Guastalla (^), leggermente 



.1} Nella cronaca ma. del Resta, citata da Corradi [Ann. delle epidemia ecc., parte iv, 
Cuc. T, pa^. 5-7], per Guastalla si ricordano due altre scosse, una avvenuta al 27 lufjrlio 
\HQ e raltra al 7 dicembre 1704 in corrispondenza forse quest' ultima ad un terremoto 
avvenuto a Bologna ed a Firenze (PKaiutv). 



Id8 [1703 -Itóà] 



a Brescia, secondo il Lais (Esame di un nuovo docum. metear. del se- 
colo XVII in ordine alle idrometeore Bresciane^ in « Atti Pont. Acc. 
N. Lincei » voi. XXXIX, pag. 250 (2) Roma 1886), ed anche a Mi- 
lano, ove fa più che in altra parte della città, sensibile nella piazza 
del « Verziere » come dicono gli Avvisi di Foligno (N. 5: 31 I 1703> 
In quest' ultima città nel di 24 fìi avvertita nn altra lieve scossa che 
pare sia stata più intensa a Lione (Avvisi di Foligno^ N. 6 : 8 II). 

[603] 1703. PieHODte. 

Baolivi a. : De progressione ecc. - MAraldi : Relations des trembl. ecc. 

A 17^ circa del 13 maggio, secondo il Baglivi, a Grenova si senti una 
scossa che il Perrey dice intesa anche a Carmagnola : il Maraldl dà 
notizia di due lievi scuotimenti avvertiti in Qenova air 1 e 2 loglio, 
r ultimo dei quali sarebbe stato solo sensibile alle persone che lavo- 
ravano nel molo. Il mare si abbassò (da queir istante ?) di 6 piedi in 
modo che le galee toccavano il fondo ; tale diminuzione di livello durò 
per circa 15.°* 

Secondo il Mercalli (ì terr, della Liguria ecc., pag. 29) nella notte 
dal 28 ^1 29 dicembre furono sentite in Asti replicate scosse di terre- 
moto per circa mezz' ora ; il Benevelli d' altra parte aggiunge che il 
terremoto del 1703 fu violento anche a Carignano e forse allo stesso 
anno 1703 e probabilmente a qualcuno dei terremoti precedentemente 
ricordati od a quello di Milano-Lione (24 gennaio) di retro accennato 
(N. 602) è da riferirsi la notizia data dal Mercalli (I terr, della Li- 
guria^ loc. cit.) che a Villafranca (Pinerolo) sul principio del secolo XVII 
ripetute scosse apportarono danni sensibili, obbligando le persone a sog- 
giornare negli orti e nei giardini per circa un mese. 

[604] 1703. Maggio 25. Montecassiio. 

Pilla l. : Relax, dei treni, ecc., pag. 101. 

Al 25 maggio, a 5*» Vz? grandissima scossa, e verso le 12*» altra più 
intensa : varie repliche lievi fra cui una a 5** del 28 agosto. 

[605] 17Ó4. Spoleto. 

O. Mercalli : Vulc. e Jenom. vulc., pag. 230 - Taramelli : Dei terr. di Spoleto ecc. pag. 31 (estr.) 

Il Mercalli scrive che al 20 maggio in Spoleto e dintorni si senti- 
rono due scosse fortissime e che neir anno le repliche furono continue. 
Il Taramelli non ricorda nel 1704 per Spoleto che una scossa avvenuta 
a 3** Vi circa del 27 febbraio, intesa con spavento dalla popolazione. 

[606] 1706. Aprile 14. Siena. 

O. Campani e Toscani : Sui terr. arv. in Siena ecc. pag. 290. 

Al 14 aprile in Siena tre scosse molto forti : nessun danno. 



[1705-1706] 190 



[607] 1705. Novembre 29. Montecassino, Abruzzi. 

Pilla l. : Relaz, dei tretn. ecc., pa^f. 101. 

A 10** del 29 novembre gagliardissima ma breve scossa a Montecas- 
^ino intesa a S. Germano : non apportò danni alla Badia. Il De Marco 
Monte Costino ecc., pag. 73) aggiunge che cagionò grandi rovine negli 
Abmzzi. In dicembre varie repliche. 

[60S] 1706. Marzo - Maggio. Reggio. Messina. 

D. c.vBBoNi-Gftio : / terr. di Calaùria e di Sicilia ecc., pai?. 61 - De Lorenzo: Memorie per 
servire alla Storta di Reggio ecc., voi. l, parte ili, pag. 261-2. 

Nei mesi citati la Calabria ed il Messinese furono interessati da un 
periodo sismico abbastanza forte, del quale ho ritrovato le seguenti 
notizie : 

Al 19 marzo, a 7*» 45" (notte), a Reggio violentissima scossa con 
replica, intesa anche a Messina, al Faro, a Scilla : caduta di calci- 
nacci : entro 2*» altra scossa a Reggio. Nel di 20, a 15**, nuova scossa 
ond. a Reggio, a Gerace, a Bova, a Messina, al Faro, nella Piana. Nel 
22 ad 8^ e 11"» ital. a Reggio due repliche : al 23 a 20*» ed V" (notte) 
due altre intese anche nelle stesse località di quella del 19. Al 2 maggio 
ad 8"* 45™ e 13*» 30*" a Reggio, a Palmi, a Cittanova due scosse ed 
una a 19*» 15" del 13 a Reggio, a Bova, a S. Lorenzo ed a S. Agata : 
altra a 13*» del 21 a S. Agata ed a Reggio. 

Le scosse di questo periodo sismico pare siano riuscite più dannose 
al Reggino che non al Messinese : si mostrarono abbastanza forti nella 
Piana e si propagarono con minor intensità, anche nel versante ionico. 

[609] 1706. Settembre 29. Sieilia, Trapani? 

PfKRET A. : TrerHbh penins, Jtaì.y pag. 35. 

Il Perrey, seguendo Von HoflF, scrive : al 29 settembre in Sicilia 
terremoto che distrusse Trapano del Vasto (sic) a 15 miglia da Palermo : 
Huot lo riporta al 30 ottobre ed aggiunge che vi furono 1000 vittime. 

Questa notizia è piena di errori : nessun < Vasto » esiste in Sicilia 
e tanto meno un e Trapano del Vasto » . Io credo con ciò si voglia 
alludere a Termoli e Vasto in provincia di Chieti, cioè al grande ter- 
remoto della Maiella del 3 novembre. Il Mongitore, autore accuratis- 
simo, non ne fa cenno alcuno : egli nel 1706 registra solo (op. cit. pa- 
gina 413) una o due scosse sentite a 14*» del 3 maggio a Palermo : 
anche il Capocci non mette tale terremoto nel suo catalogo. 

f610J 1706. Novembre 3. Maiella (Abruzzi). 

A. D8 NINO: Il terremoto del noe in Sui mona - Distinta relazione del danno cagionato eco. - 
A. perrklla : Effem. della prov. di Molise, voi. n, pa^. 235-37, isernia 1892. 

liC scosse principali furono due : la prima, la maggiore, avvenne a 
'21'» del 3 novembre, l'altra a 3^ circa della notte. 



àOÓ [17061 

Un cronista sincrono, citato dal De Nino, afferma che la più intensa 
in Sulmona cominciò con un forte tremolio durato parecchi secondi, 
susse^ito da un fortissimo urto verticale : in Napoli invece si ebl>e 
dapprima un sussulto e poscia si senti ondulare ii terreno per consi- 
derevole spazio di tempo. 

Per quesfo terremoto in Campobasso restarono lesionate molte case 
e cadde gran parte del campanile della Chiesa Maggiore ; Fornelli* 
Roccacicuta e Bagnoli soffrirono notevolmente, neir ultima delle quali 
località rovinò il palazzo del goveruatore. Chieti non risenti danni no- 
tevoli che nel palazzo della R. Audienza e nelle carceri, che rimasero 
minacciose di prossima rovina : il campanile della Chiesa Maggiore fu 
pure molto lesionato. In Manoppello le chiese, le case ed i monasteri 
furono affatto rovinati con 250 morti. Turri cadde per metà : 7 vit- 
time. La parte di S. Valentino posta sul declivio precipitò totalmente. 
Taltra fu solo molto conquassata e si ebbero in questa località a de- 
plorare 10 vittime. Musellaro e Salle, alle falde della Maiella, furono 
quasi disfatti e perdettero rispettivamente 15 abitanti V uno e 16 Tal tre. 
In Caramanico, dalla parrocchia in basso tutto fu adeguato al suolo 
ed il restante ebbe a soffi'ire molti danni con 20 morti circa. Uguale 
numerp di vittime ebbe il piccolo paese di Lettomanoppello, che rimase 
affatto distrutto ; identica sorte toccò ad Abbateggio ed a Serramona- 
cesca : invece Tocco rimase rovinato per metà e l'altra parte minac- 
ciosa di prossima caduta ; quivi morirono circa 100 persone. Lama de' 
Peligni fu inabissata e solo dalla parte della montagna rimase qualche 
muraglia : verso il vallone tutto fu ridotto in un mucchio di rovine : 
a 130 quivi ascescero le vittime, oltre a 120 i feriti. Taranta fu ade- 
guata al suolo e pianse la morte di 100 persone ed altrettanto fu il nu- 
mero dei feriti ; nemmeno una casa quivi rimase abitabile, eccettuata 
la piccola chiesa di S. Maria della Valle fuori dell'abitato : la vicina 
Letto Falena fu essa pure disfatta e sotto le rovine rimasero oppressi 
60 abitanti. Sotto al rovinio generale delle case di Falena perirono più 
di 300 persone e 100 altre rimasero mortalmente ferite. Fara S. Martino 
cadde per metà, il resto fu reso inabitabile : 5 morti e 120 feriti circa. 
In Pescocostanzo si ebbero 11 vittime e pochissime case rimasero in 
piedi ; in Bussi tre soli edifici, quantunque squarciati e cadenti, non 
furono distrutti: quivi perirono 4 persone. In Pentinia furono trovati 
più di 150 morti : 4 in Forlì del Sannio, paese rimasto tutto diroccato : 
in Mon tenero Val Cocchiara ed a Cerro al Volturno molti edificii ca- 
duti con 3 morti nel primo e 4 nel secondo. Gamberale fu tutto spia- 
nato con 100 e più vittime. In Borrello tutti gli edifici rimasero o ca- 
duti o cadenti, senza però caujsare nocumento alle parsone. Pòpoli fti 
tutto fracassato e cosi pure Pettorauo; Archi e Bomba furono gravemente 



[1706] àOl 

(iauneggiati : ugnai sorte toccò .a Pacentro, ove, fi'a Taltro fu conquas- 
sata la piccola chiesa della Madonna dei Sette Dolori (docum ms, Arch. 
parr.) : in Pratola Peligna, sotto le macerie di molte case perirono 4 
individui e molti altri edificii rimasero in istato minaccioso. Raiano, 
Castiglione, Rocchetta e Rivisondoli furono tutti disfatti : in Agnone 
oaddero 5 case ed il campanile della chiesa di S. Marco. Vasto sofifrl 
assai: in Belmonte e Schiavi di Abruzzo caddero 10 case: in Castel di 
San^nro precipitò il castello vecchio superiore con le case circostanti e 
molte in quello inferiore. Rocca Cinquemiglia, Roccavalleoscura e Roc- 
caraso furono disfatte interamente. Solmona fu quasi del tutto abbat- 
tuta, pacche il solo convento dei Cappuccini, il campanile dell'Annun- 
ziata ed il Palazzo Monti rimasero in piedi: rovinarono dalle fondamenta 
fra gli altri edificii la Cattedrale, la chiesa dell'Annunziata (eccettuato, 
rome 6 detto, il campanile), il Collegio de' Gesuiti, sotto cui 5 persone 
rimasero schiacciate : nei monasteri di S. Monica, di S. Caterina, di 
S. Chiara e di S. Agostino, si ebbero rispettivamente 2, 5, 0, 2 e 2 vit- 
time : in quello dei PP. Predicatori 2 feriti soltanto. Secondo il De Nino 
op. cit.) il numero dei morti in città ascese a 1000 dei quali 740 erano 
persone ivi abitanti e le altre forestieri. 

Soffri pure dei danni la Badia di S. Spirito del Morrone. Torre passeri 
ed Acquaviva furono distrutti ; Celano, Gagliano, Aterno e Montereale 
furono molto danneggiati ; Aquila solo leggermente. In Città di S. An- 
gelo cadde il campanile della chiesa dedicata a S. Michele, come scrive 
il Biodi (Man. stor. ed artist. degli Abnizzi, pag. 474, Napoli 1889), 
che però erroneamente attribuisce il terremoto al 1709. 

In S. Pietro Avellana caddero 60 case ed altre 28 in parte rimasero 
abbattute ed in parte cadenti : neirabitato*rovinarono inoltre due chiese 
ed in parte 8 masserie ed altre 7 appena fuori dalla città. Quivi 46 
persone trovarono la molte : 35 di queste furono tosto estratte cadaveri 
e le altre morirono poco dopo. A Castel del Giudice furono distrutte 
totalmente 42 case, altre 60 gravemente lesionate : 4 masserie furono 
totalmente disfatte entro V abitato ed altre 4 appena fuori rimasero 
cadenti. I morti ascescero a 42 ed il danno, compreso quello arrecato 
alla Matrice, alle altre chiese, all'ospedale ed agli editici pubblici, ascese 
a 8406.20 ducati. I danni in Pescopennataro furono di ducati 9240. A 
Cassino, come nota il Pilla, il terremoto fu assai violento e duraturo 
e fu seguito da varie repliche, ma non causò alcun danno. 

A Napoli, come trovo notato nel Diario Napoletano, già parecchie 
citato (Arch. Star, per le prov. Napoletane, voi. X, pag. 479, Napoli 
1885) la scossa delle 21^ non produsse alcun danno, ma causò grande 
timore; a S** di notte ed a 12^ della mattina seguente si ebbero due 
altre repliche, non sentite dalla generalità degli abitanti. 



[1706-1707] 



oa il terremoto fa pure, come nota il Gagliardi [Dell' infermo 
Boma 1720, parte II, pag, 130) sentito con maggiore spavento 



i entro cui il terremoto è stato disastroso & forma molto irre- 
è racchiuBE età una linea (fig. 14) che inclade Manoppello. 
lacesca, Fara S. Martino. Borrello, Pesco Pennataro, Castel 
ice, S. Pietro Avellana, Forlì del Sannìo, Cerro al Voltamo. 
a, Montenero V. C, Roccaraso, Pescocostanzo, Pettorano, Sol- 
Etiano, Popoli, Castiglione e Torre Passeri. 




Fio. H. 

jentro di questo terremoto deve trovarsi nei dintorni delln 
ove dopo il giorno 5 furono sentiti dei rombi cupi come epari 
ieria e nei luoghi vicini piccole scosse : presso Pettorano. 
aramanìco ed in altre località alle falde di detto monte ai apri- 
te spaccature nel suolo. 

ta figura mostra l'andamento delle principali zone isosismiche 
area mesosismica disastrosa ; BB, rovinosa e G quasi rovinosa. 

1707. Marzo 24. Dintorni di Acqaasparta (Perug-ia). 

Il Btatu (Il BuiDR : j/ju. Cameralia Diversa, tomo XXIl, fo). lOH-lfl r. e v. 

fine di marzo scosse fortissime urtarono i dintorni di Acqua- 
aeciaimcnte le cosi dette • terre Amolfe » : la maggiore com- 
accadde a SC" circa del giorno 24 di detto mese e fu seguita 
ho pt^r tutta la notte seguente. Non si ebbero a deplorare né 
né feriti : poche case furono interamente crollate, ma molUs- 



[1707-1711] 203 



sime per le lesioni subite, furono rese inabitabili. I luoghi che soffri- 
rono maggiormente furono i seguenti : Colle di Campo ebbe i più gravi 
danni e per restaurare l'abitato, quantunque piccolissimo, si stimarono 
necessari più di 1000 scudi romani. La chiesa di Forzano fu ridotta 
ad essere inservibile per le fenditure ricevute e per il tetto minaccioso 
di rovina : le case del paese furono rese tutte pericolanti. La chiesa 
di Fiorenzaola ebbe il tetto aperto, i muri screpolati con un danno di 
1000 scudi : le case rimasero in piedi, quantunque in cattivo stato. 
Litema e Fogliano furono danneggiati come il precedente abitato ; 
Arezzo un po' meno. La chiesa di Messenano fu più rovinata di quella 
di Fiorenzuola e l'abitato ricevette gravi danni. Macerino invece soffri 
poco. 

Nei cataloghi del Perrey, del Mercalli e del Malvasia-De Rossi non 
si trovano notizie per i paesi circostanti riguardanti questo terremoto, 
i cui effetti devono perciò essere stati oltremodo assai localizzati. 

[612] 1707. Ottobre 16. Sicilia. 

MONoiTORB ▲. : Utor, cronoL dei terr. ecc., pag. 413. 

Al 16 Ottobre, a 8*^ Vt^ violentissimo terremoto in Catania^ Augusta, 
Lientini, Piazza ed altri luoghi. Nessun danno. 

[613] 1707. Marzo 3. Calubria? 

D'aho SapolUano dal 1700 al i709 in « Arch. Stor. per le prov. Napol. » Anno x, fòsc. iv, 
Vàg, 627, Napoli 1886. 

11 citato diario reca testualmente : « Con lettere di Calabria sotto 
il 3 di questo corrente mese [marzo] s' intese dopo vespero fortissimo 
terremoto che ha portato gran danno airedificg di quelle terre, repli- 
cando nella Basilicata, risolse la città di Maratea portarsi processio- 
nalmente... > 

[6U] 1709. Gennaio 8. Trapani. 

MoNurroRB A.: Mar. crotwL det terr. di Sicilia ecc., pagr. 413. 

A 4*» Vt deirS gennaio forte scossa a Trapani : a 6^ una replica. Al 
U gennaio poi tre scosse a Catania, a Randazzo ed a Francavilla. 

[615] 1711. Gennaio - Febbraio. Reggio Calabria. 

pERBtT A.: Tremai, ecc., pag. 36 - db Lorenzo : Afem. da servire alia Si. ecc., voi. I, parte 
m, pag. 208 - Db Rossi-Malvasia: Documenti ecc., pag. 10-1 1. 

Il Perrey, seguendo Von HoflF, ricorda che al 7 gennaio fra le 3 e le 
4^ della sera furono sentite a Kcggio Calabria tre scosse. La cronaca 
sincrona del reggino Cama, pubblicata dal De Lorenzo, segnala a lò^ 30"' 
di detto giorno una scossa, seguita mezz'ora dopo da replica : nessun 
danno. Poi al 21 febbraio, ad 1^ 15"", una forte e due a brevi intervalli 



204 [1712- 17U] 



a 20 30'' del 27. Nei Documenti pubblicati da De Rossi e Malvasia si 
riporta nna corrispondenza da Napoli del 17 febbraio, ove si narra che 
non solo in Reggio fu sentito il terremoto con grande spavento, ma 
anche in tatta la proviocia, senza però che apportasse grandi danni ; 
che si propagò pare a Messina ed in altri luoghi dell' isola, che infine 
gran parte delle popolazioni stavano attendate iu aperta campagna. 

[616] 1712. B«H>. 

PERREY A. : Trembl. penti». Ilaì., pag. 96. 

Seguendo Von Hofif, il Perrey dice che sul principio dell'anno sì 
senti a Roma una scossa che fece rovesciare una volta nel Seminario 
Romano. 

[617] 1712. Maggio. Caupobasso. 

MiLVAsTA-I>E BOSSI: Documenti ecc., paff. Il - S.irsblu P.: UU. Beet., voi. vii, pa*f. '1, 
lettera 39. 

Circa i primi di maggio ai senti in Napoli una gagliarda scossa clie 
incusse spavento nella popolazione ; In CampobaBso. per un terremoto 
seguito da repliche, furono rovinate alcune case e chiese. Durante il 
mese di maggio e fino al 15" giugno in Benevento parecchie forti, 

[618] 1712. Luglio 16. BrniiaHe, Stilo (Calabria). 

CAlmONK G. I>, ; / terr. Ai Calabria., paR, SCI - Ualvasia-Ue Rossi: Docunieiitl ecc., IKifT. 11. 

Al 9 luglio, a 8*' Vii * Keggio e Stilo una scosBa; al 16. a 5* ital.. 
a Reggio una violenta, che a Bruzzano e Stilo f\i fortissima, avendo 
causato delle fenditure in qualche muro. A questo terremoto allude 
certamente la notizia, datata da Napoli 19 luglio, pubblicata da Mal- 
vasia e De Rossi, che, cioè, in Calabria, sia stato sentito, con danni, an 
nuovo terremoto. 

Ha§safra (Lecce). 

Al 3 e G gennaio scosse di terremoto a Bari : iu Massafra precipita- 
rono 2 case. 

[620] 1713. Marzo 25. Sessa. 

M*LVAS1A-DK Russi : op. eli., pag. 11. 

AI 25 marzo, di notte, a Sessa (Aurunca o Cilento?) fortissima 
scossa : qualche danno. 

[621] 1714. Agosto. Salerna. 

Uai-vabia-Du ROSSI: op. CU-, PSR. 12. 

Nell'agosto alcnne scosse fortissime fecero diroccare in Salerno quattro 



^ I V 



[1715 - 1716] 205 



cinque case con morte di qualche persona ; furono intese anche in 
Avellino. 

[622] 1715. Febbraio 19 e 21. Reggio Calabria. 

CARBONE Grio. d. : / terremoti di Calabria ecc., pag-. 62 - db Lorenzo A.: Mem. da $erv. alla 
St. $ac. e e tv.... di Reggio^ voi. I, pag. 267. 

A IG>^ del 19 febbraio a Reggio Cai. scossa sentita anche nella Piana 
a Koccella ed a Caulonia: al 21, a 1^ e 5*" ant., due molto forti in Reggio 
e nelle località citate che produssero screpolature negli intonaci delle 
pareti : a 15^ ital. del 30 agosto a Reggio un altra ed a 7^ ital. del 14 
settembre una seguita da replica più violenta. 

Il Mongitore ricorda (Op. cit. pag. 413) che al 24 febbraio di questo 
anno si ebbero 9 scosse a Naso ; non vi sarà errore di data, invece 
che al 24 non si riferiranno al 21 ? 

623] 1716. Sieilia. 

MoNoiTORE A.: ist. cromi, de terr. ecc., pag. 441. 

Al 21 febbraio, secondo Mongitore, furono sentite violenti scosse nel 
Valdemone, specialmente a Castroreale. Nulla mi risulta per le Calabrie. 

Per maggio e giugno il Perrey (Trembl. ecc., pag. 36) dice che in 
Catania e Siracusa furono avvertite diverse scosse molto più violenti 
ad Algeri, ove perirono sotto le rovine dei fabbricati circa 20000 per- 
8<me, e che al 1° dicembre, a 4** di mattina, uno scuotimento violento 
urtò Messina, e fu fortissimo a Catania, rovesciando varie case : ciò 
secondo von Hoff. 

Il Mongitore, dopo le scosse di Castroreale precedentemente accen- 
nato, null'altro aggiunge : ciò mi fa ritenere erronee le notizie date 
dal Perrey, tanto più poi che il Chesneau (*) riguardo al terremoto di 
Algeria dice che il 3 febbraio a 2^ del mattino fa ivi sentita una prima 
scossa disastrosa, seguita da repliche più o meno forti ed al 26 da una 
nuova commozione intensa come la prima. 

Secondo la cronaca Cama, pubblicata dal De Lorenzo (Op. cit., voi. I,* 
pag. 267), a 10** */* ital. del 14 settembre, si ebbero in Reggio Calabria 
tre scosse a breve intervallo. 

[624] 1716. Ottobre 4. Cascia (Perugia). 

C4K r:Hi V. C'. : Nonnulla de terraemotu ecc., pagr. 351. 

Il Cocchi, scrivendo al Lancisi, dava notizia che « secunda noctis 
bora [4 ottobre] vehementius consueto mota est terra » per cui ag- 
giunge che anzi poco mancò che la città non fosse nuovamente di- 



'1} cuBSNEAU B.: .Vote sur les tremhleììients de terre en Algerie ln« Ann. dee Mlnes », 
JHQvier 1802, pai?. 7-8 (estr.), Paris 1892. 



206 [1717-1718] 



strutta. Si aprirono g^^ndi screpolature nelle pareti. Lo spavento del 

Cocchi e di tutti gli abitanti fu grandiSBimo. 

e non si parli di repliche pare che il timore (e quindi 
ansa) sia durata per parecchi giorni, perchè' egli scrive 
si andava a letto con lo stesso animo con cui si sarebbe 
alo, 

•a notizia danno di questo terremoto i varii cataloghi e 
sismiche. 

Aprile 4. ' ViMri* (Siracusa). 

lor. eroH. Oet lerr. di Sic., pag. IH. 

leta della sera del 4 aprile an fiero terremoto urtò Vit- 
vi cadere una casa, sotto le cni rovine sì ebbero a de- 
ime : tale scuotimento si propagò in tutta la vai di Noto. 
'Trembl. ecc., pag. 36) oltre alle scosse del 22 aprile, di 
, poco, dà le seguenti notizie : maggio-gingno-Inglio pa- 
oli in Sicilia — 15-17 giugno a Siracusa e Messina scosse 
) qualche danno — 27-28 a Catania alcune violenti pre- 
libi fortissimi. 

re (loc. cit.) non ricorda queste scosse, ma invece le se- 
lio, 4'' SO" ital. due a Catania — Ifl settembre, 17" ital.. 
t ed in vai di Noto — 21, altra nelle stesse località. 

Aprile 22. Castrtreale (Messina). 

nnuuu TrlMcriae terraemotu, pag. 125-131 - uoNaiTORsA.: J$t. Cromi. det 

isto come già nel 1716 [623] fOB8ei*o state sentite a Ca- 
) scosse : ora all' aurora del 22 aprile a Messina un for- 
fu precursore di una scossa della durata di un ■ credo > 
tllai'e le case e spaventare la popolazione. Fu forte sopra 
reale che ricevette gravissimi danni : caddero alcune case, 
,rono conquassate e rovinose : furono rotti tatti gli acque- 
scossa fu intesa a Pozzo di Gotto, a Milazzo, a Kometta. a 
Eolie, ecc. 

Giugno. Liv«r««. 

n M. S. ; Documenti ecc., pair. \ì. 

imi giorni di giugno parecchie scosse a Livorno, alcune 
tsai violenti. 

Febbraio 20. Siracnsano e CatiBe.«e. 

. eronol. del lerr. iti Sicilia, pag. 415. 

raio, a IS"" '/s ital., a Nicosia (Catania), a Lentjni, a Car- 



[1718 - 1719] 207 



lentini (Siracusa), a Rogalbuto, a S. Filippo, a Gagliano (Nicosla), ad Ali- 
mena (Cefalù) ed in altri luoghi vicini violenti scosse con qualche danno. 

[629] 1718. Marzo 10. Noto (Siracusa). 

UoNQiTORE A.: Op. Cit., pa«. 415. 

Al 10 marzo a Noto terremoto gagliardissimo. Il Perrey (TrembL pen. 
JtoZ., pag. 36) dice che verso il 18 marzo a Catania fafono intese nuove 
scosse che fecero rovinare alcune case. 

Al 19 giugno si ebbe, verso le 10** V21 ^^ A^ro scuotimento ad Au- 
gusta ed al 25 e 29 agosto, rispettivamente a 3^ di notte ed a 23»» V, 
ital., due lievi a Palermo. 

^630] 1719. Gennaio 7. Prioli. 

m%lvasia-De BOSSI: Documenti ecc., pag. 12 - pbrrby a.: Trembl. penins, Itah, pag. 37 - 
Piovenb: Cron, terr. a Vicenza, pag. 50 - Scarpa: Terr. aw. a Treviso, pag. 181. 

Verso le 3** della sera del 7 gennaio a Venezia una forte scossa della 
durata di un « credo » incusse panico, fece cadere qualche comignolo 
ed aprire varie lievi fenditure : pare — secondo i documenti Malvasia- 
De Rossi — che abbia nel Friuli causati danni maggióri, avendo ivi 
fatto cadere alcune case. Però il Tommasi, nel suo catalogo dei terre- 
moti friulani, non parla di questo terremoto : sappiamo però che a Tre- 
viso fece cadere qualche comignolo, che a Vicenza fu forte ma senza 
danni, che si propagò anche a Padova, a Bologna, a Ferrara e lieve- 
mente fino a Verona ed a Pesaro. 

;tì31] 1719. Maggio 23. SiracDsa. 

MoNorroRB A. : Istor, cronoL dei terr, ecc. pag. 415. 

D 13 gennaio, a 2** V« ^ì notte, si sentì a Ragusa ed a Vizzini una 
scossa che provocò grande spavento ; al 21 aprile, a 4** di notte, tre a 
Catania ; a 3** del 19 maggio una a Palermo ed infine nel 23 maggio 
un terremoto urtò Siracusa, Catania, Ragusa ed altre città. Il Perrey 
(Op. cit., pag. 37), citando il Jour/iaZ historique- {^q^X. 1719: pag. 185), 
registra al 23 maggio un terremoto a Siracusa che fece rovesciare più 
c^ise e fh seguito per più giorni da repliche. Dubito dei dettagli ri- 
(Tuardanti V intensità dati dal Perrey, perchè mi pare che se tale 
scossa avesse recato danni, il Mongitore, autore accurato, V avrebbe 
accennato. 

[632] 1719. Giugno 27. Norcia (Perugia). 

Maia'asia-De rossi M. S.: Documenti ecc., pag. 12 - moroni: Diz. a* erud., voi. LXIX, 
pag. 35. 

Dopo le 10*» V« del 27 giugno a Roma lieve scossa lunga un « ave » ; 
fa gagliarda a Rieti, a Spoleto, a Foligno ed in altr^ luoghi circonv^- 



[1720] 

"oi'cia ed adiacenze fece cadere alcune case con morte di 
ersona. Visso non pati alcun danno. 

780. Gennaio 10. Alpi A|hih« (Toscana). 

m: I terr. Apuani, paj?. 6 lestr.) 

gennaio, a 9^, nelle Alpi Apuane fiera acoasa che forse corrì- 
n quella registrata dal Perrey (Tretnbl. peniti». Ital., pag. 37) 
2 a Genova ed a Livorno : altre lievi ad l*" ant. del 12. ad 
el 13. a a*" ant, circa del 17 gennaio, e poi a IC pom. circa 
) 13 maggio. 

T20.Agvstu 27 28? Atina (Caserta), 

aojsi: Dodiittenti ecc., pag- lS-13 - pilla l.: Relaz. dei Irem. ecc., piig. 102. 

lite volte citati Documenti si apprende che al 27 o 28 agosto 
furono sentite due scosse, le quali, quantunque innocue, ge- 
grande apprensione : a Montecassino produssero danni all'ab- 
icero rovinare alcune case nei dintorni. 

nota per Montocassino una prima scossa assai gagliarda ad 
del 7 giugno, ed an altra nella notte del 19 agosto molto forte 
i intensa nella vicina Atina. La qual notizia, che forse * la 
ta, si riferisce certamente alla scossa che i documenti Ual- 
EÌ03SÌ affermano avvenuta al 27-28 con danno nei diittomi di 
Ino. 

720. Settembre 12. fler»» (Calabria). 

ntbl. peniiu. Ital., pa(c. 37 - Malv*sia-de rossi: DoeuntetUi ecc., i>ag, 13 - uon- 
.: Ittor, cromi, del (tir. ecc., pag. 415- db lorento; op. clt,, voi. i, pag. 261. 

ey dA notizia di una scossa avvenuta il 9 settembre a Mes- 
i quale città produsse qualche danno. 

jettembi-e un fortissimo scuotimento in Gerace, cansò la ro- 
nonastero con la morte di qualche religioso : pare che qn<«sta 
n siasi propagata tino a Keggio, poiché la cronaca Cama. 
i dal De Ijorenzo, e le notìzie del Carbone Orio accennano 
eguenti : 15 gennaio, S" 45*° ital. scussa a Reggio sentita nella 
Laureana ed a Nìcotcra ; questa scossa fu più forte a Mes- 
irio di Roma, N. 9 : febbr. 1720) — a 10^ a Reggio nuova 
ta pift violenta della precedente a Messina, ove a 11'', ne fu 
altra — 27 aprile, 16'' una a Kf^ìo sentita a Rosamo, a 
MonteleoiK', a Tiriolo ed a Maida — 28 aprile, 17" circa, una 
ed a Tiriolo ed intinc al 17 dicembre, a 7", una a Reggio 
a S** IS*" ilal., una ond. lunga e leggera seguita da replica 
Il Mongitore alia sua volta non registra nel 1720 che una 
ssa avvertita a 12" del 26 ottobre lievemente a PaleiTno, 



[1723 - 1724] 209 



[636] 1723. Monte Camino. 

Ds Marco Q. : Monte Cassino ecc. pag: 73. 

Il 30 maggio lieve scossa : un' altra era stata sentita nella settimana 
innanzi propagatasi pure air abbazia di S. Vincenzo : al 15 luglio forte 
terremoto sentito anche a S- Germano : a 11*^ */2 circa del 12 settembre 
una fortissima con replica subito dopo : all' 11 ottobre un' altra molto 
forte ed infine al 18 nuova scossa fortissima susseguita nella mattina 
seguente da replica. 

[637] 1724. Marzo 20. Lovere (Bergamo). 

MiLYAsiA-DB Rossi: Documenti, pag. 13. 

Al 20 marzo a Lovere e territorio gagliarda scossa con leggera re- 
plica al 23 : fti sentita in Valtellina senza danni. 

[636] 1724. Settembre 3. Reggino. 

Cahbonb Grio d. : / terr. di Calabria^ pafi:. 62. 

A 6*» ital. del 17 maggio a Cinquefrònde, a Polistena ed a Reggio ter- 
remoto fortissimo con rombo : a 22** 7« ^^^ ^ agosto a Reggio, a Gal- 
lico, a Calanna ed a Scilla scossa a quattro riprese della durata totale 
di 1» : la prima e V ultima ftirono fortissime e produssero dei crepacci 
nei muri. 

[639] 1724. Settembre 11. Setacea (Qirgenti). 

Savasta f.: Ist. dell* orr, terr» ecc., pag. 14 - monoitore a.: Istor. cronol. dei terr. ecc., 
pag. 415. 

A Sciacca TU settembre forte scossa seguita da numerose repliche 
fino ai primi di novembre : buona parte degli abitanti abbandonò le 
case. A Palermo si intesero due scosse, una a 9*" della notte precedente 
il 15 settembre e V altra, più intensa, a 22^ del giorno 18. 

[tUO] 1724. Dicembre 11. Travale (Senese). 

SoLDANi A. : Relazione ecc., pag. 15. 

All' 11 dicembre, circa le 20** (1** pom.), in Siena una gagliardissima 
scossa causò qualche leggero danno, vale a dire la caduta di qualche 
comignolo e piccole lesioni ai muri, specialmente del convento dei 
PP. Carmelitani scalzi. Nella regione Elei ne fece dei gravi, giacché 
fece rovinare chiese e case : i paesi che soffersero maggiormente furono 
Monte Ingegnoli, Fosini, e molto più ancora Travale, ove vennero ab- 
battute 26 case; la Pieve e gli altri pochi ediflcii furono molto danneg- 
giati, senza però che vi sia perita persona. Nella carta (fig. 52) sono 
segnati l'epicentro e la zona mesosismica. 

BARATTA : Terremoti ecc. ' 14 



210 [1725-1726] 



[641] 1725. Ottobre 28? Rmapia 

QiJARiNi P.: / teìT, a Forlì, pa^. 61 - Pkrrey a.: Trembì. penins. Ital., pag. 88- B. Rioan 
Ann. della città di Faenza^ voi. in, pag. 298 - O. Simom; Cronist. del com. di Medicina, 
pag. 8TO-71. 

In una cronaca ms. di un capuccino si legge che in Modigliana, 
dopo la metà di ottobre, si sentirono varie forti scosse per più di 20 
giorni : la popolazione intimorita abbandonò le case. Alla sera di S. Si- 
mone (28 ott.) ve ne fu una si gagliarda che sconquassò tutto il con- 
vento e la chiesa di detti padri : nel paese fu abbattuto un solo co- 
mignolo. 

A Faenza la scossa fa < orribile » e per alquanti giorni furono sen- 
tite delle repliche : fu intensa a Forli, a Fontana ed a Casola ; recò 
grande spavento a Medicina. 

Secondo V Ottieri (Istoria delle guerre avv, in Europa e particolar- 
mente in Italia ecc., Roma 1757, VITI, 174) i luoghi che soffrirono 
maggiormente per questo terremoto furono Faenza, Brisighella, Berti- 
nora. Modigliana e Terra del Solo. 

Il Perrey al 4 novembre registra altre due scosse violenti a Faenza 
ed al 28 di tale mese (non sarà ottobre V) una nuova che fece danneg- 
giare gli edificii. 

Secondo il Guarini al 15 novembre si ebbero in Forlì due scosse 
ed una breve poi a 1** V*- 

[642] 1726. Aprile 9. Monti) Uliveto (Senese). 

SoLDANi A. : Jielaz. ecc., pag. &H5. 

Circa le 4*» della notte del 9 aprile a Siena fortissima scossa seguita 
da due altre leggere : causò si grande terrore che tutti abbandonarono 
le case : fu più forte nei luoghi circonvicini e specialmente a sud della 
città : a Monte Oliveto determinò qualche lesione e la caduta di una 
volta di quella celebre spezieria. 

[6431 1726. Settembre 1. Falerno. 

Vera relaz. dell'orribile tremuoto ecc. - Ultima e vera relazione delV orribile tremuoto ecc. 
MoNoiTORE A. : Palermo amtnonito ecc. - Resgitano : Vera e distinta relazione ecc 

A 4** 5"» della notte un violentissimo tremuoto agitò non solo Palermo 
ma i paesi circostanti per un circuito di 60 miglia circa : secondo al- 
cuni il movimento sismico ebbe 5 riprese, secondo altri cominciò con 
moto regolare e presentò 4 riprese sempre più forti. 

Nello stesso istante il mare fremendo si ritirò dal lido con grande 
spavento di quelli che si trovavano sulla spiaggia : una nave francese 
lontana da Palermo 30 miglia, non molto distante da Ustica, traballò 
con improvviso moto, talché il capitano credette di aver investito in 
qualche scoglio o banco di arena : una barca presso il M. Gallo fu in 



[1726] 211 

• 

pericolo di sommergerBÌ per il « rigonfiamento • e fremito dell'acqua. 

I danni in Palermo farono gravissimi e di essi il Mongitore nella 
sua citata opera Palermo ammonito ecc. dà una particolareggiata de- 
>.*rizione quartiere per quartiere. Quello di S. Cristina fti il meno dan- 
Dt'ggiato ma non restò totalmente illeso ; fra gli edificii più cospicui 
che risentirono per il terremoto dobbiamo notare il palazzo reale, il 
{grande ospedale, il monastero di 8. Chiara^ le chiese di S. Antonio 
(ia Padova, del Carmine, del Gonfalone, del Salvatore : parecchie case 
inoltre furono rovinate, altre lesionate ed a molte si dovettero tosto 
apporre dei puntelli. 

II quartiere di S. Agata risenti i maggiori disastri nelle chiese degli 
Agonizzanti, di S. Vincenzo, di S. Maria della misericordia ; nei con- 
venti di & Niceolò da Tolentino, di S. Caterìnii, della Martorana, di 
S. Benedetto ecc. e nei palazzi di Campofronto, Del Carretto e Mella. 
Molte case inoltre precipitarono al suolo e molte altre caddero nei di 
sasseguenti : tutte le rimanenti ftirono lesionate, certune in modo tale 
da rendere necessaria la demolizione dei piani superiori. 

Il quartiere di S. Ninfa fd gravemente flagellato e sparso di rovine : 
gravi danni furono inferii ai templi ed agli edificii pubblici e privati ; 
molte case, benché non precipitate, restarono si offese e lesionate da 
richiedere un pronto puntellamento. 

Nel quartiere di S. Oliva si riscontrarono pure varie rovine nelle 
chiese e nelle case. 

Riassumendo le contrade pi& danneggiate furono le seguenti : il e Cas- 
seromorto » dove cadde V isolato di case unito alla chiesa di S. Gio- 
vanni e l'altro annesso alla chiesa di Porto Salvo : le case dietro porta 
«Carbone», la contrada della «Fonderia», quella dei « Cassari », dei 
< Spadari », degli Argentieri, la loggia dei « pannieri », la « Con- 
ceria », la strada dei < Candelari », il largo « S. Onofrio », le strade 
dol « Monte », dei « SS. Cosmo e Damiano », delle « Api », ed il piano 
del < Papireto ». Farono parimenti danneggiati il largo « S. Anna », 
Ih piazza dei « Latterini » e la strada collaterale, la chiesa degli « Ago- 
nizzanti », le contrade del « Giardinazzo », della « Ferrarla », la 
chiesa di S. Niccolò Tolentino, la contrada del < Ponticello », la « Casa 
professa » e « Ballerò ». 

Riguardo i dintorni dobbiamo notare che dalla cima del monte Gallo 
si staccò un grande masso ; che nel braccio del molo si aprirono due 
fenditure una di 12 canne di lunghezza (*) e di 3 palmi di larghezza, 
1* altra lunga 6 canne e larga 1 palmo e mezzo ; esse erano profonde 
tino a toccare l'acqua del mare. Varie lesioni si determinarono anche 



(1) lA canna è lun^a m. 2.065 circa: 8 palmi formano una canna. 



212 [1726- 1727] 



nel baluardo della Lanterna : in una località sopra la contrada « Torre 
longa » caddero due casette di campagna sotto le cui rovine perì una 
persona. 

« Il maggior danno » nota il Mongìtore < fu in quel sito ove anti- 
camente erano i due moli, che dall' uno e dall' altro fianco cingevano 
r antica città di Palermo : che essendo fabbricati in parte più debole 
poterono meno resistere.... quantochè [le case] fondate sopra sode rupi 
resistendo con più vigore, ancorché sentissero lo scotimento, nulladi- 
dimeno o restarono illese o fu lieve il loro danno ». 

Le vittime del terremoto ascesero a 250 ed a 151 il numero d**i 
feriti. 

Questo scuotimento fn inteso fortemente a Marsala ed a Mazzara : 
lievemente a Sciacca. A Trapani fece precipitare due palle ornamen- 
tali del campanile dei PP. Carmelitani e nella fortezza della « Colom- 
bara * morì oppresso un soldato. 

Al 16 ottobre, a 10*" circa di mattino, si senti in Palermo una scossa 
lieve, ed alcune altre minori al 19 e 20 di detto mese : nell' ultima 
giornata testé ricordata un violento scuotimento urtò Cefalù, Tusa, 
Calatabiano, Isncllo, Gratteri, Gerace e Gagliano, ove non apportò ro- 
vine ma grande terrore ; al 26 settembre si ebbe un terremoto a Tra- 
pani di cui parlerò a suo luogo. (N. 644). 

[644] 1726. Settembre 26. Trapani. 

MoNoiTORB A.: Istor, cromi, dei terr. ecc., pa(?. 418. 

Al 26 settembre a Trapani ed a Monte S.- Giuliano un terremoto 
fece abbattere 10 case e diroccare due celle nel convento dei PP. Ca- 
puccini. 

[645] 1727. Gennaio 5-7. Noto (Siracusa). 

Monoitorea.: Istor. cromi, dei terr., pap. 410 - Relazione dell'orribile e spavetU. trem. ecc. 

Nel giorno 5 gennaio, ad ore 8 Vs ital., in Noto due scosse atterri- 
rono r intera città : nel giorno 6 si ebbero altri cinque scuotimenti a 
poco intervallo l'uno dall'altro : il primo a 2*», il secondo a 3*», il terzo 
a 3^ Vi fu più gagliardo degli altri due, il quarto circa a 3*» ^4 ^^ il 
quinto a 4^ fu sì forte che fece uscire l' intera popolazione dalle case. 
Nel giorno 7, a 7*» V2 i^^l- ^^ notte (0^45" ant. circa), altro molto forte: 
indi a 18** ital. scossa fortissima e per intensità simile a quella dell'll 
gennaio 1693 che distrusse la città. 

Per questo scuotimento e per i maggiori precedentemente sentiti, 
cadde a terra il muro della chiesa vecchia del monastero Francescano, 
r arco maggiore del SS. Salvatore, aprendo pure l' intiera tribuna, 
1' arco della chiesa vecchia di S. Maria di Gesù dei Min. Osservanti, 



[1727J '2lì 

parte del convento dei PP. minimi di S. Francesco da Paola ed altre 
case di minore altezza : gravi fenditure si aprirono nelle fabbriche 
nuove della città e tra queste la chiesa dell' Arcangelo S. Michele. 
Malgrado tali rovine non si ebbero a deplorare vittime : due sole per- 
sone rimasero gravemente ferite. 

L' ultima scossa (18'^, 7 gen.) fu sentita, senza però alcun danno, e 
nemmeno dalla generalità degli abitanti, ad Avola, a Palazzolo, a Spac- 
caforno, a Modica, a Scicli, a Ragusa, a Vizzini, ad Augusta, a Sira- 
cusa ed in altre località della vai di Noto, ed inoltre a Catania, a 
Messina ed a Palermo. 

[646] 1727. Maggio-ottobre. Sciacca (Girgenti). 

MoNoiTORK A-: Op. cit., po^. 41S-19 - Savasta: Istor. delVorr. terr. ecc. 

L' 8 maggio ad ore 11 74 ital. una orribile scossa, preceduta da 
torte rombo, fece tremare tutte le fabbriche della città, la cui popola- 
zione spaventata usci dalle case : fu seguita da rombi sotterranei non 
accompagnati da sensibile tremolio del suolo. Intorbidarono i pozzi. 
Por questa scossa e per le altre maggiori, di cui darò in seguito l'elenco, 
.«^i produssero varie fenditure, facilmente però risarcibili, nelle fabbriche, 
nella chiesa ed in alcune camere dei dormitorii del Collegio dei PP. di 
(tcsù : nei conventi dei Minori Osservanti, dei PP. di S. Domenico 
degli Agostiniani e dei Paolini ; nel monastero delle Giumare ed in 
<luello di 8. Maria dello Spasimo. La torre del Castello nuovo di Pe- 
ralta fu lesionata nelle quattro sue faccie. Non crollò però alcun edi- 
tìcio. Le maggiori scosse nelle terre vicine furono intese solo legger- 
mente. 

Rkplichb: — Maggio 16) 11*», fortissima simile alla precedente; 2i) 2V, 
soossii più lieve: continuano ad udirsi dei leggieri scuotimenti; Si) 7**, una 
fortissima — Giugno 2) 12*», fortissima : in tutto il mese continuamente sia di 
giorno che dì notte repliche lievi — Luglio 4) una veemente, il mare si ritirò 
dalla spiaggia ; 5) nella giornata 5 scosse, di cui 2 fortissime e 3 leggiero ; 
ih scosse forti ; i0-i5) giornalmente scosse lievi ; i6) 4*» notte, una fortis- 
sima ; Ì7-2S) leggiere repliche più volte al giorno; 2f) 1*» di notte, una 
molto forte ; 29) 4** notte, terremoto non tanto forte ; 30) 12*» V'4, una molto 
f<»rte causò grandissimo spavento e produsse una grande fenditura nella 
(;hi»^Ha dei Gesuiti : fu seguita da molte repliche sempre più incalzanti ; 3i) 
lo"*',, scossa e rombo fortissimo — Agosto i) 16*», scossa fortissima simile a 
(piella del 4 luglio ; 2) 10*» */2« altra fortissima : nello spazio di 30»"» 5 repliche 
e 6 altre fra poco prima e poco dopo V € ave maria » ; a 3*» di notte altro 
>ei o sette scosse di cui la prima fortissima e le altro leggiero : 3) 9*», scossa 
veementissima, la più intensa del periodo sismico : proceduta da forte rombo 
f»H» cadere dalla sommità delTorologio del monastero grande una grossa 
palla di pietra del peso di 2 cantari ; 3-16) continue scosse leggiere ; i7) 6*", 



214 [I72t - 1728] 



una forte che fece ondulare i letti ; Ì7-25) il suolo stette in quiete ; 26) nella 
giornata una forte di mezza < ave maria » ; 28) 4^ notte, due forti e pa- 
recchie altre fino al yo settembre ; ii) 9^ Vx» una fortissima di mezza < ave 
maria » susseguita da tre repliche leggiere ; i2) Id-IG*", una non tanto fort*^; 
i5) 12*» circa, due lievi ; i7) 11^ una forte con rombi ; 18-28) continui rombi 
e leggiere scosse ; 26) 4^ notte, fortissimo rombo sotterraneo, quindi calma 
fino 3ÌV Ottobre 4) 9^ e 12^ due mediocri ; 6) 3^ notte, una fortissima che causò 
panico; 9) IP, una sensibile ; iOdT) nessuna scossa: 18) 12*» ^,'4, una lun- 
ghissima con due repliche lievi ; 26) 21*», una sensibile ; 28) 4*» notte, lievis- 
sima scossa con replica ad 11*». 

Il Mongitore aggiunge che al 28 maggio fu sentito un terremoto a 
Paltsrmo, a Salaporuta, a Partanna, a S. Ninfa, a S. Margherita, a 
yillafì*anca, a Girgenti e nelle terre vicine. 

[647] 1727. Dicembre 15. Urbiiate. 

Giov ANNETTI : Vfta di S. Smidio (relazione), pag. 33-'<M [m ediz.] 

A 1*» ^4 della notte del 15 dicembre replicate scosse furono intese 
al monastero di S. Michele Arcangelo della Congregazione Ulivetana, 
detto della Gaiffa, diocesi di Urbino, per le quali il fabbricato rimase 
molto danneggiato : vi precipitarono infatti delle volte e si aprirono 
dei muri e degli architravi. Durante la notte varie repliche e nuovi 
danni. 

[648] 1728. Febbraio 8. RoecanonfiDa (Caserta). 

Perrotta G. : Dtl treni, spav. ecc., pag. 150-52. 

Air aurora dell' 8 febbraio in Roccamonlina grande urto sussultorio 
che fece lesionare gravemente i muri delle case : il monastero de' Lat- 
tani ebbe danni specialmente all'angolo di mezzodì. A 17*» replica forte : 
la gente allora si ritirò all'aperto. Seguirono per circa 50 giorni molte 
scosse precedute da rombo sotterraneo. La prima fa intesa leggermente 
nelle regioni circostanti, le altre solo in Koccamonfina. 

[649] 1728. Maggio. Nicastro (Catanzaro). 

Malyasia-De bossi : Documenti ecc., pag. 16. 

Sui primi di maggio scosse molto forti a Nicastro : i cittadini si 
ricoverarono nelle campagne 

[650] 1728. Dicembre 15. Paio. 

P. M. amiani: Mem. istor. della città di Patio, parte n, pag. 328. 

A 4*» della notte del 15 dicembre si sentì in Fano una scossa sì 
lunga e gagliarda che la città pareva subissare : continuarono ad udirsi 
repliche anche nel 1729. 



[1729 - 1730] 215 



1651] 1720. Giugno 23. Firenie. 

(iiovAxxozzi G. : / Urr. stor. jlorfnt(ni/^a^. 9 (estr.) e Per una storia dei ierr. toscani, pa- 
jrina n-ia .estr.) - O. Oiuntini : Lettera scieut. ecc., pag. 18-19 e 39 - J. M. Fioravanti : 
Mem. stor. della citta di Pistoia, Lucca 1158, pajT. 484. 

Fra r 1 ed il 2 giugno in Siena si ebbe una scossa gagliarda seguita 
da tre lievi, le quali tutte non apportarono il menomo danno. Al 23 
giugno, sul far della mattina, in Firenze grande scuotimento, preceduto 
da lampo^ della durata di 10* : mezz' ora dopo replicò ma assai meno 
intensamente. Il panico fu grandissimo : molti , temendo la rovina 
(Ielle case uscirono all' aperto. Cadde però un solo camino in una 
casuccia del Borgo di S. Lorenzo ed alcune finestre nella chiesa del 
Carmine. La scossa fu sentita sensibilmente a Signa, nel Casentino 
ove Prato vecchio fu più di ogni altra località scrollato) ed anche a 
Pistoia, giacché il Fioravanti dice appunto che detta città nel giugno 
fu scossa da replicati e forti terremoti che spaventarono grandemente 
gli abitanti. Infatti poi a Firenze nello stesso mese se ne intesero altri 
forti, particolarmente a 6** 7* *^'- ^^^ 26 ed a 9** V4 ant. del 22 agosto^ 
r ultimo dei quali incusse un po' di timore. 

[652] 1729. Giugno 28 29. Patti, Milazzo, Castroreale (Messina). 

lioNoiToiiB A. : Istor. croHol. dei terr. ecc.« pagr. 419. 

L'A. citato scrive che a 17^ ìtal, del 28 giugno in Messina si senti- 
rono tre acosse violenti e che a 18*» del di dopo a Patti, a Milazzo, a 
Castroreale e luoghi vicini un terremoto causò qualche danno. Data la 
vicinanza dei luoghi sopracitati, e la quasi concordanza delle ore, io 
dubito che le predette due notizie si riferiscano ad un identico feno- 
meno, del quale la data o neir una o nell'altra è errata. 

[(5o31 1730. Marzo 28. Massa (Carrara). 

G. GiovANNozzi : / teì*r. stor. Apuani, pag. 7 (estr.) - Malvasia-De Rossi : Documenti ecc., 
pai?, n. 

Al 28 marzo circa le 7** (3*» ant.) - secondo i documenti del Mal- 
va.Hia — a Massa una violenta scossa, causò la rovina di parecchie 
case: fu lieve a Genova ed a Livorno e più sensibile a Pisa. Secondo 
il Giovannozzi, che si appoggia ad alcune cronache, due sarebbero 
state le scosse avvenute in Massa, circa le 6*» della notte (2^ ore ant.) 
lo i)uali, quantunque forti, non avrebbero causato danno alcuno. 

L'essersi inteso, anche leggermente, questo terremoto a Genova, mi 
induce a ritenere che al suo epicentro per l'intensità possa essere col 
locato per lo meno fìra i fortissimi. 

Al 7 ottobre nella Lunigiana e specialmente nel territorio di Fiviz- 
zano furono sentiti quattro scuotimenti, uno dei quali a mezzodì fu 
assai sensibile, quantunque innocuo. 



àie [naò] 

• 

[654] 1730. Maggio 12. Nere» (Perugia). 

Giov ANNETTI M. : l'ila di S. Emidio ecc.. m edlz., Aquila 1187 ^Belaz.) paf?. 29-32 - Mal 
vasia-Db bossi : Documenti ecc., pag. 17 - Perrey a. : Tremiti. peniM. Ital., pò*". 39 - 
Vera e distinta relaz. del terr. ecc. - Veridica relaz. dei danni fatti ecc. - A. Cappello : 
Mem. ist. di Accumoli, Ronaa 1829, voi. li, pag. 152 - Moroni : Diz, d*erud. ecc., volume 
LXix, pag. 85 - P. Patrizi-Porti : Delle Mem. stor. di Norcia ecc., pag. 637-39. 

Il 12 maggio, alle ore 10 V4 ì^al. (6*^ 30°» ant. circa) una scossa ter- 
ribile susB.-ond., a tre riprese, danneggiò fortemente in Norcia il cam- 
panile di S. Benedetto, una parte del quale essendo caduta sui sotto- 
posti fabbricati loro apportò danni. Fu quasi del tutto atterrata la 
chiesa di S. Maria, di cui rimasero i soli muri laterali : in più parti 
fa rovinata quella di S. Giovanni : i conventi e le rispettive chiese dei 
PP. Agostiniani e dei PP. Conventuali, furono rese del tutto inservibili e 
cosi pure il Collegio delle Scuole Pie : gravi lesioni risenti pure quello 
dei Riformati. I monasteri di S. Antonio, di S. Pace, di S. Caterina e 
della Trinità non furono dopo la scossa più abitabili. Moltissimi danni 
ebbe la chiesa e l'oratorio dei PP. Filippini : Tabitazione del Prefetto 
(Castellina) ed il palazzo consolare rimasero molto danneggiati e cosi 
pure tutti gli altri edifici sacri e le case. La scossa si propagò anche 
a Roma : alle 19** V« (2** 7* pom.) una replica violentissima arreca 
nuovi danni. In Norcia si ebbero a deplorare circa 200 vittime, ed a 
500 ascese il numero dei feriti. Tutti, i villaggi circostanti alla città, 
cioè il castello di S. Marino, S. Pellegrino, Savelli, Nottoria, Frascaro, 
Val Cadara, Popoli e Pie' di Ripa furono pure rovinati con mortalità 
di persone, ed in gran parte abbattuto quello di Campi. Sofft'irono 
molto Ancarano, Abeto, Todiano e forse anche Leonessa (vedi N. 656). 
Al dir del Cappello, Accumoli divenne un vero « scheletro ». Ad Ascoli 
cadde una casa ed un architrave di una finestra. In Trevi i danni fu- 
rono di non grave momento, precipitò però, secondo il Venuti, una 
parte del cornicione del famoso tempio del Clitunno : Solmona soffY-i 
molto per il terremoto di Norcia, che fu solo fortissimo ad Aquila, a 
Cascia, a Vasto, ad Amatrice ed a Monteleone. 

Seguirono molte repliche più o meno intense : al 27 si ebbe un nuovo 
massimo sismico con una fortissima scossa, la quale destò molto panico 
nella popolazione. 

Vedi la zona mesosismica di questo terremoto nella figura 13. 

[655] 1730. Giugno. San 6ÌDe8Ì« (Macerata). 

G. Salvi : Mem. stor. di S. Ginesio^ Camerino 1889, pag. 286. 

Nel giugno a S. Ginesio una violentissima scossa costrinse gli abi- 
tanti ad uscire dalle case : fu sentita nei paesi vicini di Ripe e di Loro. 
Pare che non vi siano stati danni gravi perchè furono fatte ftinzionl 
sacre per essere stata la città preservata. 



[1730-1731] 217 



[656] 17S0. Giugno 12. Leonessa (Aquila). 

( ti»oa : Catalogo ecc., I, pa^. 9SS. 

Al 12 giugno^ secondo il Capocci, vi fu un terremoto nell'Abruzzo 
che distrusse quasi per intero Leonessa. Dubito che la data sia errata 
e che la notizia si riferisca al 12 maggio, vale a dire al grande terre- 
moto di Norcia (N. 654). 

[657] 1731. Lipari. 

G. MEBCALU: Le eruzioni deW Isola Ai Vulcano ecc.. pag. 38 (estr.) 

Molte scosse fecero tremare V isola di Lipari : dopo di cui successe 
un violento e lungo periodo eruttivo di Vulcano. 

[658] 1731. Marzo 20. Fo|^gfa. 

a^RATTA if . : Sulla attiv. stsm nella Capitanata^ pa^. 10-12 e 42 (estr.] - Malvasia-de rossi : 
Documenti ecc., pag. 17-19 - Relazione dello spav. tremuoto ecc. - Distinta relaz. delVorr. 
(rem. ecc. - O. araneo : Not, stor. della citta di Meljl, Firenze 1806, pag. 36*^63. 

In quest'anno le Puglie furono interessate da un grande periodo si- 
Bmico« del quale le principali scosse avvenute nel suo principio furono 
le seguenti : 

A/dTM 20) 9*» '/j ital., una gagliardissima : 2i) 14**, una lieve : 22) 12^, 
una a Foggia sentita anche a Barletta : 2^) 8^, una lieve : 29) nella gior- 
nata una scossa. 

La prima scossa a Foggia risultò composta di tre bruschi movimenti 
dfl suolo, che fecero rovinare la maggior parte degli edificii si pub- 
blici che privati : la prima durò 5"* (secondi ?), indi nello spazio di 
un' «ave maria», si ebbe una nuova replica di identica forza: per 
effetto della violenta commozione l'acqua traboccò dai parapetti dei 
IK)zzi, sebbene questi avessero una profondità di 30-40 palmi. 

OH immani scuotimenti determinarono la caduta di circa la terza 
parte degli edificii ed i pochi rimasti in piedi furono lesionati in modo 
tale da rendere vana ogni opera di ristauro ; anzi per le frequenti re- 
pliche, che si sentirono dopo il parossismo del giorno 20, parecchie 
case vennero posteriormente a diroccare. La Chiesa Maggiore fti in 
vari luoghi rovinata ; crollarono in parte i monasteri della Annunziata 
e di 8. Chiara ; scamparono da tanta distruzione il convento dei Padri 
Cappuccini, quello delle Pentite, il palazzo vescovile, alcune poche 
C4i8e ed i fondaci della piazza maggiore. Furono demoliti tutti i casini 
situati nelle vigne e le masserie poste nella pianura foggese. I morti 
asccscero a circa 500. 

N.l territorio circostante alla città i danni, quantunque assai note- 
voli, fhrono tuttavia incomparabilmente minori : ciò appunto mi induce 
A ritenere che presso a Foggia debba collocarsi il centro sismico. 

Ora mentre questa città esperimentò in modo così terribile l'azione 



218 [1731] 

distruggitrice del terremoto, Lucerà, al dir del D'Amelj {St. della città 
di Lucerà, pag. 228, ivi 1861) restò incolume. A Barletta la grande 
scossa del 20, durò un « miserere >, fece lesionare molti edifici i, c^der 
parte della chiesa del Carmine e diroccare una porta della città. A 
Cerignola rovinarono tutte le chiese ed in molte case si aprirono larghe 
fenditure. : a sette quivi ascesero le vittime : fra il 20 ed il 25 ftirono 
contate 15 repliche. In Troia risentì gravi danni il palazzo vescovile 
e la Cattedrale e le altre fabbriche furono più o meno lesionate. Canosa 
ebbe gli edifici suoi conquassati e deplorò qualche morto. Melfi soffri 
molti danni : parecchie case crollarono, altre divennero inabitabili ed 
i cittadini per ciò, e per timore delle continue repliche, fuggirono al- 
l'aperto. L'abitato di Manfredonia risentì pure per il terremoto, che 
presso la città fece cadere totalmente la masseria detta « Tre Santi > 
dei PP. Certosini, uccidendo un monaco e 17 giovani che ivi lavoravano. 
Il movimento del suolo durò quasi un quarto d' ora (?) a S. Giovanni 
Rotondo : scricchiolarono i tetti e pericolò una piccola casa : in tale 
località dopo il parossismo si senti ogni ora una scossa e per un mese 
continuarono ad udirsene tre o quattro di giorno ed altrettante di notte. 
Varii danni risenti pure S. Severo (*) ed Andria ; in Molfetta caddero 
tre case uccidendo tre persone : in Ortanova si ebbe qualche rovina 
nella chiesa e nel convento dei PP. Gesuiti, e cosi pure qualche danno 
la commozione apportò ai fabbricati di Trani e di Barletta. A Bari la 
scossa del 20 fu fortissima e quella del 21 fu stimata perfettamente 
sussultoria : si determinarono parecchie lesioni in alcuni edificii ed in 
una volta della chiesa di S. Hocco. La scossa del 20 fu sentita pure 
fortemente a Rocca Monfina, ove produsse gravi fenditure nelle mu- 
raglie e fu avvertita anche a Montecassino ed a Roma ; quivi presentò 
tre riprese, la prima sussultoria, ed ondulatorie le altre due, con una 
durata totale di un « miserere » , producendo grande panico nella popola- 
zione. Dopo il parossismo del 20 marzo la terra, come abbiamo visto, 
lu in continua convulsione e nei dintorni di Foggia, secondo il Perrey 
(op. cit.) al 17 aprile erano già state avvertite 50 repliche maggiori con 
la morte di 3600 persone. 

Dalle notizie raccolte dai Malvasia -De Rossi sappiamo che fliio 
alla metà di aprile si notarono ancora tre o quattro movimenti di 
suolo per ogni giorno e ciò con nuovo danno dei fabbricati. Il 15 ot- 



ti) F. De Ambrosio [La citta dt S. Severo in Capitanata^ pag. 140, Napoli 1875) non ri- 
corda la scossa del 20 marzo, ma scrive che In ottobre In San Severo ne fU sentita una 
fortissima che fece cadere degli edllìcil tra cui la Chiesa di s. Giovanni Battista. U Oer- 
vaslo [App. cronol. da servire per una starla dtlìa città di San Severo ecc., pag. 83, Firenze 
itni), con Tautorltà del Fraccacreta, dice che nel 1731, senza indicazione di data mensile, 
11 terremoto danneggiò novellamente la città. 



[1731] 219 

tobre, circa le 21*", si intese un gagliardo terremoto che recò qualche 
pregiudizio negli Abruzzi, e nei giorni seguenti si ebbero altri lievi 
scuotimenti. Al 17 ottobre poi un'altra scossa causò nuove rovine nelle 
città delle Puglie ed in special modo a Barletta ed a Canosa, ove sotto 
le macerie restarono sepolte due persone : fu forte e causò costerna- 
zione a Melfi : si propagò lievemente a Napoli. 

Nelle ore antimeridiane del 30 dicembre un'altra replica assai in- 
tensa costrinse gli abitanti di Foggia ad uscire dalle baracche : per ef- 
fetto di tale commozione tellurica suonarono da per sé le campane : 
non si produssero ulteriori danni. Nei mesi di gennaio, di febbraio e di 
marzo 1792 si avvertirono altre repliche. 

Come ò giÀ detto, l'area epicentrale di questo terremoto io la ritengo 
ristretta ai soli dintorni di Foggia, nelle cui vicinanze deve collocarsi 
indubbiamente il verticale sismico : nei pressi di tale città furono più 
^avi i danni, più numerose le vittime e più frequenti ed intense le 
repliche. Però siccome si ebbero lungo la marina della Puglie danni 
ragguardevoli con vittime umane mi fa supporre, che oltre alle solite 
cause di irregolarità nella produzione di essi, si sieno ridestati più o 
meno contemporaneamente altri centri sismici : infatti risulta che le 
scosse del 17 ottobre si mostrarono più intense a Barletta ed a Canosa. 

[659] 1731. Aprile 26. MontecasslDO (Caserta). 

it. Db Marco : Montecassino ecc., pat^. '74-'75. 

Al 20 marzo forte scossa con replica intesa a S. Germano ed al- 
trove : questa, con ogni probabilità è di origine esocentrica, in congela- 
zione cioè, col grande terremoto di Foggia. Al 2 aprile, verso le 4^, 
»«cossa fortissima in S. Germano : gli abitanti atterriti uscirono dalle 
case. Al 26, ad 1^ di sera, altra fortissima ma breve scossa, susseguita 
nella notte da 8 repliche, ft*a cui una molto sensibile a 7^ circa. La 
prima fu intesa assai fortemente a S. Germano, ove recò grande spa- 
vento : e cosi pure dicasi di Piedimonte, della Villa di Palazzolo e di 
Terelle. 

Al 27 agosto due altre scosse : al 28 una sensibile e due lievi : al 
l*" settembre una susseguita da una replica : al 3 due o tre scosse e due 
al 10, la prima delle quali intesa a S. Germano : al 24 ottobre una 
sentita anche a Napoli. 

[660] 1731. Novembre 18. GaUnese. 

uoNGiToiiE A. : Jst. cron. dti terr. ecc., pa^. 420. 

Al 18 novembre, a 8** Vi ^^ì notte, in Val di Noto e specialmente a 
Catania, a Mineo ed a Troiua scossa si forte che buona parte della 
popolazione, temendo delle repliche, si ridusse all' aperto. 



220 [1731 - 1732] 



[661] 1731. Pistoiese. 

M. F, FIORAVANTI: Mem. star, della citta di Pistoia, pag. 4tn. 

Verso la fine dell' anno replicate scosse urtarono Pistoia, causando 
grande panico ma nessun danno : nella montagna furono più numerose 
ed intense, ed in diversi luoghi produssero rovine di case. 

Il Perrey (Trembl, ecc., pag. 40) ricorda una scossa lieve sentita in 
Firenze a 6** di sera del 9 dicembre la quale forse potrebbe coincidere 
con qualcuna delle maggiori avvertite del Pistoiese. 

[662] 1732. Marzo 28. Milasso, Castroreale (Messina). 

MoNQiTORE A. : Istor, croMì. dei terr. di Sic, pag. 42). 

Nel 28 marzo a Milazzo, a Castroreale, a Pozzo di Gotto, a Messina 
ed in altre parti della Sicilia violenta scossa susseguita da altre che 
conquassarono tutte le cisterne dell'olio. 

Nello stesso giorno, non so però se simultaneamente, si ebbe un ter- 
remoto ad Alcamo e luoghi vicini. 

[6631 1732. Agosto 1. Palermo. 

MONOITORE A. : Op. Cit., pag. 420. 

A 3^ della notte del V agosto forte scossa a Palermo seguita (7** ^/^ 
da una replica : molti fuggirono dalle case : la maggiore fu sentita a 
Monreale ed adiacenze. 

[664] 1732. Agosto 9-10. Imola, Forlì, Faenza. 

Perrey A.: Tremai, penitts. Ital.. pag. 40. 

Secondo il Jor, hisL (nov. 1732, pag. 341), citato dal Perrey, nella 
notte del 9-10 agosto tre scosse causarono qualche danno ad Imola, a 
Forlì ed a Faenza. Né il Guarini per Forlì, né il Righi per Faenza 
parlano di questo terremoto. 

[665] 1732. Marzo 29. Avellinese. 

Distinta relax, del danno ecc. - Reìaziofie del tremuoto ecc. - Malvasia-Dk Rossi m.: Docu 
menti ecc. pag. 20-21. 

Mentre a Napoli non fu sentita che la scossa maggiore, in certe loca- 
lità del salernitano questa fu preceduta da una leggera a 5*^ della notte 
fra il 28 e 29 novembre (M. Il grande parossismo, accaduto verso le 



(1) In un ma. della filbl. Casanatense di Roma (antica segnatura x. vn. 43: moderna 
Cod. 2405 fol. XXI r. e v.) dal titolo Copia di lettere del Vescovo di Scala e Navello, scritte 
li j e 9 Xbr. il 32 al Sin. Card, [aggiunta posteriore] sopra il terribile terremoto del Regno 
di Napoli, si dice appunto che la scossa delle ore 13 iti di mattina fU preceduta da una 
lieve verso le ore 5 deUa notte precedente. 



[1732] 221 

ore 13 ' 5 ital., distrasse completamente Ariano ('), sotto le cui rovine, 
oltre ad un grandissimo numero di feriti, perirono 160 persone : nu- 
mero che le relazioni ci dicono piccolo in proporzione air entità del 
disastro, perchè fortunatamente la maggior parte della popolazione si 
trovava in queir ora in campagna intenta ai lavori agricoli. 

In Montefascoli caddero 86 case causando 5 morti e 20 feriti : gli 
altri editicii con i conventi e le chiese vennero lesionati : Calvi, S. Naz- 
Z!iro, S. Paolina, S. Pietro e S. Angelo ebbero la stessa sorte con com- 
pli'ssivamente 22 chiese e 90 case cadute, e 6 morti ; Mirabella fU ri- 
dotta in un vero mucchio di rovine (500 morti e 200 feriti) ; Bonito 
( (Idc nella maggior parte contando 57 morti e 150 feriti, secondo una 
relazione, mentre secondo V altra 150 morti e 300 feriti. In gran parte 
ta distrutto Avellino con la total rovina dei quartieri chiamati la 
« Terra », la « Murata », la « Fontana », « Borgo S. Antonio » e 
< Carmine » : cadde pure la cattedrale ed il palazzo vescovile (morti 85 
ffriti 53). 

In Pietra de' Fusi cadde la maggior parte delle chiese e delle case, le 
altre rimasero lesionate (morti 34 [oppure 100], feriti 40) ; Carife fa 
del tutto spianata con 460 vittime e 150 feriti. Più della metà di Castel 
Haronia fu adeguato al suolo, rimanendo il resto inabitabile (morti 18, 
feriti 10) ; S. Sossio ebbe la stessa sorte e pianse 4 vittime ; in Flumeri 
cai^o e chiese furono del tutto rovinate, qualcuna sola rimase in piedi, 
resa però inabitabile (40 morti). Apice fu totalmente distrutto (50 morti, 
1)0 feriti) ; tutte le case e le chiese di Paduli furono lesionale e la col- 
leggiata ridotta in stato ruinoso (2 morti, pochi feriti). I paesi circo- 
Manti a Serino soffrirono danni; i maggiori avvennero a S. Michele 
che rimase distrutto con 25 morti e 50 feriti : negli altri si ebbero due 
s<de vittime e qualche ferito. Cadde in parte Manocalzati (6 morti e 
:\0 feriti). Gesualdo fti reso inabitabile (17 morti) : Cassano Irpino in 
parte danneggiato (l morto ed 1 ferito). In Trevico 102 case furono 
distrutte e lo restanti lesionate (3 morti e 20 feriti) ; Vallada quasi 
tutta rovinata (10 morti e 74 feriti) : Grottaminarda totalmenle distrutta 



i. Il imlazzo vescovile di Ariano — come risulta dalla sef^uente iscrizione posta sul 

iHtto palazzo e riportata da vitale F- A. [Memorie (storiche degli uomini illustri della regia 

r*(tn di Ariano, pag. 11-12, Roma MDCCLXXXViii) — per altre sette volte fu dal terremoto 

distrutto : 

D. 0. M. 

KPISCOPIVM 

TKHHAKMOTV SKITIKS EVERSVM 

ANTISTITVMQVE AKUE SEITIES HEPARATVM 

OCTAVA SIMILI MOTIONE 

III GAL. DECKMB. MDCCXXXII 

DENVO DISIECTVM 



222 [1732] 

I 

(57 morti e 12 feriti) ; Gruardia Lombarda spianata affatto (52 morti v i 
70 feriti) 8. Martino di Cervinara ebbe rovinato il convento de' Rìfor- i 
mati, la chiesa di S. Catarina, il palazzo baronale e le altre chiese e 
case inabitabili (1 morti). 

Io Monte Rocchetta caddero la Golleg^iata, il palazzo baronale e 
buona parte delle case, mentre le altre furono rese inabitabili (16 morti. 
32 feriti) : ugual sorte toccò a Mancasi (1 morto), a Fragneto Monforte 
(9 morti, 7 feriti), a Taorasi (1 morto) Hd a Morra (1 morto). Lioni fa 
totalmente rovinato (35 morti, 70 feriti). In S. Angelo dei Lombardi le 
fabbriche furono in parte adegnate al suolo ed in parte oltremodo le- 
sionate (5 morti e moltissimi feriti). 8. Nicola Baronia ebbe SO case 
cadute, le altre ripiene di fenditure gravi (5 morti, moltissimi feriti). I 
paesi attorno a Montella sottostarono a notevoli rovine (16 morti. 10 fe- 
riti) ; ZungoU fu totalmente distrutto (3 morti) ; a Gonza precipitò la 
cattedrale mentre circa 70 persone ascoltavano la messa ; di queste W 
rimasero cadaveri e 25 altre più o meno gravemente ferite ; molte case 
caddero interamente, altre in parte, 11 resto t\i molto lesionato. In 
S. Potito 27 case furono rovinate (2 morti, 2 feriti) ; uguale danno ebbe 
Rocca S. Felice (2 morti, 1 ferito). Torre le Nocelle fa molto danneg- 
giata (1 morto e 7 feriti) ; in Capo Sele la chiesa madre e quella dei 
PP. Conventnali con il monastero furono distrutte, il resto della terra 
disfatto (5 morti). In Castel Pranci caddero 15 caae, il resto fa note- 
volmente lesionato (1 morto, 1 ferito) ; in Bisaccia Ihrono demolite 15 
case e la chiesa madre (1 morto) ; iu Andretta la chiesa ed alcune case 
ricevettero delle lesioni ; e nel precipitare ana torre del castello rima- 
sero schiacciate 4 persone. Teora fu affatto distrutta (62 morti, moltis- 
simi feriti) ; a Torrella caddero moltissime case con la chiesa ed il 
convento di S. Francesco (30 morti, 60 feriti) ; a Paternopoli molti edl- 
flcii furono diroccati, i restanti resi inabitabili (6 morti). In S. Giorgio 
72 case distrutte con la collegiata, la chiesa e convento di S. I^>an- 
ceaco : 5 edifici rosi inabitabili e 178 case con la chiesa e monastero 
delle monache ed il palazzo baronale lesionati (1 morto ed 1 ferito). In 
S. Nicola Manfredi i fabbricati vennero quasi affatto distrutti, malgrado 
ciò si ebbe una sola vittima. In 8. Angelo all' Esca 5 case furono ab- 
battute e le altre rese inabitabili (1 mono) ; danno simile soffrì anche 
S. Stefano (1 morto ed l ferito). 

Torrella, Arpala. 8. Barbato, Montella, Tufo e Dente Cane ebbero 
molte case rovinale e parecchi morti ; Atripalda, Montemiletto. Monte 
Aperto furono danneggiati senza mortalità di persone. In Montesarchio 
precipitarono 4 chiese ed alcune case, le altre furono lese : Motecalvo 
ebbe la stessa sorte : Benevento aoffi'l danni e pianse 2 vittime. 

I^ seguenti località soffrirono notevolmento : Sumnionte, Chiosano, 



[1732] 



223 



S. Domenico, Pannarano, Candida, Apollosa, S. Angelo a Scala, Mon- 
H'faleone, S. Andrea di Conza^ Cairano, Carbonara, Montemarano, 
Campolattaro, S. Maria a Torà, J'^^ntace, Vitulano, Monteverde, Nusco, 
Atripalda, Frigento, Lapio, Castelvetere, Volturara Irpina, Serra Ro- 
t'»ndi, Sanbarbato, Arpaia, S. Agata dei Goti, Cervinara, Paolise, Ospe- 
(liiletto. Salza Irpina, Rocca Bascerana, Solofra, Sorbo, Prata, Monte- 
snrchio, Toccanisi, S. Pietro Indelicato, Ceppaloni, Biccari, Capriglia, 
Chianche^ Preturo, Altavilla Irpina, Chianchetella, Torrecuso, Bagnolo 
Irpino, Mercogliano, S- Maria in Grisone, Ginestra, S. Giorgio la Mo- 



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FlG. 15. 

A, zona epicentrale; B, area disatrosa,- C, area rovinosa. 

lara, Molinara, Accadia, Celle, Ginestra degli Schiavoni, Buonalbergo, 
Pt'sco la Mazza, Pago, Pietraelcìna, Reino, S. Marco de' Cavoti, Pon- 
t^landolfo, Fragoleto V Abate, S. Lupo, Casalduni ecc. 

A Melfi, secondo V Araneo (Not, stor, della città di Melfi, pag. 363, 
Firenze 1866) la scossa arrecò molti danni ai fabbricati ed in modo 
preripno al convento dei Cappuccini del Monte Tabor; il castello soffri 
varie lesioni e danni specialmente nella torre detta « della Galleria > 
\{\ in un' altra ; a Rocca Monfina, secondo il Perrotta (La sede degli 
Afirunci ecc., pag. 153-4), nelle case si aprirono delle fenditure e vi 
fu qualche parziale rovina, specialmente nel casale dei < Ciciuni » ; il 



■fK^n- 



224 [1732 - 1735J 



campanile della colleggiata fu gravemente danneggiato e fd uopo rifarne 
4-5 palmi sotto il primo ordine. 

A Napoli non vi fti edificio che non sia stato in qualche modo 
danneggiato : la cattedrale sofiPrl molto nella maggior tribuna, e nella 
navata destra ; le chiese di S. Maria della Pace, di S. Giorgio, di 
S. Maria Magg. e di Donna Regina per le gravi fenditure furono rese 
impraticabili al culto, e tutte le altre chiese e gli ediflcii soflPrirono 
pure quali più, quali meno : 4 furono le vittime. 

In Sorrento e Plano caddero a terra alquante case; in Pozzuoli, in 
Salerno e nella costa Amalfitana la scossa incusse panico grandissimo 
ma non apportò danni ; fu sentita dalle persone pure in Roma. 

Neir unita cartina (fig. 15) è rappresentata approssimativamente la 
distribuzione dei danni causati da questo terremoto. Neil' urea epicen- 
trale stanno Ariano, Apice, Bonito, Grottaminarda, Mirabella, Guardia 
Lombarda, Carìfe, Castel Baronia, Trevico, Vallada, Zungoli, e Flu- 
meri, ecc. : quivi massimi furono gli effetti del terremoto ; a Mirabella 
e luoghi vicini, secondo quanto raccontarono i superstiti (Malvasia- 
De Rossi: Documenti ecc., pag. 20) l'urto suss. fìi violentissimo e 
e sbalzò quasi in aria le fabbriche, le quali dopo profondate rovescia- 
rono tutte dalla parte di tramontana ». 

In questa zona si sentirono per parecchio tempo ripetute repliche 
che più rade si ripeterono fino al principio dell' anno 1783. Le mag- 
giori furono le seguenti : 

i5 gennaio i733, verso le 8^ V4 di notte, leggere scosse in Napoli ; furono 
più intense a Benevento e dintorni, ma però senza danni. 

23 marzo ^ a 3^ V4 di notte, a Napoli scossa generalmente avvertita : in 
Ariano e paesi vicini apportò nuovi danni. 

[666] 1733. Gennaio 29. Calabritto (Avellino). 

Capocci: Catalogo ecc., I, pag. 332 - Malvasia-de Rossi: DocutnetUi ecc., pa^.20- pprrey a.: 
Tremai, penins. Ital., pag. 41. 

Al 29 gennaio si sentì una leggera scossa a Napoli che fu più ga- 
gliarda a Matera : ivi però non produsse danni ; si propagò più leg- 
germente in molte località delle Puglie e della Basilicata : a Calabritto 
fu disastrosa. 

Per molti giorni continuarono ad udirsi delle repliche. 

[667J 1735. Settembre 6. Monteleone, Pizzo (Catanzaro). 

Malvasia-De Rossi: Documenti ecc., pag. 21. 

Al 6 settembre a Monteleone, a Pizzo, ed a Briatico fìi sentita una 
scossa con qualche danno. 11 Mongitore (op, cii.) ne registra una per 
Messina nel glorilo 5, 



[1736 - 1738J 225 



r668] 1736. Aprile 23. Fpnt CouFerte. 

BiLLiJET : Notiee sur ìes tremai ecc., pag. LXix. 

Di primo giorno del 23 aprile scossa fortissima ; molti, atterriti, fug- 
girono dalle case. 

[669] 1736. Agosto 16. Ciminna, Nas* (Messina). 

MoNoiTORE A..* Istar. cranol. dei terr, di Sic,^ pag. 421. 

Al 16 agosto, a 22*», a Palermo una veemente scossa fece fliggire 
tutti dalie case, giacché pareva che la città dovesse rovinare dalle 
fondamenta ; tuttavia non risenti danno alcuno : lo stesso accadde a 
Monreale e luoghi poco distanti ; a Ciminna invece parecchie case fu- 
rono rovinate e Naso risenti notevoli danni. 

[670] 1737? A?ellino. 

AMATI A.: Diz. coroffr. dell Italia, voi. I, pag. 505. 

L' Amati ricorda che Avellino nel 1569 e 1737 fu molto danneggiato 
da terremoti. Questo ultimo scuotimento non è menzionato da altri scrit- 
tori : dubito che V Amati, non citando il terremoto del 1732, per il 
«jaale Avellino, come abbiamo visto, fu semi-distrutto, a questo paros- 
sismo voglia alludere con la notizia surriferita. 

[671] 1737. Giugno 11. San Casclano (Firenze). 

«. GiuvANNozzi: / terr. star. Jtorentini, pa^. IO (eatr.) 

A 1^ ant. deiril giugno fu sentito a Firenze una scossa che si mostrò 
più gagliarda a Poggibonsi e specialmente a S. Casciano, ove causò 
qaalche danno. 

[672] 1738. Agosto? Bagnorea (Roma), 

u ALv. IBI a-De Bossi: Docwnenti ecc. pa^. 22. 

Circa i primi di agosto forte scossa a Montefiascone : gli abitanti 
pernottarono all' aperto : a Bagnorea caddero alcune case. (*) 

[673] 1738. Agosto 16. Val di Noto, CaUnia. 

Obana Scolari: Cenni starici sulla città di Modica, Pag. 477, Ivi 1894. 

Il suddetto autore sulla fede della « Sicilia ricercata nelle cose più 
notevoli » (tomo II, pag. 419-21) dico che a 14** del 16 agosto- « mostrò 
il suo furore il terremoto per cui risentirono qualche perdita Catania, 
Noto, Siracusa ». 

Il Gemmellaro (La vulc. dell'Etna^ pag. 171) ricorda esso pure in 



(1; L'area mesoBlimlca di questo terremoto è delincata nella figura 12 con il cerchio 
più iDtemo attorno a Bagnorea. 

basatta: Terremoti ecc. i*"^ 



(1738-1739] 



tal giorno un terremoto sentito nelle sopradette città ; il Mcrcalli ( Vulc. 
e fen. vulc., pag. 232) erroneamente ecrlve Naso per Noto. 

[674] 1738. Novembre 5-6. Parma. 

lerr. di Parma, pag. 8-3 (estr.) - 3oihan o. ; Prima aprena. ecc., pa». 3 

fi'a il 5 ed il 6 novembre a Parma cinque scosse: la 1', 
intensa, avvenne ad S"" '/j, le altre di poi : caddero mol- 
sia in città sia nello case di campagna : in moltissimi 
nssero delle screpolature. Il movimento del suolo fa pre- 
grande lampo. A Mirandola le scosse furono meno ga- 
Parma (Papotti F. I.: Ann. della Mirandola, ivi 1877. 
a cosi pure a Guastalla — secondo alcune memorie mse. 
radi (Ann. delle epidemie, parte IV, pag. 104) — ove 

poco danno. A Verona circa a 7" della notte ne furono 

1 che generarono grande spavento. 

sa, con ogni probabilità concorda con quella che i do- 
I8ia-De Rossi (Op. cit., pag. 29) pongono avvenuta a 
notte 4-5 ad 8'' circa. 

Febbraio 13. l^oXSia. 

attiv. Sism. t» Capitanata, paff. la (estr.} - Uai.vabia-Db Rossi: Docv- 
'. S2 - Perrey a, : Treiabl. penliis. Hai., pag. 41. 

aio un terremoto apportò a Fo^ia qualche danno : se- 
;y le scosse furono tre assai violente, e sì propagarono 
ito : 1 citati documenti ricordano che in tale città furono 
e scuotimenti e che gli abitanti, per timori di repliche. 
Ile baracche. 
!, secondo il Perrey, in diversi luoghi della Puglia una 



Maggio. Naso (Uesstna). 

or. eroiiol. del Ieri: ecc., pas. tóì-ìl - Incudine C. : A'iwo flluslrata. 

1, circa le 18'' ital., un gagliardo, terremoto scosse Naso 
!i seguito da continue repliche fino alla metà della notte. 
10 cinque altre scosse, ed a 2V '/t una violentissima della 
minuto circa fece crescere lo spavento e causare grandi 
giorni il suolo f\i perennemente agitato : al 15 le scosse 
modo gagliarde e frequenti, una poi, a 4* ital. di notte. 
ma : dopo di ciò in 5'" si sentirono altre 7 scosse con 
uendo più o meno gagliarde, oltrepassarono il numero 
giugno il periodo sismico ei può considerare terminato. 



^ 



[1739-1740] 227 



In Naao la mina fu immensa ; si resero inabitabili il convento dei 
Minori osservanti, V ospedale ed il monastero ; ebbero gravi danni il 
monte di pietà, la chiesa madre, nella quale si spostò la facciata e si 
spezzarono tutte le comici, e fnron resi minosi la sacristia e l'oratorio 
principale. Nella chiesa di S. Pietro furono slogati i pilastri del cam- 
panile, conquassati gli archi, minata la cupola, e distrutta la sacristia ; 
quella di 8. Salvatore ebbe la facciata e le volte lesionate : in quella 
di S. Cono fu conquassata la sacristia e guasto il campanile. Soffri- 
rono eziandio e gi*avemente la chiesa degli Angeli ed il campanile di 
S. Sebastiano. Nel « Tocco » (luogo di ritrovo) si aprì una lunga scre- 
polatura con avvallamento di terreno : si dovette rifare quasi intera- 
mente la porta Piazza e varie altre case in quella occasione furono 
per metà diroccate. 

À S. Marco alcune chiese furono conquassate e diroccate parecchie 
case di campagna, altre invece vennero solo screpolate : fii lesionato 
il convento dei Cappuccini e il monastero delle monache si rese perv- 
«riante. Non si ebbero a deplorare morti, ma un solo ferito. 

Nella campagna si spaccò in più luoghi il suolo ; si asciuttarono od 
intorbidarono le fonti ; si staccarono massi dalle montagne. 

Le scosse furono sentite ad Alcara, a S. Salvatore, a Randazzo^ a 
Milazzo, ecc. 

1677] 1740. Marzo 6. Salenti (Trapani). 

sioNoiTORB A. : Istor. crotìoL dei terr. ecc., pag. 420. 

Il 6 marzo per un alluvione, o per un terremoto, o per causa del- 
l' ano o dell' altra, in Salemi rovinarono due conventi. Nello stesso 
tempo fu sentito una scossa a Sciacca. 

[678] 1740. Marzo 6. Barga (Garfagnana). 

Appena. alV elenco dei terr, di Parma^ pag. 3 (estr.) - Giovannozzi o.: / terr. st. apttani, 
pàg. 8 (estr.) - Pbrrby a.: Trembl, penine. Ital., pagr. 42 - pilla l.: Istor, del trem.ecc, 
pag. 205-6. 

Il 6 marzo alle 12*» 7i i^al. (6"* */« a^t. circa) a Barga si senti una 
terribile scossa che durò per lo spazio di un « ave, » incusse panico 
grandissimo negli abitanti. Rovinarono diverse case, specialmente alla 
Foraacetta ed a Bugllano, sotto le cui macerie rimasero estinte tre 
persone. Tutti gli altri ediflcii, quali più, quali meno, risentirono dei 
cianai; la collegiata di Barga ne ebbe dei gravissimi, perchè, essendo 
preiùpitata una gran parte della sommità del campanile sulla chiesa, 
una porzione del suo tetto venne fracassata : il resto poi del tempio 
pati fenditure tali che lo resero inservibile. 

In Modena la scossa fu assai forte, danneggiò le volte, i muri e 
fece cadere dei Qomignoli. In Fanano furono lesionati molti fabbricati 



228 [irio] 

e gravi fenditure ebbero le chiese di Barigazzo, di Serpiano, di Groppo, 
di Eiolunato, e di Mocogno. 

La ecosaa fu sentita a Genova, a Milano ed a Parma; motto più for- 
<^«^^».a a \foc=^ Carrara, a Pisa ed a Livorno: assai intensa fu pure a 
■ò avervi causati danni notevoli. A Firenze questa ed 
ad 1'', causò un po' di panico. 

più colpita nei di Buceeaaivi furono avvertite parecehit; 
meno frequenti nel resto dell' anno. 

ugno. MsitelUeo (Perugia). 

Ooeunientt ecc., pag. as. 

i primi di giugno fa sentita una scossa che pare aia 
a Montefalco (Spoleto), giacché ivi le campane diedero 



ugno 13. Tsomina (Messina). 

cronol, dei tcrr., pag. Qì. 

a il 13 e 14 giugno, a 6'' ital., violenta acosaa a Taor- 
reneralc : repliche a 7" della stessa giornata e poi nella 

loto deve esaere atato molto localizzato : pare aozi che 
iutito nemmeno a Messina, giacché il Gallo negli An- 
citati (voi, IV, pag. 290) non ricorda cìie una scossa 
11 maggio, ed il Mongitore un'altra sentita nel di 27. 



intese una F>co8sa a Sciacca : al 24 maggio a 14>> '/, it. 
;d al 27 una a Messina. All' 8 giugno in Sciacca si av- 
Bse, delle quali alcune fortissime fecero uscire gli abi- 
rimaste lesionato. Ad V" della notte del 13 giugno si 
^uotimento susseguilo da 6 repliche e nello spazio di 
r. L' iutcnsità fu maggiore in Sciacca che non altrove: 
ropagò fino a Palermo. 

irre del castello del Conte Luna fìi interesaata da lar- 
ire : caddero tre volte, un pezzo di muro della scala e 
e della cappella fu rovinata ed il restante tutto seon- 
, conventi, monasteri risentirono danni ; specialmente 
tcosco e la chiesa di N. S, del Giglio: nella Matrice cad- 
. molte pietre e pezzi di stucco : nel monastero delle 
irono tre camere : quello di S. Caterina e di Fasello 

sgombrati. In città rovinarono circa 20 case, special- 



[1741] 229 

mente nella contrada « Raxhava » : il casino Calandrino fu abbattuto : 
jrravi lesioni ebbero tutti gli altri edificii. 

Dalla porta S. Calogero (che essa pure provò Timpeto della scossa) 
^i produsse una grande squarciatura nel suolo che, passando dietro 
alla chiesa del convento del Giglio, terminava alle mura : un' altra si 
apri davanti al convento di . S. Domenico. Verso il mare si distacca- 
rono dei massi di roccie. 

A Mazzara si ebbe qualche danno specialmente alla chiesa di S. Ni- 
colò lo Regale. 

Nella notte del 26-27 giugno, a 6"* V4 ì^^^m ^°*^ nuova scossa in Sciacca 
[>rodu88c altre lesioni : fu sentita da alcuni lievemente a Palermo. 

;(>82] 1741. Aprile 15. Cremona. 

L M vMNi : Mem. star, della città di Cremona^ ivi 1819, tom. I, pag. 200. 

A Cremona una scossa apportò qualche danno alla ora soppressa 
chiesa di S. Tommaso. 

[683] 1741. Aprile 24. Fabriano (Marche). 

G. AoNELu : / terr. regtstr. nelle ermi. Lodigiane eoe-, pagr. 95 - Append, alVelenco dei terr. 
tti Parma ^ i)a«?. 3 [estr.) - Balbi f. : Discorso fatto in Fabriano ecc. - Distinta relazione 
fifirorribiU terr. ecc. - Serpieri a. : Scritti di sismoL, tomo I, pag. 153 - Malvasia- 
DE-Rossi : Documenti ecc., pag. 22-23 - Mercalli G. : Vulc. e fenom. vulc. ecc., pag. 300 - 
(il ARiNi F. : / terr. a Forlì, pag- 62 - tommasi a.: / terr. del Friuli^ pag. 108- Piovene: 
Cron. d^t terr. a Vicenza, pag. 50 - P. M. amiani : Mem. istor. di Fano ecc., pag. 334 - 
MoROM : Dizion. d'erud., voi. LVI, pag. 293. 

Xel di 24 aprile 1741, circa le 15*» V2 i^^^-- si senti nella Marca una 
triplice scossa di terremoto per il quale Fabriano soffrì, più di ogni 
akro paese, avendo i danni sorpassata la somma di scudi 100000 : in 
quella tremenda congiuntura si ebbero 7 vittime, tre delle quali sotto 
le rovine della chiesa dei Cappuccini. Al replicar delle scosse nella 
chiesa di S. Venanzio diroccò la facciata, in quella di S. Nicolò il 
campanile che, cadendo, fracassò la chiesa ; il tempio di S. Romualdo 
fu ridotto in un mucchio di macerie : quello di S. Caterina fu lesio- 
nato ; la chiesa di S. Benedetto con il convento e le case annesse ri- 
sCTìtirono danni, per il cui ristauro furono preventivati necessarii 7000 
scudi. Moltissime case dei privati vennero gettate a terra. 

lu Serra S. Quirino (Corradi : Ann. delle epidemie, voi. VII, parte 11^ 
pag. 881) i guasti furono immensi sì nel paese che nel contado. 

In Urbino tutte le case furono danneggiate (scudi 26999) : dirocca- 
rono due torri antiche nel palazzo ducale : gli edificii che più risenti- 
M-niirono gli effetti del terremoto furono le carceri, il convento di 
S. Francesco (in cui oltre il campanile rovinarono i muri e le volte 
•Iella chiesa nuova) la chiesa metropolitana, il palazzo ducale, T arci- 
vescovile o quelli dei signori Corboli, Antaldi, De Praetis e Boni. Il 



T^ 



23Ó [1741 - 1742] 



monastero delle monache di S. Maria della Torre fìi reso inabitabile. 
Nella parrocchia di S. Polo (S. Paolo) i danni furono si lievi che i re- 
stauri importarono una spesa di soli scudi 11. SI ebbe a deplorare una 
vittima e parecchi feriti. 

In Camerino rovinò la maggior parte delle case, le altre furono rese 
inabitabili perchè pericolanti : danni rilevanti si ebbero nella cattedrale 
e nella chiesa di S. Venanzio : rovinò pure del tutto l'oratorio del Suf- 
fragio. Nessuna vittima. 

A Iesi i danni furono notevoli nelle chiese, nelle case e nei palazzi 
in cui si aprirono dèlie grandi fenditure : cadde il campanile della 
chiesa del SS. Sacramento sulla volta dell' edificio che rovinò com- 
pletamente. 

A Pesaro furono abbattuti vari camini e danneggiata la maggior 
parte delle chiese, in modo speciale quella di S. Rocco, in cui cadde 
il soffitto. Il palazzo vescovile ebbe tali lesioni nei muri e nelle volte 
da render V edificio inabitabile. 

In Fano non vi fu chiesa o palazzo che non abbia sofferto in modo 
più o meno grave : nella campagna parecchie case furono demolite. 
S. Severino e Matelica risentirono molti danni, e cosi pure qualche lo- 
calità deir Umbria. A Recanati la scossa, al dir del Moroni, fu terri- 
bile : essa poi fu forte a Trevi, a Forlì e Cesena ; a Mantova causò una 
considerevole fenditura nel muro estemo del pubblico Archivio presso 
la torre (Gionta : Il fioretto delle cron. di Mantova, ivi 1844, pag. 243) : 
fu sentita a Roma, a Firenze, a Parma, a Lodi, ad Udine e in tutto 
il Friuli : fu abbastanza sensibile a Vicenza. 

Ai danneggiati da questo terremoto papa Benedetto XIV elargì un 
soccorso di scudi 100000. 

[684] 1741. Ottobre 1. Siena. 

SoLDANi A. : Relazione ecc., pag. 64-63. ' 

Verso le 7** ital. del V ottobre due fortissime scosse causarono vari 
danni alla città di Siena, cioè, lesioni alle volte sì dei palazzi che delle 
chiese, specialmente nella metropolitana ed in quelle dei PP. Gesuiti, di 
S. Domenico e delle monache di S. Gerolamo. Grande impressione nella 
cittadinanza, che, spaventata, abbandonò le case : nella mattinata ftirono 
sentite 18 repliche. 

[685] 1742. Gennaio. Livorno. 

Gentili g. : Osservai, sopra i trem. ecc: - Moreni : Lett. responsiva ecc. - Istoria giornaliera 
dei tremuoti ecc. - Malvasia-de rossi : Documenti ecc., pag. 23-24 - pedini : Relaz, dei 
terr. di Livorno, Pisa ecc. - zobi o- : Stor, civ. della Toscana dal MDCCXXXIII al 
MDCCCXLVIII, tX)mo I, pag. 226-31, Firenze 1850. 

Nel mese di gennaio un intenso periodo sismico interessò Livorno : 



[I74à] 231 

r elenco delle varie scosse li lettore lo troverà più avanti : qui reputo 
necessario 11 dire che 1 massimi sisniici avvennero al 16, al 19 ed al 
20, e che il massimo dei massimi accadde nel dì 27. Mentre le prime 
tre scosse non produssero che screpolature, l' ultima, oltre a farle 
aumentare di molto, causò anche parziali rovine. Rovinò la volta della 
chiesa di S. Giovanni dei PP. Agostiniani, sotto la quale rimasero fe- 
riti parecchi individui, due de' quali mortalmente ; caddero parimenti 
certi piani nel palazzo Rosciano in « Venezia nuova » causando una 
vittima e due feriti. Qua e là fu pure demolita qualche altra casa : 
moltissime furono poi le danneggiate, specialmente nei muri intemi 
e nelle volte : una quarantina circa dovettero essere puntellate : crol- 
larono molti comignoli, e jfUrono lesionate parecchie torri, alcune delle 
quali, per timore di altri guai, furono demolite. 

La scossa del 27 causò anche vari fenomeni rotatorii come si scorse 
nei pilastri della cappella del Lazzaretto di S. Rocco e nelle torri di 
casa Ilermans. 

La scossa del 19 fu sentita in mare da un capitano olandese fra il 
capo Corso ed il capo Mele, sulle coste del mare di Genova: le altre 
furono più sensibili ai bastimenti ed alle barche che si trovavano in 
acqua. 

I danni si limitarono alla sola città di Livorno giacché tutte le ville 
ed i paesi che le sono circostanti, non risentirono nemmeno delle scre- 
polature. 

A Pisa le quattro maggiori scosse furono assai gagliarde : la più in- 
tensa tu. sentita da Genova a Cecina e si propagò sensibilmente fino a 
Liistra; a Firenze fa avvertita da pochi, da parecchi invece nella cam- 
pagna senese. 

Gli uomini alia marina videro la torre del fanale oscillare grande- 
mente ed il fanalista, che si trovava nella stanza di mezzo, temè di 
essere sbalzato in mare con la torre stessa. 

Fu osservato che le acque del mare, dopo le prime commozioni, si 
tronfiarono e che nei giorni 19 e 20 avevano sormontato di circa mezzo 
braccio il livello ordinario : due ore prima del parossismo del 27 si 
erano più di ogni altra volta innalzate. 

Catalogo dbllb scosse — Gennaio i6) V" ^/j ital. sera, scossa intesa da 
molti: 2*» */2» una breve; 2^^^, una più sensibile e generalmente avvertita; 
^^ '. ., scossa più intensa della precedente, della durata di un < ave », che 
cjmsò grande agitazione: i7) 10*» \2 matt., una replica; 11*», una assai sen- 
sibile; 12*», una breve; 4**, una più sensibile delle tre precedenti: d8) nella 
jriornata frequenti rombi sotterranei, simili a tuoni lontani: ^9) 17\ lieve 
scuotimento ; 18*» */4, fortissima scossa ond. di un « ave », fece fermare l'oro- 
logio della colleggiata; 18*» */2, replica minore; 18*» «Vi altra, ed a 22*»*/, una 



tM [174»] 

più sensibile: 20) IT*, scossa alquanto sensibile; 5*'/». una fortissima ond., 
gmnde abitazione: 21) ad ogni quarto d'ora circa piccole scosse con con- 
tinui rombi : 22-24) nella g:iornata e nella notte qualche scossa appena sen- 
sibile: 25) W' notle, una lieve: S6) come il 22-21: 27) 18*V4. scossa rovinosa 
di 30-35', presentò tra riprese; dapprima si senti un forte tremolio, quindi 
un'ondulazione E-W seguita da un sussulto violentissimo ; 23'', lieve scossa. 
28-7) febbraio, nessuna scossa: 8) nella notte a 5^ una lieve: 8-9) 9^' , 
di notte, altra lieve, e poi fino alla llae di marzo qualche scossa sensibile. 

[G86] 1743. Febb. 20. Malta [Oriente], Terra d'Otrast», CaUbrie. Musìiew. 
De aionai C. : RMrehe tu t tei-r. in Terra d'Otranto, pag. 15-19 (eatr.) - Malv*3ia-De Boss: : 
Doeumtntt ecc., pag. 84 - Tafl-ri t. ; Carmen dt Urr. h'erlt. ecc. - Perbev a. ; TreiMbl. 
penlru. Ital., psg, 43 - D. Carbone Orio : / terr. di Calabria e Sicilia ecc., pag, ffi - 
De Simone L. O. : lecce e i suol taonum, descriCtl ed illuttr., voi. I, pag. 331 e S'ite di 
CUmat. Salentlna, pag-. 8 - C. D. Oai.lo: Ann, delia eliti di ìleisiaa ecc., voi. IV, pa- 
gina 314-15 - p. l'ALUMBO : storia di Prancavllla, Lecce IBffl, pag. 271-3. 

Al 20 febbraio, sulle 23" 'fi, in Francavilla (Lecce) violeatlssima 
scoBsa per la quale il popolo fuggi dalle abitazioni temendone la ro- 
vina. La chiesa di S. Eligio rimase smantellata e con la cupola rovi- 
nata. Il monastero di S. Chiara soffri molti danni : gjan numero di 
case e di palazzi furono rovinati : la chiesa madre e quella di S. Frnn- 
cesco furono abbattute: tutte le altre rimasero lesionate. Si ebbero a 
deplorare 7 vittime. 

In Nardo il terremoto, preceduto da fortissimo rombo, produese i 
maggiori danni. Diroccò il palazzo civico, seppellendo fra le sue ro- 
vine l'archivio dell'università: cadde il seggio de' Nobili e furono 
molto danneggiate le chiese di S. Michele Arcangelo, di S. Antonio da 
Padova, di S. Gregorio Armeno, di S. Domenico, di S. Francesco d'As- 
sisi, la cattedrale e moltissime case e conventi. 

In Brindisi, secondo una cronaca brindisina, riportata dall' Ascoli 
(op. cit. pag. 346), la scossa presentò tre riprese nello spazio di 2", e 
fu « orribilissima » avendo fatto rovinare quasi tutte le abitazioni. Cad- 
dero molti palazzi e molti altri non furono più abitabili ; le case gene- 
ralmente rimasero danneggiate. Il Duomo fU reso inadatto alla celebra- 
zione : sofil-1 danni il dormitorio dei PP. Riformati ; cadde la campana 
del convento dei Capuccini danneggiando tre celle. Risentirono pure 
la chiesa ed i dormitori dei conventi delle monache Patite e degli Agosti- 
niani. Insomma nessuna casa o chiesa rimase illesa. Sotto le macerie 
perirono due persone. Il cronista citato aggiunge che detto terremoto 
« è stato cosi apaventoso che ritirandosi il mare facevansi vedere aper- 
ture della terra ed il molo di porta Reale diviso in tre parti ». 

Riguardo a Lecce la cronaca di F. A. Piccinini, citata dal De Giorgi, 
dice che la scoBsa * orribile », durò per Io spazio di 6" (sic), che fece 
scatenare gli edlBci dalle fondamenta, e che le pareti si toccavano le 



[1743] 233 

mie con le altre. Quantunque tutti i fabbricati siano rimasti in quella 
congiontura lesionati, nessuno fu rovinato e nemmeno si ebbe a deplo- 
rare vittima alcuna. 

Danni notevoli ebbero pure Mesagne ed il sobborgo di Otranto. 

Questo terremoto si propagò fino a Messina, giacché il Gallo, nei 
suoi Annali, ricorda che a 23** V« circa del 20 febbraio un orribile e 
lungo scuotimento non solo sbigottì i messinesi, ma fece lesionare anche 
gli edifici principali e più solidi, che fu uopo puntellare. 

Il De Lorenzo riguardo a Reggio dice c)ie alle 23^*45'" del 23 feb- 
braio, dopo nna lieve scossa ne fu sentita una spaventosa, più intensa 
di quella del 1693 (vedi N. 584) : ciò secondo la cronaca Cama : il cro- 
nista Nava scrive che per tale scuotimento molte case restarono in 
lie^gìo screpolate : che nei conventi della Concezione e dei Carmelitani 
all' Angelo) vi fu qualche parziale rovina e che in qualche punto di- 
roccò anche la cinta della città. Secondo il Carbone-Grio, questo ter- 
remoto, che risultò di due scosse, la seconda delle quali molto più forte, 
sarebbe stato avvertito non solo in Messina ed in Reggio, ma anche a 
Palmi, a Bagnara ed a Cosenza. 

Data la coincidenza dell' ora, credo che le notizie fomite dal De Lo- 
renzo e dal Carbone Orio, si riferiscano anziché al giorno 23 al 20 feb- 
braio, vale a dire al grande terremoto di Teri'a d' Otranto e del mes- 
sinese, che, secondo i documenti Malvasia-De Rossi si propagò anche, 
i>erò senza danni, a Milazzo. 

Ora poi il Piovene, con l'autorità dei cronisti Dian e Favetta, scrive 
nella sua Cronaca dei terremoti di Vicenza (pag. 50) che tale città, a 
23"' ci-ca del 20 febbraio fu scossa da un gagliardo terremoto, per il 
'|uale le campane suonarono da sé : secondo il cronista Araaldi invece 
il movimento sismico fu duplice e lieve. Il Toaldo (Della vera infl. ecc. 
pag. 210) aggiunge che in detto istante fu commossa anche a Padova, 
e. secondo il Gionta (Fioretto ecc., pag. 248), anche Mantova. 

Siamo così in presenza di un terremoto che urtò contemporanea- 
mente la Calabria, il messinese, la penisola salentina e qualche punto 
del veneto. Data la mancanza di notizie rigpiardanti punti intermedii, 
si potrebbe supporre che le scosse avvenute nel giorno 20 si possano 
••rdinare in due gruppi distinti di terremoti corocentrici casualmente 
i?nccessi nel medesimo istante. Aggiungo però che i detti documenti 
De Rossi- Malvasia recano inoltre la seguente notizia : « Roma 6 [marzo]. 
Culle lettere di Napoli si é inteso essere seguita ultimamente in quella 
metropoli una scossa di terremoto senza danno », la quale, con ogni 
probabilità, si riferisce essa pure al 20 febbraio: la stessa pubblica- 
zione dice che nel giorno 20 di questo mese neir isola di Malta fu sentito 
un < grossissimo > terremoto alle 23*^, replicato alle 8^, con danno no- 



2U [1743-17-tó] 



labile della città, in specie del palazzo del Gran Maestro, Dato ciò a\'Temo 
nn terremc-to, con centro probabilmente in Oriente, che scosse in modo 
violentissimo Malta e la penisola Salentina ; meno intensamente la Ca- 
labria, il messinese, meno ancora Napoli, e che fa Bentìto anche in 
modo sensibile sul versante adriatico, specie nel Veneto. Tale anda- 
mento si presenta con le stesse modalità di altri terremoti d' Oriente 
propagatisi in Italia in questi ultimi tempi. 

Aggiungo inoltre che lo Schmidt (Si. ilber Erdbeben, pag. 162) dà 
notizia di un terremoto rovinoso avvenuto nell' anno a Cefalonia. 

\681] 1743. Aprile 24. Padova? 

GOWAN A.: App. t txott al Catalogo ecc., pag. in-11 (estr,] 

Il Goiran, da una memoria ms. sincrona, fa notare che al 24 aprile 
1743. a 16* circa (U^ant.), in Vicenza si senti un terremoto composto 
di ana duplice scossa : la prima non fu lieve, e l'altra piii gagliarda pro- 
dusse panico ma senza nessun danno alla città tranne ad una catena 
del Duomo : aggiunge però detta memoria che a Padova II terremoto 
fece rovinare più di una fabbrica. 

La notizia di Padova deve essere od erronea o certamente esagerata 
perchè il Toaldo (Della vera infi. degli altri ecc., pag. 210) non re- 
gistra per detta città, nel 1743, che una scossa a 23'' ital. del 20 feb- 
braio corrispondente al terremoto precedentemente accennato. 

[688J 1743-45. Calabrie, MessiiM». 

AHCoviTO S. : Mem. sul fenom. mtleor. iS4i, pag. 93 - Cu'occi ; Catalano, 1, paff. SSa - Cak- 
HONE Ohio D. ; / teer. di Calabria ecc., pag. 63 - M.\lv«st*-De Kos.si: Documenti ecc., 
Dag. ai-2j - U. D. Gallo: Oli Ann. della aita di Messina, IHt^, voi. iv, pag. ai5-ie, 9Ua, 
86S, 368 - D. Spanò Bolani: Storia di Reggio di Calabria, voi. ii, pag. Td. 

Abbiamo visto come nelle Cnlabrle enei messinese si sia propagato 
abbastanza intensamente un terremoto (20 febbraio) di provenienza 
orientale: ora il Gallo afferma che a 4'' di notte del 5 marzo 1743 una 
nuova ed intensa scossa urtò Messina : essa non fu forte come quella 
del 20 febbraio. Lo Spanò Bolani scrive poi — non ricordando ì feno- 
meni sismici del febbraio — che al 7 dicembre di questo anno un ga- 
gliardissimo terremoto colpi Keggio incutendo grande timore: che gli 
ediflcii non ebbero che poche screpolature mentre In molti paesi della 
Calabria, ed in ispecìe in S. Giorgio di Polistena, in Catanzaro ed in 
Soriano furono rovinate moltissime case con mortalità di persone. Nella 
stessa giornata, ad S*" di notte, anche a Messina (u avvertita una flc- 
rissima scossa identica per intensità a quella del 20 febbraio : queste 
due notizie certamente si riferiscono ad un unico fenomeno : a Messina 
poi, a 3" di notte del 1" gennaio 1744. fu sentito un altro forte scuo- 
timento che recò non poco spavento ed un nuovo a IO"" del 6 marzo. I 
terremoti del 1743-44, secondo i Documenti Malvaaia-De Rossi, appor- 



[1743-1746] 235 



tnrono danni a Nìcotera, a Mileto e ad altri paesi della Calabria ultra : 
neir ultima località citata sarebbero cadute la cattedrale e molte case: 
a Catanzaro poi il movimento del suolo fa solo fortissimo e destò gli 
abitanti. 

Il Carbone Grio pone al 23 febbraio 1744 una scossa nella Calabria 
meridionale, che produsse molte rovine in Sicilia (forse a Messina) e 
fa seguita da un periodo sismico perdurato per due anni. 

U Capocci mette i terremoti disastrosi nel 1743 ed aggiunge che si 
rinnovarono nel 1744 e nel 1746 : che quelli del 1744 riuscirono più 
forti a Messina, e che le repliche del 1746 furono invece più intense 
nei pressi di Catanzaro. 

Come si vede, quantunque esista fra gli autori una certa sconcor- 
danza nelle date, tuttavia le varie notizie alludono ad un lungo periodo 
sismico, che, a mio giudizio, interessò negli anni 1743-44 e forse anche 
tino al 1747 (N. 696) le Calabrie ed il Messinese. 

[689] 1743. Maggio 29. Ferrara. 

Malt AsiA-DB ROSSI : Documenti ecc., pa^. ^1. 

Al 29 maggio, circa le 17*" ital. di mattina, in Ferrara scossa di 2' ; 
grande panico ; caduta di due comignoli. Fu seguita da due repliche. 

[690] 1744. Blarche. 

Maltasia-dk ROSSI: Documenti ecc., paK. ^ - Skrpieri a.: Scritti di sismol ecc., pa^. 153 
voi. I - Antologia Romana, toI. v, n. 48« pag. 38^ Roma, mafir^io ìTt9, 

Nei Documenti citati, si dice che nella notte 27-28 febbraio furono 
sentite in Pesaro due forti scosse le quali recarono grande spavento. 
11 Serpieri ne mette al 22-24 aprile alcune fortissime ad Urbino ed in- 
fine la rivista e Antologia Romana » riferisce che nella notte fra il 
26-27 maggio, a 3*» ital., fu sentita in Pesaro una violenta scossa che 
causò grande spavento, ma nessun danno : pochi minuti dopo ne so- 
pirono due altre di minor forza e durata, e varie repliche più o meno 
leggere fino al 26 luglio successivo. 

[t591] 1745. Marzo. Spoleto (Perugia). 

BINA : Raifionam, sopra la cagione dei terr. ecc., pag. 21 - Malvasia-db rossi : Documenti 
^c., pag. 25. 

Verso la metà del mese di marzo, a Spoleto, nello spazio di 8 ore 
ftirono intese 22 scosse che danneggiarono i fabbricati : questa notizia 
data dal Bina è confermata dai citati Documenti, secondo i quali ri- 
sulta che le scosse avrebbero cominciato a commuovere il suolo o sulla 
ftne di febbraio o sul principio del mese vegnente e sarebbero state 
sentite anche a Foligno e luoghi vicini, aiTecando spavento grandis- 
simo, ma pare nessun danno. 



236 [1745-1746] 

[692] 1745. Ottobre. Monleeawiao (Caserta). 

M\lva9ia-De rossi : DoeuìHtiiCI ecc., pag. 25 - Pill* l. : Seìax. ie Irtm. ecc.. pap. IM. 

Nel di 3 ottobre si sentirono a Montccfts&ino varie bcobsc. le quali 
replicarono nei giorni G, 10, 20, 22, 23 e 26 dello stesso mese e quindi 
nei dì 1-6, 8 e 16 del auccessivo. Questo periodo sismico produsse 
molta costernazione nei monaci dell'Abbazia e causò varie lesioni al- 
l'edificio, specialmente sopra la porta maggiore della cbiesa. I maggiori 
scnotimenti si propagarono anche a San Germano. Al 26 dicembre 
altra replica ed al 15 gennaio 1746, a 11*" '/t- in* gagliarda ed alcune 
lievi Balle primo ore del mattino del 18 marzo, a 3" del 12 agosto ed 
innanzi lo spnntar del giorno del 4 ottobre. 

Il Corradi invece (Ann. delle epidemie ecc., voi, IV, parte I, pag. 13tV) 
citando 1 Diadi mss. di Montecassino, ricorda una scossa fortissima 
avvenuta al 18 ottobre 1745, per la quale parve che il vetusto e famoso 
tempio avesse a crollare. Aggiungono i Diarii predetti che sì seguita- 
rono a sentire delle repliche fino alla metà di novembre. 

[693] 1746. Luglio. Barga (Garfagnana). 

Bakitt* m. : Alatile coiuld. slittet. sulla disMb. dei Uri: in Toscana, paff. 13 (eatr-l - Gio- 

VANNoaa O, ; / Urr. Apuani, pas:. 8-9 (estr.) - TACLisuca ; Relazione giornaliera ecc. - 

j, fi. FIORAVANTI: MeM- itor. della citta di Pittata ecc.. pag. 501. 

Nel luglio il territorio di Barga fti interessato da un forte periodo si- 
smico iniziatosi nel mattino del 9 con scosse non sentite generalmente. 

Il Tallinucci, citato dal Giovannozzì, ci lasciò memoria delle seguenti; 

Luglio iO) tre scosse avvertite da tutti ; 11) 18 scosse dì cui 2 gagliar- 
dissime a 18'' [2'' pom.] ed a 21'' [5" pom.]; i.l) 14 scosse gagliarde; /■/> 5 
scosse : 2 fortissime a 7" ',,, [3" ' /ant.] ed a 13" [O^ ant.}; 15) 5 scosse di 
cui una fortissima; Ì6i 12 scosso, una della quali fortissima a S"" [l"" ant." ; 
i7) dodici scosse di cui 6 gagliardissime: una a 3* '/[ [11" pom. del 16] e le 
altre dalle 6" Vt alle 1" ';, [2" Vj - 3* > ; ant. del 17] ; 18) 12 scosse, 3 delle 
quali incussero punico, a 2" ','i [10" pom. del 17], a \2^ [8" ant. del 18j ed a 
22'" V( [6" ''t pom.] ; 19) 5 scosse, di cui una « orribile & a 24'' [S"" pom.J ; SOì 
13 scosse: una «orribile» a U*' [10" ant.]; 21) 11 scosse, fra cui una fortis- 
sima a 11'' [P pom.J ed altre tre simili a ì& ',', [2" '', pom.]; 22: 5 scosse 
leggiere ed una forte alle 19'' '.'e (3" ' ; pom.) ; ^5) 2 scosse dì cui una ol- 
tremodo intensa a 22" ^,, [6'' ',', pom.] ; fu la maggiore del periodo sismico ; 
2'1) 4 scosse mediocri. 

Durante il maggiore scnotimcnlo, al dir del Talìinucci * si videro 
cozzare insieme i tetti delle case » e dai monti Pania, Gragno e vicini si 
staccarono grosso frane, che precipitarauo con grande strepito a valle. 

Queatc commozioni, od almeno le più intense, tìirono avvertite ab- 
bastanza fortemente anche a Lucca ed a Pistoia. A proposito dell'ul- 
tima citta lo storico Fioravanti ricorda che per 34 giorni fu commossa 
da continui scuotimenti, che causarono grande panico. 



[1746 - 1750] 237 



Fra i fenomeni avvenuti in questo periodo sismico è utile ricordare 
olle nel Serchio fu trovata morta una grande quantità dì pesci (cinque 
seimila libbre). 

[694] 1746. Ottobre 8. Opsaria (Friuli). 

T-MM-isi A. : / tetr. dei Friuli, pag. 198. 

L'8 ottobre, a 5*» di giorno, si senti ad Udine una scossa ed a 7^ di 
notte parecchie altre che ad Orsaria (frazione di Premariaccio-Civi- 
dale) fecero diroccare la chiesa. 

[6^] 1747. Aprile 17. Noeera Umbra. 

J/tf. deWArthirio di Stato di Roma. 

Al 17 aprile 1747 un terremoto recò non solo alla città di Noeera, 
ma eziandio a parte del suo territorio, danni gravissimi : le chiese più 
di ogni altro edificio sofiFrirono detrimento : le case in parte caddero 
ed in parte rimasero talmente sconnesse da essere rese quasi inabita- 
bili. La Cattedrale ed il Vescovado furono assai malconci : la chiesa 
dell'antico monastero di S. Stefano, distante due miglia dalla città, fu 
rovinata. Dal 17 aprile al 23 maggio varie repliche. Il Perrey {Trembl, 
l)enini, Ital.^ pag. 43) senza data mensile (ma prima di luglio) dice 
che a Foligno, Noscia (Noeera ?) e città vicine una scossa violenta ro- 
vesciò parecchie case : questa notizia certamente si riferisce a quella 
di Noeera da me estratta dai mss. dell'Archivio di Stato di Koma. 

-696] 1747. Settembre. Reggio Calabria. 

ARoìviTo S. : Afem. sui fenom. meteor. 18 il, pag. 35 - roscitano p. : Mem. istor. Jllasof. d^i 
t^rr. ecc., pagr. 6. 

Nel settembre una scossa di terremoto produsse piccole lesioni nei 
muri delle case di Reggio : fu susseguita nel corso di 2 mesi da 40. 
repliche leggiere : parte della popolazione andò ad abitare in baracche. 

[697] 1748. Settembre 11 o 18. Colli Laziali. 

M\i.vAsiA-DE ROSSI M. S. : Documenti ecc., paj?. 25. 

Alle 6** della notte deli' 11 o del 18 settembre in Roma una scossa di 
j><>chi secondi fece cadere molti calcinacci nel palazzo della Cancel- 
](Tia : pare sia stata piti violenta a Frascati ed a Marino. 

r6981 1750. Febbraio 1. Aquila. 

MU.YASJA-DB Rossi M. S.: op. cit., pag. 25. 

Al V febbraio (*) fortissima scossa in Aquila : danni alle case. 



I Malvasia e De Rossi (loc. cit.) attribuiscono la scossa al primo marzo : ciò é eviden- 
ttMuente errato, giacché tale notizia venne tolta da una corrispondenza stata Inviatii df^ 
Najuiii il 17 febbraio ed Inserita nel giornali del tempo del 3 marzo. 



[1750- 1751] 



Lui*. 

,, pag. 23 - Perhbt a. : Treitibl. penlnt. Hai., pag. 13. 

A 2(? '/« ^^1'' ^ febbraio forte scossa a Koma seguita poco dopo da 
altra più breve : nessun danno. A Frascati, a Mariao e ad Albano il 

'" fece nacir molti dalle case. A Montcrotondo furono sentite 

a Tivoli 8 con grande panico. 

\y dice clie al 28 gennaio, a 2'' di sera, in Koma fa sentita 
di qualche minuto (secondo?), la quale dopo un'ora fu se- 
Bplica meno forte e quindi nella notte da una terza che a 
ad Albano danneggiò delle case. All' 11 ftsbbaaio a Roma, 
1 scuotimenti. 

'&0. Settembre 17. Plime (Udine). 

r ttrr. m Friuli, pa». 106. 

il. di notte del 28 novembre a Pordenone si senti nna scossa 
)urc a Fiume, ove alle 11" se ne ebbe un'altra più intensa: 
dicembre replica ad Udine ed infine a 24'' '/i del giorno 17 
benone ed a Fiume ; quivi a 5*" di sera furono sentite altre 
lenti scosse sussultorìe, che fecero screpolare molte case : a 
a IS^'/i altra più forte della precedente e tra le 11 e le IS' 
repliche ad Udine ed a Pordenone e infine a IS" una lieve. 

'51. Luglio 26. tlaiUo e K«Mra (Umbria). 

imento ecc. - Malvasia-US Rosai: Doeuiaenll ecc., pag. iS-36 - Vera, tiiu/ra e 

•.tallone ecc. - Stlatione più distinla ecc. 

luglio, fta le 2" e le 2" '/t ital. della notte, in Nocera due 
ro destare parecchie persone che abbandonarono le case: in 
3ero maggiore intensità e cosi pure a Sigillo ed a Scheggia. 
il. di quella stessa notte una veementìssima concussione at- 
>itauti di Gnaldo che tosto lasciarono le case semidiroccale 
iti, mentre il suolo continuava a scuotersi più o meno sen- 
: una nuova scossa tosto sopraggiunse ed alle conquassate 
apportò nuovi danni : rovinò il palazzo del pubblico, 1' ar- 
, segreteria priorale : cadde il campanile, si staccò la gran 
Tastante al campanile di S. Francesco, il quale, squarciato, 
mila volta della chiesa : gravi rovine avvennero pnre nel 
lei PP. Agostiniani : precipitò il campanile della chiesa di 
che ne rimase malconcia. La chiesa dì S. Benedetto soffri 
ini, però il suo campanile non rimase atterrato: il contiguo 
cevette gravi lesioni ; cadde la casa presso alla chiesa di 

La Rocca, solidissima costruzione, risenti notevoli danni. 
to di Gualdo nella parte verso porta S. Benedetto (che con- 



[1751] 239 

duce a Perugia) fu atterrato affatto, talché le strade erano piene di 
macerie alte anche 3 canne : specialmente fu colpita la contrada detta 
« il Borgo >. La seconda parte ebbe le case con le facciate abbattute, 
i tetti scoperchiati ed i muri pendenti ; T altra parte, versò porta 
S. Facondino (che conduce alla Romagna) non fu affatto prostrata, ma 
i muri subirono gravi lesioni. Fra tante rovine non si ebbero a deplo- 
rare che 3 morti e qualche ferito. 

Saa Pellegrino, Fossato di Vico, Pieve e Gaifana furono ridotti in 
un mucchio di macerie. 

In Nocera caddero diversi camini, uno dei quali, sfondato il tetto 
di una casetta, ruppe il solaro di una camera uccidendo tre persone 
che ivi stavano dormendo. In questa città rimasero danneggiati spe> 
ciaimente quegli edificii che già erano minacciosi di rovina. 

In Sigillo caddero quattro case con mortalità di due persone e molti 
altri edificii furono resi inabitabili : a Scheggia ne rovinarono tre, cau- 
sando una vittima : a Costacciaro il terremoto apportò vari danni spe- 
cialmente al convento dei PP. Conventuali. A Gubio restò danneggiato 
il palazzo vescovile, il monastero di S. Ubaldo fu ridotto in pessimo 
stato ; la cattedrale, alcune chiese, i monasteri, i conventi ed in una 
parola ogni edificio ebbe a risentire quale più quale meno per questo 
terremoto : le case di campagna, specialmente quelle verso la porta 
S. Agostino, furono generalmente conquassate : affatto demolita fu la 
chiesa di Padule. 

In Assisi (*) patirono tutte le fabbriche e certe case più antiche fu- 
rono rovinate ; molto danneggiato fu il palazzo vescovile e molti altri 
fabbricati furono lesionati e rimasero con i muri in modo pericoloso 
strapiombanti. Spello ebbe la minaccia di vedere le case, le chiese ed 
i conventi abbattuti. 

In Foligno il terremoto atterrò una grande quantità di camini e due 
stanze del palazzo Sceltrisa ; pati pure considerevolmente il duomo — 
specialmente nella sua facciata della porta maggiore — e lo chiese di 
S. Francesco e di S. Salvatore. 

In Camerino e dintorni restarono pure lesionate le case ; a Città di 
Castello diroccò la torre o la volta della cattedrale. 

Cjualche danno risentì forse anche Perugia, ove, come a Terni, la 
scossa produsse generale costernazione ; essa poi fu forte ad Arezzo, 
un po' meno a San Gemini, a Monterotondo, a Tivoli ed a Civitaca- 
Hteliana ; fu infine lievemente sentita anche a Roma. 



(1 in Assist, secondo la « vera, nova e dlstlutJi relazione ecc. » la scossa nm^trlore 
sviFPbbe avvenuta a ore 8, nel quale Istante un' aUra scossa, veeraentlHslma quasi come 
la prima. fU sentita a Gualdo, 



[17511 



A Gualdo dopo la grande scossa, la terra fb jd continuo movlmenlo: 
si sentirono fì^qucnt etneo te repliche intense e cupi rombi. Alla sera 
del 28 febbraio si ebbero duo gagliardi scuotimenti e verso le 2* '/, ìt. 
del 30 un' altro fu sentito a Noccra, a Sigillo ed a Gualdo, nella cui 
ultima localim fece rovinare anche le tre uniche case fino allora ri- 
maste intatte. 




Fio. 16. 



L' epicentro di questo terremoto si trova presso Gualdo : vale a dire 
in posizione quasi centrale della zona mcaosismica che racchiudo S. Pel- 
legrino. Fossato e Gaifaaa (flg. 16 A): la zona quasi rovinosa comprende 
Scheggia, Costacciaro, Sigillo e Nocera (B); nella fortissima Città di Ca- 
stello, Gobbio. Assisi, Spello, Foligno, Camerino, ecc. (C), 



Falera*. 



Nel mese due forti scosse apportarono vari danni alle e 



Fra le 23 e le 24" ital. del 25 settembre forti scosse riempirono di 
spavento la popolazione di Nai-ni : in città non recarono alcun danno, 
ma in campagna fecero rovinare alcune case. 



Riviera ligire di levaDk. 

; Tremili, prniiis. ttal., pag. U. 



[704] 1751. Novembre 21. 
MEKCALrj O.: / Ifrr. della Llgiirta, paff. 30 - Perrev A,t 

Verso lo W45'° ant. una scossa di terremoto produsse lesioni non 
gravi agli ediflcli delta riviera ligure di levante fino a Genova : fu 
sentita con minor intensità in quella di ponente fino a S. Remo, e 



^■•. 



[1752-1753] 241 



leggermente anche nel milanese : a Genova fti molto forte, durò 5™ (se- 
condi ?) : il mare nel porto si agitò violentemente ed i bastimenti ri- 
sentirono r urto sismico. 

Il Perrey registra al 1* dicembre nn' altra scossa, meno violenta 
per Genova, ma che produsse alquanti danni sulla riviera occidentale. 
Ciò però, secondo le notizie del Mercalli, non 6 conforme al vero : in 
quel di snccesse invece un rovescio di vento che fece naufragare una 
nave nelle acque di Portofino. 

(705] 1752. Febbraio 16. Nizza, 

y RRCALU Q. : / terr. della Liguria ecc., pa^r. 30. 

Verso le 2** ant. del 16 febbraio scosse leggerissime a Nizza : a 
4^45" ant. una forte con rombo e della durata di mezza «ave maria» : 
molti che si trovavano a letto, spaventati, uscirono dalle case. Vennero 
danneggiate le parti più elevate degli edificii. Detto terremoto fti for- 
tissimo anche ad Oneglia. 

Verso le 5** ant. a Nizza due piccole repliche e per alcune settimane 
altre leggiere. 

[706] 1752. Agosto? Città di Cagtello (Perugi»). 

Malvasia-db Rossi : Documenti ecc., pag. 26 - Taramelli t. : Terr, di FolignOy pag. 82 (estr ) 

Prima del 23 agosto diverse scosse di terremoto recarono qualche 
danno alle case di Città di Castello, le quali dalla popolazione furono 
abbandonate : cosi i citati Documenti. 

Il Perrey invece (Trembl, penins. Itnh pag. 44) ne registra una av- 
venuta nella notte 13-14 di luglio ad Urbino, a Gubbio, a Gualdo, a 
Foligno ed a Fabriano, e che fu sentita forse fortemente a Trevi. 

;707] 1752. Settembre. Colli Lnziali. 

M.\LVA9iA-DR RoHsi: Doa^mentt ecc., pag:. 26 - Pbrrey a.: Trembl. pen. Hai., pag. 14. 

Secondo il Perrey nella notte 5-6 giugno ad Aricela, ad Albano, a 
Genzano e circonvicini fu sentita una scossa : a 3^ del 21 se ne ebbe 
una a Tivoli, e prima del 20 settembre, secondo i Documenti citati, in 
Vclletri un forte terremoto mise in allarme la popolazione che abban- 
donò le case : fu pure avvertito a Frascati ed a Marino. Sulla fine di 
settembre (26 [Perrey]) di notte una forte concussione urtò Frascati, 
Velletri e Marino, ove fece cadere due case e si propagò lievemente 
tino a Roma. Nella notte 19-20 ottobre a Vclletri altro scuotimento. 

[708] 1753. Febbraio. Modena. 

Perrey a.: Op. clt., pagr. 45. 

Sui primi di febbraio a Modena scoss.i fortissima : muri 8rre))olati. 
Ciò secondo von Holf. 

Baratta : Terremoti ecc. 16 



ì 



# ^^ 



242 [1753 - 1755J 



[709] 1753. Marzo 9. Lnserna, Perosa (Piemonte). 

Mercalli G.: / terr. della Liguria ecc., pag. 30^1 - Vassalli Bandi: Rapport ecc., pag". 132 
perrey A.: Tremai, penins. Ital. ecc., pag. 45. 

Verso le 2** pom. un forte terremoto urtò il Piemonte e la Savoia : 
fu assai forte e cagionò danni considerevoli nelle valli di Lusema, di 
Porosa e di Susa, presso il confine con il Delflnato. Il forte di Fene- 
strelle sofiPri assai; in Pinerolo caddero molti fumaiuoli e tetti: ad Asti 
rovinò parte del convento dei Cappuccini. Sulle montagne di Susa e 
di Pinerolo - ove, secondo il Mercalli, pare abbia avuto il suo centro - 
si sentirono rumori simili a colpi di cannona, ed in diversi punti si 
aprirono squarciature nella terra, dalle quali sgorgarono copiose acque - 
In Savoia si verificarono grandi scoscendimenti. 

La scossa fu sentita con forza anche a Torino, ove durò 2" (se- 
condi ?) ; fu abbastanza sensibile fino a Chambery ed a Ginevra, ove 
le campane della torre alta diedero qualche tocco: fu infine leggeris- 
sima a Nizza e forse avvertita anche a Gap (Alte Alpi). 

Neir area centrale si ebbero 14 minori repliche : le prime, sentite 
verso le 4** pom., furono intese anche a Torino : cosi pure dicasi di 
quella accaduta a 2*» ant. del giorno 10. 

[710] 1753. Aprile 2. Città di Pieve (Perugia). 

pbrrey a.: Trenibl. penins. lial.j pa^. 45. 

Secondo von Hofl", al 2 aprile scossa fortissima a Città di Pieve con 
danni agli edificii. 

[711] 1753. Maggio 26. San Gemini (Perugia). 

Malvasja-db BOSSI: Documetiti ecc., pag. 20-27 - Taramelli t : Terr. Spoleto pa^. :i2 (estr.) 

A San Gemini nel dì 26 maggio replicate scosse di terremoto reca- 
rono non lievi danni e grande spavento : furono sentite anche ad 
Amelia, a Todi, a Perugia ed a Trevi. 

Il Pen-ey (Op. cit., pag. 45) erroneamente le pone al 26 aprile. 

[712] 1754. Giugno 7. Lawo. 

Malvasia-De Bossi ; op. cit., pag. 27. 

« 

Nella notte del 7 giugno forte scossa in Roma : fu molto più intensa 
a Tivoli, Frascati, Valmontone, Palestrina, Ariccia e Castel Gandolfo. 
Grande panico. Repliche per 15". 

[713] 1755. Novembre 1. Lisbona. 

Supplement aux re^ftectlom sur le desastre de Ushonne ecc., pagr. 35-36. 

Al 1** novembre, verso le 10^ ant., terremoto disastrosissimo nel Por- 
togallo, sentito leggermente a S. Remo, come afferma il Nota (Op. cit, 
pag. 46) ed anche a Torino (Mercalli : / terr. della Liguria^ ecc., 



[1755] 243 

pag. 31). A Milano la scossa fece oscillare le lampade delle chiese : ad 
Abbiategrasso fece aprire e sbattere le porte : riguardo a Lodi TAgnelli 
{/ terr. registr. ecc., pag. 95) pubblicò una annotazione sincrona rela- 
tiva a questo terremoto, del seguente tenore : « questa mattina.... si è 
reduto a muoversi, e non di poco, il baldacchino che sta sopra l'aitar 
maggiore, come pure le lampade che sono in presbiterio, cosi che al- 
cuni sono sortiti dal Duomo, ben persuasi come fosse ciò una specie di 
terremoto. Infatti qualche altro segno ha dato altrove nella nostra 
cittA, ma non tanto potente come nella detta cattedrale... » 

[714] 1755. Novembre 1. Isola di Ponza. 

mebc.\lu G. : Xote geol, e stsm. Isole Ponza, pag. 14 (estr.) 

Nello stesso giorno ed alla stessa ora (10^ a.) del grande terremoto 
fisbonese, a Ponza fa sentita una violentissima scossa per cui rovina- 
rono due terzi delle case che allora esistevano neir isola. Ciò secondo 
r Hamilton ; osserva il Mercalli che il parossismo citato quantunque sen- 
tito in diverse parti dell' Italia superiore, in nessun luogo recò danni 
di sorta : non fa quindi meraviglia che siasi propagato anche fino alle 
isole Ponzio, ma non può ammettersi che vi sia arrivato con forza suf- 
ficiente per cagionare grandi rovine, poiché a più forte ragione avrebbe 
dovuto scuotere con eguale energia la Spagna nord orientale, la Francia, 
le isole di Corsica e di Sardegna, ed altre regioni più vicine al foco- 
lare sismico. Bisogna quindi ritenere che la grande scossa lisbonese 
sia realmente giunta in modo sensibile sino a Ponza, e che quivi — 
come causa occasionale — abbia determinato un terremoto locale molto 
più violento. Nella carta che accompagna i terremoti del 1892 (vedi), 
trovasi delineata la probabile zona isosismica sensibile. 

|715] 1755. Novembre 18. Acquapendente, Grotte (Viterbo). 

Malvasia-De Bossi : op. elt., pafir. 27 - Pbrrby a. : Trembl. pentìxs. Hai., pag. 46. 

Nella notte del 5 maggio, secondo Malvasia-De Rossi, furono sentite 
tre scosse senza danni a Viterbo ed a Bagnorea : il Perrey aggiunge 
che furono molto violenti. 

Ài 18 novembre ad Acquapendente ed a Grotte ne furono intese 
altre parecchie che danneggiarono alcune case (fig. 12). 

[716] 1765. Dicembre 9. Vallese (Svizzera). 

Delle luttuose vicende dell* anno i755, pag. 92-94 - Bertrand e. : Mem. sur Ics tremhl. ecc., 
pa^. 48-98 - Suppleinent aux rejlections ecc., pa^?. 52. 

Verso le 2*» */, pom. terremoto rovinoso nel Vallese sentito forte- 
mente in Lombardia, nel Piemonte e nella Savoia ; a Torino la scossa 
fu duplice : la prima fase, non avvertita da tutti, durò 4-6* : dopo 
(loalche minuto successe una ripresa di 2% più leggiera della prece- 



244 [1755 1756] 



dente : ambedue ebbero direzione N-S. A Milano il movimento sismico 
fu molto più violento, avendo in alcuni muri fatte aprire delle fen- 
diture. 

[717] 1755 6. Dicembre-Febbraio. Aneonitan©. 

PERREY A. : Tremai, penins. Jtal.^ pag- 47 - Supplement atix rejlectlons ecc., pag. 39, 

Al 25 dicembre (1755) nella provincia d'Ancona scossa fortissima. 
Al l'* gennaio (1756) altra che causò pochi danni : al 5 febbraio nuova 
replica. 

[718] 1756. Febbraio 2. Sezae (Roma). 

Malvasia'De Rossi : Documenti ecc., pag. 27. 

Alle 21** ital. del 2 febbraio scossa molto forte di due minuti (se- 
condi?) che non causò danni notevoli. 

[719] 1766. Aprile 13. Treviso. 

storia degli orrendi tremuotl ecc. - Supplement aux reMctions ecc., pagr. 70-71 - perrey a. : 
op. clt., pag. 47. 

Il 25 febbraio, a 22*» ital., a Bassano una scossa violenta fece uscire 
molti cittadini che trovavansi in chiesa : a 7** di notte altra sensibile 
canhe a Trento ed in vari luoghi del Veneto, specialmente a Feltre e 
suo distretto. 

Al 13 aprile a Venezia una di 30 ed a 3** di sera replica : ftirono 
sentite a Padova, a Verona ed a Treviso : in quest' ultima città camini 
rovesciati, case e chiese danneggiate : al 16, a 2^ 10'" ital. scossa a 
2 riprese, precedute da forte rombo e nella notte 18-19 altra rex^lica 
considerevole S E - N W. Noto che il Toaldo nulla dice per Padova. 

[720] 1756. Agosto 17. Padova. 

PERREY A.: op. Clt.. pag- 48. 

Qualche minuto prima di mezzodì fortissimo uragano seguito da pa- 
recchie forti scosse, che causarono vari daimi alla città. Il Toaldo non 
riporta questo terremoto. 

[721] 1756. Ottobre 22. Oriente. 

Capocci : Catalogo, T, pag. 353 - Malvasia-De Bossi : Documenti ecc., pag. 27 - Perrbj a. : 
op. clt., pag. 48 - Supplement aux rejlectfons ecc., pag. 93. 

Il 22 ottobre, a 3** 30" pom., un violento e lungo terremoto in Na- 
poli danneggiò ed abbattè molti comignoli : fu sentito anche in Calabria, 
in Sicilia ed in Grecia. Nei Documenti Malvasia-De Rossi si dice che 
in questo giorno -— senza indicazione di ora — fu avvertito un terre- 
moto che agli edifici di Manfredonia non apportò alcun danno ma in 
mare fece affondare una nave. Secondo il Supplement citato, a Napoli 



[1757-1759] 245 



la scossa sarebbe durata 4™ (secondi?) ed avrebbe danneggiati molti 
odificii ed abbattati dei caminetti. 

Queste notizie con ogni probabilità corrispondono ad un terremoto 
esocentrico, propagatosi specialmente neir Italia meridionale. Il Perrey 
[Mem, sur les trembl. de terre ressentis dans la Penins, Turco-Hellenique 
etc, pag. 30) riferisce che al 20 ottobre in Morea si ebbero scosse 
violenti, specialmente nel golfo di Lepanto e di Corinto e che si pro- 
pagarono anche in Sicilia. 

Nulla dicono i cronisti Salentini citati dal De Giorgi, per la Terra 
d'Otranto. 

n22] 1757. Agosto 6. Sìraensa. 

PEiiRKY A. : Trembl. penins, lUiL. pagr- 48. 

Il 6 agosto a Siracusa terremoto disastroso : la metà delle case sa- 
rebbe stata distrutta : 10000 morti. 

[l'23ì 1758. Gennaio 24. Ereolano (Napoli). 

PERBET A. : Op. Cit., pag*. 48. 

Al 24 gennaio scossa fortissima ad Ereolano. 

1724] 1758. Novembre 1. Bronte (Catania). 

Mebcaixi 6. : Vulc. € fenom. vuìc.^ pa^r. 2S4 - perrey a. : op. cit., pa^. 48. 

Il Mercalli, citando TAlessi (Stor. crii, ecc., disc. VII), dice che al 
l"" novembre, a 6^ ital., verso Bronte fu sentita una scossa fortissima : 
il Perrey, seguendo von Hoflf, la registra come forte. 

[725] 1759. Marzo 18. Pigtoia. 

Pebrey a. r op. Cit., pag. 48. 

Al 18 marzo scossa violenta a Pistoia : al 18 aprile altra. 

[726] 1759. Marzo 30. Plnerolo (Torino). 

Mercalli : / terr, della Liguria ()cc., pag. 82-33 - Casalis G. : Diz. geogr. stor, stat. comm, 
degli Stati di S. M, il Re di Sardegna, voi. XV, pag. 819. 

A 2*^ 30" pom., del 9 marzo in Pinerolo e paesi del circondario for- 
tissima scossa di oltre 40«, che fece traballare i monti e le case. Nella 
stessa giornata il fenomeno si ripetè per due volte con eguale violenza, 
ed altre repliche furono sentite nei dì successivi. La più violenta di 
tutte avvenne al 30 marzo : molte case in città furono distrutte e non 
pochi individui perirono sotto le rovine. Per circa tre mesi si abitò 
all'aperto essendo continuato il periodo sismico anche nell'aprile e nel 
maggio successivi. Al iJ6 maggio, a 10^ 45°» pom., in Torino, gagliarda 
scossa forse proveniente dal centro pinerolese : ed a 2*» Va (^ic) di tale 
giornata, una assai sensibile, ma breve, in Genova. 



[1759- 1T62] 



[mi 1758. Maggio 20 e 26. MarsiMiiMTO (Potenza). 

PBRKBT A. : op. Cit., pag. 49, 

Al 20 e 26 maggio dae scosse a Napoli : pare Steno state più forti 
■ " -■ -\: a, MarsiconaOTO tntU fuggirono sotto le tende. 

9. Oiugno 14. S. Hiefaele !■ Teveriit. (Viterbese). 

< 18 giugno ns» [notizia ms.) 

igQO scossa assai gagliarda che fece lesionare 1 dae archi 

be divide il paese di S. Michele in Teverina : non produsse 



i9. Ottobre 5. Monte Oag«ino (Caserta). 

UoHie Ceatino ecc., pag. '6. 

aggio tre scosse gagliarde : al 13 luglio varie altre che can- 
ire ai monaci : al 5 ottobre una molto forte, intesa anche 
,no e paesi circostanti : quest'ultima determind l'apertura 
e lesioTii. 

W. Gennaio. Cawit (Perugia) ? 

1. ctt., pag. 49. 

Lio scossa nella marca d'Ancona : danni a Cascia. 

il. Aprile 5. H«te Casda». 

op. cIt., patt- ~i6. 

no 16 febbraio una scossa, seguita nella notte da replica : 
una molto forte con repliche successive : causarono qualche 
a chiesa. AI 6 novembre due scoese ed una al 27. 

2. Marzo-Luglio. Hn^llo (Toscana). 

[: I terr. sior. Xugetlaìil, pag. 8-8 (estr.) 

ilio (a S. Agata) dall' 11 marzo al 22 di luglio varie ecosse, 
) delle quali avvenne fra le 23 e 24" (6-7" pom.) del 15 
jQd.'SQSS. di qualche minuto. 

IT (op. cit., pag. 46) dà notizia delle seguenti scosse : Marzo 
!, nella Toscana e nel Bolognese parecchie - Aprile 13-14) 
) 11 scosse alcuna delle quali assai forte ; 15) &' sera, a Fi- 
ievi, ma più forti nel Mugello ; 17) nuove scosse nel Mugello; 
lase rovinate - Luglio 28-29) nel Mugello otto scosse senza 
iderevoli. 

il Perrey la scossa maggiore sarebbe avvenuta al 17, se- 
iovannozzi invece al 15: ma quest'ultima data merita piti 
che tòlta da un'annotazione sincrona fatta sui libri pan-oc- 



[1762 - 17631 247 



chiali di S. Agata di Mugello, ove — in memoria di ciò — in detto 
giorno di ogni anno, si fanno appunto processioni votive. 

[733] 1762. Luglio-Agosto. Arìccia (Roma). 

A. CHIGI: Mem. stor. delVanttchts$. Municipio ora terra dell* Ariccia ecc., Roma MDCCXCIV^ 
pa^g. 4*7-50. 

Il giornale « Le Notizie del Giorno > (4 giugno, N. 43) reca la no- 
tizia che nel 1762 in Ariccia furono sentite varie scosse di terremoto 
per 34 giorni. 

Ciò è inesattamente riferito perchè rilevo dall'opera del Chigi che 
in detto anno dal 12 luglio al 12 agosto, isolatamente, in tal paese ed 
in un solo punto furono intese delle detonazioni, che, quantunque ab- 
biano recato molto timore agli abitanti, non produssero alcun danno. 

r734j 1762. Luglio. Gasamicciola. 

Malvasia-De Bossi : Docuìnenti ecc., pag. 27-28. 

Il 23 luglio forte terremoto ncir isola d' Ischia che causò, oltre 
grande panico, notevoli danni, avendo fatto cadere, fra l'altro, intera- 
mente una chiesa in Casamicciola: nessuna vittima. Il Perrey {Tremhl. 
penins. Ital., pag. 49) dice che le scosse furono 62 e vennero sentite 
nella notte 2d-29 luglio. 

[735] 1762. Ottobre 6. Poi^gio Picenze (Aquila). 

Malvasia -De Rossi: op. cit., pag. 28 - Perrey : op. Cit., pag. 49. 

Un violento scuotimento urtò Aquila e dintorni facendo cadere in 
cittÀ vari camini e causando qualche danno alle chiese : fu più violento 
a Poggio Picenze che restò quasi interamente diroccata e fu inteso 
leggermente anche a Roma. 

Il Perrey lo indica come avvenuto al 6 ottobre, il Malvasia-De Rossi 
a 19^ del 29 o 23 settembre: quantunque tale data appaia più atten- 
dibile, essendo la notizia tolta da una corrispondenza da Roma del 30 
di detto mese, inserta ne giornali del tempo del 26 ottobre, tuttavia 
i signori Malvasia e De Rossi devono essere incorsi in qualche errore 
(li trascrizione, perchè di tale terremoto e dei gravi danni toccati ad 
Aquila ed alla provincia omonima Nicolò Tomei lasciò memoria in un 
carme dal titolo De terraemotu pridie nonas octobris 1762 {Carminum 
Wì. 11^ Napoli 1765, pag. 101-2) secondo quanto riferisce C. Minieri- 
Riccio nella sua Biblioteca storico topografica degli Abruzzi (Napoli 1862, 
pag. 108). Il giorno e pridie nonas octobris » corrisponde appunto al 
(il 6, conformemente alla data citata dal Perrey. 

796] 17(^. Febbraio, Giugno. Bronte, Paterno, Nicolosi (Catania). 

F. Ferrara: Deicriz. delVSlna^ pag. 122-23 • C. Qemmellaro : Vulcan. dell Etna, pa^. 119-21. 

Nel febbraio 1763 la città di Bronte e gran parte del bosco vicino 



[1763-1766] 



furono urtati da scosse violentissime che di mano in mono si fecero 
sempre più intense, finché nella notte del giorno 6 — dopo una forte 
commozione, che arrecò grande spavento, giacché sembrava volesse 
svellere l'abitato — si aprì in quei dintorni nna bocca eruttiva, che 
fece fVa?aroBe eeplosioni, accompagnate da scuotimenti sensibili entro 
35 miglia. Verso ia fine di febbraio terminò l' incendio. 

un forte terremoto scosse il lx)sco di Paterno e con 
aenza i villaggi di Nicolosi e di Pedara ; anche in Bìan- 

sentirono gli effetti : quindi si apri una nuova bocca, cfae 
ivit& fino al settembre. 

Roeca Hontepiaio (Chieti) ? 

, pag. 50. 

(no a Rocca Montepiano si ebbero pioggie torrenziali, dn- 
farono sentite diverse scosse ; al 24 poi successe un grande 
Ciò secondo il Perrey. Nei foglio « Veridica e diatinta reta- 
tneata ruina della terra di Montepiano nella Diocesi di 

1 il di 24 giugno 1765 (in Roma MDCCLXV) . in cui am- 
escrive lo scoscendimento verificatosi nel succitato giorno, 
1 23 (e non al 22) ebbero luogo pioggie dirottissime, che 
isa prossima della frana, ma ivi non si accenna meno- 
coBse di terremoto- 
Agosto. Piglio, ABagni (Roma). 

isi : Documenti «ce., pag. %. 

età d'agosto a Piglio, Anagni e luoghi circonvicini forte 
ìe spavento, ma nessun danno. 

Aprile-Maggio. Nieolosi (Catania). 

a-ir. dtlVEtna, pag. lai - Oemmellano C. ; Vale. detlEtM, pa». 121-23. 

aprile bcobbo violenti urtarono la parte meridionale del- 
i notte, specialmente a Nicolosi, aumentarono di nnmero 
,; crebbero ancora nel giorno seguente, dopo di che nella 
una violenta eruzione accompagnata da frequenti scuoli- 
egioni etnee ; in Aci ed a Catania i maggiori furono sen- 

Dicembre 24-25. Foligno, NoreU (Perugia). 

si; DocumeuU ecc., paj?. 29. 

dicembre varie scosse nell' Umbria : apportarono qualche 
ipecialmente a Foligno, a Norcia ed adiacenze, ove [\irono 



[1767] 249 

— — ^hM 1^ ^i— ,_^ ■ ■ Il !■ I - I - | - - - - - - - . _ 

[741] 1767. IsehU. 

n' ASCI a: Storia dell'isola O" Ischia, pag. 471, Napoli 1868. 

Per un terremoto fu distrutta la chiesa del Rotaro. ^ 

[742] 1767. Gennaio 21. Fivizzano (Massa). 

GiovAN?(ozzi o. : / teìT, star. Apuani^ pag. 9-10 - Malvasi a-Dr Rossi : Documenti ecc., pa- 
ttina 29 - Perrey a. : Tremai, penins. ItaL, pag. 61. 

Il 21 gennaio a Fivizzano cominciarono a sentirsi delle scosse e 
nella mattina di tale giornata, circa le 8^ Vs? i^® avvenne una di lunga 
durata : mentre l'afflitta popolazione era accorsa in chiesa successero 
due o tre repliche, la seconda delle quali, a 9** */£ circa, fu talmente 
impetuosa che il sacro edificio fu presso a rovinare : fu visto aprirsi 
e poi tosto rinchiudersi l'arco in pietra che sovrasta la tribuna presso 
l'altare maggiore. Diroccarono molti camini ; fu gravemente lesionata 
la volta della chiesa degli Osservanti ; l'ospedale, il Pretorio, la do- 
irana del sale ebbero notevolmente a soffrire : moltissime case furono 
lesionate e nel contado non pochi edificii furono dalla violenza del- 
l' urto sotterraneo adeguati al suolo. Dopo di ciò seguirono numerose 
repliche : dal 21 gennaio al 4 febbraio ne erano già state contate 36 
tra forti e lievi. 

Le maggiori scosse del 21, cioè quella delle 8** Va ® 9** Va ^^^^ oli- 
rono intese da pochi in Firenze, da molti a Parma : a Pisa produssero 
qualche screpolatura e fecero abbattere alcuni comignoli. A Livorno la 
prima, più forte dell'altra, ebbe la durata di una breve « ave maria > : 
due leggiere furono pure sentite a Genova. 

[743] 1767. Febbraio 7. Liguria. 

M4LVA$iA-DB ROSSI: Documenti ecc., pag. 29 • mercalli G.: / terr. della Liguria, pag. 83 - 
Perrey a.: Tremai, penins. Ital. ecc., paer.51. 

Circa le 11** ital. (4*» 15" ant.) a Genova lieve scossa seguita da altra 

forte di SO", che causò qualche danno a molte case, a varie chiese e 

monasteri ed alla nuova fabbrica dell' ospedale : a Torino ne furono 

wntite tre ondulatorie N-S e tre pure a Nizza, con 1' ultima più forte. 

A Savona pare che questo terremoto sia stato abbastanza intenso. A 

21" ^,'4 (Z^ V« pom.) replica leggiera a Genova e così pure a ^^ '^/^ 

K^^ \'t pom. circa) del giorno 9. 

[744] 1767. Maggio 26. (0 Val di Lanzo (Piemonte). 

Pi.ruky : Op. cit., pag. 51 -T Malvasia-De Bossi : op. eli., pa(?. 29-90 - Mercalli : / terr. di 
Liguria, pag. 83. 

Al 26 maggio in Torino fu sentita una scossa lieve N-S di 3' a 



d; U Perrey, sulla fede del Journal Hist., registra il terremoto al 27 maggio: li Mer- 
caUl lo pone al 26 seguendo le Effem, meteor. deirosservatorio di Torino, data che è 
certamente esatta. 



2S0 [1767] 

7^ 24™ pom. Essa fu più forte in Val di Lanzo, ove fece lesionare delle 
volte di chiesa e rovinare qualche muro ; in questa occasione diroc- 
carono alcune case in Laszo ed a Betangero caddero le mura di un 
vecchio castello. 

67. Giugno 4-5. Speleto (Perugia). 

Bossi : Op. clt., pag. !9^ - Uercai.u G. : ^le. e /enom- vulc. ecc. pai;. 301 - 
! Op. Ctt., pag. 51 - Tarauelu T. : Terr. ai Spoìflo, pag. 82-33 (eslr.) - San» A.; 
N, di SpoleCo, parte li, psg. 2B9. 

3tte fra il 4 ed il 5 giugno, a 6" ital. di sera, un veemente 
urtò la città dì Spoleto e le regioni circostanti : la i-occa ri- 
ivi lesioni e cosi pure il duomo: la chiesa degli Agostiniani. 
SS. Filippo e Simone caddei-o in parte : diroccò il convento 
erviti : fu reso inservibile quello di S. Paolo ; tutte le altre 
nonasterl. i palazzi e le case risentirono danni gravi, dai 
tati a piti di 100000 scudi : oltre a ciò, alcuni ediflcii fiirono 
abbattuti. Castel S. Giovanni fii pure assai violentemente 
ne si scoile dalla segnente iscrizione posta sopra la chiesa 
le: 

TEMPLVM. HOC. 

8. JOANNI BABTISTAE SACRUH 

INGENTI TEBHAE MOTV 

NON . JVN . CIOIOCCLXVn 

SVINA . CORRVPTVM 

CLEMENS . Xin . PONT . UAX. 

PBOCVRANTK . VINO . AB . AQAEP. 

BESTITvrr 

9ANCTIVS . MARICIVS . RECTOR 

H. P. 

sa si propagò fortemente anche a Roma. In Spoleto non si 
fiorare che una vittima ed a 5 ascesero i morti nella cam- 
^s tante. 

.0 il mese di giugno frequenti repliche : le ma^iori avven- 
ni giorno 2 di settembre, nella quale giornata furono intce« 
ì scoese che recarono nuovi danni agli edificii si di città che 
uà : nel 26-27 altre scosse. 

767. Luglio U-15. Latti, S. Agata (Cosenza). 

"rembl. ptn/ns. Hai., pag. 51. 

5 luglio un terremoto recò gl'avi danni a Cosenza e fece ro- 
eramenle Luzzi e S. Agata causando 40 vittime. Fji sentito 
;ondo I' Arcovito, a Reggio e dal Golfo dì Squillace fino a 
Repliche fino al giorno 18. 



V 



[1767 - l76dj 251 



[747] 1767. Ottobre 19-22. Vesuvio. 

pkbrb a.: op. cit., pajer. 51. 

Al 19 e 22 ottobre si sentirono durante V eruzione al Vesuvio vio- 
lenti e continue scosse. 11 De Bottls, testimonio oculare dell'eruzione, 
non menziona nella descrizione che fece di tale fenomeno, le scosse 
sopra indicate. 

[748] 1768. Ottobre 19-20. Santa Soda (Romagna Fiorentina). 

Vera rtìaziane dello spaventosissimo terremoto ecc. - Guarini f. : / terr. a Porli ecc. pag. 6!)-64 
- Perbey a. : op. cit. pag. S2 - Gazzetta di Firenze, N. 43, 44 del 1768, pa^r. 183-187 - 
Biam B. : Ann, della città di Faenza, voi. m, pag. 32P. 

A Forlì in gennaio furono sentite diverse scosse : poi alla mezza- 
notte fìra il 19 e 20 ottobre, ne avvenne una si lunga e violenta che fece 
abbattere varii camini : fa seguita, poco dopo, da replica meno intensa. 
In S. Sofia la prima scossa fece rovinare le migliori case, in ispecie 
nella vicina campagna : la seconda fu più forte e caueò danni conside- 
revoli giacché nessuna delle case, comprese le più robuste, potè soste- 
nersi in piedi all' impeto del movimento sismico : una torre di anti- 
chissima costruzione e con i muri alla sua sommità grossi 6 braccia 
fu affatto demolita : il campanile della comunità rimase in strapiombo e 
minaccioso di cadere : il ponte che divideva la Toscana dalla Romagna 
perdette le e spallette > e nel suo mezzo si produsse una fenditura 
lunghissima che lo divise in due parti. Le case esistenti nel contado 
circonvicino andarono tutte infrante, con la perdita dei loro abitanti. 
Più di 120 furono le vittime in Santa Sofia. Né solamente questa lo- 
calità rimase si orribilmente colpita, ma eziandio gli altri paesi poco 
distanti, fìra cui dobbiamo ricordare Mortano. 

La scossa della mezzanotte fu gagliarda a Firenze, ove durò 6 bat- 
tute di polso : alcuni quivi assicurano che fu preceduta da uno scuoti- 
mento meno forte e seguita da altri, i maggiori dei quali a due ore di 
distanza. Secondo il Toaldo (Della vera influenza ecc., pag. 210) fu 
sentita anche a Padova : a Faenza il suolo ondeggiò lievemente. 

Dopo il parossismo citato in Santa Sofia, specialmente nella stessa 
notte, numerose repliche. 

[749] 1768. Novembre 30. Castel Fiorentino, Montatone (Firenze). 

le notizie del Mondo, N. 93: 13 dicembre ncs. 

Nella notte del 30 novembre a Montaione, Gambassi e Castel Fio- 
rentino violenti scosse atterrirono la popolazione senza recar danno. 
Tale terremoto con tutta probabilità fu sentito a Firenze. I documenti 
Malvasia-De Rossi (pag. 30) notano che nella notte del 31 dicembre 
verso le 9** 7*» ^ Firenze si ebbe una breve ma gagliarda scossa pre- 
ceduta da altra avvertita da pochi. 



T-V" 



253 [1770-1771] 



[750] 1770. Giugno. Reggio, Messila. 

Hamilton: Descriz. dei terr. ecc., In « Gibelln » (trad. ital.) pag. 272 - perrky: op. cit., 
pa^. 52 - R08CITAN0 : Mem. Mor. Jllosof. ecc., pag. 1 - Le notizie del Mondo^ N. 7A 
[1 luglio 1770) e N. 56 (14 luglio). 

Il Perrey dà notizia di una fortissima scossa avvenuta a Messina il 
1° gennaio 1770 e di un altra sentita in Calabria ed in Sicilia nei 
febbraio. 

Nel di 8 giugno, verso le 5^ della notte, in Messina se ne ebbe una 
forte seguita da repliche minori, non causò danno ma grandissimo spa- 
vento (*). In Reggio si intesero in quella notte 22 scosse, quattro delle 
quali molto forti ed in quattro mesi circa 130 (*) altre, per le quali si 
aprirono molte fenditure nei muri e nelle volte. 

I Documenti De Rossi-Malvasia (pag. 30) e parecchi altri autori 
parlano di case e di palazzi caduti in Reggio : V Hamilton, a proposito 
di questo periodo sismico, riferisce che V arcivescovo di Reggio gli 
raccontò che in tale occasione gli abitanti sloggiarono dalle case, quan- 
tunque non avessero ricevuti gravi danni. 

[751] 1770. Dicembre 27. ValdarDO Saperiore. 

Malvasia-De rossi: Documenti ecc., pag. 30 - Notizie del mondo^ N. 1: 1 genn. ITH. 

Circa la mezzanotte del 27 dicembre forte scossa a Firenze seguita 
da due lievissime repliche : grande panico. Cadde qualche comignolo. 
Questo terremoto danneggiò molti luoghi del Valdamo superiore e sue 
adiacenze, ove fece diroccare alcune case di campagna. Secondo Von 
Hoff — citato dal Perrey (Tremòl. penins. ital. pag. 52) — fu sentito 
a Siena. 

[752] 1771. Gennaio 8. Livorno. 

Halvasia'Db Rossi: Documenti ecc., pag. 90 - pilla l.: Relaz. del trem. ecc., pag. 211. 

Gagliardissime scosse di terremoto dalla notte del 7-8 gennaio al 25 
di detto mese urtarono Livorno : 15 furono gli scuotimenti : i due mag- 
giori avvennero nel di 8, a 4^ ant. V uno, mezz' ora dopo V altro : cau- 
sarono grande spavento nella popolazione, parte della quale abbandonò 
la città. Le case risentirono lievi guasti e diroccò qualche vecchia 
cappa di camino. Alcuni scuotimenti furono sentiti fino al 20 marzo : 
a 9^ della sera del 12 se ne ebbe uno però assai meno forte di quelli 
avvenuti all' 8. In questa circostanza parte della popolazione si ridusse 
a Pisa, dal che si deduce che quivi non furono sentite le scosse od 
almeno le maggiori si propagarono in modo assai leggero. 



^1) Il Rosei tano mette. la. graivie sc^sa a. ore a li2 di notte. 

2) I citati documenti pongono una scossa molto forte che recò a Messina danni ri 
marchevoli a IB^re del 22 luglio (pag. 30j. • 



\ 



[1771] 253 

n33] 1771. Gennaio 28 - Aprile. Alba rCuneo). 

benevelu C.: Sopra i trem. d'Alba ecc., pagr. n-19. 

Le scosse del 1771 furono precedute da copiose pioggie nell'autunno 
nel qaal tempo da alcuni ne furono sentite varie lievi. Il massimo si- 
smico avvenne al 28 gennaio, circa le 22** ital. : per tutto il febbraio 
gli scuotimenti furono forti : in marzo divennero leggeri : in 12 giorni 
di febbraio si ebbero 150 scosse molto sensibili tutte accompagnate da 
grande rombo e propagatesi anche a 7 miglia di distanza. 

Non si ebbero né in Alba né nei dintorni (come Castiglion Falletto, 
Monforte), danni degni di nota, ma bensì spavento e costernazione ge- 
nerale. Il massimo sismico, come ò accennato, accadde al 28 gennaio 
con le seguenti scosse: 11** 30™ ital. una forte, 12*^30" una mediocre, 
21^ 45°* tre fortissime e tremolo cosi forte che gli uomini seduti si 
sentivano alzar dalle sedie : esse causarono alcune piccole rovine, e 
fecero cadere dei mobili in qualche casa : a 24*» tre fortissime : 2*» 30" 
rumore continuo : 3^ 15" rombo con scossa. In alcune altre notti furono 
pure sentiti dei rombi. Al 7 febbraio otto scosse forti e parecchie 
lievi ; al 19, due forti e sei lievi, al 21 una abbastanza forte. (^) 

L' estensione dell' area scossa fu minore di quella del 1786 (vedi). 

[754] 1771. Febbraio. Valeano, Lipari (Eolie). 

F. FERRARA: I campi fUgrei delia Sfcilia^ Messina 1810, pag. 234. 

Al 17 febbraio, a 2** di notte. Vulcano, neir isola omonima, emise un 
fortissimo rombo, preceduto da gagliarda scossa sentita in Lipari, ove 
^li abitanti ne furono risvegliati. Cominciò quindi una forte eruzione 
che continuò fino alla metà di maggio : però solo nel febbraio i pa- 
n^ssismi eruttivi furono preceduti da fenomeni sismici. 

[755] 1771. Luglio ^27-30. Firenzuola (Firenze). 

\otizie del Mondo, N. 63: 6 agosto 1771. 

Nella notte 27-28 luglio varie scosse in Firenzuola e parecchie altre 
nei giorni 29 e 30. Gli abitanti uscirono e si attendarono air aperto. 
Non apportarono danni. Furono sentite più lievemente nei paesi vi- 
cini (fig. 2). 

[756J 1771. Agosto 13. Castiglion de' PepoH (Bologna). 

Xotizit del Mondo, 17? 1, pag. 539. 

Ncir agosto (forse il 13) nove scosse spaventarono la popolazione di 



1} Negli anni Becruentl in Alba furono sentite altre scosse locali: ^77^ gennaio 20) 
T ore :)0 minuti una ed altra alla stessa ora del 21 ; m4 febbraio ioj 2 ore 3U minuti it- 
lina e nella notte 3 sensibilissime; ms febbraio i3] 11 ore 15 minuti Ital. e nella ::otte 
seguenti In città e dintorni scosse molto sensibili. 



[1771 - 1773] 



Castiglion de' Pepoll : non causarono danni in paese ; non cosi però a 
qualche casa di campagna. 11 Perrey (lYembl. penint. Ital. pag. 53) 
mette al 13 agosto in Castiglione, nel Mantovano, nel Ferrarese e nel 
Modenese scosse violenti. 

[757] 1771. Agosto 15. BriaRU (Lombardia). 

fioiu/e nel umido, ITTI, pn^. S3S, ;>:o. 

Verso ie 2'' della notte del 15 agosto una forte scossa incnsse timore 
Agli abitanti di Bergamo, di Brescia e dì Monza : si dice sia stata più 
forte in Brianza. 

(758j 1771. Agosto 17. Cl«litri. 

Notliie ael Mondo, 1T7I. pag. 513. 

Al 17 agosto, a 2*' pom.. a Cagliari una lieve scossa suss. ; a 7" pom. 
replica più forte suss.-ond. di 40* accompagnata da cupo rombo : fa 
sentita nell' isola di B. Pietro, a Teulada, nei pi'essi di Iglesìas, a Villa 
Cidro e verso Nuoro con timore degli abitanti. 

[759] 1772. Ottobre 12. * 8. Sepolcro (Arezzo). 

Sfollile del UoHdo, ITB, pag. "15, 

Al 12 ottobre varie scoBse molto forti circa le 9'' del mattino ed 
altre a 2'' pom. e verso la mezzanotte : nessun danno. 



A. Nardone; Notli. itoT. di NICMIo, pafc. GÌ, Palermo ISSì. 

Nell'anno gravi e ti'equcnti scosse fiirono sentite in Nicoaia talché 
la popolazione fìi costretta ad abbandonare le case ed a ritirarsi entro 
baracche. 

[Tfll] 1773. Febbraio aprile. Laiio. 

UAI.VASIA-DE Bossi :ÌJocain«ii/f ecc., pag. 31 - F.Gionm: Storia di Albano Rom^ IBtS, pag. 353 
- Notizie del Mondo 1778, pag, l«. 118 e 288. 

Nella notte ft-a il 18 e 19 febbraio, verso le Z* ital-, in Frascati, in 
Albano, in Rocca di Papa, in Rocca Priora e nei paesi circonvicini fìi 
intesa una lieve scossa susseguita da repliche a i*" e ad S"" circa; l'ul- 
tima fu assai sensibile e pose in spavento la popolazione. Continuò 
poscia ad essere agitato il suolo. Le scosse sentite nella prima settimana 
di marzo danne^iarono il palazzo Rospigliosi in Zagarolo. Nella notte 
22 aprile, ad 8''. nuovo massimo sismico : in Frascati la scossa durò 
un « ave » e fece uscire la popolazione dalle case : nel 23 ne fiirono 
intese due altre leggere, a W la prima, ed a IS'' la seconda : parecchie 
altre tino al 15 ottobre. 




l 



[1774 - 1776] 255 



[762] 1774. Marzo 4. Parna. 

Appena. alVelenco dei terr. di Parma, p&g, 3 (estr.) - perret : Op. cit., pag. 54 - Notizie del 
Mondo, N. 21 : 12 marzo 1774 (1). 

Secondo il Perrey nella notte 22-23 febbraio si ebbero due lievi 
scosse a Parma : poi, a 6^ V* ^^t- ^^1 ^ marzo una forte suss.-ond. S-N 
<ii 6*, preceduta da rombi, fece suonare i campanelli, muovere i vetri, 
«' produrre panico generale. I cittadini abbandonarono le case : caddero 
pochi comignoli. Tale terremoto fu preceduto e seguito da altri lievi, 

A queste scosse, od a quelle di Brescia (N. 763) con probabilità, 
corrisponde la notizia riferita dal Corradi (Ann, delle epidemie^ voi. VII, 
II, pag. 913) che in Verona nel mese di febbraio e di marzo furono in- 
tesi parecchi scuotimenti. 

,763] 1774. Marzo 28-30. Brescia. 

Sotìzie del Mondo, 1714, pap. 258. 

Alle 4^ 4"* ant. del 28 o del 29 marzo sensibile scossa a Brescia che 
ft-ce risvegliare parecchi : a 3*^ 49™ ant. del 30 un'altra di maggior in- 
t<-nsitÀ e della durata di 4-5' : fece cadere una grossa palla di pietra 
posta sopra una guglia della chiesa di S. Faustino. 

'764] 1775. Ottobre 6 e 22. Vico (Corsica). 

MEBCAI.U : Vulc. e fenom. vule. ecc., p&g. 235. 

Al 6 e 22 ottobre a Vico scosse fortissime SE-NW. 

[765] 1776. Febbraio 27. Malto. 

p>.iiiiRY A. : Tremai, penins* lial., pa^. 54. 

Al 27 febbraio, a 0** 15™ ant., scossa ond. S-N di 1" circa : fece le- 
sionare, come nel 1743, la cupola dell^. cattedrale di Malta. 

[766] 1776. Marzo 29. Rieti (Perugia). 

MiLVASfA'DB BOSSI : Documenti ecc., pag. 31. 

11 29 marzo gagliarda scossa nel territorio di Rieti ed anche nel- 
i'Abbruzzo, che causò in taluni luoghi rovina di case senza produrre 
vittime. 

|767i 1776. Tramonti (Udine). 

A. Pki«hby: Op. clt., pag. 51-55 - Piovkne: Cron. terr. di Vicenz<i, pagr. 51 Taramelli T. : 
\ote iìlustr. carta geol. prov. Belluno, pag. 210 - tommasi a. : / terr. del Friuli, pag. 199 
p / terr. acc. a Sutrio, pag. 136 - Vera relazione del terr. del 9, iO, ii luglio ecc. 

Al 9 luglio a Tramonti si sentì una prima scossa ; a 22'* circa del 
lo luglio due fortissime: ai Tramonti di Mozzo rovinò la chiesa: in 



;i) Erroneamente é U terremoto attribuito al giorno 3 marzo. 



256 [1776 - 1778] 



quelli di Sopra e di Sotto si produssero danni; minori ne risentirono 
pure Montereale, Andreis, Poffabro e Casasola (frazioni di Frisano) Me- 
duno e Sequals. A Sutrio la scossa fu forte e della durata di un e ave »: 
ÌSL pure gagliarda a Belluno ed a Venezia. A Trieste si sentirono tre 
scoese ond. W-E : la prima di 30* fu un po' più forte. Il terremoto fu 
generalmente avvertito a Vicenza e si propagò Ano a Lugano, ad Udine 
ed a Padova (Toàldo : Della vera iìifluenza ecc., pag. 210). 

Nelle località danneggiate nel di 11 cinque repliche leggiere ed 
un'altra più lieve nel di 12. 

[768] 1776-78. Abbadia S. Salvatore, Radìeofoni (Toscana). 

Baratta m.; Ale. consid. sulla distrib. dei terr. in Toscana^ pag. 9-10 (estr.) - Visconti p.: 
Lettera dei terremoti ecc. 

I distretti vulcanici dell'Amiata e di Radicofani diedero luogo a ter- 
remoti molto forti e localizzati che si fecero sentire negli anni 1776-78. 
Il periodo sismico si apri con tre scosse sentite all' Abbadia S. Salva- 
tore nei mese di marzo 1776 : nell' aprile-giugno ne erano già state 
avvertite 20 ; il numero e V intensità loro decrebbe sempre fino al 
marzo 1777, epoca in cui ripigliarono nuovo vigore : andarono poscia 
aumentando di nuovo fino al maggio ; nel giugno e nel luglio scema- 
rono di bel nuovo per aumentare poi nei tre mesi successivi ; alla fine 
di ottobre il numero delle scosse era asceso a 122. In tutto il mese 
di novembre 1' attività sismica andò perdendo di energia, e nel di- 
cembre 1777 e nel gennaio susseguente parve essersi esaurita, se non 
che agli ultimi del mese e nel successivo riprese essa nuovo vigore. 

Le scosse, sussultorie od ondulatorie, erano accompagnate da rombi, 
che spesse volte si sentivano anche senz' alcun apparente movimento 
del suolo. 

II massimo sismico avvenne al 5 ottobre 1777 : nella campagna cir- 
costante all' Abbadia, a 3*^ dopo mezzodì, si ebbe una violenta scossa 
cui, tre quarti d' ora dopo, sussegui una replica di minor conto. Al- 
l'Abbadia, la prima fu assai leggera, però ivi fra le 4** 45" e le 5** pom. 
si avverti un forte movimento suss.-ondulatorio della durata di 10* che 
fece sconnettere le mura delle caso ; a Celle ebbe la stessa intensità : 
a Radicofani (*) i danni f\irono maggiori. 

Per effetto di queste scosse dal monte (Amiata ?) si staccarono grossi 
massi, si intorbidarono le fonti, e nell' aria, secondo il Visconti, vi era 
sparso un odore disgustoso di zolfo. 



(1) Nei molte volte citati Documenti Malvasia-De Rossi (pa^r. 31) si dice che questa 
pra^Uarda scossa avvenne verso le ore 5 pom. e che produsse danni notevoli alle case ; 
a^iun^ono inoltre che « continua la romba sotterranea a farsi sentire in varii luo^rliì 
di quelle montatane, e si>ecl al adente a S. Fiora, a 9a4is^ S. Salvatore..,. Oli abitanti souo 
Y)8Clti dalle loro case, n 



[1777 - 1778] 257 



Nella notte sassegnente furono sentite più di 50 repliche, accpmpa- 
^ate da rombi ; 1 ramori sotterranei continuarono ad udirsi anche 
nell'aprile 1778. 

Il Visconti nota che tali scuotimenti in generale furono oltremodo 
localizzati, giacché molte scosse avvertite alla sommità del monte non 
lo erano punto alla base e viceversa; la parte più frequentemente 
e sensibilmente commossa fu quella situata verso la sua metà, dal 
Iato prospiciente V Abbadia. 

[769J 1777. Giugno 6. Brìndisi, Ctlabrie. 

De Giorgi C. : Ricerche su i terr, ecc., pag. 19 (estr.) - Mercalli G. : / terr. di Calabria, 
ecc., pa^. 28 (estr.) 

Lo storico Ascoli, citato dal De Giorgi, dice che in Brindisi nel se- 
condo trimestre del 1777 tre scosse spaventarono la popolazione : la 
prima avvenne nel mattino del 18 aprile, la seconda nella sera del 
9 maggio e la terza nel pomeriggio del 5 giugno. Apportarono grande 
terrore, ma nessun danno che meriti di essere ricordato. Il Mercalli 
trovò in un ms. del D^ Domenico Plgnatari di Monteleone la notizia 
di una fierlssima scossa di terremoto sopravvenuta a 21^ circa del 
6 giugno nella Calabria meridionale. Detto autore in altro luogo del 
ms- riafferma che tale scossa fu orribile. Il Perrey (op. cit.), dalla Ocusz. 
de France^ registra per le 4** di sera del 6 giugno una lieve scossa a 
Roma molto più sensibile a Napoli : aggiunge poi che in Sicilia, in 
Paglia ed in Calabria crollarono case e che ivi furono sentite scosse 
anche prima del 5 giugno. Von Hoff registra una scossa per Messina 
al 6 luglio. Ma con tutta probabilità V ultima notizia deir Ascoli e quelle 
del Plgnatari, del Perrey e di von lloff riguardano un unico fenomeno. 

[770] 1777. Agosto 19. Sora (Caserta). 

PERRET A. : Trembl. penins, Ital, ecc., pag. 55. 

A Sora, Isola e Veroli nel 19 agosto scosse fortissime con danno 
alle case. 

[HI] 1778. Febbraio 18. Uglian Caldo (Lunigiana). 

Gazzetta Toscana, N. 9, 1778. 

La mattina del 18 febbraio nei dintorni di Uglian Caldo parecchie 
scosse : quindi per circa 15* la terra fu in continuo movimento : grande 
spavento. Nessuna altra replica. 

[772] 1778. Agosto 1-4. S. Sepolcro (Arezzo). 

Perrey A. : op. clt., pagr. 55. 

Dal 1° al 4 agosto a S. Sepolcro parecchie scosse fortissime : duo 
sopratutto riuscirono più intense. 

Baratta: Terremoti ecc. H 



258 [1779] 

[773] 1779. Bologna. 

AUGUSTI M. : Dei Urr. di Bologna - Canterzani : Leti, sui terr. di Bologna ecQ e Lettera ra^f 
Quaglio dei terr. ecc: - Cimaste hulugeo : Oss. mem. e rtOess. m li terr. ecc. - Db Cbabùt r 
Descript, ed observ. sur les trernbl. de Bologne ecc. - Lettera responsiva ad altra ecc. - 
Osservazioni sul terr. di Bologna ecc. - vooli j. : De terraemotu ecc. - G. Simoni : Cronist. 
del com, di Medicina ecc., paer. 871 - Notizie del Mondo, NN. 9 (29 ^enn.) 13 (12 febbr.) 
19 (4 marzo) 37 (6 ma«rglo) 46 (8 giugao) 48 (15 giugno) 49 (19 giugno) 5S (20 luglio) 
ed 81 (9 ottobre). 

Negli ultimi giorni del mese di maggio 1779, cominciarono in Bo- 
logna a sentirsi delle scosse di terremoto che crebbero di intensità 
neir 1-2 di giugno. A 12** V« ^^^ ^ ^^ ^® ^hh^ una violentissima che 
causò non poco danno alla volta ed alla facciata della chiesa di S. Gre- 
gorio dei PP. Crociferi, alle chiese dei mendicanti, di S. Petronio e di 
S. Salvatore ; fece rovinare inoltre molti comignoli di camini e pro- 
durre delle fenditure nei muri delle case. Gli abitanti, spaventati per 
la forza e la frequenza dei movimenti tellurici, in parte abbandonarono 
le case. Le scosse diminuirono di numero e di forza nei dì susseguenti, 
ma al 10 (9** ant. circa) g-e ne ebbe una veemente che fece abbattere 
qualche altro comìgnolo ed aprire nuove lesioni. 

Quasi giornalmente furono avvertite repliche fino alla fine di giugno, 
come si può vedere dall'elenco che segue al presente riassunto. 

Dal 1° luglio la terra stette in quiete sino a 24^ del di 14, in cui si 
ebbe un grande massimo sismico che fece atterrare una grande quan- 
tità di camini, che causò gravi danni alle fabbriche specialmente 
negli spigoli, e che pose nella costernazione gli abitanti, i quali ab- 
bandonarono nuovamente le case. Però in tale occasione, fortunatamente 
non si ebbero a deplorare vittime, ma solo qualche persona rimasta 
ferita dalle pietre e dalle tegole precipitate dai tetti e dai pezzi di 
cornicioni staccatisi dai muri. 

Continuarono di poi le repliche : un nuovo massimo — però secon- 
dario — si ebbe al 23 novembre con una scossa sismologicamente clas- 
sificabile fra le fortissime. 

I maggiori scuotimenti di questo interessante periodo sismico furono 
sentiti anche nei dintorni ; lievemente a Ferrara ed un po' più inten- 
samente ad Argenta. A Medicina fecero lesionare gli archi di ponente 
e di settentrione della torre del pubblico orologio : ad Imola furono 
sensibilissimi e cosi pure a Tossignano ove — come mi comunicò il 
signor L. Albertazzi — incussero panico e fecero suonare le campane. 
Sin dalle prime scosse, afferma l'Augusti, molti udirono un gorgoglio 
intemo nei pozzi, le cui acque si mantennero torbide per parecchio 
tempo : tali fenomeni erano più appariscenti allorquando il movimento 
del suolo stava per incominciare. 

Segue l'elenco deHe scosse : 



[1779] 259 

i779 Maggio [ultimi df] ne! dintorni di Bologna alcune - Giugno i-B) a 
4^ >,'s ital. [mezzanotte] una violenta di 3^ preceduta da rombo, sentita anche 
a Padova (Toaldo); 2) 4»» ^U ant., replica: in P V« altre 6 ond. di cui una 
molto forte. Queste scosse furono intese a Tossignano, ove destarono panico 
grandissimo : 12^ ^Z, ital. matt., a Bologna una forte suss. di 3* che fece 
abbattere qualche comignolo : P sera, una sensibile ; 3-4) notte, alcune lievi 
intese anche a Tossignano ; 4) 12*» ^/g» ^ina a Bologna più forte delle prece- 
denti : durata 20-30* : ebbe 3 repliche, la 1* E-W, la 2»^ W-E, la 3* mista : 
fu forte anche a Tossignano e sentita a Padova ; 5-6) lievi scosse ; 7) una 
forte ond. ; 9) una sensibile. Le scosse dei giorni 7-9 pare sieno state più 
forti nei dintorni della città ; iO) 13*» circa, fortissima E-W di 3-4» seguita 
da ripresa : nuovi danni a Bologna : a Tossignano f(H;e suonar le campane : 
forse fu sentita a Padova; i3) 8*», una brevissima innocua ; i6) IP V^ una lie- 
vissima ; i8) 23^, ona medioem; 24} 10^ V«« ^ui^ mediocre e a 12^ una lie- 
Tianna; 30} 5^, una lieve - Luglio i) una sussultoria ; i4) 2i^ ckKA [sera} 
una fortissima a due riprese di 10-12" : gravi danni ; 21) 4*» ^U, una non av- 
vertita da tutti; 28) 4^ una lieve: 11^ Ve una non intesa generalmente - 
Agosto 3) 4*» ^'j e 12** ^/4, due non avvertite da tutti ; 9) 2*» sera, una leg- 
giera ; iO e i3) due lievi ; i4) 3*» circa, una sentita da pochi : 4*» Va seni, 
una mediocre avvertitii generalmente ; 22) 9*> V4> una intesa da pochi ; 24) 
^ circa e 14*» */„ due lievi; 25 e 27) due scosse; 29) 23*», una sensibile 
ma breve - Settembre 2) 23*» */4 circa, una lieve: 6*» notte, una sentita quasi 
generalmente ; iO) 17*» ^U circa, una gagliarda ma breve, non fu intesa da 
tutti ; a e 22) due sussultorie - Ottobre) calma - NovemJbre 4) 9*» notte, una 
non avvertita da molti ; - 9) 2*» 3/^, una corno la precedente : 6*» notte, una 
breve ma sensibile ; i6) una mediocre ; 23) 1*» 25»»» sera, una sensibile ; 2*» 8™ 
sera, una forte di 5 6\ nuove screpolature negli edificii: fu sentita a Padova 
(ToALDO) : 4*» lo»»» notte, una lieve avvertita da pochi ; 24) 19*» */,, una corno 
la precedente - Dicembre 5 e 5) qualche scossa ; S) 10*» 5/4, una breve sentita 
da pochi ; i2 e i3) 1*» 10"» ital., due scosse; i5) 15*» */4 mattina, una legge- 
rissima; iS e i9) alcune o lievi o mediocri - i7S0y Gennaio 22) 4*» */2, una 
ond. abbastanza sensibile; 23) una scossa: 2*» notte, 2 forti a Tossignano; 
27) 6*» 30»», ivi una mediocre; 30) 23*» 55"», una forte a Bologna; 5/) 2 ond. 
mediocri - Febbraio 5) 4*» ant., una fortissima sentita a Milano e Verona; 
6) 11*» 30»», una ond.-suss. molto forte di 30*: qualche danno; 7, iO^ it) 3 
ondulatorie; 17) 2 sussultorie; 18) 3 suss. leggerissime; 21y 22) 2 ondul. ; 
23) 22*» 45»»», una ond. ; 28) altra ond. - Marzo 1) una suss. ; 4) 13*» ^U, una 
suss. ; 18) 14*» 20»»», una ond. - Aprile 28) 2*» pom., due lievi - Maggio 9) 
nella notte una forte; 11) una lieve - Settembre 22) 3*» */2 p. e 4*» p. 2 scosse - 
Ottobre-Dicembre) parecchie altre. 

[774] 1779. Agosto-Dicembre. Vesnvio. 

Capocci : Catalogo^ I, pag. 854 - Pkrrey a. : Tremiti, penins. Ital.^ pa^r. 56. 

L'8 agosto, a 9*» pom., in Portici e dintorni una scossa fortissima 
che fece lesionare i muri : al 30 settembre a Napoli se ne ebbe una 
lieve : al 2 ottobre ad 1*» ^4 aut. una violenta oiid. E-W por la quale 



260 [1779 - 1780] 



Bofifrifono molte case anche a Massa ed a Sorrento. Nella notte (10^) 
del 12 dicembre utia assai forte ond. a Portici ed a Resina. 

• * 

[775] 1779. Dicembre 24 e 31. Pistoiese. 

Halvasia-db R09SI M. S. : Documenti ecc., pa^. 32. 

Il 24 dicembre a 6** di sera a Pistoia forte scossa: ed a 5*» pom. 
del 31 altra più forte che causò }>anico in città : fu più veemente a 
S. Marcello Pistoiese, a Cutigliano e paesi circonvicini ove si sentirono 
molte repliche. 

[776] 1780. Gennaio 27. MalU. 

Pbrrey a. : op. cit., pag". ^. 

Al 27 gennaio, a 6^ di sera, in Malta tre violenti scosse che danneg- 
giarono gli edifici. 

[777] 1780. Aprile-Maggio. Sicilia, Calabrìs, Eolie. 

DoLOMiBu D. : Mem. sopra i trem. ecc., Roma 1781. e Voyage aux iles Lipari^ pag. 28 - Ro- 
sciTANO: Mem. Utor. filoso/, ecc., pag. 17 - Gallo : LetL scrUCe pelli terr, ecc., pag. xii 
Carbone Orio D. : / terr. di Calabria, pag. 63 - De Lorenzo : Mem. da servire alla stor, 
saera e civ. di Reggio ecc., voi. I, pag. 377-78 - Sarconi S. : Osserv. fatte nelle Calabrie 
ecc., pag. 832 e 366 - Da Leone : Giorn. o notizie ecc., voi. t, pag. 16 - Notizie del Mondo, 
1780, pag. 504. 

Nella primavera del 1780 si ebbero forti scossts in Sicilia, in Ca- 
labria e nelle Eolie. (*) 

Il Dolomiea dice che « presso il villaggio di Ali ed a Fiumedenisi, 
che sono in mezzo alla linea [fra Taormina ed il Faro] le snccussioni 
furono cosi violente da far temere che vi si aprisse una bocca di vul- 
cano. Ciascuna scossa rassomigliava allo sforzo di una mina, cui man- 
cava la forza di far esplosione... » Durante questo terremoto nelle isole 
Lipari si sentirono scosse quasi continuate ; V isola Vulcano eruttò 
Aimo abbondante : i movimenti sismici cessarono solo dopo un violento 
scuotimento, accompagnato da strepitoso boato, che sparse il terrore 
iti tutte le isole vicine. 

Tali notizie credo si accordino con quanto asserisce il Roscitano 
per Reggio, che, cioè, in tale cittA, nell'aprile si ebbero dei terremoti 
identici a quelli del 1770 (vedi) e che produssero gli stessi eflTetti, in causa 
dei quali gli abitanti per due mesi dovettero stare nelle baracche : in 
tale tempo furono sentite 60 repliche. 



(1) Il MepcalU f/ terr. d€lla Calabria, pag. 28-29) dà notizia delle seguenti scosse: 
Febbraio ia) ore 3 itjil- circa, Messina sensibile scossa — Marzo 2SJ ore 4,15 notte, ivi, 
forte scossa die pareva dovesse far rovinare le fal)t)rlche, qualcuna ne fu danneggiata: 
fuga dal e case; ore 5,13 e 8,15, due repliche - Aprile 9J ore 3,15 e 8,15 notte, ivi, 2 scosso 
la seconda delle quali fortissima ; ore 8,t5, 9.15 e 9,36 Ital. (notte 9-l(») altre tre — iOJ ore 
21,32, hi, scossa Qnd.-suss. - fino aU'8 maggio leggiere repUche, 



[1780-1781] 261 



Il De Lorenzo, dalla cronaca sincrona del Cama, aggiunge che alla 
vigilia del « Corpus Domini » a 5^, si ebbe una scossa forte che non 
recò alcun danno a Reggio : secondo poi il Garbone-Grio in tale città, 
a 17^ 40™ del 2 maggio sarebbero state avvertite altre oscillazioni del 
suolo. 

U Sarconi poi ci attesta che V intensità di tali commozioni fti tale 
da far produrre fenditure nel monte Baci presso Scilla, e da rendere 
meno solide le fondamenta delle case di Messina. 

Secondo le^ Notizie del Mondo, le scosse sentite anteriormente al 
maggio, quantunque alcune siano state considerevoli, avrebbero pro- 
dotto solo grandissimo spavento ma pochi danni. 

plS] 1780. Maggio 25. RaveniiA. 

Notizie ael Mondo, N. 47 : dO {giugno 1780. 

Verso le 21^ Vs del 25 maggio due fortissime scosse fecero cadere 
in Ravenna diversi comignoli : furono intese anche a Rimini, a Ce- 
sena (*), a Padova ed anche a Venezia. (Vogu F. : De terrctemota ecc. 
pag. 29). Nulla dice il Guarini per Forlì. 

[779] 1780. Agosto 1-4. Tortona (Alessandria). 

pbrret a. : Tremai, penins. JtaX., pa^. 58. 

Nelle prime quattro notti del mese di agosto a Tortona parecchie 
scosse assai forti. 

r780] 1781. Gennaio 3. Monte Uliveto Mag^ore (Siena). 

OeiXA Valle G. : Ossero, sul trem,, ecc. 

Al mattino del 3 gennaio, circa le 3** V«> ^^ro rombo da scirocco 
susseguito da scossa ond. della durata di 5 battiti di polso, interrotta 
da lievi urti verticali : cominciò con un moto gagliardo e fini con un 
tremolio simile a quello prodotto da un carro che si allontani. La du- 
rata totale del fenomeno f\x di 76 battute di polso. Dopo poco altra 
breve scossa, e, trascorsi 28", un nuovo tremito un poco meno gagliardo 
del primo : ebbe questa nuova fase una durata di 52 battiti di polso. 
Tali scuotimenti non causarono in Siena alcun danno. Alle 11*^ della 
sera del 5 altra scossa di 7 battiti. Questa e le altre precedenti furono 
accompagnate da rombi. 

Il centro di scuotimento sembra sia stato nei pressi di Monte Oli- 
veto Maggiore, a 25 Km. circa a S-E di Siena ; ivi già da alcuni giorni 
prima erano state avvertite delle scosse, intese anche a Volterra ed 
altrove. 



(1) n Perrey (op. oit., pag. 57), segruendo vou HofT, erron*iamente Invece di Cesena 
aeri ve Caserta. 



26-i 11^81] 

Le scosse più sensibili furono quelle delle 5^ ^4 àeììa sera del 2 e 
specialmente le due sentite a 3*" Vs ^^^ ^ ^^^^ furono fortissime : il mo- 
nastero e la chiesa ricevettero un danno di 1000 scudi circa. 

[781] 1781. Febbraio 25. Ariccia (Roma). 

Notizie del MondOy Hd, pag. It2. 

Nella notte del 25 febbraio ad Ariccia forte scossa : la popolazione 
abbandonò le case. 

# 

[782] 1781. Aprile 4 e Luglio 17. Faentint e Forlivese. 

ARCHI D. : Nuova e distinta relax, ecc. - Baratta m. : Sui terr. di Romagna del i78i - Fer- 

NiANi A.: Tre lettere sul terr. ecc. - Altra e più distinta relax. delVorrfbiU terr. ecc. 

Questo grande periodo sismico con trasposizione di centro ebbe due 
massimi : uno al 4 aprile, l'altro al 17 luglio. Nella mia nota sopra 
citata ò pubblicato una serie completa di notizie riguardanti i danni 
apportati, perciò ora mi limito ad un ristrettissimo riassunto e ad 
esporre le conclusioni. Coloro che bramassero maggiori particolari po- 
tranno ricorrere a detta monografia. 

La scossa del 4 aprile, avvenuta a 3*» -3** V4 della notte, in Brisi- 
ghella fu funestissima e danneggiò grandemente le case e le chiese : 
il valore dei danni ascese per le chiese a scudi 4000, per i conventi 
1900, per le chiese e canoniche di campagna 8500, per le case 2196.10, 
ossia in totale 16596.10. 

In Baccagnano di 22 case una sola cadde, altre 4 furono quasi ro- 
vinate. In Boesino ne cadde una sola, 2 in Campiano ed in Castel- 
nuovo, 6 a Cavina, 3 a Cottignola, 1 a Fognano, 4 a Montecchio, 5 a 
Maronico, 3 a Paglia, 10 a Pideura^ 2 a Pieve di Tho, 5 a Poggio, 
9 a Quartolo, 2 a Ritortolo ^ qualcuna a Bontana, 4 a S. Giorgio in 
Camparano, 36 a S. Giorgio in Vezzano, 3 a S. Mamante, a S. Bar- 
bara ed a S. Maria in Undecime, 2 a S. Lucia delle Spianate, quasi 
tutte a Sama, 1 a Urbiano, a Valpiana ed a Vespignano. Nelle prece- 
denti località le chiese vennero pure in tutto od in parte demolite op- 
pure lesionate, e cosi dicasi delle altre case e si ebbe pure a deplo- 
rare qualche vittima e parecchi feriti. 

In Faenza per la veemente scossa tutti gli edificii soffrirono danni, 
in specie la Cattedrale, le altre chiese e conventi, il palazzo vesco- 
vile, quello pubblico ecc. I palazzi privati assai danneggiati in città 
furono 6, quelli minaccianti in parte di rovinare 3, in parte rovinati 
2, le case assai risentite 30, in parte minaccianti di rovinare 104, ro- 
vinate in parte 46, le piccole case, che in parte erano minacciose di 
rovinare furono 6 e 4 quelle in parte rovinate. Nei dintorni di Faenza 
soffrirono molti danni Castel Raniero, Celle, Errano, S. Ruffillo : me- 



(I7àlj 263 

diocri Oriolo, Pergola, Pieve del Ponte, Rivalta, S. Silvestro, Scari- 
cano e Tebano : leggieri Casale. 

In Castel Bolognese i danni furono gravi : maggiori però a Bianca- 
nigo, a S. Pietro in Laguna ed a S. Maria della Pace. 

Il terremoto fu disastroso anche a Modigliana ed a Dovadola : fa 
fortissimo a Forlì, a Cesena, a Ro^venna, e Ai sentito in altre località 
come dirò fra poco. Dopo questa prima làcossa si avvertirono parecchie 
altre repliche fra le quali una a 9*^ 30°^ ital. del 4 : una a Cesena nei 
g^iomo 5 : nel 13-14 due scosse incussero grande panico a Faenza, Imola, 
Forlì e Cesena : nella giornata del L5 se ne ebbe una assai sensibile a 
Faenza: una nel 18 a Brisighella. Sulla prima mattina del 12 maggio 
un intenso scuotimento fu sentito a Cesena, che pare sia stato molto 
maggiore a Forlì : nel di 16 uno a Brighisella ; nel 10 luglio, a 19^ 15°", 
a 20** 15", a 21*» 10" ed a 4** 15" quattro altri a Faenza, e così pure ad 
S^ 15", a U^ 10", a IS"* 15", a 20^ 21", a 3^ 20", a 4'' 45" ed a 8»» e 
10" del giorno 11 : in questa giornata a Cesena furono avvertite due 
scosse con panico generale e sette a Castel Bolognese, ove a 8** di mat- 
tina del 12 si ebbe una replica gagliarda ed una anche ad Imola ed a 
Cesena. Nei giorni 12-13 luglio in Dovadola si ebbero vari scuotimenti ed 
a 19*" del 13 una scossa fortissima a Faenza, ad Imola, a Forlì, a Cesena, 
a Castel Bolognese ed in altre località circonvicine, ove fece cadere un 
gran numero di camini e danneggiare parecchie fabbriche : nelle stesse 
località a 5**, S^ e 10^ del 14 tre forti repliche seguite di tempo in 
tempo da piccoli tremori del suolo. 

Nel giorno 17 luglio un nuovo urto disastroso colpiva la Romagna : 
avvenne questo a 14** 17" it.: in Faenza cominciò con un sussulto spa- 
ventoso susseguito da ondulazioni più o meno forti e rapide e di diversa 
durata. Quivi molti danni risentirono le case, i palazzi, le chiese, e 
così pure a S. Giovanni in Quartireggio , a Bassiago, a Corleto, a 
Reda, a S. Barnaba, ad Albereto, a Prada, a S. Silvestro, a Cesata, a 
Scaldino, ad Oriolo, a S. Mamante : ma maggiori furono quelli accaduti 
in Forlì, ove la scossa ebbe la durata di 30-40\ Altri danni furono 
inferti agli edifìci di Brisighella, di Castel Bolognese e di Cesena. 

Tanto la scossa del 4 aprile come quella del 17 luglio furono disa- 
strose per la Romagna : quest' ultima poi deve essersi estesa su di 
un'area certamentd maggiore ed accenna pure ad uno spostamento di 
epicentro, giacché fu incomparabilmente più forte nel territorio Forli- 
vese che in quello di Faenza e di Castel Bolognese. 

L'area epicentrale del terremoto del 4 aprile comprende S. Giorgio, 
S. Mamante, Montecchio, Pideura, Quartolo, Sarna, San Ruffìllo e 
Poggio ; risulta cioè di forma elittica con l'asse maggiore approssima- 
tivamente disposto da NW a SE, di circa 10 km. 



ìèi 



[lisi] 



Neir area dei gravi danni stanno Biancanigo, Faenza, Pergola, Scari- 
gnano, S. Giorgio in Camparano, Ritortolo, Paglia, Rontana, Tho, ecc. 

La zona ove i danni furono minori, ma però assai sensibili, par- 
tendo dal di sotto di Imola, racchiude Castel Bolognese, Borgo Face. 
Rivai ta, S. Lucia delle Spianate^ S. Marnante in Oriolo, Urbiano, Do- 
vadola, Modigliana, Campiano, Gavina^ ecc. 

A Forli, a Tossignano, a Cesena ed a Ravenna i danni furono di 
poco momento ; ad Argenta la scossa fu solo forte : njediocre a Vi- 
cenza, a Pesaro ed a Bologna (Vogli F. : Dei terr. ecc., pag. 29) ed 
infine lieve a Firenze, a Fossombrone, a Padova (Toaldo) ed a Parma. 

Per la replica avvenuta nel 17 luglio è neceHsario avvertire che 






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FlG. 17. 

questa ebbe ad agire sopra edificii già in parte lesionati dalle scosse 
precedenti : i maggiori effetti dinamici accaddero a Forlì e suo terri- 
torio : però si può aggiungere che il nuovo scuotimento aumentò di 
non poco le fenditure e le rovine neir area stata danneggiata dalla 
scossa del 4 aprile. 

Questo nuovo parossismo fu assai più forte del precedente anche a 
Cesena ed a Ravenna ; a Firenze il movimento del suolo fu capace di 
far suonare i campanelli, mentre il primo era stato si lieve da essere 
solo inteso da poche persone : anche a Vicenza fu molto più sensibile 
dell' altro. Per la prima scossa in molti luoghi si aprirono nella terra 
large e profonde squarciaturc, come presso la chiesa di Castel Bolo- 
gnese, e nelle vicinanze di Pergola, di Quartolo, ecc. 

Al 10 ottobre nella notte a Faenza tre scosse e nello stesso tempo a 
Brisighella undici leggere. 



1783] 1781. Aprile 13. 
Mercalli q. ; Note geol. e sism. Isole di Ponza, pag. 14-15. 



Isola di PoBui. 



L' 11 gennaio scossa molto forte a Ponza che fece lesionare il pen- 



[1781] 265 

nello del molo, all' angolo dove comincia la rampa della batteria. Al 
13 aprile poi, a 14^ ital., a Ponza se ne ebbe una fortissima della du- 
rata di 2 minuti (secondi?), susseguita poco dopo da due repliche», di 
qaasi eguale intensità: causarono grande panico. Alle 23*^78 una nuova 
scossa ma mediocre ed a 24^ */« ^^^ P^^ forte della precedente. Pare 
che siano seguite altre repliche. 

Nella figura che accompagna la descrizione dei terremoti del 1892 
( vedi), trovasi tracciata la zona isosismica sensibile di questo terremoto. 

r784] 1781. Giugno 3. Ca^^lì (Marche). 

Baratta m. : Sul terremoto di Cagli ecc. - bertozzi : Lettera ali* Sminent. Cardinale Anto- 
nelU ecc. - Succinto raonuaglio delle funestissime conseguenze ecc. 

Il disastroso terremoto di Cagli avvenne alle ore 11^ ant. circa del 
3 giugno: pare che sia stato preceduto nella notte da qualche scossa 
assai leggera. 

A Cagli durò lo spazio di un « miserere » ed incominciò con un 
tremito, cui susseguì un urto e poi un violento moto ond. ; dopo una 
breve pausa si ebbe una nuova ripresa violenta ed assai lunga : in 
tale occasione fu vista la terra aprirsi e chiudersi istantaneamennte 
ed oscillare in modo visibile gli alberi. Nei pressi di monte Nerone il 
movimento sismico fa pi'eceduto da fortissimo scoppio, simile allo sparo 
di un cannone. In Fossombrone si sentirono due scosse a 7" d' inter- 
val]o« delle quali la prima fu più intensa e lunga : anche a Mercatello 
presentò lo scuotimento due riprese e cosi pure a Cesena ed a Firenze. 
Riguardo a S. Sepolcro il Sarti (Saggio di congetture ecc., pag. 16) 
dice che € verso le 7^7* ^ P^^^ P^^ ^^ ^^^^ sentire... con la direzione 
media fra il tramontano ed 11 levante, la prima scossa di ondulazione, 
la quale riesci di uno spavento incredibile. Di li a un mezzo quarto 
d'ora rinnovò la seconda, mista di ondulazione e di sussulto... di breve 
durata >. A Fano le due scosse avvennero a 5 minuti di intervallo, ed 
in Arezzo a 15 ; quivi poi la prima durò 3" (secondi ?) e V altra in- 
vece fu più breve. 

Nell'area più intensamente commossa le fenditure nel suolo rimasero 
ad attestare la intensità della convulsione avvenuta ; da quanto ci è 
stato trasmesso apprendiamo che qualche squarciatura raggiunse la 
larghezza di un buon palmo. 

Fa notata una straordinaria perturbazione nel regime delle sorgenti 
specialmente di quelle situate alle falde dei monti Nerone e Jego: al- 
cune di esse si intorbidarano, altre emisero acqua oltremodo torbida, 
altre poi — come accadde alle cosidette « fontanelle > — si dissecca- 
rono totalmente : una polla posta nel feudo < Rocca » e precisamente 
nella località chiamata « Gorgo Cerbara « dopo il terremoto mandò fuori 



ééé [i^8i] 



l'w^g-. .1 ,ar ^^..-^iiij 



acqua di color verdastro, che aveva, dicono, uno strano e spiccato odor 
di zolfo. Da monte Jego si staccarono glossi massi : il Bertozzi ricorda 
che un ampia selva di faggi, posta su un pendìo, smottò e precipitò a 
gaisa di una impetuosa fiumana. Anche nei pressi di monte Nerone 
avvennero varii franamenti : sopra tutto è degno di esser ricordato 
quello verificatosi nella località chiamata « Ranco di Nino ». Effetti 
permanenti nel suolo si riscontrarono pure alla discesa del < Molinello » 
presso Carda, ove si produsse una grande voragine. Al e Sasso Sguizzo » 
presso Cardella, dicesi sia avvenuto un dirupamento e che si sia aperta 
una fenditura di tale ampiezza da lasciarvi passare un bue (?). 

Dal monte Nerone si sentirono più numerosi e forti i muggiti o 
bombili^ che tal montagna ha sempre — - però in modo meno sensibile 
— mandato anche per V addietro ; alcuni di tali boati erano accom- 
pagnati da tremiti del suolo. 

I fenomeni acustici e le repliche furono assai frequenti nei primi 
giorni dopo la gi*ande scossa : ne furono contati anche trenta o qua- 
ranta nello spazio di 24.^ Scosse susseguenti più gagliarde furono intese 
nei giorni 13, 15 e 21 giugno ed al 27 del mese susseguente. 

Intorno a questo .terremoto ò pubblicato nella nota sopra citata un 
ampio studio con la scorta di documenti nuovi da me ritrovati : per 
ragioni di brevità e di opportunità non posso ora riprodurli : quindi 
rimando il lettore a detto mio lavoro, accontentandomi qui di trascri- 
vere le conclusioni con qualche aggiunta (*). 

L' area di massima intensità comprende Urbania, Sant' Angelo in 
Vado, Apecchio, Piobbico, Cagli, Falcano, ecc. : à forma elittica, ed 
il suo asse maggiore, disposto in senso SE-NV circa, misura 27 km. 

Entro questa zona se ne trova un' altra assai più piccola, con l'asse 
maggiore disposto da SSE a NNW, di 10 km. circa: questa costituisce 
r area epicentrale, la quale è sviluppata maggiormente nella parte set- 
tentrionale a ridosso di monte Nerone : ivi si verificarono i massimi 
effetti dinamici sugli ediflcii, ivi furono notate le maggiori perturbazioni 
nel regime delle acque sorgenti, ed ebbero luogo infine i franamenti e 
le spaccature nel suolo più gravi e più numerose : ivi infine furon sen- 
titi, dopo la grande scossa, frequenti boati sotterranei e commozioni 
più meno numerose e forti. Entro questa zona, e, probabilmente nel 
luogo segnato sulla carta, deve porsi V epicentro o verticale sismico. 

La precedente zona, rispetto a quest' ultima, non è perfettamente 



(l) xella carta, fig. 18, ad ogrni località è messo un segno corrispondente al mag- 
giori minori effetti dinamici causati dal parossismo del 13 giugno, in essa si corregga 
Atecchio in Apecchio; Parchiuolo in Parchiaìe; B.zo de' Mucci in Palazzo dei Mucci; Tor- 
rida in Torriola e valbina in VaWona. i due villaggi di Moria e di Badia di Naro devono 
avere il segno corrispondente a quelli che anno sofferto gravi danni. 



•v^fr-r 



[lisi - 1^82] 267 



concentrica, ma risulta assai più svUappata da NNW ad E circa : pare 
che poi a mezzodì il movimento sismico abbia trovato un ostacolo nella 
soa propagazione nel grappo montuoso della Serra Maggio. 

V area entro cui si ebbero danni più o meno gravi agli edificii k 
anch' essa forma predominantemente elittica, con il suo asse maggiore 
disposto circa da NE a SW: rispetto alla precedente à maggior svi- 
luppo dalla parte di greco, da cui si spinge fino a Cartoceto, a Mon- 
davio, ecc. ; dal lato opposto sembra che abbia per confine il Tevere, 
giacché cagionò danni anche a Città di Castello (^). 

Naturalmente i paesi di questa zona posti più vicino all'area di mag- 
gior scuotimento, in generale soffrirono maggiori danni che non quelli 
che si trovano verso il lembo estemo ; oltre cui qua e \k qualche danno 
accadde pure, ma in luoghi isolati o fra loro assai distanti, come per 
esempio ad Esanatolia, a Fabriano, a Pioraco, ad A'fcevia, a Fano, ecc. 

La scossa infine fu sentita a Firenze, ma in modo assai leggero. 

Dal giorno 20 al 23 agosto in Cagli diverse repliche. 

[785] 1781. Settembre 10. Carav8g||;io, Treviglio (Lombardia). 

PKRRBT ▲. : Tremai, penins, Itaì., pa^. 5S-50 - ghacas : Diario ordinario^ N. 102, Roma 22 set- 
tembre 1781 • Notizie del Mondo, N. 73 : 10 settembre 1781. 

Ài 10 settembre, verso le 17^ ital., si senti a Milano una leggera 
scossa intesa anche nei paesi circonvicini : dopo pochi minuti, fu sus- 
seguita da replica che non apportò il menomo danno. Secondo il Perrey 
questo terremoto fti avvertito anche a Mantova, a Padova, a Crema ed 
a Lodi : in quest'ultima città fu forte E-W. A Caravaggio, a Trevlglio 
ed a Cassano furono danneggiate alcune case. 

[786] 1782. Gt5nnaio-marzo. Benevento. 

Xotizie del Mondo, N. 9 (SO genn.), 10 (2 febbr.], 11 (6 febbr.) e 24 [23 marzo). 

Dopo la mezzanotte dell' 11 gennaio fu sentita in Napoli una scossa 
end. di 6* circa ; a Benevento le scosse furono 6 e tali da far suonare 
da per sé le campane senza però arrecare danni notevoli. Sui primi di 
marzo in Benevento e paesi circonvicini si intesero aitile 4 scosse che 
fecero fuggire gli abitanti che si stabilirono sotto le tende. 

f787] 1782. Febbraio 25. Ortona (Chieti). 

Cipoca : Catalogo, I, pa^. 855 - binoi V. : Monumenti etor. ed artist. degli Aàruzu, Napoli 
18B9, pag. 677. 

Secondo il Capocci a 2S^ del 25 febbraio in Ortona si ebbe un ter- 
remoto cui successe, a 3^ del mattino del di seguente, un glande fra- 
namento. 



\l) II. a. H. A. V. 9 Mem. citili di Citta di CoHello^ voi. n, pag. 156^ ivi 1SI4. 



»' -'r^" 



266 [1782 - 1783] 



Il Bindi afiPerma che questo terremoto scosse la città con non minor 
rovina di quella del 1456 e 1506 [1526]. Ora il Diario Notizie del mondo 
(N. 31 : 17 aprile 1782) dice che 1** avanti V ave maria della sera il 
tratto di terreno che è prospiciente al mare cominciò a muoversi ed a 
3^ di notte era già oltreraodo avvallato, formando una specie di lunjara 
e larga penisola nel mare : ma in tale relazione, abbastanza prolissa, 
non si accenna menomamente a fenomeni sismici. 

[788] 1782. Settembre 24. Honteporzio (Roma). 

Cracas : Dfafio ordinario, N. 808, Roma 28 sett. ìH^st. 

Il 24 settembre, a 18^ circa, in Frascati fu intesa una gagliarda 
scossa : in Monte Porzio caddero molti camini e furono danneggiate varie 
abitazioni. Pare che siasi propagata abbastanza sensibilmente anche a 
Roma. * 

[789] 1783. Febbraio-Marzo. Calabria e Messinese. 

Baratta M. : / terr. di Calabria ecc. - Cobrao A.: ^femor. sopita i terr. ecc. - Da Leone : 
Oiorn. e not. ecc. - Dolomielt d. : Meni, aopra i trem. ecc., Roma YTSi - Gallo a.: /rrtt. 
scritte... sui tem. ecc. - Hamilton: Descriz. dei terr. ecc., in « Glbelin » (trad. Ital.i - 
Mercalli G. : / terr. della Calabria ecc. - Masci a. : Diario estr. da una eruditiss. eco- 
- Minasi G. : Relaz. verid. e Cont. ed app. ecc. - Roscit.\no p. : Àfem. istor. ecc. - Sar- 
coNi M. : Istor. dei fenom. del trem. ecc. - vivenzio : Tstor. e teor. dei trem. e Istor. dei 
trem. ecc. (1) 

I grandi terremoti Calabri iniziati col 1783 si sono presentati sotto 
forma di un lungo periodo sismico perdurato parecchi anni : delle varie 
scosse sentite abbiamo il catalogo del Dr. Pignatari per Monteleone. 
del Da Leone per Catanzaro, e del sig. A. Gallo per Messina. 

Per essere imparziale devo accennare che furono preceduti da un 
vero periodo sismico preparatorio, quello del 1780, di cui ò a suo tempo 
parlato ed alla cui descrizione rimando il lettore. (N. 777). 

II Roscitano (pag. 7) aggiunge poi che nel 1781-82 nella Piana fu 
sentita qualche scossa : il Da Leone (pag. 16, voi. I) fa menzione di 
un lungo scuotimento, susseguito da due repliche nello spazio di un ora, 
sontito a Catanzaro il 25 luglio 1782. 

Al 1<> gennaio 1783, ad ore 6.30 di notte, il Pignatari (Vivenzio, II. 
pag. IV) registra una mediocre scossa avvertita a Monteleone e sog- 
giunge inoltre che in parecchie notti del mese taluno raccontò d'aver 
sentito qualche altro scuotimento : il Masci dà notizia di una lieve 
scossa ond. di 3* sentita il 19 gennaio 1783 a S. Sofìa (Cosenza), ove a 
22^ di una giornata dei primi di agosto o della fine di luglio dell'anno 
precedente se ne era avuta una mediocre suss. di 2* con rombo. 



(1) Non ho potuto riferire qui l'elenco depli scrittori del terremoti del ITSS, e ciò 
per la sua lungrhezza: ò accennato solo quei^^ll autori clie ò spesso citato nel contesto. 



fl783J 269 

Riferisce il Vivenzio (I, pag. 159-60) che nella mattina del 5 feb- 
braio 1783 alla marina di Bivona e di Pizzo il mare era tranquillo in 
vicinanza del lido, ma in lontananza invece si mostrava < in un fervore 
e bollimento insolito, benché senza alcun vento » talché alcuni pesca- 
tori furono costretti di far ritorno a terra. Aggiunge poi il citato au- 
tore che e avvenne presso Capo Rizzuto nella costa deir E. circa le 
15'' un tremuoto di mare accompagnato da inondazione delle adiacenti 
;)piaggie : e [che] vi fu alcuno che in detto luogo intese in terra qualche 
piccola scossa... » Questo fenomeno, con ogni probabilità, si collega 
con il seguente riferito dallo stesso Vivenzio (I, pag. 255) che cioè a 
Cutro per la scossa del 5 febbraio non vi furono morti quantunque gli 
edifici! avessero ricevute gravi lesioni « imperocché avendo poche ore 
prima che avvenisse il rovinoso tremuoto de' 5 febbraio, veduto il 
mare retrocedere dal loro lido, fuggirono tutti dalle case, temendo che 
rimettendosi con furia gli avesse soverchiati, cosa che non avvenne... » 

Connesso con i fenomeni precursori della immane catastrofe deve 
ritenersi il seguente riferito dal Sarconi (pag. 385) e dagli altri sto- 
riogrrafi dei calabri terremoti. « Fin dai primi giorni di febbraio [1783] 
fuori di stagione, ed in qualche insolita copia un tal pesce [cicirelii] 
compare.... nel mar di Messina. Air apparire prematuro e all'abbon- 
danza di tal esca gradita non si fece attenzione né dai pescatori, né 
(lai cittadini : ma la durata dei terremoti ed i posteriori sperimenti 
mostraron troppo che codeste innocenti e piccole turbe del muto ar- 
mento portavan seco il triste annunzio di prossimo tremuoto. Difatti 
costantemente si osservò che air apparire dei « cicirelii » (questo é il 
nome che ad essi si dà in Sicilia) succedette sempre il tremuoto o nel 
priomo o nella durata della notte... » Questo fatto prova che in quelle 
occasioni il sussulto del fondo del mare è stato assai energico, giacché 
(l«»tti pesci, di mare profondo, avendo certamente provato l'impressione 
della scossa, e trovato, per il continuo replicarsi de' fenomeni sismici, 
un ambiente poco propizio alle loro funzioni fisiologiche, per il prin- 
cipio della conservazione dell' esistenza, furono costretti ad abbando- 
nare il fondo, silente loro dimora, divenuto a loro stessi pericoloso. 
Premesso ciò veniamo alla descrizione delle maggiori scosse : 

La prima grande scossa, venuta circa le 12*» Vi poni, del 5 feb- 
braio 1783, produsse lo sconquasso e la distruzione generale degli edi- 
ficii, determinò immani sconvolgimenti nel suolo e causò la morte a 
parecchie migliaia di individui entro una zona estesissima di terreno. 
L' area mcsosismica di tale disastroso scuotimento à forma di una olisse 
molto allungato, il cui diametro maggiore é disposto in senso NE-SW 
circa, 6 grossolanamente delimitata da una linea che passa sotto a Nico- 



270 



[1783] 



tera, a Mileto, ad Arena, e seguendo il crinale dell'Appennino, corre fino 
alle pendici deirAspromonte un po' al di sotto di S. Cristina e di Scido, 
per andare a mare al di sotto di Scilla (flg. 19 B). 




Fio. 19 

Con le notizie raccolte dal Barconi e dal Vivenzio possiamo delimi- 
tare un altra zona, ove la distruzione degli edifici non è stata totale : 



^^^ 



[1783] 271 

in essa sarebbero comprese le località di Nicotera, loppolo, Briatico, Mon- 
teleone. Pizzo, Monterosso, Cbiaravalle, quindi la relativa isosisma (C) 
passerebbe ai di qua di Badolato, Stilo, includendo Gretteria, Sidemo, 
(rcrace, Bova, Melito, Reggio e Messina ; anzi V Hamilton (pag. 279) a 
proposito di queste due città dice « certo è che la forza del tremuoto, 
l>onchè violento, è stata ben poco considerevole a Messina ed a Reggio 
in paragone della Piana >, lo che conferma pure il Sarconi, Nella 
zona delle lesioni nel continente sono comprese S. Eufemia, Catanzaro, 
e la parte della Sicilia che dall' imbasamento etneo si estende fino a 
Patti ; quest' isosisma include pure V isola di Lipari, le muraglie del 
cui castello, scrive il Vivenzio (I, pag. 264), dalla parte di mare risen- 
tirono danno, come le altre abitazioni di tale isola e quelle della vicina 
Stromboli. 

Neir area mesosismica accennata possiamo inoltre distinguere una 
zona epicentrale (A) dove non solo la maggior violenza della scossa, ma 
anche la costituzione del suolo, à cospirato a rendere più ingenti gli 
sconvolgimenti del terreno e quindi anche i danni ai fabbricati : in 
questa zona sono compresi Bagnara, San Procopio, Sinopoli, Scido, 
S. Cristina. Cosoleto, Tresilico, Varapodio, Cinquefondi, Terranova, 
Molochiello, Rizzigoni, Radicena, Drosi, S3minara, Oppido, Castellace, 
Gioia e Palmi (*). 

Riguardo alla zona mesosismica della scossa del 5 febbraio bisogna 
notare che si estende essenzialmente lungo la costa tirrenica e che ad 
oriente V Appennino con il suo massiccio, à paralizzato il movimento 
rovinoso in modo tale che il versante ionico presenta , rispetto alla 
intensità degli eflPètti, una notevolissima differenziazione, rinvenendosi 
ivi, come osserva il Sarconi (pag. 454) e danni di mediocre importanza 
e tali che senza il duplicato e triplicato impeto dei terremoti forse la 
rovina avvenutavi sarebbe rimasta nei semplici limiti di leggera le- 
sione ». 

Lia scossa del 5 febbraio è stata intesa piìi o meno sensibilmente in 
tutta la Sicilia ; non produsse danno alcuno a Catania, ad Augusta, a 
Sgnacca ed a Girgenti: fu lieve a Palermo. 

Nel continente fu sentita in tutta la Calabria Citeriore, al capo Pa- 
linuro. ad Agropoli (Vallo Lucania), a Vietri di Potenza e dalla parte * 
di NNE si è propagata fino a Gallipoli (Lecce) ed a Monopoli (Bari). 
Mentre il Sarconi ed il Vivenzio escludono che sia stata sentita a Na- 
poli, r Hamilton (pag. 232) dice che questa, come d' altronde V altra 



l; Questa Isoslsma passa tra Bag'nara e Sclllu escludendo però quest'ultima località 
/iacclit!^ — come osserva il Sarconi (pa^r. SSTl] — per la prima scossa non vi successero 
!♦♦ kTnvi rovine accadute nella Plana. 



272 [1783] 

del 28 marzo, ivi è stata intesa ; lo stesso ripete pure il diarìo 2^ no- 
tizie del mondo (N. 27 : 2 aprile 1783). 

Quantunque il Sarconi abbia fatto una diligente inchiesta sul modo 
con cui è avvenuto il fenomeno, tuttavia da quanto à scritto poco o 
nulla possiamo dire circa la forma che à avuto il movimento sismico: 
a Terranova, dalla testimonianza del medico Taverna (Sarconi, pa^- 155) 
si conclude che la scossa cominciò con un tremolio, cui sussegui xin 
moto ondulatorio e poi un potente urto che fece rovinare la casa ove 
detto medico si trovava : questi, in mezzo alle macerie, giacque con 
il capo penzolone, sospeso a delle travi, fino a quando egli fu libe- 
rato da un nuovo urto che lo proiettò ritto all' aperto : tale sorte toccò 
pure ad altre pei*sone. La componente verticale del movimento deve 
essere stata quivi assai grande perchè, come osserva il Sarconi (pag. 158- 
« grosse masse di pavimento e di fondi di edificii [furon trovate] ri- 
voltate in modo che la superficie era rovesciata è posta con la faccia 
in giù in luogo di base e quella parte o di pavimento o di fabbrica, 
che era la base, stava allo scoverto, e ove star suole la superficie >. 
Nella stessa località furono notati anche dei fenomeni di proiezione : il 
campanile della chiesa di S. Caterina fu in massima parte ridotto in 
un ammasso di rovine, ma dalla metà ne fu troncato, quasi a taglio 
netto, un pezzo della lunghezza di 11 palmi e poche linee, che fu pro- 
iettato intiero nel bel mezzo della strada pubblica (Sarconi, pag. 150). 
Ad Oppido si senti dapprima un sibilo con fremito, quindi un cupo 
rombo, dopo il quale la terra cominciò ad ondulare regolarmente, 
talché furono visti le travi dei soffitti uscire dalla loro cavità per 
rientrarvi tosto : a questo movimento successe un urto immane, com- 
plicato, che fece diroccare quasi la intiera città (idem, pag. 149). 

A S. Anna di Seminara il movimento fu sussultorio dal basso al- 
l' alto (VrvENZio) : a Bagnara la scossa fa dapprima orizzontale, poi 
vorticosa'^ a Polistena ed a Palmi fu istantanea dal basso all'alto senza 
il minimo preannunzio (Hamilton : pag. 273). A Scilla — secondo il 
Minasi (Relaz. verid.) — cominciò con tremito quindi si ebbe un moto 
ondulatorio regolare che fece pochi guasti ; a questo susseguì un mo- 
vimento sussultorio e vorticoso. A Reggio il Roscitano (pag. 8) senti 
« la prima scossa con un forte movimento incisivo, segui la seconda 
con maggior moto di elevazione e cresceva a dismisura a momenti a 
momenti la forza con moti misti e confusi : si senti orribilmente mug- 
gire la terra... Ecco un moto tremulo eccessivo, il quale fattosi vor- 
ticoso tre volte ci portò in giro > Invece secondo il cronista Pa- 

lestìno (De Lorenzo, pag. 285), si ebbe dapprima una ondulazione di 
intensità sempre più crescente e quindi un moto vorticoso. A Messina, 
stando al Sarconi, (pag. 387) il terremoto cominciò con una lieve on- 



[1783] 273 

dalazione, alla quale tenne dietro un orribile e generale commozione 
del mare e della terra: secondo A. Gallo (pag. LX), ad un lieve mo- 
vimento ondulatorio ne succedette uno suss.-ondulatorio e vorticoso : il 
Corrao poi riferisce (pag. XXIII) che si senti dapprima uno spaven- 
tevole rombo, quindi debolissime scosse, poscia un complicato movi- 
mento che presentò due riprese, separate da piccola interruzione. Tanto 
il Gallo che il Corrao sono concordi nel valutare la durata della com- 
mozione in 5". 

Allontanandoci dall' area più violentemente commossa, troviamo che 
il Pignatari a Monteleone (VnrENZio, 11^ pag. V) senti dapprima un 
rombo, simile ad un cupo tuono avvertito in lontananza, quindi un 
lieve « tremolamento > ; V urto che sopravvenne dopo fu * barcollante » 
e gli altri < ondeggianti » andarono sempre crescendo dì forza. Il Pi- 
gnatari notò egli pure una piccola pausa nel mezzo della durata dello 
scuotimento, dopo la quale esso ripigliò con uguale veemenza, per ter- 
minare, trascorsi circa 2™, con un piccolo tremito, simile a quello con 
cui era cominciato. Secondo il Da Leone (voi. I, pag. 18) a Catanzaro 
il moto dapprima fu solo orizzontale SWW-NEE, poscia suss., dopo di 
che continuò il suolo a muoversi nella primitiva direzione con « inter- 
mezzate trepidazioni > : la durata totale fa stimata dal citato autore 
eguale a 2."* 

Dalle testimonianze recate, senza tema di errare, possiamo concludere 
che almeno neir area più intensamente scossa, il movimento del suolo 
fu di poco preceduto dal rombo ; che cominciò con qualche tremito, 
cui susseguirono ondulazioni, dapprima leggere, quindi sempre più forti : 
che a queste tennero dietro varii urti sussultorii assai violenti, ed in- 
fine altre ondulazioni e trepidazioni. 

Anche il Vlvenzio (voi. I, pag. 160) -- sulla fede delle notizie raccolto 
— annette che neir area centrale il suolo dapprima abbia cominciato 
a tremare lentamente, quindi ad ondeggiare in senso SSW-NNE (*), 
e che quindi siano seguiti molti urti sussultori. Però il Palestine (De 
Lorenzo, pag. 285) afferma che e nella Piana il primo impeto fu su- 
bitaneo e fortissimo » ; il che concorderebbe con quello che scrisse 
THamilton per Bagnara, Polistena e Palmi, come più in dietro ò detto. 

È necessario osservare che, come spesso nota il Barconi, gli edificii 
caddero nelle più svariate direzioni, il che prova — come d' altronde 
lo rivelano gli odierni registratori — che molto complesso fa il movi- 
mento ondulatorio il quale anche in pochi istanti à cambiato spesse 
volte di direzione: a ciò si deve ascrivere l'apparente impressione di 



{!) Nella prima edizione 11 vivenzlo dice (pag. OCii) che II suolo da principio cominciò 
ad ondegiriare violentemente da B ad w. 

Maratta: Terremoti ecc, \^ 



►-:^' 



274 [J783] 

movimento vorticoso risentito da varii relatori accennati ed i molti 
esempi di fenomeni rotatorii che la Commissione delia R. Accademia 
delle Scienze di Napoli ebbe campo di osservare , fra cui i for&e 
troppo ricordati -obelischi terminali delle guglie della Certosa di S. Ste- 
fano del Bosco nella Calabria Ultra, e le gugliette che adornavano la 
parte superiore della facciata della chiesa di S. Giovanni de' Fioren- 
tini a Messina (pag. 393-4). 

Neir area centrale, specialmente nei pressi di Oppido, Bitizzano, 
Cosoleto, S. Cristina, Castellace, Sinopoli Vecchio, Terranova, ecc. si 
produssero sconvolgimenti nel suolo tali da mutare in i^odo stabile 
r aspetto del terreno : il Barconi nel suo lavoro di ognuno di essi ci 
dà particolareggiata descrizione e tignii*^, da cui si deduce che ac- 
caddero specialmente ove esistevano strette valli, percorse da fiumi o 
da torrenti, e pendici tagliate a picco, oppure di ben poco inclinate : 
quindi, secondo la pendenza del suolo, avvennero o spostamenti istan- 
tanei di masse, oppure lenti o rapidi scivolamenti dei mantelli superfi- 
ciali addossati al cristallino, per i quali insieme al terreno furono tra- 
sportati gli alberi secolari che vi erano sopra impiantati, magari senza 
che questi subissero danno alcuno. 

Oltre a ciò, e sempre limitatamente a tali terreni, si produssero 
spaccature più o meno estese, dislivelli nel suolo che contribuirono di 
molto air aumento dei danni stessi. 

Questo ordine di fenomeni fu la causa precipua della produzione dei 
laghi nei territori di Seminara, di Sinopoli, di Cosoleto, di Sitizzano, 
di Castellace, di S. Cristina, di Oppido, di Drosi e di Molocchio, di 
ciascuno dei quali il Vivenzio (voi. Il, appendice) ci dà la estensione, 
la profondità ed i lavori fatti per il loro prosciugamento. 

Dopo la prima scossa il suolo continuò ad essere più o meno inten- 
samente agitato : il sig. Grillo ad Oppido — riferisce a pag. 243 il 
Barconi — sentì triplicare il terremoto con tale successiva frequenza 
che in molte ore di tempo la terra fu o poche volte tranquilla o quasi 
sempre « presa da oscura vibrazione ». 

A Scilla, secondo un cronista citato dal De Lorenzo, si vedea il mare 
ad ogni quarto d' ora invadere la terra e poscia ritirarsi, e ciò nello 
spazio di 3" circa. A detta del Minasi (pag. XXV) nelle prime 24** dopo 
il primo scuotimento si sentirono 140 repliche : il Gallo per Messina ci 
riferisce (pag. VII) che dalle 19^ circa del 5 fino alla mezzanotte le 
scosse si ripeterono a meno di un quarto d' ora di distanza Tuna dal- 
l' altra. A Monteleone il Pignatari (Vivenzio, voi. II, pag. V-VI) dalle 
19^ 20™ alle 23*» 45" ne contò 1 leggera, 8 mediocri ^ 5 forti ; dalie 



• m 



[1788] 275 

0»» 45» alle 5^ 45"^ della notte 5-6 altre 90, che bì seguirono di 3 in 8, di 
4 in 4 ed al più di 5 in 5 minuti, oltre ciò costantemente di 20 in 2Q 
o da 30 in 30" se ne sentirono delle più forti precedute da rombo. 

Così si viene a circa 1*»6" ant. del giorno 6, in cui una replica in-* 
teneiasima inferse nuovi danni a Reggio, a Messina ed a tutti gli altri 
luoghi stati precedentemente danneggiati (*). Ed è appunto in questa 
occasione che successe il celebre disastro di Scilla. La violenza del- 
l'urto fece precipitare con immenso fragore, per oltre 2 km. di costiera 
un parte del monte Paci : il mare si ritirò, e, trascorso qualche tempo 
dalla fine del terremoto (*), si senti un fremito partire dall' interno 
della massa delle acque, che si rovesciarono con rapidità indicibile 
sulla spiaggia. L' onda fremente fuggì e rifuggì ancora dal lido per 
ritornare nuovamente furibonda sulla spiaggia, elevandosi quasi fino alla 
sommità delle case e delle chiese ivi fabbricate, spargendo il lutto e 
la desolazione. Circa un migliaio e mezzo di persone in quei fatali 
istanti perdettero la vita, giacché, spaventate dalla prima scossa, dalle 
reiterate repliche e dai franamenti che continuamente succedevano nei 
monti circondanti V abitato, temendo di morire sotto le case, in gran 
parte distrutte o rese pericolanti, si erano ricoverate solto le tende al 
lido, oppure allogate entro barche sul mare, rimanendo così vittima 
dell' immane rivolgimento (^). 

Questo maremoto ebbe massima intensità a Scilla e quindi sull'op- 
posta sponda della torre del Faro (A), ove 1' onda invase il lido cau- 
sando la morte a molte persone ricoveratesi in piccole imbarcazioni 
e si innoltrò di circa 600 passi, rompendo gli arginelli ed innondando 
le campagne. 

Sul lido della e marina grande > di Scilla, ricorda il Minasi, si vi- 
dero gettate dall' acqua spugne e coralli, cose che non trovavansi che 
a buona distanza dalla spiaggia, ove il mare à una discreta profondità. 



(1) Al dir del Gallo (pag. LX) la scossa fu sussultoria e vorticosa al Beernodanon per- 
mettere agri! uomini di re^rgersl in piedi, a Monteleone, secondo r osservazione del Pi- 
irnatari (vivenzio, n, pagr. vi) fu orizzontale NNB-SSW con forte rombo, della durata di 
90 secondi circa; a Catanzaro, secondo il Daleone (pag. 19), forse fu solo ondulatoria, più 
intensa, ma più breve deUa prima, e cosi pure fra Cosenza e Rossano, ove abitava il 
Mascl (loc. cit.) 

Da documenti sincroni pubblicati dal Mercalli fi terr. della Calabria ecc., pag. 95, 
estr.ì si apprende che la seconda scossa arrecò danni (irravlsslrai a Messina, però infe> 
rieri a quelli della prima; e ciò contrariamente a quanto asserisce II Perrey (Op. cit., 
pa(r. 00). 

(^ì vedi più avanti a pag. 281 quanto dico sul dlsantro di Scilla. 

(d| Siccome la popolazione aveva abbandonato le case per ritirarsi alla marina dopo 
la prima scossa, cosi non si ebbero vittime per la caduta degli ediftcii in occasione 
della seconda. 



- T' 



27e [1763] 

Il Sarconi rimase in dubbio dall'inchiesta fatta se a Messina il mare in 
tale occasione avesse presentato fenomeni degni di menzione. Non è Im 
probabile che ciò, in grado però assai lieve, sia avvenuto ; ma che, data 
r oscurità della notte ed il panico che aveva invaso gli animi, sia pas- 
sato inosservato, tanto più che a Taormina ed a Catania (pag. 409) in 
quella circostanza si notò una « forte commozione delle acque >. 

Un nuovo massimo sismico avvenne il 7 febbraio. Questo terre- 
moto assai forte scosse T intera Calabria Ultra, ridusse in un mucchio 
di rovine Soriano, Sorianello e Gerocarne (*) (area epicentrale A). 

La sua area mesosismica rovinosa (B) comprende Arena, Serra 
8. Bruno, Simbario, Brogniaturo, Capistrano, Pizzoni, Vallelonga e 
S. Angelo : furono gravamento danneggiati Mileto, Monteleone, Male*, 
rato, Acquare, Laureana, Chlaravalle, ecc. 

A Monteleone, da quanto lasciò scritto il Pignatari (Vivenzio, II, 7> 
si sentì, a 20^ 20™, un rombo accompagnato da un potente urto a due 
riprese con una durata totale di 2'" 30* : aggiunge che i movimenti dal 
basso air alto non furono piccoli e che le oscillazioni orizzontali si 
rendevano visibili al solo guardare la terra: la scossa fu forte a Mes- 
sina, a Catanzaro, e mediocre tra Cosenza e Rossano. 

Alle 22** circa dello stesso giorno (7 febbraio) una veemente scossa, 
predominantemente suss., in Messina fece cadere molti edificii ; ora 
mentre a Reggio pare sia stata solo molto forte ed ond., ed affatto 
innocua a Scilla, a S. Agata di Reggio causò varli danni: fu sentita forte- 
mente a Monteleone, e si propagò in Calabria Citra. Questo scuotimento 
pare sia stato di origine messinese. 

Il primo marzo ad ore 8.30 ital. {2^ 15~ ant. circa) fu sentita in Mon- 
teleone una nuova scossa che secondo il Pignatari (Vivenzio, II, 
pag. XII) fu gagliardissima in tutta la sua durata (1^ 35") e specialmente 
nell'ultima fase avvenuta dopo una lieve pausa : il movimento quivi, pre- 
ceduto da forti rombi, fu dapprima ond. S-N e poi vorticoso. In Poliolo 
(epicentro A) causò sommo danno « con distruggere gran parte delle abi- 
tazioni (Vivenzio, I, pag. 244-45) e gravi danni apportò pure a Castel 
Monardo, a Maierato, a Vallelonga, a S. Nicola, a Capistrano, a Fran- 
cavilla e frazione Nicastrello. a Filogaso, a Mileto ed a Monteleone. A 
Catanzaro fu più intensa dalla precedente ; fu molto forte a Re^o, a 



(1) Presso Gerocarne riferisce il Sarconi (pag. 70) la terra al momento della scossa 
vacillava ed ondeggiava come una nave, ed il suolo si apriva e chiudeva repentina- 
mente ed alternativamente; presso Soriano poi, secondo lo stesso Sarconi, avvennero 
molti sconvolgimenti nel suolo. 



[1783J 277 

a, come ci atteBta il Masci, ore fa Ond. 



Il parossismo del 28 marzo (1'' !&" notte) spieg^ò la sua massima in- 
tensità nei dintorni di Borgia (morti 33t), di S. Floro e di Girifalco 
I morti 184), località state quasi rispettate dai terremoti antecedenti : 
gravi danni apportò al paesi compresi nelt' istmo fì-a i golfi di S. Su^- 
femia e di Sqaillace, si sul versante tirrenico che su quello ionico. 

L' area disastrosa & forma elittica (B) e la relativa isosisma cbe la 
circoscrive passa sopra a Pizzo, include la marina di gran parte del- 
l' istmo, Vena, Caraffa, Squillace, Gasperina e Monterosso : mentre 
l'iaosisma rovinosa (C) passa sopra Briatico, include Monteleone, S. An- 
gelo, Serra S. Bruno, Badolato, Catanzaro, Soveria, Magisano, Taverna, 
Serrastretta e in prossimità di Nicastro fa una insenatura in modo da 
escludere tale città per andare quindi a mare. 

L' ÌBOBisma delle gravi lesioni (DD) parte da Fuecaldo, include Lon- 
gobucco ; nei pressi di Cotrone e Rocca Bemarda fa una ìosenatnra, e 
sotto Cutro va amare per passare poi ad includere la intera provincia 
di Reggio e Messina. 

Entro il continente un ultima isosisma (EE) delle lesioni leggere da 
Diamante corre a Crosia con una pronunciata Insenatura nei pressi 
di Rossano, racchiude Cotrone e va a mare, escludendo Isola che ri- 
sultò immune da ogni danno. 

Quantunque l' intensità della scossa ed i danni Inferii agli edificii 
aleno stati incomparabilmente minori di quelli causati dal primo terre' 
moto, tuttavia 1' area interessata dalle onde sismiche in questa nuova 
occasione fu molto maggiore : si produssero danni, come abbiamo visto, 
nella Calabria Citeriore, aumentarono quelli della Ulteriore e del messi- 
nese : poi fu sentita fortemente nella Basilicata, nel Principato Cìtra, 
a Napoli, in Terra di Bari e di Otranto ed in tutta la Sicilia ('). 

A Catanzaro, (Da Leone, voi. I, pag. 27) ta scossa comincii) con un 
movimento orizzontale cui segui un sussulto con irregolari trepidazioni : 
gli urti verticali furono cosi violenti cbe le persone si sentivano balzare 
in aria : secondo il Conte Ippolito U terremoto cominciò con un movi- 
mento di ondulazione in senso SW-KE, cui susseguirono delle scosse 
orizzontali, quindi vorticose : la durata fu stimata eguale a 10* circa, 
per buona parte della qnale ed anche precedentemente fa sentito un 



(1) Per le lievissime osci nazioni d'orlftine sismica osservate a, uilano dall'Ori ani e per 
\e Indicazioni sismografi eli e ottenute durante 1 calabrt terremoti In Napoli dal pisano 
vedi BxRATT* U. : Ricerche ttorlrlie stigli appareccM sismici, BOma IBM. vofi. 'ii-'H e 35 m, 
e Per la storia della lUmologla ; sulla prnpagazlone a distala del movimenti sismici, noma 
IWT, paff. lO-u (estr.) 



278 [1783] 

terribile muggito, che ad nn certo punto degenerò in uno scoppio come 
di mina (pag. 298). 

A S. Sofia di Cosenza, come scrive il Masci, la scossa fu suss.-on- 
dulatoria di 20.' A Monteleone, secondo V osservazione del Pignatari 
(VivENZio, voi. II, pag. XV), il rombo fu concomitante al movimento 
del suolo durato 2« , e composto di urti sussultori e di ondulazioni 
in vario senso, l' ultima delle quali, la più forte, ebbe direzione S-N : 
a Messina il Gallo fa durare la scossa 28.' (pag. LX). 

Prima di passare ad alcune deduzioni mi sento in obbligo di dire 
che a rendere più disastrosi i terremoti calabri concorsero, oltre la 
violenza e la durata delle scosse, due ordini di fatti : 

a) nel mese di novembre 1782 cominciarono nella Calabria a cadere 
ploggie diluviali, che non solo arrecarono danni alle campagne ed ai 
fabbricati, ma fecero gonfiare i fiumi ed i torrenti ed in certi luoghi 
trasformare il suolo in un terreno acquitrinoso : ora necessariamente 
fra i varli strati di permeabilità diverse, V acqua si deve essere ac- 
cumolata, e ciò appunto deve aver favorito oltre che gli scivolamenti 
ed i franamenti di quelle estese porzioni di suolo che ò altrove accen- 
nato, anche la formazione dei laghi ; 

b) la natura geologica del terreno à avuto una fatale influenza sui 
danni inferti agli edificii. Il Sarconi spesse volte ricorda che in mezzo a 
località del tutto rovinate, se ne trovano di quelle in cui gli effetti delle 
scosse furono relativamente e comparatamente lievi. La formazione 
geologica della Piana Calabra è sciolta, disgregata, nò in alcun modo 
connessa con il cristallino che in parte la circonda : quivi, come ac- 
cadde in altri terremoti, i danni furono maggiori che non sulla roccia 
dura, elevata : anzi il massimo dei massimi si ebbe appunto nelle lo- 
calità ove sottili lembi si addossano al cristallino. 

Esaminate sia pure succintamente le maggiori scosse del periodo si- 
smico Calabro, appare evidente la presenza di varii centri o rculianti 
di scuotimento dei quali ora è necessario rintracciare la posizione. 

a) abbiamo vi^o che la scossa del 5 febbraio à spiegato la sua 
massima intensità distruttiva nella Piana e precisamente in quella parte 
che è prospiciente al lido fra Bagnara e Gioia. La presenza di gran- 
diosi franamenti e smottamenti di suolo ivi successi, le profonde alte- 
razioni nella circolazione sotterranea delle acque ed in generale tutti 
quei fenomeni che sogliono verificarsi nel suolo della zona epicentrale 
di un grande terremoto : i fenomeni dinamici causati dalla scossa at- 
testanti il valore della componente verticale ecc., mi inducono a ritenere 
che r impulso non sia partito dal mare : ad avvalorare questa ipotesi 



[1783] 279 

gioverebbe V asserto del Dolomieu (*), ma contro di ciò stanno i fatti 
raccolti dalla Commissione Accademica che meritano brevemente di 
essere ricordati. 

Il Sarconi accenna ad un mediocre maremoto avvenuto in occasione 
della prima scossa (5 febbraio) specialmente lungo le coste che da Mes- 
sina si estendono al Faro, e da Scilla a Reggio. 

A Messina, ricorda egli (pag. 400) il mare dapprima si avvallò,- 
quindi, ritiratasi V onda dal lido con micidiale violenza lo innondò su- 
perando la panchina, che fa in parte abbattuta o lesionata, ed innon- 
dando porzione del teatro marittimo : anche a Reggio il mare usci dai 
suoi limiti consueti ed invase specialmente la strada « de' Giunchi ». 
Alla Catona vi fu pure qualche traccia di innondazione, e cosi pure alla 
Torre del Faro e nel tratto che dal Pelerò va fino ai dintorni di Mes* 
&ina, con la dififerenza che nelle parti più vicine a questa città fu molto 
più sensibile (*). 

Dopo il terremoto a Scilla il mare (Saroòni, pag. 335-36) si ritirò 
dapprima per otto passi, quindi cominciò ad elevarsi, a fremere, ed in 
ultimo a crescere a segno che bollendo (è la impressione ricevuta da 
persona degna di fede — il sacerdote Pontillo — che si -trovava nel 
bel mezzo dell' acqua, sopra uno scoglio) corse a ricuperare non solo 
il tratto che prima occupava, ma eziandio una porzione di spiaggia su 
cui erano arenati dei battelli con entro dei marinai^ i quali dovettero 
per salvarsi afferrare i remi e mettersi a vogare. 

Il Minasi, citato dal De Lorenzo (pag. 369), scrive che « un poco 
prima che si sentisse il grande terremoto videsi scostare il mare len- 
tamente dal lido della Canalea [di Scilla] per una decina di metri, e 
tosto riprendere il moto ascensivo con la stessa lentezza fino a rag- 
giungere il primitivo confine. Anche al Capo Cenide, dice Sarconi 
(pag. 357), furono notate traccio dell' invasione dell' acqua, la quale 
nel dì 5 si era mostrata — secondo gli abitanti — più bollente [vorti- 
cosa] del solito, alterando anche il consueto corso della marea : in tale 
stato si conservò fino al mattino del giorno 6. E lo stesso De Lorenzo 
reca la notizia che alcuni naviganti nel golfo di Gioia, all' altezza del 
capo Vaticano, dopo circa 8™ che ebbero sentita la scossa, scorsero che 
le onde formavano due grandi cavalloni. 



Il) Il Dolomieu (pa^. 11) dice che « la massa delle acque non ebbe movimento di flut- 
tuazioni o di oscillazione, non s' Innalzò al disopra del suoi limiti ordinari ». 

(2) A proposito di questo maremoto nota il sarconi (paK- 402) che « questa diversità 
di azione dà luogro a credere che la forza mai?priore.... impiegata si fosse a sconvolfirere 
e perturbare più queUa parte della « Cariddi » la quale è prossima al porto [di Messina] 
che quella porzione di mare, ch'ò vicina a Rep^io, o Taltra, che costituisce la gola del 
Faro ». . - ' 



m [1783] 

E la veridicità delie notizie diligentemente raccolte dal Barconi è 
anche confennata dal Vivenzio (voi. I, pag. 161) secondo cui il mare 
che circonda la regione calabra, tanto all' ovest che al sud, fu violen- 
temente agitato nel tempo della scossa e dalle osservazioni del Pigna- 
tari (voi. II, pag. V), il quale dice che dopo la commozione a Roccella 
sul Jonio ed a Nicotera il mare si ritirò per innondare poi la costa per 
due o tre volte. 

Così le varie narrazioni sincrone concordano tutte nello ammettere 
un maremoto in occasione della prima scossa: ma confrontando i fe- 
nomeni presentati dal mare in correlazione della seconda od in occasione 
di terremoti avvenuti in altre regioni, nei quali T epicentro si trovava 
indubbiamente a mare, si vede che sono del tutto inadeguati per ri- 
tenere che r impulso sia da tale regione provenuto. 

E ciò tanto più, facendoci la storia sismica conoscere che spesse 
volte in occasione di terremoto con sicuro centro superficiale entro 
terra, ma a non molta distanza dal lido, la massa delle acque ebbe a 
partecipare in modo grandiosamente terribile al movimento della costa, 
la quale ne rimase violentemente innondata. 

b) V area epicentrale della seconda scossa è posta fra Scilla ed il 
Faro : ma più vicina a quella località che non a questa si deve porre 
il centro, indubbiamente situato a mare (*). 

L' area dei maggiori danni si estende dalla regione occidentale del- 
l' Aspromonte al capo i'ellaro da una parte, fra Scilla, Bagnara e Mes- 
sina dair altra. 

Pare fuori dubbio che il movimento sismico si sia comunicato anche 
alle isole Eolie, giacché una nave greca — secondo il Corrao — (pa- 
gina XXXII) — che si trovava verso Lipari, risenti V impressione di 
un urto terribile, come se avesse toccato fondo, senza però ricevere 
danno alcuno. 

E qui credo necessario accennare una questione importante e dibat- 
tuta : se, cioè, il terribile movimento della massa delle acque verifi- 
catosi in Scilla dopo la seconda grande scossa, sia stato un vero 
maremoto con questa connesso, oppure invece un effetto meccanico 
del brusco e repentino scoscendere in mare del monte Campallà. 

I sostenitori di questa seconda ipotesi si appoggiano in special modo 
a quanto lasciò scritto il cronista sincrono Palestino •- citato dal 



(1) In Scilla fu rovesciata la chiesa dello Spirito Santo, che nel cadere demoli tre 
case ; altri 26 edifici furo::o distrutti. NeUa chiesa di S. Maria delle Grazie la massa delle 
ac(iue sfondò la porta e vi penetrò dentro; lo stesso accadde in quella di S. Nicola, ove 
il mare precipitò air interno per le finestre del fianco rivolto verso 11 lido; in tutte le 
casa di questo rione le onde schiantarono porte^ finestre, smossero solai, ecc. 



[1783] 281 

1 I — ■ — — r- - •- .-.— — -^.— . 

De Lorenzo (pag. 329) — che, cioè, Bcoscendimento e maremoto siano 
accadati dopo mezz'ora dalla seconda scossa principale. 

D'altra parte, secondo il D'. Pignatari (Vivknzio, II, pag. VI) « nella 
scossa delle 7^ 30™ è, che si scoscende vicino Scilla il monte Campallà : 
cagione forse per la qnale di essa se ne accorgon appena que' citta* 
dini. Poco dopo ; ma non si presto, come vorrebbero taluni, soprav- 
viene il famoso tremuoto di mare ne' lidi opposti di Scilla e di Torre 
del Faro. Non cadon in questa scossa nuovi paesi ; ma ne' caduti si 
accrescono le ruine, e negli altri le lesioni ». Ed il Sarconi (pag. 339-40) 
accennata la seconda scossa, aggiunge: < in quel tremendo moto fu 
tale il rivolgimento de' terreni, che una parte del gran monte Bacl..« 
precipitò con orribile fragore... Erano rinvenuti appena quegli infelici 
dal terrore conceputo... quanno repente, dopo pochi minuti ch'era ces- 
sato il tremoto, udissi un fremito, e un secreto susurro, che approssi- 
mandosi dall' in temo del mare.... » quindi sopraggiunse la veemente 
innondazione. 

Adunque il cronista Palestino si trova in disaccordo con quanto af- 
fermano il Pignatari ed il Sarconi. Il primo fra la scossa e lo scoscen- 
dimento e il susseguente maremoto, asserisce che sìa intercessa circa 
mezz'ora, gli altri due invece ammettono che 1' un fenomeno sia suc- 
cesso immediatamente, o quasi, all'altro. A me pare che, data la im- 
mensa violenza che la mareggiata à spiegato in Scilla, l'altezza cui 
l'acqua è pervenuta, la forza che à avuto alla Torre del Faro e l'es- 
Bei*si il movimento reso sensibile fino a Catania, l'ascrivere tale formi- 
dabile maremoto allo scoscendimento del monte Campallà, sia una causa 
del tutto inadeguata alla spiegazione della terribile grandiosità del 
fenomeno. 

Anche ammesso che il franamento ed il successivo movimento del 
mare sian successi a mezz'ora circa d' intervallo dalla scossa, come 
appunto ricorda il Palestino, io ritengo che franamento e maremoto 
siano stati causati dall' impulso sismico, vedendo in ciò una grande 
analogia con i fenomeni accaduti a Concepcion nel dì 20 febbraio 1835. 
Allora appunto il maremoto devastatore successe mezz'ora dopo che la 
città era stata rovinata da un terremoto, siccome si legge nella de- 
scrizione del capitano Fitzroy, testimonio oculare, riferita dal Suess 
(L'appetto della terra, voi. I, pag. 121), che dice così : e Alle 11** 40*^ a. 
[dei 20 febbraio] accadde la prima scossa a Concepcion, subito dopo la 
generale rovina.... Mezz'ora dopo la scossa principale il mare si era 
talmente ritirato, che navi che erano ancorate persino a 7 braccia di 
profondità, rimasero a secco. Tutti gli scogli e i bassi fondi nel golfo 
di Talcahuano erano visibili. Dopo di questo un'enorme ondata si spinse 
per la strada occidentale tra Qairiquina e il continente, spazzando in- 



282 [1783] 

nanzi a sé tutto Bino a 30 piedi al di sopra dell'alta marea. La segril 
una seconda ancor più grande e fragorosa, finalmente dopo pochi mi- 
nati, una terza e la più potente... ». 

e) con la scossa del 7 febbraio (20*» circa) il centro si è trasportato 
verso Soriano e Sorianello, con quella del 7 febbraio (22** circa) verso 
Messina, (*) e con quella del 1^ marzo verso Follia, e finalmente il pa- 
rossismo del 28 marzo spiegò la sua massima forza nei dintorni di Gi- 
rifalco e di Borgia ; quest'ultimo poi, come abbiamo visto, causò danni 
immensi ai paesi attigui (per esempio a Monteleone) ed a quelli della 
Calabria Ultra, ma bisogna por mente che quivi gli edifici avevano già 
sofiTerto moltissimo per gli antecedenti terremoti. (*) 

Per coloro cui potesse interessare aggiungo qualche notizia sullo 
stato dei vulcani italiani durante il periodo sismico c;ilabro-siculo 
del 1783. 

Eolie. Il Ferrara (Mem. sopra i trem. della Sicilia in marzo J823, 
pag. 36-37) scrive che « i vulcani delle Eolie presero molta parte ai 
fatali tremuoti della Calabria e di Messina nel 1783. Stromboli fu quasi 
sempre in straordinario travaglio ; molti giorni sembrò un toro infu- 
riato che elevato sopra le onde spaventava con ì suoi muggiti la sven- 
turata Calabria e la vicina Sicilia : Vulcano lo accompagnò spesso : i 
suoi urli furono sempre terribili e immense le colonne di fumo e di 
fuoco... ». Nella Descriz. dell' Etna (pag. 128) dice « dopo la scossa del 
5 febbraio la montagna di Stromboli vomitò quasi sempre e più del solito 
glòbi immensi di fiamme, e fece udire i suoi spaventevoli muggiti sino 
in Calabria. Si osservò costantemente che i suoi momenti di calma 
erano sempre seguiti dalle scosse che terminavano poi con eruttazioni 
più copiose di fumo e di materie infuocate dalla bocca di quel vul- 
cano.... » 



(1) n viven/io (voi. n, pag. 296 [»!}) ebbe notizia da A. Faaano che al 7 febbraio 11R3, 
àirora della scossa citata (22 ore] « 11 Jonlo che bagna li Udo di Stilo si elevò colle sue 
onde in una scala di un'altezza smisurata, e spaventevole talmente, che gli stilotl guar^ 
dandola dalla distanza di sopra miglia quattro, ed elevata più di una sesta parte di 
migUo, se ne atterrirono assai più del tremuoto dei cinque; imperocché per la faccia 
che quella scala di mare presentava alla loro vista, temevano che, sbalzandosi sili loro 
territorio, l'avrebbe tutto circondato e desolato. Quella si sostenne molto tempo sol- 
levata ; indi caddero le onde con velocità niente corrispondente air altezza, ma come 
dolcemente rallentandosi le forze sostenitrici ». Questo fenomeno piuttosto che un ma- 
t^moto, come alcuni lo ritennero^ lo credo che sia stato una tromba, formatasi in con- 
comitanza con la scossa. 

(2) Fra le scosse minori quella del 14 ottobre 1784 ebbe 11 suo centro in Gerard ; 
quelle del 26-28 aprile 1783 in Milazzo ; quelle del marzo e luglio 1786 in Naso ; quelle 
deir ottobre 1781 e luglio 1785 in Cosenza ; il terremoto del 12 ottobre 1791 ebbe il suo 
epicentro coincidente o quasi con quello del 7 febbraio 1783 (ore 20 circa). 



{1T83] 283 

Non so a quali fonti abbia il Ferrara attinte le notizie riguardanti lo 
Stromboli, notizie che non trovo confermate da autori sincroni ; anzi l'Ha'- 
milton (pag. 242) afiferma tutto il contrario « è stata fatta qui Tosser- 
vazlone > scrive egli « che il vulcano Stromboli che è in faccia ed al- 
l'intera vista della città, alla distanza di circa 50 miglia aveva gettato 
meno forno e vomitato meno materia infuocata in tempo di questo ter- 
remoto, di quello che avesse fatto in questi ultimi anni ». 

Queste notizie, come ognuno vede, sono prettamente contradditorie 
ma r osservazione dell' Hamilton mi pare abbia maggior peso, perchè 
raccolta dalla viva voce dei contemporanei, tanto più poi che il Fer- 
rara, opinando che i terremoti calabri fossero causati dallo Stromboli, 
aveva un certo interesse nell' asserire fatti che venivano in suffragio 
alle proprie vedute teoriche. 

Riguardo a Vulcano, oltre alla citata notizia del Ferrara, sappiamo 
che fa trovato nel 1785 in semplice fase di emanazioni di vapori dal 
Trovantini ; che dal 12 settem][)re 1786 per un mese circa fece dello 
esplosioni di cenere e che nel 1788 emetteva vapori. 

JEtna. Il Ferrara (Descrizione dell' Etna^ pag. 129) dice che dopo 
r eruzione del 1781 l'Etna si mantenne in quiete; anzi aggiunge che 
durante i terremoti calabri « fb tanto assopito che nemmeno mostrò il 
suo fumo giornaliero nel cratere ». Nel quale stato si sarebbe mantenuta 
fino dopo la metà del giugno 1787. Invece nella Cronaca Reggina di au- 
tore anonimo sincrono pubblicata dal De Lorenzo (voi. I, pag. 381) si 
incorda che « in detto anno 1783 al 17 febbraio Mongibello eruttò gran 
fuoco e pietre, ed il suo rimbombare si sentì per molti giorni ». 

Vesumo, Dopo V eruzione del 1779 il Vesuvio stette in calma negli 
anni 1780-82 : verso la metà, d' agosto 1783 si mise in attività che rad- 
doppiò in settembre e presentò altri incrementi nel 1784, 1785 e spe- 
cialmente nel 1786 : la fase eruttiva terminò dopo vari massimi con il 
grande incendio del 1794 (vedi per maggiori particolari M. Baratta : 
Il Vtsuvio e le sus eruzioni^ P^g* 97-115, Roma 1897). 

Abbiamo visto (pag. 278) che oltre alla violenza ed alla durata delle 
scosse, le condizioni geologiche e topografiche del suolo su cui sono 
fondati i paesi, insieme con V azione delle pioggie, concorsero a ren- 
dere più fatali i terremoti del 1783. A ciò bisogna aggiungere che la 
vetustà e la cattiva costruzione dei fabbricati rese questi meno tetra- 
goni agli urti sismici. Con ciò resta spiegata la grande mortalità delle 
persone allora verificatasi. 

Secondo le statistiche pubblicate dal Vivenzio nella Calabria Ulte- 
riore perirono sotte le rovine 29451 persone ed altre 5709 por infermità 
B^fuìte dopo il terremoto. Nella Cala)>ria Citeriore si ebbero a deplo- 



•^ r 



2U 



[1783] 



rare solo 5 vittime, cioè 2 in Apigliano, altrettante a Carolei ed 1 ad 
Aiello. 

Molto più conforme al vero è la statistica che accompagna il pre- 
sente capitoletto, la quale venne redatta per ciò che riguarda i morti 
su i libri parrocchiali, e per i danni dalle ispezioni ordinate dal Vi- 
cario Geoerale Pignatelli. Essa fa pubblicata da Achille Grimaldi nel 
1863 (La cassa sacra ecc.) e riprodotta dal Carbone Grio nelle molte 
volte citata sua memoria sui terremoti di Calabria (pag. 142-53). Da 
essa risulta che i morti nella Calabria furono 29515, cui aggiungendo 
i 630 periti sotto le rovine nel messinese si avrebbe che il numero delle 
vittime ascese a 30145. li Grimaldi (pag. 144) aggiunge inoltre che 2O0 
paesi furono distrutti e che il danno materiale inferto alla sola Calabria 
ascese a lire 132.812.500 ripartito nel modo seguente: 

STATISTICA DEI MORTI 

B DEL PROBABILE DANNO ARRECATO ALLA PRÓ2>RIETÀ 

DAI TERREMOTI DELL'ANNO 1783. 

a) Nelle Calabrie, 



Località 


Morti 


Danni (1) 


LocalitÀ 


MorU 


Danni 


Ac(ìuaro d'Arena 


10 


150 


Barbalaconi 


3 


60 


Acquaro di Sinopol 


i214 


180 


Belcastro 


» 


20 


Africo 


6 


80 


Bellantone 


7 


70 


Àgnana 


» 


30 


Benestare 


» 


30 


Albi 


2 


30 


Bianco 


31 


150 


Àlafito 


» 


25 


Bivongi 


» 


40 


Altiiia 


» 


10 


Borgia 


332 


300 


Amaroni 


4 


60 


Borello 


8 


50 


Amato 


2 


35 


Bova 


» 


50 


Amendolea 


2 


35 


Bovalino 


8 


80 


Andali 


> 


25 


Bracciara 


18 


70 


Anoia 


202 


250 


Brancaleone 


» 


25 


Antonimina 


2 


60 


Bratti rò 


2 


30 


Apiglianello 


» 


10 


Briatico 


60 


150 


Arasi 


6 


40 


Brivadi 


1 


25 


Ardore 


4 


90 


Brognaturo 


i> 


30 


Arena 


33 


180 


Bruzzano 


» 


20 


Argusto 


» 


30 


Calabro 


26 


70 


Arietta 


» 


10 


Calanna 


2» 


80 


Anno 


7 


50 


Cali mera 


» 


20 


Badolato 


2 


60 


Camini 


» 


30 


Bagaladi 


y> 


30 


Campo di Calabria 


5 


70 


Bagnara 


3331 


600 


Candidoni 


40 


150 



[1] Il valore approssimativo dei danni per la Calabria è indicato in migliaia di ducati» 



^uwn.mm 



[l1SS] 



285 



Località 


Morti 


Danni 


Località 


Morti 


Danni 


C^DD Hello 


19 


60 


Dafilnà di Arena 


9 


70 


Canolo' 


» 


20 


Daffinà di Tropea 


1 


40 


Cannavo 


4 


40 


Daffinacello 


2 


30 


Cdpistrano 


2 


40 


Dasà 


55 


150 


Caraffa del Bianco 


» 


40 


Davoli 


8 


70 


Caraffa dì Cortale 


80 


120 


Diminniti 


6 


40 


Cardato 


12 


70 


Dinami 


:i5 


80 


Cardinale 


1 


50 


Drapia 


11 


60 


Careri 


5 


50 


Drosi 


47 


120 


Caria 


» 


20 


Fabrizia 


1 


30 


Caridà 


52 


150 


Favelloni 


4 


40 


Carlopoli 


» 


25 


Feroleto della Chiesa 33 


170 


Careni 


9 


60 


Feroletò di Nicastrc 


) » 


40 


Careniti 


» 


15 


Ferruzzano 


35 


80 


Casalnuovo d* Àfrico 6 


70 


Filandari 


6 


60 


Casal nuovo [Citta- 






Filogaso 


6 


50 


nuova] 


2017 


900 


Fitiii 


2 


30 


Casigrnana 


» 


20 


Fiumara 


22 


100 


Castel lace 


115 


100 


Fossato 


3 


30 


Cantei nnonardo 


60 


200 


Francavilla 


43 


150 


Castelvetere [Cau- 






Francica 


25 


70 


lonia] 


95 


250 


Gagliano 


» 


20 


Catanzaro 


14 


100 


Gallato 


» 


25 


Catena 


15 


80 


-Galatoni 


7 


50 


Cenadi 


2 


30 


Galatro 


341 


250 


Centrache 


> 


25 


Gallico 


17 


80 


Cerva 


» 


15 


Garavati 


» 


15 


Cessanìti 


» 


15 


Garropoli 


7 


50 


Chiaravalle 


2 


70 


Gasperina 


9 


70 


Ciano 


6 


70 


Gasponi 


4 


40 


Ciaramiti 


> 


10 


Gerocarne 


22 


80 


Cicala 


» 


25 


Giffone 


20 


80 


Ciminà 


> 


25 


Gimigliano 


16 


70 


Cinquefrondi 


1343 


400 


Gioja 


18 


100 


Coccorino 


8 


60 


Gioiosa 


7 


150 


Comerconi 


6 


50 


Girifalco 


184 


150 


rompami 


24 


100 


Gizzeria 


> 


15 


Condofuri 


» 


25 


Gretteria 


115 


150 


Condojanni 


1 


20 


Guardavano 


2 


40 


Cortale 


171 


160 


lacurso 


32 


100 


Cosoleto 


178 


200 


latrinoli 


312 


300 


Cotrone 


» • 


50 


lonadi 


1 


225 


Cropani 


» 


20 


loppolo 


3 


30 


Curinga 


8 


100 


Isca 


» 


30 


Cutro 


» 


50 


Laccon^a 


2 


30 



286 



[17831 



■ Località 


Morti 


Danni 


Località 


Morti 


Dnani 


Laganadi 


7 


50 


Nao 


1 


20 


Lam paloni 


4 


30 


Nasiti 


1 


20 


Laureana 


58 


200 


Natile 


10 


50 


Lìmbadr 


26 


60 


Nicastro 


> 


50 


Limpidi 


15 


40 


Nicastrello 


» 


20 


Longobardi 


» 


20 


Nicotera. 


14 


70 


Lubrichi 


159 


150 


Olivadi 


» 


20 


Maida. 


76 


120 


Oppido 


1198 


400 


Magìsano 


> 


15 


Orsigliadi 


1 


10 


Maierato 


4 


60 


Orti 


12 


50 


Maininola 


103 


400^ 


Palermiti 


4 


30 


Mandaradoni di Brl- 






Palizzi 


» 


15 


atico 


» 


10 


Palnfii 


999 


eoo 


Mandaradoni di Lim 

« 


m 




Panai a di Filogiìso 


16 


50 


badi 


3 


30 


Panala di Tropea 


2 


30 


Manti neo 


8 


50 


Pannaconi 


6 


50 


Maranise 


1 


10 . 


Papaglionti 


2 


20 


Marcedusa 


» 


15 


Paracorio 


325 


200 


Marcelli nara . 


47 


120 


Paravati 


1 


40 


Maropati 


226 


300 


Parghelia 


5 


50 


Martone 


7 


60 


Pavigliana 


2 


20 


Melicuccà di Sorcio 


10 


80 


Pazzano 


» 


20 


Molicucca del Prio- 






Pedavoli 


V45 


200 


rato 


167 


200 


Pentidattilo 


» 


20 


Melicucc.0 


67 


150 


Pentono 


4 


40 


Melito 


» 


25 


Pernocare 


1 


20 


Mesìgnadi 


241 


200 


Petrizzi 


3 


40 


Mesuraca 


» 


20 


Petronà 


» 


10 


Migliano 


3 


40 


Pimei 


1 


15 


Migliorino 


5 


50 


Piscopio 


14 


60 


Mileto 


50 


"200 


Pizzo 


10 


100 


Moladi 


3 


30 


Pizzoni 


21 


80 


Molochio 


600 


300 


Placanica 


» 


20 


Monasterace 


1 


40 


Plaizano 


55 


150 


Montauro 


» 


30 


Platanaia 


> 


10 


Montebello 


» 


30 


Podargoni 


16 


50 


MoDteleone 


14 


150 


Policastro 


» 


40 


Montepaone 


2 


30 


Polistena 


2261 


500 


Monterosso 


18 


80 


Polla 


26 


150 


Montesanto 


» 


15 


Poliolo 


6 


50 


Montesoro 


3 


40 


Pongadi 


3 


30 


Mosorrófa 


27 


60 


Potarne 


4 


40 


Mottafìlocastro 


4 


50 


Potenzoni 


1 


15 


Mottaplati 


25 


100 


Precaco re 


» 


10 


^otta S. Giovanni 


> 


40 


Pronia 


7 


50 



[17831 



28T 



ijocalltà 


Morti 


Danni 


Località Morti 


Danni 


Radicena 


756 


500 


Stilo 


1 


30 


Rag'hudi 


» 


10 


Straveri no 


3 


30 


Regrglo C. 


119 


2000 


S. Agata del Bianco 


» 


30. 


Riace 


1 


20 


S. Agata di Reggio 


78 


200 V 


Ricradi 


5 


50 


S. Alessio 


23 


80 


Rizzi g'oni 


152 


200 


S. Andrea 


» 


20 


Roccabernarda 


» 


15 


S. Angelo 


5 


50 


Roccaforte 


» 


30 


S. Anna 


70 


100 


Roccella 


2 


100 


S. Barbara 


• » 


10 


Romblolo 


» 


20 


S. Basile 


12 


50 


Rosati 


15 


80 


S. Biase 


» 


15 


Rosi&rno 


203 


200 


S. Calogero 


30 


60 


Sainbatello 


6 


40 


S. Caterina 


» 


30 


Satriano 


2 


30 


S. Cono 


2 


20 


Scaliti 


» 


10 


S. Costantino di Bria 


- 


■ • 


Scìconi 


l 


10 


tico 


3 


30 


Scido 


169 


200 


S. Costantino di Fran 


- 


. 


S^-hindilifà 


8 


50 


cica 


9 


60 


Scilla 


1450 


400 


S. Cristina 


760 


300 


Scrofario 


15 


50 


S. Domenica 


6 


40 


Sellia 


» 


20 


S. Eufemia del Golfo 


» 


20 


Seminare 


1370 


400 


S. Eufemia di Si- 




1 * 


Serra 


42 


150 


nopoli 


945 


300 


Serrastretta 


5 


50 


S. Elia 


12 


50 


Sensale 


» 


10 


S. Floro 


106 


150 


Settìngriano 


18 


60 


S. Giorgio 1312 


500 


Siderno 


20 


120 


S. Giorgia 


164 


200 


Siinbario 


9 


50 


S. Giovanni di Gal- 






Simeri 


3 


30 


lico 


1 


20 


Simiatoni 


18 


60 


S. Giovanni di Gret- 






Sinopoli 


382 


400 


teria 


27 


80 


Sìnopoli Vecchio 


191 


200 


S. Giovanni di Ma- 






Sitizzano 


226 


300 


ranise 


2 


30 


Sorbo 


5 


30 


S. Giovanni di Mileto 


1 8 


50 


Soriano 


161 


250 


S. Giovanni di Par- 




• 


Soveraio 


1 


15 


ghelia 


1 


20 


Soveria 


» 


30 


S. Giuseppe 


4 


40 


Spadola 


4 


50 


S. Gregorio 


8 


60 


Spili nga 


4 


40 


S. Ilario 


> 


20 


Squillace 


15 


80 


S. Lorenzo 


5 


60 


Staiti 


1 


40 


S. Luca 


» 


30 


SI aletti 


17 


70 


S. Marco 


3 


40 


Stefanaconi 


25 


90 


S. Martino 


25 


80 


Sti^nano 


15 


60 


S. Mauro 


» . 


10 


Stillitanon*) 


17 


60 


S. Nicola di Ardore 


» 


10 



288 



fl7831 



Località 



Morti Danni 



S. Nicola di Manda- 
radoni 10 

S. Nicola di Orsigliadi » 

S. Nicola di Valle- 
longa 

S. Onofrio 

S. Pietro di Bivona 



7 
7 
3 
39 
12 
1 
3 



S. Pietro di Caridà 
S. Pietro di Maida 
S. Pietro di Milcto 
S. Pietro di Tiriolo 
S. JMetro di Taverna 1 

316 
25 



S. Procopio 
S. Roberto 
S. Severi na 
S. Soste 
S. Stefano 
S. Vito 
Taverna 
Terranova 
Terreti 
Tiriolo 



159 

1 

6 

1458 

4 

10 



50 
10 

60 
60 
30 

100 
40 
30 
40 
20 

250 
60 
10 
20 

160 
30 
50 

500 
30 
40 



Località 

Ti ritanti 11 

Torre 4 

Tresillco 310 

Tripami 28 

Tropea 20 

Valanfìidi » 

Vellelonga 28 

Varapodio 497 

Vazzano 29 
Vena di Monteleone 2 

Vena di Maida 26 

Vincolise 2 

ZaccanopoH 16 

Zaccariite » 

Zamarò 14 

Zambrone 2 

Zingarona » 

Zungri 3 

Zurgonadi 35 



Morti Danni 



40 

30 

200 

100 

60 

10 

100 

300 

80 

20 

50 

30 

50 

10 

40 

20 

10 

30 

80 



Totale 29515 31250 
Pari a Lire 13281^00 



b) Nella Provincia di Messina, 



LocaUtà 


Morti 


Danni 


Località 


Morti 


Danni 


Messina 


617 


750000 


Linguaglossa 





910 


Rometta 


2 


27800 


S. Lucia 


1 


700 


Castro reale 


2 


7600 


S. Martino 





1700 


Pozzo di Gotto 





16000 


Milazzo 





8000 


Monforte 


1 


20000 


Patti 





2000 


Saiiipiero 


2 


5200 


Randazzo 





1200 


Venetico 


2 


8000 


Rocca 


1 


58000 


Valdina 
Calvaruso 


1 



9825 

1000 






• 


Totale 


630 


919235 


Condro 


1 


1300 









Come ò già detto i terremoti calabro-mesBinesi che noi consideriamo 
si presentarono sotto la forma di un lungo periodo sismico perdurato 
parecchi anni, con varii massimi accentuati. Ora se noi confrontiamo 
i singoli dati desunti dai varii cataloghi di repliche vediamo che molte 
di queste scosse susseguenti furono essenzialmente corocentriche alle lo- 
calità ove vennero sentite, vale a dire le dobbiamo ritenere come pro- 
dotte dall'attività di speciali centri locali o contigui alle località stesse : 
ma di ciò avrò occasione di parlare altrove. 



*■-■ ■ 



[1783] 



289 



Come ò già accennato per cura del Dr. Pignatari di Monteleone, 
abbiamo il più prezioso catalogo delle repliche sentite in detta città : 
io non posso qui riportare il lunghissimo elenco, ma il lettore troverà 
utile alcuni dati riassuntivi. La tabella unita contiene il numero delle 
scosse avvertite durante gli anni 1783-86 distinte per mesi e classifi- 
cate secondo la loro intensità : ad essa segue T elenco delle maggiori 
scosse con opportuni riscontri. 



TABELLA. RIASSUNTIVA 
delle scosse registrate dal Dr. Pignatari di Monteleone Calah*o 

durante gli anni i783'i786. 



scossa 


1 


1 


ili 


o 
a 


o 


^ 


§ 


1 


1 


1 


tale 
anno 











1 




! 


< 


i 


i 




i 


•a 










iTeo 








1 

1 










Leggere 


• • a * 


2 


142 


163 39 26 


9 


24 


26 


19 


24 


21 


8 


503 


Mediocri 


• . ■ • 


— 


57 


46 24 32 


13 


16 


24 


4 


7 


9 


3 


235 


Forti . . 


.... 


— 


74 


30 25 13 


7 


12 


5 


1 


6 


2 


— 


175 


Molto forti 


o fortiss. 




17 


8 2 1 


1 


2 


— 


— 


— 


1 


— 


32 


Roti Dose o 


disastrose 


— 


3 


2 


— 


— 


— 


— 


— 


— 


— 


5 




Totale 


2 


293 


249 90 72 
X7a4b 


30 


54 


55 


24 


37 


33 


Il 


950 


Leggere 


• • • • 


10 


8 


19 7 10 


13 


4 


1 


11 


2 


4 


2 


91 


Mediocri 


• • . • 


6 


2 


4-7 


1 


3 


2 


5 


1 


— 


3 


34 


Forti . . 


. • • * 


— 


1 


1 - 3 


— 


2 


2 


6 


— 


— 


1 


16 


Molti forti 


o fortiss. 


— 




— . _ — 


— . 


1 






1 




1 


3 




Totale 


16 


11 


24 7 20 


14 


10 


5 


22 


4 


4 


7 


144 


Leggere 


.... 


3 


4 


1 3 - 


1 


4 


6 


1 


— 


4 


— 


27 


Mediocri 


. a . • 


2 


1 


1 7 1 


1 


— 


— 


l 


— 


2 


1 


17 


Forti . . 


• • • • 


•^ 


— * 


1 — — 


— 


— 


2 


— 


— 


— 


1 


4 


Morto forti 


fortiss. 


— 


— 


- 2 - 


— 


— 


— 


— 


— 


— 


— 


2 




Totale 


5 


5 


3 12 1 


2 


4 


8 


2 




6 


2 


50 


Leggere 


. . * • 


3 


4 


7 1 3 


— 


1 


2 


— 


— 




— 


21 


Mediocri 


. * • . 


3 


1 


1 2 3 


— 


3 


2 


1 


1 


— 


— 


17 


Forti . . 


a . • . 


— 


— 


1 - - 




2 


— 




— 


— 


— 


3 


Molto forti 


fortiss. 


— 


1 


— — — 


^ 


— 


— 


— 


— 


— 


— 


1 




Totale 


6 


6 


9 3 6 


— 


6 


i 


1 


l 


— 


— 


42 



Baratta: Terremoti ecc. 



19 



290 [1783] 

Cronologia delle maggiori o più importanti repliche : 

1783 Febbraio 5) 19*^ ital. [giorno] scossa disastrosa [vedi testo]; 11"» notte 
altra. 11** 45°» notte, Monteleone, fortiss. istantanea ond. SSW-NNE con forte 
rombo — 6) 22»» ivi, fortiss. ond. SSW — 7) 20»» 20"» scossa disastrosa; 22»» 
Monteleone una fortiss. ond. S ; a Messina fortiss. suss.-vort. ; 0»»45"*-6»» notte 
M. Leone» 20 fortiss. istant. ond. SSW; 8»» e 11»» 45*", ivi, due altre fortias. 
ond. SSW. — 8) 15»», 18»», 20»» 30" ivi, tre fortiss. ond.: fino a 2»» 30"» notte 
9 fortiss. ond. SSW brevi : 5»» 15«» - Mn. tre fortiss. ond. SSW ; 8»» 45»», 11»», due 
fortiss. : la 1* breve e la 2* di mediocre durata — i5) mattina, presso Fero- 
leto della Chiesa una forte per la quale si innalziirono spaventosamente le 
acque del Metramn [Vivknzio, 1, pag. 182]: forse corrisponde aduna sentila 
a Monteleone come med. a 11»» — 22) 11»» notte, Monteleoiie, una fortiss. 
ond. — 23) ivi, 14»» 0"» una fortiss. e lunga ond. SSW ; 16»» 33"» altra fortiss. ; 
9»» notte, una come la 1* — 25) ivi, 22»» una lunga fortiss. ond. — 27) 11»» 30»", 
ivi, una fortiss. ond. : circa la stessei ora (II»») due rombi, uno dei quali se- 
guito da scossa fortiss. come le prime del 5 6. 

Marzo i) 8»» 30»»» notte, Catanzaro scossa fortiss. maggiore delle altre per 
intensità e durata: a Monteleone rovinosii ond. S-N di 1™ 35' circa: forte a 
Messina — 4) 21»» 30»»» Monteleone una fortissima ond. : circa la stessa ora a 
Catanzaro tre scosse assai gagliarde: a Messina una forte — 7) 21»» e 3»» nel 
golfo di Squillace sotto Montauro rombo prolungato dal mare : verso le 9»» 
grande scossai sensibilissima lungo quel littorale e non avvertita lungo il 
tirrenico [Sarconi] — 9) 18»» 45»" Catanzaro una fortissima corrispondente 
forse a quella sentita a Monteleone a 19»» 45™ come med. e breve — i3) 
2»» 15"» notte, Monteleone una fortiss. ond. susseguita poco dopo da altra di 
eguale intensità: 11»» altra fortiss. ond. — 26) ivi, 11»» 30"» una fortiss. — 
27) 10»» 45»" altra fortiss. — 28) 1»» 16"» scossa disastrosa — 29) 5»» :I0»" 
e 9»» 45"» Monteleone due fortissime. 

Aprile 2) Monteleone, 18»» 30"» una istant. vert. : fu una delle maggiori fra 
le fortiss. — 7) 9»» 45°» Catanzaro scossa con replica e ronìlK) fortiss. : fu lunga 
ed intensa come quella del 5 febbraio — 8) 5»» 45"» Monteleone una fortiss. : 
circa la stessa ora una a Messina — 25) 12»» circa, a Messina una molto forte 
26-28) a Milazzo il Vivenzio scrive [voi. I, pag. 262-3] « che il tremuoto 
della notte de* 26 aprì le muraglie della chiesa della guarnigione a ^egno di 
minacciar prossima rovina, e quello del 27 e V altro della mattina del 28 
aprile danneggiarono le volto di quei quartieri, che poco o nulla avevano 
patito le primo scosse ». Le scosse sentite a Messina nei giorni 26-28 sareb- 
bero le seguenti: 8»» mattina del 26 una vort. con rombo: nella mattina del 
27 forse una ed a 6»» di notte ilei 28-29 scossa assai sensibile con romlx). 
Quindi con ogni probabilità le scosse di Milazzo sono corocentriche. 

Maggio i4} Catanzaro 4»» di notte, una fortiss. — i5) a Tropea una molto 
forte [Hamilton] — 24) 6»» 15™ notte, Monteleone 1 fortiss. ond.; 4»» a Tuba 
d' Oppido una forte, sentita a Catanzaro e forse a Messina — 26) Oppido 
20»» 20™ una molto forte. 

Giugno 5) 14»» Radicena una lunga e fortiss. — U) a Reggio C, secondo 
il Roscitano [op. cit., pag. 10] nella giornata scossa fortiss. che fece rovinare 



[1783] ?91 

qualche mura: questa con ogni probabilità corrisponde a quella che il Gallo 
ricorda come forte a 17^ per Messina — 23) 5** 20 notte, Monteleone una 
fortiss. ond. sentita gagliardamente a Catanzaro, ove fu seguita da repliche 
e da ondulazioni. 

Luglio ii} 22*» 21" una molto forte a Reggio non sentita in tutta la pro- 
vincia e forse legg. a Messina — 20) 19^ 15" Monteleone breve ma fortiss. 
scossa ond. — 29) %f^ 15" violentissima scossa di 15" con rombo cho a Reggio 
fece rovinare due case : nuovi danni a Gerace ed a Catanzaro. A Monteleone 
fu tortiss. ond. ed a Cinquefrondi molto forte. 

N'avembre 20) 19** 58" Monteleono fortiss. suss. 

1784 Gennaio 7) Nella notte presso Roccella forte maremoto. Scrive il Vi< 
venzlo (II, pag. 234) che « le acque sortirono dal... seno [del mare], ed alla- 
garono con notabile danno buona parte di quelle campagne, restando ancora 
intieramente abbattute molte picciole case e pagliari di Cavallari ». — 19) 
nella sera maremoto: si gonfiò in tal modo il mare nel Faro che ruppe gli 
argini, fossati e rialti, e si inoltrò fin dentro terra, specialmente nei terri- 
tori della Fossa e di Catona con grave danno di molte possessioni, nelle quali 
rovesciò gran quantità di alberi ed inondò molte terre. Cosi il Vivenzio nel 
voi I ai pag. 218. A pag. 70 lo attribuisce invece al giorno 9. Il Pignatari 
(VivBNZio,II, pag. XLIV) nella hotte del 9, circa 9*», registra una scossa lieve. 

Settembre i2) 22*> 29" una forte a Monteleone, sensibile a Scilla : questa scossa 
corrisponde forse a quella che, senza dato orario, i documenti Malvasia-De 
Rossi pongono come fort« in Calabria con piccoli danni. 

Ottobre i4) IV" 30 forte in Reggio con nuovi danni : a Gerace, secondo il 
Vivenzio [I, pag. 222 e 32] durò 5" e fu stimata più intensa di quella del 
2K marzo 1783; produsse nuove lesioni e qualche piccola rovina: simili 
d'inni causò a Canolo : fu sensibile a Scilla. Pare sia passata inosservata a 
Monteleone, ove il Pignatari ne indica una fortissima ond. SSW di 12* a 
14^ 5." Ad una di queste scosse si riferisco certamente la seguente notizia 
della < Gazzetta Civica Napolitana € {ìf, 3: 29 ottobre 1784, pag. 5]: < dopo 
1* arrivo delle lettere di Calabria della scorsa sottiman>i, corre voce che siasi 
sentita una grandissima scossa di tremuoto nella Calabria Citr^ e che abbia 
cagionato la rovina di varie fabbriche nella città di Cosenza, ed in altre 
citta e terre di questa provincia ». 

Dicembre 23) 14^ 43" Monteleone scossa fortiss. ond. SW di 30* composta 
di un urto leggero, di 2 riprese fortissime e di altre 3 sempre più lievi che, 
secondo il Vivenzio [I, pag. 170] causarono nuove rovine. 

i785 Febbraio 6) a Mg. a Reggio breve ma violenta scossa che produsse 
forti lesioni alle case; fu sentita a Scilla. 

Marzo ii) 2^ Scilla due scosse ed altra a 3^ : queste tre scosse con ogni 
probabilità corrispondono a quelle che i docum. Malvasia-De Rossi [pag. 36] 
flif^no in t'ile giornata sentite a Messina con nuovi danni — i7ì all'alba a 
Reggio scossa fortissima sentita forse a Scilla ed a Monteleone [forte]. 

Aprile i3) 12*» 55" a Monteleone fortiss. ond. N S di 25* a 4 ripreso : fu 
intesa a Scilla — 24) Monteleono 0*» 55" una fortiss. ond. \V-E di 15« a 2 
riprese, la seconda delle quali più forte e susseguita da tremili per 10.* 



292 [1783] 

i786 Febbraio 23) Monteleone 14»» 10» una forliss. di 20.* 

Marzo 9) terremoto disastroso a Naso, Milazzo, ecc. [vedi N. 803]. 

Il Plgnatari chiude il suo diligente catalogo con l' ottobre di quesf anno 
[1786] : pare però che il periodo sismico non sia ancora completamente ter- 
minato, perchè qua e colà furono sentite ancora delle scosse, le principali 
delle quali sono le seguenti : 

i787 Aprile 22-23) 8»» 15» ital. Reggio Calabria una forte: 8»» 45" altra 
(sentita anche nella Piana [Palestino, Cabbonb-Gbio]) — 23) ivi, altra — 
24) air alba unn quarta più intensa delle precedenti [Idem]. 

SettemlMre 20) 5^ ant. a Messina una fortiss. sentita anche in Calabria [Ca- 
pocci]. 

i789 Febbraio 7) ^ 35" pom. a Messina, due fortiss. E-W: qualche ro- 
vina a Reggio ed a Monteleone [Malvasia-Db Rossi]. 

. 1790 Giugno {primi d£) in Calabria due scosse con qualche danno [Notizie 
del mondo N. 55 : 10 luglio]. 

Ottobre 28) in Calabria Ultra parecchie. 

i79i Ottobre i2) 24*» ital., Serra, Mileto, Monteleone, Siderno terremoto 
rovinoso (vedi N. 822). 

i792 Maggio iO-ii) a Messina parecchie scosse, di cui una fortissima. 

i793 nelVanno) a Reggio molte scosse piilt n meno forti [Carbonb-Grio]. 

Prescindendo da ogni considerazione teorica sulla distribuzione oraria 
e mensile delle repliche, sulla influenza lunare ecc., possiamo dire che 
da un semplice esame delle succinte notizie date, si rileva che dopo 1 
i parossismi del febbraio-marzo 1783, le manifestazioni sismiche anda- 
rono considerevolmente in linea generale sempre più scemando di nu- 
mero e di energia. Però è doveroso accennare che mentre nel 1785 
r attività endogena nella Calabria Ulteriore si mostrava affievolita, si 
senti una scossa fortissima a Cosenza e quindi nel 1786 terremoti ro- 
vinosi urtarono la parte nord orientale della Sicilia : ma di ciò parlo a 
sno luogo. 

[790] 1783. Febbraio. Montepaleiano. (Siena). 

Gazzetta Toscana^ N. 9 : 1*783, pag. 35. 

Prima del 21 febbraio in Montepulciano una scossa assai sensibile, 
seguita, dopo qualche ora da replica leggerissima. Nessun danno. Il 
Soldani {Relazione ecc., pag. 65) registra per Siena una scossa alquanto 
sensibile verso le 9** V4 ^^^ 27 gennaio ed aggiunge che ne furono sen- 
tite alcune altre fino al mese di giugno : due di queste (cioè quella del 
5 e del 29) quantunque molto sensibili, non apportarono danni. 

[791] 1783. Luglio 28. Val di Ledro (Trentino). 

Notizie del Mondo, N. 65 : 13 agosto 1783. 

A 6»» V2 della sera del 28 luglio a Riva di Trento scossa che ro- 
vesciò alcuni CAD[^ini e molti mobili : nessun altro danno. Questo mo- 



[1783 - 1785] 293 



vìmcnto sismico turbò violentemente le acque del lago di Garda e la 
scossa, a quanto dicesi, fu più gagliarda in Val di Ledro e luoghi 
circonvicini. Il Perrey {Tremòl. penins. Ital.^ pag. 64) erroneamente 
la dice accaduta al 26 luglio 1785. 

[792] 1783. Novembre 7. Bolsena (Roma). 

Malvasia-db Bossi: Documenti ecc., pag. 34. 

A 7*^ del 7 novembre a Bolsena e luoghi circonvicini veemente 
scossa : gli abitanti pieni di spavento fuggirono all'aperto. La data 
settimanale di questo terremoto è erroneamente dal Perrey (loc. cit.) 
attribuita al 17 : ma ciò non può essere giacché quella da me riferita 
è tolta da una corrispondenza da Roma del 15 di detto mese. 

[793] 1783. Novembre 15-16. Torrema^giore (Foggia). 

Malvasia Db Rossi: op. cit., pag. 34 - L. aonblli: Cronaca di S. Agata di Puglia, Il ediz.. 
Sciacca ld69, pa^. 54. 

Nel mese di novembre si ebbero due fortissime scosse a Torremag- 
giore, la prima nella mattina del 15 a 10*" 15™, Taltra a 14^ 45'° del 
giorno 16 ; parecchie case soffì*irono danni e gli abitanti per vario 
tempo pernottarono all'aperto. Per questo terremoto si accrebbe in 
S. Agata la fenditura prodotta dal terremoto del 1456 (vedi pag. 72). 

[794] 1784. Marzo-Aprile. Ariecia (Roma). 

Mal VASI a-Db Rossi : Documenti ecc., pa<?. 35. 

In una notte del mese di marzo o di aprile a Frascati ad Albano, 
a Marino, a Genzano, a Monte Porzio, a Monte Compatri e luoghi cirt 
convicini furono sentite nello spazio di 2** 74 ^^^^^ forti scosse che mi- 
sero in allarme la popolazione causando pocliissimi danni ; pare che 
ad Ariccia sia in tale occasione caduta una casa. 

[795] 1784, Marzo 30. Celle (Tortona). 

Per&bt a. : Trembl, penins. Ital,. pag. 63. 

Il :K) marzo a mezzodì ed alla sera scosse sensibili a Celle presso 
S. Cersciano. In tutti i villaggi sopra un raggio di 7 leghe grande spa- 
vento e ftiga dalle case. 

[796] 1784. Ottobre. Coseoza. 

Scossa fortissima con danni : vedi a pag. 291 fra le scosse princi- 
pali e le repliche dei terremoti calabri del 1783. 

[797] 1785. Febbraio-Maggio. Nieela, Serravalle (Marche). 

U' AUGUSTI : lettera sopra i trem. ed aereomoti di Camerino e Serratane ecc. 

A Huccia (Camerino) al 5 febbraio si sentirono delle scosse abbastanza 



àà4 [1785] 

forti, poi il suolo tornò in calma; ma nell'entrare deirequinozio in- 
vernale 86 ne ebbero altre più forti e frequenti, fino a 30 per giorno ; 
però non gettarono a terra nemmeno un camino né lesionarono i muri. 
A Serravalle si ebbero capillari fenditure nei muri male costruiti. A 
Muccia al 28 aprile più di 20-30 scosse in poche ore e molti rombi : 
fra 1*» e 7*» V2 * SeiTavalle se ne contarono 5 brevi (V ultima delle 
quali fu la maggiore) e 20 nel dì 29. Al 2 maggio, ad 1*» */« di notte, 
a Biuccia una scossa sensibile accompagnata da rombo : produsse tre- 
molio nelle invetriate : a 2*" V« ant. del 3 una forte che produsse scuo- 
timento nei letti : da quest'ora alle 3^ '/< ^« altre 15, 1' ultima delle quali 
fu più violenta e lunga (5-6'*) delle altre : le fu concomitante un rombo 
simile allo sparo di un grosso pezzo di artiglieria. Dalle 4 alle 5^ ant. 
parecchie altre. Si dice che Camerino e Serravalle sieno stati i luoghi 
più colpiti. Tali scosse non furono avvertite a Sinigallià, a Gubbio, a 
Fabriano, a Loreto, a Spoleto ed a Foligno. 

\ [798] 1785. Luglio. Coaeiu. 

Notizie del Mondo, N. 61 : 30 luglio. 

Circa la metà di luglio scossa molto forte che causò qualche lesione 
agli edifici. 

[799] 1785. Settembre 12. Val di Saga (Piemonte). 

Mbrcalli G. : / terr. della Liouria ecc., pag. 35. 

Nella notte 11-12 settembre, a 0** 30" ant. forte scossa presso Torino 
che certamente si identifica con quello che Von Hoff" registra al 12 set- 
tembre, senza indicazione di ora : questo terremoto fu violento special- 
mente in Val di Susa ove fece rovinare due case : fu forte anche a 
Brian9on (Delfinato), ove non apportò danni e fu accompagnato da ru- 
mori sotterranei : fu sentito a Grenoble con direzione N-S. 

[800] 1785. Ottobre 2 e 9. Piedllneo (Perugia). 

Baratta m. : / terr. Umóri del iiS5 - Oilii f. l. : Dtssert. Jls.-istor, sui terr. ecc. 

Sul finire del 1785 e per parecchi mesi dell'anno susseguente, in- 
tense e frequentissime commozioni agitarono il suolo dell' Umbria : la 
scossa sentita verso le 3^ V4 ital del 2 ottobre e la replica del giorno 9 
(10^ ital.) furono le più violente manifestazioni di tale periodo sismico. 

In Piediluco la scossa del 2 ottobre (3»» 7^) durò un minuto (?) e 
costrinse gli abitanti ad uscire dalle case, alcune delle quali tosto fu- 
rono diroccate, con la morte di qualche individuo : questa scossa fu 
forte a Spoleto, a Rieti, Norcia, Aquila ecc. e fu lievemente avvertita 
anche a Roma. 

Dopo tale commozione e per tutto il giorno seguente in Piediluco 



[1785] 



296 



si paò dire che il suolo non sia siato mai tranquillo : a 6^ della sera 
del 4 una nuova scossa fece ingrandire le screpolature e parecchie 
altre furono intese nei giorni 5-6 : finalmente — dopo una scossa sentita 
a Rieti a 4** */« ital. del giorno 9 — a IO** ital. di questa giornata un 
nuovo parossismo colpi Piediluco finendo di desolare il povero paese : 
per la violenza dell'urto nella Chiesa maggiore si ruppero i coperchi 
delle sepoltuie e dagli avelli furono sbalzati fuori i cadaveri. Insieme 
a Piediluco patirono molto Bonacquisto e Papigno (fig. 20 A) : molto 
meno Collestatte, Montefì*anco, Palombaro, Tripozzo, Pelino, Arrone, 
Castiglione, Torre Orsina, Labro, Mon'o Reatino ed Appuleggia (B) : meno 
ancora Temi, Valle S. Martino, S. Mamigliano, Ferentino, Rieti, Colle 
S. Angelo e Cittaducale (C). La scossa fu 
assai forte a Spoleto, a Norcia, ad Aquila, 
a Todi ecc., meno a Frascati, a Castel 6an- 
dolfo, a Marino ed a Roma, ove, quantunque 
non abbia portato danno, fece risvegliare le 
persone, molte delle quali abbandonarono le 
proprie case. Secondo Tosservazione dell' a- 
bate Cavalli sarebbe quivi durata 14* circa. (^) 

Presso Piediluco deve essere certamente 
collocato l'epicentro di questo scuotimento: 
ivi, oltre ai maggiori guasti si verificarono 
dei fenomeni degni di menzione. Alle sponde 
del lago, dietro la Chiesa di S. Antonio, si 

formò una grossa buca con una fenditura nel terreno lunga 100 canne : 
un'altra simile di lOD canne si rinvenne nella strada principale, ed una 
terza fuori dell'abitato, estendentesi per 200 canne dal porto di S. Cle- 
mente fino all' e ara di Marino ». 

Dopo la scossa fu osservato che nel lago di Piediluco era morta una 
grande quantità di pesci. Nel giorno e nella notte seguente al 2 ot- 
tobre furono sentite più di 40 repliche e parecchie altre avvennero nei 
di susseguenti fino al 23 : tutte furono precedute da rombo. 

Al 13 ottobre, a 21*», mentre alcuni contadini stavano lavorando in 
una tenuta detta « il Canale » sulla sponda del Velino, intesero dapprima 
un rombo e poi videro che nel suolo si era prodotta una squarciatura 
da cui con violenza era proiettata in aria della sabbia : cessato ciò, 
la buca f\i trovata chiusa ed il teiTeno smosso e con una fenditura 
lunga canne 50. Da ciò il Gilii argomenta che gli stessi fenomeni sieno 
successi nella formazione delle altre precedentemente accennate. 




Fig. 20. 



li; Per le osserraziont fotte con II slsmoscopio a mercurio in Roma da A. Cavalli, 
Tedi: Babatta u.f Ricerche storiche sugU apparecchi sismici. Roma IHDO (patr. Ì-IS). 



à9é [nS5'llS6] 



L'area di massimo scuotimento si estende fra il bacino della Nera e * 
quello del Velino (A); si mostra assai ristretta, giacché gli effetti dinamici 
sugli ediflcii sono andati rapidamente decrescendo talché, per esempio, 
a Todi, a Norcia, ad Aquila ed a Roma il movimento sismico non k 
causato danno alcuno ai fabbricati. 

Le repliche continuarono nel novembre e dicembre : nella giornata 
del 20 dicembre ne furono sentite più di sei (Ocizz. univ., N. 1 : 3 gen- 
naio 1786) e nel N. 5 (17 gennaio) di tsle giornale si k una corrispon- 
denza in data di Roma, 11 gennaio, la -quale dice che a Temi e luoghi 
circonvicini si sentono ancora frequenti scosse^ che la popolazióne con- 
tinua ad essere attendata, essendo le abitazioni rese inservibili. Altre 
repliche furono sentite nel febbraio, nel maggio e nel giugno : (Gazz. 
univ., N. 63 : 8 agosto). In data 31 maggio la citata Gazzetta (N. 45: 
6 giugno) pubblica che a Temi e Narni replicate scosse fecero cadere 
diversi comignoli : colla data 10 giugno (N. 48: 17 giugno) afferma che 
continuare i terremoti a scuotere specialmente Temi, Narni, S. Ge- 
mini e Morlupo (Castelnuovo di Porto) colla caduta di alcune case e 
muraglie ; anzi il monastero posto neir ultima località testé indicata, 
sarebbe stato reso inabitabile. Nel N. oS del 4 luglio si dice che al 
21 giugno a Spoleto furono sentite 9 scosse fortissime che incussero 
panico e fecero cadere molti comignoli. Al 26 luglio, a 4^ '/, dì sera, 
a Terni un nuovo scuotimento fece fliggire la popolazione dalle case 
{Oazz, univ.^ N. 63 : 8 agosto). Le varie scosse susseguenti alle due 
maggiori non si possono considerare tutte come vere repliche, perchè 
evidentemente prodotte dall'attività di diversi centri ; noto poi che 
mentre le manifestazioni sismiche nei pressi di Terni andavano affie- 
volendosi, commozioni assai intense colpivano Gubbio (15 genn. 1786) 
ed Aquila (31 luglio), arrecando danni più o meno gravi agli edificii, 
come vedremo in seguito (N."^ 801 e 805). 

[801] 1786. Gennaio 15. Qibbio (Perugia). 

Malvasia-Db Rossi : Documenti ecc., pag. 96 - Gazzetta universale^ N. 9 (31 gennaio \lèò) 
pag. 72 e N. 16 (23 febbraio). 

Al 15 gennaio la citata Gazzetta, (N. 9) dice che in Gubbio furono 
avvertite diverse scosse gagliarde con panico generale, ma nessun 
danno : secondo i Documenti Malvasia-De Rossi dal terremoto sareb- 
bero state prodotte invece varie fenditure nelle case. Nel N. 16 della 
Gazzetta universale^ con la data 18 febbraio, si dice che in Gubbio si 
sentono ancora giornalmente 3-4 scosse lievi, mentre in una località 
distante 8 miglia si ripetono quasi ad ogni ora. Senza precisare il 
giorno aggiunge che ultimamente un forte scuotimento causò molto 
panico a Terni. 

Secondo il Perrey {Trembl. penins. ItaL, pag. 65) le scosse di 



'ti «^ 



[1786] à9t 

Gubbio del 15 gennaio sarebbero avvenute a 5^ 30" ed a 8^ 30° circa 
della mattina. 

[802] 1786. Febbraio. Venafro (Campobasso). 

Gazzetta Universale^ N. 14 : 18 febbraio. 

Circa i primi di febbraio violenta scossa a Venafro e vicinanze. 

[803] 1786. Marzo 10, Luglio 24. Naso (Messina). 

Gazzetta Universale^ N. 27 (4 aprile], 28 (8 aprile] e 96 (6 maergio) • O. Incudine: Naso illu- 
strata ecc., pacr. 121. 

Al 9 marzo una violenta scossa fece cadere buona parte di Patti, 
di Milazzo e parecchie nuove case in Messina. Questi terremoti demo- 
lirono interamente S. Piero Patti, la Chiesa di Tindari, Oliveri e Scala, 
e furono sentiti fortemente anche nelle Calabrie. Questo parossismo, 
come anche quello succeduto al 24 luglio, fu fatale a Naso : 72 case 
furono ivi danneggiate insieme con la Chiesa Madre per L. 4517,50; 
il monastero di S. Caterina per L. 4207,50, la Chiesa di S. Pietro per 
L. 4645 e quelle del Salvatore per L. 3952,50, di S. Cono L. 4662,50. 
Soffrirono eziandio le Chiese di S. Biagio, di S. Giovanni, di S. Nicolò 
del Soccorso e degli Angeli, il forno pubblico e la casa comunale. 
Kuinò il muro del « Tocco » Taltro del Piano del Castello con la parte 
rimasta di questo stesso edificio, quello di Porta Marchesana e le mura 
della cittÀ qua e colà furono abbattute e per rifarle furono stimate 
necessarie L. 1785. I danni totali ascesero a L. 65132. 

[8rU] 1786. Aprile 7. Lombardia. 

Malvasia-db Bossi: 'Documenti ecc., pag. 36-97 - Perrry a. : Tremai- peniìis. Ital.^ pag. (6- 
A. D. Rossi : Ristretto di storia patria ad uso det piacentini ecc., voi. v« pag. 118, Pia- 
cenza 1833. 

Verso 1^ ant. del 7 aprile in Milano lieve scossa ond. stata un po' 
più forte a Monza, ove però non apportò alcun danno notevole. Fu 
assai intensa Bergamo ; a Liscate caddero alcune vecchie case ; a Pia^ 
cenza il movimento del suolo impauri tutti gli abitanti, che uscirono 
dalle case ; caddero molti camini ed alcune torricciole della Chiesa di 
S. Antonino. Dicesi che Crema abbia in tale occasione molto sofferto. 
Fa leggiera a N-S ed a Padova. 

A Piacenza tu seguita da due repliche: a Milano al 13 altra scossa. 

[805] 1786. Luglio-Ottobre. Lneolì, Aquila. 

Ualvasia-db Rossi • Dpeumenti ecc., pa^. 37 - Gazzetta Universale^ N. 63 (d agosto), 07 (22 
aiirofito) e 70 (2 settembre). 

Mentre perdurava l'attività sismica neir Umbria (800), forti terremoti 
colpirono l'Aquilano. Al 31 luglio, circa le 20^ Vs9 ^ Roma furono sentite 



2d8 [1786] 

due lievi scosse state sensibilissime in Ascoli^ In Cantalupo ed in Tivoli. 
In Àquila furono si numerose e violenti che costrinsero la popolazione 
ad abbandonare le case. La prima, avvenuta a 20*" Vii ^^ fortissima, 
lunga e fece lesionare tutti gli edifici! : nella stessa sera in 1^ altre 
quattro. Dal 31 luglio air 8 agosto 40 repliche ed altre più o meno 
sensibili fino alla fine di ottobre : quella avvenuta a 12^* del 23 agosto 
fu molto intensa. Ari3 ottobre continuo tremolio del suolo e nella 
notte 13-14, circa le 5**, scossa fortissima che replicò poi con eguale 
intensità a 12'^. I danni recati agli edificii da queste continue commo- 
zioni furono rilevanti. II centro di tali terremoti fu Lucoli, ove il loro 
numero e la loro intensità fa maggiore. Ivi furono sentiti molti rombi 
sotterranei e le case dovettero essere abbandonate perchè inabitabili. 
In novembre qualche altra scossa. 

[806] 1789. Novembre. Alba (Cuneo). 

Bbnbvklli : Sopra i terremoti ecc. 

Il giorno 10 settembre fu sentita in Alba una scossa, ed all' 11 a 
13*» 7* ^1^* triplice forte : al 13 se ne sentirono due, al 15 a 9*» di mat- 
tina tre leggiere ed al 16 a 17*» ^/^ altre tre leggiere con rombo. In 
ottobre nessuna scossa. Dopo una pausa, a 3*» ital. del 16 novembre se 
ne ebbe un'altra e così al 17 (9** ital.) ed al 22 (9*» ital.) La madore 
di questo periodo sismico avvenne al 24 novembre a 14** circa : fu un 
triplice urto fortissimo propagatosi anche nei paesi circostanti. Al 25, 
al 26, al 27 ed al 28 novembre altre leggiere scosse in Alba, rispetti- 
vamente a 2*», 1*», 2*» e 10*» italiane. Al V dicembre ee ne ebbe una 
forte in vari luoghi dei contomi e cosi pure al 7 : al ^ due scosse forti 
suss. a 10*» Vj ital., a 3*» del 3 una lieve : fra 10*» e 12*» del 4 tre forti 
e due meno intense : al 5 vari tremiti ed a 9*» forte scossa ; al 6 (15^ i 
una lieve e tremiti continuati : a 6*» del 7 altra lieve e tremiti : airs 
a 7*» tre lunghi rombi al sud e tremiti frequenti : cosi pure nel di 9 e 
specialmenle nel 10 in cui furono quasi continui, cosi all' 11 : a 19*» e 
23*» del 12 due scosse : al 13 ed al 16-19 tremiti vari : a 13*» del 20 
due scosse lievi, a 3*» del 21 una leggiera : nel 'i2 si ebbero dei tremiti 
ed a 8*» una scossa ; al 23 e 26 dei tremiti che divennero più frequenti 
nel di 27, altri nel 28, più forti nel di 29, in òui a 7*» 45" fu sentita 
una scossa: al 30 tremiti. 

Nel gennaio 1787 furono sentite in Alba varie scosse (9*» ital. circa 
del 3 e del 4: 11*» e 2*» ital. del 12, 9*» ital. del 22) e dei rombi nei 
giorni 5 e 6, più forti a 10*» ital. del 13, frequenti nel 27 e rari nel 
28. Nel principio di febbraio si provarono piccoli traballamenti (3, 4, 
7, 13-16, 19-22 e 26) e furono sentite molte scosse leggiere in Alba, 
state un po' più sensibili nelle colline circostanti. Tali fenomeni sempre 



[17861 299 

più leggiermente continuarono ancora per tutto il mese di marzo. 
Come 6 già osservato, la scossa del 24 novembre 1786 fu la maggiore 
e produsse solo poche leggiere fenditure, la caduta di qualche mattone, 
dì 2-3 comignoli e pei contomi anche di du«) muraglie di cinta, però 
costruite con materiale male cementato. Queste scosse furono sentite 
assai distintamente ed in molti luoghi anche con maggiore intensità 
che non in Alba fino à Ceresole, Sanfrè, Racconigi, Brà e CheraBCo, 
dalla parte di ponente : a Monforte, Cinio, Rodello e Benevello da 
quella di mezzodì : a Neviglie, Mangano, Neive e Castagnole delle Lan- 
che dalla parte di levante : a Oovone, Vezza, Canale, Sommariva di 
Perno da quella di mezzanotte. 

In Asti si sentirono tre scosse mediocri in principio di dicembre ed 
una sui primi di gennaio in giorni ed ore dissimili da Alba : e cosi 
avvenne di varii scuotimenti avvertiti nei paesi circostanti, in specie a 
Rodello* In Mongardino, ad Isola, a Costigliole, a Castine, a Cannelli 
ed a Nizza Monferrato se ne sentirono due o tre di qualche intensità. 

La scossa della mattina del 24 si propagò leggermente fino ad Acqui 
a fìozzolasco, a Lisio, a Roccaverano, a Cortemiglia ed a Savigliano. 

Sui primi di dicembre, dopo alcune forti scosse tra Rodello e Bene- 
vello^ si sentirono molti replicati rimbombi simili a spari di arma da 
fuoco e da Alba a Castine, nelle colline intermedie, spari continuati 
simili a quelli di una batteria. I tremori alcune volte precedevano i 
rombi, altre volte invece li susseguivano. 

Il movimento sismico parve diretto da NE a SW. Secondo il Benevelli 
« il punto di mezzo di questo ten*emoto per le notizie avute del mag- 
gior o minor senso del medesimo, e per V estensione sua sovra descritta 
|si potrebbe] situare tra Guarena e Monticello, ed il maggior fomite 
nelle colline che circondano Comigliano. » 

dOTT] 1786. Dicembre 25. Rimini. 

ASTOLn M.: Narrai , dell' orr0. terremoto ecc. - Guarini p.: / terr. a Porli ^ pagr, "78 - Mal- 
TAsiA-DK BOSSI: Documenti ecc., pai?. 37 - Parere ai un dottore Bolognese ecc. - piovene: 
Cron, dei terr, a Vicenza^ pai?. 52 - Saggio di rijless, che non sono istoriche ecc. - Ser- 
niRj A.: Sentii di sismologia, voi. il, pag. 191 -W - vannucci G.: Discorso istor. Jlloso- 
Moecc. Cracab: Diario di Roma, N. 1256, Roma, 13 gennaio 1*97, pag. 21-23 - Gazzetta 
Universale, N. 108 (26 dicembre 1"786], 2 (6 gennaio 17dnf) e 4 (13 Idem) - Notizie del mondo, 
NN. l (3 genn. VTSn), 2 (6 idem), 6 (20 idem] e 20 (10 marzo). 

A 9*» della notte precedente il giorno 20 dicembre in Rimini una 
scossa : altre tre piccole consecutive si ebbero nel di 23, e poi e 13** e 
U»» */, ital. del 24 due altre sensibili ond. NE-SW di 4-5' precedute da 
rombo. A 2** ant. del 25, cioè dopo le 9** ital., ad un lampo sussegui 
an muggito ed una violentissima scossa dapprima ond. NE-SW poi 
vorticosa, e suss., e poscia di bel nuovo ond. nella stessa direzione. 
Alle 2*» 45", 3*» 30™ ed a 11*» 15" ant. altre lievi scosse ondulatorie. 



m [1166] 

Tutte le fabbriche di Rimini (*) furono danneggiate specialmente nei 
muri intemi : in quasi tutte si produssero larghe fenditure ; caddero 
moltissimi comignoli : precipitarono alcune porzioni di tetti e di muri : 
furono diroccate alcune piccole case, causando la morte a. nove per- 
sone e ferendone altre. Soffersero pure danni i varii edificii sacri. 
r arco di Augusto, il ponte Traiano e (a Dogana. 

I danni recati dalle scosse non furono eguali in ogni quartiere della 
città : il porto ili assai meno maltrattato che non il resto : il borgo 
S. Domenico fu quello che più di ogni altro risenti gli effetti degli 
scuotimenti. La torre della chiesa abbaziale di S. Giuliano fu rotta in 
mezzo e spinta per piti di 4 pollici secondo la direzione NE-SW : anche 
tutti i muri delle case che furono rovesciati caddero appunto da tale 
parte. 

Nei paesi vicini a Rimini gli effetti furono pure assai varii, giacché 
alcuni risentirono pochi danni, altri invece moltissimi : Savignano fu 
quasi totalmente distrutto: nella diocesi si ebbero a deplorare 18 morti 
e molti feriti. 

Nel suolo di Rimini in molte parti si produssero delle fenditure assai 
visibìli. 

La scossa maggiore si propagò specialmente lungo le coste del- 
TÀdriatico ; fu mentita assai sensibilmente da Trieste e Venezia fino a 
Fermo: entro terra si estese fino a, Genova. A -Forlì produsse panico 
nella popolazione, ma non arrecò alcun danno : a Vicenza invece fece 
suonare le campane e cadere qualche comignolo ; a Bologna fu molto 
sensibile ond. di 20' circa ; a Mantova fu breve e della durata di pochi 
secondi. 

Oltre le scosse già ricordate a Rimini se ne sentirono altre minori : 
nel di 25 se ne ebbero sei, che determinarono la caduta di qualche 
fabbrica stata precedentemente danneggiata. Anzi per parecchi giorni 
il suolo fu in preda a continui tremori e moti ondulatori, alcuni dei 



(1) n Serpieri (Op. cit.) riporta le segnenti epigrafi commemorative del terremoto 
del ìim. 

I. Nel soffitto del coro della chiesa di Martino, ora S. Bartolomeo : 

Sacris . Persolvtis . nocte . Nativitatis . D. N. Anno . MDCCLXXXVi . Hora . nona . 
tmgoTe . orribili . tremvit . terra . et . vrbs . yehementissime . concvssa . tota . pene . 
qvasaata . est . proximvm . excidi vm . civibvs . imminere . creditvm . bine . terrore . 
percvlsi . fvgere . svb . Dio . manere . et . in . casis . ligneis , dies . aegros . trahere . 
coacti . svnt . canonici . lateranenses . aedibvs . et . tempio . magno . svmtv . repa- 
ratis . calamitatis . livivs . memoriam . paventes . adhvc . posteria . reliqvervnt . 
nonis . martii . anno . MDCCLXXxvin. 

n. Nel chiostro di S. Giovanni Battista*. 

1786 — Nocte . Nativitatis . Domini . terraemotva . totam . disrvpit . vrbem. 
ni. Nel chiostro di S. Francesco, ora Cattedrale : 

Bcclesiam . tvrrim . clavstra . terraemotvs . impetv . anni . MDCCLXXXVI . partim 
coUapsa . partim . collabentia . conventvs repara vit . MDCCLXXXYm. 



»- 



[1787 - 1788] 301 



quali abbastanza sensibili, come appunto successe negli ultin^i giorni di 
dicembre. Queste scosse furono talora precedute da tuoni lontani o da 
sotterranei rombi, alcuni dei quali non susseguiti da sensibile mo- 
vimento del suolo. 

[808] 1787. Luglio 16 26. Ferrara. 

Gazzetta universale^ N. 56 (21 luglio), N. €2 (4 agosto) e N. 64 (Il Idem). 

A 14^72 ìt^l- dc^ 16 luglio a Ferrara gagliardissima scossa che 
incusse spavento generale e fece cadere diversi camini ; fu sentita a 
Pcidova (ToALDO : Della vera infl. ecc., pag. 211) : dopo mezzodì re- 
plica più lieve : al 26, ad 8^ Vi? ant., una più gagliarda della prima causò 
varie rovine negli edificii senza pregiudizio delle persone. Al 4 agosto 
qualche altra scossa, alcuna delle quali molto sensibile. Furono tutte 
assai loci'ilizzate. 

[809] 1787. Ottobre 20-24. Siena. 

Tìmpani e Toscani: Su i terr. avvenuti ecc., pag. 291 - Soldani a. : Relazione ecc., pag. 65. 

Xei giorni 20-24 ottobre in Siena parecchie scosse, una delle quali 
assai gagliarda indusse la popolazione ad uscire dalle case. Al 17 di- 
cembre altra. 

'810] 1787. Dicembre 26. Poppi (Arezzo)- 

Pebkrt a.: Tremai, penins. /tal., pag. 6S. 

Nel 26 dicembre nei dintorni di Poppi due scosse molto forti che 
causarono qualche danno. 

[811] 1788. Aprile 18. Fano (Pesaro). 

Kttfzia estratta daW Archivio storico municipale. 

Al 18 aprile, a 22*», in Fano una forte scossa : caddero moltissimi 
cAiuini e tegole dalle grondaie dei tetti. Tutta la gente che trovavasi 
raccolta in chiesa fuggi spaventata : per undici giorni repliche quasi 
continue, avvertendosene anche 15 nello spazio di 24.^ 

[8121 1788. Ottobre 20. Tolmezzo (Udine). 

ìIai.vabia-db Rossi: Documenti eoe , pag. J» - piovene: Cron. dei terr. a Vice^iza, pag. fO. - 
Spanoano: Lettera in cui si dà raggìuiglio eco- - tf.llini a.: Alcuni doc. riguard. i terr. 
tifi Friuli, pag. h-W (estr.) - tommasi a. : / terr. del Friuli, pag. 191 e Iterr. accaduti a 
Suino, pag. 136. 

La scossa del 20 ottobre 1788, che spiegò la sua massima intensità a 
Tolmezzo, avvenne alle 4*» 72 '^^^»^ cioè, a IC» poni, circa : quivi fu 
eminentemente sussultoria e della durata di 3-4.* Quaranta case furono 
abbattute, le altre rimaste in piedi, ricevettero gravi fenditure da ren- 
<lL»rne talune pericolanti. Nella fabbrica Linussi i muri furono fracas- 



302 [1788 - 1789] 



casati, le pietre delle porte e delle finestre smoBse dal proprio sito e 
parte buttate a terra e parte spezzate ; caddero molti camini, vari pa- 
vimenti ed in certe località si notarono degli avvallamenti nel suolo. 

Fra gli ediflcii rimasti più malconci si deve annoverare il palazzo 
de\ Giudizio (*) ed il Duomo che ricevette gl'avi lesioni con parziali 
rovine nei portoni e nel campanile. 

Il danno sali a 200000 ducati ; e 30 furono le vittime, delle quali 
26 furono trovate già morte sotto le rovine e le altre 4 perirono poi 
per gravi ferite riportate. 

La scossa fu gagliarda a Paluzza ed a Sutrio, ove durò un « pater » : 
si propagò in tutto il Friuli, fu forte a Padova (Toaldo : Della vera 
infl. ecc., pag. 211); fu avvertita anche a Venezia e lievemente fino a 
Vicenza. 

A Tolmezzo per circa mezz' ora dopo la grande scossa, il suolo fu 
in continua agitazione e fino al principio del novembre successivo si 
sentirono parecchie (10-12) repliche ; fra le quali devo ricordare la 
maggiore avvenuta a 15*» (8*» 15" ant. circa) del 1* novembre che fu 
lieve a Sutrio ed assai sensibile a Tolmezzo: a 14** (4** 5™ ant. circa) 
del giorno 5 dello stesso mese altra lieve scossa a Sutrio ed a Paluzza. 

[813] 1789. Agosto 3-4. Tramonti (Udine). 

QoiRAN A.: Si. sf^m. pr&v. Verona, pag. 20 - Perrey a.: Tremhl. penins, Ital., pag. 68 - rio 
VBNB : Gran, treni, a Vicenza, pag. 52 • Tommasi a. : / terr. acc. a Sutrio, pag. 136 e / 
terr. del FrtuU, pag. 1P9. 

Al 16 marzo a Sutrio (8^ 72) ^^^ scossa, ed al 81 qualcuna nel 
Friuli, propagatasi anche a Venezia ed a Vicenza : al 3 agosto, a 3*", una 
violenta scossa urtò i Tramonti : fu avvertita a Sutrio, a Verona — 
ove fece fermare il pendolo del Gagnoli — e sensibilmente anche a 
Vicenza. 

Alle 22^ del giorno 4 ai Tramonti : nuova scossa forte seguita a 
Sutrio da lieve replica : fu avvertita a Verona, a Padova e sensibil- 
mente a Vicenza. 

Per queste due scosse ai Tramonti, specialmente a quelli e di sotto * 
rovinarono tutti i tetti delle case, a moltissime delle quali vennero in- 
ferte delle lesioni. In tale località si sentirono di poi per circa un mese 
repliche di minor intensità. 



(1) Ciò risulta dalla seguente iscrizione posta suir attuale palazzo del Tribunak*, 
essendo crollato r antico : 

CrRIA VETERI 

ANNO MDCOLXXXVIli 

TKRRAEMOTL' CONCESSA 

BANG CIVES 8TATUERE 

atDccxc 



[1789J 303 

■ - 

Qualche scossa fu pure sentita a Padova nel dì 3 agosto (10** Vs» 
forte) e 4 (5** '/j, più forte) e nel 5 se ne ebbe una anche a Vicenza. 

[814] 1789. Città di Castello (Perugia). 

u. G. M. A. V.: Mem, civtu di dita di Coòtello, ivi 1844, tom. n, pa^. 155^ e àfem, eccìes. 
di Citta di Castello, ivi 1S43, tomo in, pag. 137-8S - Notizie politiche, ossia storia dei piii 
famosi acveniìnenti del Mondo, tona, n, Roma 1789, pag. 640, 648, 669-';2 - Notizie del 
Mondo, NN. 81 (10 ott.) e 83 (17 idem). 

Al 30 settembre in Città di Castello, circa le 11*" Ve ì^^^m preceduta 
da due rombi assai vibrati, simili a colpi di cannone, violentissima 
scossa sussult. seguita da energica ondulazione: la durata totale di 
tale scuotimento fu stimata di 2"* circa. Le fabbriche, anche più solide, 
(•bl>ero rovinati i tetti ; caddero i monasteri ed i conventi, dirocca- 
rono i campanili, si lesionarono gravemente le mura della città. Diroccò 
parte della cattedrale e della grande cupola che, cadendo, ne sfondò 
il pavimento : il palazzo vescovile fu quasi tutto diruto, e fu sfasciata 
in parte la cupola di S. Maria del Belvedere : restarono invece quasi 
illesi la chiesa di S. Sebastiano, il teatro e V ospedale. 

La violenza del terremoto fece rovinare nei dintorni anche i più 
piccoli abituri. 

Alle Selci, quasi tutte le case (100) furono infrante e ridotte a mucchi 
di rovine. Minori furono i danni recati a S. Giustino, a Cospaia. a 
Borgo S. Sepolcro, quantunque in quest'ultima città abbia il terremoto 
fatto rovinare molte fabbriche e recato gravi danni all' Episcopio, al 
Pretorio e ad altri ediiicii con la morte di 2 persone. 

Cerbaia e Lame furono per metà rovinate. A Grumale sotto le ma- 
«'erie perirono 25 persone. Fra Città di Castello, Selci e villaggi adia- 
<M-nti si ebbero oltre a 500 persone fra morte e ferite. Nella figura 89 
^ delimitata V area mesosismica disastrosa (A) e la isosisma rovi- 
nosa (A) di questo terremoto. 

Lh scossa si propagò in gran parte dell' Umbria e della Toscana ; 
fu sentita anche a Firenze. 

Presso a Selci si squarciò il terreno ed uscirono due grosse polle di 
acqua : nella villa del Bagno, ad un miglio circa da Città di Castello, 
una polla che si era asciugata, riprese ad emettere acqua sulfurea. 

Continuarono le scosse : all'll ottobre se ne ebbe una abbastanza 
forte che fece uscire la gente dalle baracche. 

1815] 1789. Ottobre. Solmona (Aquila). 

ut fera su di un fenomeno ecc. - De Torres : JMtera ecc. 

Ad Aquila nel secondo semestre di questo anno parecchie 8C(»8se 
tra cui due abbastanza forti; la prima suss.-ond. di 30" avvenne a 
\\^ \!^ del 2 ottobre e V altra ad S^ circa di notte del giorno 10 : que- 



304 tl790- 1791] 



Bt' altima^ secondo il De Torres, fti sass.-ond. E-W di 1* circa, e se- 
condo altri risultò invece composta di un lungo tremito S-N perdurato 
per 90.* A 4**74 della notte dell' 11 novembre una replica. Queste scosse 
furono intese specialmente a Solmona ed in altri paesi, ove fecero de- 
stare gli abitanti che uscirono air aperto. Ivi ne ftirono intese anche 
varie altre non propagatesi fino in Aquila, 

[816] 17SÒ. Tolmezn (Udine). 

ToMMASi A. : / terr. del Friuli, pag. 109 e / Uit. acc, a Sutrto^ pag. 136. 

Fortissime scosse colpirono la Carnla e massime Tolmezzo ove fe- 
cero rovinare parecchi edificii, fra i quali la fabbrica Linussio: nclFanno 
a Sutrio furono sentite due scosse, V una a 14^ 7t del 26 gennaio, e 
l'altra, debole, a 3** del 16 luglio. 

[8nj 1790. Marzo 31. Malti. 

Pbrrby a. : op. clt., pag. 69. 

A 8^ ant. del 31 marzo terremoto a Malta : crollarono parecchie 
case. 

[818] 1790. Aprile? Val di Noto, Caltaaisetta. 

Notizie del mondo, N. 37 : 8 mp^gio 1790. 

In una corrispondenza mandata al detto giornale da Napoli in data 
24 aprile, si dice che recentemente un terremoto colpi la valle di Noto 
apportandovi vari! danni e distruggendo Caltanisetta. Questa notizia è 
certamente esagerata e corrisponde al terremoto che il Perry ammette 
successo nel mese di maggio,' senza data mensile. 

[819] 1790. Luglio 26. Poitreiioli (Massa). 

QiovANNozzi G. : / terr. Apuani, pag. 10-11 eatr. - pbrrby a.: op. cit., pag. 60. 

Il 26 luglio, forse a 5**45"pom., un forte terremoto urtò Pontremoli 
danneggiando parecchi edificii : fu avvertito sensibilmente anche a Ca- 
malore nel Lucchese. 

[820] 1791. Gennaio. Afiila. 

PERREY A. : Op. Clt., pag. 69. 

Sulla fine di gennaio parecchie scosse in Aquila abbatterono delle 
case : questa notizia tolta dal Perrey da von Hofl^ è riprodotta inte- 
gralmente anche dal Capocci (Op. cit., I, 356). 

[821] 1791. Ottobre 11. Foligio (Umbria). 

Malvasia-de Rossi : Documenti ecc., pag. 39 - Rrriu Gentili : Nuove riflessioni ecc. pag.]35 
- TARAMEI.LI T.: Sul terr. di Spoleto ecc., pag. 32 (estr.). 

Circa le 20^ dell'll ottobre si senti in Foligno una gagliarda scossa 
che causò grande panico e pregiudicò molti edificii, fra i quali il pa- 



[IV911 305 

lazzo dei Priori : alle « Case Nuove > villaggio snir appennino in ter- 
ritorio di Foligno, lesionò le case e danneggiò i molini della « Faustina » 
9ul Gii tonno, poco sotto la città di Trevi. La scossa fu fortemente sen- 
tita a Spoleto ed a Tolentino. Nella prima di queste località nei giorni 
aossegnenti varie repliche : nel di 14, f]*a la notte ed il giorno, ne fu- 
rono contate 25. 

[822] 1791. Ottobre 12. Dintorni di Monteleoiie Galaèro. 

MERCALU O.: 7 terr. della Calaòr. merid. ecc., pag. 46-47. 

Verso r ave maria (24^ ital.) terremoto disastroso, la cui area meso- 
sismica fti nel circondario di Monteleone Calabro : rovinarono totalmente 
od in gran parte 39 paesi e vi furono 15 vittime umane. Le lociedità 
più colpite furono Mileto, Tropea, Pizzo, Serra S. Bruno, Sorlano, 
Cortale, Jonadi, Rombiolo, S. Pietro di Caridà, S. Pietro di Maida, 
S. Gregorio, S. Basile, S. Angelo, S. Barbara, Polla, Olivadi, Pizzoni, 
Brognaturo, Limbadi, Migliano, Melicuccà, Dinami Calabro, Garropoli, 
Simiatoni, Caridà, Simbario, Spadola, Vazzano, Gerocame, Potame, 
Bracciaria, Pronia, Ciano, Arena, Dasà, Acquare, Francica e Sidemo. 
Tutte, se si eccettua Sidemo, sono poste nei dintorni di Monte Jeio, 
ovvero tra questo e il capo Zambrone. Quindi V epicentro di questo 
terremoto, se non coincide esattamente, deve essere certamente vicino 
a quello della scossa avvenuta a 20*" del 7 febbraio 1783 (pag. 276). 

La prima scossa durò 50* e presentò movimenti di tutte le sorta : nel 
suolo si aprirono ampie voragini e gli edificii più solidi si sfasciarono. 

Nella notte 12-13 ottobre altri terremoti preceduti sempre da un cupo 
rombo. Le repliche continuarono frequenti fino al 24 ottobre. 

Achille Grimaldi (La cassa scicra^ pag. 45), citato dal Mercalli, dice 
che tutta la Calabria venne agitata da questo terremoto (^), il cui centro 
d' azione fu tra le pendici dell' Appennino, verso il Tirreno, nei pressi 
di Monteleone. 

Se a sole 15 ascesere le vittime, ciò si deve al baraccamento degli 
edificii prescritto dopo il parossismo del 1783. 

[823] 1791. Ottobre 13. Capri? 

PERRBT A. : Op. Clt pag. 60. 

Il Perrey reca che in détto giorno nella provincia di Cabri (forse 
Capri ?) si senti un violento e disastroso teiTemoto che danneggiò gran- 
demente gli edificii. II Capocci (Op. cit.) ommette tale notizia. 



[\] A questo terremoto allude certamente il Malvasia De Rossi f Documenti ecc. pag. 30] 
allorquando dice che nel 13 ottobre In Calabria Cu sentita ui)a fortissima scoss^ che ap- 
portò nuoTl danni. 

94RATTA: Terremoti ecc. ^ 



306 [1792 - 1794] 



[824] 1792. Luglio 20. Strettnra (Spoleto). 

Uss. Archivio di Stato di Roma - Notizia del Mondo, N. 62: 4 arrosto l'792. 

Al 20 lagllo, a 4** ant., una forte scossa danneggiò in Strettura al- 
cune case e chiese^ fra le quali quella recentemente costruita: la stessa 
sorte ebbero parecchi edifici! nel territorio di Spoleto posti dalla parte 
di Terni. A Roma, secondo le Notizie del Mondo^ la scossa fa lieve^ 
ma parecchie forti ne furono sentite a Rieti, a Temi, a Collestatte. a 
Perugia, a Foligno, a Gubbio, e nei luoghi più vicini. 

[825] 1793. Luglio 24 25. VenUtteie. 

Mercalli G. : Note geol. e sism. sulle isole di Ponza, pagr. 15. 

. Al 24 luglio, a 10*^20", 11*» 40" e 18»», tre forti scosse a Ventottene 
che pare non abbiano portato danni importanti : e 9^ ^Z, del 25 una più 
forte che fece lesionare la chiesa, l'ospizio e molti altri edificii, fra cui 
la torre : furono sentite anche a Ponza però meno intensamente : ivi 
ingrandirono le lesioni causate al molo dal terremoto del 1791. L'area 
isosismica sensibile di questo terremoto è tracciata nella fig. 88. 

[826] 1793. Agosto 2. Garfagnana. 

QiovANNozzi G : / terr. st. Apuani^ pag. 11 (estr.) 

Circa le 2*» pom. del 2 agosto forte terremoto a Castelnuovo di Gar- 
fìignana e territorio: due ragazzi che erano su di un albero furono get- 
tati a terra. Grande panico negli abitanti che abbandonarono le case : 
fu sentito a Camaiore (Lucca) ed a Pistoia. 

[827] 1793. Settembre 8. Modena. 

Ale. date di terr. in Modena ecc. (il Muratori: n. 143: 24 maggrlo 18T3). 

A 4*» V4 *nt- deir 8 settembre in Modena due forti scosse, V ultima 
delle quali sì gagliarda da far suonare più colpi alla campana del pub- 
blico orologio. 

[828] 1794. Marzo 28. Campobasso (Provincia di) 

PBRRBLLA A. : ^cm. stoT. della profo. di Molise, voi. i, pag. 212, isernla 1891. 

Il 28 marzo 1794 scosse in varii paesi della provincia ; molte case 
restarono danneggiate. Su questo terremoto non ò potuto trovare altra 
notizia ; dubito che la data sia errata e che quanto riporta il Perrella 
si riferisca a quello del giugno 12. (N. 831) 

[829] 1794. Giugno 6, 30. Tramonti (Udine). 

OoiRAN A.: Sec. App. ecc., pag. 14-15 e Storia sismica ecc., pag. 20 - piovene: Cron. terr. a 
Vicenza^ pag. 52 - Pirona t., Taramklli t. e Tommasi a.: / terr. avv. a Tolmezzo ecc., 
pag. 18 (estr.) - tommasi a.: / terr. del Friuli, pag. 199 e / terr. acc. a Sutrio ecc., 
pag. 136. 

Vergo lo 5*» di notte (1^ ^nt, circa) del 6 giugno a Tramonti, nella 



fl794] 307 

vallata del Medana, e probabilmente in tatto il Friuli si senti una leg- 
giera. Bcossa ond. susseguita lo*" dopo da una violenta suss. accom- 
pagnatB' di» cbm^q^ 6U effetti più disastrosi accaddero nel canale di 
Cuna (valle del Silisia, dlpentenle dalla valle di Arzino, in cui sbocca 
presso Chievolis) ove crollarono le case dalle fondamenta, si apersero 
delle spaccatare nel suolo, e furono spezzati molti alberi. A Tramonti 
(li Mezzo diroccò metà delle case, le altre fcirono tutte conquassate e 
fesse ; rovinò pure la chiesa ed il coro nuovo. A Tramonti di Sopra 
e di Sotto le rovine furono minori : ebbero tali paesi danneggiati i tetti: 
la sacrìstia ed il campanile di Tramonti di Sotto rimasero rovinati. 
Recò danni a Socchieve e fu fortemente sentito nella valle del Taglia- 
mento. La scossa fa molto forte a Sutrio, a Colognola ai Colli, a Verona, 
a Vicenza ed a Padova, ove ad 1^ ant., ne fti sentita una assai forte 
di 6* seguita 1*^ Vs ^^P^ ^^ ^^^^ P^^ ^^^^^ della, durata di 3' (I. Pbnada : 
Tavole meteor, necrol... dall' anno 1791 fino all'anno 1795 instituite^in 
Padova, ivi 1794, pag. XCI). 

A Sutrio nella giornata dieci scosse ed una forte verso 7^ intesa 
anche a Vicenza e Colognola. Nella prima di queste località nella notte 
del 7 se ne ebbero tre deboli, ed altre a 6*^ del 12, a 4^ del 16, ed a 
11^ V, del 19. 

A 9^ 30" del giorno 30 ai Tramonti un nuovo violento scuotimento 
ondulatorio fece crollare parecchie case che, quantunque conquas- 
sate dal precedente terremoto, erano rimaste in piedi. Molte per- 
sone (dice una relazione ms. conservata neir Archivio parrocchiale) e 
preci»unente i contadini che stavano nei prati a segar fieno, vennero 
gettati a terra: sotto le rovine rimasero sepolti quattro individui. A 
Sutrio fa forte e seguito da debole replica ; fvk lieve a Vicenza ed a 
Verona, e fii sentito a Padova (Penada : loc. cit.). 

A Sutrio al 3 luglio leggera scossa, ed un' altra assai tenue a 
ìb^ del 22 ottobre. 

Al 1* settembre altro terremoto rovinoso Tramonti. 

[830] 1794. Giugno 7. Trieste. 

.ircheografo mestino, voi. i, pag. 18, Trieste 1829. 

Se non avvi errore di dato orario, mentre il centro sismico dei Tra- 
monti [N. 829] era in attività con le scosse dianzi ricordate, a Trieste, 
a 3** 32" ant. si sentirono parecchi forti scuotimenti preceduti da rombi, 
che fecero oscillare quadri, screpolare i muri dei piani superiori delle 
case, e cadere qualche camino : la gente spaventata se ne usci all'aperto. 
Questa scossa con ogni probabilità si propagò nel veneto e corrispon- 
derebbe a quella avvertita circa le 7*» ital. a Sutrio, a Vicenza e Co- 
lognola, ricordata precedentemente. 



308 [1794] 

[831] 1794. Giugno 12. Ariano (Avellino). 

GAPOoca: CaUttogo, I, pag. 336 - lettera prima del duca della torre suW eruzione del Ve- 
suvio del iS QiUQUo i794, Napoli, ITW, pag. 1-2 - 8. Breislak ex. Wixspeare: Jfem- 
sulVeruz. del Vesttvio acc, la sera de* i5 giugno il 94, Napoli. 1794, pag. 5. 

La sera del 12 giugno, verso le 3** 20" ita!., in Napoli e nei paesi 
circonvicini scossa lunga, non leggera : cominciò — secondo il Della 
Torre — con un suss. non avvertito generalmente ; dopo 3* riprese con 
tremito gagliardo e con moto ond. E-W di 4." L. de Buch (Neumayr : 
Storia della terra^ trad. ital., voi. I, pag. 149, Torino 1895) scriveva 
che il suolo di tutta la pianura della Campania [per questo terremoto] 
oscillava come onde liquide da oriente ad occidente. I napoletani si 
precipitarono dalle case sulle grandi piazze... Essi credevano le loro 
case dovessero rovinare da un momento all'altro... » Con maggior in- 
tensità fu sentita nelle parti di Avellino e di Ariano di Puglia, che 
insieme a Dentecane e Montecalvo furono danneggiati. 

-Buir ultimo foglio di guardia della copia dell' opera Origine d^ìla 
città di S. Agata dei Goti dì F. Raimondi (Napoli MDCCLXXXVni) 
che esiste nella Biblioteca Vittorio Emanuele di Roma [segnatura Mie. 
35 : 2, I, 19, opus. 2], ò trovato la seguente nota ms. relativa al detto 
terremoto sentito in S. Agata dei Goti : e 13 giugno... in questa notte, 
neir ora terza ed un quarto, si è udito da tutti un fiero terremoto, 
perciò ognuno è uscito di casa, portandosi neir aperta campagna... » 

A Napoli fu udita da pochi una replica a 5^ 72 ^d un' altra a 14^ 
della mattina veniente. 

[832] 1794. Giugno 13-18. Yesvvio. 

Baratta m. : Il Vesuvio e le sue eruzioni^ pag. 110-18. 

Tutti gli Storici della grande conflagrazione vesuviana ricordano che 
violenti scosse di terremoto furono sentite entro il raggio di un miglio 
dal vulcano come fenomeni precursori e concomitanti della prima fase 
del parossismo eruttivo : il luogo più colpito pare sia stato Torre del 
Greco. 

Le maggiori scosse avvennero nel giorno 15 giugno : a 9^ di sera 
assai sensibili e numerosi scuotimenti interessarono i pressi del vul- 
cano. Fra le 10 e le 11** di notte un forte terremoto fti sentito anche 
a Napoli : a proposito del quale L. De Buch (Neumayr : op. cit.) dice 
che € non era una ondulazione come l'altra volta [12 giugno : N. 8:U], 
ma un irregolare sussulto che lacerava gli edifizi, mandava fragoro- 
samente in frantumi le finestre, faceva saltare confusamente insieme 
gli utensili nell'interno delle case... » Scoppiata l'eruzione, continua- 
rono gli scuotimenti del suolo, non solo, a commuovere il monte, ma 
si estesero fino a Napoli : dopo la mezzanotte cessarono quasi del tutto 
talcliè durante il giorno 16 (6*» ant. circa : 4*» pom. due altre) e 17 



[1796 - 1796] SOfl 



'4^ ant. una) furono avvertiti solo alcuni deboli terremoti. Nella notte, 
verso le 2*» ant. del 18, una nuova forte scossa terrorizzò gli uomini : 
essa fu sentita particolarmente in Portici, Resina ed altri luoghi vicini 
al monte. 

[833] 1795. Agosto 15. Sin Gregorio (Tivoli-Roma). 

Malvabia-De Rossi : Documenti ecc., p^. 39. 

Nella notte del 15 agosto si sentirono in San Gregorio presso Tivoli 
due fortissime scosse che fecero cadere tre case : fdrono avvertite anche 
a Frascati, ma quivi non apportarono alcun danno. 

[834] 1796. Febbraio 5. Aresso. 

Babatta m. : Ale. cotistd. sulla Oistr. topogr. dei terr, in Toscana, pag. 5 (estr.) - pbrrby a. : 
Tremhl. penins. Ital.j pai?. 70 - Malvasia-de bossi : Documenti ecc., pag. 39-40 - notizie 
ael Mondo, NN. 13 (13 febbraio rì96) e 15 (20, n). 

Circa le 2*» ant. del 1^ febbraio in Arezzo scossa sensibile seguita da 
altra meno intensa: nei giorni -2 e 3 repliche meno gagliarde: a 3^45™ 
ant. del 5 una più gagliarda delle precedenti sentita fortemente, però 
senza danni, a Firenze. In Arezzo sì produssero lesioni alle case, cad- 
dero comignoli ; maggiori furono gli effetti dinamici a Giovi, Chiassa 
e Subbiano : cadde pure una volta nel monastero dei Camaldolesi. La 
popolazione abbandonò le case. Seguirono altre repliche fì*a cui due 
assai sensibili a 6*" e 9^ ant. dello stesso giorno 5. 

Nella fig. 89 è delimitata V area epicentrale (A) del terremoto del 
5-II e la zona isosismica fortissima (B). 



[835] 1796. Marzo 18. Casanieeiola (Ischia). 

0. URBCALLi: L'isola d' Ischia ed il terr. del 28 luglio i883, pag. IS (estr.) 

A 5** Va pom. del 18 marzo violento terremoto scosse risola d'Ischia : 
fu disastroso soltanto a Casamicciola presso la parrocchia : ivi infatti 
crollarono parecchie case e 7 persone rimasero sepolte sotto le macerie. 
Nelle altre parti della città e nei diversi paesi dell' isola non causò 
danno alcuno. Nella fig. 67 trovasi delimitata la zona entro cui crolla- 
rono gli edificii per questo terremoto. 

[836] 1796. Ottobre 22. Ferrara, Medieina (Bologna). 

Malvasia-db Rossi : Documenti ecc., pag. 40 - Ooikan a. : Stor. sismica ecc., pagr. 20 - Se- 
conda append, ecc., pag. 16-17 - Guarini p. : / terr. a Porli ecc , pag. 19 - piovene : 
Cron. dei terr. a Vicenza^ pag. 53 - tommasi a. : / terr. nel Friuli , pagr. 199 • Notizie del 
Mondo, NN. 87 (20 ottobre 1796) e H8 (2 nov.) - G. Simoni : Cronistoria del Com. di Medi- 
cina, Bologna 188H, pag. 371. 

Circa le 5* ant. del 22 ottobre a Ferrara forte scossa suss.-ond. S-N 
di 1*° che danneggiò moltissimi edificii fra cui la cattedrale e fece ca- 
dere molti comignoli. Questo terremoto a Medicina atterrò la gran 



SiO [IT&b'. 179*8] 



griglia della torre dell' orologio, facendovi inoltre spostare le quattro 
torri che stanno a suoi lati : soffrì molto la chiesa dell' Osservanza 
e precipitarono tutti i comignoli. Il movimento sismico fu più vio- 
lento nella frazione Porto Novo, ove parecchie abitazioni coloniche 
rimasero malconcio e fece aprire fenditure nei muri e nelle volte della 
chiesa parrocchiale, il cui campanile, minaccioso di cadere, risentì 
danni per 10000 lire circa. 

A Bologna la scossa -- forte e lunga — fece rovinare molti co- 
mignoli ; a Forli causò panico generale e fece precipitare qualche camino 
ed una stalla. A Padova se ne sentirono due violenti, secondo il Toaldo 
(Della vera infl. ecc., pag. 211) od una e orribile > secondo il Penada 
(Tavole meteor,,.. dell'anno 1796 fino all'anno 1800..,^ Padova, 1807. 
pag. XXI) ; a Vicenza il maggior scuotimento fìi preceduto da varie 
scosse minori, e fece suonare le campane, atterrare qualche camino, 
aprire delle lesioni e cadere la sommità del campanile della Miseri- 
cordia. A Verona fii gagliardo, della durata di 15" e presentò due ri- 
prese ; fu lungo e sensibile a Colognola ai Colli ; fu preceduto da rombi 
a Genova, ove ebbe forma ond. E-W a due riprese, e fu leggermente 
sentito a Milano ed anche in tutto il Friuli. Nel di 24 a Vicenza altra 
scossa ma leggerissima. 

[837] 1798. Maggio 26. Siena. 

SoLDANi A. : Relazione del terr. acc, in Siena ecc. - mal vasi a-db rossi *. op. clt.« pag. 40. 

Il 26 maggio, ad ore 1.10 pom., in Siena istantanea (5") e violentis- 
sima scossa suss.-ond. preceduta da grande rombo che produsse in 
città danni gravissimi. La chiesa ed il monastero di San Domenico fu- 
rono resi quasi del tutto inabitabili : la volta della cappella del SS. Sa. 
cramento nella chiesa dei PP. Agostiniani fu rovinata, ed assai dan- 
neggiate quella della sacristia e del noviziato : uguale sorte toccò al 
monastero della Rosa e molto peggiore alla chiesa di San Giuseppe, ed 
al convento del Carmine. Precipitò la volta della chiesa di S. Spirito e 
quella delle monache del Rifagio, sotto la quale rimasero morte due 
persone ed un' altra fu gravemente ferita. Fu abbandonato il Conser- 
vatorio monastico di S. Girolamo per i gravi danni subiti : la Metro- 
politana risenti essa pure ingenti guasti nelle volte, nelle navate, nella 
cupola del campanile ed in certe sue decorazioni : così pure dicasi del- 
Tospedale maggiore e case attigue e del convento detto il * Paradiso». 
Al palazzo Savini si dovettero apporre puntelli : il ghetto fu oltremodo 
sconquassato e cosi pure V antica chiesa di S. Lorenzo : nel collegio 
Temei caddero parecchie volte, ferendo sette individui uno dei quali 
poco dopo spirò. Gravi danni risentirono il palazzo della Sapienza, il 
monastero di S. Vigilio con la relativa chiesa e quelle di Castelvecchio 



8 - 1799] 311 

e dei Servi. SoBrirono maggiormeote gli effetti del ten'emoto i quar- 
tieri di porta Ovile e di Fontebraada : ciò per la cattiva coetrazione 
degli edifici! e per le coDdizioni logistiche: però tatti i fabbricati, sia 
grandi, eia piccoli^ furono danneggiati nei tetti, nei muri si esteriori 
che divisorii, e nei comignoli, moltisaimi dei qnalì furono demoliti. 

Questo terremoto pare abbia avuto origine in vicinanza di Siena, 
dalla parte di settentrione, ovp sono posti il convento dell' Osservanza 
'etato oltremodo bersagliato dalla violenta concasBione del suolo), la 
villa di vai Picciola e 1' Arbiola. I danni si estesero a tre miglia da 
Siena: la scossa si propagò innocuamente nel Casentino e lievemente 
anche ad ' Arezzo, a Monte 8. Savino, a Chiusdino, a Volterra ed a 
Firenze. 

Dopo uo' ora dal tramonto del sole in Siena si sentirono quattro 
gonsìbili rombi con lieve scuotimento: a 7^ ant. del 27 replicò forte- 
mente il terremoto, ma non apportò altri danni e ad 11^ '/t ^^^- ^^^^'^ 
scossa ma lieve ; a &'' ant. del 28 se ne ebbe nna nuova ond. ; a 7^ ant. 
del 29 una sensibile, ed alla stessa ora del di dopo una lieve ; infine a 
2^ ant. del i giugno due leggeri scuotimenti non avvitrtiti da tatti. 

[S38] 1799. Ma^io 2D. Brescia, Crenona. 

GoiKKS A.! Seconda App. ecc., pa«. 11-18 - Piovejjb: Cron. Oel lerr. a Vicenza, pag. 53. 

Il 6 febbraio, a i^*U A^^tv scossa assai sensibile a Colognolaai Colli 
lievemente avvertita a Padova (Penada F. : Tavole meUor. dall'anno..,. 
1796 fino all'anno 1800..., Padova 1857 pag. LXXXIX) ed a Vicenza, 
ove a 4" ant. del 7 si ripetè. Ad S*" pom. del 29 ma^io a Vicenza e 
Colognola ai Colli scossa assai sensibile : ta e terrìbile > a Cremona, 
recd danni a Brescia e fa sentita (8''32'° pom.) a Padova (Penada: 
Op. cit., pag. XCIV). 

Il Goiran (St, sitm. ecc., pag. 29), sulla fede del Tomaselli, ricorda 
un lieve terremoto sentito a Verona nel di 29 giugno ; dubito che vi sia 
Hb.tglio di data mensile e che tale notizia si riferisca al 29 maggio, 
vale a dire al terremoto bresciano. 

[838] 17M. Luglio 28. CaMerlno (Marche). 

M. MoREScniM r Baglan. ttor. Jllos. sul Irem. ecc. - A. Coìjti : Camerino e tuoi aiiitornl, pa- 
llina HC, Ivi 187-1 - C. MiBcor.INI : .VollUe itor. della proBin. di Pesani-Urbino, pnidiia 
CCCXCm, Pesaro 186B - S. S»L¥i : Meni, tstor. di S. Olnesio, pa«. a9i>300, Camerino 1818. 

Precedentemente al luglio era stata in Pioraco sentita qualche lieve 
scossa : a 18*' ital. del 26 luglio se ne ebbe una mediocre che non causò 
danni e nemmeno incusse grande spavento : si propagò nella Marca e 
nell' Umbria: a 23'' una seconda scossa più forte e Itinga della prece- 
dente urtò Camerino, apportando notevoli danni, poi all' « ave maria » 
leggiera replica, ed infine fra 2'' ^j, e 3" un violentissimo terremoto 



iié 11799]. 

suss.-oìid. N-S di 6" in detta città atterrò quasi tutti gli edifici^ fece 
rovinare il vecchio Duomo e gran parte della Chiesa di 8. Venezie e 
fece precipitare la cupola di quella di 8. Maria in Via. Maggiori danni 
toccarono ai fabbricati meno solidi. In città si ebbero a deplorare 60 
morti ed oltre a 50 feriti. I danni ascesero a 200000 scudi. Fra i feno- 
meni allora verificatisi noterò che un pesantissimo e grosso pezzo di 
travertino posto sulla parte più alta della facciata della Chiesa dei 
PP. deir Oratorio fu sbalzato in mezzo alla piazza vicina senza che la 
facciata sia rimasta in qualche parte sconnessa : nella Chiesa Metropo- 
litana furono proiettate a notevole distanza nel circostante piazzale 
quattro gugliette in pietra. In vicinanza dei Ponti, a circa 2^chilometri 
a N-E della città, il terreno fu smosso e fessurato. 

In Cessapalombo le case furono tutte atterrate dalle fondamenta : 
ivi solo 9 persone rimasero estinte sotto le rovine, poiché quasi tutti 
gli abitanti, atterriti dalla scossa preparatoria, avvenuta verso le 23^, 
si erano di già rifugiati in aperta campagna : Pozzuplo, 8tatte, Torri- 
cella rimasero interamente distrutti, mentre Casale, a soli 5 Km. da 
Camerino non riportò danno alcuno : piccoli t\irono quelli inferti a 
Piastra, a Muccia ed a Serravalle. 

San Oinesio, dopo Camerino, soflFrl i maggiori danni : pare però che 
non siano stati tanto gravi ; forse quivi il terremoto fece rovinare 
il campanile della Chiesa di S. Agostino. Un'alta torre, sormon- 
tata da un solido castello in ferro portante le campane, si squarciò in 
più luoghi ed il detto castello fu sbalzato nella piazza a 20 piedi di 
distanza. 8otto le rovine di una volta di una casa in via Alvaneto peri 
una persona. 

A Pioraco (*) fu rovesciato qualche pezzo di muro vecchio e vari co- 
mignoli : il convento e la Chiesa di 8. Francesco furono assai dan- 
neggiati ma non demoliti : si rese pure inabitabile la casa parrocchiale 
e qualche altra. Neir ultima cantina del Borgo, di proprietà dei si- 
gnori Mariani, cadde porzione di un tetto, le altre fabbriche ebbero 
varie fenditure. Nei volti, nel pavimento e nella facciata della Chiesa 
parrocchiale si aprirono leggerissime lesioni : rimase conquassata una 
casa colonica ed in parte cadde una piccola Chiesa dei signori Mariani 
e Bracci nella valle del « Paradiso » : il casino Bracci fd maltrattato. 
La Chiesa di 8. Paolo nella villa della Costa fu sì lesionata che con- 
venne smantellarla ; le case quivi sofi^irono tutte danni più o meno 
gravi, ma nessuna fu demolita, se si eccetua parte di un piccolo tu- 
gurio. 



(1) Le notizie riguardanti Pioraco mi furono gentilmente comunicate dal Big. D. Lu- 
dovico Ludovici, che le estrasae da mas. del tempo. 



[1800 - 1802] 313 



Le spiaggie metaurensi furono tutte afSitte dal terremoto e la città 
(li Fano risenti danni assai minori dello spavento. 

La scossa fa sentita nel Piceno, neir Umbria e debolmente si pro- 
pagò fino a Roma. 

Nella stessa notte fdrono sentite varie repliche, tra, le quali a 7^ una 
più sensìbile : scuotimenti sempre più lievi si avvertirono nell'agosto e 
poi specialmente nel settembre, trascorso il quale mese cessarono del 
tutto. 

[840] ISOO. Dicembre 29. Velletri (Roma). 

Baratta m.: Materiali ecc., pa^. 5-6 - T. Bacco : Storia della città di Velletri^ ivi 1851 
«. edl«., voi. I, pag. 821. 

Circa le 6^ V2 <^^' <^6^^' ^^ dicembre ad Ariccia una scossa : verso 
le 11^ V4 A^^- <^^^ 2^ ^^ Roma fu intesa da pochi una scossa ond. E-W 
che fu forte a Marino ed a Castel Gandolfo : a Velletri gli scuotimenti 
furono parecchi e si violenti che poco mancò che V intera città noi^ 
rimanesse subissata. Caddero alcuni comignoli e diversi massi di pietra 
dalla facciata della chiesa di S. Martino. Non vi fu edificio che non 
abbia riportate lesioni. Nel giorno stesso altre tre sensibili repliche. 

Nel 1801, al 23 ottobre (11^30°* sera), a Roma una scossa ond. : a 
T'SO' di mattino del 25 altra scossa suss. ed infine a 14*" ital. circa 
del 26 una lieve suss.^ che a Monteporzio, ad Albano ed air Ariccia fu 
più sensibile e seguita da replica. Nessun danno. 

[841] 180L Ottobre 8. Bologna. 

rakatta m.: Materiali ecc., pag. 83 - perrby a. : Trembl. penins. Ital, pag. 72. 

Air 8 ottobre, ad 8**52«53» ant., a Bologna si senti una forte scossa 
a tre riprese: la prima N€-8W con ondulazioni sempre decrescenti, 
la 2^ e la 3^ più intense : la durata totale fu di 30.* La scossa fece 
fermare uno dei pendoli deirosservatorio, suonare i campanelli, cadere 
qualche camino. Fu intesa fortemente a Cesena ed in parte della Ro- 
magna e lievemente a Vicenza ed anche a Padova (Penada : Tavole 
meUor e necrol.,, dall'anno 1801 fino alVanno 1805 ecc., Padova, 1808 
pag. XX. (*) 

[812] 1801 2. Bardi (Piacenza). 

A. BONCBi : lettera X... alVill, sig, aw. L, Bramieri ecc. 

Sino dal mese di dicembre 1801 furono sentite parecchie ripetute 
scosse di terremoto localizzato, comune però a tutta la montagna di Bardi: 
da queir epoca a tutto il luglio 1802 furono contati circa un centinaio 



(1) n Penada (op. clt., i>ag. zxv) re^stra poi per Padova una lieve scossa al 15 
dicembre ISOl. 



314 [1802J 

di tali commozioni, ora gagliarde, ora leggere, precedute soventi volte 
da profondo rombo. Entro la chiesa parrocchiale di Sperongia (a km. 35 
a S di Piacenza) si accese spontaneamente nel maggio il gas idrogeno 
solforato — cosi dice il relatore — di un chiuso sepolcro che spezzò 
la lapide ed usci in una vampa : ciò accadde in seguito ad una forte 
scossa sentita universalmente. Noto che questa potrebbe essere la pro- 
pagazione del terremoto bresciano del 12 maggio di cui in appresso. 

Nella sorgente minerale di Miano T acqua che prima aveva sopra 
un sottile e scarso strato di nafta, al principio del 1802 « addivenne 
il risaglimento di queir olio di sasso, così ferace e profondo, che di- 
versi proprietari ne anno esitato centinaia di otri, proseguendo tutto 
oggi [24 marzo 1805] perenne a segno la vena che quanto più se ne 
attinge, vieppiù ne sottentra del nuovo a secondare le scaturigini ». 

I terremoti di Bardi devono essere stati un fenomeno assolutamente 
locale, perchè i cataloghi del Perrey, del Mercalli, del Malvasia e De 
Rossi ed i Materiali da me pubblicati non recano alcuna notizia per 
altre località che possa ritenersi in corrispondenza. Aggiungo solo la 
notizia di una scossa che non trovasi menzionata nelle opere citate, che 
cioè — come mi comunicò il sig. Gabbiani — il giornale d' Asti del- 
l' abate Incisa, altrove già citato, ne indica una ivi avvenuta alquanto 
prima della mezzanotte del novembre 1801 e che^ fu sentita da diverse 
persone. 

[843] 1802. Maggio 12. BresciaDO. 

Baratta M. : Il Ceiremoto sentito in Lombardia ecc., pag.6-12 (estr.) - Caparrotti e. : Mein. 
istor. Jisic. ecc. 

Circa le 2*" pom. dell' 11 maggio a Soncino e Cremona forte scossa 
che non arrecò danno alcuno nemmeno alle più deboli costruzioni, ma 
sparse 1' allarme nella popolazione ; verso le 10^ SO*" ant. del giorno 12 
ad Orzinovi e paesi vicini ad un fragore come di turbine, e quindi nd 
un cupo rombo tenne dietro un fortissimo urto a tre riprese, la prima 
suss. ed ond. le altre due : si violenta fu la commozione del suolo che 
i lavoranti di campagna appena poterono reggersi in piedi, anzi alcuni 
buoi vennero rovesciati a terra. 

Nella mia nota sopra citata ò diffusamente parlato dei danni recati 
da questo terremoto : qui riassumerò le principali circostanze. 

A Soncino cinque case furono adeguate al suolo e parecchi edificii 
sacri risentirono gravi fenditure e parziali rovine : molti fabbricati si 
dovettero abbattere e molti altri puntellare : il danno recato ascese a 
lire milanesi 1118870.18 ed il goverao per i risarcimenti contribuì con 
lire 79780.7. A Gallignano crollarono pure parecchi edificii e la popo- 
lazione ottenne per i danni lire mil. 28302 di sussidio. Ad Orzinovi su 



[1802J 



315 



500 fabbricati 400 furono danneggiati; cioè alcuni del tutto rovinati ; altri 
minaccianti rovina immediata, ed altri infine resi inabitabili : però bi- 
sogna notare che i danni fiiron si gravi per trovarsi la maggior parte 
delle coBtmzioni in cattive condizioni. 

I seguenti paesi furono poi dal governo sovvenuti nella proporzione 
sotto indicata, la quale in certo qual modo può servirci di guida nel- 
r apprezzare il valore del disastro : 



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FiG. 21. 

Romanengo lire milanesi 11386,11; Cumignano 182; Ticengo 833,6 ; 
Albera Salvirola 1454,16; Melotta 511; Casaletto di Sopra 4670: Villa- 
nuova 540: Fontanelle 1100; Casalbuttano 1500 e Bordolano 553. 

A Crema la scossa ebbe tre riprese ond. S-N di 7-8* e fu preceduta 
da rombo : tutte le case riportarono lesioni più o meno gravi ; il pa- 
lazzo comunale fu in molte parti sconnesso : varie fenditure si aprirono 
nel duomo, nelle altre chiese e nei diversi monasteri. 

Secondo il Perrey, anche Chiari e Caravaggio non sarebbero stati 
immuni da danni. 

La scossa fu forte a Brescia ; lece aprire qualche fenditura neirepi- 
Bcopio di Lodi : produsse seria apprensione negli abitanti di Cremona 
^L. Manini : Mem. $tor. della città di Cremona^ voi. I, pag. 200, ivi 



*• ^^w 



316 [1802 - ld03] 



1819), di Milano (ond. N-S, 2*) e dì Voghera: fu uq po' meno forte a 
Pavia, ove però venne generalmente intesa (*). Fu mediocre a Mantova, 
Verona, Vicenza, Padova (Penada : Tavole meteor. e necrol... dall'anno 
1801 fino all'anno 1805 ecc., pag. XXXIX), Piacenza, Novi, Ales- 
sandria ; un po' più risentita a Genova (ond. IO), ove causò qualche 
timore. ' 

Fu leggera a Bologna, Chiavari, Oneglia e Torino e nel resto del 
Piemonte e della Liguria ; e cosi pure a Ginevra, a Berna, a Roveredo 
e nel Trentino. 

Fra Soncino e Ticengo si aprirono varie screpolature nel suolo dalle 
quali venne fuori acqua abbondante : V area mesosismica à forma elit- 
tica (fig. 21 A) include Gallignano, Soncino, Ticengo, Orzinovi ecc. : 
in questa zona oltre alla maggior intensità degli effetti dinamici fu- 
rono più numerose le repliche. Nell'area dei danni (B) stanno Crema. 
Casalbuttano, Bordolano, Chiari e forse anche Caravaggio : risulta cioè 
di forma elittica con l'asse maggiore in senso NW-SE circa. Nella figura 
trovasi delimitata anche la zona isosismica ove il terremoto fu forte (C) 
e quella entro cui fu mediocre (D). 

Il Perrey dice inoltre che a Bardi, presso Piacenza, si aprirono varie 
fenditure nel suolo dalle quali si estrasse del petrolio, e che in tale 
località continuarono a sentirsi repliche per altre tre settimane. Ma di 
tale fenomeno il lettore trova un ampia relazione nel N. 842. 

[844] 1803. Aprile 7. Aqoila, Teramo. 

[Pannella g.] : Il terremoto in Teramo del i803. 

Nella notte del 7 aprile, a ò^ V4 ì^^-» ^^ Teramo scossa che causò 
qualche timore, ma nessun danno; fu preceduta da sotterraneo rombo 
ed ebbe una durata di 5* ; nei paesi delia provincia più vicini ad 
Aquila, al di qua della catena del M. Corno, furono sentite parecchie 
repliche per 4 giorni susseguenti. In Aquila tali replicate scosse furono 
molto più intense : dappertutto non produssero altro danno che la ca- 
duta di qualche comignolo. 

[845] 1803. Dicembre 12. Savoia. 

Mbrcalli o. : / teir, della Liguria ecc., pag. 97. 

Secondo Von HofiF, citato dal Mercalli, verso le 4^30" pom. del 12 
dicembre in Savoia scossa con direzione S-N ; il M. Bianco fu in tale 
occasione commosso si violentemente che dai suoi fianchi si staccò una 
valanga di 100 piedi di altezza. 



(1) Notizia ms. comunicatami dal chlariss. prof. P. Pavesi deìV Università di Pavia. 



4-1805] 317 

[StìS] 1804. Ottobre 18. Val d' Elsa (Senese). 

Vilvasia-De Eossi : Documenlt eco,, pag- i\ - Campani e Toscani ; Su t terr. am>- in Slena, 
pag. a9i - PILLA L. : iilor. dei (rem. ecc., pag. 213 - l. pecori : morta della (erra dt S. Be- 
mlffKano, Ttrenze, 18S3, pag. SU. 

Parecchie acoBse furono sentite nel Senese e particolarmente a Colle, 
Po^gibonsi, San Gemignano : cominciarono nella sera del 5 ottobre : il 
massimo aismico avvenne a 9' pom. del 18 e fti accompagnato e se- 
goito da forti rombi. Le case nei paesi eluti vennero danneggiate e 
abbandonate dagli abitanti. Un' altra scossa gagliarda si senti al 17 di- 
cembre alta stessa ora. 

Il Pecori, erroneamente pone qnesto terremoto nel 1805 e riguardo 
San Gemignano aggiunge che la regina Maria Luisa mandò scudi 300 
per soccorrere i poveri danneggiati {'). 

Le maggiori ecosse si propagarono anche a Siena ove dal 1° al 24 
ottobre, al 2 novembre ed al 13 dicembre ne furono sentite diverse, 
ed altre nell' anno sussegnehte al 4 e 23 marzo, al 18 giugno, al 
-l Inglio ed al 28 dicembre. 

[817] 1806: Luglio 3. OidU. 

Fou e.: Uem. sul tremtwto, pac- SS. 

Al 3 loglio scossa a Napoli, sentita da alcuni ed avvertita pure in 
Baranello e da molti nella provincia di Bari. Questo movimento sismico 
corrisponde — secondo il Poli — ad un disasti'oso terremoto avvenuto 
ncir isola di Candla. 

[848] I80&. Luglio 11. Valle di Hseeliia (Etna). 

ausa u. : Btia:. »t. ed osaerv. ìull'emt. etnea del ises ecc., pag. 77 [lOj. 

Nel 1805 all' Il luglio ebbe luogo un interna eruzione dell'Etna, e 
poco dopo continui scuotimenti urtarono il Fondo di Macchia, ove ac- 
cadde un terribile sconvolgimento simile in parte a quello verificatosi 
nel 1865 (vedi). 

[849] 1805. Luglio 26. H»IÌM. 

BAkATTA if . : Ifatetiall ecc., pag. 7 - Capoui O. : Mtnt. sul trem. aeeaduto ecc. - n' Ono- 
niio A. : lettera,., sul trem. ecc. - ualvasu-de bossi ; Documenti ecc., pag. 41-2 - 
Pou L. ; Mem. tul trem. eoe. 

I^ memoria principale intomo a questo disastroso terremoto è quella 
del Poli che contiene motte notizie e 1' elenco ufficiale dei luoghi stati 
'lanncggiati, il valore dei danni ed il numero delle vittime compilato 
d' ordine del governo dalla direzione della Pulizia : ù cercato con il 
materiale contenuto in detta relazione e con altre notizie raccolte di 



a del danni 6 deUmltata dalla linea - 



318 [1805] 

fare nn lavoro di sintesi, alla cui maggior dilucidazione serve 1' unita 
carta (flg. 22). 

Feìiomeni precursori. — Alcuni ffoair prìHHi, nrsssf inamente nei di 
25 luglio e irei 2^ eonhrcfaronsi ad udire dei rombi ed un reiterato 
fragore entro le montagne del Matese : in qualche luogo del contado 
apparvero delle meteore ignee (?) e fu sentita qualche scossa, fra cui 
una a 1** della notte, a 21^ del giorno ed a 9^ della notte antecedente al 
26. A 24^ di questa giornata a Boiano tutti gli animali si mostrarono 
inquieti e fu notato che nella terra di Isemia e di Busso molte serpi 
spontaneamente avevano abbandonato le loro tane. Nel giorno 25 le 
acque di Boiano apparvero torbide e più calde del solito ed in Isemia 
disseccarono varie sorgenti. 

Ora e forma della grande scossa. — A 2^ 20" ital. del 26, ossia a 
10^1"40»pom. (t.v.), si sentì in Napoli uno spaventevole rombo simile 
allo scoppio* di una batteria od allo strepito di un grosso carro rapi* 
damente scorrente su una strada lastricata ; dopo pochi istanti un vio- 
lento moto Bussultorio fece smuovere i fabbricati e gli oggetti e quindi 
un forte ondeggiamento NE^SW fece oscillare gli oggetti appesi ed i 
mobili, scricchiolare le travate, suonare i campanelli e fermare i pen- 
doli : dopo questa fase si ebbe un urto suss., quindi una ondulazione 
complicatissima che causò, al dir del Poli, danni negli edificii. Tutte 
le accennate fasi durarono circa 45.' 

Il fenomeno non fu solo percepito in città, ma anche tutti i bastimenti 
che si trovavano si nella rada che nelle acque di Capri, di Sorrento, di 
Ponza e di Ventottene sperimentarono un urto tale che pareva all' e- 
quipaggio di aver urtato sopra degli scogli. Secondo altre notizie la 
scossa in Napoli risultò di otto urti suss. e di quattro ondulazioni. 

Nella regione più commossa precedette pure il rombo ed il movi- 
mento del suolo fu suss. dapprima, ondul. di poi con una durata pres- 
soché eguale a quella di Napoli : uguale forma ebbe pure in Benevento 
ove, secondo il Capozzi, durò più di 60.' In Roma fu solo ond. N-S di 
38'. L'ora di Napoli (10** 1" 40" p. t. v.) fu dedotta da un pendolo astro- 
nomico fermatosi appunto in detto istante : a Roma due altri pendoli 
si arrestarono a 9** 58™ 30" (t. v.) 

Intensità — La scossa fu oltremodo disastrosa per i paesi situati 
alle falde orientali dei monti del Matese : Baranello, Busso, Cameli, 
Cantalupo, Carpinone, Casalciprani, Frosolone, Guardiaregia, Macchia- 
godena, Mirabello, Sant'Angelo in Grotte, S. Giuliano, S. Polo, Spineto, 
e Vinchiaturo furono totalmente distrutti con la perdita di molti abi- 
tanti : in Boiano cadde l' intera parte bassa della cittÀ e quasi egual 
sorte toccò a Castel Petroso, a S. Massino, a Campochiano ecc. 

Tutti (questi paesi sono inclusi nella zona epicentrale (A), 



[1805] 319 

n numero delle vittime e così ripartito : 

Baranollo abitanti 2413 morti 298 feriti 204 



Boiano 


» 


3433 


» 


124 


» 


— 


Busso 


» 


1400 


» 


70 


» 


83 


Cameli 


» 


1251 


» 


55 


» 


25 


Oampochiaro 


» 


1384 


» 


? 


» 


— 


Cantalupo del S. 


» 


1958 


» 


220 


» 


42 


Carpinone 


» 


2000 


» 


50 


» 


49 


Casalciprani 


» 


1300 


» 


186 


» 


30 


Frosolone 


» 


4000 


» 


1000 


» 


46 


Guardiaregia 


» 


1593 


» 


202 


» 


40 


Colle d*Anchise 


» 


1156 


» 


50 


» 


30 


Macchiagt)dena 


» 


2084 


» 


193 


» 


11 


Mirabelle S. 


y> 


1940 


» 


352 


» 


31 


Castelpetroso 


» 


2000 


» 


57 


» 


40 


S. Massimo 


» 


1273 


» 


41 


» 


54 


S. Polo 


» 


1080 


y> 


128 


» 


20 


San Giuliano 


y> 


1804 


» 


92 


y> 


90 


Spinete 


y> 


1948 


» 


300 


» 


10 


Yinchiaturo 


» 


3000 


» 


305 


» 


214 



Nell'area dei grandi disatri (B) sona compresi, oltre Isemia, ove su 
6000 abitanti ne morirono 1000, e Campobasso, ove le vittime ascesero 
a sole 39 (ab. 5412), Roccasicura (morti 1), Miranda (1), Sassano (2), 
Pesche (à), Civitavecchia (2), Molise (1), Torrella di Sangro (6), Ripa- 
li mosani (2), Toro (274), Campo di Pietra (11), Terrazzano (2), lelsi (27), 
Sopino (63), Sassinoro (59), Morrone, Roccamandolfi (1), Castel Pizzuto, 
Pettorano (2) e Formelli. 

In questa zona devo notare che Castropignano rimase illeso, mentre 
tatti 1 paesi circostanti furono più o meno rovinati. 

Nell'area dei disastri minori (C) stanno Acquaviva, Carovilli, Civi- 
tanova^ 8. Angelo Limosano, Ripabottoni, Riccia, Castelpagano, Colle 
Sannita, Campolattaro ecc. 

Nell'area rovinosa (D) S. Pietro Avellano, Capracotta, Caccavone, Ci- 
vita campomarino, Lupara, Provvidenti, S. Bartolomeo in Galdo ; tale 
zona poi con frequenti aumenti e diminuzioni di intensità comprende 
parte del Beneventano, dell' Avellinese e della provincia di Caserta. 

Parecchi danni risentirono puro Salerno, Averaa, Pozzuoli e Napoli 
ove rarissime furono le case che andarono immuni. Molti guasti av- 
vennero pure in Melfi, come ci attesta l'Araneo (Not. star, della città 
di Melfl^ pag. 369, Firenze 1866), ed in S. Severo (F. De Ambrosio : 
La città di S. Severo in OapitanatOj Napoli 1875). Matera non fu mi- 
nimamente tocca. A Montecassino, come ricorda il Pilla (op. cit., pa- 
ncina 105) il terremoto fi; violentissimo e causò grande spavento, ma 



320 



[1805] 



per buona ventura nessun danno, salvo una piccola lesione nella Chiesa. 
Abbiamo giÀ visto come la scossa si sia propagata anche nella ma- 
rina napoletana : essa fu inoltre avvertita, senza alcun danno, neirisola 
d'Ischia (6. Meroalli: L'ùola d'Ischia ecc., pag. 116); in Ventot^ 







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Fio. 22. 



tene fu molto forte e fece rompere l'architrave sopra la porta mag- 
giore della chiesa (Mercalli G. : Note geoìog. e sism. sulle isole di 
Ponza, pag. 16). 

A Segni, Anagni, Veroli e Roma la scossa fv^ pure sentita ; nelle 
tre prin^e loci^li^ molto più sensibilmente che nell' ultima : si propago 



[1805] 321 

inoltre lo scaotìmento molto affievolito a Spoleto, Foligno ed a Came- 
rino dalla parte di settentrione, e da quella di mezzodì giunse in Ba- 
silicata, iù meno forte che nella provincia di Salerno : fa sentito leg- 
germente poi a Lecce ed a Cosenza: la sola Calabria Ulteriore non 
fa interessata da onde sismiche sensibili alle persone. 

Mortalità — Secondo le cifre ufficiali date dal Poli, nella zona ove 
il terremoto apportò danni gravi sopra una popolazione di 205.100 
abitanti, 5573 persone rimasero morte ed altre 1538 ferite più o meno 
gravemente. Nel solo antico contado del Molise, che sperimentò mag- 
giormente i tristi effetti della commozione del suolo, -5274 su 89659 in- 
divìdui perirono sotto le rovine e 1509 rimasero malconci. 

Parecchie persone restarono vari giorni vive sotto le macerie ; un 
gatto poi, al dir del Poli, fu estratto ancora vivo dopo 18 giorni. 

Alcune cansiderazioni 8ui danni agli edifici — Il Poli dice che tutti 
i luoghi che sono nel vallo di Boiano nella pianura che si estende da 
Isernìa fino a Campobasso lungo le radici del Matese, ftirono i mag- 
giormente danneggiati e similmente quelli situati sulle pianure contigue 
ad altri monti, mentre i paesi che poggiavano sulle falde stesse anno 
sofferto minor danno. 

Gli edifici! più speciosi • solidi Anno ricevuto maggior detrimento 
che non i deboli : ciò si è verificato non solo in Napoli, ma in tutte 
le località colpite. 

In una casa presso Campobasso, di forma quadrata, furono rasati 
tutti gli spigoli. 

Oli edificii, le cui travate erano disposte presso a poco nella dire- 
zione della scossa, anno sofferto notabilmente nei tetti e nei piani su- 
periori soltanto, laddove gli altri, che avevano le travature diametral- 
mente opposte, sono stati conquassati fino alle fondamenta. Il Poli 
aggiunge che alcune case in Baranello cambiarono la l<ft*o situazione. 

Movimenti rotatorii e proiezioni — Tutte le croci, massime in Boiano, 
forono svolte dalla loro posizione per un angolo di 20-30° ; altre ven- 
nero distorte e piegate, come quella di Campochiaro, verso NE. Alcuni 
camini in Napoli, in Caserta ed in altri luoghi si spezzarono oriz- 
zontalmente e fu trovata la metà superiore sovrapposta alla rima- 
nente in modo che gli spigoli di questa posavano sulla metà dei lati 
della parte rimasta in posto. Molte statue vennero girate. Un grosso 
basto in marmo nella galleria del principe di Tarsia in Napoli, f\i 
svelto dal suo perno, cui era stabilmente conficcato, e proiettato alla 
distanza di 30 palmi, dentro un giardino. Nella valle di Maddaloni 
presso i RR. Acquedotti, il campanile della Chiesa del Salvatore, alto 
60 palmi, ebbe la campana sbalzata alla distanza di 160 palmi : essa 
]>oi fu trovata sepolta per metà nel suolo. Alcuni grossi pezzi del cor- 
uva atta: Terremoti ecc. 21 



322 11805] 

nicione del campanile della Trinità in Campobasso furono proiettati 
alla distanza di oltre 200 palmi. 

Alcune grandi conche piene dì latte furono vuotate fino all'ultima 
goccia, senza essere state rovesciate. 

In Busso una persona che stava a letto fd sbalzata con tanta vio- 
lenza che ritrovossi illesa nel suo stesso letto alla distanza di 200 palmi 
dalle rovine della casa in cui era alloggiata. Identica sorte toccò ad 
uno che abitava in una casa presso la Chiesa di Sepìno : crollati 
ambedue questi edifici!, costui fu dalla violenza dell'urto slanciato fuori 
e trovos^i a giacere sano e salvo nel suo letto sopra la predella del- 
l'altare maggiore di detta Chiesa, stata completamente sfasciata. 

Fenomeni geologici — Nel Molise e nei luoghi circostanti avvennero 
molti sconvolgimenti nel terreno indicanti la intensità della commozione 
tellurica : si aprirono molte aperture considerevoli e profondissime i 
cui labbri trovaronsi rialzati anche di 7 palmi. Ciò accadde a Guar- 
diaregia, a Morcone e nella sti*ada che da Campobasso conduce a 
Busso. Le squarciature nella campagna di Bagnoli si estendevano al- 
cune miglia : una in Castelfranco era lunga 2 miglia e larga 2 passi : 
una a mezzodì di lelsi aveva una lunghezza di un quarto di miglio 
ed una larghezza di 10 piedi : cosi un' altra nei pressi di S, Elia a 
Pianisi. 

Nel dì seguente al terremoto, verso la metà del monte di Bojano sì 
aprirono due profonde voragini : in Acquaviva ed Isernia, un bosco 
di 20 miglia circa di circonferenza fu interamente sconquassato^ il ter- 
reno aperto e gli alberi svelti. Fra Calilri e Castiglione successe un 
fenomeno identico e si apri pure una fenditura di 1 miglio di lun- 
ghezza e di 5 palmi di larghezza. Nella regione « Piano della Gretta » 
presso S. Bartolomeo in Caldo, si formò uno spacco ovale compren-. 
dente circa cento moggia di terreno. Presso S. Giorgio la Molara un 
monticello di dura roccia si infranse, il terreno adiacente si innalzò 
di 40 palmi ed in vicinanza si aprì una profonda voragine entro cui 
si gettarono le acque del Tammaro che — avendo trovato sbarrato 
il loro libero corso — diedero luogo alla formazione di un vero lago, 
mentre a 300 passi di distanza, nel letto del fiume si trovò innalzato 
in parte il terreno ed in parte avvallato. Quivi, presso al castello di 
Pietramajura, si aprì la maggior voragine della lunghezza di 1958 passi 
geom. (2 miglia) e con l'ampiezza di 654 : ciò dette luogo, oltre a na- 
turali sconvolgimenti del suolo, a rovine di numerosi ediflcii. 

Grandi furono pure i mutamenti nel regime delle acque sotterranee ; 
alcune fonti scomparvero, altre emisero acque torbide e puzzolenti. In 
Bojano tre giorni dopo il terremoto, sorsero tre grandi torrenti d'acqua 
che innondarono in breve tutta la campagna circostante : essi furono 



[1805 - 18Q8J 323 



attivi per 20 giorni, indi, dopo aver gradatamente scemata la loro 
forza, si ridussero a piccoli rivi. 

Il lago del Matese, dopo di aver altamente gorgogliato e maggìto 
fra violenti ondeggiamenti darante il terremoto — che quivi si rese 
ancora più spaventevole per la caduta di grossi ammassi di roccie di- 
rupate dai monti cii'costanti — divenne torbido e limaccioso. 

Repliche — Nei monti del Matese continuarono a sentirsi per pa- 
recchio tempo molti rombi ; essi, per alcuni giorni dopo il terremoto, 
furono oltremodo frequenti e poi si fecero sempre più rari. Giornal- 
mente, neiragosto-dicembre furono avvertite altre scosse suss.-ond. : 
neilc prime giornate ne succedevano anche 12 in 24*^. Quelle di cui ò 
potuto raccogliere qualche indicazione sono le seguenti : 

26 Luglio) 2^ ^U ì^al. scossa più debole della maggiore, sentita anche a Na- 
p«)li. Nell'area centrale fu istantanea, violentissima e con cupo rombo - 5^ V4 
ita!, altra debolissima avvertita a Napoli, Veroli, Ànagni, Segni e Roma - 
29) alcune scosse nel circondario di Isernia - 4 e 6) agosto) altre come sopra 
- 9) nella giornata a Yinchiaturo una - i5) Boiano 9*^ scossa violenta con 
rombo, a 4^ e 5^ della notte due lievi - 20) 2^ sera, Guardiaregia scossa di 
*• - 23) Campochiaro, 20^ circa, un rombo da NW - 24) Boiano, 13*» 40« e 
17^ due scosse - 25) nel circondario d* Isernia qualche scossa - 29) Boiano, 
quattro scosse di cui la prima ad 8^ 45'" ital. - 2 settembre) ivi 19^ circa, 
una lieve N-S - 12) ivi 20** circa, quattro scosse di cui la terza assai sen- 
sibile - Dicembre 8) nel Molise violentissima scossa. - 1806 Maggio 30) Boiano 
e dintorni 11** ital. forte scossa - 2 giugno) ivi 14** una gagliarda sentita da 
taluno anche a "Napoli (}). 

[850] 1805. Ottobre 13. Nola, S. Maria di C. V. (Caserta). 

Babatta m. : Materiali ecc., pag. 8P. 

À 6** di sera del 13 ottobre a Napoli lieve scossa ond. ; a S. Maria 
di Capua Vetere, a Nola e dintorni soffrirono danni gli edificii, uno 
dei quali anzi i^ rovinato. 

[851] 1806. Febbraio 12. Novellara, Correg/;io, ecc. (Emilia). 

BiRATTA M«: Materiali ecc., paf?. 85 - Ooiran a.: /. Appendice eco,, Pag. 15 - Malvasia- 
Db R09S]: Documenti ecc., pag^. 42-43 - Mbrcalli g.: Vulc. e fenom. vulc.^ pag. 312. 

Alle 3*» e 3** 30" ant. circa in Novellara furono sentite due fortissime 
scosse 8U88. che fecero cadere molti comignoli e danneggiare varie case 
Hi in città che in campagna. A Correggio la seconda fu più forte del- 
l'altra e fece abbattere più di 2(X) comignoli ; Gualtieri, Guastalla, Fab- 



(1) Noto cbe airs agosto 1805 11 Vesuvio cominciò ad aumentare il suo consueto di- 
namismo e che al 12 si ebbe un massimo eruttivo : vedi ba inatta m. : // Vesuvio e le sue 
^ru:ion( (pag. 118-20] Boma 1807. i 



~^-- 



324 



[180C] 



brico, Reggiolo e Campagnola in provincia di Reggio, e Carpi in quella 
di Modena con le loro vicinanze soffrirono egaalmente. 

La zona che comprende questi paesi à forma elittica con V asse 
maggiore disposto da NW a SE di circa di 25 km. (fig. 23 e 25). 






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Fig. 23. 

A Milano (che dieta 145 km. circa da Novellara) la prima scossa fu 
fortissima di IO preceduta da baleno ed accompagnata da forte rombo, 
e la seconda ebbe pure la stessa intensità ; fecero cadere molti comi- 
gnoli e causare qualche lesione ai fabbricati (*) ; invece a Mantova, 
che ne dista soli 35, a quanto riferisce il Gionta (Il Fioretto delle 
croruxche di Mantova continuato ecc., ivi 1844, pag. 322) le due scosse 
quantunque si forti da produrre grande agitazione, non causarono 
danno alcuno; e cosi pure. a Verona, a 70 km., il terremoto fu solo 
forte ; ed a Vicenza, a 100 km. fu lieve : a Genova anche (155 km), la 
prima fu leggera ond. intesa da molti, e la seconda solo da pochi. 

L' epicentro di questo terremoto si trova presso Novellara. 

A Correggio ed a Novellara, dopo le due scosse testé accennate ne 
furono avvertite altre nel corso di tre mesi : non recarono però ulte- 
riori danni : tali repliche cessarono poi verso il giugno. 

[852] 1806. Marzo 31. Doleeaeqoa (Porto Maurizio). 

Giugno 19. Nizza Marittima. 

Canobbio: Topogr. Jls. della città di Genova ecc., pag. 115 - Malyasia-db Rossi : Docum. ecc. 
pag. 43 - MBRCALLi Q. : Iterr. della Liguria ecc., pag. 37-3S - Pbrrey a. : Op. cit. pag. T». 

A 2*" 55"» ant. del 12 febbraio a Genova scossa a due riprese intesa 
da pochi ed avvertita pure a Milano ed in altre località, specialmente 
Novellara ecc., come si è detto. Il diario Avanzini, citato dal Canobbio, 



(1) A Milano ad 8 ore lieve replica di 3 secondi. 



[18061 325 

registra per Genova una scossa ond. S-N di pochi sec. a 7^ */« della 
sera del 23 febb. : quest' ultima notizia è però dubbia. 

Al 14 marzo leggero scuotimento a Dolceacqua. Nei Documenti Mal- 
vasia-De Rossi trovo notizia di una forte scossa suss. sentita a Dolce- 
acqua, a S, Remo ed a Ventimìglia a 9** 10" ant. del 31 marzo : nella 
prima di quésta località avrebbe causato, oltre a panico grandissimo, 
danni non lievi ai fabbricati : fu seguita da lievi repliche. Il Mercalli, 
da giornali del tempo, dice che la scossa a Dolceacqua è stata violen- 
tissima suss. ma di breve durata. 

Il Perrey dà notizia di un altro terremoto sentito a Nizza Marittima 
tra le 11 e 12*" pom. del 19 giugno, che avrebbe danneggiati gli edifici. 

Air 8 dicembre, a 7^30'" pom., una lieve ond. a Genova, ed altra, 
ma violenta, a 10*» 4"» ant. del 17. 

[853] 1806. Aprile, ottobre. Palmi, Geraee (Calabria). 

Capocci : Catalogo^ I, pa^. 867 - Baratta m. : MateriaU ecc., pa^. 86 • C. Db Stefani.* Bscuf- 
siOfie scientoica nelle Calabrie ecc., in « Mem. R. ago. Lincei », serie ni, voi. xvm, 
paer- 964. 

11 prof. De Stefani nella sua monografia geologica sulle Calabrie, 
scrive che nei dintorni di Gerace e precisamente nei terreni marnosi 
sciolti, pliocenici e miocenici che giacciono intorno a roccie solide più 
antiche verso il mare in circostanze identiche a quelle della Piana, 
potè scorgere traccio del terremoto del 1806, meno grandiose, ma però 
più ben conservate di quelle causate dal parossismo del 1783. 

Ora il Capocci ricorda che al 9-10 aprile del 1806 furono sentite a 
Reggio ed in altri luoghi della Calabria varie scosse che causarono 
qualche danno, e che poi al 6 ottobre una forte commozione colpi Gè- 
nxce : forse è questo il parossismo a cui allude il De Stefani : nei miei 
« Materiali > trovo poi che prima del 16 giugno la Calabria e special- 
mente Reggio e Palmi furono urtati da ripetute scosse per le quali 
gli abitanti dovettero abbandonare le case. 

Se queste notizie non alludono al terremoto del 9-10 aprile, siamo 
così in presenza di un periodo sismico che, incominciato forse nella 
Piana, ebbe a terminare poi sul versante ionico : lo che è successo 
anche in altre occasioni, in cui però si ebbero danni limitati in am- 
bedue le parti. 

[854] 1806. Luglio 21. Monte Cassino (Caserta). 

Q. De Marco: MoììU Cassino ecc., pagr. 77 Baratta M. : Materiali ecc., pag. 86. 

Il De Marco riferisce che al 21 luglio (senza dato orario) uno dei 
più lunghi e violenti terremoti colpi M. Cassino, recando pochi danni 
alla Badia : fu seguito . 5-6" dopo da replica molto sensibile. Questa 
scossai certamente corrisponde a quella ohe il Perrey ricorda per detto 



826 [1806 - laorf 



giorno ' come mediocre per il Sannio e per Sora, ed alla notizia da me 
troyata riguardante un leggero terremoto ond. sentito fra le 10 e le 10^ */4 
ant. a Roma ed a Napoli. 

LB56] 1806. Agosto 26. Colli Ladali. 

Baratta M.: Materiali ecc., pag. 86-*7 - Capocci: Catalogo^ I, pag. 357 - T. Baloo: Storia 
della città di Velletri, 2. edlz., voi. I, ivi 1851, pag. 826 - F. Giorni : Storia di Albano, 
aoma 1842, pag. 352. 

Nella notte 25-26 agosto, a 4^ 30"" itaL, in Roma fu intesa da pochi 
una lieve scossa di terremoto : a 13^ 20*° del 26 altra ma fortissima ond. 
SE-NW di 10* che causò scuotimenti di mobili, suono di campanelli, 
(irresto di orologi e qualche lieve danno, cioè la caduta di un camino 
nel palazzo Giustiniani ed alcune scrostature negli stucchi delle chiese 
di S. Carlo al Corao, di S. Andrea della Valle e della Chiesa nuova. 

I luoghi più colpiti da questo terremoto furono Frascati, Genzano^ 
Nemi e Velletri. 

A Velletri durò 28* e causò notevoli danni al palazzo comunale ed 
alla cattedrale , fece cadere alcuni editicii, fì*a cui le chiese della Ma- 
donna degli Angeli e di S. Maria Inviolata dei Padri Brasiliani : tutte 
le abitazioni furono lesionate, alcune in modo tale da renderne neces- 
saria la demolizione : non si ebbero a deplorare morti, ma parecchi feriti. 

In Fr.jtscati furono danneggiate alcune fabbriche ed il palazzo della 
Kufflnella fu reso inabitabile per le lesioni sofferte. 

A Nemi rovinò il convento dei Minori Osservanti, e nella chiesa re- 
lativa si aprirono larghe fenditure : ad Ariccia cadde la chiesa di 
S. Nicola. Marino, Albano, Genzano, Civitalavinia, Cisterna, Cori, Giu- 
liano, Rocca Massima, Sermoneta, Sezze e Pipemo ebbero anch' essi 
danni : la scossa fu forte lungo il littorale di Ardea, Nettuno e Tcrra- 
cina, ove il mare in quel momento si mostrò oltremodo agitato : fu 
sentita anche a Napoli. A Roma a 13^ 30*° leggera replica ed altre due 
a 1^ di mattina ed a 13»» 30" del 28. 

[856] 1807. Gennaio 28. Isernia (Campobasso). 

Baratta m. : Materiali ecc. pag. 87 - Perrey a. : Trenibl penins. ItaL, pag. 96. 

Al 28 gennaio, a Q^ 45" di notte, ad Isernia fortissima scossa di 4*. 
che non causò danni notevoli. Con eguale intensità fìi sentita nel Mo- 
lise ove riesci, dicesi, quasi forte come quella del luglio 1805. 

[857] 1807. Settembre 5. Riviera lijpire di ponente. 

Mbrcalli G. : / ten\ delia Liguria ecc., pag. 38 - Vassalli Bandi : Jiapport sur le tr. ecc. 
pag. 131 e Sopra il tremuoto che da 7 mesi ecc. 

; ^ 3h 20«» pom. del 13 aprile leggera scossa a Genova, e ad 1*» 30° ant. 
del 6 settèmbre una molto forte ad Albissola, a Savona, a Porto Mau- 
rizio ed a San Remo, dove durò 14-15% recando spavento generale ma 



fl807 - 1808] Ì2f 



nessun danno, tranne la caduta di un 90I0 fumaiolo. A Genova fu ond.t 
molto leggera e breve ; mentre ad est di questa città l\i poco nulja 
avvertila, essa ftl sensibile in Piemonte, a Cuneo e ad Alba, ove, se- 
condo il Vassalli-Eandi {Sopra il tremuoto ecc.) fu gagliarda. In- Asti 
(come mi comunicò gentilmente il sig. N. Gabbiani, che estrasse la 
notizia dal Giornale d'Asti, ms. dell'abate S. G. Incisa, conservato 
nella Biblioteca del Seminario vescovile di quella città) la scossa durò 
2-3» e fece tremare le porte ed agitare le sedie (*). 

Il Perrey aggiunge che fu leggera a Nizza ; invece secondo il citato 
fisico torinese (Rapport sur le trembl, ecc.), sarebbe stata abbastanza 
forte, giacché egli certamente a questa scossa allude quando^scrive che 
nel settembre 1807 «une secousse eut lieu à Nice, département du Var; 
elle fut si forte, qu'un grand nombre d' habitans en fut réveillé, et se 
sauva de suit dans les rues ». 

[%8] 1807. Novembre 10. Tramotola, Sapenara (Basilicata). 

A. LOMBARDI: Cenno sul tremuoto di Basilicata^ pag. 19-21. 

Xella notte del V novembre tra le 4^ e 5*" ant. si senti una prima 
scossa che durò 10» circa ; nella notte del 10, circa la stessa ora, altra 
più forte, seguita da una terza di 15-20' a 4-5^ ant. deiril, che fu for- 
tissima a Viggiano, a Montemurro, a Sarconi, a Moliterno, a Saponara 
ed a Tramutola. In quest'ultima località gli edifìcii soffrirono conside- 
revoli lesioni e caddero alcune muraglie. 1 guasti furono maggiori in 
Saponara, ove le abitazioni rimasero tutte screpolate ed il monastero 
di S. Croce fti ridotto in tale stato da dover essere abbandonato. 

Allo spuntar del dì 18 lieve replica seguita da altre nello stesso 
giorno e nel di seguente. Alle 7** V2 ^^t* ^^^ 20 una scossa suss.-ond. 
SE-NW di 24» circa, più violenta delle precedenti, recò ulteriori danni : 
in tutte le case di Tramutola caddero le tegole e si allargarono note- 
volmente le fenditure causate dalla scossa precedente : fu notato che 
presso la fontana pubblica sorse una nuova sorgente. Dopo questo 
nuovo massimo numerose repliche, benché leggere, fino al 25 novembre, 
nella cui notte si ebbe una violenta ripresa: dopo di ciò continuarono 
a farsi sentire giornalmente anche 12 scosse nello spazio di 24^ : ces- 
sarono del tutto al 24 dicembre. 

[S&è] 1808. Aprile 2. Valli del Penice e Gbisone (Torino). 

B0S81 L. : Sapport sur le tremblement ecc. - Vassalli Bandi : Rapport sur le tremblement ile 
terre ecc. e Sofra il tremuoto che da sette mesi ecc. - Mekcalli G. : / terr. della Li- 
guria ecc., pa^. 38-12 e OtJ-Któ. 

Le valli Pellico e Chisone nel 1808 furono agitate da un intenso periodo 



(1) L'incisa ricorda pure per Asti una scossa sentita nella notte del 21 febbraio, a 
% ore ani., che fu breve ma senaiblie ed a due riprese. 



328 



[1808] 



sismico cominciato con una scossa, la maggiore, sentita alle 5^43°* p. 
circa del 2 aprile. 

A Torino presentò due riprese ond. a 2 secondi d'intervallo : ugnale 
forma ebbe pure a Genova e ad Aix : a Marsiglia furono tre. la se- 
conda delle quali più intensa : fuori dall' area . maggiormente colpita 
parve esclusivamente ond. ; la direzione predominante a Torino fii 
NW-SE ; a Chambery S-N ; a Marsiglia E-W ; a Gap S8W-NNE ed a 
Brian9on E-W, 

La scossa fu rovinosa a Lusema, a San Giovanni, a Bricherasio, a 
Bibiana, a Torre Pellice, ad Angrogna, ad Abbadia ed a S. Grermano 
cioè in buona parte della valle inferiore del Pellice ed in quella del 
Chisone : tale area (flg.* 24 A) risulta di forma elittica alquanto r^o- 




FiG. 24. 

lare, e comprende le dette località, nelle quali rovinarono degli edificii 
ma non vi furono vittime umane. 

Allontanandoci da questa regione^ l' intensità del terremoto dimi- 
nuisce sempre di più : cosi (B) a Pinerolo più di 400 case divennero 
inabitabili : la stessa sorte toccò ad Osasco, a Cavour, a Barge, a 
Villar Pellice ed a Villar di Lusema, a Pinasca ed a Villar Perosa: 
furono minori i danni a Meano, Abries, Ristolas, Bobbio, Paesana, 
Sanfront, Vigone, Buriasco, Roletto ecc. Infine (C) a Briangon vennero 
solo rovesciate 7-8 camini e qualche vecchio muro : a Fenestrelle si 
ebbero nel forte delle lievi lesioni ; a Carmagnola caddero pochi co- 
mignoli. Tra Ton'e e Villar Pellice ft'anò parte di un monte che sta 
contro al Vandalino. 

Il terremoto si propagò molto più intensamente verso W (valle di 



[1808] 329 

« Gail >) : il Vassalli-Eandi da ciò argaiva che il centro fosse stato sotto 
il colle di Abries, mentre il Bossi, osservando che i paesi a questo più 
prossimi soffrirono minor danni degli altri, era d' opinione che detto 
centro si trovasse fra Torre e Villar Pellice. 

Lo scuotimento fd forte all' ospizio del Frejus, ad Embrum, a Gap, 
a Torino, ad Asti, a Monticello e Magliano d' Alba, a Reietto, a Ca- 
steFAlfero d'Asti, ad Incisa Belbo, a Malvicino d' Acqui : fti mediocre 
a Grenoble, a Chambery, a S. Giovanni di Moriana, a Ginevra, a To- 
lone, ad Antibo, a Lione, a Nizza, a Savona : fu leggero ad Ivrea, a 
Biella, a Genova, a Milano, a Ma9on, a Monbrison, ecc. 

Dalle osservazioni del Yassalli-Eandi risulta che le case fabbricate 
sul teiTeno alluvionale e le più solide, a paritÀ di condizioni, soffri- 
rono molto di più che non le altre. 

Riguardo agli effetti della scossa dirò che molti pozzi rimasero 
senz'acqua, in altri aumentò persino del doppio la quantità ordinaria : 
pressoché tutte le fontane si intorbidarono ; alcune fonti asciugarono e 
parecchie nuove scaturirono in diversi luoghi : in altre poi crebbe o 
scemò la quantità ordinarla di acqua versata. 

La prima replica avvenne a 9** Vi pom, dello stesso giorno 2 aprile 
e fu poco meno forte della grande scossa : nelle prime 24** furono con- 
tati circa 50 scuotimenti a Barge e 30 ad Abries, sentiti con o senza 
detonazioni, molte delle quali, specialmente a Barge, a Bricherasio ed 
a Torre Pellice, furono avvertite senza sensibile movimento del suolo. 

A 2** ant. del 15 aprile nuova scossa che causò altri danni a Lu- 
sema. a Barge ed a Pinerolo, e fu sentita con maggior forza a Saluzzo 
ed a Torino, ove fece suonare i campanelli : fu seguita, a 2^ 30*° pom. 
(la una replica e quindi, a 2^ 15™ ant., del 16, da un nuovo scuotimento 
che aumentò le rovine nell' area centrale del primo terremoto e che, 
secondo il Bossi, causò piccole fenditure a None, Riva, Irasca, ecc. 
Dopo di ciò si senti nella zona più colpita un rumore sordo, accompa- 
gnato da piccoli scuotimenti, perdurato quasi continuamente per circa 4.^ 

Con tale scossa^ osserva il Mercalli -- che ebbe una intensità ed 
una estensione eguale o poco minore della prima (2 aprile), — pare 
che il centro si sia spostato alquanto più a nord. Anche a Fenestrelle 
le scosse del 16 e del 18 ebbero maggior energia da far supporre che 
neir alta valle del Ghisone si sia messo in attività un centro speciale. 

Come ò già detto, le repliche furono numerosissime specialmente 
neir aprile e maggio, diminuirono assai di frequenza nel giugno, nel 
luglio e neirottobre, nei quali ultimi mesi non se ne sentirono che 3-4 : 
per il catalogo rimando al lavoro del Mercalli (pag. 38-43) ove si tro- 
vano cronologicamente ordinate quelle ricordate dal Vassalli-Eandi con 
r aggiunta di altre notizie tolte da varie fonti. Noterò solo che al 30 



im [1808 - ISIOJ 



ottobre (11** 15™ ant.) nuove scosse accrebbero a Torre Pellice i danni 
nelle case già lesionate. 

|860] 1808. Ottobre 26. LiyorBO. 

Baratta M. : MaUìHali ecc., pag. 97-88. 

Il 26 ottobre, fra le 8 e le 10** ital., si sentirono in Livorno lievi 
scorse, ed a 22*» una forte avvertita pure nei sobborghi : molto panico, 
caduta di qualche comignolo p soffitto^ screpolature nei muri delle case 
che da taluni per timore vennero abbandonate. 

[861] 1809. Agosto 14. Aqiila. 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 88 - Malvasia- Dk Eossi: Documenti ecc., pag. 44. 

Il primo agosto, a circa 10*" pom., in Aquila vivissima scossa se- 
guita, dopo Je 4*^ ant. del 2, da 20 lievi repliche. Al 3 parecchie altre, 
fra le quali una sensibile a 24*^ ital. Nel di 5, secondo i Documenti 
Malvasia-De Rossi, il movimento del suolo causò varii danni agli edi- 
fìcii : nel 13 si contarono oltre 100 scosse. Secondo le notizie da me 
raccolte, il massimo sismico sarebbe avvenuto a mezzodì del giorno 14. 
Alle falde del monte Chiarina si sentirono molti rombi e furono sradi- 
cati gli alberi e rimasero intorbidate le fonti. Secondo il Capocci (Ca- 
talogo^ I, pag. 358) gli scuotimenti si estesero a molti luoghi degli 
Abruzzi : e, secondo il Mozzetti (Saggio d'infl. ecc., pag. 87), le scosse 
principiarono in luglio e perdurarono sino all'ottobre. 

[862] (809. Agosto 25. Macerata. 

Baratta M. : Materiali ecc. pag. 88. 

Ad 1** 13°* pom. del 25 agosto a Macerata fortissima scossa suss.-ond. 
di 8-10* che fece cadere grande quantità di comignoli, rovinare sette 
od otto case e danneggiare tutte le chiese. Il palazzo prefettizio e le 
carceri risentirono notevoli danni. Questo terremoto, secondo il Ser- 
pieri (Scritti di SismoL^ voi. I, pag. 154), fu sentito anche ad Urbino, 
ove durò circa 1™. 

[863] 1810. Febbraio 16. Oriente. 

Capocci: Cataldo, I, paj?. 858 - Baratta M. : Materiali ecc., pag. 88 - Oemmellaro: Vulr.. 
delV Etna, pag. 172 - lonoo A. : Mem. stor. sul trem. ecc, pag. 10. 

Il 16 febbraio, a 10*» 55™ pom., in Napoli, scossa della durata di 
quasi un minuto primo : ad Otranto ebbe forza spaventevole ed a Malta 
fu terribile. Essa fu forte a Palermo (10^ 20°» p.), ove fece fermare il 
pendolo deirOsservatorio. A Catania fu gagliarda suss. di 30» circa: e 
fu sentita in tutta la regione etnea. Nella giornata (alla stessa ora?) 
il Gemmellaro ricorda un violento terremoto a Messina e dintorni sen- 
tito anche in Calabria, ed il Ferrara {8t, dell'Etna^ pag. 143) dice che 



flSlOJ 331 

nell'anno in Val di -Noto, forti e frequenti scosse misero in costerna- 
zione gli abitanti. Il Perrey (Mem. sur les trembl. de terre resa, dans 
la Peni7i$4 lurco-Helleniqtie etc, pag. 38) dà notizia di una scossa 
molto forte sentita a 10^ 15"* di sera a Trieste, la quale corrisponde- 
rebbe appunto al terremoto di cui parliamo, di probabile origino orien- 
tale, tanto più che il Perrey stesso aggiunge che fu sentito in Africa 
e neir isola di Cipro e che circa la stessa epoca la città di Candia fu 
rovinata da un terremoto, per il quale perirono 20CX) persone. Con ogni 
probabilità a questo istesso parossismo, corrisponde pure la notizia 
data dal Chesneau {Note sur les trembl. de terre en Algerie^ pag. 12 
estr.), che cioè nel 1809 o 1810 per due o tre scosse non molto vio- 
lenti rimase danneggiato qualche edificio di Bona. 

[864] 1810. Maggio 1. Maleesine (Verona). 

BETTONi p. : yoU stor. ecc., pag. 6 (estr.) -■ Ooiran a. : Sfor. sism. ecc.,* pag. 20. ' 

Il 1^ maggio scossa fortissima a Maleesine e dintorni, sentita anche 
suiropposta sponda bresciana del lago di Garda. 

[8651 1*W- Luglio 6-7. Arezzo. 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 88. 

Verso la mezzanotte fra il 6 e 7 luglio a Monte S. Savino, a Buc- 
cine ed a Montevarchi due scosse : ad Arezzo la commozione del suolo 
fa sì violenta che un. soldato, appoggiato ad un muro, venne sbattuto 
a terra: in una casa furono rovesciati varii vasi: nessun danno. Fu 
lievemente sentita a Vicenza, a Treviso, ad Udine e, secondo il Perrey 
(TrembL pen. ItaL, pag. 79), anche a Siena. 

[866] 1810. Ottobre. Mereatello (Urbino). 

Pkrret k.: Trembl. penins. Hai., pag. "iO. 

In principio di ottobre a Mereatello nell'Urbinate molte scosse, delle 
quali cinque fortissime. 

[867] 1810. Dicembre 25. Emilia. 

BiRAtTA M.: Matertalt ecc., pag. 8S« - Malvasia-De bossi: Documenti^ pag. 45 - mkr- 
CALU o. : Vnle. e fenom. vulc. ecc., pag. 312 - F. Guarini : / terr. di Forlì, pag. 86 - 
movBNB O.: Cnm. dei terr. ecc., pag. 54 - a. tommasi : / terr. nel Friuli, pag. 18 (estr.) 
- A. PBiuiBT: Op. cit., pag. TO - A. DE ROSSI: Ristretto di st. pàtria ecc., Piacenza 1833, 
voi. V, pag. 367. 

D 25 dicembre un terremoto recò gravi lesioni ad una casa di No- 
vellara per lire 518 circa, cosi il Mercalli. Ora in questo dì, e precisa- 
mente verso 1*^36" ant., a Milano fu Intesa una scossa tale da far ro- 
vesciare in qualche casa gli arredi : a Parma se ne sentirono tre, due 
delle quali assai violenti, ond. W-E di 1™ circa; a Modena ed a Pia- 



[1810-18I1J 



cenza, qnantanqae intense non produssero danni. Il terremoto a Vi- 
cenza, a Verona (ond.-snss. di 9'), a Padova ed a Torino fti forte ('); 
fu avvertito nniversaimente ad Asti (ms. Incisa, vedi pag. 3*27) ; ad 
Udine fa lieve (ond, SE-NW) : fti sentito anclie a Genova, Livorno 
(forte), Firenze, Fiume (Udine), Trieste, Forlì, Kosbì e Ravenna. 





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Nella carta (flg. 25) sono tracciate la zona epicentrale (A) e la linea 
ìsoaismica forte (B) e quella (C) che delimita I' area entro cai il terre- 
moto è stato sensibile alle persone. 

[868] 1811. Febbraio 18. Stm. 

Babatt* m. : Materiali ecc. pa£. 88 ■ Perrey a, - Tretnbl. ptnin». ttal., Pagf. 19. 

Al 16 febbraio, ad 11" 30" ant. circa, in Roma scossa ond. N-S 
e nella notte del 18 una violenta, che fece cadere alcuni comignoli, 
scuotere i mobili e causare molto timore; fa forte a Frascati, a Ti- 
voli, ecc. Al 19, a l'i"" 15"" ital,, a Roma una lieve ond. N-S di 10* : 
nella notte 5-6 marzo, a T"" e 9" ital. circa, due scosse S-N ed a 2^37" 
della sera del 29 altra ond. E-W di 5.* 

[869] ISll. Luglio 15. Appenoine Hodent». 

Bahatta u.i Uateriali ecc., pag. H). 

Al 15 luglio, verso le 11" 44" pom., si sentirono in Sassuolo forti 



|1) rer verona nel Documenti ualvasEa-ne rorsI al rirerlsce che per la violenza della 
scossa caddero molti camlnE ed una casetta In costei vecchio, i vari racconti sincroni 
pul)bllcatl dal Golran {St. .*«m, ecc., pajt. 20; Appena, e Note al catal. ecc., pag. IB-H 
e Srconda append. ecc., pag. 19-31] dicono clie (u forte, ma non parlano di danni. 



[1811-1812] 333 



scosse, r ultima delle quali sì veemente da far fuggire àlPaperto molta 
gente e cadere qualche fVimaiolo : nella regione montuosa fu più intensa 
e fece rovinare varil muri e comignoli. A Montebaranzone recò danni 
di qualche entità : fh forte a Reggio, a Parma, a Livorno ed a Ge- 
nova ; fu sensibile a Modena e lieve a Novi, a Voghera, a Bologna, 
a Verona ed a Vicenza : passò inosservata in Alessadria, a Novi ed a 
Voltaggio (^). Nella carta (flg. 23) è rappresentata parte dell'area me- 
sosismica, e nella 25 la zona mesosismica (A) e l'area entro cui il ter- 
remoto è stato violento (B). 

[870] 1812. Marzo 22. Roma. 

Baratta h. : Materiali ecc., pagr. 90. 

A 3^ 20™ ant. (t. v.) del 22 marzo a Roma forte scossa suss.-ond. 
SE^NW di 15' ; pare sia stata avvertita con maggior intensità nella 
parte della città che dall' « Esquilino » va al « Pincio » ossia fra tra- 
montana e levante. Le chiese di S. Pietro e di 8. Maria Maggiore ed 
altre soffrirono danni nelle volte; cadde parte di un cornicione del 
Colosseo, ed in molti edificii si aprirono crepacci più o meno con- 
siderevoli. Nel palazzo Vaticano si ebbe, qualche lesione in un muro 
della specola : ivi cadde pure un comignolo ed un altro fu molto lesio- 
nato. Fuori porta S. Paolo rovinò una casa seppellendo tre persone : 
pare che i luoghi suburbani siano stati i più danneggiati. 

A 10*» 15"» ant. una replica ond. SE-NW poco sensibile : a 4** ant. 
del 23 altra lieve : al 13 luglio, a 10 V^ pom. circa, una ond. ad Al- 
bano. 

[871] 1812. Settembre 3. Norcia (Perugia). 

Secchi A. : Bscurs. scient, ecc., pa^c. 16. 

Al 3 settembre terremoto rovinoso a Norcia : su questo parossismo 
non ò trovato notizia alcuna, né il Secchi indica la fonte da cui V à 
attinta. 

[872] 1812. Settembre 11. Firenze. 

Baratta m.: Sul centro sism. fiarentlno^ pai?. 149-46 - G. Giova nnozzi : / terr. stor. Jlorentint 
paff. 10 (estr.) 

Nella mattina dell' 11 settembre a San Casciano Val di Pesa ed 
a Montespertoli varie scosse, tVa le quali una a 7*^ ant., che nell'ul- 
tima località fu forte. Ad V" pom. una fortissima causò molti danni 
alle case di San Casciano e maggiori in quelli della campagna adia- 



;i) L'Incisa più sopra citato non ricorda che questa scossa sia stata intesa in Asti, 
nella quale città Invece ne fu avvertita una lieve ad ove 1 Ifi ant, della stessix giornata 
ed un altra precedentemente ad ore 5.10 (sic) del 16 febbraio. 



334 



L1812] 



cente, specialmente dalla parte di mezzodì : non si ebbero fortunata- 
mente a deplorare vittime, benché siano precipitati parecchi pavi- 
menti. (Jaesto terremoto sconquassò tatti. 1 piccoli comuni situati fra. il 
e Virginio » e la « Pesa », e specialmente Poppiano, S. Quirlco di 
Collina, S. Niccolò in Cipollatico, Montagnana, Sallivolpe ecc. ; le due 
chiese di Poppiano e di S. Quirico, nonché le rispettive abitazioni par- 
rocébiali e case comunali divennero inservibili : la villa Guicciardini a 
Poppiano rovinò in gran parte, ed in quasi simili condizioni furono ri- 
dotte quelle degli Innocenti, Rodolfi, Ciccia Porci ed altri importanti 
edificii in quel di Monterpestoli ; negli altri tre piccoli comuni citati i 
danni ftirono un po' minori. Nessun morto, due soli feriti. Tale scossa 




Fio. 26. 

fu rovinosa anche a San Giovanni di Sugana (ove fece cadere la chiesa) 
e varie case coloniche di Cerbaia. A S. Andrea in Percussina si do- 
vette in un edificio apporre delle chiavi e rifare dei comignoli atter- 
rati dalla violenza delle commozioni telluriche. 

U area maggiormente colpita da questo terremoto si estende fra il 
« Virginio » e poco oltre la « Pesa » ; é rimarchevole che il paese di 
Montespertoli e le porzioni di comune che restano al di qua del e Vir- 
ginio » non soffrirono alcun dannoj non ostante la veemenza dell'urto. 
Firenze rimane fuori dall' area mesosismica, giacché ivi la commozione 
(suss.-ond.) é stata solo forte, ma non à apportato il menomo danno: 
inoltre ivi non furono sentite le varie scosse preparatorie, anzi nem- 
meno quella più intensa avvenuta alle 7*^ ant. 



[1812-1813] 



335 



A San Casciano ed a Montespertoli nei giorni 12-14 molte repliche*: 
le maggiori avvennero a 2^ pom. del di 11 ed a 3^ ant. del 12: questa 
ultima fa forte a Firenze e fortissima neir area centrale. 

Le maggiori scosse si devono essere propagate anche a Siena, poiché 
i sigg. Campani e Toscani (Bu i terr, avv. in Siena ecc., pag. 291) 
ricordano che in tale città nei giorni 11-12 settembre furono sentiti 
varii scuotimenti. 

Nella qui unita cartina (fig. 26 ) ò segnato V epicentro (B) e V area 
mesosi8mica (A) di questo terremoto. 

[873] 1812. Ottobre 25. TrevigìftBÒ. 

Bah \tta m. : Materiali ecc., pai;. 91-92. 

Al 24 ottobre, a 2*> pom., a Sarmede una scossa; ad 8^ ant. circa del 
giorno 25 a Belluno un forte scuotimento fece cadere 40 flimaioli ed 
aprire varie fenditure nella volta della chiesa di S. Rocco : causò no- 
tevoli danni a San Casciano, a Caneva, ad Aviano, a Polcenigo, a 
Sequals, ove furono demoliti dei comignoli, lesionate delle case, le più 




Fio. 27. 

deboli delle quali vennero atterrate. Gravi danni patirono pure Sar- 
mede e Pordenone: nella prima località, crollò anche la cima del cam- 
panile, neir altra si dovette demolire la torre dell' orologio perchè 
minacciosa di rovina. 

I danni a Sequals ascesero a lire 60000 ; a Fanna a lire 40000 ; a 
Cavasso Nuovo più di 30 famiglie rimasero senza tetto. 

Fu pure in tale occasione danneggiato Conegliano e Valvassone. A 
Treviso ed a Venezia la scossa fu si intensa da far cadere dei fumaioli : 
fu forte a Vicenza, a Ferrara, a Trento, ad Udine, a Spilimbergo e 
leggera a Trieste. 

Nella cartina qui unita (fig. 27) con A è rappresentata la zona me- 
t^08i^mica quasi disastrosa e con B V area rovinosa. 

A Belluno a 10** ant. e ad 1^ pom. della stessa giornata due lievi 
repliche. 

[874 J 1813. Aprile 1-9. Ancona. 

Baritta m. ; Materiali eoe, pafc 92 

Dal 1^ al 7 aprile in Ancona varie scosse leggere precedute e s^- 



336 Li813 - 1815] 



galte da rombo ; a 3 e 7^ ant. del giorno 7 due assai sensibili con 
rombo appena intese nei paesi circostanti entro il raggio di 8 miglia. 
Non portarono danni. Con probabilità il loro centro in a mare, giac5chè 
a 4 miglia dal lido, verso E e NE, furono osservati dei piccoli vortici. 
Alle 11^ pom. leggero tremito del snolo che durò per parecchio tempo : 
a 9** 30" ant. e 4** pom. del 9 due altre leggere scosse. 

[875] 1813. Settembre 21. Faensa. 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 92-83 - Ouarini f. : / tei'r. a Porli^ pag. 8nf-90. 

Circa le 8^45"° ant. del 21 settembre a Faenza una violentissima 
scossa fece abbattere circa 6000 comignoli, molti muri divisori e le- 
sionare tutti gli edificii, uno dei quali, dopo parecchie ore. venne a 
diroccare : rimasero ferite 14 persone. Nei comuni del circondario fu- 
rono abbattuti i soli comignoli. A Forlì la scossa fu fortissima (suss.- 
ond. SW-NE di 8* a 2 riprese con forte rombo) e fece diroccare gran 
numero di camini ; e cosi pure ad Imola (suss.-ond. NW-SE di 10-12*), 
ove inoltre molti edificii furono lesionati. A Cesena fu forte, delia du- 
rata di un « ave » , e causò molto panico nella popolazione ; a Ferrara 
fu molto sensibile ond. di pochi secondi. 

Maggiobi bbpliche — 21 seU,) P45" pom. a Forlì lieve e brevissima 
scossa con rombo ; 22) 2** 25™ ivi altra simile - 7 ottóbre) 9*» 45" a. due brevi 
ond. non molto forti con rombo; 10*^2™ ant. una leggera - 8) 8*» ant. una 
scossa; 9) 0*»35"* ant. e 11** 23™ pom. due, T ultima sentita anche a Cesena 
- i6) 11*» 43™ pom. forte e lunga scossa, e nella notte quattro altre - i8) 
4*» 31" p. una ; 19) 2*» 27" ant. una scossa. 

[876] 1814. Aprile 3. Pisa, Livorno. 

Baratta m. : Materiali ecc, pag. 98 - Pilla l, : Istoria del tremuoto ecc., peer. 2ia-14. 

Alle 3*» Vi *^^^t« del 3 aprile in Livorno una forte scossa di 20* con 
rombo svegliò V intera popolazione che fuggi dalle case ; non produsse 
grandi rovine. A Pisa ebbe la stessa intensità e causò notevoli screpo- 
lature nella chiesa di San Giovanni e della Crocetta, e nei muri di 
quasi tutte le case : fu avvertita anche a Genova, ove fu ond. di 5-6*: 
quivi poi molti asseriscono di avere inteso una replica poco dopo. A 
Livorno alle 8*» 30" ant. altra scossa ma meno forte della prima. 

Noto che a Pisa ad 1^ ant. e dopo il mattutino del 25 dicembre 
deiranno precedente (1813) era stato sentito un forte terremoto che aveva 
fatto battere tre colpi al martello della campana della torre dell' oro- 
logio pubblico. 

[8^7] 1815. Febbraio 26. S. Orso (Schio- Vicenza). 

Pio VENE: Cro7i. del terr. a Vicenza pag. 51. 

Al 26 febbraio, a 7^ pom., leggerifisima scossa a Vicenza; fu sensi- 
bile a Thiene e gagliardissima a 3, Orso. 



[1816 - 1818] 337 



[878] 1816-17. Seiaeea (Girgenti). 

BAa.%TTA M. : Ma feriali ecc., pagr. M. 

In Sciacca nel mese di dicembre (1816), durante la notte furono 
:<tentiti vari rombi e deboli tremiti del suolo ; nel giorno 21 se ne ebbe 
uno più sensibile dei precedenti, seguito da leggera scossa. 

Ài 14 gennaio 1817, ad 1^ pom. circa, ne fu sentita un' altra lieve, 
ed a 3^ 30"" pom., preceduta da immenso fìragore, una fortissima che 
atterri la popolazione che usci dalle case : nei muri e nelle volte si pro- 
dusse solo qualche leggerissima fenditura ; fu seguita da forte replica. 
Questa scossa si propagò fino a Menfi ed a Sambuca, che ne rimase 
danneggiata, e forse fu lievemente sentita • a Palermo. Alle 8^ pom. 
fremito sotterraneo seguito da nuovi e più forti scuotimenti. Allo spun- 
tare del giorno 15 replicarono i rombi e le scosse, talché nello spazio 
dì 24"* ne furono avvertite ben 25 : durante il 16 se ne contarono 12 sen- 
sibili ; fu notato che alla sera il mare si era ritirato 30 canne dal lido : 
tale fenomeno durò fino al giorno 17, in cui furono sentite 5 scosse 
Allo spuntar del 18 rombi e scosse frequenti posero in grande allarme 
la popolazione : verso le 7^ pom. rombo molto sensibile seguito da forte 
scuotimento che fece suonare le campane, e mezz' ora dopo terremoto 
violento. Nel 19, al mattino, lieve scossa, ed alle 11^ pom. del 23 una 
fortissima. 

Fu notato che nel principio di questo terribile periodo sismico nel 
pozzo del convento delle Oiumare V acqua si era intorbidata ed esa- 
lava odore. di zolfo, e che (e stufe avevan cessato di emettere i con- 
sueti vapori. 

[879] 1817. Marzo 14 ed ottobre 19. Messina. 

Malvasia-de BOSSI: Documenti ecc., pag. 47 - pbrrey a.: Tremai, penins. Itaì.y pag. 81. 

Il 14 marzo, a 5^50°" ital. di sera (11^ dO"" pom.) scossa fortissima 
con rombo a Messina : al 19 ottobre, a 3^ Vs ^^ mattina, altra lunga 
che non causò danni rilevanti. 

[880] 1817. Marzo 26. Frascati, Gensano (Roma). 

Baratta h.: Materiali ecc., pai?. 05. 

Circa le Q^ 30°^ ant. del 26 marzo a Frascati e Genzano scossa leg- 
gera : verso le 5** */« ant. violenta commozione che incusse grande pa- 
nico agli abitanti di dette città. 

[881] 1818. Febbraio 20. Acireale, NicoiOAi, ecc. (Catania). 

Baratta m.: Materiali ec<!., pag. 95-6 - lonoo A. : Memoria storico Jlsica ecc. 

11 giorno 20 febbraio, verso 1*» 10™ ital. di sera, un gagliardissimo 
terremoto scosse Catania, la intera regione etnea — ove fece considc- 

Baratta : Terremoti ecc. 'U 



338 



[1818] 



revoli guasti atterrando e sconquassando alcune città e villaggi — e 
si' estese a quasi tutta la Sicilia, in parte della Calabria e lu sentito 
persino a Malta. 

Come fenomeni precursori furono notate, oltre il solito presentimento 
degli animali, alcune oscillazioni nel livello delle acque marine, però 
di dubbia origine endogena. 

In Catania il movimento sismico ebbe due riprese a brevissimo in- 
tervallo : dapprima fu suss. poi ond. E-W della durata totale di 20-25/ 

Molti furono gli oggetti girati dallo scuotimento ; in Catania un 
masso di pietra nel palazzo dell' Università fu girato da oriente verso 
mezzodì di 25" circa : in Acicatena, in Acireale molte croci furono con- 



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torte e si osservarono parecchi altri fenomeni consimili. Nella chiesa 
di Acicatena un « gastrone » di marmo posto alla sommità della fac- 
ciata fu sbalzato a distanza. La seconda fase del movimento fu molto 
più intensa e lunga che non la prima. 

La scossa fu disastrosa ad Aciconsolazione, che fu adeguata al suolo 
quasi interamente, ad Aci Platani, ove 170 case rimasero atterrate. 
Aci S. Antonio e S. Filippo vennero in gran parte devastati, e cosi 
pure Aci Catena, S. Lucia, S. Giacomo, San Giovanni di Galemo. 
S. Gregorio, Mascalucia, Nicolosi, ecc (fig. 28 A). 

La scossa causò poche rovine ma molte lesioni gravi a Viagrande, 
a Borello, a Belpasso, a Motta S. Anastasia, a .Campo Rotondo, a 
S. Pietro a Clarenza, a Gravina, a S. Agata Valverde, a Maletto, a 
Castiglione, a Piedimonte (B) e ad Acireale. Causò lesioni gravi a 



[1818] 339 

ZaflTerana, a Randazzo, a Bronte e Paterno ; minori a Catania e leggieri 
ai Ademo, a Biancavilla, ad Aci Trezza, ad Aci Castello, a Giarre, 
a Miiscalì, a Fiumefreddo ed a Calatabiano (D). 

I danni maggiori avvennero adunque su una zona ristretta di forma 
molto irregolare (A) - con gli estremi a S. Giovanni di Calerno, Nicolosi 
e<l Aci Catena - disposta sul versante meridionale dell'Etna. A partire da 
tale area T intensità degli efifetti dinamici causati dalla brusca concus- 
sione diminuiscono abbastanza regolarmente : però si incontrano due 
eccezioni notevoli : Maletto sul lato NW sofiìi moltissimi danni ed ebbe 
i suoi edificii in parte rovinati ed in parte danneggiati : attorno a tale 
località abbiamo Brònte, che fu dal terremoto poco devastato e Ran- 
dazzo, alle cui fabbriche furono inferte solo molte lesioni. Oltre a ciò 
sul lato NE trovasi Piedimonte che fu in parte devastato ed in parte 
maggiore danneggiato, mentre i vicini paesi di Linguaglossa e Casti- 
glione ebbero solo molti edificii danneggiati. Lo che ci induce a rite- 
nere che oltre al centro meridionale contemporaneamente se ne sieno 
risvegliati altri presso le località sopra accennate. 

Nell'area di maggiore commozione si aprirono varie fenditure nel 
terreno : una se ne formò sulla strada innanzi la porta maggiore della 
Chiesa di S. Giacomo, quartiere di Aci Catena : era lunga canne 6 e 
larga nel principio un pollice e molto profonda ; un'altra della lun- 
ghezza di una canna e mezza e della larghezza di più di un palmo si 
aprì in S. Giovanni la Punta : una terza nella parte settentrionale del 
monte Serra, presso Viagrande, ed una quarta finalmente nella con- 
trada e Pizzillo >, fra Acireale e Mascali. 

Le acque che scorrono pi'esso Acicatena crebbero di volume : au- 
mentarono di attività le salse di Paterno, nelle cui vicinanze sgorgò 
una polla di acqua salsa, limacciosa, che formò un piccolo cono imbu- 
tiforme di pollici 2 di altezza. 

Nella località cParaspolo», non molto lungi dal Simeto (a 150 canne 
circa dalla spiaggia), 5-6" dopo il terremoto (*) sorsero all' improvviso 
14 grossi getti di acqua salsa che si innalzarono fino a 6 palmi per 
circa 20" e poi gradamente si abbassarono per sparire : dicesi che il 
Simeto si sia soffermato neir istante della scossa, per riprendere tosto 
immediatamente il suo corso. In quei paraggi il mare non fece che leg- 
giere ondulazioni : si ritirava, cioè, di alcuni passi per ritornare subito 
dopo al suo ordinario limite, battendo fortemente contro la spiaggia. 
Una grossa barca, fermata a poca distanza dalla riva, presso la Bruca, 
senti tre urti con grande sorpresa dei marinai. 



;i) Il Ferrara [Descriziotìe deìV Etna eoe-, pagr. 149) dice che questo fenomeno successe 
al 6 marzo. 



340 [1818] 

Il numero dei morti fu di 72 e di 18 quello dei feriti : la maggior 
mortalità (33) avvenne a Zafferana che è fuori dell'area mesosismica, 
perchè ivi cadde la volta della Chiesa, seppellendo sotto le macerie 
30 persone (*). 

La scossa, come ò detto, si estese a quasi tutta la Sicilia : Siracusa 
Noto, Caltagirone, Piazza, Castrogiovanni, Nicosia e Messina inte- 
sero lo scuotimento in modo più o meno sensibile : a Palermo (*) fu 
abbastanza forte e cominciò con lieve sussulto per terminare con 
ondulazioni regolari con una durata totale di 50* circa : oltre far na- 
scere un po' di panico, fece fermare il pendolo della specola. Esso si 
propagò in Calabria, a Reggio ed a Palmi, e fu sentito, come ò detto, 
anche a Malta. Leggiere e reiterate scosse ed un cupo rimbombo sot- 
terraneo furono intese di poi in Acireale e dintorni : fra le repliche 
dobbiamo notarne una avvenuta a 10** V? i^*J» ^^^ 21 febbraio, che fu 
sensibile, e due, sensibilissime e di non troppo breve durata a 9^ * , 
d'Italia del 28 : queste però furono più gagliarde in Val di Noto (N. 883». 
Altre repliche avvennero fino al 2 marzo. 

[832] 1818. Febbraio 23. Ligoria Oeeideatale. 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 95 - 3ay Lussac et Araoo: Trembl. en i8i8, pag. 431 - 
Malvasia-De Rossi: Djcuinenti ecc., pag. 47 - Mercalli G. : l terr. della Ltguria ecc. 
pagr. 44-15, 103-1 - vassallt-Kandi A. m. : Sopra il trem. del di 23 di febbraio ecc. 

La prima scossa, la più intensa, avvenne a 7** 10" pom. del 23 feb- 
braio : a S. Remo fu violentissima, danneggiò alcuni edifìci, fra cui la 
Chiesa dcirospedale : a Diano Castello si ruppe una chiave della Chiesa 
parrocchiale e soffersero danni i [fabbricati, specialmente la casa co- 
munale ed una di proprietà privata : ad Alassio rovinarono alcune 
porzioni di una casa; ad Oneglia recò danni non lievi ed a Vence nel 
Nizzardo fece crollare qualche edificio, secondo la notizia di Gay Lussac 
ed Arago, che pongono il terremoto a 7** di sera del 24 (fig. 29 A). 

La scossa fu molto forte a Nizza, Portomaurizio, Albenga, Final- 
borgo, Rialto, Badalucco, Savona, Celle Ligure, Frabosa, Drenerò, Vil- 
lanova Solare, Carde, Acquij Alice e Nizza Monferrato (B). 

Fu forte (C) ad Alba, Villa Stellone, Peccetto, Marsiglia ecc. ; sensi- 
bile ad Asti, Torino e Genova e leggiera al Gran S. Bernardo, in Ales- 



(l) La mortalità, secondo il Lon^^ fu distribuita nel seguente modo: AcibonaccorBi, 
morti 2; Acireale, 3 (60 feriti),- Aci S. Antonio e S. Filippo, 3; Aclcatena. 6 (feriti 11); 
S. Lucia, 1; Acl Consolazione, 2; s. Giacomo, 4; S. Gio. di Galerno, 2; Piedimonte, 7,- 
Trecastatrne, 1; TrtMuestieri, 1 (4 feriti) e Zafferana, 33. A Gravina si ebbero 4 feriti; 2 a 
S A^ata Battiati ed 1 a Bronte e ad Acl Trezza. 

(2j A Palermo, ad ore 6,20 pom. del 6 gennaio, si era sentita una scossa ond. SK-NW 
di 10 secondi che incu8.se timore ed unaltra a ore 3,42 ant. del giorno 8 (ond. K-w di 
10 secondi a due riprese). 



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«mandria, in qualche località di questa provincia e nel circondario di 
Ivrea : forse fu sentita anche a Milano. 

La scossa a Torino ebbe due riprese: la prima ond. N-S di 4» e la 
seconda, seguita dopo un intervallo di 3% fu pure ond. ma più sensì- 
bile : a S. Remo durò 12* ed a Porto Maurizio IO. 



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Fio. 29. 

Il mare nella spiaggia di Antlbo — secondo Arago è Gay Lussac — 
venne al momento del terremoto a sbattere con forza contro la spiaggia. 

Alla scossa principale seguirono repliche più o meno sensibili per 
parecchio tempo : una avvenne verso le 11'* pom. dello stesso giorno, 
fu sensibile a Torino, a Cuneo, a S. Remo, a Marsiglia ecc. : a 2^ a. 



34-2 [1818J 

del 24 se ne ebbe una lieve a Torino: ad IV" ant. di tale giorno altra 
sentita a S. Remo, a Nizza ed a Marsiglia. 

Secondo il Vassalli parecchie altre scosse furono sentite nel Nizzanlo 
fino al 2 marzo, alcune delle quali anche forti. 

[883] 1818. Febbraio 28. Val di Noto (SiciUa). 

LoNGo A.: Mem. stor. Jlsica sul trem. ecc., pag. 27 - Baratta m. : Materiali ecc., pag*. n. 

Al 28 febbraio, a 9^ Vs^ ì^ Catania, secondo il Longo, si sentirono 
due scosse abbastanza intense e lunghe, le quali furono più gagliarde 
in Val di Noto, ove non poche città ebbero a soffrire molti danni. Il 
Ferrara {Descriz. delVEtna^ pag. 149), senza indicazione di ora, af- 
ferma che nel giorno 28 fu sentita una scossa a Palermo, la quale ri- 
tengo corrisponda al tremuoto precedentemente indicato. 

Al V marzo, a 3** 29" ant., TOsservatorio di Palermo registra una 
scossa ond. E-W di 22% le cui ondulazioni furono forti e regolari, e 
nel giorno 2, secondo le notizie da me raccolte, a Mineo ed a Pala- 
gonia ed in Val di Noto si ebbe una scossa con danni. Dubito che la 
data di quest' ultima sia eiTata e che tale terremoto corrisponda alla 
scossa del l** marzo sentita a Palermo, oppure si identifichi con quella 
del 28 febbraio. 

A questo terremoto corrispondono certamente le seguenti notizie co- 
municatemi dal signor C. Guzzanti, le quali, per essere state nel 1897 
raccolte, dietro mia preghiera, dalla viva voce dei contemporanei, pog 
sono contenere un evidente errore nelle date, quantunque non sia im- 
probabile un risveglio del centro sismico di Miueo. 

« La notte del 28 gennaro... [a Mineo] vi fu una scossa di terremoto 
abbastanza sensibile seguita per otto giorni da continue e leggiere 
scossette. Il giorno 5 febbraio poi, verso Tavemaria... fu avvertita una 
fortissima scossa di teiTemoto, che produsse nelle campagne e nel 
paese moltissimi danni. Nella Chiesa di S. Pietro si spezzò una delie 
grosse catene di ferro della grande navata, che ebbe a soffrire varie 
screpolature ; dal prospetto principale cadde una delle grandi statue 
ornamentali. Nella Chiesa di S. Maria Maggiore fii distrutto parte del 
campanile con la grande croce di ferro che lo sormontava. La chiesa 
soffri varie e profonde lesioni. A S. Francesco il campanile si contorse 
e la statua della Immacolata fa atterrata. Si spaccò la Chiesa d' Itria 
e cadde buona parte del campanile del Collegio dei Gesuiti. I terremoti 
durarono per molti giorni. Molti degli abitanti recaronsi nelle cam- 
pagne, altri eressero baracche... e non rientrarono nelle proprie abi- 
tazioni che verso il maggio. Si ebbe a deplorare qualche vittima e 
molti furono i feriti». 

Nei Materiali ecc. da me pubblicati trovo poi notizie di altre scosse 



[)818] 



M3 



sentite a Palermo : una di SO» a 9^ 29" pom. del 4 marzo, tre o quattro 
lievi a 10*» 45°» pom. dell' 8 e due leggiere ad S^ 30"* pom. del 20, ed 
Infine una E-W di 10* circa ad V" 29" ant. del 13 aprile, seguita da 
replica più lieve verso le 4** ant. 

[884] 1818. Maggio 3. Ancona. 

Baratta M- : Materiali ecc., pag. 96. 

Alle 4^ pom. circa del 3 maggio forte scossa : panico grandissimo 
ma nessun danno : tutta la popolazione abbandonò le case. Una scossa 
mediocre era stata sentita nel giorno 30 aprile. 

[885] 1818. Settembre 8. Madonii) (Sicilia). 

Baratta ài. : Materiali ecc., pag. 96-97 - Scinà D. : Rapp. del viaggio alle Madonie ecc. 

Il giorno 8 settembre 1818, a 10** 37" ant., a Palermo fu intesa una 
i^cossa ond. E-W di 15% che fece fermare il pendolo deirOsservatorio. 
Nei paesi circostanti i monti delle Madonie causò moltissimi danni 



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FiG. 30. 

specialmente a Petralia Soprana e Sottana, a Polizzi, a Caltavuturo ed 
a Scillato, distrusse inoltre poche case all'occidente di Gerace Siculo e 
ne abbattè varie a tramontana di Gangi ; Castelbuono, S. Mauro, Isnello, 
Coliesano e località vicine sentirono la scossa con poco o nessun danno. 
Il centro di questo terremoto parve essere tra le due Petralie e Polizzi. 

Nella fig. 30 è indicata V area dei gi*avi danni e quella dei minori 
recati da tale scuotimento. 

Alle 11*» 30" pom. della stessa giornata a Palermo si senti una forte 
scossa che non apportò alcun danno e che pare sia stata avvertita 
solo nei dintorni della città. In settembre, in ottobre ed in novembre 
nei paesi circostanti alle Madonie, furono intese varie repliche, special- 
mente alle Petralie, a Polizzi ed a Caltavuturo ; a Castelbuono e Col- 
iesano se ne rese sensibile solo qualcuna nell'ottobre e nel novembre: 
nessuna invece a Pollina ed a Isnello. L'Osservatorio di Palermo non 
ne segnala che una ad 11** 30°" pom. del 12 novembre, un'altra ad 



8^20™ pom. del 14, seguita da replica ad 11^ pom. della stessa giornata: 
ma queste scosse sono forse corocentriche. 

Al 25 febbraio 1819, a 0** 24"" ant., Palermo fu urtata da un forte ter- 
remoto ond. E-W di 35% a tre riprese, che fece fermare nuovamente 
il pendolo della Specola : alle Madonie la scossa ebbe pressoché eguale 
forma e durata ma una intensità incomparabilmente maggiore. Molti danni 
causò a Castelbuono, a Ceraci, ad Isnello, a Collesano, a S. Mauro ed 
a Lascari : minori a Pollina, a Gratteri ed a Cefalù. A Palermo ed a 
Termini fu più gagliardo che quello deir8 settembre 1818. Fu sentito 
anche ad Alimena senza però avervi apportato lesione alcuna. Se causò 
qualche danno a Petralia Sottana, a Polizzi ed a Caltavuturo ciò suc- 
cedette perchè le fabbriche erano già state indebolite dal precedente 
terremoto. 

Il centro di questo nuovo scuotimento pare sia stato nei pressi di 
Castelbuono. 

Nella cartina che accompagna la descrizione di questi terremoti si 
trova delimitata anche la zona dei danni maggiori e quella dei lievi 
inferti dal nuovo parossismo del 25 febbraio. 

Dopo il 25 febbraio continuarono a sentirsi numerose e forti repliche 
a Castelbuono, a Collesano, ad Isnello ed a S. Mauro, le quali furono 
però insensibili a Petralia Soprana, a Buonpietro, a S. Maria del- 
l' Olio ed a Scillato. 

L'attività sismica fu abbastanza accentuata nel marzo e neiraprìle 
dopo di che, le repliche decrebbero di numero e di energia per cessare 
poi totalmente. 

In occasione della scossa del 25 febbraio diroccò un gran masso e 
parecchi altri si fessurarono suU'orlo delle montagne di Geraci, dalla 
parte di mezzodì e di scirocco : la terra si squarciò il giorno appresso 
nella regione « Mondoletto > in territorio di Collesano, sotto le Ma- 
donie. Tale apertura, di forma elittica, comprendeva col suo circuito di 
circa un miglio, quasi 30 salme di terra che furono qua e là ripiene 
di fenditure ; la maggior larghezza dell'apertura era di 4-5 piedi, la 
minore di 2-3 pollici e la profondità di 10 piedi circa. Nell'atto in cui 
la terra venne a spaccarsi si udi un forte rumore. 

Riguardo alle repliche noterò che esse furono sempre precedute da 
rombo e che in aprile e maggio udissi talvolta un fragore cupo senza 
che fosse seguito da sensibile scuotimento. 

Rispetto al valore dei danni gioverà il seguente riassunto : 

Caltavuturo abitanti 3408 danni in oncie 3492 

Cefalù » 9000 » 300 

Castelbuono » 7000 » 46109 

Geraci » 2467 » 7239 







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ì - 1819] 






345 




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abitanti 3000 danni 


in 


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Isnello 


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2095 


» 




4224 




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» 


3944 


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270 




» Sottana 


» 


4300 


» 




1955 




Polizzi 


ì> 


4000 


» 




11199 




S. Mauro 


» 


3830 


» 




3759 




Scillato 


» 


186 


» 




76 




Lascari 


» 


508 


» 




421 



L'area entro cai i maggiori scuotimenti fdrono sensibili non oltre- 
passò da SE ed E Nicosia, da SW ed W Caltanisetta e Vallelonga: a 
NW si estesero ma^iormente perchè farono sentiti a Palermo. 

Le repliche farono — come ò detto — più localizzate, giacché pas- 
sarono inosservate a Resattano, a Cefalù ed a Termini. 

[886] 1818. Dicembre 9. Emilia. 

Babatta u.: Materiali ecc., pag. 96 - Malvasu-Db Bossi: Documenti ecc., pag. 48 - Per- 
REY A. : Tremai, penins. Ital., pag. S4. 

Circa le 7^ pom. deirs dicembre in Parma lieve scossa sentita anche 
a Genova, a Modena, a Reggio ed a Livorno. Alle 7*^ 52-55'^ pom. del 
pomo 9 a Parma fortissima scossa SW-NE di 7-8% che fece cadere in 
città molti comignoli, 17 dei qaali nella sola parrocchia di S. Qaintino ; 
fu più violenta in alcuni paesi situati sulla sponda sinistra del torrente 
Parma e specialmente a Langhirano e sua frazione Arola ed a S. Mi- 
chele. A Reggio (suss.-ond. 5*) causò molto panico, fece tintinnare i 
vetri e nella regione collinesca abbattè dei comignoli. Tale scossa fu 
forte a Modena (S-N), a Genova (suss.-ond. S-N di 14»), a Vicenza, ove 
durò circa un minuto, a Bottigliera presso Asti (ond. S-N di IO) ; fu 
sentita a Verona e leggermente a Milano ed a Bologna ('). 

A 10** pom. del 10 lievi repliche a Reggio ed al 1« febbraio 1819, 
ad 8^ ant., una leggiera a Parma. 

La zona epicentrale e V area fortissima sono delineate nelle cartine 
23 e 25 ; in quest' ultima poi è tracciata anche la zona isosismica 
forte (C) e quella sensibile (D). 

[887J 1819. Gennaio 8. LÌ£;oria oecidentale. 

Baratta M. : Materiali ecc., pa^r. 97. 

Verso le 11*» 30" p. dell' 8 gennaio a Portomaurizio varie scosse, 
fra le quali una assai violenta ond. W-E, che causò danni a qualche 



(1) Mentre stavo correggendo le bozze di stampa di questo foglio 6 trovato la notizia 
cbe a Mantova la scossa del 9 die. fu gagliarda, della durata di parecchie secondi e che 
fece crollare alcuni comignoli (Oionta: Il Jloretto delle cronache di Mantova continuato ecc. 
ivi 1SI4, pag. 335). Quindi, se detta città non costituisce un punto Isolato di maggior 
flcuotlmento, la taoslsma fortissima dovrebbe comprendere anche tale località. 



346 [1819J 

casa di poco buona costruzione : anche a S. Remo vari edifici ripor- 
tarono notevoli fenditure. Tale scossa fu sentita fortemente non solo 
dai bastimenti che erano in rada, ma eziandio nei paesi sulla mon- 
tagna : fu sensibile ad Alassio ed a Genova : passò inavvertita a Nizza . 
Nella notte a S. Remo due repliche lievi ed un'altra ad 1** IS*^ ani . 
del giorno 9 : a 4^ ant. del 20 a Genova una lieve avvertita da pochi. 

[888] 1819. Gennaio 25. Madonie (Sicilia). 

Vedi 1818 : 8 settembre, N. 885. 

[880] 1819. Maggio 26. Corneto (Roma). 

Baratta M. : op. clt., pag. 91. 

A 6*» ital. del 26 maggio una fortissima scossa a Corneto recò 
guasti a varie case : dal terremoto fa ivi rovesciata la famosa cupola 
detta « il Castello » e resa inservibile la Chiesa di S. Francesco. Fu 
sentito lungo la costa del Mediterraneo con danni più o meno sensibili. 
Secondo il Perrey {Trenìbl. penins, Ital,^ pag. 84) alla fine di questo 
mese furono sentiti violenti scuotimenti a Viterbo : la qual notizia con 
probabilità è errata, poiché i Documenti Malvasia-De Rossi (pag. 49\ 
accennato il terremoto di Corneto, aggiungono che nello stesso giorno 
in cui questa città veniva danneggiata dal detto terremoto, quella di 
Viterbo lo era da un uragano. Non è improbabile che la scossa di Cor- 
neto sia stata sentita anche a Viterbo mentre infuriava un temporale, 
per opera del quale sarebbero avvenuti altri sinistri. 

[890] 1819. Maggio-Luglio. Etna. 

Greco g. m. : Degli scrttt. che han tratt. dei trem. di Basilicata^ pa^r. idO - Mara vigna ( ;. : 
Ist. dell incendio dell'Etna del mese di maggio iSiO, pag. 11, 16, Catania 181P. 

Circa la mezzanotte del 27-28 maggio terremoto nella regione etnea : 
nel giorno 28 varie repliche e nella notte fra il 1*> ed il 2 luglio in 
Catania forte scossa, più intensa a Chiaromonte e nella notte del 26-27 
altre due molto forti a Catania. Il Mar;ivigna nella sua monografia 
suireruzione dell' Etna del 1819 ricorda che a 5^ ital. del 27 maggio 
r ignivomo monte fu scosso da un terremoto che si estese abbastanza 
sensibilmente fino alle sue falde e che si rese sensibile sino a Catania, 
e che altre forti e frequenti furono ivi sentite fino al 22 giugno. 

[891] 1819. Dicembre 24-25. Foligno (Umbria). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 97. 

Nella sera del 24 dicembre varie scosse a Foligno : replicarono nu- 
merose e forti nel giorno 25 : incussero grande panico, ma nessun 
grave danno. 



[1820- L821] 347 



[892] 1820. Mineo (Catania). 

NotiyJa ms. comunicatami dal signor C. Guzzantl di Mineo- 

Nell'anno forte terremoto a Mineo senza danni considerevoli. 
[893] 1821. Marzo 22. Rieti (Umbria). 

Baratta M. : op. cit., pag. 98. (1) 

ÀI 22 marzo una scossa recò gravi danni a Rieti, e nel medesimo 
tempo^ dicesl, si vide nscire dal fiume di « Canera > una colonna di 
fuoco (?), la quale passando sopra la città, andò a gettarsi nel lago di 
Cantalice. 

[894] 1821. Agosto 2, Settembre 12. Catanzaro, Nicastro. 

Baratta m. : op. cit., pag. 9H - Malvasia-De Rossi : Documenti ecc., pag. 49. 

Il 2 agosto, circa le S^ ant., in Napoli da pochi fu sentita una leg- 
giera scossa di 6* circa, che fu la eco di forte terremoto avvenuto nei 
pressi di Catanzaro ove, sotto la rovina di alcune case perirono diverse 
persone. Dopo un periodo di quiete, a 12** della notte del 12 (agosto o 
settembre ?) a Catanzaro altra fortissima scossa, cui susseguì, quindici 
minuti dopo, una replica ugualmente intensa, che apportò nuovi danni 
a^li edificii, senza però fame rovinare alcuno. La stessa intensità 
spiegò il terremoto nel circondario di Nicastro, ove al 6 ottobre fu- 
rono inoltre sentite altre scosse. 

r895] 1821. Ottobre. Siena. 

Baratta m.: Materiali ecc.; pag. 98. 

Dall' 11 al 14 ottobre in Siena varie scosse, specialmente circa le 
12*» della notte e sul far del di di ciascun giorno. Ne furono intese 
8-10 per ogni 24*», tutte lievi, ond. W-E, ed assai più sensibili a S. Co- 
lomba, villa del collegio Tomei, a ponente della città. Nei giorni 
15-16 varie repliche e 5 altre nella notte 18-19. Dopo una calma di 
poco più di una giornata, ad 8^ 72 ^^^* ^^^ ^^ ^^& forte: nel mattino 
del 24 varie più leggiere delle precedenti. Questo periodo sismico non 
apportò alcun danno. 

Campani e Toscani {Sui terr. avv. ecc., pag. 291) registrano dal- 
1*8 ottobre al 15 novembre molte scosse « spaventevoli » ed altre quasi 
giornaliere dal 13 al 27 ottobre. 

[896] 1821. Novembre 22. Terremoto Adriatico. 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 98 e SulVattiv. sism. nella Capitanata^ pag:. 12-13 (estr.) 

A 2** 15" ant. del 22 novembre a Napoli fu avvertita, non però ge- 



li) Nei miei Materiali [loc. cit.) erroneamente tale terremoto è attribuito al maggio. 



348 [1821 - 182:2] 



neralmente, una lieve scossa ond. E-W di 18' circa, la quale a Ghie ti 
fu forte ed incusse panico nella popolazione che usci all'aperto. I paes^i 
situati lungo la costa adriatica dal Gargano a Termoli soflìùrono danni : 
a Termoli ed a Porto Cannone gli scuotimenti furono sette, ond, E W : 
quivi tutti gli abitanti uscirono dalle case rimaste danneggiate e qual- 
cuna anche demolita. A Lesina molti fabbricati furono gravemente le- 
sionati. Alle isole Tremiti caddero le mura del Castello, eccettuata la 
parte di ponente ; a Foggia il terremoto fu sensibilidsimo ma non pro- 
dusse danni : fu inteso in Campobasso e provincia : a Teramo fu av- 
vertito da pochi. 

Alla mezzanotte del 25 dicembre la costa del Gargano a Teramo fn 
urtata da due forti scuotimenti ond. che non causarono danni. 

Data la forma e V andamento della scossa, si comprende che il 
centro del precedente terremoto sia stato a mare fra la costa di Ter- 
moli e le isole Tremiti. 

[897] 1822. Febbraio 19. Chambery (Savoia). 

BiLLiET A. : Notice sur des tremblemerUs ecc., pag. Lxix. 

Nel febbraio violentissimo terremoto a Chambery e dintorni, sentito 
a S. Giovanni di Moriana e paesi circostanti. Il Vogler, citato dal Mer- 
calli (I terr. della Liguria ecc., pag. 45) indica pel 19 febbraio un 
terremoto forte con lesioni degli ediflcii nel Vallese ed in Savoia, cui 
certamente si riferisce la notizia del Billiet sopra citata. 

[898] 1822. Aprile 6-10. Nicosia (Catania). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 99 - Malvasia-de Rossi : Documenti ecc., pag*. 50-51. 

Nella sera del 6 aprile in Nicosia e paesi adiacenti forte scossa che 
recò gravi danni ai fabbricati : le commozioni telluriche replicarono 
nei susseguenti giorni 8, 9 e 10 ; a circa le 4** pom. di quest' ultimo 
un parossismo violento urtò detta città, spargendo la desolazione fra 
gli abitanti, costretti ad abbandonare le case state danneggiate. A Ca- 
pizzi, a Cesarò, a Sperlinga, a Troina ed in altri comuni circonvicini 
le scosse furono innocue. Nel mattino dell' 11 nuovo scuotimento sen- 
sibilissimo seguito da altre repliche. 

[899] 1822. Luglio 14. Belvedere, Umbriatico (Cotronese). 

Baratta M. ; Materiali ecc., pag. 99. 

Ad 1^ di sera del 14 luglio, a Catanzaro una lieve scossa avvertita 
anche a Cotronc, Umbriatico e Belvedere, nelle quali ultime due loca- 
lità fu molto forte e causò qualche lesione. Al 30 luglio altra scossa a 
Catanzaro. 



[1823] 349 

[900] 1823. Marzo 5. Naso, Falerno. 

a\K %TTA. M. : Matertalt ecc., pag. 100-101 - Ferrara f. : Afemor. 8 pra i trem, della Sicilia 
ecc. - RtftessUmi sul tremuoto avvenuto in Palermo ecc. 

Il ^omo 16 febbraio, ad 11*" pom., in Palermo lievissima scossa di 
terremoto: al 5 marzo, ad 1** 30"* pom., una lieve, ed alle 3^ pom. circa 
una replica meno sensibile della precedente : queste ultime due furono si 
forti a Naso che gli abitanti credettero prudenza abbandonare la città. 
A 5* 37"* pom. dei giorno 5 un parossismo disastroso colpiva questa 
città ed il littorale tirrenico sino a Patti. A Palermo, secondo il comu- 
nicato deirOss«irvatorio, la scossa fu ond. della durata di 23" : secondo 
il Ferrara invece si ebbe un urto suss., quindi un movimento ond. 
]uù vigoroso, poscia un altro della stessa natura, ma meno forte, cui 
seguì una quarta ripresa del tutto eguale alla seconda, quindi un nuovo 
urto verticale come la prima fase : la durata totale fu stimata di 16-17" 
e la direzione predominante NE-SW. A Patti durò 12" e 10 a Messina, 
ove f\i ond. N-S. Palermo sofih:! molti danni e fu osservato che in questa 
occasione furono devastati gli stessi rioiii, anzi precisamente le stesse 
case che nel 1726 (vedi N. 643). In diversi luoghi caddero le parti più 
alte degli edificii. in moltissimi dei quali si aprirono tosto o successi- 
vamente (andando sempre più ingrandendosi) numerosi spacchi, sicché, 
«luantunque poche sieno state le case rovesciate, moltissime furono le 
devastate, molte le danneggiate e pochissime quelle che nulla ebbero 
a «offrire. 

Fra gli edifici danneggiati meritano menzione il palazzo Belsito cui 
crollò parte del 4"*, del 3" e del 2** piano : le chiese di S. Francesco e 
di S. Anna, e quella di S. Nicolò da Tolentino che perdette la volta 
della navata principale ; il palazzo Lucchese, cui crollò un porzione del 
maro estemo del 2'» piano e quello Valguamera che ebbe demolite varie 
btanze. 

I maggiori danni avvennero nel sobborgo < Molo », air Arsenale 
della marina, al carcere detto «Sesta Casa» e presso porta «Clarbone». 
In tale disastro si ebbero a deplorare 19 morti e 25 feriti. 

In Monreale risenti pochissimi danni il monastero Benedettino, la 
casa dei PP. Conviventi ed il Seminario. A Parco il Collegio di Maria, 
il monastero, la parrocchia e qualche casa rustica. A Piana de' Greci 
rovinarono i merli della toiTe. A Capaci t\i devastato assai il duomo, 
due magazzini ed alcune case. A Ca^tellamare la sola casa comunale 
(»bbe ingrandite le fenditure del 1819. Ad Alcano la scossa fu forte e 
meno assai a Trapani. 

Ad oriente di Palermo i danni furono maggiori ; ad Altavilla fu 
colpito il ponte ; a Trabia il castello ; a Godrano il duomo ed alcune 
rai^o furono tVacassate ; a Termini fu danneggiato il convento di S. An- 



350 



[1823] 



tonino, il collegio di Maria e varie case particolari. In Lascari quasi 
tutte le case furono danneggiate, alcune divennero inabitabili e caddero 
molti muri ; Ogliastro fu poco colpito ; in Ciminna crollò V alto di un 
campanile e rovinò gran parte della torre dell'orologio, uccidendo una 
persona : a Rocca Palumba fu rovinata V unica chiesa ; in Corleone 
fece cadere qualche fumaiolo e tettoia ; a Montemaggiore rovinò il 
teatro, un magazzeno ed alcune case ; Cefalù ebbe vari danni sia entro 
che fuori le mura, e così pure Pollina e Finale, ove 5 case caddero 
r 11 marzo ; a Cerda furono colpite la chiesa ed alcune case e fti di- 
strutto un forte : a Scillato soflfrl la volta della chiesa parrocchiale con 
qualche casa particolare; in Gratteri la chiesa di S. Giacomo ed alcune 
case : in CoUesano si ebbero a do.plorare danni considerevoli, e, fi'a 
r altro, rovinò la gran fabbrica dell' ospedale. In Isnello aumentarono 
le lesioni nelle case danneggiate del terremoto del 1819 : simile sorte 
ebbero Gerace (ove il duomo fu ridotto in stato rovinoso), Gastelbuono 
e S. Mauro. Naso fu quasi totalmente devastata ; un gran numero di 



I I* a ds i*a» 




Fio. 31. 

case fu distrutto ; crollarono o furono in gran parte abbattuti 1' ospe- 
dale, il monastero, le chiese di S. Pietro, delle Anime, di S. Demetrio 
ed il duomo ; soflFri meno il quartiere del Salvatore. Non morirono che 
due persone, avendo di già la popolazione, come sopra ò detto, abban- 
donate le abitazioni per lo spavento causato dalle due scosse precorri- 
trici del parossismo. La cattedrale di Patti, il palazzo vescovile e varie 
case furono pure danneggiate ; nella chiesa di 8. Gio. Battista di Bar- 
cellona Pozzo di Gotto si aprì una grande fenditura nel campanile, 
minaccioso di rovina, l^a scossa fu forte ma senza danni a Milazzo ed 
a 8. Lucia ; in Messina produsse alcune lievi lesioni. A Caltavuturo soffri 
qualche edificio in cattivo stato ; ad Alimena f\i danneggiato il duomo 
ed il convento. Il terremoto fu leggero a Catania, fu sentito da pochi 
a Siracusa ed in qualche località della provincia dì Girgenti ; mentre 
passò inosservata a Modica, fu invece abbastanza forte a Stromboli, a 
Salina ed a Lipari. 

Fu notato che le acque termali di Termini crebbero in occasione 
del terremoto di quantità e divennero più calde e fangose. 



[1823] 351 

In Celala il mare repentinamente innondò il lido e quindi si ritrasse 
■Biqwrtando dapprima verso terra alcane barche e poscia assai bru- 
scamente riportandole al di ih del luogo, ove prima si trovavano; lo 
stesso fenomeno, però con minor intensità, fu avvertito in tutto il lit- 
torale fino a Palermo. 

Nella contrada Pozzillo e S. Agata presso Ogliastro si aprirono di- 
verso fenditure nel terreno che fu sconvolto sopra una estensione di 
oOO salme : una squarciatura si determinò pure neir abitato di Naso. 

Concludendo : la costa tra capo Orlando e capo Calava fu certa- 
mente la più intensamente urtata dai fenomeni sismici ed io non esito 
menomamente a porre quivi il centro principale di scuotimento : l'area 
dei gravi danni si estende lungo la riviera da Patti a Palermo e poco 
»i allontana dal mare : però pare che a Palermo cause topograflco- 
geologiche e l'attività di un centro proprio (che in modo secondario 
abbia agito) abbiano cooperato ad aumentare i danni. 

L' unita cartina, che rappresenta V andamento delle principali iso- 
hisme, mi dispensa di aggiungere ulteriori spiegazioni ; con A è indi- 
cato Tepicentro della scossa 5-III ; con B il limite della zona isosismica 
disastrosa ; con C quella della rovinosa ; con D la fortissima ; con E la 
forte e con F la mediocre. 

Dopo la grande scossa avvennero qua e colà delle repliche, come si 
scorge dal qui unito elenco : 

Marzo 6) Palermo, 3*» 30™ ani., alcune leggere scòsse; S. Lucia di Mi- 
lazzo, 7^45"* e 9*» 30" ital. (notte), due forti con rombi intese a Messina e 
non a Palermo ed altri luoghi occidentali : vari rombi ad intervalli - 8) Pa- 
lermo 0*»15™ ant. leggere scosse - 26) ivi, 11*» 30™ ant. altra idem - 27) Fa- 
vignana, forte scossa che fece cadere parte dell* antica fortezza seppellendo 
22 persone - 3i) Messina, 20*» 52™ ital., mediocre scossa ond. di 5-6." 

i Aprile) Ivi, 8*» 30™ e 10*» ital , due scosse : allo Stromboli, dopo aprile, 
scosse frequenti che tennero in apprensione gli abitanti : risveglio eruttivo 
del vulcano. 

:'/? maggio Castelbuono, Isnello, 16*», breve ma forte scossa sentita anche 
nelle vicinanze. 

i2 giugno) Palermo, 5*» 45™ pom., lieve scossa. 

i5 luglio) Milazzo, Messina, 20*», scossa sensibile : fu molto più forte spe- 
cialmente a Scaletta e poi a Regalbuto, a Centorbi ed a S. Filippo : fu intesa 
5i Catania, a Scicli e lievevemente a Caltagirone - 24 prima del) Palermo 
<* villaggi circostanti varie scosse. 

io agosto) Palermo 5*» ant., quattro scosse mediocri NE-SW : furono sen- 
tito ad Alcamo, a Calataflmi, a Salemi, a Corleone, a Chiusa e leggermente 
anche a Mazzara. 

Le precedenti notizie ci fanno conoscere un fatto importantissimo, 
^•he cioè non si ebbero vere repliche nell' nrea più profoudaviento 



352 [1823 - 1825] 



commossa, ma che invece, dopo il parossismo del giorno 5, si ridesta- 
rono vari! centri di scuotimento, specialmente nei pressi di Milazzo, di 
Messina, di Scaletta Zanclea, delle Eolie, delle Madonie, di Palermo 
e deir isola di Favignana. Ma di ciò parlerò in altro luogo. 

[901] 1823. Marzo 27. Isola di Favignana. 

Vedi a pag. 351 fra le repliche del terremoto del 5 marzo 1823 (N, 899). 

[902] 1824. Febbraio 4. Bobbio, Voghera (Pavia). 

Baratta m.: Sul terr, vogherese ecc., pag. 4 5 (estr.) 

A 10** 50™ pom. del 4 febbraio a Bobbio due forti scosse di 2-3% a 
breve intervallo V una dall' altra ; molti per la violenza della commo- 
zione e per la intensità del rombo furono risvegliati : a Voghera il 
terremoto fu pure forte; durò 4», e causò la faga generale dalle case. 
Fu avvertito anche a Varzi, a Vercelli (lieve E-W) : pare sia passato 
inosservato a Genova. Non fu seguito da repliche. 

[903] 1824. Agosto 12. Selvaplana (Romagna). 

Baratta M. : Materiali ecc.. pagr. 101. 

A 1^ ant. del 12 agosto a S. Piero in Bagno (fraz. di Bagno di Ro- 
magna) tre scosse consecutive che fecero suonare le campane dell'oro- 
logio pubblico : alle 8** ant. due repliche assai più intense fecero ab- 
battere un comignolo; in alcuni luoghi vicini si aprirono lesioni nel 
muri ; a Selvapiana, località più colpita, rovinò anche una muraglia. 

Nei giorni 12-13 altre 20 repliche non forti. 

[904] 1824. Dicembre 10-11. Corigliano, Lon^bveeo, Rossano (Cosenza). 
Baratta M. : Materie^ eoe., pag. 102 - Perrby a. : Tremai, penins. Ital., pag. 88^. 

Al 30 novembre a Catanzaro ed a Cosenza qualche lieve scossa 
ond. : nella notte del 10-11 dicembre in Calabria Citra, e specialmente 
a Corigliano ed a Longobucco , alcune scosse rovinose fecero ab- 
battere varie case e causare tre vittime : nel mese (al 10 ?) un gran 
numero di case cadde per terremoto pure a Rossano. Queste scosse si 
propagarono anche a Reggio, giacché ivi nella notte del 10-11 ne fu- 
rono avvertite, però non generalmente, 5 lievi. 

Al 5 gennaio 1825, a 2*" pom., a Cosenza una lieve stata più forte 
a Rossano ed a Corigliano, nei quali paesi però non apportò danni. Al 
24 maggio, a 3** 30° ed Ji 9** pom., a Catanzaro due leggere scosse, 
di 3% con rombo ed altre lievi a 3"* pom. del giorno 28 : al 25 luglio 
una simile a Rossano. 

[905] 1825. Ottobre 27. Isernia (Campobasso). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 102. 

Ad 11** ant. del 27 ottobre ad Isernia scossa non lieve seguita da 



[1826] 353 

^dac repliche, T una delle qaall per la sua veemenza, spaventò la po- 
polazione e causò qualche lieve guasto ad alcune case. 

[906] 1826. Febbraio 1. Tito (Basilicata). 

Baratta m.: Materiali ecc., pa^. 102-3 - Lombardi: Cenno sul tremuoto aw. in Tito ecc. 

Verso le 5** del 1° febbraio a Najioli leggerissima scossa di pochi 
secondi, intesa pure ad Avellino : a Tito fu violentissima suss.-ond. 
X-S di 20* a due riprese, accompagnata da fragoroso rombo. Caddero 
oltre la chiesa parrocchiale 60 case, molte rimasero in stato crollante, 
le rimanenti ricevettero lesioni più o meno considerevoli : 7 furono i 
morti e 4 i feriti gravemente. A Sasso 10 case furono rovinate ; a 
Pictrafesa 5 e molte altre rimasero danneggiate. 

A Potenza risentirono gravemente tutti gli cdificii si pubblici che 
privati : caddero inoltre due o tre vecchi abituri. Il palazzo dell' In- 
tendenza, il Vescovado, il monastero dei Riformati e V ospedale civico 
fdrono ridotti a mal partito : il campanile della cattedrale usci di 
piombo. 

A Calvello cadde il coro della chiesa delle Teresiane, precipitò una 
stanza del castello e la chiesa parrocchiale fu chiusa per precauzione. 
In Brienza e Salvano molti edificii e chiese soffrirono danni conside- 
revoli ; in quella dì Montemurro rovinò la parte superiore del campa- 
nile ; in Tramutola furono abbattute le torri dell' ex badia dei Bene- 
dettini, della Cappella del Soccorso e del soppresso convento degli 
Osservanti : tutte le abitazioni rimasero danneggiate. A Marsiconuovo 
cadde una parte del campanile ed una muraglia della chiesa di S. Maria 
delle Grazie, nonché un muro in quella di S. Gennaro. A Sala gi*an- 
demente soffk'irono le due chiese maggiori, caddero inoltre due vecchie 
cHse ed un' altra rimase atterrata da una iVana distaccatasi dai monti 
sovrastanti. In Atena si resero inabitabili 20 case, crollarono molti tetti 
e mari, e la chiesa di S. Michele in parte fu diroccata : un morto e 
un ferito. S. Arsenio soffri pure vari danni. 

In Tito si intorbidarono le acque dei pozzi e nel luogo detto « Cro- 
cevia » a NW dell' abitato, dalla terra squarciata venne fuori un getto 
istantaneo di acqua : enormi macigni si staccarono dal colle Pesco- 
grande, presso il quale avvennero altri sconvolgimenti nel suolo e sca- 
turirono delle sorgenti. 

L'epicentro di questo terremoto si deve porre presso Tito (fig. 32 A) 
nt'll'aroa mesosisniica (B) sono comprese Pictrafesa e Sasso, località che 
dopo Tito furono le più danneggiate : neir arca dei danni gravi (C) 
stanno tutte le altre precedentemente nominate : essa à forma elittica 
con r asse maggiore disposto da SE-NW con la massima lunghezza fra 
Balvano e Montemurro, di km. 55 circa. 

9AIUTTA ; Terremoti ecc. Zi 



f »■> w 



354 



[1826] 



Nei paesi del circondario di Lagonegro la scossa fu molto forte : 
invece fa appena avvertita in quelli di Melfi e di Matera, ed a Napoli 
che dista da Tito km. 125 circa. 






"7 ^^5S"^5Sw ^ 



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Fia. 32. 

Air epicentro, dopo la prima scossa, nello spazio di un ora si sen- 
tirono due repliche sensibili e altre nei di susseguenti con nuovi danni 
agli edificii già conquassati. Air 11 febbraio si ebbe un nuovo scuoti- 
mento alquanto forte ed altri al 4 e 18 (^) giugno, al 15 luglio, al 12 
ottobre, air 8, 9 e 10 dicembre : tutte queste scosse furono ond. S-N, 
avvertite anche a Potenza e nei vari paesi circostanti a Tito. 

[907] 1826. Marzo 18. Pesaro. 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 103 - Gay Lussac-Arago : Li$te de$ trembh ecc. de 182g. 
pag. 409-10. 

Al 18 marzo, a 0*^20" ant., a Pesaro scossa assai forte SE^-NW : a 
0*^50™ ant. altra più intensa durante la quale fu osservata una forte 
agitazione del mare presso Sinigallia : ad V 14", 2^ 4" e 10*» 45» pom. 
tre lievi repliche : ad V 45"" e Z^ 15'" ant. del 19 due altre leggerissime 
SE-NW: un' altra simile, ma assai lunga, a 1*^45'» ant. del giorno 20, ed 
infine a 4*» 20°» a. del 6 aprile una leggera sempre nella stessa direzione. 

Le scosse del 18 devono essere state intese anche a Sinigallia, giacché 
quivi nelle notti dal 15 al 18 furono avvertite frequenti scosse innocue. 
La maggiore fu forte anche ad Ancona (0^ 15™ a.) 

[908] 1826. Giugno 24. Benaeo, Val Sabbia (Lombardia). 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 103 - bettoni: Note star, sui terr., pag. 6 (estr.) 

Nel giorno 24 giugno, ad l^^SO" pom. circa, gagliarde scosse nella 



n) La scossa del 4 giugno a Potenza (ore lAò pom.) fu lieve ond. N-s di 12 secondi; 
quella del di 18 avvenne a ore 5 ant. e fu suss.-ond. N-S di 10 sec. : non apportò danni. 



> 



TMf-g- 



[1826-1827] 355 



regione Benacense in particolar modo e nella Val Sabbia : a Vicenza 
fu il terremoto sensibile e fece cadere dal palazzo Salvi un pezzo di or- 
namento di nn finestrone (Piovene) : a Verona fu ond. SE-NW di al- 
quanti secondi (Goirax), a Brescia ed a Mantova fu lieve, e così pure 
a Venezia (E-W a 2 riprese di 3-4" ciascuna) : tale forma ebbe pure a 
Pavia, ove la seconda fase, avvenuta dopo 3* dalla prima, fu più forte 
ed ebbe direzione E-W. Questa scossa fu sentita a Milano, a Bassano, 
a Genova, a Rovereto, a Trento ed a Innspruch. 

[009] 1826. Ottobre Rocca San Gasciano (Firenze). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 104. 

Sai primi di ottobre forte scossa, seguita da circa :)0 repliche ; causò 
grande spavento ma pochi danni. 

[910] 1826. Ottobre 26. Mandaria (Terra d' Otranto) 

Baratta M. : Op. Clt., pag. 104. 

Il 26 Ottobre a Lecce e provincia, circa le 7^ pom., ili sentita una 
forte scossa che a Manduria riuscì più violenta : ivi varie case furono 
danneggiate. Forse questa scossa si propagò fino a Napoli, poiché il 
Capocci (Catalogo^ I, pag. 360) ne ricorda una, senza indicazione di 
dato orario, ond. NW-SW (?) avvertita in Napoli in tale giorno, e che 
dice sentita anche in provincia di Bari. 

[911] 1826. Novembre 11. Pavia. 

Terremoto di Pavia ecc. - baratta m.: Op. cit., pag. 104. 

Air 11 novembre, a h^ 28°* ant., a Pavia strepito violento, momen- 
taneo, simile a colpo di cannone, susseguito da rombo e da una scossa 
suss.-ond. SE-NW di 5" circa, che fece oscillare gli oggetti mobili : 
nessun edificio ebbe a soflFrire sensibilmente. Il centro deve essere 
stato nella campagna pavese ed a piccolissima distanza dalla città, 
giacché oltre al raggio di 10 miglia geografiche non fu sentito alcun 
scuotimento : anzi in città fu più intenso che non altrove : i luoghi di 
campagna, nella direzione sopra accennata, sentirono la scossa più che 
gli altri : a 6** ant. replica con rombo molto più debole della prece- 
dente: a 6*» 30" ant., un'altra quasi insensibile e ad 8** 44™ e IO*' pom. 
ancora due lievi. 

[912] 1827. Giugno, Luglio. Ustica, Palermo. 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 101. 

Al 21 giugno, a 10** 25' ant., a Palermo scossa stata più intensa ad 
Ustica, ove fu preceduta da baleno e da rombo fortissimo : ne sogni reno 
altre fino al 14 agosto, in cui a 5*^5'" ant. ne furono sentite due ond. 
NE-SW rispettivamente di 7 e 10* ; grande panico ; uscita air aperto, 
ma nessun danno. 



T —^^9W^fmW 



35B [1827 - 1828] 



[913] 1827. Ottobre 30. Comica. 

Gay lussac-araoo; Liste des trembl. de terre en 1827, pp^. a98. 

Al 30 ottobre, a 5*» 20™ ant., due scosse nei cantoni di Tavaro, Tal- 
lano e Sartena. 

[914] 1827 28. Ponza, Ischia. 

CovELu N. : Cenno sul tremuoto ecc. 

All' 11 aprile 1827 una scossa molto violenta fu sentita neir isola 
d* Ischia con direzione NWW-SEE : essa fu molto più forte a Ponza, 
ove recò spavento : fu seguita nel giorno dopo da altra. Quivi gli abi- 
tanti per 15 giorni dormirono all' aperto : furon sentiti molti rombi 
senza movimento sensibile di suolo. Durante il 1827 si contarono, se- 
conto il Covelli, altre 13 scosse deboli. 

Alle 15** 15™ ant. del 2 febbraio 1828 avvenne un terremoto disastroso 
in Ischia ; una forte detonazione precedette la scossa che a CaBamic- 
ciola fu suss. a tre riprese, della durata di 4* circa. Al Fango e nella 
parte occidentale di Casamicciola di sopra, dove e' è la parrocchia. 
Casamenella, Piazza Majo, la spezieria, il terremoto fu i iù violento che 
non altrove : crollarono molti edificii, e molti altri ricevettero gravi 
fenditure : 28 morti, una cinquantina di feriti. A Lacco le case non 
caddero, ma sofifrirono gravi danni ; fu forte, senza danni, a Forio, a 
Serrafontana ed a Testacelo ; fu leggero ad Ischia. Tra Casamicciola e 
Fango franarono grossi massi dai fianchi dell' Epomeo. Il terremoto 
non fu sentito né a Precida, né sul continente. Nella mattina del 14 
febbraio forte replica che causò nuove rovine presso Casamicciola. Altre 
scosse meno forti verso la fine di giugno ed al 24 agosto (9*» ant.) del 
medesimo anno. 

Nella fig. 88 é delimitata la zona entro cui fu sensibile la scossa 
dell' 11 aprile, e nella carta 67 V area entro cui crollarono le case per 
effetto del terremoto del 2 febbraio 1828. 

[915] 1828. Marzo 12. Palmi (Reggio Calabria). 

Baratta M- : Materiali ecc., pa^. 105. 

Il 12 marzo, ad ora che non conosco, a Reggio C. una scossa ond. 
di 4' che si propagò fino a Paola : a Palmi caddero due piccole case 
e furono lesionati vari edificii : molto panico, ma nessun danno alle 
persone. Nel giorno 13 a Palmi ed a Reggio altre 5 scosse leggere. 

[916] 1828. Aprile. Romagna. 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 105 - Serpieri a.: Scritti di Sismol.^ voi. I, pag. 155. 

Nella notte 2-3 febbraio a Forlì ed a Firenze parecchie scosse leg- 
gere ; dal 6 al 10 aprile a Forlì e Cesena molte, che pare abbiano re- 
cato danni a Meldola. a Galeata ed a Bertinoro. 



[1828]" 367 

Le maggiori avvennero a 3^ ant. dell' 8, a mezzanotte fra V 8 ed il 
9 e ad 1** circa del giorno 9 : le più forti causarono panico in Ancona, 
Pesaro e Sinigallia. 

Verso le 11*» 25" pom. dell' 11 aprile '\ Cesena scossa fortissima pre- 
ceduta da lieve tremito e da forte rombo : fu avvertita a Forlì, a Ga- 
ietta ; si propagò a Firenze (ond. E-W, SE-NW, E-W, 2()-22*), a Lucca 
'ond. NW-SE, dopo 2-3" replica), a Bologna, ad Ancona, a Pesaro, a 
Sinigallia, e leggermente a Venezia, a Mantova, ad Udine, a Vicenza, 
a Trieste, in Dalmazia e forse anche fino a Chieti, a Penne ed a Roma. 

lì numero degli scuotimenti sembra sia stato di 18. 

[917] 1828. Aprile 11 o 14. Urbino. 

BARATTA M.: lOC, Clt. - SeRPIERI a.: lOC. Clt. 

Secondo le notizie da me pubblicate, a 14** 30" ital. deir 11 aprile si 
senti in Urbino una forte scossa che incusse grande panico e fece in 
molte case cadere dei calcinacci. Il Serpieri la pone nella notte 13-14 
e dice che fu fortissima e fece rovinare la piccola cupola della chiesa 
di S. Francesco e la statua della Speranza, posta sulla facciata del 
duomo. .Fu avvertita anche a Città di Castello, a Perugia e più lieve- 
mente a Foligno. 

[918] 1828. Maggio 18. Marsala (Trapani). 

BvRATTv M.: Op. Clt., pag. 106. 

Al 18 maggio varie forti scosse fecero abbattere tre case a Marsala 
o lesionarne parecchie altre : di 5 individui rimasti sepolti sotto le ro- 
vincy uno solo fu salvato. 

[919] 1828. Ottobre 5-8. Forlì. 

Quarini f. : / terr. a Forli. pag. Ql-W. 

O già parlato delle scosse sentite in Romagna dal febbraio all'aprilo 
di questo anno : ora aggiungerò alcune notizie su un altro parossismo : 
a 11** V2 ^^^' d®^ 5 ottobre due forti scosse incussero agli abitanti di 
Forlì grande panico; alle 11** V? P« circa deir8 ottobre avvenne un nuovo 
massimo sismico : una fortissima scossa ond. con intenso rombo, se- 
guita da due repliche più leggere, urtò la stessa località determinando 
r apertura di fenditure in diversi muri e facendo cadere qualche co- 
mìgnolo. Tali scosse furono sentite leggermente a Pesaro (Gay Lussac- 
Arago : Tableau trembl. 1828^ pag. 412). Nel 9 10 ottobre altre lievi. 

[920] 1828. Ottobre 9. Vogherese e Bobbiese. 

f'ARKNA G.: Sui terr. sent. in Piemonte ecc. - Baratta m. : Sul terr. vogherese del n ottobre 
1894 ecc., pa^. 5-14 (estr.) e Materiali ecc., pag. 106 - mercalli g. : / terr. della Liguria 
ecc., pag. 105-S. 

Su questo terremoto ò raccolto e discusse parecchie notizie nella nota 
sopra accennata, che in transunto con qualche aggiunta qui espongo. 



358 



[1828Ì 



Forma della scossa e sua durata, — A Voghera il movimento si- 
smico, secondo una notizia ms. dell' architetto Cattaneo, risultò di due 
ondulazioni e di un sussulto, con una durata totale di 10* circa ; a 
Novi fu ond.-suss. A Genova cominciò con un forte ma breve suss. e 
durò con la successiva violenta ond. per circa 20.' A Milano si senti- 
rono per circa IO» degli urti suss. piuttosto, forti, ma lenti e ripetuti 
ad eguali intervalli di tempo. A Torino fa ond. della durata di 30* con 
2 riprese nella intensità : a Scorzolengo d' Asti si ebbero pure due fasi, 
ond. E-W con T intervallo di poco più di 1% la prima di 3» di durata, 
l'altra di oltre 6 : uguale forma ebbe anche a Vercelli, con la diflTerenza 
che r intervallo fra le due riprese fu stimato pari a 12-15* e la dire- 
zione ESE-WNW. 



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Fio. 33. 



Concludendo dirò che la scossa maggiore fa lunga (20-30*) e risultò 
composta di due fasi distinte. 

Intensità, — A Gamminélla (fraz. di Godiasco) rovinarono tre case 
sotto le cui macerie restarono sepolte 10 persone, tre delle quali ven- 
nero estratte morte. Neil' abitato e cascinali di Montesegale 46 case 
furono danneggiate per L. 4996. Nella frazione S. Paolo tutte le 16 case 
furono dalla scossa o diroccate o ridotte a mal partito e sotto le rovine 
si ebbero a deplorare 3 vittime e 7 feriti. 

Rocca Susella fu pure assai danneggiata : nel comune di Trebbiano 
Nizza furono danneggiate case 23 per lire 1434.50 : in quello di Cecina 
67 por Uro 4764.00 : a Villa di Moto (S. Ponzo) 32 per lire 6436.90 : 



[1828] 359 

in Bagnara rovinò un edificio rustico causando la morte di una per- 
sona e fu in gran parte abbattuta una vecchia torre (^) ; il Castello di 
Oi*ainaIa (fraz. di Valdiuizza) fu pure in tale occasione^ assai danneg- 
giato e reso inabitabile. 

Tutti questi paesi sono compresi neir area mesosismica (flg. 33 A). 

À Voghera, a Casteggio, a Montebello vennero danneggiati molti 
edificii, così pure a Pinerolo Po (notizia ms.) ed a Robecco Pavese (*) , 
da questa parte la zona dei danni (B) si estende poco oltre a Pavia : 
ove fra l'altro il teatro di fisica della R. Univeriità dovette essere ri- 
costrutto per i danni sofferti (P. Pavesi : La strada delle Catene^ Pavia 
1897, pag. 29) ; a Retorbido 11 edificii risentirono delle lesioni per 
L. 934 : a Godiasco caddero tutti i comignoli, qualche danno ebbero 
pure i limitrofi paesi del Tortonese. Simili a quelli di Voghera tocca- 
rono a Novi Ligure ; fu pure danneggiato il castello Spinola in Tassa- 
rolo ed un altro a Pozzolo. A Varzi, e specialmente a Bobbio, i danni 
farono un po' minori di Voghera. A Genova parecchie case furono 
lesionate e così pure a Sestri ed a Sampierdarena, ove cadde parte del 
capolino della Chiesa Parrocchiale. La scossa fu abbastanza forte (C) 
ad Oneglia, a Porto Maurizio, ad Alessandria, ad Alba ecc., fu forte 
iD) a Nizza, a Torino, a Vercelli, a Milano, a Salò, ecc. 

I limiti estremi della zona entro cui si propagò il movimento si- 
smico (E) sarebbero da SSW ad W Tolone, Marsiglia, Pinerolo e Susa. 
a N Lugano e da E a SSE Forli (?), Firenze e Livorno. 

Dubbiamente io credo che il movimento sismico sia giunto fino a 
Forlì, giacché non si riesce a distinguere se quivi le scosse sentite non 
siano state piuttosto repliche dei terremoti locali cominciati alF8 ottobre. 

L'area mesosismica risulta molto ristretta di forma elittica, il cui 
asse maggiore fìra Roccasusella e Bagnara misura Km. 12 circa (A); 
quivi, come abbiamo visto, furono maggiori i danni specialmente presso 
la prima località, ove dovrebbesi trovare il centro sismico : allonta- 
nandoci da questa zona gli effetti dinamici diminuiscono sempre più, 



(!) Le notizie sui danni sono ufflciali e furono da me desunte dal risultati della in- 
chiesta ordinata dal governo (Documenti mss. deir Archivio della Sottoprefettura di 
vojjhera), 

(2) In tutti i paesi sopra nominati i danni però non sono paragonabili fra loro ; a 
Voghera, per esempio, furono molto maggiori. Dalla lettera del Sotto intendente Dattili 
in (lata 13 ottobre 1888 (Arch. St. di Torino. N. 3154. Paesi: voouera) risulta che le car- 
ceri ^Castello) ebbero del guasti tali però da non comprometterne la sicurezza : rufficio 
flelle Ipoteche per le lesioni fu trasportato in altro luogo : r intendenza fu esente da 
rovine, necessitando però urgenti riparazioni : la chiesa coli, sofferse considerevolmente; 
\^ caaerma del carabinieri fu resa inabitabile. L'edificio del collegio convitto è stato 
uno dei più maltrattati massime nei due vecchi bracci ; la relativa chiesa ed alcuni 
luoghi deUe nuove fabbriche mostrano varie screpolature che fanno prevedere miigglori 
mail in avvenire. Nel braccio vecchio caddero alcune volte. 



• »<■» 



60 [1828-18'Ì9l 



in modo speciale dalla parte di settentrione : cosi mentre l' isosisma dei 
danni (B) a nord si spinge non oltre a Pavia, verso mezzodì corre 
fino a Genova, anzi ivi lo scuotimento violentemente si propagò pure 
alle acque del porto, giacclie un' improvvisa marea spinse le navi le 
une contro le altre. 

Data la ristrettezza della zona danneggiata ed il grande sviluppo 
dell'area ove lo scuotimento si rese più o meno sensibile alle persone, 
dobbiamo ammettere che il recondito focolare sismico si trovi ad una 
certa profondità. 

L'ora della scossa oscilla intorno alle 3^ 20°" ant. 

Fenomeni geologici — Dalla relazione ms. fatta d'ordine del Go- 
verno dal Chimico Angelini Lorenzo e conservata nell'Archivio di Suto 
di Torino (*) risulta che in varie località — ps. nei pressi di Lumello, 
frazione di Trebbiano Nizza e di Vignola (fraz. di Pizzocorno) — ven- 
nero in luce nuove sorgenti, la cui acqua però era scevra di sostanze 
minerali. Le sorgenti minerali di Sales e di Retorbido in occasione del 
terremoto non ebbero per nulla alterata la loro chimica composizione. 

L'Angelini presenta un interessante elenco delle traccio lasciate dal 
terremoto sul suolo, consistenti in franamenti e fenditure da alcune 
delle quali vuoisi siano uscite fiamme. Detti fenomeni si verificarono 
in territorio di Roccasusella, di Godiasco, di Montesegale, di Trebbiano 
Nizza, di Pizzocorno, di Bagnara ecc. 

Repliche — Dopo il maggior scuotimento del giorno 9 ottobre furono 
intese, specialmente nella zona mesosismica, varie repliche, delle quali 
sono riuscito ad accertare le seguenti : 

Ottobre 9) 9*» ant., a Voghera scossa fortissima, sentita a Robecco Pavese 
e forse a Genova ed a San Re,mo - iO) 0^ 35" a., scossa a Genova ; l^ 35"^ a., 
Voghera scossa mediocre, sensibile a Genova, leggiera a Novi e leggerissima 
a S. Remo; 2^ 30™ a., Voghera fort»^ scossa: neirarea epicentrale qualche 
nuovo danno, a Genova fu molto sensibile e cosi pure a Torino, a San Remo 
ed a Novi ; 5*» 15" a., Voghera scossa sentita anche a Novi ; 6^ 30" a., Vo- 
ghera e Genova scossa meno intensa di quella delle 2^ 30" ant. 

Fino al 17 ottobre nell'alta valle della Stafferà altre scosse e cupi 
rimbombi. 

[921] 1829. Albano. (Roma). 

Bass ANELLI : Sopra il treni, cke ha soferto la città di Albano ecc. 

Il periodo sismico che nel 1829 agitò Albano ed altre località vicine, 



(1) La detta relazione, che consta di paff. 10 di manoscritto, è datata da Voghera, 
15 novembre 1828 ; Io V ò potuta consultare per V Interessamento addimostrato dal mio 
amico Prof. Giacomo Gorrinl. Air Archivio di Torino porta la seguente segnatura : 
N. 3674, Paesi in generale : Voghera e prov, vecchia numerazione 13577. 



p 
» 



fl829] 361 



può ritenersi cominciato nel 1828, poiché quivi ed a Frascati gìk a 7** 
ant. circa dell' 11 maggio 1828 era stata sentita una intensa scossa di 
terremoto : all'alba del 25 dicembre poi un nuovo scuotimento, seguito 
(ia parecchie lievi repliche, nei primi giorni del gennaio 1829 urtò Al- 
bano. Dopo una lunga tranquillità del suolo, si riaperse il periodo si- 
smico con una scossa leggiera sentita nella notte 21-22 maggio 1829 a 
4^ ital. (IP 48"" pom. circa) : a questa ne segui un'altra più sensibile 
a 5^ '/^ ital. e quindi una molto forte ad 8^ ital. : quest' ultima fece 
uscire tutti dalle case e fu più o meno intensamente sentita a Gen- 
zano, a Nemi, a Civitavecchia, a Montecavo, a Rocca di Papa, a Castel 
Gandolfo, a Marino, a Grottafernita, a Frascati e non oltre. Nella mat- 
tina del 22 altre 5 repliche, la seconda delle quali (13^ Vi ì^^O incusse 
panico nella popolazione ; a 18^ si ripetè il fenomeno. Nel giorno 23 
otto nuovi leggieri scuotimenti, cioè 3 nel mattino, 2 durante il giorno 
ed altrettanti nella sera e nella notte : tra questi uno ad S^ Vs ^ ^^^^^ 
e di qualche durata. In tutti i di successivi varie scosse : la più in- 
tensa delle quali avvenne a 13^ Vt ^^^ ^^' ^^ ^^ giugno, a 14^ di mat- 
tina, si ebbe la maggior commozione di questo periodo sismico : Io 
scuotimento fa fortissimo suss. di lunga durata ed accompagnato da 
forte rombo : suonarono i campanelli, si aprirono larghe fenditure 
nei muri, caddero alcuni comignoli, parti di grondaie e porzioni di 
intonaco. 

In quasi tutti i giorni del giugno altre repliche : nel di 9 ne furono 
contate 17 : nei di 19, 26 e 30 la terra stette in quiete. Nel luglio le 
scosse si rinnovarono con minor forza e si notarono molte giornate di 
calma : decrebbero ancora nel settembre, poi nell'ottobre • novembre, 
per cessare del tutto dopo il 6 dicembre. 

Mentre perdurava l'agitazione del suolo in Albano, vari terremoti 
colpirono isolatamente qua e là qualche altra località del Lazio. La 
scossa del 3 giugno 1829 (23** Ve) ^^ Più intensa a Genzano, a Gallerò, 
ad Ariccia ed a Marino, che non a Castel Gandolfo, ad Albano ed a 
Frascati. Una, avvenuta al 25 di detto mese, causò qualche danno ad 
Aricela. 

Nel di 26 si senti a Genzano uno scuotimento non avvertito che 
lievemente ad Albano, ed infine al 13 luglio le commozioni furono più 
intense a Nemi. 

Le scosse ad Albano furono o solo suss. oppure suss.-ond. general- 
mente con direzione N-S o SSW-NNE, di 1» di durata, le maggiori di 
2-4\ Parecchie volte, a datare dal 29 maggio furono iìitese forti deto- 
nazioni : al 31 se ne senti una forte alla Faiola, le altre ebbero diversa 
provenienza: nel luglio si mostrarono localizzate al lago di Castel Gan- 
dolfo e qualche volta in quello di Nemi : erano accompagnate da on- 



362 



[1829 - 1830] 



dalazioni dell'acqua. In Marino, in Rocca di Papa e specialmente in 
Albano gli edificii soffrirono maggiormente : a Monte Porzio, a Monto 
Compatri, a Colonna, a Rocca Priora, a Velletri, a Nettuno, ad Ardea, 
a Pratica ed a Roma non si senti che qualche lieve scossa sulla fine 
di maggio o sui primi di giugno, allorquando cioè accadevano in Al- 
bano le maggiori commozioni. 

[922] 1829. Settembre 6. Cremoia. 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. Wì - Perrey a. : Tremhl. penins. Ital,, pag. 94. 

Il 6 settembre, verso le 3*^ 25" pom. una scossa S-N di 4" con rombo 
fece cadere in Cremona circa 150 camini e causò alcuni danni, princi- 
palmente ai pubblici edificii ed alle chiese, nelle cui volte si produs- 
sero qua e là varie screpolature. Nei paesi circonvicini fu meno in- 
tensa : verso le 8** 15"» pom. qualche replica con rombo. 



[923] 1830. Gennaio 26. Porrette (Bologna). 

Baratta M. : op. cit., pag. KH - Qoiran A. : St. sism. ecc., pag. 22- Valvasia-De Rossi: iHh 
cumenti ecc., pag. 56. 

Il 26 gennaio a Lucca, alle 3*» 30" ant., fu sentita una lievissima 









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l«50 «. ^ ^4.4. 

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Fio. 34. 

scossa SU8S. : a 5^, a Vergato una forte, ed a 5** 30™ ant. un' altra 
maggiore della durata di 4'. Quest' ultima causò grande spavento nella 
popolazione dei monti di Vimignano, Savignano, Vigo^ Montovolo e 



[1831] 363 

specialmente della Porretta, ove danneggiò tre capanne di pastori. 
Dopo mezz'ora veemente replica. La scosBa delle 6** Vi fu molto sensi- 
bile a Bologna, a Modena ed a Lucca, ove se ne intesero due a 3°" di 
intervallo : fu pure avvertita a Verona e provincia e lievemente anche 
a Torino. 

Nella figura 34 con A è rappresentato Tepicentro e con A' A' por- 
zione della zona mesosismica. 

[924] 1831. Gennaio 2. Lagoneg;ro (Basilicata). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 107-8. 

Alle 3^ pom. del 2 gennaio una violenta scossa di 20* circa, fece 
lesionare tutti gli edificii di Lagonegro, dieci dei quali farono adeguati 
al suolo : la Chiesa dei Cappuccini, ad un miglio deirabitato, rovinò 
pur essa con parte del convento : si ebbe a deplorare una sola vittima. 
À Lauria Inferiore caddero molte case : il tetto della Chiesa Madre, 
precipitò mentre si ufficiava, causando un gran numero di feriti : anche 
a Lauria Superiore molti edificii furono abbattuti, ma nessun danno ri- 
sentirono le persone. 

Nei giorni 8 e 9 a Trecchina altre scosse e nel giorno 13 in questa 
località e nella vicina Maratea una oltremodo violenta per la quale la 
Chiesa Madre giÀ, per le scosse precedenti, ridotta in cattivo stato, 
ebbe a risentire gravissimi danni: in tale occasione cento case furono 
molto lesionate. Quantunque questo nuovo massimo sismico si sia pro- 
pagato a Lagonegro, non causò a tale città ulteriori guasti. 

Le aree mesosismiche delle due scosse del 2 e del 13 gennaio sono 
delineate nella fig. 32. 

[925] 1831. Gennaio 2. Aieta (Cosenza). 

Cipoca : Catalogo^ I, pafir. 862. 

Ad Aieta (Paola) il due gennaio per un terremoto caddero varie 
case. Dalle notizie che si anno non si sa se questo scuotimento sia 
successo neir Istesso istante del precedente, col quale, in caso affer- 
mativo (del che dubito) costituirebbe un unico fenomeno. 

[926] 1831. Gennaio -Febbraio. Milazzo (Messina). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 108. 

Il 28 gennaio, a 6*» 30" pom. circa, a Reggio Calabria ed a Messina 
forte scossa senza danni : a Milazzo caddero alcune piccole case. A 
Messina nella notte (8** 30*" ital.) una replica e fino al 10 febbraio a 
Milazzo scosse IVequenti causarono grande panico nella popolazione, 
la qaale si accampò all'aperto : i danni furono però di lieve momento. 



364 



[1831] 



[927] 1831. Maggio 26. Castellare (Liguria). 

Baratta m. : Materiali ecc., paff. 108-10 - Mercalli G. ; / terr, della Liguria ecc., pag. -n e 
lOB-11 - NOTA k.: Del treni, avv. nella citta e prov. di S. Remo ecc. 

Verso le 9^ ant. del 26 maggio presso Ceriana furono da una per- 
sona sentiti alcuni rombi veementi, e circa le 7^ ant. dello stesso 
giorno nei dintorni di San Remo fu avvertito un sotterranee! fremito 
La maggiore scossa avvenne ad 11^ */« del 26 maggio : a San Remo co- 
minciò con fremito cui seguì dapprima un urto verticale e quindi un 
moto NW-SE di 44' : il mare un momento prima si ritrasse dalla sponda 
ed i bastimenti nella rada provarono un grande urto. Castellaro fu il 
paese che maggiormente provò gli eflfetti del terremoto : 52 case furono 
atterrate e 49 rimasero inabitabili : si spaccò il volto della Chiesa par- 
rocchiale e quello dell' Oratorio : 5 morti e 16 feriti ; a Bussana si 
ebbero 24 case crollate e 49 rovinose: 1 morto ed 1 ferito; a Taggia 
tutte le case soflFrirono molti danni : anche quivi vi fu una vittima e 



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FiG. 35. 

parecchi feriti. A S. Remo pochi ediflcii rimasero illesi, alcuni dei quali 
posteriormente rovinarono, caddero inoltre diversi muri, dei cornicioni 
e delle sofiStte e riportarono notevoli lesioni le Chiese di S. Stefano, 
deirOspedale, il convento dei Cappuccini ed il Santuario dell'Assunta. 
A Pompeiana caddero delle volte e si spaccarono dei muri : a Terzorio 
rovinarono 2 case ed altre 8 furono gravemente lesionate. Ad Arma di 
Taggia e a S. Stefano tutte le case riportarono, quali più quali meno, 
dei danni nei muri e nelle volte. A Riva Ligure, a Cipressa ed a Ce- 
riana i danni furono minori ma pure considerevoli, giacché pochissimi 
ediflcii andarono esenti da guasti ed alcuni furono diroccati e altri 
resi pericolanti : pochissimi ne toccarono a Baiardo, a Ventimiglia, a 
Perinaldo, a Castel Vittorio, ed oltremodo leggieri furono quelli inferii 
ai vari paesi del circondario di Portomaurizio. 

La scossa fu infine leggerissima a Nizza, a Genova ed a Torino. 

La zona mesosismica (flg. 35 a) comprende Taggia, Castellaro e 
forse Bussana ; nella isosisma rovinosa (b) stanno S. Remo, Pompeiana 



[1831] 365 

— - ---- — ■■■II-— ■.■-■-■■^— — ...i-.. - ■ ■■ ■■■ ■^■^^i^.^^^ 

ecc. ; nella quasi rovinosa (e) Ceriana, Badalucco, Cipressa, S. Stefano 
aJ mare : la zona fortissima (D) è limitata da una linea che include 
Ventimiglia, Perinaldo, Baiardo, Castelvittorio, Montalto ePortomaurizio. 

Dopo 11 terremoto si verificarono, i soliti cangiamenti nel regime 
delle acque sotterranee: dal laghetto di S. Benedetto presso Taggia 
uscirono quattro ore dopo la grande scossa vari zampilli ed il colle 
delle Grande, fra Taggia e Castellare, si spaccò dalla parte di sud e 
si sprofondò su piccolo tratto. 

Dopo la scossa delle ore 11,30 ant. nell'area più commossa si sen- 
tirono frequenti repliche : a San Remo, nelle prime 24** se ne ebbero 
0-10 : a Castellaro in 58^ ne furono contate 14 : stante la loro piccola 
intensità non furono tutte ricordate, ma solo registrate le maggiori : 
tuttavia si sa che giornalmente, per parecchio tempo il suolo si scosse 
incutendo timore e facendo allargare i crepacci delle case, Le mag- 
g:iori repliche furono le seguenti : 

26 viìaggio) 9^, 10*» 30"» e 11*» 32"» p., nelle loalità danneggiato 3 scosse, 
la prima* e T ultima leggiere, la seconda più sensibile - 27) 8*» a., Taggia 
1^10 scosse sensibili : nel mattino a San Remo alcune - 28) 0*» 45"» p., Arma 
Pompeiana ecc. scossa che causò nuovi danni ; fu forte a Taggia, a S. Remo, 
a Veotiniiglia ecc. - 29) 6*» 30"» p. una mediocre a S. Remo — Giugno 9) 
V" 30°» a., una sensibile a S. Remo ed a Taggia: nelle stosse località altre 
identiche a 2*» 58» p. dell'i/, a 10*» a. del /5, a 9*» 20«» e 11*» 45™ p. del i6, 
ad 1*» a. del f 7 ed a 2*» a. del 29 la quale forse corrisponde ad una avver- 
tita a Taggia nelU notte 28-29 - 30) San Remo, Taggia 6*» 30"» p. una scossa 
- Luglio dO) Taggia 7*» 30» p. una scossa, 11*» 30» p. del 22 altre forti — 
Kovembre 25) San Remo 1*» 45"» a. scossa assai forte — Dicembre i) ivi 8*» 45» 
pom. altra sensibile e a 2*» 30» ital. del 4 altre a Taggia e Castellaro. 

[928] 1831. Giugno - Luglio. Isola Gialla, Seiacca. 

UE3U1ELLAR0 C. ; Reìazlonc dei fenotneni del nuovo vulc. ecc. - phbvost c. : Note sur V ile 
Julia ecc. 

Al 28 giugno, a 21*^ 15» ital. a Sciacca forte scossa ond. sentita 
anche nella costa vicina e nel mare fra questa e V isola di Pantelleria: 
a 13*» 45» del 29 altra intensa come la precedente : due repliche poi a 
? e 9** 15» del 30, nel qual giorno ad 11*» 40» se ne ebbe una più forte 
delle precedenti che causò molto panico nella popolazione : a 3*» 15» 
replica forte, ed a 3*» 45» una fortissima susseguita a 4*» 15» da altra 
più lieve. A 7*» di mattina ed a 4*» circa di sera del P luglio lievi 
tremori : a 7*» del 2 scossa molto forte : a 16*» della stessa giornata 
una alquanto intensa ed a 22*» altra lieve. Queste scosse ed altre pa- 
recchie leggiere, avvertite da pochi, furono i prodromi deir eruzione 
sottomarina : cessate le scosse, nel giorno 2 fu avvertito un insolito ri- 
bollimento del mare tra la Sicilia e l'Affrica à 30 miglia circa, a S\V 



366 [1831-1832] 



di Sciacca e precisamente a 37*> 2' di lat. N. e SO*' 16' dì long. E. dal- 
l' isola del Ferro. Tale eruzione sottomarina diede laogo alla forma- 
zione dell'effimera isola Giulia o Ferdinandea, la cui massima estensione 
fu raggiunta circa il 25 agosto, dopo di cui l'azione erosiva delle onde 
ne iniziò la rapida demolizione. Al 16 settembre, a 9^p., forte scossa a 
Sciacca ed al 15-16 dicembre varie altre ond., di intensità ugfoale a 
quelle che precedettero l'eruzione. 

[929] 1831. Settembre 11. Parmigiano. 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 109-10 - Colla a. : Belai, del trem, che à danneooiato ìa 
città di Parma ecc., pag. '.2 - perrby a. : Trembl. penine. ItaL, pag. 15. 

Il 13 luglio sul mattino a Parma due lievi scosse, ed a 3** 15"° pom. 
un'altra : a 4"» 30"* pom. del giorno dopo una nuova, a due riprese, di 
6% più intensa delle precedenti ; produsse qualche scrostatura e fa 
avvertita a Modena (leggera), a Verona (ond. E-W, 3') ed a Vicenza 
(sensib. 3»). All' 11 settembre, a 3"* 30" pom., a Parma un violento 
scuotimento fece staccare molti pezzi di intonaco ed uscire molti dalle 
case : a 7** 15™ pom. poi una violentissima scossa ond.-suss. NE-SW. di 
8* con cupo rombo fece in cittA cadere 140 comignoli, un grosso pezzo 
di cornicione e moltissime tegole e calcinacci : si produssero varie 
screpolature nelle case e nelle chiese, fra le quali ricorderò quella di 
S. Quintino. Nei villaggi adiacenti 1 danni ftirono maggiori : sotto le 
rovine avvenute a Sorbolo rimasero ferite alcune persone. La scossa 
fu pure violentissima a Reggio, ove 200 comignoli furono abbattuti 
e gravi danni risenti il palazzo Benizzi. La scossa fu forte a Modena 
ed a Sassuolo : fu avvertita a Mantova e leggermente a Genova, a 
Ferrara, a Vicenza e si propagò abbastanza sensibilmente anche a Ve- 
nezia. A 10^ pom. a Parma lieve replica : a -2^ 30" ant. del 12 altra 
leggiera e infine a 6*» 30" ant. del 13 una sensibile ond. di 3.» 

Nella figura 23 è delimitala la zona ove il terremoto fu fortissimo 
e nella 25 aache quelle entro cui fu forte (B) e sensibile alle per- 
sone (C). 

[930] 1831. Novembre 23. Bojano (Campobasso). 

A. PBRRELLA : EUTem. stor. della próv. di Molise^ voi. n, pag. 269, Isernia 1892. 

A 12^ 17" ital. forte scossa suss.-ond. NW-8E di V a Boiano : dopo 
mezz'ora altra meno violenta ond. SE-NW di 3" : glande panico, ma 
nessun grave danno. 

[931] 1831-32. Foligno (Perugia), 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 110-14 - Barloccbi S. : Relaz. sui terr. di FoUifno ecc. - 
Rutili Gentili a. : Nottue dei terr. di Foligno ecc. ,- Rfjlessioni sulle cause natur. ecc. e 
Nuove riflessioni ecc. - // terremoto del i832 nello stato Ecclesiastico ecc. 

Il gioi-no 27 ottobre 1831, alle 11»» 45° ital. circa, a Foligno scossa 



fl832J 367 

ond.-suss. W-E di 8* che fece cadere molti comignoli, sofiStti e porzioni 
di mori : nella notte e nei di seguenti varie repliche leggiere e brevi 
(' quindi altre frequenti fino al 6 novembre, nel qual giorno, a 10** 46™ 
ital., una nuova violenta commozione del suolo di IO di durata venne 
ad urtare la stessa cittÀ: essa fu seguita da due repliche nella gior- 
nata e da varie altre nella notte seguente. Per tali scosse tutte le case 
soffrirono danni e si dovette sgombrare il monastero di S. Lucia. Fu- 
rono più leggiere a Spello, ad Assisi, a Spoleto ed a Montefalco. 

A 2^ pom. del 13 gennaio 1832 si ebbe un nuovo parossismo suss.- 
ond. di 12-16* : da questo giorno la valle umbra fu agitata fino al 
"Zo febbraio con maggiore o minore gagliardia da frequenti scosse che 
tornarono a flagellare i gìk crollanti ediflcii di Foligno, di Assisi, di 
Spello, di Bevagna, di Cannara e di Bastia. 

Ecco le notizie particolareggiate che ò potuto raccogliere. In Pe- 
rog^ia il movimento sismico non fti lieve ma rispetto ai paesi di cui 
fra poco parlerò, non apportò gravi danni : la torre di S. Pietro dei 
Caesinesi fu vista ondulare visibilmente : il palazzo del governo, la 
S<'ipienza e vari ediflcii ebbero alquanto a soffrire : nelle carceri la 
Cappella e parecchie e seghete » soffrirono moltissimo ; caddero in 
città non pochi comignoli e pressoché minimo fu il numero dei feriti. 

A Bastia (case 276, abitanti 700) crollarono interamente i bastioni, 
xl municipio, le carceri, il monte frumentario, le scuole Pie : le case 
private furono, specialmente neir intemo, sconquassate : il monastero 
delle monache in parte caduto ed in parte pericolante : le Chiese, {r& 
cui la Collegiata, ftirono moltissimo danneggiate. Danni pari a scudi 
centomila. 

In Assisi tutte le Chiese — eccettuato il S. Convento — , tutti i pa- 
lazzi della città e del territorio furono danneggiati: per i risarcimenti 
del solo cenobio dei Cappuccini furono stimati necessari 2000 scudi. 

Tali ripetute scosse cagionarono gravissime lesioni in tutte le parti 
della Basilica degli Angeli ed annesso convento : si vide al momento 
del terremoto il tetto del coro chiuderai ed aprirsi. In tali ediflcii si 
determinarono tre grandi crepacci presso i tìnestroni : otto colonne e 
qualche pilastro furono spezzati : la navata sinistra fu più danneggiata 
dell'altra. La posta e le case della borgata furono rese inabitabili : nel 
giorno 15 marzo per una nuova scossa si sfasciò la navata di mezzo e 
rovinò la facciata. 

A Torre Andrea, villaggio presso gli Angeli, cadde la casa cano- 
nica; a Spello (4959 ab.) il collegio Felice, i templi, l'elegante teatro, 
le case o furono affatto diroccate o rese inservibili ; Cannara (900 ab.) 
fa quasi totalmente distrutta ; a Castellacelo (fra Spello ed Assisi) si 
ebbero a deplorare 9 morti ; a Bettona (2000 ab.) tutte le fabbriche 



-| m 



368 [1832] 

* III ■ . III. ii.i. ■ . I - ■ ■ I . - 

soffrirono, ma più di ogni altra il convento e le Chiese di S. Crispolto 
e S. Antonio, un po' meno quella di S. Caterina. Danni : IGOOO scudi. 

A Foligno nessun fabbricato fu esente da guasti, quasi tutti fui-ono 
resi ruinosi : tre sole case erano dopo la scossa ancora abitabili : crollò 
del tutto il monastero di S. Lucia e parte del campanile di S* Maria 
in Campìs ecc. Budine, borgata di Foligno, composta di 30 case, fu 
tutta distrutta con 13 vittime ; Bevagna (ab. 4125) fu con Cannara la 
più devastata : la grande Chiesa Collegiata fu quasi tutta demolita, il 
palazzo comunale, la residenza del governatore, i conventi, le chiese 
e la maggior parte delle case furono diroccate e ciò che rimase in 
piedi era tutto lesionato ; 4 furono i morti e 250 i feriti. Le contrade 
per intero distrutte furono quelle conducenti alla Porta Guelfa ed a 
quella dei « mulini » : 150 case e 6 torri rimasero interamente ade- 
guate al suolo. In Trevi (ab. 4247) tutte le case furono lesionate e bi- 
sognevoli di speroni e di catene : la Chiesa delle Lagrime fra i vari 
templi rimase più malconcia. 

L'abitato di Montefalco (ab. 3398) risentì minori danni di Bevagna, 
ma nella valle si ebbero a deplorare 70 morti. I danni ascesero a 
2 milioni di scudi. 

Dopo la scossa precedente indicata (2** pom.), ne furono intese altre 
fra cui una a 3*» pom. che fu fortissima a Foligno ed a Bevagna. Fino 
al 15 gennaio la terra fu in continuo movimento, sentendosi sempre 
delle repliche, ora più leggere ed ora più gagliarde : ad 1^ di notte del 
19 se ne ebbe una fortissima a Foligno, sentita anche a Perugia : nella 
sera del 22 altre gagliarde, e così pure durante il 27, nella qual gior- 
nata, per una nuova scossa, precipitò il convento di S. Francesco a 
Cannara. Nel 29, ad 1** 30"* ital., una scossa fortissima danneggiò Trevi, 
ove su 1172 case allora esistenti dopo questo periodo sismico 48 mi- 
nacciavano rovina, 72 erano rese affatto inabitabili, 172 solo in parte, 
579 con lesioni leggere e 301 erano ancora abitabili ; il danno totale 
arrecato a tale città dai terremoti ascese a 52143.96 scudi. 

Al 10 febbraio una gagliarda ripresa con due scosse a 12^ e 17** it. 
più intense delle consuete, ed altre due al 13 marzo. Una di queste (2** a.) 
uf assai sensibile a Foligno, forte a Perugia e fortissima (ond. SE-NW 
4-5") ad Assisi, ove danneggiò grandemente la basilica degli Angeli, 
come ò già detto; l'altra sentitasi a 4** 50" ant. circa, a Foligno fu assai 
sensibile di 7% preceduta da cupo rombo : per essa gli ediflcii già dan- 
neggiati di Bastia, di Cannara e quelli al Piano degli Angeli soffrirono 
assai, ed in special modo il santuario in quest' ultimo ; ad Assisi la 
scossa atterri gli abitanti e fece abbattere molte case rustiche; a Pe- 
rugia fu solo forte. 

J^^ella giornata del 13 nella valle umbra altri 27 niovin^enti sismici 




[1832] 



369 



più o meno sensibili e nella notte 14-15 due lievi commozioni fecero 
precipitare in parte la basilica degli Angeli, già ridotta per le prece- 
denti scosse in cattive condizioni. 







Fio. 36. 

In questo intenso periodo sismico, se facciamo forse eccezione per 
la Sf^ossa del 29 gennaio, che pare sia stata più che altrove forte a 
Trevi, abbiamo che le principali commozioni fUrono causate da un 
unico centro sismico forse situato nei pressi di Cannara e di Bevagna 
(flg. 36 A); la zona dei gi*avi danni (B) comprende Bastia, Assisi, Mon- 
tefalco, Trevi, Foligno, Spello, ecc. : da questa è esclusa Perugia ove 
1 guasti furono molto minori (C) : pare che a Spoleto le scosse siano 
riuscite affatto innocue. 

Per gli scuotimenti del 13 gennaio presso Cantagalli, nella parte più 
depressa della valle umbra, si formarono nel suolo molte screpolature 
e si aprirono in alcune località dei fori tondi, da cui usci acqua mista 
ad arena e fango. 

Presso Cannara si innalzò fino all'orlo il livello deir acqua di un 
pozzo, che improvvisamente poi, dopo una nuova scossa, si asciugò : 
nella terra ivi furono notate infinite screpolature. 

Tutte queste scosse ftirono per la loro azione localizzate : eccezione 
fatta per quella del 13 gennaio, che fu avvertita dalla parte di setten- 
trione fino a Cesena, a Camerino ed a Firenze, e verso mezzodì fino a 
Roma. 



[932] 183». Febbraio 21. 
Baratta m.: ìlateriali ecc., pa^. 111. 



Pozzuoli (Napoli). 



Al 21 febbraio a Pozzuoli alcune lievi scosse : furono assai gagliarde 
nelle campagne circostanti e specialmente nella località denominata 
« Monte S. Angelo », ove danneggiarono alcune case rurali. 

Baratta: Terremoti e^t 21 



370 



[1832] 



[934] 1832. Marzo 8. Cotroiese (Calabria). 

Bardita m.: Materiali ecc., pag. 11M2 - colosimo: Sul Urrem, della Calabria aw. eoe. • 
Donato Q. : Mem. sulla cag. jls. dei trem. - Qkkco l. m. : Delle princ. opere intorno ai 
calabri trem. ecc., pag. 106199 - zuccaro d. : Ist. de* trem, ecc. 

Verso le ore 15 ita], dell' 8 marzo si senti nel Cotronese una scossa 
leggera per la quale però parecchi abitanti rimasero faori dalle case : 
alle 1^ 15°^ ital. un terremoto disastroso colpi tale regione. Secondo il 
Colosimo la scossa e principiò leggera, ma dappoi andò crescendo a 
tal modo, che dopo 20* in circa, addivenuta gagliardissima e violenta, 
giunse a spezzare e gettare per terra moltissime fabbriche » ; lo Zuc- 
caro invece ci attesta che ad un leggero tremolio segui dopo circa 3"^ 
una concussione disastrosa che < fli da principio ond. indi vorticofia e 
col finir succussoria ». con una durata di 35.* 



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Fio. 37. 

Il movimento sismico fu preceduto da fortissimo rombo e fu si vee- 
mente da far barcollare le persone che si trovavano nell'aperta cam- 
pagna e da far ondeggiare in modo visibile gli edificii. 

I maggiori disastri avvennero specialmente nella valle del Tacina 
(flg. 37 AA). Cutro fu ridotto in un ammasso di rovine : Policastro, 
Roccabernarda, Rocca di Neto, Papanice, Marcedusa, S. Mauro f^ono 
quasi distrutti. L' area rovinosa comprende (BB) poi Simeri, Soveria, 
Magisano, Scilla, Altiliella, S. Severina, Scandale, Cotrone, Isola, Ca- 
tanzaro (*), Melissa e Ciro. 



(1) Fra gU edifici che In Catanzaro maggiormente risentirono gli effetti del terre 
moto si devono annoverare li liceo, r intendenza, r ospedale civico, le carceri, ecc. 



\ 



[18321 



371 



Neirisosisma fortissima (CC) sono racchiusi Cosenza, S. Giovanni in 
Fiore, S, Demetrio Corone, San Lorenzo del Vallo, Castrovillari dalla 
parte di nord : a snd la scossa fa solo invece forte e senza danni a 
Monteleone ed a Reggio Calabria. 

Da questa parte più o meno sensibilmente iti intesa in tutta la Si- 
cilia, e da nord fu leggera fino nella Puglia ed a Napoli. 

II danno ascese a oltre mezzo milione di lire; i morti furono 234 e 
moltisaimi i feriti, distribuiti nel modo seguente : 



HO 



molti 



molti 



Cutro morti 60 ferii 


Policastro 


» 29[40J» 


Rocca bernarda 


» :u » 


Mesurana 


» 21 » 


Marcedusa 


\ 13 » 


Rocca di Neto 


> 10 » 


Papanice 


» 1 > 


S. Mauro 


» 5 » 


ScUia 


» 13 » 


Scandale 


» 7 » 


S. Severìna 


» 8 » 


Altìliella 


» ? » 



molti 



Belcastro 


morti 6 feriti 


— . 


Cropani 


» 


3 


» 


30 


Simeri 


» 


3 


» 


alcuni 


Soveria 


» 


8 


» 


20 


Catanzaro 


» 


4 


» 


parecchi 


Isola 


» 


1 


» 


pochi 


Girò 


» 


1 


» 


— 


Gimigliano 


» 


6 


» 


alcuni 


S. Senerina 


» 


6 


» 


— 


Sersale 


» 


3 


» 


alcuni 


Castello 


» 


2 


» 


>— 


Magisano 


» 


1 


» 


20 



n centro di scuotimento fti certamente nei dintorni di Cutro : lungo 
il fiume Tacina si spaccò il terreno in vari luoghi e dalle fenditure 
uscì acqua e arena ; il mare air imboccatura del menzionato fiume, al 
momento della scossa invase parte del littorale : presso Policastro e 
S. Severina si notarono parecchi scivolamenti di terreno. 

Trascorsi ^4 ^' ora dalla prima scossa, segui una fortissima replica 
(ond.-suss. di 36') e dopo altri 8" e successivamente 40", due altre ga- 
gliarde di 8.* Nei giorni seguenti vari piccoli scuotimenti tennero agi- 
tato il suolo: nel 10, a 18^ 7t ^^^m ^^ ^^^^ ^^^ nuova scossa ed altre 
tre nella notte : fta queste specialmente intensa e lunga fu quella av- 
vertita circa le S^ : nei giorni 11 e 12 si intesero parecchi scuotimenti 
fra cui uno violento neir ultima giornata. Nel 18-21 piccole repliche : 
a 11"» 5" ital. del 25 ima forte di 10." Durante il 3 aprile furono sentite 
cape detonazioni sotterranee e nei giorni 10 e 12 piccole scosse ed 
altre nel resto del mese in corso e nel maggio successivo. 

|935] 1832. Marzo 13. Reggiano (Emilia). 

BARATTA M. : Materiali ecc., pa^. 112 14 - Colla a. : Relax, del trem. ecc. - Narrazione del 
tremuolo e dei danni recati ecc. 

Circa le 7*» 45" ant. dell' 11 marzo nel Reggiano e nel Modenese 
scossa abbastanza forte, avvertita debolmente a Lucca, a Milano, a Ge- 
nova, a Verona ed a Vicenza ; alle 9** 45" a. circa replica più violenta 
propagatasi come la procedente ; in Parma fu violenta (ond. SE-NW 



372 11832] 

di 6-7"), fece cadere in parte molti comignoli ed aprire delle leBioni. 
Alle 9^ pom. circa lieve scossa. Nel dì 12, a 5^ ant., un altra leggera 
a Parma : a 7^ 45"^ pure ant. una a Modena ed a 9*^ 45"° di mattina una 
altra a Parma ed a Lucca. Finalmente verso le 4^ 20°" ant. del 13 un 
rovinoso scaotimento interessò il Reggiano e le vicine regioni. 

A Reggio la violenza del movimento sismico fece rovesciare circa 
6000 comignoli e quasi tatti i terrazzi : le caserme di S. !&Iarco^ di 
S. Domenico e di S. Francesco furono rese inabitabili : venne demolita 
in parte la torre della cattedrale ; la chiesa di S. Prospero risenti non 
pochi danni nelle volte, in quella di S. Giorgio precipitò la gran croce 
e rovinarono alcune guglie ; in quella di S. Agostino fìi atterrata la 
volta d' ingresso e lesionata la torre ; maggiori danni ebbe la chiesa di 
S. Pietro e la facciata di quella di S. Francesco ; 8. Girolamo rovinò 
in gran parte ; furono poi danneggiati S. Nicola e la B. V. della Ghiara, 
il collegio dei gesuiti, la torre del Bordello, il Monte di pietà, il semi- 
nario, r ospedale, il palazzo comunale^ e quello governativo, il tribu- 
nale, il collegio di S. Pietro, quello della Concezione ed i varii con- 
venti. I maggiori guasti alle case private accaddero nella parte nord 
della città : ivi le mura stessa diroccarono con i terrapieni dalla porta 
S. Croce sin presso al baluardo di S. Marco (*). Si ebbero a deplorare 
sette feriti. A Castelnuovo di Sotto il terremoto recò immensi danni, e 
cosi a Cà del bosco, ove per lo riparazioni alla sola chiesa furono pre- 
ventivate necessarie lire 30000; Campegine, Bagnolo e S. Bernardino 
non furono meno devastati nelle chiese, nelle canoniche e nelle abita- 
zioni. La bella torre di Sesso si rese pericolante ed i danni subiti dalla 
chiesa di questo paese ascesero a lire 19000, e quelli di S. Polo a 
zecchini 15000. 

Quattro Castella ebbe gravi danni nelle case e nelle chiese, le quali 
in Bibbiano furono quasi rovinate. 

A Parma la scossa (ond.-suss. di 10") fece crollare oltre un migliaio 
di comignoli : tutti gli ediflcii soffrirono, si sprofondarono i tetti di tre 
o quattro casupole: rovinò una porzione della volta dello scalone del 
palazzo Poldi-Pòzzoni : gli ediflcii che più di ogni altro risentirono gli 
effetti del terremoto furono i palazzi delle segreterie, della finanza, del 



(1) valore approssimativo dei danni in Reggio : 

Case private L. 1115000 

caserme » 57000 

Ediflcii pubblici .... » 39000 

Luoghi pli » 47100 

istituti di educazione ...» 44100 

Chiese e conventi .... » 165561 

Totale L. Ì4ffmx 



[1S32] 378 

tribunale, il convento del PP. Benedettini — una parte del quale si 
rese inabitabile —, 1' Università, le chiese di S. Ulderico, la Steccata, 
S. Rocco, r Annunziata, S. Quintino , 8. Tiburzio , S. Maria e la 
SS. Croce. Nella casa penale crollò una volta ferendo 6 reclusi e pa- 
recchie altre persone lo furono in città. I danni si fecero ascendere a 
circa un milione di lire. 

A Poviglio cadde un tetto : a 8. Leonardo (fraz. di Cortile S. Mar- 
tino) un pavimento ed un' altro pure a 8. Lazzaro, ove due o tre in- 
dividui rimasero feriti leggermente : in questa località si rese inabitabile 
r albergo detto del « Portone ». In Traversetolo sofiFri la chiesa par- 
rocchiale, precipitarono alcuni pezzi di volta e diroccarono due piccole 
case, le altre tutte furono terribilmente conquassate ; nella frazione 
Marciano cadde il volto della chiesa di 8. Pietro e le case ebbero danni 
ragguardevoli. 

A Ciano precipitò una parte deir ammasso roccioso sostenente il 
castello e presso la canonica si apri una larga fenditura nel terreno. 

In Correggio il collegio e molti altri edificii rimasero mal sicuri per 
le lesioni ricevute ; 200 comignoli caddero in Carpi, la cui cattedrale 
fti in molte parti fessurata ; a 8. Vittoria cadde una torre schiacciando 
una persona. In Sassuolo invece precipitò un solo comignolo, ed in 
Modena la scossa (suss.-ond. W-E, e N-8, di 10-12% seguita per altri 
30* da tremiti) fece suonare le campane^ distaccare vari ornamenti agli 
edificii, abbattere dei comignoli, ed aprire delle fenditure. 

Xella cartina 23 sono delimitate due zone : quella dei danni più 
^ravi, che à forma elittica con Tasse maggiore in senso SSW-NNE di 
Km. 25 di lunghezza, e quella dei danni meno gravi. Nella figura 25 
poi sono tracciate le aree isosismiche mediocre (B) e leggera (C). 

A Bologna la scossa fu forte, a Mantova invece lieve e seguita 10" 
dopo da replica; a Lucca fu breve ma violenta (ond. SE-NW8') fece suo- 
nare qualche campanello ; a Ferrara incusse molto panico e cosi pure 
a Verona ed a Vicenza ; fu alquanto forte a Venezia ed a Genova ; fu 
avvertita a Milano e ad Alpignano, e da qualcuno anche ad Udine, 
a Torino e forse anche a Lugano. 

In generale in tutte' le suddette località il movimento sismico fu ab- 
bastanza lungo e presentò due riprese. 

Rbplichb. — Nella stessa notte 13-14 si sentirono in Modena ed in Reggio 
varie repliche non molto forti. A 5*» 40*" ant. del 14 a Reggio una forte ond. 
K-W, e cosi a Modena ove fu istantanea suss. con rombo : a 7^ 40°» ant. circa 
altra forte ond. : a 8*» 41"* ant. a Parma due forti : a 4*> ant. del 15 a Modena 
una sensibile scossa : dal 15 al 21 a Parma parecchie leggere, e nella notte 
del 21 due o tre lievi ond. sentite anche a Modena. Nel giorno 24, a 9^ 21™ p., 
a Modena due leggere ond. intese anche a Reggio ed a Parma (SE-NW) ove 



374 1 1832 - 18341 



7*" dopo se ne avverti un' altra più sensìbile SE-NW di 4.* Nella notte 2H-29 
a Parma una leggera ond. Al P aprile, ad P pom., a Reggio una leg^^era : 
nella notte 11-12 a Panna due sensibili : a 3^14"" pom. del 19 a Modena e 
Parma un' altra pure sensibile ond. : ad 1^ 14°" ant. del 20, a Mixlena alcune 
leggere, ed infine all' 11 settembre a 7^ pom. a Reggio una gagliarda. 

[93&] 1832. Novembre 24. Nieolosi, Belpam, Milo (Etna). 

Baratta m. : Materiali ecc.) pag. 114 - Qemmbllabo C: La vulcanol. delVBtna, pag. 13&-41, 

Verso la sera del 31 ottobre 1832 replicate scosse urtarono i din- 
torni di Adernò, di Bronte e di Maletto con sensibile danno alle case 
rustiche : furono i prodromi di una forte eruzione dell' Etna. 

Al 5 novembre air Etna ed a Catania ne ftirono sentite alcune forti : 
a 10^ 30™ ital. (mattina) del giorno 24 una violenta scossa urtò Nicolosi 
e Belpasso, ove scompaginò tutte le caso : i vari! fabbricati furono le- 
sionati e 5 di essi distrutti. Inoltre crollarono tutti i muri a secco delle 
vigne : si ebbero a deplorare tre vittime e qualche ferito. 

Nel giorno seguente si senti una seconda scossa che in S. Giovanni 
la Punta produsse larghe fenditure neir alto del campanile, che poi 
con terribile fracasso crollò al 29. 

A Milo le scosse durarono fino al 26. 

[937] 1833. Gennaio 19. Monteparano (Lecce). 

Baratta m. : Materiali ecc., pa^. 114-15. 

Al 19 gennaio, a 4*» 30" ant., a Lecce forte scossa ond. NE-SW che 
destò gli abitanti e lesionò qualche edificio ; a Monteparano sottri danni 
la chiesa Madre. Alle 5^ ant. altra scossa simile alla precedente. Fu- 
rono sentite non lievemente a Foggia : si propagarono a Potenza, a 
Bari, ed in generale in molte località delle provincie meridionali, in 
taluna delle quali furono sentite lievi repliche. 

[938] 1833. Aprile 4. Yieeiza ? 

GoiRAN A. : Appendice e note ecc., pag^. 22 - baratta m. : Materiali ecc., pag. 87 - Piovekb O. 
Crofi dei terr. a Vicenza^ pag. 55. 

Ad 1*» ant. del 4 aprile in Verona forte scossa : a 3** 15-30" ant. 
a Verona, a Ferrara ed a Vicenza una forte che non produsse alcun 
.danno : neir ultima località fece suonare le campane. 

Al 23 aprile, a 5** Vi P«? ^ Vicenza una leggera ed altre a 6** Vi ?• 
del 7 maggio. . 

[939] 1834. Febbraio 14. Pontremoli (Massa). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 115-18 - Malvasia-De Rossi: Documenti ecc., pag. 63-W - 
O. Garoiolli : Descrtz. del terreni, di Pontremoli - zobi : stor. civ, della Toscana ecc., 
pag. 577. 

Al 13 febbraio, ad 1^ 15™ ant., a Pontremoli breve ma sensibile 



[1834] 



375 



scossa ond. che fece risvegliare molti : al 14, a 2^ 15™ pom. circa, vio- 
lento rombo susseguito da energica scossa suss.-ond . NW-SE di 10." 

La fortezza ed il convento dei Gappaccini furono resi inabitabili ; il 
pretorio, il seminario, il collegio, V ospedales il vescovado, il duomo 
con tutte le altre chiese farono gravemente danneggiati ; atterrati per 
la jRHggioT parte i camini ; lesionate tutte le case ; resi inservibili al 
tragitto i due ponti di S. Francesco : neir edificio scolastico — ove si 
trovavano adunati oltre 50 fanciulli — crollò la volta, ferendone gra- 
vemente tre. 

I danni maggiori avvennero a Caprio, a Val d' Antena, a Zeri, a 
Guinadi, a Bratto, h Braia, a Cavezzano, a Groppo d' Alosio, a Filat- 
tiera, a fiocca Sigillina, a Lusignano ed a Gigliana. 




Fio. 38. 

Albereto presso Borgotaro tu. quasi distrutto e in Borgotaro stesso 
e dintorni gravissimi furono i danni causati agli edifici. Qualche danno 
pare nbbiano risentito anche Bardi e Borgo S. Donnino. 

Il movimento parve irradiare dal monte Molinatico ; nella cartina 
imita (fig. 38) con A è indicato il probabile epicentro e con B il limite 
della zona isosismica rovinosa o quasi. 

Nella Toscana, secondo lo Zobi, i morti furono 60, e 120 le persone 
gravemente ferite; moltissime furono quelle che riportarono lievi le- 
sioni, he case danneggiate ftirono 4281, con un danno di 1836152 lire. 

A Sarzana e Parma la scossa fu assai forte ; fa molto sensibile a 
Genova ed a Bologna ; fu leggera a Modena, a Reggio, a Milano, a 
Mantova, a Brescia ed a Torino. 

A Borgotaro, dalle 2*» 30™ alle 3** 20™ pom. del giorno 14, si senti- 
rono 10-12 scosse leggere: a 2^^/^- 3^ pom. a Pontremoli se ne ebbe 
una forte ond. avvertita a Lucca, a Grenova ed a Parma ; a 9^ 15™ p. 
un' altra e nella notte parecchie repliche. Nel giorno 15 a 1*» 16™ ant. 
e 9^30™ pom. in Borgotaro varie scosse molto più intense che non a 
Pontremoli, ove a 8^ ant., si ebbe un sensibile scuotimento. 



376 [1834 - 1835] 



Nel giorno 16 a Borgotaro e Pontremoli qualche scossa; a 5*» pom. 
del 17 neir ultima località una forte commozione fece fuggire la popo- 
lazione dalle case. Continuarono neir aprile-giugno a farsi sentire delle 
repliche, alcune delle quali abbastanza violente. 

[940] 1834. Luglio 4. S. Vitale di Bagaisa (Parma). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 117. 

Mentre 1' attività, sismica si era affievolita in quel di Pontremoli e 
di Borgotaro, il 4 luglio, a 1^35"» ani. circa, una scossa ond. SW-KE 
di 10* urtava Parma facendo ivi risvegliare gran parte degli abitanti : 
a S. Vitale di Baganza essa fu molto più violenta e seguita da altre. 
Fu forte a Genova, ove fece risvegliare gran parte della popolazione : 
fti sensibile a Lucca, ove 5"" dopo fu seguita da lieve replica e fu leg- 
gera infine a Bologna, a Modena, a Milano, a Brescia, a Verona ed a 
Vicenza. Nella notte 3-4 a Parma due altre lievissime scosse ondula- 
torie. 

[941] 1834. Ottobre 4. Bologna. 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 117-18. 

Ad 8^ pom. del 4 ottobre in Bologna fortissima scossa suss.-ond. 
ENE-WSW di 8" preceduta da forte rombo. Presentò nella sua durata 
due riprese a 4-5» d' intervallo, la seconda delle quali fu più intensa. 
Notevoli danni a non pochi fabbricati, cioè, caduta di molti comignoli 
di alcuni pezzi di ornamento di vecchie case, apertura di lesioni nei 
muri e nelle volte. Fu piuttosto forte a Modena (ond. E-W, 5") e leg- 
gera a Parma, a Venezia ed a Ferrara. Nella giornata dal 5 a Bologna 
altre scosse lievi. 

[942] 1835. Febbraio 6. Mugolio. 

Baratta m. .' Materiali ecc., pag. 118 - Giovannozzi G. : / terr. st. Apuani, pag. 9 - Pilla l. 
Jstor. del treni, ecc., pag. 215 - L. chiki: Storia ant. e mod. del Mugello, Firenze 18^76, 
voi. IV, pag. 106. 

Nel pomeriggio del 6 febbraio in Firenze alcune scosse, fra le quali 
una notevole a 7*» 50" pom. ; il centro di questo scuotimento si appa- 
lesò nel Mugello. A Borgo S. Lorenzo ne furono sentite due gagliar- 
dissime suss.-ond. della durata di pochi secondi, precedute da forte 
rombo, che fecero sbattere le imposte, rovesciare vari mobili, cadere 
dei comignoli ed aprire delle lievi fenditure nei muri. Nei paesi circo- 
stanti il terremoto fu più lieve : si deve però eccettuare Vicchio nel 
quale i danni furono maggiori : a Luco furono di poco momento. Nella 
fig. 2 trovasi delimitata V area mesosismica A, la isosismica fortissima 
B, e la forte C. 

Nei giorni seguenti parecchie repliche, ed altre leggere nel mesi se- 
guenti: là maggiore avvenne a 10*> ant. del giorno 7 febbraio. 



[1835] 377 

[943] 18S5. Marzo 6. Gasliari. 

Baratta M. - Materiali ecc , pag. 118. 

Nella notte del 6 qualche lieve scossa ond. W-E a Cagliari. 
|944] 1835. Marzo 23. Boves (Cuneo). 

Baratta M. : Op. Cit., pag. 118. 

A 9'^30» ant. del 23 marzo a Boves forte scossa W-E con rombo, 
che fece rovesciare oggetti, screpolare varil muri, abbattere molti co- 
mignoli e rendere pericolante una camerata dell'ospedale. Alle 11^ 30~ a. 
replica. 

[d45] 1835. Aprile 25. Borgotaro, Pontremoli. 

Bajiatta m. : Op. clt, pag. 118 e aeg. 

Abbiamo visto che durante il periodo sismico di Pontremoli del 1834 
iX. 939) furono sentite varie scosse in Borgotaro, state più in questa 
che non neir altra località violenti. Nel marzo 1835 le manifestazioni 
sismiche in Borgotaro diventarono più numerose ed energiche : nel 
giorno 8 si ebbe, a 9^30" ant., una forte scossa preceduta da rombo e 
seguita mezz'ora dopo da una debolissima'; a 2*" 40» ant. del 16 una 
leggera, e così ad 11>»45'» del 15 a>»rile. Nel giorno 20, a 4*» ant., a Bor- 
gotaro e dintorni scossa fortissima ond. ; a &" ant. del 21 due forti, 
ed a 2** pom. due altre fortissime e lunghe con intenso rombo : a 3*^ 45" 
del 25 una violentissima scossa fece uscire la popolazione all' aperto ; 
tu sentita con eguale intensità a Pontremoli, a Varese Ligure, a Com- 
piano, a Bedonia e leggermente anche a Bardi. 

Dopo questo parossismo il suolo si mise in quiete, interrotta solo al 
10 maggio (lO'^SO" pom.) da una lieve commozione ed al V agosto 
(8^ 45'" p.) da un rombo sotterraneo della durata di parecchi secondi. 

[946] 1335. Ottobre 12. Castiglione, Cosenza. 

Bossi a. A. ì Dei trem, della Cai, Cit. i835. 

Verso 1^ pom. del 12 ottobre, preceduto da un baleno, in Cosenza 
fremito sotterraneo con gagliardissima scossa, che risultò composta di 
tre urti violentissimi, ai quali tenne dietro un assai forte moto ondu- 
latorio e vorticoso : la durata totale fu stimata di 20.* La contrada lungo 
la riva destra del Crati andò tutta in rovina : Cosenza e Rende furono 
le sole località state assai danneggiate sulla sinistra. 

Il terremoto fu fortissimo fino a S. Lorenzo Bellizzi dalla parte di 
nord : ed a Tiriolo da quella sud : fu lievemente sentito nella Calabria 
Ulteriore ed in Basilicata. 

Nel resto della giornata il suolo fu in continuo moto e per tutto il 
mese e per i successivi (novembre e dicembre) si sentirono frequenti e 



378 



[1835] 



forti repliche, le maggiori delle quali accaddero al 22 novembre ed al 
25 dicembre, le qaali non furono meno gagliarde della prima e causa- 
rono nuovi danni. Furono tutte dirette da NW a SE, eccettuata V ul- 
tima che ebbe direzione contraria. Da questi terremoti Castiglione tu 
adeguato al suolo con ICX) morti e molti feriti : la Chiesa maggiore 
screpolata nella cupola e nelle pareti, un convento di Cappuccini fu 
infìianto con la relativa chiesa. 

Il suolo fra Cosenza e Castiglione apparve screpolato; ivi si altera- 
rono tutte le sorgenti. S. Pietro in Quarano ed il villaggio di S. Be- 







.T'*'^ 



Fio. 39. 

nedetto ebbero la stessa sorte ; gran parte delle case furono distrutte, 
le altre tutte rese inabitabili : 20 morti ed oltre 100 feriti ; in Zumpano 
alcune case farono atterrate, le altre lesionate ; nella frazione Rovella 
tutti gli ediftcii flirono abbattuti e si piansero 2 morti e 50 feriti ; a 
Lappano niun edificio rimase illeso, molti furono distrutti : 4 morti. 
Tutti questi paesi sarebbero compresi neir area disastrosa (fig. 39 A). 
A Casole rovinarono alcune case, sotto cui si ebbe una vittima : ugual 
sorte toccò a Rose ed a Rende. A Cosenza in generale tutti gli edifìci 
furono lesionati ; nel convento delle Cappuccinelle caddero i tetti^ altri 



[1835 - 1836] 379 



conventi in più parti farono rovinati : parecchi palazzi risentirono gravi 
lesioni interessanti i muri dalla cima alle fondamenta : gravi danni 
ebbero il vescovado, l'intendenza, il tribunale, le carceri, l'orfanotrofio 
ed il castello ecc. I paesi dianzi ricordati sono posti nella zona dei 
gravi danni (B). 

S. Ippolito, Donnici, Piane Grati, Dipignano e Paterno risentirono 
danni minori (C) ; lievi Paola, Cassano, S. Sofia, Corigliano, S. Lo- 
renzo Bellizzi, Terrannova, Tarsia, Spezzano, S. Demetrio, Macchia e 
Bìsignano da una parte e Tiriolo dall' altra (area fortissima : D). 

Questa zona misurata nella sua maggio^ lunghezza da S. Lorenzo a 
Tiriolo risulta di km. 105. L'epicentro, con ogni probabilità, deve 
porsi nei pressi di Castiglione e di 8. Pietro in Ouarano. 

[947] 1835. Dicembre 23. Monteeassiio (Caserta), 

e. DB ka&oo: UofUecassino ecc., pafir. 78. 

il 23 dicembre tre scosse fortissime o molto forti. 

[948] 1836. Aprile 24. Rossaat (Cosenza). 

ROSSI A. : Iki trem. nella Cai, atra Vanno i83e - de rosis l. : Deserà, del trem. ecc. 

Alle &" 15°" ital. in Rossano fu sentito dapprima un rombo^ quindi 
una tremenda scossa che, secondo il De Rosis, fti solo ondulatoria ma 
veementissima per circa 30* e che andò quindi decrescendo sempre più, 
in modo da perdurare per oltre 2."" Il Rossi invece afTerma che il mo- 
vimento sismico fu dapprima verticale, quindi ondulatorio^ poscia vor- 
ticoso : a questa prima fase, durata SO* circa, sarebbe susseguita una 
pausa di 3", e quindi una ripresa fortissima. 

In Rossano molti edificii rovinarono completamente : il duomo ebbe 
atterrato il coro e parte della facciata di ponente ; il palazzo vescovile 
in parte f^ distrutto ed in parte reso inabitabile ; semidirute rimasero 
la chiesa dei Cappuccini, quella di S. Chiara e della Maddalena con i 
rispettivi conventi. Il monastero dei Basilianl rimase molto malconcio, 
e cosi pure i palazzi della sotto intendenza, del municipio e dell'ospe- 
dale. Secondo la perizia ufficiale su 1538 edificii urbani, 370 fìirono in- 
teramente distrutti ; 592 lesionati in modo da non essere suscettibili di 
riparazione e gli altri 776 atti ad essere ancora riparati : il danno si 
fece ammontare a ducati 400005. Crosia f\k interamente distrutta; in 
Caloveto, La Scala e Cropalati alcune case fUrono adeguate al suolo, 
tutte le altre rimasero lesionate, e nessuna illesa : a Calopezzati la 
maggior parte degli edificii rovinati, e cosi pure dicasi di Paludi e di 
Corigliano. Longobucco, Bocchlgllero, Cariati e Campana furono gran- 
demente danneggiati: non ebbero a deplorare morti ma solo qualche 
ferito. In San Demetrio ed in San Giorgio tutte le case furono danneg- 



» 


250 


» 


140 


» 


25 


» 


2 


» 


40 


y> 





» 


9 


» 


5 


» 


1 


» 


1 


» 


50) 


» 






380 [1836] 

giate, e le più deboli infrante : in Acri e Bisignano si ebbero edificii 

crollati ; a Cosenza, a Castiglione, a Zampano, a Rose, a Motta, a Ro- 

vito, a S. Demetrio, a Donnici, a S. Pietro ed a Rovella danni minori. 

Riguardo al numero dei morti e dei feriti ecco la statistica ufficiale: 

Rossano (quasi interamente distrutto) morti 259, feriti 89 

Grosia (interamente distrutta) 

Calopezzati (molto danneggiato) 

Galoveto (in parte caduto) 

Cropalati idem 

Scala idem 

Paludi idem 

Totale 589 237 

Secondo i Documenti Malvasia-De Rossi (Op. cit., pag. 65) anche a 
Oinosa (Taranto) alcuni edificii sarebbero stati danneggiati. 

Sulla costa le onde dapprima si avallarono, poscia innondarono la 
riva invadendola in prospetto di Corigliano e di Rossano per circa 40 
passi: lo stesso fenomeno accadde alla marina di Calopezzati, ove il 
mare, ritirandosi, lasciò all'asciutto sul lido dei pesci : presso quest'ul- 
tima località, nella contrada « Lozzi », non lungi dal luogo detto 
« S. Elia », avvennero grandi sconvolgimenti nel terreno; in alcune 
parti questo si rialzò di un palmo circa, ed in altre di altrettanto si 
depresse. Alla marina chiamata < S. Angelo » venne fuori dai cre- 
pacci apertisi nella terra, dapprima dell' arena, che formò dei muc- 
chietti, e quindi anche delie acque tepide. 

Mezz' ora dopo questo grande parossismo si ebbe una replica più 
lieve, e dopo il 25 non mancarono le scosse a farsi sentire giornal- 
mente : una assai forte avvenne a Rossano a 9^ aut. del 15 maggio e 
causò qualche danno ; un' altra di 5-6% a 13*» 18" ital. del giorno 22. 
fece cadere un cornicione di una chiesa, ed infine una terza, di quasi 
eguale intensità, a S^ 20" ital. del 19 giugno. Al 27 luglio, verso le 
8*» Vi dì mattina, in Rossano una nuova scossa fece crollare una mu- 
raglia antica. 

Il centro di questo terremoto pare a mare fina Rossano e Crosia: le 
varie zone isosismiche sono rappresentate nella fig. 39, in cui cui rap- 
presenta la mesosismica disastrosa : bb l' isosismica rovinosa e ce la 
quasi rovinosa. 

[949] 1836. Maggio 3-4. Roggio Calabria. 

A. BOSSI: De' trem. nella Cai. CU. Vanno i836, pag. 28. 

Secondo il citato Rossi nella notte 3-4 maggio a Reggio C. si ebbe 



(1) Nel giorno seguente per la caduta di un muro si ebbe a deplorare una vittima 
ed un contuso. 



T» 



[1836] 



381 



una lieve scossa, e nel mattino seguente nna più gagliarda ond, che 
causò danni agli edìficii : per alcuni giorni a vari intervalli altre leg- 
gere repliche. L' Arcovito, citato dal Mercalli (I terr. della Cai. ecc., 
pag. 50), non parla di questo terremoto, ma menziona le seguenti 
scosse avvertite neir anno a Reggio : 

Maggio 2) terremoti a Reggio (che siano quelli xhe il Rossi dice avver- 
titi nel 34?) 

Agosto 9) 6^ ital. (9-10 notte) una lieve; iO) \^ 45» ital. ivi due lunghe 
e forti con rombo, forse sentite a Messina : 16^ altra piccola ; i5) \^ 4&» it. 
una forte ; 16^ 50°^ altra scossa ; ^^ 2tìi^ una forte. 

Nditembre i) 2^ ital. una mediocre. 

[950] 1836. Giugno 12. Asolano (Veneto). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 119-20 - piovenb o. : Cnm, dei terr, a Vicenza ecc. pag. 55^. 

Circa le 11^ pom. dell' 11 giugno a Bassano una scossa ; verso le 
3* 30" ant. del giorno 12 replica più forte, però senza sinistri effetti ; 
Liedolo^ Fonte, S. Ilaria (S. Eulalia) furono le località più danneggiate 



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Fio. 40. 

(flg. 40) quindi vengono 8. Zenone, Crespano e Possagno. Nei primi da" 
60 a 70 case furono ridotte in stato rovinoso ; nella parrocchiale di 
S. Ilaria la facciata rimase assai conquassata ed il campanile perdette 
la porzione terminale della sua guglia. Nessun danno soffrirono le 
chiese di Crespano e di Possagno. Neir area danneggiata su 1943 
fabbricati 100 caddero interamente, 100 altri rimasero cadenti, 692 eb- 
bero danni più o meno gravi, e 1151 restarono illesi. 

A Venezia la scossa fh forte da far suonare i campanelli, muovere 
i mobili, cadere oggetti anche grossi, e da far svegliare peisone. 
Eguale intensitÀ ebbe a Verona (ove dopo 11"* si senti una replica), a 
Vicenza, a Mantova ed a Brescia ; fu lieve a Ferrara, a Parma ed a 
Milano, 



382 [1836 ' 1837] 



A Bassano nel corso della settimana altre 16 scosse, fra ctii una al 
13 (IO»» 40- a.), al 14 (10»» 3« p.), al 16 (11»» 29» p.) ed al 18 (Pa.) 

Al 15 luglio, a Q^ 45» pom., se ne ebbe Tina a Comedo, sentita anche 
lievemente a Parma^ a Vicenza, a Venezia; a Comedo, a 1*»30» pom., 
altra replica. A mezzodì del 20 a Bassano si sentirono due scosse assai 
sensibili che da Borse a Possagno causarono nuovi danni : a Crespano gli 
abitanti si attendarono ; tìirono forti a Comedo, a Padova, a Vicenza : 
sensibili a Verona e lievi a Parma, a Ferrara ed a Modena. A Bassano 
a 10^^10» e ll»'52»pom. due altre: a 0»'42» ant. del 15 una gagliarda, 
a 4»» ant. del 23 una lieve, e varie nel giorno 24. 

[951] 1836. Luglio 8. Craco (Basilicata). 

BOSSI A. : st&r. Urr, Cai. isas-ae^ pag. 88. 

A mezzodì deli' 8 luglio scossa sentita nel vallo Cosentino; quivi 

non produsse danni: a Craco, ove fu essenzialmente ond. S-N di 30", 

fece lesionare tutti gli edificii. 

[952] 1836. Luglio 17. Cosesza. 

BOSSI A. A. : /)f trm, della Cai, CU, Vanno isae, pag. 23. 

Dopo mezzodì del 17 luglio a Cosenza forte scossa ond. di parecchi 
secondi : fu seguita, neir intervallo di 2», da due altre repliche più 
lievi : pochi danni, ma grande spavento. 

[953J 1836. Novembre 20. Lagonegro (Basilicata). 

Baratta M.: Op. Clt, pag. 120-21 - Bossi A. A. '- Op. cit., pa^r. 82-^. 

Verso le 8^ Vi ant. del 20 novembre forte scossa a Napoli ; a Lago- 
negro fece rovesciare parecchie case, lesionare tutte le altre* aprire 
fenditure nel suolo e causare varii franamenti. La vicina contrada 
sofifM grandemente : Nemoli, Rivello, Trecchina, Latronico, Castelfranco, 
Carbone, Chiaromonte, Montemurro, Corleto e Tramutola in provincia 
di Potenza, Casalbuono e Montesano in quella di Salerno ebbero tutte 
le fabbriche lesionate e le più deboli infrante. In Lagonegro 10 morti 
e 40 feriti : a Montesano 2 morti e 10 feriti. 

A Lagonegro nella giornata 26 scosse ed al 2 dicembre ivi e nei 
dintorni nuove repliche. 

. L' epicentro di questo terremoto deve trovarsi nei pressi di Lago- 
negro (flg. 32 A) : r area rovinosa si mostra (B) assai ristretta e si 
spinge fino a poco oltre Montesano : V isosisma dei danni (C) include 
le altre località testé nominate. 

[954] 1837. Aprile 11. Alpi Apeane (Toscana). 

Baratta m.: Op. clt., pag. 121-2 - O. Garoiolli: Terr. nella Lunigiana ecc. - O. Giovax- 
Nozzi : / terr. Apuani^ pag. 12 (estr.) 

Circa le 6** pom. dell' 11 aprile un tremendo terremoto urtò Je Alpi 



[1837] 



383 



Apuane. Ad Uglian Caldo su 100 case 93 furono Rovinate, e delle altre 
p3che una sola era ancora servibile ; 5 morti e 18 feriti. A Argìgliano 
toccò la stessa sorte: 24 case cadute. Monteflore, Regnano soggiacquero 
a forti danni. In Minucciano caddero alcune c^se e parte dell' antica 
torre : altri ediflcii furono grandemente lesionati, fra cui la residenza 
del commissariato e quella dei carabinieri : vari feriti. Bargiola, Al- 
biano e Renzano soffrirono pure gravi danni e così pure Antognano, 
Zenzano^ Bugliatico. La zona ove il terremoto fu rovinoso adunque à 
forma quasi circolare con il diametro di circa km. 10. 

A Fivizzano la scossa, suss.-ònd., fece cadere pochi comignoli, qualche 
cornicione, e causò screpolature nei muri intemi. A Lucca (ond.) fece 
suonare i campanelli, oscillare gli oggetti appesi ed aprire qualche 
cretto nei pavimenti. Essa fu poi sensibile a Modena ed a Parma, e 
leggera a Grenova ed a Firenze. 



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Fio. 41. 

H centro di scuotimento pare sia stato nei pressi del e Pizzo d'Uc- 
cello > la cui maestosa cima fu vista scuotersi e scagliare lungi da sé 
le nevi che la ricoprivano. In vari luoghi si aprirono delle squarcia- 
ture nel suolo e rotolarono dei massi : le termali di Equi emisero per 
parecchi giorni acqua biancastra. 

Neir unita cartina (flg. 41) è delimitata la zona epicentrale e l'area 
mesosismica rovinosa. 

A Fivizzano e ad Ugliano nella notte varie scosse : alla mattina 
del 12 se ne erano contate 32, e 40 a tutto il giorno 16. 



[955] 1H37. Aprile-Maggio. Monteeassino (Caserta). 

Pilla L. : ^lat, dei trem. the alfUt^em la città di S. Germano^ ecc. 

Sui primi di aprile a Villa, paesetto distante da S. Germano 3 miglia, 
fa sentita una scossa molto energica che fece crollare alcuni muri a 
secco e causò lievi danni ad alcune case. A 3^ ò^ ant. del giorno 12 
S. Germano ed il monastero di Monte Cassino ftirono scossi da un ter- 
remoto molto gagliardo, seguito 10°^ dopo da replica più veemente. Al 
14 a 10^ p. scossa alc^uanto energica ed altre due lievi nel di 28 (4^ e 



384 [1837 - 1838] 



4>> 15<» ant.) Ad 8^ Vi ^- ^^^ ^ niaggio il suolo tremò fortemente, dopo 
aver leggiermente oscillato. A 4^ Vt ^^^* ® ^^ Vs P- del 3 ed a 1^ 30"" a. 
del 4 due scosse poco forti. Nel 5 a S. Germano una non avvertita a 
Montecassino : neir 8 (4*^ Vs *i^'« ® ^^ Vj pom.) due leggiere ond. a 
S. Germano ed a Montecassino: a 11^ pom. del 9 due altre a 2"" d'in< 
tervallo. Nel giorno 11 (4*^ Vs &•) ^^^ leggiera oscillazione, alla quale 
tenne dietro una gagliarda a 5^ Vt pom. e poi due altre leggiere a 
7^ V4 pom. l' una e 2*^ ant. del 12 l'altra : in questo giorno il Monte 
di Gassino fìi in vari punti commosso. Nel giorno 14 avvenne il massimo 
sismico di questo interessante periodo : a 6^ a. un rumore cupo ognor 
crescente precedette ed accompagnò lo forte scoesa, che parve dovesse 
far rovinare tutte le case: la maggior parte dei monaci e degli abitanti 
usciron precipitosamente dalle case. 

Nel giorno 17 (0** 15°* 0** 45" e 1*» 15 pom.) tre scosse lievi, l' ultima 
delle quali fti più forte a Montecassino che a S. (fermano : fino agli 
ultimi del mese il suolo parecchie volte tremò, ma sempre lievemente : 
nella notte del 5 giugno ed in quella del 6 qualche altro scuotimento. 
Tutte queste scosse — quasi sempre suss. della durata di 5' circa — 
furono tutte precedute ed accompagnate da rombi e sentite in localitÀ 
ristrettissime. I danni causati alle costruzioni fìirono lievi : nessun edi- 
ficio né in S. Germano, né alla Villa, né a Cairo, fu diroccato, solo in 
molte case, le più solide ed il monastero non eccettuato, si aprirono 
piccole lesioni. 

[056] 1838. Febbraio 2. Valle Pastuia (Sard^rna). 

BARATTA M. : Materiali ecc. pag. 123. 

Al 2 febbraio, circa le 11^ Vs pom. in valle di Pastusia scossa che 
fece cadere dalle circostanti alture grande quantità di sassi ed aprire 
spaccature nel suolo. 

[957] 1838. Febbraio 14. Folifpio, Spoleto (Umbria). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 123. 

A 3^ pom. del 5 gennaio a Spoleto due scosse gagliardissime : nel 
giorno 14 febbraio a Foligno e dintorni, a 8** 30° ant., forte com- 
mozione tellurica che incusse grande panico e causò piccoli danni : 
Spoleto durò 12* ed i fabbricati gìk in cattive condizioni subiron 
nuovi detrimenti : ne crollarono molti a Cerreto, ad Agliano, ad Acev 
(fraz. di Gampello), a Sellano e nella sua frazione Postignano. Neil 
giornata a Foligno varie repliche, fra cui una ad 1** 30"* della nott< 
che fu si gagliarda da incutere spavento e causare lievi danni. 

Ad 8^ 45"° ant. circa del 17 a Foligno forte scossa. 

La zona mesosismica di questo terremoto é delimitata nella fi 
^ra 13 (pag. 196). 



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385 




(Marche). 
Materiali ecc., 



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e uscita al- 
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ì a Vienna, 
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ag. 31-42, 

ino furono 

^4</^^eccaniche 

wo^^^a: Per la 

movimenti 



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0193456709 IO li 846). Dal 

C/ìihmetrt Otte 1 tre- 

però lievi. 

41 £p!c€nfrQ ' anno 1838 

lìmite cttih fonet ^tctntraU 
JelCaita mesosismiccL 
»... . a/^rossi morivo x£ei €tQ.?tnt Savoia). 

• Paest completamente distrutti 5- 

% . cAe Aann^ sofferto jrapi ^eriodo di 

, Btati mediocremente do^^^ ^j y^^^ 

O . che hanno sofferto */a^^^ ^^^^^^ 

===io (1839), 
:ando: in 
pom. del 



[1838 - 1839] 



385 



igDO 23. Pesaro (Marche). 

de terre ecc. ed Bffet d' un tremM. ecc. - baratta m. : Materiali ecc., 
A. : Scritti di Sismol.^ voi. i, pag. 85 e 155. 

m. del 23 giugno a Pesaro due rombi seguiti da for- 

nd. E-W di 5* : edificii lesionati, popolazione uscita al- 

il terremoto l'acqua dei pozzi si innalzò di 4 piedi di 

Qà/fff/^i, effetti produsse a Cartoceto, a Sinigallia e Fano : fu 

ia e, secondo il Mamiani, anche a Scutari ed a Vienna. 

quest' ultima affermazione , il Mamiani ( e quindi il 

anche la notizia da me data nei Materiali citati — tolta 

Piemontese (N. 129 : 7, VII) — contengono un evidente 

è il Perrey {Mem. sur les trembl. de terre ressentis dana 

rco-Hellenique ecc., pag. 48) ricorda per Scutari un ter- 

a 9** 35™ pom. del 25 gennaio (e npn giugno), propaga- 

er» \i0 4 Costantinopoli, neir Ungheria e nella Russia. La concor- 

cÌH(/{srgOfs. e del giorno spiega Terrore. Su tale terremoto si tro- 

particolareggiate ed interessanti notizie, sopratutto dal 

ta geologico, nella memoria di M. Draghicenu Les trem- 

terre de la Roumanie et dee pays environnants (pag. 3t-42, 

96) : solo qui credo utile osservare che in Milano furono 

pom. del 23 gennaio notate forti oscillazioni meccaniche 

ccA/^ci c^ff^^tìoo , come si trova accennato nella mia nota : Per la 

aiamologia : sulla propagazione a distanza dei movimenti 

. 4 e 5 estr.) 



^fr 



y* Aif^ 




ior0/rt 






Ca 



18. Autunno. Val d* EIm (Toscana). 

^ del trem, ecc., pag. 216. 

tunno si sentirono varie scosse in Val d' Elsa, molto simili, 

ido però dall' intensità, a quelle del 1804 (vedi N. 846). Dal 
fottobre la terra fu quasi sempre commossa, nella notte i tre- 

giomo i rombi non cessavano mai. I danni furono però lievi. 

Campani e Toscani (pag. 291) non ricordano nell' anno 1838 
k, che una scossa sentita al 30 luglio. 



Sch 



igìi 17^ 



1838-39. S. Giovanni di Moriana (Savoia). 

: yotice sur dee trembl. ecc. - Baratta m. : Materiali ecc., paer. 129-25. 

il 19 dicembre 1838 si iniziò un intenso e lungo periodo di 
ihe urtarono in modo speciale i dintorni di S. Giovanni di Mo- 
localitA adiacenti, lungo la valle dell'Are. Dopo la prima scossa 
.1838 : 10^ 20™ p.) si ebbe una pausa lino al 27 febbraio (1839), 
il numero delle commozioni andò sempre più aumentando : in 
iriodo si ebbe la scossa maggiore, avvenuta a o^ 50°" pom. del 

ltta: Terremoti ecc. 25 



386 



[1838 - 1839] 



26 marzo : in seguito le commozioni diminuirono di numero e poche 
ne furono sentite nel maggio e nella prima metà di giugno : segni poi 
un nuovo periodo di calma che si protrasse fino al 4 ottobre, cui tenne 
dietro una nuova ripresa di attività, che si mostrò assai accentuata 
nel dicembre, per diminuire sensibilmente nel gennaio 1840 e cessare 
quindi definitivamente con il 18 marzo. 

La frequenza ed intensità delle scosse sono mostrate chiaramente 
dal seguente specchietto : 



Mesi 



^ s 

o oo 
^ oo 



Numero deUe scosse 






8 

••H 

a 



S 



a 
s 

I 



o 



O « 



Osservazioni 



1838 Dicembre 

1839 Febbraio 
» Marzo . 
» Aprile . 
» Maggio . 
» Giugno . 
» Ottobre . 
» Novembre 
» Dicembre 

1840 Gennaio 
» Febbraio 
ì> Marzo . 

Totale 





1 


—. 


_— . 


.. 


_ 


1 


1 




2 


3 


— 


1 


— 


1- 


5 




17 


15 


7 


2 


4 


— 


28 




3 


5 


1 


1 




— 


7 




4 


3 


2 


— 


1 


— 


6 




3 


1 


1 


— 


1 


— 


3 




5 


3 


1 


1 




2 


7 




1 


1 








1 


2 




12 


24 


12 


3 


• 


1 


40 




2 

1 
2 


6 

1 
1 


1 


— 


— 


— 


7 
1 
2 




1 




— 


^ 


s 


53 


63 


26 


8 


6 


6 


109 



dal 19X11 38 al 
27 II 39 quiete. 
* parossismo. 



dal 16 VI al 4 X. 
quiete. 



fino al 18. 



La maggiore scossa avvenne, come ò detto, nel giorno 26 marzo 1839 
(3^ 50'" sera), e le più forti al 19 dicembre 1838 (10»» 20» sera), al 4 
(10** 25"» a.) e 26 (3^ 10™ p.) ottobre, al 5 novembre (3^ 29" ant.) ed 
air 11 dicembre (3^25" a.) 1839. Queste, oltre a movimento di mobili, 
suono di campanelli, produssero lesioni nei muri, fecero cadere del 
comignoli e dei massi dalle montagne circostanti. La loro durata fu di 
qualche secondo e consistevano ordinariamente in 2-3 oscillazioni sue- 



r 



[18^ - 1839] 



387 



c^sive e distinte, in senso NW-SE, qoaiH tutte precedute da rombo 
(fig. 42). 

Le località più colpite (A) furono S. Giovanni di Moriana, Albiez le 
Jeune ed Albiez le Vieux, Montrond, S. Jean d'Arves, S. Sorlin de 
Arves, Villarembert, Fontconvert, S. Pancrace e Jamer ; vengono 
quindi (B) Villargondran, Montricher, Valloire, Albanne, Pontamafry, 
S. Marie 8. Etienne de Cuives, S. Alban e S. Colomban des Villards, 
Montvemier, Le Chatel, Hermillon, Montdenis, S. Julien ; furono meno 
intense (C) a 8. Martin d'Are, 8. Remy, La Chambre, S. -Martin sur 
la Chambre, Montaimont, Montpascal, 8. Martin la Porte e 8. MicheL 






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S^.,A«^ 




Fio. 42. 

Le scosse di marzo-maggio passarono inosservate nel dipartimento 
delle Alte Alpi, benché in modo sensibile siano state sentite in quello 
dell' Isere, specialmente ad Oisans, Allenont, Aures, Mont de Lent, 
Venose ed Omon. 

Il centro pare sia stato alle Aiguilles d' Arves. (m. 3200). 



[961] 1839. Agosto 9. 
Baratta if. : Materiali ecc., pag. 125. 



Brescia. 



Alle 9*» 45™ ant. del 9 agosto una scossa molto forte a Brescia che, 
secondo la Cfrande Ulustr. del Lombardo Veneto (voi. Ili, pag. 257, Mi- 
lano 1868), fu suss.-ond. SE-NW di 5». 



[962] 1889. Agosto 27-28 (e seguenti). Reggio Calabria. 

ARcoviTO 8.: Mem. sui terr. di Reggio 87 agosto 4839 e seg. ecc. - Terremoti di Reggio e 
Mem. sopra le esser, meteor. i840 ecc. - baratta m. : Materiali ecc., pag. 125. 

Qo\ 27 agosto 1839 in Reggio Calabria si iniziò un lungo periodò 



388 [1839] 

sismico, (0 continuato con qualche interruzione per tutto Tanno e per 
buona parte del 1840. La prima scossa avvenne a 18*^ ital., fa forte 
8U8S. a due riprese ad intervalli di 2% con una durata totale di ?• : a 
20** se ne ebbe una leggiera e fra T una e l'altra furono sentiti cupi 
rombi, senza apparente movimento del suolo. A ò^ 47" del 28 scossa 
forte ond. N-S a due riprese, e per tutta la giornata, fino alla mezza- 
notte del 28, altre 21 repliche, 10 delle quali forti, 3 mediocri ed 8 
lievi. Nello spazio di 24*", cioè da una mezzanotte all'altra, le scosse 
furono 22, di cui 11 lievi e 11 forti. Furono intese queste e le mag- 
giori altre abbastanza intensamente anche a Messina ; a Reggio, secondo 
le notizie da me raccolte, fecero rovinare alcune vecchie case ed un 
campanile. 

Nel giorno 29, 6 scosse, di cui 3 forti e 3 leggiere : nel 30, 3 leg- 
giere ed 1 mediocre : nel 31, 3 forti e 1 lieve. Al 1° settembre se ne 
ebbe una forte ed una sensibile : nel 2 e 3, due per ciascun giorno : 
nel 5, tre (1 mediocre e 2 lievi) : nel 6, due (1 mediocre ed 1 forte) : 
nel 7, tre (2 mediocri e 1 forte) e nel 9 una leggiera. Nel 13 e 16, 
due lievi jfer ciascun giorno,: nel 17 una leggiera ed una mediocre: 
nel 28 settembre e 2 ottobre una mediocre. Dopo una breve tregua, 
ripigliarono al 20 ottobre nella cui giornata si senti una sola commo- 
zione di mediocre intensità: al 21, cinque (3 forti e 2 leggiere): ai 
22, quarantatre, (13 forti, 11 mediocri e 19 leggiere): al 23, ventuna 
(7 forti, 9 mediocri e 5 leggiere) : al 24, otto (1 mediocre e 7 leggiere): 
al 25, cinque (3 mediocri e 2 leggiere) : al 26, nove scosse (3 mediocri 
e 6 leggere): al 3 nov. una lieve: al 4 una mediocre e una leggiera: 
al 5, una mediocre : al 6, otto scosse (4 mediocri e 4 leggere) : al 7, 
due mediocri ed una lieve : air8 e 27, una mediocre ed una lieve : al 
9 e 10, una mediocre per giorno: all'I 1, due mediocri ed una leggiera: 
al 12, una mediocre e due leggiere : al 13, due leggiere : al 16, 17 e 
19, una lieve per ciascun giorno : al 3 dicembre, una mediocre ed una 
leggiera : al 6, due leggiere : all' 8, una forte suss.-ond. di 8' : al 20 
una mediocre ed al 30 una lieve. Tutte queste scosse furono accom- 
pagnate da rombi e negli intervalli fra l'una e l'altra si sentirono cupi 
rumori sotterranei. 

Al 2 gennaio 1840, due leggiere ed un'altra al 3 : al 16 marzo, tre 
leggiere ed una sensibile: al 17, tre leggiere, e due mediocri o forti: 
al 18, 23 e 24, due lievi per ciascun giorno e così pure al 23 aprile, 



(1) Noto Che ad ore 1,85 ant. del 20 maggio a Cosenza furono sentite tre scosse ond.- 
BU8S.-ond. delle quali la seconda fu più intensa; detto terremoto fu forte ond. a Catan- 
zaro e lieve a Mormanno. Ad ore 3,35 ant. a Catanzaro due altre scosse a 90-95 secondi 
dMntervaUo e nel di 25 una nuova ma forte. 



[1839 - 1841] 389 



al 24 una forte, al 29 una mediocre, e così pure al 1^ luglio, al 13 
agosto, al 20 dicembre : al 17, una leggiera ed al 29 una mediocre. 

Noto di passaggio che mentre queste scosse perturbavano il terri- 
torio Regino, al 18 agosto 1839, a 2^ ant., due forti scosse ond.-suss. 
urtavano Cosenza ed altri luoghi della Calabria Citeriore causando 
panico ma nessun danno. 

[963] 1839. Ottobre 6. Arta (Friuli). 

TOMMAsi A. : / terr. del Friuli^ pag. 201. 

Il 6 ottobre, a 4^ 30™ ant., leggiera scossa in Udine : fa fortissima 
ad Arta, ove furono sentite repliche per tutto il resto del mese. 

[964] 1840. Febbraio 29. Lncea. 

Baratta M. : Materiali ecc.. pag. 126. 

Alle 2*» 20"* ant. del 29 febbraio fortissima scossa a Lucca, propa- 
gatasi lievemente a Bologna ed a Tarma (ond.-suss. SE-NW, a 2 ri- 
prese ad 1" d' intervallo). 

[965] 1841. Ref^gio Calabria. 

ARCOYTTO s. : Mem. dei fenom, meteor, isu ecc. - baratta m.: Materiali ecc., pag. 126-28. 

Abbiamo già visto come sulla fine deiranno 1840 si incominciassero 
nuovamente a sentire in Reggio delle scosse di terremoto (N. 962) 
ora al 3-4 gennaio del 1841 si iniziò una nuova serie di numerosissimi 
Bcaotimenti. A 4^ 15°' ital. in Reggio fortissima scossa a 6 riprese di 
18' circa ; cominciò con 2-3 leggerissime oscillazioni, avvertite da pochi, 
seguite da qualche forte sussulto e poi da 5 fortissime ondulazioni, le 
maggiori delle quali ebbero direzione NW-SE, le mediocri SW-NE e 
S-N le minori. Questo terremoto in Reggio incusse panico generale e 
fece danneggiare alcuni edificii pubblici, come il palazzo della Inten- 
denza, quello del Tribunale, il quartiere di S. Agostino, il carcere di 
S. Francesco, la casa del comandante la guarnigione : anzi il primo 
di tali fabbricati fu reso inabitabile. La più parte delle case ebbero 
lesioni e sotto alcune rovine perirono 2 fanciulli e 3 persone. Fu forte 
a Messina, fu sentito in molte altre località. 

A questo terremoto tenne dietro un numero grandissimo di repliche, 
come lo dimostra lo specchietto della pagina seguente. 

Le maggiori (forti) avvennero a 10** 18™ ital.^ ad IV 13™ ed a 15*» 30°* 
del 4 gennaio ed a 7** 30™ del 15 agosto. 

Tale periodo sismico fu certamente corocentrico al territorio reg- 
gino, ma la mancanza di dati non permette di poter fissare la vera 
posizione del verticale sismico. 



390 



U841] 



ff 








Numero deUe 


scosse 


1 


Mese 


o 


ì 


2 

1 


Numero 
totale 


Gennaio . . . 


4 


28 


48 


80 


Febbraio 










1 


Itì 


17 


Marzo . 








— 


1 


7 


8 


Aprile . . 










— 


— 


— 


Maggio 








— 


— 


1 


1 


Giugno . . 








— 




5 


5 


Luglio . . 








— 




— 


— 


Agosto . . 








1 


1 


3 


5 


Settembre . 










— 


1 


1 


Ottobre . 








— 


1 


8 


9 


Novembre . 












10 


10 


Dicembre . 








— 


1 


7 


8 


TOTAT.R N. 


5 


33 


106 


144 



[966] 1841. Febbraio 21-22. San Marco in Lanis (Foggia). 

Baratta m. : Sulla otHv. sism, nella Capitanata^ pag. 13. 

Nella notte 21-22 febbraio in Napoli due lievi scosse, le quali, con 
forma ond. furono avvertite anche a Chieti, a Lanciano, a Solmona, a 
Larino, a Potenza, a Salerno, ad Isernia ed a Campobasso. In Foggia 
rimasero lesionati parecchi edifìci : a S. Marco in Lamis furono abbat- 
tute 2 éase, 200 altre rimasero lesionate e 30 cadenti ; la Chiesa Col- 
legiata fu abbandonata : due feriti* A S. Giovanni Rotondo la scossa 
fu breve suss. preceduta da rombi e produsse parecchie fenditure alle 
case, una delle quali fu per diroccare. A S. Nicandro fu abbastanza 
forte e seguita da repliche : non causò alcun danno. 

L'epicentro di questo terremoto appare presso S. Marco in Lamis. 



[967] 1841. Marzo 6. Casamiceiola (Isola d* Ischia). 

Baratta M. : Materiali ecc., pagr. 127. 

Ad l** poni, del 6 marzo ad Ischia forte scossa seguita 6" dopo, da 
altra più lieve : a Lacco Ameno produsse poche lesioni e generale 
spavento. Pare che il suo centro sia stato presso Casamiceiola giacché 



[1841] 



S91 



ìvU secondo il Mercalli (L'Isola d'Ischia ecc., pag. 116), rimasero dan- 
neggiate alcune case. Fu avvertita anche a Forio. 

[968] 1841. Marzo 20. Lipari (ìsole Eolie). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 122. 

Nella sera del 20 marzo a Lipari scossa si violenta che a memoria 
d'uomo non ne era stata sentita altra più forte: nessun danno, ma pa- 
nico generale. Si propagò con minor intensità fino ai paesi della costa 
settentrionale della Sicilia prospicienti alle Eolie. Passò, a quanto pare, 
inosservata nella Calabria. 



[969] 1841. Giugno 8-9. Torre Passeri (Abruzzo). 

Baratta H.: Materiali ecc., pafir 126-28. 

A Torre Passeri a 2^ pom. del 21 febbraio due violenti scosse, la 
prima ond. El-W di 3% l'altra suss. di 10* con forte rombo, causarono 
grande panico, ma nessun danno. 



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Fio. 43. 

Al 2 giugno in diverse località deir Abruzzo Ulteriore si sentirono 
vari scuotimenti, fra cui uno ond. di €• a 10*» V« ìtal. a Torre Passeri, 
Civitella Casanova, Cugnoli e Brittoli. 

Neir8-9 giugno a Torre Passeri 7 scosse ond. W-E, la più lunga 
di 22*, grande panico e qualche lesione in alcune case. Questo terre- 
moto fu sentito ad Alanno, a Brittoli, a Castiglione, a Pescara, a Sol- 
mona, a Lanciano ed a Chieti. Nella fig. 43 B sono rappresentate la 
zona mesosmica e la isosismica sensibile di questo terremoto. 

^ Nella notte del 16 a Solmona una nuova scossa causò del panico ma 
nessun danno : ivi al 24 agosto, a 10^ ital.^ ne fu sentita un'altra lieve 
(D) ; al 25 una forte a Caramanico (E) ed al 18 ottobre, a 20** 30"" circa 
ita!., a Torre Passeri violenta scossa: causò grande panico ma nessun 
danno. 



392 



[1841] 



[970] 1841. Giugno 10. Taranta, Falena ecc. (Chieti). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 49. 

A Chieti lieve scossa nella giornata che a Taranta ('), Torricella 
Pellgna e Falena danneggiò vari edifici!. Nella prima località fdrono 
atterrate 2 case. Nessuna vittima. Nella figura 43 con C è indicata la 
zona mesosismica rovinosa di questo terremoto e con C la isosismlca 
fortissima. 

[971] 1841. Ottobre 6. Tolmeuo (Udine). 

TOMMABi A.: / terr. del Friuli, pag. 201. 

A 4^ ant. del 6 ottobre a Tolmczzo fortissima scossa end. di 15* 
preceduta ed accompagnata da rombi: suono di campanelli, caduta di 
qualche mobile. Nella giornata circa 12 repliche più leggiere, altre 
poi nei ^ 7 ed 8, e fino circa la prima decade di novembre, D loro 
numero complessivo asceso ad un paio di centinaia. 

[972] 1841. Ottobre 15. Sani^inetto (Verona). 

aoiRAN A. : storia stsm. ecc., pag. 6&^ e Sec, app. al cataloga 3cc.. pag. 23-80 e 44M5. 

Verso la metà di ottobre Sanguinetto e dintorni furono agitati da un 
intero periodo sismico propagatosi ad un piccolo raggio. Al 15 ottobre 
a 2*» 15 ant. si intese prima un fortissimo scuotimento ond. SW-NE, 



Isola df]laScAli 

oBovolonr 

y^ • ConcAiMriM 

' / ''fono / 
frrraro /^ 

.Cov#rii9l0 ^^ 



Fio. 44. 

che fece risvegliare gli abitanti e suonare i campanelli : dieci minuti 
dopo si sentì una cupa detonazione con scossa suss. : a 2*» 45"* ant, 
una terza scossa : gli abitanti spaventati abbandonarono le case : a 
3** 30*" ant. un nuovo rombo con sussulto più forte e finalmente a 4'' 
ant. circa , un'altra intensa detonazione susseguita da violenta scossa 
suss. la qnale fece suonare le campane, lesionare le case e cadere 
qualche comignolo. Durante il resto della giornata piccoli rombi e lievi 



(1) Il Perrey [TrembL pentm. Ital., pag. 107) erroneamente Invece di Taranta scrisse 
Taranto. 



syr»» 



[1842 - 1843] 393 



tremiti: al tramonto del sole uno più forte ed a 11*» pom. del 16 una 
leggiera scossa e qualche altra fino a 8** ant. del di dopo. All' 8 no- 
vembre, a 11**% a., leggera detonazione e lieve scossa avvertita da 
pochi. Tali scosse spiegarono la loro massima intensità a Sanguinetto 
area mesosismica: fig. 44 A): furono molto forti (C) a Concamarise^ a 
Nogaro, a Villimpenta, a Gazo ed a Govemolo ; meno a Bovolone, ad 
Isola della Scala ed a Roncoferraio : a S. Pietro di Morubio ed in altri 
comuni del distretto fìirono appena avvertite. 

[913] 1842. Novembre 18. BelpMSO (Etna). 

Baratta m. : Materiali ecc., pa<7. 128 - Gbmmellaro C. : Cenni star, suWeruz. dell' Etna del 
i7 nov. 1842 (estr.) 

Al 18 novembre scossa assai intensa su tutto il versante meridipnale 
dell'Etna e principalmente a Piano della Vite, a Nicolosi, a Pedara ed 
in ispecial modo a Belpasso, nel cui quartiere denominato < S. Antonio » 
fece crollare alcune case. 

Fu seguita da molte repliche, che furono specialmente forti e fre- 
quenti nel 28 dicembre al Piano della Vite, ove continuarono fino al 
giorno 25. 

[974] 1843. Ottobre 2&-27. Magello (Toscana). 

Baratta M.: op. cit., pag. 129 - Franciii b. : Nota sul terr, del i8 maggio i895 ecc.< pa- 
jfina 1 (2) - aiovANNozzi O. : / terr. stor. mttgell.^ pag. 9 (estr.) - mazzbi a.i / terr. ve- 
rijicati in Pistoia ecc., pafir. 104 - Pilla l. : Istor. del trem. ecc., pag. 216-17. 

Al 25 ottobre, a 4** 30" ant, circa, a Firenze lieve scossa ond. N-S 
(li 7% preceduta da forte rombo ; fu sentita anche a Lucca, a Bologna, 
a Parma, a Genova e più intensamente a Reggio. Alle 5^ 10"" ant. a 
Firenze ed a Lucca altra ma più sensibile della precedente : a 9^ p. 
a Firenze una terza avvertita da pochi. Al 26, a 2^ 15°* ant., a Lucca 
una non molto violenta, susseguita 3"" dopo, da replica leggerissima: 
a 3^ 14'° ant. a Parma e Firenze (ond. N-S 3*) un'altra : a 4^ ant. una 
a Lucca ; a 3^ 45"" pom., a Firenze una avvertita da pochi e cosi a 
4^ 43" ant. del giorno 27. 

Le precedenti scosse furono pure avvertite a Siena^ a Livorno ed a 
Pisa : a Pistoia produssero grande spavento nella popolazione : furono 
poi assai veementi in tutto il Muggello. P^re che Barberino sia stato 
il paese più danneggiato (fig. 2), avendo ivi riportato serie lesioni le 
varie case e la Chicca, ed essendo stata resa inabitabile la Cancelleria 
comunale. In Vernio si verificarono pure danni assai gravi, invece fu- 
rono lievi quelli toccati a Borgo S. Lorenzo. 

[975] 1843. Dicembre 7-8. Misilmeri (Palermo). 

Baratta If. : Materiali eci:., pag. 129. 

A 7^ 30" ital. della notte 7-8 dicembre due forti scosse causarono 



394 ' [1844 - 1845] 



in Misilmeri del panico e fecero lesionare alcune casupole e diroccare 
vari muri a Becco. 

[976] 1844. Marzo 10. Forlì. 

QUARiNi F.: / terr, a Porli, pag. 9547. 

Sui primi di marzo replicate scosse intimorirono gli abitanti di Forlì : 
al 5 marzo parecchie forti, e fra le 6*» V4 ® ^U P^^i' ^©1 giorno 10 una 
8USS. più intensa delle precedenti fece diroccare molti comignoli, aprire 
fenditure in alcuni muri, uno dei quali, in borgo Cotogno venne a ro- 
vinare. Seguitarono nei dì seguenti le scosse : una replica lieve avvenne 
nella notte 13-14 (Perrey : Liste des trembl. 1845^6, pag. 395) e tre 
dopo il mezzodì del giorno 21. 

[977] 1844. Luglio 17, Palestrina (Roma). 

Baratta m. : Materiali ecc., pag. 180. 

Circa il 15 giugno cominciarono a sentirsi in Palestrina delle lievi 
scosse : al 17 luglio se ne ebbe una più veemente, che causò vari 
danni a parecchi edifici e fece uscir le persone dalle case: fa sentita 
meno fortemente a Poli ed a Zagarolo. 

[978] 1845. Gennaio 20. Tortonese (Alessandria). 

Baratta M. : Materiali ecc., pag. 190. 

A 6^ 15" ant. del 20 gennaio a Perleto lieve scossa ond. S-N di 3' : 
a (rarbagna e paesi circonvicini fu forte ond. di 1* ; non apportò danni. 

[979] 1845. Maggio-Giugno. Corleone (Palermo). 

Pbrrey a. : Trembl. penins, Ital., pag. 138. 

Al 18 maggio, verso sera, a Corleone scossa mediocre e molte altre 
nei giorni 19, 20, 21 e 22, fra le quali alcune nel 19 e 22 fortissime 
ond.-suss. Non causarono danni. Al 10 giugno un'altra sensibile ond. ; 
ciò secondo il Perrey. Dalle notizie da me raccolte {Materiali ecc.. 
pag. 131) risulta sentita a Corleone a 6** 15" ital. (sera) del 20 giugno 
una scossa che, quantunque abbastanza forte, non tu. avvertita general- 
mente. Il Mercalli (Vulc. e fenom, vulc. ecc., pag. 248) ne riporta 
inoltre una mediocre ond. nella sera del 20 agosto. 

[980] 1845. Luglio 10-11. Matera (Potenza). 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 131. 

Nel 10-11 luglio a Matera forte scossa suss.-ond. di 2* che dannegggiò 
lievemente qualche edificio ; a Tolve fu sussultoria. 

Questa scossa il Perrey (Liste des tremòL 1845-46, pag. 407), erro- 
neamente la riferisce al 10 agosto : aggiunge poi che fu sentita a 



»^*»r x^- 



[1845 - 1846] 395 



Bari e territorio e specialmente ad Altamura a Gioia, a Gravina ed a 
Cassano delle Murgie, ove fu fortissima. 

[961] 1845. Settembre 13. * Laeea. 

Baratta H. : op. clt-, pag. 133. 

A 1*» 15" (ant. o pom. od ital. ?) una violenta ma breve scossa suss.- 
ond. E-W, con forte rombo. Secondo il Perrey (Liste dea trefnbl. 1845-46, 
pag. 408-9) la scossa avvenne a 11*» 20°» p. del 14 e fti sensibilissima 
a Parma (ond. NE-SW 3»), nel guastallese, nel modenese ed in qualche 
località della Toscana, fra cui Firenze. 

[962] 1845. Dicembre 21. Lubiana (Carniola). 

PsaiLKT A. : Liste des tretribL i845'46, paer. 414-16. 

A 9^ 20" p. a Lubiana, scossa fortissima che fece cadere dei comi- 
gnoli e lesionare dei muri : fu sensibile a Trieste ed a Venezia, ove 
fa ond., seguita a breve distanza da replica più lieve N-S. (^) 

[963] 1846. Marzo 28. Oriente. 

PQLRET A. : Mem. tretnbl, penins. Jtal.j pa^r. 139 - Baratta m. : Materiali ecc., pag. 181. 

lì 28 marzo, a 4^ 45"° p., a Malta ed a Gozo forte scossa seguita, 
qualche minuto dopo da replica più violenta e lunga a tre riprese, 
che fece danneggiare vari edificii. Questo terremoto fu avvertito da 
varie persone a Napoli (4*» 37" t. v. 1.), ove si sentirono due scosse, 
5U3S. la prima, ond. l'altra : due scosse furono pure intese a Messina, 
a Catania, a Noto, a Gallipoli, a Lecce ed a Brindisi. Secondo il Perrey, 
in Italia la città più colpita sarebbe stata Noto. 

11 terremoto del 28 marzo fu rovinoso a Candia, presso cui — se- 
condo lo Schmidt (Studien ilber Erdbében) — si troverebbe l'epicentro. 

Le repliche sentite a Malta al 16 (Mg. circa) ed al 22 aprile (8^ 45*° p.) 
non si propaganmo in Italia. 

[984] 1846. Aprile 22. Catania. 

Malvasia-db ROSSI: Documenti ecc., pagr* TI, 

Al 22 aprile, ad V" Vt di notte, a Catania scossa fortissima che pro- 
dusse poche screpolature in qualche fabbricato: fu seguita da repliche 
non violenti, ma che incussero però generale spavento, talché alcuni 
abbandonarono le case. Al 28, verso le 6** ant., secondo il Perrey (Op. 
cit., pag. 139), alcune altre forti. La prima di queste scosse potrebbe 
corrispondere forse ad altro terremoto molto violento a Malta. 



[Ij Bnroneamenie in « Baraita: Materiali ecCi (pa^:. 181) » Ai attribuita al 22. 



396 [1846] 

|985| 1846. Agosto 7. Siracwa. 

Pbrhey a. : Liste des tremU. {845-46, pag. 442-3. 

Nella sera del 7 in Siracasa violenta scossa : si dice che 20 persone 
siano perite e che molte case siano state rovesciate. 

[986] 1846. Agosto 8-9. Canpomaggiore, Graeo (Basilicata). 

Baratta m. : Materiali ecc., pa^r* 181- 

Verso le 5^ ital. della notte fra T 8 ed il 9 agosto si senti in Napoli 
e dintorni una scosta intesa pure ad Avellino, a Salerno, a Bari ed a 
Foggia. A Potenza fa assai forte, durò 12% e produsse screpolature nei 
pubblici e privati edificii : fu assai intensa a Lagonegro, a Melfi, ad 
Accettura, a Campomaggiore, a Graco ed a Pietrapertosa. A Campo- 
maggiore e Craco si determinarono delle aperture in quasi tutte le case. 
A 3^ della notte del di seguente a Potenza altra scossa di 3.* 



[987] 1846. Agosto 14. CoUi 

Calamai l.: Osserv. sugli cfetti prod, dal terr, ecc.: Poche parole sopra le osserv. del 
Dr. L. Rossini ecc. ed Esame critico della replica ecc. - pilla l. : Poche parole sul tre 
muoio ecc. e Lettre a M, AroQO sur le trembl, ecc. ed Istoria del tremuoto ecc. - Ros- 
sini L. : Osserv. intomo al terrem, ecc. e Replica... alle parole del P- Luigi Calamai ecc. 
- Savi p. : Relaz. dei fenom. presentati dai terr. ecc. - Tabani b. : Del terr, oca. tn To- 
scana ecc. - teluni t. : Relaz. stor. dei danni cagionati dal trem. ecc. 

Intorno a questo terremoto le due memorie principali pubblicate 
sono quelle del Pilla e del Savi, e le notizie in esse contenute mi ser- 
virono per fare una sintesi dei fenomeni presentati da questo interes- 
santissimo parossismo. 

La prima scossa, che fii la maggiore, avvenne al 14 agosto ad 
1^ pom. circa. 

Fenomeni precursori, (*) — Il giorno 7 agosto, ad 8** a., a Volterra, 
a Pomarance, a Serra, a &fonte Scudario, a Ouardistallo, a Casale, a 
Bibbona fu sentita una debole scossa di terremoto che passò inosser- 
vata nella valle della Fine. 

Dal 25 luglio cominciarono a sentirsi nel mare presso il Fanale di 
Livorno dei cupi rumori sotterranei, i quali si resero assai più sensibili 
nei giorni 12 e 13 agosto : essi erano accompagnati da insoliti mo vi- 



ni ii Perrey f Liste des trembl. 1845-46 ecc.) Indica le sedenti scosse che si possono 
ritenere come precorritrici del grande terremoto del 14 aerosto; 

8 aprile) ore 4-5 a. Calci scossa ond. istantanea; 6 ore p. altra più forte (p. 435]. 

i7 maggio) ore 2.40 a. Pisa, una leggrera dubbia (ivi). 

6 luglio) ore 2 e 7.80 a. Pon tederà, due brevi (p. 438). 

/ agosto) ore 9 p. circa Castelflorentino una lieve istantanea; ore 10.90 pom. una sen- 
sibile con rombo; ore 11.45 p. una forte suss. istant. con rombo (p. 442). veramente il 
Perrey scrive che Castelfiorentino è neir ex regno di Napoli .* ma ciò ò evidentemente 
errato. - ;? ; 6 ore a. Cascina e dintorni, violenta scossa vert. di 8 sec (Ivi). 



fM ~- 



[1846] 397 

menti delle acque del mare, dei quali non poteva rendere ragione ade- 
gnata la qualità e la forza dei venti in allora spiranti. 

Fu notato inoltre, fra i molti esempi che potrei citare, che prima 
del violento parossismo la fonte pubblica di Castelnuovo mandò fuori 
piccolissima quantità di acqua torbida. 

Forma della scossa, — Il Pilla in Pisa cominciò a sentire un fragore 
che veniva rapidamente dalla parte della marina a ponente, il quale si 
avanzava sempre più con forza crescente, quindi la sala in cui si tro- 
vava imprese, dapprima a vibrare, quindi ad oscillare, con rumore 
vorticoso. Affacciatosi alla finestra egli vide che le case e gli alberi 
erano agitati in una maniera orribile con un moto di < va e vieni » 
di estrema violenza : il suolo poi a poco a poco ritornò nella sua pri- 
miera calma. 

U Savi senti dapprima varie scosse suss. poco violenti, rapidamente 
6UccedentÌBÌ, indi — dopo un istante di tregua — una ondulazione vi- 
vacissima, diretta quasi S-N. Il moto del primo periodo fu medio- 
cremente violento, molto più quello del secondo : < ma quest' ultimo > 
osserva egli e non era una semplice oscillazione o movimento di va e 
vieni, ma un' ondulazione irregolare, in più sensi, accompagnata da 
le^eri innalzamenti ed abbassamenti, nella quale ondulazione *il moto 
diretto da N a 8 prevaleva sugli altri ». 

Nell.'i parte settentrionale della pianura pisana, e nei contigui monti 
il fenomeno ebbe pressoché la stessa forma e cosi pure nelle altre lo- 
calità di Viareggino, di Pietrasanta e delle Apuane ove fa avvertito 
abbastanza sensibilmente il fenomeno. 

In Livorno si senti dapprima una scossa ond. E-W con rombo, e 
poscia vari urti suss. insieme a leggere ondulazioni N-S, ed infine 
molte ondulazioni E-W che farono più forti di tutte le altre: la du- 
rata totale fu stimata di 20.* Da Antignano al Plano della Cecina la 
scossa ebbe, secondo il Savi, identica forma; tra S. Regolo e Luciana 
dopo uno spaventevole rumore si senti solo un urto impetuosissimo; a 
Lorenzana dapprima si avvertirono due urti suss. : quindi un violento 
moto orizzontale, seguito da altri aventi direzione opposta al primo. A 
Lugnano non si percepì rombo alcuno ma un moto ond. a due riprese 
di 6." A Vico la scossa durò 16*, a Cascina 25*, a Buti 10*, a Monte- 
nero 15*, a Pisa, secondo il Pilla, da 25 a 30.* 

Le direzioni predominanti, oltre quelle indicate, furono le seguenti: 
Rossignano N 20« E ; Cecina N 40° E ; Monte Scudaio N-S ; Guardi- 
stallo N 10» W ; Casale N 20° W ; Orciano NW ; Castelnuovo della Mi- 
sericordia N-S ; Gabro N-S ; Lupiana N 25° E ; Lorenzana WNW ; 
S. Gio. a Scutriano NW-SE ; Elba NVV-SE e Lucca NW-SE. 

InUfUfità, — L' area mesosismica à forma molto allungata, inco- 



398 [1846] , 

mincia al 8 con il grappo di Montescadaio, di Guardistallo e di Ca- 
sale, quindi, varcata la Cecina, comprende V insenatura ove &wi Ki- 
parbella e quindi, restringendosi sempre più, entra nella valle del 
torrente Fine, ove si trova Orciano, per dilatarsi fino alla parte supe- 
riore delle valli di Torà e dell' Isola, ove stanno Lorenzana, Luciana e 
S. Regolo. Quivi la scossa produsse i massimi effetti dinamici, distrug- 
gendo quasi completamente gli abitati e le case coloniche circostanti : 
Orciano fu il paese che più di ogni altro rimase sconquassato. 

L' area rovinosa, procedendo da N verso S, comincia a Guasticcie^ a 
Nugola, a Fauglia ; quindi comprende Lari, Casciana, Orciatico e poi 
la relativa isosisma si addossa alla precedente. 

L' isosisma dei danni minori va a sud poco oltre a Guasticele e 
corre fino a S. Pietro, quindi si prolunga per la riva sinistra del fiume 
Era, comprendendo forse Volterra, donde si parte e, volgendosi verso 
occidente, include Bibona, per correre presso Rossignano e raggiun- 
gere il suo punto di partenza. 

Livorno, Pisa, Fucecchio stanno nella zona isosismica fortissima che 
ad oriente si distende lungo T Evola, mentre ad occidente comprende 
i colli livornesi. La zona isosismica molto forte o delle lievi lesioni 
comprende Lucca e la pianura fra 1' Amo ed il Serchio, la regione 
sottostante al lago di Bientina e quella fì'a TEvola e l'Elsa, l'alta valle 
di Cecina e quelle del Possera, della Trossa e della Sterza di Querceto. 

La scossa verso sud si propagò fino al Giglio e ad Orbetello, passò 
inosservata a Montalcino, fa sentita verso oriente leggermente a Siena 
ed a Firenze : verso settentrione fu avvertita a H[odena, sensibilmente 
a Parma, da pochissimi a Milano ed a Genova : con qualche intensità 
Tonda sismica interessò le isole di Elba, di Capraia, di Gorgog^a e di 
Pianosa, leggermente parte della Corsica e per nulla la Sardegna. Nel- 
r unita cartina (fig. 45) sono tracciate le principali zone isosismiche. 

Danni e vittime. — Le vittime di questo terremoto, secondo il Pilla, 
ascesero a circa 60, distribuite nel modo mostrato dallo specchietto 
che trovasi nella pagina seguente, compilato in base alle notizie fomite 
da questo autore e da quelle del Tabani (T). 

Il Pilla nel suo coscienzioso lavoro osserva che varie farono le ano- 
malie nella distribuzione dei danni riscontrate in questo terremoto, 
talché vicino a case totalmente distrutte se ne trovavano altre rimaste 
affatto illese od appena tocche. Ciò dipese : a) dalla forma degli edi- 
ficii ; b) dalla loro solidità ; e) dalla forma del suolo ; d) dalla natura 
geologica del medesimo ; in generale furono incomparabilmente mag- 
giori nei luoghi situati sulle parti più elevate dei colli pliocenici e 
quaternari formati da roccie friabili e cedevoli. 

Fenomeni idrici e geologici, — Le acque termali dei bagni di Ca- 



[1846] 



399 



80 lana in seguito al terremoto divennero lattiginose e si conservarono 
in tale stato fino al giorno appresso. 

Presso la foce della Fine, sulla sponda destra, si formò uno spacco 
di oltre 100 braccia con direzione NW-SE ; sulla sponda della Cecina, 
fra Riparbella e Monte Bendalo, si aprirono delle fenditure ed altre si 
riscontrarono nei pressi di Guardistallo (N-S) e di Volterra. Fra Luciana 
e Lorenzana, presso la Torà, si formarono delle numerose e piccole 
cavita imbutiformi allineate secondo la dilazione NW-SE, dalle quali 
venne inori acqua mista a sabbia azzurra. Molte altre polle si aprirono 
sul fianco dei colli. Nei pozzi del pisano le acque si agitarono, e molte 
fonti presentarono le solite variazioni riscontrate in tutti i grandi 
terremoti. 



LocaUtÀ 



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9 



a 
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Pi 



1 



FeriU 



Orciano 
Luciana 



Monte Scudaio . . 
Lorenzana e contado 
Castelnuovo di Mis. 
Riparbella . 
S. Regolo • 



Vivala 



Guardistallo 



113 
83 
135 
131 
140 
137 



99 


inab. 


761 


19 m 


34 


dann. 


650 


8 


30 


dann. 


1080 


8 


40 inab. 


dann. 


1006 


7 


9 ed 
8 guaste 

15 


dann. 

tutte 
dann. 


1500 
circa 

1450 


5 
3-4 


— 


— 


100 


2 


— 


— 


40 


3 


— 


— 


1428 


1 



95 gravemente 
75 più legg. 

50 

9 mortalmente 
30 lesi 
40 
95 (T) 

18 

4 gravem. (T) 
12 



5 feriti 
50 contusi 



Rombi. — Subito dopo la grande scossa si sentirono, come vedremo, 
numerose repliche e molti rombi : ad Orciano quasi ad ogni quarto 
d' ora si intendeva un sordo rumore simile ad uno scoppio lontano di 
cannone, ma un poco più prolungato e non cosi subitaneo. Il Dr. Lan- 
Cini nei giorni 15-16 percepì tali rumori sotterranei a Rossignano ap- 
plicando r orecchio sul terreno. 

A Castelnuovo della Misericordia durarono fino al 28 agosto, e cosi 
pure in varie località della vai di Fine. Anche al Fanale a Livorno 
furono intesi dei rombi isolati, specialmente nella notte del 15 agosto, 
al 12 settembre ed al 5 e 20 ottobre ; ivi oltre a ciò furono notati fìre- 
quenti ed insoliti movimenti del mare. 



400 * [1846] 

. auliche. — Alla grande scossa de) 14 agosto tennero dietro moltis< 
sime repliche sempre più leggere : il loro maggior numero non ag^tò 
che la zona più intensamente colpita, ed alcune soltanto (le mag- 
giori) si propagarono esteriormente. I colli di Monte Scudaio, di Guar- 
distallo e di Casale non furono agitati dopo il 14 agosto. Ad Orciano, 
a Scutriano, a Lorenzana ed anche a CastelnuoYO ed a Cabro seguitò 
il suolo a rumoreggiare ed a scuotersi con più o meno fì'eqnenza ed 
intensità, non solo durante la seconda quindicina di agosto, ma anche 
nei primi tre giorni di settembre, indi restò tranquillo fino al mattino 
del 12, epoca in cui la vai di Fine e parte di quella della Torà ftirono 
di tempo in tempo turbate da scosse più o meno sensibili e da rombi. 

Le repliche di cui ò potuto raccogliere notizie precise sono le se- 
guenti : 

Agosto i4) ^ 45"^ pom. Pisa una lieve ; 5*^ pom. Orciano una forte intesa 
anche a Pisa e Livorno ; 10^ pom. circa, una forte a Pisa sentita a Livorno 
e Lucca : fu molto forte o fortissima ad Orciano, a Montescudaio ecc. : nella 
notte ad Orciano detonazioni e tremiti - i5) nelle %i^ ad Orciano 25 scosse : 
le 4 più forti nella notte; 3^ pom. a Pisa una lieve; 3^ della notte Livorno 
scossa con rombo -16) Orciano 6 scosse n^l giorno e 2 più torti nella notte: 
X0h25m pom. a Livorno lieve - i7) Orciano 9 scosse nel giorno e 2 nella 
notte - i8) Ivi, 2 lievi nel giorno e 2 nella notte; a 11^ della notte a Li- 
vorno scossa lieve ond. -iP)3*^20°» ant. ivi una lieve: Orciano nel giorno 3 
lievi scosse - 20) Livorno 5*» 15™ ant. e 2^ 30™ p. due scosse ; Orciano 1^ p. 
circa una fortissima: cosi pure a Castelnuovo Misericordia: assai sensibile a 
Livorno e lieve a Pisa ; 8^ 30™ pom.- Orciano altra lunga e forte, e ivi nella 
notte 4 scosse con rombi - 2i) Livorno 2^ 15™ ant. una lieve : ad Orciano 2 
leggere nella notte - 22) Orciano 9*^ p. una lieve - 23) Ivi, 6 leggere nel 
giorno e 2 nella notte - 24) Ivi, 2 leggere - 25) Ivi, nella notte una legge- 
rissima; 4^ ant. una lieve a Pisa, ed a 6^23™ p. una assai forte ond. a Ca- 
stelnuovo della Misericordia - 26) Orciano nella notte una : a Livorno mare- 
moto- 27) Livorno 9*» 50™ a. forte rombo inteso al faro e fortissima scossa 
avvenuta in città con grande panico e qualche danno : fu lievissima a Pisa e 
passò inosservata a Lorenzana e luoghi danneggiati al 14. Ad Orciano nel 
mattino fortissima e lunga scossa e nella sera due altre lievi - 28) Orciano 
nella notte una scossa. Castelnuovo della Mìs. dopo Mg. varie scossette e 
rombi fino a 10*» della notte ; Livorno 9*» 55™ e 10** 30™ p. due scosse - 29] 
Orciano nella notte scossa e rombo; 3*» 45™ a. Livorno scossa - 30) Orciano 
due lievi con rombo - 3i) Ivi, 3*» 55™ pom. rombo senza scossa. 

Settembre 2) San Regolo, Fauglia 2** 30™ ant. scossa mediocre nella notte 
(2-3), una a Bagni S. Giuliano - 3) Livorno, 10*» ant., una lieve - 8) Or- 
ciano, 11*» 45™ pom., una e 2 altre nella notte - iO) Ivi, 3*» ant., due lievi 
con rombi ; 8*» 30 pom., Pisa una suss. istantanea - 12) Livorno, insoliti mo- 
vimenti del mare e rombi - i4) Orciano, 9*» pom., lieve - 20) Pisa, 2-3*» a., 
lieve. 

4 ottóbre) Livorno, 10*» 15™ pòm., forte rombo - 5) Orciano nella mattina 



» -! ' »i- 




FiG. 45 - Terremoto Colli pisani 1846 
A) zona mesoaismlca - b) zona isoslsmica rovinosa - e) zona isoslsmica 
del danni minori - D) zona isoslsmica fortissima. 



[1846] 401 

una scossa ~ 8) Castelauovo della Mis., Q^dO*» dnt., scossa assai sensibile; 
Orciano, 11^ ant., una assai forte con rombi - ii) Livorno, IP 55" matt., 
lieve scossa e rombo - i9) Ivi, 12*» 17" pom., forte rombo e lieve scossa suss. 
di 4»* - 20) 2^ notte, lieve scossa. 

yovembre 7) Orciano lieve scossa a 8*» 30" ant. - 8) Ivi, 11^ 10" ant., forte 
scossa suss. con rombo sentita a S. Luce, S. Regolo, Lorenzana, Fauglia ecc. : 
1(^ p., altra minore - //) Ivi, 2^ a., una lieve - 24) Livorno, 8^ e 11^ 30" p., 
vari rooìbi - 25) Ivi, ^15" e 11*» 30" ant. due rombi; 10*» V4 pom., scossa 
in Val dì Cecina (vedi più sotto). 

Dicembre 3) Volterra scossa molto forte ed altra mediocre al 14 - 8) Cre- 
spina (Fattglia) 8*» pom., forte scossa ed una lieve a 10*» -- 9) Pisa, 1*» ant., 
una lieve — iO) Ivi, 11*» ant., una lieve - i3) Volterra, cinque scosse. 

Altre scosse furono sentite durante gli anni 1847 e 1848. 

Replica del 25 novembre. — Alle 10*» V4 pom. di detto giorno, pre- 
ceduta da forte rombo, si intese una violenta scossa ond. di 5-8.' Né 
la pianura di Pisa, né la vai di Torà e neppure la parte settentrionale 
della Val di Fine parteciparono al movimento ; ma tutta ne fu scossa 
la Val di Cecina: Montescudaio, Guardistalio, Riparbella, Querceto, 
Serra, Pomarance, Le Moie, Volterra, Beringone, Monte Cerboli, Castel- 
nuovo Val di Cecina, Serrazzano, Libbiano, Fosini, ecc. furono violen- 
temente agitati, e specialmente le cinque ultime località : a Rosignano 
non fti inteso da tutti ; lo stesso dicasi di Castelnuovo della Misericordia : 
a Nibbiaia invece fu si forte da far cadere un puntello. Alle Saline 
Moje di. Volterra fu universalmente avvertito, mentre in città Ai assai 
più debole: passò inosservato a Siena, e sensibilmente giunse fino a 
Radicofani. 

Questo terremoto ebbe, come si vede, diversa provenienza da quello 
del 14 agosto : ma di ciò parlerò fra poco. 

Centro del fenomeno — Esposti i fatti è necessario dire qualche cosa 
sol centro o sui centri dei vari scuotimenti. 

Il Pilla conclude il suo bel stridio, ammettendo che e l'impulso ge- 
nerale del movimento sia stato lungi dal suolo toscano » e, conside- 
rando che detto terremoto è stato immediatamente preceduto da con- 
cussioni in vari punti delle provincie meridionali ed in alcune isole 
del Mediterraneo e seguito da scosse nella Svizzera e nella Calabria, 
sostiene che tutti questi fenomeni non provengono da tanti centri spe- 
ciali ed indipendenti, ma bensì « da un medesimo focolare sotterraneo 
dh*amando8Ì 1' azione ora in questa ora in quella parte della superficie 
terrestre conforme le circostanze di sotto l'hanno favorita ». Quindi, 
in base agli effetti distruttori riscontrati in relazione con la costituzione 
litologica del suolo, crede che « V onda suscitatrice del tremuoto to- 
scano sia venata dal mare, forse dal NW, forse ancora dal SW ». Il 
Savi invece è d' avviso che « la sede » della causa di quelle spavon- 

qaratta : Terremoti ecc. ^ 26 



402 [1846] 

tevoli catastrofi [debba] essere stata nella parte della terra che è ver- 
ticalmente sottoposta a queir estenzione di paese, da noi denominato 
spazio centrale [area mesosismica] * : opina inoltre che questo spazio di 
azione sia con maggior probabilità costituito da una linea (asse sismico) 
avente la direzione dei crinali dei monti che fiancheggiano la vai della 
Fine : cioè, con altre parole, sarebbe stato urtato V asse long^tadinale 
del fondo della gran vallata, diretto da N a S circa, limitatamente a 
mezzodì non oltre a Ripabella ed al paese delle Contee, cioè, a Casale. 
a Guardistallo, ecc. 

Se noi consideriamo, come ò già detto, che questi ultimi paesi non 
furono più perturbati dai fenomeni sismici avvenuti dopo il 14 agosto, 
mentre a Lorenzana, a S. Regolo e ad Orciano il suolo seguitò per 
parecchio tempo ad essere ancora in preda a commozioni più o meno 
frequenti ed intense — difficilmente propagantisi ^ Pisa ed a Livorno 
— e che inoltre nelle località citate furono sentiti rombi senza appa- 
rente movimento di suolo, e che questi rombi, rassomiglianti a lontani 
colpi di cannone, erano di non dubbia origine endogena, come ce lo 
prova r osservazione fatta dal Dr. Pedini (pag. 399), ed oltre a ciò 
aggiungiamo che il valore della componente verticale della grande 
scossa ad Orciano, a Lorenzana, ecc. fu molto forte, talché le persone 
si sentirono con gran violenza spinte verso 1' alto e vari mobili ed og- 
getti pesanti vennero a distanza sbalzati ed il crollo delle fabbriche 
avvenne in modo istantaneo, come osserva il Savi, e prima che fosse 
avvertita ondulazione alcuna, anche ammesso che altre circostanze ab- 
biano favorita la distruzione degli edifici!, non possiamo a meno che 
concludere che il parossismo del 14 agosto ebbe il suo epicentro nella 
zona mesosismica, limitatamente ai pressi di Luciana, di S. Regolo, di 
Lorenzana e di Orciano. 

Però d' altra parte abbiamo visto che in precedenza e durante il 
periodo sismico susseguito alla commozione del 14 agosto furono av- 
vertite a Livorno scosse locali, rombi isolati ed insoliti movimenti del 
mare : ora tutti questi fenomeni io li credo dovuti all' attività di un 
centro sismico livornese. 

Infine la scossa del 7 agosto, che non interessò la vai di Fine« come 
pure il terremoto del 25 novembre, ed altre commozioni furono pro- 
dotte da un altro o da altri centri appartenenti al bacino della Cecina. 

[988] 1846. Settembre 11 . Rossaio (Cosenza). 

Baratta M. : Materiali ecc., pagr. 132. 

Nella notte scossa abbastanza forte di 7-8* che produsse molto pa- 
nico, ma non causò danni tranne la caduta di un loggiato, già in cat- 
tive condizioni per vetustà o per altri terremoti. 



-r-Tf—i-i^ 



[1848 - 1849J 403 



[989] 1848. GoQDaio 11. Aogasta (Siracusa). 

pfcBRBY A.: yott sur l€s trembl. ecc. en i848, ]>acr- 9^. 

All' 11 gennaio, a S^ od*" ant., a Reggio Calabria fortissima scossa 
oud. di 30* ; ad 1^ pom., in Sicilia una assai intensa seguita, qualche 
minuto dopo, da replica ; ad Augusta fu rovinosa : a Noto, a Siracusa, 
A Calaaiia canaò danni gravi ; a Messina fu forte ed a Mineo — se- 
condo quanto mi comnnicò II aig. C. Guzzanti — fa fortissima ma 
senza danni considerevoli. A 10^ pom. dei 15 una replica, ed a 2^ 30"^ 
e 4* 30" ant. del 16 altre in Val di Noto : a V" 45« ant. del 19 tre forti 
a Reggio e ad 11^ pom. del 12 febbraio ivi due mediocri e qualche 
altra scossa neir ottobre, nel novembre e nel dicembre successivi. 

[990] 1848. Giugno. Senese. 

Cajcp/ ni e TOSCANI: Su i terr. aw, in- Siena ecc. pag. 288-2fó - perkey a. : NoU sur les tremhl. 
t848, pag. 8^36. 

AI 15 aprile in Siena, a 9^ 12"» p., una scossa, e due a 3^ 30" e 7*» 30" p. 
del 29 : due lievi a 10^ 20" e 10»» 30" p. del 5 maggio ; una fòrte ; a 
n^ 30" p. dell' 11, molte nel di 12, delle quali due (3»» 10" a. e 5»» 45 p.) 
assai forti : al 13 tre leggere ed una mediocre : due lievi al 15 ed una 
legigerissima al 17 : una leggera per ciascun giorno nei di 6 o 7 giugno : 
al 19 alcune di piccola intensità ed un'altra al 21 novembre. Tutte 
queste scosse a Siena ebbero direzione WSW-ENE : il centro di questi 
scuotimenti fìi nelle colline terziarie sulle quali riposano le Volte, Vi< 
teccio, Llnari, ecc. : fecero qualche danno alle case nei paesi della 
Montagnola. 

[991] 1848. Luglio 5. Ventotene (Isole Pontine). 

M KBCALLi G. : Note geol. e sism. isole Fonzie ecc., pa^. 16 (estr.) 

A 5*» ital. circa del 5 luglio a Ventotene fortissima scossa ond. di 
pochi secondi che fece risvegliare la popolazione, la quale si ridusse 
ad abitare entro baracche. Tutte le fabbriche, il castello compreso, 
furono lesionate. Fu sentita molto sensibilmente a Ponza. 

[992] 1848-49. Novembre-gennaio. Aquila. 

Cappa f.: Sul Urr, che à 2 Jédìb. il 03 ecc., pafir. H • Lettera dell'Intendente d'Aquila ecc. 

Al 10 giugno .1848, a 12^ */* ^^ notte, una forte scossa suss.-ond. 
W-E di 8-10» destò buona parte dei cittadini d'Aquila, alcuni dei quali, 
iati mori ti, abbandonarono tosto le case : dal mese di novembre al gen- 
naio dell' anno seguente forti scuotimenti agitarono la cittA : furono 
assai localizzati, giacché passarono inosservati a S. Demetrio dei Ve- 
stini, a S. Nicandro, a Barisciano ed in altre località circonvicine. 



404 [1849] 



[993] 1849. Gennaio 6. Toseua. 

PERREY A.: Note sur les trembl. 1849, pagr. 216. 

Al 1« gennaio, a 3»», a 4»» circa, a 5^ 15", a 6^ 30°^, a 10»» 20» e ad 11"" 45^ 
ant., varie scosse, ed altre leggere ma numerose ond. e ausa, a Firen- 
zuola. La prima e 1' ultima delle quali furono le più intense : dair 1 
al 6 altre lievi specie nella sera e nella notte : a 4^ ant. circa del 6 
una più intensa delle precedenti, avvertita lievemente a Firenze, for- 
temente a Firenzuola ; nei pressi di Mascheta e di Casetta di Tiara 
(fraz. di Palazzuolo) causò qualche danno (fig. 2). 

[994] 1849. Febbraio 17. SmAlinga e TorriU. 

PERRET A. : yote sur les trembl. 1849, pa^. 4, 5 ed 8 (estr.) 

A 1^48'" ant. del 17 febbraio a Sinalunga e Torrita fortissima ma 
breve scossa ond. E-W, con intenso rombo ; fti molto forte a Foiano, 
a Bettolle, ad Asciano, a Montepulciano, a Chianciano : fu leggera a 
Cortona, a Monte S. Savino, a Siena, a Montalcino, a Pienza ed a 
Chiusi ; passò inosservata ad Arezzo. A 2** ant. replica meno forte della 
precedente e parecchie fino a 6** ant. tutte ond. E-W. Nei luoghi più 
intensamente colpiti se ne ebbero altre fino al 21, fra le quali una 
forte a mezzodì circa del 18. Al 18, a 10-11** pom., a Siena una leg- 
gera. Al 3 marzo, a 10^ pom e ad 1^^"" ant. del 4 a Chianciano due 
leggere ond. NE-SW: nel 10 ottobre, a 4** ant., a Chianciano ed a 
Monté|)ulciano una ond. N-S ed a 9*» 46™ ant. in ambedue le dette lo- 
calità generalmente fu avvertita un' altra scossa, pure N-S, in modo 
leggero propagatosi anche a Monte S. Savino. 

Nella figura 16 (pag. 240) sono delimitate la zona mesosismica fortis- 
sima (A), Tarea isosismica molto forte (B) e quella leggiera (C). 

[995] 1849. Giugno 17-18. LinoBe ecc. (Piemonte). 

PERRBY A. •/ mte sur les trembl. i849, pag. 219, 222. 

Nei giorni 17 e 18 giugno a Limone, a Vernante, a Tenda ed a 
Vermepaga parecchie scosse assai forti talché pareva che le case do- 
vessero cadere. Repliche nella notte 18-19 ed al 23 ; al 17 novembre, 
a 4** 30°* ant., a Limone due mediocri suss.-ond. sentite anche a Mon- 
dovì. 

[996] 1849. Novembre 28. Borgotaro (Parma). 

Baratta m.: Materiali ecc., pag. 132 - Colla: Tremiti, dt terr. ecc. 

Al 28 novembre, a 5*» 15'" pom., a Parma ed a Genova debolissima 
scossa ond. ; a 7^ pom. altra più sensibile ond. S-N nella prima loca- 
lità, ed E-W nella seconda. A Borgotaro nella giornata otto scosse, 
cioè, due forti, quattro fortissime e due mediocre : le maggiori aweu- 



[1849 - 1850] 405 



nero a 2"» 15" pom., a 2*» 45" ant., a 5** 35" ed a 7*» pom. : quest'ultima 
fu la più intensa di tutte. Parte degli abitanti faggi all'aperto : in quasi 
mtte le case fenditure più o meno gravi ; caddero dei comignoli e delie 
grondaie. A Pontremoli quella delle 7* pom. fti ond. G-W di 9-10* : fu 
pure avvertita lievemente a Pisa. 

Nel giorno 29 a Borgotaro cinque scosse (3*», 6** V4» 1^ *^t., 0*»45" 
e 4'' pom.) ed alcune più deboli nella notte susseguente, ftA cui due a 
3^ 45" e 4^ ant. del 30. 

Segue r elenco delle principali repliche : 

i8'É9. Dicembre i) nella mattina 5 scosse - 2) 2-4^ ant., 4 forti e nella 
giornata circa 10 lievi - 5) 5*» ant., una leggera - 7) 6-7^ e 9^ due scosse e 
molte oscillazioni lente - 8) 4*» poro, circa, una forte SE-NW - 9) ^ pom. 
circa, una forte come la precedente - i0-i2 e 1419 e 24) varie scosse. 

i850. Gennaio 5) 4>'30" ant., una lieve ond. - i7) lli^5&" pom., una forte 
ond. segxiita da una debole - i9) 10^ 30" pom., una leggera preceduta da 
romlx) - 22) 5^30" ant. una leggera ond. : fu. forte a Pontremoli e leggera 
a Lucca e Livorno. 

Fdbraio 3) ^ ant., lieve ond. - i2) 4*» 45" ant., lievissima ; a 5*» ant. (*) 
una più sensìbile - 2S) 9^ 30" pom., una alquanto sensibile preceduta da 
rombo fortissimo. 

Aprile U) 11^45" ant., una lieve suss. - i2) 7*30" ant, una ond. - i4) 
0^45" ant., una sensibile ond. preceduta da cupo rombo. 

Novembre i8) 9^45" pom., lieve ond. preceduta da rombo. - 23) 8*» 30" p., 
una come la precedente - 25) 10^ 30" pom., altra simile. 



1997] 1850. Gennaio 1. Etna. 

Bakatta m.: Materiali ecc., pa^. 132 - Perrey a.: Note sur les trembl- isso^ pagr. 8 (estr.) 

Verso mezzodì del 1^ gennaio a Catania leggera scossa ond. di 2-3*: 
fa molto intensa a Biancavilla ed a Belpasso. ove fece rovesciare pa- 
recchie case. Circa le 11^ V4 ^^^* ^^^ ^ ^ Catania replica sentita in 
qualche località della provincia. 

[998] 1850. Settembre 18. Modenese. 

Baratta m* : op. clt., pagr. 131 - C. Cuistoni : Notiz, sui terr. aw. in Modena^ pag. 4, (estr.) 

Al 18 settembre, a 7** 10" ant., a Modena forte scossa ond. SE-NW 
(li 6* sentita maggiormente nei paesi posti a SE che non nella città, 
ove però fece cadere parecchi fumaioli. A Bologna fu forte ond. SE-NW 
fece suonare molti campanelli e lievemente anche la campana deiroro- 
logio maggiore : fu sensibilissima a Reggio ed avvertita da pochi a 
Parma ed anche, secondo il Goiran {St, sism. ecc., pag. 'iS), a Verona 
'ond. E-W a 2 riprese a 20" d'intervallo). A 7*» 35" ant. a Modena re- 
plica più leggera propagatasi fino a Ferrara. 



(1) n Perrey le registra nelle rispettive ore pomeridiane. 



^^^^^ I I 'F; '«,!.« J » 




406 [1850 1851] 



[999] 1850. Novembre 11. - S. NieaB^ro (Aquila). 

Cappa F.: Sul terr, che à 2 Jehb. il 03 ecc , pag. 11-12. 

A IO*' ant. deir 11 novembre un violentissimo terremoto di qualche 
secondo di durata minacciò la distruzione deir intero paese di S. Ni- 
candro ; i danni però si limitarono alla caduta di qualche comignolo 
ed air apertura di lesioni più o meno gravi e numerose in tutte le 
case. Dal monte Castello, sul cui fianco occidentale sorge detto paese, 
si staccarono molti macigni. 

La scossa si propagò con intensità minore a S. Demetrio, a Praia 
d' Ansidonia, a Kipa Fagnano, ossia entro un raggio forse non supe- 
riore ai 3-4 km. Non fii avvertita né in Aquila, né a Barisciano. A 
S. Demetrio nella notte molti rombi sotterranei, 1 quali insieme ad altre 
scosse non cessarono del tutto che nel giugno. 

[1000] 185). Febbraio 5. lUUa Seltestri«nale, Svinerà. 

Baratta m. : Materiaìi ecc., pa^. 134-35 - Perrbt A. : Note sur les tremai, ecc. en iSSi, 
pag. S&1-55. 

A 10"" 49" ant. circa terremoto in Svizzera, nel Tirolo e nella Lom- 
bardia. 

Italia '" La scossa fu fortissima a Colico, a Horbegnò, a Chiavenna, 
a Sondrio, a BoUadore, a Grossotto ed a Tirano : fu forte a Sesto Ca- 
lende, a Cremona, a Bergamo : a Brescia fu si gagliarda che un indì> 
viduo venne balzato da sedere : a Milano (10** 49" 30* ant.) f\i ond. W-E 
di .3" secondo alcuni, e secondo altri a tre riprese N-S : causò fendi- 
ture in una casa e fece cadere dei sopramobili : fu più o meno forte 
in Brianza, leggera a Verona, a Castiglion delle Stiviere, a Grolto, a 
Mantova, a Pavia, a Parma ed intesa da qualcuno anche a Genova. 

Svizzera — A Lugano fU istantanea E-W, avvertita generalmente, 
però senza danni : le acque del lago mostrarono un istantanea agita- 
zione ; a Switto fu forte ; a Schwgtz, a Berna e Zurigo pure ; a Baie 
leggera. Nei pressi di Coirà e neli' Oberland si staccarono dei massi 
di roccia. 

[1001] 1851. Aprile 11. Messina. 

Baratta m. : Op. cit., pag. 135 -