(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "La Donna di marmo ossia Il Capriccio e la moda ballo allegorico fantastico inun prologo e sei atti"

LA DONNA DI MARMO 



OSSIA 

IL CAPRICCIO E LA MODA 

BALLO ALLEGORICO FANTASTICO 
IN UN PROLOGO E SEI ATTI 

DEL COREOGRAFO 

Cesare Oecclietti 

i 

Musica del Maestro 
GIOVANNI CHITI 

RAPPRESENTATO 

AL R. TEATRO PRINCIPE UMBERTO 

NELLA STAGIONE ESTIVA 1872 



**g^0!2z>" 



FIRENZE 

TIPOGRAFIA FIORETTI 

1872. 



Tasto la Musica che il Ballo sono di proprietà 
del Coreografo Cesare Cecchetti. 



Avvertenza. 



Il concetto fondamentale a cui $' informa il pre- 
sente Ballo è tratto dalla ben nota commedia del Ca- 
valier Avelloni, intitolata Le Vertigini del Secolo. 

Questo apprezzabile lavoro mi servì di guida nel" 
V azione Mimo-Danzante che oggi umilmente offro al 
pubblico, e nella quale procurai portare quelV inte- 
resse e quell'effetto scenico, che convengonsi ad ogni 
rappresentazione teatrale. Se nella mia insufficienza 
avrò commesso qualche errore, il colto ed intelligente 
pubblico saprà, spero, compatirmi, e vorrà in pari 
tempo concedermi quel cortese appoggio di cui mi fu 
sempre, e largamente benigno . 

Maggio 1872. 



CESARE CECCHETTL 



NEL PROLOGO. — La Visione. Grafi Ballabile, ese- 
guito dalla prima Ballerina signora 
Pia Cecchetti, in unione alla prima 
Mima assoluta signora Silene Righi, 
alla prima Ballerina Italiana signora 
Giuseppina Engelmayer, ed al corpo 
di tutte 1q altre Ballerine. 

NELL'ATTO 1°, — Il Capriccio 'e la Moda. Scherzo 

di seduzione eseguito dai primi Bal- 
lerini sigg. Pia ed Enrico Cecchetti. 

NELL'ATTO 2°. — La Toelette. Adagio, eseguilo dai 

primi Ballerini suddetti, e dal corpo 
di Ballo. 

L'Allegorie. Marcia danzante e Bal- 
labile, eseguito dal Corpo di Ballo. 
Gran Passo a Due serio, composto 
ed eseguito dal primo Ballerino as- 
soluto sig. Enrico Cecchetti, in 
unione alia prima Ballerina assoluta 
signora Pia Cecchetti. 

La Frenesia. Ridda, eseguita dal 
Corpo di Ballo. 

NELL'ATTO 4°. — Gran Ballabile popolare, ese- 
guito dal Corpo di Ballo, ed in cui 
prende parte la prima Ballerina Ita- 
liana signora Giuseppina Engelmayer. 



p wi ' © ii o a o 



Personaggi . Attori 



Frine, statua dovuta allo 

scalpello di Fidia . . Sig a Silene Righi 
Fidia, scultore greco., . Sig. Luigi Manzotti 
Diogene, filosofo . . . » Giovanni Morirti 
Gorgias, ricco proprie* 

tario • » Antonio Rubiola 

La Venere di Guido. . Sig a Pia Cecchetti 

Cupido » Giuseppina Engelmayer 

Ahmed, schiavo, . . . Sig. Antonio Barni 
Allievi di Fidia, Schiave Greche, Ninfe, Le Grazie. 

L' azione è in Atene — Epoca di Alessandro 

il Macedone. 

Un vago giardino — Nel mezzo un padiglione che 
serve di laboratorio a Fidia, chiuso da tende. 
Da un lato una botte. Sono sparsi per la scena 
abbozzi di scultura, ed arnesi necessari all'arte. 
Una piccola statuetta è sul suo piedistallo in mez- 
zo alla scena. 

Fidia, il celebre scultore lavora intorno ad una 
statuetta, circondato da suoi allievi che contempla- 
no attentamente l'opera del loro maestro. Un sorriso 
di compiacenza infiora le labbra del Greco scultore.. 
Ancora un colpo di martello, e la bella statuetta è 
terminata. Fidia è incerto, la sua mano vorrebbe ac- 
cingersi alla impresa; ma, quasi che la sua mente fos- 
se preoccupata da un altro pensiero, cade in un prò * 
fondo abbattimento. Gli scolari si guardarono silen- 
ziosi. 

Apparisce Diogene il cencioso filosofo. Tutti si 
scuotono; lo sguardo indagatore del cinico fa curvare 
a tutti la fronte, mentre egli passandoli in rassegna, 
guarda tutti ad uno, ad uno e poi spiegando la sua in- 
divisibile lanterna esclama: Nessuno di costoro è 
l'uomo giusto! Ed avvicinandosi a Fidia nel vederlo 



6 

pallido e sconfortato, ride di un riso beffardo. Ma ad 
un tratto pigliando un accento dolce ed amoroso, ba- 
cia lo scultore in fronte, e gli dice: 

— Pazzo ! tu lavori da mattina a sera, e ritrai dal 
marnai le più belle sembianze e le piti belle forme 
umane, ma esse non ti procacceranno mai ricchezze 
e tesori. Esse sono di marmo, e non hanno la vita. 
Fidia si scuote e lo interroga con lo sguardo; la vo- 
ce del filosofo par che sia penetrata nel profondo 
del di lui cuore. 

Diogene gli addita il padiglione eretto nel mezzo 
del Giardino con un gesto espressivo, e soggiunge 
ancora: 

— Pazzo ! Se quelle bellezze fossero animate, il 
mondo sarebbe tuo ! Così dicendo s' allontana e va a 
rinchiudersi nella botte. 

Fidia congeda i suoi allievi e appena rimasto so- 
lo, corre ad aprire il Padiglione dove apparisce il 
gruppo in marmo, rappresentante Frine, la piti bella 
donna della Grecia, circondata dagli Amori, e dalle 
Grazie. 

Fidia è innamorato dell'opera sua. Quel sublime 
lavoro deve renderlo immortale, ed egli collo sguar- 
do infuocato contempla la vaga immagine di Frine, 
che fu la sua ispirazione, V ideale del suo pensiero. 

Lascia ricadere il drappo che cuopre la statua, 
riflette sulle parole del filosofo, e si asside medita- 
bondo. A poco, a poco, il sonno si aggrava sulle sue pu- 
pille ed il sommo artista sogna. . . il suo amore, la 
la sua felicità, la sua gloria. Il padiglione si spalanca, 
tutte le statue prendono umana forma, scendono dal 
piedistallo, ed intrecciano intorno a lui vaghe danze, 
pose delizione, in modo che il sogno dello scultore 
diviene un estasi meraviglioso, 

Ad un tratto il sogno sparisce e Fidia si sveglia 
bruscamente. Il filosofo esce nuovame dalla sua bot- 
te e vedendo lo scultore immobile e perpleseo, sem- 
bra dirgli: 

— Quanto ti compiango! 

Ad un tratto s' ode il rumore, come di una disputa. 
Gli allievi di Fidia entrano frettolosi per annunziare 
che Gorgias ricco e possente signore esigeva dallo 



scultore il pagamento dell'affitto della casa da lui 
abitata. 

Fidia rimane atterrito; il sommo Fidia non tro- 
va ne' suoi scrignetti neppure una moneta da dare 
al vecchio avaro, che s' avanza con aria di disprezzo 
facendogli gesto di uscire. Fidia prega e scongiura, 
promette di pagare il suo debito tostochè abbia ter- 
minata e venduta la piccola statua intorno a cui 
lavora. Gorgias non risponde, ma tutto ad un trat- 
to rasserenandosi dice: 

— Tu hai una statua che mi si dice stupenda; 
suvvia mostrami l'opera tua. Fidia acconsente, alza 
le cortine del padiglione, e pone in mostra la incan- 
tevole figura di Frine. 

— Or bene ! esclama Gorgias sorpreso, questa sta- 
tua sarà mia, poiché te la pago al di là del suo va- 
lore. E prendendo dal cofano, tenuto da uno Schiavo 
una borsa, la getta a Fidia esclamando: 

Così ambedue siamo sodisfatti! 

Lo scultore è pallido e tremante, si getta ai pie- 
di del vecchio, lo prega e supplica acciocché non 
gli tolga la sua creazione, il suo pensiero, l'amor suo. 

Insensato! gli dice Gorgias, e estraendo dal co- 
fano gemme, perle, collane, e dovizie di ogni manie- 
ra, si rivolge alla statua e domanda: 

— Con me, o con lui? 

La statua solleva un braccio e addita Gorgias... 

L' arte fu vinta ; oro ed ambizione avevano trion- 
fato! Fidia nel suo delirio afferra il martello, spez- 
za la statua incompiuta e poi cade svenuto. Gorgias 
sorride: Diogene sogghigna, e osservando la statua 

mormora : 

Sono tutte così! 



8 

ATTO PRIMO 



gi Attori 



Rambaldo, fìttaiolo . . Sig» Filippo Senatori 
Ernesta, sua figlia . . Sig a Silene Righi 
Ranieri, giovane artista. Sig. Luigi Manzotti 
II Baronetto di Passy. » Carlo Coppi 
La Principessa di Roveri. Sig a Carolina Svochel 
La Contessa di Evreux, * Mariella Veneziani 
II Contino d'Àmiens. . Sig Luigi Buccioni 
Lord Chantillon ... » Pietro De Gasparis 

La Moda Sig a Pia Cecchetti 

Il Capriccio Sig. Enrico Cecchetti 

La Satira . , . . . » Pompeo Merli 
Capo Caccia. .... » Antonio Flamini 

La scena è in Bretagna, nel secolo XVII. 

Una modesta cascina presso un Villaggio, e vicino ad 
un Bosco, Una finestra in fondo. Due porte la- 
terali. 

Il Capriccio come spirito maligno, penetra nel mo- 
desto abituro del fìttaiolo Rambaldo, dove egli sa di 
trovare l'innocente cuore di una fanciulla onde farne 
/una nuova vittima e per meglio riuscire nell' impresa 
conduce seco in aiuto la sua fida compagna la Moda, 
alle attrattive della quale mal sanno resistere le in- 
nocenti, ed inesperte giovinette. Entrambi concertano 
il modo di rendersi padroni della fanciulla, e già si- 
curi della vittoria, godono di una gioia infernale. 

Ernesta s'inoltra leggera, vispa col sorriso sulle 
labbra e senza nessun timore ; ma poi trovandosi alla 
presenza di dae esseri a lei sconosciuti, tenta sfug- 
girli, o allontanarli da se. Però a poco, a poco la va- 
rietà, ì colori delle loro vesti, le loro seduzioni, la 
incantano, la esaltano e la di lei fantasia corre di 
volo nei gran mondo, nei piaceri; e già una cruda 
ambizione la invade. Rambaldo la sorprende in quel 
punto e meravigliato dello strano cambiamento di sua 
figlia vuol saperne il perchè è la colma di rimproveri, 
e di minacce. 



9 

La Principessa di Roven, che stava cacciando noi 
Bosco, entra per ristorarsi con una tazza di latte nella 
Cascina insieme al Baronetto di Passy, e ad altri Cac- 
ciatori del suo seguito. 

La bellezza di Ernesta, le di lei forme perfette 
colpiscono il Baronetto, il quale a sua volta desta il 
Capriccio in quello di Ernesta, la quale concepisce 
un primo desiderio, un pensiero di ambizione. Durante 
il pasto frugale della Principessa, Il Capriccio, e la 
Moda, scherzano e danzano intorno ad Ernesta ed ai 
Baronetto, destando dispetto o gelosia in Ranieri, il 
il quale da gran tempo ama Ernesta e che finalmente 
stanco dice alla comitiva essere la giovinetta sua pro- 
messa sposa. 

Un sol gesto di Ernesta fa comprendere al Baro- 
netto i\xttd la sua avversione per questo matrimonio 
voluto dal padre, e quanto ella desideri di essere li- 
berata dall'amore dell'uno, e dalla severa autorità 
dell'altro. La Principessa si alza, saluta Rambaldo, e 
sua figlia, alla quale fa dono di un ricco anello e parte 
col resto della comitiva. Ranieri, e Rambaldo la se- 
guono dopo avere ordinato ad Ernesta di restare in 
casa, e di mettere tutto all'ordine. Restata sola la 
fanciulla contempla l'anello della Principessa, e pensa 
alle parole, ed agli sguardi d'amore del Baronetto: 
quando ad un tratto questi comparisce dinanzi a lei. 
Profittando dell'assenza di Rambaldo, e di Ranieri 
egli dichiara ad Ernesta tutto il suo amore, Le 
propone una fuga dalla casa paterna, le promette di 
amarla, di farla felice e ricca, e di vivere sempre vi- 
cino a lei. 

L'idea di una fuga spaventa sul primo Ernesta ; 
ma le promesse del Baronetto, l'istigazione del Ca- 
priccio, le seduzioni della Moda, le attrattive di un 
avvenire color di rosa fanno una battaglia nel cuore 
della giovinetta che dopo una breve lotta d'affetti, si 
lascia vincere dall'ambizione. Ella cede ! E dando un 
ultimo addio al tetto paterno, si da in braccio al Ba- 
ronetto per andare con lui a vivere nel gran mondo, 
fra «7 Lusso, i Capricci, e la Moda. 

La satira col suo occhialino la guarda, ed esclama 
ridendo: Son tutte così! 



lo 

ATTO SECONDO 



Personaggi Attori 

Ernesta Sig a Silene Righi 

Ranieri, giovane artista. Sig. Luigi Manzoni 
Il Baronetto di Passy. » Carlo Coppi 

La Moda Sig* Pia Cecchetti 



Il Capriccio. 
La Satira . 
La Follia . 
L'Ambizione . 
L' Illusione 
Il Raggiro . 



. Sig. Enrico Cecchetti 
» Pompeo Merli 

. Sig a Giuseppina Engelmayer 
» Carolina Svochel 
» Mariella Veneziani 

. Sig. Antonio Barni 

La Voluttà - La Lussuria - I Castelli in aria ec. ce. 



La Bolgia sociale. Un gran salone con arcate a co- 
lonne e gradinate ornate di perle, coralli, oro e 
pietre preziose I Capitelli gremiti di orologi, fib- 
bie, e smanigli. Scrigni ripieni d'oro, e d'argen- 
to. Candelabri, sofà, toilettes, cappelli da uomo, e 
da donna, tuttociò infine che può appartenere al 
lusso, al capriccio ed alla moda. Nel mezzo so- 
pra ad un piedistallo in fondo alla scena, la sta- 
tua della Superbia a cavallo, vestita eroicamente 
con i flagelli in mano. Innanzi alla statua l'ara ac- 
cesa dell'Orgoglio. A sinistra un Trono con due 
scranni. 

La Voluttà, le Illusioni, l'Ambizione ecc. sono 
sedute avanti alle loro ricche toelette. La Moda, il 
Capriccio, la Follia, ed i Castelli in aria, passeg- 
giano per la scena. Un armonioso suono di dentro 
annunzia l' arrivo del gran Monarca il Fanatismo 
che entra preceduto da tutte le allegorie. L 1 Ambizio- 
ne, e Ylllusione conducono alla di lui presenza la 
novella alunna, Ernesta, riccamente vestita, con al 
fianco il Baronetto ed altri cortigiani. Vien con- 
dotta dinanzi dell'ara dell' Orgoglio dove giura di dare 
un addio al passato, e di pensare al presente, senza 
occuparsi dell'avvenire. Compiuta la cerimonia comin- 
ciano le Danze. 



11 

ATTO TERZO 



Personaggi Attori 



Ernesta 

Il Baronetto di Passy 
Il Contino d'Amiens. 
Lord Chantillon . . 

Ranieri 

La Moda , . . . . 
Il Capriccio. . . . 
La Satira . . . . 



Sig a Sileno Righi 

Sig. Carlo Coppi 
» Luigi Buccioni 
» Pietro De Oasparis 
» Luigi Manzotti 

Sig a Pia Cecchetti 

Sig. Enrico Cecchetti 
» Pompeo Merli 



Un elegante Gabinetto in Casa di Ernesta. Ricchi 
specchi adornano le pareti : tavole, sedie, ed altre 
suppellettili di un lusso straordinario. Due porte 
laterali, una nel mezzo in fondo. 

Il Capriccio entra subito in scena, e pare che 
quell'appartamento sia ad esso molto famigliare Di 
fatti egli è l'intimo confidente, il cerimoniere di Er- 
nesta, la quale giunge di li a poco in abito da camera 
Il Capriccio la conduce avanti allo specchio, e le fa 
mirare le sue bellezze. Il Baronetto, il Contino e Lord 
Chantillon giungono poco dopo accompagnatldalla Mo- 
da e dalla Satira Ciascuno fa i suoi complimenti alla 
bella Ernesta, e indirizza a lei parole dolci, cercando 
di farsi strada al di lei cuore offrendole qualche re- 
galo. Ernesta si mostra galante, e gentile con tutti, 
ma nel di lei" cuore non alligna affetto per nessuno 

Il giovane Ranieri fa annunziare che desidera di ve- 
dere Ernesta ed ella dapprima non vorrebbe riceverlo, 
ma ad una parola del Capriccio, a cui pare la giovane 
obbedisca, e sia schiava, vi acconsente. Ranieri entra, 
la saluta, le siringe la mano e rammentando ad Ernesta 
le tante prove del suo affetto, la scongiura ad uscir 
dal precipizio dove è caduta, e ritornare alla casa 
patema. Ma Ernesta si mostra fredda come un marmo 
alle parole di Ranieri, e lo prega soltanto a lasciarla 
correre del suo destino. Ranieri vorrebbe a viva forza 
trarla seco, ma l'arrivo della comitiva, che si era ri- 



12 

tirata, minaccia ringoiente artista e lo discaccia. Il 
dispetto di Ranieri, non ha più freno: egli inveisce 
contro di tutti, impreca alla società ed alla corruzione, 
e nel colmo della sua furia strappa le decorazioni che 
fregiano i petti di quei signori e poi le lacera, le cal- 
pesta sotto i suoi piedi e come un forsennato s'allon- 
tana, inseguito dal Baronetto, dal Contino, e da Lord 
Chantillon. 



ATT© QUARTO 

Personaggi Attori 

" ■ " ' ■ 

Ernesta. Sig a Silene Righi 

Ranieri, giovane artista. Sig. Luigi Manzotti 
Rambaldo, fittaiolo . . » Filippo Senatori 
Fliders, capitano della 

marina inglese . . . » Antonio Rubiola 
Fitz-James, capitano in 

seconda » Giovanni Morini 

Un Pilota » Antonio Bar-ni 

Un Ufficiale russo . . » Antonio Flamini 

Porto di mare in Inghilterra, Una nave è alla riva, 
già carica di merci, e sta spiegando le vele per 
la partenza. 

Un contiuuo movimento regna sui luogo. Marinari, 
mercanti, forestieri, popolani, ecc. fanno strepito e 
confusione per ogni dove. Solo in un canto della 
piazza, vedesi un giovane pallido e tremante, con lo 
sguardo fiero, fìsso sopra una carta da giuoco per la 
quale pocanzi ia una bisca vicina, ha perduto ogni 
suo avere, non solo, ma giuocato altresì quanto Er- 
nesta possedeva Ernesta dopo la scena già avvenuta 
era fuggita con questo giovane, frequentando tutte le 
bische e le sale da giuoco e trafugandosi a lui II 
suono di bellici strumenti, e gli evviva della popola»» 
zione che saluta Y intrepido Capitano richiama la loro 
attenzione. Intanto hanno luogo le Danze, durante le 
quali il giovane fa pratiche col Capitano, desiderando 



13 

far parte della spedizione, e tentare la fortuna nello 
nuove regioni. Ernesta vuol seguirlo, e insieme agli 
altri forestieri, sale dietro a lui sulla nave. 

Il vecchio Rambaldo, V addolorato padre di Er- 
nesta, avendo udito da Ranieri la disperata sorte di 
sua figlia, corre sulle di lei tracce e la vede sulla nave. 
Stende a lei le braccia, poi con un grido di dolore 
esclama : — Io 1' bo perduta per sempre! — Ernesta 
ha riconosciuto il padre; in un istante di pentimento 
vorrebbe arrestarsi, correre fra le di lui braccia, ma 
non è più in tempo. Un colpo di cannone annunzia 
che l' ancora è levata, e la nave si pone in movi- 
mento. 

Quadro. 



ATTO QUIETI* 
Personaggi Attori 

Ranieri, giovine artista Sig. Luigi Manzotti 
Rambaldo, fìttaiolo . . » Filippo Senatori 
Il Baronetto di Passy. » Carlo Coppi 
Il Contino d'Àmiens, . * Luigi Buccioni 
Lord Chantillon ... * Pietro De Gasparis 
La Contessa di Evreux. Sig a Marietta Veneziani 
La Principessa di Roven. » Carolina Svochel 
La Moda ...... » Pia Cecchetli 

La Satira ..... Sig. Pompeo Merli 

Un piccolo promontorio presso la spiaggia del mare. 
Poco lungi da esso un parco per le corse. 

Rambaldo, V inconsolabile padre di Ernesta, s'ag- 
gira mesto e piangente per la spiaggia, fissando di 
tratto, in tratto lo sguardo verso il mare per vedere 
la nave che solca ¥ Oceano, e che gì' invola per sem 
pre 1' unico suo tesoro, la diletta figlia. Ranieri lo 
segue sempre d' appresso, e cerca consolare l'infelice 
vecchio con parole di conforto, e di speranza. Ranieri 
promette e giura che lo amerà sempre come padre, 
che non si allontanerà mai da esso ; e cercherà riempire 
il vuoto lasciatogli nel cuore per l'abbandono dell'in- 



14 

grata figlia. Le grida rumorose di gente che s'avvi- 
cina fanno fuggire Rambaldo e Ranieri dietro una 
nupe, giacché il canuto vecchio desidera nascondere 
a tutti la propria vergogna. 

Il Baronetto di Passy ; la Principessa di Roven, la 
Contessa d' Evreux ed altri personaggi, che hanno as- 
sistito alle corse, che si eseguiscono nel parco di là poco 
distante, giungono sul luogo per rallegrarsi colla vista 
del mare. Rambaldo, e Ranieri, che si tengono nascosti 
hanno riconosciuto la comitiva, e piti non dubitano 
essere quelli gli assassini della disgraziata Ernesta. 
Rambaldo si presenta a loro, e con fiero aspetto rim- 
provera loro il nero tradimento di avergli rapita, e 
perduta la propria figlia. Impreca al Baronetto, ed ai 
suoi infernali compagni, il Capriccio, e la Moda, i quali 
si ridono delle smanie del vecchio. La Satira, soltanto 
osserva il quadro e tace, registrando nel suo taccuino 
V aneddoto. Stanco Ranieri di essere impassibile spet- 
tatore di quella scena, provoca il Baronetto, e lo sfida; 
ma siccome egli rifiuta di battersi con un plebeo, come 
dice, Ranieri gli fa uno sfregio nel viso. A tale insulto 
il Baronetto mette mano alla spada, e vibra un colpo, 
che va a ferire mortalmente il vecchio Rambaldo il 
quale si era frapposto onde impedire la lotta. Il 
rumore chiama sul luogo alcuni pescatori vicini, che 
giungono a trascinar via il furibondo Ranieri, ed il 
morente padre, mentre gli altri s' allontanano per 
altra via. 



ATTO SESTO 



Personaggi Attori 

Ernesta Sig a Silene Righi 

L'interno della nave sotto coperta. Ai lati le cabine 
dei passeggierL 

Ernesta che si trova abbandonata da tutti è in 
preda ai rimorso. È triste ed abbattuta, e si vede bene 
quant'ella soffre 



15 

Il Diuggito del vento, e della burrasca che imper- 
versa orribilmente strazia viepiù l'anima sua. 

Il movimento della nave si fa piti forte ; la con- 
fusione cresce nell* equipaggio, il pericolo di un nau- 
fragio si fa sentire. Ad un tratto la nave viene spinta 
fra gli scogli, e i massi di ghiaccio, V acqua già pe- 
netra nelle cabine, e non rimane nessun mezzo di 
salvezza. La nave a poco si riempie d' acqua, e cola 
a fondo 

Tutta la fierezza dell'adirata elemento, e di un 
deserto ricoperto di nevi e di ghiacci si mostra in 
tutto il suo nome. 

Le onde furiose gettano ad un tratto sulla spiaggia 
il cadavere di una donna. E quello dell' incauta Er- 
nesta che trovò la morte in quel deserto gelido, come 
era stato sempre gelido e deserto, il suo cuore. 



Fine del Ballo*