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Full text of "Memorie sulla storia e notomia degli animali senza vertebre del regno di Napoli"

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APR 5 1923 



MEMOHIE 

DEGLI ANIMALI SENZA VERTEBRE 

DEL REGNO DI NAPOLI 

VOLUME II. 



MEMORI 

SULLA STORIA E NOTO]\IIA 

DEGLI ANIMALI SENZA VERTEBRE 



DEL REGNO DI NAPOLI 

D 1 

STEFANO DELLE GHIAIE 

Proiessore aggiunto alla cattedra di anatomia patologica 

DELLA regia UNIVERSITÀ' DEGLI STUDI , ED A QUELLA DI BOTA- 
NICA E MATERIA MEDILA DEL R, COLLEGIO MEDICO-CHIRURGICO; 
IiNSTITUTORE DI KOTOMIA COMPARATA NEL REAL MUSEO ZOOLO- 
GICO ; MEDICO DEL REAL SITO DI CAPODIMONTE ; SETTORE ANA- 
TOMICO DELLA CLINICA MEDICA DELLA PACE ; SOCIO DEL R. ISTI- 
TUTO d' INCORAGGIAMENTO , DELLA REAL ACCADEMIA DELLE SCIEN- 
ZE , DELLA società' MEDICO-CHIRURGICA NAPOLITANA ; E DI QUELLA 
DI MARBURGO , DI ALTENBURGO , EC. EG. 



oorredate 



di vignetta e di figure incise in rame. 




c 



NAPOLI , 



STAAU'LRIA DELLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA. 

s 



Trans, to Mas. oi Oomp. 20Ol. 



*.VV\\\«^.\\\V^«VV\\V\M*V\\\\\VV\\\\\%\\\\\VV\»».V\\\\*»»V\.XVV\\\V\\\V\\»**W»*«»X\\\\VX**'»'>i*** 

Neptuni (juaecunque tenent muscosa profundi 
Saxa , sub innumeris veniunt visenda figuris. 

GIA»^£xxASIt;s , Halieut , LiL. Vili. 



HARV,',.^D UNIV£,. -JTY 
CAM'- -''=':. MA US-A 



ALLA . 

D I 

FRAIVCESCO I. 

UE DEL REGNO 

DELLE DUE SICILIE , DI GERTJSALEMME EC. EG. 



Sire 



Jr RIA che per fortuna de' suoi popoli 
ascendesse al Trono delle due Sicilie , il 
generoso suo animo non isdegnò acco- 



gliere con Sovrana bontà il primo Vo- 
lume delle Memorie da me scritte su la 
Storia e Notomia degli aniniali senza 
vertebre del Regno di Napoli. 

Avendone ora condotto a termine il 
secondo , vengo ad umiliarlo con mag- 
giore ossequio e con animo più. confi- 
dente al Vostro Real Trono , a quel So- 
glio augusto donde partono i raggi av- 
vivatori della Maestà protettrice delle 
arti e delle scienze. 

E chi può mai ignorare i nobili 
incoraggiamenti, che tuttora riceve dal 
Genio augusto di Vostra Maestà la col- 
tura ài tutt' i rami della Storia natu- 
rale delle Sicilie? Cedendo alla forza 



della verità lo confessano anche i Dotti 
strani'ei'i , che penetrati dal sentimento 
della giustizia ricordano eziandio agli 
scienziati napolitani il dovere di grati- 
tudine verso il loro inclito Mecenate in- 
tento sempre ad onorarli ed animarli 
col suo favore. 

Sento Ì3en io la tenuità del mio in- 
gegno e 'i poco pregio de' miei lavori. 
Se però Vostra Maestà dall' altezza del 
R. Trono li degnerà di uno sguardo pro- 
pizio e benigno , essi certamente otter- 
ranno quel valore che per se stessi aver 
non potevano , ove vogliansi riguardare 
la brevità de' lumi e la scarsa suppellet- 
tile di chi gli scrisse. 



Confortalo da così dolce speranza m' 
inchino con profondo ossequio , e co'sen- 
timenti della più devota venerazione mi 
riprotesto 

Napoli, — dicembre iSaS. 



Di V. R. M. 



Umilissimo e fedelissimo suddito 

Jteratio deue é'mate' 










A.!^ J^ v,4^-rjii.l4vr '*" 




£^ER guanto più la Divina Provvidenza a' Sa- 
pienti delle spiaggìe marittime del Regno di Napoli 
abbia somministrato occasione propizia di poterne scru- 
tinare gli esseri organizzati) p e' quali in ogni tempo 
le partenopee contrade sono visitate da celebri Profes- 
sori esteri 5 altrettanto son essi tra noi guardati coti 
occhio di poca curanza , e totalmente disprezzati. 
Ma la nostra classica terra vanterà sempj'e i nomi di 
Severino e di Poli pel ramo zooiomico , non che que' 
di Cirillo , Petagna e Cavolini per la zoologia , che 
ne impresero ad illustrare le naturali produzioni^ vit- 
toriosamente trionfando di tutti gli ostacoli , e som- 
mo onore procurando al nostro paese. 

Scoraggiato dalle esposte riflessioni non avrei al 
certo pensato alla continuazione di questa qualsiasi 
OpeiXL concernente la descrizione e la notomia degli 



( o 

animali invertehrati del Regno di Napoli \ se lìiolti Dolli 
oltravioniani non mi avessero premurato , im^ogliato, 
e quasiché toccato nelVoìiore a dover proseguire l'intra- 
preso lai'07'Oj resomi oUremodo penoso dagli artisti', ed 
al quale sonasi Eglino degnati profondere quegli elogi, 
che io stesso non mi sarxi mai lusingato di meritare. 

E mi reputo troppo avventuroso di poter in que- 
ste poche lince esprimere la mia riconoscenza vivissi- 
ma a' celehri prof. Blninville , Ferussac , Edwar'ds 
in Francia ; Meckel , Rudolphi , Olfer^s , Baer nel- 
la Prussia j Carus , Tiedman , Otto , Huschke in 
Sassonia , e Schuhert in Baviera , che henignaronsi 
di compatirle le primizie de' miei deboli sforzi. 

Or senza diffondermi in preamboli inutili nelle 
scienze di folto ., espongo in termini gener'ali le ma- 
terie trattate in questo volume, come apparisce dai 
seguenti titoli : 

1 ) Per completare V anatomia del Doridlum Me- 
ctelii presento pochi cenni sul D. Aplysiaeforme , al- 
tra novella specie. 

2) É stata sempre mai dagli Scienziati di oltre- 
monte desiderata una conoscenza pr'ecisa della Pte- 
lolracbea , il cui attuale lavoro mi appariiene di co- 
mune col cav. Poli. 

3 ) Son discr-epanti i Naturalisti circa i T'appor- 
ti della conchìglia detta x^rgonaula Argo e 'l suo ahi- 
tatore , che a me pare mantenervisì adergente mercè 
gli acetaboli de' cirri. Sul medesimo ospita pure un 
ignoto epizoo ( Trlcocephalus^ acetabularis ) , cui se- 



(3) 
suono hrevi nozioni nolomiche sulla Medusa Velella. 

4 ) La storia naturale delle Attinie è j orse trop- 
DO avanzata-^ sulla cui fabbrica rimanevano ulteriori 
lacune a ripianarsi , ed altre nuove specie a descri- 
vere^ quali sono l' A. Cari, liyalina , ed auranliaca. 

5 ) jÉ' nota abbastanza la riputazióne di 31. A. 
Severino in ramo medico-cerusico , e vieppiù classi- 
ca ne è la rinomanza come zootomista esindo. Cioc- 
ché è provato dalla sua anatomia del Mollusco dell' 
Helix pomatia , che ho riprodotta pe' nostri tipi e co- 
menlata , da cui chiaramente jilevasi., che pochissime 
aggiunzioni sianvisi fatte dagli odiermi Anatonùci. 

6 ) Siccome V aria atmosferica possente impero 
esercita sulla vita dell' uomo., e degli altri esseri j così 
la circolazione deW acqua marina per le interno vie 
del loro corpo , mediante un Novello apparato di ca- 
nali eseguita , riesce indispensabile pel disimpegno del- 
le vitali funzioni degl'invertebrati suhaqiiei , princi- 
piando da' cefalopodi fino a' polipi. 

7 ) Non evvi produzione nelle nostre costiere 
più ovvia Je'Vermicelli di mare, o sia dell' Alcyonìum 
vermiculare di Gmelin. La sua natura e afflitto igno- 
rata , e dalle mie ricerche risulta essere un placen- 
tari o di granchi. 

8 ) Ben pochi Zoologi hanno avuto V opportuni- 
tà di contemplare viventi le Stelle ed i Ricci mari- 
ni : razza di esseri numerosa e bizzarra , fra le cui 
varie specie del littorale napolitano ho trovato nuove 
le A. Jonsloiii, pentacantha, Bavaresi, Tenoriij e Z' Echi- 



(4 ) 

iius neapolilanus. Con ciò non ho fatto altro che ac- 
crescere il catalogo di dette produzioni , e smentire 
la esistenza del genere Pedice Ilaria , che rappresenta 
alcuni esili aculei degli Echini 5 ma principale ogget- 
to del mio tenue lavoro si è una quasiché compiuta 
monograjia della loro struttura^ sulla quale^ oso dire, 
poco o nulla rimarrà a farsi. 

9) Z/Arca jNoae e 7 Murex Trunculus e Bran- 
daris non ha guari tempo sono j'iusciti cibi letali a 
due famiglie. Eccu lo scopo delle osservazioni, che ne 
ho qui registrato , onde fargli evitare. 

10) Gli an eludi , sebbene di minor' complicata 
organizzazione de' molluschi , pure hanno il sangue 
rosso 5 e la lor notomia è pochissimo avanzata. Mi 
sono per ora occupato delle Nereidi , di cui ho de- 
scritto come nuove la N. delineata, squamosa, flessuo- 
sa , e scolopendroidc's 5 2. degli Spii, avendo tra es- 
si notato come finora sconosciuti lo S. coccineus , e 
venlilaLruni 5 3. delle JSaiadi, e soprattutto della N. 
coccinea , bipunctata , e de Horatiis j 4* ^^H*^ Polle, 
nuovo genere da me fondato , cui riporto la P. si- 
pìiunculus e lineata ^ e 5. de' Lombrici terrestri e m.a~ 
rini , fra quali ho creduto non ancora descritti il L. 
radiatus, siphonostoina e pusillus. 

Me felice , ove riuscito sia a rendere le mie fati- 
che degne dell' approvazione de' Dotti; e pili felice, se Es- 
.u compiacciansi onorarle del loro autorevole patrocinio. 




( 185) 



Descrizione e notomia del Doridio aplisiforme da 
SERVIRE DI Supplemento alla Memoria sul Doridio 
DI Meckel. Letta nella sessione Accademica de' 3 

gennaio 1825 DAL socio ORDINARIO STEFANO DELLE 

Chiaje. 

Quid prompliiis igilur , aut quid saiiclius hac via, 
quae impune potest lotam aniinalis rem co- 
• gnoscere , ac veritatem adaperire , lucemque 
obscuris facere ? 

M. A. Severim , j^nat. gener. , pag. iii. 

Di tiUt' I rami delle scienze naturali la parte , che 
tratta de' vermi , è stata sempre la meno conosciuta . 
Siffatta classe di animali a cagione della loro piccio- 
lezza ha riscosso dal pubblico un' idea di ne^lic-enza 
e di poca importanza 5 ma in paragone degli altri ra- 
mi della zoologia meritava realmente l'attenzione par- 
ticolare di coloro, che nelle scienlifiche inchieste cerca- 
no un utile qualsiasi pel vantaggio, e pe' progressi del- 
le letterarie discipline. 

Se infatti considerasi il numero degli animali de- 
signati col nome di vermi ^ se osservasi la semplici- 
tà , o 1' apparecchio talora complicatissimo di loro or- 
ganizzazione j e se riflettasi alle svariate maniere del- 
le diverse naturali , ed artificiali rigenerazioni di 
essi ; la immaginazione nostra è ben tosto sorpresa , 

24 



( 186 ) 
b per la luoliiplicc combinazione delle loro forme 
esteriori , e per 1' ingente numero de' medesimi , e 
per talune loro vitali e singolarissime proprietà. Le 
acque tutte sì fredde che termali popolate sono di mo- 
lecole aiiimate e di vermi, provveduti di perfettissimi 
organi come i grandi animali, non escluso lo stesso capo 
d' opera della creazione. Attesoché hanno particolare e 
propria riproduzione , e nel regno organico occupano 
un posto tanto poco equivoco , quanto meno immagi- 
nar potevasi. 

La elmintologia daltronde è stata trascurata , non 
per altro motivo , che pe' numerosi ostacoli, che pre- 
senta. Lnperocchè i vermi e gli stessi molluschi sono 
ordinariamente privi di una consistenza solida da es- 
sere conservati ne' musei e nelle convenevoli collezio- 
ni. Per qualche istante solo ne permettono la contem- 
plazione , e sono poi rare in modo le circostanze di 
poter riosservare la medesima specie , che debbesi ciò 
riguardare come tante felici combinazioni. 

Ecco perchè questo ramo di scienza non farà mai 
estesi progressi^ ed a malgrado le novità, che può of- 
frire a' suoi coltori , non arriverà che lentamente alla 
sua perfezione , e non mai con quella certezza , con 
cui dissipate esser dovrebbero le tenebre foltissime da 
cui è avvolta , e bandite ancora le ipotesi le più az- 
zardate e le meno convincenti. 

Molti però di simiglianti esseri sarebbero da noi 
perfettamente ignorali senza clie V occhio aiutato fosse 
da' vetri j ed altri non sarebbero slati mai conosciuti 



_ ( »87 ) 
senza le peregrinazioni di valenti uomini in lontanis- 
sime regioni. 

Tale è stato lo scopo del celebre Meckel , Rndol- 
phi , ed Olfers , che hanno intrapreso de' viaggi nel 
nostro Regno per la raccolta di parecchi nuovi generi e 
di moltissime novelle specie di siffatta razza di animali^ 
tra quali fu il genere Doridiu7?i nel 1806 osservato da 
Meckel in Pozzuoli , e la cui notomia è stata da noi 
nel 1822 intrapresa: pel compimento della quale il no- 
stro socio corrispondente Olfers , che scevro di quella 
gelosia che è senza fallo lontana da coloro , a' quali 
unicamente importa i progressi e la illustrazione delle 
scienze , mi ha fatto dono di un' altra specie di Do- 
rìdio non ancora conosciuta , che chiamo Doiidium 
Aplysiforme. 

K. Descrizione. Il corpo del Z). aplysifórmc ^ che 
per la esteriore conformazione poco differisce dal D. di 
Meckel , è levigato e privo de' tubercoli perlacei ap- 
partenenti a quest'ultimo, di cui è due volte maggiore 
per lunghezza e larghezza. Ha il corpo colorito bleu , 
e corredato di una linea rancia nel perimetro delle 
ale, de' dischi carnosi dorsali, e del piede. Le bran- 
chie sono bastantemente lunghe , e fanno chiaramente 
conoscere sì la vena che l' arteria loro , terminando 
nell' interno dello speco già descritto nel D. Meche- 
liano. Quale speco anche offre nella tunica, che su- 
periormente lo veste , numerosa serie di minutissime 
glandulette , che separano un umore bianchiccio. 

Nell'anterior parte del suo corpo, tra il disco car^ 



( .88 ) 
noso superiore ed il |)iede , prolungasi un lui).) niiisco- 
lare , clie nell'estremità presenta la bocca. Le aperture 
del membro genitale e della vulva giacciono a dritta 
del corpo ^ e 'propriamente quella del primo poco lun- 
gi dalla bocca , e V altra della seconda è alquante li- 
nee distante dalle branchie. Kell' avvertenza però che 
aniendue i forami degli organi genitali sono in corre- 
lazione fra loro mercè il solito solco , eh' esiste in 
lutti gli individui di questo gruppo di esseri. 

li. ytìiatomia. Sparate le pareli del disco carnoso 
posteriore penetrasi dentro una cavitò , che nelle aplisie 
chiamai branchiale. Il suo fondo è fatto da valido pan- 
no muscoloso , o sia dal diaframma , su cui aderisce 
un abbozzo di conchiglia o meglio di opercolo osseo , 
conformato quasi a s])ira , che nel D. Meckeliaiw era 
stato negato dal celebre Guvìer , oflVendo in su sottile 
membrana cartilaginea di forma presso che orbicolare. 
Non è cjuesto il luogo opportuno per fare conoscere 
gli usi di questo piccolo pezzo osseo paragonato al 
resto del suo corpo perfettamente molle. Quale oper- 
colo pare che dimostrasse , che il tipo di organizza- 
zione di tal razza di animali sia in tulli ad un di 
presso la slessa. 

Attesoché i molluschi nudi diversificano da' testa- 
cei per la deficienza del guscio calcareo , appena abboz- 
zato negli animali nudi. Ne' qu'ali 1' opercolo bassi da 
considerare come loro conchiglia poco sviluppata ed oc- 
culta. E per rendere questa idea più veridica , con- 
viene riflettere a quello che la natura fa nelle Bulle j 



( '89 ) 
nelle quali talune specie [n'csenlano l;i concliiglia «ster- 
na , come la B. ampidla , la B. Usuaria:) e le altre 
])ol la offrono iR'U'iuterno e poco dissimile da un oper- 
colo , come la B. aperta ec. 

La notomia generale umana e comparata , che oggi 
forma lo studio prediletto de' dotti di europa, i quali 
non si limitano alla nuda e sterile considerazione citi- 
le jiarti della macchina umana , ma da questa con 
rapido sguardo si slanciano lino al polipo ^ riceve in- 
finiti riscliiaramenli dalla conoscenza delle diverse mo- 
dificazioni , che presentano gli stessi organi considerati 
nelle differenti classi deali esseri organizzati animali. 

Proseguendo intanto la descrizione dei visceri 
del presente Doridio è facil cosa ravvisare che il me- 
desimo manca della serie di denti delle aplisie , delle 
Fillidie , delle Doridi ec. — . E la natura ha supplito 
a mancanza siffatta munendo la bocca di valido sfin- 
tere , e col rendere V esofago non membranoso come 
le specie di animali esposte , ma perfettamente carno- 
so , e capace a schiacciare e rendere pastosi gli ali- 
menti irrorati dalla saliva. Né qui debbasi credere 
compiuta la digestione , essendo quasi alla sua metà : 
attesoché è perfettamente assoluta nell' intestino duo- 
deno dove per vari condotti sbocca la bile , il quale 
in questa specie di animale puossi senza fallo dire 
stomaco succenturiato. 

Dojiochè r assorbimento siasi operato le feccie 
escono per l' intestino retto. Amo in ultimo di evi- 
tare sul conto di questo mollusco le ripetizioni delle 



( '90 ) 
stesse cose da me riferite nel Dorldio Mechellano , 

sopraitulto per lo di lui fegato, l'organo genitale ma- 
schile e femmineo , pel sistema nervoso e muscolare , 
e per V apparato vascoloso , che a cagion della scar- 
sezza di animali non ho potuto riempiere di mercurio, 
onde esattamente descriverne il corso. 

Dorldii Aplysiformis descriptio tabula aenea illu- 
strata. 

DoRiDiUM — CoT'pus repens , lateribus alalum^ Cly- 
pemn carnosum duplex , dorsum obtegens. Forami- 
na bina dextrorsum prò genitalibus , posteriusque 
tertium prò ano , locata. Tentacula , ac ocuU nulli. 

i). Aply si forme — D. Aplisiforme . 

Dorso , pcde , alisque nigro-violaceis , margine aurantiaca 
viltà commuiiifo . Nobis. 

Habitat rarissime in sinu puteolano ^ et ab amico 
Olfers , dum is anno iSaS hac in urbe commoratus 
est , illud accepimus. 



( »90 
Spiegazione della lavala XIII. 

Fig. 1 . A Bocca del Doj'idio ^plisiforme situa- 
ta nel termine della proiaoscide allungata a, esterna- 
mente Jbrnka di un oilo muscolare coiiiipatto , che fa 
r officio di sfintere. 

B uè rappresenta il mantello carnoso superio- 
re ed anteriore , e è il posteriore , continuato e quasi 
circolarmente a modo di un disco G disposto , e ros- 
siccio nel mezzo, ce Soao le partì laterali del pie- 
de rivoltato sopra il dorso di siffatto animale da co- 
prirne alquanto sì il mantello anteriore prolungalo su 
l'inferiore, che i lati di questo ultimo. 

Le sopraddette parti intorno intorno il corpo di 
tale vivente rimangono un solco contrassegnato da 
d d d d d d, da cui a dritta e posteriormente escono 
le branchie gialliccie , abbastanza prolungate , nelle 
quali si distingue la vena D e l'arteria F branchiale j 
ed elleno costantemente offrono una linea rancia nel 
perimetro yf. 

Fig. 2. Lo stesso Doridio Aplisiforme è stato 
delineato dalla parte inferiore del piede , onde far- 
ne conoscere la conformazione dei lati somiglianti 
presso a poco alle ali , e '1 suo prolungamento po- 
steriore libero , rotondato , che ne copre in parte la 
restante faccia inferiore e posteriore del corpo. In que- 
sta medesima Figura si sono allontanate le branchie 
dallo speco branchiale , affinchè ravvisar si possa la 



( 192 ) 

forma e larghezza di esse , come jpure la situazione 
tleir ano i. 

FJg. 3. Rappresenta il destro lato , del Doridio 
aplisiforme , in cui è da notarsi il forame R della 
borsa, dove trovasi racchiuso il. membro genitale, dal 
quale principia \in solco Z , clie termina nell'orificio 
della vagina k. 

Fig. 4- Sezionato il disco carnoso posteriore ap- 
parisce una piccola cavità , ove giace V opercolo osseo 
l ricoperto da una specie di membrana cartilaginea L , 
che riempie lo spazio , che lo ricetta. Il medesimo 
opercolo m ingrandito , e fornito della sua membra- 
na M , vedesi delineato nella Fig. 5. 

Neil' addomine poi ravvisasi la proboscide N cir- 
condata dal cervello n , che sezionata ( Fig. 6. ) os- 
servasi composta di valide fibre muscolari o, e conti- 
nuata : con un breve tubo , che può dirsi esofago p , 
cui segue lo stomaco O , ed indi l'intestino serpeg- 
giante nella massa del fegato P , contigua alla ma- 
trice Q . 

Di tutte le esposte parli si è dato un dettaglio 
maggiore nel Doridio Meckeliano pag. 1 17-1 23. I 
lacerti de' muscoli rctrattori del suo piede apparisco-^ 
no in q q. 



( >93) 



V\%'VVW»\\\\\'V'\.\\\\VV\\\v\\\\^M' 



De Pterotrachea observationes posthumae auctore 
losEPHo Xaverio Poli huius R. Instituti" Perpetuo 

PrAESIDE curi ADDITAMENTIS ET ANNOTATIONIBUS StE- 
PHANI DELLE ChIAJE AcADEMIAE EIUSDEM ORDINARII 
SODALIS. 

INTRODUCTIO. 

Clarissimus Forskaolil primus cognitlonem Generis 
Pterotrnr.hea Inter rerum nalurae cultores invenit. At 
Caulinus noster , qui multis abbine annis structuram 
hujus Moìkiscl quodaramodo investigavit, ojusque ima- 
glnem aliquot praeslantissimis Europae viris communi- 
cavit , morte correptus , suas observationes absolvere 
haud potuit , et nonnisi indicia aliquot rerum super 
hoc argumento reliquit. Forskaohl in suo Opere : De- 
scriptiones animaìium pag. 1-17 quatuor Ptevotracheae 
species annumeravit 5 scilicet P. coronatam , hyali- 
nam, pulmonatam ^ et acide atam , easque descripsil, 
iconibusqne exornavit. Ex bis vero nulla cum nostra 
specie 5 da qua dispulamns , convenire videtur , licet 
Caulinus ipsam Pterotracìieae Forskaohl perperam as- 
similaverit. 

Post ipsuiii praestantissimi viri Gmelin, Lamarck, 
Bory de St. Vincent, aliique de illa pertraclaruiit 5 al 

a5 



( ^94 ) _ ^ 

laboriosissimus Ciivlcr prae caetcris ejus slrucluram par- 
tini cognovit et sane perfecte cognovisset , si specimen, 
quoJ mulilatura obtinuit, integrimi fuisset. 

Ad nos igitur perlinet, quos ali({uot Pterotracheas 
sintegras adipisci i'ovs tulit , luijus MoUusci singulari 
perreciam descriptionem , atque anatonien icouibus or- 
Jiatani evidgare. Gratissinuim porro Clarissimo Cuvier 
hoc nostrum molinien futuruni confidimus, quo aliquot 
suas conjecturas ad hujus MoUusci viscera pertinentes, 
quae in mutilalo suo speciniine assequi non })otuit , 
esse re vera ad veritatem adductas inielliget. 

Summa raritas hujus MoUusci in nostro mari dif- 
iicilh'mam reddit ejus comparationem, et nonnisi prae- 
ter expectationem ia aliquot annis unum vel alterum 
reperitur secus littus Pausilypi, a saevientibus proceUis 
austro flante super arenam propulsum inter fucos , et 
algam. Id quoque diilicultalem auget , quod piscatores 
nostri temporis hoc Molluscurn penitus ignorant. Hinc 
Clar. Xaverii JMacrì , Maleriae niedicae in hac Regia 
studioruni Universilate Professoris egregii , arnicitiam 
atque humanitatem grato animo jugiter prosequemur , 
qui Pterotracheas , quas possideljat liberaliter nobis 
obtuh't , atipie earum structurarn investigandi opportu- 
nilalem praebuit : in qua invcstigatione solertissimus 
Stephanus deUe Cliiaje enixe suam dexteritatcm , et 
dil'gt'ntiam cum nostra conjunxit. 

Plerotracheam hanc nostrani Sepiae vcliferae quo 
danmiodo afìinem esse arbilramur ne dum propter ve- 



lura, quo instrultur , seti potissiinum propter concliani 
Argonautae simillimam, qua exornatur^ ideoque in Gme- 
lini sententiam adducimur, quod ei Pterolracheae vi- 
ireae nomea recte tribuenduni sit , euque magls quia 
corpus ejus re vera vitreum apparet , et concha ad 
vitream naturam quodammodo accedit. 

* CONCHAE DESCRIPTIO AG HISTORIA (l). 

Ital, NautìUo vitreo ; Carinaria vitrea. Neapol. Scorza 

del Galluccio , o deW Elefante di mare. 

Gali. Carinaire , ou NautiLe vitré. 

Gualtieri Testacea Tab. XII , Fig. B. 

Argeuvlllc .4pp. Cnnchjl. Tab. X, Fig. B. 

Martini Conchyl. tom. i , Tab. XVIII , Fig. i65. 

Linn. Sjst. Nat. pag. 3oG8. Argonauta vilreus. 

Llnn. cur. Gmel. Sjst. Nat., pag. 0710. Patella crislatal 

Favanne Conchjl. Tab. VII , Fig. G 3. 

Bosc His. nat. de Coq. tom. 5 , Tab. XXXVI , Fig. 2. 

Carinaiia vitrea. 
Denys-Monlfort Hist. nat. des Moli, lom.4, Tab. XLIII, 

Fig. 1. 
Bory Foj. aux Isl. d' Afrìq. tom. 1 , Tab, VI , Fig. 4. 
Bosc Now, Dici, d' Hist. Nat. tom. 5, Tab. B, XV, 
" Fig. 6. 



(0 Versus aut paginae hac in dissertaiìone 
praestantlssiini Eqiiìtis ac Commendatoris Poli aste- 
riscis ** signatae vcl comprehensae j aeque ac annO' 
iationes omnes , nostri sunt iiiris. 



( 196 ) ^ 

Testao cliaracta^es. Testa cxigua galeaeformis , 
liiuc palala , inde coarctata , laxe recurva j carina un- 
dulata , levi j striis simplicibns transversis , fragilissima. 

Testae dcscriptio. Tesla ( Tab. XIV, Fig. 2 ) 
exigua , nullo modo respondens magnitudini sui Mollu- 
sci \ hiuc dilatata , inde aliquanto coarctata , instar 
galeae priscorum militumRomaaorum , laxe recurva g- , 
dorso carinato , undulato , levi G 5 striis transversis 
simplìcibus parallelis praedita , exilissima. 

Obtegit ipsa peculiarem tantum dorso animantis 
plagam , in qua, ut videbimus, praecipua viscera con- 
tinentur , eidemque ope lenuis membranae circumundi- 
que coniungitur. Maximopere suspicari licet conchas , 
quas Gualtieri et Martini ad Argonautae speciem perti- 
nere relulcrunt ad speciem Pterotracheae oceanicam esse 
refercndas. 

* Historia. Ferrara , ac usquedum apud nos pe- 
nitus ignota isthaec vitrea, f'ragilisque concha observa- 
lur. Cujus duo tantum specinùna , earumdcm Mollusco 
adliacrenlia , in Regio Poliano IMuseo adservata viden- 
lur , quae a doctissimo Xaverio Macrì Historiae natu- 
ralis praecipue patriae eximio fautore accepimus. Nec 
i])sam poslea consequi nobis facultas fuit : quamvis 
impigre , conctisve modis conchytarum auri famem la- 
cessere saepe saepius studuerimus. In Neapolitani Cra- 
teris laetissimo lilore scopulis allisam illustris Philippn^ 
** Cauliiius liyeme, aut vere ejectam olim depreliendit. 



( 197 ) 
*MOLLVSCI DESCRIPTIO. 

Mollusci characteres. Animai concliam , de qua 
sermonem instituimus , inliabitans ad Pterotracheae spe- 
cies , perperara ab illustri Linnaeo testis deslitutas , 
traducendum esse curavimus. Essentiales genericas , 
specificasque notas , quibus banc Mollusconim proge- 
niem dignosci constlluimus , bisce veibis definimus. 

Corpus teres^ utrinque d e attenuatimi^ gelati- 
noso-hyalinum , dorso viscera in translnciclam con- 
cham a recondita , ventre mohili pinna E praedi- 
tum. 

Os rotundum , antice locatum. 

Ocidi f nigerrimi. 

Tentacida e e, aeque ac pinna ^ glahra^ subti- 
lissima 5 suhulata , o..d prohoscidis basin posita. 

Inspice Figuram i Tab. XIV. 

PTEROTRA.CHEA. 
Linn. Sjst. Nat. pag. 3 137. 
Roiidel. De Insect. et Zooph. , Fig, ia6. Holothurium 

exanilieratuni. 
Foiksaohl Icon. rer. nat. Tab. XXXV , Fig. A. P. co- 
ronata. 
Caiilini Moli. Crai. Neap. Tab. I, Fig. i-4- Ptcrophora 
conchacea. 
* Bruguière Encjcl. méth. Tab. LXXXVIII, Fig. i. 



( 198) 

* Pèron Àrm. duMus. de Paris lom. i5 , T;ib. II, Fig. i5. 
Ciivier Méin. sur la Pterotrachée Tab. Ili , Fig. i5. 
Macri Jet. Soc. Borb. tom. 3 ined. Pterotrachea na- 

vigera (i). 



(i) De Pterotrachea observationes clar. professoris 

Xav. Magri. 
Cliaracteres generici. Corpus liberum ^ ohlongum, 
■peUiicìdnm , carne seu gelatina , ut dicunt , maxime 
dura , seu tendinea , rei clmrtilaginea fahrefactum , 
fjunctis mìnimis aliquaniulum exianiihus hinc aique 
illinc exasperatum , ore patido circidari. Collum 
longiim , prohoscidi per simile. Oculi duo Totundi ad 
colli hasim. Ahdom.en carinatum , ìnjlatum 3 cauda 
longa ^ acuta. 

Pterotrachea navigera. 

Cliaracteres specifici. Pinna suhrotunda , gelati- 
nosa , mohdi , ad superiora caudam versus , parva 
navicula Nautilii modo ad ahdomen. 

Id animantìs genus ohtuso praeditum vidctur 
sensu. Nam Uinndis pcrcitum , rexatumque parum 
sentii. Vita orhatum , licet per multos menses ma- 
rina vel dulci aqua detentuni, aegre tamen putrcscit. 
Oh longiim collum proboscidi per simile nosti'ates 
nauLae , haud inepte Elepliautem marlnum illud di- 
cere consuevernint. Eius longitudo spiihamae unius 
cum dimidio .) et ultra. Pretensa pinna., ut guhcjma- 



** 



( J99 ) 
* Pterotrachea lophyra (i) corpore crystallino , 

muricatoJj cautla acutissima, superne cristata tw, ven- 
tre pinna orbiculari , reticulato-fibrosa , acetabiiloque 
insigiiilaj dorso testa geleaeformi , fragili, vitrea, visce- 



culo huc atque illuc se movente^ ad summajn aquam 
se re^it et Tyrrlienum navlgat aequor. 

Varietates , quae fortasse ab avulsa pinna , e 
navicula proveniunt , sunt : 

(a) Pinna suhrotunda , gelatinosa , mohili ad 
superiora caiidam versus , sÌ7ie parva navicula ad 
ahdomen. 

(L) Sinc pinna suhrotunda , gelatinosa , mohili 
ad super^iora caudarn versus , sine parva navicula 
ad ahdomen. 

Hoc animai , in, quo Jiujusmodi vajietates oh- 
servantur^ spithaniam unam longitudine sua plus mi-' 
nus aequances , a nostratihus piscatoribus oh hreve 
collum Galluccio di mare appellatur , ah iisque ex 
oleo frixuni innoxie editur. 

Saeviente Noto atque africo , Januaiio vel 
Fehruario mense ad nos venit. Quo fortasse factum 
est , ut maris Jluctibus ejas pinna , atque navicula 
avellantur. 

(i) JSomen supra dictum a nohis liuic Ptero- 
iracheae imposit.um., a greca voce xofos promanai , 
quae cristalli signijicat. 



( 200 ) 

ra tegente communlta , branchiis plnnatls . extra coa- 
cliam pendulis. 

Inspice Figuram i et 3 Tabulae XV , ex qui- 
bus ea liiculenter delineata apparet. Pterotracbeae mo- 
tus prò re nata progrcssivus , variusque observatur. 
Nunc ipsa in altuni se librai , alam remigii instar , fra- 
gilemque testam puppis officio fungentem , alque cau- 
dani gubernaculi more , lune atque illinc diniovet -, 
nnnc collimi diversimode contorquel j nunc denique 
maxillam , seu linguam producit ac retrabit. 

Evenit saepissime, ut animai istud, àfrico flantc, 
in scopulos saxaque allisum , sese tam fortiter contra- 
hat j ut pinnam , etiam viscerum massam , simulque 
testam diflVactam eodem ictu amittat , imunique maris 
petat. Ex quo dcnominatio ejusdem aniinantis a prisci 
aevi Zoologis , et spcciatina a celeberrimo Rondeletio 
jamdiii prolata sub Holotliuriì axantheratl (i) valde 
apposito nomine , orta fuit. 

w Inter maris purgamenla id reperi ( Rondeletius in- 
quit ) , quod bic repraesentatur , quod quia vita , in- 
tegumenti asj^eritate et duritia , partibus internis indi- 

(i) Coiìfejaiiir Memoria nostra edita in hoc 
voliiTTiine pag. yj de maxima contraclile vi Holothu- 
7'iariim extra corpus ■ intestina ejicienfium , qidbus 
summoperc quadrai disiractio viscerum a coT'pore 
/•uius MoUusci , haud secus atque- eiusdem ienuissi-' 
viae testae rupiio. 



( 201 ) 

" scretis cum Holotliurio conveniat , Hololhurlorum spe- 
ciem esse puto. Altero extrerao caput Jiscreliim habere 
videtur rotundum , os in medio rotundum , rugosum , 
quod aliquando dilatatur , aliquando constringitur. Se- 
quituv corpus crassius , aculeis multis rigens , videtur 
in caudani deficere, ex cujus utraque parte duae sunt 
appendices , pedum , pinnarumque loco , sed difteren- 
tes. Superior enini sttictior est , in ambita incisa , in 
acutum desinens , ad quam a cervice producta est li- 
nea , altera latior ubique. Harum beneficio motuni 
aliquem habere videtur , cu]us prorsus expers est pri- 
mum genus, quod aliquando acetabulis suis saxis hae- 

** ret , sed solvitnr , quo differt a Tethyis (i). w 

MoUiisci descriptio. Est buie animanti corpus 
teres , oblongum , utrinque attenuatum , ad caudani 
tenuius. Ejus substantia perlucens , gelatinosa, sed sa- 
tis firma , et scalpello ipsara secanti resistens , adeo 
vitreae naturae assimilatur , ut sub aqua demersa vix 
ab ea distingui queat , ut supra monuimus. 

Caput binis tentaculis subulatis, glabri» exornatur , 
simulque oculis geminis pone lentacula prominentibus, 
satis inter se distantibus, et ob eorum nigredineni valde 

Y conspicuis. E capite proboscis exseritur subconica, cras* 

K siuscula , quae ad nutum animantis longe producitur , 
et de more Elephantis quaquaversum inflocitur. Ilinc 
a nostris piscaloribus Elefante di mare nuncupari so- 



(i) Do Inscct. et Zooph. Gap. XX. 

26 



( 202 ) 

let. Corpus universum albescens (i), verrucis Innume- 
ris in apicem exilisslmum desinenlibus exasperatur. 

Inferius e ventre , e regione loci , ubi concliam 
sitam esse dixiraus , descendit veli species , seu potius 
pinna coloris lutei , fere orbiculala , compressa , glabra, 
acetabulo C satis conspicuo , rugoso, concavo , subova- 
to praedita ad latus posticum. Acetabulum hoc iìs , 
quibus Polypi gaudent , licct latius , quodammodo as- 
similatur , et magis etiam illi , quo Remorae species 
ornantur. 

Hinc in seutentiam adducimur quando opus est , 
corporibus quibuslibet affigendam , liaud secus ac Po- 
lypi 5 Remoraeque uti solent. Pinna vero cjus nata- 
tioui inservit quemadmodum in piscibus. Ad haec omnia 
oculis subjicienda Figuram i Tab. XV delineare cu- 
ravimus. 

MOLLVSCI ANATOME. 

Exleriori membrana verrucosa ( Tab. XV , Fig. 3 ) 
JJ , quam antea descripsimus , sublata , in coiisj)e- 
ctum venit musculus latus K , slriis secundum longi- 
tudinem oblique decussatis , retisque speciem elFiiigen- 
tibus , compactus, qui tolum animanlis corpus veluli in 
sacculo circumundique complecitur , idcoque musculus 



(i) Corpus Inijusmocli anunaVis ^ davi s'ivit •) co- 
lare dìiuic jvsoo mfcctum appai^ct. 



( 2o3 ) 
circunrfLexiis dici meretur. Musculas hic juxta caudam 
in plures fasciculos M extenuatos dividitur , omnesque 
caudam pelunt , ubi desinunt. Ab eodem musculo su- 
perius fasciculus alter musculosus fibris parallelis I in 
longitudineai dispositis secedit , cui adhaeret saccuUis 
niembranaceus H concila obductus , de quo infra ser- 
jnonem faciemus. 

Ab eodeni musculo circumllexo ortuni iusuper 
diicunt iìbrae reticulatae veluni L n efformantes , ad 
ciijus lalus ulterius productae acetabulum o constituunt. 
Fibrae hujusmodi , quae ad yelum pertinent , musculo 
peculiari recto pianato juxta medium ventris firmiter 
alligantur. 

Musculo circumflexo avulso, membrana ( Fig. 4 ) 
RR tennis corpus universum obvestiens alque perito- 
naei (i) munus gerens , obviani venit : qua dissecta 



(i) Nunc ahclojìiiiiis cavum contemplando paul- 
linn immorari operae pretiuni ducimus , quandoqid- 
dem interius eius ojjiciuni Zootomis omnibus usque 
ad Kal. Maii,. anno i^ii fiat prorsus ahsconditiun. 
Scitu veru.nitamen dignissimum quomodo aqua ma- 
rina Pterotracheae lophyrae corporis cavitate immitta- 
fuì'^ quae illieo turgida cffìcitur, donec ad animan- 
iis ìiutwn , et contractione correpta aquam ejiciat , 
flaccidaque ei.>adat. 

Conferatur idcirco Dissertatìo nostra , ctiì inest 
titulus : Descrizione di un nuovo Apparato di canali 



_ _ ( 204 ) 

illieo sese conspiciendl praebent oesopliagns , venlricu- 
lus , et jiars praecipua intestinorum , quoniam reliqua 



per la circolazione dell' acqua neile interne vie del corpo 
de' 3Iolliischi marini delle due Sicilie , haud secus at- 
qne inclicium ejusdem aquci nostri sysiematis in Dia- 
rio medico Tirolensi , ac Neapolitano alifjiLot ahhinc 
annis typis eniintintam. De hoc argumento diligen- 
tissimus Eques Pulius, Smorte haud cor/^eptus Jais- 
set , dissererc etiani opinahntur , prout ex suis di- 
ctis huc apposite rclatis clarius palei. Vir iste nohis 
con-jimctissinius ., neapolitanisque literis olim fuJgidis- 
simum lumen atque ornamentum , ita hac de re 
in quii. 

w hi antica pedis Muricis Tritonis regione insunt 
conspicua foramina , quae Antra delle Cliiaje 7iun- 
cupare fas est., ipse enim in primis illa detexit. Per 
ista foT^amina in totidem foveas iis suhjectas aditus 
patente, quae inleriorem pedis suhstantiam permeare 
conspiciantuT\ Insiiper inter ipsa canaìiculi interce- 
dunt ad eadem foramina conjluentes , quorum ad- 
miniculo cuncta inter se commuiiicant. Eti igitur 
pT'aecipuum siphuncuìi munus , quem postea descri- 
hemus. 

Siphunculus aquam ahsorhet ad nutum ani- 
maidis , quae super pedis inferiorem super/iciem, in 
lUius suhstantiam immissa et in antra praedicta , 
eorumque foveas prof.uens , pedem ipsum aqua tur- 



( 2o5 ) 

eorum porlio in sacculum ovatnm concila obteclam im- 
mittilur. Inibì , ut supra dictum est , celerà visccia 
continentur. 

Nunc concila avulsa ( Fig. 3 ) , detegitur saccu- 
lus ille membranaceus H, pelluciJus , fuscus , elatus , 
conchae formam exacte referens , stiiasque transversas a 
concila impressa», in qua includitur, leviter ostendens. 
Ejus basis I ovata, solida, musculosa, cui concha al- 
ligatur. Ed itaque ( Tab, XVI, Fig. 4 ) dissecto 5 6^ , 
statini in conspectuui veniunt cor, hepar , oviductas , 
et extrema pars intestini, si rectum propter flexus suos 
dicere nolis. 

Cor T pericardio t involutum , ovatum , arteriae 
aortae truncum proniit, et ex adverso venani branchia- 
lem U,quae in duos ranios discreta brancliiis prospicit 
altera ex parte pinnalis. Ilas extra concham perbelle 
productas, atque lluctuantes , ut Fig. i et 2 Tab. XV 
ostendit B j , in cunctis speciminibus , quae forte for- 

gidum reddit , atque fovet : quae aqua postea sfre- 
nila pressione facta per pedis substantiani tran- 
sudare cernitur , vel sponte ejicitur pj'out vita ani- 
inantis dejìcere videtiiv^ tunc enini pcs exfenuatus ^ 
jlaccidusque evadit, 

Haec OTunia in vivario , in quo Moìlasca di- 
versi genej-ìs viva servabamus , investigare nohis 
occurrit. Hoc artìficiuin in Muricis Tritonis anato- 
me fusius explicabitur w. 



( 206 ) 

tuna adipisci potuimus, constanter ìnvenimus. Reliquas 
ciiculationis vias nullo pacto assequi datura est (i). 



(i) Post ohliiLTTi clarisslrni Equitis Poli nunquam 
satis JletuTìi , ulteriores venarura , aTterìarumque 
semitas investigare conati sumus , de quìhus antea 
semper incassum lahoravimus'^ namqae carum mcm- 
hj^anae a vi hydrar^yri in eas propulsi distruptac^ 
spcrrij laboj'einqne nostrum pcrlinacitcr frustravcriuit. 
Sed animante isto in spirita vini et aqua per ali- 
quot tantum dies servato , donec earumdcm tunicae 
soliimmodo validiores jiant , pcrqaisitiones nostrae 
siiccessu per' quam. felici , et iamdiu cxoptato , haud 
camere. Adeout ad sanguineum huius Mollusci sy- 
stema rite ac perpiscue dignoscendum Figuram 5 
Tahulae XVI inspicere oportet. 

Dissecto pericardio a a summopcr^e infato in 
conspectum veniunt ventriculus ac cordis A aujncu- 
la , eo tenuior , magisquc expansa. Pivo animante 
pulsationes seu utriusque systolcs ac diastoles admo- 
dum celeres ^ frequentioresquc excqui videtur ^ prout 
e pericardio transparent. In qua auricula immìttitur 
vena hranchialis B aliquanto si/perius in gemijiis 
ratnis h h maxime ampli atis disiuncta , unoquoque 
eorwii venae e e a hranchiis Jlexuoso tramite ohor- 
iaCf arteriis dd hranchialibus cernitesi, iisqne ana- 
stomosim ef/lcìentes , hinc atqiie illinc fere vesicu- 
losac , seoj'sim confuunt. At si liydrargyrus in cor- 



( 207 ) 

Hepar SS subrotundum aniplum , super quo re- 
cumbunt ovicìuctus , et extremus intestini tractus satis 

dis ventriculo propulsus etiani strenue , posteriusquc 
ii7'geatur, numquajn in eius auriculani refluii-^ ex quo 
facile arguituT , qudà valvulae semilunares ostium 
venosum claudent. 

Muscuìarihus lacertis Inter sese varie intextis 
cordis ventr'iculus compingitur\ cuiiLS sa?iguìs ^ albi- 
do-coerulescente colore infectus , per arteriam aor- 
tam Dj cordlsque auriculae ex adverso locatam ^ pi- 
scerà in concham conferita , totamqiie corpus vivifi- 
cai. Haiusmodi arteria a cordis ventricido exorla 

in duohus rands C C scìuìintur semicircidari cursu 

o 

secundurn exteriora Jmjiis concJi'ylii latera pergenii- 
hus^ donec in unain coalltis artòriam.) aortani E E 
ascendentetn e^ormant ^ quae recta fere directione , 
oesophagi e coines , huiusque hulbum inferite perfo- 
rai , quo tribus f f f dividitur arteriolis ori , niuscu- 
lis inibi dispositis , dentibus , aliisque finiiimis par- 
tibus distinbutis. 

Arteria branchialis e cordis ventriculo oborta , 
tramite F F in orbem digesto secus pallii extimam 
regioneui percurrens , et antequam pinnas attingit , 
de more venae branchialis dicliotoma evenite ex qua 
sepai^atione arteriae branchiales d d d d ad supre- 
mani pinnarum plagam ^ ubi fin em liabent ^ distri- 
buuntur. 



( 208 ) 

flexuosus , quorum oscula proxime ad se accedentia 
anum altingunt prope brancliias , prout Figura 4 osten- 
dit. Insuper in eodem sacculo conclusuin cousp'icitur 
cor])us ovatum V , quod testiculus sit an non definire 
non audemus. Tuba u infra branchias posila ad ovo- 
rum reccptaculum (1) pertinere vidctur. 



(1) Prac&iat deinde , quae ad huins animantis 
genitalia spedante hoc dicere loco. Si vaca non fallii 
opinio^ ad maris organa periinent diictas GG (^Fig.6 ) 
usquedwn prorsus ignoti , in ahdominis cavo contenti^ 
per paria iugati , et jlexiioso pergentcs itinere a po- 
stica , supremaquc pinnae regione antica cristae plaga 
tenus^i in quam , quoad mihi videtiir ^ uno ac hrevi 
canaliculo g , quo gaiide/it , et extra corpus hiato , 
jinem Jlunt : papilla ideo , seu exilis canalis modo 
dicius ^ penis niunere fungilur. 

Panilo longius ab intestini recti n orificio oh- 
servatur vulvae apertura II fere cordata^ sinistrorsa m 
collocatac , et ad vagìnam h ducens , Iti quani con- 
Jluunt oviductìis i ab ovorum receptaculo j procc- 
dens 5 matrix in spiram intorta ac laminoso-plicata 
K , hic chiusa et in rig' C dissecia , alia duo cor- 
pora l L, et in Fig. 6 autem discissa }, quorum pri- 
Tnnm prò fabrica matrici assimile , alterum plurimis 
violaceis vesicuUs const?nictum , cuiusqne officium 
pi'orsus ignoramus. 



( 209 ) 

OEsophagus O deorsum prodactus aLlt In ven- 
triculum r (i) ovatum , intus rugosum C, e quo de- 
inceps intestinum ce varie inflexum piocedit. Extrema 
ejus pars recipitur a sacculo ovato coucha obtecto , 
quem supra descripsimus. 

Quo clarius autem hujusmodl partlum structu- 
ra intelligatur , Figuram 7 Tabulae XV ante oculos 
subjicere oporlet, in qua superiorem oesopliagi tractum. 
A dissecuimus ad patefaciendos aliquot dentes ligulae 
«, bulbumque hh oesophagi crassum, caroosum , va- 
lidum, musculis variis compactum , ad ipsum vel retra- 
hendum , vel relaxandum , vel alios luijusmodi motus 
efficientes. 



(1) Egregius CauìiniLS rioster ea qua pnllehat 
solerUa in ventriculo aninialis ^ de quo nunc agimus, 
'vermes ciboriun suhsiantiae ìmmixtos se lìwenisse 
testatur. Secl est hic operae prctiuni Jateri helmin- 
thos a Caldino in Pterotracheae stomacho dctectos 
nunquam nos ijispexisse. Quìn immo fare , meri- 
toqiie siLspicamuj-' Taeniam , coinpressani , filifor- 
mem , albani , geniculis nigris se jiectentem , et 
articidos elongando vel contrahendo a clarissimo 
Forskaohl in Pterotracliea aculeata visam , niJdl aliud 
fuisse 5 nisi intestinum ex ahdominis cavitate , post 
separationem vìscerum ab eiusdem carpare^ exortum, 
exteT'iusque Jiuctuantem. 

27 



( 210 ) 

Ligula quinquc (i) clcnliculoruni ordinibus F F 
G G g coufigitur , quorum exliini longiores , valldio- 



(i) Ligula lentls vitreae ope melius perspecta 
scplcm denticuloT'inn ordlnihus constare vidctur '., eo- 
rinn scili cet qnatuor ( Fig. g ) E E E E cxteriores 
ac liberi ccrnunlur ^ duo alii e e hinc per paria ai- 
quo illinc iugati immohiles remanent , toLidcm tran- 
vej'salihus , arcuatis , cartilagitieis jasciis f f , au- 
rajitioque colore praesefcrentibas conlcscunt. In me- 
dio imiuscidusque vittae dentes tres conici , parvi , 
recti , adunai disponuntiir. Deinde seciis extimam 
thecae dentar^iae orarn hac illac coriacea lamina 
F F adhacrct , superius dilatata , inferne inagis ma- 
gisque attenuata , siipcrque oesophagi bulbo recum- 
bens 5 cui finniter alligatur , ut dentium thecam 
rccta 5 stabiUque positionc sustineat. 

Oportet autem aliqua ad digestionis organa per- 
tinentia eocponere , qiiae post illustrissimi ylucto/'is 
nostri mortem forte fortuna sedalo contcmplaì'i iio- 
his concessum fuit. Et in primis salivares extant 
hinae glandulae ( Fig, 5 ) ni m vaiie inflexae , ie- 
retes , satis longae , pecuUariquc comuiunitae ductu 
in oris hìatiim ' ad dentium utraque latera patente , 
ac pone cercbrum locatac , e quo duo Jicrvi exter- 
ne ac lune inde promanant: quorum unus JS ramu- 
sculos suos hepati , Intestinis , generationisque visceri- 
bus impcrtit j alter denique N inter abdominis tuni- 



(211) 

resque , et magis adunci F F consplciuntur j slnguli 
mnsculis teretiLuSjT/' alligati. Ordo medi li s g-^ diversa 



cas , et prope musculum pectinatum t disperlltur , 
atque iilterius ramifLcatiir. 

OEsopJiagi hulbits de more ilUiis Sepiae velife- 
rae plurimis musculosis stratìs compingitu7\ Sunt huic 
hulho musculi compr'essores , dilatatores , constri- 
ctores^ abductores^ adductoresqae ^ praeter transver- 
sam aponeuroticmn vittam M superne sitam^ ac unum 
alterumque bulbi lobum sustinentem. In eiusdeni ven- 
tricidi cavitate cdiquot Alcyonia , Fucosquc parlim 
digesta invenimus. Notatu est quoque digìiissijnum , 
quod dum huiusmodi Molluscum vita gaudet^ oesoplia- 
gus 5 stojnaclius , eiusque intestina maxime dìstenta 
vìdentur^ et c/iordae instar e comanibus integinnentis 
atro colore maculata translucent. Jntestinus ^ in quem 
biliarii ductus ab liepate jlexiioso itinere prodeuntes 
immitluniur , tortuosus , violaceusque aspicitur. 

Nullo autem pacto assequi potuimus, nude marina 
aqua z«Pterotracheae abdonnnis cavitatem ingrcditur, 
ut antea dicium est\ sed bini canales oo caudam ver- 
sus directi perspicue observavimus , hydrajgyro im- 
plevimus , eorumque tramitem , si animai huiusmodi 
integriim fuisset , investigare ulterius potncrimus. In- 
ter substantiam gelatinoso-hyalinam corpora pene 
dendritica x x , lutea , numero satis ingenti explora- 
vimus , de quorum natura , usuque nihil adliuc rati 
habemus. 



( 212 ) 

gaudet slructura j dentes enitn recti, acuti, atque bre- 
viores, totidem fasciis transversis cartilagineis D D in- 
sistunt , ut Figurae 8 et io ostendunt. 

OEsophago ( Fig. 4 ) proxime imminet cerebrum 
P 5 e quo tria ganglia p oriuntur , quorum unum re- 
vera speciosum quadruplex esse videtur. Ex eo l)ini 
nervi promanant , qui deorsum porrecti , statim atque 
animanlis ventrem attingunt , gangliuni alterura q elE- 
ciunt , e quo alii duo surculi ortuui ducuut versus 
caudam descendentes, praeter surculos minimos circum 
circa (i). 



(i) A peculiari bulbo in corporis huiusmodi 
animaniis substantiam locato oculi concluduntur. Ha- 
morihus propriis ., aeque ac cristallina lente Constant. 
Bulbus ( Fig. 5 ) s oculorum adhuc rclatus aterri- 
ma tunica , seu choroidea est fabrefuctus : et in ca- 
merae ohscurac loco triangulari's saepissinic extat 
apertura. 

Figuram i i Tahulae XV , uL palani fiat lens 
cry stallina orbicularis^ velati in piscibus constructa ^ 
secl Tìiìnus compacta , ac nig/'escente circumundique 
ittita connnunita , inspicere convenit. 

Scitu dcnique dignissinium , et nunc in propa- 
tulo ac libere j uteri non 07nittimus , quod pe/'scru" 
tafionibus noslris ^ Jiic apposite rclalis ^ de hujusmo- 
di anirnaniis mirifica structura , zootomisquc omni- 
bus liactenus fere prorsus abscondita ^ maximam prao^ 



(2l3) - 

E suprema cerebi-i ora nervei rarauscull lum o- 
culis o o , tum oesophagi bulbo , ejusque vicinltaii 
distribuuntur. 



buit opportunitatejn excellentissimi Comitis de Fic- 
quelmont obsequentia ^ Sacrae Cesarae-Regiae Apo- 
STOLICAE Majestatis apucl mimificentissimum Utrius- 
que Siciliae Regem Franciscvm 1. Borbonium P. F.A. 
summa ciini potestate Legati ea quae , erga literato- 
?mm familiain solet henignitate. Namque nosiratis 
concliyta seczis laetissimunt Pausilypi litus piscante 
Pterotrachea lopliyra per aequor transciu'T'ens se ob- 
-viam venìt , quam illieo pcrfecte vivant , intcgerri- 
mam , atque sub aqua dernersam , eidem praestan- 
tissimo Comiii ohtalit. 

Hine faetwn est lume praeclarissimuvi , doctis- 
simumque vÌTUin Pterotracheam , quam possidehat , 
fragili testa tantum panilo labefactatam , Joh. Bapti- 
st a Quadri in liac Bcgia Studiorum TJniversitate eli- 
nicae oplitalmicae professore eximio ac peritissimo 
praefecto intercedente ^ nohis extemplo donare et viit- 
tere dignatuni esse '.j ut ludus Mollusci penitioreni 
compagem ^ qiioad feri posset , per anatonicn inda- 
gaj'emus^ et de qua antea satis superquc disseruimus. 



* SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA XIV. 



L' oggetto di queste due Tavole è quello di mo- 
strare tanto la conformazione esteriore deW ylr^onaufa 
vitreo ( Avf^onauta vitreus Linn. ) , che la notomia 
del suo abitatore conosciuto col nome di Pterotrachea 
( Pterotrachea lophyra ) . 

La Figura i indica la suddetta Pterotrachea , la 
quale superiormente oIFre il suo guscio A , dove ne 
sono appieno visibili i solclii a traverso a , e la care- 
na l). La esposta conchiglia ricopre la massa de' vi- 
sceri fuori del cavo addominale situati j donde esce 
la vena branchiale in due rami separata B , nella 
cui esterna faccia soltanto sboccano le vene delle pinne 
doppiamente incise. 

Una specie di sacco muscolare D lega i visceri al 
dorso del suo corpo affatto cristallino, punteggiato, e 
muricato , che anteriormente tiene la proboscide cZ, ed 
in dietro la coda e. Quella ha nell'apice l'orificio della 
bocca , e presso la di lei base superiormente appari- 
scono situat' i tentacoli ce con uno degli occhi y^ 

In opposizione poi dell' attacco delle viscere al 
corpo della Pterotrachea esce un' ala muscolosa E , 
orbicolare , e quasi intera nel perimetro -^ la quale ver- 
so la sua posteriore parte ollVe una specie di acetabo- 
** lo ovale C , la cui cavità a forma conica sino presso 



la metà della sostanza della suddetta ala continuata 
rimarcasi. 

È scopo della Figura 2 di contrassegnare la con- 
chiglia fragile e trasparente deW y^rgo nauta vitreo^ che 
presenta la sua apertura F , 1' apice un pò ricurvo g', 
e la carena G. 

La Figura 3 raj)presenta in H il pallio carnoso , 
con cui la Pteroirachea ìofira è legata al suo guscio , 
qui tolto ^ come pure indica il cuore in /i , l'apertura 
dell'ano e dell'organo genitale in /, non che le bran- 
chie y poco più oltre situate. 

Tutto l'oruito di longitudinali fascie apparisce il 
sacco muscoloso I , che sostiene le viscere al corpo 
unite. Si è sezionato il primo Integumento J cristal- 
lino, crasso gelatinoso, e punteggiato all'esterno, per 
mettere in veduta il sottoposto strato muscoloso K , 
che risulta da plessi fibrosi obliquamente diretti , ed 
intersecati co' compagni. Ben inteso però che tali fibre 
nella proboscide k della Pteroirachea lojìra hanno retta 
direzione , e nel dintorno dell' orificio della bocca so- 
no a guisa di sfintere conformate. Nella coda poi pre- 
sentansi gli anzidetti plessi fibrosi in lacerti M dispo- 
sti , fra essi disuniti , ed a poco a poco assottigliati. 

La sua ala L anche è fatta da un tessuto fibroso 
a reticolo , dalla quale tolta la tunica esterna Z Z , si 
vede r andamento delle sue fibre oblique tanto da 
destra a sinistra , che da questa a quella. Nò riesce 
difficoltoso osservarsene talune altre con orbicolare di- 



( 2I6) 

* rezlone n. Notasi in ultimo che V attuale Figura offre 

r acetabolo su indicato in o , ed una specie di cresta 

rilevata ttz, che giace sul dorso della coda di animale 

siffatto , e per la quale è stato esso Pterotrachea lo- 

jfira da me appellato. 

TAVOLA XV. 

La Figura 4 espone il bulbo muscoloso N dell'e- 
sofago O, ai di cui lati esiste il bulbo degli occhi oo, 
la fascia del cervello P con due gangli p il primo so- 
litario , e p il secondo quadrigemino. Da quest'ultimo 
partono due lunghi nervi , che in q costituiscono il 
ganglio simpatico addominale , donde nascono de' fili 
nervosi pel dintorno , e due più lunghi verso dietro. 

Dippiù nella Figura attuale si dimostra non solo 
lo sparo fatto alle addominali pareti Q Q della Ptero- 
trachea Iqfira, non che la di lei membrana peritonea- 
le interna R R ^ ma se ne rappresenta ancora lo sto- 
maco , ed il tubo intestinale variamente flessuoso r, 
che attraversa la sostanza del fegato S , allogato nel 
pallio muscolare s sezionato , e dalla conchiglia pro- 
tetto. Il j)ericardio è i , che racchiude il cuore T , 
donde in sotto esce 1' arteria aorta , ed in soj)ra vi 
sbocca la vena branchiale bifnrcata U. Evvi eziandio 
un canale u aperto vicino l'ano, che sarà forse l'aper- 
tura della vagina , ed un corpo ellittico V. 

^Maggiore sviluppo degli organi digestivi , sessuali , 
**e del sistema circolante dassi nella Figura 5, la qua- 



( 217 ) 

* le fa conoscere il peritoneo y, le glandule saliva- 
ri m , la fascia aponeurotica M sostenente il bul- 
bo muscolare, l'occhio 5 , l'esofago e, lo stontn- 
co , r intestino n , V apertura della vulva H , la vagi- 
na h colla matrice K chiusa, l'ovidotto z, l'ovaia I, 
ed il corpo vescicoloso l , da cui esce forse un umore 
violaceo , ed un altro corpo accessorio L alla matrice 
K ( quali parti veggonsi ingrandite e sparate nella 
Figura 6 ) , i canali GG spermatici col membro geni- 
tale^, il muscolo pettinato t^ i due canali oo per la 
circolazione dell' acqua marina , i corpi dendritici x x 
racchiusi nella cavità addominale o sia verso la coda, 
il cervello , i due nervi che formano 4 g^nglj , ed il 
nervo simpatico N , le due vene h h branchiali , che 
riunite in una B sboccano nell'orecchietta A del cuore, 
alla quale ne segue il ventricolo , donde escono le ar- 
terie delle branchie dd^ l'aorta separata in due arte- 
rie C C , che si riuniscono per formare 1' aorta ascen- 
dente E E divisa neir estremità in tre ramoscelli y//". 

Le Figure 7, 8, g, e 10 sono destinate ad es- 
porre l' apparato digestivo di siffatto Mollusco , di cui 
A mostra il principio della bocca , inferiormente esi- 
stendovi la serie de' denti a , e su particolare bulbo 
h allogata. Il quale è di natura muscolosa , e co' suoi 
parziali movimenti aiuta a masticare i cibi dall'esofa- 
go B penetrati nello stomaco sparato C, che è nell'in- 
terno di leggere rughe longitudinali fornito, donde con- 

■** tiuiiasi l'intestino e variamente flessuoso. 

28 



_( 2i8 ) ^ 

La infeiior faccia della di lui lingua di forma 
ovata è dimostrata dalla Figura 8 , in cui appariscono 
i denti laterali maggiori aderenti ad un arco cartilagi- 
neo D su cui sono disposti. 

Siffatto dentario apparato d'ingrandito diametro 
appalesasi nella Fig. io , dove chiaramente scorse- 
si , che ogni dente maggiore rotondo , assottigliato ed 
uncinato neir apice y, sia col compagno per la base 
congiunto, essendo\i in cadauno una specie di orlo 
legamentoso. Tali denti di qua e di là F sono in du- 
plice serie disposti , cioè la superiore or nominata e 
la inferiore G. I denti minori egualmente conici so- 
no tre per ogni arco legamentoso g , ed il media- 
no di essi denti è più grande de' suoi laterali. La 
lingua poi osservata colla lente vedasi ( Fig. 9 ) for- 
nita di 3 ordini di denti maggiori E E per ogni la- 
to , oltre la lamina coriacea F , e de' denti minori su 
le fascie cartilaginee yy allogati. 

La Figura 1 1 espone la lente cristallina della Pte- 
roirachea lofira sì di naturale grandezza , che ancora 
ingrandita , in cui più cliiaramente scorgesi la zona 
** che nel dintorno la cinge. 



( a»9 ) 
Nota svi Mollusco dell' Argonauta Argo , su una 

NUOVA SPECIE DI EPIZOO CHE VI OSPITA , E SULLA ME- 
DUSA VELELLA. 



§. I. La storia della singolare industria di questo 
specioso abitatore de' mari caldi è abbastanza celebre 
nella più remota antichità , ed altrove mi ha benan- 
che somministrato lungo argomento di occuparmene 
con particolar cura. Il cav. Poli ne ha minutamente 
esaminato lo sviluppo delle uova , in cui riconobbe 
r abbozzo della sua conchiglia. Da qualche individuo 
vivente posto a mia disposizione parve di avervi ravvi- 
sato una tenuissima membrana , che univa l' animale 
al corrispondente guscio. 

La munificenza del nostro Augusto Sovrano Fran- 
cesco L P.F.A. mi ha dato occasione propizia di viep- 
più verificare sifì'atta asserzione , essendosi benignato 
donarmi varj Nautilj co' respettivi viventi , che , essendo 
stati da me esaminati , mi han dimostrato che tale 
Mollusco ne occupa tutto il cavo , dove è nel seguen- 
te modo allogato. 

I suoi due cirri maggiori e veliferi giacciono nel- 
la parte anteriore ed inferiore della suddetta conchi- 
glia , G gli altri due cirri semplici a quelli opposti son 



( 220 ) 

collocati nel termine della carena, ove dopo la fecon- 
dazione sono aderenti le sue uova j ed un'altra coppia 
di cirri semplici occupa i lati del prefato guscio , per- 
fettamente riempiuto da detto animale , che a livello 
dell' apertura di quello presenta la bocca , l' Infondibolo, 
1* orifizio dell' ano , degli ovidotti ec. Per la trasparen- 
za della suddetta conchiglia , gli occhi , che giacciono 
a' lati del di lui corpo , avvertono benissimo gli og- 
getti disturbatori del suo pacifico riposo , o pure gli 
animaletti di cui cibar vogliasi. Dimodoché , tenendo 
i Nautilj coi loro abitatori nell' acqua marina , è cu- 
rioso osservare , che appena un corpo qualunque sia 
verso loro diretto , ben tosto cercano di rintanarsi alla 
meglio nella propria abitazione. Inoltre si è da me 
costantemente ravvisato che questa per grandezza sera- 
p're corrisponda all' animale cui appartiene , anziché 
il contrario. 

Avendo approssimato la mano a tale Mollusco , 
mi sono avveduto che gli acetaboli dei suoi cirri vi si 
erano attaccati in modo , che furon valevoli a mante- 
nerlo pendente. Dippiù quando esso vuol cangiar sito 
rovescia in su il guscio , e fuori di questo caccia i 
cirri veliferi , che spande sulla superficie dell' acqua , 
egualmente che que' rivolti verso la posteriore e late- 
rale parte della conchiglia , nel cui interno rimane il 
solo di lui corpo, proccurando di restare aderente alia 
jiropria casa mediante una porzione degli acetaboli , 
ilie appartengono al principio di ogni cirro. 



■(221 )_ 

Tostochè poi il suddetto vivente sia prossimo a 
morire spontaneamente abbandona la sua nicchia per 
la mancata aderenza degli acetaboli, Daltronde, essen- 
done separato tuttavia vivo , ed indi di bel nuovo ri- 
messovi , continua ad esservi attaccato finché abbia la 
proprietà di godere aura di vita. Sappiasi infine che 
i solchi , che nel suo guscio rimarcansi per lo più 
bifurcati , e cadauno di questi spesso ulteriormente 
in due separato , non dipendono da analoghe promi- 
nenze nel corpo di siffatto essere stabilite , il quale 
osservasi affatto levigato : e molto meno poi hansi da 
ripetere dalla ripiegatura de' cirri , che neppure vi 
corrispondono. 

Bisogna dunque conchiudere che il Nautilio ap- 
partenga al suo respettivo animale , il quale con gli 
acetaboli de' cirri solamente vi si mantiene aderente , 
da' quali trasuda il materiale calcareo necessario pel 
di lui successivo accrescimento. 

È cosa degna di avvertirsi che oltre la mem- 
brana esterna , che veste tutto il corpo dell' abitante 
del Nautilio , lascamente aderendovi , è nella l'ac- 
cia interna corredata di uno strato fibroso , che pro- 
duce il moto e 'l cangiamento di sito de' follicoli cro- 
mofori , che sono ovali , ellittici , spesso minori e ro- 
tondi , e ripieni di un umore color di joide. Sottopo- 
sta a detta tunica n' esiste una seconda peritoneale , 
di qua e di là corredata di più rari follicoli aventino 
la medesima figura poc' anzi esposta. 



( 222 ) 

Di 12 Nautilj forniti del respettivo animale, che 
finora ho notomizzali , la maggior parte de' quali non 
molto grandi , e co' grappoH di uova fecondati ed esi- 
stenti nell' apice della conchiglia , neppur uno ne ho 
trovato di sesso maschile. 

Io era nella ferma credenza che gli acetaboli de' cirri 
avessero servito all'animale in esame per aderire a' cor- 
pi adiacenti , ma l' iniezione di mercurio fattavi mi lia 
dimostrato, ch'essi servono ad altra più importante fun- 
zione. Cosicché introdotto il mercurio Jiel cavo, ch'esi- 
ste lungo ogni cirro , ho osservato che tale metallo ave- 
va libera uscita nel loro termine : ed il medesimo com- 
presso tra una porzione di cirro da non poter andare 
uè innanzi e nò in dietro , è stato forza che si facesse 
strada per gli acetaboli , i quali ne rimangono intera- 
mente pieni senza che potesse liberamente uscirne. Cosa 
che opino dipendere da qualche valvula , che ne per- 
meile il passaggio da fuori in dentro.^ e non al contra- 
rio 5 come è accaduto nel caso attuale. 

Isella continuazione dell' opera del cav. Poli (i) 
ho avvertito che ninna diligenza aveva fatto sull'orga- 
no dell' udito del Nautilio. Ora che questa perquisi- 
zione è stata da me assoluta , mi si permetterà dire 
ciocche penso su tal punto. Sezionata la teca membra- 
no-cartilaginosa , che rinchiude 1' anello cerebrale , e 



(i) Testac. uiriusq. Szcìl. tom. 3, pag. i'.\. 



direttomi verso gli occhi , ho veduto clie i nervi ottici 
figurati dal cav. Poli tomo citato, Tab. XLII , fig. i3 
terminino a guisa di un cappello di fungo , tutto dis- 
seminato di granolazioni , cui adattasi il fondo del 
bulbo dell' occhio : ma non ho potuto accompagnare 
alcun filetto nerveo, che fosse penetrato nell'interno di 
colale organo, attraversandone le solite membrane. Que- 
sta sostanza è dunque allogata in un cavo particolare 
situato tra la teca cerebrale e la posterior parte del 
bulbo dell' occhio , senza che vi fosse alcun forame 
esteriore , ed osservata al microscopio si è veduta ri- 
sultare da un aggregato di glotetti. Appartiene esso 
air organo dell' udito , o pure ha altro incarico a me 
adatto ignoto? non oso certamente deciderlo , con- 
tentandomi della semplice esposizione del fatto. 

§.II. Nel cavare l'abitante dell'Argonauta dal suo 
guscio , e precisamente i di lui cirri veliferi, mi accorsi 
elle se ne distaccò un corpo ovale , espaso , con lunga 
coda, e fornito di irrequieto movimento dentro l'acqua 
marina, .ove conservava siffatto testaceo, guadagnando 
ora la superficie di tal liquido , ed ora occupandone 
il fondo. Poca attenzione posi all'esposto fenomeno, 
poiché era mio principale scopo di rettificare quanto 
ho esposto sul Nautilio : e debbo eziandio confessare, 
che credei il suddetto corpicciuolo qualche porzione de' 
cirri di simil vivente, che separata dal medesimo con- 
tinuasse a godere la proprietà contrattile. Proseguii le 
mie intraprese ricerche senza più attendere all' acca- 



( 224 ) 

duto j e dopo un' ora dacché aveva distaccato il Mol- 
lusco dal primo Nautilio , andai per cavarne dall' acqua 
marina il secondo col respettivo animale , e vidi che 
il corpicino suddetto continuava a muoversi , ed in va- 
riate guise dimenando lai sua parie assottigliata, che pro- 
lungavasi dal corpo di figura semi-ovale. Allora fu che 
rivolsi' tutte le. mie cure all'esame di tale ej)izoo , non 
trascurando di osservarlo ad occhio nudo , con lente 
di bastante ingrandimento, e col microscopio. 

La diagnostica del presente animaletto parassito mi 
ha obbligato a percorrere i caratteri de' generi de' vermi 
intestinali riportati nella celebre opera dell' illustre fisio- 
logo di Berlino C. AsmundRudolphi (i),ed in quella 
di Bremser(2). Nelle quali opere non ho trovato alcun 
carattere generico e specifico , che avesse potuto conve- 
nii-gli. Al più potrebbe esso ravvicinarsi al genere Tri- 
cocephalus per la figura ingrossata del corpo terminato 
da sottile proboscide ^ ma ne differisce per la duplice 
serie di acetaboli, che incominciano dalla fine della 
proboscide , e terminano all' estremo opposto del corpo. 
Qui non conviene ommettere la considerazione che tale 
vivente non sia un verme intestinale , siccome sono 
lulle le specie di Tricocefali e Tricosomi 5 ma uno 
epizoo , egualmente che il Fenicuro vario di Ru- 



(1) Entozoor. Synops. Berol, , 18 19. 

(2) T/^ait. zoolog. et physiol. des vcrs intest, 
avcc notes de M. de Blainville. Paris , 1824. 



( 225 ) 

dolplii(i) corrispondente alla nostra Planarla ocella- 
ta (2) , che aderisce alla Tetlde fimbrica mercè una 
fovea ellittica , comunicante colla di lui Locca , che 
applicasi ad una papilla bucata , donde si penetra 
nel cavo addominale della Tetide (3). Io intanto sul- 
la considerazione the non amo di gravare la scienza 
di un genere nuovo , lo considero come un Tricoce- 
falo , sebbene irregolarmente vi appartenga in grazia 
delle ragioni teste esposte. 

Tricocephalus , Rud. ( Op. cit. , pag. 16. ) 

T. acelabularis — Tricocefalo acetabolario. 
Parte capillari longa , corpore sensirn sensimque crassiuscu- 
lo , acetabulis in dorso ; HoBis. 

Descriptlo. Corpus huic animanti est ovato-oblon- 
gum , antice proboscide terete , filiformi , valde con- 
tractili , apice summopere attenuata communitum ^ epa 
in plaga de oris existentia nihil rati habemus , sensirn 
increspatura , arcuatumque j postice attenuatum , in 
cuius convexitate a proboscidis origine usque ad 
sui fìnem duplex acetabulorum series solummodo ob- 



(1) Op. cit. y pag. 573. 

(2) 3Iem. II, pag. Sg ; 2 ah. Il, flg.g-i5. 

(3) Delle Chiaje , Sunto di mem. Nap. 1824 » 
pag. 20. 

29 



( 226 ) 

servatur alterne disposltoruin , numero hinc inde 
triginliqulnque , aequidistantium , et satis retractilium : 
unnmquodquc corum peculiari ac tereti pedusculo affi- 
xum , centrali hialu est praeditum , cuiusque ope 
epizoon istud , Mollusco in inlrificani concham Argo- 
nauiara Argum L. degenti , adhaeret . Eius corpus 
carneo-subluleo colore depictum , praeter ovorum rc- 
ceptaculi vicinia , ubi fusco-punctalum , turgidumque 
\idetnr. 

Hlstorìa. Hulusmodi eplzoi Kal. Julii anno 1827 
specimen unicum femineum reperi, quod in phiala spi- 
rilus vini repleia asservo , et in Figura 1 Tab.XVI na- 
inrali dimensione delineare curavi. 

§, III. Pochissime cose riferisco sulla Medusa ve- 
Iella. E molto ben descritta e figurata da' miei com- 
patrioti Imperato e Colonna , ed avendo esse riguardo 
])iù alla dì lei struttura , clic a' suoi naturali caratteri. 
La velella de' nostri pescatori è comune nel mare di 
Nisida dòpo i temporali della primavera , osservandosi 
abbastanza graziosa e per la forma del corpo interna- 
mente guernito di una cartilagine ovale, trasparente, 
sottile, con strie concentriche, e nel mezzo ombilica- 
te , ove con verticale ed obliqua direzione prolungasi 
in giù una cresta a cuore della stessa sostanza , aven- 
te leggere ramificazioni j e per la tinta bleù, di cui il 
pallio che copre e questa e quello rimarcasi colorito, 
» di tratto in tratto di rotondi acinotti giallo-verdicci 
disseminato : i quali veduti colla lente num. 3 del mi- 



( 227 ) 

croscopio composto di Dollond risultano da vesciche 
giallo-fosche con globettini cerulei. Dal margine ed an- 
che da tutta la faccia superiore del di lei corpo si 
prolungano i tentacoli molto contrattili , pieni di cile- 
stro umore , chiusi nell' apice , variabili per lunghezza, 
e circondanti V orificio della bocca , la quale comu- 
nica con una tromba terminata nel sacco ovale , che 
h r officio di stomaco. Questo è allogato tra la massa 
del fegato , che occupa tutto lo spazio centrale supe- 
riore della cartilagine poc'anzi descritta. Dal ricettacolo 
della digestione , e per lo pallio del corpo e per quello 
della cresta , veggonsi disperse talune ramificazioni va- 
scolari 5 che forse trasportano i sughi nutritivi in tutta 
l'economia animale di siffatto vivente. 11 mercurio in- 
trodotto nello stomaco non è affatto passato dentro i 
tentacoli. Ho dippiù ravvisato tra questi ultimi alcuni 
fili lunghetti , bianchicci , e corredati nell' apice di par- 
ticolari globetti. Sono forsi essi gli ovidotti comuni- 
cantino coir ovaia , che potrebbe essere confusa colla 
massa epatica descritta j o pure hanno eglino analo- 
gìa co' tentacoli delle attinie? Le figure i e a della 
presente medusa riportate nella tav. XG dell' Enciclo- 
pedia metodica sono alquanto esatte j per cui mi dis- 
pensano di corredare di ulteriori disegni quanto si è 
da me a tale obbietto esposto. 



( 228 ) 

Brevi cenni sulle Attinie. 

Le Attinie sono state serio oggetto di contempla- 
zione de* naturalisti antichi , ed hau fissata 1' attenzione 
degli odierni zootomi , die non ne hanno affatto esau- 
rita la indagine. Per altro Spix e Cuvier se ne sono oc- 
cupati col più felice successo , ma molte cose rimane- 
vano a doversi meglio determinare , onde potersi dire 
r anatoniia loro perfettamente compiuta. Ecco la ra- 
gione del mio lavoro , del quale però non sono pie- 
namente contento, attesoché l'indagine anatomica tli 
siffatti esseri mi è sempre riuscita oltremodo difficol- 
tosa. Ciò non ostante il "poco, che ne espongo, è ba- 
stante a farne conoscere alquanto chiaramente la fab- 
brica. 

I. Descrizione . ) L' Actinia crassicornis Lin. 
presenta un largo e levigalo piede nella base , da cui 
si solleva il corpo costrutto da parecchie fascie longitu- 
dinali e trasversalmente rugose , essendo nel dintorno 
terminato da regolar serie di tubercoli : nel mentre 
"che il suo centro affatto piano offre la bocca orbico- 
lare , chiusa da' margini di due canali biancastri , e 
dal cui mezzo , oltre due linee bianche superiore la 
prima ed inferiore la seconda , altre lineette giallo-fo- 
sche , e presso a poco raggianti, dirigonsl verso la pe- 
riferia del corpo , ossia ove esistono i tubercoli ^ le 
quali indicano la naturale separazione della filiera cir- 
colare du' tentacoli , taluni allungali ed aventi nell' 



( 229 ) 

apice il respeltlvo forame, ed altri di minor numero, 
e la metà piacerti de' precedenti. Il colorito di sifiat- 
ta attinia è verde-fosco , ravvisandosi però 1' apice 
de' tentacoli maggiori rosso , e la boccuccia di questi 
e de' minori nericcia : diinanierachè furon presi per 
occhi da taluni naturalisti , avendo Dicquemare osser- 
vato che la luce troppo viva sia molto incomoda a 
simile razza di viventi. Ne ho veduto parecchie varie- 
tà cineree e violette , di cui non ho stimato tener 
conto. 

L'A. pedunculata GcLevln. ha il piede meno allargato 
deir^. crassicoTViis Linn. , fornito di rughe circolari e 
concentriche , i tentacoli a subbia , la bocca egualmente 
crbicolare , e lutto il suo corpo è cosperso di papille 
ombilirate nel centro, rosse, disposte in linea retta, 
le quali alternano con una triplice serie di altre pa- 
pillette rosine. Il corpo di questa attinia è verde , 
avendo i tentacoli rossi mischiati ai foschi. 

1/ actinia effbcta Lin. tiene il piede castagno e 
come il corpo corredato di fa scie bianche, quasi paral- 
lele , e privo di qualunque sorta di tubercoli. Ha inol- 
tre i tentacoli assottigliati, corti, giallicci con macchie 
circolari ])iù fosche. Lo spazio che esiste tra questi 
ultimi e la bocca , risultante da una fessura longitu- 
dinale fornita di molte increspature a traverso ed ovali 
nel dintorno , offre una graziosa disposizione di linee 
curve e raggianti. Ben inteso però che il corpo di 
tutte e tre le attinie esposte , come pure quello del 
r ahi a ( A. carciniopados ) descritta da Otto imi'.- 



( 23o ) 

gena del mare nostro , ed abitante su la Nerita 
canrena e N. glaiicina Lin. , cangia in un momen- 
to di figura , ed i suoi colorili ben tosto svaniscono. 
Ecco perchè non sonosi trovate esatte le descrizioni 
fattane dagli autori : e le specie da costoro ammesse 
su la diversa forma delle stesse trovansi per lo più 
abbastanza vacillanti. Le attinie possono vagare nel 
mare, aiutandosi nel cammino co' loro tentacoli, ed ò 
in balia delle medesime di rimaner fisse , attaccandosi 
col piede a' corpi adiacenti. Tra noi con bastante 
trasporto mangiansi fritte nell'olio , essendo chiamate- 
da' nostri marinai ardichelle di mare. 

II. Anatomia. ) Il corpo delle attinie è ricoper- 
to da una sottilissima tunica spalmata di moccio , da 
cui bassi da ripetere il colorito delle varie loro spe- 
cie , giacché , quando quello siasi dissipato , i colori 
benanche svaniscono. Siffatta membrana è levigata nelle 
specie da me esaminate , tranne 1' A. crassicornis 
Lin. , i cui tentacoli sopraltutlo si attaccano fortemente 
alla cute , donde con difficoltà possonsi separare. A 
tale fenomeno gli antichi attribuirono i pretesi danni 
delle così dette ortiche di mare. E certo però che col- 
r aiuto del microscopio non vi ho potuto affatto scor- 
gere vestigio alcuno di ventosa od altro mezzo , la 
cui mercè si fissano a' corpi adiacenti ^ facendo anche 
sperimentare non già prurito, come anticamente erede- 
vasi , ma una molesta sensazione quasiché fosse j>ro- 
dot'a da infiniti corpi scabrosi e muricati. 



( 23i ) 

Il secondo integumento degli animali in esame ri- 
sulla da lacerti fibrosi con longitudinale direzione , In- 
tersecati con altri traversalmente disposti. A questi 8Ì 
attaccano le lamine muscolari emolanti le pieghe di un 
ventaglio, fatte da fibre longitudinali assai valide e da 
altre traversali molto sottili , le quali hanno un estre- 
mo fissato nel centro interno del piede , indi alle in- 
teriori pareli del corpo, e coli' altra estremità finiscono 
ne' tentacoli , ove chiaramente ravvisansi i due strati 
di fibre a lungo ed a traverso , necessarie alla contra- 
zione ed alla estensione de' medesimi . \x k. j) e dun cu- 
lata ha le fibre trasversali del corj)o , che sembrano 
essere circondate dalle longitudinali per formare le 
papille , di cui all' esterno vedesi guernita. 

L' apertura della bocca non solo è corredata da 
valido muscolo orbicolare con fibre concentriche , cui 
sta soprapposto un altro strato muscoloso a fibre rag- 
gianti j ma è inoltre fornita di due canali quasi carti- 
laginosi, fra essi opposti , e ad un di presso l'uno ab- 
bracciante l' altro. Talché gli animali , eh' essa ingoia 
per nutrirsi , quali sono alcuni piccoli testacei , asci- 
die ec. restano in parie uccisi e sfrantumati da' suc- 
cennati canali , the si continuano nell' interno dello 
stomaco , onde maggiormente favorire la digestione col 
rendere gli alimenti pastosi. Lo stomaco poi è molto 
più ampio di quello , che osservasi nello stato di con- 
trazione , attesoché è desso fatto da una tunica moc- 
«iosa continuazione della esteriore del cor[)o , e da 
un'altra fibrosa, le quali sono divise in dieci cerchi 



( 230 
concenlilci dal suo principio sino al fondo , essendo 
ognuno (li essi infinilarnente rugosi a traverso. Anzi 
maggiore validità acquista mediante la connessione , 
che presenta colle lamine muscolari o ad una mem- 
brana particolare , che mancano nel suo fondo , ove 
sotto le forti e mortali contrazioni si lacera , e dà 
uscita alla ovaia, che taluni scrittori hanno erronea- 
mente sostenuto aprirsi nel cavo centrale del ventri- 
colo. 

Da ciò chiaro n' emerge che lo stomaco sia ca- 
pace di somma ampliazione e di massimo restringi- 
mento a piacere dell' animale , ed a seconda de' bi- 
sogni della digeslionc. Essendo questa ultima operazio- 
ne assoluta , ed i succhi nutritizj assorbiti sia da' vasi 
lattei e sia dall' estremità delle vene esistenti forsi nel- 
le rughe della membrana gastrica intonicata sempre di 
umor moccioso , giacché uiun vestigio di qualunque 
siasi ajiparato vascolare, e molto meno nerveo ho po- 
tuto mai ravvisarvi , il residuo di quello , che non è 
stato assimilato , come i frantumi di conchiglie e cro- 
stacei , è dalla bocca di bel nuovo evacuato. 

11 corpo delle attinie , quando trovasi dentro 
r acqua marina , vedesene turgido , la quale vi circo- 
la , entrando dall' estremità de' tentacoli lunghi e cor- 
ti , ed indi pc' canali in essi esistenti fassi strada ne- 
ijU spazj de' muscoli a lamette , che aderiscono alle in- 
terne pareti del corpo. Ed è curioso osservare la cor- 
rente di acqua , che , qualora 1' attinia si rilasci , pe- 
netra per alcuni tentacoli -, e tostochò si contragga , 



( 233 ) 
esce per altri a' primi perfettamente opposti. Questo 
artifizio eseguesi in tutte le specie di Attinie, richiesto 
essendo dal voto conservatore della provvida natura. 

In cadauna lamina muscolosa , qualche volta me- 
diante esile membrana , aderisce la matrice di forma 
spirale , compressa , e piena di moccio. Essa è rosso-fo- 
sca neir A. crassicornis L. , gialliccia nell' A. ejffoeta 
L. contenente immensa quantità di uova , scarlatto nel- 
X A. rubra Brug. (i), e violacea in un'altra novella 
specie da me detta A. Cari in onore del celebre prof, 
cav. Carus medico di S. M. Sassona (2), nella quale se ne 

(1) L'' orificio della sua bocca, che osservasi 
inolio elevata , è circondato da triplice serie di ten- 
tacoli alquanto assottigliati , tra la cui esteriore fi- 
liera e 7 margine interno deW orlo , che ne chiude 
l' atrio , esiste la corona di tubercoli glandulosi , pe- 
dicellatl , bianchicci , e già conosciuti da Forshahl, 
Il suo corpo è fornito di leggere rughe traversali , 
e si ravvisa rosso-scarlatto , tranne /' orlo sinuoso 
della base del piede , che è di color celeste. 

(2) La sua grandezza è il doppio deW k. rubra, 
cui somiglia per la triplice serie di tentacoli e per 
la filiera di tubercoli bianchicci. Il corpo è casta- 
gno con moltissime fascie circolari parallele fosche. 

Vagante nel mare osservasi eziandio un) altra 
specie di Attinia , che sulle prime reputai esser ana- 
loga alla Madrepora denudata di Cavolini ( op. cii. , 
pag. 57, tav. Ili , fig. 6 , 7 , 8 ), c?a cui differisce 

3o 



( 234) 
veggono le pareti risultanti da pezzi pentagoni ed ombi- 
licati nel centro. Le sue inestrigabili spire Uniscono con 
apice forato e pendente nell' interno di ogni tentacolo , 
che nell' A. crassicornis è fixlerato da membrana violetta. 
Le circonvoluzioni di cotal matrice dall' incominciamento 
fino al termine presentano due lamine membranose con- 
formate a guisa di meseuterio , ed aventi al margine li- 
bero neir j4. crassicornis ed effoeta un canalino gial- 
liccio (cui attaccasi il dutto spermatico, facile ad essere 
separato , ricolmo di globettini giallastri nelle teste citate 
Attinie ) , rosso nell' A. rubra , scarlatto nell' A. carcinio- 
paclos , ])ianco nell' ^. Cari , e bianco-maccliiato nel- 
■\' A. pedunculata. I due canali spermatici quindi e la stessa 
matrice terminano pendenti nel cavo di ciascliedimo ten- 
tacolo. Né riesce difficile di vederli allungati ed uscire 



per la mancanza della triplice serie di tentacoli , 
della sua disposizione a ceppaia aderente agli sco- 
gli , e del color porporino del corpo . Questa orti- 
chella , che appello A. li jaliua , ojfre una sola filiera 
di tentacoli intorno la bocca , priva di gualungue 
specie di rughe nel corpo lungo poco più di io li- 
nee , di color carnicino sbiadalo , e trasparente in 
modo che guardato con semplice lente chiarissima' 
mente dimostra la sua anatomia , e '/ fondo dello 
stomaco all' intutto chiuso ; attesoché le ovaia ed i 
canali spermatici ri' escono quando vi esiste qualche 
lacerazione. Nel resto è analogo alle altre Attinie. 



(235) 

per l' apertura di cadauno di questi appena che vi si pratichi 
leggiera pressione ; o pure , lacerandosi lo stomaco , venir 
fuori per detta parte. Tale fatto anche da Cavolini ( Ivlem. 
su' Polipi p. 5i.) fu osservato dicendo: «il superfluo 
che da' cibi si estrae ho veduto che vien rigettato in for- 
ma di fili di latte coagulato, e per bocca, e per dodici 
forami posti intorno quel disco, e per la estremità degli 
incavati tentacoli ». Reaumur sostenne che sift'atti esseri 
partoriscano perfette attiniette , e Cavolini sembra farsi 
dello stesso avviso. 

Guardato un vasellino spermatico al microscopio, l'ho 
veduto fornito di movimento talmente celere ed irrequieto, 
che a prima giunta credei esserm' ingannato , e lo reputai 
un feto simile ad una Filaria (i) pe' moti tortuosi, che 
mostrava^ uniformandomi al chiarissimo Cuvier, che a tal 
proposilo scrive: » leur generation ordinaire est vivipare ». 
Ma più attente e replicate contemplazioni mi conferma- 
rono nella verità del fatto esposto ; vedendo che il me- 
desimo canale era turgido di grani gialli , che nelle pa- 
reti avevano delle macchie nerastre. » Entre ce sac in- 
térieur ( estomac ) et la peau extérieure , est une or- 
ganisation assez compliquée , mais encore obscure , consi- 



(i) Lo stesso fenomeno ho letto essere benan- 
che avvenuto a qualche altro osservatore ■> quale è 
stato Forskahl , come leggesi nella Enc. méthodique, 
voi. VII, Parte i.*, senza averne preso il capofilo ed 
estesa la conoscenza nelle altre specie. 



( 236 ) 
stani sur tout en feuillets verticaux et fibreux , auxquels ad- 
hérent les ovaires , seLnl)lables a des fils tres-entortilles (i) )). 

Pria di completare la descrizione anatomica di questi 
graziosi esseri subaquei conviene esporre che nell' interior 
margine della grande apertura del corpo presso i ten- 
tacoli dell' A . Cari , ed in quello dell' A. rubra ho 
osservato una serie di tubercoli turgidi di umore bianchic- 
cio , il quale alla lente num. 3 del microscopio composto 
di DoUoud mi ha mostrato un ingente numero di ciam- 
belle sanguigne parallelepipedi ed aperte nel mezzo , si- 
mili ad una Abietta , e per nulla diverse da quelle che 
vidi nel sugo latiicinoso dell' Euphorhia Tjathyris , L. 
giusta quello che ne ho scritto nella mia Memoria sulla 
Epidermide umana pag. i5. Quale incaiico disimpegnauo 
organi siffatti non ardisco pronunziare. Questa medesima 
ingenua risposta ho avuto 1' onore di dare al dottissimo 
prof. Carus cui ho fatto dono di qualche individuo vi- 
vente di tali Attinie , ed ho eziandio dimostrato non solo 
quanto si è da me esposto , ma benanche il Tricoce- 
phalus acetabularis ( pag. 225. ) . 

Io non pongo in discussione la forza di riproduzio- 
ne delle loro parti e soprattutto de' tentacoli : ma sono 
per la negativa in riguardo alla rigenerazione delle Attinie 
dopo di essere state ridotte in pezzi, che non hanno affìtto 
la prerogativa di riprodurre l' individuo analog(j a (juel- 



(i) Règne anim. , tom. IV , pag. 5o. 
Spix , Ann, du Mus.j tom. XIII. 



( 237) 
lo cui appartenevano. Linguaggio un poco più ampio ne 
ha tenuto il nostro celebre Ca velini ( Op. cit. p. 5o. ); 
e costui parla sempre di riproduzioni felicemente ottenute 
delle sole parti del loro corpo. Le Attinie vivono più 
lungo tempo fuori del mare , che nell' acqua dolce ; ed 
una di esse , tagliata in molte porzioni , continuò a dar 
segni di contrazione sino a 6 giorni dopo essere stata da 
me sezionala e lasciata al secco. 

Dicquemare , avendo ravvisato che tutt' i cambia- 
menti di tempo erano costantemente annunziati da' moti 
straordinari delle Attinie 5 ne ha tratto partito , onde pre- 
conizzare le mutazioni del mare , paragonando siflatti ani- 
mali al barometro. Dal giornale esatto che ne tenne , avan- 
zò cioè le indicazioni da esso ottenute erano sicure quan- 
to quelle del tubo torricelliano , e talora anche di piìi . 
Quindi conchiude che, quando le Attinie sieno contratte, 
sia da temere vento; che, ove stieno raccorciate, annunziino 
pioggia, freddo, mare agitato 5 che, quantevol te osservansi 
ora aperte ed ora chiuse, indichino un tempo mediocre; che, 
essendo aperte , convenga attenderselo sereno e con calma di 
mare; ed in ultimo che, avendo i tentacoli spiegati e'I corpo 
allungato, presagiscano stabile serenità e'I mare somma- 
mente quieto. Disgraziatamente però i piloti posson di tali 
segni profittare solamente nel cielo sereno. Sono esse in- 
sensibili agli odori : e Galeno iia lasciato scritto che sieno 
giovevoli per gl'individui calcolosi, essendo state da Pitago- 
ra vietate a' suoi discepoli, perchè mangiate incitavano alla 
\ enere. Tra noi non si verificano le notate proprietà appo 
coloro, che con sommo trasporto le gustano fritto. 



( 358 ) 

L'animale della Madrepora calycularis Linu., delta 
pietra preziosa da'noslri marinai, che fu per la prima volta 
descritto, conosciuto , e figurato dal nostro Ca velini, è per- 
fettamente analogo alle Attinie 5 tranne solo di essere di- 
sposto in gruppi più o meno numerosi , fissato agli scogli, 
ed in gii^i provveduto di scheletro osseo , o meglio di una 
. spede di calicetto. Questo termina incavato , con orlo 
circolare ed esagono, dipendente dall'incastro delle pareti 
ad altri sei calicetti , e nel cui fondo elevasi un promon- 
torio poroso , ove principiano delle laminette ossee , che 
con parallelo tragitto, ed alternanti con leggere strie fini- 
scono nel succennato perimetro ossoso. 

Sarebbe tedioso se esponer volessi l' anatomia di si- 
niigliante animale , colla quale dovrei ripetere quanto io 
abbia mai riferito su quella delle Attinie. Mi basterà solo 
di annunziare alcune essenziali particolarità paragonate alle 
differenti parti di questi ultimi esseri. Ed in primo luogo 
giova avvertire che dalla fine del contorno del calicetto osseo 
si continuano le pareti di tale mollusco adatto muscolari, e 
fatte da fibre circolari, non che da nastri carnosi larghi, 
divisi in lacerti più piccoli : il quale a guisa di otre di color 
rosso di minio scorgesi prolungato un pollice all' incirca, 
e corredato nell' apice di più ordini di tentacoli scabrosi 
( Ca velini ), circondautino l'orificio della bocca j essendo ca- 
pace di raccorciarsi e interamente rannicchiarsi nella cavità 
del succennato calicetto. Bisogna far conoscere che i nastri 
muscolosi si continuano ed attaccano al margine delle lami- 
nette ossee, ed i rispettivi lacerti allo stesso modo com- 
portansi colle prefate strie ; avendo lutti un centro di riu- 



(239) 

iiione sul promontorio, dove lo stomaco manca di questi 
attacchi , di cui è provveduto ne' lati. 

Le ovaie ed i corrispondenti canaletti spermatici so- 
stenuti da comune membrana , aderiscono ad ogni lami- 
netta muscolosa , e quindi si aprono in cadauno tentaco- 
lo. Carolini sebbene non avesse chiaramente sviluppa- 
ta la struttura della ovaia , ed all' intutto omesso la co- 
noscenza da' canaletti spermatici ; pure vide che gli ovi- 
dotti si aprivano ne' tentacoli , contenendo alcuni degli 
embrioni : le cui uova riposte in vasetti irritabilissimi si 
(«servarono capaci di prendere la forma allungata , ro- 
tonda , ed ovata ( Op. cit. p. ii5 , tau. IV , fig. i3 , 
14, i5, 16 ). Egli conobbe, e con molta esattezza de- 
scrisse la prima formazione degli embrioni , soggiugncndo 
che tale vivente sia piuttosto viviparo che oviparo , no- 
tando pure che lo scheletro si vegga a guisa di anello bianco 
in opposizione del bellico (bocca); e che fra 11 giorni il 
suo corpo aveva acquistato la grandezza dell'acino di mi- 
glio, fornito di tentacoli e di laminette muscolari già ab- 
bozzate , ed a tenore che cresceva , depositava fosfato cal- 
care e s' innalzava lo scheletro osseo . 

In riguardo alla riproduzione delle madrepore presenta- 
ronsi a Cavolini i seguenti fenomeni : » Alcune che avevano 
ricevute il taglio nel forte del corpo erano perite, e si rav- 
visavano gli scheletri loro bianchi spolpali. Altre porta- 
vano le vestigio della ferita : chi aveva solo una metà 
della corona de' tentacoli , e nell' altra metà era aggrin- 
zata e rimarginata : chi ad una poi'zione solamente del- 
lo scheletro si era ridotta ad attaccarsi : chi aveva una 



( Ho ) 
semplice membrana , che copriva il cavo dello scheletro , 
nel mezzo della quale si ravvisava il forame della bocca; 
chi presentava tutt' i tentacoli ranunassati in un gruppo 
ed in una ciste pendente. Dove erano perite le madre- 
pore, le contigue avevano estesa la loro pelle dalla base, 
e gli scheletri di quelle coprivano : ed oltre tutto ciò 
si vedeva al lato del corpo di alcune, che dalle ferite 
avtnano poco sofferto , spontare novelle madreporelte , 
siccome sopra si era notato ». 

§. Ili, J^elellae Actiniarumque lechnìca descrìptio. 

Velella — Corpus liberum, extrinsecus gelatinosum, 
intus cartilagineum , ellipticum ; subtus planulalum ; cri- 
sta dorsali prominente , oblique inserta. Os inferum cen- 
trale , subprominidum . 

V. limbosa — Velella . 

Ovalis , oblique cristata , inferne limbo nudo obvallata , di- 
sco margine teniaculis longis crinito. 

Medusa velella. Linn. cur. Gmelin. Syst. nat. , voi. I. 
p. VI, pag. 3x55, n. 12. 

Holoihuria spirans. FoRSKAHL , Fn. Acgypt., pag. 104, n. 
i5 , lab. 26 , fig. k. 

Gmelin , Op. cit. p. 3ii4, n. 25. 

Brown, Jam. 587, tab. 48,/. 1. 

Imperato, Ist. nat. p. et tab. 912. 

Colonna, Aquat. tab. 22, fig. 1 , a. 

Bruguiere , Enc . méth . tab, 92 , fig . 1 , 3 . 

Velella mutica et V. tentaculata. Bosc , Hist. des vers , 
tom. 2, p. i58, lab. ig, fig. 5, 4. 

Lamark, Hist, des anim. sans vert. p. 48a , n. 9. 



( 241 ) 
CuviER , Regn. anim. , voi IV , p. 62. 
V. scaphidia. Péron , Foyag. XXX , 6. 
Conimuniter aestivo tempore in mare nostri observa- 
tur, oleoque frixa est palato gratissima. 

Actinia - Corpus cylindricum , apertura terminali 
eccentricis cirris praeditum, basi affixum vel liberum. 
r. A crassicornis - Ardichella cappelluta. 
Rubra , cirris conico - elongatis. 

LiNN. dir. Gmelin, Syst. nat. XIII, p. FI, p. 3i33, n.i. 
A. rubra. Muller , Zvolog. Danic. , prodr. 2792. 
Baster, Op. subsec. ^ voi. III, p. 120, tab. i3 , fig- i- 
Priapus senilis. Fn. svec. , 2io3. 
P. ruber. Forskhal, , Fn. aegypt. , p. 101. 
RoNDELET , de pisc. p. 38 1 , cap. VI. 
Urtica rubra. JoNSTON , Exang. tab. 18 , fig. a- 
DicQUEM. Act. angl. , voi. 63, tab. 16, fig. 10; tab. 17, 
fig. 11 , 12. 

GuNNER , Act. Stocllm. 1767, tab. /it , fig. 4, 5. 
A. felina. Bruguière , Enc. méth. p. 10 , tab. 'j 2 , fig- ^ "^ 
Obs. ) Tactu scabra apparet. A. crassicornis a doctissinio 
prof. Xaverio Macrì ( Atti della R. Accademia delle scienze di 
Napoli , voi. 2 , tav. II , fig. 1,2) delineata ad Actiniam 
plumosam , Muli. ( Enc. méth., tab. 72 , fig. g ) spectat , ob 
deficientiam apicis tentaculorum incrassaii. 

2. A. pedunculaia -- Ardichella funnale. 
Cjlindrica rubra verrucosa , teniaculis brevibus variegalis. 
Pfnnant , Zoolog. Brit. , tom. 4, pag. 49, n. 37. 
Gaertner, Trans, phil. an. 1761 , tab. 1-6, fig. A, B, G. 
- Bruguiere, Enc. méth., pag. 14, n. \^,tab. 70, fig. 4 l5. 
A. coriacea. Cuvier , Régn. anim. , voi. IV , p. 3i. 
An A. verrucosa ? Gaertner , vel glandulosa ? Otto, 
5. A. eftbeta — • Ardichella tor^a. 

3i 



( 342 ) 
Subcylindrlca anguloso-striata. 

LiNN. dir. Gmelin, Syst. nat. XIII, voi. l,p. \I,p. 3i33, n. 5- 
Ronde LET , de Pise. , hl>. 17 , cap. 18. 
Baster , Opusc. subsec. , voi. I , p. 122 , tab. 14 ,fig. 2. 
Bruguiere , Enc. méth., p. II, n. 8, tó6. 74,^. 1. 
A. bruna. Cuvier , Régn. anim. , •co/. IV , p. 62. 

4. A. rubra — Ardickella rossa. 
Longiiudinaliter striata, glandulis marginalibns albis(i), ten- 

taculis corpore brevioribus. 

Bruguiere, Enc. mét. voi. VII, pag. i3 , n. 12. 

Obs. ) Haec Actiniae species , praedita corpore coccineo , 
Jaevissimo , tentaculis acuinatis triseriatisque , ore prominulo , 
glandulis albescentibus pedicellatis , margine interiori pallii po- 
sitis , pedis limbo undulato coeruleo , mihi videtur satis di- 
versa ab A. rubra. 

Priapus ruber. FoRSHAIi, Fn. Kair. p.ioi , n. 10, tab. 17, A. 

5. A. carciniopados. — Carname rosso. 

MoUis, complanata , aperturam tesiarum Molluscorum uni- 
valvium, sia Paguris habitanlur, instar annuii plus minusve com- 
pleti , cingens , disci irregularis margine elongaio, lenuissimo , 
ubi testae adglulinatur, molli — in parte libera vero, testae a- 
perturam, Pagurumque spedante , lamella firma, l«vi , fere cor- 
nea obducto — ore infero , sub Paguri abdomine sito , tentacu- 
lorum brcvium seriebus quaiuor instructo — color albus , ma- 
culis sparsus. Otto , Act. Leopold.\ Nat. Acad. Carlos. , voi. 
XI , p. 2 , tab. XL. 

Obs. ) De hac singulari Actiniae specie plurimis ab bine annis 



(i) Ont voit extèriurement ( Bruguierius ait ) et par dessous 
les tentacules , un rang de glanduleà èlevées et blonches , de 
moitié plus courtes que les tentacules. 



( 243 ) 

disscrtaius est praestamissimus Bohadsch , siculi in suo opere 
cit. pag. i56 , clarius patet. 

Zoophytum Tab. XI, fìg. 1 depictum ( ipse inquit ) Me- 
dusam appello ad mentem ci. Linnaei , juxta alias urticae specics 
est, Singularis eius siructura mereri videbatur,ut eius hisioriam 
huic qualicunque opusculo adnecterera. Figura eius non secus 
ac in omnibus Medusae speciebus cylindrica', aut , ut ci. Lin-» 
naeo placet, orbiculaia est. Fabrica interna eadem , nimirum 
innumera tentacula exigua , cylindrica a a exterius circulari-» 
ter locata suni ; os oblongum b labiis crassiusculis instrucium , 
e quo filamenta e e praelonga candidissima pendent , in cor-' 
poris fere medio patet; paulo supra os anus d eleganiìssimis pun- 
ctis e e coccineis depiclus est. Illud vero haecce Medusae spe* 
cies prae reliquis singulare habet , quod extrinsecus alia cute a 
corpore orbiculato separata veluti palliolo vestita sii, unde eam 
Medusam palliatam dixi. 

Mense Augusto precipue in piscatorum rete venit, quo tem- 
pore eiiam plura eius individua accepi. Omnes huius speciei 
Medusae testis vacuis cocbieae umbilicatae subalbidae punctis 
coccineis notatae f insident , atque unum fere corpus respectu 
coloris cura cocblea constiluere videniur. 

Haliitat super testis JSeritae caiirenae et glaucinaet 
Turbinis rugosi etc. eoruni animaiiiibus vacuis. 

6. A. Cari — A. castagnara. 

Laevissima , castanea , viitis orbicularibus , parallelis , fusci- 
coloris , aeque ac tentaculis corpore brevioribus triseriatis subu- 
latisque , tuberculis albis pedunculaiis circum circa interiorem 
disci superioris limbum positis. Nobis. 

7. A. hjalina -- A. trasparente. 

Corpore pusillo , hyalino, laevissimo, tentaculis uniseriaiisj 
e cuius esteriori membrana viscera transparent. 

Actiniae mox enumeratae mare nostrum frequenter 
accolunt. * 



( 244 ) 

Scila dlgnissimum , uti supra praefati sumus , quod siru- 
clura aninialis Madreporae calycularis similis est illi Actinia- 
rum , et clarissimus Gaulinius ita hae de re scripsit: Coral- 
lium ex cylindris coadunatis, confertis , externo parutn iransver- 
se rugosis, stellis in disco profunde excavaiis , radiatim lanael- 
latis, centro promiuulo , foraminulato , sustinet animalia Acli- 
niis similia, singulum caique stellae implantatum, sed basi con- 
ncxa , cylindracea , purpureo mire splcndeniia , disco superne 
margine teniaculato , tentaculis Lrevibus, non siinplici ordine, 
confertis, bine, illuc divergeniibus , in quorum centro os, la- 
bio inflatili, unde varia oris apertura: vaginae longitudinales ; 
vulvae inter tentacula , unde ovaria giobiformia ex ovis innume- 
ris ( Polipi marini, p. 58, tav. Ili, fig. i - 5; e Poli, Testac. 
utriusq. Sicil. , voi. II , tab. XXIII , Jìg. 5 ). 

Habitat in loco vulgo (lieto: Grotta die tuona-, et 
pietra preziosa a nostris uautis ap^JcHaiur. 

SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA XVI. 

Fig. T. Tricocephalus acetabularis ingrandito , il 
quale eziandio osser\ asi di naturale diametro 2 : essendone 
1' orificio della bocca a , donde si penetra nel canale de- 
gli alimenti h b :, e \ ovaia ; d una membrana macchia- 
ta ; ee, f f \^ duplice filiera di acetaboli. 

Fig. 5. Pezzo della tunica, che veste il corpo del 
Mollusco abitante nell' argonauta argo L. , onde farne 
conoscere i follicoli cromof(.)ri. 

Fig. 4. Actinia crassicornis L. , di cui sonosi deli- 
neate in: gg le fascie longitudinali del piede, la bocci 
chiusa da'margini de' due semicanali i i , h h i tentacoli 
maggiori ed H H i minori. 



( 245 ) 

Fìg. 5. Aperto uno di tali tentacoli F si vede che 
nel suo interno sbocca la matrice ^ ^ di conformazione spi- 
rale ed il corrispondente canale spermatico //, che la se- 
guono in tutte le circonvoluzioni, e che vi terminano e- 
ziandio due muscoli lamellari L L , essendo a quest' ul- 
timo aderente la membrana M , che lo lega alle pareti 
del corpo. 

Fig- 6. Dimostra il muscolo orbicolare n della boc- 
ca , ed il semicanale quasi cartilaginoso N , che divide lo 
stomaco in due uguali porzioni, essendo fatta da molti 
cerchi concentrici e sommamente rugosi o o. 

Fig. 7. Pezzo di matrice ingrandita O, nel cui mar- 
gine esterno si attacca in duplice girata p p il canale sper- 
matico , avente nell' orlo un altro vasellino q , come me- 
glio osservasi nella Fig. 8 ; attesoché la Fig. g dimo- 
stra il canale spermatico r colla membrana s, con cui si 
unisce al margine della matrice. 

Fig. To. ^. pedunculata fornita del piede a, de' 
tentacoli h , e della doppia serie di verruche e grandi e 
d piccole. 

Fig. 1 1 . Ogni tentacolo , oltre la membrana ester- 
na, ha uno strato muscolare longitudinale e ed un altro 
trasversale y, continuati colle laminette muscolose g g -, u- 
scendo fuori del corpo pe' forami ii , e vedendosi queste 
ultime riunite nel centro comune k. Le pareti addomina- 
li neir interno hanno due direzioni di fibre a traverso /, 
ed a lungo m. 

Fig. 12. ^. ejffoeia li. che presenta la bocca ;?, e 
le fascie longitudinali r r bianchiccie. 



^ H 



( 246) 



CoMENTARIO all' ANATOMIA DEL IMoLLUSCO DELLA LU- 
MACA ( Helicis pomatia , L. ) eseguita circa 
l'anno 1620 da M. a. Severino prof, di Anato- 
mia E Chirurgia nella Regia Università" degli 
Studi di Napoli. Letto nella K. Accademia del- 
le scienze il dì 5 febbraio 1826. 

Ex his enim patebit , quot res quae Tulgo , ob histoitac ignorationem , 
repertae a posteriyribus credebintur , quanto antea proposits fuerint. 

filoRCACMi, Epist. 

Dottissimo non men che profondo nell' esercizio me- 
dico-chirurgico fu il nostro immortale concittadino M. A. 
Severino , il quale non smei;itì la riputazione del suo 
maestro e predecessore il celebre Jasolino , scrittore esi- 
mio delle Terme Pitecusane , e dal Duglas meritevolmente 
denominato 1' Epidauro del suo secolo. La numerosa sco- 
laresca , che in quell' epoca popolava il nostro Ginnasio, 
ove accorrevan studenti da tutta Europa , non che le va- 
rie e classiche opere, di cui il Severino arricchì la re- 
pubblica letteraria j formano le solide basi del suo eterno 
e l)en meritato elogio. 

Deesi per verità a questo corifeo della maschia ed 
efficace chirurgia, disthito col titolo di aquila de' medici, 
la scoperta ed una più esalta descrizione di varie malat- 
tie (1); la repristinazione della obbliata pratica de' Greci 
del ferro e del fuoco , che con dolce facondia meno acerbo 

(1) De recond. aòsc. nat. Neap. , i652, in. 8. 



( 347 ) 
rendeva al debol sesso , cui ricordava la fermezza delle 
Amazzoni, che da loro stesse brucia vansi le poppe (i) ; 
r aggiunta di nuove formole terapeutiche al nostro ricet- 
tario farmaceutico (2) ; delle utili e necessarie avvertenze 
a' salassatori (5) ; ed un esempio , che ne perpetuerà il 
nome presso la più tarda posterità , la quale imparerà 
eh' egli pel bene de' suoi compatrioti non curò di rima- 
nere vittima del più terribile flagello del genere umano (4). 
Ma il Severino non pago abbastanza di esser penetrato 
ne' più reconditi siti del corpo umano (5) , di averne svelato 
i più gelosi segreti , e di aver con infinita pazienza e vista 
lincea dimostrato le cose più difficili (6) , e di moltissime 

(i) De effi,c. medie, Francof., 1646 , /b/. 

Tritnenibr. cliirurg. Leidae, i655 , in 4.° 

Synops. chintrg, lib. VI. Amstel. , 1664, m 12. 

Questo libro non appartiene a INI. A. Severino 

che per frode dello stampatore , il quale si fece lecito di 

servirsi del suo nome , onde accreditarne lo spaccio. 

(2) Therapeut. neapol. Neap. , i653, in 8. 

(3) Scilo-phlebotomia castìg. Hanov., i654, in 4- 

(4) M. A. Severino morì nella peste sviluppata 
in Napoli durante Panno i656. 

(5) Portai ( liisl. de l' anat. voi. 2. pag. 5o3 ) 
dice che i due tubercoli bianchi scoperti da Graaf 
nell'uretra umana spettino al nostro Severino. 

(6) Dimostrò i vasi lattei su l' uomo , al dire 
di Haller neliSSo, quando altri anatomici gli aveva- 
no osservati solamente né* bruti. 



( 248 ) 
altre essersi perfettamente impadronito (i); dedicasi con 
assiduità e diligenza somma allo studio della notomia degli 
animali e delle piante : su la considerazione che ne' bruti 
incominciarono ad aver luogo le primordiali dissezioni ana-^ 



(i) Tue glandule vedute da Peyer negli inte- 
simi umani erano stale dal nostro concittadino già 
rinvenute nell'ileo del porco. Egli inoltre è stato 
il primo a far conoscere le glandule bronchiali , e 
quelle poste su l' orificio cardiaco dello stomaco ; 
la situazione de' testicoli de giovani cani dentro l'' ad- 
donie'f non che la comunicazione vascolosa tra que- 
sti organi ed i reni succenturati , che Valsava ha 
indarno creduto di scoprire senza citare Severino ; 
le osservazioni su' mezzicerchi cartilaginosi della 
trachea del gatto analoghi a que^ de IP uomo , asse- 
rendo che la staj^a appartenente aW organo dell' u- 
dito di quel bruto non era forata ; le ragioni prò 
e contro la circolazione sanguigna ; la descrizione 
dello spazio trigono della vescica del porcello ; /' ar- 
te di riparare la perdita del naso ec. Egli inoltre 
ha trattato di altri argomenti notomici , come : 

De aqua pericard. etc. Hanov. , i654, ^^ 4> 

Quaestiones anatom. Hanov., 1664. 

JJist. anatom. obs. Neap. , 1629 , in 4. 

Epist. 68 in Cent. i. Barthol. 

Cod. MSS. Symt. anatom. 

JJisc. IV. in quoesl. lasolini. 



( 249 ) 
tomiche de' padri della medicina ; e che , essendo l' uomo 
il più nobile di tutti i corpi creati , bisogna nello stu- 
dio delle scienze procedere dal semplice al composto, o 
sia anatomizzare le piante pria degli animali , e questi 
prima dell' uomo. 

Talché ci ha lasciato preziosissimi lavori intorno 
1' apparato velenoso della vipera ed il convenevole anti- 
doto pel suo morso (i), le osservazioni sul respiramento 
de' pesci (2) , la descrizione della foca (5) , ed infine la 
notomia (4) generale degli animali pubblicata dal celebre 
Valckamerio. Quale libro contiene il germe di molte sco- 
perte , che si hanno arrogato gli anatomici e gli zooto- 
misti posteriori , e di cui ha giustamente scritto il gran- 
de Mailer (5) : multa tamen reperìas nova et inex- 
pectata ; avendo anche a me l' ultimo tra voi , dottissi- 
mi Accademici , somministrato argomento pel cementa- 
rio seguente. 



(1) Vipera pithia. Patav. 1645, in 4. 

(2) De resp. pisc. Diatr. Neap. i654, fol. 

(3) De pisc. in sicc. viv. Phoca illustr. Neap., 
1664, fol. 

(4) Zootomia democritea , id est anatome to- 
tius animantium opificii. Noribergae, 1646, in 4- 

(5) Bibliot. anatom.f tom. 1, pag, 367. 

3a 



( 250 ) 

Cochlea terresiris. 

Severinus , Zootom. Democr. , pag. 260 e 53o. 

Cochleae terresiris oesophagus ac ventrìculus SU' 
premam dorsi parteni perreptantes ad extremani vo- 
lutam discurrunt : est auteni voluta testa huius re- 
ptilis ad anteriora recar rens. 

IL nostro autore con queste poche aforistiche parole 
ha già tracciato il cammino dell' intero tubo intestinale 
della lumaca. Questa in fatti caccia un cono membrano- 
so sfrangiato , che circonda 1' orificio della bocca , situata 
sotto de' piccioli tentacoli , i quali sono poco lontani da- 
gli altri due superiori , ognuno di questi ultimi è nel- 
l' apice fornito di occhi. L' esofaga incomincia dal suo bul- 
bo muscoloso , e finisce nello stomaco superiormente cinto 
da una coppia di glandule salivari , i cui canali escretori 
ascendono verso la Ijocca , onde aprirsi a' lati del pedicello 
membranoso , che sosùene la lingua coriacea , iraversal- 
mente rugosa , ed aspra al tatto. La struttura del men- 
tovalo gambo è stala da me attentamente esaminala , aven- 
do veduto che risulta da un pezzo cartilaginoso disposto 
a ferro di eavallo, posteriormente attaccato a duie esili 
muscoli , che a poco a poco si assottigliano y e quindi le- 
ganti, al pedicello su cui adattasi l'accennala lingua. Ben 
inteso che colla contrazione loro , non che di un altro 
paio di filetti muscolosi legati alla mentovata cartilagine, 
la lingua; agisce, con maggiore forza a sminuzzare i cibi. 
Al veutrieolo seguono la intestina y che per internarsi nella 



( 25i ) 

massa del fegato percorrono parte della girata del corpo 
di siffatto animale nella chiocciola situato. 

Hinc re ver ti tur eadem fere via in anticam ca- 
piti s partenti ut ex hoc fecurn fiat excretio. 

Sono troppo esatte queste espressioni del nostro M. 
A. Severino , poiché il canale de' cibi dopo di avere 
attraversata la sostanza del fegato , onde i suoi condotti 
biliari potessero sboccare nel duodeno , è d' uopo che il 
rimanente tratto delle budella , secondo la stessa direzione 
inoltrato verso 1' anteriore parte del corpo , finir potesse 
neir intestino retto , la cui apertiura giace poco lontana 
dal forame della respirazione perfettamente ignorato dal 
nostro concittadino. 

Uentes duo conspicui , obliqui , nigricantes , 
membrana colligati. 

E verissimo che 1' abitatore della conchiglia attuale 
nel masticare le erbe due soli denti rosso-nericci faccia scor- 
gere, e quasi a particolare membrana aderenti. Ma di- 
staccati da' suoi inviluppi apparisce una specie di osso 
mascellare semirotondo , convesso su , ove ravvisansi al- 
cune prominenze parallele , regolari e simmetriche : due 
delle quali soltanto esistono nel suo margine gibbo , e 
veggonsi dippiù esternamente prolungate in modo da. 
rendere tale mascella all' intutto dentata. 

Essa però è assai aderente al cono membranoso del- 
l' esofago di sopra esposto ; cosicché quando il mollusco 
co' tentacoli superiori ha adocchiato il cibo, che tasta con 
gì' inferiori , vi espande su. il cono membranoso , ed indi 
colla sua dentata mascella principia pian piano a roderlo. 



( a5a ) 

Museali obscuri , qui commovent os ad man- 
ducatum , infimi pedamenti mucronis dextram ac si- 
nistram custodientes. 

Non v' ha dubbio alcuno che il nostro autore abbia 
conosciuto i muscoli necessari alla masticazione e que' , 
che contraggono benanche il piede di simile vivente : i 
quali si riducono agli adduttori e compressori del bulbo 
esofàgèo, al corrugatore del piede, de' tentacoli , e di tutto 
il corpo, essendo da lui chiamato allìgalor columellae. 

Est autem pedamentum basis membranea , la- 
ta, corpori subtensa , figura ad ovifonnem accedente 
sic tamen , ut sii in extremis ferme acuta. 

Qui bisogna dire che a prima giunta egli sembra 
laconico e quindi oscuro. Ma portando un esame ana- 
litico a talune sue espressioni , chiaro risulterà che colla 
voce pedamentum abbia descritto l' intero masso carnoso 
del piede della lumaca , posteriormente acuminato , e su 
cui in qualità di base poggia il resto del corpo. Ha 
inoltre accennato il pallio, che nell'interno fodera la pri- 
ma girata della sua scorza calcarea , il cui uso analogo 
a* polmoni l'ha manifestato nella pag. 33o; mancando del- 
la conoscenza del sacco della viscosità , che in tal cavo esi- 
ste nelle pertinenze del cuore , che fu da esso lui osservato. 
Dippiìi il panno cornoso traversalmenle situato , e che di- 
vide la cavità polmonare o meglio la respiratoria dall'ad- 
domine , il diaframma a buon conto j è stato dal nostro 
filosofo appieno conosciuto , determinandone benanche la 
forma colle T^duoÌQ : figura ad oviformem accedente. 



( a53 ) 

Hepar in fibras tres dissectum ; atrum non a- 
deo , uè non sii subvirìde. 

Ha egli perfettamente seguito T andamento della massa 
del fegato , diviso ne' rispettivi lobi , al numero di tre 
o pure di cinque , e di colore verde nericcio. Ne ha 
però onninamente ignorato la struttura , che non è cosi 
facile a svilupparsi tostochè sia stato scoperto dalla mem- 
brana , che lo circonda . Ogni suo lobo è formato da una 
congerie di acinetti uniti mercè esili canaletti , i quali 
sboccano poi in un tronco comune ; onde metter foce 
neir interno dell' intestino duodeno con tante aperture cor- 
lispondenti a' lobi epatici. Si avverta inoltre che nella so- 
stanza del fegato trovasi eziandio 1' ovaia , che non fu co- 
nosciuta dal nostro Severino. 

Caecum insigne in extrema voluta. 

È desso rappresentato da una specie di ampliazio- 
ne, che il duodeno manifesta in opposizione alle aper- 
ture de' condotti epatici , allogate presso il termine della 
spira del suo corpo , e per verità affatto simile ad un 
sacco cieco. 

Lapilli oblongi ao perpusilli duo y obelisci figu- 
ra l Utlerulae minoris magnitudine aequantes ^ can- 
didissimi atque asperi in tornio uno, qui est e non- 
nullis , inventi. 

Il preteso sacco calcareo del prof. Jacobson ( borsa 
del dardo di Cuvier ) coni iene una specie di corpo , al 
dire di Severino geminato , a quattro faccie acuminato , 
emulante una guglia , che giace su di un ricettacolo 
particolare o sia in torulo uno. Siffatto corpo calcareo 



( 554) 
è stato sempre da me trovato imico, e gli odierni autori 
asseriscono essere facile cosa di vederne la rigenerazione, 
ove fosse distrutto. A ciò forse il Severino avrà voluto 
alludere colle teste citate parole. Jacobson lo crede com- 
posto di acido urico; ma la borsa che lo contiene, non 
è la vescica orinaria di questo animale , e neppure ne ha 
egli indagato 1' ufficio. 

Torulus alter inter oesophaguni et omentum alias. 

Non saprei adattare la parola torulus ad altre parti 
della lumaca , oltre le già esposte, che a lungo e sottile 
canale appartenente alla vescica o borsa della porpora di 
Swammerdam ; dappoiché essa giace tra l' esofago e 1' o- 
mento , il quale non è da riferirsi alle glandule salivari ^ 
siccome dapprima credei, ma alla matrice. E pregio del- 
l' opera intanto annunziare , che il nostro esimio chirurgo 
iion abbia affatto portato analitico esame alle restanti parti 
di simil vivente , continuate col suddetto canalino , e colla 
stessa borsa del dardo; quali sono le vescichette molti- 
fide del Redi ed il lun2,o e fla£;elli forme membro seni- 
tale , che in lispensabilmente dovettero essere da lui spa- 
rate , onde acquistar chiara conoscenza di quelle parti , 
che ci hanno finora occupato. 

Ho però fondato sospetto che fossero state omesse dal 
suo editore Volckamerio ; giacché il nostro sapiente non 
fu nel caso di rivedere il suo lavoro nell' atto della stam- 
pa de' fogli di tale opera pubblicata in Norimberga , che 
sarebbe stato il prezioso momento , in cui l' autore pro- 
fittar poteva di ulteriori giunte nel dare 1' ultima mano 
al suo letterario ed orig.iij3Je. travaglio;, essendo stato in 



( 255 ) 

Napoli deriso e poco apprezzato da una ciurma d'invi- 
diosi chirurgastri , che con mezzi sì vili cercarono di at- 
tentare allo sviluppamento de' progressi scientifici di que- 
sto grande uomo coli' ingiusto e puerile discredito appor* 
tato alla di lui riputazione di starsi occupando di siffatte 
inutili ricerche. 

Nella pag. 25o della suddetta opera, dopo di aver egli 
discorso degli occhi della lumaca ( pertentatores oculi ) , 
Cui servono anche di organo del tatto , poco appresso 

dice uterus , monophtalniwn , che io correggo 

colla parola monothalanium 5 con ciò M. A. Severino 
volle sicuramente far conoscere, che detto vivente offriva 
gli organi genitali maschili e femminei, o sia che fosse 
perfettamente androgino , riunendo in sé un solo talamo 
o letto nuziale. 

Imperciocché il nostro autore nella teste citata pagina 
della medesima opera parla dell' esistenza dell' utero nella 
lumaca. Quale viscere ha in vero una conformazione ana- 
loga all'omento, sembrando a primo colpo di occhio una 
Jnassa di adipe. Vi bisogna molla delicatezza per distrigarne 
la struttura e 1' andamento , la quale forse è stata in se- 
guito meglio conosciuta, a cagione di altre risorse, di cui 
la notomia si è arricchita mediante le iniezioni di sostanze 
Coloranti e di mercurio , che sono 1' unica e fedele gui- 
da in simigliauti investigazioni' per loro natura abbastan- 
za delicate. 

Sono inoltre di avviso che la milza, ch'egli dice ap- 
partenere alla lumaca , sia l' ovaia giacente nell' interno del- 
la medesima spira del fegato , e conformata in varj lo- 



( 256 ) 
betti grappolosi , da' quali ha incominciamento 1' ovidot- 
to . Egli dippiù aveva già preso in qualche considerazio- 
ne le succennate parti sessuali femminee per la particola- 
re condizione del grasso , che emulano. Anche l' occhio 
alquanto esercitato nella contemplazione delle dissezioni 
anatomiche de' piccoli animali , ne' tempi assai posterio- 
ri al Severino rese in grado sommo diligenti e perfette , 
stenla a ravvisarvi la differenza dal grasso, cui egli aveva 
notato di somigliare , e specialmente a (juello , che circonda 
il cuore umano o de' bruti , come rilevasi da' suoi detti : 

Siccata huius adeps etiam in puherem minui- 
tur. Quo fil , ut de humano circa cor adipe , qui 
non liquescit, mirandum non sii; proprietates sunt 
hae adipum . 

Huius et similium reptilium adrninistratio. Post' 
guani diu passa fuerint inediam , testa eximuntur 
et in aguam conjecta detinentur , usque dum mo- 
riantur ; dìducta porro comperientur. Quod si , do- 
nec dissoluta fuerint, expectes y nervosum omne gè- 
nus munduni spedare licebit. Item modice ignem pel 
calidani aguam passas dissecabis commode, per in^ 
fernum pedamentum recta via. 

L' autor nostro espone il modo onde con facilità riu- 
scir possasi nella preparazione notomica della lumaca. E 
da riflettersi che colla leggera bollitura le sue parti si 
raggriiizino, ed alcune di esse si trasformino in maniera, 
che ardua cosa riesce di conoscerne la vera struttura. Vale 
meglio romperne il guscio , ed indi tuffarla nello spiri- 
to di vino ed acqua, onde i suoi visceri si preservino 



( 257 ) 
dal corrompimento , e lodevole consistenza acquistino. 
Più il nostro celebre Severino accenna di passaggio il 
sistema nervoso di questo animaletto , di cui per altro 
non estesa menzione rilevasi nella pag. 260 della sua zoo- 
tomia, dove solamente Axcq: nervorum muUiplex plexus. 
Egli intanto è troppo vero che il coUaio nervoso cir- 
condante r esofago ed i nervicciuoli , che ne nascono sì 
pel piede che pei visceri , siano ad un di presso inestri- 
gabili , ove si abbia poco esercizio nelle anatomiche pre- 
parazioni. 

Nel porre in pratica simile avvertenza del nostro autore 
ebbi occasione di rinvenire una specie di piccolo ed al- 
lungato spazio trigono , che dall' anteriore parte del suo 
piede prolungasi fino alia metà del corpo. Ivi aproasi i 
duttolini delle glandulelte situate tra le fibre del mento- 
vato piede, dalle cpiali geme 1' umor 'glutinoso, che spal- 
ma la interna superficie del succennato spazio. Del resto 
la migliore sezione è quella, che può farsi dalla parte su- 
periore del corpo dell' attuale vivente , incominciando dal- 
la cavità respiratoria e poi dal diaframma , a fin di met- 
tersi sott' occhio i visceri nell' addomine contenuti. 

Hepatis caro saporis tani acris est , ut pipe.ri 
non cedat. Mlhi autein gustanti , et nulla re dilai 
poluit,et iota die perduravit. Pascitur guippe genus 
quodpiani istius reptills lierbìs sylvestrihus acutis. 

Non trovo troppo consentanee al fatto queste parole 
del nostro esimio zootomista; purché non abbia egli gustato 
il fegato spettante a chiocciole, il cui animale si fosse pa- 
sciuto di erbe piccanti, come la persicariaj ciocché può 

53 



( 258 ) 

essere stato veramente facile ad accadere , per la ragione 
eh' esso abiti eziandio ne' margini de' ruscelli , dove in 
realtà vegeta cpiesta pianta. 

Dall' esposto chiaro n' emerge che il nostro sapiente 
conol)be nella massima e total parte la organÌ22azione del- 
l' abitatore dell' Helix pomatia ; su cui posteriormente 
hanno lavorato Arderò , Murali , Sw^ammerdam , Redi , 
Lister, Cìivier e Jacobson non so con quanto miglior 
successo del nostro immortale compatriota; ed a conto 
della quale è d' uopo conchiudere colle sue medesime 
parole : 

Prostremo cochleani terrestrem si inspexeris , li- 
gneus profecto lapideusque sis , ni exclames summa 
Dei providentia in efformando hoc bestiolae mi- 
raculo , cui sunt pertentatores oculì , dentes , oeso- 
phagus, venter, intestina , monopktalniu'm , iien , he- 
par , cor , pulmo , uterus , nervorum mulliplex ple- 
xiis , lapilli duo , sub his obelisci forma , pedum 
nova forma , sed de his nos lib. IV latius in hi- 
storia (i). 



(/) Un ragguaglio più esteso della struttura di 
siffatto vivente sarà da me dato nella continuazio- 
ne del voi. 3.0 dell'opera del cav. Poli su' Testacei 
delle due Sicilie- 



(259) 

Descrizione di un nuovo Apparato di canali ac- 
quosi SCOPERTO NEGLI ANIMALI INVERTEBRATI MA- 
RINI DELLE DUE SlCILIE. 

Quella stessa benefica influenza che l'aria atmosferica 
esercita sul corpo dell' uomo e degli altri esseri organiz- 
zati , vantaggio analogo dall' acqua marina ricavano que' 
viventi dalla divina Provvidenza destinati ad avervi do- 
micilio. La depravata qualità o la privazione della pri- 
ma non lieve danno , ed anche la morte arreca agli esseri, 
eh' esclusivamente ne abbisognano ; ed effetti di egual ma- 
niera malefici sperimentano quegli altri , che dell'acqua ne- 
cessitano sia per lo respiramento , e sia pel disimpegno di 
talune essenziali finizioni della vita. 

Che anzi 1' acqua agli animali , di cui or ora tratte^ 
rassi , riesce mezzo necessario alla respirazione , la quale 
è per loro più interessante della digestione , che in talu- 
ni di detti viventi può anche durante parecchi mesi so- 
si>endersi. Chiunque ha avuto 1' oppoitunith di contem- 
plare r estesa razza de' popoli subacquei invertebrali avrà 
potuto agevolmente scorgere una diversità marcata nel volu- 
me del loro corpo, paragonato fra l'espansione, che questo 
ofh'e dimorando essi nell'acqua, e '1 corrugamento da cui 
è invaso tostochè ne sieno cacciati. A simigliarne fenomeno 
è connessa eziandio l'altra osservazione, che la vita di tali 
animali tenuti a secco vassi a» poco a poco infievolendo 
ed a tenore , che evacuino o consumino quella quantità di 



( 26o ) 

liquido ne' medesimi contenuto , mercè del quale vede- 
vansi essi viventi. 

Ma ciò non ancora richiamato aveva l' attenzione de- 
gli zootomisti , ed io stesso nulla ne avrei ricavato senza 
la conoscenza fortuita di un fatto , che durante lo spa- 
zio di parecchi anni è stato da me sempre preso in consi- 
derazione : ricordandomi a tal proposito la cotanto nota 
massima laciataci scritta da uno de' nostri più profondi fi- 
losofi , che vissero nel secolo trapassato , il gran Geno- 
vesi , vai dire che talora un solo fatto sia bastante a 
stabilire una teorica. 

Sezionando quindi 1' animale del Murice Tritone già 
serbato nello spirito di vino, e le mie perquisizioni ri- 
volgendo al suo nervoso sistema nella sostanza del di lui 
piede internato; mi accorsi che l' anterior parte del cavo 
addominale, poco oltre il termine dell'esofago, ed in cor- 
rispondenza dell'inferiore e primario ganglio cerebrale, e- 
sistevano taluni forami , pe' quali penetravasi in altrettanti 
canali nel tessuto muscolare del suo piede dispersi. 

Immantinente chiesi il savio avviso del celebre cava- 
lier Poli su l' accennata particolarità , il quale con quel- 
la ingenuità , che forma il prezioso retaggio de' grandi 
uomini , ingenuamente confessò , eh' egli mai erasi di 
detti cavi avveduto , ed in quel momento istesso , sic- 
come apparisce dalla di lui Memoria postuma sulla Pte- 
rotrachea da me corredata di annotazioni e pubblicata 
in questo volume pag. 23o , volle compartirmi 1' onore 
di nominarli Antri di Delle Chiaie. 

Hipetei le mie investigazioni su molte specie di Miuici 



(26l) 

e sul Buccino Galea , in cui benanche ravvisasi i suddetti 
forami , più ampli però e disposti a stella. L' officio loro 
intanto rimaneva nel mio animo oscuro, quando nell' esa- 
minare le restanti parti di quest' ultimo Mollusco , vidi 
che sotto r orifìcio dell' intestino retto negi' individui ma- 
schili e femminei dello stesso esisteva un'apertura deri- 
vante da speciale cavità per entro la quale il mentova- 
to budello traghettava. La iniezione di materiale colo- 
rato o di mercurio mi fece conoscere , che dallo stesso 
canale si passava nell' addomine. 

Allora fu che ad insinuazione del suUodato commen- 
dator Poli e di vari professori esteri , cui aveva avuto 
l' onore dimostrare quanto ho finora esposto ; proccurai di 
farne inserire un semplice annunzio nel Giornale medico 
napolitano col titolo : Su di un nuovo apparato di 
canali per la circolazione dell' acqua nelle interne 
vie del corpo de' Molluschi gasteropodi testacei del- 
le due Sicilie^ di che il prof Vulpes fece onorata men- 
zione nelle sue dotte annotazioni alla anatomia gene- 
rale di Bèclard voi. i pag. 27 , e che il nostro ottimo 
amico cav. dottor A. de Schoenberg fin dall'anno 18 25 
tradusse in tedesco pel Foglio medico-chirurgico d'Inspruck, 
donde fu ristampato in vari altri fomigerati Diari ale- 
manni. 

La inaspettata accoglienza che siffatto sistema acquo- 
so ricevette appo i no tomisti della Germania e della Prus- 
sia , ove oggi le scienze in sommo grado fioriscono , m' in- 
coraggiò ad estenderne le indagini in altri ordini. Ed ho 
colla esperienza di qualche lustro e più comprovato che 



( a6a ) 
una sola e nuda osservazione sia stata valevole a guidarmi 
ad una serie di fatti necessari per convalidare il mio as- 
sunto , ed a conchiudere che la Natura allora sveli i suoi 
segreti quando sappiasi bene ed a tempo interpetrare. 

E se il B. Galea L. dimostra che 1' acqua , oltre 
r imbevimento oprato dalla capillarità de' tessuti , dentro 
il suo addomine fassi strada per l'annunziata apertura ; si è 
poi con ulteriori sperimenti da me inda^^ato eh' essa in quel- 
lo del B. mutabile , e del Murex syracusanus penetri 
per un grande forame giacente sotto il loro piede, dal 
perimetro del quale nella NeriLa Canrena e glaucina mer- 
cè molti canali quella entri nella interna e centrai parte 
del cavo addominale. Ho quindi veduto in qualche migliaio 
e più di specie d' invertebrati marini l' esistenza del mio 
sistema acquoso; e '1 profes. Baer direitore del Museo di 
zootoraia della Reale Università di Koenisljerg mi scrive: 
» Vóire décou verte sur le systéme de vaisseaux dans les 
Gasiéropodes est constate par moi dans les Conchiféres 
bivalves , comme vous verrez par la feuille ci-suinte (i)»- 

Premesse queste poche notizie istoriche passo alla e- 
sposizione delle differenti forme, che il succennato sistema 
acquoso presenta in tutta l'estesa razca degli invertebrati 
marini ; tranne que' delle conchiglie bivalve e moltivalve , 
sulle quali non ancora ho fatto bastante numero di ricer- 
che , ed eccettuati pure gli stessi gasteropodi testacei 
univalvi di acqua dolce, dove esso manca del tutto. 

( i ) Giornale del chiarissimo dottor Froriep , gen- 
naio 1826 , pag. 6. 



( 265 ) 
II. Divisione del Regno Animale. 

Molluschi. 

Classe I. — Cefalopodi. 

Io era nella ferma credenza che gli acetaboli del- 
l' animale dell' Argonauta Argo L. gli avessero ser- 
vito per aderire a' corpi adiacenti ; ma 1' iniezione di 
mercurio fattavi mi ha dimostrato eh' essi adempivano 
puranche ad altra più importante funzione. Cosicché in- 
trodotto quest' ultimo nel cavo esistente lunghesso ogni 
cirro r ho ravvisato uscire dalla loro estremità : che anzi 
compressolo tra una porzione di cirro , da non poter an- 
dare né innanzi e né indietro , è stato forza farsi strada 
pei succennati acetaboli , quali ne sono stati interamente ri- 
empiuti senza che potesse liberamente uscire. Cosa per- 
altro che opino dipendere da qualche valvula , che ne 
permetta il passaggio da fuori in dentro , e non già 
al contrario. Nò arrossisco di confessare di aver in al- 
tra epoca opinato col cav. Poli che tra cadaun cirro e 
r acetabolo non esistesse comunicazione alcuna ( Testa- 
cea Utriusq. sicil. , tom. 3 posthum. ). Lo stesso 
ho verificato nella Seppia , nel Polpo ed in altre specie 
di cefalopodi. 

Classe li. — Pteropodi. 

La sostanza delle ale del nostro Clio Amati è com- 
posta da fibre con longitudinale e traversale direzione , 
e fra loro lascamente intrecciate , onde l' acqua marina 



( 264) 
possa liberamente passarvi , ignorando il sito pel quale 
vi entra. Egli però è certo che in detto animale si fac- 
cia una circolazione acquosa per le interne vie del cor- 
po , come lo dimostrano i cavi ellittici allogali nel pe- 
rimetro interno del suo piede ( F~eggasi il voi. I. di 
guest'' opera , pag. 58 , tau. II , Jig. 8, f ). 

La storia di un raro vivente , che in tempi di cal- 
ma da' lidi africani viene nel nostro cratere , quale è la 
Pterotrachea , non cesserà mai di occupare al)babtanza i 
naturalisti , tanto è dessa interessante e ricercata. Chiun- 
que la contempli viva , agevolmente vede quanto 1" acqua 
marina , che ne rigonfia il corpo , influisca sulla varia 
conformazione di esso ; ecco il motivo pel quale parecchi 
osservatori son caduti in errore coli' averne riconosciute 
diverse specie, che appartenevano allo stesso individuo più 
o meno mutilato. Nella pagina Say , tav. XV o o, ho fìitto 
delineare i due canali pe' quali forse circola l' acqua ma- 
rina senza averne potuto indagare il punto d' ingresso. 

Classe III. — Gasteropodi. 

La Doris verrucosa ( Cuvier, Aleni, sur les Moli. 
p. 21 , tav. I , fig. 4 - 6 ) presenta a' lati del piede 
vari forami ovali più o men ampli a seconda del liqui- 
do acquoso, ch'entra nell' addomine 5 ed i medesimi più 
manifesti si veggono nella D. Argo , nelle altre spe- 
cie di Doridi indigene del nostro littorale. L' acqua in- 
tanto penetra nell' interno del loro corpo pei margini del 
piede , e forse anche pel canale esistente presso l' ano; 
ciocche nella stagione estiva meriterebbe ulteriore disamina. 



( 265 ) 

Tutta ia sostanza del piede della Tethys risulta 
da fibre lascamente intrecciate , le quali hanno rarissime 
maglie nel suo contorno. Che la Tetide sia riempiuta di 
acqua , basta solo vederla • restando però a sapersi per 
quale via vi penetri , che opino pe' lembi del piede. Sap- 
piasi inoltre che 1' ingresso suo possa aver luogo per 
cadauna apertura degli stimmi circolari situati dietro o- 
gni branchia piccola , ed avanti la grande ; donde Cu- 
vier ( Mem. cit. , P^g' io, Jig. i e 5 ) crede che 
nello stato di vita esca un piccolo tentacolo bifurcato, 
di cui egli ignora la natura e 1' uso. A dire il vero 
siffatti forami mancano nella T. leporina , che descri- 
verò e copiata da F. Colonna ( Aquat. obs. , lab. 
XX\I ) , nel mentre eh' essi esistono nella T. fimbria 
da lui creduta identica alla T. leporina ( Régn. a- 
niniale , voi. 2 , P^g- ^92 )• Oltre di ciò tali fora- 
mi si veggono pure nella T. polyphylla dal chiarissi- 
mo prof Macrì pubblicata nel tomo II. degli Atti del- 
ia Real Accademia. Ora alle suddette aperture si attac- 
ca la bocca di un epizoo , che Cavolini reputò bran- 
chie della Tetide , e che io ho denominato Planaria 0- 
cellata et var. { pag. 69 ) : e posteriormente nella Nova 
acla Acad. Caes. Leop. Nat. Cur. se ne è formato 
un genere nuovo col nome Vertumnus tethjdicola dal 
dottissimo prof Otto, corrispondente al Phoenicurus va- 
rius di Rudolphi, ed alla Ply datala varia di Rejnier. 
Simile animaletto colla bocca aderisce ad una fovea el- 
littica avente nel centro una papilla bucata , ad opra di 

54 



( 266 ) 

cui penetrasi neir addomine della Tetide, ove un circo- 
lo acquoso senza alcun dubbio si esegue. 

Neir jàpìysia depilans L. osservasi la serie di fo- 
rami ovali disposti all'intorno del piede, egualmente che 
in quello dell' A. fasciata , A, Canielus , e della no- 
stra A. Poli , e neapolitana ( pag. 60 ). 

Presso a poco dicasi lo stesso per lo Pleurobranchus 
e la Pleurobranchiaea. La Bulla aperta , ampulla 
e la nostra H. Columnae offrono taluni forami, i quali 
di maggior diametro ravvisami nella B. Ugnarla ( Test, 
utriusq. Slcil. torti. 5 ) , e comunicanti eoa un cana- 
le semicircolare immei'so nella sostanza del piede. Ed il 
prefato sistema acquoso alla medesima maniera dispo- 
sto vedesi nei nostri Doridiuin Meckelii ed aplysiae- 
forme , non che nella Pleurophyllldia neapolitana. 

E necessario avvertirsi che siccome la maggior par- 
te de' polmojiaii sono animali terrestri, così doveva ne- 
eessariamcnte mancarvi siffatto apparato acquoso; al più 
potrebbe rinvenirsi nel genere 0//c7i/G?m/«, Physa y Au- 
rìcula y Cono^ula , Tornalella il cui so'o guscio tro- 
vasi nel littorale delF Adriatico , e Pyramidella ; atte- 
soché negli animali del Planorbis e Limnaeus com- 
pagni fedeli degli stagnii manca del lutto. 

L' acqua poi s' introduce dentro il corpo del Tur^^ 
ho rugosas e calcar per una particolare boccuccia al- 
logata a sinistra della matrice , donde mercè corrispon- 
dente canaletto fassi strada nel cavo atldomniale , in cui 
anteriormente giacciono tre forami , da' quali partono al- 
trettanti canali , essendone rivolli due verso dietro , ed 



( 267 ) 

uno ramificato al d* avanti del piede. Lo stesso avviene 
pel Trochus iessulatus e tessellatus ; poiché nel Tur- 
bo terebra^ e ne Trochus zy&yphinus^ granulatus ed 
aegyptiacus anche esiste il suddetto sistema , peraltro ab- 
bastanza esile. 

La Merita canrena e glaucina offrono diciassette 
aperture situate nel dintorno del piede , per le quali 
entra l' acqua marina , che in grazia di propri canali si 
riunisce in un comune ricettacolo posto nel centro del 
piede ; ove nel Conus rusticus trovansì eziandio i fo- 
rami su descritti , vedendosene uno grande , che dà o- 
rjgine a quattro canali anteriori ed a due posteriori 
( Vegg. negli ^lii della K. uéccadem. delle Scien- 
ze, uol. 3'* ined. , la nostra Mem. sul Cono e sulla 
Ciprea ) t e nella Oypraea pyrum Lin. se ne trovano 
cinque , tre de' quali diretti avanti , ed una coppia die- 
tro del piede , e tutti poi fra loro anastomizzati in un 
centro comune. Identica disposizione ravvisasi nella Fo- 
luta rustica e mercatoria. 

11 Buccinum Galea , che appellar puossi il gi- 
gante de' testacei del cratere napolitano e del Mediter- 
raneo , fra r intestino retto e la vulva presenta l'orificio 
per r ingresso dell' acqua marina nel canale , che me- 
diante legamentucci cinge quest'ultimo, e da cui è nell' 
addomine trasportata. Quivi esistono otto forami ovali e 
disposti in forma stellata ; due di essi sono rivolti co' 
rispettivi canali a' lati dell' addomine, tre s' incamminano 
verso il d' avanti del piede , e cinque all' indietro di es- 
so. Gli abitanti del B. echinophorum , tyrrhenum ed 



( 268 ) 
undulatiwi solamente mancano della sunnolala boccuccia. 
Il Murex Trltonis ha l' intestino retto abbraccia- 
to da una coppia di vasi , non essendo ancora giunto 
a vedere il rapporto, che hanno con gli antri in esame. 
Sono questi rappresentali da cinque forami circolari , che 
conducono in due canali posti a' lati dell' addomine , u- 
no bifurcato pel d' avanti del piede , ed i rimanenti 
fra essi anastomizzati e divisi in cinque acquedotti di- 
spersi tra i lacerti muscolari di quest' ultimo. Analogo 
andamento serbano nel M. cutaceus , Lanipas , olea- 
riuni y reticularis , brandaris , trunculus , corneus , 
scoljmus , nel Cerilhiimi vuìgatuni Brng. e nello Strorn- 
bus pes petecani. I suddetti canali talora cominciano con 
orbicolare apertura giacente sotto il piede del 71/. Pusio 
e syracusanus : quale particolarità ho ravvisato eziantL'o 
nel S. mutabile L. 

\J Haljotis luberculata ne ha tre per la parte 
posteriore e due per 1' anteriore del piede. La Patella 
graeca , crepidula , Jlssura , vulgata , hungarica , 
granularis e eoerulea ofiVono una serie circolare di 
forami, i quali introducono l'acqua dentro l' addomine, 
ed essa quindi si fa strada nella di lui sostanza muscolosa» 

Classe IV. — Acefali. 

Non ho una serie di osservazioni comprovanti il mio- 
sistema acquoso negli acefali testacei, e non so compren- 
dere come sia sfuggito alle ricerche veramente classiche 
dal cav. Poli su' medesimi istituite. Dal prof Baer , sic- 



( 269 ) 
come ho detto poc' anzi , dopo l' annunzio della mia scoper- 
ta si è desso rinvenuto nelle conchiglie bivalve. Io ne ho 
veduto r esistenza nella Venus Chione , la quale per 
quindici giorni ha vivuto al secco, consumando c|uella 
quantità di acqua, che aveva assorbito e conservato nel- 
le aie del piede a lamelle muscolari ; ed allora ne mo- 
ri r animale quando terminò 1' acqua necessaria pei bi- 
sogni della sua vita. Oltre di ciò un fatto posto alla cono- 
scenza di tutti me ne fa credere l' esistenza. Ed in vero 
chi di noi non conosce il lungo tragitto delle ostriche e 
dei mitili , che da Taranto trasportansi in Napoli , ove 
giungono perfettamente viventi ? 

I naturalisti hanno riconosciuto nelle Salpe la boc- 
tiA e r ano in un canale esteso per la intera lunghezza 
del loro corpo , ma tali aperture non disimpegnano offi- 
cio siffatto , e quel vaso è incaricato della circolazio- 
ne dell' acqua : anzi è curioso 1' osservare che mentre 
uno di que' forami ampliasi per la introduzione del li- 
quido acquoso , l' altro si contrae per ritenervelo. Que- 
sta alterna ed isocrona operazione continuamente eseguesi 
nelle Salpe , in grazia di clie esse progrediscono da luo- 
go a luogo ; sembrando tante fiaccole accese , che in 
tempo di notte illuminano il seno delle acque. Salpae» 
scrive Gmeliri , sjfsloles et diastoles phenomena egre- 
gie monslranles y et ascidiarum more aquain ex sy- 
plione expeilentes. Siniiglianti osservazioni sono state 
da me fatte in mia loro particolar specie di color vio- 
letto. 

Cuvier {Mém. sur ies Moli, pag. 8i ) invita gli 



( 270 ) 

osservatori a verificare se vi fosse libera comunicazio' 
ne tra un'apertura e l'altra delle Ascidie. Basta ch'esse 
sieno viventi e comprimerne il corpo per vedere uscir- 
ne due zampilli di acqua spettanti a cadauna delle teste 
notate aperture. Dippiù il mercurio introdotto in una 
di queste immantinente è scorgalo dall'altra. Per cui bi^ 
sogna conchiudere che un circolo di acqua marina es- 
senzialmente disimpegnasi nell' interno delle Ascidie ; sic- 
come ho ravvisato nell' A. papillosa , intestinalis , ma- 
niillaris e phusca. Il Pyrosoma medlterraneum , il 
quale , oltre della luce fosforica die sparge nelle tene- 
bre come un cilindro infocato fisso o vagante per le 
acque , ha ne' due estremi un forame pel circolo ac- 
quoso ; essendo alla esteriore superficie di quello disse- 
minate le bocche d' infiniti animaletti , forniti de' parti- 
colari orifizi dell' ano aperti nella sua faccia interna. 

III. Divisione del Regno Animale. 

Classe I. — AnelUdi. 

L' abitante; della Serpola spirorbis , afra , /Ilo- 
grana , cereolus , tranne quello della iS. arenana o 
glomerata che sono de' Molluschi gasteropodi fissi , ri- 
ceve e caccia dal suo corpo l' acqua marina per gli 
spazi , che si veggono fra i mazzetti di spinuzze so- 
stenute da ogni cirro. Lo stesso meccanismo ha luogo 
nella Sabella venfilabrum Gm. , nella Nereis ap/tro- 
d'Uois , neir Aphrodita squamata ed aculeata , nel 



( 271 ) 
Lunihrìcus echiurus ec. ; giacché le borse respirato- 
rie dell' H. medicinalis , sanguisuga , e della nostra 
//[ Sebetia hanno la proprietà di riempiersi di aria 
o di acqua , qualora siffatti anellidi si trovino in questa 
od in quella. 

IV. ED ULTIMA Divisione del Regno Animale. 
Classe I. — Echinodermi. 

ÌJ^sterìas aurantiaca offre a'iati della teca di mezze 
Vertebre una filiera di forami per la introduzione dell'ac- 
qua dentro 1' addomine , la quale ne rigonfia okremoda 
le superiori pareti e soprattutto la parte centrale, per ove 
esce tra le maglie ed anche da' forami del suo tessuto a 
lacerti fihro-tendinosi. In egnal maniera accade tale feno- 
meno neir u4. rubenSf bispinosa , echinophora y ed in 
altie specie. L' ^. ophiura e cordifera nella faccia infe- 
riore del disco ha quattro aperture ovate per ogni raggio, 
contandosene venti in cadauna specie, e dieci più allungate 
neir A. caput medusae , incaricate del circolo acquoso 
neir interno del corpo. 

Egli inianto è d' uopo qui dichiarare che uno de' 
medici , che hanno più onorata l' Inghilterra , il celebre 
Monro nella sua Anatomia e fisiologia da' pesci credè 
i piedi de' Ricci e delle Stelle di mare vescichette acquo- 
se , che- furono in seguito ammesse da Cuvier e da Ja- 
copi , e reputate tracliee a quifere da Lamarck ( IJisi. 
dtis anim. sans vert. , pag, 439 ) scrivendo : nell' interno 



( 272 ) 

di questi animali si presenta un organo respiratorio cir- 
coscritto , costituito da vasi acquosi anastomizzati co' tubi 
assorbenti della pelle e forse comunicanti coU'organo dige- 
stivo ( pag. 523 ). Dippiìi soggiugne : la loro cute è so- 
vente munita di tubercoli spiniferi e bucati pel passaggio 
di tubi contrattili assorbenti 1' acqua , e necessari per ser- 
virsene come ventosa quando 1' animale abbia bisogno di 
fissarsi a' corpi {pag. 624). Organi di simil natura sonosi 
da me dimostrati impervj ed appartenenti al sistema cir- 
colante, ed i calicetti spinosi privi di canali. Or chi ha 
fior di senno comprende quanto siano molto lungi dal vero 
le idee di Lamarck , il quale però ha tutto ciò scritto 
suir asserzione di Reaumur ( .Acad. des Se. 1710 ). 

L' albero respiratorio delle oloturie e soprattutto del- 
le nostre Holotliurìa Forshhalì ^ Sanctori^ Petagnae , 
CavoUni , e Stellati è incaricato della introduzione me- 
diata dell' acqua dentro 1' addome , e forse per qualche 
via a me sconosciuta: cosa però che nel Siphunculus 
balanophorus avviene per \' apertura della sua coda , 
oltre le due borse respiratorie , che ho altrove descritte 
( pag. 12 , tav. I , fìg. b s s). 

Classe II. — Entozoi. 

Il nostro augusto Sovrano Francesco I. avendomi or- 
dinata la sezione di vari abitanti dell' ^. Argo mi ha dato 
occasione di scoprirvi un epizoo ( Tricocep/uilus acetabu- 
ìaris ) , che è attaccato all'animale dell'Argonauta mediante 
vari acetaboli , pel centro de'quali forse entra l'acqua marL 
ua a tenore di quello, che si è detto pe' cefalopodi. 



( 273 ) 
Passo sotto silenzio di accennare che un deciso as- 
sorbimento di acqua o di umore enterico si faccia da' pori 
cutanei degli entozoi abitanti soprattutto su' pesci ( Veg- 
gasi la nostra Elminiogr. umana pag. 69 ). 

CiiAssB HI. — Acefaìi od Ortiche di mare. 

I tentacoli delle Attinie hanno nell' apice un forame 
donde introducesi X acqua , che giunge fino alla base del 
loro corpo , penetrando negli spazi posti tra' muscoli la- 
mellari , e quindi uscendo per altri tentacoli : il che si 
può osservare nell* Actinia crassicornis , pedunculaia, 
rubra. Cari ed effoeta {pag. 200). Le quattro prete- 
se bocche della Medusa pulmo Macri e pelagica L., 
e quelle della nostra Cassiopea Borbonica servono pu- 
re all' ingresso deli' acqua marina. 

Classe FV ed ultima. — Polipi. 

L' animale della Madrepora caìycularis L. è per 
questo articolo perfettamente analogo alle Attinie. Su le Tu- 
bolarie , Sertolarie , e Gorgonie non mi appartiene ancora 
osservazione alcuna in riguardo al sistema acquoso. L' e- 
stremo assottigliato delle Pennatule anche somministra 
r entrata e 1' uscita all' acqua marina. \1 jàlcyonium lyn- 
curium nella superfìcie esterna offre vari forami , che co- 
municano con altrettanti canali terminati nella sua sostanza 
parenchimatosa ; dimodoché , cavato dall'acqua e compres- 
so , ne scola il liquido contenuto. Ferrante Imperato ac- 

35 



( 274 ) 
cenna qualche cosa di analogo per 1' A. cydonium scri- 
vendo : » Vi è r altro duro fistoloso , nella sua consi- 
stenza simile a spongiosiià di osso , vestilo di sottilis- 
sima e liscia coperta con rami in grossezza di pollice , 
che in alcuna parte si attraversano e ligano insieme: fe- 
nestrato intervallamento di bachi di grandezza di lentic- 
chie , che penetrando procedono per la sua spongiosità , 
e danno l' ingresso e regresso all' accjua , qual chiama- 
no duro, perchè men degli altri cede al tatto ( Op. 
cit, pag. 729 )..) 

In un Alcionio detto da nostri marinai rognone di 
mare 1' acqua entra per un' apertura , che in realtà so- 
miglia alla pelvi renale , ed indi si fa strada per le va- 
rie diramazioni del canale principale , che giungono fino 
alla sostanza corticale di siffatta pi-oduzione. 

Corollari o meglio forme primarie con cui 
si appalesa il mentovalo sistema acquoso. 

I, Mercè particolare apertura situala o presso l' in- 
testino retto ( Buccinimi Galea , Turbo rugosus e 
calcar , non che Trochus tessulatus e tessellalus ) ; 
o sotto la superficie del piede ( B. mutabile , e Murex 
syracusanus e Pusio ). 

IL Mediante numerose aperture allogate nel peri- 
metro del piede , sia in modo manifesto ( Merita caii- 
rena e glaucina ) , e sia in una maniera occulta ( Mu- 
rex et Buccinum specie s variae ). 

ILI. In grazia di particolar forame posto nel centro 



( 275 ) 
di ogni acetabolo ( Sepia , Polypus , e Tricocephalas 
acetabularis ) , o vicino 1' ano ( Jlplysia , Doris ec. ) . 

IV. Ad opra di numerosa serie di forami esistenti 
nella maggior parte od a' lati della teca di mezze verte- 
bre ( ^sterias auranciaca , ophiura ) , intorno il col- 
lo del piede ( Patellae ) , sul dorso ( Tethys fimbria ) 
o pure in tutta la superficie del corpo ( Alcyonium lyn- 
curium e cydonium ). 

V. Per mezzo di un canale dentro 1' addomine o ra- 
mificato ( Holothuria ) , o aperto in amendue gli estre- 
mi ( Ascidia , Pyrosoma , Botryl/us (i) Salpa ) , o 
mercè varie vesciche ( liirudo ). 

Usi del nostro apparato acquoso. 

Il forame degli acetaboli de' cirri de" Cefalopodi e 
del Tricocefalo acetabolario , quello delle Doridi , la boc- 
cuccia di alcuni Trochi , Turbini e del Buccino Galea , 
r altro del piede del B. mutabile e siracusano , le pic- 
cole aperture delle Nerite , delle Salpe , delle Ascidie e 



{i) Ho sott occhio varie specie di Policicli e 
Botrilli , in una de"* quali l' acqua entra per un fo- 
rame comune , da cui passa poi in parecchi canali ; 
ed in due altri s" introduce per li-e forami , percorren- 
do tutta la sostanza del corpo, avente una grande ca- 
vità con molti lacerti carnosi , che ne impediscono 
la lacerazione pel soverchio suo accumolo. 



( 276) 
del Pirosoma ; gli spazi tra ogni pacchetto setoloso de' 
de' cirri degli Anellidi , i forami intervertebrali delle A- 
sterie e quelli del disco delle Euriale ed Ofiure ; l' albe- 
ro e le borse respiratorie delle Oloturie e Sanguisughe; 
la boccuccia caudale del Sifuuculo , e quelle dei ten- 
tacoli delle Attinie j le pretese bocche delle Meduse ; ed 
i fori di qualche Alcionio ; altro officio non disimpe- 
gnano che d' introdurre l' acqua marina nel cavo dell' 
addomine, la quale ne gonfia le pareti, opera una cer- 
ta ginnastica su' visceri racchiusivi, ed in particolar mo- 
do sa lo stomaco , il fegato , 1' ovaia ed il corrispon- 
dente ovidotto , sostiene la turgescenza del membro ge- 
nitale al modo istesso che il sangue la produce ne'cor- 
pi cavernosi di nostra specie , favorendo l' esercizio delle 
rispettive lor funzioni. 

Indi mercè convenevoli acquedotti passa nella sostanza 
del piede , ne dirada la tessitura lacerto-muscolosa , sferza il 
liquido sanguigno a vieppiù progredire per entro i canali , 
cui somministra l' ossigeno , accresce o diminuisce la mole 
antagonistica di esseri silFatti , che aiuta a sotenersi nel se- 
no o pure alla superficie delle acque, ne vivifica a buon 
conto r intera economia. Con saggezza Olivi ( Zoolog. 
adriat. , pag. 247 ) scrisse in riguardo alla nutrizione di 
questi esseri farsi di sola acqua , che da essi si assorbisce 
e trattiene in stato naturale per accrescere e formar parte 
della massa del loro corpo. Né posso trascurare di far 
conoscere che il sifone de' gasteropodi testacei , che giii- 
gne fino alla lunghezza di un palmo e più nel B- un- 
dulatum , abbia l' incarico di succhiar l' acqua e condurla 



( 277 ) 
nel cavo branchiale , d' onde passa nel nostro apparato a- 
cquoso , la cui funzione disimpegnasi ancorché Y animale 
giaccia nel proprio nicchio intanato. 

Quale circolo in alcuni di detti viventi è perfettamente 
compiuto e manifesto , o sia per un loro sito entra e per 
r opposto esce ; ed in altri è incompleto avendo l' ingresso 
e r uscita pel medesimo punto j ed in qualcheduno infine 
non osservasi affatto. Ho dippiìi sperimentato che , po- 
nendo neir acqua marina un' Aplisia esempligrazia : indi 
avendola tolta e pesata tanto appena cacciata dal liquido, 
che quando erasene perfettamente smunta ; n' è risultato 
elle il teste citato animale conteneva circa due terzi del 
suo peso di acqua marina. E la di lei vita era più o 
meno prolungata a seconda della quantità e sollecitudi- 
ne con cui quella usciva , e relativamente alla bisogna 
che di delta acqua provava. Le Oloturie e qualche A- 
plisia e Buccino , non che le Asterie hanno dato segni 
vitali serbati a secco per dieci giorni circa ; e le prime 
mancanti di visceri , e queste ultime senza stomaco , col 
toccamento di corpi stimolanti han mostrato segni d' irri- 
tabilità : la quale, in tutti gli esseri invertebrati quantun- 
que di validissimo sistema muscolare e di robuste mem- 
brane fibrose forniti , non abbisogna affatto della influ- 
enza nervosa per metterlo in contrazione , che forse è 
maggiore, e più resistente di quella de' vertebrati. 

Ecco sbozzata la storia la descrizione e l' uso del 
mio nuovo sistema acquoso : le poche linee che ne ho 
tracciato ad altro scopo non tendono che ad invitare i 
coltori di notomia comparata a dirigervi le loro indagi- 



( 278) 
ni , e ad estenderne i confini in quegli esseri inverte- 
brati esotici del nostro mare. Io son sicuro che , qualora 
amino i progressi delle scienze , me ne saranno grati ; 
perchè gli ho invitato a travaghare sopra un nuovo og- 
getto, che siciiramente non farà abortire le loro ricerche, 
accrescendo la serie de' sistemi necessari pel sostegno del- 
le funzioni vitali; dappoiché oggigiorno conviensi da tut- 
ti gli scienziati che l' anatomia normale , la patologia , 
l' embriologia e la zootomia si uniscono alla fisiologia ed 
alle diverse osservazioni su gli animaU viNenti per com- 
pletare le conoscenze che tanto si desiderano acquistare 
intorno la sorgente della vita. 

Frattanto io non pretendo che il mio lavoro sia e- 
sente da errori, e molto meno son persuaso che non ab- 
bia lasciato delle lacune ; attesoché ho per massima fon- 
data che nelle scienze di fatto l' eviiar gli uni , e le al- 
tre sia impossibile ; e molto più poi nella posizione iso- 
lata in cui vivo dal resto delle notizie scientifiche della 
eulta Europa. 

In fine grazie rendo a que' sapienti della Germania, 
della Prussia , della "Polonia e della Russia , a' quali ne- 
gli anni scorsi facendo una incompleta dimostrazione di 
tale acquoso apparato , lungi dal profittare di simil tratto 
di mia lealtà , han proccurato di ampliarne la conoscenza , 
e di farmene comparire autore più colla opera e co' sug- 
gerimenti loro, che con i miei propri travagli. 



(«79) 

Nota sul preteso Alcionio vermicolare 
DI Gmblin. 

Non aveva potuto finora acquistare esatte nozioni 
circa la struttura di siffatta produzione ; e qualche no- 
stro scrittore di cose naturali non mancò di emettere il 
suo avviso reputandolo uova di Molluschi , quantunque 
Gmelin nella XIII edizione del Sysi. Nat. di Linneo 
lo ritenne per specie di Alcionio , corrispondente all' A. 
Milesio o terzo di Dioscoride , che fu annunziato dall' Im- 
perato col nome di vermicchiara , che da'moderni zoologi 
poi neppure è stata riconosciuta a cagione delle dubbiez- 
ze , che avevansi intorno la sua essenza. Per quanto mi 
sia stato permesso , non ho trascurato di esaminarla in 
diversi periodi dell' anno , e con ciò mi sono assicurato 
che simigliante prodotto dalla primavera fino al termine 
dell' està si trova negli scogli del nostro littorale. Questa 
osservazione , che per varii anni ho avuto occasione di 
fare , rimane ampiamente convalidata da quello , che ora 
n' espongo. 

Nel mese di marzo la incominciai ad osservare tra le 
fessure degli scogli a guisa di un tubercolo della gran- 
dezza di picciolissimo frutto di cece. Dopo alquanti gior- 
ni s' ingrandisce e caccia tre in quattro prolungamenti 
quasi simili alle gemme de' vegetabih. Verso la metà di 
aprile i mentovati polloni si allungano e serbano circo- 
lare ed eguale diametro , emulando il nostro comune la- 



( 28o ) 

voro di pasta detto del volgo vermicelli. Ed è curioso 
il vedere che mentre qualcheduno di essi nato solo prin- 
cipia ad allungarsi , giunto ad una certa distanza dal- 
la comune ceppaia, sembra annodato, d'onde escono tre 
in quattro distinti vermicelli aveutino lo stesso diametro 
del tronco per altro unico da cui derivano. Il loro colo- 
rito è vario , essendovene taluni bianchi , altri giallicci o 
foschi , ed alcuni verdicci : e tutti hanno una marca- 
ta trasparenza derivante da un limpido e filamentoso 
umore. Distesi di molto si prolungano , ed immantinente 
ritornano alla pristina estensione. 

Sezionati per la loro lunghezza , non mancano di cor- 
rugamento ne' margini ; e per riguardo alla densità non andò 
molto lungi dal vero il nostro Imperato allorché scrisse : 
» La vermicchiara marina ha consistenza simile ad invoglio 
di lunghi filaccioni : di materia vicina all'Alcionio molle , 
più tenera , e che inchina alla condizione della gomma 
dragante 5 si stima essa anche specie di Alcionio ( Istorio, 
naturale y Nap. 1600, pag. 760 e seg. ., fig. i )». 

Non posso annuijziare con asseveranza quanta sia mai 
la loro lunghezza ; attesoché per qualche piede e più dalla 
origine incominciano ad avviticchiarsi e spesso ad incollarsi 
in modo tra loro , che rappresentano il vero nodo gordiano, 
qualora si volessero distrigare. Pervenuti in questo stato , si 
spezzano e cadono su' macigni , ove vieppiù fra essi si 
agghitinauo , ed oltremodo s' incanjinano verso il perfetto 
sviluppo. In questa epoca taluni gli mangiano crudi, ed 
altri ne preparano delle saporite fritture. Io ho riferito 
che Cavolini sull' asserzione de' nostri pescatori disse osst^- 



( 28i ) 
era una filza di uova di Aplisie , e non gli fuggì che gli 
embrioni ancor chiusi in quella sostanza gommosa mo- 
vevansi ( op. cit. , pag. in ) . 

Nella Tau. Ili , Jig. 4 , 5 di questa mia opera è 
è rappresentata la forma e la disposizione di detti em- 
brioni , che fin dal 1823 vidi coli' aiuto di una sempli- 
ce lente; ma in seguito , e soprattutto a' principi di lu- 
glio , osservato un pezzetto de' nominati vermicelli colla 
lente num. 5 del microscopio di Dollond , mi fu age- 
vole di ravvisare che gran quantità di loro aveva un 
moto SI rapido e durevole per molte ore , che dovei 
molto stentare non solo per assicurarmi della esatta fi- 
gura de' medesimi ; ma per farla eziandio osservare al 
disegnatore , il quale in mia unione vide che ogni em- 
brione da me fatto delineare negli anni scorsi e ravvi- 
sato pure dal Cavolini , non era altro che una specie 
di cavità , in cui si contenevano migliaia di esseri viven- 
ti , nuotanti in particolare liquido , ed aventi la figura ad 
un di presso circolare : e nel sezionarsi le pareti di tale 
cavo molti di essi n'erano usciti fuori e saltellarono du- 
rante molte ore sul vetro del microscopio. Curiosa è poi 
la struttura della prefata cavità , la quale risulta da 
molti fili tessuti ed incrocicchiati in maniera da circo- 
scriverne r aia senza farla affatto comunicare colle con- 
tigue a guisa di un nido di uccello. L'umore che vi 
si contiene serve al nutrimento di detti embrioni; e som- 
ministra la spiegazione della permanente vita e contrat- 
tilità di simile sostanza , qualora si tenga per molti gior- 
ni fuori l' acqua marina, 

36 



( 982 ) 

La lente num. t del citato microscopio rese più chia- 
ra ed ampliata la figura di siflfatti viventi. Essi apparve- 
ro simili ad un nautilio , dalla cui apertura ora uscivano 
tenuissimi filetti , ed ora se ne vedeva il contorno con 
quattro disuguali e grandi denti. In altri individui a tra- 
verso dell'apparente guscio nautiliforme ed affatto membra- 
noso, e principalmente poco lungi dalla sua convessità, tra- 
spariva mia linea flessuosa terminante in un corpo nericcio 
e spirale. Ma bisogna confessare che qualcheduno di simi- 
glianti embrioni faceva scorgere sulla faccia superiore due 
punti neri analoghi agli occhi, nella anteriore un ciuffo di 
mobilissimi filamenti, che attentamente contemplati pare- 
vano le antenne ed i piedi , e nella posteriore la massa 
de' visceri. A me è riuscito finora impossibile di colpire 
r opportuna occasione per la determinazione precisa di 
detti animaletti ; attesoché ho sempre veduto che poco 
al di là dello sviluppo accennato i prefati vermicelli ver- 
so l'estremità loro si rendevano più esili , ed i gloraeri 
degli embrioni contenutivi incominciavano a dislaccarse- 
ne e precipitare nel fondo del mare, onde completarvi 
r ingrandimento. 

Quindi vedesi bene che Y Alcjoiiium vermicula- 
re descritto da Gmelin ( op. cit., pag. 58i6 , num. 26 ) 
colle parole viride ramosum, ramis cylindricis obtusis 
fasligiatis , ed ove cita Cavolini ( Polip. mar. , tab. 9, 
fig. 16 ) , non debba più figurare come specie di Al- 
cionio , ma quale particolar placenlario di granchio , sen- 
za poter precisamente decidere a quale delle tre seguenti 
specie esclusivamente appartenga, cioè d^^Astacus tyrrhe- 



» ;^ 



( 283 ) 
nus , alla Squilla mantìs , o pure al Pagurus Ber- 
nhardus. 

Spiegazione della Tavola XVIII. 

Fig- 1. Actinia rubra, che dimostra ina la bocca, 
b la filiera di tubercoli occultati in parte da' tentacoli, e e e 
r orlo celeste del piede. La Fig. 7 della Tav.']^ dell'^^c. 
méth. copiata dalla Tav. 27 Ut X dell' /co/i. diForsk., 
e con dubbio da me riportata all' A. crassicornis , 
in nessuna maniera conviene coli' A. rubra : come nep- 
pure essa somiglia alle figure dell' A- rufa e coccinea. 

Fig. 2. A. Cariy che chiaramente fa vedere i tu- 
bercoli bianchicci d d, e le fascie e e del suo corpo. 

Fig. 3. A' hyalina , e Fig. 4 un pezzo ingrandito 
della matrice dell' A. Cari con aie pentagono ed om- 
bilicate. 

Fig. 5. Filiera de' prefati tubercoli f co' gambi , 
avendone sparato uno onde far delineare le ciambel- 
le ( Fig. 6 ) , che al microscopio si veggono esistere nel 
suo umore latticinoso e tegnente. 

Fig. 7. Gruppo di calicetti della Madrepora ca- 
Ijcularis, ognuno de' quali l»a il proprio animale, che 
si ravvisa col corpo allungato e fumilo di strisce mu- 
scolari a lungo g , Q de' tentacoli h ; un altro individuo 
è tutto ritirato nel calicelto osseo, tranne la corona di teu- 
-tacoli i , e colla bocca aperta j ed un terzo j privo del 
suo vivente. . ,^ ,, ,...., ,,. , ,.;,• n 



( 384) 

Fìg. 8. Calicetto della M. calycularis separato da' 
compagni , che si è spaccato per metà ( Fig. 9 ) , e quin- 
di amplialo di mole a fine di renderne più patente le 
laminette ossee k della sua interna faccia , non che il 
promontorio /, che sta nel suo fondo. 

Fìg. IO. Dal canale a a, che in grazia di vari ten- 
dinucci si attacca all' intestino retto b dell' abitatore del 
S. Galea L. , e '1 cui orificio e è sottoposto all' ano , 
r acqua fassi strada per la faccia inferiore dell' addomi- 
ne, ove anteriormente esistono otto forami disposti a stel- 
la E, pe' quali essa va in tutta la massa muscolare a 
lacerti del piede : o sia da' forami f s' incammina negli 
acquedotti g , dagli altri due h h sì dirige verso i ca- 
nali i i , e da' tre ultimi j j eh si fa strada tanto ne' 
seni orbicolari / /, da' quali partono i canalini m m ana- 
stomizzati col canale mediano P presso la sua origine, che 
gli altri acquedotti n n comunicanti con i i. 

Fig. 11. Boccuccia o esistente presso la matrice del 
Turbo rugosus L. , da cui mediante particolar canale p 
X acqua marina penetra nell' interno del suo corpo , don- 
de si fa strada ne' canali q q q distribuiti per la poste- 
riore ed anteriore parte del piede. 

Fig. 12. Faccia inferiore del piede del mollusco del 
Succinum mutabile L. , dove osservasi 1' apertura n 
per r ingresso e la uscita dell' acqua marina. 

Fig. i3. Dal perimetro del piede dell' animale dell' 
Halyotis tuberculata nascono i canali 5 « « s « , che fi- 
niscono nel comune alveo S. 

Fig. 14. Lo stesso andamento, ma con maggior nu- 



,m 



( a85 ) 
mero di canali, serba il succennato sistema acquoso nel- 
la Merita canrena e N. glaucina , nascendo vari de' me- 
desimi r r r r r r , via facendo anastomizzali ad altri , che 
finiscono nel ricettacolo R posto nel mezzo del piede. 

Fig. i5. I prefali vasi acquosi hanno diverso corso 
nella Patella vulgaris L. , esistendone alcuni 1 1 i t, che, 
per anastomizzarsi alla filiera di altri canali z, dal collo 
del piede si dirigono dentro il cavo addominale. 

Fig- t6. Tubercolo de' vermicelli di mare nel pri- 
miero sviluppo e con principio di diramazione. 

Fig. 17, Da un altro tubercolo si sono allungati al- 
cuni fili e e e e, e soprattutto quello segnato colla let- 
tera D , dove esiste una specie di nodo , da cui escono 
tre filaccioni. 

Fig. 18. È stato ingrandito un pezzo di detti ver- 
micelli a fine di farne vedere i gruppi di uova. 

Fig. 19. Sezionato per lungo uno di essi ed esplo- 
rato colla lente 3 del dollondiano microscopio compa- 
risce formato da parecchie aiuole piene di embrioni e e 
circolarmente situate , e tessute da fili /If, 

Fig. 20 - 25. Si espongono le varie forme, colle 
quali ad un ingrandimento maggiore del raicroscopio si 
è mostrato uno de' prefati enabrioni. 



( 286 ) 



•»,%.«^^^ ^'«'V^^^ 



Memoria su le Asterie e gli Echini. 

Non è mio pensiere fare l'esposizione compiuta del- 
le tante e graziose specie di Asterie , volgarmente ap- 
pellate Stelle marine a similitudine di quelle del Cielo, 
non che degli Echini , sia coli' idea di migliorarne le frasi 
tecniche, sia per vieppiù illustrarne le descrizioni mediante 
convenevoli note, e sia col descrivere qualche loro specie, 
che credo forse novella. Quale divisamente tenderel)be 
soltanto a dimostrare essere sempremai inesausto il pa- 
trimonio della scienza della natura , delle cui ammire- 
voli produzioni il nostro mare è doviziosamente abbellito. 

In mezzo però a tanta ricchezza di specie delle pri- 
me e de' secondi, vale a dire di Stelle e di Ricci , bea 
p)chi zoologi sulla riva del mare si han preso la pe- 
na di contemplarli viventi; attesoché nella maggior parte 
quali aride mummie hanno eglino aNTito cura di conser- 
vare ne' musei , e quindi pe' loro esteriori caratteri so^^ 
lamente descrivere. 

La notomia e la fisiologia comparata , che intorno 

•ale razza di esseri han progredito moltissimo co' lavori 

leir illustre Guvier , del benemerito Spix , e del dot- 

issimo fisiologo alem^inno Tiedmunn ; abbisogna tuttavia 

di ulteriori inchieste, e di una monografia precisa delle 

interne parti delle Asterie e degli Echini , a seconda 

Ielle diverse loro specie variamente modificate , e nello 

stato di vita eziandio esaminate. 



( 287 ) 
Per lo che incoraggiato dall' accoglienza che vari 
zootomisti di Europa in parecchi giornali scientifici , con 
lettere per me abbastanza lusinghiere , con diplomi di 
ragguardevoli Società letterarie dell' alta Germania , han 
voluto profondere alle mie anatomiche indagini su le 0- 
loturie , appartenenti alla naturale famiglia degli animali 
raggianti , ove le Stelle ed i Ricci di mare benanche 
si allogano ; opportuno stimai di tanto in tanto occu- 
parmi a preparare i dovuti materiali , e ad istituire mol- 
tiplicate osservazioni , onde pubblicarne una quasiché com- 
pleta anatomia , almeno per le specie di detti esseri tra 
noi indigene. E questa nella presente Memoria brevemen- 
te espongo sulla credenza che non voglia essere tanto in- 
degna della attenzione de' dotti della eulta Europa. 

PARTE I. 

Delle Asterie (i). 

§. I. Integumenti. 

A. Esterni ) La superficie del corpo dell' ^. ru- 
bens L. , echinophora L. , e aranciaca L. ec. è co- 
perta dalla cute , la quale vedasi rossa e conformata a 
guisa di leggera pellicola nell' A. aranciaca e rubens , 
essendo verdiccia nell' A. exigua j e da una specie di 



(0 Letta nella Sessione Accademica del R. 
Istituto d Incoraggiamento de* io novembre rSaó. 



rj 



( 288 ) 

tunica fibro-cartilaginosa , avente in giù la teca verte- 
brale, ed in su nell'^^. echinophora L. un secondo in- 
viluppo di varii pezzi ossei affatto mancanti nell' A. ru- 
bens L. Quale integumento costrutto di validi lacerti fi- 
brosi in figura raggiante osservasi solamente nella superior 
parte dell' A. aranciaca L. , bispinosa , possedendo 
nel centro di ogni raggio fibroso un calicetto osseo , 
di cui or ora si parlerà. Il sopraddetto integumento den- 
tro r addome presenta cinque strisce analoghe agli am- 
bulacri degli echini, ed altrettante membrane, dalle quali 
è quest' ultimo diviso , tranne però se i raggi siano di 
maggior numero. Siffatto inviluppo e dotato di valida con- 
trattilità ed espansione quando vi s' introduca e caccisi 
r acqua njarina , rimanendo oltremodo facilitata la di- 
gestione . 

Il disco deir^. ophiura L. è coriaceo, e risulta dal- 
la cute smaltata da numerosi globicini ossei bianchi e 
nerastri ; ma quello dell' A. cordifera ha moltissime ed 
irregolari squamette , dieci delle quali sono ovali , mag- 
giori e in circolar modo allogate nel principio di ogui 
raggio , dove esistono due margini arcuati con duplice 
serie di piccoli denti disposti in forma di pettine uno 
esterno maggiore e l' altro interno minore. I raggi poi 
hanno moltissime squamette embriciate. La cute del- 
l' A. echinophora , che seccata somiglia moltissimo al- 
l' A. glacialis , è quella , che :* guisa di astuccio si pro- 
lunga e ritrae su ogui spina cinta da piccole tenaglie. Con- 
viene inoltre avvertire che dalla esteriore sopraffaccia del- 
l' A> rubens L. geme un umore rossastro , coli' acqua 



( 289 ) 
dolce divenendo giallo zafFranato ( Fab. Colum. , Aquat, 
ohserv. , pag. 5 ) , e che mi ha fatto arrossire e divenire 
pruriginose le dita nel sezionarla ; e da quella dell' A- 
aranciaca L. separasi un moccio talmente denso e fila- 
mentoso, che somiglia alla tela di aragno quando distac- 
casi , e nelle cui aie esistevano i calicetti ossei del corpo. 
Le Stelle marine cangian sito con moto ondolatorio, ed 
arrestandosi cadono nel fondo del mare. 

B. Interno. ) Tutta la cavità delle Stelle marine 
è vestita dal peritoneo , le lamine del quale soltanto 
presso la inferiore faccia de' ciechi si riuniscono , onde 
formare il respettivo mesenterio , talché i visceri sono 
nella duplicazione di quello contenuti. 

§. H. Sistema osseo. 

La inferior parte de' raggi delle Asterie o tutti que- 
sti nelle Ofiure risulta da una catena di pezzi ossosi se- 
micircolari quasi analoghi alle vertebre , e la cui dispo- 
sizione meritava di essere meglio studiata ( Cuvier Még 
anim. , tom. IV , pag. 9 ). Quelle collocate intorno la 
bocca sono cinque , ognuna delle quali componesi di 
quattro pezzi articolati , cioè due superiori fra loro con- 
nessi mercè opportuni denti in giù rotondati e spinosi , 
e de' corrispondenti legamenti _; e di altrettanti cilin- 
drici laterali uniti alle branche delle altre quattro gran- 
di vertebre. 

Indi per ogni raggio ne segue una serie affatto decrescente; 
e ciascuna delle stesse è fatta di due pezzi dentati e forniti di 



( 290 ) 

legamento , che in sotto hanno un forame pel tragitto 
dell' arteria vertebrale , e più oltre due faccette con- 
nesse ad altro pezzo ovato-spinoso , che chiude l' apertura 
di ogni raggio , cui sono aderenti i piedi , e nel quale 
spazio talora ospitano due piccoli anellidi , uno de'qnali 
sembrami quasi analogo a quello delineato, sebbene roz- 
zamente , dal celebre Baster ( Opusc. subsec. , iau. 

IV, ;?^. 9 ). 

Altre spine embriciate , e più o meno corte , so- 
no rivolte verso i la li del raggio , che è nel pezzo late- 
rale inferiore terminato da grande spina articolata, pres- 
so cui trovasi il forame pel passaggio dell' acqua mari- 
na, e da un'alti-a più piccola allogata nel suo apice. Tra 
esso e la vertebra trasversalmente articolasi un pezzo lun- 
go a tenore dell' ampiezza del laggio. E siccome nell' ^. 
aranciaca L. le vertebre sono abbastanza grandi , co- 
sì le ampolle delle arterie radiali ne riempieno lo spa- 
zio ; nel mentre che nell' A. echinophora , essendo el- 
leno più sottili , ne occupano i forami con alterna di- 
sposizione. Anche da ulteriori pezzi ossei or lunghi ed 
or brevi concatenata vedesi la superior parte del raggio. 
Identica conformazione esiste nell' A. rubens L. 

Oltre la filiera delle vertebre de' raggi nell'^. exi- 
gita tra r uno e l'altro di questi rimarcansi molti os- 
sicini cuneiformi embriciati da costituire tanti triangoli, 
quanti sono gli spazi di cadami raggio , nel cui angolo 
al vertice si eleva la colonna ossosa , attaccala all' inte- 
gumento superiore, che apparisce pertugiato. Anche in- 
teramente ossea è la fabbrica dell'^. rosacea. 



( 291 ) 

I raggi delle Ofiure hanno le vertebre compresse , orbi- 
colari , senza alcuno forame, con faccette articolari , e due 
solchi uno su e 1' altro giù; sostenendo nelle pertinenze 
della bocca, ove s'ingrandiscono, le due branche, dalle 
quali è composta la mascella dentata verso il termine , 
e neir A. cordi/era eziandio presso la di lei base. A' lati 
de' raggi dell' A. ophiura osservasi una coppia di lami- 
nette ossee, che si legano agli stessi ed alla cute , ed in 
deficienza di questa nell' A. cordi/era si congiungono 
alle squamette componenti la sua ossosa ed embriciata 
crosta. 

Dippiù r A. echiìiophora ha molti ossetti , che so- 
no più piccoli neir A. rubens , i quali si articolano 
agli ossicini componenti la superior faccia del corpo. 
I medesimi corrispondono all' asse de' tubercoli mobili , 
acuminati dell' A. echinophora e smussati dell' A. Sa- 
varesi , cinti dalla cute ; e da questi partono vari fi- 
letti muscolari diretti alle respellive pinzette ossee, che 
guardate colla lente hanno la forma acuminata , oppure 
compressa e del tutto rotondata come il becco di oca. 
Ogni pinzetta è fatta da due pezzi ossei articolati su di 
una comune base della loro stessa natura. Hanno elleno 
la facoltà di attaccarsi a' corpi adiacenti a tenervisi stret- 
tamente aderenti. 

In diverso modo poi son conformati i calìcetti os- 
sei dell' A. aranciaca , bispinosa , ec. Cadauno degli 
stessi presenta un cilindro , il quale in giù è legato 
al di mezzo de' forti lacerti muscolari raggianti, le aie 
de' quali oltre di essere fibrose rimangono diversi forami ; 



( «9» ) 
ed in su finisce convesso con molti pezzi cilindrici in 
duplice serie articolandovisi nel dintorno , ed avente nel 
centro un pezzo conico esclusivo della sola A. arancia- 
ca. Non mi diffondo in altre minutezze , che sono più 
facili ad essere ravvisate colla ispezione delle figure al- 
l' uopo delineate. 

5. III. Organi della digestione. 

Cuvier ( Anat. comp. , tom. 5 , pag. 355 ) ha scritto 
che le Asterie siano sfornite di denti , ma l' osservazione 
attenta delle vertebre circondanti la loro bocca chiara- 
mente dimostra essere i medesimi analoghi soprattutto a 
quei delle Oloturie. Oltre di ciò è cosa costante che le 
spine del dintorno della bocca sono a' denti attaccate , e 
poco diversificanti da quelle del resto del corpo di simili 
esseri , essendo al dire del sullodato zootomista necessa- 
rie a ritenere ed uccidere la preda. Quali spine veggon- 
si neir A. aranclaca L. pettinate , ditate nell' A. ru- 
bens , e disposte a ventaglio nell' A . exigua . L' A. o 
phiura L. e cordifera hanno le mascelle triangolari mo- 
bili , e di numero sempre corrispondente a' raggi de' 
differenti gruppi di Stelle , avendo nel perimetro talu- 
ni piccolissimi denti. 

Dal forame della bocca , capace a volontà dell'animale 
tanto di corrugamento che di somma ampliazione, si peneira 
in breve tubo che è l'esofago , il quale l)entosto espandevi in 
largo e dilatabile sacco , che ne costituisce lo stomaco. Que- 
sto l'isulta dalla tunica esterna fibrosa e dalla interna moc- 



( «93 ) 
ciosa , in cui ad occhio nudo apparisce un reticolo vasco- 
lare , che col microscopio vedesi in moltiplici vasellini di- 
viso , e spalmata di gran quantità di sugo gastrico molto 
denso. Amendue le indicate membrane sono oltremodo in- 
crespate , osservandovisi specialmente delle rughe leggere , 
che dall' esofago sin presso il fondo del ventricolo son 
dirette . 

Quivi neir A. aranciaca L, giace una borsa ra- 
mificata e che neir A. echinophora , nell' A . exigua , e 
rubens L. rappresenta una specie di grappolo giallastro, 
che è spesso verde-fosco in altre Stelle. Di essa n' esistono 
due fra loro alquanto lontane nell'^. Sauaresi. Per quanto 
abbia potulo indagare è dessa un ricettacolo biliare , giac- 
ché in verità contiene un umore verde-gialliccio e pel sa- 
pore amarognolo identico alla bile. Ha poi una libe- 
ra apertura nell' interno dello stomaco , il cui fondo è 
munito di validissimo legamento con simmetria tale diviso e 
disposto , che dal centro della succennala borsa separasi 
in giù in vari rami primari, ognuno de' quali bifurcato 
finisce con infiniti tendini pennati , che abbracciano l'al- 
to fondo dello stomaco. Neil' A. echinophora a' lati 
del principio di ogni teca vertebrale hanno origine due 
lunghi tendini , i quali riuniti vanno a ramificarsi sidlo 
stomaco senza giug-nere all' alto suo fondo , e formano 
una specie di corona tendinosa nel perimetro del ven- 
tricolo di varie Asterie; nel cui interno poi rimarcansi 
le corrispondenti lacune , necessarie a renderlo più atto 
alla sua eccessiva dilatazione , ed alla digestione He ribi. 

Dal nominato sacco biliare altro gruppr> di fibre ad 



( 294 ) 
imbuto incamminansi verso il fondo del comune integura n- 
to degli animali in esame , il quale apparisce là più sottile 
e talmente elevato al di fuori del corpo dell' ^. aranciaca, 
che sembra una cupoletta , da rimanere immantinente spia- 
nata tostochè il mentovato vivente cacci fuori il cavo addo- 
minale l'acqua, da cui era riempiuto. Coli* esposto ar- 
tificio , tranne parecchi tendini , che dallo scheletro si at- 
taccaiio allo stomaco , la sostanza degli alimenti , per 
quanto dura esser possa, rimane adatto sfrantumata e di- 
gerita. I tendini poc' anzi accennati nell'^. Savaresi sono 
situati a raggio sul fondo dello stomaco , ed appena di- 
scernonsi nelle Ofìure , in cui sono semplici e brevissimi. 

In corrispondenza di ogni raggio di Stella marina esiste 
una coppia di canali con alterni duttolini, che finiscono in 
tante borse rugosa \ principiando quelli dalla metà dello 
stomaco , e terminando poi all' estremità di ogni raggio , 
ove sono attaccate mediante un legamentuccio , e dal cui 
fine ha in giù origine il mesenterio , che giugne fin presso 
lo stomaco. Simiglianti canali , che taluni hanno benanche 
appellato ciechi , esistono in tutte le vere Asterie , e nel- 
r A. Savaresi osservansi in duplice ramificazione con- 
formati ; mancando solamente nelle Ofìure , in cui pare 
che le numerose pieghe disposte a fogliette laterali nell' 
u4. ophlura e cordifera , e dippiù il fondo del loro ven- 
tricolo , che è graziosamente piegato in (juesta ultima , 
ne avesse tutta l' analogia . La struttura de' suddetti cie^ 
chi, e delle corrispondenti borse, sebbene si vegga più 
dilicata , è analoga a quella dello stomaco. 

Cibansi esse di conchiglie, di crostacei e pescicoli , aven- 



( 295) 
do nel loro ventricolo finanche rinvenuto un dente mo- 
lare umano. Ma quello , che formò la mia sorpresa e 
non sarà forse credibile, è di avere trovato nel ventricolo 
dell' A. aranciaca un grande individuo vivo della Cha- 
ma antiquata L, , che a poco a poco se lo stava di- 
gerendo , per indi evacuarne il guscio. 

Gli antichi conobbero abbastanza la persecuzione che 
danno a' molluschi testacei, ed Aldrovando a tal uopo 
scrive : Alii ostraearum hostes sunt Stellae mari- 
nae molli crusta intectae , vero tam crudeliter ( ut 
j^lianus lib. 9 , cap. 22 ait ) inimicae , ut haec 
ipsas exedant et conficiant. Ratio insidiarum quas 
eis moliundur , eiusmodi est. Cuni testacea eas 
patefaciant Conchas , cum vel refrigeratione e~ 
geni , vel aliquid pertinens ad victuni incidat : eae 
uno de suis , sive cruribus , sive radiis intra te- 
stas ostreae hìantes insito eas chiudi prò fiibens , car- 
ne implenlur ( Teslac. lib. Ili, pag. 487 ). Dippiù 
Oppiano ha ne' seguenti versi espresso il modo con cui 
elleno divorano gli abitanti de' testacei ; ed è degno di 
notarsi che nel Bull, des Se. àc\ eh. Barone de Ferus- 
sac voi. 10 pag. 296 si è da Deslonchamps descritta la 
maniera con cui l' A. rubens fa loro la caccia. 
Sic slruit insidias , sic subdola fraudes 
Stella marina parai : sed nullo adiuta lapillo 
Nititur , et pedibus scabris disiuugit hiantes. 



( 296) 
§. IV. Sistema della circolazione. 

Il chimo dallo stomaco passa nelle borsette de' ciechi 
serbatoi , ove da infinitissime ramificazioni venose è assor- 
bito , e versato nelle due secondarie vene , che riunite 
in un solo vaso , egualmente che gli altri quattro canali 
scorrendo su ognun di detti intestini ciechi , tragittano 
verso lo stomaco , nel cui alto fondo ricevono ulteriori 
ramoscelli dalla vena , che a guisa di flessuosa corona Io 
circonda nell' A. exigua , e da cui nell' A, aranciaca 
escono delle vene con tricotoma dimarazione oltre i ten- 
dini pennati posti nell' alto suo fondo , che all' appa- 
renza sembrano vascolosi ; tutti sboccando con molti va- 
sellini in una specie di seno analogo a que' della dura 
madre dell' uomo , e che fa 1' officio di ricettacolo cen- 
trale del circolo sanguigno , cingendo all' intorno l' a- 
pertura della bocca fra la circolare e primaria serie di 
vertebre. 

Regolarmente tra lo spazio mediano di ogni raggio di 
molte Stelle marine , esiste una vescica ovale piena di u- 
more trasparente bianco-rossiccio, la quale con speciale 
tubetto comunica col prefato seno venoso. Cuvier ed 
altri scrittori di zootomia a lui posteriori nulla dicono 
della suddetta borsa , che da me fu anche descritta nelle 
Oloturie , e denominata ^impolla Poliana quando nel 
1822 esposi la notomia del Sifuiiculo. Essa è somma- 
mente contrattile e contiene sangue arterioso , il quale 
comparisce macchiato di rosso per gli anelletti cruorici 
riuniti in gruppi che vi nuotano. Si avverta inoltre che 



( 297 ) 
neir A. bispinosa ne ho ravvisato cinque , nell'^. exì- 
gua e pentacantha ne ho rinvenuto dieci , e nell' A. 
aranciaca L. sino a diciassette 5 attesoché esse manca- 
no affatto nell' A. echinophora , Sàuaresì , ruberia , 
ophìura , cordi/era ec . Dal nominato seno escono : 

1. Le venti arterie dentarie poco allungate ed a sub- 
bia appartenenti all' A. ophiura e cordifera L. ; 

2. Le meseraiche , ognuna delle quali , dopo di aver 
tragittata sola per la metà della inferiore faccia del canale 
primario di ogni cieco , a dritta e sinistra ramificasi , ab- 
bracciando ciascuno di essi ; 

3. Le cinque vertebrali , le quali traghettano pel 
forame intervertebrale dal principio fino al termine di 
cadaun raggio ; e 

4. Le radiali sottoposte alle precedenti ed affatto cor- 
rispondenti al numero de' raggi. Ognuna di queste , pas- 
sando pel forame di ciascheduna vertebra , giunge fino 
alla estremità della inferior faccia di quelli. 

A dritta e sinisira l' aiteria radiale presenta un bre- 
ve canale nell' A. rubens ed echinophora, e che nell' 
A. aranciaca L. comunica in su con due vesciche ova- 
te , alquanto grandi , situate nell' incavo laterale di ogni 
coppia di vertebre , osservandosi in giù un vaso prolun- 
gato fuori del corpo , che finisce acuminato nella testé 
citata Asteria , nell'^. pentacantha , Jonstoni e nelle O- 
fiure ; attesoché esso termina onninamente piano nell' A. 
bispinosa , echinophora , exigua , e vescicoloso-denta- 
to neir^. Tenarie ; avendo quelle sempre in ogni pezzo 
de' raggi quattro tubi o piedi. 

. 38 



( 298) 

Le ampollette di cui è discorso sono quasi ovali 
nella maggior parte delle Asterie , tranne 1' A. echi- 
nophora che le ha reniformi , e 1' ^. rubens che 
le offre cilindriche con vescica in uno estremo e Telu- 
se nell'altro. Il numero e la inserzione di dette am- 
polle è benanche N'ariabile , per la ragione che il cana- 
le provegnente dall' arteria vertebrale poco oltre la sua 
origine si divide nell' A. aranciaca in tre altri cana- 
letti cioè due superiori per la coppia di vesciche e '1 
terzo inferiore pei piedi , in due nell' A. Savaresi va- 
le a dire uno per la sola vescica e l' altro che poi 
si bifurca pe* piedi , e nell' A. rubens in uno per 
l' ampolla ed un altro pel piede , dicendosi lo stesso 
delle Ofuire. 

Le ampolle ed i piedi risultano da una tunica e- 
steriore fatta da due strati , cioè con fibre a direzio- 
ne trasversale parabolica e con alire tenuissime longi- 
tudinali ; servendo le prime a diminuire il volume in 
larghezz» e le seconde a raccorciarne il diametro a lungo. 
Tanto il seno venoso che le arterie dentarie, le vertebrali 
e le radiali , non escluse le stesse vesciclie ovali, i piedi 
e le corrispondenti ampollette, sono interamente vestili dal- 
la tunica sierosa. Bisogna inoltre avvertire che questi 
osservansi all' esterno forniti di valida membrana fibro- 
sa , la quale attaccasi a' forami delle vertebre. A te- 
nore che i medesimi o le respettive ampollette si con- 
traggano (i) , e quindi il sangue refluendo or nelle 

(i) Leg. e?' anat. comp. , tom. i , pag. 468. 



( 299 ) 
seconde , ed or ne' primi (i) ; le Stelle cangian sito o 
pure rimangono stazionarie ; siffatto meccanismo giovan- 
do non poco alla ematosi , al circolo sanguigno ed al 
molo del loro corpo. 

Ne trovo irregolare quello che sul conto de' piedi 
scrisse Baster ( Op. subsec. , iom. i , pag. 117 ) : /ur- 
tasse etiam animali ( A. rubens L. ) , oculis caren- 
ti , alimento investigando et distinguendo proboeci- 
des inseruiunt. 

yti m' . - - - - - f n I • - • r r ' " " " - — -^ ' .— j-»-^^ «-«-j _^j_j_ì_m_^^_i.^ 

(1) Outre cespieds tubuleux et contractiles , qui 
font Voffice de sugoirs mobiles ou de ventouses , ou l'a- 
nimai les fixe au besoin sur les corps marins pour 
s'y attacher ou pour se mouvoir , et qui garnis- 
sent inférieurement les bords de la gouttière de cha- 
que rayon , le dos des Astéries est mani d'une viul- 
tilude de tubes contractiles , plus petits encore que 
les pieds , tubes qui sortent , comme par faisceaux, 
entre les tubercules ou les grains doni la surface 
dorsale est fiérissée. Ces petits tubes soni Vergane 
respiratoire de ces animaux ; et , ^en effet, c''est par 
leur voie que Veau est ad/nise dans la cavità du corps 
ou du moins dans un organe particulier et vésiculaire, 
qui la regoit , et c''est par la manie voìe qu'elle en 
sort lorsque l'animale contraete sa peau dorsale. Voyez 
Reaumur , Acad. des Se, an. 1710. Ainsi les Astéries 
inspirent Veau dilalant leur peau dorsale , et Vexpi- 
rent en la contractant ( Lamarck , Hist. des anim. saas 
vert. , tom. cit. , pag. 649 ) . 



\ 



( 3oo ) 

Sappiasi che dallo stesso anello vascoloso partono 
cinque arterie dorsali , che sono in perfetta opposizione 
delle radiali , e si estendono dal principio di ogni rag- 
gio , presso r origine delle lamine mesenteriche , fmo al- 
la sua punta . L3 medesime sono molto esili , e nell' 
ui. aranciaca mi sarebbero sfuggite , se non fossero 
state di colorito rossiccio nell' A. echinophora , e ru- 
bens ; e colla particolarità se in ogni verteljra di que- 
ste teste nominate Stelle non cacciassero un' arteria , che 
di tratto in tratto oflVe de' vasi , ognuno de' quali si di- 
rama in molli gruppetti vascolosi, che escono sul dorso 
delle Asterie pe' forami de' lacerti fibro-muscolari del cor- 
po , dando ragione de' fiocchetti , che si veggono all'ester- 
no dell' A. rubens e Savaresi , i quali nell' uè. echi- 
nophora sono al numero di venti per ogni segmento ver- 
tebrale , verdicci quei de' lati e rossi gli centrali : es- 
sendo tutti frapposti a'calicetti od aculei , e comunicanti 
con un canale rosso , che a guisa di zona cinge." ogni rag- 
gio , ed in numero corrispondente a' vasi circolari inte- 
riori. Cosi resta stabilita una perfetta anastomosi tra i 
vasi interni e gli esterni. 

Le Ofiure anche hanno le arterie radiali , d' onde 
partono i piedi assottigliati o vescicoloso-dentati , con 
mancanza o pure picciolissima ampolla, le quali pria di 
finire nell' anello vascoloso della bocca ricevono le ar- 
terie dentarie ; e le vertebrali , che non ho potuto ac- 
compagnare Imo al loro anello vascolare. Una intrigala 
ramificazione di vasi ravvisasi nella tunica esterna del- 



( 3oi ) 
stomaco delle medesime , e presso a poco come quel- 
la deli' A. aranciaca ed exigua . 

Dall' esposto apertamente rilevasi che nelle Stelle di 
mare si esegua una vera circolazione , ad onta che non 
fosse stata finora conosciuta , siccome apparisce da ciò 
che segue : » Quoiqu' il soit très-difficile ( Lamarck 
dice pag. 55o ) et peut-etre mème impossible , de sui- 
vre la marche du fluide essentiel de l'Asterie , depuis 
l'instant oìi'il est forme par la digestion et absorbé par 
les plus petits vaisseaux , jusqu'à celui oìi'il arrive aux 
pariies qu' il nourrit , aucune observation n' a pu consta- 
ter que ce fluide subisse une veritable circulation ; que 
ses portions non employées revinssent au mème point 
d'ou elles sont parties ». 

J. y. Al e z z i per la respirazione. 

Il celebre Cuvier ( Anat. comp., tom. IV , pag. 422 ) 
su le orme del benemerito Monro ha considerato i piedi 
degli echinodermi in generale quali organi destinati ad 
assorbire il fluido ambiente per introdurlo nel cavo ad- 
dominale , dentro i ciechi, e la Iwcca : non trascurando 
però di osservare che » les experiences que j' ai tentées 
à ce sujet ne m'ont point eacore donne de resultai satis- 
fliisant ; e nel Règn. anini., tom. IV, pag. 9, soggiu- 
gne : toute la surface des Asteries est aussi gamie de tu- 
bes beaucoup plus pétits que les pieds , qui paraissent 
servir à absorber 1' eau , et à l' introduire dans la cavile 
generale pour une sorte de respiration > . Ed il suo col- 



( 3o5 ) 

lega Lamarck dippiù scrive che detti animali hanno una 
nìoltitudine di tubi contrattili aspiranti l'acqna , che intro- 
ducono neir interno del corjx) , e da lui detti trachee a- 
cquìfere ( Dict. clas. ci' hist. nat. , tom. 2 , pag. 67 ). 
E Bosc ( Op. cU. , pag. 104 ) dice che compressa un' 
Asteria caccia de' getti di acqua , essendosi poi inganna- 
to con Reaumor credendoli provenire da'calicetti ossei 

( pag- 299 )• . . . ^ 

Quindi chiaro apparisce che gli zootomisti finora non 

abbian potuto avere idee precise su la funzione in di- 
samina 5 attesoché tanto i piedi , che i piccoli tubi , di 
cui si è parlato non possono affatto adempire a simi- 
gliante incarico. Mediante particolari forametti posti fra 
le apofisi spinose delle vertebre e talune muscolari la- 
rainette, non che fra le maglie dell' integumento esterno 
del corpo soprattutto nel suo centro superiore, ove più 
sottile e rialzato rimarcasi, l'acqua marina entra nel cavo 
addominale , e per conseguente l' ossigeno della medesi- 
ma reudesi a tal uopo opportuno onde uiiirsi al sangue : 
stan!echè gli stessi piedi , facendo parte del sistema cir- 
colante , ne disimpeguano eziandio 1' officio al di fuori 
del corpo, dove quelli veggonsi prolungati. Aperture di 
simil fatta esistono nello Ofiure , nelle Euriale , e nelle 
Comatule , numerandosene nelle primo due alla base 
di ogni mascella ed un' altra coppia al principio di ca- 
da un cirro. Ne lio inoltre veduto una terza serie posta 
sul dorso in un individuo dell' ^4- ophiura L. Non 
troppo sul presente obbielto mi trattengo , dappoiché 
ne ho al)bastanza parlalo nella pagina 227 , cui hansi 



( 3o3 ) 

da riferire le altre cose , che ora traccio per evitare le 
ripetizioni, 

§. VI. Organi della generazione. 

Da Cuvier è soltanto annunziato che tutti gli e- 
chinodermi sieno ermafroditi ( Anatom. conip. , tom. 
5, pag. 116; e Regn. anim. , tom. IV, pag. 9 ), e 
nulla di più ne asserisce , nel mentre Limarck gli re- 
puta gemmipari interni. Nelle Stelle marine le sole 
ovaie ho potuto osservare , essendo queste situate tra Io 
spazio di cadaun raggio. Sono elleno otto a dieci con ra- 
mi appena nodosi nell'^. aranciaca , e nell'^. echino- 
phora L. fornite di un canale appena vescicoloso e da 
una sola parte ramificato , tre disposte a fiocchi nell' A. 
bìspinosa , due conformate a grappoli e non troppo 
lunghe neir A. ophiura L. , cadaun di essi essendo a 
cornicelli uell' A. cordifera. L* umore in dette ovaie 
contenuto risulta da gl^betti , ma quando sono mature 
e di està voggonsi turgide di infiniti uovicini pendenti 
dal respettivo gambo , ed in luglio da gialle eransi mu- 
tate in verde oliva. 

$. VII. Pretesa rigenerazione dei 
raggi. Disamina de' Nervi. 

Molti autori hanno asserito che le Stelle, marine possajio 
rigenerare le parti tagliate , e sieiio dippiìi capaci ia due 
giorni di riprodurre ( al dir di qualche scrittore ) il 



(3o4) 
pezzo reciso , onde ottenersi un individuo simile alla lo=- 
ro specie (i) , e ciò più di està che d'inverno. Cotali as-- 
serzioni perchè emesse da sommi uomini sono ornai radicate 
nella mente di parecchi scienziati ; ma 1' osservazione a- 
natomica dimostra esservi delle uova mediante le quali 
la specie perpetuasi ; e che , ove un pezzo per qual- 
che accidente ne fosse mutilato , non è mai dalla na- 
tura con perfezione redintegraio. Il che molto meno 
poi favorisce la conceputa idea , c]ie da una loro parte 
si sviluppi il tutto conlenente i visceri essenziali alla 
vita. Questa è in delti esseri abbastanza tenace, giac- 
ché sono riuscito a far vivere per una settimana le A- 
sierie , cui aveva tolto lo stomaco , e recisa gran parte 
del comune inviluppo dell' A. arancìaca L. Mi è dip- 
più occorso di osservare che spesso al più leggero stir 
molo si contraggano collo spontaneo distacco di un loro 
raggio dal resto del corpo , siccome è avvenuto all' A. 
rubens , Sauaresi ed echinophora , 

Cuvier è indeciso sul sistema sensitivo delle Asterie, 
avendo preso i filetti che circondano la bocca , 1' esofar 
§o , e le arterie dei ciechi per nervi , conchiudendo : » 
l'aspect de louts ces filets est plutót tendineux que nerr 
veiix , et c'est sur-tout cela qui nous empéche de nous 
décider encore ( Anat. comp. , tom. 2 , pag. 36o ). 

(0 Olivi, Zoolog. adriat.^ pag. 67. 
Cuvier, Régn. anim. ^ tom. 4, pag. 9. 
Bory , JDict. class. (T hist. nat. 
Lamarck , Htst. des anim. jSQns vert. 



( 5o5 ) 

Spix però ha decisamente sostenuto esistere de' nervi e 
de nodi midollari nell' ^. ruhens L. , e Laraarck viep- 
più ne appoggia l' esistenza ; per la ragione , non so di 
quanta vaglia , che i muscoli , peraltro affatto deficienti 
quasi in tutte le Asterie , debbano essere eccitati da una 
influenza nervosa. Bisogna dir la verità che io sì nella 
specie di Stella testé citata , che in altre anche più 
grandi , nulla ho potuto a tal proposito osservare. Ne 
la natura è stata di siffatto apparalo prodiga negli Echi- 
ni , come lo stesso Lamarck affermativamente sostie- 
ne (i) suU' asserzione di alcuni scrittori , e molto meno 
nelle Oloturie a seconda di quanto ho pubblicato. 



(/) Oa sail grue M.. Spix , vièdecin havaroìs , 
a reconnu, dans une Radiare échinoderme , des nerfs 
qui se rendent a des nodules médullaires . Il a ef- 
fectiveinent observé dans l' A. rubens des parties qui 
paraìssent clairement apparlenir a un systeme ner- 
veux ébauché. Cet abile observaieur a vu , sous 
une membrane tendinense que les légumenls recou- 
vrent un entrelacheinent compose des nodules et de 
Jilets blanchàtres . 

Ces nodules lui ont para des ganglions , et il 
CI regardé les filets blanchàtres qui en partent , 
coni/ne des véritables nerfs. Ont voit deux de ces 
nodules à V entrée de chaque rayon, et ious ces no- 
dules conimunìquent entr'eux par un /ìlei qui part 
de l'un et va se fixer à V autre . Enfia de chacun 
d'eux parient quefques filets qui vont ^e rendrs à 



( 3o6 ) 
Per conseguenza anche 1' analogia desanta dagli 
altri due generi della famiglia degli animali raggian- 
ti ne smentisce l' esistenza. I nodi midollari da Spix 
veduti neir A. rubens L. sono appunto le arterie ra- 
diali su' legamenti vertebrali allogate , che emulano 
r aspetto di fili nervei nodosi ; o pure è dessa la coro- 
na de' tendinucci che legano lo stomaco a' lati di ogni 
raggio osseo , ed alla cute nelle Ofiure con numerosi e 
brevi filetti. Quali parti somigliano alquanto a' nervi 
principalmeute nell' A. Savaresi , ove si osservino in 
individui secchi o conservati nello spinto di vino ; e 
qualora non si abbia l' esercizio nelle dilicate iniezioni 
di mercurio , e nella dissezione di fabbriche cotanto 
piccole ed intrigate. Vi bisogna molta lenona fede per 
credere all' esperienze galvaniche ed alle investigazioni su 
la struttura de' nervi fatte da Spix. 

^. VIU. Organi d' i gn o t o offi ciò. 

a ) In tutte le Asterie propriamente dette ad uno 
de' loro lati presso l' esofago esiste una specie di sac- 
co allungato , il quale coli' estremità assottigliata aderi- 

des parties dijffèrentes . Ces ner/s ri'onl pas encore 
été reconnus par d'autres ohservateurs qui ont de- 
puis examiné des Aslerìes. Néanmoins il est urai- 
seniblable qu'ils exìstent dèja dans les radiares èchi- 
nodermes pour en exciter les moiwements des mu- 
scles ( Hist. des anim. sans vert. , voi. 3 , pag. 447 ). 



(3o7 ) 
sce air anello osseo della bocca , e coli' altra più am- 
pia finisce in speciale tubercolo labirintiforme posto sul 
dorso di tali animali e da' naturalisti creduto l' ano 
( Bosc , op. cit. , pag. 98 ) , pel quale si filtrassero ed 
indi uscir dovessero gli escrementi. Laraarck poi così ne 
pensa : 

)ì Quelques personnes ont prétendu que e' était 
r anus , quoique beaucoup d'autres Stellérides n offient 
pas le moindre vestige de ce tubercule. D'autres per- 
sonnes ont supfonné que ce tubercule poreux fournissait 
des issues aux corpuscules des ovaires ( Hist. des anim. 
sans uerf. , voi. 2, pag. 629 ) «. Questo tubercolo 
( Corpuscule spongieux, Spix: verruca calcarea, Otto ) 
neir ^. aranciaca , fornito di longitudinale apertura , è 
fatto da infinite laminette a zig-zag , che nell' ^. e- 
chinophora veggonsi quasi in forma raggiante , nell' jà. 
Savaresi flessuose , e nell' ^. pentacantha ramificate. 

L' interno del prefato sacco è ripieno d' infiniti 
pezzetti rettaugolati , in più serie longitudinali situati 
come se rappresentar volessero tanti archi fatti di mat- 
toni a foggia reticolata romana. E inoltre involto da 
due lamine membranose ed in certe specie superiormen- 
te aperto , ed in altre chiuso. Sezionato il succennato 
organo vedesi costruito in modo che alla comune tuni- 
ca aderiscono i suddetti pezzetti ossei friabili , costituen- 
do varie filiere alquanto distanti l' una dall' altra . Ciò 
m'induce a cre^lerlo forse analogo alla matrice aculeata 
della Doris argo L. ^ essendo da Spix nell' A' rubens 
paragonato a) pene delle Luooache. 



( 3o8 ) 

6 ) Il suddetto sacco rossiccio nella sua interna 
parte osservasi alquanto curvo ed attaccato dal principio 
sino alla fine ad un corpo gelatinoso gialliccio , cras- 
so , piano , che con particolare forame poco lungi dal 
succennato tubercolo comunica coli' esterno del corpo 
delle Asterie . Indarno ho proccurato d' iniettarlo di mer- 
curio , e senza alcun equivoco è fatto da sostanza adi- 
posa con moltissime glandulelte. Neil' incominciamento 
e nel termine vedesi meno ampio del resto del suo tra- 
gitto. 

e ) Nella esteriore parte poi dell' anello osseo po- 
ca fa nominato, ed in corrispondenza delle divisioni fibro- 
membranose della cavità addominale, trovansi dieci grup- 
pi di alcuni corpicini orbicolari , ricolmi di liquido gial- 
liccio , i quali non hanno alcuna comunicazione con gli 
organi descritti , e credo da verimo autore di notoiiiia 
comparata sinora conosciuti. Essi nelle Ofiure e nell' 
\/é. Savaresi , echinophora , rubens soltanto mancano , 
e saran forse , come semljra probaljile , appartenenti al- 
l'anello vascoloso , che circonda la jjocca , essendone par- 
ticolari ricettacoli sanguigni. 

(J. IX. Virtù medicinali. 

La letteratura medica patria mi obbliga dir qual- 
che cosa su le facoltà medicamentose delle Asterie. E 
fuori di ogni dubbiezza che gli antichi in forma di suf- 
fumigio le credettero capaci di fugare qualunque malore 
e soprattutto 1' epilessia. Lo stesso vecchio di Coo ha 



(5o9) 
scritto che i loro cataplasmi facevano cadere i Capelli: 
e giovavano eziandio applicati sul morso della vipera e 
degli scorpioni. » Stellas marinas nigras ( egli dice ) 
ei brassicam pino odorato misceri ac bibi oportet ad 
uteri strangulationem ». Inoltre Rondelet soggiungne : 
» Eas ad peritonaei rupturam cum ononide felici suc- 
cessa uti possumus » . E questi pel loro viroso odo- 
re le ha raccomandate a proccurare lo scolo de' me^ 
strui. » Fumuni e combustione earuni in passione hy- 
sterìca , et unguentum e Stellis marinis ( dice Ba- 
ster, Op' subs. iig ) in herniis Linhius praedicat. » Ta- 
luni scrittori asseriscono che prese internamente produca^ 
no l'infiammazione dello stomaco. 

Che che di ciò ne sia , egli è certo che 1' umore 
giallo-rossiccio esistente nella esterna superficie del cor- 
po dell' ^. rubens L. ha suscitato arrossimento e 
prurito alle mie mani come per lo innanzi ho riferi- 
to. Le facoltà velenose che taluni autori di polizia me- 
dica hanno attribuito a' Mitili sospettasi da altri scritto- 
ri derivare piuttosto dalle piccole Ofiure di cui eransi 
quelli cibati . Breynius asserisce che 1' ^. rubens ca- 
gioni morte a' quadrupedi che la ingoiano . Le nostre 
donnicciuole conoscono abbastanza la così detta madre di 
mare ( A. caput niedusae L. i ) , cui tal nome im- 

(/) Per quante diligenze abbia potuto fare nel 
nostro littorale non ancora mi è stato possibile di 
avere vivente questa Astefia, onde sezionarla. 
Dippià l anatomìa delie Comatuie è stata fatta da 



( 5io ) 
posero per la ragione che essa ha giovato nelle affezio- 
ni nervose dell' utero. 

E lo stesso immortale Cotugno non trascurava di 
prescriverne l' uso nell' isterismo (i) e nella epilessia , 
qualora niun vantaggio in quest' ultima malattia ottenu' 
to aveva dalla amministrazione di altre necessarie ed 
efficaci medicine . 

Chi appieno conosce il vago e bizzarro andamento 
delle patologiche affezioni del sistema nervoso , le quali , 
mentre talora non possonsi domare co' più eroici ri' 
medj , finiscono poi col nulla ; e sa d' altronde la con- 
dotta in simili casi tenuta dal celebre Nestore della scuo- 
la medica napolitana , che sempre ripeteva : si prodesse 
non potes , cat^e ne noceas 5 immantinente converrà 
che il clinico esperto sia spesse volte obbligato di ricor- 
rere a medicamenti popolari , o pure di veruna tera- 
peutica efficacia. 

Nella Normandia adoprasi 1' ^. rubens per ingras- 
sare i terreni ; ma tra noi tale pratica non si conosce 
affatto . 



Meckel e da Heusinger ; ma , non avendo i loro 
lavori sottocchio, cosi non so in che queste diffe- 
riscono dalle vere Asterie. 

(1) Vulpes , £)isc. inaug. pel busto di Cotono. 
Napoli, 1824,^0^, 88. 



(Sii ) 

$. X. Brevi cenni sul genere ^sierias 

in generale. 

Le Stelle marine, che dal Plinio del Nord furono 
riunite al solo genere Asterias , da' moderni sono sta- 
te divise ih pateCòhi distinti generi , formando la pri- 
ma sezione della gran famiglia naturale degli Echino- 
dermi . Infatti Lamarck ha osservato che alcune presen- 
tano il corpo in forma di pentagono a coste rettilinee 
o con leggero àngolo rientrante assai distinto è con sol- 
co longitudinale lunghessa la inferior faccia di ogni rag- 
gio da rassomigliare alle Stelle del Cielo , costituendo 
le vere Asleriae di Lamarck ; talune di gssq poi man- 
cano del suddetto solco inferi(ìre , e che intorno al disco 
centi-ale offrono cinque raggi a squame embriciate confor- 
mati e lunghi come la coda dei serpi , rappresentando 
le Ophiurae ; altre hanno i raggi eziandio embriciati pro- 
vegnenti dal disco , i quali si ramificano con duplice e 
successiva divisione dal principio sino al loro termine , 
ove si assottigliano di molto, e son desse le Euryalae', 
ed altre hanno due serie di raggi , il primo ramificato con 
spine laterali e situato a lati del disco , e '1 secondo sem- 
plice senza le medesime, e posto in corona sul dorso, 
costituendo le Comatulae. La descriziona di tutti que- 
sti diversi gruppi di Stelle sarà da me data secondo 
Linneo sotto il solo genere Asterias , non trascurando 
di riportarvi i caratteri sistematici distintivi dei generi 
stabiliti da Lamarck. 



( 3l2 ) ^ 

§ . XI. Osservazioni critiche su 
parecchie specie di A st e rie. 

A ) Colui che vede vivente l' A. minuta di Omelia 
delineata nella Fig. i-3 della tav. C dall' jE'«c. méth. 
non trova alcuna difficoltà di asserire ch'essa possa talora 
presentare la grandezza della Stella segnata co' numeri 4» 
5 della suindicata Tavola , e riportata nella Tav, IV , 
Fig. Ili -II 8 della grande opera sull' Egitto, non es^- 
sendosene ancora stampata la conveniente descrizione. 
Nel nostro littorale esiste in abbondanza e non riesce 
difficile di averne degl' individui picciolissimi e grandi 
quanto le Figure, che da me se ne sono indicate. Pei 
fori della sua faccia superiore passano i fiocchi vasco» 
losi dell' arteria dorsale , e 1' ac(jua marina. Essi nello 
stato di vita sono molto più ampliati di quello , che 
compariscono colla sua morte. 

B ) E cosa molto difficile di potere determinare i 
precisi caratteri appartenenti all' A. echinóphora , alla 
glacialis Muli. , alla ienuispina Lam. ed alla violacea 
Muli, identica forse all' A. acuminata di Lam. , che da' 
loro autori le sono stati assegnati dietro la ispezione degl' 
individui secchi, anziché viventi, siccome io ho avuto 
occasione di verificare. E qualora si volesse essere alquan- 
qu'uito scrupoloso nello stabilimento delle specie , niun 
conto tentandosi della diflerenza de' coloriti, molto più 
se questi siensi desunti da detti animali serbati in ac- 
quavita che gli arrossisce , della grandezza , e , quello 



(3i3) 

che più importa , del diverso modo con cui si con- 
servano ne' Musei , non formerebbero esse che tante 
varietà di una specie sola , che ritengo col nome di 
A. echinophora , e su cui ho lavorato per le indagini 
anatomiche esposte. Coloro che si troveranno nella oc- 
casione propizia di ripetere tali osservazioni su le rive 
del Mediterraneo non condanneranno la mia opinione j 
e saranno pure nel caso di rilevare la diversità lo- 
ro con una nuova specie di Stella, che appello A. 
Sci^aresi in onore del nostro rispettabile amico il dot- 
tissimo cav. Antonio Savaresi. 

e) Mollo sono le varietà notate sotto l' x4. aran- 
ciaca , ed a me pare che quelle registrate nella Tav. 
CXI dell' Enc. tnciìi. meritano di essere ridotte in al- 
trettante specie diverse. E vaglia il vero l' A. hispi- 
uosa del celebre Otto anche prima faceva parte del- 
le sue varietà , e sembrami segnata dalla Fig. 5-6 
della sopraddetta Tavola. La Stella marina minor 
molto ben delineata da Jonston e da Bruguiére nella 
Fig. 3,4 della menzionata Tavola àeW Enc. meth. 
ha caratteri assai marcali per essere reputata distinta 
specie, che denomino A. Jonstoni. L'altra varietà del- 
l' .^. aranciaca (^ Enc. niéth. , Tav. C^sA Fig. 1,2) 
è da questa medesima Asteria talmente di (Ferente che 
non ho potuto far di meno di elevarla tra il numero di 
specie col nome di A. peìitacaniha.) per la ragione di 
offrire cinqiie spine ad ogni apofisi laterale de' raggi ^ 
tanto maggiormente poi che l'anatomia giustifica siffat- 
to mio pensiero. 

40 



( 3.4) 

d) Grande analogia serbano ira loro V A. T'uhens , 
clavigera Lani., e scposita Gm. Osservata vivente que- 
sta e quella, altra dillerenza non vi si scorge, che la so- 
la grandezza dell' ultima superante la prima. JNel co- 
lorito poi e nella struttura amendue perfettamente con- 
vengono. Non debbcsi però ritenere per sjiecie distin- 
ta VA. clavigei'a ^ che reputo identica alla se/?05Ì/a. K 
la disparità di rinomati scrittori per le citazioni delle 
sue Figure riportate nella 7'at^. CXII 1,2 dell* Enciclo- 
jiedia metodica confermano la mia asserzione. In fatti 
Cuvier le cita per 1' A. seposita , e Lamarck per la 
clavigera , dicendo che rassomiglia al Penladactyloi 
asler reticidatus di Linck tah. 9,10, n. 16, (quan- 
tunque non sia finamente reticolata , ed oltre le pa- 
pille superiori inimerose ha le iuleriori a clava. UÀ. 
endcca chi sa che noti sia un individuo mostruo- 
so della A. ruhcns , egualmente che lo sarà 1' A. 
tenuispina Lam, dell' y/. echinophora ^ nelle quali la 
differenza specifica è fondata sul numero de' loro rag- 
gi da 5 a 9. 

Queste mie idee derivano dal fatto , attesoché ho 
sott' occhio non solo molt' individui dell' ^. rubens , ma 
benanche dell' ^. S avare si ^ nella quale noto un cu- 
rioso carattere di presentare due tubercoli labirintiferi in- 
teri ed uno mezzo sul disco di nove raggi disuguali, in 
vece di un solo , tenendo per certo che V altro tu- 
bercolo e niezzo di più e la disuguaglianza di tre di— 
veise dimensioni in lunghezza de' raggi, chiaramente ne 
dimostrano la genesi dipendente da quattro uova di ca- 



(3i5) 
dauna stella , le quali sono rimaste fra loro -innestate 
da avere tutte incompleto sviluppo in riguardo al nu- 
mero ed alla lunghezza de' raggi. Simigliante innesto è 
molto frequente nelle Ascidie ed Attinie. 

h'y4. cordifera di Bosc era stata già conosciuta 
da Linck colle parole Stella laterihus lunatis , fi- 
gurata da Rumphius Mils. , e che Lamarck ha fat- 
to appartenere all' Ophiura lacertosa. La Fig. 4 ^^el- 
la Tav. CXXII deir Enc. méth. non spetta a quest'ul- 
tima , ma piuttosto ha qualche approssimazione coll'^. 
cordifera. Tra' suoi caratteri differenziali specifici vi 
è quello sfuggito a Bosc di avere sul principio di ogni 
raggio, e aderente alla squame del suo disco, un pet- 
tine superiore che occulta l'altro inferiore più picciolo. 
In questo gruppo si arrola pure la nuova Ofiura', che 
denomino A. Tenorìi in segno di stima verso il chia- 
rissimo cav. Michele Tenore j della quale , per quan- 
to sia a mia notizia, da nessuno autore si è data anco- 
ra la descrizione. 



( 3i6) 

PARTE II. 

Degli Echini. 

§. I. Sistema osseo. 

a. Guscio) È questo di figura globosa, com- 
posto da vari pezzi simmetricamente connessi , e for- 
nito di due aperture orbicolari j essendone la superio- 
re corrispondente alla bocca , e la inferiore più stret- 
ta spettante all' ano. Nel primiero periodo dello svi- 
luppo i suoi pezzi sono di maggior numero , e veg- 
gonsi mobili ed uniti mediante una membrana , che 
pian piano si ossifica , restandone solamente le traccie 
nelle cinque suture longitudinali, con direzione a zig- 
zag nell' £". saxatilis avente due linee rilevate, che 
da sopra in sotto dividono in cinque , e secondo al- 
tri in dieci eguali porzioni , la intera scatola ossea. A 
questa epoca ha voluto alludere il celebre Cuvier al- 
lorché scrisse ; w Leur enveloppe extérieure est osseuse 
et d'une seule pièce (An. camp. , voi. 3 , pog. 329). 

Ognuna di queste parli risulta da piccoli pezzi 
])cnlagoni co' lati eguali wAV E. Cidaris, e più allun- 
gali e curvi negli altri echini. Nel mezzo hanno una 
linea prominente e flessuosa nell' E. eduUs e saxati" 
tis con due laterali e profondi canali delti ambula- 
cri e corredati di dui)licc serie di forametti paralleli, 
sigmoidei nell' £". eduli's e miliaris ^ ed alquanto fles- 



(3.7) 
suosì nell' E. Cìdaris , cui mancano i^li ambulacri , e 
dritti ueVi E. neapolìtanus e spatagus. Alla coppia di 
ognun di essi nella supeiTicie esterna del guscio osseo 
corrisponde una fovea articolare per V attacco del lu- 
bolino respeltivo e con due forami. 

Egli conviene avvertirsi che i prefati pezzi ossei 
hanno cinque lati o faccie di unione , e sono con que- 
ste elegantemente congiunti : per es. il loro lato infe- 
riore minore insieme col Iato superiore minore dritto 
del pezzo di sopra , forma una spazio in cui si adat- 
ta r angolo , che risulta da' due lati minori di sinistra 
del pezzetto opposto , e così via discorrendo. Dippiù 
i due lati superiore ed inferiore de' suddetti pezzetti si 
connettono con que' posti sopra e sotto gli stessi , tran- 
ne il lato sinistro, che termina quasiché retto , il quale 
si congiugne agli ambulacri. Tali pezzetti od aiuole pen- 
tagone a norn)a che si avvicinano alla bocca , ed all'ano 
si rendono di minore diametro. 

La intera serie degli ossetti descritti co' rispettivi 
ambulacri produce un pezzo grande concavo interna- 
mente, e convesso all'esterno, con seno arcuato, di 
diametro maggiore verso la bocca, e minore verso l'ano: 
il quale pila di terminarsi la ossificazione era formato 
da quattro grandissimi pezzi longitudinali , essendo i 
due ambulacri nella parte interna fra essi uniti median- 
te la linea rilevata, che ora gli separa, ed all'esterno 
o sia a dritta e sinistra si coagiungevano alla serie longi- 
tudinale de' pezzi pentagoni e propriameate pel lato 
piano. 



(3i8) 

Nel riunirs' i cinque segrnonli della scatola ossea 
superiormente formasi un cerchio , in cui ewi più ce- 
lere e compatta ossificazione (i) , ravvisandosene il 
lembo più elevato , munito di cinque archi fatti da due 
pezzi uniti , che solo nell' E. neapolUanns e Cidaris 
sono separati , e corrispondono agli ambulacri. Di 
essi così esprimesi Baster (0/7. cit., p. 116): w Quodsi 
ergo mobiles animalis maxillas laterna constituat, po- 
steriora haec quinque ossicula maxillas iixas vocare 
posses w. 

Neil' orlo interno del descritto anello osseo , e 



(1) Olivi ( op. cit., p. 73 ) opina che il guscio 
degli echini si componga di pezzi connessi a cernie- 
ra ^ prima m,olVi., e di poiossei\ e che derivi da cs- 
trapposizione dijosfato calcareo depositato nelle par- 
ti molli, lo appoggio queste idee del naturalista ve- 
neto colle seguenti ragioni. 1 . Che le uova degli echi- 
ni osservate al microscopio già fanno vedere il perime- 
tro del guscio osseo dentro il quale è contenuto il lo- 
ro embrione-^ e 2. che i piccoli echini chiaramente di- 
mostrano i pezzi o aiuole pentagone , da cui ne ri- 
sulta il nicchio ^ ossee nel centro e quasi cartilaginee 
nel resto : le quali pian piano s'induriscono, e si con- 
nettono più solidamente alle compagne. Né poi riesce 
dijjicile di vedere qualche echino Jbr'nito di tutfi pezzi 
ossei congiunti a cartilaginosa memhrana , che si o- 
11 iterano collo sviluppo ulteriore. 



(3,9) 
propriamente nello spazio esistente fra ogni arco, osser- 
vansi due semiforami , mancanti nell' E. neapolitanus^ 
egualmente clie V orlo rilevato dell' anello osseo , che 
è rappresentato da cinque seni maggiori , e da altrettan- 
ti minori alternanti con eminenze rotondate, cui sovra- 
stano i due pezzi per la quintupla serie di archi. L'a- 
nello osseo appartenente all' ano anche nell' ^. saj:;a^z7/5 
è formato da quindici pezzi in triplice ed alterno or- 
dine disposti j cinque de'quali maggiori e superiori (scu- 
detti) son quasi a cuore e bucati pel passaggio dell' ovi- 
dotto , e tra questi distinguesi uno più grande nella 
faccia esteriore con tanti piccoli alveoli , che negli altri 
quattro sembrano dei forametti , analogia serbando col 
tubercolo laberintifero delle Asterie. 

Baster ha bea descritto questi ossicini : m Perasis 
vero aculeis , superius testae culmen circa apertu- 
rani , qua excrementa animai exonerat , in decem , 
quinque eliam maiora et quinque minora, quasi pen- 
tagona divisum apparet : quorum unum e majoribus , 
struclurae a reliquis est diversae , ejusdemque videtur 
naturae , atque verruca , quae in StelHs marinis depre- 
henditur ( Op. cit. ^ p. ii4 )• Gli altri cinque ossi, 
che costituiscono la serie mediana , ed alternanti colla 
precedente sono reniformi , ed eziandio pertugiati pel 
tragitto di un' arteria. 

Finalmente la terza e quintupla serie di ossi trian- 
golari , circoscrive l' anello interno dell' ano , don- 
de partono a guisa di embrici moltissimi ossicini , che 



( 320 ) 

nel Iato dritto rimangono lo spazio dell' apeitnra del- 
l' ano orlala da aculeelti , che di maggiore iarghezi^a hi 
osservano pure intorno il suo anello esteriore e più 
grande. Veggonsi quelli mobilissimi , e talora sono ti- 
rati dall'estremità del retto verso l'interno, che al tli 
fuori rimane una specie di cavo , nel cui fondo late- 
rale dritto rimarcasi l'orifizio dell'ano. Tale è la dispo- 
sizione de' suoi pezzi ossei ncW E . miliaris , saxalilis e 
fieglectus, se non che nelT E. ncapoUtanus al di fuori è 
chiuso da quattro valvule triangolari , e nell'^". Cidaris 
manca de' cinque pezzi punteggiati all' esterno ( scu- 
detti ) e di altre particolarità di tenue rilievo , che si 
scorgeranno dalla figura, la quale fa chiaramente vedere 
una vaschetta centrale , nel cui fondo esiste V apertu- 
ra dell'ano circondato da' sopraddetti ossicini del tutto 
obliterati. 

La superficie esteriore della scatola ossea in esa- 
me olire le stesse divisioni e suture , che si veggono 
nella sua faccia interiore, non che numerosa e regolare 
serie di prominenze maggiori analoghe ad un trocan- 
tere , ravvisandovisi il collo e la testa levigatissima , 
nel cui centro esiste un forametto per l'attacco del 
legamento, che lo deve unire all' acetabolo di ogni acu- 
leo. Dicasi lo stesso per le prominenze minori, che so- 
no ora irregolarmente disperse tra le maggiori testé 
citate , ed ora formano una specie di corona intor- 
no alle stesse , siccome avviene nell' E. Cidaris. 

La figura del guscio osseo dell' E. spalagus so- 
miglia assaissimo ad uno sferoide allungato piano-con- 



( 321 ) 

vesso : nella cui faccia inferiore e quasi mediana esi- 
stono due aperture , la prima più lunga che larga ed 
anteriore per la bocca , e la seconda circolare pic- 
cola e posteriore per 1' ano j ed amendue risultano da 
molti ossetti mobili , onde l'entrata e la uscita degli 
alimenti fosse oltreniodo facile. Attesoché sul suo dor- 
so ed in avanti veggonsi quattro profondi ed ovali 
canali analoghi agli ambulacri delle altre specie di e- 
chini esaminati j essendo fra essi disposti in modo, che 
i due posteriori più allungati e divergenti verso dietro si 
avvicinano anteriormente ad altro paio uno destro e l'al- 
tro sinistro', da chiudere nel mezzo le aperture dei quat- 
tro ovidotti. 

Nella faccia interna poi di cadauno de' suddetti 
ambulacri corrisponde la gibbosità analoga all' infos- 
samento esteriore, a' cui lati giace la coppia rettilinea 
di forami pel passaggio della quadrupla filiera di bran- 
chie per ogni ambulacro. 

Gli ambulacri inoltre camminano dritti con filiera 
a due opposti forami dall' anteriore parte della bocca 
fino a' quattro fori degli ovidotti , nel mezzo a' quali 
internamente elevasi una cresta o spina per la inserzione 
delle ovaie. Alla stessa maniera son conformali gli al- 
tri due, che nascono dalla parte laterale dritta e sini- 
stra della bocca , e terminano agli ambulacri anterio- 
ri delle branchie, finalmente comunicano coi posteriori 
di queste iiliinie gli altri , che j)artono dai lati poste- 
riori della bocca , ove a sinistra trovasi la spina 
per r attacco dell' Ampidla Poliana , e nel tragitto 

4» 



( 322 ) 

olire de' fori allernaUvi , che presso l' ano rendonsi più 
distanti e colla filiera interna a semicerchio, indi torna- 
no ad essere avvicinali ed alterni. Gli ambulacri poste- 
riori formano un ovale , e gli altri una croce : tutti 
poi hanno una sutura mediana a ziz-zag. I j^ezzi che 
ne couij)ongono il guscio sono cpiasi rotondi , triango- 
lari , rettangolari e irapezoidei. Que' della bocca si di- 
spongono iu due serie una superiore di quattro pez- 
zi e l'altra inferiore di sette, essendo amendue connes- 
se da membrana cartilaginosa, che rimane un margine 
mediano libero e cedevole. E questo apparato serve 
forse per comprimere e stritolare i cibi. Come pure è 
necessaria per la espulsione delle ftccie la corona di os- 
sicini mobili dell' ano. 

In questo echino si rimarca una sutura longitudi- 
nale, che divide in metà dritta e sinistra tutta la sca- 
tola ossea j e rimane meglio chiarita la mente del 
lettore colla ispezione della figura all' uopo espressa cir- 
ca le varie altre suture , ad opra delle quali i difle- 
rentl secondari ed ineguali suoi pezzi, anche invariato 
modo conformati, restano accompagni uniti. 

b. aculei.') Diversificano perla grandezza, forrua, e 
struttura. Taluni di essi sono a subbia , e striati a bin- 
ilo con Olio presso la base ( E. edulis ) \ altri hanno 
de' profondi solchi alternanti con linee rilevate, traver- 
••almente striale, e con apice ad un di presso retuso (£". 
nc^lcctus )^ altri veggonsi piani, striati, adi figura o- 
\ale ( Zi,\ Cidan's) , in cui n'esistono non pochi ci-, 
lindrici, lungliissimi , solcati a lungo, e con scabrosità 



( 3a3 ) 
e strie a traverso, tra'quali se ne trovano alcuni esilissiml 
a su])bia-, altri riniarcansi assottigliali coli' apice rotonda- 
to , compresso , e con tlne fovee laterali da una sola 
faccia ( E. JìeapoUianus )^ od altri sono curvi con 
strie longitudinali intersecate dallf traversali , rotondi, 
ampliati , concavi a guisa di cuccliiiiio nel termine (^E. 
spatagus) ^ e nell'interno vóti. Tutti i descritti aculei 
nella base hanno un acetabolo (^For/tacnla , Rnmphius) 
articolato col respettivo trocantere , in corrispondenza del 
quale nell' £". Cidarh esiste un infossamento interno in 
ogni pezzo del sno guscio. 

Parte poi dal centro del trocantere fino al mezzo 
dell' acetabolo il legamento, che sostiene aniendne , il 
quale è visibilissimo neli' E. Cidaris , ove si scorgono 
pure i forami pel sno [)rincÌpio e termine di attacco. 
Marcata diversità mostrando di situazione eccentrica 
dell' acetabolo gli aculei cilindrici ed a paletta dell'A^. 
spatagus come apparisce dalla figura. 

Hon mi dilungo su le particolarità degli aculei mi- 
nori sia circondanti i maggiori , e sia dispersi nella su- 
perficie esteriore degli echini : se non che è tempo dir 
qualche cosa di certi esili aculei assai diversi da' pre- 
cedenti e talora cartilaginei ( E. edulis ) , o di altri 
setolosi ( E. spatagus ) allogati lascamente fra* grandi 
e piccoli, non che vestiti dal comune integumento nel- 
la prima specie di Riccio marino testé citato j ed ag- 
gruppati , fi-agilissimi, e rossi in questa ultima, forman- 
do una corona cordaio-ellittica intorno il suo ano , ed 
»n' aia quasi crociforme bifurcata sul dorso. 



( 324 ) 

e. Pediccllarìe ) Ritengo quesla denominazione 
non perchè volessi confermare l' idea espressa dal ce- 
lebre Lamarck (^Hist. des ari. sans veri., voi. 2 , ;;. 
63) ed aj)provata dal benemerito Cuvier (^lìegn. anim., 
voi. 4 5 p- 69) di reputarle polipi, racchiusi nel lo- 
ro gambo e colla bocca in mezzo de' denti 5 ma a so- 
la ragione che per esse già trovasi introdotto siffatto 
vocabolo. Fanno elleno parto integrale degli echini e 
servon loro per attaccarsi a' corpi adiacenti , ed anche 
a ritenere gli animaletti da cibarsi. Furono note pure 
a'Baster {Op. siihsec. 1, p. i3g) che scrive: ^^ Quae- 
dara proboscides iribus cuspidibus terminantur , quod 
pictor depingere omisit 3>. 

Sono le stesse di variata struttura e forma, vale a 
dire alcune ravvisansi fornite di gambo osseo artico- 
lato col respettivo trocantere , e nell'altro estremo aven- 
do un gruppo di fibre, che si distribuiscono a tre pez- 
zi ossei lunghetti, sottili, puntuti ed articolati. Tali pe- 
dicellarie S})ettano all'È. edaUs ^ essendo nell'E". spa- 
tagiis minori , meno valide di quelle dell' E . Cidaris, 
ed analoghe alla teca dell' Evonymus eiwopaeus nel- 
\ K. ncglectus. I divisati echini, tranne il Cif/arii', in- 
torno la bocca ne hanno de' gruppi a fascetti con vari 
fili, terminato ognuno da capolino diviso in tre pezzi 
prismatici e poco profondi intorno l'ano àcìVE. spatagus. 

(1. Corona di assetti ) Una tunica fibrosa chiude 
V orificio maggiore del guscio , nelle cui maglie esi- 
stono varii ossicini dotati di oscuro movimento e 
mossi da speciali tendinucci , corrispondendovi all'è- 



( 325 ) 
sterno i gi'iippi di pedicellarie. Ma intorno 1' apeiiura 
dell' atrio della bocca rimasta dalla succennata mem- 
brana , ed in corrispondenza degli archi ossosi , esisto 
una corona di ossetti compressi quasi cordali j essendo 
ognuno esternamente munito di una fovea con dupli- 
ce forame , cui aderiscono i tubi circondanli la bocca, 
ed i yari fascetti di pedicellarie quivi esistenti. 

e. Denti. ) Al numero di cinque circondano il 
principio dell' esofago , rappresentando un cono penta- 
gonale (JLaterna Aristotelis). Ogni dente , che Baster 
appella maxilla mohills ^ di figura piramidale prismati- 
ca , offre la faccia esterna gibba , nella cui base evvi 
un'apertura, ove scorgesi una sutura nell' E. edidis , 
saxatilis, neglectus, Cidaris, e due uncini neW E. nea- 
politanus j avendo poi a' lati una fovea j)er 1' attacco de' 
muscoli dilatatori. Le due faccie laterali interne di det- 
ti denti sono piane , e fatte da infiniti solchi paral- 
leli, alternanti con linee rilevate, che internamen- 
le terminano solitarie, costituendo da sopra in sotto una 
specie di pettine molto approssimato al compagno. 

Quella nell'interno ha una lamina ossea ricurva dura, 
una linea larga, all'estremo acuminata ed emulante il 
dente incisivo de' rosicchiatori, che s' indurisce colla ma- 
sticazione, alla cui faccia inferiore se ne adatta una se- 
conda più stretta rettangolare, retusa in punta , ed entram- 
be lunghessa la linea mediana interna della faccia gib- 
ba di ogni dente s'innestano e finiscono assottigliate co- 
me un nastro , e ripiegate. La sostanza di dette lami- 
nette è perfettamente ossea verso la bocca, dove tutte e 



( 3.6 ) 
cinque si toccano ed in parte ne cliiudono l' orifìcio , 
terminando delicate a guisa di linguetta, striate a tra- 
\erso , di sostanza setolosa con splendore metallico e 
quasiché analoga all' asbesto. Esse nell'fi.'. Cidaris man- 
cano, ed i denti finiscono come il becco della penna 
da scrivere e privi della seconda laminelta. 

Presso Tapice dell'apertura della faccia gibba de'denti 
esiste un .forame continuato sino al termine del loro dor- 
so j come pure si veggono due seni tra la spessezza di 
ognuno di essi , o nell'angolo di unione della faccia con- 
vessa alle due laterali e piane analogo all' antro d'Higmo- 
ro. Ciaschedun dente per la sola base si articola col com- 
pagno , dove evvi un mez7.a fovea triangolare , clic si 
rende compiuta col dente vicino, nella quale allogasi un 
ossetto rettangolare {Ossicida trahecularum instar^ Ba- 
sler ^ poiiire osscusc , Cuv. ) fornito d'incavi ed emi- 
nenze laterali , con cui si adatta ed articola nella de- 
scritta fovea triangohre , e tra' quali passa 1' arteria 
esofagea , appena convesso su e curvo giù. 

Il terzo ed ultimo ordine di ossetti è quello , 
che ora si descrive, conosciuto da Baster colle seguenti 
parole: « stamìnum in flore passionis more exsurgunt. » 
Ognuno de'quali è ricurvo, prismatico ne' lati , roton- 
dato all'esterno, aderente mercè legamento alla fovea 
della faccia piccola ed interna di uno degli ossi de - 
scritti , e coir altro estremo finisce ad j^ rovesciato nel- 
V E.edulis e neglcctus , orbicolare nell' £". neapolita- 
nus , con alette nel Cidaris , privo delle due aste di- 
vergenti e compresso nell £■. saxaiilis , e milìaris. E 



( 327 ) 
tale la meraviglia che reca la contemplazione dei descritti 
pezzi della bocca, che Gesnero parlando de'niedesimi dice: 
ìi forma eius in rotunditaleni conglobata est , dempta una 
parte parum compressa, in qua os est rotundum quinque 
denlibus incurvis intuscavis, et in idem punctum coeun- 
libiis munituni: ii quinque raaxillis internis connexi sunt, 
quae ab ore inlus erectae, ex acuto in laium tendentes, 
et ambienti calyce continuae : tam mirabili stupendo- 
que artificio sunt constructae et caelatae, ut nihil sit 
in toto mari elega ntius spectatuque iucundius ( Op. 
cit. j Uh. IV , p. 35o cum icon. ) ». 

§. II* Integumenti. 

a. Esterno ) La superficie degli echini è coperta 
da cute alquanto spessa, molliccia, facilissima a spappo- 
larsi aj)j)ena distaccata, avente de' puntini cho la fanno 
comparire verde nell' E. Cidaris e spatagus , verdic- 
cia o bleu nell' E. saxatills , e violetta nell' E. edit- 
lis e neglectus. La medesima poi veste i piedi , le 
branchie e le diverse specie di pedicellarie , termi- 
nando nell'orificio della bocca e dell'ano, non che al- 
l'orlo osseo di ogni spina maggiore e minore, nelle qua- 
li costituisce l'inviluppo esterno alla prima tunica della 
loro capsula articolare. Ben inteso che quando l' ani- 
male sia prossimo a morire incomincia a disfarsi, e se- 
io porla la caduta degli aculei ossei j rimanendo solo 
i cartilaginosi , che nell' E. edulis patentemente appa- 
riscono vestiti dalla cute punteggiata. ;» 



( 328 ) 

b. Interno^. E così chiara la esistenza della tani- 
ca interiore e peritoneale nell' E. neapoiitanus, che tlà 
luogo ad osservare la maniera come veste le vescichet- 
te , le ovaie cui dà una membrana aderente alle cinque 
suture longitudinali della scatola ossea, forma il mesen- 
terio , e si adatta sul sistema muscolare de'denti , da 
coprire tutta la laterna Aristoteìis j essendo nell' E. 
Cidaj'is ])rolungata in cinque borse ovali aperte nell' 
atrio della bocca , e projìriamente avanti ogni dente , 
onde r acqua marina possa introdurvisi , e passare in 
tutti gli spazi esistenti tra caduno di questo e colla 
particolarità di essere corredata di produzioni aculeate. 

Dall' esofiigo si estende direttamente ])resso l'ano, 
onde stabilire una perfetta comunicazione membranosa fra 
quello ed il retto , affinchè sia mantenuta in sito la ve- 
scica ovale che fa l'officio di cuore , e non soffra alcuno 
spostamento l'intero tubo cibale, nel quale rappresen- 
ta il mesentero , sotto I' urto della corrente di acqua 
marina , che dall' esterno circola nell' interno di siffatti 
animali, entrandovi forse eziandio tra'tendinucci dell' a- 
no. Neil' atrio della bocca si adatta in forma di tam- 
buro presso r apice dei denti , ed alla base de' mede- 
simi circonda strettamente 1' esofago. 

5. III. Sistema muscoloso. 

I. Borse articolari. ) Nelle spine grandi e pic- 
•ole n' esistono due, una esterna e l'altra interna j ab- 



])raccIandosi dalla prima il collo del trocantere fino 
all' orlo circolare di ogni spina , ed intorno intorno ve- 
stendosi dalla seconda 1' esteriore parte dell' acetabolo 
e del trocantere : attesoché dal centro di aniendue que- 
sti ultimi si prolunga il legamento , che sembra forma- 
to da valide fibre cinte dalla tunica sierosa o sinoviale 
ad opera di cui fassi 1' articolazione per artrodia. 

II. Bocca ) Numerosi sono i muscoli , che muo- 
vono i denti e l'orificio dell'esofago. — i. Dilata- 
tori superiori. Incominciano da' cinque lobi variamen- 
te incisi , in cui presentano un masso carnoso, che 
dapprima si restringe , indi si amplia , e poi men- 
tre si attenua scorgesi allungato e diviso in due sot- 
tili muscoletli , che separatamente si legano all' inter- 
no lato di cadaun ossetto rettangolato. — 2. Inferiori, A' 
sopraddetti lobi carnosi è attaccata una coppia di pic- 
coli muscoli, terminando ognuno separatamente a drit- 
ta e sinistra del becco di ciaschedun dente. 

IH. Denti^— 1. Superiori. Nascono tali muscoli dal- 
la fovea esistente nella metà interna dell'osso , che forma 
gli archi , e terminano nelle incisioni laterali superiori 
esterne di ogni dente. Neil' £. Cidaris compariscono 
divisi in due distinti lacerti. ~ 2. 7/z/er/or/. Tra la metà 
dell' orlo interno osseo in vicinanza degli archi princi- 
pia un piano muscolare risultante da vari lacerti , che 
finiscono nella base di ogni dente , la quale ne è del 
tutto circondata. —3. Aduttori. Hanno origine ne' solchi 
scolpiti tra la laccia laterale di ciaschedun dente , i 
cui rialti finiscono pettinati. Sifl'atli muscoleCti sono fra 

42 



( 33o ) 
loro paralleli , larghi e formantino vari tlislinli strali 
muscolari , pe' cui spazi equidistanti e simmetrici pas- 
sa con molta facilità l'acqua marina. 

IV. Esofago ) — 1 . Costrittori. Ad ognuno delin- 
que pezzi ricurvi, che nell' £". edidis , saxaiilis , ne- 
glectus finiscono ad j^ , son legati due muscoli , che 
incominciano triangolari ed obbliquaniente dal centro dei 
due orli ossei orali, e colla particolarità che uno diri- 
gesi alla branca dritta di detto osso e l'altro alla sini- 
stra del compagno. ~ 2. Dilatatori. Siccorae una mem- 
brana fibrosa pentagona unisce tutti e cinque gli ossi 
«d j^ intorno l* esofago, così ne' suoi margini esteriori 
esiste un masso muscoloso , che concatena in altrettan- 
ti pezzi gli ossettì descritti , e contraendosi gli disco- 
sta dall'esofago, che quindi ne è ampliato. 

V. Linguette) — Adduttori. Dalla metà di clasche- 
dluno di questi muscoli parte una coppia di fascetti 
carnosi, che adattasi a' lati di ogni linguetta rijiiegata, 

VI. P^alvrde dell'ano dell' E . ■ ìieapoliianus) . Han- 
Ro varii brevissimi lacerti muscolosi , che jiartono dal- 
lo sfintere dell' ano e si dirigono alla faccia inferiore 
delle quattro valvule ossee, che ermeticamente chiu- 

i;dono colla contrazione , ajirendulo col loro rilascia- 
mento, ì' 

§. IV. Canale degli alimenti. 

Il principio dell' esofago mercè particolare tunica 
è legalo all'incavatura di ogni dente j di poi lubolo- 



( 33i ) 

so , rislretlo e dritto discende nel cavo addominale , 
formando delle rugosità traversali , e descrivendo due 
girate e più nell'^". neapolìlaniis -^ nel mentre nell'jE". 
edulls e Cidaris cammina quasiché dritto, ed in grazia 
del mesenterio si lega presso il forame osseo interno 
dell' ano. Il canale intestinale diviene vieppiù rugoso a 
traverso, il quale neW E. Cidaris si amplia di molto 
emulando unquintoplo ordine di stomaci, e nella prima 
girata è disposto in cinque rientralure ad elevazioni sina- 
nietriche , esternamente attaccate al mesenterio irsuto , 
e lendinoso-dentato. Questo neir opposto lato dell'inte- 
stino presenta nella sua spessezza delle glaiulule conglo- 
merate , è vari follicoli oltre la vena me^eraica. 

11 descritto pezzo intestinale che per la struttura è 
^uniforme ed analogo al duodeno , iwW'E. neapolitanus 
è meno allargato , e descrive le slesse cinque curve , 
le cui rientralure sono j)iù estese. Rugoso con cellet- 
te e semidialramrai paralleli si vede xìqW E. ediilis ^ 
il quale all' esterno mediante fdi lendinosi aderenti al 
mesenterio è legato al guscio ^ giacche nel margine in- 
tèrno libero è costeggiato da un canale rotondo avente 
longitudinali e poco 'profonde rughe , che incomincia 
dal termine dell'esofago e fluisce al principio dell'in- 
testino tenue; stabilendosi in tal modo una comunica- 
zione diretta tra questo budello e l'esofago. 

Il canale intestinale ne' sopraddetti echini all' in- 
tano levigalo e rotondo descrive altre cinque girate , 
parallele alle piime e di minore estensione, essendo con- 
formato a spira nell'E". Cidaris. Nella parie esterna ad 



( 332 ) 
opera del mesenterio è attaccato al guscio, e poi termina 
nel foro esteriore dell' ano molto sottile e centrale nel- 
r E. Cidaris ed ediilis , con una specie di sfintere e 
chiuso da quattro valvulfi nell' E. neapolitanus^ e late- 
rale nell'jE'. saxatilis. 

Il colorito dell'esofago è per lo più gialliccio , 
e con varie macchiette, le quali nella superficie inter- 
na guardandosi colla lente presentano delle eminen- 
ze romboidali , rilevate, con macchia rossa di vino nel- 
r apice. Siffatti rombi si veggono depressi e punteggiati 
nel resto del tubo intestinale j giacché le rughe del- 
l' intestino duodeno offrono la vena meseraica, d'onde par- 
tono de' vasi paralleli , somiglianti a delle laminette glan- 
dulose separantino un umore giallo-fosco necessario alla 
digestione. Due tuniche abbastanza esili compongono il 
canale degli alimenti , che sono fra loro talmente uni- 
te da farle reputare una sola membrana. La esterna di 
esse deriva dal jieritoneo e la interna dalla solita moc- 
ciosa , la quale nel iluodeno pare forse fibrosa , ma 
ciò nasce dalle moltiplici rughe e da' vasi. 

Andamento alquanto diverso rimarcasi nel tubo In- 
testinale dell'^". spala gus ^ il cui esofago è senza den- 
ti , x\n pò allargato nel principio , assottigliato e drit- 
to in seguito ;, ove nasce il duodeno che gli passa 
per sopra , ed un canale abbastanza ristretto e traver- 
salmente diretto verso l' incominciamento del digiu- 
uo , ove si apre. Ma lo stesso duodeno giallo e con 
molte rughe traversali, nel discendere e descrivere la 
seconda girati, comunica con un sacco terminante mol- 



( 333 ) 
to largo ed In forma di cieco. Allo stesso segue il di- 
giuno die descrive una curva ovale , maggiore degli 
altri de' quali è più largo , e dalla sua estremità ha 
origine il retto assai attenuato e spirale. 

§. V. O V ai e. 

Le ovaie sono al numero di cinque negli echini 
annunziati tranne l' E. spatagus , in cui se ne osser- 
vano quattro disuguali ^ vale a dire due grandi anterio- 
ri , ed altrettante piccole posteriori. Ne' primi echini 
ognuna di esse presenta un canale comune aperto pres- 
so r ano , e nell'estremità opposta termina perfettamen- 
te chiuso. Siffatto tronco o canale primario mercè la 
duplicatura delle lamine del peritoneo aderisce ad una 
delle cinque suture della scatola ossea , nel suo tragit- 
to a dritta e sinistra cacciando de' rami primari sud- 
divisi in altri , e terminati da piccole borsette rotonte 
od acuminate. 

La descritta ramificazione nell' E. saxatilis e Ci- 
daris giugne alla terza divisione , e nell' E . neapolita- 
nus arriva fino alla quarta e coU'ovaia rossa. Quella dell' 
£. 5/ja^a^7i5 e degli altri echini è gialla , avendo il canale 
comune diviso in due \ quale dicotomia costantemente 
si conserva fino alla quarta divisione , in cui l' ovaia 
finisce in tante vesciche cilindriche bifurcate. E d' av- 
vertirsi che la intera sua massa in questo echino è 
molto irritabile \ e , stimolata con un corpo pungente , 
si conserva anche j)er qualche tempo dopo essere stata 



( 334) 
separata dal corpo dell' animale in discorso. Tatlc e 
quattro poi le ramificazioni primarie dell'ovaie co' {uo- 
prii forami terminano nella posterior parte del dorso. 
Le loro uova osservate al microscopio sono ellittiche, 
trasparenti e con una elevatezza nel centro. 

Le ovaie dell' E. ediiUs , neglectus , mlìiaris e 
saxatilis ^ costituendo la sola parte mangiabile de- 
gli echini e perciò furono tanto ricercali da' Romani , 
riescono un cibo grato allo stomaco: e sperimeniaiisi 
leggermente purgative ingrazia del mariato di soda, che 
vi si contiene. Gli antichi hanno molto scritto su la 
virtù medica e talora velenosa degli echini , di cui oggi 
non si tiene più conto. Le facoltà medicinali a' medesimi 
attribuite da I[ìpocrate e da Galeno non sono affatto 
più apprezzate. SI apprestano ora in qualità di leg- 
giero alimento a' convalescenti di malattie acute. Il 
loro abuso , che non è tanto difficile ad avverarsi tra' 
ghiottoni , ha cagionato delle coliche e talora dissen- 
terie. I marinai mi assicurano che le ovaie dell' £". 
Jieapolilanus sieno perniciose a coloro , che le mangia^ 
no j per cui non è pescato siffatto echino per gli usi 
domestici. 

§. V. Sistema circolante. 

a. T^ene ) Dall' estremità dell' intestino retto inco- 
mincia la vena cnteroidea , costeggiando lutto l' interior 
lato del budello fino all' esofago , presso il cui ter- 
mine sbocca nell'anello vascoloso. La nominata vena 



( 335 ) 

nel suo tragitto sì dalla parte in cui fiancheggia l'inte- 
stino che dall' altra del mesenterio, caccia sempre de' va- 
si , i quali i\e\V E. Cic^^^^rw sono più visibili perle ana- 
stomosi , che formano coli' arteria enteroidea e per le 
diramazioni , che danno al mesenterio. Il sangue di 
detta vena è rosso-violetto tendente solo al gialliccio 
Tìeli' E. spatagus e neapolitanus, ed al verdastro nell' 
E. Cidaris. 

b. Arterie ) Dall'anello vascoloso dell'esofago par- 
tono non solo V arteria enteroidea che parallela alla 
vena di tale denominazione, cui puranclie somiglia pel 
colorito del sangue , e si anastomizza soprattutto nel 
duodeno tra le intestine e' 1 mesenterio mercè traver- 
sali e picciolissimi ramoscelli ^ ma benanche le cinque 
arterie esofagee, le quali pria di andare a ramificarsi con 
parallelo tragitto nelle lacinie della bocca , median- 
te un ramo che passa tra i muscoli de' denti si ana- 
stomlzzano alle cincjue arterie dorsali per mezzo degli 
ambulacri continuate dritte sino all'ano, eccetto nell' 
E. saxalilis ed edulis ove sono appena flessuose , 
passando sotto gli archi ossei, enelsolo^". Cidaris j^aì 
loro spazio mediano^ indi ognuna pel rispettivo canale 
esce fuori della scatola ossea, onde somministrare vaselli- 
ni alla cute , e nell'^. Cidaris patentemente risale pel 
mezzo degli ambulacri fino all' apertura della bocca. 
Tutte e cinque le arterie dorsali formano un anello 
intorno questa e l'ano. Tale è l'andamento dell'ap- 
parato vascolare negli echini in disamina tranne il se- 
gmento. 



( 336 ) 

Presso la superlor parte dell' orificio della bocca 
deir^. spatagus a guisa di pentagono principia un'arteria, 
che con parabolico andamento a drittate sinistra si continua 
pe* lati superiori della scatola ossea , avvicinandosi viep- 
più presso l'ano. Indi divaricano di bel nuovo con di- 
rezione quasi retta , amendue accostandosi in corrispon- 
denza de' forami delle ovaie , nel qual punto costitui- 
scono le arterie branchiali posteriori , dove a' lati ed 
in situazione fra esse opposta escono le branchiali an- 
teriori che , risalendo pel dritto e sinistro lato del 
guscio osseo, finiscono eziandio ne' lati superiori del- 
la succennala arteria poco distante dal suo mezzo , do- 
ve termina 1' arteria sagittale , che proviene dallo stes- 
so anello arterioso circondante gli orifizi delle ovaie. « 

Kel mezzo del lato inferiore dell' arteria pentago- 
nale trovasi r anello vascoloso esofageo , in cui sboc- 
ca la vena enteroidea , e parte l' arteria di tal nome , 
percorrendo entrambe il margine interno e l' esterno 
del tubo intestinale , e formando circolari e paralle- 
le anastomosi nel duodeno. L' Ampolla Poliana col 
suo dritto canale nasce nell' angolo inferiore sinistro 
del sopraddetto pentagono vascolare , donde ha origine 
r arteria mesenterica minore , che finisce sola al di là 
del duodeno, ed un altro consimile vaso compagno , 
che presso il termine di questa passa dietro l' inte- 
stino retto e , scorrendo dritto sul peritoneo della su- 
tura sagittale, si anastomizza coli' anello vascoloso cir- 
condante le ovaie. 

e. Ampolla Poliana o cuorv. ) Rappresenta il 



( 33; ) 

ricettacolo comune della circolazione eg'.ialmentec che 
dissi avvenlie per lo Sifnncolo , le Oloturie, eie Aste- 
rie. Essa incomincia tubolosa dall' anello vascolare del- 
l' esofago , e con flessuoso corso finisce rigonfiata 5 es- 
sendo strettamente legata all' esofago mediante II peri- 
toneo, che si prolunga fino alle pertinenze dell'ano, e 
corrisponde alla faccia interna del pezzo osseo al- 
veolato ove esiste una fovea ripiena di sostanza granel- 
losa , e cjuasichè analoga a quella raccliiusa in detta 
ampolla , che mi è sembrato in tutti gli Echini all' 
infuori dello spatago, che ne è privo, dirigervi un va- 
sellino. 

d. Ampolline o vescichetle sanguigne) IMonro le cre- 
dette piene di acqua senza conoscerne l'ulFicIo ^ poiché le 
medesime sono onninamente identiche agli Otricelli Fo- 
lineanl da me descritti nelle Oloturie. Variano soltan- 
to per la forma. Quali vescichette offrono la figura la- 
mellosa , o sia hanno la faccia inferiore piana , le due 
laterìall alquanto rigonfiate o compresse a seconda del 
bisogno , e la superiore semicircolare (£". esculentus^ e 
Cidaris)^ e falcata ncW E. ncapolitanus. Ogni ampol- 
letta è appoggiata alla sottoposta e nel tutto insieme la 
intera serie di esse vedesl semiembriciata ^ comunican- 
do nell' angolo interno ad opra di breve canaletto colla 
respeltiva arteria dorsale , la quale tanto alla sua dritta 
che alla sinistra ne tiene una filiera In certi Echini al- 
terna ed in altri opposta. 

Le mentovate ampollette lamellari sono appen-^ 
striate a traverso negli Echini esposti non escluso l 

43 



( 338 ) 
spatagiis , giacché nel solo Cidaris appaiono nimica- 
te. Le aKerie dorsali dell' E. esculentus e saxai'dìs 
presso l' esofago hanno in vece di laminetto , le cui 
liliere finiscono sotlo ogni ponte, a dritta e sinistra un 
corto canale da cui pendono tre vescichette , che veg- 
gonsi solitario in gran parte del loro superiore tragitto 
wqW E. Cidaris, di figura più allungata ed in maggior 
copia nell'i!?, neapolilanus, e quasi nell'intero corso del- 
l'arterie laterali e mediana , sì con opposta che con al- 
terna direzione nell' E. spatagus , come sarà meglio 
dimostrato dalla corrispondente figura. 

e. Branchie ) Non è a mia notizia che sieno 
siale ancora desciitte da alcun autore. Esse veggonsi 
al numero di dieci negli Echini in esame, eccetto VE. 
neapolitanus che ne ha venti. Sono situale nei semicanalì 
esistenti nel segmento di cerchio osseo , che trovasi Aa 
ogni ponte circondante 1' apertura del guscio vicino la 
])0cca. Si avverta però che VE. neapolitanus le mostra 
impiantate sulla membrana fibrosa, che chiude tale aper- 
tura. Ogni branchia risulta da un canale bifiircato fuo- 
ri del guscio e diviso in tante lacinie pianate , termi- 
)]ando dentro di quest' ultimo in una specie di sacco 
])eudulo e diviso in due tronchi, de'cpiali ognuno fini- 
sce variamente sfrangialo, analogo forse alle vescichet- 
te poc' anzi descritte \ attesoché contiene il sangue ed 
un umore poltaceo identico a quello racchiuso nell' ^/n- 
polìa P oltana . Non ancora ne ho conosciuto il rap- 
porto col sistema sanguigno. 

e. Piedi ) L' inferior faccia delle vescichette la- 



( 339 ) 
radiose ha quattro canalini , riuniti in due coppie , che 
nell' attraversare i forami degli ambulacri s' internano 
in un tubo attaccato alla fovea di cadaun palo di 
forametti , dentro cui separatamente camminano fino 
al termine di questo comune canale , che nella mag- 
gior parte degli Echini vedesi costrutto da tunica con 
fibre longitudinali e traversali , necessaria per l'estensione 
e contrazione loro, avente neWE. esculentus l'apice 
con disco osseo dentato ed una fovea centrale , conosciu- 
to da Lamarck per la P. rolìfera. Con essi gli Echi- 
ni si attaccano con tale forza alle pareti de' vasi , quan- 
tunque levigatissimi , che è facile piuttosto di rompersi 
che distaccarsene j e possono eziandio muoversi a gui- 
sa di remi nel mare. Siffatti piedi nell'^. ?2ea^oZ47a««5, 
nel Cidarìs , e nello spatagus nascono pure da ogni 
vescica ; ed in quest' ultimo alcuni finiscono piani con 
centro bianco, ed altri son terminati da disco con infiniti 
coni disposti in ombrelle concentriche. I dieci piedi o 
tentacoli, che circondano la bocca dell' £". esculentus^ 
saxatills ec. finiscono con due distinti canalini In una 
vescica , che mercè breve tubo sbocca nell' arteria ra- 
diale poco lungi dall' anello vascoloso. 

g. Pinne^ La vescichette lamellari dell' E". n<?a^o- 
lìtanus invece de'piedi appuntati hanno un tubo da 
uu lato pennato, mancando del tutto negli altri E- 
chini , e che lìeW'E. spatagus è a dritta e sinistra inci- 
so, e colla particolarità di essere appena bipinnatoj chia- 
ramente mostrando il vaso mediano ripieno di massa 
cruorica da renderlo più colorito delle altre parti. 



e 340 ) 

1). Grappoli vescicolosi) Il vaseliitio, che dal fondo 
(Ìi-'W ampolla Poliana si dirige verso la fovea corii- 
S])ondente alla faccia interna dello scudetto maggiore 
dell' ano , cojnunica con un corpo vescicoloso , risul- 
tante da numerosi granelli , ne' quali si contiene un 
nnjore identico a quello ^\^i\V ^hnpoTla Poliana o sia 
del cuore. YJ E. spafagits , che perfettamente ne man- 
ca, ed avendo V Ampolla accennala senza vaso di co- 
municazione nel suo fondo , offre sul mesenterio vari 
grappoli vascolosi provenienti dalle diverse diramazioni 
dell'arteria meseraica minore e pendenti sul mesenterio. 
Esplorata sifl'atta sostanza al microscopio 1' ho rinve- 
nuta ricolma di globetti sanguigni. L' E. Cidaris è 
sfornito delle succennate produzioni vascolose : e clii 
sa che con queste e co' corj)i sfrangiati delle iiran- 
cliic non abbiano relazione i gruppi vescicolosi delle 
Asterie ? 

Sappiasi in nltimo clie quantunqe Olivi (Zoolog. 
adriat. , p. 'j 1 ) avesse annunziato con entusiasmo la 
scoperta de' vasi linfatici degli Echini fatta dal celebre 
jWonro , pure gli odierni zootomisti e le mie ricerche 
su tal ])unto nulla hanno dimostrato di vero. Che an- 
zi se ne rileva 1' errore dalle seguenti parole del dot- 
tissimo Cuvier : w dins Ics Oìirsins , on voit [)lus par- 
ticuliérement les grancles artères de l'enveloppe donner 
un petit rampa u jìour le faire jiasser au travers de 
(hacun des petites Irons , et pour aller par là nourrir 
Ics pieds , Ics mouscles des cpines , et les autres par- 
ijos mollcs cxtérieures. Je pense que ce sont ces vais- 



( 34i ) 

seaux-là que IMonro a pris pour des absorbans ( Li'g, 
à' Anal. conip. , voi. 4 > /^' 4 '7 ) "• 

^. VI. Sul n uov o e p aTticolar in oi> iììiento 
de' gloh et ti sanguigni degli Echini. 

Le Memorie del dottor Schultz , professore di 
fisiologia e materia medica nella Regia Università di 
Berlino , sul circolo del sugo proprio della Celidonia 
maggiore (i), immediatamente seguite da altre sue ana- 
loghe osservazioni concernenti i fenomeni della vitalità 
del sangue umano (2) j furono con ragione annunziate 
in vari accreditati giornali (3), ed in opere anatomiche (4), 
come fatti estremamente importanti , da' quali molte 
utili conseguenze avrebbonsi potuto dedurre. Ma dis- 
graziatamente il semplice titolo di novità suole spesse 
volte arrecare una prevenzione sfavorevole ap|)o coloro, 
che intraprendono simili ricerche con animo preoccu- 



(1) Obs. raicr. sur la circuì, du sue propre dans 
la Chelidoine. 

(5) Mém. sur le phénoni. de la vie dans le sang 
demontr. par les observ. microscop. 

(3) Journ. compi, du dict. des se. medie. , voi. 
XFl, e XIX. 

(4) Meckel , Manuale di Auatom. gen. , trad. 
da P. Giusti , pag. 9. 



( 34^ ) 

j)ato in modo che talora si contentano di sagrificare la 
verità perchè contraria alla propria maniera di vedere. 
In non debbo tacere che negli anni scorsi con im- 
parzialità osservai il moto de' globelti , che circolano 
ne' vasi della succennala Celidomia e di qualche Eufor- 
bia (i). La perquisizioni mie però sono di pochissi- 
mo peso alla favorevole opinione emessane da' rino- 
matissimi scrittori Linck, Rudol[)hi, Reichenbach , Hay- 
ne , Treviranus (2) e Dutrochet (3), che sulle prime 
se ne era dichiarato contrario , e poi con una impar- 
zialità degna de' più grandi elogi e da essere imita- 



(1) Nel sugo (ZeZZ' Euphorbia lathyris ho rilevato 
alcuni corpi rettangolari , che non saprei se sten 
dessi corrispondenti a' bastoncelli 7'avi>isati\^i dal 
celebre prof, dell'università di Breslaa L.-C. TrC' 
viranus ( Journ. compi, des se. méd., voi. XXIII, pag. 
21 3 — Sur le sue propr. des végét. , ses réserv. , ses 
mouvem. et ses nsag. ). Quali rettangoli sono sfati 
da me eziandio scoperti e dimostrati al eh. Carus 
ne' globetti bianchicci situati nella esterior serie de' 
tentacoli dell'Actinia, rubra e dell' A. Cari. Sijffat- 
ti corpi rettangolari sonosi da me rinvenuti anche 
nella sostanza glandulosa situata presso V esofago 
dell' Asc\(\\di canina. 

(2) Mem. cit. , pag. 218. 

(3) Fèrussac, Bull. dés. se. méd., tom. XII, pag. 
19S. 



( 343 ) 
ta da' veri amatori delle scienze , ha pubblicanients 
coufessato il suo errore , attribuendo ancor egli sì al 
sugo della Celidonia che al sangue degli animali un mo- 
vimento molecolare d'incognita natura (i). 

Ma sia ciò detto per incidente e passo ora al fe- 
nomeno singolare , che mi è occorso di osservare , il 
quale in unione delle precedenti ragioni rende la teo- 
rica del medico di Berlino su la vitalità delle particelle 
del sangue oltremodo esatta. Egli è troppo vero che negli 
animali a vertebre durante la vita non riesce così age- 
vole a dimostrare la presenza del siero, in cui nuotano i 
globetti cruorici. Ed Haller (2) scrive: w nulla ejus par- 
tis ( seri ) susplcio nascitur , si plenam venam videris: 
in arteria enim et vena ranae , si sane beneque pasta 



(1) L'acccennaJo moto ne'gruppi ovali, ed in qiie* 
simili a girini delle rane V ho veduto durare \oiit 12 
ore dopo di aver sezionato in più parti V animale , 
restandone illeso però qualche vaso -^ e per i5 e pia 
minuti qualora riceveva una goccia di sangue in un, 
cristallo concavo, o sia fintantoché non se ne dis- 
sipava il siero. 1 moi'imenti che Heidman attribuì 
alle fibre sanguigne debbansi ripetere da' suddetti 
globali posti in serie longitudinale , e precisamente 
da' nocciuoli de'glnbelli del sangue. 

(•2) Elem. phys. , tom. /, p. 181. 

E certo però che il suddetto siero cresce appena 
che sia uscito il sangue da' propri canali. 



( 344 ) 

fucn't , globuli rubli adeo courecli sunt , ut quicl({uam 
praeler cos inesse non suspiceiis w. Esso poi ò negato 
(la Dolh'nger e da Schultz, che dice esser la massa san- 
guigna , durante la vita, omogenea e divisa in xuia in- 
linità di corpuscoli gli uni su gli altri e sulla interiore 
parete de'vasi esercitando la più viva azione, ed un mo- 
vimento di rotazione, che da Dollinger è stato parago- 
nato alla sabbia fina, (.he scorre nelT orinolo a polvere, 
e che il chiarissimo Poli (i) crede derivare dal vaj)ore 
espansile rinchiuso in ogni globo. 

Tale idea merita però di essere meglio deciferata 
negli animali invertebrati marini , il cui sangue circo- 
lante ne' propri canali si scorge composto da due parti 
di siero, e "1 resto da globetti analoghi a (|ue' del san- 
gue de' vertebrali e quasicliè dell' uomo ; i quali , sen- 
za allontanarsi dalla loro sfera di azione , o sia di re- 
ciproca attrazione e ripulsione , offrono un moto jiro- 
prio e ben diverso da quello, che vien loro comunica- 
to dal cuore e dalla contrazione de' canali pei quali 
scorrono , o pure dall' essersi ricevuta una goccia di 
sangue sopra un pezzo di vetro con inclinala posi- 
zione. — Quale l'orza rotolatoria è insita a cadauno 
globetto , e smentisce l'opinione di coloro , che li 
considerano aventino de' rapporti meccanici coli' orga- 
nismo , erranti nel siero a guisa di sostanza morta , e 
Torniti del solo molo , che loro si comunica dalla vita- 
lità de' vasi. 



(i) Test. ulr. Sic. ^ voi. i , p. l\6. 



(345) 
Colla lente numero 3 del composto microscopio di 
Dollond contemplando una goccia di sangue arterioso 
dell' £■. miliaris , snxatilis , neglectus , esculentus e 
Cidaris, è facil cosa ravvisarvi gran grantità di siero (i) 
e molti globetti cruorici (2)^ i quali, oltre il parzial mo- 
to di attrazione e ripulsione derivante dalla loro oscil- 
lazione indipendentemente dal cuore e da' vasi , ne ave- 
vano un altro comune alla intera massa risultante dall' 
aggregato di 10-1 5 di siffatti globetti , e costituendo 
una specie di tribù corredata di un movimento rotato- 
rio parziale ad ogni globetto , e di un altro eziandio 
rotolatorio generale appartenente alla descritta colonia. 
Ed è di grazioso divertimento all'occhio il vedere gli 
accennati gruppi composti di globetti , che in determi- 
nati siti del liquido sieroso presentano parecchi sepa- 
rati movimenti , non dissimili da molti distinti grup- 



pi) JYel succennato liquido esistevano eziandio 
alcuni corpi ovali , che mercè esatte osservazioni ri- 
conobbi essere le uova di siffatti Echinodermi , le 
quali erano perfettamente analoghe a quelle conte- 
nute nelle loro ovaie. 

(2) Questa osservazione, che il sangue durante 
la vita risulti da siero e globetti^ è di perfetto accor- 
do con quello, che il celebre cav. Carus ( Bull, des 
se. nat., voi. XII, pag. 110) scoprì nelle larve degV 
insetti, nelle lamelle dell'Arion virgo, ed anche nella 
Lampyris italica , che raccolse in Terracina. 

44 



( 346 ) 
pi di dansanti. Tal mio paragone non deve affatto ri- 
svegliare Tidea di Eber (i) , che reputò i globetli 
cruorici animaletti infusori , co' quali Schimidt trova 
qualche analogia (2). Attesoché questi rappresentano i 
primi sforzi che la natura opera per avere assoluta esi- 
stenza , ed essendo i vestigi primitivi della individua- 
lità organica , e formali dalla riunione delle differenti 
molecole della sostanza organizzata. Dippiù le particel- 
le sanguigne hanno un'esistenza transitoria e non da 
loro stesse. 

La vita delle medesime consiste nell'azione e rea- 
zione scambievole , e muoiono quando queste forze 
finiscono e si arrestano j non acquistando concreta e- 
sistenza che mediante i rapporti vitali , che serbano 
colle altre parti dell' organismo , cioè vasi , ner- 
vi ec, , di cui formano unità relativa. Gì' infusori inol- 
tre , siccome l' uomo , racchiudono in loro la ragione 
della particolare esistenza , anziché come le molecole 
organizzale in un'altra. Per cui disse molto saggiamente 
il prof. Schukz che i movimenti delle molecole orga- 
niche primitive, di quelle del sangue e del sugo pro- 
prio de' vegetabili costituiscono l' alto elementare , da 
cui prende origine la monada nella sua j^iù grande 
semplicità e l'uomo immagino della Divinità nel suo 



(1) Observ. quaedam hebnint. Goettlng. , 179^« 
Drllv C/ùaie , Elmint. umana, j>ag- 6^. 

(•2) Sur les globules du sang. ( Journ. compi, du 
Dici, dcs selene, mèdie, pag. 2i<), voi. XA IH. ) 



( 347 ) 

più alto grado di composizione e di perfezionamento. 
Gli esposti fenomeni di moto comune a' gruppi di 
globelti cruorici sono vieppiù rilevanti nel sangue dell* 
E. neapolitanus. In esso anche coli' aluto di una 
semplice lente , e circolante dentro 1 propri canali 
vedesi numerosa serie di globettl cruorici , che riuni- 
ti emulano la figura de' girini delle rane, o meglio 
quella dello Zoosperma iapetica Bory appartenente al 
seme umano. Il loro colorito rosso-fosco è pure diverso 
da quelli dell' E. esculeJitus, miUaris e Cldaris. Uno 
spettacolo veramente. importante rilevai nelT E. spala- 
gus , la cui massa cruorica nuota a glomeri nericci ia 
grande quantità di siero , ed osservata al microscopio 
apparve fatta da gruppi ovali e dotata di rotatorio e 
progressivo movimento, il quale durò per i5 minuti. 
Simlgliante fenomeno si osserva ad occhio privo di len- 
te nel liquido sanguigno circolante in luti' i punti del 
suo sistema venoso ed arterioso. 

Il descritto moto rotatorio comune de' globoli san- 
guigni non si ravvisa nelle specie di altri generi di 
animali senza vertebre del mare delle due Sicilie da 
me sezionali , ed in particolare nelle asterie ed Olo- 
turie ^ il sangue de' quali però componesi benan- 
che durante la vita di molto siero e di parecchi glo- 
betli. Questi non solo erano analoghi a quei de'tessuli 
di siffatti esseri , ma ho veduto che , a tenore del 
maggiore o minor grado di loro composizione , vi si 
rattrovino in più o meno abbondanza. 

Egli inoltre è necessario dichiarare che siccome i 



( 348 ) 
globetti sanguigni dell' uomo poco dopo essere usciti 
da' canali si avvicinano tra loro, onde formare una spe- 
cie di rete analoga a quella de'nostri tessuti elementari, 
come ho dimostrato per l'epidermide ^ così , terminato il 
molo rotatorio particolare e comune de' globetti cruo- 
rici dei mentovati Echini e quando il siero siasi all'in- 
tuito evaporato , acquistano eziandio la forma retico- 
lare , che è il marchio de'primi fili dell' organismo ani- 
male originati dal deposito ne' rispettivi visceri de* suc- 
cennali globetti. Quale operazione contraddistinta col vo- 
cabolo di forza plastica del sangue negli animali e 
vegetabili comportasi sempre allo slesso modo , tranne 
appo la JSereis cuprea , in cui i suddivisati globetti 
cruorici si avvicinano tra loro per disporsi a guisa di 
alberelli, non altrimenti che il chiarissimo cav. Poli vi- 
de accadere in vari abitanti dei testacei bivalvi e mol- 
livalvi (i). 

Dall' esposto bisogna conchiudere : 

I. Che tanto i globetti del sugo proprio della Ce- 
lidonia maggioro, che que'del sangue abbiano proprio e 
rotatorio movimento j 

li. Che il siero circoli co' suddetti globetti dentro 
i canali degli animali invertebrati , ed in minore quan- 
tità anche in quei dell' uomo j e 

III. Che weW E. esculentits , Cidaris , saxatilis, 
miliaris 8-12 de' suddetti globelli si riuniscano in 



(1) Test. Ulriusq. Sicil., lom. i, lab. II, fig. 9-1 5. 



f 



( 349 ) 
forma ovato-alliingala, aveado un moto rotatorio pro- 
prio e coniune. 

§. Vili. D e s e rizione generica 
degli Echini. 

Non si sono certamente ingannati coloro , i quali 
paragonarono gli Echini viventi al pericarpio composto 
della Castanea vesca. Basta dare un'occhiata ad un Ric- 
cio di mare carico de' suoi numerosi e variati aculei per 
convincersi della fondatezza di simigliante comparazione. 
Hanno in generale il corpo orblcolare rigonfiato, talo- 
ra ovale, e più o meno depresso secondo le specie. A 
cagione della disposizione de' differenti pezzi del guscio 
sono stati reputati da Lamarck analoghi alla teca verte- 
brale delle Stelle marine, e considerati forse simili al- 
le conchiglie bivalve. 

Negli Echini sonosi appellate fascie porose le se- 
rie divergenti e longitudinali di forami, che dalla bocca 
arrivano sino all'ano , al numero di dieci , disposte a 
coppia, fra esse costituendo delle divisioni, che han 
denominato ambulacri per la similitudine a' viali de' giar- 
dini. E molti han confuso questi con quelle , sen^a ri- 
flettere che le fascie ne rappresentano i margini. Intor- 
no l'ano offrono cinque grandi forami per la uscita de- 
gli ovidotti, pe' quali forsi entrerà pure l'acqua marina 
nel cavo del corpo. 

Questo gruppo di animali , da' quali Bruguiere ha 



( 35o ) 
desinilo il nome generale di Echinodermi, è sialo di- 
viso da Lamarck in parecchi generi. Vale a dire col- 
r ano 

I .) Sotto, o nel margine del disco Inferiore, ove esi- 
ste la bocca sempre centrale, e ad ambulacri limitati 
{Scutella , Clypeaster ^ Fihularid), e completi ( Echi- 
noneus , Galerites ); o pure aventino la bocca ravvi- 
cinata al margine (^ Enanchyles ^ Spatangus ). 

2. ) Dorsale prossimo al margine ( Cassidu- 
lus 5 Nucleolites ) j o purè verticale ( Echlmis , Cl- 
darites ). 

.,,i Non entro nel merito di tutte le esposte divisioni 
di Echini , ma fo solo osservare , che quella Stabilita 
tra r Echinus ed il Cidarltes sia pochissimo fondata, 
anzi è perfettamente erronea. In quest'ultimo noi? esi- 
ste afflato il carattere distintivo dal primo di presenta- 
re un forame prolungato dall' interno del guscio fino 
al trocantere , onde dare il passaggio ad un fliscet- 
to muscolare , che legar lo deve all' acetabolo dell'a- 
culeo, affin di esserne mosso. Siffatto legamento ap- 
partiene a lutti gli Echini da me sparali , ed aggiun- 
go anche a que' osservati dallo stesso naturalista fran- 
cese testé citalo , colla differenza forse di averli veduti 
nello stato di morte , e senza di aver atteso a' lumi ana- 
tomici. 

. ;. Gli Echini non solo ad opera delle spine, ma pu- 
re mercè i piedi cangiano sito , che avviene rotolan- 
dosi intorno al proprio asse. Molli autori hanno opina- 
to che delti animali presagiscano le tempeste marini- 



(35i) 
me (i), qualora si allontanino dal lido per discendere 
nel fondo delle acque, dove si attaccano agli scogli 
coi numerosi loro piedi, alcuni de' quali essendo situa- 
ti in forma di corona nel perimetro della bocca , fanno 
pure l' officio di tentacoli. 

Aristotile a cagione dell' asprezza che gli Echini 
presentano iu grazia degli aculei n' è sutto il proverbio 
di chiamare un uomo intrattabile e di mal costume E- 
chino asperior. Dippiù si è detto di due persone di 
pensieri e morale affatto incombinabili che allora si sa- 
rebbero nel pensamento uniformate quando l'Echino 
terrestre e marittimo avrebbero insieme fatto amicizia. 

Si trovano nel cratere napolitano parecchie specie 
e varietà di Ricci marini , che appena morti si alterano 
ne'coloriti , e '1 guscio perde le spine. In questo stato rie- 
scono molto difficili ad o^re caratterizzati , e posso- 
no far commettere degli sbagli a' naturalisti che li de- 
scrìvono ne' musei. 

$. Vili. Disamina dì qualche specie di 
Riccio di mare. 

Dall' E. edìdis , che corrisponde all' E. esculeii- 
tus Lio. , meritava di essere separato l' E. granii^ 



(i) Così a tal proposito si esprime Giannetiasio 

( Haìicui. , Lib. Vili , p. i88 ) : 

^ed non et Echini 

Cunsdiuin , conira quo se munire procelUis 
Seciulus iiivigilat , JSereo spumante , silebo. 



( 352 ) 
laris ed il neglectus Lara. , cui riporto la varietà di 
quello ad aculei più brevi , profondamente solcali , 
e con apice retuso : oltre gli altri caratteri desunti 
dalla grandezza del guscio , e dalla diversa forma di 
pedicellarie. 

Coll'£^. miliaris si confonde il saxatilis di Lin- 
neo , che Lamarck sembra airolare sotto VE. Iwidus. 
Amendue sono molto comuni appo a noi , e non vi 
trovo altra differenza che nella sola grandezza , atte- 
soché gli aculei sono in entrambi acuminati j e su'co- 
loriti, che possono essere verde castagna, bleu , spadi- 
ceo , roseo pallido, violetto e biancastro (i). Cadute le 
spine spettanti ad ognuna delle prefate varietà non pre- 
sentano altra diversità, che per la sola grandezza del 
guscio nel miliaris più piccolo della sua varietà cono- 
sciuta col nome di E. Ba^ri , e dello saxatilis. 

Diflerentìssimo da' precedenti è l'^. neapoliianus, 
il cui solo guscio ha qualche approssimazione con quel- 
lo dell' £". atratus e soprattutto colla figura 1,2 (esclu- 

(1) // nostro celebre poeta Gianneitasio (Halieut., 
lib. yill , p. 187) ne descrive i colori nel tenor se- 
guente '. 

Perge , sagiltifevis non est color imus Echìnis : 
Hisce calj-jc , j-acìUque ofnnes nigredine fulgenti 
Flavescunt alli : candent hi , marmoris instar : 
Veruni hi cynnei, riifi spectanlur et ìlli : 
j4st hjali radiant inulti convexa colore : 
Hi gemmas referunt et multicoloribus ardent 
Cuipidibus nitidiquc , velut scintilla , relucent. 
Sed vita fugiente , Jugit color et perit ontnis. 



( 333 ) 
sa la 3,4) della Tavola i/^p deU'Eaclclopedla metodica. 
Anche la figura 3,4 appartenerne all' E. lacunter de- 
lineato nella Tav. i34 della suddetta Enciclopedia vi 
si potrebbe riportare \, ma le spine coniche ed a subbia 
del primo , e quelle a spatola del secondo , oltre gli 
altri caratteri , ne lo fauno essenzialmente differen- 
ziare. 

Che bassi poi a dire dell'^J. spatagus L., che fi- 
nora non è stato delineato vivente , cui forse riducon- 
si tutte le dieci specie, che Lamarck ne ha creduto di- 
verse , e riunite nella prima divisione del suo genere 
Spatangus? La ispezione delle varie figure, che vi si 
avvicinano e registrate nell' Enciclopedia metodica dal- 
la Tavola iS^-iSq , conferma vieppiù il mio fondato 
sospetto. 

§. X\. A s t e r i a r u m , E e h i n o r u m q u e s y- 
stematìca d e s criptio tahulis aeneis 
ornata. 

f ) ASTERIAS. 

Corpus depressum subtus sulcatum : crusta coria- 
cea tentaculis muricata. Os centrale quinquevalve. 

* ASTERIAS , Lam. 

Corpus suborbicnlare, depressum, ad perìphaeriam slellatim angulatum, lobalam, 
vel radiis divisuin. Inforna superficies loboiiun vi radiorum sulco longitudinali 
fxarata ; mjrginibus spinis mobilibus et serialibus instructis , foraminibusque nu- 
inei'otis striatiin pertuàis. Os inferum , centrale , in commisòura canaliuin infì- 
morum. 

I. A. exigua — Steìluccia. 

45 



( 354 ) 

Minima pcniagona , simplicissima ; dorso conveso , minu- 
tissime poroso ; infcrne superficie concava. 

■ A. niinula. Muller , Zool. dati. , prodr. 2835. 
LjMv. tur Gmelin, Sjst. nat. XHU '>'• »? ]>• ^ ^i /-"^g» 
3i62, n. 4. 

Pcntaceros plicalus. Lisck ^ Steli. 25, tab. 3, n. 20. 
Seba^ Mus. 3, tab. ^ , Jìg- i3-i5. 
BnuGuJÈRB , Enc. mélh., tab. 100 , Jìg- i-5. 
Lamarck, Hist. des anim, sans i>ert.yi'ol. a,/?. 554, «• 8. 
SAyjGNY , Egfpt. , ^«(5'. 4 > /'e- l'i-lIS. 
O^i', ) Dubitanter ad liane spccicm reluli Asteriam nostram, 
{Tab. i8, fìg. 1.) cui sunt squamae dorsaics peclinato-spinosae, 
spinis celo retusis , et ventrales spinis duobus vel tribus. 

2. A. rosacea — Stella rossa memhranacea. 
Complanala , submembranacea , utrinque tuberculis mini- 

mis et subhispidis granulosa : lobis oblusis brevissimis : disco 
dorsali nudo. 

Brugviérb , Enc. mélh. , tab. 99 , Jig. 2-3. 

Lamarck, Hist. des anim. sans vert., voi 2, p. 553, n. 19. 

3. A. lubens — Stella rossa. 

Radiis sub(juinis , lanceolatis , papilloso echinalis ; papillis 
dorsi sparsis et subserialis. 

Laxa radiis convexis : superne spinulis solilariis seriatis. 
MvLLER , Zool. dan. prodr. a83o. 

LiNN. cur. Gmelin y Sjst. nat. XIII, p. 3i6i , n. 3. 
Barrel. ^ rar. i3o, tab. 1280. 

Slelhmanna. LiNCK, Steli, mar., tab. y.Jìg. 9; tab. g et 
^^ij^g- 19; tab. il., Jig. \5\ tab. i^\.,Jig. 23; tab. i5 et iG, 
Jig. 18; tab. 3o,fig. 5o; tab. ^4 , Jig. 55-58; tab. 35 et 36, 
Jìg- 61 ; tab. 3; , fg. 67; tab. l\o , fg. 70. 

Baster ., Opusc. subsec. 3, p. 116, tab. i^fìg. i-l{. 
Sera , Mus. 3 , <a^. 5 , fig. 3; e^ /«i. 6, j^^. 3-4- 
JoNSTON^ Insect. ì6 , Jig. 5i. 



e 355 ) 

Brvgvière, Enc. métli.^ tab. ii3, Jìg. 112; ettab. lai, 
fig. 3,4. 

Spix ^ Ann. dii Mus. cT Hist. nat. ^ voi. i3 , tab. 3a. 
Lamarck , Hist. des anim. sans vert. , voi. 2. , p. 562, 
n. 28. 

CvviER , Régn. anim.y voi, 4? p. 10^, w. i. 
SAriGNY ^ Egjpt., tab, 4i ^&- nii-1114? 
Obs. ) Radiorum numero, suique corporis magnitudine sae- 
pissime variat. 

4. A. aranciaca — Stella rossa fiinnale. 
Disco lato ; radiis quinis depressis, lanceolatis ; dorso pa« 
xillis truncatis et echinulatis tecto ; margine articulato , aculeis- 
que ciliato. Lamarck^ Hist. des anim sans vert.^ tom. a, p. 
563 , n. 3i. 

Disco lato ; radiis subdepressis , summo margine aculea- 
to. MvLLER , Zool. Dan. 3 , p. 3 , tab. 83 , ^g. i-3. 
Jcta nidr. IV, p. 4^5-26, tab. il\ , fig. 3-6 
Stellata, disco tentaculis liispidis muricata, margine articu- 
lato varie aculeato. Linn. cur. Gmelin , Sjst. nat. XIII, p. 
3i64 , n. 8. 

BjRREL.y Icon. laSr. 
JoNSTON ^ Exang., tab. 8,Jìg. 9 

LiNCKi Steli, mar. .,' tab. l\ -, fig. i4j ^^^' ^fi'>fig- ^> 
tab. 3, fig. 12; tab. ^7 , fig. 44- 

Sesa , Mus. 3 , tab. 7 , fig. a ; iab. S,fig. 6-8. 
Brvgvière ■) Enc. mélh. , tab. no , fig. i-5; tab. iii, 
fig. 1-6. 

CuyjER , Régn. anim. , voi. 4 1 P* ^° ' "• ^' 
Savigny , iS'ar Z' Egjpt. , fai. 4 > .^o- ^'^ > I"^* 
5. A. bispinosa — Stella hispinosa. 
Disco parvo, radiisque depressis; radiis quinque longis , gra- 
cilibus acuminali» , apice recurvis, margine radiorum recto ar- 
ticulato , spinis longis, lanceolatis supra aeque ac infra ciliato ; ver- 



e 356 ) 

luca calcarea margini disci propiof , ac in congenerilius rolun- 
da convexa , lincis uudulalis signata ; in reli({uis Asteriae auran- 
tiacae simillima. 

Otto , Nova Act. Jcarlein. Leopold. Car. Caes . Nat. 
CUI'. , voi. XI, p. 2, pag. 280, lab. 3g. 

a) Corpore superne tolo l'usco, infcrne dilute roseo, papillis 
tuLiilosis apice relusis. 

6. A. Jonstoni — Stellacela di Jonston. 

]\Iinima, apoplijsibus niarginalibus spina unica, compressa, sub- 
spatulatn, sacpius iaaeqnalitor geminata. Nobis. 

Stella marina minor. Jonston , Exang.aquat. , tab. 8 , 
fig. II. 

Ali BnuGviERE ^ Eric. méth. , tab. 111 .,Jìg. 3-4? ( Icon 
mala ). 

A. aranciaca aculeis niarginalibus minimis. Lamarck^ Hist. 
des anim. sans vert. , voi. 1 , p. 5G3 , /z. 3i , a var. 

7. A. pentacaniha -- Stella a cinque spine. 
Disco, radiis acuminato-compressis, ac dorso paxillis stella- 

tis obtcclis; spinis margine superiore apoplijsium lateraliutn nuliis, 

inferiore quinque, digifato-articulatis ; sublus papillis tubulosis , 

subulatisqiie qu;itlruplici ordine. NoBis. 

An Brugvìere, Erte, méth., tab. ni, fig. 1-2? (Icon mala) 
Obs. ) Color huius Asteriae carneo fuscus. Variai margine 

coerulco papiilisquc tubulosis atris , aeque ac prò villa minus 

colorala radiorum mcdielalem pcrcurrente. 

8. A. echiiiophora — Stella Jannale. 

Radiis quin(jue sub-terelibus, costato-aiigulatis , superne su- 
perficie verrucoso-aculeala , porisque sparsis pcrtusa. Nosjs. 

Lamarck , Hist. des aniiit. sans vert. ^ voi. 2, p. 5Go , 
n. 25. 

Pentadnclylosaster spinosus. Ljnck^ Steli. ,p. 35, tab. 4) "• 7- 

Bruoviììre ., Elie. mèih. , tab. lìQ^iJig. 3,3. 

ò'eb.ì , Mas. 3, tab, "J -, fig. 4- 



( 357 ) ^ 

Petiv. ^ Gaz.^ tab. 16 , j?g. 6. 
Cvf^iER , Regn. anini. , voi. t\ , ]). io. 

a) A. glacialis cancellata : radiis longissimis , dorso bico- 
statis : nervis tninsversis mulicis. 

Lamarck^ Op. cit.^ p. 56i , n. 26, À). 
Sol ecliinalus canccllalus. Linck, Steli., p- 33, tab. o8et3g. 
Brvgvière,, Enc. méh., tab. 117 et i 18. 

b) A. glacialis angulosa : radiis crassis , angulatis , dorso 
tricostatis ; nervis transversis obsolelis. Lamarck^ Op. cit.y voi. 
2 , p. 56i , «. 26, B ). 

A. angulosa. Muller , Zool. dan. a , p. i , tab. J[i. 
Brvguière ^ Enc. me'th. ., tab. iig , Jig. i. 
e ) A. violacea : laxa , superficie griseo-lusca : luberculis 
violaceis. 

MvLLER., Zool. dan. 2 , tab. ^G , rar. a , p. 17. 
Stella rcticulata nostra, ^ldrovand. , Inscct. 7 , p, ^SS. 
Kaede apud LjNCK y Steli, mar.^ p. 97 , y. i-g. 
Ljnn cur. Gmelin , iS/jf. ?m^. XIII , vo/. i , p. 3i63 , 
n. 34. 

d ) A. tenuispina : radiis suhseptenis , angiislis , costato- 
spinosis ; coslis dorsalibus quinatis ; spinis teuuibus, simplici- 
bus , longiusculis. 

Lamarck , op. cit. , voi. 2 , pag. 56i , n. in. 
9. A. SavaresI — Stella di Savaresi. 
Radiis 5-9 , subteretibus , saepius inaequalibus ; supra pa- 
pillis vcrrucoso-aculealis , forisqiie ovalis praedilis ; aculeis api- 
ce subcompressis bine inde sulcato-relusis ; subtus paplllis tu- 
bulosis apice relusis , quadruplici ordine digestis. Nobis. 

Obs. ) Disco oibiculari parvo , radiisrjue cyllndricis buiiis 
Asteiiae sunt papillae plurimae, ac «Ilo abque ordine dispositae. 
Forficulae acumiiiatae innumerae, Pedicellarias Lamarckii aemu- 
lantes , papillarum spinas cingunt. Tota corporis supcrficies Iute- 
sci t, atroque colore interdum variegata conspicilur. 



( 358 ) 

10. A. subulata — Stella a subbia. 

RatJiis (juinis pcranguslis, tereti-subulatis; dorso papi llis trun- 
calis obtecto ; canaliculis basis striclissimis. 

Lamarck , Hist. des anini, sans veri. , voi a , p. 568^, 
n. 44. 

** OPHIDRA , Lam. 
Corpus orbiculare , depressam , dorso nudum , ad perlphaeriam radiatam : ra- 
diis oniserialibas , simplicibus, elongatis, cirralls, subtus planulatis, ad latcra papiU 
lùsii vcl spinosis subquinatis. Os inferum centrale : forainina plura circa os. 

11. A. opliiiira — Stella Incerta. 

Radiis elongatis , tereti-subulalis, sublacvigalis ; paj)illis la- 
tei um breviusculis , saepius appressis, transversim seriatis. 

Ophiura lacertosa. Lamarck, Ilist. des anim. sans veri. , 
voi, 2 , p. 542 1 n. 2. 

Disco squamoso; squamula angulorutn serrata. Mvllbr , 
Zool. Dan. prod. 2840. 

LjNN. cur. Gmelin , Syst. nat. XIII , voi. i , p. VI , 
pag. 3i 65 , n. 1 r. 

Sloan. ., Jani. 2, p. 272, lab. 2/\/{ , Jig. 8-g. 

Planch. , Condì, nùn. not. 38 , tab. 4 -, fig- 4- 

JoNSTON^ Insect., tab. 26 , /ìg. 'j. 

Mart., Spilsb., tab. V., fig. D. 

Stella longicauda. Linck , Steli., p. 4^ì ^^^- '•> "• '7- 

Brvgviére , Enc. inéth^ tab. ii^ , fig. 1. 

12. A, cordifera — Stella lacertella. 

Disco supra sqiiamoso-imbiicafo , squamis maximis radiis 
obversis duplicato-pcctinatis decem . lateribus lunato et sub- 
5-cordato ; radiis paruin elongatis , semitcretibus , papillis la- 
lerum binis niaioribus. Nobis. 

Bosc, Ilist. des vers, voi. 2 , tab. 16 , fig. 3. 

Stella lateribus liinalis. Ljnck, Steli. , fig. 4^ , i(ib. 22, 
n. 35. 

Stella marina scolopendroidcs laevis, Rvmph., Mus. , tab. 
i^.fi'g. C. 



( 359 ) 

An Bkvgviere ^ Enc mèth., lab. 122,/. 4* 
O. 5-]niiiclata ? Rafines(ive ., Prec. ^ p. 33. 

i3. A. filiformis -- Stelluccia serpentella. 
Disco squamoso ; aculeis latitudine radii aequalibu5. Mvl- 
LER , Zool. dati. , tab.. 69 rar.^ p. 55. 

LiAy. CUI'. Gmelin ^ Sjst. nat. XIII, voi. i, p.VI, p. 
3i66 , w. 3i. 

Ophiura filiformis. Lamarck , Ilist. des anim. saiis veì'i., 
voi. a , p. 546, n. i5. 

Brugujere, Enc. mélh. ^ tab. 122 , ^g. i-3. 
Obs. ) Gracillima , viridescente colore depìcta , et Inter 
uoslri maris quisquilias inventa. 

14. A. Tenoni — Stella di Tenore. 
Viridi alboque colorata, punctata ac muricata; disco reniformi, 
squamato-imbricato; radiis Iribus, semiteretibus, squamosis , ad la- 
tera spinulosis; squamis superne semiorbicularibus, inferne subcor- 
datis , omnibus dentibus lateralibus quatuor iiitcqualibus prseditis ; 
ore trigono, minutissime dentato. Nobis, 

Obs. ) Minima vix ultra poUicem semis longa: inlerque fora- 
minula Spongios offlcinaìis eam repcri. 

*** EURYALE , Lam. 
Corpus orbiculare , depressum , dorso nudum , ad periphaériam radlatum remo- 
sissiinumj radiis unlserialibus , eloDgatis gracilibus dichotoinis , infra plaimlati*. Os 
infcruni centrale. Foramina deccin , elongata infra discuni versus luarginem. 

i5. A. verrucosa. — A. testa di Medusa^ Ma- 
dre di mare. 

Disco lato , superne costis verrucosis radiato, radiis subtus 
plunulatis , bifariam papillosis , minimis , bine pectinatis , sub- 
raarginalibus. Lamarck^ Hist. des anim. sans vert. , voi. 1 , 
p. 537 , M. I. 

Astropbyton scutatum. Linck , Steli, p. 65 , tab. 29. 

EuMPH., Mas. , tab. 16. 



( 36o ) 

A. Caput ÌNIedusac ; iadiis dichotomis , disco radiisque gra- 
iiulalis , ore depresso. 

A. eurjyale ; radiis dichotomis disco papilloso, radiisque 
graniilalis , ore subelevato. 

Ljw. cur. Gmelis , Sysl. nat. XIII, voi. i ^ p. VI, 
p. 3167 , n . 16,33. 

16. A. inuiicata. — A. o M. di mare muricaia. 
Dorso disci convexo, decem-costafo, costis aculeato-raurica- 

tis ; radiis dichotomis cirratis, dorso laevihus. 

Brvguiere , Euc. incili. , lab. ia8 et 139. 

Euriale muricatum. Lamarck ., His . des anim. scins veri-, 
voi. 2 , p. 539 , n. l\. 

**'* comAtula , Lam. 

Corpus orliicu'are, depressnm, radiatnm: radiis ex duubus gfneribus, dorsalibus et 
inarginalibus; arliculis calcareis in omnibus. Radii dors^iles simplicissimi , fillfoimcs, 
cirrati , parvuli , ad diaci dorsuni in coron.im ordinati. Rndii raarginales pinnati , 
simplicibus , multo maiores , ad basim usijuc saepius partiti: pinnulis inferioribus 
elongatis , subtus incliiiatis , discum ventralem obvallantibus. Os infcnie , centrale , 
incmbranaceuin , lubulosum , subprominulum. 

17. A. mediterranea — A. del mediterraneo. 
Radiis pinnalis, Lasi Lifidis , denis ; pinnulis longiusculis, 

.«iulnilalis ; cirris dorsalibus trigesinis. 

Coraalula mediterranea. Lamarck, Jlist. des anim. saiis 
vert.^ i'ol. 2, p. 535, n. 6. 

Stella rosacea. Linck, Steli., p. 55, tab. 'ò'j,fig. S6. 
In Neapolltano Puteolorumque litore frequen- 
tissime occurrunt Asteriae , de quilnis praefatus sum , 
praeter A. suhulatam et rosaceam qiias slccatas vi- 
di , et A. Tcnorii cuius duo tantum specimi- 
na in fucis rupium Paiisilypi excursionibus a me faclis 
extraxi. 



( 36i ) 

j-f ) E CHI WS. 

Corpus sabiotiindum , crasta ossea tectuni , spi- 
iiis mobilibiis saepius aspera. Os subtus ( saepius ) quin- 
quevalve. 

* ECHiNUS , Lam, 

Corpus regulare itflatum , orbiculato-globosum , aut ovale echinatum ; cute ia- 
terna solida, testacea, luberculis imperforata instrueta. Spinae mohWQS supra tuber- 
ia articulatie, dcciduae. Ambulacra quina complela , e vertice ad os radiantia,sin- 
gulis fasciis multiporis binis et divergentibus marginatis. Os inferum , centrale , 
OS siculis quinque supracompositii armatum. Anus superus , verticalis, 

1. E. esculentus ~ Echino , Riccio di mare , An- 
gina reale. 

Hemisphaerico globosus ; fasciis porosis intlivisis , obsolete 
verrucosis ; spinis brevibus. 

LiNN. dir. Gmelin ^ Sjst. nat. XIII , l'oZ. i, p. VI, 
p. 3i68 , n. 1 . 

Echinometra, Rondelet, Pise, lib. i8, cap. 32, p. 58i. 

Melo marinus. Planck. , Condì, min. noi. , p. 20. 

Gualtieri .^ Test.., lab. 107, fì^. B , E. 

Ciclaris miliaris. Klein , Echinod. gì Lesk..^p. 76, lab. 
38 , fg. 1 . 

fivMPH., Mas. , iab. i3 , /ig. B , C. 

Smba , 3I11S. 3 , p. 24i ^'^^' ^^ìJ'S' 4 3 5 "^j et lab. 12 , 
fig. 1,6,8 et 9. 

Angenville., Conchjl.., p. 3o7, lab. aS ., Jig- F. 

Brvguieke , Eìic. mélh. , tab. i3i ., Jig. »• 

Lamarck, Hist. des anim. sans veri.., vol.Z., p. 43, «. !• 

CuyiER., Begn. aiiim. ., voi, 4» p. i4- 

a) Spinis violaceis. 

Leske np . Klein i p. ^4 5 *^^- ^^iJ'S- '• 
Brlguiere ^ Enc. meth. , tab. \Zi..,fig. 1. 
Sera., i\Jus. 3, tab. 12 .,Jig. 8 , g. 

b) Spinis violaceis apice alhidis. 

Obs. ) Ad vicinia oris omnium Echinorum Crateris nea- 

46 



( 362 ) 

])olitai)i, pinctor linnc spccicm, in qua csl (ri fi hi, exiat Pedicel- 
laria ^lobijcìri (i), intcr aculea ciiisdcm speciei aeque ac E. mi- 
ìiarls^ saxaù'lis , spatngi obscrvalur P. tiidens (a), et in ex- 
li'ciiiilale siiorum pedum repriiliii- P. rotifera (3). 

2 E. neglectds — E. reale o Angina Manca. 

IlaeMiispliaerico tlepressiis , all)idiis ; fasciis porosis, flcxuosis, 
Liporis , vciTiicosis ; splnis alljiJis slriulis. 

Lamarck^ Hist. des anim. sans veì't., voi. 3, p. /^q, n. 25. 

yfn Cidaiis llemispliacrica ? Leske ap . kleis , p. qo , 
iub. 2 , fìg. E. 

BnvGViBRE , Enc . ineth.^ tah . i33,,y7i,'. 3 a b. 

An Savjgsy ., E^jpt.^ lab. y ., pg. Ili -118? 

Obs. ) Salis diversa a P. triphllla (4) niilii videlur ea , 
qune ad liiinc Ecliinura spcclat. 

3. E. melo — E. o Melone di mare. 

Globoso-coniciis , assulatus ex luteo et rubro variegatus et 
fasciatus ; fasciis porosis, anguslis , flcxuosis ; pororum paribus 
transverse binis. 

Lamarck^ /list, des anim sans vert.^ voi. 5, /;. 4^, n. 8. 

Gualtieri, Index Tcstac. , tab. 107 , fig. E ( non B ). 

An Knorr, Delie , tab. 102, Jìg. i , 2. 

4' E. sardicus -- E. o Angina di Sai'degna. 



(1) PEDICELLARIA — Corpus pedicu'o rigido fixiiin , apice clavato-copit.ituin; 
Clava sqaainis aut aristis radiantibus terminati. Us terminale. 

(2) P. glohifira. Capitalo sphaerico , peduiiculo nodi) sextuplo longiore. MUL- 
LER, Zool. clanica i, tab. 16, fg. i-5. — lillUC, E'ic mèth. , tab. 66, fig. 1. 
L.AM., Ilist. des anim. sans vei l., voi. 2 , p. 63 , /i. 1. 

P . tridcns. Capitalo trilobo; lobis aristitis , e Ilo tcreli lotigioribus. WULLEK, 
Zo't. dar,. 1, lab. iS , fig. io, 1 5. — BRUGHIERE, Enc. mélU., tab. 66 , Jig. 3. 
LAMARCK , O/;. ci/. , «. 3. 

(3) P. rniifcra. Capitulo peltato rotini deiitatam referente , pedicello nudo. LAM., 
Oji. cit. , ;/. 4. 

(4) P. liiphilla. Rubens, collo flcxuoso , pedicellato , capitulo trilobo termi- 
nato; lobis laevibus, subovatis. WULLEl!, ZooL dan. 1, tab. iS, fig. G-iyMVXG-, lìn, 
mèth., tab. 66 , fig. 2. — LAMAUCk , Op. cil., n. 2. 



( 363 ) 

OrLiciilaris , veiitricosus , couoideus , assulatus , luleo-ptir- 
purnscens ; f;isciis porosis reclis: pororuui paribus transverse tenils. 
Lamarck , Hlst. des anim. sans veri., voi. 3 , p. 4^ > 
n. 9. 

Gidaris sardica, Leske a^). Klejn, Echinod.,p. i^Q>.,tab. 9, 
fig. A, B. 

Scilla , Corp. mar. , tab. i3, Jig. r. 
Plano. , Coni, honon V i, p. aSG , tab. i ., fig. 4'5. 
BoNANNi , Recr. 2 , p. 92 , n. 19 .^ fig. ig. 
5. E miliaris ~ E. -piccinino o Castagna dirnare. 
Parvulus , liaemisphaerico-depressus , assulatus, albo-rubro- 
que fasciatus ; fasciis porosis , flexuosis , verrucosis ; spinis albi- 
do-rube!lis. 

Lamarck , Hist. des anim. sans vert.^ voi. 3, p. ^9 » 
n. 26. 

Cidaris mib'aris saxatilis. Leske ap. Klein, p. 82 , tab . 2, 
fg. A , B , C , D ; e« tab. 'òS,fig. 2,3. 
RoNDELET , Aqiiat. , p. 578 
Aldrovand, Ejcang., lib. 3 , ;j. 4o2- 
E. siixatllis. MuLLER , Zool. dan. prodr. 2847. 
Seba., Mas. 3,p. 18, lab. io, Jìg. i-4 1 
Brugviere , Enc . meth. , tab. i33 , fìg. 1,2 ab. 
Nouv. dici, d' Hist. nat. , tab. ^5 , .^g'. 1,2. 
a) E. Basleri , Opusc . subsec . 3 , p. 112 , tab. ir , 

.;?g. 2-8. 

6. E saxatilis — £". o Angina comune. 

llemisphaerico-depressus , anibulacroruni poris arcuatis : ar- 
cubus in basi obli(|uis , proprius a vertice magis ereclis. 

LjtfN . cur Gmelin , Sjst. nat. XIII, voi. i, p. 3172 ^ 
n. 23 . 

RuMPH., Jlmboin.^ p. 3i , tab. \^,Jig. A. 

Cidaris rupeslris. Klein, Echin. ed. Leske, p. 1 11, tab. 
6, e/ 3o A,B — Delie, nat. sei. i, ifl<^. io3, Jig. 6. 



( 36^ ) 

; .j »S'£/ì^ ., Mm.s. 3, taù. io,Jìg. II. 

,jéìi. ) E. ilividijs? : ,l;env5pliaerico depressus; fasciis porosis, 
flftxuosis , suLvciTUcosis , spinis acicularibus , longiusculis , stria- 
tis , lividofuscis. Lamjrck ^ Ilist. des anim sans- vert-^ voi. 3, 
;;. 5o, n. a8. 

7. E. neapolitaaus — E. neapoUtano , Andina 
femmina. 

Corpore ihcmispliaerico, fusco; superne spinis subcompressis, 

Lrcvibus, apice cinereis , rotpndatp-ancipilibus , inferno longissi- 

niis , subulatis : omnibus slrialis; fasciis deccm, reclis , supra 

foveis porosis trifariarc, subtus bifariam digestis, poris geminis; 

turberculorum areismaiorumovalibus; ano valvulis (j^ualuor trian- 

gularibus clauso. Nobis. 

*'* CIOAHITES, Lam. 

Corpus regularc , sph.ieroideum , aut orbiculato depressum , echinatissimum ; 
cute interna solida, testacea vcl crustacea, lubercolis apice foralis instructa. Spinae 
mobiles , deciduae , supra tubercula arliculatae : raaioribus bacilliforinibus. Amliula- 
cra quina , completa, e vert'Ce ad ps raJiaptia : singiilis fasciis multiporis binis 
snbparallelis marginantibus. Os infcrpm , centrale. OssicuUs quinq^^iie pòslice supra- 
compoiitis armatum. jt'ius superu?, vfrticalis. 

8. E. Cidaris — Istrice o Noce di mare. 
Hemisphaerico-depressus , arabulacris quinis repandis, linea- 

ribiis , arcis alternatim bifariis. 

LiNN. cur, Gmeljn^ Sfst. 7Jrti. XIII, voi. I, p. VI, p, 

3i74i "• 8. 

Ecbinometra, Gujlt., Ind . Tesine.^ tab . 108, T'o- ■"-*• 
Cidaris papillata , var, 3. Leske ap. KhEiN^p. 129, tab. 

i.fis- 15, c. 

Scilla, Corp. mar.., tab. 22. 

BoNANNi , Eecr. 2., p. 29 .,Jìg. l'J , 18. 

FAf^A^xE , Conchyl., tab. 56., /ig. 101. 

Imperai a ^ Stoi\ nat . , p. '^84. 

Bruguiere , Eììc. mélh.,tab. i36,J/g. 7,8. 

Cidantcs bystrix: subglobosa, ulrinque depressa; arcis ma- 



( 365 ) 

ioribus linea flexuosa divisis ; spinis maiorum tuberculorum lon- 
gissimis, striatis, ad series quinatìs. Lamarck^ Hist. des anim. 
sans vert. ^ voi. 3, p. 55^ n. 3. 

*** spAtAngus , Lam. 
Corpus irregulare , ovatatn rei cordiforme , subgibbosura , spinia minimis oBle- 
ctum. Ambulacra subqv'iaa. , brevia , iuaequalia , circumscrìpta. Os iaerme , trans- 
versnm , lobatum , margioi vicinum : jdno laterali opposituni. 

g. E. spatagus — Testa di . morto , Scimìa di 
mare. 

Ovatus, gibbus, ambulacris quaternis depressis. Z/jvjv. cur. 
GMBLiy ^ Sjst. nat. XIII, vo/. i , p. VI , p. Sigg, n. iì. 

Imperato^ Stor. nat^ p. 780, _/?g. 1,2, 3. (le. optimae). 

Spatangus Biissus, Leske ap. Klbjn, Echin., p. 1^6. 

S. Flavescens. Muller, Zool. dan. prodr. 2849. 

GiNANNj ., adv . 2, p. 4i ? iab . ag^^g. i74- 

Echinospatagus. Gualtieri., Testac^^tab. 109, fig. B B. 

Seba, Mas. 3, tab. ì/\,Jìg. 5-6. 

Brvgviere ., Enc. meth.., tab. i5S,Jtg. 11; et tab. i5gy 
fig- I — 3. 

Scilla., Corp. mar.., tab. l\., fig. a, 3. 

BuMPH , Amboin. , p. 36, tab. i4 , "• i. 

S. pectoralis et S. ventricosus : ovato-elb'pticus, depressus, 
maximus : ambulacris quaternis ; interstitiis eleganter granulatis; 
assulis elongatis ad marginera. Lamarck.^ llist. des anim. sans 
veri. , voi. 3 , p. 29, n. 1,2. 

Obs . ) Conferatur Gmelin prò huius animantis varietalibus, 
a ci. Lamarckio tanquam dislinctae species consideratis. 

Echini super ius descripti, 3l€lone^ Sardico Cida- 
re Spatagoque exceptis ac praesertim vita gaudentibus, 
anni omni fere tempore frequentissime apud nos obve- 
viunt. Inter edules sunt scitu dignissimi E. esculenlus , 
negleclus ., saxatilis, miliari sque. — E. neapolitanus 
est autem pessiraae escae. 

* 46* 



/ 



# 



( 366 ) 
Spiegazione delle Tavole. 

Tavola XVIII. 

Fig. 1. Dimostra XAsterias exigua supina, essendone 
a r arteria radiale , alla cui diitla e sinistra veggonsi i 
piedi , b b i pezzi ossei tridentati che occultano questi 
e quella, ove l'animale gli contragga, e che poco difleri- 
scono da altri analoghi pezzi sparsi per la superficie supe- 
riore del corpo co' forami A d' onde escono i fascetti vasco- 
losi C, e i denti jìettinati da'quali è cinto l'orificio della 
bocca. — Fig. 2, Porzione dell' A. rosacea a fin di 
dimostrarne tanto i calicetti dorsali B , che le squame 
ventrali D. 

Fig. 3. A. pentacantha delineata pel dorso , on- 
de ne sieno più visibili i calicelti spinosi d , uno dei 
quali si è ingrandito F ; il tubercolo labirintiforme e, au- 
mentato di diametro in E ; e la serie di apofisi laterali ff 
fornita ognuna nella Ijase di cinque distinte spine , la 
media maggiore delle due de' lati , e queste piìi lunghe 
delle esterne. Tutte le cinque spine mentovale appa- 
riscono ingrandite in M , ed articolate all' apofisi respet- 
tiva , che nella parte opposta offre la inserzione di al- 
tre tre spine. 

Fig. 4. A. Jonstoni , che differisce dalla preceden- 
te per la grandezza e principalmente per avere una sola 
spina ovale-compressa articolala ali" apofisi laterale de' rag- 
gi come più chiaramente vedesi in G. 

Fig. 5. u4. echinophora priva degli altri quattro rag- 



( 567 ) 
gi , e nella cui centrale parte g le papille sono più ap- 
prossimate e deficienti de'fìocchetti vascolari segnati in h 
h . Nel principio del quinto raggio trovasi il tubercolo 
labirintiforme H : e ne' lati di quello poi rimarcasi la du- 
plice serie di papille i i , ed in giù il quadruplicato or- 
dine di piedi II. Ogni papilla ha un asse osseo K colla 
base articolato al reticolo ossoso , e coli' apice puntuto 
libero , è cinto a guisa di mobile astuccio dalla cute k , 
da cui partono le tenaglie ossee J j tanto maggiori , che 
minori fornite del proprio gambo. Queste son fatte 
da due pezzi o con apice acuminato L o rotondato / , 
articolati col ricettacolo ossoso ni , che è sostenuto da 
fibre carnose prolungate n fino alla base de' pezzi la- 
terali . 

Fig. 6. u4. Savaresi in cui rilevasi la quadru- 
plicata filiera di piedi /? , ed il tubercolo labirintife- 
ro r, che si è delineato a parte per vie meglio dimo- 
strarne la figura flessuosa R e paralella delle sue lami- 
nette, le papille ossee compresse retuse e solcate nella- 
pice s , cinte da tenaglie t ed alternanti coi fiocchetti 
vascolosi u . 

Tavola XIX. 

Fig. 1. uè. aranciaca guardata pel dorso, che pre- 
senta i raggi : a intero co' calicetti spinosi aventino la pro- 
pria cupoletta ossea e che sonosi ingranditi nella Fìg- 5 e 6, 
le spine vertebrali b lunghe e e corte , essendovene la 
sola filiera laterale interna in fi? ec. ; e rivoltato su per 
farne vedere il tuljercolo laliirintifero i dove finisce il 
corpo i , le spine della faccia inferiore , le papille o 



( 568 ) 
piedi assottigliati /, l'arteria radiale ^, le spine A, che 
avvicinate occultano questi e quelli, in tale spazio ospitan- 
do la Nereis squamosa ( F'ig- 7 ) e flexuosa ( Flg. 
8 ) , essendone slate ingrandite le squame nella Fig. 
10 e 115 / colla sola teca vertebrale; m con l'intestino 
cieco n , il cui apice è sostenuto dal legamento o , uscen- 
do tubolosi pp dallo stomaco , che in q offre i tendi- 
nucci pennati e poco più sopra il sacco biliare /• , i le- 
gamenti 5 che lo attaccano all' integumento del corpo , 
dove si ravvisano le fascie analoghe agli ambulacri de- 
gli Echini t t , porzione de' sepimenti fibrosi u u , e la 
inserzione delle ovaie v v, I corpi vascolosi .t po- 
sti intorno l' anello osseo y della bocca , e le vesciche 
ovali z z. 

Fig. 2. Pezzo dei lacerti muscolari del comune in- 
viluppo ove sono impiantati i calicetti spinosi a intero 
e b reciso. Ogni aia di detto reticolo lacertoso ha del^ 
le fibre con vari forami e comunicanti dentro 1" ad- 
dome. Siffatti fori esistono pure nell" A. echinopliora 
( Fig. 5 ) d , oltre que' posti a' lati di ogni teca ver- 
tebrale e, donde partono i muscoli a laminette f. 

Fig. 4. Disposizioni de' pezzi ossei sottoposti alla 
cute dell' A. echinopliora g , essendone la metà della 
colonna vertebrale h. 

Fig. 9. L' A. pentacantha oltre i denti spinosi cir- 
condanti la bocca i , poco lungi ne offre cinque altri 
gruppi /'. Quali denti son pettinati nell' A. aranciaca 
( Fig- 17 ) h , sostenuti essendo da' pezzi / della co- 



( 369 ) 
lonna vertebrale , che circoscrìvono V atrio della bocca , 
e fra essi articolati m m. 

I suddetti denti consimile disposizione serbano nell'^. 
exigua ( Fig. i6.)n, dove apparisce la colonna ossea o di 
ogni raggio, la composizione della teca delle vertebre p, 
e dello spazio intermedio g ; e nell' ^. rubens ( Fig- 
19 ) r, la quale aveva perduto un raggio, che si era 
appena riprodotto t. Quelli dell' A. ophìura ( Fig. 14 ) 
u, a' cui lati osservansi le arterie dentarie!^, sono artico- 
lati alla metà interiore dalla colonna vertebrale x x \ es- 
sendone delineate le vertebre per la faccia superiore ( Fig. 
12 ) e per la inferiore ( Fig. i3 ) , ed il pezzo osseo 
( Fig. i5 ) frapposto alle squame del dorso presso ogni 
raggio dell' A. cordi/era , ove si adattano i pettini. 

Fig. 18. I pezzi componenti ogni vertebra sono : 
a è ed articolati fra loro e , avendo in e il foro ed in d 
il legamento intervertebrale ; f altro pezzo congiunto a 
g diviso nel punto h,e ad i , che offre porzione del ca- 
nale 7" per r ingresso dell acqua marina . 

Tavola XX. ^ 

7^/^. 1. Asterias ophìura supina Con i piedi a a 
sporti in fuori , i quattro forami ovali per 1' ingresso 
dell' acqua h posti in ogni raggio , ed una specie d^ 
squametta e quasi a cuore. Si osserva poi un pezzo in 
grandito tanto delle squame dorsali de' raggi ( Fig. 2 ) , che 
quello del disco del suo dorso risultante da numerosi tubercoli 
ricoperti dalla cute, e aderenti alla tunica fibrosa ( Fig- 3 ). 

F'ig. 5. Essendosi sezionato e rovesciato un pezzo 
dell' integumento dell' A. aranciaca , di cui si veggo- 

47 



( 570 ) 
no i residui de'sepimenti fibrosi d d divisori della cavità 
addominale , gli spazii e e picciolissimi rimasti da' lacerti 
fibro-teiidinosi , e la striscia ff, in cui il peritoneo se ne 
discosta per formare il mesenterio g 5 chiaramente si ri- 
marcano le fibre tendi nose disposte ad imljuto h^ le qua- 
li separano il sacco J^iliare aperto nel fondo dello stoma- 
co j , e propriamente nel centro de' tendini pennati , che 
a traverso dello tuniche rugose di esso traspariscono. 
Oltre de' quali tendini n'esistono altri, che lo abbrac- 
ciano h k , e s' inseriscono sin quasi al termine della teca 
verteljrale de' raggi. Neil' interno del ventricolo, avente 
1' esofago L , sboccano gì' intestini ciechi / / / ec. , che in 
qualche distanza e con alterna disposizione cacciano pe' 
lati le vescichette ovate ed increspate m m, ed osservansi 
nel suo interno infinite rughe, e gran copia di vasi ( Fig.Q ). 
I suddetti intestini sono due volte ramificati nell'^. exi- 
gua ( Fig. 7 ) , e tre nell' A. Savare si ( Flg. 8 ). 

Fig. 9. A' lati di ogni raggio dell' A. ophiura si 
aprono i canali degli ovidotti a a , e nel centro infe- 
riore poi del corpo esiste 1' apertura b dello stomaco 
fatto da lamiiTette membranose e e , e nel cui fondo \A. 
cordi fera ( Fig. 10 ) presenta dippiù le menzionate 
lamelle pennate , ed a stella . Le ovaie di simigliante A- 
steria sono a cornicello e, 

Fig. 11. In questa varietà dell'ut, bispinosa ap- 
parisce il sepimenio filjroso /", V ovaia g g , ^e due lami- 
ne memljranose à per entro le quali tragitta la matrice 
dalla teca vertelirale i fino al tubercolo laJaiiintifonne /. 
Fig. 12. A. cordi/era, che ofHe i raggi n n recisi 



(371) 
ed indi a poco a poco rigenerati , nella loro origine i 
due pettini spinosi esterni, che ne hanno altrettanti più 
piccoli interni p ( Fig. i3 ) , non che ( Fìg. 4 ) i piedi y, 
che escono dalle squame laterali. Nella Fig. 14 si è rap- 
presentato un pezzo della bocca di detta Stella per farne 
vedere i denti e la configurazione delle annesse squa- 
mette. 

Le ovaie dell' A. exigua sono segnate dalla Fig. 
i5, e quelle dell' ^. Savaresi dalla Fig. 16, e dell' -<^. 
violacea dalla Fig. 17 ; giacche nella Fig. 18 rimarcansi 
non solo le ovaie dell' A. aranciaca B , ma benanche 
il corpo la])irintiforme colla respettiva apertura, che gui- 
da nella matrice C , della quale si sono ingrandite due 
laminette interne ( Fig. 19 ) , cui è legata la sostanza a- 
diposa e col proprio forame e. 

Tavola XXI. 

Fig. 1. Sacco biliare dell' A. aranciaca , apparte- 
nendo quello della Fig. 2 all' A. exigua e l' altro 
della Fig. 3 all' A. Bavaresi. — Fig. 5. Pezzo de' 
raggi dell' A. subulata , guardata ( Fig. 6 ) pel dor- 
so , ove rilevasi che in tutto il perimetro è fornita di 
calicetti , tranne nel margine del canale inferiore di o- 
gni raggio corredato di due spine b : e e indicandone 
i forami pe' quali passano i fiocchetti vascolosi. - Fig. 
7. A. Tenoni delineata per la faccia superiore co' piedi 
d d vescicoloso -dentati , essendone disegnato nella Fig. 

8 la parte inferiore del disco colla bocca e, nella Fig. 

9 la squama superiore, e nella Fig. 10 la inferiore de 



raggi , 



(372) 

Fig. 12, Anello vascoloso esofageo dell' A. aran- 
cìaca , in cui sbocca una delle cinque vene meserai- 
che^, e dal quale escono esternamenle le vesciche ova- 
li o o ed all' interno i corpi vescicolosi , uno de' quali 
si è ingrandito ( JFig. 4 ) > le arterie radiale ì e me- 
senterica k, la vertebrale 7 che a dritta e sinistra dà 
un breve canale per le due vescichette ovali l' , pel 
piede / ; avendo esternamente ( Fìg". 14 / ) le fibre 
a lungo , e nell' interno altre a traverso n con cui ade- 
risce alle mezze vertebre m , tra le quali passa 1' arte- 
ria vertebrale p , che somministra il canale per la ve- 
sciclietta g e pe' piedi r. Forma di questi e quella nel- 
\ A. rubens ( Fig. i3 ). 

Fig. i5. Anello vascoloso dell'esofago appartenen- 
te air A. echìnophora , da cui ha origine 1' arteria ver- 
tebrale a col canaletto a dritta e sinistra per le vesci- 
che reniformi b e pe' piedi e. Arteria dorsale d recisa 
con due vasi forniti di fiocchetti , che escono pe' fora- 
mi dell' integumento superiore de' raggi ( A. Sauaresì 
Fig. 14 5 ), i quali sboccano nella vertebrale a , egual- 
mente che forse lo farà il vaso esterno e, che passa per 
mezzo di ognuno di siffatti fiocchetti ( Fig. 16 ). 

Fig. 17. Sistema sanguigno deìYA.op/tiura, di cui 
sono n anello vascoloso dell' esofago , ed arterie o o den- 
tarie , p dorsale , g vertebrale co' piedi , essendosi di- 
segnato nella Fig. 11 quello dell'^. Tenorii ingrandito. 

Fig. 1 8. Vasi dello stomaco dell' A. aranciaca e 
dell' ophiura Fig. 19 , e Fig. 20 corona de' tendini 
pennati della prefata A. aranciaca. 



( 373 ) 
iV. B. Neil' articolo circolazione delle Asterie , pag. 
297 dal verso 12 al 16 bisogna leggere , che dalle ar- 
terie vertebrali escono i canali per le ampollette e non 
già dalle radiali , che puonsi piuttosto considerare come 
vene. Cosicché il circolo sanguigno delle Stelle marine 
si fa mercè le vene mesenteriche e le radiali , che ri- 
portano il sangue nell' anello vascoloso esofageo , don- 
de passa nelle vesciche ovali e ne' corpi vescicolosi , e le 
arterie meseraiche, le vertebrali e le dorsali co' rispettivi 
fiocchetti , che lo diffondono alle diverse parti del loro 
corpo . 

Tavola XXIL 

Pig. 1. E. Cidaris con i piedi A A, le sue spi- 
ne lunghe a e brevi b , di cui esistono altre più piccole 
tanto nelle pertinenze della bocca e , che ne' cinque spa- 
zii mediani del corpo, in mezzo ad ognuno de' quali ci 
serpeggia un arteria , che forse esce dall' anello vascola- 
re dell' esofago. 

Le Eig. 2, 3 e 5 ne dimostrano le piccole spine sepa- 
rate , di cui ora si è fatto parola . La maggiore si è in parte 
rappresentata nella Fìg. 4 , ove apparisce solca to-muricata 
e coir acetabolo e , che articolasi al corrispondente trocan- 
tere ( Fìg. 6 ) Jl Esprimono la pedicellaria , che gii appar- 
tiene , la Fìg. 7 chiusa col proprio gambo osseo ^ , e la 
Fìg. 8 aperta risultante da tre pezzi prismatici h. 

Fìg. 9. Il vano della grande apertura della scatola 
ossea dell' JE^. Cidaris, che nel mezzo presenta la bocca /, 
è chiuso da un diaframma muscolare embriciato /72 ; aven- 
do r orlo di quella cinque pezzi , che nell'unirsi n n noìi 



(374) 
formano gli archi ossei degli altri Echini , e principal- 
mente dell' E. saxatilis ( Fig. io ) o o. Cadauno de* 
suddetti pezzi in questo Riccio offre una coppia di semi- 
forami p pel passaggio delle branchie. Il diaframma è 
fibroso , nella cui faccia inferiore ha moltissimi ossicini piat- 
ti q fra loro concatenati mediante fdetti muscolari , in 
coriispondenza de' quali si articolano i gruppi di pedi- 
cellarie circondanti la Ijocca : dicendosi lo stesso per l' al- 
tra catena di ossetti , che piìi dappresso la cinge r, ad 
ognuno de' quali esternamente si articolano i gruppetti 
di dette pedicellarie , che nel mezzo hanno un piede con 
orlo connato, siccome apparisce sull'UE", neapolitanus {Fig. 
T j) 5, e {Fìg.ì2) t; attesoché la Fìg. i3 dimostra le pedicel- 
larie di siffatto essere , nascendone quattro da un comune 
gambo w , e le Fig' 14 e 20 offrono due de' sopraddetti 
ossetti ingranditi , onde far conoscere la coppia di forami 
appartenenti a cadauno p , pe' quali passano i canali di 
tali piedi o tentacoli. 

Il medesimo F. neapolitaììus ha una duplice coro- 
na di branchie x variamente ramificate , ed incise ( Fig. 
i5 ); gli aculei superiori brevi j^ rotondad (^Fig. 16 ), 
il cui apice si è ingrandito ( Fìg. 17 ) , ed i lunghi z 
assottigliati ( Fig. 18 ), dove si vede in a un pezzo del- 
la capsula articolare ; i piedi afibllati con apice peltato ò 
nella sua faccia superiore , altri poco appresso in duplicata 
serie e con estremo sottile e , avendone taluni in giù da 
un solo lato pennati ( Fig. 19 ). 

Fig. 20. Pezzo del guscio dell'^". neapolitanus , onde 
dimostrarne gli archi imperfetti della sua apertura supe- 



( ^1^ 

riore e , i quattro forami delle branchie / degli ambula- 
cri, e la disposizione degli acetaboli g. E poi oggetto 
della Fig. 21 di far conoscere la direzione degli am- 
bulacri h presso l' ano chiuso da quattro valvule i, cin- 
te da cincpie scudetti / , uno de' quali ofìVe leggeri alveo- 
li /6 ; e tutti hanno il buco per l'apertura degli ovidotti . 
Tolte le prefate valvule apparisce 1' ano 7 ( Fig. 22 ); a- 
vendone limasta una m per dimostrare l' inserzione de' 
muscoletti, che le chiudono ed aprono n. 

Tavola XXIII: 

Fig. 1. E. esculentus , var. sp. apice alhis, sezionato 
a traverso , di cui si osservano : gli aculei grandi a , e quei 
trifurcati b ; i piedi e e, donde nell' interno del guscio par- 
tono delle laminette d ci d , impiantate ne'due canali de- 
gli ambulacri eef, dove esiste il foro per la uscita di 
un ramoscello dell' arteria radiale , e vedesi la disposizio- 
ne de' forami pel tragitto de' piedi ; g g suture per le 
unioni degli ossetti pentagoni del guscio^ /j base della co- 
rona de' denti maggiori 5 i linguetta ripiegata j 7 serie 
di ossi j^ congiunti mercè la membrana muscolosa Z* 5 / 
ampolla Poliana ; m esofago , che in n sbocca nel 
rigonfiamento , che potreljbesi dire stomaco 5 prima 
girata del tubo intestinale alternante col mesenterio/;/?, che 
all' esterno con tendinucci si lega al guscio ; secondaria 
girata del primo q q e Ae\ secondo r r , terminajido poi 
nel retto s circondato da tendinucci j 1 1 ovaia col pro- 
prio ovidotto. 

Fig. 2. Diaframma che chiude \ anello superiore 
della scatola ossea , nel cui centro trovasi la bocca a cin- 



(376 ) 

ta dalle fovee degli ossetti sottoposti , dalle pedicellarie 
trifide fascicolate piccole 6 e da altre più grandi e , che so- 
nosi ingrandite nella JF'ig. 6. Piede di detto Echino , ve- 
duto per la faccia inferiore ( I^lg. 3 ) e superiore colla fovea 
centrale ( Fig. 5 ) — Fig. 4 esprime i tre pezzi aperti ed 
articolati dell'aculeo trifurcato, che è semichiuso nella Fig.j 
col fascette di fdjre d motrici di essi , e provegnenti dal sot- 
toposto gambo osseo inviluppato dalla cute, ed articolato 
col rispettivo trocantere tra le spine del guscio , siccome 
osservasi nella Fig. g e di altro aculeo capitellato trifi- 
do posto tra gli aculei cartilaginei del tutto vestiti dalla 
cute Fig. 8. 

Fig. lo. Dente maggiore, che offre in /' la conti- 
nuazione dei denti del pettine , g le due lamine ossee 
dure , à la faccetta in cui si articola l' ossetto rettan- 
golare i, j l'osso j^ congiunto a quest'ultimo. — Fig. 
11. Dente maggiore dell'^". neapoUtanus nella base disu- 
nita e corredala di uncinetti k, essendone / Fossetto diverso 
dall'j^. _ Fig. 1 2. Faccia inferiore interna del dente mag- 
giore per dimostrare la situazione delle due laminette 
ossee dure continuate nella linguetta m in una specie 
d' incavo. — Fig. i5. Dente maggiore dell' E. Cidaris 
col suo ossetto rettangolare ^z e ad j^ o. — Fig. 14. Altro 
dente maggiore a fin di dimostrare la insemoue de' mu- 
scoli adduttori /; in vari strati , che si ravvisano in si- 
to ^r ( Fig. i5 ). 

Fig. 17. Scudetto maggiore alveolato, nella cai fac- 
cia interna corrisponde la fovea {Fig. 18 ) r, oltre 1" in- 
fossamento dell' ano , corredato sU' esterno ui moke vai - 



( 377 ) 
vnlette triangolari {Fig. 21). _ Fig. 19. Aculeo gran- 
de il cui troncantere è circondato da piccoli acidei s. 
Fig. 22 , - 24. Si è delineata la posizione della lamina 
inferiore é alla superiore u del dente grande , di cui la 
Fig. 25 fa conoscere la faccia esterna o dorsale della li- 
mina maggiore. — Fig. 16. Uova riunite in gruppi ovali, 
che col microscopio compariscono fornite di apice rileva- 
to t^ : e le stesse furon vedute circolare tra il siero del 
sangue ( Fig. 20 a* ) in unione degli anelli cruorici riuniti 
in gruppi z z. 

Tavola XXIV. 

Fig. 1. Apertura superiore della scatola ossea dell' 
£. Cidaris a , la quale manca di archi ; borse b comu- 
nicanti collo spazio esistente tra la bocca ed i denti 5 e 
ossicini che circondano l' esofago , fra loro connessi con 
un piano muscoloso ; d esofago ; e e ampliazioni del tu- 
bo intestinale corrispondente al duodeno alternanti con 
altri cinque rigonfiamenti , che vi sono sottoposti , e da' 
quali esistono in / f i vani ; g pezzo di mesenterio le- 
gamentoso , che gli mantiene aderenti al guscio osseo ; h 
vena ed i arteria enteroidea, che costeggiano il canale 
degli alimenti fmo all'intestino retto h cinto da molti 
teadinucci , le cui diramazioni ^i anastomizzano in/. Nel 
margine del duodeno vedesi un altro pezzo di mesen- 
terio //, nelle cui lamine trovansi molte glandulette. 

Fig. 2. Porzione dell' anello osseo descritto per di- 
mostrare l'attacco de' muscoli 0000 agli ossi pppp ne- 
gli estremi bifurcati , ognuno de" qu^ii è unito mediarne! 
il muscolo g' , che versO' f interno finisce ia una mem- 

48 



(378) 

brana muscolosa da linire tutti e cinque gli ossicini re- 
slando il passaggio per l' esofago , e dal suo esterno par- 
tono due esili filetti muscolari direl!i a' lati delle lin- 
guette r r. Muscoli s s abduttori , e £ adduttori de' 
denti. 

JFig. 3. Esofago reciso a, cui mercè sottile mem- 
brana da una parte si unisce alla vescica ovale b col- 
l'esli-emo opposto aderente alla fovea sita presso 1' inte- 
stino retto e fornito di tendinucci intorno 1' ano , e dal- 
l'altra comunica col canale d d ci , che costeggia tutto 
i' interno lato del duodemo e e e , aperto in g onde 
farne vedere le cellette , e termina nell' incominciameii- 
to dell'ultimo tratto del canale degli alimenti k h. E 
da ì segnata l'arteria e da j la voia enteroidea. 

2^ig. 5. Orificio della bocca circondato da dieci mu- 
scoli con una coppia di essi / / diretta alla parte interna 
dell' osso 771 771 , e scorrenti su 1' esoi^igo n. N N denti 
maggiori ne' margini interiori pettinali e presso l' apice 
di cadauno si attaccano i due muscoli o o. Un solo 
strato degii adduttori dei denti vedesi nella Fig. 4 P j 
come pure si ravvisa l' antro dentario q . 

Fig' 6. Con essa dinotasi 1' attacco de' due muscoli 
r r abduttori de'denti , che dall' interno delle branche de- 
gli arehi osssei si dirigono a' lati superiori di ogni den- 
te. — Fig. 7. Dente dell' iS". /leapolitanus per fame ve- 
dere il canale medio S ed i due antri 5 s , che trovansi 
nella sua sostanza . 

Fig. 8. Pezzo di lingua guardata pel dorso i, ed u 
disposizione delle fibre da cui risulta. - Fig. Q- Esofago 



(579) 
dell' E. neapolitanus ingrandito per osservare le rialza- 
ture della sua interna tunica. — Fig. io, a Pezzo della 
membrana esofagea dell' E. esculentus , b del duodeno 
dell' JS". neapolitanus, e d del mesenterio dell'^". Cìdaris. 

Flg. i5. E. saxatilis guardato per la faccia in- 
feriore , essendone b Y ano chiuso coi forami degli ovi- 
dotti nel perimetro , ed i piedi e e ; attesoché gli acu- 
lei grandi e piccoli con una peJicellaria si veggono nel- 
la Eig. 11, r ano aperto nella Fig. 12 e le forma e 
struttura del tubercolo alveolato nella Fig. i5. Si dimo- 
stra la disposizione di tutti i pezzi che circondano l' ano 
tanto mobili che fìssi g , 1' unione di que' del guscio h , 
con un solco a zig-zag nel punto i, e gli ambulacri // 
nella Fig. 14. 

Fig. 16. E. neglectus veduto per la sua faccia supe- 
riore , di cui sono n n \e branchie poste poco lungi dalla 
bocca. — Fig. 20. Aculeo suo, il cui apice è delineato nel- 
la Fig. 22. e la base nella Fig. 17, dove vedesi la tu- 
nica musculare esterna r, che lo unisce al corpo , e la 
interna s. La Fig. 19 e 20 rappresenta un aculeo ingran- 
dito , e la Fig. 18,21 ed A le varie pedicellarie che 
vi si trovano, avendo ognuna un ossicino nell' interno in- 
feriore del gambo. 

Tavola XXV. 

Fig. 1. E. spatagus delineato a grandezza naturale 
per la sua inferior faccia , ove si osserva la bocca a cinta 
da piccoli aculei setolosi , e b e d ambulacri anteriore . la- 
terale , e posteriore co' respetti vi piedi 5 l'ano e circondalo 
da pedicellarie , e poco oltre esistono altri piedi y ; Y aia 



( 58o ) 

ellittico-cordata g-, e la ovale h con gli aculei a paletta. 

Fig. 2. Il suddetto Echino guardato pel dorso , on- 
de ravvisare il sito, in cui finiscono i piedi ombrellati i 
e principiano i tubolosi J , i quattro ambulacri colle pin- 
ne laterale k e posteriore K , le aperture degli ovidotti / , 
e r aia crociforme romboidale. 

l^ig' 3 , 4. Aculeo a paletta m osservato per la 
parte inferiore , vedendosi in n il forame interno , ed o 
per la superiore , avendo in p V acetabolo cui sovrasta 
una specie di fòvea , il quale si articola col troncautere 
( JFìg. 5 ) posto presso il perimetro della sua aia g. 
Altro aculeo ( JFig. 8 ) con lungo collo r tra l'acetabo- 
lo e r orlo. ~ Fig- 6. Aculeo triforcato posto fra i se- 
tolosi degli ambulacri posteriori inferiori , e jFig. 7 si- 
tualo intorno l'ano. ~ Fig. ^. Piede triombellato in- 
grandito, e Fig. 10 branchie bipinnate. 

Fig. 11. Pezzo A della scatola ossea inferiore e B 
superiore, notandosi nel primo a gli ossetti mobili del- 
la bocca , e que' dell' ano , d metà dell' ambulacro an- 
teriore , e il laterale ed ff il posteriore sinistro , ove 
trovasi la cresta g 5 e ravvisandosi nel second<j metà 
dell'ambulacro anteriore /z, il laterale /6 , il posteriore/ 
sinistro , ed i due forami de' quattro ovidotti presso 
i quali esiste un altra cresta i per 1' attacco delle ovaie. 
I differenti pezzi componenti il prefalo guscio osseo so- 
no circoscritti da particolari suture. 

Fig. 12. a Bocca , e esofago , d d duodeno , e 
sacco cieco, f f resto del tulio intestinale ripieno di 
arena , g terminato da legamentucci , fi h canale che 



(380 
dal termine dell' esofago finisce nell' intestino , lamina 
mesenterica interna i i , ed esterna k k co' tendinucci 
sfioccati che lo sostengono alla scatola ossea , / corpi 
vescicolosi , ni peritoneo che lega l' esofago alla cresta 
ed all' Ampolla Poliana , ed n porzione libera ; o o 
altro pezzo di peritoneo aderente alla linea mediana su- 
periore della scatola ossea , alla cresta ivi esistente , e le- 
gato all' esofago ed al retto. 

Tavola XXVI. 

Fìg. 2. Le arterie radiali a aa a a dell'^. esculentus 
con flessuoso tragitto , mentre danno un ramoscello per 
le laminette vescicolose b b , donde in giù esce una cop- 
pia di piedi e e , passano sotto gli archi Oasei ove a 
dritta e sinistra somministrano un vaso, da cui pendono 
tre vescichette ovali e e ( Fig. 7 ), da ognuno di loro u- 
scendo le arterie esofagee ff, le quali formano 1' anel- 
lo vascoloso dell'esofago^, e poi fra esse parallele ili 
i i si disperdono nelle tuniche di questo. Infine pria di 
finire nel comune anello vascoloso /i danno a manca e 
dritta un tubolino fornito in giii di una vescica l' ( Fig. 
7 ), ed in su di due vasellini , che attraversano i piedi 
posti intorno la bocca /. 

Dall' anello vascolare esofageo con tortuoso anda- 
mento pende l' Ampolla Poliana m , la quale infe- 
riormente ha un vasellino che finisce nella sostanza ve- 
scicolosa n , e ne esce noii solo V arteria mesenterica 
00, ma vi sbocca pure la vena meseraica p p- g Corona 
vascolare situata intorno 1' orifìcio deli' ano , dalla quale 
escono cinque arterie /' r r r r anastomizzate colle radiali 



( 58a) 
( Fig. 6 ) . Non ho potuto indagare quale rapporto , le 
branchie nella Fig. 5 ingrandite serbano , mostrando in « la 
parte pendente dentro il corpo , ed in S quella posta 
fuori col resto della circolazione , che sarà come i cor- 
pi vescicolosi delle Asterie. 

Fig. 10. E. neapoUtanus, di cui sono a \ arteria 
radiale finita in b con una porzione dell' anello della 
bocca , e quello dell' esofago coli' Ampolla Poliana 
d , ed e e l'arteria esofagea proveguente dalla radiale , es- 
sendone state in giù recise le altre sue quattro compa^ 
gne ffff' In questo Echino dalle laminette vescico- 
lari superiori escono i soliti piedi g , essendo que' delle 
medie assottigliati /t , e delle inferiori da un solo lato 
pennati ( Fig. i i ) i. 

Fig. 4. Si è ingrandita una laminetta vescicolosa 
dell' E. saxatilis per farne vedere la forma , la vena- 
tura e le vescichette ripiene a di umore analogo a quel- 
lo contenuto nell' Ampolla Poliana. Per ogni piede 
caccia due canalini b che arrivano sino all' estremità , 
il quale nell' interno ha delle fibre a traverso , che al 
l'esterno e sono longitudinali. _ Fig. 5. Arteria rar 
diale dell' E. Cidaris colle laminette d ed i piedi e re- 
ticolato-setolosi , la quale superiormente ha le vescichet- 
te ovali f ed inferiormente caccia un arteria g , che e- 
sce fuori del guscio e si duige verso la bocca. 

Fig. 8. Dal pentagono vascoloso h dell' E- spata- 
gus nascono le arterie sagittale i i , laterale superio- 
re k h ed inferiore / / : queste e quella si continuano 
verso i quattro forami de£,li ovidotti, dando a dritta e 



( 383 ) 

sinistra il canaletto per le rispettive laminette m m , da 
ognuna d^Ue quali nascono due vasi bipennali ( Fìg. io). 

Le arterie laterali inferiori nel circoscrivere la ba- 
se del succennato pentagono formano 1' anello vascoloso 
dell' esofago , da cui pi'ende origine l' arteria « e la vena 
o o , che con parallelo ta^agitto percorrono tutta la lunghez- 
za delle intestina anaslomizzandosi nel duodeno p. Tra l' a- 
nello vascoloso esofageo e l'arteria laterale inferiore sinistra 
hanno origine \ jàmpolla Polìana , la meseraica mino- 
re in cui con infiniti ramoscelli finiscono i grappoletti 
vescicolosi t ( Fig. 9 / ) , e la sagittale r r r , che co- 
munica coir anello vascolare posto intorno i fori degli 
ovidotti , e fatto dalle arterie laterali superiore ed infe- 
riore di dritta e sinistr-a , non che dalla dorsale. 

Fig. 1 1. Pezzo del guscio dell' E. Cldaris , di cui 
sono a le fascie porose , h la -pelvi , e il peritoneo che 
^aderisce all' ovidotto d , variamente ramificato e setolo- 
so . Porzione dell' ovaia col respetti vo condotto dell' E- 
neapolitamis {Fig. 12 ). 



Ifc'WV^ "^^-V*^ 'W^ * %i '^'W-» * 



( 384 ) 

Annunzio su la facoltà' velenosa di taluni 
Molluschi testacei. 

Tra' pesci non squamosi, e soprattutto fra'lestacei si 
notano da' trattatisti di Polizia medica e di Tossicologia il 
mitilo degli stagni e le ostriche (i) , i quali mangiati 
nel tempo della fecondazione e di està producono delle 
coliclio , ed una eruzione alla pelle simile alla hydroa 
sudameli , a cagione delle loro ovaie contenente un u- 
mor lalticinoso caustico , onde è che in Francia ed in 
Spagna sonosi cominate delle pene a coloro , che le ven- 
dono nella stagione estiva. 

A me si è presentata V occasione di notare tra que- 
sta classe qualche specie di altri due generi , vale a dire 
la così detta Spera ( ^rca noae ) , lo sconciglio reale 
( Mar ex hrandaris ) e '1 comune o truncolo ( Al. trun- 
culus ) . Darò un semplice sunto de' casi , ne quali sono 
riusciti micidiali , a fine di desiderarne tra noi la proir 
bizione solamente di està. 

% inutile tessere la storia de' medesimi viventi , come 
è fuor di proposilo l'esporne la notomia, che pubblicherò 
nel IV. volume de' Testacei delle due Sicilie. È però 
oggetto del presente argomento di farne conoscere i de- 

(/) B.hiens , de ajff^ect. a Mytilis . 

G. P. Frank , Poliz. med. , iom. b , p. 200. 
G. Frank , Praec. univ. med. , v. \ , p. 355. 
Bftteaian , Comp, de' mal. cut., v. i, p. 181. 



( 385 ) 
leteri effetti , che in certe epoche dell' anno , principal- 
mente da primavera all' autunno, quantevolte sieno di 
perfetto sviluppo ed in somma copia mangiati. 

Il prof! Scattigna , di cui deploriamo la perdita , 
sono ormai due anni che mi comunicò la seguente os- 
servazione per la quale egli desiderava , che mi fossi 
occupato a trovare la ragione sufficiente perchè tali ani- 
mali testacei tanto ricercati da' napolitani , mangati duran- 
te la stagione invernale fossero salubri, ed all'opposto poi 
arrecar dovessero molestissimi danni nel tempo estivo. 

Osservazione I. ) Anna Martone di Napoli di tem- 
peramento sanguigno dell' età di anni quaranta in luglio 

. 1826, essendosi cibata di sufficiente quantità di sconcigli 
in zuppa verso le ore pomeridiane dello stesso dì prin- 
cipiò a lagnarsi d' insoflribili dolori viscerali , accompa- 
gnati prima da vomito di bile mista a materie in par- 
te digerite , e poco tempo dopo ebbe continui tormini 
viscerali con inutile incitamento ad evacuare le fec- 
cie , che durò sino alla sera : epoca in cui il signor 
Scattigna fu chiamato per visitare la povera inferma , 
che presentava difficoltoso respiramento , sete eccessiva , 
pelle arrossita e pruriginosa , coma , polsi piccioli , bas- 
si , e celeri. 

Con questo apparato di perniciosi sintomi QuegU 
ordinò l'applicazione delle sanguisughe all'addomine, on- 
de dissipare la manifesta minaccia di gastro-enterite , ed 
intercamente prescrisse una soluzione di gomma arabi- 
ca edulcorata collo sciroppo di viole. Ad onta di tutti 

■<|iiiesti aiuti la infelice Martone , continuando a preseo- 

49 



( 386 ) 

tare l' aumento de sintomi ijifiammatori , delirio , convul- 
sioni , air una pomeridiana , o sia 24 ore dopo di aver 
mangiato gli sconcigli , cessò di vivere. 

Per ordine della Polizia si procede allo sparo di del- 
la defunta , cui assistè il prefato Scaliigna , e si vide 
la tunica mocciosa gastro-enterica infiammata con mac- 
chie cangrenose in quella degli intestini tenui. 

Bentosto il prof. Scattigua mi pose nell' impegno 
di esaminare gli animali di siffatti murici , de' quali io 
già aveva intrapreso la notomia nell' inverno dello stesso 
anno. Motivo per cui cercai di riesaminarli con mag- 
giore attenzione , proccurando di soddisfare le sue giu- 
ste brame , e di poter concorrere 'eziandio a farne in 
seguito evitare gli esposti danni colla loro proibizione. 

Le mie indagini però furono coronate da felice suc- 
cesso, attesoché la sostanza, che costituisce le parti del se- 
condo cavo branchiale , mi offri un colore diverso da quel- 
lo, che nell'inverno presentava. L'ovaia anche era di 
alterato colore , ed il corpo adiposo ricohn3 di una so- 
stanza tegnente , e filameniosa . Alla destra ed iiife- 
rior parte della cavità suddetta esisteva un corpo glan- 
duloso , risultante da molte vescichette piene di umo- 
re violetto , che gli antichi conobbero col nome di 
porpora senza che avessero saputo , come neppure i mo- 
derni zootomisti conoscono , do;ide quella si fosse mai 
lavorata . 

Tutti gli additati organi adunque solamente ne' mesi 
estivi trovansi rigogliosi di umor violaceo, ed in piena 
loro attività j ed ecco perchè sperimentansi solamente iu 



(587 ) 
tal' epoca micidiali. Il succennato organo si rinviene 
puranche nell' abitante del Buccinum Galea L. e del 
Afurex Triionis L. (i) , e sempre di està acquista il 
color di porpora ; anziché di primavera , giusta 1' asser- 
zione di Aristotile seguita dal celebre Ferusac (2) , che 
soggiugne scomparire nella canicola. 

Osservazione II. ) Il sig. D. Errico Roteili dimorante 
in questa Capitale il dì 19 del mese di agosto 1826 man- 
giò insieme con sua moglie D. Giuseppa di Aquino una 
zuppa de' molluschi abitanti nella conchiglia detta Spera 
( ArcaNoae, Limi. ). Dopo pranzo la di lui moglie prin- 
cipiò ad accusare forte dolore di stomaco , vomito , offu- 
scamento di vista , vertigini , convulsioni toniche e prin- 
cipalmente il trisma , restando la povera Aquino rafred- 
data , senza polsi, priva di sensi, con segni dapprima di 
gastro-enterite, poi di già avvenuta cangrena, ed alle ore 
undici antimeridiane del giorno seguente finì di esistere. 

Il di lei marito peraltro , il domestico , gli amici 
che furono pure complimentali di tali conchiglie e tutti 
al numero di dodici persone , soffriron dal più al meno 
cardialgie , vomito , diarrea accompagnata da febbre , che 
terminò al quinto giorno , pievio opportuno metodo cu- 
rativo antiflogistico . 

L' autossia cadaverica della infelice Aquino eseguita 
da' proff. Grillo e Pasqualone fece conoscere delle suggel- 
lazioni cangrenose nel!' interno dello sìomaco ed alterata 

(0 Testac. Ulr. Sic, lom. IV. 

(s) Die. ci. d' Hist. nai. ,- voi a, pag. 553. 



( 388 ) 

la mocciosa intestinale. L' analisi chimica delle sostanze 
rinvenutevi dal prof. Lancellotti diede per risultamento 
solfato di calce e molto ferro. 

Quindi vedesi bene che gli addotti esempi ci som- 
ministrano argomento chiarissimo di essere molto guardin- 
ghi nel cibarci di tali molluschi (i). 

(/) E un articolo somrnajnente intralciato quel- 
lo della vendita di ogni sorla di pesce ed in qual- 
siasi epoca dell'anno , e che soltanto la Munificen- 
za del nostro uéugustissimo Monarca potrebbe inco- 
raggiarmi ùd intraprendervi un lavoro utile agli a- 
hitanti delle spiaggie delle due Sicilie , che finora 
nulla di sicuro posseggono intorno a ciò. I pesci 
conosciuti velenosi per organi particolari , spine , uo- 
va , a per essersi cibati di altri animali forniti di 
principi acri e di sostanze deleterie , sono assai 
scarsi : ma quanti altri farsi ve ne saranno cre- 
duti innocui , e che in seguito di attente ricerche 
renderebbero più sicuri e men funesti si grati cibi 
o' popoli delle Sicilie ? 

Ed a questo proposito conviene sapere che Rli- 
nio ha conservata una Legge di JVuma la più anti- 
ca tra le suntuarie romane , con cui determinasi 
quali pesci mangiar si potessero nelle feste solenni. 
Essa ha molta simiglianza colla dietetica di Mosh ; 
ed invece di credere che fosse stata dettata da N'a- 
ma per limitare le spese da farsi in tale rincontro , 
molli opinano che egli altre ragioni avesse avuto 



(389) 



Memoria su gli Anbllidi. 

PARTE I. 

CAPITOLO I. 
Delle Nereidi . 

$. I. N. I O A NT ss e À' 

Al terriiine della stagione estiva del iSaS nelle vicinanze 
di Capri fu pescata la presente Nereide od Eunice , di cui mi 
fu portato un pezzo del respetti vo guscio, duro come cuoio, 
scal^roso esternamente , levigatissimo nell' interno , e circa 
cinque piedi del corpo, clie appariva mutilalo; ma dalla 
eguaglianza del suo traversale diametro a quella della prima 
articolazione di- essa è forza conchiudere , che siffatta mi- 
sura era circa la metà della lunghezza, che 1' animale in 

per la proibizione de' pesci non squamosi , che so- 
gliono essere il più delle volle i ineno salubri, ed 
i pia perniciosi alla pubblica salute. I sacerdoti di 
Egitto, che abitavano un paese marittimo soggettis- 
simo alta lebbra , proibirono molte specie di pesci , 
che poi furono interamente suppliti da' soli vegeta- 
bili. Dippià gli Ebrei , essendo ad un di presso 
governati da leggi analoghe, non potevano mangiar 
pesci senza squame. 



(390) 
esame offrir doveva , o sia di dieci piedi circa. 

È inesprimibile la varietà delle tinte e la vivacità 
de' coloriti del suo corpo soprattutto nelle pertinenze 
della testa . Il rosso , il giallo , il ceruleo si ravvisavano 
così elegantemente combinati che al menomo movimen- 
to dell'acqua del vaso, in cui per tre giorni tenni vi- 
vente questo gigante degli anellidi , 1' occhio ne restava 
sommamente appagato , ed il riflesso di tutti i colori del 
prisma e dell'arco baleno bentosto si dipingevano sulla re- 
tina. A norma che gli anelli si allontanavano dalla testa 
i suddetti coloriti tendevano al rosso-fosco , sebbene infe- 
riormente ei-an sempre screziati di rosso, giallo e cilestro, 
Per due sere continuate alla menoma mossa spandeva un 
chiarore fosforico. Il mio dotto amico dottor Minicliini 
si compiacque infinitamente della ispezione di simiglian- 
te verme. E quantunque avessi fatto infinite premu- 
re a marinai , onde averne qualche altro individuo ; pu- 
re gli sforzi di costoro riuscirono sempre vani. 

Descrizione. ) La testa presenta la bocca con due 
lobi , e poco in su cinque crassi tentacoli , alquanto lun- 
ghi , appena rigati a traverso , rotondati nell' apice , e 
disposti in maniera che tra i due laterali esistono gli oc- 
chi senza alcuno gambo , infossati nella sostanza carno- 
sa , e forniti di facoltà visiva; nel mentre poi il quinto 
tentacolo , eguale agli altri quattro descritti , e tutti fra 
loro equidistanti , è situato in mezzo a' due anteriori e 
medii in corrispondenza dell' angolo superiore de' lobi 
carnosi della bocca. 

Le succenrate parti appartengono al primo anello del 



( 391 ) 
corpo di questo animale , seguendogli il secondo, lungo mez- 
zo pollice , al cui termine superiormente s inseriscono tre 
disuguali cirri a dritta , ed un solo a sinistra. Indi no- 
ve altri anelli , ognuno lungo alquante linee , e privi di 
qiialsisia appendice, succedono a' precedenti . Si avverta 
che il secondo anello ha una striscia rossa ne lati , alla 
(juale segue una gialla, che confina colla quinta, ampia 
e mediana bleu ; attesoché i seguenti nove anelli hanno 
rosso e giallo tutto il margine , ed il resto della parte 
dorsale è rosso-fosco con striscia trasversale in ciascuna 
articolazione di cilestro e nero. 

Cadauno de' rimanenti anelli, almeno in tutta la lun- 
gheza di tale vivente , che ne ho veduto , presenta a dritta 
e sinistra una branchia rossa ad un solo lato pennata , un 
cirro gialliccio superiore più lungo dell' inferiore , e conti- 
nuato con una fovea carnicina ovale ; esistendo fra questa 
e quello il piede comune conico con tre particolari piedi- 
cini corredati dei respettivi fascetti di setolette dorate. Il 
margine di ogni ai'ticolazione è gialliccio , presso le fovee 
ovali solo si vede una macchia cilestra , e tutta la sua 
faccia inferiore è screziala di rosso-fosco. Per tre piedi 
circa aveva i notati coloriti sopra e sotto , giacche nel 
resto era colorato di rosso nericcio. 

La esposta descrizione desunta dall' oggetto in na- 
tura e meno estesa di quella datane da Savigny ( op. 
cit. , pag. Jgg ) , e pare di essere differente in modo da 
rendere il nostro animale una specie nuova ; ma son 
persuaso che sifìatta diversità derivi dalla sua rarità' 
che non ha permesso di darne finora una esatta figu- 



(390 
ra e di redigerne la descrizione con quella accurattez- 
za , di cui anche la nostra è in parte deficiente pel 
conto delle setole e delle acicole. Ma in essa poi fu.- 
ron bene avvertiti quattro cirri tentacolari dietro la nuca, 
invece di due ; gli occhi sforniti di qualunque pedi- 
cello , bianchi , e con punto nero nel centro ; due lo- 
bi della bocca in luogo di quattro ; le branchie pettina- 
te dall' undecimo anello in poi ec. Cosicché a me sem- 
bra che la descrizione di Pallas sia molto approssimativa 
a 11^ nostra. 

anatomia ) Questa Eujiice è coperta dall'epidermide 
sottilissima, da cui dipendono le sue moltissime varietà 
di coloriti , e da un piano carnoso , che puossi appellare 
la cute. Il bulbo muscoloso dell' esofago è fatto da va- 
lidi muscoli , due de' quali offrono le fibre dirette dall' 
orificio della bocca fino a' suoi lati , e da un altro stra- 
to carnoso sottoposto con fibre traversali , che ne trac- 
ciano la separazione in parte dritta e sinistra. 

I primi ed i secondi muscoli servono pel movimento 
degli ossi mascellari , al cui dettaglio ora io passo. La mar 
scella inferiore risulta da due denti assottigliati uell' a- 
pice , e prolungati in sotto , dove a poco a poco si di- 
scostano fra loro e nel tempo istesso si restringono. Le 
mascelle laterali maggiori sono di figura semi luna re , con 
faccette articolari nella base, convesse all'esterno, cour 
cave ed a sega nel margine interno. Le quattro mascelle 
laterali minori anche si articolano fra esse e sono ezian- 
dio serrate. La coppia dj uncini offre nella base delle 



( 395 ) 
l^rominenze ed incavi articolari mirabilmente congegna- 
ti : indi si rendono rotondi e tra loro allontanati , e 
verso r estremità si ricurvano ed assottigliano. Con que- 
sti uncini essa attrappa gii animaletti, che deve divorare, 
ed introdotti nella bocca mastica coU'aiuto delle descritte 
mascelle . 

L' esofago principia largo , il quale pian piano si 
ristringe , terminando nello stomaco . Questo ha le stes- 
se rughe longitudinali di quello , ma interrotte però 
da altre traversali . Si l' esofago che il ventricolo sono ca- 
paci di bastante ampliazione , e le crespe traversali ser- 
vono affinchè , nello spezzarsi gli anelli del corpo , possa 
il canale alimentare benanche restringersi : ciocché non 
avviene mai all' esofago. 

L' intestino a dritta e sinistra ha de' rigonfiamenti 
chiamati ciechi , cui in forma spirale sembra essere av- 
viticchiata r ovaia. E d' uopo peraltro confessare che di- 
stratto da altre occupazioni perdei 1' opportunità di sezio- 
nare nello stato di freschezza questo vivente , che per la 
grandezza poteva illustrare non poco la fabbrica degli a- 
nellidi. Il suo corpo è raccorciato da quattro muscoli lon- 
gitudinali , ed ogni anello dal particolare muscolo tra- 
sversale. I piedi sono tirati in fuori dai due abduttori, 
e portati in dentro dagh adduttori. Del circolo sangui- 
gno ne parlerò in appresso. 

§. II. N. e U P K. E A. 

Descrizione. ) Il suo corpo lungo circa un piede e 
mezzo è racchiuso in un guscio coriaceo , e levigatissimo al- 
l' interno; giacche esternamente è formato da acini di are- 

5o 



(394) 
aa cui sono tessuti de' pezzi di alga vetraria ( Cauli- 
na oceanica Pers. ) e di fucagrostide ( Zostera mari- 
na f Pers. ). La sua origine da me si crede provenire 
dal trasudamento del moccio dalla superficie esterna del 
corpo di delta Nereide , il quale fa da cemento all' a- 
rena ed alle alghe per conglutinarsi 5 e colla uscita , ed 
entrata , dell'animale dalla propria casa le pareti inteine 
se ne rendono levigate. 

Sulla testa ha essa cinque tentacoli disuguali , assottiglia- 
ti , moniliformi e quasi articolati nell'inserzione ; vale a dire 
i due inferiori più brevi de' superiori e del medio. Que- 
sti tre ultimi tentacoli poco al di là del principio hanno 
una specie di base più ampia e distinta. Gli occhi glo- 
bosi e bianchi son collocati sopra la bocca, e sosLenuii da 
speciali tentacoli mobilissimi, e moniliformi. Dalla bocca 
increspata a piacere dell' animale escono le mascelle in- 
feriori , e le superiori . 

I primi sei anelli del corpo presentano i soli piedi 
00» fascetto di setole fornito del cirro superiore maggiore 
e dell' inferiore minore ; ed a questi ne' successivi ven- 
tiquattro anelli sovrasta la branchia a pennacchio , con 
pinne che vi s' inseriscono in direzione spirale , essendo- 
ne verdi le inferiori e rosse le superiori. Le succen- 
nate setole color di oro , e sottili sono riunite in pic- 
coli fascetti disposti a ventaglio , ossia quattro più cor- 
ti e piccoli diretti da soi;o in sopra , ed il quinto poi 
è maggiore e con le setole più doppie. I restanti anelli 
hanno la stessa struttura de' primi sei, tranne l'ultimo 
che finisce attenuato , e con due sete bianchiccie poste 



( 395 ) 
a' lati dell' apertura dell' ano. Il colorito di questo anel- 
lide , nel corpo piuttosto depresso , è verde-rossiccio co' ri- 
flessi cerulei , e lunghessa la linea mediana offre un ca- 
nale rosso-fosco. Abita nell'arena del nostro littorale alla 
profondità di 200 palmi dalla superficie dell' acqua. 

Anatomia. ) Il bulbo muscoloso dell' esofago pre- 
senta la medesima struttura di quello appartenente all' 
E. gigantea, colla particolarità che nella figura di esso 
sono rimasti aderenti i muscoli adduttori, ed abdut- 
tori. I primi de' quali si attaccano tanto alla parte supe- 
riore del suddetto bulbo, che agli anelli carnosi della te- 
sta 5 ed i secondi incominciano dalla metà inferiore del- 
lo stesso , e finiscono a' lati del corpo presso il quar- 
to o il quinto anello della testa. Le mascelle hanno la 
stessa conformazione di quelle dell' E. gigantea, tranne 
però che le due inferiori sono bidentate nell' apice , e le 
maggiori laterali mi sono sembrate al numero di due. 

L' esofago è breve , cui segue lo stomaco alquanto 
ampio e con rughe longitudinali quasiché fibrose. Il tu- 
bo intestinale per gran parte del suo tragitto a dritta e 
sinistra offre de'rigonfìameuti o cellette ; e verso il ter- 
- mine del corpo l' intestino n' è privo , ed a poco a poco 
si restringe per finire nell' ano. La sua struttura è sem- 
plicissima , avendo la tunica esterna e l' interna , ove 
si osservono infmile e picciolissime aie di colore verde- 
fosco , che a prima giunta ne rendono l' aspetto vena- 
to , e risultano dal reticolo vascoloso , che vi esisie . 
La figura deHe feccie anche merita di essere cono- 
sciuta , poiché le alghe ed i fuchi , di cui questo vi- 



(396) 

vente si ciba , conformansi in tante ellittiche vescichette , 
emulandone le uova. 

Verso la metà posteriore e laterale del corpo trovansi 
le ovaie , le quali sono costituite da due lunghi sacchi di 
tratto in tratto gonfiati , poi ristretti , e pieni di uova verde- 
fosche. Esse sono facili ad essere lacerate , empiendone la 
cavità addominale, per cui la loro ricerca riesce difficilis- 
sima ; ed hanno propria apertura nelle pertinenze dell' a- 
no. Uova anche sembrano i granelli giallicci appartenenti 
alle fovee ellittiche de'piedi , e non ne so l'uso. Pe'comuni 
integumenti e pel sistema muscolare non differisce dalla 
precedente Eunice. 

Circolazione sanguigna. ) i. arteriosa — Dall' a- 
iiello vascoloso , che circonda il bulbo esofageo , esco- 
no dalla parte superiore e laterale due arterie , altret- 
tante delle quali inferiormente situate abbracciano il suc- 
cennato bulbo muscoloso. Attesoché in giù ha origi- 
ne eziandio l' aorta , la quale , mentre percorre tutta 
la media e superiore porzione del corpo , giungendo fi- 
no all' ano , ha sulle prime circolare ed eguale dia- 
metro', offrendo per ogni articolazione a dritta e sini- 
stra un canaletto fornito di una vescica rotonda (i). 

— - - I ■ 

' (0 f^'ffdtle vesciche simili al cuore , per guanto sia 
a mia notizia, non sono state da alcuno autore descrit- 
te -, e non bisogna colle stesse confondere quella spe- 
cie di rigonfiamento , che si osserva nelt arteria aorta 
in ogni anello articolato del corpo, dipendente dalla 
corrugazione sojjerla dalle sue pareti, che bentosto sva- 



(597) 
Indi s' impiccolisce , presentando in corrispondenza di 
cadauna articolazione non solo un' ampliazione quasi fu- 



nìsce , qualora si distenda V anello carnoso su cui 
traghetta. Ed il celebre Cuvier scrive: » il est peut- 
étre plus exact de dire que la circulation de ces a- 
nimaux ( vers articulès ) , se fait par des vaisseaux 
seulement y et sans coeur. Si toutefois V on vouloit 
admetlre l'existence de ce dernier , au moins dans 
/'Arenicole, il faudrait dire qu'il est doublé , et, com- 
vie dans^ les deux classes prècédentes , aortique ( Le?. 
d'Anatom. , voi. 4 , pag. 412 ) . 

Dippiù: les vers a sang rouge ( dice Serres — jMéni. 
du Mus. , voi. 5 ) nojfrent poiiit a la verìtè de coeur 
proprement dit , puisqu' ils n* ont qu* un renflement 
dans les vaisseaux principaux ( pag. 60 ) ». Indi sog- 
giunge: » Les sang ayant dono une circulation dans 
les annèlides^ au moyen de leurs deux vaisseax princi- 
paux ou de leurs deux coeurs , si Von peut sexpri- 
mer ainsi , et ce fluide allant chercher Vair , il n'a 
pas ètè nécessaire que les organes de la respiration 
fussent ramifiès, qiCils allaasent rèpandre fair dans 
toutes les parties ». Ed il eh. Latreille — Rapport de 
l'organis. extér. des aniin. invert. compar. avec les annel. — 
riferisce :n Leursang, colore en rouge ^ circule dans 
deux grandes artères longitud'males , comniuniquant 
avec des veines; il n'y a point de coeur proprement 
dit ( Mém. da Miu. , voi. cit. , pag. 118 ) «. 



(398 ) 
siforme, ma benanche a dritta e sinistra un canalino, cui 
termina una consimile vescica piccola e presso a poc€» 
renifoniie . 

Dallo slesso anello vascoloso esofageo nasce per ogni 
lato inferiore del corpo l'arteria polmonare o meglio bran. 
chiale, la quale in ciascheduna divisione articolata esterna- 
mente distribuisce due vasi abbastanza grandi, che in unione 
della vena branchiale formano una triplice spira vascolo- 
sa , dalla quale è formata ogni branchia ; le cui pinnt? 
derivano dalla secondaria e costante diramazione delle 
menzionate arterie , d' onde nel principio del loro cor- 
so altri ramoscelli esilissimi derivano pe' muscoli ad- 
dominali e pel canale degli alimenti ; costituendo infmi- 
te anastomosi colle laterali e sottilissime ramificazioni del- 
l' aorta . 

Le sopraddette arterie branchiali , nel lato interno 
o sia nella faccia con cui sono in relazione colla vena 
cava o branchiale, olirono una corta e regolare ramifi- 
cazione di arteriucce a guisa di pettine. Ben inteso pe- 
rò eh' esse tanto nel collo di siffatta Nereide , che nel 
termine della filiera de' pennacchi , si vanno a distri- 
buire in ciascun pacchetto setoloso : ed in detta cor- 
rispondenza si osserva pin-e la restrizione del diametro 
e la interrotta ampliazione dell'aorta, la piccolezza e dir 
versa forma delle vescichette , che adempiono all'officio di 
cuore. In modo ad un di presso analogo face vasi la distri- 
buzione delle arterie neW .E. giga nlea , essendone soltan- 
to le vesciche più grandi ed ovali-allungate , non che 
l'arteria branchiale è unica e da un solo lato pinnata. 



( 399 ) 

2. P^enosa — Lungo la parte superiore e mediana 
del corpo è situata la vena cava, la quale dalla testa fi- 
no air ano caccia a' lati le vene per le branchie ed ha 
le arterie branchiali e la filiera de' gangli , che in sotto 
partono dal cervello. Essa nelle pertinenze della testa si 
anastoraizza colle vene ventrali , il cui sangue è verde 
chiaro , ed in corrispondenza di ogni aticolazione a dritta 
e sinistra esternamente caccia la vena branchiale , che 
pria di arrivare ad ogni pennacchio, inferiormente manda 
una vena al corrispondente cirro ; ed indi in unione delle 
due arterie branchiali , come sopra si è detto , descrive 
la spira , da cui fa uscire de' ramoscelli venosi , renden- 
donsi ragione del colorito rosso e verde delle branchie. 
Per sopra il canale de' cibi si osservano non solo mol- 
tissime ramificazioni venose piene di sangue rosso-fosco, 
ma iDenanche due canali primari, da' quali esse prendo- 
no origine. 

Sistema nervoso ) Il collare , che rappresenta il 
centro del sistema nerveo , risulta dal cervello di figura a 
cuore, e dal cui apice in giìi rivolto principia un filo nervoso, 
che in ogni articolazione del corpo per la inferior faccia 
della vena cava si unisce ad un ganglio lenticolare , don- 
de a dritta e sinistra partono due nervi incrociati , di- 
stribuendosi in simil guisa per la intera lunghezza di ta- 
le anellide. Da' lati della superior parte djl cervello esco- 
no due nervi , che dopo poche linee si uniscono ad uu 
paio di gangli,, donde proviene un nervo, che si congiuuge 
al primo gruppo quadrigemino di gangli dorsali percorren- 
tino a' lati delle vene branchiali : e dalla coppia inferiore 



( 400 ) 
ne nascono altri due, che vanno a raggiugnere il susse- 
guente gruppo quadrigemello , dal quale derivano quat- 
tro nervi quasi in croce. 

La mentovata descrizione del sistema nerveo di sif- 
fatta Nereide rende alquanto veridica l'analogia stabilita da 
Treviranus, che i gangli degli animali invertebrati possano 
paragonarsi agli spinali de' vertebrati ( Journ. compi, du 
Uict. des se, méd. , voi. 18 , pag. 260 ) , anziché alla 
spinai midolla di questi. Ma non delìbesi tacere che 
r apertura per la quale passa 1' esofago reputata analoga 
al quarto ventricolo encefalico, come pure le fascie che lo 
uniscono alla massa inferiore rassomigliata al cervello , sieno 
portate troppo oltre. Dippiù asseriscesi dallo stesso bene- 
merito fisiologo che i nervi provenienti dalle parti late- 
rale ed anteriore del cerebro sieno simili al quinto paio. 
Weber ha pure detto che i due nervi diretti dentro 
r addomine de' molluschi siano analoghi all' ottavo paio . 

§. IH. N. LINEATA. 

Ha la testa con due occhi , altrettanti tentacoli , ad 
una tromba. Il corpo è giallo-fosco con due linee bian- 
co-gialliccie , che ne percorrono il dorso dal capo all'a- 
no. Ai lati ha una serie di piedi colle setolette. Non 
posso estenderne di più la descrizione , poiché V indivi- 
tluo era in parte corrotto quando lo feci delineare , per 
quanto mi fu possibile, esatto. 

5. IV. N. S Q V A K O S A. 

Testa priva di occhi , rotondata , con due tentaco- 
li interni brevi , ed egiial numero esterni lunghi. Il 
corpo è superiormente coperto da due serie di squame 



( 4oi ) 
carnicine con orlo nericcio , avendo ne' lati i piedi con 
cirri e setolette. 

§. V. N. I L E S S D O S A. 

Ai lati della proboscide assottigliata esistono due 
lunghi tentacoli , i quali sono piìi corti ne' dieci anelli 
successivi: e nel resto di questi ha i piedi co' pacchetti 
di sete. Il dorso giallastro di tale vivente ha graziosissime 
linee flessuose dirette verso i piedi , e di tratto in trat- 
to offre delle fasce trasversali bianche. La struttura dei 
descritti due anellidi è quasi analoga a quella del se- 
guente. 

§• VI. N. SCOLOPENBUOIDr. 

Descrizione. ) Ha la testa con quattro brevissimi 
tentacoli triangolari , e due esili occhi. Dalla medesi- 
ma esce una grande tromba rossa , a cono inverso , la 
quale nel termine è circondata da varie serie di pic- 
coli cirri , dal cui centro prolungasene una seconda ci- 
lindrica, che finisce con due valvule semilunari cinte 
da corti tentacoli. 

Il corpo un poco depresso termina assottigliato con 
due cirri bianchicci ; ed ha il colorito ceruleo-rossiccio 
sul dorso , in cui si ravvisa la vena cava , e perfetta- 
mente rosso a' lati , dove esistono due ordini di piedi , 
che offrono un cirro e varie serie di setole gialle spie- 
gate a ventaglio. Colla sola JV. coerulea e maculata a- 
veva qualche rassomiglianza , e mi è sembrato che essa 
sia la vera Scolopendra marina di Rondelezio ( Zooph., 
jjag. 108 , fig. 1 ) , avendola con questo medesimo vo- 
cabolo descritta. 

5i 4 



( 402 ) 

Anatomia. ) Dalla proboscide poc' anzi nomina- 
ta si passa nello stomaco molto carnoso , il quale ha 
neir interno quattro strisce longitudinali. Al principio di 
ogni coppia di queste e mercè particolari fibre è im- 
piantato un dente cartilagineo trigono ed uncinato. Dal 
ventricolo incomincia il canale degli alimenti , che per 
bastante tratto del corpo olire a dritta e sinistra le soli- 
te borsette , e poi finisce tuboloso . 

Le due ovaie principiano dalla metà del ventre 
e più o meno rigonfiate terminano nell' apertma dell' a- 
no. La tromba è tirata fuori del corpo dalla cop- 
pia di muscoli , che incomincia con sei lacerti nel peri- 
metro della testa e finisce in due distinti piani car- 
nosi semicircolari presso il termine della stessa e 1 prin- 
cipio del ventricolo, il quale, essendo tirato in sotto da' 
due muscoli adduttori , seco porta anche la tromba. 11 
resto del sistema muscoloso è simile agli auellidi pre- 
cedenti . 

Il cerchio vascoloso , che circonda l' esofligo , dà 
tanto r arteria dorsale , la quale in ogni articolazione in- 
via alle pinne un ramo diviso alla superiore ed infe- 
riore di esse di dritta e sinistra ; che le ventrali pa- 
rallele, avendo ognuna la solila serie di vescichette. Nel 
medesimo anello comunicano la coppia di arterie esofagee, 
che sboccano nell'altro cerchio vascolare cingente il principio 
dello stomaco, da cui partono le arterie enteroidee , la prima 
di esse continuata per la linea mediana inferiore dell' intesti- 
no , e la seconda allo slesso modo nella sua faccia superiore ; 
dando alla parte destia e mancina la vena branchiale , diretta 



(4o3) 
alle pinne , ove si ramifica , e forse si anaslomizza coU'ar- 
teria branchiale. Il resto del sistema venoso ed il ner- 
voso a cagion della picciolezza non è stato da me trop- 
po bene accompagnato : ma , per quanto io abbia potuto 
vedere , è analogo a quello della iV". cuprea . 

CAPITOLO II. 

Degli Spii. 

§. I. S. Q U A D R I e R S O. C4/^'>^ '^ 

Ha due tentacoli lunghissimi esterni ed altrettanti più 
piccoli interni. I successivi tre anelli del corpo offrono 
ognuno un breve cirro tentacolare ; ed il piede comune 
si biforca , cioè in superiore con sete globose ed in in- 
feriore più affollate e sottili , fornito di eorto cirro , es- 
sendovi fra amendue un lobo carnoso. Il canale intesti- 
nale verso il termine , trasparendo a traverso le pareti 
del corpo gialliccio, ha i consueti rigonfiamenti. 

§. II. S. e O D U T O. '^"^^"' ^ 

Presenta due tentacoli brevi e crassi, altrettanti più 
sottili presso la bocca, che ha quattro cirri tentacolari ai 
lati della testa. Osservata colla lente aveva due denti im- 
cinati. Il suo piede ha una coppia di fascetti di seto- 
le occultate da quattro lobi carnosi compressi , e da un 
quinto ovale maggiore , e cirroso. In questo vermine si 
osserva per sopra il canale degli alimenti \ arteria dor- 
sale , che in ogni articolazione del corpo a sinistra e 
dritta dà un vaso, che si sparpaglia su ciascuno piede. 



( 404 ) 
Verso la tesia si vede la sistole e diastole di due ve- 
sciche ovali e di quella dell'aorta. Dimodoché se ne rav- 
visano gli alterni movimenti sistolici e diastolici. 

§. in. s. e e e I H E 0. e r - r^ - 

Differisce dal precedente pel colorito rosso punteg- 
giato del corpo , pe' cpiattro cirri tentacolari disuguali , 
pei due lobi carnosi ed un solo cirro lungo , e per l' a- 
no cinto da anello increspato e con un paio di lunghis- 
simi cirri bianchi. 

§. IV. S. A V E N T A e L I O. """ ^ 

I fjiiattro cirri tentacolari della testa , giacche il se- 
guente anello ne manca, sono corti e spiegati a guisa di 
ventaglio. Il suo piede poi è coi-redato di due pacchetti 
di setole, di un lungo cirro superiore, di un altro inferiore, 
e di quattro lobi carnosi ovali , che gli occultano in parte. 

CAPITOLO III. 

Delle Naiadi. 

S- I. "S. e O e e I N E A. 

Ha il corpo un pollice e più lungo , a clava , nella 
cui parte più grande offre la testa corredata d' infinito 
numero di tentacoli : e nel rimanente a poco a poco si 
assottiglia verso 1' ano. L' intestino pel colorito fosco tra- 
sparisce a traverso le pareti coccinee di questa Naiade. 
Non ho potuto scoprire alcun vestigio di articolazione nel 
suo corpo , che ne' lati a determinate distanze caccia una se- 



vi 'V^ 



(4o5) 
tola nera, rigida e capitellata. Essa gode nel mare cele- 
re ed irrequieto movimento. 

5. II. N. E I P U N X A T A. 

Corpo lungo circa venti linee , gialliccio , sfornito 
di qualunque apparenza anellosa 5 a' lati ha un abbozzo 
di piede con tre rigide setole, avendo in sopra una cop- 
pia di puntini foschi. L' intestino era abbastanza visi- 
bile , e quasi eguale dalla bocca ove mi parve avere 
una specie di ventosa, fino all' ano, colla quale si attac- 
cava alle pareti del vaso. 

§. III. N. deHoratiis. 

Corpo due pollici lungo , cilindrico , anelloso , gial- 
lo nankin , assottigliato nella bocca imbutiforme circon- 
data da ciiri bianchicci, e nell'ano; avente a' lati di o- 
gni articolazione una rigida e breve setola, che in su 
è fornita di cirro lungo, bianco ed a clava. Dalla testa 
lino all' ano trasparisce l' arteria , che in cadauna articola- 
zione del corpo caccia un ramoscello diretto sino all' e- 
stremita del prefato cirro . L' intestino è quasi tuboloso 
e dritto , essendo da qualche esile legamento sostenuto 
alle pareti addominali. Trovasi nelle crepaccie degli sco- 
gli del nostro littorale. La sua specifica denominazione 
è stata da me desunta da un tenue attestato di stima 
verso il dottissimo prof cav. D. Cosmo de Horatiis Me- 
dico-chirurgo di S. M. il Re nostro Signore. 



( 4o6 ) 
CAPITOLO IV. "< 

Delie Polle. 

r 
$. I. Id£B su tale CEKEB.E. 

Non ho potuto riportare questo anellide ad alcuni 
de' generi di siffatti esseri registrati nelle celebri ope- 
re di Linneo, Cuvier , Laniarck e Savigny. Esso ha 
qualche leggerissima analogia con 1' Hirudo soprattut- 
to per la struttura del suo canale de' cibi , e la Pla- 
naria per la esteriore conformazione del corpo. Al più 
aviebbe trovato qualche approssimazione con gli entozoi 
od intestinali cavitari, e forse col ^emertes in prefe- 
renza della Lernaea ,° se ne avesse i principali carat- 
teri , ed abitasse nell' interno di altri animali : ciocché è 
totalmente contrario al fatto. Molto meno poi ha veruna 
anologia col Siphaius fuscus di Rafinesque. Dovendolo 
quindi pubblicare, ho stimato formarne un genere a parr 
te, che sottometto alla savia ed imparziale censura de'dot- 
ti , col nome di Polla , in perpetua ricoidanza del non 
mai per me abbastanza lodato commendatore Giuseppe 
Saverio Poli , sì benemerito del ramo di anatomia com- 
parata patria , sul quale sono anche dirette le mie de- 
boli ricerche. 

^. II. P. 3 I F a tr e o L p. 

Descrizione. ) La testa di detto animale presen- 
ta un lobo , che a di lui piacere prende la figura trigona 
coir angolo al vertice acuminato ; ma talora si rende re- 
iusa per l'uscita di lunghissima tromba dal forame, che vi 



( 407 ) 
è sottoposto, dalla quale ho ricavato il suo nome spe- 
cifico , ed altre fiate scomparisce affatto. Nello stato 
di espansione vi si ravvisa una fovea triangolare , cui se- 
gue l'apertura della bocca, che apparisce eziandio trian- 
golare, e colla base in su e l' apice in giù , o sia in per- 
fetta opposizione dell' infossamento descritto . L' orlo della 
Jjocca ha una increspatura così delicata , che talora emu- 
la un'arcata dentaria ; e non è difficile di vederlo dispo- 
sto in modo, che rassomiglia a due linee rette formanti 
angolo nel punto di imione della linea superiore traver- 
sale colla inferiore perpendicolare. 

Il corpo è verde-fosco , anelloso , tre piedi lungo , per 
quanto potei rilevare dal pezzo, che ne fu a mia disposizione, 
triquetro avente le due faccie laterali minori e poco promi- 
nenti nel mezzo in cui s'incontrano, convesso, assottigliato 
ne' margini bianchi , e separati da un solco longitudinale sì a 
dritta che a sinistra , scolpito dalla testa alla coda , e for- 
nito nel mezzo di un' arteria rossiccia . Un solo indivi- 
duo n' è stato finora pescato nel littorale di Napoli , e 
da' nostri marinari per la prima volta veduto. 

Anatomia. ) Oltre la cute, aveva due strati musco- 
lari, l'interno longitudinale fatto da vari nastri , e l'ester- 
no ad esso soprapposto con traversale direzione. Dall'aper- 
tura della bocca si passa nell'esofago muscoloso , risultante 
dalla membrana mocciosa interiore e dalla fibrosa , essendo 
nel principio ampliato , ma verso giù ristretto. L' intestino 
di questo medesimo diametro si continua per la intera lun- 
ghezza di siffatto vermine , se non che] a dritta ed a si- 
nistra di ogni articolazione comunica con una borsa o eie- 



(4o8 ) 
eo a mezza luna. Cosicché i cibi digeriti nel canale me- 
dio sono poi distribuiti in tali borse. 

Nella faccia superiore dell' esofago e del tubo ciba- 
rio esiste un canale , che verso il suo termine appari- 
sce angustato , d' onde esce una lunga tromba , fatta da 
quattro nastri fibrosi , aventino internamente la tuni- 
ca mocciasa , che si rialza in tante laminette con an- 
golo rilevato a' lati ; e , rovesciandosi per uscire dal 
rispettivo canale, apparisce aspra al tatto. Essa è at- 
taccata mediante sotttile fascette muscolare al fondo 
del canale , che la contiene ; ma , sotto le forti con- 
trazioni dall' animale in esame sofferte nell'essere da me 
tolto dall'acqua marina, se ne distaccò interamente, rav- 
visandola per qualche ora fornita di valida contrattilità. 
Talché , se tutto l' esposto non fosse avvenuto sotto i 
miei occhi , l' avrei senza fallo carattei'izzata per lombri- 
co od echinorinco. 

Sul lobo trigono della testa incominciano due ar- 
terie prolungate pe' lati del corpo , ed anche in corri- 
spondenza della base di esso sono inseriti i canaletti della 
coppia di borse , che fanno 1' officio di cuore. E tanto 
in questi due angoli alla base, che in quello del vertice, 
si osservano tre esili prominenze bianchiccie comunicanti 
con un filo bianco , che scorre lunghessa la linea media- 
na di amendue le arterie da farne comparii'e cadauna 
quasiché divisa. Dalla fine della bocca principia una pic- 
colissima vena , che suU' intestino manda un vasellino ad 
ogni sua borsa laterale. 



( 409 ) 

5. III. P. LINEATA. 

Descrizione) Presenta la testa con lobo prominente, 
compresso , ristretto presso la bocca. Il suo corpo è cilin- 
drico , sfornito di qualunque articolazione , di piedi , e di 
setole , nel principio a forma di clava , e terminato da 
disco emulante una ventosa. Il colorito è bianco-gialliccio 
( nankin ) con linee longitudinali rosse: essendo due piedi 
e più lungo , e poco crasso. Abita nelle crepaccie de' no- 
stri scogli o pure immefsa nell' arena, 

anatomia. ) Avendone sezionalo il corpo osservai' 
il canale degli alimenti quasi eguale in tutta la sua lun- 
ghezza e pochissimo increspato. Qualche pollice distan- 
te dall' orifìcio della bocca vidi due lunghi tubi , al- 
quanto sottili , aperti co' rispettivi forami all' esterno 
del ventre di tale animale , sembrandomi analoghi alle 
borse respiratorie del Sifunculo ( pag. 12 ). Oltre la 
cute colorata ha uno strato di fibre a lungo ed un al- 
tro a traverso. Non mostra alcuna apparenza di anel- 
ìide. Forse merita di costituire un genere diverso da 
quello , in cui 1' ho provvisoriamente riportato . 

CAPITOLO V. 
De' Lombrici. 

J. I. L. » R A. O IL B. ^'^ ^'' 

Descrizione. ) Ha la testa con lobo prolungato or in 
forma ellittica ed ora ovata , necessario pel latto , e per bii- 
rare l'arena. A quello è sottoposta l'apertura della bocca 

02 



Av 



A ^ 



( 410 ) 

con labbro orbicolare corrugato. Il corpo è lungo circa 
tre piedi y rotondo, formato da mollissimi anelli distinti so- 
lamente nello stato di estensione , essendo ognuno corredato 
di piede inferiormente con breve cirro, e due fascetti di sete 
giallo-dorate, con termine orbicolare compresso ( spatolette ); 
e cadauno ne laa tre disuguali , una delle quali grande e 
più rigida. Il fine de' suddetti anelli è assottigliato , aven- 
te l' wifìcio dell' ano circondato da (jualtro cirri bianchic- 
ci, e negli otto in dieci idtimi anelli è privo di pie- 
di, uscendone soltanto le setolette. 

Dalla sua cute color bianco-carneo trasuda un u- 
more glutinoso biancastro e capace di impiastricciare gli 
acini di areDa , onde formarsi una specie di astuccie» , 
dentro cui è nascosto molti piedi 5olt acqua , o\ e è 
pescato dai marinai per adescare il pesce, essendo dif- 
ficile di poterlo avere intero , giacché volentieri si 
spezza. 

Anatomia. ) La bocca di questo lombrico è arma- 
ta di mascelle presso a poco analoghe a quelle delle 
Nereidi, ed in un piccolo individuo lungo appena una 
linea , che ho veduto al microscopio , sonosi esse mani- 
festate pronunziate in modo che 1' animaletto a traspa- 
rentissime pareti le faceva uscire fuori la bocca , e ti- 
ravale pure nell' interno del bulbo carnoso dell' esofigo 
sostenuto, e tirato denti o l'addome da molti lacerti mu- 
scolosi . 

Tali mascelle sono conformate in modo che la in- 
feriore è dr im solo pezzo a guisa di ferro di cavallo, 
appena incisa su, incavata posteriormente, ove sono delle 



e 411 ) 
linee semicircolari parallele , bifuf^ta in dietro : le due 
laterali risultano da molti pezzi compressi uncinati , es- 
sendone alcuni dentati internamente e mossi da partico- 
ilari lacerti carnosi; e le quali nel tutto insieme prendo- 
no la figura della lama di coltello, e «ono nella paft* 
inferiore aseottigliate., e fra loro mercè incavi e srialti ar- 
ticolati. Esse ibi'se corrispondono a' palpi che Muìler vi- 
de nella Jjocca di simili iante vendine, dicendo: » caput 
constai ligula convexa , subtus concava ; infra hanc 
OS rugulosuni , palpitile bim panmli, carnei ( Pro- 
drom., pag. 45 ) ». 

Trovansi nel centro del bulbo , da cui prende 
oi'igine r esofago , terminante nello stomaco rigonfia- 
to : da' cui lati si prolungano alcuni sottili legamen- 
ti , che sostengono buona porzione del canale degli ali- 
menti mercè muscoletti aderente aDe pareti del corpo. 
U infestino osservasi con alterni rigonfiamenti , che maa- 
cano nelle vicinanze dell'ano. 

Due sacchi egualmente rigonfiati » flessuosi , che dal- 
la metà della inferior feccia dd corpo, e pe' lati del ca- 
nale degli alimenti prohmgansi fino all' apertura dell'a- 
no , ne costituiscono gli ovidotti o matrice ricolma di uo- 
va riunite in glomeri ovali e verdicci — Il sistema mu- 
scoloso di detto lombrico è identico a quello òdìe JNTereidi. 
Manca affatto di branchie esterne analoghe a queste <x>- 
me soppone Cuvier, 

La filiera ventrale di gaiìgli allungati , ognuBO òe 
quali a dritta e siiii&t-ra da un nervicciuolo , nelle per.ti- 
Eerrze della bocca si bifisrGa 'per sorpassane la .faccia 



(413 ) 
superiore , ove esistono due grandi gangli orbicolari , 
da' quali ne incomincia la serie dorsale continuata fino 
air ano. 

L' arteria aorta cammina per la parte inferiore del 
corpo, e pare che presenti degli stringimenti al princi- 
pio e line di ogni anello , nel quale sito di qua e 
di là fa uscire un canale terminato in una vescica ova- 
le , che verso 1' estremità di quella apparisce piccola e 
rotondata. 

Dijipiù i lati della filiera di gangli ventrali sono co- 
sleggiati da una coppia di arterie , le quali danno un 
vaso con ramificazioni esilissime per la sostanza musco 
Iosa e presso le guaine delle setole , ciocché apparisce 
ancora all'esterno. Un altra arteria poi si dirige dal 
lobo carnoso della bocca sino all'ano ed in direzione op- 
posta dell' aorta . Ben inteso però che tutt' i vasi prin- 
cipali or ora descritti si anastomizzano fra loro intor- 
no il bulbo muscoloso dell' esofago , come pure in o- 
gni anello. Talché la faccia superiore di questo presen- 
ta de' vasi diversamente diramati e disposti della inferio- 
re , siccome rilevasi dalle figure all' uopo incise . 

La disposizione de' vasi sanguigni sul canale degli 
alimenti anciie merita di essere conosciuta . Dall' intrec- 
cio vascolare esistente nel bulbo esofageo esce non solo 
un vaso per la parte inferiore dell' intero tubo intesti- 
nale , uia benanco un altro per la superiore , dandosi 
scambievolmente ramoscelli e coprendo tutta la superficie 
intestinale di un reticolo a vasellini paralleli. JNascono 
poi da' lati di questo secondo canale venoso de' rami di- 



( 4i3 ) 
retti alle due filiere di pacchetti di setole, ove presenta- 
no de' grappoli vescicolo-i , incaricati della funzione di 
branchie respiratorie interne. i ^ j, v^, 

§. U. L. 3 I F O N O S' T O M A. A LUtv ' '' ' 

Descrizione. ) Offre il corpo lungo circa un pie- 
de , compresso , assottigliato ne' due estremi , piìi lar- 
go nel mezzo , anelloso , rosso-carneo , che è più carico 
anteriormente. Sotto una specie di prolungamento anello- 
so esiste la proboscide allungata, valida e nel temine con 
quattro denti nericci ed uncinati. Il vaso dorsale è meno 
rosso e largo del ventrale. Gli anelli dal principio fino 
alla meta del coi-po hanno i piedi compressi , continuati 
alquanto pe' lati della bocca , quasiché a pettine , termi- 
nati da due disiinti gruppi di setole assoltigliale , ap- 
pena ricurve , e da tre brevi cirri : que' del resto del 
corpo sino alla coda con due cirri sono più lunglù e 
cilindrici . 

I suddetti piedi nascono nel seguente modo ; vale 
a dire che di ogni tre anelli il primo ed il terzo sol- 
tanto ne sono provveduti , e restandone privo il secon- 
do . Non è facile a spezzarsi negli articoli come gli al- 
tri vermi descritti ; e l' arena in cui abita col suo pro- 
lungamento anteriore è bucata, tracciando visi un canale 
colla proboscide. 

Anatomia. ) Uno strato di fibre a lungo , soprap- 
posto ad un altro trasversale , costituisce la struttura 
della proboscide : ed al cui fine incomincia lo stoma- 
co corredato di quattro denti ricurvi , come di sopra 
si è detto ; essendo ognuno nascosto in particolar nic- 



( 414 ) 
clìia fatta da moh« pieghe della membrana mocciosa , 
e mosso da valido e propii(j lacerto carnoso. Lo sto' 
maco è dapprima ampliato , ijileruamente fornito di 
quattro prominenze, clie in giù si assottigliano, e do- 
po aver comunicato con un rialto ovale fiuiscooo rugo- 
se nel termine del ventricolo a poco a poco allargato. 

L' intestino è giallo , nell' origine alquanto am- 
pio ed indi ristretto fino all' ano . Ben inteso però che 
nei suo tragitto è legato al centro delle pareli su- 
periori del corpo da lacerti carnosi disposti in serie 
unica. 

Nel metterlo nello spirito di vino ha cacciato pres- 
so l'ano un grappolo di uova. La proboscide ha i muscoli 
adduttori ed abduttoii , ed il corpo è raccorciato in luur 
ghezza da due validi piani muscolari longitudinjli supe- 
riori e lamellosi , e da altrettanti inferiori più stjetti , i 
(juali sono riuniti da altri muscoli piccoli , e trasversar 
ii . Ancìie ogni piede ha i suoi muscoli pettinati , che 
rimangcmo meglio contrassegnali dalla figura. 11 siste- 
ma sanguigno e ner\'oso non è differente da quello de- 
gli anoUidi esaminati. 

§. lU. L. R A e O I A K T «. 

descrizione. ) La testa è armata da cirro pwi- 
luto, alquanto rigido, cui è sottoposta la bocca trasver- 
Siale con margine increspato. Ila pure a' lati di quella 
un' infos.'?atura in <xur;spondeii?ii della quale a dritta e 
sinistia tlol terzo superiore del suo corpo nxìtondato ea- 
stoivo sci forami, il resto dello stesso è ad aaelli , in o- 
gRufto dei quali esiste un cirro lungìietto , cjjlì è sotfiopo- 



( 4i5 ) 
sto il piede setoloso. L'ultimo anello ha l'orlo circondato 
da quattordici cirri minori dritti e due maggiori ricurvi , 
nel cui centro trovasi l'orificio dell' ano capace di chiudersi 
mercè due semiinnari valvulette. La faccia superiore del 
suo corpo è iridala con cpialche leggera tinta rossiccia , 
che vedcsi più frequente nella inferiore, ove esiste una 
valletta longitudinale, i cui margini son formati da' mu- 
scoli retraltori. 

Aìnta neir arena non molto umettata dall' acqua ma- 
rina , la quale lo mette in pericolo di perdere la vita 
se sia in qualche quantità , siccome varie volte mi sono 
assicurato. 

anatomia. ) Dall' apertura della bocca princi- 
pia il bulbo carnoso privo di qualunque sorte di 
denti , sostenuto da muscoli abduttori che finiscono pres- 
so lo stiletto , da vari adduttori attaccaci a' lati del 
corpo, e giù terminando in una borsa allungata. L" e- 
sofago finisce nello stomaco gonfiato , essendo nel mezzo 
ristretto da una zona carnosa simile a quella del lom- 
brico terrestre , da cui si continua fino all' ano l' inte- 
stino diversamente ricurvo ed attaccato a' lati del cor- 
po mediante lendinucci , e su' quali cammina un vaso 
sanguigno, che presso i piedi si ramifica in forma di 
branchie. 

Due muscoli longitudinali raccorciano il corpo , il 
quale nella parte anteriore, ove è sfornito di piedi e di 
cirri , offre sei in sette forametti laterali a dritta e sini- 
stra, e due infossalure superiori nelle vicinanze dello stilet- 
to accennato , in corrispondenza delle quali internamente 



( 4i6 ) 
esistono due corpi tubolosi ed attortigliati. Nel mentre at- 
tendeva altri individui di questo verme per completarne 
la notomia il marinaio da cui lo ebbi morì , senza aver^ 
lo potuto ricevere da' suoi compagni. 

§. IV. L. PICCININO. 

Descrizione. ) Il suo corpo risulta da undici a- 
nelli rossi , rugosi , superiorinente avendo ciascuno quat- 
tro setolette equidistanti , gialliccie, assottigliate. Altri più 
piccoli decrescenti si osservano sulla bocca e terminati da 
una specie di aculeo gialliccio con due punti neri alla ba- 
se simili agli occhi. Dall' ultimo anello posteriore se ne 
continuano altri tre più lunghi , membranosi , bianco - 
giallastri , ognuno de' quali nel sito di reciproca articola- 
zione ofl're esilissima fascia coccinea , dall' intorno del- 
la quale partono molti cirri rossi ; trovandosi nel cen- 
tro del quarto di questi ultimi anelli l'apertura dell' ano. 

La faccia inferiore del corpo di tale vermine è piut- 
tosto appianata e gli anelli son privi di setolette. Nel can- 
giar sito avvicina gli estremi posteriori verso gli anteriori, 
cosicché nel tutto insieme somiglia ad una piccola sangui- 
suga raccorciata , ed allora non oltrepassa la lunghezza 
di un paio di linee. Sul dorso del primo anello pre- 
senta due nastri scarlatto, divergenti, corrugati, a guisa 
di branchie , le quali a norma che il vermine si agita- 
va a poco a poco si distrussero. Clii sa che non fos- 
sero uscite da particular forame del cavo addominale , 
come è probabile. Rinviensi tra la immondezza e 1' a- 
rena maiina. 



( 4i7 ) 



S. V. l. TEIiRESTRS. 



Descrizio7ie ) Ha il corpo anelloso, rossastro, ro- 
tondo , assottiglialo ne' due estremi 3 nel primo de 
quali evvi la bocca con due valvule semilunari traversal- 
mente situate , e nel secondo esiste 1' ano in cui han- 
no esse longitudinale posizione. Presso il quarto an- 
teriore della sua lunghezza trovasi un cingolo carnoso 
fornito di varie crepaccie , dal quale appena trasparis- 
cono i sottoposti anelli , ed è detto ditello degli auto- 
ri. Nella faccia inferiore, dall'uno all' altro estremo del 
corpo , si trovano otto serie di sete corte , rigide e ver- 
dastre, delle quali Willis ( op. cit. , pag. 12 ) ebbe 
conoscenza solo di quattro filiere. Sono disposte in mo- 
do che la coppia di ogni lato serba quella stessa di- 
stanza , che fra essa ha il paio del ventre : e tutte 
sono poco visibili e dirette verso la parte posteriore. 
Ogni seta è allogata in una particolare guaina con 
esili filetti muscolari , che nel mezzo dì ciascun anello 
buca gli strati muscolosi. Qualora il verme si contrag- 
ga , la sua faccia inferiore si appiana e si amplia. 

Raio ha descritto una varietà di questo verme, che 
a senso mio potrebbe essere differente specie. Offre esso 
la lunghezza di uno a due piedi, circa mezzo pollice di 
larghezza, il colorito rosso-fosco, e la mancanza della 
cintura o ditello compiuto : se non che a' margini di 
sette anelli e più esiste un semplice ingrossamento di 
una linea largo , in pochi individui patente , e due 
lori ventrali non sempre visibili, essendo l'apice della 

53 



(4»8) 

bocca con lobo carnoso inferiormente solcato e necessa- 
rio per forare il terreno. « Supra oris hiatum probosci- 
de, qua terraoi perforai , et elevai , donalum ce ha scrit- 
to Willis. 

L' apertura della bocca è quasi analoga a quel- 
la della mignatta medicinale cioè trigona o labbrata 
con tre lobi rosini derivanti dalla mocciosa intestina- 
le. Murray ha creduto che questi non avessero esistito, 
scrivendo: « in terrestribus lumbricis, quos prò hac 
ratione examinavi , nulla delegere potui tubercula isla 
Iria ( De Lumhr. , p. 76) w. I suddetti lombrici abi- 
tano ne' luoghi umidi e grassi , ma il maggiore è pro- 
fondato molti palmi sotterra. 

Anatomia ) L'epidermide levigatisssima, ed in qual- 
che tratto con reflessi d' iride , forma la prima tunica 
del corpo. E di facile separazione dal sottoposto inte- 
gumento muscolare pieno di esilissimi rialti glandulosi. 
Dallo stesso trasuda un umore viscoso, che dà un cer- 
to lezzo. Isolato il prefato inviluppo trovansi due strati 
carnosi , 1' esterno a varie fascie traversali per cadauno 
anello , alle quali e nell' interno seguono altre più di- 
stinte ma longitudinali. Amendue servono per accorcia- 
re il corpo in larghezza ed a lungo. 

L'esofago principia dal bulbo carnoso della bocca , 
ed è molto lungo, tubuloso , stretto , rosso, di tratto 
in tratto sostenuto da muscoli all' addomine , correda- 
to presso la metà del suo tragitto di una coppia di borse 
rotonde , poco ampie, e colle rispettive valvule, ed in ret- 
ta direzione finisce nello stomaco rigonfiato. Questo nel 



(4»9) 
lombrico maggiore jiresenta nel mezzo un cingolo car- 
noso 5 cui nell'interno corrisponde sottile lamina carti- 
laginosa , gialliccia , e termina nell' intestino verde , 
che in ogni articolazione del corpo ha un restringi- 
mento e quindi una successiva ampliazione. L' intero 
canale degli alimenti con moltissimi fileni attaccasi per 
tutt'i lati alle pareti del corpo: e risulta dalla mem- 
brana esterna sierosa , e dalla mocciosa interna , essen- 
dovi nell'esofago e nello stomaco soprapposta una terza 
tunica con fibre a lungo intersecate da altre a traver- 
so. Nel sezionare i comuni integumenti e mettermi allo 
scoperto l' intero tragitto dell' esofago ho sempre av- 
vertito che in diversi suoi siti offre un moto di sistole 
e diastole. Perlochè, essendo stato in un sol punto os- 
servato da Willis, diede a costui occasione di scrivere: 
w luxta summitatem oesophagi cor palpitans etrecipro- 
cans habens locatur .... pulsatio notabilis velut in 
cordis vicinia conspicitnr jj. Non ho potuto rinvenire 
il suo ìntestinum in intestino , che non esiste , e for- 
se sarà una delle tuniche intestinali separate dalle al- 
tre. 

Dal quarto anello in linea delle filiere di setole in- 
terne esistono a dritta, e sinistra sette in otto vesciche 
grandi quanto un acino di miglio, e le reputo piutto- 
sto incaricate della respirazione , che appartenenti all' 
apparato genitale, come si è detto sul conto della Mi- 
gnatta officinale , alle cui borse respiratorie esse di mol- 
to somigliano. 

Asseriscono alcuni autori che la cintura del [corpo 



( 420 ) 

sia necessaria per fissar V un verme contro V altro nel- 
1' atto della copula. Dippiù si è sostenuto da qualche mo- 
derno naturalista I. che i due fori del ditello conosciuti 
da Willis sieno le aperture degli organi generatori , 
quantunque dica: ce dont on ignore l'usage ì>j i, che i loni- 
brici, essendo ermafroditi , l'accoppiamento , pel cui mo- 
tivo vengono alla superfìcie del suolo , sia loro neces- 
sario onde eccitarsi alla fecondazione ( Cuvier, lìegn. 
aiìim. , l'.a , p. $28 ) j e 3. che sieno ovo-vivipari , 
sviluppando i feti un mese elassa la copula. 

Il dottor Leon Dufour ( Ann. des se. nat . Ju- 
in 1828 , p. 212 ) asserisce che le uova del verme 
di terra prima di sviluppare i lombricelti sieno piene di 
materia polposa contenuta nell' invoglio corneo-mem- 
l)ranoso . Sono essi, egli dice, agilissimi nell' uscire dal- 
l' novo, ed immantinente bucano l'argilla per intanarvi- 
si , conchiudendo poi essere del tutto ovipari 

Pria che l'esofago termini nel ventricolo è circon- 
dato da moltissime ovaie bianchiccie, vescicolose , con 
vasi ed ampollette sanguigne al di sopra , di figura o- 
vale o reniforme , e pendenti da speciale canaletto. 
A tal proposito Willis scrisse:» ex utroque cordis la- 
tere et inde paulo inferius corpora alhicantia et non- 
Tìihil globosa utrinqne in tres velut lobos distinctos 

constiluantur w nude suspicio statini orta est, eos 

corpora spermatica, esse ( Op. cit. , lab. l\ ^ pg. 1 e^ 2 ). 
Appena che si comj)rinia il corpo dalla parte po- 
steriore verso r anieriore , o juire in senso contrario, è 
facile os!5crvaré la uscita delle uova per la bocca, o per 



( 421 ) 

r ano. Non ho potuto verificare tale fenomeno nel 
lombrico maggiore , in cui le suddette ovaie cangian un 
poco di forma , e coli' iniezione di mercurio dentro l'e- 
sofago mi sono assicurato che non vi hanno affatto co- 
municazione. Colla lente e col microscopio ho veduto 
che ogni ovaia sembrava quasiché continuata in un va- 
so tortuoso ed inestregabile tanto a dritta , che a sini- 
stra , ed aperto ne' due pori ventrali. Da ciò chiaro 
n'emerge di reputare il lombrico terrestre unisessuale , 
cioè solo femmineo. Nelle pertinenze dall' ano tra la pa- 
rete esterna dell'intestino retto e la interna addominale 
ho trovato attaccati con esili filetti de' corpi ellittici 
risultanti da vescichette ombillcate , impiantali sopra 
un ricettacolo verdiccio simili a' quei trovati nel Si- 
funcolo (/D. IO, e 21 ) e nelle Oloturie ( p. 96 ). An- 
che Willis li conobbe, scrivendo : m In quibusdam lur/i- 
bricis circa caudam ex utroque intestini latere plura in- 
terdum ova , nunc ad excltsdendum parata , reperimus , 
quae quidem a parlibus geniialibus iilic dependisse visa , 
per ductus in anuin patentes foras eduntur(^. i3)>j. 

La filiera di gangli come gli altri anellidi non è trop- 
po pronunziata -^ e pare che abbia un solo nervo , il 
quale al princìpio di ogni articolazione si restringe per 
cacciare nel suo mezzo èue nervicciuoli j e che vicino 
il bulbo esofageo si bifurclti per abbracciarlo e comu- 
nicare con due gangli rotondi. 

Il sangue dalL" intestino retto è riportato verso la 
bocca dalla vena enteroidea superiore ed inferiore , le 
tjiUali pei lati del canale degli alimenti danno de' raiui 

54 



(42^) 

fra essi anastomizzatl , formando un lasco reticolo va- 
scoloso sul budello con qualche piccola vescichetta sangui- 
gna. E le loro primarie e secondarie ramificazioni so- 
no oltremodo variabili nel tratto del canale degli ali- 
menti. Vale a dire si osservano poco distanti e rami- 
ficate nelle vicinanze del retto j con due vasi grandi 
hinghi , e'I medio breve sul resto del budello, don- 
de partono de' vasellini a forma di ventaglio ricurvi , 
paralleli ed intrecciati , e fasciata sul ventricolo con 
un grosso ramo a dritta e sinistra lunghesso l' esofago; 
e sparpagliate Intorno il suo bulbo. 

L' arteria aorta è situata sul sistema gauglionare , 
e nel mezzo di ogni articolazione caccia la branchiale 
dritta e sinistra , da cui inferiormente escono altri va- 
sellini terminati da vescichetta. 

Per la faccia inferiore poi di detto apparato gan- 
glionico dirigasi una seconda arteri^d , che è ramificata 
eziandio pel mezzo di ogni anello, oltre le sue due ar- 
terie laterali , che danno un ramo al principio ed un 
altro al termine di ciascuna articolazione. Ben inteso però 
che tutte le arterie e vene esaminate si anastomizzano 
sul bulbo esofageo, e le loro ramificazioni sono state da 
Kie in termini troppo generali descritte , tanto e sì com- 
plicatamente essendo divise e diramate. In parlando dal 
colorito del sangue rosso della Mignatta avvertii che 
Willis l'aveva fin da' suoi tempi conosciuto. 



( 423 ) 

§. VI. L. MARINO O AKE!(ICOLÌL. 

Descrizione. ) Ila la bocca a guisa d'imbuto, oel 
cui interno esistono molti tubercoli conici distribuiti 
in più serie circolari , verdicci , e capaci di allungarsi 
e raccorciarsi . Nel suo fondo esiste l' orificio dell' esofa- 
go. Il corpo è allungato, cilindrico, assottigliato ne' due 
estremi , composto di pezzi articolati fatti da un anelio 
mcggiore e quattro minori. Al margine laterale e poste- 
riore degli anelli grandi esistono i piedi con sottili e 
dorate setolette, sopra i quali dal settimo anello maggiore 
in poi sou collocate le branchie coccinee ; essendo ognu- 
na bentosto bifurcata , ed allo stesso modo continua a 
ramificarsi. Dalla esteriore superficie del suo corpo ros- 
so-fosco tendente al verde-bianchiccio anche nel mese di 
agosto geme un umore glutinoso giallo di bile, die ha 
colorito la mia cute in maniera , che non si è cancella- 
to colle replicate lavande; e dal trasudamento del mede- 
:'.mo deriva la guaina membranosa, da cui siffatto vi- 
vente irovasi avvolto. 

C A P I T O L VI. 

Descrizione tecriica degli Anellidi di gueata 
prima Parte. 

f ) Nereis. 

Corpus repens , longura. Pedunculi laterates pe- 
nicillati . l^niacula simplicia , rariiis © . Oculi quanuor 
"AìxK dtìo . rari OS o. 



( 42-1 ) 

*Leodsce, Lam. 

StaxiUae septcm : tres in or;'-nie dextro , quatuor in sinistro ; inferioribus sim- 
plicissimis. Antennae cjuintjue filiformes , inaequales , capite longiores. Caput penitui 
dttectum. Ocu2i duo valde distincti, 

1. N. gigantea _ Nerc'ide gigantesca. 
Longissima , tereii -depressa ; cirris leniacularibus segraemo 
secundo acqualibiis; capite bilobo. ISoBis. 

Leodice gigantea: longissima, lereii-deprcssa; cirris tcntacii- 
laribus duobus segmento primo brevioiibusj capite qiiadrilobo. 

Lamarck , Hist. des anim. sans vert., voi. 5 , p. 523 , n. \ . 

Savigny , Syst. des annel. , pag. 379 , /?. 1 . 

Nereis aphrodilois : leres retrorsum lente attenuata ; sublus 
dcpressiuscula sulco obsoleto exaraia : branchiis in segmentis octo 
prioribus nullis , in sequeniibus iribus simplicibus , in postremis 
sensim maioribus uno versu pinnatis. Pax^las , Nov, Act. Pelrop. , 
tom. a , pag. 229 , tab. 5 , fig. 1 - 7 • 

Terebella aphrodilois: sesquipcdaiis , segmentis 148 et ultra, 
peduncnlis carnosis cirro inslructis , papilla penicilligeia , capite 
bicirralo. Gmelin, Syst. nat. XIII, tom. 1 , p.Yl , p. 3ii4, n. g. 

N. gigantea. Collect. du Mus. de Paris. 

Eunice gigantea. CuviER , Règ. anim., tom. 'ì, pag. 552. 
2. N. cuprea -- iV. cuprea , Esca da pescare. 

Corpore viridi coerulescente, compresso; tentaculis inaequa- 
libus , monilifomibus , subulatisque ; oculis albii pedicellatis ; 
pinnis penicilliformibus , spiraliier plumulosis, apice rubellis; cau- 
da attenuata cirris geminis albis. NoBis. 

Bosc , Hist. des vers. , voi. i , p. 142 , tab. 5, fig. i . 

** Nepdtys , Savig. 
Proboscis basi attenuata, segmentis binis dirisa: inferiore longo , claTÌforma , 
f uperne tentaculis parvis acutisque echinato ; superiore brevissimo , longitudinaliter hian- 
te , orificio tentaculis biordinatit instructo. Maxillae inclusac , parrae , corneae , curratj 
ptracutae. Antennae biarticulatae , parrac : impari nulla. Oculi rix distincti. 

5. N. scolopendroides — N. scolopendra marina. 
Proboscide rubra, turbinata, muricata, ore tubuloso-striaia , 



( 425 ) 

poenitus cirrato-ra(]iata ; tentaculis brevissimis quatuor ; oculis 
binis vis conspiciiis; corpore coerulescenie-rubro j pedibiis ge- 
niinis seiuloso-pec'inaiis , supra ac infra cirraiis, NoBis. 

Scolopendra marina . Rondelet , Insect, et Zooph. , p. 
108, fig. 1. 

An N. coerulea? LiNN. cur. Gmeltn , Sysl. nat. XIII, v. 
1 , p. VI, p. 3117, n. 7. 

4. N. delineata — A^. lineata. 

Corjiore luteo, lineis albesceniibus depicto, annuiate; probo- 
scide cylindrica ; tentaculis quatuor subulatis; oculis ad eorum 
radices ; pedibus sctulosis ac cirratis. NoBis. 

5. N. squamosa — N. squamosa o Basteriana. 
Corpore antico rotundo , postica attenuato, bicirrato , dorso 

dupliciter squamoso , squamis roseis , roiundalis margine nigro ; 
tentaculis duobus exterois maioribus, totidemque inlernis mino- 
ribus; pedibus seluioso-cirraiis. NoBis. , 

An Baster , Opusc. subsec. , tab. 1 , Jìg. g. 

6. N. flexuosa — iV". flessuosa , N. a zig-zag . 
Corpore proboscide estenuata, ac tentaculis quaiuor praedita; 

cirris tentacularibus in reliquis sex corporis sog-menlis ; pedibus 
setuloso-cirratis; dorso luteo, saepius viitis albis transversis inier- 
rupto; linea flexuosa, fusca ad latera, ornato; cauda biscia. NoBis. 
Nereis gigantea, apud nos rarissima , et cuprea com- 
muuis est: ambae domicilium degent in peculiaribus coria- 
ceis tubis. N". scolopendroides aeque ac iV. delineata 
cryptas , et N. squamosa et flexuosa sulcos radiorum 
j4. auranciacae , accolunt. 

t t ) Spio. 

Corpus elongatum , articulatum , gracile ; utroque 
latere fasciculis setarum brevissimarum serie unica dige- 
stis. Branchiae laterales, indivisae, iìliforijies . Tenta- 



( -126 ) 

ciilct duo, longiSsima, fìliffrinia voi setacea, brachia ae- 
JtìuUbtia. Os terminale. Ocnli duo ani qualuor. 

1. S. quadricoriiis — S. quadricorne. 

Tcntaculis qualuor: extcrnis filifonuibus, longissimis ; in- 
termediis crassis. 

Diploiis hyalina. Montag., Ad. Soc. Lin. XI, p. 2o5, t. 14, 

f^- ^, 1 • 

Lamarck. , Hist. des anim. sans. iteri., v. 5 , n. 4- 
Obs. ) Arliculi corporis prope caput secundus, terlius , et 
ijuartus sunl ad ]aiera cirris Lreviijus rotundaiis praediti. Pedes 
hini , inier quos obsèrvalur lobus oralis ; quorum unus habet 
Sftlas apice globoso, alier acuminaias cum parvo cirro. 

2. S. caudatus — S. codutù. 
Depressus , semibjalinus ; corpore subcaudato. 

Ari Polydora cornala , Bosc , Hist. nat. des i>ers. , voi. i , 
p. l5o , tiib. 5 , Jìg' 7 . 

Lam. Hist. des anifh. sahs veri. , v. 5 , p- Sig , «. 5, 

05:y. ) Tenlaoulis qualuor ihaequalibus: aménuis binis cras- 
sis ; pede fasciculis sclarùni binis disiinciis; lobis qualuor idìdì- 
liais, quinto maiore o«ali ac iaieri cirrato, obieclis. 
3 S. coccineus — ò'. sanguigno. 

Corpore coccineo-punctàlo, in coriaceum tubulum abscondito; 
anlennis binis crassis; palpis gemiuisj ciiris leriiaciilaribus quatuor 
inaeqùalibus , binis aniicis longis, reliquis breviuribus ; ano coro- 
iiato-verrucosó , arisiis albis ]oiii,'ifSÌuiis lerminato ; uno pede cirris 
binis crassis, aheio sublili longo; selaruiu fasciculis geminis prae- 
dito. NoBls. 

4. S. ventilahrjm — S. a ventaglio. 

Capite anlennis duabu» vcntricosis, leniaculis qualuor brevis- 
simis veniilabriformibus ; pede cirris gemiaii, fasciculis sÈUrutn 
biiugis, lobis carnosis obieclis. N0BI8. 



( 427 ) 
Spiones descripti in scopulomm fissuras habitant , 
lenteque vitrea observari debent. 

1 1 1 ) Nais. 

Corpus repens , lougum , lineare , pellucidum , de- 
pressimi^ setis raris simplicibus , aut fasciculatis ; ad late- 
la saepius hispidum. Os terminale ; tentaculis nullis. 

1. N. coccinca -- N". rossa. 

Corpoie subturbiuaio, coccineo; capile cirris longis, exilibus , 
conferlissimis ; laieribus selis rigidis, apice globosis. NoBis. 

2. N. bipunclala — N. duepunlata. 

Gorpore cj^liudrico , lateribus subpediceJlalo; pedibus super- 
ne punctis fuscis geminis , ac setis tribus rigidis. NoBis. 
5. N. de Koratiis — iV. di de Horatiis. 
Corpore luteo, tereii, annuiate, subfusiforine; antice conico, 
radiatocirroso , postice acuminalo ; lateribus cirris longis clavaiis^ 
seta inferne praeditis. NoBis . 

Hospitant praedictae Maiades in syrtibus T^eapoli- 
tani litoris. 

t 1 1 1 ) PoLiA . 

Corpus vix annulatnni, oblonguni , anlioe subrolua- 
dum , postice truncaium : oculis , setis , tentaculis , bran- 
«hiisque poeuitus destitutum. Os edenLukun *ub lobo 
anteriori. Anus in cxtreniitate postica. 

1. P. sipluinculus — P. a sifone. 
Corpore subtriquelro, planulato, viridi fu.NCo; bipliunculo valde 
loBgo , scabro ; oris apertura crenulaia ; lateribus sulcaiis. NoBls. 

-2. P. delineata — P. lineala , Esca gialla. 
Corpore elongaio , terete , luteo j lineis rubris longitudinalibus 



( 428 ) 

dcpicio ; ore sub lobo compresso roiundaio , posiice disco pre- 
Iiensili circa anum; ventre poris geminis periuso. NoBis. 
Poliae hahitani ad Neapolis vicinia. 

t 1 1 t t ) LUMDRICUS. 
Corpus tercs annulalum, saepius cingiilo elevato ge-r 
nitaliuni reccptaculo cinctuin , aculeis utplurimum condir 
lis longitudinaliler exasperatum , poro laterali instructum. 

1. L. fi-agilis — Ij. fragile , Tremo/ino. 

Ruber, verrucis lalcralibus fissis , setis fasciculaiis. Mui.LER, 
Zool. clan. prod. 2611; rat: descr, 1, /;. 45 ; Zoo/, dan. 1, 
p. 73, ia[). 32 , Jì^. 1-3. 

LiNN. cur. Gmelin , Syst. nat.XlU,v . 1 , p.Yl , p. 5o86; n. j3. 

BruguiÈre, Fnc. mél/i. , tao. 04 , /". i5 , A. 

2. L. siphonosionia — L. a sifone. 

Corpore toroso , subcompresso, annulato j antcrius probo- 
scide qitadridentata , postice bicirraio - annulis numerosis, alterne 
pedice! laiis ; pedibus planulatis in supremis atinulis setacei» 
fasciculis diiobus terni^que cirris, in poslremis fascicalo unico 
lereli , praediiis. NoBis. 

5. L. radiaius — L. raggiante , Esca di arena. 

Corpore anlice slj^lo rigido, posterius ano cirris sexdecitn 
radialo; lateribiis annuloriini supremorum pertusis , scqueniibus 
pede selulo^o-cirrato ; rubro, biteo , coeruleoque depiclo colore; 
sublus vailecula cotiimuniio. NoBis. 

4. L. piisiìkus -~ L. piccino. 

Corpore parvo , annulato , coccineo ; antico subuìalo , puuclis 
nigris gcniinis prope a|)icein ; poslicc anntilis lr:bu> , lulco- 
albis , circunn circiier rubro -ciiratis. NoBls. 

5. L. tenestris — Lombrico , P'erme di terra , 
Escola, 



( 429 ) 

Rul)cr octofariam aculeatus, ditello cinctus; LiNN. cur. Gme- 
lilN , Syst. nat. XIII , voi. i , /?. VI , p. 3o85 , «. i . 

MuLiiER, Hist. verm.^ tom. 1 , p.^, pag. 34 > n. iS?. 

L. laevis, Hiiii» , hist. anim. , p. i5. 

L. terrestris minor. Raj. , Insecf. 2. 

L. t. ni. rubicundus. SliOAN. , Jam. 2, p. 189. 

Redi, Exper. 4, tab. iS^fig. 1. 

Murray , De Lumh. set. obs. , t. 2 , fig. 1 - 5 . 

CuviER , Régn. anim,, toni. 2 , p. Sag. 

Lamarck, Hist, des anim. sana x'ert., iom. 5,p. 3QQ,n. 1. 

Enterion terrestre. Savigny , Syst. des annel. , p. 443 , n. 1. 

Bruguière, Enc. mét/i. , tab. óa , ^g. 1,2. 

MoNTÈGRE , Mém. du Mus. , p. 342, ia&. 12. 

a ) L, terrestris major. Raj. , Insecf. 1 . 

Akenicola, Lam- 
Corpus molle , longum , aanulatum , cylindricura , postice nudum; setarum fascicaK 
biseriales in parte media anticaque. Braiichiarum eiternarum arbusculae aut peDiciUi 
»d basioi fasciculorum dorsalium. Os terminale, nudum. Ocuii nulli. 

6. L. marinus — L. ma/ino , Capo cV esca. 

Papillis dorsalihus geminalis setigeris. LlNN. , It. W.-goth., 
pag. 189, fab. 5 , fig. 6. 

Gmeli-n, Syst. Nat. XllI, tom. 1 , p. VI, pag. 584 > ^- a. 

Nereis lumbricoiides. Pallas , Nov. Ad. Petrop., tom. a, 
pog. 253 5 tab. 5 , fig. 19. 

Lumbricus papiliosu» . Oth. Fabrìc. , Faun. Groenl. , 
n. 267. 

Barbut, Gen. venn., png. 4 > n. i , tao. i , fig. 8. 

MuLLER, Zoolog. danÌLa, pars VI, tab. i55, fig. i (bis). 

Bruguière,. Enc. méth. , tab. 54? fig- 16. 

Arenicola piscatortim. Lamarck , Hist^. des anim. sans ver- 
tébr. , voi. 5 , pag. 556 , n. i , 

Bosc , Hii-t. des iers , tom. 1, pag. i6i , tab. 6, Hg- 5. 

GuviBR, Dici, des se. nat. ^ t'.rn. ^ , pag. 473. 

55 ' 



( 45o ) 

Arenicola lincioria et A. carbonaria. Leach, Enc. brit. supp.^ 
iom. 1 , pcff. 452 , n. 2. 

S AViGNY , Descript, de l' Egypte ( Syst. des annel. ) , 
voi. a i , pag. 434 . 

Lumbricl enumerati, praeter terrestrem, vitam de- 
gunt in ci'jptis scopulorum, et in arena rnaris Tjrrlieni 
NeapoUm allnentis: quorutn radiatus^ siphonostoma , 
pusillusqiie naiitis haud frequentcs obviam veniunt. 

Spiegazione delle Tavole. 

Tavola XXVII. 

Fig. 1. Eunice gigantesca delineata di grandezza 
naturale per la faccia superiore , ed uscita in parte fuori 
ilei suo guscio A. 

Fig. 2. Due anelli del suo corpo guardali dalla par- 
te inferiore , e fornito ognuno della branchia ad un solo 
lato pennata a , del cirro supcriore a più lungo dell' in- 
feriore d contiguo ad una fovea ellittica b , e' delle seto- 
lette del piede e, che nella Fig. 3 si distinguono in tre 
particolari fascetti. E questi sono ritirati nella loro comu- 
ne guaina da' muscoletti y / , espulsi fuori di essa dalle 
fibre che V abbracciano g , e trattenuti in tale stato dal- 
l' orbicolare k. Muscoli corrugatori del corpo ii e di 
ogni anello y, sua membrana esterna l'. 

Fig. 5. K Tentacoli raccorciati , e lobi della bocca ; 
e L masso carnoso del bulbo esofàgèo. 

Fig. 6. Nel centro di questo esistono i denti , de' 
quali si distinguono gl'inferiori a, i quattro superiora 



(43i) 
due unciali b ed altrettanti serrati e e, ed i laterali d d. 
Colle stesse lettere , ma di carattere maj ascolo sono indicati 
i suddetti denti dalla Fig. 7 . L' esofago è cilindrico e 
lutto rugoso a lungo , aliesochè lo stomaco E oltre tali 
rughe ne offre altre a traverso ; essendo poi continua- 
lo neir intestino ( Fig. 8 ) fornito di ciechi laterali , 
ed ablnacciato dalla matrice F in forma spirale. 

Fig. 9. E' cuprea , ch'esce dal proprio guscio G fatto 
di alghe e di arena. — Fig. 10. Piede co' pacchetti di 
j^ete ed i rispettivi cirri. — Fig. \\. Occhi di detta Eunice 
h h , dalla cui bocca escono le punte delle due mascelle ì. 
BuUio dell' esofago con masso di muscoli esterni I e J in- 
terni J , oltre gli abduttori X: e gli adduttori/; esofago L, 
che è confuso collo stomaco; intestino sezionato co' ciechi 
/n, e glandulelte gialliccie alle fovee ovali de'piedi o. — Fig. 
12. IMascella inferiore p, denti uncinali q y, serrati mag- 
giori/'/' e minori /. Uno di quelli si è ingrandito co' la- 
certi muscolosi ( Fig- 10 ). — F/g. 10. Forma degli escre- 
juenti; Fig. 14 dispojizione dendritica de'globelti sangui- 
gni; Fig. i5 altra ad aie; e Fig. »6 a mezzi cerchi. 

Tavola XXVin. 

Fig. 1. Porzione di un ancHo dal corpo dt-Ua A'". 
cuprea , per dimostrare il pentiaccliio a disposizione 
spirale a , il cirro supcriore ù e i inferiore e del pie- 
de con fovea ovale d , non che i ventagli di setolette. 

Fig. 2. Anello vascoloso del bulbo esofageo e fatto 
dalle arterie branchiali ff e dall'aorta g , vedendosi a' lati di 
questa due vesciche analoghe al cuore à /i, e da quello nascere 
le ramificazioni « /, che circondono il bulbo dell'esofago. 



( 432 ) 

Pìg. 3. Vene laterali k h all' arteria aorta , che in / 
lia un ganglio nervoso , ed in ni una vescica o cuore , 
il quale verso le articolazioni inferiori del corpo appa- 
risce reniforme , e 1' arteria aorta ( Flg. 4 ) n posta fra 
la veni laterali o o. 

Fig. 5. Arterie laterali p p^ donde partono le branr 
cbiali q q -^ e vena cava r che somministra la ])ranchia- 
le 5 e '1 ramoscello t pel cirro superiore , sulla quale 
veggonsi i quattro gangli cerebrali del dorso co'nervicr 
ciuoli annessi. 

Fig- 6. Pezzo di vagina colle uova A ; e Fig- j 
anello cerebrale, non che ganglio della serie dorsale u e 
della ventrale p. 

Fig. 8. Nereis scolopendroìdes colla proboscide 
uscita fìiori , risultante da due pezzi il primo a cono in- 
verso maggiore a circondalo nel termine da piccoli cirri , 
ed il secondo b che esce da dentro di quello , più brevfe 
e con cirri solamente nel perimetro della bocca. I piedi 
e sono disposti in due serie , vale a dire una superio- 
re ( Fig. 27 ) d col respeltivo cirro , e 1' altra inferio- 
re e. Le sete sono a gruppi separati e lutti di forma 
spirale ( Fig. i5 ). 

Fig. 9. Spio quadriconiis che ha due soli tenta- 
coli lunghi /'e tre brevi ^, il piede superiore ( jPf^. 14) 
h con sete capitellate , che nell' inferiore i sono semplici 
ed un cirro in giù assoltigliato, non che un altro medio 
rotondato j. 

Fig. 10. iS. CQudatus per ogni lato con quattro iun- 
gln e disuguali teutacclt k, e con d'ie registri di pied.i 



(433 ) 
( Fig. 1 5 ) setolosi , ch'escono da mezzo ad otto squame / , 
e con lobo }Ji carnoso fornito di corto cirro. 

Fig. 11. S. coccineus avente due lunghi ed altret- 
tanti brevi tentacoli n , V ano con circolare increspatura , 
donde parte una coppia di lunghissimi cirri o , ed i pie- 
di ( Fig. i6. )p con un lobo carnoso su ed un altro 
giù fornito di cirro allungato. 

Fig. 1 2. iS. i>entilabruTìi ha quattro corti ed egua- 
li tentacoli r. Le antenne ( Fig. i8 ) sue e quelle 
delle altre specie risultano da due porzioni o sia dal 
bulbo q che in se fa rientrare , od uscire l' altro pez- 
zo 5 . I piedi ( Fig. 1 7 ) armati di sete 1 1 offrono il 
cirro superiore ed inferiore, e molte squame membrano- 
se da cui sono occultati. 

Fig. 19. Nais bipunctata, e Fig. 20 N. de Ho- 
ratiis circondala da cirri. La Fig. 21 n'espone la seta 
a . e 1' arteria dorsale che si dirige ad ogni cirro ~ Fig. 
22. Bocca r della N. scolopendroides , ed i muscoli della 
sua proboscide e del ventricolo sono gli abduttori ( Fig. 24 ) 
s e gli adduttori S ; poiché i denti dello stomaco in sito 
dinolansi da ^ , e separati veggonsi nella Fig. a5. 

Fig. 25. Fa conoscere la vena enteroidea colle 
sue ramificazioni — Fig. 26. Dall' anello vascoloso del- 
l' esofago a si dirigono verso il termine della probosci- 
de le due arterie paraboliche ò ù e V altra e continua- 
ta neir aorta a , e tutte e tre poi si anastomizzano in d- 
Le due arterie laterali f/ hanno in mezzo la filiera 
ventrale di gangli cerebrali g dalle quali esternamente e- 
soono le l^ranchie interne h h ( Fig. 27 ). 

56 



( 434 ) 

Tavola XXVIII 

Fi'g. I . Sifone eoa ventosa nell' apice a della 
Polla sifuncolo sotto la quale trovasi la bocca. A' lati 
del corpo ha una linea bianca e spesso presenta de'rc- 
stringimenti ce con un solco b, nel cui mezzo vedesi 
un vaso rosso-rancio con filo bianchiccio mediano. 
FJg. 2. Sifone suo B uscito dall' astuccio C giacente 
sul canale degli alimenti. Sopra l'orificio della boccali 
evvi la macchia trigona e. Ne indicano fy ì lacerti mu- 
scolosi del corpo. 

Fìg. 3, Forame h pel quale esce il sifone nell' 
interno sezionato ( Fìg. 5 ) j i diversa forma della 
bocca j y esofiigo colla vena enteroidea , che si ramifi- 
ca su ogni borsetta cieca dello stomaco kk , essen- 
done aperto un pezzo nella Fìg. 6 per meglio farne 
vedere le borsette //. La Fìg. 7 espone le arterie la- 
terali col filetto nervoso m , dalle quali nascono le ve- 
sciche vascolose n n. 

La P. lineata osservasi nella Flg. 3 , ove ne 
apparisce la testa a e la ventosa della coda b j atte- 
soché in A veggonsi l' apertura della bocca e , e le 
due borse aìhingate dd co' respettivi forami esistenti 
nella sua pancia qualche pollice distante dalla testa. 
Fig. 8. Lumbricus fragilìs guardato pel dor- 
so , in cui ne apparisce il lobo superiore alla boc- 
ca a , che si è ingrandito ( Fig. 9 a ) , e 'l suo lun- 
go corpo rotto in b con pezzetto del fine e. La 
faccia superiore ^i un' articolazione è disegnata nelr 



(435) 

la Fig, i5 co' vasi sanguigni, che vi si osservano e*l 
piede colle setale d ^ e la inferiore col cirro di que- 
sto ( Fig. 16 e ). 

Fig. 12. Bulbo esofageoy co* denti sporti infuori, 
de' quali ravvisasi nella Fig. 1 1 la mascella superiore ar- 
ticolata in ^ a molti pezzi, alcuni uncinati g co'corrispon- 
denti lacerti muscolari hh^ ed altri mozzati a sega «^ 
e la inferiore ad un sol pezzo (^Fig. 10). Dal succennato 
bulbo continua l'esofago l terminato nello stomaco m, 
e quindi l' intestino n , essendo sostenuto alle pareti 
addominali da' legamenti 00. — Fig i3 Matrice e for- 
ma delle sue uova ( Fig. i4 )• 

Fig. 17. Arteria aorta colle vesciche aa e le re- 
spetiive ramificazioni b disperse in ogni anello- Fig. 18. 
Vena enteroidèa superiore col reticolo che ne deriva a* 
lati delle intestine j ed inferiore ( Fig. 19 ) co* vasi 
grappolosi, che fanno 1' officio di branchie interne. — 
Fig. 20 Cervello e filiera di gangli ventrale b, e dar-= 
sale e. 

Fig. 2 1. Lumbricus siphonostoma ^ essendone il 
prolungamento superiore alla proboscide d , questa coi 
denti e , i piedi degli anelli del corpo anteriori f, e 
posteriori g. — Fig. 21. Si è tagliata la proboscide h 
ed aperto il ventricolo per dimostrarne i denti 77, uoo 
de' quali col respettivo muscolo i si è ingrandito nella 
Fig, 23, e le rughe kk'.f indi apparisce porzione del 
tubo intestinale l co' muscoletti m , che lo fissano all« 
pareti addominali. 

Fig. 24 > Muscoli loDgitudioaìi n , e traversali o 



( 436 ) 
del corpo ; nonché que' a pettine p delle setole de'pie- 
di , la cui guaina nel termine è rossa , ed ove forse si 
sparpaglieranno le branchie interne. 

Tavola XXIX. 

Flg. 1. Lunibricus radlatus osservato pel dorso, 
aJTin di farne conoscere il cirro a stiletto a , una del- 
le infossature laterali alla testa h , la serie de' cirri di 
dritta ce, che intorno l'ano sono raggianti (Z. -- Fig. 2. 
Dello stesso animale supino vedesi la bocca e , la fi- 
liera de' forami laterali del pezzo anteriore del suo cor- 
po yy, dal cui termine lunghessa la linea mediana in- 
comincia la valletta o canale g. Piedi hh colle setolelte 
e cirri , ambedue sonosi ingranditi nella Fig. 4 > e ^" 
que' dell' ano a gruppi. 

Fig. ?>. Sezionate le inferiori pareti del suo corpo 
apparisce il bulbo esofageo m , il muscolo abdutto- 
re tì e gli adduttori o, l'esofago p, lo stomaco di- 
viso in porzione superiore ed inferiore dal cingo- 
lo carnoso ^, e'I resto del canale degli alimenti r 
pieno di arena , sostenuto da' legamentuccl ss , e ter- 
minato nell'apertura dell'ano co' cirri, due di essi 
maggiori t , non che i muscoli longitudinali uu. 

Fig. 5. L. pusillus, e FigS. L. terrestris, il cui di- 
tello traversalmente fesso è <z, la bocca ( Fig. 8 ) J, l'eso- 
fago colle uova d, lo stomaco e, l' intestino y, e l'ano 
h. La sua varietà (L. ierr. maior) si è delineata nella 
Fig. 7 , in cui si vede il cordoncino laterale dritto i 



(437 ) 

del suo cingolo , che in amen due i Iati k k e per la 
faccia inferiore è disegnato nella Fìg. 9 , colla quadru- 
plice serie di spine per ogni anello , ossia la coppia 
marginale Z e la ventrale m j essendosi nella Fig. 1 2 
rappresentato la guaina di ogni seta, che talora è du- 
plice ( Fìg. i3 ). Due de' suddetti anelli, spogliati 
dell'epidermide , dimostrano ( Fig. 10 ) in « i la- 
certi o nastri fibrosi traversali co' buchi pel passaggio 
delle setole , ed in o i longitudinali. 

Fig. 1 1 . Proboscide a superiore all' orificio della 
bocca con tre lobi b , esofago d e'I suo bulbo e, i due 
rigonfiamenti i ed i suoi muscoli j'j , ovaie co' respet- 
tivi ovidotti y/ le cui aperture sono in a ( Fig. 9 ), 
cingolo g carnoso dello stomaco sezionato , ove inter- 
namente è aderente una lamina cartilaginosa , h porzio- 
ne di budello. — Fig. 14. Lombrico prima di uscire 
dall' uovo. 

Fig. i5. Filiere delle borse respiratorie , una del- 
le quali si è ingrandita ( Fig. 16 ). 

Fig. 17. Anello cerebrale col principio de'gangli.- 
Fig. 18. Disposizione della vena cava sull'esofago a , 
e della sua continuazione sul principio dell'intestino 
o. — Fig. 19. Gruppo di glandule vescicolose esisten- 
ti presso r ano col proprio legamentuccio. 

Fig. 20. Arteria aorta a colle branchiali a grap- 
poli unilaterali hh. Pezzo di nervo ( Fig. 21 ) l spet- 
tante ad un solo anello , che nel mezzo di questo 
caccia un nervo a dritta, e l'altro a sinistra Twmj un 
arterie laterali allo stesso, che dalla parte esterna e di- 



( 438 ) 

visoria di ogni anello daoDO il ramo oo ] e p media- 
na diretta per la faccia inferiore del sistema ganglioni- 
co ed a dritta e sinistra somministra il ramoscello qq 
parallelo alle arterie branchiali b. Fìg. aa. Vena ente^ 
roidea e cava, anastomizzale ne* lati delle intestine, 
jB^ da' loro ramoscelli escono esili borsette sanguigne. 
JFig. aS. L. marinus delineato per la faccia superiore , 
del quale sono : a la bocca , b l'ano, ce le branchie , 
dD i piedi setolosi, y( Fìg. a4 )i cirri della bocca, 
g V esofago , A lo stomaco, li le borse de' ciechi , jj 
porzione superiore del canale degli alimenti con mol- 
te celleUe e vasi a zig-zag , e k inferiore. 

Fìg. a 5. Actinia aurantiaca , e a6 pezzo del 
suo muscolo longitudinale a coli' ovaia o matrice b e 
col casale spermatico e. 




( 439 ) 

INDICE GENERALE, 
VOLUME I. 

SEDIC4 A S. A. R. IL DUCA DI CALABRIA III, 
PREFAZIONE VII. 

Memoria su la Sanguisuga medicinale e su varie 
altre specie di Mignatte i. 

Storia naturale. 
§. I. Descrizione e classificazione della Sanguisuga medici- 
nale 4 •- S* ^I- Scella e conservazione della Mignalta dcUe offi- 
cine 8. 

Anatomia. 

\. I. Integumenti membranosi e muscolari. io.--§. 11, Èf- 
paralo digestivo ii.--^. III. Propagazione della specie i4.-S- ^^• 
Respirazione i7.--§. V. Circolazione ao.-§. VI. Sistema nervo- 
so 12.- §. VII. Organi sensori 25. 

Uso medico. 

§. I. 4zione della Sanguisuga medicinale 26. --§. II. Appli- 
cazione 29. — §. III. Malattie che ne richieggono 1' uso 33. — 
§. IV. Mezzi da riparare a' danni prodotti dall' H. medicinaUs 
e alpina Z-j. 

Descrizione , Anatomia.) ed Uso di varie altre specie 

di Sanguisughe 
§. I. Mignatta nera ( H. sanguisuga ) 41 — ^. IL M. 
volgare ( fi. vulgaris ) 43. ^. Hi. M. marina (H. muricata) 
45— §. IV. H descriptio icoiiibus illustrala 4? —Spiegazione 
della Tav. 1, 5o. 

Descrizione e Notomìa del Clio Amati , di alcune Pla- 
narie e Vorticelle , della Favagiae , e di altre pro- 
duzioni marine. 



( 44o ) 

^. I. e. Amati 53. " ^. II, P. ocellata et var. 69. -- 
%. III. ^'. Caldini , Acetabulum Mediterraneum , Poljphj' 
su rubescens 61. - ^. IV. Favagine di Aristotile , Bicchierini 
di mare, Ascaride della Testudo Mydas GG. — §. V. Descrizio- 
ne sistematica di delti esseri 69 --Spiegazione della Tav. II, "^a. 
Sulla Cassiopea Boibonica ^S. 

§. I. Descrizione 76. — ^. II, Anatomia 79, - §. III. De- 
scriptio syslemalica .83 -- Spiegazione della Tav. Ili e IV , 83. 
Anatomia e Classificazione del Sifunculo nudo i . 

§. I. Caratteri esterni 3. — ^. II. Comuni integumenti 6.— 
§. III. Sistema muscoloso 7. -- §. IV. Apparato digestivo 9.-- 
§. V. Mezzi per la riproduzione della specie 11. -- §. VI. Or- 
gani della respirazione la. -- ^. VII. Sistema sanguigno i3. — 
^. ^ III. Sistema nervoso e ^. IX. Classificazione i5. ••- 
$. X. Specie di Sifunculi 18. -- ^. XI. Siphunculi balanopho^ 
ri descriptio 19. -- Siegazione della Tav. I, 22. 
Memoria sulle Aplisie 26. 

Descrizione: Gap. I, //. leporina 18. - Cap. II. A. Poli 3o.- 
Gap. HI. ^. neapolitana 3i.-C^p. IV. Riflessioni per distinguere 
le Aplisie Zi. -- Cap. V. Caratteri classici, generici e specifici 
àt\M A . fasciata .^ Cameìus, Neapolitana, depilans., punctata. 
Poli 37. —Anatomia: Cap. I. Invogli esterni 43. — Cap. II. O- 
percolo e cavità che Io contiene i\[\. • Cap. III. Addomine45.- 
Cap. IV. Canale de' cibi 47- -- Gap. V. Fegato 5o.-- Cap. VL 
Apparato genitale 5i. •- Cap. VII, Glandule 55. —Gap. VIII. 
Sistema carnoso S-j . — Cap. IX. Cervello , gangli e nervi 60.- 
Gap. X. Branchie , vene , cuore ed arterie 63. — Cap. XI. 
Pi^Ayò\iiQ fasciatae 69, Cameli , ncapolitanae 70, leporinae , 
Cuvieri 71 , Poli 72 descriptio. — Spiegazione della Ta?. II, 
7a; III, 73; IV, 74; V, 75. 
Descrizione zoologica ed anatomica di alcune specie 

di Oloturie 77. 

S. I. 0. Forskal 79. - § II. O. di Poli e %. III. O. di 
Santoro 80. -- ^. IV. O. di Cavohui 81. - %. V. O. di Pel»- 



(44^ ) 

gna e §. M, O. di Sleliati Sa. -- '^. VII. Comuni iiitej:;!!- 
menli 83. -- §. Vili. Canale degli alimenti 83. -- ^. IX. Ap- 
parato della respirazione yr. -- §. X. Organi sessuali g4- '-" 
^. XI. Sistema circolaule 98. -- ^. XII. Usi delle parli descrit- 
te 104. — ^. XIII. Classificnzione delle Ololiirie 108. --§. XIV. 
Holothu7'i(ie iubulosae y maxlmae 100, imj)atieiìtis ^ Colum- 
nae , Forskali iii , Poli , Sanctori , Camolini , Petagnne et 
Stellati 112 tecnhica descriptìo. Spiegfizione della Tav. VI e 
VII, ii3; VIII, ii4; IX 1.5. 

Sul Doridio, su una specie di Sifunculo 
e sulla Pleurofillidia. 

§. I. Doridio Meckeliuno 11^. - §. II. S. echinorinco 11^. ■- 
§. III. Pleiiro-fiUidia napolilana 128. -- §. IV. Descriptio £>, 
Meckelii , S. ecìiinorhynci ac P. nenpolitanae i33. -- Spie- 
gazione della Tav. X , i35. 

Riflessioni sulla Tenia umana armala i3q. 

Gap. I. Esposizione dell'apparito nutriente i4i. —Gap. II. 
Ricerche su gli organi deslir>ali alia generazione i54. — Gap. 
III. Guarigione della Tenia senza l'uscita della sua testa ìGl\. 
Systematica Taeniae solium descriptio l'^j. — Spiegazione delia 
Tav. XI e XII_^, 179. — Supplemento alle precedenti Memo- 
rie 181. 

VOLUME II. 

DEDICA A SUA MAESTÀ* IL RE V. 
PREFAZIONE IX. 

Descrizione e Notomia del Doridio Aplisiforme i85. 
Spiegazione della Tav. XIII, 191. 
De Pterotrachea observationes posthumae auctore I. 
X. Poli cum nostris additamentis et annotationibus 
193. 

Concliac historia icjS. -- Mollusci descriptio 197, et anaJome 
2oa. " S.piegazjione della Tav. XIV, 224 ; XV, 216. 

57 



( 44^ ) 

Kota sul Mollusco del Argonauta, su una specie tli 
Epizoo che vi ospita, e sulla Medusa Velella 219. 

^. I. ylrgonauta Argo 220. -- ^. II. Tricocephalus acC' 
tabulaiis 223. — ^. III. Medusa velella 226. 

Brevi cenni sulle Attinie 228. 
I. Descrizione deli' //. crassicornis , peduncuhifa , effuC' 
ta 229. " IL Anatomia 23o. —III. Tecnhica descriptio Mcdiisae 
vclellae 240; et A . crassicornis , pedunculatae 241, rubrae ^ 
carciniopadis ':.l\i , Cari, hyalinae 2/\j , aurnnlincac 438 , et 
Mollnsci Madreporae caljcularis 24^. — Spiegazione dulia 
Tav. XVI, 244. 

Commentario alla Notomia del Mollusco della Lumaca 
eseguita da M. A. Severino 24^- 
Descrizione di un nuovo A[)parato di canali acquosi 
negli animali invertebrati marini 209. 
Mollnschi: I. Cefiilopodi -- II. Pteropodi a63. — III. Ga- 
steropodi 264. -- IV. Acefali aG8. — Anellidi 370. -• lEchino- 
dermi 271. -- Entozoi 272. — Acaicfi od Oiiiclie di mare e — 
Polipi 273. -• Corollari e forme primarie di tal sistema 2^4--- 
Usi 21^5 . 

Nota sul preteso Alcionio vermicolare 279. 
Spiep;azionc della Tav. XVII, 283. 

IMemoria su le Asterie e gli Echini 286. 
Parte I. Asterie. = §. I. Ititci^umenli 287. -- ^. li. Si- 
stema osseo 289. — §. III. Organi di-lla geneiajione 292. -- 
§. IV. Sistema della circolazione 296. -- '^. V. Mezzi per la re- 
spirazione 301.--5. VI. Organi della generazione 3o3. -■§. VII. 
Prelesa rigenerazione de' raggi, e non esistenza de' nervi 3o4' — 
§. Vili. Organi d'ignoto olllcio 3o6. — §. IX. Virtù medici- 
nali 3o8. -• ^. X. Brevi cenni snl genere Asterias in generale 
3ii.— §. XI. Ojservazioni critiche su parecchie specie di Aste-» 
rie 3 12. 

Parte li. Echini. = ^. I. Sistema osseo 3i6. •- §. II, In- 



( 443 ) 

tegumenti 3in. •• ^. III. Slslcma nniscoloso SaS. — ^. IV. Cana- 
le degli alimenti 33o.--§. V. Ovaie 333.- i^. V, Sistema cir- 
colaulo 334- ■- §■ VI. Sul nuovo e particola!' moviiuento Je'glo- 
betti sanguigni 34i. -- §. VII. Descrizione generica degli Echi- 
ni 349. -- §■ ^i^U. Disiiniina di qualche specie di Riccio di 
mare 35i. -- §. IX. Descriptio: i) y4. exiguae ZhZ^rosaceae ^ 
rubentis 354 , aranciacae , bispinosae 35j , Jonstoni , penta- 
canlhae , ecldnopliorae 350 , Savaresi 35'y, subulatae, opliiu- 
rete , cordijerae 358 , JUifornils , Tenorii , vjsnucosae 35g , 
muricatae^ medlten^aneaeZQo; et 2)E. esculenii 3Gt, neglecti^ 
meloìiis , sardici ZQi , miliavis , saxatilis 363 , neapolitani^ 
cidaris , 36^ spatagir/ue 365. — Spiegazione delia Tav. XVIII, 
366; XIX , 367 ; XX 369 ; XXI , 371 ; XXII, 373; XXlil , 
370; XXIV, 377; XXV, 379, XXVI, 38 r. 

Annunzio su la facoltà velenosa di taluni 

Molluschi testacei. 

Osservazione I. 385. ■- Osservazione II. 387. 
Memoria su eli Anellidi. 

Parte I. = Gap. 1. Nereidi: - ^. I. N. gigantesca 38g. 

§. II. N. cuprea 393. ~ §. III. N. lineata e §• IV. N. 
S(juaniosa 4io- --^- ^'- ^- flessuosa e ^. VI. N. scolopendre ide 
401. -- Gap. II. degli Spii. — §. i. S. cjuadricorue e ^. II. S. 
ceduto 4o3. — §. III. S. coccinco e §. IV. S. a ventaglio 4o4--- 
Cap. III. delle Naiadi. — §. I. N. coccinea , §. II. N. bipnii- 
tata e §. III. N. de HoVatiis 4o5. -- Gap. IV. 'Delle Polie. - 
§. I. Idee di tal genere 406. -- §. II. P. sifuucolo /^on.--^. III. P. 
lineata 409- " Gap. V. De'Lombrici. -• §. I. L. fragile 409. 
§. II. L. sifonosloma 4i4- "*§• ^^^- L. raggiante 4i6. — ^. IV. L. pic- 
cino 4i 7---^- V. L. terrestre 4 • 9---^. VI. L. marino 423. -- Gap. 
VI. Descrizione tecnica degli anellidi nominati in questa prima 
Parte. Nereis gigantea , cuprea, scolopendroides 4^4 — ^^^" 
lineata , squamosa , Jlexuosa 4^5 = Spio-quadticornis , cau- 
daius , coccineus , ventilabrum 4^6 — j^ais coccinea , bi- 



( 444 ) 

punctala , de Horatiis — Folla slphunculiLS , dclinenla 4^7 — 
LumLricus fragilis , siphonostoma , radiatus , pusillus , /er- 
vestvis 428 , marinus 4^9 -- Spiegiizione della Tav. XXVII , 
43o-, XXVIII, 434; e XXIX, 436. 

Si compiacerà il benigno lettore di non porre mente agli errori tipografici oc- 
corsi in questi due volumi. 

Sappiasi però che la Fig. i5 della Tav. XXV rappresenta 1' ovai^i maggiore a, 
e la minore b dell' Echinus spatagus. 



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