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Full text of "Le forme e le simmetrie delle macchie nel piumaggio : memoria ornitologica"

/ 



SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATUKALI 

E 

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MILANO 



MEMORIE 

Volume VI - fascicolo II. 



LE FOEME E LE SIMMETRIE 



DELLE 



MACCHIE NEL PIUMAGGIO 

MEMORIA ORNITOLOGICA 

DEL 

Prof. GIACINTO MARTORELLI 

Direttore della Raccolta Ornitologica Turati nel Museo Civico di Milano. 



CON UNA TAVOLA CEOMOLITOGEAFICA 

E 

48 ZINCOTIPIE OBIGINALI DELl'aUTORE. 



MILANO 

TIP. BERNARDONI DI C. EEBESCHINI E C 

1898. 



il 



Ci pregiamo informare i Membri delia nostra Società e i Corpi scientifici corrispon- 
denti che vennero fissati, a loro riguardo, dei prezzi ridotti per gli esemplari tuttora dispo- 
nibili dei precedenti quattro volumi delle Memorie in 4." che verranno loro spediti j5cr 
posta sopra domanda specificata e contro mandato del prezzo corrispondente. Qualunque 
Memoria separata può essere chiesta, colla riduzione alla metà del prezzo rispettivamente 
assegnato, come segue: 

Tomo I. N. 1. CoENALiA prof. Emilio, Descrizione di tuia nuova specie del 

genere Felis: Felis Jacobita Corn. ; con una tavola . . . Fr. 1 25 

„ 2. Magni-Geifpi Francesco, Di una specie c?'Hypolais nuova 

per r Italia; con una tavola „ 1 25 

3. Gastaldi prof. B., Sulla riescavazione dei bacini lacustri per 

opera degli antichi gkiacciaj; con due tavole „ 2 50 

„ 4. Sequenza prof. Giuseppe, Paleo)dologia malacològica dei ter- 
reni terziarii del Distretto di Messina; con otto tavole . „ 6 — 

„ 5. GiBELLi pi'of. Giuseppe, Sugli organi riproduttori del genere 

Verrucaria; con una tavola „ 1 25 

„ 6. Beggiato dott. Francesco Secondo, Antracoterio di Zoven- 

cedo e di Monteviale nel Vicentino; con una tavola ... „ 1 25 

„ 7. Cocchi prof. Igino, Di alcuni resti umani e degli oggetti di 
umana indìistria dei tempi preistorici raccolti in Toscana; 
con quattro tavole „ 3 50 

„ 8. Takgioni Tozzetti prof.. Adolfo, Come sia fatto Porgano 
che fa lume nella lucciola volante dell' Italia centrale (Lu- 
ciola Italica) e come le fibre muscolari in questo ed altri 
insetti ed Artropodi; con due tavole „ 2 — 

„ 9. Maggi prof. Leopoldo, Intorno al genere Aeolosoma; con 

due tavole „ 2 — 

„ 10. Coenalia prof. Emilio, Sopra i caratteri microscopici offerti 
dalle Cantaridi e da altri Coleotteri facili a confondersi 
con essi. Studi di Zoologia legcde; con quattro tavole . . „ 5 — 

Prezzo netto del volume completo con 26 tavolo. Fr. 12. 

Tomoli. N. 1. Issel prof. Arturo, Dei molluschi raccolti nella Provincia 

di Pisa Fr. 2 — 

„ 2. Gentilli ing. A., Quelques considérations sur l'origine des 
bassins lacustres, à propos des sondages du Lac de Come; 
con otto tavole „ 3 — 

„ 3. MoLON ing. Francesco, Sulla Flora terziaria delle Prealpi 
venete; considerazioni in rapporto alla genesi della Flora 
vivente ed alle anteriori condizioni fisico-geografiche ... „ 8 — 

„ 4. D'AcHiARDi Antonio, Gorallari fossili del terreno nmnmu- 

litico delle Alpi venete. Parte prima; con cinque tavole. • „ 5 — 

„ 5. Cocchi prof. Igino, Stdla Geologia deWAlta Valle di Magra; 

con una tavola „ 3 — 

„ 6. Sequenza prof. Giuseppe, Sulle importanti relazioni paleon- 
tologiche di alcune roccie cretacee della Calabria con alcuni 
terreni di Sicilia e dell'Africa seftoitrionale; con niiSitaYola „ 3 — 

„ • 7. Cocchi prof. Igino, Vìiomo fossile nelV Italia centrale; studi 

paleontologici; con quattro tavole „ 6 — 

(Segue alla 3.' pagina della Copertina.) 



LE FORME E LE SIMMETRIE 



DELLE 



MACCHIE NEL PIUMAGGIO. 






mi 

SOCIETÀ ITALIANA DI SCIENZE NATURALI 

E 

MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI MILANO 



MEMORIE 

Volume VI - fascicolo II. 



LE FOEME E LE SIMMETRIE 



DELLE 



MACCHIE NEL PIUMAGGIO 



MEMORIA ORNITOLOGICA 

DEL /\y 



Prof. GIACINTO MARTORELLI 

DiRT.TTORE DELLA EaCCOLTA OkNITOLOGICA TdRATI NEL MuSEO ClVICO DI MlLAMO. 



CON TINA TAVOLA CROMOLITOGEAFICA 

K 

48 ZINCOTIPIE ORIGINALI DELl'aUTORE. 



MILANO 

TIP. BERNARDONI DI C. REBESCH1NI E C 

1898. 



INTRODUZIONE. 



L. 



ìe mutazioni della forma e le simmetrie delle macchie che tanto prevalgono sul 
piumaggio degli Uccelli, e che formano l'argomento esclusivo del presente studio, sono un 
argomento in gran parte nuovo, nonostante che parecchi autori di gran merito abbiano già 
in vario senso trattato delle macchie stesse. Essi infatti le hanno considerate sopratutto dal 
punto di vista della struttura e della pigmentazione delle piume, ma non hanno in generale 
considerato, nel loro insieme, le variazioni delle forme e le simmetrie delle macchie stesse, e 
ciò per varie ragioni. 

Prima fra queste la qualità dei materiali di cui si disponeva in passato, cioè: colle- 
zioni molto incomplete e formate di una moltitudine di esemplari malamente conservati e 
spesso grottescamente preparati e in secondo luogo la grande scarsità di osservazioni su 
individui viventi ed in perfette condizioni fisiologiche. 

Quando esamino infatti qualcuno dei vecchi esemplari di una qualsiasi fra le specie 
più comuni, dal piumaggio più ricco di macchie, su tutta la superficie del corpo queste 
appaiono del tutto confuse ed il piumaggio stesso appare cosparso affatto a caso di segni 
diversi per colori e per forma, né vi scorgo alcun effetto d'insieme, od una simmetria qua- 
lunque. 

Ma se osservo invece un altro individuo della medesima specie in perfette condizioni, 
tosto mi appare la più grande regolarità di disegno in tutte le parti del suo piumaggio; 
poiché le diverse macchie, continuandosi di piuma in i)iuma, con grande precisione, dise- 
gnano sul suo cor[)0 linee e spazi di forma e direzione ben determinate e costanti, onde 
mi appare nell'insieme la più grande simmetria e regolarità di segni. 

Lo stesso avviene qualunque altra sia la specie che esamini in identiche condizioni, 
sia osservando individui preparati, sia viventi. 

Se poi considero le figure, anche di un certo valore, delle opere che ebbero maggior 
corso fino a poche decine d'anni or sono, trovo che nessuno degli artisti ai quali sono do- 
vute, ebbe anche il semplice sospetto che le macchie da essi imitate nelle figure medesime 
obbedissero ad una qualche legge di simmetria e fossero nella forma subordinate a qual- 
che tipo fondamentale. 

Solo da poco tempo, per opera principalmente di valentissimi tedeschi ed inglesi 
(come Wolf, Goiild, Smith, Keidemans e Mutzel) che hanno rinunciato a rappresentare gli 
animali secondo le forme convenzionali e preconcette degli antichi disegnatori e pittori, e 
si son dati invece, con grande studio, alla fedele imitazione del vivo, in tutti i più minuti 
particolari, sono comparse figure nelle quali si rivela per la prima volta, una giusta intui- 

l 



'■l G. MARTORELLI. 

zione delle simmetrie meravigliose secondo le quali è ordinato tutto il disegno delle mac- 
chie di ogni sorta che possono trovarsi sopra il piumaggio degli uccelli. 

Essendo stata attratta la mia attenzione su questo fatto, e ripensando alla grande 
regolarità di forme e di disposizioni che avevo le mille volte constatato nelle macchie del 
piumaggio sugli esemplari appena presi e non guasti da ferite, o da prigionia, feci nuove 
e numerose osservazioni in proposito, attenendomi sopratutto a quelle fra le specie selvag- 
gie che meglio si adattano alla schiavitù e che vi si trovano in condizioni di benessere 
sufficienti per conservare in ottimo stato la loro veste, e mi convinsi della esistenza di 
vere e proprie leggi di formazione e di distribuzione delle macchie, secondo certe direzioni 
che mi sembra non debbano essere meno precise, né meno costanti di quelle che seguono 
le particelle (o molecole) dei minerali nel formare i cristalli, e che queste leggi siano ben 
meritevoli di essere minutamente analizzate, percliè capaci di condurre a conclusioni biolo- 
giche importanti. 

Così mentre in passato, generalmente, non si era visto nelle macchie medesime, sia 
degli uccelli in particolare, sia degli animali in generale, nulla più che una sojgente di 
caratteri atti a fornire efficaci mezzi di classificazione, a me parve impossibile che una 
manifestazione così spiccata e generale, per non dire universale, delle interne forze orga- 
niche, fosse da considerarsi sempre soltanto come un semplice istrumento in mano de' siste- 
matici, e non piuttosto come un fenomeno di alta importanza biologica. 

E invero tutti questi segni, d' ogni forma e colore, che occupano il piumaggio degli 
Uccelli, specialmente nella prima loro età, mi appaiono come lettere colle quali è scritta 
forse gran parte della storia delle specie. 

Si fu quindi per tali considerazioni che intrapresi questo studio coll'aiuto dell'imponente 
materiale di cui disponevo nella collezioni Turati del Museo civico di Milano che, per ric- 
chezza e perfezione di esemplari, meglio di ogni altra in Italia si prestava alle mie osser- 
vazioni. 

Sino da principio mi parve che se mi fossi limitato a riferire i fatti principali e ne 
avessi composta una breve memoria, non avrei potuto raggiungere alcun risultato, poiché 
le conclusioni che si traggono dalla osservazione di pochi fatti, sono di poca solidità, es- 
sendo facile opporre ad esse altre conclusioni aifatto contrarie. 

Era quindi inevitabile uno studio completo del fenomeno delle macchie nella intera 
Classe degli Uccelli, esaminando tutte le forme che fosse possibile direttamente e le poche 
rimanenti studiare coll'aiuto delle migliori monografie moderne. 

Quindi nel compori-e la presente memoria il metodo da seguire non poteva essere che 
uno solo, quello cioè di passare in esame, uno ad uno, tutti i componenti della collezione 
stessa e dedurne man mano quelle conseguenze che dalle molteplici osservazioni sarebbero 
derivate, circa le naturali affinità che corrono tra le forme. 

Tutto questo lavoro di analisi, di comparazicme e di sintesi, procurai tuttavia di rac- 
cogliere nella forma più concisa che mi era consentita dalla natura dell'argomento e dalla 
moltitudine stessa dei fatti, onde non superare i limiti concessi ad una memoria e, per 
conseguire la maggiore brevità possibile, limitai la parte bibliografica, evitando costante- 
mente le soverchie citazioni. 

Queste anzi saranno pochissime, anche perchè, come ho detto in principio, ben pochi 
sono gli autori che hanno trattato questo argomento dal medesimo punto di vista dal quale 



LE FORjrE E LE SIMMETRIE NEGLI UCCELLI. 3 

io l'ho studiato, sia per difetto di mezzi adatti, sia perchè la massima parte di essi ne fu 
distratta dal grande lavoro che ha occupato i mag'giori ornitologi di questo secolo, quello 
cioè della classificazione, reso estremamente lungo e difficile da una sterminata ed intrica- 
tissima sinonimia. 

Ora questo lavoro, veramente colossale ed ammirevole pe' suoi risultati, può dirsi per 
la massima parte compiuto; in grazia di esso, ora possiamo più facilmente rinvenirci fra 
r immenso numero di specie e di varietà di Uccelli di cui siamo giunti a conoscenza, e 
riesce ora pure ]iiù fticile e più opportuno lo studio dei singoli e speciali argomenti, come 
il presente. 

La prima parte di questa memoria, che è anche la più estesa, consiste in una rapida 
rassegna delle forme, direzioni e trasformazioni delle macchie, fatta con metodo compara- 
tivo, in tutta la Classe degli Uccelli ; la seconda ed ultima parte comprende la sintesi delle 
osservazioni, sotto forma di rapido riassunto, ed alcune conclusioni generali che ne sono 
il risultato. 

L'ordine particolare seguito nell'esame delle specie è quello stesso della classificazione 
recentemente adottata per la Collezione Ornitologica; quella cioè degli insigni autori del 
Catalogo illustrato del Museo Britannico e, come sopra ho detto, solo mi sono discostato 
dalla osservazione diretta per quelle forme, ben poche del resto, che non sono rappresen- 
tate nel Museo e delle quali si posseggono perfette descrizioni e rappresentazioni. 

Il- lavoro è accompagnato da una tavola cromolitografica da me stesso appositamente 
eseguita, ed anche le zincografie inserite nel testo sono schizzi in penna miei originali, ese- 
guiti a sussidio del testo medesimo, in quei punti in cui erano più necessari. 

Certo il loro numero è molto limitato, ma, in compenso, ebbi cura di scegliere alcuni 
degli esempi più eloquenti dai quali appare come nelle forme più disparate sempre si ripe- 
tono i medesimi tipi e le stesse direzioni di macchie, malgrado le apparenti diversità, e 
come un' attenta osservazione conduca a scorgere la perfetta gradazione che corre tra le 
specie, e fornisca nuove dimostrazioni della loro evoluzione. 

Io sono ben lontano dal credere di aver risoluto alcuno degli innumerevoli problemi 
che sorgono da questo studio e le conclusioni, a cui sopra accennavo, terminanti il pre- 
sente lavoro, non debbonsi credere assolute ; esse solo esprimono il mio modo di interpre- 
tare i fatti ed i pensieri che questi mi hanno suggerito e non ho quindi inteso enunciare 
una generale teoria delle macchie, il che sarebbe invero prematuro, ma solo raccogliere una 
quantità di fatti e di idee intorno all'argomento stesso che ho trattato come in una specie 
di prodromo. 




AUTOR K UcleM-Oillolit 



I.it. R()iu-|ii-.Hilaii(i 



PERNIS CELEBENSIS - SPIZAETUS LANCEOLATUS 



PARTE DESCRITTIVA. 



ACCIPITRIFOEMES. 



DIURNI. 



Secondo la classificazione del Catalogo del Museo Britannico, alla quale convenni di 
uniformarmi, debbo necessariamente cominciare dai Rapaci, sebbene riconosca che questa 
loro posizione ad un estremo della Classe degli Uccelli non è affatto la più concordante cogli 
ultimi risultati della morfologia. 

Essi infatti sembrano piuttosto occupare una posizione intermedia tra vari altri ordini. 
Lo Sharpe in un suo pregevolissimo scritto intorno alle recenti classificazioni (A Revieiv of 
recent attempts to classify Birds, pag. 63 e 78, R. Bowdler Sharpe, Budapest, 1891) li 
colloca tra i Pelecaniformi ed i Coraciiformi e, sulla pianta che ne dà, appaiono altresì 
vicini ai Pelargiformi ed ai Gruiformi, avendo con ciascuno di questi ordini evidenti punti 
di contatto, cioè coi Gruiformi stessi per mezzo dei DicJioIophi e Serpentarii; cogli Anse- 
riformi per mezzo delle Fregatele e finalmente coi Coraciiformi di Seebohm per mezzo dei 
Pseudogrijiìki e forse anche degli Psittaci, ai quali, per quanto formino un gruppo ben 
distinto, pure non si possono negare dei caratteri di Picariae misti ad altri di tipo 
accipitrino. 

Comincio adunque coi rapaci che lo Sharpe stesso divide in Chatartidiformi ed Acci- 
pitriformi, i primi abbracciando i Vulturidi del Nuovo Mondo, o Pseudogryphi, ed i se- 
condi tutti gli altri rapaci diurni e notturni dei due mondi. 

Circa i Vidtiiridi del mondo antico non è molto da dire intorno alle macchie ; queste 
anzi mancano quasi del tutto e si riducono per lo più alla semplice differenza di colore 
tra il centro delle piume e le parti circostanti, come nelle varie specie dei generi Gyps, 
Otogyps e simili: solo notevole per macchie spiccate essendo il Gyps ruppellii le cui piume 
nere terminano tutte con una punta bianca, carattere del quale non si trova alcun indizio 
nei generi affini ed è quindi necessario ammettere che siano esistite altre forme intermedie 
con piumaggio similmente macchiato, per spiegare l'origine di questa. 

La rarità delle macchie è del resto facilmente spiegata, per questi animali, dal loro 
poco bisogno di caratteri protettivi; poiché pare che le macchie abbiano per principale 
effetto quello di l'endere meno cospicui gli animali in genere, mentre i Vulturidi, grandi 
e forti e nutrentisi di carni corrotte, non hanno speciali motivi, per riuscire poco vistosi. 

Ciò vale anche per il piccolo genere Neophron, ma specialmente si applica ai loro 
rappresentanti d'America e cioè ai Mimogypes (o Pseudogryphi) che, per quanto differenti 
per caratteri dai generi sopranominati, sono nelle medesime condizioni di esistenza. 



b G. MARTOEELLI. 

Infatti, sia nei SarcorhampJn, come nei Gì/parchi, non vi sono macchio, ma un colo- 
rito a parti ben spiccate, aventi carattere di distintivi specifici pel riconoscimento degli 
individui della stessa specie fra loro, anche a notevole distanza, nel volo. Quindi il larg^o 
spazio bianco delle ali del Condor {Sarcorhnmphus grìjphus) che spicca sul color bleu nero 
del rimanente ed il color isabellino dell'Avvoltojo papa (Gyparchìis papa) che risalta da lungi 
sul nero delle remiganti, come il color nero a riflessi bluastri degli Urubù (gen. Catha- 
ristes), sarebber tutti distintivi specifici e nulla offrono da considerare per l'argomento che 
sto trattando. 

Invece nelle specie che seguono, del gen. Poìyhorus, trovo un primo esempio d'una ma- 
niera di macchie che s'incontra in molti altri rapaci, se non addirittura nel maggior nu- 
mero; osservo cioè in essi un piumaggio di gioventìi in cui le macchie sono rappresen- 
tate dai centri chiari allungati delle penne in contrasto colle macchie cuoriformi od a fascie, 
caratteristiche del piumaggio adulto di alcune specie e del colorito senza macchie, o quasi, 
degli adulti di altre, come negli Jhj/der. Analoga trasformazione noto nelle fasi del Poli/- 
horoides i cui giovani hanno piumaggio bruno macchiato di bianco che si converte in quello 
plumbeo listato per traverso di bianco e nero degli adulti. 

Nelle Cirdnae vi è pure spiccato contrasto tra la fase giovanile a macchie fitte lon- 
gitudinali e quella adulta in cui le macchie scompaiono, o si restringono e mutano di co- 
lore, facendosi p. es. rosse, mentre erano nere nei giovani, come nel nostro Circus cìneraceus. 
Ma in questa famiglia ciò che è più notevole si è il gran numero di macchie nella 
regione faciale che contribuiscono ad aumentare il loro aspetto di strigi, specialmente nei 
giovani e costituiscono un caso di mimetismo. 

Nel gen. Circus si verifica ancora l'assunzione di colori diversi per le fascie caudali 
molto cospicue e comuni ai due sessi, le quali sembrano formare un distintivo molto effi- 
cace, giacche osservai che si riconoscono questi falchi da tale carattere, anche a distanza, 
ogni volta che allargano la coda nel volare. 

La riduzione poi, o scomparsa di tutte, o parte delle macchie, col passaggio allo stato 
adulto, è veramente un fatto comunissimo; così nei MeJlerax alle macchie longitudinali 
della parte anteriore del collo dei giovani, succede il grigio uniforme degli adulti, e alle 
irregolari fascie addominali dei primi, le fine vermicolature trasversali dei secondi. Nel nostro 
Asttir pahcmbarius pure è evidentissima la conversione completa del colorito e delle mac- 
chie tra l'abito giovanile fulviccio, a lunghe goccie nere nelle parti antero-inferiori, e quello 
perfetto a fascie nere trasverse su fondo bianco. In altri Astur invece, senza cambiarsi la 
forma e la direzione delle macchie, si differenziano assai i colori di fondo e si accentua la 
formazione di una linea mediana di macchie allungate sulla gola; carattere singolare e 
notevole che trovasi in molte altre e diverse forme, p. es. neW Astur tririrgafus e nel gen. 
Asturinula (A. monogrammka). In altre specie {A. sphenurus, A. polyzonoides, A. ma- 
croscelides') noto la graduale formazione del fine piumaggio a fascie trasversali, 'il che vedo 
specialmente chiaro in un immaturo A. polyzonoides. 

In altre specie ancora, come A. hadius, A. soloensis, A. cruenttis, i cui giovani hanno 
macchie longitudinali sul collo e fascie parallele sull'addome, gli adulti hanno invece sot- 
tili strie trasverse in tutte le parti antero-inferiori. 

Analogo contrasto vedo in varie Asturinae {A. plagiata, A. nitida, A. magnirostris, 
A. pulcherani, A. rufìmiida, A. nattereri). In alcuni falchi affini, come nel gen. Bidastiir 



LE FORME E LE SIMMETRIE NEGLI UCCELLI. l 

persistono bensì col l'età le macchie longitudinali, ma si vanno restringendo e mostrano 
una tendenza a raggiuiigei'e un piumaggio a colore unito, senza macchie, quale si realizza 
nel gen. Biiteola in cui la B- brachi/ara non conserva che poche macchie ben circoscritte 
ai lati del petto, e la B. leucorrhoa conserva solo le larghe e spiccate fascie caudali. 

Progredendo in simile osservazione cresce sempre il numero dei casi ; onde appare 
quasi legge costante tale riduzione, o trasformazione delle macchie, indipendentemente dai 
gruppi che si osservano; infatti i giovani del Tachythriorchis albicaiidatiis e AqW Hete- 
rospizlas meridionalis hanno capo, collo e ventre bianchi macchiati di bruno-ruggine pel 
lungo, mentre; le m-edesime parti negli adulti sono rosso-rugginose uniformi, con fìtte e 
sottili fascie nere trasverse, e anche le fascie caudali si trasformano. 

La stessa cosa avviene nel gen. Bitfeo e primo fra tutti ricordo il bellissimo B. ery- 
tìironotus, il cui giovane somiglia quasi alla nostra pojana (B. vulgaris), mentre l'adulto 
ha un colorito estremamente differenziato, colle parti antero-inferiori candide, appena ver- 
micolate parzialmente sui fianchi, e in esso, alle molte fascie parallele della coda dei giovani, 
si sostituisce l'unica larga banda nera subterminale dell'adulto. 

Nel B. vulgaris e B. desertoriim la differenza è bensì meno forte, ma sempre si nota 
una sensibile riduzione delle macchie coU'età, e talora può essere completa nei vecchi indi- 
vidui della seconda specie che divengono uniformemente di colore rosso-ruggine in tutto 
il corpo ; uguale tendenza vedesi nel B. fcrox, B. jackaì, B. borealis, B. ìineatus, B- 
Jatissimiis, B. bradi yptenis, B. hemilas'ms, tra le specie che ho presenti, e in altre ancora 
osservate, o figurate, nonché nelle due specie di Archìbideo, (A. hiffopus, A. sancii 
johaniiis)- 

Nel gen. BiisareUits {B. nigricoìlis), fatta astrazione dalla speciale concentrazione di 
[)igmento che forma la larga macchia nera gulare, vi sono le molte e varie macchie dei 
giovani che spariscono coli' età per produrre il piumaggio rosso-fulvo uniforme definitivo, 
e così il piumaggio unito, nero di alcune Uriibitinghe adulte deriva da quello fittamente 
e largamente macchiato di nero su fondo fulvo-gialliccio dell'età giovanile. 

Una notevole eccezione a questa regola trovo nel gen. Thrasaelus i cui giovani hanno 
una tinta chiara uniforme negli spazi occupati poi dalla larghe macchio nere e la mede- 
sima cosa succede in alcuni grandi Spizaeti, mentre in altri torna a far capo la regola 
comune della diffusione di un colorito uniforme per successiva riduzione e scomjxirsa di 
macchie giovanili : del resto la scarsità e mancanza delle macchie nelle grandi specie dei 
vari ordini mi è sembrata un fatto assai generale, per non dire universale, in rapporto, 
mi sembra, col minor bisogno di protezione che hanno le specie maggiori di un dato 
gruppo rispetto alle minori. 

A proposito del gen. Spizaetiis giova ancora segnalare uno dei più bei casi di rasso- 
miglianza mimetica che io mi conosca, offerto dallo Spizaetus lanccolatits delle isole 
Celebes, il quale corrisponde per colorito generale, dimensioni, direzione e forma delle 
macchie ad una specie colla quale non ha nulla che fare, cioè il Pernis celebensis. Ambe- 
due hanno coda ampia ed assai lunga con larghe fascio, sottocoda, addome, calzoni e tarsi 
a fascie ti'asverse bruno-nere su fondo bianchiccio, petto e collo fulvi a macchie lanceolate 
verticali, gola bianca percorsa nel mezzo da una spiccata striscia di macchie allungate. 

I Pernis sono uccelli relativamente deboli, insettivori, mentre gli Spizaeti sono predoni 
d'agguato, audaci e fulminei. Ora queste due specie nominate e figurate nell'apposita tavola 



8 



G. MAETOEELLI. 



da me eseguita a colori, vivendo nella stessa regione, mi ò sorto il dubbio che si tratti di 
un nuovo e singoiar esempio di mimetismo. Ma se anche il mimetismo non entra per nulla 
in questo caso, esso non è meno notevole dal punto di vista della formazione delle macchie, 
poiché dimostrerebbe che le loro variazioni tendono a verificarsi secondo leggi determinate 
e possono quindi raggiungere eguali disegni anche tra forme molto diverse, quali sono 
certamente queste due. 

Nel singolare HeteropifS gurneyi il piumaggio si discosta affatto da quelli descritti 
e volge piuttosto alle condizioni di quel gruppo di aquile che ha veste bruna, lunghi e 
stretti centri chiari alle piume nelle prime fasi, e che potrebbe anche essere derivato da 
questa o da simile altra forma, giacché soventi sta appunto nelle forme aberranti, come 
VHeteropus, l'origine di quelle che sogliamo considerare come normali, solo perchè più 
numerose e più comuid. 

Nello stesso Heteropus finalmente anche le parecchie fascie caudali sono piuttosto aqui- 
line che spizaetine v.d anche il piede mi sembra più decisamente aquilino. 

Nei Neo'pus nulla trovo di notevole ; ma nei Nisaetiis, specialmente nell' europeo 
N. bonelH (N. fasciatus) è evidente la riduzione delle macchie coU'età; però solo dopo il 
secondo abito, il primo essendo a macchie limitatissime in mezzo alla gran diffusione su 
tutto il piumaggio di pigmento fuìvo-rugginoso : forse più protettivo. L'africano N. spi- 
logaster si comporta analogamente, a giudicare dai due esemplari che ho presenti; e così 
anche sembrami avvenire nelle varietà chiare del N. pennatns. 

Nelle aquile macchiate del tipo dell'^. clanga, A. pomariua, A. nipalensis, A. mogilnik, 
i centri chiari su fondo rossastro, e le punte bianchiccie delle copritrici alari scompaiono, 
cedendo il luogo al colorito terreo, o bruno, dell'età adulta. E se non vi sono vere macchie 
come nell'aquila reale {A. chrysaetos), possono esservene almeno di apparenti, cioè formate 
dal contrasto tra la metà esterna, bruno-scura, delle piume e la metà basale bianca. 

Anche nei giovani di vari HaliaiHus, y. es. YH. alhiciUa, le macchie sono di simile 
natura e non è forse senza una ragione biologica la rassomiglianza che hanno colle vere 
aquile, onde a molti accade di confonderli con esse, mentre nell'età adulta si manifestano 
profondamente diversi. 

Nei Geranoetits osservo la stessa condizione di cose che nelle Pojane e nelle Urubitinghe. 

E qui si presenta il caso singolare delle macchie deW Berpetotheres cachinnans, il quale 
ha due originalissime macchie nere faciali che non hanno riscontro in alcun altro rapace 
diurno, ma soltanto sono stranamente ripetute sui dischi faciali del Symium perspicillatuìn, 
fra gli strigiformi, che vive presso a poco nella stessa area geografica. (1) 

Macchie pure aberranti sono quelle bianche e rotonde onde è cosparso il piumaggio 
dei vari Spilornis adulti, ma i loro giovani hanno macchie longitudinali del tipo predomi- 
nante su fondo chiaro brunastro e negli affini Circaetus prevale pure la progressiva ridu- 
zione delle macchie coll'età, le femmine conservandone generalmente un maggior numero. 

Tra le Milvinae trovo sopratutto degni di nota gli Haliastur per spiccato contrasto 
tra giovani e adulti: i primi avendo fitte macchie longitudinali bianchiccie in tutte le co- 



(1) Il Gcii. Herpetoiheres secondo lo Sharpe 
(cat. I, pag. 277), si trova dalla Bolivia e Paraguay 
sino al Messico merid. ed il Syrnium pcrsj)icillattim, 



occupa l'America centrale dal sud del Messico alla 
Guiana, Amazzonia e Brasile- 



LE FORME E LE SIMjrETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 9 

pritrici, su fondo bruno, mentre i secondi hanno un colorito fortemente differenziato, bianco 
e rosso-cannella, colle parti bianche macchiate sottilmente di nero sugli steli nell'//. indus, 
un po' meno nell' H. intermeditis, e meno ancora, o nulla affatto, nell'-ff. girrenera che di- 
viene così il più differenziato di tutti. 

Ma il piumaggio lineato di bianchiccio lungo gli steli dei giovani Haliastur è quello 
stesso che domina nei giovani Milviis di varia specie, come il M. miynuis e suoi affini 
{M. aegiiptms, M. afftnis, M. melanotiiì) e non è quindi fuori di proposito il considerarlo 
come il piumaggio primitivo originario dei Nibbi veri. Esso si ritrova difatti nel M. re- 
galis, con poca diversità, e si vede benissimo in alcuni individui il graduale sostituirsi 
delle macchie nere centrali, allungate che conducono all'abito distintivo degli adulti. 

Solo nella lontana Lopholdinla isura di Australia si osservano le macchie allungate 
di tipo ordinario, circondate da spazio chiaro tra il centro ed il margine delle piume, e spa- 
riscono anche le fascie caudali degli altri Milvi. Il dorso conserva in queste specie, come 
del resto in generalo, una tinta più uniforme, cioè tende al bruno, per lo più cupo, ove non 
sia traversato da macchie, il che ha pure qualche importanza come colore protettivo ge- 
nerico. 

Taccio dei Naucleriis e degli Elanoides dei quali non posseggo giovani e mi limito 
ad accennare alle due curiose macchie che spiccano su ciascun lato del petto tanto degli 
adulti come dei giovani del piccolo Gainpsoiigx sioainsonii. 

Nei giovani Elaniis le macchie oscure sul capo e sui centri delle piume del petto sono 
di tipo usuale allungato, ma poco decise e destinate a sparire presto nel piumaggio spe- 
cializzato degli adulti e in pari tempo si dileguano le marginature bianche sul dorso, sulle 
scapolari, e sul nero delle piccole e medie copritrici dell'ala. 

Nel genere Ictiiiia gli adulti hanno cororito uniforme plumbeo cupo ed i giovani sono 
molto macchiati sopratutto nel senso longitudinale. 

Le medesime condizioni che ho già segnalate pei Butei Urubitinghe, ecc. si ripetono 
nel gen. Bodrainus il cui colorito nero uniforme, succede a quello giovanile ocraceo, coperto 
da macchie allungate nere, nella usuale direzione dall'alto al basso, sulle parti antero-in- 
feriori. 

Notevole è la striscia mediana nera sulla gola bianca che trovasi in vari altri falchi 
{Astur trivirgatus, A. griseiceps, Asturinula monogrammica ed altri) e che riappare in 
alcuni Pernis, nei Leptodon, nei Baza (giov. di B. niadagascariensis). 

Della irregolare veste del Pernis celebensis già ho detto trattando degli Spizaeti. 
Anche nel comune, variabilissimo Pernis apivorus, quando non riveste l'abito raelanico 
uniforme fino dalla nascita, prevalgono largamente le macchie nel piumaggio dei 'giovani 
e lo stesso può dirsi presso a poco delle altre specie dello stesso genere delle quali tutte 
è altresì caratteristico l'aspetto largamente fasciato dell'ampia coda, 

Nei Leptodon e nei Baza prevale il tipo di macchiatura a fascie parallele che attra- 
versano le parti inferiori, ma non è raro neppure il tipo di macchie verticali, come riscon- 
trasi nel primo abito del Leptodon cayennensis. 

Il carattere sopra accennato della striscia mediana sulla gola riappare anche negli 
Arpagus giovani e adulti, fra le Falconinae, ed anche in questi è il solito contrasto fra 
la veste a macchie dei giovani e quella a coloi'i uniti degli adulti e sempre si conservano 
la fascie caudali spiccate, 

2 



10 G. MAETOEELLI. 

Ma a questo punto mi si presentano i piumaggi affatto aberranti e singolarissimi dei 
minuscoli Microhlerax e dei PoUohierax ; piumaggi che non sembrano affatto propri di 
rapaci, ma di passoracei, e che hanno solo qualche debole riscontro nel Gampsonyx, già 
descritto. Oltre ad essere altamente differenziati per intensità insolita di riflessi metallici, 
per novità di pigmento e lucidità serica di superficie delle piume, offrono anche macchie 
del tutto singolari, sotto forma di spazi ovali sul vessillo interno delle remiganti, e assai 
differenti dalle analoghe macchie di molte altro Faìconbiae. Lo stesso si osserva per le 
macchie ovali ben definite e simmetriche della coda nella quale l'origine da spazi chiari 
interposti alle fascie scure non è più così evidente come in altre Faìconinae ed assumono 
cosi un carattere di bellezza che forse è distintivo specifico, cioè di riconoscimento, e forse 
anche in parte sessuale. 

Pure notevole è la fascia frontale e sopraciliare bianca che scende lateralmente sino 
al dorso e giunge a formare il semicollare del Microhierax coeurulescens mentre è limita- 
tissima nel M. fringillarius. 

Notevolissimo poi è il M. latifrons pel largo e spiccato spazio bianco che occupa tutta 
la fronte e la metà anteriore delle guancie, nettamente staccandosi dal nero-turchino lucido 
col quale confina. Un po' meno aberrante è il PoUohierax semitorques. 

Si è visto come sia frequente negli abiti giovanili la presenza contemporanea di mac- 
chie allungate sul collo e sul petto e trasversali, parallele, sul ventre e sui fianchi, e che 
coll'età tale condizione cessa, sia per semplice riduzione, sia per sparizione delle macchie ; 
tuttavia non sempre avviene così e difatti nel Dissodcdes zoniventris si conservano anche 
liei piumaggio definitivo i due opposti ordini di macchie nel modo piìi evidente, mentre 
nella numerosa serie dei Tinniinculus che segue, prevale la regola generale della riduzione 
coll'età, fino alla scomparsa totale che si verifica in alcune specie, come nel Ccnchris fin- 
niinctiìoides (Falco grillajo). 

In questa avviene in pari tempo la più completa separazione dei colori, cioè del grigio 
della coda e del capo, del rosso-mattone del dorso e delle ali e del colore carnicino delle 
parti inferiori, le quali possono risultare prive affatto di macchie nei maschi adulti per- 
fetti. A.1 quale fatto già aveva accennato lo Sharpe nell'opera sugli uccelli d'Europa, fa- 
cendo notare come " nel modo col quale questi falchi raggiungono l'abito di adulti, si ha 
" la chiave della probabile maniera ondo si sono ottenute per evoluzione le specie i cui 
" maschi hanno ca[)0 e coda grigi da quelle che erano uniformemente rosse „. (.-1 Eevieiv 
of recent aUeniptti, etc.) 

Ciò è molto notevole, perchè mostra come le conclusioni a cui conduce lo studio delle 
macchie non sono diverse da quelle a cui si giunge collo studio dei colori; ma su questo 
avrò frequenti occasioni di ritornare. 

Anche nel gen. Erythropiis le prime fasi sono a macchie di tipo ordinario ed anzi i 
giovanissimi E. vespertinus (Falco cuculo) sono talmente diversi dall'adulto, che li ho spesso 
visti classificati come Aesalon regulus, o come Hì/potriorchis snhhìdeo, per le loro macchie 
che imitano benissimo quelle dei giovani di queste due specie. Quindi VE. vespertinus è 
pure tra le molte specie nelle quali avviene la riduzione graduale completa delle macchie, 
solo in alcuni individui conservandosene una leggerissima traccia lungo gli steli: VE. 
amurensis è nelle stesse condizioni. 

In ambedue poi considero il colorito affatto aberrante dei maschi adulti, come in istretto 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NROLI UCCELLI. 1] 

rapporto collo abitudini insettivore di questi falchi, e così anche la maggior purezza e 
vivacità di tinte raggiunte dal C tinnimctdoides. 

Nelle varie specie di Ihipotriorchis è frequente il processo di riduzione delle macchie, 
ma in alcune esse si fauno invece più intense e deciso ed in altre mancano affatto per 
causa di melanismo, come nel dimorfo IT. eleonorae. 

L'elegante distribuzione di colori e di fascio che distingue V fi. femoralis adulto si 
forma appunto dopo la riduzione e scomparsa delle macchie longitudinali primitive sulla 
gola e sul collo e delle altre sul petto e sui fianchi. 

Anche nel comune Smeriglio {Aesalon reguhis) le fitte e larghe macchie delle parti 
inferiori e del collo si vanno restringendo fino a scomparire, a misura che subentra la 
tinta rosso-fulva uniforme dell'abito adulto, e in pari tempo si riducono le macchie trasver- 
sali delle parti superiori e delle ali, quando queste parti si tingono del bel grigio tur- 
ciiiniccio definitivo : analogamente si comportano gli americani: E. columbarius ed E. ri- 
chardsoni. 

In un giovane Kicquera typus osservo il passaggio dalle macchie allungate a quelle 
trasversali degli adulti, e così anche il piumaggio tanto specializzato di questo piccolo, 
elegante falcone, deriva esso pure da uno di tipo comune, nel quale la macchie lineari del 
collo scompaiono, mentre quelle cuoriformi più basse si vedono convertire grado a grado 
in fascio trasverse. 

Similmente ha luogo sulle parti superiori la trasformazione delle macchie triangolari 
giovanili nelle fascio parallele regolari degli adulti, inteso a raggiungere un disegno definito, 
come quello che distinguo questa specie tanto isolata dallo altre. 

Nella serie dei Falconi, dei quali ho potuto osservare grandissimo numero, oltre gli 
esemplari contenuti nel Museo Turati e spettanti alle specie F. peregrinns, F. pimicus, 
E minor, E. barharus, E. melanogemjs, E. cassini e E. peregrinator, (1) si manifesta 
sempre il solito contrasto tra la costante forma allungata verticale delle macchie dei gio- 
vani e le macchie a fascio trasversali degli adulti, le quali mostrano una risoluta tendenza 
a ridursi di numero e a rimpicciolirsi, o a scomparire totalmente. 

Di quest'ultimo caso ho un esempio evidentissimo in uno splendido esemplare adulto 
di E. peregrinator in cui vedo essersi raggiunta la completa specializzazione del piumag- 
gio in tre colori : il bianco puro della gola, il rosso-mattone uniformo, ben separato dalle 
parti inferiori, e il grigio-azzurro, pure uniforme ed intenso delle parti superiori. Ciò tonde 
a provare che il Pellegrino e tutte le altre forme sue affini conservanti lo macchie in mag- 
gior minor numero ed estensione, rappresentano solo altrestanti stadii di imperfetta evo- 
luzione del colorito: imperfezione che sembra tuttavia mantenuta dalla selezione naturale, 
perchè di carattere più protettivo che il piumaggio altamente differenziato del E. peregri- 
nator stesso, la cui area è tanto circoscritta nell'Asia. 

La stessa cosa appare evidente nella serie del Ealco lanaritis, E. fehìeggi, E. tanypterus 
E. biarmicus, colla sola differenza che le macchie degli adulti, invoco di formare fascio tra- 
versali, sono piccole, cuoriformi, o quasi rotonde: ma, in questo caso, si ha soventi in indi- 



ci) Ammesso che realmente si tratti di specie | dal punto di vista presente, 
proprio distinte, ciò che non è il caso discutere 



12 



a. MARTORELLt. 



vidui adulti la scomparsa totale delle macchie inferiori e superiori, come avviene special- 
mente nel F. biarmicus di cui vedo un bellissimo esemplare immacolato, che sarebbe da 
considerare, secondo me, come il massimo grado di evoluzione dei Lanarii. 

Lascio da parte il piumaggio melanico del Gennaia sithiiiger e quella del G. jitgger 
che del resto neppur contraddice alla regola, per quanto non appaia grande, nei due soli esem- 
plari che ho dinanzi, la differenza tra giovani ed adulti, giacché, anche nelle poche macchie 
che i)resentano, sono sempre in armonia coi casi precedenti. Così pure gli stessi fatti si 
osservano nel G. saker e tra i giovani e adulti del gen. Hiero falco, il candore dei quali in 
alcune varietà (H. cancUcans), è in aperto contrasto, non pure col melanismo di certe altre 
{H. labradoriis, var. melan.)> o col colore cupo dominante dell'/i. ìwlbodlh ma sempre e 
sopratutto, coi giovani, a qualsiasi varietà appartengano, aventi larghe e numerose le mac- 
chie allungate delle parti antero inferiori, spesse e marcate quelle trasversali dalle parti 
superiori, delle ali e della coda, che negli adulti può divenire uniformemente candida. 

Nel sott'ordine Pandiones il gen. Pandion completamente si stacca da tutti gli altri 
pi'cdatori diurni e parrebbe a prima vista che dovesse offrire spiccate diversità anche per 
le macchie, ma invece si uniforma anch'esso alla regola generale. Infatti sulle parti supe- 
riori e sulle ali le spiccate marginature chiare dei giovani riducono nelle condizioni di 
vere macchie tutti i centri delle copritrici, mentre sul petto vi sono larghe macchie bruno- 
rugginose che si riducono e scompaiono, insieme alle marginature, lasciando spazi unifor- 
mi, in luogo di macchie, nell'adulto ; ciò specialmente riesce visibile nelle sottospecie o 
varietà geogi'afiche, P. caroUnensis o P. leucocephalus. 

Sono per tal modo giunto al termine della mia rapida rassegna delle macchie nei 
rapaci diurni, nei quali due fatti i)rincipalmente mi sembrano l'isultare costanti; cioè: 

1.° la grande diffusione delle macchie d'ogni forma negli abiti primitivi, le quali 
si vanno riducendo di numero e cambiando di forma a misura che si pronunziano, o si 
differenziano i colori coli' età; 

2.0 la notevole scarsità dei piumaggi completamente privi di macchie anche negli 
adulti noi quali in generale si osserva piuttosto una forma od una direzione di macchie 
opposte a quelle dei giovani. 

I coloriti molto specializzati e certi segni distintivi, o di riconoscimento, di parecchie 
specie appartengono ad un ordine di fatti che si verificano in tutti gli altri ordini di uccelli. 

STRIGES. 

Considero le Steiges come un sott'ordine degli Accipitriformes e quindi non come 
una creazione isolata e diversa dai veri rapaci, come per certi caratteri alcuno aveva cre- 
duto. Io non vedo infatti in essi una sì profonda differenza che basti a ritenerli d'origine 
diversa dagli Accipitees, per quanto gli effetti accumulati nel tempo da un diverso adat- 
tamento, ne li abbiano allontanati. Neppure credo ad alcune parentele ch'esse abbiano colle 
Caprimulgidae e poco anche alle loro affinità colli Steatornithes, che potrebbero essere 
solo apparenti, per fortuite rassomiglianze esterne, mentre i caratteri anatomici che hanno 
in comune sono pochissimi. 

D'accordo quindi collo Sharpe, mi sembra che la vera posizione delle Striges sia dopo 
i Pakdiones e che primi vengano, per affinità con questi ultimi, i gen. Scotopelia e Ketupa. 



LR FORME E LE SIMMETEIE DKLLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 13 

In queste le macchie si discostano meno da quelle degli Accipitres, prevalendo la 
forma lineare ed allungata dall'alto al basso, e solo nella Kctupa ceijloneìisis noto una mag- 
gior tendenza verso il piumaggio delle altre Buboninae, per l'apparizione dello piccole 
fascie trasverse ai lati delle macchie mediane allungato delle i)arti inferiori. 

Anche le parti superiori, mentre nelle Sc.otopdiae sono del tipo a fascie trasversali 
parallele, nelle Kefiipae si avvicinano al disegno complesso che domina nell'intero sott'or- 
dine Striges, con ben poche eccezioni. 

Nelle Kdupae è pure notevole l'apparizione degli spazi bianchi sulla gola clie si spie- 
gano poi decisamente nei Bitbo, compreso il nostro Gufo Reale {B. ignavufì), e riescono 
uno spiccato carattere di famiglia. E qui è il caso di ricordare, che macchi(> bianche o-u- 
lari analoghe si verificano ancora nelle Caprimulgidae, nelle (piali altresì è una certa 
rassomiglianza generale colle veste delle Striges, ma in questa io non vedo altro che una 
conseguenza della selezione naturale, riducente gli animali notturni, di qualunque forma 
ad un colorito comune. Da ciò derivano le diversità considerevoli ed i contrasti che si 
trovano tra le Striges e gli Accipitres, le quali mi inducono a credere che la loro se- 
parazione sia cominciata molto anticamente. 

Io non mi fermerò a descrivere minutamente il piumaggio del Gufo reale, come ri- 
chiederebbe la moltiplicità di forme delle fitte macchie di cui è tutto cosparso, ma accen- 
nerò invece subito allo spiccato contrasto che esiste fra la direzione delle macchie sulle 
piume, e quello delle macchie ad ondulazioni oscure trasversali su tutto il piumino dei 
pulcini; contrasto che osservo frequentissimo, anzi quasi costante, nei rapaci notturni, 
mentre i pulcini dei rapaci diurni hanno piumino senza macchie. Tale differenza infatti 
mi sembra importante ed in istretta relazione colla celerità di sviluppo delle Striges il cui 
piumino si converte assai rapidamente nelle piume del jìrimo abito, come ho potuto veri- 
ficare col confronto di numerosi ed ottimi esemplari. La stessa osservazione ho fatta pel 
B. virginianus e B. orientalis. 

Nel B. lacteus sono da ricordare come distintivi specifici le larghe macchie nere dei 
ciufii e dei lati dei dischi faciali. Lascio da parte il B. coromandus ed il B. niimlensis, 
che nulla mi offrono di speciale, e faccio invece notare la simultanea presenza normale di 
due ordini di macchie diverse che si sovrappongono in alcune altre specie di Gufi {B. ca- 
pensis, B. magellanicus, B. macidostis) e che vedo massimamente accentuata nel B. leuco- 
stictus le cui parti inferiori, regolarmente attraversate da fascioline oscure, sono qua e là 
chiazzate da larghe macchie brune arrotondate producenti un effetto diverso dell'usato. 

Nel gen. Scops il rapido passaggio dal piumino dei nidiacei all'abito dei giovani, che 
appena si distingue da quello degli adulti, è visibilissimo anche nel comune Assiolo (Scops 
ephialtes), quindi si accentua massimamente il contrasto, per questo riguardo, cogli Acci- 
fitres e in ciò mi sembra non essere intervenuta la selezione naturale, tendente a dotare i 
giovani degli uccelli, anzi forse degli animali in generale, di un colorito più protettivo possi- 
bile. A che infatti servirebbe una differenza fra il piumaggio dei giovani e quello degli adulti 
per quelle specie che di giorno stanno generalmente nascoste e rinchiuse, uscendo solo di 
notte, quando tutti i colori sono eguali e tanto sarebbe protettiva una forma di macchie come 
un'altra? Invece io credo che la selezione naturale intervenga qui in un altro senso; nel 
'determinare cioè il bel piumaggio finamente disegnato su fondo grigio che tanto mirabil- 
mente armonizza col colore della corteccia degli alberi. E difatti l'Assiolo (e credo anche 



14 O. MARTORELLI. 

i suoi affini non Europei) è tra le specie che amano passare le calde ore del giorno nasco- 
ste ed immobili tra le biforcature dei grossi rami e, per la sua forma speciale e la sua im- 
mobilità, oltreché per questo suo colorito, sfugge affatto alla vista. 'Il pulcino invoce, che 
sta chiuso nel cavo dei tronchi, è candido come le uova. 

Ma il piumaggio degli Assioli è analogo a quello dei Succiacapre fgeii. Cajn-intuìgus) 
e a quello del Torcicollo (gen. lynx) che non hanno con esso alcuna parentela, mentre 
anche in questi raggiunge lo stesso risultato protettivo; quindi a me pai'e abbastanza evi- 
dente quale sia la parte che ha in esso la selezione naturale. 

Studiando più minutamente il piumaggio degli Scops, appare caratteristico, nelle parti 
anteriori, il sistema di macchie lineari nere, fiancheggiate da spazi bianchi, separati tra loro 
da sottili fascie e da fine vermicolature brune e lo atesso, o presso a poco, anche nelle parti 
superiori e sul capo; solo il fondo ne è generalmente più fosco e l'effetto complessivo più 
uniforme. 

Come segni particolari le macchie bianche alla gola e quelle che sono sul lato esterno 
delle scapolari. In varie specie si aggiungono ancora speciali macchie nere ben distinte, come 
quelle sui lati dei cerchi faciali (es. S. Uucotis, S. sagittatus, 8. brasiliensis, S. asio; e solo 
accennate in S. semitorques), carattere già osservato in Buio Utcteiis e in varie altre Buboninae. 

Si differenziano alquanto dagli altri Scops per macchie fortemente disegnate e contra- 
stanti col fondo chiaro lo Scops tricopsis, e per le grandi macchie chiare sugli ampi 
ciuffi le curiose LopJiostrix {L. cristata. L. stricldandì) nelle quali mancano le macchie 
vere sul resto delle piume, rossastre o brune, solo finamente vermicolate, e i cui pulcini 
sono invece di un bianco affumicato. 

11 gen. PoDAEGiNA pel poco sviluppo dei suoi cerchi faciali, e le sue scarse macchie 
bianche su fondo rossastro quasi uniforme, si può considerare come aberrante. 

Non è il caso di fermarmi al gen. Surnia, sebbene abbia macchie assai numerose e 
quanto al gen. JSyctea noterò il progressivo diminuire coll'età del numero e dell'ampiezza delle 
macchie nelle varie parti del corpo, fino a raggiungere gradatamente la uniforme bianchezza 
di tutto il corpo, 0, per lo meno, del capo e del collo, rimanendo le macchie ridotte sul ventre 
e sul dorso. Di questo uccello però ricordo che, avendolo visto vivo, mi ha fatto, per le sue 
forme, una impressione diversa da tutti gli altri strigiformi che ebbi occasione di osservare 
viventi, e non mi fa quindi meraviglia quanto di speciale oft're il suo piumaggio. 

Nel gen. Carine vi sono macchie diverse, oltre alle zone bianche dentro e sotto i 
cerchi faciali, che persistono carattei'istiche anche nel gen. Speotyto e nella lunga serie dei 
Glancidium. Però mentre nelle Carine e Speotyto prevalgono sulle parti superiori le 
macchie rotonde e bianche su fondo bruno-grigio, più o meno nascoste, nei Glaucidium 
si fanno strada le macchie trasverse, o solo nelle parti superiori, o anche sul torace e sui 
fianchi, come nel Glanciclium brodiei, G. pardalotum, G. castanopterum, G. ivhitheleyi, G. 
cticuloides, G. radiatwn, G. malabarictim, quasi interamente disognati sotto e sopra a fitte 
fascie parallele. 

Curioso è poi in questo genere il formarsi graduale e sempre più distinto delle due 
macchie sulla parte posteriore del collo die imitano le macchie di certe farfalle notturne, 
crepuscolari, spiccatissime, ad es-, nel G. phalaenoides. 

Dobbiamo noi ascrivere al puro caso queste singolarissime ripetizioni che avvertonsi 
ormai così frequenti in natura, oppure considerarle come eftetto di qualche legge generale 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 15 

che sfugge sino ad ora alla nostra intelligenza? Confesso che la seconda ipotesi mi sem- 
sembra preferibile. 

In tutta la serie di specie spettanti a questi ti'e generi è poi ancora da ricordare la 
frequenza dello macchiette bianche (lineari o rotonde) sul capo e le macchie bianche sca- 
polari die abitualmente restano coperte. 

Un curioso piumaggio è quello della Micrathene whiteneyi (Coues) arieggiante nell'ef- 
fetto generale quello degli Assioli (gen. Scops) e pure diverso nei particolari; cioè avente 
altro sistema di macchie, ma una eguale distribuzione e intonazione di tinte. In esso è un 
color grigio plumbeo dominante, con fascie vaghe e centri poco spiccati fulvicci, e qua e 
là macchie bianche sulla gola, scapolari esterne, margine superiore dell'ala, ecc.; partico- 
lare notevole, anche in questa civetta si vede traccia evidente delle macchie falenoidi dei 
Glaticidmni. 

Non mi trattengo a descrivere le variazioni di macchie nelle numerose specie di Ninox 
e le differenze tra i loro pulcini, poiché in tutte osservai le solite variazioni fra il tipo di 
macchie allungate verticali e quello a macchie trasversali parallele. 

Nel gen. Sceloglaux (S. albifacies) si nota l'estendersi del bianco non solo alla gola, 
ma ancora al mezzo della faccia; nel rimanente nulla osservo di notevole. Nei grandi 
Hieraglaux dominano le macchie semilunari trasversali, in quasi tutto il piumaggio degli 
adulti, mentre il piumino dei pulcini è bruno. 

SYRNIINAE. 

Il piumaggio di parecchie Si/rniinae rammenta quello del gen. Bnbo e affini per le 
macchie allungate e fiancheggiate da fine vermicolature trasversali, per la zona bianca sotto 
i dischi faciali ecc. 

Tra queste Syrniinae vi hanno per es. le specie del gen. Asio che tanto rassomigliano 
per colorito, forma e sviluppo di ciuffi, i veri Gufi, ed anche i loro pulcini non sono molto 
diversi da quelli dei Gufi stessi. 

Può servire di tipo VAsio ottts, al quale rassomiglia strettamente VA. americanus. 
Mentre poi nell'^. mexkaiius vi sono sole macchie di tipo allungato, nell'J. madagasca- 
riensis appaiono ai lati di queste delle macchie a V sulle parti antero-inferiori. Il tipo al- 
lungato è ancora quello dell'^. accipitrmus, ma sono in questo caratteristici i larghi 
spazi neri perioculari. In tutto il gen. poi dominano fascie caudali sottili e neppure è da 
dimenticare la larga macchia nera sotto ciascun ala che ho in una recente occasione rico- 
nosciuta molto cospicua nel volo e quindi da considerarsi come segno di riconoscimento e 
non solo in questa specie. 

Nelle varie specie del geiL Syrnium i due opposti sistemi di macchie si combinano 
per lo più in un piumaggio molto finamente variegato ed armonico in cui si notano, come 
segni distintivi, varie macchie bianche sulle copritrici delle ali, sulle scapolari e sulla gola, 
percorsa però da serie di macchie lineari, divergenti. Il pulcino è biancastro ad onde bru- 
niccie nel senso trasversale. 

In varie specie, come il S. umlense, i cerchi faciali, larghi oltre l'usato, assumono 
un aspetto singolarmente raggiato per il colore piìi fosco degli steli e per la mancanza delle 
vermicolature trasverse dominanti nelle altre specie. 



16 G. MAETOEELLI. 

In alcune di queste poi si avverte che le due direzioni delle macchie sono in senso 
inverso a quello che si verifica nei rapaci diurni, cioè le trasversali e parallele sono in 
alto (collo e petto) e le verticali in basso (addome) (es. S. ncbulosum, S. fulvescens), ma 
prevalgono però le specie in cui domina il solo sistema a macchie parallele trasversali che 
corrisponde al senso delle onde oscure del piumino nei pulcini (es. S. sinense, S. ocellatum, 
S. nuchaJe, S. ivoodfordi S- holospìlnm). 

Alla forma di fascie trasversali si giunge però gradatamente e infatti in un giovanis- 
simo S. fulvescens vedo le prime piume della base del collo e pettorali ancora con macchie 
quasi cuoriformi e le copritrici del dorso non avere ancora fascie ben definite e regolari 
come nell'adulto. 

Il tipo a macchie parallele, o completo o incompleto, è quindi quello che largamente 
predomina e che concorda quasi sempre colla direzione delle onde nel piumino, e può rag- 
giungere differenziazioni singolaii ed estreme, qual è quella che si osserva nel S. hululiim 
curiosissimo Allocco del Brasile, dal piumaggio nero tutto traversato da sottili fascioline 
bianche parallele. 

E poi notevole in queste Strigi la poca distinzione tra il piumino e le vere piume, 
giacché dal primo si passa gradatamente alle seconde, a misura che si estendono e si ac- 
centuano le macchie. Ciò apparisce evidente dall'esame della ricca serie di pulcini della 
collezione Turati. 

Nel S. perspicillatum spiccano le due larghissime macchie nere occupanti la faccia 
e che sono ancora più spiccate nei due pulcini a diverso sviluppo per il color bianco del 
resto del piumino. In quello più sviluppato già sono formate le fascie caudali come nell'adulto, 
e così pure quelle delle remiganti che già appaiono fuori della lanuggine. Infine anche nei 
grandi Allocchi, S. newarense (Himalaya) e S. imìranee (India), predomina il tipo di fascie 
parallele, almeno nelle parti antero-inferiori, e nel piccolissimo S. harrisi una condizione 
tale di macchie, che, mentre lo ravvicina alle Nydalae, è poi abbastanza diverso da quello 
dei veri Syrnium da meritare di essere collocato in un genere a sé. 

Infatti, mentre compaiono in esso le macchie antero-inferiori come nel S. im'spicillatum, 
diviene parziale e singolarmente interrotto il collare scuro alla base del collo anteriore; 
tendono a delimitarsi due macchie nere alla base del collo posteriore, come nelle Civette 
e a formarsi serie parallele di macchie tonde, bianche, attraverso le grandi penne della 
coda e delle ali, come nei Glaucidium e nelle Nydalae, sopra un fondo bensì più cupo, ma 
di simile natura. Il S. harrisi mi sembra perciò una forma molto importante per le sue 
correlazioni con altre diverse. 

Osservando poi la Nydala tengmalmi e la ìY. acadica, non mi pare del tutto fortuita 
la loro rassomiglianza colle Carine e simili Civette. Forse in ciò è qualche mimetismo, ma 
più probabilmente tutte queste forme sono simili per essersi evolute da uno stipite comune, 
in condizioni simili di esistenza. 

A che infatti servirebbe una rassomiglianza mimetica tra specie rigorosamente not- 
turne e che nel giorno sono tutte egualmente invisibili, menti-e nella notte si rassomigliano 
tutte per necessità? 



LE POBME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 17 



STRIGIDAE. 

Il piumaggio del geii. Striv si allontana completamente da tutti gli altri e per colo- 
rito e per macchie che, pel numero, la forma e l'estensione, variano grandemente nelle 
molte specie e varietà di questo genere, rappresentate nella Collezione {Strix delicakila, 
S. novae-hollandiae, S. ìidit, S. pratincola, S. castanops, S. rosembergi, S. capcnsis, S. ja- 
vanica, S. candida) e sulle quali non mi intratterrò particolarmente, solo limitandomi ad 
avvertire le differenze che si notano nella australiana «9. tenebricosa, grande e bella specie 
grigio-bruna, tutta sparsa di piccole e fìtte macchio bianche, rotonde e quindi assai allon- 
tanata dalle precedenti. 

Nell'ultimo e strano genere indiano Phodilus abbiamo uno dei tipi più aberranti di 
rapace notturno nel quale appare un colore affatto nuovo fra le strigi viventi, cioè la 
tinta vinata, o quasi lillacea, delle parti inferiori, cosparse di rare macchiuzze nere contor- 
nate di bianco, le quali appaiono pure rare sulle ali, dorso e collo inferiore in mezzo ai 
due separati colori, giallo fulvo e cinnamomeo, bizzarramente distribuiti su queste parti, 
mentre le grandi remiganti concentrano le più cupe e larghe macchie in forma di fascie 
nascoste nell'ala chiusa. 

Quantunque non appaia dubbia la parentela di questo uccello cogli altri Barbagianni 
è tuttavia evidente che le accennate differenze del piumaggio, non meno che quelle delle 
forme e proporzioni, dimostrano essere avvenuta tra questi uccelli una profonda differen- 
ziazione. 

Così ho finito la mia rapida rassegna dei rapaci, per quanto riguarda le macchie del 
loro piumaggio ; dalla quale rassegna mi appare che anche nei notturni il piumaggio mac- 
chiato è sempre la regola, quello unicolore la eccezione, che però esiste tra le Striges e 
gli Accipitres un forte contrasto nel modo di svilupparsi, rapidissimo nelle prime, lento, o 
lentissimo nei secondi. Di più nelle Striges il piumino dei pulcini si accorda sovente per 
la direzione delle sue ondulazioni oscure colla direzione delle macchie degli adulti, mentre 
negli Accipitres il piumino è sempre uniforme, o bianco, o grigio, o bruno che esso sia. 

Io non oserei asserire che tale differenza si verifichi proprio in tutte le specie, ma 
essa mi è risultata tuttavia abbastanza generale, da indicare una diversa direzione tenuta 
da questi due sott'ordini dei rapaci nella loro evoluzione. 

PASSERIFORMES (Sharpe). 

Sezione OSCINES. 

Grande è la distanza che intercede fra gli uccelli degli ordini ora descritti dei Cathar- 
tidiformi e Accipitriformi e quelli che ora seguono dello sterminato ordine dei Passeri- 
formi, ne mi sarebbe possibile, senza dilungarmi eccessivamente, passare questi ultimi in 
così minuta rassegna, come gli antecedenti ; tuttavia anche il poco che avrò a dire di essi 
mtorno alle macchie, potrà riuscire sufficiente^ a mostrare quale parte abbiano nel loro 
piumaggio. 



18 



G. MARTORELLI. 



E in primo luogo apparirà come nei Passeracei le macchie siano assai meno nume- 
rose e frequenti, in proporziono, che nei Rapaci e sopratutto limitate alla veste dei nidiacei 
e giovani, tendendo a sparire più o meno completamente verso l'età adulta tutte quelle 
macchie che hanno un semplice ufficio protettivo ed a conservarsi e perfezionarsi sol quelle 
che si possono considerare come segni di riconoscimento tra le specie, o tra i sessi. 

Comincio dai Corvidi nei quali le macchie del piumaggio sono estremamente limitate 
e non hanno per nulla carattere protettivo, come son quelle del Connis cornix, risultanti 
dallo sfrangiarsi del color nero metallico del collo sul cenerino del petto, col quale confina. 

Né hanno importanza il nero del capo del Goloeiis monediila, le macchie nere del collo 
del C. daurims, del Corvus scapuìatus e del C. torquatus, se non come distintivo specifico. 

Del resto prevale ora l'idea che il color nero dominante nei corvi sia direttivo, cioè 
serva a farli scorgere da grande distanza sui pascoli dai compagni, il che mi sembra assai 
probabile. 

Per mezzo degli oscuri ed uniformi Lycocorax passando poi ai veri Paradiseidi, risul- 
tano questi divisi in due gruppi ben separati dal punto di vista delle macchie; giacché, 
mentre da un lato si vede un buon numero di forme che non hanno, neppure nelle prime 
fasi, un abito macchiato e nella veste definitiva hanno solo ciò che io chiamerei macchie di 
colore, costituenti segni di riconoscimento specifico, o sessuale, dall'altro canto vi è una 
serie di forme, da queste ben diverse, nelle quali l'abito giovanile dei maschi e quello 
permanente delle femmine si manifestano macchiati, e in modo costante ed uniforme, a fascia 
parallele, o a squame, sulle parti antero-inferiori. 

Appartengono a queste ultime forme i generi: Ptilorhis, Ci'aspedophora, Seleiicides, 
Drepanornis, Rhipidornis, Diphyllodes, Lophorhina, Paratia, Epimachis e il gen. Xan- 
thomelus le cui femmine hanno macchie, almeno sul collo. A questi si può forse aggiungere 
il Paradisornis rudolphi, ma il Museo non possedendone che un perfetto maschio adulto, 
recentemente donato dai figli del Conte Ercole Turati, Emilio e Vittorio, mi limito ad osser- 
vare, che la femmina, quale appare nella recente grandiosa monografia, dei Paradiseidi 
dello Sharpe (Parte II), ha limitate fascio trasverse sulle piume dei fianchi: dei giovani 
nulla posso dire. 

Appartengono invece al primo gruppo le specie dei generi Paradisea, Astrapia, Ma- 
nucodia, Phonigama, Paradigalla e Lycocorax, nei quali le femmine ed i giovani sono dello 
stesso colorito che i maschi, solo differendo per l'intensità delle tinte. Di alcuni nuovi 
generi, recentemente figurati e descritti nella detta monografia, non è neppure°il caso di 
parlare, perchè troppo incompletamente conosciute le loro fasi. 

E notevole frattanto che le specie aventi una o più fasi a piumaggio macchiato, si 
connettono con quella parte degli antichi Paradiseidi che vari autori hanno ora tolto da 
questa famiglia, cioè, le PUlonorhynchidae in cui i maschi giovani e le femmine hanno 
appunto macchie simili a quelle di parecchi Paradiseidi veri (p. es. gen. Scricnhts). (1) 

Non mi trattengo intorno alle Gazze, il piumaggio delle quali non è mai veramente 
a macchie, e solo ricordo, tra i Corvidi, le Nocciolaie (gen. Niicifraga) in cui le macchie 
bianche su fondo bruno sono largamente diffuso sul collo, petto e addome e regolarmente 



(1) Lo Sharpe nella citata monografia riunisce ancora le Pj.iLONORHyNcjiiDAE ai Paradiseidi, 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 19 

distribuite in linee continue, leggermente divergenti sui lati, corno avviene in generale nei ' 
piumaggi più ricchi di macchie fra i Passeriformi. 

Tale direzione mi sembra perciò di grande importanza per gli effetti singolari e sva- 
riati che ne derivano e dimostra la spiccata tendenza verso certi disegni che rappresentano 
come tanti termini della evoluzione delle macchie e indicano quindi un grado più o meno 
elevato di specializzazione delle forme nelle quali tali disegni si realizzano, mentre in altre 
appaiono solo in uno stadio preparatorio. 

Per ritornare alle Nucifraghe è notevole il fatto che anche in esso il numero e la 
larghezza delle macchie non sono costanti, ma variano tra un minimo ed un massimo, non 
solo nelle diverse specie, ma persino tra i diversi individui. Anzi la Nucifraga columhiana 
è affatto senza macchie e nasce il sospetto che questa specie sia in una condizione primi- 
tiva rispetto alle altre in cui le macchie vanno invece gradatamente aumentando coli' età 
e facendosi sempre più larghe e più cospicue in modo da divenire un carattere specifico, 
quale si incontra spesso in molte altre forme altamente differenziate. 

Il colorito uniforme della specie columbiana potrebbe quindi rappresentare come il 
punto di partenza delle altre ed è del resto in perfetta correlazione col clima settentrio- 
nale in cui le tinte grigie prevalgono. 

Se ora passo alle Oriolidae, trovo quasi universale, almeno nelle prime fasi e nelle 
femmine, il piumaggio a macchie allungate in linee divergenti verso i lati, ed anzi in al- 
cune specie, come quelle del gen. Sphecotheres, questa condizione di macchie è permanente 
ed appare come primordiale pel fatto che si verifica, in quasi tutte le specie della famiglia, 
come caratteristica delle femmine e dei giovani. In questi per di più si osserva evidentis- 
simo il rendersi le macchie allungate a goccia sempre più strette e lineari sino a ridursi 
ad una semplice linea nera sullo stelo e sparire poi affatto nella veste ordinariamente 
splendida dei maschi adulti che offre tutte le gradazioni tra il giallo citrino e l'aranciato 
e può raggiungere una tinta rossa intensa, come nelV Oriohis ardens. 

Venendo alle Campophagidae, trovansi pure vari esempi di piumaggio a macchie, al- 
meno nelle parti antero-inferiori, ma consistono in fascio sottili trasverse, come in alcuni 
Artamides e nella Pteropodocys pJiasianella, nonché nei piumaggi transitori di alcuni 
Graucali. In tutta la famiglia poi è spiccata la tendenza al color nero sulla fronte, redini, 
regione auricolare, ed anche sulla gola, come carattere sessuale. 

Riappaiono le macchie trasversali nei giovani EdoUosoma, e con qualche modificazione, 
anche nei giovani Lalage, dando luogo ad una singolare rassomiglianza coi giovani delle 
specie del gen. Lanius, verso le quali tuttavia non appaiono avere alcuna reale affinità. 
Per ragione di brevità debbo lasciare da parte un gran numero di forme, che ora se- 
guono, spettanti alla famiglia delle Muscicapidae, sulle quali pure molto sarebbe da dire, 
preferendo piuttosto trattenermi alquanto sulle Tiirdidae in cui le macchie offrono più 
larga materia allo studio. 

Già lo Sharpe ha fatto avvertire (Lav. cit. sulle classificazioni), come nel classificare questi 
uccelli siasi da alcuni autori, quali l'Oates ed il Seebohm, preso in speciale considerazione il 
piumaggio dei giovani dal quale, meglio che da qualsiasi altro genere di caratteri, si può argo- 
mentare quale dovesse essere il piumaggio delle specie antiche dei medesimi gruppi ed ha 
addotto come esempio i Tordi, le Sassicole, i Pettirossi, e gli Usignoli, i progenitori dei quali 
dovettero essere profusamente macchiati (come sono ora i loro giovani) ed avere più tardi 



20 



G. MAKTOEELLI. 



acquistato il colorito più uniforme ; conclusione questa nella quale concordo pienamente : 
solo io non credo che possano molto servire come un mezzo di classificazione i sistemi 
di macchie che gli uccelli ci mostrano. 

Infatti questi sistemi si riducono fondamentalmente a due soli per tutta la classe e 
sono : quello a macchie allungate (streaked plumage degli inglesi) e quello a macchie tras- 
verse (cross-harred) ed inoltre in un medesimo gruppo e quindi tra forme molto affini, 
possiamo trovare ambedue i sistemi ed i passaggi dall'uno all'altro. 

A me sembra piuttosto che il volgere verso l'uno o verso l'altro di questi due sistemi 
di macchie dipenda da interne disposizioni organiche, durante la formazione delle nuove 
specie, cioè durante la lenta variazione, e ne trovo la riprova nel fatto frequentissimo che 
nei casi di a/locroismo, attribuiti ad anomalie organiche, anche il disegno delle macchie 
suole alterarsi più o meno notevolmente. 

Considerando dapprima le Sylviae è evidente, nella maggior parte di esse, una diffe- 
renza notevole tra i giovani e gli adulti; giacché questi in generale mancano di vere mac- 
chie, mentre i loro giovani le hanno e le eccezioni sono poche : anzi tra le nostre specie 
non vedo che la Sylvia nisoria conservante il piumaggio abbondantemente cosparso di 
macchie marginali anche nell'età adulta. 

In molti Phylloscopus ed Hypolais, quantunque apparentemente non abbiano macchie, 
si scorgono, guardando bene, delle ondulazioni sul giallo della gola, o delle rimanenti parti 
inferiori, la quali corrispondono esattamente alle linee di direzione delle macchie, secondo 
la figura che rappresenta la distribuzione generale di queste sul piumaggio del Ttirdiformes. 




Direzione delle macchie nei Turdifoimi, 



Anzi è tale la persistenza di tali strisce longitudinali gialle, che le trovo persino in un 
grazioso Phylìoscoims sibilatrix allocroico, interamente giallo citrino, colla tinta più spiccata 
in corrispondenza delle dette linee 



LE rOEME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 21 

Malgrado ciò in questo gruppo le vere macchie pigmentarie oscure mancano affatto 
anche nei giovani. Esse riappaiono però, ed assai copiose, sul capo e su tutte le parti su- 
periori di parecchie silvie acquatiche, come nel gen. Calamodyta, e la loro posizione sulle 
parti superiori, dove per solito non si trovano le macchie di altro genere, ed il loro colore 
bruno cupo, proverebbero che queste sono di carattere protettivo ed assai dominanti nelle 
forme calamicole di diversi gruppi di uccelli, alle quali giova meglio render oscure e con- 
fuse le parti superiori, più esposte che le inferiori, perchè viste solo dall' alto dagli uc- 
celli rapaci che volano al disopra delle piante palustri. E questa maggiore cospicuità delle 
macchie nelle parti superiori dev'essere effetto di riduzione e di localizzazione, poiché nei 
giovani sono meno spiccate e in essi vedonsene anche altre alla base del collo. Così av- 
viene nella Calamodyta aquatica e nella C. phragmitis : anche nei giovani dell'^^cro- 
cepkalus turdoides e dell'ai, orientalis si vedono macchie sul collo anteriore in forma li- 
neare. Debbo ancora aggiungere che le macchie dorsali in questi gruppi assumono un 
aspetto molto particolare, raccogliendosi per lo più in strisce molto spiccate e convergenti 
verso la fine del dorso. Ora simile aspetto assumono anche le macchie dorsali in parec- 
chie forme calamofile di altri gruppi e lo incontro ancora tra le Emberizinae palustri, 
anzi è evidentissimo in un perfetto esemplare di Emheriza pyrrhtdoides della mia col- 
lezione. 

Nella Locustella fasclolata appaiono pure sulla gola delle macchie, che chiamerei tur- 
doidi, nebulose, di color cinereo e più spiccate ancora nella L. fluii iatilis ; vi sono pure nella 
L. lanceolata, ed altre specie delle stesso genere: specialmente nette poi sono le macchie 
sulla gola della Lusciniola thoracica, mentre nel gen. Cetiia non trovo più alcuna traccia 
evidente di macchie. 

Nella sottofamiglia della Tiirdinae si vedono due forme principali di macchie, le quali 
poi colle loro modificazioni, o col confluire in certi determinati spazi, riescono a produrre 
particolari disegni nelle specie più differenziate. Le due forme sono : quella semilunare, 
largamente predominante nelle Geocichlae, e quella ristretta, o lineare, o a goccia, dei veri 
tordi. Le macchie semilunari non si vedono però in tutte le specie di Geocichla a sviluppo 
finito, ma per lo meno nei giovani, come ad es. nella G. monticala e G. naevia e, in 
modo meno deciso, anche nella G. sibirica, mentre nella G. litsitsintpa appare il deciso 
tipo turdoide che ritrovo in tutto il gen. Turdus, meno nel T. brewsheri. 

Questi due ultimi esempi valgono a mostrare come non sia possibile stabilire alcuna 
solida distinzione tra famiglie, o generi, col semplice carattere delle macchie, per quanta 
sia la costanza di forme che queste sogliono mostrare in un medesimo gruppo di uccelli. 

La forma prevalente delle macchie nei veri Tordi è quella di un cuore arrovesciato, 
più meno grande, o arrotondato, o allungato, talora tanto da prolungarsi con una punta 
acuta all'insù, come sul davanti del collo del T. viscivorus. 

Anche nelle femmine e nei giovani della Menda nigra, vi sono le vere macchie tur- 
doidi, e così nelle specie più affini e nella M. torqtiata, come nella sua varietà, M. alpestris, 
le macchie nere, mentre in apparenza derivano dalla formazione di margini chiari alle 
piume, in realtà è piuttosto da ritenersi che il color chiaro rappresentasse il fondo del 
piumaggio, e il nero le macchie limitate ai centri; nero che poi si venne estendendo fino a 
ridurre la parte chiara ad un sottile margine, od anche ad eliminarla affatto. Ciò è tanto 
vero, che nella nostra varietà alpina il nero non giunge a tutta la penna, ma lascia spazi 



22 G. MARTORELLI. 

chiari centrali verso la baso e l'esame di un p^ran numero di esemplari in questi ultimi 
anni, mi conduce a ritenere che il piumaggio originario di questi uccelli doveva corrispon- 
dere a quello di parecchi individui che ho visti, quasi interamente grigi, con macchie 
bruno nere, colla collana appena accennata come una sfumatura e veramente turdoidi 
nell'aspetto. 

In questa opinione mi conferma ancora quanto osservo nelle ricche serie di altre specie 
affini, come la M. atrigularis, in cui una femmina giovanissima è di pretto tipo turdoide, 
cioè biancastra, macchiata nella forma dominante fra i tordi, come dovevano essere i pro- 
genitori della specie, e lo stesso mi pare di poter dire della M. naumanni e probabilmente 
anche della M. fuscata, coll'unica differenza della localizzazione delle macchie che mo- 
strano una tendenza a limitare una doppia cintura toracica: tendenza che è assai comune 
fra i Tordi e le Merule, non meno che nelle Geocichlae. 

Infatti in alcune di queste si vedono addensare alla base del collo le macchie descritte 
semilunari, per modo che spesso si forma un collare incompleto, e in alcune specie anche 
completo e spiccato, come nella G. naevia (o" ad.)- Né io posso credere che questo adden- 
sarsi delle macchie sino a formare delle collane perfettamente disegnate, sia un effetto del 
caso, ma lo considero invece come una tendenza precisa a raggiungere questo disegno, e 
si vedrà più innanzi come un gran numero di esempi, anche più cospicui, conduca a questo 
concetto, sebbene riesca per ora impossibile il comprendere l'intima natura di questa ten- 
denza medesima. 

Ancora più eloquente è il caso della elegante G. erythronota nella quale il condensamento 
delle macchie è massimo, riuscendo a formare un largo spazio nero ; ad un tratto la parte 
bianca delle piume toraciche cessa di esser coperta della parte nera delle piume precedenti 
e si forma così la bella fascia toracica bianca, il disegno della quale si continua colle 
estremità bianche disposte a semicerchio, delle copritrici medie dell'ala; per modo che nel- 
l'uccello in riposo il corpo è attraversato da una spiccata zona bianca obliqua; disegno e 
continuità di macchie che non appaiono certo esser dovute al solo caso ! 

Finalmente in alcuni Tordi vi sono macchie lineari, circoscritte, nel piumaggio adulto, 
alla sola gola, o a tutta la parte anteriore del collo : in questo caso sono le specie: T. 'pheo- 
pygus, T. leticauchen, T. tristis, T. assimilis, T. migratorius, T. rufiventer, T. magella- 
nicus ed il T. flavirostris pure, solo le macchie giungono in questo alquanto più in basso. 

Traccia di queste macchie si conserva pure nella Mimocichla ruhripes e M. plumbea 
e nei lontani Cathams appaiono ancora, ma sfumate. Tra i piumaggi macchiati vi sarebbero 
ancora quelli delle Cyaneculae e delle Monticolae giovani, ma nulla vi trovo di speciale. 
Nei generi Grondala e Sialia prevalgono ancora le macchie longitudinali a fondo 
chiaro, ma solamente nei giovani. 

TIMELIIDAE. 

Anche per questa grande famiglia sono costretto alla brevità e non posso quindi ri- 
ferire minutamente quanto mi suggerirebbero le ricchissime serie della collezione, ma debbo 
limitarmi ad una rapida e succinta esposizione. 

Cominciando dalle Brachipodinae, trovo sopratutto notevole il piumaggio dello Al- 
curus striatus per la strana forma rettangolare delle sue macchie allineate sul davanti del 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 23 

collo regolarmente in serie divergenti, separate da spazi di pigmento nero, i)iìi denso sul 
torace, come appare dalla figura. 




Alcurus striatus. 



Nelle molte specie di Pycnonotas prevale il colore unito, però non so se alcuno dei 
molti esemplari osservati sia nel primo abito e non ho visto alcun pulcino. 

Fra le Troglodytinae invece le macchie prevalgono grandemente, in ispecie quelle for- 
manti fitte fascie parallele scure su fondo chiaro sulle ali, coda e fianchi, e quelle in forma di 
piccole goccie nelle parti antero-inferiori, non aventi colorito specializzato, come nel Tryo- 
fhorus fasciato-ventris, T. ridilus, Tryophilus castaneus e nei Cyphorhimis; invece nel 
Tryophilus semibadius quasi tutte le parti inferiori sono finamente traversate da strie 
parallele. 

I giovani merli acquaioli (gen. C'mclus) hanno sul bianco del petto delle macchie che, 
a prima vista, non sembrano regolari, mentre sono semilunari ed orientate nella maniera 
generale già descritta per le Turdidae. Al piumaggio di queste ultime massimamente si 
avvicinano pure V Harporhynchus ricfus ed altre simili specie. 

Così dicasi ancora delle spiccate macchie sulle parti antero-inferiori degli Ailuraedus 
fra le Ptilonorhynchinae alle quali ho già accennato, parlando dei rapporti che hanno, 
specialmente alcune di esse, colle Paradiseidae, cioè i gen. Ptilonorhynchus e Sericulus 
per le macchie dei loro giovani; mentre gli Amhlyornis hanno poche macchie indecise e 
di aspetto diverso. 

Lasciando le Turnagrae, le Thamnobiae, i Bradypteri, le Eremomelae, le Cisticolae, 
gli Henicuri e le Chameae, tra lo quali non trovo alcun fatto notevole relativo alle mac- 
chie, che del l'esto non mancano, almeno nelle fasi giovanili, accenno solo ai piumaggi 
macchiati nei gen. Sphenceacus, Megaliirus ed altri, corrispondenti a quelli di varie specie 
palustri, calamicole, di altri gruppi già nominati. 

Trovo tra i Crateropodes il gen. Bahax (B. lanceoìatus) nel quale il centro del petto 
è chiaro e non vi ha luogo alcuna condensazione di macchie, mentre invoce queste si di- 
spongono attorno in modo da formare una sorta di monile, il che costituisce una disposi- 
zione affatto inusata. 



24 G. JIARTORELLI. 

Nel resto del corpo invece le macchie hanno disposizione ordinaria, come negli altri 
generi: Trociialo'pteriim, Janthocincla e Poniathorkinus, tranne piccole diversità. Sono 
pure da ricordare le macchie gulari dello Xiphorhamfhus supercllians e la graduale con- 
centrazione di macchie che conduce a formare il collare nero in alcuni Garrulax (G. pecto- 
ralis, G. moniUger, G. picilcoUis). 

Ma speciale menzione merita la Grmnmatoptila striata nella quale tutto il piumaggio 
è percorso longitudinalmente da fìtte macchie biancastre lineari, disposte secondo le solite 
linee divergenti, e così pure le macchie àdV Actinodura egertoni. 

Nel Calamanthus fuUginosus di Tasmania è poi una spiccata rassomiglianza per le 
macchie con le nostre Locustelle, che non sembra casuale, ma dovuta alla corrispondenza 
à^Whabitat e infine nei Cinclorhamphus (C. rufescens, G. cruralis) numerose macchie re- 
golarmente disposte alla base della gola formano un collare incompleto, ma ben ac- 
cennato. 

Sulle macchie delle svariatissime Timeliae mi limito a pochi esempi più cospicui e, 
in primo luogo, ricordo quelle di tipo turdoide nel Pdlorncnm rtificeps, tra le Timeliinae, 
e le singolari macchie divergenti come raggi di stella sul collo della Stachyris maculata, 
quali si vedono nella figura. 




'Il' 

stachyris maculata. 

Fra i Liotriches vi sono poi le macchie trasversali parallele sui fianchi della Cutia 
nipalensis e le strane macchie grigio-argentee sulla regione auricolare nelle specie del ge- 
nere Mesia (M. argentauris, M. laurlnae). 

Nel gruppo degli Accentores le specie hanno tutte piumaggio assai macchiato, special- 
mente sui centri delle piume (A. rubkoloides, A. montanelhis, A. modularis, A. strophiatus, 
A. alpimis, A. nipalensis). 

Le Paridae offrono come macchie più caratteristiche quelle che si addensano sulla 
linea mediana anteriore del collo, attraverso al torace; giungono spesso anche sino al 
basso ventre e spesso finiscono per formare una sola larga e lunga macchia continua 
che separa le due metà laterali del corpo. Tale concentramento può formarsi per mac- 
chie di forma allungata, come pel ravvicinarsi di macchie semilunari all'estremo delle 
piume, per modo che la parte chiara che segue resta completamente coperta. Ciò appare 
evidente, esaminando la ricca serie del Parus horealis, P. atricapillus, P. liiguhris e 
simili. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 25 

Di carattere affatto speciale sono le macchie nere formanti i bizzarri mustacchi dei 
Basettini maschi {Calamo philus hiarmicus) e le fascie laterali nere che circondano il vivo 
giallo aranciato sul capo dei Fiorrancini (gen. Beguliis), macchia che potrebbe essere ana- 
loga a quella di certi Tirannidi. 

Tra le Laniidae le due sotto famiglie delle Gymnorhininae e Malaconotinae presen- 
tano solo piumaggi ben differenziati in cui spiccano il bianco ed il nero lucido, ed i giovani 
invece di essere macchiati, hanno solo i colori più impuri. 

Circa i gen.: Laniarius, Neolestes, Falcwictiliis, Oreoica, PachycepJiala, è notevole la 
formazione della collana nera alla base del collo, e spesso nei giovani (specialmente delle 
Pachycephalae) appare il piumaggio a macchie bislunghe allineate in serie divergenti verso 
i fianchi, il quale sempre più appare essere quello fondamentale e veramente dominante nei 
Turdiformes. 

Nel genere Pachicephala vi è pure la P. leucostigma che spicca dalle altre per un 
curioso piumaggio macchiato di chiaro che rammenta singolarmente, nel complesso, quello 
delle Malacoptilae fra i Bucconidi e che non si potrebbe tuttavia in alcun modo conside- 
rare come un caso di mimetismo, abitando parti del mondo molto lontane tra di loro. 

Nelle Laniinae finalmente le marginature semicircolari che hanno quasi sempre i giovani 
alle piume delle parti antero-inferiori, o anche superiori, si conservano in parecchie specie 
poco modificate, anche nell'abito degli adulti, mantenendogli l'aspetto macchiato; tali mac- 
chie maggiormente spesseggiano alla base del petto e si dispongono regolarmente lungo 
i fianchi. 



Fra le Certhiomorphae trovansi macchie del tipo allungato nei gen. Climacteris, 
Sittella e Certhia e nelle Cinnyromorphae, vi è una quantità di macchie molto specializ- 
zate e di tinte vistose, il più sovente a riflessi metallici, quali le macchie a mustacchi 
azzurro-violacee, splendenti, del gen. Aefopi/ga, che appaiono sviluppate per selezione sessuale, 
e le macchie in forma di ciuffi gialli sui fianchi di altre Cinnyridae; ma vi sono anche i 
piumaggi macchiati parzialmente dei giovani, e spesso anche delle femmine, di alcune specie 
e quelli permanentemente e largamente macchiati di bruno nero di altre specie, nel gen. 
Aracnothera, che hanno aspetto veramente primordiale e che io sarei quindi inclinato a 
considerare come superstiti delle forme primitive, donde sono derivate le attuali meravi- 
gliose Cinnyridae dai colori vaghissimi e splendenti. 

In una specie, V Aracnothera juliae (Ibis 1887 p. 451), vi sono le medesime macchie 
che nelle altre Aracnotherae, però sono bianche su fondo bruno scuro; ma questa è evi- 
dentemente una forma specializzata, poiché vi si riscontra ancora una spiccata differen- 
ziazione di colore, pel giallo vivo delle parti posteriori. 

Anche tra le Meliphagidae ci danno esempi svariati di macchie i gen. Acanthorhynchus, 
Myzomela e Meliphaga che non mi fermo a descrivere, presentando sempre la medesima 
disposizione generale, solo in alcune offrendo uno special grado di divergenza sul collo e 
sul torace, come nel Meliornis novae hoUandiae. 

Non si discostano neppure dalla disposizione predominante i gen. Acanthochera e Me- 
litograis che hanno macchie biancastre sottili e centrali e infine nel curioso MoJw nobilis 
prendono speciale sviluppo due ciuffi laterali che appaiono come due grandi macchie gialle 

4 



26 G. MARTOBELLI. 

c nel Meìidecfes forquattis è una fascia toracica nera, formata per confluenza di macchie, 
mentre altre separate e quasi turdoidi sono sui fianchi. 




Meliornis novae-hoUandiae. 



FRINGILLIFORMES. 



In questo ordine numerosissimo e svariato di forme il piumaggio è pure molto spesso 
spiccatamente macchiato, massime negli individui più giovani, ed anche in queste forme 
le macchie rivelano la generale tendenza a produrre disegni particolari. 

Lasciando le Dlccieidae, poco notevoli sotto questo rapporto, passo alle Hirundinidae 
nelle quali è frequentissima la formazione della fascia toracica, che però non sempre riesce 
completa, oppui'e è poco intensamente colorata, come nella comune Cotyìe riparia. 

In altre specie, come nella Ilirundo riifnla, II. cucidlata ecc., si fa vedere ancora 
il tipo di macchie lineari longitudinali sulle parti inferiori, o anche sulle superiori, mentre 
invece vedonsi soltanto macchie sfumate e confuse nelle giovani Progne o nel differen- 
ziato gen. Atticora appaiono fascie gastriclie bianche, su fondo bleu-nero, concordanti 
col color delle tibie, mentre nelle Fsalidoprocne il nero invade tutto, o quasi tutto, il 
piumaggio. 

Molte specie fra le MniotilUdae hanno il bianco, o giallo, o cenerino, delle parti inferiori 
tinti da macchie marrone, o nere, che in alcuni casi appartengono al tipo turdoide, come 
nei Siurus (S. aurocapillus) nei quali la rassomiglianza coi piccoli tordi americani (p. es. 
T. sivainsoni) è tale che potrebbe ingannare. 

Ma in questa moltitudine delle Mniotiltidae, copiosamente rappresentata nella Colle- 
zione, è impossibile riferire tutte le osservazioni fatte, specie per specie, su ciascun esem- 
plare, mi limito perciò a constatare che, per quanto vari siano questi uccelli nelle macchie 
del loro piumaggio, pure sempre si verificano in essi le medesime tendenze ai soliti dise- 
gni e sempre secondo le solite direzioni, verificandosi tutte le combinazioni possibili di 
strisce, fascie, o collane, continue od interrotte, ecc., ecc. (^Evoluiion of the colors of 
North American Land Birds hy Charles A. Keeler. S. Francisco Calif. Acad. Se. PI. 
XVIII, XIX.) 

Anche nelle MotaciUae vi è una spiccata tendenza alla formazione di un collare nero 
per estensione di macchie e dal collare, che può essere completo o incompleto, ma che non 
costituisce un carattere nuziale, perchè spesso esiste solo nell'abito d'inverno, si passa in 



LE FOEME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



27 



alcune specie, come la M. alba, al nero uniforme di tutto il collo anteriore, a cominciare 
dal mento. Se si esaminano individui diversi sulla fine dell'inverno, appare evidentissimo 
il passaggio suddetto. 

La M. maderaspafcma (India) e la 3J. ìonc/icauda (Etiopia), hanno la larga fascia nera 
alla base del collo, come la AL flaviventris del Madagascar, la quale è un bell'esempio di 
intermediarietà di caratteri tra il tipo a cui appartiene la il/, alba e quello della J\J. 
boarida. 

Nell'affine gen. Budytes si ha pure un frequente accenno delle macchio tendenti a 
formare collane, o fascie toraciche, non però nell'abito perfetto primaverile degli adulti, ma, 
ciò che pili monta, in quello dei giovani ed in quello estivo, o regressivo, che dimostra 
l'intima parentela col genere Motacilla. (1) Di questo ho un bellissimo esempio in un in- 
dividuo di Budytes borealis, preso in autunno e avente una serie unica di macchie quasi 
rotonde e sfumate, appena separate le une dalle altre, e disposte con perfetta simmetria 
obliquamente sui due lati del collo, sino ad incontrarsi nel mezzo. 

Una simile disposizione tendono a prendere le macchie alla base del collo di parecchi 
Antlìus, lasciando immacolata la gola, ma costituendo al disotto un piumaggio turdoide, 
più meno fittamente macchiato pel lungo, secondo linee dirette sui fianclii nel solito modo. 

Il graduale condensarsi delle macchie, per formare tra la gola ed il petto uno spiccato 
collare nero, è poi specialmente visibile nelle specie del gen. Macrouyx (M. capensis, M. 
crocetis, M. ameliac), osservando le fasi del loro piumaggio coll'età e colla stagione: quindi 
appare sempre più la grande uniformità che domina nel disegno e nella distribuzione delle 
macchie. * 

Nelle famiglie delle Ccerelidae e Tanagridae gli adulti hanno coloriti splendidi, al- 
tamente specializzati, ma i giovani offrono ancora piumaggi a macchie allungate (Ccereba 
coentlea, C. nitida), o in forma di squame, come in certe Tanagridae. È curioso poi, in 
alcune EupJiOfiiae, il modo col quale si formano le due macchie gialle fulve alla base del 
petto, per lo estendersi del nero-bleu metallico in basso, per modo da circondare completa- 
mente i due spazi giallo-fulvi. Infatti neWEupJionia riifìventris questi appaiono come due 
prolungamenti del colore delle parti inferiori, tra i quali si abbassa il nero del collo ; questo 
nella E. pedoralis viene a contatto col colorito rossastro dell'addome e quindi cominciano 
ad essere distinte le macchie gialle, e nella E. cayana restano massimamente spiccate, 
perchè il nero lucido le avvolge da ogni parte. 

Per non diffondermi in particolari sulla ricchissima famiglia delle Tanagridae che 
comprende le splendide specie del genere Calliste, nonché le sottofamiglie Phoenicophilinae 
e Pitilinae, accennerò soltanto ai collari variamente sviluppati delle specie del gen. Buar- 
remon nei giovani, o negli adulti. 

Anche le Cassicinae mi offrono poco di notevole, per quanto riguarda le macchie, 
mentre nelle Agelaeinae i giovani hanno un piumaggio a macchie allungate, del tipo più 
ordinario, particolarmente in alcune specie del gen. Molothrns ed Agelaeus, in cui le 
macchie formano alla base del collo due ristrette linee laterali inclinate dalle quali partono 



(1) Vedasi a questo proposito il mio scritto: Le 
mute regressive degli Uccelli migranti, ecc. Atti 



Soc. It. Se. Nat. voi. XXXIV, fase. I, pag. 37, 97. 



28 



G. MARTORELLl. 



in basso le solite linee di macchie verso i fianchi, come nelle nostre comuni Alaudidae, 
nelle Turdklae e molti altri uccelli di famiglie diverse. In altre specie le medesime mac- 
chie vi sono, ma limitate a qualche parte del piumaggio, come nei giovani Dolkìionyx 
e Leistes, ovvero solo adombrate, come in qualche Molothrus, nella prima veste. 

FRINGILLIDA-E. 

Per tacere di una gran quantità di altri generi, ricordo come primo tra le Fringillidae 
il gcn. Carduelis a cui appartiene il comune Cardellino (C elegans) che tutti hanno faci- 
lità di osservare nel primo abito, quando è fittamente macchiato sul capo e sulle altre parti 
supei'iori ed inferiori. 

Ma in tutto l'esteso gruppo dello Fringillae dominano i piumaggi a macchie allineate 
dal collo ai fianchi e anche, al tempo stesso, dal capo su tutto il dorso, in serie legger- 
mente divergenti. Solo ne variano qualche poco il numero, l'estensione e la forma; però con 
predominio di quelle a forma allungata. Ricordo solo i gcn. Chrysoinitris ed Acanthis, 
giacché nel gen. Montifr'mgilla le macchie possono apparire poco distinte tra il color fosco 
dominante in alcune specie. Neppure mi fermo a descrivere particolarmente le macchie nel 
genere Erythrospiza ed affini, nei generi Serinus (1), Petronia e Passera in cui è il bel- 
lissimo esempio del Passer salickolus, dai fianchi regolarmente e spiccatamente macchiati 
di nero, nel gen. Sycalis e particolarmente nei giovani dei generi Garpodaciis e Loxia. 

Invece nelle giovani Pyrrhulae prevalgono le macchie indecise, marginali, che si con- 
servano anche in alcuni adulti, e così avviene pure nel gen. Pinicola e, più ancora, nel 
gen. Pfopyri'Jnda. 

Non è fuor di luogo ricordare qui anche la speciale macchia rossa sul capo del Car- 
dellino che può presentare singolari variazioni come quelle descritte da George Davrson 
Rowley {Ornithologkal miscellaìty, 1875. Pt. I., N. 2) di due cardellini, di cui uno ha inter- 
rotta la macchia rossa inferiormente sino alle guancie, l'altro soltanto sul mento. 

Nelle Eìiiheriziìiae il dominio dei piumaggi a macchie sembra ancora maggiore che 
nel gruppo precedente, ma si riassumono sempre nelle solite forme di macchie più o meno 
allungate, tendenti spesso a formare collari completi, od incompleti. Credo anzi che si possa 
considerare come veramente tipico di questa sottofamiglia il piumaggio che vediamo nel- 
VEmheriza miUarui e che riappare spesso negli individui novelli di numerose altre specie; 
il che mi fa sospettare che questo tipo di piumaggio sia stato quello primitivo delle 
Fringillidae paleartiche e neartiche, come il più semplice ed, al tempo stesso, più protettivo. 

In fatti tra le specie di Emberiza sono rari assai, nella zona paleartica i piumaggi a 
colori ben specializzati, come quello della Euspiza melanocephala adulta, della Emberiza 
flavigastra e della E. aureola. Nelle zone tropicali soltanto le Emberizinae raggiungono. 



(1) Il canario selvatico (Serinus canan'us) ha il 
piumaggio regolarmente macelliate, come le altre 
Fringillae, e spesso, allo stato domestico, riuscendo 
ad eludere, per così diro, l'albinismo ereditario da 
cui è generalmente affetto nella vita di gabbia, 
riassume il piumaggio originario e di ciò ho sotto 



gli occhi l'esempio vivente in un canario vispo e 
robustissimo in cui due sole rettrici sono bianche 
ed il resto ha il colorito tipico perfetto della specie 
selvatica, che sembra tornare a prendere, a poco 
a poco, il sopravvento pel crescere continuo del 
numero degli individui domestici così caratterizzati. 



LE FORME E LE SraMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 29 

in alcune specie, piumaggi a colori spiccati e senza macchie nell'età adulta, come quelli 
delle splendide Ci/anospizae e quello affatto singolare del Melophus melanidertis. 

Anche nel gen. Calcar'ms i giovani hanno un abito a macchie longitudinali, ma queste 
più tardi si allargano e trasformano per produrre la fascia toracica interrotta, che precede 
l'abito molto differenziato degli adulti nel periodo nuziale. 

Altri piumaggi, pure macchiati, vedo in qualche giovanissima Spizella, sotto la forma 
di goccette scure, che osservo pure permanenti nei generi Paeocetes, Passerctdiis, Ammo- 
droìiius e Melospiza e specialmente allargate appaiono ancora nel gen. Passerella. Invece 
nel gen. Plinio (P. fusens e P. alberti) sono limitate allo spazio tra il becco e la base 
del petto e piuttosto ristrette, fondendosi poi col colore bruno-cinereo del rimanente: le 
vedo poi estese nei giovani Frigilus e nella femmina del Coryphospingus ■pileatus. È dunque 
generale la tendenza a produrre abiti macchiati, almeno nella prima età, nei Fring UH f orini, 
e sono ben pochi i generi in cui mancano affatto, richiedendosi perciò specialissime condi- 
zioni di vita. 

STURNIFORMES. 

Nella classificazione seguita vengono prime in quest' ordine le Artamidae sulle quali 
nulla avrei a dire di notevole, se nonché, anche sotto il riguardo delle macchie, non sem- 
brano giustificare questo loro collocamento, mentre assai meglio corrispondono ai carat- 
teri delle Laniidae. Invece nelle Sturnidae trovansi numerosi esempi di piumaggi mac- 
chiati, permanentemente, o nei primi abiti, e in primo luogo abbiamo lo Storno comune 
(Sturmis vulgaris); esso infatti nell'abito primitivo, bruno-cinereo, ha macchie più scure e 
sfumate, di tipo allungato, e nell'abito adulto ha una macchia bianchiccia, quasi triangolare 
all'apice di ogni piuma copritrice, e margini dello stesso colore, o un po' tendenti al fulvo 
sulle medie e grandi penne delle ali e sulla coda; ma nei vecchi maschi le punte ed i 
margini chiari possono sparire affatto, dando luogo ad un piumaggio quasi uniforme nero, 
con forti riflessi verdi e porporini che ravvicinano molto di più questa specie ad altre sue 
affini delle zone calde. 

L'effetto complessivo delle macchie chiare, fittissime, dello stornello è quello appunto di 
ammorzare il colore troppo spiccato che vi sarebbe se esse mancassero, e difatti la pre- 
senza di tutte queste macchiuzze, così ravvicinate e in sì gran numero, fa parer grigio cupo 
il piumaggio, anche a poca distanza ; onde anche gli adulti, nei quali le macchie abbondano, 
non sono meno protetti dei novelli, in cui sono appena adombrate o nerastre, sul fondo 
bruno-cinereo; mentre i vecchi individui, quasi neri, si scorgono da lungi e probabilmente 
servono in tal modo ad attirare e raccogliere da lontano sui pascoli i più giovani. 

In ogni caso poi la disposizione e la direzione delle macchie apicali è sempre quella 
finora incontrata, cioè in lunghe serie quasi parallele tra loro su tutte le parti inferiori e, 
sebbene ciò a prima vista non si scorga nello stornello e specie affini, causa il numero 
grandissimo delle macchie medesime e il poco ordine in cui per lo più si osservano, pos- 
seggo tuttavia esemplari perfetti nei quali la distribuzione delle macchie è evidentissima in 
tutta la sua regolarità, come negli individui viventi in piena salute e vigoria. 

Anche nei giovani del gen. Melanopyrrhus appaiono macchie in mezzo al color bian- 
castro del fondo, fiancheggiate dal giallo che non si è ancora separato, come nel colorito 



30 G. MARTOEELLI. 

ben specializzato degli adulti. È poi spiccatamente lineato sopra e sotto il piumaggio delle 
femmine, o dei giovani, dei Pholidauges e, inferiormente, quello di vari Calornis nell'età 
giovanile. 

PLOCEIDAE. 

Questa luimerosa famiglia è veramente notevole dal punto di vista delle macchie, le 
quali, tranne pochissimi casi, si allontanano assai dal tipo comune per raggiungere disegni 
molto specializzati, alcuni dei quali meritano di essere ricordati. Perciò, lasciando da parte 
i gen. Pentéthria, Pyromelana ed altri, dei quali non avrei nulla a dire di speciale, co- 
mincio dal gen. Amadina in cui dominano macchie marginali di forma semilunare, limi- 
tanti macchie bianche molto ravvicinate, come nell'^. crythrocephala. 






Amadina erythroccphala. Zonaeginthus oculatus Zonogastris citerior. Z melba. 

Nella StegaìwpleKra gettata si formano, per condensazione di macchie, la fascia nera 
toracica, spiccatissima sul bianco, ed un' altra fascia nera longitudinale, nettamente di- 
segnata sui due fianchi e i-egolarmente sparsa di grandi occhi bianchi allineati nel modo 
abituale, in serie parallele. 

Più importante è il caso dello Zonaeginthus oculatus nel quale si osserva un passaggio 
graduale dalle fascie fitte, biancastre, alle macchie bianche ad occhio, procedendo dalla gola 
allo ingiù, sino verso i fianchi. 

Così si ottengono, presso a poco, anche gli eleganti occhi rossi, o bianchi, della Emblema 
pietà e quelli doppi sviluppati sul petto della Pitelia schlegeli e della Zonogastris melba, 
che sembrano in preparazione sulle piume corrispondenti della Z. citerior. 

Nella Pitelia afra il colorito generale non è diverso da quello dai precedenti, ma le 
macchie marginali si incurvano assai, prendendo aspetto squamato. 











Pitelia schlegeli. P. afra. 

Un passaggio da sottili fascie sul collo anteriore a piccoli occhi sui fianchi, si osserva 
ancora nella Toeniopygia castanotis in cui si forma pure una fascia toracica nera, general- 
mente incompleta, e nella curiosa Stictoptera bichenovii, sono striature trasversali cineree tra 
la base del collo ed il petto, che si vanno restringendo nel mezzo per confinarsi verso i 
lati in uno spazio limitato di sopra e di sotto da una doppia fascia nera; sono pure da 
ricordare in questa specie le numerosissime macchiette bianche, circolari, regolarmente 
sparse sulle ali. 



LE FORME E LE SIMMETRIE PELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



31 



Della stessa natura sono gli occhi bianchi delli Sporaegintìms, su fondo rosso-scuro; 
le macchie laterali e la fascia toracica della elegante Munia castanothorax; gli occhi bianchi 
della M- pimcttdaria e quelli ancor piìi spiccati, ma su fondo olivastro, della Bathilda 
mficaitda, onde è evidente come questa famiglia offra numerosissimi esempi di minuti e 
svariati disegni e di gradazioni dagli uni agli altri, mentre mancano sin qui gli esempi 
di piumaggio fringilliforme, per quanto riguarda le macchie. 

Questo tipo di macchie scarseggia pure nelle Ploceinae, in cui neppure si trovano i 
disegni di macchie del tipo precedente, ma prevalgono invece i coloriti uniformi. Tuttavia 
in due giovani maschi di Hì/phantornis cincta, il color giallo diffuso del primo abito ap- 
pare gradatamente restringersi in forma di macchie circondate dal nero e dal marrone, che 
tendono ad occupare rispettivamente il capo e le parti antero-inferiori. 

In un giovane Rocetis philippimis, dalla gola alla base del petto, vedo traccia di 
macchie allungate, che chiamerei fringilloidi, e che appaiono invece più spiccate e perma- 
nenti anche negli adulti di altre specie, come il P. hengalensis. 

Infine, nel gen. Ambhjosinjza, VA. albifrons ha le solite macchie longitudinali, domi- 
nanti quasi uniformemente e di aspetto primitivo ; qualche traccia se ne vede anche nella 
A. capitalba e da tutto ciò arguisco che i piumaggi di questo tipo, i quali con tanta 
costanza si vedono apparire in gruppi così diversi, possano considerarsi come veramente 
primordiali, sia che spettino a forme realmente antichissime che si sono conservate coi loro 
caratteri originarli, sia che rappresentino dei veri casi di reversione verso antichi caratteri, 
il che sarebbe in ogni caso difficilissimo a decidere. 

ALAUDIDAE. 



In questa famiglia, più che in molte altre, e per ragioni evidentemente protettive, le 
macchie sono l'elemento principale del piumaggio, persistendo generalmente, almeno schia- 
rite adombrate, anche nelle forme unicolori, isabelline, dei deserti. 




■'".".V 

!^f-^^;^/'.^„,i,.i, ,u. ,,,1'", 











Àlaemom deseitorum. 



Alaemom semipalmata. 



La disposizione generale che offrono le macchie allungate delle Alaudidae sul capo 
e sulle parti superiori ed inferiori, è sempre la solita, cioè: in linee leggermente divergenti 
sul dorso; in linee parallele sul capo e verso i lati del petto e sui fianchi. È pure in esse 



32 



G. MARTORELLI. 



generale la tendenza a concontrazione di macchie sui lati del petto che possono estendersi 
al punto da congiungersi nel mezzo e formare una cospicua fascia nera toracica, quale si 







Ifi 



M-' 



d. 



Heterocorys pyrrhonota. 




Galerida cristata. 



vede in uno dei generi più differenziati: il gen. Otocorys. Tra le nostre specie si vede già 
ben pronunziata questa tendenza nella comune Calandra (Mclanocovì/pha calandra), come lo 




Melanooorypha maxima. 



Melanooorypha calandra 



è anche nelle altre specie del medesimo genere, eccetto la M. fatarica nella quale il pig- 
mento nero non si limita a formare macchie, ma giunge a pervadere tutto il piumaggio, 








Melaiiocorypha yeltonicnsis. 



blanda arven^i^. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



33 



facendone una vera specie melanica. Mej;lio clic da (jualsiasi descrizione, ajìpariranno queste 
particolarità delle macchie nelle Ahtudidae, nelle unite figure che rappresentano alcuno specie 
di generi diversi e nelle quali si vede anche la varia proporzione delle macchie in un medesimo 
genere o la loro costante maniera di distribuzione. Sopratutto poi appai'e evidente la graduale 
formazione delle due macchie nere laterali alla base del petto, nei generi Alauda, Galerida 
e, specialmente, Melaiiocorypha. Anzi nella M. maxima si direbbe realizzarsi la solita legge 
della rarefazione delle macchie nelle specie più grandi di un medesimo gruppo. 




Auiuiouuiues cmctuiii 



Nel gen. Pi/irkìdaiida la fusione ed intensificazione delle macchie conduce ad un piu- 
maggio ben differenziato, negli adulti, ma nella prima età dominano affatto le macchie 
solite a goccia, benché non molto numerose e di poca intensità, negli esemplari osservati. 



TYRANNIDAE. 

Non trovando nulla di notevole nelle Menuridac e non avendo presente alcune delle Atri- 
chiidae, delle quali ho vieto solo le figure del Gould e le descrizioni dèlio Sharpe, lascio queste 
due famiglie dei Passeracei anormali (F«sse/'es abiiormales di Garrod) per parlare delle Tyran- 
nidae, famiglia numerosissima o in cui sono molti esempi di piumaggi macchiati, come negli 
Agriornis e nei 31ylotheretes e nei giovani Lichenops, appartenenti al tipo che ho più volte 
chiamato turdoide; ciò che varia di più essendo il fondo del colorito, o bruno-rossiccio, o bru- 
niccio, od olivastro, o biancastro, su cui le macchie si osservano; come nei generi Todìrostritm, 
Oncostoma Euscarthmus, Lophotricciis, Orehilus, Coìopterus, Anaeretes, Leptopogou ed anche 
nel gen. Legatus, mentre nel gen. Sirystes le macchie sono appena indicate come sfumature 
sul dinanzi del collo, e nel gen. Myiodynastes spiccano fortemente le macchie nere allungate. 

Bellissimo poi è 1' esempio offerto dai Pyrocephali nei quali il fondo bianchiccio, su 
cui sono le macchie lineari dei giovani, si viene gradatamente tingendo di carmino, nel 
tempo stesso che le macchie vanno obliterandosi per raggiungere l'abito degli adulti. Ri- 
cordo appena il gen. Muscivora, in cui sul petto si scorgono addensamenti nebulosi in 
luogo delle macchie, che nella prima età sono diffuse su tutto il corpo in forma di margi- 
nature terminali, come vedo in un bellissimo pulcino proveniente del Museo di Torino e 
facente parte della raccolta Turati. (31. regia.) 

Non si può trascurare poi, parlando degli uccelli di questa famiglia, la frequente 
macchia gialla, od aranciata, che si nasconde generalmente in mezzo alle penne laterali 
della fronte e del vertice e che, lungi dal costituire un carattere sessuale, sembra piuttosto 

5 



34 



G. MARTORELLI. 



fb versi considerare, o come segno di riconoscimeuto delle specie, o quale mezzo di alletta- 
mento per gli insetti che insidiano, sccondochè alcuni hanno pensato. (Keeler. Op. cit. p. 199.) 

Delle Oxyrhamiìhidae mi basta il ricordare come nel piumaggio, in apparenza irre- 
golarmente macchiato, àdVOxì/rhamphiis flammiceps, sia facile scorgere il trasformarsi 
delle sottili fascie della gola, a poco a poco, verso le macchie rotonde del petto e verso 
quelle a goccia dei fianchi, mentre sui margini del capo le piume nere listate di bianco 
incoronano il vago ciuffo aranciato. 

Tra le Pipridae accenno solo al piumaggio lineato che vedo in alcuni Machaeropterus, 
nelle Fiprinae, e a quello degli Pt'dochloris, nelle Plilochlorinae, in cui, alle macchie a 
gocciola sparse sulla parte anteriore del collo, succedono alla base del petto, le fascie quasi 
continue che poi sui lati si vanno incurvando per formare le macchie semilunari dei fianchi. 

Esempio di spiccato piumaggio a macchie lineari trovo pure nel gen. Tityra, special- 
mente nel primo abito, e così nel gen. Attila; (1) nei giovani del gen. Cotìnga sono pure 
fitte macchie ovali e così nei giovani e femmine del gen. Chasnìorhjinchus; nel gen. Helio- 
chera e nei giovani del gen. Fhytoioma. 

I giovani delle Philepittae, come i giovani e i pulcini delle Fittae in generale, hanno pure 
macchie centrali, allungate, più o meno chiare, su fondo scuro, dirette nella solita maniera. 

Variano invece alquanto le specie del gen. Eucichla nelle quali, dopo il collare nero- 
cangiante, seguono strette fascie nere trasversali, fitte e parallele, su fondo giallo, ma i loro 
novelli non sono diversi da quei delle vere Pittae. 

Ijb Eurylaemidae non mi sembrano notevoli per le macchie, che probabilmente non 
mancano, almeno nel primo abito, del quale non vedo esemplari. 

Nella vasta famiglia delle Deiid vocolaptidae, appartenenti alle Tracheophonae, i piu- 




f'IJW""''f'^/ 

Dendrorais lacrymosa. 



(1) In questa famiglia è pure da ricordare la 
graziosa e singolare Phibahira pavirostris che ha 
una larga fascia alla base del collo, formata da 
macchie squamiformi, nere. Tra le piume del capo 



si nasconde un ciuffo di colore sanguigno cupo, di 
natura probabilmente insidiosa per gl'insetti, e che 
quindi sarebbe analogo alla macchia gialla, o aran- 
ciata, di molti tirannidi. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



35 



maggi di color grigio-bruno, o rossiccio, prevalgono grandemente e su di essi liainio in 
alcune specie largo campo le macchie lineari, od arrotondate, ma di colore più chiaro del 
fondo e per lo più bianchiccie ed anche molto spiccate. Ce ne offrono esempio le specie: 
Tliripophaga striolata, Aidomolus fcrrof/inolentìis, Thripadectes flammulatus ; varie specie 
di Dendroìnis, come la D. ìacrymosa, figurata; i gen. Dendroplcx, Xiphocolaptes, Pkolapfes, 
Nasica, Xiphorhynchus. 




Margarornis squamigera. 

Speciale menzione meritano le macchie orlate nettamente di nero nella graziosa Mar- 
(larornis squamigera qui figurata. 

Nelle Forniicariidae trovo particolarmente notevoli i piumaggi a macchie fitte trasver- 
sali sulle parti inferiori del ricco gen. Thamnophilus, negli adulti, o almeno nei giovani. 
In alcuni di essi è evidente il passaggio dalle macchie allungate della gola a quelle for- 
manti sottili fascie trasversali dalla base del collo in giù. 

Invece in alcune delle minuscole ìlyrmothernìae e Formicivorae notansi macchie a 
strisce nere longitudinali sulle parti antero-inferiori ; altre macchie vedonsi pure sul capo 
e sul collo della Terenura maculata. 

Notevole è poi sopratiitto la fascia toracica incompleta deìYHi/pornemis feresae e dell'/f. 
naevioides formata da macchie nere lunghe che non riescono a congiungersi ; nò devesi qui 
dimenticare il curiosissimo gen. Pitlujs, in cui il P. albifrons non ha veramente macchie, 
ma singolari ciuffi di bianche piume staccate che possono far l'effetto di macchie contro il 
colore di fondo. 




Hypocnemis teresae. 



Vi è poi, fra le Grallarimae, il gen. Chamaeza il cui piumaggio rammenta singolar- 
mente, a prima vista, quello di vari Tordi, sia pel colorito, come per le macchie, talché, a 



36 G. MARTORELLI. 

breve distanza, potrcbbcrsi benissimo confondere con questi, mentre si vede che le macchie 
sono in condizione inversa a quella dei Tordi; giacché le macchie nere invece di esser in 
mezzo agli apici delle [)iun]e, trovansi lateralmente ai centri chiari, allungati, di queste. 
Presso a poco la stessa cosa osservo nei gen. GraUaria e Gralìaricnla. 

Per brevità non mi soffermo alle Coìwpop/iagidae e Ptero]ìtochidae, dove del resto nulla 
scorgo di specialmente notevole dal punto di vista delle macchie, ad eccezione del genere 
Acropternis linamente goccettato di bianco. 

PICARIAE. 

Nel grande ordine delle Picariae, il sott'ordine delle Upupae corai)rende le Uptipidae 
e le Irrisoriidae. Tra le prime il gen. Upupa mostra poche macchie allungate a fiamma 
sui fianchi, che appaiono avanzo di un antico piumaggio macchiato, dal quale sarebbe de- 
rivato l'attuale, per lenta difterenziazione, che ha prodotto il regolare e simmetrico disegno 
a fascie bianche e nere sulle ali, sul dorso e sulla coda. 

Di questo lavoro di difterenziazione niuna traccia è rimasta, perchè le Upupae sono 
un genere isolato, per la scomparsa delle forme che lo hanno gradatamente preparato: ma 
è facile comprendere, giudicando da quanto si osserva in altri generi, in cui la gradazione 
delle specie è perfetta, o quasi, che le macchie attuali della cresta di piume e di tutte le 
parti superiori, si sono prodotte appunto per la tendenza dominante del pigmento a rag- 
grupparsi in determinate parti, onde raggiungere un disegno definito. 

Non altrimenti nel gen. Geocichla scompaiono, o si limitano di molto, le ordinarie 
macchio turdoidi, in quelle specie in cui il pigmento assume particolari assettamenti, dise- 
gnando fascie, collane, attraverso al corpo (es. G. naevia e G. eryihronota). 

Anche verso le Irrisoriidae l'afiinità delle Upupe è indicata da pochi tratti di rasso- 
miglianza e, per quanto riguarda le macchie, consiste solamente nelle fascie bianche attra- 
versanti il nero cangiante delle ali e della coda. 

TROCHILIDAE. 

(Sottord. Trochili.) 

Le specie permanentemente macchiate nel modo abituale, che osservasi nella maggior 
parte delle altre famiglie, sono qui in numero minimo e mi limito a ricordare il Bhampho- 
doH naevius che ha macchie nere, su fondo biancastro, sulla ])arte mediana del collo e su 
tutto l'addome ed i fianchi. 

Altrettanto spiccate sono le macchie nell' Androdon aequatorialis, e quelle che osser- 
vansi nel gen. Enfoxercs, lineari, bianche, su fondo bruno cupo. 

Ma, anche prescindendo da questi casi, veramente eccezionali fra i Trochilidi, e che 
forse valgono a connetterli cogli altri uccelli più direttamente; conviene por mente che in 
un gran numero di specie si verifica il solito fatto della esistenza di un piumaggio mac- 
chiato sulla gola e sul petto nei giovani dei due sessi e nelle femmine adulte. 

L'unica differenza da questi piumaggi macchiati agli altri già descritti, si è che le 
macchie qui non sono brune, o nere, se non osservate sotto certe incidenze di luce, mentre, 
sotto incidenze diverse, splendono di riflessi metallici di varia tinta e di varia intensità e, 



LE FORME E LE SIMMETEIE BELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 37 

per lo più, in relazione col colore metallico (ossia ottico) che distingue la specie nel piu- 
maggio, in generale massimamente differenziato, degli adulti. 

Di ciò trovo grandissimo numero di esempi, osservando i 21.50 esemplari del Museo, 
ma mi accontenterò di ricordare solo alcuni dei generi osservati. 

Nel gen. Oreotrochilus la gola dei maschi adulti è per lo più occupata da piume splen- 
denti di verde, o di azzurro, ma nelle femmine questa parte è bianchiccia, sparsa di piccole 
macchie rotonde che paiono nere, mentre sono cangianti in azzurro, o in verde. 

Nel genere Campylopterus trovo pure un simile esempio, come sulla gola del C. emi- 
ìeucurus. 

Anche la larga striscia mediana nera, così spiccata nelle femmine e nei giovani del 
gen. Lampornis, ha gli stessi riifessi di colore. 

Nella F/orism/a mellivom trovo macchie nere marginate di bianchiccio sulla gola e 
collo anteriore; così pure nei Dociinastes vi sono macchie a riflessi sulla gola; aggiungo 
ancora le o" delle Mkrocherae e quelle dei generi ; Lafresnaya, TrochUus, Lampropi/gìa, 
Adelomyia, Rliamphomicron, Lesbia, Sappho, Prymnacantha, Selasphoriis, Calypte, Èiisfe- 
phanus, Hylocharls e persino nel gen. Pafagona, per tacere di molti altri e non dilungarmi 
di soverchio. 

Finalmente, come macchie speciali vanno ricordate quelle bianche sopracigliari e ma- 
scellari nel gen. Phaethoriiis, che mostra altresì macchie allungate sul mezzo della gola e 
che, anche per altri caratteri, appare assai meno differenziato degli altri Trochilidi; e si- 
milmente può dirsi del gen. Pygmornis. 

Ora da tutti questi fatti parmi anche risultai-e una conseguenza, quella cioò: che la 
distinzione tra le macchie prodotte dal pigmento e quelle prodotte otticamente dalla parti- 
colare struttura delle piume, non è sostanziale; giacche esiste una gradazione tra le macchie 
dell'uno e quelle dell'altro genere. 

Ciò mi risulta ancora da molte altre osservazioni ed avrò occasione di ricordarle più 
innanzi, descrivendo alcuni casi curiosissimi nei quali si può osservare direttamente la gra- 
duale trasformazione del tessuto delle piume nel formare le macchie, dapprima come sem- 
plice effetto della interferenza della luce e poi, a poco alla volta, per l'aggiungersi di pig- 
mento nero, o colorato 

Perciò anche i Trochilidi, creature così speciali e diverse da tutte le altre della classe 
degli uccelli, per tanti rapporti, si adattano poi alle medesime leggi degli altri nella for- 
mazione dalle macchie che hanno scopo protettivo, almeno nei giovani e nelle femmine. 

CYPSELIDAE. 

(Sottord. CORACIAE.) 

Nelle Cypselidae si comprendono il gen. Cypsehis e i suoi affini offrenti pochissimo a 
considerare dal punto di vista delle macchie e mi limito ad accennare alla fascia toracica 
del C. melba formata da condensazione di pigmento bruno-scuro verso il margine estremo 
delle piume laterali e inferiori del collo; mentre il bianco della gola è del tutto isolato e for- 
mato da piume del tutto bianche, ricoprenti le altre sui loro confini. 

Per comprendere ciò basta osservare i pulcini di questa specie, poiché allora si vedono 
benissimo le piume bianche della gola sorgere in un'area speciale e separate dalle circo- 



38 0- MABTORELLI. 

stanti su cui spuntano le piume scure; analogamente si vedono spuntare le piume bianche 
addominali al disotto dell'area occupata dalla fascia toracica, dalla quale è separata da 
una zona coperta da sola lanuggine. 

In ciò sembi-erebbe esistere una differenza notevole da quanto si è osservato sino ad 
ora in altri uccelli nei quali le collane, o fascie, o aree di colori distinti, abbiamo visto formarsi 
come effetto di una graduale preparazione, partecipando le piume di una parte ai caratteri 
(li quelle delle parti contigue, per concorrere con esse a raggiungere un disegno deter- 
minato. 

Tuttavia non in tutte le Cypselidac le cose vanno egualmente, poiché, in alcune Che- 
tiirae, esiste fusione di piume a colori separati, come quelle che formano, a poco a poco, il 
collare a macchie squamiformi, marginate di bianco, della C. sonarla: ma anche in questa 
l'arca bianca della gola è formata da piume distinte. 

Tra i Macropteryx. si possono solo considerare alla sfuggita le due bianche fascie sopra- 
ciliari e le macchie dei mustacchi, pure bianche, le quali sembrano costituire dei semplici segni 
di riconoscimento delle specie, essendo comuni ai due sessi. Del resto il piumaggio di 
questi uccelli è dei più dift'erenziati di tutta la famiglia. 

CAPRIMULGIDAE. 

(Sottord. ('ORAGIAE.) 

Le macchie dei Cai)rimulgidi sono fra le più complesse e diverse e può dirsi che 
ogni penna è in essi un sistema di macchie ; che il coordinamento tra le macchie di 
tutte le piume è perfetto e realizza uno dei più fini ed intricati disegni che si conoscano 
tra gli uccelli. 

Lungi dal voler descrivere minutamente il piumaggio delle numerose forme di questa 
famiglia, credo più opportuno considerare particolarmente quello del comune Succiacapre 
(Capriiiiìilf/HS eiiroparus) che tutti possono avere sott' occhio e che quindi può facilmente 
servire come punto di partenza e come termine di confronto. 

Il piumaggio di questa specie appartiene strettamente al tipo di quelli che imitano la 
corteccia dei tronchi e dei rami degli alberi, ed ogni osservatore sa quanto sia difficile 
scoi'gerlo quando è posato sui rami nella direzione stessa di questi. Infatti il risultato delle 
diverse macchie bianchiccie e nerastro, sul colore grigio o rossiccio, secondo le varie parti, 
è quello appunto di imitare i rilievi e le screpolature nel senso longitudinale e trasver- 
sale della corteccia. 

Perciò si distinguono su questo piumaggio due direzioni diverse di macchie scure, cioè, 
quelle allungate, o lineari, sul capo, sulle scapolari e dorso, intersecate dalle altre minori, 
trasversali, che danno alle piume un aspetto marmorizzato caratteristico, mentre le macchie 
bianche, o fulviccie, imitano le apparenti macchie bianchiccie che sulla scorza sono pro- 
dotte da varie crittogame; onde l'inganno è completo. 

Vi sono, è vero, le larghe macchie bianche sessuali sulle ali, o sulla coda, dei maschi, 
ma queste parti, nel riposo, son chiuse, i)er modo che le dette macchie non si vedono. 
Nemmeno si vedono bone le due altre macchie bianche alla base del collo, se non quando 
questo è disteso, come nel volo, e siccome poi queste macchie sono comuni ai due sessi 
e, malgrado la rara agilità di evoluzione nell'aria, spiegata dai Caprimulgidi, sono general- 



LE FOEME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 39 

mente assai visibili anche nella scarsa luce delle ore notturne ; così io sono inclinato a 
considerarle come un mezzo molto efficace di riconoscimento, per la maggior parte delle 
specie di questa famiglia, trovandosi ben poche specie in cui queste macchie manchino. 
Osservo pure ciie, per la special tessitura dello piume, che sono sericee, divengono mag- 
giormente visibili e ([uasi lucenti. Esse sono duncjue tali da essere facilmente vedute e le 
trovo, più meno sviluppate, in quasi tutte le molte Capriniidginae che ho presenti. Anzi 
in alcuni generi, per essere circondate da un colore di fondo più cupo, o contornate da 
nere collane, riescono specialmente cospicue, come nei gen. : P/ìaìaenoptilus, Stenopsis, A'//- 
didromus, Li/nconiis, Eurosfopns, Cìwrdeiles e Podacjer. 

Il trovarsi macchie analoghe in molte Strigidae, mi sembra una dimostrazioni; del 
significato biologico di esse, essendo eguahnente vantaggiose a questi due ordini di forme 
notturne, così disparate e pertanto così corrispondenti per adattamento. 

Accenno di volo agli altri caratteri dominanti nei Caprimulgi; come le strisce nere 
lungo la linea mediana del capo e del dorso; la serie delle strisce nere, accompagnate da 
spazi bianchicci sulle scapolari, formanti due larghe bande parallele fra loro e colle fascio 
disegnate obliquamente alle ali, per la continuità delle macchie sulle loro copritrici, e final- 
mente alla grande costanza delle già nominate macchie bianche sulle timoniere dei maschi. 

E pure notevole il fatto che il colorito generale, non meno di quello delle macchie e 
dei particolari distintivi sessuali e specifici, si conservino affatto costanti anche nelle forme 
più differenziate quali sono quelle dei generi Hi/dropsalis, Macrodipteryx, Cosnietornis, 
Scotornis e Macropsaiis. 

Non posso abbandonare questa sotto famiglia senza ricordare il carattere mimetico dei 
due ciuffi pei quali i curiosi Lì/ncornis imitano la figura degli Assioli e dei Gufi e che 
perciò mi sembrano di natura protettiva; sebbene non sia impossibile che abbiano uno 
scopo puramente ornamentale. 

Nelle NyctibUnae ed Aegothelinae si incontra ancora il medesimo piumaggio finamente 
marmorizzato di nerastro, ma con pochi segni oscuri qua e là; e finalmente negli Steatornis 
[Steatoniitlìidae) le macchie bianche ad occhi sul petto e le ali. 

LEPTOSOMATIDAE. 

I giovanissimi Leptoaoma hanno un piumaggio macchiato a goccie nere, affatto parti- 
colare; ma questo genere è tra quelli di incerta sede, sebbene per vari caratteri della 
forma stia in mezzo tra i Podargi e le Coraciae. 

Lo Sharpe ha fatto notare che il giovane del Leptosoma discolor rammenta i Centro- 
podini fra i Cuculidi, e ciò è vero, ma la sua rassomiglianza non consiste certo nelle 
macchie, affatto diverse da quelle di tutti i Centropodini che ho presenti. 

CORACIADAE. 

In questa famiglia, e nelle altre che seguono sino alle P/cidae, è grande scarsità di 
piumaggi macchiati; posso quindi ricordare le poche specie in cui (juesti s'incontrano. 

Nella specie Europea Coracias garrula {Ghiandaia niarina, Ital.j, si conservano ben 
spiccate, anche negli adulti, le macchie bianche, lineari, divergenti sul davanti del collo, 



40 



G. MAETOEELLI. 



che spiccano pure sul fondo azzurro, o violaceo, o lillaceo, del collo delle alti'e specie con- 
generi. Più diticrenziate invece sono le macchie nel gen. BrncJii/pteracias, ove si forma una 
spiccata fascia toracica bianca, in mezzo a macchie trasversali castagne, e l'elegante Geo- 
hiastes sqaamigera, in cui sono macchie esattamente squamiformi; disposte, secondo la or- 
dinaria simmetria, sulle parti anteriori. 




Qcubiastes squamigerà. 



Non meno degne di nota sono le purissime macchie bianche in forma di goccia molto 
allungata che campeggiano in mezzo alla larga macchia nera della gola del singolarissimo 
Atelornis crossleyi qui rappresentato. 




Atelornis crossleyi. 



Nelle Meropldae appaiono le macchie sotto forma di goccie azzurre sulle parti an- 
tero-inferiori del Melittophagus gulaiis, mentre in altri generi, e in ispecie nel gen. Me- 
rox>s, a cui appartiene il nostro Gruccione (Merofs apiaster), si osserva solo la condensa- 
zione di pigmento nel collare, o azzurro, o nero, che limita inferiormente la gola. 

Nelle Akediniclae è frequentissima una fascia toracica, o incompleta o completa, for- 
mata da ravvicinamento di macchie, come quella del gen. Cenjìe e di varie specie di 
Halcìjon; ma solo in alcune di queste, le parti superiori ed inferiori hanno macchie chiare 
molto dominanti, disposte con ordinaria simmetria; ricordo come esempio V Halcìjon lindsayi 
e, meglio, le giovani Tanì/sipferae, in cui tutte le parti antero-inferiori sono macchiate- con 
centri chiari, larghi e lunghi. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 41 

I giovani (li altre specie di Halcijon hanno spesso vermicolature, specialmente sul to- 
race, che persistono spiccate anche negli adulti del Monachalojon cyanocephalum e assai 
distinte pure sui fianchi e sul petto dei grossi Baccio. 

Solo neìVHalcjjon alhiventris vedo esempio di lunghe macchie lineari su fondo di color 
ceciato. 

Nei Momoti le macchie sembrano essersi condensate in una sola, curiosissima, in 
forma di grossa lacrima nera sul mezzo del petto, costituente un vero distintivo dei più 
singolari. 

Tra le Bucerotidae le macchie sono scarsissime e quasi limitate al gen. Lophoceros 
nelle Trogonidae consistono sopratutto in collane bianche nelle varie specie e nelle fascio 
trasverso e regolari sulla faccia inferiore delle rettrici, corrispondendosi perfettamente mal- 
grado la loro fittezza e il loro numero le linee sui due lati della coda, come in tutti gli 
altri uccelli che hanno coda a fascie parallele, ma in piccol numero. Ciò anzi ò molto no- 
tevole, poiché dimostra la grande perfezione che raggiunge sulle penne il disegno delle 
macchie d'ogni genere, in modo da corrispondersi ed essere continue tra di loro le macchie 
della parte destra con quelle della sinistra del corpo, il che in niun modo potrebbe ascri- 
versi al puro caso. 

PICIDAE. 

Questa è tra le famiglie più ricche di specie dal piumaggio macchiato e nei modi più 
svariati e notevoli. Alcune delle macchie che presentano sono anzi di una importanza mas- 
sima, costituendo veri caratteri di famiglia che si presentano in quasi tutti i generi e mo- 
strando chiaramente una origine comune; tali sono le macchie a mustacchi, rosse o nere, 
e quelle del vertice, o dell'occipite, costituenti precipui distintivi sessuali, o specifici. 

La gradazione poi tra le varie forme di macchie è cospicua e significantissima nella 
sotto famiglia delle Picinae, e nella Collezione Turati la grande abbondanza di specie spet- 
tanti a quasi tutti i generi conosciuti, mi ha permesso di estender le mie osservazioni sui 
Picchi singolarmente. 

Ciò non pertanto non mi dilungherò, ma cercherò invece di attenermi agli esempi 
principali e, seguendo 1' ordine adottato dallo Hargytt (voi. XVIII del Cat. Mus. Brit.), 
comincio dal gen. Colaptes, in cui due delle specie più note hanno le medesime macchie 
sopra un piumaggio sufFuso di giallo, nel C. auratiis, e di rosso minio nel C. mexicanus; 
le macchie sono: quelle mascellari, quelle toraciche, disegnanti complessivamente una zona 
semilunare, quelle a goccia nera sulle parti inferiori e sui fianchi e quelle a fascie trasver- 
sali parallele sul dorso e sulle ali. Gli individui intermedi, che sono molto frequenti e rap- 
presentati pure in questa raccolta, da alcuni considerati come ibridi, da altri come ap- 
partenenti ad una specie intermediaria, hanno perciò le macchie comuni ai due tipi, o 
razze, ma offrono insieme la tinta gialla e quella rossa; mentre invece nelle altre specie 
distinte variano anche le macchie, che si fanno semilunari nel Colaptes cainpestris, cuo- 
riformi nel C. rupicola, a liste bianche e nere nel C. chilensis. . 

Nel gen. Hypoxanthiis vi sono le macchie dell' //. atriceps in cui sulla parte ante- 
riore del collo le piume hanno centri bianchi triangolari che vanno gradatamente allar- 
gandosi sul petto fino ad isolare piccole mezzelune di color nero. 

6 



42 G. MARTOEELLI. 

Nel gen. Gecinus il nostro Picchio verde (G. virìdis) ha macchie indefinite sulle parti 
inferiori che corrispondono alle macchie molto sviluppate nelle medesime parti in altre 
specie; nei giovani poi tutto il corpo è fittamente macchiato in maniera corrispondente 
all'abito permanente di altri picchi ; quindi il colore, quasi del tutto unito, del picchio verde 
adulto è effetto di specializzazione. La corrispondenza accennata è sopratutto evidente nelle 
fascie bianchiccie e brune trasverse che si alternano sul verde sfumato e sbiadito del dorso 
nei giovani, giacché tali fascie diventano più decise e permanenti in vari altri Picchi. 

Le macchie formanti i mustacchi del G. squamatiis, invece di essere di un nero unito, 
rimangono in una condizione analoga a quella dei giovani G. virìdis; solo si specificano 
meglio, e così pure le macchie di tutte le parti inferiori, dopo il torace. 

Presso a poco Io stesso osservo nel G. vittatus, i cui giovani mi appaiono in una con- 
dizione perfettamente analoga a quella del G. virìdis : cioè con macchie poco decise dap- 
pertutto, ma quelle che devono persistere, per es., sui mustacchi, già ben indicate; il che 
non è senza importanza. Così potrei dire del G. xanthopygius. 

Il gen. Chloronerpes mi offre esempio di graduali passaggi tra le macchie bianche 
centrali delle parti antero-inferiori di alcune specie e quelle trasversali a fascette paral- 
lele di altre; oppure, in una stessa specie, come il C. rubigitiosus, si vedono le goccie gial- 
lognole sul fondo nero della gola che si trasformano a mano a mano in fascioline gialle 
alternanti con altre nere. 

Altri esempi notevoli trovo pure nel gen. Cainpothera, in cui la C- nubica ha macchie 
rotonde nere sul ventre che si formano per graduale trasformazione delle macchie allun- 
gate situate in alto e che si vanno arrotondando all'apice, o restringendo alla base. 

Nella C. notata le macchie divengono invece cuoriformi e analogamente si formano 
quelle piccolissime della C. punctata e le macchie arrotondante nel gen. Chnjsoytihis, 
mentre nei Chnjsophlegma le macchie a fascie delle piume si ripiegano formando un an- 
golo verso l'apice, il che è veramente insolito (C. miniatus, C. malaccense), ma in altre 
specie (C. crttentattts e C. flavinucha) le macchie si limitano alla gola. 




Chrysophlegma mioiatus. 

Nello stranissimo gen. Asyndesmus le macchie alla base del collo tenderebbero a for- 
mare una fascia toracica, ma appaiono solo perchè incompletamente ricoperte dai margini 
grigi dalle piume a barboline decomposte. 

Nei giovani del Melanerpes erythrocephalus le macchie, dal capo alla base del collo, 
sono in gradazione dalla forma lineare alla semilunare in tutta la regione che è poi oc- 
cupata dal color rosso. 

Si formano subito invece le macchie sulle remiganti interne su fondo bianco: nel M. 
formicivorus è da osservare la trasformazione delle penne nere della fascia toracica in 
strisce sul petto e sui fianchi, come già ha fatto notare il Keeler (op. citata). 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



43 



Analoghe condizioni vedo pure nel M. pulcher ed in altri; nello Sphympictis varius 
appaiono evidentissime tutte le transizioni fra le diverse macchio e la loro sostituzione de- 
finitiva, negli adulti, dal pigmento colorato: lo stesso intendasi dello S. thyroideus. 

Seguono qui vari generi in cui dominano macchie longitudinali sui lati del corpo, di- 
sposte in serie quasi parallele, secondo il solito; qutssti sono i generi: Dendrocoims, Pi- 
coides, Dendrocoptes, Liopiais, Dendropiais, Jyngipicus, mentre in altri generi come: 
Thriphias e Dendrobates, prevalgono macchie trasversali fasciformi. 

Curioso poi è il Xiphidiopkus percussns in cui si vedono sui fianchi macchie nelle 
due direzioni opposte, longitudinale e trasversale, e in cui la macchia rossa alla base del 
collo copre le macchie nere gradatamente, dopo il nero della gola, e si sostituisce al nero 
del vertice. 

Sono pure da notare le sottili fascie vermicolari dei Mtjgliptes; le scarse macchie, in 
parte cuoriformi e in parte semilunari, dei Mkroptermis dal colorito cinnamomeo o spe- 
cialmente poi quelle che disegnano vagamente le parti inferiori dei Brachypternus, in al- 
cuni dei quali si osservano larghe macchie bianche a cuore sul nero delle copritrici supe- 
riori dell'ala. 

Analogo tipo di macchie è pure nel gen. Tyga, mentre nei Celetis vi è solo una linea 
di macchie alla base del nero del collo, o di questa solo un accenno, mediante sottili mar- 
gini sul petto, come nel C. ochraceus in cui largheggiano poche macchie cuoriformi sullo 
parti superiori; oppure una serie di fascie chiare lo attraversa, come nel C. lugubris. 

Nel C. rufns tutto il corpo ha macchie di ogni dimensione e forma, da quelle fine 
come sabbia sul vertice, a quelle larghe sul mezzo del collo e alla base del petto; sul dorso 
sulle ali e sulla coda, e nell'elegante C. loricattis è evidentissimo il graduale, ma rapido 
passaggio dalle macchioline tonde sulla gola, alla bella lorica di piume squamate sul petto. 




7///' 

Celeus loricatua. 



In altre specie, come il C. castaneus e il C. graminens, le macchie vanno facendosi rare, 
finché nel C. verreauxii sono sbiadite e ridotte in lieve spazio sulla gola e l'addome. 

Nel Cerchneipictis torquatiis il pigmento si addensa dalla base del collo sino all'ad- 
dome, costituendo una macchia nera larghissima e nel Cerchneipictis tinnunculus ugual- 



44 



G. JIARTOEELLT. 



mente, più molte fascie nere al disopra; invece nel curioso genere Crocomorpfms vi sono 
nei giovani larghe macchie sbiadite sul petto, contornate da margini giallicci che poi si 
estendono e negli adulti scompaiono le macchie. 

Si comprende dunque facilmente sin d'ora quanto sia eloquente questa serie dei Picidi 
per lo studio comparativo delle macchie, porgendo gran copia di esempi in cui un me- 
desimo genere offre nelle sue varie specie una completa e spiccata transizione tra una 
forma iniziale di macchie e la sua completa evoluzione, sino a raggiungere un disegno ben 
definito e perfetto. 

Ma uno dei casi più notevoli è quello che si osserva nel gen. Chri/socolapfes in cui 
le macchie raggiungono disegni di fascie longitudinali, spiccatissime pel contrasto del nero 
col bianco, e in alcune specie, come il C. strictus ed altre giungono ad isolare sul collo e 
sul petto larghi spazi ovali bianchi che divengono rotondi sulla cresta delle femmine, sia 
del G, strictus stesso, che del C. guttacri status. 

Questo carattere è anche nei giovani, ma temporario, giacché le piume ad occhi bianchi 
del ciuffo non raggiungono la perfezione di colore e la nettezza di disegno che nelle fem- 
mine adulte, mentre nel maschio adulto subentra il rosso vivo che, come macchia di fa- 




Ohrysooolaptes g^uttacristatus. 



miglia nelle Picidae, copre l' intera parte superiore del capo e si sostituisce alle macchie 
più antiche ed originarie, quale distintivo del sesso. In un giovane maschio di C. strick- 
landi scorgo evidente il passaggio tra le piume ad occhi bianchi sul vertice e quelle rosse 
che le sostituiscono; poiché, all'estendersi di queste, le macchie delle prime si restringono e 
si obliterano. Di più in un giovanissimo C. haematribon le macchiette rotondo, invece di 
esser l)ianche, appaiono già distintamente suff'use del rosso che comincia a campeggiare 



liR FORMH E LE SIMMETRIE BELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 45 

sull'occipite e anche qui nella femmina adulta persistono nettissime le macchiuzze tonde 
e bianche sul nero del capo, e gli spazi, pur bianchi, sul nero del collo e del petto. 

Ciò mi sembra dimostrare abbastanza: l.** Che le macchie bianchiccie sul capo debbono 
rappresentare in questo genere la condiziono primitiva, dalla quale poi si è ottenuto, per 
evoluzione, il perfezionamento verso le macchie bianche spiccatissime, affatto rotonde e 
nette, sul nero del capo : 2." Che il sovrapporsi nei maschi adulti del color rosso ò un 
effetto di eredità più generale, trattandosi di un carattere distintivo, quasi universale nei 
Picchi, e che, per così dire, si impone a tutti gli altri caratteri, anche se hanno conse- 
guito un notevole grado di evoluzione, come il bel ciuffo nero, regolarmente cosparso di 
bianche perle rotonde, che ho rappresentato nella figura. 

Tra i Campephiiìis scarseggiano le macchie e nulla trovo di veramente notevole, li- 
mitandosi esse, in molte specie, alle fascio bianche e nere attraverso il ventre ed i fianchi, 
e a due fascie bianche scendenti dal collo ai lati del dorso, per congiungersi al termine 
di questo, ((l sciatevi, C. nialherbii, ('. guayaquilensis, C. yrayì, C. robushis, e altri). 

Singolari, e da considerarsi solo come distintivi specifici, sono le macchie bianche oc- 
cupanti il vessillo interno delle remiganti più interne del bellissimo Hypocrantor magel- 
ìanicus, nei due sessi. 

Affatto speciali sono le larghe macchie scuro-nere marginate di bianchiccio sul dorso 
e le ali degli Hemicercus, in modo da dare ad alcune specie l'aspetto squamato, e di ca- 
rattere nuovo sono le piccolissime macchiuzze tondo, o bianche, onde è cosparso il collo di 
alcuni MicrodiUns, (M. fulvus, M. fiinehris) e che appaiono pure, ma più dilavate ed in- 
certe, nel gen. HemilopJius (H. giitturalis). Macchie bianche e nere si incontrano pure sul 
collo del Thriponax ìeucogaster e sulla gola del T. crawfurdi e macchie lineari nere scen- 
dono sulla gola del Ceophlceus, che nel complesso del piumaggio, imitano perfettamente 
quello dominante nei Campephili. 

Vanno cessando le macchie e le fascie bianche nei Dryotomus, ove si limitano alle 
larghe strisce sui lati del capo e del collo e sul resto del corpo domina uniforme il color 
nero, tranne il rosso del vertice nei maschi, come nel Picchio nero d'Europa (Picus martius). 

Tra le piccolissime Picumminae, il gen. Picnmrms ha, per lo più, macchie a fascie 
chiare, parallele, con altre scuro-nere attraverso le parti inferiori; talora macchioline bianche 
a goccia, macchie marginali, ma sempre dominano sulle parti nere del capo un buon 
numero di punti rotondi bianchi e ben spiccati: in complesso un piumaggio umile e di 
effetto veramente protettivo. Solo colore appariscente è il rosso, non troppo vivace del resto, 
sul capo dei maschi adulti che anche qui, come nei Chrysocolaptes, occupa il posto delle 
predette macchioline tonde e che compare anche in questi pigmei della famiglia dei Picchi, 
dopo aver fornito caratteri distintivi, o specifici, o sessuali, a quasi tutti i generi conosciuti; 
localizzandosi specialmente sul vertice e sui mustacchi dei maschi, ma non mancando nep- 
pure nelle femmine, sebbene ristretto in minore spazio, e riapparendo anche in forme sin- 
golari, come la vivace macchia sanguigna in mezzo al nero del collo anteriore nello Sphy- 
rapicus tkyroideus. 

Negli ultimi due generi Verreauxia e Sasia solo vi è una piccola striscia bianca 
dietro l'occhio della Sasia ocìiracea. 

Se si dovesse tra i molti piumaggi dei Picidi decidere quali siano quelli aventi ca- 
rattere di maggiore antichità, non piccolo sarebbe l' imbarazzo, e forse insuperabile, per 



46 G. MARTORELLI. 

l'eccessivo numero delle variazioni che ci troviamo dinanzi. Pur tuttavia, considerando 
tutto l'insieme di questa ricchissima famiglia, a me parrebbe non eccessivamente azzar- 
data l'idea; che, le macchie più tipiche e più largamente diffuse essendo quelle arroton- 
date, le specie in cui questa forma di macchie prevale, particolarmente nell'abito giova- 
nile, si possano considerare di carattere primitivo, rispetto alle altre in cui si osservano 
disegni di macchie assai diversi e più complessi e colorito generale grandemente specia- 
lizzato. 

Nella sotto-famiglia delle Jynginae abbiamo solamente lo scarso genere Jynx che tut- 
tavia è notevolissimo, perchè ci offre un nuovo esempio di quei particolari piumaggi che 
hanno per effetto protettivo quello di render simile la superficie di un uccello a quella 
della corteccia degli alberi. A questo effetto esistono anche qui macchie nerastre miste 
a spazi castagni in tutte le parti superiori, più esposte. È il medesimo tipo di piumaggio 
grigio, variegato da molteplici macchie in diversa direzione, che già si è visto nei Capri- 
mulgi e negli A.ssioli (Gen. Scops) e che forse, originatosi dapprima per decolorazione di 
un piumaggio uniforme, si può essere specializzato, con grande vantaggio, in questo senso. 
Infatti avviene spesso che un piumaggio bruno-rosso, o nero, per aberrazione, od allocroismo, 
diventi grigio con macchie e, tra gli altri esempi, uno particolarmente trovo notevole 
nella collezione Turati. Trattasi di un Cardellino (Carduelis eìegans) nel quale tutte le 
penne che dovrebbero esser nere, delle ali e della coda, sono invece grigie del colore me- 
desimo del Torcicollo (Jynx torquilla) e, come in questo, finamente e regolarmente fasciate 
e marmorizzate di scuro-nero per traverso, colla formazione di spazi bianchi, o macchie, assai 
ben definite, all'apice delle penne; il che dimostra come, anche nei casi di aberrazione, ap- 
parisca sempre una forte tendenza a produrre disegni determinati e simmetrimente distribuiti. 

Certo a nessuno verrebbe in mente di attribuire ad ibridismo il singolare carattere di 
questo esemplare, mentre in esso la direzione delle macchie nere indica forse le vie del pig- 
mento che, in questo caso, non si è completamente infiltrato, fino a render nere affatto le 
penne. Ora, se i piumaggi neri, cioè estremamente ricchi di pigmento, si possono conside- 
rare come più specializzati, ne segue che quello ora descritto appare come degenerato 
verso una condizione primitiva; cioè si avrebbe in esso un vero caso di reversione, e come 
tali, io inclino veramente a considerare molti piumaggi aberranti e che tuttavia ci si of- 
frono con spiccata frequenza e costanza di caratteri, come quelli che avrò più innanzi 
a ricordare tra i Pernicidi e gli Scolopacidi. 

Per concludere intorno al gen. Jynx, si direbbe: che la selezione abbia fissati i carat- 
teri così spiccatamente protettivi del suo piumaggio, approffittando di una parziale rever- 
sione e regolarizzandone gli effetti. 

CAPITONIDAE. 

Mi limito a ricordare che esistono macchie più o meno accentuate, ma non molto 
notevoli, e nelle direzioni usuali, nei generi Stactoìaema (S. anehietae), Megalaima (M. vi- 
rens), Cyanops, Xantolaema e Capito; che, nel gen. Trachyphonus, il T. piirpuratus ha 
fitte macchie lillacee, spiniformi, sul collo, ma le più singolari sono quelle del T. cafer e 
T. margaritatus. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 47 

Nel primo le piume della maggior parte del capo sono di color giallo citrino, ma ter- 
minate da un margine di color rosso sanguigno che dà loro un aspetto nuovissimo; sul 
ventre invece il rosso tinge solo i margini laterali della estremità gialla di ogni piuma. 
In pari tempo le parti superiori sono nere i;angianti in azzurro cupo ; ma le piume sono 
contornate da margini bianchi, molto spiccati e larghi nei giovani, e che si vanno a 
restringere negli adulti, mentre si forma la larga macchia bianca scapolare loro propria. 
Nei giovani poi il rosso ò estremamente limitato. Ora, osservando attentamente questo 
piumaggio, sorge il dubbio se debba considerarsi in via di passaggio verso uno stadio 
più perfetto nel quale tutte le parti gialle non siano più macchiate di rosso ai margini, 
ma rosse interamente, e le parti azzurro-nere non siano marginate di bianco, ma da 
questo colore nettamente separate verso le scapolari. E invero, se si osservano parecchi 
esemplari in vario grado di sviluppo, è evidente la tendenza verso un simile stadio, seb- 
bene non completamente raggiunto. Forse anche potrebbe trattarsi di un regresso, ma ciò 
appare meno probabile. 

Nella seconda specie (T. margaritatiis) notasi un fenomeno analogo, cioè la localiz- 
zazione graduale delle macchiette tonde, nero-lucenti, verso punti determinati, a misura 
che il piumaggio progredisce coU'età; tali punti sono il vertice, il mezzo del collo e sopra 
una sorta di fascia attraverso l'addome, la quale resta tuttavia incompleta (almeno negli 
esemplari da me esaminati) e perciò anche per questo Trachifono varrebbero, secondo me, 
le medesime considerazioni che per il precedente. 

RHAMPHASTIDAE, GALBULIDAE, BUGCONIDAE. 

Le prime due famiglie offrono così poco di notevole per lo studio delle macchie che 
non reputo opportuno trattenermi su di esse; la terza invece ha qualche piumaggio mac- 
chiato meritevole di cenno. 

Così, nel gen. Bucco, il B- collari^ ha sottili macchie ad onde nel senso trasversale e 
una larga e perfetta fascia, formata per condensamento di macchie, che cinge il corpo tra- 
versando il petto e il dorso, e lo stesso è in altre specie di Bucco; ora sul ventre e sul 
dorso, ora alla base del collo, ora doppiamente, come nel B. bicincta, ora incompletamente, 
come nel B. piihnetitum, ecc., ecc. 

Nelle Malacoptilae è un fosco piumaggio a strisele rugginose, ma il carattere più 
notevole è dato dalle loro barbe e macchie frontali bianche, contornate spiccatamente da 
macchie nere, in specie nella M. mystacalis e M. inornata; deW HajMloptila castanea 
ricordo le due singolari macchie bianche, frontale e mentale, e un carattere simile in 
alcune specie del gen. Monacha. 

CUCULIDAE. 

Molto avrei a dire delle macchie nei Cuculidi, ma mi limiterò alle cose principali, 
ricordando il gen. Coccystes per le macchie lineari che sono sul collo del C. glandarìus 
e quelle lanceolate sulla gola e sul petto del G. cafer; il gen. Siirniculus interessantissimo 
per le finissime gocciolino bianche sul nero-azzurro del giovane S. higubris che appaiono 
sparse e pur sono distribuite secondo l'ordinaria simmetria sulle varie parti del corpo. . 



48 G. MARTORELLI. 

Quanto all'adulto, osso non ha apparentemente, cioè allo scoperto, altre macchie che 
le fascie bianche del sotto coda e della coda, poco appariscenti ; ma di questo uccello e 
del suo singolarissimo mimetismo, pel quale assume i caratteri di un Dicruride, già 
hanno parlato lo Steineger ed il Keeler, né io mi fermerò oltre (Keeler, op. cit., p. 198). 
Invece, per attenermi il più strettamente che posso al mio argomento, richiamo l'atten- 
zione sulla perfetta imitazione del piumaggio dei falchi che riscontrasi in vari Cuculidi, 
come quelli del gen. Hierococcyx e del gen. Guculus. 

Sono particolarmente imitati da questi i piumaggi dei generi già esaminati Accipiter 
Asturina e simili, con vantaggio assai probabilmente protettivo, per riguardo ai detti Cu- 
culidi, aggressivo, per parte dei Falchi. Nello Ilierococcj/.r varius tale imitazione si 
spinge sino a riprodurre le fasi delle varie età, colla trasformazione palese delle macchie 
allungate dei giovani, come nello Sparviero, verso le macchie trasversali degli adulti, 
come nell'adulto delio Sparviero stesso. 

In altri cuculidi ancora è dominante nell' età adulta tale direzione trasversale delle 
macchie sulle parti antero-inferiori; però in alcuni generi il piumaggio degli adulti diviene 
altamente difterenziato e con vivaci ritiessi metallici, come nei Chrysococcyx e Chalcococ- 
ci/x, dalle splendide piume smeraldine, o bronzate. 

Altro esempio di forte contrasto tra l'abito giovanile e l'adulto, trovasi negli Vrodij- 
namis, di cui i giovani hanno piumaggio bianco, fittamente disegnato da macchie a 
goccia, a strisce, sulle varie parti del corpo, mentre gli adulti sono di un bel nero 
lucido uniforme. 

Fascie addominali, non molto spiccate, sono anche nei grandi Scythrops, nei quali ve- 
donsi altresì fascie incomplete, nere sulla faccia inferiore delle rettrici, situate a distanze 
uguali tra di loro e fiancheggiate da spazi bianchi. 

Ma tra le macchie più notevoli vi sono quelle dei Centropiis che arieggiano il più- 
maggio di alcuni gallinacei. Tale genere di piumaggio comincia ad apparire nel Centroptis 
bernsteini, si accentua maggiormente nel Centroptis phasiamis maschio ed è completo poi 
nella femmina; è in ambedue i sessi e nei pulcini del C. macrurus, e siccome si riscontra 
anche un piumaggio simile in altre specie (come ad es. in un giovane in muta del C ben- 
galensis), è evidente che questa dev' essere veramente la condizione tipica originaria di 
questo gruppo dei Centropodini; cioè un piumaggio molto variato da macchie lineari 
lungo gli steli e da altre in senso inverso. Ciò mi è confermato anche da quanto scorgo 
nel C. javanensis, C. nigrorufus, C. superciliosus. 

Nulla ho da segnalare nei generi Saiirothera, Nychtornis, Piaya, Zandostomus, Tac- 
cocua, Rhopodijtes, Rhinortha, Rhainphococcyx, Morococcyx, Dryococcyx e Centhmochares. 

Nel Phoenicophaes pyrrhocephaìus e" vi sono macchie spiniformi, bianche, sul capo e 
base del collo, e nel Dasyloplnis snpercUiosus le sole macchie bianche delle timoniere e la 
stranissima cresta rossa, doppia, di piume setolose sui lati del capo; le originalissime mac- 
chie che sembrano formate di lacca nel Lcpidogrammiis cmningi, sul mezzo del capo e 
del collo, e che considero come la più straordinaria modificazione del pigmento da me 
riscontrata. (1) 



(1) Nella recente Monografia dei Paradiseidi lo | singolarissime appendici àeWa, Pteridophora alberti, 
Sharpe ricorda pure queste macchie, parlando delle 1 recentemente scoperta. 



LE FOEMK E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 49 

Anche nel Carpococci/x radialus vi sono fascie parallele addominali e laterali e nello 
strano J^eomorphus salvini una spiccata fascia toracica nera. 

Un piumaggio grossolano a macchie bruno-nere centrali, con spiccatissimi margini 
bianchi, si trova nei Geococcì/x e, più moderatamente, nei Droiìtococcyx, mentre solo mac- 
chie lineari nere sono sul collo della Giiira piririf/ua. 

Ora sono da cercarsi in quest' ultime forme, o nelle Centropodinae, i piumaggi più 
vicini a quello originario di tutti i Cuculidi? 

La risposta non è facile; ma se, in un col piumaggio, si considera anche l'insieme 
delle proporzioni e la forma strana delle varie parti del corpo; a me sembra che i Geo- 
cococcìjx non corrispondano più allo stampo generale dei Cuculidi viventi, mentre i Centro- 
podini appaiono ancora, malgrado il loro particolare piumaggio, veri Cuculidi nelle forme, 
epperciò mi pare di scorgere nei primi un semplice avanzo di forme che da lungo tempo 
non vivono più e che sono rimaste grandemente circoscritte e limitate. 

Le Musophnyiiìae tlnalmente non hanno in generale altro che macchie limitatissime 
e affatto specializzate, bianche o nere, come distintivi specifici, o sessuali, solo nella 
Schizorhis africana presentando macchie longitudinali sull'addome. 

Ord. PSITTACL 

Nei Pappagalli lo studio delle macchie appare sotto un aspetto del tutto speciale, giac- 
ché esse raramente si presentano come carattere protettivo, ma, per essere generalmente 
formate da contrasto di spazi differentemente colorati, appaiono essersi originate in condi- 
zioni speciali e piuttosto nel senso di distintivi scssiiali e specifici, cioè quali segni di rico- 
noscimento tra i sessi, o tra gli individui della medesima specie. Certo anche debbono 
aver avuto principal parte nella formazione di queste macchie, che io chiamo di colore, le 
interne cause organiche e il clima, il nutrimento, ecc., dalle quali dipendono forse tutte le 
varietà geografiche di una data forma. Ma non devesi perciò negare qualsiasi parte alla 
selezione naturale, escludendo la formazione delle macchie usuali, di carattere puramente 
protettivo, giacché, se negli adulti scarseggiano queste grandemente, od anche mancano af- 
fatto, è d'uopo avvertire che nella prima età si incontrano in varie specie, le quali appa- 
rirebbero così più corrispondenti ai tipi originari e quindi da considerarsi come in minor 
grado specializzate. 

Per seguire l'ordine del Catalogo, adottato nel volume XX del Cat. dal Salvadori, ven- 
gono prime fra gli Psitfaci le 

NESTORIDAE, 

le quali ci offrono un primo esempio di piumaggio macchiato non solo, ma di tipo molto spe- 
ciale e caratteristico per le analogie con quello di altri grui)pi e particolarmente dei rapaci, 
coi quali hanno in comune le abitudini di carnivori. Il loro piumaggio è di colorito fosco 
ed è copiosamente e largamente macchiato, ma le macchie hanno forma affatto speciale ed 
appaiono anzi piuttosto come semplici contorni marginali delle copritrici varie del corpo 
e delle ali. Queste hanno poi le remiganti col vessillo interno fortemente segnato a fascie 
nere, limitanti spazi chiari che arieggiano fortemente (juclle dei Falchi, e qualche cosa di 

7 



50 G. MARTORELLI. 

simile vedesi anche sulle rettrici. In alcuni però tutte le macchie vanno scomparendo, o 
liduconsi di molto, come nel Nestor produdits, in cui si raggiunge un certo maggior grado 
di specializzazione dei colori, mentre nel ]\'. meridional is questi sono assai poco netti e 
separati e nel N. nofabilis domina uniformità di tinta verde-olivacea sporca. 

Nelle Loriidae le macchie sono assai più limitate ; di carattere, in ogni caso, diverso 
da quello dei Nestor e pertanto degne di esser considerate. 

Trovo in primo luogo le macchie lineari chiare che occupano profusamente le copri- 
trici del corpo in alcuni Chaìcopsitfaciis (C. Hcintillatus, C. chlofopterus) e che non hanno 
la solita distribuzione in linee simmetriche, osservata nei Passeri formi, non meno che nelle 
Ficariae, ma piuttosto una direziono sola, uniforme, dal mento sino al basso ventre, e ciò 
a mio vedere, non costituisce una piccola differenza fra gli Psittaci e gli altri ordini di 
uccelli sin qui esaminati. 

Anche le macchie marginali sulle parti antero-infcriori della Eos rubif/iiwsa non rispon- 
dono alla solita simmetria, ma si vedono succedere come ad onde parallele fra loro ed uni- 
formi, dal becco sino all'addome. Lo stesso osservo nelle marginature del collo e della fascia 
toracica della curiosa Eos fuscata in cui si verifica quel singolare caso di dicroismo di cui 
già si sono occupati vari Ornitologi ed io medesimo. {The Ibis, January 1897 p. 60.) 

Negli altri Eos poco trovo di notevole e così pure nei gen. Lorins, CaUiptiliis, Vini, 
Coriphilus. 

Nei Trichoglossus le marginature di colore nelle parti antero-inferiori hanno sempre 
il medesimo andamento a zone parallele regolari, ma è manifesta la tendenza nelle varie 
zone a congiungersi per formare spazi di colore unito, diverso da quello in mezzo a cui si 
formano. Questo mi è dimostrato, nel modo più evidente, dalla splendida serie di esemplari 
di varia specie ed in vari stadi, o gradazioni, che ho dinanzi, e in cui è facile scorgere la 
gradazione perfetta tra le specie, o gli individui, in cui le regioni: giugulare, toracica e 
addominale, sono gialle, o rosse, uniformemente, e quelle che lianno sempre più estese e nu- 
merose marginature trasverse, fino ad arrivare a quelle in cui quasi tutte le parti inferiori 
sono occupate dal colore piìi intenso, od oscuro, che si ottiene per la fusione delle macchie. 

Così, nella serie che ho presente, dal Trichoglossus n. hollandiae, in cui i maschi 
ailulti hanno il minimo di macchie marginali trasverse, o anche nessune, si passa alle specie 
T. niassenae, T. nigriguìaris, T. cyanogrammus e T. ornatus che sono in condizioni in- 
termedie, e si giunge sino al bellissimo T. rosembergii in cui si trova la massima fusione 
di macchie in un esteso ed intenso bleu-violetto. 

Si verificano dunque per le macchie formate di pigmenti colorati quelle stesse fusioni 
ed intensificazioni che abbiamo già incontrate così numerose per le comuni macchie di 
pigmento nero e, per Hon arrestarmi ad un solo caso, ricordo ancora quanto avviene fra 
gli Psitteiitvìes, nei quali le macchie marginali sono appena un po' più incurvate e danno 
quasi un aspetto squaniiforme; esse sono di un bel verde-erba, su fondo giallo; questo anzi 
(|uasi unicamente campeggia nello Psitteuteles euteles, ma nelle altre specie tali macchie 
marginali tendono a determinare col loro accrescimento e col loro riunirsi 'la sostituzione 
del verde al giallo. 

Nella curiosa Ptilosclera versicolor vi sono attorno al capo e sulle parti antero-inferiori 
una quantità di macchie lineari piccole e chiare, che non manifestano orientazione più de- 
cisa di quella dei Chalcopsittaci, ma sono invece uniformemente sparse, e. lo stesso osservo 



LE FORME R LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 51 

per le altre macchie lineari gialle che vedonsi isolate in altre specie, come sul petto e sulla 
cervice della Hypocltavmosyna ivl/ìiehiìi/ìac e sulla regione auricolare della //. placenf;, 
H. rubronotata e H. cordoana. Ammesso che queste due ultime specie siano veramente 
distinte; il che ini sembra assai difficile a dimostrare. 

Nel C/ianììosijìiopsis pìilcheìlìis poche strisce gialle analoghe, sull'addome, mostrano 
ancora una volta come un carattere, difì'uso in origine in qualche specie, quale la forma 
di macchie lineari della sunnominata Ptiloschlera versicolor, possa venir utilizzato come 
distintivo specifico, divenendo circoscritto, ossia limitato ad una qualche ristretta parte 
del piumaggio, e originare poi per successive modificazioni e perfezionamenti, certe mac- 
chie continue e a disegno ben determinato e costante, come quelle che caratterizzano i 
fianchi e gli ilei di varie Charmosunae. 

Così, mentre nella C. josephinae le macchie gialle sugli ilei sono ancora separate, 
ma raccolte in una superficie limitata, nella C pajpiiensis sono fuse insieme, formando una 
larga macchia cospicua, e rappresentano, secondo me, un efletto ultimo raggiunto colla 
vaiùazione. 

Infatti la C- papuensis sembra veramente aver raggiunto uno dei i)iìi alti gradi di 
specializzazione, nel quale appunto consiste la sua grandissima bellezza. 

Di non diverso genere sono le piccole macchie lineari, bianco-violacee, che veggonsi 
sulle gote dei graziosissimi Orcopsittaciis arfaki e le altre simili della recente specie 0. 
grwndis figurata nella splendida Monografia delle Loriidae del Mivart. (St. George Mivart 
A monograph of the Lorics, p. 187. London 1896); e così pure le macchie allungate delle 
gote e del vertice del Neopsittaciis muschenbroeli ; le lunghe strisce gialle mascellari e 
gulari del Cyclopsitfocus salvadorii e del C. cervicalis in cui le piume così macchiate fi- 
niscono per produrre una sorta di ciuffi ai lati del collo, mentile in altri Ci/clopsitfaci (C. 
gulielml III, C. siiavissimus, C. ìuelanogenys), sono piuttosto notevoli le due macchie 
nere, in campo bianco, sulle guancie. 

Le Lnriìdae adunque ci offrono importanti fatti a considerare per lo studio delle 
macchie, benché ne esse, né molti altri Psittaci, siano veramente fra gli uccelli in cui le 
macchie hanno maggior sviluppo e varietà. 

Tra le Cacatuidae sono da notare le specie del gen. Culyptorhymhus per le spiccate 
marginature semiluiiari, bruno-cineree, in cima alle piume, come nel G. bandini o giallo- 
zolfine, come nel C. fu/ieìrns. Li ambedue poi i larghi spazi bianchi, o citrini, sulla regione 
temporale, costituenti forse distintivi specifici. Ricordo ancora le piccole goccie bianche 
sparse sul nero piumaggio del C. bnnksì e, in tutte poi, le fascie nere trasverse sul coIop 
chiaro della coda {C- hachii ed altri). 

Anche nel singolare Callocephaìoii galeatiim vi sono complesse macchie marginali, 
sopratutto durante il primo abito e sembra evidente in questa specie l'origine da qualche 
altra in cui anche i maschi avevano le parti anteriori rosse; giacché in questa il maschio 
adulto manca del rosso che si osserva, piii o meno esteso, accanto alle marginature bian- 
chiccie dei giovani e delle femmine. 

Tralascio le specie dei generi Cacatua, Liriiiffis e Calopsittacus le cui macchie 
gialle e rosse appaiono, come distintivi sessuali, oppure specifici, e vengo alla famiglia 
seguente. 



52 G. MARTORELLI. 



PSITTACIDAE. 



Tra queste sono in primo luogo le Nasìterninae, che però non interessano l'argomento 
mio più che non facciano le Arae, i RhyncJwpdttacus, Conurtis, Conuropsis e Cyanolyseiis, 
nei quali tutte le macchie, piìi o meno cospicue, di colore vivace, considero, al solito, come 
segni di riconoscimento fra specie, allorché sono nei due sessi; o come distintivi sessuali, 
quando sono nei soli maschi, o nelle sole femmine. Solo nella GnathosUtaca ictcrotis noto 
una iniziale tendenza alle macchie per il nereggiare degli steli sulle piume delle parti 
inferiori, come avviene in alcune forme di altri gruppi di uccelli, dopoché le macchie 
scompaiono. 

Osservando VlJpììicogìiafJins ìepforhynclms scorgo una tendenza anche più decisa, anzi 
in certi individui realizzata (sulle piume del vertice), a produrre macchie marginali o, con 
un forte ingrandimento, si vede infatti in una parte delle copritrici, che nella estremità 
delle barboline terminali si infiltra, a grado a grado, il pigmento nero, sino a formare 
una macchia marginale assai spiccata, sebbene non abbia contorni molto netti : ciò è spe- 
cialmente visibile nello spazio tra la fronte e la nuca, ma si osserva anche sul dorso, sulle 
ali e alla base del collo. 

Nella affine Microsittace ferruginea questo fatto è anche più accentuato, giacché le 
marginature sono più decise su tutte le copritrici superiori e inferiori del capo e delle ali. 
Se poi considero il gen. Pyrrhnrn, trovo sul capo della P. cruentata, macchie centrali nere, 
orlate di fulvo, che non hanno neppur più carattere psittacino, mentre in altre s[)ecie, come 
P. vittata e P. ìeucotis, formano sulle parti anteriori macchie bianchiccie, o gialliccie, 
listate di nero e, nel tempo stesso, dietro il collo e sul capo, tendono a formarsi margina- 
ture nere nel modo descritto per Y Henicognathus. Macchie di questo genere noto anche nel 
gen. Myopsitfacus, sulla parte anteriore del collo. 

Nei gen.' Psittacula e Brotogerys non vedo che segni distintivi di colore ; ma nel 
Bolborhynchus lineolatus le marginature nere, su quasi tutto il corpo, acquistano un carat- 
tere speciale, avendo forme varie e ben definite e costituendo sull'ala caratteri distintivi, 
come la larga macchia nera sulle copritrici e le grosse goccie sopraricordate. 

Il tipo di macchie marginali oscure, o nere, è tuttavia il più comune sin qui incontrato 
nei Pappagalli, e nelle numerose specie del gen. Chrysotis diventa un carattere veramente 
generico, diffuso a tutto il corpo, o limitato, per riduzione, a qualche parte di esso. Anche 
(jui é evidentissima la formazione graduale delle macchie marginali nere che appaiono 
dapprima come finissime vermicolature, le quali, a grado a grado, si fanno più estese e 
più intense, sino a fondersi tra loro, producendo una netta macchia marginale nera semi- 
lunare. 

Delle altre macchie, cioè quelle di colore, gialle, rosse, o azzurre, dei Chrysotis, non mi 
occupo, appartenendo alla solita categoria dei distintivi specifici, o sessuali. 

Marginature analoghe, ma firmanti angolo più acuto, si incontrano nei Pionns, ed è 
poi curioso, in questo gruppo di forme, il Pachynns hrachywKs in cui solo si vedono ai 
margini delle ondulazioni scure, specialmente sul capo, collo e dorso, senzachè il pigmento 
riesca a convertirle in macchie marginali decise, almeno nell'esemplare che ho presente. 



LE FORME E LE SIMMETRIA] DELLE MACCHIE NEGTJ UCCELLI. 53 

Si trovano maccliie pure sul capo e sul eolio del Gi/popftitfaciis iHtlfurinìis e sul ventre 
del geu. Caicn e, allo stato di semplici sfumature scure centrali, nel gen. Poeocephalus e 
nell'odierno gen. Fsittaciig; mentre nei Coraco-psis domina un color cupo uniforme, e nel 
Dasypfihis pesquefl il nero del collo e del petto è fortemente marginato di bruno-cinereo. 

Nelle Paìaeornithìnne vi sono soltanto spazi di colore spiccato, su fondo generalmente 
verde, ma anche diverso, come ad esempio nel gen. Eckcfìis e Geoffroi/us; mentre nel geii.- 
Prioiìifì/rìis mancano pure queste, e anche le macchie nere sul fondo giallo-verde del gen. 
Tani/f/natìnis non a[)paioiio die quali distintivi s[)ecifiei; lo stesso ritengo per gli spazi di 
colorr del capo, le maschere ed i collari, spesso spiccatissimi, di molti Pahicoriiis, dei 
Poluleli^, Piistcs, Aprofiiìiictiis e Pi/rrJiii!opsis; talché si giunge sino al gen. l'sitlaccìla in 
cui la P. hrehmi ha macchie nere toraciche ben sviluppate ai margini del petto, sul fondo 
giallastro, e la piccola P. modesta ha marginature i)iìi incurvate. 

Invece nei gen. PsiUinus, Boìbopsittacus, Agapornis e LovìcìiIìis, non vi sono più che 
macchie di colore e lo stesso può dirsi anche dei Plati/ccrcìis, Barnardìiis, Psepliofiis, 
Neophema, Ci/anoì-ììantp/uis, Ni/ìiipììiciis o Nanodcs, finché si giunge alle macchie trasverse 
marginali sulle parti superiori e le ali del Melopsittanis i/ìididafiis, che forse sono ])rotet- 
tive, come ritengo per certo lo sieno quelle, assai complesse, del Pezepovus formosus. Queste 
sono distribuite su tutto il corpo, nettamente disegnate e disposte con una simmetria che mi 
appare nuova fra i Pappagalli e tuttavia non bene corrispondente a quella in linee diver- 
genti verso i due lati del corpo, così largamente diffusa tra i Passeriformi, mentre le macchie 
dei Pezeporus sono distribuite in linee parallele, parte longitudinali, parte trasversali. 

Nelle maccliic di questa specie è notevole anche la separazione di colore tra il centro delle 
penne e la periferia, interponendosi il pigmento nero delle macchie in varie parti del corpo. 

Del gen. Geopsittacus non ho veramente esemplari, ma, giudieando dalla eccellente fi- 
gura che ne dà il Grould nell'Opera " Sugli uccelli d'Australia, „ vi sono macchie di genere 
identico a quelle del gen. Pezeporiis. 

Restano finalmente le Stringopidae, rappresentate dal singolarissimo Sfringops hahrop- 
fiìiis, in cui le macchie sono molto abbondanti, accentuate e variformi e tra mezzo ad esse 
certi spazi centrali chiari che danno al piumaggio di questo uccello uno spiccato carattere 
mimetico verso le Striges, reso anche maggiore dalla natura e disposizione delle piume setolose 
ricoprenti il becco; senza che per questo si possa credere ad alcuna parentela verso di quelle. 

Gli Psittaci, pur formando un ordine omogeneo e distinto, in tutto il complesso dei 
loro caratteri morfologici e biologici, appaiono piuttosto affini alle Picariae che a qualsiasi 
altro ordine, come ha opportunamente sostenuto lo Sharpe nel lavoro già citato sulle 
" Classificazioni degli uccelli „ (pag. G5) e lo studio delle loro macchie non mi conduce a 
diverse conclusioni. 

Ord. COLUMBAE. 
Fani. Treeonidae. 

L'ordine delle Colombe è anch'esso fra i più poveri di piumaggi macchiati, anche nelle 
forme nelle quali il colorito non raggiunge una notevole specializzazione; come, ad esempio, 
quelle spettanti all'avifauna Europea ; tuttavia le macchie non mancano neppure tra esse e, 
se non appaiono guari notevoli dal punto di vista della selezione naturale, perchè non soikj 



54 G. MAETORELLI. 

in generale abbastanza numerose e spiccate da dar luogo a dei piumaggi di carattere de- 
cisamente protettivo, pure per singolarità di disposizione (^ di foi'nie e perfezione di disegni 
raggiunta, meritano di essei'e particolarmente considerate nel presente lavoro. 

Cominciando dalle Trerorinae, trovo in esse solo macchie di colore, o sessuali, o di- 
stintive delle specie, come la fascio 'apicali chiare alla coda, ma nessuna macchia margi- 
nale, centrale, sulle copritrici delle varie parti del co)'po, come nei gruppi già descritti. 
Lo stesso può dirsi per le Ptiìopodinac e le Carpop/iaginae in generale; senonchè vi sono 
in queste due ultime sotto famiglie certe macchie speciali meritevoli di attenzione, mas- 
sime nel numeroso e splendido gen. PtUoirus in cui prendono la forma di collane, o spazi 
semilunari affatto caratteristici. 

Ono dei migliori esempi ce l'offre lo Ptiìopus roseicoìlis in cui nei due sessi formasi 
una larga fascia bianca toracica, più estesa nel maschio: ora questa fascia si ottiene col 
graduale estendersi del margine bianco delle piume alla base del collo, mentre il rosso vino, 
che occupava prima la seconda metà della penna, si va restringendo e forma una semplice 
fascia, che a poco a poco sparisce; ma poi in cima al bianco apparisce il nerastro, che va 
rapidamente succedendo al bianco e che limita la collana. 

Sezione schematica dello spessore delle piume alla base del collo : 



'/ Strato roseo della superfìcie del collo. 

,, , , .. 1 1 ti 1 1 11 • r ÉSISS^-'^/^ Zona delle piume rosee a niarffini bianchi 

Strato bruno torriinto dalla base dello piume U àSuww M * k 




'1/ 3 Zona ohe forma la collana bianca. 

ft Zona a margini verdi-scuri. 

5 Zona cinerea 

l'tilopus roseicoìlis. 

Nella femmina vi è solo una differenza di colore, per la minore intensità. 

Anche nello Ptiìopus rincfiis le ultime piume bianche confinanti col nero hanno solo 
bianco il margine e l' interno è scuro : le prime piume nere hanno l'apice bianco e così il 
passaggio avviene istantaneo, dal bianco del torace al nero dell'addome. Esattamente nello 
stesso modo avviene il salto fra il grigio e la fascia addominale bleu-nera e il bianco del 
basso ventre nel bellissimo Ptiìopus svperbus nel quale inoltre lo stesso fatto si verifica 
ancora in modo evidentissimo ai confini del color purpureo del vertice col verde dell'occi- 
pite, e così sugli' ilei, per quanto riguarda le fascie bianche confinanti nettamente col 
verde. 

Non diversamente nell'elegante Pfiloptis pidchcJlìis avviene il jiassaggio tra la spic- 
cata macchia pavonazza dell'addome ed il bianco grigio del petto, e tra la macchia rosso- 
vinata del vertice e il verde che la circonda. Ugualmente si stacca la macchia pavonazza 
sulle copritrici piccole dell'ala, nello P. ornattis, dal grigio delle copritrici medie che la 
limita. Così la fascia semilunare bianca, alla base del collo dello P. miqneti, mirabilmente 
definita per i suoi sottili orli di un verde cupo indicanti un estremo grado di evoluzione 
raggiunto. Lo stesso avviene nello P. rivolii e P. prasinorrìious per le macchie violacee 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 55 

(lei capu e per la solita collana scmilunare bianca, e lo stesso ancora nel singolare P. bellus, 
noi (luale la bianca mezzaluna si complica |)er una larg;x zona di color g-iallo d'uovo noi 
mezzo che degrada in basso col bianco e rassomiglia un mezzo tuorlo d'uovo sodo. Questo 
carattere anzi appare anche più perfezionato nel graziosissimo P. speciostis per il netto 
confine tra il giallo ed il bianco sottoposto. 

Nello splendido V. melanocephalus il medesimo distacco si vede ai confini del nero col 
cenerino del capo, e del verde col color vivace giallo-arancione del sottocoda, circondante 
nettamente il vivo color porpora delle ultime sotto caudali. Analogamente ancora si otten- 
g'ono i netti confini della viva macchia pavonazza sul collo dello P. vlridis e dello /'. iiuts- 
schciiibroeìiii. 

Lascio da parte le meravigliose Chrjisd'nas, e della Drepanopiila holoserkea solo ricordo 
la fascia addominale nera e bianca: accenno alla singolarissima larga macchia sanguigna 
a mezzo il petto della Megaloprepia formom e la larga macchia mediana pavonazza 
delle altre Mcgcdoprepiae. 

Tra le molte specie del genere Carpophaga, mancanti in generale di macchie qualsiasi, 
segnalo soltanto la stretta, ma spiccata fascia nera sul petto della C. zoeae e le macchie 
bianche degli ilei e del crisso, su fondo atro-pui'pureo, nonché la spiccata zona caudale 
bianca delle specie : C. loestermanni, C. pinon e C. miiUeri, nella quale ultima è anche da 
notare il vaghissimo e strano disegno delle macchie nere del collo. 

Si potrebbero ripetere presso a poco le stesse cose riguardo ai generi Lopholaeiìius 
ed Hemiphaga. 

Fam. COLUMBIDAE. 

La sottofamiglia delle Columbinue comprende i)er primo il geiL Gyinnophaps [)rivo di 
macchie e perciò mi soffermo invece al gen. Coluniha che presenta specie dal piumaggio 
in qualche modo macchiato, segnalando in primo luogo la più volgare fra esse, cioè la 
Coliimba livia e le sue innumerevoli razze domestiche. 

Nella C. livia |iura, cioè quale si trova ancora allo stato selvaggio sui littorali del 
Mediterraneo, le macchie si riducono alle due spiccate bande nere parallele che fasciano 
l'ala attraverso le remiganti secondarie e terziarie. Queste due bande non sono esclusiva- 
mente proprie della C- livia, poiché si trovano, in una condizione molto piìi imperfetta, nella 
C. oenas, ed in altra specie esotica, la C. leuconota, invece di due sono quattro ; ma in 
niun'altra delle specie che ho esaminate ne vedo traccia e non riesce quindi comprenderne 
l'origine. Ritengo però che sia questo un carattere di riconoscimento della specie, poiché 
mi ricordo quanto mi apparivano spiccate, anche nei voli più rapidi, queste due ftiscie 
nere, allorché io cacciavo i colombi selvaggi lungo le coste cavernose della Sardegna 
e come facilmente si distinguevano per la maiicanza di ciuesto carattere gli individui di 
C. oenas che si trovano spesso mescolati nei pascoli colla C. livia medesima. 

Non sono poi meno degne di nota le variazioni che presentano queste due fascie nelle 
razze domestiche, ma esse sono tanto numerose, sia per alterazione di colore, come per 
modificazioni del disegno, che è necessità accennarle solo in modo generico. Infatti in al- 
cune varietà divengono di color marrone, o caffè scuro, o cannella, ed in altre si conver- 
tono addirittura in due sbarre candide, mentre tutto il piumaggio, eccetto un largo spazio 



56 6. MARTORELLI. 

semilunare bianco a riflessi iridati, sul petto, ò divenuto nero lucido: in altre razze, pur 
rimanendo le fascie;, queste non son più uniformi, ma formate dalla continuità di macchie 
bianche, o grigio-perlacee, ad occhi, contornate di nero, e così via dicendo. 

Anche la fascia caudale nera normale può facilmente venir sostituita da una netta 
zona, fascia bianca, circondata dal nero, o dal grigio-azzuriognolo, ecc. ecc. 

Per amor di brevità non mi fermo neppure a descrivere le numerose macchie bianche, 
d'altro colore, della C. gitinca, ('. incazuro, C. argiiafrix, C. ìeucocephala, ('■ squamosa, 
(l speciosa, ecc., in tutte queste apparendo sempre le macchie solo come distintivi specifici, 
di cui ricordo ancora uno dei piìi evidenti esempi, la C. torquafa, o comune Colombaccio, 
del quale si distinguono molto da lontano le due macchie bianche delle ali e dei lati del 
collo. 

Macchie di forma diversa appaiono pure ti'a le Zenaidinae: come quello a fascie tra- 
sverse assai fitte sul petto e addome del gen. Macropiigia; le macchie caudali dei generi 
Rcinivardlocnas ed Edopistes. Ma più degne di nota per me sono certe piccole macchie 
di un color nero-bleu, intenso ai lati del collo e dietio 1' orecchio nei gen. Zenaldura e 
Zenaida, poiché esse appaiono evidentemente come uno stadio incompleto, o preparatorio, 
delle macchie più grandi e più complete che tendono a formare la collana interrotta ca- 
ratteristica delle Tioiiirinac. 




Zenaidii maculata. 

E qui non posso passare sotto silenzio una delle specie più co|>iosamente e singolar- 
mente macchiate della intera famiglia, la Nesopella galapagoensìs ; ma in tutto il suo co- 
lorito, relativamente fosco, questo uccello partecipa del carattere generale dell' avifauna 
delle isole Galapagos. 

Singolare è poi la macchia bianca su ciascuna ala della Melopelia leucoptera, distintivo 
specifico analogo a (juello del nostro Colombaccio. 

Nel gen. Turtur i giovani hanno piumaggio che appare macchiato, perchè i margini 
chiari delle piume ne 'circoscrivono la parte oscura centrale, e l' effetto ne è veramente 
protettivo; forse anche nei generi più affini avviene lo stesso. Negli adulti però le mac- 
chie cospicue si limitano a quelle formanti le collane, intere o interrotte, a seconda delle 
specie, formate di piume regolarmente disposte a squame, talora nere, orlate di cenerino. 
Nel Tiiìiìir ch'uiensis tale collana raggiunge uno sviluppo molto considerevole. 

Nelle Geopeliinae predominano invece le fascie sottili e le macchie seniilunari, o squa- 
mvhvmi {Scarda fella squamosa e (■hamaepelia passerina); mentre macchie particolari distin- 
tive sono nei gen.' Peristera e MetviopcHa: tra le Ihabinae si trovano pure macchie assai 
notevoli e con diversità sessuali, come quelle che vedonsi nella piccola graziosa Oena ca- 



LK FOKME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 57 

jìensis. Ili una femmina giovane di questa specie vedo parecchie penne macelliate di bruno 
trasversalmente, avanzo del primo piumaggio. 

Tra le macchie speciali distintive delle specie, sarebbero pure da ricordare quelle a 
colori metallici splendenti, isolate in alcuni punti del corpo, ma specialmente sulle ali, nei 
gon.: Tijmpanistria, C/ialcopelia, Chalcophaps, Calopelia, e specialmente (luelle che splen- 
dono largamente sulle ali del superbo Henicophaps albifrons, ed altre ancora nei generi 
Phaps, Histriophaps, Geophaps, Lophophaps ed Ocyphaps, che per brevità non descrivo, 
non essendo d'altronde molto interessanti per il presente lavoro. 

Per le medesime- ragioni passo sopra alle Geotnjcjoninac in generale (gen. Jlaplopelia, 
Leptoptlla e Geotrygon), solo ricordando la siiigolare macchia sanguigna della Phlogoenas 
litzonica. 

Anche le varie macchie della Leucosarcia picata non si possono considerare se non 
come distintivi specifici e prodotte da notevole specializzazione. 

Nulla finalmente di proprio notevole trovo nei gen.' Eutrycjon, Olidiphaps, Starnoenas 
e nelle aberranti forme del gen. Caloenas e nulla pure nel mostruoso Dkluncuhs slrigi- 
rostris e nelle Gourae. 

Ord. PTEROCLETES. 
Fam. Pteroclidae. 

Se quest'ordine si riteneva già, nel complesso, ben distinto dagli altri, benché per certi 
caratteri si avvicini alquanto a quello delle Columbae e per altri si accosti di preferenza 
a quello delle GalUnae (uova doppiamente macchiate e modo di nidificazione: Sharpe, La-' 
voro cit. sulle Classificazioni), lo studio delle macchie dimostra in esso gli effetti di una 
lunga e separata evoluzione in uno speciale ambiente. 

Mi pare quindi meritevole di particolare attenzione il modo di macchiatura degli 
Plerocletes e per l'abbondanza e per la varietà di forme delle macchie stesse. 

Considerate complessivamente, prevalgono tra le macchie quelle trasversali e a fascie 
e ne risultano perciò frequenti, e specialmente spiccati e perfetti, i disegni di fascie o di 
collane cingenti anche tutto il corpo; onde appare una singolare correlazione, che sarà 
forse fortuita, fra questi uccelli ed alcuni Charadrii, specialmente del gen. Cursorius. Hanno 
infatti comuni con essi questa medesima forma di fascie e collane, in identica posizione e 
sopra un fondo di colorito assai corrispondente, che è anche quello di tante altre forme 
deserticole, cioè viventi nelle medesime condizioni di vita che i Fterodctes. 

Come esempio di queste spiccate fascie nere, basta osservare le specie: Pterodes are- 
narins, P. bicincttis, P. lichtkensteini e P. alchata; mentre nel Syrrhaptes paradoxus ap- 
pajono solo incompletamente formate, giacché i margini neri delle piume toraciche in quel 
punto sono lineari e non si ricoprono come nei precedenti; anzi, tra questi, il P. arenar iits 
e il P. alchata mostrano il lavoro in formazione, per incompleto ricoprimento. 

Nel F. namaqua vi è pure una doppia zona bianca e marrone, analogamente for- 
mata e nascente molto in alto sopra l'ala che ne rimane in parte ricoperta, come del resto 
avviene anche in qualcuna delle precedenti specie. 

Nello stesso P. namaqua poi sono profuse ad intervalli nel piumaggio degli adulti 
certe originali, piccole macchie tonde, argentino-lillacee, di effetto singolarissimo, della cui 
origine per selezione sessuale, non mi sembra che si possa dubitare. 



ss G. JIARTORELLI. 

Alla stessa ori^'ine si debbono pure attribuire i seg'iii distintivi neri sulla fronte e 
sulla gola del P. coronatns (o", ad.) e del P. personatiis (o", ad.); il carattere singolaris- 
simo della macchia nel primo, come più specializzato, apparendo quale una riduzione della 
macchia di forma più comune, che è nella seconda specie. 




Pterocles coronatus. 




Pterocles pereonatus. 



Il complesso delle altre macchie appartiene sopratutto alla forma di piccole zone o 
fascie fitte e fra loro parellele, nelle specie: P. personattis, P. bicindtis, P. lichthensteini, 
P. qtiadricindus, specialmente nelle femmine e nei giovani, e invece solamente nelle fem- 
mine e nei giovani per le specie: P. coronatus, P. namaqua e P. exustus. 

In tutti questi casi le fascie fìtte sono in tutto il corpo, o solamente sopra una parte, 
che è la superiore; mentre le macchie allungate, quando vi sono, come nei giovani P. are- 
narius, P. namaqua e P. exustus e in parte anche nel P. gidturalìs, sono circoscritte alla 
parte anteriore del collo e precisamente in quello spazio che poi diviene unicolore e limi- 
tato nettamente dalle spiccate fascie nere della gola e del torace, come nel P. arenarius; 
oppure tra la fascia toracica e la macchia gialla della gola, a seconda della specie. Simile 
condizione si verifica pure nelle femmine e quindi ha probabilità di essere originaria. (1) 

Se poi si considera il differenziato P. variegatus, si vedono su tutto il suo piumaggio 
(dal fondo in parte ocraceo e in parte isabelliuo e traente al rosso-vinaceo), fitte macchiette 
coniche di un vivo bianco argenteo, mentre su quasi tutto il corpo dell'elegante P. seiia- 
galus, il fondo isabelliuo uniforme è tutto cosparso di macchiette tonde, o bislunghe, del 
colore grigio lucido della grafite. 

Descrivo solo sommariamente le macchie proprie del dorso, groppone, sopraccoda e 
copritrici alai'i, in alcune specie dominando un fitto ed elegante disegno a zone variopinte 
e interrotte da altre nere in forma di fascie, o di margini più o meno sottili; il risultato 
generale essendo sempre quello di ottenere un alto grado di bellezza a scopo sessuale, nei 
maschi adulti, senza perciò produrre un ])iumaggio vistoso e quindi pericoloso. 

Basta osservare il piumaggio superiore di un P. aJchata, o" adulto, o anche di una 
femmina adulta, per comprendere che esso non può essere meno protettivo, nel com- 
plesso, di quello uniformemente lineato per traverso, su fondo giallo-crema, nei giovani 
della stessa specie. 



(!) Simile fatto osserveremo nuovamente in alcune specie del gen. Ilhinoptilus, fra le CÌHiradriidae. 



LE l'ORMR E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 59 

Le stesse cose si possono estendere al Syrrìiapics faradoxus, in cui Io differenze ses- 
suali sono assai accentuate, con forte predomiiianza di macchiuzze di varia forma sul collo 
e tutte le parti superiori, ma, nel 5'. thibetanus, sul capo, collo e dorso, vi è una forma 
di macchie, come sottili vermicolature, che non si incontra in alcuna delle altre specie 
nominate. 

Riassumendo, il piumaggio delle rterodidac ò abbondantemente; e caratteristicamente 
dotato di macchie, sia quali segni distintivi dei sessi, sia di natura protettiva. 

Ord. GALLINAE. 
(Sott'ord. A.LECTOEOPODES, Fam. Tetraonidae.) 

^ I Gallinacei veri offrono pure grande ricchezza di piumaggi macchiati, ma anche in 
essi prevalgono di molto quelli di natura protettiva, specialmente sulle parti superiori, 
che negli uccelli in generale, e in questi in particolare, sono sempre le più esposte, mentre 
le inferiori lo sono assai meno, per l'abitudine prevalente nelle Gallinae di accovacciarsi 
al suolo nei momenti di pericolo. 

Sono perciò queste stesse parti inferiori quelle che presentano di solito le macchie 
di natura più speciale ed anche le più cospicue, particolarmente quelle di origine sessuale, 
cioè distintive dei maschi adulti. 

Ma, per ([uanta sia la varietà delle macchie che ho incontrato, nell' esame fatto del- 
l' intero ordine, non sono riuscito a trovare in esso un qualcFie tipo speciale di forma 
esclusivamente proprio di esso, mentre invece vi si manifesta una spiccata tendenza a 
prodursi un tipo di macchie comuni anche ad altri uccelli, spettanti all'ordine degli Hemi- 
podii^ e a quello dei Tinami, i quali ultimi, malgrado certe loro rassomiglianze coi Per- 
nicidi e nelle forme e negli atteggiamenti, e sebbene abbiano in comune coi gallinacei in 
generale la pterilosi, non si possono tuttavia collocare con quelli in un ordine medesimo. 

Il tipo di macchie al quale alludo, e che mi appare come veramente originario, ò 
f|uello che avrò a designare, parlando del gen. Cotnrnix, e si riscontra spesso nella primis- 
sima veste in varii generi che non lo manifestano abitualmente negli abiti definitivi dei 
due sessi. Esso è quindi bensì il più generale, ma non esclusivo delle Gallinae e, qualunque 
sia l'abitò in cui si trova, è piuttosto proprio delle forme minori, poiché nelle grandi, se 
non manca, vi è rarissimo. 

La ricchezza di generi compresi nell' ordine che sto per descrivere mi obbliga a se- 
guire strettamente la classificazione e comincio colle 

TETRAONIDAE. 

Le due fasi distinte che si verificano in quasi tutte le specie del gen. Lagopiis sono 
troppo note a tutti, perchè sia necessario il descriverle, onde mi limito solamente ad esa- 
minare le macchie che presentano, non senza avvertire che nelle specie di questo genere 
sono molto considerevoli le variazioni individuali. 

Nella fase bianca, invernale, non vi sono altre macchie, se non quelle nere delle redini, 
nel Lagopics miitiis ed alcune altre specie, ma queste due macchie sono evidentemente distin- 
tivi maschili, eppure si conservano anche nella stagione non destinata alla procreazione. 



60 Ot. martorelli. 

Perciò io dubito che servano anche quali segni di riconoscimento tra i maschi stessi, 
i quali, secondo le osservazioni che ho fatto in questi ultimi anni, si raccoglierebbei'o du- 
i-ante la cattiva stagione in branchetti separati da quelli delle femmine; e servono poi quale 
mezzo di riconoscimento per parte di queste, quando ha luogo la formazione delle copi)ie, 
cioè alquanto tempo prima che l'abito nuziale oscuro sia costituito. Non devesi perù dimen- 
ticare che in alcune specie, per esempio il L. aìbiis, questa macchia manca in ambedue i 
sessi; essa quindi potrebbe anche non essere altro che un principio di differenziazione 
maggiore verso l'abito più macchiato delle forme più meridionali del genere. 

Checché ne sia di ciò, dal punto di vista dell' argomento che sto trattando, il mas- 
simo interesse sta nel piumaggio estivo, nel quale, malgrado una grande varietà appa- 
rente di macchie, prevale sempre di molto, come tipica, la forma di piccole fascie parallele 
trasversali, su fondo rosso-fulvo, o marrone (Lagopus scoticns, L. alhiis), o su fondo ful- 
viccio, grigiastro (L- midìis ed altri). 

Nei giovani le macchie scure sono meno regolari e meno uniformi e, oltre ad esse, 
spiccano molto altresì le marginature chiare o bianche, spesso con macchie apicali, mentre 
negli adulti le strisce parallele si fanno più rettilinee, più fitte ed uniformi; del resto vi 
ò un forte grado di varietà individuale di cui, come già ho detto, bisogna tener conto. 

Anche la lanuggine dei pulcini è molto macchiata, ma senza differenze sensibili tra 
quelli delle varie specie, avendo tutti il vertice bruno-castagno, fiancheggiato di nero e questo 
di bianco, o di gialliccio, ed in tutti essendo la medesima direzione di strisce scure sulle 
gote, sul collo e sul dors»; prova evidente dell'unità di origine, se pur ce ne fosse bisogno. 

Nelle condizioni transitorie tra 1' una e l' altra fase servono poi come macchie, per 
quanto irregolari e disuguali negli individui, le piume, comunque macchiate, od anche 
oscure unicolori, di alcune specie, spiccanti sul piumaggio bianco, e l'effetto protettivo si 
può ragionevolmente presumere che sia il medesimo. 

Anche il Lymrus tetrix è assai notevole per le sue macchie nella veste della femmina 
e dei giovani, mentre quella dei maschi adulti è grandemente differenziata. 

Nelle femmine e nei giovani mi appare evidente la corrispondenza col piumaggio dei 
Lagopus, con assoluta prevalenza di macchie a fascie trasversali piuttosto fitte e parallele, 
talora miste a vermicolature e, questo medesimo tipo di macchie conservandosi anche negli 
ibridi, mostra essere veramente originario. 

Inolti-e, esaminando attentamente diversi esemplari che eransi considerati come varietà, 
mi è sembrato vedervi invece dei casi di reversione verso il piumaggio originario mede- 
simo, poiché si continua nell'abito dell'adulto la condizione dei giovani, più o meno spic- 
catamente, e si vedono ancora le medesime macchie. Anzi in alcuni trovo assai signifi- 
cante la presenza di larghi spazii bianchi che avevano fatto credere ad un albinismo par- 
ziale, ma che, per la posizione che occupano e per 1' aspetto che hanno, fanno nascere il 
sospetto che accennino ad una tendenza ad assumere un piumaggio bianco protettivo, cioè 
invernale, corrispondente a quello dei Lagopus, non però completamente conseguito. 

Ciò osservo in quattro maschi e due femmine adulte, mentre, di tre altre femmine, due 
sono corrispondenti al piumaggio del Lagopus scoticits ed una sola ha vero e proprio ca- 
rattere di isaheUismo affatto pronunziato. 

La prova che vi è qui una tendenza al piumaggio bianco, potrebbe essere questa, che 
il bianco appare, in tutti questi esemplari, sopratutto sulla gola e sul mezzo del collo, del 



LR FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



61 



petto e del ventre, sui tarsi-metatarsi, e si estende poi sopratutto sulle ali; cioè precisa- 
mente sulle stesse parti che sono bianche pure nell'abito estivo dei Lagopus, (1) 

Nei casi di vero albinismo, dei quali ho pure esaminato qualche recente esempio, 
come un rf" adulto ucciso quest'anno in Lombardia, le maccliie bianche erano sparse irre- 
golarmente sul groppone e sul dorso in mezzo alle piume normalmente colorate. 

Nei novelli di pochi mesi il piumaggio è fortemente listato di nerastro, su fondo fui- 
viccio: solo sulle ali osservo lunghe macchie bianchiccie lineari, lungo gli steli, quali si 
incontrano così sovente in altri gallinacei. Anche le macchie sulla lanuggine dei pulcini 
dimostrano la corrispondenza fra i due presenti generi; onde mi sembra probabile che i 
LyrwHS siano derivati da qualche forma grandemente simile agli attuali Lngopus. 

Anche il L>/rams mlokosietviczi, giovane, ha la macchia bianca sulla gola, circondata 
da altre nere marginali. 

Questo medesimo tipo di macchie a fascie trasversali si trova ancora nei generi Te- 
trastes e Bonasa, come nei giovani e nelle femmine del Centrocerois urophasianus, e di- 
venta poi spiccatissimo e permanente nel piumaggio del Tympaniichns cupido. Nel Cana- 
chites canadensis esiste pure, ma frammisto a spiccate macchie bianche trasversali, spe- 
cialmente nei giovani e nelle femmine in cui è veramente cospicuo. 

Quanto al Centrocercus uropliasiamis è anche costante nei maschi adulti il lai'go spazio 
nero a ferro di cavallo sul basso ventre e dominano sulle ali e sui fianchi le macchie bian- 
chiccio lineari lungo gli steli. 

Merita poi menzione il piumaggio del gen. Pediocaetes, nel quale prevalgono le mac- 
chie allungato sulle parti antero-inferiori degli adulti, mentre nei giovani si hanno mac- 
chie trasverse sulle quali spiccano lunghe strisce bianche mediane, produccndo un aspetto 
simile a quello che hanno le parti superiori nella quaglia e che si incontra in tante forme 
diverse da potersi considerare come originario, o fondamentale, per i gallinacei e per altri 
gruppi ancora, come i Tinamidi ed Emipodii. 

Perciò questo genere Americano di Tetraonidi mi appare veramente il più vicino alle 
condizioni primitive, come quello che manca affatto di un jnumaggio ben differenziato, o spe- 
cializzato, anche nell'età adulta, contrariamente a quanto osservo nei generi Lyrttrus e Tetrao. 

PHASIANIDAE. 

In questa ricchissima famiglia la varietà dei piumaggi ò tale che conviene limitarsi 
ad alcuni tipi e tra questi, nella classificazione adottata dal Grant (Dott. Ogilvic Grant, 
Cat. Brit. Mus., voi. XXII), primo si offre il curioso genere Lerwa che meglio di ogni 
altro, e per le forme e per le sue abitudini alpestri, sembra avvicinarsi alla famiglia ante- 
cedente, pur presentando differenze considerevoli nei caratteri particolari. 

In esso due tipi di macchie: quelle a piccole e fitte fascie trasverse, dominanti sulle 
parti superiori, e un po' anche sulle inferiori, e' le macchie bianche sui lati delle piume 
castane, ben specializzate, dell'addome. 



(1) Intorno alle molto importanti mute delle 
piume nei Lagopodi è da raccomandare in ispecial 



modo lo studio fatto dal Grant. {Cateti, of Birds- 
Brit. Mus. Voi. XXII.) 



G2 G. MAETORELLI. 

Quelle superiori pi'oducono un piumagg-io evidcjntemente protettivo, analogo a quello 
estivo dei Lac/ojnis ; le inferiori invece appaiono specifiche, ma sono sulle parti meno esposte 
alla vista. 

Nei generi Tetraophasls e Tetraogaìlus vi sono pure macchie di varia specie pro- 
ducenti nn piumaggio poco vistoso, ma esattamente intonato coi luoghi sassosi in cui vi- 
vono nel Caucaso e sulle alte montagne dell'Asia. 

Circa il gen. Caccabis, al quale appartengono le nostre pernici, 1' effetto generale del 
piumaggio è sempre spiccatamente protettivo, poiché le macchie a colori cospicui esistono 
soltanto sulle parti inferiori e laterali che non si vedono, mentre l'animale si nasconde 
schiacciandosi al suolo e mostra solo il dorso ed il corpo di color terreo uniforme. 

Ogni cacciatore sa benissimo quanto sia difficile scorgere la pernice ferma in tale at- 
teggiamento, anche allo scoperto. 

Pertanto in questo genere le macchie vi sono ben spiccate ed originali al tempo stesso 
per forma e disposizione. 

In primo luogo il collare di varia forma ed estensione costituisce un vero distintivo 
specifico e presenta le stesse perfezioni di disegno gradatamente raggiunto, come abbiamo 
visto in molti altri gruppi. Non in tutti gli individui però i suoi contorni sono perfetti e 
l'egolari, ma alcuni presentano frequenti interruzioni e disparità, dipendenti dalle molte 
cause intime che si oppongono al perfetto compimento d'ogni lavoro organico ; nello stesso 
modo che molte circostanze impediscono la perfetta formazione dei ciùstalli nei minerali, 
mentre, quando questi possono cristillizzare nelle volute condizioni, raggiungono una as- 
soluta perfezione. 

Una curiosa variazione osservo in un es. Algeriano di Caccabis lìctrosa nel quale il 
collare è formato da macchie nere sul margine interno e da macchie castane su quello 
esterno, eppure non vi è indizio di ibridismo, (1) ma è una semplice variazione accidentale e 
molto significativa, secondo me, perchè mostra la tendenza generale alla adozione del pig- 
mento nero per la formazione delle collane ; sarebbe dunque un notevole caso di reversione ! 

Non meno notevole, e generalmente più perfetto, riesce il mirabile disegno delle piume 
de' fianchi su cui le macchie nere ad arco vaghissimamente spiccano sui delicati colori 
circostanti: verso questo particolar disegno di macchie non trovo gradazione in alcuna 
delle forme più affini, ma solo una analogia nelle macchie che occupano le medesime 
parti nella comune starna (Perdix cinerea), la quale, forse a torto, si è nella detta clas- 
sificazione soverchiamente distaccata dal gen. Caccabis. 

Nel gen. Ammoperdix le macchie sono molto pallide e si confondono col color grigio 
e l'isabellino dominanti sulle parti superiori. Solo spiccate sono la fascia nera sopracci- 
gliare dei maschi e le strisce nere laterali sulle piume dei fianchi, miste al marrone, come 
nei Caccabis, ma con disegno inverso, cioè longitudinale, e aperte all'apice. Ciò nel ma- 
schio ; nella femmina le macchie vi sono ancora, ma pallide e più uniformemente diffuse: 
poco differiscono sotto questo rispetto le altre due specie A. honhami e A. heyi. 

Gran varietà e ricchezza di macchie offre il gen. Francai inus, ma giova considerare 
sopratutto l'elegantissimo F. viilgaris, i cui maschi adulti spiccano pel nero del collo e il 



(1) La e. rufa non si troverebbe difatti in Africa. (O. Grant, Catal. lì., Voi. XXII, p. 119.) 



LE FORME E LE SIMMETRIE DEI, LE MACCHIE NEfiLl UCCELLI. 



63 



brano cupo dei lianelii, regolarmente sparsi di copiose macchie bianclie ovali, oppure dalla 
forma ovale degradanti nello distinte fascie lungo i margini. Il numero di tali macchie 
sale da una sino a quattro in una medesima piuma ed è poi regolato a seconda della |)0- 
sizione, per modo che le piume verso il centro ne hanno successivamente meno e si forma 
così lo spazio regolare nero puro alla base del collo e sul petto ; quelle verso l' esterno 
della superficie oscura ne hanno il maggior numero e di forma piìi allungata, onde si 
passa gradatamente allo speciale disegno delle piume dei fianchi, nel modo che appare dalle 
figure delle piume isolate, procedendo da sinistra verso destra. Ora tale perfezione di di- 




segno, veramente mirabile, è completa nei maschi adulti, in perfette condizioni, e in nessun 
modo potrebbe ritenersi come effetto del caso, ma bensì come risultato di una vera legge 
di simmetria organica. 




Non mi fermo a considerare le altro forme di macchie in questa specie, ma solo ricordo 
la fitta striatura bianco-nera, trasversale, sul groppone e sopraccoda e neppure descrivo il 
piumaggio delle femmine, di colorito più modesto, ma non meno notevole e complesso per 
varietà e forme di macchie. 

Fra gli altri Francolini ricordo soltanto il F. lathami che ha centri bianchi sulle 
piume nere squamiformi del petto, addome e fianchi, ed il F. perlatus per grande copia 
ed estensione di macchie ad occhi bianco -giallicci. 

Nelle molto altre specie mi limito a rilevare il predominio delle macchie centrali 
chiare, più o meno allungate, e l'aspetto delle parti superiori, imitante il piumaggio delle 
quaglie per le macchie lunghe spiniformi che vi dominano, come per esempio, nel F. le- 
vaillanti, F. gariepensis, F. gutturalis e F. subtorquatus. 

Assai diverso dall'usuale è invece il piumaggio vermicolato e a fascie trasversali del 
F. lìoiidiceriaìuis e del sopracitato F. subtorquatus che ha le parti inferiori a grosse fa- 
scie nere e bianche alternanti. Anche il F. adspersus, ha piumaggio finamente vermicolato 
per traverso, mentre nel F. capensis le vermicolature delle piume si ripiegano ad arco in 
serie concentriche, producendo un piumaggio squamiforme; e presso a poco lo stesso è nel 
F, natalensis. 



6i 



G. MAETORELLI. 



Nel gen. Fternlstci^ domina un disegno più semplice di macchie allungate, centrali e 
anche il piumaggio delle Ehizotcrac, pur essendo più differenziato, è tuttavia protettivo. 

Della comune Starna (Perdix cinerea), non considerando gli spazii di colore caratteri- 
stici dei maschi adulti, e quindi puramente sessuali, basta accennare alle altre macchie, 
vermicolari, o a fiiscie, o spiniformi, che occupano quasi tutto il piumaggio, in alto grado 
protettivo, specialmente nei giovani e nelle femmine ; in simili condizioni è l'affine P. bar- 
bata, malgrado in essa le macchie dei fianchi siano assai più fortemente disegnate e co- 
lorite e la macchia addominale dei maschi decisamente nera. 

Ho esaminato minutamente i varii generi che seguono e, senza riferirne le descrizioni, 
mi basta constatare che, anche nelle forme più diflerenziate, come la splendida Margaro- 
■perdix striata, appare sulle parti superiori una condizione di macchie simile a quella già 
descritta della comune quaglia (Coturnìx communis); cioè macchie bianchiccie, spini- 
formi, regolarmente allineate in serie parallele sul dorso e sulle scapolari, sul groppone e 
sopraccoda; intersecate da fine vermicolature trasversali sul fondo, più o meno scuro, delle 
piume. Nelle femmine invece le piume antcro-inferiori hanno fascie semicircolari concen- 
triche il cui numero è progressivo, come appare dai seguenti schizzi. 




Piume antero-inreriori ili Margaroperdix sii-iala {jp). 



Così si verifica anche nella Perdicida asiatica, nella Microperdix erytkrorhjmlm e in 
varie altre forme ; forse anche negli abiti giovanili, che non ho ancor potuto osservare, 
dei generi molto differenziati: Arboricoìa, Caloperdix, Roìììdus e Mclanoperdix, dei quali 
solo ho sott'occhio esemplari adulti, che imlla mi offrono di notevole dal lato delle 
macchie. 

Ma per ritornare al piumaggio, che considero veramente come tipico e primitivo, 
della Coturnix communis, mi sembra molto notevole il fatto della straordinaria costanza 
colla quale si conserva in esso, malgrado le innumerevoli variazioni individuali, il disegno 
essenziale delle macchie nelle parti superiori e laterali che, studiato in individui viventi 
e perfetti, appare di una mirabile regolarità. In esso le macchie di un medesimo tipo si 
continuano di piuma in piuma, anche per tutta la lunghezza, o larghezza, del corpo, per 
modo che le macchie lunghe, spiniformi, bianco-gialliccie, si allineano in due strisce prin- 
cipali ai lati di uno spazio scuro centrale e sono continue con le due strisce chiai'e la- 
terali del capo, mentre quella centrale si estingue gradatamente sul mezzo del dorso. 
Altre linee secondarie sono parallele a queste sulle scapolari, o sui lati del groppone, e 
tutte poi sono intersecate dalle zone trasversali chiare che interrompono il bruno, o nero, 
del fondo, per modo da produri'e una superficie di colore indeciso e molto variegata, di 
carattere estremamente protettivo. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 65 

Lo stosso risultato producono le macchie delle ali e quelle dei fianchi e dei lati del 



collo. 




l'iumo dorsali di Coturni^ communis. 

In mezzo al viluppo intricato degli steli e dei fili d'erba giallicci, o rossastri, al co- 
lore del suolo, ecc., questo piumaggio è il più perfetto che potesse convenire ad un uc- 
cello di forme così rotonde e così mal dotato pel volo, come la quaglia e, siccome questo 
suo modo di macchiatura è tanto largamente diffuso in altre forme, almeno nelle parti 
superiori, solitamente più esposte, a me parrebbe impossibile il dubitare del suo ufficio 
esclusivamente difensivo e quindi della parte che deve aver avuto la selezione naturale 
nel perfezionare questo piumaggio, e nel renderlo così generale tra le forme viventi in 
identiche condizioni. 

Il disegno normale delle macchie nelle parti superiori della quaglia si conserva anche 
in certi casi di variazioni individuali, come nei melanismi. 

Solo in quella particolar varietà melanica alla quale si diede il nome di Synokus lo- 
doisiae, le grandi strisce chiare formate dalle macchie spiniformi non vi sono più, perchè 
queste macchie medesime si rimpiccoliscono e restringono singolarmente; mentre nei me- 
lanismi ordinarli ancora si conservano ; talvolta senza neppure oscurirsi. Ciò vedo nella razza 
normalmente melanica dell'Africa meridionale, di cui ebbi occasione di osservare presso il 
Salvador! alcuni esemplari, oltre a due del Museo (^ ad. del Transwaal e rf" ad. del capo). 

Nel sunnominato Synokiis ìodoisiae è pure notevole il conservarsi ed estendersi delle 
macchie trasversali che massimamente si sviluppano sui lati e sotto il corpo e, come già 
altri fece avvertire, è veramente singolare la corrispondenza di questa forma di melanismo 
con quella che diede luogo alla pretesa varietà di beccaccino chiamata Gallinago sabinii; 
varietà che in quest'anno medesimo, ho potuto constatare identica in un bellissimo esem- 
plare di P'rullino (Limnocryptes galUmda), ucciso in quel di Pavia, e che mi fu mostrato, 
ancor in carne, dal preparatore sig. Enrico Bonomi. 

Ciò è prova evidente che anche nei casi in cui il sistema di macchie è anormalmente 
trasformato, non lo è mai a caso, ma sempre secondo certe speciali direzioni e maniere, 
anche indipendenti dal gruppo a cui un uccello appartiene. 

Le altre specie del gen. Cottirnix che ho esaminate (C. japonica, C. coromandelica, 
C muta, C. delegorguei, C. pedoralis), non si discostano sensibilmente dal piumaggio 
della quaglia comune, almeno nelle parti superiori, solo specializzandosi in alcune le parti 
inferiori (C delegorguei e C. pedoralis). Ciò pure è significante, massime poi se si tiene 
a mente che le differenziazioni si limitano ai maschi adulti, e che si sarebbe assai imba- 
razzati, ad esempio, a distinguere un giovane, od una femmina, di Coturnix j)edoralis da 
una quaglia comune, qualora non si fosse avvertiti della sua provenienza Australiana. 

9 



6g G. MARTORELLI. 

Anche nella grossa e più differenziata C. novae zealandiae, il sistema di macchiatura 
non varia, solo vi è accentuata una prevalenza delle macchie allungate su quelle trasversali. 

Il vero gen. Si/noectis, malgrado qualche differenza di macchie, ha nelle parti supe- 
riori ancora un disegno analogo a quello della quaglia, ma se ne allontana assai nelle 

parti inferiori. 

Il medesimo fatto si verifica ancora nel gen. Excalfadoria e specialmente i giovani 
e le femmine hanno le parti superiori, per così dire, quaglifornii; mentre, anche a traverso 
al colorito più cupo e specializzato dei maschi adulti, traspariscono abbastanza chiaramente 
le solite macchie. 

Altre forme di piumaggi protettivi esistono pure, che non mi fermo a descrivere ; come 
quelli dei generi Ptilopachis e Bamhiiskola e quello vagamente disegnato di alcuni Gal- 
ìoperdix (G. lunulosus, <f). 

Affatto singolare ed aberrante fra i Gallinacei, è il piumaggio nel gen. Ithayenes (I. 
cruentiis, I. geoffroyi, 1. sinensis) le cui femmine hanno una tinta terrea generale, fina- 
mente vermicolata e sono quindi efficacemente nascoste alla vista dei nemici. 

Dalle forme ora considerate si passa a quelle, non meno degne di osservazione, dei 
Fagiani, e prime si presentano le specie del gen. Trago-pan dalle quali è raggiunto uno 
dei più ricchi e più differenziati piumaggi, in cui il fatto più cospicuo è il gran numero 
di macchie ad occhi bianchi, circondate da un cerchio nero ben delimitato e perfetto. 

La genesi di queste macchie è affatto evidente, se si osservano i maschi giunti a di- 
verso stadio di sviluppo, e l'osservazione riesce anche più facile, perchè in uno stesso indi- 
viduo si possono osservare le macchie di un medesimo genere giunte ad un diverso grado di 
formazione. Infatti è facile vedere, come alle piccole e poco spiccate goccie bianchiccie con- 
tornate di nerastro e quasi disperse tra il colore di fondo grigio-bruno, succedono a grado 
a grado, altre goccie più grandi, sempre più delineate nei contorni, e meglio distinte pei 
colori. Se consideriamo ad esempio il Tragopan melanocepìialus, si vedono sulle sue parti 
inferiori le macchie bianche lunghe, appena contornate di nero, sostituite alla loro volta 
dallo macchie ad occhi bianchi, grandi, circondate dal nero cui succede all'esterno il rosso 
marrone intenso; mentre nella femmina questa trasformazione non ha luogo e resta il piu- 
maggio spiccatamente protettivo, o brunastro, con piccole, ma numerose macchie più scure. 

Tale è pure il piumaggio delle femmine e dei giovani in parecchie delle specie seguenti, 
in grande contrasto colla veste altamente differenziata dei maschi adulti che tutti conoscono; 
e così è del gen. Lophophonis e dei generi seguenti in complesso (Acomus, Loplurra, Lo- 
biophasis, Gennaens). 

Noto solo per assenza di macchie il gen. Crossoptilon. 

Nelle Pucrasiae diviene massimamente spiccata la forma prevalente lanceolata delle 
macchie, che già è accennata in alcuni del Fagiani nominati, e diverso da tutti appare il 
Catreiis imìlichi il cui piumaggio è bensì ricco di macchie in ogni abito, od età, ma queste 
hanno forma imperfetta e carattere di singolare rozzezza, in aperto contrasto colla perfe- 
zione di contorni e di colori degli altri generi. Tra questi mi fermerò a considerare parti- 
colarmente l'attuale gen. Phasiamis la cui specie più volgare, cioè il Ph. colchicns e le 
altre più afdni, mi hanno offerto opportunità di osservare come possa essersi originato il 
piumaggio tanto specializzato dei maschi adulti, studiando certi cambiamenti che si veri- 
ficano spesso nelle femmine adulte, 



LE l'OBME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI tlCCELLl. 6? 

Infatti nei Fagiani avviene di osservavo, più di frequente che in altri uccelli, il sin- 
golare fenomeno dell'assunzione, parziale o totale, del piumaggio dei maschi adulti per 
parte delle femmine, o per sopravvenuta sterilità, o per altra causa. Di queste femmine 
di fagiani passanti all'abito dei maschi adulti, il Museo ne possiede quattro, spettanti parte 
al Ph. colchicus puro e parte al Ph. torquatus; ma, dal punto di vista della formazione delle 
macchio, tale differenza di razza, o di specie che si voglia, non ha importanza alcuna. È 
importante invece il fatto che questi quattro esemplari mostrino altrettanti diversi gradi di 
trasformazione del piumaggio femminile in quello maschile. 

Per brevità mi limito a considerare alcuni punti speciali del corpo e osservo dappri- 
ma come le parti antero-inferiori in un primo esemplare sono poco trasformate per il co- 
lore, ma assai per la scomparsa delle macchie della maggior parte delle penne e vi tende 
a comparire il color rosso cupreo dei maschi, mentre in un secondo esemplare compaiono 
qua e là, e si sviluppano bene, le macchie marginali all'estremo di ogni piuma aventi la 
curva l'ientrante nel mezzo, caratteristica dei fagiani maschi adulti. 

Anche sulle piume del dorso e scapolari io vedo un'analoga conversione, delineandosi 
chiaramente su alcune di esse le macchie distintive dei maschi contornate dal fulvo dorato 
lucido, come in questi. In pari tempo si allunga la coda e si specificano meglio le mac- 
chie di essa a fascio trasverse. 

Nelle due rimanenti femmine la trasformazione sessuale prosegue e, mentre in una il 
colore pavonazzo cangiante del collo appare, ma limitato e sparso, in mezzo al colorito 
femmineo, macchiettato, che si conserva sulle parti superiori, sulla coda e su parte dei fianchi, 
quasi invariato ; nel secondo invece vi è una debolissima traccia incompleta di collare bian- 
chiccio, che separa il verde-azzurro della parte supej'iore del collo, dal colore rosso cupreo alla 
base di questo, regolarmente squamato, come noi maschi adulti ; il dorso è pure nella parte 
anteriore trasformato, mentre il resto delle parti superiori è poco variato e la coda ben lunga. 

Se però è facile questo cambiamento nei colori e nelle macchie, non lo sono altret- 
tanto altri cambiamenti che concernono la forma ; così, dei quattro esemplari, uno solo ha 
una piccola traccia di ciuffi, e nessuno ha le grandi appendici carnose circondanti gli 
occhi dei maschi; il che ci dimostra che questi casi costituiscono vere aberrazioni fisiolo- 
giche, le quali si realizzano nelle funzioni del pigmento e che, se possono indurre diflerenze 
più meno spinte nel disegno e nel colore del piumaggio, che dal pigmento stesso dipende, 
non sono però tali da creare delle parti che non sieno distintive del sesso femminile, op- 
pure vi riescono solo molto incompletamente. 

Da ciò parrebbe ancora scaturire la conseguenza che le funzioni del pigmento tendono, 
anche in questi uccelli, a produrre, come in molti altri, un piumaggio identico nei due 
sessi; ma che in generale questa tendenza ò vinta da altre interne cause organiche in an- 
titesi con essa e principalmente dalle funzioni sessuali che, nelle specie fecondissime di 
questa famiglia, debbono esercitare un assoluto predominio sull'organismo delle femmine 
stesse. 

Frattanto questa probabilità di trasformarsi del piumaggio delle femmine in quello 
dei maschi por graduali, più o meno lente, modificazioni dei colori o delle macchie, mi 
sembra anche mettere in luce il modo col quale si venne gradatamente a formare l'attuale 
veste dei maschi adulti da quella dei maschi antichi, che non doveva esser molto dissi- 
mile da quella delle femmine. 



68 



G. MAETORELLl. 



Tale veste delle femmine con tanta tenacità si conserva uguale nelle varie specie, da 
essere estremamente difficile, e talora impossibile, distinguere quelle di una specie da quelle 
di un'altra, quando non se ne conosca la diversa provenienza geografica. 

Anche nel giapponese Phasianus verskolor, tanto diverso dai suoi congeneri nell'abito 
maschile, la femmina è appena distinguibile dalle femmine di quelli. 

Non ripeterò le medesime cose rispetto ai gen. Chnjsolopìius e accennerò solo alla costante 
rassomiglianza di macchio nei pulcini di tutti i generi nominati di Fagiani e all'aspetto 
qnagìifonne che domina generalmente nel loro primo piumaggio per lo svilupparsi, più o 
meno spiccato, delle macchie chiare spiniformi lungo gli steli nelle parti superiori e sulle ali. 

Malgrado la notevole diversità nelle forme e nel portamento, anche il gen. Galhs 
offre lo stesso contrasto fortissimo tra il piumaggio dei due sessi, e le macchie oftYono 
prevalente il tipo longitudinale, quale si vede, anche nei maschi adulti, sulle lunghe piume 
superiori del collo, e sul groppone del Gaìltis ferrvgineiis e persino sulle parti inferiori nel 
G. lafai/etii, le femmine dei quali hanno il piumaggio caratteristico delle galline domestiche 
normalmente colorite. Solo nel maschio G. sonnerati è notevole la nuova forma di macchie 
ad occhi gialli sul collo e groppone; tuttavia avviene anche nei Galli domestici di incontrare, 
per una apparente aberrazione, tale forma di macchie ed anzi, in alcune razze, diviene affatto 
caratteristica, sebbene non così perfetta come nella specie selvatica ultimamente nominata. 

Anche la femmina del Gaìlns varhts ha il medesimo tipo di piumaggio, sebbene il 
maschio di questa specie sia il più differenziato. 

Non mi tratterrò a parlare del piumaggio occhiuto MVArgo, già illustrato da Darwin, 
nò di quello dei gen. Favo e Pobjiìlectron, pure notevoli per le macchie, ma già molto 
studiati da altri autori, e solo ricordo il modo di macchiature a fitte goccie bianche, ca- 
ratteristico delle Numidae e del gen. Acnjìlium, in cui sono anche eleganti piume lanceo- 
late e con macchie lineari; mentre nel gen. P/msiVZ2<s mancano affatto le macchie sul nero 
piumaggio: neppure mi fermo a considerare le macchie del gen. Melcagris, sebbene vi 
siano assai abbondanti, specialmente nella splendida M. ocellata, preferendo dir qualche cosa 
dei gruppi seguenti, meno generalmente conosciuti, e tuttavia assai notevoli per il presente 
argomento. 

Cominciando dal gen. DendroHyx, noto nelle parti superiori brune, certe macchie chiare 
producenti effetto protettivo e nel grazioso gen. Callipejjla osservo uno splendido effetto di 
macchie marginali a squama perfetta che occupano tutto il collo, petto, fianchi e ventre. 




riunie del petto ingrandite della Callipepla squamata. 



Nulla conosco di più regolare in fatto di disegno delle penne e merita perciò tutta 
l'attenzione, tanto più che un disegno analogo è anche sull'addome del Lophortyx cali- 
fornicus, ma senza raggiungere, ne uguale estensione, nò uguale perfezione. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCTtlE NEGLI UCCELLI. 



G9 



Sui fianchi dell' Oreorlyx pldus si vedono macchie che rammentano singolarmente 
quelle del gen. Caecabis, ossia delle vere pernici. 

Nel Lophortyx gambeli sono da osservare le macchie bianche ellittiche sul fondo mar- 
rone vivo dei fianchi del maschio, corrispondenti a quelle del maschio del Lophortyx ca- 
ìifornicm, più differenziato, in cui si trovano al tempo stesso rappresentate le macchio squa- 
miformi figurate della Callipepla squamata: onde il L. gambeli, avendo macchie allungate 
centrali, più o meno sottili, su tutte le parti inferiori e un colorito generale più modesto 
e più protettivo, sembra essere in una condizione di piumaggio più primitiva, rispetto alle 
due altre forme ora nominate. 

Simili casi si osservano anche nei gen. Eupsychortyx ed Ortyx (1) che non descrivo, 
preferendo ricordare le macchie bianchiccie lineari che producono un effetto simile a quello 
della Quaglia sulle parti superiori del curioso Cyrtonyx montezumae, specialmente nei 
giovani e nelle femmine, in cui, ai lati delle macchie spiniformi centrali, sono anche, come 
nella quaglia stessa, le macchiette a fascie nere trasversali ; ónde la rassomiglianza è com- 
pleta e pertanto nessuna relazione sembra che possa essere tra questo lontano genere ame- 
ricano e il gen. Cotiirnix, ben diverso nelle forme e nelle proporzioni. 

Ma questo piumaggio quagliforme che ad ogni tanto mi si ripresenta in gruppi così 
diversi tra loro, perchè dovrebbe così tenacemente trovarsi, in ispecie nelle femmine e nei 
giovani, se non fosse stato per lungo tempo quello caratteristico delle specie terragnole in 
generale e quindi un piumaggio veramente primordiale ? 

Quanto ho detto pel C. montezumae si può estendere anche al C ocellatus, astrazione 
fatta dalla intonazione un po' più rossiccia del colorito generale. In ambedue poi la cor- 
rispondenza colla quaglia si estende anche allo sviluppo della coda e alle macchie delle 
remiganti. Massimamente differenziato è il maschio della seconda specie che ha macchie 
di forme e colori speciali, dimostranti quanto questi uccelli si sono allontanati, nel piu- 
maggio sessuale, da quello primitivo quagliforme. 

Anche nel gen. Dactylortyx vi ha qualche traccia di questo tipo di piumaggio, ma nei 
gen. Odontophorus e Rhyncìiortyx ci si allontana gradatamente, almeno giudicando dagli 
esemplari che ho dinanzi. 

Fam. MEGAPODIDAE. 

Questa famiglia si distingue affatto dalla precedente per quanto riguarda le macchie, 
mancando queste, nella massima parte dei generi, non solo nella vesto degli adulti, ma 
ancora in quella dei giovani e nei pulcini stessi ; solo appajono delle deboli ondeggiature 
di rossiccio sulla bruna lanuggine delle parti superiori (Megapoditis freycineti), oppure 
poche macchiuzze rossiccie, senza forma determinata e nascoste affatto, alla base di alcune 
delle copritrici più piccole dell'ala. Ciò probabilmente proviene dall'essere questi uccelli deri- 
vati da una speciale evoluzione avvenuta nel continente australiano e nelle isole circostanti. 



(1) Il Rowley figura il profilo àéWOrtijx texa- 
nus normale e di una sua varietà accidentale, 
mostrando come una macchia abituale qual'è quella 
nera gulare ordinaria di questa specie possa talvolta 
mancare, pur rimanendo in tutto il resto normale 
il disegno delle piume. Caso analogo a quello che 



questo stesso autore ricorda circa le variazioni 
accidentali dello spazio rosso sul (iapo del cardel- 
lino. Anche il maschio della C'oli. Turati è senza 
macchia alla gola. (George Dawson Rowley. Orni- 
iìwlog. MiscelL P. 1. n. 2, 1875.) 



70 G. MAUTORELLl. 

Come uniche eccezioni scorgo VEulipoa waìiacei, il quale ha macchie specifiche grigio 
bluastre, alternanti con spazii di color marrone, e inoltre la bellissima Lipoa ocellata 
(li Australia che ha pure macchie di carattere affatto nuovo, numerose, di regolari con- 
torni e distribuite con spiccata simmetria, a giudicare dalla figura che ne dà il Gould 
nella grande sua opera sugli uccelli d'Australia. Anche il bell'esemplare del Museo mostra 
notevole regolarità di macchie, ma esse non hanno la spiccata perfezione di contorni che 
ho notata nella detta figura. Le parti dove le macchie sono più sviluppate ed appariscenti 
sono le ali, il dorso, il sopraccoda e la coda e non vi è alcuna corrispondenza con quelle 
degli altri gallinacei. Originalissime poi sono le piume nere formanti una spiccata zona 
centrale dal collo al ventre, fiancheggiata da lunghe macchie bianche. 

Finalmente ricordo appena le macchie indecise marginali sull'addome dei Catheturiis, 
mentre nei Talegalhis, Aepypodius e Megacephaloìi, non vedo macchie di sorta, nò negli 
adulti, ne nei pulcini. 

Fara. CRACIDAE. 

Questa famiglia offre sopratutto all'esame piumaggi assai specializzati e spesso privi 
affatto di macchie, come nei generi: Ahurria, Pauxls, Mitiia e Chamaepetes, e nei maschi 
di altri, come nel gen. Penelopina, in cui le femmine sono invece fittamente traversate da 
sottili macchie scure e chiare alternanti. Del resto il contrasto tra il colorito dei due sessi 
è assai frequente anche tra le Cracidae, poiché sovente il piumaggio dei maschi è nero 
con macchie bianche trasverse, o fasciformi, e quello delle femmine rosso-fulvo fasciato di 
nero, un po' a zig-zag (es. Crax rubra)- 

Pi'evalgono invece nel gen. Penelope certe macchie bianco-argentine, marginali-late- 
rali, su ogni piuma, analoghe alle macchie apicali, pure bianco-argentine, nel gen. Orlai is 
(Ortalis gidtata), e specialmente poi nel gen. Pipile (P. jacutinga). 

Nella Ortalis leucogastra invece non vi sono vere macchie, ma sul collo, queste sono 
in certo modo simulate per la forma lanceolata delle piume; infine iìqW Oreophasis der- 
hiana si nota esempio di macchie nere longitudinali sugli steli. 

Anche questa famiglia dunque, per quanto limitata per numero di forme, ha notevole 
varietà di piumaggi e affatto suoi caratteristici. 

Nell'ordine degli Opicosthomi, ridotto ormai alla sola singolarissima forma dell' Opi- 
stìiocomiis cristatus, dell'America meridionale, dall'aspetto assai poco gallinaceo e produ- 
cente pulcini nudi, il piumaggio sembra dei più primitivi ed incompleti. 

Infatti mancano in esso le copritrici inferiori della coda, sostituite da un rosso piumino, 
e la disposizione delle copritrici dell'ala non è quella dominante nei veri gallinacei. Le macchie 
consistono in parte nei lunghi centri bianchi sul collo, dorso e parte delle copritrici alari, 
mentre sulle rimanenti spiccano come marginature bianche; in complesso grande semplicità 
di piumaggio. 

Ord. HEMIPODIL 

Quest'oi'dine è, secondo me, assai importante anche dal punto di vista delle macchie 
per le quali offre una spiccata rassomiglianza col gruppo di Gallinacei cui appai'tengono 
la quagha e simili altri uccelli. Perciò l'Huxley (Proceedings Zool. soc. 1868, pag. 303), li 
ha chiamati Turnicimorpkae. 



LE FORME E LE SIMMETEIB DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 71 

Tra queste è sopratutto da considerare il piumaggio del geii. Turnix che rammenta 
molto quello della quaglia nel suo effetto complessivo, tantoché volgarmente è noto sotto 
il nome di quaglia tridattila il Turnix sylvaticus. In questo però non vi sono le macchie 
mediane bianchiccie, spiniformi, come nella quaglia stessa, formanti linee continue, ma 
r effetto medesimo è prodotto, come in altri casi, dal continuarsi tra di loro in lunghe 
linee parallele, i margini chiari spiccati delle piume, sulle parti superiori. Sul mezzo del 
capo vi è pure la medesima linea chiara e perfettamente disegnata, come nella quaglia, 
e come in questa separante in due parti distinte il color scuro dominante. 

Nei Turnix però le differenze essenziali non mancano e principalmente le abbiamo 
nel disegno bizzarro delle copritrici tutte dell'ala, nella macchia ocracea viva del petto di 
alcuni e nelle macchie nere quasi triangolari dei lati del petto e sui fianchi. 

Nel Turnix pugnax la differenziazione di tali parti è anche maggiore e serve, mi 
sembra, a far anche meglio risaltare lo scopo protettivo e mimetico della esposta rassomi- 
glianza col piumaggio delle quaglie nelle parti superiori più esposte; mentre si tratta di 
uccelli così lontani fra di loro, malgrado l'apparente corrispondenza della forma generale 
e del portamento. 

Non ripeterò le medesime cose nelle altre specie, che rassomigliano più o meno spic- 
catamente al T. sylvaticus, cioè : T. fasciatus (in cui manca la linea meso-cefalica), T. le- 
puranus, T. dussumieri, T. hlanfordi, T. macidosus, T. albiventris, T. nigricoUis, in 
nessuno essendovi traccia delle macchie spiniformi, mediane, sul dorso e sulle scapolari, e 
pur sempre raggiungendosi lo stesso effetto generale, a scopo protettivo. 

Più differenziati invece nelle macchie, sono : T. ocellatus, T. melanogaster, T. varius e 
il grazioso T. castanotus, in cui il fondo del piumaggio superiore, sempre quagliforme, è 
di un colore vinaceo, e il T. pyrrhofhorax, in cui tuttavia le flammeolc chiare laterali 
delle piume producono puro il solito aspetto delle parti superiori e in cui esiste pure la 
linea chiara mesocefalica. 

Invece nel curioso genere Australiano Pcdionomus, le macchie trasverse, che sono pure 
nel genere antecedente, si fanno fitte e vermicolate e s'incurvano producendo un effetto che 
rammenta il piumaggio delle Ottarde, anche pel colore; tuttavia vi e ancora una traccia 
delle macchie marginali chiare delle parti superiori, di effetto eminentemente protettivo. 
Di altra natura sono invece le macchie del collar<!, bianche e nere ed altre che si osser- 
vano in questo medesimo uccello, le cui forme mi appaiono singolarmente notevoli. 

Infatti in esso il piede formato di quattro dita, i tarsi alti, la tibia in parte scoperta 
ed alcune mescolanze di caratteri, mi fanno dubitare che questa sia una di quelle forme 
da cui sono derivate parecchie altre ben specializzate, i caratteri singoli delle quali si tro- 
verebbero in questa come abbozzati e compendiati. 

Anzi non è del tutto inverosimile che l'intero ordine degli Emipodii rappresenti 
un complesso di forme dalle quali moltissime altre si sarebbero evolute, cioè di forme 

antiche. 

RALLIDAE. 

(Ord. FULICARIAE.) 

In questa famiglia vi è gran numero di forme dal piumaggio interamente privo di 
macchie vere e proprie, ma vi predominano i coloriti oscuri e sempre dei più protettivi, 



72 



G. MAKTORELLI. 



malgrado la mancanza di macchie determinate. Spesso negli abiti imperfetti, o transitori, 
si osservano sfumature ai margini delle piume che apparentemente tengon luogo di mac- 
chie. Anche nello stesso genere Eaìlus, che pure è tra quelli che possiedono macchie, il 
piumaggio è relativamente uniforme, in specie sulle parti inferiori, traenti al grigio ardesia 
nelle sue varie gradazioni, ovvero all'ocraceo ed al. color cioccolatte. Solo qua e là qualche 
genere ha specie con macchie, o spazi! di colore ben specializzati, bianchi o neri, come 
la macchia bianca sulla gola del Dryolinmas cuvieri e dell' Ainaurornls phoenlcura che 
ha tutte le parti mediane bianche, dal capo al basso ventre ; così anche la fascia faciale 
bianca della Hypotaenidia torqiiata e la macchia nera mediana della gola e del collo della 
Porzana carolina. 

Anche in questa famiglia si trovano in egual proporzione, o quasi, rappresentate le 
macchie di forma allungata nei centri delle penne e quelle fasciformi. Predominano le 
prime sulle parti superiori e le seconde sulle inferiori, specialmente sui fianchi e sugli ilei. 
Così nel nostro Rallo (Rallus aquaticus), nel gen. Crex (Crex ixitensis) e nei generi Ocy- 
dromus, Zaponiia, Porzana e GaUicrex, si osservano costantemente le macchie allungate 
centrali, sul dorso e scapolari almeno. Quelle a fascio trasversali le osservo principalmente 
nei gen. Ralltis, Dryolhnnas, CaniraUus, Rallina, Castanolimnas, Crex, Amalurolimnas 
Zapornia, Crecisctis e un po' anche nel Limnohaemis. 

Ma nel gen. Hypotaenidia questo tipo di macchie raggiunge il massimo sviluppo, 
occupando quasi tutto il corpo, come nella IL philippinensis. 

Veramente spiccato è il gen. Livmopardalus in cui, mentre si trovano specie intera- 
mente senza macchie, come: L. rytirhynchus, L. sangninolentus e L. uigi'icaiiti, vi è poi 
il L. macìdatus che, per così dire, compensa tutti i precedenti pel suo piumaggio unifor- 
memente cosparso di macchiette bianche, su fondo quasi nero, con ogni gradazione di con- 
torni: cioè in forma di piccolissime goccio sul capo, di strie allungate sul dorso e le ali, 
di fascioline trasversali sugl'ilei. 

Ora macchiuzze di questo genere ricorrono anche, in varia proporzione, in altri generi, 
come sulle ali del CaniraUus oculeus, dove formano dei veri e spiccati occhi bianchi nei 
gen.': Zapornia e Porzana e raggiungono poi singolari e graziosi disegni nelle Corethrurae 
(C. insidaris, C. pulchra). 

Esaminando poi i pulcini delle Rallidae, non trovo macchie in generale, ma è tut- 
tavia da ricordare che nelle forme più largamente macchiate, come la summenzionata Hy- 
potaenidia philipinnensis, osservando in diversi stadi di sviluppo i pulcini, si vede il loro 
piumino, dapprima nerastro uniforme, come negli altri Rallidi in genere, diventar più 
chiaro ed assumere aspetto ondulato e poscia convertirsi in una sorta di false piume, quasi 
regolarmente attraversate tutte da fascie bianchiccie alternanti con altre nerastre, finché 
si forma il piumaggio simile a quello definitivo; cioè tutto a fascie alterne scure e chiare, 
sottili, dal basso della gola sino alla coda e sulle ali: in pari tempo si nota la tendenza 
al raddrizzarsi delle fascie, che finiscono per divenir perfettamente delineate e parellele tra 
loro nell'adulto. 

Tra i piumaggi completamente immacolati, unicolori o no, e che forse sono i più dif- 
ferenziati, sonvi quelli del gen. Tricholimnas (T. lafrcsìiayanus), del gen. Gymnocrex 
(G. rosemhergi); quello del genere Aramides e della singolare Habroptila ivallacei e quello 
del gen. Lymnocorax. 



LK FORMI'] E LE SIMMETRIE PELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 73 

Vi sono pure in questa famiglia alcuni esempi di piumaggio avente apparenza di alta 
antichità e specialmente è da ricordare quello dello strano Jlimaìitorms hcmnatopus che mi 
appare come un vero avanzo, degenerato fors' anche, di quelle numerose forme di Rallidi 
delle quali si trovarono gli scheletri fossili. Infatti lo Sharpe, se ha collocato questo ge- 
nere dopo il gen. Ocydromus, lo ha però separato da questo mediante la interposizione dei 
tre generi fossili: Ai)hanaj)tcryx, Diaphorapteryx ed Erijthromachtts, la cui estinzione nelle 
isolo Maurizio, Chatam e Rodrigucz, non data forse da gran tempo. Anche la qualità dello 
piume, rozze ed imperfette, accenna, o ad uno stato di imperfetta evoluzione, o, più vero- 
similmente ancora, ad una degenerazione. Del resto gli Ocydromus stessi e la Megacrex 
incpta non fanno pensare molto diversamente. 



Prima di chiudere l' argomento dei Rallidi non è inopportuno richiamare l'attenzione 
sul piumaggio imperfettamente quagliforme del Cre.v prafensis {Crex crex, in Cat. Sharpe, 
voi. XXIIIj, poiché, essendo aberrante da quelli che dominano in questa famiglia, mentre 
rammenta quello delle quaglie, viventi nello stesso mezzo, ci mostra una volta di più quanta 
parte abbia l'adattamento all'ambiente nel determinare l'assunzione di un tipo di macchie, 
piuttostochè un altro. 

In questo caso il fatto ò anche più notevole; poiché, anche nelle forme, andatura ed 
atteggiamento, questo rallide ha un complesso di rassomiglianze colla quaglia, onde nel 
concetto volgare è generalmente ritenuto ad essa consanguineo ed alcuni pregiudizi ne 
sono derivati circa i pretesi rapporti sessuali tra questi due disparatissimi uccelli. 

Finalmente, per esaurire questa interessante famiglia, ricorderò alla sfuggita i piu- 
maggi senza macchie ed uniformi dei gen. Roiigetius, ì^cocrex e Pareudiastes, e del gen. 
Trihonyx dirò solo come jn questa forma, di aspetto assai primitivo, cominciano ad accen- 
narsi le macchie bianche allungate sui fianchi che si sviluppano poi più decisamente e 
completamente nelle Galliimlae. 

Taccio dei Porfirionidi e delle Folaghe, poiché il loro piumaggio nulla mi offre di notevole. 

HELIORNITIDAE. 

In questa famiglia, così limitata nel numero delle specie, non ho che a ricordare le 
macchie bianche tonde che specialmente abbondano nell' abito della Podica senegalensis 
adulta, e che quindi hanno piuttosto carattere di distintivo specifico che non protettivo; 
neppure si può dar importanza alle deboli fasciature brune sui fianchi della Ileliopais 
personata e alla sua macchia nera formante collana, quasi ugualmente nei due sessi; lo 
stesso presso a poco posso dire riguardo alla Heliornis ftdica. 

In complesso nulla di speciale mi suggerisce questa famiglia, come neppure quella 
seguente delle Aramidae (Ord. Alectorides), che comprende il solo gen. Aramus notevole 
per le fitte macchie bianche specifiche sul di dietro e sui lati del collo deW Aramus scolo- 
pacetis, e per la maggior diffusione di queste macchie nell'J. pidus, che però non è rap- 
presentato nella Collezione del Museo. 

Solo piumaggio veramente considerevole, tra gli Alettoridi, è quello del gen. Eurypyga, 
unico della famiglia Eurypigydae, del quale ho dinanzi le due specie conosciute (E. helias, 
E. major). 

IO 



74 G. MARTORELLI. 

In questi uccelli infatti l'intero piumaggio è macchiato ed è ormai noto a tutti per la 
sua bellezza e singolarità, essendo riprodotto quasi in ogni trattato d'Ornitologia generale, 
onde posso limitarmi a ricordare la varietà e perfezione di disegno delle macchie dominanti 
sopra un fondo vario di grigio e di gialliccio, producente un effetto identico a quello di 
molti uccelli notturni, spettanti a forme molto diverse. A pochi è sfuggita la rassomi- 
glianza di colori e di macchie delle larghe ali di questi uccelli con quelle delle grandi 
farfalle notturne, ed anzi devesi appunto a tale rassomiglianza, che non può essere senza 
valore biologico, il nome specifico di phcdaenoides, che si ebbe, pare, dal Vieillot (New. 
Dict. d'Hist. Nat., voi. V, p. 423, Ediz. 1816). 

Tale corrispondenza dipende poi principalmente dai grandi spazii, di color marrone e 
nero sulle ali, formanti due macchie che rammentano quelle ad occhi delle dette farfalle. 
Del resto, prescindendo da questa singolarissima rassomiglianza, della quale torna troppo 
difficile ricercare le ragioni, il tipo dominante è quello di macchie a fascio chiare e scure, 
alterne tra loro e parallele, che si ripetono su tutto il corpo, senz'altra eccezione che una 
serie di macchie bianche, tonde, sulle piccole copritrici dell' ala e della lunga e spiccata 
fascia sopraccigliare bianca. 

Infine questo piumaggio, cosi altamente specializzato, avrebbe una importanza anche 
maggiore se esistessero ancora le specie nelle quali si è senza dubbio venuto preparando ; 
ma ormai possiamo ritenere le Eitrypi/gìdae come totalmente isolate dalle altre famiglie 
di uccelli viventi e non si può quindi comprendere, se non teoricamente, come siasi venuto 
formando questo singolare disegno di piume; solo si può ricordare come il tipo a fascio 
trasverse, parallele, scuro-chiare, sia quello predominante nelle Baìlidae. Per trovare qualche 
cosa che lontanamente le ricordi, bisogna osservare l'ala aperta di quell'altro singolaris- 
simo uccello che è il Bìnnochetiis Jiibatus (Fani. Bhinochetidae) della Nuova Caledonia. 
Con questo però niun'altra rassomiglianza vi è o nella forma, o nel resto. 

Nella MesUes variegata, unica forma nota della fam. Mesitidae, non trovo macchie 
nell'esemplare che osservo (ts" ad. da Marovato, Madagascar) e sono di poca entità le mac- 
chie della femmina descritta da Sharpe (Catal. of Birds. Brit. Mus., voi. XXIII, p. 245) 
e quelle che appaiono dalle due figure bellissime, dovute al Keulemans, nella grande Mo- 
nografia degli uccelli di Madagascar di Grandidier e Milne Edwards (Tome IV, Oiseaux, 
III, Atlas, pi. 247). 

Nelle Gruidae delle quali ho sott'occhi parecchie specie spettanti ai gen. Griis, Liin- 
nogeranus, Sarcogcranus, Antigone, Pseudogeraniis, Tetrapferyr, Anthroyoides e Balea- 
rica, non trovo esempio alcuno di piumaggio macchiato, ma solo qualche specializzazione 
di colore, particolarmente nero o bianco, sul fondo generalmente cenerino; perciò non stimo 
opportuno trattenermi su questa famiglia degli Alettoridi e nemmeno sulla seguente delle 
Psophiidae, il cui unico gen. Psophia manca pure di macchie. 

OTIDIDAE. 

In questa famiglia vi è, forse più spiccatamente che in ogni altra, un tipo di mac- 
chie dominanti su tutto il corpo, consistente in ondulazioni nere sopra un fondo fulviccio 
terreo; le quali ondulazioni egualmente conducono ad una specie di fitte fascio parallele 
e ad un piumaggio sottilmente vermicolato, a seconda che la macchie nere ondulate si 
raddrizzano od allargano, ovvero si assottigliano e si piegano a zig-zag. 



tE FOEME E LE SIMMETRIE DELLE MACOHIE NEGLI TTCCELLI. 75 

Nella assai ricca serie che ho presente, formata dai generi: Otis, Tetrax, Lophotis, 
Compsotis, Ikkrotetrax, Lissotis, Trachelotis, Syiìheotis, Houbaropsis, Uoubara, Neotis, 
Etipodotis, si possono osservare chiaramente tutte le gradazioni possibili tra le macchie 
quasi fasciformi del primo genere e quelle finissimamente vermicolate dell' ultimo. Ciò ò 
specialmente da intendersi per quanto riguarda le parti superiori del corpo, nelle quali 
le macchio sogliono assumere maggiore importanza pel loro effetto più decisamente 
protettivo. 

Infatti anche in questa famiglia, se osserviamo le parti antero-inferiori, troviamo una 
molto maggior varietà nell'aspetto generale e nella particolare forma ed estensione delle 
macchio. 

Tuttavia è facile scorgere anche qui una prevalente tendenza all'invasione del pig- 
mento nero, che in alcune specie giunge ad occupare tutte le parti antero-inferiori, dalla 
base del becco sino a tutte le copritrici inferiori della coda, come nella Compsotis afra 
e C. leiicoptera, maschi adulti, che rappresentano veramente il termine estremo di questa 
intensificazione del pigmento, collegata collo sviluppo sessuale del maschio adulto; mentre 
111 altre specie si avvicina allo stesso grado, come nella graziosissima Stjpheotis aurita, in 
cui solo la gola è spiccatamente bianca. Invece in altri generi il nero rimane isolato, o 
circoscritto, o interrotto e diviso in disegni di strisce longitudinali sul collo, come nello 
Ileterotetrax rueppeli, o in forma di collare, come nella nostra gallina prataiola (Tetrax 
campestris) (1). 

Del resto questa tendenza del pigmento nero ad occupare di preferenza il mezzo delle 
parti antero-inferiori, è già evidente anche nella disposizione delle prime macchie su tali 
parti dei novelli individui e ne vedo begli esempi nel gen. Sypheotis. 

Di altre macchie, come le sopraccigliari e le fascie caudali, non è neppur il caso di 
parlare, nulla offrendo di diverso da quanto osservo nella grande maggioranza degli uc- 
celli : solo mi sorge l'idea che tale ostinato uniformarsi ad un tipo universale di fascie 
parallele sulle timoniero, non sia affatto casuale, ma sia invece dovuto a profonde cause 
organiche. 

Ord. LIMICOLAE. 

Come prima famiglia di questo vasto ordine, secondo la classificazione recentemente 
fattane dallo Sharpe, si ha quella delle CEedicnemidae nella quale trovo sopratutto note- 
vole la forma e la disposizione delle macchie sulle ali, mentre le rimanenti, quando vi 
sono, come nei veri Edicnemi, hanno forma semplicissima, per lo più lineare. 

La particolarità delle macchie dell'ala consiste nel disogno assai complesso di fascio 
che attraversano l'ala diagonalmente, con una sì forte inclinazione rispetto alla linea me- 
diana dell'ala stessa, da riuscire perfettamente orizzontali le strisce che così si dipingono 
sull'ala e quindi in perfetta corrispondenza colla direzione generale di tutte le |)arti del 
corpo, mentre l'animale corre rapidamente. 



(1) Nel voi. XXIII del Catal. Brit. Mus. è adot- 
tato il nome di Tetrax telra.v, ma in verità, qua- 
lunque siano lo ragioni che possono giustificare tal 



modo di nomonclatura, io non posso adottarla o 
preferisco il nome assegnato dal Leach (Syst. Cat. 
Mamin. et Avium, Brit. Mus., p. 28, 1816.) 



76 



G. MARTORELLI. 



Vi è dunque in questo caso uno speciale adattamento delle macchie alla forma del 
corpo e ai suoi più particolari atteggiamenti. 




Oedicneraus crepitans. 

E, so poi consideriamo nella serie dogli Edicnemi questo medesimo carattere, troviamo 
tutta una gradazione che va dall' (/(J. maculostis e dal Burli inus grallarius, in cui la zona 
mediana chiara è bensì distinta, ma sparsa di macchie spiccate, fino ai più differenziati 
Esacus ed Orthorhampììtis, nei quali la detta zona è per intero priva di macchie, mentre 
è perfettamente delincata la fascia bianca e nera superiore, tra le piccole e le medie copritrici. 

Le Cursoriidae che seguono non sono veramente molto macchiate, ma alcuno specie 
hanno collane e fascie toraciche molto spiccate, come nelle specie del geii. Bhinoptilus 
(R. cindus. R. bitorquattis, etc. Sharpe Catal. B, XXIV Ciirsoriìis ciiictìis e C. bifor- 
quafìis di Seebohm : Geogr. distrib. Charadrihìae). 

Nel R. calchoptcrus poi si trovano altre minori macchie alla base del becco e sulle gote. 

E puro da osservare nel R. cindus e nel R. seebolitni la doppia direzione delle mac- 
chie sul collo, poiché mentre vi sono due fascie bianche, una a mezzo il collo ed una tra- 
verso al torace, ambedue limitate da una fascia nera e da una rossa, nello spazio inter- 
posto vi sono le macchie longitudinali regolarmente disposte in strisce divei'genti e si 
produce così uno dei più singolari disegni di cui abbia esempio. 

Da ricordare è pure il gen. Pluvlanus che comprende il P. aegyptius, avente una 
perfetta e ben delineata collana nera che scende, incurvandosi a mezzo il petto, sul fondo 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



77 



isabellino uniforme delle piuiDe. Del resto questa bella e ben nota specie ha pure altre 
macchie, tutte ben delineate e producenti magnifico effetto di disegno. 

Non credo inopportuno fermarmi a questo punto sul singolarissimo gen. Dromas, che 
non mi pare affatto appartenere alle Limicolac, e che d'altronde anche lo Sharpe riconosce 
doversi considerare come forma isolata. A me sembra anzi che le sue maggiori affinità non 
siano verso alcuna dalle forme contenute nell'antico ordine delle Gralle e alle quali i vari 
autori vollero ravvicinarlo, sia per le forme esterne, come per la interna struttura. Infatti il 
suo piumaggio dai colori uniformi e di tessitura sericea, si avvicina grandemente a quello 
delle Sternae e la forma del capo e del becco ha delle strane rassomiglianze col gen. Gygis. 
Anche il becco, infatti, quantunque più grosso e più forte, ha con quello del detto genere 
delle rassomiglianze non disprezzabili : la forma del piede, e specialmente il contorno delle 
membrane interdigitali, è pure come in questa Sterna, e si noti che in essa il dito posteriore 
non è, come nelle altre, corto e ridotto, ma lungo e ben distaccato, come appunto nel Dro- 
mas. Infine, siccome è dal punto di vista delle macchie che io debbo considerare questi 
uccelli, osservo che l'unica macchia esistente nella Gygis candida, è quella che forma un 
sottile anello nero attorno alle palpebre, facendo comparire più grandi i suoi neri occhi. 




Gygis condida. 




Dionias ardeota. 



Ora, nel Dromas ardeola il capo interamente bianco, ed avente quasi lo stesso profilo 
della Gygis candida, ha pure traccia delle macchie nere attorno alle palpebre e anche in 
esso gli occhi bruni massimamente si ingrossano, in apparenza, per questo carattere, come 
può vedersi nei due profili che ho appositamente eseguiti dal vero. 



78 G. MARTOEELLL 

Considerato in tal modo il g:cnere Dromas apparisce una Gavia di forme allungatis- 
sime e che ha subito un particolare adattamento; nello stesso modo che i Fenicotteri sono 
veri Anatidi, malgrado la grande anormalità delle loro forme (1). Così lo studio delle 
macchie ci darebbe una luiova dimostrazione della sua efficacia per la conoscenza delle 
specie e delle loro reciproche affinità. 

Il gen. Cursorius non ha alcun piumaggio veramente macchiato, ma solo nei giovani 
di alcune specie, come il C. galUciis, vi sono ondulazioni di colore sulle parti superiori e 
nel C. somalensis macchie un po' più spiccate. 

Nei pulcini del C. gallicus stesso le macchie delle parti superiori sono già decise, 
quantunque varie di forma, mentre nelle parti inferiori mancano affatto, dopo le ultimo 
goccette scure del petto. 

Assai notevole per le macchie è il gen. Stiltia che connette i veri Cursorii colle Glareolae. 
Infatti nella G. isabella, che ha gambe di Cnrsoriìis, con piedi ed ali di Glareola, appare 
come in formazione, sotto forma di una serie di macchiuzze disunite, la elegante collana nera 
che forma il precipuo ornamento delle Glareole stesse; in pari tempo si perde la netta distin- 
zione della parte scura del piumaggio inferiore da quella chiara, che si prolunga a traverso 
il basso ventre e forma così due larghi spazii color marrone isolati, sulle tibie e sugli ilei. 

Le altre macchie di questo medesimo uccello sono meno spiccate e sopratutto limitate 
ai giovani. 

Anche nel gen. Glareola non è sempre perfettamente formata la collana caratteristico, 
ed anzi nei giovani questa è appena abbozzata dalla maggior frequenza ed estensione delle 
macchie che scendono dall'occhio e circondano tutta la gola, mentre nel mezzo sono pic- 
cole e scarse. Lo stesso osservo anche nella Glareola orientalis; ma nell'affine gen. Ga- 
lactocrysea le macchie non riescono più a riunirsi in collana e, mentre nei giovani sono 
sparse, come vedo nella G. lactea, negli adulti possono mancare affatto, come in questa 
medesima specie, o essere ridotte ad una sola macchia singolare nera che scende per breve 
tratto sulla regione auricolare della G. cinerea adulta e di poi cessa affatto. 

PARRIDAB. 

Questa famiglia è assai poco notevole dal lato delle macchie che sono scarse anche 
nei giovani e formano sopratutto distintivi specifici negli adulti. Comprendo come, per vari 
caratteri, questi uccelli siano stati collocati ora tra le Limicolae, piuttosto che tra i Rallidi, 



(1) Anche lo Sharpe riconosco, nel citato lavoro j tra questo uccello e le Sterne. Graiulidier et A. 

sulle classificazioni degli uccelli (p. 62), che questo ! Milne Edwards, nell'opera sugli uccelli del Mada- 

uceello ha parecchi punti di contatto coi Lari nella gasear (p. 114 e seg), riconoscono pure l'incertezza 

sua struttura, ma ricorda ancora il fatto notevole i dei caratteri di questo uccello, che per alcuni tratti 



che scava nella sabbia e depone un uovo bianco, 
come una Procellaria, il che apparirebbe veramente 
strano se non ci trovassimo di fronte ad una di 
quelle forme che pei loro caratteri non si possono 



si avvicina alle Ciconudae e per altri alle Tringhe; 
ma neppur essi mi sembra siano nel vero. Tra lo 
Ciconiidae l'aveva posto del resto anche il Riippel 
(Vògel Nord-Ost Africa' s, p. 121\ ma lo Schlegid 



esattamente classificare in alcuna delle famiglie ] (Mus. Pays-Bas, Stcrnae 41) lo colloca al seguito 
conosciute. Il Temminck (Nouveau Recueil de PI. delle Sterne. Anche l'Heiiglin si è occupato assai 



col. Ois. 1838, N. 362) ed altri lo considerano come 

una forma aberrante di CEdicnemiis, e inoltre il 

Temminck stesso cita l'opinione del Dupont (Ann. nith. Nord-Ost- Afrien's, V. Il, 1043-47 

Se. Nat 182()), clic aveva scorto una corrispondenza 



del gen. Droman e della sua posizione, ma l'ha col- 
locato tra le Haematopodinae e gli Ardeidi (Or- 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCKLLI. 79 

ina tuttavia confesso che non mi risulta molto evidente la loro posizione tra le Cursoriidar, 
e le Chamdnidae, e lo studio delle loro scarse macchie non mi aggiunge alcun nuovo 
criterio chiaro e sicuro in proposito. 

Giudicando dal complesso dei caratteri, a me parrebbe che le Parrklae si avvicinino 
piuttosto al gruppo dei LohivamUi e particolarmente al gen. Dcfilippia (D. crassirofilri.s), 
sebbene anche in questo il piede sia lungi dal raggiungere la esagerata lunghezza delle dita che 
ha nelle Parme. Ma, per seguire l'ordine del Catalogo, vengo al gen. Arenaria primo tra le 

CHARADRIIDAE, 

e che comprende due sole specie (A. i/itcrpref> ed A. melanoccphaìa) ambedue ben rappre- 
sentate nella collezione Turati. 

La prima, ossia il comune Volta pietre (Strepsilaa interpres, Aitct. plnrim), ha macchie 
che occupano tutte le parti superiori e laterali e che sono particolarmente notevoli pel 
loro raccogliersi graduale, sino a formare gli spiccatissimi disegni caratteristici degli in- 
dividui adulti. Infatti, mentre il rosso cinnamomeo di questi si viene formando, come ef- 
fetto di differenziazione, anche il pigmento nero si vien raccogliendo in ispazii simmetrici 
e di forma determinata, spiccante sul rosso medesimo e, più ancora, sul bianco puro delle 
altre parti. Delle piccole macchie scure del giovane si conservano sole quelle del vertice, 
facendosi però più distinte e nere ed allineandosi regolarmente in alcune lunghe strisce 
parallele. Dagli esemplari che ho esaminati, quantunque assai buoni, non ho potuto rico- 
noscere con certezza se queste strisce siano 7 od 8. 

Tutte le parti costituenti il collare e la larga fascia toracica nera degli adulti, sono 
nei giovani occupate da numerose macchie grigio-nerastre, miste di ocraceo, le quali poi si 
vanno allargando ed intensificando per formare il nero. 

Sul dorso dei giovani vi sono soltanto macchie nerastre marginate indistintamente da 
color rugginoso, ma non vi è ancor traccia della grande macchia nera a V che dovrei 
circoscrivere il rosso cannella intenso degli adulti. 

Il graduale individualizzarsi dei colori comincia a scorgersi anche nello sviluppo degli 
stessi pulcini^ il piumino dei quali è assai macchiato, come lo sono pure le prime piume 
in tutte le parti superiori. 

Anche neW liaematopns osfralegus il piumino è molto macchiato nelle parti superiori, a 
lunghe strisce nere, mentre è uniformemente biairco nelle inferiori; nell'abito adulto ogni mac- 
chia scompare, non essendovi neppur più le deboli marginatui'e proprie del piumaggio imperfetto. 

Ricordo alla sfuggita il piumaggio doìVOreophilus rtifìcoUis copiosamente macchiato 
pel lungo di nero sulle ali e sul dorso e con una macchia nei'a sul basso-vèntre. 

Non mi trattengo a descrivere i singoli generi del ricco e svariato gruppo del Vaiteli i, 
cioè: Eyythrogoìiys, Piiloscelis, DefiUppia, Sarciophorus, Lohiplucia, Hoploxypterus, Lohi- 
vanelhis, Xiphidiopterus-, Sarcogrammus, Zonlfer, Ilopìoptems, Belonopterns, Vanellus, 
Euhyas Chaetusia, Stcphanibyx, tutti ben rappresentati nella Collezione Turati. 

Considerati in complesso offrono copia di macchie, nere o bianche, delle più svariate 
forme e dimensioni; ma qui mi limito a ricordare quelle che si osservano sulla gola del 
Lohivaneìlus senegalus adulto, aventi la forma di gocce allungate, bianche su fondo nero 
divergenti in basso, in modo analogo a quello che si osserva in varii passeriformi e par- 
ticolarmente nella Stachyris macidata, 



80 G. MARTORELLI. 

Dominano poi in questo gruppo, durante la prima età, le marginature fulviccie, o 
biancastre, che fanno apparire maccliiato il piumaggio e in alcune specie una sorta di fa- 
scette alternanti brune e fulviccie che nascondono ancora in parte il fondo lucido-bronzato 
delle piume, il quale diventerà caratteristico dell'abito degli adulti. 

In (juesti ultimi le forme prevalenti di macchie specifiche sono quelle che occupano 
largamente la gola, e formano spiccati sopraccigli, bianchi o neri, o grandi collane, o pia- 
stre ventrali, sempre risultanti da trasformazione, o condensamento di altre macchie pre- 
paratorie, nei piumaggi di transizione. 

Malgrado tuttavia questa ricchezza di macchie, o di segni caratteristici, domina sulle parti 
superiori una colorazione uniforme, non molto cospicua e quindi protettiva, in contrasto colle 
parti antcro-inferiox'i, dalle tinte spiccate: contrasto che comincia a realizzarsi persino nel 
piumino dei pulcini, generalmente bianchi di sotto e coperti di fitte macchio nelle parti supe- 
riori, di fondo scuriccio e, le stesse traccie scure che percorrono le macchie principali della pri- 
ma veste, presentano contorni così poco netti che valgono a nasconderli anche più efficacemente. 
Nel gruppo dei Pivieri i gen.': Squataroìa e Cìiaracìritis hanno una notevole corrispon- 
denza di piumaggio e di fasi, invernale e primaverile; solo differiscono per il colore (almeno 
dopo la prima veste). In ambedue vi è spiccato contrasto tra le parti superiori e le infe- 
riori, sia nelle femmine e giovani, in cui queste sono bianche, o quasi, sia nei maschi adulti 
in primavera, che hanno il bianco delle parti inferiori largamente percorso, dalla fronte al 
basso ventre, da una distinta e larghissima fascia nera. 

Circa il disegno delle macchie nelle parti superiori, esso varia colle fasi; però il punto 
di partenza è quello in cui le macchie sono più piccole, ma più numerose, in forma di 
l>iccoli ovali, triangoli giallicci, sul fondo bruno-scuro, proprio delle prime vesti: dise- 
gno che rende le parti superiori meno cospicue in mezzo alle vaste e scoperte pianure 
preferite da questi uccelli in ogni stagione. Si avverta ancora che l'abito nuziale colle 
parti antero-inferiori nere dura assai poco. 

A questo punto, secondo la classificazione adottata dallo Sharpe nel Catalogo degli 
Uccelli del Museo Britannico (voi. XXIV) si trova il singolare genere Aphriza che com- 
l)rende la sola specie A. virgata, bellissimo esempio della parte che possono avere le 
macchie, in certi casi, nell'opera di classificazione. 

Infatti quest' uccello, che lo Sharpe colloca tra i veri Charudrii, fondandosi sulla forma 
del becco, ha poi nel suo piumaggio piuttosto i caratteri di una Tringa un po' aber- 
rante; poiché le sue macchie distribuite su tutto il corpo, rassomigliano grandemente a 
quelle delle Tringhe e per nulla a quelle dei Charadrii. Si è perciò che il Seebohm ha 
forse più felicemente classificato questo singolare uccello, ponendolo immediatamente prima 
delle Tringhe. (Geographical Distrihution of the Charadriidae etc, p. 412-13.) Esso però 
lo considera come un Voltapietre anormale perchè dei Voltapietre (gen. Arenaria, in Sharpe 
Cat. voi. XXIV) ha il portamento e le proporzioni e qualche traccia del colorito : Io chiama 
perciò Plover-bilìed furnstone, quasi fosse un Voltapietre a becco di Piviere; mentre a me, 
esaminando attentamente le linee di questo becco, è sembrato piuttosto una Tringa, molto 
simile al Tringa camdus, nella quale il becco siasi raccorciato. 

Come le vere Tringhe, questo uccello ha i due abiti, primaverile ed invernale; il primo 
molto macchiato, a goccie allungate, o altrimenti, a seconda delle parti del corpo: il se- 
condo assai più uniforme e scarso di macchie. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. . 81 

Ciò appare evidente iiell' interessante esemplare che iio sott'occhio, che olire al tempo 
stesso piume dei due abiti, essendo in muta: anche il profilo del capo, per quanto posso 
scorgere dall'esemplare, corrisponde piuttosto a (luello delle Tringhe che non a quello dei 
Pivieri, ed i piedi sono veramente interniedii tra quelli di una Tringa e quelli dei Voltapietre. 

Se dunque non si può erigere lo studio delle macchie a fondamento di classificazione, 
esso è però ben spesso una importante guida al classificatore. 

Nelle Charadriinae che seguono le macchie scarseggiano e sopratutto si localizzano e 
specializzano. Così nel gen. Octhodromus sono molto scarse e si riducono, in alcuni individui 
estremamente, foi'mando solo spazii di colore distinti. Così le macchie ai lati del petto 
àoW Octhodromus geoffroyi, le quali tuttavia non sono che un rudimento del collare, più 
spiccato nelle specie afiini, 0. wilsonl e 0- bicindus. Quest'ultimo ha poi in primavera, nei 
maschi adulti, oltre la fascia toracica nera, anche un'altra addominale di color marrone che 
risulta appena accennata in certe fasi, da un color rugginoso; nelle femmine poi se ne ha 
solo traccia nei due spazii brunicci sui fianchi. 

Neil' 0. asiaticus la collana nera si porta in basso ed è preceduta dal largo spazio 
rosso-cuoio e così si giunge al piumaggio più differenziato della Zonibì/x modesta. 

ì^eWEiidromìas morinellus è pure facile osservare le fasi per cui si prepara la succes- 
sione di colori e di fascio dalla base del collo al ventre, formandosi da macchie terminali 
delle piume. 

Nulla vedo di notevole circa le macchie nella curiosa Podasocys montana e vengo 
quindi al gruppo che contiene, oltre al genere più comune Aegialitis, anche i gen. Aegialeiis, 
Anarhyncìms e FeUohyas. 

In tutto questo gruppo è caratteristica la presenza quasi costante di una o piti fascie 
toraciche, complete o no, a seconda delle specie o delle fasi ; e tali fascie combinandosi ge- 
neralmente con altre bianche, o nere, sulla fronte, sulle redini e sulla regione auricolare, 
ne deriva un effetto assai notevole, che pel primo avrehbe fatto notare il Praeger, come 
riferisce il Keeler (Charles A. Keeler. Op. cit.) 

Secondo il citato Praeger infatti, V Aegialitis semipahnata {Acgialciis semi])almatiis, in 
Sharpe Cat. B. Brit. Mas., voi. XXIV) che non è invero sensibilmente diverso dalle nostre 
specie del gen. Aegialites, quando sta raccolta in sé stessa col collo ritirato e schiacciato 
contro il suolo, imiterebbe le forme ed i colori di corte conchiglie bivalvi più comuni lungo 
il litorale, al punto da potersi scambiare con esse e così sfuggirebbe, con grande facilità, 
alla vista. II colore del capo imiterebbe l'oscurità dell'interno della conchiglia semiaperta 
e ripiena di sabbia, mentre gli spazii bianchi contribuirebbero a render più completa la 
imitazione del mollusco, simulando l'orlo e la cerniera della conchiglia. 

Se ciò avviene realmente per tale specie, nulla toglie che avvenga anche per quelle 
che più le rassomigliano. Certo mi risulta da lunga osservazione che le descritte collane 
e fascie degli Aegialites, per quanto cospicue, se osservate davvicino, non tradiscono troppo 
le nostre specie, neanche nel periodo degli amori; giacché spiccano solo nei momenti in 
cui i maschi allungano il collo per i loro singolari movimenti amorosi, mentre nel riposo, 
il capo essendo molto ravvicinato alle spalle, gli spazii bianchi e neri si restringono ed, a 
qualche distanza, non si vedono affatto. 

I più aberranti in questo gruppo sono VA. cimillatus, in cui il nero si estende sul 
capo, formando un cappuccio interrotto dietro il collo da un semicollare bianco, ed il Thi- 

» 



82 



G. MAKTORELLI. 



nornis n. zealandlae in cui il nero si estende dalla fronte alla base del petto, mentre il 
curioso Anarhynchns frontaUs (pure Neo-Zelandese), avente il lungo ed aguzzo becco for- 
temente incurvato a destra verso l'apice, ha ancora la fascia toracica nera dominante negli 
Aegialites, ma ha incomplete ed irregolari, talora persino storte, le fascio frontali bianca 
e nera. Caso di asimmetria veramente notevole, ma tuttavia non costante, giacché dei tre 
belli esemplari che ho dinanzi, uno solo la presenta spiccata. 




Capo dell'Anarbynchus frontalis, visto di sopra. 

Tale asimmetria è molto importante, poiché dimostra che le macchie obbediscono a 
leggi di simmetria perfette e che per divenire asimmetriche, non occorre meno che una spic- 
cata asimmetria di forme delle parti su cui si trovano, come in questo caso ; dimostra 
quindi ancora la strettissima relaziono fra lo sviluppo delle macchie e quello del corpo, per 
cui le macchie stesse mi sembrano, nel loro complesso, costituire una precipua funzione 
organica ed un molto importante fatto biologico. 

Infine tra le maggiori variazioni delle fascie toraciche e frontali, tanto dominanti nelle 
Aegialitinae, debbo ricordare ancora quelle àfW Aegkditis rnckuiops e del Pdtohyns anslralis: 
il primo per due prolungamenti mediani assai singolari delle due fascie: frontale e toracica; 
il secondo per la sua larga collana nera piegata ad Y sul dinanzi e terminante in una 
striscia mediana verso l'addome, ove si congiunge con altra striscia di color marrone. Tutte 
le parti superiori però, in questo ultimo, sono di colore fra il terreo ed il rossiccio, con 
centri neri a guisa di macchie e quindi, secondo il solito, per nulla vistose. 




Aegialitis melanops. 




LIO l'ORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 83 

Anche questa trasformazione, per quanto appaja nuova, si comprende tuttavia fecilmento 
e corrisponde in certo grado, alle macchie mediane di altro Charadriinae e di alcune Lobi- 
vafiellinae, nonché alle strisce addominali in uccelli di altri ordini (p. es- nel gen. Parus). 

Riassumendo, il piumaggio delle Aegialitinae è, in generale, dei più protettivi, giac- 
ché, anche quando sono più spiccati i segni sopradescritti, bianchi o neri, o d'altro colorCi 
essi, non solo non tradiscono le forme di questi uccelli, ma possono anzi contribuire a 
mascherarle, se non proprio nel senso che vuole il Praeger, certo in modo affatto sufficiente. 

Circa lo Himantopodinae mi limito a ricordare le macchie nere a largo disegno del 
gen. Recurvirostra e la larga macchia pettorale del gen. Cladorhyncìms (C, leticocephalus), 
perfettamente definita non solo, ma orlata superiormente da una fascia nera ben netta che 
si ottiene in modo perfettamente simile a quello con cui si disegnano gli orli delle collane 
già descritte degli Ptilopodini, tra le Cobmibae; cioè mediante ricoprimento delle punto, 
gradatamente più nere, delle piume alla base del collo. 

Macchie e fascie perfettamente spiccate e delineate sono ancora nel singolare genero 
Ibidorhynchus. 

TOTANINAE. 

La grandissima schiera che ora segue mi porterebbe troppo in lungo so volessi descri- 
verne singolarmente i componenti ed è quindi necessario descriverla solo sommariamente. 
D'a'tronde, per quanta sia la varietà delle forme che contiene vi è tuttavia nel complesso 
una maggior rassomiglianza per le macchie, che non negli antecedenti gruppi. 

I generi che ho osservato sono i seguenti : 

Numen'ms, Mesoscoìopaoc, Limosa, Macrorhcmìphus, Micropalama, Symphemia, To- 
tamis, TIeJodromas, Heteractitis, Tringoides, Terelàa, Glottis, Bhyacophiìus, Pavoncella 
(Machaetes), Barframia, Ereunetes, Tringites, Calidris, Enrhynorhynchus, Limonites, 
Heteropygia, Arqtiatella, Ancyìockiliis, Tringa, Pelidna, Limicola. 

In questi generi osservo due fatti dominanti: 1.° il numero considerevole delle macchie, 
prevalentemente piccole ed allungate; assai di rado trasformantisi in fascette trasversali, o 
macchie semilunari; 2." la presenza molto frequente di due piumaggi, uno più macchiato ed 
a fondo rossiccio, od ocraceo (primaverile); l'altro bianco cinereo (invernale), più povero di 
macchie, e in qualche raro caso anche senza; come in alcune vecchie Pittime (gen. Limosa), 
nella Symphemia semipalmata e talora anche in vecchi individui della Calidris arenaria. 

In alcune specie poi vi sono particolari condensazioni di macchie produccnti larghi 
spazii scuri addominali, come nella Pelidna alpina e P. americana. 

Alquanto aberranti dalle forme ordinarie sono le macchie della singolare Bartramia 
longicauda; ma tuttavia esse hanno qualche rassomiglianza con le macchie di alcuni Chiurli 
(gen. Nnmenins). 

Rinunziò poi a descrivere per la loro estrema varietà, universalmente nota, le mac- 
chie del piumaggio nella Pavoncella pugnax (Machaetes piignax) noli' abito nuziale dei 
maschi adulti. 



Anche i pulcini nelle Totaninae in genere sono molto macchiati nella loro lanuggine 
che spesso assume un aspetto singolarissimo, quale osservo in due pulcini di Pelidna al- 
pina, in cui all'estremo delle plumule rudimentali del capo e delle parti superiori si trova 



84 G. MARTORELLI. 

come una sfericciuola bianchiccia di finissimi peli rag'gianti da un centro, i quali poi, col 
progresso dello sviluppo, si distendono, costituendo la porzione apicale del margine delie 
piume, come appare da un altro esemplare più avanzato. 

Intanto in quella prima fase l'effetto protettivo e dei più evidenti; giacché tutti quei 
punti chiari servono a rendere la superficie della lanuggiiie più armonizzante col terreno 
particolarmente preferito da questi uccelli; le jnaccliiuzze chiare imitando l'effetto dei pic- 
coli licheni sui sassi, ecc. 

Questo carattere trovasi del resto anche negli Scolopacini ed evidentissimo. 

SC0L(3PACINAE. 

Si può prendere come tipo di queste il comune Beccaccino {Gallinago scolo'pacina), 
che possiede uno dei piumaggi più decisamente armonizzanti coU'ambiente ed altressì dei 
\n\\ costanti nel colorito e nel disegno. Vi sono in esso macchie lunghe, marginali, bian- 
chiccie, su tutte le parti superiori ed allineantisi sui due lati del doiso e sul lato esterno 
delle scapolari, in contrasto col nero della rimanente parte delle piume. Sul vessillo interno 
di (]ueste vi sono poi fascette trasversali, bianco-fulviccie. L'effetto di queste diverse mac- 
chie sul nero dominante nello parti superiori, è di renderlo meno cospicuo, producendo una 
superficie variegata, ed in apparenza confusa, che è peifettamente intonata coi luoghi acqui- 
trinosi, o palustri. 

Ora tale risultato è ottenuto con una combinazione di colori e di macchie che è per- 
fettamente analoga a quella per cui il piumaggio della quaglia si confonde colle stoppie; 
e simili luoghi da essa prediletti. Anche in essa infatti le lunghe strisce allineate e le 
fasciette trasversali su fondo nerastro, non danno presa all'occhio. 

Ritornando al beccaccino, le sole parti bianche, e perciò cospicue, sono quelle infe- 
riori che restano completamente invisibili nelP uccello posato, mentre i fianchi e la base 
del collo sono essi pure macchiati e armonizzanti colle parti superiori. 

In quest'uccello e nei suoi più prossimi parenti è pure notevole una particolare mac- 
chia in forma di lungo e stretto V sul davanti del collo, prodotta da confluenza di pic- 
cole macchie ai lati di uno spazio chiaro sul quale si adatta il becco, negli atteggiamenti 
di riposo, mentre il capo è tenuto allo indietro. Per tal modo il becco stesso riesce meno 
visibile, con vantaggio per la sicurezza dell'uccello. Le spiccate fascie sopracigliari e quella 
in mezzo al capo, sono in armonia con tutte le altre delle parti superiori. 

In alcune altre specie di Gallinago (G. nemoricola, G. gigantea, G. tindidata e G. pu- 
ftilla), che non mi fermerò a descrivere, il piumaggio, pur allontanandosi alquanto da 
quello dei veri Beccaccini, riesce sempre in sommo grado protettivo. 

Nel gen. Limnocrijptes i pulcini hanno ancora le stesse macchie bianche all'apice delle 
plumule primitive e sempre disposte con notevole regolarità di disegno, sebbene non mi 
appaia chiaramente esistere una relazione tra questo disegno medesimo e quello del piu- 
maggio sviluppato, che pure è diverso da quello del Beccaccino, ma sempre mirabilmente 
protettivo. Tale ancora è ciuello della Beccaccia comune (Scolopax rustictila) e delle specie 
ad essa affini, nonché quello del vicino genere Philohela. 

II gen. Bostralnla (RhyncJìaea), per quanto differenziato, ha pure traccia delle strisce chiare 
longitudinali sul capo e parti superiori, incontrate, da fascette trasversali in gran immero; 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 85 

il resto delle macchie assume carattere di distintivi specifici molto spiccati ; come il largo 
spazio bianco perioculare e la fascia bianca sul nero del petto ed anche le eleganti macchie 
giallo-ocracee delle remiganti, non sono che un perfezionamento di macchie più comuni, 
sparse su tutta l'ala nell'abito giovanile. Su questo domina la uniformità delle parti, non 
vi si vedono forti contrasti di tinte e solo appaiono accennati debolmente gli spazii che 
poi si faranno spiccati. Tale uniformità sulle parti superiori e laterali ò massimamente 
visibile nel primo abito e le macchie vi sono assai complesse; ma prevalentemente dirette 
nel senso trasversale. 

Nelle Phalaroplnae mancano del tutto le macchie trasversali, e solo ve ne sono di 
allungate, che si continuano sulle parti superiori dell'abito estivo, mentre in quello jemale, 
([uasi uniforme, grigio-perlaceo, mancano vere macchie. 

Così nel Crymofhiltis fulicarius e un po' anche nel Phalaropiis hyperhorens, i cui 
pulcini sono macchiati di nero e di bianco, su fondo ocraceo. Lo stesso avviene, o quasi, 
per lo Stecjanopus tricolor, in cui le scarse macchie degli abiti giovanili e jemali si ridu- 
cono a quelle apparenti, formate sulle copritrici dell'ala da margini bianchicci. 

THINOCORYTIIIDAE. 

Queste forme, di incerta sede, non rassomigliano punto per le macchie ad alcuno dei 
gruppi precedenti, sebbene si verifichino in esse i medesimi fatti generali già osservati 
nelle altre famiglie; la forma delle loro macchio è diversa dall'ordinario, di quanto ò di- 
versa la forma generale del corpo, che arieggia in certo modo quella delli Ffcrocleies, coi 
quali pertanto non è probabile che abbiano parentela. 

Il gen. Thinocoriis appare alquanto differenziato pel fatto che presenta macchie spe- 
ciali, una collana, o una incompleta fascia sternale; tuttavia il complesso delle parti su- 
periori e laterali ò uniformemente macchiato e di effetto sicuramente protettivo, tanto nel 
Thinocorus orbigniamis, come nel T. riimicivorus. 

Invece il gen. Attmjis offre una grande uniformità in tutte le parti superiori, anteriori 
e laterali, senza segni o spazii spiccati, ma tutto a sottili vermicolature concentriche, onde 
non vi ha alcuna contiimità di diseguo tra le piume, quale risulterebbe da strisce percor- 
renti una parte del corpo, o da fascie che più o men completamente lo attraversino. Qui 
invece l'effetto è uniforme e la superficie appare confusa dallo incontrarsi le dette vermi- 
colature in ogni senso. Tale modo di macchiatura ha solo un lontano riscontro in quello 
di alcune ottardo, nò oserei dire che sia da considerarsi come primitivo. 

Circa le Chionidar, non possedendo che un individuo adulto della Chionis aìha, nulla 
posso dire, 

Le Limicolae sono adunque, in complesso, grandemente importanti per lo studio delle 
macchie, delle quali hanno grande abbondanza e varietà di forme. 

Ord. GAVIAE. 

Se si dovesse determinare la posizione di questi uccelli solo considerando i caratteri 
forniti dalle macchie, sarebbe impossibile riconoscere la loro affinità, ormai generalmente 
ammessa, verso le Limicolae; giacché, mentre in queste i piumaggi macchiati sono comu- 
nissimi, tra le Gaviae sono veramente eccezionali e quasi soltanto limitati agli individui 



86 G. MARTORELI.I. 

giovani (li poche specie. Se poi si rifletta che il periodo giovanile della loro vita ò di so- 
vente piuttosto terrestre che acquatico ; è facile il comprendere, come l'adozione, per così 
dii'e, di un piumaggio macchiato, per questo tempo, dovesse riuscire vantaggiosa a tali 
specie. 

È infatti evidente che il piumaggio macchiato di alcune giovani sterne e gabbiani, 
mentre dimorano tra le ghiaie dei fiumi, o sui litorali, o lungo le paludi, è molto più pro- 
tettivo che il colore dei loro genitori, già forti e celeri al volo, che passano gran parte 
del tempo sulle vaste superfìci acqueo. 

Neppure sembrami che le macchie delle Gaviac nella prima età, siano argomento di 
affinità colle Limicolae, apparendo assai diverse in generale e in diverso modo distribuite: 
è anzi i^er me evidente che queste macchie, solamente temporarie, sono presto eliminate 
dallo svolgersi delle interne forze organiche {Groivth-force, o Bathmlsm di Cope) determi- 
nanti la trasformazione verso il piumaggio bianco, o quello grigio-perlaceo, così dominanti 
in quest'ordine che ha fasi proprie e sembra essersi di molto allontanato dai parenti comuni 
anche agli altri ordini. 

Se dunque nella prima età si lianno ancora frequenti esempi di caratteri protettivi, 
anche per lo Gaviac, ò certo che nelle età successive prevalgono invece i caratteri aggres- 
sivi (forza e destrezza nel volo, nel camminare e nel nuoto), e con molto vantaggio delle 
specie che dei primi hanno poca necessità, essendo piuttosto predatori che predabili. Anzi 
verso gli altri predatori, ossia i rapaci, sembrano avere qualche affinità, anche sotto il 
rapporto delle macchie e delle fasi del piumaggio. 

Forse non è puramente fortuita la rassomiglianza tra le macohie e il colorito gene- 
rale di un giovane Gabbiano con quelle, per esempio, di un giovane falco del gen. Elanns 
i cui adulti, hanno pure lo stesso colorito dei Gabbiani: e così pure può pensarsi di altre 
rassomiglianze che hanno con rapaci diversi i Lestris ed altri generi di Gaviae. 

Ma lo stabilire tali rapporti e cosa difficilissima, poiché spesso le rassomiglianze pos- 
sono essere solo apparenti, cioè effetto di un comune adattamento che può verificarsi nel 
sistema delle macchie, non meno che nel colorito, o nelle forme. Conviene ancora ricordare 
che anche il piumaggio uniforme di molte Larinae adulte, visto sul mare, riesce molto 
meno cospicuo di quanto si pensi osservando questi uccelli fuori del loro ambiente, giacché 
il mare è ricco dei medesimi colori dei gabbiani e delle sterne e, in mezzo al movimento 
delle onde, accade spesso di perderli di vista, sia che volino tra i solchi delle onde stesse, 
sia che si posino a nuoto. Ciò è stato pure posto in evidenza dallo Hermann. (Aquila, 
Budapest, 15 Jun. 1897, p. 146.) 

LARIDAE. 

In questa vasta e caratteristica famiglia, le macchie sono relativamente frequenti e 
notevoli, ina per la maggior parte proprie dei piumaggi giovanili e si v(;dono quindi 
progressivamente rimpicciolire e scomparire. 

Il primo vestigio delle macchie si incontra sulla lanuggine grigio-fulviccia dei pul- 
cini, superiormente e lateralmente e, convertendosi poi il piumino in vere piume, le mac- 
chie occupano sul piumaggio spazii corrispondenti a quelli che occupano le macchie dei 
pulcini stessi. Ciò almeno mi sembra poter dedurre dagli esemplari, esaminati in diversi 
stadii dello sviluppo, nelle specie più comuni. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



87 



Così in un giovanissimo Lariis ridibuiidus clie conserva ancora parte della lanuggine, 
il color fulviccio chiaro di questa si riduce alla estremità delle piume, formando un mar- 
gine chiaro, cui segue una macchia semilunare nerastra e quindi il resto della nuova 
piuma è di color grigio-perlaceo chiaro; ma più tardi il doppio margine sparisce e resta 
solo, uniforme, il grigio chiaro. 

Delle macchie del capo si conservano molto a lungo le traccie nell' abito invernale 
degli adulti, formandone le macchie nerastre perioculari e auriculari, più una zona spesso 
evidente attraverso l'occipite. 

La riduzione delle macchie marginali oscure sul mantello non si fa tuttavia rapida- 
mente, né in modo costante, giacché in un altro esemplare giovane, ma più avanzato, le 
macchie nerastre sul mantello sono assai più larghe e cospicue, malgrado il maggiore 
sviluppo dell' individuo. Questo ha ancora la parte anteriore del collo intorbidata dalla 
tinta fuligginosa caratteristica dei novelli, e conserva persino traccia della lanugginc. 

La persistenza, anche nell'età adulta, delle due macchie nebulose, nerastre, sopra la 
regione auricularc, visibili nell'abito hiemale, ò notevole non solo in questa, ma ancora nelle 
altre specie affini (Larus glaucodes, L. philadelphia, L. serramis, L. mimittis, L. mela- 
nocephalus, L. bnmneicepJialns, L. gelastes), che ho presenti e largamente rappresentate; 
forse anche in altre specie. 

In tutto questo gruppo i giovani hanno macchie assai somiglianti a quelle del L. ridi- 
biindus e così pure i giovani del L. bidleri, L. n. hollandiae e L. scopìdiiius. 

Invece nei grandi Lari lo macchie sono affatto diverse e, in luogo di essere localiz- 
zate a certe superfici limitate del corpo, o delle ali, sono largamente diffuse e la diffe- 
renza è già evidente anche nei loro pulcini che hanno assai maggior numero di macchie 
simmetricamente disposte ed estese anche alle parti inferiori. 

Serva ad esempio un bellissimo pulcino di Larus occidentalis (L. affìnis), nel quale 
sono straordinariamente spiccate le medesime macchie che hanno quelli delle altre specie 
che ho presenti e del quale riproduco la testa veduta per di sopra, onde mostrare la per- 
fetta simmetria delle macchie stesse, delle quali specialmente caratteristica e notevole è 
quella a T sul vertice, cioè sulla stessa suiierfìcic su cui massimamente spesseggiano negli 
abiti giovanili seguenti lo sottili macchie nerastre longitudinali del capo. 




Capo di un pulcino ili Larus occidentalis, visto di sopr.-i. 



E inutile dire quanto sia protettivo l'abito bruno-cinereo macchiato dei giovani di 
questo gruppo che viene lentamente trasformandosi in quello degli adulti; ne trovo esempio 
nel L. doininkanus, L. fuscus, L. argentatus, L. ìeucophaeus e L. (jìaucus. 



88 G. MARTORELLI. 

Infine, non pusso dimenticare, trattando dei i,''abbiani, le caratteristiclie niaccliie bianche 
sul nero delle remiganti primarie che costituiscono, secondo me, importanti segni specifici. 

Nel gen. Pagophila invece le macchie, in piccolo numero, sono affatto diverse e con- 
sistono in alcuni punti scuri lungo il margine radiale, sulle piccole e medie copritrici e 
all'apice di tutte le remiganti dei giovani, i quali hanno anche una larga ma irregolare 
macchia faciale plumbeo-nerastra; anche qui prodotta dagli apici scuri delle piume. Quando, 
coll'età, questa macchia si restringe e tende a sparire, per lasciare posto al color bianco 
uniforme, si riducono e scompaiono pure tutte le altre macchie apicali, finché l'uccello di- 
viene del tutto candido; non so se i pulcini di questa specie abbiano macchie, certo non 
ne vedo traccia in quelli del seguente gen. Bissa (Rissa tridactyla), i quali hanno solo 
le parti superiori nebulosamente tinte di grigio-nerastro, dal dorso in poi. Questo mede- 
simo colore, fattosi deciso nel piumaggio dei giovani, forma larghi spazii di color nero-ar- 
desiaco sul dorso ed attraverso all'ala, in direzione quasi simile a quella occupata dalle 
macchie scure nei giovani L. ridìbunclns ed affini. Riappaiono nella Rissa anche le mac- 
chie nerastre auricolari di quelli; malgrado la notevole distanza delle forme; dal che ap- 
pare con quanta tenacità certi tratti, o impronte caratteristiche di una data famiglia, 
tendono a ripetersi anche nelle forme più disparate. 

Nelle Sterninae mancano le macchie ordinarie negli adulti, ma i pulcini haimo nu- 
merose macchie sulla loro lanuggine gialliccia dalla quale si passa alle prime piume af- 
fatto analoghe a quelle del comune Gabbiano (Larus ridihundus) ed affini, cioè grigio- 
perlacee alla base, e quindi con una fascia semilunare nerastra, marginata di bianco-ful- 
viccio. Anche le macchie sul capo dei pulcini sono tutte comprese nella zona che verrà poi 
occupata dal largo cappuccio nero degli adulti, il quale si forma, o per diretta sostituzione 
di piume nere, oppure per l'estendersi del pigmento nero sulle piume superiori del capo, 
come mi appare evidente in un individuo giovane in muta di Sterna macrotira. 

In genere poi è comune nei pulcini di questo gruppo un esteso spazio fosco sotto la 
gola, accennato solo da macchie interrotte nei Lari, e che si conserva spiccato anche nel 
primo piumaggio. Ciò ho potuto osservare per i generi TL/drocIìdidon, r/idetìiusa, Geìo- 
chelidon, Hydroprogne, Scena, Sterna (ad eccezione della Sterna cantiaca e S. frontalis, 
dove i pulcini, oltre a mancare di questo spazio fosco alla gola, sono anche molto chiari). 

Ricordo ancora che certi abiti delle Sterne del gen. Htjdrochelidon hanno in apparenza 
macchie derivanti dalla irregolare e lenta sostituzione del piumaggio scuro al bianco, o viceversa. 

Degli altri generi Nacnia, Procclsterna, Anons, Micranous, Gygis e Rkijnchops, non 
essendovi macchie negli adulti, mi limito a ricordare le macchie aberranti di color rosso- 
fuligginoso e indecise sulle varie parti del corpo nel pulcino della Gygis candida, mentre 
già sono ben sviluppate, anche più che nell'adulto, le due uniche macchie permanenti dietro 
e dinanzi l'occhio ed una macchia più diluita sul mento, contribuente a rendere anche più 
aberrante quest'uccello fra le Sterninae. 

Ord. TUBINARES. 

Nell'ordine dei Tubinaees trovo, tra le Procellariidae, i gen. Procellaria, Oceanodroma 
ed Oceanites senza macchie, ed i generi Garrodia, Pelagodroma e Cymodroma aventi solo 
spazii di colore. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE jrACCHIE NEGLI UCCELLI. 89 

Nelle Pìiffìnidac le macchie appaiono quasi unicamente come marginature grigie ai 
lati del collo (Gen. Pufftnus e Friofiiu(s) e le bizzarre fascio bianche traverso al capo del 
Majaqueus acqulnoctialis. In alcune Oesfrelatae lo marginature bianche delle piume fron- 
tali limitano apparenti macchie. Queste mancano affatto nel gen. Fidiììanis, ma sono nu- 
merose e caratteristiche noi vicino Daption capensis, in cui la parte grigio-plumbea delle 
piume viene delimitata dal bianco dominante nelle parti superiori e laterali in modo, da 
prender forma di vere macchie apicali triangolari. Ma siffatte macchie sono ben diverse 
da quelle ordinarie e derivano piuttosto da una speciale differenziazione durante lo svi- 
luppo del piumaggio, né sembrano avere carattere protettivo, apparendo invece come di- 
stintivo specifico. 

Nulla d' importante vedo nei gen. Ilalobaena e Prion e nelle Pelecanoididac e Dio- 
medeidae nelle quali le poche macchie, consistenti per lo più in fine vermicolature nere 
sul bianco, sono piuttosto un distintivo degli adulti, mentre nei giovani domina un color 
fosco fuligginoso, solo schiarito sui margini delle piume. Da ciò un effetto confuso, ma 
pur protettivo, durante i lunghi mesi dello sviluppo in cui le giovani Diomedee ancora 
incapaci a volare, vivono relegate in alcune piccole isole a migliaia di chilometri dai con- 
tinenti, ed ivi sono ad intervalli visitate dai genitori che le nutrono, secondo che venne 
recentemente osservato. (Oustalet, Rapport sur la biologie des Oiseaux. Second Congrès 
Ornithologique International. Budapest, 1891.) (Partie Scientifique, II, p. 95.) 

Anche intorno alle Stercorariidae poco ho a dire; solo ricordo come in esse vi sieno 
alcuni esempi di piumaggi uniformemente attraversati da fitte fascie parallele. 

Ord. PELARGIFORMEtì. 

In questo vasto ordine le macchie sono molto limitate e si può dire che, tranne gli 
abiti giovanili, tutti gli altri sono privi di macchie, tanto nelle Ibidldae, come iielle PlaUi- 
leidae, Scopi, Balaenìcipitidac e Ciconiac; solo il sottordine delle Ardeae comprende buon 
numero di specie a piumaggio veramente macchiato. 

In un giovane di Ibis rubra trovo tutte le parti anteriori del corpo non rosee, come 
le rimanenti, ma grigio-brune, e sembrano macchiate perchè tutti i centri delle piume 
sono più scuri dei margini. 

Identica cosa vedo in (pialche giovane Tantalo e così pure nei giovani di alcuni altri 
Ciconiidi, ed una simile condizione, ma permanente, si è quella dei Balaeuiceps, per il 
colore più chiaro sui margini che sui centri delle piume. 

ARDEIDAE. 

Negli Aironi, come ho già ossei'vato, le macchie sono assai abbondanti ed anzi, a 
prima vista, sembrano avere una direzione affatto nuova, ma in realtà ciò non è; le diffe- 
renze dipendendo solo dal diverso adattamento di tutto il piumaggio alla forma grande- 
mente allungata e compressa di questi uccelli in tutte le parti del loro corpo. 

Infatti le stesse macchie che in sì gran numero di uccelli si dispongono intorno allo 
spazio chiaro dominante sulla gola e sull' alto del collo, in questi si allineano in due 
strisce parallele ai lati dello spazio mediano, ordinariamente bianco, o almeno molto chiaro, 
della parte anteriore del collo; ciò si verifica sovente nell'abito giovanile molto macchiato, 

12 



90 



G. MARTORELLI. 



anche di quelle specie che a sviluppo completo non hanno macchie, ma sibbene una veste 
a colori differenziati, o anche uniforme. 

Ancora negli Ardeidi dominano quindi le macchie, specialmente nel piumaggio ])iù 
protettivo dei giovani, secondo la legge generale; ma in alcuni generi le macchie per- 
sistono in copia anche negli adulti, come nei generi Tigrisoma e Botaunis, solo facendosi 
più spiccate per colore e più nettamente disegnate. 

Sebbene poi predominino le macchie nel senso longitudinale, non sono rare le specie 
che giungono ad avere un piumaggio completamente macchiato per traverso a fascie pa- 
rallele, e più numerose ancora quelle in cui a lato delle macchie mediane allungate del 
collo, ve ne sono altre in direzione perfettamente contraria, cioè trasversali. E anche facile 
vedere nelle specie intermediarie, ovvero negli abiti transitorii di una medesima specie, il 
passaggio tra una forma e l'altra. 

Ciò mi risulta evidente dall'esame delle serie della Collezione Turati e particolarmente 
pel gen. Tigrisoma (T. ìeucocephalnm e T. tigrinuvì) in cui trovo una gradazione tra le 
piume antero-mediane del collo e le laterali, quale appare dalle figure seguenti : 




1. 2. 3. i. 5. 6. 

Piume del collo ucl Tigrisoma tigriiiiim. 

]. Piuma mediana sinistra. — 2. Piuma successiva sul lato sinistro. — 3, 4, 5 e C altre piume del lato sinistro indicanti il 
rapido passaggio verso la forma a fascie laterali. 

Il modo col quale si ricoprono le diverse piume, le une colle altre, produce l'effetto 
di disegno caratteristico di ciascuna specie, rimanendo visibile nettamente solo una parte 
delle macchie ed il rimanente, nascosto, o non si vede punto, od appena trasparisce di 
sotto. 

Solo in pochissime specie la trasformazione delle macchie è totale ed adduce ad un 
tipo solo, uniforme e perfetto come quello a grandi fascie alterne chiare e nere su quasi 
tutto il corpo del Tigrisoma hcliosiìos (Less.), o a quello spiccatamente longitudinale delle 
varie specie di Botaurus e di una parte delle Ardeoìae. In alcune di queste le macchie 
si localizzano sotto forma di lunghe strisce scure sulle piume formanti lunghissimo ciuffo, 
come ìnAVArdeola ralìoides, mentre nel vero gen. Ardea, nell'età adulta, le macchie si 
limitano alla parte anteriore del collo, formando lunghe strisce quasi continue, nere. 



Ord. PODICIPEDIFORMES. 

Gli uccelli di quest'ordine mancano affatto di vere macchie nel piumaggio dell'età 
adulta, non potendosi considerare come macchie le sfumature di scuro sul bianco dei lati 
del collo, del petto, di alcune specie. Tuttavia nella prima veste si vedono spesso mac- 
chie speciali assai spiccate in forma di strisce sul capo e sul collo che, per la loro corri- 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 



91 



spondenza evidente colle strisce caratteristiche del capo e del collo dei pulcini, debbonsi 
ritenere una continuazione di quelle e difatti spariscono per tempo. 

Lo schizzo che ne dò ò tratto da un singolarissimo esemplare preso nei laghi presso 
Ivrea e da me donato alla Collezione Turati: mi ricordo che, avendolo fatto vedere al 
Salvador!, questi ne rimase colpito, perchè di solito i giovani non conservano così ben 
disegnate le strisce originarie. 




Podicipea cristatus. 
1. Pulcino. — 2. Giovane in 1.» abito. 



Questa soi'ta di macchie affatto originali, mi ò sembrata assai notevole, anche perchè 
la vedo generale nelle specie di quest'ordine ed è un argomento di più per separarlo dal- 
l'ordine seguente dui Colymbiformes, nel quale i pulcini hanno lanuggino unicolore su 
tutto il corpo, e le macchie sono molto numerose invece negli adulti, non solo, ma anche 
nel primo abito dei giovani, che sul fondo di color nerastro nelle parti superiori è fina- 
mente sparso di goccie bianche. Le macchie più specializzate degli adulti sono di forma 
affatto diversa dal solito ed hanno probabilmente solo un valore di distintivi sessuali o 
specifici. 

Ord. SPHENISCIFORMES. 

In queste forme così profondamente diverse dalle antecedenti, anche le poche macchie 
sono nelle condizioni più nuove e, particolarmente nel genere più tipico, Splieniscus, si 
vedono sul bianco lucido del petto e dell'addome irregolarmente sparsi certi punti neri a 
notevoli intervalli, ed in pochissimo numero, che si direbbero un tentativo, o abbozzo di 
macchie. 

Vi sono poi alcune fascie o collane curiosamente disegnate dal collo verso i fianchi 
da una parte, e dal collo verso l'occipite dall'altra, che non corrispondono certo in alcun 



92 



G. MAUTORELM. 



modo alle forme di fascie, o collane, fin qui considerate, la cui curvatura dominante ò 
diretta dall'alto in basso, cioè descriventi un arco a convessità rivolta in basso, verso il 
mezzo del petto: nel qual fatto io non vedo che una conseguenza del particolare adatta- 
mento di tutto il corpo in questi uccelli. 

Ord. ALCIFORMES. 

In quest'ordine nulla trovo da notare per le macchie, molto scarse del resto e consi- 
stenti più che altro in differenze tra il centro delle piume ed iloro margini; così ancora 
ben poco vi è da dire dei 

Ord. PELECANIFORMES 

in cui gli adulti non hanno macchie, in generale, oppure le hanno sotto forma di linee 
bianche centrali, come nel Pehcanus fuscus ed altri. I giovani invece hanno macchie in 
apparenza formate dai centri scuri delle piume su tutto il corpo. 

Non mi fermerò a parlare delle macchie nelle Phaethontidae, Phalacrororacidae e Sii- 
lidae, sebbene queste ultime siano, in alcuni abiti, specialmente i giovanili, abbondante- 
mente macchiate, e termino questa parte richiamando piuttosto 1' attenzione sulle Frega- 
t'idae di cui ho dinanzi numerosi esemplari di varia età. Fra questi è un grosso pulcino 
ancora coperto da fittissima lanuggine bianca in mezzo alla quale già sono sviluppate le 
penne delle ali e della coda, brune come quelle di un giovane avvoltojo, o di un aquilotto, 
ed egualmente macchiate all'apice di bianco-fulviccio sudicio. Negli altri esemplari giovani 
continua la rassomiglianza spiccatissima col piumaggio macchiato di un rapace, partico- 
larmente sulle copritrici alari. 

Ord. CHENOMORPHAE. 

Anche in quest'ordine le macchie sono molto comuni e appartenenti ai soliti generi 
e non credo quindi opportuna una minuziosa descrizione. 

Prime vengono le Phoenicopteridae assai distinte, anche per quanto riguarda le mac- 
chie, dalle altre Chenomorphac, poiché quelle che hanno nel loro primo abito, non somi- 
gliano punto a quelle delle famiglie seguenti e piuttosto ricordano il tipo di quelle dei 
giovani delle grandi specie di Lari, ai quali rassomigliano ancora pel colorito generale, 
mentre pei caratteri morfologici, (1) sembra molto bene giustificato il loro attuale colloca- 
mento alla testa delle Chenomorphae medesime. 

Nei Fenicotteri adulti non vi sono altre macchie che quelle rosse, specialmente carat- 
teristiche e ben delineate nel Phoeniconajas erythraeus, che non sembrano avere ufficio di 
protezione, contribuendo anzi a rendere più vistosa la specie; tuttavia siccome hanno la 
forma stessa di cuori allungati, o di goccie, che hanno tanto generalmente le comuni mac- 
chie, brune o nere, è probabile che in origine dovessero essere di questo colore, come sono 



(1) Tra gli altri caratteri giova rammentare la 
forma del becco nel pulcino che è affatto usuale 
e permette di congetturare quale potesse essere la 
forma del becca nei progenitori di questi uccelli, 



ormai così aberranti da tutti gli altri nelle forme 
generali. Ricordo pure che il pulcino dei Fenicot- 
teri è del tutto candido. 



LTO FORME V. LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NRfìLI UCCELLI. 93 

tuttora nei g-iovani, ma che, per efletto di evoluzione, le macchie abbiano conservato i loro 
antichi contorni, o direzioni, e solo abbiano cambiato colore e si siano fatte meno numerose. 

ANATIDAE. 

In questa famiglia vi sono parecchi generi nei quali le macchie vero e proprie man- 
cano affatto e solo si hanno ai)parenze di macchie, rome in certi abiti transitorii fra un 
colore ed un altro; per es. nei giovani Cigni, mentre mutano il primo abito cinereo col se- 
condo candido; ma una volta assunto l'abito definitivo, non hanno più macchie, né lo stesso 
gen. Cygnus, né l'affine Coscoroha, né i gen. Pledropterus e Cairiim: le poche macchie 
nere sparse sul bianco del capo e del collo dei Sarcidiorim non hanno importanza, come 
poco notevole è la macchia nera sulla gola d(>lla singolarissima Tthodonci^sa cariophylìacea, 
dalla testa di un bel color lilla. 

Macchie squamiformi si trovano su parto del corpo del Ndtoims pidchelliis, ma queste 
partecipano del vei'de metallico dominante sul dorso. 

Nel gen. Aex i giovani e le femmine ed anche i maschi adulti nell'abito estivo, come 
nella maggiore parte degli Anatidi, hanno colorito bruno-cinereo con macchie bianchiccie 
alla base del collo e non hanno quindi nulla delle spiccate macchie, nere o bianche, dei 
maschi adulti in abito nuziale. 

In alcuni casi poi tengon luogo di vere macchie sull'abito bianco dei giovani, o degli 
adulti fuori del tempo degli amori, certe macchie di color ruggine che servono a rendere 
meno cospicuo il bianco piumaggio, come nel gen. Clien; mentre nell'affine gen. Aììser le 
macchie non mancano, sotto forma di marginature chiare all'apice delle piume del dorso, 
ali e fianchi, e nei giovani poi trovo anche traccia di vere macchie, come in un Anser al- 
bi frons che ho dinanzi. Negli adulti di questa specie vi sono ancora gli irregolari spazii neri 
dell'addome, visibili anche nell'affine A. crythropus, che non sono però affatto protettivi, 
ma solo distintivi specifici, o sessuali. 

Lo stesso, presso a poco, avviene per i generi Cygnopsis, Branta e Nesochen, mentre 
nel gen. Cìoephaga le fascie fitte delle piume si continuano, formando una serie di faseie 
parallele attraverso il corpo, oppure prendono apparenza squamata, a seconda della specie. 

Invece nella curiosa Philade canagica si uniscono i due generi di macchie, cioè le 
chiare marginali degli Anser e le fascie nere trasverse delle Bernidae. Originalissime poi 
sono le macchie della base del collo nella Chenondta jnbafa in cui ciascuna penna grigia 




Chenonetta jubata. 
Piuma della base del collo. 



è terminata di bianco e ai lati del bianco ha due macchie nere che, disponendosi in strisce 
con quelle contigue, producono uno dei |)iù bizzarri e singolari disegni di macchie. 



94 



0. MAETORELLI. 



Non dirò dei geii.' Dcndrocjicna, Chenalopex, Tadorna e Casarca nei quali nulla vedo 
di speciale per l' argomento che sto trattando, preferendo dir qualche cosa del vero 
gen. Anas e principalmente deWAnas hoschas nel suo abito femminile, o giovanile, e in 
quello regressivo pel quale i maschi adulti, dopo il periodo degli amori, divengono simili 
ai giovani. Questi tre abiti si rassomigliano nell' effetto generale giandcinente tra loro e 
corrispondono all'abito definitivo di altre specie: quali V Alias obscura, A. poecUorhyììcha 
ed A. superciliosa, astrazione fatta dalle leggiere differenze specifiche nell'intonazione dei 
colori, nei segni particolari. 

In tutti questi piumaggi dominano le macchie bruno-cupe allungate, su fondo fulvo- 
cinereo, onde sono pochissimo cospicue e nulla hanno che fare coll'abito a colori differen- 
ziati del maschio adulto dell'yJ. hoschas, in inverno e primavera. 

Identico tipo di macchie si trova ancora in tutti gli abiti della Eunetta falcata ad ec- 
cezione di quello nuziale del maschio adulto, il quale ha il petto, a macchie squamiformi 
analoghe a quelle del Chaidelasnms streperus. 

La corrispondenza fra l'abito femminile doWEiincUa falcata e quello delle femmine di 
Anas hoschas è grande e si estende alla parte nascosta delle piume, specialmente quelle 
del petto e del collo, alla base delle quali si trova una macchia centrale chiara che si trova 
anche nelle altre specie nominate del gen. Anas. Ciò mostra la tenacità colla quale un 
medesimo disegno di macchie, riescito protettivo, si mantiene costante in un buon numero 
di forme. 

Nel gen. Mareca questa macchia basilare si perde e vi è invece una fascietta scura, 
nera, trasversale, verso la metà delle medesime piume nella Mareca penelope, e tre di 
queste fascette, sulle piume della 31. americana e nella ili. sibilatrix si ha addirittura 
una serie di fascette alterne, ben spiccate, bianche e nere. 

Analoghe corrispondenze potrei mostrare fra gli abiti protettivi delle varie specie del 
gen. Nettion, così ricco di splendidi piumaggi nuziali nei maschi adulti, e lo stesso pei 
generi Dafila, (1) Poecilonetta, Elasmonetta e Qiierquediila; ma il gen. Spallila si discosta 
alquanto dai precedenti, avvicinandosi piuttosto al tipo di macchiatura deìVAnas hoschas; 
s intende per quanto riguarda le femmine ed i giovani in special modo, nei quali non esiste 
ancora il color cilestrino delle copritrici superiori dell'ala pel quale si ravvicina ai generi 
or nominati. La Spatula platalca ha i^ure 1' abito femminile nelle stesse condizioni che 
nella comune S. clypeata. 

Completamente originale per le macchie, non meno che per la novità dei colori, è il 
Malacorhynchns menihranacens, ( rasmania), il quale ha, nei maschi adulti, che soli conosco, 
tutto il piumaggio traversato da numerose e spiccate fascio continue bianche e nere, alter- 
nanti, producenti un disegno zebrato affatto caratteristico, e due piccole macchie temparali 



(1) In un curiosissimo esemplare di Dafila acuta 
che ritengo giovane, ottenuto dal Lago Maggiore 
durante l'inverno 1897, noto che le macchie in 
tutto il corpo hanno la stessa forma e disposizione 
che nella Dafila ealovi, figurata nel Voi. XXVK 
del Cat. Mus. Brit. del Salvadori e quindi quest'ul- 
tima specie non rappresenterebbe secondo me, se 



non uno stadio, ossia un'imperfetta evoluzione, Teri- 
ficatasi per l'isolamento nelle Is." Kerguelen, di una 
colonia staccata dal rimanente della specie comune 
(-D. acuta): ossia la Dafila catoni avrebbe come 
definitivo quello stesso piumaggio che nella D. acuta 
è transitorio, oppure periodico (nel caso che l'esem- 
plare in discorso fosso in abito regressivo). 



LE FORME E LE SIMJIETEIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 05 

(li un vivo color lillaceo che non trova riscontro in alcun altro anatido e neppure col 
coloro roseo del capo della vaghissima Rhodoncssa cariophiìlacea. 

Che se poi si tien conto anche dell'essere una specie antartica e di un altro impor- 
tante carattere consistente nella mostruosa membranosità del margine anteriore del becco, 
si comprende che ci troviamo di fronte .ad una forma del tutto isolata che lascia supporre 
l'estinzione di tutte quelle altre forme che debbono aver interceduto tra essa e quelle co- 
nosciute dell'emisfero Artico. 

Due altri generi meritano menziono, cioè: Marmaronctta e Stictonctta, essi pure per 
novità di macchie, che non sto a descrivere, ed egualmente isolati pel complesso dei loro 
caratteri. Il Salvadori, tenendo conto della mancanza di vero specchio alare, li pone presso 
le Ftdigulinae, dalle quali tuttavia differiscono grandemente per le macchie che in queste 
ultime sono molto scarse e limitate. 

Nel gen. Stido netta, anzi a cui appartiene la S. nevosa, specie Australiana, il piu- 
maggio è dei più aberranti per le macchie, essendo tutto tempestato di punti bianchi di 
ogni forma e direzione su fondo bruno-cupo; quindi anch'essa lascia credere che siano 
esistite numerose altre forme antartiche dalle quali sarebbe derivata. 

Le FuÌHjidinac hanno pure numerosi esempi di piumaggi macchiati, ma in modo 
assai diverso da quelli degli Anatidi precedenti e consistenti, o in semplici marginature 
chiare, o in segni particolari che possono esser distintivi anche della sola femmina, come 
la bianca macchia frontale e mascellare della Filiguìa marila femmina e, in minor grado, 
anche della F. cristata: le quali macchie sembrerebbero ataviche, poiché corripondono a 
quelle più spiccate e caratteristiche delle varie specie di Clangidae (C. glaticion, C. ame- 
ricana, C. isìandica, C. albeola) che ho dinanzi. 

Degli altri generi: Netta, Metopiana e Fidigida nulla dirò, e neppure del gen. Ha- 
relda, in cui appare ancor traccia delle macchie bianche suddette; richiamo invece l'at- 
tenzione su quella magnifica specie che è la Cosmonetta histrlonica, esempio meraviglioso 
della perfezione che può raggiungere il disegno delle macchie per effetto di progressiva 
differenziazione. 

Anche in quest' uccello le larghe fascie bianche e nere del collo e gli spazii bianchi 
del capo sono nettamente delineati e si ottengono mediante una ben determinata disposi- 
zione di colori sulle piume nel modo già descritto per le collane e gli sfazii di colore negli 
Ftdopi, nei Cnrsorii e parecchi altri uccelli. 

Così nel formare la collana alla base del collo, il nero che precede il bianco va decre- 
scendo su tiiascuna piuma, fino a raggiungere il bianco stesso, quindi torna a mostrarsi 
sullo piume che seguono lo spazio bianco e poi decresce di nuovo bruscamente per cedere 
lo spazio al bel grigio bluastro cupo dominante. 

Cose analoghe potrei dire per i gen. Ileniconetta e Soniateria pure notevoli per spic- 
cati contrasti di colori negli abiti adulti; mentre in quelli della ^ e dei giovani dominano 
le macchie fitte, trasversali, scure, su fondo azzurro. 

Ricordo soltanto 1' aberrante piumaggio macchiato a fascie ed arieggiantc quello di 
alcune De/idrocgcnae, che vedo nella strana Thalassiornis leuconota dcÀ Madagascar e 
quello non molto diverso della Nomongx dominica almeno nell' abito delle femmine, il 
quale ha anche certi punti di contatto colla Erismatura leucocephaìa, i cui pulcini hanno 
sui lati del capo macchie assomiglianti. 



96 



G. MARTORBLLI. 



Accenno soltanto di volo alle fitte vermicolaturo biancastre dominanti ovunque sulla 
veste oscura della Biziura lobata, e alle macchie pettorali castane che si allungano sul- 
l'alto del petto deìV Hì/ìnotolaemns malacovhyuclms. 

Anche nei generi Mcrf/aiietfa, Merf/us e MergcUns, vi sono macchie in vario senso, che 
però costituiscono in massima parte solo distintivi sessuali, o specifici. 



Anche la famiglia degli Anatidi è dunque molto ricca di piumaggi macchiati nel 
modo più svariato e pur tuttavia spettanti sempre ai soliti tipi fondamentali, e sottoposte 
alle medesime leggi di formazione e di trasformazione. 

Ord. CRYPTURIFORMES. 

I Tinami che costituiscono quest' ordine, quantunque poco numerosi, sarebbero pure 
assai notevoli per le loro macchie, ma mi limiterò ad osservare che, sotto questo rapporto, 
essi sembrano formare come il punto di partenza dal quale si sono svolti diversi dei piu- 
maggi già descritti negli altri ordini. Infatti, mentre in taluni (gen. Crypturus) il piu- 
maggio rassomiglia pei colori e per le macchie trasversali a quello di varii Rallidi, in 
altri (gen. Rhynchotus, Not/ioprocta, NotJiura, Calopeztis) prevalgono le piume colorite e 
macchiate come in molti Gallinacei ed Hemipodii e principalmente domina quel medesimo 
tipo di piumaggio che già si è visto caratteristico della quaglia, di varii francolini, ecc. 





I. 



1. Piume dorsali di Notliura niaculosa. 
'_*. „ » - Nothoprocta perdicaria. 

(un po' ingrandite). 



E bensì vero che questa rassomiglianza consiste sopratutto nell'effetto risultante e non 
nei particolari, ma non è meno importante perciò la corrispondenza, che coincide anche 
con una parità di adattamento. 

È sopratutto sulle parti superiori spiccata la corrispondenza, la quale consiste nell'es- 
sere le piume, di fondo fulvo, regolarmente attraversate da varie fascie nere e fiancheg- 
giate da due strisce bianche, le quali, continuandosi di piuma in piuma, formano linee 
dorsali e scapolari, analoghe a quelle della quaglia; mentre in questa le linee chiare deri- 
vano dalla continuazione delle macchie bianche spiniformi lungo gli steli; ma l'effetto 
per l'occhio è il medesimo e quindi identico ne è anche l'effetto protettivo raggiunto. 

Aggiungo ancora, cosa che non è certo senza importanza, come nei pulcini di varie 
specie e generi esaminati, ho notato che sul dorso vi sono macchie bianchiccie uniche e 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 97 

non parallele, a due a due, fra di loro, come negli adulti, e che, avendo staccato alcuna 
delle plumule primitive, ho trovato che questa parte bianca formante la macchia ò staccata 
e sembra avere una radice distinta dalla parte scura della plumula stessa, che poi verrebbe 
chiusa dai due lati dalla parte bianca quando si forma la vera piuma. Ora tutto ciò mostra 
che vi sono in natura delle corrispondenze singolari, le quali rivelano una costante tendenza 
a produrre determinati e corrispondenti effetti, anche nelle forme piìi diverse, ed è per 
questo pensiero che mi sono molto diffuso nella esposizione dei fatti che sono venuto 
osservando. 

Non mi tratterrò affatto su quanto riguarda la sottoclasse delle Ratitae, giacché gli 
ordini dei: Rheiformes, Stnithionifonnes e Casuariiformes, non mi offrono nulla di notevole 
per le macchie e, anche quelle che occupano il rozzo piumaggio degli Apterygiformes, ap- 
paiono piuttosto come ondulazioni e sfumature, che come vere macchie. 



13 



RIASSUNTO DELLE OSSERVAZIONI. 



Dopo avere esposto i singoli fatti che emergono dall' esame della serie Ornitologica, 
giova ora riassumerli brevemente, acciocché riescano più facili ed evidenti le conclusioni 
generali che dai fatti stessi possono dedursi. 

Nei Rapaci, che per i primi ho esaminato, noto anzitutto la mancanza generale di mac- 
chie vere e proprio nelle grandi specie, e la loro costante abbondanza e varietà nelle pic- 
cole, almeno nella prima età. Ora, siccome ciò non si verifica esclusivamente nei Rapaci, 
ma si vede rinnovare, con notevole frequenza, anche negli Uccelli appartenenti ad ordini 
diversi, ò ovvio il pensare che l'ufficio più generale delle macchie sul piumaggio, sia quello 
della protezione delle specie, rendendo esse meno visibili gli individui che ne sono forniti, 
col rompere l'uniformità della superficie, che potrebbe riuscire troppo vistosa, se il colore 
dominante è in contrasto con quello del mezzo. 

E facile comprendere come, tanto i grandi Vulturidi del Mondo antico, quanto i grandi 
Pseudogrifi dell'America, non abbiano bisogno alcuno di un piumaggio reso specialmente 
protettivo per quantità di macchie che lo rendano variegato. 

Così è anche per le grandi specie di Aquile e per certi Passeriformi, come i Corvi, 
per alcuni dei più grandi Uccelli marini, per gli Struzionidi, ecc. 

Tuttavia questi casi messi di fronte all'enorme numero dello specie dal piumaggio mac- 
chiato in qualche modo, almeno per la prima parte della vita, riescono pressoché trascurabili, 
e quindi la produzione delle macchie appare come una vera legge per l'organismo degli 
Uccelli ed è intimamente collegata col loro sviluppo, divenendo in moltissimi casi addirittura 
una funzione che si compie a periodi più o meno ravvicinati, modificandosene continuamente 
i risultati. Nei Rapaci di medie e piccole dimensioni appare inoltre molto evidente e gene- 
rale il contrasto nella forma e nella direzione generale delle macchie fra i giovani e gli 
adulti, quando questi ultimi non assumono un piumaggio definitivo senza macchie, o quasi. 

A cominciare dai Polibori infatti, e venendo successivamente verso le altre famiglie, 
ho notato che, mentre nei giovani predomina la direzione di macchie allungate nel senso 
longitudinale del corpo, negli adulti prevalgono invece le macchie trasversali che si ag- 
gruppano in modo da formare serie di fascie parallele ben spiccate e capaci di raggiun- 
gere una somma regolarità e perfezione di disegno. 

Il passaggio dall' una all' alti-a forma avviene per una serie di gradazioni molto evi- 
denti, e talora visibile anche in uno stesso individuo, per il conservarsi di piume apparte- 
nenti agli abiti transitorii. Lo stadio intermedio tra queste due condizioni di piumaggi si 
è quello di piume a macchie cuoriformi. 



100 G. MARTOKELLl. 

Oltre al contrasto nella forma, si verifica pure molto generalmente un processo di ri- 
duzione delle macchie stesse, sia nelle loro dimensioni, sia nel loro numero ed, osservando 
certi gruppi, è facile avvertire un graduale diminuire delle macchie dalle une alle altre 
specie, fino a prodursene qualcuna affatto senza macchie, che rappresenta il massimo grado 
di specializzazione; come appare dall'esame delle specie appartenenti al gen. Falco- Tut- 
tavia le specie che raggiungono tale risultato appaiono di gran lunga meno numerose di 
quelle nelle quali le macchie sono semplicemente rimpiccolite e fatte più scarse che negli 
abiti giovanili. 

Raro è il caso di macchie già formate nei giovani, benché sbiadite e poco evidenti, 
che si facciano poi cospicue negli adulti, come avviene nel gen. T/ì rasactics ed in alcuni 
Spizaetl; ma devesi riflettere che ciò si verifica, più che altro, nelle grandi specie di questo 
genere ; mentre nelle minori prevalgono le norme surriferite, come per gli altri Rapaci. 

Circa la importanza biologica delle macchie, basta ricordare quelle tanto caratteri- 
stiche delle Circinae, imitanti le macchie faciali dei Rapaci notturni, ed il curioso Mime- 
tismo che sembra esservi tra alcuni Falchi; come quelli rappresentati nella mia Tavola. 

Altro fatto dimostrante la natura protettiva delle macchie si è questo : che esse non 
sono cospicue in generale, se non nello parti del corpo meno direttamente esposte e quindi, 
mentre nelle parti inferiori sono frequenti, anche nell'età adulta, le macchie molto forte- 
mente spiccate per colore, sulle parti superiori sono quasi sempre poco evidenti, essendo 
sfumate sopra un fondo generalmente bruno, o cinereo, più o meno cupo. 

Certe macchie cospicue, tendono a ripetersi con singolare costanza in Rapaci molto 
diversi ti'a loro : di tale natura è la lunga macchia risultante sul mezzo della gola in pa- 
recchi generi anche nell'età adulta, sia tra i Pernis, come tra gli Asfurini ed altri gruppi 
che ho singolarmente nominati a suo luogo. 

Esaminando il piumaggio dei piccoli Rapaci insettivori, risulta evidente un massimo 
di differenziazione, poiché in essi, oltre al verificarsi coloriti specialissimi, raggiungono an- 
che la maggior perfezione delle forme e nettezza di contorni certe macchie che negli altri 
rapaci si mantengono alquanto imperfette ed irregolari. Così le macchie bianche ad occhi 
dei Microhierax, ecc. 

Circa i Rapaci notturni, sebbene per molti rispetti siano in contrasto coi diurni, pure 
la loro reciproca affinità non è contradetta neppure dallo studio delle macchie; giacché le 
differenze che esistono tra i primi e i secondi, anche rispetto alle macchie stesse, sono fa- 
cilmente spiegate dal diverso adattamento e non sono d'altronde molto forti in tutti i not- 
turni, ma solo in quelli che hanno assunto un piumaggio protettivo specialissimo, corri- 
spondente a quello delle Caprinmlgidae e delle lyng'mae, che imita le scabrosità delle cor- 
teccic degli alberi. 

Inoltre, se si considera come la vita notturna renderebbe inutile agli Strigiformi una 
spiccata differenza tra giovani ed adulti, si comprende anche come non abbia luogo in 
essi quell'evidente contrasto che si verifica tra gli individui di diversa età negli Accipi- 
trifonni. Mentre in questi ultimi il piumino dei nidiacei è sempre uniforme e non si tra- 
sforma, né gradatamente, né rapidamente in vere piume, tale trasformazione ha luogo nei 
notturni che hanno assai spesso pulcini dal piumino macchiato; e quando i loro pulcini 
sono bianchi, come le uova, allora sono allevati all'oscuro nelle buche dei tronchi o delle 
roccia. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 101 

Nei piumini macchiati provalgono le ondulazioni scure trasversali che preludiano allo 
fascia trasverse del piumaggio definitivo. 

La riduzione delle macchie coU'età avviene puro negli Strigifornii, ma è eccezionale 
giacché il primo piumaggio è per solito anche il definitivo, o almeno poco distinguibile 
dai susseguenti, quindi ne segue che tutti, o quasi tutti, i Rapaci notturni hanno piumag- 
gio macchiato per tutta la vita. 

Finalmente, nei Rapaci in generale si può dire che è affatto eccezionale la mancanza 
di macchie e che lo studio di queste, se mette in evidenza dei notevoli contrasti tra i diurni 
ed i notturni, non dimostra tuttavia esistere tra gli uni e gli altri una diversità di ori- 
gine, ma solamente che si sono evoluti in direzione diversa. 

Non è poi improbabile che anche gli altri sott'ordini minori : Pandiones, Serpentarii 
e Pseudogryphi, rappresentino altrettante direzioni diverse della evoluzione di qualche tipo 
primitivo, od arcaico, di rapace; anzi ciò mi sembra dimostrato dallo studio delle loro forme. 

Nei Fasseriformi le macchie tendono a scomparire coll'età, almeno quelle di natura 
protettiva, regolarmente distribuite su tutto il corpo, e restano invece quelle costituenti di- 
stintivi sessuali, o specifici, che si formano più tardi, por speciale confluenza di maqchie 
ordinarie, o per concentramenti del pigmento scuro, o nero. 

Vi sono tuttavia numerose forme nelle quali sembra che il numero delle macchie sia 
andato crescendo al tempo stesso che si perfezionavano i loro contorni, assumendo una 
perfetta regolarità di disegno. 

Anche nei Passeriformi si alternano e si combinano nei più svariati modi le macchie 
appartenenti ai due tipi, longitudinale e trasversale, e ne nascono così svariatissimi a- 
spetti, senza che ciò possa ascriversi al semplice caso, poiché, malgrado la immensa varietà 
dei disegni che si producono, si scorge sempre la tendenza verso determinati effetti. Una 
osservazione complessiva delle figure che ho delineate dal vero, basta a dimostrare la 
grande costanza di direzione, da comuni punti di partenza, che hanno le macchie più di- 
verse fra di loro per dimensione e contorni. Si vede anche come la regione dalla quale 
irradiano colla più grande simmetria tutte le forme di macchie nel vasto ordine dei Pas- 
seriformi, più ancora che nei rimanenti ordini, sia tra la gola e la base del collo. 

Ciò si può suppoiTe che sia in istretta relazione colle interne cause organiche e pre- 
disposto sino dallo sviluppo embrionale, poiché si verifica subito nei giovani individui e 
non è d'altronde un fatto diverso dalla simmetria che domina ancora in tutta la interna 
struttura. 

Fra le famiglie nelle quali più largamente dominano le macchie vi sono le Fringil- 
lidae, specialmente quelle Paleai'tiehe e Neartiche; poiché, a misura che si avanzano verso 
la zona tropicale nei due mondi, le macchie numerose e diffuse cedono il campo a quelle 
concentrate e specializzate. In alcune forme poi le macchie spariscono solo apparentcìnente, 
per il diffondersi su tutto il piumaggio di un colorito fosco uniforme, come in eerte Man- 
tifringiUae. 

Le macchie non mancano neppure nelli Sturniformi, in ispecie fra le Ploceidae; 
nelle Alandidae poi sono abbondanti e dift'use secondo le norme che ho detto e presen- 
tano una eloquente serie di gradazioni. 

Così in tutte le famiglie che seguono vi sono esempi di macchio, sempre disposte se- 
condo le medesime simmetrie; specialmente sugli abiti più protettivi dei giovani, mentre 



102 G. MAETOBELLI. 

negli adulti si notano certe macchie speciali, come quelle gialle o ranciate sul capo di 
varii Tirannidi ritenute da alcuni di natura insidiosa. 

Anche nelle Picariae osservo i medesimi fatti in generale e gli effetti che si produ- 
cono per il localizzarsi delle macchie sono sempre i medesimi; cioè, la produzione di fa- 
scie e collane, intere, o interrotte, o in forma di mezzaluna, che occupano per lo più lo 
spazio dal collo all'addome, e talora anche il dorso, come nelle Upupe. 

Notevole è la grande scarsità dei piumaggi permanentemente macchiati fra i Trocìii- 
lìdi, però i loro giovani sono essi pure in generale macchiati a goccie, o strisce e, seb- 
bene tali macchie siano scure solo sotto certe incidenze di luce, mentre sotto altre appa- 
iono verdi, o azzurre, metalliche, pure l'effetto protettivo è sempre il medesimo. 

Le macchie dei Caprimidgidi, analoghe a quelle degli Strigiformì, dimostrano come 
un medesimo tipo di macchie possa ripetersi sopra specie appartenenti anche ad ordini 
diversi, probabilmente per semplice comunanza di adattamento di vita; cioè senza che 
debba tale rassomiglianza ascriversi a Mimetismo, mentre vi è tanta diversità di forme 
esterne e di interna struttura. 

Le fitte fascie caudali inferiori di parecchi Trogonidi, che si continuano perfettamente 
tra le due metà, destra e sinistra, della coda, come già fu osservato da altri, sono una 
prova di più della prepotente tendenza alla simmetria del disegno su tutte le parti. E 
bensì vero che tale corrispondenza si verifica universalmente per le fascie caudali di 
destra e di sinistra, ma io mi sono fermato su questo caso, poiché, considerata la estrema 
fittezza delle finissime fascette alterne bianche e nere della coda dei Trogonidi, questa mi 
rappresenta un massimo di perfezione, rispetto alla simmetria delle fascie caudali mede- 
sime e prova come tutte le variazioni avvengano secondo leggi perfettamente determinate. 
I medesimi fatti si verificano ancora nelle Picidae: di più, sono loro caratteristiche certe 
macchie speciali, comuni a quasi tutte le forme di questa numerosissima famiglia, quali 
sono le macchie rosse, variamente estese, dalla fronte all'occipite e sui mustacchi, special- 
mente nei maschi. Tali macchie appajono dapprima come punti isolati e spesso netti per 
poi estendersi e tingersi di vivo scarlatto coU'età. Ma col loro svilupparsi, si vedono spa- 
rire gradatamente, in alcune specie, altre macchie che rimangono invece nelle femmine 
e nei giovani e che, per la loro nettezza e perfezione del disegno, mostrano essere l'effetto 
di una lunga differenziazione; onde si direbbe che sono state distintive per lungo tempo 
di tali specie, prima che il rosso caratteristico di questa famiglia ne invadesse il campo 
(es. il gen. Chrijsocolaptes). 

Si osserva ancora per qu; sic macchie speciali, come per le altre generali dei Picchi, 
una perfetta gradazione da specie a specie; poiché, mentre in alcune specie le macchie 
che debbono produrre gli spazii rossi restano costantemente isolate, in altre specie si fon- 
dono insieme e si fanno più vivaci ed intense e in altre infine la tinta rossa sembra in- 
vadere gradatamente le penne. 

La grande abbondanza poi delle macchie in questa famiglia e la prevalenza dei piu- 
maggi in cui le macchie stesse sono sparse su tutto il corpo, fanno supporre che questa 
fosse la condizione dei piumaggi più antichi dei Piciformi. 

Ciò che avviene nei Trachifoni dimostra come, in certi casi, le macchie non siano 
altro che l'effetto di una imperfetta evoluzione, ossia rappresentino una condizione tran- 
sitoria di piumaggi che stanno differenziandosi; poiché, in questo caso, le macchie non 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCEI;LI. 103 

sono che margini terminali di piume, in torto contrasto colla rimanente parte delle piume 
stosse, e tendenti a sostituirsi al loro colore primitivo: risultato che in alcuni esemplari è 
quasi raggiunto, perchè 1' estensione di tali margini è tale che quasi fra loro si toccano 
e congiungono, formando una superficie uniforme di rosso, e di bleu-nero, su quelle parti 
del corpo che in altri esemplari sono gialle, o bianche, respettivamente, solo con strette 
fascio terminali dei due colori sopranominati. Basterebbe una piccola variazione individuale 
per condurre ad un esenìpio perfetto della evoluzione completata; né è improbabile che ciò 
avvenga realmente in alcuni individui, considerando lo differenze di grado esistenti fra 
quelli da me esaminati. 

Questo del resto non ò certo un fatto isolato, ma solo mi ò sembrato singolarmente 
cospicuo nel gen. Trachiphomis e perciò meritevole di attenzione, perchè ci mostra con spe- 
ciale evidenza quale parte possano aver le macchie nel processo di differenziazione delle specie. 

Tra i fatti più notevoli osservati nella serie dei Cuculidi, mi sembra specialmente 
dover segnalare la spiccata imitazione dello macchie dei Falchi: in varie specie è persino 
una singolare coincidenza di fasi, specialmente con certi Asturini, il che non riesco ad 
attribuire al semplice caso. 

Altri Cuculidi, per es. i Centropodini, aventi un piumaggio che molto arieggia quello 
di certi Gallinacei, sembrano rappresentare una condizione piuttosto primitiva in cui pre- 
valgono i caratteri protettivi (apocnttici), cioè una superficie a colori modesti e molto va- 
riegata di bianchiccio e di nerastro, con macchie lineari lungo gli steli ed altre in senso 
inverso ; mentre i Geococcigi, non solo per un piumaggio di tal genere, ma ancora pel 
complesso delle forme, tanto aberranti da quelle dei Cuculidi ordinari, si direbbero ultimi 
avanzi di un' antica serie di forme di Cuculidi, rimasti isolati. 

Limitatissimo appaiono le macchie di carattere protettivo negli Psittaci, ma è bensì 
vero che in esse lo è ampiamente il colorito verde dominante, trattandosi di specie esclu- 
sivamente tropicali e viventi su alberi sempreverdi: quindi è facile comprendere come in 
quest'ordine le macchie predominanti consistano in segni di riconoscimento fra i sessi, o 
fra gli individui, di una medesima specie, e si riducano per lo più a spazii di colore più 
vivo e spiccato dal rimanente. 

Non mancano tuttavia le vere macchie, che anzi alle Nestoridae conferiscono una 
cert'aria di rapaci, molto in armonia colle loro tendenze sanguinarie. 

Rarissime le macchie lineari longitudinali e, in generale, non disposte secondo l'or- 
dinaria simmetria; cioè in strisce divergenti dai lati del collo e del petto verso i fianchi. 

Esse appajono invece piuttosto uniformi nel loro andamento e sparse egualmente su 
tutta una regione del corpo ; non altrimenti può dirsi per quelle apicali, o trasverse, aventi 
per lo più forma semilunare. 

Nella serie dei Tricoglossi quest' ultimo tipo è pure notevole ; perchè, pel ravvicina- 
mento progressivo di queste macchie, si vengono ad ottenere estesi spazii di colore diverso 
dal fondo e può giungersi, da specie a specie, gradatamente, alla completa inversione del 
colore; per es., il colore del ventre rosso-aranciato di certe specie, pel formarsi di margini 
violetti, che sempre più si estendono e ravvicinano, può convertirsi interamente nel vio- 
letto di altre specie, come già ho dimostrato nella parte speciale. Ma ciò avviene pure in 
tanti Turdiformi ecc., per l'intensificarsi e condensarsi, su certi punti del corpo, del 
pigmento nero. 



lOé G. MARTORELLI. 

Certe macchie poi delle Lorìidae, localizzandosi in alcuni ristretti punti del corpo, 
riescono a costituirvi distintivi specifici notevoli, ad esempio le macchie gialle sui lati del 
corpo del gen. CJìannosi/ìiopsis e simili, che possono fondersi anche in una sola macchia 
cospicua, come nel magnifico C. papuensis, forma altamente specializzata che ha raggiunto 
grande purezza e vivacità di colori. 

Prestando particolare attenzione alle macchie nere, o marginali o longitudinali, delle 
PsiUacidae, sopra una ricca serie, è evidente anche il loro modo di originarsi graduale 
per modificazioni che avvengono nel tessuto e nella distribuzione graduale del pigmento 
nelle corrispondenti parti delle penne. 

Finalmente debbonsi ricordare le macchie di certi piumaggi strigiformi in apparenza, 
ma che, in fondo, conducono piuttosto a concludere per un'affinità colle Picariae, che con 
altri ordini, e che potrebbero avere carattere mimetico. 

Nel vasto ordine delle Colombe è grande penuria di macchie, persino nelle forme, non 
molto specializzate per colorito, come sono quelle che vivono selvaggie in Europa: tuttavia 
quest'ordine è notevole per certi disegni che, in alcuni generi, raggiungono le loro macchie 
speciali; i quali disegni sono talora di un'alta perfezione e regolarità di contorni; basti 
ricordare le collane meravigliose degli Ptilopini, formate da più colori ripartiti, col più 
perfetto adattamento, sulle piume, onde ottenere un effetto ben determinato e costante. 

Non ò neppure il caso di ricordare la infinita variabilità delle macchie nelle Colombe 
domestiche delle svariatissime razze; solo basta avvertire che sempre si verificano le me- 
desime simmetrie che allo stato libero; cioè, per quanto variino l'estensione ed il colore, le 
direzioni generali di queste macchie sono sempre le stesse. 

Anche qui non sono infrequenti i casi di generi in cui si trovano allo stato rudimen- 
tale, certe macchie che in generi affini raggiungono uno sviluppo completo: come, ad es., 
le piccole macchie ai lati del collo dei gen. Zenaida e Zenaidura, che rappresentano lo 
stadio più incompleto del collare caratteristico delle Turturinae. In alcune di queste riap- 
paiono macchie sul corpo, allo stato di centri scuri delle penne superiori, aventi ufficio, 
presumibilmente, protettivo. 

Rarissimi sono i tipi diversi di macchie, come quello a fascie e quello semilunare. 

Nell'ordine delli Pterodetes le macchie sono copiose e ciò in tutte le poche specie 
attualmente conosciute, con predominio di quelle protettive, formanti fascie fitte e poco 
cospicue, chiaro e scure, alternanti, sulle parti superiori. 

Le macchie allungate, od a goccia, sono nelle direzioni usuali in quei medesimi spazii 
che poi divengono unicolori, quando è avvenuta la concentrazione del pigmento che dà 
luogo alle spiccate fascie del collo e della base del petto. 

Notevole è pure la stretta rassomiglianza in questi casi con quello che si verifica nei 
Cttrsorii fra le Charadriidae, in cui ha luogo una interposizione di regolari strisce lon- 
gitudinali divergenti, formate di macchie allungate e comprese tra le due fascie del collo 
e del petto (gen. Rhinoptilns). 

Le macchie sono straordinariamente abbondanti e svariate nell'ordine delle Gallinae, 
senza però che apparisca in esse un tipo veramente nuovo e loro esclusivamente proprio. 

L' unico tipo infatti che si possa dire dominante è rappresentato da certe macchie 
speciali come quelle dorsali della quaglia comune; ma esso si trova ancora in altri ordini e 
precisamente nelle forme che vivono in condizioni simili a quelle della quaglia stessa: per 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 105 

esempio, alcuni Tinamidi. Questo è il tipo di macchie chiare, allungate, centrali o late- 
rali, sopra un fondo più o meno bruno nelle parti superiori, protettivo per eccellenza. 

Anche nei Tetraonidi il piumaggio veramente tipico ed originario può ritenersi essere 
quello che ha le parti superiori e laterali fittamente traversate da fascie alterne chiare 
e scure, quale si trova nei giovani, e cioè simile a (juello dei Lagopodi. 

Di alcune macchie grandemente specializzate fra i Fagianidi ò facile scorgere il modo 
di origine, osservandone la formazione, o durante lo sviluppo, o sopra una numerosa serie 
di individui. 

II frequente assumersi del piumaggio maschile in certe femmine vecchie, o sterili, di 
Fagianidi mostra poi chiaramente quale sia stata la via tenuta nel prodursi il piumaggio 
medesimo dei maschi, sopratutto per il progressivo localizzarsi e trasformarsi delle 
macchie. 

Parrebbe anzi da tale osservazione che la tendenza sia a prodursi un piumaggio uguale 
nei due sessi ; ma che le interne cause organiche, in questi uccelli molto prolifici, vi si 
oppongano. 

Mentre disegni meravigliosi di macchie appajono nei maschi adulti delle CalUpeplae, 
Lophort/ìì/x, Cyrtomjx, ecc., riappajono nei loro primitivi liumaggi le macchie quagliformi, 
quali sono nelle Pernici e nei Francolini. Di qui appare evidente con quanta tenacia certi 
stampi di macchie, non vistose, ma estremamente utili, tendono a manifestarsi nelle forme 
più diverse, e si comprende come la quaglia debba forse a questa forma prevalente di 
macchie la sua enorme diffusione rispetto alle specie sue affini più specializzate e in pari 
tempo massimamente localizzate. 

Sola famiglia molto povera di macchie, persino nella primissima età, è quella delle 
Megapodidae, la evoluzione delle quali dev'essersi compiuta separatamente nella regione 
Oceanica, e non vi sono tra esse forme veramente macchiate, ad eccezione del Leipoa. 

Il piumaggio quagliforme, nell'insieme, riappare nei piccoli Hemipodii, sebbene il di- 
segno, nei particolari, ne sia diverso, ma la rassomiglianza si limita alle parti superiori e 
laterali, più esposte, e ciò è veramente degno di attenzione, perchè dimostra la immensa 
ricchezza di risorse per le quali si raggiunge un medesimo effetto generale con mezzi 
sempre diversi. 

Nelle Rallidae, complessivamente considerate, le macchie si possono dire relativamente 
scarse, tuttavia non mancano tra esse generi copiosamente e spiccatamente macchiati, o 
pel lungo, più frequentemente, a fitte fascie trasversali. Notevole è in questi casi il gra- 
duale macchiarsi della lanuggine. primitivamente uniforme, dei pulcini, che man mano va 
convertendosi nelle piume della prima veste, dapprima ondulandosi le tinte di scuro e poi 
prendendo forma determinata, sempre più decisa e regolare. Ciò mi sembra dimostrare 
una volta di più quale sia il cammino ordinario della evoluzione, per ciò che riguarda le 
macchie. 

In tutti gli uccelli finora enumerati, quando vi sono macchie sulle ali, esse hanno una 
disposizione tale che fiicilmente formano fascie di colore distinto attraverso all'ala, invece 
nelle Oedicnemidac vi ò una direzione apparentemente nuova, giacché le ali sono doppia- 
mente fasciate di nero e di bianco-grigiastro, da una serie di macchie che si distendono 
secondo linee fortemente oblique, cioè nel senso della lunghezza dell'ala; tutte le macchie 
del corpo sono longitudinali. Ora questa disposizione è in rapporto evidente con la forma 

i4 



106 G. MARTOEELLI. 

del corpo allungato e slanciato di questi uccelli, forti e celeri corridori ; quindi abbiamo 
anche qui una prova dell'adattamento delle macchio corrispondente allo speciale adatta- 
mento di tutto il corpo. 

Le Cursoriidae offrono allo studio fascie e collane perfettamente analoghe a quelle 
degli Pterodetes ed ottenute in identico modo, sopra un piumaggio pure corrispondente, 
malgrado la grande diversità delle forme; e ciò ancora per effetto di un medesimo adatta- 
mento di vita nei deserti e nelle regioni scoperte in genere. 

In tutte le Limicolac del resto sempre si osservano i medesimi fatti già avvertiti negli 
altri ordini ed una grande provalenza delle macchie di natura protettiva: solo un fatto me- 
rita ancora di essere ricordato, ed è la singolare asimmetria della macchia frontale nel- 
V Anarhynchus frontalis, in relazione colla spiccata asimmetria della forma. 

E questo l'unico caso di vera asimmetria delle macchie che ho riscontrato, esaminando 
molte e molte migliaia di uccelli e da ciò si vede come per potersi verificare una viola- 
zione della legge generale di simmetria delle macchie, sia necessaria una spiccata asimme- 
tria delle parti su cui le macchie stesse si formano ! 

Finalmente ricordo ancora il piumaggio speciale degli Scolopacini, esso pure singolar- 
mente protettivo in ogni fase della vita ed ottenuto colla regolare mescolanza di macchie 
allungate chiare sopra un fondo nerastro nelle parti laterali e superiori, più scoperte, mentre 
le inferiori, che meno si vedono, sono bianche. 

Gli Ardeidl fra i Pelargiformi sono quelli che hanno il maggior numero di piumaggi 
macchiati ed anche in essi specialmente emerge il fatto dell'adattamento delle macchie alla 
particolar forma estremamente allungata e compressa di tutto il loro corpo. 

Notevole poi è il contrasto, più apparente che reale, della forma e direzione delle mac- 
chie sul mezzo e sui lati del collo in molti di essi, mentre, se si analizzano le piume che 
segnano il passaggio fra la parte antero-mediana e quella laterale del collo stesso, si vede 
che le loro macchie sono in perfetta gradazione per la forma e la posizione e dal loro colloca- 
mento risulta l'elfetto complessivo di macchie allungate e fascie trasversali ad immediato 
contatto fra di loro. 

Nei Podicipedi formi, e Sphenisciformi è grande scarsità di macchie, anche negli abiti 
giovanih, tuttavia in alcuni dei primi i giovani conservano talora molto spiccato il disegno 
a strisce, tanto caratteristico, sul capo e collo dei pulcini, e nei secondi, allo stato adulto, 
si vedono qua e là sparsi sul bianco del petto certi punti neri che appaiono come un ab- 
bozzo tentativo di macchie, di aspetto e forma assolutamente diversi dall'usuale. Ma spe- 
cialmente degne di nota sono le macchie delle Fregatidae, fra i Pelecaniformi, per la loro 
spiccatissima rassomiglianza con quelle di molti rapaci e giustificanti pienamente la posi- 
zione che loro assegna lo Sharpe presso di quelli. 

Fra le stesse Cìienomorphae il fatto più spiccato e degno di attenzione si è quello che 
osservasi negli Anatidi, delle mute regressive che si verificano nei maschi adulti, i quali, per- 
dendo subito dopo il periodo degli amori, il piumaggio dai colori specializzati, o vivaci, ne 
assumono uno di tinte modeste, molto ricco di macchie che ricordano assai quelle dell'abito 
giovanile, o quelle delle femmine, e che sono poi caratteristiche in permanenza di parecchie 
altre specie dello stesso gruppo. Anzi la corrispondenza di tali macchie in queste diverse 
specie, si estende anche alla parte nascosta delle piume, il che indica un' intima paren- 
tela reciproca. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. 107 

Anche da ciò si vede la tenacità colla quale certi disegni di macchie, riusciti vantag- 
giosi col rendere il piumaggio meno appariscente, si conservano, malgrado prosegua l'evo- 
luzione che fa variare altri caratteri. 

Dalla esistenza di certi tipi aberranti, come i gen. Maìacorhynehm, Stictonetta ed altri, 
si deduce ancora che una grande novità di forme nelle macchie ha luogo solamente in certi 
generi geograficamente isolati ed aventi caratteri molto singolari; nel qual caso ò ovvio 
il supporre che sia scomparsa tutta una numerosa serie di generi da cui sono derivati. 

I Tinamidi sembrano possedere, in una condizione iniziale, i tipi di piumaggi diversi 
che divengono poi caratteristici di altri gruppi e sono, in generale, dei più protettivi. Pre- 
vale, come già ho detto, quello quagliforme comune a varii gallinacei, ed agli Emipodii, 
specialmente per quanto riguarda le parti superiori e laterali. 

Circa gli Struzionidi, la mancanza di vere macchie nel loro piumaggio sembra dimo- 
strare sempre più il carattere protettivo delle macchie in generale, poiché è quasi sempre 
nelle grandi specie che si verifica la loro assenza, o la loro scarsità, essendone minimo il 
bisogno. 



^\p 



CONCLUSIONI. 



i. 

Le macchie sono prodotte dalle interne cause organiche, le quali determinano la loro 
forma e le loro successive trasformazioni. 

II. 

Supponendo che le macchie siano già predisposte sino dai primi tempi dello sviluppo, 
si spiega come esse riescano distribuite secondo direzioni determinate e costanti, cioè con 
simmetria non minore di quella con cui si sviluppano tutte le parti del corpo. 

III. 

Le macchie partono principalmente da alcuni punti centrali dai quali irradiano nelle 
diverse direzioni ed il centro maggiore di irradiazione sarebbe tra la gola e la base 
del collo. 

IV. 

Considerate le macchie come il risultato di una funzione speciale dei tegumenti, si 
comprende facilmente che raggiungano la loro perfezione di pari passo collo sviluppo di 
tutto l'organismo, cioè a misura che si perfezionano tutte le altre funzioni. 



Le variazioni del piumaggio, che possono avvenire ad ogni età, si compiono sempre 
secondo una legge di simmetria, in modo che le macchie variano ugualmente sulle parti 
uguali del corpo. 

VL 

L'abbondanza delle macchie, essendo generalmente massima nei giovani, mentre esse 
sono ancora poco specializzate e, per lo più, uniformi tra di loro, ne risulta un generale 
vantaggio protettivo, perchè tendono a variegare efficacemente il piumaggio, rendendolo 
meno spiccato. 

VII. 

Alle macchie diffuse ed uniformi dei giovani possono sostituirsi, coli' età, macchie 
localizzate e in vario grado specializzate, le quali si formano per concentrazione, o inten- 
sificazione, delle precedenti, sotto forma di fascie, collane, ecc., costituenti distintivi speci- 
fici, sessuali. 



no G. MAETORELLI. 



Vili. 



Anche senza localizzarsi, le macchie possono perfezionare il loro disegno e divenire 
più intense. 

IX. 

Nonostante la grandissima varietà dei disegni raggiunti, questi possono riassumersi 
in pochi tipi fondamentali, nei quali le macchie sono quasi sempre orientate, o nel senso 
longitudinale, o in quello trasversale del corpo; in rarissimi casi hanno direzione obliqua, 
cioè intermedia'tra le due prime 

X. 

La tendenza a prodursi un numero assai limitato di tipi di macchiatura del piumag- 
gio, conduce a frequenti rassomiglianze di disegno tra forme di uccelli molto diverse tra 
loro e forse anche certi casi di apparente mimetismo derivano da questa causa. 

XI. 

Le macchie di figura più appariscente e molto specializzate, sono generalmente pre- 
valenti sulle parti antero-inferiori del corpo, mentre sulle parti superiori, più esposte, pre- 
dominano le macchie meno vistose. 

XII. 

È molto notevole la predominanza numerica delle macchie nelle specie piccole e la 
relativa scarsità, o mancanza, nelle, grandi ; poiché ciò dimostra che la selezione è stata 
favorevole allo sviluppo delle specie meglio dotate di macchie, cioè dal piumaggio meno 
cospicuo. 

XIII. 

Esiste un frequentissimo contrasto nella forma e direzione delle macchie tra i giovani 
e gli adulti; nei primi, prevalendo la forma di macchie lunghe, disposte in strisce diver- 
genti, parallele; nei secondi, prevalendo invece la forma di macchie larghe e nel senso 
trasversale, il che dimostrerebbe come la prima forma sia di carattere primitivo, cioè la 
più antica. 

XIV. 

E molto generale nel progresso dello sviluppo degli individui, come nella evoluzione 
delle specie, un processo di riduzione progressiva del numero delle macchie, a misura che 
l'individuo, o la specie, si perfezionano. 

XV. 

Certe macchie speciali e caratteristiche, di natura assai cospicua, si possono originare 
da punti separati che gradatamente si allargano sino a congiungersi. 



LE FORME E LE SIMMETRIE DELLE MACCHIE NEGLI UCCELLI. Ili 



XVI. 

Spesso le macchie non sono vere, ma solo apparenti, cioè risultano da un contrasto 
spiccato tra il colore della parte terminale e quello della rimanente parte della piuma, e 
ciò è specialmente visibile in certe specie che sono in via di passaggio tra due piu- 
maggi diversi. 

XVII. 

I piumaggi permanenti diffusamente ed uniformemente coperti di macchie semplici, 
hanno carattere di maggiore antichità di quelli a macchie localizzate e di complesso di- 
segno. Però il criterio di antichità non deve risultare dal solo esame delle macchie, bensì 
anche dal complesso degli altri caratteri. 

XVIII. 

II modo col quale in certe femmine, divenute sterili, si formano le macchie caratteri- 
stiche dei maschi adulti, lascia comprendere come queste ultime siensi prodotte nell'evo- 
luzione. 

XIX. 

La prova che la selezione naturale si giova di tipi di niacchiatura riusciti più pro- 
tettivi, sta nel fatto che le specie che ne sono dotate, sono generalmente quelle che hanno 
una più ampia area di diffusione. 

XX. 

Se la forma del corpo si modifica profondamente per un nuovo adattamento di vita, 
anche le macchie possono assumere una orientazione affatto aberrante dall'ordinario. 

XXI. 

Se si verifica una spiccata asimmetria in una parte del corpo, anche le macchie che 
a questa corrispondono possono riuscire asimmetriche. 



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31 dalle parti inferiori „ delle parti inferióri 

34 altrestanti , altrettai^ti 

4 quella „ quello 

1 In queste „ In questi 

37 cioè le Ptilonorhynchidae ...» Ptilonorliynchinae 

29 transitori „ transitorii 

21 del Turdiformes „ dei Turdiformes 

25 spazi spazii (e così altrove) 

13 Pachicephala Pachi/cephala 

16 se nonché „ se non che 

seconda figura Alaemon semipalmata „ Alaemon semìtorquata 

26 lieve ,, breve 

24 del Ceophloeiis „ dei Ceophloei 

6 in vari Cuculidi , in varii Cuculidi 

22 di colore „ di colore 

27 variformi „ variiformi 

17 del capo „ del Capo 

8 Now. Dict „ Nouv. Dict. 

10 XXIV Cursorius XXIV; Cursorius 

13 E pure „ È pure 

29 diverso „ diversa 

19 una sola parentesi e non due 

7 dei Ord. Pelbcanifoemes . . . „ delle specie dell'Ord. Pelecanifobmes 



Tomo II. N. 8. Garovaglio prof. Sancto, Manzonia Cantiaiia, novum Li- 

chenum Angiocarportnn genus; con una tavola Fr. 1 

„ 9. Seguenza prof. Giuseppe, Paleontologia malacologka del 
terreni terziarii del Distretto di Messina (Pteropodi ed 
Eteropodi); con una tavola „ 3 — 

„ 10. DiiEER prof. Bernardo, Osservazioni meteorologiche fatte alla 

Villa Carlotta sul lago di Como, ecc.; con quattro tavole. „ 6 — 

Prezzo netto del volume completo con 25 tavole Fr. 18. 

Tomo III. N. 1. Emery prof. E., Studi anatomici sulla Vipera Redii; con 

una tavola Fr. 3 — 

„ 2. Garovaglio prof. Sancto, Thelopsis, Belonia, Wettemvebera 
et Limboria qtiatuor LicJienum Angiocarpeorum genera 
recognita iconihusque illustrata; con due tavole .... „ 4 — 

„ 3. Targioni Tozzetti prof. Adolfo, Studi sidle Cocciniglie; 

con sette tavole „ 6 — 

„ 4. Claparède prof. Ed. Ren. e Panceei prof. Paolo, Sopra 
un Alciopide parassito della Cydippe densa ForsJc; con 
una tavola „ 3 — 

„ 5. Garovaglio prof. Sancto, De Pertusariis Europae mediae 

commentatio; con quattro tavole „ 7 — 

Prezzo netto del volume completo con 15 Tavole Fr. 11. 

Tomo IV. N. 1. D'AcHiARDi prof. Antonio, Corallarj fossili del terreno num- 

miditico delle Alpi venete. Parte seconda; con otto tavole . Fr. 6 — 

„ 2. Garovaglio prof. Sancto, Octona Lichena genera rei adirne 
controversa, vel sedis prorsus incertae in sistemate, novis 
descriptionibus iconibusque acciiratissimis illustrata; con 
due tavole „ 2 — 

„ 3. Marinoni Dott. Camillo, Le abitazioni lacustri e gli avanzi 

di umana industria in Lombardia; con sette tavole . . „ 6 — 

„ 4. (Non pubblicato). 

„ 5. Marinoni Dott. Camillo, Nuovi avanzi preistorici in Lom- 
bardia; con due tavole „ 3 — 

Prezzo netto del volume completo con 19 tavole, Fr. 8. 
Prezzo netto dei quattro volumi, complessivamente Fr. 40. 

Tomo V. N. 1. Martoeellt dott. Giacinto, Monografia illustrata degli uc- 
celli di rapina in Italia; con 45 fotoincisioni e quattro 
tavole su disegni e tavole colorite originali dell'autore. 

Prezzo netto del volume (non compreso fra quelli a prezzo 

ridotto) Fr. 20 — 

Tomo VI. N. 1. De Alessandri dott. G., La Pietra da Cantoni di Rosignano 

e di Vignale (Basso Monferrato). Studi stratigrafici e pa- Fr. 10 — 
leontologici. 

Si potrà pure accettare il cambio con altre pubblicazioni di Storia naturale mancanti 
alla Biblioteca Sociale. 

Dirigere le richieste al Segretario della Società Italiana di Scienze naturali di Milano 
(Italia); Palazzo del Museo Civico. 



SMITHSONIAN INSTITUTION LIBRARIES 



3 9088 00713 2210 




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Prezzo della presente Memoria L. 14.