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Full text of "La Divina commedia"

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JìartrarD eToUrgr libraro 




l'KUM Hill CIKI U» TIIIC 

DAXTF. «OOtKTV 

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CAMBKIIK'.F^ MASS. 



DMTE ALIGHIERI 



LA 



>IVIM COMMEDIA 

RIVBDDTA NHL TBRTO B OOMKfBNTATA 
a» 

(h &. SCAKTAZZINI 



qutNTA KVtZIOKB CUKATA 
DA 

Q. VANDELU 
COL RIMAItlO PERFEZIONATO 

M 

L POLACCO 




ULKTOO HOKi'U 

I^S-rOm'LIBHAIO OKLLA RBAL Ci.>A 
MILANO 

1907 



Clft of 

the ronf.e iocitf) 
BOUKD MAY " - *'*^'* 



PHOPRISTÌ laTTBRAMA 



ALI.' ONORKVOLK 

GUGLIELMO WARREN VERNON 

AtX'ADRMICO C-OfiRlSPOSDKNTE DKI.LA CBUSCA 

>TTO TEADUTTOBE E COMMENTATOBK DI IJANTE 

AMICO MAGNANIMO B 8IHCEBO 

HVKSTO UMILP. LAVORO 

IN SEGNO X>I RIVERENZA, OBATITUDINK KT> AMICIZIA 

IL COMMENTATORE 



t>. 11. t). 




rKEFAZIOSB ^VLLA QUARTA BOIZIONB 



Xel mettere alla lace per la t|imi-lit volTn U edttia 
mimor. che dell» IHvin» ComnR-diu rivvdulu uv) testo » 
raoimptitHtu fi dvltc G. A. ScABTAZZiNl. è natumle cbe 
il primo pvDbifiTO e la prima parola HÌnno ptir lui, che i» 
etA poD aiicor librare ebbe trouca il HI fcbimio 1901 la 
vita, « non potè dare u qB««ttt stia operu le nuove vnru 
ette. piil)tili<.'aDdoIa la terza volta, prevedeva egli Bteflxo 
Harebbero state neo<>«Hnrie. 

^OD è <{Beeto il nioincuto nù il liio^o di te«8ere una blo- 
gru&a M del wlebre nomo, o, tanto dmiiv, di pronunxiare 
un giadizio ai««ol(it<> e definitivo intorno u Ini e alla 
Tarla opero sua; Q^ ìo mi ^-utirei in grado di l'urlo, 8Ìa 
percb^ vedo mancarmi troppi degli elementi D^eesaarl 
per rilnkrre al vero la Mua ttiemra e itortnrne (nudizio 
eqno e TODipiatu, aia perchè mul sì oouverrobl>c » eliì è 
enìg»rio e fra gli ultimi venati nel cam]}0 de^li stadi 
daatetwht, l'erìgersi a giudice di on nomo vbe vi fn Inn- 



') IMlarlta n Mìe «ptir* dullA tìrartuialnl ««donai >itKÌliitto le na- 

' L«l* rJi'cKll it«ll« di »t Mi lìanlf in (itrmoaiaiìtUanD, ittwpti, 1^8l-><9>, 

' «I >'n>*>o. 'n Kli slrri, kU uttooU DC<an>loi[lrt dì t'to Kajka ani 
ITariMK* dal 24 MÀinìo 1001, di A. Piammaxx» ori GitmaU r>a»- 
airi 1901. |>i>. 65-«7. di P. X. KNAfs odi» AMope nr Jlltf 
ZHIumf ari IS febbruìa I90t, r di un auonlmo d«I ffioranlo l>^ 
Bmtd iti Otram ilnl 13-lS febhnkio IWt. 



risruioirs allì qDAcrA idixoki 



Katuente e nwrìtamunto voD»i«teniCo Ini i duci. Oltre di 
oh#, a iiarlnre in modo degno dello Scjirtaz/.iiii, si do- 
vrebbe rappresentare « ronsidei'are l'attivitA sua s«ott« pn- 
reccbi a»pL>t(Ì. l'rintu uiicur» ctio ilaDtistu, «gli fn tvoli>go, 
e, in tale ciaalità, esercita |>er la più gt&n parte della sua 
vita l'nffiolo di pastore; e «e degli studi dantewfii fece 
il Oi^ritro, H i.'iOmI dire, dolla »ii(i uttivitil iutcllottuuUi, V ad 
ewii dovè la lar^^ uomiiianEn avqaislatu, sicxT-hi- solo del 
dantista, o prÌncipalRient« di enao, dura e durerà la &liiui, 
ci miw vuloutìcrì il piede aiiotio in altri rampi della let- 
teratura nostra; e *ii materie aucor più varie, (*me sareb- 
bero storia dell'arte, ntoria politica, flloBofla. e pereiuo 
anìeniie uat'tindi, mostrò co}i^DÌ»ìoiii sicure e »ì rivelò amo- 
roso calture nella sua ofmra di pubblicista e collaboratore 
ili perio4U<;i letterari e scienti Sci. (Jonie uomo poi e citta- 
dino, benché aiiia«H« la nolitudìne e ìl ritiro, propixì affli 
fitudi prediletti, s' ìmiuiìscIiìh pìil d'una volta atte lotte 
della vita pubblica del hiio paese, e vi pn^iMs » vi tenue 
il posto di iN>nibatt«ute auiiuoso ed ardito. 

Ma, bisogna pur dirlo, la diftlcoltà niaKjriore ebe In- 
contra chi voglia parlare di lui, proviene da certe qua- 
lltà poeo simpaticlie cfa'egli 8)>esso rivelò nella sua profes- 
sione di serittoro e di critieo, iìaldo, sieuro di ^, assoluto 
nel profferir giudizio intomo ad uomini e cose; iitttoffe- 
rente di «wntnMldi/.ioui; disposto a<l obiiedire agi' impulsi 
del sentimento e della passione momeutanea e alle im- 
pressioni, piuttosto<li(i Itila voce calnm e severa della r«- 
((ioue; f)wik% pcmò, ultrcttunlo a mutAr ((indizi e criteri 
i|Uauto ad ostinarsi in opinioni errate, pur di non cedere 
«gli avversari ; lo SaartaK»Ìni si attirò di necessilA molte 
immii'ir.ie, e si trovò impigliato in polemiche dis;r^8to»(^ 
ed astiose, nelle quali trascorse trop{>o spesso a modi 
« u forme antm lontane non pure dall'urbanità, ma, ch'A 



]N%gi<*< (I»Ua giuìitìzm. Eppure, pìi atlac-cbi Uiooienti, 1 
motti sdegnosi, i ^indizi Sj^arlmli m ìe^sono talora a brev<? 
dtrtianga da e8prei>aionÌ rorle»Ì « rÌR|>6ttO0o! Como utaif 
OH è olte l'indulo fot'osa v bultuglìvm. uei momenti io 
mi lo domitiHva, gli fawva, vom'io credo, parer natarale 
■lavltu vivacità eL-^esaira di petufiero e di parola; e noD 
gli lanciava Torse capire né intravedere che altri, e rxnt 
ragione, imteAoe ^ìudtmn- i suoi modi come tie^ao di 
animo iimllffuo e proclive ali» tnaldicetu». Coni, [ler citare 
dh eHtmpio caratteristìfio, in Une del He<'onda volume del 
Ante fu (knnanie, e$:li vuole scuiuirL- oomu frizzi v pla- 
mvDlec» 'delle quali l'autore credette di dover condire 
l'arida materia*, te fra^ì |>a>i(c«i)ti o irriverenti che ))ii ley 
^IO&r><|oa e Ui nel conw dell'oiwm, in ispttcie uel primo vo- 
lume, e 8i duole che altri abhiaoo consìdenite le aoe parole 
nr offensive, e dìehiam ohe oo»toro non le hanno napnte 
fÌDt*rpret»àre. come ne fowe pos^iltilo uu' altra ìnlerpretti- 
^(ìunc [H^r chi premia le parole ne) loro vero »tf,'uilica(a I 
B che lo Scartaxsini ne'fuoi (weesaì foiute pinttoAto vit* 
1 tùia del proprio («m|wrHmvnto ohe mali^uo. m'induoe 
■ rrederlo un altro fatto. Sarebl» facilÌHsima cosa, spigo- 
ludo negli ucrittl di Ini, formare nn buon codioetto dei 
pii oDeefi, dei pii) savi prìncipi di critica letterari»; uè 
.Runa fiicile racougljere ueseunati rilievi di mende e di- 
jititS d'opere alimi. 

E]ipnre egli era Ìl primo e, vÌoìht nella pratÌ4'a quei 
priudpi ; e a lui 8Ì {«trebberò riuraeeiare con le ane 
*t«HM parole le <wlpe — spetmo arcreM-iute ed a^'gruvale - 
pur sai>evs al bene rilevare in altri. Come non av- 
di 3l «tridente cootruddixionef Tome non temere 
lualcnno gli rivolgeMe la domanda dell'e^'angelo: 
■r feitvcam in oni(o fratrie tui, et trabtm in oevlo tw> 
»iw r«dr*r tto ÌM-twcbf ìIMroiv ini itotrebbe qui ricordare 



xn 



panÀnoaR alla quasti xwxiovb 



il faiiiAso pmlre Zappata, <> rainiiicn tarmi che altro k <iire, 
ttl(:TO k fare; imi, quaudu l'uomo clie (lte« e fa, li» iri- 
gB^o e dottrìna qaalì ebbe lo Sctirtazsitii, na' altra ra- 
jiìQae ci vnol^i e (inestn, npl chao nofttro, io la vedo ap- 
poiilo uviriadolo impetuosa u tR'Outrotui, »bi>, eupraffwi'iido 
il Vttlentaoma, gì' iiiipodiva la retta e netta visione delle 
eooe, e lo imrtava a^li ecoesBÌ ehe 1 suoi stewii amici più 
volt* deploniroiio. Forsi-, fouie avutwiiifiite osservava 
y. N. Krtiiis, i^f Io 8«irtuzzitii hÌ Ibstie t«imto meno »|>- 
partiito dalla tweietà, avret>be finito fìon levif{»re la ru- 
vidt'KKii nuturnle; 1» quulv, del resto, ooin'ebbo ad osser- 
vare uel citato articolo necrologico il (;ioriiitlo Der Hiinii 
di Ilenia, pare connaturata a quei della Val itrein>£lia) 
dove il noBtro ora nato e dove luiiganient« vintx: 

Ilo ioBistito un |k>'h lungo sull'indole dello Se-urtiu- 
zini, percbè il suo mi pare eaenipio notabile, se altro 
mai, dell'intimo leiiraine ch6, anebe nell' eaemìKio della 
critfmi. Iiiiiino [e doti i- tendeiiro dell'animo con te qualità 
doli' iutclletlo. e della funcnta azione che quelle gioeeono 
talora avere sa queste. <ìiaochè ninno vorrà nef;are allo 
8cartaK7Ìni nn inti^lletto, olio, robust'O per natura e rin- 
vigorito ibt larfirlii u svai'iati studi e da assidue e mol> 
teplici lettore, era Biesso in moto da una volontà tenace 
« da una mirabilo InborioaltA; « nn tale intelletto, se 
u6«i»tÌto du un temperamento pili sereno e pli) ealmo, 
avrebbe dato tVntti, non so ae ugualmente (copiosi o più 
twand, ma certo uil^lorl molte volte e più durevoli di 
quelli etie tliede. 

H un'' altra dote non comune ebbe la mente di lai; 
quella di saper concepire con larghesiia e cbiarecza il 
piano delle ttuc opere, e tmcciArne il diM^o generale con 
setlezza di contorni e bella armonia di parli. Consideri, 
ebi se ne VOfctia iieranatlere, il Dtinte-Han4hneh, o ì Prole- 



gnmeat ali» D. C. li|KiÌ«nHe,o la Datitoloffia, a <]ncsta steeea 
edùione, dvllu cui fortuna Alcuno, e nuii a torto, vide nna 
forte ra|[ioDe appunto nel nitido aiwBtto ifcnprale, ii^llu 
Intolft i tttiira, a cosi dire, entro cui è <1ìì^{khI4i \» iDuteriu. 
Anxi, per dire tutta la verità, l'amore dvlla eimniotrin 
i^.-uurulc arrivò talora Dvllo 8<rurtazzim tropp' oltre; come 
quando - non so se altri abbia mai rilevata la cosa - di- 
videva la tJantolojfia ') in due parti, e ofnmna dì queste 
in 4 capitoli, « ciueciin capitolo iu U punigrall/PurtropiM) 
ianeme con le ottime qnalitA dì architetto eftli non Dio- 
ttro wnipre tutte t|UeUe «lei buou costruttore 
Conumque sta, dii oer«bi di ubbrucoiaro oou iiu solo 
i contribuii che agli studi danteschi cf;li Hrrorò 
' io m periodo d' olire tren^umi, dal voltune Dante Ali- 
Viim. Seine Zeil, aem W>m und èetne Iferitv (Blel, 18G9) 
Ano alla poderosa per quiiuto difettosa Jincictopfdia dan- 
*«•« e alla 2" edizione àelVIu/crno lipeieose del Itfim, 
non jKiò reprìmere un aentìmento d'ammìnuioue si per 
it iiuil« di lavoro compinta da questo solitario sdegnoso, 
D die è prova d' un' operositil graudìstùma e ixwtautc, e al 
per gli aiuti e tOi ìmpulni vani che alla critica dantesca 
I Ttoneru da tale operosità. I41 quale Ano a un certo t«mpo 
1^ veramente - oflero le l>elle e<Ì efficwù pwrole dì Kran- 
«Wcw 1]' Ovidio *)-;* più sana, e ad ogni modo (ornava 
|>tUìMliiM al rlnaseeutl stadi! italiani e al loro bìso^cDO 
^ ntontento. 1 lavori tedeschi eran noti a pochi; degli 



') Di q<u«f «ptta Ma prcpanuid» una nuova «tUnoue, rìfWt la 
tda ritfNKid*!» allo stalo prMoab' (ln)(ll i>laitl ilaot^Mclii. I'«|{re- 
lor A. PlAHUAXXo, il quitle atl^iwlr *ltr<.i>l a ootupil«ro Uii 
r*abuiK, (di* «Mi D l«>aVMial*i, di 8U|>i4oiBOi>tn »a' Eneklrptdia ({«■• 



•1 AadH «mila ». C (Pafenno, B. Bandnxa, IMI), p. xu deUa Vt*- 



fltndioBi nostrani, i pift »* agfriravano per anifiportl o 
8'«rHii cliwiftt.i ili vi« inoìiM-; i Coni riuniti (ti )M)»iu» chu ni 
pubbli(.-a\-an qui. avevHiia il tanfo d'un' eradizione troppo 
ristretta, d'nn ordin» d'ideo an^nsto, d'un i>otf«^l6KXO 
iu fìiriiì^ltji ; i contiii«nti auticlii rivedevun la luce u ri- 
lento u Bp«B8o ruuleouei, a cìaacnno direniva l'oR^tto 
d'una prfKlilezione HÌHteniatica e fanatica. 11 (kimmeBto 
lipsfejisc- divulif^ a un tratto tant« eoge o t»Mt« cbioMt, 
uou uno spoglio litrgu dugl' iut«rpruti autichi u con un 
tra^'a^tameiito repentino di erudijiiom e speculazioni te- 
desche. VbCf- l'ert'ctto d'un flnestpone ohe 8Ì HpalMnclii « 
lasci precipitar dcnlru mult'ariu froMm, benoh«i non ocnea 
vento irit polvere; o l'efl'etto che in nna città dì provincia, 
con veccliic lK>tteKti« soarsaniente fornite e impigliatA iu 
tapine abitudini locali, fHrcbbe l'apertura d'nii basar 
pieno zeppo di roba tbrestiera e d'altre «ose conmnc|ue 
rttre in comnierrio. In che modo e in che limiti abbia lo 
8cartiiz/ini (fiovato affli 9tu<lì danteschi iu Gemumia, 
altri potranno dire; lua una bratta iuffratitudìnv oom- 
metterebbe l' Italia '), commetteremmo apecialmente noi 



') A proposto dt-Ua doppi» upvra ouiupiula duUo Hkmrlnxxiiii poiiie 
danti*» Itallnno r cmne dnntint» iMuco, mi ni permotl' di rifoiirn 
iJeiiae giuntcì o iwnt* <ron«ldnniKloiil di Pt<i RiUKA : ' ITn'opporlD. 
illUt.... ilerivav» ntto .S(N. Uftlln UMciM. !•• Urvgti^llA «poli» goojcrsli- 
fiuiuMiic uU'ImIìu. e m> dv pu<i (lin> uu tttlt«tlit•^ aucbo Hotin 11 riH|n>tiu 
llniinUtJcu. SiLvomu puj il gioirane H'rm «slucul» uvU' L'uIvMHttit di 
IlaiilW « di nernn, Ìd tvrra tedcacA. vpoÌvb ad wuw n multa adattv 
» (wmtilan aaf di qnoUe faaiàimì medJatricd. a eoi la Srizacn, tri- 
froutv, «KKi qoadrtfronh), o»! bcD« ri ipawta. Dopo l'Ibdia, dchiui 
pauiw ugiugliara In Ocrnianla n<'l mito p<T Danio ) ed cn di mìa 
itMiit#T«)iitiMÌiiio oli» tlivftntaawi qaanto pib al poteaM vivo in qunta 
■tominio tu MtainMa lii 1*11x1 tua la. Fallo Ma oho lo 8«ariiiuiiii venne 
nltiToaiKla in tati» la dim rlia pubbllpnxlonl imlMcbc « pubUkadoni 
itiitiaiM. ' 



rsirjtsiOMB iLU odabta BsmoirK 



IT 



ioiH- fbv traiuoat», se uun rioordamimo e 
incolcafiHinio (;be Hi ricordino le aoa dnhbie beiio- 
tinfCfuM! di lui. ' E per questo, e |>6r le provi- cti« por 
«|tmlch« volta cfcH deCUì, di «Mere < dii sé Memo rinionm >, 
poflBiaiiio bene itmn^inkn eoi B^jn», vbe lu 8<--HrtaKKÌni, 
' incoaUBodofli tiul re^o delle ombre o Aeglì optrilf ron 
onlnro col qaaiì ebbe nìiuirixia, abbia, nel nome di IMuiU'. 
dato « rieevulo il Imoio dell» pAce', immi «■oiiie, ira i vi- 
«BDti, tatti coloro t^be furoiio io^UBto Iwi-saglio ile' fiaoi 
dudì, ftU avTUUio, credo, orinai perdonato. 



Hd ora una parola delia preeente edizione ohe, pres- 
tine dtiJ benemerito conim. ClrlM» iloopli, tio n<M:vttwto 
di «arare. Nel frontespizio ho scritto ' riveduta ' aenxa 
■^lUftere ' vorretta ', perciiè questa parola, mesaa là così 
wlaed umluta, mi pareva »aperbn e tnippo promettente, 
ami compromettente. Ma qni, dove bu h^^ìu di Apie^nu-mi, 
non poeno non parlare di oon-ezione, giaodiè in oorre- 
(iooe »i risolve di iiH'eH^ilÀ oj^ni opera di revisione. QiDiIf 
nnetioui iKlunqui-, quali niuliinieuti prv^ul» la qiuirta 
il eaofronto con la terza edizione 1 Basta osservare che 
i> paginatura è rimasta, tnione in poebi luo>:lif, In 
Hctsa. [ter rampreudcre vhe non può essere stata fìitta 
iBi matafione radicale, nna vera e propria rielabora- 
rtne. K uient' altro ehe mia ristampa attentamente ri* 
vedata allo scopo dì farne scomparire refiixi o Hviue 
tipofcraflobe, errori d'orto^raAa e simili mende, vhv par- 
irapiio erano untneroee nella edizione terica, doveva eBeere 
Q preumlo vulame, secondo il primo concetto dell'editore. 
BDu avendo In Seartaz^lni lasciati tra le sue e«rte appunti 
M corrvxionl di sorla ptt qnesto suo lavoro, e nuu parendo. 
■ eiHi breve distanza dalla sna morte, ooea Rouveuìenle 




mettoi'u lu itumì avi uoniuiento iwr modificarlo secondo 
DDovi o rinnovati criteri. Ma, nul fatto, la revÌRÌoiie è 
riuscita (jnalcoBa «lie tntiueeza IVa ciò «he l'editore ave^'s 
dappriiuH poontuto t uuu cuiupiutu rìcluburiLKiuui''. 

Il teHto, ai quale è di necessità coordinato il commento,, 
non tollerava, appunto per r|ue»to, modiRcazioni mistAU- 
zlali^ DÌ- in una («di/.ioue »coluetÌCH ci e [Huao ancor 
tem|>o d'introdurre certe innovazioni ohe le ricercbe 
gli studi, cui »tt«ude la Società Dantewa Italiana, 
ormai couHÌ)flÌaao, nui che non hanno i>urKiichc <)U6l 
grado di certezza <^he occorre j>er essere ammesse nellal 
WDolft. Ma la ti^rallft, cbv di udizione in edizione s'era 
voDutH piuttosto corrompendo che migliorando, e mo* 
strava un amalf^ma dì criteri diversi - e ciò soprat- 
tatto perchè le l'iomlixiout della vista <la più anni proi- 
bivano alto SeartiiKzini la revisione delle boxze o noD 
gliela consentivano attenta come avrehtH> dovuto essere, 
di modo ohe spesso ei 8i dovè rimettere alla dinci-ezione 
altrui -, avva bisogno dì divenir più costante e uuiformei 
altrettanto dicasi della punteggiatura, qua »ovr»l»boa- 
dante, là scarsa; in una parte determinata da una t«u- 
deniMi a apezzare 11 pensiero dantesco in perìodi o In 
uieuibri di pe^'iodo Iort«uieut« disgiiiuti, in un'altra, iO' 
vece, dalla tendenza opposta. A tati inconvenienti ho 
procurato di i>ortar rimedio iu quMta risUunpa; e, seiiZA: 
presumere di aver fotto sempre bene, né tutto, proprio^ 
tutU> quul die si sarebbe dovuto, credo di i>otere co-i 
scìeiisiotwiiiente airermure che la nuova eduionv rappre- 
seutn per quentu parte, in confronto delle tre precedenti, «i 
font' anche di altre edizioni della Commedia, un miglio- ' 
ramento sensibile. Certunieute mi è toccato iu qualche 
1q(^ di la<«cìare, per quanto » malìDcuore, la vecchia pnu- 
b^rgiatura. costrettovi dall' interpretazione cbe lo tk-artaz*) 




Atte oon RÌ voler» per ora toccare; e di 
ttiitto \n>r II fAnioso verno dello entomb«, 

spostamento dfl setino «li puntetnnatara dalla floe 
del verso ' romiìe ' riferisco le parole Hi\ie ed ar- 
I Ui^iliiii ' roin|>c con In iim8i«» so«v« d«i versi 
rapido ed tignale defili amorosi nvcotti *, e (a ' pan- 
ia detto c>or) tatta la reverenza ad alcotiì valenti 

che tciixono diverso avviso) al barbaro diverti- 
del tiro al piocioue ' >]. Fortiitut che la puuie|!:{!:ta> 
J' int^rprctazioD» più cornimi sono aveeniiiit« nella 
knclie qoalclte parola qua e là ho mutata, foiidan- 
OD t»Dto sogli stadi miei, quanto, e piii, giilla edi- 
ri lUoore, clii> del tecto dantesco forma, per co^ 
k rHlgatn moderna, e eulgata nntorevole; ma sono 
nietit« <-09C tanto t«iiuf, «li» non vale la peuit d' iu' 

sopra. Solo net versi provenzali, mouù in iMxva 
l&ldo Daniello, alta legione dk'Kiiimt. data costas* 
e dallo 8car1uzxii)i, bo 8o»titaito, come la eritieu 
lente desiderava, I» bnona rìcoatrtuione fattane, 
or sono, dal prof. B. Benier. Del resto chi 
a e pa^iienui di confrontare il testo di qucfitu 
el della terza edizione, ve4lrà e xiadicberà quale 
ba la mia btica. 

t il rommento, ecco qnel che s'è fntto. Inscio Atare 
ae pili ri^^roeo che tti sono applintte n«ll'ti»a del 
Dietto, del tondo, del corrivo, delle lineette e di 
dtre quisquilie tipu^roOcbe; le 'itiuli, sebbene cosa 
de, non son però prive d'iiiii>ortanzu « di valore 
icchioi, ehe por in qneste cose vuole la parte mi», 
clUarezsa o la laeilità dell' n»o e delift eonatU- 



MVlf* U It. 11*1 MliMiMO Kiogio di B. Hnankf, pabbU- 
[11 AtH <UÌ'Atii»dm/0 *Mi Cnaoa dfl 1901 (p. 18 dell' £*(r.>- 



xvm 



PkSrAElOXB ALU OD*KTA SDrlIONK 



(azione dì tm'opcnt. Mi». av4>u(1o i'orniti4>i»co a fitr qnal 
che riscontro di citazioni per asttivurarmi ilvlla esatbuKza 
loro, vidi che ]>er qaedlH jiarte Insciavano talora a de- 
Hidenriri>. Cbe lareT A riscontrar tuM«^ dalla prima ul- 
r ultima, le citiizioni niimeroaiHiùtne che ocworrono nel 
OOMuneuto »(!nrTa2KÌ ulano, lo non potavo pensare annbo 
per difelh) di tt-inpo u di libri: mii ili cert« eat^tcorie 
più importanti fra esee mi ri»otsi a tur questo riscoutni 
perpetno, <lal quale è risnllato buon nomerò dì rettiflcbe. 
C««) bo rìso«utraUi ogni rimando a luoghi della (^iii' 
media o d'altro opere dant^iu^lio; ho verìA'^atu tutti* 1« ci- 
tanioni bibliclti^ o delta tiummn theologica di San Touin]aaoj_ 
mi iwuo asttii-unito di tatti ■ cioufronti con Virgilio, Or 
Lucano..., e la titania sarebbe ancor» lun^. ee la vol««^ 
tar t-onipinta. Chi Im pratica di tali lavori, sa |ter espe- 
rienza come speHHo un' ìudiiaEioue ralla«e, per «aere 
norrettH, riehleda tempo e pazienea e l'uso di partico- 
lari accor^im(«nti ; v però giiiilieliert^ da r^ c il quale e 
il qaantu > della tuia fatica pt-r rciideru, »ot4o qui-tito 
Hfipetto, più fido indicatore il commento scartazzimano. 
Ho altresì ripollazionati con le edii^lonl da eiii «rano stati 
tolti, i passi di parecchi aiittchi coni munta tori, quali !>• 
oopo della Lana, l'Ottimo, Benvenuto da [mola, e cosi 
\Ì» dicendo; e dove ho corretta la lezione, dove comple- 
tato il paiuM, dove latti altri ritocclii; iu talniii casi, 
rarìasinù per fortuna, bo rimediato allo scambio, non ao 
come avvenuto, tra il nome d'uno e d'nn altro eonimen- 
talore. Tntt» queate *■), od altre oonsimili. nono rettiflca- 
KÌoui di fotto, che, primo fra tutti, lo Ckartazsini avrebbe 



') I rinvii niroptm di Bì*i*BKM*ks, OncM i« lta»U i- Italia, >> 
fmna «onvonioDte brìi «alla vtftàaaB itallaott di H^gldio Ooira, aicIU 
ia ijiMwt'kniia n nohigiui col tipt della Ditln ZnittpbvIU. 



A^fa 



PSerASIOJtlI ALLA qOAIITA SltlXlOHl 



SIS 



gndit»; iwiflii:-, quiiato «gli e' liuptintAvu v s'iinpernia- 
lÌTB delle osservuziouj ebe 8i ^'«89uro dall» critica in- 
tonto ai libri kooì, una vol^a pnlililiimtì, nltraltanto, va 
lieortlttto a suo uiioro, gnuliva u itcouttavu lu iìioimsUi di 
wmxioni cb« kIÌ vonisseTo fatte in privato darante la 
preiwuwzioue e la stampa dell'opera: di cih mi assicura 
il carissimo car. Laiuti, e se n'Ita la prova iu rtngra- 
tbtnwDti e dirbiaraxiooi clie ai legRoiio nei proemi al- 
TcdizioDi proc«<li>DtÌ di qui'ato libro 8toH»o. 

.Mu, e la sostanza iM <'«mmento 1 Questa, (M>nie ho dotto. 
8*0 volata rispettare: se non clie In taluni lao^tii confesso 
ebc Oli Bouu la««ìato vincere dalla UMitazionc, ed bo tolto, 
aitiHunto, rifìiflo. Dove a pei* finali motivi volta per volta 
io abhia owto ciò, sarebbe tropiw iitn^to a dfre; ma poi- 
die, Gè non m'in^iiuinu, si trutta sempre di storture md- 
drixxate. oeaaono, spero, me ne vorrà male. Mi si potrì^ 
è ir«ro, obbiettare die io o dovevo mettere le mani frau- 
«aneutc per tritio, o lutto lasciare intatto; ma tale obbie- 
■iaoe, se avrebbu multo valore per uu'o]>era, poniaiuo, di 
<pecBlaKÌone o d'arte, le cui porti sono fra loro congiunte 
da ledami Iokìcì lien stretti e ben saldi, non sì pa» ap- 
plicare a nn commento, formuto di note e ]>ostìlle. so«IIe o 
redatta, bensì, vevoudo oerti criteri Renerali uniformi, ma 
ehe jsolto spesso sono indipeudeniì fra loro. Prendano i let- 
tovi eoiue un dono quel che s'è fatto stavolta; col tempo, 
i|iuado parrà opportuno o aeceasarlo (e l' opportunità o 
la oowPitft saranno indicate dai proin^Bsi della nrìtii-a 
dantOBCs), bÌ &rA dì piìi. ITn solo roso mi puniietto di 
rflevon: la eo*liffalio, «he s'fc creduto di dover e«e*tnire 
uommcnto all'episodio di Itniiictto latini e cIh* si è 
litu |>er via di tagli, trasformazioni, «ostituzioni che 
liuoqiif vojtUm iKrtrà riscontrar da s*. Qui però l'artU- 
itn min è Alalo assai minore di quel «he parrebbe: per- 




chh dft una parte la critica aveva riiwtutaiuent« coubh 
la crndeiwi inopportuna e volijaruccia di corte note, e 
dall'altra lo BctirtAz/.ini, ctie aveva pur fatto nella edizione 
terza qiialL-ho coiid-'^sioni' allu crìticii. «i pii-^6 ad essa 
interamente nella seconda edizione dell' /n/crno lipsiense, 
tuelta poclil mesi prirnii della sua morte. Qnlvi è tolta 
ogui parola tneii die para, ogni accouno nien che nobile; 
e 1» nota, In cui Hi esannna l'atteggiamento del Poeta di 
fronte u ser Brunetto, tArmiua con queste parole: ' Danto 
parla can amore e riverenza di Brunetto I^atini, perche 
lo amava e riveriva davvero; ma lo caccia nell'Inferno 
tra i Hodoniili, {«creilo doveva essere g«uentlnjent« noto 
che Brunetto foeae Btato macchiato di questo bozzo vixìo, 
e perchfe Dante a tatti rIì altri rìfroardi antepone la 
veritA. ' 

Si sono poi itoppreseo certe alluHioui iraconde e iugìottCe 
a un Cffregio commentatore vivente, ohe hi leggevano qna 
e ht: con che non si è fatto altro se non obbedire alla 
ingiunziouo (^ho, preludoudoal Paradim liptùenso, Io Sear- 
tamoi fiuwva a chi avease arato a ristampare dopo la 
sua morte ìl commento di Llpaia, ma elio può ben valere 
per le riatampe iio-stumc di ugu' ultra opera sua '). 

Anebe mi sono studiato di correKK^nt eapresaioni o 
■tontate o poco italiane, clic il dantista svixzero non ni 
IhoeTa scrupolo di adoperare : solo mi preme avvertire che 
la mia riscia4M]uata, per usare tm'imnuMdfe del Manzoni, 
della linffaa scarlazzioiaiia, non ha la pret««a df essere 
compiuta; anzi sì 6 limitata per solito a togliere le mac- 
chie che roi pareva desHero piìl nell'occhio. K qualche 
forma tropjKi dura può bene essermi sfogata inotservata, 



') ' SI mumIU ' «ool acrìveva io 8eftrU»ìiii ' ogni pMol». otfiu 
•Ulab* di polcMiiok «lu» «i Uoveii od Uc voltimi '. 



rsXPASKIKB ALU QUARTA SSftlOKS 



XXi 



pereM, a Intigo andare, sì fìi rnbitadine anc)i« a noA 
lingua e a odo stile tm po' esotici. 

I/ZimIkt, ÌnflD«,pur rimanendo sostoozialiu^ntelosCesso, 
è stato Iter inozM* di mia diligeato revisione purgato dn 
parecchie RTÌste, che ài ediziooo in edizione si ripetevuuo 
iBiaatate, e ia più Inojckì ha ricevnto astante non ispre- 
irevoti. 

Per concloilere, il libra ai può dir ohe riappaia aliuH 
fi idrm; e «oroe id«m, mnscrveriV di certo il Civore chn 
godo da dieci anni e ehc ne ha Tatto giik CAftiirire tre edi- 
sioni copiosiiMituu; eoine aiiH* poi, ed alina per le dqovo 
cnie ohe vi sono aiate speae attorno (oore anche tipo- 
gmOcfa», per le tiaoiì, e non por esso soltanto, è mio raro 
donre ringrSEiaru il »ig. Alberto Xjandi), apparendo ino- 
gifo ile^o di tale favore, non dorrebbe, dice V Editore, 
allargare la r«rcliÌA de* i^noi l>enevoli1 



lirHkMi, 33 wittoiubn ISOS. 



Giuseppe Vandblli. 



PER LA KinZIONK QUINTA 



Pochi ro4«l or anno ti oonun. ('. Uoepli mi avvertiva 
ch'era ormai iiros.4Ìiim ad eAniirirsi la copi«.HÌRHÌma «li- 
jttoue quarfa de) t-ommuoto svartiiitziuiimo, da nif nlle»<tita 
nel 1002, e sojncìnnfieva esaerc ueeessario preparar «cn- 
l'ìndujilo ona edizione nuuva per risi>ondere alle continui- 
ricliiesl*» del pubblico. Tale notizia mi In cagione di lieta 
«eraviylia; ehè il saoctìMO librario aveva superato ojjni 
mia aspettazione, e nel mio animo, non lo nascondo, pro- 
ni no Mum di riva eompiacensa, potendo, Renza peccare 




xxu 



dì pr«6niiKÌo&e, ritenere che a così buon 6aec«M0 avessero 
coutrlhaito Hiiehe le care da me date all'opera del oom- 
piftDto dnutieitiL svlMiero. ('oninn^ne 8i«, aowttai di bnon 
animo il uou lieve curico della nuova udizione: al libro 
ormai mi Hentivo atTeisionat^ (;oDie a un figlio udottiro, e 
di eorre^^rne nnoora, come »apeHRÌ, le pwplie, sarei stai» 
bea cont4.>nto. K quefito per l'iippuiito mi proposi, in qnei 
limiti, ff' intende, e in quelle torme che oonsentivano la 
rietrcttenca del tempo a«8e^nato al mio lavoro e i de^i- 
derìi del solerte oditore. 

Il quale non nef^ che a una trasformaKione profonda e 
radicale del contniento s'abbi» nd »iTÌvare; ma intende 
arrivarvi per graili, ^nza scosxe troppo violento, e rìttpet- 
tando, in o^ì raso, T ossatura del lavoro, assai lodata 
auclie per pmtiea utilità ucti' iiiscgniiineiito; Canto ohe 
l'impronta di chi primo ideò l'opera e la eeegol, rimaniira, 
e il nome di lui {mssa essere a questa conservato sen:tft 
troppa seonveuiunza. IValtm parte, in t^nto e eoa) vario 
fervore di stadtì sul lesto e sulla interpretazione della 
Comme^lia, se molte questioni sono state risolute, non 
gono in minor nnmero qnelle I» eui soluzione è Buiamente 
avrìatu, e p»r«<.-chio nou h improbabile che si flnirìl ton 
V abl>aodonarle del tutto, dimostrandone - e sarebbe già 
un» ((rande semplificazione e nn j^ran fcnadoKQo - l'in- 
wlabilitA. Di certo nou piisserunuo molti anni, e di molte 
eose piti defioitiTC « sicuro di quel che siano ora, si al- 
lieteriumo gli stndii sni Poema; lisrA allora il momento 
di rimiHistare, mi si passi la parola, il lavoro dello i^car- 
tAxxini e presentarlo sotto un aspetto cbe del primitivo 
eoiiHervi'rfr, lìirse, poco piìi che lo schema cui testé si at- 
Indeva. K non è detto cbe qai'eto non possa forsi, o tutto 
o in gran parte, giiV nella edizione Meta, di cui fra pochi 
anni, com'è focile prevedere, ci sarft il bisogno. 



m hi lOUtOKS QVIHTA 



xsm 



QniiU e quante si»aa le matAxioiif da me ora introdoMc 
nel Uiroro ili reifidii, ini* dilìj^nto rOTÙÌoDi>, vedrà il ÌH- 
U>r«t p.he si prenda il giii<it« cil abbi» I» pmieiiui di pura- 
goiUfcr«i la utiovft eoa la vo(M!liia stampa. Se il leDto rimane, 
eccettuati pochiwdmi laogbi, immutato, non una aolti pa- 
gina del commento ^ rìmivst^t s«Miuk ritocchi ; ma, in«ntru 
oeUa »dÌ7Ìoii« quarta itvvvu Mio. aggiunto, ri/uso solo la 
taluni iMOffki (vedi p. xcc), essendo allom mio pre<!Ìpn» 
eompito una correzione mnterìnle «iVrrori i^ sviste minnt* 
aec(ii»tilat«flt nelle tre primo imprt-sdioni, qiicutta volta ho 
inrece ritoccato, di regola, togliendo. aesiuDRend», rifon- 
dendo. Ripeto rlie b» dovnto tenere in limiti riittretti la 
mia opvm di n^visore, e, meglio vhe rdisione gitinta, avri>i 
Tolnto chiamar cineeCa noa ristampa rivefluta della iinarta, 
non iliffercndo mstanzfatmeute le due fV» loro; ma eoo- 
Ado che «U'opem si farà buon vìmi, IWr<.-h^ nel mutare 
bo Cenato presenti osservazioni e deaiderii cbe la t-ritica 
arerà espresso a proposito coaI delle tre prime come au- 
dw della ediiiiono quarta: e d'iiltni parte Ito procurato 
dj non nmtar mai m non su loudamvutì sicuri. 

Coet non potriV non piacere ebe alla nitanone del Nan- 

rnooi io abbia o sostituita, od aggìuntA quella del l'A- 
ftODl. il eiii atudio sulle parole uRate da Dante in rima 
fc il più solido ti oompreusivo, e il eoto veramente meto- 
dico, cbe si abbia eia qui sulla lingua del po4!ina ; uosl u 
uessnno, spero. »«arà diìtcaro Rb'io abbia più volte modifi- 
cati, por renderli mefcHo couforud alla contenenitn del t(^to 
dantesi-o. i sunterelU cbe via via riepiloguuo una serie di 
vw«l ; POdl sarà lodata la soppresAÌone de' caratt«ri olirairi. 
di qna<ù tutto il grc«> e di molte varianti (di queste avrei 
«ippreaso un maggior numero, m non mi foaae piaolnto 
«lare al letLore un'idea delle alterazioni varie subite dal 
test» dantesco) ; nj- mi si forìl rlmprorero jier aver pt«- 




xeiitato come possihih lezioni ed opinioni gìk dichiarate, 
senza forti rosoni o con sentenza e piglio un po' troppo 
da ifinosae, inacoettabili. Ma Dio mi gnanli dall'ennme' 
rar qui e giiistiftCHre twtte io 8|>ecie Oi (rorreztoni di so- 
stanza e di forma ora introdotte nell'opera: dirò solo che 
la coscienza ni' aiisionra di non aver tolto nnlla di cui 
non si potesse furo, e voleutfcri, a lueuo ; di non aver 
sRifianto unita che non compisse e chiarisse spiegazioni 
tanto o quanto o8eiire o monche, o non aintaase a meglio 
iutcndore e ^ntire ■.< gustare la poesia; di non aver fn- 
llne mai rifuso, senza che soprattutto la chiarezza e la 
cstiriezxa lo rÌchle<les«ero; e tutto qnesto »enz' alterare 
la lìsououiiii del commento iu uOH»uno dei 8iioi trotti più 
caratteristici e piìi simpatici ■). 

Per questa ra^one revinore ed editore sono certi ohe 
Il libro ©ontinuerA a render buoni servigi e lul oaser di- 
letto compagno non pure agli studenti, ma a tutte le t>er- 
sone colte che ai accontano a nante; e }^o%'erà ancora, 
anzi gioverà ora meglio di prìnw, a ditt'oudcre quella co- 
noscenza del poema dantesco che non cesserà mai, per 
aberrazioni ed eccessi di dantoiuaui e dantoAli, o gwr 
amanìo iimovutrici di motterHiali, d'essere elemento indi- 
spensabile (li coltura a4l o^oi Italiano, e resterà sempre 
«osa cara e «lesiderata a tutte le jcenti civili. 

FlnBw, 6 ottobre 1906. 

G. V. 



1) Aochn por qawtn rlrtunpa mi h MMa ài vulldn alato 1' a««l- 
M«iiEa oorld» ed «esidaa d«1 BÌ)[nor AuiuRro I.ixnt, cùo » un» sin- 
goluo oda oc-HÌffTHm tipograiioa contiiangv nn Hcanie non minore d«I 
tOovpm pìccole iiicot-rMuie e sviste di toni» e >iuid1 » d'nltro gcnci*, 
die a cU ncHvfi ponnooci fuciltnentn Bfugigir». 



TAVOLA DELLE ABBREVIATDEB 



A««. — l0 >»■■■ MI» D. C- dl«hl*n4* ad lllattnU dji OiniO ÀCqUAtiOa- 

Ctastn. ItK- Il mi- Ui-P> pkoj. 
Ac»- — Tt^ CraDD^nda ilal Viaggia DaslMee par OiovAKin Aamn.!.!. UUuio, 

IMI. a *M. Ib-«* CM l» unta». 
AM. — KtM*al AMIm «*ili D. C. dalla qoaU abUwa Mrtroaikio la prlua dal 

IMI, l> eaalnOhtinii* LisDaa d*1 IDOl • [■ 3^ AMIdl VadibU, Wi. 
Aa4r. — La D. C, ili I> A., tal tommaiito di UArriKLi AxoutotA. Napoli. ISU. 

Km** «dia. IfU, 1M>. t£>I. aoa (I mi. la-tft. 
àM. CMaa. IX; — OammmH» alla caa»ri d'il'lubraa di ». A. di Auto» UKf 

■mo «n taf I* r*^i*A wHa dat« in lo» p* r rota di LOHti TVKiinii. Itnaa», 

l*M. (t rat. la V. ft la toaduriiai i*ì Hankcl.i. 
Aa. riar. — C na— te alla D. C. d'Anvxmo FiohkittioMmc. UrorapacU 

film» TaKa itiwult • oars <l Ptcnia Fxiruii. Iklaxo*. UW-ltlt. O i» 

tavlta-**). 
A«, •«!. — Cbuaa MoalBa iA* flint CaaUaa MU D. C. di ns «amtanporiBaa 

dal Paal^ par VnMtemca S*ua. Tarino. IWS. a ttA. Ui-<°). 
ttU. — taDa dMInaa aatiwoliAa Mia D. C. ]U|jaoaiB*DU di O. AnoVMAI. 

nnaM. If». n ftM. I>«^ 
~ an« panioaUil aa** D. U. « Q. ANTOUtUJU FlTMaa. ItTl. (1 «us. la-n. 
— AaaoMalaal aatrtaamlt^a dal 1*. fl. AnoniLU, udla P. li. ni eomauMaéCt 

f mKumi ofr. "W^tm. 
An*aak. »a«. — U accato di Danto. Commaiil* utorlm di FxasuimA Aaw- 

lamk. Cdlaa. Ikn. |I toI. ta-f. iba forma U parlai «al ut «il. dtl DaaU 

&wudiB<iBo. ttr. TI*.K 
■M*. TIA. — Vito di Dasta aoiitta •■ Otun Baum. MU. [ nnw U l a dal' 

raainra. Ftnoaa^ IMI. a lol. Is-tm. 
' HaMh«t. - 11 Ca«waaM> alT lafmm di Uuuo*^ D^ BiamnuOU, AH mAm 

Haliti» al— «nn I* anlOBM • Tailaatl Aal goMia pt« <nra dal pn>r. AOttWW 

ruKMii». tl^raa. IMI II mi. tn-K>l. 
«■*«. - Ld Ulvinu .lellaCnaMadUAI II. A. •al<;aaiaBl«IUecnrimimiMUl 
. tnllK da ilaa Maiiiirrim laiad. ta atd. s*. ma laUodUlMa «Bnta 
junttaaxi. Uan4cll*, tns. Il voi. la-i" pho.l. 
CnUcal. UtMfteal •a4 pbiroMifMral oontrlkallom In Un tUtf 

•• II. O. kv n. C. Baaunr. Lmdn. J«rA f/ mi. laSi't. 



sin 



TAVOLA DBLU ABntTIATDSt 



■Utr*. — SUnlB risila l«IUnlBn lUllaiw di AliOI.ro DiarOtl, voi. «-4. VltVBM. 

U81 • »K. n *ol. Id-R° pie*.). 
■kh. — Ai.rKKU EUmiouckiR, Orma <n Duita in lUIU. Opera tnidatlii nilla 

1* «riliLlnns MoMM da K. Gubn*. Bnlnenk, Z>nlnh«lll. mg;. «1 rol. Id-«°). 
■•■*■■■.— UD.C. ool commanloHltalloo di Lutar BBau*aUTI.TMaBk.IS«4-«t, 

lì n>1. In.*»). 
Bea*. — DiiHVKNim Dm ]E>hiiilut« uh IhOla. CmnoiitRm nnp«r I>*Dti< AMI- 

jlhorfj CuniuiHun. pflnfl prlfunin tnUxn In laociu «ditnoJ. «otuttUbiu Ouiusuil 

WjKHx* ViiKir»i(. ontikiih Iàooko Fnii.iri'O Lieviti. Flranni, ■««?. (i r«l. 

Ini" vlee.}. 
■•rtb. ~ I.H Ti. C. cau mmuienU uHinda la udImUim tisi p. OiOAClmco Bnt- 

-ruiis. l'rclburji, UVI • ••(!>- '1 'ol. tn-*o la onim di Hampi). 
Maul ~ StLVATOHB Brm. Pnmile iliii p, C. ot* per ti primi toIU edita di 

RI) Il mtaom-ritUi doirnDlon dk Oiuutrni GutnKiKi. CIMA di OmmIIo, im. 

» Tol. Id-S" plu.). 
- SsrIlU Dutiw'hi In «ppeadlM kit» pHIllladsl intdialnii] aDlon alla D. C no- 

enltl ila U. Uuiisnni, OltlA di Cutollo. lasa. (I Tal. lo S° pli-n-). 
Blu*. - La D. C. ani «oioincnlo di OruHirarnt ]luuioi,t. I'uIrI. tn*-)(l. Klttam* 

lialO di poi miilla riillB. (3 voi. lii-»°l, 
Ml*«« ^ Vrtfaboladn llaiLlAaoOn oa Illfl(lonoa1m(TrllEqaa at ralaaaoòa da la D- C- 

dal>. A. par L. Q. llLinc LnlpilR. ISSI- <I ntl. In-mTnd, lui. dlO. Cm- 

■on. Vlrmca. lilAI). il vul. In-l!"l. 
^ Vannah rtnt,r hlttm pliUp|oi;lhnh«ii KrktJkrniif mahrarar daeklati and alrrliijtvii 

Slellm der aSitllchen Kainfidie vdd De. L ». Blaiki. Hallo, ttftO U. (2 parli 

lu-«^. 
»■■■' — DI* mtUli'lw KamMIn dai I). A, UhamaUt aod arllalwt T«ii L. O, 

Bi-t3K>. Halla, 1«M. (1 toI. Iii'S» plM,). 
■•ar. — Il Cnm'nio >11 Cinvmr Bniiucn mpra la Cuinmailla cm In luaafHln»! 

di A. Id. lUtittsi. par cara di Uankxo Mii~ix)'«i. Kiranta. Itta. (1 rei. In- 11"). 
■ ■tei — Diiiunaria «Idfìdo, fBgrteoo. nalTsniile dalla D. C. di Donila Booca. 

Tarino, l«T). |I rol, ln-«a plM). 
■ >« i »fc. — La D. C. •MH tioarl ariomenU r nata di O. BcunDi. Varie*. IHt. U 

Tal, ta-lW. 
Msavklal — Stadi anlta P. C. di <lal. OatOit, TiKCKKU) Boutniii w! altri, frabbl. 

da IhT, Olou, Flrenia, I8S$. (I rol. In 11^. 
■r. M. ~ ta (>iinii>n<lla di D. A. DDiainenia rtvnliiU aal (hU a dtohlariU da 

■ttlTtniIK Iliiiii.'HI. N'nna nllfaniiu. Fir-nta, lUtO. (I lal, Id.11«). 
■un. ~- BalMtln» della BooIrlA daiitew* llallua. lierte !■, Il boa. riroDia. ISW- 

n. Sarta !!■. Tal. I-XII, Flranio, IBSSIMS. Ddla 3*aa>1* al «lU ■sllaate ti 

naaiaTM dal rolam» nvnta Indlfiaflrtna di «trla. 
■«•>. — DIhouo ili Vnc. Buoniniri anpra la prima (anUca dal dlvlnlaaliDo thao- 

lapi Dacia d'AllchloH d>l RkIId. Flnuoin. liTt. (1 *al. Ia4« tricn.1. 
B»a«. Vaiai. -- Ai.niiTO BuarAiao Canrx). 8tadll Uaataaohl. BdlalcBa oampMa. 

l'npul. I8M. (1 lal. iB-tPì, 
■tuli — Ciimini-nio di tNim'mfw PA Btm aaiir* la D. C. di D. A. pDbU. far 

i-nra di (;K>autiTi)tq UuHnui. Plaa, 1IU43. Il Tal. Ia-<°l. 
Rati. - Thn Ildll, Iha PurxBtory and Uia ParadlaaoTD. A. edlMd wlth tranda- 

Uba aad niitaa by Aiuiivh Jmhii Rl-ri.KK. Iriinitra, l'KO.M 11 Tal, in.*' plM.|. 
Vaia. — La D. C di D. A. ma nota (ratta dal migliori oammsntl per «ara di 

Etimo CtHTOHi. Milano, laaitg». a puri) rB-r»!.). 
tteaay) — La I>. 0. ridotta a mleliw laatuna non l'aliifo di alUol maDoanMia 

corndata di nato tdlia ed InadUa anlialia e modarna pei eiua di OltMm 

tUnn. Tartan. IIM4I. O tvI. Ia.«°). 



UVOU DBlUt IBBBtTUTVBB 



tini 



■ I Bit. raak Ckib. 

— fl|iinlrii1i 41 Uni. Cuiurnijo ■ XXIX mbU dMl'InfRne iI>iiMm on p« 

l> ptiOB **1U 4aH tu la«* lU QiOTjixn rtUHCio*!. Mod«iu, int. il nL 

1«^* cr,t. 
CBvanU — Voci • Hall biUbD. C. dstf Bw ptpolan Iokmo, Dlilanuratlsowa- 

liltata 4k EimEi.i/i Oivusu nnos*, tttT. (1 toI. iu-lfi. 
«*«. — IMtiMr diJ^ U. C. Ulftl. ai ATT-mO Cvuai. VaniiB. Utt-1«. n tv), la-f). 
Ur*. — !■■ O. C di D. A. rlTodaU s*l Ualo • toouMtiMU da Q. A. SeiB- 

tutsin. Xiyato. IS:*^. W TOl. la-»» pia ). 

. — La D. C. dt U. A. eoi oamiarato di OrevANNi Uaui CoutOkDl. Raout. 

US). Il nt. la C*»- 
Biila — La t>. C. OH ut* di P*oi/> OoaTji, Vacali, IW). IS TOt. hrl^. 
r»wi — La D. e. di U, A. Hobllg FlnnuMnv, ridotta a oilcllor lorian* d*(tl 

Aci*4mlK «Mia Cnuoa. Finn». ISW. (1 ni. la V pieci. 
~ TsMWlarta di^ Accadtmtc) ridila Cmmii. QoieU IniprMMao*. nrMao, IMI M 

|T*L I Tin. L ■•-<* fi. A-Imip(tyati, a • Olnaiaria * t.A-Bututa}. 
■■■■ — DboM ««■ raepoalUona di M. BmMRDivo Dtsiwuixi lu Lnoct, anpra 

la ■■> Caavvdla iaCT laAiraa, dal FriTCStorlo • dd Pandi». Teneala, tMB. 

(1 Tot. ia-4* pke.). 
• ■ n aHt •**. — DmW a II na tteola. ut nunlo inioKt.iv. Flrence, C«l- 

UW • C. im». (1 rtt. la «e gr I. 
■■■I» iM»»<fc. — Duini lUSTiniTCa. BlanbnlBt In da* Stadinm dM Lebeoa 

nai Ak a(krift>B DuM AHthlari'a tob Qk. O. A- SciKTUiiai. Ut>«lk. IWt. 

Il TnL 10-*^. 

■■ bb*. — WIWtBfnae DwUmb. oada CuMIOfo dalla adlHenl, ttadaatoid.tDdld 
■iiainriMl a B B WI I MU D. O. ■ Aula opw* nloMl ■« Dui*. amaltoMlA 
«art* fc' Uacnl U lit. «oaiflaMi Ay •■iPiet' Tlamata Cowiat D> BAIwn. 
Tlad«iÉ«a« Kaliiaii. IMu mi ma. IHuiuh dall' anta*». Fraw. ICIi^. a ca- 
lali tn-T). 
- »• ««Ih — n PatirdlH di D. rflikluMe al gloTMi da AjMnxi DitìcuAllATm. 
rman. in*. Il TCd. la-U°). 

»*Ub Vali* — Il ■mu ttat n ìh^mitroBiimStv dalla D. C. pa QiOT. Dilli 
Ttu.*. Faaaia, in». Il ni. lo 8°). 

— gBt|li« nM al Bln«; Il ho» ùtc. rauM. ItTO. (I bM. ta^Ae). 

— ffxm Ulomdetf «Ih U. C. IF—iBm, lan. n *«t l&-<°f. 

*■« !■■«■• — Dlae DM«p««a' e la •DA ccoAlca, par tUBOM ml tAmoo. Vi- 
taoa. UT»ai. a tU. la-** (t.I. 

— Dut> na lanpl di MnM. Blnalll • «ladl. lIologH. lOt. ^^ In-m- 
- CmibmIs m la D. C. Al O, A. di A^toono Ol'iunRO □■ UjkiM. 

. tRU^'l. m •Di. Ia4'> tt.ì. 
Bl ora, — flilMarrc ui CB^«i. X«M • Dont*. per enn di ttn;ooL« Uiannsi 
aoA Al CMirikb UM. a Tal. te 8° ttIn.K 

. — OnauuUk A*r ntaanldAwi Himctiini tod Fuuwicd Dm. 
1^ adi*. Omb. isn n>l 10 ^1. 

-. Labi* and Waike Aar Tronbaduura ron raicoucii thtL 
Zw^,klm. ItSI, I* fdlt. UfAH, 1SI3. <l Tsl. Inltoj. 

r — Ola P«ad» dar TìwabaAHiti too Pukpkiuh Dm. lEirttkwi. ISM : 
S» «AU. UfOU. IM3. Il va. la «°). 
■a, W*r«.— KlnM>WMbM«artnbaal>Af(TaiBaBl*eb*BS|>raebiBiPMr«iB- 
DUCA tXBA >• Bill. BOBB. IM»T«. (I Ti). Um. 

, — La r> CI. dt I>. A. «a talndu. ad acsiaate otUM M caa. O. I. 
M'Dmsmi ranna. inS. O tbI. W-lbl,). 



- Pn^arailMi* IMor. • oH. «Ha aoan eéu. ilD. A, T. 



IM* ll>ol.lA-m, 



xiTni 



TAVOLA MLLt ABnETIATHBB 



l»l miram — Canmadli di !>. A. ora nat* di Obmomo DI SOSA. Intorno. H»- 

pall, IUN TU. Il vij. In «Oi. 
f Voi. — La D, C. ili Danni mlU ■nk t*u luttlnn* ildalU nb lo alnts ili raotil uU- 

oblMlail cuiiipUrt. «in iiKiiniBuil et nileforie parclauuu siiiiin, «( aputllllo mI 

1b«r|ilikn»*l indica cciprailtaluD di tntli I toi'AbciII plfl importanti ontll dil P««tA, 

ODO tu iinMiilon loro p*r L<>i-(>viixi Duick, Veanln. IS3S. ti vdl. Io-li"). 
■ti*. Amr, — L* D. C. Finn», airi»iuiii* iiKi-i.'Akcora. UlT-IB. U mi. tn tal.). 
■4. rm4. — La ■>. O. (ol som. lini V. B. I^HHmul. ora oaoisdisiiteiirrlnlilla 

di nulla IllatCTUlonl edita ad Inedita. Padon, Tip. delta UioatTa. l^n. 

a •ol. In-»"). 
B««toL — Db. Q. a, SuiKTtiXTitt, KaniglntHidla UantMM. Ulilmiirlo cridm • 

n(lim«to di quanto DODCbine la Tlla a io opara di D. A. Ullano. IKM W. 

li voi. In.*"). 
ruta* Bopr, — Chtoaa uopn Dani*. Trita tDaitlbi, nm ptr la prima toIU pabbll- 

calo ila Q. Q. Va(US Lohd Vesxox. Firaaia. tUt. <I lOl. lo t° (r.l. 
r»»r. — lilndl *d OMaiTnianI di Piatto r«iiirARl •opi* li Uato della opera di 

Duta. nraoia, 117). Il voi. lo-ilO). 

— Inducili Diiiiiaiiiis, isoaae loilMpe da Iiicciii.A (U^Ttoni. C>I - di Caatallo. ins. 

a voi. Inno pi„,,. 
ntal. — Dante Atl|t>il<<tl'a tiatt)li>be Oomlldle. UetrtHb nbarlnian nnd mlt ktl- 

tlaobfn unii lilitui-ticLaii Erliiiitniuuiion vsnthi'n lon l'iiiui.miiK* (Ita 01i> 

Tanni iti Itxinnlat. I.lpul*. IMl-SC it voi. In t» gt.}. 
y»««. — La I>. C. llliIMrala da Mao FoamLO, Luodin. IMI 13. |t voi. la-S^J. 
V1r*«a. rial.— Puah» u ii Palaiixi 'iella D. C. ifar. x, ll-XXXIII, liai. ma 

«binae Ialina, pnbLtl. da Vìt- l*AtKniro Dali'nparai < 1 UaaiHwritti Palatini di 

nrroifl, > rtr., ISDOO». a ni. Ini" ri. 11. Tl&«8a; «fi. llt.anatE). 
rn»iB«< — L* D- (r. ili D. A. «i>u duIa de' più ca]«brì cooraonlaftoii par ilJOV aviti 

rKiKCMiA. Torino, ìtn. |1 mi. in. io»), 
ti rnnrli* ~ Diula Al.'a UdtUlcbo Kifmilillo. a<nBa oasb dnn Venmum dia 

OrlKioal* In ili*nUtrba Roinm dbnrinfon und alt Anmarkaoj^Q raraelian von 

JUUUH r^.i'TKt L(p«ia. IMra-8t. IH i«l, ln|o grx 
rr>l.— LaD. C. di D. A. fui mui. di P. rHATICELi-i. Finnu, IBU. |i rul. ln'II<^. 
4lial. — Lottar* aa l>ant« AUifbinrl del cui. Cahhi-ik Iìai.4Iiti. Hipetraoaone o 

Ptato. \9Ti-H». 8arM I. IvU. I-» BrMo II. Ioli. 1». |C> faao. InS"!. 
thU*. ~ O. (ÌALTASI. Sanln di nlonno poatllla alla D. C, aia ptahilna» d) OaO- 

VAin FiUNCinai. CIIIA di Caaullo, IHut. It voi, iii.jr> plM,). 
b Voi. — Lalin» nliia n Innlila di (t. IL IlELLi aopia la C. di D. racoolta par 

m™ di C*«i,o Kmaoii. FIranw. 1*«. tì toI. In «*J. 
UlUOBi. — Ihuta'a asilllslia CooAdia tlbwwlal voo OtTO OiUMHum*. Bu- 
lino, IFO. Il voi. lB-r> Kt.i. 
Ulo«. — La D. O. ridalla ■ u<(l!sr taalana dagli ArrJidamlrl ilalta OraiM con la 

ebiu* di ViKCma CiOMan. KapoH, Itti, il voi. lD>«°). 
Glorn. ■>•■■. Uiotnala Danin». diiolbi da O. L. pAaaiKini. Tauada a Fi- 

teiiiOn l^i>A D afjc. 
atuÀ. ~ li'tniu ili onninHintim U C. di U, A. propoata da O. It. OiulUsi. PI- 

rana*, iwl. (1 voi. tn.il<^. 

— La Comrn'dla tufformata nat laalo Etqala la raflnna o Tnlo dalranton. Fi- 

mnta, IHIM. (1 ral. ln-ttlO|. 
«»■<! — Danto AllRhlail'i ncittlioha SonMIa Ina Danladio Ubortnc^ and 
h istoriteli, latbatiaoli und vorttnlimlliib tlboolorla^b atUaUrt tod KauQuaDL. 
lUiar thsll. Dio Ball». Leipitc, Utì. il voi. la 8"). 
t,.«rvB. '- La D. C. iBMrpmiatii da FiuiKaaoo OuMOnn-n. Vmula, IfSI. *nl. 
io-*' piteX 



TAVOLI DBLI.X ABIIBXTUTttSK 



Sia 



M 



— Da GMtliiA* XoikMla 4h D. A. nicb Uinm ««HoUlctuiD lobktt 
: Chuaktar éu^wltllt nd Ila. Fkuri HKmKiiKU. 2" (dtiiKu*. FriburEs, 
t. fi m. la-»» ptce.l. 

«to. — CUMb (Mi OntIM d«U'toIltmo di U. A. UtiibalM ■ Ucoroa»» 
■CÌh. bJ. im- ntB dt Loco TmiOII. Finn». lSt«. (1 *i>l. tu-»" ci.l. 
^■■■■r — t)M C4(UlcM KamAdis dr« D. A. at» rism lulltniMhM abtrotd 
■■É vrUan ma KlBi. Ltiiwii Ki.tiiDiauiiiu. FUnlla DmiMrbwtata Anll^* 
hii^iiCHil m tva KiHi. Wint- Up>lii. Il>.'3, (J rul. In 8<> |iioc.). 
!•*. — DfOta'a UHuiWta* Komiiilin. tlvlitini tnni, Konimmitir ond Abbudlau- 
Cw akor ZaiMur, LMwn arni &tlirinvn Diala'* ron Akiaun Kori*cn. tltUM 
Aall*c*- dnn»»*' t^blirt, LMri<i1ili|[> "'l'I «rilatt loa IM. TinunoK Pjim. 
KHtl». IH) • IMI. Il Tal. IB-R" «t.|. 

■m — Daula- Sda l>l»n uod «dn W*rk. iiln V*rlilliBlia *ar KosiC oad asi 
f^aitik, «m Fatit Xivaa Kuiri. Burlili. IKOT. |1 rtì. In>>* nui. «a 3 ter. 
■ il laoMnu.). 

— La D. C. 0*1 «Huanto di Jio. Dilla Li». Bolonna, I«<M. 13 toI. U-*^. 
I.Batf. — rmii 111 dal lUniM fotta Itoalh* Alt|lilrtt. (so In ili>iu* Inu^*')'* •l>0' 

•itious di Ctnanamomo Lixihso, VmwiU, lUlt. (1 Tot. In-I"). 
li>»tTii VaiiUa — Old •! driljcauia 1« maienaM danuadis d' Oraunlctida 
poaUkaM dalla DUta Saawil di Una» appnnW col UMo Kanarala di lUdwa 

Lkbi. ~ CAil/t LUMOt. la dllaaa ddla lUiKoa AonaliDa at dt DuiU. Coa la 

i>(nla Ca fai Mia al a u a i a m a la pmu. rimar, 1UC. U tdI. ti>*l" itire.). 
Lan^ - La D- C Mtaoicaia comita. (t'iettala • dirHa da F. U. L. M- O. 

iFBASCaaOo DOcuTuiTua* LOBucui Ittiur CanHnlHalri. Roma, Itti. {S to- 

laal li>-«*, itaUairaU ftB nIM. CI «arrlamo dall' odi Mona Mnoia, Ult'IT. 

1 «al. M 1^ 
■«■■n — "n* D. 0. a( Ol A. uanalaiad bj nt»» WAoairoinu LomnLLow. 
1M7. D Tal. la-lt^ 
Tmrmmm iMt. — L'IatWno di D. A. ùìtpotUi io ordine cramaiatltalc a 

>MH*aH di bnil dlebltnatoBl da O. li. Wihukji Lohu Tkiuux. Loodra. 

IIH U. ri ni. !■ mi. Htdaadlda pobbllcailane raor di racDinerihi). 

. — L Italia a-Ua D. C. d^ Da. vauKS Lon*. 2> adi*. Finnaa. Iffll. 

a ToL ta-ll^. 
La». .> La t>. C. di D. A., pnoadoU dalla TlU o da itndj preparato] ITInitn. 

un. iii|iiiia ■ u—iawMa da AnOilO I^^uiN. Pulnia, ttm, il rol. lu B"). 
t. TraK, " La Malli aliai AaaUHba IIIOMnie e rondnaUM da Lttiut Vnnvu. 

r.iiaia. UT4 • iati. (1 tdI. to-B* pla>.l. 
, ■«•. — C na nl n ani r*lM (la^M oantl dall' loAtrna di Dania di L«ano Ha- 

auiom. HnMv. IRIV. (1 TSL iB-a^ 
MMr. — L* I>. C. aapeau al |lorlaaUo it L. ÌSxnxn. 1^ «dia. Flnma, 1191. 

(1 TvL la-lt^. 
<.m»wt, — La D. e. dIaUarata «eoesdo I prtKipU dalla HloHlla par Lordo» Uai- 

nai. Tiirlaa, IftM. rei. In.a*k 
fr— — DCto difcaa dilla U. di t>. 4IUInU In aa(M libri, di JaC. Uaxkxii. U» 

■OK tao. a rat la -l" i>lta.(. 
■*aa. WMH. — Uh- Diumith Maiwii. Àlnoa (UnervuluDl ini Caa. dalla D. 

L' yakMeal* dal Ce. U. A. Soirtaii'al. Ln^a. '■'I. lopuKvIo IH >^> 
ascTaa. — Tad • r<ual di II. oliiatill td llliuttail ma riecui». a M «notao- 

iwaaal far ti. Maxso91-T(Mca.i. Ik>k«*a. Wl. Il 'ul- lo-1fì. 
». MljB*. - Da KoainUa laa Donta AB(blart. Iod)oliimBato»et|tf*Tai>hl4aot 

Da. J C OiCKK **■ iiuwem. ttautim, tMT-n. 19 r«l. Is-(«L 8»landUft 

HtblliMlill nirr " II - ■ ■ -tT 




Ilt 



TAVOLI DILLS lUBKITIiTOtB 



K*bU — P««Illo «I coiacnU del Losibardl • dal Bl*(f0ll «itU O. C. Fami*. 

t«Tft. ni. In-t^ tr.). 
M*Biv — Tbe Uma-nlgrenoH In Uà D. ti. bf S. Moau. Londn. IKT. (I TO- 

lama In'ia^t. 

— Cantcìlimlaina Iti la Mibiutl niillulaia of tlia D. C Cainbrid|«, IMS, (| toI. Itt-t^. 
^ Utodlaa In l>aDl«. FIrftt l9«r[#fl. St^ilptnn uid olau^cal aoition ìu Dani*. OiAwd, 

IBM. Il rol, lu-S"]. 

— La D, C. •>] I>. A. Il aoTimniiM riTadaU Dnl tcaln dal Or. X. Uoohb. wb !•- 

Aloe dal nomi profiTlt soiaiillaia da PaOUT TVTnill U. A. Oibcd. IMO. a T» 

liioa lo-HO). 
Xaaa»tU — O. K. M'»m;itti. Illngtranlarl aatrnnamloha a tra Inojihl della I>. C. 

rKoolU da a. L. Futnum CILtA di Caatallo, IBM. (I toI. Id-B» pittX 
Mmamuti. — AoBliil DhUoa dni Tarili llaltanl dfil pmf, ViHC. NdUtnuoci. Flraaca, 

IHU. Il ni. in-H°l. 

— Teorica dsl naml dalla llnjiQa Italljuia. Pinuu, MAI- U voi, la^B*^- 

— Intoriiv aJla vufl autn da tJanta luicncidQ \ cMnamMilalarì In f v^'a della rhDS< 

Uurtn, IMIO, Il mi, In «"). 

— Uannale -Iella leiuratura del prlmu mcoIo dalla Uujfii* lUllana. !■ adii. TI- 

tMiiB. lUBM (rl>iI>ui|>iiUi plh viilMi 3 voi. In H»). 
KMtnlI — l* i>. U. Hi>rMU ID ire UTole Ulaeliata ad nao dalla MDOla da LCJOI 

S*t«l.l. Palenua, ISM. (l 0|>uic. luS" («.). 
■•«lU — a. A. XociTi, Orarlo «■imjilalsdalla D.C. tinaanaa tm«. (opoas. ta-C"). 
K*tt>~ Uaot* Aiuta, BiiaiilMs Kumlldle nbareetatimdailCuUtt Ton Fnnoncu 

Korm. KiatiMaif, 1871 73.(2 vd. tu-8' plw.l. 
IMI. - L'Ornilo Oouiuxjo della IJ. C. ed. da AlimuuHO TokiU. Plaa. lUT-M. 

O mi. ID-8"|, 
Oiwa. — DaalB a( la phllumphla oatbollqiw au im attilla pai A. F. OUJiaii. 

i-atli. I«t5. U IDI, lii-»<^. 

— L* Piii£a[«lre. TraduoLlon ei teuineutat». Parla, IMO, 41 »ol. In-S"). 
VHSatilBl — C^Kut rjk<ii.ii> 1*111*1 mi. OhtiMe a Inanhl Alaaenol didUthCt» 

cotwi t rimanipate per onra di Qiov. KaANCIOel.UltAdI Caatsllo. IBM. (1 TOl. 

In i" I-Ica . I , 
fBrulU — Dania aacnBda la tradlalaii* • I norallatail. KJoaraba di GiOTuliii 

Par,iXTi, Llratno, ìgìi. [1 voi. lu S° gr.l. 
r^ia^. — La -jnatU* (lunau dal Porfatorio di D. n la ijaMt» MA dall' aomo. 

\tt PNani-KWiO PaftltitALiaU. VanMia. 1K71. li «ni. lo-lB"), 
riaaa. — La D. U. di O. A. naoTaneola Mtaolau da U, L. pABiNnin. P^ianae, 

UOT. (S Tol. Inld"). 
P^f- — Ka(* UUdc alla U. V. di lUcT. Pnumsi «dita da rii.. Scouci sai 

■UO lavon • Intumu alla efiat. laL di DanM •. Venaila. 1U4. p. TMtì. 
r*r*a — I »nu cerehl -l-l fare. •*< DaaW. S^Ufla di aladi di VuM> film. 

3^ «dia. Vdloma. ISSI, li Tol, In-sa pIM,). 
ratr. Dani Pkthi Au.uihikii a-iper Diutlaliulua jjiuliarla OanurdUui Qaur 

noalatluiD, Dune prlninm In iDrom adlluo «malli» *t «inipulini Q.J.Bah- Vma- 

KOi. tarante Tucsimo Namuoci. Plraiiu. 1U5. il tvI, iu-so f,t.). 
navi — I tonchi pio «acori a «antniTeni della Ij, tì. di D. >liablamtl dn dni- 

«tn-K ricci. UraeolB. lUil, <1 Tot. In >*)■ 
■fiUB^ — Tb* CsramaJU Bod Cauonlan. A aaw tranilatlau wllh notai. 

titmjm and a blacnpblnal InlrvdiicUDO bjr R, 11. fLtiMrnu. Lnn-lia. ItM-RT. 

II «1. lo-8°). 
ras. — La U. l;. gUi lUalU a nlsUoc Isolana dagli Acoàdanlol della Uruiea, 

ad ora ■coaratam. aseadata, «oo. par Uanaso Fomiau. Uran», IHT-IJ. 

fé wai. im-t«t. 



TltDU DIU^ A BHB IVI ATOS II 



USI 



r*». — »i1ì»Wi P«wWo» di tìueomo PoiMno. IUm*. liu-n. rtnl. la-m. 
— Alenai «laii n D. A. Sm*. UM. U *al- la 11"). 

— lA n O. di D, A., gal owwunle dal prat. OuooMO Polkth». Raow « T«bi- 

■•r. latt. 1* Tul. IM-S* p-l> 
>WI« — 0|»w «a DibU 41 H»oa (IIOtaxii Porr* IMaoirft MparlnMato-Ora- 
bCto «I Dui*, «mi. X«*l, IM« O vai. lo V^. 

. r«*«. — i^D.c. inumudlMMdl t.cIalPoKm»l.u.UllM^lBM.|^T^lll■s"). 

rwM. C«WK- — roiilu^Taga OtMixmm. n Ijidlca CaHlaM* dalla D. C. IWr la 

frta» niMk WUnlMMt» >•«• a atampa par oata M aaaiuÀ di Uoiit* Ca>- 

«M. Maala CMIbo. 13». U Td. I»-Mì. 
y i »M«. — l>BnuuoHBi dilla U. C. lalndo^sna ilio «lodte di l>. A. • dalla 

••e afK» par e. A. Bc«iTiEii)ii. LIpaM, UM. (1 mi. IB-S°}. 
%BBMr« M*r. — (lUAmo FioMurrm. La D. 0. lUetM a Diifllcir 1«o1od* mù- 

l'ajala di *w] ftk • p«aa» da O. B. JlirooLHi. Uno C*rpo«i. Omcmi 

BoMsi « rMcnn.'aao Bncdiu. nrau. ISIT, <b via. In-IP jp',). 
fn--' — OCAKiMi Rkxt, L'oHlaM tìt»t)o di DaaU AUcbkari. Ulniliaxhal • do- 

nmmU. MiUau. IWI. Il ni. b Vi. 
^■ana. — La O. c Mi MauMU loalitliio di aimavM lUmamm. nAamH eli 

(tBkfW4. iBBtn, m»tT. a TU. Ib-«<ì. 

— San» ^tat* «atlpifala cka fmduM la ftlhma, MO. Londi*. mi. a *«1. hHI°i, 

— n ariaMm dall' a«M «MnSm 4(1 M«dlO «TV. Umit*. U». ti tei. I»a* pira.). 
■Mh — Itl^tea abar D. A. Sd B«Mi«c nn TanUndnlH dar OAlUlchu Eo- 

bMI* «sa nuL Bctb. T*lrtnEi«, ixu 11 t«i. En'«*j. 

■ aaiv. — riaUi* UltUM»m e* Koutilu iruiilaUo *l taattatato loliiw libri 
Dntta AWI|bH<l aoe. PibIb, IMI. Il toI. In-rnlJ. 
■^nlir — D.AI.'a6BMIMb*KMnadlsli<Hnrtit undfrlftaMrmDKAU.Snacx- 
ri'H. >■ A»t- MM*T Ba»d. t* Adii. BtaaDKlivDif. 18TI. |1 toI. lo B^. 
■tB«. IsvA — dMAI laadlU ra D. A. S. Caaulutl. X. Toni. Rulwmb O* Ba- 
ttaw, LnU* AJttk PMta rraHwdU. Mno». IMO. Il rol. tn-*»). 

k «BL — LaU.dlIt. A-e*lM)aBMMa Inadìioill Stuas» Tltici da AmMch* pi^ 
tAeaiDpar«anAI TinOBiontOHMadl C*hu> XiuaONl. (■•dia. Ullana.tM*. 
lltoL te^. 

— geriul aa DHladlOilturraTontiiCHiMi. tacealUdaBiAROUMUISO 
l*n. 13 m. In U«). 

di [>- A. eoa nttÌ<aan*BU • Kotalll KtCoOLÒ Toiaiuto. VI- 
laao, t>a • Mc. <l ni. te-il. 
TsB. Bla. «la. — nitaaMla d<l Elnoiriml dalla LIorob Italtua, par «an di 

KKtoi^ Tonuatto. Qatola adlikma MIlaaH*. UlUno. IWT. «1 toI. Ib'«<^. 
T— 1 ■■!■ — tWitmadB dalla Ltafaa Itallaaa, anaram. «amplialo dal hIcduH Ni» 
Ml£ Tomnafco • ear. pnl BMnAUOBRXm. lotto». tMt.Tt. IStol. lB-4° p.). 
— Paatlllaalla I). C. di (I. Tonuj, calla aaa; Opan nMa In reno ad In 
m. Hai. tsn. <t mi. tn-m. 

- Stadi Mi P«na aacra di D. A. d«l tonta W. U. Tomlcv.u d 
I<i«a*cnu. KapoU, UM-». (1 ni. la m. 

TMah - U D. C «^«u 1> pnM tei e«at« nuscaaeo TuWO. 3" «dir Ul- 
iva. UB4. It vtl. to.t"! 

vTwrkl — BUiBCm Ttaclt. LwloBl ■• Dante arnaamUad. daO. Aum 
• L. Aunp. n r m u , IMI. d Tal. I^^n. 

' *>il. - U CBHMtla di a A, gaa la aora «apciallloD* il AlmuRM Veuw 
ntLUi. Voiaala, IMI, ni. Inf^ 

• V*^. — tlul> tt» tua bn» • aontlaarta dl.iMafltitia dal «awa laUanta «- 
nna In pia l^shl da i|i*lla d«(ll aotliW «aaBB*Mi(Mt dal P. POtmO Tt>- 
IMI. Lwrn. IÌ»S. '* trf /«rf^. 



.......VII' «pn qaatcni dal ptti ■nisran 

«Bua di Ciiui Witti. BsrllDo, tM2. (1 toI. Ih tO|. 

ll.'i Gauliofas Somòdla ab«[wta( tdii Sabl Witti. )*sdli. Bad 

Tal. Id-B°). 

(•-PorKhoBgVD. Alte* nsd Stam too KttL Wim. Halla • H 

.>'T9. a TDl. tD gO|. 

, — Vocabulirio etLmelogico ItalUna di FiahcucO ZaiibalDI. GII 
Ile, IStg. Il Tol. In-g»). 

- DI varie letlODl da MaMtnlnl alle Invaln nell'Iobnia di D. A 
lliBCAUBHLid Zani pi'rtBBAKTt. Bolagoa. IgSB. (I Tal. Is-12°|. 



LA 

DIVINA COMMEDIA 

CANTICA PRIMA 

INFERNO 



y, _ ffSr. €» mm ., f biHé. 




CANTO PRIMO 



PROEMIO OBKEBALE 



U» STIAXKXn», t.A rtklXA VIA E LA OUIDA SIOUItA 



N«] tncAxo dol c&mmiD dì aoetni vita 
Hi riiravM per uoa mira oecara, 
Cbò la diritta via era smarrita. 



T. 1-13. tm tMim. Il>nl« tinca tilt 
Il Illa ■■■■■ itaao Tl«t(t<u. • moìmiI». 
ria. a mata A qaMWi1*c(ia, il aMana 
rafvn aMnllik la dIfMM ti» a di aa- 
mtm mdrwìm M ou Mtra oanm. dalla 
> dami** (Il «nari. agifiaaBntiiy 
1 aalr«M ««■■aiìililii. • ptrA 
V- X*l mmmt aUtfort» 
nul di» dM. òtf» atar tl*- 
•Ma m *m»po rtM platU*!» pMwa- 
^■MH. atfl'aBM M OMUI*», ««do 
I dilh tMnm^ « KoatM dH pa»- 
I ■■• «aan. • IM* i primi tna- 
*i « eaanttim i (A. piiry, XXlll. 
tl5 ^K-. T< m. Kal Mwa ■llaBDtk» 
•■^wMb ^ taol dita, tlis l'amnO. 
M» nllB ablMBAHatola iMaarmoe- 
•ou «*. i>»r. XXVU. UT ■<.), ni 
jvrda ■ ata arrtdivafao imIId piaAtal 
• tr* tUL* Il raMaalBO a lutaebnU 
dlT»a inala aat la ttonull. 

1. mm. nsio: a InaiadDqna anni, ite* 
•rf !■■. Ovar.lT, !■; •LAiuiiraTlu 
I »4 iJfiitflBA d'a»a, ^«laa^ « 
, U pani* Baaine di quMi* 
« aiiaa M laaiaal» ti aaifra 
I oidS »*i)k!UmMU aalnraU t mI 
i.XXXIX, IO. /■Ili 
UU1 I B>1 ItU IlaoK- >! 

■ata Du ••-' i~-i l'appuBln bbI U" 
I diOa t-m HM. V*-à l pift. Agad^ 
■ dtf 'Ma 41 M dM «■•// ^a- 'taC' 
•UoHWxn ■wrawrAXJTXM- 



Bl • , - roi. DaM.: • Il tì*««<11 3t>Tam 
di ) I kDDl • . IMI'aM di U uot inlMdoBS 
Ltn.,oa,.Prlr,t>»^..Oa$t .lti*t.,ratf 
llttt. . Jtnu . , Nul j. d ». mr. . «rra r.JiH., 
Vttt. tì*UÌ a qaiii iDtU i p«MMmL 
Jla/y. iviipDiia di Intaiularai iIddhiU 
(b« foiBa TBuuto U tonpo ddU morta >. 
1. Mi.VA ; la • a*l«a «TtaDU di qoeat» 
tIU>, Cdb*. IV. M, OMO* Il rlta paoca- 
Mtama. PHrs. XXtlt. llJ-lltl, CTt. Of 
foafc V. S. • Stira di tI»I • d' Itno- 
niiM>, Uamt»!. - ili ainiidii, K r"»' 
lliiiomlu [arHlra. |ierslAolii>ni'I mondo 
ba luta mnttltddlDS ds dtlettàiloul. ebe 
a^fmiA >l ■■ r ODinn putlrir da ?■■« * i 
An. M - • t-B BistU |euU cba iii'lln 
•nttl* dn l'Ifunnnia patinu* >i /ai. 
ItaMt.-*la tlM T<il«M>i JWii. 'Talli 
SH MlMliI aonn oniotdl ad mdara <tao 
Il aWra llfiinll rida • 1" Ifimanaft. Ib' 
tvM akoBl ntdanl banoa «radalo (ti* 
B(<>rì 1* BilMri* 41 DmU. prltala d'osai 
(«a pi» «n Mll'aHllo ylioti^tliK o 
• a dlondlB* nonil* a p«llll« lo ■•»»- 
tala d'IIfllla e fdli •ptàtfalmoal* di Fl- 
r*nM> I Br. S.l.nl alito. - OH.-itiu . (MTU 
lat*. IV. "'. *' I • vnv*** lim«BilMii 
tu pHÓtau 4M> aMscaol , *1 «liKD- 
lani. ot uaabna prtnal. itola qol «ala 
■Kit. sdii Iwna •; J9Mr. l.Vr. Frm. Il, 
It-U. Il Ftttr. II. li. JTmui. iti 
r cwd.' panhi. p*rH«^hk. Ai. fcco- 
*■« /• |Mrtl<«na oA* p«r pn»«iM>, • 



4 [PIlOBItlO flBKKK.] 




« Eh, qunnto a dir qnal era è oosa dura 

Questa selvu selvaggia ed aspra e forte 
Olifi nel peoBÌer rinDova la paura 1 

T Tanto è amara, cliu pono 6 pia morte; 

Mu per trattar <M hta eli' io vi trovai, 
Dirò dell'altro coso ch'io v'bo scorte. 
IO l'non Bo ben rìdircom'ìo v'entrai, 

Tanto era pien di sonno in su qnel punto 
Ohe la verace via abbandonai. 



Éptegano In evi i n> )■ dMlM eia n«n vn 
csTtn DslU (•iMDKioa! Al. |T*m1onail 
tfAtfparnDff&niiilonv. fliplBfADofdlhi^ii' 
Ù cJul mh Ih (■i;Lmi«' 'Inilik uii*mnipn1o 
d«llA Hf 4IY f ia tu a rv'iifU'iIcI poblb, noij 
lElft l'ovnilU ilrU* HPlTH, nnlln ^iiHln I» 
dlrWa liii non «'oh. - i-ihitt* vu^tII* 
Ttrtitu*- * Vlm n(imp* tvi^ìM rml via <rìr- 
tatodi.iiain rtct« iladt Lumlrinm àjl b^a- 
lltQdUi*ni,l(inntBnt4Ti11ottAnrt^r'»"ir' 

4«fl«t vlr^fMimi tnnr» (jmMi po(*Trt|. ro- 
tini ftil viiàTii rtwtAfii riiiutujii • , infili', - 
E1LA I ■ oloA flit lifitt cnmnnritii-ut* tmur- 
nijij iMin-bV) l' L^uunkii», rinUa OKiniilà 

ParKwhl iihM. hanno aviu «MtaatTi. 
Aoeeltaailo qiiMtÉlniioiisl-iiiinMTlnai- 
In ■! rlfvrli*l>bii kl iwln l^»«tBn llb < «n>- 
s« dtvllutvtnnt •! ad B*n. Ili, l>. 

4, tj< ««cilitmikiÉmi* 41 ilolnm, UL 'Ikfi, 
«Ann/ DI t la iMlana dui Wi»*. Al.; 
AIR, «II, R. I). lllMn •llfflrll* <lMM>t« 
i)04la ala )■ T*n loilonu. SMonda |lt 
uil A ]ilh naLmiila in qqiwia lao£0 Ift 
BMtaiiiailana i altri Ibto» e[jÌB*Bn «ha 
■ «la ria pr«hrint, • |K>Klif nanlerm 
aiwntiht * MtcbB p*nli4 oinninn In 
CDmlul«na II lamit mi fitnlt. ani ba 
Q auStayla >1l T'Wbl endd. Uà IMn(* 
rnofe 10 aUtn vnlto Mi Foana. roMttn 
■M Don «1 trota ebit/ortr oo'altra Tolia, 
luf. XVI. 38. • lit>IUr ar>lna. dinii-ll«, 
a upJId «Ipìuo Un pi» UiiLnrnva. 

5. tn.tianii: lircolu o dluMlata. - 
àWMÀ' mlrlcala ■ l*plria di prtitl. " 
MMa: ^idlolla a •npiiiru. 

•. KB. rniaiui i eli jinr ppuiui'Ioif . ' 
tji rauiA: rit4 kìiuI'i kiuiIIhIci ili Iilu. 
da* ri»t>^ f0iv» ir(Dj«rall Al] aterne. 

7> AHJiHA 1 puA nfurml a 0c*r, n a 

«■Jm, a pavra iha la i>rprv.!ùu.i. la 

Amr* tl/M<a<«alacr«(ninaiira. nprol» 

■V jtfpPOvJtiAMrafacéanH t ra fd-ibr n Tuaib* 

^4 a«iMl WMn4«Mi Otmi.. Lómi.. P*rl., 



/'■VI''. AiX'-, Con., tee. • Ita ehi abb* 
animo ili nirltiAral a)rDiwT« multo pld 
dararii rf/icriv» ybn Jo a luHo l'unfarrH 
r/r^^XXXII, H>, a vralrba «optilo orroro 
• amaf^u rtl ^iiiiTlA Cini ttlt« iQaJe fflava 
^aaoWu, puroa^Diiilovi Irot^atD ti l>nfe# t ■ 1 
Outr. V. - TuUI Eli loiliAI III t pltt dal 
moderai rihriiwoiiii amarii alla Rtoa. 
ifplla (|nale il «tmtJnua a parlar* oal 
ioi*J >i;f . KA vaioli illrfl i^bo l'I amara 
aM«QTia DOD a uru J4un>*a rkor^oniA, 
Ina H tvina f-fTulUvaiDuit* praaaato. lA 
fTncirrltiu'nlfl d«] Pwta ■nMTMASVa^ 
jiauiln I I- iiIia ara *d • wiap i » ma 
pfl'BiilnmenuprMMila.L»eOBIiOrtladt 
liiiu gli antichi parta otoqnaotomota la 
(k*ora di qnoiKt iBWnirataalnna. Prtna 
Ani ■ Mottanaii* fa II Jtaff.. Il qodt 
lataBdo: • Taniu * wuan qoMM pian, 
«ha poco pia aiaan * la moti* r. QoA 
par* BiM*i. foie. Ouf-, J>km.-0. mo. 
Il /bM. I(gi*i laara k amabi, «a^ 
Taodoj 4 INv i|aaa1a Ivlona 1 dna b|- 
glDDUrirenndsMdlnnainnUa^MMW, 
Il prlaciialo ital FofimaBl llbora dalla «ta- 
lami KonnEMa o ao4fiaia a porploaaa*. 
La lat- dui >Wc. ha par id. tra altra, 
l'itBiDriU 'Il lat. i>anl.. na la anuM» 
Il iiiirrniclo ili HHld. •DtnruTDll. 

K, ntK ; 11 rltvoKlIu. ptlBolpla dslU ■>- 
lula, - V] : Dolla aolva, 

0. ar.i'iLK! lnrJti>Arb««0|r]iDna.Al.ALTft, 
dail: Hi-aiiiU o luui'aelj^lloao. 

la. KOS tu rrr, 0<i>v. XU.M Iniapal 
rlillr* llMtriun, /Sir;. XXX, 111 hkc 

11. aóRTro ; ilvir anima, ddI llufciaitffln 
aritttoraJoalaibolDdfil prDe^OL(Trr-/«aia 
XXIX, IO. 0flvm. IJ. SD. AoM. XIU, 
II. tur». V, 14. - ntnrvr «ra dmnii» 
aolrala, a^RRa aTTodartana. nalla aalirt, 
dopa anta abboadmato la thwk tU, 
TafoalaaonaraeonHafaontivinvnta naila 
Mira. 

ll.TiA; dona pa» (Imo LIX,»X(n)i. 
lU,»t.&tUa'n>VÌLav [>Mt.ll. Ufa 



tnoEMio au(sx.] 



Ivr. 1. 13-2(1 lìh niLRTToso Hom] 5 



u 



H« poi i5h'{o fiti al j>ii d'un colle f^iunto, 
LA 60T6 t«n»iiutvs (iu()l)a vdlle 
Obe m'avea di paura ii cor coupunto, 

Guardai in alto, e vidi I« stie «palla 
Vestita fpk de' raKK> ^^1 pianuU 
Ohe mena dritto altrui per ogm RaHe. 

AUor Tu la paura nti poco quota 
Che nel Iak» dol cor m' era dnrata 
La notte ch'io passai c«q tanta pi^ta. 

£ corno qnei che con lena adannata 
Uscito fuor del pelago alla riva, 
Si volge all' acqua p«nglÌiMia, gaaU ; 

Cosi r anìmn mìo, elio ancor faggivo. 
Si volae indiotro a rimirar Io passo 



<U> «MMtila tìHiL r. 2V. eh* « Crtu» 
l«i«. XtV. Si. IMdW tkàaalaBt aa 
A UH— !■ >t> yar danl la brHtio tHU 
MMMB wi i». Ut. Ou». II. I. 11. I(, 
ni 1. * IV. 1, 

Il •tai ttm mawtt. 8*» 
ij»mlm iMnojt JMina» 
wa g» MrM IH ■lM.*T«4* 
, al cai rili»MBliil||)a«U, Uhi. 
■tnlD <■* ngtl tal •«**> •raU* ■< tkoD- 

È linMo ^irauim cfc* 
I •! laWnia palar «nn. 
itaMlviMa. 
ta (L nk' *•«■ U kiMv t* Mmwms. 
■■■■a la II « «lUT» rnaai unita. - tmi.in 
• iWMm» Bunirr. n, TT. o ■>«•(• iM M> 
^V(, »■> lo rMuia U n^rlUw* irfr. 
•waKXXIl.lt m: XV.I,XXIII.S. 
»n<M. XXXI Ji -V ' 'M'«v«a(ht ■!•«* 
»4«. ■ aru' • 'lui II • Ila •le4Mau itU 
•IrU. ^BlBdl U<a> ■ knla. ÌSt (Il ao- 
Ui*IUHMté. «LacMi talntlalli: Jn. 
«<.-• L'rfWMa All'Huna l»lliaia> i fat. 
bmu.'tta riU dillla a Ttrtadio»*! 
la^.Oa.Mc -• A4 ■ÉHaliwB qaaBdis 
•«■■iplailaaHB rlitmiiu.ulaM «aalaia 
a nal— ak baloiMadl inlvrlli lnh>f 
MasdaaUiT ISir. OaML-tAdililatmi 
CMl - > Valaak la «Mata «In. r** a,^ 
to«_<r ffl aeeU iMla moia alla Serti- 
■ da aHMIaa aiHiauaa 



a.MtaHate 
B al Ma Un- 



»a évTvr* iTvn alni» al Ma Uaa- 
(W-: lian. • • ShI Itala aat tiM BKoal 
(teto fleam Tlnalaai. qaa alia 4bcH 
. «1 oBlBa. dna TiUit «|«na 
I laaM^inlthaBlaaaWiW- 



lirtuisi : «( tsliu nun* (MOplaqaiu «idIo, 
al pf (WiiOQDau Das! raUli cat ilcl- 
alar mbIr», *I par «onM^aaat laAima. 
qal aal lo finirò (atrta >i ilraa. 

tt, nwariAV*, Da ara ilaai|aa unstl». 
-VILLI: ■■ «In Mcarn. «fr. iaf. XT. 
»a. Vfrtl finn- l-ar. XVII, BS. 

It. cDurcxTD: alitila. 

■«, IR iLiv: ett. Maf. ';XX. 1. -aui 
■FILM- I IlaaiM d<] calla. 

IT. riAVKTj: ablaraa cavi it aiJa. •■•■ 
tonae l'anraanoia dtl lani», ti uU 
poi » llKora ili Dlai (Dna. III. U. far. 
XXV. ai. 

U.i>rtTtr>:tti. Oii^.VUt.n. 'Oatt: 
tlt.lCi. XXII. 4. 

1*. rv UÀ ME«« ini row «uatA: ni 

iMaaloTlal alquanta. 

M. i.ai>0:<AlauiaM«lp(raaMn>taiial> 
ravlia ad «Mta. avea'ariaaallMafoa. 
• la pnArnOa (onlt* >; Amr. - • Ijaall* 
cariU 4«l eiHn iti'* i kt«a(»la itol Mn- 
mi». U luflafi tUttraa da» ' Huray •) 

n. iwmaidalp mf alaad^l'IjtXTaB- 
*a;eft. «ow. XllI, la. I TVaml. V. ». - 
nln*jalfkiiaa.f«iiLjiTif«aeiafbaaiaa*a 
a caoipaaliea. 

S. (|Liii naalraga. - uetA: naptro. 

S4. SITITI: snuda ttn» raci*a pa> 
rii «l iina- 

U. FinmlT*; PC* lataara, dati* Rt(a 
tiarmàmn (A. Mi^ nue. 9waK. IV.*. 

ta. VAMO: la «iTa. W ha q«) la ti- 
lln^tai Mi propria «Uto laUtna, •■ 
gat«a HUcln>a FmO # ««flMMIU ri- 
mlMi"ll I0èHm». 



18 




ft [rtouiro onttHO 



T»r. 1. 97-30 



Che npa Imcìò giaiamat pi>TW>na vìvi* 
Poi eh*èì posato tiD pooo il corpo Imso, 
Ripresi via per la piaggia disertaf 
81 che iì pie fermo sempre era il pib basso. 



ti. mii ftU|;K(^tla. Lh ii(*l¥a noti Iliauìù 
nul viTvra poicoDA^ ma l'aomo ùfitt « 
può luofftrt U Aalva. In «lltn pj^niJK: 
U tiU pMCUDlbOH LiiDOA ]»ra]Hbiluiviit« 
a]]iiinort*iiplrllD]i)«wt «LarnHi niJkE'im' 
ma dorè « pua IiuUfIa, M Alluri kj 

SiS. roi on' fc[ POLITO tr^i roco : Al. 

di *iHMlo vrrw oouftDdU lffl*>rt, CVil-, 
UT "2^ ai foriv4 nrciiJea p«fAM(OiU, 
Or£/.. p, ISir. 

S!^, ruiìriiAi U pftti«1tihir1or»dfllpen< 
dia li] iiuol munte - nmnHtA -- U oonnr- 
idnnfit«awnitoUJitotBi&;Cft^ ìftilt. VII, 
14. Trvm. Ili» ir 

tlU> ir-rift wr.T rMaoMUlronlroT^rw. 
Alf^md cmlPDri ■ Uà |] forU dHflrti» Il 
iMinn>]o«r«Dfrtpl>iTiDtiie1^mf tuoMTrnb- 
1hii1r.t(ii niin »iiiiiiib*B'lot«D'l«AiiaAH 11 
Svir O. iTcnde/ffnno hid «IjfnlAi-Madl 
drai fit jTin fjffin pM rorin M wwnft nf^mAnfo 

giuAi'jir'i fh^ Jl «no «bM'eqTiKfocut.^ ^\ 

fe flUiira -. In ^iriilr^ nitflfpntkiloDc ii' 

ìt^t^oui BT*A* < Il r rtr 1 lun r» vnUl n hI^v itt - 
Vftie oli«i prHna «ti iNimlircUr* r«vi*. oio^ 
U ìhILU imiiiu ft liplnld, mM. pnr «limnl 
pMkl.nft pTi^lìn tinfov *>« loi>rvrA fon ai- 
fouiimUtlluon IJovt p*H)--< Pvr ^n*«t« 
pftmic 4<1ft rlTOxIlere. cb« ilDfbel'oUloio 
ptiHlmU clul rbfl monl^'qiirModJiOttO, 
4' A ijiiL'Ho cÌji« aoiupra ni fanoA,* J«prm 
qnhlk« «I ^irnik ^ mDtATTtt l'e4*n>H di cel- 
iai «W T*; ficai i^r r umlltiitli», tk *inuÌ9 
MBlnpr«i*«bft«aik«lDf^|]1ifA, *d •! «luvi-vit 
itAlinjKA Hlato di ululr> ^i rotnl rhf 
W pcslvda • : Bamtai - < F» «uf^ta- 
tln, lilCHt AlTBflllo, ^b Ilici niaet* ^hdd 
•rtnnbiUTif, ot*t bitómlur. qiii^ «Ihuo 
nd Ibamii trrrrhH irTlotii nt^nutolani 
Ruj^ IncllDAbatiLrT ijii^ihiiuvu Bupurior 
pH ad Hi>p*tr(flrn ji4i<i-ijiIoT«r. pt •ioni 
d«iUliU Ihftt*; Ptìt. Dttnr.^ t Hìmpìibì 
ttt lAqnendn, qujid'Io bomo lufwndit 
monltuu» fifui tnrt^ttnT lut Illa huimi' trita 
fnuOalurotdriuatcìi rutiim i-urpm paU«i' 
li* ; ìi1m> dlrit iinrxl pt^ii hi^^rli'f MvmpCT 
Ol'tE tIriutoT'IJeiItVorJiLttflrIoqQvniJo, pea 



ItifiiTlrtr «ral Ainur, qui U^liabjbt Ipacini 
nd Lnf^<h'>i4 (crTpii& ijiit *i*t Dnnlor C4 
futticTr A,'l)inti In H» ifUim pcn hit^wilar, 
iiÌDtì ALimr, qitl (poilcliiit aO Bni-orn^ » 
Ittnr. - Tulli fli uiiUrlif. r]ii- ni fkrmait» 
iia1«riiio]fit1cf hlfiktl ionio In D|CQ. inr«n- 
duna di oa (ammluitm in «diui- Orla, 
|£il«B» rtclduiiODlu feuoliiUimMilc yift 
lottarli. 1t X. nnn pi)trn|jbf> Hf^rltvl rt^ boa 
tUo-AiiEfijluAfPfu iiJ&uo ; btHpui^'liAj'VTirt'^ 
pai Eil>t EikhTi p'»i*j( lnl^'r^^n'lBrnl m^ noD 
cuiiiu|rfr»Jnt(tfr.Ìfcin>*,Bi»!r £11,^'»^ la- 
l«udt^nio«cli« Il r. «IfUlAfllil 4««or>| U 
ruta InnAitimlnHtD tu por U pcmlk'-'^ de- 
wtT4 fion pB>H> porlU-fo. itiD»ioa*; fb» 
c-j<ii1 aj[b HiiIWii «1, iim il pl*d# ptb kltii^ 
Il pL««le eh» fd portHTa ìnuual % nnmr 
r Atttxm rm il muri >»1da ( iyÙviàU b*lU 
Jft'tDr Ila tira par ^«vct JUbfrW^JbVpn^ 
>llUnn. UtrtpTk. l]Xl«tjuDbiiHmpr«.<ta* 
nd ^jciH ijCif>T4 pnp-o. ti piade finoubiicè 
qnallii MI (iilt ni Tiv:^**^P*r*oiUv«c* 
pLh bah» del LioiFD vili andlraMo«ls 
odI i^ridiLTife * pdMLni U plrda mairviitMlt 
<H0 oh* U P. mlfofvbbo « r1l«T»r« «b^efli 
toraiai«aU «d «|pil pota cowUffntTv lo 
alU«M tdturH. 1d Wota. danf. XlU, 
p. ITT WJ^ K6 A lini'rxbHMl» pb« Ift 
fji'dir^ja debl^Ml dlniluKUP^ dkU'tfTfa ed 
T. 31 1 piaff^ia pnttithhif Hlgniilnr« na 
(Hiiid^b dulcw. ■ pvl k^Kun uu'ffla, tloi 
un prilli In ttpldo, 

V, 31-40, X«tr«/l*rv>lh('<Dtn>ll Vfm%^ 
■'iDse^B di «iIItv Jl idOQl^, tra balvo 
Qft \o ImpvdiirnjA. undi^ -' al vih1«>, mal 
■oa XF*dD. nuplDCv fD^ictiu. L* prkrtiA è 
«ha I«iUd(Un(i#r l'AHU^rar Lpnpmnlcfji 
U «Hvnda nb Irumc* ; la trru una lup*. 

<JuC*t*lr*llMT»nrirtfl¥ld«lffln>*Dtetol** 

■in fJ«Hn*r T, fl. Pur i^ucln tr^ btlra 
cb« ÉiDpntUcnno ■■ riwtn U rniUlft Ari 
«ilJn, tutu t^^ vtlirUL itfiikT4 up* aulb 
voQciloD^, IntmdoDo tro vjrl papìl^lil 
ptbr luimriA. miwrMii *d *variil&, Al> 
onTtl poolcriori: coDCnpUouiM dalM^a^ 
np^ d<>ffh nc^hl M flop^rbia dolU v^tftt 
ultrì ; Luvrt^dalltA. «uparbiB e lUoft dot- 
itinn. 1 moclt-riil Inlrrpntt poUUd vU^ 
ro [hvo« »iTiibu]<);KUl« qal lf« pQl«u«t 
Flrvint*, l'VncU « lUnnn, c^e d «ff^ 
■Aro «lift pft« do] PtM*. Aldi m^fitnapi 
la tuta !> MperbU, TkiHdkA » l'ariiW 



(rtocMio At»k.] 



Jnr. I. dl-M 



{LK ISK rtiBii) 7 



n 



\ 



Ed ecco, qnaa «1 comincmr <!eir«rta. 
Una lonza leggiera e prosta malto, 
Obo di pel maculato era coperta, 

E non mi at [>artl» <lìuiuizi ni volto; 
Ausi impeilira tanto il mìo cainmÌDOf 
Cita io Ali per ritoTTiar piti rolte vòlte. 

Tempo ora tini principio del matlino, 
F. il 8ol moDlara in su con quelle stelle 
Cb' eran eoa lui, quando l' Aiaor divina 

Uosae da prima quelle coae belle ; 
Si ch'a bene aperar mi era cjtgione 
Di quella Tem alla gaiotU pel!o 

L'ora del t4>nipo e In dolco stagiono; 
Ha non al, che pnura non mi desse 
La viata, che mi apparve, d'un leone, 




atka • InnmtlDtUB, olii- 
lUa bBtIitUUiln >. CTr. ftiXl- 
tr tMila, a»MÌ fuOc D. O. 



n. u. ramiFUa: qoBd ■■) uiDdpiB 
MlBiMaw. IbkdflBvwiwtuMiBaal- 
*• «I a**ra onnlaHato ■ «lln. 

R. LOBU 1 «mtapmds *l !■(. 'iHU ; •■■' 
p»fca I— urta. Il ^mt» tuli» fiU ffa «I- 
Mpii^all norttBlaniaìUl'uaiiOMa 
■ an aill u l.i «Nitjil.OHKElUetlaa- 
teU. tnpwB £■■. «In ipKiai •Qhhm 
■BlaaJ* • BiaMa tfnt*n • di ptla ■■• 
^■M ■ di a^> .a l iw p M iii. 0> mite lOm 
■(■Ht* tatsanaai s aDiBlcIlHiH rlw U 
WH»»I U hiiii ■imi I •■la la lo nnnt 
mot». • far la TUtauds utU* sodb 
^K *■>!• B«glia1 «ImllM^U ■' «cewil» 

■ k raanti. P«r 1 mdanl luMi^nU 
pd.hct la baia t tcn» 1 «'— i. di- 
itw la naaahl • XmI. C(T. »vM. IIU 

•ella, ■B f Wil na 
. au><a mrw air laatabniU. <.-». 

■ < ' -mala. 4l «ator i^^ 

Ito; rfr IBS- 

M fL, .... ,.,, luUal pU rolla p*t 
M«an> ladMn. 

n. mua: V>»ai-.U Santa. Ifi nianB. 

■ ( a • aerila IMN - dal rwxcirlO: al 
fMK««>i la prlsa Dragai flase. Vfdl 

-<?.IU8.II^ulaivl(«a; •!) 



laaM di' tHUtftr, cba 11 aola, icMtnMi^il 
Ai|>i>ilma «al aaa^Ic* awuant da' ngg), 
dl>ttn U ralla d*l alta landa TaiiaMaM 
l'ÉTf'Va paaiatoda od p«aeo!l, ora niML' 
lafa lo ao. arni d«J]' «nlil^ra biDirion. 
nu r>tr jtll ajianl raiopl del flalo. dirti 
tfmdnal col nalflfaW nuu etimo TOiaa il 
iDCfl^a>. 

W. «nu.!! l'Ariito. Oli antichi cn- 
ilMl«v(balliiHaiida fa»»» «tatocwaM In 
pHinaiar». laiia * » 11 fiala la Arfala. • 
cbc lo iMiia (laimo (31 muiol tamt por* 
qoallD 4iir InoamulciBii •df'U tn(-iudl 
(MaM. 

M MQMsi onA. CnaUoaa t mota. - 
cou BIUB: I rarpJ naUall. 

43. lU^i dalla. - ojixm: froptla- 
raanla placatola a vadan l iiiti a*l aanao 
di Mfodala, vaainpiota, OHir.i • L'on 
dal t«rA|ia«1adolra4laglOBa m'anuioaa- 
Sitaa a apinr bea* d( quella Dora Mta 
palle folaila*. Al.i.ii>uirTTt.aM:>t« 
([■letta ptllo di i|De!lB tini. 1' on dal 
lampo a la 'tolra aUcfunii A'^raiia caff^ 
H a epwai btfin • . Uà le prtir dnlla luu 
aonpKlnnlairnidoraalPiialaalMaaip»- 
raare- ^cU «eTa aul iqtftalo <N pcradit 
l« Imbm atxa pelb di»«HU I etr . W. X n . 
in. tM naM efir. SI*vM. Cm.. 2fi1)«i. 
M, MA »ui •■ I aia la mia buona ap*- 
ranu tao fa il Ama- 
la, vauM \ «MMdo (Il ìMìbU •iBfeala 



M tDlh> dm. uba DAI. rilw^^o di-'.U ■DpaaUa.Osd Atoil-rf. **■ Ati 

>i^<)auid<> uae) don* «dia. 4l Sar Daiil..hmti-.Oa .Fttr.naKl^Btat., 

la art rt trama a «MMn- A6nlllM<,Bn» ,RidÌ,an.n>r..Anaa , 

■ «Birart» i»dl» liHiat. M tr^aarm Bart-. T^^.. Tal. Vtil-. (hOt. D»».. 



8 [rHUEHIOdEXKK] 



u 



10 



SI 



u 




- Questi pares ohe conU« me veDOsse 
fìon In t«0t'Klla « eoa rubbiosa iftm«, 
SI che par«a che l'aor nu teraoMo -, 

E d' QQa lupa, che di tutte brame 
Bombiava earca nella sua magrensa, 
K mùlbe genti fé' gii viver grame: 

QuoMta mi (lonte lauto di ftraveKKa 
Con la paura ohe uwiia di aua vista, 
Ch'io perdfii ta speraiixa d«ll' alt^xm. 

E quale è i{uei che vnlonltvrì acquieta, 
E giogne il tempo dio perder lo fac*) 
Che in tutti i suoi peosior piauge e s'attrista; 

Tal luì fece la bcHtift senia pace, 

Clio, venendomi incontro, a pooo a poco 
iti ripingiwn \k dove il noi taee. 



Odi.. OH. Il Oati.: • HiipcrlH*, ilta In, 
MquaUnp«IMa> Hccnila Ik iDUrv'*- 
■•» alotka-pdtitlra i\ Inna nfBgai* U 
Frauda. 

ltUaiitÌdilltrtcÌ>ra>dJi.fi«JI.IIt,l»g 
O. TtaMlai AI-'iNiKEiiH. ilBfrnw- 
H — lHtnan, I«lBiia Iroiipo aiiraTTiila 
4ÌuiUrlUdlp«dil. ■«nmn.aDilebl.Vtr. 
llMfT. t)nl . S«'M. 

tÈ. ■ d'usi ; e 11 rliU Obe mi Bp|>ktra 
4*aBa lupa. Al.: >i> uni i.i;i'i. tti* tv 
pVtam^ Pn^ «far* 1^ i*Ba a I' bIUo. I 
ttM, mia ApTm&i) In tjuMto ca#aa<t^ 
<li1ct«. - Lurit allibalo 4alr avariai 
tul Baiatili.. Jtn. M . lai. Dami , iM-n.. 
On.. J^lr. Dami., lltu . «tt* . Rll» 
AsK,. Bine. MWil. Ah. fVar., Arras,. 
Bar*.. Laiid.. lai. VM . iMM. Dan» 
Oiif . *ee^ y*r i ix»!] diah Ealfih itarlfO- 
ImUeIcJ ni^aipl t» l*iL>a A LI dfnbt^a di 
ftaoa, FMia iM\m Cuna papjtl«, < La 
«oupuia almciliiiuii ilaL L<m»>' o drM» 
LD|>a rata ail In'llcarr la Ii^k* >I1 KI1>|ii>o 
cun Hniiìfiiclu, (uiiiaiiiii di iinal RiinlA- 
tnto die fa' vlrcr fframa mvlta K«utJ, u 
fraiula&Eiuo DbdIcj Uota. (Joamln Iiiltl 
■iQuitl ^ aoUrbl Tanno A' a«.-on1o, vm- 
vlaaa aUm alla tv» lulvn'|>rvAaaleaa,OT« 
«•• 14 poMB dfoKaVBr» oca Oonsiaaiill 
BCsrl a CDB arinunU ludlaooHblll di* 
INUl araairliwao la vonca tia. 
td. ibhmàta I •enkmo.aaatoilo tuna 



ai.auKKiAnlanU.Uft- ITolL VII. IK. 



U. MI ronn tauto pi ouvnai : mi 
(iirhA tatiM. 

£3. cu' IHCU CI lui VWTA ; cka bMO- 
(fra l'Diiialtn tnv tairtblla • Barn. 

!4. Diu.i.'*i.iKa«: dal colica dlipacal 
•Il sUBitiiEUanlaalaia, Con qoiatl veni 
cfr. I Hmtmvtri din Hiulriai fa fili Unii 
al PMta.nii^r. XXX. ino >Ki{.:XXXIU, 
«»-«■ 

». qvu ! V avaru, dealdnroaD di fua- 
■lacoai*. 

Bl, ntKi»! 'R dalurc ili «tirruiiiiiwr- 
data, 4oIate cb« non il iintn'l» in la. 
oTliBii^ uà rautrliia l'auima L>n»lAnda' 
ttanfa K Lo ^Dcato wcamo baDuo «paam 
ufAla 1 poatl IVDOM» qui 11 nuatr») il rubn 
l^ìnij^era. Dania, Dallo A'fma.- " Cutta 
l'aainia trltbt planjca In lui toat ooral'* 
(tiaoa. I4].C'.DailaI'latolai "Lm»!iII 
poi aU plani* Di[n> prnalKr» Noila niroU 
daCHoM" [lUm. l«};«UulduCaval(i*u- 
tli " L'aUnia mia ditaDW • paniaaa 
Piaii(«" ItUn. Milie-I. H <|ual oonsaHa 
ttlorni pin TolM aalOTalraAll.aaain- 
pni niD fuimia naoTa a tucaUinivila i^aa. 
Uie • : J^ Vini , Hitnil,. J09. 

M. tal: cmI doUDl*.- asmi li lupa. 
-tuax ri<.-K: eft. Itila LVU. ti. 9»- 
laM V. II.». 

(0. lA: usila Mita aacnm. -riOi Boa 
■tcoalra a nau fa «Hitira la aaa banaaiB 

biIds*. Talaaii Tlda qal, nttt laiifla 

con qoal bndauaiiWb aD'aUiulalia al- 
r aatlM EndaOB, ab* S Bela dal aela 
a dalla afKa ptadòca a>BT« a dsMs «i- 
nasla. 



HI nsiiKii J 



Imr. I. »l-?u 



|T»oaK>] 



L 



» 



Motitrn (rh'in minava in baHSO loco, 
DinnDti Agli occhi mi ai fu offerto 
Chi per lungo aileiuio parea fioco. 

Quando vidi costai nel gna dìflcrto, 
4 Uiserere dì me, » grìdni a Ini, 
< Qiul ohe tu sii, od ombra od nomo e«rto! » 

UUi>OAUDii: « Non uomo, nomo già fìu; 
£ li paraiili i>iÌ4:Ì fiiron lombardi 
Unntovftni por patria ambedni. 

Nacqui tnb JuUo, ancor ohe fogao tardi, 



m» gnàa rann la Mira. U PMta nd* 
■■k acara, leda qoal* bob m laetw. •• 
■M BOBo In nmifl «4 oHa, s aampli» 
■nbn. k Tlr«UlD. annbtot» la w 
^na par ■■ irgli falda. Daata ualniuca 
falato. • 7liK<** b nMte a tttfMn 
mf^tat Ita jMr fi» i unire ■■■alraai*- 
■1^ aoB paraiUrailD la Inpa ad alniM 
41 proaUw prt i«>t)a «iKa quW D. 
H i -m-mÉa VuxMn, iha tttfta I) P»i« 
4illa nfra Mmra e 1* guida •Jbo al Pa- 
lato to(n>Mn. «rnaarta la MWU <U 
[■Itti *lw a n •Inbala MPaoloillà 
IMpaWa. alla qaale InMnlw di (BMan 
I fna» Hsaan alla Mklik iHnpwvl* 
■ MMiadaw phllaaspuea AaeaBviiU •; 
(ltlraa.111. 1«. R ramnt xD * Il Ma- 

MaJalTa/Biortia h.farlai«L Tlndlia r*^ 
■Mto taglona anawLrant X Vili. 
D la VUaaate. UtH» nglettl 
liant* « tBtKllara |iM l'a^ 
Viffiliu itual* «sa nUa fcr I 
ncaldtf dnlDi*ai*rna»diU(p«a Mai- 
foalli sai m*t)9 m Vii|IIfc> ta rtpo' 
laM mmmt» anaailau. a wltafi da raias 
aa flmm aiafa i an cndaM lixO» (>m> 
■mAtariaUaxatea.ffr. Pmr XXII. 
M-n. n>KllW Ri pad noa (OSa H (nu 
i 4«l Aarrv larvcv Koib^o, ma 
L «»clia U fvgB" da' «arti, aTr^dd 
I r vadala iU Sata a < tafulo Im- 
I *. ny. Onal^rMU. FllJ«)fa «ri 
lMb»a.lnl..Ta^..r]reu*. UM. 
IbMt. *•>«. II. El-M. Smé |>. «M are. 
■t. •uuiT*- 41. iiuillitTi iRfr. X. F., 
p »l, AV-. "v' , 1) «X. • Ittìi ai 
DtArt* fci« Ki'raaa •nllHila ivrtv f oKcvi- 
Bl Mira IkCk taarlal» ; aatl. m— Haln 
dd» la^, (t n* T*4ai> ■ ti rUarvcfa; 
A. T. n l'mr. XXXlf. in. 
a tocrt daM«i !•■* MMC* ■«IMI 

■^ da gum Map* likilara appwlf* 




•MM la MtuMuera caifona ilall' Domo 
la Tanlii «Mia tlitma, • Qnaal daMum 
*■ lesfa taniliimltata M leBOla tu ma- 
diro awiMlatla qala dwtam Aurat m 
rlla wililatDii >; Bitnbgl,- «Par BSD «a. 
a»r« in aula lu» parliv» |nc4l0aB«in>ala 
a' aiMmil»! Ofl. - t Uomuia raAItt tal 
awdlta lo nan hooiEanm. rt raro lgi|Bl- 
Inr 1 1 B/n; Cnmr ■linbolo dpirauWiHtà 
ImpnHnla, Tlrjtllio raffi^niramBaara- 
I^uBf lllumln'ita. la mU «Mv. al primo 
rlnacllani dal pf«c«l<rra *, a abiiAna gli 
■ambra.aMalhaaaaa«aranican, di minf^ 
làa rxH aa jiitrada apprna aleiini lodl- 
Mfnll ««aall. Uaa fnaao. p«1, olio l'uo- 
«o •■ rhmgllandMl dal paivamlnaau 
■Bt aoBBO, qaaau raoa fll al fa »Diprt 
fdh alla, |rfb dMloM, |illi etilini. pili 
MI*lll||tWla. 

a*. iiiHani: ■ In mnal*, qiam Ida* 
aDclor apptUat Da«sa~ dnatrliiiu. qaia 
nilui Hi iM>it*« *t «Ha, al tom ab 
«OBlboa donlMa tj Bin>. - • Sdla 
fn> valla dal bobId. the ara mail» 
a*la>i BuiL 

M cnrrOi raalai oarf» ed ulaw. 

n lOHUUtidl natloB*) nuMl«»n< 
p?a T^ttla. 

<• uimvxm, AliMUximvAtitttt. 
ZL f.. p. Nf • Hon tasM fni« VlTflttn 
da olTltata. ««d de *llla parralati Ama. 
- ' Vlritfta* ÌSti fa pi^D. qui Aoda* 
dlttlof. haai prooiil a llantaa naaaihir 
PamprJ« M Crasa eeaiuUliui, Idlblu 
OPtabiikaa • : Ulir. nym ,. In Ku4. 
Wrea. ad fM^mf.. in. 1| rfr. !>«■«*., 
rn. rw,. ; l. yanial. Xll. «- Maa- 
ItncB* la d4Uo Virgolo aaoba d«^ aa- 
ttobli «fr, Jpul. ^rft*f . 10. 

7*. lira Jitiiui n-lto nialla Caiarf. •■ 
lajon: » aoBl dtpe la aaailladl (lUIM 
Omrv. Il qoala. a w laato ad U a. Dr., 
4aaadu Ttq|llla aiata apiiMU H I 



-..., oyauiii ui parlar ei largo lìmue ? > 
Risposi lui eoa vergognosa fronte. 

< degli altri poeti onore e lume, 

Vagliami il lungo studio e il grande amore 
Cbe m'ha fatto cercar lo tuo volume. 

Tu so' lo mio maestro e il mio autore; 
Tu se' solo colui da cui io tolsi 
Lo bello stile che m'ha fatto onore. 

Vedi la bestia per cui io mi volsi; 
Aiutami da lei, famoso saggio, 



non ftTCTB umra TSda(« Roma. 
i onorarlo, oam* Hlara DDarm 
aomlnl. Idtcm Bantbgl.: • Qglk 
l teinponi iDoimatioDli dirlns. 
•dliUuet in 6At bt ile dod fai»- 
1 natDi pr^iamlntA Itila •. Uà Vlr- 
rlo prima deh'lbfamailoiia, aa- 
(o tropico pTrtlo, ami ohe tardi, 
accJiirB la fi^do. 
"ìv. uamo d[ atti> valore. Cfr. 
tbara'a. Paig. XVUI. 119. 
STO: Enh, ■ quo itotiùt attvr 
Ito /alt ara Mio inalar oL ar- 
ry., Atn. I, 5t4 <jr- 
tBHD: < l^acidilqDB Hptrbvm 
Virg., Atn. Ili, 3 tg. Ofr. 
I, SI ««. 

.1 dal lat. ntuù, pooa, tonueD- 
la^ oIdA alla aslva aelvaKifla. 
ri: • Coloro nho Baimo, porgo- 
DIO baona rlccbMia alll tbH 



M. HA: Al.: KA»; U fcrsada a 
faUo corcare 11 hbro porillnnp 
-VOLUU: VBfuidl. 

ST. inìLM: U ilulae ilU nttoasdì 
de tiriohe; Pvri?. XXIV, tT. 

M. BUTIA: lupa. Tie omw 
ohe ai opponoTano alla ina aatlbai 
ma dairapparltlono di Virgilio la 
[DflDmloaa pihohelaaolainpa. Foi 
cliA la Inpa Ita l'oaUODlo più flST 
■(.1 e rane per farci Inteaden 
Bua deacriiioiw povUca abbraod 
UD periodo della eoa t Ita latoflo 
vouit : per rltoraaro nella aolra 
ntt. T. &S acg. 

SD. riuoaOHAoaio^alnaieodd. 
Land , ooe. famoso i laooio. lai 
dallo Z. F. i »g,, na troppo ■ 
ata di aoioriU; appai l'aìaM i 
al taff3Ìo, acoaulo alla (|aale ci 




. «0-100 [Fior. OIL TtUTBOl 



Ch' ella mi fa trumar lo vene e ì polsi ! > 

« A le coDVien tenere altro viaggio, » 
Rispose, poi che Ingrimu- mi vide, 
« Se vnoi «ampar d' esto loco selra^K^o ; 

Obà qoMU b«titia, per la qual tu grida, 
Non Uutnia altrui passar |i«r la sua ria, • 
Ma tanto lo iinp«(liiic«, cb« l'uocìde; 

Ed hs Datnnt si mnlra^n n Ha, 

Ohe mai non «mpie la bramosa Toglta, 
E dopo il pasto ha ptii l'amo obe prìn. 

Molti aoD gli animali a otti ai ammoglia, 



n,Vtn|iDa.OrMÌ»,OtUteaLwwwiW. 
ÌV.lUK'iWlM.CIt. rw.jr.XX. Ha. 1«. 
*1. kiran vtaoiua ! Tla dlTMM. QuIU 
■atiU U PihU «nul seus. BManiKT 
III» ■(■!«■« I« nrae*. 

Mfn. VhiU., M4. - SH'UI: JwlaHU 
iMIm. woa 1* nOIa nlw •!• imh'I " 
pi it ri aatlnUi acri frU.. NiU» Mi. 
Ohi. 4iUBia4a^i>*KUa'lBtMUalI iid- 
U-Ctt (■»*•«. Moli Iti m. 
la. 41' ■ - p«U> ^ftai* •> trova U lui-ni 

(b. iv-X^'i^i"' ''onr' ^xviii.ta. 

W roaU4 I dli»f— H i»»Si ■c<ldt». 

W n6 »IU^ • ATirn* wa taiTivhl- 

■r yiiùf ». XHtn V. B. - tla >all« 

■b** al <«|ila B* «I auta U «4« Adla 

latliirl •! tlL-, HI. In fhf, IV. 11. 

T. I«il>lll fra/V>ia 4<4 frUnt, l.a 
!■»« «mlawik ■ (arn la b-tra '«al 
—UH pift ■»•!. SkW (an* Il Velira 
■ Hwtijari» Ball' lataTM a hfc. ra ca U 
parats luDa. A»aia Dani* ài iin r*'* 
«naute dcterataatot Eqaai**^aaMa 
( ■■ia^y«aiaiiBW<»»naBthii«Cfl«»o 
A> oata a aMlMti) t rlrl ad I wvU, 
•lÉaÉaaa Jif lU crsMilinulwia iiDui- 
A> « rWvnU ^laata iln» • fnna Ima 
■■4 Malia *ra ta civWwk* aalla prua- 
•■««•iMitanaDUilK'Hito Almm- 
Am* léiu Brf Valun Wa >Ji-aVnM un 
> (D aa pa|n laJsivnBlnta, ■ IWaf» 
Xlli (lix as Imftmon lo ma 
ta^mlow tWUienaUat*. a 1 rrt^n V II 
a twMMhaiii 1 Altrt IMMdanaiU od 
apttaaa gbiWlIMw |b ^naaaRf la I*4*> 
liIBlaalii. « Ca*(«lana etisia Fauluila. 
•OaOtaBta IrtUfleabl.JlIMftcauDp 
Ma OMta patii 'i •* aiMiir. dlainiilco 
h^^ttglt WBntr ' NuB laaiKAtUaap- 
!«■ tk* Oaat* lutonlMN di trinUa 
UL ^ tjTr-* - 'I TBit>t((a. « datla 8[>l' 



tìW Santa. • di an ttlncJpa MI* Tu- 
iatla. di CBatmeelo CaatiHBl, 6 di 
eia» da Platolii, o dal piv«Teiaa dalla 
■[•IIM, n <l*II'ar«antDlD EMa HkJiBla a 
d'altro aDvorn. Paismhla 41 iiaaaM la- 
larpnULelipiil.iliraiw a>L» va] la aaa civada 
«nrvflH i;i'ii Lltieui blaAfDu di («ofUla- 
■iea*. Dal Mnin itnatrn «nAiaain di da- 
»r luarlaiv III iiautiniia indacUa, a<ai 
anodoai •di-ot* irli elKinfoll n t tu irli 
p»r Tlul»ria, Cfr. Il n»lni O^m. tApt. 
It. MI f IT, iMia. IM lìn/riM d*l YH- 
m. 1-a.Inia, IBtU. Krntlt . V. tSi Ig. 
tlrfn. S<in> arw iM l't^fra, Mnalna. 
Ì>VT. Aa.:W>l JtaniM. Il pD) aiitlradd 
vajjooaaUtarl a «aaL^mporaD^ di Daa- 
>». «uh— a lai^dlaoiriita di aie aaptra 
rbi al Ibua II ITrfUv. ■ dt ilaa Intoipta- 
ttilMi t «ma prababtZl : I^nal4 cantaro» 
iipjrij(« un INjituac« a no tuipcfalnre. 
fi 41 Creala Intaadona jkttv àn~ iW.. 
Oau.. Srai,, Ttrtt.. ut, Puna Dauta 
Inlaaa di aa Ubanton •■chrtfz'to a 
aeralo, di aa «00 Idoala IndaUnnlnata 
A, na (b'al ordlaia Cannanìtnlv ri aa- 
nAb* arTaraM, 

lOO. HDLii: :BK*an*ta maltllr*. dia 
la Intra 1^ tran daaao nai utaitdo a na 
Ihrl aaaipin pili. L' laiaiprataHona ara- 
iWh pM dtpKidu diA'all*faria dflla Inpa 
So (^ * alulHita dtdi'anriua. I miftl 
aalsall aaou I iltl al i|iu)i U «npUIIsla 
a' acrani)*. ••«Hida la atutisia I ad 
ItowC. TI, IO: ' lUdlx omidii» «alo- 
ma wtcii|ilalta*> Uatì Sambfl., Ouf., 
VéiU , Ltnib . Hiaf., rum-Àmir^Ot**., 
Birlh.. fW.. *«-lj niipiiT» I atalU ani* 
nall aaao t» nwlat arwl. eri «nati 
l'avarìtla il idnciuaca lodlrlribilaaBMt 
«■■a la ini«n« sai narlM leaM in- M., 
£u . 0«l , PMr. IHM., Cui., BHtn 
B*it», rxat, »rr«p , Barf.. VaiU ,fttl-. 



12 [FBOKXIO OgKSU.] 



in 



tgi) 



112 




£ piti saranno «ooora, ìniìn die il Voltm. 
VerrJt, die la farà morir con doglia. 

Quemi Don ciberà Urrà nò p«Itro, 
Ma sapienza e amore e vìrttite, 
E t)us uiixion «ara Iim Fi^ltro « Feltro. 

DJ quoir^imile Italia fia Kaliite, 
Per cui morì la vorgine OnmmilUi, 
Eurialo Turno a Niso >li forato: 

Questi U caccerà per ogni villa, 
Fin ohe l'avii limessa nello Inferno, 
Là Ondo inviilia prima dipartilla. 

Onci' io por lo tno me' peoao e discerno 



rcll. OiOI, Bi. A..MB.I ScpoMalnpa 
IkiiM kliutiuiti ilciin t:aTia num», I nulli 
■nlouiil 1141 r libero aiU* Mttl. le «ni ar- 
rp|iio|ttinfif]fliiaaniHiir(ihU)CWDorftj)atiit, 
Il ouvalln, Il liwD*. «mi, 

101, vkLjTKOì tada dft eaocfa nlorli- 
dna. 

m Tinmli dnaqo* uod MMure r*- 
nolo : CIA Minbn Molndan V gilliuluna 
■ twraeiiaTlnDU Dtl IIM. ' cun puutji : 
Al., in IKniUi. 

1^3. rULTiio: lino» nlDoUii ma ut- 
fViito Tlroi tr*BPnit tonta ptaulH. Qui 
pKH(aulo(dvn>.«iniU]lalnK'*i*i>'^ 

IDI, ui-iuixiit al «nrrviiti qnoitunr' 
iw 0to ii^. 1 1 f . A.4, ina»rr*udii cfea rir- 
fuM tu prr i:la to luma tbtpeUilMt. 

M. TU rM.TBO:ailDrDiih* Intaadmo 
di CrliM nsiniv ipitsaBo : Ifa ol*lt> • 
«l»lv 1 «ppuF4 : « In tar aeflAnton* Inf4m 
M pMotMtM •! SatHtfi. Qa>' dia toua- 
4*M iti BU p«k>pa^^(ilri'lolrrmliaiii 
A paNOtl liwd *A OKitrl. Qui' (h« Ir- 
UaA«aitlU*aUnndi>>>n >>«ltn.«»li 
dalla Mundi Tntlfl (en. far. IX. Mi. 
• U«aU Fallnt odi* IÌodieiia. IToI oI 
««oclHino Hi JIMB..II qEUBlunoiifnuai in- 
i:*tiaiimfiii t« di non toiendero. 

IM. UHILK^ • liiiciill#fnc|ii- irMfhnna 
IMIun-: niy.. X"t. UI. fi3J >«. Al. 
tDltudoso l'Italia I.>t1al^. -Olaln * In 
(■loto di lollu II nvii.lii. ii>iu Min Mia 
ttallat «iif« nt.n itf<iiht-a molto pmba. 
blla din dbI Viltro ItmU nlUiiiraiHia 
Orlai*. 

l*T.CaH«IU.tillfl"dlM*UtH>.rndal 
TkIhì: tcrtis* Rnotcltcì die inoil uum. 
hutcada eaatn I 'iValanl, o«1*bn1a da 
Virgilio. dflt.Vn,M9iXI, H» miK. » 
7W»I. 



lOH. Xi.'NUiOi RtOTlM bvUao, ntvte 
wmlMKaDdu OMUdi I ToUUiAÒk U. 
l'V •EK' - 'EunxOt prliiiil|>a dd Botoli. 
iii»l>ailkBDia;.lrn.XII,tii flna.-NlM): 
Tiolano. amico di £rirla1o. <wd mi morii 
Aen. IX. ITO 'Cf- - rliMtH^K: turìW- 

Ill.niOU! laprlinaluTliilafaqualla 
div n MH"™!* aoUco porta ad Adamo 
Cd Evai l'fc. Av- 11,31.- DirjiKiiUJii 
lomandA Funrl. Uoaqaa lalopa oaet dal- 
l' In rBrmi rt vAima in qnaato tnoodo ito 
dal i<-ui|>! <ll A.taniu. QuiataoIraiaUMa, 
me n Tifiti aLH it'pttivufnrn ta dal l^ta, 
Htalin euludi-» oim) poaalblllU 4 *•■ 
dnii> DnllH lD|u IL flluilxilo dalla OoiAolW- 
luaoft. Aleuul paro Intandane pttm» par 
prtmamrnlf. Ma quota loddIafManMirr 
priaiantmif. oM in ariclua. la Con» n- 
Biana dall' Infctnot 

V. 11MM. Lm ti» tltllm ■■rnu4aiH. 
Dopo a^rdaUa «Danto eboU ili aolla 
qmlo ■< t aiMM. BonMa vMvnr, Vtt- 
tfiie gH «tbiai» ab» aela da di Hi»- 
Uono « Il tUigId i>r4 t'iolrrao od U 
Pstcatoiiii, • |,>II ni ulTrn a ipild*. Ho poi 
dal Par]|al4rta vorrà aaJlrfl al TvjrDo del 
ìtiiall. un'aalma hoata ru tu fluMoF*. 
DflLVla tlapood* pro/raaandotl pronto ad 
tairaprondprn ]1 iDiniirnriifrflt.- - L'uo- 
mo «I Haln^a Ut |n>tarai ablvata da ■(. 
noniT* *(li abhiHKiiB di un dopilo* di. 
ndiVB. tb.Dt Ifan. 111.18. NOUda 
doli* «alrathina 4 on*l flidl*. mm' riU 
li Sjpni: «Ma mana alta «onMtia*. 
dia toahaatono «4 a»a aattiSulaBB i «Ir. 
nn*. ^f. AiM.tb«I.P.in.<}o.XC. 
ail- >. Pttr. Ltmtant.. Snlnt. Ilb. IT. 
IH». XVt. UIC A. 

Ili UH' : inatti p« te Miai 
uiMxnoi |ladlD>. 



[rtOEMIO SK»*.] 



Ixr. t. llà-134 



[l.i VU VKXA] 18 



ns 



lU 



ut 



IH 



Ut 



r» 



tu 



Che ui mi flegoj, ed io atro tnm gnida, 
E trerrotu di qui per ìoco eterno, 

Ov« odinii la diiii>i!rat« stn'ds, 
Vttdnù gli nntichi itpirìti dolenti. 
Che la ««conda morta ciascuD ^rida; 

E poi vedrai color che son contenti 
Nel fuoco, perchè sperao di venire, 
Qaando che aia, alla beate genli. 

Alle qua' poi ae tu rorrai aolira, 
Anima Sa a ciò di me piii degna: 
Con lei ti loacérò noi tiiic> partire; 

Chi quello Impendor elio lassii regna, 
Perch'io fui ribellaate alla eoa legge. 
Non vDol cho in eoa città per me ai v^gna. 

la tutte parti impera, e qnivì reggo; 
Quivi k la sna città e l'alto ueggio: 
O felice colai cui ivi eleggo! » 

Ed io a lui; « Poeta, io ti ricbeggio 
Por qn«lla Iddio che tu non conoBceali, 
Acciò ch'io fagga qiieeto mille e peggio, 

Che tn mi moni là dove or dicesti. 
81 ch'io veggia la porta di sau Pietro, 



114. tao» WIIPO; riutmoi eti. In/. 

in. a 11 rvaOoria* s» <•' i» nfol 
^BrtiB»». M> BOP dan li mm*». 

IM. mìinit:<lMenU4aUM««aMDaI- 
rtaKmHi. 

117. MOOiTii MOm: l* iliniaidiii. 
•Uwssta raM uOa B. SsMUsm. • Bi hi- 
te»n at BMi n-IM arai la «lasnaa 
IfBMi luae aM «rn »m i »<* .; Aptraì. 
XX. U: cA. XXI. a (hniK. IJft. 1'. 
M. - a«nui pina», daptef*. AkoDl 
IMnl ■! OMIP» f* «MMi, tayi.r» * 
fflagna • agamam il —Idi*» di norira ■■■ 
■Mi» r ■■*>«. »«■ iMiil U prltui volu 
«mifa M torrs. Tal iatUtri* un |>Db 
pn altroarw iMitoaiiirinfrrvadanM' 
Mi. Ctt. ftit ttt- XIU. Iti ■ racat. 
JlAm f*Ml. Ili, •mtit.. XCTttl. 1: 
• S>* ^ M«i «i pu H> •llglMa tri 
wm ■■■«ilaai. la IiuM^ arlUiM •« 
■■Baia unii>ii*tt>«N> *• 

ll^ m »i w n»"nge CT «d« fb »«lp«Ma 
«■•■» •aatMuna da «Bpm» a 
d'aa'aatawdal PmpMilD. w 
■K^ ^ AmUI mi r«M4laii>>: 



«. CWur. M a«L, n>Bl. M J^tev- C. li 

cir. Patv. xxiu. n. 

131, JKDU nO uioai: Bawrla». 

XXt. eoa I.O: in&IU VliEflIo abbaa- 
dwa Uiata all' ajiparln ti BmiUmi 
(A. Pviy. XXX, tu «ut. 

lU tm-BUitOE: IHo; (fr. far. XU, 
Mi XXV ti. - UM«: nil Pandi». 

Ili. aiiitLuaTi^ IMI) aTADdAto adv- 
nt« ^bltcavDtoi (IV, rV- IV, S«. 

i:«. mnk-. \l paraAltoi oti. Kttft 
XI. le. la ^.lixMl. XXII, t«. 

UT. ruTi: d4irn»t(«no, - uonut 
favana ■■aito- - amoa : fs*>**a Im- 
mafUlii •tli^latnimaMI»*. eia 
terra * lo anBafi^ln ilv' Htil p<*AI > ì /aaia 
LXVI. l:<rr. Illibv. Vni. TI. 

US. iiLino' >l mala taiapctala. - na- 
tii»- Il »la •aamo. 

W. roatA ìétl PnT i t uil a.tft, Paay. 
IX. 7e tCK-. Il tal aa(al* porllM* * 
óe*«o Tluilo di San Plalf*. ai.: La |h>t- 
ta dal l>>THltoa, umaiHH alla taatoAa 
di Saa VHbf. Ha II Paradlaa daOMaM 
■oo ka laruaa t»"*. Al.i La pMW W 



. ..__.,«.>ubuaqiiBUoai Tfldeiv. «« CblanqDB ipa» |ed A ipoH 
•storto B, TiTclUogll hi dotto di di uHn «jaudo eh» alm ftU*bi 

torlo gnldA» ohe alno al Pai^a- Cfr. Eneid. 1544 ■(. 



CANTO SECONDO 



PROEMIO DELL INFEENO 



SGOMENTO VUASO E CONFORTO DIVINO 
I.R TBB DONNE BENEDETTE 



Lo giorno se n'andava, e l'aer bnino 
Toglierà gli uiimai cbe sono in terra, 
Dalle fatiche loro; ed io aol ano 

M'apparecchiava a sostener la guerra 
81 del oammiiio e si della piotate, 
Che ritrarrà la mente che aon erra. 

Pr«huHa «4 turar-''— ** 




[IL «lyrOKTO] 17 



u 



che fii nel cominciur cotanto UtMe.. 
< Se io ho bftn U toa |wroIa Ìnt«»w, » 

RupoM (lol mftpiaotino qncU'ombra, 

* L'nniinn tnft i dn vÌIIaIq offesa, 
Lk qnal molto lì&to l'uomo ingombra 

8), «he d'onnu impresa lo rìvolce. 

Come falso veder bestia, «jaaud'ombra. 
Da questa tema ac«i6 olle ta ti boIto, 

DiroUi pereh'ìo Tenni, e quel che ìnte»! 

Nel primo ponto cbe di te lut dolvo. 
Io era tra «olor <tbo »aa tcoepmii, 

E iloDDR IBI chiamò beata o bella. 

Tal che di comaDdar io la richiesi. 
LoooTan gli occhi suoi piò che la stella; 

E comÌDciommi a dir soave e piana, 






>aV1i|Uliv/i^.I,IMii 
« Itrm» ■< «B i*« wton btuU. 

tt. TOvu : fnut^, ■■*» ilBiMtfa m- 
■■ MtanH • Milo miBntlU. Qwttr* prò- 

T. a-US. ZI nm/iirta. VlTsB» rte- 
ka^ tf PihU l uivk Kn»all: te nA 
■•fiat* osa t HTla pniitiaà», KA *m 
fHlMa. aba^itaflU •> ipi»» l'iwo 
Mrap«ar*a bia*. V-r BtatanKla. sU 
■fsaa mas ■ p«nltt al tte nniUD In 
■LMTji • M. BmItIc», nlB* dkmM. 
B I* ha pn«W^ (mudrada «tla iìmb 
■il LIkW. IBdtata la ifBa alM don» 

■« K w i w u iMata ■■mila. 

■tMM ««««a. U rotti BW 
te $m aaava « HimNl 

a. •■ » ■ Mnan »» yriiwtih— oca- 
«Éta^tTIrtOanillift n itofmvatvdl 
T«m«aa—i palaaawBTwapMto. 

«I. Bu. «uBsumw qmi.'Manu ; • 

lanaibMB fM f iiiitta M fwil Maini 
•i^. - BcrnsiMo t biM«rtlaTMa tilt 
IWlm di VtrglUn ili MMwla ta «1 
Daala « i n tta paiBiBlni«L • n aM|i r» 
n i-fTi M ta- il T d fntl" •- — r — 
a aa b |Mi«lI«ateB iot SMtnrlB laai' 
fia^tljai&iiirteaJfcl'iP-Hf MI. 

«L TiLTt-rat aaMDmlvlIé nrEnin»- 
•• ih /«'. ai, U. tX. I. 

n t>ixiT«? feiMa ilanpatB di «na- 
^-■u , AUSI iTnlb 

uiw fuiMi! «MB bUaneaMT*- 
. ^< h Idcllat «aWa a'U badia- 

1 _ Pit. O tmm.. »" adi» 



• Ts(Ktiaia noltl uamial t*Bta tlll a di 
A bini cMdliloDB. oIi« qoiu) non pa- 
lataaHv altra (t* Watla • ^ A*t>. III. ?.- 
AaN; •CdmeUbatlaalrtYalHaalatH 
a dl"lR>. ijiuniln a4nnbra par RiImi t»- 
dcr*: fi^fiAcIta!^ iiar Todara «iiid oh* bM 
T«dBi.-0)iaiu<dl>lannninlii«a*. prandi 
atubrai ttr. KmM. IIM ik. 

Wi. iot-vs; 8>It*, sM Kalaa, llbart. 

ti. K>t,*»I dotHk 

13. MMrSM ; quallì i!*l Unb* aon hbo 
UmUl portW acwa qi«n«u, d* Oh* 
OKU. pMvLA amia aiarUrl. Iirf. ir. M 
•n-f •> traYaao 4nMa> la aaa dato me- 
dia In daniiulam * ifaUtodlna. Al .: La 
■ora lana sub 4 bbcoi» dsfinlUtwnnla 
diM». S dtidii imr tin|q»; i-rr. li^. I. 
Itt-lMi lV.*i-4SntmaptTJvli-ima 



a. HiìOlx, ItfalHcai 'tr. t. 10. 

M. tAt: U bdkria hu mI«bU <M« 
tana «en'allra V Irj^U», *ba mhb JtieiiB- 
aandal bMs ■ it it<r«(SiTB a lol Brmda 
fuìtba doaUftlni snda la pmcS di M- 
inandu^l. 

(A, «TrLU' Viaani. dtiniDaitadil po- 
polB un hi iCrOd Mia. •*?« ancM par ao- 
«OMaada b i«illa. ««MBdo itlit la tMte 
* BMto «bI p« «Mia ka iMaral*. UOn 
InttadoM d*l Soii^ K dlffliO* dacUtca. 
ranodil (oM. b*ni»i nC cn tna 
nttxx, letUmm (boa p>b twIK m*. >p- 
paaln p« qocota. ««piUa. CIV. Utft, 
CHHe . M*-?*. 

W, MAT* ■ H»»*i <™ p«»ala dnl. 
MM* a btaUuUk . »»*«. Ii.**ii" • 



18 [TRORMIO m.} 



In. II. 57-72 



ta coKroBToJ 



M 



u 



IO 



Con engelicK voce Ìd sua favella: 

' anima cortese lUMitovìma, 
Di cui U fama ancor nel mondo dura, 
E durerà quanto il mondo lontana; 

L'amico mio, e non della vantarn, 
Nella dicierla piuggia h Impedito 
6) noi oammin, cho vòlto 4 per paura; 

E temo che non sia già lA «marrìto, 
Ch'io mi sia tardi al soccorao levata, 
Per quel ch'io ho di lui nel oiel udito. 

Or mnovi, e con la tua parola ornata 
B «on ci& e' ha m«Rtieri al mio <:ampaTO, 
L' aiiita al, ch'io ne grin consolata. 

To flon Beatrice, che ti faccio andaro : 
Vegno di loco ove tornar di^o: 
Amor mi mosae, che mì fa parlare. 



fnnion, • pian», tini biihIhU, c cuius 

aj, ir.» AKUILIU VOCI IH iUX TATÙ.' 

W. KORlKli Al, tenni. CoU'autarlU lini 
Codd- è diniflElB <loc1d«re qnalfi eia Fa ^a- 
ttat IvtUinn. I'rf>l>iiblltnrnl4i Dinte voUfl 
4lr«: Z>iird mt rtfinJd < liiiftrà fuatl^ 
OM Difnrfn iX'inl, Uà pntrrbb» m- 
A% Kfn tifilo • Dura anCBr uri lunda 
( éntrr* fHanlf U nic4«. Dkana thft 11 
moto doma l» gtmio; aneli* t* fiuiii 
di TlrgUlo nnnal (pscnnfcTnal, (liDfiia 
«dia • MI* «uola •, trf. IV. M. fat 
altre JVa tlitnl . Ptttt. t tiilla «rn. : 
■ L« nwi (bo (unsi) fa priaia onaU. 
cniM # Il r)»1ii, fili tDKliM, un ^l«lDl•Dli. 
Uanaiia olffnin] munti.; IL muriinchiiio « 
Il Itupo no*. Clr. topra qumr« vrioo 
X. r. Il <«. tfaofv. oa.. UlO-m. ti 
primo propncna la ImIoìio houdo. ila*- 
randoirOTO. Id ratltàmd dall'una roma 
■Ull'allr* lnl«B* al rlUT* no uiUmn 
wnw. 

ai. t'4inco: aimto da mt, niio dalla 
Aitlona. la i|Da1c EcfaTtl non fa mollo 
anili'a dtl Pnftia. AlTH i &1« ama, mm I 
bOnlVatrluccljL i iik.. Ila B^^xietna alTlar* 
nati plb lanli psr l' appunto 11 «ontra- 
•18. Puf». XXX. i:4 a«.. «fr. XXXT. 
h 's- ' ^"rv'onl.. • AidlroAMlal tba 
ama •. Kil anilis «•lai dio A amala. 

Sì. riAiiitljii nfr, JV-I. t>- - IKI'IUITO: 
olr. liif. t. a». 



Hi. li aHiRirrO: ofr. Vart. XXX, IM 

eO. UIIITO: <ih. V. Idi IV(. 

DI. OIWITI: paraaaalra, 

70. l<iU7HIVNi A 11 nomo di>ìla dootia 
aroiita dtl Poeta. Vedi la VHa Suntm- 
Kolla OumnuiUa IlMtHiici A pilnrlpal' 
meato penonafjpo aMi.f[iMl(v,, c:i]L u* la 
aidmb«loil*lla'i>oli'gia, c-tilHetriDIslll- 
REnaa aiuta, chi doll'AnlmalaDdalil* a 
nio ool lo ali ilall 'alDule. Fh [ drll a Sajilalil» 
nlltluai, moni* • oItII*. cki dulia Vtta 
rantMuplum. «hi dalla VlilMa ImIb* 
dall'MliaM. dil dalla RlnlailOBs. Al 
dalla Orula perOvtenle, chi della Cblo- 
oa. ooo. Dal Faiadloo lirrMlr», lUaibolo 
dulia bcatltodlne di qiieaU tIU (^ JWM. 
III. li). BoatrlM %»\ÌM Iloalaal Irra- 
diai) «loal«. clie fljiaralabeatltudliia di 
rlta alaraa i<Ai</, I . Iji pilda a i|Tieat'sI- 
tima « rantolìi* ecolealaiUea liMil, l'IV, 
Quia. IV, «.«) : «pprrt ll*al,Hc* pM r» 
•et* oinibolvdBirAuUrKk MHdMlaaVs*. 
Il a, dorrado I ' an tnil lA «wloolaalJM dila' 
BnTuomoallB rntii'iiA iplrltnaltMoop- 
do I* doIMro rivelati lil-ld,). wa * A- 
nw4 bt DitDraituao in Una dnlta T*»- 
blglL Ondo Beatrlca. apponio penli* 
rfnbalu dalla Spirila^ AnlorMt. * pam 
rinbolo dalla Sslania BlirolaU. Ctt. 
Kf*t, p. Ul a aif.. dsT» anno Hpaata 
ad OHM Inalo lo dlrrna oploluBl. 

Tt, AHUKI t dODlltlB lol <bo tlB.»,ltt. 

*. ei 0. 




[rmoemo mi-] 



Ut. II. 73-»l 



{a MVrOBTO] 19 



n 



n 



Quando sarò dinuui «1 Signor mio, 
Di W ni loderò Bovento a luì. ' 
TacelM klloim, a poi comincia' io: 

' doDDft dì vìrt&i 0oU p*r ooì 

L'omuia spexie «ccode ogni contento 
Da qnol ciel che hii idìdof li o«rcbi trai. 

Tanto ra'ag];ra()a il mo CoiuuidninsDto, 
Che r ubbidir, se g'iik foiwo, m'è tardi; 
Pib non t'ò no' «L'aprirmi Ìl tao talento. 

Ma dirami la cajcion rìtt Don ti gtuurdi 
Dello »oead«r qnafcginio in qneato centro 
Dall'ampio Ioro ovo tornar tu ardi. ' 

' Da che tu vuoi 8ap«T cotanto addentro, 
I>irottì br«veffieato ' mi riiipose, 
' Perch'io non temo di venir qna entro. 

Tomer ai dee dì sole quello oom 
Cbanno potonxa <Ii faro altmi male; 
Doll'altm no, cfaA non son paarose. 

Io son fatta da Dio, eoa mercè, tale, 



H. m lAiuBÒi • UmmImé atcnlflcBl 
fBid thtctotJM lap* BUtat •tnlni» n- 
awla aicanllB. ot a DMiortbat odMi 
iw—bl «4 ■MB» Bat»i Rma. 

n. M nwtt : lOa* « atM vmk. - 

•DUi M o*(»»li>B>ill IHattonra<«M 

if ila tr» ibati Bini m^n ixMtii. 
TT. ownaio < cbbMbiiMi m«b «*•(•■ 

la on I loara t ciy. cbM. li. 1 1. 

<CV* ■**" ■VII» Tlnata ttUo II 
•a. •> «i tosa I •■ «U hoMri l'ali* 



«■«v'or^nmi U iwrtw»<li—- 
■•• •«■• 4bhm tli|><>i>Mia L» cMoa> 
M ■' nB Bon T A in ro tmuii. tbrU 
K.I»! tf «* In ;; t^il .KaBtnBItlI liv 
T* m iraa>i la iw (v4rt. •!■ Ini «sb- 
■iiaUli OH-, (T) a »■, Il /'iaiaBtoua 
lAWL Ohm. 11. im-S.*! ■is-A>(W*iD«at* 
<!»' i-H' ATaiSHi (ndi 
U. TO M»)- B<ll bi- 
■u ' • Sitppk eh* ■ t* aan •■' B-i» 
• rsoBa tl'iiT**<MnBl U tua TbWaiJk. 
-^■B tVk I>IB»I| I •BpwDwi t UU* Il f*' 
>!-.,■ aarlaMf* pia «Un : • IJoaU* lodi 
(H anOrlM ri*aISBlBBBBiUfBMlBBpe- 
■nfc a nryaie, a y y u B anamill • 
ib (U y»»Mt» BBBb* ■ipliW pnaao 



Un. ailKi>°o ■I^* moAtalU <1fI poala U- 
Unn un eauDO Al rlipcMla , ffurwjcjtliviiiln 
qa— H B-luiiqJtfh ili fvinvhiria i-on IbiIuiiub 
b«Btft * Iwllji, alt' Il AI» ni t<i <]L Lnl TlBpnnil* 
«da OB a]<iu lufif^klo u tMm mjn<>r jtm- 
wliMliia*. •, daiioal cMl dl^oBlo »ir*b- 
aMlleKB 4b BBmbnivH bistU aU> ftUr- 
aaM. dliMwa qatat] toUu ■orarcbla U 
)B(lo(bli>nt pMnnukoa di ■(•«itlw, dl- 
(IiIbib do» (Ab. ptr hb wvttflo 41 Ini. 
•MB san hB B>ac(l« IiIibmo ab* Hfn- 
DwniB. HBBB UuidbnBBI» TVniBO. Il dB> 
(Marta •. I.B (Mbhi «raoB M ftpM* Pwp. 

I. nn. ofr. pan JK. r. 11 • »«. - 
inuun 1 «pcnA ^l*iwiiil • • t< lbxtoi 
(okBia. daMoto. 
ai. «HI vM Ib qntj», 

K I. ciWTiini r I n Airna. fVa Wtrtf . Pml. 
/, lil: ■ I.BtetiB*o«alf«dalaon4«.... 
ptw.» ca« tllB 4 Ht «aan ili MtlH fieli a 
di laul gli alHDMII, Ma II dMIMaoBica 
•I t appant* qnd Bdloasa datU lana 
rtaat». lAt • ta unta M pomit. QBcUa 
« Il diruto «aln. a** Bui ondlMUi eh* 
■I* il ulBAtao •> 

ai. »r«a loco; l'Baaif». att. rurg. 

XXVI. ». AI.T La ■'MA cwlHiti In ite- 
««le. - »!•■ ■ lui aHanl* ilEBiA>>rla. 

•d. MIMI BOB r^iFBtiMi nnn pairBdn 
he Mtfa. ■>•■ dBfiiM ■•lur psBtB, 



So [FiosMio nr.] 



M 



« 



100 



ìm 




C1i6 la vostra ntùierU noD mi Umga, 
NA fiamma (VoHto incAndio non m'assale. 

Donua t gentil imi o̫l, ohe si compiange 
Di qaosto impudimoDto ov'ìo ti majulo, 
81 che dnro giadicio Ug«& frange, 

Questa chiese Lucia in bod ilìmande, 
E disse: " Or ha bisogno il tuo fedele 
Di te, ed io a te lo raccomando. '' 

Lucia, iiimioa dì ciascun oradtdn, 
Si mo88e, a venoe al luco dov'io ora, 
Che mi itedea eon l'antion Rachele. 

Disse: " Beatrice, loda di Dio vera, 
Che noD aoocorri quei che t' amò lauto, 
Che uscio per te della volgare echiera? 



K. TUMiiitnou. (ilottnivvilao rio- 
K<i 1 cfr. PMr. Ixmb.. Ami. lib, IV. dlM. 
BO, lltt. O,: ntm. Ak., I^mm. UmdI. 
r. lU. nppl. qn. XVÌf, ttt.lSs qn. 
XCTllt. ut. 9. SMondo ali KoolutMI, 
loRtaiailBl brau Dna wnn mfiiinniunnt* 
tuibiiir dall' lUptitaiIaD* pcfic dal «Un- 
ii iti, i?lu«Hl, Don t«1dU , pvarnna («dnw. 

u;ì, riAUHJt-* In lUmniABu^bObcaiu- 
bOJ.lilli.lu..J&r/M XXVIII. M.-W- 
ClxlilOr B»UI(«]iwUd«ldaiinilU«dal- 
riiiliR>slii|iaiMalt,naBdtl«i1oLliDlM. 

M. IKi»u I la Vnifliw Uacia. ttr. Ft. 
XXXIII. la •<(,. •l<n1>oIi>. ruinB d kv. 
vteAltA 1 jiiti uillcU cofLittouIktorl, drlU 
flruta pr*TMi1«iM>- !•• Im iloana bw»- 
4«U« dal dolo «HO ranUWtl ddla tra 
Dcf* oibMMM dsllk uIt* OMUtk. ■ KC 
bÌfllMpT«i]i><*litaoCor DHi naniloKtecpTM- 
KtMamdomlHRDfrlauim. qui» luta nra- 
UiMlnullliumliilfoeDlU,,)»'-!! d<i[i pst- 
pcadK •; Shi*. TMa li unni" •l-ll'i Ver* 
ClQ»oonioqD*llo di Cripto \ii hitu* v tiì^ 
fmtf, purliA qa«sli uoml mdo trupi» 
«D'I s*l ptaranmbtxra pioiinniiiinitnll 
lifictb mi luoffo A*l ponvbi. 

Ml aitRueio MI» diTlu* »i[<>u>i«, 

<t<udM«TalaSnlmu.-i'K«Kriiii p>*(ia. 

HI. Lucijt: iitcliablIfiiMtW U niirUr* 
iti Slrnriua. Milla qoalc rtt. Bnv, Ilem. 
«d I» Ow(B. HM«idn alni ni. fuita Ln- 
«U UbiUlM. «»!)■ dei «rdlniib. tff. 
X. m. Allorirliw"»»' l*nrubltlu- 
BiMMo. di'. £hu>. p. 413 t- 

M- min.!' t.nc^a. U StnauMa, m 
Inrou da chi ■^tTmual d'ocrhl.al aa- 
alM Danto na •••llirM 4na volto ( T, K. 
C n, Cnr. 111. ». aula la a« Iona 



parUrdlarmesTe davDtu. AKutmld alnunt, 
Dania ■! <limM«' Mnlr^d! Lnolg, iwirht 
fo »*tfr»o alle dmiriuo iln! Piilagtani. 

IDO.maicii 'Olilo nt-iil rrodolu cani* 
qlKllB(boao)AiHilB|[>UKl<ii1i>1nR>>, TVm. 
- • Ma qnniia nrabbe a rilni ili idiU I 
tnanlrl. Urlila, Hum, pnirbA, wpnndo 
SaJainnnr. Illa darà itraala al uiaiiiiuiU-; 
Pimi - •(■tatialiilniliiapDlndlbstil'vp»- 
notia, qui nou ailuiitUt eiaUaai. NuDiia 
•al Miim nrodollor «o qui deaprral de 
gnilallDl-; £tnr. Taranaota II IVola 
eontuaa. I.U, rha arova perduto la tpo- 
Taau. • Loda non gli rm twrLo Ofmlaik 

IDI. UuviUi Oj{]|aula metmioftaUM 
di Ltkuio, no(Uart«l tHkinwMtilaeoh- 
be. daibolo Mì» *iU nantoiniilallTB, 
Diaolra iJa, ana asralla BURKlar*. aiaa 
^n maglia di Qlacolibc. A Umbalo dalla 
(Ila alUrt. 

101. LODI I ImMl a Qaaado paaaam pc« 
la tia.lrpenonaTOrraTaoopar*aaMlB_. 
bl altri dlcaranoi .... baoi««Ha Bla la St 
BDorarkokl uliabllniasta aaopmnii 
I'. K. eap. in. - • Id «anta Taologla. «a 
la pMla co«y>na)a a eanwiaininiu a»- 
nofacnHa aoapNb Ma Udla tm>> 
BHBla A Bua dotanafata. aurreta ftéJ- 
l*eavrtl«1# deU« allJiìià. ovTaav aal ri* 
p«a dalla [•«InnpUlI'.nei; JVMI. 

lOS. indo ; 1 ftixt «alla mtan dil 
*al(n •] Om*. 1, 1. Il Pwita rnul d*'« 
lolliiqnaaiaacllatodl rar i*nd>«iil «MI* 
ajiailBn drcnanaBIs di Beauie*,4aa. 
qn* par «»<-> aan, 1*. V. r. M. X tn |is< 
I (noi «Mdl l« iraadBUwa Balla ariM 
«Kora. lUowarn pur ■•)■}«• t«n «b* 
jiUtm daia par BaaKka. 



Aia 




Ixp. ti. lOff-132 



[ih courmW] 



Noa odi la U pìèU del suo pianto ? 
Non vodt ta la inort« che il eombfttto 
Sa 1« Iramana ove il mar non Ha vanto ? " 

Al mondo non fur mai penano ratte 
A far lor prò tA m Aigjscir !or ^anno, 
Com'ia dopo cotai pnrolo fatte: 

V«Di)j qnaggiJi AaÌ mio beato aOMUtD, 
Fidandomi nel tuo parlare onesto, 
Che onora te e ({uei che udito l' hanno. ' 

PoMia elio m' obbo regionato qneato, 
Gli ooobi lacontì la^mando volse ; 
Per che mi fece del veuir jii& presto: 

E venni a le c«fd com'ella volse ; 
D'inDanxi a luellu iieni ti levai 
Che del bel monte ìl corto anilar ti tolse. 

Donqae ohe A ? Perchè, perchè ristai ? 
PerebA tanta Tih& nel core allette ? 



IR 



US 



1» 



tu 



HT.HiKraii^rUaal*. •Onnnon*! 
itdon». ■■•« iniit tuam 
oppa|su>i l|H«t>: BtBT. 

laa. nvatan (nad*, Invaiwa air- 
tm* il m ■■■*, m* laohe I>iliaaii<iae 
MWiBiuOI n laiH Qui fc.pwla 
■dm «Man. pia teupMiiia 0*1 mai*. 
I p* UMo^mo Ml'AfihHaDt*. tb* al 
■»w 4* DftHMv *• a4> all' Inhno, 
■ 4>1Ib «al tiTBt>ut*i( tra» •• umili 
fae* kMMM. Uk ts ftMH Ma <l ««T *m 
to MM» «(■(«« atldmlMieiii* rba II 
■M t BMio livmnaH^, DOB ^k «h» la 
JtaBWM B-a (Il I MbniBria. Il (MH la- 
Maia U «B a aiaa Hatnnita Ira la «alra 
^am% ad n jnanaaa •odi*. • Il quia 
nauia lafrtanan. par Binili-ra^a ItiB- 
git alai, età U Piala 4lia rhw il aam 
•^ la ■aa'a. (M Ma M fot tara 9 
Tivta di •Bpanrtn a 41 l »a » C U a 4'Ib- 
!■•> -. Ma OhI* di wn lai eiiaa noi 

■ il plO- 

■ - .11 

. ... . ,-- I •- -ruspato. 

^., fXn. X. II. k«* dBKfiw Bca- 
laka tipa did l«M> paalan. 

Ili («m^ .eatla da L.md* a asMil- 
•Ma à» IfcnaltMa, arflKlU dd Iwaa di 
fiao* pili dia o<ia iM oial alaU pw— 
a fxaaiBEtera la «m aalirW. fa^iaodo un 

pai. 



r..,_. 



llt. OKurra: 'ploDo d'oneaita di rlr- 
lo B I IhiH. - ■ Dxfni" di nffbl niiAra •] e«IK 

- • Lcf^^lAfTrw vlila Vh ««Dlpuil'iao* j Ttfnf. 

- • yailarf oiuwtn è i^m tlAirilaalla r»»- 
tllnd^?. alla iiind^iiu « ti ^Morv. lo- 
aomma all' rniMla» i^hn Vlr^hf> »^^ttiHS 
B*uit>r« iiu' inol varVL A' rvo » j finVi. .. 
• N'atitln -1 TVia, - iKI(H|im>i* •! J>'«H. 

114. > Vfiru- ctr. IV- I. >^' lOftor* 
Vlrir^lhvaaarudil amiD^Talapf? baca pofr 
la. a f II* <ba udita l'àooK, laaainanAii 
loro II Tono» moto di pattar* • : Qui. 

lift. l.toKiaaWpO: parcwnpaartwm. - 
vou(: al (Ma. 

UT. ria VHt: vA U^iMr*. 

Il a. TOUB: indi*. 

IIP. RUUi iDpa. - n Lavili Danta 
ana (tt taaiito dVIm s Vltyllla, li^, 
I, IM: I dUB Pomi aano^nlndl Ivutaat 
d»> lnci|;a, dota al ni«Ar4 la IflvV- 

I9>. IL Como aktun; •C'bl aiAife al 
Mosv dal Hlfaarat... L' Dalli» pu» di 
tai>ie>: sor. XXIII. »d. EoM (Iwna 
andar, dot t* ila pUi brnr* a a^adlla. 
Dada al PoMa «nnvlM Uanv un'altra 
Ila. qaalla ddla oanIri>l«i« a piaitcnra. 
daclit » (00 arbitrio hi* llbMU. dldlls 
a «un: ttr. fuft XXVII. lU. 

131. miiTiM: U lana!, nnn ail ■•Knl. 

m luxmir allMU. a«v<H lo la 
t(«>. taola T1II4. dir. W- «> *■- '^- 
(M. <n. 



Hi anzzan tatti aperti in loro stelo; 

Tal mi fec' io di mia Tirtnde etanoa; 
E tanto baoDO ardire al cor mi corse, 
Ch'io oominoia! come persona franca: 

< pietosa colei che mi soccorse ! 
E tu cortese, che ubbidisti tosto 
Alle vere parole che ti porse ! 

Ta m'hai con desiderio il cor disposto 
SI al venir con le parole tae, 
Ch' io son tornato nel primo proposto. 

Or va',chò un sol volere h d'ambedoe: 
Tu duca, tu signore e tu maestro. > 



cusAR DI n : aOD tas Krrocmtt. 

FIKUH: Il\f. I, Ili tgg.-ani: 
nBllebflatfl frFDtl; 7V- 1. 121 tfo^. 
tt-U2. Oli tfftttt «nrutaW t*t 
rio iKeìmo. Dopn rb«* lUMav- 
DflutejunlcurKtoilclaoccorvos dal- 
tentA «t«qt«. Io ■murito rlpmdfl 
0o. E^IL «■prime ]a ih» ^r^Tltn- 
L V., Q Hi dicbinTB oritiDjU pmoto 
3ero» di iotrapraDderelL liiig^o 
■lottll. 

«JUALR: « è modo ATTBrbUla, autA 
ilt«da] PofltaoflllAoompAmLoiiitj 

ni; Sima. 141. - KOTTUBNOOILO: 

tt« BaD<v L'IfuoruiH « Terrorfl; 
XIII. Hai TfH. y. 6: ti mio. 
□rBOEit Ai feda e di carità ; Apceal. 
6-18. La almllltodlD* è qnlndiu- 
rtaoUi. 
lUBUHC* : rlHhltra oob 1> raa 



lai. COL»! qual» delti 
oome at ha dal rgral Mg 
altre da» gbbero cani d 
BeatrioB diBWwa dal del 

lU. ooiTni: •cortei 
tntt' DDD>: Orni. Il, 11 

13&. VKBI: etr. Par. 
vtn ^artU nao evldu 
del veni 01-60. otida Dk 
qoì la aae abamufonl. 

IM DWIDIBIO: d'Intn 
aiìcn Tla^fflo da te prof 

117. rAKOLi: rlooidi 
teaia. 

ISJ. PKf>li»TO i propn 
In/. I, 130 IH. 

110. duci; cai hkdM 
to' nbbidlre. - MAwnao 
aaoDlto. • Th due, qnae 
fu r^nort. quanto è al 




frOKTi ixrsBMibB] Iitr. ii. 141-HS-iii. 1-8 



[itJITXATA] S3 



Cos] gti dira; e poi cfae moewo fìie, 
:«2 Entrai per lo cammÌDO alto e iiilveMro. 

la ALTOi 4d^» • jwrlnloui In/. mia* otto). «b«ooBdaa*kU«Tila,*aauto 
n lì.XXVT.ttt ■• Di.rimM' Impn- poiAI wn qiwl oh* la troTauo CMnarifM 
«mUl iqauM * itmu Ik Ttt t«aa>- *a««ira|1>j tfaH. VU, li. 



CANTO TEUZO 



LA IK>KTA limtXAI.It, tL TESTIBOIj» DBaU MHATI 

SU IL fASfiO DKIJ.' ACUKItONTB 

KJl' IcBkvl «utuM Icnntft. pOMtMcliEMi il> ttatt • 4» ummo*»!) 




Per UE SI va skixa città DOL»arrE, 

PSR UE Bl VA XCLL'ETERKO DOLOSE, 
Per UK si va TBA la PtERUUTA OKXTB. 
OtVSrtZlX MOSflR IL MIO ALTO rATTOSK : 
FeCKUI LA DIVISA POTEBTATE. 

La fiosiKA hapìekza r. il priuo amobk. 

DlMAX^I A WK VOV no, COSE ORKATK, 
Hv. KON tTRRHK, ED IO ETERKO DURO. 



T. ]-n. JbrtMta jMT dia (wrU ìm- 
~ - Ptt tMiiiilui dia • MlTVUiv 1 

> ("MU MM ipMi >irMtnila MBirn 
dall' latonw, iivim la «1 ptsla 
UaM !««■■ ■■> tnwa^ iHTUaaM cba, 
•nanaaiéa ifvl «penBu, liaiiiii ia lai 
lg Bl I mi, TlfxUwtoswbrUOnBo- 
», • 1 4>* foaU al^na. 

X.m ■■: palla la patta-'i-irtiirin- 
fe(a« la (•amili ad la UtH<*a la fun» 
ala kMK 01 B». U eMÉi a Dlu. /V- 
VltL «> «MU d<l nuM. />/. X. Ui • 
«M Mnla. W- XI. ». In «MnridoQa 
■thn«aa.aba4lat«tàAllM«. JV t. 
a>Ueilanr*>l(U. i'ar?. XIll.M: 
«laalllAdilbwU. /-ar XXX. IW. 

A «Rwnnt; lanaaeHT» la SS. TltadlA. 
B«arf« la ■■aMat lHlii«lta i (vara ad 
I awit Mlaa JHniMia. La mtaMM 
kau Fai», la ■af<*aia II VatW, aaata 
, |-aai«n lo SfMMflaato. 0». 



Oh». II. S: •Cbtal pdA contampltrs la 
polaaMHainBilol pàrtrr.,, Ia>iiniina<w- 
piMMMliclInDlo. .. *. . , la nuiuiua u Iit- 
nalkajtoa oarilA ilrrto Spirilo SbdM-. 
t)nca« la tW san Tunimaao, ef>. Aim. 
nUal. r. I. qu. XLV. mii. «. 

1. pnisn *: fimt ti. - no* nin: 
riolWw> tn eraMs fmr I dlaToU. tDofr. 
ITan. XXV. 41. quando Liiellb» adda 
dal oMo, «fr. IV- XXXIV. IH >«., 
«pparA prloka «latla «nailona itìT «aa. 
Prtna dall' labno tmna etakt* ivi 
eata «wcna, I doli, (Il aojtdl. U ttm 
4«anta alla «aa malariB; la «•■• ratini- 
IMH. qoala la Ibrma dalla Um. flaata. 
■Bimall, namlBl. «ta fanno onM* At^a- 

I. >nn»oi «tMBanMBt*. ta atano. 
BMa.1 • otamo, Uaat artarna •. At-i 
BMUU. iMlana 41 motu odd. • ite 
Wnarnbb* pur •«■• baoa. Cft. JtHn, 
CHI.. RS. 



Ì4 [POKTi tNrRlt!liI,x) ]SF. III. 9-2S 



III 



li 



)■ 



IB 



SI 




Lasciate ogni speranza, voi ch'bstbaTS! 
Queste parole di colore oscoro 

Vid'fo aorìtte al sommo d' aua port»; 

P«r oh' io : < Maestro, il senso lor m' è doro. > 
Sd egli it DIO, come porsona «ocorta: 

■ Qui si oonvion lai»cÌaro ogni «ospetto; 

Ogni viltà convion che qui sia, morta. 
Noi Siam venuti al luogo ov' io t' hg detto 

Che tu vedrai le genti dolorose 

C hanno perduto il ben dello intelletto. 
E poi ohe la Rua roano alla mia pose 

Coi) lieto volto, und'io ini aonforlai, 

Mi mÌBo dentro allo segreto cose. 
Quivi sospiri, pianti «d alti gn&i 



ID. cOUMXHKìiiHO: upparniiiHi, a >ao- 
DO. lainti». Al,; KTllto cou liii^hlaiiri) 
ntva- - • La Mlfta Sn 1n"io cliiuro po- 
uf. • TnJtr OMM* bei) rmllllc, ciMirim- 
fCQO «Hftmtfl c«1(»tv «caro 4 ntn. mn. 
4A «000 pMtft In loDEO <qunin>, oqnTrtn^ 
■tra» MMi« ili MloE* ofaUin e hitaeo. 
LiDDd* rfftwit l>«nil« Mma*bblahtt« 
Imbc ■ Ikn le l>ciler« mcnn la loofo 
msoiD t-t ioIm fi ■Bii» loro «p«ij«n- 
m» Il lill«ra>, Ooil. 

II. •■Hirtli <!• thit Darintn 11 ino 
TUi^j^o^r l^IuAtaaltTtmniilpriXìdrjtnfl 
Minpn ili hrlo toisaro ludletra -, ao<l» 
llpncmo iririln eh» 1 ilrmont nriiuuro 
qq wla JAIV*, f b^ Tt-rt awoto ^lutonitona 
ans T*rtU dli^atl», .Mmonnpaf Diintr, 
SMMpm-ia'lMolH.tV'lV.al. il[iun(Ui 
MnlMpircnfA UDII ^t* por iilni>M r«i-o, 
U«tno«((oi Non pfQptrhro bella ttm- 
■»|il*ilaii« ilrj pmtilA, Scilla nu T*- 
nw* attnta a dalla inr «>«■<« itoui*. non 
ò cMto Al arijtln* 4l*laa, 

U. DOIW: gnr*. IMnfWB, ith* kfltlf£a. 
niMrta. iniraitla, nMnfort* l' in Iran. 
• I« Housu i»i|MrliiUi pT qnatt* pa- 
ni* Bii * ittita^ Olia diwdan. paitb'li) 
am la lalanda. ma itura *. pi-n«aM 
data tota nil pan udir l'ha lo ilabba (n- 
Itai* in Ibbco di Mamodnlnrvalawlar 
la «pfTaan di aHltna mai fuori • i Rarf, 
Ctt. ffir. a. Oin. VI, ti • Unnii *4t hlr 



11. acotnra < «oiio««iido la aatoil* lo- 
IbraUI. 

14 girli Mi laocodetpaMaMa dall' Id' 
gaBDA. - aoimTD : linaio daUMalnia, 



10. DETTO; sai Canto I. Ut •((. 

ÌÈ. II. ma Diuo iiTU.l,aTi« -. la 
mgnlilimr r riatDliilana di IHoi «fr. 
l'Ir. Lemb. lib. V. dtaU i» A. ntm. 
Aq , Aamniaf fkfolnj. f. 111, snppt, 
nu. XCII. art. 1-3, Oim. XTU. S. «Il 
Vara « Il Btao dalla )eullf4t»>i OMiv. 
Il, 1(. 

10. u >i<* MU» Ài.1.1 ICA rota: mt 
pnaa prr mono, cniaa Inf. Xltl, in>. 

SI. Miinirx com: • urnU roH di>- 
■eiv I o«lrl ut'")!! Il mnnilo do' aortl. 
I paroiA nel (fmii dt FVdnna al dica 
(Ub. I, e. U>-- K jioUU (rdulo I' atrd, 
«ilflTra io inarr^ , j mi>rtm4't ftoria99, 
allo ttgrfit o^v {i^U* olrra rifA andrA »; 
JI'iM. 

V. Iì,«9, Iffmiit4 ni SHpnlI Hwtrt. 
Appai» tntnlu Dal nMlibol». il Toala 
oÀtontran Mnnlladl looplrt, di planll. 
di lamoBll. di llnfsa dlTaraa, di Atralla 
apaTBnMvdl. Qui aono 1 tUI. mlichIaU 
<^1l aiLfan aentn , VnHi^ a rlauboar* ddo 
da* primi, qaludi uon jttl utcnniaio al- 
totlori ■ehiarimantl. leniiill « otiinoUU 
da moHoonl a da tair[Mv, >ou'> i^-mtaniiatl 
acomr diali* ad aa* banillara «ha bod 
rwla flirma na monaato, onda dod ban- 
Do mal paaa. Baal, rJia famna iDdvIaatI 
mi mitln oiitni' ni lihiiA, (wilrrfnil B btiual 
a mina, aoul, i>Eja avi moTiilo ol rovipla^ 
qnaro wjIo dol ilulcn far n^enl». In idò 
cba ambiruTio, tono lormanlatl. La ban- 
dlata nnn o'urrfoita ma^. M oam, ch« 
TOTTvbbfm riOftm oitni oltra ooaa fodar 
qiLlat«, darcco norrorli^ dietro, 

n. aiijii: dslotoii lamuiU. 




[lOMAtl] 2S 



RiftOQ&VAii per l'aer Musa atelle; 

Per eli'io tA cominoiar un lagrìmii. 
Dirors» liogao, orrìbili farollo, 

Parola di doloro, accenti d'ira, 

Voci alte 6 fioche, « saon di man oon aUo 
FkcdTuio nn tumulto, il qatd s'aggin 

Sempre in quell'ari» aonxa tompo tinta. 

Come la rena qnando a turbo spira. 
Ed io, ch'avoa d'orror la tosta cinta, 

IHbsì: a Maestro, che è quel ch'i' odo? 

E che geni' è che par nel duol si vinta ? > 
£d egli a me : 4 Questo minoro modo 

T«ngon l'iuiime tritte di coloro 

Che TÌwior Mensa infamia « sonia lodo. 



«•«■M ■uii*. oir. inf. xxziT. IMI 

fM t rinii*ÉilB (m'attra*. ptrcfatfO»- 
•te mna 41 itMta si» irti» iHa Man*, 
la idMi «a* aaoHii nmi ld«l«, gt n- 
llBt~D, •* MOfate. ■* pilHlB*. 

H IL cxiMMCiLi I «ilt* Irta». 

IL MVUMi (bn* ptnM tatM om' 

riB^V^d'ageBlrMM,*. tn:«lNM 

uJ ■*» « imM; Kr. IV. VI, IS; 
IXIL U. ' oBunu Krm.r.. t— <>»■ 
■la, e*. T. in («e- ali* muvBia i 

vA «n ««api* pnaU. 
«. rum.*: efr. nry..i#a. IV. M> f 
3ì ■ •■.Ita »i Hu I TBB«* iti nani fin- 

■■■i aaa psitU al ^RoaUno vlno- 
•, ■■ tanta I la wanl la >tM 

nato TiKTAi In Mtnia, 

. wtgìBi • Aria owuni ■«■«■ 

I Éttnaa. fltM HviiTr mMn ii 

L'rtanltà nn Iw Mapo. 

BOK» tre • laniqnaai paltt* mM 

a «mD •! /■>■- XXXIV. ». Sb» 

I n tamufls di q«*ll» itn^Mn 

■itiaila om i**!!» Ml'arana. nw (■ 
■Mata aa ptnfia* tn raut'*^ *> 
<Mll ■■lilla >r«f«"»^ **"">"■*' 
imMaa. qatla aflatranl ft luriM* » 
I 'i ri In • - X iraau < v^urio 11 tvdI* 

In a ■nii ili UrUna. Ai, «in pus»- 
•aMigoAieo tLTttKKi. ImIco* |Mk 
^h. (MMWta ^ /V. XXXIT. t. 
■W A ftMIa aiiMaM inala «a U lM*<aa 



a D'nuuai par WwOa atanaUTiIa 



taainlto a la prircb di «aUn a«nir4. tt 
Il VIiKUMcg: .11 OH tum prliaa» >^ru 
cimnuWif Aonw; Jm. U. US. Jrra*- 
tofW kom-r* aanXf IbM. IV, IttO • c<r. 
TI, M* •(. AI.; D'naoR. «pltsudii: M 
tfMraiiM.-Biii tarara t4 iennmin khib 
da* «aa Iroppo ttvin*. CTi. Z. f . 14 
W. Uhm. CHt . 77t ■]■. 

■(.casti domud* (ba aiprlao In na 

iBtdaaano Mmpo • l'anvn a U TBgbtau 
di aaiiin. 

M, viimi mhlattnlBi lat-tMa dslsivi 
tiilnlla ■ lilla, da aon pataraa ptb, t» 
t«dD 11 dDlota tnppo torta- 
ti. Tonrai midTiffla, atitcmata. 
M. tixtx lavimi : tM>u mnntMttra 
Hli*t tali ita »Ddi>i>t \ultaa1. ai MIÌ da 
iDfaHariil luJo, i QcimtuiEH)iie n^fl blu^a 
Ib^BTo, «TJii'i If* ajir>r» /Af»> InlAran a al 
buaaauilMn matcrSa, cha di *4 ina da' 
TUO klmna rttSim ili paiUn, ■ pcRia al 
pad di» dia Muta InDainla TlTtaainti « 
Miara l«fa. dot aanta hma, ptreliioaM 
Minit> iM Itav aula adeparara t à&Uo. Il 
atuiEllaaila dir id p»t ta aleon btna bA». 
ptnT»M>; Ahi. '«Da Ipda bdIIb r» 
BtaM lauB net UdhBila>i ^arrot. - 1 
pia l*CE*aa *Biu rxut. eba Bmt. (pia* 
fai •ilMTliiiiteat valani». MaialHit 
« la iMaaa eh* /ama, al arrabb» «n ri- 
potttKaxInatlU. Oatt./ • 1 nlfllorl *tM 
hl^ai awra tuftmit» ■■ K >* ««— *' *** 
H J(»M. Il Pm«« •" rtpataiobbapnl aa- 

btt*.r a.cti.x.i'.u-yaa/..'aia..t*t 

•C- Vmm. CVit . US •(. - LOIiOi Iota, 
Iute; antlniuiHita anrlia la piaaa. I>aa«« 
I uà aaluau qM lo riaiB. 




[TBETIBOU)] 




» UiachUte sono a quel cattivo coro 

Degli angeli elio non furon ribelli, 
Né fur fedeli a Dìo, ma por sé foro. 

10 Cacoitrti ì ciel por non esser mon bolli ; 

Né lo profondo Inferno li riceve, 

Che alcaua gloria 1 rei avrobber d'elU. » 

11 Ed io: « Maestro, oli« 6 tanto greve 

A lor, che lamentar lì fa si forte? > 
Rispose: « Dioerolti isolto breve. 

«a Questi non hanno speranza di morto, 

£ la lor oioca vita è tanto bassa, 
Che invidiosi son d' ogni altra sorte. 

4» Fama di loro il mondo esser non laaaa; 

Ulsericordia e ginclicia li adegua: 
Non mgìoniani dì lor, ma guarda o passa! > 

9> Ed io, oho rìgnanlai, vidi nna insegna 

Che girando correva tanto ratta, 
Che d'ogni posa mi pareva indegna; 



39. roso, rumnn^ nnn t «|inn)|># ili 
/urni»), iD* Tix» Intoni In U itouiL Ft-rn 

tft/utftOìtn mioi^tltUj »DtI?A1ll"0lc "IrMH 

tvllp Knchfi la pmiui i nfr, Parodi, Nuli. 
Ilf, ISI- - J^ppoit^ (hv, laminilo rad- 
Km il rflxtllA (<(>n1tv 1>I(>» a}i-iiiLl HnjE«h 
rìaMWa*KniiaQlfuli,vo]«TMoFadorr«l- 
laritMik InU^prlmml] it(telAM*l.UaoDii- 
cMIsnOlnii ri »|ii»M Hit dal Mrw Mfolo 
dft Clnmfnln Alnuuiililno, Mrvm,. '. A 
^uM (aule lliiiln titlntm». bob ni m. 

tO, CAOCil KLi ' icU ■ntcelUKiM). ALclC- 
vunu- 1 el°l! (Il iliiCAcvliituB» DUI toIu 
por ««mpcTi » Proloctni «4t dram Ilio 
■■fviu.-, fi an^nh bIiih iHini Ilio mÌBHl 
■UU>; AfOfùL Xll. 0, Mk If jvta/oHifo 
#i|/>m4rìou>B»«ODUnaHm<ii(Ddtrlf^fvrll. 
di*, tmutiininridiori d'oj^t otTra torW, 
■ndrrbbiT*! ph. n IbH* lorv cori£i>A*o. 
Cft. Z. /".. K. - K» BILL! : non Hieb- 
Inr» farfcrltl, ■■ waart «nu rancura 
li ftTHHn alberila. 

4S, uev^A ' qnalfhn. Al pangniir dt 
i|ii«U dappMu xli •eallMiiii «udix'cI fo- 
inV^nt rcramAnm j^E'trlnml «Il ««iivir* 
da pia di loro Al.'. NUinn. Mi urlio oiwra 
di I>ut« A4>nn» non hi mal II tcnmdl 
■toM. cfr. IV. XII. U. InuItTK. M ti 
fMlbbdo laferoD Don II tÌ»t«. ^\b non 
naA Main «tm |>-r min lUr mutivi) ■! 
WanMl di TanUril, - elli : lat. <ai ; 

ìtnitti. hhu. Ili, m ■(. 



IS. MOV MANnDr DOD 1' bB nPHDDD Dot 

mhodu ili Ukj ma putlnrv U jUTinTTvnb- 
beTo «iD jf^ola. AvvEido 14 cowloDA dalla 
loro OMuìulit nulllt*. par«bb<i por^Baatf 
IwttKuii c TlU DO gran cantoria. •> po- 
tnHfm <|>"ranidl ritornar* qaaadnelio 
■la nel lui» tlaniaaU. o«I noli». 

tT. viKoat niHiaimi ofr. JV- IV> >li 
X. M ^ XXTIL », ecc. • U ril« cktwd 
(winlaiMDeMma MMhl tn qni-II'aita Mo- 
ia aUlla)! SHIi. 

ti. D'oasi j,Ltaa «□■in:d<ioitnr antfan 
dvtla Miriadi qut'cbnaono nel pn>lwido 
tafama. VI andi'vbbfTO, ma »*e lus U 

Ut, LLMA: taHli: noi Dunda nni A 
rìmoKla di loro atcona n^nmrta. 

ftO. icaiinioonuu : polita* noo II tdoU 
a* Il raradloa b* Il l'ar(aUttoi (tii.'mi- 
o*. p«rbA 11 rlouaa anche l'IaAnu. • 
»i>n>ii* riletta. 

SI iiiuiiKi:Mandarda,bandlara.<QaU 
MDDM leti ribaldi (rabnat ad notim ot- 
[Boia, noe dlicniunutur aat dlalliiin- 
untor liilar Mi>i Ara*, l'or I malabaSr' 
diar» d Tolara la bandiera. Ba« alni 
•eiiipn e Mtupr* earra: «Bl'IxnaTl die- 
tro ', U loro r«mtlo» A ta toro yeoa. 

U. «iiaxuo oosKtvi , cBmra al- 

Jl. IXOKWA: tileaa. adafDaDle. Al.i 
IniiBarIMNif. 




[▼tatTBOU.] 



Isr. nu s&^ 



[lOJTiYl] 27 



b 



£ dietro le venia si lunga tratta 

Di gent«, eh' io non avrei mai creduto 
Che morte tanta n' avea.ie diHfatta. 

Poscia ch'io v'ebbi alcun rÌeonoM«ÌuCo, 
Villi conobbi l'ombra iSi colni 
Che foco p«r riluto il gran rifiato. 

loeontanente inteai e certo fai. 
Che qaeat'era hk setta de' eattin, 
A Dio spiacenti tà a' nemici sui. 

Qaeati sciannti, che mai non fur vivi, 



I V, 



I ftk t namU pip* 
I maMUgtf rnailnlontl 
TI II IriIih- 
I iMSmn 9 HfaCn. Bttit dloe 
I a*' hmI I — pi <|IH>lJt »nt r api' 
I iimi««]l1i tA Talc*ri* to» «u- 
I>Mu toé tTurtan Ivloan Barn- 
ta^ Ja. AC to*. Oau. £«»., niK» 
~ I., Mc. L'MI. ntalM» «»•>• ad- 
I DB < Tsalc «Iri— » >, ma »Pi»« 
Ptfr. D*<i<. InUnila psn di 
(MmUmi V. «e*'""!*'''» P«^ ■ ■>> ""- 
4* • n OtM.. M%itUi «a alUI, ham*a 
ai DhH— tono «ba la tihIiìiIi ftnaotU 
^ !■»■«■ Bmt. «hIMW: • Chi OMlal 
M iiB*. aia ■* « «(Mt ento •. n nfnit- 
qala4l U a|<Bl«^ a Ini «sta Maaa 
(a m lanca itat^it di 
CMIaM>a> V. tP»lrtlla la (Daiaimr(a <l 
■»|>»li é ^ m l t, toaaariola In U mhh> 
tmm wttft <ba aaa ftaid amà i nda, «d 
laMrfa 41 Ba*. eb* par nn ptalM -Il 
■Mmli» aal««»a la prlnsfaallun al 
r - " aiwDbbai (Cr. Ami. XXV. ]> 
^ <tf aoB H iI««Am^. Ah- rv*r. 
••a. a* ai pa^dabblo». eoa Brm.. « 
mal. •■■■«aaltMtani.Si'ni*. Oil^ae. 

!.. r<a .Oniicmai .omi .•«. 

I atraaiUaBaBaiiB««riaUna. 
■BiMMaaalUcaa HatStanoiu ilal »- 
«•tal aqaaataatOÉMaaiui aaU Uhll*. 
Al «MBrtwW «•* IIU, 



par U aaal aimll arebl'l pacali. Bca 
ea<t. Ila. aT»n>la là 
i vallilo aaiaactnlA qatU' ambra, no 



*nln lac aaaawrla aaaa^aaon ab* 
■ «alai4l aa |iir— «a^ néaMasa- 
ItaBIn i» qneala Tita. »«• 
I ptotabll* eb* af)l ta- 
I iHrioMlnuma ih** 
r. n Mao. H«pmiI«i < Km 




poUva a*Mti« Tflinto «hi •» qaan I* T«lte 
il rilnUoli PoUn •rcrlu TaJaU. • fa- 
tava anobcDon avYrEav«i1aia. -Il ritraila 
A' un {■«pK ^ cMq ranla iltlDrlla a Inorar- 
III ■ n.]1ji ■«■>u>ii mata dall' OUoMat» 
raclllRinis. nrftì nltlagldal napnloilir- 
aM» «Hai. •XnilaM il ritolto d'una 
penoDa. d' una llffltNa pxrn'na. nnn 
A bine ■«■TBla rleeoiNmc U psrwuia 
MaiMl* OH arUatl d'allora non rlpRuUi' 
oavatia floTla maj(j[ior powItillA taaUaaca I 
Udeumauir dH toIU>. poc. taa fuM^IOLO 
Tilratii o atalii* pifl nummi» Il Ini* Idaa- 
1«. oha tocnuilo II Tfro Inoltta. diasciit 
VmaUi p-Dimivi ilill' ubdiGaaloDO di Ce- 
ItatlDo V, Din pr>i^ nnii •iHlara laara- 
tlKlia. uli* d'Id uii-niluuuta ira' pila > 
r)|MiU della muo ito' «(ttai. a Die ipla- 
^ntt fd i' ntmiti Ifi»- AlLiiini radiirii 
i><l vir«« jDaoii'lDjii-vi Ai>£ii4lolo, altii Gì» 
nnilKlIn It'IU. i>llrlVtfirlcliH<>iRbi.«c. 

Avul'lo Dritta tacdiitn II nota* dol per- 
Eonaffflo, iloTtaitin muf^d^iti ili nuii 
4>4a«vDrla^ Tùlanilkk clA noanttanl* ac" 
«liiKanil aioloBli'ni q uir>tv «nifm/trti; 
lllsta tonnr piaaantnalla lUHitai l'iba 

il gran tiflvli, i iial«tl»r<< al tSMj 1^ 
<ba (lit te I>M tra ^ paaaal» al ftH 
ntUa primiTiira <IM 1100. ifotu «Mila 
d»Ua iWuna Aauiaw; S" (ha ttaola 

conobb* iniMiniImmla ia fila II pwaa- 

Batata. aTMidula ritOiMaglala Mi mando 

di la. appsoa adoechlalola Veti parA 

F. r»». Qwl «A( aan /< mU* />- C. 

BoloRDa. 1«M, pp- MI •(*. 
n. UTTiTit fili, tlraa ti qaal Hna» 

airako JalU pan»* MttJ*> cft. BaiW, 

Soli. XII. lU. 
«3. a' amici I «1 dlanll. 1 poltnid 

*aiio4Mpr*aiaU ovu par dal borni. ■• 

Uflw dal Balirocl. 
«I ■» 1W-; no» abhM taal lliwa t i p» 

liooM B« pei oUl** opcr*. • a BaMW 




28 (TgsTrBoui) 




Erano ignndì o stimolati molto 
Da moBcoDÌ e da vespe ch'eran ivi. 

07 Bile rìgavan lor di sangue il volto, 

Cbe, miflcbiuto di lagrime, a' Tor piedi 
Da TaittMioitì vvrrai era rinotto. 

"0 E poi cho a rìgaardaro oltre mi diedi, 

Vidi gento alla riva d'nn gran fìnrao; 
Por ch'io dissi: < Maestro, or mi concodi 

n Oh' io sappia qoali sodo, e qoal costume 

Le fa di trapassar parer t>t pronte, 
Com' io dìscemo per lo fioro lumo. » 

TO Ed egli a me: < Le coso ti fìvn (xinte, 

Quando noi fermarem li nostri passi 
Sa la trista riviera d' Aclieront«. > 

I» Allor con gli occhi vergognoai e basai, 

Temendo no '1 mio dir gli foiise grave, 



4Mctm*BM dim qtM«la eotk) (UJadmo ■•• 
Mn nette, pttruida rito.... V*nui»n(« 

morbo 11 uilTnE'** nomo ATrt ni poA..^. 
VJTum nhlL' Boma A rn^flanii oiiArfi, I>i]ii- 
qao H vlTcn 4 IVuara tl«]ru"iiio, a otnù 
A* qtir^llo uno priritm # pnrtitT rln t*9Ktft 
owulàBMWro morto. . tlint IV, 7. 
OD, KtMcxiRt I VISI'I : • tiire mini anl- 

ptrflnlIaU. Moo bvaf fruiUnt lahM iul< 
Mroi >i BiiM. F<r U bMaMtit il'unlmo 
non nooorrona grinill Iorm«itl : butune 
«Irono poma». f»»r jioro ili lloiinii 
volff*r1. 1,4 bLuuH» lini tnro *^-ji\ 6 
«iflilHil'ifirlBU dM rrfrrn-f iih> riuwoltfono 
[t loro tituintf o lo loro taìjrirni, 

OìL VKKUi I 11 «anjEOo M c|iiKiir.l ivinifnt 
«roj. T<<raAlu nolU toTiIbllo AnorrncoU' 
Irò jipmlfi tjuitD fbrrnlilitblii, r]nitt1 1 mo- 
•eoBl e lo volpa, non Uroo & promtn 
ahaarinol n^hlrotil t qnull nn wrpac 
(fando ft' loro pir<<li Oiiirenai, ilal qaall 
ni>a o*A «Itto «tu 'Ifro, "o non «bo mi 
ù/ltì pMto doÈ rornil, niToo Miloiisratj «Un 
■eiflio, BNioatto U Ipkj^i doH' ooodoiuU 
utiirtl*. Cfr. flruTit 3», 

V, TD-n». f( !"•»•> ifri:'.4rA«l«Hta. 
8uno j^iiiiU >.lla rl*]i ili un grilli Sumit» 
U primo doi Domi loToruLli. 1^ CJirt¥Mj- 
j^omo ttittfl {iiimntf Ih uT^tmo ilol potdntlt 
per ^AOFo ti'bportAlo ilA CHn^vTo air Al- 
tn rtr» ™l iin.liii*'no . al loro loogo» 
iÀHij l. 2bì- l^iàruiiU- pmriiT4, oomn fi- 
ngilo pKi ^MM il'rl ilooiont, di npaTon- 
ÌU9 Duto 4 di tialo tdnur* Imlittro. 



U> VlrRlIlo jcll rlMtrrlB II roliov ■opTo- 
100. otiitii (.JjLnmtA Mtojfa l' hnpol^ntH mu 
Ira batt«oiìo]« hn[u>o dol dftonttJ. Vlr- 
KlHo ronn^rtull uno ahiiinn nt«Ar*uid^ 
UlS i;ljal'1n 11) '{ool ilMooEifo eli A luiTliSo 
di «nlrMtono, li' lnippnrl«i U Irir» * 
■CE14HA <14 1(0 rorfiio'>toi al trrmnoio 
foif'i^o'k nn boJonn, o llmil* ovlo <«u« 
«itTiio j>n"Kt dal wiijoo- 

71. rtUKk I Aiib«roDt«, o jlwn* 4*1 dr- 
lorà, por 1) (inni*. Mcoada te ondnaia 
dell' lotlfUlà rluHltio, Ir ulma la M 
«■ODO aUo polio In r#niB]J i clr Tirff^,ArH. 
y. Wi VI. 107. 2SÌ: VlI,Bl.l11,Uti 
XI. a. DxoW llll^^v nnpIsinnU ali* 
mll^lojil* utl». (utodone pocA nao dt 
IHXkU crluHuiOr 

73- cxivntM: pMUoin. por OtdiM 
«iihilita, VnttWmn, ì.rtg/>: vtt. Ittf, 
XIV. il. Purs. I. a. 

7E. iiiK^muio 1 •« Il Inina Mk linea. Il 
PdoU non paiBTn Iticgoro loro In rnllo. 
BlaogniTrA dab^ae «opporrò, cbo qnollo 
|Ktnr« BDfiBa si aflbllu«^or^f £)(r«EEl*iido 
per «iCrai« primo ■olla bim di Ci.KuiU. 
- PIOVVI : dol>alr, lanjEo Ida • Oonw* fXKTan 
■d latobdor ]■ «owrlooa, mAoI^dA di» 
lo laido flooo. iiiiKado urto A ohi«m . oomo 
UTor4flc»OÉ.QiuBdonon AcbiLtH'ì ^tfi. 

n.exant eognttit,ii*lnliPlr,v,l3ltgt, 

li. TawT*: doioFÓiM. - Acaonimi 

« IT flBuad») *, 71, 

n. tsmiiairo't.1 tuMndi) nbai II 
W. «onar ■•. AI.: TMianio OUL. - eia** 
TB; InpariDiiu, 



{ngmoioi 



tvp.ni.Sl-100 



ficmttoim] 39 




Infmo al fiume rli parlnr mi inuwi. 
Kà eoco Vino noi venir per nava 

Un vec«Iiio, bianco per antico pelo, 

Orìdanilo: • Goai a voi, aoÌni« pravo! 
Non Ì«pemto mm voOer to oiolol 

rre^o por meuarri all'altra riva 

Nello tooobre etorno, in caldo o in gelo. 
£ tu che m' coBtl, anima viva, 

Partiti (la ootosti che aoii morti ! » 

Ma poi ob'ti villo eli' io non ni partirò, 
Diase : < Por altra via, por altri porti 

Verrai a piaggia, non qui, per passare; 

Pib lieve legno convion che ti porli. > 
E il duca a lui: « Caron, non ti cracciare: 

ViioImì covi colà, dove tiì puoto 

Ciò cbe n vuole, e pia non dimandare. * 
Qninoj far quoto le lanose gote 

Al Rocchier della livida palude, 

Ohe intorno agli occhi avea di fiamme tote. 
Ila quell'anime, ch'eran ias<(e e nude, 



■1 



m 



a. m tai*«; ad ■«tinnii. 

n. tv VKCaiO: a rltnUa 41 Ousnto, 

I imir Rnk* a Mia VoHa. nf 

iMRaltHta Ml'ATntiD, è 

aM.Vl.a«<«- AiUnavi»! alla mb- 
kaa» <U 9- ViBla, I Cfr. X.IO: iQwB 
lDi4«*t (*■!■«- AataamUà IBipuo^iDt «t 
MB Uh * . Lm>I> fH* dWI> dli te» t> nl- 
tétmftmL. orimi* tMma ■ con* 
• « UMoD*. li tm to J» cut- 
*!■■• ita PoTfaMttoi «Mft. i^urii. I.. 

M nuvi: altii*. 

H.UU« BoaATCfr. JM(. Xltl. ti: 
«It^HipiAtailUBat ««■ ìb rsmlnuai EfotfL- 
WMti >■>■••« «iMw •>*Btlniii •. 

M t I' . "-le- la ionia a IMBta. - n. 

'-'~Tt~. 1 1--^-- — '- [ cfr. T. IJIafjE. 

•a rimrDaIkBi*a*U.-iiaiitirKiolU 

il, r..t..n a '-lagti 

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■ ^naU n«Ua t«t qanl* 
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■■«UilxncMavdtUaTDlmtldl Liio>i 

fi!. LATOUl IlathDMi tti, tirt: Af». 
VI. ]V2> • Hi iiilanin eiMl( ùuvr «t 
nbliU nn ^alenili ». 

W. rAij;iiai eh. r,t<. VII, IWS. trnnjt 
rALL-tii, |>M palate ili loiua boui. * 
a Mda (iV'dd di VlrHllo. df». Vl.l». 

N. Ili >i.iiuiB urrà ; dagli tortii ài 
CMQnto pai^TUn nmlat damiib*, Hfffi» 
di (HBJlubba tn. cackaaU tUII'Mpftta 
dtfl'daiBa Hmc dalia pani* di Virici 
ere. Vitf.. J«. TI. >Mi • «IMI Isolai 



IM. IJU4BI ta nin(«fB*nu dtUa »■ 
tmM ««iBruIotui dal cat^. - «cosi 
• IHoMU<aa*»dlMaM>i ieKc.-*8*a- 
ìimm tota torpMla •: firn*. - • Ome di 
nataamtl.caatd'aril drdndnB»: JlWt. 
-•HHia II carpali jla. tftr.- •Spo- 
gliai* da'sK^.ctntata i) ofiOltm- 
ria»>i Ilarp. - • ttt«allaM da'oHft. ■ 
*Main«M noria éiUa dlMaa c'**'*- *■>' 
dad'coA itparv>i Laiui. - • lE da naCan* 
t4« Diata, p*t qmuta pu*. da «phM 
•IdlMa alla eMm ^oasda n*l (tunlD 
BTidtBU b ELtaHla di tan oandliloiwi 
Hr IlaU.raunbtcMO asltaal* aO* •ol- 
B» dai danaali » *M n»! a qodM dd 



30 [vestibolo] 



lu 



\M 



ÌOt 



US 



II» 




Caogi&r colore e dibatterò ì denti, 
Ratto che ÌDteser le parole erude. 

Beate mini A va no Iddio e i lor parenti, 
L'umana spòsìe, il luogo, Ìl tempo e Ìl uomo 
I>Ì lor Momaiiza e di lor nascimenti. 

Poi HL rìtraatsor tutte quante insieme, 
Forte piangendo, alla riva malvagia. 
Che attende ciascun nom che Dio non teme. 

CaroQ dimenio, con occhi di bragia 
Loro accennando, tiilto le raccoglie; 
Butte col remo qualunque s'adagia. 

Como d' autunno ai levan le foglie 
L' uoa apprenao dell' altra, iufln che iì ramo 
Vede alta terra tutte le sue a])oglie; 

Simileraontv il mal seme d'Adamo 
Gittansi di q\icl lito ad Dna ad una 



P*rj[«»>rlo.: Ittant-Qt'.'l TBI. (Von. 
Vili, TOi dttn AHUno ^V^ra d'anime 
Ijinud* [n<'1Iftrs|>ptw<iUiinai'iMI«pMii> 
<Bl*rnaÌ'. blu mi puiila ■.Un C ■irai* Q 
I" miutla IJOil. 

101. r-AiLifdLit COI.0KKÌ tmiiurUrano- 
1 oofpf titrti bULiiia con toro la raim*. 
ma «mcb» Il tolorv iVl onri» lutin'tiiln. 

cft. Pury. III. ji ■!( , XXV, 7» lo;. 
-KinjkTTKMnt vrr. Mao Xlll.tTt>lbt 

•tll.... Mrlilnr ilnuUumt. 

Idi. SATTUCiiiL mliliovbs.-ritOLC^ 

V. Nft-ai. 

Ild. Iiiuior «oafiirnit U dottrina Mo- 
lanltni. eh* I ilaniutl iu>rl>cuuD MdUi 
p^h ronlro Dio. qnantn pWi *jhnD cnlptU 
Ha}1a!<<ia itltiMliln t'h- Vh^m A*/-. Sitn^ 
(k. ti. ri. 11. 4. Innlll* lart n-ilr^llonna 
jeLI itTitrtiiitli, I K#nl1nn, mtll ^U uitmiiil. 
liiuffu v\ Il 1/-nì}ìO iu «al. ed 11 «cidc 
a Olii fnrfìiLn ^piinrhtl « fiui(|npm I.*1i1a 
t tutta -III au-ìiòr III, ita- > ^ Am- 
m>a XXh li*i;E' 1' 'fn'' tti lot tfrvud 
tobu I [.ro,; lui [Tori ; il ■tfnr ri,' ifir ROAri- 
iwnli 1 ]^"ll<irl lI«Mln>no l'iman» 
i^trie, [ioivIlA ri>rralil>»ra MHr* brnll. 
Ik cui iininii niDiira Mi (oriM). Torrab- 
btrO lAiDipiv» non AKxfir m^l iialK mi 
MMo* nail i-nlnall broli. 

Iti. utumuk: ai.: Kiomuin. -iit. 
RIUM : non aiHBJMl •rparsin 4*1 etirpo 
stl (udMlaia Minia, aran T«niil« l'nna 
«•9*> l'alira. 

IM. jtrtidii: • la (l>a iV i.«bi<nn 
utfiMm claatua cha non («so Dio. t:ii< 



lino tamn Iddio ò danDat4i, et 0£Ql dan- 
nalo i a^pellatA da i^uBlla rira *t Bmi. 

1UU. M RKaUUr «MIMI d'IT*. 

110. lunnaLli: Dalla ana nat*. 
11l,B'Ai>ti»i [ ti mstl* In pD<ltnn|ita 

roiuoda. fila nao ì lo aUianw liiio. Al.i 
a' iniliiKiK, fa adajla ad onton ealla 
baro*. U* » aooo Uiito pronta ■ tra- 
pav», 1. T«, M. ipraiad dalla dlvlaa 
Cliuilila. dHldoiann di Irapaaaar lo rio. 
T. l'U*it-, ea«Dnn huDo «ano «dacie 
(Ul antnur svila bara. < !ffn4affia, ■ M- 
tiara o lo altra (uIib>! finn.- • Ratar- 
dal ira > i Am*. - • ìttm la loito • i Butì, 

- • PoODtlt rnind iiaDniruniqu» tantan- 
taia >i Mrrsr. - • Tarda al uiootar* •; 
Sarv.xDltaniaaflatiiaiar.in>! IjuìI. 

- «TanTa troppo •; Fffi. - • S'acoomo- 
da 's Don- Aìlrl antichi D«a mi vurano 
di <lar a;i1oj:ÉaluDl. 

111. coitt I alaillli. lidU da l'(v . .Un, 
VI. SOR tft. Clr. L. Fml . Sin. lU • U 
nt. li;. 

114. Tini;Mrit1 plIlM (odd. a nwMa 
oia, Vt. ^•^^.. Otr^ li, n *&■ • Exit 
■ilanluBi ratnla IWkIbua Irtnir Ultalar- 
qaonorMItvudcaal nnn ina potaa.'AI- 
nf-tiiK ai.i.A naHA, ^aatuoa ehn II Jba- 
n, Orit., m ■«. IrvrA In adii < ds( UO 
ohIiI. ila Ini ■wiiliiall. CI*, t. F., W *t. 
Ytna laiiirn Xaa-, cm» , B«*.. Btwt.. 
Unii, mmfi,, Batg . T*lt.. OMI. Dm.. 
Oa<i.. tas. 

US. tULomi: gli empi. otadannaD. 

Ut. 1)1 i|ltti, LtTOi pb ••tla b«Ttik 




tiCHESOKTR] 31 



P«r ceDiti, coma angel per uno richiamo. 
Così Ma vanno tra pvr l'onila bruna, 
Ri Aranti che luan ili là ilisces^, 
ADch« di qua nuora schiera e' aduna. 
« t'igiinol mio, * diaee il maestro cortese, 
Quelli che mnoion nel)' ira di Dìo, 
Tutii coovegoon qui d' ogni ]Mt«M ; 

ìu E |>roiili sono a trapastar lo rio, 

Chi la divina giuMliua li sprona 
8i, che la tema si volgo in disio. 

in Quinci non p«»in mai anima buona; 

K peri, se Carondi le sì lai^a, 
Ben puoi saper ornai che il auu dir tuona- > 

UB Finito questo, la bnì» eampagna 

Tremò al fort«, che dello sin vento 
La mente di aadore ancor mi bagna. 

tn La teira lacrimosa diede vento. 

Che baione una luce vermiglia 
La quel mi vinse ciascun B«ntimento; 

IM E caddi come l' nom cui sonno piglia. 



UT. CKSST : i> Camil». - mn ALiin : 

IB iitl>t* saigmul mcan ^Iho Ij>|bu 
lailwit Mia aoi ai lanam gntslta tà 
ika Q«*iB Bslis ilfwnuiUr >r«> >. • 

■ 1^ la I* aodlltudlaa .Iril' onrllMara 
da ntUama Ih aianlMa »■ l'aceft- 
B^ • ta MeoM «m I'iJIb .falla ^nns. 

■ raitara col pallaalro, b (Uacuna ccn 
if»l « ttmìaeniSo é T»ia*i «X>. 

III. cwm taant: VUt-, xnt. V, li 
• aartaMiM attta winiluee (Hubit •. 

lV.nw*AKai>iu uHctoDDhi urn 
■■■•^ 0^ atenhi M panoon. lo quali 
•B*RaaBMHajtM>kn*lnfkra*. Ìta4aii' 
%m tenaibi U Uitltto •' »laaa ■•>» 
mMm, «ad tncItM dar* Aeih* BltDiit 



at. najtjui. -. a<Maa Tn^ttla iMpan- 
it Illa teaaaiU Al [Unta (. 13-». 

Ut. ■Bj.'nt •* Oto: tom daik H- 

Tlaa cnMt, nmiMfìm IvfaadWBU il— 



•—ia»M^ ipiaal* fth paaaMa éa ^ntl 
Dm Bt II ■■anilina» «1 odtaao. 
DO. ■COSA-. «Urna tia^, t. W, am 




ITt •L'oxii ttf^llat. Dal ctumIo di 
■ '.ironia pu.4 arctit* eh* Mi daallaaU 
■Ila •alTaiinu. 

IM, QL'BITO: la fatala di VlrjfDto, v. 
lai-iaS. -BCU: •panht tri naii ha oà 
nlr it«(iM)«i aaninnibnin p«r la Pica- 
tiU .la' IMOtItU ■: -In. Fi'ir, 

111. TSVtò , rJt. Mail. XX Viti . 3, tn/. 
IX. 04 •«. 

It^t, KDtS: mpinotla: HKJtttlo di Ao- 
gnm- 11 palo rfoardarial 1I..II0 aitavaoto 
aralo mi fb aadia ora auilan. 

la. uimiKOM ; ri!. >■ TM, lui. - cut- 
tm: aplrt. (U «nltia elm 11 tetnatoM 
^■a* fnadoUa da aita anrnta ualla *i- 
icara 4(lla (aita. 

1U. iu<,Ka4i cMinrt a (alta di ^- 
Imb. CtoUUara t» «Mlrb), c^o la mi- 
katMi) ftlKtd* dalla lawa fc M H i i u nl in » 
dal MBU^a eU laiutHBdari « la««artnii- 
a*ri arila nnliI (. ain w t m I itmti • ■ 
Inni, irfr CTI . n» iHtV»*! 1. II. a, M. 
(MifV XXI. U •»- W. IX. tT •(. 

11^ wi viHuini Ma p«rd«i* MUlt 
•ami. 

IH. CiPMi r*«.«0 r<|M«ta flV. <l 
nrvBppapa vn wana €\ ^naWha datata. 
8T.»lUtoJ. I>a«« il IroTB «oU-allim rlT» 



ss [cncnKi rkmo] 



IFT. IT. 1-8 



Tla ucALtrkJ 



don'A<liaroiitn.(J(aii« i< HrirA I Dui Ihirl 
In pai 6 opliilstiD cnmaiw, ehe dnnwiM ti 
•mofi 11 l'oolA fnHF pnrinln «li'titni 
rlr« i!a mi iLnB^ila, 0]fLii;{)ita uliv dlconA 
MtirvniiAbi dkl PUH» iittio BJmlIp In/- 
IX, 01 •Cf-F «wm* pur* ila! |4mi» /*"iv- 
IX, ('2 lec. Un nel i-riuia pwo l'an- 
Ifnli) A menvIiniAE') MprvaiAitirato , d*I 
■«(.urto ■! TBfwiiil» Mne Lvcli irupor- 
U In ilrn II t'npU ilarBBteUnDWHaD. 
Par^bà in <ianiiUi laog» ann •! fk U mi' 
DlmB in^DEl'inn LÌl un anefililf Vùa "1 b« 
|itb «lin YfnUt^ biklurir» n mono, m* flan 
nn Bolo «Itrlhntodoif 11 ■DcU-VvtBiDfDto, 
•ulta prjinii i:;*nint« ■{ rlflaU di tnu!l> 
tara 11 Poeta, un al nsqnttA pnl, anlM 
lo pirolfl M VltziWa , aA I Toni v:-W go- 



li*bb«ni far tofifmn «he lo Iktu lo tf** 
(lUiw»*, ttnMupn ivnr •ìtUo nh* Carant* 
id BOqOBt^. Danlfi av(Mti> vù[a[ij flocan. 
nkrt ad nn pìMBa^EEio dlvornn ilaTrprtlI' 
Dario, opralo p«r ruokHxli iiu Anjrolo, 
dovrà m ino rfr^tnftitty AHpfiltftriil tjDalclLV 
eota-li pi ti Clio t"MTiiBeflD, Tunto. h»1«oo 
In ^Tilr'llm^»^l*l rloT INnoU. Ma. dato 11 
■llaniii- ui'iliibi di DiinW iit» ti mio 
patFta^j^o. Inlto jo ipot'uiL Tjillo fAlotio 
dnBlltia1flttriiiit>rM«nifrf> ifiriir.«j.» DOlU 
p\h, AII^Ki^riraiDcnrr, f'turi, Ilr. ^: «Il 
vnrii» Hplra i^ovn viinlr' q il ArniDn uà 
odi, ma iiui Aal d'ondo toiij^ i: 4 doro 
vada I onnl «Tvlcnn * dlilaaqno * naio di 
■piriti! •. Il PaaUdiHOrlTaqnl I prfnnnll 
della *nt lUwCn (U qrfrils. 



CANTO QUARTO 



CERCHIO PBIMO : IL LtUHO 



iXHOCKjm, rAntiASOiii r. doiiixi ìlmjstri 

Ufob bauno pan* poalllTt^ mi ndu vrtvanloiin d>]l4 b>4lttadìDa 
di t«l MnEmo a ilMtdiirla ma uou )■ niwtanni 



Unppomi l'fklto sonno nella testa 
Un RTOve tnono, si ch'io mi rìscoasì 



V, l-lt. LaloTAlJM.UafrvntDoaD 
tè* Tionr ilall'abiM». «n la *al proda I 
da* viaiidaaU al rlltoraao, araiitia II 
Prvladbl «no proroadn ainna 151 f^iiardii 
attrtmo, n ■ aiBdOria di ntfro ahFl'fa- 
tontk Conforlato da TBf]^o^ lijn non aa 
pu t o n dara 11 propria lartanBala. pi» 
•muel! Tlacilo, o *l intra Bal^DooK. 
dilo iDlbmal*. DHla noi IJmbn. Dal don 
L^utlrt di\dl&olaatEct, fÙAAuf ti^alnaf 
f (.paTrun Itti, riixn. df.. A(M 'tMl. 
P. Iti. •ufpl,, ^11. LXIX, art. 1 •ti.: 
art. n. Liaat* no fm im ••'la. pr^in'ln al 
4l*(fvn D v««iflH>]o dacricnail.elig t uà 
l<«aill'il'i MlelDtla. Par la layp grri aJol 



PiMnia rlmandlamn rrni lolta pHT tutta, 
tra I tanti, al Invor? jfla elLalA dallo 

IXinlnw, «ea XP Umb. llUanii, tlSLi 
rar rinlarpnlailaiio (tfr. Btamgiitt, It 
Ltmtt Danttf», «HA fi—fpti * IM^ 
rari. Pado*^ Ut8. 

1. U.TOI pmfMidai « aupoT atta *; 
Virg: Ata. Ttlt. z:. 

t. Tvomir 11 Tomore ùtRirnaln. laaaa 
•r inumili gvai. T. 1. Cod Ja. M., Bt«Ì, 
An- Fior.. Srmr,. lU., Oul., !>•«., 
T<i <*^., Sla^, Kos. Tom.. Omur.. OwM- 
}4, JlriM., i'ol.. Hc. Ualtl noa danna T» 
rona «pl*faalan* di •joritn paiaat£an.. 




L 



10 



n 



u 



Come per»oi)a cJie per forzft b dt>ata; 

E 1* occhio riposato intorno nowi, 
Dritto levato, « fino rignordu 
Por conoscer lo loco dov' Ìo fossi. 

Vero h c)i« in »u !■ proda mi trovai 
Della vallo d' abino dolorosa, 
Ch« tuono accogli* d'infiniti goai. 

Oscura, profonda ora e nebulosa 
Tanto, cho, per ticcar Io viso al foodo, 
Io non vi discemera alcuna cosa. 

« Or diacendiam quaggiù nel oÌoco mondo!» 
Cominciò il po«ta tolto smorto: 
< Io sarò primo o tu sarvi MconOo. > 

Ed io, ohe del color niì fai accorto, 
Dissi : « Como verrò, so tu paventi, 
Cho suoli al mio dubbiare «SBOr conforti*? > 

Ed egli a me: « L' angoscia delle genti 
Che eon quaggiù, nel viso mi dipignu 
Quella pietà che la per tema 84ntì. 



I 

I Om.. r-r. Domi: Ctt . A».. ralL. 
I 9tOi, rnC. Om.. nr S.. fVal,, A^4'., 
I (Wb.. «* )t It. OanJj • Il IrvDii di 
I taUI IpnoU».!! Ami. BUdlnoUnii 
«w* tmm» Ma pu» »*<( toa^o atlT IM' 
km , fM gMtisu r < rw cha M«l okl»- 
^pwM*! r aaten t*r qiMMa 
Imtmitn *llmit> ^ odtoifea 1> In- 

Alitoi . JUlri iBMutaB* lU <a **n> I nawt 
Mnw — t Wm* •BowiuU C. tu, IM. 
mtfli^tm- • IJ ramfmcet Int i aa»*» «I 
«■■M twrttllwint*. BB Iwluu TBrail- 
(b n<M 4*41' wn> iMBfcr f ». Q rota 
ma» («MI 4tf «n*!. raasdo «*>«>«•. 
la tristo m t*«w hnns^ la pana di 
li «alI'AelvnaW • lOHDiwn pMiÉ cW 
i> rn«M« 4*1 laoDo le ititacll • . VOal 
Bamkjl.. FtKt^mH. Xtu.. aee. Ila, ^ * 
«taantsia.41 an m(*Io ■ di m m» 
la— O— ta Boa dloaaflalia, •«aroe- 
•u> Ha rX* r «Marat, il na iWrailia 
^taiartooiirfpniriA. ImttraitilMIto 
■oaiiaa afa* IMnla Ma** la loM <■»■■» 
»»— .■■i W «TaMH«>aiaaaalB». 
L UTttui atm CdnUi. UI. IM, a4 
•■t*a dorsii». T. a. tantn, sfai ratchla 
■~ atH ratal» npnadct* la IxolU *>■ 



.ib 



■tTa. pardoia ■U'ia|Li«iiÌM talaBaia 
drila loH larmtsIM. 

7. vuM t: iota Ila. - rsoMi erto. 
cuiBii II/. XXXI. U. 

». tVDllO: n lVaMB«B0 lahtaala, git 
lonabala atl *. 1. 

■ I. rw »oua: par qomtafaaaiM ■■ 
vnAI al lnB4*. 

12. ìu;ì:»h< Al t nars*. 

IS. ciao» aoiioo: l'Inlirrst. prlroAt 
taea-rtr. Itnf.X. Mi XXVll. U, aec. 
Jbll. Vtlt. Ili XXII. M. XX7, ». 
Sapinn» XVII. ». Olbia T. SU. 

15. ruolo : • lise diolt. iiuia viiftHBi 
adaw dncTlptlt laUn Man uautlal», 
at «tlam ^ula ratio «aaipar dahat pta- 
o adi r a > ; Jhnt. 

14. «UOR: (marUt. -aociaasOil'aMa- 
ma tai»»UTa (1 Tadar OlaM. 

11. «Dou : la aran nffcrtaH atHa 
ditutm f*Bss t a. I. H vit.tfBaadD. foca 
dopa laair a l iBaavalaatak aran daM- 
law ixa laaaa pw Ini M>a riattapna- 
darriiBal *laaRÌii,II.Uacc.iall'aatniU 
Mia Iona. UI. 13 •«(.1 Slrlnpauo a 
i;m«su, III. fri *u. 

SI. nnl r ptta i»a lIlMlto I qal sa. par- 
ta* ti aHDlilaB«B*>bllata da mainai 
air. IMI* r»». La piti» ixir tì^mt 



S4 [(IKKCniO PKIUU] 



sa 



;a 



IH 



31 



3t 



40 




Amliam, cbé Ih vìa liingn ne sospigne! ■ 
Cosi BÌ mine « osi tni fa' ontmre 
Net primo cerchio oho l'abisso cigoe. 

Quivi, secondo cbo per nacoltare. 
Non avea pianto ma' clie di itoìipiri, 
Cke l'aura «terna facovan tramare; 

Ciò avTOnìa rli ilnol houka ninrilrì 
Ch'avoan le ttirbo, cli'oraa molto e grandi, 
D'infanti o <IÌ fummine o di viri. 

Lo buon maestro a me: 4 Tn non dimandi 
Cbe spiriti 8on questi cho tu vedi? 
Or to' che sappi, ÌDnaniti che pia andì, 

CVuì uon poLi^aro; «'etli lianno morcodi, 
Non bu-ttn, porche min «libor battosmo, 
Cli'è parto dolili fedo die tn credi; 

E 90 furon dinanzi al Cristian esmo, 
Non ndorftr debitamODtsa Dio; 
E di questi cotsi non io medgnno. 

Per tai difetti, e non per altro rio, 



jDanCMffi. un. Itti. - m mu BuiTit 

laMIoMf, clDdWfal iMinie UmoTK 
». NwrtOTK' ad ■ffnvIlwM, 
SS. cotlr c^m\ ditìtiiilo. ' ar Mtia^ *n< 
Inv iirinifl» Al.i iri vtM: *i KOit^K. «cv. 
Ctt. mpn. (V.f,.!l». 

V. lU-tA. li» Iniwrmft, S«nii n«l 
Uaibu. ilbn udn liumn loi^jfu pcur |>u«l- 
Hirs. ma (nltanio nf>c>il*ai prlrtilnns 
della iMklIIiidiiir. quindi Huplrf e ilulorl 
«Mia mtrtlh (Jul tnrlr« ni^lifi» jEt'n^li 
di B0rt9 Min&A bji1(«*JiiMj, uuu |>«r hIIio 
MDlnil dui eMo: eli* pri matinnu di 
Adn.l)«l'A(»tinu: 'CncrMUtf, o Dio, 
k Mi «d iDqnlrln * 11 Knot noiUo, IlDcht 
riponi Id Ih ■. N«l munda di là qoiMtja 
latnltUdlBa « •■«ma. Chi non tanH^nl 
n Ab» «do uri Ibiu|iu. uvirnUrnlc^ non 
lo «UktCRIU plb- 

M. KtcìHuu Clic m XTOLTAaai jisr 
qml rfi* al palaf ■ i^adkat* awalUnila. 
T*l«r«-n(in al p«t«T*, mmiiiIo treppa 
I'a«am4 

16. Kii'nui t^»b»;lu.iiiaf(f ifuam ; 
•f*(n,nMf rw. Al.iniMTOOUài, i-Hlj 
ift. J!. /'.. IS *(. IMH. I. 2(. 

10. Hfht.ta: aioli» k turila fi| <^fffil 
torba p'andf. tuiiipNBdnuilo <-xiiiina ili 
MMfrudgqamUiadl anliar.&l,rca'B- 
aaa iioum aaiviiii lunfi-. JC 7., 20 hk. 



SU, IKVAIITI : lanibinl mnrll mna hat- 
l*«lmf>. - VIHl ; UOIEIKlI. 

S3. ahlili vadn. «Inlonpo^ll f. w*i, h 
ffll anllf'lil dlivano andò, asili, and**; 
Dan. CO. faraib. Auti, III, 190, 

il. non itcoiKo: ■ttiwlmenta. -ma- 
fVI'Ji niHrUI dt bi[miv npnri>. 

8t. rieri: Al,: roiiT». Pur qni'»t*MU- 
enà» liuiiin- kI U \-alrM-f>, rhv il liMU-- 
■lino A dp((t> ;atiiui iderat'Lffnffhrrcm. Ma 
ncpD >flnwfl ^i/^t l>lroDn Iriollnr, pUo Ifc 
1ai\o ila' cHutlKiiI fìtrn ba «livtnid iiarLI. 
Uà hi dltrnl articoli t > UH arU<.-a1l 
d>IIa (M< KB dudlrl. do' ijualt dodlrl * 
il lialieilmo ano*! Dm. - • IllMUcilao 
* unu d#,cll atllcnli dalla ftd**j àn. 
fiw. * • HapllaukD* tftt ankuloa 0Afl, 
H p*T rvBflHfUpi» pj.n » . iErn>. Kacovda 
la fi AD &affjtloraBiai1<<lr«i1d-ftd«l«i«n< 
mm'.. antichi. llaiiirs.tlHsrAaTB.CMai- 
bra «Bd «b* naaaun eed. abbia mtnxi 
tir. Mtnrt. Orli.. IS, at. », Jtwfd. lUS. 

ta. Draniawarn: BOBB'HBéOHsdBla 
In Ctlato ••BlB»: far. XXXll. >1. 
Vlt.Oin.XlV.^AIiitY.n, - a luo: 
U T«rbodi/oAii'«lB apIlM nmcarall da* 
tlToi T. hatii. Sun. Xtl, p. «a. 

40. lilirTTi: maBcasu di batUalB» • 
di dfblCa adatwIoiKi di Illa. - aio i r«IU, 
odpai rfr. ruriT. TU. T •(g.. !&•((. 



[otiurHio nino] 



IVF. IV. 41-99 [OIWMA m CBISTOl S& 



n 



H 



demo perduti, • 90] di tanto offési, 
Che Beou speme vivemo in disio. * 

Oreo daol mi prese al cor, quando Io intesi, 
Peri ohe gente di molto valore 
Conobbi elio in quel Limbo oran sospesi. 

« Dimmi, mKMtro mìo, dimmi, signore, > 
Comtncia'io, per voler «HMr certo 
Di qnclla fedo cbo vinoo ogni errore; 

« Uscìccì mai alcuno, o per suo morto 
per altnii, che poi fosse beato?» 
E quei, che intese il mio parlar coverto, 

Bispoae: < Io era nuovo in qnosto stato. 
Quando ci vidi Tcoire un PosHonte, 
Con Pt^o di vittoria, incoronato. 

TriMSMÌ l'ombra del primo parente, 
D'Abel suo 6glio, e qneila di Noè, 
Di U0Ì8& legista e ubbidiente; 

Abraàm patriarca e David re, 
Xarnel con lo padre e co' suoi nati 



U. ■ lOI.- À.Ì r WW.I efr. Z. F.. B 
I A ■!■«■. a* pwmo iprrar* 41 



mini, ifma/tf tMm ab. «Il* bMto khU. 
r U-li* tttlh, 4bHM M CM*I« 

I ■ammtab (SU IPirtralll, 
,)■ CUmb ln»KU obi>< Btirin- 
I 41 Mm f trm Im moil* q i> ri' 
a. CrlaUi ilUMas fili ■*! Limbo 
1 aanaKiUm U lltntU «Usui»» dM 
ItMTMrtla f>M*»,«>M rliMMa. UmM 
> r ■ionio»! 41 Ibnl »f < nior« iIb 
■ k nritl <l •!■■» «Mirino. Oh. 
..•«.»•■•■ Jf .Ctaip.aMl.oUS. 
, rtn*- inulta*, 
nocai oMi 01 40). ^^ LtaW. 
. Cfr. Il trum drl T. U. 
Italo •!»— <l «1*. 
LuiitBftii ■loMoanoaoatoaCii- 
o» Man «iHtiBila. 

U ■BOTO-, vi «1 ittlVTaT* d4 (<U« 

^[1 !■-■ -nf. iMh wwta il Tt Mt- 
tabo riaD-BM* » a. C 

B ca wmana - Crlft». Knn lo o*- 
■— rr» )|— ■!■ ili»»»— ini ititi. gnauli 
)■ «HMlBa. IM >a*U I>4Bia ctrw. 
n MMaai^Maie nMl'JV. ■> ano* 
CUma rn la «!•■ itnrMiIo a Ul 



Dani', • p« WD taMMluIn EDD lo lei- 
doni dnir iDrsiDo. 

M. oox wiDio : < ConoatD OMM rr, 
CDD pilmo (ho ■iKBlllaa rlluiria. Mt 
fmitilnDo dalla «ncit rh* «IcnUloairB dia 
OTto triUDblA, In *u]lHon>e*.iMillaioaiB 
uHlio OTrarporin'i Jlutf. Ida t«oÌHItil|. 
ausi* Il HKiiri ili TllUiriD < U ■»«• 
■tiaai !)<'ir EraDirllo ili XIcnlaiBC, 
ui.^to ItftcmwtiM (ftifitti ad it^fotua in- 
iDAiHilur/. Seanj. J)R<n',.p.4M>l*i[(*ili 
• ia*iiliqiialt<]ini(iiiii vrncifaKaMa la »•■ 
Jla tafotul. qua MI n'ims» •ìrtoria.i 
ar. BotK In Bull. XU. SU. 

SS. i-niM rxanmi < piiaio padra, cM 
Adu>o. 

K. VB*li>tMNTX : bciKibA Iri^Jttton dal 
aaa pofiDlo, <■ itll (Onoa gbbldlaDM a Dio, 
ondali iDO «»tiolo du m i» l)oi»(w<.e<r. 
Jtnd 1, 1. 1. >. OC' Aloni laKfono: 

IH Wal>t U(l>u i • l'atWlMali 
aifaVu filrU>T4. 

nmnmtaDda t' abbldl(>nui 44 Abnuno. 
qundo ■■ aitmitit piotilo a aatHOran 
l'nnke SlHo. U* lai IoiIoh. oIuo ni* 
■■^ro aptotrlitB 41 oolMKk di eodd. 
timm. BJiUdil. dlidnn:* la b*lla o>- 

»,tau«t.-.«i*«»UM -r*Uia!l 



oisDzloDfl dL un uiEelaT "Soa wA hft 
La TBDtOf tuleoo a tnono, ma oon 
a attributo dAgl ! utgaU-Tanm ao t*, 
prtoifl CATOnCa li rlflntd di traglt- 
i FoAtA, m« al AcqnatA poi, oAlte 
■QÌt ctl VlrgWÌQ -, «4 l veni 07-» po- 



pld. Anoirorio»u«fiC«. Oiav. 
vanto Bpira dare Tuolei a i 
odi. mauoD u1 d'onda tosi 
tkIb : otnt BTrieD^ a oL^DDqi 
■pliito*. Il Poeta detorfraqo 
dalla ana nd«ci'a di tpiritù. 



CANTO QUARTO 



CEECHIO PKIMO : IL LIMBO 



INNOCENTI, PATRIABCUI E DOMINI ILLUSTRI 

(ttoa b^DDO p«DO porittvn, ma «nlo prìTuilODfl dtllB beatlta^ 
di cui wntono U rlwiilerlo mi non la •ptrunu) 



Ruppemi l'alto annuo nella testa 
Un greve taono, si ch'io mi riscossi 



. l-Il. La loflali'ld. Un grsTe taono 
Tisns dall' abii», n la col proda I 
•iandaDtl (1 rltrOTano. araslla il 

La dal «ao pro/ondo boddo. B1 guarda 
rati. « il aooorg» di gasp» aon'ln- 
0. CeoforUio da VlrgHin, ibB non w 



Powna rliaandlaiBO nna to 
Ira i tanti, al Utoto gifc 

Dani»», (Sa JCr MMb, : 

P«r l' intcrprclutmie ofT. . 
Limbo DanUteo. Studi fi 




Jvr. IT. Te-B3 



(I sonili POSTO 



E quegli a mo: « L'onrst* Dominaosa 
Cbo di lor aaona sa ii«tU lo» rit«, 
Graxia iic<iutMa nel cjel, che «1 gli nvuixit. > 

InUnto voce fu pvr mo adita; 
«Onorato l'altissimo po«ta) 
L'otnbi« sua torna ch'era dipartita. > 

Poi ohe la vooe fa restata e quota, 
Vidi quattro grand'ombns a noi TOnire; 
S^aihtanai arovan ni trìitta né lieta. 

Lo bnon maostro oocainciò a diro: 

« Mira colui con quella spada in mano, 
Che vieo diDanxi a' ire al come sirei 

Quegli è Omero, poeta Mirrano; 
L'altro è Orazio, Katiro, ohe vione; 
Gridio i il terzo, e l'nltimo A Lucano. 

Però ohe otaacan meco b! conviene 
Nel nome che sonò la voce sola, 
Funnomi onore; e di ciò fanno bene. > 



fcrull. 1 qMD laUI •oas prlrl ii lan, 
•1 •■*■. iBHplMfsmto. dac» Bltrt kU- 
IMBrtM Uako. 

n. osiutiti anonta. 

TT lEt 'irA- iMwla i•^ vlniDli. 

fM> •Uitli»bMl*«i««danMua.qata 
foUatMB hana» Optra Mi*ali* M Tic- 
uvw mnrtv ta*Mi tt ichiriMB, M IBiB 
taw kabanl > , Snr. - • IHcnI ILMicl 
IMI IMia «■*• !■ aarUII pHoto dtOk- 
1*1. taaai d ÉMtn bw* fK«1l, Usat r» 
(t> «I tafensB, MBMinptc* bMklan 
iHt* ■ÉiiiiiiBiMr al POMI •! fMr. Dnt. 
T:vT*rta: mmttn Tlnpllonnl wr- 
tara ■■■n. - rvcii asa di tulli tbi'ioi». 
<M IB W emm ■•rabben <IMia MMfia- 
■•, ■• 41 sa» (b* volt» la vnrala isll 
•II-, lu^màa: hi** rbr^w; xtonabf 
Bbn ma |>M mtmn eh* Cloat» 
I >>TiTiT p*r HMeamn DbbI». 

i.1itji ■ <ium: • CMaala la 
, «1*11 BUwaAl U>; fMa. 
■■•ai ad paoli i^ pm I>uta 
- 'sad. OtùwnHoim lotvaMPtis 
---■I ■■•«•, M aapcoda di gt*«a<fft' 
^•«. ti. Mi • Bwi «HaduBa I p»iol 
»pim tisdatll (Orila I.TliUraala, Orl- 
ai * 1 mi lU «nnia ttmà^MtL 
Il «t nani: •tu «alTwtit» éitof I 



p«i11ÌTÌ. - VA LlrtXi non 
- • Ptai>rta « »Ua d< hvIo boi M ni)*- 
||nr« troppa dalln ODH piuapan. n* lur. 
btrvl itflla BTMrta*: jiL nor, 

n. irài-jLi par arar maiala la «011- 
XiJ baoDrlllDro sraco OtU'apaMcal di 
Dioirg. l' lliad* I tlitataU ID aomUaiua 
ài dtfona Itnaal* oaa apoda hi numii' 
M. atTiao^ inlltat* di aallto. 
M. tkTiHO; oUlma di •■* • ucb* di 
pniila. • AHopll Dantaa irto lualmaa 
port** lallaoalalrtpllrtaltK llarattan 
la MUn. Uildlamùeamadiit. LotaDom 
lo Itairrdla • I Btmi. 

SV ai comiiia: al aeeentacea »aiial 
owne, t (iiwia «no» luc 

M. «OLa 1 di ma dal qualità. XI.: pra- 
failU MllaoMaaolaibpadalnltl. Moha 
faroa alia foiaa oaa oala. Ila * aodOMbA 
la iota di luitl (uHe hIb. • da fcr ro- 
gttu» ct> W <|ii»tra ombra il daooara n 
Ttan d( lannlndota UMl* iBilaio*. od 
a Ioaipo ia nnalea pralbrtM«« ad alla 
TOM n Tram oftfralf rolKM^Me ffU; 
oIItIiti'dU la Tosa nu» laioM* atala oola 
a iuMliflbil*, mn un giiutabaitlio • ■• 
fro-inxno ila nuli eavaraa caatrtita • t 
fa-if.. ,«(iJ..-»l tg Ccr. Bt. al t, J». 

M DiAK ijugianilu la io* l'alia ala 
■«iaaaa, a moaUvailoal aea«t1 da ocbI 

lllTtdli. 




38 [oncniorBiMo] 




M 



tee 



va 



10( 



tot 



111 



OohI vidi «duDar la bolla itimola 
Di quei signor dell' altiuMÌmo cnuito 
Che aovra gli altri com'uquila vola. 

Da ch'ebber ragiontito insieme alquanto, 
Voloerai a me con nalutavol cenno; 
R il mio maestro HorrJMO dì tanto: 

E pìii d'onoro ancora nattni mi fonno, 
Ch'oBsi mi fecer della loro Hcbiont, 
Si cb'io fui Besto tra cotanto senno. 

Cosi n'andammo iufiao alla lumiera, 
Parlando cosa cho il tacere é bello, 
Si com'ara il parlar QoU dov'era. 

Venimmo al pii il'uii nobile mstello, 
Sotto volto cercliiitto d'alte mnra, 
Difeso intorno d'un bel fiumicello. 

Questo passammo come terra dora; 
Per sette porte entrai con questi savi; 
Giugnommg Ìii prato dì freetca verdura. 

Genti v'oraa con occlù tardi e gravi, 



M. nvtai dixino poM.i, Onai l|iin<l«1 
Mdd.« caoim. >D Utili. Al. len[Onai;l'(T,, 
lolMiilmdo chi di Unin*. clil di Vir|[i- 
J[0;« lt**n>n nou pndniin Ait^i BdiUthi- 
«alt ■n^^livfUD ìtkìù Icaiuns. Cfr. Jfuorf. 
CWf.. Sie •(. 

VA, ("Iti! iì qdl] tanfo. ■ Situi «uini 
ftquElK n'iHt Altlatiplvlil'il ■oaUm lot*!* 
■T«. Ila Itti u(«udi»un(*IHa*.<l «14»- 
rnnt inlilillaa lnl<^ |>fli-lwi • JÌan«. 

n. m*matixii>! i iiudiru l'IiicdrnilD, t> 
Tlr^llln rvndraila (niil'> di Itinln. 

MI. CK»0: HluUndulu i)»!!! 1uti> ru|. 

le». 

V9- •OfrfTT'lCi mintrAnilii pUotrr. ■ HI 
T4if1i>r d«Trouor0 fAlIOrilldk ()DQÌ (WAtl. 

II)i.i>«mOilwii|ijirl,l'rnfnin»»vrr»1». 

10>, i.itMIIKJt: (fr. V. tj ». 

VU ltaiAO:p<iMMHPr«inìeatcì!viilit 
•tq^LV dal «avff*t(v dal ]triftma o ad- 
df^bbfi por 1* luncha ; atiiliitiu parlni^, 
tVftiaDO, 4A l*U*n i> dk povvla. 

14». ma: bello. - Dov'ui: dova II 
pulHt» «I luctitit. ai.i UoTs lo mi rllTO- 
vark. 

V. IM-IU. llraittlU,<l'ILImho. Ar- 
titano a |i^A d'un <aaI4^)]ci, VLnilicil.i di-lla 
M^uua uuiuiA. 4 fìtta' uutiia dui rorui.lo 
Mlafluna. II Mttf Ila ( «imlilalo HtM 
*b(M da alle aiuia. hIblIioIì daltu atti* 



rlilb. eloè dallo monlh pradMia, fln- 
itiiia. rarl*uaouui)nniiiu. • dalla ip*- 
■wUUmli>l*lllKaD(a,M[iniaoaapl«»a. 
Bacando altri. I* nKra fljDraDO 1* aallc 
|«r(l drila fl1o«oB*; flit». meufl*I«. 
airfu, rrfìlitira,ttonitpmkr4{chao(£liilt«t)- 
br-al ee-aomla], ibalriuall^a, aflIo^lBllu. 
Kwai A dHV*i> da od Wl flovioctlo. tiia^ 
bolu iii'ubiLblluicuM dall'aloqnMiia, na 
thi> Ik nulle vlnn (t tntrCDMO « rf pT" 
luail')no. tfr. Jnf. I. Itt-nj. Paaaaou II 8u- 
oilr<.lln a plHlJ aarlmtl, <Ti4 al ^audl a 
iliiIpIU liiiri^iE"! otm u«(duao f^loijdaiili 
l'unnuIuDl |iiii far lorv laonltanla rlrta 
utAAétì*. KnLfano pAT iinTU port«. la 
h-lio arti 11 burnii d'I tiWio aiiuadrIilOi 
framiDiilT*. duTollLci. Tvllorlca, antl- 
ca. atltmaUcA, ^riuiBlrìa ikl luitnijtMDlii. 
Gluneopo Id uei pi uto v^rdtifitlaulOH di- 
mora drilli apiriLk riLajEii'- / 

loe. KoiULt: la aapleuM uablllla 
l'nixnik 

l». numi aacliitta. 

Ilo, anTC: oi^uona dalla acil^ mura 
avara la aiia pcirta. 

111 ruTO; •iKnlIiwx-IrclliaaJm. 
VI, «1 lianvnu Oity. XI,aaKDatttna 
llla>ir*a (Iin lo ptalo tiraoli •! flnit. 

II!. TIHUI K niikvi : tfr. /Vry. TI. ■). 
J-roHiM XVll. H. 




Ikf. IV. 113-12!) 



[noi] 39 



IH 



tl« 



Hi 



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irr 



Di grande witorìtà ds' lor aembianti; 
ParlATaB nAo, con vooì aoavi. 

TraamniMl omI dnll'un do' natiti 
tu ìorjo nporto, luinùiMO ed alto, 
S) cha voder sì potoan tutti quanti. 

Colà diritto, sopra il verde smalto 
Mi far inoatr&ti gii spiriti tuagnit 
Che dv\ vederli in me ateaao u' esalto. 

Io ridi Kleltr» eoo molti coinim^ui, 
Tru' qaai noiiobbi Ettoro «d Enea, 
Cosare annata con gli occhi grifiigiii. 

Vidi Caniinilla In Pent«silea 

Dall'altra pnr[«, e vidi il re Latino 
Che con Lavinia, sua li^'i^i sede*. 

Vidi quel Bruto ohe oai:cÌò Tarquìno, 
Lacrexia, Julia, Uantia e Comiglia, 
E noto in parto vidi il Saladino. 



rU4. mjtbO: cas*ri«gaitMiatlMilai 
tft. <Vn( IV. S. trt»tM XVII, Xìt 
XXIX. M- - «MTi: tiu* 01 iultMU, 
au 4> in lato, lu di bd i>«<x*r*lla. 
i^é» Bau m iKfnlIt* Il rt^m. • Il 
«Da pwalnUi ■ IlitaU. Id r^iaa lanca. 
(• «ptfUt H^ial «a» nKt"[*"inu ilU 
iMtabBa dall' loipH» nuBHia^ pn* ■<■' 
(te a 8ata<lao, <tM Um Ib dtifMl*. dm 
«••■4B ofU (te tua nH'MfBra noiano. 

lia. Mnm>: dininousU. di coBttv. 
-MULTO) dil pnl«. 

1». ecL.TXDUU; d'knril «•doti. - 
rMut-TD: IM M faa7lac<4i>. 

m. Axrnu : Ocllanla d' AUwitn, ■■- 
*• di DardiM. teduw* di Tfuia. ttt. 
nw., Am. Tlll, IM ■«(. Ilr JViH. II. 
a - oowuun t • Tralul. dlÉeMd«»tf di 
l«. tta- ^mII BMniT od HMm, rnaa d>- 
liMin di Tn4a, VtiltB |drutsr dall'la- 
twa !■ Itaa>. rw« dk XitM Mita * Ot- 

IB. amataat: WHliuitl, rWMiliaDtl. 
ar*K t«i:,fW. T. 11< •4Mn<*d*Ma 
firfll dcwMI... (b* haaB» |U iNcU roMl 



VH. CdWnUJi A. W- L m • ni. - 

li mlaadyk AiMw l Tla> 

: «hrirr. , Ani- 1. IW H». 




lU- LatDio: n d*l Latlo. «!»•» di 
Kd«; orr. rùy,. Jn. VII. U«M,.Mi 

•an-i XI, sosiu. 

ut. Latiku : iDojtt1« d' Kau : oft'. 
rti-»., .Uà TI. TMi VII. -.1, rea. fi. 
Huti. 11.3 ; •lATlnlB.,., AlbaDoram Ro- 
inannniiiMiua iDklar. rojtU Latini dllk p*. 
rilarr «t bana • . 

117. Uai-TO I Loolo UtnplD Bruto, pt^■ 
m» aiHaala. Oana. LV, &. da non «on- 
fondini eoa Hano OìdbIo Bruto, Tao- 
«lui* di Courv, vbo at* In boa» a 
LaiUiro. Imf, XXXIT. IS, - Tinitut- 
NUr rarfUinMu Atyirbw. nltlnio ro di 
lUma. 

17d. I.L'CBnuikpndlMmoi-lleillC'nl- 
IMlDO, nlglala da Saab) TMiqnlalu, - Ju- 
Uà; às'U di UlnTlo Crman-, mngtln di 
PmiKo. • Mah»*^ niniclia di Calon*, 
clr. Fvrf. 1. 79 i«e. ('i>nv. IV. W. - 
CowitaLUt (jDtDaUa. d|Ua di SoIploDo 
aMouiD* nuli* dai <lnMhlt etr. Por. 
XV. I». 

LIB. tolo 1 o panlit oaUmiMB alla Ma 
d*CU lUii. latm parfhd «Mua pr«d*- 
<MMtl B* lorowptl akt gU «omlBUa^ 
«ro. - S^i.u>IM I inlMM da l(Kto • di 
Stria. 0. n«, m. llM,««Mirfpn'>aaaa 
vlrta • KWMndtài ttt. Otn». IV. 11. 
«•ta M iUadiM •( tatla TOD «nn Ma, 

a Baci.. Uhi*. I. 1> X. ». 






40 [«KtcllOPUlKi] IVP. IT. 1S0-U8 



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lU 



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il* 




Poi oho innlca) un poco più )« ciglia, 

Vidi il iiwrmt.ro di color che sanno 

Seder tra filoxofìca famiglia. 
Tutti lo mimi), tutti onor gli fauno: 

Quivi vid'io Soornlo e Platone, 

Cbe iunniiEi agli altri pìh presso gli at^nao; 
D^moorito, ohe il mondo a caao pone, 

Di'>gcu6s, Anassagora e Tale, 

Empodoolii', Eraclito e Zenone; 
E vidi it buon acco{[Iilor del quale, 

Dloscoride dico; e vidi Orfeo, 

Tullio e Lino e Seneca miirnlo. 
Euclide geometra e Tolomm**», 

Ippoarate, Avicenna e Oalteoo, 

AvoTToÌB, chà il gran commeDto feo. 
Io non posso rìtrar di tutti appieno. 

Puro clie si mi chCcÌA iì lungo tema, 

Oho molte volte a) fatto il dir viou meno. 
Ija sesta compagnia in due si scoma: 



V. in -Ul I topUnM. Vnlo plb ol- 
tra eli nnmlnl di adtii»- ■d mncnan 
firma I Btowia Ucnlld, imi I ot-il il 
■toilk nittunili^ <n4l qnalll il'nliHiiiiuiis 
a invili di ii»dlilDB. Dulo n VlrRlUo 
laulKDD quindi (ti nitri qnalIn.aeoB- 
Unnanft li loro rlajKIo l'rr |>in unpla 
naililp dflllv pnTiMD«^ i\ni iiomlniiCd ttt- 
I rtlaUTl «Ucotl ^litlfiiK'^ 

111. miHThn I Arl'Ial»lo, • ti trtuf 
11» dnlU ofuiQt njfrfiiie *; Om«- IT, 
J, «w. 

US LI) KIBts : coti II Iilll dui c«ld. a 
coroni, nnt. Al.i L'^HHnu, 

XSi. tiri I-RUM» : iMmdo Hopit ArtiM- 
trln 1 piti iv'OflIi-m I SIboB. 

ISA DKMi^Hnii: di AtidBta «ha Intr- 
frn^Tft 11 DtoDilo ^^oFr Ain(»fiiii«a rato 
|iH cir^i iMmot^m» àvf\\ akiml- 

I3T. Vtoawttai Dlagau». B mlabnd. 
u\ll> di SlllU|Hi, • AUMAIICIt ; di Cluo- 
lartae. Il wlsb» maaalro di Partale. - 
T4i.li: TdnM nlloaln. 

IS!. BMmioei.U^d'At'lganla.utai* 
di up pnaana «n In iminra*"! I prlhfdpll 
doilt Lu*a. - Eiui:e-tio : A' T-9**'t- - 7k. 
S'.-yt ' ■!» Ctiln -, «lolw. Cft. tVnr. IT, 0. 

130 ijiitui: >1i>Ilai)Ba11IAma4ishad»(l* 
ffrbo e dalla pluita. 



NO mwoOHiliKi raadlwKraea da] 1° 
Hcols. - Oano : idII1c« pooti) e niuha 

III Tuu.io: Cieonuia. - Lino: ni- 
tifo poata KTteo-.ttr, Tlr^., SMof IV, 
it; VI. OT, Al.^ Livio, Ai.m>,*rnirl*il' 
dnitl. Orr. Jfann. MI.. MJ ajo;. 

141. TouiUMBO; oalabra gmtnta ni 
aflroDonc». 

tu. IrrOCKitS: nlinn madiooRTMe. 
- AVICCnu^ inadi«okraba.Siirltoit*lM- 
onin XI. ■ Oii.iMO' nadkndl Vvriiwaio 
uoll'Atla inliinr*- 

1 M A Tumula • Hlnaaro *r«bo M a«> 
rulli XII. (alali» «onHDiiDUIiara di Ari- 
aloUls, 

1**-. kITKXMt munii Uira^ Ch. Iif.V. 
S. - TLTTi; rohnq rba lo vidi cult. 

HO. CARtni ■- a|ilii(*. aiiTona. Tuta 
aoaa bo da dlr4. die tatta non foaaa^ 

HI viiH HIH'i ano [inMndiitl «Un- 
dor* » iDtto l'a-fiadnlo. 

lU. nomi ili asl I OmM*. OMit«. 
Oridio. LnoDo, Virgilio a Dànta. ' n 
DUI ai «cut al TldiiFa a dot: I qoat- 
iro ptlBil twi.>ti<> uni tura Inotai I dna 
aMml MoUDUana U Tiamto. dlaMB- 
dfndo aampro a atalairak |ilà b«I biHO 
Infcroo. 




llfp. IV. I-I9-1&UV. I-S 



IIIIÌIi»RSl] 



Ul 



Per ftlLn va ui in«a& il skv'w duca, 
Fuor dolU quetft, □elt'anra che trema: 
E vengo in pnrti} ovo non è che Idch. 



IO (i-ru: ril Tana da qulhpMBonB. 

IM. TUKi : a mMlT« MI* boAn* 
■r f—pi T — l mi» •! rtlirton ti V otrehl* 
IV. » ■■(■)■ aa e* tM luuni)*. et 
Iona ■ torto, l'ann itì Uakn, eb*, (Oorti 



dal caittJlD, tnm> ptt I aMpliì dalle 
anlm*, 

111. Luca-, davo non «ddo abiUlari 
eUul r*' aduni» « tirtll. D« ruot». a« 
■■H«. nA altra «Ma Ob* dia luna. 



CANTO QtnNTO 



CEBCHIO secondo: t.DSS[IBIOKI 
(TniDlU !■ gtiK di oanthoo da nua bnl«ta Malantal 



UUeOSSK, peCCAl'ORI CAEKAU, FÌUKCE8CA DA BIUIKI 



Cori difl(MRÌ dnl cerchio prìnmio 

Giti noi secondo, che men Imo cinghia, 
E Unto più dolor, elici pugne a guaio. 

SUVTJ SGnÒfi orribilinente e ringhia; 
Eiamlna le colp« neU'entratn, 



f<r 



. I-M Mt 
••.aai^ 



fltt ad •MaadoeanUa, 
(te • ^1 pae—ltrt caraaH. All'aaMla 
tm, par adira la iwallaAiiii do' dav 
aaU • ■^■(■■r la» la ■■tlala pna. 
VMì^ Il idn di CMta, Il ^tala a wa 
■» iTonta pHM. HO* ci"""- hO' Ia- 
lina f^aao. UlMH i ■■Ita t— no» a 
flahaMM 01 limola ata artlMUmot*, 
"l"- ad l«IM te cada. ()m quaaU H 
M^ tasta *Blta II tarfo, i|aanil •»» 
lt«B*l Ufanudl eha r aaliua daia KflD> 
dHB. a<M(a, aivaaa l'aalma al • oio- 
taalk. Oaala gli alldbaiaer du^M aa 
tmn «Mttaaau di gluMu». lg*»n 
Ma f^loDa d<ri rUafm di DaaU. toni 
te tu ratracdarp. fviaa IbM gU Caroa- 
H ■ mna &isnnn pili tai^l allil da- 
«■111 ma, BdlM la puuia di TH^IIW, 
4 itea • BM b alu« «niiiMlo. 



l.ooahpTaiira ria. non MMado|iib 
tbaln àiM.ttr, IT. tlIafK, - rKiX4ioi 
prfiao. 

t- (Uiduu: oimrnda, rlDiklud*; da 
rmjUart. lat- riapAv, - L' lalanm daa' 
!«•(•> * mi*laiaiia«a*Dra|tiaaolr«alija. la 
qaala, tHapia laaitiniMdaal a aio' di bo- 
ba ln,il apràftHida Odo al ronlrodalla lana. 

S. vil^s I cardil Aiiaatano l'Urla plb 
■trrttl. 1 pMOall filtl Ittatl. In pioapltl 
■Barba. - a odaIo-, il fwlaiiwnla, alio l« 
autne ranuo inMado UaianU eattldai 
■Ir. ». «*. 

t Mistei II ailtlea d^ltBuIa él Oto*« 
a di Koroiia, cloil* ra o l*KlaIa»ara A 
Crt4a. aaltnl tifnelAnrtl'Ialanu> pacano 
T. Vif: Ank. VI. IH. - uiX'iiiu I dlRrl- 
tua I denlti rfr. In/. XX VII. m. 

S, Oiiijai dalla antnin - cnaiiai I» 
tmifi dj potata nccliiu. 




42 [CKKOHIO tKCODDO] IXF. T. 6-9& 



[KneoMi] 



1« 



u 



la 



I* 



n 



M 



Giadica e mitni)*, Hocondo cbe avvinghia. 
Dice cbe quando l'aDima mal nata 

Oli visD ditianzi, lulta si confessa; 

K quel coDosoitor delle paccatn 
Vedo qiinl lo«» d'Tuf«rua h da eesn: 

Cignoni colla coda tante volte, 

QuantTinque gradi vuol clie giù sia inowa. 
Sempre dinaaiii a lui ne staano molte: 

Vanno a vicenda ciascuna al ^iudiKÌo; 

Dicono e odono, 6 poi acn t^ìù vòlte. 
< tu olia vieni «1 doloroso oaptxio, > 

DiHKO MinoM a mi>, quando mi vitlo, 

Lasciando l'atto di cotanto uffizio; 
« Guarda com'eotrì e di cui tu ti t!do: 

Non t'Inganni l'ampiei^a dell'entrare!» 

£ il duca mio a lui: « Perdio pur gride? 
Non impedir Io auo fatale andare: 

VuoIhì cosi coU, dovo mÌ puotu 

Ciò elio si vuole, e pib non dimandare. > 
Ora incominciali le dolenti noto 



é, H^ìtttK: nel ATchl» In culaipnalK* 

U «da lotnrna a ut it«r», t. 11. 

1. »iL turi,-, nata p*r •ns minturai 
otr. Vatr. XXVI. 31 r.^, in. ira igg., 
XVIII, !«, XXX. «<. 

S 1VTTA: ptflhiuuenio. MIOoiBv slui- 

l(.tT>v»c^Tion: KÌndloe inhlUlillB:: oFr. 

IV- XXIX. VII). 

10 UÀ: ^ifv; ■4foiivlcAflaqDHl'iLnlfn&. 

l:(. tiiuim'iijii» r i|iiimil.-i>it*i'ii onr- 
cbi •l'd'jDranui Cfr. Inf.XXVÌl.ìU ■«;. 

13. HOi.t< ttr. W III, 110 te. 

U. A vienili: l'uiii ri»)» t'ulln. 

1>. Iilixixui f<>p ln iano 1 loro pr«u1l. 
*ù[]<t)io: in hitu M»«i4bta. pnfnttA d* 
UlnoiM^, n nnf jE*^]1*U daUd «truko moilo 
gik dfacrìitM ■< h^-t orfi VL'ji.r^c pracl- 
pÉUibO Ufi ^rvhlu InfvrCAlD lorv ITt 
giutu vi um pattiH* da fiEI«lrt>« 4ll^ 
twin (ofr. /UT. XX!, m .jtK.I. 

td. noiAKiMu (Mciilui Inrstno. Kde 
dati*f<fffw tffrtvii. 

Ig. cnTjtTn): li «l»ral»« (ciTllille. di 
Mtalnua • (lodlciÉr* 1 JuinaU. 

If. nbi: Ali. Ai'wido Haysw t'Mar- 
VtilDd*! mu UtH1)iIimivi>la[*. Hlnom» 



nun i 4iil |rib II diobola dnlla <iwImiaa^ 
ma wlUnto U damanlo tbr. (eloM nwuB 
gli altri daraonlj d»l ma id^na, iini] •vr- 
Ttblw eb» altri *1 paa«tnMM • tI al tg- 
ICinMr, H bOD aomdoHo ili dlaroll • la 
lord MrTlIli. 

■l'i. u'iariicui • «IT. UM. vu. il. 
t'ir/.. Ai», vi, isa •(■. 

11. l'UB: aufiha la, «orna Caronte. flTr. 
In/, ni, M un- 
ii. rtTU.K: Tulnlo dal deatlBOi olV. 
W. VII, » aec. 

V, Si'H. t Inuuriatt (h gmvral*. 
IluuiiriMl, Uni" l'Olerò olla pamnan 
par Infili:!» ili IlliiiUn", qaub) wlttrif oUa 
peocafoiia por iTabolana, o«la per illaaT' 
dindin unnm, «nei mpjrJ. fra l<« tnuottr^, 
<?oAllQaaujaDt« In j^i'o da vaote \mpa 
lucuKi, » pUngopii dotoRuatoauta, L« t*. 
ovbtD OKuriknu l'aSOaaamaalo dsir InUl- 
latlfl, prixInLte dalla iiuiloDai II thU* 
liiiliatnau fliiara la HupMM • la Italia 
dslle pMilonl e d«lla TolaWU «osUacfea 
a^ta4iDn imnnluaDo 1 ptmalprl DaruJIi 
11 plinto doloHiH « la plh oaaTOalMM 
MproHJDii* dogli aiDBoH, Ctt, TTrp., dtn. 
TI. 440 *ii|. 
la. OKA : • Xon al dko pltt di MlaAt. 




n 



31 



A fsrmifli sontire; oraoa TenaUi 

lA dove molto pianto ui pon-.otv. 
Io veuui ÌQ loco d' o^ luce muto, 

Che mugghia oomo fn mnr per tempesta, 

So da coQtrnn vvnti è combattuto. 
Ln bufera iafania), che mai non resta, 

Mona gli spini con la sua rapina; 

Voltando e percoteudo li molesta. 
Quando giuofton davanti «Ila ruìna, 

Quivi l« strida, il compianto o il lamooto; 

BMMmniìan quivi la rtrtji divina. 
InUtfi che • oo«l fatto tormento 

Enno dannati Ì peccai or carnali, 

Che la ragion Mromettono ul utente. 
E eoroe gli Htoniei ne portan l'ali 



•t n 4kUM* «MI» Il Pmm ti 
r«ttM*i » M «w. iMHni* wi«ar- 
«t •)»■•• M( lÉ Urna B*w*D 
arila filai**) A«M(MC'noo>unB«a: 
md T—tt l i • M) Umho non ti ma» 
pw|rti— a 4riatl phIiItIi tO. t>K« 
hif. tu. U te-, M •(!. - wimi mi. 

M. tarto! rtlto.rii. Smf. IV. 151 apM 
matàttaiuf, I, M •dovaUHl U<a>. 

H. mnjiaiA: • rtMam %BHt» iHflO 
yw W n«r<4i*iMBM Min MtUa • 
*r plaaU, a MODO énf qoU wnW (■• 
ifaw* k •• MtMta «inlle a ^atOa (òa 
•al JMBB>.th> v^CbM U nn« aa* taa- 
fi lflM » a^iwt •! Bmb. 

11. ami anrii (ft. t, Mj «r**l dita 
cta * alMM, b*D>M abWa di Unta la 
«^Ja^— !■>■ t W i€iyp«r>llliiw< J«l 
•nto aal * M t n'atcasliBa c anea»»» 
ti cmrta il) DaaiU. 

■I. tun»A: Ama oU tnucUa. not- 
ula», •tobala ialla ^^^^ln^^ ««la l'ui- 
■a la ttala a Inadaal*. 

a. mb«t«M^ IfcfliU (Irai*. 

M- auuu . ■■■■■iliwimp 4>IIb ne 
Ha. pivMia A«l Ufi » m ala alla neil* 
AiUnttalrtr./V-XIt.» U> XXI. in 
■C^l a far II qaalo I do» PutU laii f<^ 
•MI Mtef* J*l Umto Dd Hnhlu Ad 
^..uflrl**'!- Al- divonamvsla: * tEiL'&a 
it.irftltm fUf>. di>7a t4iMnr>illebl4r««- 
a< e* minila alla l»nl UTMlBbUI 
ita laaitaii JiHlwJii- AI : • Bain dira- 
fata a irM di «bM. nalnt ori viddo 
Ki« *aBu • panalan 
wa WBB aamoni MU ka- 



far*. Al. Inuonai nt'TKrTI ÀLUNVnu. 
■ ■pliKuno: 1 Alla (uo* andai troUiuif. 
daDO roTlDHR menta •. Ila la lt«li«o b 
(Ki|ijin Bprur V LiliL lU jinttirtlA. ni ti 1^14 
la ijoaa ovnno di qnetla pteUaa foca. 

ti. QLIIVI^ panrliA niaaKDla lor» la 
Tlturla di Criiu »pra II imm«U a l'I»- 
lvrbb.Iaf|qala |»ar «ui, eQlpa lM<a, riiaAM 
Inrriilloota^ g |*roh« leallra la cUnK a 
^anQaruLiuiidfUitUincm^. a paraM ^id 
la tatara InFruiala II vetta. 

M. LA TiNl-t): «qtMlta tvrrìblla Onal' 
licMau ebe nueT* la liaara. inda aoaa 
tttyntH. Dopa ìt oUUa • Il lUDaua* 
ululata aaca la taii^ diararaUnuala Ut- 
nte. Cari ntiraito «Illa n w eiaai alLrl 
miM» naa alTMai pri baH WM Bi la ad l». 
]Bn«a>: fyaa*. 

M. limMli BB Ui prari. «ffaa»aaN»la 
dalla nttura dalla pau (iGrrriit. K4«,>. 
apii'ir* tì-til dirada Vintilo (Aact.. Aiuti.. 
JfiUf ,. P*(.l. AIbibI nuu ti dMIduuDiilr. 
IL, fVa(.. Owr.. Mtv<. Marta.), «al. 
Iti un it (anuiaa «D «inaalo laor*. 

IS. BXiia.moi loriu tiuta •onal* 
•lagll wUcbl a loilan ilTtnia In TD*ca- 
M-Cfr. Fa'. XIII. «. AU UUH: DM 
mail, aa wn* danaaU In alaraa a mal 
HUo tatawala. Km» pai* cba Ila «ar» 
roilan* di ntnr. <». Jfo*». IMI-. 1« *€■ 

n. TalekiOl mlanU. appttlto. 

««. VTOUID; McirwilUiqaMls rtaa.- 
I,*I.I: prtaw ••••- Aloaal laMadonopar- 
Ma FaN par rdM*. • Uaa arila (tolda 
lìUir- (Il alarnriW lotm* U lane» • 
Mt> acUan. pKtatt «*»• lo" ril. Mal 



44 (CKKOaifl «KCOSflK'l IVF. ?. 41-Si 



ti.<:!<BtkioHi] 



ti 



44 



«8 



u 



Nel freddo tempo, a. anhìera largu e pieun, 

C<mA qnel fiate gli «iiiriti mali: 
Di qua, dì llt, di giù, di su li fflen&; 

Nulla speranza li conforta mai, 

Nou elio di posa, ma di minor {iena. 
E rome i jB;rii vaii cantando lur lui. 

Facendo in aere dì nk Iiiugn rìgn; 

Cosi vid'io venir, traendo guai, 
Ombra portato dalln detta briga; 

Per ch'io dissi: « Maestro, chi son quelle 

Qenti che l'aura nera al gastiga?» 
« La prima di color di cui novello 

Tu vuoi saper, » mi disse tiuegli allotta, 

« Fu imperudrieo di molte favello. 
A vixi<i di liittsarìa fu ai rotto, 

Oho libito fé' licito in sua leggo 



■lUil cklUil aplritl iMrUtI dd Tonto •; 

(1 . viiviiDo Tniro : luTarna -, - jk kiiK' 
HA: modulili Min K'>n4»<l)ul*mHiin» 
«at fbUiUhido liUtrniii jdTnnum Oiwiif- 
MAtilus pvrodDtrAU.*, kt4 quoij vji pop- 
«oai Tiiarl >i Btnr, 

43 njiKi: Tanto. -uiu: idii1ii*Ut.7. 
• tO'igUall da ptrttrtc taalt. r. n. 
Q'ial /taio iK-iU (Il i>|il(lti. corno le alt 
polUoo Rll ■U■^l^11l. 

41. (Il (iva. HI LA r • «il aaonl niMi di 
•)nM4l acTribl. olio I'od l'altra a'iDnal- 
uum» iliEdr^lin J^ntni/trù ii^/rmét the tnai 
non rf tto. « da crui Hni4qn''(2Uai>LriU|i«r 
osnl |i*rlo iiiUar«finf<n1<i ^i^itttii *i t*- 
V«nl..£>H.. UÌ.-mkia: tenaa aaaamTo 
altan mtxlf» *d ordina- (^nblnj atnpaudii 
ilirU'EuooiiAfmi 6ri In^arloal. 

/ter optata r« l'Ittici fift, OAtiii III johio^ 
•Il ìtrmitantOln. I.'qiuf limila ohlaira- 
«lenta dal T. W. Il FdcU dUjiuDi «iiibo 
^bI. rana altror* Dal aan InhrDo, I dan- 
OMI > «Bblan, Moonda In (mltà dtd 
H «C H l. <}0l do» MblM*! a <*po doli* 
|itliD*.cb*l di ooIbto c&< tHocamu par 
l>MM la— ria, aU Stuclrkialile; a «(W 
daHA tcvonila. I^rm&tji da quAk f hi |rtc^ 
farvuo por wooiv» Ma la jEfi^Ulc o aven- 
Inrafa l^^ttuoi. Vlr^lir» !■ tioralna ambo- 
dna od altri tuaaaita4l aaU^liL 

4€- i^ì-- ca4iU inAall o lnjfnbrlj pr^ 
reiu. Lai, Laii. oi«. 



41. ri^uVO; •IIIb, olHiigor* fliDMi, 
Umbra frolla HTlM|ug Tolnnti aonat 
■vluaieib*T>|Aal., TlnÌ.V,»M.-»at: 

• pntAphaTaonolnoMUnBroiiBdlMroil- 
l'nlua > : Btiti. ' ■ l*atvlaciilili ■Uadono II 
Milo. Il qiule H(i hanno Inneo, Inaantl, 

• la lambn, la ^uall ilnillaHito hanno 
lun|l>e.« «Mi faoua di ai lanca (Ica*! 
Ance. 

4tl. BuiU: coelratfo di tmiU) b 6b- 
frra iitftrjial4 del t. Bl. 

MJ.Cni: ma non BTora flA lumpraao oB- 
w>r qu«t) I pncatorl MnaK. t. J'-Sfll 
(3 tiioIp annDnnaroadnOKiTilfiriapMTtalt. 
floA all^ .Ino Dominai*, o doti ila ra Mpr^ra 
I UUEI;1 ilul niirEuU >|]lTJtL 11 v.A; nfimbra 
lA^DTire la a^ooaila InterprataaioFia. 

it- i/iL'iu nani I Al.i I,' aXK ROU. 

• Amt atB t prsKa alnunloivdl bullim, 
«bo raod* MB prò torbida ti eltlo. q Bando 
lmp«FTotw>i BMti. 

M. j.i.L"rrjit Bllura: al ow tatbm 
ooUu Cdnipaf 14 lotc^na. 

m rxTKLLi: popoli pulaaU divani 
lln^uaf^. 

SS. unito: cI4 cba piato. IM. IiNism. 
- UCITOi lecito, l(L Itaivn. • Ltooa; 

• Pivccplt aaim ut itiinr panntn ae 
Allo*, fmlla dolala rdTarrntla natuno. da 
^nlofljla a^lHCiiiultn, cfi.pA ruit^L't LlUl- 
■njiin»ir|-, i.icitvm riiiiiiiT'iJ^ot.OrM.. 
Bi^t. I. (. IlaDiD (b? «T» lotto qatalo 
paBOIofr. IM'lfoa. ILW.tnidaMqaaal 
■IlaUltara. 




Ci,rsei!iii«8]] -15 



: 



Per tòm U bmnno in ohe era coodotta. 
ìm'è SenurMoifl, di cai si legge 
Che soocedetle » Nine e fa sua sposa; 
Tetms la terra che il Soldaa corregge. 
L'alti« è colei che s'anciae «moroM, 
E nii>po fede al ceoer di Sicheo; 
Poi ì Oleopatrìm liusnrìotw. 
ai El^na vedi, per cai taoto reo 

Totnpo «i volse, e vedi il grande Achille, 
Ohe con amore al fine combatteo. 
•I Vedi Paris, Tristano > ; e pib di mille 

Ombre moatrommi, e nominolle, a dito, 
Che amor di nostra vita dìpartìlle. 
PoMta ch'io oMii il mio dottor udito 
Nomar Io donno aDiicJie e i cavaliori, 
Pietà mi gianse, e fili quasi smarrito. 
Io cominciai; < Poeta, volentieri 



U. SbukamI*: Statimnlda. fngliik 
éM'AMkfi^ n^aò tal 1U4>1 UI4ii. (^ 

rteifi. i*n. • ra u [M v»u» • aì- 
«*«■• ImmUu M ma-bt • i «. rat.. 
Uw..l.I.Ctr. XHlil.a.T,-*iuuaiir 
ptHHi rado Ondo. 1. MI.! ft«>'«(V6H) 
■if tM ai t rani d — ir MM ift \t qaidl 
t*nta Dui* qwii tn4sc* ■]!• IMWM 
ari T. ■■(. Tuia •■•• p«kM ftora t«- 
dws >IU iMMoUlwtoBatuiMm pnT«, 
e»nU •llBbBlHtB a*U'AUair*nU. Clr. 
JWMf*. CM.. US ■(. 

n. lauK T eoot iwflaB. - Souui' t Q 
SaBaBB di BcMmUh M Kdll«. nato» 
n m MtM xnMa MtM* U kw do> 
Mbw manàa MOcte t«Uaaol«iM. - 
nanM* ■ ■a****' létmt.tlatvi IIM. 

«. OOLBI > PMasai tft. rtrj^ Im. I 
■ ir.Pv. TULtilS H.-k-AKomi 
« apcU>|i(t. J^oy. XIV,n,liaiXT. 
UT ter. 

«. tirf»wf.»Tn»pii»»i«ii>|rt- 
■war ft4ri* ■ Hb^M i*Uw dopo Ik 
«MTteai lal,a»al «-(aMMrA d'KHk. 

t-C**Or»Tit»^ Cl iapa H m. la (■»** 
»c ■* *' K(Hio. Miéfa prbM di tiiatt* 
<JMn, ^ ili Ahubìd. 

**. SuXAi la ■!>«»• di Uuitlaii. tB 
tt llfwta, n^O* da l'and* ; ood* la 
ISMCI UaUna Cti. Virt., An. VI. 
Ut igx. M-O, - taxiu Uo tiMrOi I 
Airi («al diOa (Mns « Vnta. 



60. u, mi; ■' InnamarA ili l'oUiMoa 
tufr. ^V- XXX, !?).•<>•>''• •puiMrliftì 
oivlwi Db. Vfrii., Jtn. Iti. 931 am. 

BT- PakT»l Parli*, dfllo Arooodofib- 
Dita di IMuno. n rapllan d) Elsna, CM 
IptO. Al. tnt«iidi»H) dal cavBlUn arranla 
dal nmanil dal umAo «n>. anaato di 
Vlphoa E ma coaloL ano otaiì |)«r («iclaii 
d'uiar«-TaUTAi<0:M*alÌDta>l olla Ta- 
mia Riitonda a'IaacaoM d'Iaotta. mo- 
lila di >au ala Mat«a. ra di Cotnara- 
Ctli. rh< Ig ocrlaa. 

VO. Dii'UTn.I.ll: laalliHiUiDAi murlruDO 
p«t M^lon d' aiDora. 

n. m aiLUKEi mi nlim, -aHtRUiTO; 
(ni U par nnir nwnoi «ciò non por»- 
ftni nactfihlato dallo ataxa» tIiìu, tati. 
oano die» aapnaai man»», vvt la iran 
«anpainldn»- 

V.n-iiì. Lu*tnrlntl fJir prn^rana 

doiw. Slaiutoal dal ho ■mirrtiaaiilu. 
II l*ntU «da do* apltlll. cba allirsoa 
te ana MMoMODa^ • tank» Mou nslH, 
e pinbA BiH^ (i«a ■amlampldlta «ha 
(Il altri. DaaUMm parlar la». aTIntn» 
(Uaso nnaira 11 cnoa. tiU aoanclaia p« 
l'aaiani elio U perla. Vaaiaco ^>UI<>i « 
al dloblanas praoU ad Odln • laHua. 
I dno WM maM«n da Rkalal a Paola 
UiUtMU. di lai aa«Ba»> • •Matlara. 
Fniiinwa nRonia la idMiaa alarla dd 
anui lllsclU amcrl a «tlla aH trac*» ■<■■*' 




Te 



TO 



M 



n 



u 




Ai [cBscHio BKCOKi»'} Ikf. T. 74-SI ^AOW X nixCuci] 



Pkrlem a qu«' due che insieme ranno, 
K paion si al vento esaer leggieri. » 

TCd fìgli a Tne: < Ve<1raÌ quando saranna 
Più prfl>t,«j a Odi; e tu nllor I: pre^^a 
Por quoH'Biiior elio i mena, e quei vorranno. » 

S) toato come il vento a noi li piega, 
Mossi la voce: * anime stTnnuate, 
Venite a. noi parlar, s'altri noi Diega! » 

Quali colomba dal disio rhiainate, 

Con Pali akiito e fiirme, al dolco nido 
Vongoii por Vaoro dal voler portate; 

Cotali UBPtr della ncliicra ov'è Dido, 
A noi vooondo par l'nor maligno, 
Sì forte fti l'ufTottiioso grido, 
e animai grazioso e benigno, 
Ohe vÌHitando vai per l'aer periio 

rbe liDgemmo ìl mondo di nangiiigno; 
Ht) amico il Rt! doII'univoi-Mo, 



t* ftU]>Fliu*anliri>r1iv iwritaoo Dania. 
l/dlUD* U platOH Itoti; tifi v\en au^ 
no p«r miii|iuilMi«, * Hdfr oaiD0 morto, 
tt. imun.' • rII fplriu imruit dal 
T*«|if non vADDft oamv onmpasul. mi» 
nfotoda l'IiniHita lUUa birrna, or k» 
ani ratJf tiiiì, i»»! dutjU tn niimlB. 
m, itlvlal D •]iiirp>iill*« »•')' uHi • w- 
UtKlUnM ili gnno lnuirtiiln Ami iniitt> 
libra, ur r uiiu iliiittuairnItiDi (aluiluc 
POH Ai •rv>ro[42i^rLno tomi, 'l'ì^tt tfanU 
iilnlli ili un ivctniK IohIhÌiId. Il IMta 

t» *. Franta. 

n. LBoainBI : ■ano oppoHni «rnn* ra- 
•UtraHall'IinpniuditlUiuntan*, qnlnrli 
n« utt pDAMuu (H{>ptirrvAqacllo4n]'r«iila. 

7B. t unti li iDciiiii ( inrKoMom 
hoehi» «IlraYti In D«»d1al p«r ■• . Ii^. 
VU. S». 

«I. ai.tHlt DIO) nnlt* ■ imrbrrl, •• 
I4dt« re lo panMlU^ 

n tjviu I vtt. nry , Mm. t. Ili ■«. 

- COLAMI»: rfmbfllo di HiflMriU: (6. 

jru. X. I<l. tlMb eli« rniDHwu (MT- 
cMk ntl aon rafcDDlA, ma iwd eatrdlò 
n<dla fila na, anndn untllfo H mullo 
a la r<AE"i*la' *'^a vpo4 fi madfn, 

ta, ^uiTi:eaU>l tilbilit iNMil.Dcani. 
■nt. Al- ai-snKi 

»4. (IXi)0>! «I I plbi Al.: VOLA*, - 
pM ^otM* alnlllladlna al «tUtiuD uae 



Huu r»KluDB Fini man turai vn»ldir<ry. 
Ain. vi, im e V. Ulil ich.i appura, aa- 
acr» U. (1. Faruill. la ■ImlUtintlna < ona 
rl«a<rl^ inoijo orljflnj^a. aia porcbA ooil 
parf'TUmi-tiI^ Eptido l' ImaElna dpi duo 
alunni 1. cuti voUuo JlT'^'^ vrrwi II Fo^ta. 
■tuta riLo nnlla hi uror^a d'unn JilVirtn 
o d'no luatiitr raf-rmi r>hn II aiuti a.! 
iihi^Un jt«| TortkiL aia poTob^ la ^ilnmtio 
di ViTiriiiii Htm aim» tbo frailoHt uttinn- 
tip, * qnc^io di Ltanla paiono animalo 
da Ulta voltiriljh ijuaiii miinna, • 

}^. noiiiKuA: p4itiov*laTe, ebp al aoralna 
ibi Dldo [l'idnjti'r, anima titillili rhaatii- 
i;Lu^:^riiia paiMiioocill c^to* ytrtUti, V. Ino. 

a, KAt-lciNO! <i<inlnipJirMtDairaM^pw 
coi Tatiguiio al dolca uldt» lo toloniba. <bo 
«•riKrdalnchadalnila'atlrfraii rV< 

VJI. i;i. 

gr.al tOHTIi Ionio la «aal poUll bJo 
prtsar», t. M>1 

M. anuai/ ori-. Inf. n.l.Pufy.XXIX, 
IS^ l'or. XtX, U. - iKuxintO i nitUao. 
(tanllto. 

09. rvaao : t^vniiti, • ti p«ran ii itD co- 
lor* mlab) di pniiinFoii o ili uaro. ■• 
■laca n nero, a da lui al dMonlB* '\ 
Ctmn, IV. SO. 

M> riiuumo: col noacro aBDido aporao. 

DI. aiiiuui a «oli ar fBaadmD naila tntl* 
di Dio. Vortoblw pr^"*- *>■' ■* ^* "' 
dio non •■mIm lo |ii*fbl«TO dal dauiaU. 



IHT. r. 99-102 (f AOU) K PBAHCBSCl) 




Ut 



M«i pregheremmo lui per la Init pac», 

Poi che lui pietà del nostro mal )i«rvvTw>. 
Di quel olia udire o che pu-lar ti piace, 

Noi adiremo e )«rlcreitio a vai, 

Mootre oh« Il vento, come fa, si tace. 
Side la terra dove natit fai, 

Sa U marina dove Ìl Po ^iscen^e 

Per aver pace co' segnaci sai. 
Amor, die al cor gentil rntto s'apprende, 

Prese costai dolU bella persona 

Clio mi fu tolta; e il modo ancor m'ofFoodo. 



ai. au. r^n^noi pMa si***, seti- 
Wk. Tniitt Ihm Ibtm*i uioarMVH- 
m>, l«><>Hi> difan em toaal artonanti. 
• eh* «I p«*nbb* aMsMara. ■• ora Aht 
■(mmola 41 «atoitU « «add KxM h* 
■ iM— IhiimM U «a «MtaDt* ad e*m- 
mmmt» éì Arw. U ^«l* <**«•> Odwl 
to fOa «DBpiteri* BMtn ■•wrJ jMTHrrt. 
■Ma»!»— !!■ Itiliaai ■ L'monill*- 
(Va éM 4M «ciati h T**aaK**a nan 
pwa aa «Bon.iBk « iMlf farraiM. D«t 
iv^Xlaato UapMà d>l iora ■•ab. (ha 
■■n n^ Boa ilol lafv aianv, ca* ora 
nwMi aaran. 

H. n ruc*.' Al.: n rucx. 

Vi. mi to' I aBliau». aatha lo pnaa. 

M. TU«^ ••U qai aapn. v. St ni. 

«7. T>wu ' ftanna» • ntrt -, qui 
lilla 41 Oaléa Uiao» A Palnla. Il 
IHt* mn\ Il «1 C^iM» 111*. I.'anuu 
Mb aaaailaiB Fraaiijia * ifule. I^«m 
«■raO It» Badò «PCM a GlaaMnli» »■- 
rt|B«ta di Maia), (ba eterna 
A aqMM dcdKB* ■ '«IV*. m> 
TalaaL». I>a ^niil ■ Butta Ftan- 
•Ma uà Oplaiita Al aow Con- 
Kaatoahae ek> Ft m wtcafaM 
fcu I IH l'fXtaJal <l «pnu Fu)*^ 
^■in la naHlaa a*c<>aaU< ■< A didl* 
B^w «t *trt6 laai K lyaaa lU <ì l l aHii Ua. 
rH*mbaUI«Lralcb«cU Mtmi.otllIH. 
tWtotf n n M IO ad OralillB B iatria» 

di ItfcllCil'i'' <*• ■« *•** P^» <*' ^i» 
■illMll,tJbBrfa ■ Uaigbariu. IVannaea 
«ataata4l«Btf eMAtXAnlIiiial-n-^n- 
ia.fWM^^ (lauta !«'*'' • lU'uuiiacH 
■MtaU aaatf Ula mb rMa. <'rr. r^ninf. 
Mimi» iCmWO isMm» a Fmutt» 
da JNhÌbI. !■ nlii. RlH>■a^ ISN. /m- 
fcwU »^i imaUMU, r M64I» »■!<<. 
t'aaiwi r^fitfit^l ti il.. ». 1U a •«- 
K IW^aM, f wafa r lUr/a 



■Ito 1M3. a JI. 0. i-aro<H la Z,«(ii'a 
Itagli tt(«<nB*> [. p. 171 ■(, 

W. MititSA: (iniadl Kan -. paraa Iub|CD 
il niun. A'Ifmpldal ^Mla. lUTninadt- 
Mara tro clillaoiDtTt dal marai pa«Mn 
jirMK la Riiia 11 J*aiJarrne. a fra la «aa 
■non ■'(BulIraT* il raJniiiA. dusfliiiDl 
dorltantl ila] l'ai lo tmaalina ilolnania 
11 PuiU Primari, alkira aMEil lnipoTtaD< 
*o. ^Ifi'll ptfr qa^l lampi HaTanna i 4)dI 
inafbtrahiiaDt« daAnlta- 

IM. OOB «BKIIL: R la D9tB («He* 
aralta naila fAinota faninnn dfl tlatni- 
Hill ■ Al ror Ernttl ripara «mpra Aso- 
T* • Il fìba IWilo rlfìhlaiaa d^ ftonvtba 
• AnT'*ra a 'I ovr sanili aona ma oaaa > 
irtlo .Vara. XXI, 

141. «wTL't : l'aula Ualttotla, rralalln 
di (iiunlAtU). nal« nrw 11 iiw. aorao, 
illn 1 OU.. aiollD balle dal nirpo a baa 
nHta malli, sia aremola pin a lipnao «ha 
a Iraiaffll'r. Ri apuA, anno a' è dallo, nid 
IMS iKl Ufithll» Urun» AIUhlacKliialai 
fu all'Ilo Capi taus daJ Tt^Iol» F^r^raan 
aal un. ma Rlt H 1° fobbrata 13B3 clitMa 
Haaara d' aJrdaraana, ttm^ pt^ttbè Bari 
aapara plb vi core loal4DodaJ]fi<«^ata. 
Danuita la aua illniiir^ m F^mtan potò 
aaaare ovnoialiito ila DanM. - iXM(i«a< 
aarp". 

in. □. DODO : atoailfl II U»Ulo Bia- 
ma dilla naIU l'olpa I daa adatlerl. Il 
Iraflaag, ondo doii abb«( lampo di tu 
pnfillMu, a, unflai Imprvrilaaloaato, 
Riaiinna lo pSHal» annata llsracaOi- 
mt*ra abba Innpt di «oavatllnli tir. 
Far. IX. IS ■«.). K dwqna naUnla, 
Tha II atada. awl« la fa MW 11 bai «rpo, 
Il »frtfài ascila. Al.. tL «cinooi ma II 
atanj'# oim t-fjn-Ut* l'^miEvaca. motta 
p* da BB paceo. La Datfca Aoa dal d«v 



46 [CBBCBIO SKCOKDO] 




Amor, eb« a nullo amata amar perdona. 
Mi preae del costui piacer eì forte, 
Che, come vedi, ancor nou m'abbuodoun. 

Amor cuuduase doì ad una raortn: 
Oaioa atttmdo olii vita d spense. > 
Queste parole da lor ci dir pone. 

Da ohe io into»i quelle anime ofTetiBe, 
Chinai il viso, « taoto ì) teimi basso, 
Fin che il poeta mi disse: « Ohe peuse? » 

Quando risposi, cominciai; « Oh lasso! 
Quanti dolci pensier, quanta dialo 
Menò ooatoro al dolor>^so paasol • 



uoinU wcMi'la In ti lidi « U IIM. B 
il ntoda l'ha offmila tutUTla lit tciafuntit 
rmicMna. K moilo * lei, del piti; «tr. 
Jfiwr<, C-tl., 1£(S »0. 

IDU. rcKUi'imi t^Hntcìitanontaeu- 
^10 «ar». nauida malli ili amuiU nnn 
HunaU; ma tfraiigewia. obe. amaca, al 
Bauli Duma ■e'^i;iuj^l> a ua*4iFnDta Ha 
OttH lovaa Invmijiblle a rkmarc. (outt- 
dsrft* iHila ad dAptliDa ijual «hit 4 ao- 
oadatii a lai. coma legga (jcnanle e Idb- 
iBiutbtlo. 

IQt. riacKE: idot plaott di amai na- 
Muti fOta* anche, ooiue il KituUmt aT- 
rta^ della voalul aTVfmmaai m^l qual 
aljcblflaaut piùttn a yi^arfua fìiFuiia Do- 
mani a' |tD«4l di qoal eeoolo *i Andr. 

VH. MuK u'ABUiuait: fuatiii. Saul 
tatti In oUfmu. Solllevu a nelta iW^tn 
lampo aiuEn Tania nto di pauai uniti, ma 

let. ira*! ooalal loilama, naJlo (IHae 
lanipii, luiKa a nodo. 
lai. cusi. liolglB dui rralrloill. In/. 

XXXll, -cidi UlauoLoUo. Il triiilliD ma- 
rttu. ■ PurvbA tanta pitiiA iier U nftppia 
^'Atimitw « Deiaffieao uua tcujia ;iiir la 
(lU'ta vuidalta di (ìlucioitnl l'oroliA 
ivodaDmira qusato dli|traiU[u. oliu I lil- 
biiuill d'nggl uwlTerebbpni, eoa ima 
nue eroda e aiiiuiat* ad oum litio md 
diirii ^la della Oaitvt, meulre al fra' 
(alla «tao l'ultfa^tjpA oihII' oiuiiit «i fiun- 
oc4a anol» ollnt^iuba di ii^tn lutilume 
a rraoDeaur... I.a ninrla, nliiv a Uni 
■nUTa Dua »[la uauipiuaioue fi,\ nia- 
nls lacaanaia, Uitr«diiro *liri> pietoH n 
tua dotenU Ofura nella in|[*dla, Hniiro 
ab* wit baManbbaroa fami |«i(>iii |ilù 
•dio*» rMUdaldoaeoiisaU. Ma i1'i»m 



Il l'ovl* nfin facendo hi^ordo. ile più 
Doatclbal, ila pura luuonaFiaiu«iit<. anu - 
dHKi «riiMklijL^ Il ilpiiiri,itti ftxti—. Ultra al 
matitu, Fi-Aii4.'«-4oa tradita U cu^taaLai 
utim al (latallo. l'aoln tiaillTa la luogllo. 
ti adultatio an> doppio ! E >s puia )-lol* 
poMTa deetarr Ulancintto, bratto, aepro 
ti VDudleiLtlva, luiuiriEjtuiDpiitv cumpaesio- 
bevole fff\ ol appaia J.Ira'.Ue ili Utihat;- 
^iolo> al u m curdU£lLu uiLa«uii pw La jj rand» 
plcwlo fece i^iotUtia, a obo pur Tida 
rapitu a eA Tamura dal mahipo a paria 
•oellecata colpa rlwuwrainbatldlpadie 
iduatuaati BillaoU,maatnlD>anaC'Do* 
oonlia oorcATalocMaaMBManie*. Hie- 
ti. op. oli.. DI te- CTr. pai« l'ulHiua 
nota a quaat« ««alo. 

■OH. VÀ. i/im KtaBOMM parta annlie 
iU UUnio di Paulo. - l-OKTl ; delia. 

lUR. uirciBK; oDBae. uaraj^late, 

110. cullili 11, viau: • In mata opto- 
fonda madUaiIraia • Fattói. 

111. rtiiaai p*nel. 
Ill.^uaaootDvo ■■ rupund» eobllo, 

r, qaabdo dapondo, uod toIjio la parola 
a Vlff ilio, ma parla toma Krotinuanda e 
alntatlaaando ad alla tu» la eoa medi' 
luloae. - uMio I awlamaitoDO di plalk. 

US iigu-l : pMiilari dolci. b«nA* Ml- 
ptvaii ! • A « noi farUin daloioraa anni, al 
panie alnauodiluioai' Idi ■ifVca.lX. IT, 
- > 1 doM ptmUri iDMiatinie aj datiit( 
^ateao mcuA alla «Ipa • : Ft»IH. 

111. DDl^lWKi fuw; I morta (Mlanta 
e da n naaiena atanL AL: Al punto di la« 
•clatfl ttac«ro dalla parlane. Mie poi fa 
(Vigiline ad rmtì di dtdora. « Il ortit riidcnt m 
ti infiali, ubi AiaiuiitItirpIMrloKu tali» I 
JKrnr. -< l>ajr amor* oaaaao al diFnuMitD ; 
a dalia hai* all' leiknUiadaUaTlta alla 




ìtTI 



Jsr.T. 115-189 [riouKfuKcuci] *9 



Poi mi rìrtUl a loro e putrU' io, 

E i!«imncini: • Francese*, i tuoi martiri 
A lacrimar mi ftinno tristo e pio. 

Il* Uft dimmi: al lompo do' dolci sospiri, 

A che e come coDcedotte Amor» 
Cho conoaeeete i dubbiosi desìrì? > 

ui Ed elU A ne: « Komun maggior doloro 

Cho ricordarsi del tempo folìco 
NoUa miserìs; e ciò sa il tuo dottore! 

Ili Ma se a oonoecer la prima radice 

Dei noMro amor tu hai cotanto aiFotto, 
Farò oome colui oba piango o dico. 

m Noi leggevamo tin giorno per diletto 

Di Laadiotto, come amor Io utriose: 
Soli eravamo e senoa alena sospetto. 

munti Del ^ul» pMM •In dotWM t 

fcllM •! Bmli. ■ • A ^luits mfMe. 

AI^MU <■ M M«nM. far «Hf* •!■■ 
la «Mito • ed Mna. • ftar. ftntit 
mmMmtì» U al ■nar* 4b ^aaia rtia ■>- 
rMn>i OiBi. - 1 f^ult» dalU ■urtali 



Ut taivto t iVI>nlBM«lanoaaal 
iMpMmlwiwiff mvdQdM WplMX*. 

II*. DtMMi I Bti (a* tMtMil* yiine» 
■a II* toititto naa kt— i emt b*I 
«Ita • l'M» ■■«> KtoMI alla «Ipai Or» 

r ri'- •• ' - ■ •• •"' ■ 

■N É Mia «aflMIt rdc<ik«lca, *, U al. 
■wb di ifUMa aiata. - Tmro Dai noui 
uami: imanfuai avin laUia «date. 

Il* > l'Hii ■■iialladWo.-coaKiln 
«■al atA». 

Ua a u BIc at . ai t mu ii H aptM. ptf 
•U aaa aMMa «apTMià. 

Itlaio(>w>«aai:>IaonDl»lnnltot* 
■Mmb. taMlrtialiraai aa> » *a« ta * r - 
HaU fOiaa MM« •■ JtMt.. Onit. r*(l. 
U, f>-a -• Uawrta pnMarltMVMkaDo- 
i^^H- In ■ttBlOB bmI ■■■tw. ^"**^ 

ttWW— «1 rtaiL jf'. «^" UMtu. 

«.M. I. 

19. «ji : |Mr anpailaiua Tn>l>H*. - DCrl' 
toaa.* TlrrBla^nraiÀwaoMMtaa 
aw* la la ia«ajn ya rt a e la ftaada 
MriB. • an **4inii nal llnho mdmm gn- 
«a ■ if iraiiaa di b —a Ma A •■■>» da- 
ini ■ cuBaMa*: Xaa. -• Vlr(Mto. ti 
««••a ad yriadftadiAa aamilaB Mia 
tebMd*'ÌMlmlMa»DM0M*aaMra 
Wailafad» IMmi* •>■[>■ parltUd'RnM. 



i ofclaranionta 11 dlojoalia *j ilccf. B 
dt Vèrgllut inltnclotio pnrn An».. AitC 
Arrat.. Batg.. LmnA.. Tai.. r«II.. StìU. 
0—1.. wr. Allrt, prlno II Dm . H«Blta 
[«I d* paraedii. Intudmw di BohId. In 
Oal ti Isut* Inflilll anA^aDCHiiu «Aliai 
efr. T. Ili ni. Ha nA Unta rJilam» n>tl 
BoailD «e Itouart, bA Fiaquaaca thc4 
qnl ciMra aoa HntMiia, Iella ii%n Tolta 
Del libra 4! Bcailo. Cfr. JU«a«. Vm, I. 
M icf . Virgilio « qui II ^um CD»* 
Del V, 70. 

ISS. JiKO*! palchi DVD al traila qnl 
4*11* prima rodio* d«l loto onwrt. na dal 
l*c«iiaalr.*lpi>troblMprelÌBTlrB(Ki1 HMM) 
b IM, lui.. H nuli TuiM inipt'u >prov- 
irlua di asMrtlA. - iriinu ' doilAtila. 

IM. fAKi): mnlUwlal nidd. baoBSid- 
■A: cfr. Umn. Or*l.. 3M. Ha • d M 

(•mn (tdnl dia dica • aaa MaAta dati- 

laaro. • i-uxo* * uicii parla pUapnidn: 
4(t. fV- XXXIII, ». 

Ii7. ru uttinoi par paMatanpQ. 
danqa» «aaia i»I11t* ìu^rniumi a >*aa* 
praTaAcn la «oaffamaa dada laUaM. 

Itt. l.jjiV[iJ>rTO I «uà dal nnnaad 
ddla Tavvla Bahoda. 1 «aall «rana al- 
iMm la TDK*. DaoU ri allnda plA ><>n«- 
- AMORI t" <a lafliia fllncra. 

1». tmt nudano ree, -, • Fruicitra 
a Itanla ai«n<i «ali o tma ajMs mq^lM. 
panb« I loro OMri al rati >HWTaT>D« puri 
a Iwll. *. a* fenM i|aalKb* pmnalkm dt 
aB»i« Ti a'cra loilnniiln. ali*, bnoaa a 
•team ti •*, BOB n'ara neppuc miffapo- 
**la a at alMM' J'^Wf. 




EO (CSKCHIO 8BC0KD0] It?. V. 130-142 [PAOLO ■ FBAXCKtlCA] 



IM 



ia% 



t.i« 



lau 



id 



Per pi& (Vftt« gli oocbi ci soKpinsA 
QqoIU lettura, e BOolorocd Ìl viso: 
M& Bolo UD piloto fu qiiol che ci 7ÌD8e. 

Quando loggommo il disiato riso 
Essur b&cj&to da cotanto amaiilA, 
Quosù, che mal (in mo non Ha <1ivÌM, 

La bocca mi hncìò tutto trenxinte. 
Gsileotto fu il libro e chi lo scriase! 
Quel gioreo piii con vi les^gemmo avante. > 

Mentre che l'uno «pirto ijueato diaae, 
L'ikUro piunK^va sì, che dì pleiade 
Io venni men GOMÌ com' Ìo innrìflM; 

K ciiddi rome corpo morto cade. 



UH. mio: b«Dii torridenuUnluuuk 
U. Nel rDlDROoij • KI )■ tnloi..,. la gl'- 
Illa par II mento, et In liaoln ilitiuitl • 
(lajehanll ■■■«l liiDK*nioiit« >. 

1.17. <lti.>i>mi: nat iniuiuiiui ili I«n- 
iiElottu Gitehfentt. o 1t*1lAnftnien1« G*< 
Wtt^r, A onliil t\hft j>r*ch la t*|^iia fil< 
nevi-a di barlnr Litncilotlo. olie •« Dfi rta 
llnMct e doni" n^ì^ltlln ilji Tanti ii IkL. K 
la r«itlo» lu liBcU. Cft. 1* -j. |>iowiliMiir. 
SsbMrdAchapfTUInvTiKfiLaiinlliittarii 
nalxiKe.fD pacnollllllirotilIlKua astor*. 

lìH. l'IÒ KLIV TI UIUOlBltU araSTH; 

• Cctp quaalA rarau di tdcilM^iUDa alfolfl- 
tato Tollv II l'osta ailaaibiarod'uD rtlo 
dnHIn irna ("vaa lnniii<MTa lo «4. iBan*' 
■Uanlma hi bocca d^ nna tlonna *; StttÉtt^ 

m. l'uno «riETO: di Fraanaoca. 

UU. t'atTMOidl Paolo. Plaaga par n 
iloloTi?. itti i]da1ii DVaaono 6 Dkfiflorv, 
T. III-IÌJ. 

Ifl riKUti non pnrflt'IlniIlranpnB- 
iitnna. mina * lUIO aAnaalo, aia ptr af- 
trtUi di soiDpaailoDailodleBlIPoiMidaa 
vfl(l*(V, llOaVI.E)iatcnDliilaipTaHi!. 



8aai|fijlJciinnpitAa|irima|^unIa panra 
plia It P. »n l'ari* «na mfraliLle lUbla 
tn^rpn abbtlllfa p cr>n {iqHIcitlarD kndul- 
fitoiia « «nnplaoeDun nlTeDDatA la dlao- 
BiKta puMlnhi^ ili'' Hn« menati, 1] r^m 
è cha. iDjttldTido «u gnolU tn^loa atorla 
•Inn a ohlod»» e l'raniwira a rbt r widv 
Cancedoue An)Diei;ti''lla o Fuitu Hmu- 
HWwtiDldabbloaldMlil.'dptopaiirTa' 
«MI teuUmaciM II Panidl < <ll wupiica 
A vaataciito di lalU aaa verilt plb pni- 



Itaoda... • Oli • n>m frlmn parale di 
Franciaoa ■! Motrapponnono UttllilU 
ln«nl>>. ruDnaH'allrf, itiig nnil: Jnur. 
i)l( >> cor pmtil TOUn '' appmdi. «a 
btUta oaiD* una fkolli! o jclolixa apaailo- 
raloua 41 tIM. a inur condurti noi ad 
una moFif. che qoail rappnatutjtl'lDfc 
MTabllM ifftidatla dalTa ì^t^ffl *>rlalt eJ- 
lra;i;ltale, con CrooMi' abbandona aoldr- 
llx)4i«n II In|cuinevnl9 iwtidlo >. C«d pl4 
fiUiv. nella fflrtlna formala dal tv. Ili' 
lU, \a nul II 1>. tlU • la vtn, alarla mv- 
rala e HCtlnKiitalt ddl'anmni »lp>To- 
■••.•dl rroDW alla Ti.liitt* deD'amnrc. 
Il«iil ileardo Iran» mi >iiii vini-i ni» vnn», 
tato BdltMlaNl linprorvlni 11 pieulpido 
nha a(l«sdi>. a I diAei p/nrltri v ti ifUlo 
tfaaclDan luevltabllmenta di diti&fottf 
paMa-Oillocata J.ijHiln prlniK pAmlrdl 
FianccvM. la m^/Mblle icrxlua ^ conila 11 
tnaptro dairnmiLii unCfilri Tk piHiti^fl. phe 
»m|ir«idD a «ciiu, ui* ffiudifa: nOo- 
^at« noi bel mPTTn doli' i^jil iodici, e««a no 
«■prima il prcifirudn HL^niflualo inorala» 
MiìlejEaudi^ ]rj4leiTie l4< doe part[ eoo brn 
a11mlDj[ai»iici1icii|u^lE<icl' unii rlraitiapal- 
r«]oj£lu iiHturale e p'»el]i>B ipuia dul^ 
blon ma InunlHrli-nt» e nauti urndol^. 
DiKiite, ^lii' mriducc ]j\ flnis doUn IrnifMlin 
mjt ETOIi II prliirlpln ; rliQ aLlH J<"ii rnrl- 
[ildUte aipoiiejiu. al Ilio iir|{i«iitti Livi» 
jEHo di «pluitora lo iiriijirdD b^n aJdtn- 
Ito bolla aloi'IadeiriolfiCb'IlAninaiia. por 
ntmraa • tatti •mniaoatntmantl di aa- 
hii*, WDt*n>ucaniUiwtnldoD«iilli no- 
tMMtla> qsalla dal prtno paxo alla <«(• 
pt,(1r>TelE«tli(nnla «ommniwi ma forni* 
tI«o1u«Iiiijv di ohi compie nn dovari, a 
^oUe dne anhaa..., ed caa* gli aprtfainio 



p l'art, d*. f «rrtitn 
I («l'altro ab* slDtiII' 
tana. i« pÈtMmi, 
I IMC* ululali 



a imiMu. Sinbh* gi& troppo rilra tta 
Ib lai fiitliM TlBouHDD nioaiMCuI* 
Buma al mnTBlIala, o. poT cantra la ana 
IntaBiloDO. lo flwu» ■druiwlulnr» In una 
^llpiatara tnppn «MiniMiito il*ir «tolta- 
rio. Sol bnllo dtì ijiiiulru c'A la daoaa- 
■iooo attaDa. « un wlnro rodo, cnjio. aa 
Bo riTBibirik tallo ilDiina ■ aul Hooooni' 
|iafirOL n la fiajuikofip l^ir^» 4 ^tl lucala con 
tratti »tai;i:liMÌ ni, m» •aì.u\ <• puitli-bl. 
Il moralUiA pcuaiTn «nrlamcDti? ulla iin. 
rldeBalDoa aita e del txlUiH. Itglt il prò- 
pona boB altro eli* rtaloar d'andai* a 
ilBlrloldoi'A Fmnivaraoiljili'nr^il (axl 
andare qnatrnno drl anoi lettini QK fa- 
nbbo orma d'uiwr i-nNi ini |i>iti> da- 
Ifotto a qoatiQiutH t^ nall'accaoBOal n- 
raanatar* lanpvgjila alla tio Un* la tq. 
•dcuu r 11 pru|iuii<i<> <ll nini lura DB aUaM 
Ira I'arl4> dnn njarnADWQat pf naoaa Atfil 
iilTalTl -l^irtiirikta pri>j>rla, a l'arto ab», 
pala etto va aponateratuiioaCo incontro 
alVImiDoralIt* « a dlveolr louuoiiiln > . 




(OOLOSIJ 61 



CANTO SESTO 



TEEZO; GOI-OSI 

Ptartm wAmUM da crar* ploiala d'aiiqoB «udlclB, 
I graoMia o lurt). 



CEittii':ao, ciAC<:o e sita pbopkzia 



rlorDftT d«lti moniti, <>Ii« ni c1ituB« 
Dìoanxi kIIh piota <lo' dnv cogiutti, 



I^bIibI • (■ toro JHM. Hlo- 

IBTMlauco. a Poota a 
fato. Il ma paaac- 
tal Un» emliia * all- 
ato coasa qatlla 4al 
lAte, OaBlmtiU 
Il If. !■««.«• VI, 
, ? Ht VI. T •». la iiaaata 
[ ■HM r«illt I laiMl. 1 qaaa 
I tana, • ■oloatail da (ladila 

I d «BfBa, di BOTO 1 

I o dilaniati da Un- 
aaala- La |Haa A nu 
tJl^awMpMta t orl, 

ittit.fo'vp-ta.m. 



11 cn) pcAtoUpo * Cntbara. oba «1 mbo 
•pocUatl dxir nnuiAll* por auna»r« la 
owlailà. Hama tnollra ptinlll InlU I 
■Ooal o^a troippo BU4Dt<<nlaiopo: tLjEO- 
tao «ol IWb{o In uni Ela^iona, Ttidevato 
Mi pDtao. la Tlita foIIu Upibn, l'adito 
art Unii 41 Onlwro. Il tallo velia ptog- 
('» * tal dUaalaaMotl dal «ama lakf 
■ala, 

t. al oiKMa : ^ralatM n atOB Mia «■ 
la aaUtlaii. ■ H<a tanaiida alla laaaM - 
Ul (oUI a pMl »aBU> I £m. £tl.. ftac 
nt, «. I. Otr. .Vaa«M., iCan. !•. Wl w 

t. uauiD I ••• tM*. - nril ^ <ivalt« 
aaaitaMio B arola. 




10 



la 



u 



Che di trìslÌEÌft latto mi confuse. 

Nuovi tormenti o diiotÌ tormentati 

Mi roggio intorno, come ch'io idi maora 
E ch'io mi volga, e come rh'io mi guati. 

Io sono al terzo cer<?hÌo, della piova 
Eterna, maledetta, fredda e greve: 
Regola o qualità mai non l'è cova. 

Grandine grusMa, e acqua tinta, o novo 
Por l'aer tenebroso si riversa: 
Pule la terra cbo questo riceve. 

Cerbero, fiera cradel© e diversa, 
Con tre gole caDÌnamente latra 
Sovra ta genie ohe quivi é sommersa. 

Gli ocnhi ha vermigli, la barba tinta od atra, 
E il ventre largo, e unghiate le mani; 
Graffia gli spirti, gli ei?uoia od isnualra. 



I, TKItniui nfr, litf. T, III. -co*- 

t.)tUDiiiillK*oiTt»il1<r«riia,AI.'*lnin1, 
ImodlU. Ena anchtitumioiiatioinnl, 
tuodill, ■anmlr^iidl V Dan le non atòoriln 
Ift Toco nuni Inda* dilani >miiln«<11n 
■(■Èia nru a in doe wpmidDDl cuA 
psifClUnioiila panllgl», 

5, (i^HI da ()njiIuaitun|iiu-(o[oibi ri' 

a CH'IO HI aUAn; AI.; > COVI > m* 
r sVAii. La T0« innfArt vai qni nul- 

T- novA ; pÌoc2l& " t^ma, psrobò non 
4»' nai aivr 6ti*^ vtaloiUrtit, purphA * 
pnr piMm anaonrotuuD ffer pr». e^tme 
qili>Ila did iDmdn ; A*^^' P*rcli^ liiTurt' 
uatrtttdoilloitDlmTl*: *trwre, poroM 
dk gnrìttin ìlvli. 

>. NOVA : quella plogxla rada MtiM> In- 
tariDlHlani •Hmprrd'nn modo. 

IO, Tiim: «Imre*. »uu, aI.doIucIiIi). 
t>al V. IDOriaoltaolit KurabagolUannaa 
di iiAt»*Miibi, militfnajt, 

li. TnniiiRoaO! la K"l* uOìina la n- 
glnag non iq«bo <t«IU lanari*. 

13. QL'UTO: miaeacllo di (randlnn. 
A«4)iia anilTcla e nvT^. * CCDvrDlcnCl*' 
■Ima p^uik al ■li^II(t«, elia, e&k«uila il pvff- 
Mila dalla flihia 11Ui«ln>o. «fili r««wrc11a 
dmlla al tent^ a folai di i<iiirt e)! lAiyta 
■taMnal rancido panlanu-^ ttan.-t^- 
Mt mlm aHiiMudilml*! Urrà pmfdar 
plavlam. ti* «rpii* (uloal liMaii iguMl 
MdmUitar mf<aiinti apatM •> JUmc, 



11. CiKimo: ousiDottnio» apitat»- 
al*. Fratti) dall' unlimo di Kohiiloa con 
Tlfn'ip, *<finni1o la inUnlocIn antica il 
l|iinnll«n(idiH]rinf#mnjrfr. ri'rj/.t<jBpr2r. 
IV. «8, jMt. VI, 415. Oe.i(.. Jf(t. IV, 
4-'i0. Apparite* pur* OQnin mriii Lnf.^mnla 
In qnalcli* dooDbanto di |H>ai>la niorliD- 
vaWlAli'AFa V In inulii di pmli latlna.- 
cIviua: tttiuia. muatmoa*. 

II. Tiw |HtT pnt»r divorar* Il puiato. 
Il ptaarsMad li fulum. ■ L* tir xnli- di 
tj?ilH<* posaona ■iKn^Qoar* Trvroacpio- 
prlJtda* ^IcMl: manifla'' Ucifipn, manj^iar 
laDla'Uf<u1*.mAD^ntar/40t«'uvat(oB;^. 
tttttìnH, 

Ifi. aoMUiiUA: • liAttDta * <|iiaal aflti- 
Rala «It-i la pinzila rinlmta-: l'aa. 

]S. vuiiiiou: roul |i*l fniBl M viu*. 
-ATKAI Din. • l'Md rb* ^ folMfl uaD- 
hIddo bnitramaut* *l auffival, la Wtlia 
polla Ballon* iif dlTitnr alni, tìa* afta 
H dluciira r, Am. Fivt. 

1'. i.AWiOi cai«m di matta faòa. - . 
vvaliltTI;: p«rra|dr«*rl1«DffrA.-HAIIIi 
unip*. 

1*. >ct>r>ui KvrtlM. Al.f maou, Lait 
Hapdo.fi! a]<itiaaaant*riiT*liiaiitia,fi^- 
flit gli Tin't. innata ut tt<jvMI\i, naa il 
d*f«i» inUntlm^ (Uprcaaa qui Irv atlnal 
Glia fi BDOct^ann CDUimaiprolo di ne 
•Riii'T'i. qna^L >onit il ernfflarr, lo 
iarr, lo ■ijiiaitara, ma aolo ladleal* tra 
durevoli ■iflhl'.rc, WH otri Uorbvrv pai 
ipAildriar*. • nianorla, U aBio* M 
IToImI. 




foncnto TIMO] 



Ih. ti 19-S3 



[OBSBSBOI 53 



19 Urlar li fa la pioggia enine cani; 

DaH'ud de' UH fanno iill'gdtro He1i«nn»; 
Volgeoai gpeeso i mÌDorl profoni. 

QoiukIo et Morsa Carboro, il gran venno, 
Le bckcebe «parse e moetrooci le saime: 
Non avea meratiro ohe tenesse fermo. 

B il duc« mio distMe le Hne «panne, 
PfaH« la tem, « con pione Io pugna 
La giuò dentro nlle bramom c«nne. 

Qna] 6 qnel can» che abbaiando agnu^a, 
E ai racqneta poi che il pasto morde, 
Che solo A divorarlo intende e pugna; 

CoMÌ n feser quelle ftcco lordo 
D«llo demonio Cerbero, cho intronn 
L'anime si, ch'esser rorrebb«r sorde. 



n. CUI -. al «■■U iHOMiliUuaaa p«r 

> *MWllà. 

■e— uTOi dlAai, dna «int« eli 

!•/, XVn. é1 HM- 

31. rmowAMI ! • prufifr» caca« tbaà. Il 

i|tBÌ« yar Blu pMvnt* traJ* U nu prl- 

—^■BOT • I £>»■ XII. 1*. 

a ••sa» aUuMOva Mobs LmUtn, 

'.XXXtr. IW. SdUaiciMC[t*Mri(- 

• ■ tamn Bfiin I rlBond dcNs tv 

. 1«. Jbrfi IX. U. U. 41. «w^. 
i T. U. Tlk^ 1. 3, W «t • Tua Mi- 
(W t» parte ■upcUBii (>iIm(^ <«• 

I laidi «Tri*» kl T■KtIl^ c^ * uà pa- 
tti iM «ral. fd A wnw H UrawMa (a 



'ELaiairmi *é«U J« prtt , AH»M ma» 
^trml». (». r^. XXII. (^ 

J4. nnao i ni »» d'ina ran*ritt 
^iw> r IsBPrAc*^ 

SkM'jtmi Btal allaritaUiUtpMHM 
d Md^D. L'aUaM VlrvUfciOMbMV 

Maiella ■ ^mh» dBn>siMai,v(nf.,iiMi. 

; et «BdI pMS pM loilniT* Il 
■Uou» I] «no afflMo. Kt- 
I di um. 
V. afttansB lUan : Ja tre (Ale biH' 
t^ (d tecDcda di r.*rWt(i. 

!:«ai>! !««■<»■. elot fl p«ilo. CI», 
rv. Am vi, 431. 
' r^rua - < lalM iBtMt» al |M4a. 
■'■AUeai Btl qaal aAivpo- 
> Ik «pawn BuaUt noi ih. mi « in. , 




n. nwcs! m »ffl Malul di .tuel Ou> 
dMiaiiki.-M>iiit:iic«ae*, 4iif»nril- 

n. ixncatt aaHrdit UlruDito. t. U. 
C(r./V> XVII, 71. tialDd unii huDDii lini 
muilD* JufiiiiIaU (lUUt.maiiiaBSiuHaiiA 
pHM. I larori unii di Cirlvro Mnime 
■ (atipiMiuitan l'iuKvci1t(ta«lkl>Mli>lB 
«rldll* «OD ebe qOMti pMcalntl iiignU- 
rUD» ijal iiuniilu l* vIvaDdn filfa Bqnlilij*. 

V. U-ttT, Clanv mnrrwttliio. IMI* 
ombrB clm icIjK^i'Ioim per Urn» una «1 
Ina a Hdars s clil«d« ■) Vtelm tu la Tl- 
«aaiHHHi a. arnia liapoata safaUta^ «I 
omlaa. E quel Claeco, oba asmlKa Ah** 
no mnpo p«nona ManKlotlfiliua aFt- 
nwt*; olV, Bure., /h(. IX. N. • Fult 
Mmpon ann Tlluparaa TtM M luIMal* 
poto •! Banògi. - • Va SnnallBtt, bUf 
cftton. ( par troppo nuuiiUira a b«ra él- 
nnnn •) itu»l« lircU ixvbl, (.lio uon co- 
nuKo* )• luuuotc. a qiiiwl diianoa il- 
Iranpuq, ■ era .U la uniti acdUlUa •! 
Aa. StL ' 1 Mal pnaiota tìiId lii moiM 
<)inTatl».a p«nh« della mnoiaHa la Bava 
feolMl* Ru iMUle f4«di0Mi4o 1« eaaa 
IMara. pcrt qui pat lai atpnldoaado di 
nnoM («l al pradlea •-, lai. i>aii<. - 

• Fa niulla mnoUa (■ lo pr*dlUo tIiId 
dalla Boto, a (n al lampo 41 Dania a nc 
Canearala la Ditnaa •: £«■- - i Kbbe 
In at. MI n u do boSsn*. Itafain e t a t a- 
^. a uni noni H» oMi U nJnaU oo- 
nliil,«4ifpMUII<MUtl>i0n.-<n«D0 
d» aniia Mt «t catoan* nilda • ; OoM , 

• •FnoMal nono aan M lalla di tv - 
ta, ma putiiMcU pMo araa da •*«■■ 



M t<'raCHro TBXzO] Tur. ri. M-ÌÌ2 



tCiACco noBKvrnro] 



H 



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«u 



u 



Noi pMsavam sn par l'ombre che adoo» 
La errore [tiongiti, o pouerain le piftDt« 
Sopra lor vanità ciho par porxona. 

Elle gìnccan per terrn tiiUe [fUAntcì, 
Fuor ch'una che a scdor si lev6, ratto 
Ch'ella ci vide passarsi davante. 

< tu che se' per questo Inferuo tratto, > 
Ht diase, « ri non osci mi, se sai: 
Tn fosti, priran ch'io disfatto, fatto.» 

Ed io a lei; « L'angoscia che tu hai, 
Forse ti tira fuor della mia mente. 
Si dia noo par ch'io ti vedejtfli mai. 

&fa dimmi obi tu ao', clie in h1 dolente 
Loco so' messa, ed a si fatta peno, 
Ohe, h' altra ò maggio, nulla è si epiaceutft. » 

Ed egli a me: < La tua città, eh' è piena 
D'invidia si che già truhocoa il sacco, 
Sono mi tenne io la vita Aorona. 

Voi, oittadini, mi chiAmasto Oiacoo: 



* 



dare, erHt. «tmn »atl «UUM ilio, ilil» 
<1«t tuli» 4l villici ilfiLU folft^ Bn mor^ 
ilLfur« Ai irArolfi, D ]« FD« iit&nte «ruo 
«finpr^on'fpiitih iinmlnl* Hit^ii, * ntJU' 
ftSDiAnivut0i:uuqanUlDtl<isp1«ntlll1iiiilval* 
i« lUlicHiHtnt'TtTji nthtifItiAiin V bpanaiin, 
■la' ()iih]ì w l'^iiiiniato ara * aiku^inre» 
v'iHi<Uva, o KtnillDl*lil»il« iDlllaln orni 
tT%. BUI) QihlflBlmu H'Lnvltjtrh. KA ira 
par qii»to vltlo i)nH««}fno niinn a lumi 
)|^fl^•■n tirili iipnj^MrhA Cifrili rguidiln *ffh 
AE-K ■«iitiiiEinlo [iiuEio» v^oail-i Ir tunpuE]' 
diK'nntit fd n]ni|ii'*nh- ti airnlii)" « ih buon 
arutimanin: par la ijaalì tuta an vmmi 
T«1oDt]Qrt ili ijqajTiTiijDe fifoni Ilo Domo ri- 
o*vafo»i Aact- Im •Uahi rIpMa Kent-, 
m(att«l*<(i'.lI(Hit.M>(>Baa(,,Mc^,i>i>n 
AuBO rarnaa notlita il«l pannaasgl». 
ShN. rlpMuuIu n ilDttu dal Bdin V-: • Fa 
Inbms dal rido ilolla lala •. I comaian- 
talari i nngn aalrt rnvu fiiniKt ohe rìimtnr* 
U |lt 4*Ua da a)lTÌ. 11 Oaix» dtai(t<«> 
* (lii**1iiiita*utirrwM<ili>-<.'>awn Dal- 
l' Aattull lai*. Hmalcn doruitlBD datK*> 
Mio XUE, 

M. 4II0II*! doma, ablwHa. Aianan 
piOT. arfanar. aiuMifnwa, ipuo. odo- 
«•«•^ iTHia. r'ii<lan>uT. eoa. nir. Purf, 
XI. 1*. PiViH. «<•«. III. US. 

ali. TUttrli «rtt tulli «f. ftiv- U. 



7». Ve.ll p«rt TiV. XXXII, n ■«. - 
l'ir^MniA : aanibra iato wnpo anuw*. 

3B 3*. urto Cll'ULLl Hhl tMM A* 
pi yMo inmam duTiuitl a a^ 

Ì3. r^TTO! Burniti inlma cha lo iii« 
riHl, 

i3, 4 i.wi: a qnall'uiBlm, AI.! A %,tni 
clr. IToorf. (Vii. 191 aK- 

U, 1-iai : ti diilura alma 1 tuoi l)Bt«- 
niobtl In modo.cbo boa ao rlmaoaaa^ 
nA rlcHafmt ih Hvarti njd «aduto- 

M. u LU!i!> t luaicEin». Formi aMUttt- 
•Ima diluii «Ktll-bl F InttoT tItodI*. Plk 
j[1a Tj anau pana iDa(fl««l «4 uii>ba |rib 
aplanoll : ma Dule non 1» ba aaDan 
vft n Ut- 
ili. cmÀt FiniDE«,-nxxA: (h T.Tt. 
1 AT^nnnuhn iierla Invidio «i IncoaBlo- 
itlkninu Ir»' etl Udini la aetto*i 9. TtU. 
Vili, », 

M, nuiiODUi «tT*! UnU lnTidUll 
Fluiocu, (he (U saoa funnj al lodual 
noTl'opftiitioiil ki Jb. Pior^ 

ti. uiuN*. iiatMOBaU hiIIbtKo Ir»- 
raclloHdJUnriaKl^. tr/XV. ».tM 
rrrUr •jaMl* rlU imi muudu « un (M- 
nn alla morte: r—j. XXXIll. M. 

U.CuOOOi aaeaiiiludcliiil Hilx-annoDO 
di iptflgìo. eqTdroloule ■ par». l*vfir 
• UlMCD aitano alquuli, nbu A uoiiw di 



[Cttcsio rsBzo] 



IiTF. T. S8-68 [ncunii bi vikkkjce] U 



Per U dannosa colpa della gola, 
Come to vfrdi, alla pioggia mi fiacco. 
11 Ed io, anima trista, non .ton sola, 

Chi tiitt« qji«itte a 8imil p«iia stanno 
Por simil colpa > ; n piit non Te' parola. 

Io f;li risposi: « Ciacco, ii tno affanno 
Ui pea* si, che a lagrìmar m'invita; 
3Ia dimmi, m tn nai, a che verranno 

Li nittadin dalla città partita; 
S' alcun v'4 ginsto; o dimmi la cagiono 
Por che Vha t«nta di«:ordia assalita. » 

Ed figli a me: < Dopo lunga teueone 

Terranno al sangne, e la parte selvaggia 
Oaccerà l'altra con molta offensione. 

Poi appresso oonvìon cho questa cuggia 
tafra tre soli, e che l'altra sormonti 



> I «■é* «Mtal n» «Mi thlMMto pn 

k • . Irnntm rvif- <•<»- Kw. 

. !<• M.Ì: tttuMo BOB* di CImm |i*r 

J A> Ibai* MUaU ■ Vìtwat». 4»wbt non 

|A rMto al t o^tMU Mtt'DMblo ]*k- 

OA» eMfa >. Ib qgaala ewa U 

I a*V*bbs eha Tede» col hM. 

i^rw n , mm aankb*. Homilnkl- 

OM ItallwluMtaa M ftww. /<m- 

l4«(f. o aa •bbmtMHSto di Otawnw. 

~ 1* ItaM ■ r*C fCMMAX. nH- 

Omm ' lamblH- (Ilaclvr* 

iMlaMaad «a m tanan»», dio «ii'h- 

>4I aa »iDa proprio ■> «noma 

I I>aBta nel r. Mt-M potava 

I d«al(«n p*»t* di om) nra pìtu 

a ^hI dwinale a dargli Mlaiiiln qii*l mi- 

■i^pi*'* *l ^**S>*I n *- *1 <1* >A <><'oe 

MonA* asaai oh* OÌmm da •«pran- 

M. »«xa«a4: «(M colpa » daniuaa i 

inaili dafl»!»*» tdaanw abiuraci, 

wpo ad all' aalva. 

T. M-T« rtnadt palMfAr él rt- 

4tf a 1300. CU*«a DXDl* a 

< • A <i«*l temine « rldamonn 1 

cUttUiÉdl Rna** IVI t aula ^- 

■lM«*t K p*nb» Moo d dbMrd t > 

TBlieiBaBiIu I hlU bt- 

f IMO. a p«« linpIlciU- 

radUaiUI PoalBi yol aocmnaal 

■aalM (iMtlaal tra vM Itandamaa- 

Il 4M hMM ptoMto ta dl*Mi41«. 

M. n rau ■».- «I adMora •!»> *IU 



n. rmX I nrmia. - pakiita i dlTlM 
• lM*r*la dui pacllU. 

M. TtnoKl: contaaa tra' dna pntlli 
da' lUiuiElil • Xari. 

SS. Al. aimiia : da ctia BTTKm* la attm 
d«l I Bt*tMS'> DOB- «LaHradlnl^ndl 
Ulula man 1300. nmeadoan» ballo di 
ilfnmaebnal lko«A ualla piuadl ftaula 
TiUlta. lana pa«M «onlrv l'alMaide»- 
mlnilamno a advcnacv.n a plcoan l'ann 
mntro all' il Im I («Talli, «ni* *t annlnclA 
niii enhadfi laffAemltlat. oT'vbba piti 
MlKoid.rOLTIII, n.CA.ZMZwv*. 
d'Nu Ciiiifi. I, ;Bt ■((■ - in-ViiDau ; dal 
Itlanohl. Mpl lanata dal Onlil, i qoaJl 
criki>9-uIrUkb.lBlllcnU-;O.Fai.l.B. 

Of L ^liual !■ imrtailfl Neri, «plla- 
Rjita ilal Ihinaij- AUiiila al bll», cbt naI 
glacna dal 1301 1 «api d«l Nini (iimnn 
naadall *l mbRdI in HifiiiUi alla con- 
Klnn ftUa da aaal Nari (a datla di Saata 
Trinità dal noun dalla «blaia daTa al 
ndmaranD) alto Kopa di aaotlara 1 Mao* 
ihi. -.)ri-riai(MII: «Ilo, 

tT-Qi-'Eim: la parla dot Uagolil, • ••I' 

•mpu. 

M, miu: astro ireaani. ti «i1!rH|aIo 
di llaaU ODO ClaoD ti Unite aiTHitto 
noi inirae a aair aprila dtl lIDUi I Hleu- 
dit. «Miilorii IlanUi, ruruuo ibaDilltl ila 
ncMB aH pelai dal IM3. I'i>l>'a dnn- 
i|ae diro U^rt iiua mU. ma dlw f*,o 
p«nh* nonila uuoBn BieTiip"lutalin- 
bollsa impMtania. o pir uan lUre ad 
an SdW mliùiìo U tom» ^1 aa eIdc- 



M [C88CIII0 TKRIft] 



IKP. TI. «9-76 [FioBitrrim mhriimiti] 



Con la forza di tal oh» testÀ pinj^gia. 

n Alto tcrrfi lungo tempo lo fronti, 

Tononi^o l'altra eotto gravi pesi, 
Come che di citi pianga e che ne adonti. 

t:i Giusti aoD duo, ina non vì sono tntoai. 

Superbia, invidia ed avarìxia nono 
Le tre faville n'hanno ì cori aocoKÌ. • 

N Qui poM fino al Ingrlmabit «nono. 



Ml« 9 di nna orooH*. o plalbwtio ptnlit 

IffOrmdujniiilBllIJiLiKilit ^mv^Etil rimn hIu n 
•ll'otlabreilel 130'.'. i.'^ìltiu: Ab\ Sci\. 
M. jxi. lìi^ìtuKUi Vili. rfi. l-ar, 
XVIt. U) HVIt- Aldi luleudouudl L'mlu 
ili VklaiH, Mu qui^l vnijD4 » Klrr<nE« nftl- 
rautunno ilei lau. • nal ISUU KunlAt- 
tìlo Vili ■TVFH Kllaiito piMo oinaliiUo 
dl&r!n («ili^ii nrmiiw: O. VUt. Vili, 
i3, *». DI L'ulu <1J VkUita. Ciurlo DlIlR 
pHniArtm r1»l l^OD nati pol^iirs ilnitqqv 
dire: cht Uiit jpi(j;iDia. - ^art.-. »•. in 
qndMo mo'Dr.i.tn - nioiiur "1 ^A^-■- 
nwn*. |>rc>DD4l« Ihin1>ijcu&manl«- Infuni 
Dal UDO UodIIIhìo Vili pittfjtata^etr. 

ù. rm. vili, «a i,g. . pinni ipt» I 

FlorentFnl c<Aii\ plncf lare. Il qoBlD DkD- 
•InillToliir r]U,«l]n olili ugM non vdoln. 
oiMdlis «j{ll nati li mni cUa «mog*: 
U qiml noM Toi-lionn >laDDl In qoMU dl- 
•roMliii d«' Binuclil t >!«' K«ri di FlraDU 
■ r*r l^tlu pkpn IloDllkila, tlut d'a»r 
luDtlnU eicii*] tanuMM di ol>«iana 
d»1ln pini >i JiM». 

70. TBULlt la paria dai Noti ln»ii>i>r- 
blrk mt"* I Sluolil. - ll-isu iu(rv : 
dosqua DmiU daUò qaMll vara) ('■'■<* 
sblo tampo dopo II un. 

Ti . 1.' u-nx 1 la iati* dai Binnib). • 
FUI ! «aeloiloDA dasll nfflcl pabbllol. 
nbuidLainii], tfvnilHha d*l ìtUvK «"Cc 

71. ■> UWim: M uà adiri. Al.: *o Da 
TarfOCDl 

TS, DUO: a*a(iduDe II Pmu UaluM il 
noma. Il mittllo * ronfosHr» rba nnn d 
«•dl<lil afll Intcmlaua jiarlar*. Biwc,; 

• (Jota quarti dna al ilcDa, auvbb» Ria- 
Ta l'IadariDiMi. Si viiUa p*M iadorl- 
narlo: JkuM a UlDo OoBpagnli Danto 

• OoMo OaTalcBDUi llardacvlD a Oii> 
ruat d* VaapifBWO i la laffa dlTlm a 
lil'CC UDuaa^OnldoC^TBTemllcd su 
ftltru EuEiiimiaald amiro ili DuiCa, eco- 
- urmii aHoitail 

14. atil-litiili: •<JurataarT«t«ttia|W- 
riovladoll* oatir* C11U Bantu Man ^D- 



dlnlo di Din, par molli pwoall oounaaal 

àtri nllorm vUonil cittHillivl. rhA allnra 
(iitdiivaao la teiig. « c«l d*' rll>alll di 
qaalla «ima di mlunt eba la BnT«niTa> 
no-:». nu.VIII.W.-'I'etlapNOal* 
éatit tttftrbia tlnridìa'atafi^M.a altri 
TlilobenjE°a*ana tra loro, fruiop&rtiU 
1owUn-i/il.Tl(I.on. QnHUxinUiiinn 
ooDtonfauu flolaineiiia dq j^ruppod^lnia' 
fini Itnti illripunfi. ma una ulorla di fitti 
(«lala. ai;>irMa iliOraivlì iT** r«Uo 11 
qninto rlr«rn di llirrii" inalbi tupw^ < 
Alo di PiipaluatevàUDUu r«|irsaa]«Ma» 
«Mnloi d* un luto Birto Fronoolulill . 
dall' altru (liann ilsllii Bnllii. Invidia a 
mal^poTtnfn awa foniviitjiti « fftlU al' 
nani i-ulntti bulliitlj ineidia di vlrinl 
varilo vIpEiiI. di ndiiittA T^eclila oontra 
fhrtnnfi Hiihllaiiiia. di marF^tunfi roufro 
□lanatuiti, di pn^iolo btMo contru po- 
pali> allo; ili Ift I linnatl. ili qua I (>r- 
Dbl- ApatieiA ■ cLiiMiIlf^la ili bratti |^ìl< 
dam) ■T«Ta UtliHlo li Innco par tniT 
parUUi da nlwU dlaardini. avrà aanil' 
njitn DomjrioDa par ranwsUet ttotlni : 
l'A^inflIana. TAMialaiiii. iiintKr Fulii. 
I tElndlol. Ia pai?* dalla clEU hi oin, per 
lai fiiiaa. piirdula in nn Mitilininiilo uni- 
reiraala Jl malaTalcni» a d'odio, oba 
poro inviau. tipi ixiixi ili>l1a |u>mlaplft 
«npfi a plb Irlita, chiauia il Poeta, • Dil 
iuajo. 

10. i.kiiHiiHML «UOMO : paruln nha in- 
vltavana a apaiyor l^rloa. vatldnando 
a Vltvmia taola anliif ara. 

V. T;-»>. norwnMnI ftauTMrfM. U. 
tlilada a Ulacoa don (iina altri b«o*- 
niatfU Flonntlnl, da' qaall nonlaa ■t- 
laol. l^mo rlapoBdoi ' tana pili flb. 
tiaroba )>"■ Mlp«T(dl i elMHnio pai car- 
olila vlia ti cnail*/»'! «dir ras «tipa. 8* 
Unsi al inuiiilu. rln&aaca la nta nan^ 
ria. Ora non ti dico nf ti rUpeado pK , 
altni*. Valjiff qulmll un ultimo i^Tiardo 
addalacato al foaU, e ricada ud CMflab J 




[cnOBI» TUIWl 



INF. «t. 77-02 {FIOR. BBHBUBKITt] 57 



Cd io ft lai: < Ancor va' oUe m'ÌDWgnì, 

E che di |iiù [tarlar ini fAcoi dono. 
Fxrìaata « il Tngghiwo, cho far mì dogni, 

Iacopo Rofltioaoci, Arrigo 9 il HoscEi 

E g]i altri cb« a beo far poser kI' ingegni, 
Dimmi ove sono, e fa' ch'io lì coDoaea; 

Chi gran dialo mi strìnga di «npere 

iJd il eiel gli addolcia o lo lofomo gli attosca- > 
£ qnegti: « Ei bod tra U anime piii nere: 

Divenga colpa giti li grava al fondo; 

8» tanto scendi, li potrai voder«. 
Ha quando tu sarai nel dolce mondo, 

Pregati che alla mente nllrui mi roclii: 

Pih non ti dioo e pììt non ti riapoDilo. > 
Oli diritti occhi tono allora in biechi: 

Qtiardommi un poco, e poi chini la teata: 



n Aniaa:altn<Mab*m'kil(laiMW, 
M- r^tautr»: i*cii DWnii lo tran 
W mti OOT«hio 4it* «nttei. W. X, a 
mM- - TaONMIMU I AlMiraDdI docU àM- 
Mafli lolvara p*t b*! i[:.mt» da' atds- 
MM. /V' XVI. U. nwktola è qal »• 



m. BamcDoain*lu«o*ia>l» Irata 
pM Mrii ani (Ina* M Bid OT rtll. Inf. 
XTt. «4. - Aauoo: 41 coMdI 11 tWIa 
(MBàrs HMni imI «ned*!*. »M ■*!•- 
wlin». PrnlMUliBSBU 
I qal iBilMi» ni noia, dm 
U. el»ai M (U MdiuHMBMB' 
»t «ir ». t'iU. V. U AMit ««■ 
■ M |t4rtl ^ di A rt^tiMllMdKlI. 

«U « . - Jm» j • Utam nom^wìi D«n>(- 
■•au Mipllwi 4>b*( ki*U piai ea» 
Hmk. •!•« (alt Hoaw la «adua oalpa; 
Mi mlm mtUBà 4a nhaUbai *. ■ Alt. 
n<r-' • H^^n Anic» BlaMeuii •. 
TaW «a allM 4}Batli>c«BlMi *Ht>u« 
puMta «lliilo Bpra f iwMa p«nm>c- 
C». -HmU' *i-L«nb<nUi DaaM lo 
■nn vM ta i iiIiMitI <U OlacMilia 
aaa*ns*M|paiht/.XXVlll.iaiK. 
a. A >B< Fiat ESB qVHla pania, a 
■a (Ma •*« f.r H dfnt M v. T>. I fW 
«ofcBa ob* [tMl* pàH> «al milo, aw 
MB>4a A bdU mwnifiW (It««, bob 
A aanb mmuuib. rlatiXto alta qnta 
«■ Hm la aiaiau p<a (in*. Altri latoa- 
I lati «uaM nu iiaata. Ma 



■Inaila r*plinilln HI Patinila llnf- X) 
ano aviQbra confortala <tii«at'opliil«ua, 
la qaal« ima ntELtino lUns^ cbljima /v- 
Atfiitf folta, • quia Ucct «Ini diuunui 
pmplar AlIquaniikaniinrinLiih taiidftì stim 
lavtaibilfi Dt fìkuiujl muiKla •. 

H- ALIIXjI^I4; li"riMlL«Ca1lliaD«dolOM' 

H.->rroaci: aviflena, aBia»ccU«dtc 
aa* pana. 

IS. nua: colprTnll, 

M. 'I. mutici I dairiafumo. Il paoMto 
è HiiaruslouD d^l'Miiaada t)i(i.Qiia»la 
pia ftitie U rn'pB. taoia pln Rrandc la 
l0BtaiE4Dia. (J1J1U Lui'iriiD * latffl'i ni^l 
pQDto ni i^àot ti tiaffgvH d'ayrni f^rU i 
Pffd, DtoA Dal paolA oli* in luiU quanta 
Il crolla « U pili lontana dalla Bt0s4l Dio. 
Hlpmcatort rII wiaopta a loaiwTloliil. 
■acondola miTltit d«U* loi*OBlp«. 

01. lairro : • qniAla axl aia claai • : 

M. UOMX 1 pancanala «a qnot laon^ 
•Mara rba * l' laffcaa. Cmit Clawu ha 
Dd T. Il parlala di rUt arrtaa. 

W. HaC-UI lo «taaw dauldaraBD foro 
altri 4auall In/. Xlll, M: XV. IISi 
XVI. «a, •oc • PiItI dal toiu btac, no 
dHUartnoalmuio l'ombra, taqnaJa ala- 
gli dalU a da qua' cba noo Bd Patg»- 
Iorio Dan è 4ail4*tata «i T. ft<n. 

«1 KwaaipOTdolm.paowaitoaldrfw 
■unila.aUamaraataofta norta aaa hn* 
e4 ^te ag» BlMtla aiMala ad «tao». 

K- auto: Étba fimo * OD alWti 




ss [otKcnio TtBtO} I^r. ti. 9S-106 



Oadde con vsssi a pu- degli altri ciechi. 

E il duca disse t, tao: < Più non si dasU 
Di qua dai saon dell'angelica tromba, 
Quando verrà la nimica podestà; 
Ciascun ritroverà la trista tomba, 
lUpiglierh sua carne e »QEt lìgiira, 
Udirà quei che in «temo rimbomba. » 

SI trapasaammo per sozza mistura 
Dell'ombre e della pioggia, a passi lenti, 
Tocoando un jiodo U vita futura. 

Per ch'io dinti: « &fa«Btro, esti tormeuti 
CrMoeranao «i dopo la grnn sentenza, 
lìoD minori, o saran si coc«nti? • 

SA egli a me: < Ritorna a tua scIenM, 



ira 



doloro- Ifaflro Mvn, oftln iliil Iwlto pO' 
laiiooo In U aiift • Ih cumllflucn Acì- 
rintarlmalore, 

OS. mu: taiM.-* PtK: > lirallodvl 
•OM OMDpIsnl.- Cinqui: KTnnita chlixtD 
la UnU prima ili (lulart. »ri> ili nrcwilut 
oadDiu (ii-r <tìuu»[ culla (Mula uni ruRu. 
In nni Kl>"'<i "omn tnltl gli altri ili .lanlo 
corvlilu- Avvitila il vlk» totUt In cifl uc*l 
JWiTiEf^. iton pnatoDo DulDraluiDiilf roder 
nuJUi wcHvn i|iilfiih c<>iiir dfwhl- l.'alJii- 
f nr^n A ijciL f^liiai-fl. H k^iìdìo * dIho per 
fittici Tlh nhn i>i>n A faD£0. 

mttMi d-t>po ttt ri**i^rrmlnn*, OtdDla 
ciacco Dal Iknc"' VlrtiliuiUi'u ■ l'iintn. 
ikBrdnrdoKllmDCia<ibeMeDiii(idl(»Dtl< 
Noann tlaccloi •UdiUiI n<m >l halifiTit 
plb atua al d) del (ladlilai. Urntrcal- 
ItmTaniBDo quHte cnrehIoH t>aiifA n1ilf«l« 
M dopo II (iadiiilii Sitala I tormenti dal 
iIkruU nnUniona rU iManl, a d an- 
nwBMranaa, a al (ano miDOrl. <RI !■• 
raano inac(l«n >, tl«[Knide VIikIIIo, aa. 
Msda Id dollrlDa arttUiMIInha. KoA par- 
liAdo anlraDo U <1or4 al dlaoanda al 
ifithrln rvKhlo, ■□] riti tnfraMO Tadono 
Plato. Il (leni nulo dalle tlcoliaiu. 

M. titmé,! nnn il alta pKi da eIuwps. 

H. U 4)rA: prina. - ittnHHi i ntt. 
ITMt. XUV. SI. I t.V-r4nt. XV, iì. I 
IWnl. IV. IB. JOikM. e. Tl)r • Anfall 
(TUOMn da* (MMtea pmlbani. nutrtaot 
teba ai Toea In ocvnmn «la* alMU- 
boM*. 

M. l-ODIIaTAi padsaU. potamu |V. 
Ptnit. »M. Iti. 110}. S grillo t» 



mlm al rvprubl, MilU pndnlà di gluillm 

*". TBi»r.v rlivnii ♦ trltia, rtoolilu- 
diiniln f^tifO cttrpn rlia fD cauaa dalla lero 
perdliiotiD. O^tpnre : «Cbe ohlDrle va ror^ 
podannatoapiitiala qnaldilupn larlaur- 
Tvaluna «'aj^yiavii >; Tom, 

n, ^vtA, I la MMitrii»» rinaia, itnit, 
XXV. ti: • ria da mi', itialuletCI. al 
fuoco eterno, che fn pr'*i)arMlfl pnl «11*- 
toIa, # pa' aiMfi aujfflll *, 

101- DKuuJi: to»» aocb'oAvo. oparoli* 
lordali* da matin tlnio, a iwn^li* |[iau«rili 
nid faiLjfO, 

loa. TOPCAiruo ««.1 t»iponando nn 
pnrn dnìla rIU fnlora. Clr. 0>nv. tt. B. 

103 ivTi: lai. f«(t, qo^il], 

104. «urmuai AotlK, «ha al darii II 
di dal glodlila oolraraalo. 

101, ati nwt Mine wno ora. 

IOa. mIdu: BtlaMMIka. leMDda la 
quale l' mima In oorpa pio parfollo ma- 
Elio «nmaeai In eorpo mi aloBs urtano 
nanohl. manco * V Intondaro. Utl^if.t 
• ParebA VtrKillo da« chiamar* tel*Ma 
(US. parlando a Dimts, la Flloaada arl- 
atMallcal o che cwa pnlnra avere di 
auUirilÀ la FiluKifla arlilvtslloa nel rl- 
wlren Dn dubbio appaitcDante a dol- 
tdoavrlaUiinal Tvn acUtaa partanto ni 
par da iDlandcral lix Tp-ilocla. la goaln 
ben daTIrsfllot dnCia lua, non potando 
0(11 pacuo dirla nnffra mul ■, Cunimaa- 
Ta Virgilio la Iwlngla cliotlana) Kson 
ailoflle a[U II clalibln di Iiauin aonura- 
tauiente oaafo rma la ftlMùda ar^nUiWtcal 
.Or. Inf. XI. H>. nel qoal luoit" VirRllle. 




Isr. fi. 107-115 



tnAKVATi) tu 



US 



lU 



Ch« TQoi, quanto In cosa è più perfetta, 
Pifa ssDta iì bon«, o cotti la doglionia. 

Tatto ohe qnoBUt g«nt« maledetta 
In vera perfesion giammai non va^a. 
Di ]&, pib cbe di qua, «SMre aspetta. » 

Koi aggirammo a tondo quella strada, 
Pariando più araat ch'io non ridico; 
Vanimmo a] punto dovo SÌ digrada: 

Qnivi trovntamo Plato, il gran nimico. 



IMh ali atWMtttM ti Artatotol*, die* la 
lua AlM. • iV. XI. IDI : !■ (ua t\tiim. 
IST. iiBiiii» 1 • «aliuB iii*(l> erDDl%; 
butfor p«M fmmmMamm carpirti qiij& 
•nMpartMMna nll«e*«Ms|ÌMlU. noa 
TM» padMUM* **d ■■!■ «i damnoiiB ij 
Snia. - • JiBdB* masr te tofenio (duI 
mirali • argon *t «tit Mn* carna < 
■I«iudo liU tnàrnl, tou «nlow «nint 
naloDcU SBrpnibo*. «t Imu 1<U *rtinl 
pwfiMbina qualoa «U «■•• saHolialn, 
•(■la firtiiMii «( «nifiMltlo *> nini* 
CI M>n>*<*> 4>aB Mdiaa hIu ui , ni «cv"* 
Mta* I n idra fMtraMmdtaBain, ^U 
M «mi aalauMa paHbcMoim *» hab*- 
bai( OMMffaShiDCB ■■H. tono dannali 
l u ta t i na l M »-■ t lia« aHloran pfoiuo, 
•« mI*UI naia* pudiiB ■; Am»^ 

Ila. DCMIUMiUI da «IfltflUi pOT dD- 

(mXj laL 4(kNta, Dalan. AIM dri da- 
liM. AnMan*. aaicnwM a «tnlU. 

Ili . t-i 1-1 ; rfaliUDii ddl'aapilba rnM- 
èiL-nvuras* IH pertHinoii, ta ^naacvit 
» iosltà di rorfD * di lolma. 
naeMI la pana ddl'anlaia aaranD» 



pia «oriblll pie ininE*Dtl qoalta dal 
MF|U liivria r i>u», ilal nHU, di* «Dulia 
oraHdTrono. daparsiilhiiiadantaiDonl*, 
Mi oirpa *«r*a di oba too tiruirtduML 
Vii. Furg. XXT, UiKK. o 111. 51 W. 

113. atniioa: liiDlrailn,<1ail»traaatJ 
niilra. • Uopo l'trUUi con Cliucci, noa j 
aiH!»tnni> inr tnwio 11 mnihin. ma «Di' 

IIX rtHLineti' ArVm itla fotan. 

ll«. iiiaRiut : dl>n«n<!i>. 

Ut, Plvtu ; n Dio doli* rtcohMMj 
dalla uiilolafUanllot, Hitltcll lualnnaal 
di UarsM. Al.: PlDtoae, rluCa. Dii, PirllOi] 
di Hatumci, 1mp«ralr>md(virAr«rno.Uai 
qaoBtl ò Lttriffto. cui lìAjiie cbluuA 
M|ira>uinnnM Ihin—Dù/I l!tf,^XXlV, 
ZO. Sa Dite i lagnili maflUa Dulia (lilae- 
dm al«iii«, itim p<it*vahn Irorarlo qQl 
airinffTTHo dol quarto ««rcb^ - niuiov- 
italla pam * hlloiuk dell'aonio, CYr. KitL 
V. 11. 1 JVm. TI. S. Ipm»..' - Unii» a 
llaia alvMo, eono ddla rkclirtu dlald- 
lantani, fiida Tlmotfnam'i Pvr iWninn^ 
(ntiT Aoni'nn Baia • . 



flO [CKBCBIOQBiBtOj fieP. ?ll. 1-2 



n-IDTft] 



CANTO SETTIMO 

OEEOraO QnABTO: AVAEI E PRODIGHI 
(Vollao p«g] «ol |i»tW • d altniilitiii) ■ dMudig 



PLirrO, FBMÀ DEOLI AVARI S. FSODtflUI, LA FOKTUKA 



cnacmo quinto: ibacondi 

dammi etlU iioiiiw hnfo** daltu SI>1E>J 



« Pape Satan, papi Salan aUppel > 
CoiitÌDCÌ& Fiuto con la voce cltioscU; 



V.l'lt. PAiM, K m(Md« <(«l KwiHo 
#*RAJa- Ari «ftnl «>rohin trutAiin rin 

atvni raiWmiw.tluiljuluiltiI vdluijuiil 
^ pualdo. (^Qrbgro (Uhi Ignlnii, l'inio, dio 

I domani eDiloU da' •Ingoli sarolil *1 
■Umano Al Impvdlr* Il itliiur<<> dtl riwU. 
PtBMIn f*.«toit«H]a tu MM rabbi* ID M-] 

'^MBlt «Inni ■ mtl l<it«11tK*blil. VlrtlUa 

(Il rMniuBnU II loltni (upnniu : • fluì» 

ti«ir ImpnUnt» «n» nbbla vt/S» a tatn. 

I. T*rt: dal r. S riiolta, <ba quota 

•MO parai» «apra** dal fdtDi* ; dui tt. 

I 0-8 • It-lliliBlla. obn lo Hnpo dnllH pa- 
rala * d'IaHmivII* Il PocU, Dal *. B 

I atmbra dcitaml IntbriE-n ob^ Vlrfltk» lo- 
ia qQaalo atrano liDjftiaiQtlu di Plaid, 

[ • •• lo tntnw, «la rnnldlrarbt «n tdoI 
nra un Uuintf glo amano qaalaai|iia. 
Il» lo InWrpntaxIonl pr«cla«. rhs •• na 

' MBauniala.iDuDuumvruilHlniaaaialls 
Tarla. « llw aat. dlcfir<-, i> aataa. o aa- 
bu d^jnnn, (|uali^ mlTitm tt novuia mt 
tatod qDod l«[i uovi boapkce* toc arca- 
dabtl»^ Bambf/t^ - < la llofoa vl>r*a, ad 
^ lania a di» qaanlai maravlullai ma- 
tarlclted in. iit. • Papa * ìoUiImMo 
•dmlroltaaMf qoaat a din etw, qoaddo 
rtnt* *lda Dania Tiro. MMmb» Satu 
danioDlo «olio roo* di mantTlgllanl a 
dloaado: Teb: Tsb ! «^ £«n. -tft^.... 
t.... nna yaila dt (lamoiutlai. oh* li* 



a dliauitrarDtjucllaalTrtloDaddl'anllno. 
rha^ cwo «tuporp, * morarlirUarBl l a dna 
vbltA il djaari, ptr l'rù taihrfiijpit iiaatlo 
mararl^lanl j SaMn *il ^'tiuiilr* Dnmij- 
DÌOi A£f;f^f 4 qua dlaluiio, vbfi lia adi- 
DiHIrara T alToiLoaa dair aotnin iinando 
aldDalo'i MU.,-<OSatiui, oa>MD,«a- 
)ta1 ai prlnfv^ t>Bniaanni, quM ^«t ^on 
tldvrr^ Xau pajMx taUrloetlo c*l »1ml- 
matiai tUrph TCio piioia lllcra Hi Ue- 
liTiwraai • ; Pur. Pani. - /« JfmU 
{.ViiDM Inimu n[ fsliriuclaiCuaf. acfi.. 
Vprwlli, IKH iiiMiTa tJln. amiillata. 
Ulluiu, IMUili vz-ìxt» di lafsar*^ Pa^ 
«ofrlA, j>a^ «tTf^rl rjt a Uppt, Titao «arrbbo 
k1 frrm ttT*<a, par iaimìu di diFp) liairat 
oaiav. solai ama*, d Hm, oloa Wfcf 
>Mr>'^. i>*r ntald, aAI irlllna. lalar- 
pnUtloaa iith andiiraant*. pataW tio- 
irata matodltatDontp, d pan la Ma ta 
di D. fluani («ora. la»/.. X(, qoad. II- 
I3lr • I^ril». <^itD« «I d«Ti>, •Monila 11 
tcxalit'litriu tldi m^io »*0, f]atau- vttut 
tD40i 'JA /tolsno, «k MCOB» /ni. Nna 
A aa «tlaoievu, ma vuo afOjia aub^iaoav, 
col qaalo Finto A^iUac^ a manlfisatan» 
I imul naailaHinll. un nalla aorpraaa * 
(là la ailiiacvka. • 

3. vUiouaai nrava, api> di annna. 
Dal nrbo eWoMldf* • «ràcctan. latloo 
lllmln. rreoMao ; bnuarr. aM. Cfr. DlM. 
Win. i: IM. 




[osacsio qviKTD] 



IK». TU. 8-17 



[Pinro] 61 



II 



» 



w 



E (inol savio gentil, cho tutto mppo, 
Disto per confortunai: < Non ti noccitt 

Uk Ita. paura, chi, poder ch'egli abbia. 

Non ti torr& lo 9c«u<l6r qneeta roocim. * 
Poi HI rìvo1i<« a ([uelta enfiata labbia, 

R diwte: « Tad, maltxletto tnpo; 

Comrama dentro tu con In tua rabbia! 
Kon è looza ragion l'oDdaro al cupo; 

VnoUi oeiralto là, dove Michele 

Fé' la vendetta del superbo slrapo. » 
Quali dal vento le gonfiate volo 

Caggiono avvolto, poi ohe l'albor fìacca, 

Tal cadde a terra la fiora crudele. 
Coti Bcendommo nella quarta lacca, 

Piglìnndo pìb della dolente ripa, 



t. liKTTII.: aabllv, tnttfW, Al. ptgf 
■a IO. - TITTTO Mm : «Mha n Uopul(- 
fla di Fl^o. • ti •litiildoate4«l n« j[tUa 

4. xom TI KOCCU M«.: D« Iswlartl 
T i a tt n ÌM* pwn. 

5. nova cn'KQU ahui: ft tfoiatto 
fotoM» aglt lÉt. 

S. TOaal: InpadM. - moai: tmlia 
ili uno il ^aulo CMtbtau 

T. BTIITA^ (OndB d'In. - UMiu > 
twUi ttf. XtV.«I|XlX.iniXXV, 
n. rvrf. XXIII. 4T. 

a. iKtoi • b«a* Tocat kTam lupini, 
qala ÉB prin* opHala MCkTgnt st»- 
lìtìta 1i[tni I ITi n r Lnetliunòlnro 
rw4m ut lBI«d«r«tti'e(U tifata pri 
bdHBOBla Mfkmlllllt la iiul^ril «- 
pM OV. !»■•. «blu,* tm|* • I Svli - 
• t briHaisM^Bri noloAitolviv lU'nr- 
IMM aaaoBla cba («Mde il cuilfio 
Ml'anriila. Ubi d noa-BU dilTi l^pa 
é(l pria* Canio, a* rada toaU l'allMlo- 

10. euaox T Tolcr 4lilu. - atro i pn- 
IuhIb lubnut. 

11. Avn>: (Uln. - Umitui: nun» M 
■>• dM «MlK ArtsBt>M<ba n|ii|n**i«- 
tiB> fl Fap*la dalts iIimbi] •! Tk«4 
di tMi OwW. X. II. 31 1 Xlt. I. àf*t. 

xa. t». 

11. ■»»»<)> aulMoiI M Hnyr»: vi»- 

I O ifbtllloa* flOnlra ma. Allttda- 

rt*WM U He* iti bM» Utav (CrffHt 

~ biPBiii M fi ao t »! Ba roia* I* pri ia a 

I da n |wr II «mm a l>- 




nrt1«ni<<Dto d> pnltoii*!. • Mam ila oal 
•«tmllilln la ••woiida. >aoall4 11 ftrv4i, 
«yO. Ili, US «E. 

Al.: pul flbii II vaili» In rompn, rua uà. 
rvbb* c^trnttA cnotorlo. mcDtrn Tnu 
dljlaiTfare In huim nnntru 4 propria dal- 
l'iiiiUoA lUUun, 

V. le-Ofl, ^rnH « proUfjhi. tiiav 
grotta al i|n«rTo rprcblo. I^iti ^ una iT%tt 
xtitiMUniUto [U unlmxiihth Uj dno nppi>4t^ 
•cbisrr, *«2Duua detta qimll Aauc||''ala 
ima malli ilnl niirchlo, contano |>p*i vnl 
pilto, al ouauDD d a'iilIri,(El>nn II gri- 
«lanu Ufi pVTttl f4tr«riif ili^l 'tufi «aiiiE- 
ciiri'LJn il4ira a' Jniifintran^T- l"),],» l'ari.! 
■l^E^t avart rtinrno \fu^\ ■< »fiJLnnll n 
olilririrl, ma nun «I rlcmift*iu'n«i pìb. Io 
<iaetlo CDTeblu I jn-t'catiifl «ddo iLItltl- 
bnlU jatvnn'tn II pritwdpLn clhr . oUatfU- 
sa- - vltlb ha iI'K Dantici oollM'n-411. 
*M vili' nno tn tropfKi « nn alUu In 
pe» • 1 Caar. tV, IT. I maxi miolatl 
rintdati» >• ciaadl aomma dt <l«aaro rha 
gli aiart anaHaanoo a oni»«rvaiana | 
troppe (alnaanaBla. a I pmdlitbl rp«r> 
^tmmo. Ctedtttare di farai un nomai 
rII nnt calla Idi* tWtietu. «Il atlrl culla 
1or« lOrtalU*. »rt laraoi «t («tpii «Mi 
asnCMlblU a »agf. uba aan uno avi» t 
imtlaaM. 

ta. i«0Ut Ifaaui. uTtU; lat. lonuij 

n. r»aLi*iieo:™'|*aali Inalliuilad ' 
»k»t«* C" r" la tipa Ib*™»!*-- ai»*' 
pMiOa WHRiaW. 




ss [CKBCHIO QUiBTO] IKT. Ttl. IS-85 



Ch« il mal doli' nni verso tatto ÌDSULCOtt. 
10 Ahi giustizia di Dio! tante cbi stipa 

Nuove travaglie e pene quante io vìdili? 
B perchè nostra colpa al ne acìpa? 

Como fa l'anda là aorra Carìildi, 
Ohe si frango oon quella in cui d'ìotoppa, 
Cosi eonvien che qui la ^onto riddi. 

Qui vid'io gente più che altrove troppa, 
E d'nna parte e d'attra, con j^rand'nrli * 

Voltando pesi per fonsa di poppa: 

Percotovaost iDContro, e poscia pur li 
Si rivolgoA ciascun, voltando n retro, 
Gridando: « Porcbò tieni? > e: < Perchè burli? > 
[Il Cosi tornavau per lo cerchio tetro. 

Da ogni mano all'opposito punto, 
Gridaudom ancUe loro ontoso metro; 
) li Poi si volge» oinscun iiuiiudo era giunto 

Per lo suo mo:cxo cerchio all'altra giostra. 



U. IiII.t*ltinVKHMO; Uicha41(|tti ÉDKSU 
iniiK. - tKUori r rariuD* • innDrtii'. 
Ift. ■TirA : MBniiiMB. dal !>t. Kiiiart, 
IDi xua*i[ in*aillt«.-*iuui: *tdi. for- 
ma rvcvUrt aiitfa*, 
ll.BCJI'A: <tr*i^A, li«m. njaliDuia^ 
ti, t.'o>[u : i-Uf- TVc<Eindal Mun Jqnln. 
-Itli nel Fbio 41 M<«iini. - RuiDUi: 
]al.Oaarvbd^,*vr*Ein«B«l FktoiII Mh*' 
rta^ Incontrai * Ki^^lla: ofr. Yirg^ Am. 
UI. «I0vc-.au<i VII.SOIL a^n. MX. 

ia.Mi< ^iiuLU; €bB iioD ^1 Ttiruo. 

M. uuiiri tuwtii In riddai fjtii ■ tin- 
ia. ItìAda. lUI fb. tiddatr, Amuntln 
)[lf*. deridala 'lallwl.int. «a-rMaii, Icd. 
DHdU» Hdei "» vDlfart*- 

W. ntt l'aTariiIa od II uno nlulnria 
Moo i riti (liti di4T4tl avi idudiIo, - t1I(}^- 
rt,! wuiiaraa. 

M. ii'v*! rAMtBi «Tari. - D'tt.rt^i 
pruliftU. 

37. mi! I* Tlnhn» aMBttnUMoailn- 
fAl*^ - roiTA : lini |i*rp«ll«ÌBcvB«f>l«. 
VutlAng 1 1M*I n1 pMt«, Don «IJa bra^ 
«U, *«>nilA II pniui II (lorlianilo ilal 
DUM*. <b« KKOM''^ Unu 1» ricchsua. 

t*. UBOOtmo: quiudo la dti* srblita. 
do^ KTart a «inUini. a M p»diibl • 
d«in, «' tiKattiBTano. - rtiii u *nl 
intQlo madavlma dallb *e<pDtm, La prq- 
ansil» rrtrll <ia*«aa di yur a» t Uccdu 



|HiaU«acciinons al ;>i«ll uitlnbl. IJoDia 
nnulmlla Ja/. XXX. BT. ow. 

U. ra^.^tsi^l, ; [i.m nll ulnul jmal rh* 
avBiuin TnlutI iln qali Dd ancba gli 
imi I |^«1 iIukH alili, Itti avait qualll dal 
prodliibl * ri«svvraa, por caprtsiare cba 
baci di qoiHlu nallll<^ BsoràU nal v**l> 
Elrono ronUnnauianra : dalla mimi dal 
pnxll^n v,hr>iirt In «jiiiiHa drll'aTaro, a 
dalle muii d«11*i>rBt<i la ijaollBdcl pio. 
diBo. 

10. timi: la «Tve, ' ui.KM^ In prn> 
dljto. Jfnrìati alirulflrA. jjara. apprcaid 
irli anUohl ^allarr. «jwpcfv. fpafj^^Un 
a rimili. ■ Dnrlf, hleac pniloli, al n( 
viitEar*latiiharilfiro»]iVnv. Cfr, Parvtli, 
aiOf. III. I&B. 

11. TDluItVA.iiT citai ano. - imo: le- 
&*bivau. 

n. auo: pÉTbi! 1 pFWlIiitii dalla d» 
Mra. (Il BTari dalla KlnlMra dal di* 
F«aU. 

U. *««««■ ^iliiKiito, B*] mfdMloia 
mMo. -M>raO:11 fnwA'Nnttfa J*inM 
burUr 

SA. itlDimka : hMìDnttti, nrlo sai poalo 
appiMM. 11 RI» caNhIu i omapata l'giia 
tualà dacH ararl. l'alln dal pn>dl£bl < a 
par iaac«da Is «Dsiluaa mot», non fiOf 
fon f«rA «al qaa*U |ii»a»ni uni drm 
MtcUlo di quelli. « dcaiaraa. S'Idcod- 




[CKECmO QUUTO] 



IXP. TU. S6-5{ [A Vili K PBODIOHl] 63 



Ed io, ch'uve» ]o cor quasi compunto, 

Dia»: < Maestro mìo, or mi dimostra 
Glia geat« è questa, e se tutti fur cbarN 
Qaeiti charctiti alla ainialra noirtrn. * 

Ed egli n Elie: «Tutti qtinnti fur gnerci 
SI della mento in In vita prìmaia, 
Cho con miatira nullo spendio férci. 

Assai la roc« lor chiaro l'abbaia, 

Qoando vengono ai duo punti del cerchio 
Ove colpa contraria 1Ì dispiuB. 

QuMti far ohero! ohe non han ooporcfaio 
Pilotio al oopo, e papi, o cardinali, 
In cni nm nvarixia il auo soperchio. » 

Ed io: « Maestro, tra qoMtì colali 
Dovro'io ben rìconoaeere alcuni 
Che furti iiumundi di cot<!;«lì mali.» 

£(1 egli a me: « Vano pcni'iaro aduni: 
La aconoKcooto vita ohe i fé' soasi. 
Ad ogni c«noflc«ua or li fa bruui. 

Io eterno venviuio «Uì duo coui; 



I ul 4iM rasU Iti riwMi. ■' In- 
. ■ (K aiut •«!«> lÈirt». a m- 
i t pHi f«vprU o qntJIl 
miàaU Una m ^mI toato tti pnMfU. 
■ <■■*! nUM IkHta. nMando I pvtf 
tntM » -(ftU (Ik Rriolxl <l*[ll «TMt. 

M. mw-uirTO : (Knfasilanmi» nlHItto. 
Mt^a I ■ *WM tHMHMM «I rartodU. 
am ■«■■h ■■«!■ ritwalnto [te qoo- 
«■ (OM •!■ s«aH •! I »m4l|thL 

ti, iMirrv^ rlw*^ * f *iiT* ali jitR^ 
Mrt- cMiun- piar. itlfAci», alBintcìU 
rt*SM. lu. <<(r<nit. fmons ■ulaali' 
Aw. •Mltdau. •anUr* a »Rulin ; ed. 
t. M. In^ XV. IWi XVtil, MT. 

■ cBiaBTi aiDrup* 41 elrrfndl taa- 
«bb. Ite kaiBD tmuao tbttltm. - 
MttJt MiMlu ■ (Il «nrl. 

Ml TBm: MMt • pnKliht. - oL-na ^ 
■MnM 4*a> Baalin ■«■ »»■■!■> tlm- 
il • Il (UH idm 4«i bMl Mia 
taam. •* r un <■ kfM. «wrvto, ilal 
Im. hot. fMlnu, ■ ^DWlB rnbuhll' 
kaala éU i«4. ut. Unir, a 4H*«A.r*<>- 
naL |w«. «^ A lU b« I* fivriU- 
Mn U*w tBTiUktUddnarTi daO' ae- 
di ■inUaa. ««i A 




U. «i-KRIMn I dla;mi1la, itpttt Mucl ; 

d fffxn. (£4ò Bvlla rUn j'i'tnaftf» o (tr- 

MIT*. ><rMldll (pHH J[ll Bill lmi>|Hl pil^ 

«BMlo. gli «llrt Duiipo lannuntaM. 

4>. mei L l>rr(U Um4 r • /VrU hrrtt ( 
• aHBtit: Krids. suudlnata. 

4&, I>IBr41À ì VpaTB. 

iB. i4Vim I B BlnlMr* i aviirl. • tOFtii- 

auo -MCiMiitllti ob» hiBDo la untora. 

tf. Kii-Kiiniiot HMMani ctr, Ii^. XIX. 

>it ve- 
li. u>W! (iD»||U BtUa Ina mot*. 
U. wolOtCBm; prlT* ili ooBi HHc - 
•a, dliMaaalBi am araaAo it«aa«Mlala 
ot H Trra tn« •1*11' nniiDa tìM. bO fl 
«ars uie da runl iM beni ttvTMtH. • 
Il II, «KM /■if. V. J» • tpo». Cfr. g. 
P . U • *(«. nV'. ""A- ■*» -«QUI: 
lordati dal Tiat* di antliu • di pndt- 
R*>ltà. 

U. vtcvi : InlauoHindlL CiadiMM* 
(■ DBl aMai>M«mlO t l»«h« >w . fll aliti 
■[■Ddtoda lar|ptn«ita. Al tanilwiil <•*•■ 
fcil B-^ iddbJIu, «1 Iniwa ■! r*<Min lall. 
«h» liljoo II «noWB wlll J« aomo* »«. 
dora. S^wttnH lu 'lU, wwMMf dw- 
ua mcMa. 
». ixiill'AwvtlUacmMMHt- 



M [CERCHIO QDAKTO] I»T. Ttt. S6-CT 




Questi ri^uritfimniio del aepalero 

Col pugno diiitKo, qnexti co' crtn moni. 

MaI dare o mal tener lo mondo pnlcro 
Ha tolto loro, e posti a qaeHta zuffa: 
Quai ella eia, pirole non oÌ appulcro. 

Or puoi, fì([HuoI, veder la corta buffa 
D«' ben che ho» nommetiHi alla Fortuna, 
Per ob« l'nmftDA gonto n rabbuila; 

Chà tutto l'oro eh' è sotto la Inna 
Eì che gik fu, di queste anime slancile 
Non poterebbe fame posar una. 

< Maestro, » dittii' io Ini, e or mi di* anche : 



M 



•1 



ai 



fi<- QiTTFtì : ATiri. K^Hrf «rumo ?oii» 
vinrìTnii», iDonra ttt «Ubili tiTATI- «Kinl- 
ttrA e>omLimHb<1T|{^tliI«niickMt«in uUyvt 
• •BtIUtm nlpilflol •! IMlid. A*ul. 

IT. COI. riiuHO CIRitfo : A.I.1CO' rL'oxi 
CHIURI. ' K urt»IT r imidìglif.-liiir.li por 
«vnrt.iTMi Oli UDII prar*iblo Italiano, (Uf 
rtp/ito fin" a' captili- 

M. niLcno: IhiIIhi 11 oiolo. II Mmh» 
eh* (Mani <]«' btnl MrtHlTl II ha ««Iniit 
dal al»lD a prMLplIaU la quMl« ■^rcrblo 
iltU' InAirno, 

no, tvm I M ituB «Afri al ila* appo- 
«in punii dol csrchlo. 

SD. >f<-i!U'iiO' nnn lo itMCtira oon 
tifilo p>ir>]s: tu uluw Iti viali. CIV. Z, 

r. 41 v. r»ii/.. «»M., ino tt- 

ti. OKvwa: ranllk, initablUU. woia 
41 oa «afla di taoto, Al'il. laTocandci 
Il pKMi /i/. XXII. 1.1S. iiiili-KiiiK liiirli. 
icbeno. Ia tv» ba ambedue 1 ■[>;nta- 
<«U. Uà qui nuli >i tratta .11 un ,e1i)ifcii. 
inai di rota brn ««ria. Di Sima : • Or 
pnot. flfflluol rttilpr* qnacit^} bifTa duri 
L'aora étUn fertona, oatìe ai ifùnlldDO 1 
pnt.fi nmjinl >. Vtr. pnrfi l'nndi, fivU^ 
HI, 140. 

eì. riH CHI : por I galli limi. - lUB- 
MUWWX-- ni pran^* \ìoì capnlU • vlanA a 

OMlt«aB. «Il Bl£Dlti09tO rll n^Q^^tO vooa. 

baio rohÙufa par uh' lntpnrll Miiiprv al- 
ODùa o««a 1nl«rvetjuta pur rlutla o p«r 
ijulatliihti, Hlorninp A l'rHvriil ['antf aataa 
uscaiiltllnla cub l'u>tr«, pur k i|iiiil «api- 
sita I (wptUI untiti TAbhiLfEatl. «^loA djjior- 
41naU, oaiii'oral vntliusuii tal tu] U^ a 
pera un inata l' antom lo qnriatn parate 
UlioiuiTUni In i)iiÌMrinul, \ putì. In enarra 
e molto alCrflEDhleTODtEinf, le qnalJ tulio 
11 ili ieII unmlul hannq Inidfvma pnr i;'^ 



i<r*<]ltl. p«[ l'eradltA, per le oHrapaiioDl, 
• par 1 mal rfi|[olbll ilPMliliirl », Rttf<, 

fift. rv : (uviDniDt^, Il lenipn ed 1 cml 
ne banou anatrai fo tum puiv* alL' ujvila. 
j^li DomlDl. fii'abo: Tutte «inauta la H<>' 
cbiian* tfiTTftri «lei tnmpl paaiuti V pt^ 
•oallDen Tarnbbaia ad olMOBr* ad io* 
mia di qiiHta anliuf par nn IMantt di 
raqni*. 

V. m-M, tJt rsriuna. Arnido Vlr- 
Kili« aomiiula alti Furtuua. IHuig lo 
pr*i;» di dlntll, ab* ria n oiidr aTTODB* 
<liD «au naso i boti dal mondo io ana 
balla. Per booaa di Vlrclllo ««11 rfUaHa 
qnladl otta «plnUm* in Ini Hcpre^aa nel 
t1iiilt<>ii. daraaTeia detto (IV, 11) del 
beni di QDMto mondii < che la loro Ini' 
pertHlone prtnacuenlfl il puA noUi* nel' 
la IndlMiaalBoa del leni a*f cDlneDM, 
nel iiaale culla dlaUlbaUra cium lilu ti - 
aplenda. ma tutta Iniquità qnial tem- 
pdi • . La (urtnna t anil nua islaltliuiia 
ea[ea1«, otdlnata da Dio al f^rarno dcd 
bani umani , «aah 11 illalrlbnlM» Iflntl^ 
eiesta. taeeaAn 11 voUri del Snpnmo, 
e. beata, di>ii barili nlU aiNiDeoa boiHB- 
ml» oh» |U auuliil le lanflano eenlnt. 
• K1(o*me naila prvtail t ileCto obe bln 
ha prapoato ana InlMlbdonaa umtrlc*. o 
delle IntflUlfteDae d)»'iIii1, a tatti I eMl. 
calla lou* di siui»<4ir]| (lerp-'inaniMl* 
In ttnelo. oiM nell'apoilotl deve InlOf 
drnl rlie •Imllmentii iifELI abbia dat« In 
puun di uaa latalllsenu 1 vari ImiiI di 
qnacKlb ■dffi;i«aent« ohodlelclbueadoU 
rialoatnli dohba (ar lum |ieTi»rr*m nn 
fflz* pevpvlon[ elof , da prlioa fWrLe plb e 
pIQ pT«rjETi>i(r*nAirui'E|nliilE>dl qnnt l>on1, 
nt-:lif arrlrlno iJ enlmlne doUa teireaj 
prnapeffltli, o pili dar mhjL e di InAilin- 



(COCTIIO QCniTO] 



Isr.Tir. 102-116 



[iBJiOftXDl] 67 



l(B 



IM 



IO 



113 



US 



Per nn fosMto che d« lei d«rìvu. 

L'acqtia era baia khhm pìii eho porsk*. 
£ noi, in oompagoia dflll'onclo bige, 
Entrammo già p«r nu via dirersa. 

Una palude fa, cbe ha nome Siif;^> 
QuMto urìflto niftoel, quando è dÌflc«so 
Al pie dello maliffoe piaf[K>« Kri([«. 

E<1 io, che di mirar mi stava ìnUtfo, 
Vidi genti fangom Ìd quel pantano, 
Ignuda tutta a con aeiabiante offeso. 

Questi ei perooteeo, non pnr con mano, 
Ha con I& testa, col petto e co' piedi. 
Troncandosi coi denti a brano ii brano. 

Xio buon maoMtro disae: « Figlio, or Todi 
L'animo di color cui vÌUii« l'irn; 



inU * Mio da ^h dui*. Sali* ari- 
Ito «ri ammà lutine», ttt. Inf. XIV, 

ii»ua. 

IM. *fMWia:*pMaBaa*laeb*niD 
■•MOCTW 4cU« ■»* KiiutllB ÉUmmtt 
manr. fatt. 

Iti. rtC on rnau 1 4BB4M un. Ctr. 
Iif. y. M Bt. 

V* ocoMPMiKUrlMvvtatadagMD- 
n. aalta Mntkm dada tornala. 

l*a. otnaaii! lowllla • nalagwiola. 

lii. r»umBi «fr. TW., An. VI. in. 

• Bnmi IM. iV^ OooM • falnda (bD 
Iti I uh U «uà « IMU. 

IM. aAUuiBi Bugnati, ihmmw. 
ALj maltuib, iHtMH i^ a ir**n. Uni.. 
in ■(.. tBtllBa k rtUiw» aHslBal*. - 
^Ki! tallir. Ut». 

V. tW-lM. tM liwuJt Xdl* a*n 

• AaCMM Mqo* 4«IUi8l«t* •!«■«« «oa- 
■wkl gU tnctadl. ^oU pUi ^al umw, 
Manda la fMrlU ddU lare colpa. In 
(IH pota «al qiual InlMeoatOM ptl 
haif, ab* Il fjeepn. (faM eh» aea» 
■■■■■Niri Mb I» pan*, il tWvo'iMia • 
al illialai» In lar« U ra iw acUi I 
■Marni 4d Mila itiftatlUaa pani* a 
aavirt. La Mp tffin la taaaMMdrf- 
riBi I tM*BDtaM ■ l'BUaoMnlaaaa 

I— Huaaaluiiii 4al Ila* lancaOn di 
I paawlaH. a cori para fl fait» 
aÀ>«R lati ir aiata aaiaiinil. L'm 
I ill'aaMa l'iaaMlB raclonaata 
> di «ni «ai» pania itOtgra. 
fÌMUiadu «ka aniiU». imUOia « f«- 
rarttt aw 4 ImMa riimr* aall' la- 



hnio danlMB, nellt nvdattcTO di Ica- 
•nm ID qacalo canlilo inolia locldloal, 
larMIiMl a anparbl. Ma Dall' Inhnin di 
IMnts ti pnnUcoBO aotUate paMallot- 
t'iaH. L'aiMildU <tnnsl«tan«l non lu aoUa, 
■« ban* ni u^a. arnia jrli uvldiod. marti 
hniiaDiUnit, hanno ti loro poota Bai Ta- 
Blltwlii. La >uiwib<a o l'IsTldU in an» 
■aoD U rallini ili qiiaM tulli 1 pMcàlI rka 
alpODiaconu dal H>to «mtIiIb la (Ib i rft. 
!<</. XII, «D acK. K ilasqac buca tol- 
tala Il clikaarB ilKia aliaia (Il laitdloal 
f\ I «ii|i*rl>i. Xol FarploHa pat. dm 
al traila, iiua <1l poglra II paMala at- 
laala, ma di aatlrpara la ndld dal nuda, 
fl cB*o t iittmo. Ha rlparlorama a aaa 
liwC«. 

IM. irraioilDlafiloi g^raTaattanta- 
sMnM. 

no. Yàsnaa: 1* Mpradolla palnila. 

111. iirruOi aitagnoM a cmcolalu. 
liNprlo di sili « vlnla dall'lta, 

■11. ilirvnri ,ilaaDaU.ai.iquDt'ni. fin* 
CaaU.-ii fiRcuTUM: rtaandavDlniant*. 
• ft «aanuilaala dia nall' lolWna al pia. 
aalana eolara eba eal maado a'fauwa 
patoaaao, a atraMdaal osa 11 dvaUapano 
apHUsMina baona atiaedala nat motidn 
lo ptoaalaio e iDMTa at nadaadigli Imper b 
Aa aialU Imi al patODOiaM^ e omfdaa*! 
la nani • i Bm. 

IIB. Timii-'maiddaDqBeeblarv, (ha 
bi qBHla fanhto agoo aaltaBla (Ttn- 
OBdl I aa so. analiba detto ab» alul (n- 
MDO loU dalla aoparUa, alWl dalM- 
*«dU,>o>. 



ss rCBXCHio nmirNil lirp.Til. 117-lSO 



tiiicoinM] 



118 



111 



lU 



UT 



ISQ 



Ed anco vo' cho ta por oerto creili, 

Che eotto l'acqim ha geiit« cfao sospira, 
£ fauno jiullular queat'&cqua al aummo, 
Como l'oocbio ti dice, u' che ii' aggira. 

Fitti nel limo dicon: ' Tristi fiiiRmo 
Noll'aer doloo ohe dal sol s'allegra. 
Portando dentro accidioso fanimo: 

Or ci attrìstiam nella belletta negra, ' 
QuMl'iauo ai gorgoglian nella strozza, 
Chi dir noi poiuton con parola interi*. ■ 

Cosi girammo della lord» poztA 

Orand'arco tre la ripa secca e il mózzo, 
Con gli occhi volti a chi del fango ingoicza: 

Venimmo al pie d'una torre al dassezzo. 



11». CRtnit Dr«>lii. 

US.aorrotW.: C* ohi Intande tmV 
latKl di ihilnrfi thf funnm «obt**! tm/t- 
luii dalU ff^rooo lun> pmiÌadc. AUif [n- 

VKHi rarrlHnn Ufi «nmmtnl •MlornolM 
rtiluduuo n DutHJWODO l'Ir» otti ftioÙtt 
dfil proprio cflorfin Lrk lanu» jklb Ifirrlbllv, 
qrijtntit i^lfì mticEiiitAi nnil*ljiprimmdl< 
vaiii|piì, l^ l'nKra raiun*. K ffuuia ta- 
touiU tntfrprctuliin" pur pcvAirllilla i 
cfr. U ut. Al r. l';3. 

Iti). rilLLULlU r gllTXOtJtB.n. »TE*T4 

bulla >lla>u|Hirfli.-lii.- Pur lu flitUrstulUi 
l'vifjtiH Ti>Dlv»it4i [I bi^Horl VIVO» j MnK, 
-Al. H-'UKO: nulli nujinracl», 

ISO. tj'ruft: ore olio, doviinqav. 

Ut- t.I)Ui: AU(a, pol[l|lU. 

ut. POLCB: ilM lorrfMrv : ttt. Inf. 
TI. M, - mi.: * Dui rlaponilp qoi ftlla 
prop. a dtfifcl. ohe *) etilica « oa^bne 
• t«ifipDi tloeliA Aol wfl ytkinAtXi*^ * ^t 
uslimft dil Sala, « dopu «bn ft tbilv aia 
•»rto • 1 D* Msna, 

tìJ, UM-THO! Dal nuDT». -icciMi3«n:a 
loito, oppure tritio a aflKDnnaa, autram- 
bl xlunlHr.atl dml ur, nmtria. • JHf.tiiun 
fiimtiui BUS vuu! dir alMo nlm iDDialn. 



parahi r Ira pMalA a lulilla «un eia iik 
gh» I primi id"!! nnn snnn In pnIailA di 

n4]| ninlfolml} nmi Jt fiiie<4ln*j Dan.^' 
' Con la fraiu ntti^fioio fìjmm^ ti Poeta 
HlenJAcd ri*Am«<jiUi 11 ilUpnlt*» <^b« rari< 
rono Dtll'uilmo 1 trial] d'ira rtpraaa* 
nitl trmiUnfinl «Inllg ttag;v dell» Info onl- 

114. HrM.Kir* (nriDii vari n ili imUtOai 
malnia. pinUnu, fiiojEiij dp;K>jùl(i dfill4 
u<jQfl tfrbldfl. 

ISIV, LnHfì: pftTlFotiU. iBmonte.-ttOHisO- 
ouAIC : baiba^Uauo. > Qot!t"fjliatt tuptl- 
ma ti miiinni rlip unn fa tufaTULBan- 
dE>MÌ; pruurjDKUr* ixidltlitiUmnnlv fnma 
Ikiebba nnn otao aivaat «Iclt'aoqoa nalU 
filila*^ ftltvu- - amoMA: ouiu dalla 
««la. 

ììt. ■»(. vOMiuw I TiMiidoMMnnianliiel 
pauiauu. 

IIT. l'oziA I |iow>. ci'ta. 

13II.4MCO: crui p*iiiLlcfua di qnn] quinta 
f«Tplilij. - %txxry-. con 1'^ stretto e 1« t 
avpm: Il fraillcdo dalJji {vlucli*. 

120. i cni tet.x ■ nudilo povera inlint- 

no, tL iiiKitncili da nltlno. C(r. at- 
tici. Ok. 




OBBcmo quinto: niAoom>i 

PLBfllA«, ni.tPPO AKOeXTI, I.A CITI-X DI DITB 
OPPOatZIOME DU DEUOKt 



Io dico, seigaìtanJo, efa« uMii prima 
Cbe noi faaaimo al pii d«]l'nlta torre, 
Gli oecM nostri o'andAr suso alla cima 

Per duft fiaintnelt« cbe i' vòdenimo porre, 
Ed un'altra da langt nnder eenao 
TaDto, etto appons il potoa l'onohìo tArr«. 

Gd io mi volai al mar di tutto il ««nno: 
Diati: < Qaasto ch« dice? K ebn rispoDdo 



T. I-M. n miÉaJ» 4al q^iitto «r- 
MM. Caamàmtmto tr» la ripi> trce^ • 
H OHiMm, ilopa km (IrMo ^mii'tm 
A ^■•Ba IoMm poua, ego (Il otcfel ralU 
B ^nt dm b^pNiwiD M teita. t iId* 
Tarn itmo (fiuui a piò ^on'alu tomi 
■• flà MuÉM prlna II Inre «manlo * 
<MM •ttirats «Ila dna il u*i da doe 
•^■•MM «II* «I taM» tlala larn f alla 
|mII Bi'altnk In TiiiiliMaan ba nM 
Oaato. ad* «Bafnnanilii di 



Mi ai^Hll —Mail, aa ddisaDila a 
Tliallli. Il qaal* (H riifonda : • La ra- 
*^ B ■■anali • W «iDa. plb *»ln» 
<*■» aaMia rfce «arra rta par r atra 
Malia, rlnv |>r I' (equa db* placala n*- 
«a. catfau da hb «da mocIiImb cb* 
p>b tarala A artaillariBia Ira. ft PT»- 
■■■a.a fai». dUlBiaitaateJaVInlBg. 
■• «•■■• a«MMN> aa ona dm aapa- 
a|ll* I iIb» pidk«TÌBl aana aoa 
I. a D kB«ÌUB all'altiB rtta, 
•'* rmtmÈt MU rtua <B IMI*- 
' I. «iwwajuui wiatl—a do a can- 
ili rMMaM lanalaclato ad tarisi- 




TDltor rCr. Arioitt. Or. XTI, Si XXtl, 
S. e«, 

1- [' : Ivi. Ito dfH flaumtvtta, |KMta 
ulLa HmmllA dalla prima torre, lona 11 
■ifBadvlfaliualrBfinlkitRnit, rhflnn'atu- 
na rl*a dlfcwidanot pfofùailu toTarDot 
• «Iceona tu al aunlif pnr I* iumliaila 
nalls ^DiUiaaam •: Baer. (ì - ad Juii- 
laaloaa A qoaUo thv ^) raitn nll Dcitnt- 
n'. qnaodo nel taupl ««pftU 1' oca al- 
t* altra taira di di Ih omno «o1 Itala, a 11 
noi In, oonn ara atlura, col baco n I«nA 

t. Il* Li-nait ooda rn »»•■■»■ nna 
prand* ofyirttJo. t.?^. I,a flaaimalta dd 
luafiABDllKclIU Al DHe. probabilinmitfl 
■Qlt^aJra ittrrr dffa nma rop«Jf. uiean^o- 
naulo Al/. IS.M.-iiWMat;»!"''" H- 
^laBder* al *(<aall ilvlla do* OuutBana- 

a. Tjk!m>-daliuial.-i6Bui «afDan, 
•ArTare. at>ptr4. dMla rioll'aecUo, WK- 
(•nit II rttBlllanai'koammplaa aca- 
lla t entj. II. 3M. Or. IrtMa.. Pkart. 
IV, 1* •(. 

T. Min lot.i virciUo: «r. iiT- TU. 3. 
H. g^wiot hoa» «allad^ aanuaila. 



70 [CKBCHIO Quivrol iKT. vili. 9-2h 




QaeH'&ltro fooo? E chi eon qua! ohe ìl feoDO? » 
to Ed egli a tue: « Sa par le sncìde oode 

GU soorgoro pnoi qnello ohe s'aHpotU, 

Se il fummo dot p&ntnn noi ti nnscondo. • 
ia Corda non pinse mai da sé saetta 

Che a! eoneaae via per l'aere snella, 

Com'io vidi nnn nave jiiocioletta 
l( Venir per l'acqua verso noi in quella, 

8otto il governo d'un sol galeoto, 

Che tjrìdava: * Or se' giunta, enima folla! » 
iB • Flegti^, Flegìàs, tu gridi a voto, » 

Disse lo mio signore, < a questa volta! 

Piti non ci avrai, ohe sol pnaaaudo il loto. » 
3t Quale colni che grande inganno asoolta 

Che gli sia fatto, e poi se ne rammarca, 

Fecesi Plegiàs nell'ira accolta. 
» Lo duca mio discese nella barca, 



9, ruHOi «hi mh Mloro oha IkMra II 
Iboco qal • Ukl 

10, ■iKiuia I nmjtOM • WUD i I^^f. VII. 
IM, m. 

11, ■'(■riTTit: kU |ier McidiirOi, In 
CDEHCnniu ili4 ilun wRiil. 

II, II. riFMHn: !■• naiilila rutta • (fV- 
JX. 0^ cito n'InnolBA Ahi iiautabo- 

13. riMblI: BjiluJHi, il» ptngtr/ — Ut. 
tmptiiyert . Coorr. Virg,, Ain. Xtl. fit 
»f[g.: - III* vnl4t ottKnqitti atl larrsiD 
turbino fortur . N'>d ■«oh* ao norra (Ht 
nqhnrD impaUi» miultl*. Mtf- •. X X, ti' 
»g.: « Fnjfil ItlA ptr aodu Ocitit *\ Ia. 
rmlo or. TimtcH icqiiiLbM ««izlru «. Ogiit., 
Ibi. VII. ;;fi>Kit : •Nuli uelur Ilio IT»- 
■I». nw «lOBHB oinUrln Yorbcro x\tit' 
■1b, Nm U^rtJDlica mI*dii» IitU *i1I 
ab ■rsB •■ 

18, H Qlnu.*: iiniirfo In qnd OM^ 
umbUi d'D» nwqiMiit*. Qal ralai la 
q»l in«dHlnin momADtn ^hQ Vlr^lhi ri- 
■liondan a IXtui«. 

IT. fi»i.ii"H>i KulmllD. «vino Jtaro por 
BiMru, i^finr vt afiDlir. /uri net fimi, 
ttina pm- tflafw.wri. "iì«lMl*( ho chJ*' 
iu»tl <)»<■' uiikrlDj^rl, t (|U4]1 Bi-rvonOftlI* 
jpiItOL nta qui, ll<«ihB* pi>"li04L, DDmliut 

^IW}tl4}IIg<JTPTfllXlnniirunh|li<«»latMr- 

llMCDodl rgnulvlift iiATlU: I duaonl di 
IKlB riii)HiHini con ima AtiniuiilMd'aTn 



lnta«0: mpntrii FlflK<^i "•11* ■»* pimlo- 
liiltji TiavB, tlcun rHoulnAlNia comò ■abE' 
Ift. K vcilcfp qnfrl" ftiA U n'kcUA Annuii' 
iliilii. *4 * flanniould mlptuslurt Vat 

lOlltOTC. 

l;. OH «M. I AoitFhA lntniid«n> qnMt* 
limln Aanw riiolla i> kl Mio llMita o al 
mio Vlrslllo, Mino da maWdsnira qitfla 
im criria aiKinlan» doli' inuoado ad In- 
lietaoM FJijtlA*, cho ci«ls 4t Tonlr ■ 
prcuilnro nn jinnrn dannalo l « 1" parola 
l'f »' j^ifiiici al ilEtvrH.nDo lotarpivtarp 
oni l'R'M <Kull. XII, SMi)^ «Otta' ne- 
Ritmili, i>fi->iji' 6vitì, »B' io ulo powr**, 
Fh'» ]l »n<in <l*l IV III' fJiiitfo d' IV- 
XXII, lia, «qaellDOMKQliursUoo'ao- 
oarda la Hipoitadl Vlrp1lo(ri. IMII. 

IB. FLBaiJk*.- ptnmnufio Diltolnctno. 
Irttto «ntro Apolhit eha gli arsa tIo- 
laU la flclla (ÀirouM* (aadn di Xm- 
laplo). mUe (nood al tampta di Uolf» a 
lo arwi ofr. Virg.. Àm. VI. BIS. AM.. 
ì1itò.ì.1S».ral.rt.U ìtSna Alnnl 
la dlmao prMidaDla •lolla atUA di Utoi 
I plh. uafUv, CDModa del qninht nnfelo. 

SO. A 4|ua*Ta vuLTÀ I l^r qnMto TcdU. 

!l. rib^ iKcmitcglur (aoipo. •*T«ali 
In tdo poter*, - IX/10' hop) dado Me*. 

t4. aocDI-TA : itptaaaa o rlBiblOMi m1- 
rudma, • 1,'Minpta mml* al IWIo -i 
Jbna. •OiIlMMbUctl vdAJl Ei krnio 

nbioao nr*.. ÉM. IX, n •■. 



(CDOflio Qnurro] 



iRf. flit. 26-3S [FIUFPO ASaiJtTI] 71 



E poi mi f«ce ftntrmn} Appresso lai; 

EboI qn«nd')o fui dentro, parve cartw. 
Tosto ebe il duca ed io sol legno fai, 

Secando se ne va l'antica prora 

D«il' acqua pji che non auol con altmt. 
ICeBtre noi corr«vam In morta gora, 

Dinanzi mi là fece no pion di fango, 



n. UBu: par n paM dal «orpn di 
Ornata: Tlr(ÌUa i «Dbm. 
30. ALIBt-I : niclt& (fr. *. u m. t 

jm afitg^motttti ■■i w^k aao tfc» n«- 
■U* alibU rnOcto di bnwlo«lo 4lMlM> 
te ■ kHbMMM Milk HbA* S%> *"U* 
qoato la uha» ooBdùaal« «1 Immo Io- 
an*L Ub U anliM. appau odUB <* MI- 
■aaaa la Ivn Matann. Mn fM fslk UV. 
T, U*. aa4«K> aV- XIII. ftT), Ho>«w 
lhtf.XXlV.\f3i.niHaui,Ua.XXXXn. 
Un al oacvbLo ara «onn rnQdaaniia^ afK' 
par* TeBjcbDd Iv) |K>rUT'> Un as rilamln, 
fitf. XJKl ^U fgs-\ dunque ii'^n Teii-< 
(«•• tn(ltUte 4a Flaclto. IsbtU Duta 
•aa 4M Mal cfta aaaa al rasodRano 
afla rlTBdlSUiaiaafaallaa^VSladl 
aid t daa PacU pamnvB* fratutattc. 
atm ^aJ r ai «na «ala eoibn tiia Tada 
Id aaa a— ila». I>«Ta aanbbarodon- 
qaa la BonUadlal «ka laaaanBMamto 
■I i»*BUMiii «dia HTiara fAtfanaala 
(taAnulII. »-IM|ILa(tana,i9alta. 
Oria, a qoMl, 4*TTabba di uirwdtt rt- 
I II ini qA M ilfclta dofMM mchM- 
Uda, aa la ma tmi^tUaa aaat IhuI» 
nMa a taau. Qm il Ttamlo del due 
hall « dhrMaa da 4mIIo diO* aalma dan- 
■Ma, apfaata doow alnan: tft, y. ta. 

V- xri. tM ve I xvn i-«i • t»- 

IMi XXXI. IIS. ll£ )(rfr. lop. 4d «■ 
p4k, rifsiaa dilla dU^. V*nrtia, IMtl, 
D'aura futa laUml danai {«' rtlMr* 
ad palaia, iiaall A'aaaalioieaiiiialaaha 
éa la nslOB* ptt cai fttflàa la aacofll* 
adaaaa kanaaMa. 

▼. Il-M. nMppa ^(vmM. Hatre 
(•■Ma ta *•(<• pilad». amo PUii^ 
AipMI, riiaas a Maaano AaraDtlB», uba ' 
«Ma a aOMa»* DaMa. U qaala adafBO- 

■■MiB la HMUa. oad* « Mata «a Tir- 

^ a Taalln^ dafll aUrt aplfUI Dba 
l«Ma aUoaao a qad baaUil», QDaall Aal 
naia «aa. aan rnlandn ritta» r in nu 
«■tea dUt. al «alt* h4 iImìi ctaln al 



ttnai UBiH>tHaa*1 




pn flluu valldfD iljrftaoi, rmriu aqna 
*n>l Durtaa. Idaal Immota • ■ 

Zi. V«: nilppn AtbSdIJ. Cfr. Y. Al. 

• Fall arnia ai poI'DUboi populaHboa 
avltallt Jlorenli* •; ilawftyl. - < Dagli 
Adlmarl di Tlraaaa. rata^^i»*] >t din. 
M. - • Un naTallaro flotantlno. noniliuta 
Uaaaar mippn Argnall Aigtì Adlmarl 
•ttroorall qualu lraoDBdlaaliiiaaiaotaTl< 
raado M naaa • i lae, Dani. • • Kob abba 
mal alcaao alla di Tartoda nalU aa* 
pHma rita, ma atopra la aoparbo al 
aTToiiastrt * ; i/tn^-* Dnifb Adlmafldl 
Fliaaaa. carallvra di j^randa Tlia. a di 
graada borbanu. * Ai molla apoaa, • di 
poea Tirtndaa raion •; Oli. - • D* Adl- 
laarlbiaa da Flaradtta. hamkn^m nutllnib 
lam aaparbam at anefantaoi r i FW. 
Dami. - • h •tnsalA mppa Arcaall ÙtT 
C-aTlaUBli (una d^ rami tnU Adtmgrtt, 
earalisra Tl««h1iKlini>, lanto cbo aaaa al- 
FBi^a TDlia UfB lì M'alio, fi qnala uava 
di faTalaim. ftirtam •!' jittniio. Kitaqtw- 
■la traaia il «oim-heiuodio. Fu nomit di 
p«rainia£rabdo. brnuo a Dorbanii^ n di 
mantiHjrlltwa tam^ a più rbn alraaa al' 
IralracBado.oaliadlùperqaalnnqaama- 
aoiaa canlorir : ni> di snv njM^m qi mmnn 
tha <^(i«4ta dna * -, Botf. - - Fa poalni 
mcaaoT Filippo ArKi^itl 'Ii>e1I Ailimnil 
di Firaaaa arrojpKnta d tiiporbo v nlmloo 
dlDantapaioh'eradipatUnt-ra i> liuiU 
aia di parla lilaiin>>i FaUa Bew. - 

• Hababal aoruiDe callo popnlnm flaraa- 
llnom. hababat □mini d()iium qncm va- 
cabat cquniu popnll lliitTntliii. iiubiu 
promlllfhal omnlban iwtutitlbua rum 
nmtnoi da fuane «qndg orsi paratila ÌpCio' 
petllT* f>t riabalnr primo tsdImiUi p»- 
aUa aJlli auperTonlphllbon dlcobatar: 
Tardf, tu fi>l»tl iinBmulD». »t *in bIb- 
4«haL apaa multomm, fi\ do hoc haba- 
bat aalMlani •( rii'iui • i Btnii, - • Una 
rolla, avaodo qaaatlupwcou Daota, ditd* 
uas HjUafla a Daata. p«rvb* aiawi di 
dl*arin> a nintiartr parti. K taapT» fu 
InluMaa ma—lm» h» Inro don ■: Ano™, 




72 [t-tBcnio qriXTO] Isr. viii. 33-5S 



(riurro ABOutTi] 



34 



ai 



i* 



1* 



» 



E disas: < Cbt ne' ta, chB vieni ansi ora? » 
Ed io K lui: « S'io vegDO, non i-iiiiu]|{o; 

Mn tu ohi se', clie so' ni fntto brutto? » 

Rispose : < Vedi che son un chu piaDgo. > 
Ed io n lui: « Con piacgera o con lutto, 

Spirito maledetto, ti rimani! 

Ch'io ti cono8(!0, ancor sie lordo tutto.» 
Alluni stese ni legno ambo le mani; 

Por c.ho il maestro accorto lo eosjiiuse, 

Dicendo: < Via costà con gli altri oani!> 
Lo collo poi con le braccia mi cinse, 

Bftoiommi il volto, e disse: < Alma sdegnosa, 

Benedetta colei che in te s'incinse! 
Qatti l'i) al mondo persona orgogliosa; 

Bontà non è che sua memoria fregi: 

Coaì s'è l'ombra sua qoi furiosa. 
Quanti si tengon or lassù gran regi, 

Che qui staranno come porci in brago, 

Di aè lasciando orribili dinprogi! > 
Ed io: « Maestro, molto sarei vago 

Di vederlo attnfFare in questa broda, 



IiSHf. Xl.ll, N.-L'ÌN. nor.oopUII 
BoH.: t rolli meni. |Mi«MTfartaai*|Ui|l<ui' 
(oau uulla <tl nunvo. - ATmdo ilMo iiio> 
Nto u>obi> t Duk u«T<illii (Bon.. Dm. 
tX. S). t Hijfnn nhn l' Algenti «I «ia*v 
guUIa p« ti t-lilu doli' frafoudlB. 

U. mi cikàt Imma ili *mhit» ninrl«: 
.tir. r. H, 

*l. BUtuiuOi oomt lo. fifiobni dia 
r Ar|«oU erMlMÉB di tnn In Dania un 
Dtiotro rampaKDU di pana- 
la. UHTtn: Ionio di fUiK». 

M. \'M: dlMtf^ua DOUkÌDjtial : rif. In/. 
XXXII, Bt. 

st. AUcox^ anooTClii', 

io. ■mn: pn olTIndera I>aDt(>. 

41. ACCOHtOi dalla im InMDMnna di 
min» Ars«oU. 

W. ancnuoiui a)!'» • Itonn qui fi 
MMnppaur 1« (Jftfnu ilnl PMia all'nr- 
pafHa a buthaiua laiegUv . all'ira] del- 
l'ArcBAli; aalla atndo a eoLaU ncimtni 
pia dora ycna tbt l'alerai dlipnsao •; 

M. V>ua: Ina niadi*! eie. Lw. XI. 
SI. - IR T* r • v|tiit<an<In II rolcara uUm, 



uhi dlQOaa motti d'nna donsa parlilai 
Eliot in^nta In ttuo faneiMo, rìi>f all'A 
l^nTlda*; ^n- t\pr^ 

W, □Boooi.ioc.i -, iluniine Iraconda par 
1420x110. Noirinn-tnoduitMen* pDBlta 
put l'Ira, dulia <iualn la tvpiTttia fu la 

IWtlFP. 

i%, a *<à : isanit*, panilo, par lai utt'llru. 

M, LiieC: ael uoudo. - atnx laaw 
pgrannajEAl dì gnu ctmlo. 

SO.anAoO: prov.^rll«^ frane, ani.ftnii; 
fknEO. im^lnm, rfr- ì'nry. V. 1(2. 

61. uflfjijwi : uol niocdo. - DUrnaiil ! 
meiBorla di mIobI difiia di dlaprauo, ■ 
EomoitHoro 1* qoall fansa Inadoali 
daU-ln, 

1^, Tiiuo: biamoaiiv daaidaraan. • &•• 
iluliQT auctuc bDiaanmEa nppotltina 4Md 
<tii-.at: iliiDl dn1o(rlab(MT dlatmdata M 
JadlUcaii alloa, Ha lollam anto^nam Tv 
ctdaio Iiidi'h Atì dnalraciom at lndl< 
l>riuin 4« a<T*; ìitiìù. 

&3. ITTUKVAHK Draldria 11 PmiIb di 
THÌMVpibdIuluniuatilacomoU rUlodal- 
rira abbia It proprio g«ll20. «.TadRta tl6, 
D* ftninula Iddio, - titmui. ; lhogbl|lla. 







ta 



Prima cJie noi nscìssiino del Iago. » 

Ed egli a me: < Ax'onti ohe la proda 
Ti ai IkMoi v&der, ta sarai sazio: 
Di tal (lido coDvt<rrà cho tti goda. > 

Dopo ci& poco vidi quello slrnxio 
Far di coatm alle fangose senti, 
CLo Dio ancor ne lodo e ne riagmeio. 

Tntli grida l'ano: • A Filippo Argenti ! > 
£ il fìoroQtiiio Hpirìto bizzarro 
In 8À medesmo si volge» co' denti. 

Qoivi il lasciammo, che piti non ne narro; 
Ha negli oreoobi mi percosae un duolo, 
Per ch'io aranti intento l'occhio Hbarra. 

Lo bnoa taaettro di«M>: < Omai, figliuolo, 
S'approsu la oitt& oho ha nome Dite, 
Co' grayi cittadin, col grande stuolo. > 

Ed io: < Maeatro, pk le sue meacbite 



M. COXVmt* t AL: OMITWa OH IV TI 

■a iLu ! d4U*L - anm : innoil BdlK 



«. «F 

U. ■ n. mouDiTiio: Al.: ko noRUn- 

-———"- HIboh. trua. Sapnl'BU- 

V)M. 1*. Ht. n. • CrWa qoMiii nx» 
tate Uamm «M a^ «•- PtonMM, • 
■isa iMapr* la ada pwt* i pwribcgbè 
■rt tafuSHA tUtarrt «kn* A* luMI»- 
■ ■i m p t ag B l^lB H tniglotentwno 
1* In. Bi nai 4k 4Mlla pir akaaa Adw' 
•tna)i*a riaiaonrn il ) BM w a»i Bte*. 
a. a la: MS pttrmli tS m éan aluL 
DU altri Iv «tfMiaiwMll* lpr*crlU. («n 



, nas: i to ii t. D*^ arte narralo 

■ r na ha II •» laJH*» la «é itMn, 

d rtiaaaiiTa altra 4a db*. 

. n-n. Xa «ttM <*• a* uiM /iUr. 

eéa as (rio* di Man' ■ ipalanea 

aMM (a»'***^ "uil. • t IKM • 

■■arra D 4ac*. < Vacc> lU '■ ■<■■ 

M aanUta, tAa MalmB» (ktv i«- 

•, •OftdailiBda) ftaoto etimiD la* 

Ik <at>* •. Anina* al talUddla 

laftaa)«L Pli«làa «MMa l'eaMta, 

•1 vomì « oMta «aUa Ma har- 




W. tiuOLO I itnlnraw iMDtntok 11 qiial*. 
«HI» ti ha da qua] cha Httos. Tcmlvada 
IHt«~ latcnda per aTnntata d) ao cnilo 
dolanta dst Inoli danonL t. U, al t*- 
dar arMoie illi porta dalla taro dU* 
an'an<ma nra. o ti 11 dsolo d«l dannati 

(IX. Hill 

Of. «H4«Jt(> t apalan». • Apro par t«- 
dflro iiuella ri]» (ùaaa oi|[lona di i|U«l 
doolo « ; ^iifi»4 

n. Uirai la patlalaftrfnTBdall'Iabi^ 
no. cbB pnBiIoi) nomo da Ulto <1U. iK(>, 
a Loflfcto. fimpt'aàar dft dtdfUD r*- 
ffno; cft. /B^rna Xt. W^ XU. Wi 
XXXIT. S». 

W. oaivi ! di colpa ■ di penav'onio- 
bO: BuMtiuDna. > lat aalm Uta MtlUa 
popalow al (liana awilbiM totioa BvsdJ 
qnia baUlant Is dlnma tIeI* ■ t Star. 
ÌQ. HUKMItK: miwohaa Ivft. F^mK, 
Sui!, tu. UDi oaal (dilamaaal lo «blaM 
did UDHBlnaBl. flank» iliala lana*** 
dflUa «tua Inltoaala araaaro fi BMda- 
•&■• BapaUo. rana vnol din raa ofA, 
cba ta nUitfano 41 Uannatto laM «oa 
«l|ti>* dall' iBftinw, •LakanaMtilà 
Uni» a«Mtaia all'altra rìia d) SUc* 
cha Uaai* nnutacia a Tadeie B^Aatoa* 
•Bla latarao dalla MU la aaa uni lafo- 
eata. (h' al cWawa ■»«»(». Ima por tì- 
tadato al BitaicdBiI olM Ik «(IMI pOaU 
cu nn (al mbs I aanfaal oUaiMna I 
UwpU dal Mm lor oall* •; Bit*- 




74 tctuouio QCKerc] Ur. riii. 71-83 



JA potrò certo nella v&lle cerno 
Vermiglie, coirò se di foco iiacite 

Ti Fossero. > Ed ei mi disse: « Il foco etemo 

Ch'entro le afToc», le dimostra roase, 
Come tu vedi in questo basso Inferno. > 

;n Noi pur gliignomrao dentro nU'alte fosse 

Ohe vallan quella terra stroosolata: 
Le mura mi parean che ferro fosso. 

T» Non senza prima far grande aggirata, 

Venimmo in parte dove ìl nocnhìer fort« 
* Usoital» ci gridò: «Qui è Ventrata.» 

ts Io vidi piti di mille in su lo porte 

Da' ciel piovuti, che etìizosamente 



nliimo, vwlci, CliItt^iiH valU f! atmUipmT' 
clilOj LI ^naTe ooiiibib flftoctv «oiita lo 
■Inivu» rlflHllb tlil qilll]U<H mA ni> ^ wpa- 
n.tn ilnJlt ruut, luun e nmtììiu, uniln 
ottrif l'uiprtlo di ana «IIU foriiarvis. 

Ti, vkXHini.TX: ruua, InfuiisU, nama 
In att^bp Itt AnntTO. 

'ì, uiMo I In cui *l pBhlMiono I ponMtl 
iti mallidadl buUallii, lunnCn usirklU 
Infetiio, fuori di UIM. K<nn pnnltl I peo- 
utld'mciPDtlnonu.fomBli J'nntiifHiKirrà 

70- ri'Hi IIijklmAfiH, ' autKì prnrindu- 

TT. TALif4S: olroomluio, iIIAd'Iodo. 
4 yiftZb, taontHla II ano pT^prln tlfnìB' 
Mto, *^Blto|Mlui«l4-ÌJljual« a'Brnipl 
(Il gajtrr* al tu A' Inlomn alla btrra, Mv 
CloA^A lUbo piti totU, a che noi Tolifar* 
)n«atf> chUmlunn al^nnlO] « da qui^ 
■t» pw* itaii* noiulnau agB\ Mia la 
qnatft fnnr drtUn mura al fa J>^r aflorta^ 
Eunilttf ritmila ftfi-r* -, i* pfin.';^i dlt'O L'autura. 
difl j;1ar4fi Dolio roaav che roUa;»'^. rLoA 
AuiDo plfi furto iiaalla u<rr4*L ^k- 

7A^ rofiBli ì f/tHffo -. IL verbo a«OTdalo 
al nomi' |il II vidna, tjil«li>n>cM>ru»0 
roHt A iti'ItaKtaa niaffclonnitilaleodd. 
Alrnnl ponhi hunnacnii ruavioi rOMB. 
Ub l< mura BuD |»i(.f>*iiD |i«r*r(IÌ/UM. 
CCr, Vogri. OtU.. 293. 

TB, uiomtTi > K\rn, K«1I> Ra»;4wla- 
f^U ivcTuo ilau^iia fieioonoaii Iddjeo 
Uatlii ilxl rnrr.li lo. 

GO, ^c-ccmn: Flfiifllii. E ohù fa poUll 
tali Kloiu»!! TivtU aiiaiiacvf TnrnARi* 
iDiitruI Biitrà iinlU ciiiAI Le i>riman«aa 
nm bnL* pili probabile. *pitt<i(>hr<l'lnEl*« 
mhbtan, nIl'HiIrilUi!! lilla, ilinnpaatu, 



Oba itbbudaDt <««il(niklni*nl«, amia 
plb tardi hrik<1«TloDn. I.'c>p|iuaiiloaade[ 
danianl kll'eiKnU di Iilts noi e'uoardt 
roiridea (4ie Filicina ri iinlraiuw, a cniil- 
1* moDaeim l'sIIrB rbe uà r>>aa<i il pn- 
•idente. iwU>b« Pl'eUia tapora giÀ Maura 
vana n^^l nppoHltliinn. 1 vara! riBdl 
(]f»*aloojiiTflTjfrlftnodlB*ipporTcrbo Fl«- 
g\tt*, atifetoall ì ditii fUNlIn rLhirnaiiaa lu- 
dlatn. - rOKTi : RirtaDiaBte, oome ao- 
gllnao fan (l'IraAiDill. 

«1. L'VIIIUII : eli Diln. Come 11 Pnr- 
Kalotlo proi»Hainopi« rfrtton coaI aofiba 
LI basH) Infamo ha una acila purta, ao- 
CraU. 

V. n-in. Oypottilen* drt dtmiaml. 
Cotnn alTTO\fl, ikiKliP qai 1 dlaToU pno». 
laundl Inipriliri'il iiagcladid r«<Ui. U* 
igniuU Tiilla rimt<«llninDlA ai fa piti to- 
Ho, Non « un ani <tlaT<>la, ««nn ptti di 
milln. X* cnlun» alla paivin di TlrNllio. 
c«ai« boero Carnuta o |^l altri, ma lo 
OMtrlDXODD a tornar* Indlotrv. L'ooMna 
ranlone non ba«ta avlncora l'or^olx ondo 
virdZIo ooo poò qui nDlta: gi rnolo II 
If^Hu dal 'uaio. 

ti, \W'. A 1.1 i>ii, I mal nlall aononor» 
piti l'EnpIrao. Oont. It. I. • «rrtapam- 
don» cnllr Onratrhlo ilaKll An^etl. M. 
II. S, In (utIK la Oerarebla *l fanno 
AnRell Tlbellt, DnSi|<ii> gii Aiiei>II tnall 
naddoreiiai ciiM.oDDDikiL(nui. Laf- 
(endo i>AL ciR. al dmnbb* Intaadora 
f ha naata parli dal ParadUo mnptMal* 
vaneDlc: mi la Isrlone UAL ciKL è troppo 
aprorrlela di aul'iriUi. - notimi ca- 
dali (Iti dal dell lairiBltorDO. ootpa O»- 
doon la Koodnla della ptofUEl**"!!* tarrai 
ttCr. L«t. X. IS i^oil. XII. e 




[CBKCBIOQtnsm] 



Isr.Tiii.W-llM [i>»«.b,i>oi:tawpi7I[J 75 



n 



IM 



m 



Dioeas: ■ Cbi & costai, cho, sansa morte, 

Va ]>or lo regno della morta g«nt«? * - 
E il savio mio maestro feca segno 
Di voler lor jiarlar se^ftlamentft. 

Allor cbinaaro un poco il gran (lìsdegno, 
E disser: « Vìen tu solo, o quo! Ben rada, 
Che d ardito oatrA por qnoeto rogno. 

Boi ci ritorni per la folle stradai 
Provi se Ba; cbfc tu qui rimarrai, 
Ch« gli kai scorta r1 buia Dontrada. > 

Pensa, lettor, «e io mi aoonfortai 
Nel Rooa delle parole malodotto; 
Ch'io non credetti ntomarci mai. 

« caro dnca mio, cbe pib di netto 
Volte m'hai aicurUt rendnta, e tratta 
D'alto i^nglio rhe inrontro mi «tette. 

Non mi lawiar» diw'io, « cosi disfatto! 
I! M il passar pib oltre ci ò negato, 
Rilroviam l'orme nostre Ioaìeme ratt«.» 

E quel aigDOr, cbe 11 m'avea menato, 
Ui diaae: « Non temer; oh^ il nostro pauso 



M. lEMU KnCTS: O l'Mmt* dtlUlBW 

W ««TMil*. « alkoa fl HO» « : pria* lU 
■■Mn. a e>lte «iMlul*. a tUcini qoMU 

n.tMMatAM&mi fcitbtpu*** iw- 
«K li gMil «nlinmiln ilalU tmdU <t 
DaalB • Boa d) •(•rlls di VirtWo, ^nttil 
^«n flaraiìt rM bdlmmis, I ntunitn 
•■• In* In ««nte. • Bk Mietor «unt- 
ali ^ iiiM iio VlivlUiu UaW*»rlt prlnin 
IV a IDtnn. qat* 4irft«hM qsod 1111 w- 
coB^amtaalor do JpMqol tI- 
■**t>i Anw. 

eaiiaaiui nCrmaMaai pnlnbll- 
* nlMaA* la «»■'—"■ P" ^'^'■ 
m tato |M Dutoi ofr. I miri 

uMiQ. 0«rt wft«aaoMl4*mmli 
H aiM Ufb^li. 
IL wvuM: «III 4iul* it t mimi t»- 

tt. raoTT «■**: (*vtl H H Inniiirti 



M. Klti]i.-tAIct: tMoniK qnl. lo qo*- 
4(n mondici r 
W' Anrx: qal p«l anmvrnin^MUrml- 

(■•LO. «OTDO nTf<tM UpTFb &lbbÌA; ttf. 

frit. XXIV, 1«. Iktl. XI. 1. VoUndn. 
>l ^tnbboro anoi>T*n»i uova toIU: 
W. 1. >1 HX-: II. IlOi in M: IV, IS 
•BKiV.IliVI.M.VIl.SiVllI, l».4l. 

m. ALTOi efat». innda. -IhoOittiM 
MI •iinTK: cht doTOUi «Annurai. 

IW, MBrirti3! Tidnlto B nial pkitll», 
In Hnitiiiitlft, itlHhri^inBUt, pArcTi* fitLiuitl 
aiato vi In ,criLai1e iviìc<:h1o, • Nvd JMt9 
lIDpmbaliJLf *'ht* rtÌ9fltao qui nub i*l(B 
nò «nigri-iiii. >rua otvlf, • Dtjwrduto 
tvi><naf«, mn jiliiilsalo (tanHeloMn. 
nua iKiU ilo] oàiurulno, ma d'i ctoibat- 
tlneutonil ahlwlUmintadeU'uihiioiBai 
p«B<nt TDlaU lantl dbBiwU ••(••* la 
•I fra» partitili'. lobtU •!• Mnt* dal 
unum INwlatuiao riapoda i|mU« Mf* 
dd Hu Don. (. IM-ldl •! IH tfMa. 

Wl- ti. ruua> A1.I i.'Aw»»». -CI %• 
Al.! H't: ofr. Z. *".. »•< 

IW. «atto; rtlocntoiDUnhlto lodtaW» 
liiainu, t>n)*K*P>t«U Mbb T«qnU. 




"6 [CBRCniOQCISTOj 



Non ci p\ii> tflTTA alciin: da Tnl n'h dnto! 

lou Mn qui tn'Attondi, o lo spìrito luso 

Conforta o ciba di Bperaiiiift buoDR, 
Ch'io DOQ ti lascierft nel mondo basso.» 

lao Cosi §en va, e quivi m'abbandona 

Lo dolce padre, ed io rimango in forae; 
Che il al e il no nel capo mi tenzona. 

U2 Udir non potei qaello che a lor porse; 

Ma ei non stei't<> là con essi guarì. 
Che ciascun dentro a prova ni ricorse. 

II» Chiuser t« porle que' neutri avvarsnri 

'Svi petto al mìo signor, che Fuor rimase 
E rivolsesi a me con passi rari. 

ii( Oli occhi alla terra, e lo ciglia avea rase 

D'ogni baldanza, e dicea ne' HO«piri: 
« Chi m'ha negate le dolenti caxe! • 

ni Kd a me dts^e: « Tu, perch'io m'adiri, 

Non abigottir, ch'io vincerò la prova, 
Qnal ch'alia difonsìon dentro a' aggiri. 

tu Qnesta lor tracotanza non è nuova, 

Che già l'uaaro a men oegreta porta. 



lOt. 1«BU: InpadlN^ -Tal: Uu, il 
rat Tolsn ii«Hano pati nalilers; eir. 
RaiH. Tin. ti. 

IO*, LUDO: * IWtBctO por Ik piar* • ; 
Sta. 

107. Birovi! itennti il « uctia di» 

lOS. ut. uo^iic lUHo : uoU'InfeniD : 
I» lUaK che ia*ni /rVfnw. f. TI. 

110. IN fOMai lu dubbio. 

111. IL al ■ IL KOr rltornrrA tlonol 
CUldtinoliìliJuinoilifrro ■- Tii-jiii rhntsT' 

yur* i GH riAKlrà Ai vlnf<<-rn In rnHWI«il. 
Utiqiwi diavoli, al u no ■ -iiu.t:jro hi 
ramoKA: •ln>n>lwUviioni..Uii min mniM. 

11!, mn A uiB l'i^KiiK T rh.i Tirfillo 
ilii^ A i]Ubi iIdiuumI Al-' CUI A Lon n 
ruiuH. M«D iHit* lIdll'^ ■ ionlW« dnlU 
lonUiBUiul O pBnbt Virf. p*M con 
*vfv «HDUioAMT (fitanlmento TlE^ILo 
ATT* (l(ttl'> un |wr E^h quanto fer*a Anita 
• Canntu, III, 13 «ni., a UmoaMi. V. 
tS igK.. ■ l''nto, VII, g tgg. 

Ili. ± rnovi : it icari. ()i:niiuu <ll ijnal 
dvmoDl al rltlrA, piti TctocsiuBiiU obe 
p'jU. dnniro dalla porta- 



IIB. ATmsAU ; < Il dlainla Tnrtni av. 
Tvrurìoii I ItUro V. g. 

1 IT- aani l lauti, (ntm* qtii*irt^ ■^hn t^'r- 
Darà Indietro di toalavo^lla, non aTcodo 
potiKo rona«|calro II aoi» iicoiid. > 

IIB. UH: prtra. iiM^llata. •OH ara 
umilila npattla dikgìi acvhi ^nv^U' ala. 
i^rK&0 rnaoLitriaoLftfarhlD d'unaolmo 
l<-rle o •kraro * ; Jlr- It. 

Ilo. CHI : parala di adiiicnii ■ di iliilrm. 
Vtdi cA< m'IM rUato t'tnUartl VtOi 
mtotann/Al :(;Ht k'iuk. rhc wnblia 
iBtonOfulDDa. vtt.l. F., W. Ai/. Sfd.. 
Iti «E- - tKiLKiiTi CAM ; diniOTn dolona*, 
uiu* la dlUI di Dlic 

133. LI nO'x: la IMI* par antrar* 
■IriilnallaritiadI Dìi* \ dr. Ittf. IX. 7. 

133. ijrji. afe. : elilDBqaa aia elio den- 
tro al opiHinfa al niaIraMtIran. • Iko- 
clit iluntro a'agitlil IdIoido allt unra par 
4jai.]|| di^nlrn alla ilifiTUalriiia^ falcia al 1k 
■IuJLl iMni-dlAtì uollti «hMilolla e salln elt- 
Uill •: Utili, Mn'lii'rni'i-ii'i'uAiJfKtntat 
<ja1 ìmjH^ltii i-riiiie lu /n/.VII, it. 

13S. i-oUTl: d'iDlcrùo, Iti, U. All'en- 
iraU di iiDHia iwita ilall' Iiilbrno t d«- 
mool al opiioaani, ncanda au'iMlu tn- 




iFr. a. 17-86 [m«iibkio bi dautb] 79 



Discenda mfti alcan dol primo grado, 
Cb« sol p«r p^na ha ta span&ia cionca?» 

Il QoMta qoeBtion fec'ioj e quei « Di rmdo 

Incontra > mi riapoHe, « ohe di noi 
Faccia il cammino alcun per qiialo io rado. 

n Ver À ch'altra ItaU qnnggiii fui 

Congiiiratti da qiiolla Eriton oruda, 
Cho rìclùatnava l'ombro a' corpi sul 

u Di poco era di me la cAme nuda, 

Ch'ella mi fece entrar dentro a quel muro, 
Per trarne an spirto del cerebio di Qiiula. 

H Qneir6 il pib buMO luco e Ìl pin oscuro, 

E il più Ioatan dal ciol cho tutto gira: 
Ben so il ratnmin; però ti fa' sioiro! 

n Questa palnilo cho il gran ptuso spira, 

Cinga d'intorno la città dolente, 
V non pot«fflo entrare ornai atat" ira. » 

H Ed altro difiae, ma non l'ho a mento; 

Per& che l'oocbio m'av«B tutto tratto 



IT. rano auao: Llnb*. cft. hsf. IV, 
a. OmU timi ttfm M VlfRiUo «la 
■•(Klo èli Tlaatloi BB lanot Aldilà- 
Ak«; «i4 fià Mtt «usfvMr dauuula 
^ iJalMuiiI» Ditmii mai ^afgtù 
« Mi ca« (Mt Hi Umttt U 
I 4a Tfrsllla mtmtn eh» B UM- 
«n Iota** MHd koM, 

la. 00*0 1 ■onra aMorala. • nraM— 
^ • ImfiUU 4dls (M»« • di>' ji*. In 
«•■lan tba uni fimtt indù* «ii<ula • 
t^MÈ^ «aJt ^IDindiil liwr diJU uiUarBla 

1>. gLVrTMiK 1 tomi» Il 

M-oo»BnJa*TO!» unia < wW a.-Miwii<! 
■HtoM. *■—« «aia 41 Twaflih •tw 
hea >l*lT<ra ■■ satM p*r rn4)r* a 8i- 
*> P— >«a r«*l«n <«li« bM*icU» M Vm- 
atat «ft. Iw. fkan. VI, IM lu- Cfft 
>a M awl HMta <•!■• nwla di VintiHu. 
DanM «rrt qal mUs «r«B<>l»cU. «p- 
fv* «fB «WOMcba IrlMar* «ttnavit 
«MB « TlrcUb» ■ fnmn (Ik riMbla 
HttxKa ■> altre mmM. Il Cb* t I(h>m 
rik ■•ovMt* iMlab*. va. SmM. TM 
%. - i»Ub4 : iMttaBda I aapckri. fira, 
«tra. M«fr laoUiis* L a ra M . 

a n.1ui dril'aalnai la *ra nari* 
te fan taMpa. Put siltara l'iuwiv 
> Balla «t, aaWe. Il Stu. 



4ufi;K}Hi* rhr \a tuikfm RHIfpa Maacla- 
rutc Virgilio ttiiUir f Jvtate • ■pl'C* ' 
• Vtt ìv »t>]uLo Ai |Hhvi UmiHi la eanm 
ruÉa TutioTa viva «rm Uiolala noAa di aio i 
pHvhAnlla isl In» anl[mtv(t<Dtt»aqiial 
liiaro. eoo. ■ 

te. Kintoi dfiiia enti, di iuta. 

ÌT, cnKiao DI niuiiAt (IknilaMa. (ft. 
Zar. XXXIV. 

;• (-IKI.:I'rlmoMnhl1r,K*((lillDtiiaiita 
topi taifro uiii'wrio m»| Pii/.XXVlIt. 
MTl.CIr. (Viti. U.K. 

SI. wiHi: EuU. • EmliUl n M mm- 
(OODi fti>t<jrvn> Bill ni r>lllg n)«-liiii> Jtm*. 

la. IIU: • ild •l'ioBBi uiiildJi.aflIVIl- 
gilW EtaHO (air. Jn/. VIU. Ili), a d*l 
DMM* d*l «Ma lofi. T. Wl o, fanarle*- 
ntBl», o*U» knoDo. 

V. M-eS. J> Irn Firpfa. ll«t» DanW 
atcolU l» «atortantl pwnlB di Vn^llla. 
«(Il « ad un ln4te allantbi dalla lutiiM 
•ppaiMoM di (ta FoHa Inftnull dt xp* t- 
lo «paTenK*»!* miiralM dalla lotra. 1» 
rmle l»BB" ato ili rabbia ftno*. m*««ido 
iuivlTaDM(bro«p«R*lnnlacitl*i. Vii- 
■ilio dlhndB KllKlto 11 I^la cenU* l* 
aitt naIaBnhc daUn Turi*. 

M A awiniT noR n» aa rlnnlDidb. 

n TKAtTO : avw rlrotU Inlta qnaniB 



li^h. 



80 (TORTA DI P[TB] 



Iirp. II. S6-6S 



(rem] 



i; 



40 



43 



M 



«0 



a 



Vèr l'alta torre ali» cima rovente, 

Dove in un ponto furon dritte ratto 
Tre furie iofemal Ai sangue tinto, 
Ohe membra femminili &veano ed atto, 

E con idre vordiasime er.in cinte; 
Serpentelli e ceraste avean per crine. 
Onde le fiere tempie erano avvinto. 

E quei, ohe ben conobbe le nieer.hine 
Della regina dell'eterno pianto, 
4 Oiiarda » mi disse, « le feroci Erine. 

Questa à Megera dal sinistro canto; 
Quella ohe piange dal deatro, è Aletto; 
Teaifoue h nel mer.Ko *; e tacque n tanto. 

C<)n l'unghie et fendea cinsr^unn il petto; 
Sntteansi a palme; e gridavao si alto, 
Ch'io mi strìnsi al poeta per sospetto. 

< Venga ìleduaal Si 'I farem di ainalto I > 



la mtB UlAniloD* a rtrt che mi idoiIM 
miralt* torTAT uriilfi ddu (oeì |iifi utt#D- 
■tone ■ VItieITIo, 

16' ^T.i.jb I «aprlmo ti \mati^. tH ijuiUii 
araaa ftttAJJ i^l] oachl Aci PiteiA. I plh 
•plnj^Qn nlln — dnOa, 

IT. uovi: nnlls dm* ruvanl> ili'Ma t«- 
I». - vi^BoJi : il.r nihi ■ Cfr. X. F., .W, - 
lumi: KubltanisnW, TnlM • liwalri*- 
ÌBtdqo In Dn piuitu^ 

tt- tivi'it' ■ qiiU lAlla ikjHtmttTiijHiU. 
▼milur fl<I lai^Kiiiii In effii*iuiLffin •fTj l>rli*L 
«Brami unjEithinwh B| itutl, 

tu. ATTO: iiurUtuvittn. uUlaiUac • Kon 
aolamvDtfl avfkpunn rormifll Itommlna.fDa 
atU« manlvro ffeTiimluiTi Hanirii , p«rdu(y 
CMlo fauiulnv ptd «tv^^nt^ oli« jg;l] dnml- 
bJ a'a'lLfAiio « iu«jci;larmpitt» lavlaaiJ 
UMpurtai* <■■[ ruro» •; Dan. 

40. lUHC 1 • In nHie Utraran pnkhei^ ' 
itmnoi Bn(<i!am i:*DM Mt. qa«4 In aqm 
*lTit: hTitit racantur, nailli HrpKntlam 
tahrlon» v«niio ij Fìia,. BiM. nortir. 
XXtX. 4. -cixn: alla Tlta. 

ti. CKKi'im tnpritU oatnatl t «>afr 
tVoiK, Soi^-, Op, ittr-, IR!. • Ar^m- 
MU t rmit* <lM isImv qaaiiw Mtpastl 
fletIM « frani 1 1 pfodull |i°t «Hn* alcil- 
W. 1 ciwit amia In IrKM • : £«Mb. - 
4 Avvali nrfi^nUlti prt orlp*, * ftrttta 
pw tracoa>Pi Km». Al. : ■ MTO m .u 
CBun*. • tlo4 MtpMitalll. Il qoM «rano 
««•(«■•lOM.rer.z, r.. M V. 



4). gviEi: Vtrclllo.- HBKTuixir ano*)' 
lo. Hrva; prov. ti fnuir- ant- mfcAiiw^ 
ctt. DM. «ym. H-ìtrt. I*. f. 7't tg. 

**. RKamt : Ptoacrptna. inoj^i^di rio- 
toutt tv ilaU' lDf«roo, dia 4 11 rvirbo ìbÌ 
pitmio «Iffr»», • Kaii^ltra <ht* llui<« M^ 
AoMJ a SiLAnati uaa iu"j;lfa di col qaa- 
hi' Rrm* f4«».<r 1« art*, il cho Don A 
i>aii(tu; iKilotii mia (al dlaruloMa tiapa- 
nlrlrn non al Inrra par ombn aslMO 
loGirnci-i Koii. nulo al altiana aom* 
tlICMnrntnallaiiillolasInTPir. Ii^. X,SO. 

45. iM.i ri iititr, r*gi>U» <lt AWaa. aa- 
tloimDDIa UDh^ In prona : «jfxl : JSKanC 
(Cd. Pandi, mai. Ili, 101). U ttrfnnl 
Bjtaraao I rimoral dalla Doadcnu. 

ifl. Ukuoul • att. rirf.. Am. XII. HO. 

• la namlca». - uno: lai» dalla (ami 

• «tuia r4t prlor qaaDtom ad aciaod^Dm 
In faru dilli • itii Bn». 

47, ALKtTD: 4Clia D^ ba mal n^jnia*; 

• AI\ffUi\ai>X'tltM.,Tirg..Am.Vll,>M. 

• Ab Illa «inaiiat amnia caiua pluiMu •; 
Binv. 

tu Itnroxx! • la tBnd[r;altiH ilal- 
r omloirtiD • ; «fi-, riry., Oitrg. tU. Ut. 
.Ini. Vr. M4, ari i X. TM. - a Itxro: 
<IÒ dalto. 

tt. cox L'vmiinii tfr. TAy.. ^h. IV, 

vrt-i. 

M. Ji OLIO : oalts palme ddle mani. 

91. Hiirii'rrivi timori^. 

n. Miuiii-I! la lalDoradrllalnOor- 




lH'Blll] 



n 



OieeTfta tntU rÌKQardani!o in glnao: 

• Hai non venf^'ainmo in Tomo l'ftssftlto. > 

« Volati indidtTx), o tion Io viflo chiuBo; 
Che, s« if Oorgòn hi mostm o tu il vedessi, 
Nnlln «arebbo <li torasir mai buso, > 

Cosi diese il maestro; ed egli steBoi 
Mi volse, e non ai tenne «Ile mie mani, 
Cbe con le sae nocor non mi cbiutloBsi. 

O voi ohe avete Kliut^'ieltì tiuni, 
Hirat« la dottrina ette B'iutcontlo 
8ott« il velame d^li veni etnuul 



fMil, cai tt^ ■*••» ptMra 41 eoa» 
t*ftti> la fti in cM la rigitmlaT». - 
MULM: •L**B«IM A tbtta. p*tAtha 

M.H1I.; per Bai. Mal fMoanaanos 
•iBAanl iwiijJanmin — («mlltwBiM) 

I», HHOBo avreMa *» «Mi* di mira 
<t«I». a««nBfc 1» Biltt*^ T— » di- 
Maaa coD F I U MB Bta'Iafctpa pm nfln 
riiaaiiiliia Itnto* In dlranWda 6*t- 
Ittn; Tnr* rb»M IWCl'Ii *ft<*>Ol>TD, 
AmM Ik lltamM 4« Sioil* I (fr. rbir~ 
JnL TT. m. UT. La Ih. lui, SOU * 
Mia gna ■Ktf' "i" * d«l ««dd. «A A 
■■idn btria la *«f»- Alesai cotd. Sanno 
■t «OS . ab* damMa Ibna ktltMi<) ■"' 
»a. i;Cr. Kian. MI., tN*(. 

U> M (UOl f>l DHlll. 

ta OaauM: U Mala ftrlriflninU M 



§t. 3KVLL4 9ei^ naa «i ur«bh« «tmnK 
■H »Mn a f« a^ h l llt « ■- W-io : noi noailo. 

U. *(W«i OtoHo, daalBiw» cnainna 
B^ «aUdil IPawtii, BWI. l'r. 123). 

M. rnwi 1 nainit*, mo MaadMi sii- 

w.Oinmami oap i l»a gli Mchi. pam 
' B*lstal>nllldabblo,l.iwl- 
^•airaoiDom 4«ts Gnanfan la 
i M Bn ««ola tnrptMnu». 
r. « la. Il mmo drt nMa. Ca IM- 
i— n»! «UH ■ ■!■ Hpi>rla|iU*lad>lla 
■Ifla moanla alraacli* 41 tt i aai di lla- 
f<a Anf ia ■> Mmm dri (Wo, •*• pM* 
ta «Oca Mdto fUaW uMona. t^n u 
fBM 4i IMU m eoa **t^m^ acnda 
> doMML tatadl rllarna oelta ladhiro 
pf la tarda itradL SHonda MU iD •■- 
»ki mmomMumI a I i*ti dH ■oArml. 



I * no laRie Al' 
» - fMr. Omm-L. I" nllL 



L: 



«balaasato C««anl. dana Al SarvanHa, 
Toisra cba «Oliai (uin Rnoa. (> para 
elM XaiB dA eifla noD poma ohiananl 
lAit mi aiursts dal rlalo i etr, (Sfietla, O 
ìtétMt, rtl^ m C. IX ttBtnf.. RoT». 
nia. 18M, 

n.KTKxxii inlnMrlniI, «tlf^nrid, I|d<I 
MtntKonu qiiMia tantni ti nn4aac«- 
ndfatl, olM «ir tllriorla di Utdiua a 
delle tre fnrli!. Dnnta «uni» priAHrhlii- 
mim In ijil mn^n 1 iturailrrns lt^l httmre 
BOWebetta per Jim r etr. Pur». Vili, ig 
■Q.; IX, 'n •!(, /-ar II, I •£(., eto. 
Sa la lenrutt*! liliirtiwa a furila thaaa- 
!■)■. Il eFCiM pMrebba mmt*! Utntta 
inanto « piccole « ralle II pllt vctti^fiem 
pnUra.qaaniInTnnl nalater* al pilDdplo 
d*a|tnl vero poterà, che h rHiiiraeiantet 
Urfllo afimhra pnOi II rlIMre !■ Urvlna 
• lutto 11 nuvoBto. e ìt, iltllnaa ni* ÌX- 
VtneIruU-inKnentr: Valla olttk di Dita 
•ODO pTiulil Eli urotiol. dot 1 pcnsttnl 
wKitrii la vfT» fella. Il pMcalor*. mM- 
jvjhI *Ti}ln via (tnUaccmr«r«lviia<£>anl«1. 
Tno^ pDtraTTi par • oenatJerare n Baa 
illciilom, • .«ni. I.XXII, IT. ed arrirar* 
mediante qn»(B eoDildenulane alla ran- 
trillane, e dalla oostrUlooa alla Murar- 
•leBa. Vlnitlie predirà di pmnadM* I 
driDMl, nB4a<l dalla (Wa, eolla bnoB*. 
(lai (•■ raclaol (lloaaai-be. ail apMraa 
l' lacnaaa i oia « raaplnto con btilb. pol- 
<M I nlaeredntl banno aiaipte arev- 
naall In prnnta ila (^iparra a(ll art»- 
■■Di>. e le BcbetBO « e ro atnipra la tèra 
alma t;r*lllelto. Alla oonTeniOBe t»\ 
pateatore al oppone tnollre la tuia eo- 
atlraaa Hi SriiaM. ■ il ■« at^Hno para 
Il dabblo, rhe ha la Tirili «I troAir V ■•- 
aia1nieajilht]nroine|»^errjJjfrJiiM^. Per 
1 driliar* (K D"niliil alU leoiporah Bill- 
aia oecnnila (Il afaiua>ainei~iiil «Mho- 



ei 



n 



73 



je 



E «ià venia an per le torbid'ouiio 

Un fracasso d' od saoc pjon di sfavento. 
Por cui tremavano ambedae le sponde, 

Non altrimenti fatto che d'ua vento 
Impetuoso per gli avversi ardori, 
Ohe fier lii selva, e «orna alnun raltent» 

Li rami schianta, abbiittu u porta fuori; 
Dinanzi polvoroso va Hoptrlio, 
E fa fuggir la fiero o li paMton. 

Gli occhi mi sciolse e ditiHo: * Or drÌKxa il Dorbo 
Del viso aa per quella scbiiima antico. 
Per indi ove quel fummo h più acerbo. » 

Como le rane innaaii alla nimica 



Bdxrx JTmi. tu. I«). rautOTìM irapa- 
rlals (Vir^I.o) mdtU rumnndi f^n-Bl- 
lAQALona aUa uiaIa ooacluku tOvarda It 
/mtì JAriv], t <JI non mlg*» lo nj^ujit^q 
tà dalrbio |wlTta«niìtfl {Yalffùi i^idirtro. 
9 rffn io ruH tKivtv)\ Innltn. ■riInnIiA 
l'nuDio noa si laici itiution nallt cvU ilei 
dnbblo • dvlla mliHrvIvnu. l'anlnnu 
iupoHala gli >ì«m la asooono ooirupora, 
T. ra-OO. io^ ootla lacci Mbtra gli nn- 
tivA- SaniiunohA TilqUiTilIk traparlala non 
buia por *b aala a yin\iaa* l'tiomoalla 
tanlrlalotitt di>i {wilii^ii ^-itncmnall Ta Ar- 
da. Uà Vamoijlh acDloalaiitEca le Tlvtia 
\n tantino \<.tt m r'vfrrH) mitìMtxaia 
la dÌ<iBa liliuiinatluu? (il ittita di! ifclal 
cfca ilDflaa laobblnjiitil {1it~inJ«:r«Jiintl 
0»! loro adiuiw litonxinu. o gli oaTacall 
dalla iBalaMaclanMdMnnif.alpartcutI 
dal dobUa lIEtituM). ed B|rtv tul ava via 
•tiranno tallo IndiillnnUa.-rnaintnr- 
palnulooa allecDricD'poUUoa aa*a^ i^ff^ 
fBOaa • daena di ftaarn mniuluta. In 
Rm.. CVm. I, pp. US-SI. Ctt. Curanti. 
ÌjiU. m i>. Al., «M. It, IMI. Il « III. 
Blpatmoa., itili. Sfarmi. L'aUtf. Janl. 
<U Capo lU Mft«n. IMagot. IHJ. 

84. onnai dallu Ktl(a. 

to. FUAUaoo: * Bt lutai ut TrpeuU 
da ccalo «rnua laaiqaaoi advatiLrnli* «pi- 
tHoa TaliaaiBDlIn • ; .id. Jiroii. It. 3. CTt. 
«al.. n«». VII, «t. 

CO. »ronrX; ilie Al HU^*. 

te, AiDoni: pai il JlaaqBllIbrlo di M- 
hitlrD nniraigiailrn. • Stoonde Arulo- 
Ma I calori ieu((ina <la |«rta avraiaa a 
qaa)lailnv'4 la nmir^Lapnipria da' vanii; 
qnaalit di aiWa. (jualla di aapr* ■! Oi- 
caniJ. Iltt. rtrt: Am. II. «IS-I*. 



«e, iitB ■■ farli», pQtvnol*. • Inl«4nin 
raplilt» pnrfiurET^* lurblan campva Arbf^ 
rlbaa ukajtnli itaralt m«n11iqa4 nprO' 
aiba AlIvlItaglH TKial (labrln n Ijieettt., 
llci.liiU.l.ìlt-K,eli.Iiiaa»..fÌMn I, 
MBan-- KAnurro: rallaoimaato. 

70 mciiii:tlollaaiiliaicfr.Vir;,.«<«rf. 
ti. 410 'i:- ■ '<" •ll<^ tfnut anlBiaal 
Euri ailvliiao Iranuan^ar CornaHoa *. 
Al.r I viUKL^ pnr portar 1 Ihtrl nniicl voola 
un >vntn l<n|MtanMi,aper[an fiou pl|[Ua 
mal II ■Icniniiaio d'I Ui. nnrt^r'. •« aon 
■CtiiinUiti la partitila lu. a l'aifarliio 
fvri. n ila. Il p>«so vìi. <ll l'trf . f d«4- 
■klrn, ■ non niAiio clciilhli^a è TauttfìU 
dal codi].. 1 qnill hanno caDaratmeato 
rflinx riiniir nixnlia i-ohti riDai*la- 
■looa di T''^blatlml a pof^ aalarVTolli 
tir. iti.i't''. Cric. IM ac. In quanto al 
coniEueoEai. anVvbl. dica boua li Jlaan 
rho nnl a^ra almnilallioTai^aar brlaf 
ho» Ihai 1( li diOtonltiatitanraortba 
tauillog tlipy liillnnrnl •, In aitai «aaalaa- 
•>» ron* rt'uui £s«,. iirnr-, An«t., 
(trlli. MI, Jhiii bai iKBjkTT* ntojioK a 
nosi. La lai. roKlx nou eoa al tran 
praaaa varaa <}ua(ir«i<aatl>ia. 

Tt. ^A n.'iitiin^ «ÌHaaria. beo. pritaola 
lDDKcll»iTratant'>#rdaaano<i]la>iFirii., 
Ata.Xìl.iMàt, 

73. HI H'iuu-Ki Virjtitin. alInnUBan- 
doaa la muil calla i^aall ma 11 tanta cblO' 
■I, V. M.-xrxDur la poteou, t'aeama 
daU'oocblo. I: Votili Dcularum dsl latlui 

T4. acuEVUAi aequa lohiaDioia dallo 

7y i-miiDI: da i4n olla parla. - rUKMO: 
at^aalonedal paolano, - riO acuoo i plft 
dauw. • pai4> plb mulaali' «(Il MrU. 




U DI PITI] 



In'. It. 77-69 tVKSM DKL «lELo] 



Biada por l'acqua si iltl«giiBn tutte, 
Fio che aììu torra ciaacnna s'abbica; 

7« Vid'io pib di mille anime distratte 

Fuggir cosi diuaoii ad vin, die ni passo 
Paanra Stige con le pianta aBciuttc. 

«1 Th\ Tolto rimovon (iiioil'atir grasso, 

Menando U i<Ìnistra innanzi speaao; 
E H>1 di qaoll'aQgOAcia parea laaao. 

■ Bea m'accorsi ch'egli era del ciet raesao, 

E volaimi al maestro; e qoei fa* segno 
Ch'io stessi cheto, ed ioohiuassi ad «aeo. 

» Afa), qnuito mi parea pien dì disdegaol 

Venne alla porta, e con una verghettn 



•• ittita, tinal» quarto roemi/ólo groty 
rata qanl M laru h Mcfd, pn qoilla 
^OaUi*. la gaale^qatllBinp* (Atala 
•«n'asq**, ■ tbalaliiilca U nim. ahicOB* 
fwlla rtw di loi*>Ì pa» • : Ahi*. -H M- 
UBttiuti •Ri«a4«lM*'*ra»biMi||«i* 
■rabrapiriaac; Otiil . M-t. Vt. MI. 

Tfi. •'aBnt:^ I aHrfCl* Il «Mp* • ftvsli 
di MoÉ. •Da Ved qnct awnu da' «vani 
M cn>a di liraa cnMUaa. ct>* ÙMta I 
MBkdlnl sa' tmto^ érpa aacatata. par 
diaatirlo latarta dallo pM«K<a. duoM 
■H ala partatea baUanl aaJI' ata. Ita al- 
•^ aaarrnaaa 11 a>a4a «ana ta il tana 
• Imm. (M la liads M baaa^ naa rana 
ÉapaailU, dInbW. aanba atnw pcDian 
m tkata, ■li-allabdlii«iiDBMra.a<h'«lla 
CaMta. OM aMMn a «««a a ri raeco- 
(>• lana ratcMrtaiidtal • «nTaaaori al 
pm» tu tra&!la>i Omrvi. Al,; al au- 
nwta*a. •aUMca. al aaaaccblB. > U- 
■raaaqaa an« lallaai In guxU* laaw •! 
Ond^ Jbf. VL MI. 

Tt, an>t DDim.'mriraaDDei'fAail 
«ratS*>*oD. mwAtrt»» a laein»Ta»e ■ 
knan a brai,n •! (taia- Pana qnl prT «■<- 
■a dnuwfa. U JtiKi : • A ttÌIIM. TlaM d* 
favaio, pnalrata dia lya' K te, o tvaa 
AbB) Braa appnBt» usa* la tana *ba 
^m t>t alin faf saao. allorthA •rtttOBn 
naif U MafaL K4 lalitU riacnflln di 
qi^aa la^a, die ara fniucas coti dh 
Kmia. ■ta B*lln>. Vtr. fV. Vili. ». 

•>. IL rxfO : lU pila», n>' auit |i)«ll : 
■«acT^adoTl Olila ali. atpaMMilata 
adla l«n Al' al ratea >Wla Otìf»- 

n. aaaHOi deBa», callilaiir. rama II 



M. 4iii>T«> L tmlla delira pattava la 
TarchrtU. '. »». 

M. ABonvU: dal rlmnrare ila! va)i<i 
fiMiratr frane dw randava «rarn 11 tb- 
apltDid«lrHtoBoitoraopprYaiiUDAi1a]la 
pM* pai itaanall. b4 dalla panra ilrt d». 
Biacil. nA da^l arrvrl dall' luìttvo ; orp. 
/V' '[' <" O'I- ■ fnluinltlndn It Ilio Ina* 
gnoUbrirefuKA^I^ft'^t'iJi ililflliACur fra- 
na, rjnla cnittlme lab(ir|i>iiilfn Ht Jtldu< 
(•ro Tor1*»[«ui In Icuwu ■; Bin». - • La 
qqall unta aoji dvttf» dalai, i^adlraodalo 
comn f arpa nataao, e qod coma aplrtto 9 
canili ancaln. PrrelA eh* «'al lo anaaa 
(toitlcala Mal, tgU dod arnliba dMto 
citf qnnlln atra par U iaa eniaiiiia • 
raliiclnlU aiialB **a«a ntkao D altaralo. 
BDu poHCLdo nt 1 Mrrpt ai la 'qBtlltA 
Iato nptrara Dalla auataniip HplrliimU a 
«c^ll anfcll •! 0rW. SaoHido IMnic, an- 
<li* 1a a4Ìai«. rlnA 1 <DTpl Mrvl. raapl- 
naa Itnf. III. »; IV. »: Vlt. llSi 
Vili. 113, XXUI. llli XXXIV. K^ 
Puf» VII, » af.: XIS. Ì4: XXT, 
IM. far. l, IMt ree), WncliA alcuni 
pMal tantrlBO aDpparre (ha II raapin 
ala ptopTlo aAl dt (4il lii sani di fini 
f Adamo (/V-XXIU.W. fur^-tlidT 
t-' V, II». 

iti.i>iLi.c»l.: AI.;n*i.nKU Bavnilra 
aaldrla, ana era d* Koaa (fV- 1"- "^h 
B* llBKiitiD, ma OD ugrlo di Din. 

n. rurroi laccW. - iKi-iimiMi; ta- 
taad riTiraaia al Uaaaa «leata. 

in. iiaumiTA • • t>l anfall TCalriaa 
ipaim dj>e1l autltkl, npprraanUU eaa 
■at rarit* d ' oio k maa». MBS Toeaal I a 
ran di^U > I yyar. L« «rriArM *. »Bia 
laMatln. aica>>«*«tiniUadl««aiLUda, 




U (rOKT* DI DITB} 



L'tp«nt«, cbe ti«n «bke iilRnn ritegno. 

M 4 Ruvfluiti del oiol, goiito (lt.<tpetta, » 

ComÌBuìb egli in su l'orribil soglia, 
< Onil'esM oltracotunr.ft io voi s'alletta? 

IH l'erchò rìcnlcitrats a quella voglia, 

A coi non puote il fin mai esser mosxo, 
£ eb« più volta v'ha oresciut» doglia? 

07 Che giova nelle fata dar di ruiuio? 

Garberò votitro^ìte ben vi rìconla, 
Ne porta ancor [lotnto il manto e il gouso. » 

lou Poi 8Ì rivolHO por la strada lorda, 

E Don fé' motto a noi; ma fo' sembiante 
D'uomo cui altra citra strinf^n e morda, 

i<a Cbo quella di colui che gli ^ davautt;; 



W. lOH Digli Ai.' HO!* V'Klini. 

Bl . uiai-nTA I atirTcaToU & Dio • tgiì 
noniol. 

B9. UI.IHICOTintA : OTIDltllo (WD DUI 

KAiAlotii al vi»ii>r1 «upi-oniL > -^i aw 
larri.: ti UMglto, «Ibcriftì ere. lr\f, 
II. 112. 

M. VDOLU ^ m«r iHrinoi • tiara com 
ipMt«ll rIoiilciltriiniMDtralIpaBRoloti 
Mlt IX. S, 

M. Ki<xtu: troBoA, Impsdlto. • Volati- 
uu filini (IsBiial* r«li«ltt>; «it X«m. 
IX. IO. 

M. rio iulin: dsbI qualnilM rnlairt* 
opporvi >l <li vui iol«t«. • canciLTA ; •»■ 
(nndo ^tl t^oDluual te pena dal dunitU. 
« ii|fiicÌHliEirnif> liti <1*ino0T, Kino &nn>flii- 
tablU Bliiu ni ai del Kl"-"')" BuM', S*. 
inuAn 11 fin (A, • ulluiliiU Coti* KprtM- 
miuiiH ft]]arjttuiijfc<lH:Eiittni]ÉiL Liuibit*. 
AniQ4*nii^ [|Qp«rA vlllorU 1a doglia ilti 
AftiDUiill Fi'rw pùiLliMlo tk r»b|it« *A 1] 
fUTV». It poi Crì«iu dltwte ubA *o]* 
vciltA DAI Llmbii, tninitra qiil «1 piLFla ili 
>i(il vottj, 

ST. FATA i ilui'iKli r>t*ll, iminti libili ili 
Dio, « FifTim filler» —jvrtaff. ò JApi^ 
rolli ilpiriCtilalmointatillf lOTlira In flit. 
Biautinl ejiiJitliTi ni'll'uloinu ll'>ro .; Di 
Mfnn.- < Kiinm p«t in Ip-i" cnnil* cr«- 
lln. Ili ijHiiiiMim Aiiut l'i-iiiimr^H l>feu wl 
■JlijiiiM elIìKiiii pnxlBCHiiloai I Tkim, 
.Iq.. tAin, lA. I. UH. 1. > I>>ii i>i comii 
■riuOt pcrtninfvr cnalm^ 

M>. l'm.iiiii i|iiaiiilu Cailmni mllfiop. 
potd >I1 rDlKia ili ErMlo ncll' lormo, 
TDluU Sai Palv, Kcmtii (Il aiiia um ca- 



lmili xi citilo • lit tTaauiDA ala fnorl daUA 
porta: oJr. Vifff., J#n. VI, AflS af. 

100. "THJIIil t/iHIU. pallili* atlfU. 

101. xo.i n' NO.: nuli ci illiaa parai*. 
Il Al""» ilrl i^lrln non fa eh* «aacnlr* 
<(iiiui((> DIO Hliliaotilltiatu, aciaiMlpn- 
•DBt* (aw non * rha ili aprlf la p»tM 
ili Dito. Oaile r^H n»B ha nulla ila Aita 
n* a Vinilllo, M a l>iiui«, • Xon IMt 
vatbaoi nobi*. ^aia uubli aartlTatM 
opora ■ E Jtfnr. 

IDI. iti.Taa CUKA I )i*P II llaaao * la 
oun di rlu^nara la otcloi etr. /V. n. 
Il, S4. - aTKluuA : • Anlmiim patri* 
MrlDUI pHUIli liuann • : ) Irir.. -Ica- 
tX. tiU- ìnotiuf»! mi-in iTiainiiil rnus 
Timor-lol •; Vir^.. Sm. \' II, Vii. • «Col 
quali lina BavfiapI ili VlrnlJlo ni api»^ 
ionia Dal ittta ili IJante II pnaalan>ill 
tnrVAta al datcì »la ail un tampa a ti- 
UsIXa cbo ainuflo, e oculo daalOarlo olM 
maritf>>I !.. Vani., Sim. im. 

V. I0MI3. I^rnjioHf lUo'i nvala^ 
<A'. Kijlranopvr la {iirfa ili lilUi laBU 
lucoiiiiareotaiaal il ni.'uouio miawlu. t 
pi» di milUi danionl iVlII, lU), la /p 
rari £fi'h(. JfiifMd - Latto apaiiloi 11 
PdM» nui na mi* piti Iraci-la. Oon^ 
ilaoilcaf iobiroo aoa tciri^t utia un tM' 
atn cinilIa^riT- Ornnqoo avnlU, a Ira aa 
avello al' alt™ fuochi the taniinull «'elil 
aMraHDoBlaiavmU.lluronipfdTlilMm 
lavMl In allo, udiId ai nlotio I dsH la- 
minili Al •!<■■' chf ilMiln) ti toOD. Ut- 
cblMtuM. Tiit!U« Inaagna (Il PwU. «a- 
iiat« qucaU la rtRlim* tBiBtnaU AagU 
artalanlil. 



5 




[cncno MOTO) 



Iw.K. 104-118 



[KEII8IÌKCKIJ SS 



IM 



IM 



U) 



lU 



Ul 



E noi moTAmiDo i piodi ìavAr U terra, 
Siourì Appresso lo parole »uit«. 

Dootro v'eo tramino eeosa alcana guerra; 
Bil io, cb'ftvem dt riguardar disio 
La condbion cbe t«) fortexKa a«rra, 

Gom'io fui dentro, l'oochio iatorno iiiviu; 
E VV|[gio ad ogni man grandi} i'«m|i«gnii, 
PioDa di duolo e di tormento rio. 

SI CiOUQ ad Arlì, uvù Ko<laDO irtagna, 
Si come a Fola proMio dol Quanaro, 
Cbe Italia eliìtidu o anoì tormini bagna, 

Fanno i sepolcri tatto il loco varo; 
Cod bcevan qnivi d'ogni parte, 
Salvo che il modo r'arapib amaro; 

Cfaò tra gli avelli lìamme erano apurle, 



lat. THPUt ttuà di IMI*. 

tu. A WI — i I étf' ■"« BfllA >« H- 

ìtt. luTuu ' tai tt U, •ffoddoB*. 
IM. cnaiuiNilli la iCMo • b qualU 
MtaiBMBtl • dalla pnia.- EMI qauM 
tloiUiulB dtDHD b M* 



UO. Ul ema uà» : <■ telU lo |aHI. 

au i ■■ vsMo «palili 4 ijiiat»ii (Il *!•■ 
IM aaa laM ooIlMiaU aolMnla lurifo la 
■BIS Mb uMa 1*11*. rana ■leaiil Mp. 
«■■•laaaL 

DI- AU1< Alba, rluà dalla ffliTrsu, 
<■ la iM<i ilaMta M SuUnu. iji 
^•m^ «'Alta «aa 4*' laaspi n>ii»ni, 
Cft. b a». ■< *. Ut (tea b UtiguuU me 
dia lab aa bO taata. - «uuxAi bruta 



1B.P0MI i«Uadt4l'UltW. lartrtiM 
MbAJ ttaBBal.-<)i>ika*u>: OinMrv 
n^ BllbM mala A4natk« fra 
p b eaaU di Iblnmla. 
'Mao: n>b|e«B« dBvrraara p<4 
a.rtiTy. Vili, ai. mriarapar 
. Pa>iL XTlll. K . iMiara pnr 
fwv. XTItl. i;, Hc.l, atas- 
falMa ballila pa b utta <|iia a U 
•«•MaaMate. • La eaatrag piitM ad 
*(■ la^ Mail aapabrl, <4 dler eb« 
■naia Cbrin Mafao rambaUiito ^1*1 
'm iÈÙéUl M a*Ma4a «urta (tanda 
UBUIA II CikVuii. fan tiHG» ' fb 
i^* ^ |i»aMiaii saKuon >lail'lnM*U. 
;« pMvia aaUoTUfli abuab rv'yo- 



TaUra mattina *l ii«t« inada msMh 
ladbe d'anlll *t ■ latH II uorti osa 
•MtUa b in la triinb, eli* dlcaa ìù nona 
a II M>prHU>oiD« ; e oMl MonadaU ti aaii- 
IdlnouliKgutlU arali) •; Sali- «Sed 
qntilqatd dlialu. endoqmd bot «it**- 
■lua a* tabuloHn ; iti enda qaul an* 
axwninMs-llDapaniBasptlIraiBiinitoi. 
ilcul vili) Hpiid alia* mvtCaa Urrà* b 
l«riJbD4 IllU, Itcalnoii fu lania mnlUtu- 
<|JD».... Inala PdIbbi elrlbUm HdatbB 
magDa nalttndv ananuni wdb <iaed 
aliai quaaL na^ltiiffHfilw nnaipra. "1 frr- 
l4ir quod oUca poitabantur cvrpMa da 
Ì^BVnnliirt llihlrlji vi>rllMid4 Ibi latta 
nm-rìliuiaiu 1 1 B^nr. l'ii^a la D«C9<>ptfl 
dt l'nla. rli'im nella Incallì* drtta IVob 
ffnttU, V. ^oMvrma'in Mt *ir. 

im, «h1: oaal Tarlo b«TaD«MHall 
luto eli avalli cli'flraij iidIvI. 

117, llO jLiLiJLO: 111* dvloroaoDhfi Dvn 
ad Arlì vii b l'nla. Ijiil (11 amili •uou ti<- 
fadllcqua'uhe ^i^flafulounaoDatoriutii' 
bti. Crvdt^ttvn» cli« l'anima itinr^AiiaiMil 
iOTpù: ondo le auicuc Iofu glwirmo In 
qacil'aMJbda «vai *aEli*Btrlalo- Hanno 
IraraW nel nuuub di Mparrap|>nntacM 
ca* vcdaTafxa tramarvi : l'arvlb t Uà od 
a**It« raTcab. la «1 naa * raqabt 

IIB. laa ou ATtuj reaat bftona. il 
pB* dba, UUU. M*. otaarnadu tba atd 
saaM ««., *■ n ag., Sub dUa cka 
Tìtsilb b pinti «ra b («poIMra a Va' 
ilaala. Il «hr »ni al ouspnadB •■ Ira 
e» anill BikM apatia W a mT . 2. f. 
**«l «M rt bgca 1 cn'ntao *uu *t>I^ 



^ 



88 [«BI0BI4 «IRTO] IXP. II. I19-132 



t»ntiiRcni] 



Ul 



m 



m 



Por Ia qnali ivnii k1 del tutto nettai, 
Cho forro più imo chicflo voron'urto. 

Tatti gli lor coperchi eraa aMpeBÌ, 
E fuor n'uaciviui si duri laneati, 
Ohe beo parean di miseri e d'offeBÌ. 

Ed io: « Maestro, quai soit quelle ((«nti 
Che, «oppellite deutro da quell'arche. 
Ri fan Montir con k'ì noHpir dolenti?» 

Eli ogii a mo: « Qui iton gli orvMiarohfl 
Oo' lor Bogiiftci, d'ogni setta; o molto 
Pih che non ciedi eoo le tombe cftrcbe. 

Simile qui con simile è sepolto, 
£ i monimenti soti più e ai«a caldi. » 
E poi ch'ali», man dt^olra ni fa volto, 



U. oDwrTindoi • t] miiMlm d'aloonl 
eodil, Chitraaìi flt rtwilalolii Citlraglii 

TnapfHittAblrf, Ti>lff* rl*Atv4r«( in (Vén- 
tc'ltfH'. D»1« Muu f nulli, rlit liHuilD 
VikìIrvffH, con «IJutwttA «ivnti'i'OAtA *J' 
Voi K «ama (nw !1 Puala. ■tipann «ii- 
tmaIaquul4c«rchto, wl vcarKmlcb? 
«nfrv >4ÌÉ anllÉ «rmo ABinnft fi|«il*1 
IMniUaudia AIUlotcat'Ii'tSIKO U 
iVKui, D(a«li<«nrilinabbln l*UoOM. 

• qiuililie altra. An^a 11 Olivi dlbsd* 
qsaata iHliina, fw. ifg* rai ««fdafa; 
> <)>il (ra non lu 11 KUto ebo iRvnile al 
T. IKAtl C. **i[.i «ndr. oon itU InVunn 

• r*luu<le(ll avalli.... «Ibbraa Intra «U 
■talli, nniln tr HiiininT' e'I auDpndafanni. 

1)0. rumo BM. I 4a«Ell atalll «ruia ti 
aocoal, Dbfnauao'attadlfiibbraadlfuD- 
dUot* «Italie, parlirsnilo. IIItTNalft 
jAb mrcnln. 

IJL. aoirni: alMUii*. Itrf.X.». 

i:&, A«cuBi amllli a(r. lisT. X. ■«, 

m. ■anuaeiii: n^snlD wilev 41 
VMMna.aKRl rmlSrtAli t-tr. JMI III, 
Iti) prlDtlvI, * <*pl di «naia. • Kr». 
■lunl» Tsol dira riinrfpf di laala. it 
dictMr ab df«ai givea qnad aat prùt- 
npt, Bl Jbawit qiMd aat rmta > : Jn. 
Jivr. - « Avvter UnRli quod qntllbat ha- 
mIaKa babst hl«Ivtam nacDUU. ID 
qna anni iinal aacnni Ib txnia amBH 
•aquactaaliu q«l (laninMltar lantiuiiBl. 
4*tkikd<trtiat ai aamlDkntiHe nvluloacgn 
viH KTaatan •! Bnia. 

W. MOblOi In D(M aralla *l Mna wi- 



uIpKi an'naobfilniiaaorTdl. «I^oltti 
era mulanit^nte foriutu di rada, inlra 
l'allrv d'tla artt4 defili Splonml per tltla 
■1ilij4huTtaa(ll |E4>]a.«i-Tah1 franila jk^rta. 
c1j<h tfttra'oltlij-lfnt ni coiubnrivMi (wrU 
tv*tf' niik AimjatA mano In i-Itt pafll Iti 
KlrsuiF, D dura iiusaM ntal ad lumia In 
K^rpnm^ DivLto ifimpo • ; D, Vili. IV, A. 

lìH, aiMiLK; ad DRol l'Iaaiw di arrllcl 
A aaarfnniii un Inneo «parlala lu qoeala 
rrEluntt lulanialaH mI n^nl alni^la avalla 
■««Klla qua' chi plh il auniltllamn* 
In nba. 

Ul. MOSllIErn: tapolirrl.-l'lCRHUI: 
■wondu la quali t:k dell' ornala ed il irrido 
ddroaUnaaluee, 

in UBirsi' KOoTMiallaeapnail- 
iiUiira: |T^r altTHvarKara II «arohka d^ 
Touodl DrOHalU rara uDa Tolta adcam. 
Mal loro ilaKlD par rinhraol dna PovU 
vulfiobo aompte A mao ilulatra. ISollaato 
dna vitllAc'Iinliqirlaiiinln tina «oc^ilaa* 
a qoo«la r«;jp]a. La f'Tl'^a tuìitt <d Tol- 
lEOtii) a Di4n clrnEra cnlrando dpI OVT^blo 
ilfstl rieliti, Ih afiondu -luando rane» 
Tit-A 4l»rlniin, aUnbflJQ dnlin froil", I^- 
XVtl. 31. Itania itubbio iitivuIo txiui Iia, 
awando la lumUilt Jianlo, Il ino (est* 
aD'Konco.UaqnatEifuiiaUiiiiMiwoia, nn 
f (arilo liidoTlnair. l'ufl daiil cbfl Dtl 
praaanta ìuogit 11 l'oola voE^la rnun^aT- 
Mi «Eia 1 pcinl paial aulla vU. il «J 
tamia* * la mlMirfdaDU, n<>n •onn fm 
t* pcocanlnual, la loto rwlt» pwenJo 
onllnailiHuratii la Kla Doiunila di aa* 
varo, Inblln a la mlacivdoiiMi a la frala 
auto I da« pMcall, 1» mi ami aoglloDa 




tCBBCHIO SBaTD] 



iHr. II. 183-1. 1-a 



[BURgiAKcm] 87 



in PuMmmo tra i martiri gli nltì spalili. 



• f4nii ni— » p*rolt IfoertU, at- 
, L'iaimt A mt» i*ùn «Imbo- 
I la dMHMra, U alDtarttà, t* Kblst- 
. Iq—it» wiifT l'appsDMIe ml- 
iHini UBI pw atmbmUané la nliet»- 
4«Bn • la A«da. Anh dnaqaa Toluto 
Il Palli iaM(D*KÌ. cba. tU Toflls aa- 
Aaia taeoalro ilU BMcraéiDa «d alU 
If iDlna. dablia ananl M riamtllà 
a«l«eliMt«B>TF(nw. Rbna la dot- 
Iftaa Aa al ■Hnoda «DUa II laUo» da- 
lli not MrMil«luit'kllift CA. «aw, 
r«.. H •«■ Il l'O^f . • QdI i>«s« «ha 
TlfifMa »l«i aSa M*a ^adra. t* v«l dl- 
■«IM,cka paradapo alqaaala tI^k'' 
ri tcIm • «IbIbIM. Il tfca dlnala. 6b* 'I 
Tli^tia prvaa a man daatra. p*nb4 an- 
dna* >ar arar <afnlilM M paoeaM, 



a non Mlni|ii]nwi]i\ mit pitrfaranifl, 
l4 i^aS ailou« é vlrlut^*a. Pid toIh htla 
■Ipriti* a ilini'iar rltn liAniihA I'opi>rulnn 
■la TlnnoM, uan-llniniiu In malaria a 11 
njE£alto * villo. > K VA^it .- > DI fo* 
idBhlla «cocatuna jet i^rnln tmu ti p«aa 
dar* altra r^oon ehi qoaiU. «he a* andò 
I Poall dovalo dm nna franili afgimla 
(efr,VllI,1»l|>trNbjrcBrc Illa porta di 
DilD. Dell' rritnra fNik bI iiDT^uitrn aT*r 
2»^ ;i(itR»*n pin ili<IU Milita Dona parla 
dei «rvbio; • pardA qooala tulla. ptt 
Iniiai* il plinto pnfiaaa alla loro tra- 
TtnalB uti rarrblo aacacat*. Israca di 
pToradctn a alnlatra. amano damta ta- 
Uoradare a dnlra, ■ 

lag luaTlBt:aTelllnTrntl.-aritt>i'. 
liiitl anparlon dalla uarB I /i^, X. I. 



CANTO DECIMO 



OEBomo sesto: eeetici 

FABIKATA DCOM I/BRBTI, CAVALOAXTE CATAIXJAXTl 
K »-KOKItino II lUPKHATOBB 



Ore «en va per do acereto c«1le, 
Tnt il iniiru della terra ù li martiri, 
Lo Olio maestro, tà io dopo le spalle. 



T. l-Sl. AbmbbAi • rl>|w>ta- DliD- 
I U* d Hvra od 1 Hpvltrl. llulc 
va Tlrflllo, dia |fì va tiiiiu.tl. >a 
da taHfbiia di veder* fiiaro tha K^iC' 
■ho bvicU avifll rovfoll a«amiiitn 
A* tBUk I safaraU *OM> aaaporit. Vlr- 
«Ua H^M»Ja, tfta 4ifB II e»* di «ti 
g-y-- talU (■ ataUI ■afaaau Ntnll 
ta ataTMi iiaiadi. cba Ib dar* n im- 
«■•1, mm» aayolil qoa' Ai aacafooo la 
niB r iBwvrtallu daU' aniaia. Xpka- 



a Hiaw- 



•-IfltO 



A|gla«a H. «ba 
o tt/UO a 



I «PP**»' 



to li lua daaiJsrio. non rapmaii cha In 
parie. 

1. ■ax'-RlTQ: Mparmto, dlaUjolo- Vtrp. 
Afa. VI. MI • SaErcIl calaut <aile>. • 
Al ratRmo.Vtf»..Jfii. IV.iUli.fon- 
TeCitaDt «Ila aafnMo. • - la biora di 
qaaata lo. al poUebba anclia (uMarTa 11 
falto di* UaoVa a VlrclUo vauio 1* ubo 
dialto l'altra, r. 1. 
3. Kjunlali ttt. to/. IX, ID- 
a. tiora:andla*raidtlra4t«. obooon 

pMBODO cannlBan VoDO aacanla all'ai- 
U».Coi*poi«aUroYa,«fr./nr-XII".I. 




88 [CSBCUIO BUSTO] iHr. S. 4-21 



[ruiuubckiJ 



( < O virtb soinmit, oho por gli «tnpi giri 

Mi voItì, > cominciai, « comò a t« [»iìqi;, 
Parlami e satisfamnii a' mici dosìri. 

7 La gente che por li sepolcri giaCD, 

Potrebbesi veder? Già sou levali 
Tutti i coperchi, e nesMaa guardia fac«. > 

10 Ed «gli n me: « Tutti sarau eerratì, 

Quando di Jotiaf&t qui torneranno 
Coi oorpi ohe lasaù l)«auu lasciati. 

u Suo cimitero dn qnestn [nirtu hatuio 

Con Epicuro tutti i Huni Heguaoi, 
Clie l'anima col corpo morta fanno. 

i« Però alia dimanda che mi faci, 

Quino' entro satisfatto sarà tosto, 
Ed al didlo ancor che tu mi taci. » 

l> Ed io: t Buon dnc», non tegnu riposto 

A to mio cor, so non per dic«r poca; 
£ ta m'itai bob pur ino a ciò dinposto. > 



I. TIKTD Mnu: MiumuneDM rlr- 

hw». -(ilU'«(Dlililrll' Inr^nto, r>|itiinl 
41 nmplPU, 

S. voLvi , piiii dlfcnnilnnilu Éo fini. 

a. a'kiu : * tsllv iti lalU/ammi. Con' 
lame at Ut, mti^f-iarr « nxUiiIlD ci>l 
Mrroouu, iinItuchni|ui,ciiuiaM*l v.]2tl. 
*l b> Il rii>llTod«llitniu o II dftUrodftllM 
poiKiua. 

». uli. ttouipitlni. non 4T\*rlilo di 
MmiM. - UTati : In ato -, io*tif Et . ofT. 

l^^. is. ni. 

1>. ucxKiiu : ea. Ih/, Vili, 83 ■((. . 

II. JOHAI'l'I : valla pnuJW Oaruulani' 
no, dove. iFPuiido I libri fadiI, aI Uiià II 

KlOditiO (lltAlfl. <l^lll,Ef'*lCH'i**"«>ll«lllj{4ID. 
Uà. ùl AoAltOMiii C^JJ■ jfi vikllviii JoaiiiiiiAt: 
Bt 'tJ"ri,j.T«lttME(ini <^ii Jbtr.,, t>tn>mrffadt 
Dt lut'iiiiLlu^it |;l^tl1<'i Ui « billUMi Jfjuph4t : 
iftilalbl tptlplhi ni inMrvtii frmniw Evnt^i 
In i^lniullui, /urlili.;: IX.-> YiUIIhJck 
Mptiil dlviUc villia ludloU. Valili Mi 
•Hupct miu oiBBUn. Valli* nC hlD 
aiundiu. nvui* ait («dnm. Io Tall> otto 
St Jndlolaw, 1. n. In lato mando, mUI' 
CM tD !•>• lira, ubi lual ad daslctact 
GkdMl ut «rea Malntnliir, ImpU aattai 
ut hieJl ad alBlalnn pee«>tur>i £lu' 
■W.. «. TI. Oft. TAon. Af.. Bum. 01. 
m Suppl., M, 4i n. 



». KUOi Ioni afr. titf. XXa,ì 

u. Rriovio:flleaofatrM*,f 

dulU nuola dwU Xpleanl. Va di Ali 

• nan<l"a "'l >•< a- ^- f '■■■ <A'- Aar.. 

IfKal Ont.t.^e. Dt r\ii.l.lt.OM4. 

IV. a. II. /v ifi'Ti. II, &. 

1&- FASXO ^ alToroiauu elio Taulnia 
maon wl «<i]''r. La n^fiiitlaiia df<l «o- 
praoBatuntlo, qalndl MI' Inmorlalihi 
Un'anima, b oantra o |Mnil« di tuua 
lo oraaia. 

18. Dialo I di Ttdna FadMta d«i|ll 
[ibnu, orr. JV- VI. Td 

SO, ruji Dlcn rOCQ: par non ImpurtU' 
nani exn mali* paròla, non ul* ii#t t«- 
11111(1 calati 1 nilsl paanlaH. 

II. ao* vua no: iroD aullanui orai 
cfr. l-rf. III, TS Afg, W. d>l] irr. la- 
Udo modo, * ViTflJlo BTva non puf on 
dlafioAto Da»t« al aili-niLLa, ma altra i^lta 
BaiMJiai Ola. <|uaDilu alla iliU dot ct- 
Iwt' mntts iild JV' ignui th* (Mu* ctala, 
■ ual itm, canUi, quaDdo daiuandA dalla 
antm* cih'<niiu> nulla Hvlvra il'Aciia- 
TOMO»; liOfl, Alcuni If^tfODO; Mix rUB 

OUi elV % r,, ts. 

V. 2)-M. niPfHM JqpM VtorU. 
Alla (iiM lun pur n* ww aplilta ha ri' 
eauMtiato DauU per Plotsu lino. *■ a|vr- 
gt tatti dal 100 aToIlo, luil;* I>*jiie • 
fmnaral. la a^idn. ■>, non htvBMtaB. 



dl^ 



[cxKcmo nuTO] 



titr. X. 23-83 



(»ltlKATA] 89 



31 



« TAseo, ciie per la città del foco 
Vivo t«n Vii cosi parlaodo oneMo, 
PiMoiati ài re«t&r« in quG*to looo. 

La tua loquela ti fa uiaDifiMtto 
Di quella nobii patria natio, 
Alla qaal forse fui troppo molesto. > 

Sabttanteiit« qneato auoDo nacto 
D'una dell'arebo; peri m'accostai, 
Temendo, un poi^o più al duc« mio. 

Ed ai mi disao: * Volgili: cho fui? 
Vndi 1& FarìoaU dio ti' è dritto: 
Dalla cintela in sa tutto il vedrai. » 



OaK fU tUaiù cbl ilaDO atatf i radi >n- 

" DdHala. Il «cbUn wnt nmiltl. 

■■■I— tiiiKi M mr^iìl dl*o*odMl ia* vdl- 
Éa. DHto i1*p«ai* tlMl «Mi THorDMvno 
]■ **IM, aiMrtn I connliElnnarl 
M doBM». uà («IM di' 
L aippm tHanv piti. 

n. Mwa; <p«iM>ii*L •««. raooi lA. 
I»f. XI. T», 

S. oxano^ (wbito • rtipMIn*». La 
iplill» te amo <• riTwvail pania dstto 
<■ Duto • TlriniP, T. 1>.£1. S>mbr> 
(Aa 4a qiMiM fanlm '■01 trcointnUHa 
fan ^ì» DédI* a» •>■ nucar mathi. 
BiTi — ì- a ^rton «wMs d^t cnnta 

U, tu. 

M. M>TiU : MMt yradum. rM*r .' la 

toK. XI. I VS'- rtplcnr* Mnu T«». 
Ift. UMiUNU ' aiicnct*«' ' I*l<i*l* to* 
MbUMBb la IMI •; Jrwr. XXTI. n. 
sa »D«w r*tau i Kina», < te b*(- 
lìMlm» • ann»41nii SRlla 41 ILMoa •; 
nta. t, 3 • CmmimaA» U cohin* * 
tiiiiIiBMl HimutoBdltà.ig.ratl.l. 
n. IIUM • Qdmm nada dvVtUUTO 
41 patta» d liDrt ^, p«r ama la dot' 
Mm «I OUa, Il q«al* ilini Via U la- 
tin ■im UUMtaara, [Hlanu^Hllo 
JWh areHa ilsUa^ al MulBiars mia- 
■•I Oa.--IHaaTt«4alBBMU4Bl 
I tbUa.f*i0t. p*n4M(MMaw*r. 
I 4>lbi ■* •«■[• lAila Irapp» 
I alla laa iMU, al ianbba lli««- 
f^rre- - • Ma f»rir, 
ada il pann lan. uni (tt 
>] MI ■oeinida II parati lU eaHmn 
ita ramo~ ■aeet^u IWl dt riiMir, 
•1 Ila ami a iniliiiaaln a*lla tana •; 
Jb F.n* - Nili *«i*>' «irtliliatlvciJ.» ''40' 



no 1 flnein il VlTVnM. A. O. Tilt VI. 
IH». 

JO. Tumnio: p*r<ibt*iva aninwi lo- 
tofnlla luitat*! Tlrt.. d«i, I, Siti < 
Itort'aiHha p«r l'uubljfiijlà dAlln piinOc 
sdito. T. n. 

ii.mit r«iii <'|nMidicBt:qnidrBc(« 

Ijnida illniii, sul ([(uini diibeni avlils ac- 

V3, FlKIHtTt; dalia nublln ftirolitlla 
dtgll ITbertl, nulo iir>! frinii d?I L'issu- 
Ui. c«f ^ ■t«Ua nut tMitlgUm^ u fiot vuuu^ 
|-n«ntii ili poiln El)IMIlDa<iii](i risi 123g, 
iyKi|ifii4 lilla uaofLatA dsi <}iiihm rinl Ì'IV- 
Rltnrnall I Uufilll nrl 13D1, ParliiaU 
• fljàiiilf;*! 1i\ip|Hi iltfl rlirii dolla Inrliini^ 
o vnl^i>c)i. qijkqt Hi>1i> j^TcniaT« ]■ rapQ^- 
tilka • {Ftl. Fill.ì, rii tiaiiilalDDn'Kinlaal 
I3M l'J. l-iU. VI. US) e ilpa>« a Blana. 
«HI U HclihiDatiiIò ihI otUniivKlnfcn dalr* 
Wftnfi<«ill, oDd« 40011 Qh»U(J IMOTHor- 
ella gn-lta » Mini' Aperti pmaniriluni* 
.\rUi> (O.Vì;!, TI, liti. rlKiitii Ujonrwle 
inFlTvnw.d'ODil» lliiii'lll nirnno ctivjM' 
dm. « Ai oppnaa Milo fìflUa Ulala ili Kiu- 
pM al «•ndcllDdldltCanlacItUdl M- 
rmB (U.nU.VI.M), Uort na! UH, ■ Fu 
41 ilatara jrtvadr, faccia vErlIr, iiiAml>i'4 
IntU. oullDanui frati-, i^lrt^jj^Ena vi.lilu- 
[«■ca. parlare flTlte. «Il coa^tjctln »jEit- 
NhiIiiui. Bodaev. ffnmtD P Induulrlwio in 
r*U1 d'anni FIMI TaoMc l' In.pnnu par 
Ib lanrla di PoUrico H. • « ouo** Mv 
eUiv a ruio nbtllo aimt la «aflia •: N. 
VUI . riu. - • IintlaU-T VplMil eoo tn- 
dsbai caae allumili «ndom alai Idia») BB- 
d» omnlbu* mndtii Mudalia* eiM^lara la 
Illa TlUbraTl. qala noo apanbal allNM 
■ptUanaa •! 0rn*. Cb. KmiUt 1M •(. 
13. TUTTO: ■ r<Mlt>aa t»m|Mm 41 



■*'*- 



90 [CBBCHtO SKSTO] 




U 



W 



tt 



V nvoB già il mio vino noi suo fitto; 
Ed ci s'oTgiM col p«tto e colla fronte, 
Como avoBso lo Infenio iii gr&n diafiittc 

E l'animoso man dot duca e ]troiito 
Mi piuder Ira !e sepolture a luì, 
Diciìiiilo: « Le parole tue aìen ouuto. > 

Coin'io al ]iÌ6 d<iUa aua tomb» fui, 
Qnanìommi iin poco, « poi, qunsi sdegnoso, 
Ati dimandò: «Chi fur ti maggior tui?> 

Io, ch'era d'ubbidir dosideroBo, 



Feriale imllii AKRna é KppirAorbUtft lo 

Diodo ch'obli A gU ];tADd« OOtU DMlttl 

liDin*i£lTiArl(iii», f non riiMklHmo SDCon 
D^ToduUMiA uiliUi FfttkiiatU4>£l&fnDdB 
|MT l'iriipoiuni» chr gh 1» risici) ì'otlM 

«loffO- K DOD io vffhAiao nncor» * jeI'^ "> 
lo AcDrl^rDO <n]nMit^Diljinfipiftiulpdl Vlr- 
Rmo:dil[u<->nrol<i«nn Tinto II ndriat. 
VoleTI Tedsilo i -nralo Tt/ITO lausiil ■ 
M. p fi» «antfii. 

M- oli: ftppaDit adite lo pkroloi r*H 
U fnHnaU. a prima eba Vlrgillii uveua 
Unico. - VUOI occhi; i» lo rlgntnliita 

Rik a» 

W. t'KWU: |H!C «IloHtue g»iidai- 

M itHllUO. 

M iiiariTiO: dinjioiid. fll>itrnio, Vito 
n*l^ la TlU fnl'im, «.orlo In im-rrun. 

• y<tll aniiii I^jhrliialiit AU|inrbua eum iota 
«OS allrpa*^ /Vnr. 

». nxaRK; aplaHM.-MTi; FarluaM. 

H. txam: o dal Tat, fognllu», s da 
■onifitei. I plb Intandaaa Paiolo oblato. 
ptMlw a almlll . alirl Tirolo MOtMo. 
ottmar^tvi afLrì Pamlf' ■■malAODOttcaL. 
1 pitt anilibl IFfdinagl., Jn. »(.. Isa 
/>ilii< . lyaa.. Oa , l'tìr. Dani.. Out., 
rW» Kir» . ^11. FiuT 1 uou dauno al- 
ma* 1nlTipr*iaiilona, linci, > • Cnin|H<iln 

• ordinalo a rttpondocoi •;UMi tonila di. 
rs. In DOD fai Bpailat* ad Uni>'ii>t<> >. 

• Jtfna..' • Qilaal dirsi: Iwiuancum l>lu 
hmlllarlloi clarv. qala tate oolt (• do 
^Ibiu lu vl> aolra at boero maniBilaiii >. 
- JIhIÌ.- * E'arTa apertaiuenl* o ordinate^ 
nttatt ». ' ^irat-- ' IjHjtiarfi minlaateot 
boiMate •. - Sar^.. * &aiì cUiafr, bau la- 
UlIIflWII. rulai»! api'IUmtnitnwIii'al. 
HBTlipaUo<.-J.<iiHl.;tniiafoataiisi(a; 
piTobttU rasi «aaitriior d'oraela. dato 
scriaoTO ot iMclan md>' aloDoa ambl- 
galU .. - r*U.: • Uaulleate at oblan, at 



Dun woruiB al munirà • . - Tot.: < Loqo»- 
ria ola» •eiiiiiu •, - 0*U>: • AocarBla- 
lunDlp, ntimK al (vnvanlfa f^r oob nu 
noiuu (liullD ■,- Daii.^ • Uauifealo B chia- 
ra, A nnh amblgtin A <liihbla. porriiA ohaa 
ptilanoon Uocalls). UaosnBoaaoriBeKo 
atKnrlo o rlgiMi^oto >. - OaiUr • \ttffUit 
dlF« QOi'aKi a J)anla*|WreblBTaBd>tlOL 
Bìton ttìita. non ffyao ripoHo tnio diti tt 
noitptr lÌMt poco, a pv«b4 Tlrgillo ftni' 
TBTodutu l^ba loinnra •()).- rrnl.:< Ha- 
oiroaloosbiaiB >. - Oh.ii Alto • rlalM.... 
K forw ancha riffiT? £ larerv di conBalf , 
vipJ Tiurqrrjif*. qua«l AlMHaor Van la al- 
lailellaro alU rlurou. lu bau paaala par 
•Iugula >. ' Jlttii' • Uodo poaUoo pat 
dira: fa' Fii'tj;!! Bappli lo tati parala, 
rl«> iilAviia tii lugi •. - Roii.: • Fa'efao 
I iDuU lUul hi0h udU- (^ntt i- HlotopO di 
cigniif •. - Tinti,: > Chtaro a bifbLli •. <■ 
ifrr V-: ■ Apnda n ^Dcha ». - Jn^,.- 

• Adnroa (lai. CmnjÀtt}. nubili. rom'A de- 
gli» di laiilp eiilliKìnlorv ».-ODrn..' • Ko- 
bill f dscns di nioniutia >. - nmyii 

• l'aria rhiorn i> palnu lib^raoienU la 
(OD pDtltloba uplnluni t.-BertM..' lOrdl' 
naW. dal Ut- rompliw >. - Fot. at* col 
Suti. l.'Dii Failuita Dulo parla un Un- 
lE^Aj^lo fraDco. obiaro e praclau. ma bA 
liarlli'ul^rmanta brciva, ai> [«artioolar- 
mabtc orbato o eortAiD (v. lil o A& agf J. 

to ou'ioaM'iki Al.iTiiHroi-u'uril. 

*1. oUAHUOMHl! |iot Hi-onMaairiul, - 
■uiuiiiUHi Il4nt* boli ara Dal abo ui«- 
iloTvun iL0[DaliDpgi)aiiL8-<Soi]iirlìoap- 
parlto agli onhi a in»lll, cbo fgra» par 
alDOoa bcna In allra furma mi at<a4Qa 
liamaglaate; BBl«otpottado*i|iulÌ...Bla 
panoM IotIHoi) On*. I. ). Ctl. Haag., 
fila di P.. t 8. 

41, l'HiioiH I a Virgilio, r. Ut o • Fa- 
rioaU. 1. «31 Pili pnibaUlaMio > Vir- 
gili». 




Non jtliel eel&i, mn tutto gtiol' apersi; 

Ond'e! lovA la oigUa un poco in aoeo, 
Poi (IÌmo: < FiorBm«utd furo avversi 

A RIO m1 »' mioi prìiui od a tuia jiarte, 

SI che per due fiate li dispersi. » 
«6' ci l'ur fiacoiaii, ei toruir d'ogiiì jiarto, > 

Rispoa'io lui, • l'una e l'altra fìaU; 

Uà i vaotrì non nppn>»or ben quell'arte. > 
Allor imno alla riitta sooperchìata 

Un'ombra Inngo questa inflno al mento: 

Credo cho s'era in giuoccMe levata. 
D'intorno mi guardd, ooue talento 



u Tirrn ave- e" '1^ ■pNtaUHiIa » 
f)«ua«s(a cM cb'M dMdemrt di ■». 
fan. tiat tbl <M>ar« i bM nauifirl. 

a- LBTÒwxi lUadlalitVIaftVM^ 
Hrirtamiw tmkb* bh *Jk nuiorla. - 
w M>oi la n, la alt» Su»* mm» ko 
krw cDmOBl |MiB f« aaUthl. 

U. fcao; I l«al aMtaluri. 

U. rnau: «bmwU. - »itb, chtlKl. 

«0> I U r«tBk mia mI IH«, colla 
I diU'liBpanUn r*dHÌj* II, «fr. 
ff.r<U.TI. ri; la mutria aal 1M«, 4opo 
lahaUactuJIUaai-jlpwU, rfr it.ìia. 
VI, n - surnoi: •OKCtandoll da Fi* 
!■■■• • »-|-j-i. I, HUjn, 

<■. aiVinst ra)iTaiil'DEallMc»*raal 
■■■■■ rtiuTanU. 

M, l'ubi I ■>! CHnuta lui. ilapn la 
■asBlta 4d OMhBW a V^nhlna. cft. 

<;. rm. vi.m. •««{•hawruiurai» 

|4«> tt • d) Blate» di MaDUmwl», mo 

fiatala a nrrM». cfr. a. nv. vi. <:. - 

L'UJaa ! hJ tm. dt^o la axta di U>d> 
ftadl. 1t. 9. nS. VII. U •«. 
IL toma ; ObllMlltnl. - aa»: di ri- 
I » nnsM dD|« aaaarno alati di. 
, > UaertaU a paaqaa d<l IMT al 
di Qaldocaatta. — — i-'—j a» 
Cwta d'AacDi Mwano m lorM p*t al> 
ai aa talm od fcbbnta dal «a. pv 
dot taxi*» at m nWet. Lo 
* A PaHaala BiwTa Dui*, niil- 
I la rlnraaaa. ad acnba riapaau. 
< «all'acU TlBf(iiT*r*ir al oampa- 
pt t'ubali, dio •<■ upBHers dao^al. 
Mara tm taitU •• iva. 

V. n-13. «.WniiMHts ntHi{<«>Mf. 
■vtV (■< <«> ilui^ > avalla. U'ultn 
Italia |>afla «• iraititala. urta ilallo 



r arallq DD'alti^nubrft. a diiiiauOa 
al Poata. ysnhd auii IÌ£tio nno >ia woo. 
IMnta rlaponda: • Fv[>« parcbi «blH a 
dladaguu Virfjlio. • . Xt>ti1 Nnn rivo 
a|[lldlin<|n«plbl> UaaMaalta un litnaM 
a flapen-lon, • l' ombra timjr, ai pib •! 
rtaiiK. ft l'ouibra di CartlEuiiD C'aip-al* 
rantl. gafilo, putre Al Guido. t>l lui lae. 
S>IIMt-^* Voo ■luljEliautaunHlwfiKii'rlvtiti- 
io il rilassa '. ' l<a*i_- • t.i-K||Uiltu a 
rlnq «•lallaro, M(uI l'ei>lini)» .r j<j.i. 
«aro, la d«i mdsra obi l'aDinia -loi-i la 
Di'irle lisi «irpo Ti>«na. n cho I] iinglro 
anniina balio loia? oo' di^tLi coraall ». - 
fitnt-; • lai* umalso tatiali Hotam opl- 
oironrnui, aaiapor cndaut^ al mudan* 
alili, iguod aalma almiil mararvtni con 
n>r|Wra : oodo iBpa babrbai lo or* liiud 
dlKooi Ralnaunlii , Cuu4 iM (nurìlua ho- 
mìnit II ^luDwnlonini. rf iryua ulrviafiM 
«■aJtUo ..- Ami. • m dalla Mita di uw 
■•( Failaala in «laala. a ptrt lo mvlla 
I— es tu nn aapoIw«i • aoa mtalrt Tara' 
■la aua ad pala**, mom ninaar fariaala, 
a |i«aa Ossa (ha dod al mimuì laala foni 
dal aaiiBbvai a Dm fa autor d aopnbo, 

• part llitia cb* al laiaaai la (1000(1118, 

• wm HtM, oaoM nmatr FatlaaM •. 
n. TiaTaiapaituiB. abcwadalTatalla, 

air. F«/«. X. s;, vn. r^r/.. «ud.. IM- 
lUI a SDiì-V - fcuraociaiaiA -. tutu 1 to- 
litrohi «aamdo tsTali, t. t-9. 

iS. i.iixiH) ijkiiiaTtt acnuitfl all'oiabra 
di rirliula. - xticiui ranoa ilaoquB 
lanri «■ UIU la taata. 

1)4. CSUH)! p<kab« non la <mlava elio 
dal awalatii ao, oicalra Putoaio. «b'«- 
nai riaialo. là radaT* •UIIb cii'Uila lu 

•n. - IR •UHnOCNII: Al.. U IIISIK'UKIUR. 

K.. tJI-iXTOi *»e!l». doalderio. 



98 [flincniftSitsTiy] 




Avesse dì veder s'altri era meco; 

Ma poi rlio il HoMjiucciar fu tutto spento, 

M Piangontio dixso: < So per questo cieco 

Carcoro vai por «Iti'Xift d'iogegoo, 
Mio tìglio ov'è? K porcile non è toco?> 

n Ed io a lui: « Da me steBao non vegno: 

Colni che attende 1&, per qui mi mena, 
Forse cui Quido vostro ebbe a diadegno. » 



M. 1I.TU' Unldo ann dgllo. 

M. iKmrBCCiAii: uiimeIu. dnbblo. Ahi 
IM, (iiipirari, A.Ì.: «UBi'iciH Crr. l'arg, 
XII, 121). 

M. oiBcc: prin di Inw • di Maa- 
Mi-nu. 

K. FlnUO: Guido CaTaloaDll. Dkio ■ 
PlrvbM r^rw It l'JU.tnorlc] Wl unir ufo- 
■Bo 4«l 1900. « r^n^ifTI uni io oblAmo pri- 
mo d«' miti Ainlcl >i Tifd ,V., A, ■< • Kilt 
coni* flIfwDfu, vlrt udiamo uoiuoId pili»- 
•e. Ht Dou »b'*ni lrapv« t«n*n> • iitii' 
owoi». V^.TIII. II:crr, Som-, IXt. 
Q. TI. HOT. 1. m. VM,, Vii: EntU, 
Oul^ O. t Ir Kt JKiMi Muillu (MrtM- 
IrMbrarto «wuUu dal tHto crilfco d*«( 
SitM «MI «onMWMa. Llmrno, Itti. - 
tMXy: tmaputaa ó»l rlaggloe pnrMrliM 
delift Klorlk, 

11. uji H>. raiiklciuiU aupiiuiiB cba per 
fkre iin vla^j-in di iaI atlnra bMll l'al- 
ltti»tl'miief/H«; nalla nuli rlipoito DuM 
mtvifaat che el cnnl B>tn> ■nran. 

8ÌI, riiik; il iD'iliru dal dlHletuo di 
Ouldo per VIrKillo A un enlmina. AliMiol 
if^Cmuo: Pori:b^iìuidu non «nuvalILft- 
Vao.ett.Vita K ---M àl-.VtniitaaUù 
■Una*> pio In HiiuiiHa che aon 1* pooalt 
(n> «n brII •lei» ponUI, Al, ; (laido, 
gtitila, «bbft In dUiHikifl Tlrfllla. non 
Mue |»o<0 e SIdhR), ma «omo Muto» 
BUHulMtloe dall' IwiHni. Al.: Pm*i*t.ì- 
r«pUitm* Uolda. VlrxiUo en troppe »- 
llgliw*^ ptrrliO V[t|[IUi> tupprTiwfiU U 
tàiiano auinnitiMi •II* Mn. - Al, rìf* 
rinno II dlolOKDo di Uuldo nnn • Vlr 
gllla. ma a Itnitrl» «et. C(V. D'I J.un^. 
Jtal tfrelA f ^al pH«nd dfilvhlf. pp.S-Sl 
a DOMI-', .•ai-lii •uUa R. 0.. pp. tSO 
an. - I>n.: • Illude ... non «eppe Tirsi- 
IM •. - Oa,i • X dita rjLatora, «be firn» 
fluido etdM ■ «Uadattaa ^naale libra di 
VI<ICìUo<l*jr>Hfif«ell»Ilitaa(d>.-0>j(i 
• DlclI •|ui>4 dcdlflutua taent aludare 
•apo v»i:iiie >, • Jbw..- • Peiclocebd !& 
nla**4« gli jftrtrt, alKanit ali* *. da 



mollo plb fhn U p[>niiiB, ebbi a ad^fDo 
VirKiiio e gli altri guetl •. - i*»!!!: Bvtt.: 

• (ìulilDdihpr,^(;lA VirsiM", iiio'< privila *. 

- Beuc: • lala Guido nuu oat dvUvtaiua 
Inpoptlok,.,, tio;i 'li^iiatininr lonEpr* pol- 
lai, i|aornf]i iirlucDpa *t£ VlrflIiuB *- - 
lIuH: .Goldo illapti-elam 11 poBU.e Tir- 
(tino ouuie li iillri ». - An. Finr.: . O par- 
i^li^ Guido pll poreaie vb^ la soltnu eoa 
tfujufi al alla eh' alla avantau** innlt'i 
qaella de* poull. o ch'egli uùu ta^fcaat 
mal Inrn libri, parrò ph' ojgrll iiVniinaan 
U libro di Virgilio .. - Sena:: • Mon MI 
delai'Utna In pnnil.qnainFl* phlloanpItiiB 
maiiPOB «. - Barìj--, * Kvn al dllollava 
de' poeti, de' inaH VifEITIofQ pr^elpa*. 

- Ijini.t' Datoli (uilualla niotnSi.DOB 
depiO 1 poeti ». - Tal.! • Xaa Tseavll 
clm poiielu *. - F>IL: ' Xoo «orA dtf' 
uromamentl pooild. eti|UoIII rolivlnl- 
tara ». - <7*tHi - iJiildo a««Ta ambi U 
pooalB a dladtKOu. Uè* uim vi ainramal 
daloopan.nt ailiralslB-.-I>an.<i()Bif 
do Dpeia alla filoBaDa. dod (Il ansa pta- 
rlntl I ponti •.-Oax.xTrappoatafcnoaa 
parla» A 11 dira artrt a tiùgna aleon 
firr «iKillli'ar» di non entarlo >. C3M Ù 
ilinltgrta di (luido ala par VlrflIVi poa- 
ta. * l'nplDlDO* era Tnlidamaute difta* 
ppr dal D'Ovidio, 1] c|DalF un tMippo 
a^TB pensato altri ut cu ti. K|[U acrli^a, 
fra raltro, i|UB«le El^ix'l'*"1'>^e pBrv>]e: 

• La ontlnraela tciiilcnia ili Uiiidoara 
BopraElulte da vtlputlato e da panaaU^ 
(e. da UluwlD naturale eilk laléo; Dflla 
poada, niella liclr« enilaniq. al ar^nalA 
patc1)t avfitu fìuo l'Iiiuafoo e l'anltDO, 
toaraitantenre tetn prato II ^rito. DIA a'vra 
fcirm4l4j aulo hiiI pruvai»Fall b hhI GvIqI- 
eelll. Fu una «IniiolirllA deirinjf^oeaa' 
rrane di llaiil" IL nubllinarB hi a4 eo<1e' 
■ta inudptÌEiiD fEtcttlta lu^rt^ l'aoutoa^baoi 
Btfatlo Ignoto Alno a Ini, delVarte antloa^ 
a di aplDiccrfll Ano alla IdvMlana d' os 
poema elaasinaounte ronUitlM, rleal- 
nanilo l' Rabida plO di 'iiwl obo gvognl- 



Uv. X. M-8I> [CAVàbCmn t rARiH.j Bs 




TI 



« 



t<o suo parole o il mixlo ilolla p«n!i 
M'gtvMD di costai già letto il nome; 
Però tu U risposta cosi piena. 

Di subito driaiato gridò: « Come 

DÌceetÌ?E||Cli ebbo ? Non viv'vfili nsoont? 
NoD fiero gli oeclii tcuoi lo dolce lomo? > 

Qnutilo •'■eeorvo iValcimn dimor» 
Ch'io riceva ilinaosi alla risposta, 
Sapia riofuldc, e pii) ttoa parve filoni. 

Uà quell'altro magoaDÌmo, « cui poeita 
Restato m'era, non mutò aspetto, 
Kft moase collo, né piegò sua costa. 

E <8e> coutìuuaiido al primo dotto, 

« S'egli luui qatill'arto > dism, ■ tnsle appresa, 
Ci& mi tormenta più che <ju«Bto tetto. 

Ha non ctoquanta volte fìa raccesa 
La faccia della donna che qui regge, 



•i iitm. PM-U n l* In «« m talU 
I (0*1 «(li IT m\i * Ip. iMi. iMtoo 
ilaa^Da* ■■■ |>»4 rtgBardÉf* iba ntad- 
fs; a •■ l'iHilr»wlimB ài Ovttoo'aiitn 
(V «Hkoa. art «UM uUli4 ali* »• 
l^fc^lÉ iitr finili. ilH im iliiMiilili 111 
4Mk «Ma fatai*. ■ tfuKa liiinana <fea 
yrf BUtie* DiuU Ar una 4alli> |irtDdt«ll 
■nUUfv ■ lacInBtnl • (^ ìKl. 

U. «OMi OMikula UanlnuU (a 
fpM aw a aatotlD. 

M. imnoi a wi i W aii». al. McrtO' 

n. iwituiv: ki plaUi Bn (jai ■'•» 
>4lMb> Wtate EhHBlblMM, *. M. 

AL nasi; Attaeci t(r. fV- tX. «a 
J^p.XJCVlll. a-umlilaiMnlai 
* £nL XI. 7| IMH par f*w hi* n 
MJalli» wmJJaHa Hma lictomMWI Fo- 
n>M. Ama. Itt. M». 

n. Borau : Ia4*|lii 1 11 *ii>tli« 4*1 ma 
lato^M lo diM (bI. t. M acx. 

■L uiuxili p>1a> iti ntpaodara. 

■3. SHiaaam' Q pn4arli* «M*, *. SI. 
H U !»•• «DMUla lU Dania, r. ». l' tn- 
*a wf aa«daT» cbcDmoDaUo Amm 
Ita nisrin. Muri tilr dL al >. M) poco 
«-«n r*piB* BIiUU dilla lidoua 4aB- 

T.Tan..<»rfln rm-tiHta. La •<•• 
la <l CatslaBl* ava li« tmaiw» no- 

•^waaa» a —man 'si - Fari8ala.CDn> 



tlnua dnnqna «IWndo. la coitaHU «lai 
Mini, cha nou lianmi bati appmia t'irla 
4itì lomani In patria, aaavif II più Krft<a 
eliA aim U (H-tin iV TnfurnA. Vallrina jpnl 
a nuiK< J'acljsllo. a otalsda panbA I Kla- 
r^DtJaL omillnulfio aJ IncToitallf* rapirò 
t agoL tiaala Tl*(Kiiido< • A luolira defila 
«anfqiiioHit baltajUa eM Mimt'ApMrlt •, 
£ Farinata r «A. Moat' Afrirrli tu>tt Ibi 
•nluì litAni fili «i^lu a AaTrar Ftr«otf>«. 

ìi. A c\~i l'o^TA - ' a f<ni rkhiaata ». 
AMA. Infatti rft. .npn T. U. - Alar..' 
4 A4 cuifla fa'ti! ili Iii}ii0in ». - Avraa. f 
4 Ad «nini fiAl.jCInlitin '. - Cai*.; ■ A4 
Miuua-. 

TI. SOI u\,iò: baicM QtftoOanl' 
naall foua una ganaro. 

TS. Hoaai! AI.i TUnaiiiA. Z. F.. Mac. 

M. HKTTOi II iliv»m> lalarruUa dal- 
Tombra del Cat^lAanti, 

TT, BILI; rflIiKi, do* ^Ml MMri Uri 
T.M.-tnrai'Il iitornarea ntaasadapa 
raarrna «lail nlianiKII, 

TS. LSTTo; aivllo rumlv. Il (ao IMto 
.fi morii tliB' anima C tamliIlimBta dl- 
r^rau da qnrDo io|EQat« maatra lirava. 

A>. txiNHA' Pimarplnal^ Lavai, ma* 
(Un di riul'Aa, I] IM« dall' InlVmitt etr. 
iHf. IX.U. Muaisaa f^Minanoila- 
i|*a»lB plMaonil ««aMtni anni a du 
miaali (he lo npariaraum qDinl* i 
diaofliv «uato paaa. Il rtU»aM« » FI- 
tanta • «at d« t «bantll*. X lUt (torna 



n 



ss 



ss 



91 



M 



Olio ta HAprai qnìiiito quell'arto posa. 

£ a^ tu mai ne! dolce mondo reggo, 
Dimmi, perchè quel popolo è si empio 
lucoiitro a' miei in cìuacuna auit legge? > 

Ond'io a lui : « Lu stiaxio u Ìl grjuidfl Adempio, 
Cho fece l'Arbìa oolnraU in rosso, 
Tali oruiioD fa f*r nel nostro teropio. » 

Poi oh'obbe sospirato e 'I capo scosso, 
< A ciò non fui io sol, » disse, < né certo 
8«os& oagion con gli altri unnn manna. 

Mft fu'io sol coli dove sofferto 
Fu per ciasnmi di tflrr« via Kicreiua, 
Colai che U difvHi a viso aperto. « 

« Deh, 80 riposi mai vostra semenza, » 
Preg&'io lui, «aoirctemi quel nodo, 



DUlI« Io m4pflrB Imppo benp. twi] «4- 
«rtiild rmjuilll lutti gii «furti i!a: Humc-lil 
di tl*Blc«™ In FHnDMi etr. a. Fili. 
¥111. «0, «8, ri, KP, natiatt. hit. Hai. 
V. 1(1 V- 

t3. n. clepremtlTo: roti in pmu. - 
anvu^Ri rllQtnl ii\* rfdto^i-.atr^ Parvdi. 
IhiiL III. 1B0. Al. <l«rlTuio rr^ytf àA r#U' 
iww. •p1<.(piiii1o S» tn Mdtrlti rjimlcbn 
lAllaflniA ni fararno di Firi-OE<^. 

U. roraio- Flncwilno. - iciinoi crii- 
d*I*. ■prsiUB. 

U.*'iiTi:i: »tn rtHttlf.-i.iuint: xintu 
mrofor. ijuudiI'j at Alti^im nfunnitlv Fin 
rasUfij Att ■mtlhiiiL r*Tauin:Aiiillii, mi:1ii. 
daMiirnbolU.I.kiiilieitl si <|uirlaiu illl ': 
B*Br. GII UIktU (nno «iiiddnml i isiil 
dd Ohitnlliut. 

M. BMaiOf di Horie. Allud»alU ImI- 
(■(lliidl Mi)iit'A[«ctl »>irAiUlÉ. « Mi- 
tembr* tWi ctr. n VOI. vi, TS-TB. 

fT. •:«ui«,ti murìlll. tiix.', dromi. 
• pf.nniailonl iivl S^uàHt floTcnTlD^, Il 
i|(ul« mi rhlAmn pnr lr«*lAiJci(i« tfimtif, 
onOkfotl Ifi i«] laai^ Afll noirifal, foiùfl 
•1 I» D*' Unirai ■ K" l>ll • I "'"* - !■>■ 
riOtiftloH. don KilDTiiiid lancrn i^mi. 
Vfii d*l |wi>nle ftumiiino, .■{wvndo t)M, 
DmIi* pftiU qui in mala v«^ n IwU. 
aro pel dcninnirc i^/o adoptrarcivt.' 
cfr. Fat^ , Stmd,, p, M njEit, 

ai- ■oArtluTO: pTT 11 ili>lafA nuiriLiUre 
ctn 1 FlnnnUril. dimratliitil di 8cd|«1I. 
DM atrlMnarli* It uHinatìadI Unst'A- 



yntii, tiiA lulUiiTo ilal utle da lui Aill-i 
■Un rltlk. 

rD.aciA: Illa twtMcllXKUonC Aperti. 

M. KiuiON r «ri «mie t"t**£*''(*ta. 
wnnbausra contra I nwl nMDlcl. - li.. 
INI; tihlMIlDl. ' WOnO'. ■ oonballer* 
crmtro l^nnch 

VI. ooiJL: ■ KmpcriI: ofr. O. nit. 71. 
HI, dovn 11 tiiTtnliila ranunta arvn Vtr 
riniti tra l'alt» dumi daitn cha • l'altrl. 
4<h'nj[ll ntn ro"*", nir>T>tr«r<h'#itUaTvaap 
vita 1D corpo. Olila ipada in maan la di- 

V. M tilt. IX c«r«rr ifof •lanMH. 
KnrlnAia ha prodttlo a l>afil4 II fatato^ 
< '«mlcaiiWi 114 mO"Ir4to lEnarodal fra. 
acnl«. <^D«aK'4 tior t^DTfi dd «nltniaanfill* 
a' pTVtfa VarlnfiEa di ■'Ingli'.rcfi. Qunall 
tl<)>onda; • Nvi »dlimo iarraii!». na 
nao MniMctamo Q pr*«aiil« •. t|ainill 
Dania lo pr^i di dir» al CanlntAti cbi 
11 <nn Umdn tItt aoMirK mma pandi 
nrimhiar* l iwil C4>inp*iiil. • Sfamo • II- 
■iia'iilf KailD.iii, • pili di militi ita (Il 
atfcl c^ iju'. Fi^srlEu tt a II audlaalai 
Atg\i altil non fi' illr nnlla ■. tVr. Ar»- 
Illa. Alila Ui-ria JonUteit dilla pnMtal- 
M. FalDimo, 18M e iML IV. U. 

94. aa- ilnpraoUiToi eoal ponitpaaa- 
ta uni Tifiti 11 (oicra dianadisia! AI.: 
15<< mal Tlmi4Ì \r^fiti da rl^forrt) In pi' 
(ria a» Ijiutl dimadintl di FarlBaU 
lOnIdo Cavilcianll cdii era taM hmao 
da Dinln ili'biaoaU dall' Miglio! 

M. MOtM)! dobbln. difllnlt*. 



Hka^ta^ 




IH 



IM 



in 



111 



Ili 



IW. I. 96-ì 18 [rHKBClKJtM DHI BAHK.] 95 



Che qai b& inviloppAta min ««ntoDKn. 

B' p«r dio voi vegliate, so bon odo, 
DiBanxi (lael olie il tempo meo Adduce, 
E noi pr<imiit« bonelo altro modo. > 

« Noi voggiam, come quei ohe ha mata Inco, 
Le cose > disae, « che ne aan lontano; 
Cotanto ancor no splende il Mommo Duce. 

Quando s'approaaano e mn, tutto è vane 
Noatro intollutto; e h' nitri non ci apporta, 
Nolla anpeiD di vostro stato amano. 

Pflr6comprander puoi che lutla morta 
Fia nostra 'Conoscenza da ijiiel pniito 
Che del futoro fia chiusa la porta. > 

AUor, oeuie di mia colpa compnnto, 

Diadi: «Or direte diinqno a quel caduto, 
Che il mio nato ò co' vivi ancor congianto; 

E s'io fui diami alia risposta mulo, 
Fate i saper che il fei. perche penKura 
Qià nell'error che m'avete aoliito. » 

E fpk il maestro mio mi richiamavo: 
Per ch'io pret^ai lo it])irto piò avaccio, 
Che mi dioASse ehi oon lui iittava. 

DìsMmi: « Qai con pib di mille giaccio; 



•T. raonun^ ra galw «ol dfanuii dtl 
«. «c.i vnrtnlaM. tu ho Ixa tkt«M, 
p«« <a« ni pr«>BlliiM t* «OM fclDC*. 
AaAs r;«Bnx> (I> (tm prMrltq II (D' 
ina. A/. VI. 0* fg. 

M *L1 HI ■■><« I D«a eonfati» I* om* 



tM. BOI I «unuUL O tona : nM «TlM / 
CI— —li» tTdwvaarte II ptowaU ■ 

i0. taf. TL nm- - m )u<-* tvnti 



in unriJtO; rnton: l'oTtnlr*. 

mooraOtD. • ladtonlJiitvAlvpIn- 
ean ■■«■» aa ■ Mt ■*'—*''. (b* nai 
■SflBMP II tem IMara par l« tara f *- 
|IhI<; Bvtl. 

in ■'irrBniuxiiT:qiiliill'JkT«|«MM« 
iv ■■ aialla iIhIIk aHrM «U Mtlis 4*l 
■w anUu. - intt In Mia, pnmmtM. 

IM. ILTO- 4«aiMI (ha ■rrl'ruu di 

DVOL- 4nKJ«T* IBOTafle U àtlt* MOB- 

^ *. n. Ai.: aiK. a «FToni. 



106 mttmiK HUiitSi • SrlMiU* ite- 
«trnilDr*! 1 ad Cbr. Xltl. R. 

Vii. n.-STOi ilap» Il Elii.hitn Sntts. 
qtiandu tinn el A«ra pl'j lanipf jtvtnntr*. 

lOD. coLrA^ il aicm iDduxlrUo ■ rf. 
■poD^m* H^lji itlniMi[ÌA di r.«*idnuil«, 
e, tnn, t coti tH'ito la •DibHvt* Omo 
conrn 41 p«iitn. 

Ito. caUIitd: Canlouta. tloiilKta nvl 
■un «Trtlo, *. TJ. 

Iti mito: Btlluold; Itif.lV.». Far. 
XXII. in^ XXIll.>.Cfr.nl.j.l*.ae. 

Il* PljXEi; |>u« ÙL. - Hirto: Iu4*l a 
MiiHwIorEM. r, :a ig. 

US. tt tll. 

II*. 3nu.'nuiaa! ilrarrar. Pr*tn 
(■ oureno »T*al« gli aMIrbl. L'arrar* 
anOdobbloelnalI mlM* dtt 4*>ni>U. 

IH ivACiCi<>' lapR>|^i|iMnu alarli* 
ota niciftar fralU: cTr. taf, XXXIll, 
IM 

UT coMLltrtnaUcalaiMranDMftnl- 
1*1 «I». ti/. IX. IW. 



1!1 



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ir 




66 [cutcHio esnol lAr.t. 119-139 [c«»r<»TO*ixaiiAuun] 



Qaa (lentro è lo secando Federico, 

E il Cardinale; e deftli (iltri mi taccio.» 

Indi a'asoos»; ed io inv&r l'amico 
PoeU robi i palisi, ripensando 
A qiiol pnrlar cibo inì pnreik nimico. 

Egli si moaHB; e poi, cohì nnilaiuto. 
Mi diane: « Perdiè Moi tu si Bmnrrito?» 
Ed io iili satiofoci ni suo diniaado. 

« La mente taa conservi qnel che udito 
Hai contri te: k mi comandò qae) saggio: 
« Ed ora attendi quii > e driuò il dito. 



im. Ftoiauco: rinpimlnm Vcdarl- 
go II. Fn Hcnuloill unnnmla. ud 
di iMtinii wl Itifolpita (a tnrtn) Al ettn 
■ninn ilei riRiluer»lo ìlhn: Dt trìftui 

110. CflililaALR: Ollaviniii. a AI.Ui- 
Tt>BO,■l^fl1 OtordlDl. Fiori r*nn II 1300. 
Fa VMBOTo di I!-flu«ni dal ÌÌK il IIM. 
«MtonrdlMlo ni'l ni.-., mort» »l 1173, 
• • Hon 0(*(l)* rliu luliu* tetn t • quandi! 
rrnog a mml* dlv^T !<a aoliDB foup. 
■Uni Clio par ffì chlbclliiil lo I'htiih! 
pndoUii An, M, ' • Fn Dn m'ndaro 
Dcimo. loqDalfl nblifttinlH L'unteli «iitrtHid 
uoDdADs fD«o, ch<] non (lar cTi\-tli oro- 
ila**» 4b« Allm fila n]««T> cht quelita: 
ft] Inolio di [urla i3' LmpaTlu n fH:a tatto 
quvnooli4< Hpp* la mio alntor^o- A«vpnii« 
ob'cKll avendo hlBOfoo iHcorvo &[ mo- 
BIU. dlmandnlla alla patt« Rhllmllina. 
Itn d'ImiMrlo, di Tiacuia: fuIU ile. 
tatfli al rbtt cnatnl laRi«^nlatido*l, «Jlaao 
qHMl oDdqntrFndo tt'eaaì ; 'lupoiaadlrtt, 
M * *Blina, citi* l' lin pAidnia pM paiM 
(blMllaa, r n n kIo uou ri! •oocom'i 
•1 ohn fnovtrd tu quntlo aao piflntv. 
qnaudn dlua •• i ciniMa. eb'fTil nna 
n»io i»>na il'arirg anima*: t«ii Vi 
Manao rliHiMnio O"'. Cut., RKt.. un. 
- t Ffilt tir TalDDlJMluiDft t«mpf*r* aDoi, 
ttgar al aadar, i|iti «irrlani rmnanani 
ranabat prò valla aoa. et allqnaiida ta- 
■ dI( «ani Inrnnnltlintf'liittDttJrlDtctTlt 
•uoram pur ulli|Liul muiMa^ ((upAda. 
(«ndi-hat palam itIibIIm mlHlironntn 
Papaia *t QinIJaalaa: fitlt niK|[D"> |>rn- 
taMiOT tt Fantor eIitb«1lTì<iTiiiii. ri qnad 
obllarbat i|iili<i|u!d vululint. Ipiri r^rlt 
^Ltaum Arpliif-pi-icopoTik d" diluii Vtoi*' 
eomltani Mailiolani. egui sialtetlt allr- 
pna num ad domlnlam lUloa eliltaiJa. 



al aUam potonliatn In I^mbanlla- «rat 
nnllum honbrniai et lUrnildaitiia : idwr, 
qEian'Tit dlrvhaftir Ifmri ' Uardtnall a di- 
lli aii^: Caidintlla FHdl aia'; tnlallif»- 
balut Ah uirdmali tMlarlann da l'iwl- 
diola pei Moclicollara. Fnlctanian opl- 
camua «X EMÙ al t«rbt< Mu > t £u>», 
- ■ Qnaal rttirbat (otam eurian rona- 
nnFii. It-vrl'ii Imprratcrl tt d«tnibrbat 
Pupo. taT«bat parli (Blii'IIina M pana- 
'tuel'aEiirpajnem ^ripinnik; tìtrrar. Cfr. 
r&al|Iin>. «aria lUtla Uun df^K Ultì- 
dint. Flr.. ÌHS». p. lift va.. Iti. 

V. lUM». CoH/^rlI M rtr^atB. La 
iiocjva pFfditlone deirealjtUoadoi Taa! 
t^lallTl di rimpatriar* rvndfi IVabta fa- 
elfo e peiLio«o. Vrrj;lll0 lo «laf^rta. pr^ 
dlnadoKll ab» Datrlca |il arahirà ■ no 
tiuipo I ■ont «Mi «Mtarl m cfa* bib h 
pM Statrlr». aia CwHacnlda, FmM. 
XVin, (Jalndt I da* Fmtl MntlaaanB 
Il loro Tlacglo. 

111. l'jMXi»! Iial >uD (»11n. non rl- 
«kdflado oomo Caralrnnl^. ma rlpoaea- 
doi) a glaora. Mupre dlfUltaw. 

133. raKt.ABi alla pania di rwtut», 
T. TS ai I parlar* ttimttv, patoU angaa- 
■lata rraiuM Inlbnunll. 

1U.*hàh>iio: tlilgoitUa.paMartata. 

US. giTurECi ; vtt, v. •. 

ìK. conanni bod dlnitathar* dA 
lAa hid ntltor m* ptr Iniaala ano b»- 
darri troppo, damuloaltmderv ad altro. 

lìu. amumi qui- Ill'allmtiana a quia- 
Io ti al moatra tn qoMlo iDOca. Al.: At> 
laadl a qaalìo b)m io U to' dir*. Uà la 
coDlainplaalsna drlla ptna d(4 dannati * 
Il Boaialnbtadal niltlloo ttaistedl DaO' 
Ir, pjh Imperlante aiHIsho non la >■«• 
tara tna aorta In lorra. - naiCtAi Tara» 
la r^oDB tn «al al ttoraraBo, dinotala 




[cncBTO BUTO] Ivr. I. lS0-l3A-it. 1-3 [BOcriDliroitTiI 97 



IM 



IH 



< Qiuii<lo aarai diaanst al doks raggio 
Oì qnaUa il «ini beli' ocnliifl lutto T«d«, 
Da l»i Mprai dì tnn rita il vìa^po. > 

Appresso to1s« a man sinistra il piode : 
Lasciammo il mnro, « gimmo ÌDvfir lo mezso 
Per un seotier cbe ad una valle fiede, 

Che infili lassA facea spiacer sn» leuio. 



«Mr«TT.«ìrf.aJ.;nnollifalo(n.A(H.- 
• E MbA II dHa il tlri^ dM«D4o pmltn 
a BhdIh. oh'smbMki. in U1«MD 
BTnbb* dama ai»: AUttuti là. 

I*L «niu: Bcatrita. - rm»: VUalllo 
M MU. «>• oauHHwK fV' VII , 1 1 
Ihuiln Me) «^ «aa In Dio. 

Ua. M LSI I lodlnltaaMM. SMUrl» 
|S * fU» Mi FwndlHv a lo «nrla ■ 
rCtedMoMa. FBr.XVII.T in- 



lU. NitautrlollicltUtdlIMW-matO: 
dal nmhlu, Kio qui oriuio uiilKtlInnBB 
!• mars, t. 3. 

lU. nkiiR; T>, influii nlla rip* eha 
■«Dd* nel lai Una «rrJiTo. 

t3t- uiHEt: dovi» vnTiono. A pn- 
jr<iD4 4«l ovnLUnfeiloH^emiouicoTHin 
mlUi- • Rt furnnii trtrm^Dlonim ■nriEni 
•Hvnilet 1d mcttlft HMMlloFiim « ; Ape- 
aiti. XIV, H.-LmiO: piKtn. 



CANTO DECIMOPRIMO 



CERCHIO sesto: KRR'nOI 

TOUBA DI PAPA AKA8TARI0 
DISTBtBUZtOKF. DEI DAXNATl NRl.l.' IKFKRXO 



la sa t'estremiti d'un' alta ripa 

Che faceva!) gran pietre rotUi in cerchie, 
Yenimmo sopra pib crudele stipa; 



T.l-tl. ta tamil» M ^m^a AttiiM*- 
^ ISDcfovU caiiUDiiu*<lliniiTÌac> 
I E] OMO* pn dlfleenArm; nm 11 




■mMiaortM età iWn •■ ddl'ablvai. lì 

r ■ n««ui^a4aD«iBl'*^(°li* 

I di OH 9»f» wMlwh ■ qnlTl *•*■ 

V aUMan n Iwv «n» *1 

A U ontkkt noHHtaBta. 

' I. wiMMfTi 1 Mia • air» t efe» ter- 

MM a aMKhto 4>(S «MM • curia 

I a ■^«■ii. dH « U TlattotL 

L ni' i|nHa caBi l« ««It tlja.- 

•vmti : tomaTSBo. - aorrii ; la riiM 

f. — lite. <bwK. t" «dia 



a^ 



ora tutta LaMnio AninUa <I1 srandl paut 
di ncelaalanaii, aSBIIaiK nntommow 
Holcato. Clr. Inf. XII. >1 >wi- 

>. «nr*: «(>BK*riB. amnmmtiaatn di 
^i1llplhfnila1i»iwI«laniiMtatl.<(}ii*- 
•la tona (tipa (qnawlo «Ila * noni", so- 
m'tUa^qfallatjIBlflea una ni*«a di doriti, 
moa aono I ptanl. elDwtro # nlir» «la» 
abntn, taclUM • Inrlliiiipatc luilvicfl ■ 
eaaa. ■ UUoee b«le))> p«r la rmoMUi 
del portati*, iwt bcA* ria di poi ncll» ">•'- 
sari, nade|iefarloanplnt>l>ni> lanmr o ba- 
mtit^i. D «ItT" •\m\ìl niuM'IilD". (Inda A 



5 




tS [CnCHIO SESTO] 



ter. XI. 4-18 



[PAH ÌKA«TÌBI0] 



t E quivi, per Torrìbile sopercJiio 

Del puxzo che il profondo abisso fpttft. 
Ci raccontammo dietro ad uu coperchio 

T D'un gimnde avullo, ov'io vidi una itcritla 

Olio dicevn: ■ AnaKtMÌo papa gnctnlo, 
Lo qnal tras^ Fotin dolU vìa dritta- > 

u «Lo noBlrv 8coQd(^^ oonvìeoo esser tardo, 

Si che s'&i)si prima an poco il senso 
AI tristo iiato; e poi non fi& riguardo. » 

u Cosi il iitu6atru; ed ìo « Alonu coinpeutio » 



pr«H qal qUMta lai TOT*, maUfcirliw- 
■Banls a per trMktluBo, lUl pocia pei 
la (BdlUtiuIlDa rtallv ulnn nonbiuM In 
qoMtA bunltu Infcnitlc. • Orili. - • Sa- 
liTttmaltltndlbe, obvHTfiTnntkn^iirlpK' 
Mll • più f mvf, cliD uuu «vAiiuiu iMiItini 
4s'qoalllnilDoiqiii b* parlala', Gut- - 
Dlrvrvworil* Bufi: * 8Uiw ehn chtaAa 
• cìrcaud**, - Urnv.: • r«rt4 ajvfi £t- 
btA kn quA mnltni^nlur yul\ì •■ •< AifVi- 

d Tool tuitfl w1 IntliivltikflD Ijt rifrjk^ 
■D cui D«iit* Tenne, ilujijIaaTK tulio oa 
l[iihn rwiii>Vi, dotp pi^ nimlfli lAi-tnKjitl 

ooxiUauA pìb iloloro«kLDi4iv«11à4lpitiM*' 

cri. inf. VII, IH; XXIV. sa. 

4. Boruuiiioi HOHw. 

3. riTUO : ■IbiIh)]^ ilol fmectUi. • Bont 
Dnii*b<ifiiu*dot.in«l«rttnni>inr>; AJH. 
alt. dal i^>>ri. Ou(. Cft. fivI.TU.3. 

enioiUTBMK'fr IV. IX, ISliX»-*. 

T. unAXiiE r |H-r paUr eoDMian ti Ei*n 
nDiDMv di Du'DoBiiU WcdMIti chsOi- 
tto m*r wls niDial. I.a jhìim oninlDii 
•Ottanta uu |a|«. <^(>v dell» China. 

B.AtrASTlQEo. •oronilodlquoiKtiiouitf. 
p^iu >Ii! m ■! «UH. Vliauilii al Inuiii» 
il"[iu a<-ik!rifk ll'A l«ltlH oblHe. oriNtLAla 
vt orrJili«»ULli>H <^t amuidD dhui In pnca. 
apodi dbI MI durvuHuil liliali kirtnii»- 
ntnn' Grnro, pr«Kui<lnla ili l«ii<1ir» (lai 
«afri Ili<t:d il DDui* di Aoach). antica, 
j^tv«iicnc'>dl('<'MrwlnPal(Mla>,Ttt*it 
1u nU-Mv, itfui|>o Vanna a Eama Fatimi. 
dla^uDU di Tetaatoukca « «rtfriacch di Aoa- 
«lei. AniflaMlu II la an^ilHo nmciroTol. 
moalv « oncùodii..'! ooQ \ai. il l'bo n<cirA 
l'IradnU'lFTodl K^nmiir fJiliULli liriii;ljilio, 
t>tTrl.ilit<. XIX, 8'0, .llHr, rsluiuDDla, 
ABMtHlo II ranilariiialo dalla (jbleiu, e 
tatti quanti j|U vtorlci oucIriHlajilU-l mud 



a] ««aola 3CVJ. la cblamarano a torta 
erctluo; cifr. aocba ifuollu cbc au eia 
«llM Dfrìiinfftr. S'nprIJabtir; Mnuaon, 
1MI3. p IH ■Kil- Danio aajial la qaaato 
lan^ la IrbliKuina arronaa oha a'aoot 
toupl avoia valure di aturia •••(M. 
-ovaMioi oiulodliwa. 

B. Uiql;aL:qDartacaaa. -Tom; éla- 
ooDO di Tesatali», ds nnn conraiidanl, 
eDmafaoaTamalti, I eguali ai^uu^amno pvr 
iRnoranEB II Fscta di aBinnalano (• noi 
■min ibdlf* iHt^ialnnl ak4l«ba lottrron- 
Dc a Danto d'avvlclnan II Fullna. a». 
■larradiil •i>mlnIV. ad ADHtaak. 11 cbo 
v1H£ ui'l iiKYilo V • I Asrfah'ni. atitdi 
dant. \. .-iigna, \tt9\, («I molta pili oo- 
Duacialo lalMllliuta Folloa, iaa»T* di 
trinalo, NDilannabi «rntoof oliai dal con- 
cUil di AoliuclUa (MA), di Ullauo |MT| 
a di Hiiml» {3;<1l, - na PUna; dalla 
rodo aruxliMBL 

10, ittoo: rtUIdala, laBI*. 

Il- a'atni; a'avrrul. - anM : l***». 
rata. 

IS. naior ualaalnno. - aeoN rt* : Mi9- 
ttauorvau ftaacamout* II oiMlnnifflo, 
Miun badar* alla pealtknalal* aaltf 
tioaa. 

V.III4I1, IHHHtnUtlhasttttfir- 
tut, ppT rum pardar* lautlloMnta fl tn^ 
pò, VlrKiliadlKKDa ■ 1>aa(o*(ni**nitto 
Il baanD iHfurao, TI aonn Ira aliti cor- 
ahi- l'ano do' Tlaleatl. diati ntu In Uo(!- 
rcinl {vlivlrnti contro II pnadtn». roooo 
•« utoHi oodUo DiMi II «aoMido 4*1 
trndtiliinil oba iioimBa la tfedo ma (hi 
ODO arata parlloolur ra^lxa» di ddard 
di Md IduUatl In <Ilfpl plawl o panlU 
lodlooi BMalll rallini), n iiid frt'l-iaio. 
dri InidolHiU obo niaraiin la rr.olf oaa 
chi avara partlMlac ts^Liiii. di nolani 
di loto. Talo a dire dal traditoci. dMMU 
In qaaltro daaal. 



[cncBio nno] 



Ivr. XI. 14-80 - [BASSO ittriRXO] S9 



■■ 



I* 



Bissi Ini, « trova, che il l«iDpc non piuwi 
Pardato. » Ed egli: « Vedi eko k ciò penso. > 

< Pìgliuol mio, dentro da cotesti saMs! » 
Comincia poi a dir, « son tr« cerchietti 
Di grado in grado, corno quei che laasi. 

Tatti sOD pieD di spirti maledetti; 
Ha perchè poi ti basti pur la vista, 
Intèndi come e perchè son costretti. 

D'ogni maliaia oh' odio in eielo acquiiala, 
Inginria & il fine, od ogni fin cotale 
con forxa con frode altmi contrista. 

Ha perche frodo i dell' uom proprio male, 
Pia apiaco a Dio; o p«rò stan di sutto 
Gli irodotenti, e pih dolor gli assale. 

De' violenti il primo cerchio è tutto; 
Uà perchè ai fa forza a Irò peraono, 
In tre gironi è diirtinto « costrntto. 



U- un:*U.-mir«:<TsU* Ì»B^ 
■n kHah*,a* k^ntlliB*t«iMnll 
Im rrtBctpL fnodooa qaad rimi auB 
ammewi r«aiW Mpp«.: Oni*.IT. 
Il *. PO'». HI. 18) XVII. M. Pmr, 
XXVI. 4 t,- 

M. aolBBi •! dtoaH» dAi cébU (h^ 
■ÉM *ll* grmm ylém nMt, *. 1. 

17. «Meatnrt i il OMiImUi* |«r H- 
IBUfc ■! Minili difl' Infuno ■aptrlat», 
•IMMA IMUk«aa*gMDiaHlpl« ampli. 

>a. n «0400 m ousoi ai(»awii. 

waitacMdri. «Ma» 1 ma (U p««wit. 

Mtt. • Win IIWfB. BikMtcU, Im Ifi»» 
■•■«MB ^1 ^**|Mn«ui cai dUlnio »t 
■■■■llolBMVaUA-XXV. 41. 

W. n Mjkmt p« Mv*n qoiJ HTta di 

|aaM4ari*ll»Tml>a|ÌBl Mnlilai. ■*■»■ 
|M <!■■■«■« WH. IXuB. dlnnde M- 
Mt hiT MI, n.Tli IV, T4; V. (0 61; 
TU, U-»i IX. 114. >*■ Il feiwa pio. 
■ M«w ■ 11 «iirtl»» iiMiri» inU» la- 

n. OMn 1 !■ ^lul Msda • Mcondo «ad 
•t«M gli 4^Mt MOMMH MM tMfnU j, 
«M Mt^H laitoM*. atlvUl. AXanl rttV 
rtai ■■ M«ri#i ni iwTcU>W« nptifdiD: 

a^ ■imu. HtTaU r u don* l'ii:?»; 

■fr. Jttow. Vnnck. ISS tg. 

B. uloo ' • UdMI PMBiM. qui npuaa. 
WrUlntB««D>i r—i. V. T. -*<>Mn 
wlaa *a \\ m» moHa^ Uh! tI •«( (nada. 



Dm lolurii. IVsa* qnul TMtptnln. tI* 
IkoU fldetiir : atrnnqaa lUtalMttaDin 
bnmlti». «^ frana aillu dl^a naiofeii 
OCht.. Ite Of. I. 13. - . Xolla [naa) 4 
da Mia». *■ nnn |iar aa|inirT«iiliiH«lo 
di mallnU • ; C<m». tV. I. 

X3. maii..RiAt <n/rw«D tenli. Tlola- 
lio» dldlrilte: > Iiipudltla. ^ralaiD- 
tanoo d'Atiatotalat: TVm. - trias: Tea. 
aaniaill qtialuLaal niftltaU A In^^lniitlila.o 
raDirii D(fl. contro l) ptMaliuo, » nm. 
Ira a4 titaan, 

SI. OOH rDu* wo. ; < par foru o par 
Ihuida.i «DB*. IV, 11. 

7ft. wtornm : tulli ^U nnlmivil piMinoa 
Dura dalla toraa; ma Mllauto 1' uumu 
polV o^fìdrtw altmt oalLa fmda. la gitala 
na«e dall'atiuao dall' Inlollaiu. di eoi 
l'aAmaHnla adolatii- • Pranaiuafla prò- 
pfffa partluat ad ««rcuUuDam aalviltr. 
•atandnsi qnnil ili p«r laola • i rAvn. 
Jf,. Swm. M»(. It, II. U. C. 

W. «l-TTU' (otta: * 11 lat. nMut. 

W. raiKO: dkl tra corihlaUl. <r. II. • 
• Cl(i4, OD aalo Mrvhla, eonw 1 pne*> 
dnaU. dlTlw la tta iptitMoill talU ad 
■O atlo Uralln i • I tr« apiiUinauU aou 
U* ara» dtmlairl co»«ati1«h«, ona dm- 
li» l'allni «qtrtBdl la prima alnce la *a 
«inda, a la «««inda la 1«na, <^h'* la più 
piccola* iltaH. -HTti>' plaDu.fHwiipala. 
t». nwKim: wtu di penasci Uo, 
ptaaiUna, a4 a t awi. 



100 [onOBW tBSTO) IXP. XI.SM7 




n 



IT 



«0 



A Dio, a sé, al prossimo si pnòne 
Far forzo, dico in sé od in lor COM, 
Come udirai con aperta ragione. 

Morta per foTzs, e ferute dogliose 

Noi prossimo si danno, e nel suo avere 
Utiino, incendi e tollettu dannotte; 

Onde omicide e ci«s<:an die mal fiere, 
Guastatori e predon, tutti tormenta 
Lo giron prìmo per diverse schiere. 

Puote nomo avere in sé man violenta 
E ne' suoi beni ; e però nel secondo 
Oiron convien che senza prò ei penta 

Qualunque priva sa del vostro mondo, 
Biscazza e fonde In sua faciiltade, 
E piange ]k dove esser dee giocondo. 

Fnosai far forza nella Deitade, 
Col cor negando e bestemmiando ijnellA, 



81. A Dini • eoioliida Ali |U gm* 
p«<ieala Hi'* ronira li\a, • Ncmlna «>] 

Mtlo InTvrilt* > I li-m. - i'i'^"Ki pnft. 
atnin frni t»T fi*, «ce.-, foimu dvll'nÉO 
Uatuia antlsn v ino<1orni> ir'nmili. ffiilt, 

ni. ut). 

33. att: II0tlkIH<rHDB.-UIL<JH('0BK! 

Bslls nili*. 

Il pravitmi}] o nnltB panonii^ aookd«ido 

• tvrcndo; a nati* Mba. ([naaiando. In- 
OMldiimdtt, mbifuln, pradando. - PRHirrti 
ftriMi d»/fni(i>. (Art. di férirt. 

IO. TOU.tTntT iiomlo nxshnla. a In 
qiuMa « nnU* fiinn* di maUsUiKa, at- 
gvlftot rnhrilp. «HnloBl «d nube bal- 
ladb polli ltl*|>:ii»iiM • vtaMloila «l. 
mie. V Barbi la IMI X. 4. - uiKXrwx: 
iovIdom, d* awadara tn toTloa ; conft'. 
Inf. VI. M. 

IT. OMICtCR: pluf. ant. ili uniiciilit: 
Offf oiairUfi. l'Inrall Dikwbllt In i «I 
blnaaln W. IX. maXIX, lUinrlmii. 

• lUk nUE: (Biitca |>ri untllilo. pnt 
IDMita dftcrmloiiii ■! milg, uno t>o> Im- 
pMa s p« difua. 

n. ovuirtvna ■ (olpcrnll di rnla* (d 
Inouidi. - riutricu) : ladrt. ^11 anlail d*lln 
lalMIf daiMoH, 

m. IKSIIKX1 Menndn !• quallt* dvU* 
vMleou blu. 



U. «•fci «ntNM rtMM, waldadoaL 

4i.anRidMpnd(ai. 

«S. mvjt M Ma: * mlctdi. 

U. HixoutAt (da Ulta a MimlT — 
luoito dova il licD (liiOFo pnbMlm), di*- 
•ipa gli BV-ri nelle bltche, ■! (inoDu. 
>Qur«ra tihth hiaftura ti\f[u\lipm noU% w>- 
«ttallni^a un luojfonrj ijuji^n ■! duoifa 
Il Canari), ma nmiKiid pnijbhFaiDeDte»' 
ma Drìlc baraatrii; |>«rclA cbn Ball» &■• 
raOirit ra ■ giwxare chlimclip Tuotc. 
•aAMMMrTlMDoacIntOi. h-niia mvvr o^ 
neaMondl qndobeTt ulooeuia; » Dalla 
bitcht ruma a itluwar naliraent» qnal 
rha Ti harmapmlicaeeoDovmu*; Ori^ 
U. C(r- J^awtni-Tiiirili, p- 'Xi. - puhmi i 
uiiriUrqiiA \prf^4y'jhi (l.-l canta VII D0II 
[i.^ci'iir'iiiixih.. d( mot ilart l*'. !S) ; qua. 
«rji|nl4oiarapi^uarT«t>llorul>i'ni itri^n» 
tm, a In n^iriiii ■iqiHlnin p pauo. 

ti. LA iiuvr . • e ooEl qnalla eoa* cdM ■ 

jtiola e fiU 11 riarnilSiHi. «imalaillBala 
Tirrbniu bpDe onalv, quelte itaaae fU 
huuu t-ajfluna di plaiìU> a ili Uattnulana. 
nsM» maio: /ii<V.. Kiud. M>. Al. : Mal 
iriAbdo, dava dei vflms vtTaado bvain, 4lAr« 
(Inondo ed aHoRiv iti. 
U. »xi.\u niiiTiiDai «ntrn Ma 
4T.O0LCOX; n>D latloiadtUbMaMttA- 
ilniriilo. • Dilli Inxtpln» In tonte aiuti 
NaaulDenc; PhJ. XUT. li LIl. I. 



isaano] 



IHV. tu 4S-63 [lueo iKnsxo] 101 



E «prepiutiido itatura e Sa& bootode; 
E por6 la mìaor giroo suftKetla 

Dol Mgno mo « Soddonu e Cmortm 

T. chi, spr«gÌ&Ddo Dio col oor, favolU. 
Ia frode, ODd'oKnì eoacienui h morsa, 

Fai l'aomo iuiar« in colai cho in Ini fida, 

E4 in qabi ohe ftduuift non imboraa. 
Qaecto modo di retro pnr che uccida 

Por Io vinco dVinor nhù fa natura; 

Onds n»l cerchio socoodo n'annida 
Ipocriti lasinghe e chi alfattnra, 

Falsiti, ladroneccio e simonìa, 

Raffian, baratti e aimile lordnra. 
Per l'altro modo quell'amor e'obblla 

Cb« fa nalora, e qael gIi'à poi agglnnto, 

Di aba la fede speaial a! cria; 



I a4Tea4i ■■■■■ili»' 

I mitmm. ohm • Sote- 




■■ ' a lana, p» f nUa 4*|;II 

- tvoatLLt ■ taf«4iH tara (I 

H» JfMiJ. XX. 3. 

I asIunilH. OMl dMll ila 

«r. «w> XIX - i:ac«u : (•) 

4*aa*r(UI. rwar- 

41 WHirf. ■ t'HiMI qui 

irar > ] JI«aiM- ~ ■ Umib 

4'a^aiH> I ffM J rb«r*i>M>. m« 

••'•(Il •■■ «IT l M ■! jtfW. 
'— ' -. 11. MMt. 

• w^ado 

> linai «KHlllMlhctl •■■Il 
Mi-" 

nt, ti-ia. • • Nmm •ii'iiib rinM'ii 

I ta avalnm (I). ptr- 

•■■n*. I.nt4 ~aMn>< 

• Ialaa4l. <• rk> I* rtmU 

#ha la f^mtfmtt fin dum 

aaMw •■•■Il e«ba 

**M^ «BaK «III I «MM» I nnlm- 

1 1 )itk ■ awaim 

* «i n uii U > a» n. 




U. viiuau Noa luaauu ; eoa riMia 
!■ ti N*ua, aaa al flilB. 

H. RUMIVI rata* ftvda tonUo chi 
non II Ma. - tvao*: tnnehi. 

M. rua I nlHslo II rlnnlo MI'mbw 
uaMiat*. • OiMtan Dana a traimi ao> 
li» * aatanlnKiiIs amloA»! Odh*. 1. 1, 

M. Lianriii»; ■doluiuaL ' cmi .urtr- 
TCai : ■a|ih>. iiallar^l. 

M. Ktairni banllarl*. Dp|>D» ba- 
rMllar*. 

Quadro da' rd 

vMasi La «irm^QiMl — a dAOa baifia 

■ 4M oaau 

incanì . . rWtfU n liJ. XXItl 

IBW.nai iMaU n • X^IH 

laivitk t iu«ai> > ■ > (halite ^ ■ X\ 

riumrtna.. ....IWlfUiri] ; j[*|* 

UMI IMtU T) > SXIV 

«■wiia tk>l|U n • XIX 

timio . .... .»tft n • XVI11 

•— ™** ■ ■ f*-^ «1 : lì» 

lìtm limili lardiira là n'iiawao doa- 
■|iw ■•antoaavBl* I «aaK w — t gldH lbc«- 
t<a >S a I iMlanm di dlMsNIa IM- 

«1. rn L'tkiaoi BMaite A«da «tiaU* 
obi al Ada. » nap* Ma atto II tIbooI* 
aalaral», aia aMte «Milo di panatoli, 
a Iti aaMila. a dilla daU IM« ■*». 

n al cat* : M rn*. nMM tra ■« ll^ 
Mal U OMdilaaM ipedila. 




102 [CERCHIO SISTO] Isr. II. M-81 [diknati reoi di diti] 



u 



«T 



IO 



n 



Ti 



n 



Ontle nel cerchio minor, 07*4 il ponto 
Dell'universo in mi che Dite siede, 
Qualunque trade, io eteroo è coneanto. > 

Ed io; « Maestro, assai chiaro procede 
La tua ragione, ed ossa! ben distiogue 
Questo baratro e ìl popol che il possiede. 

Ma dimmi: quei della palude pingue, 

Ohe mena il vento, e che batte la pioggia, 
E che s'incoDtraD eoa si aspi'o lingue, 

Perchè non dentro dalla città roggia 
Son ei puniti, se Dio gli ha ìa ira? 
E se non gli ha, perchè nono a tal foggisi? 

Ed egli a me: < Perchè tanto delira * 
Disse, < lo ingegno tuo da qnol che suol»? 
Ovver la niente dove altrove mira? 

Non ti rimembra di quelle parole 
Con le quai la tua Elica pertralta 
Le tre dìspoaieion che il ciel non vuole, 



U. rijflfi' Il runtrti «lnIU tnrm p dri- 
TunivAnu : cfr Turila ][I, A, F4fU ijutu- 

M. IH au dia ww. ; n>) quali aU Luol- 

ttm. 

dlMTl di osDl jcenon. 
T. fS-VI, I ita-itAiIlfuortiItatà HfM 

df I>ff0-I)aDT«faUirn>iEaU Mar<«Iro,p«r' 
di*naD*lan pnnlU nnlla rllU lU DiMglI 

9à I pivlichL t'wratnnn A intnaUpnt' 
im, HvpuQilp ViijfiLLv, D l'IbAjutiiiAxiRa uf' 
fMido iD^DO lililii f i*t<M%a^naiji'i ÌB- 
lanta. Dli« n<in 1$. niallila • 1> IiHUa- 
Olà. Olili» gl'IniinntinnnU tniiu «niiarau 
dafli altri lUuriMt a jiuutll tainl ilclla 
«Itti di UtI*. 

01- lumoMC: ra([lqiia<aftntt>H ùìtoitnoi 
<ft, V, 33. 

IKIr Itilc^niOi Ut, bafMAruini Inu^n 
firùfaurlOH OloaTiMiDio d i<avATn04o; qal 
fwr II baun liih-rnn.- CIIK N. l<n4l<UKI 
òbalo ■blU.«ha la«iu|>ÌB. AL: cuKroa- 
BWDB. 

M.m(>iii:rtni:«uirv-vn. !0«>itit. 

11. CUI ìoxi tt, luiTU: Inunrloil. - 

OK BATTS U l-IIKHlIt: (Oloil. 

n. >' utcìonius 1 arati n prodlithl. - 
Mra* i.Mnui: tir. nttiv min in ti^. 
TII, M-W. 



TS, NCMMia r<vH> ym AiOM. 

• Trv viriivl aliìitHmu: roc» oh* 
d«1 dDabro; vpr^n*gtic oh' A dcA 

• dalU laiwat rogi/io cb'A d«1 fetiv »■ 
Tcuf A « che tctudfl al ntora dom fiiffi- 
M^ ti oh* mafiilntianipnln jiI t^« mit 
par* par qOAil« 04l4.»;« <j1j l^firAtQBajufl > l 
ltnivUnl.flrt. fVrff. III. le, far. XIV, 
«T * ParoH. OtlL Ut. 100. 

TG, MuXi ■• Dia non gli balDÉra.-A 
TAL roanli: UnnuiUtl 1d MI moda. 

7G, MiMKAi darla d■ll^ me aollta aor- 
■US usi kIuiIImt*. mo* dalla ri* •ijaMI 
dal Hka dlrlltodgl rero, «Mra. tinad 
iV n aulco II qualn II bifOlou arauilo ntU* 
diritto o»' vDoI buoi. « quinci vieno d^ 
liVff, dffirai. Il qiivlo i4iitc> vieuii ailira. 
quanto aaotn del «olon. p pervia. inrU' 
^Aon« parlandE^ in daai-una cona tuo«t 
da dplla diritti^ra a dfllU raj^looe. ti pab 
dir* a (11r«>i dfllrara f. Hace- 

7S. liuVR ' o ^ forao la nioatc toa oom- 
patailaa]1ripau*lnTÌ> Al-: tj. mkhtt ttJ4 
u-iaora: toris uarreiiont di (hi al M' 
cnrna «hp qDi>1 de*» oJfroH Don «anva 
Tot ameni* Inppo buia. 

HO, Ti'iLi d'AiMotaK elio Iknaati tua 
■tudlauduU.-niaTa*TTjl; Ut-pn-traMat, 
ltatUdliMMD»ol«:crr. drM.,BU.TU. 

■1. DiirMiiiOa' dftllo «pMIo, rWI. 



[ORRCHIO HISTO] 



Isr. II. 6i-M 



[esciA] los 



InoontìDenxft, malizia e H matta 
BeMialìtade? e comò iocoDlÌDenta 
Man Dìo oSiande « nen binisino «coatta? 

Se ta rigaaMi l>en queirta ««iit«Dxo, 
E rachìti alla monte ohi non quelli 
Che sa HI (aor miitongoD peniteniia; 

Tn vedrai beo perdio da questi felli 
8i«t dipartiti, e perchè meit crucciata 
La divina veadetta li martelli. • 

< sol che Beni ogni vinta turbata, 
Tn mi contenti si, Quando tu hoIvì, 
Che, non men che saper, dtiltbiiir ro'a^nUa. 

Aneon un poco indietro ti rìvolvi, > 
Diitn'io, « li dove ili' che nwnra ntTende 
La clinn» bontade, e il groppo svolv). > 




■S. noewmcBU' migli o AiMoUK 
Mi («dliMaila et qnal piactrt 
NM CtottoTiA p«r «è tkml * *Im 
t fur iantmdaamto a tiiBfnl rar- 
san» Il BunKlarr. Il ti-rr, tA I 
II. la ffvprtó iliiùIfTAM- 
U TltMMh la «IdM*. la Mp- 
O^a la iIMlMliHia di tn- 
. m^Utt, a 41 tataouUbaou 
,-K4LlV4Ml ttrla,eJi*Gnnd«ta 
< Mia nel'*'- - HAtTÀ M- 
c4* comlM* Balla ■mUlah- 
^Mdl fOiOa «aalia tka oiai —mi» 4lkt- 
tvnll pai là naaa*! rralilia, «Mnpola- 
eia, affali Hotn naiai«. «e. 

H. AOurU: al un ■«««». L* colpa 
Arir mmmimmf aiMlala mtl mo tona 
. te 4<^a « BB 
■i palali «DMi nlooil 
alBCBli«.l'l>aBlk. 

W. KMu&aniicavaaDgbiMriaMItt- 
lBivliiaMilBayn. 

«r.MT wrf anièlaBpariari.-M niiHK 
Mk dot « DM*. • MMTBMOII mitM- 
U<a>M|«UI. 

M. r^n>*rM: «ori fl «ngtf** naiowv 
M pia aartararoll aoM. Al. r nuwniu. 
*^ ^m> l' aam a l'aU» laaio». Cfr. 
Umrw, Oit. amt. - u luaiHiJi II 



T. *l Ili Ohm fantn* «fViHta (■ 
b«ia «««M. taalaeian*U, «•■ *•! 
r wa atkBÉa Dio. MMlra oaa (BiBbn 
ottMrto D piantili II < ta pm- 
■In iial Viritllla e pn- 
aMi4«^ la oalata 




Il «ano Mo ila Dloi aoil'«1la « ao'arla 
da Dio. do* tan anlii» « pnenaio ut- 
tarala: a ciò (ih>pro»-l«tlikllii nntim, n 
M^IEullala. polTitmo din rlin nia njiUaolD 
■l&iimtnrftì l'art» nataraJo prrpmslvila na- 
tiirafi IfiL rnmf naa maMilru K^uilAj Bto- 
vht giirarit jti'Uh b <|itBai al;Hrla di Dio. K 
AHi)iit»TDi1it<<. 0lo4 4)ATiatoraflana,oaS' 
Tl«Hfl« rhn l' nmuft prAndjL Aoa Ttta bdìl^vJU 
• '■Tniiii, E iwit'bA r aaarlrre noD HiifDlla 
nKlaia. n4 arte natDTaI«, ma tic^» altra 
ria iianlta da ittHiA, adnoqnr tHnpr^tla 
tlll oalnra. Aelltiata di Itln, n aria natu- 
rala. cht> ^ mrpata ili DÌ4>j ii pcoa in aJ^ 
Im la apaiDO ina. olMi aalls CD» laivi>B' 
7*9 >i Oit. 

fli. o Ml.rrfi. IV> I. H^' •!> •"la "<•■ 
iBrab ca<tte T<a la taiHiIiin dulia nnttaat 
dl>nilnui>uI1*IUeMlilU <IsIIa nflihlai 
tod Tiratilo aalloAMandluipA « «pta- 
■a aical cwildU d'l|tnoran«la \ al partaaw 
par «Inilltlndlnn «hlama Vlrclllii toloi 
An. riia: 

fi. ini.vi : >pioitl1 le mia iiiUltiinl rd 
I IBI ni dubbi. 

M. iicia uiK «TU.: m! * unlo r HMra 
ladobMonon mstiu dal Hpore, (taMb* Il 
dabkilo mi procura 11 diloUo d*' liiol di' 
•oaral. 

M. TI «iTDLYii riiolclU. 

». m': dirti «A. ». M- 

M. a«<M.iii dtaTiliippatliwdajadaitlI 
IldBbtw AL; au-Ttiiaacarilaamida 
■I aTTabb* dna Tidla la i 
rlpia. 



IM [CKBCHIO SESTO) IlIF. XI. H-IH 



Conru] 



n 



IM 



m 



IM 



mg 



it-.i 



« Filosofia, > mi diaae, « a chi U intende, 
Nota nou pare in una sol» parte, 
Come natura lo suo comò )>reDde 

Onl ilivino intelletto e da Hua art«; 
E so tn ben Itt tua Fisica note, 
Tu troverai, oon dopo motte csrte, 

Ohe l'arte vostra qaella, qu&uto puote, 
Segwe, come il maeatro fa il cliacente; 
SI che vostr'arto a Dio quasi è aÌ[)ote. 

Da queate (ìae, se tii ti rechi a mento 
Lo Genesi <1al prìonipÌD, conviene 
Prender sua rìta od (vvaoKiir la geoto. 

E perchè t'iiBurìero altra via tiene, 
Per aè natura e per la aua seguace 
Dispregia, poi elio io altro pon la spene. 

Ma seguitai oramai, cb6 il gir mì piace; 
Che t Pojici guixjian su per l'orizzoat*, 
B il Carro tutto sovra il Coro giace. 



•I.UHTUIDI: Al.iL'ATT^llt.Otot.Tl 

pN4t* Muaifona. 

W. NUR niut-. Dvn (olunlo. 

100. JMrH:<l>l muilaill i^nr*dlDk), 
ths «MUtoliw r>rl« di Dio. 

mi.TlilL la lf1ir« d'ArlitaUlo d* ■• 
>Ui41U«: cfr. *. to. - xtmi Doli, »d- 
■tdeH. 

Itn. noti uaro: qnul •! pMnclpki, ti, 
t: ' Ars ImllMur nAtonia to ijuiuilnin 
potMt*. 

lOS. UUEI.LJI: U naiun. I.'arl«HCi>e 

Iti ll*tllT>, DOIDD n dl4e«]>otD MfQ* il 

m*— tra. 

14t, gcui n' «la* dulia <I>IUtn»tuni^ 
^Mta t ngfit ili ino. galndi, prr atmlll- 
Iwllnr. l'arta puA dirai u)[m[<i di Dio. 

IM. vvr-i nntnr* «A alt*. 

io;, uii. r«i.icmn; II. l»i . Tollt 
•rRO IMnlnna Den» Ijiiirtoem, el gioaaLc 
•om In paraiIlM rolupUiU ai i^in-an- 
(llr(lt<^^■l<>>llnl illnin. • - ttl.U:*/n 
nttf^rà mirri* tui viip|R*n4* pacw. > -Uon- 
rHQe tbn ]a j;*iit^ campi « proi;T«<tiaDa 
l^r Eumwr ilnila natura f «lill'artA, 

loft A1.T1L& vta : divena da i]Qolla prA. 
KHM* da Dj<i. L'btnraln campa n iit- 
iaOpU la IDO fkfollà non culla nalur-a o 
Mll'aria. oal Ia>oni ■no, ma ani mvUll» 
• Mi ndorl allnl. 

Ut. m ut : la IM (loHa. - acauaai i 



l'arU: dir. CMi*. IV. S. Volendo eba il 
d«Dam fruiti dnnam a Tolfando a ana 
prò fU allrirl sudori, l'uaarBlo oflColdo 
la nalnn. Bella di Dia.» l'ail*. nlpol* 
di Dio. 

Ili, la ALTMOE D«l imidacDB lIlaMto 
a ilniDo ili cbl ha biaocso. 

US. DHAiut! al erano rermatl prciao 
la ludi Ira di papa A n aalaalo. t. A. 

US. l'aaoi! aódlacalo; 1b «Mtallaaloa* 
d«l PmKl, Innfauia 30 gnil dall'Atlatn. 
lu cai 11 Sole al troraTa. Awanna iial 11 
priTirii>li> il.iirAnmra. Vtr, IMIa Viallf. 
Kriuu uru^rr.-nMrHi. 4tt lUBflà MI* D. 
ti. FacDICL, IM*. p. B V. - OKBBMTTAI 
DrluuntCL auDu. coma FtiftlBut; Ot^ 
«nta tUlsaal di ataaaatlTl Rreti. Ira- 
qoHiU oi>(ll ■BrtUarl latin). Clr. rartdi. 
Bua. Ut, OD. 

1 U. CAHO I di Sooto, do» 1*0» «kag. 
(loT».<CaM: Il OwfiwoCtanu doll*- 
ttot, JfsMtM. T«nto oba iplni In pò- 
noBU a itanoDlaiia, od «adi* la patta 
ri' onde (plr», ■ Allorobè 11 «^ino dot 
l'oai^l al tm<a aiill' uiluont* all'OriaB. 
ta, rOna na^i^on o II Carro flla« 
tntlo fliillji dirtfiliino di qnfato T«ata»i 
IirHo Vallr - ' 11 lealo Oai«. lat. Oau- 
• ut. tn dal O'evi dnlto ^rputi. vooa «ha 
■all' aiidar dal aa«U il • atopIdaiiMata 
UaafDrmata In HiMMro. Iban «pln fra 



[CBBCHtO SKSTOl 



lvr.,n. US [uPkMiDiLCAioiiio] lOS 




E il b<J>o via U oltr» ni disinonta. > 



• PombU. qotadl Tcn* b 

Mb SWb> PtUn. 1 Pmct W 

te girt> m i op t ttUaat col €«■ 

«lo* «• I'Okib llaccMn. nviUato 

Fatu*. R Icoi^sdorf I FMol kd 

Ile. c(a« • deal». Jl Chtd al (rara 

I» ÉÉoMra Mia StoUa PdIb*. • 

poaMdOBdsiflnUOera. 

) Pmsì puprffo dt dna «T* l'Aitai*. 

■ ■DCan^aailUa. K.MutaraqalDO- 

U MtU di on II. DI nxna 

■ka «Ma at» IO>i VmM. 



■lo. 
(ha ta J< 



Onrtt MU t>. a. CManA UH. p. S. 
US, •àjjoi l'alia t1|B.->» taci nolla 
»4l«W.-iMWWTAi II lUianide. 



IIn« ■«> Md'talkna daa»can> Kit ic- 
•tSM, t MptirU a cH InTldloal 1 1 pnial 
«BO 4* oamanl mI veaUMo. fll altri 
Mi dlnm MonpaHlBWitl dal mVino. 
i<ta»a • Booa ««nbto. La pana InlteoaU 
mas feasB» dira nopo. aba di atflua 

■il wiiH |hIii liiliTlatli iiill» 

paaa tb* aJ a»fa n M rt^iiBda. VI al ta- 
■>na I» HatrapSM*. di' la l>((a daJ 
lljn»! tcfr. W. XXTIU. ItV, a*««mdo 
la qoala tatto !• p«« •*«• dMrtbalta. 
M^aarandaqnaMa lati*. niudpDnlws 
*■ a Baia pMlMn • rral*. U fuUtb 
témt» «AMin^dsM ccuidomi, «ma 
aaAa 11 glailn la Mm dan laotaia- 
^■M If^taiH alla paalUiaa M Milli 
i*lll>iwiaij «— iiwl. « ara pn» pa- 
aba 0* n pra^co «•! Mllto, ut l' la. 
— iK I I MI aua. aè U dolIlM mtditato 
a k(«a Tifhacf lato, asa p*rA va«« In 
•Attoi Or ra*à«ia mb Marina ad bra 
B «ala pMiUTTL. ri Mi Bos Iki nnlla, 
M a aala a* U htae. ut* vlma ttum 
mrw <««»w»iatnd-Un^-lll,lto.QclBdl 
|D aocattH^ aaa poutuio ac«ap*n oo 
pHto qaaloafa* aal p r y »a. to f*A>*M. 
Ém ri paghaBBO oraequa «Mitra ailaol 
■AMvBwwW otansMaa. Oada «ni atnn 
fa<m«^ ad TaaHkda, san fitla qal- 
«a aUfa aatehl* Oririabno. lUdtal- 



mamvnta, lu^rrMa «d inNiUa «mg Houa 
■loca (lobbia pualoDl. lnollDatlOBl, »t- 
IctU. appalilll, iftulttA ptrTenca pwsa- 
miDOH, germi di molti dalItU a peOMM 
■llBK^I. Uà M 11 ildllto. Il |>Mcato. fiDD 
■I eouoistto ntlukloiDiiIo. udb t1 pnA 
»M>TB « patto p«r II inporb» a par 
rfairldidao oali'Iudiruu dtnlauo. ava. 
coma dlraraiDD. dpd fi pnnlMona eh* I 
pa«aii • dolllll oMuoIi. La inparbla a 
riDTidla in alto proJanna talli qaol 
paetall cha Hon puniti ■»! HlUnia. al- 
Caro a Dma «fchio. Or I& pano dell'la' 
Ibrao aaaf^do «l^nip, ^ chiaro dba corri- 
■poodoQo al dBlltb> attvait. Chi dalla ma 
raparUi fn irurtoiM alla TtiJnai» nati* 
tfMdt, Imv» njtti't^Enirnte 11 hmv ihuCu 
la Wo dei iflr.^ut <]cl ifttlEuD, o la una 
dalla IxilK» liei)' n<iiiTo(«nil>lu.l;lildi.ìll 
HU luTtdla ta traanloMo al tradloieiilo, 
•* ne aadrt Ria a ntar* (al traditori. ÌM 
•Anna 11 Poeta cnadMlnii !t dura dica, 
(he la eltoa oopIdlKla e la folle tra allao- 
lun r uuiBo Balla riti lampotale^ a aal> 
l'elAma lo Immergono Detrablaao del 
dolore, Inf. XII, M *g.t- nauta aaa po- 
tava, per «uneRuemm. oiaara Bel itto 
loAirno narehl npaclali por I aaparbl « 
criuildloal. e paA parar fktloi (aitata 
li ra rrarll qaa » Ih la qd limco apadala 
tra qnel Uutl the Belle dSijliautle ro. 
£|djii dal tra ultimi cnrrbl Hiffrauo la 
pana dal 4*11111 allaili, che la lora ni- 
pefUaala laro laTlitiu U ItuanA ■ oau- 
melMn. Tottji|ua«todlali— Illa tnfinnl 
*nnn i.npnlnt* da aoperbl ad lorbllaal. 
Vedi tiri ll»tMi. teu. ilat. VI. i. p. 15- 
SS. Fitamtaf Oitrt/l. La NnHara mtniAi 
itVtltif. di' Oantr, nel Oim. Cani. I, 
HI il. e tTBd* la lelteraMFB Mia ai- 
uta, la quale al i |>ul naBddMaToUMata 
agmeuiala io qoaaU nlUinl aanl. Kloar- 
dlanu paRliDlaraaBta tfÙvHU. StiàiK 
■uUa D. O. pp, Wt-Ml I »- fataii. «(■ 
narni iHura. Llionw^ Otoail, IBMi f. 
ria«> àai. / •'anMuU rtaMtdOI drUa Am- 
m*HtilìOatà4.Unnia,a\a»a.Vm»a- 



106 [«»c. 1. «lE. 1] 



IKP. XII. 1-S 



(RITA SCOBCXBA] 



CANTO DECIMOSEOONDO 



CEBcmO SETTIMO 
GIRONE primo: VIOLENTI CONTRO II. PROSSIMO 

lAttnUkU nal Flagelonle, rlvlen di fBapiB boUoBlirJ 



It. MIKOTAQRO, IJC BOTINE DELL'iKPERKO 

li, PI.EUKTOXTE K» 1 CRHTAUHI, 

DITKRSK CLASBl DI VIOLENTI COHTBO IL PB088IU0 



Era lo loco ove a scender la riva 

Venimmo, aI[i<iKtro, e, per qnel ob'ivi er'anco, 
Tal, ch'ogni vinta ne surebbe schiva. 

Qnal è quelU niian che nel tìoiico 
Di (|(ia da Trento l'Adice percosse, 
O por tremaoto o per sostegno nicinco; 



T. VUt. ti MlHotauro. I das PmU 
imo icIqixU Hovh iwr un* rnlnit ni nctindti 
tal tcMa al HtUoa cetuUlo, CnModc di 
<|o«*to Mrahlo è II UlnnlAom, iilmlinin 
itti» tI«1*uuI bMlItla. Vli|[lllo. viiddii- 
itìo Ikr >IU di nbUa, con psr«l" ciior- 

flchD* DVD ICATrB di Jun'^JUUfl, \t fìt iD- 

lOflkn»; ffnllADIfi 1 Po«rl tnrrono*] vv> 
CO' Quindi, ■Eipfti^rjt Iji tllfTlfHitfA ilelJK 
RrvlDiuA «ciMtii, atriviiiu gfih p»an LI 

1. QUKLI 11 MlnuMurU! T. Il *|tg. 
t. T*i. : UlaieuM rrio ed Mpre, e tal' 

«fid (T, 107 oli^ Ti 4la7a a (^■■'^r'ii^' 

*. KUlMli fTdl'. !<i>niiiili) 111 uni, DinU 
illude Al Tarpo ai>Dr1o«i tlkll'Adlif^acr*- 
Ttno l« f&ldd iif.1 uinjiiA Pvirrllo nvl 
iDoga detto la Cljlaa&j Hoiiidt. bhri. ft 
BQo woawn^llint.{4Eo rhliLmAtf'^ ^lix^ni 
4ti Motti" tri Mjirc^> ■ Uurl : HCuDdu al- 
tot, KlU h>tIii» di CmUI della PIMn » 
aocd di UoverMO: Aumtplf «qQnintd- 



iradDio «(I ripa dlta|>H> eolaidaai mon. 
iHiiAVlcldAiitmii qttun lanctt *L percuUI 
aqua 4ìiiiuA*Uia dumlnii Teronaoila qtil 
Tonatar l'jlrffir qal pnxlorll pltna qui 
Lanhi viwanlut ». - Fitr. IH*!..- • In 
qaaftam lolna iIidIII tlll rnlnji? iioa —t 
InUr oliitatan TamiinalclilUMm TM- 
denti input flanlBO AUol*. In <o utei* « 
qaadam qnv dlcllar Uamnnodo *. * 
Bme..- • Illa 'la Tolnoaa par qou) vaat 
de«rmi>nti. «tal lall* qnàlla aat IRk qOB 
«It In tipa AiliMl' Inter Ttldeomo) M 
Vetrmani: Illa «nlm rtpa.anUqaam Ar 
rft iHtiid prdicrltfrijiiiu i»a^iDinn,«rat Ita 
ro«U fi ifppitt in rinduin mitti, qnod 
nnltui pulnliBft Ira a ■nmna ilpe aaqoa 
ad rnoilutn flamaDR InforlatMi «ad pixt 
niliiani FanlBDi pmat eoDC aliqvallMr 
Irl •. Ctt. Diuirrmann, p, tIV in. • 
M9 "e dnve «I miMimi)»Bii1a ala ptoba- 
liil« che D. allaga aRllSlailsi 41 Mano, 
fi, iKAXc:rt. irinrifialo. niua l'Maldoii 
RKlaco del lliiiue: Ir^. XXXtV. W. 




[mìi<iT\moì 



u 



la 



t* 



B 



Che da cima de) monte, onda m mofso, 
AI piano è si la roccia diacosncsa, 
Ch'alcona via darebl» a chi sa foBse; 

Cctal di quel barrato ora la scesa; 
£ in un la poota della rotta lacca 
L'infamia di Creti era distesa, 

Cho fn concetta nella falsa vacca; 
E quando vide noi, ni atomo roorM, 
SI Mme quui cui l'ira dontro fiacca. 

Lo «avìo mio iavèr lai gridò: < Forse 
Tu erodi che qui sia il duca d'Atene 
Cho SII nel mondo la morte ti porse? 

Partiti, bestia! Che questi non vieoo 
Ammaeslrato dalla tiin storcila, 
Ma va^ì )t«r vodor lo vostre pene. > 

Qual A quel toro oh* si slaccia in qaella 
Che ha ricevuto gìit il colpo mortale, 
Obfl gir non ea, ma qua e là saltella; 

Vid'io Io Minotauro far cotale; 

E queifli accorto gridò: «Corri al varcu! 



I. M marnai qnlU mia*. 
au.riA>0: ■looilttaBa.-niKicao' 

M! rMM «d t>t««>r» d*ÌW tao *Ihh 
nrla*. 
0. t-locXi ! *•• qoakha vlk. banolit 

M* itiMu ■•■ ilKiiMaa ■■! mw im. • 
m I ina pBriI dlaoBHrD p« riiiftttili» 1). 
■M ria «'«n Cft. tHrmut, Amit. II. 

11. amdiH./>a.. iui>u-R*M. r<r- 

>H*. IDT ■(. gatid. »- •«. 

10. Kxa*iii. pTMipbia. I uuc» ■ l'inni, 
«tnfisla t pn-bBila. CTr, IV XVI. 11*. 

It. nj>T«-* vtìm. ' I.UX*: turni, t*- 
•114; eft. Inf VII. 1». ru*p VII, 71. 

II, liruli: UlaoUan, nutnia drl 
MnfciD d*t (toUMl. p«rM ti fttttaAi 
«na ■**■». -Cuti: l'imi* lU Cttls, 
•ni Cwlii. dotta dal natii antif U Cn- 
BicA' Cbav.IV.ÌT.-KiirTaaaiadnlala. 

U. riiLAA : <J IeiCu. 'R eoi «bM P» 

•U>; Ob. r-r«. XXVI. U l«. « M •«. 

IL BtatMao^ parla cnanbWaijU.: 



Ul fucca L Tlaa* KcStado r ma dalla 
a^MB, «i^sra.wlV^tari. da aJI'iMaig 

t WÌMM U dalla pf«VftB IHP*«MM. 

U. U a4v»< «al liìiaiakoaleedd. 
* 1» « larMaiU>u*MIIioTla(iU.K>. 



Cfr. «OOr». <MI.. IW ■«. Il AiMr • 0«a 
qvaAla variaolaal Uiitlia quali' inadr la^ 
dallo di nna bHtla •■ 

IT. iiuu: Tomo. il(lla di ■£•• redi 
Atao», dw Dcolae n UlDnlaofo Hai la- 
IrtrlntD. 

20. •OKU.Li: Arlanaa.flirliiillHlDiia, 
re li) Cnla. • di Paaltti liiuMuutaU di 
1'M«>, fi' laatsnA 11 aodn <la l'iiriil |wt 
geoldarv II UlDolanta o aMli dal labU 
riato. 

ti. Tia.1. Al.! viuin. CI», i. r. T» 
■e- - l'KH iKlilLH • min |i«t (u daaao a 
chloctiEula, l1□m>T«l^«•'l■■l^>dDB« sai 
[.•twrlnM, 

11, TORn: atUm.i pancan* del IslM 
tolpoan Vir^f.Am.n.rUt.: -(liu- 
IUuiu^iLui,i'iii{Lii>uiu «aoolw araM na-. 
nkB<*tiof.'riamc*Tcmwilo*rTÌoa>a rn clm». 
-la tliJKiJ-i: m iiu»liu(>nianMf(*la(«M. 
dot nin>|ie il uno liujto. 
M. curAi.i: vati. 

SD. qitKiU: VirtrlllO' - AO^iiTO: del 
■niiKinto oppi)rtiinu |iot i>uHr« il Mm. 
eint 11 puM illuntl o^i ii]»<o dal ìtitia- 
Unni, It qiuli, nBlivllBuilu <iut a U, non 
al Uodara la qauCo Ittanlo al ina alBalo 
di Roafda» qa«l pwuo- -ornali «H^t- 
lati a paMan. 



108 tene. T. «iB. 1] Ur. xii. 27-42 



[BOVINI IVrMNtLlJ 



u 



31 



14 



» 



Uentre oh'è io furia, b baon cho ta ti oaÌ%. » 

Cotil proiidemmo via ph per lo scarco 
Di quello pìtitro, olie »pe«>o movièoBi 
Sotto i mio! piorli por lo ntiovu carco. 

Io già pensando; e ijuei disso: «Tu può»! 
For8o a questa rovioa, oh'è guardata 
Da quell'ira beati&l ch'io ora spensi. 

Or vo' obo nappi elio l'altra fiata 
Ch'io diaconi quaggiii noi basso InfernO) 
QuASta roccia non ora ancor raxoatft. 

Ma certo poco pria, se ben di'acorno, 
Che venisae Colai che la ^ran proda 
Levò a Dite del cerobio superno, 

Da tutto parti l'alta vallo foda 
tremò sì, ch'io {innsai che l'nnivftno 
SeDtwo amor, per lo qual è chi eroda 



XI. n CALI: t[ sali. illtMOiI*. 

3t. «CUCD: icarlni. wt ■mmHK di 
qil0l)« pLntr*«1» ijo^llviiKu) iWLji viiii' 
mtft lil <|i«llo ocojtlio cftdnU. come cag^ 

Bete. 

m. CIHTO ' ntlFn, p«0 IdmIIW, rlnA 
•1i(>enMiaii<*<DuiiH«ni1i> Mille ■«a- 
df<iv In tal Tnofn, mt Dnn mnbn pbfl Dfni 
peMno •: OtUi, 

V. Sita, i* rvHitr (ofVrnair. Dm- 
UtliroMdil ultra. u>uiLi>tlijniDill>n. 'Tu 
p*n«l * g\\ ihfifl V|Tj[[lla, > » 4|up4(« rnvl- 
■a. Kua uun c'nu uiium l'utin volt* 
rli*ilÉMMli|iiimi{taiotr. /itf.IX.lltKR.l, 
U*. H timido twaa. PMS priniii eh» 
tstilw* Il I^HMoto [Vilttol a lllim» 
tdsUHDliDvd^lUriibD.lutroijnniilirl' In- 
ferno trcmA In uioilo, ah» nii «'«niiD io 
nritl* l'optriloDit ili Kmprdoclr. 11 grisTo 
crtdrr* Il ooiirlu ruCDialu dijla dtiHiuT- 
dia ilngll oIsniMill, la rinl «iniuir'llii ID' 
TflC* pT[x1»rr«bbola riiinUiTia lari} Ib uun 
mi^a* i^oarot». ■'he A LI taot, Qa^h'inAO' 
lite («rroiixiUi Icft. VsU. XXVtl, MI 
fu caiua dello TovEiiolnri^ma]!.. U9iM: 
t lo ri adduMH] pA, prt pmvatrl «ImIb 
■ilia. Della ^oale II noatto pDaUal ri- 
IistAhihii' (imarrllo jr«l*MIMdfI<Ml»' 
■<» « luiira TiAi^ noD tu altm ch« ub 
c«i1o t«o>iB«laro ad iTcr qiialoljo iIdIj- 
Wo d«cli ammll dalla rullala» urlntlaoa. 
bUni la altre nifloiil •|d«U: ohs Vlr- 
fiUo, U %uIo m lUDdilo da ItvalTlm 
iWoaa da li! par la Taatc«la) a tac tal* 



ofQK^n. plfllava ad artOn n^nl toIi* ch^M 
poteva, oooaalnn» d'arMU-tarlo di qnaK 
uunod'wnlacUiMill. E ne vtdata ka «ana- 
pio |>a[llixitanDi>nte In ijnKaealnotoiOTa 
ni |iii:lia »tiiwI<>d«. da la roriiu 41 qua- 
•la icrai, di mnalrar rhn oIlB eaiir, 
*iUunAit f] liwmA la tarra nalla Mori* 
di ('tinto, a i'li*e|{U ior*i dopn qaalla 
alt' Inrrrnn, e nari) I Santi TjuIiI dal 
Limbo. • 

3] IKa Diana I, I bnaUa Iraaa. <ba a II 
Mlnolasiv. - ai-tni: mi Impottnlo a 
i^uoiTiTl, facendolo dinotar malta di 
laiibia- 

n. l'ocD rau : pochi momaiiu avaBU. 
Il lorrvmntnaTmiiiralloapiraradalBa» 
diinton. Il <[ual< cIùhm aat'li^ftrt IBUhl 
dopo la ina morta. - ak aut DBcnao: w 
mi riardo baBO. AI.: *» Boa pl|tM ar- 
roro. Come IHf^lK». Virgilio non è trop- 
po alront del fitlt« ano. 

U.Oovai. CtUloiiitr. In/, IV.ii'tt- 
- fKKKat di anitua trattai dal Llubo, 

IO. jiLra : profanda - niiia i btBMB. 
Imparar lallninino. 

41. TBiuù: ifan. XXVIl, di; • Latar- 
ra tCTonA, o te ptrtm ■! ncblantaTono * , 
anubonairtaraino, luppoDo II Paola, tdt. 
In/. XXI. Ili an- 

43. aaxTUBi Anna: cbe tìl «ImBnrU 
«araawar» te oaneordla. - 1 m ajE>a: 
lai. aM fui (r«4UM>«oM ««aOMava pcv- 
baifcUiiiMiM l'«triDloBadi baptdoolo «alla 
opan di Atlauaata, il qiuria U OMakaMa 
con* OUaa. 



tono. T. «1. 1] 



tur. ut. 48-M 



(Clt]ITA1IBI] 



w 



sa 



u 



u 



Più vollA il mondo in Caos converso; 
Eli in quel punto qn«et« rei^cliia rocciu 
Qui «d nltrov» uì f«oe riverso. 

Hk ficca gli ooohi a valle ; ebè s'npproocj» 
La riviera del eangue, in la qnal bolle 
Qaal che per violensa in altrui Doccia. > 

oieoa cupidigia, o ira follo, 
Ghh ti 01 «proni nella vita corta, 
E nell'eterna poi si mal c'iromollel 

Io vidi un'ampia feasa in arco torta, 
Come qnella che tutto il piano abbraccia, 
Secondo cb'avea detto la mia scorta; 

E tra il pi& della npu od eMsn. in traccia 
Correan Ceiitaorl armati di saette, 
Como solowi nel mondo andare a caccia. 

Vedendoci calar, cìascon ristette, 



(I. ooRTxBPOi fUorosla. 

W 4I.TROVX: (A. Inf. V. SI. I idb.ln- 
«Mdaita <•! ixatl ot» npme la botjpa 
«^ IpeeriU. tn Iitf. XXI. IDI ff 
Ha di qairti rartna Viriill» nim •»«■ 
ncaoUB. toBla A* ■> luru Kibl>*rodal 
Ìimt^iClt.WX.Xttl. lMwi.L-al- 
«MW« 4aai|** dk tatMdanl la Etunt*. 
■■iwiri^TTf T [-*-'- -'"■'r-lT-r' 
MI'taAfBB- - nca uvKaMt >i(t»und 
la tal boSb. 

T. MM. tt rifgttamir »4 i CtaUor- 
f4 ■«■ fl nac**»*!*. ililtni di iMcn* 
MksiB. ta ni "MIO lUuSail. qaal tit, 
fai mtm», I (Maall tonUv ti ytwhim. 
HiBd* te aialauia ; • FaMl uiciUiU di 
Marnai bmlat > Il SaU dna cha all*- 
■aiiiaiiiaiiri ■'laiaiiji Hlunalll itil noR- 
4* <ka •■■Ua'uaBfain koUoiw n*l ibb' 
■B pò aiiBCadÌB*aM d' In. iBiOroo alla 
Krtiwa rMfuBnOntem «nuU di aw^M, 
• totn eapMia*! CUnoa. SMWaDoebluD> 
4M f«r allaiECltlBMMdl pMa «t i^arg* 
IMH 4i< bdUst* «aar» pii> <*■ 1* •■>• 
•ripa aaa gD pmialta. Vliftllo ehlnln 
a ItliM». Il V"it U * ila aecniiA <lw 
DaaM è aaM *l*o. Ae rU «li «n» del 
■■ri OntaBTi. pn KuNUn I dna Pnll 
tw ad (uado, a panar poi Dsua aotta 
gwypa. Chlroa* dt Wca far fold* Il Cao' 
tasn )f^H. 

•d. ncCiii innU tanl*. - f'trrmtx- 
iUtMapt>i>n-lma.t:ir. tVXXIII.4». 

(T. UTiBai : n*galaato. Uno UiuÉa 
laft>M)a. !■ f«l nno BttaAaU l Tlilaatl 



■■lMbDirtld«]aiBgDa«d«t!lai*rla)lndi 
liif. XIV, !»■«. 

U. ijtUL lina aet.: chlOBigtiii DuMsal 
pFDHtnia Olili rlnlfiiH. 

10. CUrimaiA 1 latirpIdiRla • l'ita •auo 
la puntoni oiDiTlrH della tIaIsdi*. - o 
DUI Al., tt» I iiuall Burnivi.- ■ ><<*- A),: 
■ uri a H>i.t.K. <JTiHt'i>litnialnilDU« mal 
Ha?r« H^rUtA: l'i'rd t naAAflÌK primi' 
p*Xi toitti ittillH TJttliWM., hi ^ icruuffDla 
/iiif^ «fillio la tupi«1i|[U *■ <w<4. 

}|. v lUBOLt-l;- ci ImiDolU fi nulf, 
Unla dolenMUiiaDtf^ odia rirlir» dal 
nnena (ho Iwllu. 

U. >nMU: 1* npI<ra<frJMn^w,T,t7. 
' IR inco TOKTl : clnoUn. 

M. i-rriOiln rV- XI, »« U-MI Op- 
pnn Ju XII. 4t-*Af Fona d alluda ad 
*mb*OnA 1 Innjilil, 

li, EUI: hau. - D( TRADCU : tn «obla- 

n eb« ptiir«d«T» ardlaaia. il mnlo tha 
l'nDa MitDii'a I* rracM iltli'allni. AU 
Id «*raa di idIbid da (atiian 1 nilarpr*- 
Milana cba pambba (anfonate dal r. 
» V-. •* <*> mwW. pcala rad mot'li- 
tn> iletanatstikiw, poti^ ■*(** tal 

HDBtf. 

M. cmmiiu: hhH ■uKflhialol. dalla 
lila aeniii 1pct<i, thr «nmKanu Hda 11 
dm»" dalla luita. aiflil>*ll dell» tIoIi»»» 
ad aiipDDlo pflt inaAht ttinofoialorl del 

YtoWntl, ti Tlli» lUl'Ddo Dall' UdHDS 

dVLlaac«MiiDoprQ|'nii{-«atlfQ.CIV'Oldd.f 
MH. XII. ÌIO ai;(. 
M.KBiwporiCAt.iBiilftpwle»»"* 




01 



»4 



ti 



Vi 



n 



K iIoIIa snMeru tre si impartirò 

Con ardii e<l nsticciuole prìmA elette. 
E l'an gridò da luogi: < À qa&I miu-tlro 

Venite voi che scendete la costa? 

Dite) costinci; se non, l'arco tiro. > 
Lo uio maetttro disse : « La rji^posta 

Fareni uoÌ n Chiron costù di presso ; 

Mal fu la %-oglÌA tua sempre d tosta. > 
Poi mi tentò, o disse: * Quegli è Nesso, 

Che morì por la bella Boianira, 

E fé' di so la vendetta egli stesso; 
£ ifuel di mezxo, die al petto ai mira, 

É il gran Cliìrone, it qual iiudri Acliìlle ; 

Quell'altro è Folo, che fu 3I pien d'ira. 
D'interno al Tosho vanno a mille a mille, 

Saettando quale anima si svelle 

Del sangue pìii che sua colpa sortille. > 
Noi ci appresaamuio a quelle fiere snello ; 



dello plfltrn rottili V. ÌS tgn- Ctt. V(tg., 
Atn. VI, gSl É(. 

M. TU! : NwMn, Ohlmaa • Falu. *. ST 

eo, iiTiDi'iuoLB : (ree», - «i.mtk : trol 
(e iiriini ili nlBunanl ila' ìuif cniuinisnl. 

• Teodaul DcrvIiiDellorlbi» affane i^u- 
n tDll]*nlU[>biintnuiiuiiUt*aii)|mlt>i 
£iiaiin.. rAsrt. VII, Ul «■ 

m.l,ìia-.Smio.i.ti7.- MAIiTliiot (v- 
un» di pena. 

ffl. cotiiai'l. lidia ]lt>)tua vira ilrl Xi: 
di «aU, ital InosD doro ilrtn. KlUInMiDll 
Ti MMIo; rft. ÌSag. IX. M. 

CA, IXiariì gfUMti cUe Tlanfeiuo TlcmL 
CliUoufi, caj'ip litri OiiFaDrl, fa. Hrcciuilo 
Il milnliiiEla, 11 |>)ti iiiialu i>l «al. mule 
V1t(iIJv vuol iwiluv pore a IqIh non^oln 
come al <*J>i'. ma altn*! «omn al man 
niHaae dalla DdleilatU bilttaia. 

M. un. : p«r ta. - TtMìÀ < pcridirtkiM. 
Ctr. la Bl. ••t. 

07. mtTd: ttoM lecc+rruenle |»rnn< 
dttml «U«h>i ID Ii^. XXVil. 13^ n»' 
baU él mU.- HlBOiUCairUunictis 
mlA di <*»<r« IMuln. ningllK ili P.r- 
Otla, onda i|iimM lotartmaiulniinii* «m 
■sa Oacda anelenaU. Cf/, iAmtl.MS 

• an. 

(S. tau rmao^ bcnctit nulo r idd- 
ruta. I — '■* la ana TcvtD inumEnlData 



a IMaolTa. daDdole ad lolauda». clw 

naa tAi(l« arnva la vinti ili D»r Innam^ 
ran citi la vs>U>ae.D«iaolra gì\ i-radalta, 
e vi>lmdi> fioDierraral o rljfuailairiiaral 
Tainote ili Btoula. filala TDi*ri Iridoaao. 
r-oni' Kt\^o1q Tobbe Indoaao, divanmi T^ 
rluiHj II Dilli). 

•0. al itax: aaaorto In pauUari. a» 
•andoal annrto obaDute 1 1 attera Tira. 

il. ('HIKUHKi ngUn di Sttiimo • ddla 
DJnta Kllllnk a*»iii1a la aiib>li>KÌa, fa Ik- 
niiHo modico. Indovino, aatronomno mo- 
•IfOL fq |itm alu, rdnratui-a di AcTilUa, 
Kaoni apiu.Brevla, accCri. Furp. IX. W. 

Ti. rauti nella nome di Pirlt» e«a 
Ip^iodamla. rUoalilato dal tIbo. valla Bw 
Tiulriif* aJIa ^ina ad alle iiltoa dosB* 
il»! I.aplil. - • la Vito * Ofiinta la ni' 
pldlfl» tIoIedUi Is Falò, Il rlutanto ta- 
tnr* • i Ilan. 

n. VamO: i Onlaari, dal quali 1 In 
Dominati al *i>do dl|>artlli por T«Ira bi^ 
nulre ai dua Toatl, t. 60. 

TI. al nviLU: al IraB, «n (taori tftj 
boli me* aaiiEus. 

7^, lORTiuji: In diate la aarta. la do- 
tti nA. 

IO. yiut»! CauWDTi. fitt dall' omb»- 
Kin ID Riti. - asiLLK! velNt; D»* p1b4I « 
nellfi jtambii aTarano forma di oaraflo. 



n 



[CENTACBl] 




ObìroD jireNO uno Htrnle, e con la cocca 

Fmo la barba indietro «Ile tuaacelle. 
Qaaiido s'ebbe scoperta la ama bonca, 

Disse ai compagni : < Siete voi accorti, 

Ciie quel di r«tro move dò oli'ei bocca? 
Coni non MOglion faro i pii da' morti. > 

£ il mio boon duca, oho già gli era al p«tti>, 

Ovo lo duo Datore md consorti, 
Bùpose : « Bod Ì vivo, e s) soletto 

Mostrargli mi convieo la valld buia : 

Nec«88it& il e'indtiec, e non dilotto. 
Tal •■ parti da caniaru alMuia, 

Che u)i commise quest'ufficio nuovo ; 

Non è ladron, né io auima futa. 
Uà por quella virtù, per cui io muovo 

Li passi miei p«r ri eolvaj^gia stratta. 

Danne un ào' tuoi, > cui noi HÌumo u pruovo, 
Che ne dimostri là ove ai giiada, 

£ dio porti contili in su la groppa ; 

Che non i spirto «be por l'aer vada. > 



TT. eMCA< Meo » ptctnl* ad» nalla 
ftMa yiw t n lwi dslb fraoM*. 

TS. na •■<.: d Urt la barb* Indto- 
■n no» la ■■■■■III rat icvptk* U 



SI, ijcsLRunKK Diala. .eiAcHnfH.: 
I. *tM». cA. r. laaa. 

O, ALrvmii ••■ (U atrtfarftfMm, 
ifU UbUsa* m* ali». • • Uul ^1 lan 
f laaanl mt paetm equi. Ita ^iMdcani 
mglU M«t»ia>al pMUa aqnl •! Jlnn. 
. • Dw pMU laMMl «Mtaaro. r^i M 
V^^w l'alUB Marcia •( flait. 

•4. iiL-B S11VBB r 4*ÌV mma • M «a- 

laDa. • BOa (oaKicTI . wa* «oaflaaM. 

M. VITO: •uailiisMi <ra» vliital 

laMa, «^ aafli faaatl aaaara. lama 

ipdMMr aoa ni Tir ■«■sal- 

1 aiail m ttialla. M aa» qoar* ve- 

< M aMninitai. deal XaMOt 

[ paala ■■*■, law a* iU*M pnaaa 

i;. lanunl: CO-. fV- I. ■>■* a 
». I. M ac.-(t.o'iin«ai 
1 't.caMM>c«.-iiii«n«iM 

•a Mbl •MMaa.-H Muri» il- 



ttLItlA: dal FvadlaD. d«* id uatann 
1* Isdl dal SUaor* t • alKMa rato IXi 
•I Mfiurt. 

n. MI) al.i aa. naoft-. ;V- II. n nt- 
• (imcia luovo : di (uMm od viro ftf 
fatali nini: ondo atriatilttafto. ianal. 
tato. 

M. UUBOS: iliiltnto rapitor* ilairkl. 
ITBI ATutv, qnall toDO xmM daimaU di 
qaaabi cli«iia. -ririi: ladn i par II a»iia» 
at'<Uiiiiil<>(lad1qiiHta|AralkùSrJbÌa(t 
«aél Fondi, Ruil Iti. 1M. K nda ctil 
Toflla Dsl Caiuiu. li|tiiFiiao I lari ondi 
I» tbM fa «pld^ata Ea ^mladal coavatt. 
UUnl. 

si. i^USUU *ist£; illvfBiu 

M. tvoit CwttanrI. - a ruuovo: ap- 
fnaM, a lalai Ikn* dal Ul oiJ r"P*. 
«A. raiwM. Aun. Ut. ÌU. Va notlM- 
■IM14 nimla uadia lo itTOaa. »1 A m<.do 
iln iHll'IUIla HTtMUIrlriDali'. 

M ai •Milli* I ti flioaa M iiuisiiB ImI- 
ImI*. 

••, nNL'«tK v«utpaMa<w»BtBm 
«no* fU tplt-.ll. Hata rtlatn i-ar l'aita. 
Dunque itH if Itili, udita la auMoiadl 
llta««i>. BOB TncMD Instati da IV 
K*^ uA pkUU Aa Oarlasa. 



US [CBBO.T. SIB.ll 




ChiroD si Tolee in su la destra poppa, 
R A'tHiiò H Nessn: « Toma, o si lì gnìda, 
E Fa' canattr, e'altra sciiiera v'intoppo. » 

Noi ci movemmo con 1» scort;a 6d« 
Lungo la proda dol bollor vormiglio, 
Ove i bolliti facaaD alt© strida. 

Io vidi geDt« sotto ìdIìdo al ciglio; 
E il grati Centauro disse: « £i son tiranni 
Che (lier nel sangue e nell'aver di piglio. 

Quivi si piangoli gli spietati danni ; 
Quivi è Alessandro, e Dionisio fero 



W.rOFPji: mikiDnalU; iuldMlm liM-, 
el». IW- XVIl, ti. 

«K. TflHnt: iniilitn>. Rnmo tsddUIo- 
cniru >i il'io roAtl, danqa* bUoaun 
tvmnrn Indlutro. - ■!: conia TÌr(Ute lu 
■Ulto. 

M. cAXMjiii^ rtliEiiaur*. -■ntnat^itl 
OnlAuil, 'ff- •• 73. - «"IBTOIT* I t'Iti- 
CDDtn, Al.' ■i'im»'rit n'imbatta in tuì. 

cff. In/. XXV. 34 X. r.. n Mg. 
V. loniae, nircrti rMrniinium 

ft proMKlnto. 1]uijAt[ da IScuMO. I Ann 
rootl Mutino*»» Il '"FU l-lBcif " ' "" K" '■ 
rìvlem. VAlniii> ilniipninA t t[TAiinjoha 
il^bdaro di itiiiiio u«] «BDffiiv t n^H'ATpra 
« Ohe stviDn in iinnl bulHiama aìna %\ 
djrllo, ■ ti CflDtftiiTa mo«1rA loro AlM- 
■■odto. tJLnnlnln. ARtalInv. OEtIuh d* 
Ktt* favjd conia «tBH'Kltra paTl«. ufì pitn 
Tuado il«l bohrAinf^ acinn jtuntll Atlll]^ 
ririD, SmIa «d i ludrunl KlnkF ilm Cot^ 
aaltfaKlalvrPaHiil-VnlDniiquWdlK'ìiirA 
db* tl«a niorl iDlia !■ IhU, b frit que- 
lli Il OfDUtim addila Otildo «ni* ili 
Hookirl I poi •Uri aba luciui raderà le- 
tta • pati». «otf '1* *U dannati r-be 
■'alatane fìnti noa parto aempr» tuim- 
0on dalla per aona fouildof Hiif^ne, niko 
■ olia qi>ntn A nn^ bjauu da cii|irLr« 1 
mH plcidl. Qui i « guado, rlis 1 Poeii 
pAaaanot dopo di cbo Nviao toma Ui- 
■lletni. 

100. noi: alcun. Bnli: • Palla Qalrl 
per 1(1 «l'itil rari n, din noti fti tlilo a iFfija- 
nlra < <^*. - ilarp .- ■ Con >ir«<o, alla feda 
M qnaln rratratan raeminanilatL », - In- 
trr«H lU Kov in iiQTDIito alennl taatl 
hiano <v CI >ii>ixiiMn, laa. dUau da 

z. r. T«. 

101. «■!<(: licHot Dir. e. ;i, 

IM. «riBTaTI I erodati. - lUNNi : rgoaU 
Éhnl. 



107, At.JaajKiiKO: ItOrandaoqnaldl 
BVrat I ]iili lntHidDBD dal UaMdciM. 
«vruDoni* meitlcTote DI atar» tu' vlo- 
lull a tlraoBli efr, t^tan, non. X. 
IB a». An*. nortn a laaifo <1, «M- 
4D>) iilia AlMamdiv Uacoo tate tI» 
lauvo • In Oaum, la «a. tu pmlinntD, 
al paini In anni qtiam Iti anniMaB. 
1^ vvro (.'ba riHpin n* palla faroravol- 
mente alti»i-(, Diltou. II.V. Oaf. IT, 
ti ] ina piò PO» lUjhilti'a e^a ana la po~ 
loHr dannare. Allri Inlondong di Ali^ 
aaodrv di P>iv, aba tarvTa vtatin (11 
notalnl di patti Ibrtoe • aoHarll eod al 
aui,alio«irapBta»ppe]llf« trita laecMHi 
efr. IHod. AicHJ.IIb.XTaXTti PM.. 
rihf.. n-3». Cc*n. .V(]>.. IMap^ *. eli 
Ataaaandrl «•rubici laiill. • eom dMnM 
Alamidor (K-nia |-llii delwt IntaUilpat 
«xaattaatlam «In A[exao<lr« UaiCDa >j 
Ana. CnrloH poi la cbluaa dal BaaiAfl.i 

■ luta fnlt ATatatider r*i teroaalam et 
tlTuiuan frodellaidwDa. da quo dldlai 
qmHt ixalngnutoa trina VBtn ontllnlaat 
nuli una 11» naearj Canit >. - .la. Sd.r 
4 Qui /a njoualtrao d'Aleaaaudro. a rit>a 
mi diatandu a dir* rht a' fo, a (vma C^TB' 
qnlatd tntta U niisdoi. - la». Otml.: 

■ Ilcnada Alaaaajidrodl MaBadial» Il 
qiuUa UtUDagitlaBda alfnonfxUl )• do* 
patti dal manda, alo* Alla • AftM*. 
-Lan,! • <)aa*l« Atauandro fti nn U- 
nnao U qaala tinaa lotta il nmido, (B' 
molla srodeliladt, oam'AacrtUo natia *na 
tIIA : IVa io qtiall a'« aoHN* DU dia anf- 
lerH a far mnrtra di qualH di laroKlmi 
ad uno tratM LXXX mllladanlul calla 
«De [4ailj[lla>(n--JI*<v.' •WM^leai'aa- 
tuin iguala. i^oBotnaaiaocDMbl aaaal ■!• 
lannt alaci aleno. 1 ^uli ^saata ama 
banaa avuto j a panièdit mI atf^an 
M ««ton|on« tolti 1 wUi (klU da' nl- 



^asi^ 



'^mm 



ì 




. f. OtB. I] 



Ixp.xii. 108-115 



[TtlABIKl] 1 18 



Ita 



111 



Che fé' Cioilia aver doloro»! anni ; 

E quella fronte o'iia il prì noni uoro, 
('. Axxolino ; « qnvUnUra olio è bionilo, 
£ Obisso da Ksti, il qiml p«r vero 

pQ speoto dal figliastro sul col mondo. • 
Allor mi volsi al poeta, e quei diase : 
< Questi ti aia or primo, ed io secondo. 

Poco pib oltre il centauro s'affiase 



■■(1, andlo <)i4 *!■ da iBtoadai*. tti* t^^ 
■Mia TdJDio di» di AUmaatm n ili 
Ibntonl» . - In Orwia, da Ini Mndial*, 
DaaW laCiaTK. Ut. U I • Inda pi«(K4a- 
HH *4 | i n iè«BB> h*llgB, oanM tcg»»- 
IM M aiNilBM Hua iBUfAdt >. B ni. 
1> I • M m sdooT Mu In mm miMlHa. 
qata Ui b«at«a rabi«rnit<. BiDoltra 
IMI. I • Baswal HBcntnu tauMMra' 
MU* , ilT* bcattom aive M»m tteto- 
t^. taciBt— luBaB «ampM dtMtat 
cnana*. 141 aanTS ni. U: tCas 
■Am «•(">■■» ■>«•&■■ IDAlk (UdCkla 
aillllat». (ilakul laaòllto TMNDnm po- 
UbM. IbiMtIK*. Siukra pnUnUi fOor 
di dabMo eb* Ouu abUa IdMh dal U» 
M4aa. C». SM(,*rim ItaaLlOUtg., 
MaiH^ frmit. II* (RI- - DWKWIO! 
UnaaadlMnaH* ynbaMlgMBI* Il w 



■ , rli« fq Uraubo dal MTal W7 ja. C. 
(•oatdmla digli mOtbi qiial Upv dt« 11- 
Mi lB«Mal ■ eniiU , rJr- Tal. Kaa. I. 
Il IT, Ti tX. 1*. die.. TWt. V. » •«(. 
tW taata aaeW Dliiadidall d-aflae In ••■ 
Mi cnidal»^ rti /uKa. XXI. t. 

IML Cmui. .«nUai «IT. Vai. ITor. 
IX. U. Mml.. Ma. I. M. 

Wt nomi Mia TlUhlla.MKBdo e»- 
«MB lMM«r«l <i«iM al i*rlie. r. 1*3. - 
IL tabi a Mtaa, 

tie. AaMUKO^ lamllBO d* Ron*no. 
«■«» 41 OoMK, MMta la foigloue ud 
!«•. < n n via «radali ■ TldoitaiA tl. 
rama (*• m*I IMb^ fra' crliUaal. o •<- 
■aarant* p« «a Ibm ■ li rtnnlit, .. . 
■nuda Umva taUa la Xut» di Tr*Tt(l 
• )• tftU di IMara * KTU t«r<a di Iaoi - 
kl i/«UMMbI di raitoTa mitlu (rao 
B». pai da* Oli- 
la da' ftk Boblll, Ib paod" lawifltk. 
• la two paaiaaatMi, t mtoAa. 



■asodloado pvrbMHnlo.anMu al- 
ni ^M ArBtt nartlrll ■ lonaaMl faea 
■■Mnt • a bi'mb oadltUnila Fét^nai 
Itm Métta, aer, •! «. FUL VI, n. 

tu. Oanot cMbm n d'BH*. DM- 



elinf di r*mra* dulia Uan« d'Axo- 
na, morto u«] m3. - m thko; «In d'al- 
ltir*Moi><lubIlata,nAriiitai1UldM>aDM 
bHta ad aivirlarc H (aUo. 

iri.ri>ii.u«riu>i Sitilo nuturit». o ■»- 
oraid» *ltii. <l||tli) illicimia'i, iiual* hi da 
lalDoo iirvdnU) Ano Vili. ctir. aqauuo 
eairuiu lo cronuhi^ tmffixò 11 proprio 
padre een db plamaaila. c'r, Kirabalit. 
flrr. In Itunttri. Ktr, tlai- Ar4>t. IX, 
IM. aiutili, 10 OnugirlB •> iMi>i>. BO' 
•a*, inu, p. t*0 •«. ;>( iTM In A«M« 
( Padoca. Paduia, IMS. p. H7 ^g. JM 
L^itffv^ /JanU im' trvtfi di Pantr, Bolo- 
«ni. 18*8. p. Mac «. 407 aite. • f. Ait- 
^'j'iiiiqi.DenC"pfiX>ffiuCUnd«itat]W3, 
ns.Ml touiT nara<%1lato. eblwliAdo 
«olla ■ffnaado o la ranltai», a la cmta- 
laMona Al ^iMoto awTa or ora niltto^ 
111. rRiMO: Xi>a*n, ph» tr « tn prò- 
poatM pia di mo. •Iflolt Viriltlu*: luta 
i>n taonui prvetdal 11. i^t «£o acqDiar 14 ■ j 
BamS^I. - ■ Laiaavutu aoitan Xaiaa ID' 
DMIU. «h* ora prima a DaiiM. • VlrcllUi 
*«ala dlrìrtn • Duilii, «l rih'tra VlritHlo 
■ E>«nt«B«coDdo>; L4n. . • VoDìa In quo. 
■V. afT^rmarVtrjfl[lci,ohaalCootaiiU4ala 
da dar re-Io Riiaal cbs dine > : Bm*. - • Vali 
(iroiKoT d^o»r«fr nnne Caotaoma p r a tf »^ 
dal. t't tTi itttm In luediD^ al tifìi itaba 
pOFif t», 1t* qiioil uni tiW •e^nndn* al 
Illa «rli til>l (jtluini ■ ; Bntr, - 81 iraiia 
di un dnhljiodl l^llilp. *.! Il mi^flod^aa' 
darò lol uor. c'antta, Bme l'Jn. fUr.: 
• N"ai"..r. avara Amila aTl* .intoro aaaal 
ttms doli' aolliko dì coIùto <ho aoBBO la 
Qn«l diiiqpii'^. OikiU L'Anloro. doWlaoto 
rha Xi^»au lE^a dfcaajiD la Tirili, al rolao 
u VlTsUlo pai dimandrbrto ■ fhiarlndi 
•od* Vtrcilla (Il riapoaa : giictU II la 
prlai*^ «I» • Moan II dka toali ogni raaa 
looaaal a BH^ o I» aaMAAo, d4 « poi •• lo 
OMMiA lo 1 qniHl »gto dito i Don doM- 
larv, tb* rlA cl>a Xaaoa Vta dMU, « la 
oartlA*. 
111. R'arriMSE *t temt. 



114 [cnc. ToiK. 1] iKr. Xii. IIU'ISO 



roHicnx] 



US 



1:1 



m 



n' 



ÌK 



Rorm iiua (teute, die ìoììdo alla rùìa 

PiiriMt cliu di quel bulic-.uue naoìsM. 
Mostrocoì un'onilira dall'uu canto sola. 

Dicendo : 4 Colui fnese ìn grembo a Dìo 

Lo cor che in H<it T&migi Kocor ut cola. > 
Poi vidi geote cho di fuor del rio 

Tenfla la tasta ed ancor tutto il c&aso ; 

E di costoro assai riconobb' io. 
Cosi a pìi> a più ai facoa batwo 

Quel iMDgup, si cho conea jmr li piedi ; 

E quivi fa del fosso il nostro passo, 
< SI ouiue tu da questa parte vedi 

Lo bulicame che sempre ai scema, > 

DisHo il CoDtnuro, « voglio chn tu credi 
Che da qaoBt'altrn a piii a pili giù prema 



US. Mma ani.; omloldl, meno rat dal 
HUbdI, quUdl motiu lltU usi bullMMw, 

XIV. 79, 

IIP. «OLit por reuormlcàdsl aiio mi' 
■btu. 

ìlt- m*K! ih/tniir: tr«llHC - IK 
iMUiiiO: uti Umplu, » nvll'nn dil uutl- 
A4Ìo ■olauDe. 

liti. aui. T4IIU1I; a LaD4rA.-alVui.it 
i4f«nfirik • Auclior* oiiur*l«tl cbOTA't 
fte. D«itf, -• CoUlnr •!*««.-•« wl". 
«M al man, ■<t!>Deda(als,»lfi.-e|MV 
tanto diM chs tifi •'onnni. in qoaBio eoa 

in ali* b«ul|[DlU « alla Titti) di «niit >U 
«al (a. t da luUI quslll che p*r quella 
paiM plMBDO. tlRnardltn ., Jlocr. " .11 
Mla.dUtal ononi liopniA Elia talli llu- 
gbllMlsb* ti pw>u>ai,raaDs onore a it usi- 
la alacna. #t ^ vnualiuin cvam Bulicalo a 
Tina da <sId. colia •; Bufi. Cui lalaatm 
tsUl cU anilclil. Ul Mia da nltrt, luMs 
aaulin i»' F4U'«BiaU, ett, ffannucfAr- 
ti.l)T.UL'ailullnTesaoaii altri InMud*; 
■ Toru airnira 11 aaogsa a(II «eohl ilol 
«aauaalODall. dot tlon Tira lo ntt la 
mMUil* 4*1 daltUa a il dwil>ho dalla 
ndatl*». 0«) aneli»'» l'afidi. Bull. 
III. Ul. - Il IMW. a aul al alloila, ar- 
Tenaie cui 1271. t oh) raccontata da ". 
ra. VII. »»: ■ Kvndo Arrijin, traWllu 
d'Ada*Ha|)!4<an1uIfil^iitiulMiiul telile. 
darda d' tnf[lilit«<ira In nna clilr'd la VJ- 
twM alta Btwa. islobraiidiii a qovl- 
ronDMCrìdaiodelcMiwdH'ililo, Uni' 



do, eaata di HodAM*. U qoala tra pai 
la ra Qarlo (Oiila I d'AUKlA) rjuaile Le 
TMoaaa. nan Enaidanilo nTenoia di 
Dia, tktt dal ra Ciarla nrin «If mira, ucci» 
di ana ojano con ano alotco 11 drtto At^ 
rljEn p»r rptìdHtf4 dol conta tfimimn ii 
UuiLfurt«. Rao iiadff. tEiorto a ìda colpa 
pri^ la n, iI'InehllE^rni ... Adnardo..,. il 
cuiisB a»l rlniLu iiiu II uIbUu iu una cappa 
d'oro tu» porn In >d nna iiilanaa in 
[-ajHi dal puDla di Landra lupra LI Home 
Tamigi, eoe. •. Cfr. rnlowi'ii ita Ltàtaa 
lo Murai.. Sir. Hai. StrifL XI. IIM, 
list ags. 

in, onmii I rat • Doatplld 'I Mcita 
« di «aMMiwl. 

ISÌ, caaaoi biuta, paUo. 

IM. a rifi a riC : di pia Id plB. '()Mato 
pio al andava la U, plK al traTaraasa- 
tara l'allnia dal unjtoa ■'•Da baia, a 
uanaTi aUianollttl Ipatcatoirt •: tfidL 

IS). cootat lailoia della (ras luas. 
tIonnM del oadd, l'atwMbl bannn a> 
rua, cba al petrabba atoaiuta, ■• l' all' 
MtMà del md't. non toiae per l'alitai 
Cft. UetTt. iXI.. Mi a». - rukr asla> 
manta, appena. 

IH. raaaOiialln.il^qaMMni 11 lue^o 
doia BOI valtcaniuia II rnaao • -. SMIi. 

137. pa quaara i dalla parta snde sla- 
mo Tanntl. 

IMl (alili : creda; brma iitalaanrfata 
dacll antiilii. 

tiQ. A rit 4 riO siv.^ vada sempre plb 
ertaOMida U «aa prolundli». • Tsal dM. 
cha 41 paaao te paaw va iv«a«Dda la 





I3ir. XII. 181-189 [OHtcmi I rHDOXi] 115 



US 



Lo fondo sao, iofin ch'ei si ru^imigo 
Ove U tirannia oonvien ctio goma. 

ha divÌD« i^astisÌA di ciua pungo 
Quell'Attila che fa flngollo iu (erra, 
E Pirro, « Suto; od in eterno munge 

La lagrime, die col boUor disserra, 
A Riniar da Corueto, a Hinìdr PazKO, 
Che fecero alle strade tanta guerra. > 

Poi si rÌTolse, a ripamoasi il guazzo. 



lat 



tnàuMtà il* WQ»- "mU * rKB>a- 
I* «1 tBC«» 4m «ooo tooMBMl I U- 
MBMl. i fM l Mi maga» MlnM la- 
ta» al ri|M*>i «vr. 

in. M liei*: <t fOMl'alWB pwta. - 
Itaca : lonMaM. 

IM. Attiui n fawiH n dav» Unni. 
ètU» JlafUvm Bri, riM ra|^ diU'una 
IH AdTtn Ttlaara «M» al «U. CCr. 
nfany. ÌNM^iW <r.UKIa. Par., iflt. 

tM. FnMOmil'ltplia. n i\».m.m 
fc U.. «aft mi» t«»Ua I gammil a con- 
BalOnelifaMMUIa aaa mìo a'«i»i 
•wW^ >■ a^ «laMl aaol nMIH. Al. 
Iituli a*l BflIiMto « atklll* ■ di IM- 
taM, «al qnal* «fr. l'iff . JM. II. 5It 
«.SHW..lU3.-)!nT0: Olilo di Fdib- 
H* e Oniadf. fliBiiH tatmni^a.lM' 
«k, nUr*. TI. lU ft. Snudo al. 
gnaa Tardatelo. Afilo di Tarquinia, ai- 
IMS i« iì B a i a • uvacMi (pnna tn 
*«nin var Baaaa dal Wirnaala dd aan- 
(H Miao» la l ^ rfi. tM^ 

va. Rum* na CbmaiN: al utaplél 
Dawla hdwB iHBaaa dcO* iftanga aa- 
tMtaB di Rama. - RtRiDi Puaoidtlla 
Man bi^UB dM Paail il nnua. Cur- 
wn la caauada di Taldana «p*cllaa4a 
0. Mal mt fa wanaoleito 
I IT, td a ritaaia «1 Itmni 
hfll «wu» lai • I mui Ectaaa. Hort 
rdau dWlMO.<KlahirDn*daCwn*t*. 
a raltra Slaiaci Pai*» la da FltaDa». 
« n a ti fatalBH «I atnda *> An. Al. - 
• rv U qaall la aliBb (taa lampo d) 



Toatua ftiniDo «una a nibato ' i fdf. 
Danl.-ilJaHlIdDclCaiiIsri [iin»|7aadl 
(«bbaMtl, r u»u fu ila irimiEci, l'aliis 
dal contado ili l'\naitf. l.aii, - < Oi- 
nisrl da Curnatu multfi ramoao rnbalocv 
In Dal aoD tempo, e multa ganta aoDi- 
uiuH « uiwIm..,, lilniert P*iu> (a odo 
MTalla» d«' Patti i\ ValiUnin. dal «OD- 
lado tra Flrvoas « Attìtt^. «niLchl uomi- 
ni i qotali Al a tiMiarn li prvlatl dolla 
Cblcaa rii Koma pcc uuDauiUiuonlu di 
r*d»H(u II, ImpHiadoro dolll Komanl, 
dttia 11 anni dal HiiiuorolitCt^XXTtlIi 
|Ht la qiial tVH tUi * Il iDOI dlueadoatl 
fuion aiitiC|iu>ti a ^r|>alua HomnalBa- 
■lonn. • uottn ■ loia tal lana ICRfl nn- 
Dlolpall la Fltiuttat la liliali UptlTarOBa 
In porpaUio d'acni bcacflolo •! OM. - 
• BajDOilaa Piaan* da Valdarao. M III» 
da Uornala. noffnt «annuU M daiobalO' 
N* •UataFaiD >; Pilr. Dani,- • Uaxlml 
pradooaa •: Cbh. - • llaiaar Rtolarl da 
CotnaloH uimni otnilnlliwljaa o di puid- 
ma oondlilouB. e lodrona lamo>lHlniu 
na' aiiul di, |[ran parta d*Ila lUiiItlraa 
di U<ima tariDbilu cun la aun ^rroraa 
uptrailonl tubtrls In ticuiaic— . Uoa- 
*et KiDtari da' Patii di Valdamo. nomo 
■haUanDCa ptaalmo « Iniqua. • aoUaal- 
ma pendano a malaiidrlnio *^ Date. 

IIV, roi : dr«t« i)atal«\ Xaoio tOIIA Ib- 
dlit», rifoioBAdD lailrl«raUoa*ll]pftt' 
da. r. ti.-mntto: savia, iiiul Faat» 
uH ^nalc II Anm* potava aoavr paaaàto. 

cif. iqr. xxxu, n. 



116 (cBBc. 1. on. (] 




CANTO DECmOTERZO 

CEBOHIO SETTIMO 

GIROKE SECONDO: VIOLENTI COKTBO DI SÉ 

O CONTBO LE PROPRIE COSE 

(1 Halgldl Moni nmlHti In plnlct 
(Il «laIWqaMsn laacgDltl • «bnniiU da imn CMgut brtaiOM e oorrcnU). 

LA DOLOROSA SELVA, PtRB DEI.t.A ViOKA, 

1 801CID1 KEL MOKDO DI I^, I^NO DA 8IRKA 

aiACOUO DA SAMT' ANDREA, UK PlOKKtiTIXO SUICIDA 



Non era nncor di là Nesdo arrivato, 
Quando noi ci mettemmo per un bosco 
Ohe da nenauQ auntìero era segnato. 

Non fronili vprdì, ma lìi color forno; 
NoD rami si-liietti, ma noduai « involti; 
Non pomi v'erao, ma stocchi con tosco. 



V. 1-11. Im dalitnm firn. Tutu 
p«rìt1 piMl di là AèH Aiifu« ili Mnjraf<, 
entrano In a&B orHbilft « 'Ir*ii* r^ivt, 
n*li* qaal« Doli* i olie TotiirK^'i e .lu^a 
Iv brutta Arp1i> Ikoan il l»tf.niEl'>. V [ridi- 
lla dia* a Dalila fb* toni noi («ODila (!■ 
mia, doTv rrilt* etmn cb« Doo cndsrab- 
ba, ■• BOn la TCdmu n>' |in>|>H enU. 
I. ui lJi: dal Roado, In/. XII, 1», 
3. HUMU^ : QDn ri ara nai » nata prl^ 
aana rira. «Il cui ai poUtaera T«d*ra le 
TalVfflJi. I N'fin \Mrfi <rhn tnm» molto frf» 
<l Untalo lift vlfijitUftU.aiccbAQonaraaA 
■Inula, nli iiMiinrn, n* («rrtctlatt^ aè 
battntadl cavaUt'j Zdn. '«X ftar qna' 
alo al poA oi>ii>ptTOnli>pp. Il beuo dotata 
> n iir> atata atlnulro. • per conHgaaDla 
«Rtbllat polnb* alena (aula con airda- 
*> par eaM i patarcU •« alcuni per raio 
anAall Ibawaa. in di iiMaaallA 11 boaao 
àTaia alran ■eoliMs • [ fio».- 'Xon ba- 
katat *"t"' rarlani vlacn. •»■ oporu- 



batlrtail («rlanaai^ Sma.-i Noii avaa 
alruB aaiBO di *la >: SuN. - • la quo aa- 
morronllum eraml^rtnm alloolaaiaallai 
lùyf *-■« •; Arrdr, - • Da a«4HifMTta*i 
I^n4. - > N<iii a««Ta wxoa alcoira di 
Tla, a ili Mintlnia > i Bar;. - • Vt Mn- 
da, he aentJarTi aleood al acar^va In 
••■oi; Dan. 

«-S. sov noiiDi : Don ti vadotla» qolal 
Aaadi ttrii. mni* artW alOT boacLL aa 
■uttanla froiidf di falor/ono, rln* arara. 
qnujt! aanij I rami firmila JvtlTaaon araao 
illHIli t Ilari (>cA<(ItO. «a plani di aadl 
a liiCri>miai I i<t»ilnii i iiwaftl); noB al «l 
vHlavaao Traiti ij/«fi«i\ ma aplaa Ttl^ 
noM (MwM <vn lucnl In Iduko ili ttWH, 
t, ona tilea aalaa^a. OrHilo, aparaa- 
tavola • Il liH>(« di dltuora di «toni, ai 
qaall qnaato ioaodo nnn Fu brllo abhc 
•Uaaa. iTandalD abbandunalu arbllia- 
tlimant*. prima cibo lAilin diniaa» Jan: 
• Ritornata, o It|lltiu11 dagli Bonlal •. 



[OlkC. T. OIB. S) 



IKT. un. 7-21 



(BELVA] 117 



W 



II 



18 



U 



Non han si aspri sl«r]>i n& »1 folti 
Quello fierA wlvagge che in odio hanno 
Tm Cucina » Corneto i luoghi colti. 

Qnivt le brutto Arpie lor nido fanno, 
Cha CMci&r dello Strofade i Troiani 
Con tristo annanuo di futuro danno. 

Ali hanno lato, o colli e viaì umani, 

Pie eoD artigli, e potinutn il gran Tentro ; 
Fanno lamenti in nu gli alb«ri strani. 

E> il bnon nutoatro < Prima cb« pili entro, 
.Sappi che se' nel socondo eiroue, * 
Ui eominciò « dire, < « aaraì, inentra 

Cbe tu verni nell'orrìbil atabbione. 
Poro rìfcniirda ben, a ni vedrai 
CoM che torrìen fedo al mio sonnone. » 



■*aUrt ptenll arbiuorill i qnkll une mol ' 
l»MU M iotoHt laiieas atlUdetU mi- 
W— .tWdta h— ■»!>— aibluìJiiH. 



kla In CkIi* • OanMiD. • «AiccoBa 
11— gM catUrXl rrsfuiBiaU MI' sono, 
9m hwMi* In qvv* loro nMrwi't^iE^I f^f* 
bM ■ u to inl c mi H et 1B.ÉM -i fati. 
ft. Cmbi* 1 ttMÓI* OaaM Al Marra »sr 
b n^o»M TolUnaBs ■ ibacM n*I U» 
JHuriMW ni ■ ■imilcip» <U Llronin. - 
CWotiu ■ H'w l n MHl pr»MnC"tUnr- 
Ata— PnMtfiM» nmiM*. •! datllD 
HG«daa*IUHa(pM qiui" ■ir.i..<>r- 
«■l«| ftnwfii ■Tl'lniTiin I «•luflul ilolU 
MÉmmam Imi—». Iook* lutala hr*. dnra 



vnfflfiB«i4l T«4nBD f aoivrftlinaiil* 
*■ »B<Al • MMhls MUatne •; WUtt. 
Cfr. Ifc mf n. pp. Ila ((i. 

le. AarlB: aavrl bT«tHl. natanti 
ev nlUdldnanaB<nrTi4liKralllirurw 
«■■btl»4il iloorrtiMIkaiHIenu. riiir- 
•• iw—tmi 4>iraHaa ImbM^^Us. Ufr. 

nTr.-a^' Iti. ne («K 'U Arpi *ba 

m «I Hi— » •« * U nctao*. c^ ddOa 
M<B*da Ih* s« Il tptfat.ìt tracia tm- 
fn d MOMM. • H[<MdMl il) iu<>n *ha 
haaMo. M* 41 noa eoM. or»4'aHra*; 
Ja. JML • • l.a (rtau rliardaai» a m»- 
■HBtU lora pmprla prt»«rt»Ba *l(Blft- 
U fiuM cod aianilfl ArfM |»*- 
I «aiaHUBo • I /a». DaU. - • Lt 
ilaaM q*l • ■ifWécai», eba la II- 
I MaU. B — la ai W ti fBriU «ha 
I pniaaa iWla vUa, aoMMna** 




adlli«iatad«paiwl<Dl>>lBfWiia*i Ori. 
fWivniIii J'.h- JOani.. tVM., ft»>*.,ao>. 
la A>H* ficiinuo l'avitliia. 

Il,iti(vilu: insoKanilu ÌDnaa«j«ò'. 

rt'ir , '<"' II', liti iiiiK. - Staoria: 

Inni' nrl Uar IidIis <1o<o appiaM loaa 
ao' aufil. dlioura lialia Ari^. 

Vi, Ai«UNìti<): CalfDa. aD'ArpM. ■»■ 
eiiniJli alTralull laro (uiurldanalala 
fMnforadalsdH H (vwliingafaliba n maa- 
(torlaTnanMiorr.rfrgr.. Jm-Itl.MT^S. 

lì. L4Tai Uribe. 

IS. nKÀKi: iKiJi HAirlnt a|tll albol. a 
al laiBculi, UaritJoagb albati, 1 qaall, a^ 
i'i>i»li> I TT. 14, «tana vanniaDla hmI 
icrtni. (;(r. Tiri,, •<'"• '■<■ ^l* ■*!■ 

IS. rtd isrui to rada |i)b addantra 

UUIU Hlf*. 

la. ■»!»■; OniAt. 

l>. a.i>9n>xa: 4*1 lano ilianat efr. 
Inr. XIT, It. M iicK. 

te, v^li rv4, HifiiaMHn'In bana, Af,: 1^ 
n,alvKi-aAiL n» k vima(i:HK)iE«ii 
vaiiKjLt. WE. I ;rr. Mtmrt. (Hi., SOS «(■ 

ti. toanUS: inivfdlbill ! aba ni« «rada- 
rwU. a la la dicaci. Al.r biUL» nont 
a>8Bqn^Hrawn<rU(r, NfW. J*M)i.l.n 
i«S- - '>«- «)■ >!<•: •TlniVla aUada 
»llaB«ra*lKl<a narrala da aaao (Àtn. TIIl 
4a' BJaDrkl cita, »alU da Km*. «UllaTaaa 
atafB*. a4tl lamaslaihndlaoUaalmlT' 
M «Brindai IoiouId Ai rnltd'ito*. 

V. n-e «w <*iUa rt^a. D»nla 
niA M vn?<iFa eh<i t^t^i aTbati ili ttnkfra 
Anna bmd InMrmratn la «ùlm» dal ani- 
(UI. EM lalia I* parti oda (amlB a ao- 




118 [Ciac. T. aiB. t] IxT. XIII. i%4t 



(Pint DXkU THllrA] 



2» 



Ib 



S* 



31 



HI 



87 



« 



Io aentia Sa ogni parte tragger guai, 

E non vedea ji&rsoua che il facoaae; 

Per ch'io tutto siuarrìto m'arrMtai. 
Io erodo ch'oi credette ch'io credesse, 

Che tante voci aBcig»or tra que' bronebi 

Da gente che per noi si pasoondesse. 
Però disse il maestro: < Se lu tronohi 

Quulclie frasclietta d'una d'eate piante. 

Li pengiur c'iiai, ai faran tutti monchi. > 
Allor porsi la mano un pono avanto, 

E colsi un rainicol da un gran pruno ; 

E il tronco suo gridb: « Perchè mi schiante? » 
Da che fu fatto poi di sangue bruno, 

BicominoiA a gridar: « Percliè mi aoerpi? 

Non hai tu spirto di pietate alcuno? 
Uomini fummo, ed or seni fatti Sterpi; 

Bpn doTrebb'osser la tua man più pia, 

So state fossi in'aai me di serpi. > 
Come d'uQ Btiezo verde, ch'arso sia 

Dull'uu de' capi, che dall'altro geme 

E cigola ppr vento cho va ria; 



•pM. • Don lata pMiima. • Coirli nnt 
fl iili oK». • (^1 riliin Virgillu, • • «rdimi 

MfDfl MAELUO Ift c<tliu a, Rj^li r4J[ILO DH 

picoiul nuno. «itikl Irntiw tMio<^n(i Jtnblln 
■uijfoe o tiarrili*, t^^rln TiluIiiia .li Pk«r 
dhlln VliEIm. iHcnnndpiil prLn^n ilnD'iitìiun 
ICst^ ftLUL|;ll» Q fUOl't'Ul&u,fl> poi. Ci..rlQ' 

•MBsnU pnwiiUnn'lii Vlieilln, ilnltiaim 
*IU. della ■un fidxUil, Ae\ i-nXa fBtt»||ll 
da Mlirt e d«1 msKirlnr lorhi uho o' fH'c> 
a*ÌMauodiiiponui'!a»l, Concliluilt colU 
ptofhien sDanlo ili i^ToDitlntcni d«1 
mondo 11 Ico oiio unoni. imilLiuuiilo li 
ma tDBOoaiiH. Cfr. Enticl. Ma' *u. 

n. TVArKiEH niiiw ptn-'n. nundnr 
ImbodU. 

M aHlHIllTO : 100(0». - HI AWim<1 r 
ptr l*Daprìn dim mal ad «liHW qaBlIn 
etata obc da «enl pati* tnoia kobI. 

SI. CR>IK>B«^: ailifltlDiU paiolf.. oro* 
dot* ImIIo doKll nntlclil. 

M. naARTHi Kiovil tt^rpt, tronoU rv 
BHWl MI iapliU. Di! Ut- bratilttu. ih* In 
alMUl tiaii- troTMt icdtlo br^niAiu. 

IT. m VOI: a ^T UnioFiII cioL o pi't 
BM eaaare da doI vtAat^. • Ut tdlMvt 
■poUanalnots Hnat.-aNon al tkImm 



da noi '; /Ajf«. - * Por Don laacttrri rB- 
il0r« da noi *j ilarp. 

SS. d'mtki di qaaat*. 

un. Virmvm i Mniiiio n«Mi>, attMinii 
•maoUd dal bitfl. 

», iciiiaon: nnlilaotl. mi amcmbili 
ufi. rirp,. Jtft. 111. ;>7 •n.*rnt«e&« 
r.Vntorv noD ora mlolitro poato dalladi' 
ripa ^nvUtlv a I^ituip» farli, pprà al daela 
il f rr>n(y> • j Jn. Fi^tr. 

■.a. KicuMixciei 11 inoco. - «curu 

njiiipt, ai'lilaDlt. 

37, ncui'ii plaoW itlrMlil, v. wt, 

M- ni; plaMaa. 

tO, (*OHKr nma «aoa ranors IfxM 
a 1» iiltl4lor« itifftUt, 4 CoraphfaUa ■■( 
propria ex oniBl parta ani. qola da TtMO 
ad runooi. da liunora ad laiiiniioaiB. 
da urldora rami ad olanioraBi laal. da 
vli>1anlia arJnrla ad TlilaatMin ilotoHa r; 
Bm». KU. Oria., Mi. IT. Ul ^g.: 
• San alllot. qaani tao rltlata Oatala 
ptumlio ildiidltui. M tonata alHdtMa 
roramln* [>ni;« KlMolatar 11411M •. I 
IX. IIP at-i • tpw tmat. B<Mo «M 
qquudaDi luulna candoot Ignota laoa. 
aWdot coqulturiioe anl«bt« v— a « o ». 



tOSBC 1- «tB. 1] 



IHP. Xm. 4»-&8 (riBBUBLLAViaxi] Hit 



aa 



M 



Si dolU scheggi» roUa tutdn insiara* 
Parola • suignu; oml'io Iahcìaì la cima 
Cadere, » aUtti uomo l'uom dio teme. 

« S* figli avMR» potnlo creder prima, * 
RÌKpose il savio mio, « anima lenii. 
Ciò c'ba vedilo pnr con ta mia rimo, 

Non averebbe in te la man (li»itc«a; 
Ma la «a«a ineredibilu mt foco 
Indtirlo ad opra ohe a mo stosso pesa. 

Ha dilli chi tu fosti, s) che. in vece 
D'alcuna ammenda, raa fama rinrraaolii 
Nel mondo an, dove tornar fcli loca. » 

£ il tronco: « SI con dolce dir ni'adeschif 
Cti'io non i)0)MO tnoere; «voi non grari, 
Peivh'io un poco a ragionar m'iuv«sohi. 

Io MD colai cb« tenni ambo le cbiart 



■MtA aonA: KBtn nula. 
TAT oKtrww. Aki IMClno. 1»Mi» 
dM — ti>bi da pnAtltal. m «vmm pM 
■a raMnna da'MdlsI. al.i v»vau. • 
« Dm** Tool* la qiMMo ìocfa dlplofar* 
^wafflgWwM éT l»uH«tio M kt- 
^— ^ B«i# 1» para U 4 fl jhk^vk nspo nnn 
«■■ la òM. • é» ta una. uhuU nsl 
■•Aliena W*^ dati* arhoffla, iiaul 
> A* B iwa» a*IlB iwnU nuWa 
» ai Mac», «han WOBP anii nella 
. — f,M . B* qOMIa prima di 
r^Mllii. ■■ (ila cM wrtntn In nn paolo 
vto-i C.ad. r»u^. f. S»»aMl. 
U. ohi: Ad ENaa «tttiaWo. 
4». Trai - • Mlbl M0ém bnroT Ilxm- 
(■» qs*ui (HlilaHia* fnlt tonaUino iati - 
<Bk> ' i rirf . Àim. ni. n •«. - • Mon 
di^rmtoaadn fU eb« I' bobs laaa. a;* 
anaiiHaadintl i*«lt liana |Mra di lai. 
frfla lucia iMaparailani aamp r i» !» 
■■Ila saavaaia MI' Um laflaltl ofic^il 
■^lanlwi. • liaiia «ha fl iMtora lama 
gMaaaalalaatvpaa ■rdabicaaaplli at- 
tm a4 taaaUt katotn, ma aDcha raap»lt* 
falM^ • te Ifata intuania. aUiMtlU 
MmhUtnum—iL. Vnu^ WwO.. di. 
fT-aanoi Tìtuilki. - [^4 ; ulT-^ ■■- 
Mmb. li naMMIa, T. U. «a par CM 
Am m IB — b l a aal iii r pi di qofJl'ul- 



H nrs : lalaaaBW. • n* UM* : «M 
tobl t>* paiul* par ccdla mM ria» 
■u* da riteUM ■ cM iba VlmlUn ne- 



iVDMnal indeir Aw<>ff. S*n>Ddn*IM. 

non 4 nac^ukrio <11 rloori«n per T lalat^ 

prcUiimi» At «iiiMla rrnici alla KitMdt; 

ma r<Ma tuoI di» porsi»; eh'. ■ «r- 

nwM ila! ▼. SI- 
RI. oriAtflI (avara con aiaao.-rvuì 

iD^rwa, L><^ iHkp*ndo VlrjctUo chs II 

tninMtuDB nniD*ra]ta««ionaTaflulan 

ulìn aplritn. 
S3. AHUiiip*: t«D9pcn(9 ■! dolor* ■ 

Ir racinoaM. - atxniBMTiii; ilanoirì lu 

bno*. [Mala la la od pnaaNii> «*■<«, 

T, ei.TB. 

M. «LI i.fctTSii «iNlta, MarodeiM' 
ruT «Ito. 

M, H'Annnii: lal tDBlnj;hl. mlalMUt 
clr. lltTf. XXVI. 140 i^g. 

M. roi SOM aaini hid t1 «la |tT■T^. 
nnn T'Incrva'V. 

SI, mm'io^ «amt tntlMiitnini p*R> 
ang^oBuraiirct.-M' iiiv>«:iiT:*ni*I[>- 
1r<]ihl nal parlar. Mncg fhnna rannn» 
rnAnb* U nomini, qnandii dall' naa my 
Mila Mirano ntll'aKia*! iWl. K olV, 
rpr, XTII. n. 

M. cotcìi FWr d*a> Tlltra. eapnaH^ 
nata da b>ai4 caalanl «al iati* dal tta. 
Xn.WodIOaBaltqnu.ernpilMaaniBra 
di Fadtdco li laipnatftv. tour* »Mp* 
wt rwiddata e dJ grtmf aMotltfc. IId> 
eM fa. aaMtti» Haala ad aUM alotta. 
aimiwln di •ladlonata. ooda i»l IMS 
FtdaHca II lo Ibaa lorarwar* ad aik- 
hadaan. Ti*la Ail ddoia • dall' • 



120 [cmo. T. oiH. sj IKK. mi. 59-68 



[PIBB DKLLl TIOHA] 



SI 



M 



Del cor ài Fflderìgo, e obe lo volsi, 
Serraoilo e dìaserraiido, sì soari, 

Clio <liil HVgrcto Htio quAsì ogni uom tolsi: 
F«(1o portai ni glorioso alBsla, 
Tanto ch'io no jiordoi Io sonno e i polsi. 

L& meretrice che mai dAll'oHpiKio 
Di Cesure non tora» gli occhi putti, 
Morto cunimie e delle eorti vieio, 



nmvuto. 1*Iat itvlla Vifuii ■! animi ofl 
Okrotra nel lìiP. Fa mlobiv pcrUiiu 

«lOqQBUU^ di OQl fHlinnfmiTII Uhuii Ifpt. 

Mre ipnbtilluia diJr lirliui, i voi. lU- 
tflMi. 1110)- l-fT. tt tl'aritt. rulU nfn 

• atiU Bfin di riviro àitla V^ijnii, Nn- 
poll. IM1 . tlniUant tirU.aìXt. >'m«i dur- 
rttf^iifintut da J\rfT* ita Vi'jitr'. Pur., 
mS. rtHla. FirT«fVt Vifptr. Un.. IMD. 
Otpatl* ■ JaimrHi, rutra cbiUa FjfM. 
VHnt*. IWI OtnrdaHi. «huHHàUa D.O. 
ìtupali. ISM sa, Voi. I, u. 9. £M»t(7>., 
1^ icjl. - • Lo 'mirtTBiltpn fec* AbbA- 
^DjLT* il hiivlo rc'hiA mui^lni riiTri) cUlln 
Tl^O, U buono tlIitAroTo, u|'|>oiiDailo£il 
traillct"iio j ma l'Ii^ ieLÌ fu fjiiin pm Ijih- 
i'Uk di «IO un'Ulte •uui^ fsr Iminilobai 
It d»Mu («Ila por dulnin al la«lò tniln 
nHrrìn io prr^oim, « chi iHmi" tili't^h 
madHliDD diflwlii viu*: O. Vili, VI. 
33. X(l Rf«<(frii >ln yririlt^ dllt' lìljil- 
4^ nuopD d4 l'ita *ì Irrgnii : • luoolpAto 
■l'ftTDr in&uu»Ui ài fwlo ni nm» fllguiiro 
FMartc» It, rior ilnlle Vlgar. obi irò 
laTwl oon PsdvHxu ■ HxniuinlBt», fu 
tMto ■bbwlaiiiv. « iuIdJI iruInTrr n 
FlM V"' '■■«''vl In pillili», L<> i:liii l'inr 
d«ll0 Vl£n« pT«vv<ii(ic, vivclpItuiiloAl a 
Una Ah un muln un fliil fim ImlUi. « 
•trftOoUAii(loeidJ«|i<?iftiaiu«iiUil«otrvDj[A. 
D'finda In dia murliH opljit l'iimaa ili 
Sut'AniliGB ID llnltolkli •. - Sa. Btt.i 
« Fu («iitn IniLUfitl ■ lo 'nptnitm* ff- 

dOrUto. cLc ttllEI lUM «ricTAtl *kpilB, f 

n tulUi di lui t'u'M Kithriir-i- K I iiurxiil 
«ooldl eia ebbotulnrlJK, a nw^iiuiullo 

• toitoi tn> fnmuoUDil e Ull. ohe lo 'n 
lictwlUTv lu fiHui hbbjKiniir*, & qumll •*. 
Mbdo Id Piva ii[ioilftli>. per itl*d*|cn(i e 
cnrinada ail mntltn uignlniiira butw. 
Unto psniMui I) iMiiio ni munì, eh* hm 
VCClon hri ni^l<<JiLliin ■, - tac. DaM.' ■ Mo- 
Ufelo tfloaua lullH jiri'Aji» dA ^mlulHbi 
del TodtuKV m l'iu in al^oaD eao boT- 
fD DCHDloBto Ammiim, |ier liid*j[(i» di 
•6| ptroaUndOal 11 otpo • UB lauro. 



floliliualiU ui uccUei- -niin.j < Kimla 
lellolU* provocevlt rum lo Invldlfeoi ot 
Ddluid niulUiruiDL uua (aIaH qnjial c«< 
rlil«(itroa(llluUvblBnIaaaulUMaa«M 
iaUoji Tor|ciir« hi il#prfi«l«i«fD Ipoenin, 
HrpeTDOl, ««vlaretfDDfl faete, DWtlktlBI 
wiuMrv Ipaum Oitun n-ltnlnlhna. ITi^a* 
di«flbAt,if1llHil)iaaer>(rai?lQ*dltloF pTto^ 
dpej allEin, i[n<«l virritnbBt ■11,1 qiid^ 
gnlil (uipAinLuE IkOnral ptudi-uU* aiw; 
allDif dl<iTbiiI,qiiodl|4c revclAbal aeoietA 
retuiuia puolifloi, et hìu d«i nliln t<* cU 
di» ebo li fu Appoilo diioavatà dpU* tau' 
(wnidrlcB ■; Bufi>. ItDp*nlvr •uvperta» 
M ciedaloaleeltlpianwMuIari. MW- 
cmsri. al traiti (arearìi In qao IpMWB 
iilcua (bna UdImu IndlcklMMiB.... •• 
Ipuitn inWrfkxIt r. • Tmiii t (ni p«dia>i. 

- AHuo: dal TtdsM • oon Totani dtt 
ramare • dall'odio. 

60. uRunw : ebludabdsla acttcta la 
DOB lolFt*. pd aiirmdolo a ma oba ■ aa 
piaui'ii. -iiiiiii: tuu Turili dilima flin 
ciH non •• DO «Koitara. lndl«a te arti 
pISMioU, onde aeppe laalasanl •allV 
oliDo dtl TuoDana. 

ftl. lOLaii alluntaiiali lati it, <h» M 
Milo fbiid uiiaM a parta da' noi wgrttl- 
Pnbabll monto M Ut la prlootpale ta- 
luna della eoa roTlea, 

U. bO «couio 1 II rtpuao. - i rotai < la 
itM. O. Iiinu mefliu. peidrl ti rtpeaa do- 
rante la uiill4, « di giano il rl^Maole 
OmODii-tiUll. Al.i LI vuttKirotal.tM 
la pereouii. la iila : cTr. Iitf. I. M. Srik 
dlx-n* lialunl od Intiniirvinlaiit di ^w- 
■tu looKO sa. jr«on. Ori!.. MM-1. X. f ., 
ÌMO. 

M.HjaiTHiciiil'tBiidia.cb'.T.n.Al.: 
la Cotto di BoDia, 4 lina la c<t1a ■«■ 
nana nwMi chmou * dWlr corti rtitof 

- uoruiu: (Olla ImpMial*. 

o>. ri,Tiii taentnM. itoduveol I (A. 
Fwf. XI. Ili. 

Od. luiKTS' 1 rotrado o^am. IbtI- 
dla>i ^irMrt. UT, M. •Innltedi» 



M 




léne. T. «iM. 1] 



Isp. uii. S7-78 IntatDKLixvìOìnì |St 



«1 



I» 



n 



Infiammò contnt me gii Baiuii tutti ; 
T. gt' infiammati infiamicir «1 Angusto, 
Cho i lieti oQor tornerò in tristi latti. 

L'animo mio, per disdegno»» gnsto, 
Oredeudo col morir fuggir disdegno, 
Inginitto f»oo mo «ootnt me giusto. 

Per lo ngove radici d'osto legno 

Vi giaro che giammui itoa ruppi Mo 
Al mio signor, che fu d'oiior ȓ <logno t 

E M di voi alena nel mondo riodo, 
Conforti la momoria mia ohe giace 
Ancor del colpo chn invidia lo diede! ■ 



h*a ■■•« laUirfdl ID DiWaa Mnwsa •: 
aafiimt. U.U - ciuniiiB: Il luul fli 
■ t t al, n ri B d toBfc» rtarttl»^ IM- 
lo** mIW 4l*kM, * MOe»: nona (U 

ta JtkMH«JL, ita «VvM. - cmm :■ o> li- 
la Ma* ■ Ma iiifitif —M th >i Oan. 

M. witAlDUTi! uloU d«~ corttfluL 
• AHMiROc rtBp«>t<«a r>d«4(« U. 

« nlMiuo: li mannlraaa. 

W. m HHiWMMO «umoi pn» d> 



TI. lawiHO : ■Itrol I nlr*la isllisr. 
■Ìirilb«liVI«f)a.*lIittUapsrHa(uia 
JiHwOMf.la.1— «— Ud«a»nalp»>p. 
paMflBi, md IMI e*lpn*la di IqciartlBa 

— H * «*M» ■— I wli ih i a»qi<. aélH 
MMMMi MMlMK <l<Mll «Mri a IMM. f» 
l'I!» <H B •■• flàliC*. orli' Hit ■ br*- 
nMMs «wtaia. o di Hivll* (ddiTM- 
HD^ ifa ^ fnvk^KtruU 4a BM «i»a 
nàlBt, MBB <MMiik«.(iMlMnu«Mii- 
^— air lifr. r. Ul • JI»<(^ow yiuif» 
- ftw*r rft rt tga» • la lUn uiUUA i» 
mUn^UBrOcnral, « pilcuflAiM- 
tar tow, cka « tfflUU mbuibU 
■Mm aUhiaiiii na laUM, fcn—lii 
raaHMtaMoM 4*' MaMBfoaaali b^ 
■MM U laamUi. |imJj PIm da«É TI- 
■■* TMia riaOMBara !• fnpcU IM* 
•«>«• B «» Mitaara ■ lantar* «a* pa- 
nta A* fa ilMUU aall McU Ad M*«*, 

VMU MB HMfMIt • ■ 



L 



•MiiB paaaU cÉ« ai Mao Adbi Bivi* 4i 
n«r adi* Ticaai gppar* lai» Nraai, «»■ 
a* B Ut. ■!■■»■ Qmtl nnl fraraaa 
dn IfeBla tr>l»Ta laai iMf Ptar <1>4U 



la. iilulMO ' iMitDC prLnrlp*, fm Capi* 
taso, friD {KiUtleu, •le.i-iia*. (mmom* 
evita, «niro dell» kiUra, util tMlaraU 

(«Il ilauu ((.'fr, Vnlg. Klcy. 1,1». «.m» 
««■««DO noi Ir^f. X, HA. A[Ibh|iu11iiis 

di SVrdArijCfi- VplfDdd otlTl VfHTV IDOlIO ti»^ 

»1* di ma giuDdoiu > iMjnia n kiuiiIi 
eM> (atiii ptr Ini. odo cÀsrl» InitUDo 
tM« gasati brttrl TU*!, t quali pUefutra 
dmIi» k MaatMdl « «jin altri baroni, a 
fa«^ loMCUan «alla il*IU tnn'lBn 
gH faaii dlaaaao: 

81 itvMUà. (taw (UIbUhi tnUa. lanM, 
KoMIMm ■■« fgHMI IwtMn MVII. 
Kg* fM«> talBt*H rwwlaah ini >HH laut- • 
0. mi. VI, «I. 

n. ■■ ^ ricalila fl1i*l'aT«*adcU«. •r.U; 

■aqmlpoTeiviiiIrlia iccataBcradwln, 
tiBiirljtln]>aloii*l trtfPTn.TodorDDmpaò, 

IT. comolTii nTurfleaBdala l'aDOra. - 
■iimt: tlIIpMa dall' aonUB di mdUoi*. 

T. n-l«e. I MMdl mittl ad^poto 
WaumaMMT. PWf •*, T. ta». • Dl- 
■•Dila, M TUal Billma ili plb p die* Vli^ 
C<llo ai FoalAk « I-a ctfmpaaalvaa mi Vf- 
[Ila V UH d*IU paniU i dtniujda 1u - > 
Ilipasi]* quealt. E Vlriclllo: • In <(uit] 
laada la aahua di Ttpl Balvldl anlivnu in 
«bmM Dtauhl a 11 anno InoarecraUI Ei\ 
nott llb«Tatini>ii t pnawittlUf* R Io Hpi- 
tlta^ * L'anima du]iblE.'li.1a, ikLii-Aiia mltta 
la aanltiDia di MlnoMW. i»<l*. «Miia )■»- 
tara aeafUan 11 luofo di tua dimora, lo 
qocata taWt,, qsal arma, » vi KrnnnKlU 
«A* planlA, iltlln l'ol foglia il pa«oi>Dn 
le Arpia- Al di d«l eLiiiIiii» fliial» rìptou- 
4m«ou il DDJilrfi ouiiM ritorto « lo ap- 
plrelir[*ruo Glaai^na al ano allora*. *■ 
• L'anima »t>iualaal ilulDulauieata dal 



ai 



H 



« 



IIiil>urain«Dla oÌ6 che il tnu dir ^ricif;», 
SpìriU) incarcerato, uucortì piaoUK 

Di dirne come l'Einim» si log» j 

In questi nocchi; e dinne, so tu pnoi, 
Se alcuna mai da Ui membra eJ apiega. » 

Allor »oflì& to tronco forte, e poi 
Si nonvorU quel vento in cotal voce: 
4 Brovomonto wrà rìHposto a voi. 

Qnando si parte l'anima feroce 
Dal corpo ood'ella steaaa s' ò divelta, 
UinÒB la manda aJla settima foce. 

Cade in la aelva, e non l'è parte ae<6lta; 
U« là dove fortuna la KiiuMlra, 



MifB. Win lo liaTrti pia mal, • iMu 
oUu» In na tnrtn ratriDM di nilim 
talwfci». In nnm plaoU, ■ In |>lau(A «eu- 
Vrk ma pgaì ora !■ tnfllliira cbn II aul- 
«Id* ai fan iu tIu, Ijt Kpitruiaiie A 
•(fnu. U l(i(la A rtcmt! l*lDl»nnil>'i 
■Dkidl * Il luicldlu ri|Miiiii» •larnanienta 
\n ogni iAlanl^ ' I*e Jtai>rtU. 

7». xrtUI: yr •xUra tm quair*DlDB 
f<A«i« dir* ■Un, 

to, l/uft4i II u^mpo niipurtann- 

m. TI i>ljiCB:*apÌbUplM*dl(hlBl*- 
r* 1 ■• «airi oiln d* Ut «loaa'aUra eaa*. 

n. CRmi: VlrtHia mmaM I puularl 
■U DUU. 

M- H'Aonnu : ■■■ «uaniBOTg. 

et. L' uou ^ Uuiu tI*miU I ton Ma 
•Mo gli ■t'nu, /n^- l.n. II hIwBm- 
au idI«* ilttrHAll** 



M. ni TAir iIb qOMU WM 
carecniu, • (h« fenao qal I 
bn corporei. - iriBdA: ■ 

SI , M>rriA I qoiBla aaSa 
Il luiplroill «bl rammiKli 
Hnn I» alide lUH MitsM 
l'InnoaM doltn. Il Mifl 
mOo. - roBTii fcrtiiw rt 

M. « ooirvRntt B «^ 
rM> itrtIrNirua pcv l' bdlu 

M. TSaocR T ■ InpwAiaa 
cndrllKa tmO* ■* ■»«>■ 

M. Ulx^Lt KlBhliV 
eba è napoal* In pdadpl 
aimiHt rocii mÙom « 

UT, mcmut»: auMUMi 
•mila di teauml la sa di 
BÌTa. 

H- »<wnnu I d«« Il aw 



[cnc. T. atu. t] 



llir.XI1k9:>-lI5 fSCULli-^DATOBlI IS3 



uà 



n» 



111 



lU 



Quivi genaoffVM come giun di spelta. 

Bnrii:* tn voraiooa «d in pianta it(lv«Mra: 
L'Arpie, pttwetido poi della suo foglio, 
Fanno dolore, ed a! dolor fìnestm. 

Come l'altre, verrem por n onero spoglie. 
Uà nou perà die nlntiua Ma rìveala; 
Chi non ò giu»to aver ciò cli'notn si toglie. 

Qui le traaoineremo, e per la mesta 
Solfa saraoDo i nostri corjti appesi, 
Ciftaemio al prua dell'ombra sna molesta. > 

Noi eravamo aneom al trooeo atl«BÌ, 
Credendo trh'altro no volesse dire, 
Quando noi fammo d'un romor sorpreiii, 

^milemente a ooliti die venire 
Sente il porco e )a caccia alla sua poeta, 
Ch'ode le bestie e lo franche stormii^. 

Ed eooo duo dalla aÌBÌatra costa, 



M. araLVii >*la>p*IMaiuibl*<a,la 
qMl ftRMB !■ bHBB un% «vtM» nat- 
io, ■ r*nM *d ■■■* ■fmliIlB ti tariBs- 
(Itan di qaa*t* mlm* flaot* • i Ho». 

IM. TiKim(«i (iwian* runiMiwIlD. 
LI iniJliM». TlMMlsItmnili |ii««lu 
r»w— Ilo. «rwBi mtagl" """* '* plinto, 

■ ri h p«t p l »*té «awitK. kliigtu ulta- 
ttB». (Skvi ■nlnn U havananr^ir 
•Bvcut dlTvru* iin«—H>» >l TlrtUtH 

fB ATona «OBbn ni •ntuna. ita DaBo 
(■ ■•bon ■■ nanliU p*r dirtna* !*• 
aM>i Stomi. « 
1*1. rMOMiOi pHcwariiMl- 
tn. Riarnu: ÉfnMm (mJ* mdudo 

■ lUBto ad I «mi, Mp W — ti II d«;o». 
IM- ii.TK>: aala*. - lunati ulU 

■«> 41 UI«B*I O « dil «ladM», «<». 
tV- X, ll.-araaui.- » rl|it«ad*r« I tu>. 
«M DMipL c<r. r«r VI. IT-M- 

M*. poa rnò; ■* mo t« qniMo. 1 
Hf)l ■f^nadoBo.aanM *lH(Mni6«. 
■ma wf H P H (WlntaBHto ■«■ tha 
lUW ■THKMBctBnM. r ma BOB I» ««a- 
glMmi la nM*to >*Ub. La aatsa »- 
^^^■ai arpantaU kra eMyl In 

MB- AL ivua I at't riaiUBM l'anboB, 
■AM^cM* •oIcbUU (U dalla ma v«- 
(N>. An«BW ranh* -iBMM miBo ri 
Miilli I u BMlaaUlB lU «rpa. ■• •• 
■xfMNM. Al > MtìtUft, (M odldM*] 



oorpu, V™ « ti «o<p« «ba«dlB I'ibImb, 
■1 l'nBìiujt cUa «dia il onpoi ava AII«Dr- 
pn rhn il ^rlra daH'anlma, ilqueaMcte 
•I iiiHiiildlqlMlloi dDDqgal'aDtmBlaaa- 
tniiIalii ilal onrii», • •un rl«T«ria. 

V. luUl^. riolmtl nmm tt ntll^ 
fotm : Jjittmféi Sitiqtf r tUnnHno tljt 
Suut'At*drra. Kn-u \ìno tpjrilt auilJ v 
Sr«nlMj fiiffini IBHgjLU da Bvra fluite 
\ttxmvm f «ornati! L'uou Mallaauaaj 
Idiiu. iduila. al IskIb tftilan • ti ap- 
)4aIU In ca CMpncltu Ann la «asite itll 
Miiu adibai* a io larataas an* ponan 
via Iv incfnbia, • La pfmi dvjElt «ilalar- 
qxiarart eorrU|iutid* a quello tìia ««at fr 
(laro In rliaallapMvnaagaUBuiladl- 
lin», la aparpa r a mi c, la dlalroaiua •( 
itUMBni. 

IM ,irTIMli lataoliil Inaea cha rao- 
eDailBia I'uIsjb di Piai Mia VljtBa. 

1» aunrav*: •C«uMlttt,Xa«Hil(v 
piMqo* ailcRlloa liHlt>i Tttt-, i*»- 
TI. Sta. 

Ili, a orun : • a qacl «MciBMt* appo- 
•Ut» DtllB Mira ad upcUaia II fiiag- 
|ÌD dalla in*, manti* alUl naslat a orni 
oanano la atlia ■. Lfmk. 

US. ifMv -. talialtoa. elasblda. - cu:- 
CMi I (ani caMaall. - l'oara ■■ alla ma 
«alta. Tana il lavfa dare A partala. 

IH-aToaJHiW-rcmotiMiaaailatai fl » 
BTliadn, U /raatW laarlaiaiit. 



124 (esse. T. «IH. 3] Isr.xin. 116-125 



[HOULACqUATutl] 



ne 



t» 



lU 



Nudi « graffiati, ruggendo si forto, 
Ch« dulin Kolvn rompiòoo ogni rosta. 

Qiiol <])iiAnEÌ: «OmacooiTÌ, accorri, mort«1» 
E l'altro, k cui pareva tardar troppo, 
GrifÌHva: « Lano, al non furo accorto 

Le gambe lue al!» giostro de! Toppo! » 
£ poi oh» forxe k'Iì f&lHn In luna, 
Dì 8Ò d'un cospitglio fuco uq groppo. 

Dirotro a loro or» la hoIva pieoa 
Di ii«re cftgne, bramose o correnti 



Ufi- KVvt '■ ftVMiJo jiii]ji1ru:qi]H(o ptntiu 
|U ubili. * aRxrruTi : dalle uifiic e dai 
(rnuil iteUk mIi». 

IIT. nomt ppt^itiiaBO di IViKbc e 
rami. Ho(M* InGtoUwiiinniiinili nimti 
rft. nnatuaK. 0>U>rdi. XLIl. XLVil. 

lu. ijdEi.! Luo (Aronlmia IlMonlt> 
d» Sl»ns, Il iiDiils lisi rwto D«ti wiolm 
liiau poi un iiruidoteUlàFqiLAt^n. Cfr. 
Jfmrdiw. I>anl* in itima, 41 «rc.; Va. 
ttai, JIOMOtla di doguinnili itoriii, Li- 
*trrao, la;(l>p.BMt4, Ri «IIIA * luorto 
•■con uall» btllaiHk del Tappo del ISSI, 
o«U» <)iu1o 1 (UumI Diraoe mciAlll da' 
eli AMIdI. • lai* Lanai rait quidam da- 
nlcalla* et lanol* de ot'IUI* Sanarum 
gol (ater eirtm «liM dltimlmi» ■mi - t«. 
tata tali «iimiaptnT divalpHloromiiIaD] 
bniHimm fucitotn - h>I aitie merlalo na- 
Mtalem tlefloerei ipio JiiveDA««iDlerfl 
Bortiiiui Firlt in <|tiiHlani (wndliAo ad lo- 
dilo Plebli rio! T<rppo • j BambffL - • La- 
«Riolle It piulre eiioIIo tìivo, e fu ni pnt- 
dlfO. nbo veDue In UnM porcrit • nl- 
«tla, chp. eM«i>'li> *e'1 '"b ■'*H waetl 
la iihh parie t^hci ■>] lLìxiiia LI Teppa, a 
•cenllltl 'IrkII Argiim, pMNiilo IbQilrt 
lairmrte, TDlleapil nieiitvqfililciincc'r- 
narein (aula poveiUa Inetta •; Jn- Stt. 

ìli. i-'ALTHOi Olad^ma da 8anl'An' 
dna da i'aile**. ftino» •rialneqiiatoTa, 
M(« niwlderr. wnn* M ored*. ilk Kiietine 
IViiBl mui cfr. £- Slli>a|inÌH> in Ilanli 
I fadein. p, tt-'t; Barnnlìn Danlti 
U tue Meolo, p. tCIfl ifiìi- « Fuhìh f>ini>1- 
boa «la IiodIi dI disperai uà obtll • : Prtr. 
Dani, -' TTlaodlii a n'iHatiKiilnile tnna 
■uà. f^l oiDltaa r4c1eDt1a4 vaniutaa. 6r- 
mal {'uni nen pf^uctl iltirtn^, manclatkt, 
lU pprtatvntQi ptnrea pelTm plfDuIaU i^l- 
priaal facEI rum rnria, et latr^aniDt.iira 
hmllUiJba* lu uamera. n( ad Ulani atti- 
Mbid «sotitn praToomtntalbl xitiiiua. . , 



Alili vi» ton Ini de Padga VeuMlai 
|>er niimou IIkdU: In aailcum alila In- 

fenll'tiii iv7^Un, qiifjTNm ^llijiik puleabapt, 
allqul eanUbaui. late fatuea. ne mIu* vi- 
dei(itorlnii[ll]i.et"tk«ne, Pirplt aerlpere 
poonoiatn, ul ilaiiuiua ulnjuliiUiii ili>lic*- 
re In aquaio cnfn maene rlen emnlum.... 
Cam adiud eiaat iti riire mio, ADdlrlI 
queniilaiii niftjìiialam cani <y»bitiva ma. 
guft fifibkbqni lr«i ad prandlam aeo6tt ; 
^t quia ben erat proTlana, 000 poterai 
in br^riaajmi^ iimporia ipatlo pmldaf* 
aevao'lujii qcio^ «nii> prvdlfalitatl rM^ 
batur vuDT*nitP, nitbltn eftejcla eautote 
uao* rali pam fL-oit Blatlm tuittl Ies>* 
la omnia tuciiTln tiIIjt tiije aal^a apta 
locendle.qnia ut palala, >itlp-illaetataa- 
Ila, quella •rint^etDJnnDiI«T deailaUiaro. 
aiIfatUBi la lerritariu pailmnoran : «t 
reDlene ebiUm Ielle, dtilt. quod (awnl 
hoc ad teMin Di icaixiiiflin prepter etnnB 
advuitDm. ot IpeoamaKUlA^'Utiualioce^ 
ramt • ; One. - Tiai'iK . correre imppu 
leDlaiixnte rli|iMtuu ^nu i-'lie,mmitide 
pin raliua. (U era eui'ato iaiiaml, 

130, Mii ritHo ; uu.i himmi ■) lelw-e 
li platee I* l^are del Topp», quamlutug' 
fenda amati palalo raliare 1* vita • 
fore'uiobii l'eolma. 

111. iii.iitTU: la ballaflu alla Pla<« 
dal Toppo ti Uro qtaal a oorpn a nfpn, 
rome ut Ha (iuatre. fotae t ^ol delle per 
balla. 

in. ral.Ui u txsx: manean 11 
dalli. 

Ila, uHOIT»i gnippe, il UaeU nulli iM 
lo DB eaipUKUe per oaMnDdtnt. 

llS.L'iKNXi llKntBDo fona ondila 
ptirtunl. • (Aaaae penwiaaala* «a 1 
veraotce anni cndllarea. Isa 
Um aiiiieneolaBtea |kkI lafflum J 
loa. and* tu dtapentl Bacioni fcotalx 



M M ooonlMota) n«r. AhW. 



lene 1. ow. »J 



Inf. irit. 12$-14^ [PS sttlClDA] ISS 



Come veUrì cb« ogeÌBser di catena. 
131 In qa«] che s'appiattò, miuer ti ilonli, 

K qDel dilaceraro a kruu) a br«no; 

Poi ii»Q [Kirtftr r|uelle membra dolenti. 
Ui PreM«mÌ alìor la mia «corta per mano, 

L meoommi al oeepiiglio, die piaancoa, 

Per le rotture sangiUDeDti, invano. 
183 « Giacomo > dicea, ■ da Sant'Andrea, 

Che t'è giovata di m« fare aohermo? 

Che rolpa bo io della tua vita rea7> 
I3a QD&nde il maestro fu aopr'esso fermo, 

Dìsee: « Chi fusti, che per tante punte 

Soffi con sangue doloroso aermo?» 
1» £d elli a noi: < aoime che giunte 

Siete a veder lo atrmitio disonesto 

O'ba le mia Ironde a) da me dÌ8gitint«, 
ut Baccoglictele al piò del tristo cesto! 



IM. TM.m: •Stala (nprU..- nal 
Mitra ekaMeMnr**! <>>■•. I, ti 
UT. 4aa.'bn>p*daltaM'Aa<lrM. 
7.1N-I9L Oi nwwMlM wJfMd. 
L'ala* iMftfctanU Hi Maeatllo plra- 

« lUvoito pntta. «* «w alUDt* 
»| ^M V>arHiHM*fnte detta MMuft 41 
B I T**** "*> ^O'* TMdiM. ■otaBfMdo 
tJwl» Bill» irapri» ■ 



SJTl;;**- - «.p^ill ^ An». 
»-t^i;lW' •> -"II* !*»(•, ♦ 

•^ At. tlZ?^ Mb «■ «« >i 
y*-* - "~-T, "^ O".. Birti. «af j.. 

Jl^'^*^^'"' W^lDl aoTTIlllDI, 

— - II. *~TÌr' '"^ •■<*"' 1» lu*n- 
fc.'^wVT* »"»-•*■•", ente t«t 

^*'* »!■*"'■• "■• «a"»™!! 



ddlH Inlkailk di «Mt dlwnitU morlii , 
oTTcra penlucobA In qua' Umv'. qnut 
rvilil* EIL1B n}klKilUlr»Tifi mmnilHlii cIm 1>ìi> 
iidIIa vtt'Ji uimljm, LitCl *« ni ImpICCAIO- 

40*1 piti k1< pia» ili quB' multi •. 

191. i.'XHi'tjai.io : dDv'crwl tlftielUa 
GW'unii' iln 1<«nt'AttilEr«- 

133. IEOTTi?aB: rktl» tlfelE^ «tene dllM 
c*TiiDiln miuTomn ■ ij> Uluema II IMO 
Mll'ap Cini Uni anire II («pB|IUi. -nt- 
VjUIOr DOS KloTUldo II |ltuiM> a lUlut- 
niiitv iì limi d^rv, 

IO. Kjiri'Axl'BM : di OdlTwna, » 
Mlt* m^cUit d* l'blDVfe. 

IM. TAtt K'iiEuiD: rtpunrtl mI uln 
naiAj^lLA. 4Ti>nili>tl In ttiga* alò uopo- 
•UnU dll*w>*U. 

tu. cntirA I di «MM r«l4u • nini- 

(UU. 

IM. muÉOi famulo. 

IM. rumi «Innlia dal taol T*M«k 
• per tM pDiii>Uiru denUnn MalnAiiiiB 
«I iqplitn**! Btmw, 

1)8. Uitrt: sudi IDkI lUEii* • do- 
lorn<« t«c4, - aiKini «cnidD*. 

119. imMiiBDa TBia. onda DOS Mete 
Diale ^ ilT», 

IM, lUMMOio- KOHl». brattai cfr. 
TTr,!.. Jm. VI. ttT: • Innm labana- 
ala viÉlaarti puaa *. 

111. -nino cnro: oMpaflIa •*«&(■- 
raU. 



IStf [eoe, 1. OIH. 31 tur. xiii. I43-1&1 



[DS BinciDil 



US 



lU 



Io fili dolU città ohe nel Batiata 

Mutò il primo pRilrouo; on<l' ei por queirlo 

Sempre con l'arte sua la Tura trìata; 
E so non fosse die in sul passo d'Arno 
Rimano eocor ài luì alciinn rista, 

Qvi«i oittadin che poi la rìfondarDo 
Sovra il coner che A' Attila rimase, 
Avrebber fatto Uvoraro indanio. 

Io fei giubbetto a mo dello mìo cose. > 



1U. CITTÀ; tlnnia.-BAluTJiS.OIa- 

T«i>ni BniiiU, poiiiiiia di FlruBi». 
Ul. rumo MdTte. 'Tiu QUBSTUt par 

niul>tiii dui Hi>ii[l>a. 

14A. l'ahti HUA; Ift foorit, 

t4G. rutui: \-nnlv V*c(ilJlo. 

llT. azjCuha vìhta: i|njLl<'lit^ rfiilo <L-fT-, 
• <|noIU|a(>lf»««riiii..II/'tJ>-. XVI. UH). 
Flnote (utjikoii «liba jicr auu (iruinUora 
UmrB», «j enl onnin rnau on I«d>j.Ii> 
mu»TÌi:ll«o ; a. TiU, t. a. CuavorUt* 
h oitt* al (irlatlAnHlino, ti leiDJito fn ■)•■ 
dlSMdsS.aiuTniiia.nU UiitiKfltMiTla 
fV pont^ xnpra anm toirc pr«4W l'Aroo; 

0. vm. I, eu, giiiuiilo yiim» ni iiinimt- 

ta, tu (Iiitii* codilo neU'ArDV. Vflf. II. 

1. KlAdlDoa'l U i-ltU kl tmtfl <U Carlo 
Mtjiao. • clloo»! fìua igK jiniisbl «OTiDa 
ofipinlmo, uhi iti rltkrla nOB «'«bbo l'O- 
dala. ■> l>tlmiL UDU (u it IraTulk a tniiu 
■l'Amo rimiKlnr Ol maima, ooDWomU 
|WF li primi FlliaFLlIorì paful ptC ulK^g- 
OMiitU a Morii, la qaale «r» Mala d»I 
tema il' Arno ilaila dlnliodoDa lU Ft- 
tanio Ialino a ijiiallo Icuiiio^ p. Hlrora- 
(ala, la paoHro in m uno iilliara to •« 
la riva del dMt" nnion, «t'^OCRI II »■>« 
dal I>ouli> Vwhio •: (I, rill. III. I. 
Kolla (fallilo In^milaiioDC del ]?M p4l 
«vaddtitn AnmlnHlaiDacmiarlv.fbVra 
ia Mil iiilBiini a pt« del ilMto PViau Vac 
<hl« di i|Da. V nota di Warlu ohn gli 
iMiolil dlMBBD • iMOlaiana In laotitlo. 
tb* qoudo I» «Mtok di Uatto mduae 



(bua DDMa. la dtli di Flr«D» amb- 
ii* gran peHcalo • matutona •: fi. VtU. 
XI. I. 

U>. AmU: olio airebba dlaLniiio. 

■Acotido ana tnetunda, Vlrmia ofl iMi 

a. Via. II. 1; HI, I. 

Iti uiUKBrrrur A>r»,paliboÌo:rnuiF. 
■ni. gatli ofr. Diri. Wìrl. t>. 111. • In 
domoaua ciini ijaadam oorltiU doa dlot4 
Idoo aa Ipium ll1lJlp^ndlt EI prt>p(4irf« 
dldt: Io feri, bìj}. ijiila Ei>cua Lq f;QeaQ' 
(pfsdnndir bominai In patllbua Ptu- 
cue. TDi'alor Jvìniti, ni ipaa Idara da 
domo i>ropTla toDatltuIt albi fbrc^ • i 
aawbffl- - • Oitiibtitt t 1d Parici "'a 
CDH colla qnolo al A U glgallila pai 
la ptilibllca Mf[DOTla: 11 al Ij^lla lo tO' 
ÉiD. Il al Implcoa. Il ■] piooMio p«Qa far- 
aona tlf' latiUUirti pM la raclODo pib- 
lilli'a.Ordlnratitiaadt'loaapaxI'octi'allI 
5i» dollv <ia« Mao a it clabkctla, fio* 
cìifi ni appItvA »A ml^mti/9i frillb. - «<rll^ 
boltum oat qiir-iiain t^rrli ParUaUfF» 
rtii]lAr}nbthomLrEi-Hiiup^Mbdito|]rrtL<toiK 

- * GivOf/pUo, rloò fi>TDba ■; Bof<. - ■Ql> 
bolli In iLiiguB £allii-.a Idrm «Mqnodfl^ 
», ilxi toma ubi fbtaa aaipasdaaldl ai 
Brnc - • (jii»itii Kiobbaltti t T«wb*l* 
rraiioiiai'o. e aluulflc* luvgD dalla fctdMk 
poirbi' roil ut oblama a I*arl(|l •; Adt. 

- • niulKt(« aonu chiamai* la Ibnbt 
ia rrancia ■: .In. hter. - - lubattsa 
Pariiili divitur farra. Iihti» aDupasdU, 
■Ito patiboli • i Sirrar. Ctr. £i>riiM, (!{ 



OKT.cn.il 



I«r. UT. 1-9 tftosGix DI rmco] l?T 



U CANTO DEGIMOQUARTO 

^^V CtEBCHIO SETTIMO 

m aatosE TEszo: noLEim contro mo 



n. TeOt.tO DI CKSTi, I rtIFMI tKFCSXAU 



Poi cfas ta nrìtà d«l natio loco 
Mi miwa, rannu Io Tronde aperte, 
E nodo* le a «olui eh' «n già fioco. 

Indi raoinino al In» ove n part« 
Lo •eoondo cinti dal t«n», o dove 
8i v*d« di gionixtk orrìbil art». 

A bao maoirMUr la eoee DDove, 
Dice ebft arrìramne ad nna tanila 
CUq dal mw lello ofpiì pianta rìmaoT*. 



hMiaiiHfJ UHM«M>nMralM. 
I In Mm niÉMi ««linBiliIll, i 




4. ti 

■ 41 Am« la tipInM • Uul> 

■ XIX. M. UrM*|Ui (f*ta 

>^ I «■ Al tMiw llrsM i n — » 
i|,WM«tM a riar «ifM «I laaaMII 
laki taWBM >H«pii It r<a !•«- 
aia*BHi, «■«MWMtaMmM 



»««■«•»• Mfc 



l.«Mtt4 



« I 

t» Tatf. .fc( I. «. 

•Iva, viH^ gasila iiiM» 
a, r Mar « ^«rta. 



(ma.- MMM : U Wivagl»!*». XIU, 

a.aaaba'LailarMdat.-«onu-ii «Da 
^Mla di «aM OHaaUaa «ba aivra laau 
fattBtHém PaMI.-nan>:*«aM«4al 
inn* (oal. AL:BOOO.IU«vMaaaal 
UMUiti raa w« h n tmM il mttltaa. 41 
K^nMaM.nt.>iX r^ Il •(. M raat» 
•IMO • tnlaaa M H« aakrvna f«(M. 

4. rtn:*aaaaa, lan»laa.-« rJiiTwi 
•i lUikla. 

•- OMBiiLi iranBMTat* nmliliii 
italk «ina* ctMU*la. OiTlblla U fMMK 
■mWfa la twa. - utsi aaa^ aflIArta. 

T. >ti(nrai mm aacat ?IMa) «». W. 

ni. 9*. 

5. uuni* ! ftaauf a laealm a aaana al. 
Uri • LaaJa * tuMtala IWuwa. « 
y^mnjau la ita cfea ra laai* alawii 
■aaM •! Ali. Aar. - ■ A aaa laarMt fla* 
a aaa ampio* > •arteaul rtsiaaai«aa. 
tu *Mv. a al mar» a»Ha 1» ^aM ta»> 
H •! M^OL Ult. IMn. ITfff. 1*. Mt. 

> lanai aaidv. iW « tabMU, «aiM 
flaata Ma *l fBtmtr «naaata. 




ia 



i« 



i> 



n 



Lft ctoloroon Holvk 1' 6 j^iirluidtt 

Intorno, come il foaso t.ri»l,fi ad onra: 
Quivi fermammo i (jassi a randa a randa. 

Lo spasso era iin'arona arida e spessa. 
Non d'altra foggia fatta che colei, 
Che fa da' ])iè di Caton KÌà aopprofiaa. 

vendetta di Dio, quanto tu diti 
Kaser tornata t)n ciascnn che leggo 
Ciò che fu manifeato agli occhi miei! 

D'anime onde vidi molto gregge. 
Che piaogean tutte assai miseramente, 
E pwea posta lor diversa legge. 

Siipìn giaceva in terra alcuna gente; 
Alcana si sodea tutta mcoolta, 
Ed altra andava continuamente. 



10. an-VAi d«l imtaM. - u't oHTftij>)i. 

lUk! dnondk qdmU UdAb, somo la rt- 
Tlm del wncD», XII, IT t; (Inm. 
da la hIts. • La dalnroo HlTa* quaal 
(hirlauila ad ««■•, pnich* la olniEiu «Ir- 
(Oiaii II IriBlo focKi di MiBEi» Ik alta acl- 
ra • 5 RoM. 

11. rumo. Il Fl'Ei'tiiDM. 

II. niKtijiidal Ini. K«ft. nrlD, mar- 
jE^Q*. pTiitr n finita a ranJa vaU vf- 
CÈrja air orlo di eaaa laada. • Itaatuto r*- 
aenl^ la rana, |umbA In «u la pianura 
niH) potavano aeaudan. yriih^ v'era 
(iHKD-i BuU. Cfr. l>in. Win. !'. Sii. 
\». aratxo: lat. j|>al>uTn — lo 'pirig. 
n awilfl di E]i]Hta lamia- 
li. cciLIlr rtrnuB -tri II Lllila, ciloila 
dal pJiHll (1^ I.TicitiiLi* iriJiii'a, quanbln p^r 
Il dMvrlo di Libia i4n<1iiu« \ rraiilnL 
d«irn««rcli'i di Tanip^n oA r4 QlobaKfr. 
Liuan.. Phut: IX. 3'^ tgx- ' 0>M. U 
rana. Raro 4 ohv qur<io pn>noinv «I r1fe> 
ilaBaaEuaa luanlniala. TiiitavikMtmpI 
rtmt man»iio«i L.Vsni . AVTnil.^tM, Cl^. 
AuJJ. ni. 1:3 ni. 

IS. CaTos 1 (yli« ra II prlniA a mMUrri 11 
platlai t Prinmfl arma* EagFVdlar. prillili- 
iQn« j^aitDalnpiilv0nponaiB";i^waii>, 
fAari. lX,aiil. -aorvRMui calrau. 

It. raNUCrra: clnitltla raMbnlitcc: 
vh. ìnf. VII. 10 •«. 

l». HiiDB: esita la tura aUoMione an 
iMta pia qmaaUTol». KaMraJonnla 
IBIM là «oIb* aODB DOdtt {•MtltsaU |Ii 
*M*«K. «. XXItT. ai iCB.): ma II PmU 



Tlcnr^a aaprtaaamml* qiwata irlratUa- 
la. quando vuol larol rftlcre v ataiir m^ 
EUii la Inni niLuTia. Il iore marllT^- cfr. 
tu'. Ut. lOOi XIII. llfl: XXIII. Itli 
X XI7. Uli XXX. U. -iiwiHMl: aiUare, 
lonna. 

;i. raiiaai dal dinrri loro ut) • nodi 
di •■»«. *|ipad**cbaqnalI*MlBie*nM 
miiDimta a laecl dln«*«i «cdMnM 11 
■■t'L^pliiclD dot rubfo in plb majàitra. 

V3, «ui-ix: «nplDiiTD Vitto. a>l tIm tolta 
in »i. - nmiK; ni di ilnttanu dInMa 
Fd liuiD«dÌaWcDcitt*Dla.TaltoraA*lf» 
nar4i liMIn unnlpalante, « dob pAMMia 
nei'piirr mooTor at ■IcaiMi trsmliaraBa 
ImaUitnnila l'nnira Ilio. «qatsIaWatca* 
111 Ir rl(>adoDi>, ituall nainiiH artaoH, •alla 
tntn puronna. 

1». HiiaA; liblantl antro Mtora «d 
att«,n murai. Sano qui «ma nel nitadai 
Iure» di Uvarare eolla pruprle aanl.n^ 
lem Tlr«nid«ltlalUdel4eBMO.ndan( 
nxitrSKlart: qnlb»B* tali» B COMO** 

di nirln. - tuuc»LTa I aaando t**M X* 
ceni paicoc Tele, niin ad altro lataM ita 
al Kii*d*(iia. • Stnlla, petjMauaBMO 
dalla f«ea>i SkN. 

31. at-TOAi TlnlMitl oontre naWia. • 
■nlumlU. Traidnail. anrha loro malgm- 
do, dnlirt profiTle «oaia paflvloui, »&d e^ 
flt.rt'Eti a cimovarvi fHirjCiiiirain*iDr«, niBtl 
paitfafoil i-ATnali del 0. V, nia ■«pnal 
tsrrvDi pin i nulo » aoUo orrlblt* plaffl» 
• tartMio • plOKjila aono oeatro 1 
Mma fn il loro pnica». 



[orac> T. ois. >j 



IiFP. xn. 8M2 [pioooiA di fcoco] iS9 



M 



M 



«a 



Qaelk die gin iatomo, er« pilt molte; 
E quella Ulta, ohe giaceva al tormento, 
Ha pib al diwlo avea la lingoa sdolta. 

SovT» latto il aabbion, cI'dd cader lento, 
Pievean ài fuoco dilatate falde, 
Come di neve in alpe ««ozu vento. 

Quali AI«M«andro in (jiiullo parti calde 
D'India vide sovra In sao stuolo 
Fiamme cadere ìnlìno a terra salde; 

Per eh' ei provvide a scaipitor lo iiaolo 
Con le eoe aeluere, acciò che lo vaporo 
He' Ili eliegneva, inenlre ob'ora solo; 

Tale goondeva l'eternale ardore; 
Onde l'arena s'acoendca, coni' esca 
Sotto focile, a doppiar lo dolore. 

8«Qia riposo mai era la tresca 
Delle mieere mani, or quindi or r|uiaei 
leooteodo da *& l'arenra froeca. 



ss. «ttn^Ut «Amili. MolUnlioi 1 w 
iamtlà i In nnntni «iBOn (Il Diunl (d 
■MM |M inni I bHUBnIiikiTl. BIM- 
Min macai* M MM«a «I Du>l>. 

tt. M. MWMial IwmbUi «blMrala 
l^cak Minllt. od moda, alla bMUn- 
Bill l'taaB* qW «Ile tpUk m«M* dal 



la. catmi: • I>OBteM pia» lufta So- 
I ot Ooaonbia ariptaiT «* Icbmii 
da eoi* •: Ohm. XIX. M. 
■ I^Boa *t iBtpbn plaiB ■Bp«r«in>i 
SMk. XXXVIII, 1!. 

n ctH» - < rf i B**l« la aatt* a ttli» 
Mll'alfd- qaaBAe MO * tastai Inptrt 
4* ^oaMAa k ItKta, la fMBp*. * Bcrloa 

SI. ai.*U; IImdb*. ADIllbtda11liIlaI' 
I■■l^lll bntudanr lalor» a4 A iHMimd m 
Mao*. MlU qMll * torta Iwiul di plog- 
ria « Mooa BB ^ nnn la alita Baio II 
sala « Ttpwani da WM..»ai<«l utto la 
iidlld.lkBiita M w«a m,i„ una Im- 

•" '""■■ ~ actlblt Al.- 



taia» 






■Il ucirradiAiinl fnai ^if milDUM Mfr 
Mra jjrvc*^ •. Vtt. IVynbM. JNvnritf 
I iur< daiMt*!, l* atria, BtlOfo*. Ittt, 
p.JitgB 0. FomMU In HwK. Xm. 
lue. ll-U. 

3> iMLiiKi lauti*. tnMre. 

3*. 1 (CtLiiTiRt lliMniIul* prauar* 
col pitdl da' lool Mldall. 

ti. ADCiA tiixf pmtU cba. 

W. macURVa: Al.: nnxxaKVxi efr. 
2. f .. K ■<- - lOLO ' pHaa oda «adeiauv 
■Itn Oamni*. 

>T. TiLi: ' (U aKaoM Ktavl dal T«na 
HffmODa y fDHttvtnta a IntonaiDaMla 
plancia di taota ■ : Z. VnK, £K>va. UB. 

M. FOCILI : ac-larlDD. [iii fiHiM dal qoa- 
1» la plein fucala oiaiula la ulnUMa oba 
anmai^v l'aaca. « Ar pnnuni «HkiidB- 
illlaiD incailit Arlioua •-. Viig^ Atn. 
I, ITt. 

»i). THMCi I l»»«iiie, rjallo molto tgl- 
lAtt>, ■a]l«rfnio, vaia rt|:<p|a a 1*ni|>o. 
elio al uiB tBTt/n lulln (as.iia(ni<. Me- 
narano or qaa. ot U l'ima • latin ma- 
nii. a palna aparta. «tenda r. par mal 
din. addaSbcclaodo ila "la qnwa hlda 
dal Inofa Mia panosa Or» it poaaraar*. 

cft. ntn/.. «ud. p. a B(. ikm, irrrt. 

t* 134 ■«. 
4t. TtatCi: anoTa. 



t» >dJa 



IM lente, 7. ea. si In. m. 49-£e 



[capì 



u 



» 



SI 



u 



M 



Io cominciai: < Maestro, tu che vinci 
Tutto la cose, faor che t demon duri 
Che all'entrar della parta incontro mcloci, 

Chi 6 quel gruide die non par cbe cnri 
Lo incendio, o gince dispettoeo e torto 
S), cbe la pioggia non par cbe il matnri ? » 

E quel mcdeamo, che ai fue accorto 
Cli'io dimandava ìt mio duca di lui, 
Oridò: « Qual io fui vivo, tal moii morto I 

8» Qiovo stanchi il ano fabbro, da cui 
Crucciato prese la folgor« acuta 
Ondo l'ultimo di percosso fui; 

s'egli stanchi gli altri a muta a mnta 
In Mougibello alla fucina iie^ra, 
Chiamando: ' Buon Vulcano, ftiat«, aiuta!', 

Si com'ei fece alla pugna di Plegra, 



V. «3-"3. Capanro. Tr»' ilolanO con- 
tro Dia HI ^ikrttlugi^L^ uuu B^lrllu. Il (|mk]is 
pnt gl*Mndo (oUa la plo)KlB ilei hioov. 
Muibn aaitor*, «Hilia in Ul ntiwn ixmI- 
■lan», !■ putuiu dlTlU. • Oh) « «iilul t • 
dlnuDil» Il Finta. Laiipirlla al ■flVoilii a 
rlapMidarv cnn paniln iiiinltauil alii4<IS' 
tIbIU. e VlTflLlu: «La ina anperMa ■> 
la loa TVbbU hoiia il (no mucglut-tf « ^ib 
(l*>g&u toriuttiito. • (jnEodl a l>u]tc - • ti 
UDO it«l Mttl* iti IVI'Pl Kutf lira I liliali,! ro. 
Ma, t^irV ho dctlii, li «uik niTon ò yota 
bfia nknvpal'<n(f a tnl, < 

4t. inmi: alia i>orta <l! niloiel^. W- 
Vili, M •CI- 

il. mcoxrHO ixclnc'I: d naclnnoln- 
eoDIro. 

tS. QUKLi Capanaa, t. US. rltllfi ili I|>. 
pononaili t'ftai1Iiw>naoil'^l «^t^ redellit 
Oncia rMmfrdoTaU «d PnUoloo »i)lm 
TAt. Sdito ■nlln niiiTii d^tla cIRA u- 
•adlkU. lOd* «npiaiornU Cinr* ■ di- 
nitulArlai «d IINaDis. idrKiiala. locolpl 
BDlU Msomvlo attilli*; «(r, «MI., n«( 
X, Mt •«. Stiulu lo «faluna mtgnaiù- 
■Mu » Aqwtiiii «nlfflyitor tt wgiif. 

4". tniiKii lerro. bltn. 

W. uATiiiT: aiuiuollMpa. tenda mite 
«4 noillo, ■ A<t*bt ilInniLKl eli orsa^Llosli 
Qtnbo * rnnlrailii ili irMiIvro; n la plag- 
gtkaumulllv^ l4 rraUa nulnmlo 'i Tnm 
Al' : MAJnuHI ; A* nutrtvrian — rnartn- 
rian^ ■ VMuCur i^nod Igni* plaana boo 
noOUlMl <liirltk<ai tliw, t-t filao*! du 



psri!aa»Ri Inuuilaai > i Ao*. CtT. I(^ 
■V. OrU,. 30!. 

SI, qc-i^LKm.: uon lanoUl (U IMIa 
rita. Don ti tomn morlA, 

s:t. Omv>:lnma«topaoi»aBeh«>d 
menila di IH.'FtBnuO; Voloano, il qMl*. 
mvimdo la nlIflloRla, (kbb(1r«Ta lo •*■>>• 
di Oiovn. Cftpuiao bMMndil* Idilli <•■ 
IDK b>«l>-nimlaT« qoMoa. 

&X. cjniiXJfto: palchi «thofllo » «t- 
ilalii non puoi* «niHTlw. 

H. I.' ULTIMO 111: dolla mia rfliaaaMl 
luoniio. 

M. ki.tiii: •noi fabbri, dntl Clolopl-- 
,1 nini A ui-TAt ■ TtMDda. l'alio dop* 
l'allm, dando loro la ninla, 

M. a Mcmaiau-tA: Ddl'BlBt in Si- 
cilia, doro. Mmndn la iiiltoln,^*, et* la 
rix'lnn di TnlcMio. - irBiua : pvc U frtm 
faìigj^loe. 

M.CUItHAIDfl crldanilonimolHVUl- 
lKKDrm calUlgiDll. Vfrj..jlr». Vtll, 

■'TnlltUKiada, Inqall-MMHoa aiÉn» 

Xiari (>tlorH, M tiut adHrilM ■ t u m t, 
Arua fi\ lk«laada vivo- Wiaaff tlvIbH vnMi 
Sbp* Biaat1>B« rapldlfv oan] «du arto oafl» 
k-)v*(|ituu noia' .. tM» 

n, yi.PMK: Tallo In Toiaglla.doT*»»- 
ndila 11 «labutliatmta IhiOlon od I Ot- 
gucl, t qnall ■Tarami aaTTnppsMo li Gli» 
• mimi» i»r ■)«« la ««lata il titt». 




[etto. I. an. *] 



(CirARIft] 



» 



11 



E va» mnltC con tutta m* fora. 

Non no potrebbe aver vsndotts allegra! * 

Allora il daca mio parlò di fona 
Tanto, ch'io noD l'avea a) forta udito: 
«0 Capando, in ciò eh» non s'ammorza 

La tua «aptrbìa, a«* tu più punito : 
Nullo martiro, fuor cbo In tua rabbia, 
Sarebbe al Ino foror dolor compito. > 

Poi ai ri volse a me con miglior labbia, 
Dicendo : < Qitol fa l'un do' sette regi 
Cbe asiÌMr Tebe; ed ebbe o par ch'egli abbia 

Dio in disdegno, o poco par ciie il pregi; 
Uà, come io diasi a lai, lì saoi dispetti 
Sono al sao petto assai debiti fregi. 

Or mi vien dietro, e goarda cbe non motti 
Ancor 1Ì piedi netl'arona arsiccia; 
Ma sempre al bosco lì ritieni stretti. > 

Tacendo divenimmo 14 ove spiccia 



Ow: 



• m M. 
n, M fouA rum: to» •* tniti» 

di faci auliM*. ta* MHora «1 niBla «n- 
|ii>«B aW «iSs ■•• npUia. 

M. «I l«an> l« Ma 1* anta mtar 
■Am pMlM« aM UbIs Tini «ih. 

tt >oa »' utmtnu, ; non il ipcttna, 
dli»HBvr*tfr* DOn ai tnra eh* tn rtm*^ 

«« nOxvwMràaUtaoMlBUilon*. 
•C^BBlB alta pMa eh* ta w>M. U d* 
**vIb — rtl i^ • Mnanua «i i>a*. 

«a uuKrrtU: aiafau* al Uh rai«r«i 

p^rt kaaaa* ^aMi woMntaB ta moa' 
■a. qoa •• isai^ 



« LaaM«' MH.a.rMU:XV.ril.1. 
tu (I >*U> ■ ■!« (AB isn fib ,„^a a ^„ 
fUt ^U panili 

" J?TT» - e.p-a«. Adm.|„ ,„ „„_ 

a awaMM^!? ■<* « ■>«» «fc* 



r 



"•« 



Jl fiMda. 



•Eliiiu i)*IU ma nnlllW M linpiidinu 
ilapetto al iKitnr« divino ^b« lo ha cvu- 
dannalo a pfina *t«tiia- ImmiiK^nA ini-- 
laoUflalQja ili <|(t«Ua fTD««c lU t^vc^atorl 
di nnl pgM ti 11 EHpprAvfilari tf- 

m. tfto: pai-lA ili 0ÙIH. T. M; m* il 
Diimo nim Impntta. 1 Ursilll oblaioanioa 
6ÌUIV 1 rtilo anpmaq. Diui(+ clii quaaio 
nnqjn %ì KrAcntor*. fStry^ VI, lli[ ctr. 
III/. XXXI, (0. • nnuntnnD 1 la itlipfv 
tfa. - raa: nna appanauii oft. la bu 
pr«o*4tBte. 

11. pnoTt TMM : oniMnCBtl motltalJ. 
«diTrataaU. Parlar* Imnlm, 

V. n-K. n NiviMnM. tBa*(l 41 i|d>» 
■lo llvatTcì ' tkffiiliiil, t g^mrAt Ai non 
nKIAn ! pivtli nuli' amia liirc^natt, ma 
tlaoU itrtttl alU trl*t« i^'lva <)nt 4««aiii1o 
gtoaoa. «CmI Virghi Ih. Vnnnn nvHntl od 
arH^ABo Ih darr tK^rua il FIi^jjtviodiv, 
Ùutno nrfltill?» pernhA Ai njtaEtan. R Vlr- 
iLlla: ■ ParfJiA euTraiTiuio aall'IartomOi 
non Tt«l 04' l'orna ptrii>ota1>llAd tqivalo Ab- 
nii4«lli>, •I>J4i]teirllp'iitdlbibD<1al) p«roh^* 

T<. AX^ou piinlH piftn, aHraaln TC> 
MadDmt di*tK>. Al.; r.iiuda lo tanto. p»r 
«IMB*. - lamn.')! : latMvta, ardaat*. 

TI. lUTKTiHi»: (iiinGBn'BDi dal IM. 
d»nin.«ha trainilo f u al ••npllsa 
iMmtrt. Cft. Inf, XVIII, W. I>W«.1II, 
48. - anocu : afatga. aMtartira. 



US [CSM). T. OW. S] IBF. ZIT. 77-98 



[n-tantam} 



n 



n 



8) 



M 



Faor delta aelv» no piceoi fiiimicollo, 
Lo cai rossore ancor mi raccapriccia. 

QQftte del Boliotime esco rusceUo 
Che parton poi tra lor le paocatrioi, 
Tal per U rena gììi aau giva quello. 

Lo foiJiìo iitio ed ambo le pendici 

Fattemn pietra, e i margini da Iato; 
P«r ch'io m'accorsi che il passo era 1Ì0Ì. 

< Tra tutto l'altro ch'io t'ho dimostrato, 
Poscia che noi eatr&mme per 1a porta 
Lo cui soglittre a neaauuo i) negato, 

Cosa non fu dalli tuoi occhi scorta 
Notabile, com'è il presente rio, 
Ohe sopra sé tutte fiammelle ammorta. » 

Queste parole Tur del duca min: 

Por cbo il pregai che mi largisso il pasto 
Di cui largito m'aveva il disio. 



TU. wHNoiu; MB(a«i ùlr. /V- ^1. 
47. M, 101. 

'B. Mii|.ii'JHK: tachftltn ili luiitD* mi- 
nmln l>ull>iaUi. nitualu * dna iiilgliaila 
TIlDilw, ilt cui uaalTa OD nweallo, Vim- 
rjbA d«1 qtmU Ia (ii^ntrlol > Ulu ovrU 

Tvi^tihlaiA «lijQknto, fll di tl^t^fMi^ Ir* 
loiD. loliteuilu d»ciiiudltHD«II* lira- 
pria Manu ijnNIa ijuudUUI oh* l« «n 
lUDoaul». Ho) libro dolt* Tibnow di TI- 
(arlH). ■Il'aimo lUB. 11 macflu.al Itn" 
• tum Maa bandiniintiini clic naumia 
iD(<TMtÌM ardlwa nt pnwiina da bora 
aabtH bagnarla Su aloaiio bt%oc dar* Htti. 
DoooiijiD0l4 baj|aana]adCtadlD««tdua' 
n« Yll'vba**- ma lA logUimo bagnano. 
Tadino dici* mtrDtrlfll nel ba^no del Bit- 
Uraoi». >olln iiarm, itre. >. - • Iji cltU di 
Vlturbei fu ratU par II Bamanl..,. K (Il 
Koniaul il mudaTuo gl'lnfornil por 
ruelniitt dn' bagni eh' «Manu d«t bolbia' 
Dir, A porVk rn rhlaiuata Vita Erbo. oloA 
Ttla agi' Intarmi , (ivri^ro rdilA di Tlca.i 
a. Via, t. fil. Al. liiIsniIirBO: !l«l n«dd 
nrmmì cnmiy ni |iiirriTa ilal tlnlloaiM o 
rlDgatuuU. auiiiU> ai iliiilraTft. C(t, Sa*- 
flmaiHi, 191 Mg UirtH, HuU Dan't- 
ach II. B*g|i<> Rmltla. IWi. AuD. II, 
». IM «CI!' 

N- r^MTCni dlTÌllono, . l'f^CAVKIClI 

netvMd. Al.: Animo dannala. Alonnl 
IfggvD» raouraioi a mxatud •• »»- 



lìflTatriAl ridila <4aa{ia. Irtlcme •yrorrl- 
ala di auturlU e cnl oociraddle* la Mo- 
ria, aainixlngl <b# lo imsmMo< o jib» 
IrM ID qn»! di VIMrbu (umpIraDs la 

mattfrarioDo lo appoalla pln^o «w ifv 
dldl nAnnH ■ ■urto la vlgUaaaa di (UL 

Kl. wuii : Infnoata Ar.\ Ivno glnmo. • 
Qirrj.t:oi linei nuuilullii. 

M. moiciili aponda pcoduU. uls- 
aliaUa. 

M. rATf uaK I lat. ^<u trata. al on- 
nu linpletilla per ilrtb dal tinalnttn. 
• Anco n«l tmUoaiusdl Vltotbo b aponl* 
•rauu linplclnw 'i nni. - HaKim: t 
doni d^lla apondo. 

M. u'anniwi: fti non caMra qMl 
marKioI mpvrtl di arana InlooU . oo- 
mo tiiiT» rallm mnlO' - rAMo: p«r M. 
tnTonaro il glnina. • uc^i Ik, la om) 
looga. JUA f«U, H*N«i. «oe. dIiMro gì 
•oUdiluiobolii proM par B. 4*1. tein,mt. 

ttS. WHiLTAU: (OgUa dalla parla Inlte- 
aaln^ la/. Ili, 1 ugg. 

«0. ixanìiiTi: «paca* tnU* la !!>■■ 
mnllii rh* tI piarono Mpn. CIV. W. 
XV. I tu- 

«l~a, i.ÀiHiini IL rjkSTO (ca.; ni^MM 
la «pl-itailiaa, di cba ul arava deaUM 
f^U alM» la «uloailA, oirt* la i 
par «al ijnal rio «n naa tasto i 
•taali) : la «laata t dalla •JIM*« a I 
ilegtl angalR Fwr. U, Il I C«a*. t. L 



Ili 



lU 



tu 



h 



É 



Salvo che il destro piede o urr i co 
E etn in sa quel, pib che in su l'alti 

Ciucona porte, fuor che Toro, è rotta 
D'niw foRSura che ingrime goceia, 
Le qoali, accolte, foran qonlla (^rotl 

Lor cono in questa ralle si diroccia: 
Tanno Acli6ront«, Stìge e Flegeton 
Poi Mo van gib per qneata stretta ( 

In fin là ovo pìlt non hÌ dismonta: 
Fanno Oocito ; e qnal sia quello Ktaj 
Tu il vfdonii : perà qui non si conta 



1M- D^MUTi I In KsKin, la plb (plw- 
dld* iWl* uanarchia nuiliilia. 

IW. «iUAkD.1. NwiD'Iii Kunik l'nnl» 
■pvruiia 4«n']trr*ntr* iIhIIh iqoiiakIiLji 
oalTMMla : cfr, Dt Uon. Ut flonr. IT, t. 

lOe imiii monar-jhlft di starno, *t^ 
didl'*n. O tona Uuto Inlandc dal as- 
Mia d'AicoMa, efr. Gbn*. IV, S. Ut 
Jtn. I, I*. 

in. àanorroi •wmnda iUt aU d'ir. 
|«m. o iirlaelplo dalla deoadania della 
■DiuiKhla mnaDa. 

IOa ronTAt A: \] punto il f1 corpo nw ano 
dal qnala*! par[<mn li- nww: l«rH el4: 
MA dal raoia, o daciulaiiia dalla mmar* 
ohlBHliin afta via dMiloTifldopoIam«rta 
di TaulMlo. 

VM. KLinO; non mlato mb altri ins- 
talli: quarta ata. lin par UaoM fn 11 
tanpa praaaota. Il piada di fanv * l'In- 
parei lIpMa di lorra «otta *U pacata; 
qwlli>*irt*.i|iHtCaaaa«iilbull*.Cfr.0(a- 
— *-■" *• — 



IK.AoiWOirK] 

F^eCtUDln Ivfr. Jt^^ 
lapilli |ipr nrluwib 

III. iiorcia r tori 
XXIII. U. 

lU. U^all 
pQOio al qaal «1 1 
PMt/nrXXXIT.j 
piti aoB il I 
cmttfM». 

Il*, raaaa iloti 
uà TaQDo ffitt a I 
dalla aaoaa pTima 
ttn: rft. i>«r. xj 

IM. IIOII >! M'HT 

lacrima ch> Il Vd 
j|[aQoi«. pliTTo da J 
talnaraio, /um 
rncdTcrHllU 
tatù kII BonalBl i 
■ItU, • oaltsil i 
B^MTi-aiHml 



CCKKc. I. aia. 1) iMf. »tT. 181-18Ì [>ipki utmxALi] IB5 



III 



134 



tri 



IM 



Ed io ft Ini : 4 8e il pruaaM rigagoo 
Si deriva cosi dal nostro mondo, 
PerfìbA ci appar pur a innesto vivagno? > 

Eli i»gli « mo: < Tu Hai che it luogo è tondo, 
£ tatto che tu sii venato moltQ 
Por a sinistre, giii calando al fondo, 

Non m' ancor per tutto ÌI cerchio vòlto ; 
Per «he, se co«a n'apparìitco nuova, 
Non dee addnr maraviglia al tao volto. > 

Ed io ancor: « Uaestro, ove si trova 
riogetonta e Let«? Che dell'un taoi, 



mra dal mUMi 0*1 OMuai rìtftaiHtj 
m tamaala al fando Mf Artra Lurt- 
>k» «n Biada, 4 rappiflta In orni lin> 
■«!■■ v<n 41 (hIacflD deaoBinkU Oo- 
•M* Cb4mM lana 4«i1raU da d tv* 
toM, cka ptnan* la dlrtna Rwlool 
daS' laanw ■>«(» 4B4ttti> soinl. t II con- 
InppMto A quali* allis ehs puDiiladtl 
■■MS ■ tn%* U éirinofarnim dal Pur- 
■MwH,*i«hlpwt«ln ..L<Ue....AM«t, 
u AUM InAnwta 4 atfciMia d»11a oorrn- 
■l »u« dadl'iHMa tiain. «nccw In inall- 
f>tn M Okwa la nm* eba •T*Bt4 Dal 
«acf. IH» ma U Jliotti» dfi'rn«lt1. oa- 
^ dal (HMl* nalncl», ad t ■iTaiDanla 
di na l ù e iia «H aMdHlDil; anello detla 
dltkufanita 

_Haa di haiua kI4* tam* 
!*• «ala AU labr di PU nFnnA*. 

""a *a dw hM t,*nti 

Itwt. XlTIll, iM«a) 



- Bada llmpH^M ad abbai- 
"f" *•*»►-- "U l'Io.a.naUlawrwadi. 
«teM. d«n «.« pana di Mtoicm («ili 

"f--*^ "Wl «Miriadi b.al aplri- 



■L"™ ■«•Wto»)»'™*"*" ini. . uun 



tonta a UUt • • Il nacMoDta * pai 
J'appanlo -janto, ( la anvall UoTuto 
liidbrlniutf ilhl lUh botjnra> LVA Ib t*- 
draJ.iuiatliuvu, nel PutKalutlo. Bil un. 

aianll ' ■ 

111- Riuinio: ii(aeD(ilui • il pieciel 
funtittUo del w. 7T. 

II£- 00*): rem» ta dlnl. - iKMnn r dal 

HA. reti aolamfttil* in qa^Ata hpa a 
uou allruT». - tihqxol ptwiir. l'oito o 
cdmoaa del i«»bo; i]iil por l'palrviDltà 
dalli aalia. 

IW. Luooo: l'Iorprno. 1 l'oall p«nmr- 
l'fmn duranla li luru vjjij^jfju la£jt^^ ■'■■■^ 
parto di o/nl octvlita. a non tanno por- 
oofna ahoira rinlinra Qknfonfi^rvrita d^l 
biirairo infirmale. 

!'.'«. i'(:h. loniptn a alnletn. Al.; nO 
1 WIlKlIll: l-IJHI ■IKIIITIU. Cf>. 2. F. 
K «. jrsen. Crii., 30I-1D. 

IIT. tAlto- Deb hai annaraonl tao gi- 
nxa eoiDplM II eorebia, • Qunal Tonila 
dlie . r pura nnn ti nataTlfllat*. a* an> 
rara Taduto uun bai lu bc^udn 41 quo* 
tt'aoqaa. pfrrvIoocbA tu non ari annta 
p^rrtinnlo a qua^a parta dal ccrrehlo. 
biella ^jiola ella uonda •; Ifoc*^ 

113. •iii>irH: ni-l T'iito d aaprlBM la 
Euaraviirllb dell' aalma. 

111. htftt. oaiù dimmi. Par.XVa, 
1. A].:LaTto. IctJunsdaBinaMWtMnl, 
dacrlit IitUn A aiff lllTu. • So poi DaDM 
**»lnrjidltDa«jaiiliuod'^» pofo gU unalava 
lowiiietT VìngiftaairniìJUav.Z.F: 
M. -Iiici.i.'li^ : di t^xe. Il duna d(4r ab- 
bile non poA ualEitalntf-nU a aa nn UfA- 
l'Inhirnu orìatlaiw l«ouie «a nrl Pta- 
nn). Bou taaando mar-Maa al dannali di 
dlnullaaia I paecaU aanaiaa» ! • I Btail 
di (naia n^slottl. 



tCBSC. 1. ots. 1) Iirr. ziT. ISK-NS 



inviti ìsmamii 



US 



139 



lU 



E l'altro di' che si fa d'està piova. » 

4 la tutte tue qaeaiion certo mi piaci; > 
Bispose, < ma ÌI bollor dell'acijua rossa 
Dovea ben solver l'uua olie tu faci. 

Leto vedrai, ma fuor di questa fossn, 
Là ove vanDo l'anime a lavarsi, 
Quando la colpa pentuta è rimoaaa. • 

Poi disse: «Ornai è tempo da scoatarai 
Dal bosco ; fa' che diretro a me veglie : 
Li margini fau via, che non non ar^ì ; 

E aopra loro ogni vapor si spegne. > 



131, L'iLTHO: Il fl«ptaill>. - rIOVA: 
[■liiggti. la lii|[rinia dal Ta|lla di Orata. 

lU. II. DOLWU^ F1«|!M«DM TMlMldO * 

dlrv Aiimp bollvnt* fila qt^^rf^io ^ «rilu, 
(ft.Tirv.,jl»?i.Vl,BB(«i[.! iQhe [ftphtaa 
SammlA Aiabit biiTTDllttnB HTnijin Ti^rlA- 

nuPhte«etbDD>,&ri' ..iiijni.vi,:a&. 

d(n« adotto l'hs Vlmlliii ■ rhlnmilioiit* 
TDMlilrucm >l, 11 bolliitD lU qiKoIu llnttie 
doTOTi CftTtl Accorte (h« o««o A pfr Vxf- 
punio 11 FltgfttoDta, Tn weotserHDS 
non occonvn Mmpm di ffreon i biuMm 
avsn In oisnl* Il nno di Virf Uto o co- 
aatttrt U glww di Sarrla, appaia km 
latt* la aplegiuIOEiii rh* darun di T'Ali' 
etlkim 1 liMlBl altura lu luu. Crr. Oant- 
dtnt. Omrratimt crMthi <ri(i>rnn alla 
«Mlinw ir IHnu mpii» <ti frrKii Mb- 
daa», MM Sin». IViihA I. I3T «(. 
lVt1tÌM. tlirtrcht • nil'< itinlrltihé, lo- 
ito MMItlU. Il<ill>|[>i>. 1W4, ». M. 
ISt. L' [iiat la itiinutl'inii' «iv ti Uvea 



lligtlBnla' Kronln 11- • Td bvM daW' 
bai Aonlrftu rari «i cridcstlitfBl* rigilt 
qa! flnclm srat l'IiIrRcIbOD. quando *1- 
dUXi luUùram «( rubdreni aqti» bnlTJMi' 
tla. nam Phlontlbnii InurpratsUr n- 
don> • : Boa, 

US. vnaai: eb. F«rff. XXTIU. in 
•M. - TO«U< ra>tlA lafnmil*. 

137. (.À: nel F^itatllu iwntUa acni 
«ommlta della mfiDtafOa del Vot^Uftìo- 

ISH. raxTi.TAiilall'anl.ixnlm.ataol*. 
taiM»r !»« Ditali raj e fr. y%irff.XJiX3,t^0t* 
■ Qnaudci la coTpa. ili ciu al a aralo poo* 
Unioalo lp taiapo, dalle pfD« dui purca^ 
tio * rimvua, vM (slia, laTiU • i ArfM. 

IW. DAI. Boaco: dalla duloroaa lelra 
dilaKQiiiluKltoDO. -VKumi notai <rMa 
dlnlro a ma. 

111. AHUi cwpartl lìl argna inrncala. 

US. VAraK: tlaiunia: ctt. t. ìi, - ti 
uriaHEr poi 11 ninllT» e>A trwuta ald 
r. -ìli. n ii^InKato p"l lu W^ XV, 13. 



CANTO DECIMOQUmrO 

OEBOinO SBTTIJtO 

smoins TEBzo : violenti coktbo natdba 



Bunrro utui, psuciaxo, fbakossco d'accordo 

ARDBRA DK' M022I 



On età poru I'iid do' duri margini; 
E il fiimno del ruiicDl di «oprn nduggia 
8i, cbs iaì foooo snlva racijiut e gli Argini. 

Qoftl* i Fiamminghi tra Oaissante e Brvggiik, 



*. MI £■ «9'*^ ^f* métmMI. I 

M« wu««Mi n |M« rtn»B «I— > 

M* ■**•!'«■■ difl MgM. • avMMln 

■H»utBCnwMite.ur*HnU 

tmà^tkt. n H— t*i»i (Il nr- 

Aw ■ ^MH IiBl UU* 4>i«H M 

, . A gimit 4M«nn ItAtanlii 

•MniD •Mtni di iAhH <r*4aM «*■ 

■r* rMflB*. iMntni * l«*. no* 

* (MmiU ■mUd iiMan, (bs 

4*t tMaOU •Madwill ««b 

KifU* th qml* A JIplBU dtl 

n* a »| ili rfMUndl-l). 

plB l JlIwU » — Mvwll dt 

•I «Mvn « tt. Mila 

1 UM'»' •Otasite'l n)nr*«t'awU 

<^ >■■•■ Kb* wMana 4*1 ri»<*, ■ tul 

d MDHrraTn t^ 
■*• • I X«r^ - . gwtis « 

U taM ipMf* Il IMM, 

rtM, pMta nn* (■•tdi 

■fra Bao tùm». lamUnaM* U 
•I )M<. - L'tOiri, » uii aaiiiii : 
M ma «fri ^M., m' qatu ima 




£m . OH.. «•«.. /btM StM.. 
JIM«.»m* . fW.. rdl,. 0*l»L<lH<.,w*; 
CotMbicinMroBaaArl., Jk-M., Prfr. 
Data,. Ah, rìt*.. ljtti.,*rB. Dimal os- 

[«•CF. Al.; HALVA L'ACI)!.'! QU llMial. 

<i|t4i >l (Uno M idMVll* b «min», 
<M> il Tation. ftftmiaU urfantl f 
mIv* itU UKlii) dal fuoa*. Om) Okw. < 
■treni aUrl nU.. prima 4 «dli. Alry., 
nw.. II«K. 7. /-, tre . Dal nio«a. il 
qaaJ «d* da itla. l'ai:^** miitt etl ir- 
(tal. elwaanodallv ripa «iAirp, Il Viw. 
dlAada qatala tealaaa. afltnnaiHniB dal 
BtttU , iufO avvrsa canodlala aildti*- 
rta^mt»V*;Ctt. IXmmmatto.Oei.tMf 
fni d'Ila D. n I, p. 13. Il Fin*.: • Al- 
Tacqaa Dolt tif^ H iitaga U'tiaBr» dlfaaa 
dal ffiovo] n pn ctA afipunlo «li'aca bat 
Itala, aaalaTB ramo ci» anmatiiaiB U 
IUbom MManl (ha ladaM w Mir'aaM. 
Mai'* nalara d'ao> Tapar*. Cut Vrm- 
iMlonl 41 riacHa^a pn>«va<B*u I «■«( 
tBUslBl, (li'aKriinniU il tBNMvra In- 
btatl • («nHiall •. 

A Oinwaim: Al : Uvumto «bl la- 
Mdf AlirdM^nWKnand.arr.H.rot. 
XII, «I. Tlllacd" d*>>a l^widra *I(*M 
•1 maral cW <U OtOtatU. laola a «ItkA 
di Md(r« la ImHb 4iUa E*li*Aa *«na { 
nord i eir fan» ToffM In i>. f r 



A tale imagino oraa T»ili quelli, 
Tutto che tiè si alti ah ai groBsi, 
Qual cho ai fosa«, lo nuMstro fèlli. 

Oik orftvam dalla ielva nino.idi 
Taoto, ch'io non nvroi visto dov'era, 
Perch'io indietro rivolto mi fossi ; 

Quando ÌDcontrainma d'anime nna echi 
Che venifta lungo l'argine, e cì&scqdi 
Ci ri^M-d&v*, come auol da aera 



rana. Run», 1872, |i. 3i •«£. - Buw- 
■lU: Ilniffi, lini M. in* UriUti.raM 
rapitala •li>llEFIvi<1r*uiiaii](BMI*. •Tr«- 
T*Bd«l WJbmdI trno II oonlÌM «fcl- 
donlalF ilfill» FtiDdra DuUmhi, Bibi- 
jftatffFvorurlPDlalfr, apjiaTli»cbc Dal* 
COD ilDq'dut nomi Tolld ìniltL'HTfi Lm d\£A 
HamiuLiLKa da im cjipft alTaUiu 4«] i^ca*- 
La dlaluua dfr'da« Iik^^^iI * prT«w> a 130 
cWlomc4H 4 fU( InJjfLiH j[»i>|tT«Acl>« Ita- 
biu. • JMIa r«IOH. I, 0.. p. Bd. 

>, numi Bum dal man-, -t'^rrof 
TX; Hm tw« idilaiao icspMuuo. 

B. KiiuiMO I argini <• lUgho. - la'uuti : 
fui^K*, iiia loaraDu. fVfffto coo^aat^ di 
/■■Wn — ("ocln. • Nuan rapldoi lyna- 
twi r*ttv alquB sala nnluta r«atrt*D« 
Saia lOiilt lltaaqns lada labmia nlln' 
fM •, Viif,. JUm. Xt. « ■(. - I>a 
q«MU Toial aloiial UIHl*c*iit>«hB Dania 
■bilia T<altaU> la riandrà. Cfr. Bau.. 
Il» 

7. I t^t'iui: Iwaa In wbanao. 

P. OiiunxTuai HopiKUxical iin-ba- 
t, Cannila. la Od rfiiMMdfflllatilt- 
Bl. cba aa«lM II Fiìl. nWma hte 



1d D^I HUd il HaB* 

nari, dlaoloitliendul 
rara. (lif«l»Do (DDllai 
qoaMI VMtfol^.laM 
Di Jlar, t.UeHX-. 
«M> ai-l ar rmI m M M 
nTr«Dlo.im.«»ta> 
Vi-a . IMA. r.dn<l. /> 
rA^ariBiaiM, Bmw. 1 
C/iiartalan* « Svi 

fViTiun, V. ae M. . 
«il., r et an- p«iu 
Tumi*. Ito), p. ». 
IO.«Tai.ii! ■■IVS^i 
tatù adnllltndlaad* 
olntbl i>p|wn(aiio al 
ItU ariani A* I Pador 
Bneta, Uaibt di m 

•tmtMra. • MoMra di 
■Ila urrà «mU da 
nini afetnoto d*1l« 
trtou, pur faUo dall 
Un/- UI. li abblM» 
alcuna oaaa • i Lomb 
fMM l'allMn •!■■?• 



(me. t. fluu I] 



IjJF. XT. l9-2a [RICTIBTTO I-lTlKlJ IM 



t 



Oaard«r l'ut l'altro Rotto nuova Iona; 
E ai vòr Doi agnziavan le ciglia, 
Come il vecchio nrtor fa noìla craiia. 

Cod adocchiato da cotal famiglia, 
Fn! coootioiuto i» on ehu mi preea 
Por Io lembo • gridò: « Qual maniTiglia I » 

Ed io, quando il no braccio a me diiitMe, 
Ficcai gli occhi p«r lo cotto aspetto 



U ROTA : ai 



;■■■*■ ■ MB al vadU, 



•>■*•>, Ma pEBi^at «iiUa laa«s. qWa 
M — l»W« nU_ t«U «I» tMqoan 
i* Md* i M^ ill. «la «onna «èwa- 

1* ^8 iiÌ > É Mt ll ■■ m liala cn ai. tOna. 

ca r^t» itm. n, tu tt-. «siws- 

^•^ VKUi. •(*«*> rtoBMK»* IB IMa**. 
^Ob* >«tri|i u «wi»Tl|tna«tW ilraA* 
»ttmam. tea»* I* ft«a * 1* nTTliiL 
I baMN* LallBl. (al 4«»)e I» bd al- 
M^H a^la^ali. KtA|H nrnavtio da 
fcWB aat()U RinaKu In I) IIID a 
*y a Bwl ■ n m» ■■! IIM r«iiw 
lt^m,fr^pit\»t Bntu (rnalaiaBlI 
<* «M MB. r* solala, anta II molo 

■^ tisBB amlrti ■Mtearialan td 
«•■H a CMitaDa Mi UM (mnft. O, 
TVi TI, nt, a, fOonaMa. atiipa ilal ri- 
■^Pii iiW «aPa >aMa la MwagiMua 
*<■ faÉIWJa' U<al> a Mania Jlimll 
« ««a IIM. •*!■ a«M la rnntta a 
WpMiKfc<i«i ima alMHvIfl, ilnp* 
ktMMto A Ih aaì il a m lhbl>rM* 
MI. M (Me m aatorfM aw a^a 
<B«M HMMWnàM II ■■■■(« fTmafl*. 
• <■•• ara laHan Mi IITJ. Maliaw 
fc w ii— I aaParw V illi n i d«4<i»»pi». 
taM lA OaiAI a OWMfeaili aal lUT 

hptaw- "I !■•» ..«._É.^ „j — ,. 

H.n.r. 

«v V.» 1* t>a< *-■- ■£< fiuailtir, 

%*t» 1M*. In4 lUl. di H Btnltr. 
flT. 1«t fmkrtanu. amlM 4aML. IDI- 
■L fcWKa. 4>'*al My Mia Htyr. tK 
». Th. 1«W ». Iltrai. MmMiBaa- 
mm A Pir" . aM •■» aaiaranla «aaM. 
rfWMBM^ atwtl. DalTl<l-'-ii ' <- "— - 



BtI. Cfr. *A<r(U(>. a. ». , p, 1 U. • m 
f raadn fllnofa, a Tu a«atD& indiialm In 
r«ttarl(a. taaio In l>«nf miw din. quan- 
ta la basa dWara. Fn mornljin» nomo.... 
cMBlDclalata a — -— ■" In dltcmaai» 1 
rionatlBl a ùnga •oartl Is broa par- 
Ìia9, a io •ap'C* (nldara a rogtsn la 
aoaln rapabblfoa atHodola politica. * 
a. rm. TIII. io. - • Branctto LatUil 
de' aoblll 4» Snanlano ru di pnftailoaa 
llcailb. d'ardine aoUio, > ili fama oa- 
labra a naoiIbaU. Co«IbI qnanlo dalla 
laUariaa polaaae *ftl*i>(*ra alta utur* 
ili II a UN : noaia. aa «oil « latita a dlra^ 
df^an d'aaaaia ew qattll patiti a anit 
ih\ uratarf anaamarMa.. .. Fn oiaWai^ 
(«Talfv 4Mta a Mtal*. a di cacti muOt 
ploniTull abbaadanM, mia parli atata 
|f»tia e MBparaaitCìtB di modutla, la 
qaala Iknra alla raa plaeaeokaaa aita 
Ma ffioecull^mi, di atnaaaaptaaavala 
U qaaW tpataa lutaia a ftaa. Fb afl- 
, Maaa a taatittMio, • di auun «Ile, •»■ 
* teiuacnta.apttakliodltnll*!' ilrlb 
MMaalax. at o»b prb «eTaro aalmo le 
lagloila diAa lorina piltta avwaa pò- 
loto «MI Mpknut «appotta». • FU, TÒt., 
nu. 7tdl fdb aolto al t. Kt lift. *m 
SI CHtul.i ••dUeal lata iabnl •; Bnt», 
-riHwuAi aebitn. brlfala. 

91. i,Kuai>. dfUa*«ata.par«li*.HHUdo 
(In aalla imia, ttnasava aaaU pit tiaHO 
« DaMa tfce era aall'arclBt. - UMTI- 
•uai di TadaiUI • qo't • tItd auMira! 
• Ifete qvod liM BraniMot. oUt* adal- 
faUaaancaMnlnn ^«b hababaatom. 
sia da TWtnde «■■ Ttrnn lo tali lato 
ito* pir» «lui mirai st pailIraktUaT, 
faU iklaliat ao» aptualtani al laalaa 
(lortaH. qnad bctobai In vita. In Batta 
jllaen ilua bun»M>, Mad BlnMIa Ita* 
per laIWaniB, al UIMI oeUte npnapar 
qusd qiiBialial aaltara •■ t* «Um. qool 
aoa int MBila ■■» Tlll ThMMia •; Anto. 

M. mcai < latwflo' t w t wM aWaal 
rtaa BbfttMoUw dal hoc» 



Io dissi a lai: « Qiunto posso, v«n preoo; 
E se volete che eoa voi m'nsfleg^ie, 



^^r ITM. R01 liinnxtoi!.: uodib*Ibp*A 

^^1 M. [^ KiX'i'. WMl 1 pili. Al. : LtHUi 
' MWl t«ntaii'1i> il dortsbl» liiMadata : 
Chiiuo jo U min fHplft sfTW U «n». Dtni 
Clh pur rirunitiiriirl» mi^gtìi^ tnn i^^r o«' 
«BqOlo. È i]4i7ti'Lle «tvold^ro i|iia1«- «1a la 
Uattmn «iitAi^LIrjt, Ij l'ir. nil'ItlcA li Ina. 
dal BarM. Itugrnin lì m* (»ol- I. 
I>. ini). niMiIm 11 coi. Ili LA Muto loD, 
rVanmau». CM. Frial.. I. It. Cfr. Z. 
F.. M •»■ Ifotr*. (ML. t« Bl. M. * t7t 
UBfUMB «am In nanH. qoM «rat nilhl 
ni*tcl< Tlrlna. ilnt li** M|ifnil ma par 
IsfliBaio iiuUiti igiM M«t «Ibi iiui(li Ti- 
òIda, 'jnli vfEo orun aIiiu «l !}rtfl bit* 
•na ■. Ki/ir. CO, T. )(. 

di tlrnlHlo In Lo] laoifo. ' A *o1dt U' 

Il0r conio dsU' «(kllAUIMlciDIt A\ IlUll4, 

ObI tlnm<HV>r« la un udùullA tvr Bni' 
DaUD, • dal Uu> FAVI Diin r1«hlaiM aii- 
eba di Ini, tvBia lorcca fMa del Bnatt- 
Med a di Tf(xhlaln, ■ Ulaoon, Koilira 
■Mani Hippom a cbe la oolpk non D* 
tnn fMMCBlifKiit* tioU • Il l'Atta par 
MM te vaoba» * aapara qaalchi inBe 
prtna o dopo dal im, a «be da ptln- 
etplo al ta miette nna caloools, • hIu 
piti lardi. DUv^rl ijnuiila glt 11 Dolalo 
ara noria, ivmh hichIii di alnurml 
aaaara InTOra qnatla voce oonfariue alla 
TWlU. • ScìU'ilU. •>. <:. f. IM. 

93 tjiun: «Mi 1 |il(i| alonnl eoM,: 
Ijtikiii oft, 7iTniM, /(MpIìiji, I. WJ- 
M. - • VMI apUiDH aalntotaa pbjiMa 



pr*M da lol carta patta 

ral*>i Oa.-'Xnaaoh 

Otto pei Ini errato, • ptr 

■Uld ammalo di fiIilU. i 

■ar «DdaiiEial« par lUtar 

1««* etiiHwira d'anr* 

afra l'auton il «M m t m 

aaatro a nalan •: Aw 

iHiiijia ch'illl Al inMtln 

par iDtwIni rbo di Ul ru 

fumilo. Bill ttMaa paeta 

Smv. • ' Pa qoaMo mr B 

ltnp»rA moUn cova, a p« 

rcwrebMia * j B^i^ - • Pi 

tiety, ft nontf» ruoraflaal 

iih'ulU vliaa, •Inculali, aj 

U-i* -i *lt», rtnf. - • l'Ili 

wHlfKuip, Id c|iid Iblt inveì 

h» di-flcIrlMi. qnod nUa 

do •• Ipas • i &Tr»t. - • 

■olanaa. «t filila MaU 

par Inpann 4a lol •! J 

itMltt. I. in HX- l^l 

r,toi»tf . -Itat Onta. IM 

loft dt. 

n. Buisnoi par n 

TaMCI a: la tOuMit II M 

tba andata la dhwIcB* 4 

djldn* pDftl. Ilfr. rv. K 

loRRo * pontivil'*: ■ l^tl 

Si.r Branatte tMial no j 

loroi nidiatra, ••«. •! 41 

■plw^Dia d'arala ma atqH 

C-fr. Z r, M K- >0 <M1 

Itr, * Brsaalto, oan DM 

M. ntooi * Il lat.r»j 
" .-. . ■ - ». 



-t ois. il 



Ibt. xt. 86-&8 [BBrNtno uran] Ul 



Tkrfr), se piac« a costai ; che vo «mo. » 

« Hgliuul, ■ disse, < fjoal di queste greggia 
6^UTMl«ptiiito, giaco poi cont'aoni 
Beiuw UToMani, quando il fuoco il feggìa. 

P«rt to' oltre; io ti toit& a' paimì, 
E poi rigiagoerò la mia masoada, 
Ch« va piangendo i saoi oiorni danni. » 

Io non osava scender dell» stradar 
Por andar par di lui; ma Ìl capo chino 
Teooa, com'aom che revorento vada. 

Ei oouÌDcib: < Qnal fortuna o destino 
Anzi rnltimo di quaggiù ti mena ? 
E obi 6 questi che mostra il cammino?» 

« La«fò di sopra io la vita serena > 
Bitpos'to Ini, « mi smarrì' in una valle, 
Avanti cha l'età mìa fo«»e piena. 

Pnr ier mattina lo voln le spalle: 
QdmIì m'apparve, tornand'ìo in quella, 



Mi wwi !• ■■ »wipiii1> 

I iii»in|i^ I • iiIibth 
I. itÈtitiàtmttdàpmnì pw larbvr- 
MM(B*** badali* piante'! r»to. 
■■ l^«i«M dlwM, )ka.i.l-CHaAa 
) W taMv. U al' Barila, a MUl «4 ar- 
wMbbi pmo • Bau* pai nanMar 
IBbb* nM. • tM. Obwrarl » «. K*tla 

■ ni.tfS*M»tH. BuU.xii. tbn 

I JImwIii. MlianiM ■ plA fmf 
— n-vO nat^U" |M - afMcmlnl '. 
aa, fcl»h»a«hnfaiiti arrwMnt 
iSiMaM ttmv— sr*p*t*MMU fti4 
«■tacita, ran la 
•* l'annr* tra- 
a«'iXlV,l«^XI JH.iaKKuaotAWt, 
CO. <. f,. M 
m- Mtrm. 0«(- 111 *u. - rmaajtr 
III, W. 
•' rum I | iina»i, Al Saaoai < Ma 
I iriiajphal ihmm aa- 
Ma TtlaMt MM aitoa 
«•laa fcwhili •! Shw. 
wNoaiBwtafawfa *«« 

■ Il jrM*tawlH. S Bm- 

U M« «I» Tul(aW«w*dl 

m*.. p. ItT. aw. 3M, aab). «» 

*••%«■* 9** ta ^BljlU qaa- 

<i ■ H iiill 




il. Pirati fana alatDd. 

ti. !«■ OMT,ii per paorm dall* SinMa - 
oadanU e lUII'utnaa Inlb«Ma. ' 

M. MN tii Lt:i «tifi lima Brallo 4l { 
IdI. - CBIKo; p«r rsTannu. • Rte 
Um BpiTM qagd dabtnaa bimorarc n^ | 
laUa lu litU lallbo* lahalbaa, at lo- 1 
^ai TUBI ati pu tranattan. aa ■>»■ ' 
nlmla praptnqaa at OvfoaM «OB»«ia»' ì 
Ub raidaivt nga Mkaa**i Bti». 

Ui. »««Tv>i : < eul otlaala loBnao, a 
qoal dlTlaa prarrldaBul >; Tuli. 

«7. àXtì i.'l'luku i>l^ prliaa di n^ 
tif«i c6. riiv,. ,4111. TI. MI tg, 

U. HOWTft* Il CAHIIIXO! ti RDllla. 

IP, umuTA: pu^ifonftla a iin^Lla di 
lacBtti Mir lafana. 

M. tiiaMt a»lTa aacani dk. /q^. L 
lacc- 
ai. nRUr eamplatat prima di atvrv 
racKlnat» 1* »U di iniBlactav>* anni, 
(4» aaranll* DmU « l'ai* H'«*- ° «""* 
ftaU; cfr. Omo. IV, U. ai iKa* ^I. 
tv, 11. A HanlacteiM anni*) Mcota» 
41 M*n4 amanMa Balla Min 
ì»f. 1. I ■«. Ha Ti •«■ anlnda, m« 
arrMC<nu>*. «loan t<Bp* r*t»t 
iVrf XXXI. M m. 

Ul. ri.'«i «(diaato. - TDtM la «paiu: 

pranuuria di atUia U dSrtMH mutM. 

N •flt•*Tl^ Mirii«*riia BD» HiHiitna 




1-13 [ano. T. «ut. aj Ikp, xt. G4-«4 



K ridncenii a cV per qa«Bto cftl]«. » 

M Ed egli a me : < Se tu segui tua steUa, 

Non puoi fallire al f;1orìoso porto, 
8e l)eii m'accorsi nella vita bolla; 

t» £ s'io non fossi s) per tempo morto, 

Vdggonilo i! cielo a te cosi bonigno, 
Dato t'avrei all'opera conforto. 

ei Ma quello ingrato popolo maligno, 

Che dÌBoese di Fiesole ab aniioo, 
K lidue anoor del monte e del macigno, 

M Ti si farii, per tuo ben fw, nimico: 



MD nomina niOÌ ai la VcrgìBi-. ut l.'ii- 
9ia. Lo nomliiH in tutto II pnnna dun 
Toltf'r )■ iirinma Stitikir, pbt HOrtulDPe 
di Virgilio tUvto. Vv'i/, XXI, 11R(EK I 
1» HOnnila u fiitnxi, /^r^i. 3IXIII. IKO. 
ViriclKu 4lul CAnto ftiiv nou al niaalfp*tA 
tbe 1 Ull«tew1 ■ !<nnl*U[i, - IH uiiiei.u: 
*>11«, o MiUa iMiìuri: eh, Irif. 1. 01. 

M, * cà': a PUB, SI imA Inivnilnm 
4 MI rlonndnfw al mouili^tli nipr*; * op' 
pDf«: • MI |LiMa al clalo * chv 4 Ijtni' 
ainbtic ddiriinnint cfr. £6>ri Xllt. U: 
vXnn U«Ui,n;»*bicuiiLD^Diaiu plTi(ftt«iD. 
H>l ruturUTij iDQiiInmi» >. - 0*14.1: tIh. 
•«ntlf7ti MTmitfilinarln. 

T. iMm.riwMA-rfl l'anU. Si'jllcn. 
tir-IUi ^*A\Cfi 4 Ihllil' a la vriilui-a hilii 
lEluria. \*i ytfrtmtatv %wt ^mitiirK, rauva 
Il tntt bhn flj>«nir« * Ih bvttialo i]it:Tii' 
tlMdlne da' ■ool HinoUttullnl. • Vi •nnn 
pniMnOn, > rlapotiil* Il Poclft, • né luts 
*aiivlBio nil « iinOTO, Puf«h* d<ib mi n< 
morda la riuvinnu. aTTVbxft ciù rhu 
Twia! -KV/iKlIioi-SUbmisOMlitlnì- 
io tiCDO > ni*ui>i • 

U. MU.L*: D*c<)a> Duil* i|naiid« ti 
Sai» m In Uonlnl, a d« qnnatl *it<l iMsu 
dktfila» dJ rltuDfui'ffrD 11 una Lncagno. 
Par. XXII. Ilo •» . V Kll KlinlogI del 
tonpo ondttTanucb* (l«iiilbl fnaa^^aU 
fniflOAiUTC di BiTilllurav » di acleihrft e di 
MKiMaablIlUd»'! iM Ctt.Jnf. XXVI, 
18 •,!' A-^r He coItlToral ran Io aindEo 
• 1> mtdlUiInnn ringrinn di chr wl dn- 
Uia, M n* nr>& amniu (lotla. Qlr. Oo' 
taffimn. li» pnAM^rm it HnauUo Sa- 
limi, Kcmia, ■»«. 

ST. M'*ix«ui: al t dadotlu da qii«*U 
T«nl abf^ BiaHoda Dante, BrniiMto 
tftaa* ftnaaii roroanupu. S taro ehi an 
uttoleco non toncnllota.na (ptMla par 



Inbllllini t« mn pmtlalonl. Ha ora cLe 
i la^^lf] nel aetclmo nnltia. Sor Bm- 
DkLlnavfft itniianilAa dalli bar« alq Danto 
dalla propria tnfUIIblHlJ.. - iii.la : dal 
mondi). 7« F. I*flf coir .{il. «con qnal- 
oha alt» ood. in i.^ tit* ■ovki.i,a, il 
ab» • Tal» atiat totin \ ntUa dui jiism- 
là:... Ina alinidca Inulin: Par inasto 
poifli jEladl.«ro da qnnl tuo lllborculo, cnl 
lltAluU y\ta n-ftivit •r 

M. rmi tuiro: in rljpiardo a Danto. 
Hninxltii tanti mx-bla. 

MI. vaa-iiHnor Htunollu fUiopUmni 
a.»tn>1neaa ■ i AdmApf 

Al), orniu: di poiLa. d'aamo odi oH- 
taillDOi 

Al, i-ofniji;fliirfintknr>. 'Clo^qatlalM 
rojctfuvaQo la cltlA. cb« al rou"B la 
qEinl Ifiniiia a [Mipnlri, 11 quale f^ll olda- 
im in^n'ab^. portb^ jfLL rmiclaTobW naia 
p.«T iHMin, indiJ^Tna. ponbA ^odlrft*- 
n-bbc a nini lina lutisqBiiUaoli* Ilaoto 
r«r<.Ml a hnnno • : OMÌ. 

»», KiEjioi.ii: lai. >'anlir, anllra dMA 
d'KtnirlH a Ir^ rollila pln* daPInttM, 
ilnlIaqtiuIflHliimlaYamadra. ttt. 0„ TUL 
I. T, 8, :iS >£., II. Il m. I, MS. Cfr. 
(}c*>, Lipi 1*. MI ag. AifM. T8I al. 

sa. niDia ivc: « aneont roun • dar». 
■ t>o1 inf^t«. In qnanto raadc* « aaJva. 
lliMi, nUal Qiaolena In qttantndnm okon 
plojtbnTftlo ail aEonDO Uberala nclTIla^ 
alnua » ; Hate. - 4 Utidq honiluea Btff. 
dnrnui ««naf ■ ; Vfry., 9t»rg. I, O, - 

• Mnllmpin pivr Mclan nlln TolnaMa 
lualta Vuljivitja TlUm tiarilnilwl v«n 
Imnin • 1 i>tténM.. /f"'. nat. V. MI ■(. 

* « Q«fina ddnm anmna ■zyvrtooaqo* 
UboniiD. Et dmameDta danna qu ér 
snagilflno natili Ond., iM. 1. 1144. 

al. aia tia-. alappcH alla t««aula 
nt«OM di Cario di Vaiolo. Kalta mo- 





Ixr. XT. $6-T7 [BBOVim utiri) 143 



n 



Ed è ngioD, QÌìb trs ti Ueeì sorbi 
Si dÌHOonvien fraltare al dolce fico. 

Vecchia fnnui nel inoudo II chtnDin orbi, 
Oeol» avara, iiivÌ<!ioiia e «iipcrba: 
Da'ior coetnnii fa' che ta ti forbii 

La taa fortuna tanto onor ti serba, 

Che l'una phrte e l'altra avranno fame 
Di te; ma lungi Ha dal hocco l'orba. 

Faccian lo bo«tio lìotiolano stranio 
Di lor nedeemp, o non tocchin la pianta, 
Se alcuna surge ancor nel lor letame, 

In onì riviva la sementa santa 

Di qn«i Roman che vi rimaner, (^tiaodo 



danai. ■!*• nftiltttM toniriL... <!<'- 
Bina KanriWB fn mniiaoiU aal ad 
I ». S in fmJtnlia tiWafle «IFk jvI- 
n f h^ Alti ivodiUmlìiA 
daU ■ *l Pact« ktUrtrk 

1«lMlilili 1 ■ Ito» ti budtia ■ 

U BtafcrhM*. I basi, • u p*na(a)tcrt 

■ watt»-: Ou(. 

W. Lim- di wponupn. lUutImrH 

MM I nonoUat. Dttoia » n diAvjtoo. 

M. ALOOtcìi Al,! n.nmc«; cft. JK. 

•t out: lairurtsIn'diqnMlnvivm. 
khidhunadntIndlilAnl. <l.r>a.Il.l: 

• TMfl« mabIA a' n«vn1lnl cfj« *ol(4 
«w loro BoiUo, 4 fh lorv ■«rrttfHi di- 
la dUt « PbMa. proniat- 

I « — ■*» ■ ■<< tan cnndn anunv, 

■ « «H* t«* fUacM^ CH BotU luiU 
f^M. I VlanaiUat fDilaTWiuti le pMA 
Mna» poi «■■pn la prvmht* elilaniiill 
^mka nwMtOB* alM iw hUa lorta- 
■ba. wc. • S nteaJa la'iltra tndtdnn», 1 
W— ^Uw) ^laacln wo gabtw* dal PI 
— *.- <*• "*'""' In™ 4ai fotMDe di 
f«««y™ta tal !««. , p,„« o.p,t*a 

• —'■ **" ■ *• •)■« l n>rti,ilBl prw 

»». n ftrUH». U CVDHTtVl 

"*4tfiM<iUiHHda'dMÌi| 



"«^i 



t/#lV(rH.-v,kn[«f 



■idDrt-riiuuudliivnrti dalla InraX'cvI qua- 
■) tutti, Mi^kMo lDv.>oe «'ibi^i' pretori pai 
Toditch-: ' ARib4Mlt]n h parli dvl tuoi 
t<iiir>ltlar1!iii ti (HllEtauBii a noiU, ma 
DUB potranno rluaotrn net turo InlrnlDi 
■I (tratinu fra loro, «e. • Mnn •iito I 
Neri, c.\nt, al a'TeoIenuino lonlro di W. 
ma f li BlAaal Rlannhl» Armpa^ia f»«i- 
ro^ « ffnnpfa. a qiLa*t« iafì branda 
«oorv |itt la. i;(r. fnr. XTIl. 01 •(§. 

73. LUimi«vr.: non pairanno wAl^fbi* 
fi loro dHld*Hn. 

n. Slam; Dhlamacwì I >iia< euneltia. 
■lini, cha <jll Tnole v orrda dlmat da 
Fittolo. - anuHa: * alacijtiUInlnm «4 
iMtom, ift tur artdHBU. ^uul Jieal: 
ratfatit dltlraeluni da ** Ipia. KiMmit- 
tasi TlrlflOMt. qqt d«e«uil«uiit a to- 
tnannrum •ant;Dtnii GfDrrriMO •: Jlrav. 

TI. nixiA: Daala qui il (lorladl ea- 
•ara dl«r<HO •tacll bdiIpU BomaDl cte 
ftindatuna nrana* a vi ritnaa* va Inalaiaa 
ni rioanlanl. iTDpnrtaUTl da eatl ttHat 
cliaavniaBndlKtrt]ttoFI("tvla. • T.ulparo 
Toltfi? In bloanl lno|[hl I laol autlcbl aa- 
«■r* jttaM M qoplU lUioiaal tha poaara 
EìnoH.Uaqarata A Auta molto lOMrta, 
9. tWHt-in DJln parotPt ntf<nte A aJlio thn 
liidorinara. • I^on, Sraiti. Vita iH fl. 
- • J>a[rta ti pmlAiido4 dlvaai» dal Hiaa 
RomaDO a uou dal FImoUdo, ita' quali 
lll■l^tlla confflnntl la nittikdtnanTa Durao- 
ilaa ara aata > : Bn». 

TA, aa^TTa : « jiorpitloa 111" aanclua. pietà 
et iViflntaa • , Dt llm. 11. f: V^ Cent. 
)V. ». Baini # la Mala nVd, 1 Koraul 
<K(MI eUM,(lnij (ti. Imf. II. U »a- 

TT. ■naau : -i aUiam ; sfr. «. VUL 
I, ». 




H4 (OtBC- T. flOL >] IHT. XT. 78-80 



Fu fatto il nido Ai malizia tanta. > 

ì9 « Sfl fosse tutto pieno il mio dimaDdo, > 

Bisposi lui, « voi uon earaMs anoora 
Dell'umana natura ponto in bando; 

i: Cile in la menta m'^ fìtlA, od or m'aoMra, 

La cam e buona imagine paterna 
Di voi, quando ne) mondo &d ora ad ora 

K M'insognavate come l'iiom s'eterna: 

E qaaiit'io l'abbia in grado, mentre !o vivo, 
Convion elle nella mia lingua si Bccrna. 

BR Ciò ohe narrate di mìo corso scrivo, 

£ serbolo a obiosar con altro testo 
A donna che aaprii, se a lei urivo. 



T(> xiuOi rtimn. • K onU, iMtsIiA i 
V1<»r«nlitil atma munii» La fuerr* o Id 
diAHJiiloDfl tnk lor^H rbff noD ò dK ma- 
mri^liMn, hmoiIo ttnitU a niii iti ilaa 
popoli eoli «uilnrl^ « nfimlvl e dJivrvt. 
4«dao(1iTODOf11PobiIIICiiiiiftn1 irfrtmboiii, 
•' nnulinl raddl • uprt di kdiiiii • , 

e. rm. i, m. 

TR, rmO; •umlltii, ■ DTiitinia: pr«- 
(lilBn. !<ii «jtQl rùlBpiteliIrntroHciMHi' 
dita, voi himU Kicor vi<D; o(r. y. M. 

la. Acmu: lodando «olla U Toilni 
MpBtta.abbrw^atoll rmlmliHi.T, 18 •![, 

U. (nimoa KRi. MORDO; Ai.: bl nx 
va. Moava. qL'iniKit vlt. X. /*., Bl. - 
«n OR< ii> niu: di quando In ^niodo. 
bd «gol propJEla <Kr<Hlai>v. Sa irv^r^- 
*■<■ pnò (iLr nadir* eliB Itraneiio aia 
•tato mMaUo r«rD a proprio di l^anlo, 
l« llmltaslona a4 ora tut dra, diiiiotrit 
Cjho rioaaitnftcìionlo fa o<fiuioo»]«; n 
l>uto « Airaa avAri oppirAJ •opr-fettul- 
lo • OMd n riniti nslla Ltelura I>iint>( 
flinsMH II. p. I<3 ■«- '*i Mann il U' 
p«r«. pivaantcuilona I' UHtcni dolcoiu 
OftnoD dlifliio^Mv m^i TjktUvtti tnt«l' 
laUiinlaila prc«lilei>'»t''rl In tendi mas l< 
d'atllil* Dorala * ol'ila. ■ 

U- »' wmtHA : per moundMItacioniA, 
•nioUIUiloal bmo I«lr. /nT. II. MUOi. 

• itoli* una. 

fT. (omi'j ; pa ruta. - n iCKRn* ; al il. 

«moaM. )!■ non coiilriulloe 11 Pualu a i« 
« N aa f .cnixitMju lACarx'»'"'"' '"•agiino 
palff»» di Sir liruneiiip tt» i i^lomlti 
B«H'lBfrfDiu(rj»iu^„jBiid'mi' Hiri il no- 
n««»P»rlO(f/nft*i„;, alla p.«lenui Al 



Mntnkdltlnnv, «od rlipoDdavii 1! JVOn- 
ilio (oli. daJl-i ir\trtllii, i>. e, p ijg|! 
« B ouD ppUM [l[ LiUi^] obo i> iippnnlo 
unlla doliiltia oailnllra^ a onk Danto uoo 
potcìB ribellaial, qaealu. di» on panuki 
morula, iniilin lantato, aa non t (imoI^ 
ti «>1 pontili] Dfjt-j altnanu doll'oltln'on. 
ilniiim ItTvpataliilmpDU uiclw roano 
piti TlrlaciD « noblla in lulla ti nato. 
Non piinu cba * (lui da aiumlnu* la 
mMuaulaiiU • la irUiiia «profliidlc»- 
(«■«a di bwKc, ob«. trnu rllHllvri. «1 
anni fbMDdiiHi bandUiirtidiillddKlDa^Q- 
etlila lar» tuli namlnl. uanUiiM pari 
Inibii» Il mntt naw^nio allo TTf« Tlrtb 
olio 11 ornarono. Kon oonaldata r lOllo 
ninni* ctim Dula «Hto al ptopoMi» di 
«unnagolia dlmoatiaodo «una l'oono 
inati in lotto Tirinolo non debba paiV» 
KLlEnnl apivniiiffralsnioiitfl In nn iH'OHO 
iitto i-ta la apotuiaa ebe qnaato nati 
nTuIrailiuto ddlB ilrUi li iillliBimii 
uun Inalila at ««rio, IB BBa atà adnir- 
Ria i|tial en quella, la onl (anta làM- 
manta 11 tratto («olila, l'alia nlton 
dilla nnol*. (t Mtadlo a (atta pn*k, 
■1 liavaian uniti aalla alaaaa pataoM 
C9D qnaloba abito T«>o ba)bàx*« » A 
tir. ancba Oim. I.iipt.. I*. p, 3444. 

SJ. OOlura; v1tafpiara.-acuvuiMllB 
iDlaoieaUi ofr, Pna. vn. S. 

SU. CDIOMft: htoalo apltcar*. - u- 
tKO I la parola u<)ll*daO«eo, fi^, VL U 
Ktt; a da rmrlnau desìi tTbvrU. ìitf. X. 
«aw 

W.tOXii: BMlrfM. dalla ^aaloafrt 

111 mia <lMllTlKalo. /V-X. 1S1.-M; 

HI Dio m\ («nooda di lamloara qa 

mio Tiaalo. 



e-im. I] 



Isr. XT. 91-106 {MVnm utnrt] U 



*' Tutto TOgl'io che tì sia manifesto, 

Por ebe mia eoMieoza non rai Bari», 
Che alla Fartaoa, come rnol, imh {ireaU). 

M Non i Boova agli orocolit miftt tale arra; 

Parft gin Fortana la itoa mota 
Ooma la piaca, o il rillan la soa marra ! » 

K Lo nio maMlro allora in sa la gota 

Deatia si volse indietro, e rÌKoardommi ; 
Poi dÌBoe: ■ Bene saoolia ohi la nota. » 
Né pertanto di nen parlanilo vontmi 
Con Hur Branetta, e domando chi aono 
Li waoì compagni pi& noti e ptà somiDi. 
Ed «gli a me: «Saper d'aluioo è traono; 
Da^t altri fia laudabile lacercj, 
Che il tempo aarìa corto & tanto mono. 



IM 



M 



IL tmD<M.^Mi 

Mto «riMilB «■. nk «ha k Mta M- 

»n,0r. r^. XVtl. l».M. 

A aam4 < (arrta». rt|<«a4a msm 
Mpnk 4>dt* bU amnlUi ^. luf, 
tXTUI. IU<gx.«9H«ta |rttt ■-••■• 



M. owTu : «nuda ««la «■' 




1 Omtr. IV. 11 

a 



manta» MV. 
rM< ■ ywit M O.. r. 
■—■■«Il C<l ■» pnd-Uo qaal 
aall MI* «•! «D »«■ Ah. t. •!, 
4a I « ITaa ail 4 «Ha aan* 




«^.•h^ «Malia pn«MaaiaOlMiiB 
V. (TiaiBfWlaaMi*. X>. 

I1.U. •Ila*»- 
I la tttrfu* aka aOa p- 



M. MWB Mai TlrgUa (■ rlpMa am 
— a —BliBM nutria 

^fwratM.Mife* a*<^(U4iU*. /V. X. 

I IT ■«. AL: Hai tn kadaM al mM 4tt- 

II !«». rt^. .ìm. T, nr JJ.i DUlMMIa 
■MDlla «hi ha tapri» mIIb m«M to 
■wria M la*!. A»-.* • qavl dkM: MB 

>i waga» Iwa «■ M* M 
«I», <ri fccwli hoc •. C». 
FWiwA t. IM ■«: n Tana yct 
tarili A (all'ile» il>t< ibiAtB. 

V.lM^lli.2.M<«nfMaBdMiiH. Diala 
i!l»Hiili>BTBnaauanCMÉB»«tH> 
_ lt> «ktaM 

I ai *WU ||IM)B BCB 

I ^ partH*. TUU fatoBaal m M 
• ailtM iMMfMI. Tildi U rih^i ■ 
l ^ i a n «cn 4'Atu m i ; w twì, paM <•' 
«ha vadar*) U nanm AadrM «•' UmM. 

Il«aM I nauMMldl fèh.aU tMaa 

H qaa saa aablaia OM la qaala M* mi 4 
>irtl»<Hlaf».lìlanniaiMiHita*« A- 
. 0» a i»aa<B alita. » W ilaMo. H- 



I 




^m» filaiv lan. tli'ia lumt*! 



lai— >»illlw*ilow a r^glaasM* la «m 
namda. l app— a II Pnca qaaMI di» 
RaU dÌTUi la mUm*. Piwu« <lall' bm 
all'altra nta * loro ataeaaM, «■ < 
dair* rl^taara IB «Ma»» b*I 

Ita. rMna«T«' b«wa«nrgllM<BÌ 
«di*lBdlau* 

in. Bon; fa Iubb. - aotutii p«r di- 
■■II*. 

Idk Atum<aa>N InataM^*'!»'* 
awi> I lawarall a ^artW aadf tU 1 



US [CSBO. 7. oiB. ■] Isr. It. lOft.! llj 



[ALTBt SODOStTI 



in 



lOU 



113 



IIS 



111 



Tn Bonnia sappi ebe ttttti tar cfanroì, 
E letterati grandi o di g^aii fusa, 
D'un peccato medesnao iJ Diondo lerci. 

PrÌBcian sen v» eoo qnoUn turba graniA, 
E Franceeco d'Accorso aoche; e vedervi, 
8e avessi avnto di tal tìgoa brama, 

Colui potói che dal servo de' servi 

Fn tmsniutitti) d'Arno in BncchiglìoDt, 
Dove lasciò li mal prote"Ì norri. 

Di pili direi; mn il venir o il aerinone 
Piii lungo esser non può, però ch'io veggio 
L& surger nuovo fummo dal sabbione. 

Gente vien, con la qoule esser non deggio: 



lOe.ClUBClrFbfrlli.lAlllMIUtlUdlMr 

BmnaltA ni compuiA {xirt* di novlal di 
OblcH. «ini« Andr» dn' Utut. pula 41 

eornu, p4ri* ili iioiitJiii di DbiD*«« iuÌId 

«t«*io l4iupo ilJ lcl1«r*H coTDV rr1fl«1iino. 

in*. i.KKO1 1 lunll tutu dallo atMao pnn- 

lOSt l'HIMiu" J PrtKioniM CWorfrn- 
*b. o*l*bn fnuuiuUco ilallit l> mitU 
dal f •Mobi d*U'*ra ralcBts. • Fu nn 
Kmid» QBMtn> Id irmmfeKoBt « 1^0* noci 
Dilla libra par Imparata sruoMiiDa > ; 
An. M. • • friarlanot paollar hlo Wb- 
^nub cUrlcnflL. naim nHoaohna tuH at 
a|H)Bbat4v1i bi luiiiiilrarvt ilbl maJarvin 
Aruaruat i^lorlaiu..,^ fVtDllQT etlani Taiir 
qujiin «ajeh"* marAloH In Krmmm i-lo- 
qMalln. ^ula TaU iloclor. rf^jfolutfir tt 
qomrtar franìiikktìc», vlr v*n m^I^ 
laatMnM. principi In Ina ar<a prliui- 
tlTa. maipina mratar, hlutnrimia «I «ntji- 
ihlK. • Jto». Prliclua datti la nilitllaiv 
l{T«iniBMlM Mina anUca ad altri tarati 
dlal^fliildl nloar mola; luoltiaat hutmi 
di lol dna poaml^ /ttJoKtf* ImrrmorU 
XhoiAuiII • PtritBHii [ni. Btmhftru In 
rwlia laMM «<nprM. n>1 V, Llpi . l«(ai. 

Ilo. l'H*1IOEI'"t t''J>«>">U>»: d|Cl>D dal 
oalabra ^Lorìita norrullDO Ac-{tT«IOì Id< 
(•CnA 11 dltltU a 14'ilaiiia. uuiln nal ISTU 
oau Bdoardo t la «jDalltA di profr^an» a 
Oriard, ntntoA «al IMO a Itolnitiia. <1rt« 
«art ad IIN. • Fa clnOlca In IcsDa *■- 
laaltMliDa,««blaa« luU' i llbn di ìi-tgo-t 
An. M. - • Laaaa bi eallailn a JMafna 
Mi ganMala SUdJo tatù ti di dalla iita 
•■• > 1 Oft. • * Fon.... maealate aaoan 
di qOMl* TlModalla aedoBila •: 4i>. f tur. 



III. Timu: malattia Hhiraaa. Il 
nomn A qui avaln a dfali£aar« ^itfTl 
peocalari. 

111. etìixi- Andraa da' Uonl. Ikuo 
caiivnifo di Plnote old lUJ : rtttntv 
ItI noi Ui^i tTMlèrltadalTaaoaT^adl 
Fliiinta a <|ailto di V|e«Di> sai IWi 
morta a Victon II 38 a<nWa ItM. • DW 
nati inalili ■ m iri alala od naBaar Ab- 
dna da' Uml. naDam di Fftaaaa, H 
•inaln a par quaata miaairia, nalla ^pitU 
^n«<<r4i11vn«alapcoaabara. apariDi4la 
altra «un aalaeebaiu i^ba di te] al m^ 
vouidùo noi Tiil^Ot par apamdiVMMar 
TonimAH» ilw'Uaiit» Allo itatalla. Il ^oalt 
ara Diioieiola raviUar*. * (noiAa ni 
foApptio dpi papa, pf<r lutar Hlnufcfl dv 
irli uiiolil Buoi a ila' kioI diiwlJBl hai* 
Akjfiinlnai1i>np, fb perruntata 4*1 pafA 41 
lui'Div di rirat* tn tameara 41 TI- 
oanaa * ; J^'W X dalla «f^HwAfluw ci W 
laacIaU) alciinl »m^i Btn*. cfaa raocaMa 
ooDfl oaitol • aaapa pobhiw prvdlcabM 
popnla dlcana malia rUicola^. Inlot 
alla dloahat ^oad prarMcaitU Dfl arai 
■ImiU* mari, qui •>■■» aapM irabe li- 
dctqoiwuiDqua gerontar aab aa In da- 
tBp H DivBio vldat aam ale- » - POA)! 
potavi: arrafll potalo. - Suvoi Rool. 
taala Vili. 

Ila. Amo: Finnte : - Biicm)«LIO» 1 
Vlorsia. 1 Soml pn la c4Ua. 

Ut. MHcrò: morando. 

li; itjiiHb: polverio, par la naamw 
uà dallit Hralpitar di ganta 

118. oitNTi eco.: • fi un'altra aclilKa 
di djtiinatl, alla ijiiAla hmnotla uou de* 
la iM-'biaril.'i QUI filili >ia '•• " «mdann. 
por l'IMnH colpa di lOdonilaL. 



• 



(enc. 1. «s. s] 



In*. IV. U0-181 [uoHRto uTni] 147 



m 



W 



SUti nccomasdato il mio Tworo, 

N«l qtiftl« io vivo iuicor&; 6 pib noD cheggio. » 
Poi ai rivolse, « parve di coloro 

Che corrono k Verona il drappo Verde 

Per la campagna; e parve di ooMtoro 
Quegli che vince, dod colai che perde. 



) *' TlglMU «Mita nalan ■»■ 

I prapHa anvyall», MeoBdp !■ 

>«k'*bh«n p«lagado>i J>u*. 

tik a tnmtìa UUM. OMlulB la Un- 
. AL tBfmItm» ■ (orto 4*1 

■n «Il Lattai Ai pabMkala wM-ot\KÌ- 

- • ' Il I ' t •" " 

fi ««IprtM. da Som «liMirnl. Mr. il 
lliw*« JnuKi laUa*. M^nrirMt» 
*ft eto^aaC « ««Irate <(• L. M<Mr. 
I m BM^M. un n. IM ftwnAa ■ 
fli ML al kn» itt^tai JaltoJ^ww- 
■L m, IB4. tOB. irtw «al pMta- 
^ timtrifljar HI— Htfa i>UU*- 
l«.IM.hH l*.l>lhllV«n^l*«fr, 
fc-Wi, |>n. .MJ.. II. »1-M*i»l n- 
« 11. III. nu. DiéMt. n TMmv 
■* fm « i)a^«, Vflw*. , IMA. Al- 
•■ tmw éàl uaal • • la( aiu ibniu i 



£-a<(a « JHuMlb rU<4la ia (*»*>»■ 
«te. bL M 0M«<iw4l(, Umc 1S(^^ rJ 
<lal Jfaaal, FfrwM. ITM. ftaii l<»n- 
fiHH nliBrtM éi Oiitnru. t««d. ita B. 
III.. X«u. IMd. U Fttùfir. tnUnlm 
tlam» 41 atfeana • 4 ctao, ava ambra 
nba au. Tadl fl bai biora «al «wunv. 
p» addlaHa diala UH. t t. ìO-Ut. 

IM. nTDi nall» Anaadi^aaat'opaaa. 
• cnaaato; cbMo. 

Ilt. IL Dui'rai apattMela popatafa 
latltaUo nal tUT, obB aotaa Iki^ ag^ 
aaoo 1» prima douaiilca di ^nata^wk 
}f f^t VHaf , V*fon,i * ftipAul ilvbant qDfr 
mar bra'U. •jioraiii prlmum ■nVtht*- 
(Maram paaiu Tindi* winkasaU U tali 
a< qaod ennatui p« muUam Loaaaiaa. 
■Uam ri aaa»* nna. ■ Cfr. Hirokli In (M. 
Cla«.. r, uit. UaiwMl, In I>. f il nw *H.. 
^ «11. BOtiflùri, ID jlMs Danr. Ftniu, 

f IM. 

IH. virai luto aa«nva nlaaa. 



146 tene. t. aiB. s] Isrr. iti. 1 -7 



[soDovnn] 



CANTO DECIMOSESTO 



CERCHIO SETTIMO 
GIBOKK TERZO : VIOLENTI CONTRO NATPBA 



QCItK) UDBBKA, TEGOHtAIO AIJ)OBEANDt E IACOPO RVffnCVCCl 
CATERA1TA DEI. FIOUE, OKSIOHB 



Qib orn in loco ovo s'udU il rimbombo 
DoirncqQA cha oadea Dell'altro gin). 
Simile a quel che l'arnie fanttn rombo; 

Qnando tre ombre iuttieme bÌ partirò, 
Oorrenfio, d'una tonnu che phM»nva 
Sotto la pioggia dell'aupro miirtlro-' 

Vonian v6r noi, e cinscana gridava: 



V. I-3T, Altra nrMtra di •ndomiU. 
Pr^otdoQilQ lanfii» l'itrjclDfi, vednno Del 
«aMt&ohd no'«]1nt feoS^r*H (ihll* qarnf* 
ti* M «Ucnno pf>r pulue t t>>nM. Vir- 
ilio Mari* i;iiailu vi ^WHirv luffi cor- 
teat, iMrohf già oouIdI di j|T«ni]* AltaiY. 
S*«oila r>lr. I><iiu:. 4 <|iimU )■ arbWa 
del «hIoedìtI pbo iieccAnfiip In fbrvo plb 
tarpi, M4 ili i^itmlu prìflclpld ^l SìtU 
•Lodo non e ' A Indlftlo d«I poema, U prin- 
dplB doli* 4ItìaU)ob Atmltm f «a^rrt pinl- 
lotla la qaalllA • proftaalDD* del iliunatl : 
prUDk 1 cbariol a Inttvntl. poi I gncirrlnH 
•d «amia] d> itEato. Cu*) (30^ Biag., eoe. 
I. Oli -- appcoa otiagedato da Brunetto. 
I. nnicr: Mnhia oUsto. 
J. ^uiKiB : la caMMto dall* api : qnl p*r 
I* api aMM*. ninauu Intono ««U al- 
■Mff. 21 rimboBitw doli' ao<|aa mlcota 
■Pparf *'» dmlle. noi loa|o dove 1 po«tl 
anno. » «in*> rombiKhn (anni lo api. «n- 
n*IiWK«nu m"> K»n in*((l(<ranu dal 
MAt (^ w* ntU I MintDcntl |Aam»0l.. 
.<■. A«<_.i'n.. Ckw.. Hdm,. fai» Som.. 

Aw., «mi, ^H. «w^ fcrrt», ima.. 
At. 1F^«a, Oa*. OhjL, tn.iaiiaaat tol» 



landlt, /m. Oanl. IfjEt* «a» pAAhl oadd. 
t:tn! Il Sarir. i.'*aviii»A)f ui. rouko 
vl'Oa. l'jkmk. letlODO dlfMa dal OdK* 
da 2. f,. M (f . I todd. arando ocdl- 
narìaawDIo armi i dIfHollo dauldsta aa 
* alzila da la^jiaio othu oppom arm^- 
CIi, 1/otrtr, Ora.. 913 IR. - MOUIO: to«* 
onomaBopalca, HifTUn^atc qrial ramon 
eonflwo oba bnnn Ir api, lìti romlw dello 
api YiTg., tìtKTì. IV, leu-es: 

«tov «ikAUB aodttar fratfor Uuftf a^ 

Incnct, 

Ff (|^u> E^t inondali, «Urti Inmarvniataaflar. 

ut eaan wlllciluoi tienili nduanUboi ii*4la. 

4. nu 1 Oaldo Qgona. Taf ghiaia Al- 
dolifmdl a laoiipa Ktiallaacvi' - ai rU' 
timo: al ■laccarano da' loto oemiiaciil. 

.1, i:<)KHRXiH}L non • Inr «oaMaaD di 
faniiaci'l. ett-Itif. XV. IT •C(--'TO«Mai 
Imppadl penon*. Voaa aaats dayfl aa- 
llilil aoeho Io iiraaa. Al.t tvkiu . 

I. TixiA> I la raladona alDIaUlca di 
qoatto eoi xeni ptaoad. aon t bra elilaii- 
AlMiBt : Qaanila da ntia lama, eho pM- 




V. T. an. )] 



tur. ITI. 8>S3 [TUR FIORKimill] 



10 



» 



1» 



4 Sòet4ti ID, ah« all'abito ne sembri 

Essere slenn di noHtra tura prava! » 
Ahimè, ob« piaghe vidi De'ior membri, 

B«c«iiti e rewfaìe, dalle fiamme iaeesft! 

Aaeor men duo), pur di'io ino no rimetabrì. 
Alle lor grida il mio dottor s'atteso ; 

VciIm il viao vèr mr, « < Or aspetta I > 

Dìm»: « A costor si mole esser cortese; 
E se non fosse il foco ohe saetta 

La natura del looo, io dicerei 

Che meglio ste<sso a te, che a lor, U fretta. * 
RicomiodAr, come Doi ristemmo, ei 

L' antico verso; e qnaodo a uoi fur gianti, 

Fcnno una rota di sé tatti e treì, 
Qnal sogliono i campion far [nuli o(l imti, 

Awisando lor presa e lor vantaggio, 



k Htte Ib tlogglm Mfaipra muUr», 
H rwUra tra «abn luÉiirt Brtnatt. 
Tawvsoa, w». Al.i QMadb in ombcv 
fatOcgaa Id^mm da n* tomis ob* !■•■ 
a*aaBMolaplorc^A<U~wpra miinln, 
», awivqido. tvanam lam gd. Il Itrft.i 
• <^i«><n ìm qnallt itw Wrais ohv ov 
Mi— BrmHg ■ tmìIi». I» ^b»I» p«- 
iwra MtM te UnMMOH ptogci* ai hwcot 
■ partlraao la^Mi* oomado tf« oaite*, 
p«r nBlra tnoMln «J Foali. > 
S. aasTATl: (WaML - *U.'AnT«E il 
■ AtM et mtaA» km tmUt* tri 
I riMMMV «■ Il plb btllo • 
■HBis <U di alga* «Itra •«■ 
■. a nato di u«MI RiBul I i (7. rOl. 

xn.a. 

•. TBMU: nnu*. - n«*Ai farabè 
dlTtga ta tHtggt. O é Mtìm» tm^àl- 
TtkO^t • P*r gglg» «np> dUpnil ani 
nat alUHltBt ddl> ngUibntl a»- enail 
■IM, • I Mnal HUn&r* dM» al nido 
ib ««bI «n» Mitaw, HHtn ln«i<ia al 
llMi n iiio.aTialadt.. o. Fin. XII. <. 
11. ornai •(«•■aifitllBUM./iwrH 
^ naMM* BjiiiftiL AL, Fui* «u «apMl 
U«gM.Baa>B«..,. Tw ,r—,Mi.| — 
■a lM«llo ÉMWTMo .. . .L. 

'^l"" ■• «tW* W la brerta- 



rr 






i«. UH ; ru4 t pih 1 Al. ' DUH «ann» 
ti; Pialli oKjt urrrr* tua*!, «co- Qlr. 
Moort. OiU., »■ iK. 

U. («IITWO Mpatlaodall ad MMllaa- 

dol] C4II] riTtfaaiB. 

10. «t no* K«.: Il nnrtDnl ■ rorreig 
ta incoBlra a imo. » U i-lngsi* <IJ fuoco 
DOD la Ib TÌiiUa», ttallaadoil di por- 
•onactl lauto laiKoanterall. 

la. u: i^DD. Al.i aitlMiXT.'ranHnt 
•nin ofaft rIpMeiiD (uniiBuaninnM. Cnal 
11 pib d«l cfmi, anl^ Xoa aviDbr* beile 
dMldan •• qnaH'ri >ila ptnneim* n lata- 
tlMloaa.cn'. Blaw. I'*r>u<A I. I3li v- 

V>. vnuoi aqoeM'iiu ' nppiitn I •nllli 
plBoU ■ U»sDli. InlamitU on UUdI* 
pat palla» al Pm(«. 

11. aOTa: clnnAa lotonio avpnt »i 
Magai. (aaaaAo loro Tialala di ariMUml 
naii etr. In/. XT, XT •((. - Tan ; Uo. 

11. noautma: AL:*uùLa:l!apn»ita- 
»i Al.! MLwao. aaoi.iARi)i otallpa» 
■ala DOB iHiA alan cai prra. atra di MtH 
I Md. •«am. • CAitrtoiX' loUa*«ti aP 
Inda al Liiatdml (fia eanbaltaTWa nal 
doatli ((odlilBdl par MiataDara (a nsiool 
d'altri aba par alron tactlfu anaao II 
■Uriito di non «nbaltate pcrMBalai*n- 
ta. i;rr. f>ttUnkn In BuU. VII, ÌO am. 
- «UDÌ W> iTiTIi par dar mtan pnn. 
• Kitmnl pattila elan lakanl* paln- 
■tn* N'udalj awill •! Vitt-, Ant-, IH. 
MI f. 

a. aTtniIcO: fc atod-» al Mado di 




IM [cno. 7. «it. I] Ikt. svt- S4-ST 



iTSB nOKKITTIII 



2t 



u 



SI 



ST 



Prima che sien tr& lor bsittnti e ponti. 

Cosi rotando, dascuDa il vìsagKÌ<i 

DriKxavk a uie, «1 cli6 in oontrario il collo 
Faoov» k' pie continuo vinsgio. 

■ S se miaeria d'osto loco «olio 
Rende in dispetto noi e nostri preghi, > 
Cominciò l'uno, < e il tinto aspetto e brollo, 

La fama nostra il tao anima pieglii, 
A dirne chi tu se', che i vivi piedi 
Coei securo per lo Inferno fr«ghi. 

Questi, l'orme di cui pestar mi vedi, 
Tutto che nudo e dipelato vada, 
Fu di grado maggior che tu non credi. 

Nepotc fu della buona Gualdrada; 



prvudarl'BTntnarlfìnmruitAft^o, • CJl 
■ew periuenal malli, «t ubiniim ]>iiuieai 
Spencer* IwniD sM. • i SIM,, l'Alt, VI, 

U CUV Binr: prima di T«ilr« dl'kt- 
Ueni. di pamiintonl » Igttunl. 

36. HOTIIIIH}^ ;[if umili lo oarchla. - VI- 
MwnOt ttto. I'>rmii HnUoa. 

M. IN fORTHAUO : eurrctulo In «reht». 
por poter ^oAm in rlu Buia. fSrnid 
■qU 'mi-fcltio, anso opjitrvlti HvtjlepnpiaiD' 
pn 11 Milo la lllniloavauiitniiii*! ;>li>- 
Ai. ' AtU> llb«n»4. qoaiulA vd4 p^nona 
TI ralrnUotl ni ii1»nn» parta, cba il mi' 
mlTA nitl t^nnrft rnlta la fin In <|ia«UftT 
hXlQ >roriAtfi ^, 'fiiBhilo er)i»Ltu a voftUa 

p«n«<1ovB al VII-! e*-Br, 1, M, itmir. 1b». 
gvis) unii ctiNTtuiii'). fm. L'An, lY«c.: 

in nHK COiniHKIO AL COI.IJ» FuCTUCU I 

nt. oltiii'alDRlipuo, ftUa^nilauoa mMoa 

otin r 411 torcia lini aniiJi. r 41 all'I oamm, 

V. l*-*rt Tif iriurtnUtu OUittri, 

PiirU iMiu «IxieU «t^iE^tl in uaiv" diti Irai 
« Qomnil^Aficlir II lii^ao >I'>t» tlaEnocO [l 
nHtru Hpvtio M--artL<mt'> i-i nnda ■prfr 
l^nll, la uMtra luat ViaAncm a dirvi 
fllil tonPl-Qiiniillt'HMnl jini^^fi.èGaldo 
Onura, qnvitt 'altro elsa mi *L4a41alnt, A 
ìfìw^htaln Alrtohranill. r^A \n imuf latMpa 
RMUouMt. • Dol aemmla e ili'l tana 
DmiIv arava dlaundalo a UI««o, olV. 
/V- VI. IO •()[. 

U, IMI ambe dato sha, 1 Uvaon pò- 
inane anaara ukiwila. Al.i «nbbhna |ll i 
AL: K. al — R i'aaa curnlnaiA : n mlae- 



rìa. «OH, A1.I Rh. Dih. Mi ofr. Z. ?.. 
M -iciixo; «ilaTvIf, annOav. AI.1 rial 
llrf'ttoria tol; bawi, pmfnndo. Pllk ptv- 
biihfU la prima Intarli ralatliina. 

ÌB. BIDDE: oI [a parer degni di dl- 
(pnatn. 

ai), TllTTO i pofoh* o.itt* «(I alibrnolatn. 
/l^, XV, lOagic. -KHOLLU^ nnrio a dipo- 
laln. T.atiKiirlivatu.crr.rn/'XICXIV. 
6B iltit. »Nifp. XIV, IH.€1V, EnfiH.. M». 

:<3-VftV>ilir Almploul — c^auimlnl ilra 
l>i>r l'tnfaruf, «enita abbruciarti. I dan- 
anll non hanno cho l'apparvDia de' pl^ 
•11 : Dania pladi Tiri. 

aS. iitriiLiiO: ■ qnla «tUMit Mal Mtna 
■ pollaLna cHpillla, barl4 *t anrnlbn* pi- 
ì\": Jlrnl. Al,; I>IHLL,ini. Bf» Ara* 
«f»liaa pallai 

SI, UuiLKuDi: fl(llno1a di maaaaT 
D'illnnlona llrru df' Karlfinanl, <h'en 
11 inani''" * Il (■"> •"wn'o aaaaUar» di 
nran» \rtt. Par. XT. US ^x.l, bmkU* 
dal MBle O aldo II Tanliln. da ral dUo*- 
nero iiilll I mntl Oolril : rn. 0. ru|. T, 
n. Ammarata. Aliati • Aante Mta/U- 
mlfflM dl'wMf OuUI. nr., IMO. Ptt n» 
dradi quadro fl^lnaU, Ira^ inalili pftdM 
di Gnidn Gnarr*, cba 6. riil. (Ine. dU 
rhlsma Riigcaro, altri UarroTaldti «nU 
di DsTadola. lOnlilo («mIiIo praafpar 
Binali" la eclinnla di UHaer llelUndmia 
IFlAili da' JUriiiilani — la qtuto sbba 
ninna Gnaldiada. ia quale tf/B ialm* 
mniiHa par vna lajrglitdHa. «he le 
bre nella niudrale CbMaa di 
ad nna fatta, alla qnala an Olio 
pcradare. Era la fùelnlla la 



' 



e. T. Oli. ■] 



IXr. XTt. Sa-Sl [tS« nCXBHTIKi) HI 



Guido Guerra eb1>e uome, »à in «nn viu 
Fuott col danno uhm;»! o eoa In miwiIb. 

L'ftltro, ob« kpprvmn a m« l'^renit trit», 
È Tngghiuo Aldobrandi, la cui voce 
Nel mondo sa dovrìa «wer gTwUu. 

£d io, che posto son con loro in croce, 
Iacopo Koflticucci fui, o certo 
La fiera raO([lifl (liìi ch'alUro mi nnoce. > 

S'io russi stuto dal foco coperto, 
Gittalo nti SAToi tn lor <1Ì «olto» 
E credo che il dottor l'avrìa sofferto. 

Un porch'io mi sarei brnciato e cotto, 
Viam paura la mia buona voglia. 
Che di loro abbracciar mi facea ghiotto. 



, ad m» adM UlUi Q Unta 
imaUfffMdl »l«l> tadaniUfU' 
«uria d>M*. (U a* alli. d« alni ^ttcbb* 
•U tua, •> ina mani» BOB faMaiaodall 
CMto. «mutimat» la aaila rt^Mta, per 
■a» 4d' iBTRadar* t> ir>aA>i On 
loat— j raaaalauaffata 0.rin„fio«,. 



H, auiDotiuaaaa: TalotoM • crod» 
•rfHal*, 4aM dal fiwiaill rirasM cb> nal 
UM im wlf» I (UMIlDl da Anuo. 
tf. trai. VI. SI. BwdtiB »al da FircD». 
O. TM. Vt, n. (atlUn:* 1 (ih-IH iivitl di 
Finn**. aMa aalta fatta nalia balla 
■tiad) B*mfTm»a,*rtmia*a»tlK1M 
puU ta nraa*. «. TUL va, ». Cfr.' 
ML Via.. TO^ tm.: t. Ctaa. £^. !• 
aai. Oal aHM aM tMa loto II «la 
Dkala. • e«ta Ctanra. 4*' Conti d> 
Utitg^ m , ifta in rapHaiM «*' Onidn 
A Vbaaaa • di laua Tarana. quando 
l«Mn> «MdaU A nnaia. K afll. Ino 



•orni eoa tara la ri noni i 
Aik «aL - • n*«HII Ooldl > I /a«. Ab^. 
- • r»« ralR* ma al» N aainu M 
«-Ma OaU.. M dia. (W'I dHM n Carlo 
fw te Ma a«Bo • (oAhM rittM la Po- 
dW lo n MMftiM., Un. 

«^*«"*. tariate, .mna a (Im 

■ r» aoaauZT, ' I ■»*» aceaaUat^ 
"" *•' «mZ •^'■'«•11. a Mlora 

*V ^ ■•(«hnnJMfM. U 



qaall aano («nilU noinlnt di flmnai n 
lalDHaa aaavia pumaiM'i Lmn.- rotx: 
m 1 nnmUtil (<l arturro dato tvMa, 
non a*T«l>lwi« luflaTiaU latiiUlo mou- 
fltta <IJ Uoat'A|i«ril, iinida «eli moD' 
■Idillio 1 Impiru miitia 1 aanaal. 

i3. rotTo ec«.: tormaulato^ oft. Sf^, 
XXXIll. «T. 

u. KL'incvca : ri«« ed onorato «a- 
valiarn Klorr-tiltiin- Dloono «ha naoM 
motlle [Ilio», dilla qoala li aapiWt 
par dami j/pi. UitivUdìto dalla noi^la a 
dcUii doDue^ at villo di aodawtiL Cllova 
iinfivularn ijoanloln pirppmtlo rioooD- 
lana Pilr, Dani.. Bran . ecc. Cfr. Kn- 

*« M. Ckrruafoi» >M J'Irin.M.. IKnt.. 
rlipODdaallidimanda (lutagli (V. SI •XK): 
■ ftdtid toalTv eoacltijwlInD-, bo nanipra 
adito a raMOaUlo tao afrelta le open 
(«■lai teato qoaato rla^iln |Mr ounw- 
■nlralaaaltailOBa.* • IModb. come alaa. 
DO li>eiManraBMlUas»*lnio Buralafa 
aactattoaU nomilo cbe«l aUilaMao, > 

• VlrM*» • n*Ml «ortoUa F • • Bai ri. 
■ponAm MtlouuDanW. RlDfraaMk* no- 
■In rama ao >*l oioodo. • CU daMo. Itat- 
fODo via ToLvcl- 

M. conato; riparalo dalla piafliia 
Inhaate di lagtlò. 
(T. PI BOTTO r dalla ripa. 0(4 atliblaiitv 

• oWpn nimwBt^t tti. li/.Yl.K. 
4*. nt\jo-. labttwUlD dalla pani* « 

Vlrjtlllo. *. 10 •«. 

Ml riuat : di taaare liin<»l» pfr ta 
BMoat. eaalfa pM l'antaa* dd labblo- 
M. - tDouai « alUHml na lor 41 MUo. 
bfMMao di nbbraodMU. 



I 



I 



1&8 (CKRC. T. 0». I] Ixr. ITI. iS-es 



tnt noKiHTiRn 



« 



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M 



ei 



M 



n 



Poi cominci&i: < Nod dispetto, ma doglia 
La vostra oondiaion deatro mi fìaee 
Tanto, die tarili tutta ai dÌBj>ogl!a, 

Tosto che qneflto mio signor mi dìase 
Parole per le quali io mi pensai 
Ohe. qiial voi siete, tal gente venisse. 

Di vostra terra sono; e aempre mai 
L'ovra di voi e gli onorati nomi 
Con affezion ritrassi ed aacoltai. 

Lmcio lo fole, e vo per ddoì pomi, 
Promessi a me per Io veraoo "luca; 
Ma lino al centro pria convien ch'io tomi. > 

< Se lungamente l'anima conduca 
Lo membra tue, > rispose quegli allora, 
« E 86 In fama tua dopo te luca, 

Cortona e valor di' mo dimora 
Nella nostra città si come suole, 
S6 del tutto 86 n'À gita fuora; 



01. uiDivrio: turno voi Miubtkla mp- 
ptm. air, r. ss tgg, • uoiiui' iohn. 

tt. ooSDIIlOXt ti mlHiv ToMro atat* 
In 4iMal(i i>|iBn>Dl*Ti>la hi-i^o. - mia: 
ImpPB—e nv[ ouare. 

U. Dimiiai-ii: *! dlttguii. Ln iloglU 
dtUk vnitni condliiOB* donr* Iniij^ 
Ump* * illln^tunl Aall' uiiua mio. 

U. iDHTO : MblU) eh* udii dir* dii Vlr- 
(lllu ck* TDl muto iwTMBa dafne di 
aaUm ilpiu^o. 

M. rAliOUl^ naoJlB delusili il* Virgi- 
lio, r. It «ce. - F»un Infortì che tc- 
nlMaro onnlnl nunu4*vntl <]d»II tal 
*I*I*. 

U. THm rtrrgm, JUtpomla ■Un dl- 
BiMida (!iit(*|[li lU RoMlenool. v. SI lof 

n, L'civHÀ I In ToaUw «pan pid>bllDli« 
• inlltltbe. 

00. uinuiHi : nHoDUI, oft-. Sif. Il, C: 
IV, lU. - unit.TlI r nsoonlal* da ■liti. 

«1. »1J1; dn1 male. - roMl: dal lwn*i 
ttt. f^'ry. XXVII. llStXXZIt, 71 v. 
Biapunde alla dlDiauda emiUnal* impU- 
ettatuf^iilrt tini 1- Il «£E, 

ai. i-»auiati. afe. lìtt. t. 112-121. 

U. cuiKi'i; Hnir nulnintib dot** Ld- 
•Ikm. - Toiii : oda. diHMndn. ItoMon 
rtinltra ii'vpi^*''"'»'* Mtm a «^o <» 
pM, olò di' Danta, anlnto al wntro. 




doro in certo modolkrfi: rfr, l^- XJCX11 
Tap|E][. a Qaf4lo dio* l'aBtnr BLunlioHili 
cJotobela«lalaTtilnglil, •lEnlflraiapM 
L'Infamo, eh* A amar» pkb uli* A4fit.. *tb 
par lo TlTin pTDiueaao a lui per la rnjfl» 
im, HiiEiillliAia jtnr VlrfiUu, laqDal ^Ida 
ruuiuii uDllI ittll •Irinoaf, B ^oall bob» 
dolnl: ma prima 11 nii>tl« vaiar* «(id 
'dlatioiìonocpaiUcoUrtU <l paaaaH, la- 
nantl ohe** nu poauo wppla cn*i4aia, 
ot andai* hIIu i Itili ij fiuN. 

fa, aa: dep Locati roi eoal td lìraloB- 
Hamont*. a tMHÌ naplauda la Ina China 
dopo la tua uiùilA. 

U. uuMU : oh* arata alo qol patiate, 
cla4 ti B natte uivl. 

B'. (DKTnaui onnCo * TittDOao opaM- 
IO. ■ CtiKoata • imuMtAt >• In»' nwi • 
poiwnbt B*Ila cotti uiiluaienta la Tic- 
indi ali b^ll «Hluini ■ uiai-aeoM mia» 
ojEicl •' QkB LI c*DlTarlo], al tuia* naialia 
vuoaboJo dalf* onrU j * fu tanto a dltaoa^ 
GoBla, qDaDb>aBo43Gortaa: Oojn. II.U. 
-lU^it; laTrtcaavb* taior» IntanAtt 
al paaaa por pia mudi, ijiil al pr aa ta Ta- 
lora qniul pnlnnu di naiuta. ott*)* 
boDia da qualla daUii Cam. IV. 1. 

OT. cnrAi JU«nae-auot«:aiilaTail 
tempi Boatili e(». rwf. XVI. US a(. 

dt. dlTA? aiUnta. Al. : ORO. Pn« atea* 
Tana a l'alita laaioDa. 




CCRBC. T. «B. •] 



IHP. ITI. 70-80 (ni notBRtiiiiI 168 



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ì» 



Che QtigUelmo Boraìere, il qua! »i duolo 
Coti noi p«r |)oco, e va !& coi ooinpagni, 
Asiai no cmsci» con lo Hno parola. » 

« Ln genio nnovm e i s&biti guadagni. 
Orgoglio diami^urn ban gonvrata, 
fioroni*, in te, id cho tu già tea piagni ! 

Cosi itridai con la faccia ledala ; 
S i tre, cho ciò inteser p^r risposta, 
QqatAr l'uo l'altro, oomu al ver xi guata. 

« 8o l'altra volto »l pooo ti ooata > 
Risposer tutti, < il tatisfare nllrni, 



n. IfcTmtii I T>lar«H> e |*DtilB nra- 
Itan fcfBlliioi efr. Btt. Diimm, t, S. 

• va WM iiiÉiBliii aonnllao, dia dlno- 
fSTk a Jl4mii4 « «ni muttfì di qun' <U ' ] 
Aik, Sii- - • AteoDD T^m*» bamo ^ 
art» • I lat. Dam. - • Fa «tr*!!*! « 
W W. imui eMtaoulo mollo • di IM- 
éml «aBltTmi ni «■ U «<• «ìiuéiIb. 

• 4*rt*lDtno1 )>iiil. IlIrBllar^MlUs 
gnmil • Baallll nnirinl. imur B>M' 
■Mi • fu«nudl. • lalM* tun plMtwoll 
■ i » »» l« parali* rwriM |ll ■abul 4a'b- 
lieMI • coalbcUiClf MB* MM «noi**» 
1*1 Amc - • roÉI«iUaai(lrl(aw«atl- 

> iatiét, rtr MeandnDi ftnl' 
riKUUI* at llb««ali«i qui 
tncw t*Kpwl* hi— idhuMtlM bar- 
■•na, qidbOBtlMOIw p«Mal*,feMaa 
Mi kowe ontalb. «i «v» iMiancD. 
itM «DwlMnB •! dMMi uMInm •! 
«UH. ▼•« far» Jba<i<, «Urte M Oc 
«H.. p. in U. SkkI. US mg. 
XU nui rvoot da poco «aa^ la qoa. 

• Pw Ae «oTÌhb TVHliliailBa Ttno 11 
UN.) tVakCft. W- X. IOO'l««. AL; 
r«»«caaBlta<aa4g.aL Jlau^Msd 
Ma vUatftf TciuBi, qoU «■ da (»(' 
!•(■ ■■. qM sraTiaa Mlfomml quan 
fn^ «a ^olbw dMaa «i la pnaea- 
dBU aitale ., Jhat. U Im.: a km 
ra» rooo t laaMMIaU.. lH«li*tMro- 
naaWadtfaaaaxs^uudaZ.i' Kir.- 
1*. rtV- «1-1.. ». Ul .«,,.«.„*■ 
•■' ' ■■■ " «■ •aianli) 4ai]a Mmo. 

"-iM»"-uS^'*: ^-.'B". Vili. 



iMlaoB la. 



•*»*«»loMa»^rf,: 



far. XVI. IBagi. flb prohiibtia laprl- 
Sta tsUrpratailan*. Ctr. Bri Ijangt, 
D. m'Imiti M D., p. MIL - ■Chitii 
rkabaaMaocanalala io brave tempo. -E 
olia altro oMtdluumentii penoola o nivii- 
da la olUà. la nnnlml*. la ataKoUri p«C' 
aUM. tasto qnu co lo Duonniuianioiila 
d'avara appo aliano l> i Cnm. IV. 11. 
14. OlOOOUa I DraVKiTU: 11 «ntia- 
rtadalliaeflMte *<t«t «Xo», r. UT. Solla 
atmtrtn ifr. Far. XV. «TISS. • At- 
MH fuataftti sa actwiDa VararMiii tr- 
g99ÌÌa A iniiiiiitltK) lU tfytrì-ÌQi a «JifHlfr 
runi«4Dt!Ii>(illnpa»ara laituxla «uiu- 
UicmiD tiliA <1iclknaairiri(ii<fJa p] Aam. 

C(t. in^, VI, Jt h;. 

». lUÀi Dti i.oul eir. a. nu. riii, 

so. - TU( russi: la no daoU. 

Tdr LtVATjt; la alto, torva U djr*sl(t«a 
di Flfonaa. Inoltra • hit iIeduui doloila 
et Ir*. Uolrbatonlm auatnr qnod tailiol 
T«aiiHiat ad ctrtlowm, iiI.lpMal alllD» 
bllM riolmat > t Itrni. - ■ UlRalMoa- 
naala lovA li oafo. oomaattlaneaohia 
par din qoaliba gn^ acoUnn •: Butt, 

TT. iHTBtUi! (oiapnaato <ba la mia 
apoatiob a PlieDia «n la rlapoola alla 
loro duiaabila. 

• S aviTiUi: doloroaauenU aiapsIalU. 

-Ct>HEI OOmn ohi 0<l« DUailiiTiEA llutHlF- 

Milo vbo fili par iBafadlbklQ. iuail«l[a<^l 
TMiUnon piiiViliibtum. Vnl : • Facan- 
daileolro«b!a «cui vallo quel foion di 
approTkiLoiiPfihfl nijnt tWfn] atrudlfaaija 
ooaa dia ni lli'ito pi-r vark o <5a;:aa di ri- 
•apanl.t- «lUI DUtlpurmii imita Con. 
raóriqna aenloa InUr aa alqiia ora ta- 
MbMt •; nrp., Am. XI. IW W. - 
• HimqDa acnlo* par oiatoa paalain 
Orabwaott: £!«.. TAf». II. IT> ac- 
W. ajitnva ce ; Il tbivaolato In tal lutaa 
allo dbiuuida oha alni U b. 




IH [ctHc. T. aiK. ■) lur. ive. 81-91 



[nv nOKKKTlJ 



Fo1ic« te, cbe si parli a ttu post»! 

w Però, 90 csiapi d'«ati locbi bui. 

E tomi a riveder le bolle .ttell», 
Quando ti KÌuverà dìcoro ' Io fui ', 

M Fu' chti di noi alla gfitito fiivolla ! > 

Indi nipi>cr In ruota, od a fuggirsi 
Ale aembìAr le gambe loro snelle. 

n Ud ammen non sarin potuto dirai 

Tosto cosi, coin'ei furou aparili; 
Per oUd ftl ion<t»trD purvo di partim. 

n Io lo sopiva; e poco Rrnvuin iti, 

Oh« il Buon doli' acqua n'ora al vicino, 
Che per parlar saremmo appena uditi. 

M Come quel liume e' ba proprio calumino 



ai. nwTA; K InoUlaiito, In poet* p»- 
f«1a UiDteb>dfttaplpnarli|HHla illixll- 
iDanilit fiillacll, v- C7-ai, «t anìio «Umu 
l^npolDilimvlAf^ihaB* D l«con«#iEU0D>c 
dtlla eniiliiiUD< di rinat*. itiiMmilsitlln, 
le ^fertile MittoufpcDo un clojrlo «lollft lio- 
cmlii ilf) l'npiji hI un» pt».liiitoB<i, olie 
Ul ltlHiTu|i&rlikfa nuli irli «ttTnbbaiMctipr* 
«(hIbU> al |*^w, ciMnA «pif^lji toU». Mk 
p«rilLfi|CTU1A li l'irldr h'rrdrn'nr' ti Ai 

loiv. oh'rfll Jiv(yKA Iruviila TtminAbtv 

ni* Pimiifn Ito' (cjviumi A uni menici ffi 
tItotc, .^ ilipot ^j>rr4F(o]ft i>OTi H bruvì 
fiknl» f COTI modcp iiui'i» (•niiiAi:*^ «Il dlrp^ 
ich rbipuBOro rutIL lD4l«iuu iv-i una vuoa, 
chO l« I1II1 rtrn 1III4 (rT-jlIiillriiilmn f4>hcl1A, 
ut ogìi MhLUj'ftiwa lutu jéL {nK-m fatU-it n 
tutti Qurifll rhhlo i]onihiiilAVHiioitl<infel- 
WfA kì vdImb». a pjitliivik jb viHU fjittm 
niMiIarii a tua pixla e qualanqg» volta 
•I «nlvTh 1^ Gtlii- 

ta. «■: .lniiwBiito. - cj,isr\: a miri 
«U qnMala hiiiii liilirnn. 

M-I>ICKRR: Il palfr(ltiaitll>T«VB<IlltD 

«0 udito ci» «b* ea veill Htodl In qdmUi 
nlMlMIUo Tl(«^i Virg.. An.ì.WV: 
«TbfHfl el hvooUm memi alata lavablt. • 
A&. rxviLUi; parli. I dannali naon bri* 
nsal di (Mna oe! manda e al luaDiCsaUso 
al Pot'a ntilB (penata <b« rfll ns iln- 
IMacLI la mcaoila; 1 aDll inJitorì lUal- 
d(t*ao lU (aMTe dnl tatln •llmeDIIntl. 
titf. XXXII, M. ondi- Diiu al naallWU- 
M uh* Dalla (paruiM di far Inlhnan I 
tara Bmioi, pir. /V. XXXIU. T ta- 



M. ElTiTm : aniolimv n (onLIn che Ih- 
covan di tè, T, 31. » IuiecItoiu» cmi lanla 
frulla, oomn *« la ratpt-l Ioni g*kib* A)*' 
■ara «tata ali. 

»1. au I • l^dlliaa umot addldil alaa •] 
Vira. An. Vili. XU. 

W. iMMUC : a In UH tim^ttn a— li Mlr 
torà da tuUl fnirin un aftimt^ in bnwtr- 
•iiru Mn|M>', Ì*at^.S*nM>: KManpArrtn 

10 UD lalonta, dowiidn ancbo «oal Hffitf 
jnu» la toranuuiwifa.di. In/. X V, 41 a^. 
1»! we. 'Sui Mt ut dModltBa IduU* 
aiinoni planati: Virg., Aim. I. IO. 

IHI, i-mviii « Il lai. tlfwn «M; parrà 
nrttmriuho. 

V 9:-lW.Laiivrdaai Damlt,»^im 
d Uarion*. Iltnnipfpa aiill 'rTla dall^alla 
rliM. doT» Il oda II TBisnn di-l FtooBUM* 
thn al 1>r«^lplla giti iii«ll'o1ljiFq evi 
Quitl Utiiil* »1 ■uìujjLtip [la una nnrdi 
artvariiTlBlntoraOt fila porgo a Vii 

11 qnala la butta glii nsll'ollaro «anUo. 
A tal flpcna t1^ an nnateado par Ttts^ 
liti (■rriliiln moaUo. ^hn ò lìorlono. Il m- 
tUióe Ail Ann ivflnu d«l A^oIbdU. 

»]. FKKr«iti.Aii: ptrlandnd •arMnoo 
a|i|iat>a ndltl l'an l'alu», tanta gnadr 
nwisnda II Ctmmm dolio caaaata del Ha- 
jfittnnla- 

»t. rsvia: 11 MnDlDoe. o plnUnaUm 
laaio di tmati, (ha nnotul Acqoanbata. - 
raot-HlD CAWailiD ; vbo n flTnlWinwili 
al man, pnliht tniU I Dami tra U F«id 
Il Hontona dalla rfnlalia parta 41 &p*b- 
nlno, ontraao la Po o no» kason pioprt» 
oorM. CIt. nBVUln D.>iI*Boa(a. fag. 
t», Sartnr, Omlrit. pa*. USi Birttai 




Ivr. STI. tti-lOO [COBOA DI DAVTK] 



Prima da inont« Veao iovér lerante. 
Dalla sioislni tosta d' A perni ino, 

n Ch« «i «hiania Ac(|aBeb«U suso, nrnnte 

Clio BÌ (livftUi gi6 n»l busso lelto, 
Kcl s Forlì di quel nome è vueante, 

iM Rimbomba là sovra 8au Benedetto 

Dell'Alpa, p«r radcirv ad una Kceiia, 
Ove dovria psr mille oiser ricetto; 

iM Cosi, gib d'ona ripa dÌ8coec»sa, 

Trovammo risonar qnell'iicqaa tinta, 
SI cho i& poc'oi-a iivrla l'orecchia offesa. 

tM Io aveva uua corda intorno cinta, 



jfiiaMiUiiMm Tulli ini vitriiii. 

r»lmii^«lfilii é*i htM a* Danlr hiIJIk- 
■M JltMUM*. mu». 1>M. «^. II. Z. 

Ut ^t. Jtaw. m iQ. 

IS. Movn VCM' IM. JfMU TmvJw, 

•di MmÌM. Bidl* Alpi IlMUdB».<l«T« 

•M» o r». 

er, (UNI . tD altav frtaia (ba colli oalla 
nO*. 
H. uMO Lami' ylanan ilflla Ho- 



IH lino. BOM > TMium I i «r il»D- 
Jil», f pr—<»f Qilinél MnpMML Cfr. 
f^t- "- *T. VlrtlH* dal T**«*>. J>n. 
VUI. SU: • AokU fwna nlu Al' 
bau WMiaii. • E Ijubb*l dal fenrn Ih«. 
n«n. I. AM: ■ AA BEiaana* RHini 
WS p«U>m uadH. • 

IM. fl,*s IMMannl iiul'jii#>i •» 

lini MI fcadll «dl'AppMwiM^ *l 
«^fn é» Mrt. DiKBAvnMUasfIdl 
IHM* dii mbU (MA. 

1>L r«aiuB«uiiVMvk»oad*.-anu: 
Alni», ■!■>*« fi •«■■ |rtvcl|dtaAil «calli 
■n la MB *•!>•- 

Ut. ov«i HlamuUroAianBM» 
iMMiAnUAipa-HtTUi AKoHtadaU* 
a* tlMk» »MII>>. al» •altni* pochi d 
p(laaB.-*l*fat c>àlu|paHatola doli- 
M» SI aU alH ra-tara*Btans|a «bmIb 
tm Élt*> »>i par nMMa trai a H ai l 
■•f daU« fBOaAaterta di «aa BuadMIe 
*■<— a «DB r akaM M la^. «d ^ 

^SIva.ahafti|WlHn>an|iiM,anHi«ii 
rw ,aalll «mU. i qq.i| ^ „j,^ ^ 
firflB A>^. •>! TDltn ^a, prw « 



>m laa<- < 



non miai «liv qctaatn, plb eh* alfiia da- 
[Il tllrl. lucttf-ra iBDtnii, a oual U rs- 
tlaaamtnla non «bba «IMtoi a qoaal* 
A i|aallo abn l'anlor disa •! £me. Caal 
pota J)m«. HI compraod* iha qoairkliiiWi 
non dlua : Iji Badia 1 (raBd*. I invuul 
aao patbL ■ Bavta uaer riotUo. tdo^ 
rìcattacolo pur mlllf m'inad, atiaihlBQilo 
ta frandl raodita di ((noi mcinaatara i » 
Jtarff. crr. armv., p. HO, «I. 3. tUt- 
(ra. jTtuiM dùAtaraifaiw. eMt. TflaMa, 
IfWi Auunaann. pp, IXMW. Aliti Is- 
UndiiBO oh* Il Pomo ba Ivi taaU («pia 
At uiina aba dotrabba anai c a rioMa iil> 
»rD(>>) Dvn da noa, ma da BlRa Itltt. 

IM. TIII>vi.ltllOi «Hllplt. AMasRM- 
Wfl, IIIIIHHO. «niUlTtMKO. aiClTA MI*»' 

mas, aw. Cfr. JTogr'.tV», ll^.-Turrai 
di Tnlor •anpilf^A. rfr. /rt/. XIV,;«.IU. 

IM- al Olir B«o, ! ijarl fracaaao ara 
Ut», eh* tn poo'ora II aitnliliA aUndlU. 

IM. CORDA r 11 serduua dall'ocdlne di 
S. Ffiu«*pi). 4DaDl«....fii frala mlan», 
na aoa *1 fava profanalauB. Dal laiapo 
della aa> taiulBllaan ■ r S»f<, I , tSt. - 
• T>r i|naat« apjiara pba *l oiMn utara^ 
IbOua qaanda arm jcanoa*. •'iBoaaftDriAia 
da la ■■ JV^ltDtaL a qqaalo crada eha 
AiMa. qnauda al Ib» rralo dall'onllaa Al 
1. n«ooa«o. dal qnala uidlta laantl 
dia Ikeaiaa ptoréadonao San. 11,1». 
OlluUnbKKumb^ . dn.M., Jaf. Daat., 
Iab., (HI., Ftir. I>titl.. Out., Ama., 
Ja. ritr..K«jKvanaaaqa«aU>lMfio 
IMarta Al bada wato rena 1« Aauia. di 
noi TofllMio (bn la earda Ma rinbalo. Fw 
Il plb dal madami la»sr/s •liobtfa«fiB 
BBa qaaklin dxb. (,1V. Cbmai- Ltpf. 1*> 
MI t£- 1'''»*^ JIMdtnfa I, AST-tO. - 
ti r'nf-'- dt ncBli lo Arraa . p. 311. 




lU [etto. T. ait. a] iKr. iti. 107-18ft 



[COKDk DI DAI 



IN 



III 



lU 



lU 



m 



IN 



B MB asM pensai alcanit volt» 
Preader la Iodu ali» peli» dipìnta. 

Poscia ebd l'obbi tatù da me soìotla, 
9t comò il àaca m'araa comandato, 
Ponila a lai aggrof^ta a ravvolta. 

ODd'ei si vo1b« iuvAr Io dtistro lato. 
Ed alquanto dì Inogi dalla sponda 
La giltò gioM in quail'alto burrato. 

« £' pur fìonvioD eh» novità risponda > 
I>icea fra m« medasmo, « al nnovo canno, 
Ch« il maostro con l' ooohìo s) seconda. * 

Abi, quanto cauti gli uomini esser danno 
Prcaao a mIof elio non reggon pur l'opra, 
Ma par ontro i pon^ier mìran «ol MOAoI 

£i disso a me: < Tosto vorrà di sopra 
Ciò ch'io atieudo o cJio il tuo penBÌ«<r sogna; 
Tosto convieo ch'ai tuo viso si scopra.» 

Sempre a quel ver o'ha faceta dì mejixogna, 
De' l'uom r.liimlcr lo labbra (laaat'ei pWOte, 



Ì9t. rwtUI : m Ik lema &tan I> lu*- 
MVU. il nuDurt, Vealeodo l'iblu di 
K. Vwaacim». mi IndDcU di palar rlnr*» 
W HMatfMU «dia rara*. Dmu poi rha 
la Imb acMt. MMs Balla Bibhu. r In- 
•NdalHa. Il FMta dlnbba: CtwIatU di 
b>Bl cnAMXv lh«*4MBl Ttaonmtnua, 

ioa uau. 1 cfr. In/, 1. » 43. 

Wa adotTAi anada t«d«M Halli 
dMn< wl «at» dal wJMdM. •*. b^. 
XX. tu. iteaoobb» eh» f MWIC tWlwli- 
MlM Ma (laita «Mira la (wHaritM. 
o»to «e B* iMlilii dd IMIo. 

Ul. ÀOaMUT'U : Mtoa* «a (aailMa. 
par patwia c*(tar (Ib ad ballala. !>■- 
TavaSaaqDskaaaKra saar«(aMt4a 
sb* iIm ballala gth far aitwilx 0«- 
fMia itM aat^K. 

Ut liMlaiii iliii«ifliiaiw|l l aiiiliini 
tecdtadMU*. 

IH. uiMii yonhk ■•■ al ■^^' " '■i 
a qoakb* woitla ptoalaaala^àlla ivaa- 
da. Ba cadHM (Ik dav'on UniHa. 

Il*, nttautoi t». rv. zìi. ti- 'la 
allad flgaaaa otoMiraw *t banB r; Su». 
AMraTataralr*) ih. ItT. XI. M. 

Ut. MOTTti: akm t*« di aliaDa «d 
laailna. 

114- Kuoroi laaha ^ ad «bob dal 
lat aaiM — IBMliW, MB laW Urta, t la 



piiM a r atfM «dia ifca Tbi^le w- 
«aaa vi cattala on « u a lla . A 4 hlv- 
Ma rosBo, Usai» tf Mfaila «Oa ngli» 
di ndwi eoaa iMoUla. 

117. uoo«B«i ngaa «n'onUa pM 
toSm* a* Il «^ da bUas. 

IIS. eumi panlBo >a' loro yaaianl. 

II*. OMU ! ani «Madul • fanla pni- 

amia. 

IM. mix : pmtfaaa na r ■ 
ddUHiBlaaBl» l'almi paBdM 
puUHH dalla piifn SI Dia D i 
lulUi i»l«. 

in. aoasi : t«4* qaad \ 
DmM d Mollava BkOB aba di I 
■adlOatlma Ma lara** aaeit aidlb. 

IM. rttru; a gi i l d. ipp awa a. tTal 
larlUda M «ra tba n dacNda»! al- 
tra» > in * Il auvbb* rifwlMa t" ba- 
lda • ! Àlnn tìné. è» Bnwla la Ito» 
MM.. Jf». ll>. p. sa < I« wnaèata 

BOlH TOlU bdW di ■— <H'B« • I gli 

(KoK». la .ViBiuu., (Md.. p. «SI. 

llkCBJUlMa (. L.: laMn-K«a d dana* 
naiaatai* (oa* iMndtMH, baMb* *«*, 
HcM • U ntnada «a« ondala, baaakl 
MMtai • jt»m1.tarmmiÈt.. Me.. ^ tf. 
-rvoni la aala dciwl— aa aia p**ù. 
aaffta DiaU qMiMa ndla aaa t**- Jò-^ 
inra'u mina. 





ri». Ili, iw liti 



|«MI«ll|if 



m 



IM 



m.tt* 

L 

m ina. 



M , ', i»"i « |wr l'I Bijfp 

[M 'j'ii«l« rptiimMlU, loHnr, ti glnt-Oi 
M'alio non niflti di tutu;* K^sfia volo, 

Ob'f* villi ('"r i|U"irfl«r HTim-d «i «mirti 
'■' 'ini» liitirn ili liliali, 
I mi "((ni f'T »ii-'ir'.', 

Bl PDHiB itinm untili t'Ii* VH itInBu 
Taluni B aiiUttr ftnr'in rli» aiiiiniti|i« 
n »fui(1ii> mi atlm rhs llffl BiaH) A fllilui'), 

Olia in «Il al attti'b e A* plA •< riKrapiiM. 



MÉtaMl.abaliM 

Hi* Jt-tai4taM 



■» tM#a- laMli. bUiIb. • I J «Miai «laH Mari 

■ iMflw lAfrMU, *a»*Mn<Vll«Ba*| IM(. 
h4b* <I • • La i#r^tll 1 unn rioUtai >ilh n^ 



I ' tnla l* llaa •«•«< «ha ■* 
a*iai-- 1 ' 1-.' ^W III r«. TU •» 

llt (-.•-Il I. ...Il ^ .ir.. , .11. 
'Ir I ■.. 1 ■■'-< 



n pat nn, I 






tan ai ^v*f t«if > • (k — 



ai I . 

i4a n*|w 



l»»Ill> fl»Ml«t tB 

fvn. ' -<ak^ paaniila lal- 

III VLh ».1( M-virtiiai aartlti • t'I., 
IhMa I, in «f, 

IH Hwitt •».! Il aiaHaal* - wiraoi 
•I anai MI «at« (*. tmam>, fkmt. 

ni, «fT HI 

IM «uiiMi il.) arinnuta. ihatll 
f*ltaa. - tniiBirr>i<'lK"T''a "''*■* 
KViflIa n ■Uhi, n* ri pat Hip*'* * ■"^i 
»•• «• (ittma >i«i n ia, 

II* ciinvi I Miiinl», rdiM. 

IM t«*r Mlla|«Hai <<■ 

• air* •>! |»Ma • >«•• Im 
r f r « -limi* «fi^iifliil •! ► ■ 



fi 



' < .1 nMIr H « H ■ n|N* f*M ' 
>, trai» 



(Seggono TMNxdtl, tonnenUU (UUa pioggia di tMe 



OERIOMB, SCBOVIOKO, BUIAHON 
DISCESA AL CERCHIO OTTAVO 



< Ecco la fiera con la co^a aguzza, 
Che passa i monti, e rompe i muri e 1' 
Ecco colei che tutto il mondo appaila 

SI cominciò lo mio duca a parlarmi; 
Ed accenno He che venisse a proda, 
Vicino al fin de' passeggiati marmi. 



T. 1-33. OrHanr. Ecco Qctlone. la 
loua imagiludifi-iHlalEi.lmixi'ilì'noul 
|[liu(A.dnB 1»miiuh« iHLtHe, corpo iliplntA 
di nodi fl di ratellOn coda afrnua t«I*- 
DOH. tt )1 (Imbolo dalla nvde. Il (le- 
ilone dfllla mitologia. Aglio di Crtuwre 
• dfliroc«anloa CaUrrofl» ta DD glgHDto 
a tn t«iit« a In corpi {Luer., Ker, 

(Ut. V. 28. ri'rir.. Arti. Vili, 202. no- 

rmt.. Carm. II. 14. ». IMà.. Hrraid. IX, 
•1. Sintf., Afom., «M. ecc.). Dwcil- 
TUkdo la Sgara di OetioD*. Dante al ko- 
ata dalla mitologia. Il ano Opriono to- 
miglia alla locunt« Infernali, o plnttoito 
.p,.j.-- 1 — , «. _ &» jm(_ 



acDlel enot In naodia 
Htaa samm noceiv ho 
qainqaa. Et babobant 
Angelnmabjaal;>^p( 
Lana. DtUafanaa ài 
ma. lae. BtM, Seria 

a. fKieiop. sa t- 

1. tauuk: appnDU 

2. fjsat: eoi nnlli 
In ogni iDOgo. TlncflD 
CoDtrv la frode pooo > 
dlfeae della naton <■ 
{imvrid'ormO. -la 
Mi;&jk tv AU<[. < Ati 
rBrHi<fliln ■' rannU. no: 



IVF. ITIL T-I9 



[OBBIOiritj Iftìi 



T. qneUn mmc» ims^ne di froda 
S«D renne, «■! arrivò la test» o il bnsto; 
Km In m la rìra non lnui«e In coda. 

L» faccia >aa ora iJMOw d'nooi giusto, 
Tanto booigoa avsa di fuor la pelle, 
E il'nu Mrpanta tatto l'altro fasto; 

Dao branche avea pilose iaiàn l'aMMlIa; 
Lo dosso « il petto ed ambedue le coirte 
Oiiùtite avea di nodi e di rolelln. 

Con pili oolor, aommeaae e itoprapposle 
Non fSr mai drappo Tartari nò Turchi, 
Nò fur tai tele per Aragne imposte. 

Conit talvolta «tamie a riva i burchi, 



OLIM. Cfr. JImcOmmL dur. I. ti. 



k b ne*, (■ ihm > il ttuu. 

■■«t II «• ••• Il a«4i4Mia ■ i (W. 
^■*.4rMal.tX.T.4f<«M, 
.•rrtMaÉM a«Hval ftf 
; HT «MM lugi* pHnw 

, «•• NHHiMiiar Tcrto. 

■« t— pW— hMKlata. •! Ma 

■mar WalfM ntut, itftat 

M WtlMI M . ■dalHMTH, 1^ 

» •! J*M. • • La terM * U priOMH* 

a hM«anBHM»>hf«4Bt 

L* nuda MMImM m !■ *»i- 
illhHria ftumttttniUm* 
■■MI «Mi iBuraM (A«*r 1 «««M 
■Mi (ttm eiiKi n » «vira (Mot* 
%1MIM' QMMaSfanean^ 



>*(•• 




*» b !>■,< <l WT» tfti ni . *r- 

ladM Pianila Wrt ■!— I» »» *f 
ae imviMaw al f»*»* vr|H««isoL • 




■. Ili, I. Il 

Q nat* <M ratfo. 

naM .- 1 — lliwai la n iim. 

arMlHW at Msti-lliii*. 

' ■r>»iiH» wMat 



qDiA«D, ^DÉB «crTWiit «ni MWtlwlaiaw 
Mia Illa» I par virluiiiL lOla fl autia 
«■•1 iDDaaentiUM ri IiiNdìufi; Bm*. 

1A. aaAjrcHi: coma fl^ra rKpartv-n- 
ns^ Ha BKIn )■ HCElb. 

i«. uunii lati. 

1*. ■«DI : »TTilnppa —B tl ti AhI : Ofa' 
raoa I latrtaiill di cui •! aarraBa (l'in- 
ttumatorl. - aomxK ; eaKfalallt a acodl ; 
^al SvarMaBanM prr BaMbto »«oa4*, 
La raMla lantaOD la aiti ««n (ba U On- 
da iKiKim di caprile. 

I*. coli nt:ea(lr.!nA Tarlali nt Tat- 
tili heca mal drappa tati pili niiari. 
eoa pia aawm n ai a Ma pia npraffo- 
«Hk-Mnufi-«miii •MtpnifvviMiIdlea 
«Bai diMcM a rilìar*e>t wtlaa mI Ita' 
da. a wnwK wa . ia'dnftl nlMaoiUii 
roH. 

)I. Hill AI.I Ma* III— Mili •'■: Dilla 
la eaMr. lanMai aé TktUM ■•* Tvrdil, 
■blIlHliDl laawlHl, (Mtra mal ia di«p|ia 
•oiBiMaaa a «npisppatta eoa pia nlMt. 

v.n. x~ r, 101. ma». r«»<i«k. >u «. 

11. TSLlilal*)*eg*nB0gU«c4ltlia- 
Baaal a la HMMIa laaniiai air. Orti.. Uf. 
VI. IlaR. -Aauax ttMlaara laaal- 
Irwa <ll Lidia, da MIbstt^ MiailaU In 
ras**: tlt, Otàt . Ufi. VI, t t^g. tlin. 
VU. te. rwf. XII. ti. - laroar*' »1- 
bawrt*. • [Ma.(Daaa* raMna», Baka 
•Inai oblana» taparre • I Va— ri. Ai-' 
luaaaa aal MaM, 

I*. MiaoHi; MrrlilaW. pkioia hateli» 
a inni i • narlf II eh* kanao II isada pia* 
w. » ■■» praprtawiata 4b aaTlca^ P" 
•ani-I ilaf(.-W.«ap«t»p«Urr««e, 
flx* I banhi for osai naniiHo ri Oa». 



leo [CEBO. f. eiB. t] Ixp. Xrii. ìO-Vi 



[antisinq 



a 



IH 



SI 



Cbe porte aoao in acqua e> parte in terra, 
E come là tra li Tedeschi luroki 

Lo bivero s'Assetta a far sua gnem; 
Ooni la iiera pessima kÌ Ktava- 
Su l'orlo che, Ai pietra, il sabbioo iterra. 

Nel vano tutta sua coda guizzava, 
Torcendo in su la venenosa forca, 
Clie, a guisa di aeorpion, la punta armavs. 

Lo duca <liaye: « Or eoDviun che ni torca 
La nostra via tin poco ìnlìno a quella 
Desila malvagia che cela si corca. » 

Perù scendemmo alla destra mammella, 
E dieci paaai femmo in su lo «tremo, 
Por ben cesHar la mna e la fiammella. 



M. w)KOi Al.- PtTijmo, D(r, UtwT*. 

(va, siB. 

tu LL'HCUi: beoni t Rblotlanl 'eDa brot' 
Miui; An. f\Dt. D*10sm*sl. TmIIoi 
DtillH tommn «(iagtv. Dml* Don twoo- 
■Mra pir ■Tionlnn obi qiial ToIimcIiI 
DHDilaii dBUwirt«dlliiMMionad*1liiii> 
nudU Flnmttnl a nhtnl iMnlHiviia ln«b- 
»r1i>rafl*Parin>U degli trticnr cfr. O. 
vai. VI. 7^, »rrat.i • Dna patti* Ht 
Ib puUbu* Alananln.qus T«eanir I.nr- 

13. sirina : CMUito. • Dloltiu d* bl- ■ 
ma uilmall. qnod cnm <iaDdn plvator 
nilMndo Ipmn In aqaam al lp«m aRl- 
Uado, n onlDi plaKaelUns rvfiiltanl 
fuUS ad nadam oM, aI dvot ptH^M wl 
«Al vanianl. tnoo m roTolvondo f«4 ca> 
liti; n<r. DaM.-»'xKiit.-nx: *'a:U)|- 
flA- *Si ooll corno Dante col ^u^f^il1^ 
ftiygt 11 hJo altaiielaiiiniil» Eiiiitfrl^ilf dt 
Qartdaoiacol bptrr\\ li Haf hiptdli-todl 
ea tw an alC«g;2lafn4«i>|(i, rjnnl tvaiik rnni- 
ploM l'Immaclon dal moairo, nal rjaala 
lll^wU*linboì«ul*l>')'^v^e>: ^ yttu., 
MlmO. UO. - aiTUKa : a! pw:!. 

M. ■■KJUi (Onice d'Islorno laKlntte 
Mkbla» dal atttlniB ntclil». 

St. JIKL v»0: nell'aria. c(t. i. V. - 
COnai «TarUa (rana amiinliltUir facto, 
Ub* bnw dM caDdiui ■uoi fjiunt> pn»l- 
anD. vaaaaoHun, qtLia pnnirtt. p^n^irat, 
laldt. tfeal lalrni»!, baru-Uuil, nlinu- 
■latf. prodltam*! il(nt>, 

St. rotKj,! coda blCunroU. polwilo 
]■ oOBB mar Irvda io ohi a[ fida e In elil 
MB al Hrta^ tfr. /V- XI, r.ì tgg. 



n. chr: tato laltn. • uRairriMi r 
JljHHai. IX. S. S, 1». Non im» 
ofl^itnm 1 Potiti niD qnalla ana 
aeooDdo la proiueaaa : • Emo dr41 
pulwtlatnib caiflandi airprm aarpBD' 
■t^orpionei, «I inpra omnom vtituilM 
ItiLmlH, vi n^hll fobM nntntblt bj J^me. 
X. 1«. 

Sl.iOMCjii tUvo >t pnina per dUitto 
■Mila aDdan alla ftvdn, uni pur tnito»- 
■0: nulla tu man > a M di'tilo • : OH. 

HO. ai ocotca; A noricaia, glvn Ih. 

SI. pmKA; D*IZ'[nrcmo vanno Ki^ 
pn a «Inlitta. pardii di malo hi nata 
poCElDT*. Ud> «oIo (voeclonl. qil • In/. 
IX. lU I primi ptMi Tira* la mUert- 
donta non «onopeflUmlBoal.oHftaHldO 
di ariUh» da naturai daaldartodl papac». 
La dirltlora. la lealtà, la MdchIU. la 
•ohlottOT» (OD ranni da opportn alla 
fioda, alla Ita iofflmut wl alta •■• 
aiale artls 

S'J. una: Miti paMt, A«4 un miai» 
meati, d*Ki bollile, rae, • Dante ht vo- 
late a aue moda eapriman che j^oala 
iill'xIntDilU do'a li Violapaa Bniwa a 
la Prode rqmtnria. por arooManl afcw 
l'onda il atlouULiLai a ilalla pdna, a qaJa- 
41 dall'ansa a dalla flammalla obaoeaaa 
la pana- D<m( aeuo 1 («uari iWla l»«dl 
rlia (|nel iDoatTH In ti DOnerata.» pan 
at di la d»ll< dli«l < r oann aaia*. DM* 
patii, tcceb alla Vrott. « poi cba ■ W 
lOn jElAi'^t pnoB plA oltre é V nauta. * 
lUn. ' manto-.Votìoàaì mn^ta. t.X. 

n. cnaui I oantarai ttr. ^r. ZXVi 
IM. • naHMUJ ; (rtoola di (ano*. 




»«.>] 



btr. xTit. 84-4& 



[nimAi] 



u 



n 



E qntmdo noi & lei venati semo, 
Poco pi6 oltre ve^^fipo in mi In rena 
6eot« R&der propinqoa a) loco Hcorao. 

Qniri it mawtro: « Acciò chu tutu piooa 
Esperìcoat d'osto giron porti, » 
Hi dìsfie, < va', o vedi la lor mone. 

Li tDoi ragioDamenii siau IS c«rU : 
Mentre cbe torni, parlerò con questa, 
Clio ne concbda i suoi omeri forti. > 

Goal ancor «u {Xtr U strema Iftsta 
Di quel iMttima c«rcÌiio tutto voto 
Andai, ovo ti«'Io« la g«nt« menta. 



T. U-n. ftU wnirwt. L' unra « >1- 
■lls Indr. tv» iKiliuiU lUI 
I AoTB tlMTm ^Mtanc, Tede DuU 
Cn ■•■nL TIrpUo (Il di» di udn* ■ 
III ra. pn «rcn ploa cHwoMkdal 
(Iraoa IB cai d Inmia ■■*•«. ■•«' 
iBBdoIs puf* k tu |in*la. El va « rola 
(H matni. r4a, mJbU ■ Urrs. al kod* 
MOB I* aii— «tfUBJMl di costlsuo ■ 
— • <«' cmI H fwHi M da ln>»Ul. lì<ii>- 
iMunn di awcin! r*^ ««■''■cnai» 
ail «aéiir» ibi tara (otta a ddI Umro 
d»IW prvptia uaBli ad or» iioellcmuil 
darapB mttnnl • Unta» ontinaa' 
■«■l*. Claacnaa te (andaDla dal coDd 
■■a m-f H oaihatM dei danari, abs 
fM * vnBUinUBBDla laolnl -alftU- 
t ano mimm: dal gitala DtaM 
U Beaauaan. Al k*a 



«Hiarn, «MI* oanlMrc «anw 11 lorooi» 
nov. BOD NDCi ttaganelklU kH. /V V 1 1 . 
BaaJt **" ** tlwiaaoM» <ba il lora 
HtOr anum: difésta Mila laro Uaca. 
■niaiH imaiiii TI laatrnir Inifn rlh rhi 
Hfwiianao la liu rd alihltao In tuli 
«afa awiin actt'aMU* il «uiimla 
n> Il lai* iHBMa, ««oa di aobllU. td 
B lB« iKaaWa tiptrm. irawinl trillali. 
I aaMH Maral •«■ «Maaewto altra 
n-fif -'-' '" "- "- 

» faf la al pMla di dm tuaoià on- 
t tlaaWl, Il Mrt paale lacfltt * Kit prwi' 

K TTiiaai lalU lo «goifda MOipr* aO* 

t^M. eam» laaani la vlbL 
U. a ui ' alta totfa motaaiSi, t. U. 



B. mia > dal turni (tfon^ ili! uuiral 
Ma *MnU oaam V «Ir. Dtllnola <1l 
tm, tm laro fiontta * Il U mi oonOal 



K. MUKU : roma fecaro In vita, fiiaiida 
lavorar* ililMiara. InracndllaTonU'faal. 

• tlVBDdo degli allnri (udeH. -jirkiiO! 
iladliirailDtaih'atnaiti] Ha del aattliaa 
al pilnclplo .lell'oiUvu randiio. ebt la 
menUinu 'tm labiata et mollo alta >,- 
Dan, 

IB. va' I Al.: 0* va : eir. Z. F.. IN. • 
nm^: Il illmPoand cba huiBo, r. tìtfx. 
■ (Jnia nUrn pn<DAQi jceDcralem Uba- 
lAbt fxuuAiii kprcialfliii maiiitnm. qpM 
iiDp4DaabUiteT itikabact fnnUnoo « ; 
Rene, At.: L* L'uudlilim». lo ((alo, la 
iinHn larn, i.li'^iIiwnwlnciUEriivialidli 
vt<lie uaala Dall'aallen Italiano qnMa 
parnU. CYr. In/. XXIV, f8. . Qaal ftuM 
la lor noria n il litro Htal^; cbA eoal if. 
ltiiiaoa,qnc«ta voce, utala lo qiiHta ma- 
niera B i tìrUi 

*0. t"auTIi •t'Oli l'D^i iKM'p II Tnnj« 
parlafa, i>er«b# cnun liDu raKiuua. e 
atti 11 ODiiilih fiiordl raflunati'm >Mcntin 
p« l < «H! le parole • ; BuH. - • Fvruiuuche 
roDCordoUi ebe abblmita la natura ilf.^' 
l'Msra, e1 dobbianio di uiliUo pariict 
da tal «>aili1araaif>ne >i Jj^md, 

U. gvwui bcMla oudntio- I>aeta 
tà no* da a<lo ad •••raviM xH maial. 

• duianta ta ma aiamta VlrflUo paria 
a OmMioi p»r qiiMln llapte nm pò* 
adtiacMcbe ViFKitlodJfx alla iteia; itr. 
Im/. Tin. II2. 

«1. oooooM: Pi pfMU le far ti (se Inailo 
( al poti (M adi' altre racoblo, - raitn: 

• tuia totu* mnudua cai fliDdaliit aapn 
tna^h'! <Ili Antr. 

4J. Aiofln: doiia aver aUravMMta il 
flminenle Att (Inon. -TMTa: «dirai* 
Urna iurta di aMO (irana edel aatltoi) 
cerohip. 



'1 - ftir OwaL, t*«II( 



11 un nv canvc 



(Ohe tlol collo ft oiiMcnn peudea dm tasca 
Che avoA certo colore e certo segno, 
£ quindi par ohe il lor occhio ai pasca. 
E comMo rignardando int lor vegno, 
In una borsa gialla rìdi asnirro, 
Che d' UD leone avea faccia e contegno 
Poi, procedendo di mio sguardo ti corro, 
Vidine un'altra, come sangue rossa, 
Uostrare un'oca bianca pib die borro. 



U, teomtn: In UcrtBi*- 
47. mooeotnitM: toe^ommao. TI «otIm 
i*qal ynas b«I pilB)liv» anii 

ttrur et anitra. 

i». Tiniftl > fluniB* tiduiU.-CUOM: 
Hbbli4M lnlMM& 

40' (-Jlhi , ai V^tt |1l (unral «cntglift' 

!ftu. crr. JriMU. Ori. Z. tot, 
SI. ■■Olmi: ditttiil: tal. u n i ti indn. 
dm. /Mi «Uilii (Mofri. 
M. cnumiiui p*l uaUm daU» altraTii, 
i>^ VII. M «. I TlMnl daMM eee. 
tratti da DuM appODM vww II IMKI 
fotnbbwv Ite at ij u » tea In tlta un 
ÉaaMww pnrlrvppa bImm. 
H.TaM'Ai**nB,T.M,n«clul», T.tt. 
In *«• BM Btrmaa elMalUi kona. mili) 
It paiUBO «Ma m) n«ndo lU Uà «Mn- 
■U pesano rlinardaria la aMraa. Tai>- 
lal Cfr. SMl. II. M. 
H. attuo*»: «fnl ftm naam I Minri 
• r atK* ddb hnlgOa. aUa qaal* U mo 
IMIIIItfl «ppUlMIM. • b(«CB«M p*r 



sa. unuusuriMi ft 
licito latnlia. 

mi, i.r-.-j» BeoBtM 
tiluiu. l.'artB* dal SS 
renic «n m lOM* ■ 
Elalifl. o d'un. I flual 
RnalH, tarano Mlillall 
rit Hoat' Aliarti (Ó, n 
TI), od «nuM pn M 
non (O, rat. Tilt, Il 
inodtavlni nmua • i 
TkDO Bnoora • DrwM 
KriTaT» Cfr. •>. ViH. 
pano per tatti lora ; ar^ 
H alcnna oh'«^ tnlaa 
OH. CU « qnaalo ataiB 
qnl habtbal haa* bon 
qnldHi da OMaflsUt 

•1 . cuiaoi fiu|iilaw 
r%i). quindi H corta. I 
la fnaa fai* * cnarei 

B3. ALtmÀ! tinaa 
campa Miao acs rm 
■oblil(falkaninl«n 
V.Mi VLtl.ai.4ta 




e. 7. eim. i] 



Ivr. xrm. M-7& 



[TWCSAI] 



M 



m 



Ed no «h« d'una Horofn nxKuira 9 grossa 
Segnato BTOR Io suo Bacchetto bianco, 
Ui disse : < Che fai tu in qnest* foiwa? 

Or t« ne va'; e perchè Re' rivo anco, 
S«ppi che il mio vioin VttAliaoo 
Soderà qn! dal mio siniiitro fianco. 

CoD qnoctj Fierentio son Padovano; 
Speme ftate m'intronan gli orecchi. 
Gridando: ' Vegna il cavalier sovrano, 

Che recherà la tasca con Ire becchi! ' > 
Qui distorse la bocca, e di fuor trasso 
La lingua, eoine bne cho il naso lecchi. 






■». ^t* *tk <*• «TMtei «ir. z. F„ m 

t- BUmi. TtnarA 1, lU. 

•L «OKI» «ce.! La Krolk mom in 
*umr* kiiBM «n rama dagli a*ro*ICDl 
• P^tim. JLkaal mboa cIm Dui* 
4«l di B«0a>lda «tmirlitnl, nn- 
AukUb^Oi et!, JWmMw In D. • 
p. 101 ti-'- m •((• it'Twvs, 
, fi. in in. -< Fn padcrToa. padr* 
41 Mi^M Airlfo SmM(bI, mk^ iraa- 
4> aMnte •! JK. M. 

K. CHS ru: i««tT Ilvo • bdd tnìp». 
ni* di •nn 

m. VKO' • cDDdUadlu. IM. Fmrr. XI, 
Ua-Vmu*JW; K>Ì MiMlll nHDn. «!■ 
«••• pn^etltt oBaalBl rh* b h*b I Ita*** 

ritallMM dal tXatO, »l«ll* |HHt«U Mi 

un. Od Ma OaM.. Lmn.. Oa . du.. 
fUvffMK.. lt(M.,B<M..t>k.nH-.(4'A- 
■ìhM. Arra*., an. tSMl»#l^ 4«. Al , 
Afr. Mac . aie. (aatilMak II JTatiiui^ 
■ftoa tavara cte Diala parfi di o«it4 
di laeapa ViUllasl. nmnU 
■I Oamlà a l>ad., p. 31Ì VC- d» 
lani 01 «nHcM aliblue iiTMD nn (ru- 

tfeui 

«HNanao^pMvMplaMllwrolailn» 

M. F«BO(Jiwi: • Il éfaiMB Oba eoa 

ftMM parala elilada l' Inaiadadlmarao, 

aia piiàdM di sarta aaaaa mmItd 1 ioo- 

da** «il aa«ni del aaUlDO ocrcUa 

I DaUM I cu aiin a malta» In 

aSprlfaW paca railnjthiafvolieiodaa 

k*iBta»a tn ({iHlI'tpDCa aulla •onO* 

dHUpialinlfi JfJJyrp». i. IÌ..1M, 

ti, ■'■rtNirlAa qaaall rtanntini. 

n.c*Tuias: aloianal Badamata. il 

Ck^imm Binrala. dlei^. f Banva. 
OaaMaalat» di flBatfda di) KÈ». 
««•Ita pai la MM diMtaHa mI hHoaa 



liic«n<tÌD anaeiUlo dftlla |>«rìli1iaai X«ri 
Aballnnl l]n4.-»OT&i3io; dogli ninrali 
efr. in/. XXII, «I. 

n. iwuciairaatrl; JU.:Caprl.>L'ar- 
na di qmato Dannila dipisea oali'Bnlhw 
PiinriiM delI'AralilTle dalia IHAmniMi»- 
Rl ili Flivnin (alia fiala rial t IBI ha m (•- 
pt\ rari « rcail ^d flanijK» il'oro*; />. O. 
(d. raaitli. p. 700- • i<o l'I'Em Attlnio 
dlI>an(»illcaDdo.il(«ii •rilmi Mrritflik 

di FtortmiA, nota bona Ui ijitania al Do- 
ma, nn p>r alien mitanda (he i*aniis 
dalla nualgUa Biiamauil porta»* traia- 
pn, iiMinira ili anUatlDl doamnaoU la 
danna ««u Ica MBÌBd'a/|nlIa>i fmiafi. 
Inf. II. 11). B iuta Fhs ira becetil. a va- 
sUd Icn inala iruenlln di nplna (aquila 
a Dibbial fOaaai* aaiananta Balla Maa- 
na di'' SnltmoDll. 

T4. inaroiMii; atta araBsla A acharaa i 
oTt. Iiaia LVII. 4. Al.: ()[t[KPi moMd. 
N*i aidd. f uUMnr» a fatdMfrM.-aOC- 
CA; Ai.', racoi. iolODa slia perda no 
olUna aanio. 

TS. La Uwiir* r enniB pai larMm ; lalio 
ab» tana» I marlnnll dopo aiir allrai lo- 
dalo par bcint > i Gts- - « Hiipvr qua» la- 
•iatlil Sapar ^nam ililauaUaeaatflerl- 
HtlM iitieuaml !fiiniqu1il nmi voaftUl aac* 
ieaU, HiB«i rnuuIaiT •; tiaia LVU,4. 
* O Jan*, a lan^ iinam naila etmaia 
pianai K«« naDiii anricnlaa tmllataaat 
D)Qblllaa]baa,VaQliiifi]i«i(fitarilam>iUal 
caala Appaia taAlum *; /Vrf,, 8at. 1. 
•3-4- <M. Wanc. TowA I, UI ■(. 

V, TftlM. fXarna altntlam ttr- 
tMp. lUinmatn Inillilin, Dania (rara 
Tlrcllia gdt lallU aoUa srappa di □•- 
floos t rb« ani' aliro la lavila a ava- 



roiBQ. T. eia.; 



M 



T» 



«1 



SS 



88 



Ed io, tomondo do 'I pia star cnicoiun» 
Lui che di poco sttir m'avea ammonito, 
Toma' mi indietro dall' anime lasse. 

Trovai lo duca mio ch'era salito 
Gii'i e\i Ik groppa del iSoru Animalo, 
F. disse a me: < Or siu forte ed ardil«l 

Ornai ai scende per si fatto scale: 
Monta dìnanEi, ch'io voglio esser messo, 
Si che la coda non possa far male. > 

Qual è oolui e' ha al preaao il ripr«KSO 
Della qnartaua, o'hn gili l'unghie smorto, 
£ trema tutto, pur guardando il reiao; 

Tal divenn'io allo parole pòrte; 
Ma vergogna mi fér le sue minaoco, 



tv Aloanvii, rvnrtjvitibjtp Ali «UAFit Ibn* 

.%A AfdtlO. Ml'utA ppftTUIlIfettf « OOD ri- 

*r»«o, Ocrloon niinUn rtiiwinile li-nt». 
■Diuita «lu owila rnou. Uluntu i3 fondo. 
d«p«ijp I Piwtl B •! dllrcun, I lini, l'oli 
Tanno uni rrt^nn Anìln ftojii. |iurUUvl 
itnUiB tona triui^iii^ di /roda. 

76. Jlu'L. noli il'. tpmMiilE»cbfill min 
hnniuiiil pia laiicunisnupHMoclloM' 
Fai non oru(wiAiai> VLrjfilio, *'lt- fnf- III, 
IO. -nfr m'xK: Ai. ni m». luilan* 41' 
Imb dll /faM. ma intiwUnlhiIn. parab* 
Il INwta nnn aT«r4 qui luimir ilAtlo ddb 
boIa parafa. 

IT. ABHuiriTiii T. «(i.Al.ianiinoiDvl 
Md. «uiHaHiuia» e «■»»!■ Urite. C»w 
al ilnra l«|g«ra I 

ai.Hliìili. •Virllitar agtUMoMAr- 
twalDltj Istf Cnr. XVI, lU. 

n. eiul ; >|ui. lui la ((Oppa di Oarlon* : 
daH'DtUToUaMinMtcUio, mtiUili An- 
tao. /n/. XXXI. ISO •■)[.. a llualmciili' 
arraaiplnuiilnd Kltk « «a p»1 <?i>Tiin<ll Ln- 
nittn. taf. XXXIV, Tlivc. 

83. KiOEo : ha tn ( la Doda Tottcma ili 
()ciniiiu<.K allloln ri'll'aiilnrìifc Imperiali). 
rappmvtnlatailaTlrg1UD)4irunileivL iio- 
modallsloaldladvtlanwlc, Inrn«>I<c«i..r 
< l^fa J nomo r la frwla «i p(■b^ la vlmua 
cauPala-> - Bmr-: < IVr boo loolto anctor 
dat InUflliCl qao4 Tir aaiilmi Mtn 1111 
col halxit annulli»: FUI mi. (a dabw 
MHpec priBMT*» fniidnlentuin flosm. 
^qtsdo babt* faetra cuid Gwlmin tbI' 
posai, Mlgpt. • 

M. Txu KALK: ■ l«k 

W. iiraL > 1 AVt 4uai;,N.-t«LV1 1 Mi- 




brknMDto. - KiiitKM I Hbnsia. Il I 
Tldo t battlinanto di dMti cba pt 
larii'bbr*.AI..'Ciri:alrku»Oal. ainH 
no; Ùnte mafUo, par atltara la rlpatt- 
ilnnn Ati tM Aa nal r. »t, 

87. itiuot utmtii, luoco «abroB • 
rrMtni riT. Din. D'Art. 1*. M. •CU» 
uiaai InTuaoaua. acriiilupar tolM, wn 
nra non ball* aalp. « Mara al r«», art 
nnn ala aule • ; Bttr^hini. - ■ il rtf^. 
bl*rttlKl<ÌDDi tilgut^: Prnt.-'HInóM. 
aKnl<DUl[i>ll>U>, An, ttBr. - • PrlIDOB 
rlforam • ; Striar, - ■ Quo) rlcsn cb* 
Tcilo mnlrr per la nnvrln ddb ■■• 
filili *i £ilrp..-*l.'iii(ibra»i Laa4..F«4L. 
Atn.. MC - • Il lalla» dall' aaiUa al- 
l' appTHwiral dall' aeoaiae frblitilii >i T*- 
riM. CUmjrf. «e. lift. !t^. XXXlI.1t. 
Blm, Ttmtk I. Ilil «k. 

M. TfiKTt: dailaml d* Vtrdlta. *. tt. 
Cft, In/. II. IMi V. 1(1*1 Vili. lU. 

811. vuigciiixa: Al.; TRMHMiaaa-W> 
HAOrK: HI potrebtie lolfadara parola ali- 
molanti. ciM, quella >1alt«(ll da Vltfllia 
T. BI'Sl. Al. : dlTiraanirnU, Oir.-* •DehI 
qui aaltolatandar* <«a 7lrvnio dls^i •• 
tu U laaolar»' («darà, b> nvn t'iMMt 
rikraTD. • Da Man» nadaM i tMstl taa 
adituqua, » - Utrrt.: * I>l<wbat nea Tir- 
j|1!iaa enfn foola tnibata, Iral^r AbT lal' 
aaT.lDMlK.Tll1(,pDillllanlnilii,DnNiiiii» 
hababUhnianni.Bini rauiini parii^iaa 
Bau illoilaai «tanani. «t pi-rdidarln I 
labot**, lai tIrIIIm. • - Buii i • Comi 
niani«[MOt« poartamo peDaan cb* [ 
e»** 1 8« ta noD n>aat< , lo ma aa i 
a laioaraul qol. • - • YaiaglDaadasi ■ 





[CRBC. T. OIK. 8] 



IKP. STir. 90-l(M 



[DlROn*] Itft 



M 



IM 



M 



Cli« moanzi a buon sifpior & serro forU. 
Io m'aaaettai tu aa iiuelle npullnoct; 

81 volli Air, mit Ib voco non venii« 

Com'io CT«d6ttÌ : « Fa' che tn m' abbr&oc« ! > 
Sfa esso, che altra volta mi sovveoiio 

Ad altro forte, tosto ch'io montai, 

Con la braccia m'avvinMo o mi sostenne; 
£ dina: « GerioD. mnoviti ornai ! 

L« note larghe e lo scender aia poco : 

Pensa la nuova soma che tu hai. > 
Come la navicella esce del loco 

Indietro indietro, al quindi ai tolse ; 

E poi ohe al tatto iti souH a giuoco» 
L& ov'era il petto, la coda rivolse; 

E qaella tesa, come angnilla, moase. 



fwd VlrsHIiM, tUraa Dwlam ttolilam. 
Ma dtUt : Ah «ttk pM«aaa I dIwt I Ism 
WmÈ^ npM tifala I ta Ut tanto* M ti 
tWiUliw H«»iniinil»hmntfmirf»i 
. Ib 41 (DiM qoMli* kollr n>H H 
iIÌm BalUk ToidU ««sto di 
EIA > dalla lMloaaeip«n«i>l »4W plh 
aM«lil ■ pia ■■•onrrall. «1 pMrabb* ■■«■ 
I tU» nra«CM ■! fa'l««nnriDM- 
, • lBMad«rai V*rE*cM dI IM* b 
■I^T r ■ Mi «tuedAi qMlla nr- 
» «a* M>M k Aria U («tvo AarunU 
I ai tUM ». eatl Meda allora aolnia 
• t*' afa 4**aaU al baon alcaor mi», 
■a dalla V^rfocna inloaccianU 
■ a BaB tainaa 4*1 Poata, 
Wk CBSi !■ qui ««rtaciia. 
N. «rALU«C« : la baaU* aNtnda tao to 
gladi automa. • FccaU aroiM dlMT- 
Aaaia al Maamar il"- 'br. 

U: «I t *«M Ara o*4 ; A' «b M tn'di- 
trawr/ Bi a ttr iM a< nanaò la t«h>. 
. dalla pasta. 
. in u.nu> noatBi ad alin dindll 
H. t^ru vaia qal fl/fro. cloi il dilli. 
ta «aM. n pania dlffiid*. Al.i in 
. Al t .iD ti.ni> KIWI dot, 
iriira paaW parlitlUiao. Crr. X. W.. Vi\. 
t CMt.. SI* « Smaa ■ VlrflilK oh* 
Uà dm HdM. la altri pnatl dldMI. ail 
Mt arrina* • iMlaaBa tati* 
. aaUla olM M movUM mD» 
• dldKhu». 
H. u aMna' If Iri «ba U aitai, abaa 
lM*l> Mali iMdMaaala, a larca api- 
uà art bk aartaM- 



diim, H*! lauta Inot-lafiiliiiu onui ma^ua 
datlliBratlona oliva tiinni prlmmiilnlrul- 
Imti francliiini t\ B*nv^ 

va !Ci.'»vt : inullta. diMy dJ DB non» 
viro ■ Fon» clit mille «pali* hai Mtna 
liuolllB, Eli* d*u murliar rlunudo. Tania 
■dnmiU A joma TOruooDtf «hsh |>«c 
la FroiU'r Kd». Da i|anala lanaal p»- 
ttabba InfÌBrlra, rvora Gorìona aoUto a 
parlar j^b la anlmn dat dannati^ m noa 
(ba 1 Poati BOB ne ladooo ma ula. n> 
l« auto» arr^iina «f«a una «rJa od 
altra cnas iiuatuuiiua cnn eba ftra un 
conno a Qarlono. iIUdcIiI atlga a ptvn' 
darla par parlarla ein 

IIW. Dir. UK»! dalla riia. pceaan col 
« an (Ut a (tala tirata. 

IDI. iKiiiKTRO rNoinmi: • luoaUa l'at- 
to jrr^ataniQDd' cfmtinno df^l ritirarvi >i 
t- Vnl., «in. IS3, - • RBrlimn. nrl Jl- 
*»Dder« DrirotlaTD cfirrhfo. ptlnrlpIA 
a rnUrA a lariiìo a pocD «n'ìndùrrdj ma 
[Kil rliD fii Qtclto dallo «treUfìita dalla 
boMa dtl MTiThln, rtrnlHa il p*iro Ib o^a 
ara la onda, dot ni |)ii»* a rei tra di (nata, 
MIDI' fnnuoEll animali '; Hiti.-tivaMi 
dfell'otlK eirl u>tl<aio«atctilo.- al totali 
a' allontana, 

101. X uiu«i\> ; a nao ajtla. tibctv In 
Islil 1 DiOTlDioatl. t IMutano l'aecalld 
■laHaajiliiorii.qnHndcjAinlTiojioal apv^ 
lo. ebopuA Toljjnral oi-ntiriuei^ franti. 

IM.TSfA idUliwa In lun^o, nKottrtln 
qnl la toieoT» In an. ». VB. ->«>••« t «on 
taci (oluo WD uba •! tanovana li ■■>' 
gnnia Ball' acqua. 



166 {OBEO. T. Oli. I] Iirr. svii. lOS-llO 



[DtSCKU] 



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tea 



111 



US 



US 



E con lo brAncbe l'aere a sk r&coolse. 

Uftggior paura non oredo «he tosse, 
Qujutdo Fetonte abbandoiiA li freni, 
Per che il ciel, come pare ancor, si cosse; 

Né quando Icnro misero le reni 
Senti spennar per U scaldata cera, 
Ondando il padre a lui : « Mala vìa tionì ! >, 

Che fu la mia, quando vidi eli' io era 
Nell'aere d'ogni parte, e vidi spenta 
Ogni veduta, fuor che della fiera. 

Ella sen va nuotando lenta lenta; 

Huota e discende, ma non me n'accorgo, 
Se non che al viso e di eotto mi venta. 

Io sentla già dalla man destra il gorgo 
Far sotto noi un orrìbile stroscio ; 



US. ■Àocoua : Dome fk obi uaoU. Off 
Il0B« nanM Dnll' artn. 

)0T. FKTOirnt:i«nDnBG)tloniltflloKÌor>, 
FISllQdt Klloi. ball d«l Ik>I«, « «Il CUin>- 
a<.i)Haui*dlEnldan'iisTiilIlfikl«niÌ|iai 
non ft^pp* ^^ ilIrìc^^Zi e /rvnnrll, o"ti« 
pMolpItA Dell' BHdikDOi «fr. Otid . Ittt. 
II, tl'IU, ipHliItnaiitn 178 iju. S-ieltl, 
TTi tg. - abbuiixihC: > Mmlu ln"|i* 
S*llds fnnnldln* Ioni nnilail • i Ovid.. 
1. e.. IM, - rucKi! òri ettra »)>rii. 

lOa. r«nfc npiHi», ti redndiwn iiflla 
(IiIéhIii. Via Lauta. - ixmt < ablim* 
dò. «Coaiquo òìfm pnintin tnuuvcr^o 
IhiLlta ^ncwDt, SaoeeniUl PbaMboti Ha. 
^rvnttbMa *thira lonn j » Z.M'ait .Phatt- 
XI, 41! «K- L'oi^IdLoiiq Ai D^nlfi valla 
formailvd^ ùfJ\t flAT^nuU iV rripnatn in 
Ornv. II. IS, Qui •! atlK'uK «Ila uiiUf 
l0|Ela. evooniln fa qunin la (^uIjlmU a[i- 
parr», '{iiaiiflu lì oanif ili^l vjIi«, irmi irai' 
dal4i1aVi>Ioiir«,anwniLa|.aTt^dplrif1n. 

ioli. l<Hì„! RkIIuiII DmUIu. i! e|UBl<i, 

pm racj;Jf*<laCr^ta, f"'cem*'HÌ fkì tìa^o 
ali ili (ik'Einp. ftpplmilcaln Inhlrnii^ <^c»it Id 
«ara, luri> vaiò truppo alt^, lyiriLrv lì 
mtDuiilii Ari j^ultiiriM la nrnt per la 
TldaauHi M aula ni Ilqift>reiv; 1« ali al 
MMtuctin ftì lnan>«wtd« nel mimi «IV. 
(Md., ir(t.TIlI.2ai(c|. B«rai.4terM. 
1.1.». 

lll,niiiiu*na: • It pMai Inblli, ate 
lui palar; I«». dUII. Ica», dlilt, Dbl 
talqu la ngloa» nqHlrani, Inarvt di- 
INbMi • Otit.. ÌIM Vili. »\<U. 



119, HU I ]>anra. Tomera o di 
aalratilaw. u di SMarri ctllalD (tò ■ 

twlla potM da ifarOa étaa iwfftii di 
fVcda. 

113. HaLL'imi: ilunquaSattedaDO» 
lata nnll 'aria, non Dell'adiaa. OMnapt^ 
trnilouo ^nr- ni alIri.-H-nrTa: Oiriia 
•1 pra atlonUnalo (It tanto dalla prada, 
c\i<i la tton ni radara plfi. (Ilo Mll'attera 
oprehlo non ^la*a vedaneaoaa l'caM- 
nfjk, Nrin nulera diin^nfi che 11 thU^ 
■luiB lanu diil burmlo o 1* jiira na la 

lU, ILLA: la Ban. Oailana, - jnio- 
•tAUDO: neiraara. M.\ botuidO. I>*I ra- 
fa» al parla n»1 limo ig , sto td lU» i^a 
(Jari uno ili ■caaabiHiiidu lardili i^tl. OMna 
Vtti:llli> kII arsra ordinato. *. VT ti. 

I la. non n )f' «ocowto aeg. < Uasla 
lodorlDa In quealo tnofo clA eba «(tMI 
eII AniDtiantl iianiiii,(ihK.cloA.Bhldla0M. 
de dati' alto ppr 11 jtrau Tano dall'Erik, 
nirn HÌ acHiLitge iik mlitni, aanoTi InqnMla 
r Atia di Urlili, f..|ll^ nt:U man mano riatta 
roin|>nnda. gì\ anilla Inoan tro- 
ll 7. II, viKO : panili Bftiton* dlisMi* 
pigliando larghi Ciri. 

US. OOkOO; l'aoqu dal FUtaMal» 
oadsnta glb dal MMuia noli' ottan m«- 
«bla. a»Tv», lai. ;wvw. t praprWMala 
quella foaaa obe Ca ed «apio l' wiiaB «^ 
dando dall' al lo- 

IIB. munc^ra: itnpiLs • mmo dal «•- 
illinriiiDil'iii;iIiia>^ U»r^Ctt. Dta.Wtri- 
lì*. 70 «. 1. lypteia. 



[rSBC. T. Oli. 8] 



iKr.ivn. lSO-136 



[P18CBM] 187 



IH 



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1» 



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l» 



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Por cho coD gli occhi in pb la tenta sporgo. 
Allor fd' io pih timido allo scoscio, 

Fatò ch'io vidi fuoolii a sentii pianti; 

ODd'io tremando tnttu mi raccoscio. 
E vidi poi, ohe noi vodva davanti, 

lyo Hcondorc e il girar p«r li gran mali 

Cho b' appressava D da diversi canti. 
Come il falcon cb'À stato astiai tiull'alì, 

Che, senxa veder logoro o uocollo, 

Fa dira aJ falconiere : < OÌmè, tu cali I », 
Dlscend* lasso onde m mosse snello, 

Per cento roto, e da lungi ai pone 

Dal suo maestro, disdegnoso e fello; 
Cotd ne pose al fondo Geriona 

A pii a pii della stagliata rocca; 

E, disoaroate le nostro persone, 
Si dilegnA come da corda cocca. 



ISO. tram» i'ftma«t»nMa»tr"Tti<'. 
nm* al T.M4a d* HfM ■ Wdl. PuHK> 
tn^amia Ib TtogUo ai IVni. 

Ut. MU> MOMIO 1 all'aapelto d>l pi«- 
«pWa. Co* I pia. AL; Ptt conia • una 
tnirgsn I* nwvfattuoDMlidlMUk. 
■ ahBMb TbH 4k cHda, ad * U «DMU- 
•Iva Mta da*s**il«n<. X«U'aw ttumiM, 
« «M baOartMrilIn <k«luMIaKB' 
•fi*, i|1mI» »M»r|» • Mtnda niiilt» la 
Mna* •*! br l'uir watt, Marino In 
iWr. V. ISt. Hi li Biirt •»»( O.- • Font 

in. aiccoacKi: mi rittriaca (amudii 
Il ansa. Arava allanfiala U tallo ptr 
paiaM* KJò al Aada^ t. IM. 

IN- IBI: noa l'ars acmcta dd ano 
Mlsr*. T. IKi idaMOM II* Mcont*. i« 
dMdori BUI MManidawa 1 npplW 
««■•«•*•> MnMiL t Ttttnao qoMU 
•appBrt artMUnl da dlncaa fÙM, H 
Imma «ha oalagInHrfaL AL: ■ un' tin. 
(■■ BM L'iiCU eaT*«ni ofr. M, r., 
m*t.Mtiià «MyMwU oaoM il p«aaa 
a«M |0 tm^m « « «Irar» di airi Boela 
«■n'ari*. 

Ut. iDooao • ■ it rmu mlu di do* ali 
f aaMlla. lafau laaliai om ■■ Alo paa- 
laaM. (ère al otpa aitnBa poiU aa ae- 
di «ina li nU. Od (toan di 
Hto II Wmalnn aoloTa rt' 
I II fekBoa. ijd 1 ■niuHiHttai* 



■I'hht rloMuualo s wou ant IklU 
pmla. 

110, FA min: oaluiia tniia preda. • 
CAU: a qniul ,11(4: Iq «1 i1rlT|[u cvha tn 
«11: qaadiouctii A laiua nflonfi.ft d'Ia- 
himÙ.AilKtancbMu, 1 Hixilojnio 1 par 
la qaallooMiifiutftiiil u«id<i> l'nacal. 
Ittor* (limi* pillila pai qDcl d) • \ Unti. 

IJO, oxnn: il lUmoadiaciHidoiitiuiKoa 
qnal laofpo itopila iatto prunUj ù vciccfi 
■t !• DlniiKi. - "1 ll(<M>: A1.I U HUOrl. 
i-tt. Blaiu. r<rmM. 191 v 

151 . lOTt^ Klnrotto, appoQto corno ora 
dtl!lin OnlnD*. 

1>S mionjg : fUnolore. - rato r ear> 
mwliii». i*r»hA woio prvda. 

133, oiah dlxlinpiii» * hll", porcili 1 
da«, liuti e TiiglUo, uosoranniiupr*- 
A». - n roH r dd(>puM.iilKii«rioAdieal, 

IM. A iiR A nt: Ai,: a niuin A nlt: 
ddipaMntMTtMriunnt» raHluarlp»,lB 
Ma^laMTAHo, - Al. i ClrtopOM la pl(dl. 
appllddbal» iIIrupAtii; ma > lolarpra- 
nàiOBi niraachlara, iwrrti^ riliclonga II 
prtma dal Moondo npiieAìnì primo a 
^ un Mnia ob» nOD nolv aiar*. 

Ut, DiUEaiiOr al allBDlaiiA Mdla T«lD- 
dia di nna ftooita oH^tlUU dalT aiw. - 
TOCCA ' ptflpriunnau la tac«a Mia ftao- 
cla, MUaqaoloevlralaoordaoili'iJOOi 
qol ptr AMrta, ■• part* par il talto; tt». 
Imf. XII. n. 



170 [CBkC.>- BOLO. I] Ivr.XTID. 19-90 



[BCTrun] 



19 In qo«8to loco, della sofaieiw soomì 

Di GerioD. trov&mmoci ; « il pooU 
Tenne a ainistra, ed io retro mi mossi. 

n Alla man destra ridi nnora pifcts, 

Knovi tonBeoti e nnovi busutorì, 
Di elio 1b prìiDiL bol^a era repleta. 

a Nel fondo erano ignudi i peccatori : 

Dal meno in qua ci venlan veiBO il volto. 
Di li con noi, ma con paesi maggiori, 

te Coma i Boman, per l'esercito molto, 

L'anno del ginbbileo, so per lo ponte 
Hanno a passar la gente modo ooUo, 



Pny. m. a. lU. -uAixòtaj: gii no- 
«■«IM: «A-. X«iHW( . r<rM. TH W. «*- 
|ian rancfli a*m t dda fama ài I* ilaf . 
la I. aata «M rw to tfaU} di oh* « 
lune «Hopl luirumlàama hUm. Oh. 
jr— ■■«. ruti. « IO- • Fanàl. H 
IMatoM rlHordwM. r- GXXXSin. Oli 
•cagli o pM« UTtuMallac 
M |>«», al qoat» (ImH Ma ■ 
la U. Mili'inltT •»• la È fa, f ■» 

waa^«iip«Mo*w»Uwiwi ta« w» 
■0 Mlb otTMàoÉMial*. oT'Mtn I'wm. 

U. KOHIl «tWO. 

r. B-M. 2 r«/)lM*l. Ucctb Mila 
irtM WcU DHila raSa la ptlM I *•■ 
aa»Hrt4Uw»p»T«a«rt»alttia.A«0- 

nao la dlnataH opi-aM al aatalMn « 
Saaai par eaaw pnyiia. haa pMcaari 
da «lana •«• ^lana. I diana a«ao tn- 
■aU. cova aa U i^lfart la ItelMla «al 
pafija. dna la nctaae dalla pMa rfr. 
IméI. XIX. M: • VapaUaM ^Aa. • 
-Tn^OfTwt., U:.Vada(Ma....aa»eI- 
bdaaa aiartlH aa par aaaaa rkoB 
Ttctaf* «(K. • n pneildUaD ton oot^ 
«U (d «^ BMM la tltato- 
0R«nd« 



pra mI pia»>iiraa*i anaallwa. pdn 
d-orm atacma. p. a*. HI. ». INi TU. 
Ili: XIII.UI|UT.I*.*ab.iMMa. 
M. MI. auM: «dia MaM 4al *Mt* 
tana Mi. QaaMa brifl» i IMm la «aa 




<iat 4aaa pata «riTarflM 

Mala «Mia *alia al 
Mll»«aaadfld.(ia«M 
T«MlaadM*M la Éli nH a. 
TtMO H. vwro: Umm* » a Mi. 
n.COa BOI: HllaMMNdtaMli 
•OaM pMai, ma 



m MBK*n I Ma M papaia I 
< Ai taallaaa la latta l'i 
Bvaa la Bawa. altta al papaia ■«■■■•. 
d m i B li-ai p^ariid. aaaa ^mc" 
(k'araao par (H mmbM aaiiaa4a • He> 
Mads>: O. ria. Tlll. M. 




dBa^aa aTaTana la 
»ta ntrx 
mM radaW. 

n. fWMUTOai 1 dlaraU cha da qanla 
lavala pd latsoftu* I «mmU. 

H. cartm rìplau; lalIplMiB aaala 
dal Sbh. > dj allri aatML C(r. I>ap. 
XXV. M. r»^. XII. M. 

K, isxTOI: • Diala aanaBaUaaOia 
it* ragna Apla- 



OiaMÌa*k ad ■ BoBa, Ib. t. a. U. m 
Inra la qaaMl mnd bm • proaa «pa- 
cala.» Ctr. U aa nr iaaaa. MaB.-N«f*i 
« CaNd Bwl'Aacria. 

■t. oeuo: ALi 1W.TP. Laaga P ■«■• 

la ipaa ■alUfW»». dMa la <aa «a. 

ataaaa al wamninm ■■■ ft 

• aada— ■! gU nt ( 
PtMra. a MtMaaKa gU 

a*l(B*«mlli 

• paAl pa^dai 
m» raglkaB altM t^ i 
nmmmU la radfTMa paalMtaMla» 
^ <al iHarlaHi. '«aa fl ■aaU i 
«•la. (». A^H<« ad Oanfc^a" 





[CRC. a MUI. 1] 



iRr. XVIII. 81-48 



[BOrriAHI] 171 



Che dall'un !&(« tutti buiuo la fronta 
Vorto ti «utolto, « VMuo » Santo Pietro; 
Dall'altra sponda tuido verso il moate. 

Di qua, di là, an p«r Io auso tetro 
Vidi damon cornati «od iedid ferie, 
Gb* ti b«lt«an orudelmente di r«tro. 

Àia, oomfl (acoRD lor lovar lo berso 
Allo prime poroosso! Già nessono 
Le Moonde upettava, né le tflnte. 

Mentr'ìo andava, ^li ooolii mìei in ano 
Furo Montrati ; ed io il tetto dlaai : 
« Di già vodor eoMoì non «on digiano. » 



tt. OMTVUA! S. ABfvto. 

>4. M4e«, M lLi In •absJsc I* um 
adBquHqnaaUbiiltla tdlrlw. - u*- 
•»■ tmóo MU btlxt^ alt. *. 1. 

H. w*mèm; ■(■»*. Il>c*llt| «A. jhd- 

n. UTiB: C4ffma. - Kua. Iccalra- 

r>. 4bI Icd. rnw, tn. Din. «M. 
Ul. • t* gaicW 1 1« (•>*•«*■ 1 '^'k 
. qvaal dlotL, Auli-haal MM 
' ratT«r*s fnod Dan iM» 
Tra» • I Jbnt. - • L« 
a eMn(« • i Vidi. - • £• Wnr. 
> mUIcb m *nlc«n. at nul dir* 
!• MlncD» •! la. Km-. -• FM*l>u(*M 
|»tai« tnnt, tèmi lateamam • , Am». 
- ■ L*w 1* («mW • I nkafkti tim II 
A«Ma o»n«c» ali* (il— ptrea— ! • i 
AHT.->Ii*stab««i LmHj.-tLtb*tti, 
léHt UAh • I IW. - • AtHT I* piMla •! 
rA. • • La koll* M kt nB9>hopCTiDta 
cwal. >« W i«iia ItorM •« «ndttnmW. 
la ntam u Mrts ■alio al tana •«• t«r*r, 
w> toM. aàat U BUBb*»! IMb. QII ■)- 
tri MllakI ■« Jaaao iImm iDUtrf»- 



L 



tlMM •«■■ Uaglh in' ramni u lai* 
cta*nt><l*iiaMMc« •FwiMwl^l» 
• fn mm m ii m » k OUmUIuII* • 
Ite U ngit* M nnlM* (A* bU). 
»na «M « di n — t la «rw mwHO. * 
UaMM p«l* WWM^ M aiavtla OM M* 
•MnMM I* itMff a |»Daa«nln U •■• 
■Mirta». U «HlBl JiL M-t • Ibbe vna 
Bckaato n fc 111 Illa > sb-obb» • atma 
BUmIb, 4a t* i|Ml« a'Iaaanort Haf- 
«■H OUm* da BaU, • qaaall tiar wi- 
— fclatMioaiia l l W iIaL— fatOMM I 



< Par oan* gnaoUU dt moosU la air»- 
oUa CAmnli' klla rnflu iIaI marabwaa 
Cftiaao ila K\t\ ciiruklEdfiitia ioadt^t- * 
• Can.t • Avfiva nnn ank aatvIU nomo 
flhlaoIaWlla i n>'llai><>lla a moMfOblaai, 
staxvthAM ila K«tt di Forrara, |rnaTi*i- 
Iniln a Tal eli» l'^rf^bbi iljimirla a fran- 
d**u I daiM la Futi" «Lia il tmrt a malia 
dello proDKw • - <teii . i • I^ausoInlaBdo 
«BbnilAlt diMuuain Qlilaalam bfllani céna 
•atvtmn ot ainnini KlroUl Clangi da 
■Inanala Uaivlilinl Autal da ttto. • - 
Unti. : • Tult ralda pottsi In Bonania 
Ikvnr* mftnihtanl* IMmala. qal (tali Au 
III.... n«balt naan aorana pnlMnl- 
mani.qnanmnduilladatri'lafirtominar- 
chlim! Ama) da ma polutu imnoua, ul 
ftirUaa praaiaranlaT Krai'am «Ina • 
Ij*An- Aar. draaalantla, fonia ili pr^irrla 
fcB>«ala, •aBtaac(tiui<an In rondo nalU 
di iflarwìla. «T. Kta»ni.r^.rili. VmJ 
( patii di J>., p. 134 ag. La rampila 
■la'CWtttaBlniM atara a capo della <k- 
it«H da^ OantaM * Uaalli di Uolnr», 
•MMra I tamfeartaul • (llillxlllul ■ Va- 
sadln abb* la Vb ÌOfbt alci nfllal. Fu 
IMdHia d- Inala, di Mllaan a >U riatda. 
Noi in« doTMM «hadml dall' loenu 
d'aTtf dala riatUam nn BalIklMra. SbaO' 
dtw. dalla fiatila 11 11 kmIq ÌW». nuD 
al hanno fall nnUtlK <11 lui. Pars fhe mo- 
Ttaai poca waftpo dopa. C(r. VOMadM, 
JMb taftf »mHIMt <t( 1M«M. ». lUag. 
ti. numt a TligUko. tOlMht i4 hc- 

41. Ili MA rBOBi AI.:aiim«tDa>| 

Voa t qaaala la pctaa «duca* lo ratto 
oaMaL 




172 [CMC. 8. «OU. 1] ISF. XVllI. -IS-ST 



il.IflKI'l AVrUMlUltUIIMl. AI-lDU 

OO-Hii mm Virgilio ora lai H rUUUt, 
li Elia non •! U, «0(11 ooohl. nini A Iw. 
lini pili d"! mdd, V «omm. aoMbl. 

44. iioi.ci ; ■ Il dima * ilatu dola ixr- 
olle fa eoniplaMnto n»l rìjilanl A t>aT- 
mvLtvro rh» l)Ant« AtidMw «i^uwilo In- 
dtcCra • ; Roit. 

tS. INL'IKIIIi): «HsndogUll dMll*tO|;lk 
paMiLlu JaikAiici. 

*1- nt.'^kSìyo: flTodetto nMCondonl 
chinandu ]4 TjtruU, TnrflnenaoflnildiHirar 
vjEitt nnbii» aavallora, «iiiLiudaia lai dv 
UUo « ili trcivHmi n tal \mn%. - v<^vit\ 
« 1|lli4 tAnlnru rcco^pjOTj vuai ; i>De ([Uiid 
B0ta( qnntt qui* nun potavL nij lantA 
■Kb, quod ndu coirnoMiatDt Mia tIUdid, 
quia nlIalntliiDlaUlHiralcnDtntMilan'ni 
ulli Finudia. at eat nu-iiiui tiara Mas 
p<f ojT ■ -, Urap. 

M. t nakA •iiTTi: («Ili, alibiwl ali 
«Miil k ceri*. 

(II. ruiox: IkllMU del tuo tdIIo, - 
I*,jlUR: Bomifthad'id lrvt>pi> hJIk fatU^riQ 
dui tuli* di mi alEis, 

At. rilat II tWId nim «ra iKomrIjila, 

• Aldi mei illia nhn '1 fim aui. i-nn «a- 
filila lini dillo, *d altri d)ce i>bv non Di 
nulla-; {.aii. Al : t'iii - iiiijiE. |»tia 
■railu,lurn>niln|(llf .t'"'i,Bi<<il„t.«''-l.. 
rMI..Al»,.r*n(.,riiI..j:.iiinA.a<:r>ilnaBa 
•apra* raiiao(OII(W.-rM„ I. e., p, Ì3 ac.) i 
MB» di eaiU vallo aa^Dita. a(«rìla • do- 
OMta, iDM IiuirI da Bolicna, ot« ^ 
tamul I corpi ■)•' aoiddi, dal eInaUilatt 

• di ijoalll ebo mortnoo io coBiamada 




43 Porciò • figurArln ì pi«ili nfRsiiii 

E il dolce duca meco A riiitotto, 

Ed aasestl che alquanto indietro gissi. 

in E quel frustato celaraì credette 

Baasaado il viso; luu poco k'ì valae; 

Ch'io dissi: « Tu oho l'oooliio a tomi getta, 

49 8e Io faeion che porti non son false, 

Venodtco se' tu Caccianimico ; 
Sìa che ti mena a sì pungenti salse? > 

sa Ed egli a me: * Mal volentier lo dico ; 

Ma sforzami la tna chiara favella, 
Ohe mi fa aovvooir del mondo antico. 

K> Io fui colui cbe la GbisoSabulln 

Condussi a fur Ia voglia del lUFarcliSHO, 
Como ohe suoni la sconcia novella. 



d(<UaCblwa(iln.rÌDr,.ral,. £««.. il»»., 
l^>m., Bl., Bt. B., rer.\. R aar* qniata 
l' InUriootaclDB" da acHlum i fòr^t. 
M VanadUa tlpanaa ptr la cAionJte- 
irlla di U. al monJa antìao. olA |hit «i(ii- 
flnarn chi> D. arava parlalo ohlaruBMiU 
■Il li^iiiigna. li Hinao « la ofnl ruo : Pw 
■rnal pfiprila ani qun 

iS. 1.0 meo: Al.: ni. dico. 

M. muiLAi piwrita, ol]4 DaD(«Blino. 
■In Itana iufutfnaU del pTMalata* Mia 
rato di BoloKna. Al.i DixtiuU, al oon- 
KBtlg doli* Tvcl dalla aubro obo panca 
ai>d:ie. At, : L' Minna toacvuo «ho n 
■■adi. • Danta rin>Dobb« Va»adloo allo 
•OH ratlMt<: • VoDidlM iDTMalo He». 
noaiv a <tai>lla IkTOlla, stao lo rcadt il 
tanni*» >, Bttti. 

Fil. rA »ovvjixii1: rlfi'tdaii'tuml la «olu 
o tihlniikaii(l»ii]J par mmi». - *!lTltì*i 11 
iiiunda di taaali, p^r ni« (wiauiUi, Al.: Il 
niniidn di-ftl aalli-UI RuiuabI al quali la 
mi pari taauiDljitiaro (T). 

56, IO fi'l- Al.i I" l'si L-fr, tiotf*. 
Crii.. a:i. ' DlinOLlUULLl I • Alcun) dU 
cono cb« coalai fu ruh^ iiumlnalA por a*. 
meo alala balla: lo para nedubilo, pct- 
cAA ondlol afkUl dnpo 11 aiiu tDairioicuiia 
l'Ila daitd il ano taataioenlo notnliiaii* 
iluil fìhitolMtUa fuontfom AlUrti da 
OBfMninMt. iniinlro rara» non ont piti 
balla • : Xtui.'Tat. 

57. euDNT t la oooa al rancanuva lo piU 
nudi. < Bi pordiA parva forio n onslepro 
cho meaaai Vaoadlo'i ara»* muiieuuiii 
qDWeo dalla alraMbto, cbl dlraa la ao- 



I 




B. BOU. I] 



Ut. XTiii. ÌB-i6 fcAccrAMiifico) m 



M 



01 



I 



E non par io qni piftogo Bolognea»; 
Ansi n'à qaesto loco Unto piono, 
Che tante liajcua non non ora uppreso 

A lìicer tipa tra Savona e Rado; 
£ 80 Al tsiò vaoì fedo o t«stiinoilio. 
Recati a monte il nostro avaro seno. ■ 

Cosi parlando il percoaae un demonio 
Della ma scnrìada, e dìtiae: «Via, 
Ruffìan! Qui non itou femmino da conio. > 



vBm m ÉVpaotTnIa % uno. M olii • dd 
■Itioi A i*a «m mance Ttoadloo (bla- 
flae* k I>aDU ■ j Ah. FStr. Uà dmds 
MVP* DmM il rant-Kcniaui tntpe. 
■Hodaloa • Im'uiilHi (onla. hlirifl- 
«■!•. ffiiMhè D nan il toIftii o non li ar* 
dira din II va», tnluniliml ri) fiuDijtlla 
potenla. 

M. *m«Bi ■■iiDiMtnIi. ritt Bolo- 
pari 40! <b« laaM nel mumlu. ■tTolTer- 
alBMto I fMogaad miin carltalanlt 
di lall aoal, da* 41 ntRaDan- paranti B 
ininrirmH ahi «HglUo Brulla •- Xan. 

•1 . airji : kUolianui bolafniM |i*r Wa 1 
¥lr* ancora Bilia canpacsa, mnin In 
rltlà a dlT»alo «riva i ttt. luttimt. Ac- 
tlu* rap. XII. M. - Sjkraxii a ttino: 
Ua t doa nsst Dominali «HlaJMofB» 
«a IMiM dal aao «cMMriaL <». JtaM. 
IM-SIT. 

a. atictn A mnimi iliwdaU drit'a**' 
■tiladl n-ri altri ItnlKenr*!. • Ilonniil«D*la 
aalBrmlitar ctiumniimiUirnanMl avana 
k MtK»«D4a. Md In caplsndo lauiun. 
UU aalB, ^1 BuDt vltloal. Ibi pmliga- 
iHara>pca»t«it altra Tlrtaricnttoli* t«I 
Isarl: kdvaluilitultarplaEiiuTa,a]|4|naD4o 
emm ludi*, alki^aandu cui» fuTtlt^ajKjniut^ 
da Mia taBOBUlM, «npncaotaa nitaa. a»- 
IH** «i Olona libidini, tu. > i Una. 

■t. «cralAPa ■ ftaa t» . tal. hmM. prv- 
;i II III alili la adir» di chìo, colla qoalr 
li aasUcao Aiutar* I sanili. 

sa. omo»: lal.anwiUL Inot. ani fola; 
paasB d'MrtilB wl ^aale* IoI^iUb la 
■(•nakad bada iBvrtMvra nalla ma. 
■Ma. B IB nna ■B4aslia ; Irradia. Pan- 
aa»a. Mal u w tw l*^ 1 pio lnt«ndnD«; 
rawBtaa 4a pnaUtaIn pat «aonro. Vaia 
Im. Dm^' • far i«tcM«Bualtt4i no- 
■■n. ■ - Isa.: • Onttt, dot BoaalB 1 
^■aa4 a dtiai Tanca MI da allrsic uon 
aa laAamr* fcKloa p«r inostU. ■ - 
Qhì-i • At4«ad twdaai. • Ca«( para 
. Umd,. TM.. ttiW, firn.. 



OiM, O.. rmC-, Lenb,. fori., tVfy,. 
Biai.. Off. Wam . Tom.. Bt. B.. Fral^ 
Jnifr,. <tini*r.. ìtmiiat.. lAib . Confi. 
ftd , niaulini, Sl„ me. Uà madooDa 
Oliincilnli.aia ila' Capc-lAnemlM bob tra 
iTninilua da lm,t ru|ila ili ti par ilrnatl: 
lo ami lt>|{aiin«Ii « tradita dal (tateilo, 
il 4)nalfl Lfr mnniila rki^Tnia Unna pMi 
■^ (Quindi altri iotonilono: FnrunilDO da 
iajEaiiuam, Oit : 'Qriat»jn npo l&jtaniia 
alttv, <]iiolla ai tllca coniarti iiiuatta ono^ 
edaaltrif, Cttninft A lantara d'osa ftir. 
loa ail nltra fvriua, vieno a dita la* 
l^anmran fi^to Mmì tatuilo, raW formai 
Irao 11 nome dalla inMlota cba pAfUa 
■luuiiu. 1 • Hvtii • !>■ «Mvra «nnlala at 
In^ftntiato c«n io taaaHIQilml. > - Alt. 
Fior,! ' Da poltri* coniar* a( injEaaaato 
pi^r danari o por altro fttldto Biodo. * 
- Bf'h'.-*daiuviiiTTlnc*anbatooa«doUa.a 
A\pani, aocttLaonla caa«ii*laÌfn«n(aiiM- 
■t'ullinia InlarprotaiMiHi a hoaiduidoll 
aoBiu daii'aDlii'u fraao. On'i/ntr, radODO 
nalla rriH /rmmf m A «nia nna anR' 
na alliuiuna, eh» In bacia ad Da damonlo 
(■rltoHinte ai «anpnade. Coid Mattona 
ToflU. fan/.. JKrtfi.. tm. - Babbei, 
A». AI, r'<Cr. Dont,. Faiis Aure.. Barf ,, 
lU^ ita».. Ocm ..rat.. nnndBBBO Tanna 
aplanailnia. Cfr. W^irJ. JM iwra MkM 
<Wla inanfi-ra Danltca ' nnmiiH 4a 
«nù '. rin^ofn, IHIH, Jllanftt. Br»'..lr- 
Mir. ^tUot. AtiVAKoK. VII, ■ UtM), 

p, no ii|iK. Itti f.u'iiin, D. iH-iimri di 

D.. im^TO, lineici. I.IQ •£, 

V, I77-"1. / nniHitorl. Unpo atnr («■ 
ala^tgialo l'alio ruoro a afnlttra.amnao 
ad apodi qup^ill «cd|tl>.o pMitiebaaoc^ 
talslano lo b«l(* 1 lo HlROno e il partooo 
dalla aC^lata rtcca. Ulnall lalto Mua> 
raltà doirano dol ponto. IMnie vnla 
h«ilh 1 aadoiMrl di doana par ento 
prapila. 1 quali, aitnaii eaal poia dal 
danoBl. «altana la dlraalnaa oppoala a 
qaoTl» Ari tdIUbbI- 




174 [CMC. s. BOLO. 1] Ihp. XTttl. Sl-M 



[SSDUTTOBI] 



m 



n 



73 



T« 



Bl 



Io mi ra^t[iunai con 1& scorta min; 
Poaciu con ponili possi dìveDimiQO 
L& 'vo nno scoglio della ripa liscia. 

Àasai tpggornmonte qncl s&limmo, 

E, vòlti a destra au per la ana acbeggik, 
Da quello cerchie eterne ci partimmo. 

Quando iioì fummo )Jt, dov' e! vaneggia 
Di Hotto, por dar passo ngli sferzati, 
Lo daca distio: < Attienti, e fa' che feggìa 

Lo viso in te di quest'altri mal nati, 
A' quali ancor non vedesti !a faccia, 
Por& ohe non eoa qoÌ luéiiems andati. > 

Del vecchio ponto giiardavam la tracci* 
Che venia verso noi dall'altra banda, 
E che ta Terza similmente scaccia. 

E '1 buon maestro, senza mia dimanda. 
Mi dixati: < Guarda quol grAiidu che viono, 
E, por dolor, non par lagrima npanita. 



SI, RjiaiiIuniU: ritomuLdt Vlntllla(>h« 
•*«*« fvmktto. r, IÌh inAiitT* lo comi' 
Atta t,\qanuUi inillnlia, ■. tS. 

es. n>s l'uctii! ilapu «rarlkUn porJil 
pul. ' titvtxiHHO^ «rrlTammo. 

M. lX 'v>: Ai.: povk. • uacUi efr. v. 
IfrlT. 

lo. uiuwAHiinB! ancTotiDenl». 

TI. «cmituiÀi ilono ii<prD n mal !■' 
(UMa. 

n. aiRKid AI.1 BiTiaiiii. ran.i<(inn> 
tlDBipa, iMnlit kbbramlitTa ■ Ionio ■ 
toiuo Ini» In Me*. > - VrILt • ni par- 
Utonn lU iDito Ir ipunils, tanu di iidd- 
Mto <iaAbt« do' iiipfiiljii-l «vivili ] pviThA 
qiioHlit, rAtp lULClJiTHub um tk 'lialrt*. tt% 
V uUItiia- • Ktemo A lutto i' tafonio. 
IQtcdl r>£n1 rvirhko. 

13. Il: 1<iuu|[1ln. -v*n)iiouibai«o, 
laKlaoito Hallo rll tt un itoo per dar 
p«H» 0l friuTnri jtÌLt iiolU 1rij!j;ia. 

TB. i-rniUTi' •rLiTcrnial]. Al. iTtiKUi, 
1«. dlfau .la Z. F., lOT; ttt. Fete. lì. 
lS3.-rianu:r«[lH«, etr. M.XV.W. 
- 4 tm' ch^ la r>«La di (iiifihll aliti ntal- 
Dal! Tacita a («Ipriti, a poiaral mila tua 
pMSKfla >i J'oii. 

TS. Ai.TOi: la iiiMBida dsl wnlutleiri 
p<«pMit410COnto.laqnaI?DatDnikDanpllo 
alMM Mnaii la «ni arano andalt I Puct.l 
dM ino «ioeIIo. 



n. vacciiKi: eCr. iv. nt. t. - u nuo- 
ci» r la anhlrra di quel tU U, r.tJ. 

81. aiHiLHiSTH; osilo atMan nadoi^ 
I niDIaDi. ' «l'ioni! Al.! KniUixiA. I 
dvnttifilfafcionir qtinlnilaftrl.fWDrloZoro 
ItPar U b/rjr, t. 37. Olpda ruf^ffunO V4ia 
aiffUIr '' treondr ni ir trrit, |»iHBWii. 
T. 31^. « 11 vocab4.>lu ÈrSiArtian ■ il ano 
ululili cah> palntiù fvpililfi «ari catare della 
lilt(uin....DDUqLilAH.ifniir«B{:iipp1akld1- 
■pri'iFum'^TLUt'Kla'inQ'ilbalili. enei ffr 
dui-Ri <Uv|iri-iuiJ aunhii dal dUfoloalAU 
pltlaontoilolnrcdvllalorpu uliJana*! Aia 

V. >n-W. atatont. Kem OluoMb 
fìgUoM ttonn ledi Tnaaatlia. duca dr^U 
At|[uuButl, andulloi* di NiKIp. dirUe di 
ToaijU. Tu di Leniio, o ramina dk Iaiiho 
dupli racokniDiiidal niaatiiili avedntloto 
HUodlo di Usdea. la ball* «lilla Od » 
M Dolchi, la qualD pni abbandoBA per 
■mor di C»UM. Ctt. l'ar. a. IH. 0W4.. 
M-ayn. V]|, i-iGN Ijnl paga il Sodali» 
aoe (ulnilcinl, beuoliA >!■ aliknra nA in- 
f1n««lbllp. quail fotne Caponeri. ott, inf. 
XIV. 411 dgc. 

Sl.BXatA: Daulc uoB »Tnlil>«p94nt<i 
dMinirumn UIhods tho «MT«Tm «efU 
alili, aa Vlnìllu non na la ama* rcao 
alUnte^ 

**. qvtLOUltiili Cfr. /iir. XIT, 48. 

M. nn tiavam: jm Kmada «Kn da n 




. .jy 



Ivt. xritr. 8&-100 



[orABon] 176 



Qttuto aspetto reale ancor ritiene! 

Quelli è Oiason, che por coro o por seano 
Li Colobi del monton privati fene. 

M Egli puNÒ por l'isoU (li LoDDo, 

Poi cho lo nr()Ìto fommine epietate 
Tatti li maacbi loro a morte dienno. 

ti W\ con aegni e con parole ornato 

bifile ingannò, le, giovinottu 
Cho prima avea tutte l'iiUro inganDate. 

M LaMJotlA quivi gravitili e soletta: 

Tal Co)p* a tal martiro lui condanna; 
Sd aa^e di Medea si fa vendetta. 

DT Con Ini sen va cbi da tal parte inganna: 

E qneato basti della prima vallo 
Sapere, e di color che io sé a^iannoa. » 

iM Gii eruvam dove lo Ktretto calle 



Mot ■dp. K«a ptune pn (tuilnu e 
OB^DsatBlià di want, Alram inlroiliv 
M; Haa ihmft p« iwiim di dulnrti, 
Ifa r «v*M» t«it pmA • rsip<«» nata 
■■>»ÉaB «wAltr» tal* IntvpiMulanaL 

M. «wnii Mrfe* ^oicgftt nsll'iblMo 
M dato», •■mani am»n*. 

H. ovauii tat|tll,«HB«Uf p«t«dK 
-eoaai a mni ** • fian. -wkiio: •■- 
ttask • |iiiiJ(ni« 

n.uowtmt: AnUcd'orv.-vnnii a* 
W, a «topHeMimla/i', cdo* rni pM t. 
Im< pM >«. J)»» p«/i, «•»< prr M. MT , 
C». Al/. XI. 11. 

te. «mm ; pHoM o«tatf« i&HI i mk- 
•ritl. - «nmini ita atsBilD iltpirtnliill 
I p^H, I (tkMIII. e» iiHl «d I ««II. I»U 
i»W« •• ilBaBa a L*Dao prirli* nnn la 
t(Bara*aaB piti. Tanira la pim! (on na 
«d«rUH<nt. p*rU<]flalil natili «dama»- 

■ la mMavi*». FmcU la daenn cra|iu- 
««•«• laalHBvad acFMro Mlit t UMtbl 
M'Ink. Cfr. atM.. n*». T. U) («i. 

■ FaL n^ Art. II. TI m. 
n.«MID;4abMBBMnl«. ahi ■uiiiu. 

0(r- Mmm; CHI . ni «e. - OUATm; la- 
«■KkaroOi (ft. Z^T. II. tT. 

n. tamu ' Della 41 ToanMs dlTtnnla 
nclna di I^abb» dopa l'antaloDa Aai 
—Miri. UT. (Md.. «Kan. XITI. ItO. 

On». m. 11. 

n. raujoiin: fcfiidi lotv (rndnw 
di Mara seda I) raToaata. (DO M'*. 
«ha alla k>«a aian adrataL 



1)4 ijaciai,!.*: Mfandn U mltnlngli, 
dnpn amrla BiinBata « dopo ch« «ata 
kU rlil» (larlorlEl du» Bulli rfr. JttU-, 
^'b. VT,33C. LkaoTo «tj^iiann'altia Ir». 
dltiOrj*. ■A.^imiln La fjltilln (•iuilnfl, oha 
arala pmni»» a lallila di iixiaarla. U 
abbandona alralnanla dopo aliinantl tar^ 
al. a»» n dfl «ma grajlda di Ini, •l>KlaIla 
gravida d! dna flgll, « promallmdola di 
rlTaraCM] laLin matrimoalaallaritcìmala 
•Da. navica <ii Olnbldc •{ Karg.Di Iiifllo 
eft. anrhir Purj). XSII, Uli XXVI.». 

». MiiiKA! air. OnU. irw..VII. t. 
ttt. • Ed anebn al h radirtU dall'ab. 
bandano ota« o(IÌ fot* dt Uadaa >i BrM. 

VT. PA TAL rAsra j la tal mado, •oda* 
eando la doena par ptopiio «mtn M lii- 
(aBRBDdohi Ma laaln|[tia, aon Illa* prò- 
maaaa di autrimcniln, «cs. 

H. TALLI: bo!|tlBl ofr. T. 9. 

00. AaHAVHAr prnpTlADi*tit*. pmrda 
Oalla Balua. o Eaztaa : qnl par mataibf^ 
U«na in hA p«r Inrm^nfarfL 

V. tOO-114, f MI n<tiira(«r(. t Poatl as- 
no afrlvaU Buiratsmn cba aipara la 
prima dalla lecoDda boLj^ In qtuala d 
nna E*a<a oba al daol* a al pacoaata, 
•UaMitaln uno itai» i ba lambra^iiiuno, 
Indiato dallo apano «nlllano al qoal* 
eB«t(ra,(henBo (li adalatoti, il abban- 
doammo. La «Wrca d diBbalo pailaa- 
IMmo dalla loro Inilnsba. 

)M. DALLit dalle araftlo (bmasfe II 
pani«.iIlpua«aininiaaB'[aindOBUa 



176 [nt«C. B. BOLO. 3] iMF. XTIII. I0I.1IS 



flDVLATdl 



ini 



ia« 



lou 



ìl'J 



ns 



Con l'nrgiae secondo b' incrociceli a, 
E fa eli quello ad na aìtr'arco ^{laìlo. 

Quindi aentìmmo gente dio ai DÌochin 
Nell'altra bolgin, e che col mnso abniTa, 
E hA tnerloema con te palme picchia. 

Lo ripe emn gromnwte d'una muffa, 
Por l'alito di giù cho vi ai appanta, 
Ohe con gli occhi e col naao fac«A xuiTa. 

Lo fondo è cupo a], che non ci bnsta 
Loco a veder tfonstn montare ni dosso 
Doll'arco, ove lo Hcoglio più aovraata. 

Quivi Tonìmmo; o quindi gin nel fos^e 
Vidi gente attnffata in uno sterco, 
Che dagli uman privali parcta mosso. 

E mentre di' Ìo laggiù con l' occhio corco, 



W]l'irE>D<<, pxrnhiV II BiDilttimo Kojtllo 
tnirvnw (U argini Intll. « In, HT>'*«1 
Unti anhl. L'aritlnt » *I»I|B vi» ng£B 
gli amili, t Tom. 

va, qvmqi <U1 «rocleabln. -al mn- 
oiui t ptn (plosuia: n ilolfaiio. il la- 
mnlup. K^rtlaDf^^ndo db» nUtAùtrtiU 
PHi {iFvprluarht^il'H ^mJtiiiho nandji 
la rimai nuli* i]u)[ll» del pul4. Al.i SI 
rannlwbU. li Mimiila Ivffiit*, n biunKun 
ohe alti 11 tlw pur «■■nr» rmfllgiittt»- Al. 
dleM» oliK n<HAÌar( *iilr if nnrr lo nl<<- 
tlkia, dalla qua1« «*m irn miciov Uvmo- 
lantn «d Inarto. fil liB II prgTtThlo r-tt- 
(AfOM a pan tlaiuv, ■Uonlmu di <|unl- 
faUro dnUrit di gatntia htiS. rìci ia- 
niMiUnl dal bena alarv. Cfr. OarmU, 
VtH t buhU dilla D. C. p. t1*9. 1>1- 
tmm eba in aiimul InoRbl d MB pan 
•(HlKara pn |nuMn, aptcls rial nda- 
vad. nauta dica ohe mmI il nlodiUia 
di ijiMlla eaat*. non obg la ttdt od od«t^. 
< JftMUan tleninra uttta UnKiia nimini 
ipwl tOnlnoUal a rainiDailoac jilaaa- 
nanl*. ohafaBnoIadQnnnsntldgqiiae- 
ia laeMoIneliuw loro la prima doitnai 
•tuie (1 die* di loro, qnaniln gioDEon « 
lai lamliia: (Of ioMMliwIOftv a niHlia. 
(*•! (MH. L-fr. AwM.. 1M3 f|nt. 

1^4. aL-»: ota qoMW vo» lanhi (Il 
•italalarl J««Do a nio' di faDl. - toìitri. ; 
■ ■Irot fadt pnnu In cvyao, al bena di. 
di. quia TttliuB adolatluola aUl In la- 
Mlci JWta. 

m. nvemi, i bali*. pamoM- 

106. ORDKHcni: la ripa Intanift ddla 




■uirciida bollila «nno iMMiwtat' qaaai di 
(rnuiai cfr. Par. XII. IN. fi iiiial i-ma 
A «nninODtaM dal promrblo ; U bum tfn 
/a iiroinma * ti emtUro mir/o. 

lOT. ALITO : taAlaKlobo dama a pnat<^ 
lauta eh* tIcoiUI rnEiiloo»li;>[>UaMaolM 
allr rV •> ntarl laMrali della bolRlB. 

IOA, in;rpa: naLinanta a radara a ad 
odorare. Per (Il oKki alla *lnu dalla lor- 
dura u assltincviraiio le punton aente 
drir aoiniaulae* eulasla d* qu«ra bol- 
ftla, olle aTera propTio l'aapvllo ed 11 rm- 
THlttire d'una &ijEna di [alrlaa. 

lOD cLtL'OLeoruellffaDredeiradalaMnt 
'te proftiiidlUl di Hiitaiiji j > Apfi',, lt,U. 

IIU, loto; Al.i i.'otcmo. • CuBvfan 
■altre Del pl<i alla d^l pimte, eiaicb» pn 
l><>cu ebe It taiiitlu •Uuila ti foeiM ncnitala 
dalla porjtenitieolarT» airebbe Ito a fadr* 
un '1 ]j>tiLlo, ma runa u l'altra Bpondadal 
tornita. r^lj£i>if)ro fuijie, rshi- ii»r beaaoaa h r 
Tareceril vlfl n'iTlu^iia aJtnniaiiataevai 
radalaiLoDoaeitiiatamnil*. capa loalaoM 
e aoMfou • < T^tn. 

US. ampOi loro alaatiito la *Ua, 
Ktt. OiOit XX, 7: «QuaM Blwq«UÌ- 
dIiuh la tot perdetiif . - fhrna. IV. 6: 
• AiBploiaitl inet aHrtar» • 

llt. rKiviTi! taati. Para* oliato lai' 
pa dal calai ili qoi'ato moado. <Fadt 
nitoUoTteiD polln* de iCercnfe bum odo* 
qfiaaa all«rlu« hiIhimMi, ijula ailiilai-ì ut 
propHum bom^oU. aOD altorina anbna- 
Ila 11 Ano. 

T . 1 1 &•! M . .^auto InMrMiftMlM te 
l.n*ttt. Uaat» «*d« liutb uno InUs ■•*■ 




«.«ouki] Ivr.xnii. Il$-131 [ai. tsTB]tMniBt.u] m 



Vidi un col «apo s] di monla lordo, 
Cbn noD i)iu-e» s'era laico o cherco. 

lU Quoi mi «grilli: • Ptrobò se' tu si tOKOnlo 

Di rìguiirdar pib mo che gli akrì iinttti? », 
Ed io a lui: « Porche, se be» ricordo, 

ui Gik t'ho vodato coi capelli aaciattl, 

E He' Ale«aio Xntenninei da Lucca: 
Però t'adocchio pìii ohe gli altri tatti. » 

IM FA egli allor, battendoiii la sacca: 

< Quaggiù m'hanno »oiniiior»o le losiugho 
Ood'io Don obbi mai la lìngua stucca. » 

13T Appresso ciò lo dnca ■ Fa' che pÌD(;he > 

Ui disse, «un poco il viso più avante, 
Si ebe 1» Eocei* ben con gli occhi attin^^ho 

IM Di quella sosia e scapigliata fante 

Che là 8Ì graffia eoo l'unghie uienloee, 



I 



te. ■ iiiaiilii «Mibn pHi ci* Ud ili al- 
m. • nnM M u unw aTlda «I rl> 
(■•rtar ■• p(A uh* nm f II iltn l > • F«r- 
•ò* Hi pvadl DitniKcith lu «'Alante 
[turmlulll «M Loetit. • Il diiiiiuil» •! 
IMvaD*» Il I»!», Aoiu»» «Il *4lniU di 
«■n* tkoncMau, • ea n hw» ah» ti «o» 
■taÉMhvtlapnopiMnnwlii MlaablM*. 
fwlBl fti coBUmpamiea di Uancr. tìll 
tattrmtmti. dneapa di luUnniniUi la 
4^tlmmtlUi. «■DO ^ pan* ìltMtu». 
Ihwlii w aacnr tIto atl daawalir» <lti 
UM. • Mm IbmìA rod* di •«. R« Ik*s 
iMaM* «aM nal rinraalo aanu 1 T«nt 
dM'AlMUMl>i JfÌaaMKlDl>. *a*H 
«e., V. M •■(. Lo dKoea mnow adn- 
bn«« M -T-"""" il' dwH t£«it.. 
AMf. la*. I<aii<., ibOH.. •>(■<■ > Isaml- 
U> liliaflltlln ctfcnUa M mVa IHIa* 
■aliai gaair— tf«n|M > i Bamigl. - 
• MararlfUoMBMila (a (randa loilii' 
gM«a>i £«■•. ' il^i BwiA mlniUialnio 
Msa «aakaaKlBTollstBdiatlu ville •; 
MlM Sm«. - • Kk ptaia CDtUMtnUlna 
il^inlahaliir Mlalatlaaa, qood 
1 Mtaba* Dkmn. q<un 
ai B»W*r»l> nin iJaliMinla; amaaa ita- 
grtat. aanM Untali aUtn tUUbUdo* 
at ■maaarlw ■unatai M oi da» 4I- 
•■a, MM* oalahii. hm« fiei*bat aéa- 



II*. Loaao : <ft. Jfatt*n4, Di/u» •!. O. 

éi D, U. p- ta*. Cm. Mm- t*. nu. 

Iti. rABU; •tpartn i laaM ara torta. 
U. - Aia. (bBiiiL. la alla. 



>ba non M patata dMIIlgDere aa IW* 
laontalB a di>, 

lU. nxcA: «wo. Iia«n>ila l'On: raea 
dal illalttbi tac«b«aa. la Italia A dall' OHI 
popotan apcba aon lucohaac, dtctadna 
mesa palata. nMca nwa, nw. I« vaca 
« ^1 iiiaiB por dtopnaw. fjntl tatù* << 
la liwca ptaìaMia aaHia fMac* alu d) 
chi vani itaonnlM di BOaa a panoaa 
4lu«(lcaM. 

m. VTTCUi (tanca. aoDoUMi Tom 
dall' 1UO |wpu[Ar* loMcano. 

V. miIS, Xa HHnlriM ndda.Vir- 
KlIlD moalim a Uiaie mi'iilir* di qaelle 
■clacurita oraatat* eba, aiitb» iu ul 
laogo. pur fuÉlaudnal par II doloro, con 
caaMi di lkt« aWI aiMaMei. K Taidt. la 
wawWea.raMiFiiiunca da Tafanalo aal' 
l'ai*a tu dtU' Ama». Vpa di v«ti«daaaa 
ab*, tadasasda la dlranl aiod^ lagaa- 
e*BD ttt'lBMnU. «ada Daata ladlfUSa 
tanto whirmik 

1^. nicua: piega, 'lilaxa, Kuanla 

DB )»' pia >B u. 

m. aTtIWìuk: alUngai lEinugaHicLI 
oaclil a ladar btae la Iiaub di qaalla 
■oaaa a acapl(Uata .Amlf. dv* bajtaaala. 
Sulla TM* M*** p*( dmaa di abbUua 
ooDdlniMia a di Tlla pnMiiia<&. JlaMi. 

Ut. « «R*rna; di Auua. aonlla di 
DUuaa Kirp.. An, IV. m •(.' • tJn- 
(Blbna ora Hnnt iwdaai «t partara pa- 
(Utaj^t madlsa taÉL • - hikvcmiRi* Una 



luielar] DOD pota rat moli u> Iw) ni .ooiuid s- 
ntt«penoDiic1pplu4 l<]^iriRur,qnin«0rTD<f 
q«*Bant fumiHuill «tuunduin «tittii^UiDj 
tDJItehJLm «; tUne. - > UninLjt Toibii Bai* 
loolftvpUniAi nllvmiiordLclitdkuutqT pro- 
pria B; QuintiHau*'. 

Ilt2. H'Aix;uw-i4 i Hi (ittnM nullo i^ov:*^ 
• Cbtf 0» ■' riOi;i>*olHH«, « «n aUam In 
plA ha I4 qnjh iLElriforlni m« nipgllii^ 1^ 
Hliu«IUTilup|>iit<>ucl)*>n>ùBcarlUi|uii]- 
tnohoODn(AiDont*DOD«ipD^««plli4ro<; 
L*wt. 

1M. DBCDOL II M>litsl« TIUODC, quando 
lo «btM m&bdito Lji Aimo Dna MihUvk 
«ft.7Vmw„ fiuti. A.lU.«p.a;.OThii. 
ain. MflnomttuTl ti tii^ quid Ufi iDcl ««quid 
n» unu d« tldicliia 1iIh(>B TWdS: 
■ ntriijfiiim nifTila tao- >Cft- B^noria 
uni Svryhini. ui- li'^.ìf. 034. Onllaaria- 
OIVDM al rìrorìff^no «ja44t1 Ti^nl all'A. 
m, te- 1-- ' UhifiiiM VOTO ftjfnTn |[EaUaA 
l^lAlinflilt> •iD^ontca^tcoc.Ciy. Jfiafhi, 

fVlW&I, 1«. 11 Bill-. S!tUI, dsBI.. 

11*112'- •l>*ii>*a1" D*dU, Don ki«iuki 
iMIo Tannita. tlUnE'n» al «curat* 
luojta di Ctotunu. IV AmMI.. M : • Knlln 

Mtigitur bvo «inkltli, aim alter Tctnin 




[cno. a. BOU). 3] Isp. xviii. 182.1S6 



TA or s'uoooscJit, eil or« b ìd piede «tuito. 

T&iiìe i>, Ift puUnnA cho rìapoae 

Al drudo suo, quando disse ' Ho io fcrazìa 
Gnmdj appo te? ':' Anzi meraviglioHA 1 ' 

E quinci sien le nostre viste siuiie. > 



andlre itoo T-alt, atl4r od Bnliaiulam 
Uniatnii \'ti. Kw paraaitOTOiD In «omo- 
dlU »B*«niiil)ii nòbiit ftkOKla TldcCor. dM 
uunt nllltst Kiui-Uial : tbgtia* wn t*- 
Tt griuiai l'Alili mihii SoU* *nil i«- 
BpcmdeTD f/Ht^h»; injjmfu luiiuli^ Seni- 
janr auGvt nMmntalor Id 'lUot Ih, <iD]aa 
od vciluuutcìii ilidlur. vtilt «aa luo- 
Ciinm. > K li '>nVi cHorrmi < Uto IluU 
Dalla IMa, 6'«ii. la tl<Hinliuitadlc|iioaM 
b«] poaon ; o tolto fOcllmanto, alooomo é 
cbUra. 11 uuiuIdoUto TtiaU par nn Toe»- 
Ueo. tonno obe 11 Tana aoldato porUaw 
rjuolla paiolo non al panbaallorptialrma. 
ma alla donna: a ob^alia Tlnpundooio a 
lulqKrllBlnHOffnhlLr pliuM^htnr^a. •l'arto 
òpitL Bi>lDKat>lla 11 pkeulu abbaglio di D,, 
•• HUpponlaKin cbVjcU aTnsHii In Dif^Dt* 
nuu la l'Uiunieai* di Tgicuiio, ma la 
Unl'tio di Ucarnno, - oiuiiK i mariti. 

ISfi. tri'o: Ut. ap\td, ■|i|iroaaa. 

UM. v''i><:i : <ll VÌI eli noobl n< 
kjmiu aati di quanti» aVbìciDi taduto 
quoato Hporobo tinatarO' Dante dedica 
povbiaaitiil vnrHi a quafllo ignaro di p«D- 
oatoTi, ]*eT la boljfa dal niiUudedol 
■liiKaInrI baila nn wlo «osto. 



ilD., 

BdlM I 




CANTO DECIMONONO 



CBBCHIO OTTAVO 
BOLGIA terza: HIÌSOSIAOI 

VDttMtU. ul oifQ la.flb, dram r«l non larghi, ImuIuo nporittn 1 pMI, 
U punt* da'qokll Bue *oe n t, « parM dal)* |UDb>| 



PAPA MICCOLI III 



Simon mago, o miseri Mguui, 
Cb« le coee di Dio, ohe di bontate 
DeoDO 68ser« spoae, voi rapaci 

Per oro 6 per argeoto lulultvnU; 
Or convioD ob« por voi suoai ìm tromlia, 
Potò che nella terza bolgia state. 

Gik eravamo alla aegaente touba 



V. t-M. £<■ »*lyto 4M ttmantaet. 
Uda laiu MfU iodo panlU I •iam- 
MhI s tnin«un4aU*«0MMcr*.S«ui 
•■(•141, OÉpoTidli. In tori, con la (HBba 
iMri • MS te plaaM «cetMi au, al u- 
ff^flm^i* di ao**! daaoall, oadoso 
(» oaD* mnn «dia pMn. OtpOTol- 
■n I DidUM aaMlllo 4a Dia, ■ «al glao- 
woo iHt walwlait BBpviolll : la**» di 
tmimt* al «lil**blMni la Bln Hto la 
^MiBi* isnuia, a ^ Ma» tOiliaWl a 
Mm« ■■ a«iAI da atti* M«a; I liK«alU 
4a la ta na namadt aal hs mbo.Ib- 
(■•o n toni Idol*. ■ qui TUDo j^a dora 
t l'Uida la(iiiiMB*alla»eb« rt«»iitri 
I* bw, • qM la itMipMM «*Ua tot 
fnirria pamoH, v.n i gU | iialMCBB««<la 
I fiadl la ìbdU AaBsa 4<Ua SfMM MIT. 
IM li, tt-ì, aqal ta IlaaiiBa, Il odb- 
inrt* 4*a'aaraaU.raaMl«rDniM>MW- 

■Mia I rifai. 

1. BOMS ; di ««tal, òb« vctora CMipa- 
tm WB dwi da S. Il>(n> lUal tfM' 
MA «(r. ,iM Vili. • .a. I »a. Padri 
It dMMrv «fD di naa hMb ctaUaa ( Ofaai, 
il..airaia. 11,11, VII. IT. Onf- tba*- 
Odi. I.v.»>).iaMaaU(«él«(al«r««a 
>*««,.4dt. ffa». 1,U, M. JHr*.. flaw. 



31). Il» lui «I ilrmumliia U Ikr menato 
dp11« ofuH lucni- 

1. iiiHino. Ai.^ Diuixo. La MHaacTa 
DomA j|U ulDil opctNilMtkl. davcact aa* 
HrecoiiKlaniB alla bonULdMaal bacali 
all'. I Ttm. Ili, U-11 m. I, S-S.-VMi 
Al.: > VOI : IBI ti «latrarla. Ctt. SlaM, 
rfnueftl. IBRx. Jr«>f».aritif.,n3>c. 
«. *iiui.T»un^ rate nttra IliaiHU- 
■■iiiMta.coaipfnDdDleMmaDiiaiiwrtM, 
•lDib4 la TMtia uDlnne a Inn i addita- 
tw. Maturili oblaoia la Bibbia l'Uola- 
tnai eft. Oirmia III, Vi Xlll. X!. 
Oak. XXIII, I Umoniaci DOS ■dorwo 
ali» Iddlu tha 11 ViUtla iTtro. 

S. TaoHBA dcJ baDdtlorc cba nmm- 
1 lilin I ntaBitU di>l ''cinilaiiBBU a |iui>- 
bile* puUiloDf. Al.: La ttnaW «flea. 
Ha Suta eblania 11 •»> Pa«aa Omhm*- 
dÌ0t non Spoppa. 

7. Tom*: AnalcbainlaadtnparlMi. 
t» qoMl* uria bollili, la qaanta t una 
Itna tomba, a oimitarfi dvva aaba ■•* 
falli 1 ■lui»nliu.'l luuu 4 fan* a(*i balata 
aapoiMra del UinnaiMI. tw* da tatan- 
ém trtnAa iwmu II povta r^a «la «olla 
tarw bolj(la: twII D'0ft4tf. S»idU, 
p. >Mnt. 



loaUupUniki «Uain KiMlila dleuolat |iia 
pela*: VuMlVana. 

IBI. n'KVOKiA: ti iHioa ■olla o»». 
4 Chtf «rm ■' Ko>*rlAH^ t om tU4«« tu 

•OUn t B TDDppkto aaJlBiDftoacarltfci)anl- 
lD(ib«oii«vIiua«fil(iiiuii nLpuòxqiliciAnftj 

tu. imuno: Il •vlitahil'rHinici, quando 
lo «btH iDuiildii lo duno un» Kblai*. 
Olr-nrrni,AV'.A.Ill,H.l:-UThalt 
DM* Untiib lUBTIum. 4)EIiJ Jijfitur U^fujil 
b» amo* *)v UdtcJna Utx:? • K ~l^^<]«: 
a Plflttaitim iDUril'j Irjo- r Ch. Bicvitrm 
R«l BifthiHi, to, ivn. p. 9I«. OnUsarla- 
OMata 4l tVsTiKDnn qriMtl *Kr«i all'A. 
ni. (Ci:- Uayiiiu votu aKern gnUu 
ThalBittlblt"iln£frD(«H, •Kf^.Crt, A^finf, 
Ttri¥tk 1, IM. Il Beta, brilli •ititi-. 
tt HC-> •> aTiUa cl>a Danio, uen arniilo 
Mtll T*C*n>1il. ttllngriM mi HtUMiM 
|aDio>llCtoiruDa.'Oi.liiiù>i..!t:>h'aI1» 
ut lillnr bm «DilMUa, Fnm ai(M rmi» 



3 



jAT aiifvl anwdiittd^ 
ad vitliLD tallii diultt 
gnan.i K 11 Jlifb nN 
Dolla Dl>. Oom. 1* I] 
bui iwwn • K tnlT» M 
chiaro, Il iiumiiittivo 
lini. Uaur gbs 11 ti 
qaolla parola bui 
ma alla donoa; d 

lui qu pilli liiwl^ililLf» I 

Opin KpioijiibUr II )<UI 
tv ■ujiptmloniD fb'ag 
non la canniadla *t| 
Uilooa di Clc«r«n*. < 

lEI. xri'o: lai-«M 

1.1B. ijlilRCli di 4I 

•iua lui di qoaBM 

l^v^biaAlml *«rHla9d 
calori. Por le bolfaj 
•iBfaUrl Uu* OD ■ 



à 




[ruc. a. WLO. 1} 



liiF. SII. 19-37 



(smoicuci] 181 



19 L'tm detli quali, aseor noa & molt'anni, 

Rapp'io per un ohe dvntro vi annegava: 
E qu&Ato sia «aggol che t>f;ui uomo SKaouit 

B Fuor della bocca a ciascun ao]j<ircliiava 

D'nn peocator li piedi e delle ^nibe 
Iii6no al grosso; e l'altro (ìnotro stava. 

St Le pi&nte enuio a tutti acc«ite intnkmbe ; 

Per cbe ci forte guuxnvati le giunte, 
Che «poniato avorian ritorte o strambe. 



tO- ra mt < dia* tAnMm tfco 'tAo 
IB MM b«e* U di 4Ì BitM» tMlUB) qtuuilo 
il 4à n Id»» banadMUt. la itaHU bnn 
il tI d aMarob» AMonla di Bitdtnvclu 

4ft'0»TBCdDll tf WtnOMD per BiCfttLCO QkO' 

riMMB. • (0* l'Aaiin* ■ 4i>rul> •; -In. 

H. r>n.. ;iH«. »•(. lU. nt- - /bt'nifff , 

Itt. D«nf.. L«n.,GIU.. FtCr, ZtaiW,. ful- 

M Baal., Bua, Alt. Vttr.. «a. nm rw^ 

«tua la rnpMita obUb di podlln». 

Ha ama.: < Qol CMUMI Udii: OWB ÌB 

pnMDeU Dina BapUtomm col- 

il qaMan iXMri. ut •■> da ima*, 

larlwÉer alila lacmli unan 

tonualDDu, il lu m laUUr Im. 

•t kHl*li m«Dbn» ■0*. qood 

■aBa aHa. oolla lafiala potstat IdiI* 

nlnkl. ClHMaiata arca pnarf*. iial II- 

lOB ia*ai« eoa pcltnoit, DhIiu «t In 

TXT» bora niifnm coDaunaB popalti 

« hnrltor. Dalla «alala aat palfota 

H^Mnan pomi part<iltUat).Mr<f Trai b 

ltel«. qal law tiu da Fituiikui rv- 

pailba* t<U an ru* hhvt. (htiU «( 

P<h1 MB <r« ptrMu* iK kh^f* dal 

y'««*' |wr «wu la darata tttttnv/- 

f^ì- Qfll •■**■■ .Tlaa poara, cjiiunart* oo^ 

[«! Ab, foU fMHb, etu i^an t pur»*' 

*'.— * •«o««- » «mUdiio t«ta(a a** 

"iP— f^—tBi ptvprlU panaMdt 

bilami.^ 4« aun«,,M. h iMUic 

"•*> ; M qw rsK quaii tmrlww a 

■««.abt»«,.t ,,g,^, ..a^^ 
■ Mawab al» S«dho ,^ ^„y, „„m. 
■oa MMvrwB. qM f^nàì^tiu. qDOd 

r* .T T '.?• * ^»«' «aM nalaiim. at 

StoSi'allirLi*""' "'■'"' 1"'"' 

ttlb«I.pl.h^S" -hf^"""'. 
^^ 1 "■'~™l«iitl™„iu.( 



DIO «I hoDHla dfl c4miLH «ciUoeC pn> Jlbfr- 
talluEin piiiH . qurril pi-u ijhuuiiliiiLl.nKTi- 
i1«relar \lDlMa*a nru aaoram at aie oom- 
niivlwa (fluita HBt.vlJvj^l 'j ilrnr - ' Al- 
san! tohIIdd dira uba lo rcmpaiat eomo 
ar«tliM,p«rdl(prtglD>i TtU. - < !Fob pò- 
Uabb' •aan» olia, aavado aUM lùia 
quella Tfttura lania taatliaiml» vaalMa 
I>(>i atttlbiilla ad litri (hn ii» fu ilal piati 
Taaaatol o oba DaaW, par plelA di qnal- 
VlmoDaDMbaBrtTMUlakMaal monilu: 
AqVl jas nsB altrig a quuM ila (Dcgrllo 
cha (tUlDiruiD] osanna. Ciò patmlp^bn^ 
taialn; pvlebt. ««audu riva il TmiicìdIIo, 
■irtbbr pollilo DaDlo rBra[ì<i tn leatl- 
muuiUBta d*l (bua. •• Il •u-fj>'t)'i (nfit 
raduti! tn luti a alò «arabbn buiaCu a 
lELUBilfli'ado. * Rbtt. 

1!. iKKOAi ImbcHMatan di Ofaì fan. 
- aòi'iPtc^iMiVAL ■optrvhiavaau 1 i^adl. 

«■!«. LI riiDl, a UU.L* oufu aca-i 

• il «bo al Tadneo N piali a I« fanba 
laflaa al poipKCla t: tMi. Al.:i>u (odi) 
rtUU lai. eTldeDl«ineDl«fliIa*:<iy. Uoc- 
H, Olii.. Sii. 

34. k'uno : il rimuioiita dal tvrp». - 
Uwnwii da) fora. 

IS. iiisaHUi -. anlH la pianta da' pMl- 

"f. ria CUI: • panlA, 1^ la (randa 
ano» la (Isnlur* al canloròarane lal- 
nanta. cho aTrebbOQ rslto qonlnniae 
pln Anta lacania. 

17. Kinwn: TamAn* »rdl. cbe attor, 
all'iuta tarmo pM UgmuA iì haUlla o 
aea* rimili. • aisiuiui • mal obiasano 
In V'al4*KiDa i\aMn irila dt albata tl- 
lAflada li^an fucino ul ■Ilnt.dattopt*^ 
c<iA altioia ritortola •; Uiatr. Ma igiiàlB A 
■llnrala dHUgranu tra rilorM attramCa f 
Al, B[ilDj;anù ttrambt per rant flktlv con 
Ptho lnlri>r>:l:i<i> mii nein tluxla. ti «MA; 

• i7iC&^aauu<|uuU<h^aiii poti da* rami il' ar- 
bori al torli, roii rlk'L vil1auLU*t;BDolan^ 
•utladi^laalliia! tuaiiàòi ttiu iiaalla rn- 
no. fili* J' ubo aapolia uBttuaa, con lo 




182 [cnc. s, BOLO, s] Iinr. xix. S8-41 



[miccolA mi] 



II 



31 



»I 



«0 



Qaal saole il f^ftmmofte^Ur delle oos6 unte 
llnoverai jmr su [ler 1' (iHtmrnn buccin. 
Tal flr& li da' onlntkgnì aDo punto, 

< Chi i ooliii, mftystro, eh© si omccia, 
GuìxKnntlo piii cho gli altri Buoi consorti,» 
T>'im'ìo,* 6 cui più roseti fiamma Buccia?» 

Eli egli a m« : < Se tu voci ch'io U porti 
Laggiù per quella ripa die più gia<!e. 
Da lui saprai di sé e do'snoi torti. » 

Ed io: «Tanto m'è bel, qnwito a te piano: 
Tu se' siguore, e aaì eli' io non mi parto 
Dal tuo volere, e sai quel cho si tace, v 

Allor venimmo in eu l'ai-gine quarto: 
Volgemmo e discendemmo a mano stanca 



qoAll Ti^Qf^n 1a^1« Ia mola Ai vvnin la 
Bki boria. • 

W. <iliA\. <w<r.i II VtoinTl fllU inivtl 
dna pMd lutliih 'Bhkp IktIi iiimiiiu <)ii 
nrtlM tilt» IdII rnnilirc Inidtn «iiri 
bHtnqna IntioxU riiollU IjhmTmTa Aitm' 
ma C4A^ «t pTrcara ipniLMir* pAtcl >i 
nr:),, Am. II, e^'J-t. - • Hm (iBiD •libili. 
Itnnt limMiul i«'i* ilomuram RC ulerl 
niinDii>il*ea<t"v< tinnii InlMmianii (.ti* 
rrit; ttrr. tutt. 11, lOl-J. Pur non ii«c>d- 
iId qnalnb^ «nmlEllaDik tri VItj;., l'itor. 
D., * nbUni imrA lOid 11 niittK» iHWf« 
iTRHe l'inunajflne *aii <lptlp ftiat un/4 
dsllft itlr#lt4 mmervAftlitn" aitili ruklIÀ- 

90, Pumi tolAbivnt*- - nin30[4 : *Dp«ri 
Ami nft- rwff- XXll. M. 

BO- TA1,: MIA DiovDVUl n It fllrulJjdJE- 
fjAT« «a pfr tTiltH Ih pL^ntA fl^^' pIM;, 
da' gnloMBi iluii hII» iiiihIk -ìrUt -liu. 

V. Sl-m, I^ipa VtffnUt III. IlaDIo 
md* ttnii cbfi lEnliim l'oI mIf(!I i»Iù d«ie1[ 
litri. AluUUi da Vlrcllla. gli >1 ■(■roaU a 
fll AirnvitrU ! « (."bl ulV B 11 mi-nmltlld 
ciHtfl flic I>anl« •<■ Honlfatto Vili. Il 
(Itm^H» t^à mvrUi. tnitifm atl oiTti|t]irn II 
«uo tulHmida poifu, DI*fii)C4uuuiH> iIh 
DAiitft, ih)cc1ni>fi« l'h'nfll A NlFralA J11 
fon t.Jmlui elio fu lim^YA 'Tu! 3A TI4T. 13TT kl 

n miif, ]'jA(i>.fti-rhrtr''flAn[nHi]epi>lp«, Hill- 
•hiara* UuiUtii<une11i1ani<il«tUb»l|iU. 

Il, ouixfjsiw : FunlnnK-Ddo I iitntl, - 
COVBOKTT ■- pn11m enlplt ti<il HirppUtJd. 

:4. fiL'OCUT 4 ptnciilifr la dL^mmii di 
ma* mU. qaaln ant qii(wt*. pKtr ijujihI 
bm airder* la malaria to^maiiH. ma «nif ■ 
■ara U nnlnra lauri doli* riotta maM- 
da*i Barg. 



M rOKTii "iiiiU Ipac oiim mrpnrpiinn 
potam Ira |>aF ripaiii ard^aiu >; i'ma. 
La rlfim nra pnT I>Hljto tTiippo mC4Htrv^^. I 
vanti naatmiiiloiiu par Htfvviitnia Db^al- 
IcGDTla qnsliloil. Il Hnipn<ianin>. rama 
fa II PiwU. al (là mpo Aalla (Tlilaaa I tIiI 
anol a da' aoipl f»arl ò aaaaJ pfiiiHtloai? l ma 
IlaniaApnFtalndaVlr{lllii,rl"A dalli ao- 
pKnia aotuill* laMta». 

M. Bii-Ai lnftirlnri>, nhf più u(o«i. «1(1* 
li|>|{| loelluaia, eaaendo pili baiaa della 
anparlorp, poieb* Hainbólm tutta ron- 
da. In/. XXIV. 3T aite. 

30. lu i.lri : iitll alM» U dir» chi ^ 
ala a f|nal ala la ana Palpa. 

ST. K'a Dm.! ni « itntai ef. iV^. 
XXTI. IW. 

ìn.naaoun: eh. ttif.li. 1M.*Tb Ba- 
iar: Ubi «■• aat minnin pamrai, Fliy., 
Jleig;. V. *.- raltTO; allauIaDO. 

1». quti. ew,i dO rha lo pnuoaiWB 
dleo) clr. M. X. IS: XTI. I» ■«(. 

40. VKKiiunii DwM portalo da Tlrfl. 
Ilo. I.a dimanda, «oa* Da'onbra poUaaa 
poTlanaa TOrparatla. tlDoUln. (illapi* 
riti tumtt dittati, aarondo la (radanfa pa- 
pul ara , d I Torta flalPbr.alivhA piaaa o o po^ 
imn* la (anBa nnn tiiauodat illarnlo, fba 
a lai para liieorp'>ra'>. 0?rt« In D- al 
Pota, (dm la duatJlà * raalalattiEa dalla 
hnibro. <|T]4]obo iDooeroDaa, ma di (pacato 
lo ra<Eloal dpll'arla ri daDDO anAotaata 
apii^iaa^ona. - qi'abto ; oom^ qovIlD rba 
arpara la leraa dalla ijiiMrta Wlgili 11 
primo aTflua ò la ri.m~a. dal (Mtl Ima ti 
iDDOTono (Il amili: Ityf. XVIll, Id. 

41. TDUiaKUO: dal ponta ratao lab«t- 
j^ - aTANCa : iliklatTa. 



-•* ' 



[OKBC. S. KUK S] 



Ist. III. 42-54 



(HIOCOM III] I8S 



4S 



w 



M 



LngSIlìb nel fondo foraccbìato ed arto. 

Lo biioD ronefitro ancor della sua anca 
KoD mi dìposp, bì mi giunse al rotto 
Di qaei che sì piangeva con la zancn. 

< qoal ohe se', che il di mi tìon di sotto, 
Anima trìata, come piil commessa, > 
Comincia' Ìo n dir, < ho puoi, fa' motto. > 

Io iiUvK comò il frate che confessa 
Lo porfido aseaesin, che, poi eli' è fìtto, 
Richiama Ini, per che la morie cesiia; 

Ed ei gridò: « 8e' tu kì^ coaU ritto, 
Se' tu già eo<^l ritto, Boniftizio? 
Di parecchi anni mi menU le scritto. 



n roiufCHUTO: (onislarlpniilcasill 
tot oo« (atrvTl un dinniiU riinrnlln g 
•ft. T. I) tJ[. - ÀKtV: «tnlld. Snit- 

• jitnb fut^nilRÌbiiA irvirn i; «.miri. U 
CrNmiBMJra, Al,' Arto. prccM taiu la 
Mpv «Da MII.IW (ti. Al. ArU. |HI«bt 
AfVMUan. mtBtrv Unto vi |>«rdM II 
buda, qvaslo l' on di «ino il>. Umlh*' 
ttow 41 «m poMi dira otui carMna ili 
■iuiIuiImii» pnoht cbliml ((nCla qnMU 
btlfta. FoTM II auntnwin. In eaitodani 
Uta tU ttriUa iUan. VIL l»l 

M. al; Al.: niJi, uMiiiilniil ervitalff n»- 
(«■■rio oo linM. U> A *bb« Tkinr* 
■TTcnatlio. ^Of) TiliTi «li« Ini * rln»' 
mo • im*! • Ui (nun A ptll ■1^* hhII. 
riborai* qal tJI allniT* lo. h.. d«I t. 
ne <l qMUo ».). Ctt. VOrUv,. Il fU 
Jtnt* Mila UInbIIwm ScharUlo-Nrirrt. 
f. IM •!£, - HI aleni : ni forU tluliin. 
- AI. Xfrro I al Amo <H qaexll tibB pili da- 
rli al IH d 41lMlta*a. 

H. runrinA' pWiiftn « qui adupe' 
ole BtI «akao prafrta dal \t*.fiaittnv 

• haume. pcnaotan. Al.i Dan hsoI JI 
Vtan. Irtaa. m pl ai jaail. -une* i cui- 
ka, n alate, im 11 piai. Al.' ncli. • e. 
waa Tira cCcaea, ou^Ula ht ^ in j. «d- 
«i BcOa ttm»i Aitiart a t<aiMA* Inv"'. 
p« «ra a pBba targbd. Ilaaaa alanM 
a taiq«a la (laika. hd, «mbb oicaDl 
«WD». U fétàf > i OnwiU. Ofr. /V. 
XXJtlT. W, 

(9. mMWaau ' plaaMa «an* nn palo 1 
Mm tal andò il* wab^M» la «fai parM 
Mdfe». 

U.aarvoi: • ban ia4 laola dWI, qnla 
naa rU^lutu luna rtrlilalla, qood Illa 



IMHCI balia lui Ili. ijui liaiwlut uà »|il«- 
tiim t^pta; lilcn aootar «labal mnitnra 
■IUuliij>>, ffinr. Mi • Il T. ;i«T 

ti. rtAT% : loSlBInlD inn[ilFÌ)>at« di m- 
miM praarrlvr.Tit : < A-pna>JEiiti«lra1ialDT 
ad oandam muli na atltil aK|D« ad looam 
luoltln. Ci llildiuD jiUoULnr «aiillo dtOT- 
•otn. l'a qaod monatiir. • La propaggl- 
na/ttnv ora (vuia coiuunA nat madlu ara 
« Allqnaiì'lo j'ontJniiit..,, quod naiupea' 
•Impa aJRAriuB datiialilua,..,ibl planlatlo- 
nf^rn cioT^rlfv iHXtqnam «4t pnaltna In 
ff^na II uui capila dpar<um,rHtwiatODafAa- 
•onin iDDiB ut ooDlltauut ilbl alliguud 
pavratnm, al dlcat albi allqiild de doto, 
Tonr eoa lamot nacaaanrlo Inoli ul aaniD 
anam ad Larram al atlanta auaoultal II- 
tuiD • ; Bmr. - * Aiaatatna ^ («lui Fha 
omda alimi par danari, al A cuniiina- 
mau t<i ronilamialo tu oj^il ìtog» del tnno- 
daalal panai PloAIraplanUM In lam. 
K Tantnonta U alioaiilaal lonn almlll alll 
Maaaaliil ; luiparA aba. ooma II alBDOnlacl 
Tanftnrin In jji-arU, orni 11 MhjiHHiiil vcn- 

dotiù Ihj VLiii'ui.i lU'ir aiii.it ujii'iihic pcT 

danari, qiinnda i>rJ?ldario II non>li>l ii"t 
danari • ; Buri. 

SI. tnwA I tlpn InntanadaaA. itUrd*. 
• L'aaMualnu latvirlla, a ritardar? d'at^ 
cuiipocolainntl.>,ohr»i>ikArar»jil naif blu- 
data 11 toro par- maiBa di terra, richliuna- 
va 1} tnm. rtnjpiniln afitn pacoato Aa eoo* 
{•HarfU •-. h. Tcnu. Slm. 31(. 

M, tctiTKìi libra dal fnlBiv. nal qoala 
I dannali lt<(DB&raTTaDl»:r1t. /f/. X. 
lOO tu: * nai qail« Nl»olA III aTara 
Idllorlia BoBinuluTIlt dotava TdOtrva 
aaTTanarlanan prima d«l 11 oMabt* I3CI1. 




184 [CMC. & KiM. ij 




Se' tu »i toBto di qnell'ftvor sazio 
P«r Io qual iiou temesti tOrre a ing&Dno 
La bella donila, « ]>oi Ai farne strazio ? » 

M Tal mi fuu'io, qiiai aou color clie at«nnD, 

P«r non inteadar ciò di' è lor riupoato. 
Quasi sconuiti, s riHpomlvr uod sauno. 

11 Allor Virgilio disse: « Digli tosto: 

' NoD soQ colui, non son colui cho erodi ! ' » 
Ed io riitposi come a me fu imposto. 

M Pur elio lo «ptrlo tutti storse i piedi; 

Poi, soHpiratido o con voce ili piauto. 
Mi disHo : * I>nnquo cho a nio riuKìndi ? 

«T 8e di saper ch'io sìa ti cai cotanto, 

Che tii ablji però la ripa corsa, 
Sappi ob'io t'ui vestito del gran mauto; 

'a E veriuudute fui Ggliaol dell' oraa, 



ss. A*Eat H«rlia»n nuiI uvjobtata i 
oK. fl. rui. nit, 8, fl*. 

M, riQAitiio: (I laronnM «b« Iknlh* 
tla VUI iD'Inonun (un lii||*aiio C«la«ll' 
no V a tluujiilAn a1 lapki» (^rr. Mvrat , 
Ann. ri' fi BH'a, VXW ■' «ni loiuiuu ■! 
fitooM^'tnkaAlu^f^frrt papa [itr^G^VtU. 

Vili, m, 

BT. 1H1»!H^ Chlhi»; Cfr. Ef'l- T, ti. 
Sr\ìt fniiiDiii Uotln Unum tatiMam Uiel' 
&iUi Vili oi(( 1» i«n>li>: • una aat co- 
iDUib» Dino, parlata mea •, (1*nt. VI. S, 
rif<iru<)(i1aa]laCltii<Ka..>Tiu<ioi utiuo- 
aci^j^Ddo, > V olio nj «tuE^^rQ ttrwio paoU 
iwaM Ciro ilalla nuii dnuiu, ch'«fli fa* 
cpoaaCa. oba sottoaieltorLa ptr mvìavla a 
(U pin nr il«>, r>tt. DI Bmilhda vini 
B4r7t,aijÌitu.rif<WJoa(r,biJfura(..SIripC. 
111. I, <T0: ilgr'KpItauIvm ^inadam tL* 
■nam pntuuUaiu ri |i*|iiilniii DiBi;ull)«n- 
llam itllaUra, lanini ptnMlnorwinr <.'ri>1v' 
MifiitH TnUarii1J4 'i|H^rit1tifi v^i In vJlA nim 
«I ptiBt iEf4irT-.M;t. I^Bp s'tro Ifonlfhclut fé 
alt nilritlilliH ihuITa In tIIh hùji, fv.\ i^hiv 
■IrabtllalD aTiaiulrabklttor<1»r»eTUDi. - 
Il Toinmro ■!■ Lunoa Hill, tei. XXIII, 
0. U i • F*i(u* aat flatnMO* «t »tTU|u». 
■o ooiDlaa eentaDtlTua 'i tlV. ITurM.. 
av{ia. Xt. IW». 

M. TaL : nniMl 11 («uhiAI. non arcdiilv 
OMDp««w) fXò otip flt A tìAUt rlipoabi a 
oitdoDiliMi •cornala, non •• cbe debb* 
nslloaii'. 

M.noNKn; (*an'ln XliralA rlpctot" 



la domanda : tV tn, MD. *■ (B m^. Tl*> 
(Ilio dl»a a Dani* ella [Ipsla Ini piM Is 
Hipotta. 

M. TITTTlr allalloi Xì.: TUTTO. (Xt. 
lIofTt, Crii. 3ìS V l'if- XXXI. IS.- 
arOKtli «In ijiiH*to aillo fvlto pur papa 
yioFola ai moMni, cbo al ponlliae d*llD 
paisla doti* di papa Bonll^lo; a darò 
ad lolandwa. cbe l'oomo nuu do* aHure 
preMUtoiMO adira malo d'sltrol •; Oli. 
- • In altuam IrA ncdnlurli, Duluil «ilm 
qao4 III* non «Mt Ilciiirai>lu>. -lula In 
adniilo Dina iiral cuujiLirlriiJuh aTf v^*\ 
Antf. COil pni* B«t\ Itarj., Tal., TM., 
OtIU, aw. • P»r rerRnjjija d' aror p^f 
1*M ad allrlctisa oum plica uno ■! rum., 
1\>L. «M. fora*) ha ra^oon |] Roii.: • Il 
IMpaOcalnl all' aMr d* Dani» di' ■! aan 
en quel Bamtulo da lui >l aTldainasi* 
altff4o, nnriaiporatitaiUaMtnbrr al venir 
di la[ la jiro^Trìo p«nii (polthA a oelor 
ella tan «1)1 Ut xl «piijtiin la flaiuTnadotl* 
pljuila [r|l. tiivt) dlaliiiMi I pi"ll Di'l iniD 

dlfp«tUK ' 

(T. TI caL: •■ ti pMino laolo di M- 

pcrv chi lo flJB. ella tu abbi per quatto 
HTiirwa la ripauiir Uà rarflaa a qiQ*" 

ito tt*MÙ. 

GV, tujnui pBpaliii «b. InA II. 37. 

70. uill'Ouà ; da(il Oninl. din funaio 
detti 4 da Alila □niR>.>-<All«cvH™i'i^Jil* 
vonlnalifTiKlRaraiihafaaraataaÌBio. («m» 
l*c>rMi, cÌKf i (uj^oido ulBal* « aiU BOB 
■1 Ulta • i HuU. 



.^^^.^^^.Sà. 



[ffUC. 8. BOLI), a) 



Is»,iii.71-&t 



[CLEUimit V] 



Cupido si, per avanzar gli oraatti^ 
Cho Ha l' averv, a qui tao misi in borsa. 

n Di sotto al capo mio non gli altri tratti, 

che pr»c«dettor me «imonogt^ando, 
Per le feasare delia pietra piatti. 

I* I^KKÌ^ cascherò io altresì, iiuniido 

VoTTk coitù eh' io oredea ohe tu fossi, 
Allor ch'io foci il «abito dimando. 

f* Ma pia h il t«mpo già che i pie mi coaaì, 

K ch'io soD alato cosi sottosopra, 
Cb'ei non etar& piantato ooi pìÀ rossi; 

M Che, dopo lui, vcrrìi di ]iìù Iniil'oprn 

Di v*r pononto un paiitor souxa logge, 
Tal, ohe conrien che lai e me ricopra. 



TI. jtVAXUBt ftc csaO. kMraotndo. 
Ma»rtap*Mnn - OKurn i gU Ocatol. 

n. É(i ) Dal B*ade Inilwittd tmui, qui 
■iII'Inf»nK>1aiDlii pftwaa-DI iriMoWtU 
«. rUI. V 1 1. M : 4 UMln Ita clOYioi* chc 
litm • poi tnUul», ta ooMUailma o di 
linrai vita. • Ocari sb' ■» Il «no oorpn 
•tt^lB*, m» poi <h* fa eliUnuto p*ii« 
BtlcMl* t^no. fu QiftifDuilQio. « por lo 
nldn da' anni emoni linjiroiM mults «>■ 
M p* Ear(U gruuU. a Fn do' primi a II 
pflBM p^p• «olla oot ooTta a'iMWMpa- 
^■B duioàl» |H' R'I '■mI piU«oU; pn la 
qoal eoa* (Il ■wx'va^t molto di poaaMilo- 
■laMeaaMlaodiuancU «opra MMI 
Kwaaal. la pam tcapo th'asli TlTtH». > 

n. MaOntiigU p«c la (hib» ^tlla 
|M(B.- Avrai: papi. • Xt nmnrnaoi na- 
aUaat, qate aallsa foftsl anln hi» Ita 
paMca lalliaiMai Jt itaonU «:»««- - 
numi raenltl, «fr. /V. III. IM. A).. 
Timi (tk. Man ftnano NrWC ■» '}>'«'( 
(la dil lotn «aoMMorf. 

li, rijiTTT: appiallail. na«oiII. 

IT. colli; UnnlniilD VIU. 

n auano: Unpnvilu. - (>iuahiiO! 
• ■>' 111 iitt chO llUnI H.r. • T. K;. 

V. TV-UT. «apo dramma C. Mit» 
lAIII.ehaMoMMlpMIilàiitcvoMiui- 
aL pnMwt «b» BMllMt» VII I fa. 13 <4- 
tobia l3n)>*artaB«Badl nttranala 
I»iii»ri1 I «mI, pvnM mrt pilma Cl«- 
■Mila V (b. M «prih m« ■ brla cMcar 
^. HI«aot« d«Ktm <|alodl 11 eatatutv 
Mfeaa A UiBMU V, Il qaab ihi Buna 
railM «B)Uadl DHaata, «ilnioiilwo. thd 
a(Bl baiwHilo p*r duari •' *•(■ ia toa 
aarta. e In InHuriii^, (hi paluc at di- 



Eoa, cha lanaa per wnlM U i>(nil<wu ilt 
VolacDTC*, balllMlta* donna, llnlluDlailol 
eBBUétFtua',a.FilLlX,M. 

n. VI eota: oad ftoptgiiiBMo. 

ti. CM nti Al.: a COI ni. 

83. •'IIULl:quii|C(lll a aUr plnnUlD cnl 
plt roHlo niTriuiri.r iiti linniraitn Vili. 
Il «UHaKira lm»<iilUI">ll ilmitf. Vili. 
Ilvaf^ftC«XI,papa|4Tfliao«f,«r<i bouio 
uumov o> oooalo «(((ULo, «di «uilaarH- 
llRloin rtia, « ttrt, loilla di Ut* osnl 
bsii*'^ O. Fili. TIII.M, onda noiuiilA 
In lofervo. Sa abbiamo qui tin talicì- 
nian psit «nuvm, qoMU vani doTcng 
«■aera itali aortlll dopo n M iipcUa 1BI4. 

M-roRiimi Untrasdodfl Gotta, ar- 
ttnttan di Bonlaaaa. eha ru pel Uà- 
mento T, era OaaMona. olaOnuMiiita 
t al fHiOMilo di RniBa. - bkvu LtoOS ■ 
(ha nou bada a Tersa* lager, ut diibnt 
at, amani. UlaiDaiilo T eompi * lat tai»- 
moala nima inanl«h«fr.S.mi.,yni,eii 
irufMi la aolo |>«|Mila la A<HgaoDai Ri 
rOa acibltia dallo oalpaToll t<i|[Ilo <tt Tl- 
Uppnll B*na.«(r. Kaynal., AniuJ, wla- 
ISOT. OuU .ràl. CCftn. In ifurat . fcripr. 
III. nidi (upprpue lii(iii*il«lnian(nlo 
Tonllna dal Taaplarì. IncanuA ^rlld». 
mente AtrliEo VII. <», I\,r. XVII. n. 
Ita«nal- ad a. lìii:. « ae fKa laul* da 
UffnlariJ anrbo Crvppo r fittalo qui fat- 
|A|1I dal INwla. Cfr. Ruficl. Ìt7 in- 

W. LUtt BnnlCtila Vili. - Hicorai 
qnl, oonnpandn Y trntxxicaUira UJ qaailv 
U>t*i au bui luoiiiJù, poiDnt Oliando tali 
• tanla lnr«inli>, At, list dluisatlian.aal- 
oifno parar pillole, f^aolle fvamqaea da 
Imo dA IiirnirAftì» Vili. 




' Non aoii coioì, non son colui cbQ crmii i ' : 
Ktl IO rÌMj>iMÌ come a me fa imposto. 

iPor che lo «pìrto lutti atoni« t piedi; 
Poi, sospirando o con vooe ài pianto, 
Hi dÌ88o: * Dnnqno che a uo rìohi«dÌ ? 

Sa di saper ch'io sia li cai eotanlo, 
Cito tu ttblii {làtA la ripa corsa, 
Sajipi oli' il) fui voBtito del ttran manto; 

E vonunento fui fiji^iaol doU'oraa, 



H. Àrta: HcfbMM mal MqnUIatSi 
». O. FUI. Vili, t, U. 

M. inaino-. •! nwuta ob» Beniik- 
TIU ladaoMM ora Iviuiaa Cdwll- 
V B itiiDulaca 11 (lapMdCctt. Mitrat,, 
in.d'/t. «U'k. IIMJ > MO iBKun» al 
qainAI iliKIfra lap* (rit. 0. Vtlt 
Ul. ai. 

il. IK»)»; Olliaa^ cfc. tfl*. T, 3T. 
tOtbia»* bollk l^ivmMiKMnBNU' 
lo TIII iMa to [uraln: tDirjk Mi CO' 
ib* mM. pcrtnu UH* •. Chat. TI. ». 
i<l>il*(II»Ckt*M.->muilOi alnio- 
ido. • K (dio nuf^n Malia pnol* 
Ih* iMU Ma dma». «h* (<H ba 
,. cbA ■stl«a>MMil4 far ««a(4a ■ 
pM aa At'i OH. IH nmthOe Vili 
OaUn. riMAmtr. In ifuror,, Atv(. 
. 1, no : • InoBptt witina itaidam via 
|h4«iUui M lApolou liUk|[iiiBr«n- 
aOMara-Cita* pnp<]««iH«r Cwle- 
lOi ■ »! ■<■ *» ■tpfnliin aat In tlla ma 
■M BHCtaB. Ipaa roto BonUkdii* ft- 
■triMIM Balia la Tltavu.atd eia) 
Ila la Bb* ninbilllN diOMnint. • 
■MOB» da [Moea aiM. #Mt XXm . 



la donanda i Si' ni. an. t. 9Ì 
IllUa diM a DaBU eh* rt|Mta 1 
ritpoila, 1 

N, Tl;m : atTallai 4I.< K 
JfOHY, Orif., 3» •«, tv. X! 
«TUiuta i • In qiiHW «Ite (kt<i 
Nlonila *l oulitni. (ba ■! psM 
parola detta di papa BnlU 
ad tataedw. i&a l'i i ea » aon i 
proBUiDiMa a dlM mta d'iU 
-•la «u'iuin Imi M dutafl». D 
qd(i4 Iti» uou «aaM BcttUMIt 
klrtata (4M «tal t M p trt M di 
»M. Ceri p«>« BkK. Strg^ 1 
<MH, MB. • P*r !«(•««• d' 
)aM ad •Uri ebs a iVBpll» ■■ 
Ptl, «a. Tuia* ba nfilcas II 
p^ia Onlnl all' Dilir da DanM 
IH qod Boolluto >!■ Ini al ■ 
atlMA. mila «panDU ili Heini 
lU lai la propria pana (pijji't 
oba Tia Mtte al «paCi" '* "» 

piwM tT]), t«lU dlHlUTH 1 pio 

dltpotUi, ■ 

ti. Tt C«I.: wU pNne la 
pw« cài I* «a, ab* M aUl | 




[me I- vDiiO. i| 



iHr. IIX. lOO-l IO [IXVBTT. DI DlMTt] 187 



Ilo 



i«a 



IM 



IM 



E se non foose che ancor Io mi vieta 
La rivontnza (ìoHo tfommc chiavi 
Cho tu t«nostÌ nella vita lieta, 

l' tuorei parole ancor piit gravi; 
Cbè la vostra avarizia il mondo attrista, 
Caloando i bnoni e so)Ìuv.-inil() i [imvì. 

Di voi, pnstor, n'acconto il YnDgcIista, 
Quando ooloi, olio siedo «opra l'acque, 
PnttnneggUr co' r^' a Ini fa vieta; 

Quella che con lo sette teete nacque, 
E dalle dieci corna ebbe arf[omonto. 



IM. à»out% èmA» wimn ch« Il tcoro 
qaltM-4tDaMI. 

in. UCT* ; Ul* «nabrm d ilaositll. 
ti^. TI. H 1 X, ». ati XV, 1«. W. .C* 
matb* OB pv'dl mirtino, qnM to««*- 
M !• stai» 4*ll> au rtla ^ftUHcal* • i 
JMM. 

IM. GasBB: •!■■■■ nmiTMiM Mi 
M*al MicotMI. 

104. TOara*: A nJpaalnrl.-iLMOIi- 
HO: nmntoM I» ««Ila pnili ibo li lupa 
/l'pU Miwr fraw,-/i«r. 1.51. - »ttW- 
»r>: • >eb*itlnfalUMiiiiiDi>n1*iiH'ld* 
• tiMlenU I* cMt. I« MMtnulc. la tlutth 
Ivi p*nca*, fBDl«f}iiiutboln uonm viia> 
a*ai««M A'artrtt appo aIopmo ' > Oifw, 
IV. 1». 

WS. CALCISBO ! • »«o la i*1[Ito». [Bir- 
(M II paMorl aitinciiiliuil il«IU<iKiiiaCbli-tii 
IkBBOtrfMoU nuiu-lu. p*t cli'i-llinn nl- 
■•■bI borni dob itCMitlaiidal^ a' bnnDOrf, 
(iMcli* nm baana cUb da» r at limlunn 
Il r*l pvriiBnKrI.iivvttAii'InlI t'Iirnodd^ 
r trM ilviuu ra*l*ria h' c}ipf^:il cI'nmta 
tfiaU. * Don «ran ■« dod il'»vei'D J*. 
aan. t^nanto p«r cintili il'ntlfqiAfn opnl 
■facto •; BiaL • BOU.*VA*DO; AI.: ui 
UtijiiKO. In. «fha da £ 1-., 111. 

ina. l'Aixnwa; • «I MuriH s ciuitliA 
pralOi» I r n Tbn», - %'«mi»mrT*i S, liln- 
r^Mi MirjIyawJim XVII, Dqmaopl- 
Ut**»*l*WH l(4lapfrlMHx)*n>4nMtl 
noi 41 Dania. Il V<Bf*lÌ>M p«ls di 
Rmw PVM«i ItuiM. MS omM iJM. 
WwiJ» ili Som rrtiUana, ra|Hji>. 

m.ixn.iU:llniDa,il]w(. XVIt, 18i)itt 
nHt* U S. BaJa. - icwl'xi popoli, c*nU 
bIIb«do, Art XVII. 11 

IM. rnrjunnnua: * ■ukv a lnl(« I* 
«•ImU «•! ra. lUU» VIUuil (llb. I. 
«■«. au 4lM d«d «ala d'AraOlno, oba 
««■^«p»! paT«< poirawfpfMaÉ; IMUL 



IDD. IMl'R: mimll, ^por. XVtl. S. - 
saiXtiia^ Il VruiKchalaU vldn aln da prln- 
slplna civallo ridilla brulla dallo folta M- 
alaeiliKleiirDai >Mif..S. Socorulo alonal 
Intf rprotl. la b<<flTla « la l!onua aono la 
m^tmit-n la HlHHa t'cjriji- < Onflp il INi^ 
Ta. ■M>nfiiiiiTvhriilù Ibpjefnt la donna a la 
bnolla, pvnraA h-1 ^oro cotDpIfaaa ma 
ttaitk (Iella Cbluaa al ra pK)ailtnlta>i 
Kvt. 

I m. a auLR : Il AiRI TTiol cbnal lanai 
IB lu LI man covna. Ibudaadod ral 
iJpMoLXVII. T:*Udmn Ubi 

aramnitam mullwli. M liHtlia qaw 
pnrlat Mini, (imr kibd cafilla wptm M 
ooritiia ^f^pw,* Ma la )«. A dtl IdUo 
|jnrailLa»U>riia---<'<)KAAidlHd r«^ Jj»*. 

XVII, 17. CMllDtnpt»'*l''<l»'«>''**'>* 
nii^fua. Dania fltmlm pntt tttrn Irilaifo 
i1]vf^t*aiu«nta. BatnfijTl tMc b^'llu inora- 
rrtp<.]HTanlianion<1]inaL nallatftKnf'ata 
1 Midr paefaU morlali ^ ukII» 'ilDri ruma 
dlanl pTratrimltansi. a traagtw a lnBl dal 
ilistii iiTMaltl dal dacaloto. acc ìdaiHo 
fVfr. /)an(.i*ll*rf*rli)tDbcniat1a «ode- 
■ili' f^U baatlacorpM f cclaaliHmlt aaptata 
fapita. aapWaiTlrlaWt.aanaaplamdoiia 
Splitlu* UDcU] dtotni oomna. danni 
|iii II |ila lnjfa 11 inaimi i niiUnK fini 
nibda dun*ci pamar Kf«1aalja babnii dr- 
l^ufivniiH», 111 **t noTmtni pt BLOdoia 
■nharniuiili, pUnoll a! Wrlna. • BaMndO 
Jfar,. la niettirica 4 la cnrin romanai 
la bMtla <ha «Ila oainlea, la Dhl«a mi- 
liUMai la latta latta aono I doni dtU* 
SpliH* Stato, (^pura la aalto' Ttrtb tar- 
dlnnlli le diati Con» I tt<c4 tomailm- 
Bwnll , Il vmntt t ti papa. TiMrta di 
ertalo. ac<. Hamiido «lin aatttU, I* MUn 
(cala nRDtMia I taMa •aonanU i <<n 
GbiK. Jj^. U. n» ai» -taooM^noi 
frano. 




188 [CSM. a. DOM. si Inp. XIX. 111-131 



[iMTM-r. ni niNTi} 



11] 



111 



III 



Ul 



Fin ebe rirtuto al suo manto piki»|ue. 

Fatto v'avete Dio d'oro e d'argento: 
Eobekllro è da voi agl'idolatre, 
8« non gVdUì uuo, e voi n'orate cento P 

Ahi, CoaUntin, di' quanto mal fu matre, 
Non la tua convorsioD, ma qnolla dote 
Cbe da te prem il primo rìoco patre! » 

E mentre io gli cantava cotai note, 
O ira o coacieoxa che il mordene^ 
Forte aplngara con ambo te piote. 

Io eredo ben ohe ai mio duca piaceave, 



111. litO! • SltDiilum |;*nt'<"Bargni- 
Comti AQTcìai •: l'Ml, I.^XIII. 4-- • Ar> 
^Tpfitata «anm ut «urum tuoiti fuenront 
itili IdoU.; (Iwa Vili. 4. - •Anna.... 
*M Irtolonim nertltun •! Mpiitt. T, a. - 
1 ATtridl aat ilmnluionin tcnllDOi 
atei. Iti, G. 

US cu* ILTBO : qnkl'kttn dlDisraiiu. 
-jii0r.4Thjti Ubi. iiItit, njiatuv^l IAdIm- 
Irai «fr, li\f., XI. 37. 

lU. m.ii «gltno, e<'l'lalili«. -CVOi 
MolD. • OKtTIt I uìatiLlr, Pw ab» I fO- 
jEMil p«D iii)i>r*n'> nn toW Idnlo. Offil« ti 
Cn»H f.VuPM infilar- iTon v di Danti 
Tvmir. letSI •vifgx^ • Vel ble |Hic 
fio dt quuilfl /di^fwv I] impelo d'Iiin*]* 
qaiBdo Tol*^ ni IdolbUlA. poÌrli'«|;ll al 
*cc*»tpn1A ftk hta Itlnlo d'Ate uni» |IS< 
•ai. XXICII. «. a, 1*. ».ll. AICT. 
I>>. nnniT* n>l tW dotU <l'<itol pHsa 
d' nru • d' vjiniU. • - flrrvaoj • Quel 
donno* bobi4l(, tot Dm* Iioaanilii. • 
- Alenni l<viono : *s nom <ttmau t i?>o, 
X. f., lllourmi • Fo qvau* so*- 
T« • iplraili-la ilt 1m. la Mtit* Mnppla 
MMrtwliM «tira «fai din: perelittarna 
a )|IH<lo di oUdlOMUOd allrt: .|g*t A!(- 
hmau Sr* U *d un ■■■■ii t no. u nm 
(*■ («Il weUtatnanMoMl Situa dif 
bnoaa. R nliioa pam In I dmnnla*! a 
iT Uolalrl : pMvbò dta aMatil elio qv> 
BM *Bal KM lalwlri 11 pD«l««ba pMri 
He* • U aIRa dUfc»*!* fta Matora, 
oomo aaMblH dall' ano atdavoM. brait 
r«a «an t* m oam alssba. • tnrwa 
fMtJ • Ciato» a«dd. Mia Or.: u nrw 
cn'aaM t ino. b<> di xlmuia a dilk- 
rtr* Il rtm <b» par m» (N. od ^ • urk. 
Imo, «MartMta» Catto fi' IMaM, non 
•b* onra ol adone* u> «alo W*, nniS- 
tmtta» a ftt «Mala. > A ool ^rvfllie 



n atna* da: hi do Dio «ho adaraao 
Rl'Uolalrt, irai no adorata «aatoi ima- 
qoa 11 oanto par aao, • to4, cb» *l dna 
cndenll ual tvi» Dio, iMa «enw rcMa 
pacclOTl di taal. 

Illl.ll.iTRi: inid». caciona. Ktuna- 
Uraai. anrlin In l'Cnn. 

Ito. m^i'ULBIOI' al crtttlaDoalaio. • 
tHVTI : la bmriA donaaioD* di CtialanClBij 
a va|ia 344lTr4trf^ al lanfri di Danto rr*- 
dula un tuio ■laHr«i (fr. Di Km. Il, 
11:111. IO. /-/XXVtl.M ve fVrf. 
XZXII. IN vjt. P»i. XX. H acc- 
anii. Up». ì*. US. 11. TU «cri in, 

613 tf. Ktfltl. MO aec. 

UT. i>iiit* pallia. ;uipa flllToalt*. I 
col idWWAfevirL non |ii>*f I^t^ha nulla. 

T. 1I*-I1». Jltion» mUo «««yUa, 
All'adire la jarole di Dania, Il dannato 
foliaa so' p>dl, dando anma da' («kl 
nai vaas. a oM aiilaM o dall'Ira o 4al 
rìmoral dalla foaalnaa. Tlicllla, th* ha 
laMDto. ma «1 IMo mito ba Baattnls 
di appniTara l'ardirà |v. X) M ana al- 
llnv, prrnila qiMto In colla a lo porta 
•Il (iDn a Daua U panta aba aUrsTama 
la <|naTta txiLcla, 

lil>. r.i*Tava : dlc«ra ayanattasto 
UU ntti, fM lati paivla, 

m. trifluv.! ; actlan. anatora I plt- 
dl. Al.: amnoairL crr. 2. r. I 11. Blaw. 
rtrmAt. in «c.-nm*: idwto dal 
plidl. • Con anbafcna plaaila padnn, 
qnaa doMbat ol oit^tialiat mita ni«- 
doo aoUtan... Inloila dna dliMcaiu 
albi tata* «oatomaHai^ lU qaa4 aaata* 
paaUaoaarat alU pIoaanaraa.qoaB oaa- 
lai ftiHit aaqom daMa, qnaaa a aU aiil 
lo rboro Tiraoli; fr». 

111. riacaail; ch'Io >aataiil oatal 
nato. 



1,0. K MLS. *] 



IRP. xu. 122-188 



[HrTvKKOj 169 



m 



li; 



Con d contenta labbia wnipre attese 
Lo aaoa dulia paroli> vtr» espresso. 

Però oon atubo ]« bracoia mi preso, 
K poi cbo tutto su mi i>'ebb« al petto, 
Rimonta p«r Ia via onde discaae; 

Né si stancò d' avermi a si dbttrotto, 
SI men porti aovra il oolmo doli' arco 
Che dal quarto al quinto argine è traRelto. 

Qairi aoav omento Hpotw il carco, 
Soave por Io ncoglio sconcio ed erto, 
Cbo earebbo alte capre duro vareo: 

Indi un altro vallon mi fu scoperto. 



m. IM OtA 1 Mpttto. Tettai /•/• VII, 
liXXT.U.riiry.XXin. 4T. -Armit; 
ma^U alUMlamrate : IWs alMniloii*. 

m ma: tmcl WCr. A/. II. Il£>. 
twBk* iHtm. ~ onuu: |ir<ai9ioÌiia 



IN. raaOi •■vrtnaruUMiDMtBtaM 
tar iMn fnf À im U i nlt aiUntboVIr- 
|lb Brtla caMNM del dltNHM tuia da 
INMv tp n t ) lo prtm «•■ anba I* bnr- 
<l& «^ «■ MrtlUMlBM amplMw • ; 
■m, 

ICI. M «««Biit B'*bba l*Tal*ui di 

fa» •! MM plUO. 

i:« rui^ TU^fvr OfMiAlv dtll'ar- 
1 •• 

a:. u iaw wìO J *toMUdiMM ftbtmw- 
>MM. Ali aNTtanr». Sua ti MaMòdi 
•Mv« «IraU* at *ao rMU. «■ ■! pnU 

ti Bl (dIiiu, a». 

Isa 11, rfr. Ubi. al t. U. 
>>. • TKiintrro i t laiwctli, atlra- 
•«•BUqavta Mf!*- 



IW. 4litri: ini Mima didl'arro. - iro- 
•« dnpow-At.! rowi ce-. 2. r.. IH isi- 
nV., J«Blf. Ibi ■«. 

Ili, MiviiBTT.^depoMncwìoediilIa 
iul> pcmna •onaatrol*. |>*rrb« la ini- 
Kllo era hodcìd b4 erta. Sicuiido atlri 
»aM * ijol aanlll ro 01 mstb urica dalla 
nu palTCDM. D praodoaD lo puoln pir 
I» MOfK* Minala fdMo. (Orna una apla- 
laaloao dal (uM ma sol miniala la 
Mrtlaa. A tala inlorpntadoD*. pn^at- 
(Data dal BcrtoUL iLittura Pamiay. t* 
oacae*^ la propoAliInDo ptr, la itngo 
dalb quali d »[>allotciuina db tv od 
Jn, aMliln n prr ti «jiItR» b*nlai4no«Mi 
U piitna IkMrvrDlwlriiw. SI dtptoa vn 
cwico fvf noo •mcllol 

IN. euao: dISdIo; ri pHurabbcni 
a tUkBtaMpf*. VaniDfnlAijuagllMo- 
^ Bon onao &tU pM pnwoa tIth. 

1)3. m<i i da v*> '«ac". >lod d' In ral 
o«lwB dall'arra «I oftan aflt OKhl nM 
OD «lini TallcD», *ba i la quuta bolgia. 



190 {«RC. a. BOIA. 



tijrooTistl 



CANTO VENTESIMO 



CERCHIO OTTAVO 

noLOiA quabta: indovini 

dUniM II wpo atiaTOlIa a uoiiulaUKi ftU'iodlMI*) 



AKFIAEAO, TIBEBU, ABOKTA, MANTO, ORietN» DI UAKTOVA, 

BVaiPll.0, MIGRELK SOOTTO, ABDENTK 

ED AtTBI INDOVIKl HODKHKI 



Di niiOvK pfa& mi cosdun Inr versi, 
E dar nulerìa al ventesimo canto 
Della prima canzoa, eh' i de' iommorn. 

Io «ra già disposto tutto quanto 
A riguardar nello scoperto fondo, 
Che si bagnava d' augoitcìoso pianto; 

K vidi geute per lo viillon tondo 

Venir, tacendo u Ingrìmando, ni [ulmao 
Che fanno to letano in questo mondo. 



tao"' ■"'"* iiinitii liul||la t nuH gcuii 
«ha ra [iluijtiiDdo ■ pwHl l?nil f nitmirau , 
«oT <a(>o HtmrtdtD, « pBr4 (uardiBDilti D 
(•niiuìUiui'In »ll' ladielta. Hona kII Indo- 
Tini cbp itrTUindono di rpà*t9 il fiilarp. 

Ìf9^ Iq 'Vita rmloni ttuppii cljtriintj. » 

iDdl'^tm. l^ADlQ plAn^r 'Il E'itiii]>niiili]|iiiL 
Uift Virgili» ((llrcn* f* ii'urlu rtmifroTon>, 
DHonAo Tal compiuwtinis qoul un bixl- 
mo ilntla Aittoa iciuatltLii. 

1. avori rmjt: «Incolira «Ufa. 

1^ CAxtA^y: tiiDiuitla^atriafnDo^flTip 
imUlIrlillUIUlMt.-MMItMIintUBTO- 

nWu tonanti». 

4.MH«*TOt man f tk iHiita • tlgaar- 
dn* Còlla Iniaslina ■lUDrloDC. 

}. Mvnii'it pari FnnU.oba arcuo <d1 



rntnin dgli'arco. ctr. In/. XIX, ìt». la- 
Teca Bine.! • Bog pi-u taoU) didl, q^tt 
tiDinnlApl ID Ififit liulfla ioni om|M(11 
mib i-iTH, Et iilulatucH lu Meanila bai- 
già iiint roov'^r^l t^b tivTntvj MA divi- 
nahtM'* Uiwnl ■l>paran(i>T par fìmtlilm 
Ipaloi valilo. Ila qui pirla aolo dal Ino- 
jTfi. nctn dn^li aldlalati. 

4. H UAfiXAVA: tallio caplovd eueodo 
\t> TmjErlmi» dupli Itili orlili, 

a^ lAcisiio:aciiibTac]j«auiotlvùdel]D 
«Irann htravnl|[litinatn, ^U Indovini ab^ 
bliuiu pvidbla la (àculu dell* Tarsia : 
InikUl D«HDiHi iti tml parla. Vallar* fal- 
lar irappo, a qui uon puiiM» partira. - 
uoBiiuiiDOi 4* InoUl paollmato. 

9. LCTiiKt |T. XttdMnai. lat. MMalai 
nnf l MimnDtiDeDta IHattU. Sspidleanianl, 
Bapluloiit :qol par frMnriaBt.TnoldM 
uba tmImdo IcatanMDla • ■"""—*■'■ 



[CKU. i. mui. 4] 



1». XX. 10-27 



ilXDOVIKll Iftl 



xt 



!• 



u 



IS 



Como il vi*n mi «comc ìn lor pift basso, 
MinbilmoDto npparv« oswr cmvolta 
Ciascun trA '1 mento e 'l principio <lel oasao; 

Chi d&lle reni en toroAto il volto, 
ÌA indietro venir gli couveuis. 
Perchè il veder dicHUKi er» lor tolto. 

Forse p«r tonta gik di piirlsiilit 
Si inxvolao ooal tìeon del tutto; 
Uk io noi vidi, ni credo che sift. 

S« Dio ti lasci, luttor, prender fratto 
Di tua lesione, or pensa per t« stesso 
Com'io pot«a tener lo viso asciutto, 

Qaando la nostra imagine da presto 
Vidi si torta, che il pianto degli occhi 
La uaiiche bagnava per lo fewto. 

Certo i' piange*, poggialo ad un de' rocchi 
Del duro scoglio, ii cho In mia scorra 
Hi di»«; * Ancor so' tu degli altri suoccbi? 



■ qaaMolaniÉBiluv^ccIna.,- tp«ro[>- 
fo^ts d*l n»Mnm» ob'tKltoD IWtlon» 
WU» UMIMtolt gladUtn l«<iaw 41 lDB(t 
•• taatao*. «t Id qiuala nodo ptcìIvroDa 
M scB ••vpaao l»yt M MH»i il*. Fhr. 

le. TWOi M*U. - rib MMOi Sue da 
iBiMdMS «•( C*Mri • Mi D'OtUIo iJbpv- 
i(».ddi. XI 4MI<itf.. Paitniio. Ku- 
drao. lietT eb* * «oli* primo 11 nrvrm 
SiiriiiH la lh«I*,' poi d[««H fdcU «- 
(kl frU taiu. ■< loro rorpl p. Il llan- 
kaldl in nMa XX ddT'V'- U*ut<j**. 
UMI Inlrad* eh* (liipprlma. Mio uni 
pOBM, «hb* r Inpnailoiis d'ga> torba 
OMfMa. t ns |wl litania In gta, qnul 
»fciaiaJ»a » matpado II tIw vwao 1 
fatatoti •.• MltmiliectnBdal tnT«l- 
(laasla iMnM^ 

U. ■luiinji^nv I te ente da imdai 
■•FBTiglia. eoo* OMB aia nal T«leM. 

U. cai 'l BBno I Ali ML Hiirra, - 
«MMi bwto. (iMMi <ft. /n^. Xll. va. 
Od »(MH al «rrlat*!*» dil «hm « lo 

^■iln 1t • " --■•- 't-- -r-r, 

gsd* sMltHa !• (Utla prcdlilaDl. 

II. Bau« um I <U1U pula <stl* n«l. 
-TOMUTOi uiKToIto, (irklOi tTi.iNfV. 

xxnif, IW, 
1*. ou: a II » nao. t. I!. 
I». Tocroi a— a r aa*» Il rt«» *»T«atl. 
■• ti «aUv. * Xa Tabu pra iridai» 



•rit. ci UDebro tobla pTO dlTlnaUftu vj 
Jf'ch. Iti. a. 

ia. i'jtiu.uli; parallila, tnnrtio eia 
■torov Ifl Diuiabn unimaat t- n« ImpvJl- 
•» II retto OM. iMWar^ li torma ant. 
fon* parltOie per paralltloo. Vfr. it<i' 
(M.. i«aa. 

19. K£c'UKt>0: DoIcn^dùjUUDCTTduubo 

tali trtrDljtliumitl per («ralM uim loiiu 
iaaiultlt. 

ID. nuTtOi ina ptoflUa. •FtheIim 
tiii1u> :FFll<>Dt>i Ht. liofili Tector dlacat 
BipiuiibkB bituruiD, nitn tnijiUrvri. vhiio (a- 
CEir4, i^t dlcrTfl multa mvutlAofa ootn pt-v* 
ditloba adlntm fit Irrklana ■al b^ Jltn*. 

^. LUIofll : latnira iM jaema. 

n. MiMTKA^ umana. In igiiiil Oacnall. 

U, ruao: fMaara ti* !<< nal>«he. 

M. KOcCKi: plur. i)i fokA'd •pHaadl 
lei^o.odlaaHo.odl tliuL] E04Mrt^Uf|na- 
I* Diin H'CAla una rnrla jlraudvaM^ aplC- 
«to dal tiDDCa,< di dKDtaoba tMal«Iln■ 
4r1eg•lf^lV•4<>llaV«ldadlanudBlB1•aat 
pranlaantl da qoDlla «untilo «I quale 
aiuo I da« IMatli r.lr. Io/. XXVI. 11. 

T. jUiOO» Mtt.i aon ' aaeb* tn mI ', 
ma 'Mi ancna, dopo qnaatu TadaaU !' AUi 
»a' TIJ «I00>, lailODa «lie &*«4laoa i|aa- 
aia InteipratacloB*. Cfr. JfaM. X7. ISi 
Adkni! at TM lina InlcllKta *«U< ■ 



192 [CUC. ». «010. 4] IsF. tx. SS-37 



(niWTIRliXTiCll] 



w 



31 



Qa! vive )a piellt, quando h ben morta. 
Cbi è pì& ar^elloruto cho colai 
Che al giutlicio (lìvìn poMsìon portn? 

Drieza la tottta, drizza, e vodì a cni 
8' «perse agli ocelli de' Teban la terra! 
Por cli'ei gridavan tutti: ' Dor« rai, 

AaSarào ? Perchè lasci la guerra ? ' 
E non restò di ruiuare a yaUu 
Pino a MiuòB, olio ciasclteduuo affem. 

Mira che b& fatto petto delle tipalle : 



3B. vir«: qal. Aeiriafcmo, èpivloto 

|] miMlnTnl •plAtjllil. IÌ1UC)A> di pATtllAn 

estua far. IV. IDS. OuiM noilto coni' 
piUKianariI Clwiw. ili Ftukjvmm. iti Vitt 
dall» Tlgn». «oc,, n« Tlrglllo c»aua fs' 
rlnpTDTaro. miH (rII piirr nonirA twia- 

PWBlOD*. /«A IV. IQ *g. Quo' Idilli IKi'' 

(•rana por iDCDmlnrors. aon ilcuni ><l 
eooipMaluDK ^ (ti nitri uei. Un noD «lic- 
UtaeolODon^h» l prlinl ni xIhaIo kìikIIeIo 
ili tXol - • Qunlll eli 'A plninuiA giiiHin^ 
i^lQatlilB volo. HfonJo cba I uoiùo 
Hpvrm, abbili mviriti} 'Il hf^nr r lil iqiijv. 
AUuutaD. bull dcn uumu cHitur til^iiptia ili 
Tailarp punirai maUatMrl de laKluitK)* 
eba Tuals Iddio n An. Sii. -• Non arar 
pleU desìi Infamali t caHr putoaoii 
Aliti.-' I.'anlmodp'bxatl «onn nwiwrda 
AllaTatonlA di Diu. aUtliriDnli tiùfi nareb- 
bgpD b**U| ni p«rUDtn <ii)nviBD« uba m 
4Ml inde oba Iddi» in imnc. o baiua e 
■Itoebe '1 irado ala, In qgnlln alonooon- 
lente. Ouda «PKiiitit nlin di ijiiuUn uiime 
ebflU RliiHItlii di L'In mniluDDa >llo Lo- 
f«tTju. chD clmichwlEibci d«blfji ma^T con. 
l«ato di UlId iEln>I'ltlaj et cLÉ m>nlriull- 
c«HH> riiU'iiiiimii. diMutnlandibn diLl vik 
l«n> di Dio •; Ari. /\i>r. - Dame bo^hc 
qnljt, 'romini»nj,aiWolidnllq"iii<'«,'<*nfH 
da iHunia iinpluruui j^uidibant. ■ n^ii n\^ 
dalla pQur • per »^ il^^te » ma * per awl- 
dalia, (kiDiIdnniuclci In dI« diirlDH* luatilli* 
ordlDCU • : «utn. (*.. IH, Aip^I.. M. 3. 
Ufi-, IMIa T«TTc. La pUM naU'/i^rnm 
imttam. Mllaiiu, 18SO. 

SO. rui^M ruiitA: Al.: oomAanoii 
roRTA 1 Al.: i-iMiox c«iir«Bn.O(r. &■(• 

If, «mUf Aut.. 20 •(. ^ r.. US. Kusn. 
CM., mi ig. Mona, V»fWA 1. 1(3 a^. 
Qaala tàn la Tara luiuna. a didlnlladii- 
MUB. Or» It atDW. han Tolgle lalaDl 
vedon ■•! TT. .;« aj;., aaitob* la mntl- 
riona dal rtiDpc<ii*ani ilrsltlaaa pu 



i 



r lii<i[ip<irtuna plaU. mi' oliuidi-na alla 
culpa del dannati della l" boiKiai uà a 
noi para cba l' ItitArprabulnna plfl pr^ 
Itablltt «la rjnnllacbenDlavaatrettaiDeiittf 

I vv. 3011 altra prac*d«oU«(lia*lpnA 
iDTiDiilan naA: • {.til ò plb amllanlu di 
C4ilul iilmAEifTW oiorlnimU di ootopaaal^ 
nif nel co ut auo. uliaiidu g^\ vftvVA dtila 
dWiaafiuttlfialB C>Ttiiinant4i il irt4vo« 
del plb •nfjfatU a dlB^njalnne: ladajial 
In [lEupflfeltti JnclntF^rilitL cminlderarl<<nl 
del D'Oti^io e del Aani^'Ji tio^u opn. 
aciill alt. noi la nt. '.*>. 

V. 3I-3B. Anflarau. llealn VlislUoB 
DunlT V cti nmulDa aleaul de' piti faxaotf 
lodùiiiil dall' auUi-hiM lalna al r. tlUa 
del (rmpl cbe per Dania «raoo ciodarvj. 

II piiiULi A Auflaroii, (lfg;h(i «li (.hclen e 
di ipenniiemra. uno del aetta t* th* a^ 
•ultaniuu lab* per rnnMirrrvl il la Fo- 
Uuice. Co'aaol lodo» juAiuebtl cmiubba 
ella, prondaudo pan* olU Hpedliìona dal 
•atte, avrebbe perdala la i-iia. «pperd 
•1 iiawoa*. ]da, Indila da ana maglia, 
duiail* audaiB aacb agli alla [uaiTa. 
Kd nn i^lorfie. mentra anua|[|lava aat 
■uu carivi, Olerà aparaa la t«rra <tio an 
(ulinin«. ed Anllarao uà Taone lafUoC' 
iltu uitla (li uicbi del IVbaBl (SoÌE., 
rA(«. V li. DUO tnt ,1. Alcneona ano flxUa 
n* iaiid>i>a la merw, noildeada la aa- 
drei cft. Pvtg. XII. M tf P*'- i^- 
IH) USI. 

hi. BUI; lai. rui*i dora totIuII •Qui 
pnoHipa par Inane rnlal • Pwla dwl- 
aarte dal Tahaiii aa>*ilatl, llvtt dalla di- 
«gnal* di Auflatau, 

M. A «au.>< ola Kie BfU'IidMao, t 
eoi MRbl aoBO dalli lanla mila oalUr 
tir. maK I. «- 

311. Uattai ctr, litf. V, *. - Altana^ I 
Deaaita dannala polaoda aaltraM al aita 
■iudlilai tir. Int. V. t 4B> 




trae. a. touh t] 



IVP. IX. 38-&S [iHDOTTin JL»TKIII] 19A 



PereU rolle veder troppo dkVMit«, 
Diretro ticuarda e fa retroao c«tIo. 

Vftdi Tir&iia, ohe mutò flemliUDtu, 
QnEUi^o di rauacliio femmina div«iino, 
Cangiandoci l« toombim ttttto quanto; 

E prima, poi, rìbattorsli convonno 
Li iJne fl«rp«ntt avvolti, con la verga, 
Che riavesae !« maschili pouse. 

Aronta è quel che al ventre gli a'atterga, 
Che se' mooti di Loni, dove ronca 
Lo Carrarese ohe di sotto alberga, 

Eb)i« tra' bianchi manui la spelonu» 

Per ma dimora; onde a guardai' le stelle 
E il mar non gli eru la vednt* trunc^a. 

E qa«lla che ricopre lo mammollo, 



AATAinii Bill' •t'Mtr». Imo la 
m. n anvoM »lu! « 1 M. mrer- 

MHM * limite. Octlo 41 Ktara • dalla 
MBkCartcto.tl Mlabr* ladorlnaMl'anc- 
■lli» (Md* daiwM la («ina (Il Tct«. r«' 
4t* « KaaM. Tra bM* alir* »«• u 
■tHlmH nannia di lai. (li*. iravlD >«- 
lata Mv***** <*"■ "■■ 'if* àv» «H- 
f^MI ■— liliali liti HuBilontl. dlvanoa 
ftaalaa, ■ mm poU tonum alla alato 
Maiella. M aan qus*», «alla ìmI é^ 
aa. pM aM la aWaaa 'tigt dkaltan > 
da* inlUI «m'an tha fll ti «kwra 
«■■■»« aaauOau. naaMia pnaa^g l aT» i 
i«r. 0>M^ JTm. Ili, »<•(. 
a* aaMauimi ananaia • Ofiua. 
11. flU< aTlianla Mao. Al. i UhaM 
^^^ TiTMl* fWiaiiu. 
^^m 4», musi buU, qui la ^Ha pM 11 
^^Kuai la HMiltr* di MaMblo. • Vwwa 
^^Klar ndlll ctnltlTaqM T«olt lm*«a.| 
^^■■W. I. •., Ul. In qMl fimUI** («do» 
P^« ta bbrba tinla,«b* Daol* Mprtae 
eoa la (faaa aMMatU f«HM. Ctr. Fmr. 
I. U. 

V. un. >rHM.TW*aMatlao dal- 
l' avlMkua * ArialB, luMaa allMflo* 
Mnara. «M al Mvpl dalla (Mm CItIII 
im l'naia • l'viBiwa abita** I iMnll 
■!».:■ I lalilaai • rslMleft la (oarra al- 
ma a, lwi>l <Hi«raBraiU, U 'lUnTl» 
41 CliMi^ «Ir. Iwaa.. »■'•. I. Ut •«< 

4«.«IH.< *i.>ui-uitrr.x.r..i»,- 
II. - 01». Cmmm.. !• 



i>U a'ATTKKaii aCdiMla I) tersa al v«n- 
ITB di Tlntf*. KawDdo travcilil liaoau 
anbadao II rane» ili dlalro i U targn 
•baaoil. 

lati daacrtv maala Lbbb •, Al.: Ltint. 
DmW lf«M £vMa.a latM* <ll Lnn^dUA 
praaa» te BMdclU Xa«ra ^clt. 0. Vili. I. 
sn.'lio'Mdp II nana alla t-<>Blxlaaais(r. 
B<ut lU ■(. JCmM. UW. Par. XVI, 
TV - «MiOA I nriuva. • Uà 1«nt arvon- 
oari ha q«l il risBllleaiUi 41 arraiuarf. 
tti«a Tira ts BolM patti 4il anatro pav 
a*, a tra qnaaM oaila Loniictma. ■ ak 
(DlAcara aaaat* tuo a^Uiats o IntaMo 
a laMduo >t lai«t*>i Oln'iM. 

la. Miaui I la oara aal dnaraw. 

M. la «TtLUIi ttt~ Jliuaia.. fliari. I. 

II. raoNVAi iraaiaU. Inti«<iu. IMI' 
l' alto kaca dare «Muta. puMTaTiJaia 
la atalla ad It man pai lo *ua ipaoaita- 
tlaai • ■---^— 

T. la-ST. JTaHlo. Baao usa 4aBaa«liai. 
arando tmialto B tapa, cspn ta bim»- 
OMlb aoS* cMnna. t Manta^ l' lodarlaa 
IVtBna, Olila di T;(t>U, la ^uda. aiui- 
k4a 11 pìadm p« MitrKrM atli llFaaaM 
di CnaMa. Ma' -l* I^K itH* Ih 

Laaibaraia • tf (labili Mik «bi* fa f 
laadau la MU* di Uwtorai (fii. riiy , 

A»L S, IH <£(' OM . Hit. VI. Ut. 

Sai . fM. IV. W) «MI VII, ;M i«i. 

I>t lina appamiU wiilcaMiikaa dan- 

t<aa* radi l^ry . XXII. Il)| BIT. Vm. 

UHÉ, li, «Il M, 



lìM fCBKc. ». BOLO. «J Ixr. iX. 63-66 



6& 



DB 



SI 



M 




Rh« ta non vedi, taa le treccie sdalt», 

K hn ili lÀ ogni piloaa polle, 
Msnto fu, che cerei per terre molle; 

Pohcìr 8Ì pose llk dove nnoqu'io; 

Onde un poco mi pikco che m'ascolte. 
Posuia che il padre suo di vita uscio, 

K veane eerva la cittfk di Baco, 

Questa gran tempo per lo moodo glo, 
Baso in Italia bella giace ud laco 

Appiè dell' alpe che serra la Magna 

Sovra Tiraili, e' lia nome Benaco. 
Per niillo fonti, arado, e pia si hagoa, 

Tra Oardft e Val Camonica, Apenuino 



SS. CHicA: tIoiA, inrcorw: cit. Iti/. 
XXi.VU Fax/IUilHT*l>r. knriAarriii- 
io pffr molti porfll prlmA di fbnatr aa% 

dimtn la Lomlifenllii- 
AOk Li r • MantiiTft, Vlrjcllltt DUqne 

T, a» m. OrifffHc dt Mitntora La 

nnitlniift ili MauIa» liaOuiv Vlrjflilif {(tdn, 
«lupo jiVEr coniliiClAli- m pbrlaro coti tAp- 
jli\tmairioit\f, ■) ti vi* ttfe riilEiDtln n «1 
rlcuniu ^dIU car* iiàtrU aaaiini« un Io- 
na quBnlct mal pLaolOu a ilolcv), a far* 
Dnadlfnaalaiw par raiwiDUn laarWal 
di UwiMra. D«wr1r(i II lago ili Onrila, 
(tal qnalo dorlw 11 Mincio, rbo Tofraa 
UH piilada, dhI cui nivcan klanUiva A 
■llaiU*. Kàfcouta «piu^ aitpiiDio ZI kl fri- 
mai»* • far iiip arti kf anl4, it<>|Hi Kwrv 
fufffUk da TtfliB *d andata orraiidu In 
plb parli del mf.nda. r itiiido dnpo la aua 
msita fiAH Iti fuiidau la cilU i'ìmi da 
KaaXo ni diiomlnaiii. • <jnl tinaia per 
tHKwidl Viritillu aiinbul-Kc alla T«biuu 
Uanlo, Rifila «TI Tiiroa, tia.>lIo cb« fu 
dalto dalla Italiana Miuto, madm di 
OdHD, 11 quala, aeoondo aloDnl. fondA 
Mantaa, denpmmandnka dalla mia ^mi- 
trlo« prorBl«a«a *i ttutt, iN^pra 1 *de41 
ni iif£.,d<i1 i]uall HI a lanin A 1aiil0 va- 
Ttamenta dkaptilAto. iTt. t'irratzi, IV» 
«W •(.! V. g44 •«. • Rlonf. Tttnuh I, 
UÀ ag. • ■• unniDtls citau dal nini- 
haUi. ep. (II. pa(. M ut,, k cW ithn II 
Samftilili luaao 1>1 dlrilUu»nM oaaor- 
V* * raclaoa. 

fit. rabitHi TIfMi*. - uwto : miirt. 

M, UBTa: del tiranna CnoiiI*. - Ba- 
co: &■««. tatua ^%lHtt0 pAr falvitt«. 



In/- Vili. IT : SHHf par KrInnI, TV- 
IX. 4&, eoe. Teba era mora a II»C4>. Irl 
(lartATilD da Rollivi n. 

OD. t,IIBnAt OMtE), Uaoto. andò Ids- 
go tompo «rranda iwr 11 iDnndn. 

CI. Laco: Ibro. ouuio pTMv por pr» 
go, «E-fi. Il limo di (larda- 

K. La Uaoxa ; t'AllanagD», d*tU u- 
1.lim]n*nli> la ytaynar I ptn ndrlrAtin 1,^ 
maffna t £lrnr. ^latiia^rHa. Il ««rr«/^ 
Tivjjnif dnl plri dnl risiici. ■! puA Ivee^r* 
la ■juottv fùoilo in goollo, 

e;i. Tllul,!.!: Tlrido, D pìulliialo 11 oa- 
alello di Tlrfelll, prima tom ledeac*. 
Aloubl roglloun o|j# hi arrira riroU», 
Invaiidoal In ■loeamenll del ninllo «eo 
rtrnlii o IVrolU*. lla'riHAi.1.1 o'rmaLLO 
* Itvìunii <Ixl piti dal euld . a «mi banoe 
Mn., im.. tttf: Buli, An. fl^., Srr- 
rat. Bara-. Land^ IW„ VtL, (Mlj, 
Vali . Mn . , inanlrt TvuOtM n»o ti ira*» 
lu naMnno defl) «nllebl. trann* b«I Dm. 
- ItmuMi itmuu. naia* «Mito del laco 
di Oarrla. 

M. >i UjkUiA'1'AppnnnIoo.JlpMr*(ht. 
ntiiidl I] Il di munti dalla cn(«n kra Garda 
e Tal Cnmunka, iX onl piad* ae«cT« U 
Ti>«e<>l ann- 
ua. Vai. Cakoiica: nnn dall« m^cMI 
•alti dulia t/imbardla: •! Htond* plb di 
£0 uilglla >[al (lajflil di TunaJo nilaqoatto 
AA monti a rnnuodi di Knnnlo flttn al 
Inno d'iaao. La fai mano die bn«cl4tll* 
rMDlBMdoDI delle Alpi KeUobei n dal il» 
Ibiida «wma II dama Onlin. tb« atand* • 
tornar* Il ttffnd'Itco. A>.i Valki Ho- 
XICA. loiiona tcnpp* ap»* i laU 41 nitta- 

Tiu. urr. X f.. ni v- r.ma. i; /w- 

Ite salta Me. Oim. Mani . tVU. p M 



nove. 11 



iKr. XI. (te<80 



[MMOTA] 195 



> 



Doll'aoqaa die nel detto Ingo stagna. 

IjOco è dal tnezio là, liove il trentiuo 
Pftstore, e qnol «li Breacìa, e il verones« 
Begoar poiiia, se féaab quel cummiDO. 

Siede Fescbien, bello e forte arneM 
T>A (nnUìggìtLr BresaHui e Barguawobi, 
Ove la riva intorno più di^coHe. 

Ivi ooDvì«D cho tutto quanto ««olii 

Ciò eb« in grombo o Benaco bIaf non pni, 
E fasti Bnme gib pei verdi {Machi. 

Tosto che r acqua a correr mette co, 
Non piil Il«uaco, ma Mincio ai cbiauia 
Fino a Ooremo, dove cado io Po. 

Kon molto ha oor<o, che trova una tatua 
Nella qnail ai distende • la impalada, 



> . ••* «CK* t/'ntH. f-d f.*9fniJ.a ili 

Alf* l>Bsi>*. da BM MBikwtonI, 
«M. al illll. W«* MHm 4«1Ì 
it ttn «tldv r«i II Imk* l' lu- 

'. V. U ••••• fl«i. B «A. Iirrtntl. 
« «<M ria r>TM>. rraalv. IIM. 



Ot. 

•«I 



«. i/atun i'i*at» «•! irnm. «n !»■■ 

(H KBl i C—T*»— , dlOSDII 

■ ■ ti m—n<t lUn luatcndoDe (be 

«■Ma Mi^Hrle mI ti«a; cir. MI 
la .lift* /M-Um l'iroMH. 1U 

■ JMU, rtn'a «I /i. il iifl TVin- 
1»a»U. ■■■!. r M ' Kmimltf 0(4 

■MU «». «••• «I n>«4i. p. W 

UMl Jly. I'. »« JKm. 4M v 

l—Ui» - •CHauDiiiw ci*. Il PoMn 

«ria^ «Mnrttm li Ut* Ball* mi 

telr Air* ti UtMlo la eal 

ptr «Bella n* la 

■Ik qaaU «1 

<i Ar. A. 

r*BTB«ii natsT*. 

•wniBi tMB«4li« |i>bMlmiwi<«, 

• ImMo bI TBaBTB MA* «alni I 

iHla MB diBCMi. Dava»; o U 

p « <al ^«U (MalB t II •obUmMI* 

«MMl, a BCB — M WMO m<4ibIibI1«b- 
ife t tBHUTl ^al aita 

\l : rt'BU. ■ fClBB. 

V. ..M_ r^rM. Ut, rU. 

«a. ai. 't Fi.MBBi «fr. JtH«, cml. 

•c- 



a>te 



T0. UHIH: cn la rìra ìuturiio d dlT*- 
asLa pio t*A*B é k.lii*!* P«*cblprH^ - ah- 
XiiBi fll BBtlchl hiuvievid: OrbunihaTu, 
ctetittilaouslriiU^ luoitvnil: Baluaido, 
mt» (dal tBd. Barali**! * dal "dUra 
a*fn~lbrr«(|. L* CV. < FartcuuB al- 
ti* t!dia*lD- • 

7Ì nCKiTiwiLaa i hi lYaatv. * In iiDs' 
Uiu^l Bf ««iuDblB B<a*clflbl * Ba'|B- 
niB«<hl iluTcano «hc^ coDj:lahll InilAiM 
«ODI» I alciiul Osila ittalni) Jloa. 

72. Hi'i : dal Uvuho. - UMCWn ; 41- 

•fBIld*) * f\tl luMM, 

I!. urto: (■Illa l'H^uicbBCun fit 
(•atra MalauDla a*ì lago. ton*laD«oh* 
HalaiMbl la ISHia lui|;v. 

'A, r'MMtt U vi.i<U iHain'e Taraasl. 

M. H«n« co: Binila ibih-, «uibUkU II 
MM nirta, • 11 l'u naD unblM J'o. M 
l'Adda II Tuia ano <1 iniU«*Hri«>i 
/V4*, r*«4. 

T7. UmPlo: duais iho mi anis* 41 
Sana o Uludo laiicrivr* tlUerado 4»i 
MBBlI di TmibIb. min a Idra sii Lacu 
41 UardB. a n« «a» a FMcblarB: glaaM 
a Slra»^ al dilata n*) I^B là» Mas* 1^ 
Una la cItM di UaaHin. taiA »«•*«<«■ 
Il ma cuna * U («(U mI I'd a 0«tBT- 
Bite dopa W obllou-lii Al lutBi. 

11. OovaiMO! «g(l tlBTHBalii, batt* 
alla itaaif B 4tl Uiaoli^ mi vuaW dora 
■laHHa BiuBa ri •aaitoB la Po. 

n. uiUc plBDar* dora ti Ibnni** 
•imbI. 

M. luraunu; nuda t«]«doM, iw Ih 



CI 



un UUUIlUi |M)i uJie 
S'^ecolsero « quel ^HB^^VimbrM 
Per !o (wntao cko avoa àtt taU6 parti. 

Fèr U città sorr» qa*ll'oma morte ; 
E pM* col«t oh* il loco prima elesse, 
M&ntovft l'apiratlAr oenz'aUra sorte. 

Già fur le gesti sue dentro piti spesse, 
Prima clie la maula <li CawUodi 



il, ÙIUUI: tlUrU, iBlallM. ■qdllMf- 

AiOA «nlm jiqnm oomai|i](ar palu; 
oda nvr • j Affltr. 

IJliIci VDlmv Lu IIaLìk; t^fr. Aor., T'Af^' 
, 403 OH. - (-Htlit . CTIldtl». 

I. *»«] : aouiiUI Uk. »r*loTa(af- 
) «I>1 ouMtnta «tuoa, t Mr*l ••■ 
ao MMI apItUI ^U«>Ul • M. -U- 

r. *JI90: t«*t«, ptiiD ddl'Éalm»! 
«0. CA-- fiof. V. I«. 
U Mu: Mli* Mate di Uuia. 
k MKTS I < latlcaoMala ti vhts. 
odo ti doTM IMD*» ouni* ad alruno 
)*, di (Munì* «tto. HcoBdvqmHa 
■• Nini dlctww. oMl aramo do- 
• ; Im. EridsnumMM Virgilio et 
1 ■ iDiuintn (tea Haatar*^ por ai' 
ts wfia ud iBon dova ■'•>• tor- 
k lak aafl», ut 4a uaa mata ta w- 
ha. 0ioeM a paulars a n biioMla 
raMn* fa d*|ll ■otnlnl tIhiuI fai 
M. b6 ri rf roraa a •aiiaMl pw éHta 
HH {Ifr. JtCNhlbft. p Mi I • In «U 
!• witfaa* par ul Dui* fa rlaBa'_ 



CuuoDt: coati t»*!». (tt 
UanloVi uoMbU D(t IIM f« 
di Plnamnutt, la cui atcnarlaA 
al 1WI. • CuUon, Mu pana 
argrii na La oltU bau» aMta, D 
H>|irut»N loro TleloLalMa rani 
«Inno lejtB OOB ano kana* dal p 
■1 clilaiBBva PiHomoiitt. apraàa 
j^orla. a molti bb eacrtaroBO •! 
Bd- E ^oaiì jLtatiU PItavobI* cai 
cbe loio ixifi juuFU altfln a tU 
aljCioru tolta a rinamnota' Qv| 
naniA multa la eitU al cba bmI nd 
Is irtluio >U»n>L Jn. MI. -< JJ 
acleuduin ot quid Caadodl adi 
lam ID Irrrluina brtilruit. Bad*t 
Bc»bilflfl ainttlwt. olim domlnatop 
tati* maaloaB». qaoa FtaMtanM 
aacada^ cMa naalaaaoa, Ml^ 
aiCMlMa ndutt. Bnl lif «Md^ 
Baat» Bifaaa al aodai, 
(DIB ■■ f il»Bi la pa|iul«. n 
M* aawt bibII* (nhllllat 
a^B pot«)*. Pmunuuia |«i 
Albana tOBo nkobU. b( 
sobilaa. pcvdpB* K^pa 
«mUUb ad wrtDm Unpu, M 
t*ia plagarw t r«rt, 




im UnpU, M la 
rtf nl..b«larJ 



(ente. «. BOi,a t] 



Iw.is. 06-11» 



[tDKIPILO] 197 



i 



(11 



Da Pinamonte ìngnnao rìceruBA. 

P«r& t'iuunnno, oti«, ha tn mai odi 
Originar U mia t«rra ftllrimentj, 
La veHib nulla mentoga» frodi. > 

Ed io : « Maestro, i tuoi ngionamonti 
Hi son ri certi, « prondon si mia fede, 
Ch« gli altri mi Mvian carboni «penti. 

Ha dimmi, dolla gente cfae procede, 
Se lo ne vedi alcan degno di noto; 
Che solo a ciA )a min mente rìfiodo. > 

Allor mi diase: < Quel die dalla gota 
PoT^ la barba in su lo spalle brtme 
Fa, quando Grecia fu di maschi vola 

Si, che app«na Hmaser per le cune, 
Angore; e diede ÌI punto con Calcantn 
In Aolide a tagliar la pHmn fune. 

Enripìlo ebbe nomo; e cosi il canta 
L'alta mìa tragedia in alcun looo: 



•t. fiaiamOi U UtrmlHw, 11 ■•TVrla, 
H. iMWtaia ««.1 TBcnnUr Alnnk- 

■••■ la itMIaMI'M 1(1D* di Uwtoia. 
M. rMlu I mia nminit» tiut** uri* 

éI tM*i BOB «ndaclk. 

im kn^wO) «MiMmn I iluiMl hm- 
pasirfli boiata, «banali di irtinlnMaa- 
ttM te Uorfk Mk «nlMliae di Hmi- 
^t*. OMI* 4ln ■ Vlnlllo. flabliBin- 
4te ' ••■ •> inhiDina dt t»tBlt»H «1 
M* «aite »*dÀc*fm> (D'Olilo) • «ti 

p mMliàm mhMbi ■■ iwtunl Mlaaa 
M pia ll a MMU Ufglt, H *nli iIo*d« 
*^B 41 i^Bn ■owJMlo; cM lo Ma 
fmm mi altro. • S Tlr«w» (H aMta 
V tfmlMvrlM «tir uiUtbM, BnliAa. 
*M MMata.in, 11.113 <«. • A**- 
I Chvl •« alua aacaf*, cblMniro 
>, BMl dlnlarviWraatopMMn' 
B —e tMaaw a tlilaurg <IA «ha 
i4b la ca** iwcar- 



, a «aaMatfai* «4* alw fnnaMmno 
«^R» NèaiH 4a' tara IM. rnnao dan- 
VB ■ Wl> 1 ■ Oaawto qnim «he pW 
^naa iM IM, • wl p«Ma tlm Ini* |Mr. 
«a fia pfMpM*! »iBf« Itni* pr***ill 
■l^MBan dan* bmI M (reca porta di 
^■Ul**, • MlMv la •tB((la t-ariMta « 
^^■^ri*. »aa Iti «rk itninpla •, Bwt. 
^^^W- r an iiwwi 4 aeqaMBM eM la 



103. jlLTIiI: raainntmtDU. - ■FDm; 
lara|>Ml <tl rltraJdannl 11 cnrr*. 

103. rKitx»(i al Arastn nnll* Imlflii. 

lui. biniDKr 11 mia tritila vuu mira 
n* al firma tìi» t «lA. iNA<t* '^'> 'V'"*"*' 
lornara a Mira, o Min. Al.: luiauBi 
flfr, Z. F. IM. 

loT. roBiiKi attsda. laBiw yarr^.- 
Bi'ALtM : «inide trarfllio. 

I» v«Tl : [wrrli* andati tslU alla»' 
a«U* di Troia. 

Ita. evia I «1 rtmaatfo aj^ank I buo- 
blol }B «alla. Alto, lat. nini*, par hIÌì, 
t rosa dall'ava. 

Ito. AvauBB; lat. avfiir. Otlol ihe 
twia» gli aotlcU, oHmada 11 vaia a 
llouitadaRlI awani.n banara d*l pal- 
li, acc. pronaaliaara II fbMro.- diibsi 
a>ciiA l'ora Ihratarali al (br *al^ - Oatr 
c±nj*: «maaamtnta Cal«BMk iat««- 
iotn ail an£«T* tmo al tna|io dalla 
CiiHia irolan*. IkcnI Ime* dorata acti 
prHlwai (A. Vlt». Am. II. Il* ant- 
Oald.. Mh, Xlt. 1* ■!. dm OatHBfrt 
pn tklMxM ttt. la ni. ■ Itit. XI, Iti. 

Ili, ApluiIi tUt44«llaBH«**,«»TD 
ac<BiOan«»a radiiaA 1' catrTlM craM. 
- taouta ; a tdatllara la taso alla aitra 
a ttr Talk 

111. taMUAi aUa enea, laaaoa 41 
lFatfMM,r AwMt. > IW «ntadlan » 
p arl u rwa bWboi Malaiaa. p«t (u— 



IM [CBRC a. BOLO. 4] 



Ut 



ut 



Iti 




Ben lo sai tn, ehn la sai tutta quanta. 

Qiioll' altro, elio nv' fUnclii è cosi poco, 
MirJioIo Scotto fu, oho veramente 
Dolio m&gicbe frode seppe il gioco. 

Vedi Gnido Bonittti; vedi Aedonte, 
Che avere inteso ul cuc'io ed allo spago 
Ora vorrebbe, ma tardi st pento: 

Todi lo triitto olle lasciaron l'ago, 



dl»Bi inferinrmi •: iV ViiJp, «f..It. *. - 

iu-i!» r.wo: II, ll."i «CE. 

V. 11M.1D. Indtrlnl nuiIn-Hl. Dopa 

■TerjEll Djo4mt'> Minmliinto «l^nnl «ntl- 
oW, VlritHIO molMA a UDiiitni b nHlltjl 
liffinE [ndow^nS rf*l %iin 4ocoln; qriFniM lo 

Abb*Di1auADt> Ife guarla iMJljcUe klftvvial' 
unn alili qolnta. 

ìli. roco : pi^fTO, itmtfo, ■òttlle. 
Al.' <>li'' hit l'ililtn >1 >IIIIIiI«. Ma Ufi' 
l'IohtDDli^ snlnia nuli hkunu iliiU; FlV. 
in/. Ili, 100. 

US. Mimii.ii Scotto t iion»«Bil< nn- 
fttODV, ncpDiodorfltiTipo r dMo^f^nA. ?«- 
IfllT»* ma'ltiiii nil jtii(ri)1iTjci](lk r'nLc^rjjiu II 
ini pATA Iure. Dii^oiio vivrucfìLlii> 1] 1300. 
Sorl w fin nnii>m"nr.ir HTiiirA ArinFnrril'* t> 
BlIrlUbrI A\ fll»iiinii (tiuliiiiiK duU'iiitbo 
In Ullnn piirfpciil llhrl i1r>lln tltAjitclol. 
utroluglii •»! ni L'Ili mi a. I/i ni nnstcìn tn 
RTMl^P ttfr/on*. fl finni" lai" Il nnniv 
wio <1 A rociiwrrntfl diiIU Iici^va d«] pii- 
polo ID turali*. J>1 lai ». VtU. X Idi. 
140: XII, IB, ftS. Aoni.. /Ve. Vili. >. 
•■ • ITilU Thlil« p*i1tn« in roaek'l* orU- 
ba« «l HlmlkA aufEnrl igni lamiHirlbEi" 
nÌ9 pollMiniA fltotLt In caria FhìuIcL 
lni|HintlorIfe •! finm'jfr'. - ' Po di ftcDilm 
fnind* RiHXrD il'ana toajc'i'^. > '■>•»- 
CDMmp liini^ nfU Senili, fbi> inulin mm 
fUDa pAMu rhit KrIA mai: Ir* «od tegai- 
•UDO. K inangiiiS loro t"'^*<f <'*'■« li""- 
rbii iE(»tivl1n l'irn mniib'hfl cuacIU In- 
»Iem« • : An^ 4W. ~ ' Si rai^lóna ob'«^ 

HadlJ ]P HdlngriH. H Ijntniln fon fSblUE 

nomivi a cavaUi-Tl. « loanulando coniv 
s'bu tn «hkI in brlfkl* a rau Vitno 
Itali' litro, qDuiilo icnit la rolla a Ini 
d'appam^rbiar*. mal unii rxwislhnal- 
ciinu iiua ili EiuclikA ^11 l'itvi, iim a^'ca 
giriti a fLiik) nfìmanilikmciito, cTj^ Il I^rca 
litvara ^ci Iminj ilalla «tic^jua ilnjta ek iU 
FrauoU. Io rotto ila i|apllB drl rv d^ln- 
(hlllotra. 1a Iramaua di quoLla rial r« 
41 Cicilia, lo pano d~ ga laoRis a 'I vIdo 
A" un altro, "on(V**M « frulla la fmA^ li 



plaroa: o qoMto Ttrand* darà alla ana 
brigala, poi dopo paalo 11 oonuvar dal 
toaiA lo re di Fraonla fu noatro oifl* . dal 
roato qorf d' I[i(hlliBrra. •«. «i Zoit. 
txi ataaw raimm tana par* iluKtd ali ri. 
Cfi. la toDia noia dal filai. ■ cjufwtn 
Imipi. AnrhB Dal (ampi uodBnl. «nn* 
al t UMi acoanaato, al laroIivEta nnlla 
Sntla, a non po«a, ffl qaenta (bmuao 
matto. CIt, A, tfrqC, Im Uganda di un 
j^lùtffftt la jrw. UggnAa t PàjMrtti^ivni 

<i-i u. E. II, pp. n».n. 

UT. Dioco: arta Tana: • nacleanim 
aitiam ladl >; Amah., Àit, fftM, 1. CFT. 
IVrTuJ., djwl , ». Jl. 

IIK l1<iKM-tii da rnill;r»lFbMaatro- 
k'Ita a inulti- iffaiiunato al ovata Ooldo 
ila )iInnt>IV.'lltn. VItbtb inao ta noe rial 
BHolD XIII. HctiH* •DawiD InolaUu 
BAiri^ninlir t eh* cTI notjuliUiroao II ti- 
lulu di priiiclpa d*|tlt ailnil libili. ». VUl. 
VII, fllIodiwricopiit'>i"II tDili. «IH 
Bimattl Bi^rlfv a lani:o l' aiitmlmo antora 
AfgM AniuiWt FVToUtìitnaH : ctr . J/nrM,, 
Smft. XXII. lAU. 'ai t: MT •■- - 
• LTiaca ovtlal di atan doE L'aiELjiAtiilD 
riidla Riaprirà chi raa, afaofa Hrmai-4> tutta 
fa Kcuta AA eonta da lUoiiltfuUrii. fui 
qitanda ara l'ora, aijumtl dava alla oaiO' 
patiB, « tatti Banano a cavallo a oaflano 
rBn*i»ilnan,ic-(», /^■i.('n-iput«Or'..*tv. 
limi\ rar*xinlji di co«1ol alciiu? patilco- 
laiilb, ivipiHla in p4rt'> dati' al]li,ra dac^ 
.Iniwl. furolia.-AaDiJtTai • il calaidsla 
di ferina -1 Onnv, IV. l(l.-<LllnilaaBBiv 
«naili'illtaa t^ifuiri dloluatiotil, at k#p« 
muli* Tfntnro pnrliiit qnir rantora 
nrant. oDm maifuu buniloaia adoiira- 
tjoiio; arado ego polliifl a naTara. qua* 
a Ut^ralnra, Diiiu aaaat lltararum i|[ba- 
rtii . ; ii<na. 

1 IO. untaiit Al.' annoisi psntetnp* 
l>a tar4l di non a*ei badata a lliro n da- 
balUDU, laantaado itan l'aMo dall'ta- 
dorino. 

in. Tvans «««,1 (ttivoAlara. Kob 
oa nomlaa naaavM paHIOOlBraieDW. 



f . a. BOIA, li 



Ixr. it. I82-1S0 riKDOTi'ii KODtnsiJ IM 



m 



n 



La apoU 9 il fnm, « fecersi indovin» ; 
Fecer malia con ert>e e con ìidkko. 

Ma VÌAD1I0 01110), olii KÌ& tiene il aatiRait 
D'ftmbedao gli «mÌM]iorì, o toRon l'onda, 
Sotto Sibilla, Cnìno « Io «pino, 

E giJk ìemott« fn In luna tonda: 
Bea ten dee ricordar, che non ti oocque 
Alonna volu per U selva fonda.» 

SI mi parlava, ed andavamo introoqus. 



i»iM )> im ; AL: (tnxai eit.z. F.. 



m- 
31 - 

tu. mmamt «sn aatnUr di «b«pMI- 
mtmit ■ — I— |l»l *n-i«. « PWHlftl* 
■■*» «ar Tina 41 «ru arb« mcdlanll 
*^w |— — '- o far Miaftiw di «NS o 
filo» kiMa In c*rtl fanti, al p*r «nW 
I A*. momA* qaola Mi^IbI ti fot» 
> Im« h Wi H I mi o*psi «Mi 
mtm nJnl * ni iBafflna «II* 
eodM tnml«> A« ti Httif 

I •! Ji* n*r. 

m. mlimi: dal do* «nlidari. (doò 
M Pars>w*ta * iti Qwiilwaiii». Il qa>l 
^mBm » Ui'uttnmuh dalla p«ri«»1a 
lip^Ha. dH crtob « là 4* artnHa. 

PI CUiaoi la Inaa. Il f«3(« «Tadara. 
ta aMHkt* 4iBa lana «liMr* Calna uba 
ttM^a ■» tanXa di afte*; cA. Ar. 
a «a. Orni. )l, 14. 

in luai'* : iiteaa. ' • Vanì dtt* aba 
k l«H •• ira** al Mail di Dada (bhI 
pMpMHunaCadlca. I^r. XXVn. Oh 
k Oada H »M»a «ra tata* t'amlalna 
imtia alia >■ far aanln tanaalen, 
■ aiMai^ l'aaHatNv aa^aao «ba ha p« 
I ti PkrgalacM. U ^<nti> appaaiA 



a (ìadn « It Uanira iP^rs, TI, Ifi). B« ta 

luna fuaHi plana, arramino; 

Idauodt In Oanpi . . . «ra IR 
IdattlDD Id Icffnaatam . ara 13 
Idaiuaatla In Oada . . ara « 
Stra In PnrcaMiia ... ara U 

UaaTmHlalalaDaHtarHBtariivaim'ara. 
pvlebA al trwa al irrik''*ii]uio jfk'f uo, bì- 
«u^n ■ quella ara ajfciuuiinr** ijufimt'ar 
Ira ora. OiliId «fjrDA ròù tu laruialam 
aonn ora tJ. ■ ^oriJi, 

ÌSi^ sol TI Toctji.'i!; ti flovA cai ano 
titiRA rtarhtaran'tnii I» «Ta, 

m, AixiiTM lokrÀ ■ di Itatln In Iralitat 
O ttiul fon» accannars Mu qii«(a liaaa 
rìtt paatA bm pl(i di una aiita iiolia nalla 
arln yr^Anda In mi •«• aaiantut 

Ilo. llm«ic«ua ' InMaU. nanlra Vlr- 
Cfila Mal ni partala. IMnt^mt II lu. 
(a(rria<. NM D> Fui;. SI. Oanlatlla 
■liiaata TOH Muaaaampladl bralUpar- 
lara 11. I>). U* od ano Infrrtt» Il PavM 
WB BOB |«aba vivi rha la altra alit^ 
■laBie ei:ll far^be ttata 1] primo aoail- 
dannai*. Il linruaecii A ■Aatialn alla 
malaria. Clr. Pantt. Bili. UI, lls. 



1100 (OIEG. 8- BOIA, i] Isr. IXI. 1-9 



[DjLKITTIEIk] 



CANTO VENTESIMOPRIMO 

CEECHIO OTTAVO 
DOUilA QUUrTA : BAttATXIEKI 

Cfomnvnl doDiì ]>*M bolluM 



HAUISrBATO Lt'CCUESK, I DIAVOLI MAI.KBRAHCUK 
HALACODA, CUMICA IHPBIUtALK 



Oo«l di peate io ponte, altro pnirUiiilo 
Che la mia commodla eanUr non cort, 
VoDimmo; e tonovatno il colmo, quando 

BÌ9temmo per veder l'altra fessura 
Di Haldbolge a gVt altri pianti vani; 
£ vidila mirabilmviita OHRura. 

Quale uoU'arsonJt do' ViniKian! 
Uolle l'inverno la toticicp p«co 
A rìmpalmar li legni lor non sanJ, 



la ^nla boIflB i au liLia él pte*, nal 
%niU MDO lanntnl I lMi*Mc*t. Oir- 
carta* Ib Hla di vptraraedl* Unal)» 
pH mtcllo rlMpiIra I t*ni pcrtdl lobl- 
idil; < lini tea» mM uwMtl • (opwtl 
da 114» l'ilvi nuoT thUU. X«b ni nn- 
nuin ■li'llt KliiitliUt. della vtril* • dalla 
InIiAi *i|ni Riiiu In bilia di diateli ba- 
Iflafilt t WTDfa [agir*, ileali a ctadoJl. 

I. I-I roili«i •!> nuti d»Ila quarla a 
qusllo dalli qaiuia bui|[lL - «Lnmi di 
allr* mM vlio qnl non u ra^klnna i (<r. 
fH/. IT, 1«1 •■. 

J. imniTiuii- Naracna icil [maU plb 
■Ila diAi Ufo qulDl*. 

(. nnitiu : Mula, qnaal tcadlWn di 
Mnm*. dMla a)ti*i« /mm, 

t, Tijii : ptnbà anlla ilonoa. 

T. AMWA I oM MB fla ndd. SMiM' 



■d litri. I pia A>M*A j tft. Z. r, m H. 

■ Chfl da1>1i« illnJ arttiU a un arMat. 
Io (I TileTK di molli dwauMill • dal- 
l'ull» ptula ilt V«Hala,... v*'t K^IIO 
pliluanitDM Arasol •; JVUnaf, D,til 
«ut ».. p MI. InTMS IMU. I, lOftì 
• Anaiit A lina vn«ila naaril, «ii-cona 
gasila (bo Ttaia ila arMnar. «b* In ra- 
naalaaii ruul dira ari;!»!». Onda al t 
fitto l'armid, vl»« l'atcliala. • Clu, 
mata. l'rrftiiA 1. 1 g» n- I>ial» lalaadl 
dall'arataala moliUi aMUo «el IIM, 
iBcraBdlta vana 11 lUl, cxHMsnlaal 
lanpldat PoMaccnie uaodilplti liupar- 
usti dell'ltaraiw. Ctt. SHtorJ, Lkun 

Mw., 4HM|. K«II Mlmolncla della <r<«e 
C*. Ma; mrt- P. SI. 

•■ A RMrAUUA; destinata ■ rtaii*- 
•Un I saitcU nlU s malltad. 



dd 



[enc. a. mlo. b] 



lilF. Iti. IthSS 



iBABATtlMll SOI 



m 



II 



» 



Cbh DkvioAr non ponno, « in qnollt vmo 
Cbi fa il 800 legno nnovo. o chi ristoppi 
L« coste A qnol che più viaggi fece; 

Chi ribatte dn prode e chi da poppa; 
Altri fa remi, ed eltrì voTge earte; 
Chi teneraoto ed artimon rintoppe; 

Tal, non por faoc«, ma por divina arto, 
Bollia legginso nna pegol* spesMi 
Che inviaeavB la ripa da ogni part«. 

Io vedea lei, ma non vedea io eesa 
Ha' ohe le bolle che il boiler lerave, 
K gnniìnr tntla, e rÌKoder compresali. 

Mciitr'io laggiù lÌMniorte mirava, 

Lo daca mio, dicenilo ' Gnanla, gnarda! ', 
Mi Irawe a aè dal loco dov'io stava. 

Allor mi volai come l'nom cui tarde 
Di veder quel che gli eonvten fuggire, 



IB. nitt lanbA l' iDTarDO I Via ulani 
< ■•tlfin. Ali CHI Hnn 
«M * A* (— I WcnI loi naa 
ma/t •«■ p»— « aaitouv •. iMinn'? mI 
laMiirMailm» <bs InpIUwiii uik Ino- 
UlB niwUitau di M» th'4 «MI» dMto 
•M Iap*l (or Kn tana- - tkx: tnrw* di 
aavlpra. AL : K IB qncll' «vulao*. la 

«Mi l»»p H 1l, 

II. Mitom' (kItAUT ittnn t* Ut 
•un mHii Mapp». 

II (MR«; IMI dslU UN. 

11. mMriMi ton oU«dl. 

IL vnuiK ■llorHtllahvMiptlWndu 
Hnt.idM ■••* t ottiUvl dabasavl. Idt«- 
tm€i r>..,.TOUi* p*»mM cMU. ìaon- 
■• f *■.... rnuMis : (Ti . Ifowr. OrM..3ta. 

11. TUttatoui I U *«la mtiHir* Mt* 
«■>«.l«4«*l« • pirtA Ira Tolt .' iMfnia' 
Ja. «ka ti iblaBa mllmvni, saa »aa- 
mmK laqaala tl<tilaaaUaiMC»aa,«d 
■a' «Hi» ■laaia. tba il ablaaa tTfinH- 
l»i JhiM. - usTotrjt I TaUcT^a, r*pp««- 
■^ MaUaaonra Upp*. 

IT. rMou «naia r para Aaaw. 

U. 9n>UJài tleaprlia di au Ini*- 
^MB «éaihwaa. a^HT d awo, 

». UB : U pw • Il UralUara «1 pnt 
tam radar*, ma Mn la fnada tlia H rad 
■■■r*, oU iioMia Ma aalawa M cri U 'i 

3» MA'cati pW» «U. ftwfcl [«ft. fy. 
tv. ■>. XalM paa* «* nfcn ■!■ lo 




bulla Invaia dall' Inlanio bullora lulla <■>. 
pitflcbt, • vtdnva la poca Inlta KtoBanl 
s hilibaHard allo Bospplat della bolla. 

II. itiauiia: ■lìsdnlrvnortarria.qna 
ri niaiU alta lamopuil ObJpIba* n|itl* 
nirta«qae In ■• 1?m rmldanl >, V<rt.. 
OtTg. Il, 4n-U0. 

V.n-il.t/aniUtdlAaula XUi>,Ai- 
riva abdJaToìn.olja ha nuLlo «palla oa ba< 
TBiuoF* lOMbaao • to liDUa sU dal paoU 
nr) l*c*dt poM. AtCoflUaal. Il banulcn 
torna is omTolU. « I dlaioll la uUtn- 
Uai> >rb*iDaiidala,oollonnllL A*iKida 
II Porla Uiclutoa DMBodlraitnl. *laa- 
lllfl i*niar* d*lBdo*tB«r)o. Na Uri-Inno 
il uvTixi Saiitfl., An. M., /ai, IttiU.. 
Jmiu. oh.. PMr. DaM.. Cuti.. rtU« 
Brcc, Bhk, Ma. • AMd TDsUoa dir* 
«ha liiaaa Hartlsa Bottaio, U ^mla laorl 
ntl UM. l' anon iba 1' aalor Unta <ba 
aTcaao «aaiU (aalaila. Il Teaonll uaM 
la DMla aspra I) aabbato aanto. lalan- 
dtadtal dal pl^na T^acrdl di mano; a 
(a oaatiil as k"-" (iMadlao In Luoca al 
Uh>p« alia, • lOMora* eoo Uista» Dalt 
a »■ alirl ttnatal di baaia aano, oln 
(•uaTuo allora iMxm >i AaM. Vti. Mi- 
•hWN, ti Oaab r a mo m^ ttl «t- 
e ir. JbrK lo KnO. Vi, tìt. 

M. LOt»! i^oMU 4*1 pntB. 

M. r«aM I pam nllTHal, parcM 4r- 
Mara vdaatNOMiWi dMasaaaaM M- 
•loaodl rrttt*! tir. Ii^. Ut. B. 



J 




SOS [CKKa «■ «fLO. A] Inr. »l.2T-»& [AH£IAIIDI»àl(T*IIT*1 



» 



ai 



at 



E cui pAura triihitn nfiiiglìnrdn, 

Che, per veiler, noti ioiliigj» il partire; 
E villi dietro (t noi un diavol nero 
Correlalo su per lo bcokIÌo venire. 

Ahi, quanto egli tn neirnspetto fiero! 
E quAnto mi parea iiitll'atto nocrbo, 
Con l'ale aperte e sovra i piò leggiero! 

L'òDiero suo, ch'ora acuto e superbo, 
Clircava tin pe<-,cator con Ambo' l'anche, 
E qnei tenea de' pie ghermito il nerbo. 

DM nostro ponte liisse; « Malebrwirlie, 
Ecco un degli anxiau di Saul* f^ita! 
Mettete! Botto^ ch'io tomo por anche 



n.Binoi.nuoAì tonilo le fon«i<V|. 

rniil. XIV. 132. 

3lt- ritBi tinnii*, «pbtivit^fnardj. non 
rtitk |rtiA ili Tuf |[1n. TUA itQkMJt e OiAflo 
ntllo %inmii l4«mp<i,it1nja]Bt^ «InllH erutta- 
li lA « <I>IU |i*un>. 

33. ti'Knrr: pnr toIuv. - i.xnaivtiO: 
n«nirpji;un<la n vdUp'ln in>i«nih, Qnntta 
dniii«n;« 4 dipinto qnAlc *|rpijfito c4^l mo- 
ntTTiian laflnib* a\)fin A' s,tu- ilt^l infiillu 
etD, Cfr. QfoJ, Dmonotoffia di Dfutlt, 

V- 30 f- 

S4, i.'0)raRD: qurla etto, - «Cirro : 
■ppiinula • t1«lnUk 

ti. ciniuvt ! KtiivaTik, - viocìTOb ì 
jtTimnntmt, ul\pn<v*uirittr*Tit\'aiìirTà 
■lei dinonlu^ il II dlmnnl», imndolu lo 
flVLU» ntn^nf II gn\«^ t'itn U IJ lupo U pi^ 
WT% rN. »t tniiPulL», A«0i>dif fìttn ìM 1111' 
jrbionl nfi~ norbi <7hn mino vipr*' pl^lJ. 
Irà" pl*dJ f>l« ifhmli^ »! .*n, /^■Dr- -* l!i|i 
p«(«t«r« OQD Ambo la fti1« ftnche carl- 
OATii * prninrit l'niDorndnttllHviddtih'tr* 
tcaiflìrmU» o iiinfivaro p^r «iiiiprbU di 
rlom pTvdn, p qii^TU hruttit la'atJn ^tk 
t«uu trliDrulcu (VD qiKinv nDKbitix^ uir 
idi>*l4t II mlln dnl pÌhIa] n *(« on fi^iv 
catara »rfl aDAVklaloDL «arronion» d'un 
flIkTfllo. tiVic 1'> IfiQ"* tlT^ltmifinto *f- 
IWrrutA pot pimll -^ KoM. A^! uwt» ili 
qdUU ha diAtn nKroTP, /iv^, III. 131 
^., I>inti>*lllllrniiqDl (•• /V. XX VII. 
tSI ■HJE.jallaooiDiiliecH^i.riKjk do' tempi 
■atri. Mconrta la qnalo In anLm* malt*^ 
Moo fArUu Tia dal dJaTotl, ■ qaalolja 
TdU Misti» I mrpl. 

n. DB. lorrmo : d' bi ini pOnM darò 



■raruno In ■ Vlrcllla. Il daroonlo iìIiim. 
A-ttn puDtenlaDo : • Uu. Konai) rcn- 

TK • IIHUK. • n UlI.KHIll.lK'llll. • nl(l4l 

• O MtlobnDcbo 4o1 Do*irfi ponte.* N'on 
par» pvrh ehn ntnt pmiU abbia I anni 
dia vali, o Uilpbi&ufli'. apaclall, anttdal 
irarti ll^l1fE■ t^omp pura dal (Xa^. nivID- 
bra rlmliata In-lnbhliuniiiiu fle«BU«iie, 
pnirliA In ViiNArtnrfv TWinn «ol dm 
TixitK iiA i|Dr«iL luranlrano ali» Jfulf- 
sroiiii*» i;n inndnaliDlla/V. XXlV.VTi 
da ntufr 4 grolla. pIpA dalla pnidaot's*^ 
Tallio VitelDo wl lo, Crr. JtlaM, VitiihA, 
IO! •£. - Mil-iiiluscRI: aoiBs (anmica 
dot rifnnnl il< qnaiU Imlifla, i-o^ «bU- 
matl dai torci uoiililniil *,! aurini, a dal' 
IW*or ciiBtodl di n"o' uba afibrannt'ono 
Dfin brattehc mal*, clu^ Lh|;11lal«. 

B8, «iziall I I rilnrl ma^liilrall laprtail 
dn.DCfìa.rainalPnuFid Fif*iifa.*^jrTa 
Zlla: Lnn». ooul chi iiuaia dalla f«ita(- 
irt» dalla ultlA. Aaiita 7lla fu ohunda di 
DD Tillaulo >u qn'l di r uat ranoll. nata 
uil 12111 da iHiTOtl (anltorf. natia n XJ 
aprllodi') U7:, K«a * • la raniAlB da la 
lAffnnda ; c'4Ult 111] n panvf* h^i-&dU qua 
•nu malti* coniali a^dniro -: dfaj<^f». ' 

• Iji htinlclUi dal PaUnalll. nulla iinala 
aToa TloaM con ofllola di fkntaana, a* 
eanafirTÒ n tir* rpf> nafla cai^ivcUa j^antill- 
alaobalHHtrdara n?1La cbin^h di 9. Vn- 
diano a Lucra >: F^tiimi, In/. >4|. III. 
p. IMicrr. KIUt.I.XIII. «fri"i.lr*M. 
drgli anrirtiiH d'Uà tMnifiana. lUaM 
in», ti, m •((. ITifii-rruH Mrd. Vii 
ià a»UiU ZtU. IIH* IMS. 

la. PIB aaen>: pat allrl, ■ pnndama 
daull altri. jM>' I* >«"» d* «^- 



[Cnc. S. BOLO. >| 



IHF. X\l, 40-49 (1S2UX I>[ ». »m] 




A qnelln terni ch'io n'bo beo fornita: 
Ognun T*è baraltier, fuor die Bontnro; 
Del ' no ' per li donar vi sì fa ' ita '.> 
Laggiù il batl6, e p«r lo atroglio duro 
Si voIm; t mai non fii mastini) aciolto 
Con Unta frotta a m^ttitar to furo. 

M Quei B'attaffò, « tom6 so convolta; 

Ma i depon, che del ponte avenn coTercbio,> 
Gridar : < Qui non ba loco il Santo Volto ! 

«9 Qui ai nuota altrimenti cfa» nel Serchio! 



v.a in 

I ahtéa 



40. tnu: CItU. cM LDMa.-ctl'lO 
m'ntì: 'in urina |k^ wTilittli^fin uni Al 
taliUlu. Impera ch'ho bflD roraltAtiUDJla 
Mm di 1*1 (BiKttilODo • . Mn. Q'>^7l» 
Kafiuccls f> Hatln l' utttguita ti pn- 
lar* B II (tniB in>!l(nt <1<i'il]i>Tall. At i 

•LBonvaoi IlMiinraI)>U.«ii|«> della 

tBnvolh TH Ieri ttr. Uural.. Mn>t. XV. 

»n ■«■! X. MI. o. ria. vn. m. ju<. 

:«U In D. ( U flw ■» . 311 •rx. <%m. 
I. t*. US •!.. AwU . HO. t pm In 
il l'*Cr<<»* *r>' binillsrl loc- 
dcJ («ni"-, rpiidif d cirrTbho jn qoo- 
«to T«mi im^ KiuRf ft Ironia • Pult ai*, 
^aw popalMla IB el<Hiain pmtlrU •: 
Jtoiutyt. - • Baondo lieto luomlaiiU. 
yw (iuda(alv* n*l fnoDtv mnrio In 
«DBas*. l'MHt BitnalaiuniillnilHi r; 
IJH. nnt.- < fa In naulor baritlierl 
41 palaflo (Iw (ma o il Mppla In i|iialtit 
el1liH]a>; Xan. - 'Q(kl TDKiIrunt 04l «; 
0>M. - « Fi0t arrblbanxa*iiT4H Qiil iiacL- 
(ilwdsMtMt «t naruhu lllml i;(iuiuiD' 
mm tsUIB, et dahat efllita iiiiIbDn riilii* 
hall •ianUvreKlo.labUiavi nilsbiit •! 
Bttn, • • Fa et*»i|i<»la« liatiitier'- p t'i 
psBda«lli*illnaiIl Lnp», al dc»! barai - 
tari* f'w p«t ftonaH > l ^fi, - « Viti}l 
dira eh'* Il vafE(lu» baiBlt/i'ii di va- 
nuin •: ^a. /%-'r, lill allh TreccntliU 
tafdoBD. Alcuni poaturlari pnl »l avrl- 
«vioebe BontQn Don fVim colpo y eie <tl 
boraliaHa. « cb' qui al parli yirnjjrU- 
BastaasoQ par 4roDìa. CTr Lii.-rhrn^ni. 
O^er*. Laora. tx». I, tf e» ivjxfAi'»'. 
l).n««(tt.Z. ''■IUm. 

U. ira > d. Ha ni. Ka MN*r. IM w» 
«•MBr. fervila (iBdixltria di aUavsalJ, 
■■adall, nalimi*. m«. di 4M' Bii^itta- 
IL - • la lAMa.... ■ cbt da' tmtt dallo 
A B*adli<i«<l* deUo A HìM * oh) 



aoD ha rrnslone. A htto eba l'abbia por 
Il di'narli^ Bull. 

tS. ruiio : ladrone ; anUean. anche in 
pmm. Su qni-ala «0™ rfr. Dia, Bom. 
OniB.. 1'. p. Zi. 33. IFilrt. !•. p. va. Co. 
■tt. : Can ina>tlnn dihiilnlto non ru ud 
■I lalDa*! ad Itiaoiiuini II ladro, poma Ito 
veloce qaol dlarolo a tornare ladlacro. 
Kr^THequI n'alluda air oan di alttar^eoo' 
lrt.1 ladri ol ralllfi rtjjtj^oBU on uiaallDo. 
Ufi. limi. Xtl, H3. 

40 GoivoLTO: ^eolla Mblooalp aa, al 
nlit iwia * iiainha nviamiin Dalla pae*. 
Tala atteiritlaiuenla. dia para la pac«* 
d'DDOfhr* allori, «In tflila l demon'alMr- 
namor Noli ri&^a nm Vailurajif.nv d»! 
Konti^Tolio.ffDltantoaTfiebi predio toI 
■Il ri LUMbaali (Il » Iruppo tardila Alone. 
Sefondo allri, lOawUo Tala qnl (atto lor- 
dalo a Mpano di pe<«. Uolll eodil. haa- 
Do t'DL VOLTO, a «od Itaaars Ofl».. Bull, 
Jinrj-, edo. Dal T. 4A liuilUi ohe gufala 
laa. » ralla. Clr itIan(.r>'«<KJit.IBS«. 

4T- 11U*: warann «Ilo II post*, H 
fLiriLl^^fa loro rverttKio. 

iS. nriK iKLMXi^ Don gioia InTOtailo. 
-8t.iTDTi'I.TO: (annuo (iDiiilaero iboal 
«tu Hf va ^ D iiDa »ppolla cblD*ad?tlAOa^ 
mirali- di Lucra. £ dd CnKiniBudlla(no 
nero, cbo>] vuolo porlal» da Cnvlanilao- 

poU VPrRol' oliavo pri^cil», c| iLkqdO PlOllò 

Lman'nl. por «camparle alla perrMnabno 
di^li Irripnialnrl Inaurili, furano racato 
In Ocuideota. La legRODila iDonbaM ■>- 
l.rlbril-ci^ flirtili' npttra a NI(n»doQ»e. 44I la 
pjirlk"T[Lrv 11 Tolt-i> a Dkano r*!***". fha 
r Inlnichi), u^onTn» NI{!'jdtNukr> v'era In dol- 
ca con tsm pi sUone addnrmenlato p rtaa» 
Il »nn laruro. CAt. Tmtftt. Jnf. voi. Iti. 
p. IM, edivl lalav, LXIV. UinaUìi lo 
JSonEi' • li no ne., IM tt- 

4>. tìiui'lllo : aamo ebf ecrra a inra 
dIMaixB da Leon, nota alp praaaa (Il 



adi (CBKO. 8. BOUl. »] INV. XII. 50-S6 [tXIUS DI »MTi ?.ITA] 



&1 



u 



u 



«4 



Però, B6 tu non vuoi do' nostri grnffi, 
Non fnr sovra la pegola soverchio. > 

Poi Vnddentftr oon piii ili cento raffi, 
Disser: < Covorto convien che qni balli, 
SI che, ae puoi, naacoasmeiite acoaffi. > 

Non altrimeati i cuochi a' lor vitasallì 
Fanno attufìTnre in mezzo la caldaia 
L» carne cogli wnciu, perchè non galli. 

Lo bnou maestro < Acciò che non §ì psia 
Che tu ci sii, > mi dieso, < gih t'acquatta 
Dopo uno scheggio, «he alcun adieriDO t'àin; 

E por nulla ofTonniott cfaa mi da fatta, 
Non tiiraor tu, ch'io ho Io coso cont«, 
Perchè ftltia volt» fai k ta) baratta. » 

Poscia pftseò dì ìk dal co del ponte; 
E com' ei ginnae in au la ripa sesta, 
Mestier gli fu d'aver aecura fronte. 



■rnUiibl BtniKnhl i> Knmftnl oal BOnii di 
XM,t. Cfr. Mìfi'M. I. e. - • Lk aUlO 

«DlrttB: Lan, 
Miiiaim^RnifflBtoraitA'iiMtrinncilni 

SI. gfH rt» •oc.: non tm-ornhinm i 
DOD T«nlr« ft it*llii. 

IS. rfili pol(ih^, " KArrtE Hlnimniitl ili 
laro DOB denti noDlnitl. deill rampini 

SI. coskuto i witlo Ih p*eo, - im.r.i i 

Min U ilimaDunt M i)iiukIÌ (Ciiicnnill 

M. *RCjk>-VI I cogli furtlTaCDi4iu4l «io- 
tntm io opportiiDo A utFir na jm'Atlìh pt'At . 

M. v*-nii,i.i (kntl, jinllcrl, wrvi. 

17. UAU-I : c*Us|t^. T«iig» ■ ckHih Di 
t«llan — jaltifffiari, Cfi. f'u'j, X. UT. 

V. Mia. Tirvilio e t aiarvlt. Vlr- 
g1U« f«rU li filo A^iinDA B Mnrral |ib< 
■OMto df«tTO Doo wbnciEln. EnTitQtiicho 
0(11 Mdt* ■ p*ri*n »! dlavalt. adi non 
Uimr* p««qiu1il»c11aair(«*(<b« gli «la 
blu. «BMBondo («n ooiDft tuina la «osa 
lacfltt. toMU I Ataf/aS. apiiaDa rado. 
Ma, oortona addftMo a Titcllto Mi tara 
frafl I ma *t|ll al acbcrnlwp. taiitaailall 
a maBdanll laconicv uno di loia, eoa col 
paaaa patUtB ad eapomU la nglone dol 
■U vlàfEis cnl>nlli. 

ACi. at rxtA: apparsa, aaa il vanj^a- 
Clt. tu/. Tlll. IM .uc. 






BV, T'argiiATTA! chtoUl par (arra. 
Saiu^fft t'ho uA l0 Ma]i.^biaiiolti> j-iir» Il 
pmitA. uh 11 rli'^sflJ.1 ntro a^nunro an- 
cora Tbdftla l Aitt Pa«li. chò alltlmenli 
qnMli) fiù l'iuftialrat— abbiMall o oa- 
■cunilLEi) nati Bvrelrlia aarma. 

ns. EWi'O il\olin. Ut. pnC, «me Par. 

I!, lou, B«i. c(v. r.ry.. Ew ni. mao. 

• mi: Il qoiJa aobanitlo II naaeoBdk alla 
tIiU lini damiiul. . Jkix: abblai uttloau. 
anohs fnoT di rima. Ctl. Par. XVII. tU, 
Kanti , forti, SOT iff. • PsndJ, Ault. 
Ili, l«>. 

03. (XiKTa< i?n(vit«i •inaaMIcai: 
nnrl fnudai Iwarnn liaTatadaruin 
fJmc HundiiTl Iti* iuta, «Ir. Irif. 

«S. luaATT*: barnOk. (ODlnila. md- 

KM. « QTHiiflii dnn tT^tijEnnn a fnnt<«a 
iDHlaiua e tr< It dauDO a Tloauda. al élm 
rie •>■ k xan bonimbi, K al dire barM- 
fararla ioimi di paFiils iBKlarloai dalla « 
il«Dda. • IToanT^. In qoeala laa|tats> 
rota a dalla • fsraa con qnalcha alla- 
•lone al InoE» arr il poalacoM 1 bant- 
tlnrl, a al diavoli uba *l ataeao a c*<»r- 
dia>i Or. 

M. 00 1 eapa. cfr. Iii/. XX, Td. Pmf, 
Ut. U« Par. Iti. tw 

tS. «m-a 1 f ha pirtlT» la qolata dalla 
BHla bul(f*. 

M. ittcai noim : aapeUo flai«, dai4 
mnattml rsnicclaai'- 




[cmc. a. BOLO, t] 



Ivr. nu 97-83 {ulsbkakcbb] 205 



CoD qnsl fiiror g ood quelU tempesta 
Ch'escono i cani addosso al poverello, 
Che di subito chiede ove s'u-rMit»; 

Usciron quei di sotto al ponticello, 
E volser contra lai tatti i roncigli; 
Ha ei gridò: « NMKao di voi «in follo! 

Tunausi eh» l'uucio vostro mi pigli, 
Traggasi avanti l'un di voi che m'oda, 
E poi d' arronoigliariDi sì consìgli » 

Tutti gridaroD : « Vada JUalacoda 1 > 

Per che aa ai moaae, e gli altri stelt«r fermi, 
£ venne a lui dioeudo: ■ Che gli approda? > 

« Credi tu, HaUcoda, qui vedermi 
Esser venuto, » dime il mio maestro, 
« Sdcnro già da tutti i vostri schermì, 

Sftsut voler divino e fato destro? 



fT. Tsmni: >Kt qoMl tompMlM 
mal** •ODiro Ulnm >,- IHnM. XI. «a. 

sa. CHto«idoiMadaMni'ilU«l'*lv- 
• AecMuaU faM» nMkeb«pf« 
t * Mta ad a(DDno. (IM obs •! 
kl. «gli i(Ms cb* Ri ■«icaluio • 
ipvrananwo. nittnuinaiu 
I «Ni «1 arrwiMM •! 7<«ist. - • Dcnurll 
■rMtM wpfiwiir «Mlbga •: Bnu. 

ri, rau«i«Ti>Ma. a»lTi«la. t/Wlt* 
tctol tb« piatm di fcr mala ad dirai - : 
»iM.Vtì.l>Ut,WM. V, p.l74f.ln/. 
XTIl. m, XXVIU. 11. Fitr. IV, 19. 

n. u ooBHiOU^ ^nait» Tono di >o) 
■I ank sdii». Mio tOtt» urk M«>|io di 
4atlk«*v* tra Tol M •!• li oaao di àr- 
niaal|ll*nBl- 

V. TUT, ritvlU»»Mmtmtaém.Vtì- 
ifm* li tà Hiini dlijMiliB» • MBU «^ 
pitto». • CI tMU UaUnla ! • pUMO 
laUl I dUTiD id DDa r»«. B l' alMIs 
gB«(«u 4*1 <Mrt« ««o NBU umt*. a al 
■ttMm a 'nrrUla, Il qMle W «mina rt- 
owibMdaglI U nlunia iifiraBa. 

TS. lUumDi;M*B*oiwlB«liva«IIA 
qiHBta aoa* llaala aUla luuCMIa qual- 
•M Mt MMtM, OMt* di Tallita • Cvn* 
DmM. S*f«mbl«MNto lat*«BiM*><ll 
•Mw 4 iwMS** «k* la MM nKtiabb* 
a mal lat •) Jteat, 

TI. miiu 4rraautiqialpf*<ll b, 
•IMI (B fMra failan «aa ■•• di Mai) 
La qaaU pantt Haluod* dia* • il*«Ma 
atra far •' aTtla. •aaaads 




Il loro dtalderìo, tTICKillei o coma di' 
■OMTUido OD sa' «Mealo ha «^ e«l ptn- 
•Uni rlrolM a Vintilo cbs ba datladl 
iroUr parlata, fnna eb'HHl •MlbaHoo 
uU' ■rroBdjcllarltf, iffnidan >a qaato 
aaÌ«f ne MUB * naato J^II■f , XIII, «T, 
AIM Ul«ndoa« ^ • ClM la «raulnua qal ' • 
SML Aai., tee. (Affrtdtu*— vaalfa a 
pndal. •(AaTOola. «hadMldaiali iKa- 
M, A.mb(daa dlniaiHU laptrta*. eìii 
Vic/fiio le ba (ManiiUa appunto par illr- 
(Il M «ba «^ TDola a oW «li» qat lo 
MiodaM. AUn l«i.i caa ti urraMi* 
|tb« moti): mi r'jirraoiiul tran» ad 
qui oapiteloni CH'ttaLi an-aoba «to 
«'* dlBBOTor^.aet. Cfr. 2. r., Itt ■(. 

«t. acuiwHi dlhaai qal par iBpadl- 
asoli, appaalalaal. 1 danoal bod hìwDo 
U paun di olftadwa Tltit(llo. Il quala 
mia * (ladi(B(« da lUsaaM; M. XII. 
V». Purp. L, •!■ KamiDtataBdo TStaia 
•■IiNnw, min tIbm (M aatBMdl i tti. la/. 
III. M ■o-i V, » Hur.i VU. 1* tf 
I Mll j|w»dl»Bl dal MNblo dagli «raUd 
Ma «odono. JV- VlII.raiu.. «Meda 
«•a I rapftawMuU di tU aon «teda lo 
un toIm «opnaio. 

KI. Mania I ptoplilo. laTararolBiifr. 
Vag:, Àm. V. M f '^u* ralto Vlr- 
l[llM Boo nnioitflla al dlanU i** Il To- 
lor dlrlaoi qnl il acilaoga II A**> a* 
quala BMiMida la attaloita «Ho aaUO' 
pwU III awaid IM| alt. Oaid.. Mu. IX, 
4» V. 



20a [ORRC. 8. B6Le. S) Is*. Iti. S3-I0fl 



EMaLKUtAXCBK] 



1*1 



|«t 



tn 



LttHciKiie Andkr, oliè noi nolo è voluto 

Ch'io moiilri altrui questo cammìn silvMtro. > 
AUor gli fu l'orgoglio si cadalo, 

Cha ai Inscio cascar l'uncino ai piedi, 

E disso agli altri: « Ornai non sia feruto. > 
£ il duca mio a me : < tu che aiedi 

Tra n\i scbegfìiou del ponte qaatto quatto, 

Secorameutfi oniai a niu ti rìtà'ì. * 
Pvr eh' io mi moMÌ, od a luì venui ratt« ; 

E i diavoli si fecor tutti avanti. 

ijl eh* io tomotti non tenesser patto. 
K cori vid' io già toiuer li fantj, 

Che nacìvan patteggiati di Ca prona, 

Veggeodo sé tra nimici cotanti. 
Io m'accoetai con tutta la p«r80iik 

Lungo il mio daoa, e non toroeva kU occhi 

Dalla semblnuM lor, ch'era non buona. 
Ki chiaavau li raffi, « • Vuoi che il toc«hÌ > 



■1. ALTairit ■ UuU DHMdO. - ML- 
VnnaO: aalTMiM ci orH^B. 

Bl. CAUUra ■ • Uklteoila venna nimn 
I'Hnf«DU.ta>UUaU|naiIfl,etr. l»J. 
VII. Il sii;. 

K?. PUL'IO ; fWtta. Cfr. yviuiw, Vtbi, 
W.. DI. I. 

V.K4 IUÌ.%awiUad<lM»M.!<p>>nIa 
mU* MS iitrals U Inruuiju di Unla- 
«•da « Aa'MoI oampkcot. Vii,>ilin ohls- 
M t>UlM k •*. Ewuilutl ofll niiuii 
r*' mCCloiilt*** Il muMt'o, Idomnnl >l 
(MIM aTiiolt. a roB pani* «liarBiroll 
ri rv^ttaDn l'un l'ahTv ai] o(Tvnd«rlo, 
Daal* 4 Bpavr«iali>. li«iif>ljA MuUrwIft 
*ai-n«>lHa t dlarstl di itat r*rul, 

•II. I^'HTTO ^UarKij • (hlnai* •> ctiDia 
■ftauM In iMTfc • CMB> (a U caiM 
^■MiJo HMalla. «b« al •tlM'ta ia l*m 
^r una mmt twlnu •! S>r;>»<ai. 

HI. i'.irTU: la piwi.(«H latta. i> IT. 
* Kl aala quod aocéur palerà bue ftoflt, 
^tria t«r* Td noni] nani Ut) bantarll 
«rfaDiquoJpcDnltliauliiilai ttlaAaantf- 
la ■aniuii BMf Al.; iKHEm cu' » 
nataaM PATTO, fha rtavamUnblx ni 
W. ■■nw tU • ck'* »Hr iMtena aml- 
lalillu. UIV. «wn. Wtl , UO M' 

N TUi'lo:sl(adaui|U>prna>lil*.L'opl' 
alia» ca'al T'akrlitHB Dn OMua ■!■!•, 
a* mr ««fa onrìonia lAwMf, £«Mir. 
tol. T. M ac.i. bM * pubi pral■^Mt^ 



M. ramuntan i «etto fUs di «plM- 
tulMia.-CAriinNA! «aalalloM PImbI, 
pmo dal fìg reaU iiI a Limhit acU'Mi*- 
Mird*l l»«i rfr. 0.riU. VII. IIT: •K(l 
dalMaaao IIMI dal we« il'agnU. I Lae- 
ebari (Mina* a«U aipra la dtU di n» 
mUi ftira* da' nomunl, elia v'wrfa- 
naa 40> eaiallsrl Al ctirallala d IODI) 
pedobl di Flrtfiaa a la lai;]la di luru u 
dall'alt» t«T* di parta govir* di la- 
acaaa t. .. fcsastiii 11 eaalallo di i;a|>n>- 
aa. • RDaiiatln. > Il coaiolla di Oaptoaa 
ara aiMa fopqHiitato ita Lìnldt» da Una^ 
taftltio. fapllaaa Avi popolo a ili cupir» 
a p<tl aurha pailivt* itrl l'iaanl lUl mar- 

•-. i:»)Bii»aMi>. vi'i. VII, i;g; vut, 

:i. Il pnaMto di CaprvDi il atrrat a la 
lavlai* aodara Bbot*: la» Oulda d* 
UalalMIro IWa aVandlr* da l'Iaa CD- 
aln* cb« uno a**THta tapaw dlbadan 
Il «Mlalla. Cfr. ÌM tMtf, D. ntt Ifmjrf 
4i O.. p. 171 a^.i Kf»iàt, ai H.i B»M„ 
p> 114 •«(. Allnnantl natta a naa II 
Buli, ooallnidaiida 11 (alla, «ul D. a»> 
«naa. ma ta ma^altta del GaalaTa fr 
fato di flalila. 

M. LC-loo- raaaDtaj tìr. /•/' X, U. 

W.*«sauiiM*cg.[ aiiaulamaataluru 
■l a airitao. 

IM, cailiirAt a«aL, tfcWuwT»»* 1 
titnnaalid rana di ua,al'aareebl*daTa 
all'alliuT • Veol la «ba ti parfoalata- 



[CKItO. I- BOMk »J 



IXP.UI.IOI-IH (BCOIBDIICAUICOI>«] 207 



Dioera l'on Cod l'allro, < io sul gropponu? » 
E rÌiipoii()t)tin: < 81, fa'olin glielo kc«oc<'1iÌ!» 
Uà qu«Ì tietiiunio eh» tunsa iiormoD» 
Col <Iao« mio, ni volso latto presto, 
E dÌMO : < Posa. pos«, Scnrmiglioiie I > 

iM Poi dieso II noi : • Più oltre andar per questo 

Scoglio non » può, però che giace 
l^itio specxato »1 fondo l' arco sesto. 
E M l'andare aTaiiti por vi piace, 
Andatevene sa par questa grulla; 
FreoM è un altro scoglio elio via fiice. 

iit ler, pili oltre cinqu'ore elio quest'otta, 

UUle dugauto con HowMiiiafloi 
Anni compii oho qtii la via fa rotta. 



» J dla*«pMiilWtB «•■PHartnl 
1 1 eaiBlll. oba vadano plb 

in-wn-Kai' lapHttpMWrtneM 



t«l. uuu: lm*uiablla«U D«II'aB- 
tlM IHHB*. ^r wiH I (anHl • «aoMri. 
iBMMai t«>i*.fM*la. f(ii<f.-iomonn> 
• Kimim 'la ■ «e, a>o4a bano. VWf II 
^MlaAa aM»*. dlaplUM* • btftt «aie 
|-a4^„. f^r ti f«d> <■ »MM, «a* Mi** 
M r«miu. dM : n b l'MBleo In fboda. 
■ ilwtrv 1 lifMiaa ■ «yan «atrv di w •! 

!«. qD«.> Mala n U. 

lM.r(M*i*li*'<|«Mt«--i)caiu<u)UO»: 
Mimilgli»»*»»; •^■■4 tutMo di Mar- 
■urlata, wnnip'ilm» t m mrn» * «M*>j 



T. IM-llé 
▼•«MHtPlod 



■an 1 4«« Fi4il. r)u«l dia- 



*«I*4I UalacAda Mwlila. da i>ul •o>. Il 
rm aid Mh. • Qai ii<s pMM* miM' 
■ iir 11 tHi» '«Mii^ nMidn l'ara» 
aMM taU* w« 1 lia*a (tt M* «f« wnl. 
tiM. «IB^M «ra |M Mrt> M aAMii, it 
mnlipiM Mta (Mi (ba lo MtatM ra- 
lla* U an^* vwM» (*■ nr*}. Ha por 
*■!••■ «ntinnan (I *oalr* Tlau>> •>- 
da»* olln aa par qiWMa HrIho. a lira 
taBK> ttvftvU «a aNi» vwallv "b* (a 
ria •, Vw^ralIMM ira oHa Wgta, lalU 
I ^» H 4*>U *>«*• hi^f.'A HMa-lu rovi- 
aaU.«lr. rv. XXIll. 1» •£«. E h(o. 
nU(tendM>uloHatratla>dB.alr. (f>or. 
Vtn. M I «aa b ■!>■■• i ab* ^ 



<•■> riawa. 



I VliiiUogl] 




IVT. «COtlLiO xo;i «J l'ix'l: <xm\ Biniti 
otUinl radd. Ikcmila Kojrlio UlaLllabo. 
Jll.: ncniti.li:> xoui al rL'd. eha (> iin» laa. 
di bn^Dl (odil. Iji ImIub n-oOkld non 
ai roiaA, InvoiKo aa «arto dubbio, (bo 
qui «ambra fuor di Ino^, 

HO. oboiTà: ro)w. arc'O*. L» *a» 
irnUa r>i fiiBuiilfaln» acll uiilcbl ancba 
lo acnaa di lopr. td * iu tal atnao lira 
asntra. 

li;, na: Cd«I» MoH rwiaa M A«l< 
l'èra TalKar^. Mao il oradMt* gal loa- 
dlu afo, Il li di muno, mm. Iv tra dopo 
BiaitoRtorno^ c(r. Xaft. XXTIt, ««M. 
Al n'oinvndi it^LU una moli*, quando 
• la lori* tiaiiiA e Te [i^oira at «|fCa^ 
ron«- (J(iM/. X.VVII, ,11), ■TrrnniHDla 
r**ln« Batr iDfBrau, d luvIuaiuDo poro 
I pCDI) wpra la bolgia doti' IpDtrttl. Da 
i|àal tuoRwnlB. dk'a Uilaruda, iobo paa- 
■atl IIMbdoI • OB ftinno, nauofloiiav 
on.lUaB«aduai|'>oail3d mano dal 1S«0. 
«Ina allo diaci ili iDBlilaa. llaijaMlaatl- 
oata « iDlt'alIrv rba ladufcbloi uh. l'tn- 
la, Oralaplo OMfan. «L CMigla. Ultltdl 
CaiMlB. IMO. IttMU. rrmw» 1, 107 a(. 
^fWH. Tif»-OmHffm/ia iM rlapfta 
Oanlnce, un.. 11*1 Dilla r«ltf, »r*t 
g»ff. affru». dti luc^l» iM(b D. O., 
raaoM, 1«B, p. IIM, «M». Su»''. ■ 
^■MMO libra, p. lU. Wvt-.xn.i (iirmj«, 
Awff J)aW«HiU.T>ai«iii. INVI |> M>r(. 
B 111 rf( .lnt*HiM, Adla i(-if< d<l rioip 
p.sdaiilrwB.Xapall. 1t«T. i>. ia<|it' . b». 
tl.il'a IbUob» d.1 qntatl Tartl air. Jlvar*. 
CWi.. an ■■. - OTTA 1 «<B| la T aatUa. 

l'I*. i,tf XX. irr. 



i 



»«viuu IV wiinivi 



iniiVi 



V. 11&-J1>. Im mnpagnla dH de- 
toni. MalKcalB U UMiia multo pn» 
•a Ttrm l riua FmH. La (msiMlà 
1 dlMsIot • ÌSaaia talk, vano qoilh) 

tfKo c)u ria ftm {e ibe In nallt Btm 
Utfl^ blf imi ^1 qu^tl d*u(in1 ■ mfl «ot- 
p«U : uuLa14 oùd loro, cfaA ucrb vi (^ 
•madtl a»lo. > K II ihiam* peiDDiiiv, 
loml ftvtMMbi, luruiiiiili,-!' \>trì* Um 
nodo ■niblgan, da bnuludo. Dania 
iblta d' Inganno» « ut tvwIm avverili» 
IttiUo. 11 qoaU lo omroru a alar di 
in ulai», I diaTcìll M mMMa* In tlac' 
Ò In nudo aooado, da km pari ; 1 Foatl 
ìbm loro dleuo. 

ttd. ÀLCtja : dannai». - *cioki|iA ; nat' 
filari dilla pogola U tape od almi 
rta dalla panona, p«T avare na po' 41 
Iklgario al braciola <ba ta lamtaM. 
III. mii a *dI Diohatl. 
[U. Aticnno: daiAuar U allf To- 
noata gnMta dlapolo al moiln prt«U 
Bhlnarl*. tir. In/. XXII. Ili wg- - 

it-C^DMlKAr • Bai lIlB fai CaltmTU d« 

IO al iBuUI • ; Stia, -. • Caaia uoaa ti 
E^wlo, lasM Tool dira onanio Scal- 
stera di brina, db * Tto» lni»c<hta** 
mI Mmpo al piaUeo i roMi Tdfamaa- 
là Alaai fwift kaa aiia^il l t fManli 
•CaUd, qaalU * ptsika al a<fulo>i 
I. n«r. - t Illa <ial «loatM. Mut dia 
parta* hi In taiMlari* • i ^rmi. - 
MttMa la brinala, la qiala natia Ut- 
!• Baew alfnlloa la dlrlna (nula «j 



in. LwioDoxii tBrd<aaa«< 
Btmw. ruraanafUo! Il UW«a, 
B«' col daautl d rtodan sbadii 
aiottl demoni. • dna* ■ogso I 
Duu lUI piò fariial vanii drlla 
UiuonioiiAXiio : • Bacnni aarf 
dOMii. TODanotaa. .. .. «bmI m* 
oa. aal dnco Ignitna*! ilaiat. 

I n. CiKurTO I diraa da xo^ 
eoi cfr. titf. XXn. M) • Oea| 
innD ac|m(. EMnaa.fnMl dlaal 
iDa»a ad raptamlani • -, Sana. 
<ha fariaea eoa dna aasa*) r u 
la palsaoa, l'altea FaTaiaa 
Uu,rTuea>tiaho aldU«tta4 
i pattatati od aao aaclaai si 
ZXll. M tot- Otiti aaaa da« 
sali tv. TI, Itti TUI, 43. 

lU FiumLUi: danriamt 
la!ia*->iuf >ial loollaao a»na) 

tal • i JhM. - BcBMXta: 4al j 

• raaiai • fartaao a Catanie 4 
rauo: baaliala^ faritwÉa. II. 
KI t. «Dpptna cba qaaaU M 

• pMM alunsionl a <lerf*alnw 
■oasnmnuiUa ■UaroIflaiMiti 
■Mail do' Pitort oda' Miulael X 
awM la DllUto aal in», ^mm 
dlwl dsPnianaDaanMMt 
il»l.>ri»a>>a par Jtaa* *«■ 
poàn» ; Ant/oMM — Ka«u4 
Aartaricciaolawpa RiHl: J 
ti pana — tteaa d»' ranli^ 
AKotti. pdurai JCaUaaiU — 
BMli Or^ffMiM •• VaUa J 



e. B. ML9. >] 



ItfP. XII. ISS-1S9 [DIECI D1U6HI] S06 



US 



ua 




I» 



Coator sien salvi ioaioo all' altro scheiggio, 
Chs tutlo intfiro ra «opra le tane. > 

« Orni, stae«tra ! Ch« A quel oh' io veggio ? > 
Dùifl'io ; < Doh, twtiia scorta aD<liamci aolì, 
Se ta sa' ir, ch'io per me non la aleggio. 

Se ta se' ai accorto, come suoli, 

Non vedi tu eh' e' diffrìgoan li ilenlì, 
E con 1t> ciglia iMì uiinaccÌAii (Inoli? * 

"Eà agli a m«: • Non vo' che tn paventi; 
Lanciali dìgrigoar pnm a lor sonno, 
Ch'ei fanno oifl par lì lenì dolenti. » 

Per l'ariane sinistro volta dienno; 
Ua prima avea ciiMcnn la lingua stretta 
Coi denti verso Icr dnca jier ceiino; 

£d agli avea del ctil fattt> trombetta. 




ut. ÉCKsaatOi calao* 41 pasti ebt kt- 
.U kalf*. 
. ti-rn> nmwi: ■mn>(n^«M tuie 
la'ara, KrUtOUmcMa l'to. 
> «n <U (dUanl FmU Aiart Mia 

,htM kiatrcfaln. •BlhlauMqaiWt 
ìfit»»nili nM»l*l lu>v»«<till<> (•■Iti 
m^, u |i«tnliit aniMBii tapi*"'". liH 
é»aimim Ktm pMHiiKtlra da «mWI- 
Ito v»M». » f«r ho* *iyn* »attM. 
«■«1 NUWMM iBitlaM banMarl» NspaT 
■H>WMT. •• pMH pian t*t« pMuM ni 
mU( MrTan. nt tln mnllHnn vaaltMt 
■ Min •( pHnlM* iHi J(m*. -TlMKi 
Wt*. 

in.u'iit aaniaaMl to «ik.<>MnHCtt 
•i«l«Hll, ;^. IX. in UaraHf* Tolto 
^ VlqpUn urna* lueflft. WtMclln nM 
«■ aMoni «p— M n . ai la*4*. - rM ■> 
•«■ u titM«*o ^ 4al «ma mio OM 
«Maaa ■«■ miria ili •ta—*o g*om. 

IM rm II naLU< •«■aatnMaaWa- 
nt - X-l torvM* la ««Ikt mtH ■••hi 
*f a** Autao lacMl* « tolnaa bWU- 
iur*<i Oa*ii. - tnioLl i qal i mb abllmarta 
4*1 tei. *"ȣ. pM tataanL Alt Datwl, 
(■•1 i • in* «auha aUri. 

lU. Lmm ■ l— IMI. «M mMi p*M. 
CM qaart ••Ul t >m4M «ina prtMB aatà 
bM. Ch. pM r Inioaa ir. ta- 



ti. ±L: Lm 1 ma I WnMiisrl aoD mdo 
iHf, «lot oinul a torta i agao cliuMawBla 
paniti. Lal«loat tiiMi.liJ.BU. •••-•(•« 
di otrte «traU. • Dkvnda ob* t dontall, 
■tnardlasl da* boralUiri. (koonuo tW «d 
»U1 di aloatcla pai Im«< dtimU. Vlrfl- 
Ila Tiiol diro, «tu quid dauaatl non •n- 
lamoiM nM(fa*aiio Ut eiUMorlU d*l 
duloca. oana I (uri da' 0»(l » d«' Ro- 
mani, ma waso lUbntf dAi-reco • l'i: 
tTrgn^i. Dite. criL (u( ' (un JttrnH ' 
d«n n^f. KoTan. IUt.p.lS.Ctr. Slanr, 
rtmiA I. «e •«. 

UT. Avu ctuoi'S aN.t A aUo tri- 
*1ahaa»W bafludo la laibtng brM dal 
daa Tavtl.l]tri ularpcBlaiiD dlTMMmaa> 
■a, nm*. p*rM , Wmf. cbaieriivi 'Tfr 
«•bant lliinuaiD dlipMlUm ad IrnllaM- 
don • . MA iha II Laro dDca Buft iiDbnn 
(T, tW «orna ««fBalB «d «rdlaa di m>- 
mlnotof* la mania. 

UH lUDOl 41 mctcU IsMIIoMa. 

IM. meijiqaildUndadlBubariceU 
tnlU In m«da « n atiti ptr «A itaiM, ma 
otatcalanla alla qnaUI* M ilranllacs 
4i4iMaUdanoDl.il tmnbatUtrDialanol 
iUrnnal vanlaDo al aaono di qwaU tnw- 
ba <k(aB di Ini*. DaaU d«W*n« qnl «O- 
•lOBil dlabalttl, • tn *U1* ava r a rr l if iin - 
d* |d«aaaui1<i alla natvr;* MalUla. 



'HI» 



mjlMlA IjUIKTA ; UASaTTlEIU 



CiAUfDLO KAVARREMB, FKA GOMITA, UICUKI. ] 
ZDFFA de' DEMOXI 



Io vidi già oavalior mnoyer campo, 
E ootainciMre stonno, e far lor moHtra, 
S tdrolta partir per loro «campo ; 

Corridor vidi por la torm TMtra, 
Aretini, o vidi gir guAldaa^, 
Ferir torneamontii o eorror giostra; 

Qaando ooa trombe, a quando con campani 
Con tamburi « con cermi di castella. 



fo*U vuiDu cnl dite) dtoniU. I qakll 
■'ft*iUuu utlla MmwM nodo dMÒtUo 
■Da Him dnl uuila mUcadMil*. <)bh«i> 
tttmoo moda potati % DAuteoMsulonB 41 
URDiDvDUnj niarria nd aHrelUiIaU mi- 
IUm-I da lai THlnu. 

I. Muovu ciHru! nctlvral tnmantei 
lai. mitf KWrrr, 

t. noauo. d*l tad »n>r«i. combfttii 
■UBI», kallimllai nlliuxiu' baviiLglik. 
JAfnv^ » ti^alUun al rnoiorwii «ntn 
laciuB «baMHB, oppopusduB, qoi tir 
Mu <*!■■ hktet (lari mb mtM dcno. ■ - 
Va». IV*. • O«nlnol>r« la uoNoa mt- 

UHn. • • iionn« . ManUo, rMugiia 
itTltla. 



miai far rtoNMKvriarTi.OI 
-nm: uOabUiaxIiadlt 
lUtlCft.O. Vili. VII. la 
fa. Dmt. O la alln M 
Xraiu. ». 

i. UVÀUU» : acUff^ «i 
anaaUi • oaTalota k gai 
«•■avalla la aBl wneDO 4 
bai* M Mdm a {dglUr gC 
Ut. AwM. »M. 

•. TOaxuiuiiTii MnMl 
Uni a Danilo. • /Mr iMf 
b o lli r à aa' tanti, aquadi) 
a ctmr ftMtra, nomo é 
L. rtal.. fltaO. Ut. 

l.cmrANIiiJMundld 
ina»-^»l FwfMal di 



. S. WLS. S] 



Isr. xin.9-23 [nui oonAoni] 211 



E con cos« nostrali o oon ìctnui»; 

N& i^à ccD si diversa c«nDam«lU 
Carnlier vidi unover, oè pedoni, 
Né luve a aegao di terra o di stella. 

Noi andavAin con li diaci dimoai; 
Ahi, fiera compagni»! Uà nella chieea 
Co' santi, e in taverna oo' ghiottoni, 
u Pure alla pegola ora la nìa intesa, 

Per veder della bolgia ogni contegno 
E della gente ch'antro v'era incesa. 

Come i delHni, quando Canno se^no 
Ai mariuur eoa l' aroo della fluhieua, 
Olle s'argomentin di campar lor legno; 

Taler eoa, ad alleggiar la pene, 

Mostrava alcan dei poccecori il dosso, 
E naaeoiideva in men ohe non bal«na. 

£ come eJl'orlo dell' acqua A' un fosso 
Stanno i ranoccbi pur col maso fuori, 
81 die celano i piedi o l'altro groaao; 




a wnuMi lbra*UM*. lntrod»tl« ri* 

It. sa taKi ai> gkimaimi. - uitimui 
M*am yvHtM, umla I* liomlMUa di 
- onnujtui.* : inabiWI* 
Ut. ea l a m t ai a. ainlani. di 
MtoMsa fn* . MlMul • «arew< Oane. 
taL MaMotau • «MfMaf i U U BW W to 
■ba ««ATUI sol SMo. a dia 
I p n^ a a rrHq u tamh di •• «U- 

Al: CUtHtHUU. MBlHU.ia. 
.1. eUBAMtLL*. VJlXIIlHlU.l. 

. or. Tmilé MUtnJé al Pvtutm. I, 
■m II. H. Hémuat . JTan !■. Stt. 

KkoHintt^i. rui t jwui, in jm'. 

ttpm. MUm*. 1M>, 1, »« H-t- f- 

n. M nsu I t>M •! ampra 4* lanft. - 
■I anLi.' .-I... u martrl In ettlo, • Xeo 
•Ubi -fm»<i*ti4»fm>.VIrf„ 

Àrm. \ ; fuJ Imcd Mm t D 

f di (lai-^. ■•»■( Il («(uo 41 (arra. 

1*. '[ ■ >■»* I aetil» irrorarbla p«fulir» 
«•■I lOn ika la aoMfimNla nrttepoat* 
aiafira al ìmtfft Im rViV anaa M iror*. 
IMT !■*••« aia ^**b 4aaqBii 11 P. 
■eiHIHl raatpacBIa BlitlMis. 

▼. lae*. esilia t k»ninl*rl twM •!« 
^ M a»e. CMdNlaU da Virgilio, XXt. 
Ut afa., BmiM Ma bada pitt al allr* 




rli* alla tiiillanM |i«c*. Carranda an Itlao- 
(0 ti atilllaia, I pttmtoil apprcoua ekl 
Il dorat, chi ti nnao Ioar dalla pasatai 
niik all'apiiarlr di Barbarloda ada'Mul 
dUioll. al «Utana (tata aaUa. 

la. imwÀ; BlioDaloD* i al damasi par 
labaDio non badara pili. 

11. (wmusoi aradlikoa, putlool«rt> 
là. AL;i;aaaBaaMtatai«HlJ9Mv..Ilatt, 
ZMn.OiM.. M>o,llaU4BC«<Il»:Ptr H- 
■lir éiU» tolifta ayal eimlrfftui E dtlta 
Ifnl*, ut. XcU ralora ladeca la atuidl- 
■lOBa. It mede di aaaara di i)a*lla pnM^ 
n» ttb rb* qiialla (aula coaMBaral 
It. Menai abbraaUU. 
U. DM.»»: • El olnuiD arcasln (lari 
Mpblaaa ta otbaai Jlqoon lombaat 
(«adii HtamqnaaaoabaDt', Virgr,. ilaa. 
VIII.VTtic- 

II, a'ANooxnmx I a'IncaoBlD di M)- 
Tkc* la lan aaTc dalla attnaocUDla lam- 
paala, dalla qfiala I daldat aanna mfaa 
■Itaado a otaainada II dono Itootl M- 
l'aaia*. 
n. ULBaAijkB'. altauattia. 
91. Buooiioiv* : aaao Aaaao. aUailM- 
i-tì natta paca. 

M ri,m:*»lMBtai«r,(itr.XXXII,lt«' 

17. «tusoi MS'aafoa. - «ftowoi II 

liaalo. 



^^B traaael so, àio mi parvo nniL lontra. 
Io wipM già di tatti quanti il nome, 



wst I <n ni«it «k« *an AalnM, t,S(. 
XMirdall* )iM*. 

l'Tt. Odwi/ioln Ypr<Hv«ML Dao, 

HWiila IhIo h mwHundsnl aotU U 

C Hutiiapiiito dal dammi, th» D* 

•tritilo- l'iV rnatHU di ti. dlMn- 

N>fkrTv*u, itià HTvItar^ del tt 

■111, ma non Hi nonina. EH ccaCul 

igl., Ah. Uri , lae DaiU.,Oir.,Fitr, 

^<JbH., MHir non dnniK/ notttla. GU 

jbltihi lo filikamaDO dauitritlo, o 

It Afiui iHvcaUFrri rn anrt 

8Uiii|>'<li', Iu<iimI dm^iu 

Dna (vnlil dvni» di Ma' 

..- Con* fu qp p<xit lEraoiHeatlo, 

laaio |far aaa m^n a a»rTlr« on 

Dn j In lei qQalr Qfllola ^111 upp* il 

caie, eh'illJ uuuU a viaen fiunlfUu 

r« di Hararra, Il .^iibIp ikhl>« nome 

lido a fu virruuflBaìuia iivruuna a r« 

iflDV, K tn try iliEE-it <llHm|Hi|{» l«ntn 
■Alla dui prvdi'Hv td l'rbaliUi, ad flb- 
iBlo Stato la «• mrCa. ata'alU ■<>«■ 
ania ili dlipaiuMra do' bcnaSoU ■ 
la in nulU quanUtiidc, ti (fqall ba- 
uJo par pttconla, olii i1lji|K»n*aira In 
n llUdtD • iaon»lo • : Lan. • • Clam- 
da Natarra. Il qnaln la gnoAlntato 
itUnm • t fai» Bier. - • liu InfUli 
naUonehlffpanUfld^rt^^oNaTafTlis, 
m 01 nobili matra at vIIlHlmu pulnt. 
Min prodlf^I^r dilapIda^Ht aomla 
lÉva, ni aadln, laudi^m dnapnratp mn- 
idllMl*qn«, Ita^uud delwl saaaar- 
BvMQa la «Icilio vliUonlfiniiD contr* 



tam BlraMlll«r adoftoa ■■! frH 
faTonua rogit : ijnl rein amonto 
oommlall Inlaxn i^urlam nitidi 
bHiUK alni. <(■ ijuad contsnbat b« 
«t omnia mlnlti.rabit. l'ime air| 
UhIdm liarauni «i lueanalai») 
aspe Sani ijurMnla do «a. TM al 
d«ni inlabat : at «lo maUBaa <• 
audacia andaiTlaalmo •■ Bmt. - • 
putti (innin iwondo 11 mnnd» t| M 
tini antldlil nun aj:(lnn|tiiiui mM 
<snU. filai.' • t<- la tmdldoM 
chlamaaa» Ciaai|>(il0. lo nnpi»! 
HHIot fbtia il alnlttalco Uoffndo i 
lnonI<rulToluJiloi!aF4i]lplaimB 
aflldi^ Il <>or«eiio di Nki^arra, • 

Jl, UIMIKKI ftlor drLira<ii|lta, 
taan, •inoaa: aalu velata «al 
- «InTat oaM «Db oodia. Et B 
nva aabtnarfa» nanibn paJad 
protei* upat. ■amno «odo 
naro, 8i*p* «opiT dpaoi al 
■Un. aspa la gUMÒ* TaalUio 
OfU.. J(X. VI, ITO tg. 

M. tn otmTaA t lUtinpaXa, i 
etr. Par. XXXII. 1)1. 

». «HHONRiauA: prato «al i 
»; ttr* ao Miir bdoIbo. 

M. UMtlu : iBtn : • animala 
Ituo n noto i baa qaaltnt plaiU n 
<d ba ui.* iBBca tsAai tItv 
pana la MautOT pMW dal 
MQuai; £d«. -•Oli abUa t» 
•I* anlmalK eaui»»rt qolBle 
la alnllltudloa Ut II dannata 



{cnc. B. aoìJt. q 



IHP. IXII. 88-59 



[CIAMPOLO] 213 



a 



81 li Dotai qoBsdo furono eletti, 
E poi che 8i ohiamftro, atteai come. 

« Rubioante, fa' ohe tu gli metti 
Oli onftliìoai addosso, si che tu lo mdoìI i 
Qrìduvan tutti insieme i mata^Iotlì. 

Ed io: «Mfkeetro mio, fa', ne tu puoi, 
Che ta sappi chi it lo itoiagurato 
Venuto D man degli aTTomiri auoì. > 

Lo duca mio gli u'acoost^ allato; 
Domandollo ond* e' fosse, e quei rispose: 
« Io fui del regno di Navaira nato. 

Mia madre a wrvo d'un nifcnor mi pose, 
Che m'aven genentto d'un ribaldo, 
Distrnggitor di si o di sue coso. 

Poi fui famiglio del buon re Tebaldo; 
Quivi mi misi a far Imiatterlo, 
TU che rendo ragiono in qnoato ealdo. » 

E Oirìftilo, A cui di bocca ancia 
D' ogni parte una nanna oome a poroo, 
Gli fé' Mentir come Vana sdruola. 

Tra male gatto era venuto il eorco ; 
Ha Barbariccia il cbiose eoa le bfaooi», 



U. Il' nri Imm. - auRDi (fr. Iitf. 
XXI. iia-iu. 

m «nwi «oasi «M «H— «knn al 
■MU Ma tlH 14 «blMam* ron l'idlro. 

U. cvoiucmi wUiIL-égvoiiwotU- 
iUiARinMan — tar *i> Il e«aÌo,««rr- 



m 



aJvMMriM rtm» »ÈlMùm MMqaaa 



Iw ntlHH dnall, i|HBnM bw 

bc:* CMr. r.(. 

Km. atm^ ail lu, fnatu. wwloi appara 
Jf ■•«• * ■■ ULioiu» pai métful, Oa- 

■■ /V- 1^< "■ ■• inM* ilorvta dira 

■il Tao* 



M. CSI I pi w iiwa*. Adilow II nMlTO 
*<ra h oaMraUa ■ Btt> 
I •■ «HiUIn rna banaa dd r* T*- 

■. • BULUO l Mk. MtaoA», COOM 

■ « <#. 00. /Vn (Nw4:. Pfi. 
Imté. U. JVarrfiMft, p. t»Ml}iiw4»r«ii- 
■• il *> ■ 'aylMU*. ftt DM ka «eli 
la oMé • laa Tod nato al rttaU» ote 
>■ 'aplaaa • al.i OnartUaaMla panna 
■<ll'ALiQana4l*ntaarifaar«fl). 




itadi'rtbaUo tanto f Ime a din. iinaotB 
rt> baldo, cdoA vdlla i> rìu iiotno (I 'I >. 

M. MSTMuonai: dal ban* tot. 4»- 
i l m^tr, qol afuManusta par Dtadpa- 
t«ir* da' NOI b«ol • nlolda. Cfr. la BolWa 
di HMr. riiau ptA aJdlgtn *. ll-7t ni. 

13. riKiiiLio; liUBl(llai«. Hn«. Al.: 
MWDLU. (ba ba Is ■!••■■> mdbi, oIdA 
Ounltllat*. Or. ni^'hnl. JinJf «1 •••.. 
n. - TlBALDOr Tthalrl» U. omiM di 
RctuDp^Ba. (bii a») 1!^ nondaUB oil 
nfH 'U XaTura a Tabalda I; olUto 
da l>anl« Mm* |>?r>ta aal ik) Ciilf . Ut I. 
D. n. &, S. (A. WartaM. Star. « «M- 
jm*. I. XIII. <>, «. 

M. itwiw> KUilINii: pafs II lO) «Ar, 
Xw. XVI, f. - lULDOi paaa bollanl». 

>T. I.'(ni4^ il«>l> dna lanaa. - ■uauClA t 
«■neoUTaidanlnitinaftfnMftNiaM. 
oli*, api1r«, tinidw». apae c a r i. ato. 

M. «OUM : aorda. topo. Staw a(A 
l'Ahoilo root Al rim» OTr- l'unM, JMl 
in, IM. 

10. riinmx: olnHnida ■ « i laa», •> 
braroMft MB (ma • Umquani da> i 



J 



k 



-i uiiu u, un uu vuu lu ui m iiuiuv, 

Cosi fosfl'io Bocor con Ini coverto, 
Cb'io non temerei nngliin nb uncino!» 

E Libiaocoo * Troppo avem §ofFerta! » 
Diaaa; e preflegli ÌI braccio col roncif[lio, 
Si clie, atittcoUndo, ne portft un 1nc«rto. 

Dntghignaxso aaoo i volle dar Ai pìglio 
Oiiuo aU« giunbe; ondo il decano loro 
Si toIm intorno intorno oon mal piglio. 



V •ora», qal foMrat si* prmttpm ti 

ft.tuma. Bnolit. - nmaita : loobla- 
f «DO tr. bnnU. Al.i fino * MiDln eb* 
m lo plsllo lo mII' DDctDO. Mk Bkiba- 
•d* n«a lo p>kIIA un l' miiilDa. Ct)'. 
Utt. TtrmA t, NI H- 
M. «LT»! (ti iltH d«aMri, I quii 
l«nM di bnu di ««tarO, do* b- 

ruta ra' Ivt* «ioIbL 

M. IieMIIIr «wnido loTltata > d» 
adaMi. AL ewliuhmiio! X* i>i>a*; 
■>pi* «r «■, «(.i ofr. Am^.. «Md. Mi 
m,p.«1-m^-ati> ntdIbMMMtte, Mal 



». LtTiNO: [WlianDi UHM t«r <la- 
«M MMfea OMwlftt IV. n - • DuiU 

riIBltBBl BOB dl>(«lKl dal (KhM BB. 
il appIlM «B ll|Mtl*l!tfc 11 UHM di 

IbO'..< la qBMtn Innin »(<* 'chinila di 
BB bwMUeni llilinna, rb In multalo 
Iranln la'InA •: r>l SVnu Tmppn In- 
[BBiHit (ir>. /r,/ XXIX. tu. DI. 
IT. UH: la ninilu* pia Unii, t 81 - 
i.dh ^ di qqallfl Tldnuii*. doA dair LìoIb 
BirdagDt, tHbb itrtWIa, 
tt wi «« n>! BMte ta pM*. PIO dalla 



T3. «TKÀVOt AXIK) [ MnnMan 1 nj 
iriii. - nostro i brami, pniui 
J>t. !aerri'n. • LaceFl'> * p 
rondini ti imn ili pifi rapi di Di 
Old, al A 1d ^oddq parti <lal bi 
DniDiiDamanl4 ■' lotanda |>»r 1»{ 
wpndDl br*Mlo>^ Sufi.-* 

b TDBAbolO aptClHle, IDk EU1I 

prlaaliBO ti«l pano boalcn^ 004 
cbs »kK« dal varbo latrrarg-^ 
ramante qijalnnqba braun alii 
m tnita, nfartbllo^ pnferMM 
■nnlli ci»miw«>i /ìk^K. Mi^| 

T3. I v(ri.:.R M».t (Il valla ■ 
maol allarmo. Al. t xKCH'n tt 

71. NIliMV I tdII* p»b4h|Ii t 
col ronolclto par 1' apposta «a| 
POMV Kll aTfT* praaa 11 bnooM 
DiLLB oaliBi; tir. 2. f .. IMI 
muo : AatartoDa. rap« dalla rial 
Batb*ri«is> efr. In'. XXI. IM 

n MAL riouDi «allo etm^ 
Diivlfwa. i 

V. I«-t4. Fra «amU» «1 
Jtow jft a. lladata no pocio la | 
dlBTtA, ClBmpela, italilaatoo^i 
(iHt, palla Jg' ual r aiiipim 



teme. a. boia, t] 



Ivr. xxit. 78-8& 



[VRAomi»] SI6 



n 



;* 



Qaftnd'oIIì un poco rapp*oÌatj foro, 
A Ini. che ancor miravii mia ferìU, 
Domandò il duca mio a^nia dimoro: 

« Obi fu colai dft <ìiii mala p«rtiut 
Di' cho facesti per venire & proda? > 
Ed ci rispose: < Fa frate (romita, 

Qael di Qallara, vaael d'ogni froda, 
Ch'ebbe ì niminì di kqo donno in manO) 
E fa' «k lor, oho oiaacnn se ne loda. 

Donar sì tolse, e taaciolli di piano, 




«KM di tnadeMtani*. B bcnrbt di Ini 
Amm» k Ulna nitrii • dlniintnitl nnltl 
tu. • le batatUria tht antt »•] fa- 
tano. naadlBmo pnl«'k UnManain- 
t«aefcU(a lapnwloae cl>a ■vnTa.lt Ini, 
A* (HBa bneo» • sloato anno, oba a 
BaMOna Telata la qaaiila praalar an<«- 
_«Éda. clalhnndatba taVa foaaadatla pat 
Adb a tanto cbv. ii«miiIo fratv 

< laaelalo aarltrn par danari al* 

ald <11 Nino pho gJi emn ni' 

iMOanaiU. hi Tattn chiaro dal mltn, 

I «pploWT por la fu[a. * - • Fu 
I dal ntodlrn ili Gallura, a Al 
I mafMoaD a cranfla trabaldlar^ par 
Ah. ftl. 

HMktfa Zanche (a linlai-alcu di Buio 
fa a fataniatora di Lrrtfndoro, ana ilaf' 
la qaaM» Olndlcalu» dalla Rardaina, 
Marta ■bw. Mtcbott Zaarlir •! Itea 
algaara di Lagolin». apsaandu nianra 
1 ina Badra 41 Kaaa (Btni.. Land., 
m.. te.}, 0. tamw farà raianii-iila, la 
tarat a <t Unto. Artalaala. inuthaaaii» 
« Uaaaa (IWr. ilaa«.. m.t. • I)OD Mi- 
trai* Zanohe.eaatndonuKaniandf (Ha- 
Aaa ma* di nailora. «abltamnla al co- 
nUMlA a nean par la nuinl la taaalB 
a Itoa ri f rdart» pacfli* oba Dm G*- 
■alta. B al ara ■«■fe»»i1 OlDaica Sta», 
a^'^H O Moaa MMa la taaoto *ba poH 
para*, a ralln ttranU a' rtaai. a ao- 
fmMofàam I' «ra<a « OtaMca Kta». a 
a tara akMita rtapeaa, B la ijaMa i«n[Hi 
■■ri II Qlndloa 4a Laftodarf, ■•u<Sb IKin 
MMiaU paaaa naclla. la miglila eh* fu 
dal OlaAso. a ebba da lei nna fl|;Ifiii>- 
la . , An. M. -* Bwado Oitlom d'Ila 
■■Ira 4al ra Kaao, dgHola dalla 'lopa- 
ndota fadiriff^ par na tliaodatla In 
Mala tlnuliiaia dinaaa. eba diaira alla 
•■ta dalU daUa dana Oladk». doi il- 



CBaTa,itaTd>Ibi[>aaaBalftiaa<^r<u.i>iMl,- 
« UonDora£eKaao,alaaax4ramca|dbln 
pcmlafam, at ludfpalnmOallanriaaMftt 

aaa fallarla at baratteria j al ei aa laaball 
nilam, itiam prMlaa tnarllsTlt dottlaa 
BruicbD Aurino dii fiarnia. qui ad maa- 
aa<u po«t aTHo proditorie Inleraatlta; 
Prlr. Dani. - Vu onUi, nal I1I9) (4r. 

inf. xx-xiti, la; >«. 

TU. KM.i: HKlIn». - Kal-riCiari' «h«- 
talL - wouft'. tatotia. 

TS, iiiKuHii' IndDj^ni ID iincvIaaaMii 
antli^amaatfl ancba In proaa. 

TS. HiLa riHTTTi: partenia in vai 
pitnlrt, pnc tnn nvniLliira, 

s: tì>1,I.tta> i1"inadell*iinode'q«atM* 
(lluilli'ail di fiaidavna. a^la parta nntd- 
~i'. deiriaola. (joando I Plani nel ItIT 
aUbar<irnN.|ulaUti>]a9atdacoadBiaai»- 
oenl. ladlvltaro la quattro OlndlcatoFt; 
di I^ftdiiro, n dalla Tenti di Vahtri. a 
Canllarl; di fioUura e di Arbori». Oh. 
Hum.. gtrtpi. XV, KT tg. ■ v*«n.: 
taan. • KtaC tatna canflatui ax oninl 
sanerà trandrom. aimarliiin nmnli mmr 
litlla •! Sdir. 

m. iH»xo! alcoor*, clnA TTRnllno o 
mou. Btlloblo di Olorannl da' Vlacontl 
di PlHh altnoTO della Ualinra rial 13M 
al mt, • Pkt riaiidolatiiUmolpannlaaa 
qoam aoceplf . iDlmlcoa Tidlda.qiflnaMr- 
carabia bulnbat In partiboa Sardina r^ 
laiaavlt »-, BntnbQl. 

M. ni' al I.OII: Al.; ra' Loaal: H Ini. 
tò in luAuleta. che olaacna di lora aa aa 
chiama i^unlfiDln, avnndoll lajvlati teg- 
«Ira. 

RB. m rUKOi di aolli» ni apiaia ' pla- 
nananaa'. Al. mB(lia- Saiiaa pronwoo, 
pMttaalo. con pfoCBdtanot» aommailii 
' dna «Inplta al Afais ladlcH •, AH. 
IX. m«. exit, aft.BMa.ia ai paolo 
llhttoi no «radaa qoad tali altlar ar 




219 lane. ». Kout. *ì I». un. 86-102 



(IIICflXI.« XANCRKl 



m 



l»! 



Si eom'ei dice; e negli altri affici nnche 
Barftluer fa non piccio), ma Bovrano. 

Osa eoQ Mao donno Michel Zanche 
Di Txigoiloro; e a dir di Sardigna 
Lo lingiio lor non tri sootono atstnobo. 

Omè! T«<dete l'altro che digrigna: 
Io direi niioo; ma io temo ch'elio 
Non s' apparecchi a grattarmi la tigna. » 

E il gran propoHto, volto a Farfarello 
Che stralunava gli occhi per ferirò, 
Disse: « Patti in costà, malvagio ncoollo! » 

« So Toi volete vedere o ndire » 
Rifìomìncii lo xpaurato approntilo, 
«Toschi Lombardi, io ne furò venire. 

Ha stien le male branche on poco in cesso, 
81 oh' e' non teman delie lor vendette; 
Ed Io, Aodeodo in queaio loco ateeso, 



int tiiiDpfndocarnraiD T«l eomoipMi- 

' 4» oaalodM. ^ul luJrl Dllqamdo «mi' 
Uocar*. • 
M.OOX'M mCKi •Clt«IHhr1*M*l4W 

pian», fMx mHU. E qal ttaat* T ba po- 
lla per («(lUlaM fnto Uonll* in aii> 
mt iim ìia» Mrdk. A. on'ri dl«. de* 
«0M( t iMta «r» Mi Mo dbiIaU* •! 
JSmM. Ub di pO» » mntho In tìui dln- 
IcMIj ItMlit alM AH lnlen.t«re plDtMilo 
flta Mi il( p<aiH, D •Il pluo. ( ^lAinpotn ri- 
torti eao Ironl* U puoi* con uni. u- 
ONDtiBi* nlla ria proMrioraln aocnlM. 
wrMPNrtaOaulUdtamlpMd: «Llla- 
mM iltorl nm bb pr«o*dliiwDta KniBu- 
$%», ri «ma' d di» : a po' tTBppO Mnn*- 
ttoU JMI. IX.aM'-iLTU: non Mio Del. 
raiknMIalibwMiimc d>l i.ricioalBn. 

m, DUipimtka. - i-niiiio: Udii. Um- 
MT*. 

n. A til> : non m Meeaiul aal di pu- 
Im dona SaidaxDa. iod vor amor 41 pa- 
tria, na p*t rwof>tui4 I* taralloH» • 
rtbaldoite eoU ditto. * qala qalUlM II- 
t«Dt*t «onfrrt da atto ma •. Rra*. Uà 
eo»D iioteTMiD puUn ■*<>• In bwUaato 
pMi<> (I ^lUvaaa «al gnanlk- itiwcln 
Ino ili KUir r*' (d ■iiiM^fn. T. Iti 

V.B! l» rrftonN CH^aiiMM. Par- 
iMilD al IMftl, l'aaUlo IfariuT«a Im 
«■apUM Bs iBodo A libcnnl dal d» 
■mL ricrtk*«lHD>iln*«iiroM>. al pro- 
moti* di ft« ■«<» molli dannali taor 



doli* ptcpl* ■ OH «maal* oosTMOla. 
Konnlantc l' oppoildatM di (•■■■'■'•■>. 
«ha IndoMs» I'humU, I «a*oU *1 ap- 
plattuo, Oanpeto Inlo • (mnco lalia 
pb • dlipariMD ntf ìtpi, laKlando l dM' 
Tfdl Intansatl o boriati. 

SI t'.tl.tiiO!domonloiV*rfftrel1o.*,e<. 

H. uicoi ancorai ooBllanorol ■(■r- 
lar*<. • Rlui! 0^1. eloèroUro. 

», «airiAMii LA nauti a naltrat- 
Urnnl. O'aUok U Ufta. modo bMOO. 
all'alia ii^n'oBo «fTVnIo. alfniflea pftoqf»- 
trm, balt<T«*oB«aiBlMTlc(>rdla. -tiuma: 
tts, /nC. XV. Ili, 

M. raorooTOtyrtyoifrMj Uarbarkfte, 
oapo dolio Afdak 

M. LviaLU)^ aTando aUi «fr. r. lU. 
12T. lUi XXIIl, M. 

M. >PAi.-UT«^ laipooriU. A lotto al- 
Irl hiBOD iDUao: tallo di fBara, raaok- 
eomlD, KBH «baia tarala «gapatanro. 

IM. UHiL,iiiuiMasiiaiaT><l4acR 
■Mini nono braodM. Al. «tritOBO JM»- 
frfMMlM, non* oalloitlTo 41 q««t dIaralL 
- w omo ; la di>i«tt«i. 

lai. ■*! qaal Inathl o Ltakartll obo 

Ctantpolo TBclikitMi».- Mia tatua: 

iVoiIdo, noa ndaudo I dlaToU. 41 pater 
Tooir iBUHiaamooto a proda. AI.: al OH' 10 
san T««*. lab (rrate. M*an. €ra.. Ul. 
Iti. ■oi'Uiiai priBiai totaoBaval* 
par lodar» I dlaTiU ad applalÉMal. alita- 
•I.» rcll piaa llbtnnl Aa' lora ontlal. 



J 



Ttrssc- ». BOLii. s] 



IXP.JXII.lOS-118 [OIATOU IHOlSBIfcTl) 317 



P«r OD eh' io mh, ne farò venir setta, 
QiuukIo sufolorA, com'è nostr'aso 
DI fare allor che fuori alena si mette. > 
i« Ctgutsso « «oUJ motlo levò il rooao, 

CroUftfuIo il capo, e disse: < Odi malixia 
Cb'egli h& petumla por gittarai giusol » 

Ood'ei, che «7Mt Uocinoli a gran divida, 
Rispofle: * Malìiioso son io troppo, 
Qaand'io procuro a' miei maggior trÌ8tÌEÌa! 

Alicbin T10U ai tenne, e, di rintoppo 
Agli nitri, diMA D lai : 4 Se ta li cali, 
Io non ti vorrò dietro di galoppo, 
lu Uà batterò sovra U pece l'ali: 

Lascia U colle, e aia la ripa Bendo, 
A veder m to sol piti di noi vali. > 

ta ehi) leggi, adimi nuovo ludo ! 



101- tMmuBtta-. Il nnnan éntnai 
MIO pm l'IadManDlnMa. • Volt dictt» 
lMlla> F* "» Mtpwo baratolo mai 
HftaB mUmt linabH4I.MlM4*aUla 
lutirtfi Uhm. 

IM uso- I pl« ar«daM c4« Olunpalo 
parli mi Md», « tke TtnnMito. quando 
jjf» a< q— ll—oimw< Btlla pM«. mtt- 
> hari sn», d atoari* 'haBOB Ti 



• fcwBl K Tldaa. arrma rII altd 
I w 1111 Br filli. iitTMiihHiiiiiiaiii 
a«lr*MMÌ>'«al ■ pfMrfin ob ro' <U «oV 
im*. KoMrt rtatUMi*daf*«d*r«obo 
OlBf«<a Min qnl «M weatiipia p« In- 
jiaari I MlanH a Monral 4an« lem 

IM, uocTMlUi «tallo, ftodl. 

UV, uuNcm- la TOM mtUUtf, ha 
4onàa aMao, «•■«>• atB>M^. Onh»*- 
M te dfiia aalMa pM aMufd, CUa- 
pal* ti^ A afe* lataa r>t «allf ra»»*. 
«nliifWt. tlipiali I • It *•». UDO 
iNfpo ■a lb i ni (watMiM, ifModo por 
te* naiaa a ni ■■ ftaalo inUiltoro M 
■BU4 o a u ipf I U pana. > 

in. uaotMi «iM ao> boao laf^h 
wlui la patria. Al.. A >U undOKiN i*!- 
'nfii.H*lr>Ur*(iriOi*MlaKfr<o*(- 
•ifv MMai >«k«* i mMriiai. Do) nato 
r * aia dal ooM. lor. t* Ibih a' Mia, 
M rlw aoD *«ri dto* a* pM a* bmio dio 

-M . TnontM I tiow n tf . 

■ I oaa i«Ma «Ha limi latta B 
■liti liuttt alili pai •«( la 




■ioli foneo di lormontarll. - oi tnrror- 
roi oppfineanrala a(U altri lUavoU tha 
non Tolnaoo ^tàn mooIM alto parola di 
OimpaleL Ott. JAkMv >«■ if. 

IISl UTTwAiasMU pitM (la nslla 
ptco. lo nOD 11 rwrt dlal» romnde, 
nu Tvlando, ondo U tafcloDKcrA •«>' 
n Mio. prima eba ta da taHhlo. Dna- 
qa* nos piocorar él tt^gln, tbi Ball» 
U |tla<ra. 

1 1«. a. MUa ! I* oaamlU dcll'irElnp, 

Al.: IL COLIA, (be TBOl din tU >|B*>«. 

rarUnila a* mdI dogai conpatnl, &II- 
(hiao dira : • Abtandialamo la ummlU 
4iirBrKlaa • oonrilaaia alqnrknti) ilsll'nl- 
li« porlo, il obo la ripa d nuKonJi al 
thlamoU 4al War arnii . • - ' Hniipoorlv 
Il lacn a p» tlani In mn» alla boi- 
1^. di DoAo cha TlmaDjEano dnalor^bl 
laoT^al ili qua a ili In a) piia«A|iiflu ila' 
dIarulE cbc vi iflThijo. rruj.poi^alo tiIi'bI 
doa lati •'alitila due alU orìl ili [ilalia. 
•Awbt la paca rimandi la nuaaa i la 
•oatmlU di olamnn nllavo cbltaialalB 
mOi a 11 paadla ahlanalalo rfp«; «nblM 
•darà ODa^modaraia oha tdoI dire t Ia- 
hM a (Olla. * ta ripa tt ti* éi mii». 
A vb* akl UTC* da) lat^ oan voto Md 
ofea il ao^aatltaaia al paBdlo ootono. > 
KoM. La iloiBa tlpoM II IViwaa a iao. 

UT. t. Twoi: pac TOdara a» la tbII 
tl« él bK atei a aalla wiaila a mUb 
niaaiiA 

Ut. u-DOi W. IMbi; iDiooo. 



IT 



I 



Ma poco i Taltto; chÀ l'nlo ni ao«p«tto 
Non poterò avHtixar: quegli andò sotto, 
K qtioi <1rìxEÒ, votando eoso, il petto: 

Non ftltrìmenti l'anitra di botto, 
Quando il falcon a' appr«8M, t[ifc s'attnlTa, 
Ed ei ritorna au crucoìato o rotto. 

Irato Cklcabrina doìia bufFa, 

Votando dietro gli tonno, invaghito 
Ohn qtioi cnropasso, p«r aver la snfTa; 

K corno il barattier fa disparito, 



ut. VCiIMi: pai rlllcanl • oBKsndBni. 
LTTobboro uifibe potnUi mnoTortl « mo' 
•1 Eiimbaro. ow ptn «h< Dm ti ftbblun 
MuaU. 

Ut. quKLi ri|[iimi». air, *■ im «b- 

CKUDO: nullo, rilnno. 
I IU> nu>r«»n>: propoitUi. liMtgiui ohe 
liarallBnrTWmdllkTnaiitnula. Al.i Dal 
n fra» yf*pftt^^ t, M. oLo^ 6» lUrbB- 
Dei*. Ma iiiiHflll tt Am it^wnt ilqbhlo ri- 
fWùr (Atti altfi j4nii>uL - iir hIoIpAk : il 
ll»»A. Al, "1 TO1HII rhr tuie In tt^un, 
114. PI OùLl-A i rÌMCuim al KcaWt rol- 
livi* <li nrxlo iHoInto ««ppare. Al,: 
COT'F^, cIdA^ riurann fa rampTV«a ila 
ildto dolo», Ctt. Z. F.. W>. 
Iti «tiili AUdhlno. T, HI «tt. -n^l 
ptb MBipiurio, - mm-ro: tnwin- 
nto, (allo, Alkhlio ta rajrlnDr rhs I 
ttOb! «vavarrti ununitl di/ttto, cIvA nuo' 
iita. Al iiD« TitUma da laoarvfa, 
120, al M(utH)i mlauilo; «£ll primo, o^ 
I h llprjmaarllinu^. -«■leAitrop- 
iaB^A.^aniaTO: nwdnla. 



lao. Id »onOt di alp«t 
ParacoBa Clampulo all'an 
unotaiids a Tacaodo a Bar 
cUrd al Mmaa- 

in. ni II Wna*.-BeTti 
VtHb i\ mal taboM. Al.: 1 
■■tv • gaun hMIa aMlpIU 
*]■■ ai alta Oniaaqidtar | 
iDtiD Id ntaba «lOBbioa >t 
XI. 711 «f. Cfr. fi^. zn 

V. iat-IM.XMfli«t««M 
brina mia dIMia ad AHcfcti 
land «OB Ini i radano alla a 
anibnln* iwlh p*r* ball«Ma 
dflU, li lanoliDO tartara,* 
enra di rlnlare la ■■.■>• I 
•■HHitloal iBTtaobkala I* ^ 
Qll allrt danonl «oso (H 
di llb*nra m' lai» «mini 
Omlea rtlakottca, dagaa «« 
petMoaiEtl. 

m. nato: oonHa AlkU 
bnria, lafMiuoi efr. ita» 



BU). *] 



t*r. ixii. 137-1(1 ixvnx dsi duioiii] tlD 



Cori voIm gli Artigli al suo compagno, 
E fa eoa lai sovra il foaao ghermito; 

uo ÌSm l'altro fa boae sparvisr gri&gao 

Ad artigli ftr ben lui, ed amb«due 
Cadder Del meuo del bollente stagno. 

la Lo ealdo itgbennitor ttubito fne ; 

Va peri di invanii «irn niente, 
S) avenno ìnviscate l'ale sue. 

it» Barbariccia, con gli altri anoi dolente, 

Quattro ne fé' volar dall'altra costa 
Con tutti i rafB. ed asinai prestamente 
Dt qua, di \k dii^eaero alln peata: 
PorM«r gì! aucini vento gl'impitnìnti, 
Ch'erba gÌ4 cotti dentro dalla croiita; 
E noi lasciammo lor com) impacciati. 



^M UT. OMI< *aéo CUcabriu tdIm ]• 

^^aatm »à JL»eUn». 
' IBf. ve-.- «iiniHiTO' ro i^iznailtto 

Ma lai «fn il Asmi • tulli • dna id 
■■ultimi M ftivmllf, ooiB* >W nato. 
• ■>Bai,<*. Xanaw., r>rU.p. I«l. 

tM. L*ALTBei alMhlao.- aiuti tbt*- 
■MMlB. - «•iMsuo: alla ai Mbtnr». 
« CMiBBM ■puTltn ttUWt, qoMida 
plnMiaa t pnta ad atla. cb« aarara 
BM paà TalM». Si ramtKf, qaaado oa- 
■ la'*» a TtlHa. ■< («a H I nini. Kl fri- 
fH^- H f^ * mlalo IB Hln. al v»- 
■U alUiBl, (mbiM tnn p» AlflliutlA >t 
— te», antrtliB»»» nao \kù uiluoai 
lAi <M«A(n •-, litKi. Oat pur* /■»». . 



1 )M. iBTMiMABi |inariar «(Il arUslÉ, 
1 1O. «oaiaiKTaa ■ *«%•!■ da if*«rW- 
> * Il natniln «I |*«rM4n. t. IH. 
qa* faKlUn. oparalora ik'^n* e*a- 
aN <IM tà •»■• sM(«l(u<. liaBH: 
n «aMa 4*lla ftm riJUratt. wpaft w 
Din ^aa' 4m AaTall aL* a' «tao» ptw 
ma. a 1. 1 aoH Buiito* t Mil««Apr> • cM 
ka hmiMraru ai t l^aafc w a. al il «a^ 
«a a* H*wwl<|Ba'daa<l**oU. a*lBH ieò 
tara la Mbanaa. Or, «MW. CM;. m i«. 



lU xiium ! Tvno »ra ofoi lon «Aina 
di )*ianl amlitlo m. 

IM. au>: loro, tvmc f^. X. 11. Purp. 

Vili, tt, KO. 

lU-aij*i,Tar»lwAI*n>Il, iptlUtinl 

dflla rat!*. - iKiLCTTa : forM pin dalla 
riiija dui XaTinoat, cbt ilalla *r«tnra 

Ad C«DpA^I. 

lU. liiramto: da' ual attrf »Ua, al 
quali uiumdl ToUt«all'altn>i1|<>deIlt 
bolina, (neutra «cl^ cucii allH tir rhnmiB 
di 40*. 

I(T. (xn Tirrn I «Ami arm^ intU 
dft' iora QDuIaL 

11^. ii.u rami al poaU aaMfnata 
a vlaviinu. 

I4V laruniti^ iniUcMatl odia p*- 

lU.CBO«Ti:pdlii*niaacMM<il Dan 
a*la>lla»paill<l9.n»antre. I plti^ Dan. 
Ira dilla onata nJis beata la dinia pa». 
Cb« U paca (IwaaiB osa oreita. Itaala 
nOD dli«i uil dalla «oa dHcrltisH ri. 
■olla tha la tnala nOB ailtlan. flmU 
la pw« bollila (OBllBuaiMnta. 

IM. Mr*ocitti: iBbtniuU. (Il ani 
powataoda di ttbtnra a* *U*t, (11 altri 
I e«afatnl. 



820 [CRBC. B. BOLO. «} ÌHt. iXIlL 1- 



XTVÙi MI NI 



CANTO VENTESIMOTKllZO 



CeBCmO OTTAVO 
BOLGIA SESTA : IPOOEITf 

I ICunattnano tn SI* IvnUtusut*. tmUU rJI nfpmui <U p f n U cappa ili pfamlm. 
MUnwniaBla danln] 

FKATI CIODKKTI OATALAKO K LODKBIKOO, C&irASHO 



Tftciti, Boli, e Bensa compagni* 
N'ani^Bvitni, TiiD <ltDuiKÌ e l'altra dopo, 
Come frati minor vanno por via. 

Volto om in su la favola d'iMOpo 



V. l-n. F\t^ <M PartL »Mitr« I 

tattehUU DtlUlH». UhdU b VliglIloO 
tdlmUuuuiD d* Mil • «odllDM«o ■ cam- 
mbnn u pw l'arcInB. DwM. latin pan- 
tato, pnga Virgilio «h* troii moda di 
MUranl al danH-al, e Vircfllola pmda 
• fi Mia inplao par la pmultoU ripa flb 
Mila «Mta tolfU. VI «DO amana llon il, 
Ih* I dlaroU arrlTaii» a qaal punta dal- 
t'ardsa dofad Maa alati i na,DDa a*- 
wnAoooDoaao al damnal di abbaudnaar» 
U loro poalo, •'arrwiano •mtdMI. ad I 
roti «MaalTL 

I . TAcm I nottadoa oumde aMorlI lo 
(IutI pandori, -bot.i; I dmunol hido ri- 
ina*U Inilktr»] dannati non 4400 Tvdooak 
- co)ir.ii)ittt r dal diaci diarnll. • Danto 
par lat ndsia età ona «lan plA eoo qnal 
a^l^Bl pai quii (rld«i aJK^rraoBoya. 
fata ,' non «onUnlo di dir (aU. t1 agglaa- 
gttmatttfafnlan ftiM. AIIaMBdai 
lafc ra ilo dd pràaadaata tenia o*iaa «a- 
Ma la aoloHM aatMà culla qoala Daata 
a nignia ooatlnuano 11 ^ra oammlao nt 
par la KOKlIa «ha dlrlda la palala d*lU 
naU balda. 

a. t'vm oai-ìati oaoa MfUoB* m- 
data, VllsWa prima a Dania aaaaoda 1 
atr. Iff. I, IMi U. U»i IT, U. X, li 



XI. Ili, xtr, iwi XV, viH-.xri, 

gì; XTIII, 31. »r. 

t. COITI («I raototU e a «ape shlno. 
AI,: • R nuuu do' Frati nlaMl,,,. ao- 
darà l'ano loDanil. qaolla di pfb aau- 
riU. r>li>« dltioWa al ao(iiUarto •-. At. 
fSfr. - • Il i|flalo «atama al davarana 
•?ara In <)U*1 lampi, ponht ait< ii»ao 
•fllne di aadan ■! pirl •; StOt, 

d. af boro 1 la brolo noo t di BMpe. 
na paatara par lalo in qool lampi. BtH. 
a Som. nOMmano tba al lf(ca'>« • la ne 
)Ibtllaalioid1anc*i'''i>n<'l<<l" <>■•■ <iap*- 
roM annmaUfa. • La rarola d qnootai 
•QoaadaaalloqotibanluranlRiallahinitn, 
mna, ran» aalona fleUia. ad ciaaani tam 
lnTlt>TH,ai.aMnal>lDpa»artBiinilTlila 
obi malta «ODOitlbllla ann*. Aaudi. le- 
qalt, •mlM rana. P«l cpaUUanam ai 
nna mocam In «nan laTllaTHaaaalla- 
Mmi Std mtéi/lit*rt, locali, aalanda. 
;n# MUflfvum ytdm «HS ■Ulpaka^lqaa 
t«o finta oilIaTlI In paladam. Ean au- 
tea minala In |T| profUndom. maa ooSbaa- 
batar. al taoriao* alt 1 Mg» fvUim p«r tt 
mtrier, «J m* rdirfieitHl maier. Supat> 
natanta Igltnr mor« {a pallido morlao, 
daralnaa aqolU hnoi^ anlpnll, rom aa 
aotam appòbuiu una ailain laiiam, ot 
ola ambo* darant-li. • <Jat*u rarata al 



frtso. 1. WLO. I] 



In. XXIII. 6-2S [nr&i d» posti] 921 



i« 



II 



Lo mio pensier per U presente rissa. 
Dot' ni puil6 della rana e del topo; 

Che pih non n pareggi* ' mo ' ed ' iiwa ', 
Che l'on con l'altro fa, so bea s'aocopptn 
Principio e fine con la mente fisea. 

E come l'nn pensier dell'altro scoppia, 
God nacque di quello nn altro poi, 
Che la prìtnu paura mi te' doppia. 

Io peasava oo«l: « Que«ti per noi 
Sene achamiti, e cen danno v con beffa 
K btta, oh' assai erodo oh» lor n6i. 

Se l'ira sovra il mal voler s'aggoeffa, 
Ei no vorranno dietro fih crudeli 
Cho il eane a ((uolla lievre eli' egli acoofTn. ■ 

Qik mi eeolla tutti arricoiiLr li peli 
Della paura, e stava imlictro intento, 
Qnand'io dissi: < Mneetro, m non celi 

Te e mo tostamente, ì' ho pavento 
Di Ualebranche: noi gli arem gii dietro; 
Io gl'imivgino at, che fpk li sente. > 

£ qaei: « S*Ìo fossi d' impiombato votro, 




bm B^la rtM et ÉMp». doUilA iti 
■BDM» UmiIih PbHda II quale *l« 
• rfTI-"— r-" n<t Mcola XIT- Udo 
hf^i «iMrtMI», M— ti rau, H Irsn 
hi iBi* nanlM ■a4l*mll. 

a nmMmi • *m «ih) fi» «I» U 
(lak pan'anil mluiik, m« Wad qsotlB 
«b'Mk y i — 1« al w lalaa, ohvIm 
l^la lit pMMT>> ilii Ktm. -HMk: 

I 4MnUi >rr. /V. Xllt. ìUtfK- 
,1, rAMMMii r«««Mtilk.'>oimdM- 
kt U<w»*ate di Boif . - UM I adMMi 
I 4«V'>M Iw'weMi. cb* ••la '«n': 
•», fWWI. Stili. III. 11». 

• a'Monwni. I «1 rtititml» ti omo d»n* 
rMw*M(op*#M qwlM ai AMitaUia • 
CUmMm. 

». rmcmoi U nm —«ahtoft «eira 
a tata. «MM Qthitil— MMn AllcW- 
B«. - nni n^«Mpapi«4*d*latbble. 
CWMtortM ■) AIUUm pMda MI* pM«. 

10, nwtu t rMa (MH. UMca. Ca fM- 
•tara M p u la» ■* «lU*. 

li.^UBU)! M pmUtn TOH* «Ha 
tifila ■! ina <l>>nuia dal'MdliToll. 

taraiHt>i'i>. '«/ XXI imn.rvu 



aa t>iu>ta a nn* iMM pavnaa nnceata, • 
cwn «ot pmuMTo ad iHia, paaraa naa 
aniHt. Blu paMTa amnlT* •: £> Fnir., 
Aia. IIS. 

IJ. ruiVOKpwtafloo suiira, iTM^it 
aarmulD ob« Ibaa apii^aU la nt^ra 
cailoallA. Al.latasdoDOita iw'.idbIMdU 
a Vli(lllo aon panaaroaa di •cbMsl» I 
dtoMll. 

M. Mòi : ncbl naia, idbnda; 4s itaim, 

la. ■'iooL-ui'i:aliKiilaa||«i tA-. 1^. 
XXXI. H. fS.r«. V. Ut. • «t^pw/an 
t aia a Sia anelatati*, naa al (a po- 
nendo lo Uo dal (amtU •)!■ awan, • Hh 
BMfa n d» (OB l'afa'! BxM. Hmmi 
So alla aatarala aall«atU d>l dnaonl 
d i«|iiii|a fica 41 aaaaia «tali (abbMI 
« daaaioMl par (wm* «oatra. 

IN, «coa>*A; aArra ool ealIO a Mi 
riM>tl| abbaooa. 

IP. tvrni Al.: TITTTO. 

M. umano: aunla a* nal qiut<la- 
Toll (4 [Qiiwairo Alalto. 

ti. ronTauMTa : ••Wm. • r«*Wio • 
puua, rvataol^ ^-i <o ra«ane>«ta 



ta b'iKnniauto««Tao< iiantptMhln. 



J 



11U1 lu^iivui 1 iiuBgiiinia ^nvi^m. » 

Qik nOD compiè di tal consiglio rendere, 
Ch'io li vidi Teoir con l' ali tese, 
Non molto lungi, per volarne prendere. 

Lo dnca mio di itnbito mi proHa, 
Come la tnndre che al roinoro h dovta, 
E vede presso a bò le tiinnme accese, 

Che prende il ligtio e fogge e non s'arresta, 
Avendo piti di lui che di 0Ò cura, 
Tanto che solo noa camici» vesta ; 

E giti dal eolie delta rìpk dura 
Supin tà diede alla pendente rocoìa, 



< *M)« lamlBita cnD piombo >. 

Ili, R. 8'b foni ODOipMohlo bob 
iant rnuu|lna uu Mt«t«ra flt 
» di oaallo «ba lo rltrtct* ** '•»- 
ntU Milnw mio riamiAV^fla itfll- 
■0 toa, I tD(4 pH»é>rì. • t^uoninlo 
.«!• rvaplodonl tuUiu protpIuEeu- 

■io torib bBnlBn» niikiili><u aDUL 
«■Ubai .1 Frat. XXVU. 10. 

f«A*a>l; rianM. 

tKmao: • atlnaD » lUnpu io 
IBmI Ib pMni. Hr. a. Of^-an- 
HO. oaatB ri<f**fl. u.'roli^ in iii«, 
niKHUi la iiawki atT**n uomcnlo. 
dàvB par L'appuDld pviiHndct qiMllo 
» (li« tu p«ii«i e mi dltf- 

tlKII'> 'ITO I <ll pBBtB, tMBMldoai- 
.-BimUf ACCIA! lltBjOlBlWOBT- 

flMdl a*l>n>l«Db«daBMtaoMsM. 
d' nmLxmi ^ i tuoi ptatlMl. oam- 
dMl pntilUmaot* Mi nM, rf Mn« 

■InlBtl te DB* OMdMlBl doUtml- 



H. Oli : non arn-a aooor* fla 
■uiBircaUinat qotata ano ruua<i[ll< 

». U I I 4*bbb1 UalKliiagcIie. - 
oartando • laiiimi idaad», odi 
■Ituui. 

u. Luaoi; da od.- nmami 

ll*i«tl (4m«rHia. Il loraduonaM 
ijua puri rupi» l^pdatOL 

3S. CtiHII U lUM» : Til((Uo mi 

• Aigfl mwo romn q gallo uadH 
aeoHa dal TanuiD a ilratalaai. d ri 
clH* l» nimniii ili on lani,dlo. • pm 
HkDuuIdIiu tra la linwda. • aToòdl 
pih ili Iì;I vha ilrl preptio podiMI 
fujfX^ ^iii Du" *aao BaaiBa ladoftail 
par tanln t«m|H, obo baali a M 
ladoaw II r«aUiu>Btu. • ai. uaiKM 
«nplur dalla llaaaa o dalla (TlA 
(«U. t,\.t A HOUUKa. Oaaama| 
dio di parala alm^LJTaHliua 11 T^nu 
Ben anima liti l'mla nelle aotaa d'i 



MLfl. B] 



iKr. txiii. 45-57 [noi obi pori] 



Ob* l'on <l«i hili all'altra bolgia tara. 

Non cono mai ȓ tosto acqna per doccift 
A volger rota ili rnolin t«rraguo, 
Qaaod' ella pih verao lo pale approMÌa, 

Como il maestro mio per qnol vivagno, 
Portandoaoiie me aovnt il eno petto 
C<MBe suo figlio, non eome compagno. 

App«D« fnr li piò suoi giunti al letto 
Del fondo gii), ch'oì furono in mi colle 
Sovreaao noi ; ma non gli ora wMpetto ; 

Cile l'alta Provvidensa, ohe lor volle 
Porre ministri della fossa qn!ut«, 
Poder di partirà' indi a tutti tulle. 



I Mr. Smf, vn. Q. ft M«i' 

<■■■* •IrMcMaDAA • qad rnnddn*! fon* 

4a, yartaate wa ttift» Il paUo • i lirmb. 

aS.L'llirillM)p*fl«ca.-4i.tm«:ie«M. - 

rautaUB4K»sBnhr*«la ln.*l'ta- 

tii»TW4Hi IH ibM.ioa'ni.'uaiiR'uTi 
AU.'«i.Taa aobouna*. dnr* dou «b« 

tfctlfU •« »<<^flte<i Um Mi.. 

M. MWEU I wa*l*i cft. IV' XIV, UT. 

tì. MOUN TnaM>«imilii4«Mlaildi 
H^n «1 ■■* ftMOl» rasili wllo, plka- 
1^ aaU* piMi* Mm ■ bh» In moto 
tU^ m»%m «h* (idMio dall' aHD. 

Ol «rpMMOu; U iTrtcUai t». W. 
Xtl. 4». - Far U paoAama, la r^netu 
■MI' a<i<B« f ili • oMtm r** aas al 
■mMM alla r*>> 'WU noia. 

M. n**aw>iMl*otl|a4illBaa>tab(>l 
gtm. • Vl»*tmt t pni|irtuaaat« la aalrt- 
Mlia • idnM* Mia mia ; «luilhamU I» 
M^ ■«■ I* i tm u t defla t>at|K • PmA 
M^«al «locMi. Itar*. Ctr. Ii^, XIV, 
US. |^t>«. XXIV. m. /^r. IX. tu. 

ai. aaa oooi ai.i a «o.* cnu. «so' 

MiM •■O ■■ *■!■ Mnxn bvb Invai as. 
■■■«ta fata bM *mM>.... Vaiai iRTat 
•av.*» <a*M lfiiinaa|iniaaM«c«a 

M rowaor Mia (mm telcta. - n: l 
iaailHl "" ■""■- aoMa «MBnllà d<l- 
r argUM- Qol U tea. mu-a 4 tBOacnU- 
bOiii «aaa* faA xm m ab* •' aUU a 
tM^* coita B BOB MLLO «■«b* T. I| 
. f^. XXII. II*. 

M-anYHnaiii yf Tif >— m ayw »«l. 
.«Ui |MfMMllaaTt*rtW« — *ti Ma*1 
•ra f«a balla 44 n ^K U w . *■!■ 4« la- 
aHn. ia*a. )■«• aMknUoni ma n 
WMA- alMHl ■■■■■di««i X«B anaVtr. 



(Site piti KHiialta « («eIdii ii Unu. 11 
JbuV, • Vaa m loto nrnn aaapalta<i , 
laUicnUiloaa !■*<■ oMBin rici Trtmilal 
lalvrprBlanl, f 

Sf. roMUi; palai*. IkMlU.- talli. A*!' 
r ai|;lD* Bt« aapafm la qalala <1aIU ••■■■ 
balgU. - -mu.*' lot'l". Tiaia. dal Ut. 
4*aiV«. La 13lv1uii l'roTViileaaj. obe |H«a 
qoal eiartili ■ i^iiar^ia 4fdla ^wula bili- 
ca, nus pcnuDluloiBdl laaelan llpn- 

|,t|0 pHiA 

V. M-n, PMia ibyH l^rHN. taf- 
(Ib orila bhU baiala (ona el'Ip^iilU. 
f.nit« dlploUi, flit nane allotna IsaM 
iHiU e trUtamsnM rlaateodo. «ppnad 
iUpHaBll)BlRiBcaMa*tappii(<4 ili plMc 
bo, < ba di fuori * ilarau. ntur* *tDp«a- 
da drir tpvdala. n patM I*nto • mias- 
ma, a m;» <1iIoii, « ifipnBto iiualla d»- 
(1* ipMilil, nHiriiU id andai* 4at «ma 
amamna ilt audatv qd DaandB. 1a dnrv 
lam di fuori * l' apparaaia di Tina 4 
aantiiai II ptombu. Il vlalo oh" oolUrasn 
di danUoi II paaB aBoniio t la ciaa fh- 
iMa tba datano a canaorvanl l'appa- 
mu di vln«. di piata ■ di nllfloalia, 
oxatiB appoato ^bmIa («ala anol mata 
pia aiMa «ha aaa alln graia 4»! (odi- 
maati paoeatDinoal dal maodo. n quajra 
nminaala qvaQi. ttia Ciltt* fa dal ICa- 
riatta ilil. XXIII. n i«, ^ •SllnlUa 
anta «rpalaliila 4Mlba«la, q«ai alMla pa- 
nai lianlBlliBa*p«Eta*»lBlaaT«r«p1*a> 
wmt Mallio* mortnoiaB M <mnl apai- 
clUa. Sia al »■ alarla qnlilMn ptniu 
iMmlolliua Inali, luiiu aaiani pWal salta 
^ypacltal al Inlqallal*. • l'nkabllaMla, 
eom* saacrva 11 n,illt Otrr»mti«. t-l. 
linpUt, p. Ili, la dolatnn lUlla Mp|ra 



Clio Fvdftrigo le inett«a (lì imglin. 



trlU al PmU •UU' aUmolivli 
« al fcn di IpetrUm < DMMr 

t flrlab, qnhil hi. aaram, qniul 
nilw. qnU In «utioraiiLc ei m- 
■ rtdHnr mm- lionni., piibi lnt«- 

mkllili tri dicltut .tiMWrlU »ll 
od vet 0ub, rt OTiilt, 'luod n«t 
qqjui habauH jUlquId *(ili «nn>. t 
TUITi : for» dal Tito diiiinl», li- 
giB* BUTuo In qo'l lampi > Fi- 
ca por* la daoD«, m* «ddIid eli 

otr. Por. XV, IH. AI.I IMoll 
pinti, con oh» ti ■lladanbbo Mlft 
• dalla »p(>«. T, M. 
UsijfciKl ammndo d( ilmlnnar 

il It (nDatrinal plHftlDlftlU. ' Cum 

tUuiiaU). nuUiv llerf dcat b)p»- 
bb*». «MaralnMit itriB fMlaa 
1 apparaanl boniaflioa ManMi- 

tm. TI, 1«. - nAKiu I Ht » IO*- 
f cba Moe tvaUalU a imura In 

h Cfr. *. n. - VIKTA : pM I' •■■■»■ 

|«rB*E c(r. In/. IH. S). 

IMHI Unii MRlI (MCU. 

hou*: U«lia, filmai dal UL la- 
la Dal medio «To al d'aia (aliar* 

SkiMIOIU! oltU d'AIrtuCB* Mi 
Dwl taUI quanU «11 uUcbl tatua 
M. Tra' madanil ebl pena* a Ca- 
ini Var«D«M, a aU lacca Clin»). 
eba la tiaornata abbuia dal B» 
nella Uoteocdb. Clr, Onm-Ui*. 
flg. «A Caloco» * uaa Badia* 
I MOKa r1»LI a nnlilll. X noaUto 




caataDO lam. X tante paiiao par oh 
In «appoMin. qiiaaia «t i t ì mm II capo 4 
(inailo BMdaalna [Hann ■ coal fa lOK 
ratio par la lato lpaf*«da.>jln. ALA 
|n>i C"i la ilaiaD raaranUno pura LaN, 
Bni, Alt. rUr^ aca. Inracs fOa.i • DM 
sh' «tua dalla tacila d«M cappa Aai 
fauno la Catocna pac I nanatl. la qoal 
nona ndnnOMliDa 41 ' 
lanfliaua. a qnaal sai «api 
RanniUa^ tntaW bnaa par 
n DtOa OioaMBO. ap. alt. p. Il 
DbeD. >lladaanBalt«clad'abtU 'pq 
terlllA dalla Kapala. aba I uanaal tàda 
acbl aiatrTavaBO aaul rliildamaBla >J 

U. niui Tom della ytctc aiteclarai ài 
Il toloia dall'ara. JU.ri^lInnaebaapUa 
^ol iMpnTaanala. Al.i L'caaarn dotaCa- 

Kcsaraociiin»! la pancone di qa 
ala. W cappa ohe Fadartca II tinpnnUi. 
mcMan acl* laoalpaU di teaa niataia, a 
tabbtra pana lafcian n-m- ili |<ai]l 
DI fadarlni II i • Faclchat n«ii ani 
tunloaai «■ plumbo gt^^iioti «piati Tml 
Onci*?, (|na factabat llluoi Indnl. jlii ijei' 
ad Builua caf pn laca b at Culuai «orp 
a capita oafiia adpadMi daladalaslab 
■raoi pani la man *a«. aloat la t$M 
ilaa, al lcn«B aabiM, Ite qaad ealar 
•laabMebat plamboD, al tiaaa tlndal 
tmt aimul non planba^ aafsa ftsalat 
eBl*)ila>:tlaaf.UlKalaataaao,caaqa 
aba nrtiilaBa, launalann An. ed., li 
DmmL, tmiL. tM_ IMr. IMK.. Ou 
JWm AaatL. tuli, Ah. Km.. Birfr ,* 
Satebi* pai* MB aaan qaaala d» a 
aajuaala latanteta <UI nnlel dA' I 



[esse. & BOLO. «I 



Iht. sxttt. 07-80 (Fun wdkvtiì Stt 



io eterno l'aiicoao mantot 
Koi ci volgemiBo ancor pure a man inanca 
CoD loro insiem», intenti al tristo pianto; 
T* Mu per lo peno quell» gente aUnca 

Veuia ȓ pian. e)ie noi ei-aram nunvi 
Di oompo^ia a.à ogni mnovor d' uicu. 

Per eh' io al dncn mio : « Fa' cho ta trovi 
Alcun ch'ai fatto o al nome ai conosca, 
E gli occhi, si andando, intorno muovi. > 

Erd OD, che intese la parola toiica, 
Dfretro a noi gridò : « Tenete ì piedi, 
Voi die correte el p«r l'anra tose»! 

Fonie eh' avrai da me quel che tu chiedi. » 
Ondo il ducasi votae, e (liaae: « AHpetta; 



a«. uKPt ruu: Mcbft ijiuaU *oltA. 

■>. DMKNa.-iHlU ■■lnlMt«rari»n» 
«kaMlnaaoflI ai9«iraa friM», etn* 
OrWa B rtfawt. Man. TI. U. 

n. av-OviiailosBlpMMdndmwio 
I Biiote, IMO» (U IpaotU 



l< 
. n-ltt. Mmt/nM Sa4fB«t.a'ln- 
'^«ut«a* la te* «*• il M*ra*1f line Al *•■ 
4n* *» ftr* Uccik • eliMonu ■ I>««M 
•U iC» Ma. Itola bn> «ulu di <«. il r, 
«liM* 41 Isra. I quali M BOBdBiag. Gonu 
UtMltM «•' lUlanM • I.«4fdiwi 4»- 
■U Aadaift, Solacsari. Il atUsa tmU», 
l'rilM aUMIiMs «loUl ■*■ IIM pM p». 
«Mb «I fìraM. • IMI 4m teMUt ta- 
•n» 0ia4Mt« 4* nmk**^ doodbu «(- 
TlWUt n— OBI»! Wl «UtMaMCBa«l«&- 
H* M (■4i«(rt», fi ft at BUrAaia MI 
fKlM pMMkW» latOlMOi K Cinuttn 
WaiMlli. Can anlMn FVxwrflaB p<a- 
tisMaiM. (M4MI r»H|ll ian buMC* 
■ Ml»i M tm •H<Mw)*aiii tn feno' 
H> •* ■i»4Miiin naat» lUnaoJI» CU- 
n^ MEMI «tur M «IrtuM n*ns- 
II* ■M««a«xlMM Md AMMdHB KM- 
•annui') Haw*»t - « (|b«iì U 4aa haW 
V lu t"l>*'u " l'iroiia (UfDB» UH1 1*- 
aln. • mlMmill ■>< flist*' M vapi4Q 
I 4' laaMtn >A* Badia, wiIibO» «ha par 
, r«M«« 4d'aMW a^MUi ««Mal (Ma- 
fiffalf). » |a>Hi—n U Oooma 4a 
■»f hM» ^* n 1 1 quali. laitMiMd'uiln» 
A farto Itoaaa dliw, mUu rotHW di 
M*B lH«Ma laraM la «MaMdla »la 
U paMfaa iM* pnprta dw al Wm or 



luiuaii a. fili- VII. 13. Ulr. Àmmi- 
rata. /K. fi».. I. U. JIiu*(H.. M. 
Mn-. II, a. A4*rtR. ixaria dt' Cb«- 
Utri «darfAfl.lTol. VM..17V:. iraa>»i, 
OMtTMtivnf Mpra • «IpIN. Fii., I1U, 
XVII. Vi». 

;ì. IL >*rtu eoc.i di cai ila noto Uaa. 
TU* *t n jalclu» Mlijna fa m a la. Aì-i alwaì* 
IO IL aota. I,fr, J!. >'., IM tu. Ctrt las- 
(Ttnilo 11 ■FiiBO ■Jbfabba: • Fa'ffa«luUoTÌ 
atcìioo. Il nuLikv itffl qualo ila ooDoMlnta 
|>r* qiwlrhn iiptn raneaii falla da lai. • 
E iHiinlihc au», H la Ioakaa hwia aa- 
no aiiniTiiiia al antaitlà. 

7(. 4| iiiu!i[«: niaatn frotigalaln» 
il aottro «amniUiD, oana faadaia». Xl.i 

a L'OVCIOO, bI in AtOÀMKO. titi. btf. 
XXVII. m. rirt. IMI. IX. M. 

N. riROLA towa; Il |iMl*n. a l'aF- 
DaaUi Mansu 41 LIimiI*. Tt—m ft Tvf*- 
■a. louia /^r. X, Ut XXU. », a<o. 

77. mniii fltraatatt, aou mrrala 
lanla. 

m ixiaana: e*. *. N aBC Ui'lpa 

criU audwraoa il isataiiMata,aaa al aail. 
a<r*(wl a tadaiv »■ qaaau Mmo taato, 
(■twa Aa Uaata a VUttta uilililB 
ralMl. • fDaca i aHiM Un^ MaM, *tmm 
la cUtoia tllmra. In/. Ut, W. 

TB. AVaAi 1 TOlc* la |iai*la «I •ola IMa* 
W, ptnU al Mte Btara aa|.i*<aa U daal- 
dario Oha alt iHatm aaitnUa panoiM 4l 



W. al TMaa; >arct«aB4ara>lBIMl. - 
urBTTii Mnaaui a pM. qiaiad» salai 
ctaa ha partato U mi* |liiaW al «aaoa. 
'iaw*M 41 pMt paaaa om M. 



{PUTÌ aonìnrTn 



« 



M 



I» 



M 



n 



E poi secondo il suo pano proeoiìì . » 
RUtetti, e vidi dne mostrar Ki-an fretta 

I>4tIt'anÌmo, fìot v'ito, d'mtier meco; 

Ma tnrddvmgli il cnreo e I& via stretta. 
Qimndo fur gianti, Mwti con l'occhio bioco 

Mi rìmiraron sensa far parola; 

Poi bì volsero in sé, e dipean aeco : 
< Coatni par vivo all' atto della sola; 

E a'ei KOD morti, per <|ual privilegio 

Vtuino «coverti della grave Ktoln? » 
Poi di^Ker me : « Toitno, elio al collegio 

Dogl'ipoonti trìati st' vuniito, 

Dir chi tti sei, non avere in dispregio. > 
Ed io a loro: < Io fai nato e cresciuto 

Sovra il bel fiume d'Amo alla graii villa, 

E son coi corpo eh' i' ho sempre avuto. 
Ma voi chi siete, a cui tanto diKtilla, 

Quant'io veggio, dolor giii par le gunoce? 

7ì che pena è in voi che si sfavilla? > 



ti. micQnbo 11. wo timo: «onpuM 
ptrl ■! no. 

»t. uonnum; «Uacglitra 11 Hniblanta 
ID mnrtr) Aa rlTuUr» ti 4t*Mvr1n inum» 
«li nLK^iuEiirrrEiti.l^rr. Ftìrari-a, /fi IVa, 
San. IW (inTI . • Ma i>|>hw ih'IIh rtnnl* 
il eoi al ÌBttt, • 

ti. |)iii,l'miiho, col vwoi (mi I pitti 
«ili» ilivtna tilt* Iti. elt. JCwr^ Orti.. 
MI *g. ' COI, Vinili • nnm appinatla 
ladoi •; fiinF. ~ • CliA Blttimaoll nra la 
pote»iii>inniit,rurT<,(>liAnQn pritMaan«iHrQ 

SI. BintTrui pBTTh* Urglm li- ii»ppi> (1 

(laitiiflU lElulllEltlii^ltllIffrl'LlfWTiE^. .U4 

■• la <!o«« ^ -^ti, e^Kto Viri£il>o p ]>nDt« 
DOiliiBTUi» «*ti tarlD«Ttrkqiit*iUrutut» 
dalla Tla Hnltar •; Ca». Hno * ili-ito 
Il alcaa Ina^ rbx ni^ii n* rlovvaattiv 
HnuMi. a* «'ti'» pana Danio a 
Tiralo aTavaiw fjuptin tali canta- 
si, mwei atonci, toma «jIIobo iinar. 
■larH gli Ipoorllt, a. (nra'ancb*. dolenti 
•J loiiilkàl, TattDita «Uri andar unta 
oippa par la loto bslgin. Al.i l'rrnli* 1 
appucd abbaatatl lni[Mi1<vi>iiii toni ili 
SDaréandlitUaiDMite. *Kplti tooora ri| 
(OanUn ■luruaiiota. 

fT. u bK: l'nno rmo l'allTa. Al,: ir- 
«ntMl, eio* wl RD hapoi ftt. t. e.. IN. 



M. ALL'aTTO; al uMo dalla (Ola ptc- 
iloItA dalla mffpiraaicpDrt i rff - l'ìirjf. 1 1 , 
RT •(, AL: Ì.Ì daRlnUn. tuo della Tlu 
pTcaoloa rf). ' 1:^1 dllc^rlrw quia aaotor 
Don cfa£ u>vMQns Iti Itio tIUOh Dao lo* 
qufbalDtad inixlnin hyponllai. lanaa- 
daatar. Ila qovil aspe la ilUftiHnya- 
(ala* Dlislt iljjliloii'i ilmf- 

M. tiOLa : cappa di |«mbIn>. SMa pw 
nata to tpiuniK dtMara ••(•■«a cU 
aolidili oft. Fn. Or.Qal laT0ta«p« 
atnDtniaKellBMiiilDMaHiiiia, roIeBdo 
Blinda» ali abita frataaca. 

SI. mi; a IDI, ALi puanuiii Al.i m 
iiiHtrK. -niu-Baio: adanantBilaosedsTa 
•ODO ra«alU fooUaMi) rII IpoMlU. 

uà. min ÀV)iKK:n->od]iiI*cnaradldlrd 
fbi iD «I. Ali tii' mi ti< ■■' 1 UDII B'ATa- 
RiiH Murkftnio.IIsntiirìipDiidaaaliaDla 
di tutor Fiorentino e tIto; d KuaadIrA 
Gbl -f\i ^, ilirmauda Iota rh\ hu aaaa. 

M. (UT NATO : • uri dolMailno acao di 
rturania rol nalo « nudnu Bas BÌ <oIbio 
di mia ra«*i Cenf, t, ì. 

W.rtiJjtieliiàifriinàr.fimìiiÌAiBÈg- 
tiara dall* dna mII'Aido. 

M. bOLua: lacrimo. AndaiBiio plaB- 
fanilo. 

9t. CHI n»! anello amnlMiio ohe e' il 
Ibcn (ik BMMtto (ha le npt>o «rann di 





1*1 



IM 



E l'nn rispose a me: < L« cappe raaoo 
Son di {lìoinbo ni grom», obe )i pesi 
Pro cohI cigolar Io lor bilance. 

Frati Godenti fommo, e Bologneei; 
lo Catalano o questi Loderiogo 
Nonati, « da tua terra insieme presi, 

Come mole eeser tolte un dori solingo, 
Per eoDserrar sua pace; e fummo txlì, 
Che anoer at pare intorno da] Oardingo. > 



k 



pISKbo, BM f«M«ii aBOmi Mpcc Dalia 
4fV «Mrrm* |w dtU* ■■«■■««ai»' Uà 
puba b ilmcala ddb al c« witun «CDortu 
Mta intiin III qaMl> tappe. MB* tm- 
fe«B flMUw* dkl pr««aH Tanl. Kt nla 
rippg>r» t Ttrd M tgt. nu qnill ■• 
Oip^ al taaolTnMi qofil vani Diuta 
MB «Il m(Mm aiUa ■«(■ MeI*. Kk- 
I— laBllii 1* «M*. «im iii.iur>la cb« (ii- 
■•■■ aa pn dalla (DCBiilonl nniuiiiiiitr 
■ ■priBSTiau « 4opo- - iiftvii,^,^: 4 al 
pa( U «Kbl a«t>Uluil ■ la r»u«> 
ri JMi. -•CkaalteTtiltro wtM- 
Mi ilaaat.-<(A« aianda UBI* laillla, 
UHM Im* •{ Oray. - • 81 tMtelHa «I >. et 
la ita, patUnéoai dilla «BtV* ■!> aawwi. 
•<4Hj*i iM/iwr>l«raii»«ai,M'Vt *^ 
hviM. I*»» cha lo iDilh^i a««fB la ri- 
^— 1^ Ma b tot Uklalm», ^uaal lof t>a 
Àn> 4** la «apps aaaa Ckiin allintluU 
4'«W I»— MI I aadaau* ■oaril pioiiib». 
K aatlii ikavaa Ua»<a t^mtviitìnknt an 
fmo Al **Aan p«f 1' t»Mnia lulia «aal- 
l(fa>. AMlt. 

IM. man i 4t oalar A'urvHàt, «Mta- 
«a 41 /wr rfanl<. t. M. 

Ul. rMli • a<ta«||1lB qaoal I pamtvll 
iDa Mtenta, •• I taai. I •l'iall ai aiktmio 
di «Miiv ■ Baatilw ii awa aba ti i 



■Ila aapp* di pMaate •! Jlal—iaat. 

IM aMiUBic<Bar*.a*aplnt*lp*» 
aaMrl atta parlaan lab pMI. 

)M. ruTi iiciaunii frati aoaniMt 

dM'ardlBa. MliUiaa a «tallanaM la- 
di HaHa Vmi^* UlBiUaa. •te- 
la Malaga* Bel IMI la iiniuD- 
^■l»te Vrtaiie ITt. alln xv)» il eMa- 
rm* la dlaNPtli unii * lamii^ltan a 
p(a*ann« t da WU dalla aapankMna dM 
pataML TannMaaptaDaaBMl OadmU, 
pMt«J> iBUaJaxHpittaKBtafVikaM 
■■>• ataaat IMaeM a nao 

■aai I ai«a II oaaifo blaaaa 

a h •!»-• ••tni«luiaaadaa •(alta, a da- 
ta T*dirT> a' papllll. ■ 




Inmaiatunl ili pati :• altri anilal.aaae 
T*liClmi.aTHBo>; O. Ttll. vii, 13. uft, 
kata ( nota •lall'aipartuana d'I. DtO» 
Viatanaa Bella Itnvf OanlU. 

t(i4. CjtTiuiirx dalla IkBlfUs (nailk 
in UBlaralII <la Bolofna, nato rana II 
12II>TU<-1 i:M:ipiiil*>iUinUllBDn,Del]»« 
In l'aiuu.ucl l;>eg In Plimnaa, «m. ru 
no] l!Mrpf'Ai>oilf-l|ii)Vf<nu>dlllah>giM,Dtl 
i:uo iiiquDiiuiii l'ii'-ntii, Dfli nsinaora- 
ci>*nU-<l|i|ii<<|]uilL UoLijjfua. Muri pai oon- 
vruiu litri JrHTi H^tmlMuua Maiiaano prgaaa 
tioloKUt uel ina - X i^iJKail; Al.; ■ 00< 
«TUi. - LuiOHiiDo: MI* muii(lja (hk 
bdlui* Usili AadaU di fkilo(iM. nata 
Tar» 11 HIV. ni podaiU la paiwaU* 
iKU AtU Knillla a di TaMan*. Oallao 
41 CaialaoD nal ic*<araa di Balata a di 
fltsiiaa. iMidaMn dall' otdlaa MI Irul 
UiMliail. morto nat 1»S, aaab'i^ll a 
lioDuDu. L-fr. Jlmt. Il, I7a-]s. 0«ia> 
«ai. DilU Forrt fnniluit di ÌM««M a 
drM< /'ainlD<w aJW tuall fniiaa «/par- 
Wana», BMucaa, lalA, p. f« igf, 

IW. IVA Tum* I nmaa. - ru» i 
•laUI ad na lanipa all' «atelo 41 po- 
daaU. 

liC HUMOi asloi I noranHal aolfr- 
*>a« aliitsar* «■ aalo padaaU. fuaala 
Tslbi OS «laMua doa. Ali iMitarta, 
•uu eoapa(Bla, panM (inaMlafv. ALt 
klUtaln iialln aiiTpllii da' parlHI. dJ.i 
Da Kais, ut) iwnio nllfiaaa, AU: Vm 
uomo «iD^olan od aooalla*l«. 

lOT, cunauvAii al j.iimfc di BWaBsa 
•laan U Uialo<U OmirMttr fUMt, aoa 
oan priaclpal* ilnr»p<la taaaradl dbb- 
uoant la fMt nella l-kU- - uu : co»- 
«■rrMori dalla par*. 

101^ «i ftMKi appara. tdf«da.-0«B. 
IdMtUi ktallU di VlrauM la tttlaaaaa 
dvl Palui* ToMfew, de* ' Mano lo «Ma 
•tmli L'bHtl.tbaidMpodaatà.fomdl 
dal Uari*. (wwro wdaio « diaftn. Clr. 
a. t'iO. 1, W. 



i 



IW 



112 



lU 



II) 



111 




[onc. a. BOLO. «) iNr. sxiii. 109-lSS 

Io comÌDciu : 4 O frati, i voHtri mAlt'.. 

Uà pii) non dissi; ehi all'ooulno mi corwi 
Un, crocifìsso in torrn con tro pali. 

QnGktiilo mi vide, tutto si lìistone, 
Soffiando nella barb» co'soflpirì: 
E il frate Catal&n, che a ciò a' accorse. 

Mi disse: < Quel confitto che tu miri. 
Consigliò i Farisei, cbe eonvenlft 
Porre un aom per lo popolo a' martiri. 

Attraversato e nodo ^ aaUu via, 
Como tu vedi, ed è uiestier chV senta 
Qualunque passa, com' ei posa, pria. 

Ed a tal modo il suocoro sì stenta 
In questa fossa, e gli altri del concìlio 



V. lUO-lM. r<if/Viun iHt II aMD niD. 
r*rOé Lh ii4rolii dia 1] Poflfft LbcoiiilDotA 
> r1rolf«i|> Hi rrfttU indilli ti, piinal«<tlftru- 
proTotD dL AqoIUh nU iuqdfp falla lab- 
bra alla x^nt» Ai ni>o, <hp fon Irw |uU 
4eTodni«elu taira, e au cui tniM qnuilo 
Il popolo dfgl' Ipociltl <)«<* pinar«*«l« 
porla qDlDdl vutu> riputrlaludal nando. 
E l'Wlhiir II granilo IpootUa uba ms- 
■^liAa'niuApH'ncicliiana di Orlalo. Pn 
CalalaTio lo nonilDa. adEl'iD|£Vi>i^o ohfi 
nano aldaau Diixl» «Alio pimlU hi qui-lla 
baiflia o Aooa, miorOf^iU CaìlA^'o. r ^M 
mirt *itol iiuIIvnIiI <1"^ iinui «mmlrlE» flii' 
dMHi; di «ho Virgilio movlra monTi- 
(liani . 

108. >tll,t : il poi anpultn : > Ti lUnno 
bm*^ Brmu Iwii ru.*Htuliii uppur*. ptw- 
dtftdo mali Dal ihmko <I («^: • forno 
oaiDia dnlla ruvlna iWla mia palrla > , - 
ihiM, Lami., «ce. d avTltaoo ch« Daulc 
TnliaT aaprlinpi^ la "ua rotiLpj^uiimn, 
(mitro ài (ho elt. tnf. XX. S7'3i). - Il 
On<.' • Kart TPnp> fìi* (>"Ha vrjUaao Hit 
Dania. I batl aToi'anu auiiu l|jo>'rliila 
InpmMI t FVmotàDI «1 nTwtllail I ehi- 
baHM • diiMmlto la oua luturnu ilei 
OoacdloRO. od'atorlofatlo acU» Ipnuri- 
ala ^ol l'aTOmui CAaraaaat". Ailau(|iia 
Canta, «amo Unnniino id nomo Italo, 
MM pub diro rha i|li rlooraaca «docUa 
da' loro siali I oe ita bcma fbodlc«,«l» 
sa v»o<la iilaran>, naando aaal rflHoala 
< lai.» 

Itll. Kl conti mi (t fraaratA; mi 
mwa vadbKi. 

JlLcBoomato^aRlIal I •n(itdF(iil«iDt< 




Ipjthl, rliH AmTl) oftMìllIgfafa CriatO. qnl 
■'iDu ciwlflol. -rax:Di«al, a I daapladl 
1n>i>..in«.-r«U>la<raoads'(hlodt.(ih«n>l 
tornino non poanooo hra Unna Rim. 

113- ai BnnoiMBi parli dolor» di (aar 
radula In tal «ODdliiuna da nu vlvauia 
Eba potora Mporwmo ii<>vrl1a an noi 
noailD. Oppura: • iurri^liA «adaa I>anl4* 
onoUaDO. aalTato per la puilono di Cri- 
alo, parla<)oalooc11orHdaTiualii>; Sìvti. 

114, a'a<T-o»li dal loollvo por odI 
*r#Ta lntvrrntio il pj*rljir nero, 

lll>.c'imi;tiai -Eipcdlt cobi* ni anni 
miinhii^r hitino pru popolo o1 non tota 
Sibum poToat *; loh. XI. M) ' Etac aalaai 
('aiphaa qui iuanHlliEMU di^luntt Imitala, 
qala DipwUt utitmu b'^oalnroi mori prò 
popiilo.i M*. XVIII. 14. 

110. ATTUA vvaUTO: po*to a IrlTorvo, 
nn Intoppo meII altri- * FemuIhU al Irr- 
lau cvrpQ» tiiom, ot Qilaal triam trau- 
k-iiulllmn •; Imia 1,1. it. -ww>: ili ao- 
Llro Danto iIjm Doile lo auim?. qnaodo 
VdoI fiorra In nviiltiiia la miaarla di Ioni 
coDilitionc. Ma lu qnoala I uojro Io alln^ 
onlmn unii Aitili) nnilo, Ofoooa ba la *ua 
i?AppaT Njllajjlu CiilfaAao od 1 laol Dollr» 
fhl Don bannn rapfta propria, ma Ha- 
vunri xBuUra lo eloiso li poao di tutta 
ijnanta lo oltn. 

IW, ijoaLintQVit eUunqa* 
qaa, da» ealpaalarlo. 

111. woctaa: Abb^ aoaima ponb 
(Imi cIV- Io*. XVUI, I>.-M «TMUAi 
t iMmanlalo. 

13!. ooaciUO:4*'roDMI(i«Fa(laaI. 
dw «mduM CHtMi rCr. ItX. XI. 4T. 



[cute. •- BULO. a] 



I». xiiii. 12»>I3j 



[CBCITA] 239 



or 



IM 



in 



ÌM 



Che fa per li Giadei tn&U tiananu. > 

Allor vid' io nuu«vÌKl>iU' Virgilio 
Sopra colui oh' «ni dtutMO io crocv 
Tuito TÌIm«ato oell'oterno esilio. 

Poscia irìzxò ti frate COtal voce : 
« Kon vi dispiaccia, se vi lece, dirci. 
Se k11« mui deetr» gtaoe alcunk foce, 

Onde noi anbedae pomiamo Ducìrci 
Senza oostrÌDgcr dogli angeli neri 
Che regnaa d'esto fondo a dipartirci. > 

Rispoee adanqne: ■ Pib ohe to non speri, 
S'apprea«e un sasso, che dalla gran eerchi* 
Si ninov«, e varca tutti Ì vallon furi, 

Salvo che a questo i retto, e noi coporohia: 



. ffc* A*T*** 



•r* I primi *r- 






IwtqMlla ffatn^Mtutotf (uwa 11 
••p» M (MlODB MIT. rtlm. CXTU. 

n. «MA. ZZI. 43. M.àr. iv. n. 

m»r. ll.niapHMMriMdMIiaIwBi) 
nc*«taU • SI«prw>H. B'h Wpf«r«a*> tn 

M Mrm. IX . Xt). s pMtM aoM qui wal 
iMdadalDBlailnp|MaclldM.VollM*M- 
irfenrxMll wiii'im Ji ll t rirtiài «oda 
«Hi ■iI m ImUw^qI *Un*«naHMll* 
■ta. rM«« (VntlW* 0«a fìiMA MU 
•M MttMaM IJANI. ZXni, tS)i a 

m. MMJII a HMM di ClUIO rtOÉdda 

M SI ton ■ mtM la Wo nnrlBa: ofr. 

111. XXTII a. toM, XI, MEI. 

IM- ■w<iuMia> ••! (o qaid Ma 
■InWIWr iiaai ISHnutM prnpba- 
ImU. «m tel^l|>«a ai I^Ma •■ Sn*. 
O rat ana paflatota alc«a tDi«<> •■ pw 
^ ■— C i>fci«l. Sita**» F «CaHipra 
natWSaktlw nwat.t Jn. V, tttlO 
par la aatlU iW aapidliM, «■ lai l'al- 
m tM» m Ta4«tal mtablloiMle, 
•Mia pi» «ka, oawn boi mU 11 ZDWit 
IWa w m ^ la*. Daii«l«. r >&. • iiw«M 
4<<h ar»allMlaB» * l' aairM ptan *■>■ ^ 
■Mia Atlanta aU' lalana 4(to *>* Vtrf . 
Slaaaa k pllaa nUa adb Olalitca, 
— ti—ala <ltll> ans» Iriwaa • a «q**- 
aa • r ulna ta^a '•■>' taf. In nU ««U 
tlmi»rt la aaa «Mn^ttMa. • -Oaiaai. 
qMvMartadala t'-' ' ' ■'mtaiii* 

Npat tA*t AarA la, 

TIUCWTr < 'la UlU 



-^'^'^- 




qoiell I piMaloil daH* telRla- • Xga 
latiMi (•■ Tarali, et non bamn . i'p|>ni> 
Man banlBBDi. at alilartiu ijlobia • 
PmI XXt.7. 1 ». Pirlrl itderoln qaaiM 
laraleii&B ptviaila dlCridv dioanit «I 
•bM c)<>«x>- OUSmo * dtnaMo lai la 
alano 014 (ha mila IMa di OiMa. - ana- 
■o aaiuo; r luHwaa, daTato «adna «aao 
•llanoclfeta In atarnoilalIapalfMMlMlai 
oft. Purff. XXI. IH. 

V.in lU.r*a<ta«aHaaMM»ol»4a. 
UMhlaMoaada Vinello. CaUlaM riapot- 
da al dna Paall, >w»n ti tMna la nilaa 
dlana4MpeDtl. aniMtUqBala pcttanoa 
B(«U» par Baotra dalla bolgia ùif'Ifo- 
(MU. VlriUto M «eeiiTca dalT taswBB dal 
llaiabna«ba. • d arrla do po'atkwla 
Tono l' BatMa. **«dIM da Dania. 

119. Msraài nuiBoa riaUlra, *.Mi 
baanadaiiqaa TarvlDa tra la imIb e la 
•MtlBia baùiB a dcatn. ' rocai ama. 

lll.eoaraiioKBtilMtdaBdoloroll •*■ 
Ivr 41 Dta. Ha dopa D UMtn anta taaia 
A*«ll amftt turi, prtfcriMa hrna Maa». 

in. aaroH: ■■—-'— - .iBVV<|Wai 
^lani Ili. ad taiu 

Ut. Buao: aaa 41 goafl a«otf lèm 
rM4*M ■U«ccMalabal|a-<«a>>aU: 
oW •inani* latto MalaMsa. <(r. In/. 
XTllI. 1 1^. - SopiB potati Tant tfr. 
OiaitUt. Antéi. V. (1 K- Blanf, Tir- 
wA. I. Ili-ia. 

Ita. a gL^WTOi Talka tara. Xl.i «ni 
quanoi » il aallaa* noa tn rrt*». - 
a aurro: U aa^a, «M loanvIlaitMio 
iptfUafaaiyki^t. oaaiaratlNiaiy. tnf. 
XXI, iMan>- owaacMUi aaa ■! h 
fVHl' aapr*. 




230 [flisc. ». BOLO. •) In. «Iti. 137-146 [tdsumbxto Dt tuo.] 



IW 



in 



it» 



Ut 



Uontar poireM su per la mina, 

Cli« giace in costa, « nul fondo aoi>erebia. > 
Lo duca stetto un poco a tonta cliinn; 

Poi disse: < Uà) contava la bisogna 

Colui ohe i p«ccator di là uncina. * 
£ il frate : « Io udì' gUi dire a ikilogna 

DaI dittvol vizi aHsai, tra i quali ndi', 

Ch'egli ò bngiartlo, o pudre dì mensogaa. » 
ApproAM il duca a gran paNsi ma gì, 

Turbata un poco d'ira nel aeinbiatit«; 

Ond'io dagl'incarcati mi parti' 
Dietro alle po8t« delle care piante. 



U». cai: U qnt] mina. Al.: PareW 
■M* rnliiji ciiinr. ■ ti i.ii*t> aa pte U 
ttvB UuH'uxius 1 ■■■al (iiMlnua ravlDkU, 
• Sin noirno'lo ilvlla halj^*Mal rmiuio 
■a riaUu, quul ■■«I4 ■ wllia. 

m. miSA: itivnr(i>iii1o(J dcTI* Idìc>b- 
no (ktliii(ll| rls. inf. XXI. lOV •«„ 

lift •«< 

11*. coVHTAitaenBUTa, aqiaBVrK. 
- 1.4 BUIOMUt t* OOM. 

Ul. (Otiti : Htland*. Cti. !•/. XXI. 
IM tt- - l'I t.i I Mll'altn, QninU 
kitlclk- 

tO. um'i udii. - A Bouiavi ; r[r. t. 
IH. • aixvnVBID'" rat ■ lon, qnla B» 



Boni* In ItaKi Mi mater ■todll. M n>- 
Irli viDuiiim u<i0f]IUri]rn IL Amv. 

IM. BL'iiiiJiiM. m-dUu» MlMdl pwo 
A* Olm. Vili. Ut •![ diavolo * nn- 
die* • pulir* ilvIU tBstiMfaa. • 

)U. imiafu l'tA dello, di>p« M. - 

X AHAV l'JkbAE - do^Ki lUuwr'A KUiIjkU» HA 

p««i 0«ld PimtA «Montiti l[ [4^4 l rt a<l» 
iloto dal duo ftall: oft. v. Gì «C. 

Tld. i>^|ji4 pfr rinfuian di UklJUM^a. 

UT. IIC.1 villi : tatlMil della mpptA 
plnmlin. A',1 iiir*iT*il. 

lU roaiB^ «ma, pnlal*i AL: rWR. 
- ntvTKt d*'p)»li di Virgilio. Il • cara 
duia mia >i ItJ. Ttll, 97. 



noi.o. •! 



Isr. ixiv, 1^ 



[seoKitsiTa] 231 



CANTO VENTESIMOQUAR.TO 



CERCHIO OTTAVO 

BOLGIA 8RTTU1A : LADBI 
()f«f4 et ÉÉrpcDtl tuMLcrlxaaa e rldlnnluo Dmntnl. 



VARKI PPCOI 



Id qaeUn p«rto dol giovinetto anno, 

Che il sole i crtn sotto l'Acqtiario tempra, 
E già le notti al mesto ài een vanno; 

Quando la brina in sa la terra «ssempra 
L'imagiuo di sua ttorollu bianca, 
Ma poco dnra alla sua penna tunipra; 

Lo vìlìanello, a cui la roba manca, 
Si leva e guarda, e vede ta campagna 



r. I-U. NrnH««aaMM(WM.aT«a- 
to n4BlB U •■• 4h* ttu pflma a U- 
•M lAlu, v* tttmmimni UrtMo b*I 
•■■iHmu, ItMiU a* Mem antommil* 
ittnm/ì» «pprwtlnBa ; «Mptuara ob« I) 
MrtMmM di Vitelli* l»M t^Mo 4*1 
nmtrt 4i OM |H>OT «Mn àt qaBllB b*l- 
(Ib. Tadiiria (tert Tk^lk* t1T*l(ml i, 
MI «w Ma* ViM^. Mpt^K Mino. 
rw4— ■■ k Ma* d> qaaate htte U 
7>«U al >i H i r it> la u iBB(nll)n qi»- 
Jni II tlIlaBiilo cai bui» U laMintla 
fa haMlaWA, r>ba, dMi* nn bri ibuIIbd 
« Mbnta. Tida la ounr^:» «"U bte- 
ifeofclara • t «aytarU —tèi. onàtmio 
n •••I» cupcnaSi iwT*. Ma hao iifmIm 
la WtM. abBll (UknallBli* (T*4aH imt*. 
d ialina. t4 a|ll, mU» racoaoMlUo. 
■«Ma ta |it« n lla al |»«ola. 

I. atovwtfTOi man oartOai rtm 
la Mttdl hUmlo. 

S Kiiil I r*u*< * OnnlMt Ar^lo • i 
rtrt-, 4HI.IX.O* -TBMnu.'UUloat' 
fm. <B rM lovMI. rtaaUB. Al,> Uadark. 
éngt, MadAiTTlMS la aalanao, ami 



laBrtnann.'CrinamlaiBpfrM'idMr. 
ffb.l». I, ava.n,u. 

S. «L nano eli VBoao dtraalaadu 
n^aallal gtorao aalla dafaM, (Ijaaoid* 
rana l'atalaoria di prlmavara. 

4. iaaunu i rllf m. rtoapla. rlpnidaa* 
r liD^D* dalla Darà, doa aanibni atra. 

t. roca ; noo pnA rUnrtB a laogo, 
■Dn* Baa là paA •Cftran a dlatfaara 
loafa tanpo. «ala («spam dalla pamn 
noB darà. La telu pnala mi UqaiA al 
raffi del aol*. • [Tnbuht maDtaaa al 
*B*. «kiBpaaqua loMniHXao iloiatuna 
rOMpaoiA aolo pralan >: iinaan,, J'ftaiv. 
IV, (S-tt. - renna > • panc^llfCDéa la 
brisa. Il PoaU le attrfbaUca oaa pana 
osa ni rlraiài [onmrrala di alla piaoa 
UDB b**f*a, MmpanMirB. Olia poao re- 
^■«■•il» VtM.Oim tW.AI.r Ktjaua 
rui TuirBA, tka Land: iplap; «^inK- 
g «alili. dlMaalaiia II fradda. Il v—la 
iiaaado t wttaiÉV t" l> Ica* >»*■■■ * 
!■<■■ a 0(01 «Ma dia ha aaÉaa *at«U- 
Uta. • 

T. u. ooaa: U AnnH «Av *■ li ■■■ 



«Z tClRC. ». BOLB. •) llIF. Kl?. fl-26 



[COOTOUTO] 



U 



U 



u 



u 



Biftncbeggiar tutU, ond'ei si batte l'siica; 

Ritorna in casa, e qua « 1& si U^^a, 
Come il tapin che ddh sa ubi ai facci* ; 
Poi riede., e la speranea lingavagDa, 

Vcg^ndo il mondo av«r cangiata faccia 
In poco d'ora; n prende sua vinoaslro, 
K fnor l« pecorello a pnscor monìa; 

Cosi mi fec« abÌ|;ottÌr lo coastro, 
Qaand'io gli vidi tà turbar la front», 
E coal tosto al mal jiÌudm l'empiastro. 

Obi, coma noi venimmo al i^aaiito ponte, 
Lo dacA a mo ni volso con quel piglio 
Dolce, ch'in ridi prima ci pie del monto. 

Lo braccia aperse, dopo aleno consiglio 
Eletto 0eco, riKoardacdo prima 
Ben la mina; o diedemi di piglio. 

E come quei che adopera ad ectima, 
Clio «cmpro par che innnnKi ni i>ro\'Vdgpa; 



bkaut pralotn •: Uerai,, Od, I, iv. 1, - 

■»Tr« : iwr dolori!, ornlnnflu ohe •!« m- 

li. L.I ni'KiitKK* iiT9iniL*iiUi: rl|ilflls 
f|i*tmiiti> ^ lirnprlumDle Rloifllv nol^ii- 
cofiM, tilt B*U« oHfa n noi pantirr, 

fan ■bll4iit0ln^n*Jfih*OÌAlnfta tcui'ftDD, 
COBI» -Ucoini Tnm., >'oiif. ed «lirt, inii 
■niOi* nrll'ait* lUll», Al,; mxcii'KiiAi 

clr.jr./'.. :tr JUuiH. r>»>»*)bi.ii« Kfi 
i4tL. i«n •«. 

13. cunuT* ri^U: aau iilbbianto. 
Rit «nmlori illortolu la brtn. 
1*. nvcunto^ buttiflU. T*r|k. 
la. iu>nfli iMMIni Vlrxllla. 
la. fiMl TMTOI CTCM al <lll*D>llo. - 

L'nmiivnKi: fi riBidIo. Il oonriiiiAT «ft. 
FUr,, IVionfo .ulta fatua. Il, l'.'B. Aiic- 
•It. (M.VI, ts. •l'THlsdang pmuilrt' ir 
pHl (ba *l booo k' Inofbl d«w «la ■!•>• 
tan, par tIA «bn la^itutra algninaa prò- 
priia*DUqDal rit>*rl IcBlllTt. fbsi' •>••• 
M pan* a*'l<ia(til or'* dalon*: CilK. 

■>. oii*an> : mila. - rmrm i In iBAflIa 
SHiiloaala XJCIII, m •«. 

11. 1 na cu. HOlTt' inlina 41 «a* 
tn» t»tr [afcniD: fV. I. 41 «U-i cl^. 

V. nm. HaUbt tiirari/tita. TlrtlUu 



oniena U ro*laB Hello aMcllo, eaiMllM 
frn H* (^Éroa 11 modo di arraupkarid an 
jwr «aaA; prendo poi II lao Ahiono. a 
oointrtrlaiifì a iiallri* IWrlmtaniAiiU an p"' 
la rovina Jall' arjfl&a Jealnt. AncbA an4- 
vaOQ «ni poni*. ", pr' maglln t«Ictt, 
aiwbultmu Bulr^Ticifì* olravo. 
91. iK)|T, r Tmir. JMiruarilanrfa .pMiaa 

dglio. OfKrH k »rtlH(il « d4nlfliil iH yf- 
pr^a, oIdA mi lol«a lU pHO. Vtr^llif «*- 
■erra prima anxìDralAiDeDto la rolsa pat 
afìnrriATi'l ili onn antar» tofacnalo ila 1 
C'alalana «iiue fn daldUToll; «nlibllda- 
hbaira tru t* gir» Il muAaill ni'iDlarui. 
Oh praaa LI ano paitilo, al>bra<<ola DauV 
p*T 41 dlalm por •»pliii:nriH.1[) lunaBil, 
ofr. T. il. tt la tairta toIu cba pnnd* i 
UanM tralahraoila, efr. Iti/.XÌX.tU 
•Nj.: XXIll. )T laill' l'or •al'araldaal- 
moiilKil, barattieri ad Iporrili min ba- 
■Iaiv> (Il • amnaaatraD>fintl Dloa^dcl, * 
fV JfoiL 111. ÌA, ma ci viinle oELaDilin 
a ImH(<D dcH'anlaill» «01118™ 

U. auoraaAi opar* maUiialmanU. - , 
ntmia: nuatFa •••giilKauii larora rt.l 
flatto a *oIj{a la mani* al ila Ikral dopa» 
< Sali pntarlla. al da fnturii •atlnat ■ ; 
«apfaiH. TIII. S. 

la, Raimin: fa» cba non Wll a (M . 
Dha<». ina •vH' rb* dnvr* tara lo at^tolM 




Cosi, leraDdo me m vir Ia lùma 
D'oD ronohion, svvìsara W^ltn scheggia, 

DìModo: «Sovra quella poi t'aggrapp«; 

Ha Mota pri& a' è tal, eh' ella ti reggia. » 
NoD ara via da vestito di cnppa, 

Cile noi a |>cna, eì IÌota ed io Koapìnto, 

Potflvam «n nontAr Ai chiappa in chiappa. 
E ae DOD fosse che da quel precinto, 

Pih ohe dall'altro, era U coBta corta, 

Non Bo di lui, ma io sarei beo vinto; 
Ha peroliÀ MalelMlga Ìnv£r 1n porta 

Dol faunmnitio poxKO tuttA pand», 

Lo sito di ciascuna valle porta 
Che r una «osu SQrge e l'altra nende : 

Noi pur venimino alfine in ra la punta, 

Oiidu l'ultima piotr» ai mioseende. 
La lena in*cra del polmon si manta, 

Quando fai sn, ch'io non potea pì& oltre; 



n. eOaCMM I urrcMtUre ili rairl^t, 
•A. IV XX, U| XXTt, ti i uà mada 
■«■gai, an tiiniD ftmt di pl*ln alivr- 
Cmm. al.1 aoccMM* I iM ■•■ T. C ^auri 
MtUlfCxaaaaoiclOOK. a»*«:U>alt» 
VlnfOln Mi kTB» In lilD pw fottmtl m 
di ■• pnailoMla ■ fn me mattg^, tcU 
VMa*a mitM» «d aa alti» snaM auao, 
al > • rmm friMa nUa Baol. *• 
mmài t M frnaa tt M>UngTU, • r"! 
■Il Cd •■■• ■ iiMnti'l ■• >. 
ja. sBHU: nciB. BMiMini »b« 

^fWf^pM pdf ^tt^ft^ftì *' Ban 

31 ,'irr4i dad'IimrlU. XXIU. ai 

-ilaninU «aol dlneatrani 

- J iHta •! fomttm* farUm Ì0i 

p uM UM. ° U(t«r*lin*au 4liM*tra rh*. 

IimM alN ■ Vldiaa a' aHlina. con 

i«»>«^MUanilwMrtU<'BMln«*, Jhfi 

■}, USTI. tanMaptrllii.^antriMra; 

da Ttrein«. 

U. o< i-num < ai pMn In rtaiia. 
■retro di ar^'ula la Mkacila. tAiapi^ 
*« tan ififs^ MdMn. qaa («c«*ia* 
. Weal ladm tnl t*<iI ^m 
UMa daiMna, min laM* knt« •■ ma 
r—, «ala «a fcalll paawt i»ltw rt fra» ■ 
(m Jm ndlm. lu klo aotlDr tta» raUa 
I •( aMa»)*, qala feMIIUt pt*»- 
\ daaraait t>nf4*r tafrllaiaBi 




U. l'aacnrrci arKlBaolia<<nr*lalnl- 
ga «Ht* a •aUtua. 

Ut, TOTOi dalla IWka, mda nts artal 
potato latitai. Arai t<ala |itr Mrri tutu 
Hnra.nnoa nal *,S</wh fm/atf ((ala. 

IT. mail: aparlura, biicai iVt. /■(/, 
XXXIV. M. 

». tvnai AL: lUTW. 

la. roMiA cua; rìcbM*. t di lai aa 
Mni aba. aar.^ laL/nf ut. 8* Il larrann 
faadu. b KHU lorerion di ngnl tnilcla a 
taab> aaiw alta *r\\* anpcf lara, ^aaala 
* la puilania. C(T. (.\m. lAf. I', <OT 
■C. VanwH, t'uf.. t*1. III, p. IW a Iti 
IiT. L.tlX. FiammaitB, Ail JHoM d( 
JtnWvl^ L4nl«n. IBM. Aleaal il aT- 
Tlaannch'ili attilli dalla troica vadano 
mano njanoacwttanda d'allaiia, nal^al 
«aaa atii>l>a la ball* aDdrakbam di na- 
(•«ai* maaa »aaa aaaaiaada 41 pra ft a 
«là. Ma UaaCa di qwaW andai •aamata- 
da aan b atna». 

40, I.' itKt t t' aalataa. • airaa* : t plh 
alla. - I.' ALiaa : V latana. - acBIluB; d 
ria baaai. 

ti, mai iMlciada U Kfava dlliealU 
dalla aallia. - nm : (naailtt dtU' ac 
glao «atUn», 41 •ol l'alUnit a<aua dallo 
•«•ano a fanU roilaaU il tpatt* ht laoh. 

«I. ttuatAi aaaaiu; ata arare ^aatd 
pia aaUi 



^■*-- -- =L. 



S34 tCtitLC. 9. BQLO. 1} IXF. HIV. 'ir>-$l 



rULITAl 



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te 



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et 



Ade! mi tidùa! nella prìm» giunta. 

* Ornai oonvien che tu «osi ti «jioltre, > 
Di880 il mnofltro; * cìib, 8e;egeiido in piuma, 
In fama non si vton, iti sotto eoltre; 

Senza la qual chi fiua vita consuma, 
Cotal vestigio in ten-H di eh lascia, 
Qual fummo ia nere ed io acqua la schiutna. 

E perù leva su! Viuei l'ambascia 

Con l'aiiimo die vìnce ogni battaglia. 
So ool suo gravo corpo non s'accascia! 

Pib lunga «cala convien che si saglin; 
Non basta da costoro OH^er parlito: 
89 tu m' intendi, or fa' si che ti vaglia. » 

Leva' mi allor, mostrandomi fornito 
Meglio di lena cJi'io non mi aeotla; 
E dissi: «Va', di' io non forte ed ardito! > 

Su per lo Hcoglio prendemmo Ik via, 



U. BU.I.À rMUU olum ' Kppniiii Elnn- 
M DuTIk MMDnli* dall' nrciu*. 
«a. trOuiKM: «pciimio^ vlaca I* jil- 

47. «aDOWiCO: «iTsada oall'MlO. Al.i 
OftACCNtTO. buona ImIod*. n» Imppo 
•prcVTlaUdl luturlU. Crr.X F.IO^. 

m torro ix-i.TMXi darmunilo. Coalr.i 
Stgfftndo in piuma niftk t( rwn« in/Airia. 
■ti MI fino* 111 Um* atui'lii o KlMvnilD) 
■Mio «Xliv. Cori t liltt- Al.; ptr «Un lu- 
tOHloDb boidntthino tut^iififpntti Nun il 
*tama in bau* ai «oitv iMldiucblBB; nun 
•I fHiA aiqalfCatv n* fiiinii at rln-Imu. 
Ulr. flivW.. Xu. yurl.. «13 *|. 

40. u iti<*Li fami. 

fio. ocrTAt.: bivAuiiD. 

11. rVllllot • 1>rrtol4lit«« 4}Q4liibdino. 
duiu fiiniD(d*diil*Dl>i /■rat. XXX VI, (IO, 
-■Slvul ilbllTtl niiuaa. d*OijAiit>^ itiil. 
LXVtl, ^- - • 'l^mqRhiu rtimn*, qui k 
raulu dlffiiioa mi • . Sopirai, V, IB. - 
•CHIItHl: • TaingiiKiD ■paiaa ercctUi. 
qujp « pnwtlji ill*irar|EÌtur »: fl^Tim'. 
V, 1(. - • liliali «pDmiini *ii|Ht <Kd«m 
«full • i O/rr X . T. 

M. AHBAtcu. dlfltMtlia di naplrki*, 
DaLt« ■ an twiaB di opprvaloDii, Atl^ f 
• L* fktlu •. 

H. «mHui volonU ntnln «ha au- 
fan Ofol dlAUmlta ; - BiTrtnUA ; oaU- 
mn, «CMlnatOi <fi. t-mr^. XTI, Tb Ta. 

(I. *'ici4<ct« : t a'aetBOIi M Uhi* tD' 



lUr Elb liuiiMBo ool <aa gn-n rorpo>i 
/Jan. - • <:hljiuul nux porne» ocMMia- 
|4. q^DDiIo pnr vH'olil<<ua lafvrmllft 4 
molt» mal randulla ■ quiifd tioa al ra^ 

U. MMLl: BD pur I butti i!al Fiireatorin, 

• Senta PorsaMO'll tonttlulma, ijiiiii ■»(' 
ttnclt a MIT» aaqup ai| rininm > j /tont, 

SI. M'IKTIXDli » la «un! urrlvaM a 
TVdar UmItIvv, non baaU pirtini ila oo- 

• Uirn a pvKifmm T Ififi^riiu. Nun IthiIa 
UH<'ltT4 \ì ma^r, 1hl«v-unft piirlflt^jei, - n 
vtiJLU ; Il giart rjuAnCc] aviari Lmdntn. 

U. LKvji' ai : ni Isial da aeden, t. 4S. 

CO. roKtKi a amUiBaT la AiUca - iU- 
DIT^ : per amautarla : • Vorrùola «bo 
ooupmidv la fnr*a dn] aiti» a la frati' 
cbn^ dall'aaliuo*^ hiaff. 

V. ei-SS. /MiifH ■ 'ore (>nM. Uuiltl 
tBot drlU arwia baiali. I PusU a'avilana 
•D pur lo •rvEhtt f> ri\uaaof lalla b*>lj;la 
aslllaia. oh* i dui liulrl. ! quali iHffib 
iMBlammiuio « parlami n «ufclaDo. ■«. 
Ddndtt U loro Turma- Sudo moral da oni. 
bill avrpnilhal lDooji«riaMmo e ripra^ 
duno quindi la Af nta unamt^ al tlion^ 
lano iD aairpMU ■ MdInBlODP acnlBl 
far toraai di naaro a tcanuIanL *La 
aarpe 4 uluM. a «i4 il Udrò. Ijt mtf» 
atiiKlaado «ntm par vgB\ boni. Il tadxi 
a'aHoiUilla per aatian par a(Dl lanis. 
La wn* t la odia a ugnano. Il ladro 11 
«Imlle. l.a «arpa aanaw U» l'art» pnfiw. 



tmo. «. boLo. T] Ifir.txiT. 62-74 rBDLPonciKT'wi..] SRS 

Oh'«m ronchioeo, stretto e niBla^Qvc)», 

Ed erto pib uaanì che quel ili prì«. 
M Parlando uidava per non pnrur lì«vole; 

Onda ana voc« u«oio dall'atlro foeao, 

A p&rolo fonnar disconreneTole. 
n Non 80 che diaso, ancor che sovra il dosso 

Fossi dall'arco gii cbe varoa quivi; 

Uà elii p«u-laTm, ad in paroa idomo. 
Io era vAlto in giù, ma gli oocliì vivi 

NoQ potoan irò al fondo por l'osonro; 

Por ch'io: < Uftcstro. fa' che tu arrivi 
Dall'altro cinghio, e dieinontìapi lo muro; 

Che, com'i' odo quJuoi o nou iute&do, 



l 

^BU 1 tarili «Mawbbnn I vtaM» di qwllk 
pnviM* ■■ oal M net* l'irflSt**HU« 
^■ikra ok* l> p*«B daUiio nmlr loro 
^Irwitmi dcni fnprlMl, pn«iw Ix 
|lk MMa* • Mt. qaiOa M «Htru torpv. 

• Mr w tB Aìftm u <a<h» tum la p*«t« 
ti i«nl«mUi«llM«iM«d(<b*«>prt*- 
U. ita* U tMiDMln* umn*. th'* C nre 
tMAiBaMta M «• • W M. Ori ■»<« • dit 
•H^ ■ pam* •l'aii»' VV^tt*!*. M <u< dl- 
iimk ■*■ ti p** OHiMplrB là •(ut* non 
« teUdilnaloli • |»wi (■MBfvntf •] 
hrM-Cfr. Jfaw». Oi>MMD*/r#Kd JfAa 
Oto Cba X*rMI. U"3.|H>(. IMw. 

•* BouMicMn 1» I |itM« di ruDiU 
MaMli, •mUaadiIBrA*. Al.i mw^viimo. 

n. «t'u. DI raii ^ r*r U ^mI* I dna 
INatlHvMnuiulilHdAkiHtakali^ 
D^H ^k m4laJ 41 inBli. Ma aoD a(ua- 
Il al .miifu» Diraii. UBwapIbnaa 
à wi aal roHl*. * na afdUa A pMtl. 

M. (■luitilo.-runiUi abbaUDM. 
d>W>. Il alido. 

•a niuw una •■■. ■ «rpart. oU ••»■ 
f»<iMl pariai*. villana di li«gtt fti' 
■■MMi la aaa nei. Al.i «n tWà. - roa- 
m ■ aflliBa talfla. 

M. MMVnVKiivilUi iMblla, dUadat- 

W. ■ Kb «ria lamaaa m« auM (d •ara*- 

daia, «MkM alila w—walar ad tv- 

MB. alaadiB Mablaa Me 1Wlili1i>. «1 

14» nna iMahalar ni aita ad loqiiMt- 

daai>. /-HHU.UiH.-iIaknBaau.qwlU 

B& Tlm lafMaalu t. Bntw. - • N<ia 

I a Ibrmai pania, ifca ti pò- 

I IMaalara • , 0à>i . - • fu ta ««e* 

* alla «k* « li«H«r* pwala Oi fool 
d'aan al ■>■ ««amaat tf a •■ in. Fi-rt. 




-•Art rorida /aE-tii*ndiTtn diirooirflrm**- 
Ila. Iilasi Inrpta. Vox liin. lU lurpl'» 
lille VU1 uinnn maenl latrmtli^ «ctUoat 
VaDaU Fiih! i1« Piiicorlo, iftti lilai^ba- 
n4l»Ht Iitffì- «it KitnotAii Ilio MMva * i 
A'raa. - ' ParwT« ili dulara a di bawlain- 
mU. t^) fH« lo avb 1* Inlitodava •: Bary, 
-'Xiifl c«ntYiil'>ni«, et non Mia a fv^ 
mar pania psRh**ra««fiiMalnialdl- 
ailnu, runa Int" mima ■ qncOli. «bc anno 
an n aH'Ira»; taatf . «tlcanTivandi a 
iHiniA • I OrlU. - ■ VoM acanreacala a 
tbimar latala * ^ Mila di oba paria Aft- 
atstala iiiMa P*fKn. «ava * qoalla dtlta 
ll>n>^ tv»' (^nthir, /■«( III. Hi 

• >IJorrti*uiuib 'il «ux liidivlaaj iiaa ta- 
nif« acnoit. v\ PI if na [Mtaac liilalIlffiV- 
lltflaHTiii jtiar»lra»ilaroiDaiinlliiilJ*1iBa 
TDr*B,i[iurTtaLbii]Uui(1lcoclofuBiil4Di«J, 

n. i>tuHOi annimlU Aall'am iba At 
ponte aopr» quella bDl|la. 

<H. Muraoi a patlarai paiar* «afndo 
d'l>*. aailcli* il ddlsia • d'aHU*. AL: 
jlìi laa. la*, anxttata a dMaa da lliM. 
Ili, Mt ^.1. ;:. f. (lU atJa da atul. 
■a Aa II IMH. (blami - lMMa« •Mia. 
•loraaaaqaaltxh'à cuDlrarta aiM <ba In 
••CDlla <d diM, . B 11 OMi ba n«la«a. 

TO. Tte.TO ! raardave (l'i oalla bulfla. 

• viti: caayonM. Oli oacU di laraona 
<r1rTala mm dl— r aiTann Bolla l>(ctb. 
Al-: mi OMbl MB poUTBDO Bodar *lTl 

al iMido. «(T. fV. xjrix, M. 

n. i4i>L'«i.iiU>: alTalfn. - oillgnoi 
ardtaa <ba atp«ral*aM>lniadiXl'i4ura 
baltlB, (M haàaixlal |«iiDaa (ol M*ai«a 
I fiail.-miaoil'aiwioponijs ALL'ar- 
jtlaa. Uà I IVrtI nnn d'inmn» [(ti p*r 




S3« [COiC. *■ BOLO. T] 



rTB 



TU 



n 



li 




Cosi Kit) veggio fl nTonto «fiigiiro. » 
a Altra mpostft > dÌBM, « non ti rondo, 

Ht non In far; clià la dimaniia onv^^ln. 

8Ì dee Rf'gaìr non l'opera tacendo.» 
Noi dimvndommo il pout^ dalla t«8Cft, 

Dota s'aggiu&iEO con l'ottava ripa, 

E poi mi fu la bol^a nanifeaU; 
E vidivi entro terrìbile stipa 

Di serpenti, e di s) diversa mena, 

Ohe la tneiuorìa il aaugue ancor mi scipa. 
Più non ai vanti Libia con sua rena; 

Cile, se chelìdri, iaculi e fare» 



70. xiinniiHOr Ti>flii.iitn,<ll»wn)0, Orto 
roci.m«uim Su trulla p«n>lH^ vH^coifuitr- 
do (Ift, mtTioD iIlfitDiroo jitl ock^iii. 

7B. AI.TUA tìCP-^ ririlK>Ilil» furriml» r\ft 
«b» Tnaì, p«TDbA, i^itautio U illimodiL t 
I^DJitA, c<piirlMn HjhpnnHAr* ea't*tìi plnl- 
tHto vile con parulc, «perkiiila curu« è 
•lato (bli^la. 

n. at DU aBiiii» : • firn ai ni' ■»- 
mnn •! JMM. B chiato ebe ^nl [ rtJttt. 
im ilttrldino- I fi^Ii. tt THram'iit" <;iiimI 
tatti JojKaiu ai ifiaiip^ulu^dioilàianu 

T(. Teai4:aa(n>nilUi. < Da qofilla parta 
Ati pnntv rb« al acr^laTijce con TotcaTa 
(Ipa. iTiuA EWD qualU chf uidie* InUtnw 
l'nltara lxiliU«i t>an. 

au a fOT: q^iafiiW» fi^mnin flnnll Hnl- 
t'ntln il «ti 'iT Gino. Al.: B poi aoiiD.tfiiilo 
p*r 4]ti*rVa'irLtto, Ma i l*itpU nnn ilipi'i" 
■trv in qciHTa tioljria, ia r^n^a brnlteava 
lQtl4iU HcpnnMi HaiUMi^ttt anni a k^"''~ 
alata aoXto ii capo «tri pooli. In non «p4.ir- 
Slnaato 4*1 tnnru un cui tlIiH^ntlnno, p.'r 

IDMfOlJl alCDlia fl1elT« ptCmlDCUUH Dhijl' 

maU ptn Unti (]C:CVI, 1)) temi. Bui 
dlicaaan nslU (naia Ii(i1(la. parchi vi 
nnono (aalrtiil ■lall'Mti'ra <pcaial\ al 
Ibirfalalt] (h vn^li (Jio ta trttv^noif ann, 
$^vnrAr C4ii((*rla. folta. •SfVjiaè.lnt la 
acni «■• oba * i«St*ta ft rlilcatla in- 
(iFTua, M qnaalo * detto atlpalfl>i Jn. 
/■••r, - •C«*e*Bialr«(aUiin,iiii»allM 
ikitat mi» •! n) BnM. 

n. a»r^rn: • Opol ai^lilnn nDcri. 
«Innidal lum Ifapia t1pat»>i JoAXX, 
M - • S<(p«ntaa ad Tlndlctaoi eraalt 
,uMDt*i Bai. XXXIX.lfl M.-HKXt: ap*- 
M.4M)(U| rft. IV- XVtl, ». 



84, Bdi'A: agniblaMila. ila riBBcdiana 
di qu-1ll Mrptotl ancora mldlfldallaMi- 
Une da* lacghi anni, • Mia tarsAn al 
onoro tnmif tw la paorm » t BtttL 

M. I.iniA: pnirta«Ia dati' ASM» a pn- 
iicint*c1>*irBir^tlJ>, cnn draarti arvnoat In.- 
f<MiUili1aa*r)i«ntEifrr.£ufart., Pkart.J. 
3»;: II. «IT: IX. 7DA m. l'olla l.lltla 
llnd-,X''h. IV. «Il '«(.l t CumilUft an- 
I>Dr Libypat p^Horpsiirtorpt arfnoa.tìm' 
jrnncl capirla gnltit* rtddar* rmi>ntai| 
Qiiaa hnmaa aieeptaa varlH anlnaTlI 
in ttn^nfA: Unflri frvqnttna ITIa aal Infi^ 
•laqan tarta i^uliibTl*. > 

M. cut, al : CAi>1 la i;ran niKgetnranaa 
dui nfdd- A nim. ani. Al.: cmniaT, ctn^ 
uDHi, ucui.i < fanti Paomnna. cur- 
ro. fV<«. Uà laTA lt.i^fm.i, pHfNriia da 
lalvDl, parche ra ttri^ rial Herp^ntlA r^ctl 
pih ennftiTlnc a finpTIa rha «1 ha rial paoio 
rll IjicaoD (linI)aDUi<|Ul tallio, non lui 
anrntlct aollltlfata di «kIIoI, i^, nin- 
niti, matuttmt, /uruìrri, Padova, 1TM, 
p. 1* *n. BlUH. Vtrniifti. I, 3M *g. 
Adrloir, (bnliUuUinu, tl« !«. Z. 7.. 
lM-49. ciOftlDM. awpanll nlcnvl «ba 
•lanDO In taira fd la «mina. • R<d iisia 
arit nolilt tofrl pndoTi Inda pc^nnlvr 
Une Llbjw morr*4, *l fretmaa aaplda 
RiKtcam. Al non Haraauaminlaariapaa- 
tura cmorrm, ^qoimlltaraH Inj^a U^ 
aiorrlioli aiipllnhl arbaii Nataa ol anr 
blipnas Potvtvt <]nl STTIlrto* arTa i.Tha^ 
itirdNia. tTacI1(tii«. Tla fiiiuanra CMyArii 
Et HmpeT nfliolipaonra l^mll^ K^^nfhriwj 
flntlbnii lllfl noli* varìatani plnifllRr 9Ì^ 
pam. (joani parvla Itnctna macaha Th^ 
banna Oph't*.*! Cnnmlor *xu-tla atiina 
IndtaoraTHit ai^nlt HamiitnilyrM -, apim- 
<|rta raifl hjrqiiaotn <'nniiit«a -, RI Flo^'tala 



»~ 90h9.il 



In. IXIT. 87>W CrKJXk dbi UDki] 297 



Frodile*, a contai coti ainfisibeoa, 
M N6 uow |i4ptU«D«>, nò )ri ru« 

HoBUò gianmuu ccn tatla l'Etiopiu, 
Né eoD ciò che disopra il Mat Rowo hn. 
•I Tra qflMta cmda e tristiasiinA copia 

Corroran ^enti nude e spavenUte, 
Ssnxft sponir pertagio o elilropla. 
H Con wM-pi I<ì ntui dietro avean legato; 

Qaello ti<jc«van per lo reu la coda 
E il capo, od «DUI dìnansi aggroppate. 
Ed «eco ad an, cli'oim dn uoatia proda, 
S'avventò ud sorponto, oLe il troiìMO 



L_ 

^HwMCiiaHa ! M lorrld* IMpaa 1 « fT» 
^Kto rtmlamm mtfU* CM>at AnpU- 
['■iiii. Bl Katrti flolMor M-r». (■■>•- 
ttfw ntarmi El coBUola itn t urni * 
■■lan FtoTMf •! £«««■.. fli^rt. IX, 
;i»m. - lAL-uu 1 • ImsmU •ifttMt n- 

•■•ali «ilMtk MolHiMmnMii M<B*. 
M, n<>. vnt. B. - riU*: «MpaMI 
<M IMI— —tu* IMM ■■ ■aloapwMm 
••aa*>a>ir(r. JKmM.. 1U. 
<T. caacai > MtpMtl 41 nH«u «dar» dat 

l|V»ll M lll>* ^M T>BB* W»pl» tORVB- 

«ari n* Wkl nnimlBaa» diruta. - >«n- 



rj I • Al|*>ill 



Mciin*» 



mtMM 
pM ft — i«—t."q«ofiii nlMnuB In t«a 
«•ML ttlaiiMi I* (■ |ufM t**«Md»i 

mmw, «a. riM. vtit. o. 

M. runl-uui ^nti' anao la ^vdla 
k| • «Hil BMiirk ranM UlTf* •»»■ 
■>>£■(■•!.. /^*«r>. IX, »V 
Blnin i*^ «diBUiu mO' 
■■lo*. rMU>«i iM^^ «li. 

M, rnx-nA i «iimìw« I u« dwMii 
■teatnvBtoaol' XcKW: •tMlivddlB U 
Ma «la MUtm <•< Xiloi 4W<I« M- 
rafavt* U IBMMdl MI' Bcnin i « qaallo 
«^ JraMa alla ilMlnA*! Min iliMr** 
•J Jfar Urna. • U . (>ri « odroai- ■■■•taia 
I saWM MHfcs Ih iiiwk. Ur. Aoshih.. 
U4 ifl. n» JW. •«. f^Art 

otn« 1 4) ««nbiii •wptHtl 41 ntw 

mrroo > Im*. Uhm. 4a aww 
- nJTWiru > ptatn ptaMoo 41 
_ ' i«(4a, Hall» • qaaO* Mia «ma- 
nàte. ■« riMaaaU ■ tMnpaiiiaU di tae> 
IMI» nmi. >lh> Hual» ■> ■iiriliulTUo 



rirta mlruoIoM «ontro ncsf «orta di r«- 
1*00. B ■poclaluirnln malcu U mono dd 
•ar^eDti. oome purv la virrfJ dJ rvnitara 
laTlaihlIr» ohlimqnd la pcittaiwa, « Klltrtt- 
Illa, platn Ai troppo kt-aù rlrth. per e\Ù 
cba qnaivnqrtn pirrmim la j^nria muprtk di 
■i, mfu^tra U llai]«t dod « da nlnnna pM^ 
ansa T*dato, iaT« noD t • . Bf . Ì>n. 

viir. i 

M. i-nuit ^ pMDb4 Boa a* la UmMbB 
ìt^n iti rMMWo divlBB: JfcmfiÈitiim 
ya(i>i. B* dalla latfat aaiaar. O. IfaiMarfi 
• riaUoBla, paifb* la Ubbmb tnmlo ft* 
(CniaiilB adidlB Tara* la r«ta alùtn. * 
La (iiBsan aaltUr appanla p«mM Mm 
•a la Ikadarca k|pH«4alla lacsl dlrlna 
«d «alane. 

U. iiii>M.B: atrpli non Itfanopn 1* 
■aaal, alnmaDU dal pM<aln, uà tsubo 
alla (atm di «M, al onore. - Hwc ^ hbI . 
IraaraoHatodan'iiaa.Cfr' >4Imi.. X*^i, 
nt o dillo 11 ra|>. XVll. 

V. »-■» rnnHt fKt*t. AdOBBlI 
B*v*ntB OB tarpaste, la lllttin ed «cH 
■' lanuMiara. onladl liprmde aaldla ba 
n|iini «aiaBa. K VaaBi FbobI, Oflla bb. 
tania 4> Vnnla de' Laewvl. aublle Fi- 
■tataaa. 81 «al nnn U IIH «m Vauul 
ddk Maaaa a Taaat Ulm-na t>M»<4Ml. 
pM r^t»n 11 t«asm4l San laiopo. Uà 
I ladri aan tUmatimm piaaaueaU. np** 
da qo^he rumM* ekatataaam. Mnne 
parafa farean amataCe oaae taacMIa 
dtt Millo. Ha alMI RaB^sedl JtannO' 
ala, (be (n U U t*' l>«<l<I* U l***^ *^ 
mimmi» TbbbI madHiB la TnWft M 
bua a aWfaraa I et ai jÙ b I dcHIsprtM. 
Ofr. Alt. IV. MT e VI. 110. 

M. MOanu i • dalla tifa al taata Mia 
U«|M dora ael mnrtMift Dan. 



™'- ' -^* 



ÌSS [CBSC. >- BOLO, tj 




Là dove i) «olio alle spalle s'annoda. 

i« Né 'o' d tosto mai, né 'i' si scrìfse, 

Com'ei a'uco«Re ed arse, e cener tatto 
Convflnua eb« oascaodo direoiaM; 

iM E iioi ch« fu a terra al diatrutto, 

La polvor >i ranooJse per ai Anesa, 
E in qa«l modesmo rìtornó di butto. 

loe Cosi p«r li gran savi si confessa 

Che la Fonico more e poi rinasce. 
Quando al cinquecentosìmo anno appretisn: 

ttt Erba né biado in ana vitA non pa8Co, 

Ha sol d'incenso lagiime ed amomo; 
E Dardo e mirra non rnltìme fasce- 

111 E qual h quei «ho Rade, e non sa corno, 

Por forwi di demon eh' a terra il tira, 
O d'altra oppitaaìon olie lega l'aono, 



Bll, LÀ (CO. : Bvlla noia. 
lOÙ- Rb^ o'i • qusitl* ilo» IaII^t* 'q'fit 
*l ' Il *oriv«no b QUO Lntiotll itoaui^; et 

l'ultra, tlmcui: ;ilti liaUÉdl ixua* t<!iiUi 
Ivrofnrikfn >; ^n. f\irr," U4>v&«Ufolc 
tlU dui rmui CiD nno dnt mudi (nhlnlU- 
meDl*pK>Teibl»lldel)BllottaB-iJ:>.rflU., 
«VI, tal. 
101. «~4Ct;3BE: couie latlfo Zalìtt pma 

di 1>ÌI1| « * UciliilikItH ilrtllJI l^la 1-ciD^U- 

■KOt Hi •: Dfvitr, IV. ìt. 

Ui. iiurrKiJi-tu I <li>l>tiii. 

IOAh ufuuuio^ tLoifiti priiui4i11 '«htd 
InBtln itjiJ vtp«uUi rkprwM* I'iicdkdi 
finuk -DJ ntjiTo: lU Itotio, nuUiu». n.mq 
fa t-vtt- XVII, rinT* la rnriiia imUo i 
ftm in lidi*^ Ib /V. XXH. ì3a >! lui 
di boUa. VUf^ Cfoni, IV, «40 >w^ • Illa 
(Prpflrui tua cv&ln d«i lininniiicir u- 
Ua Oinn^ tnoifOnuaft Ha* la in^r^tura 
tamm, lj(Df"Biqna hurrtbtlHiiqiin Ih«vi 
BaTMnqat UqoBiitHD. Varimi otri nulla 
ftigw TapiilllWlMila.Ttc^taals ««•• ndit 
Mqaa hamTcii landsm oca tomlita • ara. 

llJ(l,«jlH.CVji^r(iiino, AWnll,, «;«<- 
■^. Hill, ruil, X. ;t; .«riunì. >,}»■(. 4li 
0(Ulr, Ititani. XV, M3 M3^ Bfvh. Z.*- 
Itoì. Tm- imI^ da Ht-uD liuttn-, VJ.Mi 
r iThTìip Dulia ailnila bj tlUi auuMa. - 
■1 viMruu •! ••«nlw». L.» ittacniiax 
t (»IM da Oiiilù 1. cj • Cult bm <)<iib 
nparet ar^ae I|hb rewnlnsl, MM; Ab- 
■JTlI pÌHmiii* umili. Non ttn^a uaqaa 



herlila, Hnl I urti luiimia at ineco Tlrlt 
amninL, Uif« ubi qir^Dqim vìi» Oflnpiarll 
■iT-cu1a «Itir, 1}jvlji in raibia iFnmDlia qua 
'^irumln^^tiatntv r.Tn^uIbDtvIpnrif aldnm 
■Itti Ouiitliiilt aro, tjnf olmul ac ratliw 
fi imrilL IpoLn ariHiM (jii«"kaiiia CDD 
ruWaiiLitiiirtiiTlt cliifiniiiHiu,yrrb)i, .He hu- 
p»t InpnDil.dQlttjualnodorlbufiiDviJin. • 

110. unanimi: gwro dairiiicuni». - hi 
LlluM(>! Al.: B u'nuuMii, Ma I' aoiooi- 
ufjii Idtftliiia- ti L'OthIiiìiii) xlàmti < ^^1 
Tur.* larfimi* al rutfo vivi! amoni ■ ; 
.Vili. XV. SH. Qaml» 1nn|n (Il Uilitlo 
par dei:lilvi>, ad ^nta di Z. F.. \t9 «x- 

111, pjuK.'ii ntdrt, 4 Ai^vasDa fella vita 
sorella a vai la Fcuke iluaaco •; Tm- 

1IS, tono' c<'mf., Ut, f wirnoff 1 ,- fbnaa 
oalutlmtlina pmio uU iLni,1cbl. Dania 
l'aM HiUaiiin •In^ ioIm in tlma, qid • 

I^■>T. xxiii. it. 

ni, bl iiiMuKr «pocHano: cfr, U^tf, 
1, 31 r * K< ihwriwim mini ni^iHIaa 
iiunDiidiia... • - i.ii( ÌV. Xi ,• ÈtoDoi 
| iwla rt i*ii Ihnddffmabliiiniti niadlam. ..» 

Ili. «rraanoM: rl(ur«oeul«« Maer, 
nmmiW da' «mU d*l oiiipv. • tJFpItort 
t ano Ti4b« bllttu. ubo ■linlflra narraca 
« obluiloro. I.iuiDde nn obliaciiati «lai iv*. 
dici qii^jtH uh» lianiii» d> ai'i-In ihliiaa» 
narrate. (jortaH.i-b tif.iFui-di vaiMrrl K^**- 
■1. lo n^i.», rb« eH -iil'Jli » )a flttli un- 
ti-iEitn uun (Hiiuun )4Jward n aodara |H# 
la parli dal oiirpo doio A di blao|pir 
Iww- Km? HI fa per «ori» l»l" ijppilaiwoa 



[cnr. «. BDbO. 3] 



Ict. H(T. II5-IS6 [TAiwi rtcci] 239 



II* Quando si levii, ohe iatorno ni min 

Tutto §marriio dfeU« kt»d<1« nugoBcìa 
Ch'»x1i lift sofTerla, e guarclaRclo sospin; 
Tal erti il pftcriitor lornto poooìiu 
potonui <Ìi Dio, qnRUto so' vora ! 
Chi ooUi colpì per vendetta crmcia. 

ui I/O dtioa il diumnrlò poi obi egli era: 

Per ch'ei rispose: « Io piovvi di Tosonun, 
Poco tempo è, in questa gola fen. 
VitA bestiai mi piacque, e non umana, 
S) come a mal ch'io fui; non Vunni Facci 
B««tì&, e Pistcìtt mi fii dvgna taua. > 



b vi» olio baau ■ pMMn nU tpl- 

> TBDMi d»! Gwm ai ecmllD. Tao- 

'*• tada (aUtkawBta Meta HBtlnl tal 

(•■ts 1 • d> qOHbt B>*n II Dui cHdws ■ 

l>HM«p«.(tilBmM*daBo) mtfttimnf. 

• ^Irl KeU>D(l ilintll •; 0(IN.-I.M*t 
■ paroli wlniDn, l»ITkD<lMlill tDIfl* 
i'tltrn ftin* atiw-Iliiatla •; TVm. 

III. rvmu: Al,:aii>itrau.-«i' VB- 
u 1 Al : VI'tXt' * siTtmi. CO. Z. t., 
IM •(. La HktU Imbntuln» di qiml 
4mBM* niMn iri U^HMfjMdlUlo. ma 
Ikna pW ««n IkfluiygiUnfa. nani» 
ta4hrtBa#<a«nr<a t^arntu tn1ta<|uaola 
>»fna itoli Ik-bnd iIuImcd. X iuMla 
HWM 41 IMn « «ria irimL nai|Ml <k* 
ftli waata, * •*<*• *rra. (M (liMa. m- 
«ll^ad» «o*** «le— <» I «m* luilU. 

IW. rt> vui-iTTA 1 far ta nUf ». -CM- 
■CU> (HMMa. •ibra, •«•• tdi|ilM ^r- 
>i />ai>. ' • M«M*>n Utta da 1* 
I a da l'a«|M,ilM •■ dlaHw c»- 
■•«aw. iioavdii r'i>T«a« V W Tnaiaii ab- 
b uIlaHaiaiDMtla •! Oidi. 

\Ti. riuiTi f iMl. pIomW i alt. 1 V- 
Tlll. <1, XXX, M, 

Iì>. Kiev I ila ((r«a tlaqaa tmai. 

IW. BL^ |wnl>* baMar^a. ALi |i*rpW 
a* n aiBlD. IH cwiol Afi-Mj 

• Fa waa iMlW aiHitaaM • «npttW 
l|l*|. K nuuiala t«*iaJWt<ll hm 
, la •■■ (dilMa «ha al cMiaa 

•■ taH^i laboUrnaa MCl panaiiaU, 
nOal, ralii|va, ■ r>4 iJh ti Uaiirn; a 
pM )a latyawaafaao ikt (t nani dt at> 
I di >••*. • iHa I ttanaSB a ain ■*■ 
uaUami* aiilla (sa aaa ■ tua 
B. dtraado * laftaiaad'ln ■«'■(M 
. UiiM. ■ - .In. ripr.i ■ K> larrftA 
(H rftlamaw V*^ 





liHUa, • RscvBila II Bikì. D. * V. t^iri 
■rcoAifa imn trsdliIntK IjnoM p Ift, la 
• toT^tcntu, |iH<iis ora alUnaito MIU 1 
chlcHlori ili [lant** A 11 •rgaruteimay 
mvlA i^lia HL Icitjen In un amino codlrai 
■TaniifA Vneri I>Flla IhiIn.ValuiaalMU 
UoDDaol Vuiini'n Vlrucor fitoritatm, 
ciTaa oa^^asdl ■! baiDlaM* DaU noiTfr' 
iaiUDiitt t* Illa. MinttaaiaTaninl Mar la 
dallbarallODa baMla t« laaUKiUoBa dia- 
ballra. lliauomBi baatl larobl rtarnlia- 
n-, itntbu* da (voila al «nanallalito» 
nulli «t alliia] ninml n*]e InlkmaU Ft 
IhvdIivU, IdIt quoa «al jai M ^aaidllBa 
daoilni Kanii«<1 ór ri-raealbaspoftatìnl- 
duala. i« Saaaa comclui"* •* Parrlna 
Otaxto* ra«tarlii< nirnint uccntn p*r 
Molla c*aara (nraiDiifvFiim. tJnu* ila 
a4* ifatHp^iHtf nliuft dÉimiul AaniiL'^l ad 
naittoi lUotbatHf d%nj|>Darl ti tah^+m 
ad caodaiB equi **! nuli re ad furva* 
aa*|i«ii')l. <»nitli.iti|ju« <actl« pk parta M 
rt«taiMl«a'u*.ai VanoiH Dalla UooUB 
rradlttiM >i MWto foMIMo nilloaptut 
la *Mra aapu nalarti tetliili qoMaui 
dlaf(taaquadnic*aUia(iiiiw)aB>pMUt* 
la brtta pataMaitK *Uallt«« OlaM IMI* 
■•Ila 4t noiaatla. at ramBanl* PMorl. 
qal oamlaaTlt Biala>Belan«^al ad dieu* 
firtniaa(B>«iH««Bli M team lauada- 
banl tictfUi Hlia dMIdasM Kananl 
wn«^blaanudtia qnvd laaal|iabUla Na- 
ni da iMnail* dulta, aaila fnUa IM t» 
ViriUU NiUMca» U»«nta*. > La lat. *, 
fri» aalla floa, «mtnUa ad MHra. 
m-ìJliatabtlittiaa. larbUiMto»!. 
amdu (bbuaatM »* aiaH» kit>«. la gol 
abÌta*lMa A una laihi. X laal« if<yaa. 
^r'IiAaiiWifaill imiilai ((«aliaaBla W- 
■Malli «(T. Iitf. XXV. IO ■«. 



J 



249 [«no. & BOLO. T] IxF.tiiv. 137-143 



[VAinti noci] 



12J 



iu 



US 



in 



18> 



I» 



Sd io al duca: € Digli che non mueci, 
E dimanda qual colpa qnaggib il pìnse; 
Cb'ìo il vidi uomo di sangue e di crucci. » 

£ il ]i«CGator, ohe iiitem, nou x' infinse. 
Ma driEzó verao me l'ntiimo e il volto, 
E di trista vergogna si dipinoe; 

Poi dimo: «Più mi duol elio tii m'hai c&lto 
Nella nuHorìa devo tu mi vedi, 
Che quando fui dall'altra vita tolto. 

Io non posso negar quel che ti] chiedi: 
In giù Bon nioMSo tanto, perch'io fui 
Ladro alla sacrestia de' belli arredi; 

£ fnliinmeute giii fu apposto altrui. 
Ma, perchè di tal vista tu non godi, 
So mai earni di fuor de' lochi bui, 

Apri gli orecchi al mio annunzio, e odi: 
Piotoia in pria dì Neri si dimagra, 



m. uucci: loappl' •t)\em\*niurtiati 
di ma U(Mu cfin p*r in LUovcb* tuo* di 
mftno.ach(> uuu il può tcDflnftin*, uitt 
quanl.) pkO J<i htrlncf, pifi istiiicUi a >ap- 
l>4, ■ Uiniiitdì fjiAiui 1^ IttionAnni, 11 TO- 
wbolo Cu mi « In iiiii illiiMU kihI dal- 
l' lUlla nanlnlfi cunia dullm MtMDtrto- 
ntls. farci». Alili. 111. ììi. 

llx. iiiMiii^A: Al., uiiitìrui:.. ~ w»t 
<\>LJ'At l« ilufVADd* ntìppoDC cti(t iì furia 
cummoHBO dml Fu<^rS uitn faaac uoLorlo i 
MUlancpD umbra probibllv ohp fk»jiwtÉiti- 
pi«)*t4), com» nflariDJui» aIduuJ tutiabl. 

tìB. DI cuuc^l : »Dj[nliiarl<>v itnwHO, 
imdMdnvrntiiiH troviti Ht uou qul.rimidlk 
■DlClut* IkpIjeIa. Fq VtiDDl Kncvl parti' 
gluic furibondi» di |utr1« Sivra. citnglurA 
eoDtra FoMOCla Cannlllsn, atFrsn II sa- 
Tal1«T BatUdo ff ocnumUa molM alitv rio- 
tMM. Daaui (he dii» ' il lUf '. poi* to' 
ttOBoarU) duranlfi la t"*''™ roPlr« Pia*, 
ftolta qualu Vunul Fucul «rm l^a i wldali 
di Flreutc. colnv liacl*. Vlt. InS- XXI. 
Mait. 

in. ROH n'IKl'UiHK: non kI d*IW t*- 
nua eara di Cala» la inu. ut In l«BU a 
dWaMouaTfiniirLj; nardo. Al.i Ki^n dn"* 
di bin mvar b«iA Intano la mia diriiiiuida. 

13), UalUÒ: mi jt^aiilA at1..>{jl'inir'nl«. 
« OwTvrtar* aiiimi» iirriH o<'nUixi[ii* tu- 
Mn CitncU Mi tni^aiu • i Viri;., Jn, 

XI. mig. 

m. ANTA I dlntia da qatlla • che fa 



pwU»4l i 



r nolo Ili perdoD tal v olla det[nD •, Pury. 
V. 31. Xon ■! t^r^nicna dal maln, ma aol' 
taaw di «wiaze *«ipDTtd. 

ISG. TDC.'TO I aoi<*nDa p«r avtTiìtnra ■ 
morto TiolanM. 

IM. NOI t^wH} : mndoml ta isdoM 
qnl mila t>Dl|[la dal ladri. 

lU. Da' KKLLi r ehikma la HipvaCI» <U 
Un laoopo di l'iiiota. dora al i 
non I piMitxl arttdl. MinvMa < 
amét, dmK'ilrmdii oin nHHta i 
Il Dornv d) JWtrs «ho naa aaicTaalla 
avflTa. Al. roatniiwmo I Fui Indro dv' 
Arni arT<d< olla (arrMlM. 

IKu. ii.mti: • luinplBodi Ranoode 
Forcai, 

V. ItO-l.ll, AnmAfra étt tltirnehi. 
A alOco dalla aDa rabbia. Vaanl I^oevl 
pndt«* • Uauta I* alan.!)* dal lUanclii 
dlPiraoMdallSOOal IMÌ.vlMM, aclA 
■un'lDMMB nallcno, r raall^aiuaDl* 
lapnaa*. «l addnlarara 11 Peata. 

Ilo. TUi lUaPMi,M' la<ri «mlIxlDoarl 
|iolÌ(l(il.-oOI>l:(óda;oti..VaiiaiM.. rt>> 
M. 3» ac. 

141. uiCHir Imibl iuronall: <lt. li^. 
Viti, «): XII. M; XVI. U. 

1*1. laMaaki : apuilla, apiipcèi. Kal 
ItliO aKTcìiM la dinaloD* Al Piatala In 
Blaoshl a Kari| efr. B. FOI. TIU. 3t. 
Quindi Dal naCRlDtUl<U|iar«abl>ma 
di Pillala eotl'alola a laTora da' BMachl 
«lift cHwnjiTma ta iMit éi ritmia. n« 



■te^U 



, s. BeLe. T) 



[». xm. H4-161 iTJkimi jontij MI 



ui 



Poi Fiorenza rinnova K<'n*i << hickIì. 
Tra^^ge U&rta vajior <li Vnl di Ungra 

Cb'4 «li («rbidi nnvoli involuto; 

K con tompMUt impetuosa ed a^ra 
Sopra Campo Picen lìa comtMtttuto ; 

Ood'ei repente apexzerìi la nebbia, 

Sì ch'ogni Bianco ne sarà farato. 
E detto l'ho, p«reh& doler li debbia! » 



maManoa !■ tatln ntn. n dMKlane 
h In» CMa>i S. rUI. Vili, lì. Ctt. 
IM [«i^a, Mm Cbwp 1. IM mi n, 

HA ■«■ 

IM. fWt bti n^tt* IMI I Svi OuaaD 
^ H limi lU nur H r 1 n<l H^iiilnnlt 
lillii 111 I I 1 1 "" ' "- 

nnsM I tì. nu. rai. «e. • idmita : 

Ohh DOBaM. ikaurfll*^ rtUnB ■ nno- 

*^ MB «IqWBto WfaUo ai OTII IBOi 

mÌéiI* maanailiari k pl^ ì !■ |iartf< Irfmf ■ 
Ik ninra nnuu a> Fimui O. VOL 
Vili. U-M. Cft. IM iMifT, OìmOhiv. 

1. Mi tt-i II- i*a •n-~<i'^i' f e*" 
nrna |a^ dalla mdI U Slaofbl * 

«■•u* IMI if*rtj o. rat. vni. u. 

ut lll«T*:e«HR>to.-Viiraa:r|BU- 

i»MB. llaiwlla Ualuylw^ «wrbeMaj 
atongsIlA iB Ln^tana, «hiua mvKuo 
• «ara ^1 Harl dt rinMo Mila brn 
(MtTB Maln rUtote.- TalM UaoU: 
a4a Laal(tiuui; il HUwta dall' t-aU 
4^1» V^ rfa* at lana 8«Khto. 

IW. aia : «Mi Tiipar* ^ Hpxalht. - Kl;^ 
TOUr «aitili XMl.lnftolmtl.dabla^ 
pllMiaU.- laroi-iiO: ctitosilaUi. 

Ili aou CT1MWI*. 'CbluiinAarapr*- 
■■,„. •XI'noHom Ucllato 11 Bl*.« alla 
Jnna U »»•; M. rtU. VII], 0. 

tu Cauto f Kty.Vtf rr l'tf'yu tota- 
*iMal* ia MlaiUn ll^iil, t IT), eh* 
Itali . »B atlrl iiHt naUnipariBri. 
ata eoli' aera plilAla 




t.Ct*. Bai$., 19 W"D>1iM«-B. rflanl.. 11. 
»«0 M. AllDd*. aKondo 1 pm. alla apa- 
aiilan* dal KmI rimntlnl • LDtcbtai 
«oatnt Ptaloia ad taanliidol IMl.ebn 
aBlo»lla|n«Md]li«m*allc.«IVll.Vin, 
U. Bau. IWiv(. AlIrlrilbriHinin ina- 
iti tanri aO'aaaadlo ad alla {uraia Al Pl- 
rtnla a«l 1:IIIS> ISOa. 17. Ti». Vili, U. 
Altri affrtfiuaiia «Ito otl 1302 MuroelLo 
cvmlialiAcvtiim t iriuni-hl p 11 dlafrrifl d*I 
campo FirtnB» Fitiinit, - • Campo Pl- 
(*oa at a Igneo, er'f nra larvimi, «hF 
cnal al anUa oblamara, a faeaatlil 11 taar- 
cala • aatba al dio** eam^ d< Ifaitc. 
Siti (imbatti aiMatrCailn con tataaai 
Cmh» Deaati. a raeclnoo* taot\ I Caifftl 
rome ltWa(^M• (Ih Ja. Kti - • noenaa 
affoltaiaa aal tampaa apsd PIiUtIdu, 
la «IO allm hdt dabaUalaa Calillna>| 
Jllnia Cti.. olir* I larori olt. dal tt«t , 
Cttriiiiii naruy^elit*. A tt4 fava athiér 
lìanU mi ttni l4S^t dal C XXtf 
iMf/V . radaTii, leM a «uff. XII, Mi. 

1(1. it! Il raiioroi ìlmviB». - utm- 
xtiX- lompatiL dulia 'na sa*ol*ar*««- 
tacdod anpra 1 Dcinltl In DHHln, rlia lolll 
qiiarrli t Itianchl nriavraaiacffaailuiliO, 

150. rvniJTO: farifo ; Ionica dall' nw> 
pn»w Et* anllohi. <tr li/. XXI, (T n 
XXT, 105 

IM, l'Itniiii dahbA • qaU In «a Al' 
Ii4a<t Krni. Al,: na nviiM*. itIV, IC >",, 
lU, .l'aanut.. Vn^, »(. 



— fM(. Urtan , ■* «Ila 



CANTO VENTESIMOQUINTO 



CEKCHIO OTTAVO 
BOLGIA SETTIMA : LADRI 



CACO, CIKtJUK LADRt FIORKItTINt E LOBO THASUCTAZtOXI 



AI lino (Ielle sue parole il ladro 
Le numi ahò con ambe'iae le fiche. 
Gridando: < Togli, Idiìio, cb'it te le eqaadrol » 

IH iudì in qua mi far le aerpi antiche, 
Perch'una gli a'bvvolse allora al eolio, 
Come dicesse : « Io non to' che pio iioht » ; 

Ed un'altra alte bmccin, o rilegollo 
Hibudetido so stessa si dinauzi. 
Che non potea con esse dare un erollo. 



V, J'O, JfM'^mmfa puntiti AppftnA 
mrtplnitUtiì m ni ] iciui ■ Ilei ritti cluin. Vinut 
lincei 4l ^alj£e ooiilru t>lo fit«4»o con un 
■tlu ilimauctlti ili «:h<hrnct, ncEicimpiktiDikl^ 
djt piLrol« tftcrlli^jtbv. 1 vani fentlu 1^014 uà 
MrimDla fftl jiiHvnniftilji Jt] callo n iiu aI- 
In Alle* brv^la; qnrllo jtl'ìmp^'^of^ ^i 
pHlUro. qnmtit ilj frtr gp^U *^ jirnltrU 

t. >iriiB; Mltu ■mui.'ia a vliJinu ulia ai 
Ci iu ■1l4prfiEl'> «llrnl, poD^Ddo 11 itll4 
|rau* U> l' nullra • il nrilln p<rffiiU. <i 
■porgfiDdo 11 piijpio eo«l cblnio ««no cbì 
•I TIV1I tn^artiLTfi. 4 In to I* ra<ia% A\ 
CMmIgsuo lOatUZIn if<I KrrttPFlo Fi- 
tMat ptWB dal l^nTTlItlnl Of>1 1ÌU) 
kTH noa Uri* ulu HtUnW brxclk, 
« iTt «n dog hnurla di dhits. <<I>« f>- 
tiCABO la luaili lo Aubn a yiniim« •; €. 
nu. ri. h t-Tr. .ToFiirut. t'oM. 131 
Bl. *. Bi.. Vnt.. -iMì Maa.-Tv:, Vtt 
*faui, I». 

>. u «jiiAuM I ■■ uottn a M. Ib Io- 
4MHa a !«, lo b ptn >«. • Bt >ii«rall oa 
■«■a to biMpbUDiM id DcniD, bliaiAt- 




min DniD*n «lutti d]wut. XIII, •. - 
• Xcllu autiiti) di Fnlo oblnnyiia ftai 
ftirii wl manti mera nslHVrmuHi- 
fiim cri Hrtui f^titin IM a dalla Tar- 
Rlno, i>aj:a dlwl ÌÉi« per okdI Tolta; «a 
OD, &ualalo>| lYipL 

4. aMKTDMr avtndo pfODlam^iita pò- 
Dita II anDrllufto b^l'uimLit^ir*- ■ M?in 
TcUa atqaa Idon obli;, na ilaninin Arma 
■oilMHa nt>. dloaCaulloa, in MJhuf.. 

d. iiji'iiKi dlot. 

1. Kii.iiioi.ixi : io lnfA di BDOn. oama 
tra (Ik Ipjtkii piliDB di iBoanarM par 
ililIvrnUr oomai clr. in/. XXIT. M. 

e. ninÀDUDo: atturnppaiiilo Mila « 
eapii dlnauit. il da Marr maclla locato 
a Anna II danaato. Al,: aiaarnuiDOi 
ntt. X. F.. Ut. Jfenn. CHI.. IM ■(. Una 
•orpa (Il Mt*ngt 11 «JIo, paiohit pia bob 
«ruta lo'Ultl^ un' altra iiUrlloia labrao- 
ala, ptr^bA plb non IWcla lo Anbe. 

9, tÉt»: braoela. - nuit ca caoLua: 
ltf« Il lacaamo taarlBasto. 



^.^ 



[oRC. *- note, t] 



Ixr. ZXT. Ift-M 



tuoo] S48 



» 



I» 



ti 



Aliì, Pistoia,' Piatom, chi Don stuisi 
D' inoeosr&rti, sì cho pih non duri, 
Poi ehe in mal far lo seme tao avaiuif 

P«r toUi i carchi dello Inferno OHcnrì 
Non vidi spirto in Dio tanto aaperbo, 
Non qool dia cadde a T«be fph da' muri. 

Ki «i faggi, che non parld pia verbo: 
Ed io vidi na Centauro pien dì mbbia 
Tenir «hiamando: «Ov'i, ov'è l'acerbo?» 

Haranuna non ero<Ì' io che tante n' abbia. 
Quante bisca agli avaa tm per la groppa, 
Infin dova comincia nostra labbia. 

Sopra la apalle, dietro dalla coppa, 
Con l'ala aperta gli giacea un draoo; 
E quello affoca qonlanquo s'intoppa. 



T. la-IS. IturtUtM (M>fr« ruiota. 
L'irf ia Mctttvt* M rwrl tnaDwM 
adtPTClM (nBlranH*la,raMi4lMM 
Vanel, amrumtal» ■ nimi la «mi«i«, 
^«ttM«* alia proUri* mbU ri bMHM, 
■b* «iwino bM' InUirB» aas Iubb* 

I*. CBt: Mr<li*.-*T**Ui daUmriDl, 
nmit\i Js ■uniian.O.id tulli, o quali 
Ulti I <~u. * »« MI. Lk Io. cHt Non 
nti tm D'iabsuKiu t— tardi* BMi 
r*^ 41 ^Nfagarlt. Madatatailall ■ pw 
H'w MHhMBlh « MTM wtMb. V«tl 
TwrmH. mM-nraria. f«bbr. IMI. p^ T*. 

li. Man n aiBfa la tratoMa*. natala 
H IWa,laU dafU a'Mil dril'aaaHta .Il 
Cauli»*. t:tt. O. TM. t. U. Nm*. Lami. 
•4 aJul «nrTaaa. qaaaia BfO natfr f ba 
a» (IMla. SU baa». Ha al Unpl di 
DmIb alla Sirala it plaatara Ma. - 
ayaa*iiaap«rl. tituÉ. • jBim innirta M . 
palar a*la. Uilll Ita* h^iimm, «im 4a- 
«■Na rf«(«alaH rtl ì iaii— •■ Brr4l., 
04. 111. ri. M ■!«. 

Itv IX Unii >■ Pmai. saaln Ma. - 
Itami iiaaaV» Taaail rawt. 

IS KM qi.-lki« il lal.it> Uff falrfMi) 
a»nna»aa «alM, etti Capta»» i ttr, li^, 

ztr. M tu. 

T. it-a.fMoa.BMaaaOMlmrantO' 
•i**a*a, Mttfi rtfiHt M «ary— II, iha 
■•■ I ■ Atdn al fnwl. i g i r ai^ailllanqtn 
la lai (1 iMalU. KUMn.IiaclWiU Val' 
rafa !■»»» tha abitava la aaa 
aalMaaaMU. 
faba <— fa badafaMln mttb* 




MU franta M Ernal*, I ningglu dalla 
TBNtie rnhata laiaiia j^alda ni Kroolt, II 
qdal* anda allt fnltla h1 vcu'iw 11 brolM 
IndniBiii ttt, rirs-, An. Vllt IttS-IVI. 
QoHlo CV4 fflfara fi Iblriiiir^fflu a*^ 
f all« «lUa ftiraa a fvH'aAlitila, Viratila 
la <I<M mBua uoiiw: tMaia na I* sa 
amrin Onlan». 

It, Ki: B()l; Vaaul FbdM. Alt ijttll.- 
rVKili TrH?nilo <lt lnni[1 r«ulr oaman- 
in f arrabbiai* Cnntaon, alcali oia^ 
taaa l'anvirta aol •< ■ afilaiua : Qoafll 
•a na tagtl «at malnanela dal dna ter- 
pcall, che aoa ebia plb tnuila ili dir 
tarala. 

IR. ii'ikcmn: rin-lamablla BItiparlMl 
namiM di IHa. Tanni food • tu aofrlxi 
cit ilnr* «t aalvaUcv unmo ■ i An Fivr^ 
■ Tnua palar ^faa^a procc*lara W,a|ftoa 
Ira* IttwTir* animi* RflNItnifi lititil paa- 
uia ararbUi; Virff., 4"!. V . 4111 «ir 

». iiautii»* <rr. /n/. XIII. S et. 
I (Jnrata ( wia «airaila -Il Piai Ci. po- 
lla praaaa a) Bar*, sifi ihlmnilinn mali* 
•atft.InUMKObaA Viulatfiii dkidhIoi'Io 
bai i witm*. la ^ntta fit la aarpl al dlaa «a- 
aar*itlMl>IUIi>>i AkM. 

SI. lam: ano al ^dIo» In cui Anlaaa 
la tant» di walln "4 loHumlntla i|aalla 
di «Mia. > LaiiDU : U rn-iaa umana. 

B, corra : oHiipllc. asta. 

H gi*tLU> : drac*. - ji(K>ci I abbr»- 
ota. - aunorr* : a'Inbaltsnfd L^aataar». 
— ^upMaaabtOutSpttanrsB adlolnnt 
Mpi rantaaifwa |(BlbM tfaian • i rirffuilfih 
Vlir. Mt«. 



1^ 



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244 (onc. ». ROLO. 1] 



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31 



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Lo mio maestro dime: «Qnegli è Caco, 
Che sotto il sa^ao di monte Avi^utino 
Di aaiigue fece spesse volte luco. 

Non va co' suoi frate! per un cnmmiiio, 
Per lo furar frodolont.c oh'o' fece 
Dol granile Armento ch'egli ebbe a vidoft; 

Uode cessftr lo suo opero biece 
Sotto la maEza d' Ercole, che forila 
Gliene die cento, e non senti le dieco. » 

Meiitre che ui parlavn, ed e! trascorso, 
E tre spiriti venncr sotto noi, 
Do' qiiai ni io nò il ilucn mio e'acconie, 

Se non quando gridar: « Chi siete voi?» 
Per che nostra novella si rìatetto, 
Ed ioteademmo pure &d e«MÌ poi. 

Io non li conoscett; ina ei sogootte, 
Come «noi Mu^uitar por iilonn caso. 
Che l'uQ nomaro im nitro coiiveuelt«, 

Dicendo: «Cianfa dove lia rimaao?» 



IT. URO: «parvi ipMui Mnl» naniii» 

qnlnill ■ranrmvjil da fnrnijimn un lAfn. 

?^ ruATKt: CtDUar^D^l i(lrnn« dv-'U- 
ninni L *^f^- ff\f> XII. Af»*;;- 

79. Fij'nAn: Al.: Fi/HTo. PpT Awn rn. 
baffi rtnn vìukIaIa viir<ih>i«dl lori di Kr. 
iure. Uh altrS CtinUnri. mi4 frafri, non 
niutrnnn nntiivlii, ma HnHaJ*t<> Inraas *l1i^ 

1*11 u. - rnrjiioi.iuiTK i tlnuulD 11 bndasit 
robaupcrlkcMts.lD hMmomliuirval- 
rindlnln>, ■IDtiolili Kimln sue patHM ■•■ 
gntroo ìt ama e amprlr» ti (Orlo. Al.: 
Dna MDuoKii TK pic> I Etr. X: r., IM f , 

M . «a VETTOi ella Btmta osndaiM dalla 
S|W(iia dnpn arnr* antiia Ovrlna. - * 
vici>>>: In ilulnanta. 

Sl.oiimi p*r II qaal IQiln ftnlDlvBt*, 
■ha lD<1n«* Rrcnl* a oaitatla ad ood- 
darin.-aiiEK: bleobct pi*i>*. Isglul*. 
Otr. Itannut., FirU. Sffi, nk I. 

St- caino: pBnn«w.-ifoa a«ifTli«é- 
•anito tfirv ^lA n^ivtio rmiUt I »>lpf Im- 
mandl ^''^■"i> <n n^M'iL.* rie»%utipur-lifi«l. 

V. 34.1(1, l^ifrl flormllnl • tara 
fr-vamufttv'Btii.VL-ii^uuii trvip^rjli Fio- 
fantini: AfitcUo UrnnollPdrhI, Uonv^il^- 
Kll AUUo riii>i:in»..<i>ni'ilivVlanai|uln- 
d^ QU ■jnurU», UkaDfa DaDatl, In tartan 
*1 wrprniW ■ «i pWl, e»' Infwirpnn In 



AiTU'iIln-VInna analmanU FrsneaaaCa- 
rainntr In fonun di wrpcDlallD, a tn- 
jinktiii* ttalnm naa lliiAan rf«*fH At«tl. 
Cln-tnc Ijkdrl l'^'trfUllDl. lo l'nl tceAtir- 
niMtlddl iinnn tnfampiLiKÌaìiurnt« tnlr^ 
bill; Dfr. T. M %|i(. 

M. i-xm-nt: Virgilio. - Mi C«o*. - 
TiuKoiuB: paaat aUn. 

M. miti Akb«II", lliinM • fnivln. - 
aorro voi: •ano quel punu dDiraiflBa, 
«T* nnranm VttElTIn nt tn. 

ìt. •' iccoiWR: non anndD Mie at- 
Unalane Mia a Cam. 

Ut. sortu.A: Il dlKOn» In no) do* 
oaaaA: lacammo per fai atltniloive a^ll 
•plnu tanld nrlla bnlfta. 

40. iniii'Em: •osili. aTnaDa. 

41- «kì:eiit.ìki a«TanIra. 

ti. IS .II.THO : Al.: all' ALTRO. Al.: 1*101 

Vovoun i.'.>t.Tiio. 

13. Ci*xr«: ddla iifibne raminlla del 
Daniill li'ttr. nani. l«-lio> dngU Aballi. 
« Va irrabdvU<lrct<)l bmilknje, o rumpla 
boUa|]1ia e vuotava l« »aavU« «i An. JM. 
HMwndo II F>l[..OlBn(Bad 1 ■nulDunpa- 
ITBl, avoDilo In lEikTio 1] soTCTbc» d^lla n^ 
pnltlaUoii, cnnt-nrlimnu in ubo prìvatA la 
ptibMfi liF Fiiifau. ondv qnn*U Ftomi' 
tinL Hill HHn^Itlmm ladri oomnnl.OlanAl 
■'ora irufurmai» ID aarpaulB ■ Mi ptadL 




ba.irr.U-6i (lìmi nouHtiiii) US 



Per ch'io, moaiò obn Ì1 duca steese attento, 
Mi posi il dito sa dal mento iti naso. 
Se tu Bo' ùT, lettore, a creder lento 
Ciò ch'io dirA, non Mrà maraviglia, 
Chi io obo il vidi, appena il mi consenUi. 

M Com'io tonea levate in lor le ciglia, 

Ed nn 8«rpente udr Hai piò iti landa 
Dioansì all'uno, o tatto ii lui s'appiglia; 

ts Coi pii di moEso gli awineo la pancia, 

y, con gli anterìor le bracoìa pr«ee ; 
Poi gli addentò e l'una e l'altra goanoia; 

u Gii diretuni alla ooseo dÌAteae, 

R miaegli In coda tra «mbadoa, 
B dietro por le reo sa la ritoe». 

u Ellora abbarbicata mai non fae 

Ad arbor si, some l'orribil fiera 

Per l'altrui membra ayvitifìclii6 le sue> 

■1 Poi n'appicc&r, corno di calda oera 

FoBMro stati, e mischiar lor colora; 

Né l'on né l'altro gìk parea qnel ch'era; 

M Come procede innanii dall'ardore 

Per lo pupiro NiiMo uTi color bruno 



i*. nMano-.mUalithMmrtaitHiai' 
la. argwafi» m^im afra FlortntlnJ ; 
•VpirA doMan npfna Al piti. 

19. m: ■no Dataralt^ItlilshialtU- 
ìanaiB. • PnisM TDono dielta<|Da ■ilnnllft 

mute*-. 0*M.. IM. tx. an. 

4f. oOMOni: p««a tfmik riwlrrln 
!• eh* r ho ***dW. 

U. Gov^D I dmlrv t« Mm latto attgnto 
a rtgOBrdw* qn>^ ipIrMi. 

sa. ttarKWTW: fi tniAinnklo Clkob. 

SI. ALL'caoi al lesalo BraMitAH'hl, 

T. ò». 

U. murali I I pMI di dMtra. Ticini 

lOBdB. 

HWMOTi ■• «MM 4t AkddIo. 
*M. aLLiaAiSanTlhBialaniiraiil li» 

•■•• ■UorblMM ad tlbsro, eoaia 
^nnD'ontblla mtvt n t arttUecblA la >aa 
minibra a qaallo dafla iptitto. • Atllw. 
■I^o* badar* luwan adMrtniltar lira, 
Laoii* albana* bn<l>Ua*iat(iai.]^ed. 
ZT.S. Ha D. pnbahan*at* BOb «onob- 
ba te llrlobe 41 Oniia. Cfr. P<Cr., «m. 

m iiL Uh T tt. ÀrttM». OH. TU. n. 
M. nta*: • Onuda liauliraai aaM 



In mifiU--uU rnmm, Ifrwmi]iiu barrlU- 
]oiDquAfi>r4iD>; ytrtf.. Qt^trg. IV. 441 Jigl. 
Bl - ft' Ai'i'ii^-in r a'aUaorarvnrt. V lacn^ 
■■oruiiBa roma dna pMd ili mi* riiKal> 
riita. •(.'olla <<»piiliis« Sanai iratIdoiKin 
Ufljfiji AuHtralflE raaalutawTtt, ntoao- 
iFin «tra («iDCtiir • ; Xvfliii.. Fhan. tX. 

ni ■«. 

•S L'iLtaO: calar*. Daotad*aall^> 
riti dannatt non pur U/irms. na aoiAa 

wblArono n^ I oo'oii. Il '«rcvDMr^llo Hpl- 
Tito ti 1u ii^iErltA «^ «•■rp'Ala. abe fìfClona 

44. l-ftiff2l>Bi Dm alIrimfrbU «D parla 
tarla imiE «ilaal appiccalo 11 Ino», qc to' 
tcirbrubii i»i-4nHlB majimaiKi la damma. 

OR. PAinaO' ivTta haTaba^aa. Al.ìUla- 
olftinln. Olili nu .Na4i,£and..FiIt..ace. 
Fapirt ilgaUka l'apoa 1" altra (psMr. 
(HyAr pm- IwdCBcto irtr* lallcra aal 41» 
laW ddl'all* lAinbardla). La rimlllta- 
dla»*Mnbni ^al pdb ivldaiiu, praaiaBdO 
j><V<ronalMaiaadl<aitkV«dlp*r«jr<ui. 
- fW,. r«<* » paa*<. M m. CrUfBii. 
X§iUM<ini. 1. VI,cH.AM.Ìi^.l*. 




[Clic. S. BOUt. t] 



I 



Ul. Il Set*..' ' O urta o lagiKDttlo. I> 
■(vllidid^QA vh nampcfi Ivo»- * 

fifl. IfOUE^ ivujlfloo, ■[ t>AFll*r nono pio 

bluir» fi R'm 4 jinr^tr nsto. 

es. «HlE^i^iniA.-AnnM.i AedoIh, Aguty- 
IoTId, UtovnorbvcMlDllbwflAfDolollni- 
DellHohl. ili nobili' f>n:lctU ai>»nUnk, U 
qDAlr, «tlITti ftl prìib] UDorL ilollft npulH 
Wiea^ alt chMtriH** Iti Tvfìitll« n propHn 
Tanu^xl"- L'.tn. Sii. h> ulauim parllAi' 
liitlC4 tbo non tkrknno IOn« <1l lam In^ 
TootlDDA: « <jEiiifit« Ac<iift1(» fu do' Bro- 
ii«l]f««h1 Al Fìtiiuie: « iafluD pLcfilolD 
nUTB >a bnr» 4I futrt " • 1a niadn, 
fo\ n>U>ik la cuulls k In iKilUga. • 
ImbolATA. l'iti rijb Ei&Ddfl «DtnTk ficr la 
OHS (Itrui. « vaatlul ■ iDuilo ili pni*». 
• fu'lul U Ixrti» ili THvhib, • p«rt il 
(■ l>>nl« «ul I.riuliiriDU* p*T U man4 ili 
qaallcf mirpfinto foruo fece |>ar farAm. > 
€0< vt DUK r < nnn ilur p^rrtiA un «ni 
•BTpOi n* auu, pernii* noo »MntB lliror» 
• ladlrldoaUt» di hIo MrpuDM d di 
•oro oonta ., M Simt. 

n, paaniftl; ndili. onrui'l Irnloine lo 
"•B*" *■ •»« pordnlo In propri» ««m- 
'>'■■■*. Al.: Do* duiiiiill. Km ptupriu 
BMMHirlu di diilsl 

78. rftHDi : d foooro, iliv«oii»ro. - i>l 
«ujrriio ; iKIln di>* bnm.il» di Aftnolo e 
d*l ito* piwil uUiiarIdcto'iprntc. !.■ 
euoriialoD» dot 4aa In non lommincli lini 
oapo i> ■■ oaBtiBaiciap«U<orpo.ÌMa. 
(■roprl varani, |„,, , matto pano di 
™'*""n"«»l«. cbtaaa Isbnmla dril'ooiDii 

'■- rMiMAtoi di prlmft, omns • •*!- 

?T. DUK : at aMir^vTaDii • non «I «tot- 




Che non è nero »noora, e ìt bianco more. 

Oli altri due ngu&rd&vano, e d*Bciino 
Ondava: «Omè, Agnèl, eome ti muti! 
Vedi che già nou se' uè due né uno. » 

Qik eran li due capi un divenuti, 
Qnnndo n'nppnrver due ligure miste 
In una faccia, ov'emn due perduti. 

Fèrsi le braccia due di quattro Uste; 

Le cosce con le gambe, il ventre e il caaBO 
Divenner mnmbrii ohe non fur mni viste. 

Ogni prìtunin aspetto ivi or» casso : 
Due e D6S8nn l'imagine perversa 
Parea; e tal aen già con lento passo. 



l[«*uio le dna DAlDren ildll'aoiDO a d«l 
w-rvo^- C(r, Ortrfi". MM- IV. «SO in. 

- ri»v>RS(: tnootata. 

TS. rAlfiHHlorrlbllmaDle trimfJiTTnktii. 

- [I DIHtto tCoinuo dlutlntEue tre Hpecla 
dlftirM:1nprini> ciao •Ublll*i>e ubi dlf- 
ftniDW tT> lA noM dlrlni- wl nmanei 
c|Tiluiliaudlll*ldel*en«i unieoe In pobbll- 
cbespilTM*. «Snmnii nrani dliliiala 
diia4 ariloolo* deddolliir 1 uAm lliui aurit 
divini larli, aIIb huiDàDl...' QuomlAm 
nainnlÉ ìan rannnBlji unni «nifilEtni. 
qUECdam anlt-iTiittetlA, qasilADi nnlllni. 
planili iifiJDcalnruninkSflmliireiibe Diate 
•I (la Iflnuii' ■ ^gu»ta tti|tll« partiaka*. 
Vanni Foim>1, Il lailn alla laetwitla, mhò 
PiMHi dlvlnf. Ulaiifa f>d Afuitlu itocaparu- 
ao. a qual oba pare, carLv^v piibbllcba a 
FlmQH«trnbarriiiaQiiiTMlf hi-jeLI ufllrì, cl^tA 
OMMi piil.WtDh». Oli aldi Ito FlurenUnl, 
rlonnlatl In qiiHM canta, rnninn, p*t 
■jmàjitii na Happlamci, ladri di coaa prl> 
va[<. q ni II ili li Jlv«r*i1A dalla pMia. 
Vunnl Viir.rl arda al Diunodal wrpuita, 
a'iufdiiaiiaix n rldUanta Domo p*t mn- 
bir4 di nnoTD 11 rntidpiBiino aiippllilf». I.a 
•uà pnoa i par nni dita on alaoanabi 
et^ruf», ma acuta aaplnilvnf^ OlMBt «d 
Ae»»!» "I nnluniiKi, ni abbiaeaiaao^ d 
ÙHtao unalu ducj ni;nra itQpaiidft dafll 
ImplafaTi Ivfixtall chai4anla.^bap*rda- 
mbar* In Suto. Oli alM labano l'os 
l'altro runloB «»■ cba pa—mian an- 
PnraJ'ninana Aiutai aon I ladil Al Con 
privald, nbe rabano dotando ali» pM- 
Mnn! AUrt dlcarumnnl'.nMaal*: I^. 
drl ablinall. oba nibano dove poavono 
tatù M »ba npii» lire nelle mani, fi4 
laerlaiiD DiBll'ablta di Tnbate, ClMBe t* 1 




tCEBV. 1. MliS. T] 



iKr. xxr. 79-»l [uMi noKtsTim] 2^7 



n 



n 



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91 



M 



Come il ramarro sotto la gran fona 
De' di canicnUr, oan^aDdo siepe, 
Folgore par se la via attraversa; 

Cor) parta, Tenendo Torso l' epe 
Degli altri due, un serpentello socmo, 
Livido e nero come gran di pepe. 

E quella parte donde [irìmn i> proHo 
Nottn alimento, all'nn di !or trafisse; 
Poi cadde ginso innaoEi lui disteso. 

Lo trafitto il mir&, ma nulla disse; 
AnEt coi pie fermati sbudigtìava, 
Pur come sonno o febbre l'assalisse. 

Egli il serpente, e qnei Ini riguardava ; 
L'ho p»r la piaga, e l'altro per la bocoa 
Fnnunftvan forte, e il fummo si scontrava. 

Taccia Lucano ornai, !à dove toooa 



Ladri ■ rW tt»ttroo qaando dMino (km 
tJUntma tutta. ■ Alaniut flitlA rinblUDo, 
parCbA dffttiDjruano lo male ■ oh« bili ìd- 
Lan.. 'm. CIsHi («r I.hIH 

) md Mao 4bitaitl * D'jn i>Ìr(ip>uo, tu* 
b4MmtlnII««fC]1DB rtlbftPO gnHitto 
itlBl(iroU4rHÌrD.Bnbitm1|tDnt<iaum*], 
Idil fono canoiHwtTi. 

TV' aAVltmo: «pikci* iti Lu«#rUj]ft, « Rjt. 
■Miai Mi wrp«» «uBinuBi* lu 1U3\k 
^■lallMdMlvm«rTv. alibi ni^nriz Ito- 
Moida Tira MdMr Kpwr*; qai Mrp*D* 
mimmtn» iinwfam apiidliidi MalUo. ■ 
^Da dawmtnatBr ortiUB jUlllniwlaa bi 
m* dm, UHt MtnaidlaMlaB; 14mi 
bMM «•■»«» fDfli i Bri*. - FUMI T M 
IbL /■»!■■ •f4*r*. Al. maglia: Unti, o 
afena. C». *dL in. m. 

■a. cunecijji ! flcod € aatuta. cìka 
tei 91 iBf ■• al 31 mc««o. nal qaalt la 

laWallail awttala dMta Canlcwla. n 

OiB« aaulan, naaca «1 iole, - UM- 
AAVDOJ paaaaailada «Bain aUrsriapa- 

tl. Ma : atwaTaraa la ria oon tante 
Tain»»* ab* Km lira una Miim. • Unni' 
fai •( mpiM Mar UaUtalau : HI por 
«blt ^ aa iu ahnillt aacltls Tstralt man* 
■M*i Strat.. Af. ni, tini. ( «u* 

ti. L*arB> U ptaM. 

a. Mal Min III naaoMn Oaanln 
Hinli— H. T. IH. -ACCBO: d'Ita. 1d- 
toMa. 

■S. rABTtirMMtaBi raraBlUiita 
I l'ananals ani aM« waMno. 




SS. jku.'lillikBiiaaad>|iU Abat!;«er. 

T. IW. 

87. uDDi : Il HTiiuiulla cadd* già 41- 
>twH> itannil al tTadtM, 

80. rnuuTi: tarmD lai pladl. - aaAPi- 
auiTi: dinml rh« Il mano dall'ti^lda 
■liiIurmi^Dtl prima di acridarv. Cft, j(h« 
negli Alti ilM'Imp. S. IiUI. FfiuM M 
Heirmr.ra:., uno, TI, aar. III. p. SMig. 

92. L'inr; U tradllo. - (.'«I-Taoi n 

», ntnuiviii : • qaod àkn da ftiiiw, 
alfnlScat obvmiltetom IcmiKrtaH (taaBi 
nt aMUm apixiinnt >i l'itr, tMni, Ma 
quMta ftiiDara poirabba anc!» alledat* 
aU'lBeaBdlelataTiiodallBODiilillcla- <■>*>>•> 
Il r^cnardani »lt«iiti>TOlnu>nie (lottebb* 
■ irrijIflT* nJta fl£Tiar4o <idplj|n Ar>ì Ivlrv 
■lln ci>ba iltTiil, Infalll 11 ladra len>- 
mlDFla <li] t'iHZTeilIre ti ptaMtto lt<m 
concufrit^^M. p cmnEimia traafiadando aa- 
ebe l'altro rtirrnm nim/a«Cr -NtMa- 
Tiuvi i pavandii noainblafEilmabla dal- 
t'nQO D^rattro «d opeiando Mal la tfa* 
«Atrmailnn^ ildjA iln.i miri ni, 

ei l.i: PAarr IT, TSI iutt. dora La- 
ciuID ncfonta d-^l due «iMaU d*ir>aH- 
alta di OalOB*. (ha nal daaarll Aella Ubla 
fatano motti da aarpactl i 8ab«I1a dal 
aatpanla Sv, <' ^ nono lo ildnaaa Ul 
amara 0. o, T<|.7ta)t uraaddlo 4al aac- 
p«n(a PrtUtr. Il cai ralano gli gaoM H 
carpa In modo, cba eU aupldft la ( 



Ì4S [CEBO. ». SOLA. T} ISP. UT. 9&-I12 



[LADBt riOHEHTIM) 



n 



1(10 



IU3 



loe 



I(i8 



IJl 



Del misero flabello e di Naaaidio ; 

Eli HtteiKla a adir quel ch'or ni moco*. 

IWcin cU Cadmo e d'Arotiisa Ovidio; 

Chi, ae quello in serpente, a quella in fonte 
Converte poetando, io non Io invidio; 

Che due nature mai » fronte a fronte 
Mùn trusmulò, hì «h'amenduc le forme 
A cambiar lor materia fosaor pronte. 

[niiiemo si risposero a tai norme, 
Che il serpente la coda in forca feeae, 
E il feruto rietrinse insieme l'orme. 

Le jfumbe con te ooaoe seco sleale 
8' appioc&r tA, ohe in poco la gltinttira 
Non facM sogno alouo che si paresse. 

Toglion la coda fessa la figura 
Che si perdeva là, e la aua pelle 
Si facea molle, e quella di là dura. 

Io vidi entrar le hmneia per l'AnRelle, 



9A, Bl SCOCCA - *i MVCCDIA. si e*^ftc, 

-•<)iMlln (ba marni» fuori -IpI mn vto, 
pwtindù CDfrlAfvrlciunaiil*. lo En({pfrob« 
Tuia ■■» •; Otiti. 

Ì7. Tifavo: chiijeìaI'i in ««rptinrii j cCt- 
OlU.Mli.lX ;43M3.-AUnuu: Itlt- 
■Ibrmaulii niriUun, uMd. V. 1TS.M1. 

M. non IM iziVTDlo: paldit la lutta- 
mnttmi i^Uo Ut .tn |if"r j«Kf]i^«r*. A M 

San lunga jilh i1u|Mudadl IdIId iinnllo 
. Ini dawrllln, Il iihi-, |>«r altro, non 
flCttltl^a Dhfi Dan 14 uua éljilùvasaD ci^bI 
lU Lii':iiiiii Dnmi« di Ovlilla. 

IW). uun: r umana t U asriMilliia. 
4 G{k *' InTftiil^ <il>n/ìirHia nal tlafiuf jjla 
Hwtaitiiw iiua •IjiuìB» l'aatHlan con' 
tomoli rilievo e jkpparoB>ad«'conil. ma 
rtnCinia aiTataiiia nha Ihaason ^11 OjU«lll 
BMtoHall ^ uli i>i(i:oMI (plrltoall dHdM" 
doDO ntflla «UH ijHni'ifi, cjEjnJlfi apimoto 
oh'«j[11 A, lDt4iiiifth ilua^Qc LI Pu«ta inailo 
UMhrmaiinnl uaiiiaio da altri, runa 
liinDB, pvr uADi|il« r anima TlTonladcl- 
rannio. prnnil« la mut.irla «l'aoliaalo o 
di plaoiià, ma iini la fnniia d<^l aarpanltf 
pigila 11 odr^ doll'ooniD. o a vlc^uda Ja 
IbmadaU'EiiJiij'ifLlMlia 11 <^nr|K> dalla aar- 
p*- CDft4lo baratto ■ubilaDfOH cou-ala 
conlbidonfi dalla <j(ialf< rlrann un distacco 
«I lUMto, i la lEiTlliililA dal mirabllo olia 

tpit runlal liotaro *; /V>rn, 
U>. M iiur(i*£itD : ■! influiiunu raol> 



pi-ocuQOBla, oarrUpoauo l'ana all'altra. 

- ( HI S17KHI D«l DodD •tgOI-al». 

lOt. /sa»: diilaH la ex-La In da* patti 
a mo* di Ibm. paill cbo ilnraianii 41- 
TODLara la gambn x \ plvtti d'un nomo. 
La umfoaloDft di CLAoraoill Ajcnololn^ 
oamlDola dal vapa^ la tToafonnaaiim'* di 
lineati altri daa ilalU o<-ila « dal pladl. 

IDA- kKur'riM fntlUinairomballco.v.flS. 
df. Di/tnilf par/«r(faofr. 'i^. XXI.dT. 
' i.'uiiMKi I pinlt, l'rtfktln pi-r la imbm, 
lumai 1 LaC. dlaanio Hlli'^ia por ptdtt. 
£'ilfna >f nTjtaoono 1 piedi, quindi rnokimo 
ni eunliniia uidla gambo a nulla uciacia. In 
breferaiilDliotHimpIIlt*^ piedi, gambe 
a coaea hanun preao la Bf ura ilalU coda 
del ifliponte. la ^^Dtitori dello Kambe 
nim al iliftlngnn |iifi, oA A pih pmivihUo 
dltoernerc «lie ^ualla «xla t foriDaU da 
duK IdU. 

im. a l'DCO: toinpOi ia nn luoiuonlo. 

tOH. al riumiii appari»», ai potane 
dlMvruao. 

inH, nuuaA afe.: di piedi, gambe a 
tiMcn il'iiumu, i^ha l'alim pHTdnra, 

ilo. ai rKiuiKVA: uompaTiTa per dar 
1UE>i;Ei alla coda twtiMintiaa. * ti r a*]- 
raonio. .< fiVA: dnl tcrparitDtlo. 

Ili, HOl.Lii eomo l'amana. -i^uklu 
HI 1^ 1 la iiatla dell' nume, - dura -, doni 
e ficagjloia, come qnello de' •atptmU. 

112. iuuti:iA: doli' numi, dan'uiaauo 



[nwe. e. woua. tj 



iMT.UT. 1I8-1S8 (LjtDRinoaKKTiin] 249 



ii« 



DI 



IN 



m 



E i due pie della Bera, eb'enn corti, 
Tuito ftlluD^u-, qtutDW KCOorci&raB quella 

Poscia li pti dirotto, insioino attorti, 
DiveotAron to membro che l'nom cela, 
E il inisM^ del suo a'svés. due pòrti. 

SIoatrA ohe ti fummo l' uno e l' altro vela 
Di color nuovo, « genera il piti suso 
Per runa porto, e dall'altra it dipela, 

L'nn si levò, e l'altro ondric gin»o. 
Non torcendo però le lucerne empie, 
Sotto le q dai cinacun cambiava mu§o. 

Quel ch'era dritto, il trasse vèr le tempie; 
£ di tropp* materia obe lu Ik venne, 
Cactr gli orecchi di»Uo goto ttcompie: 

Ciò che non corse indietro e si ritonno 
Di quei sorercliio, fé' naso alla faccia, 



•HM (umodoM «Mira I* mmu m Ini. 

• •• nsM taari mUsbI*. qnulo WU 

• IHMW* I ptoCI MUriorl del r«tlll«, 
Sali* iMW* MMf» I fMl àtì •wiMuts 
it iMmwgam ••• alla nltnn di bruì*!* 
§•■■■. • CobMA 4* ■■cnlw. ol Cina 
«■A» bfMUs (««U, <:nn «eUt I oand» 
MI «Mani MlllM B«nh>1a> : <Wrf.. ifN, 

lU. niiMMtpMM. OtDtlaauillaU 
rMlpfnm ■ilawirifci*. I pMI di dtsir» 
M ■iry— 1> al iitmm ■ prtadoM la 
«*l nMkra imi»i ntllo «Mm* 
U BCKlm TlHI* dall' MW» d 
I la da* parU, I* vuM plflUtut U 
■cm M fIaU « 4Mn dil r«ull*. 

tlT. art I !■• WHiibH. VM tonaanw 
Il (Milk* rMUcMH di nn —rrvut». - 
rteiti «Mal rumi, {»*daUl. 

Ita. rVKMi tlt, T.tl. «ir nano. Mi»' 
— « ■a» dall' wu • i>ir mira dm*», da 
U Mb«a d^ »irr* aU'nsaa, daa'e«sa 
al aarvati r>«. 

IIK tm 1 aiaaaa i culli, barba, ate. 

Ul. L' im ' Il aanmil* MrmwU omm. 
- t'^vrao t r bmib <l*aalrt wrpc 

Ut. IO* Tnaokabo i aan tamiaibi tat- 
uila di tlfaaidar dHawiala l'un l'ai' 
Ita. di. T, II. • uv«M>i Mcai-, t Lu< 
•Maa anaoria «a anilaa.i XaU. Vt, 
S DaaM aaahl IbIm^m» (bui qa>att hII 
aaHM aMaa aaaMdaaa. laTaia bit. i 
a V iMBUlaa i intla da «Balta loaaran 
di «al futeoBM (Il anAO tal mMm ••»■ 



talU, AMt quali ItiKionu aulobf di >aiB> 
pa miii«*a ili traodo alllTltà. rama I* 
Ilt davi il ir. Talli lalaaduia por bMar- 
ni «npif gli «cebi aaipl i ma a ebe pi* 
lUni eba Ba*wiui4l i|aa'4aacorcarai|li 
«sebi dairaliral tndUfmMablIt an pa>« 
l'aapilBiai* lAe aal lora dopltoe mott, 
a MAtra a aorite». la nnrmtt bauMa 
noli aTaaan pcnluu 11 prata «annlBai 
pweU 10110 U lon> atilviU <taaND da' 
dna caabtBTB niaaot B qaal» Baaa, • 
ala Tatto, raila mio lo «Hai a eanxtara]. • 
- nona : • ili oedU CTadall M ■arpaota 
• aeallaratl dal pamaun •! Barg. 

tu. MIMO: «valla, • La bnla dal- 
l'noaio dlTaola uno di awjaala, a 'I 
BBia dal •atpaala dlraota (MdB d' do- 
do •) Àn. riar, 

IM.9UtL: Il aarprala 4l*«aa(o aama. 
-ILI H naaa:itllf4 II mais aarvanUBa 
*tno la lanpl*. iMacaDdula alla ditara 
él rapo d* nomai. 

IIS. a Lir rtrao la templi 

U*. «cninB; la (oM aaipanUaa aia 
wtaràmi uaecbla. AJ. flhfàail* t n mft ì 
■ anttUM lataBdoM: dl*lM «(Uà (ola, 
«parta Ib dami, coaie anno la anana. 

m. ciAiAallalrepfa malaria éal Ba- 
ia Hrpanlliu) qual laalo <ba aoa ciana 
ladlMn a Mvara U orarMi^ il fc' aa« 
aauBo 

US. au.a tè.ont i Al.i 1.4 rAOoi- Ha 
la Jénia aoD lb<w n hm*. aaal rU ali* 
KOB aana iMdMrs Dm* Il naaa «all'I 



SSfl (CKBC. 8. BOLfl. T] IVT. UT. 189-14S [LASBI FIOBBHTIVl] 



ISO 



1» 



IM 



n« 



N2 



E le Iftbbra ingrossò quanto oonveotie. 

Quel ohe giitcca, il rauso ìiinnnti caccio, 
£ gli orecchi ritira per In tosta, 
Come face le corna ta Inmaccia; 

E la lingua, che area unita e presta 
Prima a parlar, si feudo, e la forcuta 
Nell'altro ai richiude, e II fummo resta. 

L'anima ch'era fiera divenuta, 
Si fugge eufolando per ta valle, 
£ l'altro dietro a lui parlando aputa. 

Poscia gli volae le novelle spalle, 
E disse all'altro: «Io vo'che Buoso corra, 
Com'ho falt'io, carpon per questo calla. » 

Cosi TÌd'io la settima savorra 



IflOdlmmilt c)i>f rni>1B| ebnnim Ittforfia, 
là <ii thtntinfv'M inifittro Ai qrkellft to' 
T*rcbla iDitvrl*, initimS in Ubhr* qnin- 
lA al topvaiiua pur (Trsutìfir fl|fiimtiUb- 
brm A' nuruo. 
IJO. «iTKf l'ontoo inwfnnoiitfl In »«r- 

in. ruatfk-Cft' tt)mmàe.,Vtrtt,tM 
E|C. - i.i;>ijiCCU : iuaneiL. 
ia.1. kttA. t'oomo trurcmitDleil In 

131. TQUcuTA: •Acondo lo aiilolaiil iIaI 

lnn|)ii- ' 111* ifnHttip vn^l ptnrv toiTiil. 
Ét4t Ifn^fQA l'^pr□^^ 111 pArli» HL flima 
dna*. itKii TtirUq vnLpntl r^rtlHiilEii*!. ^un- 
tiAiqna ftlfc|Ui)m jfHral inlun qiLrftLu*. ^. 
Miai., band ilh vowm Dklun nUqalt •; 
OtH: ÌM. IV, DM aint- 

153 kki.e/ae.tuo . vot ttrpeute tmtfor- 
ibitcì in nomili. ^ uiciiiliIiK- riiinipj*.. - 
muTA - toawk. r*«ci]ilD utiuiLl iiunip^ula 
U dnplln* nintunnrtlMl. 

IBt.auTouiTiDOi Bulilanilo niBii hn- 
»«l Hrpcntt. E (liohlanili) I ladil »f lloDO 
dATal vicenda Tolinon Ih IJ v^n. 

1^6. BMTfA ì alto |iTi.<jTr1ù d<Tl' uoruo. 
ALi Manilit bara «fallii bfinit, apnl* la 
T^lanoM bA7* di BariMiiffl eh' ad fQ^ 
■ D4Ht««fìl rttu t«<n>rnl alla p(npiiat*4*l 
avri»at4 oha t^f^Aandofuì/^t*, • a qOAUa 
dAlL'uomfl flha pirlarhfo «pufA oaraxtffTla' 
M • diplD|t« iy)U dna aanipliriaiTml l'inaili 
la natili* dflit' ano • dell'ali» •: Iti-nli. 

\H- ilLI : al nunrci aarpaota. - sovu/- 
tsi tcaU farmUa. 

IW, ai.t'ALTHO I al tana da' m, rao- 



Gli> Bo^anoato, aha non ara aniy^ra (ra^ 
•totmaia. - lltJOao i eli ani lo dtoino de- 
(11 Abati <4n. Btl.. tan.. Filr Oam.. 
GWM. *n>.),Ell all.n rial l)nnaM<rMI.,fVil(D 
Buiv..Biar.,Bu'i.Jn-rtDr..&mT..*ec.) 
da yironu. AEouul antlcbl Don na dt 
Cflnn nulla {Baintrgi , lat- lionl.. Oao-, 
Barg , aoa-l. mantrn l nioflaml la vn- 
dnnn degli Abati, ■oppaonirla vba g\S 
BnUehi Hcamblautiru cpepta Buoaa eoa 
qnel Boi-ao <I« thinatl.rliani IklanMd» 
OUnnl Knhin-bt : r!s. In/. XXX, 11 ni. 
- • lu undo al altrova, avanda fatta 
ricH' altrui nii»^ ncin poaiwnila piti adapa- 
raia. u funn cuuiplaia rsIBolo, nha* 
In «no Inng»..., matwr ffinoiw», oUi^ 
nmiAOiinnilo.dn'CaialoanUti Aa.ff(r. 

Ul. DaBroii' daiorpanta. •Super pa- 
clua InniB irtadlur^a *j 0'rt- III. 14- - 
CALU; balfla. 

Idi. saTOtait K^ilala miaralaU mo 
rana, ad anolis alLi-a nalnria peaanla 
CAa il malie naila teollDa dalla Darà por 
1^1 A tiDVerinKqEiafiluA rincaaHarlonal- 
raeq Da, a rcndsTla plb atabila. Qal paf 
bnlpa. <;mI I^x. O. rn| piti. Ma la M- 
j[fB non al ama a iraaipDla. Mfi;IIu ì?ud- 
najtni: • DI» taciarra II onnlennlo, da* 
gì! ai.lriU *d 1 larpintl. t K 11 OilH; • Xa 
nnftiHi 2aevrm, cln* qnefll «plrin rha 
nana In qnaalA aaUJma hnl^la i 1 <|ua1j al 
ohlama taV)m, perobA el tono II ripiena 
del fmdodl qnenla Hettlniabblj^la, a par- 
che la aavarra di olia il rlam piana la na- 
Ti> «empte quella m treaaf la, dalla qiiala 
nt>u 4^ ratlti (UHI trtippa nllEiia, a \ ladri 
aono Minpra In obrohno a (iiaannna>. 



fme. t. BOLS. T] 



Iirr. tir. HS'IM [umi nDRKXTtNil SSl 



Katare e trasmutare; e qui mi sensi 
La noTÌti, m dot ta penna abborra. 
ui Ed awegnn che gli ocohi miei confnn 

Fosaero alquanto, e Faniino smagato, 
Noa pot4r quoi fuggirsi tanto chin»!, 
Ch'io non BCorgoflsi bon Faccio Sciancato; 
Ed era qne! che sol, de'tre compagni 
Che veoner prima, DOn era mutato; 
~ui L'altro era qnol, che tu, Cavillo, piagni. 



lU. mrtAM»! il litntM» tilt mnt» 
MmS ti Tuoi FdmI • di Afnolo Bm- 
MllaMhL - TSUUTMMii ■OMiina alt» 
■wiWi di kna tra éa» dnnUI. ab'» 
a cM» 4d'AtMl (» DcMlIJ • dal C*- 
nlaML 

!««. noni OB p«Mi oh'. Pirt- III. 
U>. - tnoiau: BMtM bum. *ni mpar- 
MHa di puule. ai I Sr II mio alile non 
é daiUii'i lo aia* 4 dorlteBacbAqiil no- 
na ritn**.at.:S*an>ioUDtD>«ti<>>l- 

«B« pw» «RBT — tr n T. N «ce. A<.- Sa 
la tMM abWr* )ril «ll«Uaa«nll dalla 
^■lM>L Ba pariald di nn—U bnlcla 
■aal pia a lave» ab* tua dellt altra; 
^ «(MB la pra K ialtt ntlla nntlu •li.lla 
«Ma. L* BBar* O.iOiaH , V>: • Aiioit- 
aiaa « anMiaatii. Stutr. Aberrar*. 
Kmn, SMHTtra. Oniftindtnl. DiJ Ut, 
. cte wttM praaan Uatiilln e 
' la «n im^Halii •Imlcllandi- 
. • I H JMK.- • Il Hoall TDDÌa B<ia 
■ld n i«.»<*Ta.iU>yraWrra. KM 
txl— ». K«aoa lu aaaviidc nai fNHa- 
■ — Éi. Ilb. T, eap. Hi r,*4« <« lM«» 
*■•*, ni b41 •* titi jtwiaaa ; f>i>i> r*t 
«—luti» rtaw /S p»'—fj, {nk'al liiiiiv 
ftt taaarX (Mt* i«m. > Oft, lllaiu. Tn- 

n*a. t taa«. 

lU. KMiVMai «v la rial* di f«w « 
«W ■ ■ •f«*M4nrall. 

tW. n«<uni< •oiUTlla «rrwaU dalla 
amalUt<Ui>«t.fi>rv X.lM;ZXVn.lO«. 

UT. <)U<lr daa MMaatL-CHIMI: a» 
M'tI ■aa.aall. 

Iti Pivno fhuaeat»: da' IMI«al 
Ìb Hw — . • n tu fi— fara.._ I Mol 
tanl anM di «a • «M di MiM^ • aa 
•■• ntfnta. « 4 cabban • ; Ott. Ma- 
«Bah t. ». • • Xn imi k«na aHo* ■< 




fDElMiiliiin qiutDito Ibat «uà alila ad 
(urunilum. qola arat elandi» •. Sn», - 
- gieall fti oanllarl « fti Sonnllno M- 
na II allri > i AiK. C(r. r«nMn, bf. II, 
11. 47B. 

ISI. L'AI.Tao: Il aanXBlalla db* brt 
l!lciona|!l tnbJt la Scnra omaDa , Frano»- 
atuda'CaTalDtoli • I! qoala da^li anmlal 
i' nn maUlla di Vlrtnir, ooiolaata <!•- 
rllla, llDa>in*Dta fli natta. P*r la col 
randella molli dal detta oaatotlo da qDalU 
di rBaa aoa pr(X)*d*q)do pai ut aann mDrtl, 
ondnoAlaUplaala prnDtJ**! Jiu J>aa>. 
• •nsvlllat una caaiatla vai ««sMdodl 
FlroiMi «r tnnn* uba pwuDdn par 
nuli In ruiilradg lo uTvdaUo Baxn Fritn- 
cftoo l'a^hlrantl di flraria»! ad araDdo 
odici t^nogiidll di qii«l!Aliiiif«. alitine 
«Ano a lui. a «1 ]'aaclj«Da, p*r la iflia] 
rnnrt« talM I Caraliijinll banmo odia a 
latti 11 njarllletl. do* «aal M guaito lan- 
ca, « fnnan mirti InAoItl. ad uuMoa una 
« aUiMta (ala «Pta • ; tittt. - • QaMII 
Alldatto mtaanr IVancoarA (.aralnaatl, 
nha fb ntATlA da c*rii nwiilitl da UaHTIa, 
cb'*ww>nikaal iTald'AreoillMpTaot) 
MoMdo di Fli*nt», p(« ta ^nal mortai 
Mwrtl di ni*Har rr*n«wv ■inlll di 
qntlll da Oarllle nctfanno at dli(ÌKl«ia; 
a* iiarA d^ l'Aotora rJi« p*r lui ttnalia 
rilla ^QCOT na plafpa.al par lauoaaaat 
iMtitnnnlanao at na^daoiiaffUiail «I iio4- 
tIoDi di laro. Ahs pair f^ndla caffiona na 
•r^nltnronfl, oh? b*jin i^lmn^imn animar* 
laBantrddlnaaaerFraBmafu"; .in. Fivt. 
l-a alHw pnw ripMnno altri «omm. (SU' 
tibli (ifc Sneit! 874.-rU<an: *nan par 
baaa (lia la (Il Tolta*!. b« par Mfflesa 
di Unt I d*' loal B'infiil . oha hrano Matti 
pat lapdMM •0B>i Salii. 



253 [CKRC. 8. MLO. 8] 



CANTO VENTESIitOSESTO 



CBBCHIO OTTAVO 
BOLGIA OTTAVA : GONSIGLIEEI FBODOLESTI 

éCuuiiUuUS lnt«min«it« «rnlU • oUtUl ll> naa BimniU 




tJUSSE £ DIOUSDR, VIAOHI E UOJKTK DI CUB8B 



Godi, Fiorenza, poi ohe se' si prende. 
Che per mitre e per (erra batti l'ali, 
E per lo Inferno il tuo nome ni spande! 

T™ li Udron trovai cinque cotnli 

Tuoi cittadini, onds mi vieti vergogna, 
E tQ ìd grande onraosa non oe sali. 

Ma, se presso al inattia del ver ai sogna, 
Tii Heiitirtu di qua da picclul t«:inpo 
Di <iael elio Prato, non eh'altrì, t'agogna: 



V. l-IJ. InrrtHra roitlrv H. 

Voa ■ia4rliHtm«k ironlA, Ik&niA ftjii>,ir«^a 

VimilBl^, pT«dil-|:EJl1uÌA il«*U[(]F« ita f«nA 

A*1L* lUA colp*. «J ftDguruiilolD eh^ via 
kTTtugs [.r»«lo. 

3. RITTI,' vali CiniDu p«i nane por 
Urn. • Krnnn ■llorik I KlarvBtlnl ipiitl 
unUu fUbr ili Fluivut» per 4W0T>B l'urli 
4vJ mondo, tt «rtoo In mhrr «I In («rrv^ 
et bhu fon^ U FturKiilIfll nn lift frlitrl*- 

3, ttf BVAPii'Ki l^lctivntinL P4 HA trnruit 
In quul tuTU I crri'lii drir InhtDo! 

t. cintìUii d'I qiBlI ptrl» d«] L\ U' 
U«h1«ti(«. Tm UH ii|iE4'~'«ro dft prldm : 
Anudln BrDDalIwcfal. BncMdfgU Atutl 

n tuld cti* nm fa ^iifi^^t^ di fOnui. in 
fKtda IMumo OH ■Itrl do* moo 
Ouill* Dosali • rnnOMCa OnvIouiU. 
I l>Mutl • UrancIlHrhl anao del Kart. 
(Il AImU « Ci» alanti da' BluBbi i eh. 
«. ru. TIIL I», DuMdiuqM nMtr* 
qBl, Mon Is UdU Btlil lengbl, d'*Tfnl 
Mi* fuU ^i •! iMiM. 



^^ 



a. TKineoii*; m wailo fe iiuin nati' 
Un*, «r. Omip. IT. «T. 

a. olfnjlinAi ormu, «nurocta. 

7. DHL TIR: fTE^e:<rroBlIavfrbl cbe 
I Meni pfa» »t ma» Ino aniiuunlm-TB 
InlalllliIlnimtaraTTaBlr*^ • KaCDqoaaub 
aaniaui tam donnlianta Lnelna. Tarn- 
(HfTd qUQ rvmÉ HOianla i«r* aalatil « i 
Ovid . iTiroid. XI2C. lOt f«. • VmH 
ari ma lall rdo* Qulrlnua. Vw\ madUv 
nooUm «Iiaa, qnau aannla T«n •; JI«- 
nw.. Al, I, I, n *^. Crr. Pur;. IX. 
lì tg. Sambn cba Dania flaca qui di 
aifi TPiluto ID aa •ncnr> mil manina I» 
ulaiull* da Ini vativìnala alla patria. 

fl. BCTtliLali pTOPprat. •l.-i"l«<li'in ^a 
niaifha iulici. Rr^ \\'iii^ LaLiitim, Ki clan 

Hat at tandvm 'luntuoi ci^'tiatuT in 
anuifi Yiig.. Am. VII, I» •«. - 
i>] (2vai la btnr*, tra unii inolu*. 

t. qinu.: oale. ■ ruiIii 1 pld liilan- 
deae ded rnlaa4. allora KudiUU dai trio- 
tmtlBl • malranlantl dal loro goTeniOi 
alW dal cardliuJe NlmalA Al l'ral» •lin 





[cnc. i. Bou. •] 



fVF. xiTi. 10-19 [coKTBo rrsccti} SSS 



i> 



in 



IO 



E se gii foBS«, non mrìa p«r tempo; 
Cori fom'o), da cbe par esser dee! 
Obè piò mi gnivorìi, dom'più m'attempo. 

Noi ci partimmo, e bq per le aoalèa 
Olio n'avean fatte i borni a scender pria, 
Rimontò il dunt rain, e trasMe moe; 

£ proHOgueniio la finlinga via 

Tn. le schegge e tra' rocchi dello scoglio, 
Lo pie Benna la man nou bì Bpedla. 

Allor mi dolsi, ed ora mi ridogìio, 



mI 1>M MoatialcA t maWtu» l naia»' 
Hnlieft. 0.rilt.Tni. BV. - iimi < tool 
bmbIM, iMmtplMaÉ. v*lln1,ttalil mul- 
ti li Ktrnt. Al. iDtuilanodal canUDala 
MkpolMdsdaclt Onlal. » qui* ngl KM 
H»inDiil(A • mklnllian da ca|i« I tigno- 
tini: ttr. a. r^. VII) M. 

10. M ali: m In iTollur* ti «tWMTa 
ita d'or» Mlplta non urthbr trviipn inv- 
ita. AUod*ftin* alla nlraiHilaruvIan dal 
panta tfU CwnU. O. Vili. Vili. li): al 
twHhllawaindallMt.O. ria. Vili. 
It. « ad «ItM Btlacan oh* ffllplifmo ri- 
nua dopa 11 UO». 

11. toil: ftaK (14 tTTaaaui. aHcndo 
IneTlIabn*! 

13- M'arruiro^tBrardilD: iiiiila i«c- 
eMaiB l<D*vsttnm naltlpUMtm d >n(v 
ter »] ffm9- - «Ceto mi fnvari matf' 
fliimaDiecolenamrde'iuMaiinl! I>r- 
ah^ vnaaaDdq aocets la mia dii^rasla, io 
Bllivr*rAptb liiabU«iJ*Ofmaaopporlat« 
^nastadlacnala iraniliailtDa, lu aa da (1 li 
ftkbatlDta llcrarapnU dalla «lira •: ilrUii, 
Cft. «tane. Vfrmrh I. US w. 

/V-B^alawK. fot la irctnilnia ila nnit* 
dIxMBt*, 1 roaU riaaliuna aulln ii<'ti||llo. 
loa^ 11 ^Datfl fnMtpinKto U faniDiLno 
f iDPjp»* Mpia l'oIIaT* bblgU cba liilLft 
riaplapJ» <l Oanma. utatcana ilcllr igndl 
cUPd^ an «aitalo ecoaif Uam- 1 <'un*l- 
gB di aB«l»fD Airono aelnUUt cLe prò- 
flmwaii pia • MBO Enari' luiyniill. I.a 
Baun* nane HoM la pani*, SKurinilu 
qmlla lam Uacna tba prrdnaaani atta- 
IfU*. la quali al lacm poi looindl. • Beta 
4|ttattlaa Ixnla qaant j^atraaiD MlTam lo- 
oodltt JBrltofnlfiiitndi J^A lae. 
Ul. *■•- 

M. rattniMui <*ibi rln dall' traina 
oWbto. timw mmma diaeaai pw palar 
«tMw a aw m ablmort daU» «aMUna bai- 



Kla. oli- tnf. XXIV, 70S1.#daT»a*^ 
lauiu lo unitira jua» uui. XXV. SS. -Ma. 
(.I^Ki <mllnedl tc^lfi. KlniouiftinmaaopaF 
qubltn aporiiaDta di acoflln fib* fìl aw 
tado aarrllA ài loala a acafidar flb. 

14. t Hltlll < la ipnnt^nM, ) nilen dello 

Be«|llD. Coall |:lti, 'ifiimi proprlaaMU 
aoDOCoaapnrl" I" fuori, •) rnma ansa 
qaalla piatta apoiic fnuri dalla t*t» 't 
Out, Aleanl diTvnamvnl*. IiteCxIc 
moni ton. n Cn«. i|il«9«nn : FtodJS e 
alanvbh \'An^ ytc* i tiitmi'i a rlimatj, 
come la chi a lanuine ■rendi', t^it. 
Sonito BUNKI. Jbnau Al>lncilnata<; /diu*.. 
l'rn.r Abbafllallal <li ntiilTa ilalii^ par- 
clDrvh^ Aornf In HalOKD'** «^Rnianqn*- 
ala<t). Bacnnda lo JttljrlHna la n>» tornio 
Tale tgnM«K4>. KlorfolOi a Saatr rool 
Air* elio Italia «vnilaro al orm ttXto dal 
blTonoil « dot bernoccoli por lo fnaoil a 
por IJ plAlk a frpr altra va'ti df4 esipji, 
Ai(f, Surj), Br. B., tti. iBiutuoa: cnt 
iLMiiiinOlE'anhnio.tlr.XXJV.TOoK.t 
■*xvrA >4TTO icKxiiui mi*. C(r. P>- 
rrWt, /:Hrr<U), fX-l, XII. 39. Z. F.. 
Mi ^. rioni, LtOm filli. • m(., Bo- 
Ingiù. itTi. p. ala ve. 

15. Kilt mo: é la apltoal alaaaa <l>a 
gì* •> imiata in «rpM J. In/, XXIV, 
H. crr. Fatvii. StUI. IH. Ila. 

18. auiJa La lUStofl. Ftrg. IV. tt.- 
MOM M armlA ; dod rtnclTa a mooTanl 
ti araaaant lUiaa tallito doli* masi. 
Hampra plb adi • nalagaToU (11 aoiifll 
quikuiu p)b Tiuini al aantroi «fr, li\f. 
XVill.IOi XIX, ISlac.iXXTV. «lati. 

It.KIiwMI: allHviira. - xiHiDoaiJUi 
ricordaadODano. - • Fa attenui IlIMiora 
wa qiwola panila dalla BOTttA a dalla 
fraadou dalia pana, tho dte din d'arar 
TBdoto io qmvu oliava btigla, diotndo 
ubo c^U In*' (a pmAilA HO dall'almi 
mal*, «a mtar aiali ta biDtadallo'ac*- 



■ab 



2$4 [cnc, t. BOLO. (] Inp. xxti. 30-84 (consteL. FBODOuari] 



33 



zs 



Sa 



II 



Qaand'io drizzo in mente si ciò ob'io vidi; 
E più lo ingegno aflfreno ch'io non soglio, 

Parobè non corra che virtù noi gnidi: 
Si c.be, so Htolla bnoua o miglior oo«fi 
11' hn dato il ben, ch'io stesso noi m'ÌRVìdì. 

Quante il vìll&n cho al poggio ei riposa, 
Nel tfimpo che colui ebe il mondo schiara. 
La fttf^cia eoa a noi tien meno aiteoM, 

Come la mosca cedo alla xunxnrn, 
Vede lucciole gib per la vallea, 
Forse colà, dove vendemmia ed ara; 

D! tante fiamme tntta rìsplendea 

L'ottava bolgia, si com'to m'aooorw. 
Tosto ch'io fui I& 've il fondo paro». 

K qua! colui cho ai veugiò con gli orn, 



jn"> InriiH) In Ini ddlAiMInnilii Din •: 
Cb«, DuTaTS, s prubkMliuauta idUtii 
<ILrc in voi vtar mali, 

■11. «KVKVHO. tMiiitii in fnao pift dal 
MtJl«, uveijjD velluto couiv inDOiiaulli 
OoWro i^bp, iljthifo untiti^ K mHll onTimiili, 
Ibcvnf aIik'o iloLr lugt^iuu. A «ÉinuUi <1I- 
«blirAiloDD » [iropn^iro iti>' Dilli coQil' 
gllerl II. * trili'i lU iii» incloDa putl- 
nlKf« 4 tutti 4IIA. come itutA ;{| i,ti«iuc4it« 
Il IVOtlrttn ÌMmH, i>. K»! I dal IhllD, cto*. 
dM V- ■ Dflir«k|f!lD dJrukCA UD Domo di 
rart4^ no noffoiliLor* piillllob^ un oiml' 
(Hai* 41 prlBsIpl. a II «naiIitUar fiiHtJ a 
ordirà In^ptimi butiiMip fmiiitt^ i1it«i>Lr 
lo Ini on incfiaiu tiiufaulankle, au ^'l■lD 

ti, nnuji. InfliiitniiLda'pluiaU.'Mi- 
auim c<»a; la RTkilk dlrlDi. 

14. tuii lbf«j£nit. - inTicr ibuaiti- 
40110. «Qui b^Im !ji«1il<]t, nlhll fui j]]o 
nniMn*. pt hm mldlUn mi niilliiiv II- 
ll» •; £MI. SIV, a. 

M. q<ra]m A.I.1 ttujku. Qf^ii»; etr. 
ìl»crr, Orit,, S17 •(, • Il Huiriintnl« qtil 
r»pT*HO 4 II ■•ffDUktaj QuiRtA !uoriuT« 
voj* 11 Hllmna tn Utnpo di ■tal'k. punì 
fkr OclU uri. dal colle in cn] il rtjHkan, 
fio n«[U i%\\t> ovp ha fi>nui U ftii» rkjfn» 
• Il «IO oamtbDi tnnln flàmiuB lo vidi 
■plandorv In Iiitrii l'utUvH Iml^l», el». 
Como lo mi h-^'oml, TU470 cliv fui «III 
■Mimll* dal ponte, lU 'loie II fendo e» 
▼WUU. Ma par dir <.il, al Tale 11 l>i>«U 
di tij[b( pwirraal, KSM )• agatltoiloiil 1 



la Ucnpo d] «Latfii n^ Cmtpo Ma aeluJ 
Md if Tfiflndo ««Aterd MI Mile) U /B^rta 
<ha o Tjni r^'ii ■n'iu fttentit- ~ Cnioe fft 
aar*i 0>inr la mufca «cfinHa leniara; 
pArrbf In iiueireTa ijtjral' In nette abora 
e ifuiilli» ■! rilira. * Uv* ba fet>e la eoa 
Tl^na e II ane e*iupo: JttfH etÀA rfoes 
9t1\4tmmxa Mi 4i^f paKli<> itat ITflidllt 
dalla LtBl>bla «dotlaToud^Biu^a, lRi|ili]- 
linMI di ainldltà. ntlloBa aiUuppMM 
nolla lat«IoU>i ttta. 

U. Tmroi aolaiule Mitto. 

VB. TMilt:Ceatr.;4untK.,Bad(.... SI 
MnU.... - vjii.uut Tallua. 

H. VOMSI tori tutu. C r. IIM aK) 

derldewTa qacau l*>^ Tini lafte» ta k- 
el. - vniiHHiiia bi aiai la aoa pria- 
clpall upara dtl cuntiidlno: tìtt. tt^, 
XX, «T, 

VI. KiHi'i.K^iEiVA I Ini'wa. 4 ir«tarii OHI- 
fiin<i>riije iii^^ftitvifi citdii ■forvimi Kafl 
niini^Tn n«f bonora eramiutì tane on- 
dlqiia Tanti Cprfalln ervbria eanlnrvDt 
Ij^lbut acri • : Vlry . An. XI. Hil ttt- 

IH 1.1 1 anll'anui d«l pnnM. - muDO; 
dell oiinTa bul2la. - rt«K*r «fipHlTa. 

M. roLUi: Il pro/eld Kilt». •t'ouiiKO 
UDtndnral jiorTìam, punii parti VBT^tal 
•Olii da clvlialf. al Illudabuit al. di?«B. 
Imi Aw"ndi>, ealirl Aa^md*. rali»< 
QqI noiu iwin'iloBI. Tldltana. al mala- 
•liKit da in DoiDlDa tiaaliiti t(r«*alqne 
auul duo uni da aalto. al ImrSTaittDt 
«t «la qnadnckM dua ^at«*>t IV 
£'p. Tt. nH.-vnioiei tMidlo». 



IbtBC. «. MLO. «} 



IxF.xnt. 3S>49 [m* D. com- pkoix] 2S& 



Vide il carro d'Elia al dipartirò, 
Qoando i eavalli al cìolo erti lavorai, 

Ch« noi potM «1 coD gli occhi Begoìre, 
Chs Tedeose altri} che la fìanima aola, 
K come SDToI«tUh in sa aaliro ; 

Tal si movea ciascuna jier la gola 

Del foaao, che nesiuDa mostra il furto, 
Ed ogni fiamma nn peccatore invola. 

Io stara sovra il |)onte a veder sarto 

SI, che s' io non avessi oa roncbion prMo, 
Caduto sarei gih senaaeaaer urto; 

£ il duca, che mì vide tanto atteso, 
Diate: 4 Dentro dai fochi aon gli spirti: 
Ciaacuo si fascia di qnet ch'egli i iaoe«o. > 

< Kaestro mio, > riapos'io, < per udirti 



' M.aAiBO'<KiNVMmia<ini'<>i.al«qDl 
Igait dlTlonint nltB»qn«i «I MMddll 

naa v>r tHiUnMn In rtfJvn . KIUmu u- 

UB •iilxlMl >t (laa»luti P>>*F mi, lu- 
tar mK 9mmt* ìiTBtA ti Aur^jfft «la* ■; 
IT Jbp. Il, U-ll. 
M. ISvClMi ri lannaa, 
■T. «Barali < OMlJtqDB HenuBigr 
Painnw wibrai-i ri*t.. Am. Vllt. 
W as- • f*i*ttn latmti «rutlnqn* *•- 
fMMkiM MTM.j mt. Thit. III.MM. 
», wuniiMni. > <ti. ViM y., .■*, Comi. 
II. M io- 
ta, (11.: qui nUH •!■)• Il («no. - 
tutr.iraki 41 qocO* tammii. *. II. 

(I. B. mto: n rwMt«M *b> *l * 
4MUo.t:M>|«taaiMMtaÌ>M*Nalm>- 
Mn*« 4«>M» inurf* An> D DaniMV 
Min Rmmb*! mU» ■«»■** noie (<■ op- 
pHt*!^, Onw ntwa Mn n«r'i> atm 
là* la /Mima wU, *. M. Mal A IihU 
••■ »»<■»« (A* Paai**i • (nma qnillA 
Umma ndata d« tUi» Bum^ar» Il 
«««■U Va, «Mt la Baniiia cb« DaoM 
ta«»ra»«aaM Ì »'a»««ta« «» mi 



l>t*, > L'aBaa anni gli ff^O. IW 
••r rnhada la Mt/». lakaa Danto do 
•■Wa pww at (HMM d4l'atM pat n- 
4aia* Il iMila. anwt II nllu um«II* 
*i tnrta aapa • »laia • i A*m. 

ti. auBiQ I Itilo (hI tWai • «pano Mi- 
la tmnvmt In aa la Mfla. aa**, m BOB 
■I kMl tifala ai na aaae U^ta aro- 
|ba, ani — fc (la. «■••a aaa» t aria. 
(«•• aitai». aplBW «• altrii ilV. *. M. 




M. itimo: atlaata « nlnra ^mIIb 
Oammt, foohi. 

U. « PUCU^ •«iMDDMdlitaaclltpl- 
flItaftacljUodaqiiillaiUniinaAfaal'arda. 
A rborlaafDDa liaona damma eba II dir- 
ecmdL avpanla daFI* allra-j Hoff. * 
^i/iL: fnooa. - [HcEao: arraao. 

V. W-lt. VUnt * IHaui*4f, Xn» 
ani namaia a dna |MIDIa.' LA dagli* 
Mino palili 4ii* prvl (rtd d«IJa (b«tt» 
di TnlaiUllaas.tad Itaca, • l»oiB<4«. 
tfllBiila dt Ttdao, Sona lo Baa Saana 
nalaaliaa •p»nbt utilil all'iRgBata a 
alla itne* di tte» iVirg-.Ain. U aal 
furto dal l'iilailio, vlaVntn iBiInnn ■ aa- 
etlltita e rrululanio (Oiid., iti, Ut la 
flaiawa va di?LM Jn da* poaiv, dixoiaa 
qaalla dia «no I cadavarl Ha' Aar (Tv- 
iaUI par ti remilo BaaiLoi; a quoaUi, por- 
(M (Il aaailnl acaU al snln il dltlilono 
Mala a UHI la a* llMal, e, u httiM 
a alar poro Intlvina. («laHio f cofihnnn 
toiiwBMi. Il tmvo dalla Ouunn avv gn- 
BM niaaa t mfit'-rt farcii* UlnoxKle 
pl« Tlolanto tarlaMpA a Uluiio >l>lla 
inn^dlfMllai ma UUaae,fhcaa Vn- 
(Sia a por etdMaai* d(nu a laima, or- 
dlT* ta IranMi a altra Ba ha di «oa |»tia. 
pria, oomalamnrt* 41 Palanihlafnrjrj. 
Am. Il), r riu(a*oo cen tal m po r at 
Ankil)*. vaaili* da donna, • lo Vilaa al- 
TaHi"» di HnHimla par toBAarlo alla 
(Barra •! r>m- 

tf . n» vtiim I a*iaJo la ina airkla- 
laakial. 





tu 



Ift 



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SI 



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[cnc. ». BOu. (} 



BoD io pìA certo; ran già m'era hvtÌso 
Che oobI fosse; e gijt volen Hirtì : 

Ohi è in qael fa««o, che vien al diviso 
Di aopni, ohe jiar surger della (tira 
Ov'Ktcftcle co! frutel fu ihÌbo?» 

Ritiposemì: «lA <Mitri> kì mnrtint 
Ulieae e Diomede, e cosi insieme 
Alla rendetta vanno come all'ira; 

E doatro dall& lor fìaroma eì Kemo 
L'agiinto del cavnl, fìlie fé' la porte 
Ond'iiKct do' Romani Ìl gentil nome. 

Piangevitii entro l' orto per che morta 
Doidamia ancor dì duol d'Achille, 
K dol Palladio pena vi si porta. > 

« 8' ei poaaou dentro da quello faville 
Parlar,» diiis'iD, «maaatro, atutai ten priogo 



W> K'm» Avvun: lai. ffUM eitum 
nati m'era ()* Imnttitlniitii. 

SI. PITUO: - Eocin ttoiDiD (ntrM! pil- 
DH» Di rantÉill Hlm I(i>f* Miai, tn- 

lltnri «lonilaiii dlclwi nnliw Hanm*. 
AltUDMign* m|i1cM «briipia luee eorn- 
•HD1-: aial.. Thib. Xli, t» Ufi' - 
' BtAùòtUir ìb pirtMHn fnniluiHiiin nrii' 
nion mrgtt, 'nl^b■DO• Imluta nx-t •: 
Ltumt.. Filari.. I. lai •(, 

M. 01 sorHAr In pIidb. - ruu^ rexo. 

é«. »RJk1H.: Pallnlra. Fratelli [«niilJi, 

Bttll di XAilMO dlUli>«HU.CaIl4DHfV 

B4I1W art ulllarn ila Tair*, nDiInqniullll 
BdeiIlHa.uiiDraDiliilDrobiBleldaiur- 
n%. I da* E(Mn*lH mI amanlamnA il) m- 
giiRn oiuoano alla ma volla (vr na 
SDUOj ifi». «u-nrjici 11 prlmn unn, R(«A- 
d* uun 'uIIe «ulxro 11 rofiic al giallo. 
FoIIdIm «I n-rA ollnra dpU' Arcuile, Ti 
■panò Arnia, nxlli rial n Adrairfn a rl- 
ttiniS oon allrl r* A-nfl'l ad aaaaìiaw 
Tahn. Quivi «'lii^-nnlr^ nvl frarfiITt it ut 
ncDlaArit l'uii Talliu. I lorut^kiUii-ii ttt' 
tniti>tKi^t\ ^nWf} fU^v^ n>gii, inala f^uruTDa 
■I iliiias aablts In do*. Clr. Mal . riirb. 

SII, ÌH «ut - MIU» IDCHO, I-l-Ti-. oal' 

laeaio. Jfiiv ptr «Km, oianinn ^11 ali' 
Uchl af>ehflln)>rDaa:(4r.lVafliiur..rrrSi. 
M Dt. T. r«rf. IT if. 

il. Tmearri; itlTlaa; alla ptoa.-jilc 
l.'nU! illirlea. C««v formio nnlH a frr» 



Torarr 1' Ira di Ilio, to'/I •mo uniti 
ad eijierlnirutiiran rtl stlblti. Al. Ininn. 
ilonn di'lla |<mprlalr«<lpl iId». » (ftitarv 
la qnala eururo loairmu. - • Vani» IB' 
WnnB alla pena, rainr iDdco»* «iratm 
alla colpa, polnM la nncUila dlriaa oon 
dlrldfl coloro oba da Ita doloraa» Aima4 
cnnj^pnli a dann* allral * j JtaM. 
SS. ai nKifitil piane», «AnyacMnin 

SB, CiV*i,i di leK"". P"' "li 1 Orrn 
ncramottlD Troia od Kn^aco' nuipom. 
panni ne qhI par ivfanl p^pl iifrl l.^ii1o i^ 
fbndarTl TCnna ; cfr Virg,,Arn^H. Ifnnte 
Habra «tippum, dÌA rhn Virgilio bob 
din, rlis Enaa aacUas da Troia p«r la 
airda«linaa]rf(Karap4>rlaqDal«fii InttV' 
dilla 11 f avallfì di Icpio. CoioiiBgpa alaal, 
^aataala dal navallti eh 1^^ an fu la oaaaa 
dalla dlHmtlonixU Tiiilu, t iinlndl ilalla 
patMin di Knaa i- ilrlla xna Tcnata lo 
Ilaba. 

B3. liKlUaiiU: fl(lla di Llcoirada, r* 
dlSrilr«.apaaadl AdMIIn. nh^, frati» allr 
aaUifla di Ullaaa e tilonioilo, la abbait- 
dmA jwr praodar pari" »!!■ ^o^tra di 
T«d«. Cfr. Purg. XSII, II*. 

61. l'ai.uiiio. ilaiiiadl Tallado Atena. 
Ob' era salmanaats nvaamta a Troia 
a dalla ani onaMdla ri ncdara 4lp«ad«a* 
la aaluM dalla dttà, rapila poi o» aau- 
iln da ITIlHC • DMnnHiv: 1^. QMiiNI 
Mn)im. X, M>Sv rcrp-.An. II, IMa((, 



. » MUK »] 



IltF. KTI. 68-81 [OLIUB B DIOIRGB] 857 






Tt 



E rìprìogo, cbe i) prìego vaglia mille, 

Che non mi facci dell' att«iidor oiego, 
Fin che la fiamma cornuta qua vegoa: 
Vedi che ilei de^lo v6r lei mi pie^o. > 

Ed egli a me: «La tua preghiera è degna 
Di molla lodo, «d io però l'accetto; 
Ha fa' che la tua lingua ai sostegua. 

Lascia parlare a m«, rh' io ho concetto 
Ciò che tu vuoi; eh' ei sarebbero «ohivì, 
Ferch'ei fur Oreci, forse del tao dotto. » 

Poi che la tìamioa fa venuta quivi, 
Dove parve al mio duca tempo e loco, 
lo questa forma lui parlare nudivi : 

« O voi che siete due dentro ad un foco, 
8'io mmtai di voi, meotre ch'io vissi, 
S'io meritai di voi awai o poco, 



m, mrmmao: IM. *iam «foa («lon 
nf, Ai-traaM- Brano 'NBOOi efr. 

pir «IUe plichi. 

•T. Dau.'*rtKiUt*«lti)Oi tbiiaia ni 
MCU « MylUra. 

W. taM I Mas !■ tMD. U gnB imi- 
4mm <I adnU pwWa mi ttogt ■ ^^e■ 
tarmi nn* q/ulU bau». IM fnt 
««xatl nnlu ib* DaoM «Tna II d«' 
•U>rtn 41 Mtarroiiai* VIUm nUt mlMMM 
ìM* (MmiiIo. 

i<*«aAi ftnbi ula tini oManl 
I ai laptt*) Ont. t, 1. 

:3. U «WmilCAl il MtMl|> iti i/tt- 
to*. tKl. 

n. iio)»iK-mO:k«|l*(aBpr«o<IA 
*• la JiMitl <U birv. 

TI ■cniTi: •^gamblMT* ptrkvvta- 
■•» iD Hnl(«tli • 41 ilafoalttU. Ca*- 
«> r*r*li' ri fltr Omir^K OMncOrWl 
•apwU, a *uaa a^rid 4tUa ttuft da mi 
•afia r to»*o eto 11 tittlMBM Tlcbac- 
|to * 1 fum. Ha allora aurabb*» daio 
■alba iMM ■aoiMo a Vin)k«, bob On» 
*maitm*pml'inuitaS\ qBaD'tnpHV. 
0*.. »m»: 4*- r*'.. n«,i Pvrrht Vlr- 
(Dm ^^ra in fT«(v. Ila»lfi no. Ila Tir- 

(tt* BtfU iMab**^. aOB CTMO : «I». f V' 
XXTIT. IMI. Ut < ■ NI fliMO fc*- 
HB* 44 (tMid* (Mio Mi wiBdai fcoa 

•*■ iiwpt n f«ba«iua tB. p«*e Bii o«o 

•bbaiM nflOBa akaaa 4'oiaiHI 4«s»- 
MM , ■■• lo «Irt Milwl aal Dio •ntwwa 
U Im«, anvllal ptr qiwA* )Ma «nliU- 

— Ao. OmiUk, V "Ila 




de>i iBMrpnUsluua «enfermaM dalla 
pania i ho VlriJIlo Ari» al duo Orod. 
*. T» *o. ' Arrao.i •IMI onat obli- 
(Hi VlritlUo. qat* lp*a«eripMnU« Ipdi, 
•1 didanii tJapfTptlBani ltkm»m.'~Ttal.: 

• PikIiA. •lowini* cNrt iloUl ad olUnl. 
Borabbtro tona odoBaato dt HfpoBdai* 
a aoMlafUo *ll*i&Um(u]o8l laUa té 
DMlo, MB» attom «t par laltonilinB 
>t fot allTB pnfio fitmoM. ■ C«*t para 
litmb. e puoMibl tlui modarBl. 

T. T«-lt*. rtapirt ' MOflo^l PNmt. 
AtobAo ladoTlDUa l'ardmlo d««Mt«U 
<h DaoM, Tltilllo tnaictora iMobia Al 
Utt■M^ aaMOaU dea ITO daOa kmniB. 41 
i-anain la tlnila 4*lla ina mono. Sa^» 
•laMtl II relallTo taMoiiI*. dtnrM aaaal 
dalla tndlitoBOoninVBKlr. Jlim^ (U. 
KI, 11) i«2- Beobra «b* Dani* albn- 
foaaa al no' altra itadlitMO. attatlata 
da Filalo a 4a Miao od aManaaU (1* 
cali MfiHO IXI, US ttt-), ■"■■*> U 
•liaJc riliH luiiiptaaa US naMoAii Tla(- 
(toaknilAladiudl LMnna.dall* por- 
(M nyarOw. I particotafl p9l d«l «lic(M 

• dalta nlarra Una 41 Olliie aoDO pmba- 
WhMDla propria InmnliBB M FOr«a. 
Ctt. Qmt. Uff., V. «.M. a Mitilo CM- 
dt*. Studli. f. M ■(. 

IT. r«n Nei ba«tHlonHOte tkiwi. 

18. Ari'in; sdll^ lonna aolKa. Oaala 
antho riMTdJ ilBia. Vlt. ,TaaB«<., Fch. 
IO K- 

n. KiBlTAIou.imlMqaittat^nabtbB 
■orti» praiao d) »ol, fc II VlrgUUim i ifll 





2&8 [CKSC. •. BOLO. «] ISV. XITI. B3-07 

n Quitnilo nel mondo gli itlU vani «criit»!, 

Non vi movote; ms l'un dì voi dicn, 
Dove per lui poHuto a morir gissi. » 

M Lo mafcjpor corno della 6ammn antica 

Cominciò a crollarsi, mormorando, 
Pur corno <]iiolU eoi vento afFutina; 

M Indi, U cima qna o IJL meoando, 

Como fosso la liogun cho parlarne, 
Oittò voce di fuori, e diHso: «Quando 

ut Mi diparti' da Circe, che sottrasse 

Me pib d'un anno U presso a Gaeta, 
Prima ehb al Enea la nominniiae; 

91 Nò dult:ez?:a di figlio, né la pietà 

Del vecchio ]>a(lri', nò Ìl debito amore 
Lo inai dovon Punelopo far Itotn, 

9) Vincer potòr dentro da roo l' ardoro 



tutoli <]ulil <!a U maral ■■ Jlm. IV, 31T.- 

mntraiD mirniprtti] Bfnv, - * ìtoo tra- 
ynVItfillo p*rT> adioiuDcnla H lami 
ul Ojcnl mulD 11 mn iiomiiHiiU •; nm, 

K. <>u ALTI Tnwi : V fiuiJi. lUlI* 
«Ittvrc aita !n>p«fM. XX, 113. Il Tsi 
Mti * Cnda lo 'ha Virilio ]nf;aiibt ijnl 
UH*** iDftndo di ratpn Otaeto, * Ma 
Tlr]rfllD nOb phrl'» f r*n, pAflA iùmbur^ 
do; XXVII. ioli. 

IO. t.'yx: (JUjwìi- Iji dlmutdattorn ud- 
tnett^TB t^nlToeo. 

M. pu LUI t ditne Ji/, I, Ufi, Utn'fKiI, 
■uuctlttHl. witlA a Qali* 1 niiol j[1amL 

■U. viiimlniiiTniiat.iilll (km»» <ll IXo- 
is«<tr. - iSTit» : 1 Hit il Iroratuua 111 ila 

olfp» T»(lllllO»Hln ■«Hill. 

m). clOli.jtIiH - • -inii liiiKua Ulaoa In- 
Urtna prtnio nHtatii)iir nril non Tldrt»- 
nr.MhMabUiioameonftirmmiHiniim >i 
JhMt. 

17. AFFATICA : Ifflta « oamballp j fn(ni> 
aa afilllaaila « rlMfflanda la atTatìfiuae. 
■ A<|Ttl]aallma <JuaTcru lìar|!»nl UtKi- 
niit>: Bvral., Oit. It, li. « àf, 

Sl.Um;»^ llKlia ilnl e(.i1«»dl tvna.la 
btUaa (aiDiMii maia. iimaoU iju^o inu- 
aa ni IrnnA on ■niui Intiera: rfr. l'I'v, 
Jm- VII. IO *(C.a OkU. Fai. XIV. »8. 
ifenu . A'piil. XVII, IS u. iSr;. X I V, 
43. - KiTTUWa t mli. navoa*. 

n. lX '. immr ti moDU C'italo, tra 
Oarla n Capo •l'Aada, 

■«.ruliU: BDtal*«tilamA0*ala4ilU 



ananruIrSpftfWffa, qQlTimartaaHapallA, 

• Tq (LDoi]ae llrorlbna uoitiia .ICnaia un- 
irli, .ICIfiTTiam wiirlpni Ikmam, CalatA, 
lisdiati: El nano acnatboDnaat^em tutu 
(wH/^Eia laoiiiBii R«B|irTla la maf pa. il qna 
«It ta j^lorla. alianti; n^i,, Arn, VII, 

1 'tt- 

91. voijmui ì 11 iltaldorlo di aniulatar 
li^wftfiniEadot moiLiln la Tliuatul Irvplti 
f^rftlaffblUdinaiuraìamordcltalA.amor 
(4Dliiaa)r, MnoT paUriK. •y*r inltiHain 
patriam anlliiuaiii iiiu nlln TMcndl Sec 
dalcea naloa •uoplalnm'i'"' parrotan •! 

Titg , Am. II. m »ii. (». oiJ. IV. n. 

tdcondolaiTadliloDd i)inmRt.(niaa»rìni- 
paiiiA, ma liaclA ["il di nooTO ttM* par 
lulrafpnndare buotI Tlacfli air. Urta.. 
iM. XI. ligaic-rikTi'.laptatft. 'QnUI 
ali ptataj. lìJa! ToInniM Rtatalsparan- 
tn>1 • C<«r.. /Va flamde. 

Vi. l'Earro: la plniA lls'lala a l'amn 
paterno wntt QAtcnilli l' amuroDlv^ta 

* au iluvei*. • Macia «III. tiida T«lrt, 
poaMa DIotI iDtJInamtir •\ FrtT. Dmnl. 

m. i.nna : • Ilota ilnnio la dnano. 
qtiBodo rlTpna eoa U Inro narltà *j ihifl. 
- • PaDB tra amari : uno. iha •«nila In 
kI(i, obc A dal padr* nno il dflionlo, *d 
Boa, uba mvBls la ni, ttm t ignallo dal 
Bjtlldola rtna II paitra, «I na altio. oha 
Ta pari, rhn li i|o*Ila del aWII* T«M> 
la nvojttld '-. (liti. 

IT. i.'iHiioiii: l'aidonU bnmk di M- 
uaMcra ^i ^rfoprta «apttleiiaa II aaado, 
(Il aantnl. I Inra ritta la lora virtù. 



e. I. BOLS. t) 



Iiu. xiTi. 98-] IS 



[DLISBIj S&9 



IW 



1» 



Ch'i' ebbi a divenir dol mondo e8p«rto, 
£ deiglì risi am&nì o del valore: 
Mk miai me per l'alto mare aperto 
Sol eoa an lefjiio, e con quella compagna 
Pioctola dalla qual non fai deserto. 
L'dq lito l'altro vidi infin la Spa^cna, 
Fin nel Horrocco, o l'isola de'Surdi, 
E l'altre che quo! mare intoroo bagno- 
lo e i compagai eravam vecchi o tardi, 
Quando venimmo a quella foco stretta 
Ov' Ercole segoò li suoi riguardi, 
AooiA eb« l'nom più oltre non ai metta: 
Dalla man doatra mi lasciai Sibilla, 
Dall'altra già m'avea latfoiat* Setta. 
' frati, ' dissi, ' che per cento milia 
l'erìgli siete gianti all'occidento, 



Ita. «««a. il Itodltitrmc. fUi apt- 
u, «>»* tlk «y itnii dal IBM» Inpio i t<r. 
rWF. (lMry,lT.UTm.<Q«BHi. UU< 
vm «M tnmrU. fttu* qnaa «Maa^ 
M Ma —mfw wniuai I Sia laaai «a- 
«t* atiiMi taMr lultUm <4 mcUtum 
l«tliln« «>, MI Bstni noMni noU* «c- 
bM >i Jmm.. Sf. LXXXVtU. e m. 
- • ttlmà tUam uTiflmai tait.... Uiniiii 
la talHtoM BUI Ulliti arrartilt luita 
AxntarcaCB. aat In *i<wian iaila Ora- 
Mi* • I «ML. #«(. AH. XIV. *. ca. 

ntaCL IV, I. 

111. OOKPAWU: wiiagnl»; rarm» In 
mUiw ualuMMaai al), tmrt. Ili, «, 
XJUtt. m • Orm^^t"* •■cnMoaia pna- 
■I étgìt asUr HI pntf rlasMil* l'uUnaiUM 
ék «MI ««Wall fka lacllanlBVMto* pò- 
»»*>■■ la MBtnbaaMM i yaHl. K *at 
(•e WMlM* piaaA a altBlhw* «hUb- 
««•(«■vaoioi iVaaaM.. Fax. le. 

Ut. NMami •bbaarionaU. Sem m- 
I !• ln>tW«t ««MrKa cbaO w 
I ■ Unn auBa, Uaala wn^om oka 




MIU I aaii 

in. L'inii l'IonipM. -l'alimi l'af 
hUMBK. - una I tàtr «M patta Da «alU 
■«■«M, dall' altni ala* al UaiMM. 

IM. Hoaaoacni Ibnu aBUra 41 Utr 
t*WB. • I.' aow ni'HaaMi «arda^b 

Ut. u-TWi I tMla I SMIM, OvMm, I« 
IWmH. aa«. 

IO* *acsMi ■»■• Ih *u h?i»m>«< 

«•aoda iHl n ^Wiwa il Hafx». •* <mI- 




In TDuI fom anMDDat* ab» Mptagaro- 
»» p«H anni aaJ «laiuta tal ]l*dll4m> 
MO. • Stataniit colio par TlgtHHiaBa*, 
dMvm tu balla InriaBc al itat«Hi In para- 
ghDaUoDB • : Srat. - • tiDafa Unipa dm^ 
lamHHi In eanar* qiia«U Tod^ hi iD*dl<>t^ 
nucà.alaobA^AarHf'atiio Tauebl ■!] MA a 
(Mdt Bdl'otanr miUni • i hatg. ~ • I'p»- 
anpp'"» (ba pia»Tiri' uottl anat In «•«• 
cara «ha faoan I liti a 1' ImiI* dal nian 
madlbUT^CW»! Ow>- - tMUi i HScti alU, 
pM«aBMatWt'aiaatU«i[«tik, Al.iTHrtI 
d'aaHl. Ila l'avar rm*ia a tanta d'anal 
A la ■!<«••. 

141. Kicsi la alKitte <U Oiulum. 

lOa ainvjuua: aacDltlamlanuad'Rr- 
MlitTCalp* In laTapa, AbllalB AOrln. 
Mi St plB* «Uni, BTita» al «»il(tiBU 
di Bau aiwiann pia nltn, 

1IR. 1ÌIB1I.U Hliij;!!^ Cd. Ih/. XX. uh. 

Ili, hn-tii ta^piadal Komaai, nC(l 
(ba'a. tllia a flitlHaa d'AIIVIc^dinai' 
pMbi a UltdlUrra. Dica t4a anva già 
tmttéU, 9aU» ptlnu di laNlara Blvlglla, 
panb* tliHa * mano anhlUiUl*. 

Ili, HHATir (ralatlli qol ptr gaapB- 
gkl. in. Virp., Att t. Ila •(. iMan.. 
i-Mr>, 1. M« ad- »•««.. Od. I. VII, U 
af, - aiLiA. laL minia, laim» anllOBi 
Otf laila. Cn'.A'BiH*M..rt>M.araa*.l. 
Din. Oram. II*. iM. 

tu. 4U.'iMX1UUia, (Il'rallwlU M- 
aU—lali dt4 uwa-ln ■llon (>MjM<aala. 
■ » ^atMa all'aU larv, <bé atBaa (>k 
Tao«bl •) raU. 




SeO [Cnc. (^ HLO. Il IKT. ISTI. 114-138 



US 



]1S 



111 



13« 



lar 




A qtiMU tanto pieciolft vigilia 

Do' vostri strani, eh' è del rimaneote, 
Kon voglintfì tieKar 1' eHii«rÌenEa, 
Diretro ni noi, del mondo sonea gent«! 

Considerato la TOtttrn eemenxn; 
Fatti Don toste a viver come bruti. 
Ma per seguir virtute » conosceosa. ' 

Li miei compagni fec'io si acuti, 
Cou queata orai!;ion picciola, al cammino, 
Gho appoiiu, poHuìu, gli avrei riteuiiti. 

E, vòltn nostra poppa nel mattino, 
De' remi facemmo ale al folle volo, 
Sempre acqQÌstan<ìo dal lato mancino. 

Tutte le stelle gii dell'altro polo 

Vedea la notte, e il nostro tanto basso, 



Ì14. TlotUA : n pooo *l<ru« ob« mamn 
Tt TMta; 1* TttB wiuItlTai otT. Oonv. 
Uì. 3. 

US, rn' K BtL HiH*iiM^'K' (ha uDor 
>t limtnpi firn ili ttUqaa ni. AI,: Cu' i 
DI niHisom: tfr. 7. F-, 'irs, filai». 
)>»u(lli. Ul. 

UT. pinlTILO: irsatl*n<lo 11 Sulfli pro- 
ndmitlci Alt Drliiiiln uri «fCLilftnl^ Al,: 
Otl>* • daTa U Sol uul«. ftntr,.* • wl 
flUnd ham]a(intuEn lafnnn*. «il qtitKl noi 
ÉOOBdIt QilADilo recrdil h Dubi*. • <■ bboa 

«KETIB: AirOliltilf» L'(»l»luLciD«] ll*l tflItipD, I 

iCtogriMI <ILc«TuiuI'uEtro vroiircroHun 

118. siKuiu: U aigailà dell' n mula 
utnrni eli: <Aint. 111. lì. Al.; P<nuM 
cbe Tfjl tirle Gtc«I. 

lVI>.0»xi>Hfri)ijfLA:*i'Ì0)>», etili A' r di- 
ttala ptrrexlbna ilei iKiuMl» uliii», neUii 
Stlm Mi* U nniitra nltlrn* iflliallA < j 
hb. 1, 1. -• HoniD. cu» lu huuui*»- 
■M. oon IntPlliili: «am|i«nita* «M !«■ 
■ooll* lailiilDDtlliiii, «t «Inillii raotiit 
Mi I1II..1 /-ni. XI.VIII. 31. 

111. ACU'Ci XI, umuisd: iHiutiiinaoU 
brsmiwt ili cinilDwiira il ntcKla. 

1Ì4, l(i.L uiTIIIIO; > laruiU; dnniiD* 
la prf>ra a puiiQntfl. TiBjntl'nrio r*no oo- 
cMffQiii, cuntn liikiliiitu V. 117. -Il 1^4f4a 
BO-'eDOfe In illri^'loFifl <tall«]i0|7'ii, AEulchA 
•Idlii prvrn, KBpnuila qu«1 (ha «I IhvIk, 
«1 igDomido lo qwill ioccU MtA f«r n- 
•nt «itiilutt» dalla fInMa» •; IN SIfna. 

12Ì. ALK I DiUTaBUSO I tsml rslseaman- 
M «omo ali alTolo.Plry,. Jm. tll. MO: 



• TniDplsmiuqaa tiara «t (vlomn fa- 
illninn alu. • - rrijvr. IV. S; tCUiat* 
«iiienl*r«iiiliiil allt. ■-al ruLLa VOUii 
allo 4«i]laljtllal4 'UgiE^**- /W«, pefl^ 
ebb* ealto Infelice ; volo, ^i atvf cbla' 
mMn alA l tinnì. C'r. Far. XXVIt, »ì. 

IVO, AC<ju;tTA!(iio- pÌPtEando aviupraa 
fiinlitrm. ^alta pait» ili^l pula antarliEV. 

• Il PiielA fuaaitAo KluJ^jtere UlLiia aUa 
I IMa dal Donir ila) l'iii(Biaiio, aiipiHHIa 
tniut 11 aarldlauu ili {larnaalfimnia. t>1ai>' 
Riiaira aampra Maar la Hlnlilra, l'tii mo- 
IHH d* OtUIMm. ciao appujiKUi aam- 
pn a lanata. qiUDto inniportavaaii la 
Ente aoclilanlall dall' AItlea. per Ufmr 
di«W>c !■ rilataiua «ha aapan tacukiàs* 
4' Sronla da Oatnaalanma. B «aat Tlao* 
■ direi anroladlnaloDadiaalralnTuil*, 
Dha dbvavanu awr iiuellu coaie^ •eeàuC' 
ebA. •et'4'iidBuriela. al arm a tala ac^prv 
A inannua, IJiianl* ri«"a iQ uà Taiaul *; 
Uii/viirUi. 

UT. «LTMU roio : anlkril»!. 

1U. VKUKa: lo. • Uk KoTri: <U nona. 
AI.^Laiiornii-aiiEi--!>iiiii'HUi ti pnlsar- 
tlcaaratfvia lanlt», rbu iiou torKOvaplli 
(aoil dal ma», iiH pld al vmta>a. Utano 
parMDifl acTiva» all' Kqualura. • VUaa 
a alni con uùraliiln Mattsaia aatMSV 
Olita, ehn Ullaaa ara itoal» alla Ila** 
eqdlniwialBi, e)o* aU'KqaaMra; «va al- 
raiiB Invilii d««t. aimlilM mbada* I pali 
della ileiaaiill'smtaiila.Caaloldoacal** 
le parraoro aatrunomlDtia dia dpimbb^ 
Intiiutra» «bt da' noM p*B>l •' Indir». 
Maaa acU aoUpldl MlM. tu Tlita 01 



[onc. a. satG. a) 



tur. un. m-ue 



rniMB] MI 



■nt 



m 



[M 



m 



la 



Che Don sorgeva faor del mvin molo. 

CÌD^ae volte raeceao, o tanto catso 
Lo Inme em di notto dnlln Inna, 
Poi cVontrati «rnvnm nell'alto p»aHO, 

Qiunilo n'appftrvs una montni^iift, bruna 
Por U distoiuta, o parremi alta tanto, 
Qaaoto Todnta non n'aroa alcuna. 

Noi ci allegratnmo, e tonto toroA in pinnto; 
Cb6 della nuova terra un turbo nacque, 
B p«roowis del legno il primo canto. 

Tro volta ì) Te' girar con tatto l'acqne; 
Alla qnarta levar la ]>opp& in suso, 
E la prora ire in giii, c^m'AUroi piacque, 

tnfin die il mar fu sopra noi ricbìn«o. » 



qaNs iliMriaH '•>* rfint tht «ppal- 
lM4n(M>i JiiMmIH. 

U9. ■«■a ■DOLO't ■apattri* d«l diriv. 

UO a*nB»:riQqnantla*nMÌUUa 
D plMlaala. • daqM II botOmIo ; anna 
•In* tiBMwil et* «toqnn m«^. iltMM, 
yMlasAadaOklH,*nnao*amU a■^ 
["■■■■n. -fjatoi MMato. ni*D«t«. 

111. DI iMnat •> dvDauro i (lanii* 
■■■I ai BarlfMlMad'tnUwidniin D«tM 
dal ■■■•** Mar*. i<«*m alla tuit ilal pia- 
■Itaalai ».tt nn Mlf«ama, acOMiaa 
•Ha parta l«iif» on I» Inocs 11 rK««*> 
tovaato, ria* l* parie rba II Duairn Ka- 
liMla Uaa mapc* vtlU alla latra, Sema 
Ma dilwtaialMa naa pnuvi alan 
riaaff*** 4<> r(a«ar*«fTt4, |tarch« ri- 
^MU al M* dw amnpra t* IttDmitiK, 
la taita a •■■pn ■•<»••, (ra«M I umI 
raacMirt lapara •! 4*Im<W. 

Il* rjiaaoi ••A'./y. xn, l»>n. 

«XH, 

Ita. BoniCU < t iriM lNt*«dnnn. a n- 
Ctaaa. A ^Mlla ora Itanla rallo» Il Par 
aalifta AIM di BB* ainnUcna Òdi* Atlaa - 
ll|B.a*«>laiiaUtaP1al>ui"tAa1eMxraO 
•aata<. *tU1 ai ama monUina Huai-J- 
MaaOa BvlBiW PmI*. CTr, Arila Talk, 
*■«*, la te. dkppl.. W ■(, ~ m\<XA I 
■I *e**fl*a iwowa a niallTa dalla anw 
4MHIM, cfr.riry.. d«. III. »y •(. 
SII «. 



IS<. ti.rn-.elt. INdt.DI, l<(g.;IT, 
«, • fU tgg, «M. 

IH o «LLCOauiaoi idmlaatdaa»- 
ra. quod lamt piin» Ttaa pnaatal InU. 
Ila» naclDarilit qal dia nartitaTaraKl pi 
Jira*. -TOMA- laDMln a)'*(Tniu. 

1^. vuov.!: VQTpfhKa tf«t(iiiiin«Dt#. - 
TVMOi («itunc. (blriiA Taiit-j imixiinnu 
a»Hlc«MirA'. /■(/ Ut. ig IKI. 

III. canto: lapnradalUKti'a (Fnii' 
■Datar rami, lorn prsi* arertlt (4 «adla 
Dal latni •: Tiif.. Ahi. I. IM •«■ 

m. rnn titt«i )■ rldlsau del Mr 
bina fu tale, th' •■» nuii par*t««jrtr*r 
li« mite 1* mtt, ma aarhe le ao]** la 
moda da jffquTBr* im totIÌ^, r toaaoaa 
TttllMpnitniEapfippliulVrU: viohillar 
privaaqaa oiairtalar Volrllnr In «poti 
wl IIIaiD Ur dofitii iUlii» Tornai* 
a(*i>* rtrtaai M rajililnfl Tnrat niaara 
TnriTX •! rtiv.. 'm. I. IN nft. 

MO-1 II . ±uj. qVAWIi ! alla qutrla Tal- 
la. - T.iTjia a>r.i la qaatla ralla <1 tur- 
htr><> fiwa lavar la pappa tB iQ eaadar U 
pn>ia lo (la e*l pralbodo dell* K^n*. 
- Ai.-ni:)^ a nio, U tstJa non rtule ehe 
uiiDi ilin p'<»t> 11 pi* D(4 no» dalla 
Berla xenlaiofr. Ptèrf. t. III «a. Dita** 
pacano nm praAiriio* par rtrariaia II 
ne** ai ntei II oiliUaa* Tanni Taetl 
la pc ol ftriw* Irrlrarfatrmenl*. ae|[lnn- 
■Mdavl k JM*, ifr. Inf. XXV. l fH. 




UKKUHIU UTIAV'U 



, BOIjGU ottava; COSSIGLIEBr PEODOI 



GUIDO DA HOKTBrtELTBO 



GUt eis dritta in tiu la fiamma e qaeta 
Por non dir pin, e già da doì avn gU, 
Con la lioenza del dolco pootn; 

Qnando un'altra, che dietro a lai veola, 
Ne fece volger gli occhi alta stia cima, 
Per un oonfuso buod che fuor u'uacJa. 

Come il ba« cicilian che rancghiò prima 
Col pianto di coltu, e oÌ6 fu dritto, 
Che l'avea temperato con ava lima. 



V l-:iii. tlutdnlta Monlrfiittra.V\\*- 

hi bit ■pL'oTiii (uriEilTintu il viLu raDcaiit«^ 
tA *('iH> npiritt dft QD'ftETrA ttainma boa 
I L'tin iliiiiDiaulA u<]tL»tA ili RomjifiiL 

, vimo d' »Tml» I 11 |kl^ BH^v^ • 

['fia MUila nuniu thn ■ <|Ct>t| toniiil f.wu 

^ID IUIlii>L 0. l'itJ VII. UD. IVI ln>«- 

Lfiati DoDili» tu Quldo il* ManlBr<Un 

alt-, T. «T nt. 

M qI.-iT,l*cc.iitTanit<>ii'>utn'(l iMK- 
■■re. 1*ailiini1o •( croDtv*. Jnf, XXTI. 
W KC'! U iiiij'tiim <•<■ r«ffi>i(i> A*l ln- 
MVa- AvcB4a iL>|iu>iu ■•!riiam*ulc tlla 
dloMiila di Vlrffltln. I.'Iìhh Ban a<*- 
ra pili <h* dir*, ut Vlrnllla dloiMidft 
Mrc. 



nm iIidII» >1 niamcrtn d 
UU ilal Tmlo 1 poi. COR 
tlDjcaa umaua ■! A pAmnii 
dalli AaniDi*, qu*l tavtm 

:. coni IL HUt KV 

i!Uitrulla da Partilo d'i 
• ralaridf. Himae di 
dlla. o CkUio. Mn» di 
rU. Kra CMtnit» U mo 
w to tod Wh. I* frida i 
*UtI dmtr» pt« iMBK < 

T«tll*KIO IB mugilU I 

Falartda «I fte* cstrar 
•UaM a ratnr 1' «apMM 
■minila ta iirina TolM 



8. ML0. K1 



[Nr. xxTii. 10-26 [ftcìDObi KoiiTsr.] 



Hnsghi&Ta con la vo«» dall'afflitto, 
& che, con tutto ch'o' toaao di rame, 
Pur d'iMixiva dal <)olor trafìtlo; 

Cosi, por non avor via De foraiae 

Dal principio del foco, in suo lingnaitgio 
Si convertivan le puttle grwme. 

Mr poscia ch'ebber oolto lor viaggio 
Su |fer la punta, dandole (lae) goiiso 
Cbe dato avo* In lingua in lor passaggio, 

Ddintmo dire: < tn, a cui io dricso 
La TOM e clie parlavi mo lombardo. 
Dicendo : ' Xsea tea va', più non t' adinto ' ; 

Perch'io sia giunto fonia alquanto tanlo, 
Non l'inorasca realare a ]>arlar inoco: 
Vedi che non incrosco a mo, ed ardo! 

Sa tii pqr mo in questo mondo cieco 
Caduto soi di quella dolce terra 



■i<aanUL*A: Parlila t TiltUts 
«irsaa tnctBHnl IraU* nrbMUtW 
_ MactH, •« Hri T« ai» Ola ba- 
vt*t. Otti.. IVia. XJ, Iti, Il mg. 

11. ■'< D liaa. Al. n. liunnuaMMdl 

nx I «oda aarln. 
uL namitoi dall' «lanaala M 
I l#ik, ns.. Dm.. Ou.. ««ci. Da 
«4» frifcl t raml dall' aalina: 
O» JtHM., OH. tWI* oint^ s lla- 
(^. Tbn. L* 4hb prlDia la ^afàla In- 
•Mlt**«a* a futolTi: Otta. ALtaft*- 
H. IMI, rmaano in. nxwn^^oil la 
pan>lB ((••■' "•■"«nnda da Hlannal 
baia «W ■* Ibmii. «I r«a*ainT«aa Bai 
Trainami Tr- fiir tinntnl In 
llilW— tiai (te Itnra— awBtfl» «al 
>, IL • Xoa avwMla la pania da) 4a» 
H»n ad ria. nt IM* far «««ra, plflla- 
, da»* aamidia dnfc 



llafciwadalt— Wi^affla.t*B* 
aann «h'aaaa aanl tea ^Hala 

>ti £- Pnt„ mm. ua.-.vt 
lU'aakaa ite «*• nmIiUhb la 
<ii«n SaofU, aaa noraadn aloana 
■alla aal Ite», pinarab aoU* iirlnr, 

•tlfllUl •! Pa»!. 

I> KKIJUI nHlA, dlAMtl. 

IO. mi.-rai m*alii la \vn ria la par 
U pasta drfla Rat^aa, liaprliHada)* Il 
|iili— datali iliTli llairna iiaiaa» «al pr*- 

lamia. 



M. IMI or ora. -Looniaro: ut» ne 
aaote TlrfDla «d anada luaio Ira- 
bardliBofiaaparAdMas.-tlV. />V. I.M: 
ikLpT*ndoiiol«oiÌarrfd|Httiaf <<■•». alia 
dlAmua tn' dlaMU IteBul t ntJlotla 
Dall' anlbbllt. par aTianlnn pn tao 
■pMV aoii il oradf •! >ìlat. 

n. Mu; ara, ad«H»i rf>. /V> XXtll. 
T. rarf. X3CIV. M. «mM.. Iddi t. 
AtoMtXU nln ilatrintkiiteaiidlr MB- 
pra di'* ìm tft tr». aiata, laal aa^ 
plme i<anipnviiffn le dlipata m <|iio- 
aap **na. Il hoki i fblatv. Vlntlllu 
ar(**B dsUo M I/tliaa.- •¥>!«•■ aia. 
(Alt wm II MInKitn ptd a pattala. • ria, 
dica <te tea aan « kwtiaida. UOaHaat 
aa. Jtnlardf d i ad d aaeba taOfbtM {w, 
•t.aiV-XXXtII. Tl:as«nid<il1 OmU. 
■atte aapnhUao. CTr. Z. F.. l«14«, 
Siane, Tttmk I, m( «. Vmh. (HU 
«a •(. - Yaviiuo 1 U aacMo, Mimala a 
tMlara, Al.i t'anao. 

ti. aoTaliK I andbnaatU. 

24. ao ikiao! ifivara la aldo In qua- 
aU aiaiia. •Cnalat la tea Oammai] 
/^M* XVI. M. 

IS rta Hill i-UT oniilt. W.X.2li 
XXIII, W , XXXITI, lld. Pmlf. Vlir. 
Ui XXI, te. Unda di parlata ad tea 
■plfHu Dte antri dal nonda d«'*U 
iimU e •« Da rada pia ali) ■*> kMaa 
Inrnraa - narai «ft, htf, IV, III X. 
W. a«». 



Ktt IO, clie BViMi gli j>roiit«l* rìspoM*, 
Senu indugio it parihre ÌDComincikt : 
« aoima obe so' laggiii naflcostn, 

BomagDa tua Don ò 6 non fn mai 
Benia guerra ne' cor de' suoi tiranni ; 
Ma 'd ]>iile«o nettauiia or vi lasciai. 

UavoDoa aU, corno «tuta 6 molti anni: 
L'ofinila da Poloni* la si cova 



I. LitiHi' lUliua. Atti) InWndoao 
: Lalla. 81 ptrl* lon» tamtarit (v. 
IDI nt I Latlo I - TVTTk I onlla iMia^»«l 
(turila II iwntlniiwla. Dalla )■ «data- 
don* (T. m, Dalla l'awdoilKiapaiwlB 
(r. 100 lu.ì, pareht rioadats iM *»■ 
d}iI« lido. 

». cu' IO rui : U < ** ti« wtvn 4»' Ho- 
BWcaaoU. panbè la Ibi lbn>fa«a1o. - 
emù rRBItOi iMDrtliiaataaarpuc] 

dd Tarar*. ihaMialorlaMapp'* '1*1 Mon- 
to Oanmnm. * ritnau la riiu ■ conraa 
di MaatoMtni, |wMa «apra od mmla. 
M. aiOOO: diIl'ApiManluii, - ai uii- 

V. II-U. Za tlamaiina «ri l.WO, 
SntttW da Virplla • rttpvDdi^re Ini, 
Diala n^aa ■U'vnibrs dal MonlaM- 
trSB* la italn Ai oh» Dctla Bobio*- 
Ovatr* pat«l bm r* aa aicB aUBtl- 
MaaM. B> atmw mma. «a* di aoUla 
la ««alla itfiaol. VtiM di IlaTwn*. H 
raro. dM MalMaaU. di UachiBarda Pt- 
Itanl da Sorioana. a 41 Cgaan». la (nrtit 
nani « fatto aa^otAraa^Mnla dalla 
Kaaf* all'apasB ddta tMhm. Cft- 
, laÀira Aaadlt: pp. it tn- 

b la d 



T. w. aT»Ta«nhlt« pwii 

■laal dalla BumaitRa a ■ 

M. LJIilulCiHtui il pon 

-RlMMMTtr Dflla Hamui. 

3T. jvx •- iialrii. SMHMh 
lua.|wrr)i*Unli1iKlaUaa 
drJIa l(«a da' Luuiiattaa 
BUI aa autori Min cU parla' 
qolndl non pafi ariv ddH 
■U Hn». • ■ »ov-. At.: I 
« ptwUiaam fvrfii habap 
flnx- 

K. vt' roH I arapT* tb 
tfucrra nel caurs, aimpra 
■1 oiliJina. In avi ''KM n 
l>irtlll- ■ IÌDli>|Dt lARiha 
m«l i a F(-r11 Unlilafll v C« 
Alldoal • Nordoll i a ha 
Uaaftvdl : a Itlmlol Putì 
al*, atoal rta itfr. Itmrml., 
140 •(. VvrawtDtvaal 1*1 
rlaknai enarra palaal it 
Ba« f ' arava. Xa n'anso | 
ledlaaaDalanl td IfdnMrit 
aotto; MtdaiirsflapBftl 
gBttm don aal Mori. 

W. MOLTI tm: TvnoU 

■ - •- • ■ ■ ■— ' 



• HLS. aj 



Tur. «VII. ii-Vt [KOMisKA m io*»] 265 



81, chs Curvib ricopre oo' «noi Tamii. 

L* t«m cho fé' già 1« lunga prova 
E di Franceschi sangnìooso macchio, 
Sotto Id branche Terdi si ritrora. 

£ 'I Martin vecchio e '1 nnovo da Verruooliio, 
Ohe fecor di Montagna il mal governo, 
L& dove aoglion, fan de'dontì ancohio. 

Le catti di Lamone e dì Santomo 
CoDdnce il leonoel dal nido bianco, 



▼■ecblsd* P<>ltMa.a(n*«OAMla (• p<f 
éf di rnDMM*^IIial*l.llli*ÌOM 
■' «m Inilawirlti) ntJ m* : r<r. XvrM . 
XIV, ItMj ZXII. t», in. IM. 
I aoT«: m la tur», m ta llm» 
• l> «u prnlMlaa*. • tara, non» la 
ik DBfadiacoia. Al.tiJLiilcaTji: 
I oM (I MO nMck II iUllf < U ba 
' «od U aaa ena r aqalla da Po- 
lilla, et* itn^ra aocha OtrtU »I1* 
■■■ ali.* 

O. Cini*: bnr|!»la m»t OMU dii> 
l'ArinaMi*. a ■■unflm^dl BaMnaa, 
iH^iliali Dal niMlloaTD parta prato- 
•Md« dal al*. aHMk(»«Ullifcni*d*l 
riha fi] cfr. V>fM , 5(r^ XX II . ISl . 
-r*»n: ala, 

ti. taaaa s Farli, la tirfiaa dado ctlU 
(blti^laa d) Ka^ayia. Mb qaal* pac* 
p«i»> dal 1 IM ■' InUcanrlnaa (Il Orda- 
laai*fr.l(arac.Km)rf.XIV, ii«.-no- 
vai aHtcaaaaalaDita aai*lì>, dal liti 
U IMI. qaando UarMoo IV papa apadl 
aaaUa I cblbdBal daMa lbóa(na n 
avn*lB al haiHiMl a 41 f«aia IMìIUbI. 
■■■aaHata dal ftania» nionaat d'Ati- 
pia a pkiaaMHUB iMiatila da (laido da 
«aaMMIiaifft. ir<ini.*fi>< XXII. 
Ita ^1 XIV, USI., rttt. vii, m ait. 

J>w>«. Il Mafwlaia» aaaaiAfa ilbDallii 
dal iloTaala Umirt t Atft, ». W W, 
■MHI II) 

U MVtOiKir « aaai.... twaw Jahaa. 
aa> ttab«n 10 Ma pnMIo draa «Macca, 
Ini aqoUaa, da qolboa bota *a* «latraoda 
auacaa • ■ N>b« - * l>*n<a nofMdi) di 
M^an iiaal Iklla a UaMa «a HWa- 
Mln. VMU a*' rant ««al wm aaoao «I 
aMopllBBta a *' laalraMaaa A» rair 
ava taalnra V" l' oolaia M «ala t ira ra- 
rkfwadaBmlalaumai, IKwl. 

e. a. Uawa pttoia D^rta Air qnratD. . 
* aaa aayara lana fitalr aahaa taaaa 
Alw» laalm b tuanat U 



r 



naoda rais para par la altra parttMla- 
rtta. «ha 11 Kittt rndf di aT«r« Kiopcfla 
In qnaiU varai. 

M iiiUKcai VUOI: gli Oiddain par- 
MTaco par Inaag aa • !asDaB TlridaB a 
mallo aspra In tampa aar». «nm qul- 
fcaadaiD liiUi a madln lefra. qnaropi Iraa 
aonl vtildta. at tr<a bd»b • j Bina. Bb 
dal I MNI «n al^BAr* di Forlì gir y a C U 
dacU OnlaUm ttSt. Jlarot. «nV- XtV, 
llBurawB CTI Pania aHamit' nrJ tim. 

M. Hum TTOOnoi MalalMia da 
VamteMo, pnfta di Paala a di Olaa- 
(laMn. btU riKMra di Rlnilol od It». 
dajn laaama atatt «cacftatl I (blMliTil. 
mano n«i ini-niTovoi UabUatlnn, 
aglio primo(*alla a awtiaaara di Ila- 
lalatla - TnaiiCTHiO^ eaiMla étuat» 
dal Itlmlnad al paJradal vatNn arMltla 
a onda I MaUlaaU il t«l>«re H II lllola. 

4T. llO»T*0«a r • «oblila mllM da Par - 
tl'al*a da Arlalno. pirlonpa partii kIiI' 
baUlDivi qnam (aptom vnn> nnllmadun 
alili Malalaala Iraaid» DuatollmilDm 
Mabatatloo Blln. Foitaa pailTit. ab •«, 
qoM (Hlam aavl da Mwlacna. Oiil lata 
raipnodltt D'amba, aatiob fida oDilodlai 
Ha^adidTalMaaaBabran.BaDpaaMt, 
4-aaaTla aK Praia mi«.BtdBBi Itami 
al llarom taI*n«.otTaplloir>Mlalt'«W- 
la duUta. q«od Nari» Ipaom rnitolltT. 
UalalMUam. Botato Tari», IH4I Uoa- 
(arnaia ratelail ramqalbaadanatllt'i 
JVna. C(T. ìtvtl . tirtfl. XV. »M af. 

U U r allMalaBallatarTBknigf- 
ritla - tAHì adoparaoo I daall nniH 
aaorìitalla. dllaolMaia aataoda 11 «Ilio. 

a* Fm'A;Fac«ia,*nlI,aDi>na| Imita, 
praaa.1 U ftaatama. 

M. oointn-a : i:*Temi. -t ranca. < Ha- 
KliloardA Pitaal da liaalnana la r-nl h, 
maraflo laoDa^iurralB wapolilali'4. 
llMt aal IMI Ctt. ir«r« . dMp*. XtV. 

tiiLff. rui VII. 11^ 



a, Y uKQtA punta mossa 
Di qn&, (lì 1&, e poi Uh ooUl lìnto : 

« S'io cr«(]o8aÌ oho mia nspos(« fomn 
A persona che mu torDMM al mondo, 
Qaestft Gamma stari* oenui piti scosse; 

Uà pai cha itiaumai dì «luesto fondo 
Non tornò viro alcun, a'V odo il vero, 
Soma tema d'infamia ti rìitpoiido. 



. MUTAI In K0n»in* RhlbelllDO. tn 

TiHvniii» gnfdtv^fMmp rni.'^vnitMio Q-VUL 
ì- c^, iTftjp.^ Huri.^oc.^o niojtUo-A'Vuiilo 
11 Ti>mu, Atftì rlt«4ion<l «hn il J', Hai^ 
kiliut in ijiiulu cena • 1 ftiMjueiLlI g t*- 
1-\iU laUABBfE^ ^^ MBcMniIrilnilm Ittm Ad 
uD'ullra ilulli^ r«jiui>ì ili FarnrjiBdJ tatltt 

K(ttD&£QA *. Ai Cht- J^ «iOTlfi rOlllftj(lk<d4 

n hjunD vclnbB ii hnvdp, - imi^la etjb- 
Tti t tutto Ib^h* la Bcnio («ofnAoo: 
itate — ToMiBa i Hn* •• Hoiuo* (MI* 
j:«b., Jbna, Mcli ■■ ma tenta da 
llMMlif ta mamto toapioaU ~ da ana 
[it m w airaltn IBMI. J n. fitf.. eer^ 

ìt- «iin.u- (iMfaa. lin^^U dal ll«- 

I* Ha'Io. 

M. HK < •ifd*i<iy..Vdi»w.,iVrKna. 

,• Coni» alla t adlsua ti* D au>Dta tà U 

cail taoMa |wit* Tt(« (diw u- 

■U*. M parla Ubtfa > ; Dan. Stt tSM 

■I Mgitara la hmaa di Ubai* to- 

iBa«t td «Tara ofoi aoDo as auoTo po- 

!•■•». Biadi ndodi»i«[lDit«aoaBBo. 

il li naidara aMixUodl Teglia Uras' 

nadlKa«lat4i.(»i, M-ml..acnfi. 

IV. 11». 



cooTanloo*, banoM tvda. 
flaTBla, (a il pram ynda a 
•■dalle • ilnaaaa nll'abta 
iti pacai*. 

M. ooxn; bodU. taiDii«i 

«*. ALTUidanaaliaasi 

IT. tnai nuMta: ImmI 
aH'aWai dnri laagaaMita. 

U. lunnuiaio : luto fl M 
di qoilla flunnie. Aliii«iai» 
qoa • H. H^pia Mia *«• 
MCfi*ia(t. v.lSIl, IV. Z 

M MttDt.i HtnM» tali p 
(Datoa *lx tale* (ew 4«41t ■ 
Otti.. UH. IX. Md. 

U. (xnian: arroltt a( 
qaaaU iflrtU ì)t% pawwM ^ 
rt Oafda da UoalaAdBto sai 
««■a al aotntaara iltif dan» 
Tl.d0.n;TIII,S].X.U| 
XVI,M,XVlI.«7.XXm,t 
la A iBllora *tvo. Qu«U ti 
Riiaa |«r6tbe Rtltaa naiiii» 

«I. mO: (Mta qaaOa cU 
)• «u-i «M pwterri 41 1 

«t. VITO!! 



RC. 9. nOM. »] 



IKP. XMU. 67-76 [OOXVtHilOKB] M7 



Io fai aom d'arae, e poi Tqì oordiglioro, 

CmEmdomi, si cinb), rni-e moinondt; 

K Mrto il creder mìo vonivn intero, 
So non fosse il grau preto (a coi mal prenda!), 

Cbu mi rimiiM) Dolio prime colpe; 

£ come • ^uare, voglio che m'intaodk. 
Mentre ch'io forma fot d'ossa e di polpe, 

Ohe ia madre mi die, l'opere mie 

Non faroo leonine, ma di volpo. 



n. D'uni idmtImv. ftqaMll. some 
fcj <» ui i. a iMunUu OoldD. nint* dÉ 
Mwlfillm. • ttfMa* COpilUoew Onr- 
mmtOm raifiTll.** pHnlh ipurr* »n 
ftna AMI Ctwmla • IMwvL, acHpL 
X X II. Ull. Lo dlawinulo Mi ISSO <cfr. 
A'ritmitnr. «Kb iK D , Ml)| u* ■■ nal 
nMcn^HwMo, T. 7> •£(.. ora nato 
pWMcM Mtf pria» dri tUO. foro In- 
Iona ■) ino. Xtl mi fa fUio cépìuuiu 
«■I OhlUUìDl B LksUtluil .li Kinna- 
n«(lhrM„*.e. XXIt. IITi. Il Udd' 
■•■ ttrt iMiBaaH «1 pasta ■ San frn- 

•oIb I o»*M • Bibciifrfic, rfa. vti. 

I *. Ma r»., ap. alt. IX. 140. Tll^ U$i 
STn].IJ*iXX11.IM.aM.>.adlaaHv 
••■ mMimIh it» Mmi nno • B»- 
*«nMiiLtfur«(..a.(. XXII.Iift/.na'lM' 
p«lr««> « C-wBMir>nU. .a.r. X I V ] 1 Ut. 
Hd llTt hm4M a aoatalM* Bhmm- 
raSa (Kant»., o. e. XXI I . IMt. X*) HO 
tmmà—BOyrrmitai i* A n4k il^toaiaD- 
•!<•' !■•. |TMor-iaitf»r«(..n.c.3tlT, 

ui. its. Il», XXII. u( ■«. a rau 

ni , M I, Mi Mi^ ka NniMca* • eoiitf» 
*«ta>MMa Kcdaalai • | Jrmi^ o. «. X I. 
UM. n rlsMMilU «rila Vhlam mI If» 
(VvoL. a, 0. Xir, lIMi XXII. SU'. •. 
•tniaitnalMI.MtmtiU.rt;.'. VII, !«»),« 
fa iwaMaal* ■< AtU. KlaUn <« )>liHil a 
lan aBpn»» •••■ lt>s lil^ni.. & e. ZI. 
un •« 1. IMetNuraf . a, t. X V. «HI, 
• nn* < ««■■■>l •■ba »*• pa« U Cbina, 
a paitlMl 41 rwtMaU • noka a Pim • 
lOnR.TII.lW.Mdaa'IalnliAdl onore 
il 11». Il ^»»l> la MaMSBWA (MI luiu 
lana AiaUlla «d intofdlM Dia («••' 
rM.. a. 4. XV, «Mt. Kal IS* dlAaa V%m 
«Mtov I «Mia. * •«■ l'antibMO «rul* 
»U>— la di ama w*Ma"a <■«»«*■ 
la llta>e> IJHa/««.. a. a. XI. IM. MO •(. 
& Vn. VII, tWI. KM im ■ Iii.|iadnal 
«■OtMMUItaM.,a.».XXII, IMi.f** 
gii tm «1(11 difcta CMlfa l'MantW dJ 



Ualalenioa. podiaU di Oaaau (VMrar., 
». e. XIV, nmKXallaiMaaoMaMiaM 
fu Ktctitui 4a Fina tVHa<.. a. s. XI. 
twi XV, un. a. vm. tiu. a a «i iI- 

oauDlIiA di aucKii mila ITIilna UAirM, 
a. «. XIV. ino , EdM DairOnltMda' 
PtauvfKuit ui llM(l(una^.a.(>. IX, 
IH, 7l3ac., Xt. IStiXtT. llUiXr. 

tm. tì. rat. viii. ui • unii i»i ins, 

•Iran) itlmoo a VtaMla Udirai., a. a. 
XI, IM), ilirt ad Aacaa lUmrm.. s. 
o. XIV. lllD.*d<.llj|ÌaAadiltrilBttl. 
Nal Om. IV. ts itaflin la lodai qolla 
■.•Hiduma. Otr. Avid,. Ki ig, - iwp. 
mouuo: fiata dairardliieiU»««rniB. 
tanB. I lìaiinaaiTÉiil hirane sbUiaaU or- 
éilitti, ttrMgUiri, •falla nrt*, tod« !■' 
daTano olntl. 

M. VAU uulUPA > ««filua la ale 
«alpe, dn(«sdoM dot catdM» di S. VtW- 




•a vm*« laTMO: wuabbgalaM ID' 
IMHunlaailaMaiatnl bllo |i«nlkMsa 
ad andilu la tale otJpr). 

TV. rmsTKi UidUmM Vili, eha i-ll 
TWIga ti uaWBSd! iiutlii iiilwtuiil Ila 
Uuldn B flHLiruiio VIII ttt. Tatti, «or. 
•H Btnif. Tilt, II, UU «US. 

TI. HlHiu: la» rlcadtra no' Tastili 
yatraU, «a* qqll al «» «U ptklHa i alt. 
r. n. 

n. •(U*M 1 btlalaoii» panMi la qaal 
mola ■ |H>r ^ukl moUva. 

TI. ili! * l'a>ilaia<bapatta.-roMt4i 
qal mI auto aadtalteai Inftinut II tot- 
parlMvata dalla nadn Bla. Stoando la 
aaalattka, raolmaBBaaa t 11 pilMtrta 
l afcf aHTO M aarya- 

Tt. DI T«tj>ai aaad'aam ftirta,Madl 
M«aa frodaUnto, UoUa (ti pat« OM M 
pia valaatl Kwrtlarl M n* (••pai **" 
■lati qiMl (ka a' • ileUo di lai Mila aM» 
al T. «}, ■ la«lU« (ft. Il CtoHM. lAr*. 




298 [crac. <, BOLO. «J Ikf. xiTii. 78-*l 



[cohtkksione] 



:e 



n 



n 



a 



tt 



n 



Oli noonrgi monti « l« ooporU» rie 
Io doppi tutto ; e si tuonai lor >rl«, 
Ch'ai Uno della terra it Boono usdo. 

Quando mi ridi Ritinto in qaella parte 
Di mia etade, ove ciascun dovrebbe 
Calar la vele e raceog]i«r le earte, 

Ciò cbe pria mi pìnceva, allor m'inerobbfl; 
E poDtnto confesso mi rendei, 
Ahi mìser lasso I, e f^ìovato sarebbe. 

Lo prÌDcipe de' nnovi Fftiisei, 
Avendo fcaerra pretto a Laiorano, 
E non oon Sarnoin, né con Gindoi, 

Ohò oinsCHO «no nimico ora Cristiano, 
E noasnno ora stAto a vincer Acri, 
Né mercatante in terra di Soldano; 

Né sommo aJSoio, né ordini Bacri 



77. «nri'lT mnftVAI nani «nrU M frraie 
■ <!*tiiffanno, *iif.fAvl tjtt nAudnrtndariiil 
rumnco In Iii1t'> \\ ihoo<1o, 

'f. Al. friif noci. I Ai. *(flAji4aa: ChA 
no»Jnlffnt« la firnn d«^]c nife uIiltIa, 

4-IMti*. crr. X. F: l«S. U> tu ri'HliA 
Il MB» iIb*'im—i» I ' ta («n* ■) Mtmi 
•Eoo ti ■>"■ l'iiUn! puat. ' nusniluiTi. 
danUniMit» t'r^^rrtrimt Ai Dant* bp 
gluU nii <|u"lh> lisi Salma. XTIII, 4: 
• InoDiniiTU I^TTATU «lIvItMiiilt nmm; 
•tln l)iiwÌ>rT*>THb*B(irumt.Ofì'. un. 
rba iTnrrata. i.*:*. p. 37. 

T». rtKT*-- <iH»ri« Dt* d«ll' nnino: nfr. 
OM*. IV. » 

^. m.tli >14 n«10T«]« mnrl* AqniuL 

pftpvit. IC rn-l pnniM il iMU'iin mirtniiro. 
«lAfi mao (ip;iropìDgui Al porto, oaIa la 
•un rnin, r vo^irMnHtii» rr^n i1vbtl« OQD- 
AudAiDril/i CDlTA In i|n<«n&E e«A P»l <1n- 
rtno iml*n Id *Mn ili<1lfl iin«tn> non. 
<Imm opcrulonl, • Utmtn > Ola e«n 
tnUo DO<tm inlundlniMiln ■ marsKlc- 
(M k ijiwDa porla il ^etn» «m (dIU 
•aaiU* (wii tutta pae»*: O»», IV, 3(. 
d«n lri»1or«r]j4 «oAlAnu lavoIfiArno 
a>«admi»ap*n*l><nl • ♦ pw I"«pi.BBt« ri- 
eoriMa • a nafalIlHlBDo uaiiru UtUna 
ntUtii KooHMtnoo. • - (antxt onnla 

àMt T«1»l Btt. W. XXI. U. 

nrumtTOipaUtdiiBipaiitilBHii- 
hMtf I mM pwoll. CM flit. IKCtd. 



rnHilaK. I, StT^ < Un lo m» n» T*fi4o 
linnn punliib), • SrCDudo *ltH, mi rni4fi 
rftt* : ni r«l fVitf. vH> chs i g}k dotto, 
V. m 110. 

V. 81 -111. r>i|»ifia>i>4HlMr<^GnMo 
noamtaeoni", i-f^ot1niv>n fami» fklliid 
da iHp* Boniriiii) Vili. rlr^MH »1 
v«»liln pAcrjlA, iljtndn ni pontolca II 
intintilo «miglio l'irciL II modo di tet' 
laro • (MT» l'raiiMIIsai i.romrilii»' « 
non maoMBOr la {iramo*». Il K><i> *d 
«It.Tl, ft» »ol II i^fltMin, oplninn rh» 
«jDHttb pHiiii^nlftrn ilm in i*D>liipn di Du- 
t»: aliti, p, ta n Terrtta. rtif Rute ir- 
Col«k* Tinn 'UVA nhfl eorf**»* ■! nmi uin- 
po: la q^f^ttioai. ^ aiifon 'nA 'vdiff. 

av l'HIIlLTIriI ll.iDlAtlln vili. -FàU- 
■U: rATdlnaU « vbeilr» orlatlaDf. 

PAriltrKKHA rxil Cotiinn'-oJ il*! ITÌIT, oba 
AblUvAiKi pr*«H>Sjin tiovaunj lo t.atO' 
rni^n; ctfr Mvral,, .S'ri/J. \X , ìlt.lttltl 
XI. lllS •(.: XIV. lILi: XV, SUi 
XVIII.JDI, XXII, ITI n IMI VtII,31. 

M,S«iutii:Cl*ra«itl:o1o4, noi KB"* 
TTnU>a VMto di rrllzlcinn, 

m, Aon San OIiimiiuì il'Aurl, dlUi 
MI* Siria. nlUno pnatmign rii>l Crldlul 
Ih l^lfAllna, ifldntit Ip mnn<v mi SiLm^ 
<ntf noi llVI.SoDH: npuiiiio di^l DQiDlcJ 
dinonlfHloniI «n Ktatu col ausoni 
taB«DliMC«tl 4U Aorl. o B'o» - «wm 
Il dlrMa di papi ed) oennllll -mamof 
ladtiala voi paMlda* MuinatlaBl ; tnno 
«■•1 IhW uiM dalla rollinone di (.'iitM. 



Rc. r Mis. q 1». lini. 99-10$ [^ata eutriTOBB] Se» 



tM 



Quardà in a^, a è in ni« qnol capestro 
Clio 80ÌM fur li «iioi cinti pin mucn: 

Mk come Costa nt io cbi«80 Silvestro 
Dentro Siratii ■ giiarir della lebbre; 
Cosi mi chiese questi per maestro 

A ijtiarir delta Ma superba febbre: 
Doniaudomrai consiglio, od io taootU, 
Porche lo Kue p«roic parver ebbre. 

R poi mi ilinse: ' Tao cor non Hospeiii; 
Fin or ti assolvo, e tu m'insegna Care 
SI eome Peoestrìno in terra ^etd. 

Lo oiet posa' io serrerò o diiuterniro, 
Como tu sai ; poro non due lo chiavi, 
Cbo il mìo anteceuor ooa ebbe care. ' 

Allor mi pioser gli argomenti gravi 



: ixuBiA I MS ahb* Hfauda otalla 
1 dtcvllk di Sonno PoaMOc*. n* 
Tmi qodlU di SwMdoU oriitUBo, 
M>iir*UlB41 8m KniKC«»Pb> lo an- 
ta raallla, -CÀrmito; ttt. Par, XI. 81. 
n. MMUi Bi'taBpl utHlail I fnn- 
MniBl ma* H* M H— tl p« Okìuoé 
té M(l«Maai tu. rar. X.U. Ut tu- 
M. IMMA I ■a>*« tn^ ■atlHloi* Urttm, 
tndsU «Oms Moria. MI* Kuitstooo • 
EoanntMrMi C ii*— Ito» li*qp«nMi« i»t 
XMca 41 papa HUtoMi» ti tlk. »ntt., 
ra.0^nt.lr.H.l>r^/.llnll^tua»mm^. 

■ iMCIt li««flini. iit tte^i* (TC, II, U 

e». AiaAm : atmu Smbiu. ocfl 9m- 
t'Oiwu. Milla Halriu. aoa natio tanfi 
4* Itaa», ilnr» BlltMfo, woaBdo la fcro- 
ia.»H— Taiiirliln.- UMBIitoWHa, 
n im» tir, Urnmi. iiinrr*, on^ par ala, 
'-tL,..n, itnfn. Ci*. »'««»»_ Fasi. tS 

■ . ^ ~'.9t*f.*/Wa«.Mll.I]l.ll>. 

ut. iia»niii aaltaiaiatrta %*MM U' 
latoMilaraallo^ MidlM) ^1 la <raaa 
■MI )«■ aalM a Mia p«au pat II «b«4b- 

pIlO-M*. 

>.. nani» <»■■» avpttba 4l aMai- 
•a» l C<ÌNa»l. M kMlfcai* VXU 0. 
r<IL mi. Ut * X^o n ulUaro. aia- 
parta, a avMa oaiii» a' aMi mbM a 
*TT*ifiart- » 

M aauai da ■«■• (bbnidl lupatl» 
ar«aa • ili 'txhlarto A T«aitMt«> 

tu. ai Boaaa i Al.i biiimul - no* m)- 
trwrn ■ nao itaa di oubn In partala- 




1(1. vm OH: an da ora; >£t3elptt>> 
Baal*. • H' ixf um ! «mia aajanra, 
T. M, 

IOa. Fmaaiauio: Al.^ PiLMumuM, 
Powtiao, an.i rtlMliloa a«l tant- 
lorlo doU'aaUca ProwM. al lampi di 
Dante Iwtaaa 4*1 Oatonnad. • Mal IJVl 
Mi Duaa di aaltamkn. aannAa (nllal* 
d'anMnto ita l'ap* DooUhilo a'Oalo»- 
••al.l<l«lllCulDnB*alcAarlc(ala>tlT«n> 
aan a Matl oT'ma la tart», a illlÉial 
« pl4 dal della papa alla ulairla>rdU. Il 
qaala panloat loin, e aaaDlnttosli dilla 
aowBnntiailiiDv, a toIIv (il rtidaiim i 
lailtit'll filMlrlDO^ aeaal fMlsDO, pru- 
malMn-lu torndi mUluircUIn iMVMal* 
g dIfulU. la l"*' ""a DaB alMaca lo- 
t». lua Ah» illalkro la ilMla duA di fi- 
laatrlDii dal pocfis a Ibrlaaaa •T'affc a 
ftcona rifarà nna tal ra a] i^ABo. alla qoala 
p«aao a«0M UItIu Fapala: • laUo^oa- 
ala iralula Mao e fndtklila ftea II papa 
par ooDalcUa dal Mata da UialaMM, 
allora (Mia miuua, ora (Il dliaa la mala 
pania I tcaaa raOMnaa <<>li.' amN- 
tiu Dano-iU.rill. Tilt, :3i<A. Va' 
nH.SrriH-U.'*I-M**C' 

la*, ataua»; Ht. Hau. XTl, IP. iV. 

six.n. 

IM. aaiwaoai Oalaatlao t. ttr. h^. 
Ut. M M. 

laa-naataiMiaawa.-oBt'ii pardi* 
acrtWoralL L« ra(i«al 4tl papa mi iBoani 
«nrfma, Q dteabbldlrsll awar pafcto tka 
KM II darfll aa «ai rwitlfllo- 



un (Iism: ' Noi portar; nou mi fiu- torto 

Venir se ne <leo giti Ira' mioi Rioachiai, 
Perchè (liod« il coD«ig1io frodolente, 
Da) quale in qn« aUto gli sodo a' crini; 

Ch'assolver non m può ehi non m pente, 
Né pontiSre e voler» insieme paoaai, 
Por la contradieion che nel ccnMntO. ' 

me dolente! Como rei rÌ»coMÌ, 
Qiinndo mi pro«f, <lic«Ddomi: 'Forzo 
'J'u non pensavi ch'io loloo fo«si! ' 

A Hinos mi portò; e quegli attorse 



IVK. DA cat: (Hili'li*. -Lint •■m^toi 
l»n ma ab iBlqultatfl nia. M > pMMtO 

Umn dulbibor •: Pnt. L, 4. 0. 

IO». rn.'ciTi.i < »tj« M troppa b«n* A\ 
«ammelian, itwdo 11 c«i*l|;Ui> troAB- 

iHllO, 

Ila. LVKSA : proinalilaada malta * naa- 
MwBila iKHo, trlnnlVcu da' toal nninlol. 
B IB IMlU DonKUKi Vili URl l'Ccctak- 
UMIta la qnoato taiAn, aba travarara» 
MOilcHat* pin Urdl .1*1 Aagnuclo Ma- 
nallaai atr. Mttk.. fn'iu. is, i.l. mi. 
Vin. I>, Jfkral.. HcHpl. IX. 741. «IV 

111. Mtftiioi B*i pantillniiCn. • UnMa 
parga qnl • Baiurulu na amniaMlr^ 
Baalo. ••« «In p^r enirrnonil cai r«- 
vhura 1 CsImismI. ma |Hr saaat *IdcI- 
toc» la Mita la Inpraaa dal nw pantt- 
•Mi*»] MIC 
. V.ii]-tatnn*wa<M<u«aia.^bii^ 



pOTp. V, la «H. cfr. «fi 

Itl.TOniNtUHllM tq 

4i ai al loaga lata. afr. . 
Fvg. T, lU. 1a aBlma i 
tofaltranl ranjEirta a L>r"a» 
flUvatl, fnruM (wri-h'i al i« 
laro iuott4 il luto dAkttuu a 
aoivira dadaltlviLinpata Aa 
118, cu HV DUI :>slt errili 
Il jvpQo aoT«, at rU fiJaivnM 
la lnKtraa;at ducano on 
prapttaU. QaHtl rl<»rnblDl 
11 Mi.v-ui!>- iraile itagli an|i> 
oaiiin tniM'Iatoaa dalla fl 
ab' Bill abbina paréeW la 
Tiau Moia t»tlta» FAatt 
nhorablna a ill«piH«ilBii«i 
lift. Muanim : Mrrl 1 cA 
■ IT, BM. <JUALN: datclit 
r ho (f Bute. par coid dira. | 
aaeh* aoa lai icappaaa*. 

Ita. mntMX: paaUMli 
f M H n^ r— — -" -- - 



C.S. BOLO.*] Isr. XXVIt. ISIhISO [VlTF.t).nATOLb] 971 



Otto ToIt« la co^a al tìosao duro; 
E {MÌ che i>«r gran rabbia la vi monte, 
W Diwo: ' QuBMti à da' roÌ dot foco furo '; 

Por cb'io U doro vndi, son perdnto, 
E, si vestito, nnilaDElo mi raocuro. > 

Quand'egli ebbe il suo dir cosi compiuto. 
La Samma dolorando sì partio, 
Toroftodo e dibattendo il corno anuto. 

Noi pwMiiiiiRio oltr«, od io il due* mio, 
3d |i«r lo MogUo infino in su l'altr'arGO 
Che copre il Tomo in cbe si paga il fio 

A qnei che soommetMndo acquistali carco. 




IB- «noi «*. lo/. V, 1 ui. - vvao! 

0«Mpl»Kl«l« il «Mllp«« »!«»»- 

IM, MOMi : ìtlmam» • It itmtMilo AMh 
Ilici luiii II a«dwid la tot» éIidImI*!- 
(te I ilaiani Mia «Mc4tDia. tonncBto 
>rtnH>l» dal ai ■■■Il I U nWa di III- 
■■sa MmM*c|l* r bm dM 4MDMI ooa- 
tn tU.m»Mtmkn. H emm dtlh laro 

ilai»a»fciiio. Il rwan-i • raWi^, di Ul* 
r*IUk • Al dMBMl U nll* san « cagiona 
di nMda. ■■« M;racM «■•'»- 

ÌX:. mwat Mll'aMananl al*» T«lla la 
iméM al liii la aaadaBat all'ouara wr- 
(Ala.nlUiratotoBirallataMpladdw^ 
(U*. - rvnDi ladn, UnIaBdo s dhcmi- 

«M4a fU trtnu. iti. /V- xiTi. ti w. 
IM. na n'io. par la «alfa t**tt ba 

m. *«ntT«: atToKakaqunUflaB- 
Mi idiv fn vaia (ota. c«r. *. 3 «u. 
-m u»eVM: mi larMMuanniaiartMi 
«A. Pmt. X. la. 

III. Baio«iiiM>i lila»>iil ad w^- 
■md» U MIO <Im1w« alai plh osa faril*, 
«•«■I •urtar* • dlbaMa» (I ««vw anAi, 
> 41 aaM llaiawii <tt. r. I* 
XXTt. U«* -il riiTlOL t 
' nauMU. 



IM. II. cuuvo lento: la (Milita; otr. 
la nt, prao. 

V. in^-UA. raimgalintna Itomi bai- 
urta. Tarili iBXii il l'iiIlcHinlo tm Oaldo, 
1 itov rrwti c<i[>TlDmiiia II Imo rfagglo mi 
pK la KOflla. llniihAiU ttDTaaoaal paat» 
«ha UlinTeru la nana baiala, ava maa 
pnoltl 1 umlMUirl di dUeordl* dvlU • 
i*U((i»*, pobhlirlia ■ prima. 

113. rAMiHMO; MidaaiiiiD ariall. 

IMI. >ioi toHda. tnbnM. l'ttttnlljlo 
il ihaBa ama, Tat* uielin art tuitat- 
Xladsl ptfalo, aalTilra il danao o Ialina 
tnMlMlaiCiy. Puif, XI. M. 

IM. * (jLiii AI.^Di «VII, In.dltaM 
Aa2. i'.m.lIqularhMai iKUnIa- 
(tlila dtrlM «k* paca IrlboM al pM«*- 
•ari, a Ma fucati ■ qoallat • Rlipgalai 
• Malia nona balflail dà la pana Mf*- 
pa il jls) a («loro i ba, dlrldcnda gli ^riatl 
inaatnMmiCal tua <u amtwa dlamo- 
Manl a mIiidI. ari|nlt(Mi taicglDr otrlcia 
di pMcato da' pramlaaU. par ani b»do 
aJqnanuipKmlbi.-woNiarmiiKiidl- 
vMaado, Mpanada. Mitmmitfn i II 
eoalTuw di »MMrirm •> astra, rfla> 
Slanittfaj «(r. l'r*. Or, ad. a.-iMliocii 
carltu 41 t«lpa • -Il pana. 



fOIrawla WadaU bolfls, «■ untarlo poaMunoilii on •IktoIoI 
•a l« IM1U tt tlDUirEliuao pilnu «b'nd rtp*a>lDo ilsTOitl •! 



HAOUÌSTTO, rBJk DOIXIKO, PIKR DA MKDICIMA 
MOSCA, BKHTBAU DAL UOKXtO 



k 



Cbi porla mai pnr con parole sciolte 
Dic«r del sangue e delle piaghe eppiei» 
Ch* l'ora vidi, per narrar pìb volte? 

Ogni litiftiis per certo verrla meno 
Per lo nontro «ormone e per la ineut«, ; 
C'baono a tanto cotnprendor poco Moo^ 

S'ai s' adunasse ancor tutta la gente, 
Ohe già io sa la fortniiata terra 



M dlKorttU. IM toDM ilall* uau* Lwl- iloi • : Titg., Jm. TI. 

(Ikl ém PmU uHrrau lo Mruln ite- t. «bukiiib i a owUn 

■I itmoMa • niDl««t«rt <l Mudali. so UafDafflo. Ibm<B<Ji 

(«■di tawooo uatlIaU • had dilln iriiMiiMtntoU ildktta 

ie«da4llBdÌOMl«.cia*c«a«tBrclail0n* rxgloa*. InUIlHta. Incog 

■I >■* i9«ilil> paecala, anmia Mio »)■ fOimala. di rKppnHOtt 

tnUanMM naniM Mia «MMk •d»' Utcfr. Onu. lU.t. 

■a. Ctr. q. flalMt. In. aoiad. ««dwa. a. *ooi>IaMeadll 

l8W,p.>i««.dd*ol. IL ^ilh T««il ■ ipirìihini 

I. ruaU I paMa, patnW*. > pAaot.a <illa ctaMa la io aTM 

•CTOLT* : UOD «MUtSM alta laul dal wtbI. IJoI par «fwMl 

Baira ■ dalla ftaai lo maaa. <Teiha T. a'n *'*iH.-uau i 

aaloM iMdla>i OtU-. TriH. IT, a. - naBlaKsrtaUtabatUK! 

• Qala dal«M llUaa bmU*. qola hiaora rUlaMlaUaatsaalaral 

*"•■'" '^— 'imi ini iin^l lniiliidi mam^ Mmoldaila cstna aasl 



?. «. BOLe. >] 



typ. iXTiii. ^•22 



tSCCBMATICI] 273 



Di Puglia fii del auo «unga» dotante 
Per lì Truiiuii « per )a Itingn gnemt 
Che doll'anolln fo' si ulte spoglie, 
Come Livic »crìve, che dog erra; 

11 Con quella che senU di colpì doglie 

Per contrastare a Boberto OoÌMnrdo, 
R l'altra il cui oiwaine luieor e'acoo{^e 

iB A Cepenn, là dove fa bugiardo 

Ciaecnn Pugliese, e là da TagliacoKSO, 
Ore aeoE'arme iHnae il veccliio Alardo; 

M B qtial forato ano membro, e ^ual moxxo 

Uoetrssse, da eqoar «arebbe nulla 
Al modo della nona bolgia mzko. 
Oià veggia, per nenul perdere o Inlla, 



I 

I f .. ITI. -renrxiTA: MttaiiaH. napM» 
•U» TlcMdaealU tortuk] (ft. /V. nzl. 
1». JXmIv i^^- U. Vwdu. im. p. U. 
•. n: > mu B dolK» MI* ftolt* p«T la 

le TmIjUI rnaiU la tUlUcoB Km*. 
AI.. HcoiM. obr far* ocneiloaadlM»- 
plUÈ. VM «ol iiinMiiil DuM (né*TÉ 
dwl RmmI l Ui i w iiw M i dal tMMl 
■fe* <■■■»!» MB Ibm Ib lUilk, é1 •»• 
«he MA* «H Dp*n la pRiKehlm* Ile» 
M «M* rmiteiU I tamÈat: <tt. U'tr*, 
Orm., 9t»-a. JIHMi.rfnw*, IM ■«. AU 
Mi aH* leww ■—»!«>■ i «II» punita*! 
Mila «mU rwtmao adclMt d' nomini) 
«. nL ZA. L • «B. - LPWM I la •» 
«via f» i» >aaéi« dort qalBdid ansi, 

w lu (1 m L c. ni. n*. xxit • 
xxni. 

Il uliu.* I tnMa ttOt diu da' R«- 
•Ml. «mM ndt* Mutila m Qua», 
aallaqaail AaBlWafaat ■■ cnaalii^ piti 

■«aJ>i ■*. ru. />. XXII. «1 xxni, 

11. «OH aaiuf <Mii<ir«ditTanl tfaft 
M Uaalai lul a». 

Il qcau.* I Mrn MUa la fMila BoMa 
Milli (aam MMBbUMU. par «agg»»)» 
la FÙUa. aa Kabaito «Maiaati. m- 
(•II. « JUM*afdi> «•« 41 Ktnaandla 
:<M iMu. (Tir. <r, r<iv. iv. », i*. fr. 

!■• iì'hX, iUr Hai, mtitn l.m »rt- 
11. I. ikt.*n4: i'alU«r>al«. C*^l"l^ 

Um 4(Da fOMn taglalBadal IMt al l*M 
n. 1 CaraaAJi ■ allad* alla baU^Ua di 

a<wa«Bla, onaaffaaaaa dal trnBa m » 

dal r^vllaal ah* «tana «Da rarità di 

I* - Oto Onaa^ t* adla 



Capanno a Eusiinino inwm il jimèo > 
OaiSa I ri'AnglAi tti. D. tltl. Vlt, &,». 
IhvM.. Jkr^ IX. IVi XI. tu B IW. 
«•Unl..O<^"- *Mwf . Uasto non IgBO. 
nv* ab» UuilMH eadd* ■ II«jHTaatoi 
«<r. Pvtf. ni. VU. rwaa «(li naailBa 
qal Oparaoo Ma ntaDdonn di allndan 
aJ IndlnaaM dri «asU di Uuvru. 

IT . TMILUOOM0I «aalallo oalr Abnnao 
AfollaBO, pwiiB II qnala a di U acMki 
19M Oamdlno fn araoatU e dlRriitU I* 
p»<»Ma dofll Sfw*). 

IL AiosDOi di TalaiJ, ooultllaiad) 
tratte d' A(<» • àiv n>' aoid aa^RH 
pr«iai« a Carlo la iUtorta. aloiM ttf 

ilaltf. IV. I tf. Adfm» , US *u. 

10 111 tt)Viit i vtr, Vlrg.. Jtm. II. MI, 
Saaaa; Totw •lullt laoU ■ la laro Ib- 
nto «araMiani bdIU In oioIkoBla «alla 
Kanll a «ella btlM dalla nana ka)(la. 

31. anMO: •n». a aan irim. In Uaala 
t> itnarioalalaDl. QnaMa « dalla pU pò- 
(•■lUi aM l'tpltaw HOf atpanita da 
■uifu a polla alla Bb* del •■ria ebloda 
l' laiaiaalaa. noooglMiU qaail In oa aal 
Iraua d* panndle lulW la 4a6wwltt 4el- 
I-OMMU «Mw •; Jb. r<M . «ai<l.. «M. 

V. n-SI. Ma—fH». EecA bui i*a « 
apaeaAadal naoM MIO a) biaaa. K llaa- 
matta, tondalar* dall' laUnlMBO. La pr*- 
•ee» Al «al «ipa IMo. HaovMU eapaaa 
lanalOB* dtila apanstantl rnrlM • ••«' 
U^donh qalndl (ààada ■ liaBla (hi «■» 
Ma. «Ha qnal dimanda ri(poi4* Tlrilllo. 

B. fili I eaalr.: Una Toctla, par pai' 
don atainla o lolla, bm ri pailB|U 



974 [crac. »■ BOM. •] 




Oi>m'ìo viAi un, cosi non si pòrtngia, 
Kotto dnl monto inftn <love si trulla: 

u Tra le gambo pon<luv«ii le mlnugìn; 

La coratft pareva, o il tristo »acco 
Che merda fa di rjiiel ch« si traDgDg:ia. 

V Mentre cho tutto in lai veder m'attacco, 

Quardommi, e con le m&n s'aperse il petto, 
Dicendo: < Or vedi come io mi dilacoo! 

SI Vodi come storpiato è Uaoinettol 

Dinanzi a me «en va piangendo Alt, 
Fosso noi voUo dal mento al cìaGTetto. 

M E tutti gli altri oh« ta vedi qni, 

Seminator di scniidalo e di scisma 
Fur vivi, e però aon fessi cori. 

>T Ud diavolo è qua dietro, cbe n'acciamn 



end. CODIO io *U1 OSO rotta, h«. * nc- 
DU: botto; («n il'nrfein* lenoUi cfr. 
IMa, W<^. II*. IS- Vaia a rririt per 
botlB ^IvuiD ne] B^rcuD>*co- - uemjLr 

• Il roniil Mlr Imiti •una ili K« pani: 
quotici Ai rncFio A libito rnffialf, o 11 
camml hanm» tmtutf tuUBf\ iMn. 5^ 
ooDdo Xfuv , MiituI e la patte inedia 
ili Ihndo cIpIIh h.-tM, dar* nu ni apra, 

• lulla • pan rui^HI TagalM loiMeilr»' 
va ad dto^Apra iirnin, » 

St.mmn; pailuflaln.AH» -TRiiU.a; 
Btn*.i ' Idoal ab or* ntqiiB ad aUDin •' 
Cft. <hnm. Lif^. 1'. «Q. 

tu. tasvnii: Inirilon. badtUai ila 
nliuifiai etr- l>ui., n'url. W, «T. Ifait- 
Q«f., yoni, 313 o TA7. 

M. cnxarA; (udì*, tnttle a mllta. - 
ranrr*: apparirà, ai Tblova. - TXiiTt): 
kris. (rUnir. • lilHÌ!»lt •■hacsDBaW- 
rum mnnliraei, fluuiit>|n»VIac«»rDae. 
^anluni taUi do porpore dabet. ICtflnIt 
in 1««rriME ■"■vitm im(I membra vDueuiiIn 
DeeogolG: In mLnlmnm mora vouIri&htC 
atnnla tinnir Vloimln ni^rvonioi et la- 
l^rniD lexlDia . . i-niiiont • '. t^teon., 
nari IX, 77a «i"E. - "«ITO ■ dillo .Uk 
laaoo. 

3T. Titavnfni* i >l naada git, oati' 
(landfi « bavautlo. 

IO, M'aTTÀCd)' m'adlMo, •OD niirsn- 
tt/lo attonUinentu. • Dun itupal, obco- 
Mqa* bvret dtltnu In ODO > i Vtrg , 
Ot». I, IM, 

30. I4t4nTO:propr. nil tairUolblacofaei 
qnl p«r«<i(#iiJi. non lareratii luitiarclato. 



31. ■TOHruiO'. (ouM nati* awitm. 
Al.i «corrialD, «t'iMi'UTO • «nuTO, 
Cfr, Z. F.. i;!. - Uaoinmot il IùuÌè^ 
laro dell' I (liniilsmo a , • IltMia WD. n. a 
llaOna «13, Al.t Ut<^iarm>. Ba il cbi^ 
pò ftaao* par aver >«ui]nat« «flMBa Dal 
popoli. Ctt. Kneill., 118R. 

3S. Al.1: Jli £b* .(b( rsliit, »(iionl- 
dMd ÀiMit nnak al .«AaK», dof Lmd* 
delIIÌoTlDnWr«.o3fìifladAi.elo*Onila 
a rXo. ongloo etatm di Uaamau*, •< 
anodo* privi aBol a>(iiael, n. MT, aed- 
•0 MO. IJIneordatido In aloml paoli dalla 
dottrina di HHumetto, Tsco nna iicluda 
•A; nnila enH l>a re»a appunto qulla 
parla del corpo cha Maametiu haiBssm 
iDtlera. 

3. VEMOi Al,; RorTO, - ciiirnTME 
dooua di oapelll aulla tniM: qnl par 
/nmu, 

ti. tCAiiDxVO: dluMiid lo civili, arlMO- 
n. IntcnlcIMo. -aciBH*! aeparaiione dal 
cor)Mi e dalla aoDUiuìuno della Cblwaeat- 
tollmi ilB eiifliiB (dlrliknol, a qnealo 
da a^iVi* iNclndouv dWliÌMVil. 

3t. il>l! da tIiI. meDIre viTeTanon 
h'J mondo. 

31. qui ia«niO! in nn posto doUa 
Imlj^a» il qnala. vaneudii eaaa eirofllarv. 
raita d) dittr* dal Inogo, «ra al Uvrw* 
DanU a Vlri^llo, onde BOB poaaaBom- 
dtnl. - jiCDiiMa: a«t«MÌa: «A. Dim, 
VM l*, Idi. I-arodl. MiA III, tt>. ALi 
Adiuaa. abbinila, cb'* no hbk jclà ttm~ 
Icunloln 'ManHM'. Al.i IM*M*«la- 
Itila. ALt Plaga. 



frno. t. Mifl. t] 



hST. iirin. 38-Gl 



tNAOxnrol ?7& 



81 orudelmente, al Uglìo della RjKidn 

RimeUftndo ciascun di qaeftt& rÌNinn, 
Qnimdo sveni vòlta la dolent» )itrnd>; 

Por6 obo lo foriti) »ùa rìchiuKo, 

Prima «h' altri dinanxi gli rivada. 
Ha tu chi so', ch« in su Io scoglio muse, 

Forse p«r indugiar d'ire alla pena 

Ch'è giudicAta in au le tne ooGose? » 
* N6 marte il gionae ancor, nh colpa il mena » 

RÌ9ipoR« il mio Diafl8tTo, < a tensentarlo; 

Un p(ir dar lai esperienui piena, 
A mo, cho morto aon, oonvivn menarlo 

Por lo Inferno (innugiìi di giro in giro; 

E qnesto è ver cosi, com'io ti parlo. > 
Piii far di cento, che, quando l'udirò, 



n. •iii>TTm>0: MlMpcstBde'IiDBV- 
radkaeau 41 ani al WcUd delta ipafa. 
«eri q/mi nilBaU-WBBcmipIat» ÙgttQ 
I MU iK^fW. - «UKA: «ni pnT 
a. Iwta. «e. 81 UH Ui><nr*"rlla 
I rtfiwi ^r f 4tttt tutta IniM*. 
dr. AuM l«M. • A>c>lui [M. M»»M 
•«(MitM ab M. MlMM W OiMlDn • t 
(!._..'. Vili vs 

' <M a toii4».-w«jHm 

ti. iUl'B)!. 00 1 TKiiarclaala. Uarut* Il 
fila diMa A*a U IMH* ■) rtaarir*MnD , 
»A «Hri u «unlo la rlapr«. Cai II lur- 

iiaal.ilaiiwiMH—tDttttall 
MiiM<ii>-« ilw. Dtr. r^rf. XlV.UiOMa 
ffm* tw IWff", Mar a («aniara. cf VM4 

HlaMacMnl • (aanl*». C«r. JKm- 
n'f^, «I f * rarxli. JhiA III. 
HhnoHt» ■•■ ■'* H«»tlu iha IMa' 
^KnT'Kui c4r. fit/ xxviit.ai. 
^H^nicaltt ilit> ti è Mala ^ala 
■EaaaailotiljdlwMIIMM*. H>wa- 
1* Ihlpa dalla 4niJI U ™ a niMll IM 
itaaad ai auo inboaiéf, tli. JV. V, 

U. IL- iiiiiaa*] la «ilw. Km * anror 
aanta. M ra ad ana [wia. 

U ma U'I aHi.i ilartll rtom oaeo- 
aa«M data f«n* <lia BayaMaB» a*>l'l a- 
■ nmuto. 
KklDlB Mtt*iui ffr. 



. n>a ■■• ' • b i«nta. «ma' ta ti dtnt. 
tv. n «a rVn IMHiH. Ah nAlmfba 




IlaMa * aociir f ir», iiM dlantarwlane 
Il a Koardaile lutn^liillai 1. UaauiMio 
parlaci auarolft prttdJ mi p^i mn^ h<,h 
pM rarti>H 'I*" l>^c<ft Mvi Ita lui.fii» jua 
pprU||ftiialn'orbJt>r di vdflr^F omiUiia«Ll« 
In siilaing. Palla iliii]<iEi,> Iti pri} iLJ Ucfl- 
(•iMiTi4iiMII ili yDvtr*,i1Ucr)niti]dllia' 
nrdu Stv"*'!! ili l'alni!,, rh" >iii ,UI 
IM* atara ftmdatv la Hitn drjil ^jin- 
i«*U •AatMWoriHMlM. drliA qiiuls lini- 
rlno dltran» Il eapa. <1opa ci» Il Scfa- 
ralll III «laa iln wl 1»«. Hnlplnv il 
ifM«la<ra pM apnaMo a pruftia, praJt. 
oats la carità • la oanoaanB n tolto 
le niw, aarha ditta Aianai tir. Munt.. 
Arfri. IX, *M tK-, 4». A Trvntn al (na' 
ilacaft a «gmratna nua Thdtatt^ ih- 
*B»a, balla a noe*, di naois tlargbanla, 
ab* ftta aua laocablna. abNmaailala •*■ 
r^la (H tVitiD. irvnw-, UM. Ua. Sai 
!••» a 1PM al tldnaaa •■« <lai|a<>n>lla •»• 
C«i« a<taa II ia>iiito ICahaUa aal Van^at- 
laaa a M ti dmlflod la BOfta, »ba la «■«. 
(lata, baMllU|Uc«>i«4daCI«i«ntnT, 
«aiiMir «Aliala a noto, •• la diM« !■«• 
In a»iiM w<rrtta ail amaitwal III ni*. 
aa l»ri. Il 1 (Intaa I1I<T rn aran *l»» 
a Novara «,b Ua>i;lifnta n plb altri 
di«a MB wlla. '.'(T. jr-i-w.. Kvlpl.. I X, 
U.^ iKC. 0. l'ili. Vili. M- Ohm. Uf. 
I'. ^'l ■»- So'^. *n9i. Tuf, in 
^n* Sm. tlM. 1<ri(lfl 7. ral I*. 

Uì ntii ih. ("/ XII. M tu, Pwy, 
II. «T'ia, Non Buaiaiio daa ad via tadnW 
■n Hniaa ttiaBla n BM 4aaaata panar» 
ttf* ,)riiiV rv^rtjil. 



— <ju MiiiuiouLi Bc^iiiBiur Ulta SHira iihtb. 

Poi che l'im pie per girsese Bospese, 
Uftometto mi disae esi» paroU; 
Indi % partirsi is t«rra lo diateae. 

011 »Uro, die fonta av«& la gtila 
E tronco il nnito ìnfin Hi>ttn Io ciglia, 
E tiOD BVCMi m»' chv uu' orecchia sola, 

Restato a riguardar p«r maraviglia 
Con gli nitrì, iDDanei agli altii spH U cai 
Ch'era di fnor d'ogni parte vermiglia; 

E àimot * Tu, cui colpa non condanna. 



POMI: wmtnBlitnoB pmtam 
del latto fHt«>ol«cb*VirciHn (Il «hn. 
Ul>liara ll/arw i da tuD|lDn(anl •m to 

KM. onda UiHmiMu inrablM • •nlww*- 
lalihlnu dil loate a dal ludi • : Cu^. 
W. DI <!lvtiiux: ti araf di tUond», 
tMi *l piamo* di irtlMTagllB.'*TiiBT- 
t* : fniit t0m*^ o ktoMo di na*a. 

n. *l. KofkiSK 1 al X am 'wd • al kro 
OHB|ia|iBl Alila nodau. 

M. akmtauiTi • i aiiMBln» aipofiiari 
pManai jMCtDtfDWi boBtouu UiHutau i, 
danmaJo la«M>i hab«t*at tlnaalU > ; 
Jfarat.. StrifL IX. OL 

4L ■oarua*. dlHo lo DltWg parnlp. 
■landa Kit aliai» Bn piade par KBdar- 
amaollie. fd appfaia ttnllo, compi* l'In- 
OmnlDrlalil pasAO, 

41. jmti.: iiiuaui^ gol U •lDtt<i1aif pai 
Il piatiti F. 

V.e^lO, rtt<r da UrtHrinH. Fltla 
un lino, uba ba la (via Tonta, rrr-tw il na- 
ia «d OD omeblv, « ptnlln 11 iratlliDiii- 
m0 UatMNtMp. Chi Ha ohIhI un « 



(U «aodua a ataUa la Fa 
la cuna Ini qoa' di ITan 
Ml>i Jk. M. -•»« moli 
qaal Tlu*. M di aMninan 
Il nobili balqcaaad. (ara* i 
nmatiaiill a' bologaeal ■; . 
pflaniiHiia Btcnliiator Hiadl 
4)D(id »o aflquudia >uax*d 
lanl dolo** Ma uto laA 
Il qv^lUoMn la ina «mM 
pi r«lapUM>ml. tittloUl ) 
«all'ha. rUr.Ctr. Otttaéi 
liU4Ìt. 174 «M, AvM.. Il 

St. ooLdt ^ pai la qoaia n 
rtr;.. Jm. VI. 4»! IO. 
IMifuba : • Alitiwhifl riua« 
ootp*^ *v<a l>tlphobQn 1 
DrodaUlH ara. Ora aiaac 
[KipoUtaqnc laupanrapl 
Ertibra- ]»liimr«l0 ToUnfitf 

a, KABo: nh« MBiva H 
na' iwf r*ll alitai. 

M. muchi; pitt di*) 1 
». Caa tu « 



tCItKO. •. MM. 0] Iw. IXTIIl. 71-85 IHIR Di HtDICiSIA] 277 



T» 



E cni ift vidi mi in t«rt« latioA, 

Se troppa nmif^liuiza non m'inftaniu. 

Rimembriti di Pier da Uodtcina, 
8« mai torni a veder lo dolco piano, 
Cile da VerRtìili a Marcabò dlchiDa. 

E fa' saper a' duo miglior di i^ano, 
A maHwr Ouido « aooo ad AngioIeUo, 
Cha, w l'aQtiveder qui non è raso, 

Qittatf mno taor di lor va»e11o, 
11 Duserati pre«»o alla Cattolica, 
Per tradimento d'nn tiranno fello. 

Tra l'isola di Cipri e di Slsiolìca 
Non vide mai si gran fallo Notttmo, 
Non da pirati, non da gente arffolica. 

Qnel traditor efae rede por con l'ano, 



1. Tnn;*Ad óamm» Mdnn pan»- 
1 MONI Dia—. DM Mt «tnclo bo- 

■. KllaUmgM**4<iU(<bl tÌÌ*- 
r»Mr lU nrm Illa, rwpfBdJt, ■• ooD fV 
iÈma ptlcitonm lo BonuBdlala, ti lU 
•«vi HHdlaBa «nllBU ■ ; Bmr. - imu 

tt TaaF*«! H tDnDBMalflt tnppA 
•4 «Iti* HTBnu ih m» *«dalA n M M 
iB tansUllBa. •a»BqliaBUUItliM- 
««•I rirr. Mil«t- U. IT. 

Tt, •• H«t> SM * plaMBMI* ^• 

•DMa naMth* lid Mia TartUt ili itaula 
ha 4iMa rirftlw, t. M tgg- Vri/ffio it 
^■■M gnU. |*r «al ti Hafugglo ft 
piimatftmmu ana ■iMBaats 4' h^aa- 
•a-'ruvo: laLanbarAliéalM. pM*' 
gisaia mI l uag» Java aduMa al I»*». 
n. >lAiC4a6i rHlaDe eeMraHa dal 
TMWitaai HlMTnarladllU'rB 



Maat «Élla IM dal Pa. dMivUnéa Sun- 
U*ta 4i TMMto H » aNtaakra IM», 
w« H i— > HA. (^ al tiMfD rtmuto II 
aaiM. CTT, IHm(. »fi>g<«. II H'ialfbfc 
part (te nuaa am il av"** ad an 
fca H i|i|| n lP— «a paMra «aatluDara 
IUimM MNiM atasal Mal dava II ItM. 
hfenl Bm*., flMad alM aaUcM pai> 
laM « HaiMU U Bada da nadanl 
■inul aha aisa una ars aacon iptala 
^ Umpl lata. Ctr. JmM. 1101 •«. 

1t. MMUMi plk titim ■ TBlamal.- 
ruoi(luaaa]rA<lrtBlla*,JUuton*t« 
MgUa da ISwnj a traata «a KlolIaL 

TT. OuiKi 1 4«l tVi—fa. - ^natatMua-. 
«a CMtvMoa. AiabMna mMU H TMa, 



InrttaU da UalataaUso IfalataMia a va. 
dì» afatlamnnwonn lai allaCalMMv 
larga idU' Adi-lino» Ita BlnlDl • IV- 
aaro. fbraae auMgatl da' oiaHuarl, par 
ot^lBBdl Mditaatlpa. CIA aarsbbaana- 
data paea dopa 11 niI;Fft. rimJnt Dal- 
l' JbwtMNWMa. 1U«. p. MI tfx- "i* 'w*- 

ft. o. mit ampi Ji a. fi. 430. 

n Qiti I rama anni hotto h aal iBanAab 
• TAltOi MlMa. Ctt. /V- X. IM la. 
rirp.. itti. l.Wi'SIftDMnaniEariaai 
Tini doroar* patto Ih. > 

7P, vtaibLO: Bava: tlt, Pwtt. O. U- 
Al. (tAaJ.. r*U,. «aAh It mr|l«^ raaana 

kIIUII frinr dal Idi uil^a, * Piti», ti. 
41 nxBlra cbt Itaalo dlaa* hwU* par 
Baw, nurlj^llo 

i(L lUtutKiTli < mttmn 4 (ttUca 
V nomo In laan ID vso Huto lairala con 
«■*a platra ifraBda ; n It-fal* l§- amai t4 1 
rM4ll,a( nno j[ — j ' —■i--, ^hk. 

DI. Mi.iO' li>l<|>in. itaal*. Ctt. p«t4 
jriirat., A^n'iK.XV. MMI. doTB il dloa (ha 
UalalMltiiA • lamia fU >a«fo*t ardita» 
4a <i«M, qoaDt» iDiI (Baaa nDioa> > 

n. TUr la tnlta ti U«dl«atnMab di 
OBI CMptv trUaUp/hoataatalaalWa- 
IUm, • Miàit*. la p* ««(liltiriain, KM- 
■Bau. il Db M nai*. aan ilde mtl #•■■■ 
Mauoi* i> ihaAe diAUo. a* da Udii d) 
!■»!•, nt dafaMa gia«» t he aall — «aria 
aataaa coraaMUm H UadUerraM». 

U. Xnrcnoi ALi nKiatMO 1 cft. WNn, 
CMI. 143, 

It: ^w I UalalaaUML • Hlaaar Ha- 




Allor ptitte U miMio nlla miwcalU 
D'nn wo compagno, e U bocca gli «par 
Qrìitnndo: «Qnestì è d«aao, e non farei 

Questi, scacciato, il dnliitar aommerM 
In Cesare, affermando ohe il fornito 



•bb* tra doni»: lin Im fftoa 
BMqDd UalltoMlDa don'OcPhio, ptrdi* 
«■ ouinondl ira «oghln... Tfi 1» iiniimli 
OMqa* OTuDO SeiuiDtdn mWoihMM. 
■MriM di IVaBwwa da KHdrfl • pMto. 
Da la Mru. ci» (■ RitlliKd* di MtM*r 
RlahetW. Ba«)nB PaoMf». Il qaala (B 
■nltB HrloHo. B da Itelo pNdMto di- 
«Maro I rullìi da OUaaala >i IfnnU., 
Awipf. XV. (M. 

St. nm (tcnenntB IHalDl. «h* un 
Mt* oi>np«cs« yal T«tnbba sdB arar» 
«■1 rodai*, aTMiiToTt inmaiio II nl- 
riUtoebobiHiBJaiiwqnL-tiiLi CUÌo, 
cIV. T. S] ««2 

St.FocaU: «iidiiM alUialno ipproc- 
n la UaUoUoa, oedo twU tantbiU m> 
gllMi lavanl >: naa. 

00' raaoo: pnahloni f cfr^ VaJHHf ., Tt^ 
Kn Di. d I IM. MmU. I«e. Kob aTUna 
kMfHa «1 Tolanl • pn«at« «b* D!o (Il 
•ooaipl dal rosi» di rveant, paroht aa- 
dd priniftdl wTfranl, Pa^indo i 
ronta I narUiatl M rnurtan ■> pmn- 
vano. Hi «iota fan, aBcnDla aiiwla 

&■*.. n rf«*«uo: «CMiodiai la dhi* 

r. BI-IW. <»H4k. nanta daiMHs di 
■para dil ila q«al ranpauM aha bod 
nari** HUé anc t«laM KInlai. Be- 
Qwtoaat II W»— a 



HapobbUaa, qaalan aa 
nM caarato « •«««Dbraaa 
Cartona tati' b»iII ■I*'< 
nma «, (eccndo Laoaao 
a non tsdB2ltfa. Rubm 
d< OailoBa. Obm(* aren 
BDhiwaa. ondo II raatai 
aaCDllA qnl ia DbiiM. >) 
■Caria, 

Bl. lilMI1t)1H«W OOD.I 
eniril al <|ualB t'anr ni 

pan JivffrUi v'duta, a di 
■^acaataBO IdMMral M( 

M.il««»ivai,i.i;aia>idi 
ftt*m natila aea Sogu ' 
Idi. • Aaitai Tondi coalli 
fila •! £<•■••> . PAaiv. 1. 1 

n. puocuTOi da Rum 
IMa*T • pUrlla bfibu. pi 
IcDlaaRnUlinD! taa aoa i 
alTM*i IiiHBi., ClMr*. t, 
»lnO iil »*| 
(aavala linciala, aa dai 
■Ma II noUaaae ad taooH 
l> alvlla. 

M arruumoi • Dan t 
ÉraaM Tokoi* puua.Ti4 
»aT aotall dtiCrtm pani 

run. 1. M* Mi xtir n 

minili irir-''-" " 



o-BOLO.»] iKr.xmii. 99-111 rouWA bii lahb.] sta 



1«J 



-IN 



Sempre con donno l'attonder eoffiarss. » 

Oli, quanto mi pAreva sbigottito 
Con U lìngua tagliata nella atroua 
Curio, cb'a dir fa cobÌ ardito! 

Ed nn ch'avea l'una e l'altra man moaiia, 
Lerando ■ tBODctiorio per l'aura fosca, 
m oli» il nngne fac«a la facda sosia, 

Gridò: 4 Ricordora'ti anche del Hosca, 
Che dÌMi, tiiKSo !. ' Ca{>o ha cosa fatta ' , 
Che fu il mal seme per la gente toaca. » 

Ed io gli agKiuDSi: « E morte di tua schiatta! >; 
Per ch'egli, aocamtdando duol con dnolo, 
Sen glo come perdona trista e matta. 



in. vnoBl I tpTfmnlr. {■■ma delU 

in. A mi Al.; j. non. 

7. la-Ill. JTmm JH Lam*€rH. 
kwa II ll«aa>. <lw Dania arcTi Aetiilfr' 
MM di mld». /y. VI, M, quagli (ha 
»«• fuolnnsll AipMm ti I ktra pusU 
■i MlM ■ MBiUauX di BaaBd*lB«BU 
a nW Mdtit WA-. Par. XVI. I» ihk.!. 
- • R ilaBdo (n Itni la miaIkIIo in rho 
■odo U duTHni» itfHidan. r> lU ballarlo 
a di fcnrt*, U M*«iB da' LanbMtl dlM 
la mUs pantoiMMJIUti,MV*lM. (d«« 
•h* (nw B«M»i • DM Ik Wta • I '). 

m. T. » L cit. iraM.. u. etét. ii. >. 

mwi / |HÌ~i <l~< m(bI( dada norfd ,tt 
rtrmu. rir.. 1W3: I, M «(.i II. IM 

•^ KtttiM-. lat ■(. 

IM. Hoau : •< Mrtl b«b r*<* Mia 
llBCaa a W la ira ataDdill, m& allnit 
«alla BHÉ, nan n adn augue. dd4* la 



1*7. UrOi •orna IhlU aan |«t di- 
•tal* I rtaan ad m tapa, hI tu dna. a 
uà ^fc H di a pw(M ri «stlda addMUan 
Baialilaiaala. aaaia pmaarv irappo «•■ 
•*«»<rft a talni baàla ck'»' miMÉa •: 
ÌM £«■»•, ÌMmCWv. II. U -•4m1- 
eba niUa aao m Uvia okl Tonila aaaar 
il' ana ruM, cka <•• lint i na tt 
> al irara amipra 41 naa «Ha, tha 
■li al « toUa .. Si*». PMbrtblla I» !■ 
latarpmUiBlaBhCrr AntmlnU.lM.nor. 
n>. I.». M ffauM . Jfaa. 1 1>. IH, al. lì 

IM ■■■■.<*« la»ma4*ldr(Mii>»' 
ava IN atiliaia»! latU I t*«a>«ll* '■»'"■■ 
HI a alwl dluMaldl n™** ta no pai- 
Un>. a lU taaaa tu' Uiirad^inMU <lia 
I la Hta faitka Ojfyuua (a|w. 



a oht Min 1^ tnxTlI eb* ftimno npo da' 
ShlbslUnl, onde alla nHtni oltU aacol 
aiallo dlua]*Bniliia>i O.VIU.V.n,' 
• Dt tal moria I olttadlDl a> na dlTtimo. 
« Irvaonal 1ni.Siiiu« l panmt^t • rami- 
atA 4'aCDaD<]iu )o parU. p«r urodo Olia Ift 
datla élTlaloD* mal san aul ; onda buk 
qoara malti Kandall a toomdi a taUa- 
|lla tlttadlDaaeba -, Obi* OMiy. I, 1. 
Ut. «aom tt.-- a>|B*ll>lnapaTCla 
(a par» la lavina dalla la* KhiallB. I 
Laaibarll (nrtmo tacdatl da Flranaa aal 

lus; cti. a. na. vi. U. NaI IM« a»- 
rODD dal primi die camlnBlaraaa a la- 
Tutt wntrs lirmCaari, arr.tf.rULVU. 
14. Hai IMS taniM talli dlaUustl ti- 
balli. aaoH dliUoiloua Al ìhb e « aU, 
1) «aal kasdo di rlbalUaga Ai oaaftnnala 
nal 13(0. (jidnrll eaal iDonpAsa aual 
del iBiTo dona ulnrla Boraallpa. I. rtll- 
ma Bollala clui ai «ad al abtria mlll 
aarta flonniUBi. A ab* 1 IjunkorU «I pa - 
a«ra aolUt la bandiaifl di Anlco TQ, 
qBBDdo Taoaa a parrà aiaidla a fflrta- 
••. (poanda patàrrl loraaca par Aina 
dMia anali dk. FaniM. Iif. tal. II. 
p. (il. 

111. DUOLI al Mondana ana ptna al 
aa t i an fira II dotata cacuaaUgb dal h- 
psra (pamla, o 11 p«r tapafotol. la hw 
■arpa. 

lll.oVo^Cl.aadAitfr. ;ra>UM«..rarK 
(Miw.-raiifTa;iaMU* Oiatldel aannu 
par reac«aa> Ari dolora. 

V. Il] Iti. lUtrlramOml tIomU, A 
Dialo al ttn niH, a|M(lt>-alo ■pavamM' 
Val*. Vada araaaant iiau <)ia ha ritlM 
Il capa. Ma lo pada la aano, o 11 oapa 
paria, a al i.tailaa. a dt» «mI panato 



3B0 [CKBC. s. BOLO, t] Isr. ttTm. 112-t8S [nB«T«AiiP>t.»oi]iioj 



m 



lU 



11* 



isi 



I» 




ìi» io rÌQi«aÌ a rìgn&rdar lo staolo, 
E vidi cosa, ch'io arrei patirà, 
Sensii |iìb prova, di contarli! solo; 

Se non cliv ROSoioDiea mi atuìouni. 
La buona ooropagnia cho l'oom francheggia 
Sotto l'osbergo dot sentirsi pnra. 

Io vidi oerto, ed ancor par ch'io '1 veglia, 
Un busto senza capo andar al come 
Andavan gli altri delk trista greggia. 

E il capo tronco tenea per le cliìome, 
P4sol con mano, a guisa di lanterna, 
E quel mirava noi, a diceva: « met > 

Di 8Ò faceva a »è stesso lucerna. 
Ed eran due in ano, e uno in due; 



Io Miidaiaa ■ lai muUrio. QnurU * il 
«•lab» trontnn Bartnnda d* Barn. 
TtoeoBla oal Ptrlford. rfcBors dal o*- 
■tollo di ««ntrrort (off. IV' XXIX. M). 
Iwlitii il» DiinUi, iHiinn nanlon ddtokr- 
mi. nai Dt ViOf. £1. II. 3. Flati ntlla 
■■toada mAUk Av\ nncfìlo ili 4 fn ' boon 
e«T«U»rc. bDan (nArriiini. buan ■mante, 
booii troiMoti!^ hnia [airaii» nnll'arU 
dal b«t dìr^ jiapnTt HopiHtrtitffl l« bnuns 
• Ib milncli fortumi •: ICayn'ivarS, 
•nob d, Fott erig. il. TVniib. V, 7*. 
IttlRe Kntico. ditta il rt ifSoratu, )irl* 
Bonwiila di Xnrliin II nd'InEbiIMira. 
a ribellarti «T padr^. Uiirto il rt fiotan» 
nel 11K3, Rurirn nimliA fwnrande a 
UtnlvÉ'nrtt ma poi, T'ifwlo, «U NatlMl 
iMlallu • d'imliilii. SiimiaA pandchla al' 
tre dlKiorill*, v lal Unir de' nMl «torni 
•IfbrtnonaAo, Cft, SHmminff. B^lr.d* 
Aom. i.Littii u f, Wfrlt, Hallo l§ÌDi 
ir. MtAvlIb, Jtrrlm» dal ìlnmÌB, Ito* 
ma. 1801. 

lll.miOLOi ■oblerà del nmlnatoh di 
•cudali. 

114. r>0Ta:«pet1iD0iiti0;Hn>ae(pe' 
Tln«itarlaaltfrlnni>«itn. Al-r.^^nt'ulira 
milamaebai* mie irarulo. Ma i| rial iumI 
otta MiVinna .M tav rannate ba li 
pMU,lraiiniilniiia)NUnUt-ioLO^ avr. 
aelaaipDlfi ieoivitt «DHaBW di raeooa- 
larla. Al. : le »lo : na non A DuM f n- 
fta tati* aolD atletto a meeoatar U 
POMI 4 Itaraa la ma lùnltnta II «*■ 
OMdaf I.a fBaattniM non ntecaDba aalla, 
Dt t DO aof (etto dlTWM dall' iDdlTldBO 
oba ad ata il lUkrlM». 



US. usiuuaA;aBpa(HladpDr«. ni ran- 
da tmUnanlaina ebn lo Boa bo nnlla a 
t«m«ra di qo^le pane eb» TÌdl • dainrlto, 
chawbA n« Aliano 1 mini agmlM. 

tlS. miLicamBou : randa franm, 11- 
eblamdnln mctirTv ril oolpa. • Cosaola 
nieoa ut culqna ma iMt, Kariirmtplt luTrm 
IVcIora prò t»ff%o ipprnfiae mttomqoa 
•no »; Orid-. F\ut. I. HA ag. • Riti mania 
abenanaailoiNIIoonaolniiibi.nalIaiiial- 
iMoara cnipa •] Binot.. Ifyiid. I. i.M^. 

Ila. cnRO: rlpraadaqnl 11 noeenM 
paetlto.liil«rniUi>dalrv,ll].|I7.À<raa- 
do dMM ohe t'ottra b^glb en/g*"*. *■ 
IM. fd «uando 11I6 dw qui daacflTV et- 
M «tnoa ad laeradlUK Q Poata dlooi 
I« atM osto, par aeqaMaiMo almo 
lateauM, oobm aa vokaa dirai Koa 
mi pam aaltaoto di Tvderai rUtmit»' 

Il», al COM; nello aUaao noto, eolia 
inedaalma alanraa ia ilnfll aJtri «emla*- 
Mrl di dlaeoidla. I qoall aTtrano la i*. 
ita «ni bnalo. 

Ili- rilaoLi ooapaao. paodnlo, ■ qnal 
modo «ba. oammloaiido miroamilia. na 
mini» Uni» lonanal a ai la Uolaraa par 
ri ubi ai orai la Ha, 

im, uitu llaai<<>lraD»,AI,:4UU,nfr. 
Z. F., US.- HI: eluiA. 

l!i. 111 «Il : di parto Al a*. elDit dal ano 
eajKi- 'L.irccnT'At *eo,;tl ooolil dal capo. 
Il qniUe fEll iTflTa In innno, fniflara 1 
■Bill pnpril paul •;. Tarn, 

Ile. Dum arano dva. Il upo aaaaade 
dlTlao dal buato i ma ara por* uno tala, 
polobi la dae parti «aparala oontln aara- 



[OnC- <■ BOLO. «] iHr. XIVIIl. 120'18(l {SSKTI. S. MBSIc] 281 

Com'asaer pah. Quei sa <ihe si govtTm. 
Quando diritto al pìè Avi penta fiio, 

LevA il breeoio aito con tutta la testa, 

P«r BppnwMnie 1« parole hqo, 
Cba fgro: * Or ve<Iì la pena molesta 

Tu che, spirando, vai veggendo i morii! 

Vedi se alcona è ffrande come questal 
E perche td di me novella porti. 

Sappi cb'io WD Bortram dal Bornio, qaoUi 

Che diedi al ro Giovanni i mai conforti. 
Io feci il patire e il figlio in s6 ribelli: 

Achitòfel non fé' pia d'Ansalone 

E di David co' malvagi piQgelli. 
Perch'io partii cod giunte persone, 



•■ I* loto fUoiiMil arpBk^ a vlnrann 
>M* Mb • ■»leM»i *]U. Va »lu lu- 
llrU-iu. tiro • Banatial, la dar piuU 

MpvM^ wra la B*iiu iinuA ptvii^ 

US. Qcn; Ubi ths mi na>i«Mi elt. 
fV. XIX. I» «a. 

in. rtim-i nrT . nmlMtniin ■ pi* 
«■I pouf-. CIt. W. xmi. t. 

US. TVnt I ittmttUr^, «MIO Btt.. 
JlH. X. ti •□ IMMOM tetto Mtmit 
Tanna IW («Ila via. • 

III. «rlunoi mpfnMto. «aHada 
ÉMsr TlTOi rfr. tv- XXIII. M. JVy. 
T. a, XIII. in. 

UI.nDI:>0 taai>BDH.qaltn«Ma 
yar TtMi. aWanttu. a) iMMarf attes- 
tar «CM dgtoi B«t 1 Zdaml. Jrr. I. 
19. «ft. rM* jr. VII, Mv. f. 

tu. rvan > a« m1 atoDd». 

IM. aiotmu: (wl. al^db*. talli 
I «iM. a toUt qaaalll caan. aatithl (H 
Otmmnt «I ami. <4a |itr (Haraim*. tÀ» 
I * aatalaal* ri gùnmiu aaì 
. n. mi. trttaMMeia tatù I 
alMil coahMra Kaflm 
Srta unita aM Atotaanl qaarUtmll» 
« Bnlaa ti nd'Ia|hlllam. a |ia*v 
■H* tta aaak* DiaU «la «triola Dil «a- 
^riaa ana**. La laa al ai aioviia m> 
■•MeMmBaala MUaa. ■• puA l»a< «np 
> Itanla. na itM. 



filila aiaaar aialt ma qawta laaloaa 
l'(a4a*a>Utako Mia agno aoa ha aa'aa- 
■MatfMa nplaM, B^^ada Bau* pa«- 

^ MH— ilala ina la datila 



pauMl a Indoma cndDadiul Doa««uilo 
aaaaalo all'apiittlaliira tt qu ncimo iiifk 
pria. M fiiTitiriTi i^iomu nd aoialgùjia- 
llatlmo Oùranui. cli'ata par II aoma 
4'aa allro <cUa M n d' lafblltMta. 

ctt. X. r. . 1» Baita», rv r«Mf ir«v 

■nd ll<nna4 d« Sarà. Lanil.. IMa Cton- 
IrOaSlPM, »S ÌT. nane. Yifrttt,. I. tSl- 
»4 VKff. CWi .M«-)l. r«rMia.fffadtw 
«•> ea> Irif. 11, <TS •«. V«il pan l la- 
vori iliaU ilal ti, tttl. 1. M> rx. ftr- 
MI. IV. 3*« ■!.! T. tM. • I lUl OM- 
voan : MtttTl iDgiivrlaicflU: lacfaiaB- 
dot" ■!■ Mtallaral ii ptvpito pativ-Cfr. 
Om. i.^. 1*. <M. 

IK. nei: «Balla lai aoa aMao aa 
awKlai (ueRH. a IM nimiar la pilia 
• 'I flib 4* BoKlMonm ■ , Xa^mumm*. 
<»«ii.V.Tti c«t. aashaSKatailiv. tltf*t. 
4t Barn, IM m.-in aki l'osa oaaira 
l'aHn. 

1>T, AciuToriLT (— bataUo Mk alal- 
UtlM, •!> Olla Bilia ncloal aiMllMiall 
ileD* liAft lU tiluda. lada 1 dalM 9 »■ 
laailEa. (aoHua mnilillna di Darlda ra 
dlvada, brorl la tttalllina « Àtaa- 
Iosa, sol dalla 11 maildla « BOddan 
It ra DaTlda. aaa fatn: ttt. II Jhf. 
XT. 11 if .1 XTI. Il %t 1 XVtl. 1 tt- 
- AaMUxn: «od. o Jjaal w ». dMaani 
(Il aaHcU par abtalana. AL: AHibtOia. 

It*. miiaatu: oMUtaH natncl. Aiat- 
IdMa OM atolnA pantata dIaeMdtaUa 
padre a OgUa. di •(■allaata fu ■■»a*la 
da me. 

in. riam : dltM.-«naT«; «nflBBta 
dal Tlaoaln di Mlatib 



389 [cBias-sobo-s] iirr.iiTiii. M0-U9-»ii.l-S [tHMomiiiftKt] 

Partito porto il mio cerobro, Itusso ! , 
Dal sno principio, eh' 6 in questo troDCone. 
itt Co^ s'oBservft in mt lo contrspasao. > 



Ito, cimHUO! MrT«Il0: qnl par «apo. 

J4l. miircirio: dikl luldolìo «plDalDn di 
CailloaimllDtFmliitedla AH>t(iIfllr>,<Ul 
Salta a <U Pliinla^l mmtiimO s««tft rt- 



IC. (nimui'jUM)^ Ut, «ntm ]>atfi 
[jt In^tjn ili^l («elione Tlu^nt* In lolla 
VJnltmitHvitemat}, laqnilAiuI^^dm t^l 
■In ponilo r|iHlfg«ia(r. Btcd, XXI, M. 

j>i>.i- XXIV. uD.nfuur, XIX. -jLiroa. 
V, Mi vii, t. 



CANTO VENTESIMONONO 



CERCHIO OTTAVO 
BOLGIA nona: SEMINATOEl DI DISCOEDIB 



aSBI DKI. BELLO 



CERCHIO OTTAVO 
BOLOtA DECIMA : FALSARI d' OGNI OEN-ERE 



1" FALSATORI ni METALLI 

|UO|iiirU ti labili*, puiulntl, MduU p«t l4rtii, •! EKiunn (MvccmooM • 
1« Buchi* a Mino uantcBU 0* »llrl «piriti) 



URirrouno k capocchio 



La molta gaDt« e 1« ilivorso piagb« 
Avfian le luci mio si inebrinte, 
Che dello stare a piangere eran vaghe; 



V. \'Vi. AmmmiUl/HitM rtrgtUa. 
f>«il«, iictii]imiM>fì Ano ili fl^ Ib^rimn. t iw- 
c«rfe lutto knt4aUf ■ xiunJan tib Della 
nnna linlclft, <iiimndo Vltgllto (lloan fa 
p«t«rba tliupiora», ritontutdoifll aa- 
•araainiU Umpo ili oadI.Iiduv il lUtglo, 

1. Hoi.Ti: err. ir\f, xxvui, ;-:i. - 
oìVEMU-i «UM. InaodlU. 



3. kiti-ii «mU| o(r. Purf. XV. Mi 
XXXI. I«, Far. 1. W; XVllI. ti: 
XXII. lU.NH. - uinHUAni pncBB di 
lacrima ptr ti dolala aa^flaoitlo da posila 
ilaU DlaerandB. • Inatolaba ta laccTSW 
HM t, liote X VI. »,-• KbiMala M da- 
lai* rai4*batf> . : HwM. XXIU, 13. Ctt. 
OHM. IV, 97. 



[ntc. t. WLa. «) 



ÌXT. XXÌS. 4-12 



tAHUUXIZIOXB] 268 



M 



Mft Virgilio mi <Iiase: « Che por ga&te? 
Perchè la vista tus pur si aoSolge 
Lafopù tra l'ombre triste amomcate? 

Tu non hui fatto m1 airnltru bolgu: 
P«n«a, M tu noDovomr le erodi, 
Che miglia veoiidue la ralle volge, 

£ gifa la luna è aotto i nostri piedi : 
ha tempo <S poco ornai, ohe n'è oonoeaao, 
E^ altro 6 ila veder ohe tu non vedi. » 



A. au: B A*, a ^al I1]iit. Al.^ Clii- ni- 

« t - OVATI I (SUI. ulti tflB att«lllM4. 

t.maomuif.àiiÌMt «i/WUrda'ap- 
»aSgt>. Il pok; <le. Fai. XXIII. 130. 
AL durlmta nfal^ 4> mVWfrf. • In- 
IMiaw«'iÌr1i>lMéi.o«ilTolt» I noi 
waft),n naeacaaMtlilTO*. CIV. Parodi, 
Baa. m. ira a lu. 

B. «KiBmTii BDlIlBto, t/^IUCa a 

fMdi e*, r»/. xzviii. ». ia> t£x. 

7. «I: eOil: ara bai nM^niI* rtnot» 
MtN«Bl» ti alkalaoannin. 

a «a ro I •• H (radi di tannn • 
MMlar* tali* I* labr* Al q«Mta lial(ta. 

fl. TOMI I fin. ka aa «Itnno 41 t«b- 
Ma* MldUiMdalnawMèDnnoMn 
Mia oBbn tko ti aaso Acateo. 

la. a «Il I waa la nr* 1 ■;« pHn. <». 
JfiHlK npa'O***. IO* -éOTTO:n•'ple■ 
■a■Mlt.l«fr> /n/. XX . ITT) la lau t ■ MIB 
■rt'arlMMU. a amunpiM Mila ualt. 
I) ■■«■a rt i «agnanu al aadlr, da* far 
rannata mU* 1 pMI di ebl 1 a««t* «al 
aMaa>M)a Ima, «mA-. OtOm Talk. 
AatM »~j' ."■.,- , M^. ^vnfa. Ora- 
la*. /' lato. |>. UT. ad. a 
«Ma. ..L.II0. I*n. p. M V. 
/.don, fifiri', 'r' rv<»l I, U .VmìU. 

11. rooOi Jaiiado emiliani U dai- 
0a pa r lalkfM la M M«. 1 ■ ••« «actr- 
aa la aaiB 41 •faaata Biaaaa cuna waaft. 
Jt^ XXZIT. a», aan «Il rlHUMtana 
■caBal aM «ha dm i 0» tar arrlrats 
ti lì! t- 

|> n«ii'ALtcm-i.lBa.dalMU«blaa, 
ww a (M^a Oaada nal (auo d aa rtaa Ma 
aaa fatala ÀI mgml «nHi. rh'. faaftra 
rw II. tu MtM. rumi, I, »«•(. 
- -..1*1 

■ ■ ' '■ .ir-tlan- 

r 'l'^lara* 

ihjih ■lttfl»'.h■l'•al^ |{ia aaJla 

, aMxM «rada dia la aaM U ^ 

■ tafMila. Vlrvllla (Il rli>ii«*« aba 




qiwl Ula fi (it pMuM aUia «aWe II pan- 
ia, e (ba lo udì Domliure (iMl del llalle. 
Qnaall (n «cltn di Balle, die ta fratalln 
di Bcllltiuioufi. iionDe di Dante. Cia- 
rda, ](■»>., 33 7>n«(HnJ. In DaiM ( 
a ne wlo. SO. Fruitali. ViU « 7^, 
U. Sfnninnf nei PaiiU-Ji>^r\uilttl, 3Ì&. 
• Ia iiiirla ili Rerì del Bella « Tarla- 
mnore mirala da|[ll asUahl ramaranta- 
litii: iiiBlIa ad esili nodo. Qptdura a 
Iradlmento. e Aopo aT«ra Ctm una aMm- 
IOIDI ratto poaar l'anoa al lao arnc- 
aarle. «gli daaae « p«l bmIbd • IWa»- 
tUe da na fateDla di qnaala:«ba IMI- 
elia Ihww», nen * ben ahliva. % aUM I 
(Ieri arava ocolaah dltaodo all' altra. 
■ UttMwt. «aa la fémIfUa M PttMU. 
fipttuttttnit*': a l'aaclttn wo Ib la 
nDdelt», oaaaado tumn ansUle ti 
Pattala a Biealrsiid» di aaita u ll ttm» 
addaaao*: Dil Iifntvt. Dal mi. a 4*1 
prtmt di Bann, p. IM. - < I M MV» 
eune «oeaerU di Davla. antl lod aliMH 
(«agliniu. penli* dartrall da maaaer 
Bolle KliHllca. Aclla di All|blara a Ita- 
laAa di Bdllaldone eoo aio. (Jatata Ib- 
■dalla ra Raalh. e Tbo niDmeneaU Uà 
qaalla cbe ebbe» aiuriala le «ae ad 
ISW. dtfa la dtt&lla di UoDlapaHl. 
Oad Ad Ballo, dia I temmaolaterl 41 
DbdU oI UpInfeDO oaow cran aemliia- 
l«n A dlddoBl. (• ocMa* da ane dal 
RaotbMtli a la eoa rtalcMa BOruaM 
aaoera vaadleala. qnaado Dania Bn|[a 
diarenilera airinfbnie. lo Ib piti tardi 
4a aa Dipela Adl'aedaa, dia dall' onta 
era oonwria. <)oaaila Vlnara d divlaa 
iifUa taalHil OMoa a Kara. I dtl Bdle 
«lailmao ala prtnae laaade (nraoaoa- 
alNttl ad aUwidanT* la paiMa. Il laro 
*aat*d>ua»lBlUTland llll. aAioaa- 
HiTiafn par aanipni tidla Ikiitaw itfca 
«a «•(Il Ordlaantall di ctatllda. *ita 
|nr opara 41 IMèa d' liM^ano- Kn al' 
kaa qneala taaa rmraaralala t» Vt^ 



SM (CCBC. 8. BOLfl. aj Ila. ixix. IS-SO 



[SKRI DSL BELLO] 



U 



1« 



IO 



« 



u 



n 



< Se fu sreasi > rìspos'ìo apprefiso, 

< Atteso alla cagion per cb' io i^iuu'dava, 
Forse m'avresti ancor lo atar diineaso. » 

Parto Hen già, ed io rotro gli Kodarn, 
Lo daca, già facondo la risposta, 
E soggiungendo: < Dentro a quella cava, 

Dov' io teneva gli ocelli tA a posta, 

Credo elio un spirto del mio sangue pianga 
La colpa cbe taggiii cotanto ooHta. > 

Altor disse il maestro: < Non h franga 
Lo tuo psnaier da qui innanzi BOvr'eUo: 
Attendi ad altro, ed ei Ifa si riman^; 

Ch'io vidi lui a piò del poutioello 
Mostrarti, e minacoiar forte col dito, 
Ed udi'-l nominar Geri del Bello. 

Tu ori allor si del tutto impedito 
Sopra colui che già tenue Altaforte, 
Che DOD guardasti in lù; h) fa partito. » 



• ilksll diri Bill <n mHunr dmie. bH 
noM pNbibilawnM clniOM HdDtm >: 
t'imon. Inf., TDl. II, p. 3tS.l!arl«Jiin. 
Otri M figlio. Tmi.. INH. tta»nl. La 
élMtndttit» éi Otrt (Ut BdUt. PUtola, 
IO», it. Barii. Bitlt. II. » TD. 

U «vrumu i dopo wt udita 11 rin- 
ftOTent di Tirf Ilio. 

It. Duanoi dal Ut. HmUttrt. f"- 
nfMo 41 0tnD»nn] knrArt nti poro. 

IH. rABTK^ mmtro, laiAula ohA icfr. 
F^rj. XXI. I». Uwlnotiv Vtrslllo4e 
a* nMliTft in Mio di iprt» 1* 1>udc« gar 
(UpoBdtml. In gli lni«<i> tinte k|[. 
gttatfoAa oli* cUdolU isHttmiiiti i<b- 
Tfila. OppniAi l« lo Hirulra ri>«Ddn(ti 
1* rUpnats « wn^uDf«D4a. Cof tmiloiio 
bOB troppo rhUr« 

U- (vivi: fnaaa, Imlcla, 

1*. I, toni,: ■piiiiirill. ■IBf II . ofr. 
T. ». 

M. CD* ^!*: at.i cuno cioipiinoi 
rtr. z. r.. vn. 

31. co^rAt lini MculnitloH di «nuilall. 

31. rKiMa*i non d illIelU; nos peu- 
MTB ptll ■ lui. Al : Km ■■' latoBBilKa • 
tmamwirt,. AU Xvn d dlalnai» «4 In- 
tamnpB. PiDb»Wlai«nt* ttatigtn ha 
0> ■■ *•!«(« di rifrattf" •- rtOuur*. 

• Pi n u i» riBBicIaa dal nggi. 1 qoall, 
<— ai» at ftanfURt «apri du pacanna. 



■Ilcirn 1> lUuuInuio. Die* ; n«n tj/tmt^ 
dai non rd aparga mpra lai • i MK - 
• KoBtaftnn|alMar»-Jtlbf,XI.3S. 

3^. nora'auAt aoTia lui. 

M. HOWream^ nflt altri «pltlll.aB- 
undo II dtlo. coma fa cbl, adlrMa. nt- 
naivla alttnl. 

Sì. vui'-l: udlllfl. via* lo ndli. 

3i, tui'iIiITU: cri tntlo Intento alla 
lilla td alJA idtuln dal ilfnora di llan- 
tofon, a Allaforla. nlDt Buitrtm dal 
Unmbi. ti A ad allre badali. 

SD. IR LÀ: Tamil lao«o ava (Ieri pw- 
■ara. - al rv i don a aba ri Ita allaola- 
nato: ohII BaiOau dal Barala, a 0«dl 
Kon * lmpp»(li<arB. IMaomnaMaMirt 
1 piti anila diuino o al «apri mona In mada 
da non lai(>lar Inlmdora al tUMaonsa 
n A Jii ftìrttta a llfirtiiimo a a Otfi 
IB■«■^0I . Jfl. M.. la», &■■*.. £ml, 
OK, l'rtr. Dani.. Chat. Fatm Ihet.. 
Sm».. .In. Fitr., Latta.. Tal., 7*0» 
F»tL, nm,, Br. It-, An., acel. Al- 
cani iBiaea riftrtioaaa aapllaftamaala B 
il/tip«tMBaBvTUame(diHlr .rM.,>wJ| 
aÌttitaaiHBuii..9nrar.,gart.. Ma., 
Oait.. Ymt., Ltm^.. JUap., O*., JlHB, 
Fm., Can , acB ). tfa B«n para tho Otri 
•1 OimMia poooaluilD. aaatra larac* 
Dania non caiaò dllanar baa la •(■•'^ 
aa Battiamo. OasM qoMH Ai partiti. 




[me. a. BOiM. «] 



Isr. xxn. Sl-43 [oni dil bbuo] 1i8S 



«O rloca mio, la vìolantn morte 
Che con gli b vocdicata ancor » dios'ìo, 
« Per aicoD che dell'onta aia conflort«, 

Feoe lai ilisdefrnoao; ond'ei ann glo 
Sènza iiarUrmi, si oom'io flittìmo: 
Kd in ciò m'ha «' fatto « b6 piii pio. > 

Cogi parlammo infino al loco primo, 
Che dello scoglio l'altra ralle mostra, 
Se più lume vi Tosse, tatto ad imo. 

Quando noi fummo in sa l'oltima «hioalra 
Di Mal<ib<tÌ{(e, si che i suoi conversi 
Pot«aii partire alla veduta nostra, 

Lamenti saettaron me diversi, 



Bslnrdltar tcwluil «d tIbiIIcUid. Fln- 
noltol dk*zliB»a4 boeunlinUnllulinl 
•t pobUe««tprl*aUiB>t JbiM. Q«i1d*l 
Bail« • fn Molto ■rtRDftUa», «t pw (al 
tWb fa wdM da itoa da' SMchaUI, ot 
■•■ab' »>ad<tla. h ii«n dot» tnpl'aa- 
■1, at allsn oa aclluko di U«HW Clou 
aMlHBM4a'8a«bMH HI laractaMla 
naia «aai (Hi /laaii. 

sa. m -. da «koao eh». n»pr puuile. 
• fiutìpa MI taclurli. La Timili'lla 
prlraMk. yamuMa dalla Icua BoaiiM 
Mft.jnni.XXXV.I«w.UX»; XIV, 
i a( I a «■Adirala dal Oraci «Mua un 
■Utnta ■ Ikiteai* mi dsiaiT <<tT. ifnn., 
/I. ce. «a ti XVMI. tu ■!. Pttw.. 
«rOK. dM*r. T. 1 I>la(^ A J^. IX). 
*n al taspl di Danto aa illtUla 1ii||kl- 
aaala rloHUMilata s al ntaniiTa ^Tn« 
fwrtfi di IbIU I UHiidakn*! dall' a(' 
(tea. Sniiw«DÌ.aNa4.rHtnI., 18: •L«a- 
M. V tatto, «ia la naditla lalu. • (Xr. 
teMM. J j yaaK «una iMdMla grifata 
i»Jr<i*.<(*r.lUl..lBN,[VMCi«.XVlll, 

MS ti 
W. oHi'Ki wmior <ana mado. Al.i 

cent' IO anHii. 

n. ■'■& i' riTto: b1 ba «(11 hlM. 
AJ-'H'H^aKiTTQ. AI.T«'nirjinou.u. 
C(T. & F, in, •Qm«4Ì(M: In tioc Ba- 
ci* dalae at nHopaUat. qoM ^wlcroni •> 
pia» TUaWi Ao*r« Tlndlolaia da p««n- 

IUbaa M lata Binda >t JImm. Andasdu- 
*r>a diilagata». ara «a rt^alganal la pa- 
nda. M ha ■<■•*■>■ ■•£(!<* «niMMl i-n* 
ai M, ■paadola nea pota tofaianUto 
«soa ^ alKi MialnaUrt di acaadaB. ma 
I alliaal arncrlata pai ano rvarn aDdiia 



intiEllnato da <|iratraTio dal ano parcA- 
lado, Crr. Bull. VITI, U *t. 

ST. ruu-AUitO: andammo parlaoda IS' 
alno a ijiioJ primo Iihi^ dAllo apngUoj 
dosda. aa tI foaaa maMlor lama. ■< ir». 
dtBbb* ninnai fondo rirlla doclma «d al- 
timo hnlgla. 

30. ^vì^^a ad imOi IntnIniniU IbiIdo 
ni f.^ndn. 

V. «0-M. Jd iln^fmii bttlfta. Arrl- 
nU ni p«n1« drll' olUma bulula. Outo 
oda Toulr rll la^fj^Ki dlirariil v piatovi» 
■Imi )BmBnU, conio lU as nana» graoda 
di anBulall, r mnX» aalln ■■ pano 
lu»ifHl>ils. LavKia aana lamaatoll ( 
hlwintl dt fom. di p«noD«. di monaU 
a «U paralo. okoI Beblora iii modo pafit- 
mlai*^ oontapoadaoM alla qaallu dal 
paotaU». 

«0. cuiosnu; iDocaehlaao.ataU arano 
I«bfl1cMrhlnMtra(Ilir|^ahUlll(rlUI 
«rihl iBftnal]. Purp, VII, 11. 

Il, (xiivnbiii olanit.rall, Clilima Miat 
(Il aUtuiir il>]la bal|!a, par arar cM^ 
mal" la bolgia fAfautra, obo vaio aniaa 
BOaaaWru. ià.: Cmerrn — tnaontaUi 
■to (Il abltaaU di qaeato botoSa bod te- 
no traumnlatl. £dfki • OmttTti. cdta 
tonnlnl. • inMtprotaalona utouata dal 
iMIf. >1qualalnHmdBioh*i)BuuloDaata 
a TltRllia flitono peiTonnti ■nH'olllma 
(Uoaara. potamna d'Dn'o«vIilau rodcca 
Ioanani, tlottegliaUdr'eanlil. laTtl- 
lato, 1 toTiDlal ril luiu laUalabeU«.> 

41. riRn»^ apparir*, tdaara TadnU 
da Bol cb* araTamo ani pcala. 

U, «AvriantiN : nd tadplmno, mi pnn- 
■aro laaraMMa. Jll.' Mlponarallcaora 
di pMl. 




2S8 [CKKC 4- BOLO. If ] 

Che di pi«U f«mti avoan gli Hlrnli; 

Ood'io gli orecrtii eoo lo tnnn oop«ni. 
M Qual dolor t'ora, se dogli spollaii 

Dì THldichiona, tra il luglio e il Bettombre, 

K di MAr«mEDa o di Sardìgn» i mali 
(Il Fossero in uda Torra tutti iusembro ; 

Tftl era quivi; e fui piuzo D'nicntva, 

Quid snol venir dolio in.-iroito moiubr». 
et Noi difendemmo io eu l'altimft riva 

Del hingo scoglio, pnr ds nun siaÌBtni; 

Eli iiHor fa In mta vista pih vira 
hV. Qiù viVr lo fonilo, Ik'vo la miiiÌHtni 

Dell'alto Siro, infnllibil Oitwiizia, 

PqiiÌbc« i falsator che qui registra, 
ss Non credo che a veder maggior Irìstizia 



M. flnÀi fwtrvblin qui rmtnndatrr*. 
onda 11 arnan aanblM, oba quel luncnll 
arano retprmtoiie Ai Inramao Mar*. 
fì[>piir* rniil fin. ebg <|aal Itneatl «TC- 
Tui lAuu rana dk pigiitf*r* D n«r» a 
filaU, I in Inoga di punta ■■ qnkl auM 
t—ai ài AcT», imino la i-lftà*: 0«. 

U, ooriBMi tm» al tniA la oiaethU 
far non «aara (ommoaao a Uvppa platt 
• ooo nenuralill anafol riofroTari A 
Vtrcllia. tooiB a* |ll ara niarluU altra 
T«lM: rtr. tnf XX, il *£t 

4C. iJOix.Vi <lnfìli>^ Ihmanlc^i In canna 
ptr VttTi*ILo - rem: "ucbhp; cfr. jrri>i< 
nbtr^ XtrH, ^^ìl t^ A], : yiicrx vHcir, 
B(iKriiQU.e«,^ i<rr. ifo«rr, Vrit .Vii «it. 
Il Mor* t\n\yi rancolin i^ra tala, qiialp 
Miftbb^ aa in uà aoi InojiD fbaairo Hn- 
nlti tutu fidami 1 idui'1>1 nba Inft^ilano 
ndi'aailal* lo rr^lobl piUitloao ilttU Vbl- 
dMblana. dalla Uitmaina a ;1al1ii Sardo- 
pia. Qaaalo ^ri«*aa * aOInn a <|ii«IIa 
(tan al ka la l<tf. XXVIII, ? i>ei. 

*1. V«i.iiiaii49xt la val]« <1uTU I.'Jila- 
aa. tra Attaio, Cortona, Gliiotlo Mtui- 
nfuMann. al I«npl di llant» |ialn<tnaa « 
mitaaiia. • Inda auwei villciu Uum 
Mat Ilio (ani]»r*tioip(la1oila Atln|iaa-n, 
n^À anlpbanl eaaa muCIt panpam Inllr- 
tnaatoa. M por rontt^iufni mafriT» do- 
lor p| Jtm*. Cfr. Kau.. la» a^- 

H. UiiiKiU: la Uartfnaia loactwa 
Kfr. JV- XIII. J ..«.i XXV, la. tttf. 
V. IMI. In aDota iinaat apaqMlaia H a» 
aal inaaliilim rd-. Ii<^ii. L'Ilalia ittita 
J>. V., U* H- • iliRiiinii : Satda^ 



t boia milito InrKmu. aotna w olaarono 
ob* T'a alalo •: ttuCi. 

ti), ixMiiMKKi InRlnD*; pTOT, «tralice 
tatwbh. aie». <iu<iHbH, la*. 4n («m^. 
aoikapinito aaoha toor di rimai Hr. 
Dtm. Win. t>. Zie. Fanti. BaK. Ut, 
IMac- 

M. vmiai Al.; mai. - aaiui! Al.i 
tuLLi. Cfr. 7. r^rt*, -Kntaur matt- 
bia. • Spintili nrrlbraattalniaii'iittabat 
■xlinoai. ItiBriila qna pccolBal praÉiMa 
radater» liln»; Z«rrat.. Arr. ■■<. TI. 
ni; -(. 

V S; 72. PaUaloH Jl anUOi* fera 
pFnn. La pitina rlaxo * dal Maart la 
l'D'a. lu matulll ia1(bIiDla«l>, Sono itaa- 
|wrU ril r'r'-rii - l-rmrntatt Halli «flit 
biji, o paralitici- Ij> tfobhfv atdo In* B 
ciTTollo, (lol i^aalo ibnaarDiko. a paMaao 
por rimminidaiwa ^1 vinto. 

It. uiamMKMO: pfc pa<ac baa dl- 
aianiaca II Inndn ilHte bfdcta, - axA! 
atztnai quaaiuir olUiao. panMaBaBaa 
ro) prvtomlo fiMaa, mr. XVni. t. 4rr» 
In acfifUo A Iliaca. 

8t tiv» 1 «blara; ofr. Pa-j. X3CIV.7*. 

MAlKii! aiinoTO. IXai(t,I>iarr XV. 
Ili; XIX. IW. Far. Xllt. tt. m. 

!i7. QUI- In (tonato ••odo. lanM 
Ona .. • •tnna pusll |p Ma bd^ do- 
WmBi ijniuitln onlin aanlantla 4iUT Ma- 
lfa rk<iiu), luDc rofMrarl adac • (t| • 
H»i;[«Tii> : nnl llbrt dalla mpo I cl>. Ol- 
nùU VII, 10. AucmL XX. IZ. 

M. xa» CRKM ««.i cnatr,: X<« i.-r*éa 
di* a tadaro In IE|Idb II ^poln latt« la- 



[«ntT. » BOLO. IS] 



Ut. nix. S&-73 [FU8. PI nriLLi] 2S7 



fi 



M 



» 




Fosse in EgìoA il popol tutto infòmio, 
Qnaodo fu l'aer si pien di malixia, 

Cbfi gli animali, ìaSao al ptvdot verme, 
Ouoiiron tutti, o poi lo guati anticho, 
Secondo che Ì paoli hanno per fermo, 

Si TÌetùtAt di Beine di farmiche; 
Ch'ara a veder per qaolla oscura valle 
TjoDgutr gli spirti per diventa biche. 

Qnal sovra il vontre, e qanl mvtb Io spalle 
L'on doU'altro giacoa, e qna] earpone 
Si ira«mutAva per Io trii^to calle. 

Passo paaoo aDdaTam senza sennono, 
Guardando ed ascoltando gli emmalati, 
Che non potnan levar le lor persone. 



IMM uitigitn MkIiIb oh'tn 
Ttàm, HO. La •isUUMdlM * totU da 
OwU. Ma. VII, U>f«i tu. Latrtt.. 
Jbr. bm. vi. hi* («k. 

M. IdlSii MMIa *l«iD» td UenK 
l^ !>*•>• n knva 6 ifOMlat <IIii>mi*, 
««InU pwiM la Dlntk Kkìb* I(M dUda 
41 anaa aff" laaU) tn% fucilila con <IIot«l 
■WT1-" iMiriioU la peata, cb» (re* aiorin 
fll «tlMia prima, finirti |ll uonlal, lU- 
M. Bella M Sflaa > MfDcradainntk It- 
a*Bi* aala *l*o. nm^tè» aHlao iMM una 
ilMraU, rnctatonei iUanM«ill'i«iU 
IMlU aWHaU, quMa IbraiMia tatvra 
»' «Bri ptoA. Ctan la Handl, ad I Doort 
■HMbM SaTlaala (Rrm* dtaomlDaU, 
é»a» UfB oHflB*. I UIkbMobI. 

Sii. i.'an: ■ Air (alsliui Krptte mb- 
plt •; //w««,l r, lll«, - ■ I^clfatiiira- 
1141 apltanal iIaUI>B> Amtrl • . OtiJ .L 
•., Ul. - Hjiuni: JtMBIlilI tw«i»miUI 
■TTMÌMBl afr, OtU.. fl>M.. SU. 

UiOlt. OiU., lbÌ<l,.SM tu. 
I M TBiMl Uddle ■>« la um- 

LCaawa««iBMtM.(n.(isr. XXXIII. 
. (tmc* ntBBBi prlaio t>iJutiini)a« 
boiBB4«a la^M Mrta MbtU 
e-p»— ■» pMaMUa BOrbl Mt • i »*<<., I. 
fu, Mi «e. -onrriT air, f>*iJ.. iMa«. - 
aannia «lit ihlBBW «MIm UlHta gli 
alalaaU di X(lBa dMnUI dalla pnto, « 
r*HaM la k«H BVMBuiMilatnata. IbU. 
Miai. 

■a. I nWRi Oildla BOB (n U Hto a 
r MiBBUm e Mio. n pluiUMa latoula^ 

rf> i>Ha* ^|»a>.4.ni,i3.a.M>>twhtc 



non hIUbh eht »1 OtMI«^ comn il is4n 
■lalli ■«> dMiTiilaiir. 

M. ai lunovlH: ti rluimTBiDae. ri- 
nnrqnnri': clr. "n'-f . Ibid . U4 lo- 

«. U<(«tria-vlr. Orl.l..lblrl..Uf.-e^ 
Tu■ul! qnaltrsiiaHl n nucsbl. • Ridia r 
aitUMhl L pr«pT, I oomnl dal stBDvj qvl 
pM lunnill di laBcDntl. < Inda («M^ 
Tattm iDMb* mortliiD* dabaclii «^ £«■ 
mr. I. r-, tl4>. * (IniDlaUacaDilialiHi 
■llvlii|n( *)(rtHiag i linfa* Coriwr* teda 
Ibcmlil (Md.. tbld.. MT •(■ 

•T. ijL-.it.: GlIaldiluiiiU. tatti labbrtal 
i> «rabbini a fanllllrl. (mo dli-tMl eU 
lOBlraalarralcfr. 0«U.. Hit. VII, I04|. 
n MOoHatt l' noo tllo apiJla dUTiUn, • 
tanDb caFfkAti]. 

CD, al TuAiiivTjt** : ri tnHrtntTB 4B* 
a la pnr igunt trl>(o ìotgn. Al.i H TBA* 
VUtata; «rr. <V<d., Ibld., lU, 

IO. riMO I Boi aadaTBib* lutti a laclll 
■a ^r l'arflsa. catrdaDilci od a«iv1Iaii4o 
4i}«' pMf4t«>rl iBCjfifl. I ifuoli, p^ipraatl 
^ ^ [rari lanrbl. Bna piPt'iràno tfriorv] 
dlTllll «iitla pvirauba. 

Vnìle." rtfftUna VAnmi,, I)aal« 
vada dna dtsftUI ndotl l'ano nmlro te 
•palla dall' aXfv. da capo a iilt copartl di 
Mblaau * c4a al iralUn la •oahtda roD 
k anckl*. TlrcOloehlxila Ioni ae vi ala 
al«aa Italiano laeilll, ««a llatlul aaiba- 
■laa. ti iiriDiu flie al BiasUH<a, b Uilf' 
fctnin Arnllrin, ti •|ubI« rarMala laiw* 
oalfB.' I >W< \rrii nun tonkalvr Bai. ma- 
SBB* '* •nlnilU'lmiu anlilniUia. tfA 
Tvn dui» nuiit ilomnau-iiu tiiluadB* ÌM 
*pli>v|>l Soiivntl*. ijni TuuBbaiiir AlkM- 




«W tette. «noLO.»] 



r. mi. 1 



rotimtr 



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Io ridi dn« sedere a sé poggiati, 

Come A saaldar si poggia tegghin b tegghìo, 
Dui onpo 111 pie di «chianze aiAcalatì; 

E non vidi ginnunni menare stregghìa 
Da ragazzo oitpott&to dal mgooreo, 
Né da colui cbe mal volentìer ragghia, 

Come ciascun menava spesso il morso 
Duir uogliie sopra so per la gran rabbia 
Del pisEicor che non ha più soccorno; 

B til traevim giù t'nnghie la scabbia, 
Como coltol di scàrdova le scaglie, 
d'altro pesco cbo pili larghe l'abbia. 

« tu che colle dita ti dismaglie, > 
Cominoiò il duca mio all'un di loro, 
< E ohe fai d'o:tae lalvotta tanaglie, 

Dinne s'alcun Lutino 6 tra costoro 

Obo Bon qui no' entro, ho l'unghia ti basti 



tiu, ditti dtota Albtito ; l^irti leinm m- 
tar*. 9i t^lUm- lUn tiilfirn A ] Ewrtuii «x f>- 
dllUto jtitA boo civh1«iiì, nifiiTit dlcidm 
d» Atvtii ni tloudTKt t^uib» vuUrKj ot 
CQm hgpd |iotDk««at boc fu«rv. AoontAtlI 
«■im vplimpE) ^fifiiml pAlrl juio, ox qao 
dlctn^S*! combiutaa fall*; Bdmtigl,1k'\ 
ftt sKi tu I tm nnnniUDD pnni v)t ■!- 
IrluUehI. L'An. Stl.iiaatilitQnaoUno 
• mnltn IWaA lo ninn«t«. r • ebs AIlM» 
lowatò • A l'inquiallondA' P>t*r1iil<ll 
wtU pnrcnl,! rnnlni • l'oda. • B«(«ndll 
tae.Daiil. -iIpnlKUil'nUIdMMAIbMlo 
d* tnL iiif nrmulo, a un (vrtA laqnljiilArv. 
dft' pAtAMiik la FlrauAA ftrd4rn ]« Scùo. 
Il qilifv Inqulultnrg plilr* <M dtlto A.1- 
buiu MrUmvDlad* uiilHanUanM.* 
Si tnie cbo 11 IktM «apairlm» al t«mf« 
di Bunflgllu.chnfìi t«iM?odI8Mludil 
iat( ■] Dia, CI». ^IfHonw, Mnb in 
Afna. M •£>- 

n. A U: 1' nno • ddoao dall' bIIm. 

T4. TNuiiiiUi l*itUa. riaa di tadna 

n. aciutiEKi oiMtlil* dalla aoabUa. 
«gn*t »n w a •iVMiut abUouio a 8. 01- 
Blgnaiw It nudila dal ìnfoo • i OiMnf. 
Al.: La oi«il« dnllr pl>(bo dtwwcrato. 
oft. T. M. 

74, anMUURtt: iItIkIìb. 

IT. MAOAIXO: quf |)«ir miiiii', ■> T^ink- 
riW di aUtlB. ' (laxoiuo: ilgDare san, 
Ama dall' uv Milion o viva intr^jra 
Mll'lnlta ueriSionala e in ptrU datJa 



««stnlri etr. ZKu.Cr^n.tli.UTaft- 
rviii, Bua. Ili, III. Al.< tia atoaoMO. 
ubo auvlibf ta fanu* nfolan mitmàa 
Fan/.. And.. 71, \t1. 

It. v>e<iiiU:ntlU:a>aDa laatriflla 
addoMO al caTaRa con furia, «fa pat dt 
•caMlai* Il lODUi). ila t>Dt Isnainar* H 
«nn laTnrti hi Andaiviita a lotto. 

Tt>. UOWO : • quMi i itnti itM a^l*, 
rint l'aCDla ■ IrlDulanM loro pnBIa>i 

J.SH1». 

M, SMau - pcnrlto diilla Kiabbla, taa- 
to aroto da non iniviiruallrDHlIInTDcbo 
■ale zn.tttmi. Al,; i(DiaDl> r«ro«. 

ai. ri[iKocf«uo: aloac ■tini Mlllan, 
obo qrjollo (lei jcrattanl oou lo onj^bla. 

ÌA. k ftl: lo uriifliLo ininvaiifì fib la 
•chUmu dalia Hul/blk. ooiun it «illallo 
d*l<iBa»la»>la,riiiu;hlam1», lonqnas* 
dolla Kttdvra o di Bltra pn» cba la 
abbia aDeorpiti1ariliii,c(r,/lDral.. FfiUl. 
I. III. 13 •«• 

KI. HRlRDnrj : pw» d'aaqna dfllaa aoo 
molle «ftUo, a lavar le qDall oMorra 11 
caìtallo: Il (VptJhbi larwdsl Llnnno 

K. n cmiuaLUi: ti aiaiiiimli, arivaU 
mila BDf bla. IHtxagliart — dloonlr*, 
■lltbta la nafll*. 

n,»i^ «distilo dita coma UiM(llr. 
af^.^^aodf■ olranidotl di diNaa W CToala- 

w IjTUKi^ Icallaaoi (<r./^.xxn, 
(Bl XXVII. r, 13, 

8». outic'ucTao : <laatf«U bolgia j e(r. 



tcXSC »■ BOLO. ID] 



Int. xiit. 90>l IO 



[«RirPOLOO] SW 



)M 



1M 



Eleroalmente a cotMrto kvoro.» 

< Liitìn aem noi, rlio tu vedi b] f^iuurtì 
Qui nmbeduo; > mpose l'un piuigtado: 
< Ma tn chi se', che di noi dimnodavli? • 

B il daca diaae: 4 Io son nn cho dinceudo 
CoD qaeflto rivo gib di htìto in balso, 
E di mostnr lo Infenio » lai intendo. • 

AUor B) tappe lo oomua rincalEo; 
E tranoodo ciascuno a me si volao 
Con altri che l'adjron di rìmbalxo. 

Lo buon maestro a me tutto s'accolso, 
Dicendo: « Di'» lor ciò clie tu vnoli.» 
Ed io incominciai, ]>oflcia ch'oi volse: 

« B« la vostra memoria con s'imboli 
Noi primo mondo dairiinuuie meati, 
Un s'ctln viva sotto molti eoli, 

Dil«tni chi roi siete e di che genti : 
La vostra sconcia e fastidiosa pena 
Di palesarvi a me non ri spaventi. > 

4 Io fnì d'Aroxzo; o<l Albero da Siena » 
Bispo«e l'an, « mi fé' mett«re al foco; 




rv X. ii.-Mk'ioouurMi'w^itau 
■ma la M«n>o « fiMurU. mom mài 
«Vaalanl Di-praM^M* tb* ha M dl- 
■ •MlB bi^lBTM* Bum. tri». 
I rMalw nahlcHiadrar*) 
Mh aH» lO* iMinBHiMa ladaAftoi 
M) MiW MMUrt, qOMl 4l«t I 
UU ma likmaMtaa. 
fftaUMmMM. 
irMna iM aaMII esofomcnt. M 
■M ili ti* MI ■«vMIsl rulno. • 

M. •»• UBI «fr- /V. xxyiii. uiu- 

IK. MMUoi ■iU«nkÌsta«c(«bMB 
41 Tipa )■ )%••. »«. 

n. OOWm HMIAUO I TtMadoMla tf 
fntgln, I d>i> fUriao iipp*f(laU I'udO 
■U'alU*. *, pl^ na. lU'aitlrndinl'aao 
M Sbb itMMaU * «MOr irln. ti aM- 

ifcwrtiiiiirTilli q«ita4dr*MM. r«r 
— Tt— >» r*«4<>i*a 4da «taa Bitn*t- 
fila. ■ •< «olfMa Ir fiaa a» lano ■>*»■•. 
M. natum.'. «naia »»» pilara» ^f 
■aMtatMOT* •*■• aftMStmi altartaa aa- 
iril>i Itala. rora'MMfe* par te qM*>a*B 
il «aMra *«4MI 4a an Tltf ala la • é 
mm*» a (aHMIiia *«na. • t. I*T tg. 
la qaaala UwmtM •■ paUabb* tur av- 

)> - Od. a»n., S' aUa^ 




irnlara Ttitrt la iiHiTeota d'I Ulurl 
aeopcftl. 

N. M KiKiuua: pw rlpanouiana, 
ladMUamaBW.aan arHide Vlr(lllo |«r- 
lai* ad Mri dlnttMuaM. 

irv.a'aocouai atl^Mccii tslto l'aiil 
law ■ un, dD|« ITR falbi atUnilona al 
da* iluiaaU. Al.: S'aasMU nua an*. 

l«. itiUK: rolla. 

1 a ). I >nau: la*«II.C«d la raMa ioaD»- 
tta Hai d cajicalll dada nwam a»iill.ato. 

101. rciMo aosMi ta Mna, dova 
room» Tira la aaa pfkaa Ttta. 

tO»^ «ORO aoLn aou ■ per u«M «a- 
■li dk. /V- TI. •*■ 

tOlMnnonm^dlqaalIrtHadlaiMe. 
u di qaate (ts'dlrai^ pipali IMIiU. «. 01. 

lar, Moacu ! qaal'* te teMn*. - r*- 
«noiOai I OMlaala par II piarit». 

IO», Al.>iaD ; o jUbwU. «««a leccuBo 
•liti I Una ^mI iMdMiau di col ratta D 
SaaolNtU, /rn. XI-XlVi aacoodo I r», 
■ibodal tMMTo, aacnido altri, boa to- 
(■tadal<r«aoaTO,»adaH»dlan B*niar>' 
■Boa dal ptfoU il B. Uirtteo. DI M al 
bHM DoUala dal lU) al l»t ivaa- 
roM, 0. e,, fi. 



390 [cno. 1- BOLO. 10] In?, nrx. UI-197 




Ma qaol por ch'io morii, qiiì non mi mean. 
119 Ver 6 ch'io dis»! a lui, parlnnilo » gioco: 

' Io mi saprei levar per l'aere a volo '; 

E quei, che avea vagliezea e seuno poco, 
tifi Volle ch'io gli moutraasi i'arte; e solo 

Poroh'ie noi feci Dedalo, mi fece 

Ardere a tal ohe l'ave* per figliuolo, 
lu Ma Doir ultima bolgia delle diece 

Me per l'alchìmia che nel mondo usai, 

Dannò Minta, a cai fallar non lece. » 
m Ed io diasi al poeta: < Or fu giammai 

Gente tA viuia come la Sanese? 

Corto non la Francesca si d'assai ! > 
IM Ondo l' altro lohbroeo che m' iotose, 

Rispose al dotto mio ; < Trammene Stiicc», 

Che seppe far le temperate spesa ; 
ITI E Niccolò, che la costoroa ricca 



lt1'^VEl-:iioiiKtDo<1uuiAto(>arqa«UA 
osltw vht mi la ImpiitaU •• ih<i I* qnala 
fui «HO, ni* p*T nltn. cioA «m» klohl- 
alata, t. 119, 

Ill.tnioco: (qulu htlHibst «UUaiD 
do «lo* IkialUU ■ i Stnr. 

III. VADuniUt cnriiMltA di cn*» nuova. 
• IH«ul «1» qoatlo Aiborlo «nt molto tb- 

{B di ooMI train>. e (fotiitì «mansato 
timo,* para urea |>ui» moiioi OU. 
Ila. AH-n: ili TOlaiP. 
Ilo. DmibO; cbB Mipcn n>UT*i elt, 
Imf. XVII, log ti- Ovtd., Ut. TIII. 

SU tu. 

117. 1 T.it.' da tale. olMilBlTaiiHiTotfl 
Siena, eha ict launa In Inondi Aj^liunlni 
aUOM Torta non eaiatH <|ula fciilliit *i 
maratrlt^a I at al arai, nan aiadabat iti' 
ttitt, quii Hn-iia laccTdoUa niioa dliara 
naputfw *ì /^TiD. 

11». ALC1IIHI1! ari* di bn> ora. dal- 
l'arah» al-KlmtA, ofr. />i>a WSrt. I', IS. 
Qnl iDlAucIc dell' ali'blmU llIadUi, oh* 
IkI« I niotjilll : «It. 7A<H». Jf.. Ann. 
U4I.I. Il, 1, TI a inir. a qoaaio rana. 

HO. Kux LUCEI MlnoMs non pnA lkl. 
kn. oouo Ikllft 11 TMCDio di MMia. 

V. 1I1-1M. r«n(M iM daiaaal. Il 
rlMido driU falnlta di AlbMM da 8I«- 
•a iadMa DaaM ad on'httlUva toD- 
In la TanlU dal 8aiiMl. miMlora dalla 
vaslia ftkDDaan. (laporcblo In iia»nclB 
OM amara Irvula. DomlDando alonol Sa* 



nari ebe il l«aMO ttmoal per la lan 
vanlU. 

113, Fu»t*aiu: fMieaaa. tlt. jy. 
XXXII, \li. • Calli tont gfintin nOt- 
ilninm omulQot Ab antiqnu. «IcuC [utal 
aapt «pad liillnni Olmm H/ftaraol) 
et hodi* |»Mt da IkaMii fina. 

Ili. i.'ai,Tao: Cai>osiitilo. t. IM. 

llLTaaioiixa.' Al.; Tnaam loj 
ralranlea.eanin rrv/.XKl,«l.-»™ 
probaUIm. Strii-<ia di lilnr^nnl da' 
llmbaol, pndaat* di Boturoa nnl m< • 
ISMi afr. Jron.-rai,. Ymì « pani, IM. 
Saeoodo alM. airfoDB da' Tnlumil n .M 
UareaoMCI. C(r. Jh^ya; nnnl In Projn- 
gnattr* L BI-SM. S7».B»1. a4S MI. > U- 
■crloUo II padre r\wrt a nji^iii naaa illaliiw 
■a In pafLila, a la acl'wchHfa caUlif*>i 
An. Sii. - * nomo da Cnri* *] t^fir, 
Alni. 

IZO. TWrKiUTi: oanlUna l'Iraala; 
(mpimic* par ' [ntampatato. ' 

UT. ìiiixoiA: aMonds alcasl. Ai'Ha- 
llmbonl.ftatcllodliitriCMiaaco ada allil. 
da' Bonalfnorì. ■ Knlt prlvaa ^ul do«lt 
poni gar«rui« lo ■iporfbiu a; gl*|< 
Iji Ita*» ripetono altri. Mme An. SÌL, 
Lan., CW., Pur. Dmitt-,irr- lAUq*)*- 
mnl, qoad lata MlfplHa Kmlsbal Mia- 
iDmaaalamlwn minili HMi Mi bLEaHoAliv>. 
aad IMad aat ranloa Aitvtr. ^uam ItattH 
boara. AHI dlanpt i|aa< AictakM paolf» 
rtaflloa In laaailai ani lata naa btaNt 



te- •■ MLO. U] 



ixr. un. 128-185 



[ciPODcmo] 291 



131 



Dol gsro&iDQ primK dÌ8co(>«ni« 
Xolt'orto dove t«l aemo s'kppicca; 

E tnuine la brigau in che dìsperee 

Caccia d'Ascìtui la vìgD& e la gr&u &cnda, 
£ l'Abbagliato il suo seuuo proferse. 

Uà perche «appi eìu ri ti seconda 
CoBtn i SanMi, agazs» vSr ni« l'oooliio, 
Si che la faccia mia bou li risponda; 



■arm iBT^iUe, »K «ipacuw iu*cli*. AHI 
4M«a<> «D04 IMatat «hui f bHlaHMM 
■fMBÉ ad ftMiiM kcMa SI tarioSlk; M 
has <t*4* nMH. ^Md Ma nut aptoM 
■■ I liB» TIMI— Imi. DortMlnM adlaToa- 
M*:*n.IlalUllXMEgl»«*'atUmbMl 
WS ta LamhBlik In'Onadl A* Ikectu 
dna» ad ArTt|to di Liiminbargii . olT. 
JM LM^tt, Dima Onv. H. li** iVC- 
JfaWrta. JaUn* » fwJ a'^uU ■ ni 
JW|fw« «a JL Otmifuaitt iUtUci la »- 
fvM éH «HUM dn laMli Vm., ISl*. 
«WL I. II». 

la. aKLuno: • nlw uto bm tna 

(hMUvrtM «i 2«. Al.: A lUtna. AL: 
IMratMBIa, dot* li xanteao era«« «o- 
■•»«Mt>lMllc«aIO- 

IM. MaiiUTAid*>l«ff*drrfMMO VM- 
étrtMi», ti dadltHIHMil Bwi— rtwbl* 
«M, f«maMM H DliM BdUi noMda 
I dd MaMa XUI wU'iMMMdi in- 
ulta M «onviU • (Hto. Cft. 
*. 11. 411 a(. Jfvar. a. «., U a((. 
Jiii)i|>ar m <. V. V.. Mi *u. Il'/assad, 
JtaM « (MI. ■ iwr. IMIir. p. 3M •«. 
• DMiaM I dMMt«- ivraM. • Ua&Mat 
MM iiMlaMrMMBi al pr<Ml*<«ia p«aa*- 
MaaaB. %iMm TtMIiiU *l cuMUBpdt 
la lata brwwa tkiaa >. SMr L»ilmi 
«■BtaiatonalhiBa tba la tnpMa noa 
d«lò pM di t*bU ta-à. • UM alto da- 
a» ad bHpUB. at Iwu laat n>- 
ifiMiai^* 
. Cuxu: d^U B(Ulaa«U, dd ramo 
I OaaMaMBll.tCMtanpaltoBMa pM- 
I al Mte bau In dlMB kctuata •: 
• taoBnti Al.i ro w A) la im 
Hatfia |ia«*vlinil. o*a parUMtan allu- 
«Maal bwdiL 

Ui i.'Amb*i>uit«i liMiiiln«»in it»i 
^ÉimtHrl, aal lllrl ibbìIMo fardiA 
hanil» a Im» la ■■■ Urania. tUa la 
a^iwia aSei uaa>*«oll iMOa la* pautai 
*a. lUtm. MMHMm /WhwMhI. n< 

fMM. I«:*. ■ ■« . Il ti, AL I MSJI- 

•UAto. aunlMlu dui «■•« di (fenda 




HolilaDjthL Cfr. £ f.. lat IH.- ntOaiiBU ■ 
prgtiua. Oli altri praliiwi» gii aTsMi 
caatiii» • pttToro, da Baputa pcnoiu* 
(iian.. 00.1, Il HDDo. 

V. ISS-lN.OvoaeMA D«po «rat par- 
iatad«U*bi1<au ipoDdanniia, adamnaKi 
al nomina. E coatul Capwrhlo ila Stana, 
fioma dioono g^\ ani (J^n.. ifuli. Land., 
VcU.. Dan-, iwo.^^uil* KlrauH^, nvm«af- 
IkTtnaua alici lix. tìanl.. A». Ut!., UH.. 
Ì*4*r. IMnt-, Acn.r, HrHi t1tì)H MkaAaoai 
ms. «Fall iuA|(iiu» HiclUiulila, (hCaubll- 
IlvALinmi tDVMiLiiinU ab lminiif]n.-ilhiiijii 
aiUlu >; ISamis/l,- • ^uuttu tjniioocliiii 
ni IlonntIBO, E uiului Iklaa 1 metalli odb 
•Inbljala. « p*k> [a ann lo iliiaiiai • an- 
si» Istoudta lu «Ile iDii(l(K fi Alt. M. 
• •l'ccaaoaUaataapataUnnad'aJablmla 
aaaluau la Stana tiMat>u*i Jai.Oaat. 
- • Mniel dia quodan Vaaarìt «ant*! «un 
bMcm aaloa alMttacUit In ^oadaB dna- 
atn>, (lti(ÌBTlt albi bewn proiiawm pm- 
alonlji Lkirnial in nacalbitamtfaBrUDila- 
■IMie ; al IODI Ua«i«*iapUTCDiouii|Dm- 
ntal r ' <Juld «al boa ^aed IMIall I ' lai* 
nublla en» liB(aa dalarlt qaMijuld eool 
laolD laton lB)[aiili fabhaintBl. Uà qao 
lliuilaa niuUuiDarsBll«uiD, *cf .r ^ Brna-- 
•y D aanaaaa fb di j^t anda Inga^o »v alntbd 
aaallasMlo naa lUuIiolaiUfiaailaaatu» 
Tala a raJatTlnoiM*! SuM. -•rucaao- 
acaala dall'Anuan^ «t laalataa aliid»- 
tmai •( Di aso elM, a mollo d'uno naoia 
di tatù. Btppa ammiKt* «cai noi»* 
tàa lolaa, «l ogni oaan. laMu tà'afU 
para* tjantamiala la «aaa a f oaiDa 
gb'apU eaBtnBkaaa U alaacaao alMi 
4lMalD*IÌ'«lttaua«nirailkm valajtl, 
cOBa <«li Auaa fU nmiini •! in. JUtr. 
Ofr. AfiiBr. I. a. PmatH, IV, W*. 

t». ■aooatiui Bai banand dtfki *i- 
alia d<d a— aal. 

IN. iMVaj, acci piardaml atUaU. 
■aaW, il (A* It sia vatu, da U na>. 
MatfinU. ifapoada alla dloauda IMUwl 
da U. <r. 100. 




SI vedrai oh' io aon l'ombra Ai Capoocliio, 
Che falsai li metulU cou alchimia; 
E to deo ricordar, so ben t.'itdoofibio, 

Com'io fui di natura btiona soimia. » 



tn Bel nmuouM noluì iho mi teuiUrl, 
Ofr. Iv/. XlEVIIl, 72. Dnute lo xran 
éaaqat conowliito panunnImasM. 



lift nciKi* 1 ounCnffkltor* fwMIs ■ 
ofM« di DfttnrK, > ^nbtillA *C nulTaruilIa 
■anKliMr. Klcut Mt «oliala, ^oe AiMn> jt*- 
«Ut qaot (qqult) rHcro Tidlt •! SaatipL 



CANTO TRENTESIMO 



CERCHIO OTTAVO 
ROLGIA decima; FALSASI d'oOKI OBNERK 



2" FALSATOBI DI PEBSONB 

(Corrano ■11a|ii'nll a rkblilual. mutilvnilo (!i altri) 
«lAK»! SCHICCHI, MIRRA 



8" FALSATOBI DI MONF.TE 

C^Tdn liltDiiicI « tonnejitAtl da «eto vontlnoal 
UAKsr&O ADAHO, COÌiTI DI BOUEKA 



i° FALSATORI DI PAROLE 

(SdOD fonimnoU da («nllnn» acnia (*l>lm) 
LA UOUUK DI fUrirABRIC, BIKOKK 1>A TUOIA 



K«l tempo cb« Giunoae on flroedat» 
Por Romelft centra il sangue tobano, 



V. l-lì. MitmtaMr fttrlaM.Vtttoio 
dara un'idea iuloi;aata dei Fnrvrr «dol- 
riDunia dalla ammilB cla»a<lt Unii, 
dot dai hltabiri Jl pDr<«i«, liAnM rtror^ 
n«]la inlLnUtiEU, pr'itidKiiiio duavatoipl 
4a Otlillo. Il [iriiuo i -Il Ataiaante. i« 
<I Tab*. ebo, dlTaoato tntliionda f«r 
di Otauana, f»c4 tcndutn I» nM 



per prandara la maitlie to' àn» IglliiilB 
eoait IMBtTO la l*DD««aa ad I ttniristi 
qaindl. pr««a D ÙlfiU) Laart», la «>alt« 
•Wntfo nn ««««ei inid« tuo. aiu b«(IM, 
d (MU di*p«aMa ootl' altra fl^wMak 
«atta cai man ridia. COr. OHà.. M*- 
JT, 414-Ml. 
3. Smittr fluHa di CMno. prtau i« 



[CUO. ■■ BOLO. IO] 



ìvt. zix. 9-31 



[CCITBt) S93 



11 



u 



» 



II 



Come mo«trA uba ed alln fiata, 
Atanuuite dìvonne tanto invano, 

Che, v«gg«Dilo U moglie con <lae figli 

Awlar OKTOfttii da ciaecnna roaDO, 
Ondò; « Tondiam le reti, d ch'io pigli 

L« leonesaa e i leonnini al varco! »; 

E poi distane i dÌRpiotiiti artìgli, 
Prendendo l'nn cV area nome Learoo, 

E roteilo, o percosselo ad an sasae; 

E qaella s'annegò con l'altro carco. 
E quando la Fortuna rolae in biwMo 

L'altaua de'Troìan che tatto ardiva, 

81 che iiuieme col regno il re fu casso, 
Eonlm, tristo, misera e cattiva, 

Poscia che ride PoIia»ei>a morta, 

E del suo Polidoro in ini la riva 
Del nar 8i Jìi la dolorosa accorta, 

Forsennata latrò «1 oom* cane; 

Tonto il dolor le fé' la mente torte. 



tu T>b*, ■witiB da OlONi c<r. OtU., Kit. 
Ili, sM'SIft SntTluMi «ci pitt SnuUi 
^naqtusqiHk «OM wir»> Il KM, < Il 
rtto HCT» «trigliiiiiiMii BOB SnmiU'. 
tb fwm MMlMnlv ara 41 •>(«»«• I* 
pmMtt a u tat*n «all'aM— i«4>>,-ajji ■ 
_Bri- Mlrva. «nicMil». 

1. USA ■!■ u.m rtiT* [ fta inlU. la- 

I KiiihU. fm Pula aoMm lUlIn 

■ di Oloni (M* Imww dal lanl 

, bMm OcH* d'aM Minila di D»- 

Il (Ma «ba !(■*•. altra avalla di 

I* Il Della. ni<di«k4«tn a 

I fJw !■«. «rdUaodi'eaaadl 

•I c*nMM ad Mar*. •«. 

t. cm »«ai Al.i co' UVM: Lana a 

Wallawte. 

a. «alita ' Al I 'itst»iitt.Ì.P^Uì.- 
ciaCATa : «wln«aA«B. ruen a daitt*. 
l'aM» a ilaMn I npoarv, (aOMUl» altri. 
MrtaBdi>lllB«*aa, «fr. OtiL. Mil.Vtì, 
»a f! A» "•■ *Mtnto.... U^nSmm 




*. 4«maUi la aiaal «èa >«lt «dopra 
■dia liiruM di ffanlar* fribcli». 

19.tiuati.a, Inn. -i.'aLno^ 
lairtr. OrU.. H^. IT.UIEW. 

▼. 11». Xntaa AivmhM. It a*- 
rMtd» *wiafln * iisallii di Cmka. bocIIi 
) T* Il tnet. tba,>Wa •ohlart 



Oal Gtm(. dt^ avar vadala Bovldola MM 
Dilla PelliMna «alla louba d'À(tillIa a 
Hvtato U «da Tal* di mn DrIIo l*alldopa 
«il IMI dcilla Tnola. dhI di MUiA, •, 
«««•rtIM In lacui. euifil toiU la TtMla 
4*' «MI latntt. L^tr, (Md.. JM. XIIC, 
S*r4TS. 

11, TOUI; ttt. tn/ VII. M. 

It. t.' it,i*ai.: paUun xnpatlia: (fr. 
Itif. 1. n. - TI.TTO 1 annba awilltlataaaa. 
DMia la ivarclon Al LMBMdOMa ad II 
mia di ElMa. 

IS.iMUMBi •Tmla aliiial Prttamaiaa 
aMlaal>i OtU.. Mi. XTtt. IM.-aai 
PMiaia. -CAaao^ aiviiU, aMlMi • Val- 
lan oaiB TtoUt oatlanan alBUmM*- 
•Ux Thf.. dm. XI. 101. 

IS. ctmv»; nriclialHa dM Onci. 
• Tatù In VfMaU Hartalantl ad ti)H 
mM* a n dnlwa • Y IshUelti i«« ptb 
Cr*T« dalla aaltliiU. la tnl Ktnlia Ta- 
llirà Madolla li J,. Vnl.. ai». Ul. 

IB, a Mt. <L->>i Al.: >'L*n.Kioicfr. 

M. i-AnA^ •UraTlt «MWa laiid'i 
Orla.. Ma. Xtn, Mt, - < Sod um oa- 
nlao LairaiM rttln. qnic pati laa« «^ 
iHat Dior •! /■»'■ , Xa(. X, ITI ■(. 

It.TAHToli.iou» ALiIunoMMa. 
- I«»TAi la UarolM U iwdU. 



J 




{ente, ». BOLO. IO) 




Ha né di T«be fim«, ittt troiano 
Si vider mai in alcun tanto crude, 
Non punger bestie, non che membra nman«, 
Quant'io vidi in due ombre smorte e nude, 
Che mordendo correvan di quel modo, 
Clio il porao, quando del porcil aì aohiud*. 

18 L'nna gianso a Capocchio, od in uni nodo 

Dol collo )'a«8ftnnò al, cho, tirando, 
Grattar gli fece it ventre al fondo sodo. 

31 E! l'Àratin, ohe rimase tremando, 

Hi dittile: « Quel folletto h Gianni Behicolii, 



T. ÌS~IS. Vnhiatort ili jm-tanar 

MDDittt » ^riltntiill cita Dtia AUkmjMUi 
«d Kanb«, 1 fkliarl &b ulti, o faliAt«H 
dfllh pntMtnia, rotrnnrt lAtfE^fi tjAtl» bol- 
lila « ti AVTcntATJo ruHbùiiEtl »nl ilAh' 
nati» <iHl itriul fHlh*il Iti «t'orno» pf^r 
avBr iiivl luoiidii rh]fliii« Ili firoi>rlK ' T lU- 
tral pervona, 1)*nto «y'Io 'Ina -Il onviitn» 
nTmr* 'mnrtl ■ tmiHi • V uno HAATiiift 
Capoc^Uo ini nodn i1«1 ««Ilo e lo f^ aA' 
d«n^ ft ruiobr* ili (SUunl Hr.hUidhl che 
ftbò ao tMUn*)itoi l'tlira t l'ombra 
«U Mlm, rLnoHtadM Adi* d*i r* Al 

CIpM. 

n. UA xt H0. : lub UDO ftl Tliton» idaI 
hf«ri. D« [n A Uin«il« ni In Enba. n* 
In iMlTft DA in nomo, nnà omdtfU Como 
lo HdL Id doA imbnv Mfli 

M. nr Mii! Gluuil BebfMhl o Mirra. 
JU-: Tnii riiiit| ma ■ 11 juvitt (ImI t. ^ 
è MMlncaEdViiI*, fr tlovn «tHrr« nlAlJvo 
4*1 tanto dui r. », RinihA ■Tonil'i ArlIA 
IttMo «nulo Ju olfun'i. rcflon voold vbo 
qnl (I Alta fiwnlnmilr <n Aw Mnbrf-i 

BmÌ. cu, Z. r.. ISt 

M, Ki IJUR.I o»mo ti maiala aflknalo, 
kl qnala aia aparta it poeila. ^ («Ila 
taofi awaatiaaaa ok» fdaa cba (mia. 
^BlmlUlmtfnaanlQnla, ■I'<^a Afi Ton^u 
adirmi daDDatf'; L. r^nr., A'n . Sei. 

IR. L'inilr ramina ril nnuiiiSrliInnliI, 
- Ctroctniio ' iti. Inf XXIX, )M. -no- 
POS TVrtabiv ^rrlpilt, p"r Ut qna7l 11 
Mpo al noitIdbc* al bnito. Ctr. (^iHnii. 
rad « «Alti. 10. 

W. l-'iiaiSirrt i • Io pr»M mi ooilo ile] 
oolhi CAD la aajiti^. itAndo rtti U nlmlllla- 
dls«4al porao. del qualoleiumcaoiiD*! 

rau. 

M. au nKS: tlnuiitula a CraHlnao- 
data rat II duro fnnilii <)«IU hnlj^a. - 



■ODO: da», •■■■ndii laUa di plaUa'.tfr. 
Inf. XTIII, », 

ni. VAMcnt: !■ (IrlAiUcoi itt. Ii\f. 

XXIX. in. - TDKiuin»^ COBI ctk m 

itif. XXTX. VI. 

SS. rtìij.iTTTO: pcopTiinaiiU Dome di 
(vm j^plT'tl mitllciil, rh? la Jiiip«nitltJnDa 
uralaTiincmlfi viulliEKiorTAdilu i>*r l'arili» 
» loqn intanilo le absiailnnt \\i.t\) uomini. 
Qui rblama par almlHladlaii/^'Jf'ff » l'arn' 
bra traiTolante dello ficblcvLI. - DiuKI 
8i'iii-XiHi ' rmaaftiAcUeonioasrtnVii». 
fSBt.. 11 4°at« raonnla! •QnMtoOluBl 
•^WW tn do* CaTatrBDtl 4m FIum». «I 
illOMii di lui eb*. aaiaedo naaaar BbÌmb 
IV<ii*U {rfy. I-f. XXV, IMI uafarltt 
d*nna Ittrdrnflia murtalo, reWa Akn* la^ 
BlanionT^». p'<rAobr£tFi'»T«aavf-r^fer«d- 
darà aMjildairaUrul.Almijnn non A^UbdId 
[o plnltoiM rniHllo, dell ambadoa 41 Fo- 
rm* 11 Tamhln] n tnnaa a pania, par- 
ch'affM nnl fir(4«»:a taatoll tnanaapfr 
m1^, cl]'f<1ll niE>rl. Mitrtn rba fti, 81aMaa 
Il Uine* fpIaL^ rt aroa paitra «b' alll aao 
araaflM f»lt* trvlainotifo mMitra ah' afll 
•ra iiaiiii! at i>(iil Ticino dina ib'atf 
l'aisa mttn. Stioooe, non aaMitaoda f(- 
filala niD lini lo, ni dfdHeoBÓltanlMa- 
rhl ot pblnMBlI «nnlRllo. Sapaa QlHal 
lyinlTaffWrA ofni ntimo. at Tifila Tana al 
oojcll alTI , at maaafinaloante meaaar Ba^ 
mi,, rb'f-m ■■■» nnn Ini, JHtim a Sin 

tbiartfroffUjif'tr'Uatainmfa,' fa vwWrrt 
iMJ Mia HO, ri ear&trtmo Ist ifCritfra.n 
fo nl/<iH*M tMiH. « «Mlnwiant ti MV- 
yeJKna KM ia a^ra. M/arA U limili a* 
»■■■ tu aon«l( 1 afra du i» mt MfKa 
piudiwiMrif. Slaona (a la eoaaandtowi 
Ini- aiaonl anira nnl laUo, at mMiMd 
atipanal», al «nlran la roca 41 aMMat 
Bo'm eh* pana toiHo IdI, al i imlMl» 



[CISC. a. BOLO. 10] 



IHT. XXI. 83-44 



[KIKBA] 291) 



E VA rabbioso ftltmi cosi conciando. » 

cOb, > dtm'io Ini, «ito l'altro non ti ficobi 
Lì denti addosso, non ti aia fatica 
A dir chi &, pria che di qui ai apìccbì ! • 

Ed egli a me: « Quell'è l'anima antio» 
Di Hirra acotlomta, chu divonoo 
AI padre, fuor dol dritto amor, amica. 

QtiDHta t> peccar con esso ooal venno, 
FaUìficuido eh in altmi forma. 
Come l'altro, obe U sen va, so«t«tu]B, 

P«r fcnadafcnar la donna d«lla torma, 
FaUifioar in ah Bnow Donati, 



I *« 4b« : Jo luci» mlM ZI al- 
I iK «MIM MipmrtU,iirMrt rtefiu 
rrmi 1N»H, 1 dHfw a' J'HdtnKori, 
N «art Ilo* dlMiOvcailo p«c Dts, va 
atatalal dusH. a ttuon* KMraini dal 

Mte. Jl iMrf*. MOtmMt <<ll«liMOTtO 

/tortai • (KnnC « M <« M . DWd aimio** 

IMHWlMMI 4^«M IWM Kwfiwawf- 

tara te MUtMaMf <f «fM dto« rax *o< 
iMwrwfc. . JMbmm. la«>ra4/v*4M bO 

■ ■■4B MWMifa M hlM** d tmA(*(IH 

i HI Mww >■■*»■«»■ -ftiBia pwptiinid 
■Ui» «iMto. QmMI w«mt n toMu a 
iWr»— < AMIi la maid ai<a , (M k(«* 
■■■ 1 HMto la ailcltora naia M T»- 
w a, Ok. aunc «■««•. dlcM ttmana. 
MfotfMa mmta ti «ira <^|MM«lfaM 
raaM aan. - f* M kl <b «aanl «MMtf 
tuiàé «Utflt» 41 M, SiMMaa il osnlacte 
aMrai» *«■ i m barili — yirinam»! 
Mao-OMaalMlMbl al*»: n*u4i<a 
!«—( JMhM ilHtef «mU. (ti ■« ^Mo 
••■n «a MI* alia tMu .- M Mi natoanyi 
faa^a Jlawai alia f*Ai miii inali, «m 
. «h'actl ««■*»■« iiMUwa 
• «CX laaite m lOladM di I 
* aaa. uka (aU* nAtacRio «aalna 
■■ VtwI MImM M OannMa di tMla 
Cr*™ ■ al laUa 11 «aaUmeato. «fH «mbo 
M |wrH. OlMBl aa** dal taMo. •« riBat- 
•bbtI nwaaar B aa n . •* Dan** Il {«ulo 
at iMaatM (k'fcll k «oilA . • L* Mma rao- 
■■<>«■ Ah. ÀL. /ao. ÌMm.. I.an.. OtL, 
*«■,. J(BH. «aa. Alosal lOatt., J^Hf. 
Jaaf j <maw «ha Btewaa •> U BehiMM 

«IM M« l«M»B a llwlaii acll aUrt laal 

n. • Mi<lniUailo. 

"•l n aMliia» ilsi-nut- 



Ura. - l' alikoi IUIcUo dal dm nan- 
(IodUI al *. I». 

SI. wiCFHn al allonUsI. 

t;. Awnct : rlnahi uoltl «anill pitma 
dacU allilattariaoBipanlalBqiilniqW' 
•u aitaTtaUTnla •ona I vlt. IV- XXVI, 
SS. F^ra d» DanM nm palo»* Dcniniraii 
dtaHnicatn 11 waw al qoala appariant- 
ranft la da* ombra, aaMada «aa» lollv 
dtfbnnala ila! ma (anr*. 

IH. UiuiAi BKlIa di (.iDln. ra di Q- 
p(D, atM di rtolante «aiara par n pn- 
ptio padn, CvU'atalo dell* «aa naMoa 
» dalla Isnabra U riuKt 41 aMldtalki* b 
■uà rogat. daetadoii altta (latanadM). 
aa. llmm t .0 atala anparta a Tdaadafl 
padra oseldnla, latti ■" ArabUavlto 
IraaftmiU In pUnta, ola* lo at^rr*. 
CI». OtU.. MU. X, IBMM. 

n. MUTTO: Bcllala. 

tl.TiL*inr*xi>aiai«OTlanil<id paral- 
(ndoiuiaiilr.OrU, I <i,.U», rarDuM 
la MaidautsDa i ealpa pltt cn*a 4*|. 
l'MHara lal padr*. 

«1. L'iLTMi la Schiaffai. -iHMraiVBi 
ardi. 

4t. U UOHM r la llgatra irli» tiirtna, 
oha gaUa la laraa: * la unla ili Buoaa 
DobMI. U qoalc alomM la eblamaan 
aaadf— ftoafiia. - tOuìa ; aroianM, 
h«iBe*> ■ VBma it d)» proprlairniM 
la awlUMdlM 4*'MnJU, denna iifBia- 
eanwdr»^ p*rtea**llad>liiMa'a*i0Ma- 

U. rauinciK: Al.: rjtuiiriCAa*#i rir. 
MtOTf. Om.. »! - la •« Mura paU 
ia«aral atUa donna qaaluiiiiiB , te Sfhit' 
r** InTOM. doTiwIn ipaHUial pM Dos- 
«•■ l>«iaU, hi nHtnatD ■ uanulan, pai 
<ini dite, la a la rBraaaallM <l flnaa*. 



29$ [CKSC. (. SOLO. i«l Ivr. XXX. 4(-fiS 



w 



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a 



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M 




Teataoda e dando &I Mstamonto noma. » 

E poi che i due rabbiosi fur paesatì 
Sovra cu' io avea l'ocohio tenoto, 
Rivolsilo n guardar gli altri mal uali. 

Io vidi no, fatto a guisa di liuto, 
Pur ch'egli avosHO avutA l'anguinaia 
Tronca dal Iato che l'uomo ha forcato. 

La grave idropisia, che si dispaia 
Le membra «od l'umor cho mal converte, 
Ohe il viso non risponde alla ventraia. 

Faceva a lui tener lo labbrtt npartc, 
Come retico fa, cho por la «sto 
L'un verso il mento, e l'altro in su mrerte. 

« rei ohe senza alcuna pena aiete, 



pVtìt ài Bd«o, obo n doIaIo Dfl Fa ia- 
(isMbi, «d il iMUmonU) ta lUtfailo » 
Nona» ai IfKf *<l approvato dopo (•Ho. 

V. W-tO, fmìaatort dt rnonrla! Vo*- 
•tr* JdMtu «d I «Hit di Romena, 
Paraiit Immliiirn iiriTannillKlB nulla mo- 
naU. qoaMl filati huiau l'inmionilinla 
Balta prnpTla petmia. ea*«ido i^raTall 
dall' Idmi^l Mia- IM liibnnrt tiwiato la laro 
lasaaiabllt tale au^ho ntl runnd<i di là. 
iloohAla liii-t» iiiimnnrltiEla «* tu loro <ivti> 
•oao loro trooioEido od iiE«o(FHbllo lor- 
aiaoto. Tipo di qtiMta clnun >ll raltait » 
HaMtro Adanii-, riilro|)iiMi fniti' ■ ^olnn 
di lluW, shii mal»ll» 1 coni) di Roiuu- 
na, laoi mluttarl. 

U, imi: Olannl Sohlochl e Ulrra, I dun 
rappraiwntiuitl •Ut Atlulorl dt gu-taona. 
OlM wiTopo fDrlbondl por lu buIxiiL, 

4T.T(iivTti; (toanlatiilnll attpniaioonM 

U. HAI. XaTI : Dft. 11/. V, I i XVIII. 

n. A).i amiauni *lt. Z. r., i»t. 

U. UN: UaartRi Adamo, T.ai.-rino r 
dal TMtn rlUDaBato |p modo tè», por 
obo (Il IMn alala tmnrala l'anpuiiiate 
<ta D<aM oal aoloo InifalAalDi, >a»bb« 
far» uo Uhm, pnlnhA la Trotnla a*- 
robbo (tata comò la cuaa ilollo aliumcii. 
MialaloU. Il mtla « Il p«lu wmo 11 
maDloo di OMO. 

Od. t-iJK cuai »1o oba. - mauaAiA.: 
• qualla parla dal corpo umano dio tira 
[a Eowla e II Tcotio, allato alla parti 
TargotsuiHi 1 j O. Il Anry. Itfga La la- 
ounui^ ì*t. Oifttt Ik Z. F., m ■(.. n 



qiialo ruoli tba lattffUtnoita t'abbia da 
iecirere itt'OffulHaUr, lai. in^ìtm. OU 
*fl«inp1 HElclnili dalla Or. tnonttihno rha 
g\\ aiitli'LI iliti-^tG aHi/iiinaia, ruimad» 
rlratjt dalla CLiitEnrii* dnll'ari'Wto col ■«- 
mn « dall' naiH] Fui in languànitiit oon«l< 
dorata o sentita onmQ anloolo la aolal. 
Eli. r.jLtO' dori» ni blforouio Ufaoibt- 
ftS.aiuvK: «qEiia mMli honUnaei f rfr 
vpTn, Itniit mo\-i«rl non pouile k; Ib-f,- 
iiiaP4ii ' <!l>f»riiin oou la Unii noa ili- 
borala l'm'nilim In lai modo, tfho ak oaa 
iiiiuioidiwouo ul nllro ^luiacraao, aada 
II TolM dlmaicrato n<ni * pih cmpont» 
oalo alla (oadetaa dal luiitra - eli. Àr- 
lon. ÌM MIIMO. rtn.. T. Vt. (K. 111. 
p. Ili. 

SS anMTKi'patboTaral'aziacbaiIa- 
rruMbl e TlatorI Io ardonti «M (Mei ■] 
/non. 1. e. 

5T. L'US : labbro. - wmKBti > rlTuljtai 
l'on labbro In ao, l'atlro lo (1(1. ALi »- 
iraai»! elt. g. S.. ira •(. 

W . O vO I'«fr. (hma.. laauM. I. 11. 
rV-XXVin.IIt.-iwu«oe,E**M*nl 
enlm ilio aplrltaa. qned latt dna Boa la- 
honbaBl atlqno inalba. «Irai (vtadla 
botila ma. Don lapr*. alcol da» pital 
HoU. aoD f^rta. iiioot alJi dnn jhwil. noa 
alU, alout liua, noi> I«br«. aicat alil dao 

•Mll,.,.«l-.. Saartobal qllOlI IIUfM Ti- 
vù* iTDl ai (ratta poi Infoisani asb dl- 
eatn 'VlrellU *; Bmt. I^inbra oh» Mar 
<lro Xixmo non avoaio udilu l'JA <^ 
Vti(IIlo aisia dolio a Urlffbllno, tnf. 
XXIZ. 91 «U- 



lene, t- BOLO- 1«) 



Iw.wi. 59-77 [MiKSTKO iWKOl 297 



E DOD 80 io porcfaA, no) mon^o gramo, » 
Disa'eglì a noi, < goardnte « atMndete 
Alla tniaerìa del mastro Adamo I 
Io ebbi, vivo, assai di qnel ch'io volli, 
Bd ora, lasso!, aa kocoÌoI d'aoqua bramo. 
M Li nuealleUi cb« de' verdi colli 

Del Ca«ientin diiicendon ^tiMO in Aruo, 
Facondo Ì lor canali freddi e molti, 
Sempre mi stanno innanzi, e Don indarno; 
Cbè l'imagino lor vie pib m'aseiuK» 
Che il male ond'io nel volU) mi dìecamo. 
La rìgida giostìzia che nii fraga, 
^">8K* ogicn del loco ov'io peonai, 
A mMcer più li miei sospiri io fuga. 
Ivi é Romena, là dov'io falsai 
La lega snftgellaia del Battista; 
Per ch'io il coqio su ano lawiai. 
n Ha s'io vodesyi qui l'anima trista 

Di Qnido, o d' Alesaandro, o di lor frate, 



M. najjto I iMmIc oM r' tnttrao. Il 
M«a4B M Mar*. 

■ I. Attillo- • !•(• mactiMr Adauiu 
tali J* CmmUdo l/u M Bttta», u pimi- 
MMB 'da AnilU', /iirx 'da ScmUh': 
«. J«M, £«l. OtmUt, p. ITI •■ M*k*t 
ta tM* «ri OMWt BoiiMM. «t Ibi U- 
«WUTll aortoM «t iMèu aaQMam. et 
irn<w kuo MdtalMi BMM* U« pD' 

■IMI 1, «■«tri. r«uuiM u aoriBo d'«TD 

■mmObo. bMIMdoM • isHa II lualDdal 
MHMBS di Fitta», (h* MODO \iBnal ti 
pMi ■■ Hadlko. -DtqaMUftMlal 
•■ M «pMnno mmI • i J >>. ftvr. - ■ OU 
r la^M MtaaU Im-i*** Ik TsMan», 
ffMJii l'UModiD Min otu ««eli a» 

Alual ■ Bmso KM Ursb» ID Uoc*U» 
IbM attpiin i w n noaaro da qogl Sa- 
ltai. Oiiwrtii» fMtnr* Iti arv rito 
Mila Ila alH di nnaa* laMats * Ko- 
MOU*) IVwa, r>llrg «Urr, di D. M. 
tlkM*MMM*Ml Wl.Uh, J!taW<l.,M. 

M. m ooeom.. ana faMMai dobSt. 

bM XVI, n u. 

M. «uaauam' <ni(|i*«M>M*nMr 

•• yiBBHii* 4* 1— aria qantanaMB fi' 
I il fai a«M di— rwllaw par Curo- 
■■■■I qM4 tfU*bM «U lamt^nUbOI. 
•■■EH M atta ta» iHMhMIrilirSlkM 
iliHaiii «TU' ifun^ (Imi |i««aaTorM 



IB Iti» Jllo, poi miai loci menartam ba- 
■niMiUii laiqualiitor >| Aaattifl. OV, 
BuMnaona, p. lU. 

AH. rM»oi 1 tnaaU I • Bla galldl iMlw, 
Illa ■■uilUapralair Vtrt.. BA. X. tli 

W. iaauoii w«U. • Bl Me la Mio *». 
tJAoMar nlait ^iMnin; Vtwiin m*n^** 
JoUrt. MS. • </itr. V. Ili ■« h VM*. 

n, HtLat l'ldinpiala.->ii tMMuurai 
puda la ano, mi dloucia. 

10. tMIOA I MT«a.-«((»TUlA 1 di M*. 

•runu^ pangaiafr.fSirf.nt.l.'Cba 
t aWwk» Il jMWodiMa ■»««»! JlrtM.- 

ti iiiiimtiiMia»imiini imiaii 

M«plt*)« pia dpltWW«liH. Mot al ■■• 
Boalar* la nt« p«D«. p*r II ikMda dil 
Imb», dora lo. paseaBdn. la sOMI. 

TI. ivii Dal Imo m' (a j>mmC Mot ari 
tjM*nUao. - Roxaxi: caiMIo dM tonU 
OoMI ria H^dlanBOa, dal qnala *'tau- 
tOUMBO. 

11. Lk tjaA! 4tl Bortol ■)'■«• i 
lU. • I qnlt tttH. (Il olM i 
■a' — ricadali' uà lai» orala 'aptaota 
dal 0t^lfi, * dall'altro 11 Sm OlovaMMl • i 
«.ViO. TI. ta. 8' laniiDlDcfd a «oatartl 
Mi lSM.-ainuiau.ATi>;liiiprDiMt«ritl- 
rtmoMclaa di Si* OtaniDl RaMlata. 
patnao di tlrvaM. 

Tt. duo» : M«*ado 41 qMal» aoma^ 



996 [omo. «. MM. 10] IKF. ixx. 79-Sft 



[■AKRriia ADAMO] 



79 



Fn 



[<» 



M 



P«r fonte Brnnila non Aurei U vixU. 
De&tro o' è l' ntut già, so l'arrabbiate 

Ombre che vanno iniomo, dicoD vvto; 

SI» ohe mi vai, e' lio le membn legate ? 
8' io foHMÌ pur di tanto ancor lesgiero, 

Ch'io potessi in oent'unni andare un'oncia, 

Io sarei messo giti per lo sentioro^ 
Cerctuado lui tra questa gente sconcia, 

Gas tutto ch'ella volge undici miglia, 

E meu d' nn meitxo dì traverEto non ci ha. 
Io son per lor tru al fatta famiglia; 

Ei m'indussero a battere i fiorini 



Birlio di <9uUu I, •wnW di RaniDD*. - 
ALDHaki^Uoi primo di qaMlo nomo, ftft^ 
UiIIflillfìalduIlaiiiiiniDdirntntlnHdMl 
FuiuIlDlill Fmfmi/O-^ ADC«r tIvcdU nrA 
imn 'fUijK: AebiiiUn. rnlfill» dui dna 
kudildttip inurito ili IJiui* di R[]^jfiir«dA 
lU«on(«v»lln, cnj-lnn ili C»l»t1nii. mn. 
filli di (luUIa KDvfvllu d* PultuU chi 
«•plUi I)int« ftRuvvDiia. TmWdsI UHM. 
Cfr. Tndrtehiai. Srr^lli Dani.. 1. IllUI. 
Del Lutile, Dino ainp. lì. tM. 

^li. roMT< IXuiTfiiA di 1tf>m*i]«, *tn 
lB«ndllii. dn oiin .■Gì. fin: doni con Font*- 
brwiiladl StiniA, comi» fiMrfi™ imminmt- 
•ntluldlucwiiiudaiidudal BiHi^fl..*m- 
mn )iinnn fitlo inoItlniwIonii.IlKMiro 
Adulto |ivUdi RnntiRa. « tnanft nfl] nuo 
d1i«r(kr4i>iirFD^>ntrn:Ffr. Ktanf. Vtrivth 

IVnnn. Ir/, mi III, puf. SIC (r. • III 
In MT. U ■ M. rie tlatinit. I. Mg vt. 
Oinm. lApé. ■■. US K, fVrrauf, IV. 
HI» 1 V . ITO ut. Atuftrt. Im Orttt. Ri-mt 
ti Danu, 3te *£- Bniltl.. WT ■(. Batt., 
SI «UE, Il fumm di Mvitra Adamif ^ el 
l^rtlliila» cIed, Ali Dùift doila iiija ul^ 
prvforlnililw U yIiIji do' «uni '4Mliit(rtrì 
iibIId atMM MrfDtnlA >l pUic«»ill dli- 
m4«tI wl niik fnnl«. 

*». UKRTBO: • qomta iHdllll, -l'UKA: 

di GnldOL pnleb* nel 1300 ut! allrl dns 
fnAtlli vIvHTJkno AJioon, 

M. ilWUItl : del taluMn di peTWne, 

n. LtaxTKi |K>r riBAimllA, cnlonli* 
Bm pOHo uiDuisniil (ler ■sdarv k t«- 
4«n qorU'iinitna trilla. 

ti. i.EnaiiiiK) : axll*- npsdiU. 

tt. Lx'uNcii: In d«dKc>tia> pnt* di 
m piadu. Rii Uli dunldmV dri dmaall 
•ft. Atw, Otiaktiin non fr ViMMC 



up- IX, dava c'A du pauu afflua a ciqo- 
tto di Dui1«. S<1Cr}[ldu II Sbtn 1 dutDftU 
dlcKann r ' WIr Iw^Urtitn nli-hl* miduraM, 
deiLD ì*ftro AlA Utlli1iL«lfi ao brcit ala 
alliMi Krdrflrli cind nm ili' Vi m> lETnnn, diuiB 
ar ili'li TIiiiliiidI hlli'riElknlbuib borliliflD, 
«nd tlln)o olD liLolDO* V^pi-lotn Jn Hbnr 
linndattlaujiviid Jahrti mid lila« al> daw 
SI«ln ao ffitwa. ali doT b«1>ii(0 Tb«ll lil 
rlniMi IlIrnknTiili^lTtA, nnd ul>arilliAr hnis- 
derttantpuil Jaliro «o riol, «Ito d^aac* 
In ti'ltTihiiiiiInrMHniiniid JnUrxb m» yli4 
ab dfni Slaln klaiiblo, alt £TO«a elu Hlr»- 
tSrnlfin Ini i Tir Annua hiie»hrWiinlfhU 
uularaa, dann, ta dai Hlstnea elo Buda 
irtt*. dua 4iub dknn tinvni MxrMr r4n 
Bnd* IdMai nnd du mui iiicLl aala : • 

SI, «,iKni mi nani c'A miwiD le mu- 
mlnu par II Ivtido dulia biiluU. 

S(. tiUi' Untd" li, Mnl« di tUmana, 
T. TD. - acoNri,! : naa datonu* pai «* 
«11^ ad «ana Indltto, 

M. Ki.i.*: U boltto. Altri > L* (UM 
■ooDcdi. La Ano iiiirai«.4all* liiiiiLhima 
• doli» Urfbnau, ridi(f«*(i (ha Miaal» 
Adamo parla dnlla 10^ ItolifU. Ia qga> 
bA nndtel oilEllAdi cilr«mA>T*iit4.cdo* ba 
nsU «risala dalla nona^ *ti. In/.XXÌX. 
B. niMhA rnllAira m *1rt 44. la aaUliiia 
a», la aetla ITI. Hv, 

Vlr ■ 1IK1I; a la larcbaaa» nmi «la Di' 
bo» d'on uo»o nilftlo, Al.: k pi^ i*'m 
Mmrj I ihr Kant, F«mdl 1 , 3U f' 
- non CI lU; llcaBu poattoa. (Dna fi^r 
TU. U. tvg. XX, t. 

M. rjiHiaua : di IUmH, ealpMOII ddl* 
■Miaa dalttta e mbmcU alla madaHi» 
iwi»i ofr. JV- XV, n 

W. 11^ linCdEiuenldl MuUattl.«ft. 
», TT. 



i 



[ono. I. BOLO, w] 



inr. ni. nmofl 



[eiKOSB] 399 




Che aTeraii tre carati ili motultgtia. » 
91 Ed io a lui: < Olii ton li due tapini 

CtiB fbianuiD come diko bRgnate i) verno, 
OÌM)9ndo strotti a' taoi deetri confini? > 
H « Qui ti trovai, e poi toIu non dienio, > 

Rispose, 9 quando piovvi in qa«Hto greppo 
E non credo ebe di e do in K«m pi terno. 
•T L'una A la falait olio accnsA Qìaseppo ; 

L'altro A il falso Sinoo greco da Troia; 
Per febbre acnta gittnn tanto leppo. » 
E l'un dì lor, che si recA a noia 
Fonw d'esser nomato al oscuro, 
Col pugno gli paroosso l'epa croia. 
IM Qaelln aoD^, nomo forno on tamburo j 



M. ctaxtl: eotùtt dle*v>d la T«U- 
H'mMUtmtma parta di m'ODdlB •!' o». - 
WuMiMUAi fan* iBHHJata all' era. I 
SmUI Sanntlnl aiuo di mutili Hall» 
•arati d'ora pan. 

V. Sl'ItS. Piittnrnri itrlla jnrvlfl; 

MJVm. LaqaaiudHHdlfaiHilAdM 
haslardi RanriaUoll.lfaallHais'ppm^ 
M da «MonllaMBa tatAm ctia ardo luto 
■ parrallo. a rat )' Éiingal nia dil la- 



(* Vida ■uDtii 



• tornir jnwHlaDl*. Ab- 
■UBO ai •»«■■« dalla 



parala, alirac||i*a4a*l ilModaiolmfMa 
MM parata ftmem o lali* a un gMl 
aarfi gM . 

n. pimaaNi ti raion aatorala didla 
mmMB dlaitiglta l'atqaa. (ad'* uprcia, 
la «a^itl akad'lanaaf.ianilpuiall dal 
AhUo, al taMa tMTMIla naoibraiiA lom*. 
4 iraiaa «a** d' laTwaB aai man» W- 
■■aaa • » BMdn proiwWaia iliaela lu 
TaMaaa ad alUvra. 

ti ataVTTl' •maiB laxtaallMiqflla 
lakoravanal p«fl Morbo. Mnstt •aimi 
apada BiWlalla •; Jln>. - a' TVdiaM,: 
iUa laa daMra, ttMna a tr. 

•L roli allarcM |>r«ct(«lat la ««Mia 
bnliU. Il trnml tn*. a noa M mimm 
pia.R^BtvdoekaaoaTanMwa Inatcrao. 

MoaBno canoni 41 tanaaobrolla a 
pl>«rDaai«alr*rMp<a.Ofr.AirM..MI. 

PI. lAralM.la bmsN* di f^urarrai 
nO* Mdnta OlaMpp<L dillo M Fa- 
trtMva OlaatMa. «ba M ne rocct «a da 
tfl. aa4a bi mntA fttwpnata di amia 
H(atabrTlolwaa,rfr.tfHW*(,XXXU[. 
«Il .Unm*.rrnt |.r Wiim^h, antica' 



BODta aoctia lo i-naBi ofr, BNK. t. IM 
ig. Hatimue . Iftm-. ITI tg. IWI. 41 Mg. 

M. Itilo*: raìut rki oaM» anv bogfo 
poraoua I Trolaul ad latrudom nalla 
lotndiiallcatiJluili loonoi dr. Ttff„ 
Àn. ti, t: IM. Inr. XXVI. M. Zra Rm- 
co, luaDbD AunwaibeiwtaDotTadliMBto. 
iM<r*M TiaD dealcuto ral noiM dal 
luogo don lueanoilwi tir. FKrp., 4nt. 
It. UT ac.. OTO Priamo df«o a Sboooi 
• QaliquI* ti^ anlmM blac lato obliti. 
•«ni tJraIat; Koatat ari*. > 

N. LirpO: •«pntaad'am anta,oaaia 
qnaiHto lo raaoa ('appiglia atta panlola o 
alla (ladetlBi a md dico che patinano #». 
•tot*. «OH» pulMu) altana lolu ocrlorv 
oli* «MlaiitMio il Ibtte paaaliiB»>i Suli. 

140. t-'m- fdnoBo. -al BicAaitou. 
ae l'abb* a male, ae na tdiftift. 

IDI. Mn.u»i («D Taneaaiu M «no 
noma, arandolo AdBO>«dt4io/at*D.*. M. 
bn* p«f atnlodaHa Ja IValo. ban- 
ttih tnmm UatM a>1c<na da Otaaia. H 
JllMt. aapptiaa oha da tttli» pcaia tana 
al(nlfloua : • Baio da oaa trala ■ (II. 

10), l'u-A' la |Ma<4a. Il TeDlta, «Ir. 
!*/. XXV, «3 1 prnpnananU la raWndlM 
M TCBini: MBfi. IHii. WM. II*. M. - 
cactAi darà. omda. n<m armdaroAai 
tvn» dal kc «n>d^. tXu. WiH. Il', 
M. o Ibraa affilo da c eri—, iiaaiil lo- 
•a(«la I ofr. fWtWH. Bau. 111. Ul. • Irta 
arate..,, h da tp h gM» par la pancia dal- 
ridnpteo. ebe pai frappa aatota •< 4 IB' 
darala a Uaa. o Ma 4 fM acdaaala. aia 
ai t aalh propria lanaloBa IntlUna «lo. 
«oaa nolai • Mlta<*4. ink. Mar. «tal.. 
XIV. MI. 




30O [CUBO.». SOLO. 10] 




E mastro Adamo gh percosse il volto 
Col braccio suo, ohe iioo parvo meu darò, 

tot Dicendo a Ini: « Ancor elio tnì sìa tolto 

Lo maovor, per I« membra che aon gravi, 
Ho io il braccio a tal mestiero sciolto. > 

to» Uod'ei rispose: « Quaudo tu andavi 

Al foco, nou l'avéi tu cosi pronto; 
Ma s) e pijt l'nvéi, quando ooiiiavi. 

iK E l'idropico: «Tu di' ver di qnosto; 

Uà tu non fosti b1 vor testimonio, 
Li Ve del ver foati a Troia richiesto. » 

\'i <S'ÌO dissi falso, e tti falnasti il coniol» 

Diatie Sinune: * E so» <iui per uti fallo, 
E tu per pili (^h'itlf^nn altro ilimonio! 

ll> « Riaorditi, aporKÌuro, del cavallo, > 

Rispose qae) ch'aveva enfiata l'epa, 
< E deli reo che tutto il mondo sallol > 



IO). COI. atuacao: Ah: col riiiHK>. - 
«> liUMO I dal pDKDD di SIdodo. 

lOT. uiMiHHHATcfr. T. M ICC, HI «ni' 
-oiiiTii pur Ib Kta» Wrojil»!». 

latf. umrixNii rll prrvanti^r* iiltnil, 

110. Al, nicil ; al rogo. Qitjkii.la (u lui- 
duri fe] iii?ivpllrLn ppr ^»»ro *f »o TlTo, tu 

dBl*ln^i*--*Ttii ■twfiiofr. StMaut.. 
TtrU, 101 ■!, - rKBnoi iftla, 

111, lu at: ma atufl il braoolo ttti 
■lioilU. • plt iqan, qntiido baltoirl i 
aurini talti^ • Bt ale Tldfl ^uamudo lil« 
fnmiA loqmirifAfiBaa nloi^nvC In Inl^ 
iniUB DladdaqnalllsvlilcbMDriilarìiui. 
•cllloal notoni bnublDru» w) vlndlaMB, 
quMi **1U lUou*: b<oe <s*4e ^uid ha- 
)m4br*''hiaulnu*daBiit&tnil>, dsiit 
jtd IhlBandnA monnlam. oc quo nim-itlnll 
Iwber» •» II^U. qDUidontliUdn(yliu*d 
if DORI • I Bfnr^ 

114. ijI'ti: qOBaila Pituio It lioblM* 
éì lUinlfHitJirflI Et TUTU c^rvft 11 MtraDo 
di tacno: tft. Tirg., Am. It. IM vr- 

IlEk. t'jùt ocniino d*l das mlacnUII 
■' lii|R-(iift di utrnnitra U giamt* d*l 
pro^ft Mio • di «ugrarar* qaiU* dal- 
l'amnado. QomM ■lUldmD praudar* 
•1 maA HWl bm* kIM tUi* delle per- 
•«*. Il Anh«<. ««i£. Int.. lU, riosfte 
k pnpodM la rUpssIa di Ccc<» Aaglo- 
niM id in aooMto « Itant* 1 • tnapru- 
MMStUtl.* la ri uBliS'Ia mn^oS 



KHuu, « lu un >u«'bl It tmnici, ■ ft naia- 
rok cltv nnvirinn rir^i iliie «votb uda r«- 
fC^ubn ifc] inundu ili tLbfaodarri tiirj&llnt 
\a aQft MtlpA i AEDliedae uno IWurl. * rbl 
A ciqixon lU link nhliiBr«ili>n«. lo ' puf* 
drll iilUB. - IL cosiu: dol Burini d'uro. 
■ CJiijuil dirai l'eifffLn Ae fklfure, obeadl- 
n ti taXmì; nm ijumiUi nun é ynrr^; im- 
però oJiv *'«lt*Dde k qoeUo che ne te- 
fuìlk pnir dti] JUur dell* pecunia min 
ti dlitanao le eitUt. «uè iti dire la U 
■lltrhi-dlHcMamiaei JhUf, Boprrr"! 
Ht^tuuo !u ilMM IVm. ed «Itti. 

1 10, r> I par n» •«la baila Itodolrnia, 
qDella del oBiillo, Ma I pwcall nou li 
Mnta», ai pttano. 

UT- PtUDUO^ non nelo plh di alcun 
alien de'daanaU. ma piti di qDaUiail 
dlaToln, 

ll(. ■rtaoniM: ttr. Tir).. ìm, n. 
1M*M- 

IID. QUEI,: Uantto Adamo dal <raa- 
tre li gonaatn. t, U «ce. A.Ì. rifui- 
«noo * cb'aivra enflata t' epa» al «fr 
ralla* eplfjiBUOi Kluordall del oav^o 
<A'aToa il Tonlr* irieno il'annaU. Krt- 
deoMueote tnjlma V ipa * loouMime pa- 
nnala ad tta mia, v. lOt, onda qnaota 
•e«oada talttpriiailiise non «I poA •»- 
«rtunL 

Ito. UO: aiaU «man a IMnurs cba 
tutlo 11 meodo oaooMB per fama 11 Ma 




RI 



.1» 



fa 



ui 



« A t« sU rea la Mto oti<la ti nr»pa > 
Diaso il Oroeo, « la liogoa, o l'actian marcia 
Ohe il ventre ìnnanri agli occhi si t'aeaiep«I > 

AUor il monetìer: * Cori ai eqnarcia 
La bocca taa por dir mai come aaole; 
Chi, s'io Ito sete ed nnior mi rinfareia, 

Tu bai l'arflsra, e Ìl oa|)o che ti duole; 
K por leccar lo «pecobio dì NarciHHO, 
Non ToiToati a ìuvicar molto parola. » 

Ad asoolurli er'io dol ttitlo fiseo, 

Quando il maestro mi disse: « Or pur mirai 
Cbe per poco è, che teco non mi risso. » 

Quand'io 'I wnti' a me parlar con ira, 
Volumi vom In! con tal vergogna, 
Cb'ancor per la memoria mi si gira; 

E quale i qnei che suo daunaggio sogna, 
Che sognando desidera segnare. 



Iti. n ctuttAt ti wnvoUi sHMAira 
tolw 4>> ff" lo »> ■' «1^»* gf—n 
timyalMi* EliMiia la dtemiitl itDUal 
j.iii««. Ib fwalo tamfn» rontnoIU 
M ■^fctt»! «. MB M|m4* tf» almi 
Ar*. fH rla^Mla la na tDlbraillà. 

in. i.'iiMlTJt: la Hata fMMa. t. M, 
(Iw U (■ n|«au» Il namalnoabr- 
I»» wa ttf ttf^ MeM ad ImpfdRtl 
fsMi U Tlau. 

I2>, CUI I I* l«al ani**. - IL TBiT>a 
^■rM (■«•. - ruÉntTA I a fc ••pa. 
• ir rtrif'B' di 4aoaa parMa I Tic 
MUl ilWoBe tko ba la piMla «gì *e- 
(M*i IVm. 

ISA. 01 •gcii'-ti <l tpÉ l ia w I < W- 
laUiaml «iiikc ^a •« ■>■>>) • 1 '^•l- 
XXXtT.Jl. -• l)>l»la(lakla>aa>;rvt« 

XX. la 

US «vouit coiM in gai mal mmO». 
■Mi!» kfauiMtia (pialairtdi 4M' Imi 
Un.1 , dr. r«rr., dm. II. 1*3 HI!- 

IM. uimw.-iii rt«Bld* a< iDStflMa, 
«al lat. /atwtn — ■)!«■», MVMra- «• 
la to vM. U ■•■) ranam a* lo bo ri- 
wniD if asMl. M Imi la atartl- 
t lUlla IWIibi*. Dk 11 (Mwatl rn«at 
„^ a bH< dtll' •<•«•>. 

IH. «ramno: tmaa. odia qnal* ■! 
■pwM» Harna., «ft. MA. MM. IH, 
MT-»!* 'A WB tir**» nmmmM fc^ola 
(TW*i al bratto «MMM «M IpaoaU*. 
■ «i»«rtilii d'»rn«alM«MaiH" c^** 



<|naDla ila tonBantena la maaorìa ita), 
l'acqna ofJl'ardor dalla tri* > i 7¥m. 

V. UO-IU. UKHatptvitrvalkHitti 
ti Pgala < lalM isUnte ad aHOltan le 
•cuoca parala dal do* Mari. Tlisillo db 
lo ■fttda aditati* DanlaainnalilLs latto 
Tarfognaao. QoMta «argoti iB , gli AM* 
Vliftllo, t ptb eli* «MoliBW a lanra 
la tna «cripa. Koo dlamattaartia In a*> 
*mlf«, laiwrBMh* * baaiataa tlBottpUf 
oam delta baroBb et' *llt. 

111. oa ma niu; parola di rlnipra- 
raco: Gaaida aa ro'l Al.i ramt«dl Sna 
tresla: B*b IM I Sta' por me) mlrutdat 

in- nx reco aoxi poca nu». par 
poc« ni t*D(a cho ts Seo »• la pfcU Meo 
par mdaata toa altonilaM a *ow UbM 
lEBObUa. - naaoi A<*lo rtaa. ni adiro. 

Ut. vanoaur d'nasrM dllattaM 
dalla aoMoa pani* dad dot nboraMI. 

^M. iKOOB : itpaaBndvTl. ne oa ttr- 
tatuo BDCorai cCr. In/. 1. >■ 

110, tuaRMOlO: 4aBan| race bmU 
•aranMdtcll anUgbli Dania Ma la Bau 
«ba qali «fr. DM. Otém. IV. «W. H 
Hawoart. TtM, tw, Bl. d, aObnH aka 
daHil««r<«iiM>Ula «Manclia danaOi 
IM cai J(an. ti*. M «iH aUeaa poti 
• B»ana(9<* lo bUmo (bo «aBB*. t 

l>T. MDMOnui «bo la aTMIBiadaRa 
^nalt aoKO*. bw ala rMlU> aa a* ami- 
plica aagas. aaaa •■ tal» bmi tt—» tv 



H [CHC ». BOLO, le] IKF. xti. 138-148 



[RUtPBOTKM] 



U» 



■ IO 



niu 



i-m 



Sì ohe quel eh' k, come non foss«, agogna; 
Tal mi fec'io, non potendo parlare, 

Che <l6HÌava acusEiriiii e scusava 

Mo tuttavìa, e noi mi credea fare. 
■ Maggior difetto uioa vergogna lava, > 

Duse il maestro, 4 che il tuo non è stato; 

Però d'ogni tristizia ti disgrava. 
E fa' ragio)! ch'io ti aia sempre allato, 

Se più avvien che Fortuna t'accoglìa 

Ove 8Ìeu genti in aimigliante piato; 
Chi voler ciò udire è hasaa voglia. » 



IM, tOM ivm.'fTKi: pBT U largoipiB 

Ito. IllTXAKIIl: pirlMIllD. -•nUAVl^ 

HI- cmliirA: Innnn iirr^itr*<thfi il mio 
aMMtraruil j>1l-(iu il] v^rjfOjfnA .Sri fallo 
OominoHo, fono nrijitn «uJflf^1IT]lt4 kc'i oo 

lU. tuooioil: mlliat Teigogna ridia 
tw batta a Ihtvto. .^jo^ ■ nDuaitn, iiua 
otipa owclora 'ho non (la «UU la tua 
sai dUotlHCI ilalla huufCi • dnllr ■Kin- 
<*rtt di taf tlìl. 

lu. niDiTiUAi diilore, mMUila: (Xiinn 
jfaudfio, uun ijuU cimthuiAtl «ali*. acA 
qoln 4»nn1«r4tl Mtli od pcpnil^uUam - 
eattti'Iftl) vfiim rjittfl wriiiLiltim Unum, 
Dt In nnlio delilAiflblQUi (jAtUnilnl tx 
nabù- Quid ■n'im arc^uudiim l>Anm tri- 
MltU t«(^ immlUnUiiN In talnuin ilat>]- 
Iwn «lianliir •! Il 0>r, VII, gOD - Il 
DiKoaÀTA ! allonuna da U. • TrlatlUam 

L>1 fixi. XXX. 14. 



tu. Ti' luoini : nt' mdIo. BM dlDMB> 
tlvarv^rn. />ar. XXTI, a.^m*! Uw» 

Eaita pili avi un tura di t«i*arU UD'altn 
nilta ■ alinltl «miraci). rlFurdatJ cbe la 
ti ailn wmprf Tlulnn priDtv a rlpma- 
dertl c«m« Lo fatui irlodao. 

H<t.-\' tvt:tta^iiL U JWrtaoapItan^. At: 
TI cDliia. Il trorl. La ArtmM non a>- 
rIIp l'nomnla flaKrmn di colpa : hnial 

10 Ca uapiwn lo alean Ione*, dova ala 
|K<r lui erau tantailnntt di l'viidcnt c(d- 
pD vola- 
li?, cuia : praprtuueDl* IIM ^Mla 

Innatitl al Rio ilici, dui IM.ptaMm.-cft'. 
liit!. iràri.I'.ÌIT:i|UlpMCsBtna«olB 
jE^nrT?. V vpfclatmoiil* di panila IbxlB- 
tluia. 

MS. iLuat tooma: •puUi Indafno 
d' bna Infinta tlqvata ^ d' bti mio H^a- 
«• >i £r. B. <;D'. Pn*. X VII. 4 1 XX. >. 

11 prima di iiiiivtl pMil aiiaiia : ■ UalM 
alMWlIt llnjfiiaa inlqpt*. tt lULai a%- 
tf^uipaifet lablla vondAcIbua.* 



roMoiei u. cnc. I] 



Iirr. EXxi. 1-4 



(OMAVril 803 



CANTO TRENTESIMOPRIMO 

DISCESA ^•KL NONO CEBCIUO 
r GIGANTI INTOBNO AL POZZO 

KEMBKOTTO, PIALTB ED AXTftO 



Un* mede«>Ena liiigUB pria mi moi«o, 
ffl che mi tiDMo l'ona o l'altr» gaancta, 
E poi la in«iticÌDa mi rìporee: 

Cori od' io eh* soleva la lancia 
D' Aohtlle e del ano padra ««Mr cagiono 
Frìroa dì trista e poi di kaona ntanoia. 

Noi demmo il Aoeea al misero vallone 
Sa par la ripa ohe il cingo d'iutorao, 



• 



la stUtefU. AAait iLTtTB anaiMD^ 
••• ptàn Vela» «a* luite slnralw, 
liaMkilU Mail nBansotèaMBnn 
éMi« Mirs dea* botta ■•dMlnat olr. 
OtU^MH XIII. ITI i«t.ryù.T.I(u. 
Jbn. ••(■, 47 «at' I ■"•IH |WIÉ hdU- 
•M ^MHB qnladl vara(«i>ia alls lui- 
da4iM«at»iCBtdo«l UbMt* dalla 
dÉsaa. 4*1 D. yM*«n>* al mm tMcda 
!■ naoa di Tlrsllto tha dapprtna In 
rlB|a«nM. pd la rMtrafcrU. tUaOMida 
•ari «aa aflMooa» )arf4i la }«■«> ttt- 
aall'anlineMn la «ar*» parala am 



1. uaoiM I di T)r|W*< - Moan i poo' 
MI • aaadMiUt Ma nfMbaottt • : fina. 
• • Da ■•■piwKiv B«(dnil* t fit iba 
nso paB^talai aM Mapua o mordi ut» 
hkBBa (M tan pltaa «artlipandron • 
L. TnL. mm.. K*. 

i. <o nata ! 41 Toianw 1 tCr. fnft XX». 

1. LaaHMCIKA: • K(o Dcddaai. *t ffo 
*l*at« >alaM i pofaHaa. tt t«a mb»- 
»••) Onito'. XXXII, ».*T««>a*IUa. 
ataalTtaiiAft Xlll,3. 



d. tniarjk t fitanda. - aitosA ; rlutb»*- 
4o.- a^imir doto.rv^Ea^; " (juanunu 
n>Mi tulana «pain<]aa (rr*1>i <Mé., 
l:im. am.. U. L'Ir. J^r. V. M. 

V, 7.U. / pipnnil (lapvMralF, La. 
aclMw r Diurna bolnia a a'aTrlti» vara* 
n icraD pOT*o, Il fendo del quali lOnaa 
Il Bona «4 Dlllmn Mirbla, ritKbalia al 
Iradlurt. S'oda ti inaiio apaTaDlanl- 
BMDta fetta di aa eeraa. Uaala (aaida 
rttvt I) Idojio d'onda rltno il aDono, a 
crado di radar* una l*m fortlllcala da 
molla alca Ioni. VlrfUJo lu dlalngunu, 
dltaiwInKll «uar qoalll I kIC'oI'- I qnall. 
arando eradoW di pater aupcra» Dio ed 
aaata tu lotti, eoa Ire di lai, aaao MlIO' 
tali qua o U Ialina alla pkiaU dal poaao, 
In moda da anr ricnparU <1alla ripa la 
■ncUlulDrioraiIal cuipu, ,\IcùdI kuoId 
OtUDallil'nno parla un llugnaeflacon 
bw. Sai il(uU Is cananlo cb. <Md.. 
JbWai. I. Mìi ttm. V. U. 

T. uaiuo . TaltaanDo la apalt* alla da 
dwa kolgla. 

t. «u I par pala* mtora k «eadlaloN 
dall' nlUoia bolgia, l raall (Mao aalall 
|IA par la Marpa arirarfts* ili» U •» 




pH» Ual noDD «(cbio. Ir\f. XXIX. 1-2 
^gg- Orm Hlomuio tu mt ni *LlrATnr>mp0 
ttdll(«OTao/V-XXin, til'»KlBepai 
poi dliaODdar* eH> oell' aitino <wt"hl(i. 

OtDttO doti' !□ fero D. -Cnill. CIKIH: Al.: 

cu' KL Fiiiet. rio* • la qnitlB (r<|>al vRlt 
Tallnnn rtngfl d' iDtamn > , Fili.. X. F,, 
ISS, eoo, L^ rl|i* «tnjTd d'fnrtyrrw U taI- 
Lonf^, non fffvviir>4, I paUom, cIdA In 
bnlgn. «Dua flnt*, iiou ciufoiio. 

>. ATtiui rimi UDO : U ri|» o nniln* 
ilAll'iirld Mt^rTiir n qiirll» InUffiiD. 

1D> ns : • frr*c crepiuonlam, qaod 
IdoiB fit qqiNl Aiiblft ìnx^ qtlln t«nnl m»< 
dlam Inter diein ei nurtAm^i ijaotai^tAT 
Itoli 1HI1«*tmt inilltnm ridete B iQBft. atd 
tndlrg ilo •; Bini. 

II. Ili; hnnrihK In nim potcwl molto 
folen» Qu «uimu di l'arno coni *llc» ahn 
•■rnhlie tD|>sriibo r]n>luii4iiia t>tli tnmv- 
nao tnpuu. f>co voltvrt) «d un lol puntai 
totM t'attcìulona da' mlM nosbl. cbe ■»< 
jpHaTaDiiladlmtlrmanmtrarfaaijuallh 
dCd «ii(UiD, - ALTOL pomo cha aTava al' 
la. ItarM nnnna. 

I3.Ti.iiTi>: 'ftiiiuiuparMlanBdiilaiioiiD 
dal «m^o al tQODo: e dloa <be tanio en 
nftffflora lo nunno dal oorao oba qaal d#l 
Ut**, flba il IDOBO iKTabba paroto Ho- 
af\ Balt. • I Cntnaunt Ttf arto Ttrtih- 
ra«n Ineandll nrfHiiu, c[n* protiasa «ninc 
OmUnucdt oamni ot illfs lotooiiMa 
ptnAinda >| Tiff., Jnt. VII. Al* *u. 
- rATTO nooù; bua ainbnr Hor). al 
panato»*- 

Ik •MITTTaiilia : MtltlUatl. Oicna I 
l'nnaanll. ancb* Danio iu6 Ulmlta D 
(at*iD<)s nal Binae dal partfolpln pr*' 

MDt*. *ti. p. H. rir. H.. ): Purp. ne. Wi 




304 [DiaoBB* AL ctBC. *] Iirr. im. Q-Sl 



AttroTAraando senza atcuo aermoDe. 
iD Quivi era mftn cho notte « mon elio giorno, 

SI oho il viso m'aniUva innanzi poco; 

Ma io tioDti' sonare nv, alto corau, 
11 Tauio ch'aTrebho ogiii tuon fatto fioco, 

Che, centra sé la saa via e«t^itando, 

Dirix£& gli ocelli miei miti ad no loco. 
Dopo la dolorosa rotta, quando 

Oarlo Maglio perde la santa gesta, 

Kon sonò al t turili il io cut e Orlando. 
Poco portai in U vulta )a tenta, 

Ohe mi parvo veder molte alte torri; 

Ond' io : < Maestro, di', che terra è questa? i 



X, M, Pur. XVI 11. 41. Cm) pan PWt.. 
hooe., Ahsito ad bIitI; eft. VanwM., 
VrrU. «ZI f. Dal naia gal «1 pa* ao- 
obg IntcDde» mi Kiif,; • Dlrifaadad 
dietrti Ift Iiwla ilnl ntiono, * 

\t, aoTtA-.ai KonnliraJlu. doro dumo 
tcocidatn migliala JLL'rtitlanl Ivi laaotaU 
da Cado Uagno aotto il rooiand» di Or- 
Undfli ctt, La Ohanioa di Rtlattd, ad. 
r, Utitlfr. aiilllng., XKit. Kfinard. An- 
noi, ad n, 7TB. l'tlo Caroli U.. r. IK. 
F.RaìninHìI Prnpiiffn, Hl.'i, p,M*-*<lt . 

IV. i,p,i^3,Ts.3gs3eo', ir, :. p, u-tw. 

17. avirxr hPhlijra doi paladini «Fobar^ 
Udii porla [ette^ ctt. Dia.WSrl. l'.MÌ, 
Panf.. «uri., TI Kg, JbUM, I, F.. IH. I, 
ti. 3et tgg. OiuHrr. ^up, fi^itr, I. »• 
•Kf, Rd>iHk,C«rM(,proi<nf..3*ad.,SW 
IMI tuniro. Cai «koIo i if ot pti< di D. 
p, «7.1». 

lt.iiasA: iTonr tanta vlrtote lanta- 
quoforUladlDolaba aoa abankvaaaoafi. 
■laod TOoto orla vfiu lalia tlla par ai»- 
dlnm aelaa ot Tao» eolll aloa al oarv! 
I^iaa* rvhirDatar, ita ut roi t^tir oaqnn 
ad Caroli aorw. qui «rat Loapliatna cuoi 
proprio mctcltn In Tallo faroll.... tn- 
(BllMdODia pcrfSBlli; I^rf"" . OkTtn. 
o, XXIV. ai tampl di Liiolo la ùfrii» 
dol pratMW Torptoo «1 orvdt^Yabfl alo- 
rlcho. 

IS. IJi lUi T«riM li laco ODd'sra to- 
DBto 11 •aODD,- VOLTA: al.: alta. CIt. 
r.. r.. 18». 

11. TKRRi: nlltA. DaoU nUBaWDtan' 
dsal la Mtia di Ulto. (A. Inf. TUI. R 
■Ite. . <r«da di (■dtm i» «tràiiUli di Boa 
Bunra eitlt. Inf. VUI, IO fn-i quindi 
la aaa dliouida. 



iDisotsi 11. etac. >] firr. un. ZMI 



tOlflAVTi] S05 



EA Dgli a me: < Potò clie tu trascorri 
Por le («nebro troppo dalla Iudrì, 
AvvioD che poi nel maginar abborri. 

Tu vedrai beo, aa tu U ti conipangi, 
QuaDto il eenao s'inganna di loQtano; 
Però alquanto più te «taaao pongi.» 

Pai earamente mi prese per mano, 
E dÌMHo: « Pria «be noi aiam pi& avanti, 
Atxìb oho il fatto non ti paia strano, 

Sappi che non son torri, ma giganti; 
E eoa nel poszo intorno dalla ripa 
Dall' nmbiUoo in ginao tnlti quanti. » 

Come, qaando la nebbia ai diaBÌ|iii, 
Lo «guardo a poco a poco rafligara 
Ciò ebo cela il vapor ohe l'aere stipa; 

Coei, forando l' anra grossa e scara, 
Più e più appreamndo invér la spenda, 
Fonemi errore e oresoe'mi paura; 

Però ohe, come io su la cerchia tonda 
MoDtereggion di torri si corona, 



cacH «oeM. Talando 
Infpd IdbuiM U qiMM' titn 

■iM tMI. 
M.iu>niailmaclDu«bqalpir(lD- 

T*M $ SUI, II. IM. - Aaaoniii msA»- 
iì, rtt. U al. ni t. W. XXV, IM. 

ai, n (iwEaL'xaii u mmu. n a**V 

itmti — m fKiacl tà. 

n. ruvMi at «ftMMn U puM, t- 
AMM». Il liwilirt» 41 nim mm M 
•h> d* ir) aoa vani hta ai«wMca II 
M*mU mi tmlwnn I IsM »Mri. 

aa. n nmii t ti OrBuaoai m Ab- 
Ma*. fM n*m iia*f«a aMManu «E 
MnMUaBMVOTMMWraiii IIm*^ 

M. mouo 1 •«■• toUraa lUntBo >IU 



McbMacM «I «MOt 4iB'aaM)(o I* n 
■iiMliMI «n' mM Mparivr* di mm 
1 1 a*ll' hiMm In già .laniro ni 
>«■■■•. 

>!. uvnucu I va «m naso tliiw- 
a«a4* ■» n aia tw wtB I «raMral <••• 
aav. prlaa aaiaMla aill* «sMIa. 

j«. nuA I >Jilwa», atwanalai «fr. JV* 
VII . ». «(^aMB T«rb*lN Mwo pfifrt* 

». - 1%. Omim.l^tmi. 



rato ClraoDlUT* di qMl mlsall «t*f|d 
(ha ^ AlMOio itlf*! quindi. In traalM», 
t>ndHuar*, dM aniniaaiat* rana k- 
(Milo di HIpa. n* la Dia oat t aUta- 
re.t /.. r»iH., «Va», UH. 

)T. idujii»! panatrando e«Ua «aai^ 
<•• Dhw/ifdi • ptr la malapndaia 
B tak* (ba dBTB •a'mcbia Tavra frMM 
f MHra/ap«rt«itll >)tuaaada la iMa. 
q«ail «a «BBehiaifci ìt finta «i Ou. 

M. ArPUBBAiiBO: Tla ns «baloiif»- 
oadns iar»o t* aioaila àti paiaa. 

n. ndcilEUii Clr, JI. f.,lB(i|[. JKm- 
KM.. VfrH. IM «e., V>1 al. », Ai.-. 
tl^OAMl naou ■ cuuuKi wiiu. 
ALi 'iioamHi DiBOaBBcxiBcuiiti rat- 
mi. Ai.: rtiaaiati laaaaa ■ bimoMm 
rii'BA. l.'anvDM «plBlaaa «ba fatila 
fannr» (erri d dUasoBraj xm la paoni 
arvu all' Ddln la pamla di Virflllo. ■ 
Rta p«i«a, H aoHaatar* alla Tlila dal 
It'iIuU. 

11. MimniUMMiOH I *aNna> JUmiHi 
nfimtt. ■allea nutella m a»» la Val 
d' KlM. «eauMM mI ItlS. dlMiDtt* Mi 
mhM XVI. BlBTamd aapn obb rallh 
HMIa laiIaU, IB lOnaa di paa Al mr- 
tìuni U tna alala dMctan «D olir* 




rniscsSA Al. PXBc. •) Isr.lxit.49-SS 




Coli In prtxla, ch« il pozu circonda, 
Torrof^iftvan <li moxsa la porsona 
Gii orribili gig&nti, cui tninnfìcia 
Giovo del cielo tmettn., quando tuona. 
Ed io acori^va giji d'alcun la faccia, 
Lo -ipalle & il {ietto e del ventre ((TKa porta, 
E [)<!r le conte gih ambo lo braccia. 

4P Natura corto, ijuando lasciò l' arto 

Di HÌ fatti animali, asMuì fé' bene, 
Per tdrro teli omcuturi a Marte; 

u E a' ella d' elefanti e di balene 

Non 8i pente, chi gnarda sottilmente. 



■MI» «hllDDicnv en «oroniU ili fno- 
obi» ■lllMlmn («rrli eh. iquarotit, D. 
in Siena, JBT8. Saucnninn. p. BIS. - 
H COKONAl • llnOM VlilMnt «OIIHIII • 1 
rirg.. Atn. X, 1». 

43. r^lfO : • obUnA pfoMo \o nono t«r- 
efalo. pRcht ■ rtapatte ilalll nitri unln 
««DlaalittMiOba pUHi ano poitoriSjilS. 
Co*tr.i Coli (Il OTTlbllui«K>il , cai Uiovv 
toonnulv, nloiMoU iiiici>ri>, MiTucbfiT*- 
■n «una tnrh rolla meU rirlla loro «nUs- 
T*tjip'r(au(([l>I1'um1illl«ilo>in,*.n*(.) 
U pTVil* « qriiiritA cha einotiA^ Il pouo^ 

41. muinKOiviN I (dDionoo ■ aaml- 
dlWH di lorrl. CO-, p«i4 Fariiili In BaU. 
rx. p. IBI nt. 

44. uu-ucui Id mflmnria JiiIl'uitlDa 

«t.qCUIIio TUDU: porabA (araaiirnl. 
Bla»U noi campi ili FTaRrot ttr. Infima 
XIV. w. 

V. «-«1. Xrmbntlo. Il prlmortcìl^y- 
gaotl uamlnkU ap^ArUcuailla mli»l"iila 
Chidaln. R SanbrvUa l— termo, forlul. 
Il cai» ilal tlIacaoilcDti di Cam o primii n 
41 BaUloola. or*4iiu> aiiMrcdel paoiltM 
di ■dlllouKUt-icieili Babilonia I oA. X. 
A-a.. 0(». rtrt. XVI, 4. BrUB. Imi.. IW. 
I, li. Otn. X. K IO. ■ PnitaiDi>«ll trgtt 
la rar4* ano WotHabllli bonw. anb per- 
fltujvliiua iRE|[*iiiit, atta aaa unp toluo 
waifianr* XbiaTini, as4 M l|«um Matn- 
raalm. ^1 liiun «««i «t topit Mid- 
earelurTÙitnSMDa«..inv jiut-aillcM 
MI Ilabtl. bt« tal «anfailo. ptr qnam 
uq&lnm aptrìibat a^caDdnv : lotHitlasa 
laidiu n« eqna». aad ■ann ■apatara 
ractanmii i>tr<itp.lR. 1.7, KambroMo 
pMla no llB(«a|gli) eonlaai) dia bob t 
uM a aa lanBo. 



4T. TumM: 1 cU*»*' ■falla mltolocla 
StaoB haDBo «ni inaflamOBlB arnHacl la- 
raea di pladl. Elpit Ai \i^ pdmic (fo- 
Xìba< tpavinan: •M'oDAtf., iKM. 1,B.> 
Opaxomsnbof na'i ^aai^rvalon^ aal 
flafH..i<unK ' IMi. ad £««>«>kT. jUat.. 
«.-•Au^glpadtan OvU.. ATA I, Igi. 
- • SirpraUiiivlM •; Orli!-, IHaf. IT. t. 
Cft. /,uaU„ ^Mn., l'I *^, AW*>a- n'-tM. 
IX. nac. Dania .It ni mwA clRaDll^ 
<fl. (ft. tt^. XXXII. IT. ma a4u dlOa 
cba qDuU piidl rotHiii •tip'silni. ■(- 
MnaDdMt prvbabUinoDla alla MMola(Ia 
biblica, Dbu ili piali aorpaadal Ma b 
iBRoMone, 

4ri. ul^; la hmi^fila cb4 <<adavBtio fffl 
Zon^o I HuirM, 

4P. «.tiiiitii Dante al attlma qol alla 
nltdlMla pao*. oacondo U qnala i |t- 
(tanti furono DrII dalla tana, mentn In- 
TO«a, laoamli) U uill<^osla abntaa, «ait 
naoqaaro dal «oiDnerdo dal ■ flglliuill di 
Dia •, olili ili'gll Anjilull. eolia - B|>lliw1« 
firjt" nsmlnl-; cfr. Om, VI, l-4.-L*ia- 
fR: di pndom* (Igeanti. 

SO. AnXMJt: BHcrf aoimalii ofr. tt/. 
U, l|T,M..X*c4« IO. Kalan^4W 
rnr: l« nwialn ronaloa, Ca^UMa 
ablalnm ilixIaiM ««rpaoUbaa ottaatii 
/^MA.. Pttarà. tX. «M ■«., «or* i> 
palla dalla aerpl cba IbMMido II iMla 
AMmbo. 

<t. KB t4bb* tau: ALt rsa tbaco- 
Tau.-aii«n,-TauT Kanriatl at •pans' 
■•Tali, eba aTiabbuo oppnaaa isitl (li 
oamliil. 

U-ncXiir Al.; ranTl (rartlo) rwnL 
Clr. Z. r. IPI «INnllalt !>«■« qoad 
hnnilnam fncluat lalarTa>t ^fiiM.TI.a. 
La Kunra ««Usna a f(odan« i 



^^M 



[BISCBBA ILCESC. «] 



f.vp.xxxi.M-sa 



[NRHBIilVTTO] 307 



KS 



Pia Binata 6 pìb dì»cr«tA la ne tiene ; 
Oltè, dove l'argomento della mente 

Sì ginng« al mal velerie ed alla poona, 

NM»aa riparo yi pad far la Kente. 
La faccia sua mi pare» lunga e (crotim, 

Como la pina di San Pietro a Roma; 

Ed a BDa proponìone eraii l'altr'osBa; 
SI che la ripa, ch'era perixome 

Dal mosso in giù, oe mostrava ben tanto 

Di eopra, che di giongere alla chioma 
Tre FrìsoD s'av^iinn dato mal vanto; 

J'er& ch'io ne vede» trenta gran palmi 

Dal looo in giù, dov'nomo affibbia il manto. 
« Raftl mai amteh ìeahi almi » 

Cominciò a gridar la fiera bocca, 



• talHsi AmnipU 4a>«M lUm U pf*- 



I «ba «MmU a halena. biMb» 
»Mp« • kna (IcMtaHM. aoa rt*- 
I Badvl Mae ^«M nalwil anuBl. 
M. L'itaanMiTTO otLUX utam i U n- 
r— '■ * '"'n* baiDO. •■ M rnhclw Tir- 
WUw ••• «(Mina Mi—llwn. mr. al tlE 
•«pMBta* ■ ìft H UMUIa, MI ptulmua 
■■■l u i. tnm habcat ara* rUMata •; 
ÀfìMiti.. /M>Ki. I. g. 

M, n OH-witi ^leoat^angatU^latem- 
•MM ài kM 11 «la «4 alto Ihru di M- 
iiawta. Al. t a' Awirewi*. Cft. /i/XXIt t. 
U ra>J T. ii;.«. 

M. ntlMM. 

M.. .>*.llt^^4)I]UM 

■urHiiC")'! VaUM**, tdaMBDta» 
I alBaUMa 41 BtHMMa «>l |>ar- 
«M oka Ma In ■»■» a' ««Mi. a <«>• 4* 
i|i>iAa b* aniaa itÉ inar4tn 4Mla)>lvna. 
Ora MH * •! la *tTt palmi l — hrwila J iiUt 
■■ asbiv aba at tMkpl di Dinu «Ma 
. Il JCaw«n a «al. ««KM la di- 
ikfMKaa'fi. £MHLa*ik. nii. ■ 

■ ho ■■ U ••■■■■» fiwM rntlK. • 
«ft. W. m. 111. ^ UT •![. 
I *m. Vi. JtaM. U w. 

I la pnpanloiM alla tenu. 

IKanbmUa A Mcoala llitaa. 

^brwMdli t«nil.«t •9|Ab-;rtll. 

J. M plHll 41 ratUI Alin M laa- 

•|B«aH raiM* M iltra *•»■ 

I l' iDUMtaau dil wfcala- 

, larji i^iiia 4«l |ai». -rWH»- 



MtfsMal 



MA ì f rttaa Bptilniria ^ franblalK. t>aotv 
tmt» la fata dalla Cn. Ut, T UCri»mM 
«M rtrtMMolol.ilorvNaa Indicai irtin- 
Ualldl l>tlla ahatf *«»ljlaDa «d JCra. 
Vasi tira, cba la ripa ■amiiiliin a' aiwl 
<NcMIIcÌfaMa4alm«a«i>.do*d^bieln- 
(ola, In Ut. un-. /^. X. n. 

M. ruioH t • uo naninl di Fiuta Wbt 
la n"*' paaaa haa fraadl mateU l'aa» 
foiVr Mpra l'aKrv. nan avRina aulaaM 
■Ila cbloma >i AH. nor. 

ai. Oftui Iranta palmi ititiiiatiatl 
• tntBaOo Dui* rnabi i;na jialaM ... 
anTiina pmidara II palmo antaltMhc 
atcoiapontnAo «bo didla alaitrù». da> 
*'wHa ra/IMia a fmmUf, al nrtU» del 
eapo wfTa noa apatia *ba ila dna 'M 
Ml'aauaa tUInTa, al trova *Iib N«m- 
brcMo laraUa di btMMa toraM. «ft *lu 
a«a.aida41 m.MamH.aM><ni ^n- 
rmulK. 

di. Bjmrdil TT.st (iglrUnlUtlia 
«atall ■«•dU aon ■<do lnUlb«thlll a 
Maaa saaiot ood* l IimUtlrldl lolw 
ptlTMll tal anM-llu .Il llBfM aaoilU(*a 
pilMio lael. Vlr. On. UH. [•, MS au- 
nm <lto* Il II'CMdla t«M>dH. p. tlT| tb* 
D. tor* • inOlMn •lllabe iha aaa Ib- 
«cantra aaoM • aoa «oaOI M iiwn pana* 
di neaaana linfa*, por dtn cam nancn- 
UOH poailaa al tnncDllo baWIlM, a sa»' 
pian ooH dnwinatMa eaannlaaaa U 
nguni dfOt ama* panonania •, a <M 
qiUHd'antba il ivanoaca • naa aa aba 
di arilW».... mUa «iiIobI 
U varaa, • 



808 [DisCBU AL cnc. •] I)ir.znLft9-«S 




Cui non ai coDvonlan pia dotoi mimi. 

n £ il duca mìo vèr lai: < Aninift sciooca, 

Tibutì col conto, e con quel li diafo^a, 
QuAiid'ira o altra paasioti ti tooca! 

n Oorotti al ooUu, e troverai la soga 

Oh« il ttOD legalo, o anima oodI'um, 
E vedi lui elio it gran p«tto ti doga. 

Tfl Poi disse a me: < Egli nlotuio s'accasa; 

Questi è Nembrolto, per lo cui mal coto 
Pure un linguaggio nel mondo non s'usa. 

I» LuKÌamlo stare, e non |>arliamo a volo; 

CliA coni è a lui oinsuuD linguaggio. 
Come il BQO ad nltnii, ohe n nullo ò noto. > 

«3 facemmo adimqae più lungo viaggio, 



U. IUI.M1T pBtul«. HouUi qnt rniwi 
p«r Ironlk. oorgo In/. VII, 136. X <hi tu 
owua prininpiln ilalii wniusinnn ilvltn 
Uagos, v.Kag., nauKlcuuvuiJiiaim Uu- 
gaag^ ùDiUiO) sì un Eiafoirc ai svlit^ 
Bna*o 4Mn mblii». nuu 4itll* r«MLuiiu. 

70. BOlOCiM : alu)[Udo In ul luado l' In, 
dr. IVoPh XII.KI, VfMrliiiiil'>ui>Ilii(uiic. 
tfia tb* uaMoo uumu jnteiiilc. 

71. nuTTIz auonuli (naivnio. w Ttiol 
alUfUV I* 111* li]U>IUUIi. 

71, toBA: tPttggi^ olEDk. VlTtln (III* 
iwefal itiklMU HiilMilnuiiatl. Vtt. Dia. 
Wrtfi. 1«, WB, 

di ttibllnnla >! Sutt. 

It. Uir 11 coni). Ai.! Tsm Lu. cMlk 
Mf!*. ].■ «iit* ( ni (allo: «1 ptiie, Il cor- 
bo. Ur. Jfwr>. Ciit. ìsM •«. - TI uo- 
OAi (i HRnit il'aiut (IrlHla, li i^lnfai 
• quia t*v*hmt ratnu ^nr Intinr^num 
pwtorw»: JSinv. Dotari, propr. porr* 
n rln*tt«ni Ji> i1ci|eìju. A1.:ii iwiA, 'e4 
*Iiai4lU> VUllUlv. vpQABlv4lfuilBriii 
oM DKii wt niillii <IiUli> uitlchllA •Ulla 
IlDgu*. £ u»l certo utiF (ìé utUrlil bt*. 
timn It Trtbo dtffs'r. pB' lliiar*. cbo 
Doftì UtTO )iii<ì1iiia''dDpa(«,p«rllftl«to»f 
.£Mlk. -. Ih dng/iff noi Bì)E(iirtOkto ili Ctn' 
lf«r«. FiwclAKi, n»rlj« ìa spotii O. non 
anttaclMiiiiaHu unico sai>ni[>lu di UtDta. 

7*.*'ui;i>U' moatiKniloiiiiU'IaiiiMlll. 
■Iblla M« laisu>(giu cln egli Km* i|i»la 

■U II (O* «DlpL 

I*. CONI pan^Aradl edidearoUtoir* 
di B*M«. Pam chn agli anlluhl U To« 
fMM Dunlgllu*. polnli* 1 plh |Bainò|rl.. 



.«n. jW . lae.Dml.. OU.. /Wr. flMiL. 
VuM-, t'aito Bvct.. ecai tu>u •> waoa 
<U ilu* Tviuna luUrprvIsUoD*. U £««. 
P&1 nf-minuUu i « i'Br lu cui ouialslla.* 
- tirnp, ' l'rvvUiT ovlue malmD coglia 
iu«n. ■ Jl /fufilpygouir. voro aayK^a 
• mal dHlrlsDo. • - i^n. fiur.i • Con 
idaat fi^ifp, dù t |>«r lu cut ruul ^^w 
■darà uafitoaiiD I Lijj£iiiiki;< uoI uiuii4oì 
*c A parlai* alacuphiv 4:li4« frao la i«fr 
l«n t^Cla BlllabadolDjfliau 11 uouioj cM. 
doro dnvptivUiw ;lirn aiirUo, «t allldlaa 
oole. • Krrriiv..* ■ Halou ovtaiD, liUat 
«illitMDCii al nalMOpatiiUaim. •JBMtf. 
lene* VOTO a apltua™™* >' JluU-UgA 
yan Zsiul.. acc. IMa. iubu «Kb* In 
Jur. Ili, ^fd, * «Il <l>«Hbata di ioMni 
ab* al diMO nuolamcDie sai HoimiIub, 
Inrandi ««turi. lai. «iruu», pN la DMa 
Undanta di vulHia illalalUi • MaoiplBi* 
1 dlttaafbl diaoaodiau.* l'enti, intL 
III. ISl. 

;s. L-si (Ulne pito* dtU'wlHlnafc— 
dtlla larra, un. Ot». XI, 1. 

7». l.xH:lulU>tAl.: LàtakUjjt^.It^ 
IH, ftl.-a vuiVi liiBUiiaaola. dm Ib- 
UodaailD a^i l'alUvt parlarai itfr. taf. 
Vili, tu. 

NI. a A UH; i>anlDlDl«nd*.llapanU 
VlifiIlD paria a lai. *. N >(.. •• Mpata 
di ora MaHv lataao' In (andn.aotto ttinva 
Jlcinpcavarakh'aaibRMii'.VirB.AitiM^ 
(iiioDl ali» mt aaalosnuv IMaM. Ur. 
/tuU. IX, IM a^ 

»l. « DL-Ud: a iwnm moq. 

T. M-llI. Moli*. OffiOliiiMio a INV 
lUmK nlcmdmieniMdlaaUuaM*- 



f irniOMA «L Pine. •) Iirr. mi. 83-98 



(riun] 909 



I 



V&tti n Ktiiislra; ed al tnrd'nR baleetro 
TVovanttno l'altro asMÌ pi& fiero o nufu^o. 

A cinger lai qtul oh« (omo il maestro, 
Non 90 io Air; m» ei tenea snocìnto 
Dinanxì l'altro e dietro il bneoio destro 

D'niui «iteiia, ohe il teneva avvilito 
Dal collo in gib, aì cho ìn sn lo «coperto 
Si rawolffovm iiifioo al giro quinto, 

< Qaeato auparbo voli' eanere aperto 
jyi aoa poteoia cootra il sommo Giove; > 
Dime il mio doca; * ond'eicli ha ooul merlo. 

Fialto ba nome; « fere la Rran prove 
Qnando i (paranti f^r pnurn a' Dei : 
Le braet^ia oh' et monft, giammai non move. » 

Ed io a lui: 4 S'emer pnote, io vorrei 
Che dolio smisurato Briarèo 



■TB AntlnidJMHtr«lT<tT*iiniinkI> 
b* cifiata, Ha •«ra • tlii (twin 41 
X m bnilt". laeMo ««■ unii nttfri*. It 
VUIM. a eaOto, Hflin 41 VilKinn • di 
Ul w4Ut HcBvt* 4l*iol<ttn1ft vnn Ah&^ 
■a* 4i4 tt» Airi) Hi nnlltl n«l1i nnm 
natn Din», rtr. llfU., <M III tv, 
tt •«. «d JtWfM.. >. Tri I>*ati> Minima 
Il MI aaaMKi* •'■ tvl*r pan BtUrm: 
■• Tlnlk* ■■ ite* t>a* qawH » (r«|ipa 
■•■(■■«i a (ha Trdrè !>•«» Ani*». >• 
«HwW iMrtn rut» ■« amoUril nhU». 

ai. Mttn : •!■ 4*i itTsnMD paiT«n» 
r« n tM In a«M> It— TW t a. 

M tfinnlo: ni^fiorv, Cft. ^^. VI. 

u m», XXVI, », xxvni. tt; 

XtXllt. »*. 

M <HU1. CRI tv.: ofr. J»<. rV, IJ 
• Ori Hmh li iDMtlr* ■ rt^arla. aim 
41 Bnii lapMfv, |«r ««atr Ivf^r «*« Ip' 
MBriiir* 4*1 Biniiii* ■ (iMln (tattn., 
r<<l. • • ll*> •>» Mi *IM «MN. nW 
qaad M( Dm lnratM«i(bllla. twaa- 
«mtoarilMkaartthin JtfOT.->TBt>Ma 
ito^m*» «■ la Q«l*nn> tniurllaa • < P—L 
UV, M. 'At ilftumlot rM*« nmin 
la ««vaaiana. •! iwMIm nnim la «•- 

i«fat temu ., Oid. OXLIX. a 

H •urOIIiTit I Irfat* a bnnMalnMn 
Ml»Mt««ll4u>maUr(« •(J^MlaHu- 
■* l'autu», frt a*n ■* riiianilxa dm 
l'ayan iftMtiuli, drtUa • Iiimm abba 
* rtoUw. hM I. *a>pM*, • 1* rfaMra. 
I fM «a» ina, •■'k* iltiMi n l. «a* 



ladMMBMSDtUlltdDi AMI. SMonita 
iJM. Il moria MS «ol A iMai* Mcmaa 
airabo** eba tu» étiìt Airia. 

n. icorKiiTO ' iMlla parta 'lai •aat«T« 
na toparto Alila rtpa. Mk* dal)' DDiM- 
lloi In IO, al Te<atae« dnqoa (M di 
«Ima, 

11. ■■inn: «priTO^ ai>arliDH>Un>. fct 
[■rnva iìmIIa «na latrai mnlm OInK*. 

ai. «oiaioflTiciTa: ofr. Pur«. VT. ut. 

dova «nma «WaM t BUanial* Il Dia 
•la' Orttllanl. Qnl (Hurt. pnr iianiiln II 
Dio da' Final, ala ad lailkan la Di- 
vlnlia In eanmil*. 

ti. HUni: naHI«. aiani^a; di ••••;« 
■arato a dal tati* Imiiattaia. 

M. lifTTi: il aoTTappcrra moala a 
mnnU pw •mlira Otvra. 

Kt. Qt-ufT-o: n>tla anflna 1 Fla«TB| 
•ri. Inf. XIV. M -rtn i-mi: .Ma- 
■Buni Illa lomuani lelolantl Inrl Fldaca 
InnsliM harrMa (ncèil*, rrMraaqaa 
ìanim Iwip m BMvf ha yii lanOl)'»- 
r* • I S**ar., Od. III. rr. M w 

ffT. a'nwui Tr«nc: h> * pa—fta*. 

U. BBAKtOr Bella m Ctw» a Mia 
Tarn, (tinla mn «««ii kumI, lAacii. 
PM»T>Ba • atavo (ÉaqaMla i^aa* «4 
alIraUaatl aeaai. a am «taquola t—tr. 
ém daMiina bamt Mia i|a*ll f<ttav* 
aa»«aa. Pr«* parla allt ciHmi .M 71- 
taal niBln «U Dal, a fB traUtU da Gì»- 
>». rirf.. Ani. X. MI ti-, I» at«T« 
AaarltUi t Afma -rialla ocataa ea4 



810 [MSCBSAU.CXKO. P] IHF. XX SI. 99-1 18 




Gsperienu Avesser gli occhi miai. > 

iD» Ond'ftt tis{>oee: «Tu vedrai Anteo 

Pr&nio di i|ai, ohe parU ed it diaciolLv, 
Clio no porrà nul fondo d'ogni rM- 

K'i Qtiel cbo tu vuoi voder, più Ut è molto, 

Ed è Iftgato e &tto come questo, ' 
Salvo che piii feroce pKr nel volto. » 

loc NoD fu ti'omoto }fii tanto rubesto, 

Che stìotesae una torre cosi forte, 
Come FiuUe a (taoteruì fu presto. 

lù» Ailor temetti pia ohe mai la inort«, 

£ uon v'ora moMier più obo la dotta, 
S'io non aveigj viste le ritorte. 

Ili Noi procBitemmo pib avanti allotta, 

E venimmo ad Anteo, ohe ben oiuqu'ulle, 



bnotiUa d]«DBt CostenuqM muioB, 
qaloqatcInUi otlba» Irikiid rt«l«nbg*- 
qiia «*]■■>. lari* «sm nilmliu canlr» 
Tst |»H)iai (trapcnt rUpiia. tot «IMd- 
|Dt>l *naH. • K glia.. Tlub. II, iOi in : 

* Htm ■liier G«lk*. it hi #*t orodert, 
m«cnr, Aimunni ImmmiiiK Ueliitpuii 
■IMU wlliim (imtn. > 

n. orUiURi, ecc.: TomJ raderla 
eal ib1«I Mrhl. 

IM. U: Tircllio. • AsrTtOi sIruM 
■Ito ■Banalità lirsn^ti, ll()lii ili HaUBBO 
o dt-llik IVcm, SI naitivj. ili Mna di 
Ikuuu n (l'trmlTH ndIIh nnit« Mfrm. 
qiuJe. corno dii lunniulr*. rlMfcra 
fn unnii- forw>, Clr, Vtrg., A*n- I. Ili 
e Mi)! Xll, US. 

tOI l'jiHu; nn tlAfnkfiHa IntolUgt' 
liilu , • dlffnnont HI KambrctM, eh* 

ptfl* DA lln£D«££lA (IN BmiUlO. .- 1 DI* 

•Oiol.in: ■ dUTsnBu di PtalMi Ufato. 
Ktto ptn Unii. AoUo non praM pitM 
•Ita inlM lisi eigBBU (ODir* tli Dtli 
efr. *. IIR t». 

MS, rosTO n'OBHI MO: •olotdal lan- 
ftai'*ffil no-, U lMdab«MlalBiaiIÌitD>l 
baiatr» «bg II mi dall' BHlnnn inuo 
InaiaM ri Hau. Uaflle : nnl ftnile d'ansi 
mUMb. thM. 111. 1» a IX. 101. 

un. Qvn.1 llri*rhi. 

IIM. tiTto : della itHiB «UtQrm e fW' 
ma, coma Plalfai aaB ba daaqaa nA la 
«aa«o bnrwla. ut la dDqaanta mmb al- 
(UMlacU di4 paall a dallo alaaaa Vm- 
■OlOBall-AMM), VI. UT.DalqoalIaaca 

* datto «aaMiBifrtatiirw Mriarmu. 



in. rutoci: Ibraa panli* onaltlscnra 
t,ìì «CTBidarl phe Mpluraae oal aoo n^jiiB 
a 1u(Ut« eoa lui. «fai li Inahlavai air 
Liifan,. l'htri. IV, GM. - Via: ajip*», 

■i EnriHlra. 
Ina. uli ; mal. - BUP ino : qaul rata 

ÌAoìì vi iu DiMk tai'ti^iuuE'i cba aculawa 
bua l.arm Don lAriLk tlul<<uui, OOB qum 
u inailo ai icDua ali' lull» la pania 
di I>auln * .Il Virclllo. La nutabUa* 
uiuku dall' avar udlui cba BriartBtflb 
fnrncvi Hàlla vorrablia aTara II tvbCo 
dalla fiiiiii'it aiivn lulU I (igantl, 

110. KOB \*BU: la loia iMara al 
av(v.lil]a uauiiMj. ■# non aioaal vedBta la 
calcile «Ilo qaall ara »tnI l a iB >Brla !•(»' 
u>. - iKiTTAi pcBra. iBTMa Oiam^t 
• ruomniito. OMMlnta dal laiB|io. & reca 
vira fn'iMMlri oantadlsl. ubo do'qniU U 
dli*. riohlaatD ptr •«. d' alena mi vig»; 
iidBU(«i«iHH^n.-alatHl(iteU>H« 
I>rante> H) Undlo Baaa.; ilMteUait 
Hnor: nan dMWr* tal ttnera. • 

V.llMU.^Htte.VannoamUtadar- 
tlTaNo Ik dora « AulA* «ofr. v. IM B(.h 
rlia «bba la ana a p tIaDW adla raUa di 
ila(Ta4a |gai»e2ariBMtft- Jlaioik, Mara 
IV.tM •m.taièatapalacataadab- 
cola. A |>t>«librK d) VirsMa^ AdUo ft- 
Ciia I due I-«ll calla uie BuU. al (Una 
a H poaa gih sai pattai quiardd al tara 
diritto aama atbara lu Bara. 

1». auorriiaAaniBft'. (V. V.S). 
JKd, mrt. IP. BO. 

lU. »ixB\ •«Ib'BoaaiimniB flaa- 



rni'craAiJ. Olite. »j Ixr.xxsi. IM-tSS 



luntoì SII 



Ti» 



118 



1» 



SwM la Ufsta, itacU fuor della grotta. 

« tu che nella fortaimta valla, 
Ohe fece Bcipioo di gloria rada, 
Quando Anuibal cu' «noi diedo lo B|)allo, 

RAcaati già millo ìoua por proda, 
E cliv, 80 fotim Mtato all'alta gaorra 
Oc' tiioi fratelli, ancor par oh' e' ai creda 

Che avnrbbDr vinto i figli della Terra; 
nettine giù, e non tea venga soliifo, 
Dove Oocito la freddura sorra. 

Non ci far ire a Ttdo né a Tifo: 
Quotiti |kuò dar di qnol oho qui ai ImuB»; 



anoe oM dkliiiD* <(«l «niw. «b'* 
>dlbtMds3">>; Jn. fV«r.CHl 
, •<«. • AIU t DOOD U nl- 
I IB^ M . di daa bnsMa «Ila rions- 
■m >. LM4. ■ OM M rom.. FUat.. tee 
• i IwpoHlUU dttmabwB qua) «tMa- 
iÉiB*IlMila41« ■ iiaaaUi «iMia •! BL 

Ili. U9ZA UTin*^ «MI*» «Miearla 
■U— I» rial ra|ML - anciTiA ' roMla (ar- 
■•■IB l'aralM* U> l'*U«r» ad II aoBO 
a««Uai (Ir. W XXI. 114. 

111. tvlTiii>*ii: -u lulBuiIsrria 
MtMaMal» dUunan /*«*■••(• !■ nO*. 
ila*> MftBMi vlaM II auittim onnlni 
«b niUM, • Mlf « Som • riM- 
ténM^m «talt»» •! IMM.- 
dl Menda, ^cmm Zioia. d«v* 
litOTlA U riiTurla ■>!•■« Aaal- 
I, UoU illniiiTmiB Jtnl*ai<#. ìmhu»,, 
'kan, IV. im >«■.. tMrgf. 
I ta. Ball* I ardii i Al. . n*v« irl>. -Vim- 
r»r. 4rt ww!. a. ZÌI. rt* u ttt- 

4> XaBa Mflaa* ablM II UMU il 



«■UJI: Bit. iMian., Jtart. IT, 
•fl- 
it*, nmuai 4U eventi OMlrO 01*- 
»a . ' OaJa |«»«>i W t llgul ava ntaRral* 
AaWiaw nmHM anta.... lauɫa Mk 
■Ha Rara hrant. «liHla* lapUa ìahnt— 
IpMwoInM*.. Pia» IT, »•■«(' 

It*. raiTMM I taiu i ((jcantl aaModo 
M>Ì4tBa ivra. - r*a r * aBCora <<t>la](Hia 
««iMnwK*. la/. Ztl. «a.XVlI.tM. 
OM «MMb mi Tlnllt* *a»l UBiilluiri 
I M HX-ata ad iBdatlacd 
I U pr^klan « Mlwa I daa r*a- 
« Mi «afa di OMMa. 

Ua. KM n* maji [ MB aTM* ■ ■!•■ 
■ « nwJ w M «••■»• wnltio. • IMI 




in Tlikatl* tua macviu. «t Ma lan par- 
*iw>^ Amr. AJ.t 'Iti a aua n *M9t«i 
eir. 2. f., IM. 

Ui. UsclTOi «OMta oaaoi «alati al 
(bado dal psoB. dina il fMddP mini*! 

Il- Moiv* di UMiwi tA. /v- xxzn, 

>9 •I»' 

llt. )Kr» a t^a■. M %a osinl rli« d 
matt«|Elb. oDOBtolwvcbeuidlAiuoa ri- 
4àl*d«« dJ qatato »#rf1|;ia alvitj^o ilt^U 
alti[C(xaaU<bmU^pa1iit>>rhoal |>vamj 
■li la iD pari teBfo flilut vhv i^l Hfiflll 
■inaila hma ■■ dM oMUidu tèa tu rd 1 
■Boi pari bramata* oWquaalipaA dar*.- 
Tiuo: RlK»)' IhlgixsU) da A|io1le p«t 
aTM laDUM IjlliBalai Ut. Vtrp^ 1(k. 
^. IM Ktt' 0*4i(.. ir'- IV, 1»; ^K- 
XwMit, J**»»*. IV. MSaCf.-TUQ: Tt- 
(m> lerr. r-di-. Vili. 7u>.cUEaala Mml- 
aala da OIotd e HpalIOMll'ICUiaKft. 
OfU.. Um. V, Ht *«■• Lii«aD»lb«. «<D 
aoBdDa tlto laakiiln tao TWa. •nNa* 
K«odo ab» AaUo ara pitt Atta dllan. 
Oada TlFcklIa rloatda qaeaU dna p«r la- 
alacaf* l'atjtoRllo di AaUh 

llt. OlOL : fami >■ B*l BHIBdik • It !»■ 

Ma atl aapmbn II (orcM fbiaa. a Vtr- 
■Ola pnad* AbUd pai «ao Mwl*, por- 
«hò 1^ da taraplMMM. Bai teM tlia mI 
«ra. «M«< pw» dar di («al tkt fot t 
Man, lalfda di MW ealoi» ab* asa 
•>dk.p*l«M taMKapacbt.alnlUpMot* 
•atti él rlaanma: 9HiiiÈut M»<tMi, 
aiaarpMrrtelMdii.-Uiadall. VUt.ti 
•ga*.-4Ci : Dtll' tafcrno I eir. /M/.Vl, M i 
XItl.IOf«i: :XV,ni)(C,XVI.aa|U[.i 
XXVIII. 1(4. w. R qUMU I'uIUbu 
lolla cU ul> )wlnRk piulaw* Il (•' 
InloalMlvi I trblilotl utn VraBaDOb- 
mai « l'oblio. 'ft. rnf. XXXtl. Pi. 



ai9 tn<K89i it ema. tj Ixr. xxn. 1 



m 



uo 



Ita 



un 



m 



N3 



Però tì cbinn, e non toroor lo ^fo. 

Ancor ti può nel mondo rendor famA ; 
Ch' ei vive, e lunga vita ancor aspetta, 
Se innanzi tempo grnKÌa a aè noi chiama, > 

Goal diana il maestro; « ((uefcli >» fretiu 
II» man dUtese, e pretto il doc* mio, 
Ond' Ercole senti gik grande atrettai. 

Virgilio, qtiando prender si sontio, 
Disse a me : < Fatti in qnn, si eh' io ti prenda » ; 
Poi fece si, che un feBcio er'e)i;li ed Ìo, 

Qual pare a riguardar la Carisenda 
Sotto il chinato, qnaudu un nnvel vada 
Sovr'oKMa al, che ella inoootro panda; 

Tal parvo Anteo a ma, che stava a bada 
Di vederlo chinare, e fa tal ora, 
(!fa'io avrei volofir per altra strada: 

Uu IteTementa al fondo, ohe divora 
liucifero con Giuda, ci Kpofti; 



IM. KDH Tnitcn: por «iporbo itfulfi- 
SnD. - OBITO : mam. Il Porla iJoi^ Imk- 

LlniEiiHi Air 1^1 Ir VLrifllio, i!lò<:hfi IriiluMfi 
qQ«4to ■ T^nfJirf'Uricfl Ik "Tin ìi^ilUl^i *U' 

16. ¥lvo, sfl\ djir^b^o fìiink «fi i^oT irinnilnr 

fi», i.tisajk; altri W lUiuU cfr. l«/. 
I, I. C«n?. IV. 13 ». 

IM. mtii«: prillili dal lannlnii naia- 
taln^^Pk vÉlft DfuArpft^ etr, Conv. tv. 33, 
-IIIUIIA: cltrlnii rfr. OiHv, IV, U. 

IS). oXD'BncotKE dalle qoiiti mini Ki- 
ovlit llaHiU A>rtvm<nlntffBmr*«|aabiia 
IMU con Adite. iCiiiHirDBn manaaat 
HolM brMhlK OHtD.CDlladlo graoibo* 
ftanUbaMlsIaiMctU, tom«liiai<|o* uà- 
pdtflnrDin rraatr t"n*ninr : UVnntor- 
qOB babii^HH pamti •; Z.uf4n , Phart. 
IV.CIT fttl. A) r uNlVti u'BuL-oc. «iicil, 
Vtt. Z F. IMM. Ctam. lApt. I*. Mi. 
ffai^.. mtàà. ti Oh., n •■- Bìatir. Ttr- 
ttut- 1, 37t t. 

Ity wB-f lui abbraseie il. cba grkTa- 
mo mm* l*Batl Inalam* In uà uId fUctf. 
• Qaiildie*«:«atTÌiiinm*alM>i Smc. 

IW. OjkUBnriiii DD» d*tla dna lamiMe 
tMM di BMOf D». adlScAte Dal 1 11» d« Fi- 
Unni ■ <Mn d<4 G*f1«ndt, Al fAvamte 
ha OB* altaua di maUi tl^l , a nno 1*- 
TMiM unu «tiapleiiibv Al ni. 3.3T. aarl- 
Ttn Hi 11» iMii munii t lini ii 1 A> 



lempl di Danto nr* Maaf plh ■IM, MMn- 
<tn «lato in«iaU r*rMllllMp«tai4liM 
Uni lirKimo (ilovannl TUoonll daOltK- 
elo^nodc tu pnldolU rcrrrfmofM.Q^inlIn 
irhn iLB hmatin al |fF*#Apl«. ba tuttavia 
la |>«n4eDjia oba ■' f datW. Cfr. tVntDA, 
W. v«l. 111. pax. Sin ad Iti uv. W. 
• IJoando la rnivuEa vannv all'fififaalta 
pari» M plrRsr* ridila Un*. ■ M ri 
■narda par oli' olla al diluiti £«a. -«m- 
i^ntUarlKiiila carraia ri iIMnipadalvtu- 
pai raapl(>l ali Iodi, at Uniau aan cadll. Ila 
Ambent inlntalla tiirrliDotraLat (Me 
liatnr nunn iMilara aupct DwiMn napl< 
Gifiutcm «nm. «t lamrn non aib4*)Mt>| 
Btnt. 

lai. aotro: dalla PAH* «T'caH yead*- 

no.nira a kaiu ^ auaidan arllanta- 
nienla^ ctt. yait9iiw„ VarW, Stt. 

1411. Il *ui a fti nn RioBM*t« «ntapane- 
iBTOla |R«iDa,ehaprala|Ma»aTnlm- 
iDlsHisr* par qnaUatl «IHv oamniluo. 

141, ai'Ki 1.1WXI vol.lrT'n; Al : cui 
aviii voLtno axuAVj ttr, X. F.. IM. 

141. LiKTutcm: «aula aliiaiiarel Da- 
ma rttWH Xml*.*. MI. -DiriHUi saa- 
ilao* nalls ano bacb(. laitoia, obluda la 
mt I traditati • Lnclbrii. 

I4>. ITI *ro«Ar ddapona, ilal lama il*l 
rarbo jpam, lat. fVTionfrf, da nuu var 
faodanl. omiib lalnna h«v, aon ipMan 
da if«ad»a. AJ.i in roafi. 



i^^H 



^ 



tene. 0. anw )] 1». itti. U4-14S-uiii. t-S [kmiiho] S13 

N6, si oMaato, U feoe dimors, 
E ooiUB albero in nave si levò. 



l«4.U«oe:«wanaaM>laiiga omi 
ihInT*-. ma ri •AaU* di rialianil • «m 
1-iP- riHiHÉ n imrw nhr il rtii» »l 
kwv Id ura ■! LainL-* Kt ni eanip»' 
nd» tMm pniprl*, «nU AbUwiu aiu 
wagaai «* iltaa «t «pMtaUII» la miidaa 
ukorii u*!**] Anr.Cft. £. VmL, ai- 



11£. CVHI JILBKBOI • QlUlUl ■ImllltU' 

illno d«ir4llHrQ Don puwtAoin laUmdvra 
di D«Ta cmHdlmkMi m* ili (•!«•. «d 
«Itn tnufv fusi*, « btn uir-gn di luvl 
d'ioQaA dolor, rhe «ogllùDo Uv^rv. * c^ 
ttx* VM^^n ■•euudfl cb« inMbnr lor h *; 
Karjf. -(pltiD» TlilMlamiicbl ti *tn>- 
Tkia *u|iiii iu>l(lla In bnrtHO*»: Bett. 



CANTO TUBNTESIMOSECONDO 



rcEBcnro nono: pbope ik chi si fida, o tbapitoki 



PBUiO - OAIKA : TEAPITORr DEI CONGnUITI 
tlmmanl rbIU tliiwtU Uno al «p«. («d U hiwl» T«tM la (IIU 
CONTI DI HAXItOKA, BAHROt. MASCIIKKOHI, CAHICIUK DK'rAZEI 



niEO sroondo-antesoba: tbatitohi della patbia 

lU«d«ilM> p*Hi>. mI>« <bs una tua la bCoU Mita la glW 
3A DEUM ABATI, BUOflO DA DVVMA, TKSAVRO DR* BKCCHKltlA 
(IIAtlMI DK' BOt.DAXIEBI, 0A8U, TEBAUlKt-tO ZAU0RA81 
II. RflKTR UCKtl.IKO 



S' io avessi lo rimo ocprc e ch(aec«, 
Come m converrebbe al trieto baoe 



[ T. l-ia. JJirdto. ImtpM» muan 

m-' — n«IOi>* IkfctHis. (to ( la 
I pralMMla » «rafMlxnia di (alto, ■ 
■■alili «M la Ma llagoa nua b—'l ■ 

uaM, «bU lanca Imd.i JSirg. XXIX. 

n va-l filala dWta Uaa*. • pr«am|w 

ta aw ■iriiwiiilOB* ••aua I Indllatl 

4al nwU ita** Ma liaHara. 



t.«ar«ai •«awualiaaDcMAMtaia 
thaaUuiA aatHU «aa omiMnaanM 
IcM'i (iMt. IV. l.-atMOUinoeU; 
(». /V- VII. 3. IMft, VM. 1*. Ili. 

1. viVOi Mao (Mtlilo drU* tuff • 
p«) mp*IM «kII bIUI carckl • p«r ri- 
•IwWa il laudo ila» * Uutbrai r#r. iV- 
ZXXIV.UI.fVr.XXIS.Mic. 



IO 



13 



I« 




314 [OKU. •■ «ISO >l tur. iixn. 3*lft 



8ovn il qojkl [loiit&ii tutte l'altre rDco«, 

Io pniinorói di mìo concetto il Htioo 
Pi{i piunninvnto; ma porch'io non l'abbo, 
Non eonsa tema a dicer mi conduco; 

Ohe DOD è impresa ds pigliare a gabb« 
Descriver fouiio a tatto l'universo, 
Ni da lingua che obiumi mamma e baliW: 

Ma quelle dontie aìatiao il mìo vtinto, 
Cho aiutnix) Anflono a cMuder Tebd, 
Si cho dnl Fatto il dir dod aia divergo. 

sovra tolte ma! creata plebe, 
Che stai nel loco onde p&rUre è duro. 
Me' Foste filate c]ui pucore o zebe.' 

Come noi fuitiuio giù nel pu;ci:o ttouro 



3, rOjntìi i »' ftppoint^iui^ «hd^ bai loro 
punto (wiilKi eeuiiiiiii, luitl gU alLri 
etnhi lafl<rn*Ii, • (jaia uri («ulritiD Ur- 
n>(eiidantomj]l:t |Hiiu1orjijEr«riUluin »j 

t. Tttmitxi ■■ OTprlinrml plu mmplDii- 
muDtii. Fnmtrt qa[ — >|>raiDi>Ta ; iiufoili 
Mprlmar* odo parole, titi. l'dT. IT, IIS. 
- XI. ai'i^O : la •mUuiiì*. 

i. XBUD^ ho; dal tu. Katiti otr. Van- 
■■II., ìTrrH. t»0 tf,: non bo )b rime 
■■liro « cblirfjca cojnn vomì araru. 

I. A GABBIlL a Klooco. lu ÌMÌIBtnu. 
a. pOHDOr II tooOiri aiDSHO l'atlIMlo, 

QUO» marvno a/Ie tuIM nUantlubli oR. 
Sùomut., Vati. M 1^, Nrin * Uctì» Im- 
p[««a ti deaorlTff* Il foQilu « ««titra dal- 
l' Bnlnno: cit. Gmc, III, S. V la mn- 
■lAwadoDl rial DOiidii lawii, |>. SU), 
mI &I*u *ni« oli* •! Miala allnbulre a 

D. blNiìLn M».' T'ba obi Intimdr ' Un- 
f Dadtit'nu cnuiuue ' «tot Tcluare. nalla 
qnalo * daltutn II pMina ; oIt. l'ulir. El. Il, 
t, E)i. A'aui, 1U. A!.: Llntna da bimbo, 
pli'A J<'T">^ l'in torpruUrionft ailjrllon. pio- 
puKuala auiiho lUI rfOt.. Aidi^ p. &IC 
mjE. A.1,r Lliticaa aocor bambina. c«nio 
al Umhl»! ili Duil- ara la vdljpuv, Vw 
l>aiita II Tuleare ItoU^b» ddo ara una 
llvgua ancor bftinbmo. Il BMii * tAo^ la 
Uaxaa lomana. • Kdu ininpronda nanls 
di itivtriMr jtonito a faBo l'mtwrK p«r 
l'appUDiD iB IÌB(iia amaaal 

10. iwxib: le Mnas. glt lo notte tnj. 
11,7. 

II. Awioia: 1(110 di Ubmadl Au' 



Uape. Bduava uiatHraTnliDniiU la «•■ 
Irai n, rolnnilo ri Divr* di mora la Tltia 
ili Tubo, uA RTaudv a elb altro id*«o, 
nonrk la aiia ootra a Iv pltttiv Taiwan) 
KlQ dal mUDM Cilanna. al aocMIanna 
■1 tEiaKoloiv aiHKaaU, al wrmpptaSM 
b-v^ODolamaol* da oA r Dua all' gj li m a 
fariDarviio 11 tunra: olr. Sarat, in 
r.-t, ÌM «e. Pmpor. Ili, 3. 3. 

13. il cua ^ oaal obs b nt* tarala «kna 
adi«iiata ot oiifsaUei ofr. fi^. IV. 1«T, 

li. HAb: • o popqla pivdlUnuB naia 
al tafrllnlUr uaM altra nmiiaa daaoa- 
M* 'i Brtit. 

14. ulikO: diffldis. La OMidUtoM dal 
trillliirl II al rTaiiiiiiitii. itil gitaoiihaili 
adafaalui«nt« moBcaB tas>»\ «a* Oncn. 

11. un' : n»RlIa par toI, ttt. MM. 
XXVI. i4. -«tiri; net uuado.-xuii; ca- 
pra iTmwtntMiratlrtnM. • Zeba ohomH 
(lapmtt aallaaU i ai ooan dalU iato, par- 
di' Tann > NMlanrfa, (-loA aalU>iido>i£aii. 

V. ia-3U. falMii, la nvtoH* ilal mi- 
aUort ilc'raMirliiiiH. 11 aono ad ulUne 
cercbio'an fTAfi loAci^Iat^. («hapaada 
Tei» 11 «antro, «t A •partito lu quaUav 
gfti couaanlrtiti. in oEnuao dal qnoll t 
ponila Dna (rlMoe apaolale di tr^Mil. 
I qnaUro giti non (odo dlatloti oh» pot 
la iDat)lai« o nlnora ^larllA dtUa paga. 
Xal fiTlaio, «ba ha ti nono da CWaa, Il 
pria» (ratrieido, aone ( liBdlMrt da'f*- 
mtl.ohri aiU olila al *laa, Uvldl, haUaaa 
I denti • buaa la teda rttMa di la- 
Krlu>e. ti kUmmIii^ lo col ■ mUtart n- 
BB («sBIU. è U nn loaMftfae Mia da- 



fCKKu. •■ ono.ii 



Isr. imi. 17-30 



ICUVi} ili 



Sotto ! pi6 del RlKaiitu, oitsai pia 1>bhÌ, 
SA io min^-a ancora nUVlto maro, 

Dìcaro ti<1irami: < Ouarilu coma poasì I 
Fa' 8Ì, cbo tu uoii calchi c«d le piante 
Le t«ste de' firatoi miseri Issai ! » 
3> Per ob'io mi volsi, e vidimi davaate 

£ MOtto i pi«di un Ugo, die p«r gelo 
Atw di vetro o dod d'acijo» eombittot». 

Non f«oe ni cono suo d grosso volo 
Di veroo la Danoia in Osterìcoh, 
NA TuDal là sotto il freddo cielo, 

Com'ara «iniri; ohi, se Tambernicoh 
Vi foMo m caduto, o Pielrapana, 
Non avrìa par dall'orlo fatto cricab. 



ds' kn* onori. X*lla 
sUM «obBump o«Ì Bilss- 



~ nU iHC l> IM« Whw d«cndMlBn*. 
IT. rlC lUJm : »r— ótil Ab»» il«gO«tl 
> Mk mH» dMSBM «*ll« pwvM 4>l 

BU «al iMdo pndo r* dlara- 
• twMhu xM tàM oem* oo lattaio, 
rhirtt *>«■■ od opimBUnl mI omln, 
duro « BtU Lii<-irnro. 

li. ina.t*At iCi. /q/. I. M. Al-: OVAM- 
OATXi <fr. '. >'.. IM- - KUIIUI dal qua}* 
U (IcwM «Il ■•« ttltU. 

t«, vDOtai: Al..- uwuio. -«i«ir4mi 
IBTOM 41 wlnn oll'iéla noia. 

Ml r*' il I Al.: va' a» t qiuiroB- 
IM» aMMtk «b* D*Bt** »>c<ft oliai 
tmmtMimmf talpwiaU da uu'ouibrol 

fii- i^ — ■■■■-,-—*-- -»■. . 

iwta ■■!■■ doitvktaUu al «•**•» duB- 
■■MnlaL... Kraal IrUu «cp«n dMiM- 
bfiB InMgn la Mt mitan, sun Unto 
lllWindUl—i k«Jwt>aBb4«B|»mn(nil 
al gloria» bavlorami aw mui «ruai 
k liiiBiiiWlii. •«4 iBOKl* U -H 
Ita* ol pmKMIIUI* twnoediaat, ■>■ 
■BlHrM Mai iu« MUBl acIKo. •ni 
vuokaalaiatariaMUiiaaii «raDlilara 
aMi okoMia, a4 olMcuftUa ■bliniF lu et- 
>»t1>ao d— 'M'iit'ir •! ntBM. Jf . Om^, 
■I.. 1'. I.« IT*. 

twtru I di noi rin4 fhii ntnin.» IV*- 

i DiJ w*oHa. Al. I Daliluaiill itliiawla 

' g— m Ih fononi*. Cauo •( iiiihU tiadl- 

Mfl HI II II II ■■in l^atK I* nriU fralw- 

•■I (JoHt'Mibn ■•■ Un» CM for lè. 

m LiAU ChIIi^ ■»irartctno4>l4aala 
•».fV, ZIV, 101 ■u.Xal.IJCXXVn. 



1. :. P»*. 1, 13. bai» XTV, U. Orrm. 
TI.T. 

U. AVai: (ann tM», ddb aotaai 
alt. daiki. • to HO vonaM >. * . M-Sl, 

■t.ViLu: etttail iiblaMMobBOEtal* 
■tqaa thg Morru** «Uio. • Owuroocuat 
■aUbn «iitioDli lo flonlao ctaMa • i 

Vitf., llMrf. lU. *tt. 

M. DuOU : Doaablo. - Oun M ÈO Ol i 
AuMila. Al.) Atormam. Anoba Oi» 
rual Vlllaul vrl» rriiMUmoalafl»!*- 
r<M« ^ ..rr. VU, 37. K. 13. 0*«. • SalL 
III. lU. 

1-7. TtUI: r>Mj lat. Ibnaft; ofCI 
Dos. Bovo dola ttawa. 

H. TA«BB3acCII : A 1.: TADItaVtCCII. t 
IxaMo di qaal UDate Uonto toIohii fi^ 
Un. ail aoUebl MUndHa di a nxat* 
dallo HolilaTiHilai ooal tUrnhi ■ /«"- 
J\«r. DaM.. So».. I^-tJ., o*r. i ffwH di 
no moolo omuliuo Dtll'AnntatiF Ti*t. 
di UD muDU la Dilmailai Al. 4*t Ta- 
tenilbib iella UanMa. aw. FrvtaMt- 
monto Uulo Intaado d«B» laTornlà (— 
liI<>at«4>i(liaa*H}pnaoAdalab«r(Mlla 
Camtolai ofr. Ilo».. W4 tu- 

W. Purairis* : Ftlr» Ji»aaa. cnip- 
iw ili lunlaiTDB ira 11 HmUa a h Ua- 
(ni ,^[1 la ranla. 

)0. rum aao airabb* MM «laaa •»■ 
gai) di oenvolalat*. Muinasu all'orla 
Otucton dora ora ataacnaoa.- caHOH i 
■aMn ualotato di cUwrIn e rrtra uà) 
twatonl. • Ar (fiMAt al d)«o oBabentt- 
l'aoD aHonaa fn M^KlAtaro «lODodl aoaa 
dora (Ao il ronipa, td aaoW l'alto dal 
ranpcnl «awi oJ * daO'OMii nv. 




3t 



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«db uniliH, ICt minio Ulta ì*t^ inbuittrA- 
r« marabrit pftJuilo, Nana proTrrr» capota 
•DiDmii ttiiHin jEorfflte ii«4, flw]» ■np«r 

Um nn«a<"it>i Crl'f.. Ufi. 71. )TO>(|i. 

Xi. i.iviTMti l» 'imlir» lliidB • dolanll 
•tBDo tltt« n»LLn Rblaeolii dna il irl«, 
do** "l mintf» ]4 vorjcisjna col T"niM»ro. 
^««t4 fot^iTirctAilone A r"*a Initfunnrl- 
Ùla tulli (irauMoutn •Lmllltn'lln» ilivllii 
rM«. Cirsi 1" ■]!» IntTTpKtuInDl ctt. 
Oinn, Trtpi. 1', Uit ut 

M. MKTTiini>o: liad'Ddo IdnnH (kcrll 
ft*ddo II fiv'tndcilt «ùiiai-A al mnlo «li« 
«V«plt4 11 rostro darla oloogfDftn «INI »r1t 
llMninl iiriaiir iliinttnTi*- UaU. XIII. 
tì- - • Iiiaa i^bi iiUiiiIal i>FC(i^'a£ta r\c<t' 
DlaMMtre*! (^M'I. XM.TI. «j, 

al, IH mO ^ Din vslobln oaatr radati 

Ia rlgODoMlDtl : cifr, r. M. 
It. na iioou : n>1 balMr da' danti la 
htnu runitfl CfatlmonlaDMdalcnn Add- 
ila dia «iirmDD ignal mlorì : mila lacinia 
jcH OMliI loro nndeoa tatti la^UbB dal* 
l' IhlaniA 4alorf> 
V. tO-a>. franti 4< itfiiHitVHi t (^11- 
■nfaWn da' Pnni. Al Kiiol plnll I)ant* 
TOéa dna ombn o>Ml ^icitlaTiiMHa ohllan 
oha U lata ihtAmv ibtiin In^Uinn ctnalViiip. 
Donàitid* Obi «1111, I -tua la ffiardano. 
ptdaMoMMiodl nnoTO li tlaa, •, invcM 
A rt^oadw. tOMann ImIoow. Cu Uno, 




[c«KC. *. omo 

E come a Rnicidar ai «ta la rana 

Col mutio fhor doll'aci]!]*, quando ttogna 

I>Ì «pigolar KOTOnto la villana; 
Liriilo insin là dove appnr vergogna 

Bran l'ombre dolenti nella j;hiaooia, 

Mettendo i denti in nota di «ìcokak. 
OftnDDa in rìù tenea v&tta la faccia: 

Da bocca il freddo, e daftli oubi il cor trìMo 

Tra lor teKttmoaiaDxa sì |>ro<!aocia. 
Qiiand'io ebbi d'intorno alquanto Tinto, 

Volinmi a' piedi, o vidi dtie d stretti. 

Che il poi del capo «nono insieme misto. 
« Ditemi, voi cbe si strinifote i petti, : 

Dies'io, « chi siete 7 > E qnel ptenaro i colli ; 

E poi eh* ebber li viai a me eretti, 
Oli oeobi lor, eh'emn pria pur dentm molli, 

GocoiAr sa por le labbra, e il gelo strinee 



traditnra inrbs laEilti. Il nomina logia' 
rlandnll, a nocnliaa Ira altri hih»] *l<^nl. * 
flnalBialila aè alaaao. acvlQujEeado obe 
appalla laulb Carìlno ila' raHi,pltiB«ro 
indilo» dj ini. 

41. romiwi! p»rr~lnr« rhl fnaiB qn*- 
CU eba mi atarn Indlrlciaia la panila, 
r, 1) aaii. - anirrn ' • oaD cndaa ha» 
itialTroU«1ia*a)d>la(Uailt^..Hdaias»- 
i-1ii)dlD« al armUlatr adii, qita •!« aa 
ìnrloani alrìDxaniut quando a« molala 
vnluarlbot lalartHaraal*! Ama. 

n. IL rBLi • I Toni pali dal oa^ ■•- 
tana In Inbtao. eoi mila tIU baili ■>■■ 
a » i l u Mto I BwU ilooall «b» k aatin. 
Coma «I DoBif oaddlo iJbrraM ìtakmm» 
l>*i oMfc. a liillbwi lo Oailto, i fnMU 
<ha ri IraAraaa. ■ IH 0Enw. 

13. ETiiiHam- arano naHa (lilMei* 
■Ikq ai rai<ni ma Vi cbltndo <*• Inapa- 
nDMoomo -nxm. t, S4, MothAal rotoTO 
radara anrlifi 11 pallA. 

U. raamixi: lodiilro, («r (oaidan 
In ao. 

Id. l'DH nnrraa; p»itai di i^How, 

cho iior^ non varvITiuiA. 

IT. IIT: Al.: me. 0(r. Uent. Orti.. 8M 
•(. • LinHca I wtn •imhn ranuDiM* 
a ■ H I— Ho tt ialanlan Mi* t«lfobr«k 
labbro d(«li ao(blUUaiA../Vn.,Ma.^ 
uh* ia palpabto noa il nhloioaan mal 
IéOw • l'«4«loaoa ir ibb» qoJ trappe 
farto a ibU' oHn «ko llioHnii Amw 



à 



(CKBC- •■ SUO IJ IKV. lUUI. 48-68 [CAMICiOH DB'PAUt] 317 



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L» IftgrìiDv tra ««u, « riiferroUi. 

Con legno loguo spranga mai non cinao 
Pone cosi; ond' eì, come dao becubi, 
Oozum insieme, tonta irati vinaol 

Ed DB, cb'ftvea perduto snibo ^li oreccbi 
P«r U freddar», pur col vìao in giùo, 
Dìhm: < Porcbè cotanto in noi ti apcccJti? 

S*t vuoi saper cliì hod cotoiti due, 
Im vaIIo ondo BlMuitìo ni dichina, 
De) padre loro Alberto e dì ter lue. 

D'un corpo uscirò; e tutta ia Caìn« 
Potriu cercar», e non troverai ombra 
De^a più d' e«««r lìlta in gelatina; 

Non quegli a cui fu rotto il petto e l' ombra 
Con esso un colpo per la man d'Ariù; 
Non Focaccia; non questi che u' ingombra 



• MiÉMtwtl l>Bi7ii»u, ■* do d ipvrn*- 
««■Ih m TM«ttM uoMniu. * 
U. aM:«cetaLI)(U4o al Buaanpt»- 
aau Mt Mp* MMn par Btran tt 1^*. 
!• tafrlaw MoniÉafDao tMri. aoda |II 
•Mfel «1 tpmmn ob MaMat ma la ta- 
(Hb* guatimi MMd • ilaUaau* Idi* 
4D «MM. 

W. oM UMRD I At.i umoea* t.M)ra. 
Hi— pi «MI Ma* mia «aa paaai di (a- 
(aa w a u l laalaiBa eaal (BrtamaBla, ra- 
aa U sUmMb laavra oblaal sii «Mtai 
«1 4M*I <laa. 

él.MMauKit ilataiHadranUlaMaB- 
ter aonlMa biadi » r<ry.. (hPf.ll.lM. 
-■■A:rwaarw t*I*U aa oinsiaate iid- 
WT* iMaa ti anUcba la» ir*. 

M. rvai 4 AMM nta ili «Moadara 
4l alaam II ratu. 

M.TI anccali M ftnlrl Maalanoo 
ifa«ii>l>i a nnl dira: Fahb* el gnaFlI 
••al a ìmufi a iva taala attHaloaal 
I placala Muoia di Ttoew* 
■ vMaa a Pia» « aboaca uall' Ai ' 
■a MMa nnaaa di «aatia «Ba l«ur>. 

IT. ALUarn: «ffll Allori), «MrW «i 
Utagati». taaa laalWBtBia nel IIM - M 
UNI M AlnaaaMn a di Albano, nMI 
N^Mall. • «aMfr* (n4t l'aM l'attmt • 
mi4m roso l'alttoaLndUwvMii Am. 
Mil. • • L'aaa no l'alirn •■•pnnal ti 
waiteaao •■ f<w, /Hki. • • tjutau 4w 
(raMU laraaa fnita ll « »tla»aa ai il 
•■M Ali BH Ire «a' «aM AJbaaV. I 
I di M partaa i »!■■. (Aa. 



par (Arra Taao aU'altn la Ibruaaa dM 
aivrODo lo Val di Uaeaalo. Tmoano a 
unto Ira al a Usta nalTa(iià d'aoliav, 
tba l'ano a«laa l'aluo. al «od loakna 
nsrInMo «j J». Aaf. Caat pan JBwalpI- 
J>M>, aJ BittI uitltbl. Il latM MaaVia 
airaonCu dops 11 IMI. VapaloaB* ara 
(lilbaUlBo, Alataaoili» fultoi al ulla- 
i*iia luilana plft pn lalur»«il fotT^ii 
cbe p« n(Msl ptl.uolM.>niK:«sfiar- 
Ivana, nvario •■Rn'>rl dal oaaHtU di Var- 
uiu n ni oartnla la Val di Biiaoda a di 
llwiRMia lo Val di ISaTO. 

U.uacma^ aacquarod unaauaaam*' 
àn, la rouUaaa liDaJdtaili, cli>|iuCDtl 
al Tanta Albuio parfoshl nillnntl. tra I 
quali quaaudoe. • IH la/ ftdtt, •rf'ttll 
»rp> «Min iBAattano oha i|ao' dna (fan 
luti ilacU alaaal gaulUit. Il dn lala ad 
■RUni'ar» la cnlpa di qua' ualal «baal 
aeaanatvDD luauUaToliBaoba *i lt*éé, 

n. IH su^iuu: • lu latam fluND <•■ 
laUHk >i Ano. 

•I. ^UeoM I UordtM Be'» ' n!i>aMM 
n And. T«U* lacUara il ngfio ■ lai 
fi aoMorio a Iradlamlo; ma And |ll 
pau« il folto t