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Full text of "Kollezzjoni ta' deċiżjonijiet tal- qrati superjuri ta' Malta, Volume 9"

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DEI 

TRIBUNALIDI MALTA 



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I 

' COLLEZIONE 

DI 

' DECI8I0NI DEI TRIBUNALI 8UPERI0RI 

DELL' I80LA Dl MALTA 



EMANATE OAL GENNAJO 1880 AL DICEMBRE 1882 



aUa 1883 

F. FENECH. Tipografia del Maltà Tikis. 



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COLXjEZIOIsrE 



DI DECISIONI DEI TRIBUNALI SUPERIORI DELL' ISOLA DI MALTA 



EMANATE DAL GENNAJO 1880. 



DECISIONE 1. 

CORTE CIVILE DI SUA ^MAESTA' 
PRIM' AULA. 

2 Gennaro 1880 (a.) 

Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudice di Sua Maestà, 

Argomento 

Una disposizione testamentaria^ estesa al di 
là del Umite della legge, non anmMa lo 
atto» ma ne riduce gli effetti al limite legcC- • 
le — percKe cia8Cuno[8i presimie uniformarsi 
aUa leggct e volere che le sue disposizioni 
ahtnano queW effettOj che possono avere se* 
eondo la Ugge. 

Claumda e non altrimenti— nonjprodwce gli 
effetd attribuitUe dai Dottori, se\dal con- 
testo deW atto risuUi usata com^ di stile. 

Vinventario prescrito daUa Ugge neUa fou' 

dazione di fedecommessi sembra preordi" 

nato al registro nel Libro, ordinato nel 

Dritto MunidpaU e che il Govemo non si 

euTo mai difare. 

U oTMSsicne delT inventario non rende nullo 
Ufedecomm^sso, mafa che i beni vincolati 
restino soggetti ai creditori. 



(a) Qaeata sentenza e appellata. 



Non essendo per taU inventario prescritta al' 
cunaforma speàale, esso e adempibiU per 
equlpoUenti. 

Avendo ilfondatore del fedecommesso il tem* 
po di tre Tnesi perfare V inventariOf e giu^ 
sto, 86 il fondatore miuyre entro i tre mesif 
che h debba fare V erede — e trattandosi 
di testamento secreto, che i tre mesi non 
decorranno, se non daUa sua aperizione. 

là osservanza, in materia di interpretazione 
di ultime volontà, ^ la migliore guida, 

Lacrezia- vedova Bugeja 

versus 

Vincenzo Bugeja Caruana ed altri. 

L'attrice doraando ohe fosse dalla Corte 
dichiarato e deciso essere nuDi ed ineflScaci e 
come non scritti la primogenitura ed il fe- 
decommeasot ohe si leggono nel testamento 
Begreto del fu Dr. Vincenzo Caruana Ze- 
rafadel di 11 luglio 1814 presso gli atti 
del Notaro Dr, Cristoforo .Prendo, per le 
seguenti dae principali ra£:ioni — 

1. perchġ il testatore Dr. Vincenpo Ca- 
ruana Zerafa, istituendo la primogenitura 
8uindicata> ha disposto condizionatamenie, 
fatjendo dipendere tale sua disposizione dalla 
opportana abilitazione e rescritto del Oo- 
Temo, cbe egli intendeva ottenere in riguardo 
al vincolo perpetuo sopra tutti i suoi beni e 



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DECISIONl DEI TRIBUNALI DI M\LTA 



VoL. IX 1830. 



capitaliy edalla quale abilitazione ei faceva 
dipendere la primogenitura suddetta ; 

2. percbÀ ai à tralaaoiato di procedere alla 
formaBionedeir iaventario dei beni asaogget- 
tati alla primogenitara^ richiesto dal § 8 
del capo II del libro IV del Codice De 
Bohan, sotto V impero del qaale egli testava 
neir 11 laglio 1814 e moriva nel 13 luglio 
del detto anno; talchg essa attrice non sia ob- 
bligata in virtil del detto vincolo di conserva- 
re e restituirei alle persone in detto testamen- 
to contemplate» nessana parte dell'eredità 
del riferito Dr. Caruana Zerafa, ma ne sia 
piena ed asBoIuta proprietaria, tanto in forza 
del testamento medesimo, quanto in virtii 
della legge, ecsendo atata ella V unica figlia 
e Tunica succeditrice legittima del predetto 
Dr. Yincenzo Caruana Zerafa. 

LA CORTE 

*' Considerando 
'' Che il Giudice Dr. Vincenzo Caruana 
Zerafa, facendo il suo testameato solenne, 
scritto da mano aliena, ma «>tto8critto da lui 
e di proprio pugoo il di tl luglio 1814 con- 
aegnato chiuso e suggellato al Notaro Dr. 
Cristosoro Frendo^dopo aver provveduto per 
i suoi funerali e suffragi ed aver lasciato 
alla Bua consorte Maria Eugenia.il legato 
delle gioje, perle e giogali d* oro, che le avea 
fatto per di lei usoy V usufrutto dei suoi 
beni stabiii e capitali e della sua argenteria, 
e cio in compenso della metà dei coacquiati 
conjugaliy che a lei appartenevano, prose- 
guiva a disporre nei termini tseguenti: — 
'^Avendo fatto qaest' oggi im memoriale 
a nome mio al Governo, domanJando la 
dispensa* dalla legge municipale circa il 
Tincolo perpetuo, che intendo fare sopra 
tutti i miei beni stabili, come pure sopra i 
miei capitali e danaro contante da conver- 
tirsi in compra di stabili, ed essenJo per- 
■uaso di^doverla ottenere, come si ottenne da 
altri; iu vigor di tale rescritto da ottcnersi 



oome sopra erigo in primogenitura in perpe- 
tno, ia favore dei miei discendenti legittimi e 
naturali in infinltam, tutti i miei stabili si 
rustici, cbe urbani, e tutti quei capitali, che 
81 troveranno impiegati in punto di mia mor- 
te, ed il daaaro oontante, che si troverà nel 
mio asse ereditario ( dedottine le spese, che 
occorreranno anche de'miei funerali e suffragi 
ad arbitrio di detta mia oonsorte) da con- 
verursi bens) cosi i detti capitali. che il 
detto danaro contante in compra di beni 
stabili, si rustici. cbe urbaoi ; e perà in virtil 
del detto rescritto assoggetto a perpetuo 
viocolo e fedecommesso i detti stabili e i 
detti capitali e danaro oontante, ossia gli 
stabili da acqu istarsi, con detti capitali e 
danaro contante, di modo che non possano 
alienarsi, vendersi, permutarsi. ipotecarsi, 
enfiteutica rsi, ne trasterirsi in altri, ne per 
atti tra vivi, d6 per quelli di ultima volontà, 
ma debbano rodtare cosi sempre vincolati in 
favore del primogenito pro tempore da no- 
minarsi e chiimarsi qui apprasio. Per primo 
stipito poi di essa primogenitura eleggo e 
nomino Lucrezia Caruana, unica mia figlia, 
la qutle per altro dovrà entrare in poasesso 
di detta primo^enilura dopo la morte della 
predotta Maria Eugeniadi 'lei madre, mia 
moglie ; e per dopo la morte di essa mia 
figlia, il figlio primogenito della medesimar 
ed i di lui figli e discendenti legittimi e na- 
turali da primogenito in primogenito, prefe- 
rendo sempre il maschio da maschfo, ed 
in suo difetto il maschio da femmina ; ed in 
mancanza di maschi dovrà subentrare la fem- 
mina pnmogenita e la sua discendenza, e 
cos) insino all' estinzione totale deila di- 
scendenza sl mascolina, che femminina del 
detto primogenito dalla predetta mi^ figlia 
Lucrezia ;ed estinta totalmente la di lui 
discendenza sl maschile^ ohe femminile, passi 
la detta primogenitura e beni primogeniali 
al secondogenito di detta raia fi^Iia e suoi 
discendenti Icgittimi e nAturali, da primo- 



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VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



genito in primogenito^ collo stesso ordine e 
lotto le medesime leggi qn) sopra Btabilite ; 
e co^ di maoo in mano al terzo e quarto- 
genito ecc àiV infinito, sempre ool mede* 
eimo ordine e aotto le stesee leggi, finchà 
dorerà la dtsoendenia sl mascolina, ehe fem< 
minina di detta Lncrezia mia figlia. Nel 
caeo poi che yenisse ad edtingnersi total- 
mento la ditcendenftas) mascolinai che fem* 
minina di essa mia figlia, dimodoccbi non 
▼e ne sarà alcnno, nd alcuna dei suoi di- 
acendenti, ovvero che la medestma mia figlia 
Lacrezia moirrà senza figli e discendenti 
legittimi e naturali, i predetti stabili e capi- 
tali e danaro contante, ossiano gli stabili 
da acquistarsi con detti capitali e danaro 
contante, penrengano e pervenir dovranno 
allo apedale di S, Nicolo detio di Sauraj 
doTcndo r anna^ rendita loro cedere in be- 
Deficio e BoIIievo dei poveri infermi ed 
invalidit che si troveranno pro tempore 
in detto spedale— £ non altrimenti. " 
Dopo questa disposizione il testatore isti* 
tuiva in erede universale la stessa Lucreaia 
(l' attrice in causa) unica sua nglia allora in 
eUk minorenne, alla quale nominava per tU' 
tari e pro tempore curatori il Reverendo 
Fra Luigi Caruana Diogli e la di lei madre 
Maria Eugenia, colla facoltà a loro accor- 
data di impiegare i capitali ed il denaro 
eontante in compra di stabili sl rustioi, che 
arbani a loro ben visti, con doversi in ogni 
acquieto far menzione della provenienza 
del prezzo e della p rimogenitura da lui 
'*' rando i detti tntori e curatori 
^o della malleveria, e da un rigo- 
mento di eonti. volendo che faces- 
tti pnbblici senza alcuna formaliti 
ice descrizione del suo asse eredi« 
cjuale si dovrà stare da detta sua 
oi disoendenti ; 
lonsiderando 

lue giorni dopo la coniegna dei 
tmento, cioà il 13 luglio 1814, man* 



c6 ai vivi il detto testatore Dr, Caruana; il 
luo testamento fa aperto e pubblicato dinaii* 
zi il Giudice della soppressa Ter^' Aula di 
queata Corte il dl 8 ottobrt^ dello ttesso anno; 
e il 21 del medesimo mese fu pubblicata ad 
istanza dei due tutori di Lucrezia la prescrit- 
ta descrizione negli atti del menzionato No- 
tajo Dr. Cristoforo Frendo ; 

^'Cbe intanto il memoriaIe» del quale si fa 
menzione nel principio della disposizione 
concernente la erezione della primogenitura 
e che si allegava essere stato presentato in 
quello Btesso giorno» non era di fatto stato 
presentato al Governo ; perocchi dal docu- 
mento esistente a fol. 99 dal procesap si 
rileva che Maria Eugenia vedova del testa*- 
tore, tempo dopo V apertura del testamento, 
aveva ricorso al Giudice deila Corte di volon- 
taria giurisdii^ione, snpplica ndolo di convali- 
dare la disposizione del maritocirca Timpo- 
sto vincolo perpetuo ; e il detto Oiudice 
sotto il dl 11 gennajo 1815 aveva decretato 
cbe il Capo del Governo gli aveva imposto 
di non ammettere simili domande e ricorsi ; 
** Considerando 

•• Che la questione vertente tra le parti 
in causa si h, se la primogenitura e fedecom- 
messo come aopra fondati siano in toto nuUi 
ed inefficaci per ladoppia ragione allegata 
dair attrice, ciod 1' inadempimento della con- 
dizione, dalla qnale dipendevano, e il di. 
fetto deir inventario dei beni assoc^gettati al 
fedecommesso ; oppure se, come pretendono i 
convenuti» la detta primogenitura e fedecom- 
messa siano efficaci e dovono sortire il loro 
effetto fino al quarto grado secondo la dispo- 
sif ione della legge; e se l'inventario da loro 
prodotto colla rbposta Boddisfi al voto della 
legge, qnalora esBO sia indispensabile per 
la validità del fedecommesBO ; 
*' Considerando 
** Che il BOggetto Botto esame involve una 
questione di volontà, subordina(a pero alla 
diaposizione della legge ; perche bisogna 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Vou IX. 1880 



interpretare la Tolontà dei disponenti a 
nomia delie leggi veglianti al tempo della 
fààone del testamento ; e tale questione 
8ta nello indagare, qiiale sia stata la presunta, 
o verosimile intenzione del disponente Dr. 
Garuana, legale di professione e già deci- 
dentOy per il caso avverato e da lui non 
eepresBamente contemplatot in cui il re- 
scritto del Groverno per la dispensa dalla 
perpetuità del vincolo non fosse stato ot- 
tenuto ; 

<* Che la prima indagine deve avere per 
base il disposto d ella legge^ e la seconda i 
termini del testamento del defunto Dr. 
Caruana Zerafa ; 

** Considerando 

** Che il DrittOy o Legge Municipale, in 
vigore in queste isole ai tempo del testa- 
mento sotto esame» disponeva nel paragrafo 
8 Capo II del Libro IV che i maggio- 
raschi, primogeniture e fedecommessi sa- 
ranno validi fino al quarto grado inclusive, 
dopo il quale ogni vincolo e gravame 
cesserà, e i beni perverranno liberi allo 
erede del quarto ed ultimo sostituto ; 

** Che le leggi sui fedecommessi contenute 
nel detto Capo II del Libro IV del Dritto 
Municipale, e che operavano delle innova- 
zioni sostanziali sul dritto comune prece- 
dentemente in vigore, furono tolte in gran 
parte dalla legge toscana del 27 giugno 
1747, dalia quale alcune disposizioni furo- 
no testualmente riportate nella detta com- 
pilazionci altre perà con notevoli variazioni 
di locuzione ; 

** (Jhe rispetto alla limitazione della du- 
rata dei fedecommessi V articolo 2do della 
legge toscana disponeva che i fedecommessi 
non potessero estenderei oltre i quattro 
gradi ; mentre il nostro legislatore al citato 
paragrafo 3zo statuiva cbe i fedecommessi 
aaranno validi fino aI*quarto grado inclusive. 
La leggc toscana, disponendo in modo proi- 
bitivoi ave^ forse dettato i motivi della 



sentenza citata per parte deirattrice« emana- 
ta dalla Regia RuoU Civile di Firenze il 29 
agosto 1815| riportata nella collezione del 
Sacchetti sotto il No. 58, ove si riteneva 
nullo un fedecommesso, tra le altre«ragioni, 
perchà al vocato nel qiarto grado era ntato 
espresaamente ingiuntot di restituire i beni 
vincolati al quinto, cio che era sembrato al 
tribunale essere in espressa contravvenzione 
alla legge ; me ntre il nostro statuto muni- 
cipale, alterando non senza motivo, come 
ragionevolmente dovrebbesi ritenere,il testo 
della toscana legge, pronunciava espressa- 
mente la validità dei fedecommessi fino al 
quarto grado— disposiz ione, la quale non 
potrebbe riferirsi se non al caso, in cui il 
fedecommesso fosse stato oltre ildetto grado 
ordinato» od ancbe in perpetuità; 

^* Ghe inoltre h da rilevare cbe nella citata 
decisione toscana ei agiva contro terzi pos- 
sessorif i quali in baona fede ed a titolo ooe- 
roso avevano acquistato beni, che si preten- 
devano vincolati ; che il fedecommesso non 
sussistevai perchċ coloro, che lo avevano im* 
postOy mancavano di facoltà, siccome non poa- 
sedevano beni liberi sufScienti ; perchċ i 
beni* che avevano« erano uoggetti a iedecom- 
messi antiqaiori ; perchd per contratto tra 
vivi non potevano assoggettarsi a fedecom- 
messo beni faturi ; e quello che ^ pià rimar- 
chevole, la detta decisione era stata data> 
qnando per legge precedente in Toscana del 
dl 11 laglio 1808 erano stati aboliti assolu- 
tamente aoche i fedecommessi anticbi^ ed 
alcnni dei beni erano stati alienati posterior- 
mente alla detta legge ; 

** Che d'altronde in Toscana era stato ri- 
conoscioto che fondandosi nn fedecommesso 
oltre il quarto grado, cio non traeva di conse- 
guenza la nullità di tntto Tatto; perchd si h 
dovata pubblicare nna legge sussegaente del 
Imo aprile 1751, colla qaale si oomminava 
la nallità degli atti fatti in contravvenzione 
alla legge del 22 giagno 1747» legge ohe non 
fo riprodotta nel nostro Dritto Manicipale ; 



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VOL. IX. 1880] 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 




** Ghe que«ta notevole oircostanza, cbe l^ 
Dostra legge oon ha adottato la le^ge 
toecaDa, la quale conQmina espresBamente la 
Dnllità degli atti, oei quali il fedecomoiesso 
e ordinato oltre il quarto gradoi combinata 
coir altra della diversa locuzioue tra le due 
leggi» fa indurre di necessità che il fedecom- 
meaeo perpetuo viene ridotto giusta il no- 
•tro dritto al grado permesso dalla iegge ; 
^* Coosiderando 

** Che lo spirito di varie legislazioni, nel 
permettere concessioni di proprietà resolubili 
dopo un certo laBso di tempo, determinato od 
indetermioato. non d già quello di annullare 
in toto la conceeaione o la disposizione, quan- 
do si fosae eeeeduta la misura permessa dalla 
legge ; ma bens) di confinarla e sosienere la 
saa validità entro i termini legali, come se 
ne potrebbero citare parecchi esempi, e ci5 
giosta il dettato della legge Romana—tTi eo» 
quodplussity semper inest et minm (^Leg, 
110 Dig. De regulis jurisj; 

'' Che era di regola nel^ antico dritto che 
ooni primogenitura dovcsse intendersi per- 
petua tra le persone vocate, quando anche 
tale perpetuità non fosse stata espressamente 
ordinata dal fondatore (Molina De Primo' 
genituris, L\h. 1 Cap.4 No. 18 e seg, e 
No. 22 — Torre De successione in Primo^ 
genituris, Part. 1 Cap, 83 No. 111— e'Decis. 
20 po8t Torrem Part. 3za Ni. 91, 92 e 93 ;) 

'' Che pertanto essendo stata dallo statuto 
moaicipale limitata al quarto grado la mas- 
flima durata delle primogeni ture e fedecom. 
meesi quanto alla loro validità» qualunque 
dispoeizione di tal natura dovrebbe inten- 
dersi confinata entro quel limite^ e la esten- 
sione ulteriore soltanto voluta dal testatore 
aarebbe colpita di nuliità ; 
** Considerando 

*' Che k ricevuto in dritto che qualunque 
disposiziooe, per quanto sia espressa in ter- 
xnini eateei ed universali, dovendo serapre 
reatringersi entro i limiti della potestà del 



disponenteynon puo comprendere se non tutto 
ciàidi cui egli poteva disporre senza incorrere 
nella pena della nullità dell' atto, Cosi il 
Peregrino De Jideicommissis art: 6 No. 11— 
Dispositio qumivis generalis debet inteUigi de 
hiB,qui sunt inpotestate disponentis'^ll PaU 
ma Nepos AUeg. S87 Ni. 11 e IS—Disposiiio 
quantumvi$ generalis debet inteUigi de 0$» qvi 
sunt inpotestate disponentiSf cvm sic commods 
accipi posaunt verba ejm^ Ucet ex sui natu/ra 
aUquid denotent ; attamen declaratibnem re- 
dpiuntjuxta suljectam m^teriamjvdicantis 
arbitrio ex conjecturis efformato. Nec est in- 
sistendum in cortice verborwm, sed attendi 
debet quid verisimiUter testator senaerit etia/ip> 
verba impropriando^e il Surdo alla Deci- 
sione 233 Ni.l3 e 14 — Dispositio inteUigitUT 
facta in eum casum, qm jure fieri poterat — 
e molti altri Dottori ed autorità citate 
nella decisione emanata dalla Buota Fio - 
rentina il 13 Settembre 1780, riportata nel 
Tom. 8 della raccolta àppellata Tesoro m- 
brosano al No. 48. la quale comqdenta la 
legge sui fedecommessi riprodotta in gran 
parte nel nostro Dritto Municipale. £ cio 
cbe si enuncia circa la universalità della di- 
sposizioDe riduqibile ai termioi della legge, 
e applicabile per paii ragione nel caso 
d\ perpetuitày od eccesso quanto al tempo 
ed alla durata ; 

^' Che nellft or menzionata decisione era 
gtato ritenuto cbe la vobntà dei disponenti 
deve sempre inteudersi ristretta entro i limiti 
^ella loro potestà ; la quale regola. come pii^ 
coerente ai canoni della retta intelligenza, h 
stata sempre costanteinente seguitata dai tri- 
bunali toscani per la interpretazione della 
legge Cesareaemanata nell'anno 1747 sopra la 
materia dei fedecommessi ; perchà sempre si 
deve supporre che il testatore regoli la sua 
volontà dalla potestà, non essendo mai verosi- 
mile che egli in un atto serio, di cui desidera 
efficacemente la esecuzionei voglia fare una 
disposizione, alla quale non si estende il suo 



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ISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA. 



[VOL. IX 1880 



ito ritenuto in rela- 
decommeflsi che per 
s e la pena deveai 
equa • benigna in* 
ido bisogna adattar- 
rigoroso significato 
mem pro validitate 
lum alicmim inter' 
loche rordinazione 
la nuUità dell'atto, 
principio propo8ta> 
ne usarai 1* altra» 

> aicura, di abbrac- 
zione, che preierta 
lo troppo naturale 
nulla, abbia avuto 
li era permesso ; 

di queate dottrine 
one sostenuta una 
ili esistenti in To- 
i matrimonio colla 
I fedecommesso, in 
gi veglianti già in 
8 si ritenne che la 

era di contravre- 
te la comminazione 
itto espressa nella 
1751, ohele nostre 

> adottato ; 
Salgado, nel suo 
citata per parte 

gOf non à applica- 
3ui non ti tratta di 
e competevaal te- 
iina, ohe non ebbe 
ida, non poteva ri- 
le il testatore nel 
reva che una sola 
^ndare un fedecom- 
si k prevalso ; ed 
urata permessa dal- 
Ità deve intendersi 
entro i termini 



*' Coneiderando 

'^ Che ritenuto in tesi generale che un fe- 
Jeoommesso fondato a perpetuità noo sia 
nullo in toto, ma sostenibile fino a quattro 
gradi secondo la legge, i da esaminare nel 
caso in particolare, se dal contesto della di- 
sposisione fatta dai Dr. Caruana risulti la tua 
verosimile volontà che la primogenitura da 
lui fondata,in difetto della dispensa dalla per- 
petuità del vincolo. debba intendersi nulla 
e di nessun effetto ; 

** Considerando 

'* Che fondandosi un fedecommesso perpe- 
tuo, perche questo possa aver eflFetto como 
tale, ċ necessario che sia convalidato dalla 
dispensà sovrana, la quale deve essere rite- 
nuta come condizione implioita e sospensiva 
della perpetuitàdel vincolo; dispensa, la quale 
dopo la promulgaaione del Dritto Municipale 
solevasi spesso implorare cd ottencre, come 
enunciava lostesso Dr.Caruana nel suo testa- 
meoto* Ora il Dr. Caruana, avendo nella eua 
fondasione espresso di aver implorata la di- 
spensa dàlia Legge Municipale circa il vinco- 
lo perpetuo. e di erigere la primogenitura in 
perpctuo e di assoggettare a perpetuo vincolo 
e fedecommesso gli stabili, capitali e danari da 
inveatirai come dote di detta primogenitara» 
in vigor dcl rescritto da ottenersi,non ha 
fatto altro che dichiarare in termini esplioiti 
la condizione per la perpetuità del vincolo, 
la quale non eepressa sarebbe sempre sottin- 
tesa, E siocome nel primo caso, in difetto 
della dispenaa sovrana, il fedecommesso 
iatituito a perpetuiià sarebbe riducibile 
al quarto grado; cosl nel eecondo, nel quale 
la dispensa e stata espressamente riservata, 11 
difetto di detta diapensa non invalidava lo 
intiero atto, ma soltanto la sua estensione 
oltre il grado stabilito dalla legge ; 

^' Che qnindi e erroneo 1' asserto per parte 
detr attrice che la oondizione apposta dal 
testatore nella sua disposizione stava nella 
perpetuità (nota di autorità a fol.l02 tergo); 



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VoL. IX 18801 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



%m era ripoita oeir ottenitnento del re- 
scritto per convalidare la perpetuità. Talch^ 
defecta conditione la perpetuità del vinco- 
lo tyaDiva, e reatava intanto la sostanza dello 
atio— il fedeootnmesso ; 
^' Considerando 
"Che Don avendo il Dr. Caruana nella 

saa dlBposizione espresso lasua volontà per 

il caso, in cni 11 rescritto per la dispensa, che 

BoleTa da altri otteneisii non fosse stato otte* 

outo, dalle seguenti circostaDze di fatto si 

devd ioferire che egli non voleva in tale caso 

la nnllftà ed inefficacia del snofedecomineBso; 

peroccbe^ come riflette il De Luca nel Discorso 

262 No. 5 De Jideicommissis, rigor ver- 

harum ac strkta eorum interpretaiio^ qm 

aUquem effectumrprojicuum producere* posset, 

nm procedit in ultimis voluntatibus^ in qui' 

Ims henignajit interpretatio voluntatis waius 

tantuM, insjneiendo quod verisimiliter iUe 

voluerit ; 
'' Cbe pertanto sarebbe un dubb io quello 

cnncernen te la volontà del testatore nel caso 

aTverato e non pteveduto ; e per risolvere tale 

dabbio devesi por mento alla regola che la 

disposizione deve essere retta ed interpretata 

dtlla sua causa finale — causa Jinalis regit dis^ 

positionem et interpretatur^Torre part. 2, 

qwKsU 63 f No, 61, e parU 3, Deds. 66, No. 1 

— ed aU'altrft regola cbe cià, cbe non k espres. 

socolle parole, ei riliene come tale, quandori- 

lolta da evidenti congetture ; e cio non per 

iadnrre uoa nuova disposizione, ma per dicbia- 

rare vie maggiormentelavolontàdeltestatore — 

Expressum dicitur non solum id, quod verbis^ 

exprimitur, sed etiam quidquid ex evidentibus 

e<n^€cturiSf quce ab expressis dedumntur, re- 

suUat. Lo steflso Torre part. 1, Cap.88, § 

3zo. No. 78. — Expressio ejus, quod tacite 

inest, censetur Jacta non ad inducendam no- 

vamdispositionem, sed ad majorem voluntatis 

dedarationem ejus^ quod tacite inest—ParU 8, 

Qu4B${, 39, No. 142—; 
** Le dette induzioni si ricavano : 
*'lmo. dalla circostanza cbe la causa 

finale e determinante la diepoBizione del Dr. 



Carnana, sebbene non espresfla, non poteva 
essere altra, che quella di conservare i beni 
nella sua famiglia, e d'illustrarla secondo ie 
idee in passato prevalenti, e nella famiglia 
effettiva, ossia nella suadiscendenzai proiben- 
done I'alienazione e la vendita, la permuta, la 
ipoteca^ la enfitenai e il trasferimeuto, sl per 
atto tra vivi^ che di ultima volontà — avendo 
disposto cbe eatinta la sua discendenza, ed 
ancbe morendo la sna nnica liglia Lucrezia 
senza prole, i euoi beni dovessero paseare 
airOspedale Saura in esclusione dei suoi con- 
sanguinei collaterali ; 

2do. dalla circoatanza ohe non avendo 
egli cbe una sola figlia» T attrice allora in 
età minorey alla quale aveva nominato due 
tuto: if e non potendo prevedere I* avvenire 
di detta sua figlia quanto alle sue abitudini 
di economia, aveva interesae di provvedere 
alla conservazione dei auoi beni, e dare dei 
provvedimenti onde prevenire la loro dissi- 
pazione ; 

3zo. dalla circostanza che non es^endo il 
teetatore una pereona idiota od ignorante 
della legge, ma un giureconsulto^ il quale 
conosceva non essere permessa la perpetuità 
del vincolo senza la dispensa del Capo del 
Governo, era ben naturale che egli enun- 
ciasse la necessità di tale dispensa, onde per- 
petuare il fedecommesso da lui ordinato; 

4to. dalta circostanza che il testatore 
Dr. Caruana nella sua disposizione si rife- 
rivaalla necetsitàdel rescritto^non già quan- 
to alla fondazione della primo^enitura ed al 
vincolo e fedecommeasOf al quale assogget- 
tava i Buoi beni, cio che non si potcva aa- 
pettare da chiera addetto per professione ad 
interpretare ed appHcare la legge ; nia ho,i\A 
al viucolo perpetuo, ciofe alla perpetuita ^ J 
detto vincolo, oasia alla qualifica cc>noeiiie ^*« 
la durata, pei' uispenaftre la qu&le cra t^- 
cesaario il rescrilto sovrano ; 

*• 5to. dalla circostunza cLo inianto il 
testatore non ha disposlo per il caso, :n cul 
la dispeasa non fosse elata ottcnuta, poiclii* 



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DECISIONI DEI TBIBtTNàLI DI MàLTA [Vol. XI 1880 



di doverla ottenere ; e non 
auta) non à presumibile che 
to piuttosto la libertà dei beni^ 

vinoolo fino al grado permesso 
Biccome il eecondo caso^ che 
sonservazione de! beni in fa- 
re cento annii ai approssimava, 
no, alla verosimite mente del 

1 già da lui manifestata ; 
dalla eircostanza chci sebbene 
i si debba pronunciare per la 
li, tale regola non ha luogo 
rale ed espressa la mente del 
^ler assoggettare i suoi beni a 
"■ 5 

iderando 

egola in materia testamentaria 
mere che ciascuno disponga in 
)rescritto dalla legġe, massime 
te e un forense ; e che gli atti 
lontà devono sortire in ogni 
bttOy edevono essere sostenu- 
ne sia avversa la chiara vo- 
;tore ; 

osta air applicazione di detta 
}1a e non altriinentij posta in 
sizione del Dr. Caruana, circa 
a primogenitura ; perche seb- 
;ori si dia molta efficacia a 
awersativa, in modo da non 
zione avere un effetto diverso 
issamente ordinato, pure nelle 
)8tanze del caso presonte vi ^ 
he nel testamento in que- 
^mente laconico/la detta clau- 
qaattordici volte, e costante- 
li ogni periodo, ed in qualohe 
corso anche dello stesso pe- 
maggior parte senza alcun 
Setto legale; talch^ deve rite- 
le di stile in chi ha vergato 
\ che il disponente quindi non 
3 la sua attenzione particolare 
k nel Bolo capitolo, ove egli 



erigeva la sua primogenitura, perchg anche 
nella interpretazione delle clausole devesi 
aver riguardo airuso del testatore fuaus 
loquendijed al vaIore» che allaBtessa clausnla 
egli ha voluto dare in altre parti dello 
stesso testamento ; 

''Che il testamento sotto esame, fatto 
confronto con altri atti di simile natura 
redatti dal Notaro Dr. CSristoforo Frcndo, 
apparirebbe nella forma essere opera della 
mano di questo Notaro» il quale soleva abi- 
tualmente apporre la clausol a e non aUri' 
menti in tutti i periodi dei testamenti da lui 
redatti, ed in fioe di ciascun periodo (Yedasi 
il testamento di Paolo Ciantar del 30 mag- 
giol812); 

^' Considerando 

" Che al citato § 8 Capo II del Libro IV 

del Dritto Municipale h disposto ohe sarà 

tenuto il fondatore del maggi orasco^ primo- 

genituta o fedecommesso a fare n ella stessa 

fondazione l' inventario, ossia descrizione di- 

stinta ed esatta di tutti i beni stabili e capi. 

tali del maggiorasco, primogenitura o fede- 

commessOy ovvero fra il termine al piii di 

mesi tre dopo la fondazion e ; Bicoome pure 

a farne fare il registro in un libro, che a tale 

oggetto sarà formato e conservato nel pub- 

blico archivio— enel § 9 CapoXLIIdel Li- 

bro I, ohe dovrà formarsi un libro^ ossia re- 

gistro legato nelle forme, dei maggi oraschi, 

primogeniture, fedecommessi e fondazioni a 

tenore del detlo § 8 Capo II dei Libro IT ; 

'' Cħe h certo nel fatto che il detto Libro 

speciale per il registro di dette fondazioni 

non fu mai formato e tenuto dal Groverno, 

comee stato riconosciuto da questa Corte 

nella suaDeoisione del 4 marzo 1872 (a) nella 

cansa delDr. Baldassare Camenzuli vs. An- 

tonio Apap,e dalla Corte d'Appello colla sen- 

tenza del 25 aprile 1873 (b) neiraltra causa 

della Marchesa Letterina Testaferrata ed al* 



(a) A pag. 127 del Volume VI. 

(b) A pag. 556 dello stesso Vohune. 



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VOL- IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



tri f«. Etiaabette Testiforrata ed altri: talehft 
riap^to alla naiiaaftxa dA r^stre dei bepi 
datta fiMida»o]ie iotto «aam3| procedente dal 
£ato del terso> ohe i il GbTeroo^ non ?i fa 
contniYveiiaHOBe aloaiia ; 
*' Conflideraado 

'' Obe r iaveatario o desoriaioae det beni 
aflsegiiati al fedeoommesflO eflseado preordi<> 
nata al loro regiatro nei Libro che deveta for- 
marfli a tale oggetto e oooflervarai net pubbli- 
co arcbivio^ e oB perobi i beai aisegaati non 
81 potesflero pretendere affetti ai erediti ed 
ipeteebeb ehe n oontrattassero dopo tale regi'^ 
fltro, oome evinceei dalla oombinazioae dei dae 
pangrafi 9 e 9 del detto Capo XI del Libro 
IV del Dritto Muaicipale ; e non esistendo 
il detto Irtbro del registro, come non ^ mai 
eaiiCilo ^ potrebbe fondatamente dabitarsi, se 
in Qggi il preaoritto iaventario sià di alcaa 
effbtto legale, e bo pomi considerarsi come 
efltremo aesta&aiale richiesto dalla legi^e per 
la va&ifitii del fedecommesso— dabbio d' al- 
troode, ehe nel caso preeentei per le ragioni 
qai flppresflo, noa occorre esaminartf e risol* 
vere; 

*'Che giasta la legge toscana dei 1747 agli 
articoli 11» 12 e 13« dalla quale sono state 
deflonte le oostre disposizioDi muaicipali 
ai ciiati paragrafi t e 9, legge come d 
stata spiegata ed interpretata da varie de- 
dflioni dei tribunali del soppresflo Grandu- 
eatOy la omisflione della descrizione dei 
beni del fedecommesso, che dovrebbe farsi 
fino a tre mesi dfpo la fondazione, non 
opererebbe la assoluta nullità del fede- 
ecMlimeiso; ma soltanto avrebbe V effetto 
che i beni dello stesso rimarrebbero affetti 
ia vantaggio dei creditori» i qnali avrebbero 
il dritto di essere soddisfatti dai beni vinco- 
lati io esolusiene ed in pregiadisio dei sac* 
ceflrivi ehiamati ; perch^ il fiae di detta de- 
sctttioae prescritta dslla legge h quello della 
siouretaa delle coatrattazioni ( vedasi De- 

oiiione 97 del Yemaccini p^r tot, del I set- 



tembre 1870» e Deoisione 49 T^mo 13 ripor* 
tata nel Tesoro del ford tosoano del 7 gen* 
najo 1824) ; 

*' Che pertanto V attricet erede dd fede- 
eommittente e prima vocata,aoa avrebbe pO" 
tuto allegare cootro it oonvenuto, ohe fla- 
rebbe di lei immediato sucoessore nel ftde* 
commesso, la nullità dello stesso, perchd de- 
fioiente della descrizione dei benii ohe il fon* 
dàtore e i di lei tutori, che la rappresenti^- 
vinOi non avrebbero talvolta fatto ; sicoome 
la detta nullità e relativa^ e non già assoluta 
e di ordiae pubblico ; senza ċbe possa ostare 
a detta conclasione la citata sentenza della 
Corte di Appello del 25 aprile 1873 nella 
causa Testaferrata vs. Testaferrata, ove la 
eontestazione non era tra il gravàto e il suo 
successore nel fedecomn>esiO| ma con un 
terzOf il quale aveva acquistato per dona- 
zione beni non inventariati, nd registrati ai 
termini dei paragrafi 8 e 9 Capo II del 
Libro IV del Dritto Municipale ; 

*' Cbe r autorità del Bicherif citatS per 
parte deirattrice nella iua nota a fol. 105» 
non fa al caio, perohà quello scrittore com- 
meata leggi diverse dalla toscanfly e che non 
hanno nessuaa relazione eolle nostre leggi 
mtttioipali ; 

** Considerando 

'< Che la legge al citato § 8 non pre- 
icrive un solenne inventario nelle debite 
forme e sotto rautorità della Corte» ma si 
contenta di una iomplice deiorizione dei 
beni della fondazione ; 

'' Che la detta descrizione potendo farii 
non solo nella stessa ifondazione, ma scnche 
fino a tre mesi dopo» h ovvio che cessando di 
vivere il fondatore od immediatamente dopo 
fatto il testamentOi o pocAi giorni dopo, come 
iovente avviene) ma prima del deoorio dei 
tre meii oontemplati dalla legge, potrebbe 
la deicrizione essere fatta dal suo erede^ o 
da chi legittimamente lo rappresentasse ; e 
iobbene nel deito § 8 si prescrive cħe k il 

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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX. 1880 



fondatore, il qoale deve fare la detta descri- 
zionei e non anche il suo erede. come dispo- 
ne la oitata legge toscana al § 11 ; pure lo 
erede^ rappresentando la persona del defunto 
potrebbe supplire a cio, che il fondatore, 
non già in iapreto della legge, ma per la 
morte sopraggiuntai non avetse avuto il 
tempo di fare entro il termine legale ; 

** Gonsiderando 
' ^^ Cke la legge nel luogo oitatoi non ha 
preacritto alcana forma specifica nelU oonfe- 
s;ione del detto inventario, ricbiedendo sol- 
tanto una diatinta ed esatta desorizione di 
tutti gli stabili e capitali del fedeoommesso ; 
cosiccb^ non concorre alouna ragione, perob6 
fatta tale descrizioae, parch& esatta e diBtiata 
ed entro il termine, non debba per equipolr 
lem valere ancbe in adempimento del pre* 
aeritto nella citata legge ; 
** Gonsiderando 
** Che essendo le disposizioni contenote 
nel detco oapo II del *Iibro IV le sole in 
tatt9 il Dritto Manioipale, che concernono i 
maggiorascbiy primogeoiture e fedecommessi, 
e mestieri ritenere cbe le stesse si riferiscono, 
«tanto ai fedecommessi istituiti per contratto 
tra vivi, qaanto a quelli risultanti da atti di 
ultima volontà, nonostante che il detto libro 
IV sia intitolato ^' Delle ultime volontà ^ 
sacoessioni;" perohà altrimenti dovrebbesi rite* 
nere, ci6 che aarebbe assurdo^ che i fedeoom- 
messi eretti per un contratto tra vivi rimane- 
vano soggetti alla legge precedentemente in 
vigore cirea la durata e tntt'altre disposizioni ; 
^^ Cbe pertanto avondo dispost^ il legisla- 
tore nel detto capo per tutte sorta di fede- 
commessi, fondati per atti tanto inter vivos, 
che cavsa mortiSf bisogna applicarf* qaelle 
disposizioni, per cio che concerne il tempo 
in cui deve essere formato 1' inventario^ secon- 
do la natura deU'atto di erezione del fedecom- 
messo ; 

** Gonsiderando 
<< Che essendo stato il testatore Dr. Ca - 



ruana sorpreso dalla morte due giorni dopo 
ayer consegnato al Notaro il suo testamento 
cbiuso e suggellato, di oui si ignoravano le 
disposizioni, k giusto seċondo i sani principii 
di una legale interpretazione, che, inoomben- 
do alla di lui erede universale la formazione 
deir inventarioy il termine dei tre mesi do- 
vesse incominciare a deeorrere dal giorno, in 
cui fu reso pubblico il detto testamentOi e 
dopo che i due di lei tutori furono confermati 
nel loro ufficio dalF autorità competente; 
peroh^ e nel giorno della pubblicazione 
del testamento, chesi rese notoria la ere- 
zione della primogenitura ; 

** Che il testamento del Dr. Caraana es- 
sendo stato aperto e pubblicato il d\ 8 
dttobre loI4, i tutori e curatori dell* attrice 
unica erede hanno pubblicato V inventario 
tutelareil21 dello stesso mesei cioà prima 
del deoorso dei tre mesi dalla pubblioazione 
del testamento, e dopo essere stati il 13 
dcl mese medesimo per decreto confermati 
dalla Corte nel loro ufficio ; 
^' Considerando 
'' Che il detto inventarioy ossia descri- 
zionCf sebbene formato dai tutori deirattrice 
come tali, e quindi in adempimento dei 
doveri loro imposti dalla legge contenuti 
nel § 2 e seguenti capo III del Libro III 
del Dritto Municipale, eeso pero h etato 
fatto per atti di pubblico Notajo in per- 
fetta regola, e contiene una minuta ecir* 
costanziata descrizione di tutto I' asse ere- 
ditario, consistente Ih beni atabili, capitali, 
danaro ooatante e mobili di ogni specie ; 

t'Che la detta descrizione era stata ordi* 
nata dal Dn Caruana nel suo teetamento, 
senza aver egli, che conosceva la legge, pre- 
scritto la formazione di alcun altro inven- 
tario per soddisfare ai provvedimenti legis- 
lativi sui fedecommessi ; e trovandosi nel 
detto atto descritto tutto oidi che formava 
la dpte della primogenitura, insieme colle 
altre sostanze componenti V asse ereditario» 
ed essendosi meuzionata espressamente la 



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Voi,. XI 1880] DECISIONI DEI TRIBUNàLI DI MàLTA 



11 



d^tta primogeniturA, senza pero esservi 
detto cbe si faceva la detta descrizione an- 
che per gli effetti voluti dalla legge quanto 
al fedeooinmeeso; non conoorre ragione al- 
cnna perohe non ri debba ritenere la detta 
dedcrizione come equipollente a quella 
voluta dal citato § 8 del Capo II Libro 
lY del Dritto Municipale, quand* ancbey 
non oetante i motivi sopra rilevati, si volesse 
considerare tale descrizione come elemento 
essenziale per la.validità del fedecommesso^ 
'' Consideraudo in fine, 

'' Che la osservanza h un' ottima in- 
terprete nei casi dubbj, teste il De Luca 
De Jideicommis^is 9 Discorso 93. Ni. 6 e 9 — 
pras&rtim in pmjudicium ipsius observantiSf 

vel hcUmUis causam ab eo • 

Jie$pondehatur pwrtium credulitatem non esse 
aptam ad inducendum Jidecommimim^ ubi 
vere non adest. Sed pariter fadlius erit 
repUcaiiOi quod hujiisTnodi propositio recte 
procedaU tM certa et clara estfdeicommissi 
non existenUa^ secus autem vi>i probabUiter 
dubitari potest, quoniam tunc observantuB 
dfferendum erit tanquam interpretii vel tam- 
quam cotvfectu/ra et adminicvio cum aliis 
eanjungendo — ; 

^* Conriderando 

'' Cke iieeennoy meglio di Maria Eugenia 
vcdova del testatore e di Fr. Luigi Ca- 
raana Din^K di lui confidente e nominato 
eontatore della figlia insieme con detta 
£agaiiia« e il qoale assisteva costei in tutti 
i coDtratti di acquisto fatti dopo la morte del 
muritOy potevano oonesoere la intenztone 
del (Hitclice Caruana nel fare la sua dispo- 
riziinie testamentaria. Or posteriormente alla 
data àA decreto del Griudice di volontaria 
giarisdiziene, ohe xigettava la domanda di 
detta Eogenia pev la convalidazione della 
perpetaità del vincolo, la stessa faceva vari 
aoqtiiati di stabili con danaro deU'eredità 
del marito, e con espressa riferenza alla sna 
testamentaria disposizionei colla quale egli 



aveva ordinato T investimento del danaro e 
dei capitali ereditarj in beni stabili, da eaaere 
aggregati alla primogenitura. £ coUocando 
susseguentemente in matrimonio 1' attrice 
di lei figlia^ le assegnava per contratto del 4 
febbrajo 1828 in dote tre immobili» oolla 
dichiarazione che erano di quelli spettanti* 
ia quanto alla proprietà alla detta attriee 
come prima chiamata nella primogenitu- 
ra fondata dal Dr. Carua na di lei padre, 
e come tali soggetti ai vincoli e fedecom- 
messi imposti in detta primogenitura, ed i 
quali erano stati acquistati da detta Eugenia 
in adempimento della disposizione testa- 
mentarià del marito, e col patto di ritorno 
dei detti beni ai chiamati in detta primoge- 
nitura, senza che si fosse in alcuna parte di 
detto contratto antenunziale menzionata ħi 
siia perpetuità ; 

*^ Che non à etato provato che la detta 
attrice abbia mai contraddetto roperato e 
le dichiarazioni della madre in seggito alla 
detta assegnazione dotal e, fino a che fu pre- 
Bcntato r odierno Libello, nà che abbia mai 
fatto dichiarazioni in lenso contrario ; anzi 
in tempi recenti, ed inoccasione del contratto 
roatrimoniale del convenuto di lei figlio del 
27 glugno 1864, ella era presente, quando il 
padre delU sposa, assegnando T uso ed abita- 
zione agU spori, dichiarava che questo uso 
ed abitazione dovesse continuare fino a tanto^ 
che il convenuto Vinc enzo fosse entralo in 
possesso dei beni fedecommissarj, cui h vo- 
cato, senza avere T attrice contradetto tale 
dichiarazione e senza cssersi provato che, ol- 
tre la primogenitura in questione, il conve- 
nuto sia vocato in altri fedecommessi ; 

*• Che se la detta osservanza non pu& aver 
r effetto di dar vita ad an fedecommesso 
nuUo od incsistente, essa pcro 4 la migUore 
interprete della intcnzione del tcstatore di 
aver voluto un fedecommesso secondo la leg- 
ge. in difctto deir ordinata perpetuità ; 
molto pivl che la detta osservanza haavuto 



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DECI9I0NI DBI TBIBUNALI DI JtALTA L^ol. IX 1880. 



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fe^,,. 



principio immediatamenta dopo It^ morte del 
tistetoreetdopo ilrifiato del decretoperla 
perpetttità» e per parte delle pefsoae, ehe rep« 
pceaeaiaTtno rattrioe, e che potevaaa m^gUo 
di altri conoicere U iateniione del disponente^ 
-r-Offlervanza non oontraddetta dali' attiice 
diTecdta maggiqrenne.e la quale non potreb- 
h^Qggleieere tMBOdem a dare. alla iroloQtà 
d^l (U lei pa^re ed aiUtQro una interpretaaione 
^Yere^ da quella data per un ooaaiderevola 
tratto di tempo e con piena cognixione di 
cayea ; 
*^ Per i mptivi premeasij 

•'Deoidc 
'* Per la escluaione deir attrice dalle 
aoe demande— senza la taesa delle epeset 
con rimanere a peao didetta attrice ildritto 
del Begiatro." 



DECISIONE 2.: 

L 

COBTE CIVILE DI SUa MAESTA' 
PRIM' AULA. 

2 Gennajo 1880 (a> 

Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudiċe di Sua Maestà. 

Argomento 
Per quali caratteri ai distingue m lascito 

di mero usufrutto, da una igtituzione 

fedecotmiiea/ria. 
Si deve ritenere per V esistenza del fede- 

comTnessq, quando questo S menzionato 

nel testamentOf sebbene non neUa parte 

principaie* 
Lo etato deUe persone non si deve provare 

oogli estratti dai Libri ParrocchiàU soltan- 

(a) Queata sentenza ^ appellata. 



toj ma 8% pu^ provare oon qfudmque aUro 
mezao atto a couvinceire il giudioante. 
La idfinHtà di un residenie eUF esUro, Uti- 
gaoite in MaUa per meaza di procmutore^ 
siprovacQWatiodi prcmrafatto secondo 
le leggi del luogo di sua reMenza ; e sta 
aUa parte impugnante tfde identità di pro* 
vare il.contrario. 

V erede mediato non puo oontraddire le 
dickia/raziqni emsese nd te$tamento dOlo 
emtore^ 

La legittimazione dei naii ez ooito damnato, 
secondo i Dottori, ei pud fare dal Prin- 
cipe Sovrano ex plenitndine poteatatis, 
anche con pregiudizio dei voeati, & senza 
hro citazione, purcKi neUa dom^mda 
siasi fatta menzione dd fedecommeseo e 
deivocati. 

E' dubbio se eecondo il Dritto Munieipale 
la legittimazione di taJi pereone fosee 
permessa, 

AUa Corte di voUmtaria giurisdizione, per 
la costituzione dd 1814, i stata devoluta 
la giurisdizione ordinaria del Sovrano, 
nonla straordinoria. 

Non rende mtrretdzio il decreio la reticenza 
di unfatto aUrimenti noto al Giudiee. 

V espressione aaoi beni (deW istànU per la 
legitUmazione) non comprende quei heni, 
cui eifosse gra/oato di resUtmre. 



Francesco dei Conti Maudaca nomine 

versus 

Edaardo Ciantar ed allri. 

L* attore nomine eapoae :•«- 

Cbe Paolo Ciantar figlio di Nioola, svo 
paterno natotale del convennto Edoardo, il 
30 maggio 1812 feee teatamento in attt del 
Notaro Dr. Cristoforo FrendOi istitnendo aiio 
erede univeraale Paolo Antonio Cianter di 
ki.figlio nataraie legittimato, oon aver or- 
dinato, che^ eaao erede nniveraale doTeaae 



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ToL. IX 18801 



DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA. 



13 



di }mii gli Btebiii eradiUrf mero e 
MmpUoe Qsnfrottaario, yiU di lai natiirale 
damto soIftmeBte ; e diapose cbe dopo la 
nuurta del d^tte eredenoiferaale i detli beni 
dofoaBero pamQira ai figli ed ulteriori di- 
aomdeatL legiUimi e natarali di lai, liberi e 
aensa akoB vineoloi e che morendo easo erede 
seosafigli ed nlteriori diaeendenii legittimi 
e natiindi, dovranno pervenire^ ancbe liberi da 
qnaloBqae fe^oouBeaaOi ai parenti piir pros- 
aimi del teatatore aeoondo la regola della 
Boc o a o aio na inteatata ; 

Ch0 h cbtta aoBtitazione da nna parte e 
di aatofa evideotemeiite fedeoommisaftria^ 
mantre le pitf ole e il aenso d^ di«pos{zione 
eonvesgono piik a ledecomnleB^, che ad nna 
iatitDsàono di ereda OBafhittnario e di eredi 
proprietarj ; e dall' aitra parte h ancora evi- 
dente, cbe il fine di tale fedecommesso aia 
atato omoamente di escladere dalla Bocces- 
aioBe i bastardi. Infatti non h qaeato nn 
{edecommesao oonservatorio ; imperoccħe i 
bent, dopo morte del primo gravato^ dbveBaero 
perveinire liberi e senza alcan vincolo ai 
vocat^ e nella scelta di qaeati il testatore non 
Boatrrn alcnna particolare affezione ad nna 
paraoQa, o ad nna linea, ma cbiama tatti 
eoloco» ebetvi avrebbero dritto secondo la regola 
della anceesBione inteBtata. E qai si noti 
cbe il teatatore non ignorava di avere con- 
gianti molto prossimi io Malaga ; poich^ ad 
esai, nel detto sao testamentOi lasoiava an 
pingae legato, cbe dopo saa morte veniva a 
loro pagato dagli eBOcatori testamentarj ; 

Che i beni, eai qaali il testatore imponeva 
il saddetto fedecommesBOi sono quelli cbe 
vedonai deBcritti nel Bepertorio fatto dagtl 
eaecatori testamentarj ; 

Cbe il detto erede oaufruttuarioi o piutto- 
ato pavatOi Paolo Antoaio Ciantar paasava 
d« queata vita il 6 febbrajo 1877 eenza figli 
ed altridipcendenti legittimi e natorali ; 

Che malgrado la proibiaioBe fatta dal te<^ 
at^re al detto Paolo Antonio Ciantar di 



diBpovre dei dotti beni si per atti tra vivii cKe 
di ultima volontài e malgrado la evidente in* 
teninone di eBso teatatore di ef clodete dalla 
Boa aaccesBione i baatardi; esso Paolo Anto* 
nio Ciaotari il quale ebbe un figtio legittimo 
cbe mori in età iofantilei ba fatto tin tOBta* 
mento, nel quale obiaa>à a auccedergli in tat^ 
ti i beni da lui posaeduti il convenuto Eduar- 
do suo figlio natucale; aebbene Iegit|!matO| 
procreato da amplessi iUegittimi avuti 
con ...; 

Cbe quando pure i figli legittimati per re- 
BcriptvmpnncipU ibsseta o^aci a succedeve 
nei beni fedeaommes8arj~qtteetione che nel 
caso non h fiorse necesaario esaminare^a le- 
, gittimasione di Eduai^ Ciantar perà non 
potrebbe mu avere qnesto effettOf per esere 
stata nullamente ottenuta ; imparoecbia E- 
duardo Ciantari oltre la qmdità di figlio iUe- 
gittimot ba ancbe quella di adulterinoi aicco^ 
me" suo padre, quando lo procreava da^^i 
amplesBl illegittimi avuti con •.«o-«....««..»;f 
era unito ia legittimo matriau>nio ocm Caro- 
lina Tbey, la quale cesaà di vivere soltanto 
pochi anni aono. Ora i figli adulterini non 
sono capaci di legittimazione : ne d' al- 
tronde la circostanza importante di essere 
stato Paolo Antonio Ciantar unito in legit- 
timo matrimonio vedeu manifestata nel 
ricorso da lui avanzato per la legittimazione; 
oosicch^ il rispettivo decreto della Corte & 
stato orrettiziamente e surrettiziamente otte- 
noto ; 

Cbe pertanto il detto teBtamento di Faolo 
Antonio Ciantari per quanto riguarda i beni 
pervenutigli dalla auccessione del padre 
Paolo, e nullo neir interesse delle persone 
vocate al possesse dei detti beni ; 

Che tali pereone bobo i costituenti del- 
r esponente e la convenuta Elena MicaUef , 
alleporzione della quale ha dritto ilooQve- 
nuto Eduardo Ciantar in virtħ del oontratto 
di transaaione tra lui e lei rogato in atti Gio- 
vanni Calleja^ Sohembri U 6 febbrajo 1877 ; 



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H 



DECISIONI DEl TRIBUNALI Dl MALTA. 



[VOL. IX 188 



essendo em ooetitaenti Spiteri ed esia MU 
callef i piil preeAiini coasangatnei in grado 
eguale del teetatere Paolo Ciantari ai qnali 
ipetterebbe la sna eredità aecondo la regohi 
della snocedaibne inteetata, e peroio vooatii in 
virtii delladetta soitituEione fedecommisfla^ 
ria da Ini ordinata nel au citato suo teata* 
mentOi al posaewo dei beni descritti ne^ 
Doc. D. in eapii oesia in porzioni egnali ; 

Ghe pertanto esso convenuto Ciantar & 
tenuto di rilaeciare a favore dello esponente 
nomine i quattro quinti dei beni descritti 
nel Doc. D*, da lui illegalmente occupati ed 
nsnrpati alla morte del detto Paolo Ciantari 
ed a restituire all' esponente nomine i frutti 
da lui percepili e percipiendi da dctti beni 
dal giorno della detta mortei essendo egli std- 
to in mala fede^ oome apparisce dal detto 
contratto di transazione. da lui stipulatocon 
'Eiena Micallef il giorno stesao della morte 
di Paolo Antonio Ciantar— ed in pessimo 
evento esso cotivenuto i sempre tenuto alU 
restituzione dei detti frutti dal dilfi settem. 
bre 1877, nel quale giorno venivagli notifica- 
to il proteeto dell' esponente nomine, che lo 
interpellava a rilasciare i detti quattro quinti 
dei beni sopra indicati. 

Pertanto esso attore nomine domando : — 

lo. cbe fosse dichiarato e deciso di essere i 
saoi cosiitnenti, Salvatore, Antonisi Maria 
Addolorata e Maria Annunziata fratello 
e sorelle Spiteri, oome altri dei piii prossimi 
consangainei di Paolo Ciantardi Nicols, ed ai 
qaali sarebbe devolata V eredità di lui secondo 
la regola della saccessione intestata, vooati 
al possesso e alla proprietà libera dei qaat- 
tro qninti dei beni stabiiii sa i qaali esso 
Paolo Ciantar fece il suo testamento del dl 
30 maggio 1812 in alti Dr. Cristoforo Frendo; 

2do. che fosse dichiarato e deciao, che tali 
beni sono qaelli descritti nel Bepertorio fatto 
dagli esecatori testamentari di detto Paolo 
Ciantar in atti dello stesso Notaro Dr. 
Cristoforo Prendo il 15 Inglio 1812 ; 



8zo. che fosse dichtarato e deciso di essere 
nulli neir interesse dell' esponente nomine, 
od almeno di non essere ostativi air eseroi* 
zio dei suoi dritti, tanto V atto di legittfma- 
zione del convenuto Ciantar, qaanto pn^e il 
testamento di Paolo Ciantar, per le ragioni 
allegate ne! preeedenti pàragrafi. 

4to. che fosse respdnente nomine mantenuto 
ed oooorrendo immesso nel possesso dei qaat- 
tro quiati dei detti beni, con essere il conve- 
nuto Ciantar oondannato a rilaseiarli a favor 
di esso esponente nomifie— previa airaopo la 
dichiarazione di daver i detti beai pervenira 
in porzioni egaali ai detti costitaenli dello 
esponente nanġie, ed alla detta Elena Mioal- 
lef, il cai ioterme h rappresentato dal conve- 
nato Ciantar ia virtà del oontratto di transa- 
ziene sopra menriooato ; 

5to. cbe fosse a tale effetlo ordinata la valu- 
tazione e divisione,per opera di periti agrimen- 
sori, dei detti beni, e rassegaatione di qaattro 
qainti degli stessi all' esponente nonUne, e 
deiraltro qainto al convenuto Ciantar come 
cessionario di Elena Mioallef— con essere no* 
minato il Notaro per ricevere e pabblicare lo 
opportuno contratto, nel laogo e nel tempo da 
essere dalla Corte ordioatii ed un caratore per 
rappresentare il oonvenato Ciantar, nel caso 
che vi rimarrà contamace ; 

6to. che fosse dichiarato e deciso di essere 
il convanuto tenuto ed obbligato a restituire e 
pagare air espooenta nomine i frntti per- 
cepiti e percipiendi dai detti qaattro qainti 
dei beni sopra indicati, e cià dalla morte di 
detto Paolo Antonio Ciantari avvenuta il 6 
febbrajo 1877, o in pessiroo evento dal d\ 
della notifica del protesto deH* esponente no^ 
mine sopra citato ; 

7mo. che fosse ordinafa la liquidazione dei 
detti frulti sotto rautorftà di questa Corte,e eħa 
fosse esso convenuto Ciantar condannato a 
pagare, in ragione dei detti frutti, airespo- 
oente nomine la somma, che da tale Uqnida- 
zione risalterà da lai dovuta (a). 

(a) Vedasi decreto apag. 649delVolame Vm. 



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VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



15 



LA CORTE 

'^Vigio il tesUiDeDto di FaoIo CiaDtar 
iieiiioro, figlio del fu Nicold, ricovuto oegli 
atti del Notajo Dr. Criiloforo Freudo il 30 
mtggio 1812 (fol. 26); Del qu&Ie, dopo aver 
latciato Tarj legati, e ipeoialmeDte udo della 
•omnia di acudi 2,50U alle figlie del fu Mat. 
teo Spiteri, sue prime cugiDe di Malaga> 
aye?a iatilaito io erede UDiveraale Paolo Au- 
tonio CiaDtar ginuiore, di lui figlio lagittimato 
in atti dol Notajo Fraucesdo CreaH^na il 23 
DOTembre 1810| preTie le opportuue soleDDiti, 
battezsato tella SaDta Parrocchiale edlo- 
aigne CoUegiata Cbie8a!di San Paolo della 
Yalletta ill3 aprile 1801 ; con queato pero 
cbe il detto erede dovesse essere di totti gli 
stabili ereditarj sl rustici> cbe urbaui, obe si 
Iroyaesero in tempo di aua morte nella di 
lui eredit4» mero e oemplioe naufruttuario 
Tita ana uatnrale solamoDte; di modo obe Don 
poteaae di qoelli disporre in Deoauua maDiera, 
nk pec atli tra vivi» ni per atti di ultima vo- 
lootà, nà venderlis permutarli ed ipoteoarli; 
e dopo la di lui morte dovesoero perveaire ai 
Agli ed ulteriori diBcendeuti legittimi e na* 
larali del medesimo buo figlio ed erede 
nniversaley liberamente e aeDza alcun viacolo; 
6 moroDdo il medesimo suo figlio ed erode 
imifergale aoDza figli ed nlteriori dioceDdenti 
legifctimi e naturali, dovessero pervoDire aocbe 
liberi da qualuDque fedecemmeBfio ai parenti 
pià proaaimi del testatorei secoodo la regola 
della ■ncoessioDe ab inte^ato, e dod altri* 
meiiii; 

** Yiata la fede di morte di Paolo ADtooio 

CiaDtar. seguita il 6 febbrajo 1877» come a 
f ol. 1 49 del preseDte procesBO ; 

''Yisto il libello presentato il 13 ottobre 
1877 da FraDoesco Maadnos, qnal procora- 
tore aoatituito dal Commeadatore Dod Em- 
manuele Baffaele De Yaigaa (toL 10 e 18) e 
per oontratto a fol. 334 e 338 procuratore 
diretto di SalvatorOi ÀntoBiai Maria Addolo- 
ratai oasia Maria Dolores, e Maria Addud* 



aiata, oaaia Mario lacairttazioħei moglie di 
AntoDio Bomero SalaBi fratelle e sorelle 
Spiteri y Muooz reatdoDti in Malagii ; eol 
qoale domandano di oBaere diobiarato deoiap 
obe i medeflimiy come oonsangniDei del teatai- 
tore Paolo Ciantar, sono voeati al poBSesao 
ed alla proprietà libera dei quaitro quinti 
doi beni atabiiii oontemplati nel aoo teatar 
mento— -ohe i detti beni aieno qaelli deaoritti 
nel B^pertorio fatto dagli esecntori del detto 
Paolo CiaDtar il 15 lugUo 1812| oei detti 
atti Cristoforo Freado — che aiaDo nolli» od 
almeno non ostativi all' esercizio dei loro 
drittii r atto di legittimazioDe del oonve* 
nnto Eduardo Ciantar e il testamento del 
detto Paolo Àntonio — obe siano mantenuti* 
ed ocoorrendo immeasi nel poseesso dei 
quattro qninti dei detti benii oon eaaere or- 
dinato in favore loro il rilaacio— e ehe aia 
dichiarato di dover i detti beni perVMtire io 
poriiooi agualiagli attori ed alla eonvenuta 
Elena Mioallefi od allo ateaao - Eduardo 
Giantar di lei oesaionario— obe aiano nomioati 
Periti per fara la valntazione e divisione dei 
detti bem, e I' aasegnazione eome aopra, e 
il Notaro per la stipalazione del oontratte, 
e il curatore 'pel caso di contamacia del 
convennto, e con fisaarsi il loogo e il tempo 
della pubblicazioQe del detto contratto^che 
sia il oonvenuto condannato alla reatituzione 
dei frutti dalU morte di Paolo Antonio 
Ciantar, od almeno dal di del protesto no- 
tificato il 12 settembre 1877— e che sia fatta 
la liquidazione dei detti frutti e oondannato 
il convenuto al loro pagamento ; 

*^ Considerando 
'' Che dal tenore della disposizione del 
detto Paolo Ciantar piii sopra citata si po< 
trebbe dubitare, se al figlio Faolo Antouio 
Ciantar egii abbia lasciato il aolo UBafrutto 
formale dei beni immobiiii disgiunto dalla 
proprietài oppure I' usafrutto detto oauaalei 
ossia la proprietà dei beni gravata di 
fedecommessoi coU* ouere deUa loro re- 



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16 



DECISIONl DEl TRIBUNALI DI MA.LTA 



VOL, IX 1880. 



Btanti 1« espretaioni di 
\ifruttiJMrio, e raltrache 
)ro pervemre dapo la di 
-^qnestione) la quale sa- 
lereħft &el primo caso gli 
i dei detti beni sarebbero 

esistenti al tempo della 
col dritto di trasmetterla 
nel secondo easo i Tocati 
e ei trovassero invitaal 

delgrayato Paolo An« 

I dobbiot resta eliminato 
ttitatore nella saa dtspo- 
in dae parti«ohe alla mor* 
doveisero passare libera- 
Tinoolo,e dovessero ancbe 
[aalnnqae fedecommesso ; 
38) il fed^eommesso, seb- 
^e principale della ieti- 
logo a presunzioni e con- 
isposto del § 19 Capo III 
) Municipale— ed acon* 
egli chiamo a succedere, 
tonio e nel tempo della 
incerte ed jndeterminate; 
i d*uopo conchiudere che 
un fedecommesso per un 

beni gravati dovessero 
ide trasmettersi alle per- 
let di lui testamentOi ed 

tempo della morte dei 

do 

(jueBtione contenuta nelle 
venuto Eduardo Ciantari 
i Paolo Antenio ed isti- 
nel testameato aperto e 
:ebbrajo 1877 negli attt 

I Calleja Scbembri (fol. 
i in eausa^ rappresentati 

Manduca,ammes8i a pro- 

II libri delU Parrocchia 
eto del 28 giugno 1878, 



(fol. 262) provino realmente coi detti doou- 
menti di essere eglmoconsanguinei didetto 
Paolo Oiantar, e quindi da lui vocati nel 
testaroento al possesso dei detti beni immo- 
U\i, per il caso in oui il detto erede Paolo 
Antonio fosse morto senza figli ed ulteriori 
discendenti legittimi naturali ; e quindi se 
eglino abbiano nn titolo legittimo per pro« 
porre la oausa presente ; 
*' Considerando 

'« Che questa indagine di fatto era stata 
oommessa a tre periti legalii nominati per 
decreto del detto dl 28 giugno 1678 (foL 
267), i quali con loro rapporto pubblicato il 
24gennajo 1879 (fol.309) hanuo unanime- 
mente opinato che i quattro attori provioo la 
loro consaoguinità con Paolo Ciantar ia 
qninto grado civilei e ohe non esistano in 
Malaga altu consaDguinei del detto Ciantar 
in grado ugualai o proisimiore; 

" Che le ragiooi allegate nella trattatlone 
della eausa dal oonvenuto, in opposiaione alle 
conclusioni del detto rapporto su tale riflesso, 
non sono sostenibili ; 

'' Che in vero la consanguinità e la rela- 
aione di parentela si posaono giustificare con 
tutti i mezzi legali di prova. La legge non 
prescrive per tale rispetto alcun mezzo spe- 
ciale. In tempi antiohi, prima che il Con* 
cilio di Trento avesse obbligato i Parrochi 
a tenere regolàri registri dei battesimii dei 
matrimonii e delle morti seguite nelle loro 
rispettive Parrocchie, i rapporti di paren- 
tela e gli alberi genealogici si giustificavano 
di ordinario colle cosl dette rubriche, con- 
sistenti nelle interrogazioni scritte e risposte, 
che davano sotto giuramento persone del pa- 
rentado, o conosoe nti della famiglia, le quali 
attestavano det gradi di parentela, o per 
scienza propriat o per tradizioui di famiglia; 
e tali rubriche si formavano talvolta ad fu* 
turant memoriamp anche quando non fossO 
radioato aloon giudizio» Oltre tale mezzo 
di prova si tieorreva anche per lo stesso og- 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUN^LI DI MALTA. 



i; 



|retu> alla soritte matriiiioniali, ai testa- 
inwti e ad altri pablici istruinenti. Intro* 
dotii i rtgitri parroccbiali, sebbene in 
ori^oe ittesi per uno •copo tutto eccle- 
•iaeticoy cioe per faf conatatare^ il conferi* 
mento del Saoramento di Batteaiuao, la cele- 
branone del matrimoQio dinanà la Chiesa 
6 la eoeleaiastica tepoltura (vedasi De Luoa 
De judiciis, Dibo. 30, num. 7, 8 • 9) 
tuttaria dei medesimi te ne prevalsero il 
potare civtle e leCortidi giuititia, come 
uno dci migliori mezzi di prova per giusti- 
ficare le genealogie; finche gli Btati* imitando 
la ialutare rinnovasione conciliare, non aves- 
•ero in tempi ben recenti fondati i regiatri 
ddlo atato civile. D' al tronde •iffatti re- 
glalri porrocchiali non formano runico 
mes2o di prova aul soggettc^ ed invece' loro, 
od in loro delicienga, si pu5 ricorrere ad 
altri mezii eqoipoilenti, purche tali da con- 
\incere f animo dichi deve giudioare; 

** Chela prima prova, ohe serve di baae 

londameatale agli attori per giu8tificar% la 

lofo eoosanguinità con Paolo Ciantar 

•eniorej ai & il te^tamento di costui del 80 

B^io 18^2, ove e detto ohe in Malaga 

viveva Matteo Spiteri, in allora morto, le 

figlie del quale erano prime cugine del 

detto teatatore^ per cui il detto Matteo 

doveva eseere tio del medesimo, alle quali 

prime cugine egli lasciava in legato scndi 

2500. Difatti consta dai registri della 

Parrocchia di San Oiovanni di Malaga che 

nn tal Matteo Espitel corretto poscia in 

Spileri dorante questa causa dali* autorità 

cofnpetente ecclediastica, era nativo di Malta 

ed i morto in quella città il 4 novembre 

1800 (fol. 87 e 88) La dichiarazione fatta 

dal ridetto Paolo Ciantar nel suo testa- 

mento non puo essere contradetta dal con* 

Tenuto Edoardo di lui erede mediato ; oltre 

cha egU stesso prodncendo on informe albero 

gcaiealogico per mesio del euo testimonio 

Dr. Giuliano Curmi Vella (fol. 303), in 



esso e riportato qual consanguineo e sio 
materuo di Paolo Ci intar» fratello di Gio- 
vaona di lui maire, il detto Matteo Spi- 
teri residente in Mala^a. Non potendosi 
pertanto negare dal convenuto la esistenza 
di detto Matteo Spiteri, zio materno di 
Paolo Ciantar seniore rcBidente in Malaga 
il suo decesso in detta oittà, e la esistenza 
di fi^lie dei medesimo prime cugine di detto 
Paolo, di poco rilievo & la ciicostanza del 
cambiameoto del nome di Malteo in Mattia, 
e del cognome di Spiteri in Kspitei nella 
fede mortuaria del 1800 (fol. 227 tergo); 
perocch^ sarebbe stato facile al convenuto, 
qualora la detta fede mortuaria fosse di 
un* altra persona, di dimostrare con prove 
istrumeotali o testimoniali la esistenza di 
un altro Matteo Spiteri, e il suo decesso 
in Malaga. ugualmente nativo di Malta, 
al par di detto Mattia Espitel ; oltre che il 
detto Matteo era aache in atti pnbblici in 
quest' isola chiamato promiscuamente ool 
nome di Aiattia (fol. 79 e 220) Parimenti 
dair atto di pagamento del lei^ato degli 
scudi 2500 fatte il 17 maggio 1814 risulta 
cheinMalaga esi^tevano allora cinque figti 
del detto Matteo Spiteri cioe Salvatora 
moglie di Giorgio Attard, Giu'^eppa Spiteri , 
Giovanni Spiteri, Emmanuele Spiteri, e 
Mariamoglie di Bartolomeo dela Villa, i 
quali avevano costituito un procuratore per 
la esazione del detto legato (fol. 38 e 254) ; 
" CoJnderando 
'< Ghe per parte del conveoato si h anche 
preteso ohe Matteo Spiteri ascendents degli 
attorf, come pure Giovanna nata Spiteri di lai 
Borella mo^e di Nicola Ciantar e madre del 
testatore Paolo Ciantar, non fossero statl flgli 
legittimi di Csp. Paolo Spiieri, e qniodi ohe 
mancava il nesso di consangaioità legale tra 
gli attori e il detto Paolo Ciaotar, da costni 
volata per la snocessione nei suoi beni im< 
mobili. Tale supposto si vaole fondato snlla 
circoBtanza che non si h prodoUa la fede, nh 

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18 



DEC:lSl(3:!fI DEI TRIBUJf ALI DI MALTA LVol. IX 1880. 



la claU del matrimonio di detto Cap. Paolo 
Spiteri 000 Bosa, nh la nota battesimale dei 
Budi dae figli Matfeo e GiovaQnà ; al difetto 
dfi tate prova pero si h Volato sapplire per 
partb àegli attbri coi seguenti documenti :— 

Imo. cblla nota matrimoniale di GiovaoQa 
Spheri COQ Nicola Ciantar, ove elta h iudioata 
qual figlia legittima e naturale del fu Paolo 
Spiteri e Bosa già conjugi (fol. 271); 

2do. ooUa Bcritta matrimoniale di detta 
Giovanna con NiooU Giantar, ove ella e an- 
otie ^ualificata figlia legittima e naturale del 
fà Gap. Paolo Spiteri e Rosa vivente, un 
iempo oonjugi (fol. 81); 

8zo. ooQ varj atti prodotti a fol. 295, 297^ 
299 6 303, dai quali risuUa ehe i detti 
MattĠO e Giovanna, come rappresentanti il 
loro padre Paolo Spiteri, avevauo diviso, al 
pari di tutti i discendenti legittimi del loro 
avo pateroo Salvatore Spiteri^i beni di costui» 
6 cbe Mattia aveva conseguito la legittima 
pàterna e materoa dovuta dal detto Salvatore 
a Buo figlio Paolo premortoi padre del detto 
Mattia ; 

4t5. ool testaroonto deir avo Salvatore 
Spiteri^ il qaale istitaiva i detti Matleo e 
Oiovanna figli di Cap. Paolo in una porzione 
ugualei ohe a loro spettava come a tutti gU 
altri suoi disoendenti legittimi ; 

5to. col testamento di Maria vedova Chet- 
eati» figlia di detto SaWatore Spiteri, la quale 
lasciava un legato di scudi 50 a Matteo 
Spiteri, quaUficaBdoIo come di lei nlpote (foK 
377); 6 

6to. iofiQe oolla divisione dei beni di 
detta Maria Cbetoatii nella quale i detti 
Matteo e Giovanna conseguirono la quota, 
che loro spettava giusta il testamento delto 
avo Salvatore (iol. 878]—; 

'^ Che da tutti questi documenti iasieme 
considerati vi à quanto basta per conchiu- 
dere che nelta famiglia Spiteri costantemente 
era riteauto il detto Cap. Faolo come marito 
legittimo di Roda, e qQindi come legittimi i 



sdoi due figli Matteo e Giovanna, nonostante 
i! difetto del rinvenimento 4t\ registro del sao 
matrimonio net Kbri parroccfaiaK di queste 
Isole— circostaaza di non rara ricofrrenza— e 
il di fetto della produzione delle note di batte- 
simo dei detti suoi figli/dalle quali^ se si fos- 
sero rinvenute, non si sarebbe conosciuto il 
cognome della loro madre Rosa» siccome ia 
quei tetnpiħoa si soleVa apporre nei registri 
di battesimo il cogaome origiaario della iħa- 
dre, ma quello de! solo padre. H fatto poi 
che Paolo Ciantar aveva riconoeciuto h 
figlie del detto Matteo come sue prime cu- 
gine nel suo testameato^ e Taltro fatt6 clid 
neir informe albero ^enealogico di data aii- 
tica, eslbito dal Dr. Giuliano Curmi YelTa a 
dbmanda del ċoovenuto e che si pi*eteħde 
formato da uno acrivaao del Kotaro Alessan- 
dro Patrisio Spiteri — il quale iNotaro pero 
noti era contemporaneo di Paolo Spiteri, 
ma nacque posteriormente alla morte di 
quest'uItiDdo (foU 81 e 376)— i figli di questo 
Pacfto son riportati nel detto albero ċome 
membri della famiglia, non ostante che vi sia 
omesBo cOme in altri casi il nome e cognome 
della madre, forse perchi ignoràtb da chi 
preparava quell' albero, sono indizi che non 
si dubitava della legittimità di detti due figli; 
i quali qualora fossero stati ritenuti oome 
iUegittimi, non sarebbero certo stati riportati 
nel detto albero come formanti parte della 
famiglia, nella quale, come k notorio, i varj 
gradi si congiungono insieme per via dei mà- 
trimonj, tutt' al pià si sarebbe notata dal 
compilatote la qualità illegittima di detta 
discendenza ; 

^*Che.da quanto precede,ed in vista ancħe 
di oi5 che hanno rilevato i Periti nel loro 
RapportOi il titolo degli attori come consan- 
guinei del defunto Paolo Ciantar, e quindi 
come vocati eventualmente al possesso dei 
suol beni immobili in difetto di figli legittimi 
e naturali del di lui erede Paolo Antonio 
Ciantnr, i stabilito ; 



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Voi-. IX 18801 



D^CISIOatl DEI TRIBUNALI DI MALTA, 



19 



** CoDsiderfndo 

** Cbe U co&TeDato Edunrdo Ciaotar ia 
•eooDdo luogo ba eccepito obe i quat^ro co- 
stttiieoti deir attore oob provano di eaeere 
eglioo le ideoticbQ persone nieoaionatQ n^llo 
•Ibm) geoealogico prodottOi coioe figH di 
Eouoaooele Spiteri e di VinceQ^a Munoz, ed 
il detto Emmaouele uoo dei figli di Matteo 
S(>iteri; e cià per la ragione cbe i medesimi 
coetitueoti baooo stabilito la loro identiià 
mediaote la eaibi^iooe delle loro (coei chia- 
mate) cedole personali rilaBciate daliyotorità 
muoicipale della città di Maiaga, ove i detti 
coeiitoeoti riaiedooo, oelle quali cedole ċ 
meozionaia laloro età e la loro condiziooe^ 
|iroya» la quale,come si allega dal coo?eouto, 
^D i ammiflsibile eecoodp le OQ»tre leggi di 
BTOpedura; 

** CoDsideraodo 

" Cbe la identità dei detti quattro costi- 

t^U i atabilita io uo atto pubblico ricevuto 

10 Malaga preaeo il Notajo Eduardo Ruiz de 

la Herran il 2 giugoo .1877, dinnanzi il qiiale 

id^iqoattro iodividui si sooo preseQtati 

nomiiiando in loro procuratore Dqn Eoima- 

nuele Baffaele de Vf^rgia, ed il ^uale ba 

nominatocome auo eostituto Fraocesco Mao- 

duca^ e ouovameote oegli atti dello steeso 

Kotajo aon oomparsi il 5 febbrajo 1879 00- 

minapdo direttamente io loro procuratore il 

11 detto M^ducA ; 

" Cbe le meoziooate ,due procure, risul- 
taodo da doeatti pubblici, devooo, in quanto 
sUa loro forza. essere regolati dalle leggi del 
luogo» pve furooo stipulati; percb^ à di regola 
obe la legge del luogo rlex locij deve aervire 
di base quaoto alla validità degli atti, eia tra 
Tivi, cbe di ultima volootà; 

'* Cbe secondo V artioolo 640 delle Leggi 
di Organi^zaziooe e Frooedura Civile fao 
fede io giudizio gli atti e gli estratti dai 
rcgiatri dei pubbUoi Notari fuori di queste 
jBole, purcbà auteotieati come difqpaoe il 
detto lurticolo di legge ; 



'* Cbe pertanto le dettedue procure, es- 
seodo fatte per atti n<ftarili ed autentioate 
come vuole la nostra legge, fsnno fede ij^ 
giudizio ; e per cio cbe coDcerne il modo di 
i dentificare le persone comparse dinnansi il 
Notajo h la legge del regoo di Spagna, cbe 
deve regolare TattOi e noo già qaelia vigeot^ 
in queste isole ; 

"Che ee T Ordinanza No. Vdel 1855 
ricbiede che il Notajo nella pubblicaziooe di 
un atto deve certifieare di conoscere perso* 
oalmeote il contraeote, e qualora noo lo 
conosceHsey di far identiScare ia sua persona 
da due iodividui di sua fidocia — disposiziooe 
coosigliata da ragioni di località, stante i 
limiti ristretti del paese,per cui si legislava ^ 
in Ispagna il contraente deve esibire la sua 
cedola personale contenente le iodica^rioni 
riguardo il suo nomei età e professione, che 
rilascia rautorilà municipalei la quale oerta- 
meote, prima di rilasciare tale certificato, si 
assicura delF ideotità della persooa, che oe 
la richiede ; 

'< Cbe i detti costitueoti dell' attore, oet 
preaeotarsi le due volte al Notajo Eduardo 
Ruiz per fare V atto di procura, avevano a 
lui esibito le rispettive cedole persoDali, ooo 
Bolo; ma il Notajo dicbiari le due volte di 
coooscerlii e si ^ riferito alla cedola unica- 
mente riguardo alle loro circostaoze perso- 
nali, vale a dire età, stato ed occopazione; 

** Che ċ vero obe le circostanze segaeoti^ 
di easere cioh i detii costitaenti oativi di 
Malaga, figli ed eredi di Enmaoaele Spiteri 
defuoto a qnesti figlio ed erede di Mattia 
Spiteri oativo di Malta e morto 10 detta 
città di Malaga, risaltavaoo dalla jola diehia* 
raziooe fatta dai medesimi diooaozi il ootaro, 
seoza che abbiaoo a loi prodotto alouoa provat 
aiocome la detta prova 000 intereasava la 
natara dell'atto, cfae si faoevai che era qaello 
di procura ; ma la detta prova à stata latta 
coUa produtione dei dpoujQQenti ocoorreoti nel 
presente giadizio, oonstataoti la loro legittima 
disoendenza da Matteo Spiteri ; 



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20 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[You IX. I8g0 



*' Cbe 86 secoodu le leggi vigenti in Ispagna 
la esibizione della cedola personale, anita alla 
dichiarazione del notaro di conoscere perso- 
nalmeute i'individao, cbe si prċsenta a fiire 
nn atto pabblico, e saflBciente per stabilire 
|a aaa idenlità, tale atto deve far prova anche 
nei noatri iribunali, essendo state osservate 
le foraie rispatto all atto prescritte nel laogo. 
ove il detto atto ^ stalo stipulato ; 

** Gbe quindi per contrastare la identità 
dei oostituenti dell' attore bifognerebbe sap- 
porre necessariamente intervenuta uoa frode, 
tanto per paite dei detti costituenti, cbe si 
sarebbero valsi di docamenti referibiliad altre 
persone e corrispondenti quanto ai nomi ed 
età a qaelli proprj dei qaattro figli di Eai- 
manuele Spiteri^come pure per parte dell'^u- 
torità manicipale di Mal aga, che rilasoid ioro 
le cedole» e per parte del nolajo^'che dicbiaro 
per dae voltediconoscerli personalmente-^fro- 
de, la qaale non si presume, ma deve essere 
provata di chi Tallega; essendo sufiQciente per 
roggetto deir identità ai costituenti deHat- 
tore la esibizione di an documento, che goda 
fede pabblica, senza la neceHsità di qualunqae 
altra prova adJizionale ; perocchà in caso 
diverso qnaIanqae.per8ona» che contratta allo 
estero o cbe costituisce on procuratore, non 
potrebbe prevalersi del docomento relativo nei 
nostri tribanali, senza essere messa in quiatio- 
ne la sn^ ident]tà» e cio contro lo spirito del 
oitato articolo 640 delle leggi di procedara ; 
•* ConsiJerando 

" Che ia terza eccezione del conTennto, 
che & la piil sostanziale perch6 riflette aul 
merito della oau8a»ai k se egli, come figlio le- 
gittimato di Paolo Antonio Oiantar per De- 
creto della Corte di volontaria giurisdizione 
del 23 agosto 1839 (fol. 169) e per susse- 
gaente oontratto del 31 dello stesso mese ed 
anno in atti Paolo Falzon (Fol. 170) si possa 
annoverare tra i figli legittimi e naturali 
contemplati nel testamento di Paolo Ciantar 
iooiore) e come tile fare esoludere daila suc- 



oessione dei beni controTerai i costitueQti 
deir atiore come parenti piCl proestmi del 
detto fondatore; 

*• Considerando 

" Che il detto oonvenuto e nato il 1 mo. 
Aprile 1833 e battexzato cotne nato da ignoti 
parenti (fol. 67); egli pero h stato procreato 
dal defunto Paolo Antonio Ciantar meiiiante 
commercio avuto con donna libera, in teaipo» 
in cui questi era oongiunto in matrimonio 
con altra do nna ; 

*' Considerando in dritto 

" Che quanto agli effetti civitii e speoial- 
mente all' effetto della suooessione, reputaro 
si devono figli legtttimi qualli soltanto pro* 
creati da legittimo matrimonio, esclusi quelK 
procreati fuori del matrimonio et ex damnato 
coitu, sebbene secondo la natura tutti 
siano ugualmente figli di coloro, cbe li a* 
vranno prooreati. Egli h perci5, che la legge 
romana negava ai %li nati ex damnato 
coitiA qualunque dritco di successione nei 
bem paterniy ed ai naturali accordava sottanto 
due once della paterna eredità. e c!& in man- 
canza di figli legittimi ; sebbcne per equità 
81 accordavano anche 8ul patrimonio dei 
genitoriy ai figli incestuosi, adulterini e si- 
mili, glialimenti, oio che fu Banzionato per 
legge espressa nel § 59 Cap. 1 del Libro IV 
del Dritto Municipale gih, in vigore in queste 
18 ole ; 

" Considerando 

" Che non 6 controverso nel dritto che i 
figli illegittimi, chiamati proprlamente qatu- 
rali, quelli cio^ procreti ex soluto et soluta e 
fra i quali e posaibile il matrimonio, pote- 
vano e possono essere legittimati tanto per 
mhsequcns matrimoniumy che per rescriptuin 
Principis; e che quelli legittimati anohe per 
Bescritto erano compresi nella vocaeione 
dei figli legittimi quanto alla successione, 
tranne il caso in cui fossero stati obiamati i 
figli vere legittimi, o quelli nati e prooreati 
da legittimo matri monio— ^Le^^a quoqus lo* 



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VOL. IX 1880J 



DECI&IONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



21 



qumtm de filii$'iegittimi8 et naturalibu$i et 
deJBiiM eimpUciter^ etiam quod eeeent ex- 
karhitantes et itricti jurie, loewn quoque ha* 
bent in legitthnatis per ite«cripttiw— Pere- 
gria. De fd^. Art, 23 Num. 28—; 

** Cbe pero i figli illegittitni, Dati come si 
dieevft ex damnato coitu, eome g\\ incestuosiy 
g|i adaUeriiHy i saorilegh i e simili, aon si po« 
tetaao di regola logittimare, eeeendo tale 
legtttiinaaione avvor$ata dal dritto ^L.ult. 
Inst De Nuptiis^ — L. 10 Cod.De naturaUbus 
Uheris, Nov. 117 cap 2 — ; 

** Cbe À n^Miie etabilito in giQriBprudenza 

ebe H Sommo Pontefice e i Principi eecolari 

aventi potesti eovrana eolevano legittimare 

aocbe gli apurii e i figli nati ex damnato 

&Àt^ e conferivaiio talvdta tale privilegio 

ad aleuni Principi Falatini per gnfoia spe* 

oiale ; ma et5 non !o facevano in virtii del 

loro potere ordinario, come nel >ca80 della 

l^ttimazione dei 6gli semplicemente na- 

torali, nM de pleniUidine poteetatie e colla 

derogadelle le](gi vigenti in contrario — Jd. 

Pereg. loe, eit. Nwm. 82'^cym clamula de- 

reffotita ad legee etjura obstanMa, et requi* 

nuU 9pe^akm in hae re expressionem^ 

qmmdoquiden^ horum legitimatio jure com* 

wmni improbata sit. fldem No. A1J; 

** Cbe sebbene il Priocipe, Don di dritto 
ordtoario, ma ex plenitndine potestatiSy pute- 
?A legittimare anche lo spurio, it quale po* 
trebbe succedere nei beni fedecommissarj con 
eaclusione del soatitulto; era necessario perà 
ehe lo ateseo fo9se>tato«abilitato nel Rescritto 
asuceedere nei fedecoQimeesi e nelle fede« 
commissarie successioni (Idem No. 49) nou 
oetante cbe la legittimazione poteva ottenerei 
eenea citnzione del sostituito, quando non 
foeee figiio o discendente legittimo, il quale 
non aveeie ancora acquistato nn jtisqtuesi' 
tum oo^la morte del gravato,ma avesse soltan- 
to UQ dritto eventuale o un jtus quaerendum ; 

** Che le autorità e decisioni citate per 
parta del cunvenuto sono basate eul priaci- 



pio^ adottato nell' antica giurisprudenza, cbii 
il Principe Sovrano poteva nella pienezia 
della 8ua autorità, e specialmente il Sommo 
Pontefice, legittimare i bastardi, qualunque 
fosse la natura della iliegittimità dei loro 
natalii abilitarli a eoccedere in ogni sorta di 
beni e fedecommessi, senza citare i sostituri^ 
non Bob cbe avessero un dritto di vocazione 
in spe ed eventuale, ma ancbe un gius qne^ 
sito^ ed anche dietro loro opposizlone, come 
nel citato scrittore al Num. 6S ; 

'^ Che perà questo dritto esorbitante non 
era ammesso generalniente diftlla giurispru* 
denza, perchà non à presumibile che il Prin* 
cipe nella sua giusti^ia voglia pregiudicare 
i sostituitiy anche non citati^ aenza che prima 
abbia avuta cogoizion^ della esiatenza e deila 
natuta del fedecvimmeBso e del dritto di 
vucazione allo stesso, e cbe cognita causa 
abbia voluto fare uso della sua suprema po- 
testà (Num. 69 cogli scrittori ivi citati) Le- 
gitimcUio rite procedit sine citaiionet quando 
legittimanshabuit plenam cognitionem jurium 
interesse habentivmt qui non fvLerunt eitati 
et nihHominus vohut legittimare et iUorum jus 
toUere ( Costantinu Ad Statuta Urbis, 
Annot 88 Art. 2 Num. 160 J E il Fusario 
DeJideicommi»s.substitiU.Quaest 408,No, 141 
e 142 dice che il Principe Sovrano expleni- 
tudine potestatis puo aesolutamente legitti- 
marecon pregiudizio ed esolusione dei vocati 
et sufficit quod Princcps habuerit plenam 
cognitionemjurium partium praetendentivm. 
E nello stcsso senno il Mantica De conje* 
cturis Lib. II tit. 11 al l!)|o. 14, che sebbene 
nella legittiro&zione non sia oecessaria la ci- 
tazione dei sostituiti. h necessario pero far 
menzione del fedecornmesso ; nam sifacta 
esset mentio substituti,difficiUus Princeps, vel 
Comes legittimasset;ergo Ugitimatio tamquam 
subreptitia non debet obesse substituto ;. 

*' Oonsiderao'lo 

**Ghe nel Dritto Munioipale, vigeote al tem< 



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22 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MàLTA 



VOL. IX 1880. 



pd del testameDtiX cli Paolo Oiantar 8enioTe» ed 
al Oap. I del Libio IV, noD e dispoeto e« 
splreiMaieDte ebe i figli adalterint ed inoe- 
Btoosi poiBano essere legittimati ; anzi dalla 
rifereoza che bi fa nel § 60 ai dae precedenti 
§§ 57 « 68y e non già al § 69, si potrebbe 
inferire che te detta legittimatione nm erft 
peroieasa per ie regole ordiuarie del drittt) 
Btatntario ; 

^^ Ċhe rilenendo pertanto che 1o Statato 
patrio abbia lasciato il soggetto sotto la dispo- 
sizione ie\le leggi comani, ċ d'oopo concbio- 
dere cfae it P rincipe allora SoTrano di qneBte 
isole abbia volato conserYare il sno dritto di 
legittimare nella pienezza della ana potestà 
i figli nati ex damiuito coitu^ aen^a «otlopotlo 
ad alcana disposisione legislativa ; 

<< Obe Botto la nnova oestitaetone del 1814 
esaendo sttti atttibaiti alU Gorte di rolontaria 
ginrisdiBioae i poteri^ die precedentemente 
esercitaiva il Prinoipe Sovrano % ralazione dei 
saoiUditoriytali poteri erano confioati a qaelli^ 
dho derivavano direttamente dalla legge, « 
nea ertno esteai a qaelti, che prooedeyftno 
d«n' eserdiiio di nna grczia nella pienezza 
deir antorità soyrana e con deroga otfpreaan 
al disposto della legge ; 

'*Che sebbene siano stati prodotti ^dal con- 
venafo Oiantar con nota a fol. 407 copie di 
nove deċreti di legittimazione emanati sotto 
divarse date dalla Oorte di volontaria giarisdi. 
Xione^per dimostrare che si soleva prima della 
promalgazione delle nnove leggi e senza ci- 
ta^ione degli interossati accordare la legitti- 
maBione di figli anAe adalterini; tali Decre ti 
noD possono avere alcnna inflaenza sal caso 
s^otto esamei perchi non consta che in segnito 
agli atessi vi aia atata alcana conteatazione» 
perohd alcnni dei detti Decreti farono accor* 
dati nel senso ed ai termini della leggd, e 
parobd non consta che i detti legittimati od 
alcani di loro aiano saccednti tn beni fedeoom* 
miasaij in eadnBiono.dei aoatitaiti ; 



'' Considerando nel fattd 

*' Che il defunto Paolo Aatonio Ciaatar 
Qel rieorao avanzato alla fiaoond* Aula di 
queata Corte per legittioBave il eoaveonto^ 
già dichiarato aoo figlio iilegitttaio par eea- 
teosa del 9 aprile 1886, aTeva taointo la 
importftDte circoetanca oħe fl detto figlio 
era adtiUerino ; k quale reticeiifa pei4 iM>n 
rendeva snrrettizio il deoreto oetennto D 93 
i^oeto 1889^ siccome dai doonmeoti prodoUi 
^lallo ateeso convenuto con nota a UA, 167 
risulta ohe il Giodice, cfae lilasciava il De^ 
creto^ oonoaoeva o <doveya oonoacere la qua-^ 
iità adttiteriAadel figlto, del quale si doman^ 
dava la l^ttimaaioae; e 4ftle soioDza ciroa la 
quaUtoM tpwmtatis (nel legittinaante baata 
por aalvare il Deoreto dai Ttzio di eurreiione 
Cldem Pereg. hc. dt. No. 98) ; 

*' Ciie parà 11 detto Deerelo à atato adesivo 
alla domanda, e in questa ei chiedevala 
legittimazione pertuttigliefietti dellal^gge, 
ed in ogni mtglior modo ohe le le^i permet* 
tono, e non già colla deroga Ylelle l^, dw 
viBtaQO la Jegittimazione degli adulterini ; 
jxh fu fatta akuna menzione defl fedeoom^ 
measo ordinato da Paolo Oiantar e ddla 
vocazione dei soatituti, in difetto di figli 
legittimi e naturali delF erede Paolo Antonio; 
nh si h provato cbe il Giudice, che accordava 
la legittlmazione, .come aveva cognizione 
delU qualità adulterina del figlie, era pur 
anche sciente della esistenza del fedecom^ 
messo e della vocazione dei prossimi consan- 
guinei del detto Paolo testatore, in modo 
da ritenere che egli abbia voluto, sebbene 
non oitati, pregiudioarli aei loro dritti di 
vocazione ; 

<' Che pertanto, sopposto pure che il Gio- 
dice della Corte di volootaria giuriadizione 
avevail potere di legitiimare i figli adolte- 
rini, ohe lo poteva fare aenia derogare 
espreasamente aUe I^gi in contrario, che 
egli aveva piena cogniaione dellaquAlità 
adalterioa ddl figlio, aebbene taciuta nel 



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V<^ XI 1860] DEOISIONI DBI TRIBUNàLI DI MàLTA 



23 



rioono, e che ia legittimftsioBe ayrebbe 
potato HTer per efletto di etcludere i eoeti* 
tttti ; mon h oerto cbe egli avrebbe proce^ato 
a dareilDecrelo^ senia alctma limitaaioiie 
e eoMa la 'daaealà mne prefucdicio voeato^ 
fwn, qmlora ġli foese stato espoeto cbe 
eiSileTa nħ fedeeo mmeeBO, al quale vi cffano 
pefooM Toeate e die ia leglttimasione 
avr^bbe avuto per eAoHe di escluderle dalla 
leoeeaetone ; 

^Cbe nel eontratto di bgitlimazione del &l 
agDtto 1889, pabblteato eoirinlervento del 
giadicei il conTenato Ednsrdo era ahito fa- 
ooitito '' ad eeercit^re teiti e eingoK atti le- 
'^l^eM adaHati al di loi etato, eooie pare 
''diencoedere alpadre tantoper teBtamentOi 
'^qita^le (AinteskOo, in toiti e qnalnnqxie 
'< aiaiio di Ini beQi» e parioeoti in totti i giim^ 
'* aaioiu, ragioni e pretensioni, in cai doreva 
*' e potera eoccedere secoodo il dritto"— senza 
ebe^faesefatki aloana ttenrione del fede- 
ceflHBBAaso^erdiaato daJraTo Paolo Ciantar, e 
aeiMMbe si poasa dire cbe la eepceasione di 
&» AfiWt eioi beni del legittisiante, potesee 
eeevpraoilerealtFi benifoori qaeIli,ehe.erano 
^rite Kben diepoiiibililà del medeeima ; aic« 
QMve noQ dieo&si bona Bua nel oaso in parti- 
oriaeO'qoelii, 'Cbe iLgranato d tffltnto a reeti* 
tftire per dispcsiziooe del fedeoommitteDle— 
Beaeg. Art. 6, Num, IS-^Benfioio^D^ Jui^ 
fid^icammis. Disput 47 No« 8— -eebbene il 
Torre. De sticeessione in Primogenitwria 
Part 2. QuasU 50 No. 25, io tesi generale 
aeetenga il contrario ; 
'' Conaiderando 

'^ Cbe a prescindere da tatte le regole del 
dritto, 6 yolendo interpretare la mente del 
tesftatore Paolo Giantar, per indagare se fra i 
figli legittimi e naturali deir erede Paolo 
Aiilonio abbia toIuIo comprendere gli adul- 
terini legittimAti, che fosBero dalio steseo 
erede procreatt, 6 da riflettere in primo 
Isiogo die non h preeumibile che il detto 
teatatore abbia volato dimoetrare maggior 



predilezione verso i figli deH'eredef i quali 
ei fossero trovati nella stessa condizionOy di 
quella maoifestata verso il proprio figlio 
ancbe adulterino legittimato^ al qoale non 
aveva lasoiato che il solo usufratto dei euoi 
benistabili, oppure ool gravame di resti- 
tuirli ^ c^n tutte sorta di proibisioni di 
alienazionci mentre ai soccessori del detto 
erede aveva laeolato gl! etessi beni iiberi da 
qnalunque vinoolo o fedecommesso — ed in 
secondo luogo h da considerare che Paolo 
Ciantar seniore nel fare ilsuo testamento 
aveva presente il caso del figlio adulterino 
legittimato, cbe era il proprio erede, e quindi 
non h verosimile che qualora avesse voluto 
comprendere simili figli nella vocazione dei 
discendbnti legittimi e naturali, non aveese 
eapreBaaDMnte contemplato i medeBimi nella 
faita vooazione dei soeittuti ; 

*^ Che pertantoy in vista delle ragioni pre- 
mesBe» la terza ecoezione del convenuto E- 
duardo Ciantar non h nel drittoe.nel latla 
sostenibile ; 

^* GcEnaiderando 

** Cbe Aulla ei i allegata per parter dei <seii- 
venuti cbe i beni immobili, da pervenire ai 
coatituenti deir attore ed «Ila oonvenuta 
Elena MicaIIef;,od al di leices8ionarioL£d;aar> 
do Ciantar, non siano quegli stessi deecritti 
nel Kepertorio in atti Cristoforo Frendo il 
15 luglio 1812, come a foK 45; 

" Che il defanto Paolo Antonio Ciantar 
non aveva il dritto di disporre dei detti beni 
immobiliy come ei fece col testamento pub- 
blicatoiL22 febbrajo 1877iavendo già di-* 
sposto precedentemente Paolo Ciaatar nel 
suo testamento del 80 majgio 1812; 
^' Considerando 

*' Gho Bduardo Ciantar non era in màla 
fede neir averc possedoto i dei^ti beni inuDO- 
tiili dal giomo della uorte dt Paolo Antonio 
Ciantar, seguita il 6 febbrajo 18779.BioGome 
nesauno dei coBtituenti deir«ttore era com- 
parso a reclamare imedoBimied a &a cn»«* 



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2i 



DECJ6I0NI DEl TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



•tatpr« i suoi dritti di Yocazione prima del 
protesto dft loro avanzato il 12 •etteoibre 
1877; 

** Che col detto proteato non k ceasata 1« 
buona fede nel detto Ciantar, eiccome i do- 
cumenti prodotti dai detti pretendenti col 
menzionato protesto non erano debitamente 
legalizzati; talch^ nel decorso del preaente 
giudizio i medesimi hanno riconosoiato la 
necessità di farll nuoramente ed in perfetta 
rejifola legMlizzare e correggere in aloune 
equivoohe deaignazioni ciroa i cosnomi delle 
persone componeoti la diacenden^a di Mat* 
teo Spif eri ; 

" Considerando 

«' Che giu9ta 1' articolo 235 dell' Ordi- 
nanzaVIIdel 1S68 il posseasore di buona 
fede non à teauto alla reatituzione dei fruttiy 
aenon di quelli che abbia percepito e che 
colla diligenza di un buon padre di famiglia 
abbia potuto percepire dopo la domanda 
giudiziaria; 

^* Che per domanda giudiziaria devesi 
intendere la proposizione fatta in formale 
giudizioy per via di libello o citazione^ noa 
già la sola interpeliazione fatta con qualun- 
que altro atto giudiziario ( Vedasi tra gli altri 
l'articolo 1836 deir Ordinanza VII del 
1868) ; 

«< Ohe ai termini del detto articolo 235 il 
possessore di baona fede non i tenuto sempre 
a restitoire i frutti dal à\ della mossa litOy o 
della domanda gindiziaria, come h fenuto il 
possessore di mala fede dal giorno della sua 
ingiusta occupazione (Art. 236) ; ma i teouto 
alla restitazfone di quelli percepiti dopo la 
domanda giudiziiria— vale a dire che non puà 
essere mai obbligato a restitnire quelli peree- 
piti prima di detta domanda, ma bensl qoelli 
che scadessero dopo la domanda; e questo 
tempo comprende tatto rintervaIIo» ohe inter- 
eede tra la domanda e la sentenzay cioà nel 
tempo quando positivamente la bnona fede del 
poflsessore avesse cessato ; 



'' Gonsiderando 

*' Che ginsta rarticolo 114 delle I^ggi di 
Organizzazione e Prooedura Civile ogni attore 
insieme col libello deve produrre tntti i dooo- 
menti) che possono giastificare la sua doman* 
da, e ohe sia in poter suo di produrre ; 
^'Che pertanto perchà ladomanda giudiziaria 
poasa far cessare la buooa fede nel poaseaeore 
e renderlo dal giomo della proposizione della 
oausa responsabile alla restitusione dei frutiit 
h necessario che col Libello V attore eaibiaoa 
prove tali» da poter sulle atesse eisere eaaudi- 
ta la detta sua domanda ; 

'* Che la prova regolare con dooumenti de^ 
bitamente legalizzati non 2 stata.fatta dallo 
attore nanUnet che colla notadel 6 aprite 
1873 al fol. 187, e qaiadi b da queato gi oroo 
che la responsabilità del convenutoper la 
restituzione dei frutti deve cominctare ; 
'^ Considerando 

^^ Che noD ti crede spediente di pronuntia- 
re suUe domande proposte nel Lit^ello, per 
cio che concerne il mantenimento, ed occor«» 
rendo la immissione nel possesso dei contro- 
versi immobili e il loro rilascio, non che la 
nomina dei Periti per fare la valutasione, 
divisione ed assegnazione degli scessi, e per 
la liquidazione dei frutti, e condanna al 
loio pagamento ed altre domande coneeguenti 
prima che la presente Decisione non sia paa- 
sata in cosa giudicata ; 

« Decide 

" A tenore delle doniande dell' attore no- 
mine, dichiarando che gli attori, oome consan- 
guinei del defunto Paolo Ciantar figlio di 
Nicola, siano vocati al possesso ed alla pro- 
prietà libera dei quattro quinti degli immobi- 
li contemplati nel suo testamento ; che i 
detti immobili siano quelli descritti nel Re- 
pertorio fatto dagli esecutori del detto Cian- 
tar il 15 loglio 1812; che non aia ostativo * 
ai dritti dell' attore, nh V atto di legittima- 
ziooe del eonvenuto Eduardo Ciantar, nà il 



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Vctt. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



25 



tatUmieiito di Paolo ADtonia Ciftotar ; cbe 
dobbaoo i beni perTeoire in porzioni agnali ai 
qoftttro coalitoeati deir attore ed alia coQTe* 
nuta EUena Micallef,oQ al di lei cessionario 
Eduardo Ciantar; e che il conyenoto sia con- 
dannato alla restituzione dei frutti delle dette 
porsioni spettanti agli attori dal 5 aprile 1878 
fino all' effettivo rilascio di dette porsioni, 
colla esduaione della domandata reatituzione 
dei frutti per un tempo aoteriore — Si riser- 
Ta la Corte di decidere le altre don ande pro- 
po»te» dopo cbe qoeata sentenaa aarà paaaata 
io giudicato; e quindi ordina che il proceaso 
ria rimandato tra le caose correntit con poter 
eaiere riineaao in liata a domanda di qualun* 
qoe tre le parti — le apeae riserva te/' 



DECISIONE 3. 

CORTE CIVILE DI SUa MAESTA' 
PRIM* AULà. 

3Gennajo 1880. 

Dr. Gioseppe Gasan, 

€Hudiei di Sua Maettà. 

Argomento 

In tema di usufrutto, quaJi si chiamano 8pes4 
itraordinariep quali migliorammti—quan- 
do e in quale misura legale V usvfnUtua' 
rio chhia dritto ad indennità secondo la 
legge, e quando a riprenderlu 

Vn legato fatto da un umfrutbaario delia 
porzione a lui spettante dalfondo usvfrui' 
to—sehbene non ne a/vesse alcuna-^potrebbe 
sostenersi per ragion del dritto a lui ċom- 
petente di riprendere quei miglioramenti, 
che gU permette la legge, 

Antonio Caaaar ed altri 

verstLS 

Dr. Giovanni Cfaapelle ed altri. 

I àtanti— premettendo la dichiarazionecbe 
il giardino e il luogo di oaae in Caaal Luca 
Str. S. Grtineppe Mi. 36. 39« 40 e 41 erano 



poaeeduti dil fo Don Paolo Caaaar in usn* 
frutto aolamente» e cbe colla uorte di coatni 
avvenuta nel di 12 marzo 1877 ai aia fatto 
loogo alU conaolidazione del detto naufrutto 
coila proprietà a favor dei domandanti,in {ct* 
za del testamento di Agoatino e Oraiia Caaaar 
per atto del notaro T. C. Seiortino 18 marzo 
1849 e 20 giugno 1856^domandano che 
aia dichiarato nuUo ed inattenJibile il^legatOi 
ordinato dal detto Sacerdote Caaaar nel tea- 
tamento in atti M. C. Debono 3 nMg<no 
1871 a favor della citata Anna Dalli, delia 
porzione e qoota iadiviaa» cbe esso Sacer- 
dote Casaar diaae eaaere a lui appartenente 
dai detti atabili. 

Inoltre— premettendo la dichiarazione di 
non avere la citata A nna Dalli alcun titolo 
di occupare la caaa in Caaal Lnca Strada 
S. Giuaeppe No. 40, formante parte del 
detto corpo di beni — domandano la condan- 
na della ateasa Dalli a rilaaciare a loro favore 
la caaa auddetta ed a agorobrare laateaaa 
entro un breve termine, cbe le verrà pre* 
fiaao dalla Corte. 

LA CORTE 

*^ Atteaocchi, dietro le fatte verifiche, 
oggimai noo à piil in oontraato tra i cofften- 
denti che gl' immobili in controversia erano 
posseduti dal fu Don Paolo Caaaar in aolo 
uaufrutto ; e che percià, morto coatni, ai aia 
fatto luogo, coaae gli attori domandano, alla 
ooneolidazione dell' uaufrutto colla proprietà 
in loro favore | 

^* Attesoccbà nemmenooffrirebbe difiicoltà 
la seconda domanda, per dichiararai nullo ed 
inattendibile il legato ordinato dal fo Don 
Paolo nel teatamento del 30 maggio 1871 a 
favor della citata Anna Dalli, in quanto per5 
tale legato comprende una porzione indivisa, 
che Don Paolo diceva appartenergli da detti 
immobili* siccome di regola il legato deila 
coaa altrui h nuUo ; 

'* Atteaoccb^ pero qoando al teatatore ap* 

4 



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JIONI DKI rRIBUNALI DI MA.LTA [Vol. IX 1880. 



oaa legata o un 
ato i Talido sol- 
a parte o a qae- 
lego QOQ 6oIa« 
trui. ma coir a 
s azioni e pre- 
) gli avvrebbero 
B tBnto i curato. 
ataria eccepisco- 
QQità per ingen- 
1 detti ioimobili; 
rio e teouto alle 
ibbeae le straor- 
prietario, quegli 
re questo a farle; 
)orte autorizzato 
a spesa o valore 
usufrutto, ae in 
i utilità delle ri- 

tto compete allo 
)ramenti di qua- 
'atti; noQ già di 
Fifine airuBufrut* 
;ge, ancorchd ne 
il valore della 

in rifusione di 
) quandonon vi 
il suo diritto, di 
;i, chd potesBe- 
t) e senza danno 
^l^he il proprie- 
itenerli, pagan- 
inte al profitto, 
doli dal fondo ; 
menti in senso 
orta di henefi- 
io, riparandone 

alla integrità, 
lioni, con nuove 
ioni qualaiansii 
0, abbelliscanoy 
LO fruttifero il 
Buo valore; in 



tema poi d' uaufrutto il signilicato di mi. 
gloramenti h ristretto ai benefizi fatti aVla 
cosa dair usufruttuario di sua volontà e 
piacere; a distinzione delle spese neoesearie, 
qua «i facta non ^int^ res aut peritura, aut 
deterior futura sit — quindi noa sono da 
confondersi coi miglioiracnenti, ad eaempio» 
dell'enfiteuta, il qu le per patto o legge h 
obbligato a migliorare ; nà da confondersi, 
come aitro esempio, coUe modificazioni o 
co8truzioni che, non redamate dal bisogno 
del fondo, fossero imposte dalle autorità per 
fini di utilità pubblica ; 

*' Attesocchà sebbene oommeatatori del 
Codice Francese, in riferenza a migliora- 
mentiy ohe 1* usufruttuario puo riprendere, 
si siano limitati a cose mobiIi» che si possono 
traslocare integre ; egli à per disuguaglianza 
di loro legge rispetto all' articolo 43 della 
Ordinanza No. VII del 1868, sostanzial- 
mente concordante colla relativa dispoaizione 
del Codice Albertino e poi anche piili o 
meno eon quella del Codice Civile d' Italia, 
Sotto piii antiobe legislazioni^ la Bomana non 
esclusa, Scrittori ebbero a faticare la 
mente per distinguere costruzioai da mi- 
glioramenti ; ma V articolo in esame, sotto 
la parola generica di miglioramenti, non 
lascia dubitare che vicomprenda pur quelii 
consistenti in fabbriche aggiunte al fondo 
primiero, poichà espressamente permette di 
staccarle dalfondo, purchà senza da&no del 
fondo^ sotto bens) le ulteriori condizioni che 
ne possa rusufruituario ritrarre profitto, e 
che il proprietario non preCsrisse di ritenerle 
compensandolo nella proporzione del pro- 
fitto, che staccandole ne potrebbe ricavare ; 

'' Àttesocchà le cennate condizioni limitano 
sempre piti il diritto di riprendere, che ha 
r usufruttuario ; poiche ogni miglioramento, 
che k oosi infisso ed intrinsicato ad un fondo, 
da divenire indivisibile dallo stessO, comprese 
superedificazioni e tutte le annessioni for- 
manti unità coU' edifizio principale^ cadono 



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Voi-. IX 1880] 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



27 



Dalla clnBse di quei migliorameDti, ehe ri- 
mangono sensa compeoso^ nonoetante che 
avranno di molto aumentato il valore del 
fondo, enono9(ante che staccandoli rusufi ut- 
to ne rioaverebbe talora un profitto; poicħċ 
il dlstacco in simili casi importa demolizioni 
dannoseal fondo del proprietario, o detrazio' 
ne all'int^icà dellostesao, e V usurruttua- 
rio» che non ċ in obbligo di migliorare, ha 
qoello di non deteiiorare; oltre che raumen* 
tato valore nel fondo non puo servire di re- 
gola al compenso deil* usufrultuario. Se tra 
le opere incorporate al fondo vi aon di tali, 
da eaeere ritennte quali riparazioni ndceesa- 
ife, vaoQO ragionate secondo le dispoaizioni 
relativea Hpese necessarie, nonoatante che 
iKm troverebbero campo a eompenso, qualora 
avesaero a eonaiderarsi aotto il aolo aspetto 
di miglioramenti. Cos) d' attronde per man- 
oanza di profitto non rasckierebbe 1' obu- 
frnttaario le pitture dai muri» imbiancandoli 
qoati erano al principar dell' usufrutto^ nh 
distroggerebbe altri ornati sia murarii, sia in 
opere di legno : h V equità, che alimenta il 
diritto : nn sommo rigore non avrebbe lascia. 
to air usufrottuario ildirittodi riprendere 
alcona ooBa» che oostruita sul suolo altrui 
oaderebbe al soolo ; ma l'eqjiità regge come 
ildiritto, cosi il dovere dell' usufruttuario 
vereoil proprietario, rispetto al quale i vin- 
colato da attinenze giuridicbe, che dee salvare 
in totu buona fede, ed ià casi di violazione 
per eolo mal animo senza proprio vanta^gio, 
come i predetti delle pitture ed ornatiy a pena 
dirifondemei danni-interessi ; 

** Attesooobi dalle premesse osservazioni 
aembra potersi raccogliere in primo luogo che, 
aebbene per principio I* usufruttuario non 
abbia diritto a compenso per migIioramenti» 
pore egii fvb riprendere, non solo le coee mo- 
bili ancbe affisse al soolo, che non formanb 
pacte mtegrale deU' edifizio, come i legnami 
e ferramenti di oo soppaloo, d'ona divisione 
in atalla^ di pernaoe rimovibili, di gasometro 



e tubi raccomandati^ non intromesB],a oiuri, e 
simili; ma puo del pari deraolirele oostruzio* 
ni che egli avesae eretto sopra suolo aocessorio 
air immobile principale^ come in giardino o 
chiusa di terra attigua atl edifizio, per to- 
glierne i materiali, che gli poteesero essere 
utili, purchà riduca a sue spese il suolo nello 
stato ptimiero: 11 proprietario non puà ostare 
air esperimento di tale diritto deirusufrot- 
tuario,8e no^ coldirgli— **i materiali sfusi vi 
profitterebbero cento,la demolizione vi coste- 
rebbeventi, altri ventiil trasporto : io vene 
offro il bilanoio del vostro netto profitto in 
sessanta" — In seoondo luogo si raccoglie che 
r usufrottuario gode dell'altro diritto di 
ripetere, senza interesse, la somma delle 
spese fatte in riparazioni straordinarie, che 
di legge sarebbero a carico del proprietario : 
nel caso presente vige diritto. non ostante 
ehe il fu Don Paolo non ricorse alla Corte 
per esserne autorizzato, sicoome tale aoto- 
riazazione fu riohiesta da legge posteriore 
non solo al lascito di osofrotto, ma pore 
alle riparazioni e oostruzioni fatte; sempre 
ben inteso che V otilità delle riparazioni 
sosaista al tempo della cessazione delF aso- 
frutto ; 

'* Attesocch& rapporto il predetto dUpIice 
diritto, cheoompete all'eredità di Don Paob 
Casaar in riferenza alle riparaziooi e mi« 
glioramenti, si sostieoe oome valido il legato 
alla citata Dalii ; ma ae io questo giudizio 
r eocezione vale oootro la domaodata totale 
nollità del legato e, per V interease dell' ere- 
dità, a riservarle i sooi dritti,.dofflanda p^r 
liquidare e oonseguire non vi à, ed i indi- 
spensabile rtmettere ad altro giodizio ; 
** Dectde 

*^A tenore della prima domanda degli 
attori^ colla dichiarazione pero ohe il non 
avere Don Paolo Cassar posseduto alcuoa 
porzione in proprietà non preoluda il suo 
diritto di riprendere quei miglioramentit che 
gli permette Li legge. Cosi deoide, in rife- 



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DECISIONI DEl TBIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



domaiid«, diohiaraiido 
I il legato iri riferito» 
iprende una perte • 
iħgV ioimobilif non già 
prendere diritto a rifa- 
arazioni 8traordioari6« 
rendere nigliorMnenti, 



dell' ultima domanda, 
a Dalli il termine ài m 
— ealvi a lei ed aH* ere- 
caratori i loro diritti— 
lomaDda aon si taeeino 
a Dallit ma quelle degli 
eredità di Don Paolo; 
ida da sopportarsi, per 
ina dagli attori, altta 
aolo, • la restante dalla 
tima donaada da sop- 



SIONE 4. 

DI SUÀ MAESTA' 
M' AULA, 

lajo 1880. 

^ppe GasaD, 

8um MMtà, 

nnento 

reBcindiMK aecondo la 
Usione^ 9% dà luogo a 

ytante ehe non vi fosse 
mancasse qiiakuno de- 

iiaU^^ome %d caso di 

za delia eosa^ 
i V azione rivendica40' 

nagume di confini^ che 

i fpii^ di TAiduione. 



Carmela moglie di Oio. Maria Scioluiia 
verms 
Oiovanna moglie di Salvatore Leonardo 
ed altri. 



Premeeia la dichiarazione che la tersn por* 

aone deirutile dominio e beneficatidella clau* 

aura posta nei limiti di caeal Luca in contra- 

da ta Liskofe cos) appellata« aila citante 

assegnata nel contratto di dividione tra (a 

medesima ed i citati, rappresentati in allora 

da Antonio Bonniei, in atti O. B. Peaila 8 

marzo 1867» e aella relanooe del Perito 

Luigi Ovidio Doublett del 36 febbnijo 186T 

caicolata della oapacità di tomoK d»ioi» mon* 

delii cinqi^e e misure quattrOr ^ reabneDte 

ed effettivameote di tomoU nove, mondeno 

ono e miaure cinque, eebtendovi coei la dif- 

ferenia di tomolo nnOp nsondelli tre e miBure 

nove» come dalla susseguente relaiione del 

Perito Salvatore Zammit del 30 oovembre 

187S ; e previa ancora la dichiarasione che 

r altra terza parte pervenuta nel detto 

contratto ad essi citati, e caloolata dal Perito 

Doublett della capacità di tomoli <iUeci» sia 

realmente della capacità dt tooioli dodici • 

mondelli due — la citante domando k cbn- 

danna dei citati a consegnarle entro un breve 

termine la suddetta differenca di tooiolo uooty 

mondelli tre e miaore nove, oon eeeere, oc- 

correndo, stabiliti i veri e giusti oonfini tra 

le dette due terse parti di detta clausunb 

cii& porzione quarta pervenuta ai citati 

e porzione qulnta peivenuta alla citante, con 

essere aireffetto nominato uno o piii periti — 

ealvo alla citante qualunque privilegio dalle 

leggi accordatole per tale pareggiamento. 

'' looltre domandà k oondaooadi esai 
citati A pagacle 8co(£ 120 per 12 anni di 
gabbella di detta differeoza eul pià di icodi 
10 raono^ come dalla aiiddetta relatiooe 
del P^rito Zaoimit. 



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Toi.. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNAl 



LA CORTE 

'* Attesocche 1* attrice chiede in priino 
luogo dichiararai che la porzione di clausura 
aMegnatale coll* aito di divisione dell' 8 
marxo 1867« dal perito relatore allora caloo- 
lata della eapacità di tomoli dieci, mondelli 
ciDqae e misore quattrOy eia di tomoli nove, 
na mondello e cinqae misare, con differensa 
£ tomulo unoy mondelli tre e mieure nove 
in meno ; mentre la poriione aseegnata ai 
citati per la calcolata capacità di tomoli 
dieci, lo aia di dodici e doe mondelii : io 
eecondo loogo chiede condanna dei citati a 
consegnarle la detta differenza in tomolo 
uno, mondelli tre e misure nove, con essere 
iDohre stabiliti i veri e giusti confini tra le 
due poixioniy colla condanna in fine a pa- 
garle i frutti relativi a detta differenza pei 
dodioi anni trascorai dalla divisione ; 

** Atteaocchi à stato eccepito che all' attore 

nou oomiieterebhe azione a reacissione della 

divittone per causa di lesione, perchb la 

pretesA differenza, ae pur si verificasaOi non 

renderefobe la porzione infeilore in valore a 

tre quarti di quanto le avrebbe spettato, 

estremo richiestovi dalla legge ; ed in ogni 

evento le osterebbe la prescrizione dalla 

legge determinata ad anni due : inoltre che 

non le competerebbe nemmeno azione per 

rapplementaria divisione, dalla Ugge ac« 

oordata nei caai, in coi si fosse tralasciato 

d'includere nella divisione qualche oggetto 

della comunione ; 

"Attetocchċ sebbene la rescissione per 

eapo di lesione sia particolare a pochi con- 

rratti, tra' qunli quello della divisione di cose 

ereditarie od altrimenti comuni, tuttavia le 

divisioni sogeiacciono pnre af la legge gene- 

rale di tott* altri contratti, per la quale ** le 

oottvenzioniy in cui manbhi qualcuno dei 

Tequiati essenzi^li dei contratti. o che aono 

dalla legge eepressameDte dichiarate nulle, 

8ono aoggelte a rescissione^ non ostante che 

Don ooBsti di alcuna lesione"; 



**Att€ 

foese vei 
oosa, obi 
indipend 
valore c 
r azioDe, 
eeriziesie 
aione in 
lnogo, 8 
diflM«ai0( 
atirice ; 

'*Attf 
V ttzione 
e làfinim 

•* Aiii 
di ona c 
qiiaJsiasi 
Qgna pro 
oiM « f 
neali, a 
fondi at 
alcana p: 

-Atte 
riKendiec 
deicoofi] 
sione di 
illecito ( 
sooiy o 
caso; 

•* Att( 
alcuna c 
che i citi 
stabiliva 
e acrive 
rispettivi 
detto att 

*' Att< 
contenen 
ha forza 
che per 
cause ap 

••Attc 
errore b< 
approvat 



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30 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX. 1880 



lere la contrattata diTisione.fu 
air attrice^ la quale, quasi come 
imandà ci5» che potrebbe essere 
Qza di queir azione noQ esperita^ 
igna oesia restitusione di cid, che 
hanno ricevuto e percepito per 
i virtil del c«»ntratto di divisione ; 
schà la dichiarasione in primo 
mdata rapporto la capacità delle 
i terra divise, come preordinata 
.proposte, diviene inopportuna, 
Brfluo un esperimento per p^iti : 
inopportuna la chiesta delimita- 
)orzioni conterminanti, in qnanto 
Ua presupposta consegna di diflfe- 
misurazione; iafine la condanna al 
dei frutti, come prestazione per- 
Moria air asiontf reale della riven- 
egue la sorte di questa princi- 
risulta mal fondata per intero 
le la Bcuola appellà mista; 
ecide. 

nso delle premesse osserrazionit 
•ione deir attrice dalle domande 
ei proposte coila citazione» colle 



DECISIONE 6. 
COMMEROIODI 8UA MAESTA. 
3 OennBJo 1880 (a.) 

Dr. Paolo Vella, 

Giudio§ di 8ua Maettà. 



Argomento 
ne ipotecaria delia dote nonpu^ 
al difetto deW intinuazione^ pre- 
% pena deUa nuUità deW atto in 
i terssi. 

a sententEa e appellatA. / / 



• Nel Coneorso dei creditori di Selvatore 
Galea. 



LA CORTE 

*« Veduto ravviso pubblicato il 27 aetteoi- 
bre 1879, fol 2; 

<< Vedutoil deposito esistente preaso queata 
Corte, dell'ammonto di £ 394. 19. 10, in 
forza di Cedola del Maresciallo preeentata il 
9 giugno 1879, fol. 8 ; 

" Vedute le domande dei creditori com- 
parsi in questo gtudizio — cioà 

^' Imo. il libello del negoziante Antonio 
Zarb al fol. 3, per il quale reclama un credito 
di.^ 858. 7« Hi oltre i lucri e le spese, cano- 
nizzato per sentenza di questa Corte del 
Imo. maggio 1879, fol. 12, inscritto il Imo. 
magi^io 1879» fol. 15; 

** 2do. il libello del Dr. Oaetano Orech 
nomine^ \\ quale reclama un credito di lire 
tredici, oltre le spese incorse, canonizzato 
contro it debitore Salvatore Oalea e Giusep- 
pe EIIul per sentenza della ' Corto Civile di 
Sua Maestà del 29 aprile 1879, fol. 21» ed 
altre pel mandato di elevazione del 2 aprile 
1879» fol. 23 e seguenti ; 

3zo. il libello del Negoziante Giuseppe 
Azzopardi nomine^ il quale reclama lire dieci» 
sceilini due e denari sei, canonizzate per sen- 
tenza delia Corte Civile del 14 giugno 1879, 
fol. 30 ; piii altre lire tre» scellini sette e de- 
nari sei per ulteriori fitti del Magazzino in 
Strada Levante No. 5» oltre le spese, fol. 32 
e seguenti ; 

4to. il libeilo del Negoziante P. P. Az- 
zopardi proprio et nomine, pel qnale reclama 
a nome proprio un credito di lire diciannove 
e •cellini otto, p'er valore di merci» e nelia 
qualità di procuratore di William Lees à 
Sons neir ammonto di lire trentotto, scellini 
sette e denari sei, per valore di oggetti 
venduti al debitore Oalea^ M. 35; 
** 5to. il libello del Commerciante Gio- 



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m^? 



VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MàLTA 



31 



TanQj Galea oome tutore e curatore dei ni*^ 
poti Giuseppe ed Emmaouele Galea minori, 
fol.42, per il quale reolama un credito di 
lire trecentocinquantuna, scellini dodici, un 
penny e due dodicesimi, per dote della fu 
Emilia madre dei detti minori, all' occasione 
Jel matrimonio di lei col debitore Salvatore 
Galea— cioċ £200 in moneta effettiva, £38. 
8. 1| in oggetti d' oro edargento^ e £113. 4 
in abiti* robe e supellettili di casa, come da 
oonvenzione matrimoniale leguita peratti 4el 
Notaro Giuseppe Calleja il 5 ma^gio 1879, 
fol. 51 — e percid cħe concerne laqualità»con 
coi comparve il ricorrente a nome dei mi- 
Dori, vedaai fol. 46 e eeguenti, inscritto detto 
credito il 18 novembre 1879, fol 62 d ; 

6to« il libello del Negoziante Cbarles 
Breed Eynaud, al fol. 62,il quale reclama un 
credito di lire diciotto, scellini tredici e de- 
nari sei a saldo del valore di merci asaieme 
coi lucri e apese aoeessorie, fol. 68, canoniz- 
sato per aentenza deU' 8 maggio 1879, foL 
69; 

''7mo. iJ libellojdei Pubblici Incanta- 
ton P. P. Sammut e Baldassere Portaniery 
fol. 70, i quali reclamano un credito di lire 
veotitre, ecellini diciotto e denaro uno, per 
dritto della vendita air incanto delle soatan- 
xedel debitore come sono rispettivamente 
iodicate nei conti a' fogl. 74 e 75 ; 

8vo. il libello del Neg. Giuaeppe Cassar al 
fol.769 il quale reclama un credito di lire tre» 
flcellini dieci e danari dieci, con privilegio 
80 sole lire tre e BceUini quattro, ricavate 
dalla vendita della stessa merce vendutaal 
debitore per lire tre, scelllni dieoi e denari 
dieci, come dalla nota negli atti esecutivi 
marcata B, fol. 38 — ; 

** Attesocchà il Commerciante Antonio 
Zarb gode privilegio per le spese incootrate 
neir apertura di questo concorso, a tenore 
deirarticolo 1772 deir Ordinanza No. VII 
del 1868 ; 

** Attesocche il credito del Dr. Gaetaoo 



Grech d privilegiato^ non solo per le spese 
del mandato di elevazione spedito in data 2 
aprile 1879 sugli 0:;getti esistenti nel Ma* 
gazzino No. 16 Strada Levante, ma pure sul 
valore degU stessi oggetti attesa la natura 
del credito per fitti dello stesso Magazsino 
e per le spese accessorie, oolla liraitazione 
pero quanto al solo ricavato dalla vendita 
delle dette sostanze, che esistevano nel detto 
Magazzino e che ammonta a lire venti, 
scelliai diciotto e denari cinque e mexzoi 
come h detto nella Cedola e prospetto A del- 
r Incantatore esistenti fra gli atti es^cutivi 
contro il debitore Salvatore Galea, essendo 
atata fatta espressamente la segregazione 
dei detti oggetti per decreto del 1 9 maggio 
1879 — fol. 23 atti di subasta, Documento A 
fol. 37 — il quale privilegio poggiaalla dispo. 
sizione della detta Ordinanza, articolo 1772» 
in quanto alle spese del mandato fatte nello 
interesse di tutti i creditori, e per ci5 che ri- 
guarda i fitti per 1* applioazione della stessa 
legge al easo presente in forza deir artioolo 
1778 No. 5 della stessa Ordinanza ; % 

'* Attesocchà il credito del Negoziante 
Giuseppe Azzopardi ċ privilegiato, per ilca* 
rattere che ^^orta di fitto del Magazzino No. 
5, sulle sostanee vendute ed elevate daj 
detto Magazzino, di cui rammonto i di lire 
trecento8ettantacinque» denari cinque e mez- 
zo,come dalla Cedola al fol. 8, essendo appli- 
cabile la stessa disposizione di legge su citata; 

'* Attesocchċ il Negoziante P.P. Azzopar- 
di reolama un credito a nauie proprio in lire 
diciaonove e scellini otto, preazo dioliodi 
lino e di colla, conforme al conto segnato 
A, fol. 39, senza alcuna prova qnanto alla 
identità della uierce venduta airincanto sot- 
to r autorità di questa Corte ; 

** Attesocchi lo stesso negoziante P. P, 
Azzopardi per la casa Lees and Sons pre- 
tende esaere gli oggetti vendati airincanto« e 
segregati da altri dietro decreto emesso a sua 
istQQza in data 15 magglo 1R79, gli identici 



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32 



DBCISIONI DEI TBIB0NALI M MALTA [ Vol. IX 1880 



oggetti spoditi «1« datti Lees tnd Sons^ oon- 
forfnealla note B foL 88, atti di sabaite 
foL 19 ; 

'* Attesoochd il oontratto matrimoniale ri- 
oevato preeso gli atti del notaro Giaseppe 
Calleja 11 5 maggio 1874» dal qnale deriva il 
eredito del oommeroiante Giovanni Galea 
nella saa qoalità di totore e curatore dei figli 
minori della fa Emilia moglie del debitore 
Salvatore Galea. h stato stipulato sotto Tim- 
paro deirOrdinanca No. VII dell868 ; 

*'Atte8oocbà qael oontratto, sebbene inscrit. 
to per i aoli effetti dell' ipoteca, oome per cer- 
tificato al fol. 62d, tottavia non ċ stato regi- 
strato nelf aflScio delle lasinuazioni — omiaaio- 
ne, la qaale ba dato laogo alla qaestione eleva« 
ta» ae cioi nel caso presente la sola inscrizione 
per l'ipoteca aia bastante eeaza la inacri-' 
sione nel regiatro predetto delle inBinaazioni, 
e ae sia o no di pregiudisio al detto creditore 
nomine la detta omissione : tesi cbe in senio 
affermativo di safficienza ha aoBtenoto il 
difenaore del detto Galea, oontraatata pero dai 
difensori degli altri creditori ; 

** Kitenato— cbe la Insinuatio, la qaale 
ripete on' antichiiaima origiae, si chiamava 
puranohe puhhlicatio zeu in aeta relatio^ 
espressione che signifioa far conoscere, inti- 
mare, atteatare, collo scopo di rendere stabile 
e perpetao Tatto o la volontà, e eome si 
esprime la legge ut inconċussam et perpetuam 
obtineatfirmitatem — Leg. 80, Cod. de Don. 
In aoatanza era il regietrd destinato per la 
trascrizione o registratura degli atti, cbe dove- 
'Vano esaere resi pabblici,collo scopo di evitare 
ogni inganno in pregiadizio di coloro, che non 
ne avessero cognizione — registratura che ele* 
vava Tatto mter monvmenta publica. L'uffioio 
per la ftegi3tratara,os8ia lasiaaazione di certi 
contratti, frai qaali sonocompresele dotazioni 
aeoza distinzioue quanto alla qualità e natora 
dei beni, si vede stabilito nel Oodice Rohan 
Oap* LXII del lib. I e lib. IH Cap. VII. §82, 
sebbene ripete origine aesai prima di qoilla, 



• ** Per rOrAoanza No- VH del 1869 ruffi- 
cio del registro delle IneinaazioQt veoiva 
rianito a qoello del Registre Pubblico, fur- 
mando parte oon qaeit' oltiino. 

•' Per I'Ordinanza No. V del 1866, articolo 
88, àstatoaiDotari imposto l'obbligo di dare 
nota alPufficiale delregistro delle Inflinoazioni 
degli atti di vendita, permuU, divisione, ec. 
e altri trasferimenti ivi indicati, iocladendo 
le dotazioni e i contrattt matrimoniali, senza 
dil^pzione quanto al earattere e natara dei 
beni assegnati in dote ; 

'• Che aUbilita la differenza ira il Regi- 
atro delle insinuazioni da qoetlo delle in- 
scriziooi,, per lo scopo^divereo che la legge 
cbbe in viata. non ohe per gli effetti giuri- 
dioi dei due Begiatri, h mestieri oonohiadere 
ritenere che quello delle Insinuazioni ha 
per fine la pubblioità e la notorietà, come 
mezzo facile e alla portata di ognuno a poter 
conoacere la veraoiti e la realtà delle ga- 
ranzie, che ei offrotio all' individuo, che con- 
trae sulla fidacia dell' esistenza di certi beni 
e certe soatanze presso il suo debitore, oollo 
acopo di impedire che il terzo fosse indotto 
in errore, metteadolo al coperto delle mao- 
ohinazioni frandolente tanto facili pel pas- 
saggio secreto della proprietà. II Eegistro, 
per5 delle Inscrizioni non ha altro scopo. 
che quello di assicurare il soddisfacimento 
di un* obbligazione per mezzo dell' ipoteca 
inscritta, affine di prendere grado dalla in- 
scrizione-^Ordinanza No. VII del 1868, 
articolo 1780-1803—; 

'* Bitenuto che per cio che cooceme la 
in6iaaazione o registratura relativa ai con- 
tratti matrimontali la legge hadisposto, che 
nessuna convenzione matrimoniale o contro* 
dichiarazione ha effetto riguardo ai terzi 
se non e inscritta nell' ufficio del Begistro 
Pubblico— Ordinanza suddetta, articolo 954 
— e per gli effetti dell' ipoteca e del g^rado 
da aocordarsi a tali contratti h diapoato ohe 
la ipoteca, aia legale, aia giudiziale, sia con- 



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r - r . 



VOL. IX 18801 



DECISIONI DEI TRIBUNALI 01 MALTA. 



33 



TensioiiAle, non ha effeito, se nan h inecritu 
nel BegUtro Pubblico, e non prende grado, 
che dalla data della inBcrizione f«tta— articolo 
1808, OrdioanEa suddetta— 

*' Dallo Bcopo diversb e dagU efTettiy obe 

ne rieultano dalle dette dispoMzioni di leggey 

i eTidente obe l*atto per mancan/'a deila 

in«inaazione nel Regiatro Pubblico oon di- 

viene nulio» roa che V effetto della niancanza 

delia inainua^ione preeoritta produce que* 

ato, che 1' atto non indinuato non poiea 

pregiudicare ai ter^i. E per fermo, se Tatto 

per difetto di insinuazione non hu veruna 

efficacia riguardo ai terzi^ ae non puo dallo 

atesao ai medeeimi derivare pregiudizio, 

come potrebbe conciliarsi che lo atesso 

aito lipotesse rivolgere a danoo dei ter^i 

colla Bempliee inacrizione^ la quale e soltanto 

intesa per aocordare l' ipoteca ed un grado 

io concorso con altri creditori? non aarebbe 

qoesto un invadere il principio, che ha det- 

tato la necessità, deiriar«tiua^ioQe, distin- 

goendola dalla inacrizione. giungendo fino 

aJraasordo di rimpiazrare e sostituire la 

iDsmiioM all' insinuazione — dando cosi 

fersa ed efBcacia ad un atio, il quale iu 

fsceia ai tersi à ritenuto secondo la legge 

come non esistente, per mezzo della sola in- 

scritione— oio che renderebbe superflua l in* 

sinuazione, oltre V inconciliabilifà collo spi- 

rito, dal quale veniva inspirata la legge, che 

aduttà an principio, il quale ripete una ben 

antica e vetusta origine ? 

Omissis ,.. 

** Ha dichiarato e deciso, per cio che 
concerne ii credito dei predetto Oiovanni 
Galea nondne, reelamnto col libello al foL 
43» cke atteso il difetto di insiniaanone il 
contratto matrimoniale non pu5^ ebsere 
di pregiudizio ai terzi^ e quindi ai cre* 
ditori coDCorrenti, Qon ostante la sua 
inacriàone per il fine detta sola ipoteca e 
dei gittdo — salvi i dritti del detto Galea no* 
mime oottird chi di ragiane per la detta 
ooiissiooe-* 



'*Ha inoltre deoiso che Ja graduazioiie 
del>ba seguire nell* ordine aecmote-«-cU>& : 
Om'mis 



DEOISIONB 6. 

CORTE D'APPRLLO DI SU.\ MAF.STA* 
AULA.CIVILB. 
5 Genoajo 1880; 

Sir A.Qt0ni0 MtCaIIef,C.G.BLG., PreslUnte. 

Sir S alvatore Naudi, 
Dn LoreDzo Xuereb» 

Oiudici di Suà Maittà, 



Argomento 

La nvUità deUa traneazione sopra alimenti 
futuri per difetto di a/Htorizaazione delU 
Corte e afamre deWalimeAtando. 

Le eccezioni di esaervi persone tenute agli 
aUmenti prima del convenuto^di essersi 
Valimentando ridotto per propria colp{% in 
istato di non poterseli procaceiare^e ii 
essere canibiato lo stato deWaihnentante^ 
non sono aUegàbUi nel caso di aUmenH 
dovuti per convenzione^ ma nel caso di a&- 
menU dovuti ex lege. 



Àntonio Maria Cesareo 

versus 

Carmeio Cesareo. * 

II citante domaoda la condanna del citato 
a pagargli £7, 12 per alimenti a soldi due al 
giornoi psgabili da mese in altro d'anticipato^ 
per le scaddDze dal 18 settembre 1876 a totto 
aprile 1879| Kiosta obbli^azione del 22 teh- 
braro 1872 fatta all* ocoorrenza della transa- 
zione delh causa a qael tempo pendente tra i 
eontendenti. 

5 



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>EI TBIBUNALl DI MALTA 



[VOL. IX 1880. 



Dr*a. 
Mgnen* 



ma pre« 
18 sek- 

sione di 
!» ohe li 
egaita e 
»1876; 
qaando 
Boeoorae 
daU'ob- 
isazionet 
e nnlla ; 

he pre- 
le aoqni* 
esi» egli, 
\ti dovu- 
l<*gge a 
m era in 
n evento 
litato di« 
di pre- 
alere pel 
Bsate; 
isamente 
e sopra 
me della 
ti tosser 
loqoistati 
be fosse- 
irtii della 

ale pote- 
a fornir 
giudisio 
^one ohe 
fratelli e 
easo in 
; per eai 
il di con- 



TeBiioae nalla, perohi oonsistente in transa* 
sione iopra fatori alimenti doTnti io yirtil 
di legge^ non po5 esaere esaodita la soa 
domanda ; 

** Attesocoh& altre eceezioni sono date dal 
citato pel caso, che non venisser acoolte le 
premesse doe ; per coi aceettate qoeste, non 
& opportonità di ragionare tntt'altre ; 
'' Dacide 

*' Per r esclasiooe deir attore dalle soe 
domande com e fondate so con?enzione ; ialvi 
altri dritti se oompetono come di legge— sensi^ 
tassa di spese, attesa la miseria del citato e 
relazione di sangoe col citante ed indole della 
caosa.** 

Decisione della Corte d'Appello :— 

LA OORTK 

" Considerando 
** Che al presente h certo-^osta la dispo- 
eizione deirartioolo U82 deirOrdinanza No. 
YII del 1868 — -cbe qaalonqoe transazione 
sopra alimenti fotari h nalla, eia che qoeai^ 
fossero lasciati per atto di oltima Tolontà, 
od acqaistati per donazion e od altro oontratto, 
aia chefossero ordinati dalla Corte o dofoti in 
Tirtii della legge ; 

'' Che col detto artioolo forono definite le 
qnestioni vertenti tra gPinterpreti del diritto 
oemone, e secondo le qoali il divieto delta 
transaaione sopra alimenti fotori era limitato 
al caso di oo debito per alimenti fotori doTOti 
in forza di oo atto di oUima Tolontà, e noo 
già per caasa di contratto o per sola disposi- 
zione della legge e per diritto di sangoe— 
vedansi il Voet Lib. n> Tit. XV, Ni. 12, 13 
el4— I'UrctfoI. de transac. qua$U XLIV. 
NL24, 25, 26e27— ed il Troplong, Della 
transaziene, Ni. 98 e 94«- ; 
** Considerando 

<' Che anohe il detto Yoet, loc. eit. 14, in 
termini di diritto oomone e nei easi n«t 
qoaltsecondo la sua opinione à Tietata la 



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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TBIBUNàLI DI MàLTA 



3ff 



tratiMsioiie sensa deereKs prosegM « dire^ 
qttod ii àlenduà tran$igendo nan perimatp aut 
deminMat oNigationem ad alimenta, eed magie 
canditianem euam reddat meliorem^ aut ealtem 
non deterioremf eubeietet et sine decreto 
transaetio : cum id ummt ue per tranea* 
^tianemalimenta interciperentur, eua L. Mar^ 
cm oratione aUmenta intenderit — ; 
'* Conaiderando 

** Cbe ia conseguenant del premesao lo 
mttore, oreditore per alimenti, ha azione 
contro il cooveouto, capace « contnittiire 
obbliga^oni ; 

** Conaiderando 

" Che dalle prove fatte dal detto conve- 
Boto non h conatato in modo eoddiafacente 
ehe 'la detta obbligazione h atata rinonciata 
legalmente, od ia altro modo eatiota per 
parte del dctto attore ; 
*^ Conaiderando 

" Cbe r articolo 18 deirOrdinaosa No L 
del 1873, aecondoil qnale il figlio deve ali- 
mentare il genitore, non h applicabile al caao» 
come il preaente, di ona obbligasione per 
alimenti in Tirtit di convenzione^ ma per 
mera diapoaizione della legge ; 

** Che per altro h oonatato di non eaaere il 
figUo deir attore in iatato di aomminiatrar- 
gli gli alimenti; 

'< Cbe la ^iapoaisione deir articolo 22 della 
detta Ordinanza, con cui ai diapone cbe 
eeeaa V obbligo per gli alimenti— aalvi i caai 
ivi eoċettuati— qoattdol*alimentando ai aia 
per aoa colpa ridotto in iatato di non po- 
teraeli procacciare» ba loogo aolamente nel 
caeo £ obbligazione per alimenti ex lege, e 
noo ^ anche per oonvensione; 
'* Conaiderando 

^Cbe qoand'aoebe rarttoolo 37 delta 
deflta Ordioanxa per la liberasione dell' ali- 
mentaate dairobUgo ċi aomminiatrare gli 
afimeati fooae apptieabiloal coeo £ onatrao- 
aasioiie per ooa eoomia determtnata e limii- 
tate» eome nella apeeie (vedaai il detto 



Ureeol. loc eU. Ni. 37t 38» 3f e 40) nel caao 
non h conetato di eaaere il oonvenoto ridotto 
ad 000 atato tale, da non poter pagare i 
cinqoe acellini da loi promeaei per tranaa- 
zione ; 

** Conaiderando 

" Che non conoorre aleooa oaoM, dalla 
l^gge riconoaciota, per ooi il convenoto 
poaaa eaaere eaonerato dal pagamento d^Ii 
alimenti paaeati e da loi dovoti aecondo la 
detta convensione ; 
** Decide, 

'' Previo il rigetto del detto oonvenuto 
dall' oflforta prova teatimonlalci come irrile- 
vante«-a tenore delle domande del detto 
attorOt e qoindi revoca la aentenza proferita 
daUa Prim' Aola della Corte Civile di Sua 
Maeatà iiel i\ 29 maggio 1879— coUe apeae 
contro il convenato." 



DECISI0N£ 7. 

CORTE GIVILE Dl 8UA MAESTÀ' 
PRIM' AULA. 

13 Omnifio 1880. 

Dr. Gioseppe Gasao, 

Oiudice di Sua Maeità. 

Argomeoto 
L'incapaeità del faUito à etare in giudizio e 
a contrattare non i (usolutap ma eoggetta 
ad eccezioni — enumeraeione di taU ecce- 
zioni^taie incapacità in tutti i casi non i 
eccepibile che dai euoi creditori eoUanto, a 
pro* dei quali ilfaUito ne l colpito. 

Stanialao Lavoute 

vereue 
Louiae Dougadoa 



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se 



DBCISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Vou IX. 1880 



LA CORTE 

** Attesoi^chà à 8tato eccepito che Tattore 
sia stato dichiarato fallito dalla Corte di Co. 
Btantina e che oome tale sia incapace ad am- 
ministrare i suoi beni ed a agire e rivendicare 
benip fatta riferenza ail* articolo 443 del Co- 
dice di Commercio Francese concordante 
coir articolo 256 dell' Ordinanza di Malta 
No. XIII dell857, e susaidiando inoltre la 
eccezione colla teoria, oggimai presao nazion^ 
civilizzate quasi di concorde consentimento 
abbracciata, che una incapacità personale se- 
gua lo individuo ovunque si trasloca ; 

'^ Attesocche nel fattOi oltre il prodottone 
documentOf V attore non contrasta quella di- 
chiarazione di failimento ; 

«* Atteeocchà per regola generale di proce- 
dura coi minori, colle mogli, coi lesi di 
mentei incapaci di stare in giudizio sia come 
attori, sia come convenuti, la legge di Malta 
enumera pure ogni individuo, che non tYetse 
r esercizio o Y amministrazione libera dei 
diritti» cui la causa si riferisca, ed invece 
vi sarebbe legittima la persona. alla quale 
tale amministrazione fosse stata legalmente 
affidata, od un euratore alla lite ; 

*' Atte90coh& essendo in Malta abolita la 
incapacità a oootrattare dei eondannati a qual- 
Bitsi penai la preoedente generica espressione 
della legge, comprendente ogni individno, che 
non avesse la detta amraini8trazione» contem- 
pla grinlerdetti od inabilitati e generalmen- 
te tatli ooloro, aiqoali legge vieta determinati 
contratti ; 

** Attesocchi la capaoità di agire in gin- 
dizio e quella di contrattare sono rette da di- 
■posizioni dilegge sostanzialmente nniformi; 
e oome eocezioni alle regole di prooedura ap- 
pone la relativa legge, oosl la legge riguar- 
danto la sostanza del diritto reale o perso- 
nale vi appone delle Bimill L' atto giudi- 
ziario deirinoapaoe a stare in giudizio e nullof 
tale la regola;- ma rarticolo 790 delle 



Leggi di Orgaoiueiione e Proeedttra Givile 
indiea eoceBioni, in oai no lainore ed Qoa 
moglie aarebbere oapaci ad agire aeoi* noi- 
lità ; r artioolo 798 fa saoare la nallità, «e 
il padre, il marito o ciiratore approvi gli 
atti ; ed il primo e eecondo alinea delP artioolo 
797 conferii^e ai soli marito, psdre, mino- 
re e snoi eredi 1' eooezione di oulKtà. Cosi 
r Ordinanza No, XIII del 185 / per mioori e 
donne maritate-^oosV TOrd. YII del 1868, ar- 
ticoli 673 al 678» che vi oontempla anohe gli 
ioterdetti, oolla distinzione d' incspaoità ge- 
nerale o limitatai appongono varie ecceztooi 
alla re^ola di noUità di oontratti fatti da mi- 
uori donne maritata ; l^ art. 679 di qaesta 
nltima Ordinanza non acoorda alle persone 
capaoi di contrattare I'eooezione di nuUità 
del oontratto per difetto di oapacità di colui 
ool qaale hanno oontrattato; rOrdinanza Ko, I 
del 1873 relativa alle persone ne forniaoe del 
pari regole e rispettive eooezioni ; e coll'arti- 
ooto 229 non tralascia di disporre anoh'essa 
ohe la nollità degli atti, fatti dall' interdetto 
dairinabilitato dopo di esserlo stato, boq 
possa essere opposta cbe dal oaratore, o dallo 
interdetto o inabilitato, o dai snoi eredi od 
avenU causa ; 

« Attesocchà anche rapporto il fallito per 
regola generale addottata da tutte le Iegisla« 
BioQii oompreee quella di Malta*e la Fran- 
oese.seoondo la quale dev' essere Tattore 
trattato in tema d' incapacità personale, h 
spogliato di pieno dirilto deU' amministra* 
zioae di tutti i euoi beni, dal giomo delia 
dichiarazione del fatlimento;e tutto cid» 
ohetgli aoquista dopo, meno che il divie- 
tasse un dooante o testatore, e saf vi i pesi 
sugli acquistif noncbi nna proporzionata 
congrua pei euoa alimentit oade ħel defto 
diapossessamento: da iimil loeusione di plik 
leRisUusioni u raeooglie ebe V inoapaeità de4 
fallito noa iiaifeQOcate ed assoiata; eglt 
certo pui acqaiataroi b, ae tai<e h la voloBtà 
di QQ donaQte^ di oa teatatore, aQobe godert 



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VOL. IX. 1880] ^OtSIONl DEI TRlBUNALt DI MALTA. 



31 



ei amroiniatrai^ i beiii doniit}gK o )ftaoiatf|gli 
m a titelo di legato, sia di eredità ; e^li ħoa 
pod eeeere tatore* ma nori gli 6 ip$o jare 
Urita V aminiatrazfone dei beni dei dnoi figli; 
la I^ge lo epoglia dell* amminietraaione dei 
9Uoi beni, quindi non eaprebbed agevolmente 
ritenere cbe lo spogli anoora deH' aofimini* 
strazione dei beni dotali di 8aa moglie, non- 
oetante cbe vi ei dia luogo ad agire in 
aeparazione, indipendentemente ancora dal 
dovare o non» seoondo i casiy di neceseari 
alimenti dei figli e della moglie, o di difetto 
di tale necestitày comprendersi nel patri- 
niomo» che risponde alla massa dei ereditori» 
i frntti dotali e V usafrutto di beni dei figli^ 
qaando di legge spetta al padre, Non h al 
eerto uopo di rioordare che il fallito non 
decade dai suoi diritti personalip sia qual 
eittadioo, sia qual capo di famiglia per 
r eeercieio del patrio e maritale potere» ed 
ai quaU corrispondono doveri ; e quello di 
aiimentare la &migUa d personale per dettato 
di natura, come personale il diritto di ali- 
mentare 9h stesso, per cui la legge stessa 
eccettna dal dispossessamento ancho una 
proporzionata congrua per gli alimenti gior- 
nalieri« gli abiti e mobili di suo uso e della 
famiglia;epuo dipendere daUa yerifiea di tale 
eoQgrua resama, se l' usulrutto su beni 
dei figli» i frutti della dote ed altre sostanze 
tra quelley cbe la legge di prooedura in 
Malta coirarticolo 410 diobiar5 non eoggette 
a seqnestro, debbano o no rispoodere a favor 
dei creditori. Inoltre ii fallito puo essere 
dal Qiudice autorizzato a continuare ii sno 
oommercio, se vi si vede un mezzo di rista- 
bilire i suoi affiiri, o di aumentare il pegno 
pei aooi creditori ; pud chiedere la revoca dei 
caratori nominati; aseiste alla formasione del* 
rinventariodei sooi beni; non >. inibito d'inter- 
vaahre aJla verifieazieoe dai crediti ; interviene 
BoU* aiaMblea per raeoorio, oe propone egH 
to btm9^ ti eanMnlene erediteri per tre quar- 
ti iA debifte, pad iogittere, eontro it qnarto 



dissensiente o eonfeo i^otttnmbcf, pi^r la OĠħ- 
ferma della sna proposta, ed anche con eita- 
zione; parteoipa personalmente alla disetts- 
sione salla gradQSzione dei creditori ; se ħOn 
doloso il fallimento, ha inoltre dritto di ohie- 
dere in sevvenziofle ana somma sopra i enoi 
beoi* e se diohiarato dolosb^ ha il dritto 
d'appellarsene; oos) anobe nel oorso deUe pro- 
eedore di faUimento il fallito pa5 indQstrlarsi 
BSU'arte saay sia artistiea, sia artigianesas, 
ed egli ammioistra lo stabilimento, ove eser- 
eiU Tarle ; a lai pore appartieoe U diritlo di 
teoeroe la relativa oorrispoodeoza, a loi i 
proveotijo qaanto rispoodaoo aUe spesoi ai 
bisogni sooi persooali e a quei di soafamigUa, 
oedeodo il resto io beoefizio dei creditori ; 

*' Attesocchà le ceooate capacità del fal- 
Uto eoofermaoo a pieoà persoasiooe che la 
saa iQcapacità cootrattaale e giudisiaria ooo à 
che relativa e sopporta varie ecceziooi, nono- 
stante che Y amministrazione si trasferisca ai 
eoratori per ogni titolo attiro e passivo nel fine 
di soddisfare i creditori: V interesse à soltanto 
di eostoro ; ed avendo il faUito, benchà ec- 
ceuonale, oo dritto di stare in giadizio, i cre- 
ditorinà s'opporrebbero, ov'egli coocorresse 
coi caratori aUs migUore oonservszione ed 
aumento dei di lai beni^ nà ove agisse da s^ 
anche senza i curatori, qoando nol potessero 
vi trascurassero, per rivendica od altro modo 
d'acqaisto di beoL In tonfiuma il DevUU- 
neave e Mass^, nel Dizionario del oonten- 
zioso eooMMKciale, p^ole faOimnto eban^ 
caroUa nomero margioale 143, riferisce 
essere stato deciso in Francia il 20 gennajo 
1829. che il faUito pod rivendicare, come a 
lai appartenenti, i bent detenuti da on terso ; 
la sua azione non po^s^be eieero i«0ft«t*dal 
terzo, sotto pretesto ohe appartieae eolatMste 
ai Sindaci : e oel nomefo U2 ebe U falUto ha 
capacità per inteotar giadizio ia Gaasaaione 
eontro oo' erdioaoza. reaa tia i eooi Siodaci 
e dei terzf, anore&à i Siodaci da sà atessi noo 
ricorrooo ; oome ai nomeri ld6 e 137 ehe 
riocapacità di obbligarsi, da coi i colpito U 



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S8 



DECISIONI DEl TBIBUMALI DI MALT^. 



[VOL. IX 1880 



falUto diinuite il Mimrato. dod h ttabiliU 
oht ft fifore doi oroditort del falliaioiito : 11 
Ulito otosfo non pii5 provoloroi dolla Mà iii- 
oopooità por domoQdaro lo nollità dello obbli- 
gozioiii do lai oontratto dopo il fallimeiito ; i 
oroditon heniio flolamonto qoalità o qoesto 
rigoardo; ooii del pari il tallito noo h ammit- 
aibilo domandar la nallità di an bigliotto, 
eho ha aottoaoritto doranto lo atato di falli« 
monto, i oroditort del fallito aono aoltonto 
ammiasibili a propomo la nnUiti ; 
<« In oonaogaonia dello qaali oaaonraaioni 

LA COBTE 

«< Doorota pel rigotto della data oeeoziono 
d' ineapaoità deH' attoro a ataro como talo 
nol preeente giadizto ; od ordina eae ai pro* 
ooda alla trattaztono.nol morito della oanaa— 
toapeao riaorvato.*' 



DECISIONE 8. 
COBTE D'lPPBIiLODI SUA MAESTA' 

kXJLk omLE. 
16 Gonmjo 1880. 

Sir Àntonio Hicatlef, c^a.ito*, PntUMt, 
Sir Salvatore Naodi\i4.L.D., 
Drr liOrenzo Xuereb, 

Gimiieiii BmaMatM. 

Ladi^fOBiaMdMmMM dOU Leggidi Or^ 
ganmarione^ Proeedwra OivUe'^perla 
quale i credittni dM eeeculMo nonpoeeono 
fare oppoeizione ol mandaio, ma devono 
eeperire i loro driui etU preezo degU og^ 
geM mobUi eUvati — non i itak$ revoeakh 
in fwmto àUa moglie creditrice per dote e 



dotariot eoW artieolo 1043 deW Ordinanza 
No. VU del 1868; e Vaoeegnasione dei mo- 
bm m eonUmplata nonpno aver luogot che 
quando altri creditori non aveeeero già 
eeperito i hro àritti eu taU mohUi. 

Vinoen2a moglio di Enrico Perez 

vereue 

Enrico Perez ed altrL 

La citanto domanda cbe le aia fatta V aa^ 
aognaziono di nn pianoforto di proprietà del 
marito,e«atonte nella caaa conjngaIe» elevato 
dal oitato Vizzari con mandato del 29 gen- 
najo 1878, o oio acconto della dote apportata 
dalla domandanta noir ammontare di £ 500. 
17, per atti Gioa. Boaei 7 marso 1876, 
del dotario in qnel contratto pattmto— 
oaaondo la domandanto nel pericolo di 
perdero lo aue dotl, o non eaiatendo nel 
patrimonio del citato ano marito altri 
beni, all' infnori del detto pianoforte, ehe 
valgano ad aaaiourarle la dote e il dotario-^ 
con eaaere intanto diehiarati nnlli gli atti di 
aobaata del detto pianoforte, e eon easere 
roTOoata la eaecaaone dol detto mandato di 
eloYaaione. 

La Prim' Anla Civile. aedente il Dr. G. 
Gnaan^ V 8 aprile 1879, pioferl la aegoeote 
Dednone .'^ 

LA COBTE 

^* Viati gli atti e dooamenti prodotti e 
riferiti ; 

'*Atte8oecb6 il perioolo deirattrice di 
perdere le allegate doti e dotario h pià del 
noceasario graode ; 
<« Decide 

**A tenore delle domande dell* attriee, 
meno qaella di non eaiatere nel patrimonio 
del oitato marito altri beni aU' infaori del 
ohioato pumoforto^ della qoale non conata. 



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Tou IX I880J 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI UALTA 



39 



• dalk qmle libemiottati daU'oMenrum 
del giiidiBio<—le apese eontro il oiteto Peres. 



Deeisioiie deUa Corte d'Appello :— ' 
LA COBTE 

^ Conriderando 
'' Che secondo le disposisione deir artioo- 
lo 329 delle Laggi di Organizsasioiie e Pro* 
cedora CiTile.i creditori dalla parte, contro 
ow 81 foaae &tta eleyassioneft oome nel eaao 
ool mandato indicato neUa dtazione e la di 
eni eaeoasione ai yaole fiur reTooare^ non 
poaaono per qnalBivoglia cansa formare op- 
pemsione oontro il mandato, ed i diritti di 
teli ereditori at eapertaoono aolpresio degli 
ocgettieieYati; 

** Coosiderando 
^ Ciie la legge ora menzionata non h 
revocata ooU' aiticolo 1043, dell' Ordinania 
No. YU det 1868» pel caao di aaatoorazione 
della dote a fayore della moglie creditriee 
del marito in ragione di tale dote ; ed h ma* 
nifeato^ che 1* aaaegnazione dei moUIi iri 
oontemplati poaaa avere loogo nel oaao^in coi 
altri ereditori non avesaero già eaperimentato 
i loro diritti con on mandato so taU mobiU ; 

'* Conaiderando 
^ Che riaolta dai termini delle domande 
eantenote nella oitasiooe che V attrioe, nei 
eaae, non abbia preteao di eaaere proprieta- 
riadel detto mobile eleyato ed in oontro 
Terma» ma solo di volere la ana aaaegnazione 
come proprietà del marito^ a conto della 
eoa dote e del dotario, nelle somme, per le 
qoati h creditric^ contro il marito ; 

'< Che, come coatantemeote il detto arti- 
colo 329 fo interpretato, la aoa appUcabilità 
ha loogo ancora, nel caso di domanda della 
moglte in ragione di credito per la dote e 
pel dotario ; 

^ Gonriderando 
^ Che nel preaente caao non h neceaaario 
I ae aia ammtsaibile la domanda della 



detta attrice per la didtiaranone di non eri. 
atere nel patrimonio del OMunto altri beni, 
aU'infoori del detto mobUe; perchi la detta 
domanda i atata fatta aolla aoppoaisione di 
eaaere appUcabUe al caao U primo paragrafo 
del detto articolo 1043, aeeondo U qoale i 
mobili non potrebbero eaaere aaaegnati alla 
moglie, che in mancansat od in aoppfimento 
di beni immobiU ; 

•* Decide, nel aenao delle premeaae eonai- 
derazioni, per la eadoaione deU' attrioe dalie 
dette domande, eome aono eapreaae nella ei- 
tasione, e qoindi reTOoa, nel detto aenaO|la 
aentenza appellata nei capi devolati, e pro« 
ferita dalla Frim' Aola deUa Corte Cirile di 
Soa Maeatà nel di 8 aprile l879-H)oUe apeae 
contro V attrice a favore del conyenoto Vis« 
zariaolameate--aenza pregiodizio deidritti 
delladetta attrioe aol preaso del detto mobi- 
lci come di legge.'* 



DECISIONE 9.; 

CORTE OIVILE DI 8Ua MAE8T1' 
PRIM' AULA. 

20aenni^o 1980. 
Dt. Giaseppe Gasan, 

Gitidiee di Sua Maeità. '^'\^ 

Argomento 
AWerede o Ugakario diu^iifivM^ eompeU d* 
gUmeperladmtioneċi àeeegnanone deUa 
qnota, da eeeere da Itd ueufruUa. 

Nob« Orade dei Marcheai Teataferrata Yiani 

versui 

Marcheae Felioiaaimo Apap ed altri. 



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LA COBTE 

^ AHesoocħi «1 legattrio ed erede di osa* 
ftmtto eompete tzione peraonale ex testamento 
'eeotroġli eredi proprietari^ dai qasli deve aTere 
il poiflefMo delle ooee da eeeere asnfraite; gli 
oompete dritto reale eolle etesee, e pnd eser- 
eitaro Uitte b azioai reaH, obe la legge aecorda 
al proprietario, aoche per rlTeDdicare le cose 
aiada tersi poaaesBoriyBia dai proprietarj stessi, 
sensa cbe essi proprietarj poasano, col proprio 
fatto in qaalaiaai altro modo, nnooere ai saoi 
diritti. H aao drhto inoIode» benohà tempo- 
raoeattente, anodei dne elementi della pro- 
prietài cioi qaello di godere della coaa ; il ae- 
condo eleaiento della diaponibilità della coea 
rimane al proprietarfe, oon qtiella temporanea 
priyazione di godimento, benchft col dritto di 
fatara assoGiàBione deOa daplice aoBtanzai che 
. coatitaiBce k proprietà ; 

'^ ÀtteBOCchà, qaale conaegnenza dei een- 
nati dritti* bo le coae da essere aBofraite 
aono oon altre posBedate indiviaamente da pià 
proprielar}, ed il gratato d'aenfrotto, obbligato 
aoonBegnareqaelle cose airasafrattaario per 
goderle liberamente, tralasoia di procorare la 
difisione; Fazione p^r la dififlione anche defi- 
nitiva paà eflBore eseroitata daII*a8afrattaario 
concitfzioQedel proprittario: tale asione la 
legge acoorda, nop eolo a consorti nella pro- 
prietà della BteaBa coaa indiyiaa o dello atesBo 
dritto poBsedato da pih persone in comane» 
ed a coeredi ; lo accorda par anche ad an cre- 
ditore Terao nno di qqei coDBorti e coeredi, 
per poter OBercitarQ i aaoi diritti a farsi pagare 
del aao credito aalla porzione di bent da per- 
venire in diviBione al aao debitoroi aebbene 
trattandosi d^immobili potrebbe eBcatere anche 
indif iaa la porznne apettante alla BteaBo ; 

*' Deerata peroii la Oorta pal rigetto doUa 
eccezione data da ateani d« oitati pcaiendenti 
che non competa airattrice asafrattaaria la 
propoita mme di dirieione ed aBa^egQaziQne a 
lei della porzione da godersi in aeafratto — le 
Bpeae rie^rvate.*' 



DECISIONI DEI TRlBITNAIiil DI MALTA 

DEcSlONC l(K 



[ Voi.. IX 1880 



CORrE CIVILE Dl 8UA MAESTA* 
PRIM' AULA. 

23 Gennajo 1880. 
Dr Filippo Pullicino, 

Qiudiec di Sua Matstà. 

Argomento 

L* an$fice tum ha azione diretta comtro un 
corpomoraU, pelpagameħto di kwotifàtti 
itkun/ondoe cmmeesigli da thi lodete- 
neva. 

Non H pud oompeneare un debiio vereo un 
legato con un credito riguardante un legato 
divereo, sebbene l'uno e VaUro amminietrati 
dalia itessa persona. 

Tincenzo Micallef 

ver$us 

Franoesco Pace nomine. 

Premessa ia dicħiarazione che da parte di 
6880 domandante bI facevano dei lavori in 
legname, comprese nuove opere, nella casa 
poBta in Valletta Strada Sant* UrBoIa, di 
proprietà della indicata Bodalità— il citante 
domando la condanna del citato a pagargli 
£ 7. 6. 9, saldo del prezzo di tutti i lavori e 
naove opere. 

LA CORTE 

'' AtteBocchi i lavori eaeguiti dall* attore, 
conebtenti in opere dilegoame e manifattura, 
nel foodo urbano indicato neila citaziooe, 
ccme Bono Bpeciflcati nel cdnto prodptto a 
foL 3 colla citazione e portante la data del 
17 agOBto ]867y erano atati commisBionati 
al detto attore dal defunto Sacerdote Don 
Calcedooio DoublcBin SacriBta della Soda- 
lità delle Animct il qoale in detta qualità 
deteneva il detto fondo come appaoaggio 
anneeao alla aua carica ; 



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VOL. IX 18801 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



41 



'Mttesoochà qaesta circostanza rUuIta 
dalla depoaizione di Carmelo Micalief, figlio 
dell'attore, 6 dallo stesso conto prodotto, io 
cui figurano tredici pagamenti in deduzione 
del debito fatti dallo stesso Sacerdote Doub- 
leaiuj dai quali si deduce che le opere per 
la boona manatenzione del fondo eranoa 
peeo del detto Sacrista, senza alcuna respon- 
aabuità del pio sodalizio ; 

** Attesoccbe dallo atesso testimonio Car- 
melo Micallef evincesi che I' attore non ha 
preteso mai di essere, per detti lavori, cre* 
ditore della Sodatità, e che aveva presentato 
alla Btessa, posteriormente ai detti lavori^ 
iDoIti conti per altri lavori fatti in altri beni, 
senza comprendervi il oonto in qaistione ; 

^ AtteBOCohĠ quand' anche Tattore avesso 
esperito raziono utile, il dritto, che talvolta 
gli potrebbe competere» sarebbe quello con- 
templato negli articoli 48 e 1317 dell' Ordi- 
nansa YII del 186S riguardanti 1' usufrut* 
toario e il conduttore ; 

'^ Attesocchċ pertanto il detto attore non 
em intitolato a sequestare con roandato del 
29 ottobre 1879 il denaro elevato dal di lui 
potere come debitore della sodalità in {vigor 
di aentenza del 30 ottobre 1879, molto piii 
che Don risulta di essere il legato pio. al 
quale appartiene il detto denaro elevato, de- 
Utore verso lo attore in ragione del fatti la- 
Tori nella casa nella citazione indicata, non 
potendosi ildebito verso un legato compen- 
sare con un credito riguardante un legato 
diversOy sebbene 1' uno e ¥ altro siano dallo 
atesso Procuratore amministrati, dovendo 
eiascun legato^ avoto riguardo alla sua fon« 
dazione ed alla sua destinazione, essere 
conuderato come una amministrazione distin- 
ta e aeparata; 

'• Dccide 

** Per la esclualone dello attore dalle lue 
doniande, colle spese." 



DECISIONEll. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

27 Gennajo 1880. 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Qiudiee di Sua Maeità. 

Argomento 

Stante U disposto nelV art. 489 di procedura, 
nelle cause della Corona non si pudJUsa- 
re, nel decreto di nomina di periti, da 
chi dei litiganti se ne dovrà sodisfare 
prowisoriamente il dHtto. 

AUa Corte sta d'appUcare la legge com% non 
di modijiċarla, quand'amhefosse spediente. 

Conte Gio. Francesco Sant Cassia 

versus 

On. Dr. Gio. Batta Trapani nomine. 

LA CORTE 

** Attesocche i litiganti contendono chi 
tra loro, o se ciascun di loro pro rata, debba 
Boddisfare il dritto e spese dei Periti no- 
minati in causa ; 

"Attesocchà le Leggi di Organizzazione e 
Procedura Civile, nella parte prima del libro 
II, dedicano il titolo VIII a regolare alcune 
procedure particolari, tra le quali nel oapo 
YI lono le cause della Corona, con delle 
alterazioni alle norme comuni nei processi 
giudiziali in via civile ; 

** Attesocche una di quelle alterazioni h 
prescritta coU* articolo 489, ultimo di quel 
capo sesto relativo alle cause della Coronay 
iQ quanto vi ċ disposto che non si potranno 
tassare spese nh in favore, nh contro la Co- 
rona : 

*' AttesocchÀ queir articolo 489 deroga 

alla regola generale dello artioolo 249, pel 
quale h disposto ohe ^^ ogni sentenza defini- 
tiva condannerà il soccombente nelle spese;'* 
e sol quando i contendenii socoombono ri- 
Bpettivamente in qualunque dei punti di con^ 



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42 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Vou IX. 1880 



troveraia, o si tratta di diflELoili queationi di 
drittOi yi concorre altra giuata caaaat la 
Corte, pel diapoato del eecondo alinea di 
tale articolo 249^ potrà ordinare che le apeae 
non aiano taaaate tra le parti ; 

^' Atteaocchi coai pare chiaro che la legge 
speciale, per le cauae della Corona, deroghi 
non aolo a detta regola generale in primo 
enunciata coll* articolo 249» ma pure alle 
eccezioni poate in alinea dello ateaso articolo, 
in qoanto che riapetto^la ateaae la diapoaizio- 
ne generale affida alle Corti un potere di« 
bcrezionale— '^ potrà la Corte — " mentre 
coirarticolo speciale 489 ne commina divieto 
— '* non ai potranno'' — ; 

^* Atteaocchà ogni interpretazione reatrit- 
tiva non appariace conciliabile coU' eaprea- 
aione generica del diapoato pel detto articolo 
489; ed a giudizio detla Corte^ quando pure 
la legge poteaae in alcuni caai non apparire 
in perfetto accordo colla giuatizia» e aempre 
migliore dell* eaaere aoggetta a varia intel- 
ligenza o variabilità di giudizio e d'interpre- 
tazionCy la quale. aebbene in molti casi h 
ineviubile, pure piii che e limitatai riesce 
piu liberale e proyvida la legge. Eaaa non 
manca d^eaaere giuata dal lato di aua impar- 
zialità nel trattare il privato come la Corona 
nelle cause colla stessa; ma se pur fosse espe- 
dienza di modificarla, nol decide la tribuna ; 
carico di questa h d* applicarla ; 

^' Attesocchċ nemmeno una opportunltà di 
appellare con altro nome quelle spese nelle 
cause della Corona, qualificandole come dan- 
ni, vale a fuorviare dalla regola speciale di 
legge e cosi sfuggirne gli eflPetti, ricorrendo 
aldritto comune rispetto il danno risarcibile; 
molto piii che per tale diritto comune le 
speae, che un danneggiato ha dovuto fare in 
conseguenza del danno^ formano parte 
del danno risarcibile— articoli 751 e 752 
deir Ordinanza No. VII del 1868— ed in- 
tanto la legge speciale di procedura nelle 
cauae della Corona le sottrae da quello 
obbligo generale d' indennità, sia in favore/ 



sia contro la Gorona; e molto piii ancora che 
oome la diaposizione generalo di procedura 
rapporto le spese giudiziarie, contenuta nel 
snccidato articolo 249, modellata come à 
' aulla giustizia od ingiuatizia, sia dell'azione, 
aia deir impugnazione, col permettere di 
af^eguarla alla ragione e torfo riapettivo di 
litiganti, come pure di proporzionarla a|la 
maggiore o minore o nalla imprudenza nelle 
difficili queationi didritto o nel concorao di 
altra giuata cauaa, aoatanzialmente addotta 
norme equipollenti atle generali aul danno 
risarcibile; ed intanto Tarticolo speciale 489 
e indipeàdente nella aua applicazione da 
quelle norme equipollenti ; 

'^ Attcaocch^ la prova per mezzo dei Pe- 
rlti intereaaa a chi allega fatti, da esaere per 
tal mezzo provati. L' articolo 680 di pro- 
cedura diapone che la Corte, nel decreto di 
loro nomina,preacriva da chi provviaoriamen- 
te debba eaaeme pagato il dritto; e quando 
la nomina e richiesta per provare un fatto, 
sul quale Vattore appoggia l'azione, il dritto 
dev' essere da lui provvisoriamente pagato ; 
in altri casi poi e lasciato alla Corte di de- 
terminarlo in rate, secondo il rispettivo in- 
teresae delle parti in causa* Tuttavia sotto 
la eccezionale regola delle spese nelle cause 
della Corona l'ordinedi pagamento o depo- 
sito provvisorio riesce ozioso, e con effetto 
opposto di permanenza, siccome nella deci* 
sione finale sulla causa nulla si puo decidera 
rapporto il capo delle spese ; 

*^ Attesocche sembra percio conseguenziale 
che, al pari di tutt' altre spese che la Coro- 
na ed il collitigante avranno dovuto ero- 
gare in un giudizio per sostenervi la rispet- 
tiva difesa, anche il dritto di Periti 
debbaessere soddisfatto da colui, cui inte- 
ressa la prova e rimanerne incaticatOy sia 
^ in caso di vincita, sia di perdita totale o 
parziale della causa, inquantocchà speae non 
vi ai possono tasaare, come ai à detto, ni 
in favorci ne contro la Corona : ne viene 



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VOL. IX. 1880] DECISIONI DEI XRIBUNALI DI MALTA. 



43 



quindi che deoretare, sebbene interlocutoria- 
mente, ohi tra i litiganti in cause della 
CoroQa debba soddiafare T onorario di Peritif 
eqaiyale a tassamelo deBnitiyamente, per- 
che la decisione finale ne taoe^ e lascerebbe 
indefinito ed indefinibile il provvedimento, 
qnando pnre fosse atato inooerentemente 
qnalifioato provvisorio ; 

'' Attesoochċ intanto se senza decreto od 
ordioi di Gorte non s* incarichi di eoddi- 
ifare i Periti cki ba interesse alla prova di 
fatti pw mezzo del loro rapporto, e queato 
riniane chiuso, la cansa dovrà essere decisa 
indipendentementi da quel rapporto, come 
non esistesse o non risuItaBse dallo stesso 
]a richiesta prova ; salve bensl le ragioni 
dei Peritii da esperirsi contro chi di legge ; 
^'Deoreta prefiggendo ai contendenti 
il termine di giorni 12, percb^ colui tra 
loro^ cni interessa, o tntti, od alouni degli 
BtesBSt giudicandolo opportuno, abbiano 
tempo competente a procurare che il rap- 
porto de' Periti nominati io causa sia 
aperto e giurato nella aeduta di giovedi 12 
febbrajo prossimo, alla quale h percio difie- 
rita Ifi ulteriore trattazione, con o senza il 
deito lapporto.'' 



DECISIONE 12, 

COETE CIVILE Dl 8UA MAESTà' 
PEIM' AULA. 

30 Gennajo 1880. 

Dr. FilippoPallicino, 

Oiudiee di Sua liaeHà. 

Argomento 
^d gvudizio ipoteeano non e necmaria la 
pre^enza del deUtore. 



Perito Michel' Àngelo Bnttigieg nomine ed 
altri, 

versuB 
Giorgio Farmgia. 

LA C«RTE 

'^ Àttesooch^ nal preseote giadizio ipoteoa- 
rio il convennto Giorgio Farmgia, terzo pos- 
sessore, ha domandato I'intervento in cansa 
deir eredità di Lorenso Abela debitrice» 
domanda a!la qaale Pattore si k opposto ; 

** Attesocchd per la regolarità del gindizio 
ipotecario oonteo il terzo possessore non ċ 
necessaria la presenza del debitore, il qnale 
interpellato già col precedente protesto a pa- 
gare il debito e non avendolo soddisfatto^ la 
contestazione viene necesaariamente limitata 
tra il creditore e il terzo posBessore^ il qnale 
pnà far valere nel gindizio tatte le ragioni del 
debitore, come avente cansa da lai ; 

** Attesoccbà in vista detla opposizione 
deirattore alladomanda proposta dal conve- 
notoy qaesti era tenato di dimostrare con- 
chindentemente la necessità deirintervento in 
canaa deir eredità debitrice nelle particolari 
circostanze del caso, cio che egli non ha fatto, 
e I'attore non pnà esaere costretto ad avere, 
invece di nno, dae contredittori, qaando non 
lo esige la natara particolare del giadizio ; 

^' Attesocche per5 h ben giasto che il 
convennto abbia nn tempo ragionevole, prima 
che sia cominciata la trattazione della caasa, 
onde interpellare con atto giadiziario la ere- 
dità debitrioe di Lorenzo Abelat perch^t 
volendo i saoi rappresentanti, possano inter- 
venire nel giadizio a difendere le ragioni del 
detto convenuto, e cià ai termini deirarticolo 
1136 dell'Ordinanza No. YII del 1868 ; 
" Decreta 

^' Por il rigetto 'della domanda proposta 
dal detto convenato— le spese riservate— e 
differisce la caasa per la aaa trattazione alla 
aedota di Mercoledi 11 febbrajo 1880. ** 



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ECISIONI DEl TRIBCTNALI DI MALTA [ Vol. IX 1880 



\E 13. 

SUa maesta* 

JLà. 
1880 (a). 

\ Gasan, 

a Maestà» 

itO 

\. 829 diproccdura 
w di subasta d' tm- 
ie avease promosso il 
? dei beni e d' asse- 
n immobili. 

iusdppe Borg 

8 

lolo Borg. 

ibe fosse sospesa la 
appellata ta Seini, 
>ato della Notabile 
ve Wied Oherzama, 
1880, ecio ia vista 
I dalia citaate verso 
iseppe Borg e Paolo 
egnata una porzione 
[ausura in asBicura- 
dotario. 
ITE 

^nOf data ai termini 
^eggi di Organizza- 
ie e sostenuta oolla 
nd' Aula d'Appello* 
y nella oausaPerez 
b) si rapporta a cose 
editore ; ne la detta 
radecisOiSe debbano 
e ragioni» quando si 
bbene già in corso 
di altri oreditori ; 

pellata. 



"Attesocche permettendo la vendita in 
subasta di nn immobile del marito in pen- 
denza di giudizio^ col quale la moglie chiede 
assicurazione di sua dote e dotario coUa 
assegnazione in tutlo od in parte di quello 
immobile, si puo eludere il ditiposto della leg- 
ge, che prescrive doversi fare I'assicurazione 
della dote con assegnare alla moglie beni 
immobili del maritOy ed in mancaoza, od in 
supplemento di questit beni mobili; oltre che 
col permettere subasta e concorso sul prezzo^ 
massime quando risulta la causa di prela- 
zione dei dritti di una moglie. non si fa che 
aumentarle il pericolo di realizzarli, colle 
spese di subasta e di concorso, colla distra- 
zione, come d' ordinario avviene, a prezzo 
minore di stima, oon altre spese di editti; e 
cio in opposizione allo spirito delle leggi, 
ohe sempre favorirono con disposizioni spe- 
ciali le doti, pel sostegno delle famiglie ; ed 
oltre che gli atti esecutivi^ gli editti, il 
concorso, I' ordinaria esigenza di compratori 
da pubblica subasta dell' obbligazione di 
ridepositare in caso di evizione, unita ad 
idoneafidejussioney ritardanoe rendono assa 
difficile ad una moglie di conseguire un 
prezzo, che le fosse assegnato invece della 
cosa stessa; 

** Attesoccbà poi nel presente giudizio non 
sl domanda altro, che una sospensione della 
eubasta dell' immobile, la quale non dure- 
rebbe piu che fino la dcfinizione dell' altro 
giudizio principale dalla stessa attrice pro- 
mosso con citazione No. 16 delP anno cor- 
rente; ed indipendenteniente da quanto sarà 
deciso sul merito di quell' altro giudizio» se 
la sospensione non si accorda^ si previene 
quel che avrà ad essere deciso eul detto 
giudizio principale ; 
" Decide 

** Percio aderendo alla domanda di soepen- 
sione fino I' eaito definitivo di quell' altra 
citazione No. 16 dell' anno corrente ; le 
spese riservate alla decisione di detta altra 
citazione. " 



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TOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



45 



DECISIONE 14. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM'AULA. 

31 Gennaro 1S80. 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Oiudici di 8ua Maestà, 



Argomento 

Lapresunzionet che V atto lasclato neUa cam 
di cohti, eui dovesse essere notijicato, sia 
venuto in cognizione di lui secondo h> spi- 
fiU) ddUk legge, cessa, qmndo consti che 
per particolari circostanze — puta grave 
malattia — non sia stato realmente portato 
aiua eonoscenza. 

Ne in tale caso il ritardo e conseguente pre- 
giudizio del creditore hastano afar ritcnere 
came noii/icato un atto, che reatmente non 
lofosse stato. 

Neg. Giovanni Segond ru>mne 

versus 

Pietro Paolo Vassallo. 

LA CORTE 

^ Àttesoechi la presente causa era ^tata 
id oggi differita per provvedimento o sen- 
tenza, per aver agio a riflettere se il fatto, 
d* esserBi conaegnata la copia della citazione 
iomano della signora del citato e nella 
casa di abitazione dello stesso, sotto le 
particolari circostanze di saa grave malattia 
con ordine dei medici alla famiglia di evi- 
targli ogni cauaa d* inquietudine, si debba 
rltenere come avente V effetto legale d*una 
regolare notifica da dover attendere alla 
trattaidone della cauaa seguita in contumacia 
del citato, dietro iuBistenza per parte dello 
attore, che invocava la parola delle leggi 
di procedura, spiegava il suo pregiedizio 
in caao di ritardo, e molto pià che in caso 



eimile al presente egli non avrebbe il rime- 
dio di fare rappresentare il oitato nel giu- 
dizio da nn curatoret quale la legge accorda 
per contestare con imbecilli, minori, aasente 
interdetti od altrimenti incapaoi a comparirii 
in giudizio ; 

'* Attesoccbe il maresciallo, per mezzo de 
portiere C. Sciberras nel 13 gennaro che 
spira, riferiva non eHsergli riuscito di notifica- 
re P. P. Vassallo, per averlo trovato grave- 
mente ammalato e già munito del SSmo. 
Yiatico; ma nel 17 dello steseo gennajo/senea 
miglioramento nello stato del malato, il por- 
tiere lascio la consimile della citasione in 
mano della signora del citato, ed il mare- 
sciallo ne fece la riferta ; 

*' Attesocchb nella sedata di Martedl ul- 
timo 27 Gennajo il Dr. Oreste Grech Mif- 
sudt quale incaricato della Signora del ci- 
tatOt informà la Corte che costui, per la 
malattia di cui h gravato^ non era in iatato 
da oonsegnargli la citazione ; ed il Dr. 
fisico A. Preziosi testificà con giuramento 
di avere da circa quindici giomi prima, egli 
ed altro Dottorel riunitisi in consulto, rila- 
sciato un attestato che 1* inoltrata malattia 
di cuore richiedeva che si evitasse al malato 
ogni causa d' inquietudine : egli lo rivide 
il sabato preoedente alla causa, e lo trov5 
nello stesso stato della malattia ; 

'< Attesocchċ la prima parte delF articolo 
214 delle Leggi di Organizzazione e Proce- 
dura Civile altre volte^diceva soltanto— " le 
notifiche devono essere fatte alla persona^ 
cui fossero dirette^' — le difllcoltà ed il ritardo, 
che la pratica ne dovea offerire* ne avranno 
Buggerito la emenda fatta coir Ordinanza 
No. VII del 1838, nei termini seguenti— "la 
notifica sarà fatta con la consegna della 
scrittura alla persona, alla quale la scrittura 
dovesse essere notificata, o con laGrciare tale 
copia nel luogo d'abitazione di tale persona" ; 
^' Attesocch^ se la legge, pet agevolare il 
corso della giustizia, permette le notifiche 
degli atti di Corte con lasciarne copia in 



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DECISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



di colui, oai 1' atto fosse diretto^ egli h 
perchċ con tale modo si offre il mezso piti 
idoneo a portare in iacile notizia della per- 
8ona« oui i'atto fosse diretto, e la idoneità 
del mezzo e la yerosomigHanza della segui- 
tane notizia rendono la presunzione di rego- 
lare notifica : ma se altri mezzi di prova 
eadudono la ricezione e notizla delP attp, 
di cui 81 fosae laeciata copia in casa, ae lo 
stato di quaai moribondo non permetteya 
di renderne conaapevole^ non d nello spirito 
della legge di attenersi al senso letterale 
della steasa, ritenendola soddisfatta oolla 
aua materiale eseouzione di aver iasciato la 
copia ia casa ; 

'* Attesocchà il ritardoe pregiudizio pecu- 
niario dal creditore non h già che la Corte 
non I'apprezzi a snfficienza; ma non puo legit. 
timare un'illegalità di decidere senza la cita. 
zione del debitoreyOssia col ritenerh notificato. 
quando realmente non I'ċ: ogni danno in simili 
occorrenzey come effetto di forza saperiore, à 
inevitabilej nċ la Corte ordinerebbe inesora. 
bUmente V esecuzione di notifiche d'atti, 
quando il sentimenfo naturale vi ripugna e 
l'umanità lo divieta^ ool pericolo d*accorcittra 
i giorni forse estremi della vita di chi poi, 
anche ricevendo materialmente la copia del- 
I'attOf non fosse in istato da prenderne cogni- 
zione e prowedervi a sua difesa ; 

'^ Deoreta e dichiara priva d'effetto legale 
la notifica eseguita il 17 geunaro, che spira 
oggif <)oIIa copia della citazione consegnata 
ii^ oasa ed in mano della Signora del citato, 
aenza che a oostui ne sia stata data notizia 
dalla famiglia> in vista dello stato assai inol^ 
trato di sua malattia e divieto dei medici. 
Lacausa rimane difierita alla seduta di sabato 
21 febbrajo entraQte» ooa ordine al maresciallo 
di tenersi informato, specialmente per mezzo 
dei medioi del citato, se e quando si potrà* 
senza grave pericolo di costui, notificare la 
la oitazione, adottando mauiere prndenziali da 

non impressionare troppo rinfermo*— le spese 
riservate, " 



DECISIONE 15. 

CO ETE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA, 

4 Genuajo 1880 (a). 

Dr. Filippo PuHicino, 

OiuJice di Sua Maestà, 

Argomento 

In tema di separazionepersonale, quali fatti 
ne autorizzino la domanda — quali sieno 
ingiurie gravi — certi atti d'incontinenza 
del marito, sebbene ripravati dalla morale, 
non vi bastano. 



Natalizia Muscat 

versm 
Michele Muscat. 



Azione di separazione di conj ug i. 

LA CORTE 
'' Considorando 

'* Che giusta ledisposizioni deU' Ordinanza 
No. I del 1878 la separazione personale 
tra conjugi pud essere domandata ed otte- 
nuta per eccessi, sevizioi minaccie, ingiurie 
graviy aduIterio,.abbandono per oltre due 
anni, e oondanna per sentenza della Corte 
Criminale ; 

'* Che i detti fatti, per essere ammessa la 
domaada in separazionci o qualcuno di essi 
deve verifioarsi nel conjuge oonvenato a 
danno del conjuge innocente, che propone la 
domanda in giudizio; 

'^ Che secondo la costante opinione di 
tutti gli scrittori, che commentano leggi 
simili a quelle contenute in detta Ordinansa, 
i menzionati fatti sono tassativamente indi- 
cati come le sole cause di persona le separa- 
iione» in modo ohe non possano essere am» 
(a) Qaesta seatQnza € appellata. : v 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TEIBUNàLI DI MàLTA 



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messe altre cause, oltre quelle di iopra 
oontemplate; Bebbene nel valutare i fatti 
risoltanti oel processo il giudice puà clas- 
sare i medesiau sotto qualcuna delle oate- 
gorie nella legge indicatey interpretando la 
stessa seoondo ciascun caso in partioolare ; 
'^ Gonsiderando 

*'Che rattrice Natalizia^ UQitasiinma- 
Irimonio oon Giuseppe Azzopardi con pre- 
cedente scritta matrimoniale in atti Matteo 
Aztoppardi del 27 maggio 1847 e divenuta 
▼adova^ paseà a seconde nozze ool convenuto 
Micbele Muscat mediante aitro contratto 
antenuziale negli stesdi atti Azzopardi del 
Ulnglio 1859; 

^' Cbe come riaulta da queet* ultimo con- 
tratto (foK 50) Y attrice aveva apportato 
in dote diverei beni stabili e mobili, e pari* 
roenti il convenuto per donazione propter 
nuptias per parte dei Buoi genitori ; 

*' Cbe mancata ai viviy il 16 marzo 1877, 
Maria Qambin vedova di Nicola madre della 
detta attrioe, costei aveva ereditato parecchi 
beni stabili indicati nella nota a fol. 6> 
e forae anohe da altra provenienaa, come 
rappresentanti un annuo rendale di scudt 
1150; 

'' Cfae di questi ultimi beni parafernali 
l* amministratore legittimo h il marito, per 
la ragione cbe i loro frntti appartengpno alla 
comanione, non esaendone stati esclusi col 
dtato contratto matrimoniale del 14 luglio 
1849 ; e sebbene per regola generale, stabi- 
liu nell' articolo 1052 dell' Ordinanza No. 
VII del 1868^ lamoglie ha il dritto di ammi- 
nistrare i suoi beni parafernali indipendente- 
mente dal marito^tale regola aoffre eccoiione, 
qoando i frutti dei detti beni formano parte 
dei ooacquisti coojugali (art. 1039 e 1050 
dellaisteesa Ordinanea) ; 
*^ Considerando 

** Che onde rintraociare la causa prima 
delte dissensioni tra i contendeuti, i quali, co- 
meaembra, convissero sempre in buona ar • 



monia fino a pochi anni addietro, ossia verso 
il tempo in cui h morta la madre deli'attrice^ 
e in oui ooetei ha ereditato alouni beni di 
rendale non indifferente, h mestieri aver pre- 
sente la deposizione del Caoonieo Capitolare 
Don Paolo Camilleri, già Parroco del Sig- 
gieui, il quale afferma avere i diverbi eeguiti 
tra i oonjugi per origine motivi d' interesse, 
in quaato I'attrice pretendeva che il conve- 
nuto non amministrava a guo grado i di lei 
beni, cbo ne spreeava le rendite» e che non 
forniva il neoessario per la famiglia, oltre le 
impntazioni deir attrice che il marito aveva 
relasioni scandatose con due donne e die 
regalava loro biancherie ; 

^* Che per quanti tentativi abbia usato la 
attrice nel presente giudizio^ da lei promosflo 
e che h in trattazione da oltre venti mesi, per 
ginstificare sia la detta relazione scandalosa 
oolle donnOy sia la detta dissipazione, nessuna 
ombra di prova à riuscito a lei di fare; anzi 
tutti i te8timoni,che furono riohiesti arispon- 
dere, compreso il detto Canonico Camilleri 
primo testiraonio dell' attrice, dissero che il 
marito sia di buona condotta, laborioso e di 
abitudini economiche ; 

^* Che il Sotto-lspettore Gio. Maria Ca- 
chia disse che per due volte abbia a lui ri- 
petuto le dette due imputazioni a carico del 
maritOyper cui questo indignato abbia diretto 
citazioni a lei per ingiuria ; mentre il menzio- 
nato Ispettore assicura che le dette imputazioni 
di mala condotta erano aeree e prive di fonda* 
mento, che egli avea fatto delle indagini e 
su di cio riassicurato la moglie, soggiungendo 
che il citato sia un uomo laborioso e che 
gode buon norae ; 

** Considerando 

" Che in vista di dette ripetute imputa- 
zioni di mala condotta, fatte dair attrice in 
presenza del Parroco e deir ufficiale di Po' 
lizia ed ammontanti a sospetti d' infedeltà 
conjugole, le quali d'altronde non risultavano 
(ondate, non h sorprendente che il convenuto 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. I X I880 



lon abbia potuto trattenere 
ondia — la prima nella casa 
\ also le mani a pugno, e 
^la cominoio a batterla sul 
io^ parole sconce ; e la se- 
\\ giardino dei conjugi il 
}atteva un aasso contro il 
descritte dal Canonico Ca« 
da di esso narrata anche, e 
da Nicola Azzopardi figlio 
l'attrice,il quale non yive in 
>I convenuto soo padrigno, 
ileyare dalla citazione osen- 
bl. 27 ; 

ita che le due menzionate 
npagnate da ingiurie per- 
lel citato contro rattrice, tA 
ize di sorta contro la di lei 
]!anonico Camilleriy riferen- 
to^ dioe che V attrice era 
figliastro Azzopardi Bog- 
che la minaccia consisteva 
ito che li voleva uccidere ; 
ido, 

cessi, specialmente quando 
lentati, che compromettono 
; di colui, die ne h vittima, 
%h Btessiy senza necessità di 
cansa di separazione; trat- 
di seviziei minacce ed in- 
scessario generalmente che 
li, od almeno ripetutey da 
tabile la convivenza ; pe- 
i rarissimi sarebbero i casi, 
ipecialmente se appartengo- 
olasse e condizione, non 
lati ad avanzare domande 
iccome durante una lunga 
icile che ia due o tre oc- 
3ano disiapori tra conjugi, 
aati da scene dispiacevoli 
I l'armonia della yita do- 

cce contemplate dalla legge^ 



per servir di base alla domanda di separa- 
zione, devono essore reali, premeditate e col 
propoaito risoluto di mandurle in esecuzione; 
e non possono qualificarsi come tali parole^ 
cbe nel gergo volgare sono in bocca di tutti 
e che non sono altro, che la espressione di 
un animo irritato, molto pià come nel caso^ 
quando le esoandescence del conjuge sono 
state gravemente provocate da immeritate 
imputazioni dell' altro ; e quando la moglie 
h impaziente e garrula per abitudine, come 
fu deposto dai due testimonj Angelo Ca- 
tajar e Giuseppe Camilleri, i quali fecero 
menzione dell'infelicità del primo conjugio 
dell* attrice con Giuseppe Azzopardi e delle 
Bue cause ; 

*' Considerando 
" Che il fatto menxionato dal testimonio 
Nicola Azsopardi figlio deU' attrioe* e spie- 
gato dall'altro testimonio Giovanni Zammit, 
ciod— che i! convenuto si era recato un gior- 
no in una casa di proprietà del detto Nicola 
Azzopardi di lui figliastro, aveva scasdinata la 
porta estema ed una fiaestra, ed aveva tras- 
portato fuori prodotti, cbe erano di sua pro- 
prietà, di proprietà comune^ e cio circa tre 
mesi dopo che il detto figliastro aveva trat- 
tenuto presso di s^ le chiavi di detta casa, 
mentre preoedentemente erano presso il con- 
veouto che tutto amministravay al qualo 
fattoà riferibile la sentenza della Corte Cri- 
minalo della Polizia Giudiziaria a fol. 27 — 
appena potrebbe avere qualche influenia 
nella causa presente ; 

** Che r altro fatto, riferito dai due testi- 
moniy di essersi una altra volta il oonvenuto 
in compagnia del falegname Zammit recato 
nella casa di comune.abitazione dei oonjugi, 
neir intento di scassinare ia porta della 
Btanza superiore^ ove era ricoverata I' athice 
coi suoi figliy onde ritirar le sue robe come 
egli diflse, progetto ohe non fu mandato ad 
effetto Btante la opposizione della attrice e 
del figliastro, non puà n6 anohe prestar^ 



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VOL. IX 18801 



DECISIONI DEI TBIBUNALI Dl MALTA. 



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argomeoto per la domaiicla di aepartzioDt; 
siccome non consta di alcnna intensione 
del convennto di £Eur yiolenza per80oale» la 
^oale intenzione rimarrebbe etdnea dal falto 
aolo di aver egli condo tto con rà un teati^ 
monio» e aver volnto aprire la porta enitente 
nella comone casa conjugalct e di aver 
smesflo il progetto alla prima oppoeisione 
incontrata; 

** Gonsiderando 

** Cbe rattricey rioon oscendo foree la debo- 
leaza delle prove da lei prodotte onde conse^ 
goire la ebiesta eeparazi one personalei e non 
potendo dimoatrare di aver il convennto man- 
eato alla fede conjogalei à andata in traeeia di 
teetimooi per provare cbe il di lei marito si 
sia dedicato in aeoreto ad atii d'incontinenaa 
riprovaii dalla morale, ma non rieguardati 
oome reati dalla legge civile. Qaesti fatti 
aono atteetati dai testimonj Stefano Spiteri^ 
Ambrogio Brioca t, Miobele Baldaoebioo, Ni- 
colaCamilleri, Fraooesoo Farrogiay Csrmelo 
Borg e Paol o Basottil ; 

" Che i deiti atti commessi da 1 ooQvenoto, 
perqnanto riprovavoli essi 8iano» non oade- 
rebbero ootio alcana delle categorie prevedaie 
dalla legge, come coatitaenti ona base per 
gindiado di aaparazlone: po trebbero taholta 
eoalititire nn' iogiariai la qaale po5 risaliare 
aott aolo da parole» ma aoobe da fatti oltrag* 
gianii^ ohe maoifeBtioo diaprezzo dell' on 
coDjoge verso f altro ; ma razionoi qaando 
non i eommoBia entro le pareti domestiohe, 
ma altrove ed io seoretoi non avrebbe il oa* 
ratiere di ingioria, se non & manifestamente 
divalgaia e di generale notorietà ; 

'^ Cbe i ffttti aotto esame non erano oono- 
aelotiyse neo dalle poobe per8one»cbe ne ebbe*. 
ro parte e le qoali avevano interesse di tenerli 
oeeolti per proprio deooi;p; e se non 
fosae stata la disgramata industria della 
attriee» la quale à andata in ceroa di teati- 
moni, se noo prometleado denari* almeno 
ImmguxàQ coArioompense (vedansi dqpoai- 



aioni di Stefano Bpiteri^ di GioBq^pe Saliba 
e di Nicola Camilleri) per propalare in pub- 
blioo giodiaio le debolezze del maritOi quei 
iatti sarebbero'auti torse sepolti neirobblio ; 

** Cbe quindi d fortemente da dubitare di 
obi sia V ingiuria, se del marltOi oppure 
della moglie ; la quale faoendo rivelare eeoza 
precedeoti fatti deUa oatura pi^ echilosa 
io pubblica udieoza, per V uoioo oggetto di 
togliere al marito I' ammioistranone dei di 
lei beni paraf ernalii non ai 6 peritata di fon- 
daro sngli stessi fatti in parte la soa dooum- 
da di separanone ; 

<' Conaidefando 

''Che dai termioi della eitaaioiia ddl*attri- 
oe risolta a tutta evideoza ohe lo eoopo deVo 
domaoda sia escloaivaoieote diretto ad otto- 
nere a favore di lei V aomiioiatrazioQe dei 
beoi paraferoaIi|Seoaa dipeodeoza dal marttOi 
eontro la disposiziooe deUa legge, formando 
i frutti dei detti beni parto dei ooaeqmsti 
coojugali ; 

** Che per conseguire il ano inteirto la 
attrice aveva imputato al marito di avere 
lelazioni illecito con altre donna» imputa- 
zione ohe non h atata provata ; 

<< Cbe ella avea imputato al nuurito abitu- 
dini di prodigabilità, ohe sono etato esduse, 
risnltando la prova opposto ; 

'' Che la atessa ha pretoao di randere la* 
aponaabile il marito di eooeeait i quali non 
consiatevano che in moti d'irritazione proTO- 
oati dagli atti d' improntitudine di lei ; 

''Ghe gli atti di pretese seviae, eonsistenti 
in difetto di aomministraztone di alimenti 
per i biaogni neceaaarj della femiglia, non 
riposano che soltanto auUe h^pumze della 
Bteasa attrice e del flglio di Iei» in aeguito aUa 
rottura dei rapporti dei conteodentit e qnindi 
inaitendibiU ; 

<'Cberunica preteea niinaooia« allegàta 
dai tostimoni daU' attrioe^ noo conaietova ohe 
in una espanaione di animo irritatOt oonae- 

guenza ddle provooazioni di detta attrioe ; 

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DfiCISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA [ Vol. IX 1880 



'^ Che non f a fatta prova di alcuna ingia* 
ria grave imputabile al conveiiutOy doyendod 
piuttosto la ingiuria attribuire all'attrice, per 
la propalazione di fatti aecrsti nel decorso del 
giudizio e non neoessari per la di lei difeaai 
cbe tornano in disdoro del marito ; 
•' Considerando 

*^ Che la sola esacerbazione di animo trai 
conjugii la quale k massima nella causa pre- 
sente, non pud seryire di base per la doman- 
da di separazione secondo le leggi attuaU 
mente vigeDti^ qualuoque sia stata sul sog- 
getto la giurisprudenza anteriore, in ispecie 
80 a tale irritazione abbia contribuito in gran 
parte il conjuge^ che fa istanza per la sepa- 
zione ; 

*^ Per i motivi premessi, 
** Decide 

" Per resclusione ,deir attrice dalle sue 
domande, senza la tassa delle spese— con 
questo perà che tutte le dette spese do- 
vranno essere pagate dal maritOianche quelle 
^rimaste a peso deirattrice e clo in modo 
provvisorio, essendo egli il capo e V ammini* 
stratore della società C0DJugaIe» salvo il con- 
teggio di dette spese, quando si farà luogo 
alla liquidazione degli interessi sociali.'* 



DECISIONE 16. 

CORTE CIVILE DI SUA MAKSTA' 
PRIM' AULA, 

11 Pebbrajo 1880. 
Dr. Filippo PuIIiciDOy 

Oiudioe di Sua Maatà, 

Argomento* 
Ohi agisce ipotecariaTnente deve prova/re il 
8U0 credito, qmncP ancħe fo8$e già ea/no' 



nizzato contro il dehitore, se nelgiudizio di 
canonizzazione il terzo possessore non fosse 
stato citatOf e se concorrano circostanze 
sufficienti per indv/nrt una coUusionefra 
creditore e debitore. 
H terzopossessore pud eccepire altri crediti del 
debitore contro il creditore ipotecario, in 
modo che,faita la compensazione, resti in- 
certo se esso creditore ipotecario risnlti in 
credito e in quale somma. 



Luigi Bonnici 

versus 
Pasquale Farrugia ed altri. 



I citanti domandarono che fosse ordinata la 
vendita giudiziaria della casa congiardino in 
Casal Paola Strada dietro Santa Ubaldisca 
Nri. 5, 6 e 7, allo Scicluna liberata il 5 no- 
vembre 1877 nella subasta tenuta sotto I'au- 
torità^di questa Corte a domanda di costui 
contro il citato Farrugia, e cio pel fine che i 
domandanti dal prezzo da ricavarsi siano so- 
disfatti dei loro crediti Tuno di £ 164. 12. 8, 
quattro quinti di £215. 15. 9 \ dal Far- 
rugiadovute per bilancio di conti deir am- 
ministrazione da lui tenuta come già tutore 
e curatore dei domandanti, oltre i lucri del 
5 020 ^ftl ^^ ^^IIa presentazione della cita- 
zione decisa da questa Corte il 25 febbrajo 
1874, e i quattro quintidelle spese fatte in 
quella occasione ammontanti a £ 4. 5, giusta 
tassa unita al protesto del 14 ottobre 18/8; 
e Taltro credito di scudi 320,dovuti ai doman- 
danti qnali eredi di Francescagià moglie 
del citato Farrugia, per quattro quinti di 
soudi 400 ammontare della dote di issa 
Francesca, !n quanto a scudi 200 in danaro 
e quanto a scudi 200 in giogali, per atti del 
notaro Aug. Camiileri del dl 81 ottobre 1831, 
pei quali crediti lo stabile, di oui si domanda 
la vendita, h soggettoadipoteca. 



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VoL, IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



51 



LA CORTE 

'< YiBte le domande ayanzate dagli attori 
nelU loro citazioQey le eccezioni contenute 
nella nota del convennto Scicluna e gli altri 
proceisiyai quali si i fatta riferenza, non che 
udite le ragioni ed eccezioni dei difensori 
dei contendenti; 

'* Considerando 

^'Che i crediti degliattort, quattro dei 
cinque figli di Àntonio e Maria Dolores 
coojugi Bonnici vereo Fasquale Farragia, in 
baae dei quaJi eglino promuovono I' attuale 
azione ipotecaria c ontro il terzo poasessorei 
8ono dne; il primo risoltante dal bilancio dei 
conti deir amministrazione* dal detto Far« 
rugia già tenuta come uno dei iutori e 
curatori dei detti attori in allora minori, ed 
il secondo dalla successione testata di Fran- 
cesca già moglie del detto Pasquale, a coatei 
doyuto in ragione di dote ; 
** Considerando 

** Kifpetto al primo dei detti pretesi cre* 
ditf, 

'^ Cbe prescindendo dalla quiatione, che 
non oecorre esaminare, se V azione Paul- 
liana, osaia revocatoria possa anche proporsi 
itt Tia di eccezione, e se tra gli atti fraudo- 
leati n comprendono, non lolo le alienazioni 
fatte dal debitore in frode delle ragioni dei 
creditori, ma ancbe le rinuncie a dritti già 
aequisitii come sembra risultare dalla Leg. 6 
Jf. qiue in frmdem, ove fe detto et qui 
àUqwd /acit, ut desinat habere quod habetj 
ad hoe edictum pertinet; tuttavia i indu- 
bitato che il primo elemente delPazione 
ipotecaria contro il terzo possessore à la 
certezia del credito, e quindi gli attori de- 
Yono oonchiudentemente dimostrare di aver 
un credito certo contro Fasquale Farrugia 
preteeo loro debitore, credito non soggetto 
ftd eccezioni di Borta, le quali possono essere 
opposte dal terzo possessore come avente 
causa dal debitorei quando non fosse stato 



citato, come nel caio nol fu, nel giadizio di 
oauonizzaaione; 

*' Considerando 

** Che il detto Pasquale Farragia, nel fare 
rinventario dei detti minori inaieme oon 
Antonio Tortella nell' attp di assumere la 
loro tutela^ diohiarava in atti Gaetano Scior- 
tin% il 7 aprile 1866 cbe egIino» in occasione 
della morte dei genitori dei detti minori, 
banno dovuto £are varie spese s) per la tu- 
mulazione ed altro dei detti loro genitori, 
come per il mantenimento ed educazione dei 
detti loro figli, oltre quelle fatte per lo 
stesso invebtario; spese che i detti tutori ei 
riservarono di riportare nel primo conto, che 
fossero per dare come curatori dei detti 
minori ; 

" Che nel dare il conto finale della loro 
amministraziono alla Second* Aula di questa 
Corte il 3 novembre 1873 i ddtti curatori 
nelle passività non riportavanOi che una sola 
partita di £ 4. II. II, per spese di tumula- 
zione ed altro dei genitori dei detti minori, 
dichiarandosi debitori in £ 204« 2. 5; men- 
tre per loro stessa confessione nel precedente 
contratto del 1866 erano già creditori dei 
minori nelle spese dell' inventario e io quelle 
del mantenimento ed edacazione dei detti 
minorii oltre le altre spese per quest' ultima 
causa per il tempo decorso posteriormente 
durante la loro amministrazione tutelare ; 

" Che il 25 febbrajo 1874 gli attori in- 
sieme con Donato Bonnioi, altro loro fra- 
telloi in base di detto conto tutelarei li face- 
vano con sentenza canonizzare creditori di 
detta somma in £ 215. 15. 9 V|g, loro lucri e 
spese, con ammissione del debito per 
parte dei detti tutori, senza che Pasquale 
Farrugia abbia eccepito il auo credito per le 
cause su indicatei il quale quand' anche non 
fosse liquido e quindi non compensabile in 
via di eocesione, esso pero era un credito 
certo perchà risultava in parte dalla ammis- 
sione dello stesso Farrugia nel contratto del 
1866; 



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DECISIOKI DEI TfilBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



iKmizzaiione ed aramiMione 
ra pochi men dopo che il 
) Scioluna oanonisiaTa nn 
tro lo 816880 Farrugia per 
Msembre 1878; 
urando 

re in via ipotecaria^ il qnale 
snza di nn 8uo credito, pob 
dal terso posse^sore V esi- 
crediti del debitore vereo di 
), fatta compensazione dello 
altroi resti iucerto ae Tat- 
iltare creditore ed in quale 

lezione data nel caso preeente 
nna» rendendo torbido il cre- 
^ sufficiente per fare esclude- 
;ardare resercizio deirazione 
arrestarsi aH'altra eccezione 
Scicluna» e nascente dal con- 
i del 3 marzo 1871 fatto da 
;ia all' attore Luigi Bonnici 
onato, senza essersi fatta al- 
one ; 
erando 

sonceme il secondo credito, 
m, come eredi di Francesca, 
8tto Pasquale Famigia per 
2 gennajo 1874,hanno dritto 
; della dote costituita alla 
e per contratto del 31 otto- 
aale consisteva in scudi 200 
Q altri scndi 200 valore di 

to al capitale totale di scudi 
oi quattro quinti, gli attori 
to dritto per la sua restita- 
isquale Farrugia, coi dritti 
loro autrice e con ipoteca 
tto contratto matrimoniale, 
il valore dei giocali in altri 
a defunta moglie di Pasquafe 
lel giudizio di a88icurazion& 
il 16 novembre 1872. che 
atti| contro la quale dichia- 



razione glurata non si h opposta dal nego- 
ziante Scicluna prova alcuna ;* 

»' Cbe non 08ta per la ripetizione del detto 
credito dotale la circoetanza, allegata dal 
convenuto Scicluna nella aua nota delle ec- 
cezioni.di avergli attori ereditato dalla detta 
Francesca moglie di Pazquale Farrugia 
oggetti prezioai e mobili per il valore di 
£ 39. 8. a, giueta la nota prcBentata nella 
8econd*AuIa di queeta Corte il 6 marzo 1874 
8ul ricoreo deirattore Luigi Bonnici (ve- 
daei documento al fol. 55 neir incartamento 
della citazione Aurelia Bonnici ed altri vs. 
negoziante Emmanuele Scicluna ed altri, 
deciso dalla Corte di Commercio il 18 mag- 
gio 1857 ); perch^ le dette soetanse ere« 
ditarie appartenevano alla defuntaFranceBca. 
indipendentemente ed oltre il credito in 
ragione di dote, che a lei competeya oontro 
il marito e sui beni dello stesso— perci6 
"Decide 

'^Per la liberazione del convenuto Sci- 
duna dair osservanza del giudizio quanto 
al primo credito di £ 1 64. 1 2. 8, colle spese— 

''A tenore delle domande degli attori 
rispetto al secondo credito per scudi 320, 
coUe spese— con questo che le dette spese 
dovranno essere soddisfatte dal convenuto, 
in caso di pagamento» ed essere prelevate 
dal prezzo del fondo, qualora si procederii 
alla sua vendiU/' 



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VOL. IX. 1880] DEGISIONI I^EI TRIBUNAU DI MALTA. 



53 



DECISIQNE 17. 

COBT£ CIYILE Dl SUA MAESTA' 
PBIM' AULA. 

13 Febbrajo 1880. 
Dr. Filippo Pullicino, 

Cfiudiee di 8ua Maestà. 

Argomento 

Dal giudizio di unperito 9celto daUepartiper 
vahttare lavori, coUa convenzione di etare 
aUa 8ua itima senza ecoezione alcnoai non 
9% juà appellare ad altri peritif meno il ca- 
80 di manifeeta ingiuatiziaf ccme dolo per" 
sonale, errore di calcolo o di misura, 
dupUcazione di partite e eimili. 

E in iaU eaeo non eono applicabiU teorie 
deeunte da leggi relative al contratto di 
soeietà, ma queUe del contratto di vendita, 
cui taie contratto i affine^ 

Alire teorie in propoeito. 

Dn Fbico Salvatore Pisani 

vereui 

Antomo Xi)ereb. 

Premeaaa la dichiarazione che il lavoro 
fatto dal convenuto nelle opere di legname 
e loro coUocamento nella caaa deir attore 
poata in via MareasciroccOi stato stimato^ 
meno il l^piame, £ 120. 2. 8 da Webater 
Panlflon, nominato dai contendenti a quello 
Qggeiio, ed all'opinione del quale costoro 
derono stare aenia eccezione alcuna giusta 
la di lui atima ; ed a?endo V attore, ver- 
aando al convenuto diversi acconti, pagato 
un ammonto maggiore di quello stabilito dal 
detto Perito in £ 22. 7. 9; e dovendo co4 
ceao convenuto restituire all'attore questa 
■omma di piu pagata — il citante domandd la 
eondanna del citato a pagargli e restituirgli 
JB 22. 7« 9» pagate indebitamente ad esfio oi« 
tato piil della somma, che fu stabilita dal 



detto Perito Paulaon ; eon cjpsi ogni oppor- 
tuna didiiarazionei anche quella,aU*uopO| ohe 
il convenuto debba atare alla stima fatta dal 
detto Paulaon, giusta la conven^one fatta tra 
i contendenti U dl 8 agoato 1877 e per aHre 
ragioni e cause da essere addotte, compresa 
quella al biiogno riaultantedalla qualità del 
lavoro malamente fatto. 

LA CORTE 

'^Conaiderando 

'* Che Tattore Dr. Piaani, faoendo coetmi- 
re per conto proprio una nuova caaa sul la 
via che conduce verso il Porto di Manasci- 
rocco, aveva fatto una convenzione col dtato 
Maestro Xuereb per scrittura privata por- 
tante la data del di 8 agosto 1877, coUa 
quale egli erasi obbligato di fbmire il neoes- 
sario materiale in legname, ferramenti, vetri 
ed altroi ed il maestro Xuereb a completare 
i lavori da falegname neceasari per la detta 
caaa e sue adiacenze a piacere del commit* 
tente ; 

** Che i detti lavori dovevano eaaere fattt 
aotto la Borveglianza del Perito Architetto 
Webiter Pauldon o di un auo delegato, e U 
Pisani erasi obbligato di pagare al detto 
maestro quella somma, che foese stata fissata 
dal detto Paulson in una stima. che lo stesso 
avrebbe fatto dopo terminata tutta P opera, 
alla quale stima V uno e 1' altro dei con- 
traenti dovessero acquietarsi aenza ecce« 
zione alcuna, obbligandosi 9 Dr. Pisani di 
versare settimanalmente, % nueura del pro*> 
gresBo dei lavori, deUe somme a auo piacere 
ed a conto dei detti lavori ; 

" Considerando 
** Che terminati i contemplati lavori 
Webster Paulaon ha fatto la sua stima ^si- 
itente a fol. 5 deUa CitaziooQ, coUa quale i 
lavorl eseguiti daUo Xuereb furono stimati 
£ 120. 2. 8 ; e siccome U Dr. Pisani aveva 
aomministrato al maestro, in parziaU paġà- 
menti, una somma maggiore in £ 22. 7. d/ 



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54 



DECISIONI DEI TKIBUNALI DI MALTA 



[Voi/. IX 1880 



ed al di là della valutazione fatta dal Perito, 
egli domanda la condanna del convenuto a 
restituirgli quest' ultima somma ooU' OEione 
deir indebito ; 

*'Che il oonvenutOi non volendo stare alla 
stima fatta dal Perito Paulson, ha doman- 
dato la nomina di periti giudiziali per fare 
una nuova valutassione dei lavori da lui 
eseguitiy alla quale domanda Tattore si i 
oppoBto > 

*^ Considerando 

'^Che i contratti legalmente formati 
hanno forza di legge per coloro, che li a- 
vranno fatti» per espressa disposizione dello 
articolo 698 deirOrdinanza No^YII del 1868; 

** Che con nessun^ altra dispoaizione di 
legge 6 vietato dl rimettere al giudizio di 
un terf 0| di comune confidenza e scelto dalle 
parti, la determinazione del prezzo o la 
valutazione di opere e di lavori fatti ; anzi^ 
riguardo alla vendita, rarticolo 1067 della 
eitata Ordinanza dispone che il prezzo puo 
essere rimesso al giudizio di una o pii^ per- 
8one> determinate dai contraenti ; 

<^ Che nel caso sotto esame i contraenti, 
non Bolo si sono rimessi al giudizio del 
perito Paulson quanto alla stima dei lavori, 
che dovea fare il convenuto ; ma hanno 
espressamente dichiarato di dover V uno e 
raltro aoquietarei alla detta stima, aenza 
eccezione alcuna ; 

''Che le dette ultime espressioni, di dover 
acquietarsi alla stima del perito da loro 
nominato senza eccezione alcuna,ammontano 
implicitamente ad una rinunzia di fare alcun 
reclamo dal giadizio del detto perito ; 
*^ Considerando 

^* Che h anche disposto per legge che i 
contratti devono essere eseguiti di buona 
fede, ed obbligano non solo a clo che vi h 
espreBSOi ma anche a tutte le conseguenze 
che r equitài Tubo e la legge attribuiscono 
airobbligazionesecondola suanatura (art. 
699 della citata Ordinanza) ; 



*^ Ghe da qnesta disposizione non conse- 
gae che si possa impugnare la volntazione 
fatta da nn Perito nominato di comun con- 
senso delle partii qaando da qaalcuno di esse 
la detta valataziooe ai ritiene aggravante; ma 
soltanto cbe si potrebbe ottenere la corretio- 
ne del prezzo, q|uando fosse evidente la ingia- 
stizia di quello stabilito, per manifesta frode» 
qaando si dimostrasse 1' esisteDia di errori 
di calcolo e di misarài la duplicazione di par- 
tite,o simili errori materiali — L'apprezzamento 
del terzo, dice Douvergier 'Vendita No. 157, ^ 
decisivo ed inappellabile,6 la volontà delle parti 
medesime, ohe si esprime per mezzo suo. Se 
perd il.terzO) inyece di determiDarsi secondo i 
suoi lumi e la sua coscienza, fosse stato ingan- 
natOi fosse complice di manovre fraudolentii i 
giadici potrebbero dichiarare non fatto un ap- 
prezzamentOi difettoso per dolo personala det- 
V apprezzatorei o per suo errore; conseguenza 
del dolo di uno dei oontraenti-^E lo stesso 
Doavergier nega I'azione di reaciiaione per le- 
sione tdtra dimidium, qaando la valatazione h 
commessa al giadizio del terzo, diversamente 
dal casoi in oai il prezzo à determinato dagli 
stessi contraenti ; e cos) pare Troplong Yen- 
dita No. 158 ; sebbene ne eia contrario il 
Voet al Lib. XVni,tit. 1 § 28 ai Pandectas: 
oltreoohà per espressa disposizione della legge 
nei contratti di appalto o di looazione di opere 
non si acoorda oggi il rimedio della lesione* 
limitato ai oontratti di vendita ed alle divi- 
sioni ftiti. 920 della citata Ordinanza ) ; 

** Considerando 
'^ Che il convenntoi onde sostenere la Bua 
domanda per la nomina di Periti giadiziali, si 
à appellato alla legge romana contennta nel 
Digesto al Titolo II del Lib. XYll pro socio, 
ove nella Leg. 76 à contemplato il caaoi in coi 
ad ana terza persona vien commesso rincarico 
di determinare la porzione dei socj, e vi si fa 
la distinzione tra i' arbitraggio simile al com- 
promessoi nel qaale le parti si obbligano di 
fitare al giadizio, giusto od ingiasto> dell' arbi- 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRlBUNàLI DI MàLTA 



55 



tro, e r altro, io oni rinoarico h commesso ar- 
bitrio boni viri; e nella Leg. 79 sQssegaentef 
o?e h detto - Unde si Nerv<e (il terzo) arhi- 
trium ita pravum est, ut manifesta iniquitas 
ejus appareat, corrigi potest per judicium 
bonajidei — dispoBizione qaasi Boataozialmen- 
te riprodotta Bdl primo paragrafo dell' arti- 
colo 1427 della citata Ordinanza deI1868 ; 
'* Cħe Tattore alla detta legge del Digesto, 
la quale e una diaposizione particolare per la 
aodelà, come si rileYa dal fatto che essa non 
e stata riprodotta nella noetra Ordinanza cbe 
sotto il Bolo Tit X del contratto di 8ocietà» 
ha eontrapposto Tallra Leg. ultima del Go* 
dice Giofltinianeo aotto il titolo De contrahen' 
da emptione et venditione, nella qnale, facen- 
dosi riferenza alle antiche diecossioni dei gia- 
reconsolti suUa materia, vi si dispone nei ter- 
mini Begnenti — Super rebus venumdandis 8% 
quis rem ita compara^ity ut res vendita esset 
qutnti Titius cestimaveritf magna dMtatio 
excrta est mdtis antiqua prvdentiĠB cultori^ 
huM : quam decidentes ioncimue, cwm ktyus- 
modi conventio 8ijq>er vendilione procedat, 
qaanli ille cestimaverit^ eub hac conditione 
ttare venditionem, ut, si qtddem ipse, qui no- 
minatus est^ pretium dejinierit, omnimodo 
secmdum ^u» (Bstimationem et pretia per- 
idvi^ et venditionem ad ejffectum pervenvre, 
iive vn scriptis, sive sive scriptis contractus 
celebretur — / 

*' Che qQest'uItima legge, intesa a tronoare 
le discrepanze dei giareconsaltiy essendo stata 
emanafa sol contratto di vendita^ il qoide h 
regolatore di altri contratti affini« come qaello 
eotto esame, dà ana validità incensurabile al 
giadizio del terzo — omnimodo secundum eQus 
astimationem contractus cei^ftre^r— salve le 
eccezioni eopra notate di frode^ dolo personale^ 
errore di calcolo e casi simili ; 

** Che il PereziOy uno dei piii dotti com- 
mentatori del Codice Giustinianeo, nel modo 
aegaente spiega la legge ora citata» fatto con- 
fronto colle altre del Digesto^ nel titolo Pro 



Socio — Quid sifTitiusJ iniquum statuat', co' 
genturne contrahentes stare ejus arbitrio ? Et 
placet interpretibus nostris illud corrigi et 
reduci ad arbitrium boni viri, argumento so* 
cietatis, in qua si tanta appareat iniquitas, ea 
corrigitur arbitrio boni viri, etiamsi nomina- 
tim persona fuerit comprehensa^cvjus arbitrio 
stetur — L. 67 cum seq. ff. pro sodo— 
Verius tamen ex mente Justiniani.in Leg. ulU 
Cod, De contrah, empt, omnimodo pretium 
solvi debere secundum Titii moderationem, 
cui soli specialiter hac commissa ; nec est 
par ratio societatis et venditionisi quoniam in 
contractu societatis non est àliud remedium, 
nisi definitio partium ah arbitratore inique 
statutanm corrigetwr arbitrio boni viri ; in 
contraetu anitem venditionis, si modica sit^ 
Imsioferenda est, immodica, excedens dimi^ 
diam partem justipretii, datur remedium 
Leg. 2 God. De rescindenis vendit (Lib. 4, 
tit« 38^ no. 19 ) ; 

'* Che ancbe i Dottori, i quàli buI testo 
della legge Pro Socio ammettono la revisione 
del giadizio del perito soelto dalle parti ad uq 
gindizio di baona fede^ ricħiedono cha il 
primo sia stato maoifestamente iniquo — veda- 
si Voet lib. 19, tit. 2i§ 36— od il risnltaraento 
di un grossolano errore ; circostanze, chd 
devono risaltare prima, che si faccia luogo^ 
airammissione del reclamoy pdrohg aon h 
giusto che in materie teonicħe e professionali 
si metta in sospetto sen^a fondamento il giu- 
dizio del perito contrattaale, ai qaale giudizio 
le parti convennero di stare seħza eeoezionQ 
alouna^ per fare appello al giodizio di altre 
persone ugualmdnte professionali, le quali 
possono emettere un giudizio diverso, molto 
piu quando ii perito del contrfttto fosse stato 
inearioato di dirigere e aorvegliare la eseco. 
zione dei lavori, ohe lo rendono competente 
piu di qaalanqae altro perito ad emettere un 
giadizio cosoienzioso ed imparaiale ; 

<<Che sebbene tra gli anticbi ginreconsulti 
vi era sul soggetto oonflitto di opinioni, gli 
ficrittori moderni, che commentano il Codi - 



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DECISIONI DEI TRIBnNALI DI HALTA. (Vou IX. 1880 



•e Franoese e le altre legisUiekmi, cbe lo 
luumo s^aito, eoo qoasi eoQOordt nel non 
ammettere reclamo dal giadisio del Perito 
OonTensnonale a qaello di Periti giadisialif 
ie non nei casi aaperiomiente eooettaati, 
eid die fa anche oonaacrato da recenti de- 
daioni ( Yedaei aentenza riportata nella 
Golleiione del Bettini, anno 1872, parte 2, 
pag.231); 

^ Considerando 

** Oie nel caso aotto eaame, oltre che i 
termini della conYendone dànno alla ateaaa, 
piuttoeto il carattere di an contratto oon 
claoflolaqaati compromiasorialei che di nn 
mandato per emettere an'opiQione arhitrio 
iHmvivif non d atato dimoatrato dal con- 
yennto anehe in termini generali ehe il 
ràppcnrto del Perito eia marcato di manifeeta 
ing^oatisiat che y! n aia incorso in alcan 
groeaolano errorep o che sia interYennta 
frode per parte deli' attore, o dello steeso 
Perito^obe abbiapotntoinflaire aal suo gia- 
£ano ; 

^* Che dal tenore della rispoeta data dallo 
attorein sabizione snl capitolo presentato 
dal conYcnatonon risnlta altro, se non 
che n YoIcYa nna stima secondo qnello che 
i giustOi e che per parte del detto attore si 
e btto V arintraggio per CYitare oontesta* 
doni giadiaiali; 

^' Conndeiando in fine 

<* Chenon ei oontroYcrte che iloonYC- 
nnto abbia riceYuto dall' attore la somma 
di £9». 1.9, oitre la stima &tta dal Pe- 
rito Paalson, e V asione promossa i soste- 
nata dallo art. 728 della dtata Ordinania 
No. Vndel 1868; 
"^ Deoide, 

^' PrcYio il rigetto deUa domanda aYan- 
sata dal conYonato per la nomina di Periti 
gia&iali, a tenore deUe domande dell' at- 
torci coUe spese.'* 



DECISIONE 18. 

OOBTE D'APPELLO Dl 8Uà MàKSTA* 

AULàCIYILE. 

18 Febbngo 1880. 

Sir Sahatore Naudi, 
DnLorenzo Xaerebt 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Oiudiei di 8ua Mae$tà. 

Argomento 
Uamne ptt>^àmsegtdre un legato i e$erei' 
bile eontro l eseetUore tesUmentario, qxum- 
do vi J— « qmndo non vi i, contro Verede. 

8e U legatario vuol intentare Vazione di n« 
vendiea deUa coia legata contro terzi, i 
necessariot o chene aibia Upermesso daUo 
eredCf o che citi ancħe costui in causa cot 
terzo. 

La stessa regola i applicabile quando U Uga- 
taaio domanda soUanto la dichiarojsione 
deUa consistenza dettaeosa legata. 

Ed m sinUle caso U conivenuto soccombente in 
prima istanza—se istatocitato neUa dupUce 
quaUtà di erede e di terzo contrasta^te 
la eonsistenza del legato ^^deve interporre 
appeUo neUa sua duplice quaUtà; perche se 
lo interpone soUanto liel nome proprio^ la 
sentenza passa in giudicato contro Veredità, 
edinsuo appeUo quindi sarebbe in efficace. 

Dr. Paolo Yincenao e Boaa Caroana 

versus 

AngioUna Garcin ed altri. 

I oitanti domandarono ohe— aYcndo Chrapa 
Garein, per testamento pabblioato in atti ii 
Oiaseppe Gaetano Mioallef nel 18 settembre 
1848. lasciato loro in legato la claosora di ter- 
ra' ta Farrugi a nel Gasale Siggieai; ed es- 
aendosi i oitati eaibiti per controprotesto del 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNàLI DI MALTA 



57 



29 maggio 1872 di riiasciare agli attori Tin- 
iera claastira saddetla, qaalificandola della 
eslensioDe ditomoli tre edan mondello circaf 
mentre essa h della estenaione di tomoli sei, 
mondello anO| misare otto e qoattro qaintii 
ed h qaella etessa indicata neU' annessa re- 
lazione del 18 febbrajo ultimo del P. A. 
Antonio Sacreo — fosse dicbiarato e deciso 
coDsistere 11 detto legato nell' intera claa* 
snra, della capacità ed esten^one speci- 
fioate nella detta relazione^ e non già del- 
la capaoità ammessa dai cit ati— salvi ad essi 
eitanti i dritti non solo per cbiedere la rispet- 
tiva rilassazione^ ma ancbe i diritti relativi al 
legato della clansara UU Qhain il Qbira indi- 
eata in detto testamento, e pei restanti fratti 
dei detti dae fondi legati e relatiyi locri degli 
interi fnitti, non cbe tatt'altri dritti agli stessi 
eompetenti. 



La Prim*Aala Civile, sedente il Giadice Dr. 
Filippo Polliotno, il 13 gennajo 1879 proflferl 
la segaente decisione :— 

LA CORTE 

« Considerando 

** Che il merito della presente caasa h ri- 
poato nell' esame, se nel legato della olaasora 
appellata ta Farrugia^ lasciato dalla defonta 
Grazia nata Pace già mttglie di Giaseppe Gar- 
cin nel soo testamento del 18 settembre 1848» 
la detta teatatrice abbia e£fettivamenteIasciatOf 
od iDtoBoIasciare agli attori germani Carnana 
tntta intera la detta claasarai come costoro 
pretendono, ossivero naa soltanto delle dae 
pofzioni, in cni la detta claasara ^ divisa con 
aegni di pietra, oome Bostengono i eon?enati ; 

'* Che non avendo la testatrice nel detto 
lasoito indicato, ne la capacità, n& i confini 
della dansara controTersay ma soltanto la sna 
denominaxione ta Farrugiaf h necessario ri- 
eorrere alle congettare desanto dallo stesso 
testamento di Grazia, dalle disp^izioni in 
contennte e dalla serie delle circostanze 



difatto segaenti, per indnrre qaalesia stata 
verosimilmeute la eua volontà ; 
** Considerando 

" Che la ridetta Grazia possedeva dae por- 
zioni divise con segni di ana claasora appeP 
lata ta Farrugia^ che ċ la contyoversai posta 
nei limiti di Casal Siggieni ; 

^ ' Che le dette dae porsioni erano di Aiveraa 
provenienza, ed on tempo separatamente 
poBsednte, T ana da Maria vedova di Antonlo 
Pace, madre di detta Graziai ohe bi loca- 
va indipendentemente dairaltra porBione»come 
riaalta dai dae contratti di locazione a fol. 24 
e 26 della citazione, e 1' altra da Nicola Pace. 
zio della steasa Grazia, come dagli altri dae 
docnmenti a foL 27 e 80 ; 

'' Che non ostante che le dette dae [porzio^ 
ni erano pervenate per eredità alla steasa per- 
sona» cioĠ alla menzionata Grazizi le medesi- 
me continaarono ad essere separatamente am- 
ministrate; perocche, come risalta dai dae U- 
bretti di ricevate esibiti da Carmelo Schembri 
neir atto diidare la sna testimonianza, Giasep- 
pe Garcin^ già marito e legittimo amministra- 
tore dei beni di detta Grazia, rioeveva i paga- 
menti del fitto di ciascana delle dae porzioni 
separatamente dallo atetso oondnttore Miobe- 
le Scbembriy e ne rilasoiava dae rioevate per 
ogni scadenza e oon diBogaale rata di fitto» e 
cio per ana delle dae porzioni dall'anno 1840» 
e per 1' altra dall* anno 1846 fino al 1858 ; e 
dall' anno 1859 in poi cominoid a percepire 
nello stesso modo il detto fitto con separate 
ricevate il convennto Michele La Bosa ; 

^* Considerando 
** Cbe risulta anche provato cho Francesca 
Face moglie di Ntcola Zammit aveva isti- 
taito nel sao testamento del 24 novembre 
1831, per atti Salvatore Balzan, in erede nni. 
versale la ridetta Grazia Gwsin di lei nipotOy 
fiotto fedecommesso da darare fino al terzo 
grado discendentale della stessa erede, e 
con qaesto ohe non avendo costei prole legit- 

tima e naturale, i beni dovessero pervenire 

8 



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JISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [VOol. IX 1880 



[uinei della linea 
trice, per ugaale 

i le dueporzioni 
ora ta Farrugia» 
Pace, poseedeva 
i stetsa denomi- 
apacità di circa 
)0chi passi dalla 
sione da Lorenzo 
ha deposto ; 
she qnest'altima 
iità fedecommis- 
, essendoi dopo 
discendenza, sta- 
sanguinei di det* 
altri beniy oome 
Gambin ed altri 
losa ed altri del 
gi trovasi posse* 



istando insieme 
I 18 settembre 
iaseppe Gaeta- 
Itre disposizioni 

al conveDUto 
kusure di terra, 
[gieui appellate, 
apna, e V altra 
i la prima di to- 
1i quattro circa; 
to legatario do- 
nnualmente scu- 

r elemosina e 
ta da celebrarsi 
Parrocchiale del 

1 esecuzione del- 
ria vedova Pace 

dal suo testa* 
3iIIo pubblicato 
Atteo Azzopardi, 
isseguente para« 
i; 



*' Cbe la detta testatrice, immediatamente 
dopo il legato delle due clausure lasciate a 
Micheie La Rosa cogli obbligbi descritti, 
ba lasciato con pari titolo di legatoa Paolo 
e Maria Caruana attori due clausure di 
terra, una posta nei limiti del Siggieui ap- 
pellata ta Farrugia, e I' altra in contrada 
ta Ghain il Gbira vicino il palazzo detto 
deir Inquisitore. francbe e libere ; 
*' Considerando 

^ Che sebWne non • sia punto verosimile 
che Grazia Garcin, la quale ha addimostrato 
nel d) lei teetameuto grande predilezione 
verso Michele La Rosa, abbia voloto lasoiar- 
gli in legato, con pesi annui e perpetui, un 
fondo, che non era nella sua disponibilità e 
che doveva essere ad altri restituito dopo 
la di lei morte ; pure tale inverosimiglianza 
cessa, quando concorrono circoatanze di fatto 
tali, da far ritenere cbe la detta teatatrice 
probabilmente ignorava che il fondo legato 
non era compreso tra i beni formanti il 
suo patrimonio disponibile ; 

'^ Che consta di fatti che nel testamento 
di Francesca Zammit non furono indicati, 
nċ descritti i beni da lei assoggettati a fe- 
decommesso ; che non risulta che dopo la 
soa morte sia stato fatto alcun inventariOf 
descrizione dei detti beni; che Grazia Gar- 
cin amministrasse i detti beni separatamente 
da tutt' altri beni di lei liberi^ che ella 
tenesse un libro separato per V amministra- 
zione di detti beni, per tutto il fempo dallo 
anno 1844, quando fu a lei devoluta la 
ereditàdella Zammit^ finoal 1862, anno della 
sua morte; giacchà illibro esigenziale, pro- 
dotto dai convenuti per informazione nella 
tratt^zione della causai non appare scritto di 
mano di Giuseppe Gtircin marito di Grazia 
ed amminietratore dei di lei beni, e non 
risulta che esisteva al tempo in cui fu forma* 
tolil testamento nel 184S ; che anzi si ha la 
prova diretta cħe la detta Grazia ed il di lei 
marito cctetestatore ignoravano quali erano 
precisamente i detti beni^ perocche nel loro 



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I DEl TRIBUNALI DI MALTA [ Vol. IX 1880 



inza rile* 
itrioe im- 
clAasura 
ta r altra 
k e libera; 
, la teata* 
4 tomoli 
iponibile, 
erronea 
me Bulla 
onerii ed 
Becnsione 
ria ; aeb- 
licillo di 
dicesii in 
i riferisce 
Qon Biano 

lilevate e 
rre qaanto 
i claasnra 
dl Qrazia 

I, Bia stata 

il testimo* 
La Boea 
jrazia era 
ato ai Ca- 
simi altre 
deU' Isola 
k da quel- 



nsorte per 
) le prove, 
•r dare la 
parole del 
i8a> perchg 
' BOBtennte 



ttori avan- 
elle Bpesei 
\ restare a 



Decisione della Oorte d' Appello :— • 
LA CORTE 

^' Oonsiderando 

** Che gli attori coUe loro domande dedotte 
nella citaaione ohiedono dicbiararsi e decidersi 
che il iegato della clausara di terra denomi- 
nata ta Famigiaf loro lasciato dalla defanta 
6razia Garcin nel testamento menzionato nel- 
la detta citaijone. consiste nella detta intiera 
clausora della capacità epecificata nella rela- 
zione del Perito Sarreo annessa a quella cita- 
zione ; 

•* Che tra le diverse personei contro delle 
qoali le dette domande sono dirette, i eompre- 
BO il Notaro Mtchele La Bosai ii qnale e chia- 
mato con tre dififerenti qualUà^cioicomealtro 
degli eredi deOa detta Qrazia Garcioi come 
eseoutore testamentario ed amministratore 
deir asse ereditario della medesima Grazia 
Garciui ed in nome proprio ; 

**Che la sentenzsi da cui i appello, decise a 
tenore delle domande suddette — con tale 
sentenza qnindi^ proferita in contestasione 
degli eredi della detta Grazia Garcin» compre* 
80 il detto La Bosa nelle altre due qnalità 
di esecutore e io nome proprioi b stato dichia* 
rato che il menzionato legato lasciato agli 
attori consiste nell' intiera clausura suddetta ; 
** Considerando 

'^ Che come h evidentey la qualità di erede, 
colla qnale il detto La Bosa ċ citatOi sotto tut- 
ti i rapporti e distinta da queUa^ colla 
quale il medesimo La Bosa e citato in nome 
propriO) cioe come legatatio della detta Gra- 
zia ; e V una e V altra qu alità Bono distinte 
dair altra qualità di eBCcatore ed aminini- 
stratore dell' asse ereditario della medesima 
Grazia Garcin, colla quale lo stesBO La Bo- 
Ba h citato ; 

*' Considerando 

'<Che il detto Notaro La Bosa, appellando* 
A dalla detta sentenza con nota presentata 
il 23 gennaro 1879, pag. 74, espreflflamente 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Voi.. IX. 1880 



erando 

già 81 h rilevato, il No- 
Q nome proprio soltanto, ha 
llo dalla detta eentenza; e 
esae dell' eredità era co- 
-Kosa e gli altri eredii egli 
roprio rappresentaTa in gin- 
individuale intereBse come 
ve loj'idistingue sostanzial- 
ità; ne con quel solo nome 
rappresentare tutti gli eredi 
I La*Bosa tanto quale uno 
anto nel buo nome proprioi 

contestava con lui il giu*. 
ndo il duplice interesse, che 
sentava, di coerede I' uno, 
iltro : quale coerede lo in* 
itrazione dall'eredità della 

come voluta dagli atto- 
di legatario ve lo interes- 
cħe gli attori volean quella 
intero in eBcIusivo loro fa« 

La-Bosa ne avea preten- 
)rzione ; 
erando 

enza di prima istanza, ade- 
nde degli a ttori, colpiva nei 
i-Bo8a nelle varie qualitài 
testava il giudizio ; ma, ap« 
;Ii non crede di appellarsi 
erede, ma nel boIo buo nome 
9, nel caBo apeciale ed in 
munciata distinzione^ vale 
ila sola Bua qualità ed in- 
urio; 
erando 

eredi, compreBO il La-Bosa 
0, non ai appellaroni dalla 
te alle domande degli attori, 
ihe costoro banno irrevoca- 
gnato rispetto agli eredi la 
lla conaistenza del loro le- 
landata nella totalità della 
I : quella diQhiarazione ora- 



mai regola permanentemente i dritti e le 
obbligazioni tra gli attori legatari ed i con- 
venuti eredi: La Bosa percià, che non vi era 
terzoi ma consorte in lite coi soccombenti 
eredi, soggiace al par degli altri eredi alle 
obbiigazioni, che col giudicato tutti contras- 
sero verso gli attori quai legatari ; 

*' Considerando 
'* Che r acqaiesceoza del La-Bosa alla 
prima sentenza, in qaanto interessante il rap- 
porto giaridico degli attori coll' eredità, risul- 
taote tale acqaiesoenza dal difetto di appello 
in qaalità di erede,rende ino ompatibile Tappel- 
lo nel sao nome proprio, ohe nel oaso ha il ri- 
Btreito signifioato di legatario; poicb^ si rende ^ 
inoonoiliabile la pretensione di costni dirite- 
nere a favor sao ana porzione] di quella stessa 
clansara, che la prima Corte, in sua oontesta- 
zione come erede, dichiaro appartenere pet 
intero al legato degli attori, doversi ciod altri- 
menti prelevare per intero dall' eredità a 
favore degli stessi ; inoonciliabile V efietto 
del giudioato, importante obbligazione di dara 
eonsegnare V mtera oosa, con un diritto nel- 
la stessa persona obbligata di dareoconse- 
gnare seltanto ana porzione della stessa cosa; 

^* Considerando 
^' Che in viata delle premesse osservationi 
non vi à laogo ad arrestarsi all' esame del 
merito principale; 

*'Deoid«, 
*' Dichiarando inattendibile e senza effetio 
l'appello nei termiai, in cni e stato interposto 
dal detto Notaro La-Bosa oon nota deldi 23 
gennaro 1879^ dalla sentenza profferita dalla 
Prim' Aula della Corte Civile di Sua Maestà 
ii di 13 gennaro 1879— senza la tassa delle 
•pese. 



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DL. IX 18801 DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



63 



DECISIONE 19. 

CORTE CIVILE DI SUa MAESTA' 
PRIM' AULA. 

16 Febbrajo 1880. C^) 
Dr. Filippo Pullicino, 

Giudice di Sua Maestà. 

Argomento 

Secondo il dritto vigente prima deWOrd. No. 
II del 1864 e deW altra No. VII del 1868 
eradi regola che^ mofendo un usufrut- 
tuario, % fitti dei beni ruatici si dovessero 
ripariire^ tra i suoi eredi e il proprietariot 
non in ragione deUa scadenza di essifitti 
awenuta prima o dopo la morte, ma in 
ragtone delia percezione dei frutti per 
parte dei conduttori ; in modo che ilfitto, 
corritpondente aifrutti percepiti prima di 
detta morte, appartenesae agli eredi deUo 
umfruttuario,€alpropri€tarioilfitto cor* 
riepondente aifrutti percepiti dopo. 

Que$ta siessa regola era applicabile nel re- 
parto deifruUidei benifedecommissari, tra 
gli eredi delgravato e il successore vocato. 

Le nuove regole daosservarsi nel caso di usu^ 
frutto, stabiliU coW Ord. No.VIIdel 1868 
e coUa precedente No. II del 1864 e coUe 
quali e stata abolita la distinzione tra frutti 
di heni rustici ed urbani e disposto che i 
frutti civili si calcolano dietiizii non sono 
applicabili ehe al solo usufrutto, e non ss ne 
deve estendere V applicazione ad aUri easi 
tmUi : molto piH che coW vliima pwrte 
deVtart. 1925 deW Ord. No. VII del 
1868f come i stata interpretata daUa Corte 
d* AppeUo, sono state conservate tutte le 
leggi precedenti relative a fedecomm^ssit 
anche in qurestioni accessorie. 

Dr. SalTfttord Camilleri nomine ed altri 

versus 

Lazzaro dei Conti Satit ed altri. 



LA CORTE 



** Atte8occb& la prima delle domande 
avanzate nella citazione ha per oggetto la 
diohiarazione e decisione che i conti resi dal 
citato Conte Sant Fonrnier siano ingiosli ed 
erroneif nel senso che il reparto delle rendite 
dallo stesso incasaate come esecatore di Maria 
Àntonia dei Conti Sant, e riportate a 8uo 
debito nei detti conti, non debbai nelPinte- 
resse degli attori come euecessori nei beni 
fedeoommitsarj di Giuseppe Carmelo dei 
Conti Sant e del citato Dr. Vassallo come 
curatore deU' eredità giacente di detto Giu- 
eeppe Carmelo, essere quello fatto nei detti 
conti, ma invece qaello fatto dai detti attori 
nella loro critica, e secondo la quale la rata 
dovuta a costoro h di acudi 827. 2. 16 ; e 
colla dichiarazione occorrendo cbe avuto ri« 
guardoal giorno della morte di detto Giu- 
aeppe Carme1o» seguita il 6 aprile 1877, ^ 
termini delle pensioni dei beni rustioi 
fedecommissarj di lui, scaduti dopo quel- 
la data, si devono per Sntero agli attori, a 
differenza dei fitti dei beni urbani, che si 
devono calcolare giorno per giomo nell'in- 
teresse degli attori e della detta eredità gia- 
centCi come vedesi calcolato in detta critica, 
e diversamente da quanto h stato praticato 
nei conti resi ; 

'^ AttesocchĠ era di regola neir antico 
dritto, prima della promulgazione deirOrdi- 
nanza No. II del 1864 e dell'Ordinanza No. 
VII del 1868» cbe morendo rusufruttuario i 
fitti dei beni rustici si dovessero ripartire tra 
il proprietario e gli eredi del detto usufrut- 
tuario^in ragiooe della percezione dei frutti 
per parte del conduttore^ e non già del giomo 
della scadenza dei fitti, in modo che il fitto 
corrispondente ai frutti percepiti prima delia 
morte deirusafruttuario appartenessero agli 
eredi di C08tui,e quelli corrispondenti ai irutti 
percepiti dopo al proprietario (vedasi il Pa- 
cion, De Locat. Cap. 34, No. 55 e segO ; 
** AtteBOCche la stesaa regola era applicata 



Q 



C^} /4^.^' ■<:^i^c-^^^'^.ry-U^i<:^ -'^ 'y 



C7 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



rutti tra gli eredi del gravato 
u beni rttstiei fedeeommissa- 

dei fitti dei beni orbaniy i 
EUio giomo per giomo tra gli 
) elil siiocessoreyb proporzlo- 
[ loro poesesso e godimento ; 
coir artioolo 31 dell'Ordi- 
[ del 1868« eotto il titoio 

corrispondente coU' articolo 
iza precedente No« II del 
Btabilito cbe i frotti civili si 
istati giorno per giomo ed 
ili' usufmttoario in propor- 
ata del soo oaofrotto^ senza 

alcona tra i fitti di beni 

rustici'; 

tale disposizione nuova, in- 
mte ad eliminare qnistioni 
aplicazioni di calcolo tra il 
gli eredi del defunto, non à 
) al solo usufrutte, essendo 
iezione inteetata — ^'Dei dritti 
irio "— e non à lecito esten- 
pplicazione ad altri casi si- 
quando esiste una particolare 
'egge, la quale vieta la esten- 
)pIicazione ; 

ove il legislatore avesse vo- 
i detta nuova disposizione ai 
non avrebbe mhncato di di- 
Qzi egli nella clausula dero- 
te in fine all' articolo 1925 
nanza del 1868, ba stabilito 
) ai fedecommessi, costitoiti 
omolgazione deU' Ordinanza 
14, Bono conservate le leggi, 
[uell' Ordinanza erano in vi- 
lentenza data dalla Corte di 
ovembre 1876 nella causa di 
)va Gravagna v$.T)v* Fran- 
iggiani (a) ed altri, era stato 
Ila detta clausola finale dello 
ra atato conservato in vigore 

a sentenza a pag.485 dd ^L YIL 



anche totto ci5f che h accessorio ad on 
fedecommessoi e tale earebbe il reparto dei 
frotti dei beni rostici tra il soccessore e gli 
eredi del preoedente gnivato ; 

^^ Attesoccbà pertanto il reparto dei fratti 
in qoiatione non deve essere fatto secondo i 
calcoli eeistenti nel conto a foL 13, ni 
giosta la critica degli attori eeistente a fol. 
8 della citazione ; ma conforme alle regole 
vigenti nell* antico dritto ; e onde stabilire 
tale gioato reparto h necessario il segoenie 
prowedimento ; 

Percio Decreta 

^'Cbe, a spese prowisoriamente degii 
attori e del Dr, Vassallo nomine a rate 
ogoali, r infrascritto Ferito Legale & nomi- 
nato coll' incarico di formare on proepetto 
indicante il giosto reparto dei frotti dei beni 
r^ortati nel conto a foL 13 tra gli attori e 
ildettoconvenotoDn Vassallo nomme^pren- 
dendo per base di tale reparto le regole dello 
antico dritto sopra enondate, applicandole 
ai frotti raccolti da ciaacon fondo aepara- 
tamentei previa verifica dei fatti anche per 
mezzo di testimonj, ebe egli h aotorizzato ad 
esaminarei e con esibizione di docomenti— e la 
caosa resta differita per la pnbblioazione del 
rapporto aila eedota di luoedl 1 marzo 1880~ 
le speee riservate. 



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TOL. IX 1880J DECISIONI BEI TRIBUNALI DI MALTA 



65 



DECISIONE 20. 

CORTE DAPPfiLLO DI SUA MAESTA' 

AULA CIVILE. 

87 Febbrajo 1880. 

Sir Salvatore Naudi, 
Dn Loreozo Xuereb* 

Dr. Filippo Pulliciuo, 

Oiudiei di Sua Uautà. 

Argomento 
L' itpreiiione doioaiida giodiziaria, adope* 

mto ntW arHeolo 285 deW Ord. No. VII 

dd 1868f importa soUcwio domanda amn' 

xaUb jper tiUunxme* o UbeUo. 
Chi ao€8$e vinto nel posBeseorio, $ebbene $ia 

fci rimaeto eoccomhente nd petitorio, non 

pvà euere qwMficato poseeseore di mala 

feie. 
EspomdoRe ed applicazione di teorie in tema 

di hwmafede per la restUueione deijrutti' 

SeDtildoiuia Arcangela Greoh Delicate 
versvis 
tfoosigiior Dr. Don Sahaiore Oxech pelicata 
•l.altai. 

La citaiiie — allegando ohe la Oorte d' Ap- 
pello con sentenza del 22 gingoo 1877 (a) ri- 
formaQte V altra di qaesta Corte del dl 24 ot- 
tobre 1876» avea riteaato che lo stabile nella 
Mnsta detto taDop e U Molino a vento 
cottraito in detto stabile, e le porzioni 
dinsct niedia ed intema, con ricetto e 
gebia della olaasara nel Zarrioo in con« 
trada ta Bàbana appellata tal gnien Qher- 
flnin, eraoo e sono di proprietà delF ere- 
dità 8aocennata,e che^aegli stabili erano pos- 
iedati dai dekti Oreeh Delicata e Debono e dai 
kro antori insin da anni prloia— domanda — 
in Tieta delle oofie anzidette, della legge e dei 

(a) Yedaai qonta seatenza a pag. 267 del V(d. 



fatti risoItaDti da qaella Benteaza d' Appello i 
dei proteati 26 loglio 1878 e 20 laglio 1877 e 
deUe riserve e pretea^ fatte nel Ubello deciao 
oea qoella aentenza— che aia diduarato e de- 
cieo che i oonveAati* meao i earatori, aono 
tenati ed obbI%[ati verao V eredità giaceiMe 
di Gio. Carb Orech Delicata, rappresentata 
eome aopra, al pagamento dei frotii peroepiti 
e cbe Bi potevano percepire dal 16 agosto 1868» 
da esBere liqaidati da qoesta Certe anehe 
l^eropera di periti ooeormndo, da qaella data 
odaattra anteriore fin oggi. Inoltre — pre- 
mettendo la dichiarazione che la domandante, 
qaale creditrice deUa detta eredità in virtħ di 
sentenza di qnesta Corte del 24 marzo 1868 
confermata da qaella di AppeUo ii 14 aprile 
1869, e in virtħ di nn' altra sentenia di qae* 
sta Corte del dl 10 gennajo 1667 e delcon* 
tratto in atti O. A. Parodi 6 gennajo 1867, 
abbia il dritto di esperire le dette e le segnenti 
domande, anche nell* interesse della detta ere* 
dità, per poter ella pagarsi anche in parte del 
credito privilegiato per le spese amisontaate 
a £157. 8, 6, giasta il proBpetto E nnito alla 
citaxione, coi laori dal 17 laglio 1877,dai £rat'' 
ti saddetU da esaere dichiarati BOggetti a qaei 
crediti--domanda che i convenati Grech De- 
lioata e Debono, come debitori di detta ere* 
dità, debitrice qaesta della d omandante, siane 
condannati a pagare alla citante, per ealclo od 
aoconto del di lei credito pnvilegiato di £167. 
8. 6 coi lacri, e in caso che sopraTvanzi qaal« 
che somma, acconto degli altri crediti, ed in 
pessimo evento a depositare in qaesta Corte a 
favor della detta eredità e. deir attrice la 
Bomma, che sarà da qaeeta Corte liqaidata in 
ragion dei fratti eaddetti da loro dovati come 
Bopra, e cio coi locri del 6^ dal 20 laglio 
1877. 



La Prim' Aala Civile, sedente il Oiadice 
Dr. Giaseppe Oasan, il^ 28 gennajo 1879 
proferi la segaenle deciBione:— 
LA COBTE 

'' Attesooehi rattrice in primo laogo eluede 

9 



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66 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [VOol. IX 1880 



cħe, Avendo la Corte d' Appello nel'22 giogno 

1877 deciso appartenere all' eredità di Gio. 
Carb Qreoh Delioata la ohiosa di terra ta 
Dop nella Masta e dae porzioni oon ricetto 
delle terre ta Qnien Ohenmsi nel Zorrioo, 
-già poesednte dai citaii Greeh Delicata e De- 
'bono e dai loro antori insin da anni prima, in 
Yista di cid| della legge^ e dei fatti ri«altanti 
da detta sentenza, e dei proteati del 26 Inglio 

1878 e 27 laglio 1877 e delle inserve e pro- 
ieste Bcritte nel libello deciso, debba essere 
dicbiarato e deciso essere essi convennti Grech 
Delicata e Debono obbligati verso detta ere^ 
dità giacente di Gio. Carlo al pagamento dei 
irutti percepiti e che si potevano percepire dai 
detti dne ia^mebili dal 15 agosto 1868 ; 

'^Attesoccħà qaest'oltima precedente data» 
tlalla quale l' attrice darebbe corso ai chiesti 
fruttiy eegna il principio di possesso dei beni 
in poter dei detti convcnuti Grech Delicata e 
Debono^ a loro trasferito quali eredi dello 
zio Monsignor Lorenzo Grech DelicaUimor- 
to in Lnglio 1868 ; 

. " Attesocchà eebbene^ secondo la dispoei- 
zione della legge, ii possesso continua di 
dritto nella persona del snccessore a titolo 
universale; tuttavia, per espressa disposizione 
di altra leggei la mala fede del preoedente 
poBsessore non nuoce al sucoessorei sia que- 
flti a titolo aniversale> o particolare ; e la 
circoecrizione di legge in tal caso sarebbe 
che il suocessore non possa, per la prescri' 
zume^ unire al'proprio possesso quello del 
£uo autore. II princjpio, pel quale la conti- 
nuazione del possesso dair autore all* erede 
trasferisce in questo le obbligazioni di quel- 
lo e lo rende responsabile alle conseguenze 
della sua mala fede, non ^ applicabile alla 
restituzione dei frutti ; perchà V acquisto di 
questi nà procede da congiànzionei ossia 
confusione dei posaessi, n& à basato sopra 
un titolo vero di proprietài ma sulla perce- 
zione in buona fede del possesorei al quale 
percid dettp acquisto dei futti e oaturalmente 



personale: la ^tio ^um^ che nella continua- 
xione dei possesei e nel dritto di prescrivere 
ne oppone il vizio dell* autore all' erede, 
benchà questi sia in buona fedci non ha 
consistenzai quando la virtii del posseseo nello 
acquirente non ammette continuazione con- 
trattuale, o ereditaria : la buona e la mala 
fede, come connessa ooHa condizione d' ani- 
mo, coU' opinione, coll* ignoranxa od errore 
del possessore, non ei trasmette ad altri ; 

'' Attesocchà, in vista della su riferita 
disposizione di legge,. era inutile per parte 
deir attrice rifarirsi colla citazione anche al 
possciso degli autori, ed ai fatti rianltanti da 
detta sentenza di appello in data 22 giugno 
1877, i quali avrebbero viziato il poeeeseo 
del Bolo autoroyin quanto non procedente da 
giusto titolo ahile a trasterire il domiaio; 
mentre il titolo ereditario per detti conve- 
nuti lo sarebbe etato, ed un posseeeo in 
virtii di quel titolo, protetto da buona fede 
per il corso di anni dieci, ne avrebbe fatto 
a loro acquistare coi Crutti anche la pro- 
prietà dei due immobili ta Dop e Gnien 
Ghermnsi, se non fosae stata oon atti giudi« 
ziali interrotta la preecrizione decenxude; 

^* Attesocche la buona fede ċ una mora* 
lità, che guadagno salutari risultati anche 
nella legislazione civile ; tra i quali quello 
cbe il possessore di buona f ede fa suoi i frutti 
della cosa posseduta ; ed oggimai senza la 
eccezione romana, quando la cosa fosae 
un' eredità, egli non fe tenuto a restituire 
se non quelli, che avrà percepito, o che 
colla diligenza da buon padre di famigHa 
abbia potuto percepire, dopo la domanda 
giudiziaria ; 

. •« Attesocchfe poesessore di buona fede 
chiama la legge colui, che per motivl veri- 
simili^crede sua la cosa, che possiede. E chi 
sa, o deve per le eircostanze prefiutnere 
che la cosa da lui posseduta appartesga ad 
ad altri, h possessore di nuila fede. La baona 
fede peià si presume, e chi allega la mala 
fede, deve farne la prova ; 



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VoL. IX 18801 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



«7 



'' Attaeocchi i delti oonveoati, qaali eredi 
di Monsigiior Lorenso, non eolo troyarono i 
dae immobili tra i beni^ cho rautore pos- 
sedeYa, ma in famiglia eraoo distinti oome 
pttrimoniali) poioh& erano etati in sacro 
patrimonio donati al detto Lorenzo dai eooi 
genitori : anohe se essi ayesser conoaciuto la 
eondixione ri^luliYa soritta nell' atto di 
donaQone patrimoniale. neaaana dichiara- 
sione diGiadice avrebbero potnto incontrare, 
poidii noQ vi fu, che hi riaoluzione abbia 
ayato e£fetto : gli accordi Tolontarj tra do- 
nanti e donatario/che abbian potuto segaire 
yereo 1' anno 1820 e tre anni prima , per i 
qoafi coneiderà la precennata sentenza 
d* appello del 22 giugno 1877 che 
i dae fondi foaser rientrati net dominio 
dM donanti, non si (rova cbe siano etati 
eonoaciati da essi conveQUti, i quali per- 
eid dovean credere al posBesso; ed h anzi 
da presumerey da ritenere moralmente certo 
chenon liabbiano davvero conoBciutii non 
Bolo perchd seguiti qnando^ee non tatti, quasi 
taf ti i detti convenuti non erano ancora nati; 
ma aopra tntto perchài da persone coite e di 
•enno ohe eesi eono, se li avessero cono- 
8ciat]> non avrebbero eglino stessi epinto la 
attiice con giadizio di jattanza a proporre 
il giadido nel petitorio» definito colla preci- 
tata icntenza d*appell0| che facevaloro per- 
dere i foodi.; lo fecero nella persuasione del 
gioato titolo di proprietà ; nella piena fida- 
cia di riascire vincitori dalla lottai che non 
vedevan difficoltà di provocare easi etesti ; 

''Attesocche perci&i non dal 15 agoato 
1868 come l'attrice chiede, ma i frutti per- 
cepiti o percipiendi dopo la domaoda 
giudisiaria aarebbero nel oaao restitoibili, 
aeoondo la legge ; 

** Attesocchd reapressione ^^ dopo la do- 
HHmda giodiziaria," adoperata dallo apeciale 
articolo 889 deirOrdioanza No. VII del 
1868, ai dietingue dalla '' interpellazione per 
atto giadiaiario/' in piħ parti adoperata dalla 



gteasa Ordinanaai comei in graaia di pocbi 
esempji negli articoli 836 per la coetitoaione 
in mora, 847 rapporto ad intereaai, I07I ri- 
gaardo promesaa di venderOi 1148 riguardo 
intereaai di preszo, 1217 rigaardo denonzia 
di cessionei e aimili: rarticolo perà 1836 
include la d oppia espresaione— il creditore 
ipoteoario puo dommdwre giudizi<mamente la 
vendita dell 'immobile, dopo di avere eon w 
protesto interpeUato il debitore a pagare, e 
intimato al terzo possessore di pagare o rila- 
Bciare; la domanda euddetta non pu5 eaaere * 
fatta, ae non dopo treota giomi dalla notifioa 
del proteato ; 
"Attesoccbà da questo solo apparirebbe 

che la legge non abbia inteso di accordare i 

irutti percepiti o percipiendi dopo atti gia« 

di^iarj importanti interpellazioni) proteste, 

dichiarazioni e costituzione in mora ; ma 

soltanto dopo una domanda giodiziaria, che 

val quanto dire una citazione o libello, aoli 

atti in cui di regola o per modo principale 

Bono dedotte I e domande in giudizio, aatra- 

zione fatta da domande cautelatorie, esecu* 

tive, incidentali, connesse o dipendenti, che 

aecondo procedura sono fatte mediante ricorsi. 

Di dritto Romano nemmeno erano dovuti 

quei frutti dal posseasore di buona fede, ae 

non da quando fosae aeguita la contesta- 

ziouedella lite— certwm est malajidei posses' 

9ores omnes fructus praestare, bonae fidei 

vero possessor extantes, post litie contesta- 

tionem universos—leg. 22 Cod. de rd vind. — 

II diritto Canonioo e vari seguaci avevano 

ammesso uno stadio di mala fede anteriore 

alla mossa lite, quando il fattOi ond'era 

indotta, foss e cbiaramente provato ed ocular- 

mente verificato. Fu notato perd che tale 

sistema portava ad indagini, direbbeeii inqui- 

sitoriali sulla condizione d ello spirito del poa* 

sesaore ; se ne voUero evitare gli inconve- 

nienti ; fa detto che il possessore, non aolo 

nell interesse proprio^ma pargeneraIe,coltiva 

il fondo, che il padrone trascura di agire per 

rivendicare, ed il cultore, che comincio a 



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68 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vou IX. 1880 



peeMdere ia buona fede^ ex rm^ne cvliMhz 
fifuelmmbi itcqmrit: fodette ehe inDOQeole 
nella eiia preea di poisepso egti h al ooperto 
della legge per fare^ saa anohe la eoea frat* 
tifera eollA preseriaionei ae iltempotrasoorre 
edil proprietnrto non agisee; fu detto ebe 
rafficio delta legge aoooppia alla moralità 
la politioa espedienzay cbe al poseesBO di 
pura origine non impone sacrifizi al calto 
della eevera gioBtizia; che al proprietario 
non si reca offesa^ ool far dipendere daireser- 
cizio del sao dritto il ritomo a lai della oosa ; 
si rioonobbe la Boeessità di stabilire ana 
norma certa e positiya, ed il surriferito arti- 
Qolo 235 V addott6 in quella espressione 
*' dopo la domanda giudiziaria ; " 

** Attesoccbe sotto diverse oircostanze non 
a torto continuerebbero i detti oonvenuti ad 
eccepire che la loro buona fede abbia conti- 
noatOy ancbe dopo la contestazione della Iitey 
ed ebbero anzi a confermarvisi maggiormente 
colla vindta della oausa in prima istanza, 
per cui la loro coscienza non pot^ essere effi- 
oacemente scoBsa rapporto la illegitimità del 
possesso, che colla prefata sentenza d*appelIo 
del 22 giugno 1877; tuttavia quando un eco- 
nomia d* indagini pericoloie sullo stato 
d'animo di un possessore, quando il benefioio 
di risparmiar controversie soggette a fallaci 
gindizjf quando il vantaggio sociale suggeriva 
alla iegge una norma, al potere giudiziario 
spetta soltanto di applioarla ; nessun'altra 
regola o giurisprudenza vi pu5 supplire, nes- 
auna interpretaziene puo ooel dilatarne il 
senso« da distruggerne il principio ; 

'^ Attesocohà a giudizio della Corte nem- 
ni^eno c attendibile V ecceaioQe data dai oon^ 
venoti, che i frutti debbano consolidarsi 
oolla proprietà soltanto dalla domanda pro- 
posta col presente giudizio speoiale sui frot- 
tiy e non già dalle domande definiie ooUa 
sentenza d' Appello del 22 gingno 1877» ri- 
guardanti soltanto la propriet& dei fondi« I 
fruttii per rapportp alla proprietà, di regola 



sono un' aoeesaioiie ; e Fotbier oonriderova 
I sotto qoesto rapporto il possessore di buona 
fede quasi proprietario — pene loco dommip 
leg. iSff.de acqmr.rer* iom. — Altri osserva* 
rono che il solo proprietario trae dalla cosa 
i frotti per diritto d* acce6sione» modo deri* 
vativo ex re ipsoj che gli appartiene ; il pos- 
sessore li acquista, perchà vive nella opi- 
nione ohe lacosa non sua sia sua, e con 
questa opiaione li percepisce ; quindi por 
lui modo di acquistare prinpipale, origina- 
tiOf non derivante da effe(tiva proprietà sul- 
la cosa. Tuttavia il giudi^io rivendicatorio 
cancella V erronea opinione del possessore, 
ohe non puà pid ooprire di boona fede la 
percezione dei frutti, per cui oessa di essere 
il quasi proprietario di prima» cessa V appa* 
rente legittimità del primiero poseesso; al- 
tro ordine di effetti subentra a privarlo, come 
del prinoipale, deir aceessorio ; là restitu- 
zione dei frutti, sotto tali condizioni perce- 
piti dopo la domanda giudiziale in rivendi- 
cazione, non e che una conseguenza, ed 
unadomanda per tale restituzioiie non sa- 
rebbe che pedissequa ; 

** Deoide, 
'' Dichiarando che i convenfatiy meno i 
curatoriy siano tenoti ed obbligati verso la 
eredità giaeente di Oio. Oarlo Grech Deli- 
oata alla restituzione dei frotti percepitii e 
che oolla diligenza di un boon padre di 
fiimiglia abbian potuto percepire dagli im- 
mobili indicati colla dtasdone, dopo il libeHo 
presentato per parte deU* attrice il 3 mag- 
gio 1875, finohà il possesso dei fondi ri- 
mase presso di loro ; ed in qoesto limitato 
senso aderisce alla prima domanda contenu- 
ta Mlla eitaziOBe, esclodendola in qoanto 
portante pretensione dei ħrutti per tempo 
anteriore — senaa tassa di spese. £ si 
riserva la Corte di provvedere per la liqui'- 
dazione dei.detti frutti ed amsMintare di 
spese giodiimli cbiesto dall* attrioe^ se tale 
sar& il caso, nella sedutadeiril febbraro 



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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNàLI DI MàLTA 



«9 



pro88imo» alla qnale rimaiid peroià rttlleriar 
tnttasione differita." 

Lasteasa Corteil Ino, Marxo 1879 pro- 
farl qaeat'altra decisione :— « 

LA CORTE 

"Attesoochà ia seDtenza del 28 gennajo 
nltimb scorso riservava di provvedere per 
h\ liquidazione dei frutti ed ammontare di 
fpese giudiziafi chieste dalF attrice ; 

" Atteaocchi i frutti, che ai termini di 
detta sentenza |imanevano dai convennti 
reatituibili alla eredità giacente di Gio. 
Carlo Grech Delicataf ai limitavano ai per- 
cepiti e percipiendi dopo il 3 maggio 1875| 
fincbi il possesao dei fondi rimase in loro 
potere ; e secondo la ratizzazione esibita per 
parte dei convenuti Grech Delicata e De- 
bono il 15 febbraro or scorsOy fol. 93» am- 
montavano a aoli scudi 271. 9, S, sicoome 
uUeriori scadenze furono riscosae dal se- 
queatratario giudiziale, che non h in oausa ; 

'^ Attesocchà, dopo la chiesta liquidazione 
di quei fhitti, V attriciB domanda pure allo 
uopo la dichiarazione che come creditrice 
delia auindicata eredità ba dritto di espe* 
rire le predette e seguenti domande, anche 
nelF interease della stessa eredità, per poter 
ella pagarai} almeno in parte dei crediti ivi 
ceDiMtiy dat frotti auddetti, da essere dichia* 
rati Boggetti a quei crediti ; 

'< Alteaocebà tale diehiarazione, àfP wpo 
dottsndata, non era in vero neeeasaria^ in 
qmmto alle vere aue parti soatansiati nel 
precedeote tiltima motivo iadicate^ in quanto 
ohe importerebbe provocare diohiarazione di 
dof ehe la legge dispone ; per6 qnella do- 
manda^ oitre le parti prineipat] esprease in 
deito preeedente motivOi offire un ripieno di 
enuaciazioiii, sulle quali la atessa domanda 
Doo pfovoca alouBa speeiale dichiarazionei od 
altra diepoBitione deeisiva dalla Corte ; qua^ 
fifioa privilegii^ H eredito pelte spese^ sen* 
ndoBBaoda per deeiderei tale qualitài ohe 



potrebbe talora competere, Be non in tutto» 
io parte; dice ammootare tali apeae a 
£ 167. 8« 6, senza che quelU domanda si e« 
^nda alla loro liquida«ione ; vi oompreode 
i lucri Btt dette Bpeae d^ 17 luglio 1877» 
presuppooeodoqe già deciso il dritto ; per 
oui quella dichiaraaioae, come terya doouui- 
da proposta nella citazione coUa dausolo 
aU' tLopOf parte come superflna e parte 
oome enuociante le dette qualitài ammon* 
tare ed intereBsii che voglioo eBsare prima 
decisi Bopra aoaloghe domaode, divieoe ioat- 
teodibile in qaesto giodizio ; 

*' Attesocohfe la oitaziooo procede coo 
ooa quarta domaoda per ooodanna, con ona 
quiota per dcposito io caso di pessimo eveoto, 
e coUa seata fioale al bisogoo per la Uqoi- 
dazipoe dell' ammontare di qaelle apeBo 
gtudiziali dovutele giuata la aentenza data 
datta Corte d'AppeUo il fi2 giugno 1877, 
che r attrioe vi fa asoendevea £ 157. 8. 6; 
e aebbene anche air opportnnità di questa 
oltima domanda V attrice ripete I* eminota- 
jsione di quaUtà privil^ata rapporto tale 
8U0 credite io ragioo di tutte quelle apese 
giudisialit ella vi oontiooava a rimaoere 
Boddisfatta deUa propria ammisBione di 
qoeUo qoalità al suo eredito, eoo iorplieita 
dispeosa aUa Gorte di profisfiroe deeiBiooe 
noo ebiesta, ee pore foBBe opportonità di- 
deciderlaBul preBeote giodiBio; 

** Attesocchi invertendo rordine alle dette 
qnartai qninta e sesta domanda, sn qnesta 
nllima la Corte oaserva che daUa tassa No. I, 
fol. 63. al 56, portaote rintero a £46 8, la 
Btessa attrice rioonosce a fol. 74 la ragione 
di BOttrame soellini qnattro e pence dne ; ma 
la pretesa dei coovenati che i dritti dei cnra- 
tori vi debbano essere ridotti a sole £20, per- 
cbi tanto si aUega che ne abbia pagato il 
ħqlio deir attrice, non h ammissibUe, poieh^ 
in primo luogo V allegaBionà non si prova, ed 
i rieevi dei euratori portano V intera somma ; 
io seeondo loĠgo percbi i earatori, riceveDdof 



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70 



DECISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA [ Vol. IX 1880 



la sommBi qnalaDqae abbia potato esaere, fe« 
cero oeflsioDe trasIatiTa deU' integrale loro 
dritto alla persona, che pagava, e ohe sola per- 
ci5 godrebbe il beneficio di nna paraiale remis- 
Bione talora fatta. OsserYa che la critica dei 
conyennti non addnce snfficienti ragioni a di« 
minnire la totale cifra in £52. 6. 4. della tassa 
No. 2, fol. 66; che la tassa No S, ex admissis 
al foL 75, da £11. 10. 2. dietro la oritioa dei 
citati fa dalF attrice ridotta a £ 9. 4. 1» nh si 
riconosce ragione per saa maggior ridazione ; 
che del pari dalla tassa No. 4» fol. 59. e 60| in 
£18. 18. 8 Bono Btate dedotte £2. 18. 1, eome 
a fol. 75» e cosi la critica riasciva a ridarre la 
BteBsa in sole d611. 0. 7; che la tassa No. 6 in 
£6. 18. 4 non à impagnata; ma la tassa No. 6, 
fol. 62 e 63t portante an totale di £17. 8, 0* 
rimaBe ridotta oomeafoL 76 a £12. 16, 7; per 
oai pare vero chei fatte le debite dedazioni, 
debba il oredito dell' attrice contro i' eredità 
di Gio. Garlo Qrech Delioata per ragion di 
Bpese giadizialif cai la nltima domandà della 
citazione si riferisoe, rimanere liqaidato alla 
Bomma di £ 135, 11. 4, oltre altre partitOi che 
talora non fossero state comproBe nelle pre* 
cennate sei tasse da qoelle notate in altra tas- 
88, segnata Docamento N. a fol. 37; 

^ Attesocoh^ contro la domandata oondÀħna 
a pagare i frotti ali' attrice à stato allegatOf 
sebbene non soritto nella nota d' eccezionii e 
talora involato nell' obbiettare il pririlegio 
volato dall' attrioe» che Torso altri e pare de- 
bitriee reredità di Gio. Carloi e Terso gli Btes* 
Bi oonyenati Orech Delicata e Debono ; per 
oaii ccme meazo atto a cantelare i diritti di 
totti^ la Gorte accoglie con preferenca la do* 
manda pel deposito dei fratti ooi lacrii che la 
Corte ritiene dovati ancora a senBO di legge 
dalla interpellazione giadiziaria col pretesto 
ddf20 lagIiol877, data sotto laqoaleessi 
conyennti ayeyano già incassato i fratti nella 
BommBi ohe col presente giadizio si liqaidai e 
doveyano conoBcere che a termini di legge 
erin da lora dovati dalla domanda giadiziariai 



come i stato già sn qaesto giadizio deciso ; 
n& rattrice, chiesto nn ammontare maggiorei 
li esoneraya da qaegr interessii Biccome per i 
detti conyenati I' ammontare dei fratti resti- 
tilibili era liqaidoi ed era in loro soelta di libe* 
rarsene dainteressi ool depositarlii nonoBtante 
le pretensioni deU' attrice ; 

*' La Corte percidi viBta pnre la de- 
cisione daia salla prima domanda nel 
28 gennajo oltimo Bcoreoi decide in con- 
neBsione alla seconda domanda contenuta 
nella citazionei li^uidandoa scadi 271. 9. 3 
i frutti incassati dai citati Crrech Delicata e 
DebonOi oon obbligo di restitozione a favore 
delr eredità giaċente di Gio. Carlo Grech 
Delicata; senza tassa di speBOi sicoome 
r attrice ne chiese liqoidazione dei percepiti 
da gran tempo anteriore— Decide per la 
liberazione dei convenoti dalla terza do- 
mandai già sopra motivata come inatten- 
dibile in ^ocBto giodizio ; colle spese contro 
rattrice — DecidOi in connessione oolla sesta 
domandai liqoidando le relative spese gio- 
dizialii ohieste dall' attrice e dovotele dalla 
detta eredità giacente di GIo. Carloi am- 
montare alla somma di £ 186. 11. 4, aalvo 
dritto per altre partite notate nella tasBa 
N. fol. 37| in qoanto taloranon già comprese 
nella detta liqoidazione ; ie spese bo qoe- 
Bta domanda tra Tattrice e citati Grech 
Delicata e Debono non si tassinoi tra 
Tattrice e V eredità debitrice si taBsino 
in proporzione della rispettiva vittoriai ma 
qoelle dei oitati Grech Deiicata e Debono 
rimangano riservate come ripetibili per 
intero della Btessa eredità giacente ohe 
ritrae il vantaggio della loro difesa — Decide 
in finċi ed in CQnneBsioDe oolla qoarta e 
qointa domanda contenota nelhi oitazione, 
per la condanna dei detti citati Greoh De* 
licata e Debono a depositare nel Begistro di 
qoesta CortOi a favor della oennata ere- 
dità e di ohi di drittOi la somma già liqoi- 
data per ragion di frotti restitoibili in seodi 



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Voii. IX 1880] DEOISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



71 



271« 9. 3, assieme oogli interessi legali del 
SfetOloVmno dal 20 laglio 1877 fioo il 
d) del deposito; oolle spese — a^tenendoai coai 
dal decidere la domandata condanna a pa- 
gare la detta somma di frutti coi relatiyi 
interesii alla steesa attrice direttamente> 
aenza tasaa di speee." 

Deciflione della Gorte d' Appello : — 
LA CORTE 

** Considerando 

^' Che nella presente canea A tratta di un 
duplice appelb» interposto V uno per parte 
dell'attrice e l'altro dai convenuti, dalle due 
sentenxe pronunciate dalla Prim' Aula della 
Corte Civile il 28 gennaro e il 1 mo« marzo 
1879; coUa prima delle quali h stato dichiarato 
cbe i convenuti, meno i curatori, sono tenuti 
ed obbligati alla restituzione dei frutti perce- 
.{nli* e cbe ai potevano percepire dagli immo- 
bili»aiquali in quella sentenza si fa riferenza, 
dopo il libello presentato, per parte della me* 
deaima attrice il 3 maggio 1875 ; e colla se- 
conda forono liquidati i detti frutti alla som* 
madiscudi 271.9. 3, incassati dai citati 
Orecb Deiicafa e Debon o oon obbligo di re* 
stituirli alla eredità giacente di Gio. Carlo 
Grecb Delicata, fu dicħiarata inattendibile la 
domanda delPattrice di eesere ella nel dritto 
di esperire le sue domande anche nell*inte- 
reBse della detta eredità^ furono liquidate le 
speee gindiziarie dovute airattrico dalla men- 
àonata eredità giacente di Gio. Carlo alla 
aomma di £ 136. II . 4, ed io fine furono con- 
dannati i dettt Grecb Delicata e Debono a 
depoaitare la detta aomma di acudi 271. 9. 3, 
nel Begietro inaleme cogi'inteteBsi legali dal 
£0 luglio 1 877 fino al giorno del depoeito ; 
'^ Considerando 

^ Che r attrice nella eua citazione pre- 
tendevaj e in queata seconda iatanza conti- 
Boa a pretendere che i detti convenuti siano 
condann4ti alla restituzione dei frutti per- 



cepiti* e che ai potevano peroepire dai beni 
suddetti dal 15 agosto 1868 ; 

** Che air incontro i convenuti} nella loro 
risposta in questa seconda istanza a pagina 
132, pretendono che i frutti reclamati dalla 
attiice potrebbero essere solamente dovuti 
dopo la data della detta ^entenza da questa 
Corte pro£feritail 22 giugno 1877 sulmen- 
zionato libello presentato il 3 maggio 1875, 
riformando, o a dir meglia revooando la 
sentenza pronunciata dalla Cprte di prima 
istanzail 24 ottobre 1876 ; 
'' Considerando 

" Che nel fatto fe fuor di ogni contro- 
versia di aver i convenuti cominciato a pos- 
sedere i beni suddetti poateriormente al 
detto di 15 agosto 1868 ; 

'^ Che quindi principalmente h mestieri 
esaminare, se i^convenuti, per tutto il tempo 
decorso dal detto dl 15 agosto 1868 sino al 
22 giugno 1877, giorno della detta sentenza 
pronunciata da questa Corte, abbiano posse- 
duto i nienzionati immobili in mala fede, o 
piuttosto in buona fede ; 
** Considerando 

<* Che nel fatto incontrastabilmente ri« 
sultano le seguenti circostanze ;— 

** Che i defunti Gio. Carlo e Maria Te- 
resa conjugi Grech Delicata, in atti della 
Gran Curia Vescovile il 2 settembre 1818 
(pag. 20 causa '' Arcangela Agius Grech 
Delicata contro Monsignor Yescovo Don 
Antonio Grech Delicata) avevano con titolo 
di donazione irrevocabilef tra vivi e di aacro 
patrimonio, ed in conto della legittima pater- 
na e materna assegnato al loro figllo Lorenzo 
gli immobili indicati in^ quella dona* 
zione, aoprai frutti dei quali si contro- 
verte^ sotto ''perà la condizione *^ che nel 
caso che il predetto Signore Lorenzo Grech 
Delicata acquisterà in appresso qualche be- 
nefizlo ecclesiastico nella entrante somma 
di Scudi 99, allora ed in tale caso sarà te- 
tenuto di rilasciare ai predetti suoi ^geDitori 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vot. IX 1880 



Idetti beni soma loprt in Ittolo àadddtto 

Snati;" • 

Che la dettft MAria Terete Qv ech DeK- 
%, per eontratio del 22 marto 1823» pag. 

della detta eaoaa, areva asiegnato allo 
ano figlio Lorensso V ti8nfnitto» vita di 
dorante, oltre gli attri beni comprennella 
donasione, degl' immobili indieati in 

contratto ; 

Che oome riaalta dal contratto del 2 

bre 1824 (pag. 26 della aoddetta caasa) 

otta Maria Tereaa» unifbrmatidoai alla di- 

izione contenata nel teetamento fatto 

charta col detto Gio. Carlo eno ħia- 

»e pubblicato il 14 Bettembre 1821 per at. 

Notaro Dr . Cristoforo Frendo (pag. 73 

lla detta cauaa) concesse al di lei eredi^ 

i qaali era compreeo il detto Lo- 

il dritto di potere ripudiare a) la e- 

pateraa, che la eredità matema» e 

llo itesso tempo eapressamentd accordo a 

aon di loro la facoltà di poter trattenere 

li immobili, dei quali al tempo della ri- 

iia ai trovaese possessore, in soddisfazione 

rispettiva legittima e auocessione s) 

amai che materna ; 

Che il detto Doo Lorenzo Grech Deli- 
%» allora Canooico Capitolare di qoeàt' Iso- 
virtil del detto contratto del 2 ottobre 
i, dichiaro di non intendere adire l'eredità 
rna e materna^ ma di restare con qoegli 
dobili e tott' altro, che possedeva^ qoal le- 
ima e rispettiYa Boccessione tanto patema, 
I materna ; 

Cbe il detto Canooioo IMonsignor Don 

brenzo Orech Delicata, nel soo soleone te- 

ciento transontato presso gli atti del No- 

SaWatore Galea Balzan il 28 gennaro 

l74 ( pag. 108 della detta caosa ) aggra- 

ndo gl' immobili, dei frotti dei qoali si trat- 

di on anooo perpetoo peao, istitQl e oorni- 

per 6001 eredi ooiyersali Monsignor Don 

Htonio, Canonioo Capitolare Don Giovanni e 

jEonsignor Don Salvatore fratelli Grech Deli- 

I e tre dei oo&venoti ; 



'' Ghe i eonvenati ineieme eol defante Ve* 
seovo Don Àntonio, risp ondendo oo! cetitro- 
proteato del à\ 11 agosto 1878 ( foL 8 ) al 
protesto deir attrioedel 26 loglio 1878 ( bl 
6 ) dichiàraTano di non possedere beni delta 
eredità di Gio. Oarlo, e ritenevano oeme mil- 
tantasioni le pretensiooi dell' attrtcei inter- 
pellandola a dedarle in giodizio ; 

** Coostderaado 
(« Che seooodo le disposiziooi dell' articolo 
285 deir Ordioanza No.YIl del 1868 il poa- 
sessore diboonafede noni tenoto a restitoire, 
se non i frotti^ che abbia peroepito e che colla 
diligeoza di on boon padre dt famiglia abbia 
pototo peroepire dopo ladomanda giodiaiaria ; 

^' Considerando 
« Cbe da qoanto dispongono gli artieoU 
1886» 1637 ed in modo particohre gli «*ti- 
cdi 1896 e 1896 deUa detta Ordinanza ma- 
nifeataniente risolta ebe perla espreesioae 
<< domanda giodiziaria/' adoperata nel detto 
articolo 235|Si poà inteodere»non già ogni atto 
giodiziarioi ma aoltanto ima eitazione o on 
Ubello, eome giostameote § atato ritenoto Hei 
motivi detl' appellata sentenza del 28 gennaro 
1879; 

** Considerando 
*'Che la prima domanda giodiziaria^ eontro 
i convenoti avanzata per la rivendica dal loro 
potere dei beni soddetti, sego) eol menaionato 
Ubello presentato il 3 maggio 1875 ; 

** Considerandoy 
'^ Che, oome b disposto nell' artioolo 296 
della detta Ordinanza,'^ k possessore di boona 
** fede qoeglif che per motivi verosimili orede 
*' soa la eosa, che possiede — Chi sa, e deve 
** per le circostanze preeomere, die la eosa da 
^* loi possedota appartenga ad àltrii d poa* 
<< sessore di mala fede ; " 

^' Considerando 

** Che i menzionati atti, • particolarmente 

la dicbiarazione fatta da Monsignor Lio- 

renzo Grech Delicata di voler reatare ooi 

beni, che possedeva a titolo di legittima e 



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VOL, IX 1880J DECISIONI DEI TRlBUNALl DI MALTA / 



78 



succeadone paterna e materna, dichiarazione 
aQoi egli devenne invirtil dellafacoltà ai 
figii maschi aocordata» prima da ameodue i 
loro genitori nel detto loro testamentOi e 
poi dalla sola madre nel citato contratto det 
2ottobre 1824»e8opra tutto il testamento 
dello Btesso Monsignor Grech Delicata, ma- 
nifestamente dimostrano che egli, ugoal- 
mente cħe i oonvenuti suoi eredi per motivi 
piii che verosimili, credevano cbe realmente 
fossero loro gli immobili^ dei quali si do- 
manda la restituzione dei frutti — ad evidenza 
dimostrano che nà il defunto Monsignor 
Qrech Delicata, molto meno i convenuti 
enoi eredi sapevano, o dovevano per le cir- 
costaoie presumere cbe i beni da loro posse- 
dati appartenevaao ad altri— gli atti suddetti 
evidentemente provauo che tanto il fu Mon- ^ 
signor Grech Delicata^ quanto i eonvenutt 
potsedevano quei beai non a titolo preeario, 
in aome sjtrui, e che l'uno e gli altri 
li possedevaDO animo et affeteu dominaniis ; 
^* Cheansi le domande fatte dai convenuti 
insieme coll'in <^gi defunto Monsignor Doii 
Antonio Grech DeIicata»come possessori dei 
menzionati beni, per la revoca degU atti di 
snbaita spediti alle istanze deirattrice per 
It vendita dei medesimi beni-^domande« che 
eon sentenza proferita dalla Prim'AuIa della 
Corte Civile il 24 marso 1874, confermata da 
qaesta Corte con sentenza del 18 novembre 
1874 (pag. 46, 48 e 52 della detta causaAr- 
cangela Agius Grech Delicata contro Mons* 
YeBcovo Don Antonio Grech Delicata) sono 
statodecise in favore dijessilconvenuti— esclu- 
doQoassolutamente ogni immaginabile idea di 
avere i convenuti]posseduto i beni suddetti iu 
some deU'eredità di Gio. Carlo Grech Deli- 
cata, contro la quale i menzionati atti di su- 
basta. sono stati spediti, e ci5 per la evidenti 
ragioiie die se fosse vero che eglino possede- 
vano i medeeimi beni in nome della detta 
eredità, non sarebbe possibile di supporre 
che foase seguita la revoca degli atti della 
dettaanbasta; 



** Che le dette due sentenae, proferite nel 
giudizio possessorio, tra gli altri efletti, im- 
portano anche questo, che le medesime sen* 
tenze, nonostante di essere rimasti i eenve- 
nuti soccombenti nel petitorio, sono di osta* 
eolo a che essi convenuti si haono dariputare 
possesaori di malt) fede— sen^ntia in possea' 
sorio pro ipso lata impedimenta est, qiuminfm 
malce fidei possessor factus inteUigatur — 
Voet ad Pan. de acqmr, rer. dom, N,o.. 81 — > 
'* Considerando 

** Che, come già si e rilevato» il defunto 
Moasignor Lorenzo Grech Delioata* rinun- 
ciando col menzionato contratto del 8 ottobre 
1824 aireredità paterna e materna^ conte- 
Btualmente e nel medesimo contratto esprea- 
samente dichiar5 di voler reetare coi benj; 
che possedeva, quale legittima e riapettiva 
successione legittiupa ; 

*' Che la rinuncia fatta dal fa Dr. Giu- 
seppe Sammut e da Anna di iui mogUe> 
altra figlia del detto Gio. Carlo Orech De- 
licata, in favore dell' eredità di coptul, ooa 
protesto del 9 dioembre 1850 (pag. 16 della 
causa ^'Arcangela Agius contro Dr. Michel 
Angelo Cilia ed altri) si scorge fatta in 
termini assoluti in favore deireredità del 
detto Oia Carlo Greeh, eoli' espressa di- 
chiarazione che il curatore dell' eredità 
facesse degli stabili rinunciati queir uso, che 
oredesse proprio^ senza notiziare i detti Sam* 
mut ; 

** Che in conseguenza dallo aver la Prima 

Aula della Corte Civile uella sua sentenaa 
proferita nella testċ n^enzionata causa, pag. 
160, ritenuto, tra gli altri motivii ohe dal 
primo iatante della detta cessione i detti oon- 
jugi Sammut principiarono a possedere i 
beni contemplati in quella cessione a titolo 
precario, cioe iu nome e pet oonto della dettfi 
eredità di Gio. Carlo Grech Delioata, non vi 
i luogo a ritenere lo stesso principio in que. 
sta causa; e cio stante la importante discre* 
panza tra la cessione fatta dai detti Sam- 

muti segttita nei termini già indicatiy e tra 

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74 



DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALTA. [Vol. IX 1880 



la rinuQQia fatta da Monsigaor Grecb De« 
lioata« con espressa dioħiarazione di voler 
trattenere i beni in conto della legittima ; 

'* Cbe in vista pertanto delle osservaztoni 
fin qui fatte ei deve conchiudere che i con- 
venuti tutto al piii potrebbero essere tenuti 
alla restituzione dei frutti percepiti, e che ai 
potevano percepire dal dl della mossa lite 
col già menzionato libello presentato il 3 
maggio 1875, come e etato deciio coU* ap- 
pellata eentenza ; 

^* Che quindi la difficoltà resta ristretta 
intorno ai frutti percepiti dai giorno della 
presentazione del detto libello fino al giorno, 
in cui ^ stata revocata la sentenza pronun* 
ciata dalla Prim' Àula della Corte Civile ; 
, *' Considerando 

** Che giusta le espressioni che si riscon* 
trano nella Leg. 48 ff, de acquir. reri dom. 
la questione di buona o mala fede à 
una questione tutta di fatto — ad facttm 
pertinere ut quis bona, aut maia Jide poBsi' 
deat — ; 

"Che non diverso giudizio si ha da formare 
dalla definitionei che il citato articolo 226 
della detta Ordinanza dà del possessore di 
buona» o di mala fede ; 

*^ Cbe quindi non la sola interpellazione 
giadiziaria» non la domanda giadiziaria ; ma 
la cognizione delle circostanze, per le quali 
il possessore, come dioe il detto articolo 22^, 
sa, deve presamere che la coaa da lui pos- 
aed*a ta appartenga ad altri» lo costituisoe pos- 
sessore di mala fede ; 
*' Considerando 

*' Che la Leg- 22 Cod* de rei vindicat 
disponeva — Certum ezt malcejidei posBessores 
omnes fructua solere cum ipsa re prastare ; 
bomejidei vero extantes; post litis contesta- 
iionem universos — ; 

•' Cbe r articolo 285 della detta Ordinanza 
contiene in sostanza la identica disposizione 
che qaella della detta legge 22; 

*' Gbe qnindi la disposizione del detto ar* 



ticolo 285 non potrebbe rioevere una inter- 
pretatione diverea da qaella* cha la menzio* 
nata legge ha rioevato in giurisprudenia ; 

*' Oha secondo la Decisione 265 No. 5 
par. 17 tra le Recenziori— /rMCtiw sunt resti- 
*tuendi non a tempore denunciationist sed a 
tempore malce Jideip etiam non e» die conte- 
staUonis^ sed ex eo die, quo reus petitiis ex 
docum^ntis adductis potuit habere scientiam 
rem ad se non pertinere— Cosi ancora la 
Decisione 226 No. 4 e seguenti par. 18, 
e il Bonfioio de fideicom. disp. 91 No. 39 
e seguenti, ove k deiio^qiboties apparet^ 
etiam post motam litem et contestatam^ 
possessorem in bona Jide permansissei vel 
saltem ab eo abfuisse malam Jidem {quod 
sufficit in hac materiaj ddcendvm est ipsum 
facere fructus stLos, nec ad eorum restitu- 
tionem compeUi posse — ; 

'* Che oonseguentemente i convenutipo- 
trebbero essere tenuti a restitnire i trutti, 
non dal giorno della domanda giudiziaria; 
ma dopo la domanda giudiziaria, vale a dir e 
dal giorno in cui eglino vennero a oono- 
scerci ohe gV immobili da loro posseduti 
fossero veramente appartenenti all' eredità 
di Gio. Carlo Grech Delicata ; 
" Considerando 
^' Che la sentenza proferita dalla Prima 
Aula della Corte Civile sopra le domande 
deir attrice e stata decisa in favore dei 
convenuti— quella soltanto, pronunciata da 
questa Corte sopra le medesime domande, 
i stata a loro contraria ; 

'' Che quindi i convenuti, fino al giorno 
diquest' ultima senteaza» continuarono a 
possedere in buona fede i^beni suddetti; per 
la ragioue ohe eglino, dopo la sentenza di 
prima istanza e sino la aentenza di que ata 
Corte, non sapevano, nh dovevano per le 
circostanze presumere che i beni da loro 
posseduti appartenessero ad altri« E 
conseguentemente i medesimi convenuti, 
secondo i principii e le teorie sopra rile- 






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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MàLTA 



75 



Tate, non sono tenuti a restituire^ che i 
fratti da loro percepiti, o che potevano 
percepire dal giorno delladetta uUima sen- 
tenza. II possesso, acrive Toullier Della 
proprietà No. 77, fa proprletario dellacosa 
cħi la possiede fino alla rivendicazione, ed 
ancbe dopo la rivendicazione, fino a che 
rattore abbia provato la giastizia della saa 
domaoda. Per la qual cosa, contiaaa lo stes- 
80 Bcrittore, pendente la lite, il possessore de* 
yepercepire i fratti e godere tatti i diritti an- 
nessi slla cosa — E Potbier, Del possesso No. 
83, citato da TooUier, sostiene lo stesso prin- 
cipio ; 

*• Considerando 

*' Cbe dal fatto di essere i conveunti rimasti 
soccombenti in seconda istan/a, coUa loro; 
coDiiaDDa a rilasciare i menzionati immobili, 
lolo coDseguita di e ssere stato ingiasto ed il- 
legittimo ii possesso di tali beai, manonne 
siegue di essere lale possesso stato di mala 
fede; perchfe, come à evidente, un possesso 
poo essere iDgiasto, senza essere per altio di 
maia fede ; 

** Cbe in consegueuza, ritenuto sempre cbe 
in giurisprudeuza comunemente e consentito 
easere necessaria la cognizione della illegit- 
timità del possesso per indnrre la niala fede 
ritenato di piii che tale giurispradenza ċ so- 
Btaozialmente couforme airarticolo 550 capo- 
Terso 2 del Codice Francese ; per giustificare 
la condanua di un possea sore evitto alla resti* 
stitozione dei frutti percep iti pria di ogui con- 
daaDa»non basta che i giudici avessero dichia- 
rato ehe egli possedeva ingiastamente, se non* 
coDteitano nel medesimo tempo che egli co« 
ooscava il vizio del suo titolo e del suo pos* 
sesso— Casiaz. di Francia, Decis. 25 marzo 
1835, citata da Proudhon Della proprietii 
No.550, NotaNo.2— ; 

*' Che quindi ben a ragione la nostra Or-* 
dinansa al citato articol6 235, senza seguire 
resempio dei pratici, eecondo i quali il pos" 
aesaore di buona fede deve restituire i frutti 



dal giorno della domanda (^a die mota litisjy 
cioe da ud giorno certOiUnif ormandosi allo spi- 
rito del Dritto Romano disponeva che i frntti 
fossero restituibili dopo la domanda giudizia- 
ria, lasciando al criterio della Corte 1' esame 
del tempo, in ouidopo propostaladomanda la 
baona fedenel possessore iosse cessata — a dif« 
fereuza del possessore di mala fede, il quale 
giuBta r articolo 236 deve restituire i frntti 
percepiti o percepibili, non già dopn^ ma dal 
giorno della sua ingiusta occupazione ; 
" Considerando 

''Che dalla nota, ossia ratizzazione presen- 
tata dai convenuti ed esistente a fol. 93 
deir incartamento, non contrastata dall' at- 
tnce,ri8ulta che rammonto di scudi 271. 9. 3 
per fitti dei fondi in quistione, che i conve- 
nuti meno i curatori furono condannati a 
depositare insieme cogli i nteressi legali colla 
sentenza da cui e appello, sono stati da loro 
esatti prima della data deila sentenza di 
questa Corte del 22 giugno 1877| mentre i 
frutti posteriori a questa data sono stati 
percepiti dal sequestratario giudiziarioi che 
non e in causa^ per cui non vi ċ luogo ad 
alcuna liquidazioue di f rutti a peso dei con- 
venuti Orech Delicata e Debono ed alla 
condanna di costoro a farne il pagamento od 
il deposito ; 

'* Considerando 

'* Che tutte le altre domande contenute 
nclla citazione deU' a ttrice e coDcernenti il 
di lei dritto di eBperire le ragioni deli' ere- 
dità giacente di lei debitrice, la liquidazione 
delle speae giudiziarle a credito della detta 
attrice verso V eredità qualificate come pri- 
vilegiate, e dei loro iuteressiy sono domande 
preordinate o dipendenti dalla domanda priu- 
cipale> la quale suppone la esistenza di uu 
crediti; ed intanto si e fatta domanda per la 
liquidazione di dette epesei in quanto h di- 
retta per il conseguimento delle stesso dai 
frutti, che i convenuti avrebbero dovuto pa- 
gare o depositare ; 



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76 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Vou IX. 1880 



** Che in QOiifieguenza tutte le dette do- 
mmdee dichtarazioni, come preordinate e 
dipendenti dalla domanda principale, diven- 
tano inopportune ; 
" Deoide 

'^ For la eonferma della sentenza della 
Prim'AuIa della Corte Civile di Saa Maestà 
d6l28genoajo I879| in qaanto rigaarda la 
esclasione deU* attride dalla domandata resti- 
tozione dei fratti percepiti dai convenuti Orecb 
Delicata e Debono fino il 3 maggio 1875— 
ooUe epese. 

^' Per r eslusione dell' attrice dalla doman- 
da per la restituzione dei frutti percepiti dai 
detti convenati dal detto dl S maggio 1876» 
per un tempo ulteriore, e oio in vista dei pre- 
messi motivit revoeacdo su qaesto capo la 
detta sentenza— senza la tassa delle spese. 

^ Dicbiara in ultimo inopportune tatt' altre 
domande nella citazione avanzate— senza la 
tassa delle 8pese» il dritto di Gorte da pagarsi 
dair attrice. 

*^ E nel seoso premesso riforma la suddetta 
sentenza del 28 genoajo 1879 e l' altra d^l dl 
Imo marzo 1879« proferite dalla detta Prima 
Aula della Corte Civile di Sua Maestà." 



DECISIONE 20. 

CORTE CIVILK Dl SUA MAESTA' 
PRIM' AULA, 

28 Febbrajo 1880. 
Dr. Giuseppe Gasan» 

Giudite di Sua Maeiià, 

Argomento 

Sebbene U dritto d' inquilinato sia esdusiva' 
Tnente personàlef cid perd non importa che 
chi lo esercita non possa mettere^ ad abita' 



re ilfondo reclamato con quel drittOy wn 
membro della ma famiglia, 
In tema di prove non i ragionevole compor* 
re una confestione di ogni paroh, cJie si 
dice conversando, od indurre rinuncie da 
dlBCorei talorafatti con altro intendimento. 

Negte. Pietro Xuereb 
verms 
Oiuseppe Yella ed altri. 

Premessa ogni opportuna dicliiarazloney 
anche quella ( se si rioonoscerà necessaria ) 
che il citante, come detentore della casa slta 
nella Senglea Strada Yittoria No 97 sovrap- 
posta alla botte<;a sita in detta Strada No- 
98, ha diritto di preferenza per la noova 
locazione della suddetta bottefsca No. 98, 
per essere preferito ad ogni altro neUa 
conduzione di essa bottega appartenente al 
oitato Yella, e da lui locata all' altro citato 
Farrugia — il citante domando di essere da 
questa Corte ordinato al citato Yella di locare 
al medesimo Xuereb la detta bottega, per lo 
stesso fitto e sotto le stesse condizioni^ per 
le quali h stata da lui locata al detto Farru- 
gia, stantecchà il detto Vella non si e curato 
notificarlcj come era sao dovere, al roedesi- 
mo citante, il quale già con lettera ufficiale 
del 5 gennaro 1880 gli ha dichiarato di voler 
esercitare il suo dritto di preferenza; con 
condannarsi idetti citati,o cbidi loro sitrova 
in possesso della detta bottega, a consegnarne 
lechiavi al domandante» come pure oon oon- 
dannarsi il detto Farrugia a sgombrare dalla 
detta bottega ; con nominarsi il Notaro ecc. 

LA CORTE 

^^Attesocohg per V articolo 1S47, alinea 2, 
deir Ord. No. VII del 1868 un diritto di 
preferenza, nella locazione di beni urbani, à 
accordato al possessore o detentore della parte 
superiore di un fondo per la nuova looazione 
della parte inferiore dello stesso fondot sia 



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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



77 



che la parte inferiore appartengà al looatore 
della parte superiore, o ad altri, e Bia che essa 
abbia porta per lastrada^ o non la abbia. Tale 
diritto di preferenza, pel disposto deU'aUnea 
deli'articolo 1348, 6 meratnente personale, e 
non puo essere trasferito ad attri, ni trasmes- 
80 agU eredi o altri successori della persona, 
cui spetta. Per il prlmo aUnea inoltre dello 
articolo 1363 i presupposto, percbċ competa 
qael diritto di preferenza, che il possessore 
detentore della parte superiore se ne serve 
perT abitazione sua, o della sua famiglia ; 

'' Attesocche nel fatta consta della loca- 
zione di recente fatta oretenm dal citato 
Yella air altro citato Farrugia^ per V annuo 
fitto di Ure sei e scellini cinque in trenta 
pezzidi Sicilia, pagabiii in due rate semestra- 
U di anticipato : consta inoltre che i' attore^ 
perlettera ufficiale del 5 gennaro ultimo^ 
spiego al Yella la tua intenzione di eserci- 
tareU dritto preferenza : nċ, rapporto a cir- 
coetanze di fatto richieste daUa legge per 
determinare quel diritto nell'attore, sono in 
contrasto che una sola, quella cioe che l'atto- 
re reclami la preferenza per suo uso proprio, 
uocome i citati offrono di provare che lo 
attore abbia espresso con altri di voler la 
bottega per suo figlio ; 

^' AttesocchĠ la personalità di quel diritto 
di preferenza importa bensi che il preferito 
debba cessare di esserlo^se intende esercitarlo 
per cedere poi V affitto, o sullocare, od in 
qoakiaei altro modo far godere 1' uso del fon- 
do a terze persone ; perà non importa che lo 
stesao preferito debba egU in persona ed eslu- 
siyamente commorare nel fondo, sensa po- 
kervi collocare altri di sua famiglia, od estra- 
nei addetti al suo servizio^ talora al suo ne* 
gozio, siano impiegati a salario o mercede, 
prepoeti, commessi. od anche consoci. So 
cosi non fosse, quando la parte inferiore non 
e communieata colla superiore, come nel 
presentee nella grande pluralità dei casi, 
il preferito etesso od individui di sna fa- 



miglia dovrebbero o traslocarsi del tut- 
to nella parte inferiore, od nsarne coUo 
inoomodo non Ueve di passare per istrada 
daU' una aU' altra parte del foħdo ; cià che 
ragioue non permette immaginare essere nel 
concetto delta legge, n& questa obbUgħereb- 
be \ proprietari a permettere aperture in 
muri divisori per comunicazione dl parte 
superiore colla inferiore. Ed h quindi da 
inferire che, tolta facoltà di cedere a terze 
persone V affitto e di sullocare, l' eserciiio 
di tutt' altri diritti nascenti dal contratto di 
locazione e dalla legge h ben compatibile 
coUa personalità del diritto di preferenza; 

*' Attesocohà poi in tema di prove, seb- 
bene una confessione estragiudiziale possa 
essere ricevuta contro il confitente, non h 
pero razionale comporre confessioni di ognt 
parola, che in conversazione si dicesse con 
altri: Tuomo puo avere le suO ragioni di 
non manifestare i fatti, gU affari saoi ; ove 
ia iegge civile nol dtvieta, ove non à il 
danno altrui, puo fiogere, anche mentire, 
senza assentimento di costituirne vincolo 
di obbUgazione, senza che dal sno mendacio 
altri possa trarre sia una rinuneiap sia per- 
dita d'undiritto, che lalegge civile gli accor* 
da: supposto anche che avesse espresso una 
verità, in momento per6, nel quale egli non 
contrattava con una persona, egU e libero di 
cambiarla, di provvedere e disporre diver- 
samente dalla primiera momentanea sua 
intenzione, sebbene ad altri esternata ; 

'' Attesoechà nelle concorrenti circostanze 
la Corte non ritiene rilevante, qual viola- 
zione della legale personalità del dritto 
esperito dall' attore, V ofierta proTa di aver 
egli detto cke volea la bottega pet suo 
figlio. Se esperita la preferenza, avrà a ri- 
conoscersi essersene oontro il diritto prevalso 
r attore, la legge sopravviverà per dar ra* 
gione ed indennizzo a chi spetta ; 
*' Decide, 

*' Diohiàrando in prioQio luogo irrilevante 



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DEOISIOIJI DEl TRIBUNALI DI MALTA [ Von. IX 1880 



la prova dai citati proposta ; aderisce alle 
domande deU'attore, meno T ultima per 
nomina di Notaro a stipnlar l'atto di loca- 
zione, essendo segnita verbale; e prefiggendo 
al citato Farrugia il termine di giomi dieci 
per eseguire lo sgombramento— senza tassa 
di spese, il dritto di registro da pag^rsi dal 
citato G. Vella, che fa interpellato ufficial* 
mente dal 6 gennaro, eda quantoappare 
nemmeno si curd di rispondere all' inter- 
peUazione." 



DECISIONE 21. 

l\ CORTE CIVILE Dl SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

28 Febbrajo 1880 (a). 

Dr. Giuseppe Gasao, 

Oiudice di 8ua Màestà. 

Argomento 

Nm preatato il gimamento imposto in tma 
sentenza entro il termine prefissovi, per 
giusta cama, quel termine deve essere riac- 
cordato, quantunque taivolta la parte eon- 
traria àUeghi ċH risentime pregiudizio. 

9 

Dr. Gio. Antonio Mamo Trevisan 

versus 

Caterina vedova di Antonio Curmi ed altri. 

II citante domando — avendo mancato di 
prestare, entro il termine digiorni sei, il giu- 
ramento ordinato colla sentenza della stessa 
Corte deI29 ottobre 1879. per dicWarare 
che non era in potere dello stesso e che si sia 
flmarrito il chirografo del 12 febbrajo 1875, 



(a) Questa sentenza ^ appellata. 



cui si fa riferenza in qnella sentenza^Ia qua le 
omissione ebbe luogo, perchċ era il citantein 
disposto, oltrecchà non h stato egli informato 
a tempo della prefissione di tale giuramento — 
che fosse a lui accordato un nuovo termine, 
onde prestare il giuramento surriferito ed ai 
termini di decta sentenza del 29 ottobre 
1879, 

LA CORTE 

'^ Attesocche V attore chiede niiovo ter« 
mine a prestare il giuramento inapostogli 
colla sentenza del 29 ottobre 1879, allegando 
di non averlo prestato nel termine, perchà 
mentre era indisposto non ne fa da altri a 
tempo informato ; 

^* Attesocchà risulta dalla testimonienza 
del Dr. Giovanni PuIIicino che V attore aia 
stato informato dallo stesso di aver vinto la 
causa ; 

*' Attesocch^ e verosimile che esso attore, 
informato della vincita della causa nel suo 
merito piincipale, e dovendo da città portarsi 
in sua dimora in campagna, raolto pitl ae era 
indisposto, non abbia calcolato ropportunità 
di essere sollecito a verificare, se la sentenza 
contenesse qualche accessoria disposizione 
rapporto il merito della causa ; 

'' Attesocch^ la citata nel d) 8 novembre 
1879, quando il termine di sei giorni pre- 
fisso air attore era già spirato senza cħe egli 
avesse prestato il giuramento, aveva preseo'- 
tato una nota d' appello dalla detta sentenza 
del 29 ottobre, e con altra nota del 10 no- 
vembre stesso ha rinunziato all'appello in 
vista di non aver adempito il Dr. Mamo 
Trevisan la condizione del giuramento im- 
postogli colla sentenza, nà domandata pro- 
roga del termine, prima che spirasse ; 

<< Attesocchà in conseguenza del daBno, 
che la citata allega di risentire, se si aceor- 
dasse ftll' attore nuovo termine per giurare. 



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VOL. IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



79 



meDtre ella non pab pià appellarsi, eccepisce 
Qon restituibiie in intero 1' attore contro il 
lasso del termine ; 

" Attesocchà h da notare in primo luogo 
che la qaestione non h, se sia necessario 
adempire aila condizione del giuramento im- 
posta colla sentenza ; à indubitato che non 
adempita la condizione, la sentenza non 
po98a ottenere alcun efietto, cade nel nulla : 
Tattore pero vuole adempire la condizioDe, 
• questione e, se il lasso del termine a giurare 
gli sia talmente d* ostalolo^ da non potersi 
riparare con ottenere nuovo termine ; 

*' Attesocchài se non fosse V incidente di 
eflsersi la soccombente appellata e di avere 
dopo rinunziato ali' interposto appello, la 
domanda dell' attore non comporter^bbe una 
impagnazione, per la ragione che oggimai h 
una giurisprudenza formata in Malta da 
uniformi deeisioni di Corti di prima e di 
seconda istanza, per considerevole corso di 
anniy cħe simili termiDi, prefissi in senteni e 
per prestare un giuramento, siano arbitrari, 
che anchej senza domanda di proroga prima 
che spirino dimostrata una giusta causa, si 
rinnovano ; 

** Attesocchey posto pure che la copvenuta 
avesse avuta sincera intenzione di prose- 
guire Tappello, e che Tabbia rinunziato 
perche irattore non avea giurato nel termioe, 
il fatto della cennata costante giurisprudenza 
10 Malta avrebbe dovuto sconsigliarla afare 
qnella rinunzia: ella poteva presumere che 
per qoalche giusto motivo abbiadovuto man- 
care il giuramento fino lo spirare del ter- 
mine ; ella avrebbe doTuto essere certa che 
in tal caso, richiestane renovai sarebbe 
Btata sulla passata oonsuetudine accordata ; 

*^ Atteaocche V esempio citato dall' attrice 
era un oaso di ritrattazione e revoca di sen- 
tenza, che non potevasi ritenere come sussi- 
steote e ritrattabile, perchċ non adempita la 
Gondizione colla stessa imposta ; ma in caso 
d^appello corse osservanza di rinnovare il 



termine colla sentenza d* appello, quando» 
in vista deirappello stessOi si sarà aospeso 
Tadempimento di qualche fattOjdalla sen- 
teoza appellata prescritto al vincitore ; 

*' Conseguentemente^ sia che la eitata pre- 
sento e poi ritirà il suo appello per avere 
pretesti da eccepire, sia che da?vero credeva 
di essere legalmente sicura nel fatto suo, 
gli effetti non devono rioadere sopra altri : 
il fatto^ ossia V omissione dell' attorCi che 
causo il presente gindiziOi vale soltanto per 
incaricarnelo della spesa|; 
" Decide 

*^ Aderendo alle domande dell' attorOi ed 
accordandogli il nuovo termine chiestOi che 
la Corte determina ad altri giomi sei da 
oggi-*Ie spese dapagarsidairattore/' 



DE0ISIONE2 3. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM* AULA. 

2 Marzo 1880. 
Or. Giuseppe Gasan; 

Oiudiee di Sua Maestà. 

Argomento 
AUri prowedimenti dati datta Corte per la 
notifica di atti givdiziarii a persona gro' 
vemente inferma. 

Neg. Giovanni Segond , 

verBU$ 
Fietro Paolo Vassallo. 

LA CORTE 

'' Attesocohà il decreto dato il 31 gennajo 
ultimo era suggerito dallo spirito ;umani- 



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80 



DBCISIONl DEI TRIBDNALI DI MALTA [Vol. IX 1880 



tarioy ch 6 h legge civile ha consacrato anche 
essa verso on moriboado (a); 

** Attesocobe questo spirito di civiità tra- 
Ince nella legge» anche ove accorda privilegio 
generale alle spese di ultima infermità, che 
sono pagate di proferenza ad altri crediti sui 
beni del debitore ; 

'* Attesoccbà pero la legge, tollerando cosl 
per umanità il pregiudizio di altri oreditori, 
oiFre d^altronde un saggio di temperanza, 
nella vista di non gmvare di molto quello 
altrui pregiudizio ; e pel caso dl malattie 
croniche limita il privilegio alle epese in- 
corse nei soli due mesi anteriori alla morte; 

'' Àttesocchċ nella deficienza d' una legge 
speeiale air inoidente ocoorso nel preeente 
giudizio, la Corte modella la propria sulla 
temperanza di quella leggCi in quanto riesca 
praticabile ; 

** Attesocch^ nel gennajo scorso il citato 
riceveva 1* estrema unziooe; potevasi credere 
air imminente decesso; la sorte di sua 
sopravivvenza presta opportunità a provve- 
dere prudenzialmente,perchà non si difierifca 
di troppo ^ rendere giustizia ai creditori ; 

" Attesocchg la famiglia deir inrermo dee 
in soa ragionevolezza eomprendere cbe giu- 
stizia diverebbe ingiusta se, con gr ave altro; 
discapitOy confondesse indiscretamente doveri 
etici con giuridici, desse anzi assoluta pre- 
valenza a doveri imperfetti, subordinandovi 
indefinitamente altrui diritti civili ; 

'* Attesoochi V oggetto del giudizio i ben 
noto al citato» come risulta da lettere da lui 
scritte rapporto lo stesso, per cui non gli 
dovrà recare troppa impressionCi come di 
cosa nuova e da lui inaspettata ; 

*' Attesocchà alla famiglia deirinfeimo, 
pi^ stretta.rispetto allo stesso in vincoto 
naturale e civile, appartiene oramai il pen- 
siero di adoprare la sua prndenza a prov- 
vedervi, senza disturbargU seriamente la sua 

(a) Yedisi a psf. 45 di qoesto vdavie. 



pace ; e ad essa certo interessa piii che ad 
aitri la di lui salute. Se lo stato delFam- 
malato lo rende incapace a propria ammini- 
strazione, posto pure cho non sia caso di 
provvederlo di curatore^dallalOorte di volon- 
taria giurisdizioae» consigliargli un procura- 
tore ancbe aile liti ne lo alleggerirebbe 
della cura: es eguita una notifica di atto giu- 
dizialCf oen lasciar ne oopia in casa ai termini 
di legge^un procuratore parente od amico co- 
glierebbe il momento opportuno di dargliene 
notizia, seoza impressionarnelo di molto, ri- 
cordandogli cbe non abbia di che incaricarsi, 
perchà lo farebbe egli i nvece sua; 

** Attesocchày trovandosi modo di conci- 
liare ramminietrazione della giustizia collo 
stato delPammalato, e sen za urtarlo severa- 
mente, la Corte ind uoe dallo spirito della 
legge che questa non comportioramai ulte- 
rioti protilazionii che non appariscono obbli- 
gate da imperiosa necessità. Se la famiglia 
noħ adotterà il suggerimento della Corte^ od 
altro, che le serabrasse piii acconcio, mau- 
cherà di cooperarsi a mitigare rimpressione 
che notifiche di atti giudiziali potrebber cau* 
sare sull'ammalato ; ed in tal caso creditori 
estranei sentirebber grave ed inopportuno 
di dover essere pietosi e miti piti che la fami- 
glia del debitore, e con scapito dei loro inte- 
resdi ; 

'^ Conseguentemente 

LA CORTE 
*' Decreta che nel termine di giorni 2 il 
Maresciallo consegni copia de I presente de- 
creto alla consorte del citato^ per aaperaena 
ella e i parenti regolare suUe intenzipDi dello 
Corte; inoltre cbe fino il d) 6 dt queato 
mese e^so Maresoiallo eseguisca la notifioa 
della presente citazione e d'altre, che sono 
nella lista d'oggi verso lo stess o citato P, P^ 
Yassallo, con lasciame copia in casa dello 
itesso, indicante per la trattazione la seduta 
di mariedl 16 marzo presentCi^ alla quale per- 
cià resti la causa difierita. *' 



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lOL. IX 1880J DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



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DECISIONE 24. 
CORTE DI COMMERCIO DI SUA MAESTA* 
2 Marzo 1880. 
Dr. Paolo Vella, 

Oiudice di Sua Maedà. 

Argomento 

U ccmmoċUttario non e responsabile del àan* 
no cagionaio da semplice uso* 

Qaandot nel dare la co$a in commodato, ei 
fasa una eomma pel caeo di eua perdita^ 
cid non si puo ritenere che come una ra* 
gione per aeeoggettare il commodatario aUa 
responeabiUtà. onde la eomma eerve di baee 
aJla mimra dei danni, da non eccedere 
queUa eomma -^non maiper iraeferire la 
proprietà deUa coea al commodatario, 

Ma rammonto dei danni. ee vi ei fa luogo, 
non ei deve accordare nella eomma coeifa- 
tata ; ma in quelloj che ei riconoeceeee 
realmente dovuta eecondo la legge. 

Lnigi Face Balsan 

f vereue 
Cap. Bandaii ed altri. 

LA CORTE 
** CoDsiderando* 

'* Ghe r attore chiede rammonto indioato 
nella citazione di franchi doecento come valore 
di im gherlino, che pretende essere stato dato 
in eommodato al Capitano Ben Ingivibaffet ri- 
iBorchiare ii sao hrigantino Miekoud, dal Ca- 
pitan Ben Oiman, oomandante il brig Em^ 
manuele di pcoprietà dell' attore, mentre si 
troTavano nel Porto di Marsiglia^ oon condi- 
uone di pagare qnell' ammonto pel oaso ohe 
il ^erlino fosse danneggiato ; 
^* Considerando 

*^ Che esaendo per diohiarazione dello stes- 
Bo attore il diritto eaercitato in qnesto giadi- 
zio ibndato sal contratto di commodato segai* 



to tra le parti, le teorief di qael contrattOyOssia 
del prestito ad aso debbono regolare I' interes- 
se dedotto in qaesto giadizio ; 

" Eitenuto 
** Che il comodato, ossia prestito ad aso ba 
per costitativi la consegna di una cosa, la 
determinazione deU' uso e del tempo per ser* 
virsene, robbligo alla restitazione e la gra- 
tuitàiessendo nn càntranto di mera beneficenza 
ed essenzialmente grataito — onde per qaesto 
contratto si manUene la proprietà presso il 
oomodantei non che il possesso— m commo^ 
data et poeeeeeionem et proprietatem retine" 
mm--'Leg.B.ff.com.vel contra— non restando 
presso^ commodatario obe nn semplice pos* 
sesso, limitato al tempo e air ubo, per eui 
la oosa trovasi eoncessa ; 

" Ritenuto 
^* Che qualanqae preteso patto, segaito in 
un simile contratto riconosciuto senza disao- 
oordo tra le parti^ non potrebbe sliatarare il 
sao carattere essenziale ; 

*' Ritenuto 
^'Che il commodatario non sia responsabile 
della deteriorazione cagionata da semplice 
uso; 

'< Bitenuto 
'* Che qnando anche la cosa perisse per caso 
fortuito e senza colpa del commodatario, qae- 
sti non sarebbe tenato ad alcilm risarcimento 
— Ordinanza No. VII del 1868, articolo 
1689 — ; 

" Ritenato 

'^ Che la somma pretesa fissata nd fare la 

ooħsegna non si potrebbe ritenere, se non se 

tatt' al pih come una ragione per assoggettare 

il commodatario alla responsabilità pei danni; 

ohe perà quella somma non e che indicativay 

in modo da servire di base a determinare il 

valore dei danoi, da A^ eccedere qaeli' am- 

monto qaalora la cosa fosse perita o deterio* 

rata, anche per cado fortuitoi e qaindi come 

nna rinuncia di qaanto a sua favore stabilisce 

la legge— difatti quella valutazione indicativft 

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i2 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Voim IX. 1880 



r effotto di far passare e 
à della cosa al commoda- 
bo per fermo il contratto» 
e ritiene, essere di com- 
QS0| la Bomma fissata non 
Q yendita» n^ in ana obbli- 
da importare il dritto al 
ringere il commodatario a 
r la Btima fissata ; ne yi- 
>e on dritto al commo- 
cosa, offrendone la somma 
,Dritto Civile, Lib. 3, Tit- 
stito— ; 

la detta Bomma servire di 
^lamento dei danni^d iote- 
Qato ha ioteso di assogget- 
erifieare e stabilirej qoale 
inno soffertOi senza per- 
li yalersi della circostanza 
tyenato ; 

itto» oonforme à stato pro- 
\ gherlino potrebbe yalere 
lintale — che nn gherlino 
i di mezza yita^ possa va- 
qnintale — che il gberlino 
mezza yita — che il peso 
e e 71 rotolo, come dalla 
che il pezzo staccato non 
se— che il gberlino rimase 
)marco ben conservato, il 
Lse r nso a chiccheBsia— e 
fa, che rifiatà di rioeyere 
. il yalore a stima di periti; 

)po il] detto gheriino si de- 
le allo stesso attorci il qaa- 
li riceyerlo e cbiedeme il 

1 caso yi ^ laogo ad adotta- 
arbitrio, collo scopo di non 
nn canto V attore si ap- 
tanta a danno del conye- 
farche egli abbia la saa 
) indennità; 



<' Ha dichiarato che il gheriino in qaestione 
d stato dato in commodato—- cbe consegaente- 
mente la somma pretesa sttbilita non si pa5 
ritenere nel sanso di trasferimento della coKa 
in yendita, ma come nna gaida per stabilire i 
danni oon eccedenti quell' ammonto, e non 
mai come ana penale ; 

'' Che i danni, anohe largamente conside- 
rati, tenoto conto del dritto a ritirare li gher- 
lino, non possono ammontare a piil di lire 3— 
prese in considerazione tatte le circostanze del 
caso, massime qoelle che la domanda e cosl 
eocessiva, che ammonti a piii del doppio, di 
qaanto potrebbe yalere il gherUno, se fosse 
nnoyo — 

*' Ha deciso per la condanna del convena- 
to nomine al pagamento di sole lire 8, libe- 
rando il convenato da alteriori domande — 

** Le spese si tassino in proporzione della 
rispettiva yittoria e soccombenza.'* 



DECI810NE 26. 

CORTE CIVILiS DI SUa MàESTA' 
PRIM' AULA. 

5 Marzo 1880. 

Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudice di 8ua Maettà, 



Argomento . 
Non i ammissibile V eccezione di nuUitd di 
un atto giudiziario, perche il nome di cki 
lo debba ricevere sia scritto eoUe sole ini- 
ziali, quando V eccipiente abbia ricevuto la 
notifica deWattO'^quando pure V eccezione 
foBee attendibile, nei casi cke non pud eseere 
me$sa in dubbio V identitd deUa pereona* 



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VOL. iX 18801 



DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALTA. 



83 



Giorgio Aquilina 

veraus 

W. E. BreretoQ Lieut. R. A. 

LA CORTE 

** Aiteaocohà il convennto ha dato V ecce- 
done della nallità della oitasione, percb& il 
sao nome non i scritto in caratteri pieni, ma 
eolle sole inuiali; 

<' Attesocoh^ il convenuto, accettando la 
copia del mandato di elevazione il 21 gen« 
najo 1880 coUe sue iniziali, ed anche la 
copia della citazione, si h pregiudicato nel 
dare la eccezione, che ha dato, quando anche 
1« medesima foeee attendibiley quando ri- 
salta manifestamente della identità della 
perBona; 

** Decide 

" Per il rigetto di detta eccezione di nul- 
lità, coUe Bpeae,'* 



DECISIONE 26. 

CORTB D' APPELLO DI SUA MAESTA' 
àXJLk COMMEBCIALE. 

5 Marzo 1880. ' 

Sir Antonio Micallef, c»aM.o., pnHdenu 
SirSalvatore Naudi,L.L.D., 
Dr. Lorenzo Xuereb, 

Giudici di Sua Maeità. 

Argomento 
NeW eiercizio dei dritU del proprio deUtore^ 
in forza deW wrUeolo 849 deW Ordvnama 
No. VII del 1868, S neceiSoHa la chia^ 
mata in causa di esio debitore'^alfarimenli 
v% e Iwgo a Uberatotia ab obseryantia. 



Negoziante Salyatore Griscti , 
veriUB 
Dr. Eduardo Vella nomne ed altri. 



H citante domando cħe fosee dicbiai 
raio e , deciso di constare che — oltro ; 
beni descritti nell' inventario fatto dal ci- 
tato Dr. Yella come costituenti il pa- 
trimonio del fallito Gio« Battista Griscti, 
eiibito fra gli atti del fallimento suddetto— 
esistano altri beni di pertinenza del detto falr 
liio non riportati in detto inventario, prove- 
nienti dall'eredità di Evangelista genitrice 
di esso Gio. Batta Griscti ; con esaere ia 
conseguenza ordinato al citato Dr. Yella 
nomine di aggiungere nel detto inventa- 
rio la descrizione di tali altri beni e di 
tutt' altriy ohe saranno per riconoscersi 
per qualsiasi titolo e causa appartenere ad 
esso fallito, non che a procedere alla ven- 
dita di tali beni^ riportandone il prezzo nella 
massa del fallimento ; oon essere ancora so- 
spesi gli ulteriori atti del detto fallimento 
fino airadempimento di dette sostansiali for- 
malità. 



La Corte di Commercioi sedente il giudice 
Dr. Paolo Yella, il 22 aprile 1879 proferl la 
seguente decisione :— 

LA CORTE 

'' Yeduto il ricorso del citante Salyatore 
Griscti, presentato il 6 febbraro 1879,in forza 
del quale esio rioorrente chiede di essere 
ammesso nel prooesso di fallimento del com- 
merciante Gio. Battista Griscti ; 

<»yeduta la risposta del curatore,presentata 
il 24 marzoultimo; 

'Teduta la presente oitazione No. 62, pre- 
sentata dal detto negoiiante SalvatoreGriscti 
contro il curatore del detto falRto e personaN 
mente contro fo stesso fallito; 

'^Yeduto il processo di fallimento del 
detto Gio. Batta Griscti; 



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64 



DBCISIONI DEI TfilBUNALI DI MALTA [Vol. IX 188 



*' Conaideraiiclo 

*• Che ratlore ericorrente Salvatore Gri- 
acti non e eomparso nel processo di fallimento 
del detto Gio. Batta Ghriscti, nh h stato por- 
tatp ia nota dei cceditori ; 

^'Che il processo di fallimento troviBi nello 
stadio delle domande per la graduazione dei 
creditori, anzi pronto per essere data la deci- 
sione concernente la graduazione , 

'' Che le domande d^irattore e ricorrente 
poggia Do su c^rte pretensioni^ dedotte dal 
medesimo in un giudizio insin dal Imo dicem- 
bre 1870 per libello dallo stesso presentato 
nelia Corte Civite di Sua Maestà contro il 
detto Gio. Batta Grisoti fallito ed altri— 
giudizio tuttora pendente— • non che su aUre 
pretensioni indicate nel ricorsop le quali non 
fii possono nh contestarpj nh decidere nel pro- 
cesso del fallimentOy come lo stesso attore 
riconosce nel suo ricor^o di dover agire per 
altri mezzi a stabilire i pretesi suoi diritti ; 
1 *i Che non essendo decisa la detta oausa, 
r attore non puo, finche non fosse data una 
finale decisione, esperire dritti di sorta in 
y'itih delle sole azioni dedotte nel detto Li-* 
bello; nh questa Corte potrebbe prendere 
cognizione delle dette pretensioni e sospen- 
dere il corsp. d(eUe procedure del fallimento, 
come chiede Tattore, quand'anche potesae 
aver luogo V ammissione del suo intervento 
(art. 977 delle Leggi di Procedura Civile); 
'' Considerando 

'' Che r intervento di creditori, o aventi 
interesse, che non avessero chiesto e otte- 
nuto la verificazione dei loro crediti in un 
proceeso di fallimento, h limitato ad assi- 
etere alla verificazione degli altri crediti 
e a somministrare delle eccezioni alle verifi- 
ċaiioni (art. 9(82 Ord. No. XIII del 1857) 
Conseguentemente, essendo i crediti stati già 
verifioati insin dal 27 giugno I878>non puo 
rattore nh piii assistere^ nh somministrare 
ecoezioni nel senso della legge ; 

** Che quand' anche F attore volesse recla- 



mare un credito (mentre non e tale il caso) 
la detta legge air articolo 306 non permette- 
rebbe di prendere in conaiderazione, nello 
stadio della graduazione, i creditori non com- 
parsi nello stadio della' verificazione dei 
crediti ; 

" Considerando 
'' Che Tultima domanda, che il curatore 
avanza nel suo Ricorso responsivo^ relativa ad 
una quota dei beni materni spettanti al fallitOi 
non puo essere presa in considerazione, n^ 
si possono convenientemente sulla stessa dare 
dei provvedimenti in questo giudizio col- 
laterale promosso dall' attore— sarà pero do- 
vere del curatore di eottomettere il caso e 
chiedere per separato Ricorso gli opportuni 
provvedimenti concernenti la detta quota, 
indicandone con precisione i dritti del fallito, 
per cui la detta quota debba formar parte 
del patrimonio ; 

** Per le pretoesse considerazioni 
" Hadecisooome siegue : — 
*' Imo. rigetta la domanda avanzata dallo 
attore col suo ricorso presentato il 6 feb- 
braro 1879, colle spese contro il ricorrente— • 
^' 2do. dichiara irregolare ed illegale» e 
quindi nulla la chiamata del fallito in questo 
giudizio personalmente, perobà h fatta in 
violazione deirarticolp 270 delF Ordinanza 
No. XIII del 1857, coUe spese contro lo 
stesso attore ; 

3zo. ha liberato il curatore dall' osser- 
vanza del giudizioyin quanto le domande sono 
contro il medesimo dirette,coIte ipese— salvo 
all'attore qualunque dritto,che pqtrebbecom- 
petergli nel senso delle premesse considera- 
zioni,esperibiIe pero nel tempo e nello stadioi 
in cui secondo la legge h permessa la compa* 
rizione ; salvo a poter il curatore dietro la 
debita verificazione chiedere di essere am- 
messo a indicare e portare,^ come formanti 
parte del patrimonio, tutt' altri beni, a cui 
potrebbe avere dritto e titolo il fallito, sia in 



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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNàLI DI MàLTA 



coDsegaenza del predetto processo peodentef 
àħf se mai si rioonoscesse spediente, anehe 
coU^esperire le opportune asioni ecoirinsi- 
Btere per la deoisione del detto giudizio pen- 
dente, previa la necessaria autorizzazione/' 



Declsione delia Corte d' Appello :— 
LA CORTE 

Attesocch^, come i'attoro ha espressamen- 
te dichiarato nella sua petizione del di 27 
gennajo 1880, egli non h creditore del fal- 
lito 6io. Batta Grriscti (§ 10) ma hainteresse 
che il 8U0 genitore Gaetano incassi tutti i 
suoi crediti contro il detto fallito; e siccome 
al detto Gaetanoi come c reditore, compete- 
rebbe il diritto di obbligare il suo debitore 
fallito a portare nella massa tutti i beni, 
che a lui si rieonoscessero appartenere^ coel 
al detto attore competei come pretende, la 
steMa azione colla yeste del detto Gaetano 
(§ 6] ed attesocchà il detto Gaetano, preteso 
debitore del detto attore, non h stato chia- 
mato in causa in prima istanza, come era 
oecessario secondo la interpretaziono co- 
sUntemeDte data in pratioa all* artieolo 849 
deir Ordinanza No. YII del 186f), ed anohe 
allo articolo 850 della stessa Ordinanza» e> 
non puo secoodo la legge essere ordinato il 
800 intervento in questa seconda istanza ; 
*• Decide» 

" In qnanto ai capi appellati, per la li- 
berazione del convenuto curatore del detto 
ialUto dair osservanza del giudizio, e quindi 
riforma in quanto ai detti capi la sentenza 
profferita dalla Corto dl Gommercio di 8ua 
Maestà nel dl 22 aprile 1879, colle spese." 



DEOISIONE 

CORTE DAPPELLODI SI 

AULà COMMEROT 

8 Marzo I88C 

Sir ÀQtonio MicaUer,c.G.]) 
Sir Salvatore N 
Dr. Loreozo Xu 

Oiudiei di Sua Mae 

Argomento 

Meno i casi di errore di cala 
tura^ di espressioni equi 
ti un senso diverso da quel 
temente la Corte intendevat 
per tutf altri casi, al pj 
via di ricorso ed ai termini 
deUe leggi di procedura. 

Ed in simili casi» procedend 
ricorsOf la decisione, che to 
data la Corte, sarebbe appi 



Neg. Amabile Demarcc 
versv^ 
Neg. Giovauni Sem 



U detto Demarco in ui 
Corte di Commercio eepose 
cisione del 18 marzo 1879 
confermo il rapporto dei p( 
Bpetto annessovi e ne adottà 
conclusioni ; ma per mero ei 
condanno il convennto al 
£ 1. 9. 3, mentre il debito 
il detto rapporto e rannessovi 
£ 1. 19. 3. 

Quindi domando che ai te 
ciso Imo. dell'articolo 842 I 
Organizzazione e Pioceduri 
corretto V errore suddetto . 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



Commeroio di Sua Maestà, 

'aolo Vella, il 6 maggio 1879 

inte decisioDe :— 

LA CORTE 

icorso del negoziante Ama- 

esentato il 22 aprile ultimo ; 

decisione di questa Corte del 

come h registrata nella se- 
No. 9; 

auta originale della decisione; 
ivenuto ; 

nel caso non si tratta di 
lo, corregibile a senso dello 
delle Leggi di Procedura 
Etnto di differenza incorsa nel 
3aza dalla miouta originale, 
1. 9. 3, invece £ L 19. 3. 
iginale sta scritto £ 1. 19. 3, 
3; 

in oonseguenza non i appli- 
invoċato/per cui sarebbe 
ae a cbiedere la correzione ; 
ato ohe Y errore preteso non 
lcolo ; conseguentemente ha 
Legistratore a rettificare il re- 
»rmità alla minuta originale, 

non si esigga dal Registro 
3I presente decreto. 

lla Corte d' Appello :— 

> Semini domandà che fosse 
gale la correzione ordinata 
i Commerciot mediante suo 
6 maggio 1879, della sen- 
Corte proferita fra le stesse 
narzo 1879. 

mine rispose che il decreto 
k Corte di Commercio non e 
^uando pure lo fosse, esso & 
s. 

LA CORTE 

iderando 

ta dalla sentenza, da ċni h 



appello per parte d«I oonvenuto e non del- 
lo attore, che nel presente ca8o» come e 
esposto nella presente citazione, non ei 
trattava di un errore di calcolo incorso 
nella sentenza ivi indicata e passata in 
cosa giudicata ; e quindi k certo che non i 
applicabile il procedimento per via di ri- 
corsoi con notificazione della parte avversa, 
come e contemplato nel primo paragrafo 
deir articolo 842 delle Leggi di Orgasiz- 
zazione e Procedara Civile, invooato nel auo 
rioorso dal detto attore ; 
'* Considerando 

** Che risulta ancora dalla detta sentenza, 
appellata dal solo convenuto, che non si 
trattava, nel caso, di correzione di errori 
di dicitura, di espressloni equivoche e 
importanti un senso diverso da quello, che 
evidentemente intendeva In Corte nel pro- 
nunciare la sentenza ; e oonseguentemente 
nh anche puo essere in controversia che non 
aveva luogo il modo di procedere per via 
di ricorso, giusta il disposto e nel termine 
stabilito nel § 2do del detto articolo 842 — 
oltre che neir istessa sentenza appellata 
dal solo convenuto fu ritenuto di non es- 
sere applicabile I' arlicolo su accennato» ed 
invocato dal detto attore fuori del termine 
ivi specificato ; 

*' Considerando 

** Che in conseguenza del premesso, siano 
quali essere si vogliano le ragioni^ per le 
quali talvolta avrebbe potuto essere chiesta 
la correzionet e che non d necessario esa- 
minare, il modo di procedere non poteva 
essere per via di ricorso, non autorizzato 
nel caso da alcuna legge— ma secondo la 
forma stabilita coU' art. 184, od altri arti- 
coli al caao applicabili, avuto riguardo alla 
ragione» per cui si volesse domandare la 
correzione ; 

<^ Considerando 

*' Che non ooncorre alenna ragionei e non 6 
etata allegata dair attore aleuna legge^ con 



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VOL. IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



87 



coi b! dispoDga di essere ioappellabile la deoi- 
sioDe appellata dal ooDvenato ; 

*' Che anzi si ha che la detta seDteDza, in 
qiialQDqae oaso»^avrebbe oDa forsa di UDa scd- 
teoza defliDitiva ; 

'* Decide pel rigetto dell' eccezioDe della 
inappeliabilità della detta decisiODe proferita 
dalla Corte di Gommercio di Sna Maestà doI 
di 6 maggio 1879, colle spese — e per la li- 
beraziooe del eoDveoato dall' osseryaoca 
del giodiaio, e qoiodi per la revoca della detta 
sentenza, oolle epese a favore del detto 
conveDutOi ad eocezione di qaellei le qaali 
8000 alate fatte dal detto coDveoato io oc* 
casioDo dei ricorsi e dei decreti del à\ 17 geo- 
uajo 1880 e del di 2 febbrajo 18S0, e le qaali 
come impntabili al fatto del cooveoato de- 
voDO rimaoere a carico dello atesso cod- 
veouto." 



DECISIONE 28. 

CORTE CIVILE DI SUA MABSTA 

PRIM' AULA. 

8 Marzo 1880. 

Dr. Filippo Pullicioo, 

Giudice di Sua Maestà 

Argomento 

Neir azione avvocatoria il convenuto non 
pud eccepire V escussione di aitri a lui 
posteriorminte gradv^ti, o di terzi posses' 
809'i di stabili acquistati dal potere del 
comun debitore. 

Ma quando Vattore abbiapotuto comparire, e 
non 9ia compa/rso nel giudizio di concorsot 
deve sqffrire le speset 



Carmelo Camilleri 

versus 

Negte. Pietro Paolo Galea ed altri. 

Premeasa, occorxeDdo» la dichiaraziooe di 
essere il citHote caooDizzato creditore del ci- 
tato Brifia per seoteoza di questa Corte del 
20 marzo 1878 passata io cosa giadicata, oel- 
rammonto di scadi 465, saldo di somma mag- 
giore dovata da esso Brififa per cootratto in 
atti G. R. Psaiia il 6 Dovembre 1869 ioscrit- 
to lo atesso di, coi lacri del 4 per Vo 
raooo dal 7 maggio 1875 fioo il paga- 
meoto e colle spese di detto giadizio am- 
mootaoti a £2. 11. 4 ; e diessere egli credi- 
tore privilegiato di esso Briffa io £3« 17« 4 
erogate ia spese di sobasta all'occasiooe della 
veodita deU' immobile acqaistato da Giovao- 
oi Magri, di coi il prezzo e atato depositato 
coo cedola del 5 oovembre 1878, sol qaale si 
fece cODCorso dei creditori di esso Briffa, 
deciso il 16 maggio 1879 ; doq ohe di essere 
il credito del citaote aoteriore e poziore a 
qoello del oitato Galea» meoziooato io detta 
seoteoza di coocorao, e qoello del citato Ga- 
lea posteriore a qaello del oitaote ; e di aver 
esBo Galea sbaooato doI saddetto coocorso 
^86. 0. 11 dair ammooto depositato eoo dae 
cedole 22 febbrajo 1878 e 6 oovembre 1878 
meoziooate ia detta seoteoza — il citaote do- 
maodo di essere dicbiarato lecito al medesimo 
di avocare dal potere di esso Galeail saddetto 
Boo credito io soadi 625. 10. 12, e coDseguea- 
temeote la coodaDoa di esso Galea a rideposi- 
tare il detto credito del citaote oome sopra^ cod 
ordioarseoe a favor del medesimo il coosegai- 
mcDto, adempite dal citaotele ooodiziooi ap- 
poste dai depositaati oelle meoziooate cedole^ 
e Botto qaei provvedimeoti cbe qaesta Corte 
crederà proprio di ordioare^eolla saacoDdaDoa 
a pagargli i lacii del 4 pei% sal detto rimasto 
capitale dal 6 oovembre 1879, gioroo del pro. 
testo, e da decorrere flaoil chiesto rideposito. 



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El TRIBUNALI DI MALTA [ Vol. IX 1880 



eglU esseiido stato 1' esecatante dello stabile 
liberato a Giovanoi Magri e poi retratto daj 
fratelli Abdilla, doyeva Decessariamente pre- 
vedere la imminenza dell' apertura di nn 
concorso sul denaro depositato qual prezzo 
del detto immobile ; 

*^ Atte80cch5 pertanto vi à laogo nel caso 
air esercizio del potere discrezionale, accor- 
dato alla Corte dal ciUto articolo 438 circa 
la tassazione delle spese ; e qnindi non h 
giusto che il convenuto Galea e raltro 
convenuto debitore debbano sottostare a 
spese del prosente giudizio, il quale aarebbe 
stato evitato, se V attore fosse comparso, 
mentre poteva comparire nel giudizio di 
concorso ; 

^'Attesoccbà euU* ammonto del credito 
reclamato dall' attore in ragione di capitale, 
lucri e spese privilegiiite di canonizzazione 
e subasta, come sono riportate nel conto a 
fol. 27 e nella somma di scudi 625. 10. 12 
giustificate coi documenti prodotti, non e 
stata fattadai convenutiosservazionealcuna ; 
*» Decide 

*'A tenore delle domande deirattore, pre- 
figgendo al convenuto negoziante P. Paolo 
Galea nei nomi come i citato il termine di 
giorni dieci per fare il deposito nel banco 
di questa Corte della somma nella citazione 
indicata e neirannessovi conto a fol. 37 — 
le spese della causa, per i motivi premessi 
alla presente, da essere pagate dair attore." 



Cita- 
base 
zione 

ittore 
locu- 
mbre 
ttesso 

10 del 
so da 
stati 
Gralea 
atti e 
bitore 

nella 
bene* 
ittoro 
to da 
>ne^ e 
che 
jgra- 
che i 
con- 

legge 
colla 
aveva 
sta- 
terzi 
ituire 
il qui 

alcun 
;>arire 
laggio 
iio coi 
ato il 
licato 
a av- 
ii piil 



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?0L. IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI W MALt A. 



# 



DECISIONE 30. 

CORTE CIVILE DI SUa MAESTr 
PRIM' AULA. 

8 Marzo 1880 («). 
Dn Filippo Pullidno, 

Oimdiee ài Sua Mtmtà. 



Argomento 

Ndla Mubasta giudiziaria il venditore eUde' 
bitore, non già Tesecviante ; e qvindi quegUf 
nanquesti^e pasaibUe deW azione in ga- 
ranzia nel caso di evizione. 

Nel quale caso V etecutante^ che avesse con* 
segtuto Uprezzo deW immoUle liberato, sa- 
rebbe soUanto tenuto, in forza deUa sua 
obbUgazione di ridepositare assunta neUo 
oMo deUo sbancOp a tale rideposito, e non 
già a pagamento di spese giudiziade, [inte* 
ressi ed aUri danni, dovuti da chi fosse 
obUgato in garanzia. 

Yincenso Botg 

versus 

Antonio Bigada ed altri. 

Premessa U dichiarazione di aver il citante 
aofierto evizioney in oonseguenza della deci- 
aone proferita da qnesta Corte il 26 ottobre 
1877 nellacausa del Gavaliere Dr. P, Paolo 
Bonnid Mompalao contro il medesimo ed 
altri, oolla quale à stato dichiarato e deciso 
eeaere terminata l' enfiteusi delle terre ta 
Gmen Fieres , concesae in enfiteuai a terza 
genanaioiiey e aon già cDme sono state al< 
eone loro porzioni aggiudicate al dtante il 
20 marzo e 29 aprile 186S dalta subaBta 
tennta in qucBta Corte alle istanze dei citati 
BqadaeOrech, in parte per libere edin 
parte come eoggette ad enfiteosi perpetua, 
giufta la sfintenza anche proferita da questa 

(a) QaoBU senttDza e appellata. 



Corte I' 8 i^ile 1865 neHa causa di eaao 
Cavaliere Beonici oontro il medeBimo; i 
citati ed altri, le quali porzioħi delle terre 
Buddette boho atate al oitante liberate per 
;g 61. 10, acoonto dei quali egli deposit5 
£ 57, che furono conseguiteda! citati Bajada 
e Grec^, ootia garimda solidàl^ delF idtro 
citato ipgoziante OAmenztilK e 4sl BegtBtro 
di questa Corte per le sf^se del mandato di 
pos8eB8(^e ebe quindiessi citati Soħo tenuti a 
ridqiodtare k isombia dai medediiħi sbaħċata, 
ed indenniztate il citante di tutti i daħnit 
spese ed interessi da lui sdSert}, pei quali 
si fe egli protestato il 16 agosto 1876 — 
il citante domaħd5 là condanna soli* 
dale dei citati a pagargli, o ridepositare a 
favor del medesimo, £ /2. 5. 2 coi l6ro 
lucri legali dall' iuterpellazione fatta per 
lettera uffioiale delP 8 ottobre 18/9, e da de- 
correre fino al pagamento ; in quanto a 
£ 56. 0. 3 per altrettanti da essi Bajadft e 
Qrech conseguiti dal depoBito da lui fatto il 
14 maggio 1862, ed in quanto alle re- 
Btanti £ 16. 4. 11 per spese giudiziali dal 
citante sofferte in occasione delle summen* 
zionate cause, cooie da conto e tasse. 

LA CORTE 

'' Attesocchà r obbligazione del venditore 
di garantire al compratore il [(acifioo possesso 
della cosa venduta promana dalla espressa 
disposizione deila legge, senza necessità di 
alcuna particolare conveoEione (artioolo 1123 
dell'OrdinanzaNo. VII del 1868); 

^' Attesoochà razione in garanzia compete 
anche al compratore, o liberatario nella pub- 
blioa Bubasta, non trovaodosi rispetto a tali 
acquisti alcuna eccezionestabilita dalla legge; 

*' Attesooche pero nelle pubbliche subaste 
sotto rautorità della Corte il venditore non 
à reseoutante, ma si bene il debitore, e 
quindi h contro quest*oItimo soltanto, che 
potrebbe essere diretta I'azione in garanzia 
oontemplata dalla legge ; 

la 



-m 



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90 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[VoL. IX. 1880. 



** Attesooohà pertanto nel oaso sotto eBame 
i ooQTenuti Bajada e Greoh eseontanti non 
8arebbero paasibili dell' axione in garanzia^ 
come potrebbe easerlo il debitore, ma sol* 
tanto deU*azione dipendente dalla loro obbli- 
gaaione^ nel fare lo abanco U dl 11 Inglio 
1876 della aomma dairattore depoaitata ; 

** Atteaocohà sebbene neiratto del detto 
abanoo non appariace alonna diretta obbli* 
gazione dei detti Bajada e Greob, pare 
Taltro citato negoziante Gamenzali era oom- 
parso inaieme coi detti esecutanti e si era 
obbligato per loro come principale ricevitore 
a ridepoaitare la somma di ^£56. 0. 3, in tatto 
o in parte» ad ogni primo e aemplice ordine 
di Corte, e la detta obbligazione à stata fir- 
mata contestaalmente dai detti tre citati 
Bajada^ Grech e Camenznli ; 

** Atteaocchà pertanto daLdetto atto risalta 
r obbUgazione aolidale dei detti tre convenuti 
a ridepositare la detta somma sbancatat 
qualora si fosee coei giadioato dalla Corte ; 

^' Attesocchà dal premesso ne consegue 
che r azione dello attore non promana dalla 
legge dipendentemente dalla difesa della 
cosa yendutay ma beosi dalla obbligazione 
assunta dai citati neiratto dello sbanco ; 

** Attesoochi i citati non si sono obbligatif 
i primi due come sbancanti e il terzo oome 
joro fidejussore, ohea rideposiure soltanto 
la identica somma, che h stata sbancata in 
£ 56. 0. 3, e non già a rifondere i danni con- 
tomplatl neirarticolo 1127 della citata Ordi- 
nanaa No. YII del 1868 ; 

*' Attesocche quindi il protesto del 16 
agoato 1876, col quale egli interpellava i 
convenuti Bajada e Grech a difenderlo dalla 
evizione, da cui era minacciato per parte del 
Dr. Pietro Paoio Bonnici Mompaho, non i 
attendibile ; 

** Atteaocchċ consta dalla sentenza data 
il 36 ottobre 1877 a domanda del detto Bon- 
nici Mompalao che V attore ha sofierto evi- 
sione della porzione della clausura appeUata 



ta Onien Fieres, a lui Uberata il 29 aprile 
1862 daHa pubblioa subasta oome soggetta 
ad enfiteusi perpetua, mentre d statodeci-" 
Bo che era essa in enfiteusi a terza genera- 
zione, dichiarata termioata ooUa suddetta sen- 
tenza ; come pure non si oontroverte che le 
altre due porzioni di terra» ta Larkwna li- 
berata al detto attore il 20 marzo e I' altra 
appellata tal Harrub liberata nel detto d) 19 
aprile 1862 come Ubore e franche, sono state 
parimente evitte dal potere deirattore; 

'* Attesocchà alla detta evizione non hanno 
dato causa i convenuti esecutanti e V altro 
convenuto Camenzuli loro fidejussore, ma si 
bene i debitori esecutati, ai quali la legge 
impone I' obbligo di rivelare gli oneri, a cai 
h soggetto il fondo portato in subasta (arti- 
colo 388,paragrafo Sdo. deUe Leggi di Orga- 
nizzazione e Procedura Civile) perchi eglino 
soU si presumoao informa ti di taU bneri ri- 
sultanti da contrattazioni ; 

'^ Attesocchċ in conseguenza delle ragioni 
premesse i coavenuti non hanno altro ob^ 
bligo, che quello asaunto neU'atto dello 
sbanco, cioe di lidepositare la somoaa da loro 
conseguita di £ 56. 0. 3 il d) 11 lugUo 1876 
ad ogni primo e semplice ordine di Corte; 
n^ sono responsabili, come domanda rattore 
degli interessi su detu somma dalla inter- 
pellazione lorofatta per lettera uflScialedel 
dl 8 ottobre 1879, siccome eglino non pos- 
sooo ritenersi in mora, se non dal giorno in 
cui la Corte li avesse condaanati al rideposito, 
nċ responsabiU per tutt' altri danni doman. 
dati nella citaziooe ; 

*' Attesocch^ stante la detta sofferta evi- 
zione I' attore ha il dritto di domandare la 
condanna dei conveuuti, non già a pagare» 
ma bensi a ridepositare la somma da loro 
sbancata ; 

*' Decide 

*'A tenore delle domande deirattore, oon- 
dannando soltanto i convenuti soUdalmente 
a ridepositare la somma di £ 56. 0. 3 fra il 



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Vot. IX 18801 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



'-Ma'^f?^''* 



91 



termine di giorni sei, senza la tassa dello 
speie-*e per V esolasioDe del detto attore 
Me altre domande da lui propoate nella pre- 
iente dtazione» ooUe epese — riservata a lai 
qoaloQqne acione contro ohi di dritto per i 
danni ed interesai in conseguenza della sof- 
ferta evizione, ae a quante volto/^ 



DECISIONE 80. 

COBTE CIVILE DI SXJA MAE8IA 
PRUr AULA. 
10 Marzb 1880. 

Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudice di 8ua Maestà 



Argomento 
Sebhene la notijica i legalmente fatta col la- 
seiare ecpia deW atto nella casa di ahita' 
Mne del notifioando ; pure secondo la 
pratica, nei casi di malattia grave non 
preoedu^ daUe Uggi , si suolepermettere che 
la not^ca siaper breve tempo dUazionata^ 
speeie quando V interesse del creditore non 
sojffre grave diseapito. 

Michele Borg 

versus 

Pietro Paolo Yassallo, 

liA COSTE 

^Atteaocchà giuata l'artioolo 214 delle 
Leggi di Organizzazione e Procedura Civile 
le notifiehe degli atti giudiziari ai fanno. o 
QoUa cozisegna della copia della aorittura alla 
pereona^ aOa quale queata de?e eaaere notifi- 
cata, o con laaciar tale doina nel luogo di 
abitazione di tale peraoua ; 



''Attesocch^ la detta legge non diohiara 
legale la notifica alla reaidenza, in difetto 
della notifioa personale e in via subordinata ; 
ma il mareaciallo esecatore puo scegliere 
r uno r altro mezzo a sua discrezione per 
far giungere 1* atto in notizia della personat . 
cui si volesse fare la notifica; soltanto 
al terio mezzo eccezionale deiraffissione 
deiratto si pud ricorrere, quando (runo o 
I'altro mezzo ordinario non fosse praticabile ; 

" Attesocchd quindi la notifica della pre- 
aente citazione à atata legalmente fatta» con 
esaersi lasciata ċopi della stessa nel luogo 
di abitazione del convenato» come dalla rl^ 
ferta del Maresciallo del 27 gennajo 1880 ; 

^' Atteaoochd per6 secondo la pratica di 
queate Corti, nei caa^, non preveduti dalla 
legge, di grave infermità oon perioolo im- 
minente di vita o di altra disgrazia in fa- 
miglia nella casa della peraona da essere 
notificata, specialmente quando si tratta di 
atti esecutivi, si suole permettere che Tat- 
to eia per breve tempo dilazionato, speoial- 
mente quando I' interesse del creditore non 
aoffre grave diacapito, cio cbe fu anche 
adottato nel caao presente, differendo la 
trattazione della causa per ben quattro 
volte dal Sd gennajo ultimo, in cui fu per 
la prima volta meaaa in liata ; 

** Attesocchi non potendo eaaere piil 
oltre differita la trattazione della oausa, ed 
easendo riaultato che la persona, alla quale 
era stata consegnata la oopia della citazione, 
aveva dichiarato di non aver ftlto giungere, 
per consiglio medico^ la stessa a cognizione 
del convcnuto ; ed esaendo d' altronde per- 
auaaa b Corte che sia faoile, a ohi ha inte- 
reaae, d' indurre il detto convenuto inferma 
a coatituire un procuratore, onde incaricare 
un avvocato e dargli le necesaarie informa** 
zioni per difendere I' interesae in causa ; 
<< Decreta ed ordina 

** Che fino tutto il giorno di domani 1 1 
corrente un* altra copia della presente cita- 



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92 



PBCISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vot. IX 1880 



zione sia oonaegoatA nel loogo di abitaBione 
del oonvenato con oopia del presente Decre- 
to, e rimette la oaofla per eesere trattata alla 
seduta di Inned) 15 corrento— le epeae riser- 
vate." 



DECISIONB 81- 
CORTE Tf APPEIXO DI SUA MAESTiC' 
AULA CIVILE. 

15 Marzo 1880. 

Sir ADtODio Micallef) C^.M.a., prt$idċnu» 
Sir Salvatore Naadi,L.L.D., 
Dt. LoreDzo Xuereb, 

Oiudiei di 8ua MaeHà. 



Argomento 

I due mesi, entro % quali si puo proporre 
V azione di ^poglio privilegiato, devo^o 
compuiardi dai JEt del commesao spoglio, e 
non diversarnente — e la prova di cià in* 
comhe aWattore. 

Fortonato Testa 

versus 

Procaratere Legale Giuseppe Caroananomm^. 

Premesfla la dichiarasione di avere eseo 
citato commefso a danno del citanto uno 
spoglioj facendo nn' apertnra nella cieterna 
comane fra il laogo di case No. 15« sito in 
Pietà Vicolo Imo, e V altro yioino No. 16, 
di cai ai citato appartiene Y otile dominio, 
in modo da potor appropriarsi esso cita- 
to di tatta racqaa dl qaella cistorna con eela*> 
dere il domandantej coir oggetto evidente di 
eludere i euoi diritti, la qoale apertarail 
medesimoba praticato poohi giorni addietro— 



il citanto domandà consagaenteme&to la oon- 
danna del oitato a rioiettore le ooae nello sia- 
to primiero, obiodendo regolarmente, nel mo^ 
do che lo era pama» la detta apertora ; ood 
▼enire aotorimto il oitanto ad esegoire il 
laToro per tale cbiosora neeessario a apese 
del citotOy ogoorchi nel termioe da stabi- 
lirsi nella sentenza non V avrà fatto il citato 
medesimo. 

La Prim'Aola Givile^ sedento il Giodioe Dr. 
F. PoIIicino, il 21 noT^bre 1879 proferl la 
segoente decisione :— 

LA CORTE 

'< Viste le domande avan^ ate nell* attaale 
citarione, non che gli atti delle altre due ci- 
tazioni tra le parti deeise d a qoesta Corte il 
8 marzo 1879, e segnatamente il rapporto 
dei Periti coir annessavi piaQta» pabblicato il 
28 febbrajo 1878 ; 

'' Considerando 

*' Che la indagine nella cansa presento 
dev* essere aoicamente limitata al fatto del 
possesso, trattaodosi di an'>zione di spoglio 
privilegiato ; 

** Che cousta che la cistoroa esistento sotto 
il fondo del con?enuto Caroana ^ comone 
ooU' altro fondo limitrofo possednto in otile 
dominio daH' attore Testa^ oasia ohe dell'ac- 
qna, che riceye la detta. cisterna, partecipano 
in comane i possessori dei doe immobili ; 

Che la detta cisterna h divisa nella soa lar- 
ghezsa da oo maro (oon pere fino alla som- 
mità ) in doe parti diaogoali, V ona interna e 
r altra esterna ; 

'^ Che r acqoa piovana soole soltanto ver« 
sarsi nelia parto interna, e non già nella 
esterna ; che perd (taato 1' attore ebe il cou' 
venoto si servona di detto^^ acqoa dalla parto 
esterna ; il primo per via di nn robinetto esi- 
etente in on oondotto, osaia jnint, cbe oondoce 
r acqoa verso il soo fondo, e ii seooodo da oo 
orifizio con sponda e seategno per carrooola 



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VOL, IX 1880J DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



9& 



Mtro fl sao •tebil6{ vedasi il detto fi^orto 
cUiPeriti§8 fol. IStergo); 

^* Gbeqoesto mode, eol qoale i doe foodi 
11 aenrono ddreoqoe comiiiie» esiete iiiBin de 
tempo ; mentre il rigegoolo» ohe Tedeei nella 
parte estema della cistema, e cbe probabil* 
bilmente condaooTa V acqaa piovana dalla 
Btmda, troTari sotterrato ed in disaso, come 
pore on orifisio privo di sponda saUa parte 
intema della ciateraa trovasi da tempo coperto 
e diiaeo oon pietre Talgo capteUi con cemento 
(Todasi lo steeeo § 8 del rapporto ) ; 

" Che il convenato Caraana, oome egli ha 
tmmesso ( fol. 5 della preeente citazione )t 
ba di reoento aperto qaest' altimo orifizio 
per edrrirsi dell' acqaa dalla parte interna 
della eisterna ; 

« Coneiderando 

'*CheIa detta Jnnoyaaione praticata dal 
Caraana tende ad alterare il modo circa la 
presa dell' acqaa dalla cisterna comune con* 
sacrato dall' usO| e forso stabilito per con- 
yenrione tra i due possessori dei doe fondi 
limitrofi, e colla possibilità di diminuire la 
quantità di acqaa^ cbe deve restare a dispo- 
sizioDe del fondo dell' attore posto in livello 
inferiore ; 

''Che h irrilevante la oircostanza cho 
r apertura dell' Qrifiaio^ oesia la rimozione 
delle pietre che lo chiudevano con cemento, 
m stata effettuata nel proprio fondo^ e non 
già nel fondo altrui, e che qaindi il Caroana 
poteve servirsi del proprio drittoa norma 
del disposto neir articolo 188 dell' Ordi* 
naiua VII del 1868; pevooch&i a prescindere 
se la dispoeirione di questa legge autorizjsi 
il proprietario a fare il forame qnivi indicato 
di propria autorità e seasa invooare il miai* 
itero della CortOy nel oaso si ha oho il 
Caraana coUa faita apettura ba tentato di 
alterare 1' uso nella distribuaiono delle aeque 
comaDi tra due fondi limitrofii cio che certa- 
mette coatituiace uno apoglia seoondo la 
lcgge; 



*• Decide 
'^A^ tenore dello domande deirattore^ 
prefiggendo al oonvonuto il temune di 
giorni dieei per rimettere le ooee nello stato 
primieroy ed autorizaando 1' attore ad ese* 
guiro egli stesso il lavoro, quadora, decorso il 
saddetto termine, il coovenuto non l'avrà 
eseguito— colle spese.'' 

Decisione della Corte d'Appello :— 

LA CORTE 

** Considerando 

** Che la domanda contenuta nella cita- 
aione, oome risulta dai suoi termini e dalla 
sentenza in esame^ appellata per parto del 
convenato lolamento e non dell' attore, ri- 
guarda un* arione di spoglio privilegiato ; 
'' Considerando 

** Cbe tra gli estremi sostanziali delkdetta 
azione si annovera la necessità della sua pro- 
posiziono entro due mesi dal di delcom- 
mesflo spoglio — come consta dair arti- 
colo23(>deIP OrdinanzaNo. YUdel 1B68, 
ed anche dalF ineiso> 20 dell' articolo 183 
dello Leggi d'Qrganizzazione' e Procedura 
Civile, congiunlo anobe alF articolo 801 
delle stesse leggi ; 

** Che la prova della commissione dello 
spoglio entro V ultimo bimestre incombe 
air attore, come risulta dalla consuetudine 
delte Corti di Giustizia, basata sulla dispo- 
fiizione dett* articolo 574 delle dette Leggi 
di Organizzazione e Procedura Civile ; 
** CoQsiderando 

<* Che i detti due mesi devono incomin- 
ciare ad essere computati dal dl, in cui fu 
commesso lo spoglio ; e cio stante respressa 
disposizione delle leggi su citate» e dalle qua!i 
risulta che i detti due mesi sono oomputabili 
dal d\ del commesso spoglio ; 

** Considerando 
** Che r attore non^prov5^ la preteia com« 



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94 



DECISIONI DEI TltlBUNALI DI MALTA [Voh. IX 1880 



missione delto spoglio entro nn bimestre, ai 
termini deile detti leggi ; 

'* Cbe la dàtta prova non risulta dalla con- 
feasione del conTenato (fol. 5), perchi questi 
ammifle solamente di avere aperto I' orificio 
dolla ciBtema menzionata nella citazidne in 
corrispondenza alla parte intema, e non 
già di aver fatto la detta apertura di re* 
eente, come si snppone nella sentenza da cni 
k appello ; 

»* Decide per I' esclusione del detto attore 
dalle sue domande conceraenti il detto spo. 
glio priYiIegiato— e quiodi revoca la detta 
sentenza profferita dalla Prim*AuIa della 
Corte Civile di Sua Maestà nel dl 21 no- 
Tembrel879— colle spese— senza pregiudizio 
d! altre azioni» competenti al detto attore, 
80 vi 6 luogo, oome di legge.'* 



DECISIONE 82, 

CORTE DI COMMERCIO DI SUA MAESTA'. 

18 Marzo 1880 (a). 

Dr. P. Vella, 

Oiudiee di Sua Màestà. 

Argomento 

Per stabilire la respoMaiilità del capitano 
per la consegna di merd caricate, non i 
ledto da/re, aUe condizioni deUa poUzza 
di cairco, un* estensione pià larga, di 
quanto importi il senso e lo spirita natu- 
twrale deUe parole usatevu 



Negte. Boberto Balbi 

versus 

Negte- Paolo Cutajar nmine. 



(a) Qaeita sentenza i appeUata, 



Pà 



II citante domandd che— previa la diohia- 
razione di essere ^tati caricati sul vapore 
Silurian in Londra, a tenor della poltsza di 
carico del 6 settembre 1879, una cassa mo« 
storda e tre colli contenenti altre merci.tper 
estere consegnati in Malta al domandante 
air arrivo del ,detto vapore, oome pure di 
essere lo stesso vapore arrivato in Malta, 
senza che sia seguita la consegna della sud- 
detta cassa mostarda, aveu'lo il domandante 

ricevuto soltanto i tre colll su menzionati 

fosse esso citato nella premessa sua qualità 
condannato a pagare al domandante i danni, 
le spese e gli iateressi da lui sofferti in con- 
seguenza del difetto della auddotta conse- 
gna, con essere tali danni liquidati da questa 
Cortein £5. 13. 6, somma equivalente al va- 
lore della detta cassa air arrivo del vapore 
suddetto in questo porto. 

LA CORTE 

'* Àttesoccħà non à controversa, conforme 
% pure giustificato colla polizza a pagina 5 
del processo, la caricazione della cassa mo- 
starda in questione sul vapore Silurian in 
sin dal 6 settembre 1879 ; 

^' Attesocchà non à pure in controversia 
Parrivo del detto vapore in questo porto il 
25 settembre 1879 (fol 7) ; 

'* Attesoccbi h certo che la detta cassa non 
txi scaricata all'arrivo del vapore ; 

'' Attesocchċ V eccezione del oonvenuto 
poggia alla condizione apposta alla polizza, 
ctoà quella che contempla il caso di non 
consegna delle merci caricate per non pos- 
sibile riirovamento delle stesse al Porto di 
rilascio; difatti respressione usata & in case 
goods cannot he foundfor deUvery, ciocch& 
necessariamente si deve ritenere per la non 
esbtenta delle merci a bordo per difettodi 
caricazionOt o altrimenti; e non mai nel senso 
di permettere nna latitndine tale al capitano, 
da poter anpplire oolla sua asserzione di non 
nver potQto trovare la merce; poichċ bisogoA 



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VoL. IX 1880] DE0I8IONI DEI TRIBUNALI DI ]!dA.LTA 



95 



cħe 81 giostifiebi non essdre reperibilo la 
meree per la non esisienza a bordo, dietro 
miniiia rioerca» non potendo valero ildifH- 
dle ritroyamento della merce » cauea che 
trovisi tn altre merei, o in fondo al vaoore ; 
^' Attesoccbà à evidente nel caao che la 
ctssa in questione non fa acaricata, qnando 
panse il vapore il 25 Bettembre 1879, perchi 
si trovava in fondo del vapore— deposizione 
fol. U — quindi eaiflteva, ma solo non si h 
presa la pena di eatrarla ; 

'« Attesoccb^ il testimonio prodotto al foL 

15 non contraddice il precedente^ in quanto 

non parla del primo arrivo, ma del solo ri- 

lorno del vapore da Odessa, anzi corrobora 

ohe la cassa fossa rimasta dal carico generale; 

'^Àtteeoochà la dichiarazione f atta dietro la 

Poliiza non pu6 avere alcuna infloenza a di- 

minture la reaponsabilità aseunta per la con- 

legna; anzi qoeila etessa dichiarazionei luugi 

diJ ginstificare la nou consegna, suppone il 

caao della circostanza della merce in questio- 

ne rimaata a bordo — ciocohi dimoetra ohenon 

à erafatta regolarericerca all'atrivo del detto 

vaporo, oltrecchà rattore si protestava contro 

il convenuto nomine in data del 27 settembre 

1879— documento fol. 16 — ; 

" Attesoochà non ^ lecito dare una esten- 
aionepiii larga, di quanto esprimono leparole 
usate nelle eondizioni della Folizzai nel eenao 
espirito naturale delle stesse, le quali co- 
rtituiscono V intenzione delle parti — poichà 
quAlunque estensione pretesa darebbe un 
arbitrio illimitato al Capitano,aI qualecerta* 
mente reaiste la speditezza e la puntualità 
ricbieete nelle obbligazioni commerciali ma- 
rittime, e urterebbe la massima consacrata 
dalla ginrisprudenza che la non consegna 
delle merci indicate nella Polizza importi 
r obbligo a pagarne il valore e il danno sen- 
txto — Pardessus § 728; Decisione Corte di 
Appello 20 aprile 1864- ; 

'^ Ua deciso a tenore delle istanze dello 
attore contro il convenuto nomine, coUe 
apeae— B per I' oggetto della domanda 
*' Hanominato rinfrascritto, ecc. 



DECISIONE 38. 

CORTB CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM* AULA. 

20 Marzo 1880 (a). 

Dr. Giuseppe Gasan^ 

Oiudice di Sua Maeatà. 



Argomento 
Nei easi di diminuzione nel godimsnio deUa 
casa locata ii fa Imgo soUanto, aecondo 
la UggCf a diminuzione del fitto in pro' 
porzione ; non mai a riparazione di danni 
al conduttore. 



Giovanni Cortis 
^ versuB 

Baronessa Maria leresa D' Amico. 

Premessa la dichiarazione che il citante 
ha sofferto e soffrirà danni dal fatto, cbe 
durante la conduBione tuttora in corso delle 
infrascritte terre, fattagli dalla citata per 
mezzo del di lei procuratore Sacte. Don 3e- 
nedetto Dimech in atti Yincenzo Garuana 
il Imo aprile 1871, esso citante e etato 
e sarà privato del bene6cio deU' acqua 
sorgivai che*al tempo della locazione esisteva 
nelle dette terre, in detto contratto speci- 
ficate — il citante medesimo domando di- 
chiararsi e decidersi di essere la citata te- 
nuta a risarcire al medesimo i detti danni, 
con essere la citata condannata a pagargU 
in ragione di tali dànni quella somma da 
essere fissasata per opera di periti da essere 
nominati. 

Inoltre domando dichiararsi e deoidersl 
di avere egli il dritto di compensare il ter- 
mine della gabella da lui dovuto alla cita- 
ta e da lei domandato colla citazione No. 



^ 



(a) Qaesta sentenza ^ i^pellata. 



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DECISIONI DEl TBIBUNALI DI MALTA [ VolJX 1«8o 



65 fino all^ eatrante qoaDtità dell' ammoQto 
obe sarà rieonosoiatOt in ragione di detti 
danni, dovato a lai daila dtata. 

LA COBTE 

''Attesoeeh^ rattore, allegando d'aver 
sofferto daani nelle terre da Ini detenate, 
per essere stato priyato del benefizio della 
aeqaa sorgiya, ehiede deoidersi eBsere la 
looatrioe tenata a rieareirgli qaei danni, e 
oondannata a pagargllene la somma da es- 
sere fissata da Periti; 

'* Attesoccb^ la convenata nega cbe egli 
sia Btato privato deU' acqaa sorgiva, ohe 
prima Boorreva nelle terre, ed ammette solo 
che il sopravanzo di pubblioa fontana ha 
diminuito anchedi molto, per avere altri 
possessori di fondi aiti in superiore livello 
intercettata parte di queir acqua, ma che 
essa vi abbia eupplito con ricercay lavori e 
rinvenimento di altre aoqae sorgive ; 

*' Attesooche la testimonianza del di lei 
procuratore Dimech appoggia, almeno in 
gran parte, le allegazioai della citata ; per5 
la difficoltà insorta rapporto V azione dallo 
attore propoeta non permette d' innoltrarsi 
nell'esame dei fktti sal merito princlpale 
della caasa ; 

'* Attesocchà il risarcimento di danni 
di regola h il compenso della perdita sofferta 
per inadempita obbligazione^ o per fatto 
illecito : nel caio non i eolo che non si 
provi dipendente dal fatto della oitata la 
diminuzione del sopravvanzo d* acque, che 
altre volte dalla pabblica fontana scorreva 
per le terre detenate dall'attore; anzi all'op- 
posto la locatrice erogà epese per supplirvi 
e ritrovare altre sorgenti d'acqna ; nċ consta 
dal contratto locatizio che essa locatrice 
avesse garantito la permanenza di quel 
sopravvanzo d'acqua della pubblica fontiina, 
dipendente daireventnale esercisiodi altroi 
diritti, e talora par da caso fortuito ; 

*^ Attesocchii presupposto pure che quel 



sopravvanzo d' aeqaa iosse atato coatem- 
plato quale aceessione delle terre locate, se 
esso venne meno per oaso fortnito, rutioolo 
1324 deirOrdinsnza Yll del 1868 darebbe 
azione nl condottone di ottenere la dimiau- 
zione del fitto» o lo scioglimento del contratto 
seooadQ le cireostanze, ancbe se la eosa locata 
fosee oos) divenata inservibile ; ma in nee- 
sano di taU casi, ai termini di queU'articolo 
di legge, si farebbe laogo a indennità ; se 
la diminuzione h oonsegaenta di molestia 
al godimento per via di fatto da parte di 
terza persona, senza pretensioni di diritti 
suUa cosa locata^ la locatrice non ne garan- 
tisce il condattore, axticolo 1303 ; se anche 
in conseguenza dell' esercizio d'un diritto una 
persona terza togliesse in parte la cosa locata 
o ne diminuisse il godimento, o vi recasse 
incomodoy il diritto del conduttore sarebbe ad 
una diminuzione proporzionata del fitto ; 
costui avrebbe diritto a risarcimento di danni, 
quando in conseguenza deiresercizio di altrui 
diritto gli venisse interamente tolta la cosa ; 
e potrebbe ottenere lo scioglimento del con- 
tratto, risarcimento dei danni, se la parte, 
della cosa^ che gli vien lasciata^ non gli serve 
per Toggetto che aveva nel prendere la eosa 
intera in locazione— articolo— 1304 — ; 

" Consegoentemente decide per resolu- 
sione dell'attore dalle domande oome da lui 
proposte f colle spese. " 



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VOL. IX 1880J DEGISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



97 




DECISIONE 34. 

CORTE D'APPELLODI SUA MAESTA' 
AULA CIVILE. 

22 Marzo 1880. 

Sir Antonio MicaUef,c.G.M.G., PresUente, 
Sir Salvatoire Naudi, 
Dr. Lorenzo Xuereb, 

Qiudici di Sua Maettà, 



Argomeiito 
Non $i puà eondannare agU alimenti chi vi 
e tenuto in sussidio^ e dopo altri principaU 
mente tenuti, senza prova/re^ in contesta' 
zume di eostoro^ che essi non ne hanno % 
mezzi—a meno che costoro non sieno per- 
sone notoriamente insolventif giusta i prin* 
cipi generaU stàbiUti per le obligazioni 

Paolo Camilleri ed altri 

versus 
GioBeppa vedova Monreal. 

I citanti domandarono cbe la conve* 
DQta fosse condannata ti somministrare loro 
gli alimenti nell' ammonto e nel mondo da 
fiasani da questa Corte — previa ogni di- 
ehiarazione analoga, compresa quella della 
n6oeint& in oni sonp i domandanti di aver 
tale somministrazione. e di aver la oitata 
imezzi dtfarlaoome h tenuta, essendoava 
paterna di eesi citanti; nonchà la dichiara. 
zione, alP uopoi di non poter avere tali ali- 
menti dai genitori, non avendone la madre 
Marianna i mezzi, e avendoli il padre Giu- 
leppofibbandonatiy anche egli privodi mezzi 
per alimentarli. 



La Prim' Aula Clvile, sedente il Giudioe 
Dr. Filippo PulHcino, il 5 novembre ISJf^ 
proferi la seguente decisione : — 

LA CORTE 

'* Vista la decisione suila presente oausa 
' del 24 marzo 1879, colla quale fu la conve* 
nuta liberata dall' osservanza del giudizio. 
per rinteresse degli attori Paolo, Alfredo^ 
Giovanni, Giorgina e Carmela germani Ca- 
milleri, rimanendo ferme le istanze per lo 
interesse deir altra attrioe Susanna Camilleri; 

^' Attesooobà non vi puo essere questione 
intorno al bi sogno di detta Susanna di essere 
alimentata, essendo malaticcia, inabite al 
lavoro e priva di ogni mezzo proprio di 
suesistenza; 

** Att63occhc la prima indagine da farsi 
e riposta nell' esame del fatto, se la madre 
di detta Susanna, Marianna Camilleri, abbia 
mezzi sufficienti per alimentarla, in modo da 
escludere la domanda di detta Susanna ri- 
volta contro la convenuta di lei ava paterna 
per lo stesso effetto, essendo per legge U 
madre obbligata in primo luogo ad alimen- 
tare la prole in preferenia agli altri ascen-. 
denti ; 

*^ Attesooch^ giasta i termioi espressi dello 
articolo 26 dell' Ordinanza No. I del 1878 nel 
calcolo dei mezzi di ohi deve somministrara 
gli alimenti si ha rigaardo soltanto ai profitti 
deir esercizio di qaalanqae professione, arte 
mestiere, ai salari od alle pensioni accordatei 
dftlGoverno o da altrj, e ai fratti dei beni, mo- 
bili immobili ; a differenza dl coldi, che do* 
manda gli alimenti, per il quale nel calcolo 
dei mezzi si ba rigaardo ancora al valora dei 
saoi beni mobili ed immobili ( art. stesso, 
capoverso ultimo ) ; 

^' Atteaoccbà pertapto ohi domanda gli aii- 
menti non pa5 esservi ammesso,8e egli posseg^ 
ga beni o oapitaIi,dalla distrazione e dal prez- 
zo dei qaali potrebbe procaooiarsi la propria 
sussistenza; mentre cbi li deveBomminisfrare» 

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DECISIONl DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX 1880 



Doo paà essere obbligato a prooedere àltà di- 
etràsione dei eaoi b6oi, ed egli si repaU iħa- 
bile a tola prefiazioDe. se i saoi profftti, slEi* 
hirf reodite di beiii oooo iosafficieDti ; 

" AlteBoOohi tale regola h applioabilo an- 
obe al oaso di alimeoti tra asceodenti e disceo- 
deotiy qaalora per5 si tratti di sommiDistra- 
aiooo di taU alifoeoti mediaote il pagameoto 
di noa penaione io deoarn faori della eaaa 
deU\alimentaote ; pefocchi ovo: si tratti 
di 00 asceoddote o 4isceoden(e« per ^i^P^'si* 
Mooe del citato articolo oapoverso 3, ai ritteoe 
aver mei^i per fornire gli alimeoti rasoeodiao- 
te» cbe paà sommioiatrarli io oatara al disoeo* 
deote, riceveodolo oella propria casa ; 

*' Attesocchi h iodabitato che dall* uoico 
foodo dotaIe»cbe poasiede Mariaooa Camilleri» 
già valotato a scudi qaattro mila oel cootratto 
del 21 setlembre 1851, e dal dotario di scadi 
mille e ooo assicaratole coo seoteDsa dolla 
porte di Gommercio del 8 oovembre 1874, 
ooaia dai loro frotti, la medeaima ooa potreb'* 
bo alimeotar a^ stessa e aoa figlia Sosanoa; 

''Attesocchd h etato eccepito per parte 
della cooveoata cbe la ridetta MariaDoa»D0oo- 
ataote la deficieo£a di reodite saffioieoti, !• 
qaali ooo potrebbero ragiooevolmeote ammoo- 
tare ad oltre lire dodici e acellioi dieci allo 
aoooy la medesima, come risolta dalle fatto 
provot fioo a pooo tempo addietro teoeva a fitto 
ooa oasa io Yalletta ed io ooo dei migliori 
qaartieri di Strada Reale per 1* aoooalità di 
lire treota, che eempre ba pagato, oella qaalo 
vi eraoo mobili di noo iodififereote valore di 
aaa proprietà, oome dal proteato a foL 26 ; 
che la atessa aveva varie volte offerto io veo* 
dita a diverse persooe brillaoti ed altre cose 
presioae di coosiderevole valore, che ooo ri- 
lascià, perchĠ chiedeva aoa somma maggiore 
di qoella, che le veoiva offerta; e che dopo la 
parteDsa del di lei marito etla cootinaava il 
negozio di oggetti preziosi e merletti nella 
bottega 10 Strada Reale, ae non del tatto per 
eonto proprio, rimeno con partecipafBiooe nel 
profttti ; 



** Attesoechċ pe^o il negosio nella b<>ttega 
io Strada Beale « da tempo cessato ; la detta 
Gamilleri non abita piil io ċasa propria, ma io 
qoella della vedova di Aogelo Basnttil, ote 
r attrice Sasaooa di lei figlia abita da clrca 
dae aooi; € stando e alla depoaisione di Alf^do 
Basattil, la d^tta Camilteri ooo ċ in grado di 
pBgare fitto di casa e di prowodero al vitto 
proprio e a qaello della figlia ; 

**Atte8occb& sebbeoe, prese in cooside- 
raziono tutte le ciroostao^e del caso, vi aia 
motivo di credere cbe io potere di detta 
Mariaona Camilleri eiaoo paseati, so ooo 
totti, parto almeoo degli oggetti preziosi, 
cho uo tempo foroivaoo la bottega del <ii 
lei marito; che. come h stato provato, alcuoi 
dei detti Oisgetti esistevaoo o furooo oiFert i 
io vendita, in uo tempo prossimo a quollo 
tn cui obbe principio questa cauaa, e gli 
Bte^i oggetti, easendo mercantibili e non for- 
manti parto del corredo persooale di detta 
Mariaooa, potrebbero easere caloolati tra i 
mezzi, dal prodotto dei quali gli alimenti 
potrebbero esaere somministrati^ trattandosi 
dei rapporti tra madre e figlia ; purooodi- 
meoo maocano nel oaso aufficieoti dati di 
fatto per stabilire coo certezza che la delta 
MariaooA possegga di preseote mezzi ado* 
quati per provvedere gli alimeoti alla figlim 
Susaooa, anohe coo rioeverla a coovivere coa 
lei e oon prestarle gii alimeoti io oatora ; 

•* Attesocchà non 6 inveroaimUo oho la 
detta Mariaona madre dell* atttico abbia 
provveduto ai proprj bisogoi, oei quattra 
aooi dache si à assentato il di lei marito da 
quesie isole, dal prezzodi vendiu degli og* 
getti, che passarooo io di lei potere dal nego- 
zio del marito; ma oio ooo basta per stabi« 
jire che oei momeoti attnali ella posaegga 
uiez£i sufficienti per alimentare ancbe la 
figlia ; 

'* Attesocchà la seconda indagine da essere 
fatU si &: so la convenuta ava paterna della 
attrice abbia mezzi oompetenti per preatarlo 
gli alimenti ; 



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¥oi.. IX 18807 DBCISIONI DBI TRIBUNALI DI MALTA, 



»ftf 



'^ AtUBOoch& dal proepetto dalla detta oon- 
veniita preaoQtato oonsta ohe la medesioMi' 
poeeegga beni uniiiobili,cbe danno uo rendal^ 
asQao di £ 173. 6. 7« e dedotti i pesi^ laecia* 
np di netto £ 158. 4. a y^ (fol. 12) ; 

«* Attesocchà ritenendo ooine eaatto e noa 
eeag^rato in alcuna sua parte il prpapetto 
» foL 30, contenente il ragguaglio delle 
epese, cbe U conTenuta deve aostenere aa*" 
nualflaente' per vitto^ veatitO) abitasione^ 
eara mediet, eervitil ed altro in £ 138. 2, 
rimarrebbero di netto a diapoaisione della 
etesaa £ 20. 2. V|, air anno ; 

*'Atte80cob& la convenuta, eaibendo una 
aerie di rioeyute oonstatanti pagamenti per 
lei fatti nella manutenzione dei auoi immobili 
durante i aei anni dal 1873 al 1878 inolu- 
aivamfnte» e per la somma di £ 64. 10. 2, 
Torrebbe Btabilire^ mediante un oalcolo fatto 
per mexio di ua coacervo, che i detti atabili 
neUeggono per la loro buona conseryaziooe, 
oltre piccole spese e perdita di fitti, la speaa 
di£19aU'anno; 

''Atleaoccbk eiffiitto calcolo appare evi- 
denCemente eaagerato, giacch& avuto ancbe 
fjgoardo alla circoatanza che i detti beni 
per le maggior parte eiano urbani, e cbe 
qnhidi le apeee di manutenzione non devono 
indiOerenti, ledette apeae non devono 
fatte annualmente, ma a certi deter- 
WDeii intervalli ; e percid riservandoai an- 
die £ 8 air anno per 4ette riparazioni, tale 
aoaoaa aarebbe piii cbe sufficiente per man* 
tenere in buon ordine i detti immobili, i 
quafi per la loro poeieione nei centri pià 
popokri devono ooatantemente easere dete- 
noti a fitto; 

^ Attesocchi pertanto, conatando della pos- 
aibilità della conveouta di somminiatrare una 
modlca penaione alimentaria all' attrice Su- 
aanna di lei diacendente, nel taaaare la detta 
pensione non adequata a soddiafare a tijitti i 
biaogni di detta attrice ei à avuto princ/ipal- 
mente in oonsiderazione di non privare la 



convenuta di totto cià, che )e ocoorre ^pe^ 
aoddiafare, ooq aolo ai di lei biaogni. . ma 
ancbe ai conforti, che richiede la debolezza 
della 8ua et& pià che settuageoaria, oa^ie 
venne attestato dal 'di lei medioo enrante 
Dr. Piaani ; 

** Percift decide 

*' A tenore delle domande deirattrice 
Snaanna Camilleriy ooiMUnnatido la oonve* 
auta di lei ava patema a aomminiatrarle la 
pennone alimentaria di dB 1 ai mese^ da 
easere'pagata a rate aetticnanafi o bimeatrali 
a di lei aoelta, colle apese.'* 

Deciaione della Corte d* Appello : 

LA CORTE 

'' Conaiderando 
^he eecoodo rarticolo 13 dell*0rdinanza 
Not I del 1873 gli aacendenti, come d ta 
convenuta ava dell' attrioe rimasta fn cauaa, 
banno V obbligo di mAotenere i discendenti, 
in difetto dei genitori^ 6 qoando queati non 
abbiano mezzi aufficienti per mantenere i 

** Che la detta obbligazione alla aommi* 
nistrazione degli alimeuti, qoaodo vi aiaiKi 
pià peraone tenute per gli alimenti, h rego- 
lata coir ordine etabilito neir articolo 18 
della detta Ordinanza ed— in riguardo ai 
figli ed altri diaoendenti in primo luogo d 
indicato come obbligatp il padre ; }^ eecondo 
luogo lamadre ; dopo queata, in terzo Iuogo« 
gli altri aacendentiy secondo V ordine della 
aucceaaione— e, come h dispoeto cpl s^ente 
articolo 1 9, sebbene T obbligaiion di eoloro » 
ohe nel detto articolo 18 sono posti nel 
medesimo grado, à solidarif^ quelli perd, che 
neir ordine snddetto sono posti in un gra^o 
inferiore, oome Y ava in relasione ai genitoriy 
non sono obbligati che in sussidie^ quand^ 
gli alimenti non si possano ottenei^e da per- 
aone poate in grado superiore— ^m^ nel 



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100 



DECISIONIDEITRIBUNALI DI MALTA 



[Voii. IX. 1880 



ca80 sarebbero i geDitori in rapporto alia 
ava ; 

*' ConBideratido 

^* Ghe le dette regole— seoondo i principii 
geoerali stabili per le obbligazioni sasaidiarie 
— non hanno luogo, qaando si tratti di nn de- 
bitore principale notorianaente insoWibile, 
o che, in continenti e nelt* istesso giadisio* ai 
possa provare di essere insolvibile. E qaindi 
e certo che nella specie reccezione, che al- 
legasse il debitore BaBsidiario.del difetto della 
preoedente proposizione àeW azione contro 
il debitore principule non earebbe ammiBBi- 
bile in vantaggio del sassidiario ; 
'* Considerando 

** Che U convenata a£cendente, come ri« 
enlta dalla nota delle eccezioni, ha allegato 
che la madre della detta attrice e io obbligo 
di alimentarla prima di lei, tennta eolamente 
in Baasidio in confronto alla detta madre ; 
*^ Considerando 

** Che la detta madre non 6 in caasa ; 
** ConBiderando 

^* Che dftUe prove fatto per parte deirat- 
trice non consta in modo Boddisfacecte che 
ia detta madre, ona dei debitori principali in 
rapporto alla convenata debitrice Bassidiariay 
h in istato di ioBolvibilità ed incapace a som- 
ministrarle gli alimenti, almeno col riceyerla 
nolla Boa propria casa> ai termini deir oltima 
parle del paragrafo qaarto deU* articolo 26 
della detta Ordinanza ; 

*' Che anzii nel caso, concorrono dei serii 
dnbbi aalla Bolvibilità od insolvibilità della 
detta madre, per le ragioni indicate neHa mo- 
della Bcntensa, da coi i appello e nella parte 
coneernente la prima indagine ivi fatta, e con- 
cernente la detta solvibilità od iosolvibilità 
della detta madre ; 

** Che non essendo stata in caosa per di- 
difetto di citazione o d' intervento la detta 
madre, la convenota non ebbe I' opportonità 
ed il mezzo riconoscioto dalla legge, e per coi 
ha inBistito in questa Beconda istanzai di pro- 



vare mediante la Bnbizione della detta madro 
la Bolvibilità di lei, e qoindi far cesBare il 
detto dobbio — il qaale» come appa re dalle 
dette ragiooi indicate io prima istansa, nh 
anche à stato repotato manifeBtameote inBos- 
Bistente e mal fondato ; 
*' Considerando 

'' Che giasta il diBposto coli' articolo 978 
delle Leggi di Organizzazione e Procedara 
Civile la detta madre non pnd ensere»{n qaeBU 
scconda istanzai chiamata in caosa ; 
" Decide 

*^ Per la liberazione della detta convenota 
dair OBservanza del presente giodizio — e 
qoindi revoca la detta sentenza appellata e 
profferita dalla Prim'Aola della Oorte Civile 
di Soa Maestà oel di 6 novembre 1879 — le 
Bpese 8i di prima che di seconda istan/a re- 
Btiuo riBervatOf nel caso in cai la detta at- 
trice sarà ad agire cootro la detta madre, con 
citazione della convenota, eotro il termioe di 
uo mese— ed in difetto della proposizione 
del detto giudizio entro il detto termine/ 
Btanti le particolari circostanze del caBO, non 
aitassinotra i contendenti." 



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VOL.IX 1880] DEOISIONI DEI TRIBUNàLI DI MàLTA 



m 



■fc^ 



DECISIONE 35. 
CORTE DI COMBCERCIO DI 8UA MAESTA' 
81 Marzo .1880 (a). 
Dr. Paolo Vella, 

C^udiee di Sua Maedh. 

Argomento 
M ectso di sinistro di nave, Uorie efatti in- 
iamo alla responaabiUtà del capitano^ 

Banchiere Emmanaele Scielana 
veram 
Capitan William Jones. 

H citante domandb che per lutti gli effetti 
Itgali fosse dichiarato Begnilo per colpa del 
citato r arrenamento del vapore Castletont il 
qoale ebbe luogo nella sera dell' 8 novembre 
1879, mentre eflso Vapore comandato dal 
medesimo citato nsciva per continnare il suo 
Tiaggio dal Porto Grande della Valletta; come 
pore di caaero stato danneggiato il carico di 
esfio vapoie a motivo di tale arrenamento, e 
per colpa quindi del detto oitato.per le ragioni 
daallegaTsinella trattazione, comprese quelle 
aiavere ritardato senza ragione fino a notto 
iaparlenaa, di avere prima del tempo proprio 
licendato il Piloto e di avere malamente di- 
retto il dotlo vapore, mentre cosi usciva dal 
detloporto ; ed inoltre domando la condanna 
diesso oitato arifargli totti i danni cobI al 
detto oarico recati, le spese e gli interesai, che 
neseguiroDO, nell' ammonto da liquiiaraiper 
mezEO di periti da Domioarsi per tnle effetto, 
eompreodendo in tali danni anche il profitto 
mancato sal delto carico ; e che fosse di- 
chiarato il detto vapore Castletan soggetto per 
il pagamento dei detti danni. 

(») Questa sentenza h appellata. ^ ^ / .'^ 



LA CORTE 

** Oonsiderando 

" Obe il dritto, che esercita Tattore nomiive 
in questo giudizio contro il convenuto Gapi- 
tano del bastimento a vapore Càstleton oon 
bandiera inglese, à nella qualità di incaricato 
degli assicuratori di Pàrigi del cariod del 
detto vapore e come possessore delle Polizze 
dello stesso catico — qualità ammesse, e colle 
qdali e stato contestato it presente giudizio 
ed altri precedenti e collatef'ali '^vedansi Ci- 
tazioni No. 463, 450, 456, 428 e 439, decisÀ 
20 novembre 1879— depositi26 e 80 dicembre 
1879, oltre altri atti— ; 
** Considerando 

** Ciie lo scopo deir àzione proposta k 
quello di ottenere la dichiarazione che V arre- 
namento nel detto vapore, accaduto YB novem- 
bre I879,abbia avutoluogo per colpa del con- 
venoto capitano in comando del medesimo — 
che in conseguenza del detto arrenamento sia 
stato danneggiato il carico^e obe in fine sia 
accordatal' iodentiità ela rifazione dei danni 
soffertinel carioo; 

•* Considerando 

" Che la caricazione h un fatto non con- 
troverso, ansi ammesso tra i contendenti, 
conforme risulta dal oontiatto di noleggio e 
dalle polizze prodotte— fol. 206, 236— ; 
'* ConBiderando 

'' Cbe i soli casi eooettuati nel contratto, 
quanto aila responsabilità dei proprietarj del 
detto vapore, spno i seguenti, cioh—the acts 
of God-'the Queen's enemies^restrai/nt qf 
Princes and Rulera—fire —and aU and every 
oiher dangers and aeddents of the seas, 
rivere, steam navigation and of machinery 
and boikrs^ of whatever nature and, hind 
soever always excepted'-; 
*< Considerando 

'^ Che a base della colpa imputata al con- 
venuto rattore ha allegator la ritardata 



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DBCISIONI DEl TBlBUNALi; DI MALTA [ yoi^.IX 1S30^ 



parleDza del vapore fioo a notte seoKa ?»• 
giooet il UoeDciamento del piloto prima del 
tempo proprio, e io fioe la mak direitooe del 
detto vapore, mentre asciva dal Gran Forto 
di queat' laola. A meglio sviloppare i drttti 
dei ooatendenti&oq[K>.premettere i tattiae- 
guentiy cioi : 

** 1. ohe r 8 novembre 1879f alle ore 5 
a. QU, il detto vapore CastleUm comandato 
dal convenuto entrava nel Oran Porto di 
queat' isola, proveniente da Odeasa con ca- 
ricodi graoaglie^ diretto Havre— teatimo- 
niate foh 84-^ 

** 2. cbe tra le ore 12 a« m. ^ 1' 1 p. m* 
dello ateeao d) terniinava la provvista di 
earbone ed era pronto a ealpare— teetimo- 
niale loL 84— *Dietro on oontrordine del 
capitano ei e sospeaa la partenxay la quale 
veniva ritardata fino le ore 7, o 7. 30 p,m.« 
quando il capitano dava V ordioe a muovere 
il detto baetimento, a bordo del qnale ei tro* 
vava già il piloto Bemigio Borg — 

**3. il predetto piloto coodueee il vapore 
fioo al puoto rimpetto al Forte St. Aogelo^ 
e come diceei a meszo porto, puoto io cui 
il piloto laeoiava il vaporei aeeicuraodolo il 
oapitaooy meotre di ritoroo eulla barca^ cbe 
tutto procedeva beoe, il vapore oavigaodo a 
pieoa vel«)citii-- Depoeitiooe foL 50, teet. 
fol. 85-91-- 

** 4. dopo che il piloto laecid a mezzo porto 
il vapore, eeeendo etato avvertito uo lome 
air albero di uo altro legno fuori del porto, 
il capitano ordinà il timone a babordo, dando 
cod) la direaiooe vereo il Forte Ricaeoli. 
Avvertito il capitaoo dal primo ufficiale che 
vi foeeero dei rompeoti alla prora, ordiod 
timone forte a tribordo — Hard to etor- 
board, EttginefuU $peed — e per forte bur- 
rasca fu epioto eulla punta Bicaeoli, ove 
rimaee ioveetito» e pià tardi ioterameote 
arrenato vereo lo ecalo del Forte Bicaeoli 
(Log-Book 8 aovembre, leetimoniale foL 
75) I daoiu riportali eono lilevati nel rap- 



porto dei periti, prodotto al fuL 35 a 40, in 
' adempimeoto del decreto di loro oomioa del 
6 dioembre 1879, fol. 3-- 

** Riteouto ne 1 fatto come cosa notoria, ri- 
euUaote oooeolo dallediveree depoeiiiooi e 
dal Begju^rp dello Stato Meteorologico te- 
nuto oella Torretta del Palazzo, ma pure 
per ammieeiooe oello eteeeo testimooiaile ohe 
1' 8 oovembre ultimo il tempo era mioac* 
ciante, il mare ^ra groeso, la iorza dei veoto 
aodava aumeotaodo fino al no. 5 e 6, 
in modo cbe doraote la notte il tempo 
peggioro, il veotb era ibrtd da Nord»£aet» 
coo mare groeeo, pioggia, tuooi e lampi — 
fol. 65, fol. 195, teetinooiale fol. 82 e ee- 
gueoti, Deposiziooe foL 96 — 

^' Che eebbaoe la ritardata parteoza, oome 
cauea remota, oon potrebbe forse ritenerei 
come la cauea del einietro, tuttavia non ei 
pnà non caratterizzare oome un atto im- 
prudente del Captano raver preecelto la 
notte, eenza alcuo plaueibile motivo, meotre 
impervereava la tempeata, quaodo egU avea 
tutto Tagio di partire di giomo-^epaieizione 
fol. 58, 59 -maadme da un Porto, ove domi- 
nando un fortunale da N. E. ri rencle diffi- 
cile e pericoloea la navigazione di notte» 
Difatti altri otto vapori lasciavano lo steeeo 
di qoesto Porto dall' 1. p. m. io poi seiiza 
alcun sinistro. oome per documento del di* 
partimeoto dei porci fol. 194;quiodi Tatta 
di imprudeosa e rarbitrio preeo dal Capi- 
taoo si pa5 beo caratteriszare, come dtcooo 
gli scrittoriy oome eauea eaueans, qoan* 
tunqoe altri sostengano che se il capitano 
noo oe profitti del momeoto propizio, ma si 
affida ad un mare e cielo mioecoioso seota 
00 legittimoi mpedimento^ egli h in colpa — 
Valier, Ordinan<a della marina— Azuni, vol. 
2 — Baldasseroni, Capitano foU 21— Ma rrà, 
Dritto Commeroiale— n& mancano scrittori 
piii modemi sul soggetto, i qoali rit^gono 
come una mancanza del Capitano ai propri 
doveri la partenza sotto eondisioni simili a 



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Voh. liC. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



MM) 






qaelle del caso preseitte— T^ Master com- 
miU a cUar hreech ofduty, ifhe lingen in 
port wħen all is ready and the wind isfair\ 
hithei9 not to ^et out on à voyage during 
tmpeituoue wea^her^Mcuuie and PoUock on 
tht Lawcf Merchantahipping^ page 9P— 
Tke Maiter fMut commence hià voyage with^ 
onl dehfg. ae soon m$ the whecdher i$ fafoou- 
rable^ but he mmti on no accounU saU aut 
during tempe$tuumi weather^Abbot^ Law of 
Merchant ehippingt p. 4 ch. S^Maclacklan, 
imtJu Law of Merchant shipping, ch. 9 
ptige367-'Pri$chardi v. S,Damagep. 8^— 
£ Pardeseus a1 v. 2 § <32| cos) si esprime: -— 
**il Capkaoo commetterebbe uq grave erro- 
re facendo vela eon an tempo evidentemeote 
cattivo. Se diflterisoe la partenza esaendo 
fftTovevo^e il tempoy e per tale ritardo av- 
veaiflie al baatimeato atciiQ sinidtro, che el 
•arebbe evitato partendo prima, egli snrebbe 
ia eolpa e percid respon^abile vereo gli 
intereseatt — ; 

** Cdnnderando 
" Che ae pel progreaso dell^arte di na?i- 
gm^ per la fraDcħezza e pel coraggio dei 
Darigalori, per V estensione e la rapidità 
del eommerdo, si potesee dire non poeto 
alean limite qaanto al tempo^ perohà oee- 
aato r obbligo di coQeuItarsi secondo le leggi 
iogleer ; à perà oerto secondo le eteeee leggi 
obe come I* intera direzioQe del legno h la- 
aciata al Capitano, ooA la reaponsabilità i 
latta aua,conciIiiibiImeQte perd ooUe dottrine 
Boceitate.in modo cbe non ei debba intendere 
acoordato un arbitrio itUmitato, a porei o no 
in viaggio con un tempo decido, mioacciante 
ttna ifnminente tempeeta ; ma che usando di 
una ragionevole e prudente discrezibne egli 
non giani^a al grado di ona maDcania ai 
proprj doveri e di ana colpa— Vcidi Mac- 
lacklansu eilato *E per fermo, se 6 nna 
qualilÀ aeceesaria nel Capitano di esdere iti- 
trepido e coraggioso nei pericoli, egli perb 
ba an importantimmo doveredi calcolarli, 



prima di affrontarlL B* peroid che il vcro 
cnraggio •! appelirunardimento peneato,pol- 
chd diversamente il ooraggio assnmerebbe an 
oaraltere di audacia, degenerando in baldansa 
cbn dispreszo dei proprj doveri — condizioni, 
alle q'iali certamente non ai pu5 preeumere 
che gli intereesati abbiano inteso di aoto- 
rizzàre il Capitano per la reeponsabilità, che 
dai euoi fiittl ne rioade eai medeeimi. 

*' Per cià cħe riguarda il licenziàmenlo 
del Piloto, eeeendo rieultato che eia pratica 
coetante, in tempi eimiti a qnetlo della notte 
deir 8 novenibre ultimoy che il Piloto lasci 
il bastimento a mezzo porto, il euo licenzia- 
mento non potrebbe avere alcuna influenza 
nel caeo preeente— ^edansi deposizione e rap- 
porto fol. 60 e eeguenti § 13— quantqnque 
nel giorno del sinistro altri legni, li sando 
maggior cautela perchS sorlivano anche tardi, 
fiiroDo guidati da Piloti fino a punti assai 
piħ loDtani— fol. 55-^La piii importante e 
seria questione, che offre il caso presente, h 
* quella della mala direzione per la munovra 
preticata dal coOvenato Capitan Jones, 
dietro r allegato avvistamento di lumi di 
OQ vapore fuori del Porto, collo scopo, coma 
dicesiy di evitare una coltisioae. 

*' La risoluzioae di tale questione dipende 
dalla vericày o non dei fatti esposti nel te« 
stimoniale^ dalla estima^ibne delle prove 
oontrarie a oontradirli, dallo stabilire se 
anche nell* ipotesi supposta la mHQovra pra- 
tioata si possa ritenere per opportuna e se- 
oondo i regolamentiy o piuttosto come un 
otto incoQ8idera(to» imprudeote, od una faUa 
e sbagliata dire]eione» e qaindi la vera causa 
prossima del sioistro per le coocorreott cir- 
costanze. 

'* U cooveQUto Capitao Jones nel suo le- 
stimoniale dichiarava che mentre era alla 
boccadel Porto avvistd un lume airalbero 
di un bastimentOi il quale gradatamente ve- 
niva verso provà ,* il Timonlere agginngeva 
cbe il vapore awistato enti^avà in Porto 



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104 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



s vedendo che il suo legno si 
po alla punta Ricasoli, ordino 
amente a babordo" ( Hari to 
endo lavorare la macchina a 
che in quel momento, colpito 
aaoa, fu gettato sulla punta 
ado fortemente; e non essendo 
Bmabile il vapore, a oausa di 
20 e nella macehiaa, resto ar- 
icntro della puntadi Ricaaoli ; 
ire i detti fatti espoati nel te- 
A migliore evidenza non pote« 
quella del piloto Emmanuele 
de in queir istante e mentre 
n era arenato, conduceva il 

foori del Gran Porto,guidan-^ 
petto alla punta del Forte 
^sizione fol. 55 tergo— dalla 
1 quale risulta che in quel 

vi era alcun vapore vicino 
el Porto ; che un vapore si 
[) alla distanza da due miglia 

dal Porto, il quale portava i « 
ght9 in segno di chiamare un 
^runa prova e stata offerta dal 
vapori fossero eotrati in quella 
\ Porto ; anzi e stata la prova 
e dal certificato del Diparti- 
'fi a fol. 194 tergo ; 

irio qui rilevare la manifesta 
tra le dichiarazioni emesse 
el suo testimoniale e quelle 
Lciali riguardo alla posiziono 
fUetorif quando si avvistavano 
[tro*vapore. li capitano lo 
alla bocca del Porto, men- 

eecondo uflBciale pongono la 
) la metà del Porto e piu verso 
A. 77-79. II primo ufficiale 
soli lumi di un altro vapore, 
ossin il buco, soggiungendo 
[uceva a credere che i'altro 
iva la Rua direzione verso il 
77. 



'' II timoniere poi dlchiarava che 1' altro 
vapore^ di cai erano stati veduti I lumi, en- 
trava inportOf fol. 105 ; 

*^ Non bisogna perdere pure di vista la 
cireostanza che quando segul la pià forte 
burrasca, alla quale allade il capitano, il 
CastXeton trovavasi già arrenato— fatto molto 
importante deposto dal piloto F. Inglott, 
fol. 64. 

*' Stabilita la vera posizione dei fatti ed 
esdusa la esistensa di un vapore vioino* oasia 
aU'ingresso del Porto, di cui si temeva la 
pretesa coUisione, diviene necessario con« 
cbiudere per la non veracità, almeno in 
questa parte, del testimoniale— e quindi per 
la non credibUilà del medesimo— che essendo 
una parte di una deposizione divenuta in- 
credibUe ha l' eflfetto, come disse un emi* 
nente Giudice InglesOj di contaminare Tiu- 
tero racconto, per k ragione che diyieno 
impossibile a poter pid conoscere dove 
esista la veritài o la sua alterdzione ; 

** Uitenuta pertanto la non veraoità e la 
non credibilità del preteso pericolo delta 
figurata coUisionOy perche completamente 
contradetta, ragion vuole che si conchiuda 
che la manovra pretesa praticata con quello 
scopo non era che una manovra sbagliatay 
erronea, inconsiderata ed iroprudente; massi- 
me che il capitano aveva per guida sicura i 
lumi del Faro del Forte Ricasoli ad evitare 
rinvestimento ; 

*^ Che quand' anche si volesse largbeg- 
giare e supporre V ipoteei di un ▼apore 
avvistato, come si pretende, \ certo che era 
dovere del capitano di muovere leggermente 
il suo vapore a destra, seoza dare un forte 
impulsoy per cuiy attesa roscurità della notte 
e le violenti burrasche. metteva in grande 
pericolo il suo legno per la terra e le secche 
molto vicine, specialmente che il ▼apore 
CasUeion trovavasi ancora a mezzo canale ia 
riguardo al vapore, di cui si figura U timore 
della pretesa collisione ; 



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VOL. IZ 1880] DEGISIONI DEI TiRIBnNALt DI MALTA. 



105 



" Bitennto eseert di regola e dovere del 
eapitaoo ohe nel dabbio di poter aa Tftpore 
inooatnNre iin altro vopore in oaa notte 
oeoora^ e di aon oMoecere la vera rotta dello 
wita^ ei debba ralleniare la rapidità del 
eoreo {stacken Mpeed) fino ohe ei aoooerti la 
vera direzione dell' altro^ Pitchard vol. I 
fol^ 164 § 327, RegulatiofiB for prenmlifig 
eoBiaiom, art. 16/01036—; 

*' Che eonsegaeatemente il oapitano, ancbe 
jidla eappoeta ipote6i,ha agito in eeneo tatto 
opposto ; poiohi invece di rallentare, faceya 
lamiare la machina a tatta velocità, e in- 
Tooe di leggermente mnovere il suo vapore, 
egH imprimeva on forte movimentoa destra 
verso il Forte Btcasoli, che cagionb V inve- 
etimento e poi il totale arreoamento ; 

*^ Che iolta di mezzo la pretesa ipotesi 
del timoro di ana proasima collisione, e rioo- 
noecinta sotto qaalanque aapetto la falea 
manofra adoperata, viene neoessariamente 
eeclueo V inevitabile ed imminente supposto 
pericdo, la forza maggiore e il caso fortuito, 
ai qoali poggia la difesa del coavennto ; e 
infattia supporre un pericolo inevitabile h 
Decessario cbe non preceda una mancanza ai 
fttopri doveri e un fatto oolposo, come nel 
oaao, e ehe in difetto di atti simili bisogna 
ehe si provi uua posizione tale, da non potere 
possibilmente, nsando le debite precauzioni, 
reeperiensa e la perizia neU'arte, cbe si pro- 
ItBBi^ prevenire o evitare il pericolo ; 

^ Che a stabilire rinevitabilità di nn acci- 
dente i mestiere che chi V alleghi, faccia una 
prova oonchiudente, senza lasoiar dnbbio di 
aorta, ohe il sinistro fosse il vero io pretto 
riBoltaniento della vis major^ o del caso for- 
taito; e cherallegante non abbiacontri- 
Iraito sia con atti, o omissioni, e che espo- 
nendosi alla influeuza della stessa forza 
auil^ore non abbia mancato di fare ogni, 
aiono a snperarla, o evitarla— Fisher, Lato 
ZHgest, aecidentWO—PritQhwd, voL I fol. 
133, 134— per la raipone che la oolpa i im- 



putabile taoto faceodo, quanto omettendo, 
oome oon molta precisione ei esprime Par- 
dessnfl riguardo ai 4everi dei capitani. II 
oapitano si considera in oolpa tanto se abbia 
operatocid, cbe operar non dovea, quanto se 
abbia omesso cio, che era in dovere di fare, 
perchĠ non possa addurre in favore suo 
1' eocezione della f orza maggiore o del caso 
fortuito; onde la forza maggiore, cui ruomo 
non puo resistere, e il caso fortuito, che non 
pud essere preveduto dalla umana preveggen- 
sa^ sono i soli che possono esentarlo dalla 
responsabilità ; 

'* Che non bisogna neppure confondere il 
oaso fortuito ooi casi non preveduti, per la 
ragione che la mancanza di previdenza pu5 
procedere da leggerezza o da imperiaia, onde 
basta che raccidente potesse essere preve* 
duto, perchà non sia da considerarei come 
un caso fortuito— e da ciola massima ohe 
il dritto di opporre reccezione del caso 
fortuito, della forza maggiore, cesea, allor- 
quando il caso fortuito tenga dietco a qnal- 
ohe mancanza, senza cui non sarebbe avve- 
nuto— Pardessus, voU I § 238 — ciocchi 
da Casaregis viene indicato come oolpa 
preordinata al caso, per cui basterebbe 
la possibilità, e percià ooinoide oolla mas- 
sima che la colpa si ritiene preordinata 
al caso, quando 1 ' uomo non opera come 
avrebbe operato nn preyidente e diligen- 
te padre di famiglia, e quando in oireo- 
etanze straordinarie^ come nel caso» non se 
ne facesse oso di piii severe e rigorose pre- 
caazioni— Maclacklan, pag. 881— ; 

*' Per cià obe conoerne gli ulteriori danni 
cagionati dopo l* investimento, contro i ^uali 
il convenuto si difende nonaver potuto prov- 
vedere nd praticare mezzi a cansa della pre- 
tesa rottura deU' elice, à mestieri rilevare 
ohe dalla speciale ispezione fatta dai Periti e 
risultato di non aver relice sofferto alcun 
danno— rapporto fol. 46 § 18— circostanza, 
che^stabilisce m altro capo di non veracità 
nel teetimeniale; 

14 



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106 



DEQISIONl DBI TRIBUNALI DI M4LTA [Vo^ IX 1880 



f* Bitenatadie qaalunqne pOBfiano eesere 
W ragioni degli nheriori danni, derivanti aia 
dall' abbandono deii'ei|nipaggio, sia per il 
disordinei cħe necesaariQniente ebbe luogo 
e pec la coBternaaione, in oui si trovarono ii 
eapitano e gli officiali, non possono ridurre 
nulia dalla intensità^della colpa originale. non 
easendo i danni posteriormente aofferti ohe 
conseguentiy i qàali ai oongiangono alla cd- 
pa come un effetto> ^he ne proeede dalla 
caasa ; 

" Conaiderando 

^' Cbe qaand' anche ai potesse dare al 
caso un carattere di errore di giodizio, biao- 
gnerebbe qualificarlo come un errore di 
giudizio assai coIpo80» come diBse un emi* 
nente giudicOt facendo riferenza a simili pre- 
tesi errori, cbiamandolo a very fauUy er« 
ror ofjudgment; oltreccbà i didrittocbe 
1 proprietaij aono obbligati e re^>on6abili per 
tutti gli atti del oapitano nella sfera dei suoi 
doveri, e quindi ancfae per totti gli errori di 
giudizio del medesimo ; per la saġionecbe gli 
atti del capitano^ in quanto rigoardano la aua 
condotta relati?amente al baatimento.al quale 
e prepoato, si ritengono come sefosserocom* 
messi dai medesimi— Pritchard, yoh 1, pag. 
418, § 203 e seguenti-^ove sono citati altri 
scrittori ; 

'' Yedota rincbiesta tenuta in conformità 
airAtto Imperfale dalla Cortedei Magistrati 
coirassistenza di due assessori nautioi, non 
che il rapporto del 24 noyembre 1879, al foU 
108139; 

'' Riteniito in 6ne che il caso deirarrena- 
mento io questione non si pu5 qualificare 
e caratterizzarey nĠ come un fatto procedente 
da caeo fortuito, n^ come un caso di forza 
Diaggiore, ma bens) accaduto per colpa unptu- 
tabile al eonvenuto ; 

'* Deciile 
" Per la conferma del rapporto dei periti 
prodotto il 14 gennajo altimo alfol* 80del 
processo, nel senaQ deUe premesse oonsidera* 



rioni» didiiarando che rarrenamenlo dd ba- 
sliBieoto a vapore Castleton , accaduta li 8 
novembre (STQ, ebbe hiogo per coIpaim|m. 
tabile al oouTenato eapitoM in comando del 
mederimo — e cosi, nel senso delie oonsidera* 
aioni premessei decide a tenore delle domande 
deU'attore nominef dedotte nellà citazioiie. 
eolle ep fBs o — saivo pero a deoretare e pro?ve« 
dere»per oi5 che conoeme la domandata liqoi- 
dazione dei danni dei oarioo^ dopo passata in 
giodicatola presente demsione, sentiti i eon- 
tmidenti— 

<' In fine ha ordioato lo sfilso del doco* 
mento a pagina 143, per essere stato messo 
fra gU attif senoa essere stato giurato qoanto 
alla esattesaa dellatraduzione.'' 



DECISIONE 86. 

CORTE CIVILB M SUA MABOTA 
PRIM' AULA. 

2 Aprile 1880. 
Dr. Filippo Puliidoo, 

Oiudice di Sua Maestà, 

Argomento 
In tema di alimenti domandati contro mi 
eredi della pereona obbligata per sentenżà 
a 8ommini9trarli. 

Bosina moglie di Paoio Vassallo ed altri. 
venus 
Giovanni Yassallo ed aUri. 

Oiaseppe Vassallo ha dicħiarato ohe ton fa 
opposiEiOQe alte domaDde delle atfrioi, purehà 
BisQo gli alimenti pagali dair assd, esenza di- 
chiarare d'aver aoeetkaio l>redità di SàWatore. 



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▼OL. IX 18801 DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



lO^ 



Le eitaoti domtoclarono ehe »veBcIo i eitati 
eospesoy eiso dalle morte del detla Selvatore 
aegii^ il 14 dioembre 1879» la aommiDialra^ 
iMne degli alimeiiti eontemplati neUa aentensa 
eaaeaaa dalla Seoond^Aala detla Corte d* Ap"* 
peUo di Soa Maestà nel 29 genMjo 1866, 
fosa^oieitatieondannati e eonttnnaraalator 
loro la detta 8ommini8iraiione« inaHeBa ia 
morte dei deUo Salvatore Va8aallo» e eosl a 
pagare alle medeeime le 8eadenze» ebe ain 
eggi ebbero Inogo dal detto dl 14 dieembre 
1879> neir ammonto di £ 6. 15.| per sei aea- 
doDse^ eome pnre le nlteriori scandenzey nel 
Bodo» uA lempo e sotto le Blesae eondizioni 
ecuatempiale in qnella JkeiBiooe'-^previa la di« 
ehiarazione di non dover i eitati srere la fa* 
ccllà di liberarBTdalla detta BomminiatraEione 
a ħvore diEnriehetta oon ricevere e mantenere 
laeteasa nelhi propria loro eaaa, epreviala 
diehiarazione ehe a favore delle steaBe attrici 
eonoorrono le cirooBtanEe Intte contemplate 
nella eorreferita aentenza del 29 gennajo 1866. 

LA OOBTE 
^' Gonsiderando 
«< Che oonsta nel fatto che il defanto Sal* 
vatore yaasalloy Buocero dell* attrice Bosioa 
ed ZTo patemodeU'.attrice Enrichetta, era per 
Bentenza della Corte di Appello del 29 gen- 
najo 1866 condannato a BommioiBlrare prov- 
viBioramente alla detta Rosina, da 15 in 15 
gionii di antioipato, la somma di 28, e 6d, 
al jpomo^in qaanto ciod ad 1 Bcellino e mezzo 
per di Ici alimeotij e qaanto Bll'altro Bcellioo 
pte alimenti della figlia, colla dicbi^razione 
ehe la detta taaaa alimentaria dovesBO ri- 
manere in rigore, fiochdf a domanda di chi 
Ti aTeaae intereaae^ non foBse reġolarmenfe 
fissato il patrimonio del detto Salvatore Vas- 
nalloe liqm'dati i detti ^alimeoti sopra nna 
tassa diversa, o che per altre eaaae legali non 
fbeae ceaaato robbligo del detto Salvatore 
per la della aommioiatrazione di alimenti* e 
eott' altra diehiarasione che qoesl* nltimo 
potava liberarai daOa detta somminiBtrazione 



afaTore della nipote nello amttonto di 1 acel- 
lino al giomo, een rioevere e- mantenere nelU 
propria eaaa la detta nipotet e Botto allri prot-* 
vedimenti nelhb steaBa Bontenza indioati ; ' 

<* Che oon BaBBegoente BeateoBa di qoeBta 
Corte dei 9 marzo 1868,ooDfermata in Appellà' 
tl 12 giogno 1868, il detto Salvatore VaBaallo 
' la liberato dall'obbligo della sommioiBtrazioae 
degli alimenti a favore della njpote Enrioh^t^ 
ta^ qaalora la steeBa non fosse a lui consi^oa- 
ta nella propria eaaa fra il termioe di giomi 
dieci ; 

'^ Coneiderando 

*' Cbe non si controverte ehe la oondiziooe 
appoBta in detfa sentenza non à stata adem- 
pita enlro 'il termine atabilito, e qatndi il 
detto Salvalore VasBallo k stato liberato dalU 
prestazione degli alimenti a favore della detta 
Enrichetlai da co8tei otteoota per la prece« 
^e aentensa del29 gennajo 1866, e che gli 
BteBsi npn aono atati mai Bomminislrati fino 
allar morle del detto YaBBallo Begaila il 14 
dioembre 1879 ; 

** Cheà anche nn altro fatto non contro- 

Torao cbe dopo la morle del detto Salvatore e 

etata Bospeu o fatla oesaare la BomminiBlra- 

zione degli alimenti a detta Boaina VaBBallo / 

'^ Conaiderando 

*' Che coUa presente citazione r^atlrice 
Bosina Vassallo e 1' altra attrioe Enrichetta 
di lei figlia, in oggi maggiorenoe, agiscono 
conlro i coovenati non con altro titolo, ae non 
nella Ipro qaalità di eredi del detto Salvatore 
VasBallo, perocch^ contro i medeBinii conve- 
nnti perBonalmenle non avrebbero azione al- 
eona ; 

^' Considerando 
•' Che era assai controverso in giarispru- 
denza se robbligo alimeotarioBia traanuBsibilo 
agli eredi nniversali della persooa obbligata, 
aoateoeodo lanegativa con solidi argomenti 
Demolombe 'allii Sezione II del Capo 
VI del Titbfo V, del Matrimonio, dal No. 
40 at 42, e gli annotatori del Zaccaria alla 



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II DEl TEIBUNAU DI IIALTA [ VauIX 1888 



lonio; Mb- 
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rtiooio 24 

»aa obblir 
ioae degli 
a aonàmi- 
le obbligo 
iiveiiddoae 
oolus, oho 
logno del* 
korte deila 
Mnolombe, 

tata pro« 
rBoiia ob* 
6t' ukima 
restaiione 
d di detta 
enfiione, il 
QmiQistra- 
eesere ob- 
sari etato 
dntemente 
il bisogno 
lova istan- 
sr essere, 
idannati a 
[) e eotto 
irecedente 
corressero 
citata Or- 

lo 24 noB 
cai foBse 
B in con- 
« non di' 
lenti con- 
mdaonata 
e il men- 
la peraoaa 



** Cooeiderando 

Cha dno sono gli eetremi riohieiti nel detta 
•rticolo 24, perohft 1* obbligo degli alimenti 
paaai agli eredi; il primo, che TindigenM di 
eolui, il qaale li dom«idi, abbia eeiatilo al 
tempo deUa morte della pertooa obbligatai e 
il aeoonde^ ohe non vi sia atata allora alcttna 
altra peraona tenota a aomminiatrarli ; 

^ Che riapetto al primo eetiemo^ aon k 
atato aUegato o preteao dai oonvenoti che le 
doe attrici nen ai trovano e non erane^ 
in iatato d' indigeasa al tempo della morte 
di Salvatore YaaBallo ; e quaKto al aeooodo, 
egli e certo ehe dloia ed oggi eaiate Paelo 
yaasalloj marito e padro riapettivo delle 
attrici^ il qnale, ai termini degl£ artiooli 4 e 
18 No. 2 della oUata Ordinanaa^ à il primo 
obbligato aUa preataadoae dei detti alimeoti ; 

^' Che pero nella oaaaa deeiaa ooUa aen-* 
teaaa del 29 gennajo 1866, e ehe ha eevvito 
di baee alle attriei per proporrei hn odienio 
dbmande, non era atato oitato il cletto Paolo 
Vaasallo, nonoatante ehe SaWatore Vaaaallo 
come auocero ed avo paterno non era tenuto 
alla somminiatrazione degU alimenti, cbe in 
Buaaidby e non era atata ritenuta neceaaaria 
la citazione del detto Paolo Yassalloy per- 
chà, come fu rilevato nei motivi premeaai 
alla detta aentenzay non era posaibile alla 
attrice di avere aenza indugio gli alimenti da 
auo maritOy atante V aaaenza di lui da que* 
ate isole e la aua dimora nella Nuova Ze- 
landa ; 

*' Cbe gli ateaai fatti, per i qaali non era 
ataita ritenata aecessaria la citaziono di Paolo 
VassaUo nella caaaa sa meazionata, esiatono 
anche oggi, come esistevano al tempo della 
morte del detto Salvatore Vassallo ; per cai 
salle norme date coUa senteQza del 1866 la 
citazione di Paolo Vaaaallo non pao essere 
ritenata necesaaria nelle odieme prooodure» 
molto piii ohe i convenati, meno Giaseppe 
Vaaaallo^ nel loro libeUo per la liqaidazione 
deU* aase aociale dei genitori presantato in 



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?0L. IX 1880] i>E0I»IONI mi TRIBUNaJLI M MàLTA 



m 



qneala Corte il 16 geimajo 1867 aiM? ana ri* 
tmito # dofnattdala la ^(Aiarazioa^ cber il 
dflfe Baolo VaamllQ- noa era. effeditora,iiia da* 
bàarey aiancU egli ocmsefoito pià di ^Uoy 
ehe per soa qnota gli oompeleiya ; 
'« ConaiderancU) 

'^ Cba non i applioabile al oaso il disposto 
ml c^terso del detto articolo 2i, secondo il 
qjule r obUigo alimeDtario aoa pasaa agli 
eredit qaando ooloii ohe demaada gK alioenti^ 
aia ma delle ptfraonie aYeiti diitto ad ana 
ponieBe dei beni del defante; perchà le attrfci 
Don hanno aifiatto dritto, ma eibbeae Paoio 
Yaeaallo lor marito e padre rispettivo, e la 
nam come ia nipote ripetono gli alimentl 
dal aaocero e dair avo per dritto proprio, 
demante tale dritto da rapporti di a£Snità e 
eoDsaogainità in linea retta ; e I' affine, gin- 
ato r articolo 17 della detta Qrdinanzt^ non 
perde il dritto agli alimenti, se non qnando 
foBsemorto il conjage, da oni derivaya raffini- 
tà, oome pnre i figli e disoendenti nati dal 
malrimonio, colqnaleraffinità fa creata; 

** Che noa osta a detta conchiaBione» cio 
cbe fb allegato per parte dei conyenati, Tate 
a dife che la nnora Terrebbe ad eBsere meglio 
aTTBDtaggiata del di lei stesBo marito, il qaale 
noD potrebbe domandare aEmenti contro gli 
eredi del defanto genitore, avendo egli dritto 
adona porsione dei beni della detta evedità; e 
cio perchi la detta eccezioae fct pveeisaD^Bte 
etabilitasal riflesso, che Feredoai intende 
aoddialatto di qaaloaqae dritta altmaatasio da 
ci^ cbe gli peryieiie dalla sna poneione eredi- 
tatia^ aenza poter rivolgersi contro gU altri 
eoeredi^ OMatre noaà l^ atessa della persona* 
cbet aSatto estmea alla sacceBsione del 
defonto ; 

** Coaeideraado 

** Che il processo, che ebbe laoga snsse- 
goentementa alla daa ientenza del 1866 e dei 
1668, e deeiso da qaeeta Corte' coa seotenza 
dei6;ottobre 1869, coUa qoale fa acoordala la 
^parazione di Paolo YasBallo daH'attTioe Bo- 



sina soa moglie a cansa di adolterio, risgnar- 
daVa sottanto i rapporti fra i doe conjogi; o se 
eon qoelta sentenza era oeBsato V obbligo det 
detto marito di somministrare alimenti all' at- 
trice, giosta rarticolo 65 della detta OrdicEan- 
aat sebbene db sia dobbioso, av^do egii trat- 
tenoto r osofrotto della dote ai termini di 
detta senteaza e dell' artioolo 66 paragrafb 
2 di detta Ordinanza; non perci5 erano cesaati 
gli effetti dellasentenza del 1866 rfspetto allo 
obbligo di Salvatore Yassallo aHa prestazione 
dei detti alimenti, nh qoesti si Ġ corato di do- 
maadare in giodizio, posteriormente alla sen* 
tenza di separazione e dipendentemeate dalla 
atessa, la oessazioae del soo obbligo» aaai ba 
coatinoato a somministraie gli alimenti alla 
noora fino al giorno della stia nu>rto^ dimo- 
dooch^ i oonvenoti eredi di detto^ Salvatore 
noa possono disoonoscere gli e&tti di detta 
aeatenza del 1866» in contradiiione ool fatto 
del loro aotore ; 

" Conuderando 
''Che gli argomeatiy ohe i convenoti haano 
fatto desumere dagli artiooK 37, 38 e 39 
della oitata Ordinanza e speoialmente da 
quest' ultimo, sarebbero di grave moiaento, 
qttalora noa si trattasse di oontittuare la 
eeecuzione della sentenza del 186^, eontro la 
quale non ba mai reclamata Salvatore Yas* 
Boilo fino alla soa morte, ma di stabilire, 
con nuova sentenza oontro gli eredi della 
persona obbligata, il dritto a ripetere gli 
a^imeati ; 

** Considerando 
** Cbe la liqoidazione del patrimonb di 
Salvatore Vasaallo, oontemplata aelia cKata 
senteazadi appello del 1866yeea stataoien- 
zionata aoa già ad oggetto di far oeasare gli 
alimenti* qualora si fosse fatto loogo alla 
steeaa; ma percbà» fatta la detta Kquidazioae, 
a domaada di chi vi ha interessei fossjsro 
dettt alimeali taasati di bel aoovo diveraa* 
meate e ia baae di detta liqoidasioae ; 



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110 



DECISIONI DEI TRIBXTNALI 1)1 MALTA. [Vol. IX 1880 



«* Condderando 

•<Che rispetlo all'interesse deirattriee 
Enrichetta esta alla stesBa il gindicato del 
9 marzo 1868» e cià per non avere la di let 
madre Boeina adempito alla condizione im* 
posta in detta sente'nza del 1868 entro il 
termine stabilito ; 

'' Che srtfbene il fatto di Rontta, qaando 
la detta Enrichetta era tnttora !n età mi- 
nore, non potrebbe talvolta pregindicare ai 
dritti di quesf ultima in oggi divenuta mag- 
giorence, per reclamare i snoi alimenti con- 
tro gli eredi del di lei avo patemo e sotto 
condizioni diverse da quelle stabilite nelle 
sentenze del 1866 e 1868; pure non i in 
esecnzione del detto gitidieato del 1866» che 
ella potrebbe rechimare i saoi dritti, ma A 
bene dietro nuova ed espressa domanda, 
indipendenteoiente dalle dette deciBioni» con 
citazione del padre o di un suo legittimo 
rappresentante* e presa lo caleolo la liqui- 
daaione deU'asse di SalTatore YaBsallo ia 
oggi defanto ; 

'* Considerando 

*^Che non h da prendersi in considera- 
zionenella presente causa la dichiaraxione 
del citato Oiuseppe Yassallo di non far 
oppoeirione alla domanda delle attrici, non 
atendo egli neltempo stesso dichiaratodi 
avere accettato la eredità del di lui padre 
SaWatore Vassallo ; 
'* Percid decide 

**A tenore delle domande delPattrioe 
Bosina Yaasallo per la rata corrispondente 
ai suoi alimenti di 1 scelKno e 6 pence al 
giery, colle spese, ^sotto i proyvedimenti 
contenati nella sentenza della Corte di Ap- 
pello di Sua Maestà del 29 Gennajo 1966-^e 

''Per r esclusione deirattrice Enrichetta 
dalle sne domande,quanto alla sua oorrispon- 
dente rata di uno SQellino al giomoi colle 
Bpese— 

Biservati benri ai convenuti-i dritti e le 
azioni, talvolta a loro oon^ilMMti per libe^ 



rard dall' obbligodella prestatione alimen- 
taria verso V attrice Itosina Vassallo oon 
citarione del marito di oostei, indipendente- 
mente dal giudicato della Oorte d* Appello 
del 29 gennajo 1866, — e 

'^ Riservati anohe air attrice Enriohetta 
Yassallo i dritti e le azioni, che le potrebbero 
competere contro i convenati come eredi di 
Salvatore Vassslloy oon citazione deldi lei pa- 
dre Paolo VasBallo, per avere gli alimentiy ai 
qoali avrebbe dritto, e ci6 indipendentementa 
dalla detta sentenza del 1866 e dall' àltra del 
9i marzo 1868." 



DECISIONE 37. 

GORT£ CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM* AULA. 

2 Aprile 1880 (a). 

Dr. Filippo Puilicino, 

Qiudiee di Sua Maeità. 

Argomento 

Nel €080 dxaimo deWwufruttuairio ecmpetono 
aliproprietario due azi om^Puna per la ces* 
sazioneJkWueuJhiMo.non eechtea la rifamo^ 
ne dei ciafiiu— V aUraperla rtfasione soU 
tanto : ma tid non importa che esso pro^ 
prietario abbia la ieelta deW azione ; im' 
porta eolo che V arioneper la rifazume dei 
danni abbia luogo in tutA i casi di ahuso, 
quellaperdper la decadenza aUora soUan- 
tocke si trattasse di fatti gravi consistenti 
in dolo e colpa. 

La vakOaaioni^di taUfatti per dar tuogo al- 
Vwna o aW altra asion^, eompete al giw^ 
dioante. 

(») Questa seat^aa i appellatft, 



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Vg^ mimi DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



111 



ISoUU Ytiioeiisa Delionta ed altri . 

veràui 
Varia Tedova Tedtaferrata ed altri. 

Gliattori— aenza pregiudizio di agire eontro 
h convennta Maria Testaferrata in riguardo 
n segnenti beni fedecommissari) ohe sono 
0Oggetti airasnfimtto, che il defanto Nobile 
Siffirele dei Marchesi l^estaferrata. oei saoi 
codidlli nnncapativi rogatf negli atti del 
aotaio Tomàiaao Emmannele Magri il 16 
settenibre 1854, costitoiva con altri beni in 
favore £ easa oonyennta Maria Testaferrata 
sna moglie^ e per la restitnzione dei fratti 
dalladetta Testaferrata indebitamente per- 
eepiti <ki detti fondi^ doh la ekoettra dt 
terra posta nel Gozo nei oenfini di Casal 
Caocia appellata ta Rmghiela^ la clansara 
poeta in Birchireara detia ta Scinichi, le 
terre Conandiet e qaelle tal Ohelmtts nel 
Gozo— domandarono : 

Imo. che previa la nomina di periti allo 
o^getto di verificare la esistenza e la natnra 
dei danni nei beni indicati DeH'annessa nota 
B^ pceeednti a titolo di osafirntto dalla conve- 
nota Maria vedova Testaferrata* fosae dichia- 
nto e deciso, che, in vista dei danni notevoli 
esiffteoti nei detti beni e cagionati non solo 
diUa trasouranza e colpa grave della detta 
Maria Testaferrata, ma acche dal di lei dolo; 
ediivviara del grave aboso, ohe ella faceva 
a h tottora del soo dritto di usa&atto» si aia 
ħtto bogo all'eatinadone deirusufrutto costi- 
tniteialffvore della detta Maria Testaferrata 
in forzs dei oodicilli fatti dal detto Baffaele 
Testafierrata di lei marito in atti Tommaso 
Emmsnuele Magri il 16 settembre 1854; 
cbo essere in conseguenza dicbiarato cessato 
e risohitOf coi danni ed interessi, il detto 
diritto di usufrutto, e la detta Testaferrata 
jmvàtadei eonsegaenti dritti risultanti dai 

delfi cedioilli ; 
2o. cbe fosse conseguentemenle ordinata in 

favoie degliattori e dei conveuuti eredi pro- 



prietarj del detto Ba£EaeIe Testaferrata la 
oonaolidaaione del detto aaufrutto con la 
praprietà dei beni indioati nel documeato Bf 
con essere i medesimi immessi nel pacifico 
poflsesso di quei beni previa la spedizione d^ 
qaalunqueopportuno mandato ; 

3zo. che la convenuta Maria vedova Testa^ 
ferrata, inoItre^foBse pure dichiarata tenuta ed 
obbligata allariCazione deidanni ed interessi 
per il deperimento e deteriocamento dei oen* 
nati benidoggetti a quell'asafratto^e quindi a 
riparare, restaurare ed al bisogno an<^e ri< 
fabbricare i suddetti stabili, in tutto od in 
parte, oome sarà diohlarato da questa Corte; 
ed in conseguenza che 1 a convenuta Maria 
vedova Teataferrata foese condannata a pagare 
quei lavori e quelle opere^ ohe in riaarci* 
mento dei danni interessi saranno da questà 
Corte giudioati neeessari ed of^portoni, e cià 
entro un termine da essere dalla Corte sta- 
bilito; oon esaere dichiarato I edto agli attori 
di fare il detto lavoro a spese di essa Maiia 
vedova Testaferrata, se ella non aarà a farlo 
entro il detto termine— salvi tott'aUri dritti. 

La convenuta nobile Maria vedova del 
nobile Baffaele Testaferrata, rispose: 

Che nel proposto giudizio manca Ja chia* 
mata iu causa deU' eredità di Maria Car- 
mela, figlia ed erede della fu Irene Emma- 
nuela Teetaferrata, già moglie del fu Dottor 
Alfonso Darmanin, essendo la dette Irene 
Emman^ela sorella di Pubblio Testaferrata, 
ed una dei tiedici eredi proprietari del fu 
Dr, Baffaele» e manca eziandio la citazione 
deireredità di Arfio Filippo morto recen- 
temente> il quale à pure uno degli eredi prO- 
prietarj anzi detli ; 

^^ Che gli attori non hanno spiegàto in 
che coasistano ,i supposti danni, ed il da loro 
menzionato abuso. che potrebbe talora for- 
nire un* asione al pr oprietario contro V usu- 
fruttuarioy che fosse talvolta colpevole; 

'* Che gli attori hanno pure manoato di 
diQK)strare, MM dovevano, qnale^ la quota, 



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112 



DECISIONI DEITRIBUNALI DI MALTA [Voi. IX. 1680 



che ciasoun di loro partecipa oeireredità 
del Dr. Baflaele; 

*' Clie non d vero cfhe V attrice tisufrat- 
tuaria abbia abusato del suo dritto, non 
avendo ella mai cagionato deterioramento 
negll stabili, ui permesso obe gli stessi an- 
dassero in deperimento. I pretesi danni non 
e8i£(tono e non hanno mai esistito ; 

** Che alle domande degli attori, e special- 
mente alla terza ed ultima domanda, osta la 
l^gge contenuta nell* artioolo 74 dell' Ordi- 
nanza VII del 1868. 

LA CORTE 

*' Coneiderando 

*' Che r usufruttuario nelle sue relazioni 
Col proprietario ha V obbligazione di godere 
da buon padre di famiglia delle cose sog- 
gette air usufruttOi e di rifare i danni, che 
ayvenissero negli immobili per sua colpa — 
arg. art. 48 deirOrdinanza VII del 1868—; 

^. Che rusufrutto pud cessare perrabuso, 
che r usufruttuario facesse del suo dritto^ 
sia col cagionare deterioramento nei fondi, 
sia col lasciarli andare in deperimento per 
mancanza di ordinarie riparazioni (art. 74); 
" Considerando 

" Che da queste due disposizioni di legge 
risulta che al proprietario competono due 
azioni distinte, Tuna per costringere Tusu- 
fruttuario a rifare i danni ; avyenuti negli 
immobili per sua colpa, e I' altra per fare 
cessare rusufrutto in vita deir usufruttua- 
rioy stante abuso del suo dritto, non esclusa 
in quest* ultimo caso anche la conseguente 
azione per la rifazione dei danni ; per i( 
noto principio che la risoluzione di ogni 
dritto si pu5 domandare coi danni ed in- 
teressi contro colui, che li ha cagionati per 
l' inadempimento dei suoi doveri, e perchà 
secondo la detta legge la cessazione del 
dritto di usufrutto non deve essere pronun- 
ciata in luogo dei danni ed interessi (ve- 
dasi Froudhoni Dell' usufhitto Ko. 2429} ; 



^^ Che dal premesso ne oenseguitai non 
già che il proprietario abbia la scelta della 
azione derivante dal citato articojo 48, o 
dair altro articolo 74, quando si trattasse 
di danni avvenuti nell' immobile per ccdpa 
deir usufruttuario ; ma che ae 1' azione per 
la rifazione di danni ha luogo in tutti i 
casi, verifioata la colpa nell' usufruttuario, 
quella per la risolcrzione dell' usufrutto coi 
danni ed interessi ha luogo soltanto, quando 
vi fosse abuso del proprio dritto, e questo 
abuso deve coneistere o in un dolo o oolpa 
gravoi cagionando deterioramenti nei fondi, 
in negligenza, lasolando deperire gli etessi 
per mancanza di ordinarle riparazioni ; 

*^Che 6 lasciato a ohi deve giudicare, 
valutando i fatti risultanti iu ogni caso par- 
tiooIare» il determinare se vi concorrano le 
condizioni volute dalla legge per far priva* 
re, decadere rusufruttuario dal euo dritto; 
privazione e decadenza, la quale i una 
pena, conseguenza necessaria dx dolo o oolpa 
grave, sia ool oagionare di proposito danni 
nel fondo, oppure ool trascurare talmente 
1e ordinarie riparazioniy che tale omieeione 
abbia cagiunato il deperimento dei fondi» 
affettando ed alterandola aostanaa atessa 
della cosa, non bastando a tale effetto sem- 
plici fatti di negligenza, o deteriorazioni di 
poco momento, molto pià ohe per la rifa- 
zione di simili danni la legge accorre ħi 
sooeorso del proprietario con un' altra azione. 
( Vedasi lo steeso Proudhon al numero 2418 
'^Sotomofforp De wtffruċiUf ed altri ecrittori 
ivi citati) ; 

^* Considerando 

'^ Ohe gli attoriy i quali sono alouni dei 
proprietarj dei nove immobili indicati nella 
Nota a foL 18 annessa a) Libello, dei qaali 
immobili era stata latciata usufruttuaria vita 
8ua durante la convenuta Maria dal di lei 
defunto marito Baffaele Testaferrata nei 
codicilli del 16 dioembre 1854 in atti rom^ 
maso Emmanuele Magrii hanno domanċUitQ 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



113 



io detto loro Libello cbe, in vista dei danni 
notetoii esistenti nei detti beni e cngionati 
Don 80I0 daila determinata trascuranza e 
oolpa grave della detta nsufruttuariai ma 
anche dal dl lei dolo, ed in vista dell' abuso 
grave, ohe ella faceva insin da molti anni e 
fa tuttavia, del suo dritto di usufruttOy si sia 
iatto luogo all' estinzione del detto usufrutto; 
cbe (oese dicbiarato lo stesso risoluto e 
coDSoIidato colla proprietà, gli attori immessi 
nel pacifico possesso dei beni suddetti; e in 
fine con essere la convenuta gcondannata alla 
rifazione dei danni— interes^i consistenti nel 
restanro, riparazione ed, occorrendo, rifab- 
brica dei detti beni ; 

** Che egli à certo che qualora gli attori 
avessero pienamente provati i fatti da loro 
allegati, vale a dire la esistenza di danni 
notevoli negli stabili indicati, la* determlnata 
trascuranza, la colpa grave e il dolo della 
convenuta, come causa dei detti danni, e lo 
abnso grave del suo dritto, vi sarebbe luogo, 
eenza la necessità di un lungo es«ime, alla 
applicasione del disposto neirarticolo 74 
della citata Ordinanza, od ai provvedimenti 
coQtempIatl nel secondo paragrafo dello 
stesso ; 

'* Che egli h opportuno qui rilevare che 
laconvenuta Maria Testaferrata non poa* 
siede per intero rusufrutto di tutti i nove 
stabili indicati nella nota a fol. 18 ; ma dello 
intero per gli stabili segnati coi Kumeri 1, 
B e 9^ di due terse parti per quelli coi nu- 
meri2y3y 4 e 5 e di una quarta parte sol- 
tanto per gli altri segnati Ni. 6 e 7 ; 
" Considerando 

*' Cbe gli nttori per constatare i fatti da 
loro allegati banno domandato verifica per 
mezso dei periti» i quali, nominati per 
Decreto del 7 aprile 1879, hanno presentato 
due aeparati rapporti, i quali furono pub- 
blicati il 7 noveoibre dello ateaso anno ; 

**Cħe i dae Periti nominati, sebbene di- 
scordi nello stabilire la causa dei danni^ cbe 



hanno rinvenuto nei nove stabili, aono d' ac- 
cordo pero nel valutare la spesft neceesatift 
per riparare tutti i detti danni, liquidaBdoIa 
a £27. 18; e il Perito Conti, deducendo da 
detta somma U quota da essere contribuita 
dai compossessori di alcuni dei detti immo- 
bilit riduoe la responsabilità della convenuta 
a sole £ 20. 14. 8 ; 

'^ Che il Perito Conti ha stabiiito, come 
causa della maggior parte dei danni rinve* 
nuti, r antica costruzione delle fabbriche, 
indi la irregolare formazione di alcune opere 
di legname, la irregolare costruzione di al« 
cune delle opere o comodità componenti il 
fabbricato, ed infine la mancansa di uso 
e la mancanza di una regolare manuten- 
zione e restauro, che ha contribuito ad au- 
mentare i danni; i quali, a giudizio del detto 
Perito» esistevano in gran parte quando 
ebbe principio I' usufrutto della convenuta. 
Alfincontro il Ferito Lapira riconosceoo- 
me unica causa dei detti daoni la non pron- 
ta e regolare riparazione degli immobil!» 
la trascuranza nel fare periodicamente le 
le necessarie spese di manutenzione, molto 
piii necessarie stante la qualità vecchia e 
scadente dei detti immobili, e quanto ai dan- 
ni esistenti nella casa in strada Beale della 
Valletta al No. 59, il cattivo uso od abuso di 
godimento ; 

*' Considerando 
** Che a giudizio dei detti Periti e spe- 
cialmente di quello di £gidio Lapira, fatti 
i lavori richiesti per riparare i danni da loro 
specificati, gli stabiii non subirebbero alcun 
depreziamento o deterioramento di sorta 
(§ 4to.) ; tutti i detti danui si trovano esi- 
stere in opere accessorie alla fabbrica, e nes- 
suno vi h, che toochi principalmente il corpo 
della stessa fabbrioa, nneno la rinnovazione 
delia trave del tetto della cucina della casa 
grande in Strada Reale, e le oosl dette con- 
senture verso strada Yescovo a piano supe- 

riore della stessa casa, ripari qualifioati di 

15 



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114 



DEGISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX 1880 



natara semplice; ordinari e soliti farsi in 
tutte le case abitabili (§ 80) ; 

*' Che conseguentemcnte màncano nel 
fatto gli estremi yolati dair articolo 74, sia 
per far decadere la convenuta Maria dal suo 
dritto di usafrutto, sia per dare i provve- 
dimenti applicabili in oasi meno gravi, con* 
sistenti nella nomina di un amministratore, 
o nella restituzione dei beni ai proprietarj 
col peso di pagare un' annualità airasa- 
fruttuarb ; 

" Che gli à vero di avere la convenuta, 
dopo notificata col libello degli attori, fatto 
alcune spese di manutenzione negli stabili ; 
ma queste spese, come risulta dal conto pro- 
dotto dai Dr. Francesco Sammut di lei 
procuratore, consistevano in acconcimi della 
natura piħ ordinaria, cosicche non si puo 
dire cbe prima che fosse intentata la presente 
lite esistessero danni di natura diversa e pià 
che ordinaria di quelli rivelati dai Periti 
nei loro rapporti; come pure si ^ provato col 
detto teste Dr. Sammut e coi detti conti, che 
ia tempi precedenti la convenuta aveva fat- 
to varie spese, non solo ordinarie, nei fondi, 
ma anehe restauri straordinarj nella casa 
grande della Valletta ; 

** Considerando 

* * Che la convenuta come usufruttuaria 
non era nell' obbligo di dare in locazione 
tutti gli immobili, che eono urbani ; ella ave- 
va tutto il dritto di ritenere per uso proprio, 
anche senza abitarli di continuo, alcuno di 
essi; e sebbene. lasciando qnasi sempre chiu- 
sa una casa senza farla ventilare a certi in- 
tervuUi, e trascurando di fare in certi deter- 
minati periodi le necesaarie spese di manu- 
tenzione, I* usufruttuario non ammistra da 
buon padre di famiglia ; pure cià non basta 
nel caso concreto per imporre alla conve- 
nuta la grave pena della decadenza dal 
Buo dritto, oppure per privarla dell' ammi- 
nistrazione dei beni ; 



" Considerando 
** Che la seconda domanda per il risarci- 
mento di danni, interessi k stata dagli attori 
proposta in istretta dipendenza dalla prima, 
e come consegucnza deila decadenza dal 
dritto di usufrutto a causa di abuso <!rave, 
cosioch^ la stessa non potrebbe essere soste- 
nuta sulle domande come sono state proposte, 
qualunque siano talvolta i dritti dei detti 
attori per obbligare la convenuta a mante* 
nere gli stabili inbuonostato di conserva- 
zione ; ^ 

*' Considerando 
*' Che alla presente lite ha dato in parte 
causa la convenuta^per non aver provveduto 
a tempo debito alla buona manuteuzione 
degli stabili, come hanno rilevato i due pe- 
riti, e come elU ba rieonosciulo col fatto 
stesso, facendo alcuni dei lavori dopo noti- 
ficata con copia del Libello ; 

•• Decide 
'^ Fer r etclusione degli attori dalle loro 
domande contenute nel Libeilo, senza la 
tassa delld spese tra i detti attori e la con- 
venuta Maria vedova Testaferrata— con do- 
ver il dritto dei periti e quello del Registro 
pagarsi dagli attori, come pure le spese 
xncorse dagli altri convenuti, meno la detta 
Maria Testaferrata — salvi tutt' altri dritti 
ed azioni competenti talvolta ai detti attorie 
ad altrl interessati contro la detta Maria 
Testaferrata, e dipendenti dall' esercisio del 
dritto di usufrutto sui beni, ai quali nel 
Libellosi fa riferenza." 



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VOL. IX 1880] DE0I3I0NI DEI TRIBUNALI DI MàLTA 



1J5 



DECISIONE 38. 

CORTE CIVILE DI SUaMAESTA' 
PRIM' AULA. 

2 Aprile 1880 (a). 
Dr. Filippo PuIliciDO, 

Oiudice di Sua Maestà. 



Argomento 

Prmo gV interpreti del d/ritto antico (1850 J 
dxBmtevoBi^ se dl venditore competesse pri' 
vikgio suUa cosa venduta pel pagamento 
del prezzo^ qmndo avesse accordato dHa- 
gioneal compratore e, rilasdando il pos' 
sesso deUa cosa, non se ne fosse riservoto 
il dminio. 

Perdessiinterpretiinsegnano che la conven- 
zione espressa deW ipoteca equitaleva alla 
fitlma riserva del dominio. 

La disposizione del § 18 del Cap, VIII del 
Lib. III del Dritto Municipale e intesa 
evidentemente a conservare tale privilegio, 
senza distinzione trapagamento espressa' 
mente, o tadtamente dilazionato. 

Caoonioo Don Giorgio Falzon ed altri 
versus 
Teodoro Caraana ed altri. 

I citanti domandarono la vendita gindiziaria 

del ciHamento con giardino, appellato ta Mis- 

ra)^ xlBarrieri nei limiti di Birchircara in 

Strada FiZla Ambrosa ai Nri. 88 e 83d., ed in 

Misrah U Barrieri al No. 18, dai citati madre 

efigliMamo possednto, come agli ateasi libe- 

ntonella snbasta da loro inttntata contro 

Mariantonia Carnana sotto Y antorità di 

qnestaCorte il 25 ottobre 1873, affinohe dal 

preszo da ricaTarsene i citanti possano 

eflsere aoddisfatti del loro credito di dcndi 

537. 7. 8 e luori del 6 per cento» decorsi dal 

81 ottobre 1857 fin'oggi e decorxendi fino Tef- 

fettivo pagamento, hon che di £ 11« 2. 4 per 

(a) Qaesta sentenza e appellata. 



saldo deIIespese--canonizzati, capitale, lucri e 
Bp68e,per sentenza di qnesta Corte de 31 otlo- 
bre 1867 contro la detta Mariantonia Caruana 
chiamata nella causa decisa colla testà oennata 
sentenza, e traente origine esso oredito dal 
contratto di vendita, in atti O. A. Parodi 27 
novembre 1850, dell' utile dominio del sud- 
detto luogo di case con giardino fatta dal 
detto Filippo Manicolo a Paolo Camillerf, al 
quale il yenditore areya accordato diiarione 
pel pagamento del saldo del prezzo limasto 
dov nto nella suindiiSata aomma di Sc.537. 7. 3, 
e che percià essa Mariantonia Caruana, ri- 
cuperando indi dal potere di esso Gamilleri 
esso ulile dominio con cedola del dl 8 maggio 
1852, si assunse robbligo da pagaread esso 
Manicolo yenditore, a favor del quale esso 
creditore era stato cautelato in seno di detto 
co^ntratto di vendita mediante convenzionale 
ipoteca generale, oltre il privilegio sul detto 
utile domioio vendaio. 

LA CORTE 

'' Considerando 

'' Che consta nel fatto che il Dr. France- 
sco Saverio Locano e sua sorella Marianto* 
nia moglie di Emmanuele Caruana avevano 
conceduto inenfiteusi, per anni 51 da princi- 
piare il Imo. marzo 1838, ad Andrea Slravo 
il casamento con giardino contiguo sito nei 
llmiti di Bircbiroara in contrada soprav- 
vento della Misida Strada Villa Ambrosa, 
vicino la Chiesa di S. Venera, denominata 
Misrah il Barrieri, per contratto del 27 
aprile 1831 presso Notaro Dr« Giuseppe 
Schembri ; 

*^ Che per altro contratto del 17 novembre 
1850 in atti Giuseppe Antonio Parodi Fi- 
lippo Manicolo, possessore del dominio utile 
e beneficati del detto immobile, in seguito 
a precedente convenzione negli stessiatti del 
6 settembre del medesimo anno, aveva ven- 
duto gli stessi a Paolo Camilleri per il 
prezao di Scudi 1075. 2. 6, comprese alcune 



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116 



DEC13I0NI DEITRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX. 1880 






W: 



spese, della quale somnia la metà era atata 
pagata dal compratore Camilleri, e l'altra 
roetà, in Scadi 537. 7. 3» egli si era obbligato 
di soddisfare alla rata dl Scadi lOO ogni tre 
mesi dopo il coatratto ; 

^* Che la detta Mariantonia Caruana, una 
dei padroni diretti, per cedola del 24 decem- 
bre 1851 aveTa ricuperato, col dritto di 
prelazione a lei compeiente, il detto dominio 
utile e benefioati, e il compratore Paolo 
Camilleri gliene faceva la rivendizione il dl 
8 maggio 1852 ; 

*' Che in conseguenza di detto atto la 
menzionata Mariantonia Caruana, suben- 
trando nei dritti e neile obbligazioni del 
compratore Camilleri, era rimasta debitrice 
del saldo del prezzo a costui dilazibnato verso 
Filippo Manicolo venditore in Sc. 5J7* ?• 3 ; 
'* Ghe il Sao. Don Francesoo Falzon 
ed il Notaro Parodi, al primo dei quali h 
stato sostituito il fratello CanoDico Don 
Giorgio Falzon, come eredi particolari ed 
esecutori testamentarj del detto Filippo Ma- 
nicolo, fecero canonizzare per sentenza di 
questa Corte del 31 ottobre 1857 il detto 
credito del Manicolo in Scudi 537. 7. 3, 
lucri e spese contro la detta Mariantonia 
Caruana; 

*' Che essendo stato il detto immobile di 
MiBrah U Barrieri portato in eubasta dalla 
citata Carolina vedova Mamo e euoi figli dal 
potere degli eredi di detta Mariantonia, fu 
agli stessi Mamo liberato come franco e libero, 
il 28 ottobre 1873, per il prezzo di £ 125 
animo compensa/ndi^ e il 18 dicembre 1873 
fu spedito a favore dei detti Mamo il man- 
dato di possesso^ eseguito il 22 dello stesso 
mese; 

** Considerando 
'^ Che gli attoriy rappresentando rinteresse 
del creditore Manicolo per il saldo del detto 
prezzo di Scudi 537. 7. 3, suoi lucri e spese 
giudizialit e preteadendo di avere privilegio 
ed ipoteca per il pagamento di detto saldo 



sull' immobtle alienato ai detti Mamo, dopo 
fatta la interpellanza prescritta dalla legge 
con proteato del 25 ottobre 1879, hanno per 
citazione del d\ 8 gennajo 1880 domandato 
la vendiia giudiziaria del detto immobile in 
via ipotecaria, onde soddisfarsene del loro 
credito dnl prezzo di vendita ; 

*' Considerando 
•* Che i coavenuti Mamo terzi possessori 
banno eccepito che gli attori, nel nome come 
stanno in ciusa, per il saldo del prezzo loro 
dovuto non godono sull' immobile posseduto 
dai detci Mamo, nċ ipoteca, nh privilegio: 
non la prima, perchċ non h stata inscritta 
nel Pubblico Registro; non il secondo, perche 
il venditore Manicolo aveva dato dilazione 
al Gompratore per il pagamento di detto 
saldo ; 

•* Considerando 
*• Che la soluzione di detta eccezione deve 
essere regolata dalle leggi, che erano in 
vigore al tempo della Tendita, cio ' il 17 
novembre 1850 ; 

•* Considerando 
•' Che nel detto contratto dl vendita si era 
convenuta 1* ipoteca tra i contraenti colla 
clausola di stile le quaXi cose ; ma la 
detta ipoteca non era stata inscritta nello 
nfiScio del Pubblico Kegistro, come dagli 
attori non si contrasta ; talch^ la detta con- 
venzione non eefficace edoperativa di fronte 
ai ter^i, giusta le disposizioni del Proclama 
del 23 dicembre 1821, in allora vigente ; 
talchi la difficoltà si restringe all'esame se 
ai detti attori competa privilegio, il quale, 
secondo il citato Proclama del 1821, non era 
soggetto alla necessità àeW inscrizione ; 
^* Gonsiderando 
** Che presso gli interpreti del Dritto Co- 
mnne era in antieo assai dibattuta la qui- 
stione intorno al privilegio, competente al 
venditore per farsi pagare del prezzo, sulla 
cosa venduta in preferenza degli altri credi- 
tori, anche anteriori ; ritenendosi dalla pià 



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VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



117 



parte degli eorittoo che quando il venditore, 
rilafloiando 11 posseeso, non aveese ritenuto 
pre08O di sd il dominio della ooea venduta 
fino al pagamento del prezxo, e qualora egli 
avesse accordata al compratore dilazione al 
pagamento fjidem habuerit de pratioj non 
poteva reclamare alcun privilegio» ma aveva 
aoltanto un* aeione personale ; la quale di- 
etinzione & stata abolita dalle moderne 
legislazioni, compresa la nostra Ordinanza 
No. VII del 1868 all'articolo i?79 ; 

^' Che peroy giusta i;Ii insegnamenti dei 
detti interpreti del dritto, quando nel con- 
tratto di vendita ai stipulava trai contraenti 
eapresaamente l'ipoteca, queeta nei euoi 
effetti equivnleva alla. fittizia riserva del 
dominio— 7w«i expresaa pignoria conventione 
stbi melius caverit—Faber Codic. Lib. 3. 
(it. 7 — 8ebl>ene secondo taluni, come il 
Costantini Ad Statuta Urbis, annot. 30, 
ni. 6 e 7» citato per parte dei convenutiy era 
richiesta ua' ipoteca speciale, nel quale 
caao, anche dilazionato 11 pagamento del 
prezxOyVi era luogo aireaercizio del privilegio; 
** Considerando 

'^ Che anche prima delle moderne oodioi- 
fariomi alcuni statnti particolari avevano, 
sotto la distinzione radicata nella giurispru- 
densa, accordato al venditore il privilegio 
in tatti i casi, sia che il pagamento del prezzo 
foaee stato dilazionatOy o non , con^ rilevaei 
dal Troplong Delle Ipoteohe ai Num. 180 e 
aeguenti, citato dai convenuti, e dal Richerio 
Lib. 2'al Num. 2512, citato per parte degli 
attori ; 

*^ Che il Dritto Municipale» oeaia Codice 
Kohaoyvigente in queate ieole al tempo della 
eegnita vendita, sotto il Cap. VIII del Lib. 
III Delle Àlienazioni ed Ipoteche, dispone- 
va al § 18, dopo di av er nel paragrafo preoe* 
dente contemplato un privilegio che spetterà 
al padrone di atabili venduti, permutati, o 
conaltro titolo passati in altri^ il dritto di 
rivendicarlii o di agire in aUra maniera per 



essere soddisfatto del loro preizOi in tutto 
o in parte anoor dovuto ; 

*' Che queata diaposizione, aeguendo Tim- 
pulso degli altri Statuti Municipali» ha evi- 
dentemente inteao di bandire la diatinzione 
stabilita nella Giurisprudenza Komana ; e 
aebbene non abbia menzionato eBpressamente 
il privilegio. e non abbia, oome nelle Costi- 
tuaioni del Regno di Sardegna citate dal 
Richeiio, fatta distintamente men ibne del 
prezao Jilazionato ; pumondimeno dal con- 
testo del detto articolo^i legge, posto sotto 
il Capitolo delie Ipoteche. si scorge mani- 
festamente che il legislatore alludeva al 
privilegio oompet^nte alvenditore» quando 
rimmobile fosse pa^sato in terze mani, e 
contemplando il casOi in cui il prezzo fosse 
in tutto o in parte tuttor dovuto« alludeva 
anche ad una dilazione espressamente, o taci- 
tamente cousentita ; 

*' Che ripoteca espressamente convenuta 
nel contratto alienatorio del 17 novembre 
1850 era intesa a conservace un dritto reale 
suir immobile venduto per tutti gli effetti 
nascenti dal detto contratto; e sebbene la det- 
ta ipoteca non sia stata conservata mendiante 
la inscrizione, il privilegio pero inerente alla 
vendita, esente dalla inscrizione, era bastan- 
temente spiegato con detta clansola e come 
riservato nella intenzione delle parti con- 
traenti ; 

'' Che pertanto gli attori» per resercizlo 
deir azione da loro proposta, banno per base 
il privilegio sul fondo aiienato ; 
'' Considerando 

'' Che i oonvenuti Mamo terzi poseessori, 
o il loro autore Michele Mamo» erano credi- 
tori dei Caruana insin dal 28 giugno 1829 
per contratto in atti Diego Vella e con ipo- 
teca conservata per inscrizione del 30 giugno 
dello stesso anno ; 

^* Che i medesimi avevano quindi a, favore 
loro ipotecato insia d'allora il pieno dominio 
deir immobile in controveriia, e non pote- 



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118 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



''^iadicati nei loro dritti dallo 
del dominio utile fatto poste- 
ebitori, dalla snccessiva alie- 
;to Qtile dominio, e dai dritt^ 
» con privilegio da altre per- 
lenza di detta alienaziooe ; 
o i detti Mamo acquistato 
6 libero in compensazione 
;o e dalla pubblioa subastay 
lomlni farono insieme con so- 
i debitori erano rientrati di 
esso del fondo, non possono 
re^molestati colla esproprla- 
lalora le offerte, cbe si otter- 
per Buperare il prezzo, per 
iobile h stato a loro liberato 
573 ; 

sonsta di avere il Manicolo 
dair ipoteca di fronte ai 
3 prescrizione col possesso 



delle domande degli attori, 
stare del privileglo dei roe- 
'eir ipoteca, per la somma 

indicata, suir utile dominlo 
mobile ivi anche indicato, in 
contratto di enfiteusi del 27 
on questo per5 cbe la libera- 
) immoblle non dovrà aver 
3l caso in cui le offerte saran- 

la somma. per la quale il 
\o liberato il 28 ottobre 1873 
imo in pubblica subasta — [le 
ersi dai convenuti, in caso di 
debito, e da essere prelevate 
mmobileyqualora si prooederà 



DECISIONE 89, 

CORTE CIVILE DI BUA MAESTA* 
PRIM' AULA. 

5 Aprile 1880. 

• Filippo PuUiciQO^ 

Oiudice di 8ua Maestà, 

• Argomento 

L' azione di separazione personale non e 
soggetta a prescrizione, anche tri^enaria, 
la legge non indicando, come irvodo di sua 
esUnzione, che la riconciliazione. 

Siccome la comunione dei coacquisti efondata 
8uUa convivenza, non vi ha dritto il con- 
juge, che col suo fatto avesse fatto cessare 
tale convivenza, 

Verificandosi il taso di torti reciproci trai 
conju^i, non v* e luogo a compensazione e 
ad escludere la domanda di separàzione 
delV uno e delV altro ; ma solo a tempera- 
mento degli effetti àella separazione, a giu^ 
dizio della Corte, valutati i fatti. 



Giuseppe Theuma 

versus 
Carmela Theama. 

II citante domanda che sia dichiarato di 
constare dell* adolterio della citata e di altre 
ingiurie atte a fare pronnnciare la separaKione 
personale del domandante dalla cilata, con 
essere dichiarato di esserelecito al oitante df 
vivere separato dalla moglie per tutti gli 
effetti legali. 

Inoltre, in vista della natura'delle su alle- 
gate cauae^ domanda che sia dichiarato e de-^ 
ciso esservi Inogo airapplicazione del disposlo 
neir art. 65deIP Ord. No. I del 1878, e spe- 
eialmente ai Nri. 2 e 8, non che a qaalanque 
altra legge opportuna ; con dichiararsi in 
conseguenza di non avere la citata alcun drit- 
to per la metà degli acqaisti, che dal tempo 



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1^7-5 "*''T-^'''i .** 



VoL. IX 18801 DECI9I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA, 



119 



del contratto matrimonio farono fatti fin oggi 
eflcIasiYamente coU' industria del citante, col 
qaale aon coabito mai la citata, e di non avere 
essa il dritto di costringere il domandante a 
sommioistrarle gli alimenti. 
* 
LA CORTE 

*' Àttesocchà i convenuti si orano uniti 
in matrimonio ii 22 giagno 1837 ; 

*' Atteeoeobà dai primi tre testimoni dallo 
attore prodotti coata cbe la convenuta sua 
rooglie era partita dair isola in compsgnia 
di OQ marinaro poco tempo> dopo seguito il 
matrimonio ; che ritornata, erasi riconcialiata 
col marito ; che soorao breve tem po^ aveva di 
naovo abbttodonata la casa conjugale, audan- 
do a coabitare con un altro aomo, e non vi 
era piii ritornata ; 

** Attesocche dopo il eecondo abbandono la 
conv|pata aveva citato il marito nella graa 
' Corte Veacovile domandando la sua separa. 
sione a oausa di allegate sevizie; ma quella 
Corte, dopo oditi i testimoni prodotti in al* 
iora diil marilo per provare i sospetti dMn- 
fedeltà della moglie, i quali si trovarono ba- 
stantemente fondati» aveva per sentenza del 
14 settembre 1837 aotorizzato il detto marito 
a vivere separato provvisoriamente dalla 
moglie; 

** Attesocche dalle rispoate date in contro* 
esame dal teste Oiovanni Pisaniy fratello 
ddla couvenuta, risuUa che costei ha parto- 
rito due figlie, 1' oltima delle quali di nome 
Annsi morta alcuni mesi addietro ; 

*' ÀtteBocchċ sebbene sia stato direttamen- 
te provato che V infante> alla qnale si riferi- 
Bcalanota di battesimo prodotta a fol. 11 
della citazione con data del 22 marzo 1848, 
battezzata nella Parroccbia di Porto Salvo 
deOa Talletta come nata da parenti ignoti, al- 
la qoale era stato dato per primo nome quello 
di Anna, sia la identica figlia data alla luce 
dalla convenuta e cbe p ortava lo stesao nome, 
come ba depoato il di lei fratello ; pure dalla 



circostanza che la padrina^ che ha tenato al 
fonte batteaimale la detta infante, era Teodora 
moglie diYinceozo Pisaui, madre dellastessa 
convenuta e che con lei oonviveva, e dalla 
altra ciroostanza che non b atata prodotta 
alouna altra noia di battesimo riferibile alla 
detta Anna, vi & luogo a ritenere che quella 
nota riguarda la nascita della seconda figlia 
della convenuta; 

*< Attesooohà noa 6 stata fatta alcuna 
prova che V attore abbia mai rioonoiciuto 
alcuna delle dette due 'figlie, come procreate 
dal Buo matrimonio colla convenuta, nh si \b 
tentato aloun altro mezto di prova per con- 
statare che il detto attore si sia mai ravvici- 
nato alla convenuta, dopo la di lei separa- 
sione pronunoiata dalla Gran Corte Yesco- 
vile circa otto mesi dopo la celebrazione del 
loro matrimonio ; anzi dalla detta deposizione 
di Giovanni Pisani si ha la prova opposta ; 

" Attesocchà pertanto dai fatti premessi 
vi ba la prova sufficiente per stabilire che la 
convenuta ha oommesso adulterio, il qoale 
puo essere provato, anzi di ordinario si prova, 
con congetture e presonzioni; oltreochd, come 
giustamente osserva Demolombe, potrebbe il 
marito domandare la separazione personale 
per causa di ingiuria grave, se la moglie^ 
anohe non adultera, lo avesse gravemente ol- 
traggiato con impudiohe o inconvenienti fa- 
migliarilà con un terzo — Corso del Codice 
Civiloi Della separazione personale No. 379 — ; 

** AttesoccbĠ la convenuta ha dtto alla 
azione contro di lei proposta V eccezione della 
prescrizione di due aonT, e della trigenaria ; 

*' Attesocch& la prescrizione di doe annii 
contemplata nell* articolp 1917 dell' Ordinan- 
za No. VII del 1868, non e nel caso invoca- 
bile; perch^ la domanda in separazione perso- 
nale non k un* azione di danni ed interessiy 
ma un* azione fondata sulla violazione di on 
dovere conjugale, qualunque si siano le con- 
seguenze giuridiche di tale separazione ; 

•* Attesocchà r altra'prescrizione trigenaria 



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120 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[VoL. IX 1880 



sulla disposizioDo generale 
ticolo 1907 della citata Ordi- 
a qaale tutte le aziooi reali^ 

si presorivODo col deoorso di 
le dispooeva il cesaato Dritto 
b Godice Rohan al § 1 del 
Tt^ cio DOQ ostaDte il ^isposto 

10 1887 della stessa Ordi- 
aale la prescrisiooe dod corre 

* 
rOrdiDaDza No. I del 1873, 

11 della separazioDO dei cod- 
ipla altro oaso per la escla- 
e di separazioDe, se dod la 
ei coDJugi Btessi (art 49) ; 

iatanto la ricoDciliazione 
le, o la reade inammissibile, 
ne neceesariameDte uoa ri- 
a KiiOMy 6 per i principj 
tto qualuDque riDUDzia alla 
3olo, perchà la stessa posaa 

ove r OrdiaaDza del 1873 
re la ricoDciliazione dei cod- 
aache la prescrizioDe trige- 
' altra causa assoluta della 
azione, Y avrebbe eepressa- 
:a, mollo piii in vista della 
'ticolare che la prescrizione 
conjugi, e in vista delU 
inione dei commentatori dei 
9ulla materia ; 

qualora dalla dinturnità del 
lai fatti eeguiti, come danti 
isiaione della domanda di se- 
lesse desumere una rinunzia 
)be necessario di provare la 
atti tali, dai quali, sebbene 
un* effettiva riconciliazione 
^abitazione^ si potesee con* 
er r attore fatto assoluto 
roprio dritto ; 

}ltre che tali fatti indicanti 
non concorrono nel caso pre- 



sente, ritenendo pnre che la infante data 
alla luce dalla convenuta il 22 marzo lft48 
sia frutto dell' adulterio, e che la detta 
convenuta immediutamente dopo il parto 
non abbia tenuto una eondotta talmente 
riservata, da allontanare qualunque sospetto 
di ulteriore infedeltà per parte di lei, la 
quale infedeltà costituirebbei una ingiuria 
grave continuata verso il marito ; non sa- 
rebbero nh anche decorsi 30 anni fioo alla 
proposizione dell' attuale domanda: peroc- 
ch^, qualora la prescrisione fosse ammissi* 
bile, questa dovrebbo cominciare a decorre- 
re dair ultimo fatto dante cauea alla sepa- 
razione ; 

*' Attesocchi pertanto nel caso presente 
non puo essere accolta la eccezione della 
prescrizione data dalla convenuta ; 

'^Attesocche dal complesao delle prove fatte 
dalla convenuta coi testimonj da lei prf^otti 
coDsta soddisfaceatemeate che visianogravi 
soepetti di infedeltà commesse anche dal!o 
attore» dopo la separazione di fatto dallÀ 
sua moglie ; 

•'AttesocchS i detti fatli costituiscono 
un* ingiuria grave del detto attore verso sua 
moglie; 

" Attesocche quando amendue i conjugi 
avessero commesso fatti, pei quali si puo do- 
mandare la separazione, non vi k luogo a 
compensazione, e quindi alla esclusione delle 
domande deir ubo e deU' altro conjuge ; ma 
e lasciato alla Corte, valutati i fatti, di ap- 
plicare discrpzionalmente gli effetti della se- 
parazione stabiliti negli articoli 55, 56 e 57 
della mentovata Ordinanza ; 

''Atlesocch^ valutando i fatti nel caso 
presente si ba che i torti della moglie sono 
assai piu gravi di queili del marito, per essere 
ella stata la prima ad abbaodonare la casa 
conjugale, eenza alcuna apparente giuata 
causa, commettendo adulterio, e per averla 
abbandonata la seconda volta, non ostante la 
rioonciliasione seguita, commettendo anche 



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VOL. IX J880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



121 



adolterio, protraeodo tale abandono per oltre 
i dae anni contemplati dalla legge, anzi per 
il decorso di oltre 40 anni, e dando vita a 
due figlie procreate dopo tale abbandono, 
8eD£a essersi mai curata durante tutto questo 
tempo di giuatiGcare la sua condotta, o di 
domandare alimenti al marito ; 

" Attesoccbe i fatti attribaiti al marito ed 
importanti sospetti di infedeltà sono poste- 
riori e conseguenti all' abbaudono per parte 
della moglie, ai quali ha contribuito la stessa 
moglie in sjodo indiretto, con far cessare la 
Boa eon?ivenza e ooabitazione col marito« e di 
di piti oltraggiandolo pabblicameote con man- 
care alla fede conjagale ; oltrecchà i fatti itħ- 
patabili al marito non avevano qaella pnb- 
blicità risultante da qaelli commessi dalla 
moglie, per la quale cosa la ingiaria di 
eostei rendevasi estremamente piu grave, pre- 
Eciodendo dall* onta che nel sentimento co- 
maoe arreca àl marito V adolterio della mo* 
glie, piu cbe a costei qaelloi che veuisse com- 
messo dal marito ; 

** Ai^soċchċ in conseguenza vi ha laogo 
nel caso all' applicazione di una parte soItanto» 
e Don già di tatti gli effetti stabiliti negli ar- 
ticoU 55, 66 e 57 dell' Ordinanza No. I del 
187S; 

^'Attesocchà il dritto alla metà dei coao- 
quiati conjagali promansi principalmente 
daUa convivensa dei conjugiy perchĠ si pre- 
Bnme che ai detti aoquisti ed alla loro con- 
servasione, anche quando fossero procacciati 
colTmdastria di ua solo dei conjugi, avrà 
Taltro contribuito colla sua economia, stante 
la comnnione della vita e della coabitazione ; 
la quale presanzione cessa affatto, quando tale 
convivenza non ba esistito mai per fatti ; 
impatabili al conjqget che sl vuol far deca- 
dere dai vantaggi procedenti dal detto dritto; 

** Percià dichiara e decide che vi & luogo 
alla aeparazione dei contendenti, per fatti 
impntabili alla convenuta, consistenti in 
adaiterio ed ingiorie gravi, ed in parte per 



fatti imputabili anche aH'attore, oonsistenti in 
ingiuriegravi; e quindi aatorizza i medesimi 
a vivere separatamente^ dichiarando oessato 
in loro robbligo della conviven^a ; 
, "Che laconvenuta h decaduta daldritto 
alla metà degli acquisti fatti durante il suo 
conjugio, principalmente coUa industria del- 
r attore ; 

^' Che la detta convenuta ^ decaduta dftl 

dritto di costringere T attore a somminidtrar- 
le gli alimenti ; 

** Che la detta convenuta & decaduta dal 
dritto di avere il dotario ; 

*^ Che I' attore à condannato a restituire 
alla convenuta la sua dote, o la terza ma- 
terna a lei competente secondo la legge^ e 
salvi alla d etta convenuta tntt' altri dritti 
nascenti dal matrimonio e in virtii dello stesso 
acquidtati ; 

*^ £ nel senso premesso, rigettando Iħ, 
eccezione della prescrizione, aderisce alle 
domande deU' attore, seiiza la tassa delle 
spesOi con dover il dritto nel Begistro re- 
stare a peso della convenuta— ma le spese 
tutte da essere provvisoriamente pagate dall o 
attorci con dritto di prelevare quelle rima- 
ste aoarico della convenutai quando si fa- 
cesse luogoalla liquidanone definitiva degU 
interessi tra i detti conjugi. '* 



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)ECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



[Voi, IX 1680 



DNE 40. 

1 SUA MAESTA* 
AULA. 

\ 1880. 

) PuUicino, 

Sua Maesià. 

lento 

iUate came preambote 

i domanda principaUt 

onga, fanno si che la 

come mancante di 



inuele Scicluna 
Peralta ed altri, 

ione d' essere appar- 
[ defunto ;Avv. Dr. 
lusivamente, o in una 
iibri già sequeatrati 
tta Corte per mezzo 

istansa dell' attore 
id eseguito il 6 marzo 
r avere il citante in- 
li verificare nei detti 
abbia avuto il citato 
proprio e come uno 
litta Giuseppe But- 
redità del detto Dr, 
isimo avrebbe potuto 

dedotto nella sua 
r Avv. Dr. Pasquale 

RTE 

ssente citazione non 
finale domanda, alla 
le due dichiarazioni, 
imente proposte per 



ottenere un oggetto, che non h in detta ci^ 
tazione indicato, 

" Difatti la preambola d ichiarazione di cs- 
sere appartenenti alF eredità del defunto 
Awocalo Dr. Ruggiero Sciortino esclusiva- 
mente, od in un col Procu ratore Legale Gu 
glielmo Muecat, i libri già sequestrati presso" 
il Registro di questa Corte con mandato del 
6 marzo 1880; e Taltra dichiarazione, anche 
preambola. di avere fattore Tinteresse, non 
che il dritto di verificare nei detti libri. se e 
quali debiti abbia, od abbia avuto il citato 
Dr. Oamiileri, a nome proprio e come uno 
degli interessati nella ditta Giuseppe Butti- 
giege figli, verso l'eredità del detto Dr. 
Sciortino, che il medesimo avrebbe potuto 
compensare col credito dedotto nella sua 
citaxione diretta contro TAvvocato Dr. Pa- 
squale Mifsud, non ż seguita da alcuna 
domanda fiaale e soslanzJale, alla quale le 
dette due dichiarazioni sono susservienti ; 

" Attes ocche, sebbene non non sia vietato 
di provocare dalla Corte dlchiarazioni aventi 
per oggetto di stabilire V esistenza di on 
dritto nella persona deU'attore, da servire di 
base per un giudizio da essere proposto, o 
per rendere inefficace una imminente do- 
manda per parte del convenuto; tali dichia. 
razioni pero devono essere proposte in via 
principale, e non'già come formulative ad 
una domanda omessa e lasciata in aospeso, 
come ael caso sotto esame ; 
'^Decide, 

^' Diohiarando nulla la citazione deir at- 
tore, essendo in contravvenzione all' artioolo 
175 delle Leggi di Organizzazione e Proce- 
dura Civile, colle spese contro rattore." 



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\r-r-*'fe 



VoIm IX 1880] DECI8I0NI DEI TRIBUNAL I DI MALTA. 



DECISIONE 41. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIftP AULA. 

8 Aprile 1880. 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Giudice di Sua Maestà, 

Argomento 

La disposizione delV arU 845 deW Ord, No. 
Vn del 1868 ostu a che nelle obligazioni, 
che sono ristrette al pagamento di una som* 
ma, si convenga pel semplice ritardo una 
penaUf che ecceda quel limite della legge. 

Dr. Alessandro Chapelle ed altri 
versuB 
Dr. Pasqoale Frendo Azzopardi nomine ed 
altri. 

I citanti domandarono la condanna del oita- 

ioa pagar loro ^3. 10. 10, per ana metà e 

aette ottaTi dell'altra metà del semestre di fitto 

della casa posta in Valletta Strada Zecoa No. 

39>8cadato di antioipato insin dal 22 deoem- 

bre 1879» e della penale, in cui il citato e in- 

cono pel semplice ritardo nel pagamento di 

detto fitto dal 22 gennajo 1880 al 15 marzo 

1880, e cid ai termini del relativo contratto 

^locazione per atti G*. A. Parodi del 7 de- 

eembre 1878; eon condannarsi inoltre al paga- 

aeito della detta oonyenata penale a favor 

loro neUo ammonto giornaliero di soldi 22 e 

mem cbl 16 marzo 1880 fino V effettivo pa- 

mmito. 

LA CORTE 

'' Attesoooħe il eitato ammette il debito pel 
f eiDMtre di fitto, cbe era pagabile d'antioipato 
ioain dal 22 deoembre 1879 in <£28. 8. 9; ma 
egliimpQgna la validità della penale etabilita 
col patto qaarto deir atto looatizio^ segnito 



presso il Notaro A.Parod 
ool qaale i oontraenti coi 
penale, per assicarare V 
del contratto, la somma < 
ohe il locatario^ pel caso 
moroso nel pagamento 
trascorrere un mese dop 
avere soddisfatto alla d( 
si obbligo pagare ai Iocat( 
scadenza di detto mese e 
mento del fitto predetto^ 
traenti di avere atipnlal 
oaso di aemplice ritardo 

<< Attesocchi, aotto le 
esatta l' ecceiione che la 
possa essere apposta, se i 
di fare o non fare ; poicl 
Ordinanza No. VII del 
intesa^' per aaaicarare I 
oonvenzione:" oosl pao a 
gazione contrattaale, ooi 
e consegnare nna cosa ; 

^* Attesocchà di rego 
nnta non si pao ridarre 
do e stipolata pei sempli 
pao domandare camolati 
cipale e la pena ; 

^' Attesocchd per5 la 
aappone la validità ed 
olaasoK patto penale 
cħiama reccezione del c 

'' Attesooche anche 
gaardata sotto I'aspet 
galmente formata, avx 
forza di legge per coIor( 
debbon concorrere cai 
legge, per polersi coatl 
convenzione : guardata 
obbligazione nascente ( 
corrisponde alP effetto ( 
d^ una obligazione cor 
mune alle obbligazioni 
na0centi» compresi q 
e quasi-delittii cio^ *q 



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124 



DECISIONI DEI TRiBUNALI DI MALTA [Voii. IX. 1880 



Ji^t A^ 



''n oonferma il primo periodo 
826^ ohe riunito al auccitato 
ambidue insieme presterebbero 

ad una completa definiaione 
I penale, fa oonsistere la etessa 
sazione dei danni, che Boffre 
sr 1' inadempimento dell' ob- 
incipale ; 

ià ravvicinate e conciliate le 
li legge relative alle clausole 

omogenee degli effetti delle 

gli artlcoli B44 ed 845 della 
inanza prestan la base ad in- 

ed appUcazione della legge al 
oversia* Non i, nemmeao in 

di leggi, dubbio alcuno della 
ale, che i contraenti siano liberi 

nna liquidazione dei danni pel 
lempimento, di prevenire un 
Lerminarne la quantità di loro 
rdo, per legge reso indipendente 
tere giudiziario* L'articolo 844| 
colla regola espressa sulprin- 
^, dispone che quando la con* 
kbilibce che coluii il quale man- 
iguirlaj debba pagare una de- 
nma a titolo di danni, non pu5 
tra parte accordata una somma 
minore. L' articolo 845 perà 

con una limitazione specifica 
tà delle obbligazioni; sia quindi 
ro da contratto, da quasi-con-* 
elitto quasi-delittOf con ter- 
ori dispone che ** nelle obbliga- 
)no ristrette al pagamento di una 
irminatai i danni, derivanti dal 
seguirle, non consistono giam' 

negl' interessi suUa somma do- 
gione del cinque per cento Tan- 
obbligazione nasce da una con- 
natura commercialef alla ragione 
lentOi salve le disposizioni parti- 
ve alia fLdejussione e alla so. 



*' Attesocohi quel tasso legale di danni- 
interessi sopra somme di denaro fa da leggi 
positive ritenuto interessare V ordine pub- 
plico. inaltermbile nel suo nuuoimuvi del sei 
per cento I'anno, anche per convenzione. lu 
aggiunta agli serittori riferiti dalla difesa^ 
il Paujoli Gontratti lib. 3 tit. 3 suir articolc 
1231 del Codice Francese No. 7» adotta la 
stessa dottrinai ed insegna anche egli cbe 
se in questo caso la pena stipulata fosse 
Buperiore agli interessi legalii si dovrebbe 
ridurre in modO| da evitare che la conven- 
zione racchiudesse un' usura mascherata ; 

'^ Àttesocehgi a rilevare la costante uni- 
formitàdispirito nella legge positiva rispetto 
quella inalterab'ile limitazione d* interessii 
concorrone pure gli articoli 1613 e 1614 
della surriferita Ordinanzai benobd appar- 
tenenti al contratto del mutuo. Ivi rinte- 
resse, stipulato in pià del sei per cento I'annOi 
h ridotto a questo limite ; e se già pagato, 
I'eccesso e imputato a dimiouzioDe del capi- 
tale ; ed i contrattii che sotto qualunque 
denominazione sieno fatti in frode di tale 
disposizionOi sono soggetti a rescissione ; 

*' Attesocchà le autorità cennate dallo 

attore presuppongono permesso dalla legge 

ai contraenti di convenire sotto nome di 

penale una rata d'interesse maggiore della 

stabilita dalla leggei cid che la legge di 

Malta sotto qualsiasi nome divieta ; 

" Decidei 

*^ Aderendo alla domandata condanna pel 

pagamento del fitto relativo al semestre 

scaduto d' anticipato nel 22 decembre I879| 

e neir ammonto ammesso dal citato di £ 23* 

8. 9| colle spese contro il citato tassabili 

nella rata di legge contro i non opponenti, 

e cio cogli interessi autorizzati nei contratti 

alla ragione del 6 per cento I'annOi decorsi e 

da decorrere dal 22 gennajo 1 880 fino il pa- 

gamentOi ai quali interessi la Corte riduce 

r ammonto della penale oontemplata colla 

oitazione— ed esclude gli attori dalla do- 



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VoL. IX 18801 • DECISIONI DKI TRIBUNALI DI MALTA. 



mtnda per condanna a pagare ulteriori soni'* 
me inxagion di detta penale, senza tassa di 
ipeee." 



DECISIONE 41^ 

OORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM'AULA. 

9 AprUe 1880. 
Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudice di Sua Maesià. 

Argomento 

}f<m eisendo ledto, qmndo la legge prescriva 
una forma speciale, di ricorrere ad una 
diversa e non indicata, la malleveria offerta 
per lettera ufficiaie e nullamente esibita. 

Franceseo Scbembri ed altri 

ver$U8 

Margherita Agiaa ed altri. 

PremeBsa la diohiarazione di essere idoneo 
il pleggioy dai citanti prestato a favor delle det- 
te Borelle Agias in persona de! Sacerdote Dr. 
Gioseppe Pellicano, figlio del fa Francesco 
n&to e residente in Yittoriosa, notiBcato alle 
BtesBe con lettera affioiale del 19 febbrajo 
18S0, a caatelare le condiaioni da dette cita- 
te apposte nella cedola di depoaito dalle me- 
desimefatta il 25 giagno 1878» per la rimasta 
Bomma in deposito d! £ 15. 15. 10, e ci5 in 
coato del credito e spese dei citanti, il di cni 
Bbaoco già Tenne ordinato con sentenia d{ 
^aesta Corte del 26 gennajo 1880 in conte- 
atatione coUe citate ed altri — i oitanti do- 
mandarono il detto abanco ecc. 



LA COI 

*' Attesocchl giasta il < 
918 delle Leggi di Orgai 
dara Civile, qaando la lej 
altra procedara, la malle' 
via di nota o di rieoreo, 
detto articolo espresse, e 
persone, cni rigaardi, coi 
chiarare la accettazione, ( 
levadore esibito ; 

'' Attesocchà avendo \ 
bilito una forma specifii 
della malleveria, oioà ui 
corso, non h lecito per { 
ricorrere ad un' altra fo 
indicata, come banno fat 
do la loro malleveria con 
19 febbrajo 1880 ; 

'^ Attesocch& pertanto 
k nulla, non essendo c 
della legge ; 

** Deoide 

" Per la liberazione d< 
oaservanza del giudikioj 



DECISIO 

CORTE CIVILE DI 
PRIM' A 

10 ApriU 

Dr* Giusep[] 

Giudiei di 8i 

Argomi 
QJi ordini e le sentenz 
Consiglio Privato, p 
MaWif non soggiaci 
ordinate per V eeeeu 
tribvmU esteri. 



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I DEI TBIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX I880 



ine. 



lisione del 
i Seconda 
Maestà il 
domanda- 
Qon Boae 
dcorso dal 

ma dalla 
> reclamo 
^rivato, e 
Comitato 
ito in da- 
sllo stesso 
rovare lo 
ippello di 
ella Corte 
xgno 1875 
8ua pro- 
imma di 
Governa- 
alle quali 

regolar- 

;utl' altre 
ua Maestà 
3 clamo da 
llo di Sua 
inzione in 
ee proffe- 
di atti 
iza la ne- 
»er esaere 
date da 
lini e een- 
re del euo 
9re subor- 
izibne di 
)secuzione 



h una ooncesttone del potere legislativo, re- 
golata oon disposizioni di legge speciale^ e 
non e in Malta accordata, quando si trattasse 
di sentenze estere proferite in contumacia ; 
mentre un giudicato della Begina in comitato 
giudiziario del Suo Consiglio Privato à un 
ordine del Tribunale Supremo per Malta» 
avente propria virtti esecutiva, come tutte 
altre sentenzi definitive validamente date 
da tribunali localii anche quando date in 
contumacia ; 

" Decide» 

*^ In riferenza al primo capo di domande 
contenute nella citaziooe, dichiarando che, 
in vista ed in virtà. del solo precen- 
nato ordine di Sua Maestà nel suo Con- 
eiglio PrivatOy si debba riteaere deserto 
queir appello di Simon Bose fatto a detta 
Corte Supremai e ohe inoltre n possano le 
spese, tassate coniro l' appellante Bose, 
ottenere con atti esecutivi di sentenze, in- 
dipendentemente da una speciale ordinazione 
come domandata della esecuzione di quello 
ordine, o ssia sentenza ; dalla quale ordina- 
zione la Corte s' astiene, perche superflua — 
senzatassa di spese." 



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VOL.IX 1880] DEOISIONI DEI TRIBUNàLl DI MàLTA 



1S7 



DECISIONE i4. 

CORTE CIVILE DI SUa MAESTA' 
PRIM' AULA. 

22 AprUe 1880. 
Dr. Giuseppe Gasan» 

Oiudiċe di 8ua Mae$tà. 



Argomento 
H mandatariOf che non ne àbbia facoltà 
espressa, non e persona legittima ad eser- 
citare, a nome del mandante, il retratio ; 
moUo meno a domandare giudizialmente 
che U retratto da hii esercitato sia dichia- 
rato vaUdo, e'che il retrattoHo eia condan^ 
nato a fargli la rivendizione, 

Perita Arebitetto Vinoenao Fenech nomine 
versuB 
Nicolina Buhagiar ed altrl. 

PremeBB^ occonrendo, U diohiarasione di 
essere validp e legale il retralto, esercitato 
dal citante con cedola del 5 dioembre 1879, 
dell' utile dominio e beneficati della metà 
indiTiaa della metà divisa della lenza supe- 
riore della clansura di terra nei limiti del 
2U>bftr nella contrada di Pietra Lunga, 
ovvero della Nuova Porta del Zabbar, por- 
tante la atessa denominazione, e della metà 
iodivisa del ricetto esistente nella detta olau- 
rara ed inaerviente alla intera lenza eupe- 
xiore di Pietra Lunga ed alla medesima 
MoeemonBf laquale ioitati aveano acquistato, 
per oontratto di compra e vendita fatto in 
atti Francesoo Saverio Camilleri il 4 dicem- 
bre 1878, dal potere di Enrico Aldo Vella e 
Giolia. BoreHa di costui, moglie di Oiovanni 
B oulad, rappreaentati in quell' atto dal loro 
procoratore Capitan marittimo Paolo Cavalli 
— il citante nomine domandd la ^oondanna 
dei citati a fare al medfBimo la rivendizione 



del fondo sopra indicato, entro un breve e 
perentorio termine e nel modo e tempo da 
eseere da questa Corte etabillti, eeibendosi 
egli pronto a pagar loro, giusta la dichiara • 
zione da lui fatta nella suddetta cedola di 
retratto, V ammonto delle spese legittime da 
loro fatte airoocasione della suddetta vendi- 
tai e che egli ignora; oon essere aħche 
air uopo ordinata la liquidazione delle spese 
necessarie od utili, di cui i citati possoao 
averdriito di essere rimborsati^ per essere 
pagate loro nel giorno della rivendizione; 
con essere ordinato che si abbia ques.ta in- 
oltre per eseguita^ qualora nel termine cos\ 
determinato non venisse effettuata* 

LA CORTE 

'^ Attesoochà V attore agisce quale procu- 
ratore dell' assente Carlo Perini, costituito 
in atti Dr. G. Pellegrini Petit il 5 febraro 
1877, e chiede dichiararsi validità del re- 
trattoi da lui in nome del detto mandante 
esperito nel 5 dicembre 1879, non che oon- 
danna dei citati a fargli rivendizione ; . 

" Attesoochà la procura del 6 febbraro 
1877 à speciale per alcuni, non generale 
per tutti gli aifari del mandante: non i limU 
tata agli atti d' amminietrazione, perchà 
conferisce facoltà d i concedere beni in enfi- 
teusi, di alienarli, di mutuarsi con ipoteca ; 

'' Attesocchà il mandatario, ancfae con fa- 
coltà di alienare beni immobilif non si diae 
percio autorizzato ad acquistare altri beni 
immobili ; egli nemmeno dee versare il 
prezzo degli alienati, ove non ne avesse una 
espreasa facoltà ; 

'^ Attesocchċ puo avvenire che quel che 
avrà fatto un mandatario in nome del man- 
dante, ma oltri i limiti del mandato, si 
sostenga quale gestione d' affari, precipua- 
mente qualora I' affare fosse di manifesta 
utilità del mandante^ ed il termine a cora- 
pirlo non permettesse di procurarne da lui 
una espressa faooltà— 6e pur cosl potesse 



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1 



lALI DI MALTA [Vol. IX 1880 

** Deoide ^pl rigetto delle doroftnde con- 
nute nella citazione, colle spese " 



DECISIONE 45. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTl' 
PRIM* AULA. 

26 Aprile 1880 (a) 

Dv. Filippo PuIIiciao, 

Oiudiee di 8ua Maestà, 

Argomento 
pplicazione di teorie di dritto in tema di 
contratto con cauea falea, 
% prova deUa vera causa compete aW attore, 
oBsia creditore. 

el casoy quale valore legale possa attribuirsi 
aJla ratijica rieultante da fatti del debitore 
obligato. 
nndibiUtà deUa confeeeione giiidiziaria. 



Com. Fortunato Cilia 

versuM 

Dr. Antonio dei Conti Prezioai. 

II citante domandà la condanna del citato 
pagargll £67. 4. in pezzi di Sicilia, a 
ellini 4 e pence 2 inglesi per peszo, dova- 
gli, in quanto a £ 55 per sorte principale 
me da contratto in atti V. N. Souchet 13 
cembre 1873 ; ed in quanto a £ 2. 4. 
cri del 4 p. cento decorsi dal detto dl fino il 
I dicembre 1879» oltre quei da decorrere 
10 la restituzione di detta somma. 

LA CORTE 
^^ Considerando 
'' Che r attore Cilia, domandando ooHa 

(a) Questa sentenxa h appellata. 



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T€lfc*IX1880j 



DEGISIONI PBI TEIBUNAW Dl MALXA 



m 



pyeaente oilazioDe k ooDdaona del oonyenoto 
Dr. PreMBi a pagare la sonuna di £ 57. 4, 
eidi £ 05 per sof te prinoipalOy e £ 2. 4 per 
tudri di onr anno sal detto oapitale al 4 per 
eeiito,decorai dal 13 dicembre 1878 al 13 di- 
eembre 1879t oltre gli ulteriort loori da 
deeorrere aino la reetituzione di detta eom*- 
aie, foada la eua aaione eul contratto rogato 
aegli atti del Notajo YiDoenxo Napolitano 
SoQohet del 13 dicembre 1873 e Bulie cauee 
neilo ateBBO eepreeee ; 

''Che giuata i termini del detto eontratta, 
prodotto io oopia oolle citaBione, il Dr. Pre« 
liori 81 era coetitnito debitore vereo Y attore 
Cilia neUa delta eomma di £ 55 in pesei di 
Sieiliay ehe il medeeimo Dr. Preziosi diohia* 
niva di domot in ordine a £48. 3. 2 mn. 
tnate a lui dal detto Cilia iostn dal f ebbrajo 
deilD ateesD anno 1873 oretenua e eensa 
terktnra, come lo eteeeo Dn Preaioei oonfee* 
laya ; e in ordine alle altre £ 6. 1& 1 0, il 
medeaimo dichiarava di ricevere in presenza 
del NotarOy in moneta di argento di Stcilia* 
Ifel t^mpo Bteeeo il Dr. Prezioei ei obbli^ava 
di pasare e reetituire al creditore Cilia la 
detta eK)mma di £ 55 capitale» spirati anni 
lei dalla data del contratto^ cbe scadevano il 
12 dicembre 1879, e i lucri eu qnesta somma 
'al 4perOIo da anno in anno poeticipatamente, 
coUa facoltà a lui rieervata nel coreo dei detti 
lei anni di iare pegamenti acconto del detto 
c^tale^ purcbà non minori di £ 8. 6. 8 
per ciascnn pagamento, ed anche rintiero 

; . >" Conaiderando 

**Che il Convenuto Dr. Preiioei, opponen- 
deai aQa detla domanda, ba eccepito che la 
obbligazione rienltante dal detto oontratto 
era nnllay perchi eenza cauea realc/ oppure 
perchi fondata Bopra nna oausa falsa ) 
' " CSie V attore Cilia in replica diceva cb'* 
eere inammiBnbile la detta eceezione, perobd 
il Br. Frezioei aveva ripetutamente ratifioato 
e eoo&rmato tadtamente la detta obbliga- 



aionei con aver eoie^itemeiite e voloatiri^;, 
mente pagato i luori suir intiero ciip|ital^i 
delle £56, nei cinque anni ecadutiil.lS 
dicembredal 1874 al 1878 edallerispettive 
ecadenze, e con aver anobe offerto il paga^ 
mento dei lucri deir ultimoanno che ecadeva 
it 12 dicembre 1879 ; 

^* Che il Dr. Prezioei, rispondendo a detta 
replica, allegava che un contratto, inefficace 
per difetto o per falsità di causa, uon poteva 
renderei valido ed efficace per mezzo della 
ratifica o conferma, cbe egli igoorava il vizio 
cbe affettava il contratto, e che in ogni 
caeo era neoessarlo che la ratifioa foese rive- 
etita delle formalità riohiesce daU' artioolo 
988 deir Ordinanza No. YII del 1868 ; 
** Considerando 

*' Che fatta riferenia alle prove risuUate 
nella preseate causa, si ha che nel momento 
della pubblioazione del contratto non erano 
state effettivamente numerate e versate al 
Dr. Preziosi dal Cilia che eole £ 6« 16. 10, 
le quali non possono essere messe in que- 
stione, cià che fu confermato dal Cilia nel 
dare la eua aubizione, e che d consono ai 
termini del contratto; cosicchċ la difficoltà k 
ristretta alle £ 48. 3. 2, che il Dr. Preziosi 
ammetteva e confessava nel detto oontratto 
eseergli state mutuate dal Cilia in fobbrajo 
precedente dello etesso anno 1873, ed^in- 
torno a qoest* ultima somma soltanto che 
ei raggira la eccezione eul ^difetto, o eulla 
falsità della causa ; 

** Che il detto Cilia nella sua subizione 
ammettevaohe il credito delle menzionate 
£48. 3. 2 non era in ragionedi mutuo, oome 
era espresso nel contratto, ma per prezzo di 
casse Brandy conaegnate* da Ini al detto 
Dr. Preziosi; 

'* Che provato in tal modo ohe la oausa 
eBpreeea nel contratto in ragione delle dette 
£ 48. 3. 2, àoh per mutuo, era falsa, e cih 
oolla miglior prova indotta dalla eonfessione 
giudiaiale deUo steBSO creditore, h da vedere 
ee la diohiarauone da costui fatta eonte- 

17 



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i:^ 



DEOISIONI DEI TBIBUNALI Dl MALTA 



[VOL. IX Uf 



illa data &iibizioiie9 intotno alla 
m* altra caasa tlel eredito di- 
ella espreesa nel ċontratto, sia 
come prova contro il debitore; 
;a r articolo 695 della citata 
3 la causa espressa h falsa, la 
pud nondimeno essere sostenu- 
la esistenża di un' altra causa; 
Qsiderando 

L h certo cħe, provata la falsità 
in un contratto, 1' onore della 
esistenza di un' altra causa le- 
rtiene al creditore; ma, come os- 
\T al No/177 delle obbligazioni, 
cħe la causa espressa sia falsa, il 
re provare che la obbligazione 
ra cAusa onesta e legittima, am- 
falsità della causa non sia cono- 
illa sua confessione ; percbċ se 
la falsità della causa espres^sn, 
che il 8U0 credito abbia uni 
egittima, che indioa^ la sua con- 
ido indivisibile* la obbligazione 
dicbiarata valida ; 
sta dottrina della indivisibilità 
ione del creditore nel fatto in 
tenuta da parecchie decisioni 
francesiy citate nel Kepertorio 
C^uistioni di dritto, Cause delle 
e da altre riportate nella Rac- 
ey e di Dalloz, citate dal Toul- 
detto Numero 177 ; 

Bta questa giurispriidenza con- 
i debitorci che allega la falsità 
si rimette principalmente per 
10 assunto alla subizione giurata 
, e questi, ammettendo la detta 
kra nel tempo stesso la esistenza 
egittima causa, la obbligazione 
{he il debitore non avrà provato 
indioata dalla dicbiarazione del 
i esiste— vedasi Dalloz, Giu- 
verbo Obbligazioni, Delle false 



^* Cbe d' altronde il principio cħe la con- 
fessione del subente non si pu5 scind^, 
quando la qualifica h strettamente connessa 
coUa risposta relativa alla posizione--- conneora 
ea dicitur, quae Jiunt xncontinenti cum ipgċ 
factOf seu obbligatione in positione dechicta — 
era ammesso anche nell' antica giurispru. 
den^a — Vedasi il Michalor, De Positionibus, 
Cap, 59 No. 11 et seq.); 
" Considerando 

'' Che stando alla deposizione del Notaro 
Yincenzo Napolitano Souchett, prodotto dal 
convenuto, questa conferma la esistenza di 
un* altra causa della obbligazione ; peroc 
chi, come osservero il detto Notaro, dopo 
che fu pubblicato il contratto il mediatore 
Bardon aveva detto in presenza di ambi i 
contraenti che non si trattava di un mutuo, 
ma di un altro affaro tra loro combinato, 
aoccnnando anche alla consegna, o negozio 
di casse di brandy ; 

'' Che pertanto bisogna inferire, o che al 
Notaro era stata occultata dai contraenti la 
oausa reale della obbligazione, o che gli 
stessi avevano convenuto di esprimere una 
\ oausa diversa della vera ; in ogni caso perd 
la obbligazione non pu5 essere attaccata di 
nullità e d* inefBcacia, perchċ k mafsima 
oonsacrata da innumerevoli deoisioni cbe 
Bimulatio causcef ubi debitum est verum^ nihil 
refert; e perche la falsa causa non costituisce 
motivo di nullità delle convenzioniy se non 
quando ha per oggetto di creare una causa 
od una obbligazione, ohe ne sia mancante» o 
di travestire una cauBa reale illecita in 
causa lecita (Yedasi Decisione riportata 
nella collezione del Bettini del 4 agosto 1877, 
anno 187S, Parte Ima, sez. 2da, colonna 73 ;) 

*' Che la causa h iilecita, giusta Tart. 696 
deir Ord. No. VII del 1868, quando i proi- 
bita dalla legge, o quando d contraria 'ai 
buoni costumi ed air ordine pubblico ; 

^* Che non e stata fatta alcuna prova nel 
presente gindizio per parte del cosivenuto, 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEl TRXBIINALI DI MAI^TA 



131 



ft cai inoombeva, obe la causa reale, taciata 
sel pontraito del 1873 e diohiarata dallo 
•ttore 80t|o sabizionei e che ha servito di 
base alla obbligazione del oonvenuto, noa 
eaiflleva ocbe era una causa illecita ; 
" Considerandoi 

*' Gbe a oonvalidare la esistenza reale di 
una causa lecita della obbligazione concorre 
il&tto del convenutoy consistente neiravere. 
di anno in anno pagato senza alcana con- 
tiadizione o protesta gi' interessi sull'intero 
eapitale enunciato nel conf ratto, e cio per 
5 anoi continui« oltre la ofTerta dei detti 
iateressi per l' ultinio anno ; non essendo 
veroaimile cbe il detto convenuto, persona 
istruita ed accorta, abbia voluto soddiafare 
interessi di una obbligazione ineBiatente, o 
priYa diunodei quattro requisiti essenziall 
per la validità di un contratto enunciati 
neir articolo 669 della citata Ordinanza ; 

^ Che ii fatto del pagamento regolare 
degli iDteressi annui qui ai enuncia, nou già 
per indarre la ratifica o conferma di una ob- 
hligmon2 ineaistente per mancanza di causa, 
per falsa causa senza la coesistenza di una 
caosa vera ; ma ei bene per corroborare la 
eoDfessione dell' attore e la deposizione del 
Notaro Souchety intorno all' esistenza di 
DDacaaBa reale del credito^ perocchà il con- 
T^uto non h un minorey una donna, od 
allro individao incapace^ ma una peraona che 
coQOsce i fatti proprii, e che h conscia di 
àh, che era seguito contemporaneamente e 
primadel contratto del 1873, e quindi egli 
pagando gli interessi annui del capitale enun* 
datoammettevanecesariamente la esistenza 
della saa obbligazione animata da una caasa 
reale e legittima ; 

** Che conaeguentemente non e affatto ne« 
ceasario esaminare se i contratti senza causa 
per falsa causa si possano confermare o 
ratificare tacitamente colla volontaria esecu- 
itone deir obbligaiione, e cià molto piii in 
vista del disposto negli articoli 930 e 931 
della citata Ordinanza, ove si dispone che 



r azione per la rescisBione deU' oblligaziune 
Qeoza caiwia o fondata sopra una causa faisa 
puo essere esercitata entro il termine di due 
anni decorribili dal giorno del contratto; 
disposizione, la quale non trovasi sotto i 
correlatiyi titoli, nà nel Codice Francesei nà 
neiritaliano; onde le autorità citate dai 
convenuto n^ila sua Nota a foK 15 sono al 
caso presente inapplicabili ; 

'* Che parimenti Tinvocato articolo 9S3 
deirOrdinanza non e attendibile, risguardando 
lo stesso il vizio nelle forme eatrinsecbe delle 
contrattazioni ; 

*^ Considerando 

" Cħe il convenato^ messo sotfco aabizione, 
aveva domandato di spiegare i fatti, che ave- 
vano dato origine alla saa obbligazioney cio 
che non gli fa permessoMi fare, essendo qaesta 
l'opera della sua difesa, e dovendo egli rispon- 
dere ei capitoli presentati con qaelle qaalifica- 
zioni^ cbe fossero connesse coUe posizioni 
deirattore. Egli ammise di aver pagato i 
lucriy aggiangendo ohe lo aveva fatto di baona 
fede, perche era stato ingannato, e che aveva 
offerto il pagamento degli interessi deirultimo 
annOj perch^ non era ancora in cognizione dei 
fatii ; 

" Che queste dichiarazioDi addimostrano 
che il convenato aveva altre eccezioni da dare 
oontro il ccntratto, assai diverse da qneUe 
allegate dalla saa difesa^ delle qaali pero la 
stesRa non ha creduto doversi prevalere^ nono- 
stante che dichiarava di avere in pronto docu- 
menti, che non ha esibito, e che aveva iDginn- 
to testimonj, che non ha prodotto. La stessa 
si ċ unicamente confinata aU'eocezione della 
falsità della caasa della obbligazione, la qnale 
per i motivi premessi, stante la esistenza di 
nn' altra caasa realoi non pno essere soste- 
nuta ; 

** Decide 

*' A tenore delle domande dell* attorCi di- 
chiarando che la causa dell' obbligazionei 
alla quale si riferisce lasomma di £ 48. 3. 2 
nel contratto del ISdicembre 1873| h quella 



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DEOISIONI DEI TRIBUNILI DI M^TA [Vol. IX 1880 



)r8 nella suai risposta 
t della oiUsione— colle 



[ONE 46. 

.0 DI SUA MAESTA' 
CIVILE. 

le 1880. 

)re Naudi, 
zo Xuerebi 
\ Vella, 

Sua Maeità, 

caento 

lone deW artieolo 285 
del 1868 iftutti non 
poseessore, $e non dal 
cessata la sua huona 
^ove delV attore-^dopo 
iaria--ma non già dal 
anda, o deUa sua noti^ 



0800 Farrugia nmxne 

*sus 

> Debono ed altri. 



nrato e deciBo essere 
delle persone contem- 
snfiteutico stipulato in 
iovanni Qreoh il 2 sel* 
[juale contratto il fa 
embri, come in allora 
liiesa Parrocchiale di 
mministratore del le« 
}ndato dal fu Don 



6io« LocaPaoe) aveva ooncesso in enfietusi^ 
wque ad tertum generationem woe wmi. 
noitionem maseuUnam tantum, a Paolo, 
Ginseppe, Maurizio ed Antonio fratelli Ca- 
milleri^ cinque chiuse di terra disgiunte po- 
8te nei Umiti di casal Siggieui, e quindi 
oessata e terminata la stessa enfiteuBi ; 

2. Che attcBa tale terminazione, %i sia 
fktto luogo alla devolazione dei euindicati 
immobiK, con tutti i miglioramenti in esti 
talvolta fatti, a favore dell* attore nomine 
loro padrone diretto ; e conBeguentemente 
che siano esBi convenuti condannati a rila- 
sciare in suo favore gli stessi immobili, con 
essere il medesimo attore mantenuto, ed oc 
correndo immoBBO nel posseBBO di detto utile 
dominio e miglioramenti, previa la spedisio* 
ne deir opportuno mandato di possesBO ; 

3. Che siano i convenuti condannati a pa- 
gare ulV attore i frutti, che percepiranno 
talvolta dagli stessi immobili dal di della 
notifica del presente libello. 



La Prim' Aula Civile, sedente il Dr. G. 
Gasaut il 15 novembre 1879 proferUa so- 
gnente decisione :— 

LA CORTE 

'* Visto il suo decreto del|26 maggio 1879 
ed altri precedenti, nonche tutt' altri doou- 
mentii compreso il rapporto dei ^seoondi 
periti adoperati in causa, pubblici^to il 21 
ottobre ultimo scorso, col quale riaiane sta- 
bilito che niuno dei nipoti degli originarii 
enfiteuti tuttor sopravvive ; 

" Attesocchi per quel che riguarda re- 
stitozione di frutti la distinzione fornita dal- 
la legge h tra possessore di buona e mala 
fede, in quanto quest' ultimo restituisce dal 
giorno della sua ingiusta occupazione, ed il 
primo i soli percepiti, o che ha potuto perce- 
pire dopo la domanda giudiziartà. 

Defieienze nelle prove o ragioni dell' at* 
tore poBSono salvfire la buona fede dei conve- 



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VOL. EL 1880] DECISIONI DEITRIBUNALI DI MALTA 



193 



OQtiy Anche nel coibo dellA traitazio&e della 
catisa ; ma i precteamente pel posaeflsore di 
ImoBa fede» ohe hi legge circoserive l^ obbligo 
deDa restituziond ai soli peroepiti o peroi- 
piendi dopo ia domanda^ senza obbligare la 
restitnzione di altri, ohe, in un caao oome il 
presente, polevano eaaere stati goduti da 
dieci p piit anni prima^ da qnando cioe l'en- 
fiteosi colla eatinzione delle generazioni f n 
di fatto estinta aenza aaperlo il possessore ; 
" Atteeocehà il primo albero geuealogico 
prodotto dair attore fu già riconosduto ra^ 
dicaknente erroneo» e dih causa a speae oltre 
r ordinario; nb il aecondo fu completo, come 
i detti secondi periti giudii iali notarono nel 
paragrafo 1 1 di detto 1 oro rapporto ; circo* 
ataaze cbe.concorrono a moderare la decisio* 
ae sol capo delle fipeee ; 

*• Decide 
^'Adereodo alle domande contenute nel 
libello delVattore nomne— senza tassa di 
spese, ad eccezione di quelle dei documenti 
esistenti in processo dal fol. 30 al 43, del 
deorete del 30 novembre 1878, del rapporto 
del perito fegale pubblicato il 1 febbraro 
1879, dei documenti annessi a quel rapporto, 
e drilto dei difensori anche per sedute in- 
nanzi quel primo perito, le quali spese cosl 
eccettnate devono rimanere a solo peso dello 
atlore." 



Decisione della Corte d' Appello:— 

LA coaiE 

'' Considerando 

" Che la buona fede del possessore dello 

utile dominio di un fondo enfiteutico non 

cenai prima ohe sia dimostrato dal padrone 

diietto di essere risoluto il titolo, in virtii 

del quale l'enfiteuta possiedej e, nei casi di 

enfiteoai a terza generazione, prima che da 

lai aia provato che le generazioni contem- 

plate ndi contratto di enfiteusi aiano estinte.; 



^' Considerando 

^' InfattA) che aecondo l' articolo S35 della 
Ordinanza No. YII del 1868, il posseaaore 
di buona fede fa suoi i frutti della coaa poa* 
aeduta; e [non h tenuto a restituire, se non 
quelli, che abbiapercepito o potuto percepire 
dopo la domanda giudiziaria ; 
'* Considerando 

^' Che il detto articolo 235, diaponendo 
che si dà luogo alla restituzione dei frutti 
dopo la domanda giudiziariai e non dal 
giorno della domanda giudiziariai manifeata- 
mente allude ai frntti percepiti dal giomo 
in cui ceasi, dopo la domanda giudiziaria, la 
buona fede del possessore colla produzione 
delle provCi che dimostrano i viu del di lui 
diritto di possedere ulteriormente la coaa 
domandata ; il che maggiormente ai con- 
ferma al riflettere che quantuoque aecon- 
do i principii prevalenti prima della detta 
Ordinanza il poasessore di buona fede non 
fbese tenuto alla reetituzione dei frutti, che 
a die ^notae litis, od a die contestatianis, non- 
dimeno e certo che in ginrisprudenza non si 
riteneva obbligato il possessoroi anche dopo 
la proposizione e la contestazione della \ite, 
a restituire i fruttii ae non dal giorno che in 
lui mancava la buona fede ; 

^* Considerando inoltre che V attore, pro- 
ponendo la sua domanda giudiziaria per 
dichiararai terminata la enfiteusii che vi h 
menzionata, era nel dovere, giusta la disposi- 
zione degli articoli 141» 142, 143 e 144 delle 
Leggi di Organizzazione e Procedura Civile, 
di produrre tutti i documenti, che potevano 
giustificarla; e percià non e da dirsi che la 
domanda giudiziaria sia da sà sola capace a 
aostenere la domanda dell' attore per la 
restituzione di frutti« ae la domanda mede* 
sima non ai trovi accompagnata dai docu- 
menti necessarj per giustificarla, e, nel pre* 
aente casQi per dimoatrare che i convenuti 
non erano pià intitolati di mantenersi nel 
loro posseaso ; 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



mslderando 

)ra6 81 evince dal rapporto del 
B'ilippo Prezioai presentato il Imo 
\19, V attore, anzicchà prodarre i 
neoesaari per couTalidare la sua 
ndiziaria* esib) docamenti total- 
lei, da escludere radicalmente la 
albero genealogico esibito a so- 

stessa domanda ; 
msideruido 

>I secondo rapporto formato dal 
[a Koncali e dal Notaro Gu- 
ra, pubblicato nel dl 21 ottobre 
DOBtra che V albero genealogico, 
che aia atato riformatOf rimaneva 

e che diveniva necessario che i 
isimii in seguito ad eccezioni 
; convenuti e motivate da un 

esibito dalP attore, facessero 
icerche nei libri parrocchiali del 
) facessero estrarre diversefedi 
natrimoni* e morti da quei libri. 
ggetto di fare dileguare i dubbj, 
lella esibizione del rapporto se ne 
)ndamento aflfacciati ; 
msiderando 

][uanto precede si rende manifesto 
I fede dei convenuti non i cessata, 
;iorno in cui il diritto deirattore, 

la consolidazioDe dell' utile col 
linio degli immobili menzionati 
^eniva accertato colla pubblica- 
etto secondo rapporto, seguita 
)ttobre 1879; 

nsiderando^ 

tro capo di appello concernente 
9, avuto riguardo all' indole della 
ille discuBsioni ed indaginii che 
aevitabilmente aeguirei concor- 
resente caao una giusta causa 
I che le epese del giudizio non 
laere tassate tra i coatendenti ; e 
imente, siooome la nomina dei 
iti tendeva a rendere oomplete 



le prove dell' attorOt cui incombeva di ata- 
bilire i fatti cne appoggiano la sua domanda, 
diviene ragiopevole ohe i dkriiti pagati ai 
detti secondi periti restino a peso del mede* 
aiàio ; 

** Diehiara e decide 
" Cke i conventtti appellanti sono tenuti 
a restituire i frutti dom>indaii nel libello dal 
dk 21 ottobre l879 aolamentet ^ non dal 
giorno della notifica del libello a' eonvenuti 
"-senza la tasea delle spese-^echei diritti 
pagatt ai Periti Dr. Roncali e Notaro Gera 
dovranno rimanere a peso dell' attore sola- 
mente, colle tpese contro|lo stesso attore — 
riforroandoin questo modo e rispettivamente 
revocando i capi appellati della sentenza 
pvofferita dalla Prim' Aula della Corte Civile 
di Soa Maestà nel d\ \5 novembre 1879. " 



DECISIONE 42. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA 

29 AprUe 1880. 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Giudiet di Sua Maesià. 

Argomento 
Vestremo sostanziaie per accardare aUmenti 
prowisari i ehe U eonvenuto siaunodi 
queUii c&tf, potendo, sarebbero tenuti a pre' 
stare gli àUmenti^quindi non e necessario 
aspettare che le prove dei mezsi del eon- 
venubo arrivino al puntoMa generare la 
eonvinzione, ehe sarebbe necessaria per 
ma eondamuijinale. 



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Vat. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



135 



FortnnaU Bonnici «(] altrt 

versua 
SaUntore BDimioi ed altvi. 

JU citaate domatidd chei esaendo il detio 
Boimici e le dette Magro ed Azzopardi te* 
nati secondo U legge a prestare gli aUmen- 
ti alie citanti, foasero eni citaci oondannati 
a lomDiimBtrare alle medesime qaeUa pen- 
Biood alimentaria^ che queata Corte erederà 
giusto di fiaaare, avuto riguardo a tutte le 
circo8|Umie particolari del oaso, fra le quali 
meritano epeciaie attenàone lamal (erma 
fialnte di essi citanti e la loro età avaosata, 
i copiosiasimimezzi del citfito Bonnioi impro* 
lee delladetta Azzopardi e vedova Maj^rOp 
il nomerodelle perBone,obe debbooo prestare 
gli alimenti, e che debbono venire alimenta* 
te— previa la dichiarazione di trovarsi le det- 
teBonnici nella miseria piii squallida, e di 
esaere i citati in condizione di prestare 
alle medesime la domandata pensione ali* 
mentariay da fissarsi da questa Corte nel 
modo lopra chiesto. 

' LA CORTE 

'^Attesocchà di legge* in pendenza di 

giudiiio 8U domanda per alimentiy puo la 

Corte condannare provvisoriamente il con- 

veoato a somministrare i^ir attore una 

peosione corrispondente agli alimenti stret- 

tamecte necessarj, semprecchċ il convenuto 

medesimo sia evidentemente una delle per- 

sone, che, potendo, sono secondo la legge 

tenuteasomministrare gli alimenti all' at- 

tore; 

'^ Atteiooclià dai termini della legge & 
ehitfo ohei per larsi luogo al potere acoordato 
aHa CiMPte, non h necessario attendere che 'le 
preve offrano tale misura di merzi nel conve* 
bqIo, da ooavincere poter egli somministrare 
dimenli aU'attore; poichċ restremo di soetan- 
M dalla lei^e richieotOf per aooordare quel 
potere di tassere alimenti provvisorj, h che il 



oonvenolo na uoa delle personOi che seoondo 
legr^e earebbero tenate a prestar alimenti 
ali'attore, qaalora ii verificasse aver egli i 
mezzi di farlo ; 

*' Attesocobà h oos) vero'che la legge non a* 
spetta rinvestigftzione dei mez2i> lo svilappo 
di altre ragioui pro o contra, per autorizzare 
alimenti provvisorj^che neiresito definitivo del 
giadizio il convenuto pao essere liberato dalle 
doraande, ed à in tale caso protetto dalla 
legge con un diritto a ripetere la pensione pa- 
gata oogli interessi, non solo dalI'attore,anche 
dachisi riconoscesse tenuto ad alimentarlo* 
La pensione provvisoria percià, anche quan- 
do non à caso di condanna finale, non i ana 
ingiuata aottrazione dalle sostanze di chi 
non neavesae sufiQcienti, da poter alimentare 
altri, essa assamerebbe il carattere di un cre- 
dito e fruttifero, coatto bensi, non consentito, 
ma giastificato da rapporti naturali di saDgue 
da stretta afiSnità ; 

''Attesoech^ d'altronde la legge, avveratosi 
V estremo richiesto, non obbliga, ma autoris- 
za la Corte ad accordare laprovvisoriasommi* 
niatrazione in pendenza del giadizio ; dġ la 
Corte userebbe arbitrariameute del suo pote- 
re, senza una previa sommaria cognizione del- 
le ooncorrenti ciroostanze; poicbà senza tale 
cognizione la legge avrebbe obbligato indistin- 
tamente, in tutti i oasi in cai I' elemento di 
Bostanza si avverasse, la somministrazione 
provvisoria. La legge pel Aentimento di gia- 
stizia verso il sangue evito d' incorrere in 
altra iugiastizia, e non potendolo da nh pre- 
veoire per tutti i casi, ne oommise alla prn- 
denza delle Corti l' intelltgenza esatta e la 
applicazicne fedele del suo senso; 

*' Attesocch& dai mezzi di prova già por* 
tati a cogni^ione della Corte vi à sufficiente 
ragione a ritenere, cfae una tenue provvisoria 
soDaministrazlone alimentaria, per la sola du« 
rata del pendente giudizio, non arrecherebbe 
sensibile diminueione al patrimonio di alcnno 
dei tre conveoati ; vi e ragione a ritenere 



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136 



DBCISIONI DEI TRIBDNALI DI MALTA. [ Vol, IX 1880 



che le due attrici aorelle versino dafvero 
in miseria ; mentre colla diaposisione della 
legge ai ha pare da ritenere obe^ mancando 
altre persone obbligate, V obbligo degli ali* 
nienti ai estende pore a fratelli e aorelle ; 

" Decide e condanna i oitatiy fratello e dne 
ao^elle delle attrici, a Bomministrare provvi- 
spriamente» da oggi fino la definizione del 
pendente giadizio promosao con citasione 
No. 137 dell'anao corrente, una pensione ali- 
mentaria alla ragione di soldi nove al giomo, 
qontriboibile aal pie di aoldi tre per ciascuoo 
dei citati; e cio da qaindici in quindici 
giorni d' anticipato «-le apese riaerTate alla 
decisione finale/' 



i DECISIONB 48« 

OOftTK CmLE Dl 8UA MÀKST^' 
. FEIM' kVLk. 

4 Maggio 1880 (a) 

Dt. Giuseppe Gasao, 

OtMdiċi^ di 8ua Maeitd, 

Argoxneiito 

La noUnieA deUa eatHva eondotta del Putore^ 
voluta dalla leggeper la stM rimozwne.daot 
riiuUare dafatH apprezzàbiU daUa Corte ; 
$enza ohe $ia neeeisario, per la notorietàf 
che gU atti di mal eoetume sieno commee* 
iiaUa vieta degU aUri. 

[Neg. Bernardo Abela 

ver$u$ 

Maria Dolorea yedofa Borg. 

Premesaa la dichiarazione che lo atato di 
mente e k oondotta di eaaa oitata aono tali, 

(a) QaasU sentenaa h appeUata. A S ' ^ 



da p^icolare e 1* edacaxione e gli iata- 
ressi pecnniari delle di lei figlie minoti 
Maria Carmela, Maria GKovanna e Maria 
Giaseppa^ delle qoali f a nominata totarloe « 
oaratrice con decreto delU Seeend' Anla 
della Corte Ciyile del 26 febbrajo 187«--il 
citante domandà cbe fosse la oitata rimoafa, 
od almeno sospesa dallà detta tutela e cara, 
nonostante le oppoeizioni da lei fatte con 
nota del 19 novembre 1879 al ricorao p»- 
aentato dal medesimo aranti la già detta Cor« 
te ril del detto meae ed aano, aitermini de- 
gliartiooli 206dell'OrdinanzaNoJ del 1S73 e 
508deIIe Leggi d' Organizzazione e Proce- 
dara Civile, e di qnalanque altra legge tal- 
volta al caao pih applicabile ; e che foaae 
aostitnita alla citata, definitivamente o proT« 
visoriamente, nn'altra peraona, con eaaere 
conseguentemente nominata tale peraonai 
avato principalmente riguardo all' intereaae 
delle dette minori. 

LACOETE 

''Atteaocchfe conYelnnte espedienza per 
piii riflessi consiglia sufficiente estimare in 
genere i fatti quale deplorevole cecità della 
convenuta, causa di acandalo crudele per tre 
figUe dagli otto ai tredici anni oirca d' età^ 
la cui educazlone, poichà morto il padre« fu 
affidata alla tutela di lei ; 

*<Atteaoeob& h reccezionct aiilla quale 
ha molto insistito la convenuta» ch.e obbliga 
a ricordare relative circostanze apeciali ; ed 
h ohe per aospendere o rimuovere dalla tu< 
tela e eura, il voto della legge non aarebbe 
aoddiafatto, anche coU* avverarai talora nna 
cattiva eondotta, poidhi h rtohieato che queata 
aia notoria ; 

'- Atteaocch^ aebbeae V eapreaiione dellifr 
legge i generica, e pu5 la notoria oaltiva 
oondotta concretarri aotto moltiplice e varia 
apede di atti da vizioao coetame» pnre la 
legge non intaae colpire i aoli atti aoaato- 
m$tà, che divenisàero notori eol pratioarai 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



137 



alla Tista di altri ; l' indazioae da giornaliere 
freqoenEe, io strade principali di citti e 
Sliema, dal fermarsi in oasa il maachio per 
per lungbe ore« pranaarvi d'eetate, cenarvi 
d' i&Temo, farsi vedere da strada anche in 
fineatra e balcone senza soprabito; dalla 
incaria inoltre di non prevenire che yicini 
e' aecorgeasero di eccessive ed immorali con* 
fidenze ; e eufficiente per applicare la legge, 
anche nel Benso ampio, che Ta sna lettera 
potme ricevere: il compleaao dei fatti riferiti 
da testimonj non poteva rinchiudere la 
oondotta aotto il tetto privato; ed aocoppiati 
qneifatti alla circostanza della convivenza 
ditenere figlie, senza padre, doveano nel 
gindizio dei piu, e cosl notoriamente, carat- 
teriaiare cattiva la condotta ; 

** Attesoccbd di vetueto diritto fu disposta 

qnella eansa di rimozione^^i tutor, vel cura' 

iar iit maU» moribus, poterit uti suspectus 

poitularif et a tutela vel cura removeri-^ 

Galganetti; dd tutela et ct^ra, lib. I, tit. 10, 

No. 23 — fondato su leggi romane : e se le 

modeme leggi aggiunsero il requisito della 

notorietà, lo feoero per sfuggire una inqui- 

nzionesnl cuore, sulla mente e sugli atti 

occolti del cittadino, ohe non sono colpiti 

da pena civilcj e che. senza lo scandalo altrui, 

lenia pregiudizio della pubblica morigera- 

tezziy non oltrepassano il circuito dei suoi se- 

cieti individuali. Matchant, nel suo trattato 

Bolla minorità, tutela ed emancipazione, Se- 

zione YII« paragrafo Sdo., chiedendo a se 

steeso cbe si ha da intendere per condoHa no- 

toiiftmente depravata ? spiega che sarebbbe 

difficile per avventura enumerare tutti i casi, 

chepoMan trovarsi compresi in questa catego* 

ria; spetta ai tribunali valutar lagravità dei 

fatti in tale congiuntura imputati : tuttavia^ 

pioaegne, ei non si tratta solo, nella mente 

della legge, d' una condotta sregolata negli 

affiiri, come quella d'un uomo, che si rovina 

nelginocOf o fallisce ; ma ai cade sotto 1' ap* 

fdicaaone deir articolo 444 un disordiae di 



oostumi, una vita soandalosa; in breve tntto 
oià,che non si puo conciliare coi buoni esem- 
pi da dare ai minori, di cui si ha la diresioae; 

'' Attesocchà la legge ad eliminare ogni 
difficoltài oltre la indicazione della predetta 
e di altre oause di sospensione o rimozione 
dàlla tutelfl, aggiunse ^' o per altra giusta 
causa ; " ed in alinea compiva la disposisio- 
ne colle prominenti parole *^ in ogni caso 
la Corte avrà principalmente riguardo allo 
interesse del minore— '* Ord.No. I del 1873, 
art. a06— ; 

" Decide 

^* Dichiarando ooncorrere giuste eaQse, 
imputabili alla convenuta, da pericolare la 
educazione delle tre minori Maria Carmela, 
Maria Giovanna e Maria Giuseppa, figlie 
comuni del fn Negoziante Francesco Borg 
edella convenuta Maria Dolores sua vedova, 
già nominata loro tutrtce oon decreto del 85 
febbrajo 1879 ; dichiarando cessato in essa 
coovenuta queirufficio da tutrice, conferitole 
col detto Daoreto della Second' Aula di 
questa Corte : nomina, in sostituzione di 
lei, quale tutore delie annnominate tre so- 
relle minorl, V attore atesso Bernardo Abela 
loro zio materno, con dover lo stesso del pià 
presto fattibile eseguire innanzi detta Se- 
cond' Aula le solennità e gli atti opportuni 
secondo disposizione di legge; e cio aotto 
gli ulteriori provvedimenti che debba egli 
educare le minori in uno stabiiimento da 
approvarsi da Corte, e fino nuovo ordine di 
Corte, salvo sempre alla loro madre V aocesso 
per visitarle, ma senza permettere l' attore 
che in vacanze od altre opportunità le minori 
accedano alla casa materna^ finchà vi avrà 
accesso la persona di confidenza menzionata 
dai testimonj. In questo senso la Corte 
aderisce alle domande; le spese del giardino 
da sopportarai dalla citata.'' 



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133 



DECISIONI DEI TRIBFNALI DI MALTA. [Vol. IX 183) 



DECISIONE 49. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA* 
PKIMAULA. 

8 Maggio 1880. 
Dr. Giuseppe Gasaqi 

Oitidice di Sua Maestà, 

Argomento 

AppUcazione di teorie e valutazione difatti 
in tema di privilegio dd venditore pel 
prezzo deUa cosa moUU venduta. 

Tale privilegio, in fronte al terzo acquirente 
in buona fede^ non ai estende al dritto di 
rivendieap ma si esercita sul prezzo, che 
fosse in tutto o in parte tuttor dovuto, 

Comte. Giorgio Azoppardi 

versu^ 

Maestro Antonio Xuereb ed altri. 

Premesaa la oondanna del citato Xuereb 
a pagare al oitante scudi 307. 4. 12, per 
costo di legnami e somministrazioni di da- 
naro contante, giusta il conto A, il tutlo for- 
nito ad esao Xuereb dal citante per V ese- 
CQzione dei lavori da falegnarae da lui as- 
aunti verso il citato Vella, ed in occasione 
del quale appalto ilcitante era garante dello 
Xuereb verao il Vella suddetto— il citante 
domando di eesere dichiarato e deciso che a 
lui, sUnti i fatti allegati, compete privilegio 
sulla somma tuttora dovuta dal Vella allo 
Xuereb per saldo del prezzo dei detti lavori, 
e cio pel pagamento del detto suo credito e 
relative epese, e preferibilmente al credilo 
preteso dal citato Dr. Pisani contro lo stesso 
Xuereb, in cautela del quale esso Pisani 
sequestro il detto danaro dovuto dal Vella- 

LA CORTE 

'* Attesocchd il credito reolamato dall'at- 



tore in scuJi 307. 4. 16, saldo di scudi 
951. 8. 16, non e contrastato dal citato 
Xuereb ; ma e contrastato, priocipalaiente 
neirammontare, daH'altro creditore Dr. Pi- 
sani, in cotitestazioae del qualerattore chiede 
dlchiararsi privilegiato il suo proprio credito; 
*' Attesocchà concorre soddisfaccnte prova 
che i legaami, messi in conto dal 25 di quel 
novembre, abbian serviio per la detta fabbri- 
ca, e la prova feassistita dalla verosimiglianza 
nascente dal fatto, che il loro prezzo si riduce 
a scudi 707. 5. l(j, che, uniti agli altri scudi 
72 foruiti in contante per ferramenti, sor- 
passano di poco la metà della somma di 
scudi 1478. 9. 12, convenuta col Vella per 
le opere in legnarae ; ed attesa la condizione, 
per la quale i vetri e ferramenti di peso non 
eranoinclusi nellappalto, ne sopravvanzano 
al maestro appaltatore Xuereb circa scudi 
700 per manifattura epiccole epese ; la pro- 
porzione, la raoderazione anzi deirintero am- 
montare dei prezzi di quei legnami, contri- 
buisce, nel concorso di altri prodottine mez^i 
di prova, a confermarlo pure con verosimi- 
glinnza ; 

"Attesocchi la somminislrazione per parte 
delJattore di scudi 72 in contante per pa- 
garsi ferramenti, edi altri scudi 130 in tro 
volte per essere versati nella mercede di 
lavoranti in dette opere di legname per detta 
fabbrica del Vella, consla non solo dal conto 
e libro, ma da ricevi e detto giurato, sia del 
debitore, sia d'altri; 

" AttesocchĠ Tarticolo 1778 deirOrdinaoza 
No. VII del 1868, tra i crediti privilegiati 
sopra determinati mobili, indica al No. 4 
quello del prezzo delleoose, sia ohe la vendita 
abbia avuto luogo con dilazione alpagamento, 
sia senza, e ilcredito per lavori, somministra- 
zioni, spese, che avessero servito alla pro- 
duzione, oonservazione o miglioramento 
della cosa, sulla cosa stessa; 

^' Attesocchà quando la cosa mobile ven- 
duta i^dal compratore rivenduta econsegnata. 



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VOL. IX 1880] DECISIONr PEl TRIBUNALI DI MALTA 



139 



senza frode, siccome i mobili non possonoy 
come grimmobili soggetti ad ipoteca o priyi- 
legio> essere perseguitati presso il terzo ac- 
qnirente, il privilegio del venditore di cose 
mobili non puo piii esercitarBi sulle stesse, 
hl detto terzo acqnirente puo esaere molesta- 
to nel possesso delle cose dal primiero vendi- 
tore; 

** Attesocchi pero queH'acquirente à con- 
veouto nel presente giudizio» non già per 
molestarlo nel suo possesso delle cose, ma 
8oI percbà il prezzo soetituito alle stesee fu 
in poter suo nel restante saldo sequestrato ; 
e 8T1 qael prezzo 81 altiva reeercizio del pri- 
vilegio sulle cose ; quel prezzo d il ricavato 
delle cose, k quasi la trasformazione delle 
coeeindanaro ; il privilegio si dic^ salla coea 
vendatai ma non e identico col diritto di 
rlveDdicarla, nà si puo esercitare cbe sul 
prezzo di vendita, sia coatta, sia volontaria 
della 8tes8a oosa, su cui il privilegto cade : 
reeercisio suo mira non già a riavere la costkf 
maBoltantoa farsi pagare del credito^ con 
prefereoza rispetto altri creditori, senza que- 
8tiooi col terzo podsessore in buona fede della 
stessa cosa ; 

''Attesochà d* altronde il privilegio sulla 
cota senza limitazione, in difetto di concor- 
renti con egual privilegio a causa di conser- 
vazione o miglioramento della steesa coea, 
m estende, nella entranie quantiià del cre- 
dito, a tutto il prezzo ricavato dalla vendita 
della cosa ; 

'* Attesocch& nel presente caso il Dr. Pi- 
saai nemmeno gode privilegio per le spese 
di sequestro e canonizzazione, che non reca- 
vaoo utile all* attore, siccome Yella di con- 
venio non avrebbe pagato prima se non allo 
attore» e fu ooU' ordine ossia consenso di 
qoesto quando pagd acconti allo Xuereb ; 
*• Decide 

'* Per la condanna del citato maestro 
Antonio Xuereb a pagare all* attore la 
Bomma domandata colla citazione in scuJi 



307. 4. 16, e per le cause contemplate neila 
stessa — e dichiara che all' attore compete il 
cbiesto privilegio rispetto all'altro citato 
Dr. Pisani, e per la detta intera somma di 
scudi 307. 4, 16 — le spese restino a peso del- 
lo Xuereb comune debitore, ma sulla somma 
del suo debito ammesso tassabile come di 
legge contro i non opponentt/' 



DECISIONE 50. 

CORTE CIVILE DI 8UA MAEST.V 
PRIM* AULA. 

10 Maggio 1880. 
Dr. Filippo Pullicino, 

GiuJice di Sua Maestà, 

Argomento 

Non imporiafar i/so diverso deUa cosa loca- 
ta ilfame un uso non espresBamente con- 
templato nel contratiO' 

U U80 della cosa, quando non e determina* 
to nel contrattOf si desum^ dalle circo^ 
stanze — come lo stato della cosa^ Vmo cui 
avea precedentemente iervito, laprofessio' 
ne del conduttore. 

Rev. Can. Don Giovannj Ciantar 

versvs 

Viocenzo Debono. 

Premessa la dichiarazione cbe della can- 
tina posta in Strada Brelannica No. 102, 
locata al citato per anni 8 con privata scrit- 
tura del 2 ottobre 1879, egli ba fatto un 
uso non contemplato nella locazioue, ridu- 
cendola in stalla da cavalli, che reca inco- 
modo a vicini e contro la salute pubblica, 
per cui il citante fu citato innanzi alla Corte 



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•ECISIONI DEITRIBUNALI DI MALTA [Voi. IX. 1880 



Oiadisiaria^ per 
iniente— il citante 
ita rieoluta la lo- 
f Gon esaere il ci- 
ae entro on bre- 
ifiaao. 

'E 

le della locazione 
nella citazione k 
^ata circostanza 
ittore fatto della 
plato nella scrit- 
) 1879^ riducen- 
le reca incomodo 
3blica ; 

1 scrittura di lo- 
to V U60y che il 
la detta cantina; 
80 non contem- 
intitola 11 lo- 
ontratto; ma il 
IrittOy qualora il 
spiegato la detta 
Ja quelio, cui e 
;. VII del 1868); 
}8a locata, quan- 
l contratto, puo 
ielle circostanze 
anza) la valuta- 
b rimessa a chi 

'anze pià note- 
r r uso preaunte 
QO lo 8tato dei 
eva servito pre^ 
D del eonduttore 
Locazione, No. 

1 che la cantina 

per abitazione 

mpre servito di 

;ri animali^ che 



la notoria occupazione dei convenuto 2 con- 
nessa coU' uao abituale di detta cantina, e 
quello che e piii notevole, 1' attore ha fatto 
ordinare ed eacguire lavori nello steaso 
fondo,dopo conchiusa la locazione, per mcglio 
accomodar cavalli entro la stessa ; 

*' Atteeocchà la circostanza di cssere 
stato r attore citato dinanzi la Corte dei 
Magistrati della Polizia Giudiziaria per dar 
riparo all' inconveniente dei cavalli, che si 
tengono nella detta cantina, non conceme 
aflFattoi rapporti del convenuto col detto 
attore, i qnali sono unicamente dipendenti 
dal contratto di locazione e dalla legge, che 
regola eiffatti contratti riapetto alle obbliga- 
zioni del cooduttore ; 

^•Attesocohfe pertanto, non avendo il con- 
venuto violato i patti del contratto, o man* 
cato alle sue obbligazioni dipendenti dalla 
legge, non puo contro di lui essere ottenuta 
la risoluzione della locazione ; 

" Decide 

'' Per r esclusione doir attore dalle 6ue 
domande, colle spese. " 



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VOL. TX 1880J 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALl DI MALTA 



141 



DECISIONE 51. 

CORTE ClVILE DI SUa MAESTA.' 
PRIM' AULA. 

10 Maggio 1880 (a). 
Dr- Filippo Pallicino, 

Oiudioe di 8ua Maistà. 



Argomento 

Nd coMO di usufrvMo universale e di leg<Uo 
di credito per dotario, laadati dal marito 
iUla Tnoglie, confacoltà di prendere daUo 
a$se uno o piu etabili, a stinuif in paga* 
ynento dd doiario^ tale etima devefani 
avuto riguardo al tempo deUa dichia/razio' 
nedelia scelta not'ijicata agU eredi del ma* 
rito—non già al tempo deUa costui morte 
— ni a quello deUa domunda giudiziaria 

f avong<Ua dalla moglie per V aesegnazione: 
ne dalla vaMadone del fondo ecdto deve 
eztert dedotto il vahre deW umfrutto la- 
sciato alla moglie. 

NobOdanna Maria Yedova Testaferrata 

versua 
Nobile Pabblio TeBlaferrata ed altri. 

La citante domandà cbe— in vista della 
facoltà a lei accordata dal fa di lei marito, 
mediante i saoi codicilli del 16 Bettembre 
1864 per atli TommaBO Emmanaele Magri, 
di potere, tolendo, avere in beni Btabili 
dal di loi asse ereditaiio, a di lei scelta ed 
a atima di Feriti, rammontare del dotario 
doTutoie di Sc. 6,001 ; ed in vista d'aver ella, 
dopo la morte del detto Nobile Baffaele di 
lei marilo, segnita il 19 gennajo 1862, di- 
cħiarato di toler prcTalersi della detta 
iacoltà, scegliendo, come ha fatto, fra i 
beni del detto di lei marilo, la bottega po- 
ata in Yalletta Strada Mercanti No. 193 e 



(a) Qneata Bentenza b appellata. 



la poraione della bottega posta pare in 
Yalletta Strada Vescosco No. 119 — do- 
mando cbe ^pssero i citati condannati ad 
assegnarlef mediante pabblico contratto, gli 
stabili anzidetti da lei 'già soelti in virtil 
di detla facoltà a lei accordata, con esserne 
pertanto ordinata la stima e valatazione per 
mezzo dei Periti da eleggersi giadizialmente, 
non avendo i medoBimi oitati ( ad eooezione 
di alcani ) consentito di devenire alla nomina 
bonaria di Periti, nonoatante le varie inter- 
pellazioni a loro fatte, prima verbalmente|, 
indi con formale protesto deU'S genn^o 1872» 
al qaale aloani dei citati soltanto hanno ri* 
BpoBto nel 10 febbrajo 1872; con diohiaranjl 
che la valatazione snddetta debba farsi, 
avato rigaardo al tempo della morte del detto 
di lei marito, avvenata il 19 gennajo 1862| e 
colla dedazione del valore in qael tempo ^del- 
l' asafratto a lei spettante sai detti immobili, 
vita di lei darante, come lasciatole coi detti 
codicilli ; con essere pnre nominato il notaro 
eco. 

Decreto del 2 aprile 1880 : — 

LA CORTE 
'* Gonsiderando 

" Che air attrice, come moglie del defontb 
Railaele Testaterrata, era dovnto per legge il 
dotario, veriflcatosi il caso della di lei sopraV* 
vivenza, il qaale dotario d' altronde era stato 
espressamente promesso nei capitoli matri- 
moniali dei detti conjagi, ricevati negli atti 
del Notajo Xommaso Carmelo Soiortino il 9 
novembre 1840, a fissato alla Bomma di 
So. 6,001 ; 

*' Che pertanto, appena segnitala morte 
del detto Raffaele il 19 gennajo 186?, il men< 
f ionato- dotario era an debito, ohe gravitava 
sair intero asBe del defanto, e doveva esBere 
dal detto asBe prelevato, e ċio indipendenie- 
mente da qaalanqae dispoBizione, che aveaae 
fatto lo atesBO Ba&ele; 



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DEI TRIBUNA.LI DI MàLTA [Vol. IX 1880 



'ata, oon- 

gennajo 

Magri il 

itorizzato 

y segaita 

beni ata- 

ei aoelta, 

Ja yenire 

reDza di 

beni della 

, autoriz- 

lienar^ a 

ili e via- 

sabasta; 

)98i oodi- 

airattri* 

raaafrat- 

ita di lei 



I appena 
jo 1862 
iella ere- 

e pren- 
), oppnre 

per nn 
iel detto 
r nalla di 
872, cioà 
liretto ai 
icbiarava 
otario la 
No. 193 
irada Ve- 
edità, ed 
alatazio- 
ne, come 
aU'attrice 
3 ^marzo 
ro Magri 
^anti, de* 

risposto 



aoltanto alouni dei oonvenuti per contro- 
protesto del 10 febbrajo 1872 ; 
*^ CoQsiderando 

*' Che air attrioo compete senz:^ dubbio 
il dritto» sebbene tardivamente esercitato, 
di avere 1* assegnazione di beni immobili 
del marito, per un valore pero non supe- 
riore all' ammonto del suo dotario, dritto 
che non le viene contrastato dai oonvenuti; 
ma la stima delf immobile, od immobilii da 
esserea lei assegnati, non puoessere fatta 
per il valore^ che avevano prima delia fatta 
scelta, c io che ebbe luogo col protesto del 
di 8 gennajo 1872; e cio perchà rattrice^ 
p rima della scelta che in lei era libera e 
non dipeadente da alcuna condizione, non 
aveva acquistato alcun dritto di proprietà 
attuale sull' immobiie da essere scelto, e 
perchà deve imputare a si stesaa, se dal 
ritarde nel fare la aceltay che doveva fure 
appena morto il marito, ella abbia risentito 
qualohe pregiudizio ; 
** CoQsiderando 

^' Che dal valore dell' immobilef o degli 
immobili da assegnarsi alP attrice e da lei 
scelti, noQ deve essere dedotto il Yalore 
deir usufrutto lasciatole dal marito sopra 
tatti i beni immobili ; per la ragione che 
il dotario^ essendo'un dobito deir asse non 
dipendente dalla disposizione fatta da !Raf- 
faele Testaferrata nei menzionati suoi co- 
codicilli, doveva esaere prelevato dal detto 
asso prima di quaiunqne altro legato, e 
delibato quindi anche dairusufrutto dei beni 
immobili lasciati all' attrice ; per la ragione 
che nei detti oodicilli e espressamente detto 
che gli Sc. 5001 dovevano essere consegniti 
dagli stabili, o dal prezzo degli atesai, appar- 
tenenti alla eredità e non già da quelli coo- 
stitaenti il legato di asafratto ; perche giasta 
la mente del codicillatore la detta prelevazione 
doveva essere fatta segoita la saa morte e gia- 
ata stima da farsi allora da Periti, cio che 
deve ragionevolmente intenderai aegnita la 



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VoL, IX I880I DfiClSlONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



143 



morte del diapoaeDtey e prima che la legata- 
ria tTeaae comiDciato a valersi del aao dritto 
di asQfrutto; e perchd infioe anche al lega« 
tario pQo essere iociposto qd peeo da essere 
da lai adempito, Dnlla ostando ohe Del caso 
aotto esame sia la stessa la persoDa legataria 
e qoella) a iciYore della qaale il peso e im- 
poBto ; 

" Che prima della defioizioDe delle domaa- 
de Della citan'ooe cooteDate e oecessario dare 
il segaeate provvedimeDto ; 
^ Percio decreta 

" Che gl* iDfrascritti Periti, a spese prov- 
visoriameDte dell' attrice e cod (atte le fa- 
coltà Dece8sarie» compresa qaella di esami- 
nare testimonj, sodo Domioati coir iacarico 
di rapportarot qnale eia il giasto valore io 
pieoa proprietà della bottega posta ia Yal- 
letta Strada MercaDti segoata col No. 193« 
avDto rigaardo, doI fare la detta vaIatazioDe» 
al tempo cornspoDdeate a1 à\ 8 geaaaro 1872« 
destinaodo per V accesso il giorDO di martedl 
6 apiile correat^alle ore 8i p.m., e riservaa- 
dosi di dare> occorreDdo, alteriori provvedi- 
meDti dopo pabblicato il detto rapporto, con 
restare la caasa differita per detta pabblica- 
zione alla sedata di laaedl 12aprilel880 
— le epese riservate. 

DecisioDe fioale: — 

LA CORTE 
** Visti 1 motivi premessi al sao Decreto 
dcl 2 aprile 1880, coi quali era atato riteauto 
in primo luogo che lo stabile o gli stabili , da 
essere aasegnati aU'attrice a di lei scelta, onde 
farsi pagare del saodotario neila sommadi 
ecudiSOOl, dovessero essere stimati secoado 
il vaIore>che avevaoo ael tempo corispon- 
dente al dl 8 gennajo 1872, quaado rattrice 
ei era determiaata a fare, ed aveva effettiva* 
mente fatto la detta scelta formale— e in 
aecondo luogo che lo stabile o gli stabili» da 
eesere assegnati^ dovessero essere valutati 



come liberi, e non già come soggetti allo 
usufrutto vitallzio verso la stessa attrice ; 

''Attesoochi in base di queste norme i 
due periti nomiDati col detto decreto haDDO 
col loro 'rapporto publicato il 12 aprile ultimo 
valutato la bottega posta in Valletta e in 
strada Mercauti col numero 193 per la som- 
Dia di £ 575, la quale somma corrispoDde- 
rebbe secondo il corso legale della moaeta a 
scudi 7337. 6 ; 

'* Attesocchfe pertanto, deducendo V am- 
montodel dotarioin £ 400. 1 . 8, corrispon- 
denti agli scudl 5001, vi resterebbe ua'ecce- 
denza a debito deirattrice iu £ 174. Id. 4, 
corrispoDdeQti a scudi 2336. 6 ; 

** Attesocchà in seguito alla pubblicazione 
del detto rapporto Tattrice,. che ha il dritto 
della scelta libera degli stabili per essere sod- 
disfatta del dotario in nn valore corrispoa- 
dente, i\oq ha iodicato, nh domaadato Fasse- 
gaazioDO di altri stabili o porzioai di stabili, 
che fossero di valore Inferiore a quello della 
bottega di strada Mercanti, onde in tal modo 
essere ella, i di lei eredi, esonerata dallo 
obbligo di rifondere ai convenati eredi del d^ 
lei marito la somma, che dal valore della bot- 
tega sopravvanza suIF ammonto corrispon- 
deate al dotario, od almeiDo nna parte della 
stessa ; ma si h limitata a ripetere le sue ra- 
giooi già allegate precedentemente al Decre- 
to del 2 aprile, perchà dalla etima della bot- 
tega da esserle assegnata fosse dedotto il va- 
lore deirasufrutto lasciatole dal morito sui 
suoi beni immobili, e giusta qaanto aveva 
domandato nella sua citazione ; 

** Atte80cch& la Corte non trova ragioni 
gufficienti per alloDtaaarsi da cià, che aveva 
edpresso nei motivi àl detto Decreto pre- 
messi, e quindi ad accordare la deduzione del 
valore del detto uàufrutto dalla etima della 
bottega scelta dall* attrice in compenso del 
Btto credito ; 

** Attesocchà non basta, a rimuovere la 
Corte dal suo gmdisio, I^altra circostaaza 



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DECISIONI DEl TBIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX ISIO 



^abile scelto dall' attrice, o 
che scegliesse^ sarebbe tal- 
essere retratto per ragion 
ppoBizione,o aottoposisione, 
ragioniy cbe yalgono per 
iizione del valore deir nsa- 
ii aBsegnazionei sarebbero 
cabili in caso di vendita ; 

^lle domande deir attrice, 
^erne V aasegnazione in di 
bottega posta in Valletta 
santi al No. 193— e per la 
lue domaQcle rispetto alla 
a porzione della bottega 
illetta e in Strada Vescovo 
sufficiente il valore della 
airammonto del suocredito 
fino la concorrente somma 

onza la tassa delle spese— 

« 

di detta bottega^ da essere 
rice, deve essere stabilito, 
) riguardo al tempo corri- 
gennajo 1872. e non già 
orte del di lei marito se* 
1862, oome h stato nella 
ito, nh al tempo della fatta 
ierna citazioQe^ come si h 
dei oonvenuU— senza la 

inoltre 

re di detta bottega non 
to quello delP usufrutto a 
Rttrioe, ed avuto riguardo 
te del di lei marito, oome 
nella citazione ; e quindi 
manda deH' attrice— c.oIle 

ore della detta bottega in 
com' h stato fissato dai 

pporto pubblicato il 12 
resta colla presente ap- 

ii^ di £ 575 ; e condanna i 



convennti a far V assegnazione della atessa 
bottega per intero airattrice, per atto pub- 
blico, in pagamento del di lei dotario fioo 
alla concorrente somma di £400. L 8, e 
con questo che la detta attrice dovrà neU 
r atto della assegnazione e trasferimento del 
detto im mobile obbligarsi per i di lei ered 
di pagare ai detti convenuti £ 174. 18. 4 
corrispondenti alla eccedenza del prezzo del 
medesimo immobile suU' ammonto del di 
lei creditOi la quale somma per5 essa non 
puà essere tenuta di pagare durante la di 
lei vita, essendo la quota deU'immobile cor* 
rispondente alla detta parte del prezso sog- * 
getta all ' usufrutto verso di Iei~senza la 
taesa delle spese—^ 

** Nomina il Notaro Ottone Dedomenico 
per la stipulazione del eontratto di asse- 
gnazione e il Dottor Giovanni Brincatim 
curatore per rappresentare coIorO| che inan- 
oheranno di intervenire alla pubblicaiione 
dello stessoy per la quale destioa il giorno 
di Mercoledl 26 eorrente alle ore 4 p. m., 
da aver luogo in una delle Sltle deli' edifioio 
di queste Corti— 

^' E nel senso premessoaderisce erispet- 
tivamente rigetta le domande dell'attrice 
nella citazione avanzate.*' 



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VOL.IX 18801 DECISIONI DBI TRIBUNAW pi MALTA. 



145 



DECISIONE 52. 

CORTE CIVILE Dl SUA MAESTV 
PKI>4' AULA. 

11 Mag(;io 1880. 
Dr. Giuseppe Gagan^ 

Oiudic4 di Sua Maejtià. 



Argomento 

Nan segmta la vendita cC uno stabile, dopo 
conchima la convenzione di vendere, e cid 
sema colpa fatto del ^ensale, e a coatui 
dcvuto un dritto, come nel caeo di vendita 
di cose Tnobili^ 

Tale dritto i dc^todai contraenti in soliduiQ. 

• """"^ 
GioyaDDi Calleja 

versus 

Àogelo Caacbi. 

Premessa la dicbiara^ione di aver esso 
eiUote prestato la aua mediazioDo per la 
eemprsy da farei dal citafco» di dae meztaniai 
ed ana bottega, poeti nella Floriana Strada 
Miratore No. 95, 96 e 97, appartenenti al 
Corote* Francesco Vella, per il preszo di 
£470in oro, edi*noD essersi pabblicato il 
oontratto di compra e Tendita per caase in- 
dipendenti dall^opera del citanteeda lai non 
impotabili — ilmedeaimodomaodola oondaDoa 
del eitato a pagargli £9- 8. io Bolido, per sao 
driUo di mediazione prestata in occasione 
deUa cennata cootrattazione. 

LA CORTE 

** Atteaoocbe nel fatto oonsta cbe da circa 
S a 4 mesi addietro era stata oretenus con- 
^osai eolla mediazione del citante Calleja, 
ana eQnveDzione» di doyer cemprare da parte 
del citato Caocbi e feodere da patte di Fran- 
eeseo Ve&^ ehe non i in can8a» d^e mezza- 
jttid e bojttega nella Florianaf pel prezzo in.e- 



80 di £470; ma la cen^ziooe cion fa 
esegoita, nou pab^liQate atto di vepdit^ ; 

" Attesocob^ il Vella io eoa teptiiponiapza 
impota r inadempimeato della conveD^ii^ne 
al citato CaaQbi^e costai spiega che dqo avreb* 
be mai potato easere adempitfl col pi^gameoto 
del prezzo alla pubblica^ioDe deU'attOyia vista 
d' ipoteca e di servitii, meotre U veodita degli 
immobili doveva eegaire come frftochi e libe- 
ri da qaalanque peso, gravame e serviti!!, coo 
promessa di difesa da qaalaoqae evizionOf mp- 
lestia ed ipoteca> eome esprime 1* abbozzo 
della mioota ordinata dal Vella al Notaro 
Fraooesco Naadi, ebe V esibi aotto saa testi- 
moDiao/a ; 

*' Attesoccbe noo à merito di questa caoaa, 
nella quale il mediatore cbiede soo dritto 
di senseria d^I Caochi^ che dovea oompraro, 
lo edamioare ee per colpa deir ono. o dello 
altro tra i pattuenti, o dei due, aia rimasta 
di mutoo coQsenso risolota la conveozioue : 
intereesAot^ h qui soltanto rilevarc che il 
mediatore non vi ebbe aleuna parte colposa; 

^'Atteeocche pero la Iegge« ohe in difetto 
di coovenzione regola il dritto di aenseria 
nelle contratts^iooi di natora civile, annette 
il concetto di quel diritto al^ speciale CQa- 
trattaziono di vendita e CQmpva, dovoj^o por 
ona metà dal venditore e per I' altra metà 
dal compratorei dice I' alin^ deU' art. 1075 
Ord. VII 1868 ; ai regola a ragion del due 
per cento inoeso di vendita di coeaimmobilq, 
aoggiunge I' art. 1076, mentre ove ai tratti 
di vendita di cosa mobile, non accorda cbe 
r uno per cento : 1' articolo poi, che imme- 
diatamente vi seguCi dispone che la vepdita 
di beni immobili jb n^llai ae noo e f^tta per 
atto pobblico ; 

'< Attesoccbċ, sebbeoe I' officio di senaale 

non ha ingerenza coli' atto pubblicp, che puo > 

dare validità alla vendita e eompra d' iru- 

mobili, pore coo qoell' atto si avvera il caso 

dalla legge espreasoy io coi il (|irit|to di sen- 

seria ^ regolato alla ragione del 2 per cento, 

19 



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146 



DEOISIONI DBI TRIBUNàLI DI MàLTA [Vol. IX 1880 



caso oioh speciale di vendita di cosa immobile; 

mentre ia tott' altri casi/in coi qaoU'alto 

pubblico non h richiesto^ in totte le vendite 

di coBe mobili, aia d* indole civile, sia com- 

merciale» di regola le leg^ e le conaaeta- 

dini non accordano piii che I' 1 per cento di- 

Tiiibile in metà tra venditore e compratore ; 

** Attesocch^ anche aecondo rAzuni, citato 

dallo stesso attore, quando il sensale avrà 

prestato 1' opera aua circa le cose intrinsecħe 

ed estrinsech^ del contratto» ciod oirca il 

sostamdale ed accidentale, compinta P intera 

sua opera, preparati e disposti gli animi e 

sul preizo e sugli aitri patti, benohd non 

reeti conclnso V affare per colpa d' uno dei 

contraenti, il quale si penta e reeetla, sarà 

cià non pertanto al sensale dovuto il paga* 

mentbtlelU suamercedea carico del rece- 

dent^. Tale autorità concorre a confermare 

Che l'ufScio det sensale non si limita a conet' 

liaregli animi dei concraenti rapporto i soli 

sottanziali della ċontrattazione, ma«quando h 

V opportunità, ànche rapporto patti, che, se- 

^ondo diversità di casi, sono neoessari od 

espedienti nella oontrattazione ; ed & giusto 

dargli un interesse a che la finale conclu- 

bione non abbia a frastomarsi percause o 

cireostànee taoiute. fe vero che, ove man- 

ċasdeiipatto, la legge potrebbe suppHre, 

^owedendo con sue disposiztoni, anche ove 

si rieonoscesse deSciente la convenzione; ma 

ci5 suol essere causa di Htigi, di discapito 

|)et contraenti, d'inefficacia talora o risolti- 

' xione della contrattazione, come nel caso 

poteva succedere, convenendo pronto paga* 

mento del prezzo in compra d* immobili 

■ Ilberi, cħe si farebbero riconosciuti soggetti 

ikd ipoteea ed a scrvitii ; 

' •* Attesoochft le osservazioni non mlrano 

^ a ptivare il sensale d* una merced^ propor- 

" cionataalle sue prestaeioni per conciliare e 

'boħcbiudere una promessa verbaledi vendita 

'^^ 'dofaiprà; ma a diminairgH dairintero dritto, 

'^^bhtflàlegge aecorda^soltanto ħi caso di mdi* 



ta di oosa immobile. II sensale pu5 noa avera 
eolpa nel tacerst circosUnze, pud essere in* 

dotto in errore anche proonrato da ono dei 
contraenti ; ma non i novità che alcaai 
della loro classe, intendendo piil al guadagno 
del proprio diritto, che alla officiosità del 
mftndato, ooloriscano i fatti, poco o nulla 
carando quanto possa snooedere dopo ; ed h 
in questo senso ancora utiie che la legge dia 
loro interesse a conoiliare i oonsensi su tutto, 
che deve formare parte della contrattazione, 
ed appianare ogni difficoltà, che possa iàsor- 
gerea frastornare il.perfezionamento della 
vendita e compra. Presuppoato ancbe oho 
la legge non sia stata talora dettata da que- 
sta speciale espedieoza di darvi queU' inte- 
resse al sensale, direbbesi cħe gli abbia fatto 
dipendere il suo diritto, come regolato al 2 
percento.dalla eventualltà di ċonchiudere la 
vendita : or riusoire a oonchiudere una pro- 
messa di vendita e compra non importa aver 
fatto conchiudere la vendita ; per legge 
espressa quella non equivale f^ qaesta ; pro- 
duce r obbligazione d' effettuarla, quando 
accettata, ma alfora non 6 Popera concilia- 
toria del mediatore ohe la effettua, ma la ooa- 
zione della legge ; 

*' Attesocchà nel proporzionare ii compen- 
so deir attore per la conchiusa promessa 
verbale di compra e vendita, cbe non ebbe 
seguito, in difetto di regole speciali, la Oor. 
te addotta la rata legale come fissata per 
vcndite, che non abbisognano deiratto 
pubblico, cioi deli' ono per ccnto sul prezzo 
convenuto ; 

'' AttesocchS, rapporto a sdidftrietà ec- 
oepita, aon à opportunità dt fare rimarohe, 
qufndo hk giiriooqoaciuta coii pii^ deoiaioni 
della Corte d'Appelloj/ 

*^Decide, / 

'^ Diohiatando che Y attore abbia pi^rtalo 

suà iMdiazione injbccaaioite delia sttocisima* 

ta piv>mbssa di ven<Kta à ^o^t ; e ^o 

non consti doversi attribuire a^Ma col^it 



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VOL. IX 1880] DECISIOItl DEl TRIBUNALI DI MALTA 



U7 



Doo eatere stata ooQohiusalaoontrattazioiie 

dolla* TOodita e oompra : e oondamia quiodi 

il cilato a pagargli, per dritto di mediaaioiie 

ddla Torbale ooaTeoaiotte eeguita al preaio 

di £ 470, la aomma di £ 4. 14, alla ragione 

oioà dell' ano per cento 0ul detto prezao : 

libaainfine il citato da uUerior somma 

dQaandata;e senia pregiudizio del dritto 

di regreaaob ohe ppasa lalvolta oompetere ad 

pm oitato, ?ei80 altri, ae e oome di legge : 

le speae da ratitzarsi tra i litigaqti iu pro« 

ponione della rispettiva Yiocita*" 



DECISIONE 5». 

CORTE CIYILE PI SUà MàRSTA* 
PRIM' ÀULÀ. 

lIMaggio 1880. 
Dr, Giusoppe GasaD# 

QMiee di Sua Ma^stà^ 



Argomento 
fduksione di fatti, dai quaK $i voUva 
indum aeeettazione d* eredità ia parte 
di ionna maritata* 

Bartolomeo Bogera 

versus 

Maria Pellicano ed altri. 

IVrtteie eapoee :-- 

Ohe Tommaao Begera ano padre, per te- 
itamMto latto per atti Y. Trionft^il 16 aet- 
Iafflbrel847t aToa diapoito delle eoatansea 
loi apettanti io ragione del terso patemo, la- 
iohirlolo ià Qtofratto a Maigarila già ana 
m$f^0 ed 10 propi ietà aU'espooente ed alla 
iid4itta Mem PeUieoie oomnm flgUi io por- 



Che in eaecnaione delia sentensai del 30 
giugno 186?« coUa qaale era atato liqaidito 
rasae sooiale ooojagale dei Buddetti Tooi- 
maso e Uargarita già ooojagi I(QgerB« ei 
era fatta io atti del Notaro Miohele PsaUa 
U 24 aeitembre 1863 la divisione del detto 
asgOy e 80 ne asaegno oaa tersa parte airespo- 
neote ed ai oooveoati Mi^ria Pellicano e 
Giovanni Bogera io Boddiefaaione del terio 
figliale* e gli altri doe terai aUa saddetta 
Margarita loro madre, un terzo cioe io pieoa 
proprietà in ragioo del terzo materno, e Taltro 
terao io eemplioe nsufruUo io ragion del terzo 
paterno ; 

Che i detti dae terzi asaegnati a Mar- 
garita già vedova Rogera cooaietooo oelle 
BOstaDze indicate neU' annesso estratto dal 
preoitato contratto di divieiooe io atti pBaila, 
deU' ammontare di £1439. 1. 10. ^ takbe U 
terso posseduto daUa Btessa Magarita in nao- 
firotto h deU'ammontare di £719. 10. IL i ; 

Che la Boddetta Margatita vedova Rogers 
afea«in atti del Notaro Giovaoni CaUeja 
Sobeiobri U 27 laglio 1877, fatto il di lejlte- 
stamentOi ed istitaendo di lei erede oniver. 
aale la oonvenata Maria PeUioano dispoHe a 
titolo^articolare degli immobili assegnajme ool 
preoitato contiatto di divi^ipoe, lasoiaode io 
prelegato alla ateaBa Maria. PeUioano la oaaa 
in Cospicaa Strada Sao Miohele No. .36d, 
io legato al cooveoato QiovaQoi B. Eogers il 
mezzaniao nella medesima Strada No. 36^ io 
legatp air esponente raanfratto neUa caaa 
posta nella detta Strada San Michele No. 37» 
ed io legato ai figli dello stesao eapooeoto la 
proprietà di detta oasa No. 37 ; 

Chela detta Margarita vedova Bogera ooo 
poteva io pregindizlo dei dritti deU'eepooa|ite 
diaporre dei aoio^icati immobUi ; primo, per- 
eb& dl% U poasedeva io parte ooo titoHo d^ 
aempUoe osofratto; aeooodoi^ perebe h parte 
degU st^esi immobiU . da lei posaedaii io ,pro- 
prietà e aoggetta a Ui ftoote alla di lei obbli- 
gfUQooe di reatitaire ii propri^tarKresppi^^^ 



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148 



DECISIONI DEI tRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1890 



6 U eonTenoU Mari« Pellicano > le eostanfee 
laioiatele in nenfrntto dal enddetto Tommaào 
Bogers già di lei marito ; 

Che per la morte della suddetta Margarita 
vedova Rogere, avvenota il 29 agosto 1877» ei 
fece inogo alla consolidazione dello stesso 
usnfrntto colla proprietà in favor deir espo- 
neote e della convenuta Maria Pellicano. 

Quindi domandd : 

Imo. che fosse ordinata la divisiohe in due 
porz.ioni egnall delle suddette sostanze già 
asaegnatei metà in usufrutto e metà in 
proprietà, alla saddetta fu Margarita vedova 
Rogere, air oggetto di eegregare dalle 
predette sostanze quelle, che la stessa Mar- 
garita vedova Rogers possedeva in usufrotto 
da quelle da lei possedute in proprietà, con 
assegnarsi metà alla oonvenuta Maria Pel- 
lioano coiħe erede della stessa Margirita 
di leimadrei e V altra metàalla stessa Ma- 
ria Pellicano ed all*^ esponente come eredi 
del suddetto Tommaso Rogers loro padre ; 

2do. che fosse ordinata la suddivisione di 
quest' ultima metà in altre due porzioni 
eguali, con assegnarsene metà air espo- 
nente e metà alla stessa Maria Pellicano — 
previa, ià quanto occorre, la condannà di 
essa, come nnica erede della suddetta Mar- 
garita di lei madrei ad esibire tutte le so- 
atanze mobili a costei già assegnate parte 
in nsafrutto e parte in proprietà col preoi- 
tato coatratto di divisione, ed a consegnare 
all^ esponeute il quarto a lui spettante e 
da pervenirgli in foraa della eopra doman- 
data saddivisione, od a pagargliene I* equi- 
valente in danaro; e previa ancbefoocorren" 
do, la dichiaraaione di eseere nulhe, inat- 
tendibili e di nessun efietto le drsposizioni 
a titolo particolare ordinate dalla detta fu 
"Margarita vedova Rogera nel precrtato di 
lei teatamentOi in quanto eaee eolpisco- 
no le dette *a08tanze da lei poesedate 
in usufmtto, ed m tjnanto cHe tutt' altre 
sottanae a ki apparbenenti ed inolme tai* 



volta nelle dette disposizioni partioolari de* 
vono far fronte all' obbligo di restitatre le 
sostanze lasciatele in ueufrutto dal suddetto 
Tommaso Bofi^ers — eon nomtnarsi nn Notaro 
per Ift redazione dell' 0{^rtuno oontratto, 
da pubblioarsi nel luogo, giorno ed ora, ehe 
saranno da qnesta Corte destinati, e oon 
nominarsi anche un caratore per rappresen- 
^are i ooatomaoi in detto contratto. 

La convenuta Maria moglio di Biogio 
Pellicano rispose : 

Che in quanto alla prima domanda espressa 
nel libello^ si osserva che, prima di passare 
alla divisione in due porzioni eguali di oio, 
che fu assegnato alla comune genitrice Mar- 
garita Rogers in forza del contratto del 24 
settembre lb63, i necessario che Tattore 
provi che al tempo della morte dt Marga- 
rita esisteva nel patrimonio di costei tiitto 
ci5| che le fu consegnato in forza del detto 
contratto, e che oggi si trovi presso la rispon- 
dente ; 

Che I' atlore aon pn5 tenere responsa- 
bile la rispondente di ci5. che talvolta à 
mancato dal patrimonio di essa Margarita; 

Che la rispondente non ha fatto alcun atto 
inducente accettazione o non accettazione 
dell*eredità di detta Margarita ; 

Cbe dopo morte di detta Margherita ii di 
'lei esecutore testamenlariOy nel dl 8 eet- 
tembre 1877, ha dato nota giuramentata 
nella Seco^nd'Aula di qnesta Oortedelle so- 
stanze mobili, che in tntto ammontano a 
£ 14. l^. ^, BOggette a debiti nelf ammonto 
di£37. 10; 

Che L'attore, alla domanda daUa ntiifità 
del tdstaoMttto fatlo da datta . Margarita, 
avrehbe dovato preaettero la ^btaiMiooe 
delhi firmacfeae deU'eaaa di eeaa Mfirgwffitfr ; 

Ch% la detfa Margarita veniie ialitailÀ 
erede nsafrattoaria del tmo paterne^ e 
teane a iei aooordata la faceltà di poter 
atienare e venderei in tuttoodJA {Mrte, tl 
detto^ terao in caao di sua neoeaaità 



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Vou IX 188©] DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA. 



14« 



auiorieaaKioBe di Cor(e» oome risulta dal 
taiUiiieiito iQ aUi TdoQfi del 16 settembre 
1847 ; . 

Cbe U detta Margarita Begera realmeite 
si trovo io deita neeeseitàt in fatti ella nd 
di lei testameiito del 27 lugiio 1877 lo ħa 
didiiarato; 

Cbela disposiaione fatta in faTOi^e della 
rsflpoDdente indetto teatamento a titolo di 
lagato Jeye aortire il ano effetto, perche 
qnella non h ana rimunerazione gratuita, ma 
bead un pagameiUo di 17 anni di aa0iatenxe» 
cure eà aiimenti* 

. LA CORTE 

'* Atteaeccbà 1' attore oonviene con altri 
laeorella Mariamoglie Pellicano, attribuen* 
dolenon aolo la qualità di allra erede del 
oooiiine padre Tommaeo, aulla quale non ^ 
oontrastOy ma la qualità di erede ed unica 
della madre comune Margarita; ma eesa 
convennta Maria Pellicano in eua rispoeta al 
libello espoee di non aver anoora fatto alcuna 
djchianifflOBe^nà eeplioitay nà implicita, indu* 
oenie aocettasione, o non accettazionedell*e* 
redità di detta Margartta ; 

"Attesoccb&iuun atto importante aecet- 
taaione risulta dalla testimoiiianaa di Par 
s^aale Poctelli, al quale furono pagati ciroa 
cioque peazi per lavori fatti in oasa di Mar- 
larita ed in eua vivenia: queUa casa ia 
prelegata aUa Maria, • se oonetasse cbe 
abbia eUa pagato il prezzo di lavori venuMle 
in froprio utile coila casa prelegatai il fatto 
potiefaJM aignifioare di non aver vohstela 
MaciaawaBtaggiazii a seapito atarui; e ee 
per vaalaggio'ooii ne foaae provenato>alei« 
eHafiMaea eenitir diedieevote ^e an povere 
nomo, fvraMama h\ miserai in disdoro deila 
defiiittta nwdre^ «!t&sibesse insoluto; ni h 
slraao alie figU in saffra^ dei preprr geni- 
teri, epeeie di oondiBione oompetentemenfe * 
agiaia, versino anehe in atti di benefioenza 
pià di qnella oosà enguaaomma ; ma 



cbe abbia ella pagaioi nemmeno molta : il 
teste non ei ricordava ae abbia iotestatoJL 
conto dei lavori a nome di lei, o del marito ; 
enon h da tacere cbe il marito eraeseciitoTe 
testamentario della Margarita; nd seppe dkre 
chi gli avesse spedito io cssa la monetar 
perchà gli fu lasciata presso suft mogtie, !# 
quale gli riferl cbe uua .serva vi era andata 
a consegnargliela ; 

** Aitesoccbà nemmeno il fatte. che i mo- 
bili della defunta eono stati dalla oaea ^à 
abitata da ooetei traspoitati nella eaaa dei 
oonjugi Pellioano, presta necesearla infevenza 
che Maria Pellicano abbia tacitamente ae* 
cetuta reredità matema^ in pria» hiogo 
perobài dovendosi la casa della defimta oen- 
SQgnareal legatario Gtovanni Bogers, bieo- 
gnava sgombrarla dei mobili; e nemmene 
coostaehe Maria ubiAa, prese pwte ael trn- 
sportodeimobili legati all'attere Bartelomeo, 
e nella consegna delle cbiavi delk eaea 
legata a Giovanni, ae nen <)el eonaiglb 
dato aU* eaeculore teatammitarie di lei m- 
rito ; eUa prese i suoi» veroeimymente eied 
il buraut legate al di lei fiidio Fmooesoo ; ed 
in ogni evento vi furono trasportati per 
oggetto di coneervaaione^ eenaa ei»e aknao 
di qeei mobili ai sia distratto, eome diobiar& 
la detta Maria col giuzamente deferitoie 
in aabizione : qxid fatto peroid^ obe qikale 
disposieioiie prowiaoria earebbe state ael 
diritto di ciascuno dei figli della defmita. e 
che per V esecotore eca pidi an devere che 
diritto, n^Ia peggiore ipotesi easebbe di eosi 
eqaivoco ed iacerto signifioato^ che lalettera 
della legge moderna non pemietterebbe saai 
di ai^umerlo oome premeeea a ls««re iogiea- 
mentelafiola intenaiene jiàdeteraiinata di 
aocettare 1* eredilà ; midto pià obe per 
qaella iettera di legge V accetttaziene fion 
ċpià regolata dalla legge roomna-^rTieogiio 
nwik) ivahfntatem suam dieb^rett vH rcf ^d 
t;en6a^ de ^deunda ft^ditole— ma dipendente 
aoai ttttio da due eostaaaiadi eosicorrenli 



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àEClSIONl DEI TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX HtO 



» ohe r atto sapponga ne- 
volontà di accettare V ere- 
cħe non ai avrebbe ii di« 
lon nella qa»lità di erede ; 
per5 qaelie chiavi fnrono 
3gatario Oiovanni Rogera, 
lianza di buo genero Laigi 
opo ana lettera privata, 
gli presentato l'abbozzo, 
^erebbe ohe nel lOiettem- 
dodioi oiroa dopo morte di 
Qiovanni interpellava Ma- 
gioPellicano nella di lei 
della atessa Margarxta» e 
^orni dae, a consegnargli 
li laaciato in legato, con 
danni ed interessi, com- 
Btesso. Ma quella lettera, 
provase sia Btata conae- 
al marito Pellicano ese- 
atto fatto della pretesa 
À oitata del Borsari sal 
^spresaamente di lettera 
i quella, cbe alpreteso ere- 
altri diretta ; e lo stesso 
ito paragrafo 2027 del 
2!odice Civile Italiano, ha 
ità di eredoi ohe altri oi 
lohe atto, contro il qaàle 
estatOi non o* imporrebbe^ 
poteroene piii spogliare, 

attore ed il oitato Oio- 
egano inoltre che^ oolla 
sre r attore del benefizio 
I U giuratoria cauzione 
malleveria per le spese 
uo, notifioata il 28 mag- 
Maria Pellioano fa pare 
ualità di anica erede di 

Sogers, senza ohe ne 
he : per5 oltre ohe qaella 
ierale a questo prinoipale 

olia nega di avere gi& 



aooettato V eredità, tnerita di eBsere ricor- 
dato che prima di quella oitatione )a 
Pellioano aveva presentato la saa risposta 
al libellOf e dal 13 di qael maggio stesso 
era stata notifioata al libellante, colla snc- 
oennata negazione^ la qoale espressa nello 
atto proprio, ciod nella risposto in oai sc- 
condo la legge si devono negare, ammettere 
spiega re le circostanie di fatto esposte 
nel libello, non lasciava neoessità di sua 
ripetiiione in atli ulteriori ; 

'• Attesoochà anche prima di qaesto 

giudizio la detla Matia, rispondendo al 

protesto direttole dall' attore qaalifioandovela 

erede di Margarita, nel di iei cootroprotesto 

del 19 agosto 1878 manteneva V espressione 

di quella qaalità, e soriveYa che non inten- 

deva afftitto pregiadioarai io qaanto ai dritti 

aoqaistati oolle disposisioni testamentarie 

fatte dalla saddetta Margarita Rogers in fa- 

vore di lei. Or si verifica ohe V espressione 

della qaalità di erede fu mantennta nella parte 

del oontroprotesto, la quale comanemente si 

dice roochio deiratto, e la qaale in pratioa si 

saole oopiare, nelle scrittare che risoontrano 

allre, tale qaale si troverà soritta nell' atto 

primo riscontrato : oos) fa osservata per lo 

passato la legge dl proeedara, presorivenie 

ehe qaalanqoe sorittara dee indieare, assieme 

eon altri dati» i nomi e oognomi del compa- 

renfe e di oolui, verso il quale la sorittara 

fosse direlU. e le qaalità, qnando venefoa- 

0ero« denotanti rinteresse delle parti ; id 

fatti,aaohe rispondendo al Ubello, tfaria 

Pellicano, oome generalmente fa sempre rite* 

nuto riguardo atti rispondenti, manteneva lo 

Btesso eosl detto oeohio del libello, aenta ehe 

da tal fatto, prooedente dalla volontà deOo 

aatore del primo atto, ei posaa aempre infe. 

rire uoiforme volontà taeita di ohi riiponde . 

4 benslda attendere a qnanto al aerite in 

oorpo deir atto del rispondonte ; 

*' Attesoooh& Maria Pellioano per ledispo- 
sisioni testamentarie della madro Margarita 



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roL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA 



161 



fiijMoiata preJ^aUriai ed anche erede : ie 
porii ammettesee Tipotesi che nella genera- 
litk dell' espressione da lei nsata in qnel 
eootroproteeto— non intende affatto pregiu' 
Hcarsi in quanto ai dritti acquistati coUe 
iitpoiizimitestamentariefatte daUa evddetta 
UargaritaRogers infavore di lei— ella in* 
tendeya non solo riferirsi a prelegatOi ma 
pore alla iatitazione in erede; rimane sempre 
7ero ohe il diritto da lei acqaistato colla 
diBposiaone contenente nstitasione in erede 
h qoello deirapertura della sacceBsione a di 
lei fatore, che ella era in faooltà che la rende 
Perede alMtaale e di diritto, trasmissibile an- 
che ai proprj eredi, qaando in Tivenza non % 
esereitata coireffettiva accettasione o ripndia, 
e facoltà che non si prescrive prima del lasao 
di anoi 30, quando su domanda d'interessati 
000 foese stato giudizialmente prefisso il 
tetmine legale a deliberare, e Teredità fosse 
timasta giacente. La Pellicanonon ri8erv& 
nel controprotesto diri|ti acquistati con adi- 
tiooe detla devolutale eredità, rna acquistati 
eolle dispoaizioni testamentarie» talora pur 
bompreia la nomina in erede ; 

''Attesocch^ di legge e di ragione vi & ac* 

eettaaione eapres^ 4i eredità^ quando in un 

atto pubblieo o sc^ittara privf ta ai oa^ttm^ 

.la qualilà di erede ; a i' essere qaella Qpalità 

^ibuita da altri, henchd in piu aiti» non 

.paà e^uivalere airesaersela mai aasunta; ed 

i^iodipià rilevareche trattandosi nelcaso 

, di doona maritata, essa non avrebbe po^tuto> 

a^M^ 1' auloriaaazione del maritp^ od* in 

d^to, del^ Cortei accettara nd espreua- 

mfote, nh tacitamente l\ ere^ità ; à an di 

j^à,jncqrdare come le teorie e^Ia etessa 

^PVr^aione deHa detta legge ii^tendano a 

^^ d* iodorte acpettazioni tacite, por- 

t^seooaerie oonseguenzOi meno che eon 

^lyufp&e ^ djk, rigoroao ^ raaiocini^t fondato in 

premesse, che non comportiao ^vecsa oon* 

a^en^ ; ni peroiQ quando V erede in abito 

]tMe8e,iI tito\0| col (|uale avesse compiuto 



atti ohe, aia come erede di drittOp come ge- 
atore delP eredità, o legatario, sia come erede 
in atto, potrebbe talora compiere» dabitan- 
dosi con quale di quelle qualità li abbia com- 
piutii non si avrebbe la necessaria volontà 
di accettarOi nċ quindi V acoettazione tacita ; 
come non ai avrebbe nemmeno, se circo* 
stanze conoorressero ad interpretare la vġ- 
lontà di compiere T atto nella qualità di 
erede, poiohà di legge dall' atto in sft atesdo, 
non da altre circostàhzei si ha da ricavare la 
decisa necessaria volontà di accettare l^ 
eredità ; 

''Deċide liberando dall' oeservanża 
del giudizio Maria moglie ài Biagio t^elli^ 
canOf in quanto solamente vi h convenuta 
quale onica erede di Margarita vedova dl 
Tommaso Bogers, aenza tassa di spese-- 
Balvi altri dritti— ed ordma che per cura 
deirattore ai proceda a rappresentare là* 
gittimamente nella causa V eredità giaċeħte 
di detta Margarita giii vedova Spgers^ liel 
termine di giorni quindici : rimette percio 
lacausa alU aeduta del Imo giugno vei. 
niente,*' 



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152 



DBClSiaNI DEITEIBUNALI DI MALTA [Vou IX. 1880 



DECISIONE 64. 

CfORTE CIVILE DI SUA MAB8TA' 
PRIM' AT7LA. 

26 Maggio 1880. 

Dr. Fflippo PuUicino, 

Giudici di Sua Mae$td, 

Argomento 

Non e responsahile il caesectjUore vereo VcAtro 
coesecutore della metà deUe somme da co- 
9tui pagate agll eredi, se riaulta che il 
salo pagante abbia avuto in sv^ potere % 
denari ereditaru 

Marianaa Briffa 
vereue 
Dr. Michele Camenzuli. 



La oitante domandà la condanna del citato 
a pagarle £ 4. 8. 4 ^ in moneta Bterlina» e 
pezzidi Sicilia 115, tarl 6, soldb 1 e ^%9« 
che sono la metà delia Bomma elevata dal 
potere della oitante in forza del mandato 
contro di lei e lo stesso Camenznli otteouto 
il 18 aprile 1879 dal Dr. Alessandro Claa- 
dio DebonOi qual procuratore di Benito 
Bugeja e di Gioseppa aua sorella vedova di 
yincenzo Lamanetta assente, come eredi del 
negoziante Francesco Saverio Bugeja e del 
loro fratello Giuseppe, altro degli eredi del 
detto fa negoziante Bugeja, costituito per 
mandato di prooara in atti del notaro Don 
Carlos Maseres Talens il 9 agoato 1878, in 
esecuEione dellasenteoza di questa Corte del 
18 gennajo 1879, ohe alle istanze del Dr* 
Debono nomine condanno la citante ed il 
citato a pagargli aolidalmente la somma com- 
plesaiva di Scudi 635. 11. 4, aaitamente ai 
relativi laori decorsi suUe somme che si do- 
mandaoo dal 18 aprile 1879, e decorrendi 
fino air effettivo pagamento. 



LA CORTE 

" Gonsiderando 

** Che rattrice nel presente giudizio rap- 
presenta I* interesse del di lei autore de- 
funto Salvatore Bugeja» il quale insieme 
col convenuto Dr. Camenzuli era stato 
nominato esecutore testamentario da Saverio 
Bugeja, «io del detto Salvatore ; 

** Che la obbligazione solidale assnnta con- 
giuntamente dal detto Dr. Camenznli e da 
Salvatore Bugeja oon ipoteca dei loro beoi 
nella Seoond' Aula di questa Corte, ai ter- 
mini della legge, conoemeva i rapporti dei 
detti due esecatori di fronte agli eredi del 
testatore ed a tutt^ altre persone interes- 
sate, e non già quelli risguardanti gl' inte- 
ressi dei due esecatori tra loro ; 

" Che in consegoenza la norma tenata 
daquesta Corte nella sua sentenza del 18 
gennajo 1879, colla quale i due contendenii 
erano stati solidalmente condannati a pagare 
il bilancio della quota ereditaria spettante ai 
costituenti del Dr . Alessandro Glaudio De- 
bono, non puo servire di guida per decidere 
laquestione vertente tra rattrice, erede di 
uno degli eseoutori, e il conveouto, altro 
eseoutore di Saverio Bugeja ; 
'' Considerando 

''Chela dlvisione del debitOi soddisfatto 
per intero dair attrioe in Beguito al mandato 
del 18 aprile 1879, e che la stessa attrice 
domanda contro il convenuto, e che da costui 
yiene contrastato, h materia di f atto, piutto- 
sto^chedi dritto; 

** Che se i due debitori aolidali non pos- 
sono opporre di fronte al creditore, che re- 
clama il pagamento del suo creditOy alcuna 
eccezione dipendente dai loro rapporti per^ 
8onaIi« tale eccezione puo essero opposta da 
uno dei debitori contro I' altro, che reclama 
la divisione del debito da lui per intero sod- 
disfatto ; 

** Considerando 

*'Che i fatti, che risultano provati per parte 



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VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



158 



del dtato Dr. Camenzali, tanto per mezzo 
di testiinonj, che per via delle carte e doca'* 
menti prodotti, oonsistono in cio che dei due 
eseculori il solo Salvatore Bugeja faceva ^li 
ineaMi ed i paganienti, teneva nelk propria 
casa i danari deir eredità e sotto la sua 
caatodiay che dei pagamenti, che faceva il 
Dr. Caixiensuli specialmente per dritti di 
Corte, ne otteneva il rimborso dal Bu^eja 
mediante discarico, e che fu soltanto il detto 
Salvatore Bugeja che sotto \l pritno giugno 
1860 pagava ad Orazto Abela scudl 1200| 
prr conto della quota dovuta ad alcuni degli 
eredi de! defunto residenti in Spugna, ed ai 
qoali fu accordato il saldo per la citata. 
BenteQza del I8 gennajo 1879. della quale 
e eorollario la presente lite ; 

** Che dal fatto di avere ambi gli eseca- 
tori Dr. Cameozali e Bugeja reso i cooti 
id alcQDi degli eredi del defunto Francesco 
Saverio Bageja ed ottenotone quietanza in 
atti Michele Claudio Debono il 17 luglio 
1860 e il 22 maggio 1662^dal fatto di non 
aver il Dr. Camenzuli risposto al protesto 
di Orazio Àbela del 14 settembre 1870» pre- 
sentato neir interesào degli eredi residenti 
in Spagna, e di non aver fatto alcana dicbia- 
razione o riserva oontro Salvatore Bugeja nei 
oitati due atti di qaietanza, non ne fiiegoe 
ehe egli si sia pregiadicato neU' odiei:na sua 
eecetione, già da lui allegata nella precedente 
cauaeolla notadel 12 novembre 1878 ; per 
la ragicne che tatti quegli atti coocernevano 
i rapporti degli esecatori cogli erediy verso i 
qoali erano solidalmente ^espoosabili, non 
ostante che dei detti eseoutori uno solo era 
il caseiere> che faoeva i pagamenti e la di- 
stribuzione del denaro incassato ; mentre in 
oggi il Dr. Camenznli, repelleodo l' istanza 
deirattrice per la saa condanna a pagare la 
metà del saldo da lai aboraato agli eredi re- 
ridenti in Spagna, pa6 validamente eccepire 
ohe egli non ha mai tenato denari dipendeuti 
dalla eseentoria, e che gli incarichi affidati 



aidetti due esecutari erano tra loro divisi; 
U qaale divisione di incombeQse* se non h di 
alcun pregiudizio ai terzi, stante la obbliga- 
zione dai detti ^secatori a^sunta negli atti 
della Corte, essa perà deve avere tatta la sua 
efiScacia nei rapporti di un esecutore verso 

Ualtro ; 

" Consilerando 
" Che se e alquanto difiScile la posizione 
delP attrice come erede mediata di detto Sal- 
vatore Bugeja, onde fornire la prova che par- 
te del denaro ereditario sia passato in potere 
del D^GamenzuIi> dal notamento esistente a 
fol. 46 della oitazione risolta una ripetata di- 
cbiarazione,firsrjata dal detto Salvatore Bugeja 
coUa data del 7 gennajo e 5 novembre 1852» 
cbe il denaro ereditarb ritirato da ambi gli 
eaecutori era tenuto dal solo Biigeja ; che la 
attricei la quale possiede tutte le carte e no« 
tamenti del detto Salvatore Bageja, non ba 
saputo trarre alcuna prova che somme di 
denaro siano passate presso ij Dr. Camenzuli, 
nk in vivenza del dotto Bugeja esecutorei nà 
dopo saa mortei quando 1' eredi(à del detto 
Bugeja passo presso Maria Teresa Naudi so- 
rella di detto ftalvatore, ne sassegueotemen- 
te» qaando per morte di Maria Teresa la det* 
ta eredità passb presso Don Gaetano Naadi 
e presso ratlrice, fig!i di detta Maria Teresa; 
** Che non & verosimile-^qualora dopo la 
morte del detto Salvatore BugejSy il quala 
era il cassiere dei detti denari ereditarj»alcana 
Bomma fosse passata presso il Dr. Camenzali 
— che non si fobse di cio tenato notamentOi 
come erasi tenuto in vivenza del detto Salva* 
tore del denaroy che il Dr.Camenzoli trasmet- 
teva al detto Bugeja, per oni fa d* nopo rite- 
nere che alla morte del detto'.Salvatore tutto 
il contante ereditario era passato presso la di 
lui erede, e dupo morte di costei presso Don 
Gaetano e rattrice;e quindi nel modo 
8te:!80 che facendo il detto Bugeja ia 8aa 
vivensa dei pagamenti agli eredi| come ha 
fatto, non aveva il dritto di rivolgersi con- 
tro il Dr. Camensuli per averne il rimborao 

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DEl TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX llifeO 



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DECISIONE 55. 

CORTE CIVILE Dl SQA MàESTà' 
PRIM' AULA. 

28 Maggio IBSO. 
Dr. Filippo Pullicino, 

Giudiee di 8ua Maesi^ 



Argomento 
U incapdcità di stare in giudizio e una con" 

seguenza necessaria deW inihizione asso - 

luta di contrattare. 
Quando V inibito non e proweduto di curi^' 

tore^ dev" essere citato in persona di un 

curatore aUa Ute. 
LHnibizione non cessa, se non colla revoca 

espressa del decreto 
. Gli atti nuUi, per illegittimità del convenuto^ 

si possono sanare, se il curatore aUa U^e, 

nominato in pendenza deUa causa, approva 

gU atti. 

Negte. Tommaso G. Micallef ed altri 

versm 

Alfredo Micallef ed altri. 

LA CORTE 

** Attesoechi ii convenoto Alfredo Micaliel 
DOQ puà stare personalmente in giudiziOi es- 
eando etato assolutamente inibito a contrarre 
e disporre dei proprii beni in qnalsiasi ma- 
niera, sia per atti tra vivi, cbe per atti di nl- 
tima volontàf e ci5 per Deoreto della Seconda 
Anla di qnesta Corte del 21 aprile 1879 ; 

** Attesocch^ la inabilit&zione a etare in 
giodim à nna consegoensa necessaria dell* 
inibizione assolota, argomentando dai termini 
degli articoli 530 e 684 insieme oombiaati 
delle Leggi di Organizzaeione e Procedora 
Civile» e come riBalta daU' espressa dispo- 
iisiona dell' artioolo 788 No. Szo. delle deUe 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI M^ 



"Attesoochd io ogni caso rattore non 
poteva citare il convennto di lui figlio in 
persoDa propria, avendo egli stesso otteonto 
dietro espressa domanda la iuibizione del detto 
Alfredo nn anno pritna della presentata della 
tttoale eitazione ; 

*' Attesoccbà il oonvenoto Alfredo non à 
Btato provvedato di un curatore nell' atto 
della Bua inibizione, come dispone I' arlicolo 
533 delle dette Leggi di Prooedura ; 

" AttesoccbÀ quando I' inibito ;ion ċ prov- 
vedato di nn curatore« o di un amministratore, 
Don pn& stare in giudizio oome attore o come 
cooveDutOy ee nou in persona di nn coratore 
tlla lite ; 

** Attosocche, ritenendosi pure che il cura- 
tore legale del detto Alfredo sia 1' attore di 
Id padre, per cui si rendeva talvolta superflua 
la depnta di nn altro curatore dalla Corte di 
Toloniaria ginrisdizione ; pure nel Caso pre- 
sente, essendo V attore lo stessa di Ini geni- 
lore, il qualo non puo rappresenfare due parti 
nel giadixio e come attore e come conveouto, 
il detto Alfredo doveva necessariamente es- 
lere rappresentato da nn curatore alla lite ; 

" Attesocchà la circostanza di aver il con- 
veouto Alfredo contratto matrimouio il 17 
tpTiIe 1880, dopo il Decreto di inibizione, non 
i di nn afcun rilievo; perch^ giusta gli articoli 
586 e 637 delle cilate leggi di Procedura h 
eomminata la nullità di qualunqoe atto fatto 
daU'inibito» posteriormente alla sua inibizione, 
la qnato non cessa* se non per la revooa 
espressa per parte della dorte ; 

** Attesoechi il convenuto Alfredo ha dato 
la sua eccezione ' d' illegittimitài dopo che 
rattore aveva proposto la sua domanda e 
prodotto tntte le sue prove in sostegno della 
Bteasa, e prima che il detto convenuto avesse 
data le sne eooeaioni sul merito della cansa;' 

''Attesocehċ Tattore in seguito a detta 
eeeezione ha domandato per via di rioorso 
ehe {0898 nominato nn curatore alla lite per 
nppmentare il detto convennto nel giudizio, 



ai termioi d< 
OrgaDJzzHzioDi 

" Attesoccb 
curatore nlla 
Corte dietro r: 
non solo quan 
ma aoche qufl 
proposta ; 

" Altesocch 
gli attori hau 
loro fi^Iio sia 
nel giudizio, 
loro domande 
stata già prop 

** Attesoccb 
nella preseute 
gittimità deila 
stanto che qn 
coDtroesamiuai 
attori, pure i d 
nati, se il cura 
presentare il g 
ai tera^ui dell 
di Procedura; 
" Deci 

*^ In adesiof 
del conveuuto 
essere egli pe 
dizio— colle sp 
detto Alfredo ] 
** Decr 

''Chea dil 
servatia servai 
mamente in 
Micallef, secoo 
e sef^uenti de 
Procedura Civ 
causa resta dif 
alla aedata di 



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156 



DECISIONI DEI TRIBUN4LI Dl M4LTA [Vol. IX 1880 



DECIS10N£ 66. 

CORTE CIVILE DI SUa MAESTA' 
PRIM* AULA. 

28 Maggio 1880 
Dr. Filippo Pullicino, 

Ġiudice di Sua Mcuità, 



Argomeiito 

ÀUa figlia, che non àbbia beni proprj^ S do- 
vuta dai genitori la dote, anche dopo cele- 
brato il matrimonio. 

J^e al prolestOt contemplato neW articolo 33 
deW Ord. No. 1 del 1873, non si fa sm- 
aeguire la domanda giudiziaria ivi pure 
contemplata, V opposizione al matnmonio 
non puà avere gli effetti ivi contemplatv 
frai quali quello di far perdere la dote alla 
figlia, 

E in tale caso, proposta da costei V azione 
contro i geniton per esserle assegnata la 
dote, € irrilevante, e quindi inammissiblle 
quaUinque prova tendente a convalidare la 
giusta causa deUa loro opposlzione* 

Annunziata nata Mangion e suo marito 
Franccdco Camiileii 

versus 
Giovanni e Giovanna conjugi Mangion ge- 
nitori della detta Annun^iata. 

I citanti doroandano che, principalmente 
Giovanni e in sussMio Giovannn, siano con- 
dannati ad asse^nare ad Annunziata e a 
consegnare al citante Francesco una congrua 
dote, nel valore e nella consistenza da essere 
detenninati da questa Corte, avuto riguardo 
alla condi^ione ed ai mezzi dei citatii e par- 
ticolarmente alla dote da loro assegnata alla 
altra figlia Fortunata, sorella della citante, 
in oggi moglie di Angelo Calleja* 



LA CORTE 

** Considerando 

" Che ai termini del capoverso dell'arti* 
colo 32 dell* Ordinanza No. I del 1873 ia 
figlia* che non e sufficientemente prov- 
veduta di beni proprj/ ha dritto di essere in 
occasione di matrimonio dotata dal padre, o 
in sussidio dalla madre ; 

'' Che non risulta da ah'una diaposizione 
in contrario, che non essendo stata dotata la 
figlia primaf o nel tempo del matrimonio» 
ella non abbia dritto di costringere i geni< 
tori a costituirle una dote dopo la celebra- 
zione del matrimonio, quanSo ad aver tale 
dote ella non vi ubbia rinun/iato; 
*' Considerando 

'^ Che consta nel fatto che rattrice An. 
nunziata figlia dei convenati ha oontratto 
matrimonio il 10 mnjrgio f877 nel Zurrico 
coiraltro attore Francesco Camilleri, prece- 
duto regolarmente dnlle trine denunciazioni 
nella Chicsa Parrocchidle del detto villaggio; 

^' Che i convenuti erano consapevoli della 
prossima celebrazione del detto matrimonio^ 
come risulta dal disturbo creato nella Chiesa 
dal convenuto Giovanni Man<;ion, quando si 
faceva una delle tre pubblica//ioni, giusta 
la deposizione del Sacerdote Lorenzo Zahra 
e del connestabile di polizia Giuseppe Mi- 
callef,e dal protesto di dctto Giovanni Mao- 
gion del 23 aprile 1877 (fol. 2.)); 

'^ Che il detto Giovanni col menzionato 
protesto dichiarava di opporsi al nintrimonio 
dell'attrice suirunico molivo allegato che il 
di lei sposo Francosco Camilleri nou era ca^ 
pace di mantener se^ la moglie ed i fi^Ii, cbe 
ne venissero procreati ; 

*' Che dopo celebrato da^li attori il loro 
matrimonioy il convenuto Giovanni non ha 
avanzata, entro i sei mesi prescritti nello 
articolo 33 della citata Ordinanza, la do« 
manda giudiziaria per essere dichiarato li- 
bero dair obbligo di dotare 1* attrio^ di loi 



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VOL, IX 18801 DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALTA. 



W 



figlia ; talchà la opposisione avanzata ool 
detto protesto non e di alcuna legale effi- 
CMthf e quindi la prova offerta dei conve- 
DQti» per dimostrare i cattivi costumi dello 
attore Francesco Camilleri, comecchċ irrile- 
vante, non e ammissibile; 

" Che d'altronde Li detta prova non sa- 
rebbe rilevante per laltro motivo che il 
citato Mangion, prima del matrimonio della 
figlia,ammetteva con frequenza nelU propria 
casa l'attore Gamillerie deeinava con lui — 
vedasi depoaizione del Sacerdote Dr. Don 
Sterano Zammlt e dei detto poliziotto Mi* 
callef— ; 

" Considcrando 

'* Che senza dar molto peso a cio che 
diese il citato Mangion dinanzi il detto 
Micallefin nn incontro ovuto coll' attrice, 
qnando prima del suo matrimonio ella erasi 
recata a coabitare colla madre dello sposo, 
cioċcheee avesse nbbandonato il suo pro- 
gettodi sposarsi coH' attore le avrebbe dato 
BcudiSOOOy egli^ certo' che posteriormente, 
collocandoei in matrimonio I* altra figlia For- 
tunata, i convenuti le avevnno assegnato 
in titolo di dote ed a conto della sua quota 
di terza figliale e della succeesione dei detti 
genitori Y ammonto di ecudi 1300, cioċ ecudi 
1272 valore di un immobile posto in Bir- 
sebbugia, Strada Nuova nl No. 7, soggetto 
ad una rata di canone,e ecudi 29 compimento 
in contanti, come risulta dal contratto ma- 
trimoniale in atti Vincenzo Napolitano Sou- 
chet del 27 roaggio 1878 (fol. 33); 
'* Consideiando 

"Che dalle prove fatte st ha che il conve- 

nuto Mangion eia recentemente molto deca- 

dnto nel auo stato economico, che ha ab- 

bandonato ogni sorta di traffico» e che aia 

gravato di parecchi debiti; ma dhl fatto 

eolo che egli sia renitente a soddisfare i 

eooi impegni colla vendita di parte della 

proprietà immobile, dal fatto che le rendite 

dei anoi beni noa eiano sufficienti pcr soddi- 



efare gli interessi dei debiti* e per provvedere 
alle necessità della famiglia» per cai egli 
si trova costretto talvolta a ricorrere a 
piccoli prestiti per i bisogni giornalieri, non 
ne consegue che il valore deU'attivo del soo 
pàtrimonio non sia considerevolmente sa- 
periore alle sue passlvità ; e siccome la dote 
della figlia non deveessere oostituita ealle 
rendite^ ma sl bene sulla sostanza del pa- 
trimonio patemo, non h giusto che ella 
debba restare priva di qualunquesiaei dote» 
e cio a beneficio dei creditori dei genitori, i 
quali potrebberoi coll* accumulamento degli 
interessi e colla costituz'^one di nuove pas- 
sivitày assorbire gradatamente tutto il loi^o 
patrimonio ; 

** Considerando 

''Che dalle informazioni raccolte dai te- 
etimonj prodotti dall' una e dalP altra parte 
si avrebbe che il convenuto sta possessore 
di parecchi beni immobili, i quali producono 
un rendale annuo di circa 270 ecudi, rappre- 
sentando un valore ai 3 per 0|0 di Scudi 
9000 ; mentre i debiti, dei quali ai & fatta 
provai sarebbero deirammonto di Scudi 
2438. non essendosi curato il convenuto di 
presentare un prospetto giustificato di tutti 
i suoi debiti in un ammonto maggiore. «Ora, 
ritenendo pure che le passivitàdel convenuto^ 
comprendendovi grinteressi dei debitiyascen- 
dano a Scudi 3000, resterebbe sempre un 
bilancio attivo di Scudi 6000 in valore, sul 
quale si potrebbe assegnare una moderata 
dote alla figlia ; 

'' Che non si à fatta alcuna prova che la 
convenuta madre della attrice possegga beni 
propriif sui quali potrebbe assegnare un 
eupplemento di dote alla figlia ; 
** Consiuerando 

*'Che il matrimonio dei convenuti era 
stato contrattato senza scrittura e secondo 
r antioa consuetudine del paese ; i beni da 
loro possedoti sembrano, se non in tutto, 



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DECISIOOT DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vou. IX 1880 



naggior parte coaCquisti conjuga- 
dedotti i debiti, la tersa parte dei 
lippaf tiene juti proptio ai figli, 
inte la loro terza figliale, onda 
sensa manifesta ingiustizia pri- 
ooi per BOst^nere i pefli del tao 
>» di una poriione qualunque dei 
in titolo di sua dote ; 
^b, fi^tante il oambiamento di etato 
ito e rammoQto delia sua paa- 
ive regolare il quantitativo della 
)Jo diverso da quello aasegnato 
orella J'ortunata^ 
'ecide, 

il rigetto dell' offerta prova te- 
)ome irrilevante ; 

re delle domando degli attori in 
tte contro il convenuto Giovanni 
liqtiidando la dote dovuta alla 
a consegnarsi al di lei marito 
di £ 50, che il detto convenuto 
annato ad assegnarle per atto 
i bem, da valutarsi a stima di 
idaaaro contantea di lui sdelta, 
rmine di giorni quindici, colle 
et la libeirazione della convenuta 
idd contro di lei pfopostei colle 



DECISIONE 67. 

OQBIB CmLB DI STTA MABBTA' 
PEBT AtJLA. 

1 Giugno 1880 (a). 

Dr. Giuseppe Gasan, 

Oiàdiei di Sua Maeitd, 

Argomento 

V aecettare eome inquilina di una ca$a già 
heata unapersona, che già vi aUtava in 
compagnia del printo inquilino, non im- 
porta liberazione di costui, ma coobHga- 
zione dei due verso il locatore. 

jE* lecito u costui, in caso di gimto motiw 
di temere suUa solvibilità deW inquUino^ 
di cautelare, medlante elevazione. U paga- 
mento difitti anche non scaduti. 

Dr. Francesco Mizzi 
versus 
Stanislao Lavoute e Luisa Dougadoa. 

II citante domando la condanna dei citati 
a pagare solidalmente £ 49 ; in quanto « 
£ 22 in saldo del fitto della casa in ValUtta 
Strada Molini a Vento No. 1t. dal 5 marso 
al 4 settemhre 1879, ed in ^quanto a £ 27 
per fitto di detta casa dal 5 aettembre 1879, 
al 4 marzo 1880, al quale pagamento easi 
sono obbligati solidalmente. 

Inoltre domando la conferma del mandato 
spedito da questa Corte a sua istanza il 4 
febbrajo 1880, in quanto riguarda la cautela 
del 8U0 dritto per la somma di £ 27, fieto di 
detta casa da scadere il 5 marzo 1880, pel 
semestre dal 5 marzo al 4 settembre 1880, 
avendoesso citante motivi di temere cħealla 
scadenza il suo dritto aarebbe pr^udicato 
senca la detta cautela. 



(a) Questa sentenza d appellata. 



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ToIhIX18803 DEClSIONt DEI TRIB 



LA COBTE 

'* Atteaocchi T attore locà al citato La- 
▼oate in virtq della coQvenzione ecritta dello 
11 laglio 1878, foL 9 ; e sebbene easo citato 
Yi ai faceva ebiamare Jules, invece del 
proprio nome Stanislao, coneta che clo 
egli faceva per estranei suoi fini particolari, 
e che, indipcndentemente dal nome, il 
locatario fu il citato, come lo stesso am- 
mette, e fn riconosciuto ed identificato dal 
teste Giovanni Camilleri, adoperato quale 
mediatore in occasione di quella locaaione ; 
"Attesocchà Pattore conviene, oltre il 
Lavoate, aoche Luisa Dougado8,.comealtra 
obbligata nel soliJo ; 

•• Attesocchfe, sebbene la Dougados non 
fo contraentd verso il locatore in virtii 
detla primiera euccennata scrittura delP 1 1 
loglio 1878, ella si era portata a visitare la 
aasa aBBieme col Lavoute, ed e verosimile 
che ella rispetto allo stesso sia stata da 
principio Bocia nella conduzionei benche senza 
aasQDta obbligazione personale rispettp al 
locatore ; 

"Attesocohà nel fatto si hache V inquiHno 
abbia manoato di pagare il dovuto semestre 
difitto alla acadenzadel 4 novembre 1869, 
ebecon ecrittura del 28 maggio di quello 
anno 1879 la citata Dougados, dicendosi 
coodattrice della casa, deposito due casse 
eontenenti biancherie e gioje in garanzia al 
loeatore pei fitti scaduti, o da scadere ; 

*' Attesocchfe quella scrittura non impor- 
tava onicamente conservazione dei dritti del 
locatore svper invectis et iUatis ; perche la 
Doogados vi espresse che ella stava con- 
dacendo la casa dell' attore, e gli esibi in 
gManzia valori, che ella diceva suoi proprl : 
ced ella ai offriva quale altra conduttrice 
«d altra principale obbligata rispetto al lo- 
catore, il quale aveva la ragion di credere 
dal principio della locazione che foeee socia 
nella atesea col Lavoute, ed il quale, accet- 
taado robbligazione ed il deposito di lei, non 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



;CISIONE 58. 

LE DI SUA MAESTA' 
PRIM* AULÀ. 

^iagno 1880. 

ilippo Pullicinoy 

ce di Sua Maestà, 

Lrgomento* 

. len^i ai notificaH dei 
H concorrenti i permesso, 
usazione della contumaeia, 
mediante ricorso il hro 
:he la causa $ia measa in 



Francesco Mangion 

versus 
iseppe Falson. 

lA CORTE 

i stato mosso il dubbio se 
in nome di suo figlio Al- 
etendenti nel presente giu- 
» abbia potuto presentare il 
ettiva risposta il 14 aprile 
l 9 dello stesso mese il pro- 
onchiuso colla replica e col 
macia, non ostante che sotto 
>rile egli avesse ottenuto il 
intare la sua scrittura, salve 
L altri concorrenti ; 
il detto dubbio h insorto, 
dimento particolare relativo 
snefioj, oome airarticolo 449 
Leggi di Procedura, e di- 
'ocesso si intende conchiuso 
ohe, quando; qualcuno, che 
3 persone notificate, volesse 
libello, lo potesse fare in 
»0 prima della conchiusione, 



notificandone tutti i già comparsi, e il pro- 
cesso si intenderà in tale oaso conchiuso, in 
difetto di risposta o di replica ; 

*'Atte8Gcche le dette disposizioni sono 
state evidentemente emanate, perche nei giu^ 
dizj di concorso essendo i ooncorrenti tutti 
attori, era necessario provvedere perchà le 
scritture non si moltiplicassero indefinita- 
mence, eJ ogni concorrente non formasse un 
processo da per sà ; e se la legge ha precluse 
la viaa chi non fosse tra gli originaij con- 
correnti di presentare la sua scrittura dopo 
che il procesao fosse oonchiuso. non cosl 
pero per coloro, che fossero stati notificati 
col primo eJ originario libelloi i quali non 
furono espressamente privati del bene- 
ficio, acoordato coir articolo 166 delle det- 
te leggi alla parte contumacey di presen- 
tare con ricorso la sua scrittura, prima che 
la causa fosse pubblicata sulla lista per U 
sua trattazione ; 

''Attesocchà pertanto, avendo l*articolo 
453 in corrispondenza ali' altro articolo 169 
delle* dette leggi statuitoche il proeesBO si 
intenda conchiuso coUa replica, si deve ri- 
tenere che a chi fosse da principio in causa 
anche nei conoersi su beneficj i permesao di 
riaprire le procedure medi ante ricorso^ prima 
che la causa fosse messa in lista ; 
*• Decreta 
'* Che il concorrente German ba regolar- 
mente presentato la sua scrittura il 14 aprile 
1880 *- le epese riservate," 



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Vot. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI PI MALTA. 



161 



DECISIONE 59. 

CORTE D'APPELLODI SUA MAESTA' 
AULA COMMERGIALE. 

11 Giugno 1880, 

Sir Aotonio Micallef, c«G.H.a., presidenu, 
Sir Salvatore Naudi, 
Dr, Lorenzo Xuereb, 

Oiudiei di 8ua JUaestà, 



Ax'gomento 

In eseċuzione di sentenza eanonizzante un 

credito per salari di marinari^ proferita in 

eontestazione del solo capitano^ si puà 

domandare la subasta del bastimento, mal* 

ffrado che nella causa nonfosse stato cita* 

to il proprietario^perche coloro, che han 

eontrattato col capitano, possono rivolgersi 

eontro costui, o contro il proprietario, o 

contro ambidue ; e canonizzato il credito 

contro il proprietario, nulla osta che la 

sentenza sia eseguita contro il proprietario 

std legno* 

BaDchiere Emmaouele Scicluna 

versus 

Cap. Faolo Attard Agin3 ed altri. 

II citante domando che eiano revocati ed 
annQlIati gli atti di 8nba8ta,spediti ad istanza 
dei aaddetti citati, per riguardo al Barque 
Inglese Emmanuele Scielunap in esecnzione 
di sentenza emessa dalla Corte di Commercio 
ndla sednta del di 6 aprile 1880 contro il 
npitan Salvatore Farrugia, per essere h 
detta sentenza emeesa in nn giudizio, nel 
qaale 11 domandante non ebbe parte alcuna— 
mIto tntt* altre ragioni — con sospendersi 
qoegli atti di subasta fino V esito della 
cansa presente. 



La Gorte di Commercio, eedente il Dr. P. 
Vella,, il 20 maggio 1880 proferi la seguente 
decisione : — 

LA CORTE 

'* Lo scopo delle domande avaniate dallo 
attore & quello di ottenere la revoca degli 
atti di subasta spediti a domapda dei conve- 
nutiy in esecuzione della decisione riportata 11 
6 aprile ultimo contro il convenuto Capitan 
Salvatore Farrugia» per la ragione chc il 
legno elevato sia di proprietà dell' attore e 
perche nella predetta sentenza esso attore 
non ebbe parte ; 

» ^^Ritenuto nel fatto, co me nop controverso 
che i convenuti furono arruolati a formare 
V equipaggio del Barque Emmanuele Sci- 
cluna con bandiera inglese, comandato dal 
cpnvenuto Capitan S. Farrugia, come per il 
ruolo portante la data dell' 8 aprile 1878, 
di cui copia i prodotta al fol. 12 nella 
causa No. 39, Attard ed altri vs. Capitan 
Farrugiai decisa il 6 aprile ultimo; 

*' Che per sentenza data BuIIa precitata 
oitazione il dl 6 aprile Qltimo, passata in giu« 
dicatOi il predetto Capitan S. Farrugia resto 
condannato a pagare ai oonvenati il loro 
credito per pagbe e per altre cause indi- 
cate nella stessa decisione, in cantela del qua- 
U oredito i convenuti avevano chiesto la 
spedizione di nn mandato di eleTazione pel 
quale fa elevato il legno predetto in data 23 
gennajo ultimo ; 

" Che pel certifioato prodotto colla cita- 
zione al fol. 2 risulta che V attore trovasi 
registrato come proprietario del legno pre- 
detto insin dal 24 maggio 1867 ; 

'* Che sebbene per contratto stipulato per 
atti del notaro Gregorio Fiorini il 12 set- 
teipbre 1877 V attore fignrava di vendere 
il detto legno allo stesso Capitan S. Farru- 
gia, tuttavia non ne faceva consegna) anzi 
per patto espresso conveniva dover lo stesso 

legno rimanere di assoluta ed esclusiva sua 

21 



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162 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Voi.. IX 1880 



proprietày 86Dza potersi fare nel Fubblico 
;, e colla obbligactotie 
ire aU'attore tutti i 
I trattenere le spese 
isabiliy oltra altri patti, 
'arrugia ammiDistrava 
— documeDto fol. 3 — ; 
scrittura privata pro. 
ite la data del 31 gen- 
solo coDvenuto Farru* 
predelta No. 39 pre* 
ultimo e dopo il pre- 
gennajo ultimo, il solo 
tichiarava di recedere 
; tuttavia lo faceva cod 
e il precitato contratto 
ore fiDO al pagameDto 
3 scDza recare pregiu- 
ratto riguardo TaDte" 
sr ogDi altro dritto ed 
medesimo a favor del- 

to che De il detto con* 
rittura siauo efficaci a 

trasferimcDto per di- 
malità ricbieate : difatti 
De essere il legoo ia 
>prietà, come in effetto 
ista sempre presso il 
n faccia ai terzi^ cpme 
ttofol. 2 ; 

oprietario di ud basti- 
3 civilmcDte pei fatti 
del CapitaDO, per tutto 
^astimeuto e la spedi- 
diaaDza No. XVI del 
Decessario I' interveato 

su menzionatOf iuter- 
' attore poteva chiedere 

to giudizio ; 

)eteva ai couveauti il 

lautelare il credito se- 
auche di mantenere il 
ia questioae, ai termi- 

). XV del 1858 ; 



'^ Ha deciAO per la liberazioae dei conve- 
DUti dalle proposte istaaze, coile spese.'' 



DecisioDC della CJorte d' Appello : — 
LA CORTE 
" CoDsideraDdo 
'' Che consta del credito dei conveauti. a 
cui si fa riferenza aella citazioae, dalla sea- 
teaza ivi caleadata e proDuaciàta coatro Sal- 
vatore Furrugia ia qualità di Capitaao del 
bastimeato ivi menzioaato ; 
" CoDsideraado 
*' Che essendo sc \to il detto credito legal- 
meate contrattato contro il detto Capitano,ed 
essendo il detto bastimento di proprietà dello 
attore, come riaalta dal documento prodotto 
colla detta citazione, la detta sentenza puo 
essere eseguita anche sul detto bastimento 
come soggetto al detto debitOiavutoriguardo 
alla sua natu ra ed indole, per salari dei ma- 
rinari durante il viaggio, a cui si riferisce 
la detta sentenza,e cio ai termini deU'articoIo 
1 deirOrdinanza No. XVI del 1858 ; 
*' Considerando 
** Che non ċ di ostacolo all' esecuzione 
della detta sentenza sul detto bastimento il 
difetto di citazione deirattore proprietario 
del detto bastimento in occasione della cano- 
nizeazione del detto credito : per la ragione 
che e di regola che coloro, che banno con- 
trattato col capitano, possono o rivolgersi 
direttamente contro il proprietarioy o inten- 
tare I'azione oontro il capitano, owero chia* 
mare in giudizio nello stebso tempo e runo 
e l'altro; e se si ottiene sentenza contro il 
solo capitanOy nuUa osta perchċ questa sia 
eseguita contro il proprietario sul basti- 
mento— vedasi il Boulaj — Paty, Corso di 
diritto marit.9 lib. 1, tit. 3» sez. l, p. 246» 
Ediz. Nap. del 1827—; 
•« Deoide 

'^ Per la conferma della sentenza appellata 
dal detto attore, e proferita dalla Corte di 
Commercio di Sua Maestà nel di 20 maggio 
1880-* colle spese contro il detto attore. " 



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-•*)K^- 



VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



163 



DECISIONE 60. 

CORTE CTVILE DI SUA MAESTA 
PRBP AULA. 

12 Giugno 1880 (a). 

Dr. Giuseppe Gasan> 

Giudice di Sua Maestd, 

Argomento 
Nel Cdso dijattanza la donumda per proroga 
del termine a dedurre sospende bensl la 
definizione delia domanda per rimposizione 
del perpetuo siUnzio ; ma non eospende già 
il ccTso del termine, quando vien rigettata. 

Liorenzo e Salvatore fratelli Diacono 

versus 

Francesco Zammit. 

Azione dedotta— jattanza. 
LA CORTE 

" Attesoochfe il 14 febbrajo ultimo era 
stato prefiaso al oitato il termine legale di 
giorni quindici per dedurre in giudizio le 
milkntate sue pretensioni, risorvata la de- 
finisiooe della seconda domanda per esserne 
al citato imposto il perpetuo sileneio ; 

"Attesocchfe nel 17 di quel febbrajo U 
citato presento un ricorso per dedurre quelle 
pretensioni in forma di povero, e dopo mesi 
due, cio6 nel 17 aprile, ne fu rigettato: perà 
lapendenza di talericorso per legge espressa 
8oq>endeva ii termine legale dei quindici 
giomi a dednrre in giudizio, del quale non 
erttno trascorsi ohe soli due prima del ricorso, 
ed i restanti tredici giornii decorsidopo il 
deoreko di rigetto, spirarono col d\ 30 aprile 
f teaso ; 

•• Atteeocchċ inoltre il citato, entro i detti 
ultiiiii giomi tredioi e nel 28 aprile detto, 

(») Qaesta sentenza h appellata, 



presento un ricorso per proroga del termine 
prefissogli insin dal 14 febbrajo, e nel d) 12 
maggio ultimo scorso^ non riconosciutagiusta 
eansa per la chiesta proroga, ne fu pure 
rigettato da questa Corte ; 

" Attesocche il citato pone questionet se, 
in p^ndenza di domanda per proroga del 
termine a dedarre, si sospenda anche il corso 
dello stesso termine ; 

** Attesocch^ secondo il disposto dell' arti- 
colo 431 delle Leggi d' Organizzazione e 
Frocedura Civile, se nel corso del termine 
suddetto venisse dal millantante domandata 
una proroga di tale termine, la definizione 
della seconda domanda riservata come nello 
articolo 430 sarà rimessa,fino a tanto che 
si deoidease sulla domandata proroga, o fino 
che fosse questa spirata ; 

*' Attesocchà il riferito artioolo 431 istrui* 
sce chiaro che la don^anda di proroga del 
termine dilaziona soltanto la definizione sul 
perpetuo silenzio, finohċ spira la proroga 
quando accordata, o finch^ la domanda fosse 
rigettata ; ma tale domanda non adduce Y ef- 
fetto di sospendere il corso del termine; lo 
effetto rimane dipendente daH* esito di 
rigetto od adesione di quella domanda, in- 
quantoochà radesione ne raddoppia la durata, 
e il rigetto là mantiene circonscritta alla in 
origine prefissai eenza dilazionamenti del 
primiero termine prefisso ; 

*' Attesocchċ in conferma della premessa 
conclusione concorre pure la circostanza 
che la legge, ove intese sospendere il detto 
termine, lo espresse coirarticolo 246 di dette 
Leggl di Organizzione e Procedura Civile, 
ed ove vide ragione di rinnovarlo, lo fece 
pure coll' articolo 435,'; 

*^ Attesocch^ i termini legali o giudiziari 
non perentori sono ptorogabili, quando con- 
corrono i due requisiti voluti dalla legge, 
cioà in primo luogo una giusta causa, ed in 
secondo luogo che la proroga si domandi 
prima, che il termine spiri. Senza giuita 



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RIBUNALI DI MàLTA [VoL. IX 1880 



prima domanda, eospeso soltanto col ricorso 
per agire da povero, cioż fino il 30 aprile 
anno corrente ; e non avendovi il millantente 
dedotto le sue prefenaioni fino quel dl, la 
Corte, per V articolo 432 di procedura. dee 
decidere la eeconda domanda, ingiungendo 
11 perpetuo Bileneio; 
" Decide, 
'' Previo rigetto della detta eccezione data 
dal citato, aderendo alle domande contenute 



e relative alla imposizione del perpetuo Bi- 
lenzio e precliisione dalla via di pià agire 
suUe pretensioni dal citatomiUantate-senza 
tassa di 8pete, il dritto Ji regislro a peso 
delcitato.'' . ^ 



DECISIONE 61. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

12 Giagno 1880. (a) 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Oiudice di Sua Maeatà. 



Argomento 

V inadempimento, cħe secondo la Uggedà 
luogo aUa risolMione del contratto Ulate- 
rale, dev' essere di ohbligazione connessa 
coUa maUria e coW indok detta contrat- 
tazione — non bastando il fatto di essere 
una obUgazione, se dvoerea e distinta, com- 
presa neUo stesso atto. 

Nel dubbio si debbe decidere per una obUga- 
zione sob modoi non Bob conditione. 

(a) Questa sentenza e appellata. 



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?0L. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA- 



165 



Nioda Dimech 

venus 

Gioyaimi MQllia Tabone. 

U cilante domaiidà che foMe dichiarato e 
deciso di essersi fatto luogo alla riBoIadoQe 
del contratto di locasione, fra essi eooten- 
denti stipulato in atti Dr. Giuseppe Pelle- 
grioi Petit il 20 febbrajo 1876» rigoardante 
i paretai esistenti nella porzione di terra 
sitanella Uardia appellata ic-eenB tal Keiku, 
e cio in yista di ayere esso convenuto 
mancato all' adempunento dell' obbllga&ione 
da lui assunta nel patto terzo dello stesso 
ooQtratto — quella, cioà, di doTer dare in 
locazione al ciiante la porzione di terra 
denominata U'safsafa e quella tal Bukket, 
r una I'altra^ secondo che V una o Y al- 
lra,od amendue gli sarebbero pervenute nel- 
la diviaione m esso contratto menzionata — 
avendodi già lo stesso convenuto conee- 
duto in locazione le terre in detta divisione 
pervenutegli ad altre persone. Conseguen- 
temente che fosse egli condannato a rilascia- 
re a favor del citante la poraione di terra 
suddetta denominata iC'Cens ta Keiku coi pa- 
retai in essa esistenti, con essere egli ini^ 
messo nel possesso della atessa, previa la 
spedizione, occorrendo, dell' opportuno 
mandato. 

LA CORTE 

** Attesocche V attore avea locato al oon- 

vemito,neI 20 febbrajo 1876 presso il Notaro 

Dr. Gioseppe Peltegrini Petit^ i paretai esi- 

fteati nella porzione di terra appelkta ic* 

tm ta Keiku posta nella UardiOj per ànni 

otto, per l'annua peneione di scudi 6 , s^o 

i patti— primo, che spirati gli anni otto di 

detta locazione, sarà leoito al looatario di 

continuarvi per altri anni otto coirbtessa 

pigione ; secondo, ohe gli sarà lecito pme 

fomirvi altri paretaj senza aumento della 

pigione; terzo» die pel caso che in divi- 



sione col di lei fratello, pervenisse alla con« 
sorte del citato la porzione tal Bukkett, o la 
altra ta-Safsafa poste nella Uardiaf esso ci- 
tato si obbligavà insin d^allora di locarle 
aU'attore, qualora costui offerisse la pigione, 
che altri avrebbe offerta^ divarsamente a 
stima di Periti ; 

'* Attesocohà r evento contemplato oon 
detto patto terzo si verificd in qoanto che 
alla consorte del citato pervenne la detta 
porzione ta Safsafa neU'atto di divisione 
seguito presso il notaro P. P. Borg Sam- 
mut il 17 settembre 1878 ; ma esso citato 
loco ad altri qnella porzione in atti G. Chet- 
cuti il 25 gennajo ultamo, per ecudi 235 
l'anno, con anticipazione di scndi 300 in 
conto dell'ultima annata ; 

*^ Attesocche perci& Tattore, ritenendo che 
cosi il citato abbia mancato airadempimento 
deU'obbligazione assnnta ool snddetto patto 
terzo^ domanda diohiararsi e deciderBi die si 
sia fatto luogo alla risdnzione del Boccennato 
contratto di locazione dei paretaj nella por. 
zione detta Ic^cens ta Ksiku, e condanna del 
citato a rilasciarglieli ; 

" Attesocchà il citatOi per la moralità di 
suo operato, allega dunbiamento di stato 
dellVtttore, e prova che oostni poco tempo 
addietro ricorse a lui atesso per pioool mutno 
da poter soddisfare un debito di circa scndi 
60, pel quale eragli stato elevato V nnico 
anin^ei che gli rimaneva pei lavori^agricoli ; 

'' Attesocohe per la parte giuridica di sua 
difesa lo stesso citato nel merito ha preci- 
puamente eocepito, che I' inadempimento al 
surriferito patto terzo non adduoe diritto a 
risoluzionoi perch& à nn'obbligazione indi* 
pendente, distinta, estranea ai costitutivi 
sosfanziali del contratto di locazioney seb- 
bene inserta nell' atto, col quale questa si 
contrattava: il citato, ancbe violando talora 
senza ragione quel patto terzo, non manche- 
rebbe percià ad alcuna delle obbligazioni 
jmpostegli dalla legge quale conduttore; e 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



ebbe nasoare, sarebbe 
i risoluzione del con- 

ini deir articolo 1323 
del 1868 la locazione 
lizione risolutiva, soio- 
e parti non adempiflca 
I parte, veraolaquale 
i* obbligazione, ha la 
) Taltra airadempi- 
^noi quando ci5 aia 
re lo scioglimento del 
isarcimento dei danni 

del contratto: in 
5 se la risoluzione 
imente convenuta, la 
na moderata dilazione 
uando queata poesa 
idizio deir attore ; 
artioolo 1323 h una 
illo speciale contratto 
icoli 774 6 776 della 
tolo delle obbligazioni 
»rimo h diapoato che la 
à aempre sottointesa 
i pel casOi in cui una 
iccia alla sua obbliga- 
ro, aalva disposizione 
d di venditay il con- 
ysojure,^ pu5 la Corte 
a dilazione al oonve- 
poi 776, sela condi- 
riguarda 1* inadempi- 
60 cui robbligazione 
ta, ba la scelta, o di 
ento del contratto, o 
arte alF adempimentOi 
le ; neir uno e nello 
il convenuto condau' 
i; 

dubbio che contra- 
iamente gli uni verso 
lire le rispettive obbli- 
I ed anche senza espii- 



merlo sono tenuti a tutte le conseguenze, che 
requità, I'nso, o la legge attribuiscono alla 
obbligazione secondo la sua natura : ma que« 
st'ultima elementare espressione deir articolo 
699 di detta Ordinanza spiega che l'effetto 
di uQ contratto, importante vincolo di eseguire 
le relative obbligazioni colle cooseguenze 
ad esse attribuite daU'equità, uso, o legge, di 
legge non si estenda oltre la natura stesaa 
deir obbligazione ; e contribuisce perci5 a 
ritenere che ove la legge permette risolu- 
zione di contratto per inadempimento di 
obbligazione, intenda di obbligazione re- 
lativa, corrispondente, connessa e pro. 
pria alla natura atessa del contratto, pel 
quale fosse stata quell' obbligazione con- 
tratta : bene inteso che col ritenere tale 
dover correre il senso della legge non 
s'intende vietato ai contraenti di regolare 
espressamente in sen^o diverso la loro con- 
venaione ; 

^* Attesocchà, a cosl intendere il significato 
della legge, la Corte ha dato peso ancora 
alle parole scritte da OioTgio Oiorgi^ nel lib. 
2doM pftrt. 2da.^ tit. 3zo., cap. imo., no. 269, 
Teoria delle obbligazioni-^*^se invece di so- 
** spendere o risolvere il contratto, I' avve^ 
*' nimento posto in condizione oostituisoe una 
*' prestazione accessoria, 'che un contraente 
" fosse in facoltà di esigere dall' altro, non 
*' saremmo piu nei termioi della vera condi- 
'< aione, ma nel modo. Suppongasi, per e- 
^' sempio, (prosegue V autore) ohe talnno 
^^ venda la sua casa, e aggiunga nel con- 
<' tratto medesimo a condizione che voi 
*^ eompratore me la diate in affittoi eviden- 
** temente qui, nonostante quella parola can^ 
*' dizione^ uon saremmo nei termini d'nna 
*^ modifioazione accidentale intesa a sospen- 
** dere l'obbligazione : e per quale ragione^? 
^* perchà il venditore avrebbe un'azione per 
*' costringere il compratore a dargli la caaa 
^'in affitto-*" E se 1' autore avesse avnto 
sott' occhio il caso controverso nel preseote 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEl TEIBUNALI DI MALTA 



167 



giadisio, ia coi il oitato ha già locato ad 
altri, veroBiaiilmeBte avrebbe aggiunto— ^^od 
altrimenii azione a risaroimento di danno 
per Qoa aver adempito la promesaa di dare 
la Qoaa in affitto ''— ; 

'< Attesoccbċ r attore si allontana dalla 

qnfistione col eostenere cid» che d'altronde 

BOQ e da altri impognato, vale a dire che 

anohe qoel patto terzo partoriaca obbliga- 

sioQei e cbe 1' inadempimento della stessa 

debba ottenere gli effetli di legge; poichċ in 

controversia cade, se per T inadempimento 

di qQell* obbligazione. distinta dalle altre 

proprie al contratto di locasione» e cbe il^ 

coQdottore eontrae per essenza e natura del 

ooQtratto speciale^ venga la riaoluzione dello 

alesio compresa tra quegU effetti, come si 

tnttasse di condisione risolutiva tacita per 

adempimento ; 

** Attesocchà V artioolo 774 delPOrdinanza 

No. YII del 1868, reclamato pore dall' atto- 

re — per trarae argomento dalla parola sem- 

pre nello stesso articolo adoperata che il le* 

gislatore non abbia inteso alludere alle sole 

obbligazior.i relative airessenza e natura 

deUo spedale contratto — queirarticolo stesso 

fomirebbe ragioni di ritenere il senso op- 

posto a quello deU' attore: perocchd dopo 

di avere 1* articolo espresso che la condi- 

zioQe risolntiva h sempre sottintesa nei con- 

tratti bilaterali pel caso che non h soddis- 

iatta robbligaaione, prosegue adiaporre che 

in tale caso, salva gualunque altra disposi- 

ziane rdativa al corUratto di vendita, il con- 

tratto QOQ si scioglie ipso jure^ e puà la 

Corte accordare una moderata dilazione. 

L'aUosione ad altra disposizione rapporto 

vendita porterebbe airarticolo 1152 della 

stessa Ordinanza, disponente ohe il venditore 

di on immobile non puo domandare la riso- 

luzione della vendita sul motivo che il prezzo 

nonglià stato pagato; trattandosi perà di 

derrate o allre cose mobili» la risoluzione 

della vendita, ancorch^ la condizione riso* 



Intira non sia espressaj ha luogo ipso jure 
neir interesse del venditore, se il compratore 
nel termine non si presenta a ricevere, o 
presentandosi non offerisse contemporanea- 
mente il prezzo, Ż chiaro che.tale articolo 
riferito ragiona la risolubilità della vendita 
di cose mobilit e la non risolubilità di quella 
degli immobili, sul difetto di adempimento 
della precipua obbligazione propria al com- 
pratore, quella ciofe di pagare il prezzo ; ed 
il riferente riceve migliore spiegazione, ossia 
h meglio confermato il suo senso col disposto 
del riferito ; 

*^ Attesocohe tralasciata pure la espreasione 
della legge e la taoria, e fatto ricorso alla 
volontà dei contraenti, h anzi tntto da rieor- 
dare ohe non basterebbe qaalanqae intenzione 
abbia potnto avere il solo attore nel conchia- 
dere qael patto^tersoj se 1« stessa intenzione 
non fu comune anche all' altro contraente; che 
quelpatto non contiene aleuna espressione 
iadioante comaQe intenzione di risolvere il 
contratto nel caso choi aweratosi 1' inoerto 
evento ivi contemplato, mancasse d'adempiere 
la promessa di locare altro fondo all* attore, 
che gli locava i paretaj; che nemmeno risalti 
di un Modua oonvenuto a foggia di condi- 
zione, eebbeae anche qaando ve ne fosse 
dabbioy la presunzione romana oonchindeva 
per il puru8 modus, non già per la condizio* 
ne ; che il patto non riguardava materia con- 
nessa oolla Bostanza, ni coUa natara della 
looazione, ehe|8i contrattava; ehe qaando pare 
potesse vedersene un dabbio salla comane 
intenzione dei contraenti, legge obbligherebbe 
d' interpretare contro colui, cbe stipnlo ii 
pattOt e in favore di qaello» che ha contratto 
robbligazione contemplata con qael patto ; 

*^ Conseguentemente 
LA CORTE 
*' Deoide per T esclnsione deU' attore dalle 
sue domande— senza tassa di spese-- e senza 
pregiadizio di altri diritti che aUo stesso 
attore possono competere per V inosservanza 
di detto patto terzo, se e come di legge, '' 



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168 



DECISIONI DEl TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX 1880 



DEOISIONE 62. 

CORTB CIVILE DI SUA MAESTA* 
PRIM' AULA, 

14 Giagno 1880 (a). 

Dr. Filippo Pullieino, 

Oiudiee di Sua MaettiL 



Argoinento 

Applicazione deUereġole, rkhieste per la 
ohUgazione solidale di piu mandanti verso 
'U mandatariot al caso dei periti giudiziali. 

Dn Filippo Mariani ed altri 
vċrstts 
Bev. Sac« Don Luigi Àzzopardi. 

I oitanti domandaroDO la condanna del ci- 
tato pel pagaoQiento di £ 20, cioċ £ 10 per 
ciascon di iorO| per dritto loro dovato come 
pextti nella causa sol conoorso del Beneficio 
di Santa Maria ta Hal Trmn, già pendente ! 
innanzi a qaesta Corte, e nella quala egli 
era uno dei collitiganti, essendo il secondo 
loro rapportOi pel quale si doaaanlano le 
dette £ 20, rimasto fuori degli atti della 
cattsay per non essere stato pubblicato stante 
ildifetto dipagamento del dritto suddetto» 
cha dovea. pagarsi provvisoriamente da un 
altro eoUitigaiite—- previa« oocorrendo, la 
dicbiaraBione che pel pagamento del suddetto 
dritto tutti i collitiganti in causa* e quindi 
aoche egli come uno di loro, sieno tennti 
yerso i domaadanti aoliàalmente • 
LA CORTE 

** Attesocche nel processo di concorso sul 
Beneficio appellato ta Santa Maria ta Hal 
Tmin, deciso da questa Corte il 29 aprile 
1880, nel quale erano tre i concorrentiy cioà, 
il convenuto Saoerdote Azzopardi, il Cano* 

(a) Qaesta sentenza h appellata. 



nico Àgostino Glivao e il Chierioo Pietro 
Paolo Gerada» la Corte aveva nominato gli 
attori in periti^ con dover il loro dritto essare 
provvisoriamente pagato dai concorrenti di- 
visibile in uguali rate> e preparato il detto 
rapportOi il dritto in & 20 era stato per in- 
tero depositato dal convenuto e dagli attori 
conseguito ; 

'^ Attessocche dal detto rapporto e dalle 
indagini fatte dai due Feriti risultava ma« 

nifesta la preferenza dovuta al convenoto 
Sacerdote Azzopardi sugli altri due concor- 
renti» e la cansa era stata istroita in modo 
da poter easere deeisaj 

*^ Atteaoeehe in e^guito alU pubblioa^E^one 
del detto rapporto il ooacorrente ^Chierico 
GliTaoi avendo prete8<» col.sqssidio diauove 
prove e dooomenii di poter ottenere i& euo 
favore la variaei<me delle oopchiusioni del 
rapportoi aveva provoeato on naovo .incarico 
dei detti Ferili cpa decreto à^\ 16 ottobre 
1879| il dritto del quale doveva essere prov* 
viaoriamentei oome statul il detto decretOi 
pagato dallo stesso Glivai^ ; 

** Attesocchà dopo preparato il detto se • 
condo rapporto il Glivau non si era corato 
di soddisfare il 4ritto dovuto^ per cui il me- 
desimo non si era pubblicato;e la Corteifacen- 
do a meno dello stossoi pregradu5 il conve • 
nute Azzopardi, condanuando al pagamento 
del dritto per il secondo rapporto il solo 
Glivau ; 

*^ Attesooche gli attorii foadandosi sulla 
teoria del mandato ed in ispeoie euir artlcolo 
1651 deir Ordinanza No. Vil del 1868 con - 
forme al testo delle leggi romane ed a quello 
di moderne legislazionii domandano eolla 
presente citazione la condanna del convenoto 
a pagar loro altre lire venti,cio6 lire dieci per 
ciascunoi per loro onorario in ragion del ee- 
condo rapporto non] pubblicatOi noo ostaote 
che altri e non il convenuto era tenuto per 
il decreto del 16 ottobre 1879 a Boddisfiure 
provvisoriamente il detto drittOi e noa ostan- 



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Vbl.; IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBTJNALI DI MALTA 



169 



te oho altri fo eondannato al pagamento 
del detto dritto coUa senteDza defiaitiva del 
29 a prile 1880 ael detto giudizio di con- 
corao; 

''Attesocchà r asione solidale, che com- 
pete al mandatario contro ciascuno fra pià 
mandanti, i subordinata a due eondieioni, 
V una che il mandatario sia stato coatituito 
dapitl persone, e 1' altra che P affare sia 
loro comune; 

^'Atteeoccbà sebbene eia stato ritenoto 
che il funzionario nominato nella causa^nella 
qoale hanno parte piu litiganti^come aarebbe 
ilNotaro, il Perito, il liquidatore di una 
flocietà, si consideri il mandatario di tutti i 
colliliganti; cio pero ha luogo quando la 
aomina h fatta a domanda di tutti, o quando 
la Corte anche ex offido riteneeae necesdaria 
la detta nomina per la istruzione del proceaso, 
o per la definiaione della causa aottomesaa 
al Bno eaame ; 

<* Atleaocchà parimenti se V affare, seb- 
bene rincarico aia stato dato da pià colliti- 
ganti, non à nell* interesse comune di tutti, 
la solidarietà non puà aver luogo ; 

'* Atteeocchà pertanto la detta Bolidarietà 
viene eacluaa, tanto ae pi& peraone fanno 
mandato, aebbene in un atto uaico, ma per 
ua affare non comune. quanto se una sola 
persona dà al mandatario incarico per un 
a&are comune ad altre persone ( Yedasi 
Troplong, Mandato No. 693) ; 

^* Attesocch& nel caso sotto esame manca 
r ma e Y altra condizione^ perchà gli attori 
poBiaoo esercitare 1* aaione solidale contro il 
convenoto ; perocchà se il primo rapporto 
era stato ordinato a domandA almeno im- 
plicita di tutti e tre i conoorrenti» od ex 
^cio dalla Corte e neir interease comune 
a tatti, il secondo rapporto perà non era 
affiitto oecessario per la definirione del giu* 
diaio, il quale era completamente istruito e 
iaistato di essere deciso, come lo fu poste- 
rionaettte, in fiivore del oonvenuto Abso* 



pardiy e come lo sarebbe stato ugualmente, 
qualora il secondo rapporto fosse stato pub- 
blicato ; 

*^ Attesucche il secondo incarico dato agli 
attori lo k stato a domanda e nell' interesse 
del solo Glivau, il quale nell' indagine fatta 
da^Ii attori in occasione del loro primo 
rapporto aveva avuto tutta 1* opportunità 
di dare le sue ragioni e presentare tutti i 
documenti in loro ftppoggio; e non à giusto 
quindi, nd conforme alla lettera ed allo 
spirito della legge, che il convenutOy altro 
collitigante, potesse essere arionato eolidal- 
mente per pagare un dtitjto, dipendente da 
un incarico dato neir interesse esoluslvo di 
un altro concorrente ; 

'' Attesocchà ammeseo il pericoloso prin- 
cipio in oontrario, se in un giudicio qua- 
lunque, nel quale fossero molti i eonoor- 
rentiy dopo avuto un rapporto generale nel' 
1' interesse a tutti comune, ciaecuno dei 
collitiganci, al quale fossero contrarie le 
conchiusioni del rapportOi domandasse suc- 
cessivamente nel suo proprio interesse ia 
revisione del detto rapporto, ogni coUiti- 
gante si troverebbe soggetto coli' aaione so- 
lidale al pagamento dei dritti di tutti i 
' rapporti addizionalii sebbene anohe infrut- 
tuosamente tentati ; 

*' Attesocchd non h questo eertamente lo 
spirito della citatia disposisione di legge, la 
qualoi trattandosi di solidarietàinon potrebfoe 
essere tanto estensivamente applieaita ; 
'< Decide 

'' Per r esclusione degli attori dalle loro 
domandcy colle epese -^ salve Je loro ationi 
contro altre peraone obbtigate/' 



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[ DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vou. IX 1880 



to una 
uale si 
do per 
di es80 
%re tale 
%8i fat' 

i fondi 
tanto di 

ifandOf 
sistente 
e quin- 
ratto. 



Z10Q6 di 

retrarre, 
febbraio 
la por- 
onata ia 
aseppe e 
ia atti 
ia forza 
ed ia 
n legge; 
sonferma 
claasura, 
» ia forza 
domaado 
ono della 



detta poraioae di olauaura coatemplata ia 
detta cedola a favor suo per atti di qaesta 
Corte, eotro ua breve termiae da essergli 
alP uopo prefissO'-coa dicbiarArsi per tutti 
i fiai ed effetti di legge doversi essa rivea- 
dizioae ritenere come fatta, qualora sarà 
decorso iautilmeate il lermiae, cbe gli sarà 
prefisso* 

LA CORTE 

'^ÀttesocobĠ aveado Oiaseppe Fabri ac- 
quistato tempo addietro, ia atti Parodi, dal 
potere di Gioseppe Yella, i' intiero immobile 
posto aella Sliema Strada Fortina, a^va in 
seguito alienato porzione dello stesso a Paolo 
Borg il 28 dioembre 1878 in atti Giaseppe 
Pellegriai Petit, e il detto Borg I' ba poste- 
riormenle assegnata in permuta all* attore 
Ginseppe Balzan in atti Pietro Paolo Borg 
Sammat il 21 maggio 1879 ; 

Attesoccbe nel detto contratto del 1878 
si era diobiarato tra icontraenti cbe la detta 
porzione era franca e libera da qoalanque 
peso, gravame e serviiui meno alla servitli 
passiva di ana finestra posta nella poràono 
contigoa dello stesso venditore Fabrit il 
qaale per5 erasi obbligato di cbiaderla e 
mnrarla sedondo Tarte entro il termine di ao 
aano, e cosl rendere del tntto libera e fran- 
ca la detta porzione alienata ; 

'' Àttesoccbà nel contratto di permnta del 
21 maggio 1879 tra Borg e Balzan si era 
fatta riferenza espressa al precedente con- 
tratto del 1878 ed all' obbligatione assunta 
dal Fabri di cbiadere la nnestra entro ranno^ 
cbe non era allora anoor spirato, e come li- 
bera da tale servitii era stata dal Borg la 
detta porzione all' attore assegnata ; 

*^ Attesoocbċ fioalmente lo stesso Fabri e 
sna moglie Caterida, sotto il 7 giagoo 1879 in 
atti Parodi, vendettero I' altra porzione conti - 
gaa» ove esisteva la detta finestra, al conve- 
nato Saverio Fenecb, colla dicbiarasione 
espressa di essere la detta porzione libera 



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Tql. IX 1880] DECISIONI DEl TRIBUNALI Dl MALTA 



im 



• fniDeay e di dorer la fiQdBtra» cbe dava per 
h portjone possedata in oggi dall* attore, 
Mflere-mnrata ; 

f AtteeoocU il motiiro, per cni la finestra 
ndn i atata imraediatainente mnrata, qnando 
iiBtipalava il primo contratto dei 1878, si 
epiega neir altro oontratto di permuta del 
1879, ed h che la porzionOy ove esisteva la 
detta fineetra, era occupata da condnttori, 
ohe non ravevano ancora sgombrata ; 

** Àtteeocchà in Yista di queste ripetnte 
dichiarazioniy fatte nei detti tre contratti tra 
il venditore Fabri coi doe acquirenti fiorg 
eFenecb, e tra Borg e Balzan, per cui le 
dette dne porzioni sono state eepressamente 
dichiarate franohe e libere da qualunque ser* 
vitu, e col patto espresso della ceseazione 
della servitll della finestra, V attore Balzan 
non poteva in contradizione coi detti titoli 
diacqnisto eeercitare il retratto contro il 
convennto Fenech delU porzione da questo 
in iiltimo luogo acquistata, come ei fece per 
oedola del 4 (ebbrajo 1880; giacchàp come 
appare, la chiusura della finestra era stata 
preordinatay onde impedire V eserciaio del 
retiatto deU' una snll' altra porzione $ 

'' Attesocchg ri spetto alla pretesa sot- 
toposizione della cisterna deU' attore alla 
porzione del fondo del convenuto^ essa non 
eostituisce una base legale per V esercizio 
del retratto dall' attore intentato ; gincchà 
perespressa disposizione dell' Ordinanza 
No. VII del 186 8 la sottoposizione^o sovrap- 
ponzione di un fondoi o di nna sua part^^ — 
al fondo venduto dà luogo al retratto 8o|* 
tanto nei fondi urbani, ed i fondi| di cui 9 
qnifltione, aono rustici ; 

** Attesocchà la commodità alLegatai cbe 
ha il convenuto di attingere V acqua dalla 
cistema deirattore, non puo indurre conaor- 
ao e comunione tra i due fondi vicini di 
fronte aichiari ed espliciti termini dei men • 
zionati contratti alienatorj, nei quali i) detto 
conspnio non aplo non h menzionatp, ma h 



virtualmeote escluso, avendo i oontraenti 
voluto togliere qualunque soggezione, o di- 
pendenza di nna porzione del fondo verso 
r altra ; 

*' Attesoccbà pertanto T opera di Periti, 
per investigare i fatti allegati nella nota 
dell' attore a fol. 7» riuscirebbe del tutto 
inutile, perchg sàpposti aoche provati i 
detti fattiy easi per le ragioni or premesse 
non condurrebbero mai a stabilire un con- 
sorzio, da servir di baee ali' esercizio del 
retratto ; 

** Decide 

*^ Per r esclusione deU* attore dalle sue 
domande, colle spese.'^ 



DECISIONE 64. 

OOBTB CIVILB DI SUA MABSTA' 
PRIM' AULA. 

14 Giugno 1880. 

Or* Fiiippo PuIIiciQO, 

Oitidici di 8ua Maestd. 

Argomento 
liprivUegio dei rmra4ori ed <diri operai^ che 
avesaerofàbbricatOtricostruUosO riparato tm 
inmdbUe, o di ccloro^ che avessero per cià 
sommnistrato materialii non i ristreito std 
materiaU o suUa parte ricostruitat fabiri^ 
eata o riparala, masi estends mdPintero 
stàbUe, compreso U^suolo* 

Bosario Velki 
versus 
, Boeario Feneob 






.i'lNVi'v 



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1 DEI TRIBUNALI DI MA.LTA. [Vol. IX M80 



i CortQ 
lla bot^ 

Prinoe 
leir in- 
ato ac- 
\ Corte 
^ensandi 

airog- 
kvaraene 
e20do- 
»e prez- 
lega, lU 
wembre 
eQgft di 
il quale 
' ipoteoa 

Zerafa. 
;a, con« 
1 Begi- 
ira aSet- 
\ ancora 
t quindi 
liberata 
tato già 
\ ed al 
testo del 



i oitazio- 
1 h Btato 
1877 lo 
I in Stra< 
meri 68 
}8f cooi- 
b.eftoo- 
i somnii- 
legaami, 
lesao at- 
B^pe An- 
scrisione 
1 ipoteca 
aDnoy e 
1877; 



** Altesocob^ !a detta bottega, era di pto- 
prietà di Salvatore Zara(a, debitore dell'attora 
per le caase anzidette in £20, saldo di £iSf 
e loro lacri, e il privilegio i atato coaservato 
non solo ani materiali oomponenti la detta 
bottega, ma auirintero oorpo della bottega, il 
quale comprende aoche ii aoolo» sai qaale 
esaa venne inalztta ; 

''Attesocobċ dagli articoli 1779 No. 2, 183S 
e 1S35 dell' Ordinanza Ne. YII del 186S 
inHeme oombinati si rileva che il privilegio dei 
mnratori e degli altri operaj, che aveseero fab- 
brioato, ricostratto o riparato nn immobiloy o 
di coloro, ehe avessero somministrato mate- 
riali per la fabbrica o saa ricostrazione o ripa- 
razione per atto pabbUoo, noa si restringe soi 
soli materiali o solla parte ricostraita o ripa- 
rata, ma si estende suir intevo immebile, il 
qaalocompoende anche il aaoloi sul qaale & 
inislaato ; 

*^ Attesocche del reato qualnnque tlisous- 
sione ael oaso presente, se il privilegto ii 
estende anche sul suolo, h oziosa. perohi la 
attore, okre il privilegio^ ha anohe P ipoteca 
generale dei beni del suo debitore Zerafa, • 
cra questi beni si oompcende anohe il suolo 
di detta bottega ; 

<* Attesooohà non i di alcun ostacolo alla 
attuale domanda deirattore in via ipoteearia 
la sententa di questa Corte del 2 giugoo 
1877, peroh6 oolla stessa non fu deciso altro, 
se non ohe non era in allora di vantaggio 
al debitore Zerafa ohe ia subasta delF intero 
immobile fbsse fatta in capi, cio^ delta bot- 
tega separatamente del resto delP immobile; 
ma qae»ta disposizione, lasciata al prudente 
arbitrio della Corte, non pud e non poteva 
mai essere di pregiudizio all* esercizio dei 
dritti dell' attore, il quale agisce in virtà di 
un privilegio a lui competente per legge • 
per convensione ; 
** Deoide 

^*A teoore delle domaode deirattore, oollo 
spesei qttalom verràsoddiafatto il debito, • 



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ilOm DEI TRIBUNàLI DI MALTA [Vol. IX 1880 



ialla deposizione 
iti da Thomas 
le del CMtUtont 
i averediretto a 
nentOf tento di 
oasoli, verso la 
i, quando il ba« 
)ro88imato a ter« 
osservato rom- 
»tro della prora 



aostanzialmente 
)i data pure in- 
Edward Lewi8« 
tce che dopo di 
31 mettere il ti- 
^astello di prora, 
ribordo fu dato 
veva osservato 
della prora-^ 



ize non si pu& 
di allontanarsi 
i, di profesaione 
li ritennero che 
fu cagionato da 
e cid per la ra- 
3uti i lumi, ohe 
ento fuori del 
se il timone for- 
>8i imprudente- 
la vicinanza di 
3 in pericolo la 
tttre aveva per 
Ricasoli ; 

>ve88e ritenere 
rtemente a ba^ 
aente deeumere 
profeseionaU 
^ro rigaardo a 



tntte le circostante del caso, e speoialmeate 
alla posizione in cui era il Castleton ed al 
luogo incui si trovavano i frangenti; non per- 
cio verrebbe meno Taltra circostanza di fatto^ 
indicata da essi periti, di avere mantenuto 
troppo a diritta il suo bastimento, ii quale, 
ome dic e Willis nella detta sua deposizione, 
si tro?ava prima a meazo oanale e piuttosto 
dal lato della Yalletta, che di quello di Bi- 
caaoli ; 

** Considerando 

** Che Tidea dei periti h altronde bastante- 
mente espressa nel§ 17 del loro rapporto, 
ove dicono che il Capitano Jones mostrà 
imprevidenzB»quando imprudentemente tenne 
il 8U0 bastimento molto a diritta, mentre 
ueciva fuori del porto, considerando che egli 
aveva per sua guida i lumi di Ricasoli, o 
che il tempo era molto oscuro con forte 
pioggia e violenti burrasche, perioolaado ia 
tale maniera la siourezza del auo bastimento; 
'* Considerando 

** Che alle osservazioniy che precedono, 
noQ à di ostacolo la circostanza deposta 
preaso la Corte dei Magistrati da Roberto 
Freeman (fol. 182), il quale riferisce di avere 
avuto r ordine di mettere il timone a sinistniy 
poi fermo in posizione, e quindi a diritta ; 
giacchà le manovre del Capitano non ai 
impugnano per la ragione che egli ordin6» 
ae pure cio 6 esatto, di mettere il timone n 
ainistra, e poi di tenere fermo^ ed in fine di 
mettere a diritta il bastimento ; ma per la 
ragione di non avere ordinato di mettersi il 
timone a destra, prima che il bastimento ai 
fosse troppo avvioinato a terra, osaia per 
avere egli mantenuto troppo a diritta la 
prora di esso bastimento ; 
** Considerando 

•'Che peroio & chiaro ohe i periti trova* 
rono in colpa il Capitano, nonper essersi egli 
contentato di dare al vapore un moviaaento 
vereo destra, ma per avere mantenuto hii- 
prudeatementequel inovimeatOi quantunquo 



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^*fCW««" 



VoIh IX 18801 DBCISIONI DEI TBIBUNALI Dl MALTA. 



175 



ei aTvicinasse troppo a Bioasoli e trovasse 

QDa guida sicura nei detti lumi ; 
** Consideraodo 
** Che in fatti Capitan Stephens , dando 
spiegazioni in piena Corte buI euo rapporto^ 
erispondendo affermativameDte a certe do- 
m&nde del cooveDuto, disse c be la manovray 
cħe il Capiiano doveva eseguire, era questa 
— prima timone a babordo^ poi fermo, poi 
fermo a tribordo— ma cbe il capitauo non 
ha eseguito questa maoovra ; 
** Goasiddrando 
*' Gbe giaatamente il detto Stepbens rite- 
Beva di non avere il Capitauo nel modo su 
iDdicato esegaito la detta maoovra^ per la ra- 
gioDe chei come si ċ già osaervatOy il Gapitaoo 
ZDBDteDeva la prora del vapore aempre a di- 
ritta, fioo il momento in cai gli veaoe riferita 
la preseoza dei rompenti^ od almeoo fioo al 
momeDto,8taDdo al detto dello steaao Gapitano, 
iD cni egli si acoorse di essersi troppo avvi<- 
cinato a terra ; 

" CoDaiderando 
*' Che giova di rimarcare cħe secondo la 
deposisiooe del primo ingegnere del Castleton 
Thomas Willis V ordine di fermare la 
macchiaa gli veane telegrafato, dopo di avere 
awertito ohe il bastimeato aveva già toooato 
foDdo ; 

^* Gonsiderando 

^* Che il giudixio dei periti non à da essere 

eritieato sul riflessof che secoodo rarticolo 13 

dei Begolamenti per preveaire gli urti sopra 

mare, emaoati in cooformità al Merchant 

Sbipi^ Aci amendment Act 1862M ua Or- 

dioe di Saa Maestà ia Consiglio del 9 geoaajo 

1863 e ad un altro Ordiae io Goaaiglio del 

SOIaglio 1868, pubblicati ia qaeate Isole per 

ootificasione di Goverao del 5 maggio 1878> 

ae doe bastimenti, che navigano a vapore, si 

.DooDtraoo colla prora dell' nao dijretta su 

qoella deir altro, in modo da esporsi al 

pei^eolo di nn urto^i timoni dei due bastimen- 

ti dovraano essere posti a babordo» io gaisa 



cbe ciaflcnoo possa passare a babordo dello 
altro; perocchd col seguente articolo 19 si di- 
epone che uel cooformarai agli stessi Regola- 
menti e oeir interpretarli si devo avere rigaar- 
do a qaalaoque circostaoza speciale, che vi 
possa essere io qaalunque oaso particolare, da 
rendere necessaria una deviazione dai RegO« 
lameoti suddetti^ affine di evitare un perieolo 
immediato ; 

** Considerando 

^^Che per altro dalle prove fatte non 
coDsta che V altro vapore si trovava all' in- 
gresso del porto o che vi entrava : se oià 
fosae veroi si sarebbe conosciuto che rotta 
avrebbe ioseguito adottato quel vapore, il 
quale non entro nel porto, ed anzi Em-' 
manuele Attard, piloto che dirigeva il vapore 
Solnay, ohe usciva dal porto quasi imme- 
diatamente dopo il Castleton, assicura che i 
lumi deiraltro vapore si osservavano alla 
dietanza di due miglia e mezzo a tremiglia 
del porto ; 

** Conaiderando 

''Che percid il CapitanOi cui nuIlA 
impediva di diriggere con calma e riflessione 
le sue manovre, deve attribuire a se stesso il 
tortOy se avendo esposto ad evidente per^oolo 
il suo bastimeato, facendolo troppo aocostare 
ai bassi fondi di Bicasolii io una notte buja 
e burrasoosa, con un mare grossisslmoy si tro- 
vo iacapacei dopo che era già vicinissimo ai 
detti rompeotii e quando era già in colpai ad 
evitare l* arrenamento del suo bastimentOi 
ancora qunoJo fossero sopravvenute cause 
dipendenti da cambiamento del tempo; se 
purci secoodo le provOi non si dovesse piut« 
toato dire che il tempo si era peggioratOi 
dopo che r arrenamentOi se non era già av- 
venutOi era asaai prossimo a seguire ; 
*' Considerando 

'* Che non ooncorre alcuna causa ricono- 
sciuta dalla leggOi per cui la liquidazione dei 
dettidanni dpveva e poteva easere sospesa 
sino al paseaggio deUasenteBza in giudicato ; 



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1 DEI TBIBUNALI DI MALTA tVOL. IX 1880 



[aestioni 
onatOy e 
loessario 



ppellati» 
proferita 
3stà nel 
le non 6 
a liqui' 
enza in 
la detta 
ge ed ia 
1 queato 
irioo del 



TA* 



redkore 
vigbr di 
riamente 
^egnargli 
10 annuo 
ichiarato 



Giovanna Sohembri moglie di Faolo 

veriu9 

Lo stesso Paolo Schembri. 

Essendo stato il citato, mediante sentensA 
di questa Gorte del 28 febbrajo 1879, condan- 
nato a somminietrare alla citante in ragione 
di alimenti pence otto al giorno, da seltimana 
in altra d'antioipato, oolle spese; e non easen. 
dosi esBO giammai ouratodi adempire robbligo 
sno, ma anzi oeroato di lasoiare la citante pri- 
va degli alimenti, contro la legge e contro i 
termini di detta sentenza; e constando d* aver 
egli, fragli altri mezzi, noa pensione annoa 
di £39. 2o pagabile a loi da trimestre aU' al. 
tro dair Army Pay Department^lB, eitante 
domando la ooodanoa del citito a farle per attj 
di pubblioo Notaro 1' assegnazione d'una por- 
zione, di £12. 3. 4. annue, dalla suddetta ana 
annua pen8ione» in oorrispondenza degli alimen- 
ti di 8 pence al giorno«a lei aooordati colla detta 
sentenza ; come pure 1' aBsegnazione d' nna 
somma^ per una voltai aufficiente a eoprire gli 
alimenti paasati tuttor dovutile e le spese gia- 
diziarie, oomprese anche qoelle del preaenU 
giaditio ; oon esBere nomina to il notaro par 
la Btipnlazione dell' opportuno contratto, e 
fissato il giorno e V ora per la pobblioazioM 
dello BtesBo, e nominato un ouratore per rap« 
preaentare il convenutoi se vi sarà contnmaoe* 
LA CORTE 
** Coneiderando 

^ Che la domanda avaniata dall' attriiDe 
nella suaoitazioneinvolvo iaeguenti dabbj 

'* Se il oreditore in una eomma di deiia- 
ro. canonizzata per sentenzai abbia il drilto 
di costringere il aao debitore ad obbligarsi al 
pagamento della somma oanonizzata per Tia 
di atto pubblioo -^ 

*' Se il debitore, il qoale gode il beneficio 
della eaenzione da BequoBtro dei salari, aaae* 
gnamenti, mercedi, lasciti ed altri oapi ena- 
meratineirarticolo410 delle Leggi di Or- 
ganizzazione e Prooedara Civile, posaa essere 
obbligato a rinanoiare al detto beneficio 



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"ir- 



Voi.. IX 18«0] DECISIONI DEl TBIBUNALI DI MALTA 



177 



<* Se 11 80I0 &tto del debitorO) il qnaie non 
eseguiace volootariainente la eentenza^ che lo 
condanna al pagamento^ possa autorizzare 
il Gfeditore ad ottenere cautele dalla legge 
non contemplate, per assicurare V esecuzione 
delia sentenza, oltre i mezzi esecutivi dalla 
stessa legge espressamente sanzionati — 

'*Se infine il creditore. in ragione di ali- 
mcnti a lui accordati officiojudicis per di- ! 
sposizione della legge, puo costringere il de- 
bitore a cambiare il titolo della sua obbliga- 
zioDc, onde poter esigere i detti alimenti 
jure actio7ii9f ossia per convenzione — - ; 

** Conaiderando, intorno al primo 
dubbio» 

'^Che qualunqne sia il titolo originario 

del credito, o un atto pubblico^ o una ecrit* 

tora privata^ verbale convenzione, quasi 

contrattOy o la legge istessa^ e eempre neces- 

saria nna sentenza (tranne qualcbe eccezione 

dallalegge steesa contemplata) per poterei 

procedere agli atti esecutivi. Ottenuta perà 

la sentenaa, la quale forma un vincolo ob- 

bligatvrio frà le parti, e cbe pu5 essere 

aaeicorata mediante giudiziale ipoteca, il 

debitore non puo essere costretto a ricono- 

soere la detlte eentenza medlante un' altra 

voloBtati<i obbligazione contrattuale^ in forza 

dellaquale egli earebbe tenuto, con nuovo 

vincolo di espguito la eentenze^ la quale à 

es^uibile mediante gli atti coattivi dalla 

l^e ateeaa determinati* Coei dopo una 

sentenza, la quale avesse dicbiarato la pa- 

temità di un figlio illegittimo ed aveese 

condannato il padre a prestargli gli alimentii 

il figlio non potrebbe obbligare il padre a 

fare una convenzione circa la prestazione 

dei detti alimenti, perche tale convenzione 

mvolverebbe il riconoscimento volontario 

della patemità ; — '\ 

'* Che r attrice avendo Otfenuto la sepa- 
razione personale dal marito con sentenza^ 
edessendo stato queeti condannato a pre- 
fltarlela pensione alimentaria di otto pence 



al glorno, egli non potrebbe essere costretto 
a riconoscere la detta obbligazione alimen- 
taria par via di contratto ; perche in tal 
modo verrebbe obbligato a riconoscere la 
causa di detta prestazione^che ċ la personale 
separazione, quantunque il marito sia per 
les^ge tenuto ad alimentare la moglie. L* at- 
trice non ha altra ri8orsa,che di fare eseguii;e 
la sentenza, che ha ottenuta, coi mezzi sta- 
biliti dalla legge ; 

^' Considerando,rispetto al seoondo dubbio, 

*' Che la legge avendo esentato dai man- 
dati di sequestro gli assegnamenti di per- 
sone pensionate dal governoy se ha avuto in 
vista di facilitare e noninceppare diostacoli 
il pagamento di dette pensioni, essa nel tem- 
po stesso ha accordato un reale beneficio 
alle dette persone pensionate, e nessuno puo 
essere costretto a rinunciare suo malgrado 
ad un beneficio accordatogli dalla legge. 
Ora se un pensionato^ condaiiinato per sen- 
tenza a pagare un debito, potesse essere 
costretto dal creditore a riconoscere il suo 
debito per contratto, e quindi a cedere parte 
della sua pensione per eoddisfarlo; verrebbe 
egli in sostanza coBtretto a rinuuciare al 
beneficio deir insequestrabilità^ ed i provve- 
dimenti dati col citato articolo 410 delle 
Leggi di Procedura ei renderebbero sempre 
frustranei a volontà del creditore ; 

*' Che in questa conformità à stata decisa 
da questa Corte, il 1 febbrajo 1867, la oausa 
di Begina e Maraerita sorelle Falzon vs. 
Paolo Falzon, in un caao quaei identico, ove 
era etato motivato che tale domanda equi- 
valeva a quella di un sequestro di mercedi 
dovute dal Governoi contro il disposto di 
detto articolo 410 (a) ; 

'' Cbe qoindi il convennto, godendo la pen- 
sione annuadi £39. 2 àdlCArmy Pay Depa/rt- 
men^ pagabile a rate trimestrali, non potrebbe 
essere costretto a f arne rassegnazione aU'attri- 
ce di £ 12. 3* 4. all' anno per atto pubblico. 



(a Yedasi a pag. 27 del volume IV* 



23 



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!I TRIBUNALI DI MALTA [Vou. IX 1880 



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la 
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rto 

ita 
uo 
ra* 

ina 
lUa 



quale sono di rendere gli alimenti inaltera- 
biii ed irrevocabili quanto al dritto ed al 
loro ammontOy indipendentemente da quà« 
lunque oambiamento di stato e di fokuna 
del debitore. Ed accord.indo8i all' attrice 
il dritto di ripetere gli alimenti jttre actionis, 
cio6 per convenzlone, al pari di qualunque 
altro credito^ ella verrebbe a migliorare la 
8ua posisiune con maniresto aggravio del 
convenutOy il cbe non e da alcuna legge con- 
sentito. E ee talvolta coi provvedimenti 
indicati dalla attrioe si potrebbero regolare 
e moJificare gli eflfetti della conven£ione> 
resta eempre vero che vi sarebbecambiamen- 
to di titolo alla prestazione degli alimenti ; 

" In bnse dei motivi espressi, 
'' Decide 

*' Per r esclusione dell' attrice delle sue 
domandcy oolle speee.'* 



DECISIONE 67.; 

CORTE CIVILE DI SUA MARSTA' 
PRIM'AULA. 

IBGiagno 1880. 
Dr. Filippo PuIIicino, 

Gittdiee di Sua Maestà, 

Argomento 

La moglie delV interdetto pud stare in ffiudi- 
zio come convenuta, in unione al marito 
leffittmamente rappresentato da un cura- 
tore. I 



Negte. TommaBO G. Micallef 

vereuB 

Àlfredo Micallef ed altrL 



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Vou IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



179 



LA CORTE 

" SqH' eoeezione data dalla co QYennta 
P«oliDa Micaltef di doq essere persona legit- 
tifflA etare oel presente giadisio come donna 
maritaiay perchà ildi lei maiito Alfredo»aQohe 
coDYeQiito, come interdetto dalia seeoQd' Aula 
di qneata Corte^ eebbeue oggi provvedato di 
Do Goratore alla lite, noo pao preetare il soo 
oooBeoso per legittiiuars la di lei persona ; 
** Ha cuQsiderato 

** €be la die^HiQizioQQ contenuta neirarti- 
eolo 788 delle Le<igi di Or^anizza//ione e 
Prooedura Civile^ eecondo In quale la rooglie 
iiacapaoe a sture ia^iudizio come attrice o 
coiue coQveQuta, per qualunque aao interesse 
dotflJe, estradotale, o pararernale altrimenti 
che in persona del marito. od in unione col 
DMrito medeeimo. suppone che lo ete^so ma« 
ritosia persona capace a stare in giudizio, o 
ehe noQ rifiuti il suo consenso perche la 
moglie stia in giudizio con lui; perchċ pcr il 
caeo, in cui il marito eia persona incapace. o 
rifiuii il sQo coQsenso,provvede Tarticolo 794 
delle Btesse leg^i, combinato col precedente 
irticolo 793, ove h disposto che quando il 
Diirito ricQsi, o non possa agire per la mogliei 
o?irero ricusi, o qoq posaa prebtare il siio oon- 
senso perchi la moglie agiaca, tale coqscqso 
pooeasere supplito coirautorizzazioQe della 
Corte di voloQtaria giurisdi^ioQe, quando 
qaella Corte stimasse giusto di accurdarla ; 

''Cbe^ como ei scorge dai termini di questa 
diepoeizione di legge, rautorizznzione della 
iQOglledian interdetto per parte della Corte 
di Tolontaria giurisdizione e necessaria so!- 
tantOy'qQaiido ella vuol stare in giudizio come 
attrice,enon già quando ella k convenuta ; 
e beo a ragione ; perchà altrimenti contro la 
iDoglie di an interdetto non si potrel>be mai 
igire, non eesendo ella ana di quelle persone, 
illequalisi potrebbe deputare un curatore 
alUlite;anzi biaogna conchiudere che la 
mogUe di uq interdetto sta legittimamente 
ia giudizio oome convenutai quando con lei 



sta anche il marito legittimameQte rappre- 
seQtato ; 

•• Che l'articolo ft dell' Ordiaan£a No. I 
del 1873, in quaato alP incapacità o capacità 
delladonnn maritata a stare in giudizio, si 
rimette del tutto alle disposiziooi ooQtcQute 
nelle Leggi di Organizzaxtoae ^ Procedura 
Civile ; 

*' Pertaato decreta 

** Per il rigetro della detta eccezioQe^ 
dichiaraado che la couvcQuta PaoliQa Mical- 
lef b persona legittima n stare in giuaizio 
iusieme col di lei n^rito interdetto, legitti- 
mamente rappresentnto dal curatore alla 
lite— colle sp^se—ordiaando cħe si proceda 
airulteriore trattazione della causa. " 



DECISIONE 6a 

CORTE OIVILE DI SUA MA8STA' 
PKIVrAULA, 

16 Giagno 1880. (a) 

Dr. Filippo ^ullicirto, 

Oiudie$ di Sua Maesià, 

Argomento 

Quando gU alimenti sono domandati in virtu 
di convemione, vi si devono appUcare le 
regoU ordinarie dei eontratti e di un vero 
credilo—senza che la peruione convenuta 
sia soggetta a variazioni pet cambiamento 
di stato, sia deW alimentante, tia delVaii' 
mentando. 

Pud nascer diibbio se, chi 9iJoe%4 cosi obbU- 
gato, possa domandare la sua Uberazione, 
qualora sifosse reso incapace ad adempire 
la stba obUigazione ; non essendo giusto 
che U parenU generoso, che vohntaria- 

(a) Qoesta sentenza h appellatlL 



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SIONl DEl TRIHUNALI DI MÀLTA [Vol. IX 1880 



\uo debitOf sia irt 
!tti, che vi fo88e 
tà giudiziarin* 
m cni 8i fosse 
degli aliTnenti, 
e sopra alimenti 
5 nelV art. 1482 
868. ^ 

%venzione trattare 
contrattif possono 

recedeme — salvo 
a domandare gli 

sotto la disposi' 



/esareo 

reo. 

ndanna del citato 
;egli per aiiroenti 
tto febbrajo 1880, 
I mese, giusta la 
ijo 1872. 

Bua domanda sulla 
i privata del 22 
;ra lui e il conve- 
i, colla quale que- 
]i eomministrargli 
di alimenti ; 
>a essendo legale, 
>ne, sebbene con- 
li la legge impone 
ministrare gli ali- 
stesso applicate le 
itratti ed essere 
ttore come quella 

ue che se ne puo 
delle mensualità 

e la pensione non 
risultanti o dallo 



auinento di fortuna da parte del creditore, o 
dalla diminuKione delle risorae da parte del 
debitore ; 

" Che potrebbe offrire qualche dubh5« il 
caso, in cui quegli che h tenuto a prcstare gU 
alimenti per legge, si fosse cuntentato di 
farlo volontariamente e perconvenzione, allo 
oggetto soltanto di stabilire il quaniitativo 
della congrua alimentaria, qualora resosi 
nella impossibilità di adempiere alla conven- 
zione per mutate circostanze, ue domandasse 
la sua liberazione per un tempo avvenire ; 
perchċ non i giusto cbe il parente umano 
e generoso sia in peggior condizione di coIui» 
che sia stato oostretto dall' autorità giudizia- 
ria ad adempiere i suo i doveri di famiglia ; 
*' Che pero questo dubbio non e applioa* 
bile alla causa presente, nella quale il conve- 
nuto non domanda di essere esonerato dagli 
effetti della convenzione per il tempo avve- 
nire, ma eccepisce soltanto di non dover 
pagare il suo debito per le mensualità decorse 
e non soddisfatte ; 

**Che dovendosi, come si h dettOi giudicare 
il caso presento colla regola dei contratti» le 
offerte prove testimoniali per parte del con- 
venuto di non essere egli in istato di soddi- 
sfare le meosualità scadute, delle quali lo 
attore domanda il pagamentOj non sono am- 
miesibili perche irrilevanti ; 
** Considerando 
'* Che Taltra eccezione data dal convenuto 
della nallità della convenzione, percbà impor* 
tante una transazione sopra alimenti futari, e 
cio ia cootravvenzione all* articolo 1482 della 
Ordiaaoza YII del 1868, non pa5 essere ac- 
colta; perch^ non ogoi convenzione ammonta 
ad una traasazione; e il regolamento circa la 
qnantità degli alimenti e il modo e il tempo 
della loro sommiaistrazione, in cbi h tennto a 
prestarli per legge, il qaale riconosoe il bi- 
Bogoo di cbi li domanda, seoza che questi vi 
rinunzi anticipatamente o mediante il paga- 
mento offertogli di una somma di danaro, od 



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VaL.IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



altra conveDzione qaaittoque, doq iDcluoe aoa 
transazione riprovata dalle leggi (vedasi il 
Zacoaria, delle transazioDi § 767 nota 11) 
gif^bà lo spirito della legislazione, nel proi- 
bire traasazioni sopra alimenti futuri, si 6 
queilo di riprovare cbe ano possa rinunziare 
ad avere in qaaluDqoe tempo gli alimentii che 
potrebbero divenire indispensabili per la aua 
eBistenza ; 

*' Che nel caso sotto esame non si bcorge 
alcunasimile rinunzia nella convenzione del 
22 febbrajo 1872» ma soltanto un regola- 
mento intorno alla quantità ed al tempo 
della prestazione degli alimenti ; 
*' Considerando 

''Che dovendosi tiattare la convenzione 
del 22 febbrajo 1872 colle regole applicabili 
a qualanque altro ordinario credito, non à 
vietato alle parti contraenti di recedere 
dalla fatta conyenzione, ed al creditore di 
r'muQziare al auo dritto per un tempo avve • 
nire, salva a lui qualunque azione per do- 
mandare gli alimenti officio judicis e sotto 
la diaposizione deila leggCi quaiora vi con* 
coQCorressero le condizioni ricbieste dalla 
stesfia legge per otteaere i detti alimenti ; 

'* Conaiderando 
*' Che ia pendenza di una citazione pre- 
Bentata dall' attore contro il convenuto nella 
Corte dei Magistrati della Polizia Giudi- 
ziaria il 6 marzo 1876, e che doveva essere 
trattata il 23 dello stesso mese, per la con- 
daimadel detlo convenuto a pagargli scellini 
5 per gli alimenti dovuti per qoel mese^ era 
itBti fatta una ricevata con data del 20 mar* 
iilS76, acritta dal Procuratore Legale Pie- 
tro Paolo Naadi e firmata dall' attore, coHa 
quale qaeeti dichiarava di ricevere dal con- 
venato auo fratello scudi 2. 6 in totale 
Boddisfazione della somma o somme, e dei 
pagamenti espressi nell' obbligazione del 22 
febbrajo 1872 alimentaria; e stante tale pa- 
gamento egli rinunciava alla sua obbliga- 
zione suddetta, e diohiarava di non potec 



pretendere dal convenuti 
mensaale ; 

** Che sebbene la dett 
vergata in termini talme 
dere l'adito a qualunq 
pure il detto Frocuratore 
sua deposizione, assicur 
traducendo ia precedent( 
bale tra le parti, era inte 
laraento dell' obbligazion 
febbrajo 1872 ; ed in ve 
si dovesse interpretarci 
chiudere, non ostante i si 
che essa fosse diretta 
dieci pence, che era la difl 
2. 6 pagati e gli scellii 
domandatiy non avendo 
r attore di essere credi 
sualttà anteriori al 1 mai 
•* Considerando 

'^ Cbe non e verosimi 
convenzione del 20 ma 
riferibile al canoellament 
originaria^ che Tattore 
quattro anni continui, e 
mese in mese la esecuzii 
gazlone, avuto liguardo 
punto florido : e la dep( 
Buhagiar à appena attem 
che r attore nell* attuale 
non solo il pagamento ċ 
dente dopo la convenzi 
i876| senza la deduzione 
pezzi di Sicilia, che il d 
dice di aver riscosso dal 
tore a conto degll alimc 
manda le mensualità sc 
agosto 1875, cio& per s( 
mente alla detta convenz 

''Che il detto recess 
per alimenti dovuti ju 
vietato dalla legge, siccoi 
attore la rinuncia a don 
officio judicis e come di 



i 



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182 



DECISIONI DBl TRIBUNALI Dl MILTA [Voi. IX 1880 



'• Decide 
^'Per r esctaaioiie deirattore dalle sue 
domandey colle 8pe8e--ri3ervati a laj i dritti 
di esperire le 0oe azioni per alimenti ai 
termini della leggCi se e qaante Tolte/' 



DECISIONE 69. 



CORTE D'APPELLODI SUA MAESTA' 
8E0OND* AULA. 

17 Giogno 1880, 

Sir ÀQtonio Micallefi C.G.ILQ., Praidente, 

Qiudiee tpdtnte. 



Argomento 
Dritti deW inquiUno eulla cosa loccOa. 
Non gli si puà diminuire il godimentOt an- 

che dalV autorità publica e per causa pu* 

blica, senza sua dtaaione. 
Effetti della co$a giMdicata. 
Precetto penaU^ 

Estensione ed applicazione deW appeUabi- 
lità, nei ca$i permessi daUa legge, di 
sentenze deUa Corte dd Magistraii come 

'' Corte di criminaie giudicatura* 

La Giunta Sanitaria non i cke un corpo 
consuUativo per giuetificare prima facie gl^ 
ordini deUa Polizia eeecuiiva in materia 
di salute pahlica ; senza che percià le sue 

\ opinioni sieno tali, da precludere la via a 
contradirle coi mezzi di prova perm^sii 
daUa legge. 

AlfoQSo Terreni 
venui 

Sargente Maggiore S. Qabarretta per la 
Poliaia. 



LA CORTE 
** Considerando 

** Che giusta i termini della sentenza, da 
cui h appello e pronunclAta dalla Corte OH- 
minale dei Magi8(rati di Polizia Giodisiaria 
per risola di Maha, Valleita, nel dl 2 gio- 
gno 1880, Antonio Bellizsi, comeivi si dice 
propriet>irio della ca8a poeta in queata città 
Valletta 8trada Vescovo No. 88. con una 
altra sentenza proferita datla etessa Corte 
nel dt 23 febbrnjo 1880 Tu condannato a 
fare nella detta casa, entro il termine di giora 
ni 20, alcuni restauri, che, come ei prosegne 
a dire nella detta sentenza appellata, a giu- 
dizio deiruiHcio Siinitario vi si resero neces* 
sarj ed indispensabili ; 

*< Cbe non risulta dalla detta sentenza 
appellata ne in che consistono i restauri re^i 
necessarj ed indispensabili, n^ il tenore od 
alroeno la sostanza del giudizio deiruflSoio 
sanitario— almeno in via di riferenza a docu- 
menti esibiti nel processo-^nd le rngioni'del 
detto giudizio ; e nà anche almeno in questa 
seoonda idtanza si fece la indicazione dei 
detti restauri, e le ragioni della necessità 
dei detti restauri. Ed anzi nd anche à stata 
esibita una oopia della detta sentenza del 23 
febbrajo, con intima dell' appellante ed in 
conformità al disposto negli articoii 145 e 
169 delle Leggi di Organizzazione e Proce- 
dura Civile ; 

^* Conaiderando 

'' Che probabiimente !a detta Corte non 
esaminoi come di leggOy il merito della 
necessità dei detti restauri e dell' obbligo 
secondo la legge del proprietario di fare i 
detti restauri^ per la ragione (forse) cbe il 
detto Bellizzi aveva ammesso il proprio do- 
vere di fare i detti restauri ; 

** Che il detto Bellizzi fa condannato 
(anohe probabilmente) a fare i detti reatanri, 
in viata delle disposizioni degli artiooli delle 
Leggi di Polizia, come eraoo in vigore al 
tempo della prononoiasiooe deila detta aen* 



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VOL. JX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNAU DI MALTA 



188 



sa e prima della promulgatione della legge 
al presente vigente, cioà 1' Ordinanza No. 
Ildel 1880 statuita per emendare. le leggi 
dlPolisiay e pubblicata col Proclama No. II 
del 1880 nel 22 aprile 1880; 
^' ConBiderando 
'^Che, come si pro8e;;ue a dire nella 
detta sentensa appellata» non avendo il 
detto Bellizzi e8e<;uito nel termine prefisdo- 
gli i detti reetauri, con un* altra eentenza 
dalla detta Corte pronunciata nel à\ 29 
marso 1880 la Polizia fu autorizznta a 
fare i detti reatauri per conto ed a spese 
del detto Belllzn. Queista altra eentensa 
nh anche fu prodotta ia questa seconda 
istaoza colle forme come di legge e giuBta 
i detti orticoli 145 e 169 ; 
*' Considerando 
"Che il SoprintenJente della Polizia 
Coloaello Sceberraa. ncl 28 aprile 1880, e 
qnindi dopo la promulgazione della detta 
Ordioanza del 22 aprile 1880, giuatamente 
proa.dendo, senza fare alcua cenno delle 
ietiQ due decisioni, pronunciate cootro il 
detto Bellizzi e non contro 1* appellante, 
flcrigse una lettera all' appellantey con cui 
qneati, come inquilino della detta caea in 
Strada Tescovo No. 88, fu riohiesto di 
permettere redecuzione» del pih preeto pos- 
aibiley dei ripari e miglioramenti indicati 
regolarmente in dettaglio ed in ispecie nella 
feleaaa Iettcra«^e che, oome gli si diceva» 
erano neceaaari nella detta caaa giuata la 
opiaione degli ufficiali aanitari ; 

**Cbeil detto appellante non diede alcnna 
nspoata alla detta lettera ; 

''Chenel dl 11 maggio 1880 la Polizia 
cttoildetto appellante a oomparire innanzi 
n'ia detta Corte nel dl 17 maggio1880, 
^Ua imputazione (senzache ai foase indi- 
cato il Dome -della perdona imputante) di 
noQ aver permesso 1' eeecasione dei lavori 
ordiaati colla detta lettera del 28 aprile 
1880; 



^* Coneiderando t , . 

" Che la detta Corte pe\ detto dl 2 
giugno 1880, aulla considerazione di eaeere 
statoil detto Bellizzi già condannato a fare 
i detti ripari nella detta casa e di essere 
stata la Po iala autorizzata a farli in vece 
aua ed a sue spese— oome pure sulla consi- 
derazione di avere il detto appellante ille- 
galmente e senza alcun giusto motivo impe- 
dito la esecuiione dei detti ripari» dichiaro 
di constare di non avere il detto appellante 
permesso che ai facessero nel detto stabile 
i detti ripari^ e (oomo si oontinua adire 
nella detta eentenza) in oonformitk al di- 
sposto neU' inciso 33 dell' articolo 307 
delle Leggi Crlminali lo condannà alla 
ammenda di £ I sterlinai e gli impose il 
precettOy sotto la penale di £ 20 sterline, a 
non dover frapporre il ben nnche minimo 
ostacolo a che la Polizia eseguisoa i restauri 
in pnrola per conto e spesedel detto Bel- 
ruzi, come fu ordinato in virtii della detta 
aentenza del 29 marzo 1880 { 
'* GoQsiserando 

^' Ghe ii faori di questione nel fatto^ e ri- 
sulta dalla detta lettera^ohe al presdnte il detto 
appellante h V ioqailiQo della detta casa ; 

** Gonsiderando 

^' Ghe il detto appellante come inquilinoy 
qnando anche al presente si trovi di avere 
aullooato la casa looatagli, ha eenza dnbbio 
ioteresse nell' adempimento o non adempi- 
mento dei detti pretesi ripari e migliora- 
menti. L'inqnilino ha il dritto di non essere 
privato ed anche di non essere in alcon modo 
turbato e molestato nel pacifioo godimento e 
nell* nso della proprietà a loi locata dal pro- 
prietario , durante il tempo della locazione ; 
ed egli acqaista, e deve essere mantenuto nel 
detto dirittoy atante il pngamento del fitto, 
che si obbliga di pagare al proprietario ; 

" Che i dritli dell' inqoilino snlla proprietà 
aono qnegli stessi, che ha il proprietarioy in 
quanto al godimento della proprietà per 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Voh. IX 1880 



mpo della looazione e secondo i 

nnti col locatore ; 

onsiderando 

I per diBposizione di legge l'in- 
e^ in certi casi, essere privato, in 
parte, dcl detto euo dritto, o puo 
ato moleatato in qualanquesiari 
ettodritto, contro la sua volontà; 
e neoessario che si proceda, 
que dei detti oggetti, alla sua 
1 giudisio* per essergli data la 
k della difesa per la sua manu- 
}i diritti in disputa, e per potere 
ndo vi sta luogo, il diritto di 
^ntro il locatore, od altre azioni 

onsiderando 

conseguenza le dotte sentenze 
)Contro il detto Bellizzi— e proba- 
^ome si h detto) suU' ammissione 
lua delle domande della Polizia, 
aicuna citazione dell' inquilino, 
nelle dette domande— non pos- 
eiano quali essere si vogliano i 
giuridioi contro il detto Bellizzi, 
^regiudizio al detto inqailino oggi 

regola di ragione, dichiarata 
ate coirarticolo 263 delle Leggi di 
ione e Procedara Civile* che le 
lon possono essere mai di pregiu- 
n terzoi il quale non abbia avuto 
causadecisa colla sentenzai salve 
ezioni al caso inapplicabili ; 

Inquilino ha dei dirittii distinti da 

ocatorei per essere conservato nel 

della cosa locata, anche contro 

deiristesso locatore, o per parte 

oome di leggey quando con tali 

voglia far privare IMoquilino di 

oento, o si voglia diminuirgli il 

, 81 voglia turbarlo o molestarlo 

ento. L'inqnilino, in quanto a 



cio che ċ concemente il godimento, ha dei 
diritti» dei quali non partecipa il proprieta- 
rio, came .alienati temporaneamente me- 
diante un prezzo a favore dell' istesso inqui- 
lino ; 

'' Che anzi il locatore. come tenuto a ga- 
rantire rinquilino nel godimento della pro- 
prietà locatagli mediante un fitto, durante 
il tempo della locazione non puo legalmente 
colla propria ammissione e col proprio fatto 
recare pregiudizlo all' iaquilinOi il quale ha 
tutto il diritto di essere mantennto nel go- 
dimento ; quando, per cause riconosciute 
dalla legge e dichiarate con sua citazione, 
non debba essere privato o molestato nel 
godimento, o non debba essergli diminuito 
il godimento ; 

*' Considerando 

** Che ben conscio il detto Soprintendente 
della Polizia di non avere alcun diritto di 
dare ordini ad un inquilino per la esecuzio- 
ne di pretesi ripari nel fondo locato, o per- 
chh da lui sia permessa la loro esecuzione, 
senza la sua legale citazione innanzi la 
autorltà oompetentei e senza una legale 
dichiarazione dell' obbligazione di permet- 
tere i detti restauri nel fondo locato, e 
nonostanti i suoi diritti sul godimeuto della 
coea looata, e siano quali essere si vogliano 
i doveri del proprietario ; ben a proposito 
nella detta sua lettera del 22 aprile gV indi- 
rizzo Boltanto una richiesta per permettere 
i detti restauri> adoggetto— come e mani- 
feeto-— di dargli un' opportunità di discu- 
tere il merito legale dei restauri, relativa- 
mente ai qaali si fece la detta preghieray e 
quindi far veriBcare con sua citazione, nel 
caso di non adesione alla preghiera, se la 
Polizia abbia legalmente il diritto di preften- 
dere i detti restauri e di legittimamente in 
conseguenza ordinargii I'esecuzione di quei 
reatauri— siano, ai replica, quali essere ai 
vogliano i doveri del proprietario ; 



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DBCISJONI DEI TRIBUNALI DI M4LTA , [toi.. IX 1880 



Biderando 

idetta seateoza appellita ttoa 
' articolo delle dette leggii od 
5 aotorizzante la Gorte ad im- 

penale per un reato come qael'* 
letta aentenza h stato dicbiarato 
detto citato — >eioe per non aver 
impimento dei detti ripari nel 
aantunqae talvolta illegalmenta 
a, come si sappone nei detti 

e non nella parte dispositiya ; 
Ito precetto, sebbene in via caa- 
tto ana peoale nel caso di vio- 
Uaoza senza dubbio 6 uoa pena 
a liberlà ed importante V inter- 
iGrcizio del drltto di godere pa« 
cosa locata, ed una pena pecu- 
10 di contravvenzione a quel 

; Corte nell* imporre il detto 
ipatata giasttfioata colla dispo- 
rticolo 810 delle* dette leggi, 
m citato nella detta aentenzaf 
parti posaono esHcre* precettate 
ale entro la giuriadiaione della 
) artioolo suppone già compito 
oaasa nel suo meritOi e boq 
Q cai il fondamento della deoi- 
xie precettata noQ era il risnl- 
npito eeame della cauaa princi- 
0» e eonaiBiente principahnente 
ità deir ordine della Poltzia 
oitatOf ma un' altra senlenza 
d ia oui il citato noa avevtt 
e la quale stante il difetto di 
Buo interease non poteva easer- 
izio; 

iderando 

resente easo, ancbe se le dette 
iQBciate oontro il delto Bellizzi 
>re €i pregiodizio airappellaotey 
iB quei procedimenti non era 
9 vi sarebbe Inogo al serio 
li sentensey proferite eoniro il 



detto Bellizzi prima della promulgazione della 
detta Ordinanza No. II del 1380» potessero 
essefe messe in esecazione dopo la detta 
Ordinanza, sia contro il detto appellante allora 
non citato, sia anche contro il Bellizzi — per 
la ragione che le leggi di Polizia rigaardanti 
la salute pubblica (e le quali probabilmente 
ei presero per base della Polizia per ingiun- 
gere al Bellizzi ed airappellante i detti ordini) 
sono di ordinario tendenti a riparare abusi 
ed a prevenire inconvenieati e molestie di 
pregiudizio alla salute pubblica; ed à di regola 
che quando si tratti di legge di questa specie* 
vi e luogo sempre^ anche nell' esecuzione, 
alr appIicablUtà della legge nuovay corret* 
toria della legge antica, e non della legge 
antica, come preAontivamente meno efficace 
della noova a tutelare la aalute pubblioa e lo 
ordine pubblico, e non ostante che la eon- 
danna avesse avuto Inogo ai termioi della 
legge antica e sotto 1* impero della legge 
antica. Aggiungasi a questo che nel caso 
non ai tratterebbe di diritti stabiliti, espressa- 
mente o tacitamente, con titoli fondati salla 
volontà dell'aomo--ca8o in cui si dovrebbo 
applicare la legge antica— ma di hiii oho 
si compiono con la legge naova, e la quale 
nelia specie & la regolatrice di diritti foudati 
suUa sola disposizione della legge ; 

^' Ghe anche sarebbe assai dispiacevole il 
vedere eseguito e compitosotto Timpero della 
jegge nuova un rimedio sanitario coDfro noo 
condanBato sotto la legge antica — e già abro* 
gata o riformata — e ael giorno etesso domi- 
nato dalla legge Buova ed ia cui il già eon- 
dannato potrebbe eesere nn' altra volta oon- 
dannato ad eseguire e compiere la legge 
Quova^ con rimedi piti efficac! ( aloseno pre* 
suntivamente) di qaelli, che prescrive la legge 
antica, divenuta forae inoompatibile colla 
nuova. Ed in un oaao di queeta epecie, in 
conaegaeoza^ se ei poieaeero sotto la loggo 
nuova eeegaire e compiei>o seiftenae pronaQ- 
ciate aecondo ia legge antica« e delle qaali 



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y OL. IX 1880] DECISIONI DEl TRIBUNALI DI MALTA 



187 



fosso Btata trascnrata V esecazione ed il ooio- 
pimento in un tempo, io cai era in Tigore la 
legge antica ; la atessa persona sotto la legge 
oaofa si potrebbe costriogere ad adempire la 
la legge antica, e si dovrebbe — con molti* 
plicazione di veesaaiont e di spese — costrin- 
gere ad adottare i ricnedi prescritti dalla leg* 
ge DQoya, con demolire talv^lta o riparare le 
opere ordinate dalla legge antica — il che ċ 
asearde ; 

'* Che per altro non aarebbe espediente in 
' fQesfa caosa discntere i detti dabbi^ senza 
li citazione del detto Bellizzif il qaale non 
icitatOi ed il qaale non potrebbe essere 
ehiamato ad iotervenire in cansa stante il 
iiapoBto coir articolo 978 delie dette Leggi 
ii Organizzazione e Procednra Givile ; 
*' Considerando 
*' Gbe nel caso di an appello come il pre- 
lente, aotto le disposizioni dell' articolo 
SS5 diUe dette leggi di Polizia — come fa- 
roDO emendate coUa detta Ordinania No. II 
del 1880, e come qai aotto sarà dichiaralo — 
tQltala caosa in nn colla senteDsm di prima 
iBtania si devolve per intero a qnesta Corte di 
leeonda istanza; e qnindi^ nel caso di revoea 
leUa sentenza di prima ietanza» qoesta si de?e 
lodie revoeare in qnanto alla pena applicata 
per la contra?veDrione, • la qnale colla sen- 
tensa di seeooda istanza fosse dichiarata non 
esiBteDte* La pena h accesBoria aUa oontrav- 
veDzionet o pertanto oolla dicbiarazione di 
Qon eBistenza della contravvenaione viene 
meno h penayapplicata per la oontravvenzione 
snppoBta esiatente in occasiooe della sentenza 
di prima iatanza; eome paro viene meoo e 
diventa inefficaee qaalanqae altro provvedi* 
mento e riQsedio applicato in primtf istanza, 
ia eonsegoenza della dicbiarazione dell* esi- 
iteDzadella ooniravveozione-«oltre che sareb^ 
be aaaordo^ nel oaso di nna diversa interpre- 
tajdone, ehe non ostante la rovoca delia di- 
Bponaione principile della Bentenza» ai do- 
tMM laMiace in vigore h pitrte acoeB8oria» 



e si dovesse mettere il aon oontrawentore 
nella necessità, per eaoere liberato dalla pena 
inflittagli per la contra vvenzione, di licorrere 
ad altre antorità, con riechio ( per altro im* 
probabile ) di non essere esaadiio nella ena 
domanda per qael che rignarda la pena, enop 
oatante che da nna Corte di ginstizia foBse 
dicbiarato non contraiventore e qnindi Qon 
responsabile per la pena ; 
" Considerando 

** Che h di regola, anche nella Corte dei 
Magistrati delU Folizia Giudizioria come 
Corte di criminale giudicatura» che non 6 
indispensabilmeate necessari^ttenersi stret* 
tamente e precisainente ai termini della origi- 
naria citaiione, quando anche il proeedimento 
fosse per parte della Folizia ; e che la Corte 
posea benissimo decidere in ogni ooso pel 
diritto risultato dalle prove, e dietro alU 
stessa avanzata citazione— e ben inteso che 
si debba accordare, qualora h domaod^ 
quando la etessa Corte lo creda neceesa- 
rio, un breve iermiae pe.r poier il citato 
difendersi su di un tale riauliato diritto ; 

** Che conseguentement^e nel presente 
caeo— sieno quali essere si vogliano i termi- 
ni, nei qnali h espressa la detta citazione 
del dl 11 maggio 1880 — quesia Corte po« 
trebbe,8e non coneorressero le considerazioni 
qui sotto espressey prooedere ad una sen* 
ienza sul merito dedotto nella detta lettera 
del 28 aprile 1880 ; 
** Considerando 

" Cho perà nella specie^ in vista (ielle 
conoorrenti particolari circostanze di quesio 
caso, vi e luof^o ad uoa sentenza liberatoria 
dairosservanza del gtadizio» per le ragioni 
seguenti, in parte già sopra accennato o qui 
80iio*menzionateed epilogaie— cioċ : 

Imo, ohe dagli atii del procesao non ri- 
sulia affatto di essere staia datA all' appel- 
lanie V opportunità ài difendersi, per Kn- 
teresso sup proprio come inquiIino» aul 
merito quindi aulla necessiià dei ripari 



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186 



DECISIONI DEl TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX 18S0 









mdicatinella detta letteradel Sopriotendente 
della Polisia del dl 28 aprHe 1880, per 
oausa ticonosoiota ooIP Ordinansa No. II 
del 1880— 

*' 2do« che U sentenze pronnnoiate nei 
^iorni sopra calendati contro il detto An- 
tonio fiellizzit prima della promulgazione 
della detta Ordinnlizaf e sulle quali la 
aentenza appellata ai i baeata per proce- 
dere alla condanna del detto appellante, non 
Bono &ffatto obbligatorie pel detto appel- 
lante e non posaono qoindi essergli di pre- 
giodizio, etante II difetto della soa eitaeionot 
in ocċasione iiitbk prononoiazione delle dette 
aentenze— 

"320. che i inoertiBsimo e non rieolla dalla 
detta aentenza appellata in che consistono i 
ripari ed i miglioramenti ordinati colla detta 
lentenza al detto Antonio Bellizzi, ed in 
coi semplioemante si vede fatto on oenno 
generieo dei diversi restaori, che a giodizio 
dell' oflScio sanitario ai reaero in detto fondo 
necessari ed indispensabili. Nella detta sen- 
tenza appellata uon solamente si menzionano 
ingenere diversi-restaori, ma nċ anche al« 
meno si fa riferenza ad on rapporto della 
aotorità sanitaria in iscrittOy od almeno ad 
un ordioe del Soprintendente dato in iscritto 
al detto Bellizzi ; oltre che in questa cauaa 
non h Btato prodotto alcun tale rapporto ed 
ordine» e dai quali almeno avrebbe potuto 
doflumerai la conaiatenza dei diversi ripari, 
ai qaali ai allude anche in genete nella detta 
aentenzaappellatay dai quali ai avrebbe po- 
tuto gitidioare ae il detto rapporto ed ordine 
aia atato dato da un' autoriià competente, 
e dai quali ai potrcbb# vedere ae i diverai 
nparif per V inadempimento dei quali e ^tato 
condannato il Bellizziy eono quegli steasiyche 
furono richieati dal detto Soprintendente 
air appellante— 

''4to. che aafebbe desiderabile per le 
ragioni aopra accennate— anche auppoato in 
fatsaipoteai che le dette aentenze posaano 



essere di pregiudizio all' appellante noo ci- 
tato — cheai eaaminasse e si decideasei con 
citazione ancbe del detto Bellizzi, se le 
sentenze proounciate contro di luf, sotto 
l'impero di un* antica legge di Politia, 
possano easere eseguite si oontrodi lui stesso^ 
che contro il detto appellante^ qnantonque 
allora non citato, aotto rimpero di ona 
legge nuova — 

5to. che non earebbe espediente definire 
in questa seconda istanza contro l'appel- 
lante, senza ana discussione e senza ona 
decisione in prima istanza della qoeatione, 
qoali sieno le prove prodocibili ed ammiasi- 
bili ia casi di qoesta specie, e particolar* 
menteqoalee il eenso del § 2 deii'articolo 
50 delle Leggi di Polrzia, come forono emen- 
date colla detta Ordioanza del 18*80, vale a 
dire che in caso di qualunque questione, se 
un' opera sia conforme a qualunque delie 
disposizioni contenute oegli articoli 48 e 49 
come fnrono emendati colla detta Ordi. 
nanza, o dei regolamenti contem plati nel §J. 
dello stesso articolo 50 (fin ora non pubbli- 
cati) si deve stare all' opinione dellaGiunta 
medica — e quale i il senso del §. 3. dello 
stesso articolo concernente rappello ivi 
contemplato e fatto alla Giunta da ordine e 
decisione di altra autorità sanitaria — ; 
'' I detti §§ 2 e 8 presentano i seri dabbi 
" Imo*. se si debba stare nei detti casi 
air opinione deHa detta Giunta od altra ao- 
torità sauitariay e le quali seoondo la notifioa- 
zione di Governo No. 49 dal dl 23 giagao 
18!75 non sono affatto an'aotorilà ginditiaria, 
ma an ramo della Polizia esecutiva ( § 1 della 
detta notificaziooe ) in tatte le cauae promos- 
se dalla slessa Polizia esecotiva, in toodo 
da non potere mai ana Corte di giustiiia aU 
terarla, riformarla e non attenderla^e nel 
mentre che, oUre di essere la detta Gionta 
# qaalunqoe allra aotorità sanitariaf oome ai à 
detto, 00 ramo della Poliaia esecntiva» la 
ateaaa Gianta a totte le altre autorità sani- 



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s^W" 



Vqu IX im) DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



189 



taria iadioate io ispeoie neir artioolo 10 
della detta Ordicanza del 1880 ( Art. 65 
delle dette leggi di Polizia) oome h dichia- 
rato espressameDte nel § 7 della detta Noti- 
ficazione No. 49 del 23 giogno 1875, ed 
aocbe nel detto artioolo K^ (65) non hanQo 
alcQQ diritto o poteatà deci8i?a;;ma sola- 
meole il dovere e T obbligo di invigilare 
Bolla eaeeazione di tatte le leggi relatire alla 
pabblica igieQe, oome i detto nel detto 
I 7» e per iQvigilare salla eaecazione delle 
Leggi di Polisia in qaaoto rignardano la 
silate pabblioai oome ċ disposto oel detto 
articolo 10 (65) ; 

''2do. e (aappoBto cha nei detti §§ 2 e 3 
del detto artioolo 50, ia riferenza anche ai 
regolamenti ivi eontemplati e fin' ora uon 
pabblicati, il legialatore non abbia inteao 
afiatto di iare dipendere ia salate di tatti i 
proprietari di qaeate iaole dalia sola opi- 
juoQd della detta gianta e delle altre antorità 
janitarie^ per qnanto sono rispettabili i mem- 
bri eomponenti la gianta e le altre aotorità 
eaeitarie e al presente in offioio, e nomioati 
dif governo colla notifioazione No. 50 del 
S3 giogQO 1875, oolla delta Notificazione 
49 deilo atesso dl 23 giagao, e colla Notifi- 
ea&iooe No. 3d del dl 22 ajirile 1880) se il 
detto § 2 deir articolo 50 debba essere io- 
terpretato nel seaau cUe V opiaione della 
dettagiunifl, anche nel caso di appelloi oome 
i contemplato nel §• 3 dello etesso articolo, 
da qq' altra aatorità eanitaria. ei debba eol- 
taDlo riteQdre, o vi si debba aoltanto atare. 
come ana prova prima facie del bnon di- 
ritto della detla Polizia eeecativa» e qaindi 
come an mezzo adottato dal legislatore per 
poter la Polizia esecntiva giastificHre prima 
facie i euoi procedimenti giudisiari per 
parte del Governoi ed easere cosl evitate 
caaae veasatorie e mal fondate, e eenza aloun 
divieto in conaegaeuza al!a parte avveraa di 
iar prove contrarie alla detta opinione e 
d' iiidebolire b detta opinioae oon altri 



mezzi di prova riconoeeii 
—6 fin ora non abrogat 
proibizione air autorità giv 
mettere,' come in altri ct 
criminaliy le dette prove 
parte avvereay ed anche ex 
di prova riconosciuti dalla 1 
correndo per via di altri p< 
lione oculare aecondo le le 
aenaa alcnn obbligo della au^ 
di iiniformarsi airopinione d 
e delle altre autorità sanit 
detto caso di appello prev 
§ 3, quando la propria conv 
torità giudiziaria non fosse 
tutto od in parte, colla dett 
giuntaedelle altre autoritii si 
che in neasun modo si del 
abrognte impIicitamentOi co 
50 e coi regoLimenti ivi c 
pubblicarsi io adempiment^ 
ticolo, le regole ordinarie 
prova giudiziaria nelle cai] 
oriminalii oome sono al pv 
aecondo la legge e la ragionc 

** Che in vista delle pr 
basate suU' interesae del detl 
questioni che verseno e so 
proprietà privata« e per di 
petenti reaimente nel sensc 
BuIIa proprietà, npn vi h s 
eseere stata la canea appel 
Corte, sotto i provvedimei 
285 delle dette Leggi di Poli 
emendati colla detta Ordi 
del 1880; 

*' Considerando 

*^ Che in prima istanza i 
capo delle spese, e non vi i 
dere sulle spese stante il di 
colo 342 delle leggi crimi 
quale ei deve decidere ancb 
casi, nei quali ai proeeda di( 
rela della parte e noa già a 
Polizià esecutiva ; 



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190 



DECISIONI DBI TBIBUKALI DI MALTA [Yob. IX 1880 






** Ch« n^ ftDolM in qaesta saoondà isttnifi 
u tfià ooiidtanare il ooooombentOt ai torniiai 
id gl. dell' artioolo 24» doUo detto Loggi di 
Ofganis9Wono a Prooodara Ciyile; perehd 
nel oaso V aaione ^ eseroitata dal Governo a 
BOfno di Sna Maeetà per maiBo delia Polisia 
eseoativa ; e coiae h stabilito eoll' artieola 
489 deUo detto Leggidi Organiszauone e 
Prooedara Gi?ilet aonsi possono tassare spese 
Qoatro la Coroaa» ed in qaesti oasi— giasta 
il ( 9« del Praolama No. I del 10 febbrajo 
1875, in qaesta parte aon abrogato eollo 
artioolo 1023 delle detto Leggi— in qaalonqae 
proseesa di qnesta speeie le parti devono 
pagare la prop rie spese ; 

*' Dichiara e deoide che h legale V appello 
interpoeto dalla detta sentenza proferita 
dalU Corte Crijninale dei Magistrati della 
Poliaia Giadiziarta per V Isola di Malta, 
Valletta nel dl 2 giugno 1880— e deoide per 
U Ubarasbne del detto oitato ed sppellsnte 
dali' oaser?aQaa dei preseate giudizio. come 
i stata promosso dalla PoKzia^e quindi per la 
revoca daUa aeataaaa aa mensioaata e prof erita 
dalla detta Coria> aper la coDseguente libe^ 
raaàoBa ^el dat^ ai^lanta dalla condanna 
per la detta amaienda di £ 1» ed aache dal 
preoetto ingiantogli at^Ia stessa sententa 
sotto la penale di £ 20-"ngettando la Po- 
ImA dall' offerta prova testimonialey coma 
superflaa nel presente stadio dei prooedi- 
meato^a dicbiarando di astenersi dal con- 
daimara la Poliaia eseoativa nelle spese 
per r intereesa dai detto appellantai slaate 
il disposlo ooUe leggi sopca citata e fiao ai 
presente in jpieno vigore.'* 



DECISIONE 70. 

CORTB CIVILE DI 8UA MAESTA* 
PfilMÀULÀ. 

ISGiagno 1880. 
Dr. Filippo PuIliciDO, 

Giudiee a Sum MaeMià. 

Argumexita 

Secondo la giurisprudenza antica, anteriorc 
al Codice Bohan, $i ammettevano le eoedi" 
tuzionifedecommissarie anche taeite. 

Da qaali congetture queete $* inducano. 

Maria Carmela Schembri 

verem 
Com. Giorgio Farrugia. 

La dtante domando la revoca degli atti di 
subasta ordinati contro di lei dalla Corte, 
ad istanza dl eeso citato, per decreto del 16 
febbrajo 1880; previa la dichiarazione di non 
essere liberi gl' immobili, ai quali i detti atti 
si riferisconoy ma soggetti al fedecommesso 
perpetuoy ordinato dal Bali Francesco Pugetl 
Cheatnel in atti Ambrogio Sciberras 10 
novembre 162^ e id altri fedecommeesi — ed 
la medesima in caso di sinistro evento di tale 
domanda, doinandb che fosse ordinato di non 
doTcrsi procedere alla subasta e vendita di 
essi immobili» se non separatamente, liberan- 
done runodopo Paltro, finchd si abbla la 
somma dairesecutante richiesta; con ordinarsi 
intanto la sospensione della detta subasta ia 
pendenza della citazione presente. 

LA COBTE 

^* Conaiderando 
*' Che per oontratto rogato negU atti del 
notajo Ambrogio Soiberras il 5 novembre 
1625 il Bali di Moroasa della lingaa di 



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DEOISIONI DEI TEIBUNALI DI MALTA. [Voi.. IX 1880 



i donatari con figli e dieceo- 
onoetante il donante ha or- 
ni facesaero passaggio a piii 
nzione auocessivamente ; 
asegnenza non era necesaario 
ite ricorrere alla prova della 
Ja famigliay al quale oggetto 
otti daH'attrice i due docu- 

e 15 della citazione ; peroc 
i fare la prova dell' 08servanza,v 
nemente prescrittiva, quando 
0, od h perduto I'atto di fon- 
^* osservanza interpretativa, 
riginario à ambiguo, e la fon- 
ta dei dubbi fondati intorno 
;el fedecomoieseo ; mentre nel 
one la sostituzione fedecom- 
iramente indotta secondo la 

vigente al tempo della doaa- 

iderando 

9 Qon essendo stata messa in 
ità dei fondi portati in suba- 
ito per ricorso del 16 decem* 
3retato lo stesso giorno, come 
>1 8U cilatQ contratto del 5 
>; e risultando quindi che gli 
ecommissarj sono inalienabili 
alle azioni dei creditori della 
ista intentata non puo essere 

le 

della prima domanda dalla 
a per la revoca degli atti di 
ndosi di decidere la seconda 
80 di sinistro evento della 
nsa la tassa delle spese. " 



4DECISIONE71, 

OORVE CIVILE DI 8UA MàESTA.* 
PRIM' AULA.. 

21 Oiugno 1880. 

Dr. Filippo Pullicino, 

Giuiice di $ua Maettà. 

Argomento. 

H convenuto fuo dare la svMzione ad un 
altro ctmvenuto chiamaio incausa^ma 
in certi casi soltanto. ' 

Michele Muscat . 
versus 
Nicola Azzopardi ed altri. 



LA CORTE 

*' Attesocchi il citato Nicola ha preaen- 
tato capitoli per la subizione di Natalizia 
auamadrei chiamata in causa a di lui ri- 
chiesta ; 

*' Atteeocchg esaminati dalla Corte quei 
capitoli, ha rilevato che essi mirano a oon- 
tradire le domande deir attore, secondo ma- 
rito della Natali^ia chiamata in causa ; 

"Attesocchà la Prim' Aula della Corte 
di Appello di Sua Maestà. riflettendo sTilIa 
controversa materia nella causa Barbara ed 
altri V8. Famularo ed altri, avea nel 6 
luglio 1868 considerato che la legge non 
dispone che un convenuto non posaa ricor- 
rere alla prova per subizione di ua altro 
convenuto ; ma che deve subire la parte 
avversa, quale puà essere anche ua coave- 
nuto rispetto ad altro convcnuto^ qaando ha 
puà avere interesse, come in quel caso si 
verificava, di sostenere le domande dell'at- 
tore contro l'altro convenutO} chiamato ia 
causa (a); 

(a) Yedasi a pag. 213 del Yolame IV. 



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VOL. IJC 1880] DECISIpNI DEI TRIftUNALI DI MALTA. 



193 



" Attesoccb^ rinterpretaBione dellA legge 
eosi adottata condaoe nel presente eaao a 
noa ammettere 1a ohiesta snbiiione della 
ahiamata in canio Bni capitoK del citato 
Ntcola ABSopardiy benchà Bfortooatamente 
gliene posBa talora derifare il gran pregin^ 
dizio» che allega; 

'^ Diebiara e deciJe non eeBere ammiBBi- 
bile la prova per Bubizione di NataliBia As 
sopardi MnBoal, cbiamatB in cansa, Boi capi- 
toli deU'altro citato Nieola Asiopardi^le 
apese riBervate. ** 

N.B La preeente deciBione h del Dr. 6. 
OaBan* 



DECI8I0NE 72. 

CORTB D' APPEIXO DI SUA MABSTA* 
AULÀ OOMMEBCIALR. 

21 Giugno 1880 (a). 

Sir Antonio MicalIer)C.6.M.o., Preiidenu, 
Sir Salvatore Naudi, l.l.d.» 
Dr. LoreDzo Xuereb, 

Oiudici di 8ua MaeM. 



Argomento* 

OvB 2a legge rickiede ineinuazionet non vi 
mKppliice (U difetto V inecrizione per Vipo- 
teea^ perchk questa euppone V effieacia del 
€reditQ anche in fronte ai terzu 

E\ nvJUa V inscrizione delV ipoteca eonven* 
zionalef se nel contratto manca la conven- 
sione ipotecaria. 

JJ iMerizione presa dopo V apertwra del 
Coneqrso, non e oetaHva ai dritii degU aiUri 
ereditori concorrenti. * 



(a) Vedi l'argomento, le domande e la seateiiza di 
iBUiiza a pag. 30 di queato } 



Neġte» Aotonio Zarb 

versus 
Sftlvatore Oalea ed altri. 



LA CORTE 

** ConBiderando 
'' Che al conCorrente ed appellante An- 
tooio Zarb compete Un privile^^io, non eola- 
mente per le epese di apertura del preseote 
cpncoreo, ma aoche per le Bpeae di canouis- 
laziooe del buo credito e per le epeBe di bu- 
baeta, come fatte nell* intereBse comune dei 
creditori, ai termini dell'articolo 1773 deUa 
Ordinansa No. VII del 1S6S — e dello 
ammontare di £ 49. I& 4. eecondo la taesa 
C al foglio 14 del proceBBo ; 

** Coneiderando 

'' Che il eredito reclamato daU* attro con- 
corrente ed appellante Qiovanni GaleatCoI 
titolo con cui i in causa, in forsa del con- 
tratto matrimoniaie tra il debitore SalTatore 
Galea e la defunta sua moglie Emilia, sti- 
pulato negli atii del Notaro Qiuaeppe Cal- 
leja nel di 5 Maggio 1872 (fol. 51) non ha 
alcun effetto in riguardo ai terai, altri cre- 
ditori concorrenti; perohà non riBulta che la 
detta convenzione matrimoniale i stata in- 
Bcriita neU'ufficio del Regiatro PubbHoo 
giusta il dispoBto deU*articoIo 954 della 
detta Ordinanza ; 

'* ConBiderando 

** Che il difettodella detta inscrizione npn 
puà essere eupplito colla inBcrizioDe nel 
detto Kegiatro, per quel che concerne V ipo- 
teca, che talvolta potrebbe derivare da uoa 
convenzione matrimoniale ; percbà V ineori- 
zione per l'ipoteca suppone necedsariamente 
r efficacia del crediio ipotecarto, anche in 
riguardo ai terzi ; nel mentre che Bonsa la 
inscrizione del credito, indipeodentemente 
dair ipotecBy il preteeo ercdito naBcente da 
nna convenzione matriinoniale non pu5 
avere alcun effetto giuridico in quanto ai 

85 



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;I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol.. IX 1890 



i^nte risulta 
§ 2do e 26 
uanto aorli 
rticolo 954 
81 immobiliy 



sia del ore* 
Bione matri- 
non ostante 
nta e sepa- 
ipotecaf nef 
detto con- 
A genetale, 
» h nulla per 
il difetto di 
il detto con- 



loipposta la 
imoniale in 
te potrebbe 
un^ ipoteea 
me del ma- 
ale, come à 
n potrebbe 
ita deir in* 



^tta mscri- 
etto» coro^ 
*, e quindi 
lorso avve« 
I e sotto le 
colo 1810 



i dal detto 
a della sen- 
^mmercio di 
1880, colle 
m a favore 
ente— e per 
graduando 
noa Bola* 



mente per le spese del concorso, ma anche 
per le dette spese privilegiate di canonizza- 
tione e di eubasta, eolle spese a favore del 
detto Zarb dàl detto deposito nel detto 
grado.'* 



DE0I8IONE T8. 

CORTE D'APPELLODI SUA MAESTA 
AULA CIVILE. 

25Giugno 1880 (a). 

Sir Anlonio Micallef, c«g.m.g., praidenti 
Sir Salvatore Naudi, 
Dr, Lorenzo Xuereb, 

Oiudici di Sua Maestà, 



Argomento 

E* regola che V autorità giudiziariaf quando 
non ne abbia la facoltà ddla legge, non 
po88a autonzzare od ordin.are alcun att^^ 
cħe dalla legge fosse dichiarato nullo. 

Gli attif mdicaii nelVarticolo 301 deUe 
Leggi di Procedura come modi di esecu- 
zione delle sentenzey sono contemplati in 
modo dimostrativo, non tassativo* 



Qiovanna moglte di Paolo Soembri 

versu8 

Lostesao Paolo Sceoibri. 

LA CORTE 

" Gonsiderando 
" Che e di regola cbe rautorità giqdiziaria, 
qaando non ne abbia la facoltà pier disposi« 
zione di legge^ non possa antoiizzare od ot* 
dinare alcun atto, che dalla legge fosse dicbia- 
dato nuyoy e renderlo in qaalanijaesiasi 
modo valido ; 

(a) Vedi V ar^mento, le domande e la aeiiteMi 
di prima istanza a pag, 176 di ^uesto volame. 



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>^^.\zp ■ 



VOL. IX 1880] DBCISIONI DEl TRII^UNALI DI MALTA 



Itd 



" Ghe secondo 1* ariicolo 1088 dell* Ordi- 
DanzaNo.VII del 1868 ċ nulla qaalanqQe 
vendita o ce88ioDe<^e qaiodii come à Doto, 
anche nua dazione in pagameDto — di diritti 
rigaardanti pensioni accordate dal Goveruo, 
aenza cbe col detto articolo sia stata alP au- 
torilà giudiziaria data la facoltà di autorizzar 
nn atto di qaella speciei o di ordinarlo; 

" Ghe sebbene senz:! alcan dabbio gli atti 
indicati neir articolo 801 delle Leggi di Or- 
ganiziazione e Procedura Givile, e mediaDte 
> qnalii aecondo i rispettivi oasii una sentenza 
pno avere la eua esecazionov sono ivi con- 
templaii io un modo dimostrativoi e noD 
tassativo; non & men certo che la disposi- 
zione del detto articolo non potrebbe mai 
easere estesa a mezzi di eaecnzione espressa- 
mente vietati secondo la legge, come nel caso; 

'* Senza arrestarsi ad esaminare altre qae- 
stionii 

** Decide 

'^ Per la conferma della sentenza proferita 
dalla Prim'Anla della Corte Civile di Sua 
Maestà nel di 16 giagno 1880— colle spese.' 



DECISIONE 74. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA 

25 Giagno 1880. (a) 
Dr. Filippo Pullicioo, 

Oiudici di 8ita Maestà, 

Argomento 
Chi eommette funerali e suffragj e tenuto, 
coU' azione del mandato^ a pagarne le 
tpese — riservatigU i dritti per U rimborso 
eontro V eredità. 

v^ Qoesta sentenza À appellata. 



Canonico Don Vincenzo Despot luwiiHe 

vernta 
P. L. Ginaeppe Catħilleri. 

LA OORTE 

*' Attesoccbà razione, clie esperiece il ca-^ 
i^pnico Despot nella pneaente causa, e quella 
del mandato ; 

'' Attesocchg consta dalle fatte prove cbe 
essendo mancato ai vivi nella Cospicaa i 
29 agosto 1879 Nicola Camilleri, venuto in 
quest' isola poco tempo prima, e che aveva 
figli in America, e genitore residente in 
Tripoli di Burberia, il convenuto Giuseppe 
Camilleriy parente proBsimo, e Vincenso Ca- 
milleri.fratello del defunto, si erano incaricati 
di dare le necessarie disposizioni per i fune- 
rali, ed avevano dato gli ordini opportnni 
air attore pcr mezzo di Giutfeppe Grech, 
serviente della Cbiesa Collegiata della Co- 
spicua, per T esecuzione dei detti Funerali ; 

''Attesocche il convenuto di fronte allo 
attore non agiva come incaricato del detto 
Vincenzo Camilleri, ma direttamente a nome 
proprio,e dava tutte le disposizioni in ispecie, 
perchà si facesso il tutto con deceoza ed 
economia, il che fu punta.almente esegtiitb, 
ed k egli stesso che ha domandato ripetuta- 
BQcnte i conti delle spese erogate ; 

"Attesocchċ il convenufo, eàsendosi as- 
sunto spontaneamente T incarico di fare i 
debiti onori alla memoria del defunto e di 
ordinare le spese opportune in sufFragio 
deir anima sua. ^ tenuto secondo la legge 
coirazione del mandato a parraro tutte le 
spese fatte in seguito agli ordini da lui dati, 
quand^ ancbe altre persone insieme con lui 
si fossero uniti nel dare i detti ordini, aalv^ 
I'azione del detto mandnnte contro V eredifà 
del derunto per il rimborso di dette epese ; 
** Percio decid^ 

*' A tenore delle domande deH' attore no 
mine, condaonando il convenuto a pagare la 



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DEOISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1830 



a citazione, prestato 
inieoto oel Kegistro 
egli realmente ero« 
sBono 9peci6cate nel 
titaisiooe^e riaervati 
ti per il rimborso di 
[>er le speee del pre- 
^redità del defunto-« 



m 15. 

SCJA. MàESTV 
JLX. 

880 (a). 
Pullicino, 

a Maesià. 

to. 

rvenuta tranBOziane, 
ma lite sia stata già 
udiziari; basta che 
abbia a tal riguardo 

spirito, con abitu* 
arre, con aUucina- 
li isteriċip anche di 
stituisce quello stato 
ie rende la persona 

tto a causa di rag- 
li da un contraente 

allef 

iantar. 
lata. 



[^■I=:r 



L' attriee nel Kbello efpose:— 

Imo. Cbe Paolo Ciantar. in virtà dd aoo 
teatamento fatto il 80 maggio 1812 per ġli 
attj del £a Notaro Dr. Cristoforo Frendo, ba 
iatitoito in erede nnivereale Paolo Anto- 
nio Ciantar aoo figlio natnrale legittimato, 
ordinando obe 11 medeairoo foeee dei beni 
atabili nanfrattuario soHanto, dnrante la vita 
aoa natnrale. e cbe dopo ana morte doveaaero 
quei beni immobili pervenire liberi e eenza 
alcon vincolo ai ligli ed olteriori diacendenti 
dieaao erede nniveraale, legittimi e natoralt, 
e. in difetto di diaoendentit ai parenti pid 
proaaimi del medesimo testatore ; 

2do. Cbe il dctto erede Paolo Antonto 
Ciantar h morto nel di 5 fcbbrajo 1877, 
aenea diacendenti le^ittimi, in gnUa cfae si ft 
fatto laogo alla aucceasione* nei beni eopra 
accennati, dei proasimiori conaangninei dd 
teatatore Paolo Cinotar in vigore della su 
riferita aoatitazione fedecommiaaaria ; 

3zo. Che iotanto il detto Paolo Antonio 

Ciantar aveva legittimsto, aiccome figlio 

suo naturale, il convenuto auddetto Eduardo 

Ciantar in virtà degli afti del NotaroPaolo 

Falzon del 30 ag08tol839, cui ba nominato 

erede auo univeraale per gli atti del Notaro 

Giovanni Calleja Sobembri pnbblicato ne 

dl 22 febbrajo 1877 ; e coatui, conoacendo 

come non glipotevano in nulla giovare, 

aia r atto di quella Iegittimarione» e aia 

il teatamento del detto gràvato Paolo An - 

tonioCiantar in riguardo agli atabiliaopm 

menzionati, e nel tempo atesao ben inteao 

della proasimiorità della eaponente al fede* 

committente Paolo Antonio Ciantar, ed 

anche percid del dritto della medcffima di 

anccedere, aola o con altri, io qaei Jbeni, 

cercava da tempo, anche prima della morte 

del detto Paolo Antonio Ciantar, di tenerai 

in relazione di amiciaio colla esponente 

8te8Ba,ritenendo naturalmente di poter trorre 

vantacrgio dalla notoria debolezaa e aempli- 

cità d* animo della medesimn ; 



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Y&Li IX 18801 DBdSIOm DKl TRIBITNALI DI MVLT.V. 




4to. Che io verpnon eea passoto guari 

tempa dalla morte del già nominato Paolo 

AntoniaOiantar, ansi non erati ancora eae- 

gnite il traaferiinento del tmdaVere per la 

raa inamaaione- dalla casfi, oire h\ morte 

aveva avuto luogo, qnando easo Eduardo 

Ciantar faoeva chiamare in casa sna in 

Valletta reeponeate dalla Sliema, e quando 

iou pubblioava in oa«a di lui Tatto di una 

omI detta transasione, in virtil della quale 

miva essa esponente a rinunciare e cedergli 

Q dritto^ che aveva, di suocedere nei beni 

fedecommimrj qui sopra accenoati, ed egli 

versola medeeima si obbligava di sommi- 

aiitrarle, per dnrante la di lei vita, scellini 5 

al giorno, come pure di pagarle scudi 3000 

e versare altri acudi 2000 nelP acquisto di 

nnostabiIe/*non prima per5 che fosse cessata 

qoalttoque ragione di dubitare che persone, 

aventi dritti migliori od ugunli a quelli 

dell' eeponente, potessero moleatar^ il detto 

Ciantar nel poeseeao di quei beni— ** fome 

appunto risulta dagli atti del Notaro Gio- 

vanniCalleja Schembri det 6 febbrajo 1877. 

Nel qaale contratto, in oltre, h espressa 

a favore del detto convenuto Ciantar la 

facoltà cli Bciogliere lo steeaoy nel caso che 

compnrie&ero altre pereone aventi dritti 

eguali a quein della esponente riguardo alla 

aaccesaione fedecommissaria in discorso ; 

5to. Che i beni fedecommissarj contem- 
rlati nel su riferito testamento del fu Paolo 
Oiaatar sono indicati neH* atto della 
eoiàdetta ora indicata traneazione, e vi d 
indicato nnche il valore, non già Pattuale» 
DiA qoello del 1812 In scudi 73251. 11» 
cbe aramoota appena alla metà del valore 
loro presente ; 

6to. Ghe facilmente si comprenderà essere 
qnesto, non già un atto di vera transaaione* 
nabesiuna tràusaaione dolosamente simu- 
lata dal convenuto, onde palliare una gra* 
toita donazione, un* alienasione enormiesi- 
mamente leaiva per I* eaponente. Non UtCi 



e molto meno il timore eerio di lite qnalife- 
que esieteva, qoando veniva qneir atto con- 
fezionato, ni millantaaioDe di eorta eraei 
fatta eia dair una» e eia datr altra parte dei 
preteei transigenti ; 

7mo. L'eeponente veniva chiamata dal 
convenuto, alla morte di Paolo Antonio 
eiantar, ed ella ubbidiva all* invito coU' idea 
di prestare qualohe assietenza, di pagare I 'ulti- 
mo tributo ad uo parente passato al numero 
dei pià ; mentre, invece^ presso del convennto 
ha dovuto ella assistere alla fettura inin- 
telligibile di una oarta, che fu invitata di 
firmare siccome un atto, il quale lo metteva 
in posseeeo della ricca eredità ; ed in con- 
ferma di tale poseeeeo riceveva indi qualche 
piccola eomma di danaro ; 

8vo. Che r eeponeote nh ha potuto capire 
il contenuto di quella carta, n& venne avver- 
tita debitamente e cerziorata della natura 
e deir importansa della eteeea ; 

9no. Che d' altronde reeponente noq go- 
deva allora, quando ei pnbblicava queiratto, 
la pienesza delle eue f acoltà mentali. Quando 
in vero recavaei. come copra h etato 
eepoeto, in caea del oonvenutOy aveva Ii 
medesima, per diepiaceri recatile, aofiferto 
un dissesto nella mente^ ed allora quando 
ne usciva, ella aveva totalmente emarriti i 
eenei, come earà provato ; 

lOmo. Che Tatto predetto non puo cosl 
legalmente e giuetamente eueeistere. Esso 
à nullo come transazione, per difetto degli 
estremi sostanaiali dalla legge determinaci ; 
esso i nullo por difetto di volontà e di con- 
senso da parte dell* esponeote, e per il dolo 
del convcnuto» che gli ha datoesistenza; ed 
eeeo sarebbe anche nulfo e rcscindibile, eic- 
come importnnte un' aliennzione . ed nna 
liberalità da pereona incapace, ed enormissi- 
mamente lesiva ; 

llmo. Cbe il convenuto per altro. in ona 
altra causa, ha millantato dei dritti eopra i 
detti beni in virtu dell* atto di legittimasione 






I- 



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198 



DECISIONI DEl TRI3UNAU Dl MALTA [Vou IX 1880 



al defuQto Paolo Antonio 
t\ del fa Notaro Paolo 
gosto 1839, previa V au- 
a dalla CortQ di giuris- 
mediante decreto del d) 
)3to. Ma queir atto e 
1 precitato decreto, in 
ile e atato esao eseguito, 
rcttiziatnente e surretti-. 
anche, in vero, ai vo- 
dal difettp di prova 
e il convenuto 6gIio del 
aio Cinntar, cora' e etato 
M-te onde poterne otte- 
orizzaxibne ; egli e certo. 
Ciantar ha taciuto 
al quale si nferisce quel 
sa importantissima cho il 
si (Joveva Iegittimare„ 
Cino. D*aItronde la detta 
e se tali vhi manca^sero, 
i al coDvenuto di alcun 
Qto riguarda la sostita- 
^opra allegato testamento 
la quale in nessun caso 

attrice joni.ando cbe .il 
}bIicato per gli atti del 

Calleja Schembri il 6 

annullato e rescisso — 
3 essa dichiaratn prossl- 

del sudJetto fu Paolo 
3 intltolata a succedere, 
Ituzione fedecommissaria 
i beni stabili contemplati 
imento di Paolo Ciautar^ 
mtratto del 6 febbrajo 
ti— che fpsse il conve- 
rilasciare a favore di lei 
garlene i frutti percepiti 

avrebbe potuto percepi- 
»77 — coa.ordinur«i la spe- 
3,ipi|n()ato di posseaso—e 

Cfii riaultasa^ il bisogno 



pex la definizione delle predette domande, 
fosse r atto di legittimatione sopra indicato 
invalidato, ed invulidato ancora il de* 
cretp della Terz* Àula della Begia Corte 
Civile per le suddette ragioni— aalve tutt'al- 
tre da allegarsi nella trattaziope. 

LA CORTE 

" Considerando 

*^ Cbe r istanza, pbe promuoi^e V attrice 
col suo libello, ba per oggetto io prlmo. 
iMOgo r annullamento e reaci^ione del con- 
tratto deI6 febbrajp 1877, rogato negli atli 
del ]({otajo Giovanni Calleja Schembri ; ia 
secondo luogo la dichiarazione di essere I.a 
detta nttrico prossimiore consanguinea di 
Paolo Ciantnr seniore, e come tale intitolata 
a succedere D^i beni stabili contemplati ^el 
testamento di detto Paolo del 80 maggio 
1812, in virtu della sostituzione fedecom- 
missaria in detto testamento ordinata, colie 
domaode conseguenti di rilascio dei beni, 
pagam'eoto di frutti e mandato di poaseBso; 
ed in fine, qualor fosse neceesario per la 
dcfinizione delle precedenti doniande, la in* 
validazione dell' atto di legittimazioae del 
convenuto Eduardo Cia&tar del 31 agosto 
1939 e del precedente decreto d-ella aop- 
pressa Terz' Aula di questa Corte del 23 
dello stesso mesQ ed anno ; 

** Che nel detto Libello vien allegato cbe, 
sebbene il titolo del detto atto del 6 febbr^p 
1877 sia quello di transazione, esso perà 
non & una vera transazionoy ma si bene 
una transazione dolosamente simulata dal 
convenuto Ciantar, onde palliare una gra- 
tuita donazione, un' alienazione enormisai- 
raamente lesiva airattrifte. e cħe costei nel 
tempo, in cui si pubblicava qujl contratto, 
non goeleva la pieneiza delle sue facoltà 
mentali ; 

'* Che in conseguenza la detta rescissione 
ed annullamento &Gtao> da]i' attrice pretesi 
— ''perchà Tatto maooa con\e transauoae. 



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DEOISIONI DBI TRIBUNàLI DI M4LTA [Vou IX l88o 



ido anohe di avere il conye- 
e dei beoi dell'avo Paolo 
Bto airattrioa atsegnamento 
le e proprietà di beoi come 

traoaaiiooe ; 
lerando 

;o allo stato mentale della 
ipo in eni si pubblicava il 
kaaaslone, per conohiudere se 
apaoe di preatare il euo con- 
180, h da Mflettere che dal 

fatte prove riaulta che ella 
a lemplice di epirito, avente 
aganti e bizEarre, soggetta a 
izioni e ad acceMi e convul- 
li non breve durata ; ma da 
ebbe conchiudere che ella 
ibituale di demeniA nel eenso 
parola ; ma piuttoeto che nel 

della vita, meno le eventuali 
lia sia capace di preatare un 
k afFari che la riguardano, 
lai tre contratti da lei fatti 

a quello di transasione in 
A quali fu prodotta copia con 
no correntet in due dei quali 
'ilippo Vella presente ha di- 
lla era nelb aua integrità e 
ale; 
tderando 

M sotto eaame ei tratta del- 
r eredità oospioua di un 
ale non earebbe legalmente 
fatta in vivenza della per* 
eredità si doveva rinunziare ; 
rienlta che alla attrice era 

per parte del convenuto, in 
lolo Antoaio Ciantar^ alcuna 
B preparare le coodizioni di 
9, da eesere pubblicata quan* 
A la aucceesione del defunto, 
ia era atata preparata a de- 
tto di transaiione colle con- 
teiao contenute ; consta sol- 



tanto che ella domaniava in vivensa di 
Paolo Antonio dei lussidi caritatevoli, e che 
il medet*imo, come di tei parente^ gKeli som* 
ministrava, continuandone la detta aommini- 
strazione il convenuto Eduardo, dopo che 
il padre aveva discontiouato io leguito ad 
uoa lite. che V attrice aveva oontoo di lui 
promoiso per ottenere giodizialmente gli 
alimeoti ; 

** Che giusta la deposizione del Notajo 
Calleja Schembri fu eoltanto circa un mese 
prima della morte di f^aolo Antonio. cbe 
egli aveva avuto dal oonvenuto la commii- 
sione di preparare una minuta di oontratto^ 
senza essersi fatta alcuna prova che 1' at- 
tricene eca intesa o prevenuta; e posterior- 
mente» sospeso I* incarico al Notaro, questo 
fu affiJato al Dr. Carbone» e oel giorno stes- 
so della morte.di Paolo Antonio il figlio 
Eduardo aveva manifestato al Notaro che 
intendeva i^elU ^era di queiristesso giomo 
far pubblicare il contratto, e che ne aveva 
già parlato all* Avvocato. intanto lo stesso 
Notaro depone che prima del momento, in 
cui si doveva pubblicare il contratto, egli 
non aveva mai veduto l'attrice; e Francesca 
Camilleri, domestica in casa del convenuto 
Ciantar,a8sicur5 cbe in vita di Paolo Antonio 
il convenuto non parlava mai coU'attrice. 
quando costei si recava in casa di detto 
Eduardo per avere qualche soccorso ; 

*' Che se i ben naturale che un progetto 
di transazione sull' eredità di un defunto 
sia maturato e concertato in vivenza dello 
stesso tra le parti transigenti^ per dargli ef* 
fetto colla pubblicazioae del contratto dopo 
seguita la morte di quello. della cui eredità 
si tratta; h moltostrano perd che un progetto 
eimile, preparato da una delle parti senta 
intesa dell' altra» fosse da questa liberamente 
consentito e oonchiuso dopo poche ore dalla 
morte dell' autore ; 

** Considerando • 

*^ Che nel giorno, in cui h morto Faolo 



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VOL. IX 1880J 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



201 



Antonio Ciantar (5 febbrajo 1877) la moglie 
del oonvenuto aYeva mandato la sua do- 
mestica, la menzionata Camilleri, a chiainare 
r attrice dalla SUema^ ove ella risiedeva; o 
venuta in città era rimasta in casa del con- 
venuto per circa quindici giomiy apiratii 
quali* era atata ricondotta alla Stiema in 
Gompagnia di detta domestica ; 

^* Che la sera del detto giorno 5 febbrajo, 
verso il tramonto del sole, il Notaro e I'Ay*^ 
vocato, in casa del convenuto» dopo che fu 
da queato chiamata V attrice. la quale stava 
ia una camera internai hanno spiegato a 
lei, ma non letto, il contenuto nella minuta 
del oontrattOi ohe era proDta, e ei eonvenne 
diitabilire a acudi 2 al giornola somma^ ohe 
le A doveva ass^oare, sebbene ella preten- 
de?a una eomma maggiore, e si etava 
per pubblioare il contratto, quando T attrice 
domandd tempo per pensarci sopra dnrante 
lanotte. Questo solo fatto dimostra, che 
prioia di quell' ietantej in cui si voleva pub- 
bUctre U oontratto, V attrice non ne aveva 
avnto aloQua cognizione» almeno delle con- 
disioiii appostevi; ma si voleva soltanto da 
lei uo consenso, od una approvazione sul 
momento di eid> che era etato da gran lunga 
{Hreparato dall' altra parte ; 
'* Considerando 

^ Cbe neUa sera stessa, dopo frastomata la 
pnbbUcasione del contrattoin casadi Eduar- 
dO| vi fu un altro incontro in casa del de- 
fimto Faolo Antonio» ove si era parlato del 
Mggetto in presenza della defunta Oioacchi- 
ss mogUe di Giovanni Mizsi e della serva 
dal defimto di nome Antoma, come ha detto 
lo Btesso Notaro Calleja Schembri^ la de« 
poeirione del quale h confermata da quelle 
deUs detta servai Antonia, di Carmela Fabri 
e di Giovanni Miczi ; 

* << Che il Netaro non ha spiegato cih, che 
li era fatto o tentato di fare in quella sera 
intomo al conttatto ; ma la serva Antonia 
disse che Eduardo aveva prima cbiamato il 



Notaroy e in seguito era uscito in oarrozza 
ed aveva portato in casa del defuntp cen sà 
r attrice ElenH, verso le ore eette di seira, 
cioe verso un' ora od un' ora e mezzo dopo 
il tramonto; che il Notajo attendeva neUa 
sala; che vi entrarono in seguito i due con* 
teddenti con Gioacchina Miszi, ove rimabero 
per oltre mezz'ora; che Elena appena en- 
trata in sala disse: — *' lo ħon poseo far que- 
sto, perchi ho i miei parenti'^ — e la^Mizzi 
la persuadeva di contentare il convenu^ sic- 
come egli solo le aveva prestato soccorsi ; 

*' Che a preacindere da cio, cho deposcro 
Garmela Fabri^la quale ripet^ un racconto, 
che le aveva fatto Gioaccbina,doIuta per non 
aver avuto da Eduardo un orologio in me- 
moria del defunto^e Giovanni Mizzi,vedovo 
di detta Gioacchina ; ma etando soltanto sul 
detto della serva Antonia,donna grave e seria, 
che ha aervito fedelmente il defunto Ciantar 
per diciotto anoi, per cui fu ricompensata 
nel suo teetamento, si avrebbe che V attrice 
era renitente, anzi oppoata a prestare il suo 
consenso al oontratto, dando anche rsgione 
del suo rifiuto; cid che conferma la eua con- 
dotta di poche ore prima, quando in casa di 
Kduardo frastornava la pubblicazione del 
oontratto, dicendo di voler pensarvi sopra 
durante la notte ; e si avrebbe anche che la 
Mizzi era stata interposta per indurre 1' at- 
trice ad accondiscendere, facendo appello ai 
suoi sentimenti di riconoacenza ; 

** Che sebbene la serva Antonia abbia 
detto in controesame) che non sapeva su di 
che yersava il discorso tenuto in ssla, trovan- 
doai ella aUora in una stanza contigua; pure 
non à diffioile il conchiudere, considerate in- 
eieme tutte le circostanze, che si trattava del 
contratto di transasione e di persuadere la 
attrice a prestare un consenso, che ella ri- 
fiutava; oltreohelo stesso Notaro ha deposto 
ohe il disoorso tenuto in oasa del defunto 
verteva sul confratto ; 
** Considerando 

<'Che Pindomaiii 6 febbrajo alle ore 7 del 

28 



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DEOISIONI DEI TRIBUNàLI DI MàLTA [Voh. IX 1880 



ito il contratto in casa 
>rim« di detta pubblica- 
Bola testimontanza del 
aveva avanzato molte 
cioh nn mezzanino in 
tpitale, 6 rass^gnamento 
DO ; le qaali preteneioni 
te in postille nel detto 
lo nello etesso contenuto, 
ata preparata insin dalla 

tti 8ono stati premessiy 
questione — primo, ee 
blicazione del contratto 
ei eaoi eentimentiiOppure 
ione mentale-— e secondo, 
un coneenso libero allo 
cava, oppure se il detto ^ 

estorto da maneggi, da 
el convenuto; 

ido 

di aberrazione mentale 
mpo della pubblicazione 
}rni prima non ei prova. 
lato tempo per riflettecr, 
a yolta le fu epiegato ii 
moetrato )a eua reuitenza 
cconaentirvi la eera etesga 
aa del defonto Ciantar ; 
li mattina propoeto nuove 
nsazione, cbe furono ao- 
nol contratto, ee ei vuole 
toaizione del Notaro, cib 
la era oonscia di quello, 
natura dell' atto, che si 
Inoltre ci5 & confermato- 
del Sindaoo Dr. Bardon, 
opo eesersi rinicbsa Vni* 
tia convulsiv.i, clic duro 
a cinquanta giur:ii, cltfi 
B nel coiifrutto il conve- 
ilo a darle 5 sccHini nl 
), cio che coincide coi ler- 
QtrHtto,sebbenc abbia ug- 



giuoto lii circostanza che tale asscgnamento 
leera stato fatto dal Ciantar come dt lei 
procurotore ; 

" Considerando 

*'Che d altronde gli à pur troppo vero 

che rattodi tran:*nzione era srato pubbli* 

cato con iiiolta prccipitan%a ; che 1' nttrice 

non erasi recata in casa del convenuto spon- 

tancunieiitc, iiia vi fu da lui chianiuta ; che 

la minut'i dcl contratlo sinalla^^niatico cra 

stata coiiiiinsitiouata e preparata dal solo 

Ciantar, Bcnza intesa deirattricc; cho la 

dcttH njiiiuta non era Ftata inostrata aH' at« 

tricc, uc le fu rilasciata pcr csaininarla o 

farla cs;i:niiiarc ; che clla non cra asdis^itii 

da alcun consiiltorc in un atlo cosl inipor* 

tante, come c quello della rinuneia ad uni^ 

piri;ruc crcJii^» iiicntic |>cr un contratto di 

talc natiira anche perfione esperiincntato e 

legali di pnifessiono avrcbhcro richicsto del 

tempo dei consigli pcr prestarvi un dcli* 

berato e dcfiniiivo consenso ; che nella sera 

prcceJentc alla pubblicazionc dcl contratto 

la ininuta non fu letta uH' attrice, ma eoI« 

tanto fu a lei spiegata. scnza chc conati che 

la detta 8piega//ione verteva su tutte le par* 

ti del contratto; cho nella stessa sera ella 

aveva delto di non volcrvi acconseniire, per* 

the aveva dei parenii; che nella casa del 

convenuto per quasi c'irca 15giorni ella era 

tenuta isolata da qualuuquc comunicazionQ 

con nltre per:»onc, siccoiue fu proibito lo 

accesso presso di lei per due volte a parenti; 

cħe eransi recati a visitarla, c )U)e anchc a, 

recarai uclla casa del defunto gi^rni doj>o la 

morte di costui, com* ella confesso alla serva 

Àntonia Peviodo ; che nel contratto (urono 

indieati grimiuobili ercditarjiai qiinli l'attrico 

rimiuziava partitainante, pcr il valore, che 

avevauo ncU'anno 1312. quando f'u fatto il 

llepcrtorio dell' asie di Vaolo Ciantar se-^ 

iiiorc, coine neilo stesso contratto e delto, e 

non <:ià \ter irioro valore al teinpo dcl con- 

tiatto, iti inotlo ciic rattrico nou avcv.i pre* 

ecutc !a cutiiili iu valoro delta succca&ionC} 



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VoL. IX 18801 DECISIONI DEI TRIBUNAU DI MALTA* 



201 



alln qaale rioanciava, e qoq avrebbe [lotato 
eonoscerla nel breve apaxio di tempo decorao 
e seDsa l' asdistenz:! di persone esperte ; e 
ehe infine non vi ha alcuna proporsione tra 
r abbandono, che ella lacevà delle aue pre- 
tenaioniy ritenendola allora come V unica 
vocata dal teatatore Paolo Ciantar, coi van- 
taggi, che veniva a ricavare da detta 
tranaazione ; 

** Considerando 

*' Che nno degli elementi del consenso nei 
eontratki si i, che et^ao dev'eesere libero ; 

*' Che ni*n Uidogna oonfondere la ineania 
nentale co!la raanoaniKa di Kbertà nel cpn- 
aen9o— Q'ie«;li, la cui roente comunque sana 
(lcrive Cbardon, Del Dolo> Parte Prima) 
ma che laaciandoei traeportare ad una colpe- 
vole sug^estione, il oui esito ignorava, ba 
ereduto mauifcdtare la sna volontà, non ha 
eompiuto che un atto involontario, che la 
giustim deve sollecitamente annnllare — e il 
Solon, Dello Nullità, nl Nuin. 228» citando 
il Merrmy dice«-cbe per annullare una con* 
veoziuoe abbieognano dei fatti capaei di 
sorprendore la prudeoza ordinaria^ e di scon* 
certare le miaure di previdenza e di sicurezz;!, 
che ugualmente accompagnano o devono ac- 
fompAgnare tutte le civili e commerciali 
traosazioni — ; 

" Contiideraado 

''Che munca la libertàdel conseneo, qnando 
ti eieno etati raggiri usati da uno dei contra- 
cmi vereo 1' altro, e quando questi sieno 
itati tati, che senza di esei V altra parte non 
tvrclibe conirattato— Art. 687» Ord. No. 
ViIdeI1868 — ; 

** Cho la valutaaione dei raggiri e degli 
trlificl e la loro influenza suUa libertà det 
conBonso i materia di fatto rimeeaa a chi 
deve giudicare^ e nel procedere al detto giu- 
diiio si puo aver riguardo air età ed alhi 
eondizione delle persone, non ohe ainmpor- 
tanzà deiratto atesso, che si vuole annullare ; 
** Considerando 

'*Che rat'trice^ dalla quale con tanta soUe* 



oitudine e precipitazione ai e voloto ottenere 
e si h ottenuto il conseneo ad un atto g\W pre- 
parato^e che ella non aveva mai veduto^od esa* 
minato^ i una femmina imbelle^ di mente 
debole ed inferma, la qaale si trovava per 
la pma volta in una casa e presao un indi- 
viduo da lei non personalmente oonosciuto^ 
ed alle eaigenze del qnale difficilmente poteva 
reaistere; femmina^ alla quale oon ei ċlaaciato 
il tempo neceesario per riflettere solla 
natura e su^' importanza deiratto irrevoca- 
bile» che doveva firmare; tempo, ohe doveva 
essere corrisfiondente alla gravità del detto 
atto ed alle aoe conseguenae ; le quali conse* 
guenze V attrice* e per il breve tempo a lei 
concesso per riflettere prima di sottoscrivere 
l'atto, e per la sna mentale deboleziai non 
era in grado di seriamente Talotare ; 

''Che l'attrice posteriormente alla pub- 
blicazione del contrstto non ha mai affermato 
di Ciiaere atato lo atcaeo 1' effetto della soa 
volontà libeni; ma nnzi, tanto negli accessi 
del auo delirio susdcgueoto, quanto nella 
piena dei suoi sentimenti. I' ha sempre ripu* 
diato coine un atto involontario e coartato» 
rmutando aempre di dargli esecuzionei non 
oetantc le oflerte a lei fatce dul qonvenuto ; 

^*Che ic conso;;uenz.i dei niotivi premeepi 
il contratto del 6 fcbbr^j i 1877. come effetto 
dei riigg^ri e degli artifizj ndoperati per parte 
del Ci»nvenutOy sen/^ i quali I'attrice nop 
avrcbbe contrattato, b soggetto a resciaaioiie; 

"Dccido, 
** Pcr le premcsse conaidenialoni 8oItanto» 
a tenore della prima domnnJa dalP attrice 
propt&ta ncl au? Iibello» per cio che con- 
ccrno V anniilhmcnto e la reacissione del 
contrntto pubblioato il 6 febbrnjo 1677 
negli ntti del Notajo Giovanni Calleja 
Schembri — colle speae— e colla riserva di 
decidere tntt* altre domnnde avanzate nello 
stesso lifoello, dopo che U prcsente sarà 
passata in cosa giudicata; rimnnendo intanto 
ilproceeeo tra lecauso €orrenti|Coo poter 



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204 



DECISIONl DEI TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX 1880 



«88ef e rimessoi oceorrendo, nuovamente in ii« 
8ta» a domanda anohe verbale di chiunque 
fra le parti;' 



DEOISIONE 76. 

CORTE D'APPELLODI SUA MAESTA' 
AULA CIVILE. 

28 Giugno 1880 (a), 

Sir Àntonio Micallef, c.gm.q., PreMenu. 
Sir Salvatore Naudi, 
Dr. Lorenzo Xuereb, 

Qiudiei di 8m àSaeità, 



Dr. Gio, Àntonio Mamo TreviBan 



versui 



Caterina vedova di Antonio Garmi ed altri. 

m 

LA CORTE 
** Adottando i motivi della sentenza, da oni 
h appello— decide per la con^erma della detta 
aentenza proferita dalla Prim' Anla della 
Corte Civile di Sna Maestà nel d) 28 febbrajo 
1880« anohe in qnanto alle spese — e colle 
spese di qaesta istansa contro gli appellanti/^ 

(a) L* argomento, le domande e la sentenza di 
primaistanzaa pag. 4^di auesto volume. 



DECISIONE 77. 

CORTE CIVILE DI SUA MAKSTA' 
PRIMAULA. 

28 Giagno 1 880 (a). 
Dr. Filippo PuIIicino, 

Oiudiee di 8ua Maestà. 

Argomento 
Uindtdto di secolarizzazione del monaco 
non importa scioglimento dei voti solenni — 
e quindi non lo rende capace ad acqui- 
Btare per testàmento. 

Alessio Fisani ed altri 

versus 

Padre Yincen^o Fisani ed altri. 

Gli attori nel libello espodero : — 
§ 1. Cheil 20 luglio 1878 cesso di vi* 
vere Carmela Pieani zia paterna deir^epo* 
nente Aleeeio e di Nicola Pisani, dopo 
avere nel sno testamento, ricevuto presso 
gli atti del Notaro Qregorio Fiorini il 28 a- 
prile 1873, istituito 8uo erede universale il 
convenuto Sac. Luigi Fisani ; 

§ 2. Che il detto Sacerdote Luigi Piaani, 
^ià roonaco profeaso nell' Ordine mendican- 
te degli Agostiniani, aveva, in contempla- 
zione della sua profcdsione religioea, ri- 
nunziato, negli atti del Notaro Giuseppe 
M. Azzopardi il 30 settembre 1835, i beni 
da lui posseduti in favore dei suoi genitori 
Alessio e DomitilU ronjugi Fisani, conla 
espressa riserva del godimento, sua vita na- 
turale durante, dei beni rinuntiati; 

§ 3. Che il detto Sac. Luigi Pisani ot- 
tenne, col rescritto Pontificio del 6 feLbraro 
1854, r indulto di commorare fuori del 
chio8tro,8otto la condisione che dovesse oseer- 
vare i voti 808tanziali emessi conla profes* 

(a) Qu8stasentenzaà appellata. 



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^v%-*^1i-'^ 



YoL. IX 1880] DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA. 



205 



sione religiosa, ed in cansegaenzae gli ri- 
mase incapace di succedere per testamento 
ab inUstato ; 

§ 4. Cbe 1* asse della detta Carmela Pi- 
saDiconsiete soltanto in cose mobilt, cioi 
denaro» gioje, oggetti di metallo prezioeo 
e mobiglia» come sark provato nella tratta- 
zione della causa ; * 

§ 5. Che oltre i detti beni Uberi, la detta 
Carmela possedeva la settima parte del do^ 
minio diretto del luogo di case posto nel 
Molo Pietà, soggetto al fedecommesso 
dividao imposto in perpetuo da Antonio Ba* 
rossa nel suo testamento ricevuto negli atti 
diNotar Paolo Caruana il 5 Luglio )787; 
al quale fedecommesso sono incapaci 
di Bnccedere tanto il detto Sac Luigi 
Pisani, quanto V altro conTenuto Padre 
Viocenzo Pi8ani»monaco professo nelPOrdine 
dei Minori Conyentualiy ai termini del § 41 
Cap. Y. Lib. Yl. del Codice Municipale; 

\ 6. Chela detta porzione del bu mentovato 
domioio direteo deve pervenire in quanto ad 
nna qninta parte agli esponenti AlessioPisani 
e Nicola Pisani, rappresentati dal detto cura- 
tore, quali figli del fu Dr. Salvatore, fratello 
della detta Carmela Pisani ; quanto ad una 
altra quinta parte alla convenuta Elisabetta 
Pisaniy sorella della detta Carmela ; quanto 
ad un' altra quinta parA.a ai convenuti Be- 
nedetto^ Guglielmo, Eduardo e Yincenza 
Pisani ed Annunziata Chapelle, figlie del 
fu Giuseppe Pisani, altro fratello della detta 
Carmela ; quanto ad un' altra quinta parte 
agli altri convenuti Lorenxo, Domitilla, Car- 
mela, Gaetano e Marianna Pisani^ ed ella 
mlnore Carmela Pisani figli del fu Giusep* 
pe» figlio del defunto Notaro Lorenzo^ altro 
frafello della detta Carmela; e quanto alla 
restante quinta parte all' altro con venuto 
PaoloPisanii figlio del fu Paolo^ altro fratello 
della detta Carmela. 

Quindi domandarono 

Imo. Cho fosse dichiarato e deciso che il 



testamento della dettaCarmela Fisanij per 
quel che riguarda la istituzione di erede 
fatta in favore del oonvenuto Sacerdote Lui- 
gi Pisaniy h nullo ed inefficaee, essendo la 
detta istituzione ordinata in favore di una- 
personà incapace di ricevere per testamento; 

2do. CheTosse dichiarato e deciso che la 
detta porzione del diretto dominio del luogo 
di case nella Pietà appartiene quanto 
ad una quinta agli attori, e quanto alle 
restanti quattro quinte parti ai oon* 
venuti, esolusi i detti Padre Yincenzo 
e SacerJote Luigi Pisani ; 

3zo. Che fossero i detti Padre Yinoenzo e 
Sacerdote Luigi Pisani condannati a resti- 
tuire agli attori la quarta parte dei frutti 
percepitii o che con la diligenza di un buon 
padre di famiglia hanno potuto percepire 
dal detto immobile fedeoommissario, dal 
giorno della morte della detta Carmela Pi- 
Bani| avvenuta il 20 luglio 1878» fino alla 
efiettiva rilassazione dei detti benty da liqui- 
darsi tali frutti in separato giudizio f 

4to. Che gli esponenti fossero mantenuti» 
ed occorrendo immessi nel poesesBO della 
quinta parte del detto immobile fedecom- 
misBario. 

LA CORTE 

*^ Gonsiderando 

^' Che il monaco professo in un Ordine 
Beligioso Begolare contrae, neir atto della 
sua professione religiosa» due sorta di obbli* 
gazioni tra loro distinte, nascenti 1* una 
dal triplice voto solenney compreso quello di 
povertà, e l'altra dal quasi-contratto col 
conventOf dal quale hanao sorgente reci- 
proci dritti ed obbligasioni, come quelli degU 
alimenti a favor del monaco e del dritto 
di successione del oonvento su cio> che al 
monaco appartiene ; 

*' Che le obbligazioni della prima specie 
sono di ordine pubblico, le quali non pos- 
sono essere modificate da private oonvenzio- 



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DEaSIONI D£I TRIBUNÀU DI MÀLTA. [VoL. IX iSftQ 



»r totla la viU del monaoo • 
i««re, pe noo ooir«nQullaineo- 
wne religiosa per caasa le- 
ooUo scioglixnento delle ob* 
BOli diii voli sol^nDi emanalo 
^efioe per causa gravisaima ; 
re obblignsioaif che traggono 
lai-oonlrsittop poteono eaaere 
in pcrpeluo per indulto dslla 
B aaoorJa la seeoIaris/^izioQe 
I qualo indulto il monaco 
ttlle aue Qbbiigasioni verao 
luealodallo aas obbrtgaaioiii 

o; 

lerando 

Wniy profesBaado aeir anno 
naBreautano dei Pa<lriA- 
I eiaedM iJ triplice voto ao* 
iratto dei 80 aelleinbre dello 
va falto la rinunzia dei beni 
ij^njcori^ oolia ri^erva dello 
Lvia abiiilazione deir Ordina- 
lento con rescrilto Pontificio 
1854) eaei^uito dairOrdinario 

9 stcsio auao, aveva ottenuto 
perpotua eecularizzkzione; 

icdto iuJuIto it PuJro Pidani 
luto nltro, 8C non la facoltà 
lcl cbio8tro,vUa sun duianto, 
I secolnrc, senzi alcun griiva- 
colLi condizionc pcro clie 
srvarc il voto di castità e la 
hri voti coinpntibilinente col 
;o, c di 80ttodt:ire nli' ubbi- 
^iurisili/.ionc dell' Oidinario, 
)l solennc voto di ubbiilienzti; 
to dai terinini di detto in- 
shcy Iun!*i dall' ct>scre £tuto il 
olto dul triplico voto, qiiesti 
tcrtnini csprcsdi sodtnnyiuN 
\ nel loro vigore {sabstantia' 
ebbene egli sin stato aciolto 
azioni verso 1' OrdiiiCy come 

10 obblignzioni verso di 



lui, per cui parrebbe che volo di ubbidienza 
Bon doveste pià aasaialerc per mnncanza del 
Superiore Re^olare ; pure ancbe queslo 
volo d'ubbidieaza ftt manlenuto. aoatituen- 
4o8i al Superiore Begolnre V Ordinario« al 
quale il Padre Pisani doveva Boltostnre, non 
già colla dipendeoza propria del clero aeco* 
laroi nia con quella nasce'ħle dal volo eoleaae 
emeseo nel cliioalro ; 

'' Ohe lanlo 6 vero che il brevo di aeco* 
lariziazione non acioglie i voti aolennii ni 
altera la loro aostanzj^ che il monaco seco* 
larizznto & in&ipace ad acquislaro benefici 
eccle«iaaiiei» a per poler possederne uno,onde 
provvedere alla propria aussistcnza, gli & 
necesaario'UQ breve speciale^ col qiiale non 
auole accordarsi ae non la fncolth di posso* 
dere il beneficio ^UUo admini$traUonis no* 
min& Bancta 8edi» ; 

'* Considerando 

^* Che l'ultiino capoverso dell'articofo 
809 d^l'OrJinanzaNo. VII del 1863, col 
quale viene disposto che il monaco riacquiata 
la cnpacita di ricevere per lcstameiito fatto 
posteriormenle al tempo» in cui egli venisse 
legittimamenle sciolto dai voti, clie nvcva 
emesso nella profesdione religiosn, non 6 al 
caso pre8enteappIicabile«8iccome non di Irnt* 
ta di scioglimenlo od annullamento di voti 
e della professione religiosa, ma del solo 
permesso dato a Padre Pisani di vivere fuo* 
ri del chiostro.colla espressa riserva del man- 
tcniinccto dei voti solennemente emessi 
ncila rcgolare professione ; 

'^ Che sebbene alcane decisioni emanal^ 
dni tribunali sotto i oessati regni di Surde* 
gna e delle Due Sicilie, citate per pnrta 
dolla difesa di Don Luigi Pisani, avevnno 
ritenuto, interpretando resoritli simili a 
qucllo solto esamoi che la secolnrizz^izione 
di un monnco aveva per effetto lo sciogli- 
roento dei voti e la sua intiera riabili.lazioQe 
nei drilti civili, e che V oaservanza della ao* 
slanza dei voli ingiunla nel reaorUto' Fon* 



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IX 1890J DECISIONI DEI TRIBUNAM M UTALTA 



m 



tMcio noa uidaoevA fiUro* che un obblif^ di- 
eMcieiii* ; alt4Pe deoi«i*MM nello eteMo Regoo 
delle Due Sieilie Boetenevdno 1« tesi opposta, 
Im quale ċ conroruie a varie deeis^ioni della 
Sacra Rota RoaiRna, non mai contradetta 
dai nostri tribunali, vale a dire clio la io- 
capacit^, volontAriameute contratta dal mo« 
naco profedso nell' ^me^tere ia sua prorcsaio- 
ne religioda, di 6uccedere ed acquiatarCy per- 
dara anche dopu la ottenuta secolariszazione; 
e tanto à cio vero, che ta Sanla Sedeja qua- 
le £ la niigiior int^rprtste degli ihdulti da 
essaatesaa emauati^ auole talvulta, nel sena 
dello atesdo inJulto o poàterioriuente coa 
lepamto rescritto* aocordare al mouaco ae- 
celaruzatOy in tutto ed iu parte, la facoltà di 
poaaedere, sticcedere od ncqiii«tarey roodifi- 
eoAdo io tal lUOi&o gli cifciti del voto dt 
poverlà» coU' iudulto di secolarifsaziooe nel 
auo vigore mantcnuto ; 
'* Considerantlo 

^* Che peio uellii oausa presente appena 
potrebbe maoverfli il menotno dubhio, augli 
efietti I^gali dfUi aecoluri/./.izione di Don 
Luigi PisHui; perocche il Dritlo Mutiicipale^ 
osaia Codioe Uuhnu, ai §^ 46 e 47 dcl 
libro III Ciipo V, i qrali erano iu pieno 
vigora qnanclo Pisaoi ebbo ottenato lo 
iodolto di Bua secoUrizziziono, fdcevano pre- 
ciaa dia'inzione tia gli eflfetti d«h'annol!a- 
menlo della profesaione relif^irKa e quelli del 
permeaso di virere foori del chiostro per 
canA legitiicna— nat primo caso le rinunzie 
faiie priuia sarebbero nulle e di nesBUU vigore; 
e nel secondo, il religioso av rebbe dritlo agU 
alioieuii duila fainiglia, per quauto (]^sse ne- 
cessario pel conveniento uiattteuiineuto ; 

''ChosulLi scorta di qttesto di^ipoeizioni 
fi Irgge eru etatn dala la ecutenza dalhi 
fiOetra Ċorte d' Appel!o. il 15 febbrnjo 
]860ncl!a cuusii di Gio. Aiitmio Borg ed 
altrit;^. Don Gi{». Maria Bor^ (u) ; 

M Ycdaai a pag. ZZ del volumo V. 



*^ Considerando' 
^* Għe la oondiaione o patto fimde dello 
atlo di rinonzia, fatta dal dette Don Lnigi 
Fisaniy col quale ei dichiarava ohe la delta' 
rinunsia dovesse considerarsi come nulfa e 
di nessiin effetto, non sole ne! casa cbo fosse 
annullata la sua professione religiosa; ma 
anche nell* altro, in coi il detto rinunzisate 
fosee per divenire prete secolare (quslora 
quest* ultima espressione contempl-isse i( 
caso di secolarizzazione dopo emesda 1 1 pro«^ 
fessione religiosa) noti poteva produrro ncs* 
sun effetto legale; per la rafrione che il suo 
voto di povertà era incondi/.ionnto e pcT' 
petuo, ed egli non poteva dicbiararsi capnce 
ia sin dal tempo, in cui la legge o la suprena 
potestàf che lo avrebbe dis|>cnsato, te dtchia« 
rava incapace ; perch^ quelta rkerva tro* 
vava 1' ostncolo dei voto, da ciii veniva 
distrutta; e perchà infine il rinuB«iante non 
poteva modifioaro a suo arbitrio gli effetti 
di ona legge di ordine pubblico; 

'* CoDsiderando 
^' Cbe iu viata dei premessi motrvi bi isti-^ 
tozione di erede uaiversale io pefeooa del 
convenuto Don Luigi Pisaniy fiitta da Oar< 
mcla Pisani di lui sorella ncl di lei testa« 
mento in atli Fiorini il 28 airosto 1873, k 
nolla di nessun effetto, perchb fatta in 
favore di una persona incapace di ricevcre 
per testamento; 

'' Che e da dire lo stesso qumto alP in- 
capacità dci detto Don Lui;^! Pi^^ani a suc- 
cedere in una quota dei beni feilcootnuiissarj 
lasciati da Aotonio B.trossa uol sjo testa* 
mento del 5 lugiio 11^1 iti atti Paolo Ca- 
ruana; e cià molto piCi in vista Jella assoluta 
proibizione a succcJero iu detta sorta di 
beni contcnuta ncl § 1! loc. ciL del detto 
Dritto Municipale; 

''Che rintervente del detto Don Lnigi 
Pisaui in on contratto di divisione ed asse- 
gnaziona^coi saoi frateili e sorclley iu atti 
Napolitano Souohet dei 2^iagiia lSi3,qasu« 



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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Voi.. IX 1880 



il chiostro e non aveva 
a 8ecolariazazione» non 
i;nizione per parte dello 
ella capacità civile del 
opo ottecQto IMndalto 
olto piil che intanto egli 
tta divisione, in qaanto 
leva prima della profee- 
la qaale nell'atto di ri- 
ito 1' asnfratto vita aaa 

lo 

ogo a prendere cogni- 
legli attori diretto contro 
mi profesao neirOrdine 
ili, easendo qaesti eee- 
lenza di qaeeto giadizio ; 

qaattro domande degli 
loro libelloy in qaanto 
vennto Sacerdote Laigi 
i dal decidere la parte 
almente dirette contro 
adre Vincenzo Pisani 
del giadizio— eenza la 



lONE 78. 

;CIO DI SUA MAESTA'. 

{no 1880 (a). 
P. Vella, 

8ua Maeità. 

mento 

IfaUimento innanzi ad 
'• i tribunali di MaUa 
izUmesopra UfaUito. 

appeUata. 



Ni in tale caeo e aUegàbHe efficaeemente^ 
innanzi a queste Corti, qualunqtie eccezio- 
ne relafiva alla persona del curatore nomu 
nato dal tribunale estero. 



Negoziante Boberto Balbi nomine 

veriug 

Negoziante Enrico Sammnt 

Ucitante domanda la condanna del ei* 
tato a pagargli £ 85. 9. 4, per prezzo di 
manifattare. 

Inoltre domanda che il detto oitato,in di- 
letto di pagamento della somma eaddetta, lo- 
cri e speee, sia condannato all* arreato pereo- 
naIe»con esaere dichiarato lecito al domandante 
di ottenere da qaeata Corte la spedizione dello 
opportnno mandato. 

LA COBTE 

'* Atte8occh& contro I* azione proposta dallo 
attore nomine per canonizzare an credito di 
£ 85. 9. àf per valore di manifattare» e per 
ottenere la spedizione di nn mandato di ar- 
resto pereonale contro il convennto, % etata al- 
legata dal medesimo la dichiarazione di 
fallimentOygià fatta presso la Gorte Coneolare 
Britannioa di Tanesi il 27 agosto 1879| at- 
teso il ano domicilio io Sa8a» in consegnenza 
della qaale diohiarazione ei pretende non es* 
eere di giarisdizione di qaesta Corte la eo- 
gnizione delle demande dedotte nella cita- 
aione ; 

«< Vedata la dichiarazione del oonvennto di 
avere ceesato di fare i saoi pagamenti e di 
eseere in ietato di faIlimento» fatta netla 
Corte Coneolare di Tanesiil 27 agosto 1879» 
prodotta al feU 6 della cittazione No» 8I5| 
Spiegel V8. Sammnt ; 

. '^edato il docamento contenento lo atato 
attivo e paasivo, anche prodotto in detta 
citationealfol. 9 ; 



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VOL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALTA. 



209 



''Yedntala senleDZft dedaratoria il falli- 
mentodel detto Sammiit,data da quella Corte 
il 24 noyembre 1879 dietro ricorso di diversi 
crddltotiy al foL 4 della citazione 852; 

'' Vedate le ulteriori procedure teoute nel 
detto processo di fallimeoto^ e priocipalmeoie 
la oomiDa del cnratore del fallimento nella 
persoDa di Gayino OarboDaro~-Doc. esibito 
sella citazione No. 410, Sammut vs. Freudo 
Azzopardi nomine, foL 4—; 

" Àttesocchà Sua Maestà, in virtii dei 
poteri aocordati coU' Atto Imperiale — The 
Foreign Jmisdiction Act, ha emanato in data 
12 dicefflbre 1873 diversi ordini, pubblicati 
nellaOazsettadel Goveruo io data 22 agosto 
1874,relativi alla sua giurisdizione oei domioi 
della Sublime Porta Ottomanai fra i quali 
qnello della costituzione delle Gorti di falli- 
nento per gV individui sudditi resldenti o 
protetti, ed altri come b menziouato nel detto 
Or^e, accordando alle dette Corti la giuri- 
Bdizione^ cbe compete alle Corti di fallimento 
in Inghilterra e a qualunque altra autorità 
giudiziariaavente giurisdizione in caso di fal- 
limento in Inghilterra ; 

'* Atte80och& non h controverso che il ial« 
lito Enrico Sammut sia domiciliato in Susa, 
e ohe il debito in quistione sia stato pure con- 
trattato in Snsa— Doc. foL 4, Citazione No' 
115 Doc. fol. 4 e 6—; 

'^ Attesocohe il giadizio di fallimento e es- 
Benzialmente nniversale ; da cià deriva che 
tutte le procedure devono seguire preaso 1' aa- 
torità giadiziariai che trovasi già impossessata 
del eorrispondente processo> dalla qaale deve 
essere ordinata la distribuzione di cio^ che 
potrebbe ottenersi dalla vendita delle sostan- 
ze del faUito—di fatti sarebbe, non solo fatale 
al GOfflmercio per la oelerità cbe richiede, ma 
pnre dissonante da ogni regola di procedara» 
lo smembràmento di nn giadizio aniversale 
iħ f\\i brani oon grave dispendio di tempo e 
dispefle; 

''Attesooche in consegaenza tntto le azioni^ 



che sono da intentarsi contro il fallimento, 
devoDO essere portate avanti il tribunale del 
luogo della apertura del fallimento e contro il 
curatore del fallimento; 

'* Attesocche l' eccezione data^ che il cura- 
tore nominato dalla Corte Conaolare trovasi 
pure io istato di fallimento, non puo avere al* 
cun effettOy per la ragione che quell' eccezio- 
ne non ha alcuna influenza uh suUa validità 
della dichiarazioDe del fallimeDtOy ne sulla 
sentenza declaratoria del fallitnento, essendo 
un' eccezione proponibile iuDanzi alla Corte 
CoDsoIare, ove peode il giudizio^ la quale, ri- 
tenendola per buona e legale, potrebbe dare 
luogo alla sua rimozioue e sostituzione di un 
nuovo curatore, caso contemplato pure dalle 
leggi inglesi relative ai fallimenti ; 

^'Attesocch6 per le premesse ragioni, si del 
domicilio con)e del processo di fallimento già 
radicato presso la precitata Corte Consolare, 
la presente causa non puo essero ritenuta di 
giurisdizione di questa Corte; 

** Ha dichiarato e decretato non essere la 
presente causa di sua competenza per difetto 
di giarisdizione— le spese riservate." 



27 



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SIONl DEI TRIBUNALI Dl MALTA [Vol. IX 1880 



r9- 

X MAESTi' 

). 

I.O., PreHdenUt 



nte Vinterpre* 

, in cuii per^ 

ize deUa Corte 

della PoUzia 



Depares. 



^Io 235 delle 
>irarticolo 31 
iOf promDlgata 
aprile 1880, 
[) a questa Se- 
iLppello di Soa 

tenze pronun* 
della Polizia 
ti sulle dispo- 
L87e284deII# 
tivi a doniande 
DBizioni di que- 

ft stessa Cortei 
zione di fare 

k stessa Corte, 
lempimento ed 
;Ii ordini della 
blici| contem- 



plati nelle dette Leggi di Polizia, con danno 
o pregiudizio alla proprietà privata— ; 

'^ Attesocchà i casi appellabili, giusta il 
detto articolo 235 in riferenxa al detto arti- 
colo 234 ed al detto articolo 87, sono 

*• Inlo. le condanne contro i proprietarj 
di vetture nei danni speciScati nel detto 
articolo 37 — 

*' 2do. quando la detta Corte Criminale, 
in caso di qualnnque contravvenzione, oltre 
r applicazione della pena, abbia ordinato ai 
contravventore di togliere V inconveniente 
cagionato colla contravvensione — 

^' 3zo. quando la detta Corte abbia, ia 
caeo di qualunque contravvenzione. oltre 
r applicazione della pena, ordinato al con- 
travventore di eseguire la legge, entro nn 
termine sufficiente per tale oggetto, e che 
sia fiasato dalla Corte medesima — 

" 4to. quando s i pretenda che il contrav- 
ventore abbia manoato di eseguire, entro il 
termine, Tordine per togliere rinconve- 
niente cagionato eolla contravvenzione, o di 
eseguire la legge, e qnindi il contrawentore 
sia stato condannato ad nn* ammenda, non 
eccedente £ 2 per ogni giomo, clie V inoon- 
veniente o la inesecuzione della legge abbia 
continnato dopo lo spirare del termine me* 
desimo — 

** Sto. quando la detta Corte abbia crdi-* 
natoche F inoonveniente siatolto, o chela 
legge sia eseguita per opera della Folizia, a 
spese del contravventore — 

^' 6to. quando ^ citatione eia stata spe- 
dita per una contravvenzione ad un ordine di 
un'aulorità sanitaria, perchà tale orditae non 
fu esegoito o perchċ fu eseguito male— 

*' Attesocchi coUa sentenza, da ooi i ap- 
pello, 

** Imo. fu dichiarato che V appellante, fb- 
restiere, al euo arrivo in qoest' isola noB 
abbia adempito il prescritto coH' articolo 167 
delle dette Leggi di Polisia— 

*^ Sdo. fo dichiarato di non essere aoeet* 



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VOL. IX 1880J 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALT 



tabile il Dr. Enrioo Sembi in ma Uevadore, 
offerto dal detto appellante in suo favore, 
per i' adempimento del detto articolo. o nel 
dl della pronanziazione della detta sen- 

*'3zo. il detto appellante fa condannato 
a ripartire da queete isole entro giorni 
qoattro — 

'' Attesocchày in quaato al dritto, le dispo* 
sisioni della detta sentenza aono basate 
Bogli articoli 157 e 158 delle leggi di Polizia ; 

''Attesocchċ col detto artioolo 1B7 ei di- 
spone cbe cgni. forestierCy entro dne giorni 
dopo il 8U0 sbarco in queste iaole» deve 
pTesentarsi neir officio della l^olizia, ed ivi 
obbligarai nella forma prescritta dal Capo 
del Governo Civile^ oolla mallevadoria soli- 
dale del Console della nazione del medesimo 
foreatiere, o di qualcbe rispettabile capo di 
casa reeidente in queste posaeflsioni, od an- 
cħe del capitanoy cbe ayesse portato il £o- 
stierei qualora questi intendesse ripartire 
sullo BteMBO bastimento, di dovere ben con- 
dursi e di non dovere divenire di peso al 
Govemo o agli abitanti di queste isole, du* 
rante la sua residenza in queste possessioni ; 

^ Attesocch^ il detto articolo 158 contieno 
doe disposizioni, cioċ : 

'^ Imo. che ogni forestierey che non avesse 
fatto r obbligazione o prestato la malleva- 
doria, come à stabilito nel detto artico 157, 
poaaa essere costretto a ripartire da queste 
iaole con un ordine aotto la firma di qua* 
lunqne Magistrato della Polizia Giudiziaria, 
oontenente un' ingiunzione diretta atale 
forestiere di allontanarsi da queste posses- 
sioni entro un tempo limitato — 

^'^do. cħe ove tale forestiere ricusi o 
traflcuri di preetare ubbidienza a talo ordine, 
o 81 trovi in queste isole dopo che il detto 
ordine gli si fosse comunicata per mezzo 
deila Polizia, e dopo lo spirare del tempo 
Kmitato neir ordine, ogni Magistrato dclla 
Folizia Giudiziaria possa farlo arrestare e 



mettere in prigionei 
finchà si presenti un' c 
dire fuori di queste po< 

*^ Attesocehà in qaec 
seoonda istanza non 
oognizione, anoorchà vi 
della polizia, della pes 
essere appiicBfa per 
detto artioolo 157 giusl 
colo 844 delle Leggi 
degli articoli 231 e 
di Polizia— j)er la ragio 
tenza appellata non i 
pena contro Tappellant^ 
venzioae al detto artico 

'' AttesooohĠ coUa d 
appellante fu condannal 
da questa isole entro 
quattroi e quindi gli fi 
la legge entro un teroj 
medesimay e credato sa 
perpotersi procedere 
adempimento del presci 
158 invoeato nella stes 

" Attesocchċ in oodi 
ai tratta ohe di una s 
appellabild aitermini c 
per un oaso contemplat 
del detto artioolo 284 

*^ Attesocchċ nella d( 
pellante a ripartire de 
termine di giorni quat 
ed involuta un' inibizio 
. di far continaare la sn 
isole dopo lo spirare de 

^* Attesocohe in coo 
caasa h appellabiloi se 
285, ancho sotto le dic 
tima parte di quell'ar 
messo rappello, come \ 
di ioibizione di fare qa 
' " Attesooohd non cc 
in legge per fare est 
diritto di appello^ben 



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lECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol.. IX 1880 



rlicolo 235 rigaar- 
{nando coU' iDibi- 
preg'mdizio alla 
lie limitato il detto 
detto articolo 235, 
lUo dalle seoteDzey 
idempimeDto o la 
degli ordioi della 
pobblici contem- 
)Iizia9 nel solo caso 
)giadizio alla pro- 

ficile, almeoo nella 
noD in tntti, doq 
dizio alla proprietà 
Yocabolo, nel caso 
[ohe cosa^ e qaiodi 
ria resideDza io un 
imo termine — e nel 

'osimile che il le* 
ogere il diritto di 
siooe di fare qaal- 
giudizio alla pro- 
r volato escladere 
lei casi di pretesa 
ili e rigaardanti la 
il modo libero di 
)do noD coDsti di 
ihe alla proprietà 

iaraziooi premesse 
ata soDo esseozial- 
Doa del detto ap- 
:e isole ; e qaiodif 

legge e la pratica 
roDo iDteodersi ap- 
3 il preteso aggra- 
I la detta coDdaoDa 
la qaeste isole ; 

rigetto delP ecce- 
ir parte della Poli- 

dal citato Dome- 
uglio 1880 dallft 



seDteoza proferita dalla detta Corte Crimioale 
della Polizia giodiziaria per 'Malta Valletta 
DeldlQlaglio 1880, " 
iDoltre 

La Gorte, nel merito, 
" Coneiderando 

" Che non à 'm controversia nel fatto che 
rappellante forestiere, entro due gioroi dal 
Buo arrivo in queste isole, non a i h presen- 
tato neir ufficio della Polizia, e che ivi non 
si 6 obbligato con una malleYadoria eolidale, 
eper 1' oggetto contemplato nelP artico 157 
delle Leggi di folizia, ed ai termini del 
detto articolo ; 

** Che conseguentemente il dctto appel- 
lante e caduto in contravvenzioDe per avere 
omesso ci0| che e ingiunto nel detto arti- 
colo; ed avrebbe dovuto essere applicata 
contro di di lui una pena, riconoBciuta dalla 
legge, come reo di contravvenzione al detto 
articolo, in conformità a! prescritto nello 
articolo 344 delle Leggi Criminali, e come 
e richiesto cogli articoli 231 e 232 delle 
dette Leggi di Polizia ; 

"Che la Polizia non interpose appello 

dalla detta sentenza e dal capo concernente 

la pena applicabile contro il detto contrav- 
ventore ; 

•' Che per altro sarebbe ambiguo, anclie 
nel caso d' interposizione del detto appello, 
se la detta seolenza potesse essere riformata, 
per avere omesso la decisiooe per Pappli- 
cabilità della detta peoa ; 

*' Che la dieposizione dell* articolo 261 
delle Leggi d' Organizzazione e Procedura 
Civile, almen0 2)rima/ad^, sarebbe di osta- 
colo alla detta riforma ; 

'* Cbe segue dal premesso di non esservi 
luogo a recedere dalla dichiarazione, fatta 
colla detta sentenza, di non avcre il detto 
appellante, al suo arrivo in qneste isole 
adempito a quanto h prescritto col detto 
artioolo 157 ; 



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-^^W^-^J^^TJ^ 



VOL.IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALTA. 



213 



*' Considerando 

" Cbe non osta alla detta conolasione il 
fatto cbe talvolta 1' appellante^ come fore- 
stjerei ignorava la disposizione della detta 
legge ;perche I'ignoranza delle leggi penali 
di Pditia e di sicuresza pnbblica non e 
mai ona causa per V inosservanza della 
legge, ancbe per parte di forestier i, i quali 
Bono tennti a conformarvisi, q uando anche 
sieno di passaggio; 

"Cbe la detta ignoranza, in certi casi^ 

potrebbe solamente essere invocata da un 

forestiere come una circostanza attenuante 

la contravvenzione, per 1' applicabilità di 

]Da pena minore di quella, cbe, quando vi 

08se una scienza positiva e non già sempli- 

emente presunta, dovrebbe averluogo con- 

ro il forestiere contravventore ; 

^* Considerando 

'* Che ne ancbe e una scusa per V appel- 
lante il aon avere la Polizia nel presente 
caso, con mezzi presuntivamente esistenti 
in suo potere« provato di avere il capitano 
all'arrivo deir appellante adempito il pre- 
scritto neir articolo 154 delle dette leggi — 
di avere I' appellante, immediatamente dopo 
il suo arrivo, fatto la dichiarazione contem- 
plata neirarticolo 155 delle dette Ieggi-*di 
avere il Boprintendente dei Porti rimesso 
all' officio della Polizia una copia della 
detta dichiarazione, in conformità alP arti* 
colo 156 delle dette leggi— od akneno di 
avere il detentore della locanda od alloggio^ 
in cni dopoil suo arrivo rappellante si era 
ritiratOt adempito le regole stabilite cogli 
arlicoli 98 e 99 delle dette leggi— perchà il 
difetto della detta prova^ la quale per altro 
nel caso non era strettaroente necessaria, ed 
anche V inosservanza del dispoato coi detti 
articoli, presuntivamente inverisimile, seb- 
bene disgraziatamente possibile, non impor- 
terebbe mai che il detto appellante non 
avesse commesso una contravvenzione al 
detto articolo 157; . 



'^ Che per altro non si dubita che il So« 
printendente di Pdizia non abbia sempre 
invigilato e non sarà a continuare ad insi- 
atere perTesatta epuntuale osservanza del 
disposto coi detti articoli \5i, 155, 156^ 98 
e 99 delle dette Leggi di Polizia ; 
'^ Considerando 

** Che nà anche pub scusare il detto ap- 
pellante dalla dichiarazione di contrawen- 
zione al detto articolo 157 la rimarchevole 
ed incompresibile trascuraggine della Polizia^ 
e specialmente degli ufficiali di Polizxa del 
luogo, in eui egli abitava, nel non avere mai 
procurato di verificare, pel lungo oorso di 
tre anni e forse pià, se detto appellante sia 
Btato provvednto di un regolare permesso 
di permanenza in queste isole dalla Polizia, 
corae h richiesto dalla legge ; perchà la 
detta negligenza per parte di ufficiali pub- 
blici potrebbe solamente far vedere la irre« 
golarità del loro procedere ed il difetto della 
loro vigUanza per rosservanza delle Leggi di 
Polizia— compatibilmente coir equità e colla 
ragione e con quella imparzialità e fermezza' 
cbe si oonvengono a uomini pagati dal pub- 
blico in suo servizio e per difendere e tutela- 
re il 8U0 interesse ; ma non già potrebbe au- 
torizzare anche in futuro la inosservanza del 
detto articolo 157, o esonerare la Poliria, an- 
chedopodata la mallevadoria prescritta col 
detto articolo 157, dairimportante dovere di 
verificare se un forestiere stia adempiendo 
la obbligaaione assuntavi di ben condursi e 
di non essere di peso ai govemo ed agli a- 
bitanti ; 

** Considerando 

^' Che verisimilmente il lasso del tempo, 
decorso sino al presente dal d\ dell' arrivo 
deir appellante in queste isole, e la sua 
permanenza in 'queste isole senza molestia 
per parte della Polisia, e la segnente ragio- 
ne di diritto sono le basi della giusta ed 
equa opinione della Corte di prima istanza, 
che r appellante dando una mallevadoria 



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BIBUNm DI MALTA [Vol. IX 1880 

con mezzi peoaniari atti a poler far fronta 
all' adempimento deU* obbligazione del fore- 
BtierOy di ben condwrti, ċon oneati mezzi di 
viverej e di non eeeere di aggravio $ di peeo 
al govemo ed agli àbitawli, darante la reei- 
densa in qaeete isoley e per gli oggetti eoo- 
templati neU' artioolo 161 delle dette Leggi 
di Polizia— Tale a dire> che il mallevadore 
doTrà eseere soggetto^ nel caso ohe il detto 
forestiere non avesse nn mezso di Tivere e 
divenisse nn peso al Qoverno ed agU abitanti» 
a pagare le spese del mantenimento del fore- 
stierei fiachċ si presenterà nn' ocoasione per 
I mandarlo faori di qaeste posseesioni, le epese 

I del sao passaggio e qaalanqae altra spesa, che 

} per cansa saa il Governo avesse fatto-i« 

'^ 2do. che V offerto mallevadorCi quando 
non si tratti di un console o di nn capi- 
tano» nel caso preveduto nel detto artioolo 
157| sia almeno nn rispettabile qualunque 
altro oapo di casa residente in queste pos* 
sessioni-*-; 

*^Considerando 
I ** Che non h di alcun ostacolo aUa necee* 

I . sità del concorso del reqnisito indicato in 
I primo luogo per la mallevadoriav cioà della 

9 solvibilitày il silenzio del legislatore nel detto 

9 articolo 157 circa la solvibilità del malleva- 

I j dore ; perchà à di regola che la solvibilità 
del mallevadore à uno degU estremi sostan- 
ziali della fidejussionCy e che quindi sarebbe 
stato perfettamente superfluo il fare nn 
cenno espresso nel detto articolo 167 della 
I BoIvibUità del mallevadore e della necessità 

I della sua idoaeità, col possesso di nn patri- 

9 monio sufficiente per rispondere con valori 

reali all' adempimento deUa fidejussione ; 
*' Considerando 
*^ Cho r aliro requisito delU malleva- 
doria richiesto nel detto articolo 157,deUa 
a necessità di dover essere V offerto malleva- 

dore un rispettabile capo di casa residcDte 

in queste possessioni, quando non sia il 
console od iicapitano come sopra, fu dettato 



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VOL. IX 1880] DECISIONI PEl TBlBUNAI^l 01 MALTA 



fI5 



di una ragione politioa, e )a quale non oon- 
eone in altri caBi diverai da quello, obe k 
ooDtemplato nel detto articolo; 

** Cbe robbligasione del forestiere e queUa 

di ben condursi, e quindi di non eserdtare 

ard mestieri contro i buoni costumi, o di 

ncjao molestia per gli abitanth e di non com^ 

meUere reati contro la sicurezza del Governo 

e di qualunque altra spede. Un rispettabile 

capo di caea non ħi presenterebbe mai per 

eBsere mallevadore di unaperionay cbe da lui 

flon fosse giudicata atta a ben condursi con 

totti i rapporti ed in tutti i caai, e cbe non 

ayeese an mezzo onesto di vivere. E quando 

Qche disgraziatamente un rispettabile capo 

i caaa fosse etato indotto in inganno ed 

Teese imprudentemente dato la sua malle* 

fadoria per una pereona, che non avesse 

orrispoato alle sue intenzioni nel garantirla 

con bene oondorsi o col continuare a bene 

oondatBi ; tale mallevadore dovrebbe, tosto 

chefosee venuto in cognizione dell'errore^ 

darei pasai opportuni per essere liberato dalla 

mallevadoria, e quindi per esonerare la so- 

cietà dal male, al quale egli colla eua impru- 

denza 1* avesse esposta, oon ximanere sola* 

mente soggetto alle conseguenze dellasua 

obbUgazione durante il tempo^ in cui era in 

vigore la sua mallevadoria ; 

'' Considerando 

^* Cbe sebbene.l'obbligazione del malleva- 
dore, aitermini del detto articolo 157, po« 
trebbe essere indefinita e senza limitazione 
lisomma ; per V oggetto pero di verifioare 
se un mallevadore sia solvibile, non si deve 
procedere oon un rigore eccessivo^ ma como 
i equo e di ragione. E se si dovesse agire 
conrigore, sarebbe diflScile per un forestiere 
di rinvenire un mallevadore, ed il che ridon- 
derebbe a danno del commercio e degli abi- 
tanti di queste isole ; 
*^ Considerando 

*" Cħe h di attribuzione dell' autorità di 
PoliM,incaricata di rioevere la mallevadoria, 



lo stabilire approssiinativam^nte, nel caso di 
dubbio suU' idoneità del malievadorei avp^o 
riguardo alle circostanio dei caai specifili. lo 
aqamontare della sommo, per puji il malleva- 
dore dovesse ess^re ricbies^o di provace di 
essere idoneo, e nel caso di controversia tra 
la Polizia ed il mallevadore, od il forestiere, 
la risoluzione della questione ^ rimessa alla 
decisione della Corte competente» ed a di- 
screzione della Corte, secondo i casi ; 
^' Considerando 

** Che la prova dell' idoneità del malleva- 
dore si puo fare secondo la legge con qua- 
lunque mezzo di prova^ e quindi anche col 
giuramento del mallevadore, quando il Gia- 
dice lo reputi sufficiente ; 
** Conslderando 

*' Che nel caso in speoie il giuramento 
del mallevadore sarebbe bastantey come lo 
ritenne sufficiente la Corte di prima istanza ; 
*^ Considerando 

** Che avuto riguardo alle circostanze par* 
ticolari di questo caso ed alla condizione 
deir appellante, rammontare della cauzione. 
per gli oggetti contemplati negli articoli 157 
e 161, fu determinata da questa Corte, ap- 
prosaimativamente ed a discrezione, a ^ 50 ; 

*< Che P offerto mallevadore, rispettabile 
capo di casa, sebbene non ha ricusatOi in 
questa seconda istanza, di giurare ealla 
propria idoneità pecuniaria, ha limitato la 
sua esibizione di giurare in favore dell* ap< 
pellante per sole £ 5 ; 

'' Che la detta ofiferta non si reputa suffi- 
ciente per gli oggetti oontemplati nei detii 
articoli ; 

** Considerando 

•' Che in conseguenza del premesso non 
vi h luogo a recedere dal deciso colla detta 
sentenza, ne ancbe ia quanto al capo,oon eui 
ii detto appellante fir condannato a ripartire 
da queste isole, eotro giorni quattro, per 
Foggetto della apedizione del mandatodi 



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JNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 

rita nel d) 9 laglio 1880 dalla Corte Cri- 
inaledella Folizia Giudisiaria per Malta, 
allettai conie Oorte di Criminalo giuiica- 



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loL. IX 18807 DECISTONI DEI TBIBUNALI 



DECISIONE 80. 

CeORTE CIVILB DI SUA MAK8TA 
PRIM' AULA 

28 6ia^no 1875 (a). 
Dr- Filippo Pullicino, 

Oiudics di 8ua Maeità. 

Argomento 

Quatunqus tia V enlità dei lasdti fatti dai 
marito alla moglie, non ai presumono, in 
difetto di aUri indizi della volontà deLte- 
tUUore, fatti in compenso della porzione, 
dovula aUa mogliet dei coacquiMti^ 

Twrie m materia di cid, che si deve com- 
prendere negli acqvisti'^ed altre relative. 

Dr. Saverio Schembri ed altri 
versus 
GeDtildoDQa Maria Carmela vedova 
Scheinbri^ 



Gli atlori nel libello esposero:— che i| 
defunto Giudice di S. M. Dr. Ignazio Schem- 
brif anendosi in matrimonio colla convenuta, 
iTeaaaaieme colla atessa preferito '^diridurre 
ia publica forma i patti* cbe regolare dovea« 
no la loro oivile società conjujgale;' * e preseo 
il notaro Michele Fsaila il 18 agosto 1861 
segul la loro scritta antenuziale ; 

Che da quella eciitta si rilevano le doti 
della spoea, il dotario assegnatole ed i beui 
stabilif denaro, capitali, frutti, oggetti pre- 
siosi ed altri mobiIi» che avea lo sposo^ di 



fal Awertenza del compilatore. 

Siooome si aspettava la sentenza definitiva nella 
segfuente caosa, per pubblioare sotto la data, in oui 
arebbe stata profferita, tutte le decision], per ordine, 
eħe Ti furono date— ciooch^ non ebbe luogo, siccome 
la causa finl per transazione— poblichiamo in questo 
Tohime le dedsioni suddette, non volendo privare i 
Boetri asBociati e la giurisprudenza del vantaggio 
di valenene. 



proposito di 
due contrac 
roini del p 
che gli 8p( 
industi'ia < 
espresso co 
ciofe *• d»«i 
" innanzi 
" Schembi 
•' talora sa 

Che la 

oapitali ed 

tempo del 

sione appoi 

loggi perii 

ziooe delli 

conjugiOy I 

frutti degli 

dallo sposc 

trimonioy d 

continuare 

lare dello i 

munione sc 

Che il 

à\ 27 dec( 

mento sole 

il Nolaro 

30 gennc 

mere la i 

sopruvanzi 

principalin 

legale, all 

" Ho deli 

** meoto, l 

'' di sosta 

*• lucrato 

•' professic 

Cosi il tesi 

considerev 

egli, ne la 

ia parte o 

oonsorte, 

aaoi guadi 

quel mod€ 



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218 



DECISIONI DEI TRIBUNAH DI MaLTA. [Voi.. IX. IMO, 



1 



importa disporre di tatto, senea eccettuarne 
la rata d' aoqoieto, che avrebbe potuto spet- 
tate alla consorte, la quale e^li intendeva 
altrimenti compensaie largamente, come per 
lo Bteeeo testamento tece ; 

Che la prenaie88a conclusione di aver 

voluto disporre del tutto, compresi gli ac- 

quisti^ à corroborata dal fatto delle auo* 

cessive diapodizioDi contenute in quel testa- 

mento. Ivi« dopo brevi cenni rapporto la 

i funerali e euffragi, il testatore 

i consorte tutto quello e quanto si 

tenuto nella casa della Valletta 

della Sliema, iuclusi gli orij 

Jiamanti : cosi egli considerava 

ntu8 appartenergli ia totalità, e 

^a del tuttOf nonostante che in 

gran parte era acquistato durante il matri- 

monio-; od almeno lo considerava oadente 

per intiero sotto la sua diflponibilità come 

8U0 proprio, bencbi vi fosse pure intereaaata 

la comunioue ; siccome la legge glielo per- 

metteva^ compensandone in altro modo la 

moglie ; 

Che questo solo fatto di aver esteso 1a sua 
dlsposizione alla totalità dell' a limine intus 
riduce già ali' atto rintenzione del testatore 
espressa in sull' esordire del testamento, e 
dimostraad evidenza che egli, col dire— '^ la- 
*• soiando cowe appresso quel tanto di so- 
*' stanze, che mi rimane disponibiley lucrato 
•' principalmente dalla pratica della profes- 
*' sione legaW — non abbia potuto intendere 
di eccettuarne, se non quello, che ne e ra stato 
conaumato, e non già quello, che in ragione 
di rata di acquisto sooiale avrebbe potuto 
spettare a sua consorte ; I' espressione *' la- 
sciando come appresso " i un riferente^ il 
primo legato di tutto, che si trovasse in casa, 
ċ il primo riferito ; ei debbon concordare tra 
loro; e se il riferito dispone di tutto il conte- 
Duto in casa, comprendendovi parte deH'ao- 
quisto conjugale/il rifereote mentirebbe, ove 
ei traducesse in una intenzione di escludere 
tale acquiato da quella disposizione ; 



Che la costante un!formit& d^ eBpressio* 
ni nel testatore concorre a vieppiii chiarire 
colla parola la verace sua ioteDzione di ab- 
bracciare il tutto nei lasciti/che provvedeva^ 
disponendone come di cosa del tntto sua pro- 
pria ; se colla preambola espressione diceva 
^' quel tanto di eostanze che . m{ nman^'^ 
nel legato a Umine intu$ diceva "tutto quello 
e quanto si troverà contenuto nella mia 
casa d'abitazione. '' Sia perchà gli aoquisti 
conjugali, prima dello scioglimento del con- 
ju^io» si ritengono sempre come eveotuali, e 
non potrebbe asserire la moglie di doveme 
con tutta sicurezza partecipare ; sia percfae 
il marito h il capo della società, ed egli per 
speciale prerogativa della legge ammi- 
nistra la comunione, e ne puo disporre 
anche in faccia ai terzi oome dei proprj 
beni; sia perche» valendosi del permesso della 
legge dl disporue aoche per te8tament0fiiiten<- 
deva^ come pratico» di soddisfare in aitro 
modo i dritti della moglie ; sia perchà le 
sostanze erano etate lucrate colla professlonv 
del testatoreysensa alcuna contribuzione delle 
rendite della moglie ; sia percbà iinpiegate 
nel solo Buo proprio nome— qaalunqae pie 
abbian potuto essere le sue ragioni, ^li c<mb«^ 
8ider& il tutto come suo, di tuito di^if^ 
come di cosa propria, il tutto chiamava SMO 
proprio, dicendo per fino '* mia " la caaA 
della comune abitaziooe dei due coojugi, ove 
era contenuto il tutto, che il legato a li'mine 
intm compiendeva; 

Che sotto tali impressioni procedeva ad al% 
tra disposizione dei frutti e rendile dei ciipi- 
tali impiegati nei pubblici fondi di vaQ 3taii 
e paesi^ chiamando quei fruiti e rendite di 
sua pertinenza; ed k certo che la disposizioae 
contemplava i frutti di tutti quei capitali^ 
percbfe il testatore non ne eccettup alcuoo ; 
mentre gli acquisti durante coDJugio, deitra^ 
ta la parte Tersàta nella eoiyipra di oggttti in- 
clusi nelPa Umine intuiy e detratta la parte 
consumata, furon per intero convertiti in 
alcuni dei detti capitali impiegati su foodi 



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VoL. IX 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



21« 



piibblidi aieieme eol prezzo dei caslni, che 
tm ia Sftn Giuliano .al tempo della con- 
tralUsioae del matrimonioi venduti poi nel 
oorso dello steaso, ed asaieme ad altre •omroe 
« eapitali» pria preeao altri indiYidui, realiz* 
aati ed impiegati poi in fondi pubblici; talohà 
«1 tempo del testamento e della morte del 
Giudice Dr. Ignaaio Sohembri V asse suo 
iMtanBialmente consisteva in tutto quelIo,che 
era nelle dae case di abitazionei ed in quei 
capitali^ come si puà rilevare aDche dairin- 
fentario fatlo dalla convenuta preeeo il no- 
taroFranceeeo Saverio Camilleri nel di 5 
tprile 1873. 

Di qnei fmtti e di qQetle rendite dei 
$9fiUli il Qiudiee Dottor Schembri dispoBe, 
mfnmto ad nna metà iotera obe doyesae 
flMere godnta dalla Signora Maria Carmela 
•oa moglie, ed in quanto all' altra metà che 
daftBse essere godata in egnale terza parte 
dagli aapenenti Dottor Saverio, Franoeaca 
a Giovanoa suoi fratello e 8orelIe» eol dritto 
di aeepeaeere tra loro tre. 

II costume del fu Dottor Igoazio di 
riteoero ed appellare come a sh apparte- 
nentt, aon eolo i frutti ed altre aostanze eei- 
alMsti Belta casa oonjagttie, ma pure i oapitali 
ivpiegiati, ai rioonosce, oltre che dalle dispoai- 
zieDi oontennte nei testamento, aocbe da 
tkre ane eoritture private* Invero sopra nn 
Hmto aeritto di propria mano del fu Dottor 
IgnaziOy e dalla aua Signora vedova eaibito 
preeao il Notaro Francesoo Saverio Gamilleri, 
a pagina prima sono indioati i capitali impie* 
gsf su fondi esteri, e di mano dello scrivente 
Dottor Schembri intestati come aegoe — ** Co- 
ilo e apese df Fondi pvhbUci appartenenti 
•d Ignazio Schembri dal Imo. Settembre 
1871 in poi**— come da copia segnata E. 
1H talt eaphali dfspose pnre ohe» alla morte 
daHa S^nora Marià Carmela sua moglie, la 
mefà degli ateisi, fe cui rendite saranno state 
àallà medesrtta godote in vfta, sia divisa tra 
qaei Ai lai tiipoti da fratelli e sorelle, ohe ai 



troveraono in vita nel giorno delk di lef 
morte ; e cos) pure la metà dei oapitttli, le eai 
rendite saranno atate godute dall' oltimo od 
ultima dei tre di lui fratello e aorellei sia 
divisa tra gli ateasi nipoti^ che si troveranno 
in vita alla morte deil* ultimo dei tre ; 

Che aarebbe invero un' esagerata ed ec- 
eessiva esi<2:6nza il pretendere piħ di taoto 
locente obiarezza nella volontà e dispoeiziona 
del fu Dattor Schembri di tutto il frottato 
dei capitali e dei capitali stesaiy aenca farne 
eccezione di sorta, seoaa detrarre alcona rat^ 
in ragion di acquisti oonjugali; per la evidente 
ragione che egli col legato di totto, ohe 1» 
due case di abitazione contenevano, eompreai 
gli ori, argenti e diamaoti, e coll^ altro legato 
di osnfrutto per tutta la di lei vita di Qoa 
metà dei capitali, ammontante taW osufriitto 
ad annoe £ 500 circa» generosamento la ooaa* 
pensava, lasciundole nna reodita maggioro del 
doppio di qoella, che avrebba avnto dalla 
metà degli acqoisti. 

La vedova ai astenne dal descrivere 
nel 800 inventario gli ori| argeoti, diamanti 
ed altri oggetti mobili, cbe*arricchivano le 
dne case d' abitaziooe dei conjogi ; ella 
cosi faceva scomparire dalP ioventario nn 
valore di £ 1600 almeno, lasciato pei intero 
a di lei favore in nnione al detto frqttato ; e 
questo eolo, calcolato per aoni sedici, dalli^ 
morte cioċ del Dr. Schembri finch^ la vedpva 
raggiunga V età di anni sessanta, rappresenta 
un valore attoale di £6,684. 16. 7, come 
dimostra il oalcolo aritmeticOi che si pro- 
duce. Cob) la vedova coir a limine intu$ 
e col frottato di metà dei capitali si con- 
sidera avere consegnito di preseote la 
somma di £7284. 16. 7, od airincirca; 
mentre, anohe secondo P inventario da lei 
stesso formatOy in senso ben diverso de 
quello cbe dovrebbe esserlo, non le sarebberf 
pervenute per sua rata d* acquisti che sola 
£8901. 16. 6, aocresciute io parte di one 
porzione di qaeli cbe in casa ei aggiunse a^ 
oorao del matrimonio» ma d' altronde soggette 



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DECISIOSI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Yol. IX. lasff 



he 1a stessa veduva aotava 

I vedoTa diresde e fece lo 
Betiso di attvibuirai uuu boIo 
9 la tuetà dei frntti e reodite 
termioi del testameuto, ma 
ii prelevare iuoUre ad eschi*' 
I la metà di tuUi i proventi 
>r80 del matrimonio, detraendt) 
QBufraibili^e da perveuire dopo 
poti del testatore iu proprietà, 
onsiderevole ainmontare di 
cbe al certo non & aniforme 
del testatore, ed alla volontà 
eppreflsa ajche verbalmente» e 
oiglia. 

ndarono che fosae diohiirato e 
uogocheil Dr.I^uazio Schem* 
e compreao anche i beni e le 
tate durante conjngio e:1 abbia 
e pure dei medesimi bcni colie 
itenute nel auo citato testa- 
Jmente cal legato a favor di 
ta di tutto quello e quanto ti 
nuto nelie due case di abi- 

Yalletta e della Sliema, 
ri, argenti e diamanti, col se- 
li frutti e rendite, che il testa- 
le avere nel giorno di sua 
litali impiegati nei pubblici 
ati e paesiy lasciato in quanto 
favor dellastesda vedovn, ed 
kltra roetà a fuvor del frateilo 

oon che colla disposizione^ 
^lle ed ordino che i capitali 
re divisi, in quanto alla 
ule daila sua vethiva, tra i 
uperstiti dopo la di lei nnorte, 
I' altra metà tru quecrli stesdi 
e eopravivranno alP ultimo 
asufruttuarj fratelioe soreHe. 

luogo che fosse dichinrato 
la oonvenuta, ai termini e 
detto testamento, non debba^ 



oltre il Icj^ato a limine intus ed il godimento 
della metà dei capitali predetti, prelevare 
dagli stessi P ammontare di £3901. 16. tf, 
comc ella fece nel sopraindicato suo inven- 
tario del 5 maggio 1873, quale metà di 
beni acquidti uetti pretesa a lei epettante, 
nk altra rata qualunque d^i predetti capi- 
tali per ragione di essi acquieti ; con di- 
chiararsi couseguentemente che i doman- 
danti siano intitolati a godere ed avere i 
frutti e le rendite di un* intera metà dei 
capitali ereditarj, liquidati tait cspitsli nel 
cennato inventario a £ 14271. 5. d^ 
e liquidabili talora a quaiunque veriore 
ammontare ; con rimanerne V altra eguale 
metà di fruttato e godimento a totale b«- 
neficsio di essa convenuta vedova Schembri» 
e cio sotto r obbligo della stessa convenuta, 
garautito da idonea fidejussione. di oonser- 
vare e di reatituiie nella loro integrità alla 
termmazione dell* usufrutto tutti i titoli dei 
vuiori e capitali predetti, qualora essa oon- 
tinuerà a prcferire di ritenerli tutti presdo 
di ^h, ed in caso diverso da intendersi tale 
ohbligo limitato airammontare di quei titoli 
di valori e capitali, che preferirà di trattene- 
re in suo potere. 

" E per r effetto delle premesse domati- 
dc e tutt' altro di dritto gli stessi attori 
domandarono che fossero date tutt' altre 
necessarie dichiarazioni • proyvedimeBli, 
couipresa al biso^no la dlchiurazione d' es- 
sere stita la convenuta vedova Schem- 
bri compensata della di lei rata degli ac- 
quisti, e In dichiaraxione anche al bisogno 
clie la detta di lei ratadi acquisti, giustAla 
limira/ione apposta nel relativo patto deHa 
scritta antenuzinle precennata, debba essere 
in o(^ni evento liquidata nel senso dei para- 
grafi secDndo e terzo di questo libello^ senza 
cioà comprendervi alouna parte dei frutti 
degli stabili, capitali ed altro dal defunto 
Dr. Ignazio Schembri posseduto anterior- 
menta al matrintoaio ; e eompresa tn fine 



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yoL.IX.1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



221 



tl bii^pM> ogni oooorrenta liqiiidaz]one, d« 
ħni in quena tpotegi con qoei messif cbe 
qoegtA Corte BtimaMO piii preprj ed oppor- 
tmii' 

LA OORTE 

• " Tiete le dooiande propotle daj^li attori 
mI loro libeilo del dl 8 geonajo 1874, diretto 
$à eitenef e che aia diehiarato e deciso — 

'' Imo. Cbe il defnulo Qindice di Sua 
Maestà Dr* Ignaaio Schembri, nel eao testa- 
nsnto segreto consegnato al notaro F. S. 
thmilleri ii 27 deceoibre 1872 aperto e pub- 
bKeatoil 80 genoHJo 1873» abbia iooluso e 
iMDpreflo anohe i beni e sostanse aoquistate 
joraote il sno coujngio colia convenutay ed 
iU>ia inteso pore di disporre dei medesioii 
ftdfii e aostantei e specialmente col legato a 
'favore di detta convenuta di tntto cio, cbe si 
tfcfiifte oontennto oelle due case di abitasnone 
deUi TaUilta e della Sliema, coir altro tegato 
dii fratti e rendite dei capitali impiegiti nei 
pobbifoi fondi di varj Stati e paesi, ed in fine 
iolla dispoaizioney con oui ordin6 che i detti 
eapitali doyeesero eesere difiii dopo la morte 
dei contendenti tra i di lui nipoti, ohe fossero 
seperitiii ; , 

^ 2do. Gbe la detta convenuta, ai termini e 
nd seneo del citaio testamento, non debba, 
iltra il legato a limine intus e il godimento 
dilla metà dei predetti capitali, prelevare dagli 
•tessi rammontodi £ 8901« 16. 6, c me 
illitice neirinventario del 6 miggio 1873, 
qoile metà di beni aoqniati netti pretesa a lei 
spsttante, n4 altra lata qualanqiie dei predetti 
-cipitali per ragione di essi acqaisti ; con ċU 
stisrarBi di dover tntti i frotti dei capitali 
ereditarj, iiqotdati nel detto ioventario a 
£ 14^71. 5. 5 liquidttbili a qaalunqne altra 
i«mnui, essere divisi per ngoale metà tra gli 
>attori e la coufenata« sotto V obbligazione di 
eostei di prestare nn' idonea fiJejussione di 
conserTare e restitoire tutti^ o quella parte dei 



capitaii^ che preferisse trattenere in di lei 
potere— 

*' Pra?ia ocoorrendo la dichiaratione di 
essere la con?euata stata compensata della di 
lei rata degli acquiati. e che la detta rata 
deye intendersi limitata, giosta i termini del 
coutratto antenaziale dei conjugi Schembri» 
come h stato interpretato dai detti attori nei 
paragrafi secondo e terso del loro libello— ; 

** Visto il testameoto del predetto Gindioe 
Schembriyin cui egli incomincia col dichiirare 
di avere deliberato di fare il detto testamento, 
privo come era di figli, lasciaodo^ coroe ap- 
pre8so,qnel Ueto di sostanze, cbe gli limaneva 
dispooibilei Incrato 'principalmente dalla prà- 
tica della professione legale^ alla quale appar- 
teneva. Prosegne a lasoiare a tltolo di legato 
alla convenota soa dilettissima moglie, in 
piena proprietà, tatto qnello e qaanto si 
troverà contennto nella sna casa d' abitaaione 
della Yallettay ed in qoella ancora della Slie- 
ma^ e oome sool dirsi a limine inim^ inolusi 
gli orf, argenti e diamanti. Continna lasciando 
a titolo di legato^ alla convennta ed sgU 
attori suoi germani, i frntti e le rendite, che 
si troverà avere di pertinenza saa al giorno di 
sua morte, dei capitali impiegati nei pnbblici 
fondi di varj Stati e paesi, da essere da loro 
rispettivamonte godati, in qoanto ad nna 
meià dalla convenuta sna moglie^ e in qaanto 
airaltra metà daglt attori, divisibile questa 
ultima in tre parti, col dritlo di accrescere tra 
di 1 )ro tre solamente : inoltre ordinava che 
alla morte della convenula sua moglie Ja 
metà Uai detti capitali, le cni rendite saranno 
state dalla medesima godute in vita» fosse 
divisa tra i suoi nipoti, che si trovassero in 
vita al gioruo delU di lei morte^ e cos) pnre 
r altra metà dei capitali d>i godersi dagl^ 
attorif al tempo della morte dell' ultimo tra 
loro. Dispooeva in fine che i titoli tntti dei 
valori e capitali soddetti restasaero conservati, 
darante il godimento dei loro frutti ed inte- 
rassi, per intero preaao la convenat9» o per 



■f^'"^ 






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233 



DECISIONI DEI TRlBXJNAiLI DI MALTA. [Yol. IX 1880. 



attoYi h doDTeDaia,. a di lai 

deranda 

Ja questione Yerteote tra le 
^iudioe Sohambri ool suinmen- 
itamento abbia effettiTamente 
nuni aoqoieti eonjagali, com- 
>ne spettante alla conv^nuta ; 
risoWere tale qneatione 6 ne- 
ttere Tesame intorno ai dritti 
mjugi ed alla loro eatensione 
t acquieti ; 

d oggetto non devesi ricorrere 
irtiooli di esteri paesi ed ai 
i Scrittori. che interpretano 
ma be nai alle leggii che in 
>iii remoti Tigevano in queste 
\le reoenti diepoeizioni legis- 
lero aostanzialmente alterate » 

iderando 

I 1' antichiàsima consoetudine 
\, Oommentata dal Cardinale 
10 Discorao 38 De SucceMiO' 
atOf nei matrimonj oontratti 
) come dicevaai more Roma- 
cquistati dai conjugi.o dacia- 
rante il matrimonio colla pro- 
» appartengoBO alla comu* 

^tta comuniono degli acquisti 
ulàta per patro espresso nel 
rimoniale, arcTa per effetto, 
oonsuetudine maltese spiegata 

neli' Addizione al suo Yoto 
pienti— edizione Bomana dei 
netà dei àftti beni appartiene 
erstitOi e 1* altra metà al ma- 
redi del roarito defunto» e la 
acqaistava, taiito rispetto al 
possesso, in sin dal primo mo- 
to acquistOy ancorchfe la dete 
i i beni da lei apportati non 

a quelli conferiti dal marito; 
i acquistali dal marito, quanto 



illla metà'Spettànte aU^mogliM^ dioeTflUMi 
prpvdftienti 4a tvh$iaiUiavtri t ooa tUob lit- 
eratiTO, oiafoome acquistati dalla moglie pec 
p^tto speciale conTenuto col marito, noM^ 
stante che la totalità dei beni rimaneva 
sotto ramministrazJone del marito^ in costan- 
za del conjugo, come capo della società, ma 
il dominio ed tl possesso della metà dei coac-^ 
quisti si ritencTano trasferiii immediatamen^ 
te alla moglie a titoio oneroso per la sua 
soUecitudiney diligenza e solerzia nel cooser- 
vare ed aumentare i beni del marito e della 
soctetà { Vedasi anche Garcia De conjug, 
oċquest N. 3 e 4); 

" Che se per V indole speciale del con< 
tratto matrimoniale 'e per la posizione eo« 
cezioaale del marito» come oapo della so- 
cietày egli in costanza del conjugio puo 
disporre in faocia ai terai degli aoquisti, co- 
me dei proprj beni ; la moglie perà non 
puà essere pregiudieata per la su por/ione 
de^gli acquisti dalla disposiaionei cbe ne fa 
il marito a litolo ((ratmto, od &nebe datle 
alienaaioni a titolo ouerosoi fatte da lui per 
utilità sua partioolare, nonostante cbePeser- 
citio dei dritti delia moglie sulla metà dei 
coacquistinon si manifesta. che al tempo 
dello scioglimento del matrimonia ;. 

"Cbei detti priccipj di dritto, stabillti 
per consuetudine, non sono stati in alcun 
modo derogati, nà in tutto, nh in parte, colli^ 
Ordinanza IV del 1867 e colla susseguente 
Ordinanza YII del 1863, anzi sono stati col* 
le dette due Ordinanze espressameQte coo* 
fermati; 

'* Considerando 

" Che il contratto m atrimoniala del GKn* 
dice 8chembri colla oonTennta h stato sti- 
pulato negli atti del notaro Michele Paaila 
il 13 agosto 1861, anteriormente alla pro- 
mulgatione delle dette dne Ordinanze, ad 
in esso Ti d espressamente cooTenuta la 
comunione c la compartecipazione per egua« 
le matàdegli acquisti oonjogali ; 



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¥01., IX. 19a»] DECISIONI D£I TBIBUNALI DI MAIaTA. 



2a 



** CoDaidQrtndo 

•* Cho ooH' Ordinanta VII del 1868, vi- 
geate al tompo delfo morte del testatore, 
eeffinta il 30 deoembre 1872| all' articolo 
10&& T»en diepoato qoanto eegne :— 

'* Ove il marito disponiia degli aoqoisti 
''per (eatamento, la aua diBposimne enselBte, 
" pnrchi pero la moglie sia per la parte a 
«* lei apettante oompenBata "; 

«< Gbe qneet' articolo oon^prende dne parti 
^ loro distinte : la prima eontempla il easo 
delia dibpoBiziooe per altima volontà, che 
fa il marito dei oomuni acquiBli; e la seconda 
impone la oondizione es6enziale» Botto la 
qoalo la dippoBizione del marito deve eaBere 
Cuta, percfa^ posaa legalmente eortire il 80o 
efiietto; 

*' Che in conBeguenfa I' eBame di fatto 
dam aver p er oggetto di stabilire, se il te- 
dftiore Qiiidioe Schembri abbia disposto 
d^ eoaoqniBtiy anohe per la parte Bpettante 
alk inoglie, e ee eoetei sia atata nel teBla- 
aeato compenBata, ai terminidella legge) 

^ Confllderan do, in ordine alla prima 
indagfne, 

•'Che il menzionato articolo, ritenendo 
eome inercnte nel marito, quale capo della 
•ocietà conjugnle, la facoltà di diBporre dei 
coacquiBti, non cBige per la validità di detta 
disposizione alcuna formale dichiaratione^ 
eBprimcnte la volontà del marito di disporre 
deidetti acquiBti; suppone ]er5 che la detta 
dispoaizione sia effettiva e che la intenzione 
di diflporre sia cbiaramente manife8tat^,e non 
già iu modo dubbio ed equivoco, perche 
tfattasi dell' eaercizio di un dritto avente 
pereffetto di togliere alla moglie k proprietà 
diBOBtaoze, delle quali trovaBi in pugseB^o 
iiuia dal teinpo del loro acquiato; 

''Cheviha notabile difforenza tra T au- 
torità, che ha il marito, di diBporre dei beni 
della comunione in oostanza del copjugio, e 



il dritto,ehe gli compete, 4i dispovre dei detti 
beni per dopo morte, e per an tempoi in exn 
la Bocietà sarà diamolta^ Nel prkno eaeo egli 
diapone uU doTninus i|i faoma ai tem ; nel 
aecondo, ceaBata la aua poteBtà maritale, in 
aua diapoBizione di r^gola non ai «etexide 
oltre la Bii^ft quota i>ella oomuniono, avweno 
ohe egli non avrà voluto prevalerai del 
dritto a lui Bpettaote di diaporre di tuttoil 
ooaoquiBto mediante compenao ; 

** G)ie conBeguentemente i I marito si pror 
Bume aver diapoBto per teBtamento della stta 
partedegli acquiati Boltanto, finchd la Bua 
volontà in contrario non aia ehiaravenie 
manifeatata ; 

'^Conaiderando 

^< Che dal conteato del testamento del 
Giudice Igqazio Schembri riaulta che il 
medesimo ba voluto disporre ed ha effet- 
tivaQiente dispoBto, in via di legati, di tntti 
i beni e sostanze formanti il bqo patrimouio ; 

** Che in nessuna parte vien fatta eBpreesa 
menzione degli acqaiBti conjagali^ e da nea* 
euoa delle dispoBiuoni contennte nel detto 
teBtamento traspare la intenzione del teBtatore. 
di dlsporre in speoie dei deiii acquiBti, ppjpure 
cbe egli pensaBse ai detti acquiBti, in modo da 
volerli comprendere per la loro totalità iiella 
generale diBpoBizione di tutto il itko patri- 
monio ; 

'' Oenaiderando 

** Cbe le eepreBsioni adoparate dal Gindice 
Schembii nei preambolo del buo testamenio, 
cbe hanuu preHtato argomento «lle parti ooa- 
tf tffienH a diversa e contraria interpretaiione ^ 
tndioauu cbe sl testaiore, usando le parole nU 
rimane, abbia voluio dieporre dei beui proprj, 
e non già di qaelli della oomanioine; 

'' Che ne tl legato comunemente appellato 
a limine intuSf ne quello relativo ai frutti dei 
capitaliimpiegat],ne Paltro inflne degli steBBi 
eapitali, foruiBCono, conaiderati in sh steBai 
o nclle eapreBdioni adoperate?i dal testatore, 
motivi eufficienti per indurre nel medeaimo 



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11 TRlBONALt DI M1LT\. [Vol.TX 1880 




upor- 
te (li 



laaiino 
i, oUe 
I, noQ 
3 uon 
iU la 
ji»gli- 

spedi- 

zc esi- 

degli 

i iQte- 



le 00- 
oiento 
modo 
nella 
ta nel 
1 detta 
r cou- 
bààdi 
)ne di 
)to de 
tiene ; 

3onabi- 
1' altra 
kreaeo- 
do, col 
dispo- 
capi- 
ineoza 
soonda 
ddente 
i par- 
tiistra- 
apitali 
tra la 
na di- 
lyfaoil- 
le UQ 

il 8U0, 



diapone di ci5| che & di eua pertinenza, ooma 
81 b già rilevato, non 09t<inte che U les;ge gli 
aocorda la facoltà di diaporre, aotto oert« 
condizioni, di c\b, che di pieno dritto spetta 
ad aUr! ; perocchà la dispoaizione di ultioDi 
volontà, per quanto aia concepita in termini 
di uuiversalità, ae talvolta potrebbe cotn- 
prendere V eaercizio di una facoltà accordata 
in una precedente diapoaisione deiruomo,QOQ 
puo itnplicitajneute comprendere rattuazione 
e r esercizio di una facohà derivante dalla 
legge — Petrus enim non dispostdt de bonii 
VictoriċB tixoris, dum in testamento niMam de 
illis mentionem fecit.,,. Qwinimo dumintO' 
dem testamento mu,s est verbis re8trictivi$t 
ibi : in omnibua auteui bonipf meia ex- 
cluduntur bona uxoris : verhum enim meie 
uti personalissimum et ad oculum dmon' 
strans personam teetatoris, ejus sola bona 
comprehendet, non alteriue (Rot. Rom. Re- 
cent. Decia 79 Nri. 4. 6. 6. Part XIII); 
'* Conaiderando 

*' Che la coQvenuta vedova Scbembri ri- 
pete il auo dritto alla metà dei coacquiati 
conjugali da una doppia aorgente, e dal di- 
spoato della legġe, e da ua patto eaprcaso 
atipul Uo nel contratto matrimoniale; 

•* Che onde privarla di un dritto, acqui- 
atato per queato doppio titolo sulla proprieià 
della metà dei beni della contiuDioDe, noo h 
auflSciente, a giudizio della Uorle, la aemplice 
dispoaizione da parte del marito a oiodo di 
uuiveraalità, per indurre da una eiffatta di- 
9poai/.ioDe V esercizio di uua facoltà derivan- 
te dalla legge» e coDaiGteDte nel dritto di 
diaporre dei coacquisti per dopo morte ; 

*' Che in conaeguenza delle premease ra- 
erioui non riaulta dalle espreaaioni. adoperate 
nel testamento del Oiudioe Schenibri, che 
egli abbia diapoato, o inteao dieporre dei oo- 
acquiati conjuajali per la parte spettante alla 
CODvenuta ; 

" Conaiderando, riapetto alla teconda 
indagine, 



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VbL.IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



225 



'^ Che h rioonosoiuto in dritto ehe oià, ohe 
81 lasoia all' nomo in uii atto di ultimavo- 
loLtàf 81 deve inteadere laàciato a titolo di 
mera liberalità ; 

'^ Che questa massima h riconosciuta dalla 
citata Ordioania VII del 1868, ove all' ar- 
ticolo 403 h disposto che,8e il testatore. senza 
far menzione del suo debito, fa un legato al 
creditore, il legato non ei presume fatto per 
pagare il legatario del 8uo credito, e il le- 
gato fatto ad un djmestico nun si piresume 
fatto ia oompenso dei suoi salarj ; 

'^Cheildetto principio pero à soggetto 
ad ana limitazione nel caso di un lascito fatto 
dal marito alla moglie; perocchċ ai termic i 
deU* articolo 337 della oitata Ordinanza, in 
aancaasa di nna diohiarazione in contrario^ 
tutto cià, che il tedtatore oon qualsiasi titolo 
avrà donato o lasciato alla moglici s' intende 
in ogai oaso donato o lasciato a conto della 
dote e del dotario r 

'^ Che quest' artioolo di legge, • oontem- 
plando come ecoezione alla regola generale 
sa menzionata la dote e il "^ dotario soltanto, 
i quali 8*intendono compensati col laecito 
fatto dal marito alla moglie senza espres* 
siooe di causa, non include anche la metà 
dei ooaqaisti alla moglie spettanti, i quali 
eoao regolati da nna speciale disposizione;' 
cbe aazt^argomeotandodal dettoarticoIoSSr, 
Ti e luogo a conohiudere ohe in difetto di 
anaespreBsa diohiarazione del martto i le- 
giili fatti atla moglienon devono intendersi 
rnai laeciati in conto della sua porzione dei 
Coacquisti ; 

** Considerendo 

'' Cbe onde si poesa ritenere ohe il Qiudice 
Schembri abbia disposto dei coaoqnisti con- 
jiigaK, h neoessario ohe rxsulti dallo stesso 
testamento di aver egli oompensato la moglie 
per k parte a lei spettante secondo la legge; 

'< Che in difetto di ana espressa dichia- 
razione di voler compensare la moglie^ la 
quale dicbiarazione noa si risċontra in al- 



oona parte del detto teataniienit^^ h meetieri 
oonchittdere cbe i legati a lei leeoiati ^ii^oo 
eSetti della mera liberalità del mMitQ ; 

*'Che indipendentemente daU' oi^isaione 
dj detta dichiarazione, il detto oompenfo nep- 
purei risulta ipaplicit^mente, perch^ da nee- 
sun^ eeprossione ^cox^tenuta nel detto teata- 
mentQ ei pud inferire che i legati lasciati 
alla qaoglie aieno stati dati in pagamento o 
in compenso della sua porzione dei coao- 
quisti, che il testatore abbia voluto sosti- 
tuire i deUi legati alla quota dei ooacquisti 
a lei Bpettante ; 

" Considerando 

^^ Che il compenso contemplato dalla lef^e 
non pub essere inteso in altro 8enso, se noa 
in questd, che il marito deve lasciare alla 
moglie I' equivalente sia in danaro, sia in 
beni, e non già ohe egli la possa privare del 
titolo di proprietaria, oonvertendola in usu- 
fruttuaria, oon sostituire alla propriet^ dei 
beni un titolo temporàneo ed aleatorio, quale 
e 1' vsurrutto ; 

*'Che nel fatto, tranne il legato in proprie* 
tà a lijnine intua, il Giudice Schembri non 
ha lasciato alla moglie, che^I solo usufrutto 
della metà delle sue sostanze ; 
•* Considerando 

** Che i calcoli fatti dagli attori, sedondo 
i quali, qualora la convenuta fbsse per yivere 
un certo numero di anni, avrebbe potnto oon- 
eeguire in nsufmtto dai legati lasciatile dal 
marito tanto, da equivalere a1 valore della 
metà dei coacquisti alei spettante, non hanno 
alcun fondamento in legge. Nessuna legge 
ha stabilito che la proprietà possa essere oon- 
vertita e soddisfatta in usufrutto, o ohe un 
creditore possa essere pagato del suo oredito 
n>^iante un nfsufrutto ; 

«' Cbe la Leg. 68/. Ad Legem Fakidicm 
aveva stabilito varie regole per la oompu- 
tazione della Falcidia, quando il defante 
avesse esautito in legati di usufrutto, ali- 
menti; o prestażioni annue pià del dodrante, 

29 



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226 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [VouIX 1880 



oasia piħ dei tre quarti del suo asse : regole 
che eraao ioudate aulla durata probabile della 
viia del legatario, e che avevauo soltanto per 
oggetto di determinare se l*erede fosse stato, 
oppur no> aggravato nella porzione a lui 
riservata dalla legge, e non già di stabilire 
una regola generale per Pestimazione del 
valore comparativo della proprietà e dello 
usufruttOy e di altre prestazioni vitalizie ; 

^ Che in consegueoza, non risultando nà 

espressanaente. n^ implicitamente dal testa- 

mento sotto esame di avere il Giudice 

Scberabri compensato la moglie, bisogna 

conchiudere che quando anche avesse egU 

efietcivamente disposto degli acquisti^ come 

pretendono gli attori, la saa disposizione, 

quanto alla porzione dei detti acquisti spet- 

tante alla moglie, non potrebbe legalroente 

sussisterey perchċ difetterebbe della condi- 

zione eseenziale, sotto ta quale la facoltà di 

disporre h al marito accordata ; 

*' Gonsiderando 

**Che non i presumibile che il disponente^ 

il quale era un dotto gioreconsulto, occu- 

pante un'eminente posizione nella Magi- 

Btratura, qualcra ^ avesse voluto disporre 

degli acquisti, non avrebbe chiaramente ma- 

nifestato tale sua volontà *in un testamento 

secreto, e nou avrebbe adcquatamente com- 

pensato la moglie giusta la legge, indicando 

1 motivi di tale compenso, ma che avrebbe 

preferito di lasciare ai superstiti rinterpre- 

tazione della sna volontà ; 

•' Considerando in fine che dai termin i del 
menzionato testamento e dalle prove testi- 
moniali prodotte vien confermato che il 
Giudice Schembri portava un' affezione non 
ordinaria verso la consorte, e che egli nutriva 
benevolenza verso i suoi prossimi congiunti 
contemplati tutti nel detto testamento ; 

"Che il grado pero di tale affezione e 
benevoleoza non pu6 servire di alcuna norma 
per raisurare V estensione delle sue dispo- 
sizioni, Unto in favore deiruna, che degU 



altri, sebbene raffetto verso la consorte puo 
spiegare ohe la liberalità verso di lei usata 
dal marito non era amodata, ne irragionevole; 

*^ Attesi i premessi motivi, 
*• Deoide 

**Per Pesclusione degli attori dalleloro 
domande, senza la tassa delle spese. " 

Decisione della Oorte d' Appello, sedenti 
SirAntonio Micallef, c.c.m.g., Presidente, 
ei Giudici Dr, G- Conti e Dr. Salvatore 
Naudi, proferita il 19 giugno 1876 :^ 

LA CORTE 

'' Per quel che coQoerne la domanda con- 
tenuta nel libello degli attori e riguardante 
la dichiarazione, che il fu Dr. Schembri, 
colle disposizioni da lui fatte a favore della 
convenuta, nel testamento ivi calendato, 
abbia incluso e compreso anche i beni e le 
Bostanze acquistate dorante il euo matri- 
monio colla detta oonvenota, ed abbia inteso 
di disporre pure dei medesioii beni e bo- 
stanze, 

" Considerando 

*• Che vi Ġ luogo ad adottare i motivi del- 
la sentenze, da cui 6 appello nel aecondo 
Considerando (fol. 143) in quanto che vi 
à stato ritenuto di essere gli acquisti pat- 
tuiti nel contratto matrimoniale a favor 
della moglie per un titolo oneroso e non 
lucrativo— che tali acquisti non ei repuUno 
provenienti ex substmtia viri'^ che il loro 
domiaio in un col possesso passà aella ino. 
glie insin dal momento deU* acquisto— salvi 
1 casi Halla legge determinati, e nei quali e 
permesso al marito, come capo della comu. 
nione conjugale, di alienare gli acquisti 
spettanti alla moglie, e di disporne Botto la 
responsabilità delP alienante o dieponente, 
comeà dalla stessa legge specificato; 
** Considerando 

" Che non h applicabile ed i eatranea al 



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223 



DECrSlONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880 



prj (lel testatore, in difetto di prove risul- 
taħfi dalU stessa disposizione ohe egli abbia 
Toiuto disporre di beni spettanti ad altre 
persane, oooie h la porzione deglt àcquisti 
spettante alla odoglie, giusta il contratto 
matrimoniale. £ la stessa regola si desume 
dagli articoU288e 291 e molti altri della 
detta Ordinanza — 

'' 2. Sebbene a! termini delP articolo 337 
della detta Ordinanza, in mancanza di una 
dichiarazione in contrario, tutto cio, che il 
tiestatore ,avrà lasciato alla mogIie» a' inten- 
derà,in ogni caso^ lasciato a conto della dote 
e del dotario ; la detta pr^unaione non fu 
eatesa mai anche agli acquisti spettanti alla 
moglie, sebbene dovuti a titolo oneroso al 
pàri della dote e del dotario— 

** 3. Nel fatto vi g luogo ad adottare i 
motivi della detta aentenzai da oui S appello, 
ed in quantocbe vi h stato ritenuto nei CoU' 
eiderandi sesto, settimo ed ottavo (foL 148 
tergo^ 147, 148 e l49) che dal contesto 
del detto testamento risulta che il te- 
statore abbia voluto disporre, ed abbia 
effettivamente disposto in via legale, a favore 
delia oonvenuta e di qualunquesiasi per- 
sona, di beni e sostanze formanti il suo 
proprio patrimonio solamente, eenza alcuna 
intenzione di includere o comprendere nelle 
sue disposiżioni anche gli acquisti che aotio 
proprii della moglie— ; 
'" Decide 

" Per r esclnaione degli attori e di tutti 
gli altri chiamati in causa dalle domande 
avanzate nel primo capo del libello— diohia- 
rando che il defonto Dottor Schembri, nelle 
disposizioni da Ini fatte col detto testamento, 
non inclase e non comprese anohe i beni e le 
soAanze acqnistatei durante il suo matrimonio 
colla convenuta, e spettanti alla stessa conve- 
nnfa sna moglie seoondo il detto oontratto 
matrimoniale, e non intese di disporre col 
detto testameoto, se non per qnel cbe oonoer- 
neva i saoi beni proprj e partioolarii compresa 



la sua propria porziooe di acqaiati, indipen- 
dentemente dalla porzione spettaote alla detts 
oonvenuta iu ragione dei detti aoqoisti, ed ai 
termini del detto oontratto. — Le spese, sl df 
prima, ohe di seoonda istaoza, per questo capo 
si tassino contro gli attori soocombenti, ed in 
conformità al disposto ool paragrafo primo 
dell'artioolo 249 delle Leggi di Organizzazio- 
ne e Prooedura Civile— 

''lnoltre— in ordine alla aeoonda domanJa 
espressa nel detto Hbello e ooncernente la 
diohiarazione che la detta oonvenuta, ai ter- 
mini e nel senso del detto testamento, doq 
debba, oltre il legato a limine intus ed il go- 
dimento della metà dei oapitali oontemplati 
nel detto testamento, prelevare dagli steSsi la 
ammontare di £ 3901. 16. 6, oome ella feee 
nelPinventario ivi calenlato, come metà dei 
beni aoqaisti netti pretesi a lei spettanti, n^ 
altra rata qualunqae dai predetti capitali per 
ragione di eaai acqaisti, 

" Considerando 
'' Che in vista della precedente decisione 
sulla prima domanda espressa nel libello h 
certo,che non deve essere aocolta la presente 
domanda, in quanto h relativa alla preten- 
sione dei detti attori di non avere la detta 
Qonvenuta il diritto di prelevare dai detti 
capitali atcuna rata di acquisti contemplati 
nel detto contratto. La esclusione di questa 
domanda 6 una oonseguen'za necessaria della 
decisione già pronunziata sulla detta prima 
domanda ; 

^* Considerando 

*« Che sebbene la detta convenuta b al 
certo avente un diritto pei detti acqoisti, 
giusta il detto oontratto,la liquidaaone per5, 
che h stata da lei fatta nel detto inventario, 
senza I' intervento degli attori* e degli altri 
interessati chiamati in causa, non d atleii- 
dibile, senon in quanto aarà riconoeoiata 
legalmente fatta ed ai termini di qael con- 
tratto ; 



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VOL. 1X18801 



DECrSTOJTt DEI TBIBUNALI DI MALT\. 



»29 



* * Deoide 

'* Per r esclasione dei detti attori dalle 

domande da loro fatte per esBere dictiiarato 

di noQ avere la detta conTenuta il diritto di 

prelevare dai detti capitali alcuna rata da 

detti acquisti— colle spese di prima e di se- 

oonda istaQEa, per questa diohiarazione, 

contro i detti attori — e dichiara che la detta 

convenuta ha il diritto, ai termini e nel 

aenso del detto teatamento, di avere a auo 

proprio vantaggio, eltre il legato a Umine 

intus e il godimento della metà dei capitali 

a lei lasciati^ anche la metà degli acquisti 

conjugali ai termini e nel fienso del detto 

contratto matrimoniale — e ci5 non già nello 

ammontare dalla medesima preteso e prele- 

vato nel detto inventario in £ 3091. 16. 6, 

mtx in qiiilla sommH che, in rngione della 

metà degli acquisti a lei speltanti, sarà 

liquidata a favore di leiy come qui sotto h 

indi.sato ed ai termiai e nel genso del detto 

contratto matrimoniale. — Le spese, si di pri- 

mA, che di seconda istanza, f>er questa di- 

chiarazione, restino riservate per dopo la 

detta liquidazione— 

'^ Ittoltre— in quanto alla terza domanda 
fatta dagli attori nel detto libello, e riguar- 
dante la dichiarazione di essere i medesimi 
attori intitolati a godere ed avere i frutti 
e le rendite di un* intera metà dei capitali 
ereditari del detto Dr. Sohembri, liqui- 
dati tali capitali nel detto inventario in 
J£14|d7l. 5. 5 e liquidabili talora aqua* 
lunque veriore ammoatare, con rimanere 
I'altra uguate metà di fruttato egodimento 
a totale benefioio detla detta conv enuta, 
•* Cotisiderando 
«• Ohe in vista della decieione come sopra 
data aullH detta prima donmnda, non puà 
la teitta domanda essere esaudita, nei ter- 
mini ooi quali h espressSf ma sostanzialmen- 
te deV essere modificata nel senso della detta 
decisione sulla prima domanda, ed anche nel 
senao dalla demdone suUa detta seconda 
domanda; 



'* Decide 
'* Dichiamndo che gli attori fratello e so- 
rella Schembri sono intitolati a godere i 
frutti e le rendite, non già di nn* intera 
metàdei detti capitali ereditarif eliqnidati 
alla somma su accennata di £ 14271. 5. 6, 
ma solamente i frutti e le rendite della metà 
di quella sommai ohe rieulterà rimanente 
dai capitali ereditarii, da essere liquidati 
come di ragione (se non si stimerà a propo- 
sito di stare alla liquidasione fatta dalla 
conveauta nel detto inventario) e fatta la 
deduztone ed il prelevamento dall' intere 
dei detti capitali della metà degli ac- 
quisti conjugali spettanti alla convenuta, 
ai termini e nel senso del detto oontratto 
matrimoQiaIe» giusta la liqeidazione da farU| 
come qui solto e specificato, e con rimanere^ 
dopo la detta deduzione e prelevamenlo di 
acquisti dall* intero» V altra meti dei fratti 
e delle rendite dei detti oapitali a benefiċio 
della detta convenuta, e cià oltre la por* 
zione degli aoquidtli giusta la detta liqui- 
dazione» a lei spettante e da prelevarsi a 
di lei vantaggio.— Le spese di prima e di 
seconda istanza restioo riservate per dopo la 
detta liquidazione — 
•' Inoltre, 
'^ Per quel che riguarda la quarta do* 
manda fatta dai detti attori nel iibello, e 
concernente il preteso obbligo della conve- 
nuta. garantito da idonea fidejussione^ dl 
dover conservare e restitnire nella loro 
integrità, al termine deU' asuirattOi tntti 
i tUoli dei valori e capitaU pvedetti, qua- 
lora essa continuerà a preferire dk ritenerli 
tutti preeso di sh, o quei titoli, cbe preferi^à 
di trattenere ineuo potevei 
** Oonsiderando 
'* Che vi à luogo a soprassedere suUa detta 
domanda sino Tesito flnate della citaztone 
presentata dagU attori ed àltri interessati netla 
Prim^Aula deUa Corte Civile di Sua Maestà 
U 20 decembre 1873, e sn cui h stato già pro- 



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aao 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880 



nanziato qo deoreto dalla detta Corte nel 19 
febbraro 1874; 
** Deoide 

** Cbe bI Bopraasieda aaUa detta qaarta 
domanda relativa alla detta oaazione sino 
resito finale della detta oitaaione^ oon rioia- 
nere le apese, si di prima cbe di secooda 
istania) riseryate per dcpo la deoisione fioale 
della detta oitazione'— 
•• Inoltre, 

** In ordine alla qainta domanda espressa 
nel libello per la dicbiarazione di essere stata 
la oonvenota oompensata della di lei rata degli 
acqaisti, in vista delle decisioni già prononzia- 
te salle prime domande ; 
•« Decide 

^' Pel rigetto della detta domandata dicbia- 
razione— colle spese di prima e di seconda 
istanza contro gl attori — 
** Finalmente 

** Salle domande oontenate nel detto libello 
per la dicbiaraiiona di dover essere la rata di 
acquisli, giasta la limitazione apposta nel detto 
coutratto matrimoniale, in ogni evento liqai- 
data nel senso dei paragrafi secondo e terzo 
del detto libello — senza ciod comprendervi 
alcana parte dei fratti degli stabili, capitali ed 
altro dal defanto Dr. Scbembri possedato an- 
teriormente al matrimonio — e per essere ordi- 
nata la liqaidazione oontemplata nell'altima 
parte del detto libello, 

" Considerando 

** Che sebbene non pao essere contrastato 
il diritto ai detti attori di procedere alla detta 
liqaidazione, non h spediente pero che la detta 
liqaidazione si faccia in qaesta seconda istan- 
za, specialmente in vista delle importanti 
qaestioni di fatto e di dritto nascenti dai ter- 
mini del detto contratto antenaziale, per qael 
che rigoarda oi5, ohe aecondo il detto patto 
dev'eBBere eompreso tra gli acqaisti oonjagalii 
se ne deve esoladere, e salle qaali qaestioni 
i neceBBaria ana pià ampia iBtrozione ; 



'• Decide 
** A tenore delle domande dei detti attori, 
ordinando la liqaidasione contemplata neirul* 
tima parte del libello, e da essere fatta sogli 
atti del presente processo od altri addizioDali, 
senza la necessità di ao n oovo giadizio^ solle 
norme da essere date in primk istanza, dopo 
ona piili ampia istroziooe per parte dei detti 
attori^ aucbe pei qnel che cooceroe le cose da 
essere comprese negli acqoisti coDJogali e da 
esserne escluse, si termioi e nol senso del 
oontratto matrimooiale— >ed ordinando .aoche 
il rinvio degli atti alla Corte di prima istanzBy 
riservata la cognizione delle spese per dopo 
la detta liqoidaziooe — E cos) decide, in 
qoaoto ai capi appellati e definitivamente 
decisi, riformando la sentenza proferita dalla 
detta Prim'Aola nel 29 giogoo 1876. " 

Nota di autorità citate dagli attori innan- 
zi alla Second* Aala della Corte d' Appello 
in ocoasione della precedente sentenza. 

1. Ordinanza No. VII del 1868, Arti- 
ooli 1035 337-332-319. 

2. Pothter, trattato della comonione, nu- 
mero marginale 477 verso la finoi enumero 
479. — Nel primo numero insegoa che la 
rai^ione di Vinnio, nemo prasumitur ece i^ 
se milita per la comunione con ud terso, 
non cosl per la comuntone di un marito colla 
moglie : e ool seoondo namero oontempla il 
oaso del testatore che legando esprime la 
cosa tuUa intera. 

3. Troplongy Commento al tit delle do- 
nazioni e testamenti, at numeri marginali 
lOSO e 1951— ove insegna cheper eccezione 
vale per intero il legato di un effetto della 
comunione, fatto dal marito; e meno questa 
eocezione, si presume che il testatore abbia 
avuto r intenzione di non donare, che la soa 
parte. 

4. Joan Fetri Fontanellas traetatuB de 
pactii nuptiaUb., daus. VII. Oloa. 3. 
par. 6 numeri 101. e segueoti ; ove in- 
segna ohe il legato fatto alla moglie een^ 



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" • ' ^TT^iryr^ii^kjiipi niwPii' '!:%r**>i^. 



VOL, IX. 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



231 



$€twr faetum animo eompensandi ( giueta il 
sommario) eum lucris legalibus et consuetU' 
dinariis —prout (poi prosegue) ita declara* 
tum et observattm in senatu docet noster 
Ferrenus ecc; ed al No. 102 rationem red' 
dit eadem decisio relata per Ferrer.^ quia 
supradicti debentwr ex dispositioue et neces* 
sitate legis. 

" 5. RotaRom. Rec. Par. VII, decisione 
812, Nri. II e 15 colle altre leggi ed ao« 
torità varie ivi oennate. 

*^6. La ateasa Rot. Rom. Recent. Par. 
VII, decisione 257. No. 11— ed altre deoi* 
lioni ivi citate — per provare como dalla 
qaantità del legato s'induca la volontà di 
compensare. 

''7. Troplon^, Com. donaa. e testam* 
numcro marginale 2558 — per provare con 
casi di analogia cbe ove la legge permette 
di disporre, aenza imporre la condizione di 
eBprimere che si voglia far uso della facoltà, 
Don sidebba tale condizione ricbiedere : ed 
ove r aatore ritiene questa dottrina irref ra- 
gabiie. 

"8.PelIegHno Nobili— Dei vitalizi con 
tavole, Tavola 37. per la durata probabile 
dellavita eocondo la Ugg^hcereditatum 68 
f adleg. Falcid. — d' anni 42, vita futura 
aoQi 17 — Tavola 3 8* durata probabile 
aeeondo qnattro sorittori ivi menzionati — 
Ta?ola 40, durata medi a da 40. a 45. anni 
dietà. 



Altra decidione de lla Prim' Aula* dopo 
il rinvio degli atti, data il 16 aprile 1878, 
aedente il Dr.S. Naudi, Giudice di S. M.:-* 

LA CORTE 

^ Àtte8oecb& il patto, che rispetto alla co« 
mQnione degU acqoisti conjagali ai legge nelle 
coDTenzioni matrimoniali aegnite ad nso dei 
Bomani presao i rogiti del nofaro Micbele 
Paaila ii d) 13 agosto 1861, tra il defunto 



Dr. Ignatio Sohembri e la convenota oggi di 
lai vedova, comprende gli aoqnisti totti, ohe 
durante il loro matrimonio avrebbero eglino 
fatto colla comone indastria^ dai salarj da 
percepirei, da capitali da coBtitoirsi e dai loro 
frotti ; avendo eglino concepito ii patto soin* * 
dicato in qoesti termini— '* Che tntti gli ae- 
** qoisti, che essi signori sposi faranno do- 
*^ rante la presente loro società conjogale, cioà 
*' dai salarj da percepirsi da oggi innanzi da 
^' detto Signor Dottor Ignazio Schembri, dai 
** capitali e loro frotti, che talora saranno in 
'^ avvenire oostitoiti, siano e si abbiano, meno 
** cià che si dirà qoi appresso, comoni ; oosi 
** pore in caso di perdita qoesta dovrà fra loro 
'^ sppportarsi per egoale metà, salve sempre 
** ed eccettoate le soddette doti ed i beni 
^* estradotalii parafernali ed ereditarj di essa 
'' signora sposa; oon qoesto bens) che dai so* 
** pra cennati comoni acqoisti dovrà essere 

** prima detratto totto cià e qoanto i 

** stato già o sarà per easere assegnato alla 
** di loi aorella Giovanna Sohembri, tanto per 
' atti pobblici, che per scrittora privata e 
•'senza;" 

''Àttesocchċ in qoel patto non si dice che i 
contraenti esclodevano dalla contratta oomo- 
nione le cose acqaistate col risparmio di danaro 
locrato coir industria di nn solo de'conjngi; 
ma ansi vi si oomprendono salarj, che, consi- 
derata la condizione dei conjogi, dal marito 
Boltanto potevano procacoiarsi ; 

** Attesoocbċ non h inoltre da negarsi in 
dritto che le società di acqoiBti abbraocino gli 
utili totti,ohe si fossero ottenoti non solo per 
il fatto di uno de'socji ma anohe per la loro 
comone solersia^ diligenaa ed economia— 
qtUBstum, dice il Giorba Ad stat. mess. Cap.. 
16 gl. 3 N. 2, in societate accipimus, quae 
ex ciyusque opere descendiU vel ex sociorum 
solertia et diligentia^ ; 

** Attesoccn^ qoantonque nella comunio- 
ne degli acquisti conjugali non ai oontengano 
i beni ed i oapitali costituiti prima del ma« 
trimonio, n^ quei, ohe darante il matrimonio 



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232 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol, IX 1880. 



proYwgaiio da •Qcoesaione, donaziono pro* 
pUr nuftiait legati o titoli •imiii; nondimeno 
h paro di rogola che il rifptirniio risulfnnte 
da' frtitti di aiffatti beni e oapitali h da 
rileMrei pioonrato ooUa coniune iodu8tria> 
bompreee oel patto cU htcris eommuniecmdia, 
e ripartibile per eguale metà tra i conjogi. 
lo BSft delle osservazioni aggiunte al Voto 
411 di Coatantini lo 8crittore» ohe aveva 
pnr anche riscootrato la dispodieione del 
§ 30 delle Coatitusioni prarnmaticali del 
Gran Maeetro Manoel de Vilhena, la quale 
eostanzialmento concorda con la sussegoen- 
te dispoaizione del § 30 Cap. V del Dritto 
Municipale de Rohan, riferendosi ad nna 
società conjugale contratiata da Maltesi ad 
uium Romanomm, dopo di aver spiegato ai 
Ni. 68, 69 e 70 quoad bona conrnuni lahore 
et mduatria aequiiiia constante matrimonio^ 
quod eorum medietas libere debeatur dicta 
Elena nulla potest esse duhitatio, db pactum 
in dotaJti in^trumento clare et expresse con* 
v&ntum,.. et ad tramites hujusmodi pacti me- 
dietas bonorum acquisitorum constante ma- 
trimonio pertinet ad uxorem, et alia medie* 
tas adipsum virum, seu haeredes viri de^ 
/unc^i— Boggiunge al No. 76 — ex quo tamen 
sodetas conjugalis, sive sit inducta ex pacto, 
sive ex oonsuetudine, quando est tantum su» 
per luoris faciendis, seu bonis constante mor 
trimonio ex industria quarendis, veniunt in 
comunionem supeHucrata ex fructibus, non 
autem eapitaiia et bona ipsa, quce conjuges 
haJbenianie «m«mctwffi ma<nwu)niu?n— paro- 
le che si adattano asaai bene al presente 
casOi in cui dquistione diproprietà di frot- 
ti, procedenti da oapitali e da beni, dei quali 
il Dr. Schembri aveva già il dominio pri- 
ma del suo matrimonio— neque iUa, qua 
ipso m^trimonio constante obveniant ex suc' 
cessione aUaque apportata a sponso vel 
sponsa, sed tantnm acquisita et superhicrata 
matrimonio constante ex industria, opera 
€t eeconomica ad/ministraiione, juxta conven^ 
tionem vel consueimdinem—; 



^* Attesoccbe giova di aggiungere che 
nella riferita dispoeizione contenuta nella 
cofitftuziooe ManoeU ed interpretata nel 
detto votOy segnatamente ai mentionano i 
beni aoqnistati ex industria et labore con- 
jugum, sicche divien lecito 1' inferire che la 
conveniione relativa alla comunione di ao- 
quisti conjugali produtti coU* industria non 
sottrae all* azione della stessa convenzione i 
frutti rtapHrmiati in constanza del conjugio 
da 806tan/e già spettanti ad uno solo dei 
conjugi prima del matrimonio ; 

** Attesocchċ non essendo altronde da du- 
bitarsi che la generalità di beni che, ee- 
condo il diritto e la consuetudinOt tranae 
quelli che per espressa disposisione di legge 
80 ne eccettuanoy peesa restringersi per 
patto dei contraenti, J mestieri di esaminare, 
se nel presente caso i conjugi Schembri 
avessero inteso di limitare ool loro patto la 
coBvenzione, come dtgli attori si sostiene^ 
a cerii casi solamente^ ossia solo ai salarj del 
marito, escludendone i frutti su menzionati ; 

'' Attesocohe nel detto patto non si ac- 
cenna la sorgente dei ca pitaii da costituirsi 
non si esprime che questi d ebbano derivare 
dal soprappià del salario^ e non si escludono 
ioapitali avuti da frutti di altri OEipitaliy 
esistenti prima del matrimonio— *frutti che, 
come si à già din^rato, stante la indole 
della stessa società s ' incladono nella cooio- 
nione, sebbene non se ne tratti di società 
universale, ma di società particolare gover- 
nata io parte da r egole proprie e distinte— 
societas sm ^enem— ma eoltanto s' indicano 
i heni tnttlda acquistarsi 0011* indnalria da 
salar}, da capitatr-da coatituirsi talora inav- 
venire, senza alcuna limitasione quo ad 
genus,ne alcun cenno a riguardo della speoie ; 
dal che agevolmente si desume» rigoardato 
anche il senso letterale delle parole, di cui se 
ne fece ubo, cbe i oontraenti non intende- 
vano^ che almeno non risulta di avere in- 
teso drooscrivere la loro comonione ai aoli 



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VolIX. 1880] DECISIOxVI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



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lalarj del inarito» ma «11* opposto Toluto 
gen^niliBoate allodero ai capitali tutti da 
ooatituirait aensa alouna restrizione ; 

^'Atte80cch& alle oose fin qul ritenote 
ooD resiatono le parole talvolta in awe- 
nire, delle quali i oontraenti si prevalaero 
ael detto loro patto; e cio per V evidente 
tagione che qoeate pfurole non aostaosiano 
alcuD motivo per deiumerai la volontà e U 
determinasione dei medeaimi contraenti di 
limitare la loro comunione ai oapitali coati- 
toiti coi aalarj del niarito aolamente ; 

" Che inoltre h da aopporsi che le dette 
parole taln'a in awenire^ che ai rapportano 
id un fattOf la cui verifioa rendeva operativo 
il patto, al Quale eaee ecorgonai aggiunte« e 
laceva pnrifioare la condiaeione, da cui la 
esecuzione del patto ateaso dipendeva, foaaero 
etattf uaate» non ostaute il ailenzio dei con* 
traenti, per reatringere reffetto, cbe taoto 
giudU U legge, quanto aecondo le vigeuti 
coDeuetudioi aogliono a eimili patti attri- 
buirai | 

''Atteeocchi nemmeno h da preaumerai 
che il Dr. 8chembri, il qualCi come gli attori 
steaai aflfermano, era molto conciao nelle aue 
eapreaaioni, delle quali conoaceva bene il va* 
lore ed il aenaoj non aarebbeai valao^ ae il 
6U0 penaiero non fosae atato diaaimile da 
quello auppoato dai detti attori, di altra diSe- 
rente locuzione nel concepire il patto aotto 
eaame ; ed invece di dire — "tutti gli acquiati 
^ che ai faranno coUa comone induatria dai 
'^aahuj, dii capitall e dai loro frutti da costi* 
•* tairai talora in avvenire '* — non avrebbe 
aemplicemente detto— i capitaiit che dai aa- 
larj earanno talvoUa in awenire costituiti e 
dai lorofrutti. In tai caao, anai» egli non 
avrebbe dovuto agginngere verun' altra pa- 
rola dopo qaella dei saia/rjf giacchi aarebbe 
mancata del tutto ropportunità di fare cenno 
della comuDione di capitali accumulati coi 
risparmj di quei medesimi aalaij, che, come 



non & iD controversia tra i contendentiy 
erano poaitivamente comuni ; 

** Atteaocchà inoltre i cbojugi Schembri 
nel detto loro patto dlchiaraoo pure ohe *' in 
^ caao di perdita, queata dovrà tra loro aop- 
'* portarsi per eguale metà, aalve sempre le 
*• dette doti ed i beni estradotalii parafer- 
** nali ed ereditarj di essa Signora sposa/'— 
I conjugi Schembri dunque non eccettua* 
rono dalle perdite aociali i frutti dei beni 
della mogliei la cunvenuta, ed essi per certo 
non li avrebbero assoggettati a tali perditCt 
se non li avesaero riputati comuni in virtà 
di quel patto. Ora se per tale patto i fratti 
dei beni della moglie erano comuni» non 
(>:>tatite che dopo la particella cto^ essi non 
ri trovioo nominatamente iadicati; deve 
neceasariamente mancare di fondamento la 
asserziooe degli attori di avere gli 8chem<- 
bri colla loro cooveozione accennato ai aalarj 
del marito ed al ioro avanzo aoUanto ; dal 
che altres) facilmente consegoita che le 
parole *' eioi dpi aalarji da' oapitali e dai 
frotti *' 000 erano state iodicate come for- 
maoti ilsolo speciale so^getto della coaveo- 
zionei ma che esae eraoo atate aoltaoto 
enunciate per modo di aemplice dimostra- 
zione ; 

** Attesocchà, se pore sia vero che la lo- 
cuzione del patto h ambigua od altrimeotii 
talchi per istabiliroe il seoso devesi ioter- 
pretare^ i del pari eerto io dritto che — ubi 
est ambiguitas verbortmf vaietquodactum eet 
— L. 22 D. de rebvs ittJita— e che— cum 
" quaritur in atipulationibus quid actum sit, 
'*ambi^uitas contra sUpulatorem esi— Ti. 2. 
tit eod^E qoaotuaque il Maotica, De tac et 
amb.f al lib. 3. tit. II. N. 25 . iosegoi che 
in ambigmis eonventionibus iUa inteipre- 
tatio e$t accipiendOf ut quod misBus est in 
obligatione comprehendatur^ nisi expropria 
verborum significatione aUud constare pos- 
9it ; nondimeno egli immediatamente aog- 
giunge— ae(2 hoc d^t inteUigip nisi exjure 

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DECISIONI DEI TRIBUNALI DI XULTA. [Vol. IX. 1830, 



comuni, vel municipale possit fieri interpre- 
tatio, ut promissor in plua sit obligatm, 
quia tunc verba intelligmtur etiam contra 
propriam $ignificationem'-\ 

'' Che del rimanente Qon si da luogo ad 
interpretazionei quando le parole hanno un 
aignificato ed un aenso^ che grammacicalmen- 
te 81 spiega; e le parole — ''gli acquisti tutti, 
che saranno colla comune induatria talvolta 
in avvenire fatti, ciod dai salat j, dai capitali 
e loro frutti da costituirsi*'— presentano non 
8oIo letteralmente» ma aoche giuridicamente 
un significato chiaro ed esplicito* e non in- 
volvono alcuna limitazione valevole ad eaen- 
tare dalla disposizione del patto i frutti de\ 
capitali. coatituiti durante il matrimonio colle 
rendite di capitali preesidtonti al matrimonio 
— frutti che, altronde, secondo il dritto, in 
difetto di contraria convenzioney quando ai 
tratta di società contratta ad usum Roma' 
norumf non ai devono altrimenti ritenere, cbe 
come comuni dei conjugi ; 

" Atteaocche all' oggetrx) di allontanarsi 
per via d'interpretazione dal senso, che si 
palesa dalla proprietà delle parole, non h 
bastevole di indagare quale fosse stata l'in- 
teuzione di uno dei contraenti neiraccederei 
al contratto, se parimenti non consti di essere 
stata ad essa conforme quella dell'altro con- 
traente, come la Rota Romanas seguendo la 
dottrina di Maotica, oonsidero nella Deci* 
sione 340 n. 17, p. 11 ; 

^' Attesocchċ colla scorta delle ragioni su 
meniionate rimane sufficientemente dimo- 
strato — Imo. j^che il suinJicato patto de co» 
municandis lucris abbraccia gli acquisti tutti, . 
costituiti durante ilconju^rio de<^li Schembri^ 
ed i loro frutti, sia che siffatti frutti proven- 
gano dai salarj del marito, sia da altre cause, 
ripartibili per eguale metà tra i conjugi, salvi 
i prelevamenti da farsi dalle sostanze o loro 
valore, da aver luogo come di legge, delle 
quali il Dr* iSchembri era proprietario al 
tempo del suo matrimonio, e salve le dedu- 



zioni, clie da tali prelevamenti devonsi fare, 
se vi h luogo sccondo la legge, avuto pure 
riguardo all' indole e qualità delle sostanza 
medesime ; e 2do. ciie la pretensione degli 
attori, di restringere lacomunione ai soli 
frutti dei capitali deriviiuti dal salari *,il quale 
di piii, aecondo le loro allegafioni, deve sog- 
giacere alle deduzioni delle spese tutte in- 
contrate in costanza del matrimonio, e cosi 
alla perdita tutta della comunicn.e, non puo 
sostenersi di fronte al detto patto — ; 

^* Attesocchi suila quistione suscitata 
dagli actori,.se osti alla convenuta pspetto ai 
detti frutti la cosa giudicata, nascente dalla 
decisione detla Corte di Appeilo di Sua 
Maestà esistente ai fogli 219 e seguenti del 
processo, h da considerarsi che quella Corte, 
sulle domande contenute nel libeilo per la 
dichiarazione di dovere la rata degli acquisti, 
giu9ta la limitaziooe apposta nel detto con- 
tratto matrimoniale, in ogni evento essere 
liquidata nel senso del paragrafo secondo del 
detto libello, senza cioe comprendere nella 
liquidazione alcuna parte di frutti degli sta- 
bili, capitali ed altro dal defunto Dr. Schem- 
bri posseduto anteriormente al matrimonio, e 
per essere ordinata la liquidazione contem- 
plata neirultima parte del libello, ossia nei 
termini deiraccennata drchiarazione,uel deci- 
dere a tencre di quelle domande, che la Cor- 
te insieme riuniva, decise pure contempora- 
neamente ed unico oontec^^a* ordinando che la 
liquiJazione dovesse eesere quella, che eia 
contemplata neirultima parte del libello, an- 
che per cio che concerne le cose, da essere 
ammesse negli acquisti conjugali e da esseme 
escluse, nei termini e nel senso del detto 
contratto ; 

'\Attesoccbe le dette domande comprese 
nelia suindicata ultima parte del libello, 
bene apprcz^ate, e considerato il metodo 
con cui scorgonsi proposte, non sono in so- 
stanza che domande, le qaoli si riferiscono 
Imo. ad una liquidazione da farsi nel modo, 



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VOL. IX. 1880.] DECISIONI DP:i TLllBUiN'ALI DI MaLTA 



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eome m pretande esposto nel secondo e ter/o 
capo del libello, al fiiie dt escludere i detti 
frutti dalla comunione; e 2do ad un ordine, 
da etaere dato daMa Corte* per P og^etto di 
procederei in quel Benso alla detta Itquida- 
xi<me ; 

** Attetocchi percià la Corto di seconda 

istansa, nel decidere sulle dette domande 

coil manire^tauiente tra loro connes^te, a 

teoore dello medesime, colla aggiuntavi 

ipiegazione di dovere la liquidaziune essere 

regolata dallo norme da darsi in prima 

iatanza, dopo ulteriore itstruzione della causa, 

aache per cià che concerne le coae da easere 

oomprete negli acqui^ti e da oese^ne esoluee^ 

espriBieva troppo ohtaramente che eesa, eeb. 

beoe aderiva ad ona liqnidazione^ voleva 

beoi) obe queata ei eflfettuaase nei termiui 

d«l contrattOy eulla cui efBcaoia non eapri* 

Bievi alcuoa opinione^ e cbe non voleva pro- 

imeiare veruna dec'sione riepetto alle coae, 

da eaaere ammeese nella comunione o da 

Meroe eecluaet priacohi le correlative qut- 

atibni eugli 8(e«fii atti del procesaOy e dietro 

Bsove Bcritture, non fosaero preaao qoeeta 

Certe diacueee e da esaa decise, Ora da 

d5 eertamente non ai evince che la liqutda* 

siOQe abbiasi a regolare dal aenao riaoltante 

dddetti paragrafi secondo e terzo del li* 

beilOf ma dalle convenzioni stabilite nel oon- 

tratto niatrimoniale ; 

''Atteaocch^ ae pure la decisione della 
Corte di Appello fbase talCi da ofFrire qualcLe 
dttbbio intorno alla eoa vera intelligenzay 
qoeeto sarebbe del tutto eliminato in primo 
Inogo dal fatto di avere la Cort'e immediata- 
mente premeeeo al capo eotto esanie di quella 
dedaione il motivo aegnetite— ''Ciie aebbe- 
ne oon pcioeeaere contrastato il dritto degli 
attori dt procedere alladetta liquidaxione (la 
qnale era preciaamente quella,che si contem- 
plava oeiraitimo capo del libello) non à spe- 
diente perd che la detta liquidazione ei fac- 
da in qaesta aeconda iatanzai speoialmente 



in vista delle importanti queationi di fatto 
e di drittonascenti dai terminidel detto con- 
tratto antenuziale per quel che riguarda cio» 
che seoondo il detto p itto deve eaaere com- 
preso tra gll acquisti conjugali, e se ne deve 
escludere— e eulle quali questioni h neces- 
aaria una p\ii ampia iatruzione''— ed in se- 
oondo luogo, dal fatto di aver la Corte di 
Appelloy nella parte difipoativa della deci- 
aione sulla terza domanda degli attori^avente 
per oggetto ia dichiarazione di essere i me- 
desimi intitolati a godere i frutti e le ren- 
dite di un* intera metà dei capitali ereditarj, 
liqoidati tali capitali neir inventario in 
£ I427L ^. 5, e liquidabili talora in qua- 
lanque altra veriore somma, espressamente 
deciflo che i detti attori sono intitolati ad 
avere i frutti e le rendite della metà di 
quella eomma» che rimaness3 dai oapitali 
ereditarj, da liquidarsicome di ragione--*^e 
fatta (giusta quanto si dice neira sentenza, 
la deduzione ed il prelevamento dall' intero 
dei detti capitali della metà degli acqoisti 
ooojogali, spettante alla convenuta.ai termini 
e nel aeneo del detto contratto matrimoniale) 
secondo Ih liquidazione da farsi come qui 
sotto 6 specificato *'~; 

**Attesocchċ nella divisata decisione non si 
speoifioa altra liqaidazione» oltre qoella or- 
dinata solla domanda in oltimo luogo de* 
dotta nel libello ; 

'* Attesocchi a rettamonte determinare il 
modo ed i mezzi, con oui . i prelevamenti so 
mensionati debbano efiettuarei, essendo di- 
venuto necessario'di apprendere con snffi- 
oiente certezza in che siasi versato il pro- 
dotto dei capitali riscossi e dei beni alienati 
dopo il matrimonio ; se risulti che il prez^o 
di titoli di credito e di beni apportati nel 
contratto antenuzialet e posoia alienatii siasi 
convertito, almeno in parte, nell' acquisto 
di altri titoli; e se avnto riguardo alle ope- 
razioniy che se ne solevano fare, si possa sta- 
bilire almeno in parte quali sieno i capitali, 



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DECISIONI DEI TaiBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880. 



cbe %\ tempo dello sciogliinento della aocietà 
rappreeentaTano il prodotto su menzionato, 
la Corte non opina che nello stato attaale 
delle proTe» e aotto le ecceziooali circostanse 
dei caso, sia pradente di emettere una deci* 
aione definitifa intorno ai detti prelevamen- 
ti, senza Yalersi prioia deH* assistenza di 
competenti periti ; 

*' Dicbiara e decidCf 
^' Previa la rejezione dell* eceezipne della 
cosa giadicata allegata dagli attori intorno 
ai trutti qui sotto apecificati— cbe nella li« 
quidaztone da farsi degli acquisti coiyugali^ 
fotmati in oostanza del matrimonio del 
defunto Dr. Ignazio Schembri e delU con- 
venuta, si debbano comprendere, non solo i 
capitali ed i frutti loro, provenienti dai sa- 
larj del medesimo Dr. Schembri, ma ezian- 
dio tutt'altri oapitali coatituiti durante il 
detto matrimonio, e derivanti ancora da 
frutti di eapitali e da vendiu di beni e 
eostanze già appartenenti al Dr. Schembri 
nel giorno della celebrazione dello stesao 
matrimonio ; salvi i prelevamenti da fiirsi, 
come di legge, ed i diritti, ohe alla convenuta 
competono in ragiono di usafrutto^ e tal- 
volta anche per altre cause — 

^ Inoltre decreta 

«^ Che^da Periti> da essere nominati senza 

^alcun pregiudizio dei dritti e delle rispetti- 

ve eccezioni dei oontendenti, sia liquidato 

r asse sociale e conjugale dei detti conjugi 

Scbembriy ecc'' 

'Altra decisione delU Corte d' Appello, 
sedenti Sir Antonio Micalleft c.o.|f .G.t Pre- 
Mdentd, e i Giudici Dottor Lorenio Xuereb 
e Dottor Francesco Mizzi, proferita il di 26 
4iprile 1879:— 

LA COBTE 

«• Considerando 
^\Che vi 6 luogo ed adottare i motivi 
delU seotenxa, da cui d appelloi per quel 



che concerne V eccezione di cosa giudioata 
che gli attori pretendono derivante dalla 
decisione pronunoUta in questa seconda 
isUnza nel dl 19 giugno 1876 ; 

** Che sebbene non era neoessario definire 
per separata decisione sull' ecoesione di coaa 
giudioata— -e la disposixione del § 55 del 
oapo 8 del lib. 2 del Dritto Municipale. 
per quel che riguarda U detta eooezione, 
fn implicitamente revooata ooU'art. 737 
delle Leggi di Organiszaaiooe e Procedara 
Civile ; non h vietata dalU legge una ded- 
sione separata, anohe su di un' eccexione 
perentoria, non oontempUta nel detto art. 
737» salvo oio che à di ragione in quanto 
al capo relativo alle spese della decisione ; 
•' Inoltre 
^^ ConsiJerando 

*^ Che U questione tra i contendenti ver* 
tente in questa causa ba per oggetto U 
inlelligenza, che si deve dare al patto degU 
acquisti adietto al contratto antenusUle tra 
jl defunto Giudice Dr. Iġnazio Schembri e 
ia convenuta, presso gli atti del fu Notaro 
Michele PsaiU il 13 agostD 1661 : preten- 
dendo gli attori, successori del detto Giudioe 
Schembrii in opposizione a quanto vuoU U 
oonvenutai che> giusta i termini del detto 
patto» i frutti e gl' interessi dei oapitaIi» che 
ad esso Giudice Schembri nel giomo delU 
celebrazione del suo matrimonio colla conve- 
nuta già appartenevano, non debbano for* 
roare parte nella liquidazione dei cOacqoisti 
iatti durante il detto matrimonio ; 

** Che gli attori fondano U detta loro pre- 
t^'nsione sopra le espressioni del patto Sttd- 
detto, il quale h concepito nei seguenti ter. 
iniQi_«Che tutti gli acquisti che essi signori 
sposi faranno colU comune loro industrU da* 
rante U presente loro societii conjugale, cioi 
dai saUriii da percepirsi da oggi innanzi da^ 
detto Signor. Ignazio Schembri. e dai capitali 
e loro fruttiy ohe talora saranno in avvenire 
oostituitif sieno e si debbano ritenere (meno 



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VaL.IX.188^] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



237 



oi5 cbe tt dirà io appreaso) eonwnh 6 tn i 
medeflinii di?uibili t perfetla metà*'^ 

** Che qaindi csfii attori pretendono die i 
detti salaij soltanto e i oapitali, clie dai me« 
deiimi si earebbero talora coetituiii, iosieme 
coi loro iotereeei, debbaoo appartenere alla 
detta eooietà eonjugale cootratta tra il GKa« 
dice Scbembri e la conrenuta ; 
'' Conaiilernodo 

'* Cbe come risulta dalla dettn ecritta ma« 
trimoniale, la oonvenutay in contemplasione 
dd detto matrimonio e per $uo decoro I0 so* 
ttentamMtOt dotaudo A ateeeai apportd 
pereua dote tutti e eingoli eqci beni e 
diritti, che le competevano e le potrebbero 
oompetere in yigor di qualsiniano atti ei di 
nltima Folootà,che tra vivi; dalle rendite de^ 
qatU beniy ool coneeneoed annuenza del 
detto eoo spoeo, ei h rieerrata la facoltà di 
fare qnelle aeeegnazioni eepreeee e oontem- 
^te nella medesima ecritta matrimoniale ; 

** Cbe nel sueeeguente ed immediato pa* 
ragrafo della detta ecritta matrimoniale il 
Giodiee Schembri parimenU apporti tutti 
e eiogoli sooi beoi*e diritti, che gli compe- 
tersno e gli potrebbero epettare in vigor 
di qoalsisiaoo atti di ultima volontà e tra 
vivi| e epecialmente dicbiaro di avere e 
possedere i beni stabili, danari effettin, 
eapitsli, attualmente impiegati presso diver- 
ee pereone e luoghi. ooi loro rispettivi luori 
e frattiy e tutt' altre sostanze desoritte nella 
Dota quivi indioata ; 

" Che la detta espressiooe parimeniif ado- 
perata dal Giudice Schembri a1 principlo 
del detto paragrafo, ecritto immediatamente 
dopo qoello contenente la dote apportata 
dalla conveouta» iroporta di avere egli ap« 
portato i detti suoi beni per lo stesso iden- 
tico oggetto, per cui la convenuta apportà 
la detta sua dote, cioi in contemplazione del 
•uo matrimonio e per $uo decoro e $o$tenta^ 
mento—Dietio parimenti repetlt eonditionem 
poeitam in alio ea$u immediate praeedenti, 



eamqw pwrifieat atque eonneciit eomequenti 
^Rot. Rm. Decis. S46,No.2» p. 10, Bec.—; 

^Obe io coosegueoaa i beoi apportati 
dal Oiudioe Scbembri, ogualmeote cbe 
quelli cooferiti io dote dalla oonvennta» do- 
vevaoo servire per il deooro e sosteotameoto 
del loro matrimooio. E* evidente pertaoto 
che i frutti dei beoi deir 000 dei detti coo- 
jugi» del pari che queUi dei beoi delP altro 
ooojuge, devooo compreoderii oella liqoida- 
siooe della detta commooiooe ; 
•• Cmsideraodo 

*' Ghe dalla iotelligeoza, ohe offrooo le 
disposiiiooi cooteoote oei paragrafi 28 e 80 
del libro 3, Cap. 5. del Diritto MoQicipaIe» 
comuoemeote obiamato '^Codioe de Bohao", 
jHreseotemeote abrogate, ma io pieoo vigore 
al tempo della oelebrAziooe del detto ma- 
trimooio— 000 ehe dall' osservaoia gene- 
ralmente pratioata, e in pieoa eooformità 
alla giurisprudeoza oomooemeiite ricevnta, 
maoifestameote si desume che i frotti, che 
sio dal primo mooieoto del matrimooio pro- 
duoono i beni propij di oiascoo dei coo* 
jugi, oadooo oella conmiQoione— '' Jn hanc 
** tcomMn'umemf scrive Voei ad Pand. 
'\de pactie nuptiaUbus No. 32, veniunt 
** qumcumque induetriat atque labore conju* 
*^ gum, ex negoiia&one, opifieiOf artificio, pro- 
'^fee^ione, miUtia armata^ vel togatamu" 
**neribu$, atque dignitatibue quaeita eint..., 
'' ad haec fructue naturalee^ indu$triale$tci- 
** vilea, velut pen$ione$ et u$ura rerum ac 
*' pecuniarum utrivsque ab initio illatarum, 
** aut postea quaeitarum ex iUi$ cau$i$, ex 
*• quibue ip$ce re$ principale$f etante ma' 
^*trimonio obvenientee conrnnioni non ce- 
" dunt, $ive aliter eimplidter uni conjugum 
*'}pbveniunt,$ive cum onerefideicommi$$V^ — ; 

'* Cbe quiodi, se pur si volesse riteoere 
di 000 essere a sufficienza esplicito il nien- 
eiooaio patto, e di essere in coneeguenza 
suscettibile di interpretazione ; tale patto 
oon si potrebbe altrimenti interpretare, cbe 



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233. 



DEGISIONI DEI TRIBUNALI DI MILTA. [Vol. IX. 1880. 



Id oonfonnità della ineotionata patria di- 
spoftitioDe, della detta oeeervanza e della 
detta giariaprudenza^Doo solo per la fe* 
gola generale prescritta dairartieolo 712 
Ord, No. YIL dd 1868, Becondo la quale 
** àà, ohe à atnbigtto^i interpreta da oi5,che 
^*8i pratica Del laogOt àove si % Blipolato il 
^^ contraito'^*^ ma aoohe per la regola spe- 
ciale ai patii apposti nelk ecrittore ante- 
nuziali^ la quaSe stabiltece cbe pactorum 
dotaliumt qua ohioma vel ambigtM sunU tn- 
terpretatio Jieri potiu$ debet ex $ta;tuti$ lo' 
corum, vel Ugittime inducta eomuetudinef 
quam ex jure Ronumo — Richer. Lib. 2. 
^o. 3068 ; 

^* Ooneiderando 

^^ Cbe seoondo la diiposiaiooe conteoota 
oeirarticolo 717 della detta Ordioanta— 
*' quaodo in uo oootratto si h espreeeo uo 
caso ad offgetto di spiegare uoa cooTeo- 
tiooe» ooQ 81 preeume che eiaei coo oid to- 
luto eBoiodere i caeiooo espreeeiy ai qoali, a 
termini di ragionxt puo eeteodemi la ooo- 
venziooe;'' 

'* Che questa regola, dalla detta Ordioao- 
sa stabilita per V ioterpretazioDe dei coo- 
tratti, ^ intieramente conforme alP articolo 
1164 del Codice Francese« ed h conoorde 
ancora coUa L. 81 f.de Reg. jur^quai 
dubitationie toUenda causa contra^tibue 
inseruntur, ju$ comune non ledent — ; 

^* Che in conseguenza, volendo pur sup- 
porre che nel menzionato patto soltanto si h 
espresso.che i salarj, che sarebbero peroepiti 
dalgiomo del matrimonio in appressoydoves- 
sero formar parte della comunione conju- 
galct non vi sarebbe luogo a presumere di 
aver voluto con cio eacludere i casi non 
espressif ai quali, a termini di ragione, pud 
estendersi la convenzione stessa— Pothier, 
sulle obbligazioni, No. 100— Merlin, Reper- 
torio di giurisprudensa» Voce convenzionct 
§ 7mo. decima regola— TouIIier, edizione di 
Palermo, yoL 3 No. 329— tutti e tre fondati 



sulla detta L. 81 ff. de reg. jur,,e gli ulti- 
mi due anche sol citato artioolo del Codioe 
Fraocese ; 

** Consideraodo 

'^Che nella specie, aveodo i contraenti 
pattuito che dovessero essere comuni tutti 
i oapitali, che si sarebbero oostituiti dopo la 
celebraiiooe del matrimonio, senza alcuna 
distinzione intorno alla loro provenienzat 
diviene roanifesto che qualunque capitale 
coetituito durante il matrimonio, seoondo il 
patto soddettOt sarebbe oomuoe, anche quao- 
do la costituziooe di tale capitale fosee se- 
guita coi frutti dei beoi, compresi i capitali, 
che il Giudice Schembri aveva prima del 
matrimooio ; 

^* Coosideraodo 

^* Che oltre alle premesse coosidoraMoni 
vi & luogo ad adottare i metivi premessi alla 
seoteozat da cui h appello ; 
" Decide, 

** lo qaanto ai capi appellati e definiti- 
vameute decisi, per la cooferma della sen- 
teoza proferita dalla Prim' A.ula delia Gorte 
Civile di Sua Maestà nel 16 aprile 187b— 
le spese anche di questa seoonda iataDza se" 
stino riservate *' 



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VOL.1X.1880] DECISIONI DBI TRIBUNALI DI MALTA. 



239 



DECI8I0NE 88. 

CORTB CrVlLE DI SUA MAB8TA' 
PRIM' AULA 

1 Ottobre 1880. 

Dr. Filippo Pullicino, 

OiuJici di 8ua Maesià. 

Argomento 

I credikni particolari di cioicun erede pos- 
iono agire 8rMa tua qnofa, sebbene indi- 
t?wa; ne le loro azioni possono essere 
ritardaie fino aUd liquidazione trai coeredi. 

PereHk il creditore decada dal dritto di do- 

tnandare la sepa/razione dei patrimonii^ i 

tufficiente che egli abbia accettato V erede 

per mo debitore — sebbene cid in tesi gene^ 

rale non importi novazione. 

Agata Cataoia ed altri 

versvs 

Francesco Muscat ed altri. 

LA CORTE 

" Considerando 

** Che consta dagli atti della preaente ci- 

fazione, e da quelli delle altre decise il 5 

novembre «18/3 e ii 81 maggio 1879, che gli 

attori troTansi creditori di Franceeco e Oio- 

vanna Roea conjugi Musoat per bilancio 

nella somma indicata nel prospetto a fol. 4 ; 

*' Cbe per essere soddiBt'atti di questo 

loro credito gli attori hanno senza dubbio 

]l dritto di agire esecutivamente eui beni e 

0O8t%n2e praprie dei detu' loro debitori, e 

di procedere allo sbanco di qualunque &om- 

ma a costoro spettante ; 

*' Conaiderando 

«' Che per contratto del 19 nprile 1870 

LàOrenzo Muscat, padre di detto Francesco, 



inaiefne coo coBtui e coU* altro auo figlio 
ADtoDio^ emsi coatituito debitore solidale- 
eon detti anoi doe figli verso Oavino Car- 
bonaro, qoal aocio rappresentaBte la ditta 
**L. G. Paco BatsaneCo.," oeila somma 
ia detto contratto stabiHta; e per altro sua- 
segueDte oootratto del 4 settembro 1872, 
dopo morte del detto Loreoao Muscat, i aei 
figJi dello tte»90, iosieme coUa di lot vedova 
Maria, ai aonp costituiti debitori solidali 
verso it conveouto Giorgio Rosario Vella 
Qella Bomma di £ 1000 oel lucro del 5 per 
cento, dimetteodo il detto Vella il debito ver* 
8o Gaviuo CarboQaro,e riportaiidone ceeeiooo 
coo eorroga oonvenzionale oei dritti na- 
9centi dal preoedente oontratto ; 

«' Cbe col mentiooato oootratto del I87d 
U detto Vella ha ricooosciuto oome sooi de- 
bitori principali e solidali i sei figli dt Lo* 
renzo Muscat, noo già come eredi del lorot 
defooto padrCy ma A beoe come debitori 
originar j e peraonalinente coobligati, sebbene 
abbia riaervato in auo favore l' anteriorità e 
poziorità nascente dal precedeote contratto 
deir anno 1870, almeno per la Bomma di- 
messa da lui al Carbonaro ; 

*' Che BusBeguentemeote U detto VeUa 
caconizzava il buo credito coQtrq i sei fratelli 
MuBcat come Bolilalmente obbligati per 
sentenza del 27 aprile 1875; portava in bu- 
basta alcuoi immobili da loro poBseduti, il cui 
prezzo veniva dui rispettivi Hberatarj depo- 
sitato; e in seguito a sentenza del 15 no- 
vembre 1879 conseguiva da tre dei detti 
depositi la somma di £ 638. 19. 5, a oonto 
del suo credito, rimanendo gli altri tre depo- 
sitiy procedenti dalla detta vendita ^iudizia- 
rin, a disposizione dei debitori, 8o«;getti allo 
eserci/Zio delle azioni dei loro creditori ; 

*• ConBidernndo 

** Che per tanto, in vista dell' obbliga- 

zione personale assunta dai sei germani Mu- 

scat dopo la morte del padre, il credito di 

Vella non poteva piii consilerarsi co.ne uu 



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340 



DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX 1880 



credito oontro Yuħse di Lorenso Mnscat, 
bgnchd siaai conservata I'antertorità del pri- 
mo contrattOi in cui eraai obbligato il padre 
solidalmente con dne delfigli ;maqnando 
anche 8t trattasse di nn debito ereditario, 
siccome i beni del defnnto come le paaaività 
ai dividono tra i auoi eredi in proporaione 
della loro quota nella aacceestone, i creditori 
particolari di oiaacun erede peasono agire pre- 
cariamente aulla quota virile, che a costni 
fosae pervenuta nelia auocesaione, aebbene 
tuttor indiviaa, aalvo di farai ragione del pià 
del rneno, qnando la porsione fosae stabilita 
in aeguito ad nna liqnidastone ; e raaone 
dei creditori non pn5 eraere rltardata, fino 
a che la liqnidaiione tra gli eredi fosae ae- 
gnita. Queata h ropmione oomnnemente ab* 
dltociatay giuata ^Pinaegnamenti del Potħier 
Trattato della ancceraonei Cap. 6, art, 
8| part. 2, ed art. 4 ; 

** Che quindi nella speciei trovandoai ci- 

tati tntti i Mnscat germani del debitore ed 

eredi del padre Lorenzo Muscati costoro non 

pOBSono proporre oontro gli attori V eccezio'* 

ne dello atato d'indiviaione deirasse paterno 

e del difetto di una generale liqnidasione del 

detto asaei onde repellere IMstanza per lo 

abanco dellaKjnota spettante al loro germano 

Franoeaco Mn8cat;molto piii cbe i detti Mu- 

acat potevano in pendenza della canaa attnale, 

ae era di loro tntereaae, proporre il detto gin. 

disio liqnidatorio e divisorio ; e molto meno 

^le eccezione compete ai depositantii i qnali 

^^0 cantelati coli' offerta fidejuasiooe per il 

^^i evizione o moleatia ; 

" Conaiderando 

" Che ^ ragioni or esprease aono del pari 
applicabili «|'ultima domanda diretta oontro 
Giorgio Rosi^o Vella per avvocare dal auo 
potere la aea^ pairte deUa aomma di 
£ 638. Id. 6, da^ai abanoata in aeguito alla 
citata seotenza del 15 novembre 1879| come 
creditore dei aei fra^lli Mnacat ; 



'< Che difatti il detto Velia, accettando {>er 
auoi debitori i figli di Lorenzo Muscat per 
ilcontratto del 1872, efi'ettMava nna nova* 
zione per ci5 che concerne 11 dritto di do- 
mandare la aeparazione del patrioionio del 
debitore d.i quello deli* ere«le, a senao dello 
articolo l»t>8 dell' Ordinanza VII del 1868; 
perchi aebbene di regola. per dir^i seguita 
novazt(Hie, aia neceasario che I'antica ob* 
bligaeione riinanga del tutco^eatintai pure 
per il fatio della decadenzu del dritto di do- 
mandare la separazione dei patrimonj h suffi- 
ciente che il oreditore aocetti semplicemente 
rerede per auo debitore, senza il oonoorso di 
altre oircoatanze — accetta/ione che la legge 
qualifica come novazione in questa materia« 
(Vedaai Pothier, delle eucceswoni Cap. 5, 
art. 4 ; e TouIlier« novazione N. 283, colla 
aentenaa della Corte di Castfa^ione ivi 
oitata); 

** Considerando 
" Che il credito degli at^i h anteriore a 
quello del detto Vella, pohànrlole due in* 
acrizioni la data del 23 luglio 1867 ; 

** Coneiderando tn fine 
*' Che r idoneità delP offerto fidejusaore 
Salvatore Catania, in- aicurezza dei depoai- 
tanti e del convenuto Vella, e stata soddia- 
£icentemente provata, eome lo fu nellà pre- 
cedente cauaa deciaa il 31 maggio 1879 ; 

«* Decide 

** A tenore della prima 'domanda degli 
attori, per lo abanco delle tre aomme nella 
oitazione indicate, formanti la sesta parte dei 
tre depoaiti ivi anohe menzionati, mediante la 
obbligazione peraonale dei detti attori mu- 
nita della fidejusaione di Salvatore Catanift 
per r oggetto nelle relative oedole espreaao, 
dichiarando a tal fine idonea la fidejnaaione 
del detto Catania-^ le speae tntte contro i 
debitori Franceaoo e Oiovanna Eosa conjogi 
Muscat. 



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DECISIONl 

i seeonda domn 
iuto Giorgio Rod 
)ri, depoaitare 
laeomiua di £ I< 
ganoae, mailevi 
re Salviitore Ci 
1 l<*gge— le spe 
mjagi Muscat. 



ISIONE 89. 

LE DI SUa MAE 
^IM' AULA. 

ttobre 1880. 
jseppe Gasan. 

> di Sua Maestà, 



rgoinento 

V inscrizione del 
rion ġ gonvcnuU 



iovanni Messioa 
versm 
erio Gatt ed altr 

L CORTE 

oancellamento d( 
riferita oolia ci 
\ Bon fu conveni 
^bligazione aesni 
Petit il 2 ago9t< 
iversa coBa à, e c 
n un oontratto 
perBonale, dal 
ritto aUe cose, 
\ da tutti i ben 
tore^ cooipete 



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242 



DECISIONI DEI TRIBONALl DI MALTA. [ToL. IX 1880 



Registro ; poiohà V iDscrizioae presQppoae 
la Baa con?eQziooe» cbe boIo paft crearla e 
yale a reDderla efficaoe, a coQservarla e 
darle effetto'colla pubblioità rispetto a tatti, 
a fissare il grado di preferenza per ragion 
di anteriorità in caso di coDCorso ooq altri 
creditori sui beai del comuo debitore ; 
*' Premeade le quali poohe rifleBsiooiy 

LA CORTE 
*' Decide aderendo alle domande degli at- 
torit colle spese/' 



DECISIONE 90. 

CORTE CIVILE Dl SVH MAESTA' 
PRIM' AULA. 

6 Ottobre 1880 (a) 
Dr. Giuseppe Gasaoi 

Giudice di &ua Maestà, 



Argomento 

I privilegi sussistono in quanto accordati 
daUa legge, ni postono nascere da con* 
venzione, come lo puà V ipoteca. 

Non B^indnce rinuncia alpriviUgio dallo 
avere il creditore priviUgiato fatto oppo* 
sizione alla domanda, di un altro credi* 
torcs per essere ammesso ad offrire animo 
cotDpensandi, e non anche alla vendita, 
4 dal non avere quel creditore fatto nuova 
oppoiizione aUa domania per V approva* 
zione deJXa compemazione, che aveise fatto 
il creditore liberatario animo oompenaandi. 

Teorie in materia di spesef nel fondo a- 
lienatOf necessarie, utili o voluttmrie'^ 
ed in materia di concorsofra jnà eredi* 
tori privilegiati per diversa causa. 



(a) Appellata* 



II terzo po$$ea$oret pel rimhor$o deUe $pe$e 
fatte per migliorare il fondo, non ba 
dritto di ritenzione. 

Siodaoo Dr. Paolo Curmi 

vereuB 

Dr. Franoeeco Saverio Vaesallo nonwne tà 
altri. 



LA CORTE 

'' Attesocchg Tattore chiede dichiararai 
che 1' immobile nel Zeitun^ Strada & Paolo 
K\. 15, 16 e 17 (posseduto oggi dol citato 
Dr. O. Metsina a nome della aola sua soreila 
contesiia Lucia Castellant ^Tarablni assente« 
come a lei pervenuto in divisione dei beni 
del comune geoitore ) sia soggetto ad ipo- 
teca e privilegio a favor dello stesso attore, 
pel suo credito contro 1* originario debitore 
comone F. Debono in jB 91. 13. 4, coi luori 
del 5 per cento V anno dal 25 ottobre 1868, 
e colle spese, canoni^zato detto credito ooa 
aentenza del 3 dicembre 1874, e traente ori- 
gipe da tre contrafti seguiti in alti del 
Notaro Ottone De Domenico 18 e 22 no- 
vembre 1866 e 25 ottobre 1868, inscritti 
nel Regitro Pubblico ;^ e chiede inoltre or- 
dinarsi la vendita in subasta del detto im- 
mobile ; 

'•Attesocche dalle prodotte note compa- 
risce in&critto, per privilegio ed ipoteca 
generale sul detto luogo di casOy il credito 
di £60^io^ragion di prezzo della quarta parte 
indivisa dello stesso luogo di caae vendnto 
al Debono il 18 novembre 1866; e nel 24 
novembr e etesso inscrltto pure^per privilegio 
ed ipoteca generale sulio Btesso luogo di 
oase^ altrooredito in £ 41. 13. 4| aaldo di 
altra quarta parte, veoduta nel 22 novembre 
detto, e pagabiie allo spirare d* nn anno^ 
col luoro del 3 per oento ; 

*' Attesocchi, sebbene V espressione ado- 
perata nella nota d' inscrizione eetenderebbe 



V 



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244 



DECISIONI DEI TRIBUNaLI DI MALTA. 



[VoL. IX. 1880 



''Attesocchà quando Meseina, per sod- 
disfarsi del suo credito, escusse rinamobile 
in giudisioi e cbiese permesso di offrirne 
in compensazione, il Dr. Curmi, deduceudo 
coQ nota predentatn negli atti di subasta il 
14 ottobre 1879 il suo credito con ipoteca 
e privilegio suir immobile in subasta, vi 
espresse la sua opposizione ad ofTcrte, che 
vi si facessero con animo di compensare, 
Dalla circostanza pero che il Dr. Curmi op- 
pose contro offerte in compensazione, c non 
contro la vendita, mnle si arguisce un per- 
messo dato dal Dr. Curmi nl proprietario 
di vendere, e poi una sua tacila rinunzia al 
privilegio ed ipoteca: nessun dritto avrebbe 
avuto il Dr. Curmi d' impedire od opporre, 
che un altro creditore del comune debitore 
escutosse e focesse giudiziAriamente vendere 
beni dello stesso, benchà so^getti verso 
altri creditori: egii oppose quel che credà 
permcssogli dalla legge, e pratico colla de- 
siderabile buutia fede, avvisando dei suoi 
diritti personali e dei reali sul fondo, che 
volleconservati, anzicchġ perduti per rinuu- 
zia. Ne, dietro quella oppositori adeduzione 
di dritti anche reali, era pià necessnrio allo 
oppohente Dr. Currai di ripetorla in ri- 
sposta al ricorso del iSlesdinay chiedente 
dalla Corte che fosse approvata la compen- 
sazione da lui ofTertn: di legge^ la Corte 
ordina l>i notifica del ricorso col termine di 
due giorni a rispondere, o in caso di risposta 
contraria, si ordina la procedura per cita- 
zione; ma se un precedente oppositore non 
ha nuove ragioni da soggiungere in una 
seconda opposizione, non percio si ritiene 
rinunziata la prima, e molto meno i dritti 
espressi nella stessa; se l' oSerente Im insi- 
stito per dar cffetto al suo acquisto, non- 
oatante i dritti del terzo a lui notiy il de- 
creto di Corte, che in contumacia approva 
la compensazione dell* aggiudicatario, non 
ha la forza della cosa giudicata,da eatinguere 
quei diritti del terzo Bui fondo; ne la legge 



vi espreaso comminaxione di perdita di tali 
diritti, quasi peni di aver tralMciato quella 
aeconda opposizToae, che nel caeo sarebbe 
atata superflua, ne pene sono da applieare, 
ove daj^ge non comminate. In o^i eveoto 
poi, come eifetto di consenso dell'attore^Dulla 
concorre, che possa consi^Uare una perdita 
di diritti per rinunzia tacita,ne88un atto la fa 
necessariamente aupporre; ed il non aver 
creduto Tattore di scrivere due voltelesue 
opposizioni puo bensl far supporre che egli 
abbia creduto superfluo il farlo^ o che abbia 
inteso lusciar fare il Messina nella 8ua insi- 
stenza di acquistare, sebbene prevenuto dello 
altrui diritto, riservandosi di esperirlo come 
di legge in altro tempo, anche contro lo 
stesao Messina : varia apiegazione puo rice- 
vere quell* omisaione di una aeconda oppo* 
sizione, varie rngioni potevano suggerirla nl 
Dr, Carmi; mentre, per rilevarne una tacita 
rinunzia al privilegio od ipoteca, earebbe 
necessaria la verificazione d' una condi/.ionC| 
cioe che il fatto o l' omissione non iosse 
eusccttibile di altra spiegazione, che prestasse 
a rigor di logica V inferenza <ii queU' atto 
di volontà, con cognizione di cauea, a per- 
dcre pregiudicare i proprj diritti ; 

" Attesocchd riguardo il contraatato pri- 
viicgio del Messina V art. 1779 No. 2 capo- 
verso ultimo dell' Ordinanxa No»VII del 1868 
dispone che, quando si tratta di riparazioni 
necessarie per la conservazione delT immo- 
bilc, il privilegio si eetende all' importare di 
tutto il credito, in ogni altro caso eino aila 
concorrenza deU* aumento di valore perve- 
nuto air immobile per le opere e per le 
epese; e I' articolo 240 dcfinisce le apese ne* 
cessarie quelle, aenza le quali la cosa sa- 
rebbe perita, o Avrebbe 8offertodetrim,ento; e 
leutili quelle, che migliorano la cosaren* 
dendola di maggior comodoi o capace di 
maggior frutto, eenza eħe le sia di pregiu- 
dizio r ometterle ; le volontaiie poi ser- 
vono soltanto ad ornare U co8a» eenza il 



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VOL IX- 1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



245 



ooiDode o maggior frutto* e senza ebe» tra- 
lasoiate, lo stato delta eoea divenga peggiore; 
tna la eondizione de) proprietario, o eirco- 
stanee ohe prestino oecasione a trar profitto 
Jaepese voluttnarie, possono farle conside- 
rare oome utili i 

"Attesocchà quindi respressione dei ci- 
tali flrticoli di legge, indipendenfemente da 
qualche nltra legge straniera e da qnnlche 
commento in senso non del tutto unirorme, 
include, sotto la categoria di spcse e ripa- 
razioni necespnrie per la conecrvazione, non 
solo le straordiDarie ed urgenti, indispenea- 
Hli a salvare il pejjno da iraminente pericolo 
di perdita o rovina; ma pur le necesearie 
fiempUcemente per non lasciar peggiorare, 
decadere lentamente, e rovinare gradata- 
roente la cosa : le une e le altre conservano 
il pegno, a vantaggio del creditore privile- 
giato in ragion del prezzo dello eteeso, il 
qunle, senza tali 8pese» o non troverebbe 
piti il pegno nel patrimonio del suodebitore, 
o lo troverebbe deteriorato e talora insuffi- 
ciente a soddisfargli il suo credito ; per cui, 
sebbeue simili spese e ripnrazioni necessnrie 
ordinariamente non migliorino la cosa, nà 
aumentino il suo valore, ma soltanto la 
conservano, esse non eolo godono di privi- 
legio ed estendibile al loro interoammontare* 
ma neir ordine di prelazione tra piil privi- 
legi godono inoltre la preferenza rispetto al 
credito privilegiato in ragion di prezzo 
della stessa oos a conservntai assieme cosU 
accessori, cioċ intereeei « spese legUtime, 
cbe possono eseere pure dovuti, oltre il rosto 
delle riparazioni, Invero rarticolo 1855, 
nei casi di concorso di crediti privilegiati di 
grado diver8o,determina Tordine, in cui sono 
coHocati neirartiċolo I779,e questo compren- 
de ncl 8UO numero 2do. il privilegio degli o- 
peraj edei fornitori per atto pubblica del 
denaro o materiali, ancbe per pagare i lavori; 
mentte coUoca nel 3io. numero il privilegio 
del oredite del prezzoi e dt chi avease per 



atto pubblico Bomministrato denaro per pa- 
gare il prezzo, o suo saldo; 

*' Attesocch^ d^altronde non e accettabile 
V interpretazione data all' inciso 4to. del 
numero 2do« d! detto artioolo 1779 per 
parte del Dr. Messina nomne, che coll^a 
queir inciso 4to. col solo 3zo., per rite- 
nere che la legge abbia distinto tra ripA- 
razioni necessarie ed altre di diversa natura, 
in riferenza al solo terzo possessore men^ 
zionato nell' inciso SzOy e non ancbe agli 
architetti, appaltatori, muratori ed altri 
operaj menzionati nell' inciso Imo., n& ai 
somministratori di denaro o materiali con 
atto publbico per la fabbrica^ rico8truzione,o 
riparazione dell' immobile, o per pagare gli 
operaj impiegatt in tali lavori.menzlonati nel- 
r inciso !^do. di detto numero 2do.deirarticoIo 
1779. Quel numero 2do.^dopo di aver fissato 
coU' inciso lino. il privilegio dei detti ar- 
cbitetti^ appaltatori, muratori ed altri operaj 
suir immobile fabbricato^ ricostruito o Hpa" 
rato, pel credito delle spese e del prezzo 
della loro opera, oontinoa nell' inciso 
2do. colle parole — '* lo stesso privilegio com- 
pete^^ — indicandovi i detti Bomministratori di 
denaro o materiali per la fabbrica, rico- 
fitruzione o riparazione dell' immobile, ed 
indicandovi ancora chi avesBe somministrato 
per pagare glioperaj impiegati in taii lavori. 
Coei ancora quel numero 2do. di detto arti- 
colo 1779 prosegue, collegato nelF inciso 
3zo. colle parole — ** compete ancora questo 
privilegio al terzo posseseore Buir immobile, 
di cui e stato spropriato. per le riparazioni 
ed i miglioramenti fatti nel medesimo/' 
Dopo di avere il detto numero 2do. indi- 
cata la olaBse dei creditori privilegiati sopra 
immobiIi» dalla legge collocati come secondi 
in ordine ad altri, neirinciso 4to. esprime 
ohe — "ti privilegio suddetto per riparazioni 
necessarie si estende all^ importare di tutto 
il credito, in altri casi fino l^aumentato va- 
lore per le opere e le spese"— I relativi 



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246 



DECI8I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880 






$i€$80 neU'inotso Ido., quafo nel Ssai 
suddetto ncl 4to.| e V etpreasiooe di opero 
nncbe di riparai^'ont ripetuta io ciascnDO dei 
qoattro inoisi^ non permette di dubitare che 
tntta la terie dei creditoti^ compreai nel nu- 
nero 2do*del riferito articolo 1779,sia dalla 
legge egoalmente favorita dello tteaao privi> 
legiot ma qaesto poi esteodibile, in quanto 
alla eomma, secondo cbe le opere e spese 
cooaeryiDO^ micrliorino, adomino I' immobile : 
" Atte80cch& a cià non i contrario V aver 
ecoepito che la giurisprudenza abbia esteso 
quel privil^io suir intiero immobile» com- 
preso U auolo ; poioh^ queeto ^ tutt* ttltro e 
ben diverso argomento, che la Corte riliene 
pacifico ed uniforme alla etessa lettera della 
legge in Malta ; per& sull' intero immobiie 
o preiso dello stesfio il privilegiato concorre 
per tutta la Bomma erogata, quando colla 
steasa coneerv^ V immobile ; e cio, ove pure 
al privilegiato per ragion di prezzo rimanesse 
da cons^uire meno del dovotoglii ed anche 
molto meno; e ooncorre pure suirintero im- 
mobUe od intero suo prezeo,quaodo lo aveeee 
aoltanto migIiorato» ma concorrendo buIIo 
intero prezzOi per aole migIiorie« non percift 
conseguisce con preferenza 1* intera somma 
da lui erogata, in detrimento del privllegio 
del oreditore del prezzoi o di altridaUa legge 
asnmilati allo atesBO. U oredttore del prezzo 
avrebbe per aà una ragione di giuatitiay 
fondata pure tu principj regolatori di privi* 
legj, di dire o\oh al migliorante, che te lo 
atato delP ioiniobile non ricbiedeva la tpesa 
per aoa oontervaz{one» nk qoetta percio 
reeavaa lui on vantaggio, nemmeno lo deve 
pre^odicare; goda il migliorante V oti}e, 
oetia valore aggiuntOt aenaa diminnire a 
loi daltao credito del prezao, talva tempre 
pel £ piii dell' aumentato yalore, V ipoteca. 
Saperiià qaindi, non aolo ciii conterv6| 
ma pore ohi odgliord, i tuoi diritti con pri* 
Tile^t 6 iair immobile intiero, ma per 
Vammontare dalla legge, oon diatinslonp 
dei oaai, definito ; 



** Attetoochi la tpecialità del cato in con- 
trovertia ofiire Popportunith dt dtttinguere 
tulle ritpettive caute di prelasione : rattore 
Dr» Curmi ^ intitolato ad eteccitare il 
tuo privilegto tul fbndo alieoato al Debono, 
contistente in una metà della eata, ettendi- 
bile alla relativa metà di beneficati cottrui- 
tivi in tola pietra, perchd pagati dallo ac- 
quirente Debono, e te quella tnetà non lo 
todditfa per iotero, «ul retto' concorre con 
ipoteca : Dn Meetina nomine eterciterebbe 
il tuo privllegio tuU' intera cata, pet cui la 
aeconda metà, che verto il Dr. Curmi 
non ritponde con privilegio, ma con tola 
ipoteoa, verto Dr. Mettina nomine pod 
talora ritpondere con egual privilegio, come 
gli ritponderebbe la prima. Inoltre il Dr« 
Meteina nomine buU* intera cata anderebbe 
pagato prima che il Dr. Curmi; oolla difie* 
ren^a cbe ne tarebbe pagato deU' intera 
tpeta, finchi riconoteibile a tento della legge 
necettaria; ia tutt* al tro cato, fino al tolo 
aggiunto valore; per queir ammoiito poi 
dalla fatta tpeta, che talora avette a rico* 
notcerti non ettere ttato necettario, nà aver 
aggiunto valore alU coaa, nei termini di 
l^gge» ogU eoncorrerà con tola ipoteca ; 

''Attetocchi nello tUto attoale deUe 
prove i lavori ritultanti dal conto detta« 
gliante le opere in legno, ferro, e vetri col 
ritpettivo cotto, quale fu interto nel motuo 
del Mettina al Debono, e todditfatto al 
maettro oarpentiere G. Briffa, e la ciroo* 
ttanza dello ttato migliore del fondo nel 
1869 da quel ohe, come aoprati &detto, 
era prima relatato nel 1866, rendono vero- 
tuniglianza ohe tra queUe opere vi erano 
atate delle neoettarie, altre utili, altre ta- 
lora volattnarie. Elementi di fatto peid 
non ti hanno nel preteote giadizio,che liqui* 
dino, te e quale rammonto, necettario a 
contervaaione, dalla aomma mutuata dal 
Mettina, qiwle e quanto f ammon* 
tare utUe e volnttuario, nel tignificato 



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rrrTTTSE^ 



VOL.1X.1880.] DECISIOITI DEI TRIflUNALI DI HaLTA. 



247 



e eoUe diatiBEioDi sucoesntte delU legge, 
oĠ domaode relative nono proposte nel pra* 
sente giudizio* per cai i epedi^nte rimettere 
ad altro giudisio qoella liquidazione, espe- 
ribile adiinanda diolii yi ha interesse; 

^' Attesoccbà al Measina nominsp quale 
terso poesesaore, non compete diritto di 
riteozione pel auo rimborso deile speae e 
miglioramenti nel fondo^ ma di concocrervi 
fiol prezzo ; 

'' Premeeee le quali oseerrazioni , 

Lk CORTE 

^ Decide, in riferenza al!a prima domanda 

deH' attore, dichiarando ohe nna metà indi- 

mi deir immobile in controveraia sia sog* 

getta al privilegio reclamato dall' attore pel 

8Q0 credito in capitale di £ 91. 13, 4> 

assieme ooi lucri nella rata del 3 per cento 

r anno, ma sulla sola aomma di £41. 13. 4, 

nonehà assieme alle relative spese nell' am- 

monto da essere liqoidato ; e che V altra 

metà dello stesso immobile, del pari che 

tutt' altri beni del debitore, sia soggetta ad 

ipoteca verso lo atesso attore, tanto pel com- 

piniecto di rimborso del capitale, se nna 

sola metà non lo pagasbc per interoy quanto 

pel compimento dei detti Incri aumentati 

dal 3 al 5 per conto V annOi col contratto di 

mntuo, e pei lucri anche ai 5 sulle £ 50, 

dal d) del contratto ddlo stesso mntuo^ come 

pure infine per le relative spese, da essere 

rattizzate airuopo e distinte dalle prime mn. 

nite di priviIegio;e cid colPuIteriore dichiara* 

zione cfce il deito privilegio ed ipotecadell'at- 

tore rimangono soggetti al concorso, che 

po'jrà verificarsi di altro privilegio, e talora 

anchelpreferenza d* ordine del citato Dr. G. 

Mesaina nomine, e dell' ipoteca, in cui pià o 

meno avesse forse a riconoacersi piiL tardi ri- 

soluto l'inscritto suo privilegio, esperibili in 

ogni evento sul prezzo da ricavarsi dal fon- 

do. Deoide inoItre» aderendo alla seconda do- 

manda oontenuta nella citazione, ordinando 



la vendita in subasta del enindioato Immo- 
bile posseduto al presente da esso Dr. O. 
Messina a nome della snrriferita sna sorella 
Lncia, salvo sempre V eseroizio dei snoi di- 
ritti, oome l sopra dettb — le spese àtl 
giudizio, in caso di vendita, da pagarsi dal 
prezzo; in caso di pagamento per parte del 
terzo possessore citato» ad d^^I^^o ^ ^^^ 
rilasoiare I*. immobile, anche tali spese do- 
vranno essere all 'attore pagate da lui— *salvt i 
suoi diritti contro il comune debitore.^ 






DECISIONE 91, 

CORTB GIVILE DI SUA M^ESTil' 
PftlM'AULA. 

8 Ottobre 1880. 
Dr. Filippo Pullicioo, 

Oiudic& di Sua Maciià. > 

Aqtomento 

Non i nvUo il decreio deUa Second* Aula, 
accordante ad un conjuge U permeeeo di 
agire per la separazione, per la ragione 
che il Oiudice non aveise esplorato % due 
conjugi congiuntamente. 

Carmelo Cremona 

vereui 

Aogelica Fortunata Cremona. 

LA CORTE 

'' SuU* eccedone preUminare, data dalla 
convenotaydella nuUità deUe procedure nella 
causa attuale, stante V aaserta inosservanza 
del disposto neirarticolo 43 deU' Ordinania 
No. I del 1873, 



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248 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Voii. IX 1880 



** CoQSiderando 

^* Che cot detto articolo ei dispone che la 
domaiida per la separa^ione personale di 
uno dei ooojugi verso T altro non puo ee- 
eere fatta innansi la Corte di ginrisdizione 
contenziosa, eenza il permesso detia Corte di 
volontaria giuriedizione, ii quale sarà sempre 
aceordato, quàndo le raccomandazioni di 
quella Corte per la rioonciliazione delie 
parti rieecoQO inefficaci ; 

*^ Che pertanto^ onde la domanda disepa- 
razione in contenzioao sia ammesea^ h suffi- 
ciente, pei fiui della iegge, che la parte 
instaute esibisca oopia del ricorso fatto alla 
Corte di volontaria giuriadizione e del sus- 
Beguento decreto eol permesso di agire con- 
tro Taltro conjuge^formalità che dallo 
attore i stata adempita ; 

<* Che à vero ohe la C>rte di volontaria 
giurisdizione non deveaocordare il permesso^ 
80 nou quando le sue raccomandazioni per 
la ricoQoiliazioue delle parti fossere riuscite 
inefficaci ; ma la legge non ha presoritto al- 
ouua particolare procedura, da ess ere osser- 
vata dal Giudice di quella G or te nel fare 
le raecomandazioai alle parti per la riconci- 
liasiono; e cià beu a ragione, perchi seopndo 
i casi talvoltà h spediente di espiorare i 
coiyagi congiuQtaiiieate in presenza del 
GiuiicOiO talora noa h possibile»nd.pradente, 
80 noa di espbrarli sepa ratamento V uno 
dall' altro ; 

*' Ghe la pratioa eeguita sempre dopo la 
promulgazione di detta legge si h, che il ri- 
corso dei conjuge, che domanda il permesao 
per la separazioue, si notifica all* altro con- 
juge coU' ordino di compariro personalmente 
diaanzi la CortOi in un giorno ed ora deter- 
minatt^ e che in caso di sua contumacia la 
Corte accorda il permesso, instando la parte 
rioorreQte;eq^naadoque6ta o Taltra parte 
d impedtta di comparire per causa legittiina, 
r esplorazione pud esaere fatta iu luogo di- 
terso da quello della Corte, senza lalcuna 



necesfiità di far incontrare insieme i due 
conjugi, cascndo sufficiente che la raceo- 
mandaaione per la riconciliazione sia fatta 
ad ambfdue ; 

'*Che consta dagli atti, che il ricoreo de|. 
r attore i stato notificato alla conveouta, e 
risulta anche che V nttore ha persistito nella 
sua domanda— persistenea, la quale suppone 
di necessità che egli sia stato esplorato dal 
Giudico, sebbene talvolta non ncl luogo di 
udieoza della Corte ; 

"Che pertauto, q ualunque si sieno l-i par- 
ticolari procedure preecriUe in alcuni dei 
codici del continente sulla materia, non si 
puo dire che nel silenzio della nostra leg^e 
sia stata violata alcua^ forma stabilita dalla 
stessa, oppure che T atto^ che si pretende 
nullo, sia mancant e di qaalcheduno degli 
estiemi sostanziali^ che la legge espressa- 
mente preecrive ; 

'• Che in conseguenza la offerta prova 
testimoniale, per d imostrare che i dne con- 
tendenti non sieno stati congiaQtamente e- 
splorati, à irrilevante ; 

^' Cbe finalmente non h ne anche neces- 
sario resaminare, se i decreti dati dalU Se- 
cond' Aula diquesta Corte poasano essere 
impuguati per via di eccezioae^ o soltaoto 
per via di azione dinanzi questa Corte con- 
tenziosa, giusta il disposto neir articolo 44 
delie Leggidi Organizzazione e Procedura 
Civile ; 

*• Decreta, 

'• Previo il rigetto dell' offerta prova 
teatimoniale, per resdnsione deU' eccezio- 
ne della uullità d^li atti della causa pre- 
seote data coq nota dalla coavenata neUa 
seduta del 4 oorreute«<*le spese riservate/' 



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VOL. IX. 1880] DB01810NI DBI TRIBUNALI DI MALTA. 



249 



PBGISIONEM. 

' ' COBTE cmLE DI SUA MIESTA' 
PftlM' AULA 

19 OHohre 1880 (a) 

Dr. Giu^eppe Casan 

iSiudiei di Bua Mofi^ià. 

Argomento 

E$po$tala storia dei censi boUalij^si stahiUsce 
ehe V aUenazione del fondo eoggiogato dà 
biogo.ad ohUgare il terzo posseeeore a re- 
dimere U fondo eol pagamento del capi- 
tàU boHaUf ammenocchi non dia altra 
toMfAone al creditore, invece deUa manca^ 
tagU per V aUenazione* 

Teorie in materia di prescrizione. 

Padre fra Salvatore della Madoopa del 

Carmek) nomine 

versus 

Cm* Pietro }^ereb momine ed altru 

LA C03TB 

'' AtteaoecK TaUore agiaee/ io virtii della 
ipoteea» eootro i terzi poasesaori Xaereb no- 
wUne flf Ciaotar, coo citaziooe aoche del de* 
bitore Farmgia, per ordioarai sabasta di por- 
sione di oaaa eoggetta pel capitale boUala di 
eeodi 400 eoġl' ioterasQri cooyeoati al 5 per 
ceoto r aooo,,come da atto del fa iGlaetaoo 
Micallefil 17 agoato 1790; e ci5 perchd 
tuaap de' citati ai h oarato di r^oire il dettp 
capitale, o^ pagare gli iotereaal davati ; 

^Atteaoochb dal contratto soggiogatorio 
risalta, non aob r obbligadooe solidale d^i 
debitort ma pqra k eooveoaiooe deiripoteca^ 
tanto apeciale^ qoantogenerale; bi peroon- 
Boryaaaone deir ipoteca era richiestii inscri- 
asione in quei tempi, in eai nemmeno era 



W 



iappeUata. ^//^^ 



ereato il Registro Pobbliqo per. iacrizioui 
ipotjacatie ; 

^ Atteaooche oon h f^ik : oppertqpità di 
ragiooare il merito della data ecceziooe di 
eacneaiooev eaQeodo etata Htirata ;,e d'altron- 
de nan Baaaieterebbe di froote all* ipo^eoa 
apeeiale deir attore aal feedo io qitesiioae; 

'* AtteBoccb^ 000 ba laogo oemmeno Tec- 
oepito prfvilegio per la Mmrna io ori<ziQe 
fornita al Farragia ia àttiL.Corrado Azzo- 
pardi il 5 geonaro 1858, per ricaperare oolla 
ateaea il foodo allora alieoato; e oid ood boIo 
percb^ non coosta d'iQsorieiooe del pi'eteeo 
priTilegio, ma iooltre percb^» qaando pare 
foaae atato coir iDscriziooe ooosertato^ fl 
foodo perày cbe Farragia rienperaTa» traafe- 
riyaai oel aao posaeBao eol peso, al qaale era 
soggiogatOy pec il qaale rimaoeva peree* 
gaibDe ipotecariameote. aeoza obe il uooto 
credito io ragioo di prezzo dell' alieDazioOe 
poteeae Taotare prelazione rispetlo al credi- 
tore ipotecario dell' alienaDte, beoeb^ io 
potrebhe avere to eoàcorao eoo soħ ereditori, 
dello aoqoireDte : ii motao per la compra 
000 fa applioato a eooaervare o migliorare 
il fondo, ma eolo al sao paaaaggio da ao 
poeaeaaore ad oo altro ; 

^' Attesooch^ i citati terzi posaesaori ecce- 
pisċofio inoltre» che io ogni caao i' attore non 
puà domandare il capitale coatitoito io forma 
di bolla» ma i aoli internaarij e rapporto 
qaeati ecoepiscono la prescrizioDe per quelli 
acadvti aoteriornieDte all' oltimo decoroo 
quiDqaennio ; 

^ Atte8occb& a risolTere sulla prinia ecoe* 
zione d epedieote non confoDdere le diapo- 
aiżiooi della bolla di Papa Pio Vi pabblioata 
nell' aooo 1669— tra le quali disposia^ioDi era 
pur qaella che il capitale oon potesae mai 
ripeteraij aoche per difetto di pagamento; 
detk reodita e per decozlooe del debitore 
— - 000 coofonderle cio^ colle dispoaizioDi 
eonteniita nella preoedfeote bolla del Poote- 
fiee Nicold V| emaoata oeiraooo 1451 e 



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1 



250 



DEOISIONI I>EI tRllSCrirAtl t)! MALTA. [VOl. IX; 1880 



BansfonaU dal R« Atfonso oon la Praitt* 
matica I de censibas ; poioh^» a tMtitno- 
maD8aclipl& Berittori alodli, e d^ Cardioal 
De Lnoa anoora nella Stmina Ae OmrilmB 
a* numeri 7> 9 e 9, la bolla del Potitefice Pi6 
y Don fa adottata nel Biegno delle Dne 
Sicilie oltre il faro, th in Malta ; ansri la 
Sicilia ne avea j>rovoefito nna diohiarazione 
dal Pontefice Gregprio XIII iromediato 
eaccesaore di Pio Y ; 

'* Àttesoocb^ 8002« d^tiqgaere V n^a dalla 
altra bolla ai pericolerebbe di incorrere io 
errori, trai qQall niaeU^ delP Aoiisio {de een 
sibuB Cap. 2), cbe attribnl a Nicold Y dt- 
aposizioni di Pio Y, e disconobbe T indole 
l>erBODaIe dell* obbligazione neila coatiinsione 
di rendita censaale a forma di Bolla; men^ 
tre in simili contratti I* obbligo dei beni 
non era cbe aoeeaaorioy e non se ne aecorda- 
ya atioue realBi se non in Tirtà di pattuita 
ipoleca, n^ riconoaceTaai la limitazione Pia- 
na« che richiedeva laaola ipoteca epeciale di 
onde de^ignato ; mentre seeondo Ja BoIIa 
di Nicolo y poteva essere ■ anohe generale, 
e di beni eoltanto fatari, poich^ di eaaenza 
non impose Niool6 Y, eeno»che gli interessi 
nen ei conveniasero in rata snperiore alla 
permessai allora del 10 per cento^ e -chi 
.qaando non si pagassero non poteaae p gli 
jnteressi anmentare il capitale : nel reato ri- 
manevano uel)a libertà dei cpntraenti tpttio 
altre conveozipm e caijL^le lecite ; e dpve la 
CQnvenzione taceva^ le regole comm^ 4*1 
dritto vi aupplivano ; 

''Atteaoohd riootrendpal Diriito Qomane, 
6 apecialmente aUa materia in coatrpveraiai 
egU à noto x;he lo attuali legialariDai oointi- 
^entall e di Malta abbiano d«oomini|to *' cc^ 
atituzione di rendita " gl' interesei di ojti 
capitale, cbe colui^il quale Iq foriisee» o ob- 
bliga di non ripetere ; e eebbene; il' rekllto 
nrticolo U5adeirOrdinanaa.4i Malte No. 
Yli deiranno 1868 laadiairia tecmm ge- 
netali^ in vigore le i^i celMire ni. ceoii 



bollnli, che fodrtro coàttUift} prima del U 
agosto 1862, tuttavia h anperflao per la pre- 
aente queatione riandare le diapoBizioni di 
leggi anteriori allà stessa Ordinanza, eicoome 
rartioolo apeciale della medeaima 1461 ap« 
plica pure alle rendite o prestazioni perpetaei 
costituite a qaalsiasi tltolÀ^ anche prima 
della promulgazione di detta Ordinanzi, ; 
didposti degli articoK 1459 e 1460, il quale 
ultimo si riferisce Jooltre alla disposiziooe 
dell' articplo 1272 ; e soqo percio le dispo- 
slżioni di questi articoli di le^ge, .che' rt- 
golano di preserite I' iniportanza dell' eoce> 
ziWe, che Pattore non posea rjchiedere 11 
capiiale » mà i soli interessi ; eenza che al- 
cuna (li tali disposizioni posaa riguàrdarri 
in urto/sia coi sostanziali ])articoIari delk 
Bolia di Nicold e Hegia Prammàtica^ tia 
colle norme gcnerali di dritto* cbe regola- 
vaoo. i contratti^ cve tacesse la coovenficnc, 

'* Atteeoccħe per T articolo 1459 il debi- 
tore di una rendita perpetua pud essere co- 
stretto a redimerla, ira àltri casi, se Tenendo 
a mancslre le ċàutele daie, noa ^\ àSstituisca 
altre di eguale sicurezza, come pare se ri* 
mane moroso n^! ! pagam)edto della rendita 
di tre janiiate. Coirarlicolo 1460,,U Corte 
h autorizzatà ' ad accordar,e al^^ebitore. U9a 
clilarione estendibile fino a due meav P^^^t'O* 
gabili per glusta caasa ad altri due loUanto, 
per costltuire aFtre cautc^e inyece ^elle man* 

ic^dp^ 0; iibt- 
»gv^ <^^..x<. ^^v.«c«£ione : V uUimo 
alinca poi^ cbn rlCerenza all* articolo 12/2, 
sostaozialinent^ esiende la dispoàizione ancbe 
'a (avdre di quatunqueVcreditore'^^elcleVtore 
ed a qualunque persona^ayeQte iotereise. 
^!l^er ċui non 4 dubbio' cliis i ter^i posaeaspxi 
'Ciantar j9 Xuereb n<)|n|n<^ ,deI|^immobUe 
soirgio^ato possano godfere Atl benel^cio del- 
la leggtBy ed avere un termme per yàleri^ene; 

'^^'AttesoocbVsotto le'/^oocprreQti c\rco- 
staA^że la Cor'te ritiene obe fl credi^ore a 
giusta ragione Tedrebbe'OGMMacMitogla K effica- 



catcf, per pagare kj rendila ■< 
Vafsx aair6i)bligo della Vedenzio 



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Vou DL im.2 DBCIglOJtt DKIJTRIBUWALI/JM MALTA. 



351 



oift 'AeUa Cfiil»ta dMl'ol^bUgwont periofMde 
del.deUtorcu ibqiMOitoeobi eOstm ai spogli5 
M 4oaiiiuo del ioodo eoġofiogato, ed il fataro 
po0ifl|fB8O 'di altci* beni^ oempresi neU* ipoteca 
Igeoenrie, & httà incerto ed eventaale : qnel- 
r obbligtttiene perci5. senza il possesso si- 
coro di beni, su cui eaaere eae^cuita. rimane 
qna^ e^inanita^ inconaietentQ rispetto nl cre- 
dttore; che vedo sparita dal patrimonio del 
debitorela soa ġoraħm : i terzi poi, succes- 
8ori singolariy noa ,iri fi^pondono, se non in 
quanto poseefisori del fonJo ipotecato, ohe 
eveatoalmente pu& enbire altri traaferi- 
BMflti o:peei» e pnd esaere liberato dair ipo- 
teca- noti aolo colfa ' prescrizioney anchecoUe 
preeedoAre indieate nellibro 2do parte 2da« 
ritolo Imo, delle Leggi di Or^^anrzzaeione e 
Proeedbra CivUe, e tutto oid d* insapnta del 
oneditOre. Kon i già cbe la giuetizia inten- 
da a aottigliecze, nnt nemmeno h giueto ob- 
Uig^e on creditore di rendita perpetua a 
dividere le ■ àue attoni pertonale e teale, a 
dividere le eue . atteneioni eul debitore e 
eni tersi^ con pertcolo di vedere a lungo 
aiidare*finis(rati iauoi dlritti : anchonel re- 
gime delle regole generali sulle obMiga- 
tioni^ r aiienazione di beni' ipotecati in ġa- 
mzia diunoredito, roaseime quando altri 
beni del debitore non lo rendono del tutto 
aicaro; fu por considerata, in riferenza ad 
obbligaaioQi a termine, diminnzione delle 
caateie date secondo il contratto, eufficiente 
a privare il debitore del beneficio del ter- 
miae; 

'* Atteaocch^ per suppKre alla snrriferita 
diminnzione di cautela, la Corte non ha 
motivo per credere di minor sicurezza la 
preatazione della canzione fidejapsoria soli- 
dale degfi stesai terzi possessori, sussidiata 
d' ipoteea generale dei loro beni, 0£;norchà 
preferiseano di liberarsi dalP azione contro 
di loro intentata e pagare i soli interessi ; 

'* Attesoccbl, rapporto i chiesti interu- 
autif i tersi possessori citati banno eecepito 



la preseiiiziQne quioqv^nnale ; qaa sicepme 
al presente |;^i|idtzio precedette il' protQsta 
ipotecario del 19 marzo 1879, i preaedenti 
nltimi einque anni perterebbefo al mario 
1874 ; per oui fino alVii^sto 1979 soreb- 
bero deoorae sei annue 'scadehze^ ammou- 
tanti insieme a soudi 190; oltre la scaderiEa 
neiragoBto del corrente anh6"'1880 in riltri 
Bcudi 20. Tale preacritiohe, die, vigent^, 
il Diritto Munioipale, per frutti "di c^si- 
boUàli compivasi eoltanto col laesO :dt anni 
dieci, fu espIicItamenteYistretta nellauhira^' 
ta ad anut oi'nque cairarticolo 1920 didetta 
Ordioahzai' VII dol I»fi8,prooeduta dalht No- 
III del 1863« ma eitesa atiehe ad interuaiiri 
di censi bollali oostituiti prima del 14 
ago^o 1862 ; inoltre rarticdlp 187«. delia 
predetta Ordinanza VII del 1868 reode co- 
niune 1* eccezione.della preaċrizioile ai cre- 
ditori ed altri intereflsatV qualor anche il de<r 
bitore o poesessore vi riuunzoasse. Simili 
prescrizioni pero di breve durata^che non ol- 
trepa!38a i cinque an:n, non hanno luogo a 
termini deirarticolo 1924 della steesa Or- 
dinanza VII, se deferilo il giurameuto agli 
aventi causa dal debitore, noo dichiarino 
quelli di non sapere che la cosa sia dovuta ; 
*' Decide aderendo alla domandata.ordi- 
nazione di snbasta e vendita deirimmobile 
indioato oolla citazione, per le canse e 
rogtretto espressi pure nellastessa; colla 
facoltà perà, ai citati.Giuseppe Oi(|ntar in 
nome proprio e Pietro Xuereb procuratore 
deirassente Carmelo Vella, di liberarsi dagli 
efletti di detta ordinata veodita ed evitare 
il rilascio delFimmobile, se, itel termine di 
mesi due, prorogabili per giusta causa, 
avranno soddisfatto alPattore grinterusori 
neli'ammonto da essere qui satio definito, 
ed inoltre presteranno in atti pubblioii o la 
loro solidale fidejussione con ipoteca a favor 
dell'attore per rosservanza del suocennato 
contratto seguito presso il fu notaro Gae- 
tano Micallef il 17 agodto 1790— e bene 
inteso che lo Xaereb vi debba essore auto- 



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2&2 



mClSSOSl D£I lBIB(T£IALIiDC M.4LTA. [Tol; IX USg 



ritzato, fld non lo 6 già» dai ano cosCitiirate^ 
odaltta iflonea caanone appf ovata daU*At- 
tore^ o dalla Corte. Prefigge iad eàai oitaAi 
Ciantar e Xuereb namine il tertniae di 
gioroi otto per dk^iarare c6a giuramentc^ 
in mano del Regiatratore di non sapere cbe 
eiano doyuli interaauri diBOadenze anteriori 
all'agosto deU'anno 1874; e dicbiara cbo 
qualora seguirà tale dicbiarazione giurataj 
grinter)i8ari da acoreditarai aU'attore riman- 
gono liquidati alla somma discudi 140 per 
le annualità soadate dairagosto 1874 allo 
agoato 1880 inclueive ; ed in difetto di 
quella dichiarazione nel termine prefiaeo di 
otto giomi, liquidati alla eomma enudoiata 
nella oitauone^ di ecudi cioà 208 per le 
acadenae compiute fino il 16: ^goato 1879 
oltre rultima d'aj^osto anno corrente 1880—« 
le spese del giudizio, in cliso di rilascfo e 
vendita deU' imoaubile, aarafnno all'attore 
rimboraate dal pre2zo da ricavarsi, come 
aitro acoesaorio del credito con ipoteoa; ma 
in difetto di nlaacio, da pagarai da essi citati 
terzi posaeasori Ciantar e Xuereb nominei 
alva rilevanza come di legge. '^ 



^n-T 



DECISIONI? ,93, 

COftTE F APPELLO DI SUA MAESTA* 

AULA COMMERCIALE. ' ' 

,28 Ottobre J880. 
Sir Antonio MicaHef, C.a.M.a, Presideniċ 
Dr.. L. XuerjBJ), 
Dr. Fiiippo Pdlieino, 

Cfiudtci di Sua Maesià, 

Argomento. 
La presentazione di una -petizione di ntraU 
tazione in eeconda istanga, e senza la conte* 



gtMÀeinaUemia pe9! 1$ i^WM, •e ^mimIo 
qftestafoàae Uatà data dopo la preieħiario^ 
ne^ nonfa^ei che la pkUzioM ria matk^ 
qmndo non^ aoeeee^ àagionato aUa paette 
awerea «m pregiadieio taie^ àhi mm por 
te$se riparei, se non coUa nuUità* > 



— Snlla peti^ione di ritrattazione di Vin- 
oeozo di Saverio Vella ed altri — 

LA CORTE 



*' Attesocchà la questione iMmdiiiB.iiol 
preeente caeo ata atato mancante qualeiuio 
degli eBtremi dostanaiaU, cbe la legge eiprea- 
(^amente prescrive per la legale pfe8eotft« 
zLooe in uo giudizio di ritrattaaiona di una 
petizione accompagnat^ da una malleverta 
per le speae ; ma solamente Be la petiaione 
sia atata ricevata, Henza esaere atata fai/ta 
accompagnare da nna malleveria delle apeao 
del giudizio— e nel m entre cbe la detta mal* 
leveria appariace data e rioevuta in uq 
giorno posteriore aquellb^ cbe ai vede notato 
dair ufficilEile del Segistro per la pi'esentarr 
zione della petizione ; 

'' Attesoccbd in conseguenBa, nella epecie 
$i tratierebbe eolamente d' una violazione 
della forma stabiliia dalla legge,' in quanlO 
al ricevimento della petizione senza le 
contemporanea prestazione della mallejveria^ 
la qiaale à etata data, ma V indomani ; 
. V Attesoccbà la detta violazione delln 
forma» in quanto al tempo 8oIamente»'noa 
ba^^baato aUa porteycbe oppone,Ia nuUità^ 
un pregiudiziOi ilquale notn j^oBe^ ripararai 
altrimenti, che annuilando Tatto, ai t^rmini 
dQll'inciso Szo*. dell^ artioolo 799 del{e 
Leggl di Oi^ganizzazioi^Q e Pxcfceduiia Civile; 

'' Attesoccbċ, pjBr.l! altrOjMnel.-oa^o nqp 
consta di alc.^n pregiudizio ; . , . • 

.'' Decide pse) r^etto deireooezio^e di nut 
lità allegata perjparte del convenuto Ellul — 
le spese riservate/' ; . , . 



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VM. 1X1880.1 DECISIONI DEI^TEIBtJHAU Dl mi/SA. 



*5» 



DSClBiOINB :9A. 

OORTB giVILE DI SUA. MiP.STV 
R)WMAU|.A, 

82btiobre 1880. 

Dr. FHippo PuUiciào, 

OmUet' di SiM Maettà. 



ATMnntixiA/n 

f UBTJfl^ torreggetA dMa Cortei per pw M 
tiU^gioms, diqmlunqnd error^ iMortovi, 
m»^%nff(prta che $ufaeeia ki>ago Ġ.eimile 
eorrerifiifiey nel ^M^ di etrrċre di ġktdàzxQ 

GiovaDpi e MariaDni coDjagt Briffa 
' ' ventLe 

Neg. F^anoesco Agias. 

LAjOOB!DE 

^ iS^tteioccbS la domandA degli atton netla 
presente eitazione k appoggiata enlP artiċolo 
886'piragrafo ^Itim6 delle Leggi di Orga- 
mstaasione e Prooedara Ciyile^ ovei disposto 
che nelle eabaste giadiziali' non si ampiette 
rschnnq contto 'la atima del Perito^ ma 
pn5 la Corte, per vià di citazioDe» ordinare 
la correzione di qnalanqae errorci ebe nelU 
BtiQia fosse incorso ; 

^'Attesocchd V errore contemplato dal 
^delto' artfcolo h nn errore di fatto; ċpmjà 
^(iMiAr' non d'fo&de misnrata la intierà 
dapaishk od ' eBtenaione di nn fondo-^se bI 
foBse ritemito cbe nn Ibndo foBse Itbero, 
metltre 4!' diflidstrasde cffserà il mede^i- 
Ao- '(B«g<gettb à pesi, 6 8ervità-*^o 'cbe'foBse 
▼alalafo come soggettb a ' canbne ' perjpe^ 
ttW; ' tncintte' rf" BboprisBO essere sbggetto 
acl 'ab'fitedsi temporanea^ ma non ġià an 
preleso errore di ginditiO) tienUanfe tfa varia* 



lione anohe uotef^l^^ ^elta HHma fatta dal 
Perito nella Babasta^ in confronto con altre 
Btime falta preo^ntMueàle ^da^ altri Periti; 
perchà non concorle alonna ragione per rite* 
nere eome gitiBta e corretta unja Btima» pint- 
tosto che nn' altra; 

*' Atteaocchà gli latl^ori flciUa prale tratta- 
zione della causa pon. ^anno rilevato altro 
errore» preteso incorsp dal perlto Matteo 
Zammit, se nonneiraver .egli valutato la 
clausura appellata tfii Wardia peji limi^ del 
Zurrieo eà i*n Btt&aXTa,riportata aotto il No, 
4io. neiravviso di subasta a fol. 8 della cita- 
none^ a 8oIe;£ 141, mentrc si allcgfi<;he 
precedeDtemente erastata atimarta d^.p^riti 
giudiaiali ed estragiudiziali ad una somma 
assai maggiore, ed anche per simile prezzo 
liberata ; ' 

*• Attesocchi per i motivj sopra pcemesai 
la variazTone nelle etime non induce alcun 
errore nel senso contemplato dalla leggOi e 
le offerte ottenut^ per 'un simile prezzo 
peesono anrec avuto per causa mdiiVi indi- 
pepdenti dat Talbte Tctolàf del fondo ; 

^* AttoiOQohàti} ^Ht^ Hlattido Zatnmit, 
ohiamatoa dateiipiegaBiottfi'COfÀe te^timonio 
lAtonio alla valataai^M i d«l lui fatta neĦa 
oetreiile' sdbaBtsl, iià' c<^iiferAiàto Ta. dettà 
Btiina, eoġghinġend^di Wi^erlK'fàtta sfebondo 
i dettami d^lPartà'eua; -à iekzà * àWuha con- 
BideilizIOM det ittb,^er 6uf ' S locato !I detto 
f6ndo; ' *» ' ' ' ' ^ 

•* Attesoccb&' 6i&, ċBi ^epbse Frandesco 
Briffa intbrrto alhi Cotitirc/pifietà di ialtfi im- 
mofaili pċrtati 1n •eħbakit trn i*attt)re;4I yietto 
Francesoo «d un'aJtro^ YrateHo hMlànte; po- 
trebbe dàr luogo aH'edĠrclisib W aWiro azio* 
nt, oon tnai à ċorreaieàe 8! trri %fit>V^*ihcorso 
nellastima; ' .^^^^<lyiU 

■ ''^ -*DWide' '•' ' ■'■"'^ ^!'^' '" ; •'' ' 
" Pbr r esclulslotie deirfttbW 'aàitle , We' 
domande^ ^olle spese.'^ .» m< ^ 



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fl5« 



DBCISlĠln DEI 1!RIBUN&LI DI ItlAIiTA.' [yob. IX 1880 



IMECISIONB W. 

i COBTE OIVILE Di SUà MàESTA* 
PRIM' AULA, 

26 Ottobre 1880 (a)(^^;) 
Dr. Giaseppe GasaD, 

Qiu(jlic0 di Sm Maettà. 

Argomenib 
Malġrado il decor$o del decennio dalla ven* 
^tOf non puà il venditore ottenere U ean* 
ceUamento delV inecriffione ipotecaria preea 
dal compratore in cdutela deUa $ua aisionp 
in gàrawfia pel ca$o di evizione. 

Dr. GiovaQni MeMina 

ver$u» 

Katale e Yincenzo fratelU Vella. 



LA CORTE 

\* Atteeocch^ V attore obiede ohe ua ordi* 
nato il oanoellaaiento dell* iaeorisione ipo* 
(eoaria, preea daicitatiil 26 gennajo 1870, 
previa al biaogno la dicbiarauone che il 
loro diriito non ba piik vigore ed d eetinto ; 
e cio per easere trasoorsi piili di dieei aMi 
dall' alienaiioae, cbe egU feoe a loro il 17 
gennigo detto^ del perpetoo diretto dominio 
indioato nella oitaaionot e dalhi auaoennata 
inacriiione ipotecaria della promeaea difeea 
per il aolo sao fatto proprio ; 

'* AtteeooobiVattore inyooa a eaesidip di 
ene domande 1' arti^lo 1848 al suo No. 4 
deU'OrdinansiiKo, VII del 1868, dieponente 
ohe i privilagji e leipoteohe ei eetinguono in 
quarto luogo ooUa preeorisione ; e lo oollcga 
ooir artiodo 1860^ ove h diepoeto che rit 
epetto $à beoi poeeedoti da uo terao, la 
l^reeerisioiie ei aoqoieta a favore di oeetoi 
ool deooieo da died anni del gioroo, incui i 
beni foronoda loi acquistatii anoorch& il 

(a) <)Qeita aoateiixa h appdlata. 



creditore abbià jgokMtd dbe tàli beni eiano 
paaeati in pptere di on terao ; 

'' Atteeocchà la qoestione non verte tra 
on creditore del venditore ed i tersi, che 
acqoietarono e po^eeggpi^o, (^ ^oltre a dieoi 
annii per cui non trova eppEcaaione Tin- 
vooato art iffflo . di^^gge; \^% Lfi |ueitione 
\ tra venditpre^ obbtigato pei; patto alla 
difeaa da evizione pel fatto proprio con ipo* 
teca, e compratorii moniti di azione in ga- 
ranaia inBcritta per ijoneervaxione dell' ipo* 
teca ) divebbeei in lenħinipift't^Àerali ira 
debitbro e credtliQilre ; ed ai termitfl deH^alrti* 
cdI^ i84d di detta OrdinMim/ la prescHviooe 
ei acquiita a viBtitiBggio>'del debiConefi riepdtto 
ai betti' cbe ei trovMo iħ'eiiO'pofefei eo« 
corao del tempo determinato peria' preeeri* 
sione del ereditOi -cui U privilegio o la 
ipoteoa riguardi;, !' , . 

^' Attesocobd noo ooACorre nel caeo qual- 
cuno dei modi c^muni di eeti|isione della 
obbligazione principale^ ni di porifica di 
condiaione risolutiva, da rilenere per tal 
modo estints IMpotecai 'eome accessoria a 
qoeir obbligaxione. Come e^etto di pre- 
ecriuone, il venditore pptrebbe pucej^berarai 
dall', azione del compiratore ; ma . quando 
questo non avesse ^erc.'tato U suo diritto 
per i]i tempo dalla legge determinato ; 

^'Attesocchi in prinqipio la- presorixtoiie 
noncorre ed^ sospeeajn riguardo aU^ asjooi 
in garanzia, sino che non abbia avuto luo^ 
r evizione. Infatti, rispetto el compratore, 
per oausa di evizione ei compie entro «an 
annOi nel oaso conteipplato coU'articoIo 1131 
della Burriferita Ordinanaai e col decdiceo di 
anni doe> a termini deU' articolo llSTyin 
qualonqoe casoi per ooi non foeso atabiUto 
no termioe minore ; ma qoel tempOi dalla 
legge determinatOi aia ad ono» aia ad anni 
doe, noQ incomlncia mai a deoorrere cbo 
dal giomOj in cot foese passata in giodioato 
la eentenza relativa aU' evizione aofferta dal 
eompratore colla aoa condanna. Seosaoba 

/ 



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Vot EL 1880] IWSCISIONI: DJEI; TRIBUN AU DI ^UAl/t A. 



Sb5 



li flofftfta eTixioM apra adito aU' eflmizlo 
deil' azboe iii KaraQ8ia» la pf eaoriziMe A 
qmim rientra nelki rtgola geaerale, ealTO 
le eeoesiont di leggOi di tutte le azioBi reali, 
penonali e miate, ohe id pfesorivono ool de- 
oorso di anni trenta ; 

" Aiteioeehà nel dtf«ito di qtBalanqae tra 
i iDodit OBsiano meBsii eoi qnaK ai possa le- 
giltiiBaaieiite riooBoftoefe noa piii flafBiateate 
roħUigazionQ del venditere per eetioiioni^ 
riflolaaione, liberaaione od altroi il oortiflpet* 
Hto diritto, d#t. ooffipra ton\ pel qnale banno 
pcflflo iosorizione ipotecariai fVige tnitora, 
aa^ebd Oiflere estit^tp,^ ooxae 1- attore oUede 
diflhiararai dalla Corte : . e eià iioaoataote 
ehe poflia talore ritenerai non piu eeperitH^ 
aziom' ipotecarie contro i compratori oitati» 
io fista det po^aeaao decennalej nonostante 
li limitatione della difofla dal eolo fatto pro* 
priodel Teà^itere^ nooostante cbe qn' inda- 
giiie dei fatti poteflse persaadere non eonoor- 
tece gipaio liajiore di eTizione ; peichd la 
legi^e di l^alta non accordd tale apprezza- 
meoto dei f atti, cbe non 'h sempre esente 
ii pericplo^ e coll' erticolo 1828 di detta 
OrdinaQzaba floltanto djisposto cke il can* 
4ellaQpn^> delle inflorizioni pod eesere ordi- 
nttc^ quando ^QOQ consti cbe aiano atate 
fatte per ona . cauai^ legiittima, o cbe il di- 

IJIID del creditore sia eatinto ; 

^Atteso(;cbà| io tesi di riduzioDe^ làlegge 
eqwesae qaando^ Mhzk pregiadistio del cre- 
£tore» flta permeaso di, restringere un^ inacrl* 
ziOM ipotecaria ; ma 'non aecordo simile 
. peràieflflo per totale oaQcellaiionei sol per- 
ċM 'aoà ^poteBSe vederBeħe preġiadizio ' del 
eracBtore : i^ pattb h legġe tra i cohtra- 
aoii ; la ridatiooey seQza pregiudizio» i Qoa 
miaora eqaitativa ; la totale caQcellazioQe 
aaaiahilirebbe glL^efiattL del patto, direbbe 
arbitrio ed ingiastiBia ; 

''▲ttesele annnotate OBservazioni, 

LACORTE 
'^ Decide per Y eflolarione delP attore dal- 



e domaQde' contenate neDa ina oitozionei 



looUe 



epoBe. 



DECISIONE 9«. ' 

CORTE OIVILE DI BUa MàESTA' 

PRIM' kVLk. 

26 Ottpbre 188Q, 

Dr. Giweppe Garfao^' 

OiudiċS di 8ua Ji£a9sià^ 



r.i\ 



Arċomento* , * 
NeUa contrattazione di sponBc^U' UM fe^* 
cenza circa V eià della eposa^ qiumdo iaU 
etànerisulti eproporzionatiimente maggiqrà 
di queJla deUo epoeo^ autotizzà cĠBCxlva^ 
receeso* * 

Terofla aaffiero^ ( . 

verpu 
Oiovanoi Spiteu. 

LA poaiE . ! „. \ 
"Attefloecbi& sebbene laoonteatlfiniDe;!! 
apoasali sia di natare onerosai <^e ^^eBeia 
reciprocaobbiigazione; e.nen adeqipita dii 
una parte ai riaohe^ Diritto Civile» . io 

ufaMeno dell' iagiaria e dei.denni a favoie 
dell';altra ; sebbene Y eBpreSflioaa del eoa* 
sepsa noQ vi richiegga f erme partioolaii; pure 
la libertà dello stefeflo eoQien io g^nerahaente 
anche dai oaQooidti vi ^ richieete.een aia- 
golare . rigoro) de reapiogere t oeoaUattiOQlo 
r^tioenia di qoiJità o etato seveoaale} di 
pircastapze o di ooflOi cQi< il ieQe<^ oemone 
attribaiioe ta^ rilevaoiA, d^ perfiiiadeffO; f^ 
^aefMtiero.atite,mani(fletate» veiMifApmte 
aoaief«bb04e|oS eemseaie eUe eoabEi^ 
,^e di fotare noj)M5»i .;...: ... 



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2Jf6 



DECMONl DBt TRlBtlNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880 



«* AtteickMhi U ^iffereDea dl dtà tradae 
Bpost non fa in specie noyerata- tra J ttiàtm 
determinati alegittimare qq reoesso aoilate- 
rale ; ma Inmmma animorum libertas^ ti' 
6ħte0t& dt soBtanza ancbe dalla prafioa . co* 
atante della Chiesa, per la oatara propria 
della apeoiale eoBtraitaaioiie degli sponsalt, 
annette aila steasai con piii di rigore che in 
altre oonvenzioni, la tacita condiziooe rebm 
in eodem statu manentUms ; 

^ AttesocohJi qaella condizione taoita fu 
dagli interpreti (tel Britto Cànonioo appli- 
oata pure a cad di .oogoiii^tie^ sDprawenata 
allo apoao dopo gli epooeali, di oiroostanze 
rilevanti^ anche quando eaenti di colpa delU 
apoaa, qual earebbe^ in grazia d* eaempio, 
ana vi^enia da costei sofferta anche. pnam 
degli eponaali ; 

/* Attesdcchċ in verp non fu colpa (iQll'at- 

trice/aela grazia del yiao^ ohe attraaae il 

gioviiie» gli nascondeva boona parte della 

di lei età ; ma nelP incontro di oostei coUo 

spoeo 6 famiglia Fu enunciata V età di lui 

in anni venfideie, ed interrogata I'attrice 

delPetà eua, che'Ail eembiante la madre 

dello apoao tf^a ealoblato di aani ventotto, 

eaaa attrioe disee d^werne trenta circa, e 

qualohe ooaa di pià; A taK termini fu data 

ki MO^fooà proiieseà ; ed il giovine. per 

amHBte 'ohe i^fratelli dt lei non no ia diato- 

glieiaero^adleetfto le fee^ paaaare per altrui 

metso iia aoello, che aerviaae di pegoa al 

iriaoilo^ oude nbn poteraeoe elU eoiogliare, 

aache io oaao d't^pposiaione dei f ratetK ; 

^ AtteaoodiA 4 geoitori dello ntemo, piħ 
•eeperti dt ioit ^tevaoo ealoolare^ eoUa ooo- 
eoeta teniteDza, lo epeoie del eeoao debele, a 
inattUbstafe Pititera eA, ohe la rispoela 
della apoiOy di avere oirea treot'aaai e qual- 
ehe eosa di piil, poteaae esteadere l'età ad 
uailfo pejo d^anol, eoi la Gerte non 
avfeUie dafo riaipoirtaQaa* da legitttoiare tiii 
teeeaao itk ptomeiBa,dftta &tro Aohiaraiknie 
deiretàiQoiroaaanitfeatii e qoalohe 



di pitl ; ma eatratta dopo qoeila promeaaa 
ia fede batteaioiale, ai ebbe a verifioare eeaere 
elU natà ael di 18 ottobre la^tt^ per cui lo 
aposo ri ritir5 daUa promessa data ;• 

<' ' Atteaocehà eotto le apeeiaii eiixtoatanao 
del preeente caao, nel qaaleal ebbe figuardo 
all'età, quaudo ai cootrattava, bencba ħoa 
poeta io eapresaa oondiaione* pure neUintea* 
eione del giovioe apoeo non era U epro^r- 
aionata differenza trà la! e' lei di qttaaiaaai 
aediei, quale ai ebbe a veriflcare ; e neU*ap- 
preszameoto di qoelU oirco8tanze« a giud)- 
aio delU Corte, fii dee ritenere U promeeaa 
dello 0pO8O aubordinata alU eondisioae tacttat 
ohe noo vi fosse sproporrioaata diacrepanta 
tra Tetà enonciata e U reale. Ni aimile 
aproporaidne^ quando non conaentita» i eoaa 
irrilevante, prita d*influenza aulla speciale 
oontnittttrioae ; lo steaso amor proprio, che 
apioge uaa sposa a pecdare contro aincerità, 
ool diehiarare allo spoao un*età minore della 
reaUi attesta che di regola e itell'oao ordi- 
nario A prenda oonto delPetà ia specie delU 
doanat e ohe (^uaado U ditferensa A spropor- 
ziooata^ debba dimilmente rinaoirie d'oata- 
colo per il oonsorzio di tutta U vita; ordina- 
riaiħente Puomo ooà soeglie U donnay che 
abbia a decadere per aimile età; qoando egli 
peroorrerà aooora f età virile ; 

*'4ttesoochS^ a regolamento det eapo apese 
del giodiziot cooeorre Qoatro il citato U cir- 
costansa di aver egli precipitato U promessSy 
prima di fare le verifiche fatte dopo; 

^* Decide per V eaclasione deU* attrioe 
daOe soe domaade ; Uapeae tutte diyisibili 
tra i dae litiganti per egoaU metiu** 



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Yoi,. iX. 1380] DECISIONI DEI TRIBIJNALI DI MALTA. 



257 



DECISIONE 97. 

OORTE D* APPELLO DI SUA. MAESTV 
AULA COMMKIiCULE. 

37 0Uobr6 1880. 

Sir AnloDio Micallef, c.G.M.a, PfHidenu, 
Dr. Loreozo Xueieb, 
Dr. F. PulliciDO, 

€fiudicidi 8ua Maesfà. 



Argomeato 

Lo tcrivano di una società commereiale h 
locatore d' opera^ non mandatcurio dei 
toci. 

La fMrcedCi non paituila in qttanto aWaTn* 
monto, e liquidabile a dieerezione, 

AlfoDso Maria Naudi 

venvs 

Neg. Giuseppe Arrigo e Gio. 

BattistaCostaDao. 

LA CORTE 

** Conetderaudo 

^' Cbe coDsU dalle prove testiiuoniali in 
qaesta oausay e dalle lettere del coDvenuto 
Arrigo ia data del 25 otkobre 1876 (fdl. 6.) 
e del 29 geDD»jo 1877 (foL 10.) di essere 
Blato r aitore iocaricata dai coovaDDti come 
Mrivano, ia oooasioDe di operazioni da loro 
iattein aonto aociale ; 

'' Clie non risolta pero soddisfaceDtemente 
provato di esBere stato il detto attore, oltre la 
flDa qoalità di BcrivaDO, ao cbe incaricato co- 
me preposto, aive iDstitoredei conveDDti^ co- 
me egli ai qualifioa nella citazioDO) e come à 
stato titeniito dalla seDteneaf da ooi h appello, 
oppore commaeBo, oome lo Btesao attore si 
qaalifiea nel eoDto a fol 4 della nedesima 
dtaiiooe ; 

'^ Che ia coaeeguenza h irrilevante la in* 



dagine, se eia applioabile aL caso presente lo 
articolo 1651 deU' Ordinanza settima del 
1868, con cai si dispone obe qaando it man- 
datario ċ ststo coatitoito da piil persooe per 
uo affare oomone, ciaseuna <di esse à teoota 
Bolidalmente verso diloi per totti gli e£fetti 
del raandato;-— se l'iostitore nei saoi rapporti, 
col prepooente si a un vero mandatario, o non 
piuttosto UQ locatore di opera; — e se io fioe 
il commesso oootemplato neir artioolo 1880 
No. 1 della oitata Ordinanza^ qoivi qualificato 
oome locator d' opera, sia ancheil commesso 
io affari commereiali ; per la ragioDe cbe lo 
scrivano di noa società commerciale ooo poo 
essere riteooto oome maodatario dei sooj, ma 
beDsl 00 locatore d'opera; 
" Coosideraodo 

'* Che non coosta dagli atti del prooesso 
di essere stato cootrastato il conto prodotto 
dair attore ai foU 4 del processo per parte 
deir appellante Arrigo ; 
** Coosiderando 

'< Cbe non riscrlta di essere stata pattuita 
alcuna mercede fissa tra 1' attore ed i conve* 
venuti ; 

*' Che conseguentemente nel caso, staote 
il difetto di coDveoziooe, la mercede i liqui* 
dabile a discrezioue ; 
^* CoDsiJeraodo 

** Che avoto rlguardo alle particolari cir- 

costanze del oaso e dell' opera prestata dal 

detto attore, la somma da lui presa nel detto 

ooDto, oome roercede meDsile,ooo h eccossiva; 

^^ CoQsideraodo, 

*' Che ooQ coQsta di essere state tratte- 
nate dal detto attore le lire 5, delle qaali si 
fa cenno nella detta lettera del dl 25 ottobre 
1876; 

** Conaiderando 

** Che la sentenza, da cni i appello per 
parte del oonvenato Àrrigo, e passata ia 
giudioato per Pioterefise dell* altro coq« 
venuto Costanzo ; 

83 



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858 



DECISIONI DEI TEIBUNALI DI MALTa. [Vol. IX ^880 



•• Dedde, 

•' In qoanto ni oapi appellati, 

** A tanore delle domande del detto attore 
oontro il detUy convenato Arri{;o> condan- 
nando lo sleaeo Arriiio a pa^targli la aomma 
di £ 30. 10. 2. f per aaldo della aomma 
eapreaaa in detto conto — prestato il gtn- 
rnmento dall' attore, entro il termine di 
giorni otto, di aTere realmente preatato la 
soa opera dal T.gennajo 1876 al 31 agosto 
1878^ e di avere riportato nel detto conto 
al foglio 4 tutti i pagamenti fattigli acconto^ 
oome pure dt non avere trattenuto le dette 
£ Sp come gli ai permetteva colla detta 
kttera— colle spese, in qnanto ai detti capi, 
a favore dell'attore contro il detto con* 
venuto Arrigo— ed escludendo il detto attore 
da qualunque altra somma domandata con- 
tro il detto Arri^ — colle epeae oontro V at- 
tore a favore deir Arrigo solaroente— 

'' E ooai decide, riformando, in quanto ai 
detti oapi appell ati^ la aentenxa proferita 
dalla Corte dl Gommereio di Sua Maeatà 
nel di 25 novembre 1879. *' 



DECISIONE 9a 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 

PRIM* AULA. 

28 Ottobre 1880. 

Dr. Giuseppe Gasan^ 

Oiudic$ di Sua Macslà. 



Argomeato. 
Anclie nel cdso di arresto demandato per 
non avere il debitare pagatOf avendo i 
mezzi difarh^ nel modae neà tempo or* 
dir^atigli perpre^ente eentmxa, e so§ta»i 
eiqh il reqvinio deff eesere h, samma do- 
vuta non inferiore a£8. 



Filippa Azzopardi 

versue 
Spiridione Spiteri. 

LA CORTE 

'* Attesocchà' V articolo 387 delle Leggi 
di Organimzione. e Prooedura Civile enu- 
mera 1n termini generali aette diatinte cauBe 
di oasi. nei quali la Corte potrebbe decidere 
per r arreeto per«onaIe ; e mentre il primo 
nnmero conterapla la cauaa di dolo o di 
frode, coine ivi spiegata ; il numero due 
comprendecebbe il oaao in controveraia, an- 
torizzando rarresto "qaando il debitore non 
avesae pagato, avendo mezzi di poter oi5 
fare, nel modo e tempo^ che la Corte aveaae 
precedentemente con altra aentenza ordi- 
nato"— ; 

•* Atteaocchà eaauriti tottii caai in ter- 
mini generali enunciati nei sette numeri di 
queir artioolo.387, e che qui sarebbe super- 
fluo riportare pjBc intero^ rarticolo, che im- 
mediatamente lo segue, ciofe il 388, ia 
termini chiari proeegue a disporre che ** in 
veruncaso, eccettuato qoello di dolo o di 
frode^ ai potrà rilasciare un mandato di ar- 
resto peraonale per una aomma Wiioore di 
£ 8, escluae le ppeee'*— ; 

'' Attesoochċ dai diapoati dei due arciooli 
di legge si ha col primo la regola, ohe auto- 
riz^ la Qorte a decidei'e per V arreato. 
concorrendp nna delle aetto oauae eapreese 
da quella legge ; e col secondo ai ha una 
eco^zipne a queila regola, per aei di qaelle 
sette cauae, nella teauità della aumma, ch^ 
repdei^ebbe sproporziottato il rigore di pro- 
tegi^erla ooir arreBto.del debitoje; 

" Atteaocchà le rate 6cadute:e non aodi- 
aCeUte dal citato danno in complesao una 
aomma aaaai inferiofe alla riehtesta dalla 
legge per aatorizfeare la Corte ad aeoordaie 
r arreato : e aebbene rattrice provoca dalla 
Corte una -diebiacazione di avere il eitata 



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Voi.. 1X1880.] DEGCSIONI DlEt TRIBITNALI DI MALTA. 



25& 



nancAto di pagare nt\ modo % tempo ordi- 
nati già per sentenEay ai rende irrilevante 
e auperflua la prora di tali mezzi, e la 
ricliieita dichiarazione nel caso presente» io 
cvi manca unedei aoatfinziali requisiti per 
conformare alla legge la principale proposta 
domanda di condanna all' arresto peraonale; 

^'Seoza neceasità pero di fermarviai in 
olteriori oeeervazioni, 
" Decide 

" Per la liberazione del cltato dalle do- 
mande dell' attrice, cotle spese." 



DEGI8I0NE 99. 

OORTE D' APPELLO DI SUA MABSTA' 
AULA OIVILE. 

29 Ottobre 1680. (a) 

Sir Antonio MicalIer,C.G.M.G., jpremUnu, 
Dr. Lorenzo Xiiereb, 
Dr. Filippo Pulliċino, 

Oiudici di Sua Ma^stà. 

Negte. Bemardo Abela 

versHB 

Maria Dt)Iorfed vedova Borg. 

LA CORTE 

** Considerando 
*' Cbe vi i laogo ad adottare i motlvi 
deHa eentetiza, da cai ^ appello, in qnanto 
^ 81 ritiene che rappellante debba essere 
rimoeea dalla tutela, a cai si fa rilereoza 
nella citazione, stante il concorso di giuste 
catise, at *tefmini dell* articolo 206 della 
OrdrDanza No. 1 del 1873 ; 

(ħ) L* argomento, 1e dcmanje e la senfenza <fi 
pmaM istaBea a paig. 136 di ^udsto Tolmne. 



*' Che 1e dette giuste cbose rieultano 8od« 
disfacenteinente dalle prove fatte per parte 
deir attore, e specialmente dàlle teetimo- 
nianze di Ettore Vella ( fol. 19 tergo), di 
Paolo Vella (fol. 23), di Giovanni Sammut 
(fol. 24) e di Carmela Mula (fol. 25); 
'' Considerando 

*' Che non si reputa epediente ed in van- 
taj^gio delle minori figlie delP appellante la 
Bostituzione delloro tutore in perHona del 
detto attore; per la ragione, cbe questi ba 
degl' intereesi colle dette minori e comnni 
colla detta appellante, e dei litigi sui detti 
interessi, come riisulta dalla citazione pen- 
dente nella Corte di Commercio di Sua 
Maesti^ in sin dal dl 4 marso 1880 e fino 
al presente non definita ; 
" Decide, 

** Senza arrestarsi ad altre questioni^ cbe 
non h necessario esaminare, 

*< Per la confeinna della detta sentenza ap- 
pellata e proiferita dalla Prim' Aula delk 
Corte Civile di Su a Maeetà nel di 4 maft^o 
1880, perquel che concerne il capo riguar- 
dante la rimozioBedella dettaappellantedalla 
detta tutela e la aostituzione di un altrotuto- 
re alla detta appellante— ^lle spese contro h 
detta appellaote a nome proprio— dichiaran- 
do che il detto tutore, da eaaere sostituito 
air appellante nella detta tutela— provviso- 
riamente e sotto le attuali circor8ta]ue-*non 
dev'essere il detto attore, roa un' altra per^ 
sona idone»i, da essere, ser, ser. eda dili- 
genza dell* attore, o di chiunque vi ha inte. 
resse, comprepa la conTenuta,entro il termine 
di gioroi otto^ nominata dalla Second' Aula 
delk Corte Civile di Sua Maestà, sotto tut* 
te le oautele e provvedimeotit che la detta 
Corte, avuto ri{!;uardo alle particolari circ0'> 
Btanze del caso,riputerà necessarie ed oppor; 
tunCy in vantag${io delle dette minori—e ri- 
formando^ in qaanto a quest* ultimo capo, la 
aentenza su calendata — aenta la tassa delle 
spese." 



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260 



DECISIONI DEI TRIBUN^LI DI \IALTA. [Vol IX 1880 



DECISIONE 100. 

CORTE CIVILE Dl SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

30 Ottobre 1880- (a) 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Oiudics di Sua Maestà, 



^ Argomento 

I crediton del debitore possono domandare 
la vendita in subasta giudiziaria di un 
dritto, competente al detto debitore, di 
ricomprare un immobile. 

Comte. Giuseppe Agius 

versus 

George Bosward 



LA CORTE 

'* Attesoccħfe un diritto a ricomprftre riiD- 
mobile venduto non puo nascere che da 
legge scritta, o da coiivenzione ; molto piii 
che negli efFetti rescinderebbe il contratto 
già fatto; cio che nemmeno avviene neireser- 
cisio delretratto^ dalla legae in limitati casi 
e per cause determinate accordato a terzi^ { 
qaaii assumerebbero la vendita fatta ad un 
altro, subentrando nei diritti e negli obbligbi 
dello stessOy che avesse comprato, Ralvo per. 
cio rimanehdo ed integro il contratto di ven- 
dita e compra ; 

" Attesocchfe nelle vendite volontarie le 
leggi attuali non accordano al venditore il 
diritto di ricompra^ oesia di redenzione ; il 
patto di vendita soltanto potrebbe riservargli 
quel diritto di retrarre la cosa venduta, ri- 
prendendola mediante restitu/ione del prezzo 
e rimborso di spese, in un cogl' intereesi ; 

•< Attesocchà nelle vendite forzose d'im- 
mobili, non solo il diritto siculo e piLl altri 

ifO Questa sentenza h appeliata. 



statuti esteri accordavano nl debitore esecu- 
tato quel diritto di reluire rimmobile ven- 
duto in subasta giudixiaria; ma pure il Dritto 
Municipale di Malta, oompilato sotto il Gran 
Maestro I)e Rohan^ al libro II capo III § 
50 espressamente disponeva che— •'ilquadri- 
mestre ad rBdimendnm, ccsl in favore dcl 
debitore, come d'altri, ai quali puo spettare, 
abbia luogo anche nelle vendite di stabili, che 
si farannt) in pubblica subasta ; quante volte 
in tale subasta quei, a cui puo appnrtenere, 
non saranno stati citati **— ed il § 51 ivi 
soggiungea— •*€ talo quadrimestre decorrerà 
al debitore ed a qualunque altro, s cui spet- 
terà. dal giorno del podsesso preso dal com. 
pratore '^ — ; 

•' Attesocchfi anche le attuali leggi di Or- 
ganizzazione e Piocedura CiviIe,.promuIgat6 
col Proclama del Imo. maggio 1855. per lo 
articolo 383 tuttora in vigore dispongono 
che il diritto di retratto, o di redenzione 
d'immobili venduti in subasta, a tavore cosl 
del debitore come di altri, cessa dopo quat- 
tro mesi dal dl del poseeaso presodal libera- 
tario. Tale diritto non avrà luogo a favore 
di coloro, ecceltuato il debitore, ai quali, 
a domanda anche verbale del debitore o 
dell'esecutante, fossero intimati gli avvisi 
della subatta ; 

" Attesocchà mentre le surriferite dispo- 
siaioni di legge rendono certi che Wjus relu' 
endi compete ad un debitore espropriato, 
senza comprendervi bensi un terzo posses- 
sore, che avesse rilasciato V immobile suba- 
stato; quel diritto iuoltre, considerato ooroe 
avente un valore, anche talvolta eventnale, 
ed esistente nel patrimonio del debitore, fu 
ritenuto non sob ohe sia tiasmisibile agli 
eredi. ma che si possa cedere, nomtstante che 
il diritto al retratto, dalk legge ooncesso ai 
consorti, consanguinei e vicini, non poo 
essere da colui, al quale compete, trasferito 
ad altrf, perchà diversa la causa : corne rap- 
presentante un valore, edinoltre traaferihil^^ 



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VoL IX. 1380.1 DECISIONI DBI TRIgUNALl DI MALTA. 



2^1 



quindi non esclusivamente personale, non 
apparisce ragione. per la quale, contro la 
regola di diritto* non debba eseere permesso 
ni creditori di edperire quel diritto del loro 
debitore con vendita in subasta pel cunse- 
guitnento di quantofe loro dovnto; 

*' Decide- e diohiara ^e àirattorie compete 
dritto di chiederela subadta del jus luendi 
dedotto ooUa citazione, ed ordina ia subasta 
dello atesso, provvisoriamente a epese dello 
Httore — le spese del giudizio non si tassino 
tra i Iitiganti» ma con diriito atlattore di ri« 
valerai delle sue spese, in queeto giudizio e 
negli atti di aubasta. dal prezzo dà ricavarsi 
dalla vendita di detto dritto di reluire, in 
quanio ee ne rioaverà ; ed in difetto, aenza 
ri;»etizione/* 



DECrsIONE 101. 

CORTE CiyjLE m SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

aOOtlobre 1880 (a) 

Dr. Gioseppe Gasan, 

Giudice di Sua Maestà. 

Argomeiito 
In maieria diprejerenza accord^ta al c(m' 
proprietario nella locazione della co$a 
comunc* 

Saverio Ciantar Preziosi 
; versua 
Maria NicoBia ed altri. 

LA CORTE 

^ ^ At'te30cch6 non k in conlra«to che V at- 
(a) Questa sentma h appellata- 



tore aia nno dei composseBaori delle due bot- 
teghe indioate nella citazione ; 

"Atte8occhfe dal euo compoRsesso naacono, 
secondo la legge, due diritti, in quanto con- 
nessi coUa presente controversia; l'uno di 
poter entro due meai domandare che sia 
annullata una locazione della coaa comune 
fatta da altri compossessori senza il suo oon- 
senso, od almeno senza nn' autorizzazione 
per sentenza di Corte, data in 8ua conteata- 
zione ; il secondo i di una legale preftrenza 
flopra quulunque persona estranea, per la 
locazione della cosa comune, alle condizioni 
ofiferte da altri ; 

•' Alteaoccbà la loctBioiie del 10 l«glio 
ultimo, da avere principio^col di 6 novem* 
bre prossiipo, fu fiitta al ciiato N, Tanti 
dalla oomposseditrioe M; l^icasia 9 dalla 
citata Emilift vedova Ciantar, OQetei pefo 
nemmeno col nome dei figli, col qaale à in 
giudizio; la terza oompoBaeditrjce di altro 
quarto, Teresa moglie Debono, ^enaa cbe 
apparisca di aver preso parte nella acrittara 
di locazione, saputa la volontà delP attore 
di valerei della preferenaa di legge, ne preato 
il 8U0 consenao in iaoritto ; 

'* Attesocchà quel diritto di prefereoza- 
in ragione di compoesesso indivieo della 
cosa locata, non si pud piii eseroitàre, dopo 
cbe la locaiione fosse già fatta ad altri, ma 
presupposto che fosae stata fatta validamente; 
non per6 quando aogjjetta ad annullamento, 
per difetio di consenso di altro composses- 
aore, e difetto di Butoriztazione di Corte, 
Anzi un suo conseudo iu termini generali, 
perchà la co3a comune veniase locata, nem- 
meno lo priverrebbe. deU' esercizio di suo 
dritto di preferenza. come ne,»pure ne lo 
priverebbe un' autorizzazione a looare, data 
in termini generali per sentenjia di Corte, 
qualora eaio cou»po:?utift;3(,je non vi avrà 
rinunzuUvi, shi c^iprfpsamonte, sia tacita- 
mente, coir approvare talora lo Bpeciale 



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29« 



DEcrsioBri mi TaiBUNAm di malta. [Vol. ix laso 



eaotratto «fS(g|iito, o dargli 4i Ifttto eaeco- 
Eiofie ; 

**Atte80oehà la legge, .daQdo la prefe- 
reazA al compossesso^e per la locazione 
della oosa comuae, non ha iateao di limitarai 
ad ona ,prima looazioae, seniea comprendere 
nel soo sigaifioatp aoohe la rilocasione ; poi- 
ch^ diversamente n on gli avrebbe accordato 
prelayione aaohe so pra lo etesso inqailino,cui 
foaee atata fatta V ultima precedeote loca- 
lione: non avrebbe accordato quel diritto 
di preferensa aopra qualanque persona e- 
atranei^ non avrebbe circoscritto il diritto di 
prefereniadi qael preoedente inquilino al 
caao, io coi non foese concorrenza di com- 
poeeeeeori^in comoBoad eeperire il loro di- 
rklo di preferenea ; 

^ Dedde a tenore dene domande dello 
attore ; e noiaina il Notaro Siccardo Manara 
per 1a redasioae del ebieeto atto di locazione 
e aoa pofaWiQaaione neHa sala di queeta Cor- 
te, merooledl 10 norembre prossimo, alle 
ore 3 p^mM ooinntervenlo del Dr. Paolo 
Dtbodo^ ehe laOorte deputa in Coratore 
a rappreseotarvi chi talora vi rimaoeflse 
ceolaniaee. Prefigge iooltre a1 citato Ni. 
eola Taoti, per terorioe a sgombrare ed ese* 
gvjoe la daawid«ta leooiegaa delle cbiavi, 
fipo roltiiido g^oroo 4i dioembre primo a 
veoii^ io vieta deU* airtiep avriaaienta— le 
spe^e tra V attoro e Je citate Uaria Nioosia 
ad JSoiilia vedova Ciaatar sooo tassate cnn« 
tro ease due oitat|Sr-i|aeI(e poi tra rattore e 
gli altri dtati noa si tassioo." 



DECISIONB 102, 

CORTfi CIVrLE Pl SUA MAFSTA* 
PHIM'AULA. 

SOOttobre 1880. 

Dr. Giifseppe Gasan, 

Giudiee di Sua Maestà. 

Argomento. 
V eeeerione deUa legge mt gUtdizio di jat- 
ianga-^quandole fniOantasieni riguandm- 
sero driUi sncefti « dipendenti det tven- 
tuaUtà o eondiaioni^ od imfoseiiiU pel 
mmnento ad eseere dedotti-^non ha hogo, 
guando V incertezza eta soUanto neUepa* 
role usate dal miUantantef e V esercizio dei 
dritU mOIantati non dipende nel fatto che 
daUa sua vohntà. 

Salvalore Magri 
versus 
Paolo Biadaccbino ed altri. 

LA COETE 

'' Attesocebà U teteni.uflieiale del 16 
lagUo ultimo in parte era reaponsiva ad 
altra precedentedeil' attore ; in tal caso, cs- 
sendo stato costoi il primo a dirigereatti 
di Corte, per gli eSbtti regolatori del giu- 
diaio dijattansa si consideraohe eglrstesso 
assumeva in origtoe la parte di attore, e 
cħe i rispondenti oggi oitati sostaniiAlmente 
oollarisposta tenevaoo la parte di roi coo» 
veouti ; 

•♦ Attesocobe, riteniita la premessa teoria, 
r attore noa sarebbe essodilo in giudisio 
di jattansa,aninienoochd non istroisoe del soo 
ioteresse e del suo poesesso, per poter ca- 
ratteriezare jattasioni le pretese dedotte 
dai citati io detU lettera officiale, io quaoto 
benel responsiva j 



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l^OL. IX: 1660] DECmom DBI llRIBUNALt m MALTA. 



m 



** Atteaooobi in riferenEa alk prima parte 
della lettera u£Bciale 1' attore oeeBun dritto 

poflseaso della coea in speoie ba provato, 
cbe intitoli a preAggere termine ai citati 
per agire ; e sebbene la parte seconda espri- 
mainterpellazione a pagar spese in virtà 
di deoitiont: dàti^ tale Jnterpellatione non h 
da qnalificarsi.millaivtatoriay in; qnanto co- 
atitoiace on diritto riconoeciuto in forzadi 
coea giodicata. ed attienBi alla sua eseco. 
sione; 

'* Atteaocch^ r attore difendendod Iim:t5 
le aoe domaode^ sostenendole in qoaoto 
riferibili all' ultima parte della soocennata 
lettera ufficiale, ove i citati riservano qoa- 
lonque aiione a loco contro di loi compe- 
tente, ancbe talvolta per la nollità del teeta- 
mento della defonta Maria Magri^ già mo- 
glie deir attore ; e costoi colla copia di 
qoel testamento, esibita jeri in Begietro col 
visto del difensore dei oitati^ provà I' inte- 
reaee aoo nella miUaolaita aaione di nollità, 
ana ancbe il posseBeo dell' eredità^ percbà 
jBtitoilovi erede ; 

" Attesoccbà non poà mancare di ricono- 
scerai il propoeito di dare eenso dobitativo 
aHà rberva dell' azione di nollità colla pa- 
rola tahoUa itri infil^ta : i citati voller mil- 
lantare, efajggeodo gli effetti del giodizio 
di jattania^ coU' ecceaione, obe la l^ggo 
accorda, di non accoglfere la domanda, 
qtiando rigoardaase diritti incerti, dipen- 
deoti da eventualità o condikioDi» od im- 
poaaibili pel momento ad cMere dedotti ; 

^ Atteaoccbi i citati non fecer dipendere 
lauiservata atione da aloun espresso evento 
inoerto. o da alcona speciale condizione, 
uh dimostrano akooa attoale impossibilità 
dt dedorrein giodizio qoella aU^gata azione ; 
per coi la parola '^ talvolta ^' ivi aggionta 

01 ba da inteodere, oome fatto dipeodere 
reaerciaio deU'azione dalla propria loro 
▼olfliità non anoora determinata, e recce- 
xione quindii coiM iatesa aeUa leggo, non 



ba la sua applicaziooe nef caso presente ; 
" Decide^ prefiggendj ai citati il termine 
legale di giorni quinfliciy prorogabili pef 
giudta causa e come di legge, per dedorre 
in giudizio V azione di nolliià di quel te« 
staoiento di Maria già moglie dell' attoroi e 
sorella degliBtessi citati, daooetoronsiUad- 
tata come a loro c ompetente ; liberando gli 
stessi citati dalla domaoda di prefissione 
del termine, in quanto riferibile ad altra 
pretensione o dritti ^nunoiati in detta let* 
tera uffioiale del 16 luglio 1880 ^e si ri- 
serva la Corte di provvedere solla aeconda 
domanda d' imporre il perpetoo silenaio 
nella sedota del 18 oovembre prossimo, alla 
qoale rimaoe peroià la caoaa difterita— le 
spese riBeryate/' 



DECISIONfi 103. 

CORTfi CIVILE m 6UA MAESTV 
PEIM' AULA. 

2 Novembre 1880 (a). 
Dr. Giuseppe Gasan, 

Giwlie^ di Sua Maettà* 

Argomento. 
Non l pmsibiie di- giudieio di jaMàtui it' 
fħondatario, che, interpeUato a rendq^ 
conto, Paveese re$o con unbHaneio a euo- 
credito. 

Saoerdote Doo Polioarpi^ OeeoatfdUi 

vereue 

Napoleone Dooblet 

(a) Questa seotenza h appellata- 



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264 



DECISIONI DEI TBIBCJNALI DI i\IALT\. [Vol. IX, 1880 



LACOaTE 

•' AttcfKKSchS fl manflatario, ohe, inter- 
pellato con atto di Corte a rendere ilconto 
di taa {(eatione, adempie all' obbligo siio 
rendendolo, noa commette una jattazione^ 
che lo aaaosf^etti a giulizio fonlato sulU 
^eggQ Diffcmari e Si contendat ; 

" Atteaocche la regola non va limitata, 
nel caso che dal conto richiesto risultadse 
vtħ bilancio a favor del raandatario, che 
interperiAMe il mancUnte a pagarglielo; 
qua'ndo il conto ed il bilancio Bono ap- 
poggiati a documenti intesi a giuatificarlo ; 

** AtteK>cchfe eccezioTie pot rehbe ricono- 
•c^rvisi^ qualora 'il niandante avease mezzi 
a 8ua disposi^ibne d" istruire sommaria- 
mente la erroneità del oonto reso e del euo 
bilancio ; poichà diverdamente il mandatario, 
tenuto al readioonto, ma certo non a rinan- 
siare ad uu bilancio^ che ne risultasae a 
favor aao, apparirebbe seguire le trjcoe 
della tegalità, quando faceaae acoompagnare 
COQ mezzi di prova il conto reso ; 

** AtteeoochÀ non e questioie di giusti- 
sia od ingiuatisia delQonto e euo bilancio; 
raa ae V attore, vahosi del suo diritto a 
chiejere la reaa d^i c>nM, sia dalla legge 
asaidtito a coj^ituira attore il cltato, oj 
obbli^arlo di a^ire, e deotro il termine 
legale del mHlautati^ : uoa e in dubbio 
la libertà dol oitato dt f^r yalere ingiudi- 
zio r allegati eoo credito in ragione di bi* 
Uncio del coato; ma, il suo diritto di agire 
earebbo coavertito ia obbli^o rUpetto 1' at- 
tprċ, ii qnjtli ma crede eiaoero il conta e 
Ie^i.uatific.i&ttmi4 mx i . àol pieao diritto 
d' isipugtiarU per via> ^d' axione à k Hsohio 
proprio ; ei h aolidui espoiietiza U rtoer- 
cata pr(Msedur«, per diveatar egli coaveauto^ 
ed il oitftto attorei ; 

'< Oectde qutaii por la liberacioae del 
ottato dalte daniaade deU* attore -- coUe 
spese/' 



UECI8I0NE 104. 

CORTfi CiVILB Dl f^UA MAESTA'; 
PRIM' AULA. 

3 Novembre 1880 (a). 
Dr. Filippo PuliicJQO, 

Oiudiee di 8ua Maàità. 

Argomento. 

II contemo dato alla moglie di esercifare la 
merċaty,ra non Bi estende a rendere valida 
Valienazione del terzofiġliale e del paterno, 
che Id moglie aiesse fatto in virtà di quel 
consenso, Ne tale consenso si estende 
fino a rendere valida V alienazione di tutto 
ilfdndoformanteilnegozio. 

. Francesca Vassallo ed altri 

viersm 
: Yittoria Yaasallo ed altri. 

LA COfiTB 

''Atteaocche laconven^taMarianna Vaa- 
sallo, ia viveuz^ del di lei or defi^nto marito 
Giuseppe, venileya i! 3 giugno 1868 in atti 
Ġiuaeppe Rosei al defunto di lei figlio Giru- 
lamo VasdallotuttiO il tabac.cOjj cooip^Dento 
jja materia del euo negosio^ per £66 giuata 
elima fatta da Bernardo Cordipa^ coiiae 
pure tutti i crediti ed asioni djpendenti dal 
detto 8U0 nego^i(> j^ier altre £ 80, cplla di- 
lasione al pajjampnto Jci jd.ettt preczi. di 
cinque auni proro^abili. ad, a][tri, ^cinqpe 
anni^ aichiaraado anzltutto k| .yenditrice 
che ella si ritirava dal p^uinercia^ e it com* 
pratore che ogli ai dedicava alla prof^aioae 
dj commerciante ; ... 

** Atteeocch^ la detta M^ria^a ii^tanto 
companva nol menzionato ooAtratto aeoza 
riatervento 4^1 marito, ia.quanV> coetui, 

(aj QowUseatoaiaàappellata 



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Voii IX. 138S.1 DECISIONI DEI TBIBUaTALI DI: MAJLaTA. 



865 



jm preMdttitA oeniràtloidel 7 Agotto 1860 
io attà SalTftiUirQ Soifo» le avoi^a (iftto le ftr» 
o^ltà di jtfuniiuatniro lo di lei aoi^fli 
^Qobe pM ragioD deliiego^ioydie eUaeaecoi* 
tava ia qad temfWy.di stare in giudiiio e di 
fare qnakinqiie eeittratto ; 

*' ÀtteaoeohÀ noa d oontroverao ohe il ma* 
trimoBio dei detti Gittseppe e Mariaima 
Yasealleera stato eootrsttato senra serittura 
eaeoondo l'antiea ooneuetiKline di qoeste 
ieole; 

''Atteeocehà qutndi, appartenendo agU 
atlori'ed al derunito Girolaino, r^presentato 
daila eomrenata Y ittoria aua madre ed eredoi 
la tersa figliale e 1a teraa paterna oome 
eredi di Qiuaeppe, i detti attori hanno il 
dritto di proyocare la diviaiope e U triparti- 
sione del comane ane, BOioiile coi\|iigale ; 

'* Atteeoccbà in base della liquidaiione 
deir asse aocjale dai detti conjugi VassaUo 
domaodata coHa presente citasione^ e per 
siabiUre la coneietenza deHo atoMO, gli 
attori innstooo per la dicbiarazioae che la 
vendita del detto foodo aooiale, fattfi €|^1 
Marianna al figlio G irolamq, e la ceesione 
dei crediti, nel cit^to contratto indicaii, non 
•ia di ostacolo e di pregiudizio alle loro 
ragionit (x)lU domonday abbisognandoi della 
reeciaaione per il loro intereeee del detto 
contratto 4^1 3 giugno 1868«e àefiii atti^ c^e 
foedcro 8tH(ti fatti in coneeguenza e dipea- 
densa dello eteseo ; 

" Atteaoccbà egli % eerto che il negOBio 
di tal»cchi dir etto dalla citata Mariaooay e 
die giaeta il ^ejtlo degli attori era ia eor- 
gente prjooipale della Basaietenza deUa fa- 
migliay formaTa parte del fondo aociale 
coDJagale, nel quale ae era interessata la 
dett^ Marianna^ lo eraoo del pari il di lei 
marito e tutti i figii comuniy oome compro- 
prielarj e CQneoci, atante V indole del ma* 
trimonio dei detti eoi4ugi VaaBallo ; 

'* Atteaocchà al marito 8olo,.come capo 
àeSitL (amiglia, appartiene il Jritto di dieporre 



(lette joatanae} ODtouoii nei liniiti peraMeet 
daUoi le^ge , e: daila natora dei: matcttiKteio 
adumfm.rtffwmi^; a qoeato diritto mui.ii 
puà dacogare^. perehe' dt ordiqe pufbbHop 
<art. 946 dellV Ordinansa 7ma4e) 18t8)9>e 
qualanqoo c amhiameato della eoareozfone 
matrimoaiale, dopo eelebrato il matrimooie, 
noo pu^avere Iooibo, se nen eoo aotoritM- 
eione dellà Corte e ednaa pregiodizio dei 
figliedi altre terze peteoM (art^ 952 leg. 
cit.); 

*' Àtteaocohi pertaoto, - ee al marito^ come 
•capo dellaiaocietà coryugale, non i leoito di 
alienare la ierża figliale per eaoaa eapricoioea 
e eenia veraoa oeceeettà della famigna, ed 
avrerandoei eifiatte alienaBmu noaaareb- 
berp BQst^note se non.Bopraki terzi paterem; 
ta^ $liritto p^Q puà eee^e da lui traaferito 
^aUa moglie^ eebdeneeeerceiite pubbUeameote 
la mercatora^ perche h qualità di pub- 
blica mercateaea noo acooida alla mogUe^ ee 
.nonla faooU&di oootrattare eeaza il con- 
aeneo e I'intervento del maritO| ma non dà 
Talidttà adalienaaioni, ohe io eteeeo marito, 
ilquale aatorizza eepreiefimente o taoita- 
mente la moglie a. conuiierciare»iion po- 
trebbe l^gakAef te fare ; coaQO pure la mer- 
jCai)teaiaputiblioa^che eaeroita uo commercio 
^ a coato proprio e di altre pereoae nel ne- 
gO)$io in.tereesate, non potrebbe legalmente 
procedere all' alienazione dell' intero fondo 
aociale, eenza il epncoreo d^gli altri eocj ; 

'^ AtteepccKà ee per la parte^ cheaveTa 
JampgUepel negozio, eraauflSciente il solo 
eon^Depaoche taoitQ d el marit04)€rcl»& ella, 
che eeeroitava pubblica meroAtUra, potesse 
obbligare, ipoteoare ed alienare i ^uoi 
beni mobiii aoche dotali (art. 13 delP Ordi- 
naa%a XIII del 1867); per la parte pero 
epettante allo stesso marito.ed ai figli avera 
bieogno di un mand^tocen faeollà eepreeea 
. (art. 1630 delPiOrdioan^a 7m» del J868 ) ; 

*'Atteeocchà eeeendo pcincipio in legge 
che la doona mdritata non pnft eaei'oitare 

84 



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266 



DBCISIONI DEI TRIBONALI DI MALTA. VoL. IX 1880. 



pablica merofttara senBa ii coBteiua espresao 
« Ueito del marito (art 9 dell' Ordinaota 
XIII del 1857), tata ooiMeneot quando 
i espressOy puo eesera limitato entr^ 
^rti ooafiBi apeoificatl neU' atto ateaso ; 
'^ AtteaocofaĠ ool meosionato atto di oon«> 
aenso del 7 agosto 1860 Giateppe YaMaUo 
non acoordava. aitra faeoltà alla mogIie» che 
quella di amministrare le di lei aostanze 
aocbe per ragioo del negozio, che ella an- 
dava esercitando^ e tutt' altre facoltà in 
aeguito specificatei compresa quella di fare 
qualuoque oontrattOy aono Bubordinate a 
queUa generale di pura amminietratione ; 

*' Atteaoocbà à vero cbe in fatto di oom« 
-meroio l'amministra^ione comprende la fa- 
i ooltà di yendere e di c6mprare e d'intra- 
1 prendere qualnnque speculaHone; ma non 
^ pu5 mai esteodersi a quella di alienare e 
-diatrarre tutto il fondo costjtuente la m>- 
: stanza del negozio, perchd in tale modo ver- 
rebbe a maneare roggċtto, (>er cu{ il consenso 
aarà itQto preetate ; ' 

'< Attesocchil daU'altra di^f)08izione di 
Ipgge^ articolo 10 deila citata Ortlinanza, 
colh quale ^ etabitito che la mercantessa 
pubblica puà obbligarsi ed obblignre ezian- 
dio il marico rlspetto ai beni tra loro co- 
ffluoi, non ne. conslegue che dla obuliga 
anche il marito alienando I'idtero fondo 
costitueote il suo commercio ; perch^ nel 
detto antcolo b aoggitintio— ** per quel che 
riguarJa il suo negozio"— vale a dirc per i 
•profitti e le perdite'risultanti dtille opera- 
zicni da lei'fatte. quanJo il suo commercio 
^ in eaeroizio ; ' 

^' Che inoltre II citato articoto 10, simile 
« quello di altri codici atr anieri, oontempla 
evidentemente il coso in cui nella società 
conjugale ncn aveasero intereseei come con- 
8001 6 oomproprietarjy che i aoli marito «) 
moglie, e non già anche i fi^Ii, come nella 
aocietà conjogale ad u$wn regiomB, ineeguito 
aboiita coU' Ordinanza No. V del 1867 ; 



*^Atteioe«bÀ vi iHidtpià da fd^varo obail 
Dagotiodi tabaeebi ecraditi relativi ooa ^a 
di eaolttaiva p^eprietà di Mariama Taaaallo; 
oia, ftome Bon si oQffitroverle, appartefaeta alla 
intera aoeietà ooBJngale^.aMottie il o^arMond- 
r àtto di ooui'enso oon aeoordavai alla.ateeaa 
altra faooltày obe que \U di amminiatrare le di 
Id. aoaianze anebe io ragion del negosict^ ebe 
eaercitava ^ eostccbà riteDenJosi pore Ae 
stanle la indiviaione del detttf negosio.eUa 
poteva amministrarlo per intero e farlo pro« 
nperara a beaeficio eomnoe^ non petea mai 
procedere alla saa distrasione^ sen£a la eOD- 
o<>noarrenza di tatii i figli aàti dal di lei ma 
trimonio eon Oiaaeppe Yaasallb ^ 

*' ^ttesocĠh^ pertaa to non %' applicabUe 
al caso il di spoBto neU' art. 937 della citàta 
Ordinanza del 1666 ; . > 

** AttesoccfhÀ non consta dalle fatte prove 
che ralienazione del nego2io di tabaccht e 
'la vendita e cessione def crediti, ai quali si 
riferisce il cbDtrttto del 8 giogno* 1866, non 
sia stata rerflc*, ma Bimolata; percLà, presotn* 
dendo dal fatto ehe Gfrolamo Vassalfo dopo 
qael oooftratto negoziava a oonto proprto, e 
piil tard! la convenutà Marittina di loi mt- 
dreaprivann capo di beġozio separato del* 
la stessa specie, il fatto solo di avere la 
detta Marimaa f^tto Spedire tl 24 settembre 
1875 uu mandato di elevnzione' contro Qiro- 
lamo per il pa^amentj Jel prezzo, qaando il 
di lei marito Giuseppe er^ già morto^ il paga< 
* mento se'gaito r IndoinflDi e la divisioDe fatta 
da lef con Yittoria vedova ed erede di detto 
Qtrolamoil 23 novembre 1878 fanno allon^ 
'tàoare'qaHlaiiqae sospetto di sUnnhmone ; 

'^ Ohe ' perà il difetto di simolazibne oel 
deltu contratto di vendita del 1868 non 2 di 
ostflcoloi petcb^ gli attori poasano provocare 
la naUttà o rescisaione dello steBSo^ come fatto 
infrode deUe loro ragioni, percbfc nn tale con- 
tratto puo essere fraodotentemente conchiuso, 
seoza essere simnlalo ; 
*'AUe80oebi ladoman^ata diohiatliri«5De, di 



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VpL. IX. 1830- 3 DSCISIOy I DEI TRIBUNALI m llALTà. 



967 



estere di pstasolo 6 pragiaduio alle rejgioDi 
degli «Uori ii coDtratlo^di vei^dit^ dol 3 giogoo 
1B68 « gli att| lalvoIU (atti BaasegaeoteveDtje 
a detta alieoaaiooey appptpoa, necea^rtamfiLte 
la reBciasioDà e 1* aiiDollaaieoto. del de,tto eonr 
tratto, par 11 gaale fioe d stata propQata aocbe 
domanda, aebbeae ipoteticemeote^ cioi abbiso* 
goaħdo ; osa i detti attori nqo ^noo alcao 
diritto di domandare tale reaoissiooe per lo 
iDteresse delle coaveootetra loro; ; * 

** Che la reacisaiooe, doac^andata d9g]i attori 
noD ^ qoella contemplàta Degli articoVi 916 
al 959 detl* Ordiuanca 7ma. del 18^, la 
qaale conceroe noicamente le parti aootraeoti 
ne' lorb ropporti recipropi, e^^er le caaae. i,fi 
iodicate, per qai ,non ^ appiicabi)^ ja preacri- 
1^00 di duOi di cinqoe . anpi iovocftta per 
parte della convenuta Yittoria Va6fa|lo.; 

" Atteabccbi la detta domanda con8idt.e 
nella revOca della detta alieoaaipne e degli 
atti aoflaegoentiy comeccbfe fatla io froSe delle 
ragioni degli attori, giosta il dispoato nello 
articolo 850 della citata Ordinaozai 1a qaàle 
azjone e accerdata ai (erKi, <^^^ ,^0Q ^bbero 
parte nel contratto ; . 

'' Atteaqccb^ la detta frode nel senso della 
legge riaqlta manifeata in ambi. i coptraeqtii i 
qaali erano consapevoli cha le Bostansse del 
negosio dei ta))accbi ed i aaoi profitti appar- 
tenevanoalla apcietà conjogaldi della qa^I^ 
formavano parte gli ttttori,e cbe colj^ aeguita 
alienaziouei.in vantaggio del boIo defonto Gi- 
rolamo, aenża alcana neceasità della famig^ai 
qaestà veniva privata di uno dei principaU 
eapi formanti il suo patrioionio ; 

*v Atteaoccbi gli atteri b'Aono il drittodi 
impagoare la detta alienazione, taqto rispetto 
alla terzà figliale loro apettante di piepo dirit- 
tOy qfi$nU> per qqel cbe copcerne )a terza pa- 
tenu-^oife eredi a aucceaeori del loco padre 
Oioaepp^ Vas^icflip, n,o» oatante cbe questi »ej 
iaa annifCbe Bopraviaae dopo il contratto.alie. 
.natorio nt n 1! abbia, impugDattt ;, 

*'Atteaocc^^ una degli .attori» Aogiolina 



moglie ed in t^gi vadova'di Pasq aale Costai 
haooD nota del Imo. ottobre 1879 a fol 52 
rioanftkto aHe ^omaode' neHa oitatiojae pro- 
poate per il auo inteltesse ; - 

*'Dicbiara di. astenersi.^a}. prendere eo- 
gniziooe delle domande, per cio cbe concerne 
la detta A;ig»oIij)^ CosMinru '. 

^' E per 1*. intareaaei degli àltri attoti 
•'Decide 

'* Adesivamente alla prima dichiarasione 
doaiandata nella citazione rieguardante la 
firmazionei liquidiizione e tripartixibne dello 
^dae Booiale* conjitgale del fu Giuseppe e 
della convenuta Marianna Yaj&aallo — 

^^ A teuore delki-eeoon ia dichiarazione 
domandatajn^Ua cUazione^ di npn esHere di 
ostacolo e pregiudizip^ alle ragioni degli at- 
torii p^r jl f^oej^i <;on9^g$kirA,ojà< «be loro 
spetta dalla terz afi^liale e paterna, il con- 
tratto di vep^^^ dei 3 giugno 1868, tra la 
convenuta . Moriaana e il di, lei figliO' Giro- 
lamo io atti del Notajo Giuseppo Roaai, 
per cià cbe cohcerne la ^e^ta . terza figUalp e 
paterna aoltanto ^^ come pure gli afti tal- 
voha fatti in coneeguen^a. del, detto jQon- 
tratto ; e ci6 per le ragioni soltanto pre- 
ipesse alia presente— ^,, , 

•« À tenore rfeUa domandafa revqca det 
detto conlratto aHeiiatorio d^I 3 giugno 
J868'e di altri.atti fatti talor^ suseeguen- 
tementc, 'e^olo neir iiatevesse soIt^ntOj degli 
a.ttori) e noo già in quello delle convenute 
tra loro— 

*• E per procedere alla domandata liqui- 
dfiżione, 

' ' ** Decretrt * . 
** Che a spese provvisoriamente per una 
' metà degli attori e per l'altra metà delle 
convenufei gl* infrascritii periti eoc" 



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DECieaONl DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. 1880 



mMmHUU 



DfiClSIONE 105. 



CORTB CIYILE DI SUA MAESTA' 
PitlM' AXJLA. 

9 Novembre 1880. 

Dr. Giuseppe Gasra, 

Ohtdici di 8ua Maeità: 

Argomento 
8uir applicabilità deUa tnassiim di drit0 
— nemini fieri licet locupletior cuin aliena 
jactura. 

CoiB. Yinoerso Teetà 

versus 

Com.FranceiOo Mifsad ed altri.^ 

LA COkTB . ' 

*' Attesoccb& rattore airega xli avere ero- 
gato speee in reetanri e migliorie del iuogo 
di cate; 'quale in parte fu asiegnato in ad 
sicurazione di dote alla moglie del proprid 
taiSo» ed in altlra maggior 'partei liberato ai 
citati animo compensandi 'in subasta giu 
4iaiaria, sopra una ^stima fatta prima dei 
reatauri e migliorie, che dice avere au* 
meotato il valore di stima ; . per cui ritiene 
locttpletatidl a suo danpo i citati col fatto 
acquisto; e chiede nonnina di periti per 
atabilire ii valore di quei restauri e miglio* 
rie, per le quali f u aumentato il valore della 
porzione comprata dà essi citati, e la con- 
danna di costoro a pagargli raoMDonto, che 
ne fisseranno iperiti, con interessie fpese; 
*^ Atfcesocchà la .questione non verte tra 
miglioianle ed il proprietario al tempo delle 
DLiglioriei da poterla regolare con leggi di 
acceasione au coBO itncnobili, di possesso e 
rispettivi diritti ed obbligationi tra posses- 
sore e proprietario, o talora forse anohe 
relative a quasi contratto tra geatore di 
negozi ed interessato ; 



*^ Attenoochà 1' attoroi dirigendo euo te- 
elamo oontro un terzo poasessore dell* im- 
mobile, che dice beneficato prima che il 
terso V avesse acquisiato; non pu5 'esperire 
'nh azione personalc ex stipulatu.od ex quasi 
ċontraċtu, nh teale senza un privilegio^ od 
ipoteca ; ed egli invero agisce in base ad 
equità nàtQrale^ che detto la massims nemini 
fieri licei hcupletior cum aliena jactura ; 

*' Atteaocchfe, sebbene la massima pe- 
renne non manc6 d' inspirare dispoeizioni di 
dritto ancbe nei codiċi moderni, quale, in 
graiia d' eaempio, nelle nullHà di contrat* 
taiioni fatte da incapaci, che ne avessero 
tratto vantag^io ; per5 quando norme giuri- 
diohe di dritto non prowedessero a speciali 
occorrenti oontroversie, la invocazione dello 
ufficio del Gludice adduce seco necessità dt 
tale estimazione dei fatti, da non pericolare 
che il rimedio equitativo, sebbene di regola 
non denegabile in difetto di altra azione, 
poeea degenerare . in lesiooe d^i diritti dei 
reo^convenuto ; 

''Attesocċlià àd un caso quale il presente 

non si sarebbe mai applicato il disposto della 

X. si cum servum 23 ff. del reb. cred., 

, siccome i citati acquistarono a titolo oneroso^ 

non lucrativo ; 

*'Atteaocchfe a regolare la controversia 
suUe norine della L si et me et Titium 
HZff. de rebus creditis, alla quale comnne- 
mepte si ncprreva, non era sufficienfe che lo 
' attore risentisse dauno ; ma^ secondo teorie 
ricevute, era necessario cbe quel danno 
non avesse potuto easere riparato dal prece- 
dente pi'oprietario deir immobile beneficato ; 
piii, die il danno non fosae stata la conse** 
guenza del fatto imprudente, od altriinenti 
colpoBO di chi lo avesae rlsentito ; e ehe il 
terzo ne avesse riportato ufl lu'cro effettlvo; 
, in fine che coluti il quafe avessb risentlto il 
danno, mancasse di nl tra azione o timedio 
giuridico pefr rifarsi det danno ; . 

'< AtteBOcchfei soppofito esistentc il'ċredito 



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V(m.lX. 1880] DECISIONI DEL!TRIBU3?ALI ipii MALTA. 



m 



ed il danno delP ftTtore^ e tralasciata la sua 
iifcuria di non avere agito a tempo contro 
ilpropfietftrio avvanti^gkto o sua eredità, 
non che di non anrdri'UiretW eJcun atto giudi- 
liale, ^ QQQ dopo.Ie offerte e,la. liberazione 
ai citati ; nel caso si verifica cbe se la stima 
fu anteriqfe flUel t^igliorie, lessa l%uardava 
r intiero irasnobile, ed i citati non ne 
poteron comprare che una porsioney essendo 
stata altra porziooe aggitidicata alla moglie 
del proprietario in assicurazione di sna dote ; 
e simili segregaaioni di fondi urbani diotd!- 
nario adducono un depreziamento : i 'ċitati 
poi hanno comprato per un prezzo^anto 
superiore alla stima peritale, che il di piii 
aasorbisce la grap parte della spesa in re- 
stauri e beneficatC ammesso pnre che ^i/i 
etata tutta quella, che rattore indipa coi conti 
e ricevi eBibiti; e crg mentre la apesa non 
aarebbe atata applicata nella eolà porzione 
aggiudicata ad csai citati/ ma in tutto 1' im* 
mobiIe» e piu o meno peircio anche nella 
porzione aggiudicsra per ragion di dote a 
queila moglie, ^ ċh^ h ^orfeHa deH* attore, e 
eoatrola quale nenagisoe; 

" Attei^^i vri^pupci Qotatp obe gl' im* 
mobili in subasta giodiziaria di solito non 
producono il prezfco di atima, se pur venduti 
integri e aenta detrazifoiii ; che chi offre in 
aubaata^ per lo. pià, ottre cl^e ^ alla atifjaa^ at- 
leode j>ur^ allp aiato de^ fondo . nel l^mpo 
delk att^taj; cbe. i ,citati iaeorafrgiroijU) ^ 
. offertCy auperarono k 8(ima nella propor* 
xione di ciica 24 per c^tq, non giàip yiata 
di flpeoiali affezioni yerao lo :et4>ilc. ptr 
scopo di Iqcrpna . $p^Clu)ano9e^ .^a que^o 
di riparare in parte al pro^^'io} danno in 
^uel modoy cbe riviaciya loro prati<^biley 
coinpenBando par^e 4^} credito cei prezzo. 
,S^:4¥^I prezza fosie stato di inolto infe- 
rioxa alla stiip^f invece ^he aupjsriore.; se- 
qnalunque fbaee ^tatOy ai (Qeae verificalo 
nel fatto che i conipratori, apeculando ed 
alienando V immobile^ rm a'Veascfo rioavato 



un ^uadagtio^ sarebbe il ea^ di affermara. 
ohe i compratori ne abbiano: hxonitoa poso 
dell'iittore ;^ . i , 

^' Attesoccħi inoltre V 'iittore^ erogando 

spcfse nelta eoisa' alti^iy 16 fede diinerb 

^tyiifib proprio ;' 6 se iicln ċol fin^ di recalr 

danno a<l altri^^oona n^c^stirià previsione 

dl tlover velrffe ki cblRiibttio' coil ^Ut-i cre- 

ditdri^ (lopo ebe gfà' snk so^ellà aveaagiio 

in as^icuraziono di ebe d^ti, ed altre<^ pre» 

tensioni e gviidizj le ritpanavà da Wħotàtq* 

N6 i fattt seguiti all' fdiega;tà versions di 

spese periuadonache egil abbia agito nello 

interesse delFeredità debitricty o dei cre*> 

dit^^ri verso la stessa, inene cbe ddla pro« 

j)fi»sorelI^. Infatti egli taeqde, quando ool 

giudizio diicostei deolso il 15 dicembre 1879 

teattai^asi di segregare porzioab dell' ioiL* 

mobile equivalente al credito <letale canoi- 

4ii£zato n^* aiino 1877» sebbene aUosa 

4^'eqiuinden«a .ai proporzSonava sulla istimf 

wterbre allo aeaerie/ migliorio del fondow 

8i aggiuoga à questo-dio mI mentre steħso 

ehe-sun «orelk Miirià; eoita citazioird'Ko^dfl 

ancor pendsmte'eontro ^iste^ssi oitati; re* 

ekfM'uà aecondo dredhoV'parte'id ¥agibti di 

Bj^se, e par \e per valor^ dl 'ogge tti "» prettosi 

'iobp^gftol! preseo i* attore; oftre mtereisile 

s^ese *^el giudme, e oiS^ edn 'pf^AzioM 

'ti8pe(t<» ai dirittitii e^- ottatiV'eġR^MdAl 

'caniosiio'presehtà^acittfzlone Ni: Vfip^t 

' condann& di'-tfdstot^ a pÀgttf^PU dhMoMto 

da fisSarsi 3a perifi, attchefloa ilitefesst' )e 

spese'tiel gitidttio. Il aoftlt''68s^ dei^'fafii 

percid, qnalora siginsHfilsasseTàtbitrilf a^fllo 

"aftore e la suà^pretenfiTrotie di ^ostitnimetin 

titolo d' indennità a pteSd dei- e^tfrti; fttoti^elb- 

be per sottopcrre costorotbllil perdita dello 

tfirrere 4ero m^it^ tid^dàriooe det lÀnS di- 

lAfA sul ^ondoi^ d^bitere, xkit 'fmnàTala 

loro garanzie ; ^ ' •.'•' >^ •' 

'* Attesocchċ per le notate osservazioni 
e circostanze speciali al fatto presente, senza 
il bisogno d'indagare se Pattore» senza danno 



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270 



DEiCl&tONI DEl TfflBCrNALrDIi ^lMiTA.: [V ol JEX;. W80 



deVdtati^poesa eeperird altrl ritnedi ffiuridieiv 

quat ^rebbe talora il jm ofefenii, (e' gU 

cooyieao d'esperirlo, non pare esdereil^caioi 

ia wi -^quit^ oatiiraJe ^ayifebb^ eoi^igrMto 

di pi^penderea aooojOmre T attore; .qoL .to\ 

clainatĠ v^dio QqiiitiUiito, oia io ded^iiMiir. 

lo d<»i dirii^i qnotiti 4ei ejtati ; } <: ... ,. 

. <^ Atti9iOQch&.?o)g^49%4 id^o.or^iQ^ ^ 

ideo Bt ri|e?a obe li^ an^erl^Hritàr de^ iWHfj 

derao ^ite i*a i^t^carie obbliga; in an caso 

qtialeiLpre^otey di posp^rre nAche il cre'* 

ditoprifilBgittto. àopV!& iiiMDobili, ee* il Credi:- 

tojDeQon ha avuto ta diUġeaza di ceiiaervare 

U priviIegioi.ed eHlno il teraune 'dalla legge 

detercàioatai od > drtneno i!ipo teca ^ in qualun* 

qo^ieaip9 anteriore'al titoto del i^oiaesedre^ 

j^er merfto tlella xelativa inscrisioàCi ndl 

Fubblibo 'Beġistrp. 11 bene ġeneraie, che 

rq^ione^^leeperieataSne atleatano^ .àccor- 

da prefereoxia al .criedltone inscdttOi per faTai 

paġare dai beai dd aao debttore, beodid auh 

Hi^aatàti in taiàre aiapeie di altro oredilwi 

negiigentte non ia^icrftto. Cod ^ael; donoofao 

deii'aitora coi <àtati il> limadio aqQitatii^o 

aeni lo aoeoocrerebbe^^iiicb^ qaeiklaca aooo 

Boddiei^ti: rdeil' intaro > :lor« eraditP,r*Ma- 

:at4i»t^ cha ' iir trpvaiMaro-. aTfaoitaggiati; v^ffl 

fpoter ^ea^eceapfldialjettii i^ ttttta- od iaparite 

ical ytdore > auaientato,4at concorreat^ ahe 

aKmiioi)iarv9 la e^a fMpeajdi pr^ai^ne.. ^l 

Bao?f>aiateaia» oltrela maa.naturA giuirid*^» 

oht noa pemi^t^ di^dipfMrtirsen^ $\ Pf^^i^ 

pitiacaDa monJ^ia qmnto, Ta;)a riipc^io 

:Oeatri» 1* ii^anao e la frode; la p^rdita« cbe 

cJieipabpmvepiixa»4ioa. e piai cauaata daUa 

(tegga, ^aia.. dal fatto. od oini4^<»l^ imputa* 

.MMliolopMUtore];. . . i 

-' «« Qictuaranda irrilayeiite la <^e|ta poava 
peroie]^4i>perMi»od eMadondofiL'MMre 
dalle aae doman'lCy coUe epee^**" r ; . m ' 



r I 



. DEKMSION* toe. . .: , , 

' 'CORTB C.VIC.E DI 8UA MAESftà* 

r I • 1 « 

^ . " , t7 ^ovembre 1880 (a).' . 
Dr. Filippa/Pulliċino, 

^' ĠiUiicr ii Sua iVaettà. 

'-•■'' ' 'Alrgomieixto. ' ^ 

Trattdndosi di legati rimuneratorif p& la 
h^uiddzione della le^ittima^ sono Sfiffiċienfi 
leprovein genere del servizii presUàidal 
legatario ed in quanto aWammonto deUa 
rimunerazione si deteitare €l04 discrezioM 
- del testatore, in difetth kiprdva^di eccesso^ 
Ma^rado che la nulUtà H u>ta venditd sl ào- 
mandida chi, nonpretendet àfi nonparti 
della 'eosa, venduta, il compratore dete 
filasciaretiniera cosa/la quale deve per 
intero rientrare nel patrim^fnio* 

. ^ . !|^9n<^tpf«0iCoftiB,.ed ahn 

: GIovaBai Dot«rin edallfi. 



, ,, LA qpRTfi?. , 

^ Viste le dii e ded&iont p rollbrite dx que- 
'sta'Co^te' tra le j artl ċdħteudeiiti, T'* onaAl 
^ dttobre^ 1877 confemaia in appeflb il 22 
irebbrajo 1878; e raltra il dV B getinajo 1879 
'cbnferiData'aticbe in appelto' il 13 giogno 
'\6l9, cotU dicniàrazioae ċsprcaaa neUa parte 
finale di qaest' ultfoiia ientenża ; 
•* Coneideraddo ' 

** Che colla prca^nte citażioiie ^U attor\» 

io base delle <ictte due ^ltTme aenteaxa di 

gneata Corte e di quellà di^Appdlo/dbiaàa- 

datro ta fivrnaziĠtte ' deir a&se d^l ^d^fonto 

' Loren'^o 'Dottrin, tddsistenta in beht im- 

! wJ ■-^f^ — 1^ \ ^ i — J^i-y — t . L 

V ' (a) Qaesta aeatenza i ^pdlata. ' « . . 



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Voi IX 1380] DECISIOSI DEI TRIBU^ALI : DI /M^tTA* ; 



271 



iDobUiy € di qi»eUo« di tuoi figlio Oioieppe, 
ineditinte oomina di Periti^ oon diohiarKrn 
ebe Itt metà di detti imoMbili appartiene 
agii attoii^ oome prosfidmiori contangui* 
nei di detto LoreoAO chiamati in Yece 
deldetio Qmaepfe^e V mitm merà.al eon^ 
veDat<> Gioyaooi Oottria, e eon liquidare h 
legittima doTQta at.detto Qiovanni,!giii8ta 
il deoiso e sulle norme Btabilite colle dette 
sentenzey e con ordioarsi V asse^nazione 
della detta metà di beni a favor degli attori, 
eolle domande conaegueoti ; 

** Conslderando 
'^Che nella presente causa n^n ei pu6 
per il momento prendere cognizione e de- 
cidere, ee non le domande concernenti la 
firmazione . deir asse del detunto Lorenzo 
Dottrin, da essere diyiso^ q^nnto ai beni 
immobiliy in doe parti uguali tragli attori e 
il convennto Oiovanni Dottrin, e la liqui* 
dazione della iegittima doTuta al detto Oio- 
vanoi^ come erec^a del fratello^ uno dei doe 
figli illegitimi di detto Lorenzo^ e non già 
r altra doiħatida p^x V asseġnazioue della 
metà dei detti beoi aglt Dttori; e ci5 per la 
ràgtone cbe ta domanda per il rilascio a fa- 
vor degli'attori dellti detta metà era slata 
già propoata nel precedente giuiliżio deciso 
in parte nelP Hnnb t879/e la qualedomànda 
(come altre aDcora)-era stata soepesa e non 
àefinita^ finohà io aepart^to giudizjo^ ohe h 
il preaente^ si fosse UquiJata la legittima 
dovuta al detto Oiovanni ; 

•* Considerando 

** Che per la liquidazione di detta legit- 

* 'tima ai devono preridere m onlcolo tutti i 
beni componeoti rasse ereditario del defuuto 
Lorenito I>ottrio» meno quelli lasbiati iu 

• legato a Teresa Durantinel testamentodBl 
detto Lorenzo ; • percfcfe quel ^ legato, te- 
•endo rimuneratorio, fatto cioi] !nr paga- 

' meoto e retribozione di bervizi^ non^com- 
preso tra i tegati a titolo gratuito contem- 



plati nell' artioolo SIS dell' Oi^diaaosa . Y^I 
dellSSS^; ... 

' ^' Ghe eiebbeae la dichiaraziooe del te- 
statore^ oirca h realtàietei servisi f re«tati> 
potrebbe elB'sere 'lmpogoata ccme ioveridicfi 
ptire dalle f^rove prodottei io seġuito alħi 
pttbblicàziàne del r'apporto d^l perito le- 
gale iii questii ċàosa;, ^ risultato in ge'nere 
che h detta Duranti prestava del ser^iii 
che h6ħ vi era altra dooiestica di^'peżom- 
oenza io caàa di 'L'ore nzo Dotttin; e che in 
quantd alla tais'ora dellà retribiiż!6ne dei 
detti serviżi si deve stare al giudizlo del te* 
etatbte, non provandosi aoddififaceotemente 
^che' la Tetribuxieħe ' sia stata ecceesiva, e 
quiodt ridudbile; peT gli effetti ddla j^re^ 
iBctfte liquidazione ; '^^' 

** Che ^ertanto vi d luogo ad adoitare la 
ooncħioslone del perito al parsgrafo bnde- 
'cimodel Ġoo rapporto, iiquidando la legiui- 
^mii doVutiB'a Giovanni Dottrin alla somToa 
di£ 108-6. 8; 

*• Conbiderando 
. '^ Cbe perċiS che cdnceme la liquida- 
żione dell'asse ereditario del defunto Loren- 
zo Pottrin, ċonaistente onicamente in beoi 
immobiliy da esser diviei in due parti uguali 
fra gli attori e il detto 'Oiovanni Dottrin, 
oon si pu& acoogliere la eccezione daia 
dair altro convetiUto Dr, Pablo Grato Cas- 
sar, che nel detto aeee diviaibile non deve 
andiir compressit che la sola metà delle dye 
poffcioni della ClaQsOra appellata toHKarifytf 
altti ^ià vendute dai due fratelli Dottrin 
' congiaotamente percoħtrattd del 21 Mag- 
gio 1873 io atti honavita ; per la ragione 
che la detta vendita era stata in toH) an* 
nollatàieinon perla sola iħetài colla sea- 
tenza di quàsta Corte del à\ 8 gennajo 
' 'tS79^ là qualcr ferar stħta confermata 'in ap- 
pello anche iħ questa partÀ, non ostanCe 
it rċclàmo fattoue dal Cassar, talche quella 
' seritenza'J passffta in giudicatO; 

'* Che pertitnto^ liquidata la legittioia 



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DECMONI DEl TarBUKrALl DI fflàLTA. [Voi-. IX. IB80 



beai costituoati ras^e ie due poreioiii della 
clau^ira 44 KMfiUi ; /Hw^ il : detto. giudi- 
GaW»U.q^M9\&09t#t*^:9 ^le ecp^^ipoi av^a? 
aai^rdal Di:, Casaai;, rl- aase immobiliare di 
li^rcjuo DQttrin c^fW^*^!^ ^^^S^i *^^^^ i^^^r 
cati^fiel 8ecoadQjp^f^Q(|i freleYaiiQa^ e di- 
V^ioaa fifroiato dal (^rlto. ed eaisteat^ a fol. 
40.terġo ed .a fol. 41 4^11' ifcartaia,e^t)o» il 
gi^le pian^ re3ta„co}la.pfe8eate agprorato ; 

"G(iO dji^troi^de ^j^i attoci ^ poj^ P^ec^- 
donte citaaioue. {uu^oo , domaadafo )a cpn* 
daana d^l Pr. Qasaar fi rtlM^lare. ,la &om 
meilt deUj9 dett^ due {n^qujt^ai, di ..foQdo^ 
egli i pecclii i ittedqaiml ooi{i bf ^Qf diritt^ 
.^idv^ndicare^^.non l^ aoU iniet&4^i beiM 
icnaiobili di Loreaso Dottrior ma da cJQ oaoo 
oe ai^ae cbe i^u^illa^; Jli^ reodlta 4i datte 
poiiziooi per U tetaUtà^a.oo: debbaà ie; ateaa^ 
rieotrare QciraMdf,oo(|^^.e3^er diviae cogU 
aUrf boft tra j .coajteodeoti ia pi^li uguUl,; 
**Decade 

"A tcnore delle do^ode degliattori, 
per qqol che conceroei la firm^Eione. ^etlo 
aaae ereditar|o di Xjoreazo t>otitria e la 
liquidaziooe delU legittima dovuta al cltat o 
Ġiov.dottria, fiastodo iiuesta a £102. 6. 8-U 
. ** A teoore delt' altra domaada de^li at- 
tori j|>er la ri^uiaaz|oua detl* asae^ ereditario 
de(fa Loreuzo pottrlo pi^i immobili iadi- 
cati nel secaodo piaao, propoato dal perito 
ia aggi^ata al suo Qlappor|o a fol. 40 teigo 
dell* iacartamcotOj per il compràsaivo valore 
ài £1775^ àħ càserdiviai io d\iQ parti 
ugual^ tra.gii^a!tCo.ri e il coovenuto Dottrio, 
dopo prelevato^ io VAloffc di djBtti beni. lo 
a^nmonto detlà l^ittima dovuta al detto 
Doitrin poc £ 10$. 6^ 8, gioata il detto 
Frospetto aaacaao i^.Kappi^ctoi— ,' . 

" Qaaato alf uitima domajida ppr V aa^- 
gnatione della metà dei beai,:ajU attoii si 
riaerva d,i decidere ta ateeaa unitame^te 
alt^ atcra per il ritaBpfo di detta metà di 
bepi, propoata rCoU' ' altra ci^aione .declsa 



ja, parto ) ccla \ aaKteazac ideii dt «. geo^ 
aiaio laZS^ed ^Titalà bflbtto diflfartaeà la 
fiffeleotfoaufla attaàedata di luoedi 6 di- 
oambfo I68Q, ed ordioa ohe oelltf ateaao 
gtomo 8«a<ffiappoatat« la dettacaaaa già 
^aaasà fralo' oaoba .correnti, oodeeaaara lo 
4u» dqaiaMlo coàtealiMlaioate defiaita— 
totto le apeae iiostaao riiMrvate. " 



DECISI0NEJ07. * 

• ĊOfiTŻ OIVILE .D£ SUf MAEST4* 
PKIM'^ULA. 

.22 Notembra 1880, 

; »K F. P.utriciuQ, '/' 

OiUiUee^di 8u^ Maestà, 

Afgoiħdhjb 
tanvmià, tnfrqnU .<^ tprf^,, ^ gSBtgn^- 
[ zione alla mogU^ dibefU d,elmmtopfr 

dtfeUo di aUo publico e ^t^ trascrizione 
. f^Ptd>lico Begfl^hro^wmpudei^ereean^ 

coUct jmblicazipne 4% UJfi a^fiffn(U%one 

nella Gaszetta di GovernQ. 

<}armela moglre di Fetdiaafldo Dcodato 

veràae 

Ferdinaoda D^dkto ed' altrf. 

LA COETE 

'' Atteaocchċ conat^ nel faUo che il QStlit<f 
Theuma coo maadato del 20 loaggjo 1880 
aveva elevato, come creditora dcir altro . ci- 
ciuto Ferdioaado Deodato, i mobili dcaofitti 
a pià del à^.\a maod^ ; ; 

" Atteaocohà rattrico mogtie del. detto 
debitore aveva domaadato cd otteoutoi con 
precedentiQ aenteiDza del dril marzodello 



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tOL.IX. 1S80] DEOlàrONl DEI TRIBUNALl DI MALTA. 



srs 



■leeto oorrehte iMilo, ra^segnnzIoDe dei detti 
mobili di proprietà del marito, acconto delle 
•oe doti e del promeMole dotario^ per le 
oauee nella domanda relativa eapresse ; 

''Atteaocchà la detta attrice, dopo pre« 
aentata )a soa ci tazione contro il mfirito, 
aveva otteiiutOy dieiro autoriazaaione di que* 
ita Corte con decreto del 1 4 gennajo 1 880, 
la pnbblioazione nella Gazaetta di Qoverno 
del 20dello stesso meae deila dooianda per 
aasegnaziooe di mobili, in conformità al di* 
•poeto neir artieolo 1042 deirOrdinansaNo. 
Vlldel 1868; 

**Atte8occhÀ itt eonee{!;iletizà ratfrice colla 
preaente cita/Jone domanda 1' annullamento 
deir eeeeuàiond de 1 detto mandato epedito 
dal Theuma ; 

*' Atteaoccbà per eesere sostenota la detta 
domanda 6 neceesaria an/itotto la prova 
che vi eia etato trasferimento dei dominio 
dei dotti mobili in persona dell* attrice, e 
che queeto traaferimento eia ostativo ai 
dritti del oonvenuto creditore del marito; 

** Atte8O00h& ai termioi deil' articolo 1047 
deUa citatft OnUnanBa T assegnaaiene di 
beoi del marito, per aesicurare k doti e il 
dotatioià nulla, se non à fatta per atto pob- 
blioo^ e Qoa ha effetto contro i terti^ se non 
dal gtorno, in oui 1' atto medesimo sia 
inecffitto nel Begistro Pubblico ; 

** Attesocche nel fatto si ha ehe V attrice 
ebbe Y assegnaxione dei mobili, a lei aggiu- 
dieati eulla eentenia^ negli atti del not^o 
Pietro Mifsud il 20 marxo IbS^i ma perd 
di quei9to eontratto non si h preea iuscri- 
cione nel pubblico Begistroi oome venne 
aoimeeso dalla atessa altrice ; 

'* Attesooebà pertant4» per qnesto rispetto 
Bon puà essere questiooe che il Theoina, cke 
i m terao, iio» venne pregiodicato nei sooi 
dritii, etante ildifetto didelta ibaerisione; 

^* Attesocohi perft I' attribe pretende die 
Im pobUioaslone per V assegndtrone di beni 
Iprtta nella Gaszetta di Goveruo e<|uivalga 



aHa luàneata insorisionef e produoa ġli efiblti 
tegali istessi del}* intierizioiie, stante la no- 
torietà del gitidiefo allora pendente ; 

** Attesocch^ pero tale pretensione aon h 
eostenibile in dritto, per la ragione che V og- 
getto della pubblicazione nella Qazsetta e 
quello dell' inecrizione nel Eegistro i 
diverso ;— la prlma ha soltanto per oggetto 
di far retroagire gli effetti della seotensa al 
giorno della pubblioazione della domandai 
anche quanto ai terzi non presenti nel giu- 
di/JO| e cià in eccezione del priocipio gene* 
rale cbe le senteoze non possono giovare» 
n^ pregiudicare i terzii e percbà lo ecopo 
deir avviso si d dt prevenire i terzi a non 
oontrarre nuovi impegni col marito nel de* 
corso del giudisio) potendo tali impegni 
essere colpiti di nullità in pregiudizio della 
moglie ; — mentre I* oggetto dell' inscrizlone 
6 di stabilira la data certa, dalla quale V aa- 
eegnazione (atta alla moglie dal marito do- 
vrebbe anteporsi ai ereditori del marito, i 
titoli dei quali fossero stati anche anteriori 
al {{iorno delta domanda e della pubblioai- 
cazione (quando ci fesse) di detfa domanda 
nella Gazzetta Officiale ; 

'* Che tanto h ci5 vero, cbe ritenendo per 
data della sentensa rispetto ai terei ereditori 
già esistenti quello della pubblicazione uella 
Gazzetta, tale sentenza non h produttiva di 
alcun effetto legale^ se non i seguita dallo 
atto pubblicoi e questo daU' inscrizione ; 

'^ Atteaoccb6qaaIora la legge avesse vo« 
luto dare alla pubblicatione deli' avviso gli 
stessi effetti deH* inscrisiooe, tion avrebbe 
mancatoin fiae dell' artioolo 1047 di QggiuQ- 
gere— o dal giotno delia puhblicazione deih 
mvviào neUa Ocmzeita del Oovemo, contem' 
plato nel precedenU articolo lOàH, ieċonio i 
ea^i-^; 

*'Atte0ooeh& in eonsegUeasa il citato 
Theuma, i cui titoli di credito sono ant^rtori 
alla domanda di assegnaxione prosiK>sea dalla 
attriee eontra il mairito, noo pnteva essere 

35 



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1 



»4 



DECI8X0NI DEI TRIBUNALI 01 MALTA. iVoh. i:^ 1880 



pregiodiMlo nai saoi ihriili^ oode d«ro eso** 
oiiftioiie aile ioe eeiileiiM, eteote il difetto 
dell' inseriiione nel pabUieo Begietro dello 
atto piibbKeo dl eMegneiioiie, in eonformità 
eldisposto nell* artioolo 1047 della ciUU 
Ordinansa i ' > 

^'Decide 
''Per r esclusione deiràttrioe dalle sne 
domande, oolle epeee a favore del oonvenuto 
Theoma/' 



11 DECISIONE 108. 

OORTB D' APMSLtX) DI 8UA MABSTA' 

AULACimE. 

«■ » . 

22 NoTambre 1880Xa). 
Sir ÀdriaDO ningli, C.G.M.a., ċ.b, 

PreHJenU. 

Sir Salvatore Naudi, 
Dr. Lorenzo Xuereb; 

Oiudici di 8ua MaeHà. ' 

Natalizia moglie di Micbefe Mascat 
Loctesao Miohele Maacat 

LACOBTE 

OmUsià ...^ 

^* E adottando i motivi espresBi oella 
eentensa saddetta deU febbrajo 1880» decide 
* per la coaferma della medesima, anch^ in ri* 
faardo alle ^pese in eafa cootemplate, ma 
Qon tatte le iipeae di qoesU eeconda iatanta, 
d|a eaaere temporaneamente pagete dal oonve- 
i^to ed iadi a tempo praprio conleggiale con 
go^Ile di prima iBtansa.'' , ., ^. , 

.< (a) Yedi F ai^mento, le domande e la seateaia 
dipriaa istaniaapai^ 4$ di ^qeito vekuae. 



DECISIONB 109« 

COliTE CIVILE DI 8UA MARStA' 
PRIM'ÀULÀ. 

22 Novembre 1880 (a). 
Dr. Filippo PulUcioo, 

Oiudiee di tlua Maeeià, 



Argpmento 
JVon i vietaio dK ef\fi,imUk di conHnuar$h 
scavamento di eave petriere eeietenti nd 
fondo, o di aprime nuove. 

Negte. Franceaoo Borg nomin$ .. 
rer^oa 
Antooio Borg ed altri. 

LÀ CORTB 

'* ConeiJerando ^ . 

** Che il merilo della preaente cooea con- 
^iete neir eaame. ae Pattore EcoooaM> delia 
^lenea Veeoovile di Malta i^bfbia -U 4ritto 
d'iippedife aiconvenutiy eofiteoiidi pior^Oiie 
delle terre epettanti alla detu MeimOfapaw- 
^ion^te nella citasione^ di coniiouiu^ ^d 
eetrarre pietre dall^ qave da loioi J4>erte 
nelle, d^tte terre e di oprire noooo oave 
nelle ateese per roggetto di eotiorre deUe 
pietre ; eaeendo a tale effetto diretla la 
preeente ciUxionOf cooie pore aUa tt?iilwrii>a 
. del.mandato d'inibixione apedito a doQiaildo 
del detlo attore il jS jt^ttobre 1879 ; ^ 
. / 'f CVoaid^iBanda ^ r^. j 

'' Che & c ost an le nel fatto ehc^ loH^ilf A 
7febbraj9 ,1763 Monaignor Fra^ Viac^Dao 
Labini, giit Yeaaovo di qoeaieiaoie, ^po 
averott^oto il beneplaoilo Apeetoli0^.*per 
^organo dclla. Se^ri^ Congregasiooe del Cm- 
cilio, eaegoito da..Mon8iKnorInqoiaitore €to- 
nerale Don Antoni o Felioe Zondadeti^uole 
(a)Appelkta;^ttaaonialrodotta. ^ .^^\ ^ 



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t^ IX, 1880.1 DECISTONI OEl TRlE0Jf ALl DT M\IiT\, 



m 



delegato Apostolico; aTOVA eohoeduto, negli 
itti delln Graii Corte yeecovile, le dette 
terre nelU citasiooe menaionate, formanti 
parte del cos) detto Piccolo Feudo della 
Mens«i ineieme con altre tre cUuenre in 
detto contratto mensionate, in enfitenei per 
anni novantanovOy e per I' annuo canone di 
Bondi 300 e nna ealma di orto« sette matzi 
di paglia ed otto c»ipponi, a Domenico Far- 
rogia ed altri (4ol. 3 e 28); 

*' Che nel detto contratto non ei trova eti • 
pnlatoalcQn patto epeciale^ma la conces* 
eioiie' hi iattaeotto i patti eolitl e conaueti 
dalle leggi permeeei, e eotto qnello di 
beneficare, migliorareed aumentare ledette 
terre O di uon permettere il loro deteriora- 
mento dallo etato e condizione, in oui allor a 
ei trovarano e ebe ei earebbero trovate in fu- 
tnro ; 

«« Che il 3 ottobre 1852 in atti Matteo 
Atiopardi Giuseppe FarrQgia alienava 
poraione diviea Jel dominio utile di dette' 
terre, della eeteneione di tomoli quattro o 
mondeili tre circa, ai convenuti Antonio e 
Selvatore fratelli Borg, come eoggetta alla 
rata di an»tto eadone verso la Menta di 
eesdi'fO. 6. 12, alla roetà di un cappone, 
mi tomolo OTzo e quattro ma<zi p^glia; e 
^ tempo atoeeo i oontraenti compeneavano 
dal prette di vendita ecndi 145 per valore 
4i beaefioali eeietenti in detta porzione di 
loDdo, come valutati dal perito Qiueeppe 
Sbfragta oon relavoue del 27 eettembre del- 
'l& tieeeoanno, con facoltk laeeiata ai com- 
pratori di eontinnare a fare beneficati, ealvo 
il kiro rimboreo in eaeo di retratto a etima 
Jiiieriti(rol.l6); 

** Chei detli beneflcatt, giueta la mentio* 
'Hattt vriaaioaeyOoneletevano nel pareggio delle 
ffMoho, oel perferameato di nna cava di pie- 
trm e nella epeea neoeaearia per eolmare la 
ielta eava erenderla terreno coltivabile ; 

^Che dal Kbretto delle ricevute, rilaeciate 
a fiivore dm oonvoooti dan'BeonomO della 



Menea di allora, eaibito per infbrmaaione, ri- 
euka che eotto ii 10 geaoajo 186S i eoave;- 
ntiti pagarono al detto Eeooomo il dritto 

del laudemio per la eegnita aiienaaione ; 
*' Gonaidei^ndo 

'* Che dal Kapporto dei tre Periti giu- 
ditiali^ nominati oon decreti del 3 e 22 
marxo lB30,e pubblicato il Ugiugno ultimo 
ei rileva cbe nelle terre in ^ quietione erapo 
etate forate eette cave di pietra dalP anno 
1852 in qua, quattro delle quali eono 
già colmate e reee terreno coltivabile, due 
ricolmate, ma non ancor coperte di terra 
vegetale. e l'altra che ei eta ricoImanQO'; 
che queete cave eeanrite eono della profon^ 
dità media di otto canne e me^zo, oltre la 
quale non ei euole in quelle parti approfon- 
dire lo ecavamento ; che altre due cave 
eeiatono in attoale eeercitio, V una comin- 
ciata da oltre Si anni addietro, circoetanta 
oonfermata dal eontratto alienatorio del 8 
ottobre 1852^ Taltra principiata da novo 
aoniin qua, etuttee due giunte oggi alla 
profondità di oanne quattro e metto ; e B- 
nalmente che alcuni meei addietro il con* 
venuto Aotonio Borg ha dato mano a lavori 
preparatorj per lo ecavamento di uoa nuo- 
va petriexa, lavori aoepeei oon mandato àH- 
inibiaione del 6 ottobre 1879 ; 

** Coneiderando nel dritto 

'* Cbe in difetto di qualonqne patto epe- 
ciale nel eontratto enfiteutico, i dritti con- 
petenti ai convenuti sul enolo loro oonceduto 
devono eeeere regolati dalla diepoeizione 
della legge e dai principj generali» che con- 
cernono la natura del contratto di enfitenei 
ed i rapporti ecambievoli tra il direttario o 
r erfiteuta; 

** Che non rinvienei alcuna legge partV- 
eolare, ni romana, ni locale, riepetto al drit- 
to oJ al divieto dell' eofiteuta di apriro 
nuove eave o miniere nelle terre enfiteuti- 
che e di eetrame il prodotto, oppore di 
, CQOtioiiare lo eeavamento delle eave già 
eeietenti id tempo della oonceeeione ; 



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37« 



DECI8I0NI DEt TRIBUNALI DI MALTA. [Vol. IX. «880 



'f Co9aii4emndo 
*' ClMi per diH^oBisioM dalP aitioolo \H9 
deir Ordi«iiQ»« N0.TII del'ises, CK>Bfornie 
alle leggi rooMoe, renfiteuta pud mntare la 
superficie del fondo» pnrchi non lo renda 
detertore, e percepieoe ogni utilità dal iondo, 
a differenza dell' usQfruttuario, il quala fa 
8Qoi eoltanto i irutti naturali, induetriali 
e ctvili» ohe po!^ produrre h cosa, di oui ha 
r usufrutto, e tra i frutti naturali ei com* 
prendono i prodotti delle ca\e di pietra o 
di miniere (art. 2B e 29 Ord eitata), eeb- 
bene non pu6 aprire nuo^e cnve (art. 40), 
disc(Atandosi queat' uttima disposizione da 
quella del Dritto BoniaDO alla Leff. Ifi 
§ a Diġ, De usvfructu, la quale accordava 
aoche all* usufruttuario il dritto dt aprire 
nuove cave o miniere» purcb^ non deterio* 
raine il fondo; non occupaase una parte 
neoeaearia dtllo eteeeo, non recaese n(»cu- 
meDto all'ngricoltura^ e che le miniere dee- 
eero maggior rendita delle vigne, degli ar« 
buati e degli oliveti — Indeestquie^iimn an 
lapidicina^t vel cretifodynas^ vel arenifodtnae 
ipse in$tiiuere posait } Et ego puto etiam ^ 
ipsun\ instituere posBe^ ħi non agri partem 
neceesariam hmc rei occupaturm eet, ProiU' 
de quoqy.eveno8lapidi€inaium et huju»modi 
metalUirum inquitere poteriU Ergo et auri 
et argenti et sulphwris et aeris etferri et car^ 
terorum fodinaSf vel quas paterfamilias in- 
sti4uit, exercere poteritt vel ipse instituere, si 
nihil agricuUura nocebit. Et siforte in hoc^ 
quod instiiuittpbis reditus sit^quam in vineis^ 
vel arbustiSn vel olivetis, qtue fuerint: forsitan 
etiam hiec dejicere poterit, si quidem ei per. 
mittitur meUorare proprietatem — ; 

*< Che dal premesso bi rileva che la noetra 
legge^ negando airueufruttuario il dritto di 
apMire nuove cave^ si h basata sul principio 
che V usufruttuario non puo mutare la eu* 
petflcie e la forma del fondo; mentre la legge 
rotnanai accordandoin certi caei tale dritto, 
aH' usufruttuario^ avc?a in ihU il migliora* 



mento della proprietàt e i) prin<upio ehe 
r uittfruttuario dev^ serv'trai deUa ctm. 4e 
baon padre di famiglia ; 
** CeBBiderando, 
^' Chela eitata Ordinanza del 1868, kngi 
dal restringere i diitti deireDfiteota aal 8aeIo» 
li ha manifestameDte voluU estendevay ao- 
cordando a kti per intero il teaoro, chc ii 
trovaaae nel foudo, ooDOBtanteohe qaeato Bon 
sia onfratto natQrale, od Qu prodotto deUQ 
Btesao (art 1219 oit.); 
*' OooaideraDdo 
'' Che ritenuto pertanto che l* enfiteuta pob 
mutare la BQpeificie del fond^it pQrch^ aoii lo 
renda deteriore; che egli peroepiaoe ogni oU* 
lità dal toodot seDza alcuna, eaceziooe o limiU^ 
sione, oomprendendosi fiDaoobe il teatoro ; i^ie 
fasQoi tattt i frutti e prodatti di ogni apeoi^i 
oompresi i prodotti delie miniere già apertOt 
al pari deirasafruttuariot noQoataDte ohe qae* 
ste miaiere oave^ giusta 1* opiuioDe del di- 
fensore deJraitoret formiao parte della aoalaa^ 
za ate88a,4el foado ; non oonoorre alcana va* 
gionej, per oui egli ood po^aa^ rioavando la 
maj^giorutilità df^l fondp, aprire noova cave, 
mutaodo la GtUpeificie dello ateaao fondot di- 
ritto negato oggi all' asafrattaario, perch& 
qaeatinoapuo matare la forma della. eoaa 
(art. 94)j ma accordato sotto oerta oondiaionl 
dalla legge roipaaa ; 

*' Che avato riguardo alla preauuta in- 
tenzione delle. pa^ti cpotr aenti nel oaao aotto 
eaame ai ha^ cħe i terrei^i posU nel diatreltot 
ove 81 trovaao le olaasare ia qaeationet aone 
neila maggior parte de^ioate allo aoavameBle 
di pietre, taoio quellt spetttf Qti alla IdonQii 
; cbe ad altrt proprietari, oha q/aesto eoereiaia 
i h pubblioo e data da tempo laoghisaioio^ oon 
I toUeranea di qaattro Yeaoovi Dioceaan^ càa 
I aacoedottero al conoedeute M^aaignor LabioJi 
I e aeoaa alca.n l^ro reclamo od oppoaUiPM ; 
I ** Qoqsideri^o.do 

** Che r uniQa Uoiitaziooe air e«0roii^, àA 
detto dritto ata aoritt^ n^Ua ate^iia 



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yoi..IX.l880w] DECISIQNX DSI TRIB^NA^! DI llALTA. 



2?7 



pmBohàreaftteQUt mQtMdo U aoperficie, ma 
ranae 4^ioi:ei il (ofldo — ; , 

'* Che qaeeta d ooa cirooetaDza di fatlob 
oUa h atata rioieeta air opinioQe di tre, Periti, 
i qaali QQiDimi Dei loro rapporto haQQa ri^ 
teQQto che lo terre id qaestioQey al teoipo del* 
la loro eoi|QQsaioa9| eraoa di qualità oattiva e 
catliTi8ai(Qa« e io parte medioore; ohjo per Qoa 
rietretta porzioae delle ateeae eraDO adatte. 
alla CQJltQra di certi prodotti soltaDto; che 
nolla Qiaggior parte eraDo di qaalità roccioaa^ 
aclettaalla piaDtagioDc di oerta qaalitk di 
aiherif. ed i^lla foroiaaioae pià lacrativa di 
M^Te petriere; e cb e il maggior yaQtaggip« 
ol|a ai paà ricaTaxe dalle dette terre riferibil- 
iDjiptA alla loro qaalità Datarale, à la foroui- 
tiftw di petriere ; che la. foroiaaioQe delle 
de(te eitve. regolaruieate Qoloiate. raQde la 
pifU^tagioQe di alberi piil frajbtifera;. Qba lo 
ao^ioafQeQtp 4elU roooiti e, il eao approfpQ- 
diiQ€|atp fiitto ia regola ooalitaisoe qq, oii- 
glipraoicQto d^l fpDdo QelU parte roccioaa^ed 
ai;i bpQifiQ^oieDto Qella itarte aratoria; che h 
ei^Te io qae^tioDe qqq costitaiBcoQO qd daoiio 
o detqrjiQramepfo^ cbe anzi, aa oiignoraroeDtOi 
QTQto rigaardo alla loi:o qaalità» qaalora qcI 
loro rialerro si asaao le precaasioai sagge- 
rite d^l* arte^ che a giadiiio dei detti Periti 
aeoibraDO essere state daj coDTCDati adoperata 
per le caTO già ridotte a caltara; e che cod- 
tiQQaQdosi la BpeoaU^iooe delle caTOs Doa 
eaaai^ite al tempo delU, termiDaaioae della 
eD^teaaift i detti acavameDli poBjiooo apcho 
coftitaire ao miglioraoieQto ; 

'* Che DOQ coDoorre alcaa motiTO per dod 
adottarela o^ioioDe dei. 4ptti periti» formata 
priQcipalmeate cq oaaerTaaipDi ed esperimeati 
fa|t| aol lopgo, e.cid iadipeDdeatefQeote dalle 
tQfpra^joQi^ ohe posaoDo. aver gU^Bleasi otte- 
naj^ daUe,pigcU> o d^i altre perjBpDp addptte ai 
la.?pn 4el]e t^rr.e cM:ooat^uti ; 

«'CbeiQ (yonsegwm^, riteD«toQbei con- 
fWttii* praiioando lo ecaTO di petrIore«. ai 
•QHOcpreT^lai.di unWxo, drittp n<^ Qontra* 



detto dalla natnra dell' enfitotto^ q^ Tietato 
da alcttQ patto speoiale nel ooQtratto, anii 
toUerato per langa aeria di anni dai padroni 
diretti, ohe si sono aaccedoti nell' ammini- 
Btraaiono della MenBa, e non coatituendo i 
fatti laTOri alcon danno • ctelertoramento nel 
fondo» anzi per certi riapetti an migliora- 
mentOf non i aoetenibile T istanza propoaia 
dall' attore, qaalunqae potaano esaere i aaot 
dritti e le caatele, ohe talToIta potrebbe otte- 
nere, per aaaicurare il ritornodel fondo in 
buono atato e condiiione alla proaaima 
termtnaiione dell^ enftteaai ; 

•' Decide 

''Per r esoUaionedQiratton daUeaQft 
domande, oolle apeae — aalTi tutt'altri auoi 
dvittle oautale naaeenti dall* originaria ttm- 
ceaaione, e dalla natira^ del eontratto enfi- 
teniico." 



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«78 



DECISIONI DEI TRlBUNàLI DI MALTA. [Vol IX. 1S80 



DECISIONB 110. 

CORrE CIVILE DI SUA MAESTV 
PRIM* kVLK. 

23 Novdoibre 1880 (a). 

0r. Giuseppe Gisan^ 

CHudiei di Sma MaeM. 



Argomento. 

In quaHe $enio ed ewtro qwai Umiti regge 
t incapacità dal mon^p oi oequieHre. 

QnaU diriUi ei rinuneiano e ei perdono 
coUa profeeiii^ne tnoaaetica. 

Seàn Oiuseppe Aatoaio Maioai noM ne 
vereme 
Oioaeppe Bemo Braoo ed ftltri. 

LA CORTE 

" Atloioochi gli attprt domaodaoo ohe aia 
or^iiiata la veadila giadiciaria della daasara 
app^lUta tal hamrOf poata nei lioiiti del 
Creodi ia coatrada tal Paima, liberata al 
ctl^lA Booaioi nel d) II geaoajo 1879 e 
da^o ateaso tutCora poaaedataf nella Bubaata 
iateatata a aoa iataosa preado queeta Corte 
cofMtrp 1' alCro oitato Bruao^ e cià ad oggetto 
ohei dofoaaddati posaaooi dal pretao daii* 
oaifarfeae, eaaere aoddiafatti del oapitaie di 
aottdi 8000 e di altri aoudi 430. 9. IS naldo 
Ittcri al 3 0,o l*aaao fiao tatto maggio 
1879 ed nlteriori, um ohe delle apeie ia 
£ 6 15. 6« giuaU eeateoaa del 80 maggio 
ateioob che eaapaiaiava quel credito traente. 
origiae da due cootratti aeguiti pre^ao i} 
I^otaro Ludovioo Zarb il 3 e 30 maggio 
1868, ioacritti nel B^tro Pabblico, pec 
coi i domaadaati allegaao di godere dritto 
4* ipoteoa aulla clauf ura, di cui chiedono la 



(a}<)tie8(a8ttiteim ^app^ liata. 



l / ,/ ' / 



vendita; e chiedono hifine ogai plt oppor* 
tuna dichiaraaione ed analago provvedi^ 
mento; 

^ Atteeocoh& il citato Bonnici eceepitce 
ndlliri del contratto, perchi il preteso cre* 
ditore era nn terao riapettoai contraenti, 
oltre cfae aarebbe atato peraona incapace a 
contrattare; eccepisoe nulla 1' ipoteca oon« 
aervata a favor di altra persona, che non h 
tra gli attori. e nulla la eentensa, che cano- 
niiid il eredilo a favor di Fra Garmelo 
Scerri, peraona illegittima a stare in giaditio; 

*' Alteeocchi ool eontratto di muttto del 
3 maicgio 1868 in vero non oompariva Pra 
Carmelo Xerri, ma quale motuante vi era 
ecritto il Signor Paolo Curmi pro pereona 
nominanda, ed in tutta le Bteea delP atto. ein 
nelia mensione degli obblighidel mutuatario, 
e diritti del mutuante, compresa la conven* 
lione deIh*poteoa ed immiaeione in sahiano, 
iia anche nel cenoo d i obbligo a rendiconto, 
aaaunto in vista del aalvitno dal mntantOi 
eoettti, ' aenza la ripetiaione ddfai cfaiaiola pro 
pereona nam'inania vi fa perft in tutte le 
parti delP atto iadicato oolladis ione fioinjiie 
edegU ateseo firm6 pnrePatto— «Taole 
Cttrmi nomine — *'; 

^ Atteaoccbft per regola di legge si pre- 
sume cho ciascuoo abbia promeeso ostipn^ 
Uto per si, per suoi ere di ed aventi cattsa, 
quando il contrario non sia espressamente 
sUbilito dalla legge, o fra le parti eonvenn* 
to^ o non risttlti dalla natura della oenveii* 
sione: per a|tra regola, nessuno pudobUi- 
garsi o atipulare in stto proprio nome. che 
per fift medesimo ; o per noa terta, i €«!• 
IrMti non hi^Qao effetto, che fra le parti con^ 
traeoti, essi ooa pregiudioaao, ttft giovano 
ai tersi, fuorchi aei easi stabiliti dalla tegge ; 

«< Atlesocchà la stessa esprossione deiin 
leggp chiarisoe che la presuntio oe legale oe- 
derebbe di fronte a oonveocione io ooalra* 
rio;cfaiarisce cfae nittoo possa obbligarpi #* 
Pti^ttlare obe per s& medeetme,. ^oanda ei 



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Yob. IX. 1880] DECI9I0NI PEI TRIBUN4LI Dl MALTA. 



m 



obbliga 4^ •tipiUaia aoiM,proprio; chiiiriaoe 
ehà erodi od aT^oti .caufOi W>& «iioce«iori 
BiDgplari del coDtraeote» noo siaao i tersi 
90itttetnplati dnUa I^gge ;e d'altroqde per 
ipeegnamento conaentito generalmente da 
Sorittori acereditati per terai ei ha per in* 
lendere persone, cbe non aarannp cooiparfle 
nel contratto. n^ in peraona» ni rappreaen- 
ta(e da altri : 

** Atleaocoh& varie aono le maniere, coUe 
%iiaU ai puà da contraenti manifealare il 
iliconaenao, e non pnd cader dubbio che una 
ira %aelie aia il meaao di un mandatario qua- 
luBquOfe d* immeaao atrumento materiale* o 
portayooe»che non i il cootraente vero» men- 
t9» Jp ^ iL auo mittente ; e quando allaltro 
^ontraettte h dichiarato che il mittente o* 
yero cofitraeote gli debba eaaerenominaito 
pitt tardi^ l'acoettazione di tale futura oomi- 
ntk obbl%a il oontraente a litenere aoo cror 
^tore ia pera^na, ebe Yeniaae dopo il eon* 
ttaflo oominata.: . A parte diapoaisioni eon« 
tMjrt^delC^rittaRomanOi per le legialaztonr 
aioderne cootfatta: validaiaefile per un man^ 
dapt# ogni mandatario^ qualunque àia la; 
vea)e da queato aaauma, e qoalunqae la 
torma del mandato % 

^ *i Attaaoccbd il caao apecialeoffre motivo 
diroredera cbe non ai volea manifeatare da 
qhi ioaae pcovennta ]a moneta mutuata, e 
poleva acċadere .che Fra Garmelo non abbia 
avslo ptacere di fat conoaeere al aoo Supe- 
rtovai^obe egli era atato poeeeiaore àà uoa 



t In (atto nel 30 maggio 1868» meae ateaao 
itt cm eraaegttito ilmutuo pro ]9^«ofta no* 
wmandm^ rfcomparvero preaao lo ateaao Mo- 
taiBD L< Zarb le ateeae doe peraone contraen- 
ti fiel'dl 3 di quel maggio, e dietro ridoBfOM 
M delk aomroa a acudi 2,000» ottre ilnori, 
Paolo Curmi ha . diqhiarato al mutuatario 
Bmttocbe, aebbenegli ave\afiitto il mutuo 
frapersona naminandàfCib 9i era fatto per 
alcual rigiuardi e finii che indusaeto tt Curmi 



a fare il mutuo in quella conformità ; e che 
percio da oggi innanzi (vi ai continuava a 
dire) il detto capitale co»i ridotto a acudi 
2^000 intenderai debba^oome lo era aempre^di 
aaaoluta proprietà di eaao Sig. Curmi» al qua- 
le igpparten^va fino dal raomentoilel fattone 
mutuo. E quindi il mutuatario Bruno vi 
al obbligàdi pagare al Curmi il detto capi« 
tale e lucri» ipotecandovi i «uoi beoi per la 
pieoa oaaervania di queat' ultimo oontrattOf 
nel reato con patto che per tutt' altro do* 
vease rimanere iu vigore il pricno Coirtratto. 
Paold Curmi, iilollre;dopo 1' ultimodei dne 
contratti, portante nomiiià di sfc ateaao qnaie 
motuante e creditore *in nome proprio, ci p^r 
tale accettato dal mutuàtario, vhe vi n ob- 
bligo vera«) lo ateaao in peraooat inaoriaae 
pure per ipoteca nel PnbliċO Be^iatro qbel 
credito a auo favore ed in proprio noote nel 
4 luglio di quell'anno 186A coiitroil auo 
debitore Bruno— Doc. C, foL 7 — ; 

** Atteaocchà piit tardi lo ateaao Paolo 
Curmi ai coatitui preaao il Notaro G. A. 
Parodi nel 5 febbrajo f 869» in preaenza del 
Bevdo. Padre Franceaco MicalleF, allorai 
p^ocuratbre del Convento, e d!cħiar& chel 
quantunque i auddetti mutui ed altro !n 
virtill d' un terao contratto (che non i neU«i 
preaente bduaa) appariacono in favor di oM 
Curini, pure la aomma' gli era atata forntta 
dal Frate Converao Carmeto Xerri; e perol& 
lo ateaao Curini, abb!aognando» in forsa di 
queat' atto hà traaferito nella peraona det 
detto Fra Carmelo Scerri ogni dritto na* 
aoente dal citato oontratto, non aolo pel 
condeguimenio del capitale e Iuori» nia pure 
per qualonqtte altro titolo» e quindi dichia- 
ravà di pià di non avere aopra tali oapitali 
e lucri veruna aaiooe ; 

''Atte80och&. 8ta che neVmutnO il Curmi 
non era che un preatanome, inquantoċehe 
abbia potuto talbra afere la aomina da Fi^ai 
Carmeio per fare quel mutuo, aenza pal^àà^e 
il 8tto nome ; ata,ehe ooaUM ay.ea#e jrlipo^ la 



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MO 



DBGISIONI DEt TaiB0MÀLtDI MALTA. Yġi.. IX IBàO 



nt Bdudħ ii«ll CtirittS, dati4o m llii la oiMe- 
t» in prMtito^ per fftme ^u^oao, ohe egli 
eredesse tneglio ; od mltriinenti ohe la inioii- 
BioM dei dae foMo itata eho ii Oarini ne 
doTeeee rispondere terao Fra Carm^o, come 
talora farebbe oredere la nomina del Onrmi 
ineaa propria persona fatta nell' atto del 
Mma^^io I8S8 ; oolte diohiarasioni perd 
o tmsferimento dei d ritti, in virtà di qnel- 
r«ktmo attoaegoito in atti Parodi il 5 
ffbbrajo 1869^ verosimilmente dopovenato 
m notisiadel aupeciore il fatto, si cerc5 di 
riparare a tutto con qtioflto nltimo atto, 
oon traeferire allo Scerri i diritti naacenti 
dal mutoo, sebbeoe ti ei adopr5 la dizione 
abbUognanio, che vole aver inteao di 
ooatituire il Xerri oeesionario del credito» 
in quanto gli atti precedeoti non lo dichia- 
ravano creditore. Certo h che con qoetlo 
atto, sebbene non diretto da persone legali, 
81 ebbeperd Pinteatione di compensare il 
ooataQte» ohe Curmi aveva avuto da Fra 
Carmelot col trasferiaaonto del credito verso 
Braao,pre8eate e consenoienteil mandalario 
del convenuto ; 

" Attedocchà in riferenza aireccepita 
nullità dell* ipoteca conservata a favor di 
persona^ ohe non compariva nel mutuo^ si 
rileva in primo luogo ohe l' iascrisione della 
ipoteca fu presa da Paolo Cormi nel suo 
nome proprio; che ritenendo il Xerri dive- 
nuto cessionario suo, in virtii deU' aito se- 
guito presso il Notaro O. A. Parodi il 5 
febbrajo 1S69, di legge la cessione di un 
oredito comprende te causioni, i privilegi, 
le ipoteche ed altri accessorj del credito 
medesimo; sono soltanto i frutti scaduti e 
le szioni rescissorie, che^ per esservi com- 
prese, riohiedono espressa menzione : inoltre 
la legge diapone ancora che un cessionario di 
oredito e diritto inacritto, od altri aventi in- 
teresse, pud domandare che la cessione venga 
annotata nel Begistro. Dalle prove piodotte 
non apparisce ohe ri sia pirooarata tale an* 



notaiione nel PeMrfioe 'Jfteiristro \ perd la 
Isfttera stessa deUs 4egge non obbliga» na 
antorizsa a #ire qneir snnotazion^, sieeome 
non tende che sd una cautela del ceAions- 
rio ed altri interessati, e vale ostaeolo s 
eancellare 1* insorizione senza loro con* 
senso e ad atti» che potrebber fiarsi in con- 
nessione ool loro interesse : meno questo, 
ravente oausa dal creditore inscritto, valtda- 
mente esercita roriginaiia ipoteoadel cre- 
dito o diritto inscritto, aaohe senza qaella 
anaotaiioaei e ne fruisce la preferenza in 
ragione d* ancerioriti^ rispetto ad altri ere- 
ditori anebe ipotecari. B se Xerri» surrogato 
al Curmi^ eserciu il dritto resle inscritto s 
favor di questo» pare che si renda inopportu- 
na la questiooe, se il teno possessore ricavi 
valida eooeaioae dalia circostaazat che V ia- 
scriziooe aoa si sia d|^ ia nome del Xerri 
foraitore della sommX mutuata# Nel resto 

10 soopo della pubblioità era otteauto oolla 
inscrisiooo ; Bonaici noa ha la ragioae di 
dtre che abbia fiOato ii debitore, per ooo 
aver pototo coooscere che egli avesse la pss- 
sività dedotta ia qaesto giudisio; dai\no noo 
gli risultava dairessere il creditore Curini, od 
altra persona qualsiasi; rOrdinansa VII del 
1868 di Malta^susseguitadalCodiee d*lu- 
lia, non ne adottd la nullità a Cemiioi di 
questo; sembra che abbia preferito oommet* 
tere all' Appreszameato delle Corti^ goidate 
da savie teorie di emineati scrittori. la oo- 
gaizioae dell' iadicasione del creditore, e 
sua validità ; 

^ Attesoecbi 1' eccezione deYF incapaoità 
del frate a coatrattare merita di essere ra- 
giooata ; 

•' Attesoochi ove istituti dl ordiai moaa- 
stici e di corporazioo! rerigiose regolari sono 
accettatCi come in Malta^ la capacità oivile 
dei monaci va ċosi oello spirito delle leggi in- 
terpretata, cħe ae possa rimaaere compiuto 

11 fioe, cui qud cdrpi morali soao inteei. 

*^ £sri soao persoae, ohe godouo dei di- 



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i 



V01..IX.I88O.] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



281 



ritti eivili secondo k leggi e gli usi osser- 
Tfttioome dintto pQbblico; possono ocqaista* 
re epoaeedere, meno inquanto leggi epecialti 
per fine di pnbblioa utiiità, y\ oppoogono eo« 
oexionali restrizioni : quel che acqaistano 
diriene proprietà del corpo morale, che ac« 
quista e che si perpetua ool euccederei degli 
individni, che lo oompongono ; 

^' Attesocchd anche i membri di tali oom* 
munità religiose hanno la propria personalità 
giuridioa; e parrebbe aberrazione dal|a mo- 
dema eiviltà non ripudiare a sconvenevoli pa- 
ragoni ool deminuto di capo^ col servo dei 
fomani, col faoinoroso taaeato di morte ci- 
vile ; n mooaco religioso regolare gode 
dd proprio etato^ h pur egli cittadino, come 
gU altri; 

*' Atteeoech^ perci5, non eolo qael ohe una 
eommunità religiosa acquista, ma qaello pure» 
ehe acquistano i eiagoli membri componenti 
la Bteesa, diviene oomunealla società di tatti i 
beni, in ohe vivono i Monasteri ed i Conventi. 
Cotal aocietà^ aeoza oscludere per regola che 
ilMonaoo possa acqaistare, addace Pe£Petto 
ohe quel, cħe il Monaco aoquista, lo acqoiata 
al Monastero ; 

** Attesocchà rabdicazionOf che fa il reli- 
gioBO professoi e la rinoncia ai beni presenti, 
Boa che a futnri dritti snocessorii il voto di 
pov^rtà, la Btessa legge cirile, ohe sanziona 
la Bua incapaoità a testare^ laeircosorive nella 
idoneità a ricevere per testamento donazio- 
not ed ove piii| ove meno, lo restringe e lo 
priva deiresercirio di altri diritti civili, ac*> 
oenoano soltanto a quello ecoezionale eseroi- 
sio^ eonsiderato inoompatibile coUa professione 
religiosai la qaale rietandogli di acqaistare 
eeclurivamente per sà, gli permette ancora di 
aeqoistare^ nei modi non divietati dalla legge, 
tta raoqaisto, ohe ne fa, cede a favore della 
Comunità^ di ooi egli forma parte ; 

^ Aitesocohi non vi oeta^ ni fomisoe ac- 
gomento a morte dviloi meno poi alla esa* 
garata parifioazione colla morto naturalo, 



r apertura di suocessioacche per diaposto di 
legge avviene oolla emiesione dei voti netla 
professione religiosa, nei paesi in cui prevalso 
la teorica della morte civile del monaco^come 
nella Francia e nel Belgio si sarebbe ta* 
lora ritenuta oome connessa e conseguen- 
ziale alla stessa quell' apertura di succes- 
eione*; ma nei paesi, in cui la morte civilo 
del monaco non à stata presoritta^ nh osser- 
vatat sarebbe iacongruenza connettere al 
ooncetto della stessa la detta apertura di 
Bueoessione. molto piti ohe questa trova 
altrove lasua ragione, cioe neir aatorità,ohe 
godeva al di qua ed al di là dal Paro TAu- 
tentica Ingresii, per la qaale coloro, che 
ingredivano un monastero, dedicavano a Dio 
sà stessi ed i loro beni ; e V apertura di 
successione al profeseo, sostanzialmente, o 
negli efietti' aImeno» ċ una derogazione alla 
Autenticai per cui i saccessori nei beni del 
professo» posseduti al tempo dell ' emissione 
dei voti» divengono i chiamati dalla leg- 
ge a succedergliy o coloro, a favore dei 
quali avrkegli prima disposto^ e non già 
il monastero, come avveniva sotto la legge 
Giaatinianea. Qaell' apertura di sucoessiono 
inoltre riguarda i beui presenti del professo, 
e lo toglle di mezzo rapporto a futuresuo- 
cessioni ; ma oolla vita soprawivono in lui 
le virtti fisiche e morali, i suoi talenti^ ohe 
gli possono essere sorgente di varioi talor 
frequente e considerevole emolumento, an« 
ohe neir esercizio deir ecclesiaetico mini- 
Btero, senza anohe dire di modiche pensioni 
vitalizie» che gli possono essere Usciate, di 
pietose tenui largizioni, elemosine a retribu- 
zione di suffragi ed allri proventi, che la 
religione oriatiana oonsente a favor di chi à 
dedito al servizio della Chiesa. Anche Te* 
simio Spennati nelle sne questioni, argo* 
mento Profeaione Monastica, insegna 
ohe^ secondo i veri principj scientifici del 
dritto^ i monaci non cadono nella perdita 
dello BtatOi e neir inoapacità propriamente 



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282 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Yol. IX. 1880 



detta, fioo al puato da considerarsi morti 
civiluieDte per effetto della loro profesaiooe : 
essi cambiano il loro primitivo etato collo 
atato ecclesiasticoy dal quale promanano 
limitazioni di dritto in rispondenza delio 
Btato novello ; ma la perdita dei aoli diritti 
incompatibili colla professione non d geaC' 
rale di tutti i dritti; e conciliata col ligame 
al proprio istituto, senza togliergli in prin- 
cipio la capacità di aoquistarei lo sottopone 
al dovere di conferire nel la comunione del 
monastero i suoi acquisti.. L'Àutore ap- 
poggia il senso della dottrina non solo al 
Concilio Cameranense- ed a Costituzioni 
Pontificie^ ma pure a chiari espositori del 
Dritto Bomano. Nicolo Bocco, che dedico 
1' ingegno suo allo studio della speciale ma- 
teria e ne scrisse il trattato di accreditata 
memoria, attesta anche egli che la morte 
civile, voluta da molti riguardare nei reli. 
giosi professi, e stata ed ċ tuttavia la sor' 
gente piħ pericolosa ed abbondante di errori; 
conciossiacchdi arguendosi alla condizione 
dei monaci da quella del morto civilmente^ 
si sono stabilite alcune incapacità nella 
vita monastica» che la natura dei voti non 
richiede^percià senza veruna ragione indotte. 
La facoltà di acquistare a titolo oneroso 
pigliando origine da un atto, di cui h capace 
il religioso piofesso, cioe da un contratto 
commutativoy da vicendevoli obbligazioni di 
contraenti^ da soambio di valorii V effetto ne 
h soltanto che il risultamento ridonderebbe 
a pro' del monastero» perche inabile il mo- 
naco a possedere : posto tale effettOi quella 
facoltà non 6 incompatibile nemmeno col 
«voto di povertà, che non distrugge la fa- 
coltà naturale e civile di obbligarsii la quale 
d'altronde nemmen gli e in principio in- 
terdetta dalle leggi ; quindi à che V attitu* 
dine del monaoo ad obbligarsii la di lui 
capacità od incapacità eono govemate dal 
principio, che non h quello del v6tO| ma che 
Ata nella condizione di lui rispetto alla co« 



manità religiosa, In cui vive. di oui h figlio, 
e percià aesimilato sempre, nellaragione del 
drittOf al figlio di famiglia ; percio il oon- 
tratto del monaco, se consentito dal Supe- 
riore, ottiene efifetto; se non munito di quel 
consensoi sussiste ancoray tanto naturalmento 
quaato civilmente, se vantaggioso, eenza cho 
r altro contraente, verso di lui obbligato, o 
che non fosse colpito da limitazione nella 
Bua capacit à di contrattare, possa giovarsene 
in nullità di sua obbligazione : V interesse 
ne à solo del monastero ; allo stesso appar- 
tiene ili approvare o ripudiare la contratta- 
zione, o suoi effetti : ma il monastero vl 
risponderebbe, pel principio di naturale giu- 
stizia, in quanto il contratto gli fosse tornata 
in utile suo, o quando fosse stato contrattata 
con autorizzazioneomandato, nonchàquando 
il monaco avesse contrattato in occasione 
d' ufficio, cui fosse stato addetto; 

" Attesocchà se reccezione di nullità 
deirobbligazione non competeva al debitore, 
non si comprende da qual sorgente la tragga 
il citato Bonnici, il quale, come creditore del 
comun debitore, potrebbe soltanto esperire 
diritti ed azioni, che competessero al debito* 
re, e come successore siogolare nel posseflso 
deirimmobile, non potea suocedere in diritti# 
che il possesso precedente del debitore non 
accordava allo stesso— n& in vero il debitore 
r oppose, quando fu convenuto per V esecu* 
zione del oontratto e vi fu condannato, nà 
si puo immaginare taciuta dal debltore quel- 
r ecceiione in frodedei dritti di alouno, aic- 
come la leg^e stessa obbligava il debitore 
a tacerne,inquantocch& gli la denegava, ne in 
fine tratterebbesi di nullità assoluta opponi- 
bile indistintamente da cbiunque vi avesse 
interesse ; 

^' Àttesocchà nemmeno ha luogo recceffio- 
ne di nullità, data dal solo citato Bonnici, 
contro la sentenza di canonizzazione del cre- 
dito, emanata da questa Corte nel 80 maggio 
1879; perche Fra Carmelo Xerri agiva in 



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V<». IX 18801 


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DEOISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 




283 



quel giudieio assistito dal Padre G. À. Mu« 
Bcat Frocuratore del Convento, ilche fa pre-' 
Buinere clie il giudizio sia iatentato col con- 
seneo del Superiore — molto piħ che l'auto- 
riMatione, data U 5 settembre 1879, fol. 26, 
dal Consiglio del convento, era diretta ad 
agire in esecazione di qaella sentenza; perchà 
ancora lo stesBO eccipiente, oon saa citazione 
No. 101 deHo scorso anno 1879, avea citato il 
padre G. A. Muscat qual procuratore del con- 
vento e per l'intereBse del laico Fra Garmelo 
Xerri ; infiae perchS, se la nuUità per difetto 
di oouBenso di marito o di padre, o per difetto 
di elà, secondo la legge di procedura non pa6 
eBsere allegata che dagli s'tessi marito, padre, 
o minore, non concorrono ragioni per non ap- 
pUcare lo stesso disposto di legge, qaando 
traitasi d'an religioso regolare : non h già 
dubbio, che il religioso regolare non sia Bog- 
getto alle regole del suo latituto, n& che 
guelle regole non siano rispettate in Malta 
finebe flalle antorilà civili, che riconoscono 
come permesso ristituto ; ma quando la re- 
gola fe dal Saperiore o dalla Comunità rite- 
nuta violata, od offesa, à soltanto loro ispe* 
zione, loro diritto di reolamarne ; 

" Attesocchà il Bonnici indica un credito di 
tenne somma, insoritto per ipoteca il 2 set* 
tembre 1866, ed in nn proepetto ne conteggia 
i locri, quale pero aon à liqaido, se in concorflo 
col credilo degli attori debbano essere pre- 
graduatii non essendo compresi qaei lacri 
ueirinscrizione ipotecaria ; 

" Decide a tenore d elle domande degli 
attori— salvo concorso del citato Bonnici per 
quella parte di suo credito, che venisse in 
eeparato giudizio liquidata come preferibile al 
credito degli attori— le spese non si tassino 
tra attori e citato Bonnici, in vista delle 
questioni, che il giudizio offriva ; quelle poi, 
ebe .riKuardaao il citato Bruno debitore, ei 
laflBino contro lo stesBo. '' 



DEOISIONE 111. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PRIM' AULA. 

26 Novembre 1880 
Dr. Filippo PuJIicino, 

Oiudici di Sm Maestà, 



Argomento 

Nelle associazioni civili il Segretario S perso' 
na legittima a rappresentarle in givdizio. 
Qualunque memh-o di simili associazioni 
ha il dritto di leggere ed esaminare qua- 
lunque documento appartenente alle stessej 
specialmente i processi veriali dalle adu- 
nanze, 

Goffredo de' Baroni Sceberras 

versus 
Lorenzo Gaasar Desain nomine. 

LA CORTE 
'* Considerando 

*' Che una società di natura civile,chiamata 
Assemblea dei NobiH, erasi costituita in que- 
sta isola, la quale ia una riunione generale 
tenuta il 22 aprile 1876 aveva stabilito alcu- 
ni regolamenti generali, aveuti per oggetto 
la formazione di un comitato permanente 
dei Nobili, consistenti in dodici articoIi,firmati 
dal Presidente e dal Segretario di detto corpo, 
dei quali regolamenti si S prodotta copia in 
istampa a fol. 4 della presente citazione; 

**Che il Segretario di detto corpo, chiamato 
Assemblea, firmato nei menzionati regola- 
menti, h il citato Cassar Desain ; 

" Considerando che l' attore nella preaente 
causa Goffredo Sceberras^ Bocio, come non 
Bi controverte, di detta Assemblea, fa istaoza 
contro il detto CassBr Desain nella sua qaa- 
lità di Segretario del nominato Comitato 
Permanente, perchfe sia dichiarato di avere 



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S8i 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [VoL IX IdSO 



egli il dritta cli Yedere ed eBaminare qaalnn- 
qae docamento e qaalaaqae aoritto esistente 
neir ArchiTio della Bteasa Società^ castodito 
dal oitato oella qaalità premessa; siccome il 
detto citato aYeva ricaaato iogiastAmentei il- 
legalmente e per vani pretesti di rendere ac- 
oessibili alP attore i processi verbali del detto 
GomitatOi nonostante la ricbiesta fattagli pri- 
Yatamente e per interpellazione ; ed alterior- 
mente percbà sia dicbiarato lecito al detto at- 
tore di yedere ed eiaminare i predetti processi 
Terbali; con easere il medesimo citato cond&n- 
nato a permetterglielo, e con esserei occorren- 
d0i determinato il laogOi i giorni e V orai in 
coi debba essere lecito airattore di vederli ; 
" Che alla detta domanda il citato Cassar 
Desain oppone in primo laogo di nou essere 
egli tenato a fare la detta esibizionoi perchà 
come Segretario del Comitato non à egli 
mandatario dei sooj dell' Àssembleai della 
qaale forma parte 1* attorei ma si bene del 
Comitato nominato dalla ste8sa,dai qaale Co- 
mitato egli h stato nominato ed ayeva rice- 
vato le sae inoombenzei e qaindi i contro lo 
stesso ComitatOi che doveva V attore dirigere 
le sae istanze; in aeoondo laogo perch6 V at- 
tore doveva aspettare il mese di dicembrci in 
cai, giosta 1' articolo 6to. de' detti regohmen- 
ti^ deve adaoarsi nna sedata generalei nella 
qaale il Comitato deve dare nn rapporto 
del sao operato; ed in fine perchà i' attore 
dovea nnifbrmarsi al contennto nell' articolo 
9 degli stessi regolamenti e provocare la oon- 
vocazione di ana se dnta generale dell' As- 
aemblea, perchà si provvedesse solla saa do- 
manda ; 

'* Considerandoi rispetto alta regolarità 
della proposta istanza^ che il citatoi sebbene 
aiastato direttamente ed immediatafflente no- 
minato dal Comitato ai termini dell' articolo 
2do. de' regoiamentii egli per5 ha ayato nn 
mandato mediato {da tntti i socj adanati in 
oorpO|i qnali scelgono i membri del ComitatOi 
«1 qaale h data la faooltà di designare le pei- 



aone del Tesoriere e del Segretario; i doveri 
e le attribazioni di qaesti due ufficiali non 
promanano dal Comitato^ma s) bene dai rego- 
lamenti consentiti dall' intera Assembleii • 
dalla natora stessa del loro uffieio; 

*' Che pertanto, ritenoto ohe ogni socia 
abbia il dritfo di avere accesso alle carte 
costodite d al detto Segretarioi non i necessa* 
rio che si dirigga 1' azione contro totti i mem- 
bri del Comitato congiantamentei essendo suf- 
ficiente la citazione del detto uffioialoi il quala 
ba la coslodia delle cartCi interessanti l'intera 
corpo e non già il solo ComitatOi il qaale sol- 
tanto designa la persona, ohe deve esercitara 
le fanzioni di Segretario, il quale agisce an- 
che nelle sedate generali ; 

" Considerandoi qaanto al merito dellado- 
manda, che cià| ohe prescrive V articolo 6to. 
dei detti regolamenti generali| cio^ che in di- 
cembre di ogni anno si deve tenere una 80- 
data generale, nella qaale si darà un rapporto 
dell^ operatOi non h di ostacolo percħÀ 1' at- 
torei come socio avendovi dirittOi possa do- 
mandare di avere accesso ai processi verbali 
delle sedate del Comitato; per la ragione ohe 
il detto attore nou domanda alcan rendiconto 
deir operato del ComitatOi ma s) bene la 
ispezione dei prooessi verbali delle sedato 
dello stesso ; 

« Ghe inoltre siceome ai termini dello 
articolo 6fo« de' regolamenti egni socio^ unito 
ad altri nove almenoi puo domandare al ^e- 
gretario la convocazione dell' Assemblea 
allo scopo di trattare d' interessi gravi| & ov- 
viocheqaando il soggetto da proporsi h 
connesso colle procedare del ComitatOi il so« 
cio deve avere il diritto di ispezionare pre* 
ventivamente i processi verbali dello stesso. 
onde avere una norma nel proporre la soa mo- 
zione all' adunanza generale dei socj. Nd ai 
potrebbe citare oon vantaggio il citato arti* 
colo 9 per inferirOi ohe sia neoessaria una 
adonanza generaloi perchi un socio sia au* 
torizzato a leggere il processo verbale di 



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Tok IX 1880] DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALT\ 



28(1 



sadaU del Comitato; giaoohd il delto 
artioolo oontempla interesei graTi» e tra qaesti 
noD ai aanoTera oerto il soggetto» aal qaale 
farta la domanda neli'attore ; 
^* Conaiderando 

^' Che h di regola obe ohiunqae abbia un 
dritto di oomproprietà o di oommunione 
Bopra an documento qualunqae, ^ intitolato 
di avere V acoeseo e di ispezionare lo stesso, 
molto piik quando prova di avere un inte- 
resae ad eaaminarlo'; 

** Ghe non ai pu5 mettere in dubbio che 
totte le carte e documenti, conservati dal 
cutato ed esiatenti negli arohivi del oomitato, 
oompresi i processi verbali dello atesso, sono 
di proprietà comune di tutti i 8ocj» e non in« 
tereaaano adtanto i membri del detto oomi- 
tato^ ma ai bene tutti quellij ohe compongo- 
no la detta asaemblea ; 

*' Che in conseguenza non ai potrebbe 
trovare una ragione legale qualanque^ per 
negare ad un socio il dritto di riecontrare 
6 leggere i proceflsi verbali delle sedute del 
oomitato per dodioi mesi cratinoi, cio^ dal 
meae di decembre al mese corrispondente 
delP anno seguente ; oltre che non ai dimo- 
stra che siffatti documenti eiano segreti, e 
i membri del comitato aoffrano alcun pre- 
giudizio nel renderli palesi agli altri 80cj\ 
preeoindendo dalla coneideraiione che i con- 
trario allo spiritOi che anima eimili civili 
asaociazioni, quBlunque rifiuto aireearae delle 
procedure tenute da coloro, che hanno avuto 
un mandato dalla intera società ;' 
*' Fertanto dedde 

<*A tenore delle domande deirattore^ con- 
dannando il coavenuto a depositare preeso 
la infra8critta persona i processi verbali delle. 
eedute del comitato permanente dei No- 
bili, entro il termine di giomi quattro> 
lA'oggetto soltanto ohe l'attore possa vederli 
od esaminarli negli ultimi quattro giomi 
della proaaima settimana dalle ore 2 alle 4 
p, m.— colle spese. " 



DECISIONE 112. 

COETE CIVILE DI SUA MAESTA' 
PBI&i' AULA, 

8 Decembre 1880. 

Dr. F. Pullicino, 

Oiudice di Sua Maesià^ 

Argomento 
Qualunque convenzione o contratto, fatto da 
un ufficiale di Oovemo nelV intereise di 
qussto, non obliga esao QovemOi ammenoC' 
cKi tale uffidale non vi $ia $tato autoriz^ 
zato in iscritto dcU Capo del Oovemo. 

Andrea e Benedetto fratelli Spiteri 

versus 
Frederick Pnrefoy Hoare ed altrl. 

LA CORTE 

^* YiBta la oitazione degli attori fratelli 
Spiteri oontro 1' Uditore Generale e Diret- 
tore dei contratti e contro i fratelli Orland, 
colla quale domandano in primo luogo la 
diohiaratione di aver il paseato Agente 
CoIIettore della Bendita Territoriale di Sua 
Maeatk conceduto loro in conduzionei senza 
alcuna scrittura, una parte non inferiore a 
tomoli 11 della clausura posta nei limiti del 
Zeitunycostituente laprima porzionedel ter- 
ritorio Bulebel Maggiore ; di aver in con« 
seguenza di detto oontratto verbale gli stes- 
si proceduto a fare dei beoefioati in detta 
porzione di fondo ; e di aver il citato Diret- 
tore dei contratti^ aucoeduto al Collettore, 
per mezzo del eao Agente dato in condu- 
zione la detta porzione prima del detto 
territorio aglt altri citati Orland per con- 
tratto del 23 agosto 1880, della quale por- 
zione prima gli attori eono i veri e legittimi 
condnttori «^e in seoondo loogo che questo 



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286 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX, 1880 



ultimo contratto sia diobiarato nuUo ed inat- 
teodibile, per cio che riguarda soltauto la 
porzione di terrenodi tomoli ll, con essere 
gli attori dichiarati Yeri elegittimi conduttorii 
e cou essere il citato Direttore condannato 
a stipulare V opportuno oontratto di locazio- 
ne di detta porzione ; 
'* Considerando 
''Cbe non b controverso nel fatto e risulta 
dalla prodotta copia del oontratto di locazio* 
ne fatto agli Orland^ che la detta prima por- 
zione insieme ad altre era conceduta in en- 
fiteusi spirata il 14 agosto 1879 ; 

'^ Che, come hanno gli attori Spiteri aU 
legatoy la detta porzione prima era da loro 
posseduta in enfiteusi e che^spirato il tempo^ 
iianao avuto V assicurazione del passato 
Agente CoIIettore di contiouare a detenere 
la stessai finch6 sarebbe stato in favor loro 
fatto il contratto di locazione, e che sotto 
guesta assicurazione hanno gli stessi fatto 
dei beneficati nella medesima porzione ; 

^'CLe posti per provati questi fatti allegati 

dagli attoriy non risnlterebbe che costoro ab- 

biano continuatOy con permesso deiruffioiale 

incaricatOy a detenere la detta poriione di 

fondo con titolo di tacita riconduzione^ sicco- 

me non precedeva un' altra locazione; ma s) 

bene che un contratto del tutto nuovo di lo- 

cazione venisse conchiusoi per cui non si 

puà invocare nel oaso la pratica e oonsuetu- 

dinOi secondo la quale il Governo non suole 

introdurre in un fondo nuovi conduttorii 

quando i precedenti aveesero soddisfatto alla 

loro obbligazione ; 

" Considerando 
" Che secondo la disposisione, non abro- 
gata, del Proclama del lO^febbrajo 1816, 
art. 20| nessun atto di qualsisia persona ai 
servizio della Corona pu5 viziare o pregiudi- 
care il dritto della stesea, ammenoechfe non 
sia chiaramente provato essere tale atto 
emanato dallo stesso GovernOi o che le per- 
Bone, che abbiano cosi agito,8iano etate auto- 



rizzate dal Governo in iscritto^ onde deve- 
nire ad un simile atto; ed^air art. 3o. che la 
sola autorizzazionoi da considerarsi da qua- 
lunque Gorte di Giustizia, sia quella data 
dal Priocipal Segretario in iscritto in nome o 
da parte di S. E. il Govematore ; 

*' Che secondo l' interpretazione costante- 
mente data a questa legge, ogni contratto, 
convenzlone di qualunque natura, fatta 
nell' interesse del Governo da un ufficiale 
pubblico con persone private, h innttendibile 
e di nessun effetto legale rispetto al Governo 
e non puo essere di alcun pregiudizio ai suoi 
dritti, in difetto di un* autorizzazione diretta 
per parte del Capo dello stesso Governo ; 

" Che, pertanto, qualunque sia la deno- 
minazione, che si voglia dare spcio, che si 
pretende seguito tra gli attori ed il passato 
Agente CoUettore rispetto alla detenzione 
della prima porzione del territorio ta'Bule- 
hel, sia di lusinga, promessa od anche oon- 
tratto, tali pratiche o convenzioni non costi- 
tuirebbero alcuu vinoolo obbligatorio per il 
detto Governo, stante la mancata autoriz- 
zazione, il quale rimane libero a concedere 
ad altri in locazione la detta porzione, come 
egli ha fatto susseguentemente coi fratelli 
Orland per il contratto del 24 agosto 1880, 
col quale si dichiarava che gli anni quattro 
di locazione dovessero computarsi dal dal 15 
agosto 1879 ; 

'' Che in conseguenza la ofierta prova te- 
etimoniale per giustificare la seguita con- 
venzione non h ammissibile, comecchà irrile- 
vante ; 

•'Che fiualmente, se gH attori hanno fatto 
dei beneficati di coltura, dei quali hanno 
profittato gli attuali condotlori Orland, e se 
eglino hanno sofferto dei danni in conse- 
guenza della promessa o convenio supposto 
seguito tra loro e 1' Agente CoIIettore, noa 
à contro il Governo, rappresentato dal oitato 
Direttore dei contratti, che dovevano egHno 
dirigere le loro azioni; 



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><MUlX1880] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



287 



** Deoide 
*' Per i motivi promessi, preTio il rigetto 
d«ll' offerta prova testimoniale, per 1* esclu- 
i&oiie degli attori dalle loro domande, oolle 
spese nell' interesse aoltanto dei oonvenati 
firatelli OrIand» Balve altre azioni talvolta 
agii attori oompetenti. " 



DECISIONE 113. 

CORTE CiVILE DI SUA MAESTà* 
PRIM' AULA. 

10 Deeembre 1880. 
Dr. Filippo Pullicino, 

Oiudice di 8ua Maestà, 

Argomento, 
Non e applicalile la disposizione deWarU 
784 delV Ord. VIL del 1868, quando Vo- 
Uiganone non contiene alcun termine, aw 
che indeterminato-^dovendosi in tale caso 
Titenere per eseguibile subito, od a ricħie* 
$ta del ereditore. 

Giaseppe Barbieri 

versus 

Mro. Antonio Xuereb. 

LA CORTE 

^* Attesoccb^ r attore Barbierl colla pre- 
aente citazione domanda la condanna del 
convennto Xuereb a pagargli e restituirgli 
le d6 18, ohe gli aveva dato a mutuo in ino* 
neta sterlina eenaa sorittura, coi lucri legali 
dàl 23 ottobre 1880, giorno deU' interpella- 
sione giudiziale; 

** Attesooche la prova del detto mutuo 
Tiaolta dalle due testi Ànna Delia e Bosaria 



BorgyCome seguito circacinque mesi addietro; 
cioi nel meae di giugno del corrente anno, 
'* AtteaocchĠ runica ec cezione eostanziale 
data per parte del convenuto Xuereb si d di 
non essere egli obbligato alla restituzione 
della Bomma mutnatagli, prima del decorso 
di due anni dalla versione del deaaro, invo- 
cando I' articolo 784 dell' Ordinanza 7a. del 
1868, conchiudendo che la domanda dello 
attore aia stata intempestivamente proposta ; 
** Attesoccbà la citata Ordtnanza, nella 
sezione 2a,i ove h collocato il detto articolo 
784, distingue le obbligazioni, alle quali non 
h apposto alcun termine^ da quelle conlratte 
con un termine;Ie prime, giusta Tarticolo 783, 
devono esaere subito eseguite, ossia a richie- 
8ta del creditore; le seconde o sono a tempo 
determinato, o a tempo indeterminato : nel 
primo caso, a* termini dell' articolo 778, ci5 
ohe 6 dovuto, non puo esigersi primn delk 
scadenza del termine; nel Becondo, giusta 
il citato articolo 784, trattandosi del pa^a- 
mento di una somma di denaro dovuta senza 
interessi, V obbligazione deve essere ese- 
guita entro due anni ; 

" Attesocchà secondo qaest* ultimo artico- 
lo r obbligazione s' intende contratta a ter- 
mine indeterminato^ quando il tempo per la 
Bua esecuzione 6 stato rimessoalla volontà 
del debitore, o se à stato convenuto che il 
debitore debba eseguire la sua obbligazione, 
quando gli fosse possibile, o quando a- 
vesBo i mezzi di eseguirla ; 

*' Attesooch& pertanto, quando nella con- 
venzione 71 esiete la clausula di dovere la 
sua esecuzione avere luogo, quando il debi- 
tore vorrà potrà farlo, pernon lasciare la 
detta esecuzione dilazionata fino alla morte, 
del debitore od a tempo indefinito^ l'articolo 
784 ba apposto il termine legale di due 
anni, entro i quali soltanto V esecuzione 
delP obbligazione rimarrebbe sospesa, e no^ 
pià oltre; e quando la somma k dovuta con 
interessi, entro 11 termine di sei anni ; 



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288 



DECISTONIDEI TBIBnNALI DI SIALTA TouIX.1880 



*' Aiteaooohd per& qoando V obbligasiona 
non ba alcun termine, nd detennintto, nà in- 
determinatOind si h oonvennto espretsamente 
ohe il debitore doveflse pagare, quando vorrà 
o potrà, o mediante altra dansola eqnipol- 
lentOt r obbligazione h pnra e eemplice e 
dev^ essere tnbitOi od a riohieeta del oredi- 
tore eaegaita, od entro nn termine da tttbi- 
lirn dalla CortOi qnando ooncorre alonno dei 
cati enonciati al detto articolo 783 ; 

'' Attesocohà non constando di ettere 
stato appoato allteaecazionedeU'obbligazione 
del convennto alcnn lermine, nd tnche inde- 
terminato^ la detta eocetione non pnà etBere 
accoita; 

''Decide 

** A tenore della domanda dell' attorei 
coUe tpese. 



DECISIONE 114. 

CORTE D* APPELLO DI SUA MàESTA' 
AULA COMMEROIàLE. 

13 Dioembre 1880. (a) 

Sir Adriano Dingli. C6.M.a., C.B., 

PresidenU, 

Sir Salratore Naudi, 
Dr. Loreozo Xuereb, 

Oiudiei di Sua lliàestà. 



Negte. BobertoBalbi 

veriui 

Megte. Faolo Catajar ncmine, 

LA CORTE 
'< Yiata la domanda deir attore innanzi 

<a) Yedi Fargomento, le domande e la seatenza 
£ prima iBtanza a pag. 94 di qaesto yalame« 



alla Corte di Comoieroio di Soa Maeetà per 
la oondanna del oonvennto in danni» per 
difetto di oonsegna di nna oaaea moatarda, 
oarioata sul baetimento a vapore Sibmtm 
in Londrii il 6 eettembre 1879, per eeaere 
oonsegnata all'attore, alParrivo del legno io 
Malta ; e per la liquidazione di qnei danni 
in £ 5. 13. 5, yalore di quella meroe in 
quest' isola, seoondo un oonto dair attore 
medesimo esibito ; 

OmisBis ^ ...•« 

** £ aentite le parti ; 
'' Considerando 

'* Cbe nella polizea di oarioo vi era la 
olansula seguente : — *' In oase any part of 
'' the witbin gooda cannot be found for 
*' deliyery during tbe vesBera stay at tbe 
*' Fort of di8cbarge» they are to be retum- 
<' ed, at ship's expense, but sbipper'B riakt by 
<* the first opportunity» wben found : the 
'' steamer not to be Kable for any loas or 
^* claim for delay by aaoh over^carriage'' — ; 

'^Cbe quella clausola oertaaiente non 
eeimoTa il oapitano dall'obbligo di fiure uii 
accurata riceroa ; ma, col liberarlo da qtia* 
lunque responsabilità pel non retrovamento 
della cosa in un porto intermediot reatringeva 
la natura della dovuta ricerca, togliendone 
via robbligo di aconvolgere il oarioo per 
trovare un oggetto, cbe per ignoranza, o 
altra cau8a» lo ativatore aveeae meaao iotto 
altre meroi destinate per altri porti ; 

** Che queata interpretazione di quella 
clauBoIa à la pià consentaneaalleciroostanze, 
in cui ri trova il capitano di un baatimento» 
ohe, nel corso di un lungo viaggiot deblMi 
toocarelvAij porti, per poobe ore in daaouno; 
poichà lo epoatamento del oarioo deadnato^ 
per I'ultimo porto non ai pu5 fare aempra 
aenza grave apeaa o aenaa ona perdita ài 
tempo, atta a dare luogo a pià gravi oona^ 
guenze; 

**Che dalla depoaiaione del teaUmonio^. 
nen contraddetta oon prove oontiarief riaQlta 



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IjffTiT^ 



%T>. IX. 1980] DECISIONI DEI TRIBUNALI Dl MALT\ 



289 



cbe per U cnBM in qaestioue ei fece* all'arrivo 
del badtimeBto da LondrA, una ricerca per 
tQtto il legno, per quanto, cio^, ei poteva, 
len^a amuovere il foDito del carico, ed h 
quiodi credibile rassersione del capitano al 
sao ritorno da Co^tantinopoliy ohe quella 
oaasa fa trovata nel fondo del baBtimento ; 

** Che col discarico della medesinia e la 
consegna offertaDe^ in quel giorno 30 otto- 
bre, giorno del suo ritorno in Malta dal 
viaggio originarianiente contemplato, il capi- 
tano aderop) interamente Tobbligo suo ai 
termini detla polizza di carico ; 

*' Decise pel rigetto della domamla dello 
attore» e oosi per la revoca dell*appellata 
sentensa della Corte di Corameroio del 18 
di marzo 1880— colle spese. " 



DECISIONE 115. 

CORTE CIVILE DI SUA MAESTl' 

PRIM' AXJLA. 

14 Dicembre 1880 (a) 

Dr. Giuseppe Gasan, 

Qiudies di Sua Mae$ià. 

Argomento 
In tema di retratto quali $ieno indizi (2i it- 
mvlazione, e quali no. 

AnnuDnata Gaffiero 

versus 

CaDonioo Dr. Don Vincenzo Despot 

LA CORTE 

'^Attetocobl ra||riee quale mandatoria 

di euo marito aaaMiite chiede conferma del 

relrattOt da lei intentato oon cedola del 27 

aprito 1880» del loogo di oaae con bottega 

W Questa sentena h appellata. 



nella Cospicaa stracia San Qiorgio Ni« 
66 e 67, e chiede che il citato eia -dalla 
Corte astretto a famele rivendiKione entro 
termine, con diohifirarsi cbe» decorso questo 
invano, la rivendizione ei ritenga come se* 
guita à favor di lei^ per tutti i fini ed effetti 
di legge; 

'^Àttesocchà la pozlorità del titolo a ricu- 
perare di Franceaco OaflSero, figlio della 
venditrice, non b in questione. Ua il oitato 
a' oppone di rivendere, perobe dice il re- 
tratto simulato e non eaperito in propria 
utilità, ma per comodo e vantaggio del Ca« 
nonico Dr. Don Oiuseppe Azsoppardij ia 
frode dei Ji lui diriiti ; 

** AtteBOCchċa stabilire la simulazione fro- 
dolenta il citato pone come principio che 
eaaendo di difficile prova, bastano le presun- 
zioni e le congetture, ancorcbċ lievi : cio 
per5 01 puo ritecere inqunnto compatibile 
col aiatema attual»della prova, dalla legge 
commessa al criterio morale del giudicante 
non e piii da parlare fM prova piena e eemi- 
piena» nh di aola quantità nei mezssi di prova 
quando un solo testimonio puà bRetare, i 
due non essere Bnfficienti; nà un cumulo di 
aoapetti, o supposiiionii se i fatti non pre« 
etano induzlone logioai ae non sono da legge 
elevati a preaunsioni, ae ancħe offrendo un 
apparento veroeimile questo h indebolito da 
veroeimile in senao opposto, possono guada- 
gnare la convinzione di giudicante ed il 
Buo aaaentimeoto a privare alcuno d' un 
dirittOy ohe provvida le^ge gli conferisce. 
I mezzi di prova» ohe concorrevano nel 
caao "Saliba versus Mangion" riferito dal ci- 
tato,deoi8o da questa Corte il 20giugno 1866 
anzicchċ dirai lieTi congettQre» erano prove 
dirette e congetturali cosi concordi e gravi, 
che non permettevano ad intelletto umano 
di persuaderei in aenso opposto. Cosl nello 
altro oaao ''Saliba versm Dr. Mamo Tre- 
viaan/' deoiso da queeta Corte il 4 novem- 
bre I872| oltre l' atto pubblioo del mutuo 

37 



i 



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290 



DECISIONI DEI TBàBJimfjl DI MALTA 



[Vai^ IX. 1880 



yi fa.conve&zioDe per scrittara'privata, ed 
allri oiezsi di prova ode )a mataatana rica* 
perava per conto del matuante. PercoQverso 
lo steaeo dotto Giudice del 1872» in on altro 
ca^^'Qrech versm Briffa/' deciso il 10 
geiiaaro 1876, oel quale, ool. preetito pro- 
curatosi dal retraente, coocorrevano pià altre 
circostaoze da far supporre sioiulasione e 
frode a danno del compratore, saviamente 
non ne era ri nasto persuaso^ ed il dritto del 
ricuperante scauipo ealvo dal pericolo dei 
giudizi ; 

'* Attesocchà il citato^ aocumalando qoan- 

te circoatanse potd ricercare in eostegno di 

8uo assunto, fidd sul numero delle etesse, e 

ne risultano varie^ superflue ed irrile?anti. 

Di quelle circostanze alcune banno riferenza 

al mutuante, altre all' attrice, cbe à manda- 

taria del marito^ ed altre a marito e moglie • 

•* Attesocchà il mutuante desiJerava Tim- 

mobile, perchS V avea comprato^ e gli fu 

dal citato ricuperato : perà ciS non toglie cho 

dovesse desiderarlo ancbe il figlio della 

venditrice, il quale espresse nelle letiere a 

eua moglie il grande impegno di ricuperare, 

ancbe a costo di perdere il suo impiego col 

fratello dei citato, che gli frutta circa sei 

Bcellini per giorno. II mutaante d' altroode, 

cbe col ricupero fattogli dal citato avea 

perduto r opportunità deirimpiego del suo 

denaroy non pareva strano nel procurare 

Taltro buon impiego col mutuo priviIegiato> 

e col lucro del sei per centoranno:nà il patto 

anticretico ed altre precattziooi ricercate dal 

mutuante si devon ragionevolmente attri- 

baire ad altro scopo^ cbe di meglio assicurare 

la.somma ed i lucri. Ma dato per ipotesl 

cbe il mutuantOi oltre lo scopo di collocare 

ad interesse il suo contante^ fosse stato ani« 

mato anobe dall' altro di frustrare il retratto 

verso di lui esperito dal citato, questo ipo* 

tetico mal pensiero^ fosse pure stato reale, 

non pregiudicherebbe altri nell' esercizio di 

loro diritti ; 



'* Attesocchà I' attuale ioidoaea soivenca 
del ricuperantei sotto a,Ilre concorreati cir. 
oostaoze, non assame rilevanta ne) ciMo.prei- 
aen^e, a susdidio delh pretensionet del cl* 
tato che il retratto si sia fatto. per oonto a}*- 
trui. II urezza potrà eventualmente aQn 
essere consumato per intiero, ppicbà la mar 
dre del retraente lo conseguisce in rate per 
alimento di sua inoltrata età : il retraente di 
altroqde prese le sue precauzioni pel pagar 
mento. pattuendo la durata del mutuo la 
anni dieci, fino il termine dei quaii molt# 
eventualità possono rendere miglioramento di 
stato finanziarioy specialmeote per un resi- 
dente in florida città come Londra, ove il 
citato, sebben e vl sta al soldo altrui^ altre 
risorse potrebbe. ancho a?ere talora: in ogni 
evento non ai pu6, anche per altri modi di 
ripararvi, preventivamente acquistare la 
certezzacheilretraente dopo gli anni dieci 
dovrà vendere V immobile per estingoere il 
mutuo ; 

^' Attesocche la circostanza risultata ohe 
r immobile venduto per £ 200 valga £ 30o 
secondo ropinione accreditala, cbe, dietro in- 
carlco del mutuante, esterno un perito ido- 
neo, presto occasione al citato di eccepire 
ulteriormoDte cbe il ricupero non segui per 
conservare il ftodo in famiglia^nja perriven- 
derlo e luorare sul prezzo, mentre il retratto 
in ragion di consanguinità non paà for- 
mare oggetto di speculazione ; 

*• Attesocchà la circostanza del maggior 
valore pud incoraggire maggiormente ua 
consanguineo a retrarre ; ma finchi si vale 
del suo dritto, non si ritiene offendere altri : 
sul maggior valore potrebbe il ooniaqgui- 
neo contare cbe I' aSezione di conservare 
r immobile in famiglia non abbia a riu- 
scirgli rovinosa; inquantocchÀ, se la fortnna 
gli negaese il mezżo di redimerlo dal debito 
fino 8 dieci anni o pià, egii potrebbe trovarst 
oostretto a sacrificare la sua affenone, di- 
straendolo per estlngaere il debito, ms^ opn 



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lttot.IX.l880.] DECISIOXI DEI TRIBUNAtl DI MALTA. 



291 



moohe a saeriAttirealCri enoi interessi : qaeato 
pero Don vale a sopprimere nel coosanguiaeo 
il tuo dritto a retrarre; poich^ gli à sol- 
taDto vietato di Talersi di tal auo dritto ooo 
preoffdinazioDe di trasrerire P immobile in 
altri verao un lucro : gli assennati motiyi 
preoiesai alla decieioDe di appello nel 16 
novenibre 1877, nella cau^a ''Preziosi versus 
Sdcluna^" dal citnto allegata in appogio di 
qoeàt' ultiuia sna ecoezione, concorrono me* 
giio a rilevare I'inopportunità deireccezione. 
Aliora ooBtfiVħ pienamente nel faltodellMn- 
tenziODa, al tempo del retraitOf di vendere 
inmediatamente il fondo per un prozzo 
maggtore: ed in nn terzo rootifo quella 
Corte considerava non eaaere al certo vietato 
ad on conaangoineo di rivendero un fondo 
rictiperatOi quando il retratto fosse atato fat* 
to in buona fede per V oggetio di riteoerlo 
in famiglia, aebbene posteriormente per cir- 
ooatanse aopr^gginnte ai stiinasde proprio di 
ajienarlo; ma io quel caao, soggiungeva la 
Corte,iI oonsanguineo ebbe rintehzioneJatiD 
dal tempo del retratto, di eapert rlo per apo- 
gliare del ibndo il compratore, ed fndi fare Dn 
laoroaul prezzo, eenza aloonaidea di conser- 
varlo, Saggia ^ la sentenia; ed ove nel caso 
oggi eoDtrovereo que8t.a Corte potesse asau- 
naeme il aolo primo motivo» che inoOoDiocia 
oolle parole ** consta pienamente nel fatto/' 
Don e dobbio cbe avrebbe applicato le iden- 
tiche dottrine nel diritto ; 

** Atteaoccbà V attricey dod potendo fare 
dimottrazione negativa ohe eaoluda ogni 
pofliibiltà d* intenzione a retrarre per conto 
altmit o per mera apeculazione preordi- 
nata aoltanto a rioavare maggior prezzo ri- 
iMDdeDdo il foDdo, augger) apootaneamente 
pttr mezzo del auo difensore che la Corte ri« 
■flrvi al citato tntti i dirittii da eaperire in 
qnaluDque futuro tempO| qualora avesae a 
rfoonoaeerai alcona simulaBioDe e frode Del 
ano opehkto qual mandataria del marito; 
•• Decide 

^ Aderendo aHe domande deir attrice, 



e prefigge al oitato il termino di giorni otto 
per ese^u're la chiesta rivendiaione* colle 
apesc contro esao citato — alquale reatino iri- 
aervati auoi diritti pel oaso di futura cogiii- 
zione di frode in auo danno." 



DECISIONE 116. 

CORTS CIVrLE DI SUA MAFSTA' 
PRIxr AULA. 

15 Dicemhre 1880. 
Dr. Filippo PullicinOi 

Oiudiei di Sua Mawstà, 



Argomento 
L' iMufrutto di benifedecommiesari e ioggetto 
alle azioni dei creditori delgravato. 



-Giorgio Farrogia 

vereuB 

Mdria Carmela Scbeinbri. 



LA CORTB 

'^ Àttesocehg I* attore domanda di essere 
autorizzato a portare in subasta rusufrutto 
della casa e botteghe poste in Strada Santa 
Lucia dal No. 65 al 68» della casa posta in 
Strada Zecca Ni. 41 e 42, possedute dalU 
citata sotto fedecommesso come da sentenia 
di qiiesta Corte del 10 giugno 1880, non 
ostante le opposizioni di detta oitata, e ci& 
in esecuzione dell* altra aentenxa di qneata 
Corte del 26 novembre 1878 ; 

** Atteaocohà da qnest' oltimi sentenza 
resta provato il oredito deĦ' attove verso te 
oitata, per cui egli h intitolato a proccdere 
€8eoutivameDte,'Onde aoddiafiirai del detto itso 



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^*> 



DECISIONI DEI TRIBUNàLI DI MALTA [Vol. IX. 1880 



eredito, sui beni fomiaQti il patrimooio di 
detta sua debitrico ; 

*• Attesooch& tra' detti beni ai compren. 
dono i frutti di beni fedeoommiaaarj da 
lei poaseduti, i quali sebbene formino on 
usutrutto ehiamato oauaalet cioe anneaao 
alla proprietà dei detti beoi so^getti a resti- 
tttzione, a differeoza delr usuPruito detto 
formale, cio& dalla proprietà disi^iuntOy non h 
per5 meoo vero che il detto usufrutto cau* 
sale, durante la vita della citata posaedi* 
trice dei meneionati beni, finche si Vaccia 
luo/;o alla loro refltitusione ai vocati^ d aog- 
getto air azione de' di lei creditori; 
" Decide 

'' A tenore delle domande dell'attore, colle 
Bpese," 



DECISIONE 117. 

COBTE D' APPELLO DI SUA MAESTA' 
AULACIVILK 

15 Decembre 1880 (a). 
Sir A. DingH, c.g.m g., c.b., lld., 

Presidente, 

Sir Salvatore Naudi, l.l.d., 
Dr. Lorenzo Xuereb, 

Ciudiei di 8ua Maestà, 

Argomento* 
H dritto di senseria ai acquista coUa conclu* 
iione del contrattoj e delle ragioni, che 
possa avere un contraente per essere eso^ 
nerato dal pagamento della sua metà, non 
pud vaUrsi V altro contraente, quando 
queUe ragioni non colpiscano Vintiero drit^ 
to di senseria. 



(a) L' argomento, le domande e la sentaiza di 
pnraa istanza a pag 783 dai Vol. VIII. 

L appello da detta sentenza, nell' Appendice^ ^ 
stato erroneamente riportato con^e deserto. 



Aotooio ManġbQ Cavarra. 

versuB 
Sac. Don Franceaco Deaira. 

LA CORTE 

•'Vieta la doaianJa deirattore innanzi alla 
Prim' Aula del(a Corte Civile di Soa 
Mieità per U liquidazione, p^r mezzo di 
Periti, deila aomma a lui devnta per dritto 
di eenseria, alU ragione di due per cento sul 
valore di varii immobiH, dal convenuto e da 
un altro indivi luo, Vincenio Cremona, le- 
ciproeftmenle vendttti^ percontratlo conchiu- 
aoper mediazione deirattore e atipulato 
preeeo il Notaro Giovanni Calleja Schembri 
U Tgiugno 18J8, e per la condanna del con- 
venuto al pagamento della metà di quel 
dritto ; 

Omissis .^ 

'* Viata la aentenza del 26 maggio 1879, 
oolla quale la Corte suddetia, ritenendo nel 
fatto. .rispetto air attore, conatare delle 
allegazioni oome eopra fatte dal oonvenoto, 
e in diritto eaaere, per la doloea condotta 
deir attore medeeimo, sebbene posteriore id 
contratto che gli dava diritto alla aen8eria« 
cemto questo diritto, deoiae pel rigetto delle 
ene domande ; 

" Sentito il difensore del convenuto ; 
" Conaiderando 

" Che il diritto di senseria ei acquiata dal 
mediaiore ain dal momento delta conclusiono 
del contratto segaito per opera saa; in difelto 
di conven-cione diversa, 6 dovuto per nna 
metà dal venditore, e per I'altra metà dal eom- 
praloreUrt. 1075 Ordinanza No.VlI del 
1868) ciascana metà h un debito parlicolaro 
di colui, dal qaale deve easere pagata ; e delle 
ragioni pertanto, che posaa avere I' nno per 
essere esonerato dal pagamento del debito boo« 
non puo valersi I' altro, qaando qaelle ragioni 
non colpiscano il ^iritto di setiseria per intero ; 



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VoL IX 13801 DECISIONI DEI TBIBUNALI DI MALTA 



393 



** Cbe la condotta po9teriore del media* 
tore, quando anche abbia indotto amendue 
i contraenti a recedere da quel contratto, 
eebbene poMa, secondo le oiroostaozo^ dare 
1q<^o ad nn' asione contro di lui per danni 
o per altri oggetti. non puà avere l'efietto 
di estiogoere la obbligazione già perfetta 
dei contraeoti medesioii verso di lui per la 
senseria ; e molto mcno puà easere addotta, 
come oausa deU' eetinzione di quell' obbli* 
gazione» una condotta del mediatore, che 
abbia operato sull' animo, o a danno, di ono 
eoio dei contraenti» e questi non eia quello, 
da] quale egli dotnaj^da il suo diritto ; 

** Che consta, nel fattoi che tii Yinceuso 
Cremooa^ nċ U courennto aveva motivo di 
lagnarsi del procedere deirattore» in rigoardo 
air opera 808, in occasione del cootratto, pel 
qoale qneBti domanda la senseria : il primo 
coUa acrittora del di 8 giagno ( foL 31 del 
proceaao) ritenendo verificata la condizione 
deUo promessa di £ 30, ehe aveva fatto allo 
aitore prima della conclnsione del contrattOi 
81 costitui debitore verso di lui in queUa 
aomma pel contratto conchinso e stipulato il 
giomo innanzi ; e il Becondo, nella carta al 
ioL 30, dichiar5 di avere Y attore in qnella 
occasione agito onestamente e imparzialmente; 

^* Cbe la convepzionei iDserta nel contratto 
di recesao del 20 luglio (foL 8 del processo) 
coUa quale Cremona oi obbligb a rifondere al 
convenoto qaanto qaesti sarebbe condannato 
• pagare aU' attore per seniieriai 8emprecch& 
queaki vi facease opposizione e ^ohiamasse lo 
fiteaao Cramona a difenderloi non ik dritto 
al conyennto di opporsi aUa domanda deUo 
attore con mezzi cbei qaando pare fossero 
legalmenta buonii varrebbero soltanto a re- 
peUere una domanda deU' attore contro Cre- 
mona, controaltri aventi eausa da lai^ in 
rigoardo al debito di lui slesso, e non mai 
nna domanda contro U convenoto medeaimo 
pel pagamento del sao proprio debito ; 

** Che Botto queste circostanzei non yi h 



luogo di esamiDare, in questa causa, se i fatti 
aseerti da Cri^mona siano provati, o se, essen- 
do veri, abbiaoo V effetto di esonerarlo dal 
pagamento della metà della seoseria da lui 
dovutai o da altro pagamento in ragione 
della mediazione suddetta ; 

'* Che d'altronde per la liquidasione del 
dlritto di senaeria domandato dall' attore noa 
i necessaria la stimai per opera di periti, da 
nominarsi da questa C orte. dei beoi, il cui 
valore non fu stabiUto nel ojntratto del 7 
giugno 1878— se esiste tnttora la relasionei 
che il Perito nominato in quel contratto 
verso la fioe di lugUo di quell' ahno ( oome 
coDsta dalla deposizione dello etesso Perito 
e del Notaro Giovanni Oalleja Schembri ai 
fol. 36 e 45 del prooesso) depositd presso 
quest' ultimOf e se da quel rapporto riMdtano 
tutti i dati necessari per la determinazione 
dcl dritto suddetto ; 

''Deoise per la revoca dett* appellaU een- 
tenzA del 26 maggio 1 879| condannando U 
convenuto a pagare aU' attore la metài da 
lui doi^uta del diritto di aeiiaeriai regolato 
a due per cento aul valoira di dascuno degli 
immobili venduti dal conveouto a Yinoenzo 
Cremono, o da costoi al convenbto mededmoi 
col contratto del 7 giugno 1878 preaso il 
Notaro Giovanni Calleja Schembri— colle 
spese— E per la deoisione della domanda re- 
lativa aila liquidazione del diritlto soddetto 
rimi83 la causa a una seduta, da essere fissata 
dietro un ricorso dell* ona o deU'altra parte, 
qualora intanto su tale Uqaidazione ease 
non si metteranno d' accordo — le spese di 
questo capo riservate." 



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394 



DECISTONI Dfcl TftlBnNALl Dl MALTA VoL. IX. 1880 



DECISIONB 113. 

CORTE CRmmAlJR DIS. M. 
'àTDicemlre 1880. 
Dr. Paolo Vella, 
Dr. F. Piillicino, 
Dr. Giuseppe Ga san^ 

Cindici ii 8ua Jfaeità. 

In giuri$dieione dċUa Corte Criminale di 
quette ieokya prendere cognizione di delitti 
commeeti in domini stranieri, non va rego* 
latada convenziom, o trattati, che Sua 
Maestà avessefatto con governi etranieri^ 
ma dalle di'tpoeizioni legiglative, che la 
àtessa avease emanato in seguito a tali 
convenzioni, o trattati. 

La delegazione. contemplata neWart. 270 
deWOrdine di S. M. in Consiglio del 12 
ottobrel873, e un dritto facoltativo. 

La Begioa 

versus 

Qiovanni Tbey. 

LA CORTE 

'' AUesoeohe da parte dell* impatato Gio* 
▼anni They^ per mozzo del eao difdasorei so no 
atate allegate le segaenti eccezioni : — 

Imo. Che atte&a la eonvensione^ segoita 
tra il Governo della Gran Bretagna e qoeilo 
di Taoesi, firmata io data del 19 laglio 1875, 
della qaale à stata pabblicata copia per noti- 
ficaziooe del Goyerno di qaeste Isole in data 
10 dicembre 1875, qoesta Corte diviene in- 
ċompetente, per difetto di giarisdizione, a 
prendere cognizione della presente cansa, 
Regina ?8. They, inTistadeirarticoIo 26 della 
flteesa Convenzione — 

2do. Che nel caso preeente li ooncorre 
pare il difetto della delegazione contemplata 



dall' articolo 270 dell* Ordine di Soa Maestà 
in Ct)tt8iglio del 12 ott<i4>r6 1878 pobblicato 
per notifieaaione del 24 agoeto tS74, delega- 
zione, senzala ^uale il Coneole Generale di 
Tuneii non poteTa preadere oognkioDe del 
preeente oaeo, nto eeeendo la »ua giuritdi- 
zione ohe una gtttriedizione ilelegata— ; 

SuIIa prima eccezione— 

•' Rilcmito che 1 * Atto Imperiale 6 e 7 
Vittoria Capo 04, Thetoreign Jurimliction 
^ct,8ia Tatto fondamentale, che stftbilisce 
il legittimc eaercizio dei poleri e deHa gin- 
risdizione aocordati a Sua Mae^tà foori dei 
8uoi domioii ; 

" Che al predetto statuto poggFano, %nzi 
in virtii dei poteri o<illo stesso accordati a 
Sua MaestÀ aono dirette, le disposizioni date 
da S-aa Maestà col suo Ordi'no in Coneiglio^in 
data I2ottobre 1873, per cio che riguarda 
la giurisdizione, che esercita nci dourinii 
detk Sublime Porta Ottomana ; 

" Che il dritto dei ContfOli Britannici ad 
eeeroitare uua giurisdizione o'ei domioii Ot- 
toraani dipende, prima, dalr originariacon- 
cessionedi qael dntto fatta jJal Soltario al- 
la Cdrona Britaniiiċa, circoscritto dai termini 
della stessa coaoessione ; e in eecondo luogo 
dair estensione, che Sua Maestà La Regina, 
neir esercizio deipoteri di cui h investita per 
Tatto di parlamento. si fosse compiaciuta di 
accordare ai consoli, ooHo soopo di potHr 
esercitare la detta giurisdizione au eudditi 
Britannioi : consegoentemente gli Ordini di 
Sua MaMà iuGonsiglio'sodo la aola anto- 
rità, ossiario i soli Wafrants, qoanto al 
modo di procedere dei Consoli, ncwrche la 
indicedelleregole, che i medesimi tfbno ob- 
bligati di scrupolosamonte osservare^vodaai 
Sir G. C. Lewis, On foreign Juriediction, 
oVeriporta ''The Instructions 6i Ibe fo- 
reign Office, '* a pagrna 15 e 16— Stephen^b 
Commentariea, Vol. 1, e 2—; 

" Che la convenzione, alla quale il difen- 
eore deirimputato ha futto riferenza, non 



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- <vii. ■uiii^m^^^ppiiiiHpiv^HmBHBpi^ 



l<ft.lX 188i3 DECISIONI DBI TRIflUNAW M: MALTA 



296: 



eMMdastatfka^uUadaalcua atto, nà Or* 
diM.diSun MaesOr i.|>oteri e le faeoUà, ao- 
qordate col precedeate Ordioe di Saa Maestà 
delJ2otfe)bre 187.3 aj Coasole Qenernle di 
T^neai e al gJudice della Suprema Corte di 
Codtantinopoli, non ai poeeono ritenere ooU 
plti e modificaiij clie pero non eaaeoc'o stato 
ODlla rinnoFato, nà qnanto alla giurisdizione 
deUa Suprema Cortevne relativamente al po- 
tore^di spediredelinquenti per essere giudi- 
eati dalla Corte di queet' Isola, la giurisdl- 
aiene di questa Corte eoUo le dispozioni 
deir anicolo 815 del preoitato Ordine di Sua 
Maestà i rimaeta inalterata, onde la data ec- 
eesione diviene insostenibile; 

"Snlla aeconda ecceziono — Riienuto 
** Che la deputazione, che contempla T arti- 
oolo 270 deir Ordine precitato, non à che 
un dritto facoltativo accordato alla Suprema 
Corte Consolare, affine di potere, credendolo 
eepediente, aatorizsare il Console Generale 
di^ Tunisi ad esercitare pna giurisdiżione 
criminale simile a quella, di cui la stetaa 
Corte Soprema trovaai inveetita, conforme 
sarebbe espresso nellà stQssa dolegaiione, la 
qnale 6 soggetta air approvazione del Se- 
gretano di Stato ; 

'* Cbe in difetto dt una tale deputa, o de- 
legazionc, il Coneole Generale di Tunisi con- 
tinua, anzi si ritiene di aver Ja stetsa piuria- 
dixione nci caai criminaU, come se non 
foeae stata inserita neU* Ordine flQddetto la 
facoltà a poter delegare ; 

'^Riteouto in conaeguenia che, noniavendo 
awto Inogo nel caao aloQiu daleg^iono, au* 
bc^trano.tutt'altredi^pQpizioni deJI' Ordine 
pr^itatodi Sua Mae^à,rigu^rdaoti.la:preIi* 
illiQare istru^stone e il mandato, da spedirfli 
dalGludic^ delli^ Seprema Corte aotio la 8ua 
fi|:ma e il ^uo fiMggeUo^oom^ eatabilito collo 
artioolo 265 ; atti, i quali Bpno stati già a* 
àmpil'i cplU traflmiBfliofte dell^ preliminare 
i*twioneflpe,^itad^lConftoIe e rio^vuja iq. 
data20 agoato nltimoi e.coL mtmia^o del 



Giudice della Corte Sap rema del dl 29 giu- 
gno ultimo, esistenti nel Regifltro di queata 
Corte e fra gli aHi di qoesta.canfla; 

" Ha, per le premesse confliderazioni, ri- 
gettatola prima ecceaioqe, dichiarando la 
eua competenza e giuriediiione a. prendere 
cognizione della presente caufla— Inoltre di- 
chiara di non essere neccflflaria, nel caao pre- 
sente, la delegazione, allaquale poggia la 
seconda ecceaione, ligettandone la medeflima 
— Infine ordina che la causa resti diflferita 
sine die, all' oggetto che siano pre^i i paflsi 
neceasari, tanto dall' Avvocato della Corona, 
quanto dall' imputato, per la produzione dei 
testimonj comedi legge, daeseere per5 mesaa 
in liata dietro domanda. " 



DECISIONE 119. 

CORTE D* APPELLO DI SUA MAESTA* 
AULA COMMEaClALEL 

3 Gennajo 1881. 
Sir Adriano Dingli, CG.M.G.,c,Bf,np., 

JPresidente, 

Sir SflJvalore Naadi,n.D,, 
Dr- Lorenzo Xuereb, 

Qiudici di 8ua Maestà. 

Argomento. 
Beecisso il contratto di Sicurtà, v' i luogo 
aUa reBiituzione dei premii pagati-^mlva 
la deduxione deUo stomo, 

Negt. Benedetto Butligieg nomine 

vfirsw 

Enrico Pardo nomim ed altri. 



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296 



DEGISIONI Dfel TRIBUNALI Dl MALTA. [VoL IX- 1881 



DeciaioDe della Corto d» Comaiercio del 
SOgiugno J880 :— 

LA CORTE 

" Attesocchg rattore, valendoei anche dei 
dritti dei suoi debitori Angelo Acxopardi e 
Roberto linbroil Tiomine, esperisce I' a/iooe 
dedotta nella citazione per la reatituzione 
dei premi pagati al convenuto nam'me per 
le sicurtàj alle qnali ei fa rifereuEa. fon- 
dandosi sulla decisione pronunciata il di 2 
agosto 1879 dalia Corte d'Appello, in vigor 
della qunle i contratti di assicurazione veni- 
vano rescissi a cauaa di nuUità ; 

** Atte80cch& la detta Corte^ nello accor- 
dare la resoiBsione dci detticontrattif li ri- 
teneva seguiti soltanto per errore di fattOi 
che importava difetto di consenao — Vedasi 
causa 'Tardo versm ImbroU " — ; 

** Attesocchd la restituzione dei premi, 
nel caso di nullità del contratto di assicura- 
zione, dtpende dalla buona o maJa fede dello 
assicurato. — art. 70 e 71, Ord. XVIII del 
1858—; 

'' Alte80ccħ& la buona fede si ritiene esse- 
re la aicarezsa dell' animo di essere lontano 
da qualunqae inganno; e la mala fede, che & 
roppo3to,non e in Bostansa, ohe la cognizio* 
ne ohe il fatto non sia legittimo ; 

''Attesooch^ la mala fede nou si presume, 
anzi deve essere oonchiudentemente pro- 

vata ; 
" AttesiDCchà da neasuna parte della sen- 

tenca predetta risalta la mala fede. V astu- 
lia il raggiro degli assicurati ; anzi al 
contrario vi & ragione a oredere di essere 
Btato ritenuto, ehe lo errore abbia avuto 
luogo per parte dei doe oontraenti — Yedasi 
deposizione al fol. 141 della detta oausa — ; 

'< Àtte8oooh6j nei oasi fàoili a prevenirsi, 
come fa la circostansa della classificazione 
del legno assiourato, rigaardo al convenuto, 
la legge non h favorevole per ooluii il qaale 
dopo una pretesa oieca fiducia iavoca il soo* 
oorio della Btessa ; 



<'Atte80cch& la questione delU oompensa- 
zione, eccepita dal convenuto, non pu% avere 
luogo in questo giudizio, peroh^ non bi 
contrappone nn credito oeito e liquido, e 
perchd potrebbe dipen^re da ratizzaztoni 
e da altre eocezioni dell* attore ; 

*' Ha dichiarato— che nri oontratti ċi 
assicurazione, ai quftli si fa riferenza, non sia 
intervenuta la mala fede degli assicorati, 
onde vi 6 luogo alla ripetizione dei ^premif 
soggetta alle deduzioni legittime» come h 
ammesso dallo steeso attore nella Boa do- 
manda— consegoentemente ha deciso per la 
condanna del convenoto nomine a depoaitare 
la somma domandata. soggetta alla dettft 
deduzione come di dritto» sia di consenao 
delle parti» o per i mezzi legali in separato^ 
giodizio salvo al convenoto ad esperirei dritti 
— anche per la pretesa compensazione, se e 
come di ragione— le spese, attese le ciroo- 
stanze det caso, si tassino tra i contendentt 
per metày le qoali restino riservate per la 
interesse deirattore contro i convenoti Ioh 
broll ed Azzopardi. " 

Decisione nelU Corte d* Appello :~ 
LACORTE 

Sentiti i difensori delle parti ; 
** Considerando 

'* Che le polizze d elle eicortà Boddette 
furono da Imbroll e d Aztopardi consegnate 
air attore in pegno^ per la somma^. cbe esai 
dàlui ricevevano pel pagamento dei riBpet- 
tivi premiy in modo da dargli bo di wo 
tutti i diritti di an oreditore pignoratariob 
con Bcienzadel convenotOy il quale obblU 
gandosi espressamente, pel oaao di BinistrOt 
a pagare la somma assicurata all' attorc^ 
rioonobbe ooatui per creditore in BOBtitn* 
zione degli assicorati ; 

^* Che il diritto, qoando vi si fa loogo. 
alla restitozione dei premi Boddetti h ona 
consegoenza dei contratti rappresentati da 



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T^nr^ 



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V0b. I^ 1881] DECISIONn)EI TRIBUNALI DI MALTA 



297 



qodJe polizze* e ee noa h etretUnieiite il 
p^(oo datOi h 00 aecesaorio del pegoo me- 

dMioio; 

'' Che il debitore di ciO| che deri?a da 

una ooea legalmente posseduta da oo terzo 
a titob di pegoo, non puo opporre, in coai« 
peoflazione, crediti non dovuti da costui ; 

** Che la Corte di prima istanza ha giu- 
Btamente ritenuto non eesere atato provato 
cbe nelle contrattnzioni delle società. di cui 
■i tratta^ gli assicurari Imbroli ed Azzo- 
pardi non . abbiano agito in buona fede« e 
non easervi pertanto alcun motivo per eso- 
norare gli assiouratori dall' obbligo della 
restitusione dei premi^ salvo lo storno ai 
termini della legge ; percbfe sebbene vi sia 
ragione di credere cbe i detti Imbroll ed 
Azzopardi^o altri da parte lorOj avesseroi 
prima deU* assicurazionej detto a Pardo, 
che il bastimento, che ei proponevano di 
OBtiourare^ era claseificato dal Bwreau Veri 
ta$f non oonsta pero che eglino allora sapes* 
aero ohe la classificazioney alcuni anni prima 
accordata. foese stata cancellata ; 

** Che essendo quei premi stati regolati a 

7 per 100» il convenuto Pardo» secondo gli 
articoli 49 e 70 dell* Ordinanza XVIII del 
1858, ha dritto di ritenere, a titolo di storno, 
un mezso per 100 sulla somma assicurata — 
cioi per I' Italia, sopra un valore assicurato 
di £ 460,una somma di £ 2. 6; e per VEtna^ 
eopra un valore di £ 40, una somma di 4 
flcelUni, in tutto £ 2. 10. — e deducendo 
qnesta dalla somma dei premi, il debito del 
coovenuto Pardo si riduce £ 3S. 10; 

*' Che, come h facile in queato momento 
di stabilire oon esattezsa la somma soddetta, 
coel lo era per rattore nel formare la sua 
doBia&da; ed egli pertanto non e scusabile 
neil'airer domandato tutta la Momma dei pre- 
An» ibggetta a ona deduzione in ona quan- 
tità dft Ini stesso non determinata ; e qnesta 
aumoaQza dev'essere presa in consideraziooe, 
rignardo agl' interessi e alle spese di questo 
giudizio ; 



** Considerando inoltre 

** Che il credito per spese gindiziariei men- 
zionate dal convennto, non essendo ancora 
liquido, non pud essere opposto in compen- 
sazione ; 

*^ Decide per la condanna del convenoto 
Pardo a pagare all *attore,per le eause espres- 
se nella domanda di costuii la somma di 
£ 32. 10, cogr interessi da decorrere da 
questa data, e pel rigettodalla domanda per 
interessi da data anteriore» riformando coel 
l'appellata sentenza del 30 giugno 1880 — 
le spese di prima e seconda istanza da essere 
pagate per metà dal convenuto Pardo, e per 
Taltra metà dairattore, con riserya perà del 
diritto di quest'ultimo a ripetere dagli altri 
oonvenutl. " 



DECISIONE 120. 

CORTB CiVILE DI SUA MAESTA' 
PBLM' AULA. 

4 Gennajo 188 L 
Dr. Giuseppe GasaOi 

Oiudice di 8ua Maesth. 

Argomento 
In tema di porzione legittima, a quali pa^- 

sività delTa^se i essa soggetta^ e a quali no. 
Le spese di tumtUazione e degli uffici di re- 

ligione ne vanno dedotte — ma in giusta 

miswra,secondo le circostanze-'Se eecessi'' 

ve, sono da ridurre. 
I lcgati, anche di tenue ammonto, non si 

prendono in calcolo. 

Maria vedova di Paolo Bageja Lombardo 

versus 

Bosiosi Giaseppe ed Emmanoele Bogeja 

Lombardo. 

'38 



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298 



DECISIONI DEI TRIBUNALI d1 MALTA. [Vql IX- 1881 



LA OOSTE 

'' ÀUe80cch& l'attrice domanda che« previa 
^iichiarazioQe che 1' aSEie ereditario di Teresa 
vedova Bngeja Lombardo, oiorta V 8 giagno 
1379, consista nei beni indicati in nota B, ed 
altro da riconosoersi, sia liqnidato^ con com- 
prendarvi qaei ohe ebbero i citati in vita di 
lx:if e sia per mezzo di Periti stabilito V atn. 
monto^ ohe. per ragione di legittima h dovuto 
alla minore Emilia rappresentata dalF at- 
trice, eon essere i citati condannati a rila- 
eciarle tale quota di beni. coi frutti deoorai 
e da decorrere fino il pagamento ; 

^^Attesocchċ i Periti legali daquesta Corte 
nominati in causa hanno, col rapporto giu- 
rato nel 26 giugno nltimo, liquidato V attivo 
deir asse della defonta Teresa Bugeja Lom- 
bardo ad un totale valore di£2006. 7- O"/^, 
Ual quale dedusaero £l30. 14.2. V12 ia 
ragion di passività e spese f unerarie, nssando 
cosl r attivo netto a £ 1875. 12. 10 Vi3« e 
detcrminandone a £ 187. 11. 3. '/u U por- 
zione ridervata a fivor delia minore Emiliiy 
nipote di detta fu Teresa dal predeceaso fi- 
glio Paolo, essendu stati cinque i fi^li di lei, 
e quiudi come di iegge calcolata la legii- 
tima alla metà della 'quinta parte di quel 
patrimonio netto, quale era al teoipo della 
morte di Teresa : 

" Attesocchi i citati, con loro nota di ec- 
cezioni del 9 novembre 1880, baiino im- 
pu^nato in varie sue parti il detto rapporto 
legale^ ma, riguardo V introito^ la sola partita 
No. 4^ che dicono incorretta, allegando che 
M. Demajo, marito della citata M^vria, abbia 
pagato luori per un tempo» sen^a nemmeno 
determinarlo : ne si eono esdi citati incaricati 
(ii produrne alcun mez/.o di prova, nonostaQ* 
te ċhe colla nota di repliche deU* attrice fu 
làro contrappoeto quel difetto di prova ; 
^ *' Attesoodħeglistessi citati assumono che 
ire partlt^^di esito, Ni. 2, 4 e 6, in ragion di 
lucri dovuti. come soÀdati dopo morte di 
Tereaa, doveano essero per intero sottratte 



dair attivo dell' asse generale : quei iuori 
perd, scaduti dopo la morte di Teresa^ diven- 
nero dovuti per difetto di pagamento dei re- 
lativi capitali da parte degli eredi, formano 
passività degli eredi; ed i periti hanno I^- 
galmente calcolato e sottratto dall'asse le 
rate dalla fu Teresa dovute soltaoto fino sua 
morte ; 

''Attesocchċ la legittima, eecondo la legge 
di Malta, d una porzione dei beni del de* 
fonto, non già quotn di eredità; per cui non 
sono appiicabili teorie e ragioni, che la pre- 
suppongono quota ereditaria ; essa i dovuta 
in piena proprietài senza pesi, n& condizioni. 
81 caicola suir intero patrimonio, compresavi 
ogni specie di largizione gratuita, colla sola 
deduziooe dei debiti e delle epese funerarie. 
Quindi h inoltre che giustamente i periti non 
atteseroi in detrazione della legittima, lapre- 
tensionedei citati a dedurre dal patrimonio 
della fu Teresa i legati da colei lasciati ; 
r uno, benchà della tenue somma di scudi 
24t ad undi lei fratello^ notatonel loro con- 
lo ;.l No. 11; r altro pero al No\ 12 della 
condiderevole somma di scudi 2,400, a favor 
di due tra le figlie di lei; 

** Attesocchà le spese funerarie ei de- 
ducono dair asse del morto di preferens^ 
anche alla legittimai per la ragione stessa 
che godono di privilegio generaio anche ri- 
spelto ad altri creditori ; ma perche godano 
di quel favore della legge, la stessa le circo- 
scrive aquellechoi secondo il costume ed 
entro i limiti della decenza, si fanno pel 
trasporto e per la sepoltura del c^avere e 
per gli uffiai di religione — Quamvis itte 
expensce spiega Merlino, sint priaUegickUe, 
ac legittimam anteeeUa'nt^ tamen non smper 
hoc est verumf sed tantuni qiMndo sunt mo- 
derata ; ideo arbltrio judicia remittitur eas 
taxure aecundum facvXtates defunctif ac ejys 
noHlitatem, quia non poesunt haredee, nec 
ipse testator excedere modum decentem — Ub. 
2, tit. Imo. quest. 15, No. 11—; 



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'VOL. IX 18811 DECISIONI OEI TRIBUNALI DI MALTA 



299 



^* AttesoocbĠ i citati metton io conto al 
No. 7 scodi 48 per spese di bara e fornimen- 
ti ; nel No. S^ per f anerali e celebraeione di 
messeyecadi 40') ; nel No. 9, per celebrazione 
di altre meese, altrisoadi 270 ; nel No. 10, 
per altre mease, altri scodi 100; e nel No. 1 5 
altrieoadi 12; intattocosi, aseoeo loro, de* 
durrebbero ecudi 830^ con pregiadizio della 
minorenne lei^ittimaria : mentre tutte le 
epese funerarie, oltre gli ecudi 4S per bara 
e foniimenti. dai periti me«:8e in calcolo^ 
Btando ai documenti prodotti da esei citati, 
non ohrepasierebbero il totale di ecudi 
167. 1.6 — composto delle somine, in primo 
Inogo, di scudi 85. 1K4. per dritti parroc- 
chiali, associamento, uffiziatura^ suon di or- 
gafio e di campaneialcunemesse lette e tre 
oantate nei giorni 2do., 3zo. e 7mo.; in se* 
condo luogo dialtriscudi 6. 7. 10» per altra 
meesa cantata net giorno trigesimo ; in terzo 
laogo^ della somma di scudi 10. 2. 6, per 
candele^ qnattro servi, carro funereo e car- 
Tozca, beeebini, incaricato a sorvegliare i 
fanerali>e 8imili;e della quartasomma di scudi 
12 adoona, che asslst^ di notte la moribonda 
e vest) il cadavere— cos), dedotti gli scudi 48 
per bara coi lornimenti, e gli soudi 157. K 6, 
totale spesa pei funerali, il saldo in ecudi 
634. 10. 14, acompimento de^Ii scudi 830» 
che i citati metton in conto a' Ni. 7, B, 9$ 
10 e 1*5, deve consistere in elemosina di 
considerevole numero di altre messe; 

'' AttMOCohÀ a giudizio della Corte la 
apesa per messe cantate con libera nei 
giorni 2dOy 3zo, 7mo,e30mo. pn6 nelpre- 
sente caso essere dedotta dall' asse generale 
pel compoto della legittima, poicbà V arti- 
eolo m^dell'OrdinancaNo. Ylldel 1868 
include tra le spese funerarie privllegiate 
aoche le erogate per gli affioi di religione, e 
le mesae cantate in quei giorni eono nel 
eoettintc del paese, massime qoando la de- 
fonta h persona agiata ; e perehċ la Teresa 
Bogeja Lombardo era piuttoato agiata, quel- 



la spesa non sembrerebbe oltre i liroiti del- 
la decenza, In tesi pero di legittima e di 
privilegio, quando concorressero creditori, 
riguardo la dettasooima di scudi 102. 6. 12, 
la Corte ritiene che scudi 40 per 20 rotoli 
di candele, oltre il consumo di torce, scudi 
10 p^r quattro servi, ed altri ecudi 10 pcr 
carro funereo e carrozza, sarebbero stati 
suffioieoti ; come sufficlente sarebbe stato 
il numero di cinquanta messe lette, colla 
elemosina ordinaria ammontante a scudi 
37. 6 : II rest^ non'puo esscre imputato per 
alcuoa rata in diminuzione della legittima, 
rimane a debito dell' eredità, poichà la Io« 
gittimaria non h ooerede ; 

'^ Attesocche dedotti i detti scudi 27, e 
concessi scudi 37. 6 in elemosina di mesee 
piane, il totale deHe spese funerarie ed ese* 
quie,iaclu3i suflFragi entro i lizniti di decenza, 
che comporta il dritto della legittimaria, ri- 
marrebbe iiquidato à scudi 167. 7. 6, oltre 
gli scudi 48 per bara e fornimenti. I pe- 
riti col paragrafo l5mo. del rapporto, invece 
di scudi 167. 7. 6, conteggiarono soltanto 
scudi 121. 4. 6; ma conteggiarono nl parar^ra- 
fo 8vo. gli scudi 12 dicbi vest) il cada-erp; 
cosi, oltre la bara, conteggiarono di spCBC 
funerarie in tutto soudi 133.4.6, non con- 
teggiarono gli scudi 29, che i citati mettono 
in conto al No. 13 come pagati a procurn* 
tori di due confraternite per giubilazione 
della fu Teresa ; la Corte perà ritiene che 
debbano essere conteggiati, non già come 
spese funerarie, ma come debito della 
defunta, siocome contratto quando mori- 
bonda e tuttor vivente : quindi h che 
in ragion di tali capi aumenta di scudi 
63. 3 la detta somma di scudi 133. 4. 6 dai 
periti calcolata coi paragrafi ISino. ed Bvo, 
e diiniouisce V asse netto, su cui essi periti 
hanno oalcolato la legittima, in altrettanti 
soudi 63, 8 ; 

'* Attesoochċ, senia segoire la nota di 
ecceaioni ove incorretta nei numeri di rife- 



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300 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Voi.. IX 1S8I 



renta al conio lorOt si rileva cbe colla ec« 
cezione della partita di scttdi 72 al No. 1 9 
del coDtOi preaa in calcolo dai periti giudt* 
ziali nel paragrafo llino, e per cui non si 
camprende U lagno dei citati al paragrafo 8o. 
della nota d' eccesioni, nessun' altra partita 
forma debito della defunta Teresa di quelle 
meaee in conto dagli eredi nei Nri. 16» 17 o 
18 e dal No« 20 al 27» in un totale di scudi 
334. 8. 16, erogati di conto dell' eredità 
per dritti od atti notarili e di Second' Aula^ 
consulti legaliy media^ioni e legato all* ese- 
outore : i citati confondono debiti della de- 
ioQta con quellij che ha formato, od ha do- 
wuto formare V ereditày dai quali ultimi h 
indipendente il dritto della legittimaria, a so- 
raiglianaa del dritto dei croditori di detta 
Teresa sopra i sooi beni, e non si paroggiano 
del tutto, perche tali creditori vapno pagatl 
prima della legittiaia, e dopo le spcae fune- 
rarie ; ma sclJisfalte queste, ed' i creditori 
della defunta^ si fa luogo al ricupero di tutta 
la giuBta poraione dai reetanti beni» senza 
ulteriori pesi o detrazioni ; 

** Attesocchit se pur gli eredi citati aves- 
sero qualche credito^ e talor pure privile- 
giato^ sia in ragion di rata di spese gindisiali, 
sia di altre^ che nel senso di legge avessero 
salvato il patrimonio della defunta. che h il 
pegno comune, il debito della legittimaria 
verso gli eredi in quella supposta rata non 
sarebbe ctcduipibile dalU legittimai se non 
in quanto eccepibile per compensazionet 
quando liquido : esso correrobbe la sorte di 
tutt' altri creditori della legittimaria, benchà 
non d dubbio che le stesse sostanzo compo- 
nenti la legittima vi sarebbero soggette as- 
siem con altri beni di lei presenti e futuri, 
come verso terzi creditorii cosi verso quel 
credito degli eredi ; 

^* Attesocchd la Corte noa pu5 dissentire 
nemmeno dall'opinione dei peritii emessa nel 
paragrafo 13o. del rapporto, in esclusione 
della partita di £ 15^ di cui ei accredilava M. 



Demajo dopo morte di soa SQOoera Teresa, 
poichà niun mezzo di prova h stalo prodolto 
a giustificar) il preteso credito di dii aseiste 
sua moglie nel presente giudizio» perchd una 
degli eredi, ed i due sono ioteressati ad assqt* 
tigliare rammonto della legittima. Oltre i 
priacipi generali della prova, scrittori aeece- 
ditati, nonostante che pel calcolo della legit- 
tima deducono dal patrimonio del defunto, 
come la legge di Malta, Vas alienvm deH' 
tum etiank haredi JUio^ pnre ebbero la ragio- 
ne dt richiedere rigorosa prova del debito •«* 
dehet evidenter probari^e secondo Merlino 
nemmeno una confessione del padre^ bendii 
in articvio mortis o giurata. proverebbe il 
debito, ammenocche il creditore non provasee 
d'altronde di esserlo davvero, o non si trat- 
tasse di tenue somma ; nel oaao presente 
pero, ove pure la somma di dB 15 potesse e 
taluno apparire tenue, manca d'altrondela 
prova di qualsisia diohiarazione del debito 
per parte della defunta ; 

** Attesocchà i citati eccepiscono che I'ul- 
tima domanda dell' sttrice, per condanaa a 
rilasciarle la chiesta quota di beni coi frultl^ 
nou po5 reggere. Sul rilascio dei beoi sll'at- 
trice, che agisce in nome della figlia minoroi 
osterebbe in primo Iu(>go per I' iacasso di 
denaro^ ricuperod'oggetti preziosi, ed altri 
raobili, il difetto d'abiliUzione della Corte di 
giurisdizione Tolontaria, cbe la confermà ia 
tutrice. Di piu la legittima non i costiluita 
sopra cosa certa, cbe possa essere direttaraen* 
te richiamata ; per cui si rende ne* 
cessario esaminare anzi tutto quali beni 
dal patrimonio della defunta deblMmo esset^f 
arbitrio boni viri, segregati per easere asee- 
gnati in soddisfazione della stessa legittinia, 
Nel resto^ quanto a frutti, benehi dioeyanai 
augere luereditatemp, fu detto aDCora. e rice- 
vuto che d^bet legittiTm praetcri cum fructi* 
bus ; fion come costitoenti un aumento delU 
somma^o valore principale deUa legittiiWi 
ma come accessorio deUastessa— Fa&^^C<H2> 



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?OL. IX 1881] DECISIONI DEI TRIBUNALl DI MALTA 



301 



lÀb.S, 1 19f def ll-^esBl perd sbno al legitti- 
owrio dovuli dai percepiti, e ncin 6ul pik di 
altra taaaa legale di danni interessi, che po* 
trebbero eeeere (lovuti^ ma per diversa ra- 
gione di legge ; in ogni evento percià un 
eonteggio di frutti percepiti e che %i hanno 
a peroepire, e pure indiapensabile per llqui- 
darne la rata tpettante alla legittimaria ; 

** Decide e diebiara che 1' asse ere* 
ditarto di Tereaa vedova Bugeja Lombardo 
abbia coesiatito, al tenipo di eua morte, nei 
beoi tutti dai predetti Periti legali notati 
ael paragrafo primo del snrriferito loro rap* 
portOy ed in jicati con numeri marginali dallo 
1 al 15» e del complessivo valore^ oome ivi 
determinato di £ 2006. 7. 0. ii/i^. eoggetto 
pero ai debiti della defonta ed alle spese 
funerarie per la atesea^ in qoanto eoi pre- 
metei moUvi riconoeciuti e liquidabili 
quindi ad nn totale di £ 135. 10. 7 Vii> 
perotti V ammonto del patrimonio netto, eui 
quale ai dee regolare la legittima^ riBulta in 
j£l870. 7. 6 e Vu* Diehiara oonsegaente- 
mente e liquida eqoivalere a £ 187. 0. 9 Vn 
rammontare della kgittima dovuta alla mi- 
Dore Emilia figlia del fu Paolo Bugeja Lom- 
tMurdo^ rappreeeniata da sna madreetutrice 
Maria ; con ulteriore dichiarazione che le 
aia dovnta ooi relalivi fmtti percepiti, da 
eaaere in separato giudizio liquidati. 

** Libera |n fine i oitati dall' oaservanza 
del giuditio quanto alla domandiata condaa- 
na a rihiBoiare*— L^ epese tutte del giudiiio 
da aopportarei in quantjo a deoima parte, 
cmiapondente al decimo dei beni ehe le 
peciiene^ dall' attrige nomine; edia quanlo 
a> re^tanti n^ye. deeimi dal oitati^ ciaacuno 
ja piopomone della sna companioipazioae 
ed iateir^9ineU*asaedeireredit&." 



DECISIONE 121. 

CORTB CIVILE DI SUA MÀRSTA' 
PRIM'ÀULA. 

6 Gennajo 1881 (a.) 

Dr. Filippo Pullicioo, 

Giudiċi di Sua Maestà. 



Argomento. 

Le senienze, riguardanti loitato dtunaper^ 
Bona, formano giudicato per tuUu 

Per regola di dritto sotto il name di figli 
legittimi e naturali si comprendono i kffit" 
timati per subsequena matrimoniuoM ^ptali 
sono anche ammessi neUa sucees^ione 
feodale. Qmsta regola puà essere derogata 
da contraria volontà del testàtore. 

E' moUo controverso se, ckianuUi i legittimi 
e natwaXi e nati da lec/ittimo mairimoniot 
sieno ammessi^ no, i legittimati per eubae- 
quene ledlda decidersi in ogni casopar* 
Heolare, avuto riguardo aUa mente proba* 
Ule del testatore. 

Essendo la suddetta regola a tutAno^si* 
m^f^ non bastano le espres0iont generaii 
d' un testatore per esehtdere detti legitti- 
mati per subsequena ; ma i neeessario 
che egU U avesse espressamentele chiaror 
mente esch^i. 

Barone AleBsandro Damico ed altri 

versus 

NegQuante Emmanuele Lafecla nomme. 

LA CORTE 

'* Con^erando 
** Che gli attori nel. loro fibello ħanno 
domandato ohe la diviaiooe de' beni fede- 
commlaaarj di Margarita Sceberraa in Mu» 

(a) Qaesta sentenA i at>pellata. 



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302 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA Vol. IX. 1S81 



scati sia fatta per una metà alla liaea del 
Conte Ignasio Musoati e Duchessa Qerolaina 
di Costanzo e per V altra metà alla linea di 
Hosolea Damicp ; 

** Che ia porzioae spettante alla linea dcl 
Conte Ignazio Muecati e Duchessa Gerolama 
di Co9tanzo dev* esdere suddivisa in due 
uguali porzioni, da esserne assegnata una 
metày oesia il quarto di tutti gli stabiii 
fille persone rappresontanti la linea della 
DuohessJi Gerolama di Costanzo, e 1* altra 
metà alle persone oomponenti la linea del 
Conte Ignazio Muscati ; e questa metà, ossia 
quarto dell'intero, dev' essere suddivisa in 
altre due parti, un ottavo a favore di Elisa* 
betta Agras Duchessa di CaBtellucoio, e lo 
altro ottavo a favore del Conte Antonio 
Stagno di Messina e degli altri Stagno resi- 
dentiinMalta(fol. I); 

** Cbe il Conte Antonio Stagno Navarra 
nella sua risposta a fol. 47^ tra le altre sue 
eccezioni non rinanziate colla nota a foL 
16-2, avera allegato che la porzione^ ossia 
ii quarto da assegnarsi alla linea del Conte 
Ignazio non dev' essere suddiviso nel modo 
ncl libello domandato, con assegnarsene una 
metà^ossia I'ottava parte ad Elisabetta Agras, 
perchi per varie ragioni costei non deve 
fruire della vocazione^ sia di Margarita, sia 
dello stipitOi della linea vocata il Conte Igna- 
xio Muscati ; e particolarmente perohi Mar- 
garita istituiva il fedecommesso a favore 
dei discendenti legittimi e naturali e nati da 
legitttmo matrimonio, e faceva le sue sosti- 
tucioni fino a tanto ohe vi fossero discendenti 
legittimi e naturali nati da legittimo matri- 
monio e non altrimenti ; e perchċ il Conte 
Ignazio nel suo testamento reiteratamente 
escludeva i legittimati per subseqtiem ma' 
trimonium e per Reieriptum Principii ; 

'* Che gli attori nella loro replica a fol 123 
banno allegato le loro ragioni, per le quali la 
detta Agras avrebbe il dritto di snooedere 
oome vocata, non ostante la sna qualità di 



legittimaita per eubsequens matHmonium^ nou 
essendo a cih ostao ive le delte testamentarie 
disposi/ioni ; 

" Considerando 

'^Ghe Margarita Sceberras Moscati, nel 
sao testamento solenne aperto e pQbblicato 
uegli atti del Notaro Arnaldo Morello il 17 
aprile 1762 (fol. 16) comlnoiava per dicbiarare 
che sommameote desiderava che totti i saoi 
beoi stabitiytaoto qnelli lasciati per iatita/iono 
particolare a saa fio[Iia Rosolea e per prelegato 
agli altri suoi figli Paolo e Lorenzo^come pnre 
gli altri^ che apppartenevano al suo asse ere- 
ditario^ fossero perpetuamente conservati nella 
sua famigiia e discendenza legittima e natnralr; 

'' Che in seguito ordinava che tutti i 
detti beni fossero vincolati e sottoposti a 
perpetuo vincolo e fedecommesso reale e di- 
scensivo, coIP espressa proibizione, fatta a 
tutti i posteri e discendenti in injinitum. di 
alienarli e ooncederli in enfiteusi sotto alcuna 
limitazionO) in modo che di detti beni i tre 
vocati^ coi loro discendenti in infinito legit- 
timi e naturali e nati da legittimo matrimo- 
niOf dovesserp intenderei meri» puri e Rcm- 
plici usufruttuarj, per restituirli ai loro 
posteri» senza verunadiminuzione^coirordine 
successivo e non altrimenti ; 

'< Che ella procedeva oltre ad ordinare, 
che mancando una delle linee dei tre vocati, 
Paolo^ Lorenao e Bosolea suoi figli e discen- 
denti legittimi e naturali e nati da legittimo 
matrimonio, in tale caso la porzione del 
premorto accrescesse alla linea dcitjuperstiti 
e loro discendenti secondo V ordioe della* 
Bucceasione ab intestato, includendovi la \U 
nea del Conte Igqasio Muscati e Duches- 
sa Gerolama di Costanzo e loro discen- 
denti| siccome era eua volontà che tra i 
detti Paolo^ Lorenzo e Rosoleay come pure 
Ignazio e GeroIama,e loro linee e discen- 
denti» vi fosse un perpetuo fedecom* 
messo semplice, reale, assoluto e reciprooo^ 
tanto tra i discendenti di ciascana linea como 



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voL. IX.1881.] DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA. 



303 



•nche di linea in rmea» e sino clie vi fossero 
discendeQti dei suoi figli legittimi e naturali 
e nati da legittimo matrimomo, e non altri- 
menti ; 

*' Che finalmente la detti Margarita fede- 
committente accordava la facoltà ai tre vo- 
cati e loro discendenti ed nltri sosiituiti di 
poter gratificare i loro rispettivi 6^t}i e di- 
8cendenti» con dare piu alFuno che agli altri, 
nnzi tutto nd uno e niente agli altri, dai 
beni, cbe avestiero conseguito in vigore del 
Buo leatamento ; 

'' Considerando 

** Che Eliaabi'tta Agras Ducheasa di Ca> 
stellnccio, una degli nttori} la quale nello 
albero genealogico prodotto a fol. 19 figura 
come discendente di Ignazio Muscati^ il 
quale inaieme con Gerolama di Costanzo 
formava uno dei due ceppi contemphti da 
Margarita Sccberras. alla linea dei quali 
appartiene, come non h piii controverso, la 
Buccesaione alla meià dei beni di detta Mar- 
gherita^era fiġlia nata e legittimata per subse- 
qmns matnmonitt9n,contratto dal di lei padre 
Luigi Agras con Rosolea Ardizzone, come h 
ftato deciso dalla CoFte di Appello di Sua 
Maestàcon aentenza del d) 25 aprile 1873 
nel Processo di Rosario Messina nomine 
ri. Dr. Francesco Gravagna nomine ed altri; 

*' Che la detta 8enten&ai vertente sopra 
una queatione di atato.forma giudicato qmad 
omnest come non h controverso tra le parti ; 

" Che Luigi Agras, come nk anohe i in 
diaputa e come risulta provato dal detto 
Albero genealogico^ i discendente e nipote 
del detto Ignazio Muscati dalla di lui figlia 
anche Elisabetta, unita in roatrimonio col 
Duca Don Giuseppe Agras ; 

^* Che esaendo Elisabetta Àgras giugnore 
morta io pendenza di questa causa, il di lei 
interessQ d stato trasfuso nei suoi cinqae 
figli minorii rappresenfati dal loro padre e 
già marito di detta Elisabetta^Barone Frrn- 
cesco Bagnasco ; 



** Che la prima indagine da farsi si h, so 
giuata la dispoaizione testamentaria di Mar- 
garita Sceberras fedecommittente,ed ispezio* 
nata la sua verosimile volontà, i di lei di- 
sceudentiy che si trovaseero nella lineavocat:i 
alla successione dei di lei beni^ e che fossero 
fi^Ii legittimatiper subsequens matrimonium, 
dei quali non si fa alcu na espressa menzione . 
nel detto testamento, siano esclusi, os^fivero 
compresi ncl novero dei vocati ; 

'* Che per regola di dritto non contradetta 
sotto il nome di figli legittimnti e naturali 
vengono compresi i legiltimftti per subsequens 
matrimonium, non procedendo la loro legittl- 
mazione per grazia di Frincipe, coUa quale 
si Gngono legittimi ooloroi che realmente e 
per naturale verità sono illegittimi, ma per 
efietto dello stesso matrimonio, quando ne^ 
tempo della procreazione tra' genitori del 
figlio potea essere contrattato un valido e 
iegittimo matrimonio; i quali figli legittimati 
per subsequens erano anohe ammessi nella 
successione dei feudi — teste il De Lacai il 
quale cita Iserhia, celebre trattatista in ma- 
teria fendale (De Lacai De Beudis,Disc 15.); 

'' Che il principio pr notato ha per base 
la L. 10 Cod: De Naturalihis li- 
beris, nella quale aono in tutto parificati i- 
figU nati dopo e prima del matriraonioy i 
quali devono una eademque lance tmtinari^ 
et omnesJUios suos in potestate suis existere 
geniloribus, ut nec priorf necjunior ullo ha' 
beatur discrimine:sed qui ex ijsdem matrimo' 
niis procreati sunt,simili perfruanturfortuna; 

*' Che la detta regola per5 ha'Juogo^ quan- 
do uon 09ti la contraria volontà del fonda- 
torci nel quale caso si deve stare alla detta 
volontà ; 

'' Che quindi la quistione presente non à 
' propriamente una quistione di driito.giacche 
h pacifioamente ammesso che i legitti.mati 
per subsequ>ens sono figli vere legittimi o si 
pariGcano ai figli procreati e nati dopo il 
matrimonio; ma h uiia qaistione di volontà. 



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304 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [Vol. IX, 1881 



trgarita Sctberras abbia 
detti legittimati dalU 
01 beni, non ostante la 
) à tutta in loro favore; 

atati esolusi nomioata- 

1 i legittimati per sttbiC' 
» à neceaaario eBaminare 
poeaa inferire dall'espree- 
no matrimonio, aggionta 
r tre yolte dalla testa- 
[>ne dei disoendenti legit- 
to nella parte diapositivai 
iisionale ; 

ndo 

sorepanta eeiste tra i giu* 
aero sulla materia,i quali 
e oppoate sobiere le opi- 
^ riportate dal Torre nel 
lecessione in Primogeni' 
r Italia, atla Parte Prima 
dal Peregrino aIl'Art.24 
; e aebbene qoesti rino- 
Bo per la esclusione del 
^equens, quando aono vo* 
e naturali|nati]o procreati 
lonio, tuttavia giutta la 
qneBtiooe resta sempre 
lontà nei caai particolari, 
i aecondo la yerosimile 
• Cosi pure il De Luca, 
8 No. 7—Deeisio asin- 
rticularibus cireumstantiis 
aris voluntatem suaden' 

iudo 

lla discrepaaxa degli scrit- 
h ripoBta in oid» che le 
\ procreati da legittimo 
} essere intese nel aenso 
rj oppure grammatical- 
euono della parola ^natt^- 

aenso giuridloo delle pa'^ 
omeche ciaacuno ditponga 



seoondo le norme del dritto, e 8icc6me 
giusta la diaposlzione della legge, tanto giu- 
Btinianea, cbe canonica, i figlilegitttmati per 
subsequens habentur tamquam jftlii nati et 
procreati de legittitħo matrimonio^ le ea* 
pressioni del testatore, il qualot vocando i 
Bgll legittimi e naturali.vi aggiuoga nati da 
legittim^ matrimonio,non poBBono avere altro 
Bignifiofito^ che quello dalla iegge consentito; 
'* Che airincontro^ prese le espreBsioni su 
notite nel loro Beneo nalorale, come noo 
compreneive, se nondi Boli figli oati dopo il 
matrimonio ed in costanza dello 8te»0| oude 
conobiodere che il testatore abbia voluto 
esclodere i legittimati per subsequens, biso- . 
goerebbe riteoere che egli abbia voluto al< 
lootaoarsi dal dispoBto della legge, ed a tale 
efietto aarebbero oecesBarie enpressioni piu 
pingui indicanti la detta escIuBionei come 
quelle che i legittimati non aarebbero am- 
meBBi, oppure ohe rimaneBsero CBcIuBi qoelli, 
che non fossero nati dopo la celebrazione 
del matrimooioi od io coBtaoia dello Btesso ; 
perocchi la sola espreBsiooe de legittimo ma- 
trim>onio nati, riteoeodola come eqoivocay 
dovrebbe sempre ioterpretarai a norma del 
dritto ; molto pià che la regola che Jilii 
legittimati per subsequens matrimonium ha* 
bentur perinde acsiin comtantia matrimonii 
procreaU essent, h ovvia e notissima a tutti ; 
ooBicchd non i neccBBario che il testatore 
aia un nomo di legge per ritenersi averla 
egli avota preseote nel fare la sua disposi' 
sione; 

" Che la Decisione Rotale eoram Bichio, 
riportata Botto il No. 105 Parte IX delle 
Becenziori e citata in varj trattati sulla ma- 
teria^ ci offre nn luminOBo esempio della vo* 
lontà di un teatatore, il quale non voleva ohe 
legittimati per subsequens auccedeBBero in 
nn fedacommeBBo^ quando egli chiamava^IKoa 
$t Uberos legitimos, et Uberos ex vero et legiti' 
mo matrimonio vere et non fiet, prooreandos 
et non per subseqv^s matrimonium, vel ex 



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VoL. IX.188h] DECISIONI DEI TBIBUN. 



indulto, aiU alio modo legiiimos effeetos, ied 
t>ere a principio ex corpore gen^anàoe ; 

*'Cha pertantOi onde nella dispoBUBione 
dell'uomo i legiltimi per subseqwne moitri' 
monium siano eeeluei dalla eueoeeeione in 
nn fedeoommeeeo, sarebbe neoeaeario ohe il 
disponente li abbia eepreseamente esclusi, od 
almcno abbia eecluso coloro, cbe foeeero 
juomodocttmgutf legiUimati\ percbi la eola vo* 
eazione dei figli legittimi e naturali nati da 
legittimo mafrimoniOy se condurrebbe alla 
escluaione dei legittimati per Beecri'ptwm 
Principief noo poirebbe mai indurre la inter- 
pretazione della volontà del dieponente di 
eecludere coloro, cbe» nati e- proereati dagli 
stesei conjugi, abbiano Tcdato la loce pria 
ohe il matrimonio foeae etato tra i loro geni« 
tori celebrato ; 

*' Che dall'avere Margarita, nella aoatitu- 
zione ordinata per il caeo deU' estinzione 
della linea di Paolo e di Lorenso, diapoato 
che si dovesae far paaaaggio alle altre linee^ 
compresa quella di Tgnazio Muscati e Gero- 
lama di Costanzo aecoodo i'ordinedella aoc- 
cessione ab inteatato, parrebbe che i legitti- 
mnti per subeeqitene d uveaaero ceeere in- 
chiusi, esBendo gli ateeai compresi al pa* 
degli altri figli nella ttucceaaione diacenden- 
tale; 

*' Cbe la Corte non orede di annettere 
alcuna importanza al fatto, che la espreasione 
dr figli nati da legittimo matrimonio aia 
atata per tre volte ripetuta da Margarita 
nel 600 testamentOy quand'anche alla parola 
nati vi fosae atata aggiunta la espreaaione 
proereati da legittimo matrimonio ; 
*' Conaiderando 

'* Che (lovendosi indagare quale aia atata 
la volontà della fedecommittente Margarita 
Soeberrna^ la quale indagine h potius Jacti, 
quamjuris^ come scrive il De Luca, non & 
stata prodotta, nh ailegata alcuna prova e 
congettura dagli opponenti della Agras, per 
dimoetrare che la detta Margarita aborrisse 



i dis 

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306 



DEC18I0NI DEI TRIBUNALI DI MALTA. [Vol IX. 1881 



partico&ri le altre due figlie, Kleonora Mo- 
naca Benedettioa ed Elisabetta vedova di 
Giuseppe Agras Duoa di Gastelluccio, avo 
paterao dell' atirioe in causa ogji;i defunta ; 
'* Che 8ui beni laBciati con titolo di par- 
ticolare istituziune alia figlia Agras gravava 
ua feJeeo.umesao perpetuo nella discendenia 
di detta Duchessa, legitiima e naturale, colla 
eacluflione dei naturali legittimati per subse* 
sequen$ matrimmium e Rescriptum Princi^ 
p'iB ; 8u alouni dei beni lasciati a titolo uni* 
versale alla erede iondava una primogenitura 
perpetua, elettiva^ col divieto di nominare i 
detti legittimati^ e colla loro esclusione in 
<lifetto di nomiaa« e colla 808tituzione della 
iinea della Agras, in ca80 di deficienza di 
quella della Contessa Maria Teresa, e vice- 
versa colla •o^tituzione della linea di C08tei 
a quella deficieate della Agras ne' beni 
fedecommissarj, colla vocazione della loro 
rispettiva discendenza legitlimu e natarale, 
e dopo legittimo matrimonio dal 8Uo princi- 
pio nata e procreata ; come pure la mede- 
eima eaclusiune trovasi in un legato di dote 
lasciato a Teodora, nipote del tcstatore e 
figlia di detta Maria Tercdai sotto fedecom- 
juesso ; 

'* Considerando 
" Che ritenuto, come non h da dubitare 
dal premessoy di* avere il conte I^nazio in 
tutte le pnrti della eua disposizione testa- 
mentaria aborrito quelli tra' 8uoi discen- 
denti^ che fosaero etati legittimati anche per 
BXihsequem mntrimonium^ avendoli espres* 
samente e reiteratamente con parole non 
equivoche esclusi ; e da esaminare, se quelle 
disposizioni del detto conte Igoazio, cbe i 
suoi successeri eono tenuti di rispettarCi 
colpiscano o potevano atfettare i beni fede- 
commissarj di Margarita Sceberras, o quella 
parte di detti beni, che non erano allora 
posseduti dal Conte Jgnazio, roa 8ui quali 
egli aveva soltanto una speranza o un dritto 
eveuiuaie di vooazione; da poterei purificare 



in tempo avvenirei e cio fuante voUe il 
detto Conte Xgnazio, come uno dei primi 
vocati, stante ia premorienza del padre An- 
touio Davide a Margarita fedeoommittente« 
avesse il iiritto d' interpretare 1a di oostei 
volontà, o piuttosto d' imporre nuove leggi 
al fedecommesso da lei fondato ; 
'* Cunsiderando 

" Che h principiQ in dritto che nelle di- 
sposizioni dell* uomo non si comprendono e 
non si possono comprendere, ae non i beni| 
dei quali il disponente fosee in possesso al 
tempo della fatta disposizione, e che fossero 
a lui susseguentemente pervenuti fino alla 
8ua morte, cooipresi anche i beni fedecora- 
missarj disponibili, che fossero a lui già per- 
venuti, e dai quali in suo favore fosse stata 
già aperta la euccessione ; 

<' Che risulta dagli atti del processo che 
il Coate Ignazio,quando disponeva e quando 
cessava di vivere, non possedeva altri beni 
di Margarita Sceberrafl, se non porzione di 
quelli, che la etessa Margflrita, unitamente 
alla di lei madre Maria Sceberras, aveva 
assecrnato ad Antonio Davide, di lei figlio 
e padre del Conte IgnnziOi ne' 8Uoi oapitoli 
matrimoniali con Scolastica Falzon in atti 
Carlo Yassallo il dl 8 luglio 1710 (fol. 451) 
sottoponendoli a fedecommesso 'perpetuo a 
favore dei euoi discendenti legittimi e na* 
turali, nati per diretta linea da legitiimo 
matrimonio, i quali beni dopo morte di 
detto Davide erano pervenuti per succes- 
eione, in parte al detto Conte Ignazio^ e in 
parte alla Duchessa di Paganica Donna Ge- 
ronima di Costanzo Bua eorella, come evin- 
cesi dai termini del testamento d^ ridetto 
Conte Igna^io (fol. 405 ) ; 

" Che i beni lasciati da Margarita ai 
Buoi due figli Paolo e Lorenzo^ eia con titolo 
di universale istituzione, sia con quello di 
prelegato, e Bui quali tutti ella aveva im- 
posto fedecommesso perpetuo, erano posee- 
duii dai discendenti di dette due linee^ sui 



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Voi,, IX 18811 DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA 



307 



quali beni il Conte tgoazio noo vantava 
alcun diritto certo, ma eventuale^ non es- 
sendoai la condizione delia vocizione della 
8ua linoa purificata, 80 non negli anni 1854 
e 1866, come eopra si ^ detto, cioi pià di 
oinqaant'anni dopo la sua morte, quando si 
h verificata la estintione deiruna e deiraltra 
lioea ; 

" Che conseguentemente il detto Conte 
Ignazio non poteva comprendere' i beni 
oontroversi nella sua disposizionei non po- 
teva inr porre leggi e condizioni ad un fede- 
commesso da lui non creato, ni mai posse- 
dutOy non poteva escludere dalla successione 
nel detto fedecommesso futuri voeati non 
esclusi dalla fondatrice dello stesso, e che 
venivano chiamati alla successione jure 
proprio, quantunque i detti futuri vocati 
foaserQ eredi e successori nei beni propri del 
detto Conte ; non poteva gratificare i suoi 
figli e discendenti con dare piii all'uno, che 
agli altri) anzi tutto alPuno e niente agli 
aHri, dai beni.che egli avesee conseguito dal 
iedecommeaso di Margarita (secondo i pre- 
cisi termini del testamento di costei) perchd 
di fatto nuUn egli aveva consegiiito dalla di 
lui ava in vigor del detto testamento ; 
*' Considerando 
" Cbe d'altronde ispezionato attentamente 
]| testamento del.Conte Ignazio in tutte le 
8ue parti non vi si rinviene alcuna allusione 
al testamento di Margarita Sceberras, nono* 
stante che questo fosae aperto e pubblicato 
aasai tempo prima, cioà il 17 aprile 1762 
(foL 464 J)h alcuna nicnzione delle facoltà* 
accordate ai sostituti nel detto testamento 
nà della sua volontà di prevalersi di detta 
facoltài cià che ragionevolmeate non poteva 
avere luogo in un fedecommesso non aperto 
in tuo favore : egli fece soltauto riferenza 
espresBa alla facoltà di gratificare, conceefia 
a aao padre Antonio Davide da'suoi geni* 
tori nei snoi capitoli matrimoniali sopra 
eitati e sui beni a lui assegnati in dotazione 



propter nuptias, parte dei quali erano per- 
veouti al detto Conte Ignazio ed erano da 
lui posseduti, menzionando tale facoltà nella 
pittte dei testamentOy col quale lasciava 
alcuni bcni all'Agras con titolo di particolare 
istituzione ; 

'' Che non si potrebbe nb anche indurre 
una interpretazione della volontà di Marga- 
rita dal fatto di avere il Conte fgnazio di lei 
nipote^ disponendo dei proprj beni, escIuBO 
tanto enfaticamente i discendenti legittinAti 
per subsequens ; perocchà dalla varietà di 
locuzione adoperata nei due testamentiy 
rispetto ai discendenti delle persone vocate, 
ai ha piuttosto da indurre che il Conte 
Ignazio, al quale doveva essere presente il 
testamento di Margarita, voleva ristretta 
la vocazione a succedere nei propri beni, in 
roodo anche da escludere i legittimati per 
siibsequens, non esclusi nel precedente testa- 
mento delPava ; 

** Considerando 
*' Che non vi i luogo a prendere coi^ni- 
zione dell' altra eccezione del convenuto 
Conte Stagno di non dovere Pattrice Agras 
partecipare dei beni in questione, in vista 
della rinunzia della Duchessa Elisabetta 
Agras Seniore fatta nei capitoli antenoriali 
presso Notar Antonio Palombo di Palermo 
il 14 decembre 1758, transuntata in atti 
Agostino Marchesi il 2 giugno L759, a tutto 
cià^ che le potrebbe spettare e pervenire 
in beni liberi e fedecommissarj, anche sosti- 
. tuzioni e vocazioni d'ogni 8pecie,che in faturo 
potessero riguardarle o riguardare la di lei 
discendenza con qualche limitazione ; perch^ 
aPa detta eccezione contenata nella risposta 
a fol 47 il Conte Stagno ha espressamento 
rinun/.iato coUa sua nota a fol. 162 ; 

** Che oonseguentemente noo h sostenibile 
reccezione del Conte Stagno Navarra di 
dover Tattrice Agras essere esclusa dalla 
808titUEione,ordinata da Margarita Soeberraa 
Muscati nel suo testamento, e dalla aua 



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308 



DBCISTONl DEI TftlBUNALl DI MALTA Vol. IX. 1881 



eomparteoipftjtboe nella pornoae dei hm\ 
fedeoorainiaeaij devolati i^lla lioea del 
Conle Ignazio Stagno per la eatinsione de^e 
due linee di Paolo e Loreuo Muaqati -«- 
peroi5 

*' Deeide 
*' Per il rigetio di deita eooezione ed in 
adesione alla domanda degli attori propoata 
nel loro libello rispetto a detta oomparteci- 
pasione e diritto di eacceaaio&e della Agraa 
— Ib apeae riaervate. " 



DECISIONB 122. 

GORTK CIVILE Dl 8UA MARSTA' 
PKIM'AULA. 

6 Gennajo 1881 (a.) 
Dr. Filippo Pullicino, 

Oiuiicċ di Sua Mae*tà. 

Argomento* 
Nei casi non preveduH dalle nostre leggi 

dobbiamo ricorrere aUe 'leggi romane. 
Camenon e lecito ai venditore, malgrado il 
decorso del decennio accordato per lapre- 
Bcrizione delle azioni contro il terzopoe- 
seMsore. diottenere il cancellamento deUa 
imcrizione ipotecaria a buo earicopresa 
per la garanzia ; cosi non lo i a colui, 
ehe a/vesse conseguito U prezzo deUa ven- 
dita, con obUgazione di resUtuirlo neljcaso 
di evizione. 
« -«. ~ 

Dr. Oiovanni Messina ed altri 

versus 
Com, Qiuaeppe Galea ed altri. 



(a) Questa sentenza h appellata. 

Vedasi altra decisione nel senso della nresente 
data<Whi stessa Corte sedente il Dr G C a 
W 254 di questo volume- ' * 



LA CORTE 

'' Yista la domaoda dei gernwii Meeai|ia» 
oonie eredi del Kegfoiiante Boaario Meflaina, 
contro i convenoti aalea e Balaan, p^rohi— 
in vjata del traaeorria^nto di oltre dieoi anni 
da obe i detti Oalea e Balaan avevano ae- 
quistato dal potere di Salvatore ed Angelica 
ooDJogi Gatt, per contratto in atti Antonio 
MicallefdelTluglio 1860. r utile doninto 
temporaneo della bottega coUa caotina aotto- 
poata, aita in Vallettn Strada Mercanti al 
nu:nero 210 duplicato faoente angolo con 
Strada San Oiovanai No. 108, il eui pad#on 
diretto d ilgoverno ; e da ohe il pteaM di 
quei foudi dietro sentenKa di queata Corte 
del 9 dicembre 1861 fu dal defunto Roeario 
Messina sbaocatp il 21 diceeabre 1861,verao 
r ipoteca dei propri beni per la aoUto obbli- 
gazione di ridepoeitare il detto prezao in caao 
di eviatione, k quale ipoteca fu a favore dei 
detti Galea contro Meaaina inacritta nel 
Rci^istraPublicodelleipotecheil di II lu- 
glio 1862 -eia ordJnato il oancellamento del- 
la ridetta inscrizione ipotecarin per le dette 
raġioniedaltreda addursi, oolla prcventiva 
dichiarazione, occorrendo, clie il dritto dei 
citati, per cui eglino hcnno pltenuto la detta 
ipoteca,à eatinto, colie apeae.coinpreee quelle 
della lettera ufficiale del 20 maggio 1880; 

••Udito il difensore dei convenuti, il qualo 
eccepiace di non competere nel caso agli at- 
tori r asione proposta, e di non easere eglino 
assietiti dalla legge, onde ottenere il doman. 
dato canceilamento ; 
" Conaiderando 

" Che V arione dedotta nella citaMone ai 
pretende baaata aull' articolo 1848 deir Or- 
dinanza 7ma. del 1868 No. 4, ove h diepoeto 
che i privilegi e le ipoteche ai eatinguono. 
tra gli altri meaai, colla prescrizione ; e aol 
sutaeguente ariicolo 1850. in cui ai dispone 
che riapetto ai beni posaeduti da un terao la 
prewrizione 8i aoquiata a favore di coetoi 



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ToL. IX 1881] DECISIONI DBl TRIBUNALI DI MALTA 



309 



eol deoorMidi dieof anni dal giorno, in oui i 
beiri foi>sero da lui aoquisUti, iineorohÀ il ore^- 
ditore abbia i^norato che tali b^ni Bieno paa- 
sitt in potere di un terso ; 

*' Cko afendo pe rtanto i oftati Galea ao* 
•quiatato neU' anno 1860 dal potere deicon- 
jugi Oatl l*utiie dominio deir iofmobile nei- 
hi oitaaione meo/jonatoy ed avendo il nego- 
ciaiite àfeseina sbancato nel 1863 il prez2o, 
ipotecando i propri beni per caeo di evisione 
Oon in^riaione presa nel IH$2, ei pretende 
ohe i Qifelea col podieesso deoennsle abbiano 
acquistato la liberasione dell' immobile dal- 
r ipoteca, e quindi I' obbliii^asiooe ipotecaria 
degiiattori Meaeina son abbia piil ragione 
di iimiatere; 

** Conaiderando 

** Cbe ana dispoaiaione preesoechft aimile 
aHa oitata trovast nei codici ciyili Franceee 
ed Italiano ; colla differenza ehe nel primo 
aU'articolo 2180 ai dispone che la presorixio- 
neafii?oredel tereo poaaeeaore ai acquiata 
ool tempo regohito per la preecrizione della 
proprietà, e nei aeeondo aU' articolo 2030 
ohe la det^ preacrizione si oompie ool de« 
oorBo di trent' anni; 

** Consideraodo 

'* Cbe la priocipale difficoltà nel caso aotto 
eaaioe ai h d\ vederey se atla detta prescri* 
none deceunale siano applieabili le dispoai- 
doiii eontenote neU* artioolo 1889 deU'Or* 
^DaDZai aecondo le. quali la prescrizione à 
aoapesa rignardo ai dritti condizionali aino 
aUa verifica della coodizionei rigaardo alle 
uioni in garanzia sioo alla aegnita evisioney 
6 riġoardo ogni altra azione, il coi eseroizio 
àn aoapeao da nn termin^ fiuo alla acadeoza 
del deito termioe ; 

^ Che la detta aospensione della preacri- 
sioiie nei caai ora ennnoiati, fondati enl noto 
priDolpio contra non valentem agere nan 
€mrrit prascriptiOt h stata desunta dal dritto 
eoniDne nella jL. 7 § 4 Cod. De prascriptione 
80 vd 40 annorumt ove contro le azioni in 



genere oon eorreva la preaeriBione, ae non 
dal pnnte, ia eni le aaioni atetoae foaaero nate 
ed aveaaero potnto eaaere propoate, dtapoai* 
sione abhraeoiata dai oodici modemi ; 

** Che aeeondo le ateeae leggl romane» aRe 
quali dobbiamo rteorrere nei eaai non preve- 
dati eepreesamenie dalle noatre leggty la 
detta preacriaione em BSfBfemtf non aoto fi^ 
rapporti ira creditore e debitorey maanehe 
riapetto al teno poeseeaore^ oome pontiva- 
mente h diapoato nelhi £#. 3 § 8 Cod. 
Communde Jjegaiie; 

** Che anticamente in Francia, a teatimo* 
nianza del Orenier delte Ipoteche Parte 2 
Cap. 3 § 2 Art 2do, era prevalsa nna giuria- 
pmdenaa contraria« nella qaale era princi- 
pio ooatante ohe il terzo poeaeaaore preacri- 
ve contro U garantito pria della moleatia, e 
contro il creditore condizionale pendente 
condizione, perohà qaeeti non erano in una 
inoapacità di agire, ma al contrario poteva- 
no fare atti d'interruzione od intentare T a. 
eione di dichiaraaione d* ipoteca ; 

*' Cħe dopo la pubblicaaione del eodice 
Franoeae la qneatione i etata molto agitatn; 
alcani atando alla legge rooaanat perchi la 
dispoeizioue del Codice era generale qnaiUo 
alle coee e quanto alle peraono obbligatei 
oioà al terao poeaeaeore ed al principale 
debitore» poichà non contiene alcuna ecce- 
zione ; mentre altri ritenevano che la legge 
non diaponOy ae non tra oreditore e debitore^ 
cbe Iji convenzione i atraniera all' aoqui- 
rente, riapetto al qaale à res inter alioe acta^ 
e ohe il creditore eondiaionale non i nella 
inoapacità di agire, oome il minore o la donna 
maritata ; 

** Che il Codice Italiano ha riaoluto la 
queetione, eatendendo neir artioolo 2030 la 
preeoritione dell' ipoteca a favore del terao 
poaeesaore a trent' anni, e dieponendo esprea- 
eaoiente neirarticolo 2121 che neUapreacri- 
zione di trent' anni non hanno luogo le 
cause d' impedimento enunciate neirarticolo 



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310 



DECISIONI DEI TRIBUNALI DI MALTA [VoL. IX. 188 1 



igaardo al terzo posaeteore di 
), o di un dritto reale aopra un 

a giurisprudenza italiana si Jri~. 
i ilella promulgazione dei nuovo 
. sospensione della prescrizionei 
legge indicati, era anche appli- 
rzo poseesaore^ aimeno quando 
iva di prescrizione trigenaria — 
zione del Bettini, anno IST^, 
iy colonna 220» ed anno 1875| 
, Sezione 2da, coIoRua 496 — ; 
laiderando 

vi puo essere luogo a dubbio 
'izione dell' ipoteca a favore del 
lore pu& essere interrotta da 
ba iateresse con uno dei modi 
artioolo 1891 e seguenti della 
Ildel 1863 ; quindi non si pu5 
la ragione, per cui la detta pre- 
I possa e non debb' essere sospe- 
^orso per una delle caustf con- 
lla legge, per le quali si sospen* 
tre sorta di prescrizioni ; peroo- 
> dalla legge determinato per 
n dritto o per liber rsi da una 
e sottoposto alle regole della 
e della sospensione dalla stessa 
ite; 

minandoattcntamente lo spirito 
ticolo 1850 di detta Ordinanzay 
'ire che ivi si suppone ohe un 
;isoa ipotecariamente contro il 
)ore per coaseguire il suo credi- 
ultimo lo respinga coli' ecceziono 
decennale, qualora taleprescri* 
iso in particolare potesse essere 
ita ; e non già che il terzo pos- 
aque a favor suo si fosse obbli- 
ċlopo il decennio, senza citazione 
i inscritti, domandare il totalo 
to deir inscriàone ; 
nsiderando 
lle cose (iremesse fa d' uopo con- 



chiudere che in vista della disposizione pre- 
cisa della legge romana^ la quale estende al 
terzo possessore le cause di sospensione della 
prescrizione, lepge non abrogata, ni espree- 
Bamente» nh tacitamente daU'Ordinanza VII 
del 1868 f in vista della disposizione asso-* 
luta di detta Ordinanza circa le cause di 
iiospensione della prescrizione, sepza alcuna 
eccezionci limitaiionequanto al terzopos- 
sessore, come prescrive la legge italiana ; in 
vista detla liuiitazione di detta prescrizione 
ad un sol deoennio; ed in vista finalmente che 
la legge non potea ragionevolmente privare 
de' dritti d' ipoteea, di fronte a un terzo» i 
minori, gli interdetti e le donne maritate in 
costanza del matrimoniOy i qoali sono nella 
impossibilità di agire, e dei quali dispone lo 
articolo 1888 deirOrdinanza, il cancella- 
mento della inecrizione domandato nella ci- 
tazione degli attori non pu5 esaere accor- 
dato ; 

*' Che disponondo V articolo 1828 della 
Ordinanza che il caDcellamento delle inscri* 
zioni puà essere ordinato per sentenza.quan- 
do consti che il dritto del creditore sia 
estintOy carebbe mestieri ritenere che nel 
caso presente nessun creditore possa vantare 
alcun dritto reale suli' immobile dai conve- 
nuti posseduto per causa di evizione od 
altro qualunque titolo, e che sia perenta 
qualunque azioae.che giusta gU articolil887t 
1888 e 1889 deirOrdinanzaresta in aospeso^ 
nel 8U0 esercizio, oià che d' altronde non puo 
ritenersi provato ; 

'* Che finalmente gli editti spediti dalla 
Second' Aula di questa Corte per liberarsi 
il detto immobile dalle ipotechoy pesie aer- 
* vità, e purificati con decreto del 6 agosto 
1861, non sono sufficienti per autorizzaie 
il chiesto cancellamento delF inscrizione« 
per la ragione fra le altre che nel detto 
decreto si trovano menaionati molti crediti, 
de' quali si e fatta espressa riserva,e che noQ 
risultavano affatto estinti ; 



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Vo:. IX 139 



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Sir À. Di 

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Secondo il Pr 
1884 9 quat 
fosse stato i 
adempirlo e 
%m tempo, 
ragionevole 
avesse eepr^ 
hiogo ad a 
giudiziale % 
meisa. 

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** Viste le 
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Maeatà) per 
lo. al pngame 
determioata d 



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312 



DECISIONI DEI TRIBUNàLI Dl MALTA [Vol IX 1881 



2. $. p9t fiCRdniento ^i altri d«nDi» potrebbe 
riaaoare eoceaaiTe ; 
•^Deoide 
'< Per la ooQreroia dell' appellaU eenteasa 
deUa Pfim* Anla della Corte Ci?ile del 26 
ginjno 1880,^ inquaato dieiuara oonetare 
della proaessa del matrimonio fatta dal 
oonvenuto alla attrioe, e della infraikme di 
tale pr«)mefl6a da parte del oonvenato me- 
deiimo--* ooUo apeie contro i' appeUaote-' 
rieervandoei di pronnnziare Bnlla som* 
me, da essere dal ooQTenuto pagata per la 
iagiuriay dopo ehe earà da quella Corte 
deoiao eulla eeoenda doonada dell' attrioe, 
dietro ua rieoieo detP una o dell' altra parte 
a qnedU Corte d' appello. per eaeere, allora, 
U oauaa meaaa nnovameate in lieta per 
nUeriore trattazione» *' 



DECISIONE 12i. 

OORTE dVILB DI 8UA MAESTA* 

PRIM' AULA. 

11 Gennajo 1881 (a). 

Dr. Giuseppe Gasaiiy 

OiuMet di 8ua Ma9Hà. 

Argomento 
In Umoi di contrawetmoni aW Ord. No. VI 
del 1840f relativa alla eeazume di dajn 
f importazione. 



Agente Anvooato della Corona Dr. Pa- 
squale Frendo Aasopardi 
versuB 

Capitan Oioaeppe PratOt oomandante la 
TarUna luliana SanOiueeppe. 

(a) Qoesta sentenxa ^ appdkta. 



LA CORTE 

" Virte le domande delF attore perchfc — 
previa la dichiarazione di constare d* avere 
il citato^ iQ contravvengione alle diepoeiaiooi 
deirOrdinania No. VI del 1840, promulgata 
ool Proolama No.III del 1840, oppoato oata- 
oolo a<2[U uflBciali della Dogana, e a mezso 
di certi legni appoaiUmente oollocati nello 
interoo di 25 capnte vino or di recente 
da lui introdotte in Malta, proveoienti dalla 
Sicilia, impedito^ o teotato di impedire agli 
ateasi ufficiali di conoaeere e miaurare la 
vera qaantità di vino contenuta in dette 
capute, le quali poi aono atate fatte Kr« 
reaUre dall* Onorevole CoUettore delle 
Dogane— non debba, inerentemente {lUe 
diapoaizioni della citata Ordinanta, ata- 
tuiU per regoUre la eeasione dei dazj di 
importarione (uez. I5ma. parte 3za.) venire 
da queata Corte ordinata la immediata 
oonfiaoazione delle dette oapute col vino; e 
non debba inoltre, ioerentemente alle dispn- 
aii^i deH*Ordinaiiza No. IV del 1870, art. 
9t veaire da queeta Corte inflitta al citato, 
per detu oontravvenzione e per qualnnque 
altra^ di cui poteaee lo atesao citnto rimanere 
convinto gineta le diBpoaiiioni delP Ordi- 
nansa No. VI del 1840, la penale peconiaria 
non eooedente £ 50» previa ogni opportuna 
dichiarazione, aoehe quella, occorreodo, di 
conatare di q nalnnqne cotftravvenzione alla 
citata Ordinanza No. VI del 1840, e con 
darai ogni opportuno prowedimeoto ; 

*' Atteaocolià Pattore, oltre mezsi di prova 
dei fatti, istrul ancora come la legge fn già 
nel aenao delle aoe domande applioata in nn 
caao di aimile oaUcoIo oppostu con certi 
legni inchiodati nalF interno delle botti; 
deciao da queata Corte il 3 agosto e confer- 
mato in Appello il 6 novembre 1854 ; 

** Atteaoeohà il oitato impugna qualunque 
preteao auo tentativo di contravvenire alla 
legge del dazio d* imporUzione, mentre egti 
procurà^ di aaanifeatare la vera quantità di 






^^5 



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V0L.IX.188l.] DECISI03fI DEI TBIBUKALI DI MALTÀ. 



31» 



TioOt cbe tl fAik eipe? to avrebbe eiilooI«te 
p9Jter ooiiloiiore qxielle hotli» e h qttAottti 
Pliiiuieetatg u verific& U r^lo nelle stesae 
OQPteBota>j)er cai gli uffioiali di Dogaoe 
aifrel)berQ potiito riohiedere il dayio della 
q^oaotit^ eff(aittiya,oonie do lui data nol mani- , 
festo del earioo : reapins^e inoltre omo citato 
ropplioa^iooe al.presente del oaao deeiao liellG 
enao 1854, io cni era evidente la m}i<lizia del 
09pitano intesa a defraudare U leg^e, ooa 
d0ppM> tentato ia0mno, qvello di niAnife* 
itare alla Dogaoa ana qnantità di vioo cen« 
aidereyolmente minore alla reale contenote 
nolle botti, e rartifixia preordloaio contro le 
itoife a confermare U ioU qnanlilà manife'* 
itata : ioitiioe cbe i peszi di legno eoU non 
baalavano per indurre in errore alcnna per- 
aona CBpertf » cbe voUiie miiurare: dice ebe 
qaei pezzi di legno eran inieai a ben din 
verao ioopoy che non ei p«d inferire lo 
^ ioopo di oontrawensione, meotre rieaee ittf 
oonciliabiU oojUa ei^Qera BMintfeataaione di 
tutta le veridioa qnaatità : nel pei«mo degli 
eventi poi interpreta U Ugge nel ienio di 
o^dineta coofiioii, non già del totaU delle 
venticinque botti oon vinoi, 190 delia ioU 
eoeedenzay an oui ii direbbe aver potuto gli 
oflKoUIi iocoriigfe 10 errore miiurando le botti 
dxibarcatet; 

** AAteaoccbà oel MUy h certo ehe U eonr 
traweDfione nel easo deciae nelI*anno 1854 
era daplice : perà ae h vero cbe per ciaieooa 
delle dae U legge dUtintaoente eommina U 
oonflica«^iia pnre cbe per Tana U littiU alU 
eoeeienzi anlU qnantità manifeaUta* e per 
raUra U eatenda aUa totalità deglS eSetti ; ri- 
Hiiie por vero ^he anebe per nna aeU^ delle 
eooiraweniiooi varie contmiptiAe dalU legge, 
oon 4ee vemr meno rapplipaaiooe della rela- 
tiva apeoiale eanzione ; 

'' Atteioeebd 1' altore, per V e£blto delU 
diebiarazione in primo laogoefaUita, vooU 
slaMlita eontrawewtione alU diapoiizione 
dal!*0rdlnanza No«yi del IMO, aenta eeeet- 



taamt pero aVenna di qnelU dUpoitf ioni; ma 
nella domanda per ordinarai U eoofiieaziooe 
allndi^in Bpecie alla 8e{H>ee 16a. ParteSa. 
delle dbpoei^ioni di detta Qrdinanf^ ; 

'* Atteiooohà per U detta Seziooe l&a, k 
diapoeto cbe rintrodnttore di effettidovrà, 
nel Q^meoto dello ibarcora terra degli effettiy 
pagare i dasg di ifflportazione» mettere gli 
atean effetti in depoaito : nello eberco a terra 
degli effettt aarà Ueito aglt ofi^ciali delle 
Dogana, delU PoIUie di marioa di eiami* 
nare gli effettij qoaUnqoe parte di eiii > ie 
riBtrodQttore» qaaUnqne peraona a di loi 
riohieata oppooeaie oetacolo agli nffieUli 
oeireaaminare gli effetti, qaalooqne parte 
dt esii, tali effetti aaraono confiicati ; 

'' Atteaocche conata a ioddiifaziooe della 
Corte cbe coi pezzi di legno, artifizioaamente 
inobiodati entro pove delle tredici botti, cbe 
primaaveva fatto ilcitato dUbarcarein terra^ 
ii iia tenUto di opporre oatacolo ei detti ufr 
ficiali nelP eaaminare nna parte, benchà non 
moUo rilevante, della qaantità di vino con* 
tenato entro U dette nove botti; 

.*' Attoaocohà U lettera delU legge indi« 
atintamente commina U confidca degli ef- 
fitti, non aolo qu8nd6 V Oitacolo 6 oppoito, 
otentato alPeiame delU totalità deglt effetti, 
ma pur quando aireaame di qaalonque 
parte degli atesii ; e quàndo U legge h 
eiplicita» verbi$ edicii aertnendim, fu acritto 
nel Digeato : l'equità non h che iopplimento, 
qnando U legge difettaaio nelle ioe diepo-* 
iitioni; poichi quando nna legge apeciale e 
chiara dispone, ne % pi& luogo ad inveati^ 
gazione d' intenzione, nà a tribunali i per*. 
meiio, iotto forma d' equità, eooitarii dalU 
legge, fosae pur dura, che ràltrui giudizio 
la riteneiie iogiuita-- Nihil perieulosiui et 
pemidoeius, Fab ro acriveva uniforme ad 
allri, quam sijudid, eui libet, liceat ^^quiUh 
tem pro arbitrio aibi fingere^ $t legilm ilto- 
dere prcetextu hu^us eqvitatis'^ U ragione 
ne era atata avvertita aaaai prima da Tullio» 

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314 



DECISIONI DEI TRIBUNiLI Dl MALTA [▼ol IX 1S81 



fcriTdiite— omnta sunt incerta, cum a jurs 
dUceittm e$t — ** 

'* Attesocohi qufiido fa rlconoseinto il 
teotatlro eontravveavioDalei in riferenza alle 
dette noye tra le tredici botti dal citàto 
disbarcate, nffioiQli di Polizia ei portarono 
sqI bordo della Tartana per esaminare il 
reBto del carioo, e troTatolo ancora sotto 
coTerta, ordinarono al Capitano di traspor* 
tarlo fine il dimani aopra coperta : cob) os* 
■erTd il oapitano; ed esaminato V indomani 
qnel resto del earieo» fa Terificato che in 
altre sedici botti era pnre adoperato 1' ar- 
tifisio di dae pezzi di legno nel loro interno 
incbiodati ; 

** Àltesocchi sebbene in regola generale dl 
legge — cum in aliqua cauaa sententia mxini' 
feeta est legie, is qui jurisdictione praeet ad 
similia procedere,atque ita jus dicere debet — 
tnttavia ia teai di oonfisca, che h pena di 
contravveDEione a legge amministrativa, ap* 
plicabile a termini di legge^ ehe non ha lati- 
tadine a temperamento per rigaardo a oir- 
costADze mi1igan«i, e che quindi non soflfre 
interpretazione estenma^ la Corte ritieoe 
che non sia leoito applicare il soo disposto 
per nn deterroinato caso ad nn altro, per 
sola ragione di aoalogia tra i dae, qnando 
noa logge* formale non I' avesse in specie 
detto ; 

** Attesocche la premessa osservasioDe ha 
piil sioaro fondamento nel caso in conlrover- 
aia, per la ragione che mentre la Seaione IBa, 
eni si rapporta Tattore^ contempla 1' 08ta« 
colo apposto, tentato all' esame degli nf- 
ficiali nel tempo dello sbareo a terra degli 
effettiy r esame degll etessi e T ostacolo ap- 
postOi tentato ia tempo anteriore al disbar- 
00, e. qaando erano ancora sa) bordo del 
bastimentOi k contemplato in altra parte della 
stessa Ordinanza; la qaale coUa Sezione 3za, 
aatorixzando gli nfficiali di portarsi sul legno 
al sao arrivo io qaeste isoloi od in qaalonqae 
altro tempo posteriore, di esamioare gli effet* 



ti a bordo« pel eaee elie nt fom loro appoato^ 
tantato di apporre ostaoolo, eommina ona 
mnlta peconiaria non magġioria di £50, ni 
minoredi £«. La diffierenza tra i^e.dispoati 
di legge potrebbe trovare la sua ragiooe ael 
maggiore, o minore progieaeo di atti a oom- 
pire ia oontravvenzione.nella maggiore difll. 
ooltà a riueoirTi. quando gli effetti eaaminati 
a.bordosonoancorsoggettiad altro eaame e 
•taccia al tempo det loro disbarco t mai se 
tale non fosee la ragione 'della diilerenta 
nei due diepoeti di legge, h eufficiente che la 
legge scritta sia tale ; 

"Atteaocchi multa pecuniaria, inerente- 
mente alla detta Ordinanza No. VI del 1840 
e sua Sezione 3za., per tentato ostacolo ad 
esame di effetti da parte degli ufficiali a 
bordo della Tarlana, noo h dairattore doman. 
data ; 

•* Attesocchi Tattore col terzo capo di do. 
mande chiede che ala inflitta al ciUto la pe-. 
nale pecuoiaria,noo già inerentemente a detta 
Ordinanza del 1840 e sna Seaione 3 ja., ma. 
come esprime,inerenteraente alla disposizione 
deirOrdinanza No. IV del 1S70 art. 9: tale 
articolo si riferiece ad alcune delle contrav- 
venzioni contemplate coU' Ordinanza del 
1840, ma non a tutte; a qSfelle sole, per le 
quali vi i prescritta la confisca di qoaisiasi 
oggetto, disponendo che in tali casi la Corte 
pu5, oltre tale confisca, condannare il con- 
travventore a una penale non mioore di 
dB.2, ni maggiore di £ 50, quando coneti a 
soddisfazione della Corte medeaima cbe la 
contravvensione sia stata oomiressa col fine 
di evadere il pagamento di un daiio. Ben- 
desi percid cfaiaro che la disposisione delip 
articoh) 9 di deUa pià recente Ordinanja 
del 1870 non si puo applicare alla contrav- 
venzione contemplata colla Sezione 3za,della 
Ordinanza del 1840 per la quale non h 
prescritta oonfieca^ ma multa ; 

'' Attesocohà non pud supplire al difetto 
la circostansa, ohe V attore con detta tena 



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Tou DL 188»] DBCISIONI DEI TRIBHilALl DI MALTA 



3X5 



dooiMida ioT^ ln p#iu4e f(6cuDiaria« non 
•olo per la oootravveaxione dedotta nelle 
prime doniande, ma per qualiinque altm, di 
oui potease lo etee90 eitato rimanere oooviuto^ 
gioata le diapoaiiioni dell* Ordinanza No.VI 
del 1840 ; poiohà limitatoei -ad invocare 
la penale inerenUmente Me diepoeizioni 
deirOrd. No. IV del 1870 art.9, queata non 
prescrive penale per la oontravvenzioae 
allegata riferibiUnente alle aedici botti, che 
gli ufficiali vollero eaaminare» prima che 
ibseero disbarcate ia terra, e quando erano 
ancora caricate aotto coverta^ cadente aotto 
la diapoeizione della Seaione Ssa » non ISta., 
deir Ordinansa del 1840. Ni vi sQppIisce 
)a circoetanza, che 1' attore in quarta do- 
manda abbia puire provocato dichiaragione, 
airocoorreniaidi constare di qualunque con- 
travvencione alla citata Ordinanza No. VI 
del 1840 ; poichd egli non ha invocatOy nh in 
queat' ultima, ne in altra parte della cita- 
sione^ rapplicazionedella multa comminata 
per piu caai con detta Ordinania^ ne almeno 
in generale 1' inflizione della relativa pena 
aecondo le leggi alla contravvenzioney che 
aveaae a rbultare, aoche talora diveraa dalla 
dedotta in apecie colla citazione ; 

*'Atteaocch^ le domande per ordinarai 
coufiacai per infliggerai multa, per condanna 
a penale pecaniaria, a termini delle cennate 
Ordinanzei eono di aostanzaj e non ee ne puà 
aupplire al difetto ; 

** Atteaocchà, ae le domande invooaaaero 
la propria preacrizione di legge contro Fal- 
legata oontravvensione relativa a dette 16 
bottii rimanrebbe da eaaminare ae V avervi 
preordinato i mezai d'oatacolo alla miaura- 
lione di parte del contenuto, aenaa che foeae 
gionto il tempo della miBurasioney aenza che 
le botti foeeero ancora diabareatOi aenza qoin- 
di il progr^eao d' atti, che porti al panto di 
tentare V inganno dei miaoràtorii eqoivalga 
airavere appoato oataoolOi o tentato di ap- 
porlo aireaame e miaurazione del vino;molto 



piu ohe il capitano poteva ancor motare VO7 
lontà e non diebarcarle in Malta^ apeciaL- 
mente dopo la acopetta dell* artifiaio oeUe 
prime 9— e nel fattofuronole 16botti di* 
abarcate dietro ordine troppo aollecito degU 
ufficiali di Polizia — poteva, anche diabaroon- 
dole a terrai lasciarle in deposito; e ae pure 
in appreaao le deatinasae al consumo in pae^ei 
egliy protetto dalla veridioilà del maoifeatOy 
avrebbe potuto premettere una diohiarazione 
che ohiunque abbia potnto eaaere rantore 
dell' artifizio e qoalnnque lo acopoi egli non 
intenderebbe di trarne profittOi pi^onto di 
pagare il dazio di tutta la qoantità manife- 
etatay o di quella che ai eaperi nentaaae reale: 
cià che non fu piix in tempo di fare per le 
prime 9 4>otti| abarcate e stacciate con deati- 
no di coneomOi senza quelfa diohiarazione ; 
** Atteaocchài adottatarapportole 9 botti 
disbarcate la interpreCazione già ritenuta da 
queataCorte colla precennata sentenza del 3 
agoato 1864, e dalla Corte di Appello di Sua 
Maeatà, che la confermà,ne diviene opplica- 
bile nonaolo la Sezione 15a. deirOrdinanza 
del 1840|ma pure Tarticolo 9d6lla nuova No. 
IV del 1870:qttestamvero nonobbliga, ma fa* 
colta la Corte a condannare a peoale, oltre la * 
oonfiacai e laacia una latitudine tra il mini* 
mum di 2 ed il mMoimum di 60 lire aterline: 
la prudenziale iacoltà della legge male pero 
aarebbe tradotta in mero arbitrio: ae ai rende