(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "La traviata"

li ìunm 

LIBBETTO 

MUSICA DEL MAESTRO 

Ufficiale della Legion d'Onare 



/ 







i 



NAPOLI 

A :spese dell' Editore 

1558 



PERlSeiVAGCil AI'ffOHI 



VIOLETTA VALÉRY . . . . (Prima Donna Soprano) 

LORA BERVOIX . .... (Conìpriiiiaria li2 Sop.) 

\NNINA » (Seconda Donna) 

ALFREDO GERMONT ... (PrinìO Tenore) 
GERMONT GIORGIO , suo 

padre (Primo Baritono) 

GASTONE, Visconte de 

Letorieres . . . . . . (Tenoro Comprimario) 

BARONE DOUPHOL . . . . (Baritono Comprimario) 

MARCHESE D'OBIGNY . . . (Secondo Basso) 

DOTTORE GRENVIL. . . . (Basso Profondo) 

GIUSEPPE , servo di Vio- 
letta (Secondo Tenore) 

DOMESTICO di Fiera. ... (Corifeo Basso) 

COMMISSIONARIO .... (Corifeo Basso) 

Coro di Signori e Signore amici di Violetta e Flora - 
Mattadori - Piccadori - Zingare. 

Comparse di Servi di Violetta e di Flora - Maschere , ec. 
SCENA - Parigi e sue vicinanze , nel 1700 circa. 

NB, Il primo atto succede in agosto , il secondo m gennajo , 
il terzo in febbrajo. - Le indicazioni di destra e sinistra 
sono prese dalla platea. 



sf 






L *>^ 


r-s? 


•■'*^^FE? 






CV/! 


3 76 ^'-' 



D^ 



I 



ATTO PRIMO 

SCENA PRIMA. 

Salotto in casa di Violetta ; nel fonò» è la porta che mette 
ad altra sala ; ve ne sono altre due laterali ; a sinistro 
un caminetto con sopra uno specchio. Nel mezzo è una 
tavola riccamente imbandita. 

'^^iolctta seduta sur un divano sta discorrendo col Dot- 
tore e con alcuni Amici , mentre altri vanno ad in- 
contrare quelli che sopraggiungono , tra' quali sono il 
Barone e Flora al braccio del Marelieise. 

Coro L JJeir invito trascorsa è già V ora... 

Voi tardaste... 
II. Giocanamo da Flora, 

E giocando quell'ore volar 
Vro. Flora , amici , la notte che resta (andando loro 

D'altre gioie qui fate brillar.. incontro) 

Era le tazze è più viva la festa... 
Flo. , Mar. F goder voi potrete? 
Vio. Lo voglio, 

Al piacere m' affido , ed io soglio 

Con tal farmaco i mali sopir. 
Tutti Sì la vita s' addoppia al gioir. 

SCENA II. 

Detti, il Visconte «astone di Kietorieres , Alfpedo 

Gerniont, Servi affaccendati intorno alla mensa. 

Gas. In Alfredo Gprmont^ o signora 

Ecco un altro che molto vi onora; 
Pochi amici a lui simili sono. 

Vio. Mio Visconte , mercè di tal dono. 

(dà la mano ad Alf.^ che gliela bacia j 



Mar. Caro Alfredo... 

Alf. Marchese... (si stringono la 

Gas. T' ho detto mano) 

V amistà qui s'intreccia al diletto, (ad Alf.) 
(i Servi frattanto avranno ixnkandite le vivande ) 
Vio. Pronto è il tutto?... (*) Miei cari, sedete, 

(* un Servo accenna che si) 

È al conNWto che s' apre ogni cor. 
Tutti Ben diceste... le cure segrete 

Fuga sempre 1' amico licer. 

(siedono in modo che Violetta resti tra Alfredo e Ga- 
stone ; di fronte vi sarà Flora . tra il Marchese ed il 
Barone ; gli altri siedono a piacere. F' ha un momento 
di silenzio ; frattanto passarlo i piatti , e Violetta e 
Gastone parlano sottovoce tra loro , poi) 

Gas. Sempre Alfredo a voi pensa. 

Vio. , Scherzate? 

Gas. Egra foste , e ogni di con affanno 

Qui volò , di voi chiese. 
Vio. Cessate, 

Nulla son io per lui... 
Alf. Non v' inganno 

Vio. Vero è dunque? onde ciò?... noi comprendo, 

(ad Alf) 
Alf. Sì^ egli è ver. 

Vio. Le mie grazie vi rendo. 

Voi^ barone, non feste altrettanto... 
Bar. Vi conosco da un anno soltanto. 

Vio. Ed ei solo da qualche minuto. 

Flo. Meglio fora se avesse taciuto, [piano al Bar.) 

Bar. M' è increscioso quel giovin. (piano a Fio.) 

Flo. Perchè? 

A me invece simpatico egli è. 
Gas. e tu dunque non apri più bocca? (ad Alf) 

Mar. è a madama che scuoterlo tocca... (a Vio) 

Vio. Sarò l'Ebe che versa... (mesce Alf) 

Alf. e eh' io bramo 

Immortai come quella. [con galanteria) 

Tutti Beviamo. 

Gas. barone , né un verso , ne un viva 



Troverete in quest' ora giuliva ?... 

(Bar. accenna, che noj 





Dunque a te... (ad Alf.) 


Tutti 


Sì , Si , un brindisi. 


Alf. 


L' estro 




Non m'arride... 


Gas. 


E non se' tu maestro ? 


Alf. 


Vi fia grato?... (a Violetta) 


Vio. 


Sì , Sì. 


Alf. 


Sì?... L'ho in cor. (s'alza, 


Mar. 


Dunque attenti... 


Tutti 


Sì, attenti al cantor. 


Alf. 


Libiam nei lieti calici , 




Che la bellezza infiora ; 




E la fuggevol ora 



S' inebbrii a voluttà, 
Libiam ne' dolci fremiti 
Che suscita 1' amore , 
Poiché quell'occhio al core 
^ Onnipotente va. 

Tutti Libiamo , amor fra i calici 
Più caldi baci avrà. 

Vio. Tra voi saprò dividere 

Il tempo mio giocondo ; 
Tutto è follia nel mondo 
Ciò che non è piacer. 
Godiam , fugace e rapido 
È il gaudio dell'amore, 
È fior che nasce e muore , 
Ne più si può goder. 

Tutti Godiam... e' invita un fervido 
Accento lusinghier. 
Godiam... la tazza e il cantico 
Le notti abbella e il riso ; 
In questo paradiso 
Ne scuopra il nuovo dì. 

y\i. La vita è nel tripudio. 

k^^^ Quando non s' ami ancora. 

'V^y. Noi dite a chi lo ignora. 

F^%, F il mio destin così... 

1 TTT Godiam... la tazza e il cantico 
Al 



(indicando Vio.) 



(s' alza] 



[ad Alf.) 
(a Vio.) 

[ad Alf) 
(a Vio.) 



Le notti abbella e il riso ; 
In questo paradiso 

Ne scopra il nuovo dì. (5' ode musica dal- 

Che è ciò ? l' altra sala.) 

Vio. Non gradireste ora le danze ? 

Tutti Oh il gentile pensieri.-, tutti accettiamo. 
V'io. Usciamo dunque.. (*) Oimè!... (* s' avviano alla porta 
di mezzo, ma Violetta è cólta da subito pallore) 
Tutti Che avete?... 

Vio. Nulla , 

Nulla. 

Tutti Che mai v'arresta?... 

Vio. Usciamo. . (*) Oh Dio!... (* fa 

qualche passo, ma è obbligata a nuovamente fermarsi e sedere) 
Tutti Ancora!... 
Alf. Voi soffrite ! 

Tutti Oh ciel!... eh' è questo? 

Vio. è un tremito che provo... or là passate... 

(indica V altra stanza) 
Tra poco anch' io sarò. . 
Tutti Come bramate, [tutti passano 

air altra sala , meno Alfredo che resta indietro) 

SCENA III. 



t l&^iolefta , Alfredo e €iastone a tempo. 

Vio. [guardando allo specchio) 

l Oh qual pallor!... (*) Voi qui!... (* volgendosi s' accor- 
JAlf. Cessata è l'ansia; gè d'Alf) 

I Che vi turbò? 
'Vio. Sto meglio. 

Alf. Ab in cotal guisa 

V'ucciderete... aver v'è duopo cura 

Dell' essere vostro... 
Vio. e lo potrei ? 

Alf. Se mia 

Foste , custode io veglierei pe' vostri / 

Soavi dì. ' , j^^ 

Vio. Che dite?... ha forse alcuno \ A 

Cura di me? L, >, 

Alf. Perchè nessuno al mondo (con fm J 

V'ama,.. ì < 






Vio. Nessun ?... 

Alf. Tranne sol io. 

Vio. Gli è vero!... 

Si grande amor dimenticato avea... {ride'nd<\ 

Alf. Ridetel.. e in voi v'ha un core ?... 
Vio. Un cor?... si... forse... è a che lo richiedete?... 
Alf. Oh se ciò fosse , non potreste allora 

Celiar... 
Vio. Dite davvero?... 

Alf. Io non v'inganno... 

Vio. Da molto è che mi amate ? 
Alf. a si , da un anno. 

Un dì felice , eterea 

Mi balenaste innante , 

E da quel dì tremante 

Vissi d' ignoto amor. 
Di queir amor eh' è 1' anima 

Dell' universo intero, 

Misterioso altero, 

Croce e delizia al cor. 
Vio. Ah , se ciò è ver , fuggitemi... 

Pura amistade io v' offro ; 

Amar non so , ne soffro 

Di così eroico arder. 
Io sono franca , ingenua ; 

Altra cercar dovete ; 

Non arduo troverete 
. Dimenticarmi allor. 
Gas. Ebben ?... che diamin fate? [si presenta sulla por 
Vio. Si folleggiava... di mezz. 

Gas. Ah? ah!... sta ben... restate, {rientra' 

Vio. Amor dunque non più... Vi garba il patto?... 
Alf. Io v' obbedisco... Parto... [per andarsene] 

Vio. a tal giungeste? {si togli' 

Prendete questo fiore. un fiore dal seno) 

Alf. Perchè?... 
Vio. Per riportarlo... 

Alf. Quando ? [tornando 

Vio. ^ Quando 

Sarà appassito. 
Alf. Aìlor domani... 



i-. 



IO. Ebbene : 

* Domani. 

LF. Io son felice ! {prende con trasporto il fiore] 

IO. D' amarmi dite ancora ? 

LF. Oh quanto v'amo !... [per partire) 

10. Partite? 

LF. Parto. [torna a lei e le bacia la mano) 

IO. Addio. 

LF. Di più non bramo. (esce) 

SCENA IV. 

Violetta e tutti gli altri che tornano dalla sala 
riscaldati dalle danze. 

UTTL Si ridesta in elei l' aurora , 

E n'è forza di partir: 
Mercè a voi , gentil signora , 

Di sì splendido gioir. 
La città di feste è piena , 

Volge il tempo del piacer ; 
Nel riposo ancor la lena 

Si ritempri per goder. S 

SGENA V. 

Violetta sola. 

È strano!... è strano!... in core 
Scolpiti ho quegli accenti ! 
Saria per mia sventura un serio amore ?...' 
Che risolvi, o turbata anima mia?... 
Nuli' uomo ancora t' accendeva... Oh gioia 
Ch'io non conobbi, esser amata amando!... 
E sdegnarla poss' io 
Per 1' aride follie del vìver mio ? 
Ah forse è lui che 1' anima 

Solinga ne' tumulti 

*Godea sovente pingere 

De' suoi colori occulti!... 

Lui , che modesto e vigile 

All' egre soglie ascese , 

E nova febbre accese 



Destandomi all'amor. 
A quell' amor eh' è palpito 

Dell' universo intero , 

Misterioso , altero , 

Croce e delizia al cor. 
A me , fanciulla , un candido 

E trepido desire 

Questi effigiò dolcissimo 

Signor dell' avvenire , 

Quando ne' cieli il raggio 

Di sua beltà vedea , 

E tutta me pascea 

Di quel divino error. 
Sentia che amore è palpito 

Dell'universo intero , 

Misterioso altero , 

Croce e delizia al cor ! 

(resta concentrata un istante , jìoi dice 
Follie!... follie!... delirio vano è questo!... 
in quai sogni mi perdo I 
Povera donna, sola, 
Abbandonata in questo 
Popoloso deserto 
Che appellano Parigi , 

Che spero or più?... Che far deggMo?... gioire. 
Di voluttà nei vortici finire. 
Sempre libera degg' io 

Trasvolar di gioia in gioia, 

Perchè ignoto al viver mio 

Nulla passi del piacer. 
Nasca il giorno, il giorno muoia 

Sempre me la stessa trovi ; 

Le dolcezze a me rinnovi , 

Ma non muti il mio pensier... 

(entra a sinistr 

UJ FINE dell'atto PRIMO 

10^ 



'SO 

ATTO SECONDO 

SGENA PRIMA. 

Casa di Campagna presso Parigi. Salotto terreno. Nel fon- 
do , in faccia agli spettatori , è un camino , sopra il 
quale uno specchio ed un orologio , fra due porte chiu- 
se da cristalli, che mettono ad un giardino. Al primo 
piano due altre porte,, una di fronte all' altra. Sedie, 
tavolini , qualche libro , V occorrente per scrivere. 

Alfredo entra in costume da caccia. 



JLunge da lei per me non v' ha diletto !... [de- 

Volaron già tre lune pone il fucile) 

Dacché la mia Violetta 
Agi per me lasciò , dovizie ^ onori , 
E le pompose feste, 
Ove agli omaggi avvezza , 
Vedea schiavo ciascun di sua bellezza... 
Ed or contenta in questi ameni luoghi 
Solo esiste per me... qui presso a lei 
Io rinascer mi sento ^ 
E dal sofEo d'amor rigenerato 
Scordo ne' gaudi suoi tutto il passato. 
De' miei bollenti spiriti 

Il giovanile ardore 

Ella temprò col placido 

Sorriso dell'amore! 

Dal dì che disse : Vivere 

Io voglio a te fedel. 
Dell' universo immemore 

Mi credo quasi in ciel. 

SCENA lì. 

Detto ed Anilina in arnese da viaggio. 

Annìna , donde vieni ? 

Da Parigi. r 



41 

Alf. Chi tei commise? 

Ann. Fu la mia signora. 

Alf. Perchè ? 

Ann. Per alienar cavalli , cocchi , 

E quanto ancor possiede... 
Alf. Che mai sento ! 

Ann. Lo spendio è grande a viver qui solinghi... 
Alf. e tacevi?... 

Ann. Mi fu silenzio imposto. 

Alf. Imposto!... e v'abbisogna?... 
Ann. Mille luigi. 

Alf. Or vanne... Andrò a Parigi... 

Questo colloquio ignora la signora... 

11 tutto valgo a riparare ancora. {Anninà parte) 

SCENA III. 
Alfredo solo. 

Oh mio rimorso ! Oh infamia!... 

E vissi in tale errore ? 

Ma il turpe sogno a frangere 

Il ver mi balenò. 
Per poco in seno acquetati , 

grido dell' onore , 

M'avrai securo vindice; 

Quest' onta laverò. [esce) 

SCENA IV. 

Violetta eh' entra con alcune carte , parlando con An- 
ilina poi «Giimeppe a tempo. 

Vio. Alfredo ? 

Ann. Per Parigi or or partiva. 

Vio. E tornerà?... 

Ann. Pria che tramonti il giorno... 

Dirvel m'impose... 
Vio. è strano !,.. 

Giù. Per voi... fle presenta una lettera] 

Vio. (la prende) Sta bene. In breve 

Giun'gerà un uom d'affari... entri all'istante. 

(Annina e Giuseppe escono' 



12 

SCENA IV. 

Violetta , quindi il Sig. Vermont , introdotto da Giu- 
seppe ; che avanza due sedie , e parte. 

Vio. Ah, ah !... ' {leggendo la lettera) 

Scopriva Flora il mio ritiro !... 
E m' invita a danzar per questa sera !... 
Invan m' aspetterà... {getta il foglio sul tavolino e siede) 
Giù. • Giunse un signore... 

Vio. Ah ! sarà lui che attendo !... (accenna a Giù. dHntrod.) 
Ger. Madamigella Valéry?... 
Vio. Son io. 

Ger. D' Alfredo il padre in me vedete. 
Vio. Voi ! (sorpresa 

gli accenna di sedere) 
Ger. Si , dell' incauto , che a rovina corre , 

Ammaliato da voi. (sedendo) 

Vio. Donna son io , signore ed in mia casa ; {alzandosi 

Ch' io vi lasci assentite , risentita) 

Più per voi , che per me. (per uscire) 

Ger. (Quai modi !) Pure... 

Vio. Tratto in error voi foste. (torna a sedere) 

Ger. De' suoi beni 

Dono vuol farvi... 
Vio. Non 1' osò finora... 

Rifiuterei... 
Ger. Pur tanto lusso... 

Vio. ^ A tutti 

È mistero quest'atto... A voi noi sia. {gli dà le carte) 
Ger. {dopo averle scorse coli' occhio) 

D'ogni avere pensate dispogliarvi?... 

Ah il passato perchè^ perchè v'accusai... 
Vio. Più non esiste... or amo Alfredo , e Dio 

Lo cancellò col pentimento mio. 
Ger. Nobili sensi invero 1... 
Vio. Oh come dolce 

Mi suona il vostro accento? 
Ger. Ed a tai sensi 

Un sacrifizio chieggo... i 

Vio. (alzandosi) Ah no , tacete... u 



1 



Terribii cosa chiedereste , certo... 
11 previdi... v' attesi... era felice 
Troppo... 
Ger. D'Alfredo il padre 

La sorte , l'avvenir domanda or qui 
De' suoi due fidi... 
Vio. " Di due figli!... 

Ger. Sì. 

Pura siccome un angelo 
Iddio mi die una figlia; 
Se Alfredo niega riedere 
In seno alla famiglia. 
L' amato e amante giovane. 
Cui sposa andar dovea , 
Or si ricusa al vincolo 
Che lieti ne rendea... 
Deh non mutate in triboli 
Le rose dell' amor... 
Ai prieghi miei resistere 
I Noi voglia il vostro cor. 

ViO. Ah comprendo... dovrò per alcun tempo 
Da Alfredo allontanarmi... doloroso 
Fora per me... pur... 
Ger. Non è ciò che chiedo.,. 

Vio. Cieìo , che più cercate!... offersi assai! 
Ger. Pur non basta.., 
Vio. Volete che per sempre 

A lui rinunzi ?... 
Ger. è duopo!.,. 

Vio. No... giammai! 

Non sapete quale affetto 

Vivo, immenso m' arda il petto? 
Che né amici , ne parenti 
Io non conto tra' viventi ?... 
E che Alfredo m' ha giurato 
Che in lui lutto io troverò?... 
Non sapete che colpita 

D'atro morbo è la mia vita?... 
Che già presso il fin ne vedo?... 
Ch'io mi separi da Alfredo!... 
Ah il supplizio è sì spietato. 



14 

Che morir preferirò* 
rER. È grave il sacrifizio , 

Ma pur , tranquilla udite,,. 
Beila voi siete e giovane... 
Col tempo .. 
-^10. Ah più non dite... 

V intendo... m' è impossibile... 
Lui solo amar vogl' io... 
ER. Sia pure... ma volubile 

Sovente è Y uom... 
{IO. Gran Dio! {colpiia) 

ER. Un di , quando le veneri 

Il tempo avrà fugate , 
Fia presto il tedio a sorgere 
Che sarà allor ?. . pensate... 
Per voi non avran balsamo 
I più soavi affetti!... 
Da un genitor non furono 
Tai nodi benedetti. 
ho. È vero!,.. 

^ER. Ah dunque sperdasi 

Tal sogno seduttore 
Siate di mia famiglia 
L' angiol consolatore... 
Violetta , deh pensateci , 
Ne siete in tempo ancor. , 
È Dio che inspira, o giovane, 
Tai detti a un genitor. 
Vio. ( Così alla misera - eh' è un dì caduta , 

Di più risorgere - speme è perduta!... 
Se pur benefico - le indulga Iddio 
L' uomo implacabile - per lei sarà... ) 
Dite alla giovane - sì bella e pura [a Ger, piangendo) 
Ch'avvi una vittima - della sventura, 
Cui resta un unico - raggio di bene... 
Che a lei il sacrifica ~ e che morrà 1 
Ger. Sì , piangi , o misera... - supremo , il veggo. 
È il sacrifizio - eh' or io ti chieggo. 
Sento nell'alma - già le tue pene; 
Coraggio... e il nobile - cor vincerà. [silenzio) 

Vio. Or imponete. 



Ger. 
Vio. 
Ger. 
Vio. 
Ger. 
Vio. 



Ger. 
Vio. 
Ger. 
Vio. 



Ger. 



Vio. 
Ger. 
Vio. 
a 2. 



15 

Non amarlo ditegli. 
Noi crederà. 

Partite. 

Seguirammi. 
Allor... 

Qual figlia m' abbracciate... forte 
Così sarò (s'abbracciano). Tra breve ei vi fìa reso 
Ma afflitto olire ogni dire. A suo conforto 
Di colà volerete. [indicandogli il giardino , va pei 
Or che pensate ? iscrivere 

Sapendol , v' opporreste al pensier mio. 
Generosa!... e per voi che far poss' io?... 

Morrò!... la memoria [tornando a lui 

Non fìa eh' ei maledica , 
Se le mie pene orribili 
Vi sia chi almen gli dica. 
Conosca il SGcrifìzio 
Ch' io consumai d' amor- 
Che sarà suo fin 1' ultimo 

Sospiro del mio cor. 
No , generosa , vivere , 
E lieta voi dovete. 
Mercè di queste lagrime 
Dal cielo un giorno avrete; 
Premiato il sacrifizio 
Sarà del vostro cor. 
D' un opra cosi nobile 
Andrete fiera allor. 
Qui giunge alcun: partite!... 
Ah, grato v' è il cor mio!... 
Non ci vedrem piii, forse... [s'abbracciano 
Felice siate... Addio!... 

(Germont esce per la porta del giardino 

SCENA VI. 



l^ioletta, poi Anuiiia, quindi Alfredo. 

Vio. Dammi tu forza , o cielo! [siede, scrive, poi sonc 

Ann. Mi chiedeste? il campanello 

Tio. Sì , reca tu stessa 

Questo foglio... 



16 

^NN. (ne guarda la direzione ^ e se ne mostra sorpresa) 
k^io. Silenzio... va all' istante. [Anna parte) 

Ed or si scriva a lui... ' 

Che gli dirò?... Chi raen darà il coraggio! 

[scrive e poi suggella) 
Vlf. Violetta, che fai? 

^10. Nulla. [nascondendo la lettera) 

^LF. Scrivevi ? 

^10. No... sì. [confusa) 

^LF. Qual turbamento!... a chi scrivevi?... 

io, A te... 

^LF. Damnìi quel foglio. 

^^10. No, per ora... 

^LF. Mi perdona... son io preoccupato. 
ho. Che fu!! [alzandosi] 

^LF. Giunse mio padre... 

ho. Lo vedesti ? 

Vlf. No , no ; un severo scritto mi lasciava... 
\ Ma verrà... l' amerà solo in vederti... 
ho, Ch' ei qui non mi sorprenda. [molto agitata) 

Lascia che m' allontani... tu lo calma. 

Ai piedi suoi mi getterò... divisi [mal frenando 

[ Ei più non ne- vorrà... sarem felici... il pianto] 

h Perchè tu m'ami, Alfredo, non è vero?... 
Ì\lf. Oh quanto!.. Perchè piangi?... 
ìho. Di lagrime avea duopo... or son tranquilla... 

Lo vedi?., ti sorrido. . ifor^ 'udosì) 

Sarò là , tra quei fior , presso a te sempre... 

Amarai, Alfredo, quant' io t'amo... Addio... 

[corre in giardino) 

K SCENA VIL 

lAlfredo poi, Gvii^^eiiiie, indi un CoiBimiSif^ionario 

I a tempo. 

(\lf. Ah, vive sol quel core all'amor mio!... 

[siede , prende a caso un libro, legge alquanto, quin 
di s' alza , guarda l' ora suW orologio sovrapposto al 
cammino. 

È tardi ; ed oggi forse * 

Più non verrà mio padre. 



17 

Giù. La signora è partita... [entrando frettoloso] 

L'attendeva un calesse, e sulla via 

Già corre di Parigi,.. Annina pure 

Prima di lei spariva. 
Alf. U so, ti calma. 

Giù. (Che vuol dir ciò?) (esce) 

Alf. Va forse d' ogni avere 

Ad a frettar la perdita... Ma Annina 

La impedirà {si vede il padre attraversare in lon^an^ 
il giardino Qualcuuo è nel giardino! 

Chi è là?... (per uscire) 

CoM. [alla porta) Il signor Germont ? 
Alf. Son io. 

CoM. Una da'ra 

Da un cocchio, per voi, di qua non lunge 

Mi diede questo scritto... {f^à una lettera ad 

Alf. ne riceve qualche moneta e par^-] 
SCENA VJH. 

# '^-«edo, poi Geritioiif ch'entra dal giardin' 

Alf. Di Violetta!... Perchè son io commosso?... 

A raggiungerla forse ella m' invita... 

Io tremo!... Oh cieli... Coraggio! (apre e legge) 

Alfredo , al giungervi di questo foglio... 

[come fulminato, griiì) 

Ahi... (*) Padre mio!... {^volgendosi si trova a fronti 
del padre nelle cui braccia si abbandona , esclamando) 
Ger. Mio figlio !... 

Oh quanto soffri... tergi, ah tergi il pianto... 

Ritorna di tuo padre orgoglio e vanto. 
Alf. (disperato siede presso il tavolino col volto Ira le nani) 
G^R. Di Provenza il mare, il suol - chi dal cor ti cancellò? 

Al natio fulgente sol - qual destino ti furò... 

Oh rammenta pur nel duol - ch'ivi gioia a te brillò, 

E che pace colà sol - su te splendere ancor può. 
Dio mi guido. 

Ah!., il tuo vecchio genitor - tu non sai quanto solTri... 

Te lontano , di squallor - il suo tetto si coprì... 

Ma se alfm ti trovo ancor - se in me spome non fal'i . 

Se la voce dell' onor - in te appien non ammutì... 
Dio m'esaudì! 



: Né rispondi d'un padre all'affetto? {abbracciandolo) 

Alf. Mille furie divorannrii il petto... 

Mi lasciate... [respingendolo] 

Ger. " Lasciarti!,.. 

Alf. ( Oh vendetta ! ) (risoluto) 

Ger. Non più indud ; partiamo!... t'atfretta... 
Alf. (Ah fu Doupìiol!) 
Ger. M'ascolti tu? 

Alf. No. 

;GFn Dunque invano trovato t'avrò! 
No , non udrai rimproveri ; 
Copriam d'oblio il passato: 
L'amor che m'ha guidato 
Sa tutto perdonar. 
Vieni , i tuoi cari in giubilo 
Con me rivedi ancora; 
A chi penò finora 
Tal gioia, non niegar. 
Un padre ed una suoia 
T'affretta a consolar. 
A' F. (scuotendosi , getta a caso gli occhi sulla tavola , e vede 
l'i lettera di Flora , ed esclama) 

Ahi... eli' è alla festa!... volisi 
L'oifesa a vendicar. (fugge precipitoso 

seguito dal padre) 

SGENA IX. 

Galleria nel palazzo di Flora , riccamente addobbata e illumi- 
nata. Una porta nel fondo e due lajerali. A destra più avanti 
un tavoliere con quanto occorre pel giuoco; a sinistra , ricco 

• tavolino , con fiori e rinfreschi , varie sedie e un divano. 

Flora, il Mai'cHeJse , il B9ottoi*e , ed altri invitati 
entrano dalla sinistra , discorrendo tra loro. 

Flo. Avrem lieta di maschere la notte; 

N' è duce il viscontino... 

Violetta ed Alfredo anco invitai..: 
Mar. La novità ignorate? 

Violetta e Germont sono disgiunti. 
Dot. , Flo. Fia vero ?... 
Mar. Ella verrà qui col barone. 



i9 

Dot. Li vidi ieri ancor... parean felici. [s'ode rumore] 

Flo. Silenzio... Udite?... . . ^ destra] 

Tutti (vanno verso la destra] Giungono gli amici. 

SCENA X. 

Detti , e molte signore mascherate da Kins^are 
che entrano dalla destra. 

ZiN. Noi siamo zingarelle 

Venute da lontano; 

D' ognuno sulla mano 

Leggiamo 1' avvenir. 
Se consultiam le stelle 

Nuli' avvi a noi d' oscuro , 

E i casi del futuro 

Possiamo altrui predir. 
L Vediamo?... Voi, signo.'-a , [prendono la mano 

Rivali alquanto avete, a Fio. e la osservano] 
II. Marchese , voi non siete [fanno lo stesso 

Model di fedeltà. al Marchese] 

Flo. Fate il galante ancora?...' (al Marchese) 

Ben vo' me la paghiate... 
Mar. Che diacin vi pensate?... (a Flora) 

L' accusa è falsità. 
Flo. La volpe lascia il pelo. 

Non abbandona il vizio... 

Marchese mio, giudizio, 

vi farò pentir. 
Tutti Su via, si stenda un velo 

Sui fatti del passato , 

Già quel eh' è stato è stato , 

Bad'^JJ^^ all' avvenir. [Fio. ed il Mar^ 






stringono la mano) 



SCENA XL 



• Detti , Gastone ed altri mascherati da MaUadorit 

Piccadoi'i spagnuoli . ch'entrano vivacemente dalla destra. 

Gas., Mat. Di Madridc noi sia matladori , 

Siamo i prodi del circo de' tori -, 



20 

! Testé giunti a godere del chiassò 

I Che a Parigi si fa pel Bue grasso; 

j E , una storia se udire vorrete , 

' Quali amanti noi. siamo, saprete. 

Gli Altri Sì , si , bravi ; narrate , narrate ; 

Con piacere i' udremo... 
r..4s. , Mat. Ascoltate. 

È Pipuillo un bel gagliardo 

Discaglino mattador; 
Forte il braccio , fiero il guardo , 

Delle giostre egli è signor. 
D'Andalusa giovinetta 

Follemente innamorò , 
Ma la bella ritrosetta 

Così al giovine parlò: 
Cinque tori in un sol giorno 

Vo' vederti ad atterrar ; 
E, se vinci, al tuo ritorno \ 

Mano e cor ti vo' donar. 
Sì, gli disse, e il mattadore 
Alle giostre mosse il pie ; 
Cinque tori , vincitore , 
Sull'arena egli stende. 
Gli altri Bravo invero, il mattadore 
; Ben gagliardo si mostrò. 

Se alla giovine l'amore 
In tal guisa egli provò. 
Poi , tra plausi , ritornato 
Alla bella del suo cor. 
Colse il premio desiato 
Dalla fede , dall' amor. 
Gli altri Con tai prove i Mattadori 

San le amanti conquistar I 
Gas. , Mat. Ma qui son più muti i cori ; 

A noi basta folleggiar... 
Tutti Sì , sì , allegri... Or pria tentiamo 
Della sorte il vario umor; 
La palestra dischiudiamo 
Agli audaci giuocator. {gli uomini si tolgono 
la maschera ; chi passeggia e chi si accìnge a giocare) 



f Gas. , Mat. 



^21 
SCENA XII. 

Detti ; ed Alfredo , quindi Violetta col Barone , 

un Servo a tempo. 

Tutti. Alfredo I... Voi !... 

Alf. Sì, amici... 

Flo. ' Violetta ? 

Alf. Non ne so. 

Tutti. Ben disinvolto!... Bravo !... Or via, giuocar si può 

Gas. (si pone a tagliare: Alfredo e gli altri puntano) 

Vio. (entra al braccio del Barone) 

Flo. Qui desiata giungi... 

Vio. Cessi al cortese invito 

Flo. Grata vi son , Barone , d' averlo pur gradito. 

Bar. (Germont è qui 1 il vedete !) fpiano a Vie 

Vio. (Cielo!... egli è vero) Il vedi 

Bar. Da voi non un sol detto si volga a questo Alfredo. 

(piano a Vi(^ 

Vio. {Ah perchè venni incauta! Pietà di me, gran Dio !) 

Flo. Meco t' assidi ; narrami... qual novità vegg' io ? 

(a VioL facendola sedere presso di sé sul divano. Il Do 
sì avvicina ad esse , che sommessamente conversari 
Il Marchese si trattiene a parte col Barone, Gasto) 
taglia; Alf ed altri puntano , altri passeggiano) 

Alf. Un quattro ! 

Gas. Ancora hai vinto ! 

Alf. Sfortuna nell' amore 

Vale fortuna al giuoco... ^ (punta e vinc 

Tutti. È sempre vincitore !... 

Alf. Oh vincerò stasera : e 1' oro guadagnato 
Poscia a goder fra' campi ritornerò beato. 

Flo. Solo ? 

Alf. No, no, con tale, che vi fu meco ancor, 

Poi mi sfuggia... 

Vio. (Mio Dio !...) 

Gas. (Pietà di lei ) 

{ad Alf indicando Violeti 

Bar. (ad Alf con mal frenata ira) Signore i 

Vio. (Frenatevi , o vi lascio.) (piano al Baro? 



22 

\LF. [disinvolto] Barone , m' appellaste ? 

3ar. Siete in sì gran fortuna , che al giuoco mi tentaste. 

Vlf. Si ?... la disfida accetto... 

/io. (Che fia ?... naorir mi sento!) 

3ar. Cento luigi a destra. (puntando) 

Vlf. • Ed alla manca cento, (puntando) 

ìas. Un asso... un fante... hai vinto !.. (ad Alf.) 

Ur. 11 doppio ?... 

iLF. 11 doppio sia. 

ìas. Un quattro , un sette.,. [tagliando) 

'UTTi. Ancora ! 

.LF. Pur la vittoria è mia! 

ORO. Bravo davver !... la sorte è tutta per Alfredo ! 

'lo. Del villeggiar la spesa farà il Baron , già il vedo. 

^LF. Seguite pur... (al Barone) 

ERVo La cena è pronta. 

LO. Andiamo. 

oro. (avviandosi) Andiamo. 

LF. Se continuar v' aggrada... - (tra loro a parte) 

ar. Per ora noi possiamo : 

Più tardi la rivincita. 

LF. Al gioco che vorrete. 

AR. Seguiam gli amici ; poscia... 

(lf. "^ Sarò qual mi vorrete. 

[Tutti entrano nella porta di mezso : la scena rimane un 
- istante vuota) 

SCENA XIII. 
Violetta^ che ritorna affannata, indi Alfredo. 

IO. Invitato a qui seguirmi , 

Verrà desso?... vorrà udirmi?... 
Ei verrà... che 1' odio atroce 
Puote in lui più di mia voce... 

LF. Mi chiamaste?... Che bramate? 

IO. Questi luoghi abbandonate... 

Un perigho vi sovrasta... 
' LF. Ah comprendo !... Basta, basta... 

E sì vile mi credete?... 
i IO. Ah , no , mai... 

.F. Ma che temete?... 

0. Tremo sempre del Barone... 






n 

Alf. è tra noi mortai quistione.., 

S'ei cadrà per mano mia 

Un sol colpo vi torria 
,\ Coir amante il protettore... 

'O V atterrisce tal sciagura ?... 

Vio. Ma s'ei fosse F uccisore !... 

Ecco r unica sventura... 

Ch'io pavento a me fatale !... 
Alf. La mia morte!... Che ven cale?... 

Vio. Deh, partite, e sull' istante. 

Alf. Partirò , ma giura innante 

Che dovunque seguirai 

I miei passi... 
Vio. Ah no j giammai» 

Alf. No 1... giammai !... 

Vio. Va sciagurato ^ 

Scorda un nome eh' è infamato... 

Va... mi lascia sul momento... 

Di fuggirti un giuramento 

Sacro io feci... 
Alf. e chi potea ?... 

Vio. Chi diritto pien ne avea. 

Alf. Fu Douphol ?... 

Vio. (con supremo sforzo) Sì. 
Alf. Dunque 1' ami ? 

Vio. Ebben... l'amo... 

Alf. [corre furente smia porta ', e grida] 

Or tutti a me. 
SCENA XIV. 
Detti , e Tutti i precedenti che confusamente ritornano. 

Tutti Ne appellaste?... Che volete? 

Alf. Questa donna conoscete ? [additando Vio. . che 

abbattuta si appoggia al tavolino^ 
Tutti Chi?... Violetta? 

Alf. Che facesse 

Non sapete ? 
Vio. Ah taci... 

Alf. No. 

Ogni suo aver tal femmina 
Per amor mio sperdea... 



Io cieco , vile ,. misero 
Tutto accettar potea. 
Ma è tempo ancora , tergermi 
Da tanta macchia bramo... 
Qui testimon vi chiamo 
Ch' ora pagata io F ho. [getta con fu- 

rente sprezzo una borsa ai piedi di Violetta , ed 
essa sviene tra le braccia di Flora e del Dottore. 
In tal modo entra il padre.) 
SCENA XV. 
Detti ed il signor Germont , eh' entra all' ultime parole. 
Tutti Oh infamia orribile 

Tu commettesti!... 
Un cor sensibile 
Cosi uccidesti !... 
Di donne ignobile 
Insultator. 
Di qui allontanati , ^ 

Ne desti orror. 
Ger. Di sprezzo degno sé stesso rende (con dignitoso 

Chi pur neir ira la donna offende. fuoco] 

Dov' è mio figlio ?... più non lo vedo , 
In te più Alfredo - trovar non so. 
(Io sol fra tutti so qual virtude 
Di quella misera il sen racchiude... 
Io so che l'ama, che gli èrfedele; 
Eppur , crudele , tacer dovrò 1 ) 
Alf. (Ah sì!... che feci! ne sento orrore. [da se) 

( Gelosa smania, deluso amore 

\ Mi strazian l'alma... più non ragiono... 

! Da lei perdono - più non avrò. 

Volea fuggirla... non ho potuto!... 
] Dall' ira spinto , son qui venuto ; 

I Or che lo sdegno ho disfocato , 

: Ma sciagurato!... rimorso io n'ho.) 

I Vio. Alfredo , Alfredo , di questo core (riomndosi) 

Non puoi comprendere tutto l' amore ; 
jo. Tu non conosci che fino a prezzo 

;,F. Del tuo disprezzo ~ provato io l'ho! 

o. Ma verrà giorno, in che il saprai... 



{piano ad Alf.) 



Com' io t' amassi confesserai... 
Dio dai rimorsi ti salvi allora... 
Io spenta ancora - pur t' amerò. 
Bar. (A questa donna l'atroce insulto 
Qui tutti offese , ma non inulto 
Fia tanto oltraggio... provar vi voglio 
Che tanto orgoglio - fiaccar saprò. ) 
Tutti Ahi quanto peni!... Ma pur fa core... 
Qui soffre ognuno del tuo dolore ; 
Fra cari amici qui sei soltanto ; 
Rasciuga il pianto - che t' inondò. 
( Germont trae seco il figlio ; il Barone lo segue, 
letta è condotta in altra stanza dal Dottore, 
Flora : gli altri si disperdono. ) 



Vio- 
e da 



FINE dell'atto SECONDO. 




i^l^ 



ATTO TERZO 



m 



SCExNA PRIMA. 

Camera da letto di Violetta. Nel fondo è un letto con cortina 
mez^o tirate ; una finestra chiusa da imposte interne ; pres- 
so il letto uno sgabello su cui una bottiglia d' acqua , una 
tazza di cristallo , diverse medicine. A metà della scena 
una toilette , vicino un canapè; piii distante un altro mo- 
bile, su cui arde un lume da notte^ varie sedie ed altri 
mobili. La porta è a sinistra; di fronte v' è un camminetto 
con fuoco acceso. 

Violetta dorme sul letto. Annina seduta presso 
il camminetto è pure addormita. 

Vio. iVnnina ? ' (destandosi) 

Ann. Comandate?... (svegliandosi confusa) 

Vio. Dormivi ^ poveretta ? 

Ann. Si , perdonate... 

Vio. Dammi d' acqua un sorso. 

Ann. (eseguisce) 

Vio. Osserva , è pieno il giorno ? 

Ann. Son sett' ore. 

Vio. Dà accesso a un po' di luce. 

Ann. [apre le imposte, e guarda nella via) 
Il signor Grenvil! 

Vio. ' Oh il vero amico!... 

Alzar mi vo' ... m' aita... 

(si alza e ricade ; poi sostenuta da Annina va lenta- 
mente verso il canapè , ed il dottore entra in tempo 
per assisterla ad adagiarvisi. Annina vi aggiunge dei 
cuscini) 

SCENA IL 

Dette , ed il Bottore. 

Vio. Quanta bontà?... pensaste a me per tempo!... 

Dot. Or come vi sentite ? [le tocca il polso) 



27 

Vio. Soffre il mio corpo, ma tranquilla ho l'alma 
Mi confortò ier sera un pio ministro. 
Religione è sollievo a' sofferenti. 
Dot. e questa notte ? 

Vio. Ebbi tranquillo il sonno. 

Dot. Coraggio adunque... fa convalescenza 

Non è lontana... 
Vio. Oh la bugia pietosa 

A' medici è concessa... 
Dot. Addio... a più tardi-. 

{stringendole la mano] 
Vio. Non mi scordate. 

Ann. [piano al Doti accompagnandolo) Come va , signore ? 
Dot. La tisi non le accorda che poch' ore. 

[piano e parte) 
SCENA II. 
Violetta e Aimina. 

Ann. Or fate cor... 

Vio. Giorno di festa è questo?... 

Ann. Tutta Parigi impazza... è carnevale. 
Vio. Oh nel comun tripudio , sallo il cielo 

Quanti infelici gemon.!.. Quale somma 

V'ha in quello stipo? [indicandolo) 

Ann. (/' apre e conta) Venti Luigi. 

Vio. Dieci ne reca ai poveri tu stessa. 
Ann. Poco rimanvi allora... 
Vio. Oh mi sarà bastante ! [sospirando) 

Cerca poscia mie lettere. 
Ann. Ma voi?... 

Vio. Nulla occorra... sollecita, se puoi... [Annina 

SCENA IV. 

Violetta che trae dal seno una lettera e 1 

Teneste la promessa. La disfida 

Ebbe luogo: il barone fu ferito, 

P^erò migliora... Alfredo 

E in stranio suolo , il vostro sacrifizio 

Io stesso gli ho svelato; 

Egli a voi tornerà pel suo perdono ; 

Io pur verrò.,. Curatevi... merlate 

\ 



'2S 



Un avvenir migliore 
Giorgio Germont!... 
Attendo 



E tardi ! [desolata) 

attendo... né a me giungon mail... 

[si guarda allo specchio) 
Oh come son mutata!... 
Ma il Dottore a sperar pure m'esortai... 
Ah con tal morbo ogni speranza è morta. 
Addio del passato bei sogni ridenti; 
Le rose del volto già sono pallenti ; 
L'amore d'Alfredo pur esso mi manca. 
Conforto, sostegno dell'anima stanca... 
Ah della Traviata sorridi al desio. 
A lei , deh perdona , tu accoglila , o Dio. 
Or tutto fini. 
Le gioie , i dolori fra poco avran fine ; 
La tomba ai mortali di tutto è confine!... 
Non lacrima o fiore avrà la mia fossa. 
Non croce col nome che copra quest' ossa ! 
Ah della Traviata sorridi al desio , 
A lei , deh perdona , tu accoglila , o Dio. 
Or tutto finì. 
Coro di maschere esterno. 

Largo al quadrupede 
Sir della festa , 
Di fiori e pampini 
Cinto la testa... 
'^ Largo al più docile 

D'ogni cornuto , 
Di corni e pifferi 
Abbia il saluto. 

Parigini , date passo 

Al trionfo del Bue grasso. 



Vi 



{SI 

men 
per 
cui 



Vio. Quanta . 
Dot. Or come 



L'Asia , né l'Africa 

Vide il più bello , 

Vanto ed orgoglio 

D' ogni macello... 

Allegre maschere', 

Pazzi garzoni , 

Tutti plauditelo 

Con canti e suoni!... 
Parigini , date passo 
Al trionfo del Bue grasso. 



vi 



29 

SCENA V. 

Detta ed Annina , che torna frettolosa. 

Ann. Signora?-.. (esitando) 

Vio. Che t' accadde ? 

Ann. Quest'oggi , è vero?... vi sentite meglio?.. 

Vio. Sì , perchè ? 

Ann. D' esser calma promettete ? 

Vio. Sì , che vuoi dirmi ?... 

Ann. Prevenir vi volli. 

Una gioia improvvisa... 
Vio. Una gioia !... dicesti?... 
Ann; Sì . o signora.., 

Vio. Alfredo!... Ah tu il vedesti!... ei vien !.,. l'affretta... 
(Annina afferma col capo, e va ad aprire la porta) 

SCENA VI. 

Violetta , Alfredo e Anilina 

Vio. Alfredo I... (andando verso l'uscio) 

Alf. (comparisce pallido pella commozione , ed ambidue ^ 
gettandosi le braccia al collo , esclamano) 
Vio. Amato Alfredo I... 

Alf. ^ Mia Violetta !.... 

Colpevol sono... so tutto, o cara... 
Vio. Io so che alfine reso mi sei !... 

Alf. Da questo palpito s'io t'ami impara. 

Senza te esistere più non potrei. 
Vio. Ah s'anco in vita m'hai ritrovata , 

Credi , che uccidere non può il dolor» 
Alf. Scorda 1' affanno , donna adorata , 

A me perdona e al genitor. 
Vio. Ch' io ti perdoni ?... la rea son io ; 

Ma solo amore tal mi rendè... 
a 2 Nùir uomo o demone , angelo mio, 

Mai più staccarti potrà da me 
Parigi , cara , noi lasceremo , 

La vita uniti trascorreremo : 

De' corsi affanni compenso avrai , 

La . salute rifiorirà 
lua 

Sospiro e luce tu mi sarai , 



30 

Tutto il futuro ne arriderà. . 
Vio. Ah non pili , a un tempio... Alfredo, andiamo ^ 

Del tuo ritorno grazie rendiamo... (vacilla) 
x\lf. Tu impallidisci 1^ 

Vio. E nulla, sai ?... 

Gioia improvvisa non entra mai 
Senza turbarlo in mesto core... (si abbandona) 
come sfinita sopra una sedia col capo cadente all' indietro ) 
Alf. Gran Dio!... Violetta!...^ (spaventato sorreggendola) 
Vio. È il mio malore... (sforzandosi) 

Fu debolezza !.... ora son forte. . 

Vedi?; . sorrido... (sforzandosi) 

Alf. (desolato) (Ahi cruda sorte !...) 

Vio. Fu nulla... Annina , dammi a vestire, 
Qlf. Adesso !.. Attendi... 
Vio. (alzandosi) No... voglio uscire. 

Ann. (le presenta una veste eh' ella fa per indossare , e im- 
peditane dalla debolezza , esclama) 
Vio, Gran Dio , non posso !... (getta con dispetto la 

veste e ricade sulla sedia) 
Alf. (Cielo!... che vedo!...) 

Va pel dottora... (ad Amina) 

Vio. (ad Annina] Digli . che Alfredo 

È ritornato all'amor mio.. 

Digli che vivere ancor vogl' io... (Ann, parte) 

Ma se tornando non m'hai salvato, (ad Alf ) 

A niuno in terra salvarmi è dato. 

SCENA VII. 
Violetta e Alfredo. 

Vio. Gran Dio I... morir sì giovane , 

10 che penato ho tanto I... 
Morir SI presso a tergere 

11 mio sì lungo pianto 1 
Ah , dunque fu delirio 
La credula speranza , 
Invano di costanza 
Armato avrò il mio cor !.. 

Alfredo... oh il crudo termine 
Serbato al nostro amor !.., 
Alf. Oh mio sospiro , oh palpito 

Diletto del mio cor !... 




31 

Le mie colle tue lacrime 
Confondere degg' io... 
Or più che mai nostr' anime 
Han duopo di costanza... 
Ah tutto alia speranza 
Non chiudere 11 tuo cor. 
Violetta mia , deh calmati , 
M'uccide il tuo dolor. 

( Violetta s' abbandona sul canapè ) 

SCENA ULTIMA. 

Detti , Anilina , il signor Gerniont ed il Bottore. 

Ger. Ah Violetta !... (entrando) 

Vio. Voi 5 signor !.,. 

^LF. Mio padre I.,. 

Vio. Non mi scordaste ? 

Ger. La promessa adempio... 

A stringervi qual figlia vengo al seno , 
generosa... 
Vio. Oimè , tardi giungeste !... 

Pure, grata ven sono... . ( lo abbraccia ) 

Grenvil vedete ?... tra le braccia io spiro 
Di quanti ho cari al mondo... 
Ger. Che mai dite ! 

( Oh cielo !... è ver ! ) {la osserva ) 

ÀLF. La vedi , padre mio ? 

Ger. Di più non lacerarmi... 

Troppo rimorso , l'alma mi divora... 
Quasi fulmin m' atterra ogni suo detto... 
Oh mal cauto vegliardo !... 
Ah , tutto il mal eh' io feci ora sol vedo l 
Vio. {frattanto avrà aperto a stento un ripostiglio della toi 
lette e toltone un medaglione , dice) 
Prendi , quest' è l' immagine 
De' miei passati giorni , 
A rammentar ti torni 
Colei che si t' amò. 
Se uua pudica vergine 
Degli anni suoi nel fiore 
k^ A te donasse il core... 

H Le porgi questa effigie; 



32 

Dille che dono eli' è 

Di chi nel ciel tra gli angeli 

Prega per lei , per te. 
Alf. No , non morrai , non dirmelo... 

Dèi vivere , amor mio... 

A strazio così orribile 

Qui non mi trasse Iddio. 
Sì presto, ah no, dividerti 

Morte non può da me... 

Ah vivi , un solo feretro 

M' accoglierà con te. 
Gek. Gara , sublime vittima 

D' un generoso amore , 

Perdonami lo strazio 

Recato al tuo bel core... 

Ger. , Dot. , Ann. 

Finché avrà il ciglio lacrime 

Io piangerò per te. 
Vola a' beati spiriti ; 

Iddio ti chiama a sé. 
Vio. È strano 1...' ( alzandosi rianimata 

Tutti Che ! 

Vio. Cessarono 

Gli spasmi del dolore. 

In me rinasce... m' anima 

Insolito vigore I... 

Ah! io ritorno a vivere !... ( trasalendo 

Oh gic.ia !... (ricade sul canapè 

Tutti Oh cielo !... muori... 

Alf. Violetta ?... 

Tutti Oh Dio , soccorrasi... 

Dot. É spenta !... ( dopo averle toccato il polso 

Tutti Oh J^^^ dolor? 

( Quadro e cade la tela. ) 
FINE.