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Full text of "Miscellanea. [Scritti di Eugenio Casanova et al.]"

li. DEPUTAZIONE SOVRA GLI STI DI DI STORIA PATRIA 

l'I'.i: LE ANTICHE PBCM [KC1 I I l. \ LOM B \l:l>l \ 



LE 

CAMPAGNE DI GUERRA 

I N P] EMONTE 

(1703-1708) 

E L'ASSEDIO DI TORINO (1706) 



STUDI - !)()( T.MKXTI - [LLUSTRAZIONi 



VOLUME OTTAVO 



TORINO 

FRATELLI LOCCA LIBRAI Di S. M. 

Mi'MIX 




PROPRIETÀ LETTERARIA 



D 

2.83 
"TsD'tÉ 



STAMPERIA REALE <;. li. PARAVIA K C. 
16-22-906 (C4) U-909. 



Parte Terza 

\ 1 1 SC E LLAN EA 

VOLUME OTTANO 



EUGENIO CASANOVA 



Censimento di Torino 

ALLA VIGILIA DELL'ASSEDIO 

(29 agosto - 6 settembre 1705), 



i Mise. II. 



Nell'agosto I7n:>. il Duca de La Feuillade coli' esercito francese fer- 
mavasi alla Veneria Reale, coll'intenzione di tentare l'assedio «Iella città 
di Torino, dalle cui mura, con raro accorgimento, il maresciallo Catinai 1 
aveva saputo tenersi lontano, nella campagna del L691-92. Le sue genti, 

scendendo da Snsa sulla riva sinistra della Dora, avevano occupato il 
Canierletto e di nuovo dato il sacco a Caselette (1), che si riaveva ap- 
pena dagl'incendi del '93 (2); e, continuamente passando in mezzo a 
queste rovine, si addensavano alla Veneria, dove commettevano numerose 
angherie ('■> . 

La vicinanza di tal nemico non giunse, però, a turbare l'animo di 
Vittorio Amedeo 1 1; il quale non volle lasciar passare sì propizia occasione 
di dimostrare la gentilezza ilei suoi sentimenti e di dare un segno della 
sua finezza. Poiché il duce francese aveva preso stanza nel suo proprio 
castello, egli tinse di considerarlo come suo ospite, e mandò a regalarlo 
di quelle essenze e di quei rinfreschi 1 1, che a lui stesso erano più graditi, 

M) /,'. archivio di stato in Torino, Sezione 111. Camerale: Sessioni camerali, reg. n° 52 
(1705-1707), (Inventario generale, articolo n" 614). 

A <■. 18: Nella sessione del ti luglio L705 tu Idia una rappresentanza dell' « economo 

.tri membri ili Camerletto, dipendente dall'abbazia di Novalesa, concernente il saccheggio, 

fatui da' nemici, di Caselette ed baver forzato a Camerletto quattro serradure con haver 

inr^n quatro corpi di guardia nel niegliore ile' Inni e 

A ••. 4it : Il 9 novembre 1705, altre rimostranze del medesimo furono ascoltate, il quale 

sosteneva di non poter pagare i redditi dell'abbazia ■ a causa dell'occùpatione de' nemici 

verso Snsa e del giornaliere traghetto per Caselette de' medesimi, che non cessano dal 

i disturbo delle l'arenile della campagna ». 

(2) Della devastazione di Caselette, compiuta dai Francesi nel 1691, tenne dottamente 

parola l'on. Paolo Boselli in un discorso, pr iziato a Caselette stessa, addi 11 sei 

ululile L904, pei- l'inaugurazione di una lapide ai Reali di Savoia, riparativisi durante 
l'epidemia colerica del L853. Questo discorso, da lunghi mesi in bozze, vedrà probabil- 
mente presto la Ime. 

i'.i Ne abbiamo un ricordo fin nei registri dei Conti </<■//« Beai Gasa, conservati nella 

suddetta Sezione dell'Archivio torinese di Stato. Nel Registro del 1705-1707 Inventario 

generale, articolo n" 217) leggesi nel conto n° 507, § 4'i: 20 marzo 1706, !.. :i<> « a (india 

Russinata, d'ordine di S. A. I!.. se li fanno dare per socorso, in consideratione de' 

■• pattimenti sofferti alla Veneria Reale, in oeasione vi sono -tati li Francesi nell'anno 

-riuso ». 

(i) Conti drlln lìeal <'<tsn. lutati, eonti. ir 502, ?;■-!:' 30 dicembre 1705, al connttu- 

rieri- di Madama Reale, Sigismondo Vilver, per prezzo d'agro di bergamotto, con otto 

vasi per riporlo dentro, e mandato, d'ordine di S. A. lì., con altre robbe di rigallo al 

sig.i lima della Feuillade. , ■omnia mia n le dell'armata di S. M. Cristianissima alla Veneria 

>■ Reale, nell'hor prossimo scaduto mese d'agosto... !.. ri. 16 



massime quando era al campo (1). Il Duca di Savoia si compiacque 
spesso in lineila campagna ili seguire l'uso di tali cortesie a' nemici; e 
sappiamo che, più tardi ancora, liberata Torino, mentre tu largo ili cure 
ad un religi onar io prussiano, ili cui si serviva spessissimo e che fu fe- 
rito nella battaglia (2), regalò persino una spaila d'argento a un ufficiale 
francese caduto nelle sue mani, a quello stesso probabilmente che trattò 
il riscatto dei prigionieri (3). 

Ma il popolo, invece, che nulla intendeva a simili cortesie, già 
commosso dal continuo arrivo in città di prigionieri francesi, i quali, 
rinchiusi nelle carceri senatorie, vi soffocavano in un ambiente ristretto 
e sudicio, reso fetido da tanta agglomerazione ili persone (4), uià inso- 
spettito dall'ordine, impartito dal Duca ed ubbidito, di trasferire a 
Torino le reliquie dei santi, venerate alla Veneri a (5), allibì all'annunzio 
del pericolo che lo minacciava. Ne aveva ben donde: poiché erano an- 
cora presenti alla sua niente le scorrerie del medesimo esercito nella 
guerra antecedente e la maniera spietata, colla quale aveva osservato 
il feroce comando del Louvois di tutto distruggere, tutto incendiare! 
Mentre, adunque, parecchi individui della nobiltà riparavano in lontani 
castelli, molte famiglie del contado accorrevano in città colla lusinga 
di trovarvi scampo contro il nemico, che si aggirava dintorno, come 
già avevano trovato negli altri pericoli consimili. 

L'affluenza e il turbamento di tanta gente minacciarono di pro- 
vocare disordini e confusioue, che potevano essere esiziali per la città 
e, con ragione, impensierirono il Sovrano ed i suoi ministri; i quali 
dovettero prevedere la necessità di pensare al sostentamento di tutti 
quegl'individui ((!). Inoltre, la vicinanza del nemico e le sue manifeste 



(1) Bastili", per lutti gli esempi che si potrebbero addurre, i due seguenti pagamenti 
contemplati nei soliti Conti; conto n° 483, g 5: « 20 gennaio 1705. a Giovanni Tommaso 
« Tifrner, speciaro medicinale di S. A. R. per auro di cedro spedito per servizio di 
■• S. A. li. e 'mandato al campo nell'anno 1704 L. 1159.16 »; e stesso conto. § 11: « 30 set- 
•• temine 1705, per agro di cedro spedito alla someglieria di bocca di S. A. R. in campagna 
« nel 1705 L. 360 ». 

(2) Conti, citati, nel conto n" 511, § 23, sotto la data del 30 gennaio 1707, si pagano 
le provviste di cibarie a « M.r Saint Hipolite, pendente la sua ferita, d'ordine e per conto 
« ili s. A. R., dalli 13 ottobre a tutto 19 gennaio 1707». 

(3) Conti, citati: conto n.° 388: a Giovanni llerlianouix. aiutante di camera di S. A. R., 
15 gennaio 1707 « rimborso ili luiggi n." 7, ammontar d'una spada d'argento fatta donare, 
« d'ordine di S. A. R., ad un officiale francese, stato fatto priggioniero nella liberai ione 
<> dell'assedio di Torino, L. 112 ». 

(Ij Sessioni camerali, citate, a e. 32: Nella sessione di martedì mattina, 25 agosto 1705: 
•• il mastio auditore Del Ponte giuniore ha riferito che, in seguito all' ordine verbalmente 

- liavulo dal Magistrato, riavendo proseguito, di compagnia del lev. Padre Soldano, ago- 
■ Stimano, cappellano delle carceri senatorie, alla previsione delle cose necessarie per 
« levare il lettore da esse carceri, causato dalla quantità di prigionieri, massime di guerra • 
deve essere rimborsato della somma spesa, che ammonta a I>. 200. Il clic gli vien concesso. 

(5) Conti, citati; conto n" 286, § 131 : pagamento I' « 11 agosto 1705. al portole Antonio 
• Gallino per la mercede sua e di altri sette, nel trasportar dalla Yeneria Reale a Torino 
« le reliquie de' Santi ». 

(6) Fin dal 12 marzo era stato pubblicato l'Editto di Vittorio Amedeo li che prescri- 
veva di ilare « la portata generale delle biade ritenute da chicchessia a qualunque titolo » 

(Raccolta /ice ordine di materie dilli' leggi, editti, moni/isti. ecc. pubblicati dal principio 
dell'anno itisi sino agli s dicembre 1798 sotto il felicissimo dominio della Real Casa di 
Savoia, ecc. compilata dall'avv. Felice Amato Duboin. Torino, eredi Bianco e ('.. 1835. 
Tomo XI. voi. Nili, pag. 579); editto eseguito, il io, da press'a pocoi medesimi ufficiali 



intenzioni consigliarono a provvedere seriamente alla difesa della 
piazza, Un nei suoi minimi particolari, e, quindi, a conoscere anche il 
ninnerò degli abitanti abili alle unni ed atti a concorrere alla resistenza 
sia nella milizia urbana, sia nelle maestranze. 

Pertanto, in quel medesim esed'agosto, Vittorio Amedeo ingiunse 

ni Presidente e Generale ili Finanze, conte Giovanni Battista Gropello 
di Borgone, «li procedere ad un censimento accurato della città, che ri- 
spondesse alle esigenze del momento, <». coinè allora dicevasi, alla com- 
pilazione «Iella consegna o «lei rolli degli abitanti «li 'l'orino. Il Gropello, 
a sua volta, eon lettera. «lei 27 agosto, impartì gli ordini opportuni, 
perchè «li tal fatica l'ossero incaricati alcuni ufficiali superiori dello Stato, 
scelti fra i magistrati «Iella Camera dei Conti e del Senato, come perso- 
naggi più adatti, più coscienziosi e «li maggiore autorità. 

Le operazioni furono (issate per la line «li agosto e il principio «li 
Settembre, nel periodo più breve clic fosse possibile; e. «lati i mezzi e 
l'ordinamento «le' «inali potevasì disporre allora, esse furono condotte a 
compimento con una mirabile sollecitudine. 

Pur troppo, le istruzioni per questo censimento, così utili «■ inte- 
ressanti a conoscersi, non sono pervenute sino a noi; e neppure la let- 
tera del Gropello. ÈC doloroso riconoscere «die altrettanto dobbiamo dire 
della maggior parte «lei documenti che concernono il periodo dell' as- 
sedio! 'l'ulta via, un ricordo delle operazioni medesime e «lei momento, 
in cui avevano luogo, è conservato nei registri «Ielle Sessioni della Et. Ca- 
mera «lei Conti: «love leggiamo (die, la mattina di martedì, 1" settembre 
L705, essendosi all'udienza del Magistrato, « riferti diversi mandati perla 
buonificatione de' carichi a quelle communità, che hanno, nel cor- 
rente anno, patita la tempesta, e, ritrovandosi in Camera solo tre «lei 
signori Mastri Auditori vale a «lire il Buonfiglio, il Brucco e il 
coadiutore Olivero, « a causa «die restano gli altri impiegati per servitio 
di S. A. Et. >• la Camera ordinò al suo Controllore di registrare, senza 
altro, i mandati suddetti < stante la singolarità del caso (1). 

Dall'esito, poi, delle fatiche, sostenute dagli Auditori assenti a quella 
seduta, sappiamo che furono incaricati: 

il vassallo Bernardino Bagnolo «li Burolo, tesoriere generale 
di milizia, della descrizione delle isole <» cantoni di San Germano, 
San Francesco, Santo Siedano, San Callo e San Silvestro; 

il barone Carlo Maurizio Chioattero, mastro auditore, di quella 
«lei cantoni di Sant'Anna, San Martiniano, San Hocco, Santa Geltrude 
e San Bonaventura; 

il vassallo Stefano Derege, mastro auditore, «li quella «lei cantoni «li 
San Giovanni evangelista, Santa Francesca, San Giorgio, Santa Barbara, 

,■!„• compilarci) i I Bolli della popolazione, come risulta dalla Consegna delle granaglie 

,li Torino del 1705, conservata udì;, Sezione III, Camerale, «lei B. Archivio di Stai 

Torino (Inventario gen., articolo n° 533). dna nuova consegna tu compiutali L2 giugno e 
te è e ne rimane la descrizione nel medesimo Archivio. L'editto del II' marzo fu ripetuto 
in quello del --'7 ottobre (Duboin, op. cit., p. 589). 
^1 1 Sessioni citate, ;i e. 33. 



San Carlo, Sant'Antonio da Padova, Santa Maria Maddalena e San Fran- 
cesco di Sales ; 

il vassallo e referendario di Stato Bonifacio Doglis, di quella 
dei cantoni di San Giulio, Santa Pelagia, San Valerico, del Sudario. 
di San Pasquale, dell'ospedale di San Giovanni, del Crocifisso e di 
San Brunone; 

il conte Giovanni Antonio Frichignono di Oastellengo, mastro 
auditore, patrimoniale generale, di lineila dei cantoni di San Gaetano, 
Santa Caterina, San Gregorio, San Litici, San Lorenzo, Sani' Alessio, 
Santo Ottavio, Santo Eustachio, San Liborio, .Santa Genovieffa, Santo 
Agostino, San Giacomo, San Nlccola da Tolentino; 

il referendario di Stato conte Giacomo Giuseppe Antonio Ca- 
staldo, di quella dei cantoni di San Francesco Saverio, Santa Brigida, 
Santa .Monaca, San Martino, San Grisante, San Dal mazzo, Santa Chiara, 
della Consolata e di San Bernardo; 

il referendario di Stato Giullien, di (niella dei cantoni di San 
Giovenale, beato Amedeo, San Benedetto, San Baldassarre, San .Melchior. 
San Salvatore e San Cristoforo; 

il mastro auditore conte Francesco Giacinto Leonardi di Mi- 
gliandolo, di quella dei cantoni di San Federico, San Vincenzo, San Da- 
miano e Santo Emanuele; 

il mastro auditore .Matteo Marchisio, di quella dei cantoni di 
Santa Elena, San Guglielmo, San Pietro d'Alcantara, San Maurizio, del 
Triucoto e casa Pascalis, di San Francesco da Paola e di San Bonifacio; 

il mastio auditore Giovanni Battista Massena, di quella dei 
cantoni di San Domenico, Santo Ignazio, San Massimo, San Gabriele e 
San Michele; 

il mastro auditore conte Giuseppe Antonio Olivero, di quella 
dei cantoni di Santo A \ citino. San Pancrazio, San Simone e Santa Mar- 
gherita; 

il mastro auditore Carlo Maurizio Pocliettino, di quella dei can- 
toni di San Giuseppe, Santa Teresa, San Clemente, San Pietro. San Gio- 
vanni P.attista e San Lazzaro; 

il mastro auditore l'onte, di quella dei cantoni di Santa Cristina. 
San Ludovico. Santo Spirito, Sant' Eufemia, San Giacinto, dell'Assunta 
e di Sant'Aymo; 

il referendario di Stato conte Camillo Luigi Richelmi, di quella 
dei cantoni di San Felice, San Secondo, Santa Rosa e Santa Croce; 

il patrimoniale generale Lorenzo Ludovico Rombelli, di quella 
dei cantoni di Santo Antonio abbate, San Marco, San Bartoloinineo, 
delle monache di Santa Croce, di San Sebastiano e dell'Angelo custode: 

il mastro auditore Paolo Antonio Yaudagna. di quella dei can 
toni di Sant'Agnese, della Madonna degli Angeli, di San Romualdo, 
Santa Apollonia, Santa Lucia. San Niccolò e Vergine Annunziala 
uniti (Il 

di Pei cantoni mancanti leggasi quanto è deli 'Il"' pp. !» <■ LO. 



Conformemente alle norme contenute nei l.'l;. Editti 8 marzo L683 
e iì maggio 1684 e negli ordini della li. Camera dei Comi del 31 marzo 1684, 
i deputati, in compagnia ili notai collegiati, assunti comic segretari, si 
trasferirono, sin dal 29 agosto, nella zona loro assegnata; dove convoca- 
rono i cantonieri dei singoli cantoni (1). ai quali ordinarono d'indicare 
e consegnare tutte te case, poste sotto la loro giurisdizione, con il nome 
del proprietario e di tutte le famiglie dimorantevi, con i nomi, cognomi, 
patria, relazione di parentela o dipendenza, età, professione o condizione, 
sialo di salme e provenienza così del capo delle medesime come delle 
singole persone, che le componevano. I cantonieri giurarono di ubbidire 
scrupolosamente all'intimazione; e, presentatisi ad uno ad uno col deputalo 



I 1 1 Non è l'oisc pi i\ (i il' intei esse l'elenco ili 
Rolli v delle Consegne delle granaglie del 17o:> ,-ii 
sia completo e non indichi sempre i cantoni sol 
vii. ni cittadini. Oltre ;il capitano «tri cantonieri, 
sere almeno 126, vale a dire uno per cantone, 
seguente, non tutti prestavano Bempre servizio; « 
cantoni. 

Bertoldi Giovan Luigi, di Pianezza, orefice, 
Oreglia Giovanni Battista 

Archino Tomaso Amedeo . . . cant. di 
Astesano Amedeo, chirurgo, . . . 
Balbi Francesco Antonio, ili Pianezza, 
Barberis Giovanni, di Mondovì, sarto, 
Barone Giuseppe Antonio . 

Bellino Carlo 

Bertóni Ippolito 

Bertolero Giovanni Battista, libraio, 
Bianco Michelangelo, sarto. 

liminone 

Boeri 

Bompiede Antonio, sellavo, 
Bonardo ...... 

Bonardo Giovan Tomaso, chirurgo. 

Bonardo Michelangelo 
Borbonese 

Bragardo 

Busserò Gaspar Francesco, mercante, 
Caligari s Giovanni Antonio 
Caligane Nicola, tappezziere, 
Calvo Paolo Bernardo 
Camagna 



( 'ano i ì-iovan Giacomo 

l 'ai esana <'i"\ anni Battista, oste, 

i lassana t •invaimi Battista 

Ceppo Bartolomeo . . . • . 

Ceppo Giuseppe 

Cerrutto Giovan Guglielmo, chirurgo, 

Ciciastro Mattia, argentiere, 

De Agostini Andrea, pasticciere, 

De Bertolonieii Francesco Antonio, 
mercante capellaro 

Donaudi Pietro, ili Barcellona, mer- 
cante, ...... 



questi cantonieri, che, sulla scorta dei 
ne. abbiamo compilato, quantunque non 
toposti alla giurisdizione ili quei magi- 
■lie manca, dovrebbero regolarmente es 
Ma, rome è t'arile scorgere dall'elenco 
• spesso uno siilo riferiva per parecchi 

Luogotenente ilei cantonieri. 
. Luogotenente ilei cantone ili S. ta Eu- 
femia. 

ih S.' i G< -nevi. ■Ita. 

s. Martino, S. Grisante, >•' ' Monaca. 



S. ta Maria Maddalena. 

S. Cailo. s. Giorgio, S. 1 » Elisabetta, 

S. 1 ' 1 Francesca. 
S. Anna. S. Mai'liniano. 
s. Secondo. 
s. Francesco ila Paola. S. Guglielmo, 

S. Maurizio, S. Pietro d'Alcantara. 
S. Geltrude. 

s. Giulio. 

Madonna degli AngelieS.Romualdo, 

Annunciata, Crocifisso, S. B] 

S. Pasquale, S. Valerio. 

s. Vittorio. 
s. Felice. 



s. Gabriele. 

S. Marinili Piazza. S.Pnolo.S Andrea. 
S. Maino, S. KntVasia. S. Uber- 
tino, S. Francesco Saverio. S. Li- 
borio . s. Niccolò ila Tolentino, 
S. Agostino, S, Giacomo. 



S. Alessandro. 

S. Ignazio e S. Dominilo. 



S. Bonifacio. 



e col segretario dinanzi a ciascuna casa del cantone, chiesero, alla loro 
volta, ad ognuno dei capi di famiglia di dare le informazioni prescritte. 

Le notizie relative, raccolte dal segretario, costituiscono la descri- 
zione che va ora sotto il nome di Rolli di Torino del 1705, conser- 
vata negli Archivi camerali (E. Archivio di Stato in Torino, Se- 
sione III, Camerale, inventario generale art. n" 530), dove è rimasta finora 
sconosciuta. 

Questi Bolli, composti di parecchi fascicoli cartacei diversi di for- 
mato, cuciti insieme posteriormente in coperte di cartone, costituiscono tre 
filze non cartolate, di mole differente. Secondo il procedimento, col quale 
sono stati compilati, contengono, cantone per cantone, casa per casa, fa- 
miglia per famiglia, le indicazioni ricordate, con maggiore o minore pre- 
cisione dettate, secondo la diligenza dei segretari. Tutte queste indicazioni 
riferiscono esattamente nome, cognome, parentela o dipendenza, età, 
professione condizione dei singoli individui ; ma parecchie, come quelle 
raccolte sotto la direzione del Bagnolo, del Derege, del Doglis, del Leo- 
nardi, del Marchisio, del Pochettino, del Tonte, del Nichelini e del L'ombelli. 



Donaudi Pietro Giuseppe, mercante 
di seta « 

Emanuelli Gaspare . 

Fantino Francesco, mercante, . 

Fassina Emanuele, parrucchiere, 

Fontana Giovanni Battista, libraio, . 

Gattino 

Raffino Martino, acquavitaio, . 

Gambone Giovanni Battista, clii- 
ìurgo, 

Grava Giuseppe Francesco . agri- 
mensore, 

[snardi Giovannangelo, parrucchiere 

Lavolc Michelantonio . . . . 

Marone Lorenzo, libraio, 

Mavna Francesco, calzolaio. 

Mazzone Giuseppe Amedeo. 

Muratore Giovanni Andrea, mer- 
cante guantaio, . . . . 

Ogena Michele, mercante libraio. 

Paracca Giacomo Antonio, coniatore, 

Parochia Giacomo Antonio, chirurgo 
della città, 

Pascalone Giacomo Filippo di To- 
rino, indoratore, . . . . 

Pasquina Giovanni Ballista, libraio. . 

Pastore Sigismondo . 

Randone Carlo Antonio 

Ratto Giovanni Francesco, chirurgo, 

Rolando Giuseppe Antonio, nego 
ziante, 

Rustichello Rei-nardo . 

Rustichollo Giovanni Antonio, libraio. 

Saccarello Giovanni Battista, mer- 
cante ili sane, .... 
Sereno Giovanni Battista . 

Tarino Giovan Domenico, l'omli- 

chiere, 

Torre Pietro Giuseppe, mercante, 
Trotti Michele .... 
Triultio Spirito Antonio, mercante, 
\ r alle 



mi. del cantone ili S. Giacinti 



S. Rocco. 



S. Baldassarre, S. Salvatore. 

S. Melchior, S. Benedetto. 



s. Gioachino, 
S. Bonaventura, 

S. Bernardo, S. ta Chiara. 

S. Gaetano. 
S. Massimo. 
S. ta Teresa. S. Giuseppe. 



S. Alessio. 



S.f Brigida. 



S. Cristoforo. 

s. Antonio abbate. 



Angelo Custode, S. Sebastiano, S. Bai 

lolonimco. 
S. Secondo. 

s. Dalmazzo. 

S. t Ittavio, S. Eustachio. 



— !l — 



oltre al difetto di una imperfetta disposizione della materia, passano 
sotto silenzio la patria delle persone descritte, sicché tolgono ;ill<> stu- 
dioso la possibilità «li conoscere esattamente i Luoghi, donde provennero 
gli abitanti «li 'l'orino. 

Questa mancanza ce ne lece dapprima sospettare un'altra maggiore: 
poiché, esaminando la pianta della città di Torino in quel tempo, ave- 
vamo facilmente potuto riconoscere, come nei Rolli fossero omessi, o non 
esplicitamente citati, parecchi cantoni: e specialmente tutta quella striscia 
di isole, ch'è oggi compresa fra le moderne vie Venti Settembre, Palazzo 
di Città, l'orla Palatina, Bastioni;] Palazzi Reale, Chiablese e Madama; 
l'altra serie di cantoni chiusa fra le vie s. Domenico, Bellezia, Boterò, 
Monte di Pietà, Genova, S. Teresa. Oemaia, stampatoli e 8. Agostino; e 
finalmente quella fra le vie Accademia delle Scienze. Maria Vittoria, 
Bogino <■ Principe Amedeo. Brano 15 isole mancanti, che temevamo 
fossero state confuse con tutte le altre dalla svogliatezza dei segretari 
assunti; ovvero da un diverso raggruppamento ufficiale dei cantoni, del 
quale avevamo qualche cenno nella unione di quelli intitolati alla Ma- 
donna degli Angeli e a S. Romualdo, da un lato, e alla Vergine An- 
nunziata e a S. Niccolò, dall'altro. 

Oh esame, più accurato e minuto dei cantoni, distrusse il dubbio, 
nato nella nostra niente: e. pur troppo, ci condusse a riconoscere che 
uno o parecchi interi quaderni di consegne andarono, come tante altre 
carte, smarriti nei trambusti dell'assedio, a' (piali non furono meno 
sottoposte le scritture di Stato (1); sicché chi ebbe cura, parecchi anni 
dipoi, di raccogliere nelle attuali coperte di cartone i fascicoli esistenti, 
non potè inserirvi quei qnaderni, della cui mancanza forse non si ac- 
corse nemmeno. 

Certamente la deficienza di tanto materiale è dolorosa: poiché, non 
soltanto accresce il numero delle carte di (inculi anni fortunosi scom- 
parse, ma rende impossibile di ricostituire, con precisione matematica, 
il numero totale dei cittadini torinesi, che soffrirono l'assedio. Tuttavia, 
tale è la compagine dei fascicoli, fino a noi pervenuti, che a questo 
difetto si può, in qualche modo, rimediare approssimativamente, quando 
si voglia conoscere la intera somma degli abitanti. Riesce invece sen- 
sibile la perdita lamentata, quando si scenda ai totali parziali, ne' (piali 
le moderne discipline demografiche suddividono la popolazione. Però, si 
può ammettere (die anche tal peccato, (die si unisce a quelli, testé da 
noi condannati nei segretari assunti, corregge la serie numerosa di 
dati, (die ci somministra tutto il corpo degli isolati, de' quali ci è giunta 
la descrizione, e specialmente correggono le (piote percentuali, sotto le 
(piali è possibile di ridurre e d'esprimere, con fondata sicurezza, la forza 
dei singoli elementi economici, sociali, demografici e storici che costi- 
tuirono allora la vita e l'energia dei nostri antecessori. 

Con quest'avvertenza, dunque, (die non ci esonererà dall' obbligo 
d'integrare, dove sia possibile, la (dira della popolazione, noi possiamo 

(1) In proposito, redi la nostra Nota su Gli Archivi camerali durante l'assedio ili Torino 
(1705-1706). 



10 — 



considerare le tre filze dei Bolli, fino a noi venute, come 1' espressione 
matematica dell'attività di tutti i Torinesi nei vari rami, ne' quali si 
svolse, e ragionare sopra esse, come se contenessero anche la descrizione 
smarrita di quei 15 cantoni. 

Ma, esaminando quelle tre filze nel loro insieme e nelle loro parti, 
osserviamo ancora, per spingere il nostro scrupolo fin dove permette 
la scienza, che, se scopo del censimento fosse stato davvero quello solo 
di conoscere il numero delle bocche, esistenti nella città, come dareb- 
bero ad intendere le testimoniali dei singoli deputati, troveremmo forse 
ancora ricordati, insieme coll'altra gente, i personaggi della Corte abi- 
tanti nei Palazzi Reali; i regolari, i quali, numerosi, vivevano appartati 
dietro le mura dei loro conventi; vedremmo altresì annoverati gli ebrei, 
dei quali non era penuria nel Ghetto; né difetterebbe neppure un ac- 
cenno alle cortigiane, così facilmente allora espulse in occasione d'as- 
sedio, le quali pure esistevano in città e non vengono, almeno esplici- 
tamente, rammentate nelle pagine dei Bolli (1). Ma, come abbiamo già 
accennato, altro più recondito ed opportuno fine aveva ancora in animo 
colui, il quale ordinò quella consegnale, quindi, gli israeliti e le donne 
libere, che non soggiacevano al servizio militare, uè valevano come 
titolo all'esenzione da tal servizio, i monaci, i (piali n'erano immuni, 
godono del privilegio di non comparire in questi elenchi. Che più? A 
differenza di quanto avviene nelle immediatamente precedenti Consegne 
delle granaglie (2), i luoghi, nei quali vivono i regolari o quegli altri, che, 
pel loro scopo, acquistano un carattere sacro, come gli ospedali, sono 
chiusi pei deputati; e, solamente, per puro ossequio al Duca, l'economo 
dell'Ospedale S. Giovanni si piega a consegnare le generalità degli in- 
fermieri laici, protestando, però, che questi non debbono venire conside- 
rati, come qualunque altro cittadino, non legato alle regole ecclesiastiche. 

Dunque, al computo generale degli abitanti di Torino, alle fine di 
agosto 1705, vengono a mancare, per queste varie ragioni, alcune cate- 
gorie d' individui, che costituiscono una somma discreta. Sulla media 
degli individui, che compongono ogni singola famiglia, possiamo calco- 
lare che nelle case dei cantoni, privi di descrizione nei Bolli (.'ì), abitas- 
sero circa 2900 persone. A queste vanno aggiunte tutte quelle dei 
regolari (4) e degli israeliti e dei ricoverati e servienti negli ospe- 



(1) Cosi può dirsi, se non si voglia ritenere .che l'espressione genoralissiina, arieggiantc 
molto quella francese, Ai figliti, dato forse a venti donne di tutte le età, viventi sole, in 
cantoni abitati da povera' genie, indichi le persone di quella condizione. 

(2) Quelle del 12 marzo e del 12 giugno già citate, dove sono descritti dal deputato 
ducale e dal delegato arcivescovile anche i grani conservali nei singoli conventi. 

(3) L'elenco delle case di <|iiesti cantoni fu ìpilato sulle Consegne /Ielle granaglie 

citate, e sulla Nota de' cappi di casa de' quali non si è espresso ne' roti i Inoro arte, prof- 
essione et età e cognome e fonine se sono vedove e nubili, allegala alla terza delle filze 
da Bolli Nelle Consegne fu anche poDCibil: raccoglier; il numero dille limigli: abitanti 
in alcune case: ninnerò del quale ci siamo giovati nel presente calcolo. 

(4) La fluttuazione del numero dei regolari, non astretti alla clausura, è tale, del 
resto, che non permette, senza documento, di fissarlo in altro modo che approssimativa- 
mente, l'n esempio delle variazioni di detto numero si ha nel caso dei Padri mendicanti 
della Madonna degli Angeli, contemplato nelle Sessioni camerali, citate, a e. 13(i: i (piali, 

costi, iti dalla guerra a provvedersi in Torino della carne, che, in tempo di pace, com- 
peravano a Collegllo, domandano, il Iti luglio 17()(ì, alla Camera dei Conti, l'esenzione dalla 



— li- 



liali il , ohe gii studi «li alcuni eruditi ci permettono di fare ascendere 



[abella relativa, pei una libbra <li carne al giorno per caduno. Ora, nell'istanza del padre 
mardiano, P. Gentile da Ni/za, avvertesi che, in un mese, dal 16 maggio al L6 giugno, 
I numero dei monaci e servienti è sceso da 66 a 60, a 50, e, da otto giorni, a 19. Siamo al 
irincipio dell'assedio, è </ero, e quando forse si provvede ancora all'allontanamento degli 
ndividui più deboli e più vecchi. Nel 1781 i padri del medesimo convento erano 102. 

Rarissimamente, come abbiai tato, i Bolli, ricordano i conventi. Ora, con questi 

tceenni <■ cogli altri, contenuti nelle Conségne delle granaglie del marzo e del giugno pre 
sedenti, pnò costituirai l'elenco seguente, ancorché ine pleto, dei conventi, degli ospe 



ali 



ii panori della città a tempo <lel censimenti 
Uomini 



IT. di S. Agostino: priore, padre tarlo 



Benedetto Rolando. 



palile 



l'I 



Beppi 

•1'. ili 
briel 



li s. Antonio: priore, padre Oliviero. 

1 S. Tallo. 

ella Consolata : abbate, p. don (lin- 
di S. Filippo Neri. 
5. Dalmazio: preposto, p. don Ga- 
Maiia Bertoloto. 
l'I', di S. Domenico: prime, padre Ignazio 

Agostino Perini. 
l'F. dell'Eremo : sindaco, fra Michele Lu- 
dovico Russo. 
l'I', di S. Filippo N'eri. 
PP. di S. Francesco: commissario del 
convento, padre maestro Ferdinando 
Malleti. 
PP. di S. Francesco da Paola. 

Collegio dei l'I'. Gesuiti : rettore. ]iadre 
Federilo Maria Robbie. 

Donni.. 



Collegio ilei IT. di S. Giusep 

Francesco Fulcheri. 
Collegio dei PP. di S. Lorenzo : preposto, 

don Antonio Grondana. 

IT. della Madonna degli Angeli : guar- 
diano, p. Gentile da Nizza. 

PP. di S. Maria di piazza: padri' procu- 
ratore, Carlo Felice Roncho. 

IT. diS. Michele: superiore, tra Cipriano 
dell' Assent. 

PP. della Missione. 

PF. del Sudario. 

PP. di S. Teresa. 

PP. di S. Tommaso: guardiano, padre 
Francesco Bernardino Gattinara. 

Ospizio dei l'I', di Collegno. 

Collegio dei Nobili. 



abbadessa, 



MM. della SS. Annunziata 

suor Angelica Solara. 
MM. Cappuccine: abbadessa, suoi Maria 

<lella Croce. 
MM. di S. Chiara: abbadessa, suor Chiara 

Francesca Dentis. 
MM. di S. Cristina: abbadessa, madre 
suor Teresa Cristina del SS. Sacramento. 
MM. ili S. Croce: priora, madre d. Maria 
Cecilia l'icona. 

Ospedale di Carità. 

Ospedale di S. Giovanni. 

Ospedale del beato Giovanili di Dio. 

Ospedale dei Cavalieri dei SS. Maurizio e Lazzaro. 

Pakroci e Rettori, citati 



MM. del SS. Crocefisso: abbadessa, madre 
suor Maria Antonia Fachella. 

MM. di S. Maria Maddalena: abbadessa, 
suor Giovanna Maria liatt. di S. Andrea. 

( Irfanelle: don Matteo Vallumberto, rettore. 

MM. di S. Pelagia : madre suor Maria 
Elisabetta di S. Antonio. 

MM. della Visitazione: prima, abba- 
llerà, suor Felice Graneri. 



Bongino don Cesari' Francesco, curato 
dello Spirito Santo. 

Brachi don Tomaso, rettore della Congre- 
gazione del Corpus Domini. 

Casablanca prime don Giuseppe Giove- 
nale, anni 73, rettore di S. Secondo. 

( 'lai-otto (arciprete), anni 60, rettore di San 
Martiniano. 

Darmello priore don Giuseppe, anni d'i, 
rettore di S. Carlo. 

I le Abbate don Giovali Domenico, anni 59, 
curato dei Ss. Simone e Giuda. 

Fantini don Giovanni Paolo, anni 30, cu- 
rato di S. Marco. 

Forneri teologo don Giovanni Francesco, 
rettore di S. Maurizio. 



Gianolio priore don Giovanni Domenico, 
d'anni 43, curato di S. Croce. 

Gismondi priore don Stefano Amedi la 

Busca, d'anni 45. 

Laugeri don Giovanni Francesco, rettore... 

Laurier de Clermont don Francesco Man 
nzic -.111111 -.'-; curato di S, Pietro dfcl 
Gallo. 

Magliani priore don Emilio, anni 87, par- 
roco di S. Rocco. 

Ollivetti priore don Francesco Antonio, 
anni 70. 

Pascalis don Matteo, anni 4-0, prevosto 
di S. Ottavio. 

Sola don Giovanni Battista, anni 50, ret- 
tore di S. Martino. 



Germano priore don Gio. Giacomo, d"( >r- 
bassano, d'anni 35. 

(1) Dal R. Biglietto di Carlo Emanuele III del 23 novembre 1T.">7, concernente l'esen- 
zione dell'Ospedale di S. Giovanni dal pagamento dell'imbottato, ecc. (Duboin, Raccolta 



IL' 



complessivamente a circa 2500 individui (1). Onde concluderemo le nostre 
osservazioni preliminari, avvertendo che al numero degli abitanti, che 
ricaveremo dai Rolli, sarà d'uopo aggiungere circa 5500 altri individui, 
oltre al presidio (2), per avere la somma totale delle persone comprese 
entro le mura di Torino al momento della descrizione. 

Messa a confronto con lineila della popolazione, rinchiusa in Torino, 
un anno dopo, nei mesi dell'assedio, questa cifra soggiace naturalmente 
ad alcuue variazioni, dovute, oltre che ai vuoti l'atti dalla morte e se- 
gnati con grandi crocioni nei margini dei Molli di fronte ai defunti, 
alle condizioni speciali del governo e della città; che, se, da un lato, ac- 
crebbero la brigata di coloro, i (piali dai dintorni cercarono scampo o 
riparo dietro i bastioni di Torino, dall'altro, scemarono il numero degli 
abitanti di tutta quella schiera di persone, che si allontanarono dalla 
città per ufticio, per esempio, o per altra ragione, appena la Corte n'ebbe 
dato il segnale. 

Sappiamo, difatti, che fin dal marzo 1706, il Duca provvide alla sicu- 
rezza delle sue scuderie, come già aveva provvisto a molte cose dello 
Stato, mandandole a nascondersi insieme con tutti i palafrenieri in fondo 
alla remota- e facilmente difendibile valle del Gesso, a Valdieri e ad 
Entraque; dove parecchi del personale, colpiti dal freddo inusitato ed 
intenso di quella primavera fra monti e gole, ammalarono (3). Quivi, o 
nei dintorni, ripararono pure le carrozze di Corte; alcune delle (piali, 
non adatte a quelle strade alpine, assai diverse dalle moderne, dovettero 



eit., voi. XIV, tomo XII, pag. 666), Bappiamo che, nel 1704, i ricoverati erano 338; nu- 
mero che, nel 1757, era già salilo a più di 000. 

È opportuno soggiungere clic, «turante l'assedio, oltre a (nielli citati, molti altri ospe- 
dali militari sorsero in diversi luoghi della città, anclie per iniziativa della carila privata. 
Principale ne fu l'Ospedale cesareo, che. sotto la direzione dell' avv. Cazuli, ricovero gli 
imperiali feriti, o almeno la maggior parte ili loro. Non saia inutile sapere che dal 1" al 
::i luglio 1706, vi furono occupati 237 letti ; dal 1 al 31 agosto, 385, e, dal 1 al 13 settembre, 
409. Cfr. A. S. T., Se:. Ili, Camerale, inveui. gen., art. n° 256: Inventavo delle pezze ori- 
ginali designate «e' conti fatti fra il Commissario di 8. M. Ces.a et Ir Finanze ili S. A. //. 
per danari, Inaila, hoxeo, pane et altro somministrato per parte ili 8. A. /.'. alle truppe 
licita prefatta M. Ces.a operanti i)i Piemonte. 110-1-1701, a e. 130. 

(1) Nei Censimenti della popolazione di Torino (città, sobborghi e contado) dall'anno 1100 
al 185S, ricavati da documenti inediti conservati presso gli archivi del Municipio di To- 
rino [estr. dal voi. I de' Censimenti degli Siati Sardi, di Lombardia, Parma e Modena 

e pilati per incarico del Ministero d'agricoltura, industria e commercio, 1861] il dotto] 

Pietro Casttgiioni asserisce che. nell'anno 1702-'3, nella città e nei sobborghi vivevano 
1412 religiosi regolari d'ambo i sessi e 774 israeliti; che, nel 1703-'4, ve n'erano rispetti- 
vamente 1326 e 780; e, nel 1714-'15, 1448 «■ 868. A sua volta, Onohato Derossi [Nuova 
(laida per la citta di l'orino: Torino, 1781) indica come esistenti in 't'orino, nel 1781, 
1567 religiosi e 1752 ebrei. 

(2) Sappiamo chi-, al momento della consegna, il presidio era molto inferiore al numero 
die raggiunse poi, al principio dell'assedio, quando salì positivamente a 9996 uomini, come 
indica l'autore della Belation du siège, défense et liberatimi de la ville et citadellede Twin, 
dressée par un officici- de la garnison (M. Hakbrett) sur Ics Mémoires ti ics dn journal 
du liciterai l'ami (in "Relazione e documenti sull'assedio di 'l'orino nel /im:. raccolti, pub- 
blicati, annotati da Antonio Manno, nella Miscellanea di storia italiana, edita pei' cura 
della R. Deputazione di storia patria, tomo XVII. 'l'orino, MDCCULXXVIII. p. 474. 

(3) Conti della 1,'eal Casa, citati (1705-1707), conto n" 507, § 24: 2(1 dicembre 1706 « al 
< sig. Gioseppe Giordano, spcciaro medicinale, lire ISO per medicamenti spediti in ser- 

■ \ itio de' paUafernieri siati amalati nel quartiere d'ini erno nel luogo di Valdiero, e lire so 

<• per la mercede del sig. Medico. ch'Ila asistito li sudetti dalli 28 marzo per tutto aprile 1706 ••. 
E ivi. § :;i : « per servii io cavalli e limili delle scuderie di S. A. R. slati nel quartiere 

■ d'inverno nel luogo d'Entraque L. 123. 12. O». 



L3 — 



essere restaurate a Cinico (1). A Cuneo stessa, e, precisamente nel 
palazzo, che v\ possedeva il Duca, rimpiattavansi, sotto la custodia del 
foriere della Et. Casa, Cincinno Andrea Balbis, argenterie <■ scritturedel 
Sovrano (2), precedute, fin dal L9 settembre L705, d'ordine ili S. A. II. . 
dalle scritturi' più importanti dello Stato (3). 

Ai 16 giugno L706, la famiglia reale, con parte della Corte e della 
servitù e colla S, sindone il. uscì ila 'l'orino. Per Oherasco, si recò ad 

1 Conti, citati, conto ir 510, § 18: si pagano lavori fatti fare h Cuneo ■ per la car- 
■ rozza e cavalli ili scuderia ili S. A. R. in luglio e agosto 170H ». 

2 Conti, citati; conto n» 286, § sii: lire 65,15. pei tela e corda provvista per ini 
ballare 10 casse, incordato 6 coffani 'lilla massella, 2 cassette litui e scritture, mandati 

n ( un, ,.| 1705, compreso la mercede < t < - ì facilini e del porto . E, ivi, conto n° 305: 

•_'i) aprile iTnii. a Giacomo Andrea Balbis, foriere della Casa ili S. A. R., perle sue spese 

.. cibarie nel soggiorno fatto nella città di Cuneo, colà spi diio da < andò ili S. A. R. 

!„., haver cura delle scritture e mobili ili detta Corte, mandate d'ordine della mede- 
sima R. Altezza, I.. 705 ►. 

:; Sessioni camerali, citate, n° 52, a e. ■>:>. 88, 39', 4."., 102', 116. Cfr. anche la nostra 

Nota su Gli Archili cimi ntli durante l'assedio ili 'l'urino (1705-1706). 

(4) La Duchessa Anna d'Orléans portò sito, ulne alla SS. Sindone, anche le gioie della 

Corona; ed i seguenti documenti, trascritti nel registro 52 delle Sessioni ruminili a e. imi; 

e seg., e uià pubblicati in pam- dal barone A. Manno, op. cit., p. 574-576, indicano quali 

fossero altura rimaste. Nella sessione di « venerdì manina, li ts giugno 1706, la Camera, 
dopo l'editto di S. A. R. delli 13, interinato li Iti giugno corrente, essendo partito da 
onestà i-ina. per portarsi a quella di Cherasco, il s.' Conte e Primo Presidente Case 

•• lette, si è congregata in casa del s.' Conte e Presidente Garagno, regente la medesima •>. 

Quivi : 

stato presentata* a questo Magistrato l'ordino di S. A. R.,delli 15 giugno corrente, 

•• per quale havendo il s. 1 cav. n Vaudagna realmente rimesso, di comando verbale di dett'A.R., 

lo gioie dilla Corona et altro, esistenti appresso di lui in qualità di Primo aiutante di 

camera, in mani di Madama la Duchessa Reale, descritte nell'atto e nota delli iti novembre 

dell'a Ino scorso, ricevuto dal s. Marchese e Presidente Delescheraine, come notaro 

della Corona, precedente la recognitione e numeratione d'esse gioie, fatta dal gioiliere 
Gio. Hoper, manda dett'ordine a questo Magistrato di passargliene piena e totale libe- 

< ratione con far registrare l'istesB dine per liavergli ricorso al bisogno, cassando et 

« annullando detto atto e nota, in (pianto concernono il caricamento datto al medemo, 

.,,iiii meglio da e8SO; il quale, letto d'ordine del Magistrato, indi il tutto esaminato. 

Il Magistrato, quanto sopra atteso, ha mandato- e manda osservarsi dett'ordine 
«secondo siia l'orma, mente e tenore et in sua osservanza lia pienamente liberato e total- 
mente libera il sud. 1 >.' cav. ri Vaudagna, registrandosi dett'ordine delli 15 corr. 16 sigillato 
e sottoscritto Lant'ranelii eoi sud. atlo e nota io' registri Camerali, per liaverli ncorso 

« al bisogno. 

« Tenor di detf ordine: 

«h. Dica hi Savoia, He di Cipro, etc. Havendo il eav." Vaudagna, nostro primo 
■■ aiutante di ramerà, d'ordine nostro verbale, realmente rimesso in proprie mani (Iella 

• sig. r " Duchessa Reale, mia amatissima consone, le gioie della Corona ci altre, a lui con- 
segnate e descritte nell'atto e nota de' sedeei novembre dell'anno hor scorso, ricevuto 

dal Presidente Delescheraine, coinè notaio della Corona, precedente la ricognitione e 

« numeratione d'esse gioie fatta dal gioiegliere ciò. Boper, per il presente di mi nostra 

•• firmato discarichiamo il sud." cav. re Vaudagna di tutte dette gioie, ordinando alla Camera 
■• nostra de' Comi di passargliene piena e totale liberatone, con far registrare il presente 

• per havergli ricorso al bisogno, cassando Noi et annullando detto atto e nota in quanto 
«concernono il caricamento dato al demo. Che cosi ci piace. Torino, li 15 giugno 1706. 

Firmato: V. Ahedeo. Sigillato r sottoscritto: Lanikam ni. 

■• Tenor dell'atto r nota sudetti : 

•• L'anno del Signore mille Settecento cinque et alli sedeei (1(4 mese di novembre in 

.•Torino nel Palazzo Reale, avanti me Gioseppe Delescheraine, cavaliere Gran Croce e 

.< Consifrlieie della Sacra Religione dei SS. 1 ' Maurilio e Lazaro. Consiglici di Stato. Secre- 

« taro di Stato, Gabineto, Comandamenti e Finanze di S. A. R., Presidente india Camera 
«de' Comi di Piemonte e Nodaro della Corona e Casa Reale di Savoia sottoscritto, con 

• intervento dell'ili. S. 1 Cenciaie della Casa e della C uarilaroldia di delta I.'. A. Crondana. 

•et alla presenza delli ss." Pietro Antonio Alfatio, aiutante di camera, e( Giovanni Hoper, 



— 14 — 



Oneglia, e, quindi, per invito della Repubblica, su nave, a Genova; dove. 



•• gioielliere di dett'A. 1!.. testimonii al presente atto astanti e sottoscritti, è comparso il 
. s. 1 cav.™ 1). Alessandro Amedeo Vaudagna, primo aiutanti' di camera della 8ud. a R. A.. 
•■ il quali' in esecutione dell'ordine verbale datogli da detta 1!. A. di ritirali' e custodire. 
<■ in qualità di suo l'inno aiutante di camera, le gioie della Corona, boggidi ancora esi- 

-lenti solto la custodia della s. ra vedova, madre e tanice de" ss.'' figlinoli et heredi del 
■• fu s. 1 Gio. Antonio Marchetto, in suo vivente primo aiutante di camera di detta A. H.. 
«che si era caricato, et a me di rogarne l'atto, precedente la ricognitione d'esse, si offe 

lisce perciò pronto di prenderle per L'effetto sudetto ; onde, numerate ad. una ad una in 

■ sua presenza e confrontate coU'inventaro delli 10 novembre 1686, in vigore del quale 
•• rimane-* ano appresso detto s. 1 Marchetto, si sono esse gioie ritrovate nella qualità e quan- 

• lita qui sotto descritte. Il clic stante et atteso, scaricandone in prima et avanti ogni cosa 
•■ detta B. ra vedova, madre e tutriee di detti s. 11 figliuoli et heredi ili detio fu s. 1 Marchetti), 
•• si sono descritte con assistenza di detto s. 1 cav." Vaudagna e testimonii sudetli; et in 
•■ quanto alle altre gioie contenute nel precedente inventalo, asserendo essa s. 1;l vedova 

esser state retirate da S. A. R. come risulta dalli discarichi, che si ritrovano appresso 
essa s.' ' vedova, ile' (piali ha dichiarato voler far fede in Ci) mera colla remissione d'una 
copia autentica del presente inventaro, per ottenere dal Magistrato una piena e totale 
« liberatone di tutte le gioie della Corona, che si ritrovavano in custodia del defonto 
suo marito. 

• Scoile la nota delle gioie, che si consegnano al sudetto S. 1 cav." Vaudagna. 

« Primo 

« Un grosso diamante in tavola, ligato in un castone d'oro smaltato di bianco e nero 
•■ all'antica, di peso di carati cinquanta quattro, con tre perle appese ad esso in forma di 
« pero, tra le quali vi è la Pelegrina ; e pesano, cioè hi Pelegrina, carati quarantacinque; 
e le due a canto, ima trenta otto e l'altra trenta sei carati. 

« 2° Una collana di perle orientali rotonde in numero di sei cento trentacinque, del 
•• peso ili curati tre e mezzo cadmia, l'una per l'altra. 

«3° Perle venticinque in forma di pero; che altre volte servivano, cioè: Perle sei, 
•• ai pendini, descritti all'articolo 3" del sovradesignato inventarli, di peso: due di esse, di 

• carati trentanove, a ragione di carati diecinove e mezzo cadmia : e le altre quattro, di 
« carati quattordcci l'ima : 

«Altre perle tre, ch'erano alla Gran Croce di diamanti, notata all'articolo 4°, ili 
«peso, quella di mezzo, carati vintinove, e le due altre, carati quarantasei tra ambe: 

« Altre perle otto che guarnivano i pendini espressi all'articolo 10", di peso, in tutto, 

• carati ottanta circa ; et 

« Altre perle otto dei pendini, descritti all'articolo 11", di peso di carati venti l'una circa 
« 4" Tua pietra ametista di forma grande e di grossezza straordinaria, cioè d'un ovo 

■ d'occa e più, Ligato in castone d'oro rabescato di smalto bianco. 

« 5° Un scarbonchio ligato in un ponzone d'oro, a quattro graffe ad ottangoli, di peso 
di sette carati circa. 

«6° Due zafiri fuori d'opera: uno forato in mezzo deforme e l'altro in ottangoli 
« tagliato a quadriti alquanto vuoto di sotto, del peso di cento e dieci carati ; 

«Tre altri zafiri: due tagliati a quadreti e l'altro in ottangoli in tavola, del mede- 
simo peso, ligati in castoni d'oro all'antica : 

«Tre altri, forati in mezzo, due a cabozzone e l'altro a ottangoli in tavola, di carati 
«ottanta circa, ligati in castone d'oro: 

« Quattro altri a ottangoli in tavola di peso di sessanta carati. Ligati in oro, come so\ ra ; 

« Tredici altri zafiri di diverse qualità, di carati quaranta tic. ligati in oro. alla 
riserva d'uno, che è fuori d'opera: ed in tutto sono ventìcinque zafiri. 

« 7" Uno scarbonchio in anello d'oro di due carati circa, attorniato di dodeci picoli 
« diamanti a facete. 

«8" Due diamanti l'acetati avanti, e dietro in pendeloca, forati, del peso di carati 
« otto circa cadmio, descritti nell'inventaro precedente al unni" 33. 

«9° Due pezzi restati dalla collana di rubini orientali e diamanti, descritti al niiin" 24 

• dell'inventari» precedente: cioè, uno di quattro diamanti a faci-la e quattro rubini: e 

• l'altro di quattro soli rubiui, mancando a tutti due i rubini di mezzo. 

« Qual ricognitione e descrittione, come so\ ra fatte, dovendo bora il s. 1 cav.;- Vaudagna 

« retirare dette gioie, così confessa d'haverle quivi ad una ad una. secondo l'ordine con 

cui restano coinè sopra descritte, appresso di se. in presenza di me Segretari» e del detto 

•• s. 1 " Generale Grondami e ss." testimonii Budetti, retirate, promettendo esso di quelle dih- 

« gentemente ritenere, custodire, presentare e rimettere sempre e (piando S. A. R. li cornati 

■ derà, mediante il debito discarico, alisente detta R. A., me N'oilaro della Corona sotto- 
sciiti.., come persona publica et officio publico fongente, per la medesima stipulante et 

.• accettante. E lutto quanto sopra osserverà ristessi» s.' cav.™ Vaudagna sotfobbligo di 

« tutti suoi beni presenti e futuri, col coustituto in forma amplissima, con SUO giuramento 



onorata e sicura, aspettò il ritiro «le - Francesi, per rientrare a Torino 

soltanto il ."> ottobre 1 1 ). 

Partita la famiglia reale e strettosi l'assedio, molti procurarono di 
fuggire dalla città; e l'esodo sarebbe stato maggiore, senza i bandi severi 
ilei Marchese di Oaraglio. 

Ciò non ostante, e con tutti i diletti che coscienziosamente abbiamo 
creduto opportuno di rilevare, il documento, die gli Archivi camerali 
hanno tramandato sino a noi, conserva sempre la sua importanza capi- 
tale: poiché, uegli otto decimi e mezzo della popolazione, che esso ricorda 
con precisione matematica, contiene tale somma di dati da giovare non 
solo agli studi comparativi, che volessero istituirvisi, ma ancora ad una 
conoscenza più perfetta, più sicura, più intima della gente, a cui si ri- 
ferisce, e dello stato, nel quale si ritrovava. Altri, raggranellandoli da 
cento tonti, potrà con erudizione e piacevolezza, riprodurre gli aneddoti 
didla vita, (die vissero quegli uomini, e ritesserne un quadro vivace ed 
attraente. Noi, rinunziando a dettare una lettura dilettevole, saremo 
soddisfatti se sapremo indagare le ragioni ed i l'attori di quella vita. 



. prestato, toccatosi la croce a modo de' ss. rl Cavalieri de' ss." Maurilio e Lazaro, haven- 
. .Ione, d'ordine <li S. A. R., rogato il presente atto in presenza ile' sud. 1 ss. rl testimonii. 
Alla minuta, sottoscritti comic segue: I». Alessandro Amedeo Valichitela, Gabriel Gron- 
« (lana, Pietro Antonio Alfano, testimonio, Giovanni Hoper, testimonio. 

« Il presente atto d'inventaro, se bene d'altrui mano a me fida scrino, l'ho ricevuto 
«io notavo della Corona sottoscritto <• quello fatto estraher dall'originale, col quale haven- 

■ dolo ColationatO, l'ho ritrovato concorde. In fede 

« Sottoscritto : DELESCHERAINB, Notato dello Corono. 

Nola d'alcune gioie «die si ritrovano in custodia de] s.' Plinio aiutante di camera di 
■< S. A. R. Vaudagna, olire quelle della Corona. 

« I'n i irdine. cioè la medaglia d'oro guarnita tutto intorno di diamanti di diverse qua- 
•■ lità e grossezze, unti però a facete, la quale fu presentata dalla città di Chiamberi a 

. S. A. 11. in occasione ili suo matrimonio. 

• Un collaro dell'Ordine della sant.™" Annonciata di pezzi dieci, oltre lai taglia, che 

■• vi è appesa, il tutto guarnito di diamanti di diverse qualità, tutti pero a facete, ligati 
•• in argentò. 

«Le quali gioie detto s. 1 cav.™ Vaudagna promette di fedelmente custodire e darne 

■ buon conto Ogni volta che gli verrà domandato In fede ha sottoscritta la presente nota, 

■ alla presenza degl'infrascritti ss. 11 testimonii. Torino, li IH novembre 1705. 

« I). Alessandro \mcdeo Vaudagna, Gabriel Grondana, Pietro Antonio All'alio, testi- 
li monio, Giovanni Hoper, testimonio. 

•■ Estratta dall'originale, colationata concorda. In tede 

« Sottoscritto: DEI ESI in kunk ». 

(1) Cfr. Luisa Sakedo, La regina Anno di 8avoia ('t'orino. Unione tip. -ed., 1887), pp. -7">- 
307. —Nei Conti ilcllo Beai Coso, già tante volte citati,. sono numerose le partile relative a 

quel viaggio e all'altro dei Principi di Soissons a Cuneo. Bastino, per esempio, i seguenti : 
Conto il- 503, S 14: « L. 400, 15 giugno 1706, al corriere Ambrosio per la vettura 

•■ di -I cale/zi con tre cavalli da scia per l'andata da Torino a Cuneo della serenissima 

i Contessa di Soissons e serenissima Prencipessa a Inoro seguito in giugno corrente, com- 
« presa la cibaria, provistali per strada ■■. 

§ H(i: « in gennaio 1Tu7. al trombetta Pettiti, delio La l'iena, per rimborso di 
i altrettante, esposte e panate per le spese nelle noriture ili cavalli e muli, fatte nel- 
•• l'andata di Madama la Duchessa Reale, serenissimi Prencipi e seguito della Corte ad 
• < incuba, ritorno e sogiorno fatto in diversi luoghi del Piemonte, pendente l'assedio di 
« questa città. !.. 815 6 . 

§ 61: « 20 ottobre 1706, al sic;. 'l'omaso Tit'ner, speciale medicinale di S. A. lì.. 
« per ammontare de' medicinali, acqua di cedro, acqua di Nocera et altre robbe di suo 
« ufficio, dal medemo speditti per servitio della persona di M. la D. R. le , serenissimi 
« Prencipi di Pie ute e Duca d'Avosta, S. Em." Madamigella di Susa, signori Paggi, 

- signore Fame con Inoro creaclc ufficiali della... [sic) con il BeguitO della Corte, nel 

viaggio, sogiorno e rittorno da Genova, dalli lfi gnigno per tutto li tre ottobre corrente 
« anno 1706. L. 496.5 ». 



Ili 



Queste medesime nozioni, paragonate con quelle consimili, ricavate 
dall'ultimo censimento del 1901, riusciranno senza dubbio di non lieve 
utilità alle discipline storico-demografiche ; e permetteranno di far rile- 
vare gl'immensi progressi compiuti dalla città nei due secoli, elicei se- 
parano dal "ionio, nel quale (pici Rolli furono compilati. 

* 
* * 

Cantoni e case della città. — Siccome abbiamo potuto ricostituire, (piasi 
nel loro complesso, se non nel loro ordine, i 15 isolati, de' quali è andata 
smarrita la descrizione, così, discorrendo dei fabbricati ne 1 (piali ripara- 
vano gli abitanti di Torino nell'agosto-settembre 1705, possiamo dire che 
la città era allora ripartita in 126 cantoni od isole, composte di n° 1366 
case. Ogni cantone conteneva dunque in media circa 11 (10,84) case: ciò 
clic induce a credere clic non fossero tutti palazzi con larghe fronti 
prospicienti sulla via, ma clic, accanto a pochissimi caseggiati notevoli, 
si ammucchiassero casupole, strette e alte, non sempre decorose, nelle 
«piali si affastellava la maggior parte della popolazione. Poche sono in- 
fatti le case occupate unicamente dal proprietario e dalla sua servitù. 

La massima parte è invece suddivisa in tanti quartieri, in cui dimo- 
rano promiscuamente persone di ogni ceto, talvolta insieme col [ladrone; 
più spesso senza, che questi conviva sotto lo stesso tetto dei suoi in- 
quilini. 



§ 68: •■ 15 ottobre limi, a Domenico Motta, portole di S. A. R., per il stipendio 
« ilei inecl."'" e di tre alni poiimi di licita R. Altezza, servienti M. la l>. li. 1, e serenis- 
<■ siini Prencipi di Piemonte e Duca d'Avosta nel viaggio fatto a Genova, per la mesata 
•• di giugno si-orsa del anno 1706. L. '.IT.ti.S ». 

Conto ìi" 504, § IX: « 30 ottobre 1706, a Pietro Giuseppe Collo per l'ammontar della 

Spesa l'atta nelle vetture provedute et portoli nel passaggio de' inolili eoli sedie a M. la 
■< 1). K. , '\ serenissimi Prencipi, sii;." Dame e fame, e per litio de' eavalli e sedie rollanti 
« per li ufficiali della. Camera e Casa di S. A. R. e fitto de' muli presi per iì porlo delle 

■ robbe della guardarobba, et altre veline provedute dalla Serenissima Repubblica di 

• Genova, in oeasione dell'andata e ritlor li delta R. le Ducliczza alla delta eilta di 

« Genova. L. 8368.10.2 ». 

§ IH: addì detto, al medesimo: •• per li comestibili di grasso e magro proveduti 
•■ in economia dclli Ili di ninnilo, giorno della partenza, sino li 3 d'ottobre, giorno di rit 
« torno da Genova. L. 15189.2». 

S 24: 30 novembre 1706, al medesimo: -• per prezzo merci, slate provedute per 
« due vestiti, l'alti tare di collimando di M. la D. li. 1 '' in SOl'tout di livrea di S. A. K. e 
« saglia di Londra per coprire senge (sic) a' portoli ci una letica, corami, velllti et altre 
•■ merci per essa, nel soggiorno di detta li. 1 ' I incliezza . Catto in Genova. 1.. 1262.8.10 . 

S 26: Id.. id.: « per l'alte pagare con lettere di cambio a Genova per il prezzo 

« di velalo, tatto tare cola et transiiiesso qui, d'ordine e pei' seivilio di M. la I». I!. 1 ' 

,. doppo il rittornodi delta K. 1 ' A." alla presente città L. 298.15.2». 

S 29: 2(1 novembre 1706, ai capi fruttieri e capo confetturiere: • per l'ammontar 
« delle frutte crude, cuotte, e confltture sedie e liquide » provvedale a M. li. 1 ', ecc., nel 
viaggio di Genova dal 16 giugno al 3 ottobre 1706 •-. esclusi ■■ li giorni clic la Corte 
<• e stata spesala dalla Repubblica. L. 1328.3». 

Conto n" 507, § 4: « 2(1 novembre 1706, al fachino Giovanni Berrà per iella cerata, 

" corda e fattura d'Iiaver imballato ondici casse mobili di Corte, stali caricali sin la 

•• malli dell'equipaggio di M. la 1>. R. Ie nella sua partenza per Genova. L. 48.5». 

S 20: pagamento al capo carrozziere (cocchiere) Malico /.ma. sialo a Genova al 
seguito di M. la, D. R>. 

S 22: pagamento di un « para di bovi per la condotta della robba della Casa di 

« s. A. R. al seguito di M. la 1). K. 1 ' nel suo viaggio a Genova ». 

Conio n° 514. S 40 e 42; spese l'alte per il I ilcnimenlo della bianelicria e del 

vasellame da tavola di M. la I). R. le , nel sito viaggio a Genova. 

Conti della Beai Casa (1704, n" L63), conto n° 290, sii:- 20 gennaio 1705. pagato 
« a Marco Fabio Castelli per un letto da campo ferrato a lesini, l'alto per M. la l>. I!. 1 ' 
■■ nell'ultimo quartiere 1704. L. 180 >■. 



— 17 — 

siamo, già dunque, rispetto allo svolgimento storico dell'edilizia cit- 
tadina, nel momento dell'affitto perspeculazi >,madi una speculazione 

modesta, che per le traversie, pelle «piali da anni e anni lo stato passava, 
non aveva l'ardimento di buttarsi a u nove costruzione e ueppure di chie- 
derne licenza al Governo, da cui, più ohe mai allora, tutte le iniziative 
dipendevano. 

Giunti a tal punto, sentiamo quanto sia ormai lontano il tempo in 
cui ogni famiglia inalza ed abita la propria casa, ed in cui i figli rag- 
gruppano le proprie costruzioni sul terre li proprietà comune, intorno 

o vicino alla casa del capo «li famiglia, si da costituire d'ogni isolato 

(piasi una fortezza, 0, come dicono in Toscana, un castellare (! i. 

Questo staio primitivo dello svolgimento edilizio, che ricorda insieme i 
pericoli e le lotte, ai quali gli aiutanti dovevano provvedere anche entro le 

mura della stessa città, ma insieme accenna al minimo valore della terra e 

alle ricchezze accumulate dai proprietari, scompare collo svolgimento 
della borghesia grassa, inedia ed infima attraverso i secoli e collo stabili- 
mento delle signorie. Si frantuma la proprietà dei terreni come degli stabili; 
e, come anche in Torino, ai tempi, de' quali discorriamo, non è difficile scor- 
gere dei fabbricati, la cui proprietà è ripartita tra due ed anche tre individui 
di famiglie diverse. Ma Torino, in quei giorni, non è ancora sufficientemente 
ricca per vedere risorgere sotto una t'orma nuova, con un nuovo carat- 
tere l'antico caseggiato abitato dal solo padrone. Come abbiamo detto 
or ora, sono poche, anzi sono appena tre o quattro le famiglie dell'ari- 
stocrazia, le quali abitino da sole nel loro palazzo senza inquilini, clic 
le incomodino e pure le arricchiscano. A questo stadio di progresso per- 
verrà, invece, la nostra città quando per l'impulso del Governo l'edilizia 
si svolgerà notevolmente e più ancora quando, come ai giorni nostri, 
i commerci e le industrie avranno talmente aumentate le ricchezze degli 
attivi cittadini da raffinarne i gusti e i desiderii e da spingerli a inal- 
zarsi ville e palazzi sontuosi e comodi, in cui trascorrere splendidamente 
e senza importune vicinanze la vita che si sono assicurata tantissima, 
mentre da altri fabbricati, come da immensi alveari, trarranno il miele 
da scialare alle loro tavole, nei loro divertimenti, nel loro lusso. 

La proprietà di quelle 1366 case appartiene a L024 persone le «piali si 
suddividono in «174 laici e in 51» enti e persone religiose. 1 laici si ripartiscono 
alla loro volta in 843 proprietari, ognuno de' (piali possiede una casa sola: 
e in L31 proprietari che ne posseggono due e più e complessivamente ne 
hanno 396. Le rimanenti 127 case sono possedute da 50 enti e persone 
religiose, come abbiamo accennato, con questa avvertenza però che mi- 
nore è il numero di questi enti che posseggano una casa sola. Più di 
tutti, ne posseggono i Gesuiti; vengono quindi vicinissimi i IT. della 
Consolata, e poi l'Ospedale di San Giovanni, i l'P. del Sudario e di 
S. Filippo Neri, le monache di S. Croce e di S. Chiara, ecc. 

Ora, ripensando al modo col (piale queste e le altre congregazioni e 
persone religiose abbiano potuto venire in possesso di tanti stabili, 



(1) Basta, per esempio, percorrere gli statuii toscani e segnatamente il Costituto 'tri 
Comune di Siena pei riconoscere la verità di questo asserto. 



-- 18 



non possiamo negare che abbiamo qui una prova della religiosità e della 
carità della cittadinanza, nonché una scaladel credito di cui godevano lesin- 
gole Eegole fra gli abitanti : poiché sappiamo come origine della massima 
parte di queste proprietà fosse la donazione inter vivos o il lascito testa- 
mentario. Il modo stesso, nel quale vengono a disporsi nel breve elenco, che 
abbiamo incominciato, c'indica a sufficienza tutta l'autorità morale di cui 
erano investiti i discepoli di s. Ignazio di Loyola in quegli anni del loro 
splendore, e come, naturalmente, i Torinesi prediligessero sempre, anche 
in quegli anni, il vetusto e venerato santuario della Consolata e qnell'ospe- 
dale, nel quale tanti dolori tisici venivano pietosamente curati. 

Se non fossimo troppo arditi vorremmo soggiungere un'altra consi- 
derazione. Vorremmo dire che, siccome spesso avviene ancora ai giorni 
nostri, così anche allora l'umile borghese, il mercante arricchito era più 
largo del nobile in questo genere di elemosine ; che saremmo inclinati 
a ritenere anche come un segno della ricchezza di lui. 

E, in verità, a riscontro di questa proposizione, osserviamo come la 
proprietà delle case in Torino appartenga allora quasi tutta alla bor- 
ghesia, mentre limitato è il numero degli stabili posseduti dalle famiglie 
titolate. Questo fatto, unito alla considerazione che parecchie, anzi la 
immensa maggioranza delle numerosissime famiglie dell'aristocrazia 
abitava in quartieri presi a pigione in fabbricati, di cui le soffitte erano 
forse anche allora riservate a doloroso giaciglio del mendicante, ci porta 
a credere che la nobiltà avesse tuttora la maggior parte delle sue ric- 
chezze investita in terre, anziché in stabili (1); e colle rendite di tali terre, 
e dei beni feudali potesse trascorrere, non già nell'opulenza, ma in una di- 
screta agiatezza la vita che viveva nelle vicinanze della Corte. 

Se ricordiamo, poi, che in ogni luogo piacque sempre alla gente di ap- 
partarsi dagl'inferiori per distinguersi, e raggrupparsi per moda o consue- 
tudine in alcuni rioni della città, dobbiamo confessare che la nobiltà torinese 
non dimostrò una speciale preferenza per un quartiere piuttosto che per 
l'altro. Tuttavia, per (pianto sia sparsa per tutti gl'isolati della città, non 
può tacersi che la si ritrova più numerosa nei cantoni di Santo Ottavio, 
San Martino, Santo Ignazio, San Maurizio, Santo Alessio ed in quei pressi, 
come sarà facile di accertare quando daremo l'elenco della medesima. 

Rispetto ai mestieri e alle professioni, è già scomparso quel raggrup- 
pamento locale, eh 'è tutto proprio dell'età di mezzo. Ma qualche traccia 
potrà indicarne, forse, chi si compiaccia di tale indagine. A noi basti 
accennare ai soli librai, che si ammonticchiavano nell'attuale via Garibaldi, 
nelle vicinanze del Palazzo di Città. 

A queste brevi considerazioni facciamo seguire in doppio elenco la 
serie alfabetica dei cantoni secondo che ci sono somministrati dai Bolli 
o dalla Consegna delle granaglie e dalla Nota de' cappi di casa citata. Le 
case, che compongono ciascun cantone, sono riportate nell'ordine stesso, 
con cui sono descritte, e sempre nella stessa forma e grafia, sicché è fa- 
cile osservare come quasi tutti i nomi siano ridotti ad aggettivi femminili, 
in riguardo appunto della voce casa sottintesa. 



il) Queste parole erano già composte, quando leggemmo con piacere nella Remi e <!<■* 
Iti ili Mondes del 15 marzo 1906 la memoria <lel visconte Giorgio d'Avenei.: Wn quoi 
consistaieni ics anciennes fortunes, che sostiene la medesima tesi. 



— 19 — 

Elenco dei cantoni o isole e delle case particolari di Torino 
secondo i Rolli del 1705. 





«'ANTONI'. 




CASA 




< ANTONI'. 


1. 


8. Adventore 


1. 

1. 
5. 


1 1 1: ignona 

Buscha 

Gianotti 

Prie 

Macerata 




II. 8. 


. 1 gnese 




» 


6. 


Negro 




» 


» 


» 


» 


7. 


Maceretta 




» 


» 


» 


» 


8. 


Revello 




» 


» 


'> 


» 


9. 

10. 


Lodi 
Ormessana 




» 
>> 


» 






11. 


Torasa 




III. N. 


Agostino 


•' 


» 


IL'. 


Santi Nos 
(S. Innocei 


Hit 

t) 


» 


» 


» 


» 


13. 


A \ andero 




» 


» 




» 


14. 


Meschial is 




» 


» 


» 


» 
» 


15. 

Hi. 


Berglia 

Aianda 




» 
» 


» 
» 


» 

» 


» 
» 


17. 
18. 


Berglia 
Sclopis 




» 


» 
» 


» 


» 


19. 


Berglia 




» 


» 


» 

» 


» 
» 


20. 
21. 


Reviglia 
Mattia 




IV. 8. 

» 


.1 lessio 

» 


» 


» 


22. 
23. 


Etichetta 

Napione 




» 


» 


II 


8. Agnese 


24. 


Berneza 




» 


» 


» 


» 


25. 


Ajnoretti 




» 


» 


» 


» 


26. 


S. Paolo, u| 
• li SOCC. <1( 

verg. orfani 

S. Paolo 


era 
Ile 

di 


» 

» 


» 

» 
» 


» 


» 


27. 


MM. della \ 
tatione 


isi- 


» 


» 


„ 


» 


28. 
29. 


Ratta 

Sorella 




» 


» 


» 


» 


30. 
31. 


Ferera 

(!ays 




» 
v. /;. 


» 

.1 niellili 


» 


» 
» 


3l>. 
;5.?. 


Kochis 
Gigna 




VI. .1/ 

VII. s 


gelo Custode 

.1 min 



CASA 



34. Marcheta 

•"..">. casa di s. Paolo 

.'!»;. Bonzanina 

37. Cebrana 

38. Vaecarina 

39. Cebrana 
Hi. Cornetta 
41. Antonie-Ili 
il'. Chiesa 

43. Antonielli 

44. l'I'. S. Agostino 

45. Caravina 
4<>. Perona 
47. day 

4S. Durando 

19. Ballaira 

50. Dalmassona 

51. S. .Martin 

52. l'I'. S. Agostino 

53. Manassera 

54. Frichignona 

55. Benacina 

56. ospizio l'I', ili 
< 'ollegno 

57. Olivetti 

58. Defacis 

59. Pastoris 

60. Velina 

«1. PP. «Iella Con- 
solata 

in.'. Grampina 

(i.'ì. Galimberti 

64. Verrua 

c>r>. Parella 

(><i. .Misericordia 

(17. conte Coardi 

ti*. Amoretti 



20 — 



cantoni: 


CASA 


cantoni: 


CASA 


VII. S. Anna 


li!l. 


Innocenza 




IX. S. Anto 


l'ili '/// 


107. PP. Carmeli- 


» » 


70. 


Vietta 




Padova 




tani 


» » 


71. 


Marchisia 




» 




LOS. Colletta 


» 


71'. 


Beltrù 




» 




109. Marchiotto 


>> » 


73. 


( lianussa 








110. Montile 


» » 


74. 


Garella 




» 




111. Ridia 


» 


75. 

7li. 


Rombelli 
( Iregori 




.> » 




l 11'. Marenco 
113. Camerana 




-- 


( ì-aleani 




» » 




1 14. e." Carroccio 


» » 


78. 


Olii vera 




» 




Ilo. Valentino 


» » 


79. 


( ì-ioannetl 




X. 8. Apolli 


mia 


110. Castelli 


• 

» » 


SO. 


Barona 




» » 




117. Busserò 


» » 


81. 


Foazza 




» » 




118. Fantino 


» » 


82. 


Gibellina 




» » 




11'.». Coglietta 


» 


83. 


Rocha 




.. 




120. Galitiano 


» 


84. 


Ollivera 




XI. Assunta 




L21. Bussa 


Vili. 8. A litoti mah. 
» •> 


85. 
86. 


Pavia 
Monetto 




» » 




L22. marchese «li 

Voghera 
L23. Gallinai 


» » 
» » 


87. 
88. 


Tarimi 
Ferraris 




» » 




L24. S. Germano 
L25. La Cisterna 


» » 


89. 


Tisana 




» » 




L26. Cogiolla 


» » 


90. 


l'alleagli a 




» » 




P_'7. Villareggia 


» 


91. 


III II 11 S 11 

ìrand 


Le 


XII. 8. Ai 


ritinti 


L28. Nigrona 


» 


( .L'. 


confr. SS. 
nunziata 


All- 


» » 




L29. Ilomlia 
l.'.O. Bori 1 issa 


» » 


93. 


Anselnia 




» » 




131. Ambrosia 


» » 


94. 


IT. S. Antonio 


» » 




L32. Bernardi 


» » 


95 


IT. Sudario 


» >> 




L33. Canavasa 


IX. 8. Animi io 'In 


•ili 


e" Carroi 


eili 


» 




L34. Bernardi 


Padova 








»> 




L35. Damila 


» » 


!>7 


Rossi 




» 




Lio. Robia 


» » 


98. 
99. 
L00. 


Gianotti 
Gros 

Petia e B 
gnina 





» 




L37. Marchetta e 

Brunera 
ì.'.s. Ruffina 
L39. Appiana e 


» >> 


101. 


Montiglio 








Marchetta 


» 


L02 


Freylina 




» » 




140. Marchetta 


» 


103 


Beltrnda 




» 




141. Vigna 


» 


104 


Cazuli 




.. 




14i'. Marchetta 


» 


LOS 


Reviglia 








1 l.'i. l'aletta 


» 


lui; 


Cappa 








141. Bonvina 



— 21 — 



cantoni: 




(ANTONI'. 



XII. 8. 


.1 ri ili in 




14."». 
146. 


Mussa 

Marina 


» 


» 




147. 

US. 


Marchetto 
Giaiona 


■■ 


» 




14!t. 
15(1. 


Vacarina 
Oolegna 


XIII. S 


A fi uni 




151. 


Ceresole 


■ ■ 


» 




152. 


Piovana 


» 


•> 




L53. 
154. 


S. Mai-sano 
Gavaglià 


XIV. 8 


li,, 1,1 US, 


or 


L55. 
L56. 


(lussa 
Bonnglio 


XV. 8. 


Barbara 




L57 


eredi Thove- 
not 


» 


» 




L58 


PP. dell'Eremi 


XVI. S 


Bartolomeo 


1.-.!» 


Albergo «li 










virtù e Rifugio 



CASA 



XIX. x. Bonaventura 



XX. 8. Bonifazio 



di S. A. R. 
XVII. 8. Benedetto L60. Borrella 
161. Epinazza 
L62. Ca Valeri 
XXIII. 8. Bernardo L63. Cacherai) 
» » 104. Test. ma 

.> » 1CT>. Ravichia 

» » 166. PP. della Con- 

solata 

XIX. S.Bonaventura 107. Colomba 
» » 168. Gianolio e 

Cane 
» 169. Masserati 

» » 17(t. Ansel metti 

» » 171. Cay 

>> » 172. Brunera 

» » 17o. Clemente 

» » 174. Penacina 

» » 17.">. Cromo 

»> » 17(i. Consolata 

» » 177. Imberti 

» » 178. Gianinetta 

» » 179. Spirito Santo 

» » 180. Andrcis 

» » 181. Re 



XXI. 8. Brigida 



XXII. 8. Urlinone 

XXIII. 8. Carlo 



XXIV. 8. Caterina 



I.sl'. Morra 
183. Raschia 
1.S4. Frichignona 

185. DeBertolomeii 

186. Oghetta 
1.S7. I>c Antoni) 

188. Pighina 

189. Giacobina 

190. Villa 

191. Brunetta 

192. Duranda 

193. Dioniggi 

194. S. Anna 
19.V Morutta 

196. Paneaglia 

197. De Rossi 

198. Corte 

199. Chirona 

200. Cu rosa 

201. La Riviera 

202. Robbia 

203. Orfanelle 

204. Sessa 

205. Rivalta 

206. Druent 

207. S. Vincent 

208. PI', di S. Carlo 

209. er. ,n Valentin] 

210. Bruna 

211. PP.di S. Paolo 

212. conte Truchi 

213. Gianatio 

214. Pizelli 

215. Loran 

216. Fantina 

217. Cainerana 

218. Viaritio 

219. Dogliani 

220. PP. della Mis- 
sione 

221. Castalda 



— 22 — 



CANTONE 


CASA 


CANTONE 


CASA 


XXIV. 


8. Caterina 


222. Quaglia 


XXVIII 


8. Cristina 


200. 


Monestarollo 


» 


» 


223. Pei ione 


» 


» 


261. 


Forni 


» 


» 


224. Pagi i era 


» 


» 


202. 


Amoretti 


» 


» 


225. Dogliana 


» 


» 


203. 


Crabutti 


» 


» 


220. Vugliano 


XXIX. & 


. Cristoforo 


204. 


Vacliieri 


» 


» 


227. Cavor 


» 


» 


265. 


Tognasca 


» 


» 


228. Piovana 


» 


» 


266. 


Rosana 


XXV. 


s. Clara 


229. Arbaudi 


» 


» 


267. 


Genta 


» . 


» 


230. MM. S. Clara 


» 


» 


20S. 


Sachetti 


» 


» 


231. Carmagnola 


» 


» 


209. 


Goffa 


» 


» 


232. MM. S. Clara 


» 


» 


270. 


Salvarezza 


» 


» 


233. Gillardina 


» 


» 


271. 


Ferreri 


» 


» 


234. Du Porr 


» 


» 


272. 


Glodo 


» 


» 


235. Piscina e MM. 


» 


» 


273. 


Guglielminet 






S. Clara 


» 


» 


274. 


Rubato 


>> 
X X V 1 


» 
8. Clemente 


230. Azard 
237. Filipona 


» 

» 


» 
» 


275. 
270. 


Grampon 
Demarchi 


» 
» 


» 
» 


238. Motta 

239. De Bove 


» 
» 


» 

» 


277. 
278. 


Pugna 
Trava 


» 


» 


240. Mollar 


» 


» 


279. 


Cler 


» 


» 


241. Colomba 


» 


» 


280. 


Brunera 


» 


» 


242. Miconis 


» 


» 


281. 


compagii. An- 


» 


» 


243. Quadra 








lonciata 


» 


» 


244. Saravalle 


» 


» 


282. 


Griva 


» 


» 


245. Persenda 


» 


» 


283. 


Sardi 


» 


» 


240. Coite 


» 


» 


284. 


Ravadot 


» 


» 


247. Bertolota 


» 


» 


2S5. 


( riacoletto 


» 


» 


248. Basoli 


» 


» 


286. 


Manchalos 


» 


» 


249. Rosana 


» 


» 


287. 


Garsena 


» 


» 


250. Zo 


» 


» 


2SS. 


Giacoletta 


» 


» 


251. Trolia 


XXX. 


Crocefisso 


289. 


MM. <lel Cro- 


» 


» 


252. Rolla 








lefisso 


» » 

XXVII. La Conso- 
lata 

XXVIII. 8. Cristina 


253. Moranda 

254. conv. dei FI'. 

255. casa di Mad." 
Reale 


XXXI..S 

» 
» 


. Croce (\. f Mk) 

» 
>> 


290. casa dell' Ho- 
spedaleS. Mau- 
rizio e Lazzaro 

291. Balbiana 

292. Maleta 


» 


» 


250. Fuma 


» 


» 


293. 


Caraglia 


» 


» 


257. Torassa 


» 


» 


294 . 


Gambarona 


» 


» 


25S. Tarimi 


» 


» 


295. 


del Sudario 








» 


» 


200. 


Olivetti 


» 


» 


259. Quadra 


» 


» 


297. 


Terranea 



- 23 - 



c 


UNTONE 


CASA 


CANTONE 


< A SA 


XXXI 


,S.Croce(\ parti 


298. Bo8ohis 


XXXI. S.Crocetf 


parte 


338 


. S. Croce 


» 


» 


299. Gambarona 


» 




;;:;'.! 


. Verdina 


» 


» 


300. Merlino 


» » 




:;iu 


La [Iosa 


» 


» 


301. Ferrerii 


XXXII. Monaci 


e ih 


341 


MM. s. Croce 


•■ 


» 


302. Spirito Santo 


s. Croce 








» 


» 


303. Caraglia 


XXXIIIJS.Dalmaz. 


342 


Unica 


» 


» 


304. Masina 


» 




343 


Perina 


» 


» 


305. Ripa 


» » 




344 


Callo 


» 


» 


306. Buggia 


» 




345 


Galùnberi i 


•■ 


»> 


•'iii7. Spirito Santo 


» 




346 


Yalosia 


<> 


" e', pirtt) 


308. Milioni 


» 




.547 


casa piccola 

ilei l'I', ili San 


» 


* 


•ili!!. Tinti 








Dal mazzo 


» 


» 


310. Giorgis 


» » 




348 


Forni 


" 




311. Candellera 


» » 




;;i'.t 


con veli t o ili 


>> 


» 


312. Richa 








S. Dalmazzo 


>• 


» 


313. Parolis 


» » 




350. 


casa grande 


» 


» 


• il l. Bertona 
•fio. Gandolfa 








lei PP. «lì San 
Dalmazzo 




















» » 




351. 


Massotti 


» 




olii. Perachia 
















» » 




352. 


Ricciardi 


» 


» 


• 117. S. Croce 


» » 




353. 


Massotti 


>• 


» 


318. Cassimi 










» 


» 


oli). Cau. la 


» » 




:5.->4. 


Campeggio 


» 


» 
» 


320. Levrona 

321. Alfasia 


» » 




:ì.m. 
356. 
357. 


Fabre 

Bonetti 
Morosina 


» 


» 


322. Boglia 


» » 




358. 


l'I'.S. Dalma/,. 


» 


» 


323. Caravina 


» » 




.'{.-)!». 


Ferreri 


» 




324. Corte 
















» » 




: (i in. 


Ruffina 


* 


* 


325. Mongarbina 


» » 




361. 


Ruschi s 


» 


» 


326. I'coiia 
















» » 




362. 


Mossetta 


» 


» 


327. Isoardi 


» » 




303. 


PP. S. Carlo 


» 


» 


328. Roguona 


» » 




olii. 


Boazza 


» 


» 


329. Prelana 
















XXXI V.8. Damiamo 


l'I'. Giusoviti 


» 


» 


330. Montila e 












Grosso 


» » 




: ;i ili. 


S. German 


»> 


» 


331. Aymone 


» » 




:tii7. 


Bolognina 


» 


» 


332. Koasa 


» » 




;5iis. 


conte Osegna 


» 


» 


.'i.;:;. Ceasa di A 


» » 




369. 


Chi. Bocha 






volo (?) 


» » 




370. 


Gregori 


» 


» 


334. Desia 


» » 




.571. 


Biagio Negro 


» 


» 


.;.:.•,. Riva 


» » 




372. 


Bibja 


» 


» 


336. Voli e alili 


» » 




373. 


Franco 


» 


» 


337. Demarchi 


» » 




374. 


Loni 



— 24 



CANTONE 



GASA 



CANTONE 



CASA 



XXXIV. S.Damiano 375. eredi Buniat XL. S. Eusebio 

376. pittore Cui- » » 
landò >y >y 

377. Eatera (> » 

378. Gius. Giiiotto )y (> 

379. Mary. 1 '' Dupra (> w 
380-81-82. casePP. 

San Domenico 
383. Castelli 
3S4. e." Biella di 

Castelvecchio 

385. cav. Bosso 

386. Vernoni 

387. Fonderia di 
S. A. R. 

3ss. marchese di 
Palella 



XXXV. iV. Domenico 

XXXVI. S. Elena 

XXXVII. S. Elisa- 
betta 



XXX Vili. N. Ema- 
nuele 



XXXIX. & Eufemia 



XL. 8. Eusebio 



389.baroneDeTros, 

già Passerà 

390. Venisia 

391. PP. della Cro- 
cetta 

392. Corragge 

393. fr. Ui Antonielli 

394. Forni 

395. Corte 

396. MM. Annon- 
ciata 

397. Piosasea 

398. Dronera 

399. Salamon 

400. Demorder 

401. Muffona 

402. Richiarda 
463. Possa 
404. Morella 

465. Antonielli 

466. Barone 

407. Briniata 

408. Prever 
469. Schioppa 
111». Costeis 
411. Picca 



412. 


Lodi 


413. 


Rapetti 


414. 


Pistivina 


415. 


Calcagna 


416. 


Morossa 


417. 


Rivolat 


41S. 


Ber tona 


419. 


Piatta 


426. 


Mussina 


421. 


Tesia 


422. 


Buffat 


423. 


Mossi na 


121. 


Mayolo 


425. 


Vivenza 


426. 


Bossina 


427. 


Bogiala 


128. 


Grandi 


426. 


Vaca 


436. 


Bruna 


431. 


Masse ra 


432. 


Matoda 


133. 


Bottiglione 


434. 


Cler 


435. 


Morossi 


436. 


S. Filippo 


437. 


l'aietta 


438. 


Por 


439. 


Gallina 


446. 


Satien 


441. 


Matoda 


142. 


Clemenl 


443. 


Richiardo 


444. 


Ledila 


1 15. 


Valetla 


446. 


l>erni 


447. 


Vacariiia 


448. 


Trae 


449. 


s. Filippo 


150. 


Ciampo 


451. 


Magiolo 


452. 


Franeona 



1'.-) — 



( ANTONI'. 



CASA 



cantoni: 



CASA 



NI, 



8. Eustachi 
■l ' prtej 



\|„ 8. Eusebio 153. Bonauda 

154. MM. 8. An 
drea ili Chieri 

155. Tarina 

» 456. I.olloll 

457. S. Croce 
158. Verdina 
» ±59. Rappetti 

.> » lini. Bruna 

461. Grivetta 

462. Gibellino 

463. Torassa 

164. Raysina 

165. l'I'. S. Fran- 
cesco «li ( 'hieri 

» lini. Fornelli 

467. Persighina 

4(>s. Casalenga 

» 169. Murattore 

2» parte) 470. Ferraris 

471. Vaudagna 

» 47i'. Bollea 

» 473. Beynasca, altre 

volte Panealba 
» 171. < 'list a 

» 47.">. Perachina 

I. 8. Federico 47<i. march. Tana 
477. MM. S. An- 
drea ili Chieri 
4iS. march. Tana 
479. Falni 

180. S. Maurizio 

181. l'onte 

182. Faletto 

183. Viale 

184. Ciresolla 

185. Gallina 

186. Boggiona e 

Muratole 

187. Gianassa 
488. BarateUo 
189. conte Boasso 



Nl.ll. 8. Federii 



XI, I 



XLIII. 8. Frli, 



190. \i-il. 1 Corna- 
glia o < lornellia 

191. Giacobina. 
Idi'. Bovassa o 

Boasso 

l'.l,;. lini na 
404. Demora 
495. veil. Morella 
40(i. don Corin 
407. Ciò. Maria Ra 

nielli 

4'.is. march. Tana 
l'.i'.i. Neil ■ e Raf- 
fina 

500. Felice e Rossi 

501. Roso 

502. erede Loin- 
lianl 

503. GÌOV. Matteo 

Presenda 

504. Crosa 

505. Gius. Cebrano 

506. Lnigi Sanili 

netto 

507. Giov. Michele 

Astrila 

508. Galitia 

500. Vittoria I ti- 
nnirai 

510. Pessarda o l'i- 

sanla 

:»ll. dell' Hospedale 

S. Giovanni 

512. Terraneo 

513. eredi Ravigli 

514. inalili. Tana 

515. eonte Lodi e 

abbate Rollio 

516. Losa e l'I', di 
S. Francesco 

517. Bussami, eredi 

l'etrina, lsnardi 
e Paolina 

518. Roliia 
510. Astua 



CANTONE 


CASA 


CANTONE 


CASA 


XLIII. S. Felice 520. Richelmi 


L. 8 


Umilino 561. Quaglia 


» » 


21. 8. Paolo 


» 


» 


562. Batueli 


» » 


•22. Brueco 


» 


» 


563. Fontanella 


» » 


23. Lodi 


» 


» 


564. Vesia 


» » 524. IVyneti 


» 


» 


565. Fantina 


» » 1 


>25. Peys 


» 


» 


566. Dsela 


» » ."i-'O. Crii veri 


» 


» 


567. MM. San Mi- 










chele d'Ivrea 


» » 527. Grimaldi 






568. Monfalcone 


» 


528. Berzia 




» 


569. Bertolota 


XLIV. 8. Frane/seti 


v_".». e." d' Ozasco 


>> 


» 


570. Usela 


» » 


530. rchese «li 










Bagnolo 


» 


» 


571. Monfalcone 


XLV. N. Fruitaseli 


531. l'I'. S. Frane. 


» 


» 


572. Battiteli 


» » 


532-536. IM'. San 


» 


» 


573. Rovera 




Francesco 


» 


» 


574. Gianatio 


XLVI. S. Francesco 


537. TI'. S. Fran- 


» 


» 


575. altra Gianatia 


da Paola 


cesco da Paola 


» 


» 


57(i. Favetta 


XLVII. S. France- 


538. MM. della Vi- 




>> 


577. Losìi 


sco di Sali s 


sitatimi!- 




» 


57S. Cameraiia 


XLVIII. 8. Fran- 


539. 1!. Senato 




» 


57'.». Coietta e Sui - 


cesco Saverio 








misi 


» » 


540. Zegna 




y> 


580. Catalana 


» » 


541. Ballegna 














» 


581. Coietta o Co- 


»> » 


542. Binda 






lletta 


» » 


543. Masina 


LI. 


8. diiìl" 


5S2. curii S. Pietro 


XUX. 8. Gabriel 


544. Forni 






del Gallo 


» » 


545. Bouch 


» 


» 


583. Samberti 


» » 


546. .Morella 


» 


» 


584. Torini 


» 


547. Minier 


» 


» 


585. Quaccia 


» 


54*. Stuarda 


» 


» 


586. Buschetta 


» » 


549. Laviona 


» 


» 


587. Vittona 


» » 


550. Gay 


» 


» 


588. Riperia 


» » 


551. Fiando 


» 


» 


589. Moccetto 


» » 


552. Siineoiii 


» 


» 


590. Collomba 


» » 


553. Biolina 


» 


» 


591. De Mode 


» » 


551. Gay 


>> 


» 


5!>L'. Giugliano 


» » 


555. I >a ri ieri s 


» 


» 


593. Pesello 


» » 


556. Daneo 


» 


» 


594. Durando 


» » 


557. Gianolio 


» 


» 


5'. 15. Duello 


L. S. Gaetano 


55s. Quaglia 


» 


» 


596. Morella 


» » 


559. Uscela 


» 


» 


5K7. Darbeeia 


» » 


5iiu. Gambarana 


» 


» 


~> l .)S. Compare 




CANTONI 



1,1. S. <<< 



LU. 8. (ì 



■Itrinli 



LUI. 8. 



■enovt Jì'<i 



599. 


Basso 


600. 


Raschioira 


601. 


Martin iana 


602. 


Botro 


603. 


Allemandi 


004. 


Olaretta 


605. 


Bensa 


606. 


Moschina 


lidT. 


Ruscatia 


608. 


Pinella 


609. 


Oro va 


610. 


Olaretta 


611. 


Fresia 


612. 


Vandagna 


613. 


Pastori s 


614. 


Fuselli 


615. 


Pastori» Muri 


616. 


Lesna 


617. 


Giacobina 


018. 


Tonrnon 


619. 


Bianchi 


620. 


Sterpina 


621. 


Lesna 


622. 


Colomba 


623. 


Monza 


liL'4. 


Carella 


625. 


Sclopis 


626. 


Discalzo 


627. 


Emiglio 


628. 


Bordina 


629. 


Trot 


630. 


Valcheria 


631. 


Fecia 


632. 


Astegiana 


633. 


Sacca 


634. 


Pianezza 


ti;;:,. 


Marcandina 


636 


Martini 


637 


Comotta 


638 


s. Giorgio 


639 


Duchene 



LUI. 8. Q 



LIV. 8. Germano 



LV. S. Giacinto 



LVI. S. Giacomo 



moveffa 640. Castelvecchio 

641. Antonielli 

642. Pastoris 

643. Giordanina 

644. Arliamli 

645. PI'. S. Frane. 
tilt;, marchese San 

( rermano 
i;n. Lachelli 

648. Delaude 

649. Marchisia 

650. conte S. Se- 
condo 

651. altra San Se- 
condo 

652. Mattis 

653. Scholembourgh 

054. barone Penine 

055. La Pierre 

656. Mattis 

657. Barrata 

658. Raimondi 

659. Giacolana 

660. Ferraris 

661. Osasca 

662. l'P. S. Filippo 
(ic.:;. Grimaldi 
064. Masina 
665. PP. S. Ago- 
stino 

tiiiii. MM. s. Croce 
007. Fraudici ta 

668. Mangiarda 

669. Avogadra 

070. Battiana 

071. Mclla 

672. PP. della Con- 
solata 

673. Martinetti 
074. Gastalda 
675. Soldana 
070. Ciarnevale 



28 - 



CANTONE 


CASA 


CANTONE 


CASA 


LVI. S. (1 incorno 


',77. altra Ciarne 
vale 


LXII. 


s. Giuseppe 


■13. Fuselli 
714. Prie 


» » 


Ì78. casa «lei Col- 


» 


» 715. altni Prie 




legio 


(> 


» 710. Rondolotta 


» » 


579. Collegio stesso 


» 


» 


717. Potuina 


» » 


Ì80. Priacha 


» 


» 


71S. D'Este 


» » 


isi. Manfredi 


(> 


» 


719. Girardi 


LVII. 8. Giorgio 


JS2. e."' della Villa 


» 


» 


720. Buschetta 


LVIII. - s '. Giovanni 

] lottisti! 

LIX. 8. G ioni il ni 
Evangelista 

» » 


683. Beai Collegio 

dei Nobili 
OSI. conte di l'er- 
teli go 

685. march, ili Ga- 


» 
» 
» 
» 


» 
» 
» 


721. Prie 

722. Caselette 

723. Brogli;) 

724. march, di Prie 




1 (--.sin 


LXIII 


8. Gregorio 


725. Martini 


» » 


686. Villa 


» 


» 


720. Vigli;) 


» » 


687. Gianassi) 


» 


» 


727. Vicendetta 


» » 


688. bar. Valgrana 


» 


» 


72S. Caligaris 


» » 


689. eredi Colomba 


» 


» 


72!». De Marchi 


» » 


690. Gianolio 


» 


» 


730. Baron 


» » 


(liti, marchese di 


» 


» 


731. Caldera 




Caraglio 


» 


» 


732. Donzel 


LX. <S'. Giovenale 


«92. Romagnana 


» 


» 


733. Goffa 


» » 


093. Robesta 


» 


» 


734. Belina 


» » 


694. Bert olosoii;i 


» 


» 


735. Gatinara 


» » 


695. Boccarda 


>y 


» 


736. Blanciardi 


» » 


(i!»ii. Gioannetti 


» 


» 


737. Santua 


» » 


697. Bistorto 


» 


» 


73S. Demichelis 


» » 

» » 
» » 
» » 
» » 
» » 


698. Bistorto e 
Gioannetti 

699. Bistorto 

700. Giiuieri 
7<H. <ìa,Yii:i 

702. Cumiana 

703. Frosasca 


» 
» 
» 
» 
» 


» 
» 
» 
» 
» 
LXIV. 


739. Butìi 

740. Richelmi 

741. Carrosia 

742. Burro 

743. Giaserano 

744. Palazzo vecchio 
del Principe di 


LXI. »S'. Giulio 


704. Ballabino 






Carignano 


» » 


705. Agostinetta 




» 


745. Bussoli 


» » 


700. Fioletta 


LXV 


S. Grisante 


740. Viberti 


» » 


7(>7. Persenda 


» 


» 


747. Manassera 


» » 


7(is. Grandis 


» 


» 


74s. Ferraris 


» » 


709. Gianona 


» 


» 


710. Gallo 


» » 


710. Zanetti) 


» 


>> 


750. Ferraris 


» » 
EX fi. 8. Giuseppe 


711. Astili;) 

712. Verniana 


LX VI. »S'. < imitivi mi 


» 751. dell;) Sere;) 

(Zecca) 



— l".l — 



«ANTONI - . 



CASA 



(ANTON i; 



CASA 



I.\ VI. 8. Guglielmo 
I.W II. 8. Ignazio 



I.WIII. .v. Lazzaì 



LXIX. 8. Liborio 



752. 


Bertolosona 


LXIX. n. Liborio 


790. 


Oesella 


753. 


Novarina 




791. 


Lnzerna 


75 1 . 


< riusiana 


., 


7!r_\ 


Piscia 


7 :.:,. 


Cassinis 


» 


793. 


credi Ciancili 


756. 


( 'anilms 


» 


7!I4. 


Trombetta 


757. 


Ranotta 


» » 


7 '.lo. 


l'istcvina 


758. 


Boschis 


» 


7'.tC. 


Vernimi 


759. 


Armano ili 


LXX. 8. Lorenzo 


797. 


Calcagna 




ì rosso 


» 


798. 


l'I'. Theatini 


760. 


Massa 


LXXI. 8. Luca 


799. 


Accad. Reale 


701. 


Monetti 


LXXII. 8. Ludovico 


suo. 


Martinotta 


702. 


Pani ina 


» » 


801. 


Colla 


763. 

7ii 1 


prima delle 
>rfanelle 

Metral 
Festa 

PI', lidia Grò- 
setta 


» » 
» 


802. 
803. 


.Mossa 
P.ccliis 


7 (i.">. 


» » 


804. 
805. 
806. 


Piovana 
Gallitiana 
< 'aragno 


7(17. 


Gamma 


,> 


807. 


Tarina 


768. 


Fai. ri 


» » 


SOS. 


Galitiana 


7t'.«.t. 


Amoretti 


>. 


809. 


< leppa 


77(1. 


seconda delle 


» » 


810. 


Mosso 




►rfanelle 


» 


811. 


Gilli 


771. 


l'unico 


I.WIII. 8. Luigi 


SU'. 


David 


772. 


('rosa 


» 


813. 


liotla 


77.;. 


l'Vssia 


» 


814. 


Meda 


771. 


Raffina 


» 


815. 


N'inceliti 


77"). 


Magnetti 


» 


Siti. 


MM. ss. Ah- 


77(1. 


Villa 






loliciata 


777. 


Gasala 


» » 


si 7. 


Mer 


778. 


Pallavicina 


» » 


818. 


Vercellis 


779. 


Murattore 


» » 


819. 


Bora 


780. 


[Iolanda 


» » 


820. 


Sachetti 


781. 


Fianca 


»> 


821. 


Morossa 


782. 


Marandona 


I.XXIV. 


822. 


casa del Pava- 


783. 
784. 


Ghiaves 
Ripis 


LXXV. 8. Marco 


823. 


jlione s. A. R. 
Fresia 


785. 
786. 
787. 
788. 


Marchisia 
Marchisi a 
Farcom bella 
Galla 


» » 
» » 
» » 
» » 


824. Lamberti 

825. Vandagnotta 
826.frat. u, Gallitiani 
827. Feria 


789. 


Bolanda 


» 


828. 


lena . o sia 
P.arharina 



— 30 — 



CANTONE 



C \S.\ 



LXXV. 8. Marco 
LXXVI.S. Margh-, 



LXXVII. S. Maria 
Maddalena 



LXXVIII. 8. Mai 
tiniano 



829. Grospietro 

830. Losa 

831. Tosa 

832. Amoretti 

833. Tonini 

834. conte Runa 

835. I>.' Caroli 

836. Ruscasia 

837. Soguarda 

838. Lavezina 

839. A retti 

840. Becaria 

841. Broglia 

842. Paserà 

843. Tempia 

844. MM. di Santa 
.Maria Madd." 

845. Bergola e den- 
tile 

846. Sevalle 

847. Motat 

848. .Simone 

849. Carron 

850. Paroletta 

851. Verrua 

852. quart. Guardie 
•li corpoS.A. R. 

853. Lanteri 

854. Bruno 

855. Gamba 

856. Rolla 

857. Mirolia 

858. Maddalena 

859. Robbia 

sdii. Buffetti 
sui. IM'. s. Giu- 
seppe 

862.MM.del Croce 

fisso 

863. l'I". S. Giu- 
seppe 

864. Calcina 



CANTONE 



CASA 



LXXVIII. 8. Marti- ,s<;r. 

Itili HO 

» » 866 

» » 867 

» » 868 



Seri a 



» » 869 

» » sto 

» » STI 

» » S72 

» » 873 

LXXIX. N. Martino 874 

875, 

876. 

877. 

878. 

879. 

880. 

881. 

SSL'. 

883. 



LXXX. 8. Mussi imi 



LXXXI. .v. Mattia 



885 
886 

ss: 

s.ss 
889, 
suo. 
891, 

Sdì.'. 

893. 
894. 
895. 
896. 
897. 
898. 
899. 
!»0(). 
901. 
902. 



MM.delCrocef. 
. del Giesù 
. PP. Buona- 
morte : Corte- 
grande 

Bonfiglio 
del Giesù 
Dalmazzona 

( Maretta 

C anera 

Vi sehe 

Vernoni 

Boletina 

Vernoni 

Comota 

Areor 
• Groniis 
. Arcor 
. Gromis 
. Ferreri 
. Colomba 
. Gromis 
, Colomba 

Palazzo della 
ili."- Città 

Fossa 

Severi s 

Frevlina 

Ferrera 

Robbia 

Marchetti 

l'astoris 

Opriti 
della Città 
None 
Buronza 
Randona 
< ianonica 
Turinetti 
Lascimi 



— ;;i - 



CANTONI'. 



CASA 



CANTONI'. 



CASA 



LXXXI. 8. Mattia 903. Due 

» » 904. l'i uva e Ver- 

dina 
» » 905. Granvie 

» » ìhk;. Vazania 

907. Spada 

» 908. Barila 

» 909. Del Mani 

» •> 910. del Comune 

» 911. I'ias 

» » '.ili'. Verdina 

LX.XXII.S.Mauritio 913. Pascalis 

914. Ospedale della 
Calila (munii'.-' 
di seta e panni) 



LXXXIV. ò'. Micheli 



LXXXV.tf. Monaca 



hXXXIH. S.Melch.' 
LXXXIY. S.Michele 



915. Guarene 

ulti. Borsier 

HIT. Garriatore 

918. Piassolo 

!tl!>. Massella 

<r_'(>. Radicati 

921. .Maulan.li 

922. Rasura 

923. Riva 

924. Laurent i 

925. MM. S. Clara 

926. Milone 
ìil'7. Massi 

928. Eippolito 

929. Sacca 

930. MM. del Cro- 
cefisso 

931. Vernoni 

932. Rovetto 

933. Pallio 

934. Gastalda 
!t:5.">. G-ianolio 

936. Fuino 

937. Martina 

938. PP. dell'Eremo 

939. Re 
'.140. Lcsna 



LXXXVI. 



LXXXV1I.S. Nico- 
la <l<i Titilliti no 



LXXXVII1.N. Nic- 
colò e Verg. An- 
nonciata uniti 



LXXXIX. 

XC. S. Ottavio 



941. PP. s. Filippo 

942. Martineti 

943. Beneforl 

944. Paulina 

945. Minella 

946. Vellasco 
'.147. Muratore 

948. Prona 

949. Closia 

950. Bronzina 

951. Porta 

952. Leona 

953. Oddetta 

954. Prichignona 

955. Santa Croce 

Magazzino 

'.Ioli, lindi ietti 

'.iò7. Gastalda 

958. Rasina 

959. Patanica 

960. Castalda 

961. Pianta Radi- 
cole 

962. Vola 

963. Concita 

964. Varetta 

'.Ili:). Molllliella 

966. PP. S. Maria 

'.Hi7. Andreiis 

968. Riccardi 

969. Morossa 



970. Per/e 

971. Bagnasca Ar- 
genterà 

972. MM. Vergine 

Annonciata 

973. <>s]i. S. Gioì ■ 
'.(74. Tornone 

975. Colomba 
;i7iì. Perucha 



— 32 — 



CANTONI': 



CASA 



«ANTONI; 



CASA 



XC. n. Ottavio '-NT. Ambròsia 

978. Losa 

» 979. Martiniana 

» 980. Borghese 

981. Posteria 

982. Rolanda 
» 983. Bianca 

984. Arcor 

NCI. 8. Pancrazio 985. Bergera 

986. Petrina 

'.i.sT. Fesia 

» 988. Lango 

989. Galbagna 

» 990. Amoretti 

991. Boetta 

>> >> o'.il.'. Goveana 

» » 993. Cavor 

» » 994. Galitiana 

» 995. Nomi* 

» 990. Balegna 

» » 997. ( roveana 

» » 998. Calcagna 

999. della Consolata 
L000. dell'ili. Città 

IODI, l'erutti 

1002. Quaglietti 
XCII. S. Pasquale 1003. Rossa 

1004. Gallinati 



XCIV. 8. Pietro 



XCV. n. Pietro di 

A Ira titani 



XCVI. S. Rocho 



XCIII. S. Pelagio 
XCIV. 8. Pietro 



1005. MM. S 
lagia 

1006. Mona. Ari 
vescovo 

L007. Boveri 

1008. Berutti 

1009. Donzel 

1010. Boschis 
ioli. Brina 

1012. Cattarella 

1013. Ruscala 
Hill. Levalle 

1015. Lovigii 

1016. Feraris 



IV 



1017. Trincetto dei 
ser." 1 " Principe 
di Carignano 



XCVI 1 .8. Romualdo 
<■ Vergine del- 
l'Angeli uniti 



1018. 


Vercellis 


1019. 


Bonada 


1020. 


S. Sudario 


1021. 


Beliuta 


1022. 


Lamberti 


1023. 


Brunenga 


1024. 


Bondesia 


1025. 
G 


s. Pietro del 

allo 


1026. 


Galitiaua 


L027. 


Bertolozzona 


1028. 


('(•resola 


1029. 


Tignolla 


1030. 


< lalitiana 


10.il. 


Noiuis 


1032. 


Sclopis 






1034. 


Valle 


1035. 


Dealbera 


1036. 


Boggetta 


1037. 


Carella 


1038. 


PP.dellaMis- 


si 


one 


1039. 


Miglina 


1040. 


Trini sa 


1041. 


Tarina 


1012. 


S. Roclio 


1043. 


Carella 


1014. 


Astesana 


104."). 


Brunenga 



XCVI II. 8. Rosa 



1040. eouv. Macl." 

degli Angeli 

1017. Albina 

1048. Gabaleona 

1049. Moro/a 

1050. Borella 
L051. Campegia 



— 33 — 



CANTONI'. 




CASA 


CANTONE 


• ASA 


XCVIII. n. Rosa 


1052. 


s. Giorgio 


(II. 5 


. Silvestro 


L091. credi Giov. 


» 


L053. 


Broglia 






Toasso 


» » 


L054. 


( mia 




» 


1001'. Martiiiiana 


» » 


iit.->.-,. 


< riussana 




» 


L093. Triplo 


» •> 


L056. 


Berlenda 


» 




1004. Pruneia 


»> 


L057. 


s. Croce 


» 


•> 


Ilio.".. Picliehni 


.> 


L058. 


Gilardi 




>> 


L096. Olliva 


» 


L059. 


.Mai lui unii 




» 


1007. Marchiale 


» » 


1060. 


Albina 


» 


» 


100S. Pellcrina 


XCIX. n. Salvatore 


L061. 


Clerici 


» 


» 


L099. Polla 


» » 


L062. 


Marole 


» 


» 


1100. Claudio 


» » 

» » 


L063. 
1064. 


Fiandrina 
Elatto 


» 


» 


Toassa 
1101. PP. S. Maria, 
altre volte I > 1 1 - 


» » 


L065. 


Sciolze 






randa 


('. S. Sebastiano 


Idilli. 


Boverio 


» 


» 


11 oii. Bensa 


» » 


1067. 


Boverio 


» 


» 


1103. Catta 


» » 


1068 


Mollineri 


» 


» 


1104. PP. Ocsiiiti 


» » 


L069. 


iiKinsii Ber- 


» 


» 


Ilo.".. Calcagna 




fcone 


» 


» 


1106. Ollivera 


» 


1070. 


c. 1, licitone 


» 


» 


1107. Casablanca 


CI. 8. Secondo 


1(171. 


della Città 


» 


,> 


1108. Robesta 


» 


1071'. 


Vaudagna 


,> 


» 


1100. Monetti 


» 


1073. 


Amica 


» 


» 


1110. conf. S. Santo 


» » 


1074. 


e." Piehelllli 


CHI. 


S'. Si in mi e 


1111. Della Chiesa 


» 


107.".. 


Brocca 






di Roddi 


» » 


1070. 


Costeis 


.> 


» 


11 li'. Miroglia 


» » 


1077. 


A rcor 


» 


» 


1 1 13. Gioanini 


» » 


L078. 


conte (iazelli 


» 


» 


1114. Monetti 


» » 


1070. 


Vercellis 


» 


» 


111.".. Chirona 


» » 


L080. 


< 'unea 


» 


» 


Ilio. Barnabiti 


»> 


1081. 


Pastoris 


» 


» 


1117. Govona 


('II. S. Silvestro 


L082. 


della Città 


» 


» 


1118. Becbis 


» » 


L083. 


conf. S. Santo 


» 


» 


Ilio. Bronzina 


» » 


10S4. 


PI'. Serviti 


» 


» 


1120. Pastoris 


» 


L085. 


Calta 


» 


» 


11 l'I. Gioanini 


» .> 


L086. 

.1 


comp." S. Su- 
ino 


» 


» 


1122. Ss. Simone e 
Giada 


» >> 


L087. 


Possa 


» 


» 


1123. Peirona 


» » 


10SS. 


Martiiiiana 


» 


» 


1124. Cernita 


» » 


10SO. 


Gabuta 


» 


» 


111'.-.. Fantina 


» » 


1000. 


dell' Hosped. 


» 


» 


1126. Battagliera 








» 


» 


1127. Mestiatis 



— 34 — 



CANTONI'. 



CASA 



CANTONE 



CASA 



CHI. n. Simone 



CIV. S. Spirito 



C\". 8. Stefano 



L128. Fontanella 

1129. Pastoris 

ll.ìo. Fontanella 

1131. Noinis 

L132. Mora 

1133. Della Chiesa 

1134. Baschetti 
li:;:.. Morella 
L136. Battagliero 
1 L37. Sanssus 
L138. Fontanella 

1139. Marelli 

1140. Duganareale 

1141. Fresia 

1142. Hocco e Bor- 



CVII. 
CVIII. 



8. Teresa 
s. Tomaso 







letto 


» 




1 1 13. Ghidella 


» 


' 


1144. credi Coccone 


» 


» 


1 1 15. Koccati 


» 


» 


il Hi. Gianetta 


>■ 


>> 


1147. l'I*. Gesuiti 


» 


» 


1 1 18. Gianassa 


» 


» 


1149. Valletta 

1150. De Abbate, 

altre volte Pis- 
sina 

L151. Marchetta 


» 


.. 


1 L52. Ventura 


» 


» 


1153. Pomma 


» 


» 


1154. Ridia 


» 


» 


L155. Api 
1 156. creili ( 'autor 
Easino 

1 157. conte della 
Rocha 


evi. 


Sudario 


1158. casa «lei Su- 
dario 


CVII 


s. Teresa 


115H. dell'Hosped. 
IKK). Capella 
lidi. Lustina 
1162. Gioannona 




» 


1 L63. Grondana 


» 


» 


lini. Valperga 



CIX. SS. Trinità 



ex. S. Valerìco 



CXI. S. V 



165. l'I'. S. Teresa 
lC.li. Mistrotta 
H.7. Mattis 
168. Colomba 
Ki'.». Colomba 

170. Riperia 

171. Massina 

172. Ambrosia 

173. Rostagno 

174. S. Salvatore 
1175. Baiotti 

17(1. Soniis 

177. Molina 

178. Croce 
17!>. Bormiola 
L80. Nicola 

181. Roffreda e 
l'rsia 

182. conte Minici- 

183. Busona 

184. Ka vetta 

185. Bianca 

isti. PI', dell' E 
remo 

L87. della SS. 4' li- 
ti ita 

188. Polciis 

189. Ordalia 

190. Bogetta 
L91. Pianteli 
192. D'Ancona 
L93. Patterà 

1114. PP.dellaCon- 
solata 

1115. Otta 
UIC. Mosseli a 

1!(7. Busolina 
liis. Salmelta 
1!!!». PP. Sudario 
l'ini. Magazz. della 

Cina 
L201. medico De 
Vicende! i i 



CANTONE 



CASA 



(ANTONK 



CASA 



CXI. «S*. Vincenzo 1202. D. Qnagl i CXI. tf. Vincenzo 1212. Giov. Batt." 

1203. avv. Manzo- Meschiatis 

liini 1213. tesoriere E- 

manuele Ferrerò 
l-'ll. Giov. Maria 

Colombato 
1215. credi Calva! 
»> 1216. Caras 

» 1217. avv. < 'ornane 

1218. Caras 

1219. Gio. ('..Ilo 

1220. attnaro .Mo- 
netti 

V2-2\. eredi Mar- 
chetti 



1204. Pietro Malia 
Pollino 

1205. Monet t i. tu 
Ollivera 

1200. Marino La- 
croni 1 

IL'IIT. Gio. l'aita 

1208. Michelantonio 

Damiano 

L209. Doglia 

1210. Lnseina 

1211. eredi Mai 
chi audi 



Elenco dei cantoni e delle case, dei quali è smarrita la consegna. 



N. \ltsxnii ili 



s. Andrea 



8. Biagio 



S. Cecilia 



Casa dell' Hospit. 

s. Giovanni 
Pomeri 
Balbis 

Kremitalia 

Fuma 

Cigliè 

Verdina 

.Marchetta 

Antonielli 

< iravesana 
( Irandis 

< iarmelitana 

i: la-Ili 

K'iilnlaiil 
Viale 

( iampra 

Dentis 

( lesuil i 

Seminario 

Ai-pina 

Torazza 



8. Cecilia 



8. i'. a l'insili 



MM. S. Clara 

Hospital.- S. Gio- 
vanni e Giordana 

credi Deinichelis 

Giacomelli 

Rosa 

Seminario 

( Iregoria 

Valfenera 

Seminario 

Carocio 

Seminario 

[Iolanda 

Crema 

Giaglione 

D'Agliè 

MM. della Visita 
tione 

Giaglione 

Consolata 

Reynera 

Perona 



— 30 



CANTONK 



CASA 



CANTONE 



S. Eufrasia 



8. Filippo Weri 
8. Gioachino 



8. (! inni uni 



S. Lucia 




S. Carlo 

Deriva 

Gianinetta 

Botta 

Pasta 

Agliauda 

Tarina 

1 >t'llt is 

A rpina 
Zegna 
Crottis 
Dentis 

Pelala 

Leonardi 
Sclarandi 
prcsid. Garagno 
Barone 
Garagno 
Porporato 
Lanfranchi 
Berta 
Calcaterra 
Palasso Reale 
Palasso vecchio 
Palasso di Madama 
la Principessa 

Andreis 

Rabbatta 

La Valea 

Tifher 

Zuchetti 

Losa 

Vale 

Naroisa 

Berli 

Belana 

Ayamla 

Caroccia 

Gastagneri 

Elobbia 



8. Ludo l'eletta 

» curato di S. Giov. 

» Gesuiti 

» Colombo 

» Gesuiti 

» Gregoria 

» Gropello 

Maria di Piazza PP. S. Maria 
Fauzona 
PP. S. Francesco 

da l'aula 
Carmelitana 
Marchetti 
8. Marziale Pianila 

S. Dilian ( Sanili - 

gliano) 
Piccia 
Merlo 
Tolosa 
Sa netta 
Giga 

S. A. lì. : ojiartier 
ilei Tedeschi 

Tosa 
Fapoco 
N. Matteo Kanioiiilet 

Fereri 
Cavor 
Arpina 
Peraris 
Ollivera 
Buronza 
S. Salvario 

Lamberto 

Torre 

Sappia 

Ochis 

Ferera 

Milanesio 

Ochis 

Crema 
l'astoris 



— :Vi 



CANTONI'. 


CASA 


CANTONE 


8. Paolo 


( tesu.il i 


\. Vittorio 


S. 1 'l'Ili i Ilo 


Berauda 


» 


» 


( 'hiusa 


» 


■• 


Marchetti 


» 


» 


'l'oiirnoii 


» 


» 


('moretto 


» 


» 


.Ma iti ni 


» 


» 


Eie 


» 


» 


Belgran 


» 


•> 


Ristori 


» 


» 


Si-ot to 


» 


8. Vittorio 


Pallavicino 

'l'origlia 


* 



CASA 



Nomi s 

Boetta 

Coliteli 

Qaagliotti 
Boetta 

Yiollant 
Pochetino 
( ronteri 
Bergera 

S. Filippo Neri 

Ternenga 

( Mini eri 



Parlando dei cantoni, abbiamo potuto ricostituirne l'insieme colla 
scorta «li altri documenti e quindi ragionare come se non si fosse, nella 
descrizione del 17<>.\ verificato lo smarrimento che abbiamo lamentato. Pur 
troppo, non si può più procedere ugualmente, quando dalla casa scendiamo 
alle unità interiori, quali sono la famiglia, l'individuo, i mestieri. Per- 
tanto, d'ora innanzi abbandoniamo quasi del tutto il ricordo dei 1.") cantoni 
completati, non senza invitare il lettore a rammentare quanto abbiamo 
scritto in proposito. 



Famiglie. — Xelle 1221 case, contemplate nei Rolli, abitavano 7!>.~>!> 
famiglie; i cui capi erano per n" 6405, maschi, e, per n° 1554, femmine. 

Rispetto alla loro composizione interna, il 68,37 " „ di queste 7959 
famiglie era composto di famiglie con prole; il 31,63 " /,„ di famiglie senza 
prole o d'individui soli. 

Considerando soltanto le famiglie con prole, osserviamo clic su 100: 



35,93 


avev 


Ilio 


1 


figlinolo solo : 


26,48 


» 




2 


figliuoli ; 


18,55 


» 




3 


» 


8,706 


» 




1 


» 


ò, l~> 


» 




ò 


» 


2,94 


»> 




6 


» 


1,26 


» 




7 


» 


0,48 


» 




8 


» 


0,08 


» 




!» 


» 


n,04 


» 




10 


» 


0,02 






11 


» 


0,08 


» 




IL' 


e pili figliuoli 



38 



Se pensiamo che le prime tre classi costituiscono più dei */ 5 della 
somma totale delle famiglie con prole, non siamo alieni dal notare 
che sullo sviluppo della filiazione esercitavano probabilmente un freno 
certi fattori : quali le difficoltà della vita nella città e nello Stato in 
quegli anni fortunosi, e il turbamento, che arrecavano nelle famiglie le 
guerre continue, che da più di un decennio rovinavano il paese e gli 
abitanti del medesimo. 

Notevole è anche, nella sua stessa impercettibilità, l'elevazione della 
percentuale delle famiglie con 12 figliuoli, che interrompe la serie decre- 
scente delle altre quote. È superiore alla percentuale delle ultime due 
classi, che la precedono. Ora, ricordando il privilegio concesso in Pie- 
monte, come altrove, alla dodicesima prole, potrebbe pungerci la curio- 
sità di saliere se i fortunati genitori di tanta figliuolanza fossero tutti 
ammessi al benefizio dell'esenzione dalle tasse, concesso dalle leggi a co- 
loro che si trovavano nella loro condizione. Oimè! un'indagine sommaria, 
compiuta nei registri delle RE. Patenti, conservati uegli Archivi came- 
rali, ci porta a riconoscere che. anche allora, non sempre chi aveva 
maggiori bisogni otteneva l'aiuto, al (piale avrebbe avuto diritto. 
Le relazioni sociali, le conoscenze, invece, lo facevano spesso con- 
cedere, anche allora, a chi non ne aveva stretta necessità. Un solo 
esempio basti a confortare il nostro asserto: quello della vedova Maria 
Maddalena Aglio, trentaseienne, parrucchiera, la quale aveva da prov- 
vedere da sola al sostentamento non soltanto di 12 figliuoli dai ."> ai 
21 anni, ina ancora di una Caterina Dusio, vecchia di !»<> anni con lei 
convivente, eppure non si trova ricordata, uè allora, uè poi, tra i bene- 
ficiati sopra ricordati. Di contro a lei comparisce, invece, Luigi Elione 
(Heloin), francese, sessantaduenne, capo cuoco di Madama Reale ; il (piale 
convive colla moglie Maria Margherita Corte, d'anni 36, e con 12 figliuoli 
da 1 a 21 anni, e, certamente meglio della vedova Aglio conosciuto ed 
appoggiato, appena tolto l'assedio, ottiene, con RE. Patenti 12 luglio 1707, 
per merito della dodicesima prole, l'immunità da tutte le tasse (1). Tut- 
tavia è dovere avvertire che, probabilmente, in questi dui' casi, la dif- 
ferenza di trattamento è più apparente che reale, poiché il capo cuoco 
era straniero e perciò colpito dai carichi cittadini, dai (piali chiese 
ed ottenne la liberazione, mentre l'Aglio per essere torinese n'era forse 
già immune ! 

* * 

Individui in generale. — - Le 7959 famiglie componevansi di n" 33.773 
individui; vale a dire, che la popolazione dei Bolli del 170"), era uguale 
circa al decimo di quella censita il !) febbraio L901. Di questi 33.773 in- 
dividui, 5!>4, vale a dire l'I ,7588 % appena, erano assenti. Li sostituivano, 
però, esuberantemente '.»()() altri, fuggiti in città per timore e dinanzi ai 
progressi del nemico. Il ninnerò di questi rifugiati, che ascende al 2,3687 ° ,, 
della popolazione, è quasi tutto costituitoda gente delle terre circonvicine 
alla città o delle sponde del Po, dove allora combattevano gli eserciti. 



il) Controrotto finanse, 1707. .-i e. 39. 



Vengono infatti dall'Abbadia di Stura, da Airasca, Alpignano, Altessano, 
Asti, A.vigliana, Baldi asero, dal Bai Ione, da Beinasco, Borgo di Dora, 
Bnssoleno, Buttigliera, Caselle, Oavoretfco, Ohieri, Ohivasso, Oiriè, Col 
legno Crescentino, Eeletto, Grugliasco, Leynl, Lucento, Maddalene, Mar- 
garia, Montanaro, Pecetto, Pianezza, Poirino, Ribordone, Riva, Rivalta, 
Rivarolo, Rivoli, Salazza, San Benigno, San Giorgio, San Maurizio, Santbià, 
Settimo Torinese, Veneria Reale, Vercelli, Verolengo, Verrua, Vol- 
piano, ecc. 

1 33.773 abitanti ripari iva usi in 16.637 maschi e in 17.136 femmine, vale 
a dire clic i maschi costituivano il 49,26 " (l della popolazione e le femmine, 
il .">u.7.">.">. Se ricordiamo che. il i> febbraio Mini, la popola/ione «li 'l'orino 
era di 335.656 abitanti, di cui 162.40-1 maschi e L73.252 femmine, possiamo 
asserire che la percentuale dei maschi, è scesa, dal L705 al L901, dal 19,26 
al 18,38, mentre quella delle femmine è salita dal 50,735 % al 51,61. 

La ragione di questa superiorità numerica della donna Dell'ultimo 
censimento e in altri precedenti, a Torino e da per tutto, è stala ricer- 
cata, poiché ha colpito tutti gli studiosi; e si e voluto trovarla nella 
maggiore vitalità «Iella donna sull'uomo e nel maggior numero di pro- 
fessioni «> mestieri che richiamano in città donne a preferenza «li uomini. 
Accenniamo a questa spiegazione, riservandoci di tornarvi sopra, 
quando parleremo dell'età degli abitanti di Torino, nel L705. 

Intanto, rileviamo come di tutta la popolazione summentovata 
i celibi rappresentassero circa il 35,003 per cento. 
le nubili » » 29,83 » 

i coniugati » >> 29,287 » 

i vedovi » » 5, si » 

Queste «piote confermano quanto abbiamo or ora supposto, cioè che 
le difficoltà della vita non ciano poche in quei giorni, se oltre i «Iella 
popolazione preterivano o dovevano non unirsi in matrimonio per cam- 
pare. E questa asserzione rimane vera, anche se si sottraggano dalla 
somma «lei celibi e delle nubili tutti i fanciulli, che non sono pochi. 

Notevole è poi il fatto che contro il 35,003% di celibi, non v'i sia se 
non il 29,83 di nubili: il che indurrebbe a credere r\)r le fanciulle si ac- 
casassero allora più facilmente d'oggi. 
Fra i vedovi distinguiamo ancora: 
i vedovi con prole, i quali ne rappresentano circa il L5,86 percento, 
i vedovi senza prole » » 0,23 » 

Le vedove con prole, 1«' quali » r>:;. f7 » 

le vedove senza prole » » 20,39 » 

La maggior vitalità della donna risulta chiaramente in questo pro- 
spettino. Tuttavia, è sempre opportuno ricordare che non tutti gli uomini, 
rimasti vedovi, dichiarano questo loro stalo, mentre le donne Io fanno 
esplicitamente risultare per distinguersi dalle nubili. Eppoi, l'uomo trova 
più facilmente una seconda compagna, massime «love sia maggiore il 
numero delle donne; e, «piando sia passato a seconde nozze, si cura meno 
ancora di pubblicare questa condizione. 



— 40 — 



Difatti, nei Bolli di Torino, le persone unite in seconde nozze sono 
in quantità veramente trascurabile, non già perchè non esistessero, ma 
bensì perchè raramente si scoprivano per tali, tranne nel caso che nella 
nuova famiglia convivessero dei figliastri. 

Troviamo, fra gli altri, anche chiaramente indicato un tìglio natu- 
rale (bastardo); il quale, morto il padre, viveva nella famiglia legittima 
e vi teneva il suo posto subito dopo gii altri figliuoli. Altri non sono ri- 
cordati; ma questo silenzio non implica che non esistessero, uè che fos- 
sero pochi. Forse un pietoso, per quanto ipocrita, sentimento morale 
vietava di procedere altrimenti. 

Rileviamo ancora che fra i 33.773 abitanti sono citate come viventi 
32 coppie di gemelli [Mitrili, bessoni) o di persone, le quali, dalla dichia- 
razione dell'età e dello stato di famiglia, possono ritenersi tali. 

Distinte per età e per sesso, queste 32 coppie ripartivansi come 
segue : 

Coppie mascoline Coppie femminine Coppie promiscue Totale 

fino a mesi 23 1 2 .'5 

da anni 2 ad anni LO 4 6 6 10 

» 11 » 20 2 3 4 9 

» 21 » 30 1 I 

» 31 » 40 1 1 

» 41 » 50 1 1 

» 61 » 70 1 1 

11 11 LO 32 

Onde potrebbe concludersi che la vitalità di tali coppie raramente 
superava il ventesimo anno di età, ed era, .sotto questo limite, maggiore 
il numero delle coppie femminine e promiscue; mentre, superiormente 
al ventesimo anno, più forte era la vitalità delle coppie mascoline, die 
sole pervenivano alla vecchiaia. 

Questa considerazione ci porta direttamente ad esaminare ed esporre 
la ripartizione dei 33.773 abitanti per età e per sesso : esame che ci som- 
ministra la seguente tabella: 

. ., -ri- muschi femmine totale quota per- 

vivevano nel 170o: centuaie 

a tutto il primo anno 558 54S line. 3,274 

da anni 2 ad anni 10 3266 333!) 6605 10,557 

» 11 » 20 2958 3595 6553 19,403 

» 21 » 30 2858 3562 6420 10,00!) 

» 31 » 40 2848 2002 5540 10,403 

» 41 » 50 17S3 IONI 3464 10,250 

» 51 » 00 1001 1049 2110 6,247 

» 61 » 70 707 420 1193 3,532 

» 71 » 80 IN!) 102 291 0,862 

» 81 » 90 33 23 56 0,105 

» 91 » 100 5 1 6 0,01770 

» 101 e oltre 1 1 0,00296 

d'incerta età 311 117 128 1.207 

Totali 10.037 17.130 33.773 100 — 



— Il 



Ooi dati, contorniti in questa tabella, il chiaro prof. mg. Effbbm Ma- 
gbini, direttore dell'Istituto professionale Paccbiotti «li Giaveno ed assi- 
stente nel Laboratorio di economia politica «lei Et. Museo industriale e 
della K. Università «li Torino, si è compiaciuto disegnare il diagramma 
della vitalità dei Torinesi al momento del censimento, del quale <-i oc 
cupi amo, diagramma allegato alla fine «lei presente studio. 

Saputa leggere, la Linea, che ne risulta, potrebbe forse permettere 
ili scoprire ;« quale legge «li mortalità soggiacessero quei cittadini; e 
probabilmente darebbe modo «li asserire «die la percentuale delle singole 
classi, nelle quali li abbiamo ripartiti, era superiore alla presente. 

Osservisi, intanto, che, come oggi, i maschi, alla nascita, sono più 
numerosi delle femmine : ma non <jià nella proporzione attuale da b'7 a L00, 
bensì soltanto da KM a loti. È così tenue la differenza, che, perla legge, 
secondo la quale la mortalità dei maschi, nei primi anni, è maggiore 
di quella delle femmine, questa prevalenza scompare prestissimo: e, sin 
dal secondo dei periodi, «la noi indicati, troviamo le femmine a loro su- 
|>eriori «li numero. Questa superiorità non sta proprio nella proporzione «lei 
giorni nostri «li 107,5 femmine per 100 maschi, ma sempre in «niella «li 

101 femmine per loo maschi: sicché può forse concludersi, rispetto alla 
superiorità così dei maschi alla nascita, come delle femmine di poi, che 
le eause, dalle quali dipende questa diversa preponderanza, avevano mi- 
nore influenza nel 17o."> che non nel 1901, e «piasi si equilibravano e com- 
pensavano sino al 1 anno. La deficienza di costituzione, di nutrimento 
e «li cure, dovuta al nostro genere di vita e al caro dei viveri, ha sicura- 
mente una certa parte nella decadenza che oggi deploriamo! 

La differenza nel rapporto fra maschi e femmine cresce uei due se- 
guenti periodi: ed il numero di queste aumenta sempre, mentre quello 
dei maschi continua a scemare gradatamente. Uua sosta repentina si 
riscontra nel progresso delle femmine dopo il 30" anno. Le trasforma- 
zioni dell'organismo, i dolori della vita, le fatiche, le malattie le pro- 
strano allora, e il loro numero precipita: sicché quello dei maschi, che 
venuto soltanto gradatamente scemando, torna ad essere maggiore e 
conserva questo primato «piasi tino all'ultimo. Dopo quel momento cri- 
tico, la somma delle femmine scema anche essa regolarmente, uè si di- 
scosta più di molto da quella dell'altro sesso, tranne fra i (il e i 70 anni, 
rimanendo nel complesso superiore di 400 a quella dei maschi, sui «piali 
conserva la palma della longevità con una rispettabile vecchiarella di 

102 anni. 

Negli ultimi periodi della vita torinese, nel 1705, noi troviamo, in- 
fatti, i nomi dei seguenti nonagenari e centenari: 

Bergera vedova Maria Margherita, miserabile, ili anni un 

Calvo Bernardino 90 

Coda Tommaso, di India » HO 

Bosso .Maria, povera » 00 

Oseglia Giovanni .Maria, chirurgo » 02 

Argentieri Lorenzo, artigiano » '■)■> 

Boscale Domenico, della Bocchetta, calzolaio . » 03 

6 Mise. - II. 



Cattarli Spirito, miserabile 'li anni 93 

(la moglie, Margherita, ha 83 anni) 

Dusio Caterina » 96 

Piovana Bernardino, decrepito » 97 

Bertonetta vedova Lorenza, di Mondovì ... » 102. 

Onde, immaginando i dolori che certamente angosciarono la vita dei 
molti indigenti ed operai che .si riscontrano in sì piccolo numero d'in- 
dividui, potrebbe anche per questo caso ripetersi il solito adagio: che 
di dolore non si muore ! 

Prima di cessare da questo argomento, osserviamo ancora come di 
un maggior numero di maschi ignoravasi, nel 1705, l'età, forse all'opposto 
di quel che avveuga ai giorni nostri. Le cause di tale ignoranza pos- 
sono essere varie: ad esempio, la più forte emigrazione dei maschi 
e la scarsa istruzione sparsa nella cittadinanza. Potrebbe, tuttavia, anche 
supporsi che, intimorite dall'apparato col quale procedevasi al censi- 
mento, molte pili donne, che di solito, dichiarassero la loro età, o una 
età qualunque: poiché non è da tacere il tatto, qualche volta da noi 
riscontrato, di dichiarazioni di età, che, non corrispondendo né coll'età, 
né col numero dei figliuoli, induce a sospettare, nelle donne, a cui si 
riferiscono, qualche malizietta per nascondere i propri anni o, come 
spesso avviene anche oggi nei ceti inferiori e nelle campagne, ima poco 
giusta estimazione della vita vissuta. 

Come già avvertimmo, la ragione del fenomeno, pel quale le fem- 
mine sono più numerose degli uomini, fu, nelle ultime statistiche della 
città, sapientemente riposta nella maggiore vitalità della donna nei 
primi anni dell'esistenza e nell'afhuire entro le mura di donne di cam- 
pagna e d'altri luoghi per occupazioni che le preferiscono ai maschi, o 
per la convivenza iu istituti di religione o di educazione. Se ciò sia vero 
per i tempi moderni non discutiamo. Per la città di Torino del 1705, cre- 
diamo opportuno d'introdurre alcune moditìcazioni alla teoria ora esposta. 
Per le osservazioni già fatte, è, anzi tutto, necessario avvertire che il 
coefficiente della convivenza in istituti di religione o in educandati manca 
assolutamente nel censimento del 1705, poiché tali istituti non vi furono 
descritti. Permangono, invece, le altre due ragioni: quella dell'affluenza 
e l'altra della vitalità iniziale. Rispetto alla prima, è bene riconoscere 
che principalissima occupazione che richiamasse allora, come adesso, la 
donna di campagna in città era la servitù domestica; che, nel 1705, ne 
impiegava 1.809 contro 1.530 maschi, e, nel 1901, 15.'_'<i(i contro 3.043. Il 
lavoro in doridi laboratori e in numerose fabbriche molte altre ne 
impiega ai giorni nostri. Ma se la differenza riscontrata nella servitù, 
se la prosperità delle industrie danno, pei tempi che corrono, gran peso 
a quella teoria e giustificano la proporzione da 107 a 100, nella quale 
si trovano oggi le donne rispetto agli uomini, altrettanto non può dirsi 
per l'anno, del quale ci occupiamo: perchè il divario fra il numero delle 
serve e quello dei servi é relativamente minimo allora, e molti uomini, più 
che non oggi, non avendo in sé sufficiente energia uè coraggio personale. 



uè trovando come occuparsi altrimenti, ancora essi prestano i loro ser- 
vigi e l'opera loro nelle private famiglie, anziché negli opifici. Non basta, 
dunque, l'affluenza delle serve «lai contado (l'altro lavoro essendo allora 
nullo per spiegare quella superiorità femminile. Entro le mura stesse 
della città bisogna ricercarne la causa; e questa, poiché la proporzione 
non è pili se non ila UH a 100, facilmente si riconosce trovarsi nella 
maggior forza «li resistenza della donna tino al 30° anno e nel minor di- 
sagio a cui è esposta in quegli anni ili guerra. Moltissime famiglie, in fai i i. 
hanno allora una notevole prevalenza numerica «li femmine. 

* * 

Inabili ed abili alle armi. — Oh altro dato, importante per più rispetti, 
è somministrato ila questi Rolli: e consiste nelle dichiarazioni di infer- 
mità o deformità, allegate, nell'atto della descrizione, da parecchi indi- 
vidui d'ambo i sessi, col manifesto proposito di tentare di essere dichia 
rati inabili alle armi o di l'are esentare dal servizio nella milizia urbana 
e nelle maestranze qualche membro della loro famiglia. 

Sono ben 183 questi individui, vale a dire l'l,l.">01 per cento dell'in- 
tera popolazione; e dichiarano di soffrire di (iti specie di malanni orga- 
nici. I descrittori non glieli menano, però, sempre buoni; e ci accor- 
giamo che parecchi furono dichiarati abili, quantunque adducessero la 
perdita di un occhio, la sordità, la vista corta, ecc. 

Siccome non è privo d'interesse sapere quale tosse la costituzione tìsica 
degli aiutanti di duecento anni fa, così riportiamo nella seguente tabella (1) 
l'elenco delle infermità e deformità, che li affliggevano, sicuri, che, ragio- 
nando per esclusione, lo studioso saprà tarsi un concetto della robustezza 
degli avi nostri. Tuttavia, in pari tempo, crediamo opportuno di esprimere 
formale riserva, perchè non ritenga che in questo breve e semplice elenco 
siano contenute tutte le malattie, delle (piali soffrivano allora gli abi- 
tanti. Anzi, le vere malattie non vi sono ricordate; come altresì sono 
taciuti tutti li, 1 ì individui degenti negli ospedali numerosi istituiti da per 
tutto per la città, persino nei palazzi de' privati, e per pietà o per altra 
cagione considerati immuni, come se fossero compresi nel numero dei 
regolari, che per lo più li curavano ed assistevano (2). 

Basti accennare di volo che gl'individui, affetti di rachitismo in senso 
lato, erano piuttosto numerosi: il die non contribuisce a dare ima idea molto 
confortante della salute e della vita di quella popolazione sotto i rispetti 
igienico ed economico. Le anguste strade; le case alte, oscure e poco 
ventilate, nei cui vani inadatti si ammucchiavano in mimerò tal or so- 
verchio «ili abitanti; il sottosuolo infetto; la penuria di acqua, che non 
fosse dei fiumi non conferivano certamente al benessere dei cittadini: 
anzi, univano la loro maligna influenza al deficiente nutrimento e alla 
sedentarietà della vita per infiacchire e indebolire rapidamente l'orga- 
nismo così degli indigeni, coinè degli immigrati dal piano e dai monti, 
freschi e robusti al loro arrivo, ma presto avvizziti dall'aria della città! 



(li 1 ninni delle infermità sono riportati tali quali -i leggon 

2) < ti. p. 11. noia 1. 



— 44 — 



Dichiarazioni d'infermità o di deformità. 




3 

4 
5 
6 
7 
8 
!» 
1(1 
11 
12 
13 
14 
15 
16 
17 
18 
19 
20 
21 
22 
23 
24 
25 
20 
27 
28 
29 
30 
31 
32 
33 



limitili in genere 

Invalidi in genere 

Invalidi dell'esercito 

Interini in genere 

Indisposti in genere 

Ammalati in genere 

Ammalati <> infermi gravemente 

Inabili per essere nani. <> di piccola statura, o piccioli. 

Di poca salute 

Malattici 

Convalescenti 

Vecchi 

Decrepiti 

Semi fatui 

Fatui 

Fol 

Mezzo pazzi 

.Marti 

Fuor di se 

Mal d'occhi 

Ciechi 

luci uni idati già veniente nella vista 

Di vista corta 

Mal d'occhi e di reni 

Orbi 

Luschi 

Borgni 

Sordi 

Muti 

Asmatici 

Indisposti e gottosi 

Podagrosi, gottosi 

Ingollati con rclassa/.ionc di urina 

.1 riportare 



QUANTITÀ 



35 
31 



42 
64 



21 
1 



1 
4 
] 

3 
8 
1 

•> 

G 
L8 

1 



I.-. 



C A IT S E 



Qll \N l 'ITA 



Riporto 



35 
36 
37 
38 
39 
io 
11 
42 
13 
II 
45 
46 
47 
48 
4!) 

50 

.".1 



54 



58 
59 
60 



( Ibiragrosi 

Flussionari 

Flussionari e gotta in un braccio ... 

[mmobili 

Quasi immobili 

Storpiati in genere nelle gambe o nei piedi. 

Storpiati con asma 

Storpiati nelle braccia 

Storpiali in tutto il corpo 

Mal di gambe 

storpiati e incomodati «la amori freddi 

Infistoliti nelle mammelle 

Infistoliti nelle gambe 

Zoppi 

Gobbi 

Renella 

C 



iati 



epi 

Febbricitanti .... 

Febbre terzana semplice 
Id 



pop 



Sciatici 

Con una gamba di bosco. 
Senza il braccio destro . . . 

Con una mano sola 

Feriti 

Indisposti nelle parti mascoline 
(inasti nelle parti segrete . . 



TOTALK 



351 

1 
(i 
l 

;; 
1 

70 
1 
1 



Tolti questi inabili, troviamo nei Bolli segnati con un tratto di 
penna, nel margine o altrove della descrizione, un gran numero d'indi- 
vidui masebi. Tal segno ci permette di contare quanti fossero gli uomini 
dai 15 ai 60 anni abili alla milizia urbana. Sopra lli.(>.'!7 maschi essi 
salgono alla cifra di 7.!)1!>, vale a dire al 47,598 per cento: uno quasi 
per famiglia. Siamo certamente lontani dai 12.355 abili .sopra una popo- 
lazione totale di 36.649, del 1631; e dai 12.793, sulla popolazione di 55.612, 
del 1714-15, allegati dal dott. Castiglioni nei suoi Censimenti! 



46 — 



È vero, però, che nei calcoli di questo egregio cultore delle discipline 
statistiche uou è detto se si tratti sempre della città coi borghi e col 
contado, come nel 1714-15, ovvero se, oltre alla milizia urbana, sia con- 
templata anche quella suburbana. Noi di quest'ultima non abbiamo po- 
tuto occuparci, perchè i Rolli non considerano se non gl'individui chiusi 
entro le mura. Quindi alla sola popolazione della città si riferisce il nu- 
mero degli abili alle anni, da noi trovato: numero, che, del resto, non 
si scosta notevolmente da quello citato dai contemporanei. 



Ripartizione della popolazione per mestieri e condizioni. — Siccome i dele. 
gati al censimento del L705 ebbero somma cura d'indicare, di fronte al 
nome di ciascun individuo, la professione o il mestiere, che esercitava, 
per sapere se, all'occorrenza, avrebbe potuto servire nelle maestranze o 
alle fortificazioni in sussidio all'esercito regolare, così è facile ripartire 
la popolazione per mestieri e condizioni. 

Perchè tale ripartizione riesca più utile agli studi ed ai raffronti, 
abbiamo creduto opportuno di raccogliere sistematicamente le singole 
professioni sotto le categorie e le classi, fissate dalla Direzione generale 
della Statistica del Regno d'Italia per l'ultimo censimento del 1901, sop- 
primendo naturalmente quei titoli, che non avevano ragione d'essere, 
due secoli fa, o che non avevano corrispondenza a Torino; e distenden- 
doci, invece, laddove la moltiplicata dei titoli o dei nomi di professioni 
ci parve degna di essere rilevata come indice della diffusione o specia- 
lizzazione di quelle occupazioni. 

Tra parentesi è stato riportato il nome della professione o condi- 
zione, quale veune testualmente registrata nei Rolli, per servire di ri- 
scontro esatto a chi legge e per quelle considerazioni sul dialetto citta- 
dino, che qualcuno credesse di aggiungere alle poche parole, che ne 
diremo. 

Nelle ultime colonne abbiamo indicato, classe per classe, la somma 
degli individui, che esercitavano quei medesimi mestieri nell'ultimo cen- 
simento del 1901. Non abbiamo potuto scendere a più minuti partico- 
lari e riportare, mestiere per mestiere, il numero delle persone ora ad- 
dettevi, perchè non esiste, in questi particolari, corrispondenza esatta 
fra i dati del 1705 e quelli del 1901. Del resto, ogni modificazione da 
noi introdotta nei risultati del 1901, avrebbe prodotto tale confusione, 
che avrebbe tolto ogni chiarezza ed interesse al raffronto generale per 
classe, che può forse giovare egregiamente a far conoscere come si sia 
svolta la prosperità della città di Torino nei campi svariati che vengono 
contemplati nella seguente tabella: 



— 47 - 



Tabella analitica della popolazione di Torino 
classificata per professione e condizione. 



Professioni i • Jondizionk 


Ci n-i min ro 
dell'anno 1705 


Ci NSIMENTO 

d.ir ic. 1901 




Maschi 


Fé nini. 


Totale 


Maschi 


Feaim. 


Totale 


Categoria A: Agricoltura. 

CLASSE [.— Agricoltura, allevamento 
bestiame. 

Agricoltori : affittaiuoli [affittavolo ili 
cassim i 

contadini [semenore) 

boari [bovari) 

giornalieri <li campagna [lavorante 
(in terra, alla terra, alla cavi- 

fattoli massai i igenti di : impaglia 

(:i il'iliiiicn Ortolani i .•.'.'.'.' : .7/ '.■;;;-; /</- 


3 

2 

22 

1 

42 

1!» 

l 


L5 

1 

1 


3 

22 
1 

.">7 

L'I! 

L'I 
1 








Totale della ('lussi- l. 


il.; 


17 


L30 5.602 


.'..li 11 


9.243 


(lassi: II. — Pesca <■ caccia. 
Pescatori (pescadori) 


13 

1 


_ 


13 

1 










Totale della Classe II. 


14 | — 


14 1 14 


— 


14 


Categoria B: Industria. 
GLASSE 111. — Industrie estrattive. 
Minatori (minadori, mineur) 
Gavaterra, braccianti 


15 

l'I 

1 


_ 


15 

L'I 

1 








Totale della Classe 111. 


40 


- 


40 35 


1 


36 

• 


(lassi. IV. — industrii- mineralur- 
giche, metallurgiche e tneccanicìie. 


«l 

7 


9 








Battiloro [batilor, batiloro) .... 




A riportar* 


16 




10 


— 


— 





Professione e Condizione 



Censimento 

Idi" mmiio 1705 



Censimento 
dell'almo 1901 



Maschi K. •unii. Totale Maschi 



Riporto 

Tiraloro {tiralor, tinnirò) .... 

» lavoranti 

Fabbri (fabbro ferraio, ferraro, ma- 
stro ferra ro) 

Chiavari (chiavorino) 

Maniscalchi (marescalco, manescalco, 

manescardo) 

Magnani (serraglieri , saragliere, se- 

raliè, seraliere, saraiero) . . ■ 
Armaioli (armurieri, armeuriere, ar- 

marolo) 

Corazzai (eorasiere) 

Coltellinai [colti-Ilari, cartellari, cot- 

tclari) 

Spadai (spoderò) 

» lavoranti 

Arrotini {limolatoli, amolaire, chiara- 

niolet) 

Limaioli (raspadori) 

Chiodaioli (chiovataro) 

Morsai (morsari, morse) 

Calderai (magnini, pairolari, payro- 

lari) 

>• lavoranti 

Stagnai (stagniaro , staginaro , sta- 

gniere. stagnino) 

Ottonai (lotonaro, lottoniere, lottonero) 

Lattai (tollero, tolarolo) 

>> lavorante 

Fa spille 

Addetti alla Zecca (zeccante, secante. 

assaggiatori, ecc.) 

Intagliatore dei sigilli di S. A. li. . 
Fabbricanti di pesi e misure . . . 
Artigiani in generale 

Totale lidia Classe 1 V. 



16 | — 

S — 

4 li 

30 — 



34 

58 



in 

30 
2 

35 

58 



— l 

— 6 

1 18 
4 

— i» 

— 1 
_ 1 
_ 4 

_ 1!) 

_ 11 



14 


— 


14 








25 


1 


26 








10 


— 


10 








2 


— 


- 








1 


— 


1 








23 


— 


23 








1 


— 


1 








20 




20 








391 





400 


1 L.580 


309 


1 1.889 

1 



— 4!» — 



l'i;. .1 I ~-|..M i ( 0NU1Z10N1 



< 'LASSE V. — Lavorazione dèlie pie- 
tre, argille, sabbie. 

Spaccapietre [piccapietre, picapera) . 

•> lavoranti 

Fabbricanti «li vetri 

» lavoranti in retri 



Totale ilei In Classe V 



( lENSJ Hi NTO 

dell'anno 1705 



i i N81MENTO 

dell'anno 1901 



Maschi I. inni. Totale Moschi I enimini Totale 



IL' 
1 
1 



l!l — 1!) 



L.958 15 2.003 



CLASSE VI. — Industria edilizia. 

Capi mastri 11 — Il 

Muratori Ministri ila muro) .... 136 — 136 
Manovali {garzoni, servitori, lavoranti, 

porta caleina) :\;i — '.',:', 

Stuccatori (stuccadori) ti — li 

» garzone 1 — i 

Imbianchini (bianchini) 2 — 2 



Totale della cios.se VI. L89 — L89 7.641 



.643 



('LASSE VII. — Fabbricazione di 
prodotti eli i mici. 

Chimico 

Polvere [lavorante alla) 

Macinature «li colori 

Candele [lavorante alla fabbrica di) 
Cerai [eerari) 

■ operai [lavoranti, imprendizzi, 

giorini) 

Fabbricanti <li tele cerate [tela ince- 
rata, inei rata) 

» operai [lavoranti) 

Impresari del ghiaccio [giacio) . . 

Totale della Classe VII. 



1 




1 


1 


— 


1 


1 


— 


1 


1 


— 


1 


(i 


1 


7 


18 


— 


L8 


3 




3 


1 


- 


1 


2 




2 


34 


1 


35 



MI 



272 1.216 



7 Mise. - II. 



Professione e Condizioni-. 



( ÌENSIMENTO 

dell'almo 1705 



Censimento 
ilell'anno 1901 



Maschi Femm. 



CLASSE Vili. — Lavorazione del 
legno, della paglia e arreda- 
mento delle abitazioni. 



Segatori (ressigatori) 

Falegnami (fa legnami, minusiere, mi- 
a ut ii' ri 1 , minuziere,menu8Ìero, ma- 
stro <lii bosco) 

» operai (lavoranti, imprendizzi) . 
Bottai (bottalaro) 

» operai (e. s.) 

Bigoncia] (sebraro, cebraro) 

•> operai (e. *.) 

Scatolai (fa ir scatole) 

Fabbricanti «li panieri e cesie pa- 
nierai (cavagnari) 

» opcnii (e. .v.) 

Tornitori di legno (tornidore, turniore) 

» operili (ex.) 

Seggiolai (cadregaro) 

» operai (e. g.) 

Ebanisti (elbanìsta, scrittoriere) 

» operai (e. s.) 

[ntagliatori (intaliadore, inteliadore) 14 

» operai (e. 8.) 

Indoratori (indoradore, andoradore, 
fabbricante dorure) 

» operai (e. s.) 

Tappezzieri (tapissiere, tapissaro, ta- 
pessaro) 

operni (travagliante , lavorante, 
imprendisso) 

.Materassai (matarazzaro, mattarasaro) 

» operai 

Operai in genere, non determinati 



Totale Manchi Femm. Totale 



_ 135 
— 32 



13 


— 


Io- 






11 


- 


li 






4 


— 


* 






1 


— 


1 




17 


— 


17 






1 1 


- 


1 1 






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lo 






2 


- 


4 






20 




20 






ò 


1 


(i 




28 


2 


30 






1 1 


— 


1 1 






L'I 




21 






369 


Ò 


:i7 1 


7.648 639 


8.287 



- .-.1 — 



PUOI I SSIONE I I II INDIZIONI 



Classi: IX. Industrie della carta, 
tipografiche e poligrafiche. 

Iti Industrie tipografiche e poligra- 
fiche : 

Stampatori: padroni e lavoranti . 
Stampatore della carta bollata . 

Fabbricanti «lì cinte 

» operai (lavoranti, garzoni) 



Ci NSIMI M" 

dell'anno 1705 



Ci NSIMEN I" 

dell'anno 1901 



Mas. -Ili l'Vmin. Totale Maschi Feiimi. Totale 




Totale della Classe TX. 20 1 I L'I 2.991 130 3.4-21 



Classe X. — Industrie fissili 
A ) Seta : 

Cernitori ed essiccatori di bozzoli 
(cortniii ri , lavorante coeoni, scar- 
dassatore ili coehetti) .... 4 1 5 
Aocannellatori (davana setta, cavi- 

gliatore ili setta) 1 3 4 

Filatori !• 4 13 

» operai (sedasiere, travaglia In 

setta) 43 16 59 

Vellntai (vélutari, veluteri) .... 165 7 ITU 

» operai 94 3S 132 

Garzai (garzati) -' — 2 

■> lavorante <lu garza .... 1 — 1 



C) Lumi: 

Cardatori (scardaire, brtistiaire) . 

Lavoranti uri panni 

Pressatori (pressadori) 

Fabbricanti «li tessuti (fabricator ili 
panine) 

1)) Lino e canapa : 
Pettinatori (petinore di canapa) 

Filatori (tillatore. filatoraro) . . . 
» operili 



::i!i (iti :ìss 227 



!»7.! 1. L'IMI 



— 2 

— 75 



3 — 



83 | — 83 118 644 762 



1 — 
24 — 
50 29 



1 

L'I 
7!l 



.1 ripartii re <"."> 29 104 



.->!' — 



Professione e Condizione 



Censimento 
dell'alino 1705 



Censimento 
dell'anno 1901 



Maschi Femm.l Totale Maschi 



Riporto 

Tessitori di tela 

» operai 

Fabbricanti di tessuti {fàbricatore, 
fulinite stoffe) 

» operai 

Mantilai 

Cordai {conlaro) 

» operai 

Tessitori «li cinghie (cingie) . ■ ■ 



F) Ti n turili e stamperia : 

Tintori (tintore, tintrice, tinta rieri-, 
tenturiere) in genere . . . . 



» operai 

Tintori di seta (tentitore da scita) 

» operai 

Disegnatori di stoffe 

» tirocinante 



Stampatori di filati (imprimoro, stam- 
padoro <li tette) 



(1) Merietti. nastri, passamani e 
ricami : 

Fabbricanti «li pizzi e merletti (fa 
pisetti) 

Fabbricanti «li nastri (bindellaro) . 
» operai 

Fabbricanti di frangie (frangiera) . 

Fabbricanti di cordoni (fa cordoni 
di setta) 

Fabbricanti di passamani (pasamaii- 

taro) 

» operai 

Kieamaton (broilaro. brodo re brodeur, 

Inoiliere. Iiroilosso. lirutlelisit. rica- 

mailore. arcamadore) .... 
» operai 



ir» 

31 

36 

4 
26 

1 

6 
3 

1 



29 104 



183 



1 
13 



39 
1 

7 
3 
1 



.->(, 239 



4 — 



48 



28 
34 



1 — 



68 



52 



2S8 



26 

1 



L5 

1 



79 

40 



29 

i:> 



24 
3 



101 94 19Ó 



115 



183 



189 



477 



143 



1.621 



1.767 



Puoi i ssioni i I Iondizione 



Ci nsimi NTO 
dell'anno 1705 



Ci NSIM1 NTO 

dell'anno 1901 



Masohi Femra. Totale Maschi Fé 



Il i Peli e crini : 

Fabbricanti di bessuti di crine (ori- 

miro) 

Totale della Glasse \ . 

('lassi: XI. — Lavorazione delle 
pelli e ili altri prodotti animali. 

Scorticatori (scorticore) 

Conciatori {affetiove, affatine) . . ■ 
Cuoiai {eoriatore, coriore) . . . . 

» operai 

Sellai {sellavo, sciatore) 

■ operai 

Bastai {bastavo, basterò) 

» operai 

Fabbricante «li stringhe, Correg- 
gio, ecc. (fa le bville) . . ■ 
Pellicciai {pellettieri, pellissaro) . . 

» operai 

Tra raffi iti in eiai/rin 

Fabbricanti ili valigie, valigiai {bau- 
lero) 

Fa l'ailri ili simile 

Fabbricanti di tappezzerie ili cuoio 
[tapissaro <le corani) . . . . 

Totale ilei la Classe XI. 

Classe XII. — Industrie attinenti 
al restia rio ed all'acconciatura 
della persona. 

Sarti (sarto, sartore sartoira) . . . 

» operai 

Cucitrici {travaglia a cucire) . . . 
Calzaioli (calxettaro, ealsetiera, fa cai- 
setti) 

A riportare 



— 1 



— 1 



735 



213 



948 



.in 
18 
28 
13 



:;i 



13 



2.031 



8.368 



33 
18 
28 
13 
9 



141 



US 



2.758 358 



79 l'i; 

6 
2 



355 63 



298 

L05 

6 



418 — 



41 



L0.399 



3.116 



— 54 — 



Professione e Condizione 



Censimento 
dell'anno 1705 



2 

1 

38 

14 

173 
156 



4 — 



Riporto 355 <!•"> 

Calzatoli operai + - 

Fabbricanti oggetti di piume (più- 
musimi) 

» operai 

Cappellai (capellaro, fa capelli) . . 

» operai 

Calzolai (calsolaro, caligaro) . . . 

» operai {lai-oranti) 

Ciabattini {rliiaratino. sanitino. za- 
ratini)) 

» lavoranti •'! 

Fabbricanti di taccili (fa taluni) . 
Fabbricanti «li cinture (senturiere) . 1 | 

Guantai (guantaro, goantaro, goven- 

taro) 22 •> 

» operai (lavoranti) ' ' 

Fabbricanti d'anime 

Fabbricanti di bottoni (fa bottoni, 
bottonaro, bottoniere) .... 

., operai 

Pettinai (fa pettini) 

» operai 

Lavandai (lavandaro, blancisema) . 
Stiratrici (stiroira, stirora) .... 
Barbieri 

>. lavoranti 

Parrucchieri (peruchiere, pruehiere) . 

» lavoranti 

Profumieri 

Totale della Classe XII. 1 

Classe XII 1. — Costruzione di vei- 
coli. 



Totale 

418 
6 



1 

42 

14 

175 

156 

74 
51 



Censimento 
dell'anno 1901 



Carpentieri 

Fabbricanti di carrozze , carrozza 

(mastri di carrozze). . . • 



.1 riportare 



1 




9 


5 


1 


— 


o 


— 


1 


— 


1 


75 


11 





1 


- 


63 


5 


19 


6 


3 





27 

17 

1 

14 
1 
2 
1 

7(ì 
2 

11 
1 

68 

25 
3 



171 



5 - 



1.1 !ll 



8.375 



24.356 



32.731 



PROI i SSIONE I • lONDIZIONl 



CEN8IM1 HTO 

dell'anno 1705 



l'I MSI MI s lo 

dell'anno 1901 



Riporto 5 — 



( larrozzai, operai 

Fabbricanti ili ruote [rodato) 
Fabbri-ferrai [ferraro da carrozze) . 
operai 

Totale della Glasse AHI. 

(lassi: XIV. — Industrie <ti pre- 
cisione e ili llis.su. 

Organar] 

Occhialai [ocellaro, rinite oehiali) 
Orologiai [arlogiere, orologiaro) . 
Gioiellieri 

• giovani 

Argentieri [argenterò, argentaro) . 

•> lavoranti e giovani . . . . 
Orefici . . ■ 

» operai 



Totale ilei In ('lussr XIV. 



Classe XV. — Industrii' aumentavi 
Mugnai [motturore, mot tiratore) . 

» lavorante ;ii mulini [mollinaro) 

Crivellatori [crivellore) 

Fornai, panattieri i panataro,fornaro) 

■■ operai [lavoranti, bolangieri, ser- 
vitori, cabassini) 

• porta tavola ai forni .... 
Pastai [fidelaro) 

" operai 

Pasticcieri [pastissaro, partissero, pa- 
stitiere, offellaro) 

» operaio 

Confettieri [confitturiere) . . . . 

Fabbricanti di cioccolata [cicolatiere, 

cocolataro) 

.1 riportare 



Totale Ma ichi I i inni 



HI 



10 620 



li 
3 
3 
11 
2 

1 
7 



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2 


— 


2 


3 


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3 


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8 


93 


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99 


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10 


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5 


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3 


— 


3 


IL' 


5 


17 



2 
6 
3 
3 

11 

9 

56 

7 



92 



1.017 



ol' 7 



158 i 1.805 



291 17 i 308 



— 56 — 



Professione i. < Iondizione 



I l NSIMENTO 

dell'anno 1705 



Mii-rhi Fciniii. Totale 



Censimento 
dell'anno 1901 



Riporto 291 

Distillatori (destilatori) 

Fabbrica n le d'olio «li noce .... 1 

Formaggiai (formagiaro, formagiera) 22 
Lattai (margaro, marghero) . . . 

Salumai 

.Salsicciai (saltisaro) 

Macellai (mancelaro, maselaro, bec 

caro) !•"> 

» tagliante = primo garzone . . 4 

Trippai (triparo) 5 

» servo 

Addetti alla manifattura de' tabacchi 

(lavorante alla cerna o al /«Intero} 

Totale della Classe XV. 399 



Categoria C: Commercio. 

Classe XVII. — Trasporti su ac> 
qua,, strade ordinarie, poste. 

Barcaiuoli (barcarolo) 3 

» lavoranti 1 

Alloggia cavalli 9 

Aliitta cavalli 23 

(a lessanti 3 

Vetturini (Vittorino, viti/urino, vittu- 

rìno calessante) 13 

» servi 

( 'ai ret t ieri (carretoniere . cartoniere . 

caretonè, cartone) 30 

» servi j 5 

Cavalcanti (cavalante, cavaleri, caval- 
laro) 5 

Mulattieri 29 

Mastri di stalla e capi stallieri . 2 

Stallieri, garzoni di stalla, istallar/) 9 

Mastri o agenti della posta ... 3 

.1 riportare 1-tl 



17 308 



46 

4 



18 

30 129 



5.273 



2.173 



5 
29 

2 

9 
3 

142 



7.444 



Proi i ssioni i < Condizione 



Censimento Censimento 
dell'anno 1705 dcll'a 1901 



Maschi Pomra. Totale Maschi Femm. Totale 



Riporto IH l ili' 



■ttere 



Giovani lidia posta «li 

I m lini 1 

Postiglioni S 

Portatori «li sedie I portitor di cadrega) 1 



I 

-. 



Totale della Classe XVII. L49 I 150 7.'. 'TI L96 8.170 



Classe XVIII. — Vendila di merci 
e deviate all'ingrosso ed al mi- 
nuto. 

Mercanti o negozianti 168 

■• giovani di bottega 75 

Mercanti sullo li portici — 

Mercanti ili seta (da setta). ... 44 

•> giovani ili bottega .... 15 

Mercanti di tela [da fella) .... 31 

» giovani «li bottega 21 

Mercanti «li tela e pizzi [da tetta e 

pizzetti) 2 

>• giovani di bottega .... 1 

Mercanti ili stoffe 2 

giovani «li bottega 1 

Mercanti di panni (da panno, drapiè) 33 

» giovani ili bottega .... 24 

Mercanti cappellai 10 

•• giovani ili bottega .... o 

Negoziante de caprili per le pertiche . \ 

Mercanti guantai 1 

Mercanti ili bottoni 1 

•• giovani ili bottega 1 

Mercanti ili terrainenta ( mercante da 
ferro, ferroviere, feratè, fraterro, 
f roterò, f roterà) 

•> giovani 

Btovigliai (tupinaro) 

.1 ri pollare 4SI 



17.Ì 
78 






1.-. 






31 






21 






2 






1 






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33 






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3 


1 


4 



ir> 196 



58 



Professione e Condizione 



Censimento 
dell'alino 1705 



Maschi Femm. Totale 



Riporto 

Vetrai (vetraro, ritriti >■<> , mirini . 
vendarolo di retri) 



» giovani 

Mercanti di specchi .... 

» giovani 

Droghieri (droghisti, fondichieri) 

» giovani di bottega . 



Chincaglieri (caneaglieri, chincagliere, 

chingaliere, gingaliere) . . . 

» giovani di bottega 

Mercante di pesi d'oro 

Venditori di polvere pirica 

» giovani di bottega 

Librai 

» giovani lavoranti 

Negozianti di quadri 

Negozianti di bestiame 

Negozianti di vino 

Negozianti d'olio (ogliaro) . . . . 

Negozianti di pollame (polaiaro, /><> 
laiero) 

Negozianti di burro (revendurola di 
butiro) 

Mercanti di commestibili (ri/venditore, 
revendarolo, arvendarolo) . . . 

Negozianti di trutta (vendarolo di 
frutta, di limoni, frutaro, frn- 
tarolo, fruttiere) 

Pescivendoli (vende pesce) .... 

Ortolani (ortolano, hortolando, reven- 
darolo d'hortaglie, vendarolo di 
verdura) 

Venditori di verdura e di minutaglie 
(revendarolo di frcsaglie) . . . 

Pizzicagnoli (pissigarolo,rittagliatore, 
retaglatore,artaaliore. a/rtaiore) . 

A riportare 



4SI 

il 
1 

5 

4 

37 

Hi 

1 



1 
1 
2 

2 
32 
li) 



15 496 



Censimento 
dell'anno 1901 



1 


— 


1 




1 


— 


1 




8 


— 


8 




11 


1 


12 






5 


5 




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44 


113 




il 


8 


17 




— 


1 


1 




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32 


66 




1 


— 


1 




15 


2 


47 




790 


111 


901 


— 



59 



Puoi EssiONi i Condizioni 



Ci NSIM1 NTO 
dell'anno 1705 



( I n-imi NTO 

dell'anno 1901 



Maschi I ''111111. Totale Muschi 



Riporto 

Pizzicagnoli, giovani ili bottega. 
Venditori di candele [vende eandelle) 
Ciauaiuoli (granatarOj granatieri) . 
Mercanti ili risei {da riso) .... 

Venditori ili tiglio della canapa (re- 
vendarolo ili rista) 

Vende il sale 

Vende il tabacco, accensatore . ce»- 
satore 

Bigattieri (pattaro, patterò, patte) ■ 

Ferravecchi (ferramiuro) .... 

Sferriamoli [morsati, marnerò, min- 
sero) 

» lavoranti 

Menanti ili sine (?) 

Impiegati di negozio in genere, 
uomini di fatica, braccianti . 
giornalieri, lavoranti alla gior- 
nata 

Totale della < 'lus.se XVIII. 



GLASSE XTX. — Credito e cambio, 
mediazione, commissione, ecc. 

Banchieri 

>. giovani e impiegati . . . . 
Impresari 

» impiegati e giovani .... 

Imballatori 

Sensali 

Estimatori 

Misuratori 

Misuratori di grani 

Pesatori 

Totale lidia Glasse XIX. 



TIMI 


MI 


-.1(11 








1 


— 


1 




1 


— 


1 




19 


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1 


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1 


1 






1 


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13 






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1 




1 








44 


86 


130 








905 


L'i:. 


1.120 


10.153 


7.005 


17.158 


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i»; 








5 


— 


5 








17 


— 


17 








16 


— 


10 








1 


— 


1 








12 


1 


13 








1 


— 


1 








4 


— 


4 








1 


— 


1 








3 


— 


3 








7(i 


1 


77 


2.645 


134 


2.779 



— IJO 



ProfkssioNe e Condizione 



Censimento 
dell'anno 1705 



Maschi Femm. Totale 



Censimento 
dell'anno 1901 



Muschi Femmine Totale 



GLASSE XX. — Esercizi pubblici. 

Albergatori e locandieri (hobergista, 

oberai sta) 

Affittacamere, affittaletti (tiene ca- 
mere locande o guarnite, affitta- 
letti per porteur e cubassi» i) . 6 
Pensioni di famiglia (tiene donzena) 2 

Osti e trattori 117 

Vivandieri, cantinieri 33 

Vinai (cabaret ieri) I 17 

Acquaioli, liquoristi (acquavitaro) . 39 

» giovani ili bottega ... 14 

Tiene ginochi 1 

Concessionario di giuochi (assensatore 

di giuochi) 1 

Lotteria (tiene il giuoco di Genova) . 1 

» impiegati 2 

Biliardieri (truchixta. tiene il trneo. 

tiene il giuoco del trucco) . . LO 

Totale della Classe XX. 248 



Categoria 0: Persone addette a ser- 
vizi domestici e di piazza. 

Classe XXI. — Persone addette al 
servizio domestico. 

Intendenti 3 



Mastri di stato 

Mastri di casa 

Agenti 

Lettrici (fattrice) 

Dame di compagnia (donzella, dami- 
gella, figlia d'honore) . . . . 

Paggi 

Governanti (governanta, guarnanta) 

Balio 

Balie, nutrici (nurissa. baila, nodriee) 



12 
3 

124 
33 

18 

41 
14 

1 

1 
1 



10 



l.s 



2<;<; 



3.009 1.153 



1 
13 

171 
42 



.1 riportare L09 



3 

1 
' si 

1!» 

1 

13 

I 
171 

1 
42 

336 



4.162 



- i;i - 



PrOI i 5S10N1 I I CONDIZIONI 



Censimento 
dell'ai 1705 



I !ensimi nto 
dell'anno 1901 



Muschi 1 • DUI Totale Mi 



Riporto 109 227 336 



— ltii» 
L79 179 

— 4 



12 1' 



Camerieri [garzoni di camera, valle o 

valletto di camera " di chambre) 
Cameriere (creada, figlia di camera) 
Groom {polacco, alemanno .... 

Yalei a piedi o ili />i< 

Guardarne 

Parteggiano volontario 

Foriere 

Provveditori, apenditori .... 

Credenzieri (credensaro) 

Cantinieri (somegliere, simiero) 
Cnochi (cuciniere, coca, coeiniere) 

garzoni, sguatteri (aiutanti, servi 

ili cucina, marmittoni) .... 

Portieri, portinai 

Cocchieri (cociere, carotiere, carosiere, 

carosciere, carosaro) .... 

Capi» ili scuderia 

Scudieri 

Ben i ili scuderia 

Palafrenieri (pallafernieri . palla/or- 

nero) 

Staffieri 

Trombetta 

Servi in genere 821 1.382 2.203 

Falconieri 



48 9 


■ il 


14 — 


14 


83 — 


83 


1 — 


1 


4 — 


4 


1 — 


1 


-,o 


50 


41 — 


41 


1 — 


1 



Totale della classe XXI. 



1.530 1.809 3.339 3.043 15.266 L8.309 



CLASSE XXII. — Persone addette ai 
serrisi iti piazza eil affini. 

Facchini (/urli ini. portafas) ... 41 

Facchini-portatori «li gerle (càbassini) L09 

l'i, iiori, porimr 227 

Brentadori, brentori, brendori, brin- 

ilori 17.'! 

Cavacessi (curatampe, curaposso) . . 22 



41 
L09 



17:; 
22 



Totale dello Classi XXII. 572 572 2.032 — 



2.032 



— 62 



Professione e Condizione 



Censimento 
dell' anno 1705 



Maschi Femm. I Totale 



Censimento 
dell'anno 1901 



Categoria E: Professioni e arti libe- 
rali. 

('lasse XX11I. — Amministrazione 
pubblica. 

[mpiegati dello Stato (alti e bassi) 

» della Coite (idem) . 

» del Comune (idem) . 

Tamburini della città .... 



Totale drllu Glasse XXIII 



Classe XXIV. — Amministrazioni 
private. 

[mpiegati di istituti privati . . . 
» ;i servizio di privati {secretavi, 

commessi, tesorieri) 



Totale drllu Classe XXI V 



Tot ale del In Classe XXV. 



Classe XXVI. 



Insegnamento. 



Maestri (illustro di scuoia, maaistra, 
mrijstra) : 

» in case private = ecclesiastici 

» liberi = laici 

» ripetitori = ecclesiastici . . . 

» d'abaco, insegna V abaco, « mae- 
stro d'aritmetica 

» di ballo | maestro di danza) . . 

Totale della Classe XX VI. 



244 
339 

47 



03s 



6 

89 



95 



Classe XXV. — Difesa del paese. 

Militari (non compresi nel presidio) 391 
Milizia urbana (idem) .... 41 



4:52 



244 

339 

47 



038 4.004 204 4.26S 



95 1.803 



94 



1 ,895 



•;<H 

compreso il presidio. 
41 

432 8.601 S.661 



56 




56 








5 


15 


20 








2 


— 


2 








4 


— 


4 








1 


— 


1 








68 


15 


83 


973 


2.110 


3.083 



l'i;. H 1 3SK .\i i.( Indizioni 



63 



( Iensimen ro 
dell'anno 1705 



( 1 N81M1 N I" 

dell'anno 1901 



Maschi IVnimi. Totalo Maschi Femmine 



(lassi: XXY1I. — CuUo. 

Sacerdoti, chierici, abbatini . 
Ifonache, converse inori dei conventi 

Sagrestani [sacrista) 

[mpiegati della Caria 



|S| |,S| 

— 3 3 



Totale 'Ir/la Classe XX VII. 

Classi: XXVIII. — Professioni sa- 
nità rie. 

Melici 

Chirurghi e flebotomi (cerugico, eira 

gieo) 

Dentisti (cavadenti) 

Levatrici [levarice) 

Farmacisti (speciaro, spesiaro, spe- 
dale) 

>■ assistenti 

infermieri 

Beccamorti (capo sottroré) . ■ . . 

Tot,, Ir della Glasse XXVIII. 

CLASSE XXIX. — Professioni legali. 

avvocati 

Procuratori 

» sostituti 

Botai 

» giovani 

Attuari 

» giovani 

I siieii giudiziali] isoli, ■. itztori) . 



193 



L',s:t 



!>7 
L'I 
16 
.->4 



Total,- <lclla Classe XXIX. l'ir. 



Ci. Assi'. XXX. — Lettere <■ scienze 
applicate. 

I!) Scienze appi irate: 

Ingegneri 

Agrimensori 

Liquidatori, concepisti, estensori di 

conti 

Scrivani, scrittori, scritturali, scriba 



:; 196 823 



L.057 L.880 



ti!) 
iti 



:ì:ì — 
41 

4;ì 

1 



Ili) 

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33 
41 
15 

1 



1 287 L.238 






j I :. 



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Hi 
6 



i:. 



Tir. 



2.033 



Totale 'Iella < 'lasse XXX. ;;«.) — 39 807 



'.Mi.', 



SOS 



— (il — 



Professione e Condizione 



Censimento 
dell'anno 1705 



Censimento 
dell'anno 1901 



Maschi j Femm. I Totale I Maschi 



Friinii. Totale 



Classe XXXI. — Arti belle. 

A) Arti figurative : 

Pittori 

Scalpellino (scultore in pietra) . 

Scultori (in legno) 

Miniatori 

1!) Musica e spettacoli rari: 

Musicanti, suonatori 

Ballerini 

Ciarlatani (chiarlatano) .... 
Giocatori 



43 


1 


44 








1 


— 


1 








Hi 


— 


Hi 








1 


— 


1 








« 


1 


62 


867 


82 


949 


17 


1 


18 








2 


— 


2 








2 


— 


o 








3 


— 


3 









24 



25 



701 383 1.0S4 



Totale della ('lasse XXXI. 85 



1.568 465 



2.033 



15 



23 



Categoria F: Persone non occupate 

in alcuna professione. 
CLASSE XXXII. — Persone che vi- 
vono specialmente di reddito 
CLASSE XXXIII. — Persone man- 
tenute dalla famiglia. 
Attendenti a casa, bambini, senza 

professione dichiarata, nobiltà 6.804 14.422 21.226 



(is 6.525 13.412 L9.937 



Studenti e scolari 

Dozzinanti (a locatala, donzellanti, 

pensionavi) 

Senz'impiego, scioperati . . . . 



125 — 



142 
15 



15 



12:. 



187 

i:. 



Totale della Glasse XXXIII. 7.086 14.467 21. .V.;'. 17.386 63.714 81.100 



< "LASSE XXX I V. — Persone assistite 
dalla cavità pubblica o privata. 

Mendicanti, poveri, rirono di elemo- 
sina, mendici 

Va per il mondo conducendo ciechi . 

Totale della Classe XXXI V. 



93 122 

— I 



215 

1 



93 123 216 2.770 2.891 5.661 



Totale generale 16.637 17.136 33.773 162.404 173.252 335.656 



Perchè più facilmente sia rilevata l'importanza delle notizie sommi- 
nistrate dalla tabella, ohe precede, e i dati «Iella medesima possano essere 
paragonati con quelli simili raccolti nell'ultimo censimento, esprimiamo 
nel seguente prospetto la quota percentuale della popolazione che rap- 
presenta nelle descrizioni «lei 1705 e «lei 1901 ognuna delle classi, nelle 
• inali abbiamo suddivisi tutti gli abitanti <li 'l'orino. E per rendere pili 
intelligibile il rapporto, che corre fra queste due percentuali, indi- 
chiamo ancora in un'ultima colonna quante volte in più o in meno ogni 
quota del 1901 contenga la quota corrispondente del I7n">. 



( loNDIZN 'M 



I.M < > I \ l'I ■ l;r IN I I A I 1 

del censimento 



1705 



1901 



Qi i >/u.\ 1 1 

di paragone del 
le due prece 
denti colonne. 



.1 I 

II 
B III 
IV 



V 



agricoltura, allevamento be 
stiame 



VI 

VII 



Vili 



IX 



l'esca e caccia 

Industrie estrattive . 

Industrie mineralurgiche, me- 
tallurgiche e meccaniche 

Lavorazione delle pietre, ar- 
gille, sabbie 



Industria edilizia 

Fabbricazione di prodoti i chi- 
mici 

Lavorazione del legno, della 
paglia e arredamento ala- 
ta/ioni 

Industrie della carta, tipogra- 
fiche, ecc 

Industrie tessili 

XI Lavorazione delle pelli e di 

altri prodotti animali. . 

XII Industrie attinenti al vestiario 

e all'acconciatura della per- 
sona 

XIII Costruzione di veicoli . . . 
XI^ Industrie di precisione e di 

lusso 

X N Industrie alimentari .... 



0,384 


2,754 


+ 


7,22 


0,043 


0,004 


— 


lo.nn 


0,118 


0,011 


— 


10,00 


List 


i.i.;i; 


+ 


3,74 


0,056 


0,597 


+ 


111, liti 


0,559 


2,277 


+ 


1.07 



0,103 



1,1(17 



0,0621 
2,806 



0,435 



2,469 



1,195 
3,098 



0,928 



+ 3,50 

+ 2,22 

+ L9,24 

+ 1.10 

4 2,13 



3,230 


9,751 


+ 


3,01 


0,029 


0,187 


+ 


(1,44 


0,272 


0,538 


+ 


1,97 


L566 


2,218 


+ 


1,41 



9 Mise. - II. 



— 66 



G 


XVII 




XVI 11 




XIX 




XX 


]) 


XXI 



Pki 'i essione ii Condizioni 



Quota pbr< entuale 
del censimento 



XXII 

E XXII] 
XXIV 

xxv 

XXVI 

XXVII 

XX VI II 

XXIX 

XXX 

XXXI 

XXXII 



F 



XXXIII 



XXXI V 



1705 



Trasporti su acqua, strade or- 
dinarie, poste 

Vendita di merci «• derrate . 
Credito e cambio, mediazione, 

commissione 

Esercizi pubblici 

Persone addetti- al servizio do- 
mestico 

Persone addette ai servizi di 
piazza ed affini 

Amministrazione pubblica. 

Amministrazioni private . 

Difesa del paese 

Insegnamento 

Culto 

Professioni sanitarie .... 
Professioni legali 

( Lettere e) scienze applicate . 

Arti belle 

Persone che vivono special- 
mente di reddito .... 

Persone mantenute dalla fa- 
miglia ........ 

Persone assistite dalla carità 
pubblica o privata. 



0.1-44 
3,313 



II. IMO 

O.TS7 



9,886 



1901 



Ql OZIENTE 

di paragone del- 
le due prece 
denti colonne. 



2,434 

.->. 1 1 2 

0,828 
1,240 

5,455 



+ 5,43 

+ 1,54 

+ 3,60 

+ 1,57 



1,693 


0,605 


— 


2,79 


1,889 


1,272 


— 


1,48 


0,281 


0,564 


+ 


2,00 


1,278 


2,580 0) 






0,2457 


0,918 


+ 


;;.74 


1,468 


0,560 


— 


2.02 


O..S4'.l 


0,606 


- 


1.40 


0,636 


0,287 


- 


2,18 


0.11."» 


0,281 


+ 


2.41 


0,257 


0.(106 


+ 


2,31 


0,201 


5.940 


+ 


29,45 


63,81 


24,161 


- 


2,64 


0,639 


1,687 


+ 


2.01 



Distinguendo i quozienti, contenuti nell'ultima colonna, secondo 
il segno che li precede, e disponendoli per ordine progressivo, costi- 
tuiamo ancora un altro prospetto che indica l'entità, da un lato, del pro- 
gresso, dall'altro, del regresso delle singole classi o industrie o condizioni 
di persone nei due secoli, clic intercedono dall'assedio ad oggi. 



Ili Nini si confrontano questi i\nv dati, perchè 
presidio; mentre in quella del l'.iui tutta In truppa 
e dni veterani. 



■Ila quota del 1705 Don è compreso il 
contata, astrazion fatta dalle milizie 



- 67 — 



Puoi i ssioni 



IX 

X X X 1 1 



QioiitiU 
in più nel Ci issi 
1901 



PRO! i 8SION1 



[nduatrie tessili . . 
Industrie alimentari 
Vendita ili merci . 
Esercizi pùbblici . 
Industrie <li preci- 
sione 

Amininist. pri\ ate . 
Lavorazione delle 



:in 



bavoraz. <i 

Arti belle 2,31 

Scienze applicate . -.Il 

Carità 2,64 

Vestiario 3,01 

Prodotti chimici . . 3,50 

Credito •'!,<'.(» 

Industrie metallur- 
giche e meccan. .'i.7l 
Insegnamento . . . .5,74 
Industria edilizia . 4,o7 
Trasporti e poste . 5,43 
Costruzione veicoli 0.44 
Agricoltura .... 7,22 
Lavorazione delle 10,66 

pietre 

Indust. tipografica 19,24 

Reddito 29,45 



Domestici 

Prof 388ioni sanitaria 
Amministra/., pub- 



1.10 XXI 

1.11 XXXI 
1 .:, I XXIII 
t,57 Mica . 

XXIX Professioni legali . 

ì.it: xxvn culto 

2,00 XXXIII Persone mantenuto 

dulia famiglia . . 

2,13 XXII Persone addetti 

2 22 



111 



servizio di piazza 

l'esca e caccia . . . 
Industrie estrattive 



in meno 
nel 1901 

0,56 

1.40 

l.is 
2,18 

L'.OL' 

2,64 

2,79 

10,(10 
10,00 



Ora, non è clii, ripensandovi, non riconosca la verità dei risultati 
contenuti in quest'ultimo prospetto; non è chi non s'accorga dell'impor- 
tanza (lidie nozioni clic fornisce sulle condizioni della città, a principio 
del secolo xviii. Basta perciò riflettere al sommo interesse, che, nella 
vita dei popoli, rappresentano le tre prime categorie della tabella ana- 
litica or ora riportata: Agricoltura, Industria e Commercio, le quali costi 
tuiscono i tre principali fattori dello svolgimento e del benessere delle 
nazioni, ed osservare come, nel 170"), occupassero complessivamente 5.603 
individui, di cui 4.913 maschi e 690 femmine, cioè il L6,59 per cento della 
popolazione totale, mentre, nel litui, ne occupano 136.052, cioè il 40,53 
per cento! Basta, d'altro lato, ricordare ancora tutte le mirabili inven- 
zioni che furono fatte nel secolo xix per perfezionare le industrie 



— 68 — 

ed agevolare le comunicazioni! Le macelline, dando una potente spinta 
alla produzione, hanno sostituito in parecchie industrie la maggior parte 
della mano d'opera. Eppure, tale fu il progresso della città, anche in questo 
campo, che le stesse classi X e XV, che più se ne risentirono, segnarono, 
nel 1901, un aumento nel numero delle persone impiegatevi. Certo, tutte 
le occupazioni che concernono il vestiario, non ostante l'introduzione 
delle macchine, richiesero un personale triplo di quello che fosse 
richiesto nel 1705, «piando, come ancora nel medio evo (1), i vestiti delle 
donne erano tagliati e cuciti piuttosto da sarti che da sarte, allora rarissime. 
In ciò noi vediamo un indice della maggior ricchezza, del maggior be- 
nessere della cittadinanza; benessere, che non fa dimenticare alla carità 
pubblica e privata di pensare e provvedere, di pari passo, ad uu maggior 
numero di bisognosi. 

Le industrie metallurgiche e meccaniche, che quasi non esistono 
nel ITO."), tengono un onorato posto, ai giorni nostri; ed unite coli' in- 
dustria costruttrice di veicoli sono sviluppatissime in questi anni; ne' 
quali, forse, pei sorprendenti progressi della fabbricazione degli auto- 
mobili in Torino, le percentuali indicate nel 1901 dovrebbero essere già 
profondamente modificate. Il mirabile sviluppo edilizio giustifica a 
sufficienza le cifre che concernono le classi V e VI, che vi si rife- 
riscono. Ed il riconosciuto primato di Torino in fatto di pubblica istru- 
zione rimira la strada percorsa nel sorprendente spiegamento di forze 
avvenuto nelle classi che concernono l' insegnamento e principalmente 
l'industria tipografica. 

Senza continuare a richiamare l'attenzione degli studiosi sulle sin- 
gole classi delle nostre tabelle, e insistere ad insegnar loro cose, nelle 
quali sono maestri, avvertiamo ancora che, probabilmente, a rendere più 
notevole la differenza che si manifesta nella classe XXXII, relativa alle 
persone, le quali vivono di reddito, può avere contribuito, nel 1705, il timore 
di dimostrarsi ricchi e, quindi, di segnalarsi all'attenzione del Duca e dei 
suoi ministri per quei prestiti forzosi, che dalle condizioni dei tempi 
erano suggeriti, né erano risparmiati. Tuttavia non può negarsi, che, 
oggi, un gran numero di persone, certo in proporzione enormemente su- 
periore a quella del 1705, gode di rendite, e che tal numero cresce di 
continuo. 

Il visconte d'Avenel ha recentissimamente espresso l'opinione che 
le persone ricche, ai giorni nostri, siano sei volte più ricche, o, a ric- 
chezza uguale, dodici volte più numerose delle persone ricche dei secoli 
scorsi (2). La proporzione, da lui dettata, sarebbe, invece, nel nostro caso, 
di gran lunga inferiore alla verità: poiché coloro che vivono oggi di 
reddito in Torino, sono 29,45 volte più numerosi che nel 1705. Ma ri- 
cordiamo, oltre all'osservazione, or ora fatta, che la teoria di quell'illustre 

(1) Cfr., fra le altre fonti, ciò che noi stessi dicemmo nel nostro stadio: La <lo>uia senese 
dei Quattrocento nella ritti privata. Siena, tip. Sordomuti di !.. Lazzeri, 1900; e quei che 
disse Lodovico Zdekat eh nella sua Vita 'privata dei Senesi nel dugento. Ivi. 1896. 

(2) Vicomtis d'Atknel, Les riches d'attjowrd'hui in Bevue dea /'<»./ Mondes, 15 feb- 
braio 1906. 



— (ili — 



economista si applica specialmente alla Francia; e che, come tutte le 
altre teorie, per potere essere estesa ad altri paesi, ha bisogno ili oppor- 
tune correzioni, che talvolta concernono non solamente lo spazio, ma il 
tempo, a' quali si riferiscono le indagini. 

A questo segno evidente «lei crescinto benessere, corrisponde la di- 
minuzione «li alcune classi di persone: coinè della servitù domestica, 

delle persone mani eniite dalla famiglia, dei religiosi, delle persone ad- 
dette al facchinaggio o ai servizi di pia/za. Queste classi di cittadini 
improduttivi, per servirci di un termine moderilo, indicano colla loro 
presenza un ristanno Degli altari, la difficoltà di procacciarsi da vivere, 
ed insieme una certa accidia, clic si riscontra laddove la cittadinanza 

vegeta e soffre di povertà. Scemando dunque il loro numero, cresce la 
prosperità. 

La decadenza di altre classi, come delle persone addette alla pub- 
iilica amministrazione, si spiega con la scomparsa della capitale e l'esten- 
sione territoriale dello Stato; ma e, pure essa, segno del progresso veri- 
ficatosi in Torino: dove un minor numero di individui chiede il proprio 
sostentamento al Governo e in esso solamente spera, mentre la, mag- 
gioranza preferisce di esporsi arditamente ai liscili delle industrie e del 
commercio, ne' quali la propria attività ha campo di dimostrarsi e di 
assicurarsi quei benefizi, che le permettano di vivere più lautamente e 

conformemente ai costumi pio esigenti dell; stia civiltà. .Mentre i 

soverchiamente numerosi impiegati pubblici sono quindi in qualche modo 
un indizio di fiacchezza d'animo, l'accrescimento della classe degli im- 
piegati privati è, sotto un altro aspetto, segno di sviluppo del com- 
mercio e delle industrie, a' quali prestano l'opera loro. 

La diminuzione del numero dei professionisti così sanitari, come 
legali, è notevole e corrisponde forse alla stato presente, diciamo così, 
del mercato; sul quale troppi sono i dottori di medicina, troppi gli 
avvocati, perchè ognun di loro abbia assicurato un onesto sostenta- 
mento, o anche soltanto il modo di trovare da occuparsi: sicché parecchi 
ne vediamo arrabattarsi invano in impieghi che non hanno che tare 
colla igiene nò colla legge. 

Tuttavia, per le professioni sanitarie, nel 1705, occorre avvertire 
ch'esse comprendevano nel loro insieme anche quella, che volgarmente 
vieti chiamata la bassa chirurgia: onde, quasi ogni barbiere o callista 
proclainavasi chirurgo, né più uè meno dei moderni dentisti. Per le 
professioni legali si ponga ancora mente che non tutti gli avvocati 
elencati esercitavano: parecchi non avevano occupazione alcuna; altri 
trovavansi addetti a impieghi diversi, come verificasi ancora ai niorni 
QOStri, sì da non meritare in coscienza l'appellativo di professionisti. 

* 
* * 

Abbandonando ora questo campo, scendiamo a considerare, sotto 
altri riguardi particolari, la condizione degli abitanti di Torino nel 1705. 

Anzitutto, non credasi che, quantunque più difettose e meno sicure 
fossero le vie di comunicazione, più primitivi e lenti i mezzi di trasporto, 



— 70 — 



esclusivamente affidati ai mulattieri e ai carrettieri, il mercato di Torino 
t'osse privo di merci e derrate anche di lontani paesi, né offrisse alla 
borsa dei ricchi quelle leccornie e primizie, che anche oggi ricerca. 
Tutt' altro ! 

Accanto e sopra la straziante miseria dei più scorreva la vita raf- 
finata dei ceti elevati, i quali, se non scialavano il proprio, lo spendevano 
in vestiti e cibi prelibati e in feste, che contribuivano, poi, in ultima 
analisi, a scuotere il torpore «Ielle industrie e dei traffici cittadini e si 
risolvevano in un cespite di entrata e di guadagno, sia pur moderato, 
per il rimanente degli abitanti. Altri ricorderà, forse, che la Corte e la 
nobiltà andavano per le bagnature a Vinadio, a Saint Moritz, e altrove. 
Noi, senza uscire dalla cerchia delle mura, rammentiamo che per mezzo 
di speciali provveditori e di banchieri facevano venire prodotti esotici 
dai lontanissimi paesi, donde li facciamo venire ancora noi. Nulla di- 
remo dei panni, che da ogni lato arrivavano, e si scambiavano coi 
velluti, de' quali era uorentissima , allora, la fabbricazione in Torino; 
ed appena citeremo i ciambellotti che venivano da Firenze (1). le guar- 
niture di pontt- di Venetia, che la Serenissima provvedeva (2), e i pizzi 
e velluti celebratissimi di Genova, che Madama la Duchessa Reale 
facevasi spedire dalla Superba e per lei ospitalissima città (3). Piut- 
tosto, indicheremo, anzi tutto, quell'acqua di Xocera umbra, che al- 
cuni ritengono non fosse, lontano dalla sorgente, bevuta prima di pochi 
anni addietro, e che, invece, sul mare tino a Genova o a Savona e 
quindi sul dorso de' muli, giungeva, in frequenti spedizioni, a Torino, 
ed era di uso comune alla tavola del Duca (4). Accenneremo, ancora, 
al vino paesano, al moscatello (5) e ai citroni di Portogallo, di Nizza 
mare, ricercati per il Sovrano (0); all'olio d'oliva scelto di Lucca (7) o 
(iella valle d'Oneglia, d'onde varcava le Alpi marittime entro le carat- 
teristiche otri o pelli (Si; alle ostriche (9) e alle paste alimentari di Genova 
anche oggi apprezzate (10); ai cedri canditi, all'odo da stomaco e a' ranetti 
di manteche di Firenze, destinati alla Duchessa (11); allo stroppo aureo di 
Chiaveuna (12); al vino di Chiampauna. di Reyms (13); al Borgogna (14); 



(1) ('miti della Beai Casa, citati (1705-1707), conto n° 511, § 33. 

(2) Conti, cit. (1701), conto n" 917, S 21. 

(3) Conti, cit. (1705-1707), conto n° 511, § 21 e 42. 

(4) Conti, cit., n" 163 (1701), conto n" 291. § 19; Conti, cit. (1705-1707). conto n" 504, 
s 27, e conto n" "ilo, s 57. La Corte, poi, pagava un cavallo apposta pei- portare acqua 
dalla fontana di Po a Palazzo Reale Ivi. conio n 286, S 36). 

:,! Conti, cit. (1704). conio n" 290, S 53; Conti, cit. (1705-1707), conio ir 503, § 19. 

in. Conti, cit. il701>. conio ,,- 893, § L8, <■ coni 939, § 50. 

(7) Conti, cit. (1705-1707), conto n» 510, S 27 e 58. 

(8) Conti, cit. (1714), conto n" 291), § 43. 

(9) Co»*)', cit. (1701), conto n" 912. § 10; Conti, cit. [1705-1707), conto n" 511, § 21. 

(10) Conti, cit. (1701), conto n" 87tì ; Conti, cit. (1704;. conto n" 291, S 10. 

(11) Conti, cit. (1701), conio ir 21)5. § 5: Conti, cit. (1705-1707 1. conto n" 503, S 36. 

(12) Conti, cit. (1701), conio n" 939, S 47 : - 24 settembre 1701 » al sig. don Antonio 
Paparelli per prezzo di « siroppo aureo spedito da Chiavenna « ce, I,. 26,4. 

(13) Conti, cit. 1704), conto n" 291. § 2 e .-olilo u" 295. § 6. 
ili) Conti, cit. (17114). conio ir 293, § 37. 



ai Mori, alla verdura e ai piselli freschi della Riviera (1); alle lingue 
salati- ili Zurigo (2); e ai giamboni di Maianza (3 . 

Tulle queste provviste dimostrano a sufficienza quanto fosse uià 
mutato e raffinato il gusto a principio del secolo xvm. 

L'odore d'aglio o ili scalogna non era più riteunto squisito e aristo- 
cratico, come nel trecento li. Ne, forse, imbandivansi già più a Torino 
quelle mense pantagrueliche, che. cinquantanni prima, il bali Giambat- 
tista K'eili apprestava in Arezzo ai suoi ospiti (5). Il palato e nii usi 
avvicinavano yia ili molto i nostri avi al gusto nostro; ed i cibi erano 
poco dissimili dai nostri. 

E, poiché citiamo tante ghiottornie, non lasciamo sfuggire la pro- 
pizia occasione di avvertire clic i numerosi confetturieri avevano già 
dato un notevole sviluppo nella nostra città all' industria della cioccolata 
e dei liquori. Acqua ialzamica, zuccaro e agro di cedro costituivano, come 
abbiamo detto, una delle bevande preferite di Vittorio Amedeo II (6). 
Per Madama la Duchessa Reale spendevnnsi annualmente somme discrete 
per acquisto di zuccarofino, ambra (/risa, muscio, cunetta, cacaos e vaniglia, 
per comporre la cioccolata, della quale faceva grande uso come di bibita 
prelibata e nuova (Ti, e che, con somma cura, spediva regolarmente in 
dono alla figlia Maria Adelaide, duchessa di Borgogna, insieme con vini di 
Piemonte, scorse di cedrati recate da Firenze, auro ili cedro e altro (8), 
quasi a ricordarle la patria e la famiglia, donde, bambina, era partita per 
non pili tornare! Acquavite, rosolii, cioccolata e diablottini regalavansi 
a' personaggi che transitavano per Torino, e persino in Francia (9). 

Tutti questi commerci, tutte queste industrie erano esercitate in 
Torino da mercanti e da fabbricanti, i quali non sostengono certamente 
il raffronto di quelli potentissimi degli anni, in cui viviamo. Pure, ve 
ne sono che hanno sotto di sé operai, che lavorano e fanno prosperare 
i loro negozi o i loro opifici. Ma di gran lunga superiore, come deve 
veri licarsi laddove non v'ha intensità di lavoro e di produzione e 
quindi dove non esiste divisione del lavoro, è il numero degli operai 
indipendenti, i quali eseguiscono, è vero, le commissioni di maestri o 
padroni, ma le eseguiscono a casa propria, non nel laboratorio. Grandi 
fabbriche non compaiono quasi citate nei Rolli: sole vi sono ricordale 



(1) Conti, rii. (1701), io ir '.io:.-. Conti, <it. (1704), conto ti 295, S 25. 

(2) Conti, cit. (1701), conto n° 913, S 8. 

(3) Conti, cit. 1701 !. coni,, ir 893, § IT. 

(4 ctV. Alfonso Corradi, /." iiuiua <• le maialili- del trecento estr. dal Giornale 
d'igiene e medicina preventiva. Milani). 1864). 

(5 Cfr. Gaetano [mbkrt, La vita fiorentina nel seicento secondo tinnitine sincrone 
(1640-1670). Firenze. Bemporad, 1906, pp. 126-127. 

6 riV. sopra, pag. i nota 1; Conti, cit. (1701), ionio n" 012. § so. 

7 Conti, cit. (1705-1707), conto n" 286, § 24 <■ 126. 

(8) Conti, cit. 1701 . ,-unio n- 012. § 7 e 42; Conti, cit. 1704. e . ir 200. § 44 e 48, 

colilo n" 201.. § li. 

(9) Conti, cit. (1701), conto ii" so:;, sii: •■ ai cardinali Coallino e Noallies - (ile Coisliii 
e ile Noailles : conio n" SOS, § 1 e 2. 



— 72 — 



la fabbrica de' vetri e la fonderia di S. A. R. , la fabbrica di lana del- 
l'Ospedale, i ruolini dei Molassi. Solo la frequenza dei vellntari e dei 
mercanti di velluti indica cbe la tessitura di queste stoffe vi prosperava. 

Ora, l'operaio indipendente, non meno che il mercante, è raramente 
indigeno della città. Torino, allora, come ora e come tutti i centri, richia- 
mava nelle sue mura la gente del contado. Vi accorreva dai monti e dal 
piano un esercito di braccia e di petti robusti che correggevano i vizi di 
costituzione degli abitanti antichi; e ad esso univasi un'altra schiera 
di forestieri, per esercitarvi la loro attività. I capi d'industria forestieri 
non sono però numerosi; ed il principale è forse quel senese Bernardo 
Tolouer(il cui vero nome era probabilmente: Tolomei), di anni <>6, il quale 
fabbrica panni con l'aiuto di un certo numero di operai. Caso strano, 
però: tutti quegli stranieri varcano le Alpi per venire a lavorare a 
Torino, chiamativi dai Duchi o da connazionali già stabilitivi; vi si 
accasano con giovani del paese e danno origine a quelle molte famiglie 
dal cognome esotico, cbe coli' andare del tempo, vien quasi italianiz- 
zandosi. 

Ma questo rilievo non impedisce di riconoscere che la popolazione 
originaria di Torino era soverchiata dall'immigrazione dalle campagne 
e dall'estero. Se gli ufficiali delegati al Censimento fossero tutti stati 
coscienziosi ed accurati nelle loro descrizioni, potremmo forse dimostrare 
come appena un quinto dei 33.773 abitanti avesse veduto la luce entro 
le mura di Torino. 

Ma poiché essi furono talvolta, per soverchia fretta, dimentichi del 
proprio dovere, limitiamoci a dare all'ingrosso, sulla scorta dei più 
accurati, l'elenco di alcune terre o paesi, donde provennero gli abitanti 
di Torino nel 1705. 

Segnando la professione o condizione, che questi cittadini esercita- 
rono o tennero nella cerchia del nostro Comune, potremo forse indicare 
agli studiosi, o meglio, confermare donde vi siano pervenute le varie 
industrie, che vi fiorirono e vi fioriscono talvolta ancora. 

Allo studio della tendenza, eh' è oggi conosciuta sotto il nome di 
urbanesimo, gioverà forse ancora la seconda parte di questo elenco; 
nella quale abbiamo raggruppato i forestieri, in qualche maniera, secondo 
le distanze, donde provennero, sicché sia facile osservare tutta l'attra- 
zione della metropoli sull'animo del le persone piò vicine e come scemi 
colla lontananza; e sia possibile misurare in qualche guisa la fama acqui- 
statasi dalle industrie e dai traffici torinesi nel restante dell'Italia e 
dell' Europa. 



Provenienza degli artigiani 
e in generale degli abitanti in Torino ' 



Da : 



ELENCO ALFABETICO 
provenivano <hi : 



Abriez Formaggiai. 

Agliè Parrucchieri, sarti. 

ugnella Servi, revendaroli. 

Alba Servi. 

Albiano Lavoranti orefici. 

Albugnano Serve. 

Alessandria Servi, mercanti, pasticcieri, falegnami. 

Alpignano Servi <• serve. 

Andeseno Sarti, servi. 

Andorno Servi. 

Ansi (AnnecyJ .... Cabassino. 

Arassio (Alaggio) . . . Rettagliatori. 

Asti Orefici, militari, impiegati, fornai, serve e povere. 

Avigliana Falegnami, serve, impiegati. 

Avignone Lavoranti vellutari, mercanti, serve, nomini di fatica. 

i A ) /.elio Sarti. 

Balangero . Balangiero . 

Balangiro Serve, povere. 

Baldassano, Bardassano . Cuochi, giovani di chirurghi, ortolani, serve. 

Baldissero Vellutari. 



Barcellona i BarcellonettaJ 



Cappellai, mercanti, camerieri, tornitori, sarti, fon- 
dichieri, serve, ortolane, nodaro. 

Barge ! Camerieri. 

Baviera Palafrenieri, parrucchieri. 

Belvedere Maestri di scuola. 

Itene Sarti, servi, calzolai, osti, sacerdoti. 

Bergamo Giardinieri. 

Bertagna (Bretagna) . . Servi. 

Beynasco Studenti, calzolari. 

Bezano i Nutrici. 

Biella Muratori, mercanti, falegnami, tessitori, orefici. 

osti, materassai, calzolai, lavoranti e giovani ili 



(1) A pus. 39 abbiamo £\ : <\ dato l'elenco dei Luoghi donde provenivano i rifugiati, io 
Urtili parto contadini. 



10 Mise — II. 



— 74 



Da: 
Biella . 

Biofjlio 

Bordò (Bordeaux) . . ■ 

Borgialo 

Borgo d'Ales . . . . 

Borgo di Po 

Borgona, Borgogna, Bour- 

ghignone 

Bormida 

Boves 

Bra 



Bramali ( BrabantetJ 
Brianzoli (Briancon) 
Bruì in Bretagna (8. Bri 
Brosso . 
Brossolo 
Binino . 
Brnsasco 
Bruselles 
Brnzolo . 
Bnbiana 
' Buda . 
Buriasco 
Buronz . 
Busca 
Busolasco 
Bussolino 
Bnttigliera 
Calè an Fiandre (Calato) 
Caruso. Caloso 
( 'ambiano 
Camerano 
Canale . 
Candello 
Candia . 

Cantoia (Oantoira) 
Carauiagna . . 



provenivano dei : 

varie arti, sarti, camerieri, servi e serve, par- 
rucchieri, salumai, mulattieri. 

Falegnami. 

Sarti. 

Cabassini. 

Sarti. 

Serve. 

Morsari, poveri, lavoranti calzolai. 

Cocchieri. 

Creade. 

Giovani e lavoranti di varie arti, servi e serve, 
cuochi, vellutari, materassai, calzolai, sarti, salu- 
mai, vetrai. 

Cuochi, sarti. 

Librai, mercanti. 

Orologiai. 

Preti. 

Fornai, serve. 

Servi. 

Serve. 

Calzolai, parrucchieri, lavoranti stampatori. 

Serve. 

Giovane di chirurgo. 

Palafrenieri. 

Fattori. 

( ialzolai. 

Giovani di mercanti e di speciari, creade. 

Camerieri. 

Serve. 

Fondichieri, serve, lavoranti sarti. 

Sarti. 

Acquavitai, sacerdoti, serve. 

Filatori di seta, t'ornai, chirurghi, stallieri. 

Sarti, servi e serve, revendarole. 

Mercanti di panno, fruttai-oli, calzolai. 

Acquavitai, revendarole, serve. 

Giardinieri. 
' Serve. 

Calzolai. 



— ;r. — 



Da 



provenivano <iii 



t larienam 



t iarmagnola 



Carpentra {Carpentras) 

('a ITU 

Cartochio 

Casalborgone 

Gasale Monferrato . . . 

( 'ascile 

Castagne, Castagnette 

Castagnole 

CaBtellamonte . . . . 

Castelleugo 

Castelnuovo 

Castiglione 

Cavagnolo 

Cavalerleone 

Cavalermaggiore . . . 

Cavoretto 

Cengio (il) 

Ceravalle (Serra/oalle > 

< lercenasco 

Ceresole 

Oeva 

Cherasco 

Chiablè [Chablais) . . . 
Chiamberi {Chambéry) , 

Chiasso, CivaSSO, (Chi- 
russo) 

Chiaverano 

Cbieri 



Fornai, lavoranti orefici, cappellai, sarti, commessi 
di bottega, palafrenieri, ottonai, banchieri, vel- 
lutai, manescalchi, serve, bindellare, governanti. 

Commessi «li bottega, rcanti «li seta, alatori, 

vellutati, bindellari, servi <• serve, creade, fornai, 
fondichieri. 

Oste. 

Mercanti, sarti, giovane di chirurgo, Lavoranta 
passa manfani. 

Mulattiere. 

Cabaretieri, serve. 

Sarti. 

Tappezziere, serve, lavandaie. 

Serve, camerieri, spadaro. 

Tappezziere, cappellaio. 

Lavorante tintore, giovane «li negozio. 

Servi. 

Serve, vellutari, sacerdoti. 

Osti. 

Serve. 

Serve. 

Servi, aneliti, passamantari, camerieri. 

Oste, falegname. 

Serve. 

Servi e serve. 

Serve. 

Serve. 

Servi e serve, acquavitai, stallieri, mulattieri, came- 
rieri, sarti, mercanti, rivenditori, salumai, poveri 
e povere. 

(luantari, falegnami, acquavitai, camerieri, maestri 
de' cani. 

Serve. 

Impiegati basso servizio della Corte, servi e serve, 
portori, avvocato, impiegati dello Stato. 

Pescatori, imprendizzo parrucchiere, formaggiai. 

Servi. 

Orefici, calzolai, vellutari, servi, lavoranti cappel- 
lari, tintori, maniscalchi, fornai, mercanti, spe- 
ciaro, medico, chirurghi, scultore, giuocatore, sarti 

e sarte, crivellatori. 



- ;<; - 



Da : 

Chiusa (La) 

Cigliano 

Cigliè 

Cinzano 

Ciriè 

Cisterna (La) . . . . 

Clermon, Clermont prov, 

d'Overgna .... 

Cocconato 

Collegno 

Col San dio vanni . . 
Conio 



Compertengo . . 
Corgne, Courgnè 

('mio, Cnorio 
Cortemiglia . . 
Cossaria . . . 
Cossila .... 
Costigliole d'Asti 
Cravesana . . . 
Crescentino . . 



( 'revacuore 
Cumiana 

Cuneo . . 



Del ti nato . 

Demonte 
Dogliani 
Dolceacqna 
Dronero 
Entraque . 



Parigliano . . 
Favole, Faille 
Favria . . . 



Ferrara 



proceni nino dei : 

Serve. 

Lavorante vellutaro. 

Sarti. 

Osti, serve. 

Sarti, sellai, cocchieri, giovini «li mercanti, calzolai, 

serve. 
Servi e serve. 

Lavoranti calzolai e sarti. 

Mercanti, serve. 

Servi e serve, sarti, cuochi. 

Mercanti, cuochi, servi e serve, t'ornai, acquavitai. 

Sarti, mercanti di ferro, ehirurglii. arrotini, bigon- 
ciai, scultore in pietra. 

Falegname. 

Servi e serve, calderai, revendarole. 

Granatalo. 

Servi e serve, barbieri, camerieri. 

Servo. 

Muratori. 

Giovane di chirurgo. 

Servo e serve, oste. 

Serve, fabbri ferrai, impiegati, negozianti, capi- 
talisti, sarti, avvocati. 

Falegnami, marzari, revenclaroli. 

Serve, brentadori. 

Servi e serve, morsai, calzolai, maestri, speziali, 
lavoranti nella seta, povere. 

Serve, mercanti, lavoranti velhitai e stampatori, 
chincaglieri. 

Servi. 

Servi e serve, macellai. 

Pastai, revendaroli. 

Impiccati, serve, assistenti di speziali. 

Servi e serve, marnali, cocchieri, suonatori, reven- 
darole, agenti, lavandaie, osti. 

Nutrici, affitta «'avalli. 

Sarti, mercanti. 

Giovani di bottega, mercanti, chierici, cuochi, serve, 
creade. 

Servi. 



— 77 — 



l>n : 

Ferrere . 
Fiandra 



provenivano dei : 

Mendicanti. 

Camerieri, sarti, tessitori, calzolai, orologieri, pit- 
tore, palafreniere, coltellinai, fabbricante «li pan- 
nine e lavoranti pannaiuoli, nastrai, argentieri. 



Fiano . . . . 

Foglisso . . . 

Forno «li Lemie . 

Fossa m > 



Ser\ e. 
Sacrista. 

Servi. 

Serve, governanti, sarti, vetrai, yellutai, cappellai, 

mastro ili rasa. 

Frabosa Cuochi, maestro ili rasa. 

Franca contea argentiere. 

Francesi Mercanti, librai, nastrai, Setaioli, guantai, cuochi, 

parrucchieri, orefici, pellicciai, sarti, pastai, vel- 
lutai, cappellai, piumaiuoli, chirurghi, servi, 
cocchieri, bottoniere, armaioli, calzaiuoli, impie- 
gati della Corte, militari. I i raion i. ballerini, li latori, 
pettinai, suonatoli, calzolai, giardinieri, passa- 
mantari, disegnatori ili stoffe, sarte, serve, affit- 
tacamere, ostessa, lavorante in merletti, povere, 
ottonai, pizzicagnoli, calderai, ferravecchi. 
Cabassini. 

A.genti, governanti, garzoni <li calcina, sarti. 
Magnani, serve. 
Falegnami, mulattieri, ecclesiastici, serve. 

Ser\ i. 

Mercanti, serve, creade. 
e Salumai, insegnante d'abaco, orefici, tintori, cava- 
denti, palafrenieri, filatori, mercanti, calzaiuoli, 
camerieri, creade. 
Germania, A.llemagna . . Salumai, servi, palafrenieri, impiegati, polacco. 

concepisti, medici, militari, osti, 
(iiaveno Mercanti, calzolai, maestro di casa, maniscalco. 

indoratore, serve, nastraie, lavandaie. 

Govone Servi e serve. 

Graglia Servi, salumai, agrimensori, falegnami. 

Grana Serve. 

Granoble {Grenoble) ■ ■ impiegato interiore della Corte. 

(Iroscaval Governanti, serve. 

Grugliasco Impiegati inferiori della Corte e dello Stato, tessitori, 

calzolai, sacerdoti, medici, vellatai. servi e serve, 

Inghilterra Mercanti. 

Irlanda Palafrenieri. 



Frassini' . . . 
Frosasco 

Garessio . . . 

«lasso i Gassino . 

(■attillata . . . 

Geneva ( Ginevra I 

Genova . . . . 



78 — 



Da : 
Ivrea • 

Langhe (dalle), Langaroli 

Languedoc 

Lanzo 

Leguilles (Le» Aiguill.es) . 

Lemie 

Lesegno 

Leynì 

Lignaeo 

Lila (Lille) 

Limone 

Lione 

Livorno (Piemonte) . . 

Locana 

Lombriasco 

Lorena 

Luca (Lucca) 

Lucerna (Luserna) . . . 
Lucerna di Svizzera . . 
Lugano 

Malines in Fiandra 

Manta 

Mantoa (Mantova) . . 
Marcenasco .... 
Maro (del) .... 

Marsiglia 

Masse 

Masserano 

Matti 

Mayno Giugelar (?) 

Menton 

Messenille 

Messina 

Migliere 



provenivano dei : 

Scivi e serve, calzolai, carrettieri, sarti, mercanti. 
maestro di casa, speziali, chirurghi, impiegati 
inferiori della Corte. 

Ebanisti, lavoranti di cucito. 

Pannaiuoli. 

Fornai, ortolani, vivandieri, facchini, portori, impie- 
gati interiori della Corte e dello Stato, salumai, giar- 
dinieri, magnani, orologiai, osti, cuochi, sarti, 
poliamoli, serve, formaggiai, revendarole. 

Mercanti. 

Portoli, fornai. 

Cimici ieri, militari, maestra di scuola. 

Serve, vivandieri, boari, cabassini. 

Sacerdote. 

Pannaiuoli. 

Servo e serve, braccianti, mercanti di panno. 

Mercanti, vcllutari, hobergista, coltellinai, pettinai, 
calzolai, armaioli, serve, tintori di seta. 

Manescalco. 

Cuochi, chierici, fornai, facchini, serve. 

Servi, patera. 

Pannaiuoli, calzolai, cappellai. 

Sarti. 

Servo e serve, staffieri, povere. 

Guantai. 

Muratori, lattoni eri, spaccapietre, intagliatori, pan- 
naiuoli, falegnami, cioccolattieri, stuccatori, servi. 

Calzolai. 

Servi. 

Giovani di bottega. 

Portori. 

Servi, ebanista. 

Governanta. 

Cabassino. 

Lavorante di tabacchi, chierico. 

Serve. 

Servi. 

Liquidatore. 

Fornai. 
Ricamatori. 

Serve. 



— 7!l 



Uou 



Da. 
Milano 



Miranda 

Modena. . . . 
Molenen Bonrbonoi 

Km) .... 
Mombalchiero 
Mombaldone . 
Mombasiglio . . 
Mombello . . 
M uni ilia no. M om 

(Montmélian i 
.Monaco .... 
Monastero in Monferrato 
Moncaglieri , Moncalieri 

Moncucco 

Momlov'i (il) 



Monesterolo 
Monferrato 
Monforte . 
Mongran 

Monta (la) 

Montana 

Montaldo Ro\ 

Montanara 

Montasemo 

Montechiaro 

Monteu Roè 

Moietta 

Morienna 

Mortigliengo 

Mote . . 

Motta . . 

Mulasano, Mn 

Mnrello. 

Xevve . 



la/ 



provenivano dei : 

Muratoli, mercanti di ferro, ciabattini, lattonieri, 
mercanti, imbianchini, magnani, orefici, panierai, 
calzolai, droghisti, spadai, ricamatoli, servi, tin- 
tori, arrotini. Librai, indoratori, v eliutai, pittori, 
bottai, gioiellieri, lavandaie. 

Sellai. 

< Cocchieri, mercanl i. 

Lavorante coltellinaio. 

Servi. 

( 'alzolai. 

Ser\ i. 

Serve. 

Cuochi, lavoranti di cucito, serve. 

Lavoranti di cucito. 

Serve. 

Palafrenieri, bastai, boari, fornai, sarti, nutrici, serve. 

Sarti. 

Sari i. servi, impiegati interiori della ( !orte, inaest ro di 
casa, agenti, chierici, allitta cavalli, infermieri, na- 
strai, jiassa manta re. governanti, ferravecchi, povere. 

Serve. 

Brentadori. 

('alzolai. 

Serve, manti laro. 

Serve. 

Serve. 

Giovane ili speziare 

Osti, serve. 

Servi. 

Impiegati interiori della Corte. 

Serve. 

Osti, serve. 

Tessitori, serve. 

Serve. 

Serve. 

Serve. 

Mulattieri, servi e serve, ebanisti. 

Ecclesiastici, acquavitai. 

Servi. 



— SO — 



Da : 



provenivamo dei : 



Niella (la) . . 
Nizza (Mariti ima) 



Noceto . 
Noli . . 
Nolle, Noie 
None 
Norcia . 
Novalcsa 
Novara . 
Novello . 
Olanda . 
Oglianico 



Servi, ecclesiastici. 

Mercanti, guantai^ sarti, preti, osti, servi, cappellai, 
impiegati dello Stato, margari, ferravecchi, fattoli, 
stampatori <li tela, calzolai, ortolani, pannaiuoli, 
Alatori, magnani, parrucchieri, vellutai, cavacessi, 
tessitori, medici, maestri di scuola, governanti, 
serve, pastaie. 
( 'ommcsso di bottega. 
Pensionato. 
Impresari, serve. 
Serve. 
Chirurgo. 
Notaro. 
Chirurgo. 
Salumai. 

Lavorante parrucchiere. 
Mercante da ferro. 

Servi, salumai, calzolai, pastai, cuochi, palafrenieri, 
facchini, rivenditori, negozianti di riso, fornai, 
oste, Setaioli, tabaccaia. 
< 'apitalista. 

Orbassano Medico, serve. 

Ormea Servi, mercanti di ris 

Orso Serve. 

Osasco Governante. 

Padova Giovane di bottega 

Pamparà Tiraloro. 

Pancaglieri Oste. 

Palella Cuochi. 

Pariggi Tappezzieri, giardinieri, margari, tessitori, pastic- 
cieri, palafrenieri, chincaglieri. 

Pavia Falegname. 

Pavone Servi. 

Pecetto Materassai, serve. 

Perosa Maestro di scuola. 

Petinengo Oste. 

Pianessa (Pianezza) . . Orefici, chirurghi, mercanti, cherici, fornai, guan- 
tati, serve. 

Piemonte Mulattieri. 

Piuerolo, Pinaruolo . . Cabassini, mercanti, maniscalchi, cabassini, calzolai, 
selve, cucitrici. 



( >ranges 



irocuratore, chirurgo, serve. 



mantaro. 



— si — 



Da 



Pino . 
Piobesi 



Poitou . . . 

Polenzo . 

Polone, PoIIod 

Polonghera . 

Poni .... 

l'uni Bonvicinol Beauvo 

Posso «li Strada, Poz 

ili Stia . . 
Pralormo 

Priero . . 

Prioca . . 

Provenza . 
Baconigi 



sin i 



Beano . . 
Bevigliasco 

Ribordone . 

Biva . . . 

Bivalba . . 

K i \ ulta . . 

Bivara . . 

Rivarolo . 



Bivoli 



Boaso . . . 
RobeUa . . . 
Bocca (La) 
Bocca ili Cigliè 
Boccavione 
Romengo . . 
Hill liana 
Ruma . . . 



inori ni vano dei : 

Scr\ i e serve, 
Sit\ e. 

Servi e Berve, ricaili'. governanti. 
Preti, sacrista, calzolai, falegnami, mercanti, impie- 
gati inferiori della Corte. 
Sarti. 
Maestro «li casa. 

Serve, sarti, cioccolattaio. 

Filatori, ser\«\ lavandaie. 

( Salderai, maestro «li scuola, serve. 

Menante. 



Operai dello Stato, serve. 

.Maniscalchi. 

Acquavitai. 

Sarti, serve. 

Nastrai. 

Setaioli, giovani di bottega, mercanti, calzolai, 
camerieri, sacerdoti, serve, nastraie, passamantare, 
governanti, creade, lavoranti nella seta. 

Cocchiere. 

Impiegati interiori «Iella città, serve. 

Calderai . 

Vellutari «• zeccanti, chierici, braccianti. 

Servi. 

Draghisti, sarti, creade. 

Mercanti, Berve. 

Tintori, mercanti, impiegati interiori dello Stato. 
avvocati. 

Servi e serve, pastai, parrucchieri, avvocati, vellu- 
tari. tintori, brentadori, fornai, sarti, maestro di 
casa, impiegati interiori della Corte e dello Stato. 
revendarole, cabaretiere. 

Sacerdoti. 

Impiegati interiori dello Stato. 

Fornai, fabbri. 

Pasturi. 

Nobile. 

Servi. 

Serve. 

Maestri, sacerdoti. 



Da 



•provenivano dei : 



Salazza 

Sales 
Salto 
Sa lazzo 



San 
San 
San 
San 
San 
San 
San 
San 
San 
San 
San 



Benedetto 

Benigno . 

Dalmazio 

I Damiano 

Diano (Sandiglia 

Fre (Sanfrè) 

(iiiim (Sangano) 

Giorgio 

Martino . 

Maurizio 

Mauro 



no) 



San Michele . 
San Raffaele . 
San Sebastiani 

San Scrollilo . 
Sa ut' Andrea . 
Santo Stefano 
Saorgio . 
Sardei . , 

Sassi . , 

Satagna 
Savigliano . 



Savoia 



Savona 
Scagnel 



Sacerdoti. 
Serve. 

Sacerdoti. 

Sarti, fon di eh ieri, camerieri, carrettieri, tessitori 
di seta, levatrici, tintrici, serve, mendicanti. 

Mastio di casa. 

Vellutari, sarti, fornai. 

Sacerdoti. 

Giovani di speciari. 

Pressadore. 

Camerieri. 

Serve. 

Sacrista, sacerdote, serve, mastro di casa. 

Scolari, cappellari, serve. 

Mercanti, serve. 

Bottai, fornai, osti, ortolani, nutrici, mastro di 
casa. 

Sarti, mastro di casa, serve, formaggiai. 

forimi. 

Cuochi, servi e serve, povere. 

Camerieri. 

Portori. 

Preti. 

Calzolari. 

Sarti. 

Giardinieri. 

Vellutari. 

Mercanti, servi, orefici, vellutari, pizzicagnoli, spa- 
daio. 

Servi e serve, portoli, sarti, fornai, impiegati infe- 
riori della Corte, nastrai, mercanti, merciaiuoli 
ambulanti, chirurghi, cuochi, biliardieri, cabas- 
sini, vivandieri, coltellinai, confetturieri, came- 
rieri, pannaiuoli, vellutari, brentadori, tintori, 
mulattieri, pressadori, calzolai, osti, tornitori, 
magnani, bottonai, tiraloro, passamantai, pastic- 
cieri, palafrenieri, affittacamere, chirurghi, crivel- 
latori, cocchieri, patari, calderai, facchini, poveri 
e povere, parrucchieri. lavandaie, governanti. 

Meri i imoli draghisti ini- inni 1 1 si i \ 1. pizzi: ignoli 

Serve. 



_ 83 — 



Da : 
Scalenghe . 

Sciolze . 
SeBtema . . 
Settimo torinese 
Siena . . . 
Sintano . . . 
Sivene (delle) (Gé\ 
Sommano . 
Sommariva ili I! 

Soperga . . 

Sospello 

Spagna . . . 

Strambino 

Sn>a .... 

S\ isera, Zvisera 

Tarantasca 

Tavagnasco . 

Tenda . . . 

Tezerolo . . 

Todeschi . . 

Tolosa ( Toulouse) 

Tornello 

Torre . . . 

Tors in Francia ( Touì 

ì'iavcisela 

Tremignon 

Trento . . 

Trino . . , 

Tirrena i Touraine) 

Vaudier ( Valdieì 

Valduggia . 

Valfenera . . 

Valle di Lan/.o 

Sfalle d'Oneglia 
Valle «li San Martino 
Valsesia. Valle di Ses 

Valle di stroiia . . 
Valperga .... 



provenivano >l>'i : 

Sacerdoti, impiegati inferiori della Corte, cuochi, 

\ eli atari. 
Giovane di bottega, governante. 
Servi. 
Poliamoli. 

Sarti, mercanti di panno e pannaiuoli. 
Sacerdoti. 

Serve. 

Servi. 

Calzolai, giovani di bottega, affitta cavalli, sarti. 

mercanti, serve. 
Militari. 
Servi. 

( iahatt ini. militali, cocchieri. 
Serve. 

Limai, calzolai, serve. 

Sellai, servi, tiraloro, vivandieri, infermieri. 
( Sommesso. 
Serve. 

Medici, sacerdoti. 
Bottai. 

Parrucchieri, servi e serve, segretari, militari. 
Trombetta. 
Portori. 
Servi. 

Vellntari, nastrai. 
Preti. 
Fornai, serve. 

< 'alzolai. 

< 'al/.olai. 
Vellntari. 
Margari, servi. 
Ciabattini. 
Serve. 

(abassini. mercanti di riso, macellai, vetturini. 

t'ornai, serve. 
Merlettaie. 
Serv i. 
Ciabattini. 
( Rabattini. 
Cuochi, pittore, governanti. 



— 84 — 



Da : 



provenivano dei 



Valsoldo 
Varalle . 



Varese . . . 
Vanda . . • 
Vernina Reale 



Venezia 



Vercelli . . 
Vernone 
Verrua . 
Vez/.a (della) 

Vie-i . . 

Vienna . . 

Viglia . . 

Vigone . . 



Vilar «lei mese 

Villa di Stellon . 

Villafalletto . . 

Villal'ranea d'Asti 

Villafranca Piemonte 

Villani ivii . 

Villar (ili 

Villaregis 

Vinovu . 

Viora 

Vische . 

Viù . . . 



Vdlvera (la) 
Zampagna 
Champagne) 



in Francia 



Muratori. 

Brentadori, ciabattini, macellai, pizzicagnoli, bigon- 
cia!, falegnami, cabassini, portoli. 
Muratori. 
Nutrici. 

Servi, palafrenieri, serve, chirurghi, impiegati infe- 
riori della Corte. 
Vetrai, vellutai. mercanti di specchi, medici, musici, 

camerieri. 
Vellutai, mercanti, parrucchieri. 
Indoratore. 

Serve, giovani di bottega. 
Osti, mercanti, sarti, creade. 
Camerieri. 
Falegnami. 
Militari, creade. 
Serve. 
Sarti e sarte, serve, mercanti di ferro, giovani di 

chirurgo, studenti. 
Governanti. 

Vellutai, palafrenieri, confetturieri. 
Servi. 

Serve. 

Mercanti. 

Magnani. 

Pizzicagnoli, serve. 

Falegnami. 

Mercanti, serve. 

Avvocato. 

Sacerdote, maestro. 

Cuochi, portori. pizzicagnoli, piumaiuoli, brentadori, 
servi e serve, sacerdoti, osti, maestri di casa. 
sguatteri, facchini, parrucchieri, bottouai. 

Sacci-doti, servi e serve. 

Pasticcieri. 



_ 85 - 



(B) 
PROVENIENZA I UIC LI AIUTANTI IN TORINO, SECONDO LA DISTANZA 

Dal territorio dell'attuale comune ili Torino: Borgo di Po, l'osso di strada. 

Dall' <itt naie circondario ili Torino: Alpigni Lndeseno, Balangero, Bal- 

dassano, Baldissero, Bej nasco, Brosolo, Bruino, Brusasco, l'.ussolino, Buttigliera, 
Cambiano, Cantoia, Carignano, Casalborgone, Caselle, Castagne, Castiglione, 
Cavagnolo, Cavoretto, chiasso o Civasso, Cbieri, Cinzano, Ciriè, Collegno, Col 
s. Giovanni, Corio, Corgnè, Favria, Piano, Poglisso, Porno ili Lemie, Gasso, 
Groscaval, Grngliasco, Lanzo, Lemie, Leynì, Matti, Messenile, Mombello, 
Moncaglieri, Monesterolo, Montanara, Oglianico, Orbassano, Pecette, Pianessa, 
Pino, Piobesi, Piosasco, Poirino, Pralormo, Revigliaseo, Riva, Rivalba, Rivalta, 
Ki vaiolo. Kivoli. S. Benigno, S. Gano, 8. Maurizio, S. .Mauro, S. Raffaele, 

8. Sebastiano, Sassi. Sciolse. Settimo torinese. Soperga, Valle ili Lanzo. Valle 

di s. Martino, Vanda, Venaria Reale, Vernone, Verrua, Villa di Stellon, 
Vinovo, Viù. 

Dagli altri circondari della provincia di 'l'orino: Agliè, Agnella, Albiano, 
Avigliana, Zelio, Borgialo, Brosso, Brusolo, Buriasco, Caluso, Castellamonte, Cer- 
cenasco, Cerasole, Chiaverano, La Chiusa, Cumiana, Prosasco, Giaveno, Ivrea, 
Locana, Lombriasco, Lucerna. Marcenasco, Masse, Migliore, Mortigliengo, Xolle, 
Xovalesa. Orso, Osasco, Pancaglieri, Parella, Porosa, Pinerolo, Pont, Reano, 
Ribordone, Salazza, S. Giorgio, 8. Secondo. Scalenghe, Sintano, Strambino, 
Susa, Tavagnasco, Torre, Traversela, Valperga, Vigone, Vilar del mese, il 
Villar. Villaregis, Vische, Volvera. 

Dalle altre provimele del Piemonte, Monferrato e Novarese: Alba, Albugnano, 
Alessandria, Andorno, Asti. Barge, Belvedere, Bene, Berzano, Biella, Bioglio, 
Borgo d' Ales. Boves, Bra, Buronz, Busca, Busolasco, Camerano, ("anale, 
Candello, Candia, Caramagna, Carni, Cartochio, Casale Monferrato, Castagnole. 
Castellengo, Castebiuovo, Cavalerleone , Cavalermaggiore, Ceravalle, Ceva, 
Cherasco, Cigliano, Cigliè, La Cisterna, Cocconato, Compertengo, Cortemiglia, 
('ossila. Costigliele d'Asti, Cravesana, Crescentino, Crevacuore, Cuneo, Demolite. 
Dogliani, Dronero, Entraque, Farigliano, Favole, Ferrere, Fossano, Frabosa, 
Frassine. Caressio, Cattinara. Covone, draglia. Ciana, Langhe, Lesegno, 
Lignaco, Limone. Livorno, Manta, Masserano, Mayno Ciugelar, Mombalchiero, 
Mombaldone, Mombasiglio, Monastero in Monferrato, Moncucco, Mondovì, 
Monferrato. Mont'orte. Mongran, La Monta, Montatia. Montaldo Rover, Monta- 
senio, Montechiaro, Monteu Roè, Moretta, Motta, Mulasano, Murello, Neyve, 
La Niella, Noceto, None, Novara, Novello, Ormea, Pamparà, Pavone, Petinengo, 
Piemonte, Polenzo, Poloue, Polonghera, Priero, Prioca, Raconigi, Roaso, 
Robella, Rocca, Rocca di Cigliè, Roccavione, Romengo, Rubiana. Ruma, Saluzzo, 
S. Benedetto, 8. Damiano, 8. Diano, 8. Frè, 8. Martino, S. Michele. Savigliano. 
Scagnel, Sommami, Sommariva di Bra, Tarantasca, Tenda, Trino, Valduggia, 
Valfenera, Valsesia, Valle di Strona, Varalle, Vaudier, Vercelli, La Vezza, 
Vicco, Viglia, Villafalletto, Villafranca d'Asti, Villafranca Piemonte, Villanova, 
Viora. 



86 — 



Dalle antiche profilici*' ili Nizza, Oneglia e Savoia: Ansi. Chiablè, Chiamberi, 
Dolceacqua, Leguilles, il Maro, Menton, Momiliano, Monaco, Morienna, Mòte, 
Nizza. Oneglia, Pont Bonvicino, Sales, 8. Dalmazzo, S 1 . Andrea, S.'- Stefano, 
Saorgio, Savoia. Sospello, Teserolo, Tremignon, Valle d'Oneglia, Viegi. 

Dall'attuale provincia di Genova: Axassio, Bormida, Cengio (il), Oossaria, 
Genova, Noli. Savona. 

Dalla Lombardia: Bergamo, Como. Milano, Pavia. Tornello, Varese. 

Dalle altre provincie dell'Italia settentrionale e l'entrale: Ferrara, Luca, 
Mantoa, .Modena. Norcia. Padova, Siena. Venezia. 

Dall'Italia meridionale e dalle isole: Messina. 

Dalla Svizzera italiana: Lugano. 

Dalla Svizzera in generale: Gene va, Lucerna di Svizzeri, Sviserà. 

Dalla Francia meridionale : Abriez, Avignone, Barcellona, Bordò. Brianzon, 
Oarpentrà, Clermont provincia d'Overgna, Delfinato, Granoble, Langnedoc, 
Lione, Marsiglia. Oranges, Provenza, delle Sivenne, Tolosa. 

Dalla Francia settentrionale : Bertagna, Borgogna, Briù in Bretagna, Cale 
en Fiandre, Franca contea, Francesi, Lila, Lorena, Molen en Bourbonois, 
Pariggi, Poitou. Tors in Francia, Turena, Zampagna in Francia. 

Dalla Germania: Baviera. Germania, Todeschi. 

Dall'Impero Austro-Ungarico: Buda. Trento. Vienna. 

Dalla Spagna: Miranda. Spagna. 

Dal Belgio e dai Paesi Bassi: Braman, Bruselles, Fiandra. Malines in 
Fiandra, Olanda. 

Dall'Inghilterra : Inghilterra, Irlanda. 

* 
* * 

Coli' elenco che precede abbiamo preso avviamento ad un altro 
genere di indagini che, allontanandosi dalle ricerche statistiche propria- 
mente dette, si riaccosta a quelle di pura erudizione e costituisce come 
una specie di curiosità che potrà forse giovare in avvenire a qualche 
studioso. Non sia dunque discaro ad alcuno la licenza, della quale abu- 
siamo, di aggiungere a tutti i prospetti, finora inseriti in questa memoria, 
altri elenchi di alcune classi di persone, le quali possono contribuire a 
dare in qualche modo una idea dello svolgimento del benessere materiale 
e della coltura in Torino, e quindi riuscire utili alla storia civile di 
quei tempi, ne' quali la gloria militare offuscò ogni altra attività. 

Ma, anzi tutto, ci sia lecito di osservare come, tra gli altri operai 
che concorsero alla difesa della città in quei frangenti, non siano da 
scordarsi i falegnami e i brentadori clic numerosi vivevano tra il Po e la 
Dora (1). È risaputo che fin dal medio evo a Torino, come nei Comuni 
dell'Italia centrale (2) ed altrove, queste «lue classi di popolani, comunque 



(1) Veramente gli ordini di polizia torinesi clic li adibiscono al servizio del fuoco sono 
milito recenti (1783, die. 20. Duboin, Raccolta, cit., voi. XV, tomo XIII, p. 741); ma cer- 
tamente ripetono disposizioni contenuti' in ordini dei secoli precedenti. 

(2) In Toscana, a Siena particolarmente, fin dal r.'ào. ('ti. Archivio di Stato in 
Siena, Statuti ilei Comune ili Siena n" 15 (1299-1312): provvisione n° 2 « qualitei ingnig 
debeat estingui ». — Fabio Baroagli Petkucci, Le fonti ili Siena e i loro acquedotti 
i Siena, Firenze, Roma, Olschki, 1906), voi. I,pp. 55-58 : voi. II, pp. 6, 105, 391, 392, 508, ecc. 

Cauio Faxletti Fossati, ('ostinili senesi nella seconda metà ilei secolo XIV Siena, tip, 
dell'Ancora, issi), p. 95. Papini, storia ilei empo ilei Pompieri ili Firenze, dall'origine 
i:;ti ni giorni nostri (Firenze, Barbèra, 1896), p. 2 e seg. 



fossero chiamate, furono sempre adibite alla guardia del fuoco, che spesso 
vi menava strage e rovina. I falegnami, come più pratici e coinè costruttori 

dei ietti, die ili s<>\ente occorreva abbattere per domare l'incendio, 
costituivano le guardie «lei fuoco per eccellenza; alle quali prestavano 

assistenza i brentadori, i mulattieri, i conducenti ed ogni u o che 

potesse attingere un vaso d'acqua. 

Nessuna inarav iglia, dunque, ci coglie se troviamo, in altri documenti, 
ricordale l'opere di questi modesti popolani per preservare la città dagli 

incendi, che fcemevansi come conseguenza dell'assedio. Contemporanea- 
mente al censimento, del (piale ci occupiamo, sappiamo che ordini del 
marchese Prospero di Lucinge, governatore di 'l'orino (25 agosto L705), 
imponevano a unti i proprietari di case di provvedersi di tagliole, corde 

e \asi e (li disporli in modo da essere sempre pronti per servirsene nel 
caso che un incendio scoppiasse 1 1). I palazzi demaniali non andarono 
esenti da tal provvedimento; e, per quello della Camera dei ('oliti 
e del Senato, si pensò a provvedervi lin dalla sessione camerale del 1" set- 
tembre 1705. Dopo averne riferito al conte presidente e generale di finanze 
(impello, la ('amerà, nella sessione del 12 settembre, ordinò l'acquisto 
degli oggetti surriferiti per valersene per difesa del fuoco ne' palazzi 
senatorio e camerale in caso di bombardamento di questa città » (2). 

Uguali provvedimenti furono probabilmente presi al palazzo reale. 
principalmente dopo la celebre risposta di Vittorio Amedeo al messo 
del La Feuillade che, come è noto, suonava: essere suo quartiere ogni 
angolo della città (7 giuguo L706) (3). Senza riguardo, i nemici lo pren- 
devano di mira e bersagliavano col loro tiro: sicché, il 16 giugno, mentre 
la Duchessa Beale, prima di uscire da Torino colla Corte, udiva la messa 
nella cappella del Sudario, cinque palle infuocate colpirono il palazzo 
reale, e appiccarono il fuoco all'appartamento delle figlie d'onore I. 
Vi fu subito posto riparo; ma, perchè simile inconveniente, rinnovandosi, 
non recasse dolorose conseguenze fu lasciato il capomastro Gaspare Coda 
con altri falegnami a vigilare sul fuoco, che potessero suscitare le palle 
francesi; e i brentadori Antonio Ricetto e Giovanni Bertua furono incari- 
cai i di mantenere l'acqua occorrente nei vasi distribuiti nei palazzi reali(5). 

E poiché discorriamo della Casa reale, osserviamo ancora che essa 
costituiva una vera, provvidenza, non solamente per la numerosa sua 



il, Cfr. Duboin, Raccolta, citata, voi. XV, tomo XIII, p. 770. 

(2) Sessioni Camerali, citale, n" 52, a e. 38, 36. A lincilo della Zecca si provvide il 

li ottobre 1705. Sessioni, cit., M e. 44. 

(3 Diario dell'assedio di Torino, pubbl. ila Antonio Manno nel voi. XIX (4° della 
'_" >erie) (Iella Miscellaneo di storia italiana (Torino, ISSO), p. 552. 

(4) Ivi, p. 555. 

(5) Conti della Beai Coso, citati (1705 1707), conto ir 507, §13: • A.' 30 novembre 1706, 
• al capo mastro (raspar Coda, mercede del medesimo ei altri mastri da bosco stati coni- 
ti mandati di restar alla custodia del palazzo leale e vecchio della tu serenissima l'renci- 
■• pessa, giorno e notte, d'ordine di S. A. lì. per invigillar al foco per le palle infocate 
■ gettate dall'inimico nell'assedio di Torino nell 1706... 1.. 506». 

Ivi, S 45: <• A' 20 ottobre 1706, alli brentadori Antonio Ricetto e looanni licitila per 
« liaver riempito la cava, cilnari et altri vasi distribuiti ne' palazzi reali con acqua di 
« servir di precauzione in caso d'incendio nell'assedio di Torino nell 1706... L. 52. Ì0 ». 



servitù mantenuta e pagata anche in quei dolorosi frangenti (1), ma per 
influite altre persone (2) e per i mercanti in generale. 

Non entra nel nostro assunto di esaminare l'opera del Sovrano 
rispetto ai suoi sudditi, nei mesi pieni d'angoscia, in cui Torino fu stretta 
dalle genti nemiche. Ma non scordiamo, quantunque, ciò esorbiti un po' 
dal tempo del censimento, che, in occasione dell'assedio, Vittorio Amedeo 
ordinò a Giovanni Francesco Berardi di provvedere tìn dal mese di 
giugno 17<m; al Marchese di Oaraglio, comandante di Torino, tanti hovi, 
vitelli e volaglie » per la somma di L. 5200.4, da servire « per suo uso » 
e certamente della piazza (3). 

Ora, questo Berardi non era probabilmente, se non un dei soliti 
provveditori della Casa reale. Di altri simili fornitori, che non man- 
cavano dal farne pompa e citare questa loro qualità in opportuna 
occorrenza, v'ha traccia anche nei Bolli; ed è stato facile compilarne 
l'elenco. Il quale, come tutti gli elenchi, che, d'ora innanzi, seguiranno, 
non è certamente completo, perchè non tutti i delegati ebhero la pazienza 
di riferire la qualità dichiarata; ma, pur monco, serve sempre ad 
avviare le ricerche in questo senso, nel caso che a qualcuno ciò possa 
interessare. 



Fornitori della Casa Reale. 

Annibale Allassonato, panatalo «li Andrea Rosso d.° Pavia, menusiere 

M. E, diS.A.E. 

Giacomo Basilio, macellaio di S. A. R. Francesco Salterio, provveditore del 
Giuseppe. Bovi, piumassere di S. A. R. bosco di S. A. R. 

Giacomo Brunetto, armarolodiS. A. R. Giuseppe Sirio, sellaio di S. A. R. 
Anna Maria Dalpiere, piumassera di Giovanni Tommaso Torrione, sellaio 

S. A. E, di S. A. E. 

Marcantonio Marchete, tappezziere Carlo Triulso. tappezziere di M. R. 

di S. A. E. ve«l/' Giovanna Maria Valletta, stani 

Pietro Montalbon, savoiardo, pana- patrice di S. A. E. 

taro di M. E. Eiciard Venghen, fianiengo, sarto di 

S. A. R. 

Fin dal 17 marzo L693, erano state concesse dalla duchessa Anna a Lorenzo 
Marone lettere patenti di « librari) ordinario di S. A. E. » (4). 



(1) Ivi. conto ii" .".UT. § 17. 

(2) Ivi, .-(Ulto ii" 510, § 28: :") ottobre 1706, a Nicolao Antonio Besosso supplemento 

« L. 125 suo stipendio 3° quartiere 1706 con l'incontro d'emine 20 grano, I.. 4 end i emina, 

« fattoli somministrare d'ordine <■ pei conio «li S. A. K. pendente l'assedio nella pi-esente 

città dal panataro della sud 1 R. A... L. 45». 

(3) Ivi § 53 : « 30 novembre L706, a. Gioanni Francesco Berardi per bovi, vitelli <■ 
«volaglie, proveduti ili comando di S. A. I!. i"'i ocasione dell'assedio, consignate dor 

• dine di d" Et. A. a S. E» il sii;. Marchese di Caraglio, governatore di Tonno, per suo 
■ uso, ti ii nel mese di giugno 1706... L. 5200.1 ■•. 

(4) Oontrorqllo Finanze, reg. 189, a e. 125. 



— 89 



Fin dal tempo del duca Emanuele Filiberto trovansi ricordati i 
« son adori de' violloni di S. A. » (li; non è dunque cosa strana veder 
coltivata la musica a Torino, anche nel I7oò. 

Quasi inni addetti alla Casa reale, dove costituivano un'orchestra 
notevole e venivano di frequente adoperati nell'esecuzione di musica di 
camera, erano i illusici che troviamo ricordati nei Rolli e clic COTI se 
uniamo nel seguente elenco, insieme coi danzatori e cogli organari. 
Parecchi non ebbero dai commissari al censimento l'onore di essere 
ricordali come artisti, sia per dimenticanza, sia perchè abitavano in 
luoghi, dove non si estendeva l'opera loro. Tuttavia, siccome questa 
ricerca può giovare agli studi della storia della musica in questa città 
e altrove, non sarà inutile ricavare dai Conti della Unti Casa l'elenco 
Completo della così detta lunula de' rio/ini e dei musici di camera di 

s. A. Et. ed allegarlo in nota a corredo dell'elenco, somministratoci dai Rolli. 
A proposito ili queste supplenze, avvertiamo, una volta tanto, (die 
nei seguenti prospetti, pur tenendo per base i dati contenuti nei Rolli, ab- 
biamo creduto non del t otto inopportuno aggiungere quei nomi ancora che 
risultano dagli altri documenti consultati per il presente lavoro, affine di 
rendere questi elenchi sempre meno incompleti. Era necessaria questa 
avvertenza per spiegare la differenza che talvolta riscontrasi tra le 
somme contenute in questi elenchi e quelle della tabella analitica delle 
professioni. 

Musici, Musicanti (li). 

Giovanni Battista Besozzo, milanese, Giovanni Antonio Tinivella, sonatore 

s tore di S. A. Et., «ranni 50. di S. A. Et., id. 39. 

Filippo Brambilla, da Torino, sona Giovanni Francesco Garretto, sona- 
tore di s. A. Et., id. 21. tore di S. A Et., id. 55. 

Lorenzo I >esumis, sonatore di S. A. li., sig. I ieri ci li. musi co di s. A. Et., id. 55 . 

id. •'!!•. Giovanni Francesco IVfatis, sonatore 

dna Giuseppe Casanova, prete cele- d'oboe, id. 40. 

iirantc, musico di S.A.K., id. 38. Gaspar Francesco Franco, sonatore 

Giovanni Secondo Oseglia, musico, di s. A. I.'.. id. 38. 

id. '!t. Angelo Fiore, milanesi', sonatore di 

Giovanni Francesco Gadini, sonatore S. A. Et. 

di S. A. Et. Andrea Fiore, milanese, sonatole di 

Giulia Cristina Costa, musica, id. IT. S. A. Et. 

Giovanni Fortunato, da Torino, sona- Benedetto Amedeo Vacca, da Torino, 

tore di S. A. Et., id. .">N. musico ili S. A. I,'.. id. 48. 

cav. .Mano dulia, da Venezia, mu- Giuseppe Gattonar, da Torino, Bona- 
sie, id. (II). Ime di S. A. Et., id. 11. 



il) Anrlie in Fiandra Emanuele Filiberto amava rallegrare i banchetti, offerti ai perso- 
naggi ili Ila Cuiie. n il suoni, dei violini. Riacquistato l'avito Dominio, costituì un'orchestra, 
alla quale erano iscritti, fra gli altri, Battista Frasconotto, Antonio Bellone, m. Vincenzo 

Bernardo, 'Cecchino Santino, Gerardo di Beulieu, ecc. co suonatori e musici. Cfr. Conio 

della B. Casa 1565, conti n. 195, 196, l"J0, 244, 271, 273, ere. 

(2) 1 illusici e va, inaimi stipendiati dalla Corte, che costituivano la banda de' violini di 
S. .1. /.'. e la sua camera, erano i seguenti, come si ricava dai Conti della Eeal Capacitati: 



— 90 — 



Danzatori. 



Novello Durbach, (ranni 34. monsù Marut, maestro «li danze al 

Luigi Goddone, francese, ballarino, Collegio de' Nobili, id. 29. 
id. 31. 



Organari. 
Giuseppe Callandra, da Torino, Francesco Trailer, da Brescia. 

Non tutti al servizio ducale, ma spesso adoperati, erano gli artisti 
che frequenti sono ricordati nella consegna del ITO."). Brano, però, più 
che altro decoratori e anche semplicemente imbianchini. Certamente 
anche se appartennero ad un grado più elevato d'artisti, la storia non 
ha memoria delle loro opere; poiché con ragione può ritenersi che fos- 
sero quasi tutti della scuola di colui, il quale diede ad ognuna delle 
mani di Emanuele Filiberto sei dita (1). Ad ogni modo, però, non sarà 
discaro averne la nota. 



Musici e Musici di camera di S. A. R. 

Diana Oreglia Averana, musica. Giovanni Secondo Ozeglia, musico. 

Don Cesare Giordano, musico. Benedetto Amedeo Vacca, id. 

Cav. Marco Godia, detto Marchetti, musico Don Giuseppe .Matteo Vacca, cappellai 
ili camera. e musico. 



Musici e Suonatori. 

Banda dei vini ini. 

Violini: Giuseppe Cattenar. Violini: Gio.Franc.Garetto. Violini: Michele Vittime. 

» ruolo Canavazzo. » Francesco Moutiè. Violoncello: Angelo .Maria 

» Bartolomeo De » Giacomo La Pierra. Fiore. 

Grandi, detto » Gio.Batt Quaranta. Musico theorbista, Tommaso 

Fasgena. » Giacomo Hasetto. Bertelli. 

» Giovanni De Gran- » Giacinto Somis. Organavo di 8. A. E. Pran- 
di, detto Fassena. » Lorenzo Somis, cesco Thraer, 

» Pietro Franco. detto detto Ardy. Foriere della musica, Carlo 

Latour. » Gioacchino Tor - Farò, detto La Violetta. 

Giovanni Fortu- rano. Controllore della musica, 

unto. » Giovanni Antonio Francesco Ugo. 

» Gio. Frane. Gadino Tenivella. 

Il Fiore, violoncellista, e il Somis, detto Ardy, furono dal Duca mandali a Roma a 
perfezionarsi nell'arte e mantenutivi per parecchi anni a tutte spese ili lai. Mano Godia, 
da pia di -J."> anni al servizio del Duca, era Direttore della musica di S. .1. /.'. e cavaliere 
di S. Marco. Nato alla Mcduna nel Friuli, aveva chiesto ed ottenuto il 26 novembre 1703 
di poter disporre dei suoi beni per testamento, non ostante la legge d'abena. ('li . /,'. Con 
cessioni (poi patenti), reg. 134, a e. 148. 

(1) Alludiamo al gran ritratto di Emanuele Filiberto, conservato nell'assemblea del 
R Convitto delle vedove e nubili di civile conili/ione, l'ondato in 'l'orino dalla principessa 
Maria Felicita di Savoia, sorella di Vittorio Amedeo III nel 1786. Vi si vede chiaramente 
la mostruosità alla quale accenniamo. 



-iti - 



Pittori. 



Giovanni Battista Abretto, fiainingo, 

d'anni 62. 
Francesco Maria Alberto) id. 42. 
Giovanni Agostino Bellandi, id. 62. 
Baldassar Bianco, id. 35. 
Carlino Maria Birago, id. •"><>, teme la 

gotta. 
Domenico Glodo Bono, id. 55. 
l'ictro Borgomano, id. 05, e s figli. 
Bartolomeo Giovannino Brambilla, da 

Torino, id. 23. 
Giacomo Antonio Broccardo, «la 1*1- 

voli, id. (in. 
Giuseppe Buffat, da Torino, id. 25. 
vcd.-' Isabella Bnsona, da Modena. 

id. 71. 
Domenico Gomba, id. 45. 
Giovanni Battista ('urlando, id. .">;'>, 

con 1 giov. 
Pietro Antonio Delfino, id. 40. 
Giovanni Marco Deorseli, id. 50. 
Lorenzo Diilì'our, id. 23. 
Agostino Emanuelis, da Sommariva 

del Bosco, id. 48. 
Giovanni Francesco Fariano, id. 24. 
Francesco Fransati, col cav. Daniel. 

id. 24. 

Pietro Asostino 



< )reglio < I-ambone, id. 55. 
Pier Francesco Gambone, id. 24. 
Domenico Angelo Gillino, id. 05. 
«'ailo Amedeo Grattapaglia, brodore 

e pittore, id. 5(1. 

Giovanni Andrea Grattapaglia, id.39. 
Secondo Grattapaglia, id. 7.".. 
Giuseppe Riaggi, da Milano, id. 50. 
Giovanni Antonio Manne, id. 32. 
Giovanni Antonio Marii, id. 45. 
Teodoro Micliella, id. II'. 
Antonio M inotto, id. 48. 
Giovanni Antonio Molineri, id. 30. 
Giovanni Mongardino, id. 40. 
Giuseppe Mosino, id. 64. 
Luigi Antonio Mosino, figlio di lui, 

id. 27. 
Giuseppe Musetto, id. 47. 
Giuseppe Paliparis, id. 54. 
Prudente Paroldo, id. 32. 
Pietro Antonio l'olone, id. (il!. 
Giovanin Posso, id. 70. 

Giovanni Battista Rabo, da Gassino, 

id. 51». 
Giovanni Battista Posso, id. .'55. 
Michelangelo Tesio, id. 28. 
Gerolamo Vianzone, id. 50. 
Zancera, id. 45. 



Scultori in legno e in pietra. 



Antonio Acrili i (sic), tnodonese, di 

anni 2.'!. 
Emanuel Baroldier, id. 35. 
Francesco Borrello, da Chieri, id. 69. 
Giovanni Battista Botto, id. 35. 
l'ictro ( 'erruto. id. 45. 
Pietro ( 'Icmente, id. 30. 

Michele Lavolea, id. 32. 
Giovanni Battista Losa, id. 38. 
Baldassarre Morello, da s. Mò, id.27. 



Giovanni Niccolò, da Biella, id. (iti. 

Carlo Pallavicino, da Torino, id. 24. 

Francesco Piazolo, da Conio, scultore 
in pietra, id. 50. 

( '• iuseppe Boi, id. 43. 

Giovanni Battista Serena, id. 30. 

Giovanni Strada, id. 30, con I lav. 

Domenico Costanzo Streglio, impren- 
dilo scultore, id. 10. 

Giovanni Torchio, id. 35. 



Miniatore. 
Francesco Geronimo Porresti, da Vinchio, d'anni 27 



— 92 — 



Di seguito riportiamo gli elenchi dei Librai, dei Medici e altri sa- 
nitari, citali Avvocati, degli Ingegneri e dei Banchieri, rammentati nei 
Bolli, come di persone il cui ricordo giova mirabilmente a far conoscere 
lo stato «li coltura, nel quale si ritrovava allora Torino. 



Librai. 



Alici Adaiiio; 

Giovanni Battista Bertolero; 

Giovanni Michele Carone; 

Giovanni Battista Casablanca; 

Giovanni ricini ('nate <> Conto; 

Giuseppe Davico; 

Giovanni Battista Fontana; 

Bonaventura Galimberti ; 

Francesco Tommaso Germano; 

< ilaudio Ghibert, francese; 

Giacomo Ghibert, suo cugino e com- 
pagno; 

Giuseppe Antonio Giay; 

Giuseppe Bermille, di Briancon; 

Pietro Bermille, suo fratello e com- 
pagno; 

Giovanni Battista Manzolino; 

Lorenzo Manine; 

Giovanni Antonio Mastallone; 



Giovanni Mussa : 

Francesco Negro; 

Michele Ogena : 

Giovanni Battista Pasquina; 

Giovanni Battista l'i izza, da Milano: 

Giovanni Priero; 

Giovanni Uniscati, francese, compagno 
dei Ghibert; 

Stefano Rinsenti, francese, compagno 
dei Ghibert; 

Francesco Roveda; 

Giovanni Antonio Rustichello; 

Fratelli Tarino; 

Giovanni Battista Vernoni; 

Giuseppe Vernone, suo figlio e com- 
pagno; 

Giovanni Andrea Vigliardo; 

Pierftancesco Zapato; 

Giovanni Battista Zappata. 



Accanto all'elenco di coloro, i quali vendono i libri, cade in acconcio 
anche la memoria degli scrittori che all'arte della stampa e ai librai 
somministrarono, per via dell'assedio, i libri da stampare e da vendere. 
(ìli storici dell'assedio sono, ditatti, anch'essi ricordati nei nostri docu- 
menti. Da' (piali apprendiamo che il padre abbate Guido Antonio Met- 
telli, di Brezza , di anni 40, confessore delle monache di 8. Croce, abi- 
tava nella seconda delle case Boverio, nel cantone di S. Sebastiano; clic 
« don Tarisso, mastro di scuola- ». dimorava in casa Cavoretto, nel can- 
tone di S. Ubertino; e che il generale Solaro della Margarita occupava 
un quartiere della casa, Oaselette, nel cantone di S. Giuseppe. 

K poiché abbiamo accennato ad abitazioni, ricordiamo ancora, prima 
di passare oltre, che 

Moiisù Bblcastel, gen. lc d'Olanda, stava in casa Sciolze, is. S. Salvatore; 

Monsù Vandermer, inviato d'Olanda » » S. Germano, is. 8. Germano; 

rinviato d'iNiiltlLTERRA » » Guarene, is. 8. Melchiorre. 



93 



Professioni sanitarie 



Medici. 




l I 



ÌSIO 



Francesco Alazia . . 
< riovanni Francesco An 

medico di M. U. . . . 
( ì-iovanni Francesco Anglesio 

Anselmo 

Sic lo Filippo Arbandi . 

Diego Crescentino Barrilis 
Giovanni Niccolò Beltramo 
Beltramo, medico dell'ospedali 

reale 

Giacomo Domenico Beltrudi 
Giovanni Antonio Bertolino 
Francesco Bertolotti . 
Giovanni Battista llinneo . 
Bartolommeo Borgetto . . 
Giuseppe Antonio Buscbetti 
Giovanni Angelo Callissano 
Guglielmo Bartolomeo Cappa 

medico delle carceri senatori < 
Giovanni .Maria Clara . . 
Stefano Michele «'appello . 

Giuseppe Capra .... 
( 'arlo Antonio ( Jonti . . . 
Carlo Emanuele Destefanis 
Giovanni Giacomo Destefan 

figlio 

Agostino De Vicendetti 
Francesco Donzel .... 
Giuseppe Maurizio Donzel 
Enrico Durando .... 
Vincenzo Fantino. . . . 
Giovanni Fantone. 



36 



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30 

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15 
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30 



COGNOME E NOME 



Michele Felice 

Fereri 

Michelangelo Foazzo. . 

Gio. Ani. l'omeri. . . 
(iio. Battista Galenga . . 

Giuseppe dallo 

Sebastiano (lanieri . . . 

Giuseppe Gastaldo . . • 
Paolo Francesco < rhidella . 
Carlo Francesco < rhigo . 
Domenico Giacomelli 
Giovanni Antonio (lni<li. d 

Tenda 

Marco Imbelli 

Pietro Lanfranchi. . . . 
Giuseppe Magneti i, «li Locani 
Massa, «li Buttigliera . . 
Giuseppe Antonio Mansino 

Meglior 

Pietro Antonio Miliardo. <1 

Druent 

Giuseppe Maria Molineri . 
Pietro Giovanni Morelli, di < >r 

bassano 

Gio. Battista Mossa . . . 

(iio. Battista Mulateri . . 
Francesco Antonio Nitia, d 

Verrini 

Carlo Giuseppe Oddono, d 

Grugliasco 

Oliti, medico di S. M. ('.' 
Giovanni Antonio Oselia . 
Dionigi Pachiaudi . . . 



in 

LIL' 

29 
37 

i:. 



45 



50 



21 
40 

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40 
38 
62 
70 



— 94 — 



COGNOME E NOME 



Giuseppe Pachiaudi, figlio 
Giovanni Battista l'orino . . 
Perrino, «li Torino, resiliente 

a Grugliasco 

Piselli 

Giovanni Lodovico Prono . . 
Gaspar Giuseppe Rasetto . . 
Giovanni Battista Raspetto 
Ravetti 

Ilielietti 

Carlo Piva, «li Bolengo, me- 
dico «li S. A. E 

Pietro Paolo Piva, figlio, me- 
dico «li S. A. E 



COGNOME E NOME 



; j; 1 , 


GS 


30 


(il) 




70 


50 


71 




72 


28 


73 


45 


74 


30 


75 




70 




77 




78 




79 


41 


80 



Etomero 

Pietro Girolamo Posa . . • 
Giovanni Annibal Sarto . . 
(Manilio Francesco Signoretta 
Gabriele Solussolio .... 

Luigi Suchetti 

Tomadino, veneziano . . . 

Toriglia 

Giuseppe Emanuel Vachieri . 

Valletto 

Villa, medico dell' ospedale 

degli Alemanni 

Diego Francesco Vinca. . . 
Vissandetto 



protomedico: «onte Bartolomeo Tonini, di Nizza. 
Chirurghi, Cirogiei, Cerogici, Seirugichi. 



Gio. Martino Armanda . . ■ 
(Ho. Battista Arni), chirurgo 

della Venaria 

Giuseppe Asinelli, di Novara. 

Amedeo A.stesano 

Domenico Avaroglio .... 
Michele Antonio Pagato . . 
Carlo Baroni', «li Romana 

(Francia), chirurgo magg. 

delle truppe di S. A. R. in 

campagna 

Sebastiano Bay 

(Ho. Frane. Bavette, cirogico 

ilell'llosp. Reale . . . . 
Domenico Balbis, cerogico «li 

S. A. S 

Giovanni Baretta 

Gio. Francesco Bellino . . . 
Gio. Battista Benentino, della 

Venaria 

Giuseppe Maria Benedicti. . 



30 


15 


L'I 


10 


73 


17 


40 


18 


30 


19 


30 






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10 


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16 


26 




27 




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36 


28 




29 


32 


30 


31 


31 



Agostino Bellot, francese, 

primo chirurgo di M. E. 

Pietro Berone 

Giovanni Tommaso Bonardo . 

Lodovico Bordicio 

Giuseppe Bosone, «li Sei limo 

Torinese 

Giovanni Battista Bovis . . 
Giovanni Domenico Brocca . 
Gio. Pietro Giuseppe Bussano 
Gio. Battista Bussone . . • 

Paolo Calvo 

Gio. Antonio Campana . . . 
Gio. Bartolomeo Campana, <■<•- 

rugieo di S. A. R. 
Giuseppe Canapiglia, cirugico 

maggiore regg. Saluzzo . . 

Ottavio Cappa 

('allo Tommaso Canina . . . 
Cio\ anni Guglielmo Cerrutto. 

GiO. Antonio Cervello . . . 



51 

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38 



— 95 — 



34 

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37 
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18 

I!» 



i I (GNOME E NOME 



1 1 n>\ anni ( lolombato ... 
Agost ino < lorderò 

< Ho. Battista < 'uoca l 'astello, 

cerugico magg. regg. Savoia. 
l'ivi io < 'urto 

Michele ( allunano . 

Niccolò < ìalcan, francese . 
Gio. Francesco I talleri . 

< 'arlu Maurizio I talbagnia, po- 

vero 

('laudili Defornasi 

Gio. Dellilla Demortier. . . 

< !arlo( linseppe Deroi,di Torino 

Monsù I »ciiissi 

Stefano Lodo\ ico I >etal . . 

Giacomo Doglio 

Francesco -'Maria Fama . 
Michele Faure, savoiardo . . 
Giovanni Forest, d'Alby . . 
( rinseppe Forneri, ili < 'ambiano 
Giuseppe Forneri, di < ìhieri . 
Gio. Battista Fusano 

Bernardo Fussano 

Giovanni Galiai, d'Avignone. 

Carlo Gambone 

Gio. Battista Gambone. . 
Gio. Battista Garone, chirurgo 

aell'Hosp. Eleale . . . . 
Francesco Ghey, chir. magg. 



COGNOME E NOME 



15 


68 


30 


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II 


Tu 


29 


71 


13 






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32 


73 


61 


71 


58 




30 


75 


1.. 
56 


76 



64 



regg. Scialainliiir; 

Giacomo Ghidella 

Domenico Gianolio . . . . 
Gio. Paolo Giugliano . . . 
Stefano Guliernetti . . . . 

Giovanni Lac ba . . . . 

Marcantonio Lancellotto . . 
Gabriel Larici, francese, chir. 

del regg. di Guardia . . . 
Michelangelo Lora . . . . 



Tomaso Lndis . 

< arlu Mausin, di Lorena, chir. 

nel regg. Gavaglià. . 
Francesco Maria Meda . 
Fabiano Melle .... 
Francesco Melle . . . 
Michelangelo Merlo, chirurgo 

aell'Hosp. Beale . . . 
Giovanni Antonio Morello. 

< rio. Maria < >seglia . . . 
Giacomo Antonio Parochia, 

cirug. della città . . . . 
Ole lite Pasero, di Cuneo, 

chirnrg. nell'Osp. Reale. . 

Giuseppe Pasero 

Gio. Battista l'erra . . . . 
Gio. Battista Porta, d'Ormea 
Antonio 1,'assini, di Saorgio . 
Gio. Franco L'atto . . . . 
Gio. Domenico Rei neri . . . 
Pietro .Maria Reynero, cirog. 

nell'Hosp 

Francesco Rocho 

Carlo Antonio Romagnano 
Pietro Ruisso, di ('omo . . 
Gio. Gabriele San Paolo, 

d'Ivrea, chir.magg. all'Hosp. 

di S. A. R 

Gio. .Matteo Stura .... 
Giacomo Antonio Tenivella . 
( iarlo Tosi, di Norcia . . 
Domenico Tovesca .... 
Carlo Francesco Turco, chir. 

delle carceri senatorie. 

Massimino Vale 

.Martino Venere 

Gio. Martino Vercellis . . . 
Gio. Alberto Verna .... 
Giovanni Vibracco, di (land. 





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96 — 



Speciaro, spesiaro, speciale. 



3 

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30 
31 
32 
33 



COGNOME E NOME 



Giuseppe Pietro Anglesio. 
Gio. Batt. Artesiano . . 

Urbano Bayno 

Gi<>. Domenico Bernardi 
Gio. Domenico Bernardi . 
Chiaffredo Bonaudo . . . 
Domenico Bruno .... 
Gio. Francesco Busson. , 
Gio. Vittorio Collo . . 
Stefano < iordero .... 
Pietro Bernardino 1><' Abate 

Donalo Duello 

Gio. l'errerò 

Gio. Pietro Ferrerò . . 
Francesco < lalleani . . . 
Maurizio Gianolio, speciaro della 

Gio. l'ietto Grosso . . . 
( riuseppe Maria Mansiiio . 
< 'ailo Giuseppe .Masino 

Carlo Parolis 

Gio. Antonio l'asterà . . 
Cesare Pallerò 

Michele Antonio Perussia. 
Pietro Giuseppe Presseuda 
Gio. Agostino Basino . 
(lio. Batta Basino . . . 
Pietro Simone, spee. osped. Al 
Spezieria PI', del Sudario 
( riacomo Tana .... 
Gio. Antonio Ulpio . . . 
Secondo Valle, spee. dell'osp. 

GasperO Yanello, speciaro ilei 
Domenico Villa 



CASA 



S. Domenico 
Aslesiana 
Verrua 
Giaiona 

Castelli 
Rolando 

Ospedale 

Busson 

'farina 

SS. M.e Lazzaro 

Aslrna 

Lesna 

Gallitiana 

Pastoris 

( 'osleis 

Gianolio e 

Scotto 

Giacobina 

Fantina 

Filippona 

Pastoris 

Umilerà 

dilli 

Osp.S. Giovanni 

Bussana 

Casa Boschis 

id. id. 
Simone 
l'I'. Sudario 
Cianai ia 
Vicendetti 
( 'oloinlia 
( ì-ambarana 
'l'ana 



CANTONE 



8. Domenico 

S. Rocco 

8. Alenalo 

<S'. Arati no 

8. Apollonia 

8. Ottavio 

S. Te resti 

S. Gregorio 

8. Crisi luti 

8. Croce 

s. Felice 

S. Celtrtttle 

S. .Vinco 

8. Secondo 

S. Eusebio 

8. Gabriele 

8. Ubertino 

8. (ieltriule 

8. Apollonia 

S. Clemente 

S. Croee 

8. Silvestro 

8. Ludovico 
Ospedale 

s. Felice 

<s'. Pietro 

8.M. Maddalena 

Sitila rio 

S. ({nettino 

S. Vincenzo 

S. Militino 

8. (I nel n no 

s. Federico 



Avvocati. 

Aghemio Giovanni Gasparo. De ra Alessandro. 

Antonielli Carlo. Di-russi. 

Antonielli Francesco Ignazio. Donzel Stefano. 

Antonielli Giovanni Battista. Duffour Gabriele. 

Alpino. Fereri. 

Astesano Giovanni Rocco. Ferraris cav. Lorenzo Grisante 

Avenato i prete). Ferreri < ì-iuseppe. 

(aliano Giovanni Francesco. Ferrerò Romualdo, 

tallaira. Fiando Giovanni Marco. 

Jais o Enrico, Forneri .Martini». 

tarberis Biagio Alessandro. Franco Amedeo. 

•Velluti (prete). Franco Giovan Michele. 

Selgran. Frcylino [gnazio. 

'.ertola Antonio, ing. ili S. A. I.'. Freylino Pietro Antonio. 
tevelli (canonico), segret. ili S. A. I,\ Callo Giovanni Francesco. 

'.ianro < riuseppe. Callo I, l'andrò. 

tlanchietti. Gay. 

toccardo (prete) Bartol eo. Gianotti Giuseppe. 

toccardo Carlo Amedeo suo fratello. Gioannetti Giovan Michele, 

toetto. Giorgis Giuseppe. 

Sonetti Giovanni Battista. Giussiana Bartolomeo. 

Sonfiglio. Gonella < 1 i ns<-|>ju-. 

'.orila vassallo Michelantonio. Gonetto Carlo Giuseppe, 

tordisso Giuseppe Biagio. Gromo Gasparo Antonio. 

torsi er Giuseppe. Guglielmetto Giuseppe*, 

toschis Lorenzo. Lamberto, 

'rochiero. Lariviera Giovan Francesco. " 

'■ni''" Bartol Loza Giuseppe Fabrizio. 

trucco Giovan Paolo, suo figliuolo. Manassero. 

'anapar Anton .Maria. Mangiardi Paolo Bermondo. 

iapello Bartolomeo. Marchetti, 

'apitolo Pompeo. Marchisio. 

'arazzo Giovanni Battista. Marchisio Matteo. 

larello Bartolomeo. Marta Giovan Pietro. 

';issim's Carlo. Martina Emanuele, 

'astelli Giuseppe Amedeo. Masino Giovanni Matteo. 

<ayre. Masino Giuseppe Luigi. 

Jazuli. Massotti Giuseppe, 

ihiaves Francesco Amedeo. Mayna Gaspar Francesco, 

'olombato Michele. Miconio Giovan Francesco. 

"ommune. Monta Pierfrancesco. 

'oinotto Carlo Ottavio. STigri. 

'otti Giovanni Antonio. Pasta ciac o. 

'rema. l'Asia Girolamo. 
>almazzone conte Maurizio Giuseppe. Pelerino. 

>aneo Lodovico. Perei, di Chambéry. 

►elpiano. Pergamo Cesare. 

13 Miao. - li. 



Perino. 

Perotti Giuseppe Antonio. 

Perrachino. 

Perucha Lodovico. 

Pej inni Giovi i Andrea. 

Piscia vassallo Giovan Carlo. 

Piselli Giuseppe. 

Poggio Giuseppe. 

Ponte A-gostino. 

Riccio conte I >avid, d'Asti. 

Ripis Giuseppe Antonio. 

Robesto [gnazio Bernardino. 



Rocii Stefano Antonio. 

Rolando < 'arlo Antonio. 

Salabue Giacomo. 

Salamone Emanuele. 

Sallino. 

Seroldo. 

Serra. 

Sessa. 

CJgonino < larlo. 

Vallosio Giuseppe Maria. 

Vellasco Francesco. 

Zucca Giuseppe. 



Ingegneri. 



Filippo Ardutio, d'anni 35. 

avv. Antonio Bertela, ingegnere «li 
S. A. R., id. 58. 

< 'arlo ( 'hiarbonato, id. 17. 

Giovanni Battista Fontana, da Mi- 
lano, id. 31. 

capitano Garoe, id. 56. 

Giuseppe Garroni, ingegneredi s. A. lì. 
id. 32. 



Lodovico Guibert, ingegneredi S.A.R. 
id. 30. 

Carlo Giulio Quadro, ingegnere «li 
S. A. R., id. 56. 

Agostino Rama, ingegnere del Mar- 
chese «li Pianezza, id. 61. 

Giovanni Antonio Sevalle, ingegnere 
«li 8. A. K.. iil. 29. 



Banchieri. 



91 

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: 

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COGNOME E NOME 


E" 


CASA 


CANTONE 


1 

3 


Giovanni Andrea Alberti 
( riovanni Antonio Bianco 






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28 
60 
38 
IL' 
27 
50 
42 
25 

IO 

49 
35 

30 
35 

28 
32 


Galleani 
Orfanelle 
Broglia 
Potuina 

( 'osteis 

Carella 
Viaril io 
Ruffia 

PP. S. Teresa 

Bovassa 

(lioanni'l 1 i 

Marcili 

( larmelitana 

Rondolotta 

Vaudagna 

(iallitiana 

fresia 

P.S. Fr.da l'aula 


S. A inni 
8. Lazzaro 


4 






s. Giuseppe 
S. Secondo 
S. Rocco 

8. Culi rimi 


5 

ti 

7 
8 


( ! iuseppe < 'osteis . 
Carlo Domenico Dealbera 
Francesco Antonio Bilia 




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IO 
11 

Ili 

13 


( i-iuseppe ( i-amba . 
Giuseppe Gillio 
Giuseppe Gioannetti 

Occellis 




N.'" Teresa 
8. Federico 

8. Aiiiiii 

S. S/>iiii<> 


11 
15 

Ili 
17 
L8 


Giuseppe Antonio Piatti 
Antonio Pignata . . . 
Bartolomeo Raschioira . 

Ruffino 




8. Giuseppe 
S. Secondo 
S. Ludovico 
S. Spirito 
S. Maria 



Da ultimo aon crediamo inopportuno, non ostante le altrui ricerche, 
dare l'elenco degli albergatori e degli '»s(i con o senza insegna. Porse, 
chi facesse indagini i>iù profonde potrebbe aggiungere parecchie insegne 
a quelle indicate dai Bolli; ma verrebbe naturalmente a concludere che 
questi, se per lo scopo, al quale erano diretti, tacquero tal volta il cartellone, 
min mancarono però di registrare il nome e la famiglia dell'oste, che 
lo possedeva. 



Elenco degli osti esercenti in Torino 
nell'agosto settembre 1705. 

a) Osti, del cui esercizio è ricordata l'insegna: 



[NSEGNA 




dell'. 1 rigelo 
dell'Aquila 

Auberge lìmi 
del />'"' rosso 

del Camello 
del Canon 

d'ori) 
delGttpelverde 
di Cavoretto 

della Collina 

Grossa 
della Croce 
rossa 

delle Bue 
l'olitine 

delle Due 

Spade 
del Gallo 
del Gambaro 

il'oro 

del Cut influito 
della Griota 

dell' lloiil sd- 
raili 

dell' Inferno 



Carlo Garrone, «li Priero . 
Francesco Cugino, lionese, Imi 
bergista 

< rlaudina La ( !roy, francese . 
Lorenzo I snardo 

Anna Maria Zelingh, svizzera 

Luigi Bruno 

Giovanni Battista Fava 
Francesco Pagherò, poliamolo 

(iio. Matteo Bolfo 

Frane. Perachiottó, detto l'e- 
scilo , postiglione invalido 
di carrozze di S. A. R. . . 

Giacomo Chosio, soldato guar- 
dia delle Porte 

Bartolomeo Cattarello . 
Florij de Giannone . . . . 

Gio. Sobeirano, di Bricherasio 

(ìio. Dolce, d'Entraque. . . 
Giuseppe ('eiato, di Vili . 

< liuseppe Benedetto .... 
Domenica Maria ved." Bodiolo, 

di ( 'lavesana 



-' - 7 

- z 


CAN'D i\K 


l'AS A 


II) 


8. Massimo 


Buronza 


4 


S. Gregorio 


Ila ioli 


6 


S. < 'alci-ina 


Castalda 


s 


8. Lazzaro 


l'I", della 
( 'incetta 


:$ 


8. Apollonia 


Galiziano 


s 


s. Bonifacio 


Dionigi 




8. Biagio 


Eobilant 


10 


8. Silvestro 


Marchiale 


5 


S. Sic/ano 


l'I". Gesuiti 

eredi < 'anloi 


5 


» 


Basini 


5 


.V. dallo 


Torini 


7 


S, Tri n ila 


Sai Ila 


7 


8. Hallo 


1 «Ileo 


<; 


8. 'Eustachio 


Vaudagna 


r, 


s. A dventore 


Berglia 


7 


S. Massimo 


Pastoris 


•> 


8. Gregorio 


Barrò 


!» 


» 


Viceiidetta 



100 — 



INSEGNA 


E S E RCENTI 


Ili 


CANTONE 


CASA 


della Luna 










bianca 


Agostino ( lenitili, di Milano . 


9 


8. A dee n Ime 


.Mescliiatis 


del Mellone 




2 


8. (Irei/oiio 


Demichelis 


della Mezza- 










luna 






8. di ulto 


Astrila 


del Mondo 


Domenico Ant. Cattarello, sol- 
dato delle guardie a pie di 










S. A. R 


7 


8. Pietro 


< fattarello 


del ,1/wo 


Francesco Antonio Stropiaiia, 
di Bene, soldato delle guar- 




S. Baldas- 






die della porta di S. À. R. 


12 


sarre 


Bonfiglio 


del Motton 










d'oro 


Giacomo Tornicale, savoiardo 


(i 


8. Gregorio 


Caldera 


della Zfó'ella 


Francesco Amistà 


5 


8. Silvestro 


Claudio 
Toassa 


Oberge della 


Simone Reynardo, hoste fran- 








Fortuna 




6(i) 


8. Emanuele 


Pianezza 


della /'"<•<• 


Gio. Domenico M ussino, di Viù 


7 


8. Luigi 


David 


della l'orna 


Pietro Maggio 


3 


8. Lazzaro 


festa 


della Qtta- 










gliata 


Gio. Benedetto, di Viù. . . 


7 


S. Massimo 


Robbia 


della Rosa 










d'oro 


Antonio t'errerò 


2 


8. Clemente 


Mollar 


della Rosa 










roxx// 


Claudio L'osso, francese. . . 


10 


S. A il ruttore 


Macerata 


della L'ilota 










di fortuna 


Francesco Porino, della Vezza. 


(ì 


8. Caterina 


Pizelli 


di #«M (Umilio 


Gaspare Maggia 


4 


8. dallo 


V il tona 


di ,s'«» Michele 


Pietro (ladini 


ti 


s. Gregorio 


(iatinara 


dello Scudo Ai 


Bernardo Semema, della Valle 








[■'ranfia 


d'Oneglia 


4 


S. Margherita 


Amoretti 


delle ZVe Co- 










rone 


(lio. Francesco Franchino. 


1 1 (2) 


8. Lazzaro 


Ruffino 


dei ZVe (?ai 


Gio. Batta Maggi, di Pettinengo 


4 


8. Miritele 


Piassolo 


dei Tre (?awi- 










bari 


Gio. Antonio Favero . . . 


4 


8. Benedetto 


Epinazza 


dei ZVe flfon 


Giuseppe Panna, partitante 
delle inule della provianda 










di S. A. R 


6 


S. dallo 


Raschioira 


dei '/Ve -Re 


Cristoforo Trucco, di S. .Mauro 


4 


S. Cristo/a no 


Rosana 


del Vaxsello 


Rocco Manzolino 


8 


8. Eustachio 


l'I'. S. Fran- 
cesco di 
Chieri 


della Yi<ina 




7 


S. Pietro 


Brina 


del \' ioli no 


Agostino Balor, di Cavoretto. 


5 


S. Ami ino 


Ruffino 



Trovasi ancora una Strila tl'oro nell'isola S. Damiani 



(I i ( Une a Pietro Cusen, cuoco. 

(2) Oltre a Domenico Rocliiatto, cuoco. 



101 — 



li Osti, ili cui non è ricordata l'insegnai 





■ = h 






E SERC E N T 1 


iit 


CANTONE 


CASA 


Gio. Domenico Aires, ili Via . . 


3 


x. Tommaso 


Massino 


Giac Alberto, ili Carpentrà . . . 


8 


S. Amiti 


Barone 


\ ii t < «11 i<» Barbero 


7 


8. Vincili:» 


< lolombata 


Giovanni Antonio Barbero .... 


1 


8. Cristo/ano 


Colla 




4 


8. Giacinto 


Giacolana 


Antonio Benedetto 


;? 


S. 1 In ni in no 


Gregori 


Giuseppe Benedetto 


:; 


S. Croce 


Prelana 


Michele Benedetto 


4 


s. Secondo 


Vercellis 


Michele Benedetto, ili Yiù .... 


<; 


s. Gabriele 


Barberis 


Domenico Bertolino, ili Govone 


7 


S. Antonio da 








Padova 


PP. Carmelitani 


Gio. Bessone, soldato delle guardie n 




8. Pietro 'li 




piedi 


4 


A Icantara 

S. GÌOV. ir. 


< i-alitiana 


Bartolomeo Bestaldo 


marchese di Ca- 








raglio 


Bartol i'o Con , ili Pamparà . tiene 












s. Domenico 
s. Sebastiano 


PP.S. Domenico 
Molineri 


Fiorenzo Bonada, ili Mondovl . . . 


\ 


Pietro Bonino, ili Lanzo 


e. 


s. Gristofano 


Giacoletto 


Francesco Borsatino, ili Moncalieri 


s 


s. M. Madda- 








lena 


Motat 


Giacomo Bracione, ili Lanzo .... 


ti 


S. Eusebio 


S. Filippo 


Bartolomeo Brolia, ili Chieri . . . 


5 


S. Dalmazzo 


Massotti 


Giovanni Antonio Burdin, ili Viii . . 


!l 


S. Adventore 


Busca 


Gioì an 1 ►omenico < 'apelli 


5 


8. Cince 


Olivetti 


< riovanui Battista < 'aresana .... 




8. Massimo 


Palazzo «li eiiia 


Marco Francesco Gasalengo, ili Mon- 










7 


s. Eustachio 


Casalengo 




4 


S. Xiectilòtln Tu- 








ie n ti il n 


Piantaradicole 






S. li ine. ef. 


marchese «li Ca- 
raglio 


Giuseppe Corte 


6 


8. Croce 


Aymone 




7 


S. (intuitili 


Monfalcone 


Lorenzo Costa, ili Moretta .... 


6 


8. ('uteri un 


Dogliani 




3 


8. Federico 


Tana 


Dalmazzo ile Dalmazzi, ili Nizza 


5 


S. Mttrtiiiiniiti 


1 lalmazzone 



102 — 



E S E R CENTI 



CANTONE 



Antonio Del Mastro 

dio. Antonio De Magistris . . . . 

Claudio Desan 

Gio. Batta Doccetto, serg. bombardiere 
Claudio Estivano, obergista . . . . 



Gio. Antonio Farinette, di Montanara 

Ciò. Battista Fiorito 

Tommaso Catino, di Via .... 
Giuseppe Gallatino, di Castiglione 
Mi.li. -le Callo, del Col S. Giovanni 
Niccolo Carello, soldato della Porta 

Gio. Battista Gastino 

Giuseppe (ratino 

Margherita (lenta, di Viù .... 

Gio. Andrea Giambello 

(rio. Battista Gorzegno 

Gio. Francesco Crosso 



11 

(I 
4 



Vittoria La Verdura, detta la Rossa 
Antonio Maggia, di Biella 

Giuseppe Marcili 

Francesca Margherita, vedova . . . 
Guglielmo Mazzia, di Pettinengo . . 

Benedetto Michelletti 

Giacomo Miglioretto 

Pietro Antonio Xerva, di Cavaglià 

Bartolomeo Patrone, di Pancalieri 
Giovanna, moglie del notaio Carlo An- 
tonio Pianti li Biella, di Torino . 

Giovanni Prato 



< rirola Pugnano, di emiliana 

Orsola Repayre 

Niccolo Reviglio 



S. Gabriele 
S. Liborio 
8. Federico 
8. Bonifacio 
S. M. Maddalena 



N. .1 idiii 

8. Damiano 
8. Mattia 

8. Antonio 
8. Sebastiano 

8. Croce 



8. Gabriele 
s. Michele 
s. Pancrazio 
8. Antonio do 

l'ottoni 
S. Apollonia 
8. Pancrazio 

8. Federico 

8. Bonaventura 

8. Fnli ridi 

» 
S. Antonio ilo 

l'odori! 
s. Bonaventura 

s. Michele 
S. Giov. ev. 

S. Agnese 
8. Vincenzo 

S. L'usti 



CAS A 



Gay 

.Muratole 

dell'Ospedale 

Paneaglia 

Quartiere delle 
guardie del 
Corpo «li S. 
A. R. 

(Uliveto 

Bunial 

Del Maro 

PI», del Sudario 

Bertone 

Terraneo 

Gastino 

Riva 

Boucfa 

Ko\ cito 

Calcagno 

< 'amerana 
Castelli 
della città di 

Torino 
Giacobina 
erede Lombard 
( ionsolata 
Bruna 
ved.' Morella 

Concita 
Penacina 

Gianolio 
marchese di Ca- 
raglio 

Sorella 
Ferrerò 
Carta 



Ki.; 



Negla 



ESERCÌ \ l l 



Mari ini» Riva 

Giuseppe Rocetto .... 
Bartolomeo Roina, di Lanzo 
Gaspar Rosso, >li Cinzano 
Giov. Batt. Rostagno, «le 

(Niella) 

Giacomo Salar. d'Oleggio milanese 

Bernardino Sofreto 

( ; io. < i iacoiuo Tegilo, ili \ hi 

[gnazio Tesieri 

Giuseppe Antonio Tighillo, ili Viù 

Filiberto Torre 

Giuseppe (Jmina, soldato degli Svizzeri 
Lorenzo Vaiira, palafreniere ili S. A., 

allemanno 

Carlantonio Vallandri, cabaretiere . 

Claudio Venie 

[gnazio Vighetti 

(!iu. Battista Viglione 

Gio. Antonio Virali, ili Poirino . 

< 'arlo Antonio Zò, ili Graglia . . . 






CANTONE 



8. Secondo 
8. Federico 
8. Adventore 
s. Cristo/ano 

8. Tommaso 
8. Agostino 
8. Uosa 
8. Eusebio 
S. Vincenzo 
S. . I ima 
8. Federico 
8. ho in in m> 



8. Croce 
S. Antonio 
8. Federico 
s. Croce 
s. Spirito 
s. Adventore 

S. Miritele 



CASA 



Ricbelmi 

Bonassa 

Prie 

< i iacoletta 

Rosta gno 

Gastaldi 

( iampegia 

Trae 

aw. < ìomune 

Marchisio 

Tana 

l'I'. Gesuiti 

PP. S. Spini.. 

l'I'. S. Antonio 

Sandinetto 

Mongarbino 

Sanssus 

Revello 

MM. del Croce 

lissu 



Potrebbe darsi «-he qualcuno negasse ogni interesse, che non fosse 
di curiosità, ad un prospetto della numerosa nobiltà, descritta nei Rolli 
del 17().">. Ma se ricordiamo che da quelle 400 famiglie, coi loro KM»;; indi- 
vidui, è uscita la maggior patte degli uomini che amministrarono lo 
Stato; se consideriamo che per mezzo delle loro 1393 persone di sei- 
vizio, oltre agli abbatini ed ai cicisbei, rammentano lo sfarzo e quindi 
la ricchezza di una vita ormai profondamente modificata, se non scom- 
parsa; che, pertanto, costituiscono insieme eolia forte, uno dei fattori 
più importanti dello svolgimento economico, sociale e morale della città, 
non possiamo accettare quella gretta opinione; e presentiamo nelle se 
unenti tabelle, non solamente l'elenco della nobiltà coi nomi, età, pa- 
rentele, titoli ed urtici, che sono consegnati nei Bolli, con il numero 
delle loro persone di servizio e la loro abitazione, ma ancora, quello dei 
convittori del lì. Collegio de' Nobili, che lo completa. 

Molte altre famiglie della nobiltà esistevano, forse descritte in quella 
parte dei Bolli, che andò smanila. Abbiamo inoculato di supplire in 
parte a tale mancanza colle Consegne <tell< granaglie; nelle quali, però, non 
sono indicati se non il capo di casa e la dimora. 



104 



2 


NOME, COGNOME 




& 'E 


ABITAZIONE 


o 






* 


l'BEUIC A T O E T I T O I. 


H 


-tì - 


Casa 


Cantonk 


* 






*>8 






1 




(ili 


1 


Giacolana 


S. Giacinto 


2 


coati' tl'AULiÉ 


— 


— 


D'Agliè 


8. Evfrasia 


3 


conte Curio Francesco Alberto d'ALES 

Veronica Maria, consorte 

coni ino o march." , nel Coli. de' Nobili 
altro figliuolo, ivi 


40 
35 










2 figlie 




4 


S. Giorgio 


8. otta rio 


4 




- 




Galitiana 


8. net*» d'Al- 
cantara 


5 


haron iI'Allemagna, assente . . . 


— 










don Gio. Ghiringhello, sacerdote 


M) 


4 


( 'eresole. 


S. A 1/ ino 


6 




70 


— 


Festa 


8. Lazzaro 


7 


conte Carlo Giacinto Amoretti, as- 












don Avenato, avvocato, prete 


e;; 


5 


Amoretti 


A'. Anna 


8 


cav. Carlo Giuseppe Amoretti . . 


39 










Anna Francesca, consorti' 


111 


3 


( iomotta 


i\. Militino 


9 


contessa Ancisa, assente 


— 


— 


Ranotta 


<s'. Ignazio 


10 


abitate d'ANGROGNA 


32 


— 


Mosso 


8. Ludo ri ni 


11 


abbate Annoino di Gattinara, eie- 














35 


4 


Robbia 


»S'. Bonifazio 


12 


conte Giuseppe Ignazio Arcor, geni il. 












Ludovica Maria Arcor ved.", madre 


56 










Teresa d'Arcor, consorte 


39 


7 


Arcor 


8. Martino 


13 


conte Amedeo ARMANO DI GROSSO. 


47 
38 


















20 












6 
































40 


(i 


Armano di 
<! rosso 


iV. Ignazio 


14 


Cesare Asinari, conte diCARTOcmo, 

cornetta nelle Guardie del Corpo di 
8. A. E 


38 










Barbara, consorte 


23 








3 


15 


< ira neri 


8. Giovenale 


15 


cav. Pietro Paolo Atena, da Savigliano 


38 









_ io:, 



A. BIT \ /. I " \ E 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E I I I " I li 






1 ' \ - \ 



Z 



Angelica, consorte . 
n; contessa Ai m, assente 

I 7 COnte il' A \ i; \S( 'A. usti uh . 

18 conte d'AziGLiANO . . . 
i:i conte d'AziGLi ino . . . 
20 abbate Lndo\ ico B lgnasco 



l'I vassallo Bernardino Bagnolo, teso 
piere ili milizia 

vassalla Giuliana Caterina, consorte 

Giacomo Antonio, figlio, mastro audi- 
tore 

Filiberto Andrea, figlio 

Giacinto Amedeo, •■ canonico 

22 i commendatore Balbiani, assente . 

madama d'ARANTON, assente. . ■ ■ 

23 inmis. Balbian 

24 marchese Balbis 

25 conte Francesco Matteo Ballegno 

ni ()[ [ncinetto, senatore .... 

26 ecc. marchese Bellegab.de, gran 

cancelliere 

marchesa, consorte 

madamigella ili Polinge, oepote . . 

marchese Giuseppe Francesco . . . 

abbate Ducrel 

Fabrizio Manfredi, paggio 

conte Beltramo, referendario ili 

Sialo 

conte Benso di Gavor 

(•unte Filiberto Benso di Santena, 

prigioniero ili guerra su panila . 
contessa Cristina, consorte . . . . 
eonte e Benatore Beratjdo di Pra- 

lormo 

(•unte Giovanni Antonio Berta 

contessa BERTELLI 

madamigella Anna Caterina, figlia 



35 



Patanica 

1,'olamla 
Rayssina 
Berta 

conte 8. Agnes 
Bagnasca Ar- 
genterà 



7 Colegna 

1 Cavaleri 

Carmelitana 
Balbis 

Marchisia 



1 1 



Caraglio 

I '.nel la 

Fantino 



Pascalis 



Beraudo 
Berta 



Velina 



S. Ottavio 



8. Gioachino 

8. (linci Illa 

S. Nicolò e Ver 

ijiiiv Alunni 
i-inlil 



8. Ari fimo 

s. Benedetto 
S. Minia 
S. A mi rea 

S. Germano 



S. <i ioriiiiiii ev. 

S. Vittorio 

S. Apollonia 

S. Maurizio 

8. Ubertino 

8. Gioachino 

8. Alessio 



14 Mise. - II. 



— KM) 



a 
-5 


NOME, COGNOME 

e K E DICATI) E T 1 T I. O 


>< 


n> 


A I? I T AZIONE 


Z 






Casa 


Cantone 


33 


conte vassallo Gio. Battista Bertone 


«5 










Adelaide, consorte 


66 










Francesco (ì iacinto diMOMBELLO,fìglio 


35 










Giovanna Margherita, moglie di Ini . 


25 










Carlo Filippo, cav. gerosolimitano 


28 












32 


6 


licitone 


S. Sebastiano 


34 


conte Felice Ascanio Bekzetti, stu- 


23 





del Collegio 


S. Otta rio 


35 


a yy. Giuseppe Bianco, zio del medesimo 

Pietro Giuseppe Bianco 

Giovanna, consorte del vassallo . . 


61 

27 

27 










Vincenza Maria, madre del medesimo. 


liti 


3 


Bianca 


» 


.'ili 


barone Lorenzo Bianco, maggiore «lei 
battaglione conte Morozzo .... 


4!) 










barona Teresa, sua signora, assente . 


Kl 


4 


S. Germano 


8. Germano 


37 




— 


3 


Morella 


8. Spirito 


38 




— 


— 


( 'arniclitana 


S. Minili 


39 


cav. Ottavio .Maria BLANCARDI . . 
Gio. Batta Castiglione, nepote . . 


55 

10 

6 










d. Felice Giroldo, maestro 




4 Oddetta 


8. Monaca 


40 


conte Giuseppe Boetto , di S. Se- 
bastiano 

cav. Marco, figlio 

Giacinta Boetto, vedova 

Marianna, figlia del conte 


60 

17 
34 
16 










(1. Bartolomeo < Ihiavantone, maest. 


27 


2 


Canibus 


S. Ignazio 


u 


madamigella Giara di Boglio . . . 


— 


— 


MM. di Chieri 


S. Giacinto 


42 


vassallo Michelantonio Borda, avvo- 
cato, <li Moncalieri 

cav. Guglielmo Borda, tiglio . . . 

chierico Giuseppe Maria 

Anna Ludovica, moglie del vassallo . 


53 
20 
15 

41 
1!» 












14 


3 


Borda 


S. Fruitaseli So- 

verio 


i:; 


marchese del Borgo 


— 




MM. 8. Pelagia 


S. Pelagia 



— KIT — 



NOME, COGNOME 
PREDI! STO i ni 



A i: l i AZION E 

( ' A s \ 



Cantoni 



II 
15 

Ki 

17 



18 



i:i 



56 



abbate Borgofranco 

marchese Borgofb lnco 

vassallo Giovanni Antonio BORNIOLO, 

assente 

ca\ . Alessandro Bosso 

Giovanna Cristina, moglie 

Laurenza Caterina, figlia 

Alimi ( 'aterina, madre 

vassallo Lorenzo Bovasso, segr. della 

iii tà di Torino 

Lodovica, moglie 

Michelantonio, figlio 

conte Gio. Batta. Beaida di Ronsecco 

(lio. Francesco, figlio 

( rinseppe Antonio, » 

Angela Margherita, figlia .... 
Antonia Margherita, » .... 
Brigida Caterina » .... 

Ottavia Vittoria. » .... 

senatore Beaxda 

marchese del Breglio 

barone del Bbeglio 

••onte Giorgio Brichanteatj, senatore 
contessa Orsola Caterina, sii;'.' 1 , nxsetite 
conte Francesco Antonio, figlio, assente 
cav. Pietro Giuseppe » assente 

cav. Francesco » assente 

(1. Siletto. maestro 

marchese Carlo Emanuele Brizio . . 
contessa .Maria Caterina Broglia 
conte Giovanni Pietro, figlio . . . 
contessa Olimpia Brolia 

eonte Giuseppe Brtjsolo 

contessa, moglie 

conte Niccolo, figlio, scudiere del ser.'"" 

Principe di Carignano 

Giuseppe, figlio 



50 

te 
38 

«i 

IL' 

òl 
11 

12 
60 

25 
15 

L'I 

19 
18 

17 

III 
L'I» 
43 
42 
!» 
3 



1 Piovana S. Aymo 

- S. Malsano 



Bornioli 



Bosso 



Bovasso 



8. Inni musi) 



s. 'Elisabetta 



8. Federico 



Epinassa 

M M. Visitazione 

Claretta 



8. Benedetto 
8. Eufrasia 



S. Martiniano 



Bocco e Por- 


8. Stefano 


letto 




PP. S. Carlo 


8. Carlo 


Broglia 


8. Rosa 


Masino 


8. Francesco Sa 




rifili 



7 emiliana S. Giovenale 



— 108 — 



e 

a 


NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 


■< 
Eh 
W 




A BITAZIONE 


o 

& 


Casa 


Cantone 


Ti 7 


contessa (li BtJSSOLINO 







Keraris 


8. Matteo 


58 


conte Giuseppe Cachebano di Mom- 














(il 


."» Cacherai] 


8. Bernardo 


59 


conte Carlo Emanuele Cachebano 










Osasco della Rocha, colonnello del 












regg. Monferrato e luogotenente ma- 














39 










contessa Maddalena, sua consorti- . . 


35 










madamigella Anna Margherita Ade- 














L5 










conte Vittorio Amedeo, figlio . . . 


L3 












10 










cav. Carlo, » 


4 










madamigella Anna, figlia, damigella 












ili Coite di Madama la Duchessa . 


18 










aldi. Giacinto Emanuele OSASCO, fra- 












bello del conte 


35 










s. 1 ■' Aghemia, madamigella e figlia d'o- 












QOre della contessa 


60 










abb. Ottaviano Chiabon, di S. Mauro 


40 










d. Giacomo Raymondo, maestro 40 








1 confetturiere francese, 1 polacco 


- 


L'I 


ciuite della Ro- 
cha 


8. Stefano 


60 


contessa Anna CALCAGNA .... 
contessa Maria Caterina di CASTEL- 

[gnazio FBICHIGNONO, suo marito. 

Paolo Cristoforo Ignazio, figlio . . 
Paola Francesca Cintia, figlia . . . 
Pietro Francesco Ottavio, figlio . . 
Emanuele Filiberto Meschiatis, fra- 


57 

26 

36 

9 

8 

7 
4 










tello «lidia contessa Calcagna . . 


41 


4 


Calcagna 


8. 1. ormiti 


(il 


conte di Cambiano 


40 


1 


1' 'ii 


s. Lazzaro 


62 


marchese Camebana, assente . . . 


— 


— 


( 'anic runa 


8. Antonio <ln 
Padova 


63 




— 


_ 


Pastoris 


8. \fatteo 


04 




24 










contessa Anna Lucia, moglie ... 17 












4(1 









lini 



NOME, COGNOME 

PEI l'I' il" l ilici." 



Lodovico, figlio, infermo 

osa . t >tia\ in. fratello 

abb. Emanuele Filiberto Burnì 

abb. I» - 1 1 ì * - « » Secondo C wr.i: \ . . 

conte Francesco Lodovico, nipote . . 

il. Gio. Batta. Bracco, celebrante 

il. Domenico Presbitero 

nilllc Fulvio ('ANIlìlS 

contessa, moglie 

.-unti- Capbis, scolaro 

.-olili- Capeis ni ('mi. IF. 

abbate .li Caeaglio 

conte Carretto 

.-olii.- ('mio Girolamo •' lebetto di 
Bagnasco, generale d'artiglieria .li 
S. A. II., iixxciitc 

conte Lodovico 

.-.Hit.- Gabboccio <■ funi., assente . . 



ABITAZIONE 



i ' \ - \ 



16 


Hi 


( iraneii 


12 






1 1 






òi; 






37 


4 


< 'anera 


60 








2 


Cailibus 


17 


— 


De Bove 


— 


— 


Cigliè 




1 


Caraglio 



Hi ."> Piovana 



.•olite ili ( 'asalgb \ss.i 

conte Giacomo di Casalgbasso, figlio, 

maggiore nelle milizie 

presidente Caselette 

contessa Laura, sua signora .... 
conte delle Geaveee, figlio . . . 
madamigella Marianna 

» Margherita 

» Elena 

cav. Ni. -eolo Felice 

cav. Franchino 

(1. Giuseppe Fumo, maestro 
conte Cassi un, referendario . . . 

contessa, moglie 

s. 1 -' Giovanna Fuchetti, madre . 

Ciò. Andrea, figliuolo 

Antonio » 

isabella, figliuola 

Giacinta » 

Giovanni Battista, figliuolo . . . . 



Bagnasco 

( 'arni. -ciò 



s ('ancia 



in 



( ìaselette 



\ Quadra 



i Untone 



8. Giovenale 



8. Martiniano 

8. Ignazio 

8. Clemente 

S. Andrea 

S. <'l (><■!■ 

8. Ludovico 



8." Francesca 
8. Antonio da 
Padova 



8. Martiniano 



s. Giuseppe 



8. Cristina 



— 110 — 



NOME, COGNOME 

PER DICATI) E TITOLO 

vass. referendario Cassotto di Ce- 

resole 

conte (Jastelalfero 

contessa 

conti' di Castellamonte , luogote- 
nente col. regg. Guardie . . . . 
madama di Castel Leone . . . . 
cav. Giuseppe Castelli, presidente. 
mail. 1 Castelli, moglie 

marchese Cavagli! 

marchesa 

marchesa Adelaide ili (.'avalli. . . 
conte di Cavorkti'o, assente . . . 
conte Sera ti no ili CAVORETTO . . . 

marchesa di Cercenasco 

conte Domenico Ceresole, cavaliere 

contessa madre 

conte CEVERIS, assente ...... 

cav. Gio. Francesco CATS, «li Nizza. 

capitano regg. Trinità 

conte Giorgio de Ohialano, gentil. 

di S. A. E 

Carlo Maurizio Chiovatero, barone e 

mastro auditore 

barona Augusta Maria Vittoria, moglie 

Giuseppe, figlio 

( i istina, figlia 

barone (li ChiVILIAOH, francese . . 

barona, moglie 

d. Olimpia De Gros di Brtjsolo, 

nuora 

Anna Cristina, figlia di d. Olimpia . 
conto di Cigliano, scudiere ili S. A.. E. 

contessa 

principessa la Cisterna 

il. Filiberto KTegonzo, segretari) 

principe LA Cisterna 

don Ferdinando 



ABITAZIONE 



Casa 



Cantone 



Balbis 
Girardi 

FI'. S. Carlo 
Ilondia 

Brunenga 

Cavaglià 
Valgrana 
( 'olomba 
Porporata 
Lanfranchi 

( 'eresole 
Tornon 

Muratore 
Novarina 



eredi Thovenot 



S. Andrea 

8. Giuseppe 

8. Curili 
8. A vertino 

8. Pietro d'Ai 
cantara 

S. Ai/ ino 

S. Giovanni et 

8. Otturili 

S. Gioachino 

S. A ij ino 
S. Otturili 

8." Monaca 
8. Ignazio 



8. Barbara 



dei Giusoviti ■ s >'. Itumiiinu 



Barata 

La Cisterna 



8. Giacinto 

A ss ii a tu 



Ili — 



NOME, COGNOME 

PREDICATI 



donna Enrica D'ELLA Trossa, madre. 37 

LudoA ico, figliuolo oai tirale .... G 

il. Eusebio Giordano, segretario I- 
barone I i\ R< >n E, assente .... 

(•nule Tommaso < 'izaletto, ili < 'uorgnè 65 

Alessandra Margh.'* Riva-rossa, moglie l M 



marchese Clermont Sangean . . 

conte Niccolò Coardo 50 

ciuiic Carlo Cesare, Aglio L9 

< 'risi ina, li.nlia 18 

senatore e comm. ( !i imi itto .... iì'.i 

Minia Angela, moglie 10 

cav. Francesco Emanuele, figlio . . -I 
madamigella Anna Caldina, figlia 

vassallo Niccolò Comune del Piazzo 53 

l|>|pnlita. moglie 45 

marchese < ìonteri di < ' w m;i.i \ . 

marchese Cortanse 38 

marchesa, moglie 32 

marchesa, madre li:! 

cmiic Filippo, figlinolo 11 

Massimiliano » 7 

.Maria Chiarlotta, figlinola .... 6 

Leonora » 5 

Lucia » 3 

d. Giov. Angeliardi, sacerd. 31 

li»'! contessa Costioi/le 60 

L04 conte Francesco Maurizio di Ctjmiana 45 

contessa, moglie 40 

cav. Lodovico, figlio, uff. regg. Mon- 
ferrato 22 

Giuseppe Federico, figlio, uff. regg. 

Saluzzo 20 

Antonio, figlio, ufi', regg. Monferrato. 17 

Ciò. Secondo, figlio q 

il. Francesco Raneris, maestro i:; 
L05 ionie e senatore Giorgio Domenico 

Cujuana ;ù 



A BITAZION E 



C ISA 



I INTONE 



l'I La Cisterna 
Frichignona 



Assimili 

8. Bonifazio 



casa grande l'I". 

S. Dahnazzo ' s '- Dalmazzo 



l 'asloris 



( ioardi 



3 <' tta 



8. Mulini 



Angelo Custode 



S. Otturili 



2 l'I". S. Cari,, 8. Carlo 



— Cavaglià 



ti 



8. Alluni 



S. Malsano 



< lumiana 



8. Ai/ ino 



S. Giovenale 



112 - 



NOME, COGNOMI-: 

1- l; E DICA T O E T ITO L 



contessa Marta Margherita .... 
abb. Francesco Antonio Cumiana 

cav. Guglielmo Cumiana 

contessa Leonora Cumiana .... 
cav. Gio. Batta. Urbano, figlio . . . 
alil>. Vittorio Cumiana, assente. . . 
conte Carlo Emanuele Curteto . . 
conte Maurizio Dalmassone . . . 
avv. Maurizio Giuseppe, figlio . . . 

Giacinto, figlio, chierico 

Gio. Batta. » 

marchese DELBoKGO,ambasciatore,ass. 

marchesa, moglie 

marchese Solaro, figlio, ufficiale . . 

Giuseppe, » . . . . 

d. Antonio Somali, maestro 

Carlo Della Chiesa, marchese <li 
BoDDi, cap. regg. Piemonte Beale . 

marchesa <li Roddi, sua moglie . . 
(1. Francesco < 'arara 

ecc. ma marchesa e presidentessa I >ella 
Chiesa, vedova 

madamigella, figlia 

cont." Tecla Della Chiesa Solara, 
vedova 

figlia 

altra 

Ciò. Matteo ARGENTERI, ili 

Mondovì, medico. 

marchese Della Chiusa 

marchesa, madre 

conte Della Costa, invalido . . . 
cav. Della Rocha, assente . . . . 



l'onic (lio. Domenico Della Melle 
ciiiiiessa l'aula Maurizia, consorte, ass. 

Anna Caterina, figlia 

Teresa Margherita 



45 



I l 



ABITAZIONE 



Casa 



l'avella 

Ambrosa 
contedella Villa 
Curteta 



I >aliiiassona 



Brunenga 



Della Chiesa 



I Coardi 

— Della Chiusa 
,"i Garagno 

— Brunenga 



Cantone 



S. Ahssìi) 

s. Ottavio 

S. Giurai" 

8. /linaio 



S. Pietro d'AV 
cantava 



s. Simone 



Angelo Custode 

S. Ubertino 
S. 1. ni/lirico 
S. Pietro d'Al- 
cantara 



— li: 





NOME, COGNOME 

PREDICATO I [ITOLO 


- 
.- 
- 


• 


A B IT \ /. 1 u\ E 


ìa 


Casa 


l VOTONE 


* 


Francesco Filippo, secondogenito . 

Amni Maria, figlia 

disi ina Felice, •> 

Ignazio Francesco, tiglio 


s 
7 

;. 
i 

i 










il. Bartolomeo Scanzo 


.-,.-. 


5 


Farcombella 


8. Ottavio 


118 


barona Francesca Delorné, «la Cham- 

béry 

Giosepha Bastiana, figlia 


38 
L6 










Francesco Andrea Delorné, di Savoia. 


L8 


1 


Vachieri 


8. Cristoforo 


II'.) 


pn sidente Della Sirena .... 


56 


8 


( 'araglio 


8. Ci iicc 


120 


conlf Bernardino Della Villa . . 

alili. Vittorio Amedeo, figliuolo 

cav. Francesco Maria » pag- 

conte [gnazio Della Villa, figliuolo, 
luogotenente Dragoni 


;,ii 

41» 
17 

14 

20 










il. Giovanni Bechis, cappellano. 


33 


s 


Della Villa 


s. Giorgio 


121 


cav. Della Villa, governatore del- 












l'Accademia Beale 


40 


1 


Accail. Reale 


S. Luca 


122 


(■nule- Alfonso di Demonte .... 


— 


— 


l'a la/.zo Reale 


s. (Uncinuti 


IL'.! 


conlc e senatore Dentis ih S. Mar- 


















1 )elll is 


s. Eufrasia 


124 


vassallo e mastro auditore Stefano 












— 


— 


Cigliè 


8. Aiitlcca 


1 25 


marchese Gio. Batta. Dogliani . . 

donna Leonora, moglie 

limi Giuseppe Antonio, figlio . . . 
il. Stefano Fontana, prete «li casa 


66 

32 
10 
50 










il. Francesco Dalmasio. maestro 


28 


17 


Osegna 


8. Damiano 


L26 


marchesa ili I>> ig-liani, vedova, assente 


— 


1 


Pagliera 


8. ( 'ttlcri itti 


L27 




00 


7 


Berzè 


S. Xicctilt) e 

Vergine An- 

11 II n zittiti 


128 


S. E. marchesa ili Dronero 


55 












15 


11 


Dronero 


8. Eufemia 



15 Mise. - II. 



114 



129 



L30 



ci 
132 
133 
134 

135 



136 



137 

138 



139 



I in 



IH 



NOME, COGNOME 

P R E 1) I CAIO E TITO LO 



I fc' S 

*9j I S'È 

li e 



A 1$ I T A Z I N E 



C AS A 



conte Due, cavaliere di camera «lei 
Principe di Carignano 

contessa Due 

abbate, figliuolo 

Gabriele, » 

conte Francesco Tommaso Duchène, 
di Lignana 

contessa Margherita, moglie .... 

colite DUCHÈNE 

abbate Duchi 

abbate Ducno 

contessa Anna Palletta della 
MORRA, vedova 

conte Carlo Giacinto Paletto di Bu- 
rlesco 

Laura Francesca, moglie . . . • ■ 

avv. Emanuele Martina, da Torino . 

conte Aleramo Fauzone, referendario 
di Stato 

conte Giorgio Fauzone, padre. . . 

conte Prospero Fauzone 

conte Fauzone 

contessa 

conte Carlo Girolamo Fecia, patri- 
moniale generale 

contessa Isabella, consorte . . . . 

conte Carlo Giovanni Cossi. . . • 

contessa di Cossato, moglie di lui . 

cav. Ignazio, canonico 

madamigella Isabella 

d. Antonio Carrera 

barona Anna «'aterina di FENILLE . 

barone Gaspardo di Fenille, assente 

colile Filippo Provana, fratello di 
(1 ,:| signora 

presidente Pietro Francesco Ferraris 

Anna Margherita, moglie 

cav. Lorenzo ('.risalite, awoc, figlio 

cav. Ferraris, figlio, chierico . . . 



IO 



Due 



Turino 
Duchène 
Cigliè 
Forni 



•> Forni 



< lavaleri 



•J, Arcor 

1 
1 Novarina 

Fauzone 



Fecia 



I S. Secondo 



Cantone 



8. Mattiti 



8. .1 ittoiiio nhli. 
s. Giacinto 
S. Andrea 
8. Cristina 

8. Martino 



8. Benedetto 



8. Martino 
S. Ignazio 

8. Maria 



8. Otta rio 



— 11.-. 



;— 


NOME, COGNOME 

PREDICATO I TITOLO 


- 
— 
- 




A i: Il AZIONE 


ss 


e \ - \ 


< ' \\ IONI'. 






L5 










Rosa, figlia 


21 










il. <;i<>. Batta. Bellino 


11 


7 


Ferraris 


8. \l urli un 


1 12 


marchese don Tommaso Ferrerò. 
marchese don Giorgio Ferrerò ih 


75 

Hi 










marchesa Maria Brunetta , moglie 












di lui 


20 
30 










marchesa Barbara della Marmora . 






(1. Rossetto, sacerdote 


:;l' 


ni 


Osp. ss. Mau- 
rizio e Laz- 
zaro 


8. Croce 


1 13 


l'oiiic Ferrerò ih Coconato . . . 


11' 










Giovanna Battista, consorte .... 


Hi 


2 


Ainorct t i 


S. Agnese 


1 II 


contessa Alimi Margherita Ferrerò 

1)1 Lavriano 

conte Giuseppe Antonio, tìglio . 

ca\ . < 'arlo Giuseppe, figlio .... 

abb. Frane. .Maria Ferrerò di Lav. 


IL' 
IL- 
IO 
4Ò 










il. Baronis, cappellano 


:ìl' 


1 


eredi Col l>a 


8. dio cidi ni ir. 


1 ir. 


contessa Maria ili FlANO 


41 


1 Radicati 


s. Michele 


1 Mi 


cav. don Tommaso Filippone . . . 
madama Felice Clara Garagna, sua 


33 












..., 


5 


finis 






Elena Maria, figlia 


L' 


S. A ninnili ilil 












Padova 


147 


conti' Giorgio <li Foglizzo, senatore. 

Giacomo, figlio 

Giuseppe, » 

Maria, » 


38 

"<i 
5 

1 
8 

7 












v> 


5 


Novarina 


8. Ignazio 


148 


conti' ('.io. Batta. Fontanella. . . 


40 
43 

1" 










Luigi » 


1(1 












S 









ih; 



a 


NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 


EH 




ABITAZIONE 


3 
55 


Casa 


Cantone 






6 












4 










d. Mella 


26 


6 


Sanssus 


8. Spinto 


Hit 


vassallo Michele Antonio Forassa . 
Anna, consorte 


35 

45 












'{ 


2 


Forassa 


S. Oltn rio 


150 


vassallo Francesco Forni 


63 










04 


1 


Forni 


S. Cristi un 


151 


cav. Frachigknono, capitano nelle mi- 
















1 


Pianezza 


8. Emanuele 


1 52 


conte Renato di Frassino .... 


53 










contessa Cristina, moglie 


58 


o 


Gay 


8. Gabriele 


153 


(•nule e referendario di Stato <• signa- 
tura cav. Giuseppe Fresia . . . 


64 










contessa Maria Margherita .... 


42 








il. Angelo Viano 


40 


6 


Villa 


8. (! io riunii rr. 


154 


conte Ercole Ignazio Frichignono , 

assistente dell'avvocato generale 

Giovanna Bartolomea Verqueria, madre 


34 












5'ì 


•> 


Ballegna 


s. FVfl ni'isro Sa- 










verio 


155 


conte e avvocato patrimoniale gene- 
rale Giovanni Antonio FRICHIGNONO 

di Castellengo 

contessa Benedetta Roero di Castel- 


45 
40 










contino Giovanni Hector Bonifacio, 












figlio 


18 










Giovanni Carlo Maurizio, figlio. . . 


17 










Maria. Margherita Rosa Teresa, figlia 


13 










Giovanni Francesco Giulio Cesare, tiglio 


11 










Giovanni Giuseppe Ferdinando, » 


Hi 










Giovanni Niccolò Maria, » 


7 










Paola Francesca Violante, figlia . . 


8 










Giuseppe Lodovico, lattante, figlio 












d. Giuseppe Matteudi, maestro 


28 


7 


Frichignona 


8. Alessio 


156 


contessa Leonora FRICHIGNONA . . 


53 


1 


Serra 


S. Miirliiiiiino 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E il 



conte Pietro Francesco Fbichignono, 

presidente nella Ecc.™ ' < ìamera . 
contessa Margherita della Cassa . 

(■nule ili FBINCH 

contessa 

cunic Fuselli 

sua signora 

Giovanni Michele, figlio 

Anna Lucia, figlia 

Lucia Dorotea, nepote 

vassallo Gabcttti, primo presidente . 
prima presidentessa l'aula, moglie 
Francesca Gabtjtti, sorella . . . . 

Maria GABTJTTI, » 

cunic ( ailo e. w.itianii, invalido . . 

contessa, moglie 

Giuseppe Domenico, figliuolo 

(•(iute Emanuele Galleani . . . . 

Anna < 'aterina, moglie 

Deglia Maria, figlia 

Anna Caterina, » 

Glaudina Boietta, figliastra . . . . 

Anna Maria, sorella 

cdiitc Girolamo Galleani . . . . 
(•(mie <;in\ anni Battista, fratello . . 

cav. Galleani, assente 

vassallo Francesco Giacinto Gallinai] 
Maria Maddalena, sua moglie . . . 

vassallo Giuseppe, figlio 

Anna Giulia, sua signora 

Filippo Maria, figlio dei medesimi. 
vassallo Pietro Antonio GAMBETTA . 

Laura L'osa, moglie 

Maria. figlia 

Giovanna, » 

Teresa. » 

L'osa. »> 

conte e presidente Gabagno . . . 



\ B i i A.ZION E 



Casa 



I i iclugnona 
Cavor 



Fuselli 



(ìillllltti 



Galitiana 



Ratto 



Caselette 
Galleani 



< lallinati 



None 
Garagno 



Cantoni 



8. Monna) 
8. Multai 



8. Giuseppe 



8. ('fisi imi 



8. Ludovico 



8. Salvatore 

8. Giuseppe 

8. A a n /i 



8. Pasquale 



S. Mass ini n 
8. monchino 



118 



o 


NOME, COGNOMK 

1" il E IIICATO E T ITOLO 






A BITAZ lu\ E 




Casa 


Cantonk 


ICS 


barone 4 ì i< >\:i imi Luigi Caragno . 

sig. ra Antonia, moglie «li lui . . . 
Lucrezia Garagna, figlia. . . . 
Costanza » » . . . . 


75 

43 

37 

8 

3 










Teresa GARAGNA, nuora, vedova . 


27 


4 


Garagna 


8. Ludovico 


169 


marchese Gabessio, assente . 


■ 










marchesa Teresa 


35 


7 


Caraglio 


8. Giovanni ev. 


17(1 


contessa Angela Maria GARRETTA 


55 










madamigella Angela Maria . . . 


1S 


•2. 


PP. S. Carlo 


s. Carlo 


171 




— 




Fera ri s 


8. Matteo 


172 


conte Giovanni Francesco Gastaldi 
conte Giuseppe Antonio, primogeniti 
contessa Margherita ili Robella 

moglie ili lui 

Carlo Francesco, figlio . . 
Gasparo Francesco » . . 
Giuseppe » 
Pompeo » 
Giovanni Francesco » . • 

Teresa figlia . . 
Maria Teresa » . . 
cav. Gasparo Antonio, paggio «li M. 1 " 


78 
> 47 

38 
19 
14 

HI 

8 

7 

3 

I5mes 

17 










ci. Giuseppe Alfacii 


22 


7 


Castalda 


8. Otturili 


173 


vassallo Giuseppe Gastaldi) . . 


(iti 


:; 


» 


» 


174 


conte Luigi GATTTNARA, referendario 


4(1 


— 


Antonielli 


8. Eufemia 


17.". 


conte Filiberto Cav 

Pietro Paolo, figliuolo 

madamigella Barbara 

madamigella Lucia Margherita, nipoti 


76 

24 
23 
20 










«1. Pietro M." Barralis, nizzardi 


4(1 


3 


Gay 


8. Otturili 


17(i 


conte e senatore Nicolao Gazzelli 


69 

50 










conte Francesco Antonio Selva, ti 














2(1 










contessa Anna Francesca Gastaldo 














l!l 









11!» — 




ITU 

l.SII 



181 
182 

1 83 



184 
1 85 



186 



187 



.ibb. Giuseppe, altro figliuolo, sacerdote 28 
madamigella Isabella, ttglia .... IT 

intendente < liaci e, i inasso . . . 78 

ciniiiii." Carlantonio, figliuolo . . .50 

contessa Annn Caterina 33 

Giovanni Filippo Gianasso, capitano 

delle milizie urbane ,,( 

Ignazio, altro figlinolo, capitano e. s. 27 
Carlo Giuseppe, figlio del commend/' 
Antonio Mauri/in. 
Mario Amedeo, » » 
madamig. 1 " 1 Clara, figlia » 
conic Giuseppe (ìuìna 

colili' ( riorgio < i MINA, figliuolo . . . 

abbate Giuseppe Ignazio Gigna . . 
contessa Margherita Gioanin] . . . 
cav. Gioanino, capit. Dragoni S. A. I!. 

Teresa, moglie 

contessa Cbiarlotta Goveana . . . 
conie Goveano, capitano, infermo . 
marchese Maurizio Graneri . . . . 

marchesa, moglie 

abbate Marcantonio GRANERI . . . 

cav. Ottavio' 

cav. Niccolo 

i-m . ( Iraneri, si adente 

.Matteo Gkegori, gentiluomo . . . 
Giuseppe Antonio, figliuolo .... 
Francesco Lodovico, figliuolo, control- 
lore ili ( 'amerà 

Filippo Bernardo, figliuolo, officiale 

Teresa, figliuola 

Giov. Maurizio Gromis, conte di Dros 

Giovanna Gromis, madre, vedova. . 

il. Martino Arilio 

conte Carlo ili GUARENE, capit. (lei 

Dragoni «li S. A. R., assente . 

1 sacerdote governa la casa 



L6 



:.".» 



A B II AZION E 
Casa Cantoni 



Gazzelli 



(lianassa 



Gi gna 
Piste vina 

S. M. Maddal. 
; Perucha 

Sanssns 



x. Secondo 



li; 



N. Giovanni ev. 



8. Agnese 

S. Oli ti ri n 

8. Murili Minili. 

S. Otturili 

8. Spirito 



S. Giovenale 



Graneri 

casa del Collegio 8. otturili 



Barata 



Gromis 



Guarene 



n. Giacinto 



s. \Iartino 



s. Melchior 



120 — 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 






A HI T A / I o N E 



S. E. presidente Gubernatis. non de- 
scritto 

Signora, sua moglie, non descritta 

abbate, tiglio 

contino, nepote 

cav. Guerra, officiale, assente . . . 
conte Paolo Guglielmo, referendario 
contessa Cristina, moglie 

conte Giovanni d'ISOLABELLA . . . 
cav. Francesco Antonio, suo (rateilo . 
contessa Maria Leonora d'ISOLABELLA, 

vedova, assente 

contessa SOLERI, sua figlia, assente . 
contessa Lodovica NlCOLlS, sua so- 
rella, assente 

conte e intendente generale, ('esaie 

Epifanio Lamberti 

S. E. il marchese La Pierre . . . 
LA EoCHIA d'Aleri, presidente nella 

valle d'Aosta 

conte Francesco Giacinto Leonardi 

di Migliandolo, mastro auditore . 
S. E. il conte Guglielmo LEONE, primo 

presidente, nell'eco." 10 Senato. . . 
contessa e presidentessa Anna, sua 

signora 

conte di Leynì Pietro Paolo, figliuolo, 

capit. nel battaglione conte Morozzo 
cav. Giuseppe, altro tiglio, offic. nel 

regg. Guardie 

1 paggio 
marchesa Violante Metilde Senantes, 

assente 

contessa di LEYNÌ 

contessa di Leynì 

conte e contador generale LODI . . 

conte Paolo Girolamo Lodi . . . . 
Elena Cristina Fontanella, moglie. . 
conte Giuseppe Francesco Losa . . 



Casa 



Piovano 
Boccarda 



Bertolozzona 



Fantina 



Barone 

Mattis 



Leone 
Leonardi 







70 


1 


10 


5 


42 




35 


;i 


— 


— 



Cantone 



S. A t/ ino 
8. Giovenale 

8. l'i eleo d'Al- 
cantara 

S. Apollonia 



s. Gioachino 
8. Giacinto 



<S'. Monaca 
8. Gioachino 



S. Germano 


S. 


Germano 


( 'araglio 


8. 


Giovanni ev 


Avogndra 


8. 


Olla rio 


Cavor 


8. 


Matteo 


Tomoli 


8. 


Olla rio. 


Lodi 


8. 


Felice 


Losa 


8. 


Lucia 



121 — 



•JS 


NOME, COGNOME 

rSKDll \ l <> l 1 1 1 o i.d 




i- r 


A i: l T . 


k. Z I O N E 


y 


Casa 


1 ' INTONK 


204 


donna < 'aterina Li mki.i.a contessa il 












Mombello 


òli 


ì 


Ferrerò 


8. Vincenzo 


205 






■_i 


Bussa 


Axauiilil 


206 


conte 'li Li sekn \. assente . . . 


• - 


— 


Frichignona 


8. Mrsxi,, 


207 


marcbese ili Li singe littorio Amedei 
contessa Adelaide Scaramella . 
marchesa ili Lusinge Marianna 


i 25 
. 50 

L'I) 










Adelaide Maria, figlia 


1 


n 


s. Giorgio 


s. Rosa 


L'US 


s. E. ili Lussinge, non descritto . 


. — 












— 


'.i 


Mattis 


s. a im-iii tu 


L'Oli 


conte M mimami 


. 55 


2 


Pastori s 


S. S, nini/, , 


L'IO 


cinite ili M ah i.i ,\M i, capitano nel reg 

gimento Cavaglia, assente . . . 
contessa ili M uii.i ino, madre . . 
contessa ili Magliano, moglie. . 


. 52 

. 23 

4 

3 










contessa Alfieri, zia 


. si 


Hi 


Broglia 


s. Giuseppe 


211 


cav. Malletto 

madama Malletta, sua signora . 
contessa PASTORIS, madre del sud 

Giuseppe, 6glio 


35 

L'I 
65 










Carlino, » 


. — 


5 


< 1 1 ondami 


s. Teresa. 


212 


conte Giovanni Manasseko . . . 
l'iet ni Maria, chierico, fratello . 


. 17 










Giovanni Battista, » . . 


1 1 


- 


Manassera 


S. Militino 


213 


contessa vedova Elisabei Marchisi. 
conte di Paglieres, Gio. Batta M \i; 

contessa Uosa Adelaide, signora d 


l*ò 










detto conte 


10 


L' 


Marchisia 


S. Germano 


2] 1 


conte Marelli, cavaliere .... 


:;;, 










contessa, moglie 


22 


5 


Marcili 


S. Spirilo 


L*ir» 


mastro auditore MARELLI. . . . 


- 


— 


( ligliè 


S. A iiili in 


L'IO 


conte e auditore del sei. 1 "" Principe d 
Carignano Francesco Margherio 
contessa Anna Gasparda .... 
Giuseppe Eusebio, Giglio . . . 


60 

50 
32 









— 122 



g 


NOME, COGNOME 

PREDICATO E III L O 




Zio 


A B I T A Z I O N E 


'A 


Casa 


Cantone 






15 












20 










Margherita » .... 


19 










Giovanna Teresa » .... 


18 










Anna Margherita » .... 


17 










Rosalia » .... 


10 










Gabriella » .... 


15 


5 


Gianassa 


iS'. Giovanni er. 


217 


vassallo Alessandro Maiugnano . . 
Anna Maria, moglie del cav.Gio. Batta. 


61 
Hi 
34 

1S 

21 
5 
















madamigella Isabella 


10 










madamigella Rosa 


10 


4 


Aioli i neri 


s. Sebastiano 


218 




— 


— 


Ternenga 


s. Vittorio 


21 il 


conte Melchiorre M. a Martini . . 
Amia Maria Martini, consorte . . . 

Giacinto, figlio 


00 
47 

•)•> 

21 
10 
IO 

S 












4 






d. Giacomo Zucco 


35 


3 


Martini 


S. Otta rio 


220 


abbate di Maktiniana 


00 


2 


Prie 


S. Giuseppe 


221 


conte Massetti, giantilhuomo di lincea 












del ser principe Filiberto . . . 


25 


1 


1 ) ii i uà 


/>'. Damiano 


222 


Giulio ('esaie MASSETTI, d'Asti, pre- 














41 


2 


Zegna 


iS. Francesco »S'« 
verio 


223 




66 












50 


o 


Mattis 


S. Giacinto 


221 


marchese di Mkana, assente. . . . 


— 


— 


Quaglia 


S. ('uteri no 


225 


marchese di Megliana 


— 


— 


Oberge Reale 


» 


226 




— 


— 


Beraudo 


S. Ubertino 



— L23 — 



NOME, COGNOME 

PBEDIC A T E T ITOLO 



227 

228 



231 
232 

233 
234 

235 



23G 
237 



conte M esi ni \ i is Giuseppe. . . . 
conte Vi \i; ilno, ano fratello .... 
Giovanni Battista Milanesio, gen- 

tilllllllllll) 

Lucrezia, madre 

Orsola, moglie 

Lucrezia, figlia 

Giuseppe, figlio 

Teresa, figlia, lattante 

conte e senatore Ignazio Minier . . 
contessa Benedetta, moglie .... 

contessa < 'aterina, madre 

eonte Giovanni Battista Mxbolio, se- 
greta™ della Casa (li 8. A. R. . . 
(Jiovanni Francesco, tiglio, aiutante di 

camera ili .M. la Duchessa Reale . 

Monica Maria, sua moglie 

Teresa, figlia 

Orsola, •• 

Francesco, figlio 

Giuseppe, » 

contessa Barbara Mollian . . . . 

contessa MoNF.ST AROLLO 

abbate Maurizio 

vassallo MoNGRAN 

ecc. m;i in.~ :l donna Cristina della Munta 
eonte MONTAXENGHE, assente . . . 

contessa MoNTALENGIIE 

Giovanni Pietro, figliuolo 

Secondo (i iacinto, » 

Elena Margherita, figliuola . . . . 

Teresa. » . . . . 

Secondo Felice, figliuolo 

Pietro Paolo » 

d. Francesco Cimena, sacerdote 

madama di Muyrr.r 

cav. di Moretta 

contessa, sua moglie 



26 



A BITAZ [ONE 



Casa 



( iomotta 



Bussa 



Minici- 



Rolla 
Marchisia 

M onestarono 

Gesuiti 

Valerana 



Gallitiana 

olii vera 



Ncirona 



Cantone 



8. Ottavio 



Assimili 



8. Gabriele 



8. .1/ . Maddalena 
8. Germano 

>S*. Cristina 

8. Pania 

8. Giovanni ev. 



8. I. il iloricn 
8. Ma Iten 

8. .1 reti ino 



- 124 - 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 



— 



A 1? I T A Z I ( > X E 



Casa 



Cantone 



ecc. marchese Mokosso, cavaliere e 

commendatore, colonnello della mi- 
lizia 



conte Mokosso, suo fratelli 



don Luigi Francesco Morozo, prete 
conte Della Motta, cavaliere. . . 
cav. (iiovanni Battista Mtttis di 

GrASSO ((lassino) 

Maddalena, contessa, moglie. . . . 
cav. don Giovanni Battista Nicolis, 

Iiiol;.''' col. milizie urli 

Paola .Maiia. moglie. . . . . . 

Filippo Lodovico, figlio 

Antonio Maurizio, » 

Clara Teresa, figlia 

il. Marcantonio Valile, maestro 
conte Nomis di Valfenera . . . 



contessa Barbara, moglie 17 

madamigella Anna Felice, figlia . . 20 

contessa di Castelnovo 25 

conte Nomis — 

conte di None 50 

contessa, moglie 45 

abbate, figliuolo 20 

Carlino, » 12 

d. Oalvetto, maestro 

marchesa ili None 

cav. di Non, primo scudiere di M. R. (IO 

cav. di None 47 

(•onte Novarina, referendario . . . 56 

conlessa Violante, moglie, da Cliieri. 51 
molisi};/ di SAN SEBASTIANO, figlio, 

scudiere di M. E 30 

madamigella di San Sebastiano, figlia 21 

contessa OLGIÀ 45 

madamigella Elena 17 

madamigella Elisabetta 12 

contessa Olgiata I — 



Molosso 



Morozza 
Fresia 



Fpinazza 



l'I'. S. Cari, 



N'omis 



None 

S.» Pelagia 

Coglietta 

None 



Novarina 



Caselette 
Leonardi 



8. Niccolò e 
Vergine An- 
nunziata 

S. Rosa 

8. Spirito 



8. Benedetto 



8. < 'm III 



8. Rocco 

iS\ Vittorio 



8. Massimo 
S." Pelagia 
8. Apollonia 

8. Massimo 



8. Ignazio 



s. Giuseppe 
8. Gioachino 



— 125 



252 



NOME, COGNOME 

P R R l> I C A I E TITOLO 



conte e comm.™ «lon Silvestro oi.i.i- 





. : 










■< 


- - 


Eh 




a 


■S-J 











A B [TAZION E 
( ' \ - \ Cantoni 



HI 



25 1 



260 
26] 



l'i;:! 



\ ERO 

contessa Francesca, m 

(indiana Cardina, nipote 28 

(I. Lodovico Etossi, celebrante in 
contessa Caterina < >i.u\ ERA . . . 50 
Giuseppe Antonio, figlio, mastro andi 

tore 

Anna Maria. glie 

(•unte Opbrti, ila Possano, assente 
cunic Giacinto Risbaldo < )i;sin< > D 

Orbassano 

contessa Delfina 

cuiiic Giuseppe, figlio .... 
cnv. Giacinto, » .... 

madamigella Teresa, figlia .... 

madamigella ( ì-abriella, >> 

conte Orsino, assente 60 

Caterina Orsini, contessa di RrvALTA, 

vedova 60 

Francesco Orsini, conte «li Uivalta, 

Bglio 

Teresa Maria Orsini, aepote . . . 
alili. Giuseppe Orsini, elemosiniere 

«li m. i: 

cav. Osasco 

ecc. marchese e presidente Palla- 
vicino, ila Torino 

marchesa Barbara 

madamigella Teresa, figlia, assente. 

cav. Parella, assente 

vassallo Pasta, assente 

cav. Paolo Tasta 

aw. Gerolamo l'asta, figlio .... 

Maddalena, sua moglie 

Barbara, figlia del cavaliere .... 
eonte e colimi, don Francesco PASTORIS 

contessa Anna Domenica 

contessa Caterina PASTORIS, madre . 



Ollivera 



Operti 



( ìaraglio 



1 1 



Rivalta 
Bechis 



Torrini 

Osasco 
Bianco 



Gay 



Tinelli 



8. Anna 



8. Massimo 



8. Giovanni ev. 



8. Brigida 
8. Ludovico 



S. Margherita 

8. <li<tcil)l<l 

8. Otturili 



8. Scannili 



8. ('urlìi 



120 — 





NOME, COGNOME 


■< 


S'È 


ABITAZIONE 


z 


~ * 






k 


I' R E 1) I C A T E TITIH 


w 


,§"■3 


Casa 


Cantone 


263 


conte e referendario di Stato Carlo 












Giacinto Pastoris di Saluggia . 


40 


3 


conte della Villa 


8. (Umilio 


204 


conte e senatore PASTOEIS .... 




— 


Gonteri 


8. Vittorio 


l'i;.-) 


conte Francesco Antonio Pelletta di 
contessa Lucrezia Maria, moglie . . 


60 
60 










contessa BAGLIANI, figlia 


25 


4 


Amoretti 


8. Anna 


266 


barone Giovanni Battista Penacino . 


71 


1 


Penacina 


s. Alessio 


267 


vassallo Bonaventura Perachino . . 


44 
35 










Cristoforo, figlio primogenito . . . 


3 










Giuseppe, figlio secondogenito . . . 


2 










d. Antonio Biava 


:ì(ì 


8 


Perachino 


8. Otturi,, 


268 


conte Giovanni Domenico Perona . 

contessa Angela Maria 

Francesco Saverio, figliuolo .... 
madamigella Anna, figlia. . . . 
madamigella Maddalena » . . . . 
madamigella Vittoria » . . . . 


44 
30 
11 
12 
!» 
7 










abb. Gio. Giacomo Raschieri 


(i() 


1 


Perona 


8. Otta rio 


269 


barone Perone, assente con tutta in 














— 


1 


Perone 


S. (litici nto 


270 


vassallo Gio. Battista Pertjcha . . 
Giuseppe Ignazio, figliuolo .... 


50 

12 










Anna Lucia Felice, figliuola. . . . 


7 


3 


Peruclia 


8. Ottavio 


271 














Francesco, figlio, cap.regg. Monferrato 
Maurizio, » luog. t0 regg. Aosta . 


23 
1!) 










Filiberto, nepote 


o 


4 


Valentino 


8. Antonio da 
l'odoro 


272 




— 


— 


Olii vera 


8. Matteo 


27:; 


marchese di Pianezza 

damigella di Stmiana, figlia .... 

damigella di Oastelnoto, lattante . 

d. Carlo Domenico (iarda, cappellano 


63 
35 

2.;» 

27 










Agostino Rama, ingegnere 


01 


29 


Pianezza 


8. Emanuele 



— IL'7 — 



NOME, ci 11; numi; 
r u e i> i C a r ii E ili 



vassallo del Piaso 

(risi ina. moglie 

Lodovica, figlia 

Caterina, •> 

limi Francesco, cherico, tiglio . . . 
Emanuele, » . . . 

Paolo, » . . . 

Diego, » . . . 

Filippo, » . . . 

aw. Piccono, prigioniero ili guerra, 

assenti; 

Costanza Vittoria, moglie 

Caterina, figlia 



conte Piccono, luogot. 
Dragoni Rossi . . . 



>lon. rei 



monsienr della Perosa, magg. ri i\i 

cav. Pici <>M > 

conte Ottavio «li Piobesi .... 

contessa Vittoria, moglie 

Orazio, tigli®, •. ipit. milizia urbana . 

Francesco Antonio, figlio 

conti' Gaspare Piosasco d'Ayrasca, 

col. milizie 

conte Carlo Emanuele Pancrazio Pio- 

s ISCO di BEINASCO 

contessa Barbara Teresa, consorte . 
contino Giuseppe Antonio . . . . 
Giovanni Battista Lodovico . . . . 
Antonio Piosasco, luogot. Guardie 

del corpo (li S. A. K 

Anna Francesca, moglie 

conie Giuseppe Girolamo, figlio . . 
madamigella I tellina, figlia . . . . 
d. Lodovico Chaisse, sacerdote 
abbate ili Piosasco di Piobesi . . 
cav. Piosasco 

contessa PlOSSASCO 

il. Emanuele Stuerdo, maestro 



38 



ir» 



A B ITA/. I UN E 



C \ - \ 



Pias 



PP. s. France- 
sco da Paola 



( 'niniana 
Gonteri 



PP. S. Carlo 
Amoretti 



Beinasco 



Piosasca 
Vacarina 

Melala 

Sanssus 



Cantone 



8. .\hit/ in 



a. Francesco ila 
l'aula 



8. Giovenale 

. Vittorio 



8. farlo 
S. A una 



S. (Htm-io 



s. Eufemia 

8. Averti/no 

8. Eufrasia 

8. Spirito 



— 128 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 



Giovanili Valerio Piovano, gentiluomo 

Anna < 'aldina, moglie 

('aterina PIOVANO 

<'aiciina Margherita, figlia . . . . 

Cristina, figlia 

Giovanni Battista, figlio 

Francesca, figlia 

Giuseppe, figlio 

Domenico, » 

Michele. Antonio, figlio 

conte Filippo Elio di Piozzo, assente 
vassallo e avvocato Giovanni Carlo 

PISCIA 

Giulia Margherita, consorte . . . . 

Giuseppe, figlio 

Lodovico, » 

Violante, figlia 

Vittoria, » 

contessa Maria Caterina Piscina Be- 

LONA 

abbate «li Polenzo 

contessa Isabella Adelaide PONTE 

contessa di Bbutno 

nulle Alessandro Ponte Scabnafig] 
contessa Maria Vittoria, moglie . . 
conte Niccolò Ponte di Lombbiasco 

contessa Lucia LomiìUI Asro, moglie . 

conte Giovanni Antonio Lombbiasco, 

figlio 

cont. 88 " Margherita Lombbiasco, nuora 

Maddalena Teresa PONTE, figlia dei 

medesimi 

eonte Pobpobato, assente .... 
eonie Giovanni Angelo Pobpobato . 

man diesa ili PbiÈ 

marchese di Pancalieei, figlio . . 
eav. Carlino, tiglio 

Ca\ . Leopoldo 



1(1 



A BITAZIONE 



Casa 



Cantone 



Piovana 

Della Villa 



8. Ai/ nto 
8. Giorgio 



Piscia 

Palazzo vecchio 
Barone 

Garagno 

I'asealis 



Muratore 

Frichignona 

Porporata 



8. Otturi,, 



s. Giovanni 
•s. Gioachino 



8. Maurizio 



8. Monaca 
s. Bonifazio 

S. monchini. 



— 1L".I 



= 


Nomi:. COGNOME 


: 


=--_ 


A i: Il \ /. 1 \ E 


z 








s. 


PRKDII \ I " 1 TITOLO 


u: 


_Ìt: 


C A S \ 




< ' w ioni-: 




madamigella < Spisi ina, figlia .... 


:> 












madamigella Teresa, •>.... 


1 


13 


Prie 


8. 


Giuseppe 


296 


contessa ili l'itimi \ Paola Maddalena 




— 


Barone 


8. 


Gioachino 


297 


conte e senatore Aleramo Provane , 


31 


'1 


N'errila 


S. 


. 1 li ■asili 


298 


don Antonio Provana, conte ili < Sol- 
legno 

Eleonora, sua signora 

ti. Giuseppe Notta 


65 
35 

10 

II 












il. Giacomo Maria Liberale 


35 


li 


Collegna 


8. 


.1 ri il imi 


299 


cuiiic Francesco Provana ih Fro- 

SASCO 


V, 












contessa [SNARDA, moglie .... 


.-.() 






Carlo, figlio 


22 














1!» 














11 












il. Pici io Accampo, sacerdote 


i".i 


Ili 


Frosasca 


S. 


(i imi unir 


.".IMI 


contessa (li FROSASCO 






S. 1 Pelagia 


8. 


Pelagio 


.;iii 


Ottavio Provana, conte ili Druent. 
Anna di Druent, moglie 


;,(; 
'>:; 












Ottavio Falletto marchese 'li Ca- 








stagnole, riepote 


!> 


11 


Druent 


S. 


Brigida 


.SOL' 


conte Provana 


46 

11 












il. Pietro l'arami 


18 


6 


( 'ogiolla 


I.s 


simili 


303 


conte Giovanni Francesco Radicati 
ih Passerano 

Maria Maddalena ili s. Giorgio Pas- 
serano ih Foglizzo, moglie. . . 


Ti' 

1S 














7 


3 


< 'aclieran 


S. 


Bernardo 


.ini 


barone Giovanni Battista Rapetti . 

Irene ( 'ailot la, glie 


35 
36 












una figlia ancora ila battezzare 


:: 


:; 


Rapetti 


A. 


Eusebio 


305 








Yiollalil 


8. 


Vittorio 


306 




— 


— 


Palazzo ili M." 
la Principessa 


s. 


Giovanni 


.".(17 


conte avvocato David Riccio, d'Asti 


io 












Gasparda Maria Riccia 


32 


•> 


Ra vicina 


8. 


Bernardo 



17 Mise. - II. 



— 13» — 



a 


NOME, COGNOME 

P 11 BUICATO E T 1 T () I. 


H 


i| 


A 15 I T A/.KtN I : 






Casa 


Cantone 


308 


conte Giuseppe Richa di Castelvec- 


4» 










abb. Carlo Francesco, fratello, assente 


— 


6 


Richa ili Ca- 
stel vecchio 


<s'. Elisabetta 


309 


conte e referendario Camillo Luigi 

RlCHELMI 

conte e segretario Giuseppe Barto- 


ti» 
il 










contessa Caterina Cristina, sua moglie 


25 






madamigella Alessandra Margherita. 












figlia 


1 


7 


Richelmi 


8. Felice 


:;i» 


marchese FlaminioRiPA diGlaglione 


7» 






4 




marchesa Giovanna Lodovica . . . 


50 


4 


Molineri 


s. Sebastiano 


.ili 


conte Carlo Amedeo Bobbio DI Mon- 












TEMARZO 


38 
3» 


4 


Robbia 






Clara Margherita, moglie . . . . . 


S. Bonifazio 


312 


conte Mauri/io Robbio, maggiordomo 
di S. A. R 


75 












li» 


3 


» 


» 


313 






— 


Tignola 


8. Pietro d'Al- 
cantara 


314 


cav. Ignazio Giacinto Rocca . . 


17 


2 


Marchisia 


S. Otta rio 


315 


contessa Maria Maddalena Rocha 


55 










conte Emanuele, tiglio, luogot. culmi. 


4» 


4 


Rocha 


S. .[una 


316 


conte Massimiliano Roero, assente . 




>> 


creili Tho\ enol 


8. Barbara 


317 


contessa Anna Margherita Iti «LANDA 
cav. Gabriele Yalperga 


un 
27 










Angela Vittoria, sua consorte . . . 


23 


*> 


Rolanda 


S. Otta rio 


318 


abb. Giuseppe Komagnano di Santa 












Vittòria 


(il 


o 


( Jacheran 


8. Ilenia r<lo 


:;i!) 


marchese Emanuele Ciliberto ili Ro- 






bate, luogotenente Piemonte Reale. 


23 










marchesa Angela Francesca .... 


23 












1 


6 


Richa ili Ca- 
stelvecchio 


8. "Elisabetta 


320 


conte Baldassar Roterò di Sciolze 
Francesco Amedeo, tiglio 


28 

7 










il. Marco Antonio Borsarelli, sac. 


52 


7 


Sciolze 


s. Salvatore 



- i.;i - 



NOME, COGNOME 

PREDICATO I TITOLO 



V. 

321 conte Roterò cavaliere 

contessa 

322 conte Francesco Antonio l>'t nii.wn: 

consigliere referendario e auditore 
generale ili guerra 

contessa, glie, assente 

Francesco Lodovico, figlio . . . . 

323 colile ili Ruffia, colon, battaglione 

ilrl marchese ili 8. Marsano . 

324 vassallo Ruffino 

325 cav. Francesco Rtjsoatio 

'■'•-('> vassallo e referendario Rusohis, pri- 
gioniere 

vassallo Gius. Michele Ruschis, frat."" 
canonico don Biagio, altro fratello . 

Caterina, loro madre 

madamigella Anna Caterina, sorella . 
327 conte ili Sai.ks 

:;'_\s conte Gaspar Saxmatoris, da Chefasco 

329 conte e senatore di Saltjzzo Paesana 

contessa Paes lna 

Tommaso, figlio 

'■'• figliuoli dai i ;ii ."> anni .... 

il. Nicolai, prete 

330 conti- Cesare Sandigliano .... 

Margherita, moglie 

Clara Margherita S. Dilian . . . 

(32 marchese ili s. Germano .... 

cav. Alessandri) di S. ( kORGIO . . 

marchesa di S. Giorgio 

3:55 marchese Giovanni Battista 8. Gior- 
gio di Foglizzo, referendario di 
Stato 

Francesca Maddalena Sax Giorgio, 

moglie 

< 'rist ina Margherita, figlia .... 



A lì 1 ta /. I i) \ 1, 



( ' A - \ 



(Jantonk 



Bussa 



(lussa 

UiHlia 

Ruffina 

Robbia 



:,(i 



Verrua 

Palazzo di M. tt 
la Principessa 

Honla 



< 'osta 



Assunta 



8. Baldassarre 

8. Margherita 

8. Avertano 

8. Martiniano 



8. Alessio 

S. <ì in riunii 
8. Francesco Sa 

n rio 



S. Otti, rio 



8. Ignazio 



lìaiiotta 
Palazzo di M. 
la Principessa s - Giovanni 



8. Germano 

8. Giorgio 
s. Pelagia 



Assunta 

8. Otln rio 
8. Pélagia 



Cacherai) 



8. Bernardo 



— 132 — 



g 


NOME, COGNOME 

PREDI C A '[' E T I T I. O 




i .2 


A B I T A Z I N E 


_3 


Casa 


Cantone 


336 




70 










contessa Cuavf.tta, figlia .... 


30 










(1. Guglielmo Bruno, prete 


32 


5 


Buschetta 


s. Giuseppe 


337 




7 












• 


1 


Arcor 


s. Secondo 


338 


marchese Giuseppe Giacinto S. Mar- 
tino di San Germano, colonnello, 












inarchesino Carlo Filiberto, figliuolo. 


2 


6 


S. Germano 


S. Germano 


339 


conte S. Martino d'Ozegna, assente 














— 


1 


» 


» 


340 


barona <li San Marcello .... 

Carlo Giuseppe, tìglio 

Carlo Teodoro. » 


40 
11 

7 










(1. Lodovico Sofferò, maestro 


32 


4 


d'Este 


s. Giuseppe 


341 


marchese San M ausano 


46 










marchesa 


36 


9 


S. Marsano 


S. A U imi 


342 


conte di San Martino, magg. Dra- 














— 


2 


1 (emarchi 


8. Gregorio 


343 


conte e senatore Giorgio San Mar- 












tino di Kaldtssero 


2!» 


3 


S. Martino 


S. Otta rio 


344 


conte Spirito Felice Sanssis . . . 


38 


o 


Sanssns 


s. Spirito 


345 


conte Santits 


— 




S. Filippo Neri 


8. Filippo Neri 


346 




T> 




















madamigella Gabriella 


16 


') 


Verdina 


S. Mattili 


347 
348 




34 


— 


Vicendetti 
Due 


8. Vincenzo 


conte di San Raffaello, assente. . 


1!» 


S. Mattia 


349 


marchese di San Tomaso 




— 


l'ala/.. Vecchio 


S. G io riiinii 


350 


madama Saraceno 


— 


— 


Nomis 


S. Vittorio 


351 


colili' Giacinto Scaglia d'Ozasio 


60 










contessa Caterina Gabriella .... 


53 


12 


Ozasio 


Santa Francesca 


352 


conte di VERRTJA, Maria Giuseppe 












Battista Vittorio Amedeo Scaglia 


1!» 


10 


» 


» 


353 






— 


Ollivera 


S. Mulini 


354 


conte Giovanni Battista di 9CAL- 


70 










d. Luigi Francesco Robba 


40 


11 


( >zasio 


Santa Francesca 



— L33 — 



NOME, COGNOME 

PREDICA T ii E TITOLO 



358 

359 
360 



36] 



362 
363 



364 
365 



conte < raspai Antonio Rai rido 8< \ 

rampo Grisella, aide di campo di 

s. a. i; 

contessa di Scarnafigi 

conte Giovanni Battista Solar andi. 

\ assallo Scotto 

(•(mie e presidente Simeome . . . 
vassallo Carlo Simeoni ih Peetra- 

puoco 

Teresa, sna signora 

Baldassare Alessandro, figlio . . . 
cav. don Gaspar Domenico Sol aro, 

luogotenente regg. Guardie . . . 

cav. Solaro 

prete don Ottavio Solaro di San 
Martino di Govone 

cav. Roberto Solar, comm.™ di Malta 

(•onte Solaro della Margherita, 
tenente generale dell'artiglieria di 
S. A. E 

contessa, sua signora 

cavaliere, suo fratello 

nsù di Pianzè (Pianfei), suo figlio 

marchese don Carlo Tana, cavaliere 
lei Supremo Online, capitano delle 



Guardie 



donna Maria Margherita PROVANA, 
sua moglie 

don Arduino Tana, cavaliere . . . 

don Filippo Tana, cavaliere . . . 
d. Benedetto Sonin, lionese, cappell. 

«•onte Tarino 

contessa, madre 

contessa, moglie 

Giovanni Antonio, figlio 

Carlo » 

Rosa, figlia 

Teresa, » 

p. priore TARINO, zio, sacerdote . . 

conte Bartolommeo Torrini, proto- 
medico, da Nizza 



A B I I A / I ON E 



< ' A - \ 



( 'oardi 
Bernezza 

Sclarandi 
Scotto 
< taglione 



Gallinati 



Tinelli 

Calcaterra 



Anselma 
Graneri 



Caselette 



Tana 



Tarimi 



Cantone 



Angelo Custode 
S. Agnese 
8. Gioachino 
8. i bertino 

8. Ei* /ni sin 



8. Pasquale 

8. ('urlìi 

8. (Uniteli imi 

8. Antonio <ihh. 

s. Giovenale 



S. Giuseppi; 



8. Federico 



8. G risii un 



— i:;i 



- 


NOME, COGNOME 




c'F 


A li IT AZI ONE 


o 






^ 


P B E I) I C A T E T I X O I. O 


W 




Casa 


. Cantone 


V. 






è o 








Giovanna Francesca, sua signora . . 


58 










conte e senatore Giulio Torrin] . . 


22 












17 










Maria Margherita, figlia 


1S 


4 


Tonini 


S. Margherita 


.'ìli!» 




— 




Toninoli 


8. Ubertino 


.".71» 


Giovanni Antonio Trabucco, conte di 

Clara Vittoria, moglie 

Lodovico Alessio, » 


40 
30 

11 
II) 

7 










cav. Castag-nito, gentiluomo di M. K. 




fi 


La Riviera 


S. Bonifazio 


37] 


marchesa Irene di Trivik 

marchese Lilla Ghirone, figlio . . . 


33 
14 

12 










madamigella Elena 


8 


4 


Valgrana 


s. Giovanni ev. 


372 


conte della Trinità, prigioniero di 


28 
















contessa della Trinità e figli e parte 














— 


8 


Verrini 


S. A lessio 


373 


conte e cavai, nel]' ecc. ( 'amerà de 












chierico Carlo Bartolommeis 


17 


7 


Truchi 


S. Carlo 


374 


conte Antonio Maurizio Turinetti 
di Pertengo, colon, regg. cavai. 


HI 










conte Giuseppe Andrea, figlio . . . 


!l 










cav. < Mtavio Maurizio, » ... 


7 










madamigella Anna Costanza, figlia . 


11 










madamigella Maria. Metilde, » 


7 










madamigella Maria Violante, » 


5 










contessa Anna ( 'aterina D'ANTIGNANO 


36 










madamigella Anna Frane. 80 " «li Kavria 


16 










d. Carlo Domenico Bellino, cappell. 


:;.-. 


1S 


Val-rana 


8. Giovanni ev. 


375 


conte Niccolo Manfredo Ugello, cav. 

«li Senato 


.",(; 









1.;.-, 



a 


NOME, COGNOME 

e i: I-: DICA I l. I ITO LO 


E-i 




A B [TAZION E 


Ì6 


C A S A 


i N TOH! 




conte ciac Luigi di Nichelino, figlio 


11 










cai aliere, altro figlio 


6 










Maria Margherita, figlia 


5 










il. Boggio, maestro dei figliuoli. 


30 


<; 


Robbia 


■S'. Bonifazio 


376 


marchese Francesco Maurizio d'Ussò 


38 










conte Cailu Antonio M \i: tini \n \ 


68 










contessa Giara Maria, consorte. 


«io 










marches. no Giuseppe Francesco d'Ussò 


6 










madamigella Teresa Maria Maddalena 


5 










madamigella Teresa Gabriella 


3 










madamigella Monica Felice, lattanti', 
abitati' ( 'ai-In < Edoardo d'I tesò . . 


Ilio-i ■'i 

35 


8 


Mari iniana 


8. Otturi,, 


■HI 




60 










liaiiinr < 'arlo Flaminio, figlio . . 


liti 


4 


Frichignona 


8. Alessio 


378 


coni ni. Paolo Francesco Valentino . 

«'arlo Lorenzo, figlio 

l'aula, figlia • . . . 

Massimiliano, cadetto regg. Nizza, figlio 


òli 
li) 
12 
13 
18 
:;o 










Paolo, cadetto regg. Monferrato » . 


18 


1 


Valentino 


8. Antonio da 

l'adora 


:i7!i 


liarona Maria Maddalena Yai.<;i;\n\ 


.'!."> 


li 


Valgrana 


s. Giovanni ev. 


380 


vassallo Caterina VàLPEEGA . . . 


— 


— 


Fremitana 


8. A mirra 


:;si 


ved." contessa Eleonora Margherita 


Vi 


4 


< iraneri 


8. Giovenale 








382 




















Giuseppe Antonio, figlio 


•> 






Francesco Antonio, » 


1 


lì 


Valperga 


8. Teresa 


383 


conte Giuseppe Vassallo, da Rocca- 


li 










abb. Gio. Batta. Vassallo, da ('èva 


13 





Buona morte 


8. Marfiniano 


;;si 


conte Federico Vebasis Asinabi di 
COSTIGLIOLE, senatore 


40 

li 7 










3 figliuoli che non volle consegnare 


— 


7 


( Jollegna 


8. A rei! ino 


385 


contessa Maria Teresa ( 'ili Aliò VEE- 


36 


5 


della Rocha 


8. Stefano 



136 - 



NOME, COGNOME 

PREDICATO E TITOLO 



ABITAZIONE 



Casa 



Cantone 



conte Carlo Emanuele Verdina . 
conte Giovanni Vincenzo Verdina 

contessa Verdina 

cav. Vittorio, fratello 

madamigella Stefana, figlia . . . 
Angela Maria »... 

Carlo, figlio 

Vittorio, » 

monsù di Vernant 

madama di Vernant 

Angela Ottavia, figlia 

Eiosa, figlia 

conte VERNIANO ANGRISANO . . 

contessa, signora 

conte Giovanni Battista Piossasco 

conte di Vernone 

cav. di Vernone 

abb. Baldis L5 
(1. Michele Angelo Boggetto, segret. ( 38 

abbate della Verruca ' 38 

conte Vianzino, assente . . . 



monsignore don Michele Antonio Vibò, 
arcivescovo di Torino 

abbate don Michele Antonio Vibò, 
nipote 

Cailo Maurizio Vibò, conte di Prat.i 

Michele Antonio Vibò 

conte di Villafalletto, assente . . 

Conte VlLLAREGIA 

abbate VlLLAREGIA, fratello .... 

conte Carlo Amedeo di VlRLE, cava- 
liere e gentiluomo 

conte Teodoro di Virle, gentiluomo 
e vassallo 

conte di VlSCHE, colonnello .... 

colile To iaS0 VlSCHE 

madama di Vischio 

contessa Zumaglia 



Verdina 



PP. S. Teresa 



Verniana 



Gallinati 

Losa 

Bertolozzona 



Arcivescovado 
I «indiani 



Villaregia 



Ratta 
Vische 
Torassa 
Broglia 
< 'araglio. 



8. Mattia 



8. Teresa 



8. Giuseppe 



A. ss unta 
8. Olla ria 
S. l'i etra d'Al- 
cantara 



8. Pietro 
S. Caterina 



Assunta 



s. Agnese 
8. Martino 
S. Cristina 
8. Giuseppe 
8. Croce. 



L37 



Cantone di S. Giovanni Battista, 
occupato tutto dal Real Collegio de' Nobili 



RR.' Pretti: 



sig. d. <iii>. Batt." Viale, di età sig. d. Massimo Bottone, <li età 

< 1 ~ ; 1 1 1 1 1 i 15. d'anni 34. 

sig. d. Francesco Pignocco, id. 35. siy. d. Giacomo Arichio, iti 24. 



111."" Sig." Convittori: 



sii;, conte Ginglio Cesare Secondo 

Massetti, ili eia d'anni 17. 
si^'. cavagliere Francesco Lndovico 

Meier, id. ìs. 
sig. cavagliere Giacomo Baldissar, 

id. 17. 
sii;-, marchese i rio. Carlo Serra, id. l(ì. 
sii;', colile Gio. Giacomo Gianasso, 

id. 16. 
sii;-, cavaglier Frane." Luiggi Trotti, 

id. 1.".. 
sig. conte Gio. Batt." Piozzasco, id.15. 



sii;, alili."' Federico Graneri, dieta 
d'anni 14. 

sii;-, [gnatio Vagn id Hi. 

sig. cavaglier Ambroggio Serra, id. 14. 

sig. cavagliere Angelo Vittorio Cor- 
bis, id. L3. 

sii;', cavagliere Pietro Paulo Curbis, 
id. li'. 

sii;, cavagliere [gnatio della Motta, 
id. 11. 

sii;, cavagliere Vittorio Solaro di 

Covone, id. '.*. 



sig. conte Gio. Antonio Si da iti, id. 11. sig. marchese Gio. Batt." S. Giorgio, 

sii;. ald>." <;io. Batt." Baratta, id. 11. id. 11. 

sig. abb. 18 Gio. Batt. a Ermano, id. 15. sig. conte Guiddo d'Ales, id. !>. 

sig. 1 ialini Civron, id. 15. sig. cavagliere Alessandro d'Ales, 

sii;, cavagliere Luiggi Morosso, id. 14. id. ti. 

sii;, eonte Giuseppe Areour, id. 14. si;,'. Pietro [gnatio Marchetti, id. li'. 

sii;-, cavagliere Giuseppe Piossasco, sig. conte Giuglio Cesare Ottobono 

id. 15. Radicati, id. 7. 

sii;-, eonte Lorenzo l'olaiicardi (Blan- sig. conte Vittorio S. Giglio, id. 12. 

cardi?), id. l(i. sii;-, cavagliere Giuseppe Antonio 

;. eav. riem." Guiciardi, id. Ili. Ermano, id. 7. 

;. alili. 1 ' l'aiilo Chialant, id. 15. sii;-, eav. Carlo Ant." Ermano, id. 11. 

;. eonte Carlo Gabut', id. 15. sig. ahi). 1 ' Carlo Maur." Cavaglià, 

;. conte Gio. Batt." Curbis, id. 11. id. 'J. 

sii;, dio. Batt." Lardone secretarlo, d'anni 29. 

inonsu Marat in.'" di danze, id. 29. 

Camerieri 3; sartore 1 : portinaro 1 : cuoco 1 ; garzoni «li cucina 2. 



18 Mise - li. 



— 138 



Scorrendo coll'ocehio l'elenco delle persone addette ;il servizio 
delle famiglie della nobiltà, viene talora fatto d'imbattersi in sopran- 
nomi sotto i quali i servitori erano pili facilmente designati. Tali 
soprannomi non erano affibbiati a loro soltanto: ben altri individui li 
portavano; ma nessuno che t'osse d'un ceto elevato o avesse, sotto di 
sé, dipendenti. Precisamente, non troviamo di quei soprannomi con cui 
gl'inferiori sogliono talvolta chiamare per derisione i loro superiori; 
ma troviamo comunemente quelli che i pari davano ai loro pari, che i 
superiori accollavano ai loro interiori. Così essendo, non vanno distinti 
con tali qualificativi se non persone del basso ceto; le quali sono suf- 
ficientemente numerose nei Bolli, e più sarebbero se tutte fossero state 
registrate, invece che a casa propria, dove conoscevansi in generale 
soltanto col nome e col cognome, là dove servivano o guadagnavano la 
loro vita e dove, per contro, ciano sempre padroni <> uguali pronti ad 
abbassarli chiamandoli con appellativi, che non erano loro propri. 

Difatti i soprannomi da noi rinvenuti appartengono o a persone di 
servizio, o a militari, o in generale ad altri, come, operai e magari anche 
esercenti. Fra, i primi, rari sono quelli appartenenti alla domesticità della 
Casa Reale; eppure, come può vedersi dall'elenco, che ne diamo in nota, 
non era forse a Palazzo servitore che non portasse il suo bravo sopran- 
nome. Lo stessi» potrebbe ripetersi dei militari. Ira i liliali è nolo come 
Pietro Micca fosse soprannominato Passa per lui ; soprannome, però, ch'io 
ritengo derivatogli dall'abilità conferitagli dal mestiere prima di entrare 
nell'esercito (1) e che nel nostro elenco troviamo ancora dato, fra gli 
altri, ad un tamburino. 

Orai, secondo noi, una differenza essenziale occorre fare fra il sopran- 
nome dato ai servi e ai militari, e quello dato invece ad ogni altro 
genere di persone. Il primo raramente offende l'individuo, che lo porta, 
sia dal lato tisico, sia da quello morale. È più un vezzeggiativo che altro: 
ne ricorda spesso la, patria, una qualità; spesso non è se non una 
prova, come qualunque altra, della pigrizia delle nienti, che se ne ser- 
vivano, per non affaticarsi a rammentarne il cognome, quando non sin 
ancora una pura imitazione di quel che facevasi altrove, e specialmente 
in Francia, donde già partiva la moda. Onde verificasi la frequenza delle 
denominazioni, prese in prestito alla floricoltura, come La Fluir, La Vio- 
letta, Lk Rosa, La Tulvppa; quella ili nomi astratti: La Speranza, La 
Fantasia, ecc. 

Negli altri soprannomi, quantunque si riscontrino talvolta anche le 
qualità dei precedenti, si sente più spesso l'intenzione di sferzare un 
difetto fisico o una debolezza morale dell'individuo che u'è colpito. 
Abbiamo allora il caponiastro, detto Tiolino; il ciarlatano, detto il Vigi- 
lante; il parrucchiere, detto Fontana di trema; il miserabile, dello La 



1 1 » 'ti . intra, l'altro nostro contributo Mia biografia <li Pietro Mina cài Maria Ohiaberge 

Bricco C al l'olii ili Vittorio All'alt <> II. 



— 139 — 



Brise; la vedova, detta /." Rovina <» l.n Massaia; il facchino, detto ^Av- 
vocato; il dozzinante, delio La Sordina; l'ostessa, detta />« Rossa; il 
macellaio, detto Minna Vos, ecc. 

Riassumendo, nei primi, coinè abbiamo «lei io, si può confessare «li non 
riconoscere se non un segno di fiacchezza mentale così da parte dell'inven- 
tore del soprannome, come da parte di chi Io adopera. Nei secondi invece 
dobbiamo ammettere che per la maggior parte provengono da quegli spiriti 
bizzarri e maligni, osservatori acuti e censori affilati, che spesso s'incon- 
trano nel popolo e ne condensano tutta la vivacità. In verità, a questa 
t'orma di sapienza, se così possiamo chiamarla, è assicurata maggior 
voga negl'infimi strali della società, e in quei temili e luoghi nei quali 
la civiltà non sia sufficientemente sviluppata o curata. La raffinatezza 
dei ceti elevai i e della maggior col tura, il maggior benessere, la migliore 
condizione sociale, rendendo l'uomo conscio e geloso della propria dignità 
e dell'altrui, consigliano a ripudiare quel vezzo, l'n esempio ne abbiamo, 
pel tempo del quale trattiamo, nei soprannomi della domesticità di Corte; 
dove, come abbiamo accennato, i capi servizio, tranne uno, non sono 
pii'i designati se non col proprio cognome, e nessuno si attenterebbe 
a fare diversamente: mentre è probabile che, quando erano in minoribus, 
anch'essi seguissero la regola generale. 



Soprannomi (1). 
a) ili persone ili servizio: 

Bartolomineo Pampione, . . dello l,n Violetta, valet di camera della 

marchesa <li Susa. 

Michele l'inolia, » Tempo pi-riluto, shnierodi S. A. R. 

Francesco Peracliioto •> Pesetto, postiglione invalido «li 

S. A. R. e oste «Iella Croce rossa. 

Michelantonio Forra, .... » ('unii, servitore d' un officiale ale- 
manno. 

Filippo Rivero, o La Rosa, servitore «lei conte Ver- 

liolie. 

Antonio Bianco, » La Rosa, servo. 

La Rosa, servitore. 

Ijii Violetta, servo ilei conte Tana. 
Domenico Gillio » Aletta, cuoco «lei conte della Mar- 
garita. 
Michele Andrea Peyrani, da Nizza, •> La Rosa, servo del conte Dèntis. 



(1) Conti l'ini Gasa, «il. 1705-1707. 

Francesco Arduino delio /■'nil/iiiu. garzone «ordinario «li cucina. 

Stefano Bellaj » Chiateaufeu, mastro di stato delle sig. r " figlie d'onori 

Pietro Antonio Bertone . . » Giunchiglia, vaici a pie 
Sebastiano Bolangiero ... •> Sampri, trombetta di S. A. 

Gio. Bonie ■• Battaglia, garzone ordinario ili curili;!. 

Alberto Bassetto » Bertino, aiutante di cucina. 

Domenico Bettazza .... ■ La Griliada, id. 



— 1 1(1 - 



Giovanni detto La L'osa, servo. 

una ereada «lei conte Gazzelli, chiamata La Vedova. 

La Flenr, palafreniere «lei march. 
di Lusige. 
inastro ili casa del marchese Ferrerò della Rfarmora, chiamato Somariva. 

Lai Verdura, servo dei figli del 

marchese Ferrerò. 
La Fleur, servo dei figli del marcii. 

l'errerò. 
La Violetta, vale! a piedi di M. 1.'. 

Lorenzo eliminale, detto La Uamea, cameriere del cavaliere 

(lucila, 
servitore del vassallo Simeoni, . » Giulicoeur. 

La Speranza, servo. 

b) di militari : 

Matteo Yistiirino, detto La.F«mta8Ìa,mvalidoregg. Guardia. 

Boratio Bertolotto, » Turiti, soldato ivi. 

Filippo Rangione, » La Tulippa, sold. regg. Monferrato. 

soldato invalili » La L'osa. 

Claudio Viberto, » Sanloran, invalido dei Dragoni rossi. 

Passepartut, tamburino del regg. 
( luardie. 

liti Jeunesse, invalido. 

da ride, » 

Giolicceur, » 



Pietro Antonio Bonaudo 

Antonio Beltramo 
Cristoforo Boscatio . . 
Gianot Buridan . . . 
Luigi Chiabergie . . . 
Culo Giuseppe M. a Calet 
Gioanni Cassione . . . 
Pietro Conte .... 
Stefano Rebuf. . . . 
Pietro Paolo Satto . . 
( liacomo Ghiotto . . 
Antonio Rubino . . . 
Gio. Antonio Isnardi . 
Gio. Darembergli . . 
Giacomo Dolo .... 
Antonio Gulielmino . . 
Enrico Duboys . . . 
Bartolomeo Degrandi . 
Giovanni Degrandi . 
Pietro Fianco .... 
Cristoforo Palet . . . 

Carlo Paro 

Giacomo (iilli, . . . 
Cav. Marco Codia . . 
Giacomo Mazza . . . 
Fietro 1 cilereo Martin . 



detti 



Sa\ in Antonie F icrfe ri . 
Carlo Antonio Piatti 

Bartolo > Pampiglione 

Bartolomeo l'inula . . 



Santaman, usciere del Consiglio e stato ilei 

giordomi. 
Rita, armarolo di S. A. R. 
Gadet, usciere delle figlie d'onore. 
Bianche/osse, piqueur. 
Grenoble, garzone straordinario ili cucina. 
La Verdura, già valet a pie. 
La Marina, garzone ili camera ili M. lì. 
Bienirovè, consierge ilei Palazzo lì. ili Nizzi 
Bragaron, garzone ili cucina. 
La Violetta, id. 
Nodo, id. 
il Zoppo, id. 

Boehione, mastio di stato dei maggiordomi, 
Pettigian, trombetta di S. A. H. 
La Veneria. 

DogMani, capo somegliere di lincea di S. A 
l,a Sordina, garzone di camera ili S. A. lì. 
Fassena, musico sonatore. 
Fassena, id. 

Lo Tour, musico suonatore di S. A. R. 
La Rosa, usciere di camera di M. lì. 

La Violetta, foriere della musica di S. A. 

Giocolino, aiutante ili cucina. 

Marchetti, musico di S. A. R. 

La Valle, aiutante di somiglici ia di lincea. 

La Fortuna, usciere del Consiglio e stato de 

giordomi. 
Siaijiir, usciere di camera di S. A. R. 
Cortemìqlia, aiutante del confetturiere. 
La Violetta, cameriere. 
Tamperdu, capo somegliere di lincea di S. 



\. R. 



<-i di altri : 

mastro Domenico Mafè, . . . detto Violino, capomastro. 

Giovanni Paolo Falletto, ... » il Vigilante, ciarlatano. 

Marco Gattelli » Romano, fabbro ferraio. 

Giovanni Pietro Palardo, ... ■• Finitami ili erema, parrnccbiere. 

Giovanni Chiavette >> La Rosa, sarto, storpiato. 

Giovanni Ellorii » Bertone, sarto. 

Maddalena Bona detti) Bonavia, mercante. 

Luigi V'itone detto La Traversa, drossor «li panni. 

Michele La tìua » //'( Brise, vive alla giornata, mise- 
rabile, 

vedova Caterina ('unti, da Bra, detta La Rovina. 

Giovanni Antonio, da Viii. . . detto l'Avvocato, portore. 
Giovanni Andrea Mancardi, da 

Parigliano, affitta cavalli, . . » Farigliano. 

Giovanni Dubois » La Sordina, donzenante, d'anni 9. 

vedova Francesca del tu Antonio 

Pico, ili Verrua detta Béllarosa. 

Cristoforo Massabò detto Thibuor, sarto. 

Antonio ('omino » La Finir, mar sarò. 

Giovanni, <li Lanzo, » Oraneri, facchino. 

Antonia, madre «li Paolo Doglio, detta Santa. 

Bernardino Fornero detto La Grandeur. 

Giorgio Antoni » Fior ili maggio, affitta cavalli e fo- 
riere ilei reere. Saluzzo. 



Pietro Petiti detto La Pierra, trombetta e in. 1 " di scuderia. 

Giuseppe La Pierra .... » La Treglia, caporale de valetti a piedi. 

Alessandro Egidio l'eliti . . » Flamini, cacciatore di S. A. R. 

Antonio Rosselli) » /'e tliariliii, capo cuoco delle figlie d'onore. 

Lorenzo Somis » Ardy, musico suonatore ili S. A. 

Antonio Simeomo » Truffar elio, usciere d'anticamera di S. A. K. 

(•innato Domenico Serra . » Contino, aiutante di emina. 

Giacomo Tegola » Giuliceur, uià valel a pie. 

Giacomo Antonio Yaretto . » Piaiitaiaiìirali. piccolo scudiere e dilettole delle 

scuderie. 

Gio. Serra » Alertn. maestro di scuderia. 

Lorenzo Costa. » Loren, trateur (trattore). 

ilio. Condretto » Somma-riva, calzolaio. 

Pietro Desdon » Puotuin, armarolo. 

Gio. Ant. Finazzo .... » Monfort, foriere di scuderia. 

GÌO. Andrea EOSSO .... » l'uria. 

Pietro Ravoton » Bergamo, calzolaro. 

Gio. Andrea Moron .... » La Speranza, palafreniere. 

Baldessar Piana » La Speranza, maestro di stato. 

Matteo Tara •• il Romano, provveditore di nutrici. 

Fra) sco Gandolfo .... » Carmagnola, magnano. 

Gio. Batta Gervasio .... » La Basetta, sarto. 

Richiardo Veggen .... » Biehiardi, id. 

t'alili lìdia Casa ili M. II. (1705-6), Iur. i/cn., S 219. 

Giacomo Abbo detto /,, ( Vallea, cuoco. 

Pietro Francesco Barberis . » La Verdura, portatore di legna. 

(lius. Ant. Varretto . ... » Lisimatms, aiutante di e; ira di M. R. 

Tutti i Santi Dapressoir . . « La Multa il padre, id. 

Giuseppe Andrea Dupressoir » La Matta, id. 

Domenico Dtipra » Carignano, usciere di camera. 

Sigismondo Reviglio. ... » Vilver, confetturiere di M. li. 



— 142 — 

monsiì Conti, detto Pecolet, da Lione, scrive nel semi- 
nario «li Genova. 

Andrea Bosso » Pavia, della Turbia, falegname «li 

S. A. R. 

Vittoria La Verdura detta La Rossa, ostessa. 

vedova Anna Maria Mosian, . . » La Massaia. 

Maria, » La Folla, miserabile. 

Giacomo Veglio, detto Monsò La Speranza 

Francesco Crosetto, » La (li mi essa. 

Lorenzo Maria Panns, .... » La Riviera. 

Barbero t> La Verdura. 

Anna Margherita Vigliani, . . detta l'olone. 



Quando non siano luoghi di paesi, questi soprannomi sono per lo 
più traduzioni o italianizzazioni di soprannomi francesi, poiché la lingua 
francese, come è noto, aveva assai più corso allora in Torino e nella 
Corte clic nei tempi a noi vicini. Non v'ha appellativo che ci permetta 
di riconoscervi il dialetto che comunemente era in uso. Ma di questo 
dialetto, se ci mancano, per la natura stessa del nostro documento, 
tutte, diremo così, le articolazioni, abbiamo pure un ricordo nei nomi 
dei mestieri indicati per ogni individuo descritto, nomi che abbiamo 
ledei niente riportato qui sopra nella Tabella analitica della popolazione 
di Torino classificata per professione e condizione (1). 

Di frequente le parole piemontesi tali e quali sono riportate dal 
descrittore. Più spesso, però, ricevono una terni inazione italiana, clic le 
lascia facilmente riconoscere. Osservandole sotto una forma e sotto 
l'altra, vediamo come l'inquinazione francese vi fosse forte, come era 
naturale; ma altresì come alcuni termini, che non ne siano infetti, deno- 
tino la loro vetustà ed originalità in espressioni delle quali è spesso 
impossibile a noi raccapezzare il senso (2). Forse altri più versato in 
questa materia potrà recar maggior luce sopra questi idiotismi. Ma, in 
ogni caso, saremo lieti se troverà qualche agevolezza pei suoi studi nelle 
notizie clie gli abbiamo raccolte. 



Senza insistere in siffatte ricerche, né tentare, sui pochi ed incoili 
dati, clic ci somministrerebbe l'esame della, costituzione delle famiglie, 
di rievocare lo stato morale, nel quale viveva la popolazione di Torino 
nel 1705, come desidereremmo, concludiamo la presente nota, ripetendo 
che i dati, che sprillano dal documento, da noi esaminato, ci sembrano 
sotto molti aspetti parecchio interessanti per la storia di (pici tempi e 
per quella dei giorni nostri. 



( 1 l < 'IV. pag. 17 e seg. 

(2) A.ci;enui amo specialmente ai due mestieri: Gerbenduiè e far fluite. 



Da città <li Torini) ci appare, nella modestia della sua cerchia, come 
una di quelle città secondarie dell'Italia moderna, non ancora svilup- 
pale, alquanto sonnolenti e 6acche, che non hanno ricchezza né mezzi 
propri c<l aspettano un avvenimento opportuno che le scuota e Le spinga 
sulla via «li quel progresso e <li quel benessere, che agognano, ma che 
non sanno procacciarsi ila sé. 

La Corte: ecco la sorgente della vita, dell'attività, dell'agiatezza e 
del traffico di Torino nel 1705; mentre le industrie o non esistono o 
sono poveramente rappresentate, le arti sono affidate a imbrattatori, le 
scienze sono scarsamente coltivate; mentre la maggior parte della citta- 
dinanza campa del lavoro di alcuni pochi, dell'elemosina di altri, dei 
briccioli che cadono dalla tavola della nobiltà numerosa e discretamente 
potente. 

Altri dirà egregiamente e precisamente lo stato della ricchezza della 

Torino d'allora. A noi basti di ascilo accennato e d'aver dimostrato il 
progresso notevole che la nostra città ha latto nei due secoli, che hi 
•sparano dal censimento esaminato. Certo, Torino non è hi sola città in 
Europa (die da modeste condizioni sia assorta a potenza e grandezza 
notevoli. Anzi, siamo i primi a riconoscere come altre città abbiano 
compiuto progressi più portentosi; ed abbiamo presente, così scrivendo, 
primo Ira lutti, l'esempio di Berlino; che, non ostante la parte notevo- 
lissima rappresentata nella politica del secolo xvui dal Grande Elettore 
di Brandeburgo, Federigo Guglielmo, era nel L660, poco più d'un borgo, 
coi suoi (i, o 700(1 abitanti, mentre, capitale dell'Impero tedesco, ne con- 
tava, nel ISTI, soo.OOO, ed oggi ne racchiude più di 2 milioni (1)! La col- 
locazione di Torino, le vicende cui soggiacque, gli avvenimenti che 
seguirono dal lsili in poi, non le permisero di approfittare pienamente 
dell'immenso sviluppo, che da per tutto si manifestò dopo il 1870; ma 
pure progredì mirabilmente e continua a progredire per occupare il 
posio (die le compete non più in Italia soltanto, ma nel mondo intero. 
E mentre si svolge ed accenna a futuri trionfi dell'industrie sue e dei 
suoi commerci, non sia esoso rivolgere il pensiero a quei cittadini che 
ad altri cimenti furono sottoposti, «die impavidamente soffrirono l'assedio 
ed esultarono alla propria liberazione. Quei cittadini, in ultima analisi, 
sono gli avi di coloro, i «piali, nel secolo \i\, mirabilmente operando 
in altro campo, non solo contribuirono ad assicurarci una patria unita, 
ma ad avviarla a (pud progresso e a quel benessere, (die auguriamo di 
vedere rapidamente estesi tino agli aitimi scogli della Sicilia per la 
grandezza di Lei e la felicità nostra e dei nostri fratelli! 



(1) Ai.r.ii;i Waddington, Berlin et leu residence* <lu Grand Elecleui 
xvir si, rie, nella Rcvne Germanique di gennaio LÌI06. 



Scala 

perla popolazione 

parziale 



1080 
I0+O 
1000 
960 
920 
880 
840 
800 










































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520 
480 
440 
400 


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280 
























































































































































































































































































































240 




































































200 




















































































































































/ 












































































































































































































































































































160 
















































































































































































■ 


















































































































































120 


























































































































































































































































































































































80 
















































































s 


















































































. 




















































40 

















































































































































































































| 




























































































































7 
































1 





























Anni I 



10 15 



30 



35 



m 



45 



pei la popolazione 
totale 

































i 


















1 




















































jenda 

popolazioni' parziale 
Vupulaziaiw Male 
rettificato popolazione parziale 




































i. ] ; 1 [ j 




























































































! 




















































































































































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1 


















































1 


















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i 




































































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1 


1 
























































































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- 





50 



60 65 20 75 



85 90 95 



Anni 



E F F R EN M ACKIM 



LA POPOLAZIONI-: DI TOPINO 



nel 17()o. 



19 Miai U 



Fra i diversi dati statistici riguardanti Torino nel L705, sono impor- 
tanti quelli riguardanti la popolazione torinese suddivisa secondo le 

\ arie età. 

I dati accennati sono i seguenti: 
Abitanti aventi un'età minore ili 



e ili 1 






timo : 


1106 


■esa fra 2 


e 


Hi 


anni : 


tii io:» 


il 


e 


IMI 




6553 


21 


e 


30 




6420 


31 


e 


40 




5540 


II 


e 


50 




3464 


51 


e 


t;ii 




'.MIO 


CI 


e 


7(1 




L193 


71 


e 


su 




'J!)| 


81 


e 


!N) 


» 


56 


91 


e 


101) 




6 


superiore 


a 


KM) 




1 






incerta 


428 



Totale della popolazione .">.'!.77."> 

Se noi vogliamo però paragonare i dati della popolazione nel 1705 

con (|nelli del L901, è necessario calcolare come era divisa nel 170."> la 
popolazione di Torino secondo un'età variante di anno in anno e non 
di 10 anni in 10 anni. Questo è appunto il calcolo da noi l'alto per mezzo 
della interpolazione algebrica, e tacendo uso della l'orinola «li Lagrange. 
V, necessario però dire qualche parola sul calcolo di interpola/ione al- 
gebrica. 

Supponiamo di avere una serie di numeri //,,//..//,...//„ clic siano 

corrispondenti ad un'altra serie di numeri x iì x s ,x 3 »,: siano ad 

esempio //,,//,, //.. .... //„ il ninnerò degli abitanti corrispondenti alle suc- 
cessive età x t , x tì x 3 ,...x„: il calcolo di interpolazione consiste nel 
trovare i valori mancanti di y (piando si conoscono i valori di x ed al- 
cuni valori della serie y. Per meglio comprendere, facciamo un esempio 
numerico. 
3 



— 148 — 



Il numero <li abitanti aventi un'età compresa fra .'!1 e 40 anni era 
in Torino nel 1705 di 5540: si vuole trovare il numero degli abitanti 
aventi 31, .'Vi, 33, eoe anni, cioè con una differenza di età di un anno, 
invece di 10 anni. Un primo calcolo semplice sarchile quello di dividere 
5510 per 10,e concludere che gli abitanti aventi 31 anni erano 554, come 
pure quelli di 32, di ;'>:;, ecc. Ora ciò non può evidentemente essere giusto, 
perchè allora usando questo metodo risulterebbero i seguenti dati: 



ahitan 


i aventi 


30 


anni 642 






31 


554 




» 


■ VI 


554 


» 


» 


39 


554 


» 


» 


40 


55 1 


» 


» 


41 


346 



Cioè si avrebbe una differenza molto grande fra gli abitanti di 30 
e 31 anni, un'altra pure grande tra gli abitanti di 40 e 11 anni, mentre 
non risulterebbe differenza aleuna, ira gli abitanti aventi 31, 32, 33, ecc. 
anni. 11 numero degli abitanti aventi età diversa deve naturalmente an- 
dare diminuendo, man mano aumenta l'età: non si può usare perciò il 
metodo ora indicato di una- semplice media: è necessario invece che i 
numeri rappresentanti gli abitanti aventi un'età compresa tra .">1 e lo 
vadano gradatamente diminuendo. 

Nel primo caso si ha, indicando con : il numero degli abitanti: 



s 3a = 642 


-30 -::l - SS — ^30 


-31 = • V) 1 


^31 ~~ -35 = " = i*3i 


s 32 = 554 


-3» -33 = " = A.S2 


5 33 = 554 


•-33 -34 .33 


Z 3q = • >. > 1 


-3, — 2 4 o = = A 39 


-/,o — OJ * 


s ia — 3 tl = 208 = A 40 


z ti = 346 


-■„--« = <» =A,„ 



I valori di z 3i — z 3ì ecc. si chiamano le prime differenze, e nel nostro 
caso i valori A 31 e A 39 risultano eguali a mentre non lo sono i valori 
à 3n e A 40 . Se noi vogliamo che i valori di z vadano aumentando grada- 
tamente è necessario che i valori di A non siano eguali a <) ma ad un 
numero costante, sia, ad esempio 10, avremo allora i seguenti valori di : : 

5 30 = 642 A 3{ , = 48 A' 30 = A 30 - A 31 = 38 

Z 3i = 594 A.,, = 10 A' 3I = A 3J — A 32 = 

z 3 „ = 5S4 A 3 „ = 10 A' 3! = A 3 „ — A 3 " 3 — 

*33 = 574 A,, -10 A' 33 = A 33 - A 34 = 



s 3 , = 524 A 3 „ = 10 A' 39 = A 39 - A 10 = 
5 40 = 514 A 10 = 168 A' 40 = A 40 - A 41 = 158 
s AI = 346 A 1( = 10 A' = A„ - A,., = 158. 



IH» 



I valori A' si chiamano le seconde differenze; nel nostro caso i va 

Imi di A noti sono piò eguali a zero, nm lo sono invece i valori «li A : 
con ciò non è ancora risolto il problema perche non è ancora eliminato 
il salto clic csisic fra i numeri : .„ e s „ :,„ <• :,,, ecc.: è perciò oeces 
Bario far uso di inni formola che tenga conto non soltanto dei valori di 
- compresi fra 30 e io, ina anche ili quelli successivi e ili quelli ante- 
cedenti; oltre a ciò non basta clic si verifichi la condizione (die la se- 
conda differenza sia eguale a zero, ma è necessario (die sia eguale a zero 
soltanto la terza, la quarta, ecc. differenza. Dna formola (die tiene conto 
appunto di queste condizioni è la formola di Lagrange «die noi usammo. 
La l'orinola di Lagrange è la seguente: 

_ (x — x,) (x - X t ) ... (X — X.) (x — S„) (x — X») ... (x - x.) . 

'' •'" I X, , - ■<-, i (■'•„ - »,) ... (x a — x„) ^ !Jl (x t - X a ) (x, - x t ) ... (x t - x„) T 

(x — x ) (x — x,) ... (x — x„„) 
"• ■•" •'" (x„ — x ) (x„ — x t ) ... (x„ - x, , ) 

ove nel nosl ro caso i valori di : 

H indicano il numero degli abitanti aventi età determinate, e di 

./' indicano le varie età. 

I l'attori che entrano nella formola e che sono indicati in numero 
di n si possono prendere in un numero qualsiasi, a seconda dell'appros- 
simazione secondo la quale si desiderano i varii valori. Nel nostro cal- 
colosi sono presi cinque fattori: cioè la l'orinola usata è stata la seguente: 

= ,. (* - •->-,) (x — x 3 ) (x — x 3 ) (x — x 4 ) . 
J Jn (.c — x,) {x — x„) (x — x 3 ) (x — X,) 

(x - x ) (x — x t ) (x — x 3 ) (x - x A , 

Vi {x t - X ) (x, — X,) (X, - X,) (x, - X 4 ) 
{X - X ) {X — X t ) (X - X a ) (X - X , I 

<•'', — .r ) (x t — x i ì («, — x 3 ) (x 2 — x 4 ) 

(x — x a ) (x — X,) {X — X,) {X - x t ) , 
■'■ (x s — x ) (x 3 — x i ì (x, — x 2 ) (x 3 - xj 

(x — x ) (x - x,) (x — x t ) (x — x 3 ) 

• (•»', — *.) (-''4 - *i) (*« — *l) (*4 — ■' I 

Nid nostro caso si ha : 

x = età 

x, = 1 anno di età x so 30 anni di età 
x t = 2 anni » x , = -il » » 
a •., - :'.'_' » » 



— 150 - 

e così di seguito, per y si presero invece i valori del numero degli abi- 
tanti aventi una delle successive età: i valori di y dati dalle statistiche 
per l'anno 1705 sono i seguenti : 

y B =0 //,, =20688 

//, =1106 y M = 31798 

y i0 =7711 ;/.„ =32091 

y m = 14264 y SB = 33282 

y 3B =20684 ,/,.,„ =33338 

y i0 =26224 ,/,„„ = 33344. 

In base a questi valori noti di y vennero calcolati i valori intermedi 
di y; un esempio viene dato nel calcolo di //.,,: 

7711 (3 1 - 20) (31 — 30) (31 — 40) (31 - 50) 
.'/>. - (io _ 20) (10 -- 30) (10 — 40) (10 - 5( 1 1 

(31 _ io) (31 - 30) (31 - 40) (31 - 50) 

"+" 14J (20 — 10) (20 — 30) (20 - 40) (20 — 50) " r 

, onr^u (31 - 10) (31 - 20) (31 - 40) (31 - 50) 
-t- -uo** (3Q _ l0) (3Q _ 2Q) (3Q _ 4Q) (3Q _ gQj -r 

. orooi (31 - ;} 0) (31 - 20) (31 - 3 0) (31 - 50) 

+ *°^ (40 - 10) (40 - 20) (40 — 30) (40 — 50) T 

, oQfi88 (31 - 10) (31 - 20) (31 - 30) (31 - 40) 
+ Zyt>88 (50 - 10) (50 — 20) (50 - 30) (50 — 60) 

^=24OT0(11X1X-9X-19)-^(21X1X-9X-19) + 

+lif)( 21xllx -- 9X - 11>) +itl 

29 688 

-JS( 21 x llxl >«-- 9) 

y 3i = 0.0321 X 1881 — 0.2377 )< 3.501 + 0.51 71 X 39.501 -| 0.437 1 
X 4.389 - 0.1237 X 2.079 
y 3i = m - 853 + 20.426 + 1.918 - 257 = 21.294 . 

il corrispondente valore di Z cioè del numero di abitanti aventi una 
età di 31 anni, è dato dalla differenza: 

z =«„ — «„„ = 21.294 — 20.684 = 610 . 

"^31 £/31 ."30 -"-•■' 



— 151 — 



I numeri così calcolati con hi forinola di interpolazione di Lagrange 

risultarono i seguenti : 



.1 


.'/ 


- 


./ 


.'/ 


- 


II 





— 








1 


1.106 


unii 


Il 


26:684 


158 


2 


2.105 


999 


12 


27.104 


420 


3 


3.025 


920 


43 


27.498 


394 


» 


3.859 


834 


II 


'J7.,s(iL' 


364 


ò 


1.621 


762 


15 


28.215 


354 





5.321 


700 


Hi 


28.559 


343 


7 


5.979 


658 


17 


28.87 1 


312 


8 


6.549 


i ;•_'<) 


18 


29.152 


281 


» 


7.167 


568 


1!» 


29.424 


272 


LO 


7.7ÌÌ 


r»44 


50 


29.688 


'204 


11 


8.339 


628 


:>i 


29.945 


1*:,7 


il 


8.980 


li.")!! 


52 


.".(). l'.i'j 


247 


13 


9.650 


070 


53 


30.429 


237 


14 


10.330 


680 


54 


30.655 


•J'Jfi 


15 


11.000 


Ii7n 


.V> 


30.870 


L'ir, 


Hi 


11. (il io 


«itili 


56 


31.075 


205 


17 


12.315 


655 


57 


31.270 


li»:, 


18 


12.966 


651 


58 


31.455 


185 


l'i 


13.616 


650 


59 


31.631 


170 


•_'(• 


14.264 


(Ì4S 


(il) 


31.798 


107 


21 


14.!» IL' 


648 


61 


31.958 


100 


• >•) 


15.560 


648 


62 


32.112 


154 


23 


16.207 


li47 


63 


32.260 


14S 


L'4 


16.854 


li 17 


i,l 


32.461 


141 


25 


L7.501 


647 


li.-, 


32.535 


134 


26 


18.147 


040 


66 


32.658 


123 


27 


L8.791 


044 


(i7 


.•'.•_'.7(i(i 


108 


28 


19.431 


(Ì4I) 


68 


32.856 


<K> 


29 


20.063 


632 


(ili 


32.930 


74 


30 


20.684 


621 


70 


32.991 


61 


31 


21.294 


610 


71 


33.042 


51 


32 


21.894 


600 


72 


33.096 


44 


33 


22.484 


5! MI 


7H 


33.135 


3!» 


:;i 


•_'•_'.( mì:? 


r>7<» 


74 


33.169 


34 


35 


23.630 


:)ii7 


7ò 


33.198 


29 


36 


24.184 


554 


7< ; 




25 


37 


24.723 


539 


77 


:;:;.'_ , 44 


L'I 


38 


25.244 


521 


78 


33.262 


1S 


39 


25.745 


50] 


7!» 


33.278 


10 


40 


26.22 1 


47!» 


80 


33.282 


14 



152 — 



X 


.'/ 


- 


X 


.'/ 


z 


81 


33.294 


12 


91 


33.340 


2 


82 


33.304 


10 


92 


33.341 


1 


83 


33.312 


8 


93 


33.312 


1 


84 


33.318 


li 


04 


33.343 


1 


85 


33.323 


5 


95 


33.344 


1 


86 


33.327 


4 


96 


33.344 


i) 


87 


33.330 


3 


!>7 


33.344 


i) 


88 


33.333 


3 


98 


33.344 





89 


33.336 


3 


!l!l 


33.344 






90 33.338 2 KM» 33.344 

In base. ;ii valori di ./', y e z vennero costruiti i diagrammi riportati. 

Il diagramma fatto in base ai valori di .< ed y indica la variazione 
del numero degli abitanti incominciando dall'età di /.ero anni sino all'eia 
di 100 anni, esso incomincia da un valore /.ero ed arriva ad un valore 
massimo di 33.344: il diagramma invece tatto con i valori di x e di s 
indica la variazione del numero degli abitanti componenti ogni gruppo 
aventi eguale età: siccome questo diagramma risulta, tatto da una poli- 
gonale, così venne rettificato e modificato secondo una, curva clic ripro- 
duce in modo più preciso la variazione dei valori di g in funzione dei 
valori di x: questo diagramma incomincia da un valore massimo per 
una età prossima a zero ed arriva ad un minimo (cioè a zero) pei' gii 
abitanti aventi 100 anni di età. 

Torino, luglio 1906. 



DOM UNICO (A RUTTI 



IL MARESCIALLO REHBINDER 



NOTA BIOGRAFICA. 



20 Mise. Il 



I. — Clii in Torino da Porta Palazzo innova verso via Garibaldi per- 
correndo quella Palatina, trova a mano destra la piccola Chiesa dello 
Spirito Santo, che la leggenda favoleggiò innalzata sull'area, dove sor- 
geva un tempio di Diana. Chi entri nella chiesetta, che ai li i< *>'• « i nostri 
ebbe il suo istoriografo (1), non può non soffermarsi dinanzi al mausuleo 
grandioso, se non bello, torreggiante a mano sinistra nella Cappella di 
S. Silvestro. In essa fu tumulata la spoglia mortale del Barone di Reh- 
binder, l'illustre Maresciallo, che, combattendo a fianco di Vittorio 
Amedeo II durante la lunga guerra per la successione spagnuola, segna- 
lossi dapprima nella memoranda battaglia di Torino, e quindi nelle suc- 
cessive campagne, che fecero le Alpi italiani- occidentali veramente 
nostre. La sua rinomanza vive nelle patrie storie, ma non abbondando e 
stando qua e là disperse talune particolarità della sua vita, mi persuasi 
di andarle spigolando, come seppi meglio, nei libri a stampa e nelle 
carte manoscritte, dolente (die la messe non sia riuscita copiosa, come 
avea sperato (2 . 

II. — Bernardo ottone, libero Barone di Eehbinder (3), di confessione 
Luterana, e di buona nobiltà, nacque il 21 di novembre L662 in Beve! 
mdla Lituania, da ottone, Consigliere di Stato; prese servizio nell'eser 
cito dell'Elettore e Conte Palatino Giovanni Guglielmo (1667-1739), e 
salito al grado di Generale di Artiglieria, ricevette nel 1706 il comando 
delle truppe dall'Elettore mandate in Piei ite ili, unitamente a quelle 



(1) Marocco, Cronistoria della veneranda Arcìconfraternita dello Spirila Santo, rie. 
Torino, 1873. 

(2) Il voluminoso carteggio del Generale dir si conserva nell'Archivio 'li Stato pie 
montese, sarebbe Don senza profitto consultato danti studiosi iti storia militare. Consta di 
sci mazzi. 

r.;i <;ii storici nostri io con essi L'autore della presente notai e gli stessi ani governa- 
tivi scrivono Bhebinder o Bebinder, in cambio di Rehbinder, rio- e la vera grafia del co- 
gnome dot Maresciallo, conio dimostrano le lettere sue e la iscri/i posta sulla sua tomba. 

(4) Quattordici battaglioni e quattordici squadroni. 



— 156 



dell'imperatore Giuseppe I, della Prussia, e di altri principi germanici, 
quando l'esercito francese sotto gli ordini del Duca di Orleans stringeva 
d'assedio la capitale Subalpina, che da quattro mesi popolo e milizie 
nazionali difendevano, fronteggiando il potente nemico. Sullo scorcio di 
agosto il Principe Eugenio di Savoia, Capitano supremo delle armi impe- 
riali, annunziò al Duca Vittorio Amedeo II. che il 29 sarebbe a Nizza 
della Paglia e di là camminerebbe giorno e notte al soccorso degli asse- 
diati (1). La notte di quel giorno l'animo generoso di Pietro Micca lece 
salva la città, dandole, insieme colla propria vita, il tempo di attendere 
il vicino soccorso. Congiunte le forze confederate, fu combattuta la bat- 
taglia del 7 di settembre, la (piale cessò il predominio di Luigi Xl\ 
in Italia. 

HI. — Nei primi affronti della giornata liberatrice l'esercito confe- 
derato fu in due scontri ributtato, talché i Francesi guidati dal Duca d'Or- 
leans avanzavansi fidenti india vittoria, (piando Rehbinder che reggeva 
il centro, uscì a battaglia, e assaliti con tre impetuose cariche, li arrestò, 
li respinse in disordine, e superò il vallo, non ultimo fattore della rotta 
dell'esercito nemico (2). Venne per questo fatto in molta estimazione e 
acquistò particolar grazia presso Vittorio Amedeo 1 1, che, riconosciutolo 
altrettanto prudente nei consigli, quanto di grande animo in campo, cor- 
rendo ancora l'anno stesso 170<> in un ordine di marcia del 'J di novembre 
a lui diretto, si sottoscrisse: Votre meilleur ami Amedée, e fece disegno 
di averlo al suo servizio, il (die avvenne in breve. 

Nella spedizione di Provenza e nell'assedio di 'l'olone del 1707 si 
chiarì pari a sé stesso. Tolse di colpo una, delle alture (die sopraggiudi- 
cava i trinceramenti di Santa ( 'aterina, donde poteasi percuotere la città 
assediata (20 di luglio), e il giorno seguente diloggiò i difensori di Santa 
Caterina. Il Principe Eugenio scrisse all' imperatore: Questo attaque 
« l'ha condotto il L. M. Barone von Rehbinder e sotto di lui il Conte 
« di Kouigsegg, e non posso abbastanza lodare a Vostra .Maestà la bra- 
« voure con cui si sono slanciati i soldati etc. ». Rehbinder fu nominato 
Governatore di Biella (13 nov. 1 707 1 e in pari tempo gli fu commesso di 
levare un reggimento di fanteria tedesca affidandogliene il coniando in 
qualità di Colonnello. I negoziati in Germania per siffatto acquisto du- 
rarono a lungo, ed ebbero line soltanto nel 1711 colla convenzione sti- 
pulata dal Generale in nome del Duca di Savoja con Luigi Duca del 
Wurtemberg; ma lino dal 13 di novembre 1707 furono a Rehbinder retri- 
buiti gli emulumen ti dtd grado di Colonnello (3). 



(h Solar db i.a Marguerite, Journal historique ile In Ville et de 1" Gitadelle de 
Turin eri t706, etc., pag. Ito. 

(2) « Le eentre aux ordres </» Baron de Rehbinder, aprés étre revenu trou fois </ fa 
eharge, eloigna du parapet le» ennemis qui eombattaient sotis !<■ /'»<■ d'Orleans >. Così la 
Relation de l'attague '''■"' '''/'"">' devant Turili /<■ 7 settembre 1706, manoscritto della Biblio- 
teca del Re. E c-osì pure B'occard, Ghevaliers et Offlciers del'Aimondade, voi. II, pag. 732. 
(Ili autori delle Campagne del Principe Eugenio ili Savoia non l'anno menzione di Rehbinder. 

;:;> Nelle Patenti del 15 di marzo 1708 Vittorio A.med< dino all'Ufficio Generale del 

Soldo dì descrivere il Generale sul bilancio per lire 7320 •< i ■ Colonnello, i stante 

che non v'ì fosse per anco il Reggimento, <■ inciando dal tredici di novembre dell bora 

scorso 17(17 ••. 

4 



Ma 'l'olone era ottimamente munita e vigorosamente difesa, e gli 
Austro-pie illesi, interiori ili forze al bisogno; laonde Eugenio e Vii- 
torio Amedeo, levino l'assedio, rientrarono in Piemonte e portarono le 
armi verso le Alpi ilei piovente itali; dove insignorironsi della Bru- 
netta, loiic propugnacolo della valle 'li Susa. 

Nel [708 Rebbinder die l'assalto al eolle della Rone, I scnpò (31 

di luglio), e proseguendo la marcia verso Oiilx •• Cesana impadronissi 
del Monginevra, e già avanzavasi verso Brianzone, quando il Duca lo 
richiamò con online ili muovere contro di Fenestrelle, mentre altre forze 
investivano le due vicine fortezze ili Exilles e della l'erosa, sostegno e 

rincalzo a l'enol ielle non ancora fortificata coinè In appresso, ma i;ià 

di asvai n culo, poiché proibiva il passo verso Pinerolo e ili là nel 

cuore del Piemonte. La Francia \i teneva numeroso presidio, e questo 
con mirabile fermezza la difese. (ìli assediane tagliarono enormi roccie, 

le mine ne spacca rono alile: e uià le nosl re I rincee erano prossime alle 

opere esterne della fortezza, e agli assediali veniano meno le vetto- 
vaglie; per giunta una bomba cadde sul magazzino delle polveri, e lece 
vana ogni più lunga resistenza. Il presìdio capitolò il .">l di agosto in 
mano di Rebbinder, rendendosi prigioniero di guerra. 

IV. - [n Germania Rebbinder avea sposata la nobile Giovanna .Maria 
Maddalena di Murpliia Omerieon, dama della Croce Stellala, e vedova del 
Barone di Bourgsdorf, donna (avverte il Boccard) fort versée dans V JScri- 
lun S„nil< 1, . Del primo Ietto avea avuto un figlio e una figliuola, 
colla quale si trasferì in Piemonte. Qui ella venne persuadendo il Gene- 
rale di rendersi alla tede Cattolica, (il che era l'orse nel desiderio di Vit- 
torio Amedeo), e vi riuscì. La cerimonia dell'abiura si compiè, come di 
solito, nella Chiesa dello Spirito Santo, alla cui A rcicon fraternità appar- 
teneva l' Ositi: in ,1, i ( 'attenni, in. (fondato nel secolo xvu, e abolito nel L811), 
nel quale una ventina d'anni dopo del generale svedese Gian Giacomo 
Rousseau, gio^ inetto e povero, si rese cattolico ei pure addì '_'! aprile 1728. 
Non mi estati» dato di ritrovare la data dell'abiura del Cenciaie, non 
ostante le ricerche l'atte nei vari Archivi Ecclesiastici. Per congettura 
panni (die avvenisse ned 1 707 o nel L708. Rebbinder conservò costante 
e devoti •moria della Confraternita dello Spirito Santo, come diremo. 

Anticipando i tempi, aggiungo che il figliastro, Barone di Bourgsdorf, 
prese anch'esso servigio da noi col grado di Colonnello in secondo del 
reggimento Rehbinder, e alla morte del patrigno gli succedette nel 
comando. 

Eavvi documento che nel L718 corsero pratiche di matrimonio della 
figliastra, chiamata per nome Felicita Maria, con uno della casa Valper.ua 
di .Masino. Le trattative non avendo approdato, il Cenciaie sposolla al 



(li 11 Marocco nelln sua Cronistoria dell' Areiconfraternita dello Spirito Santo già ri- 
cordata re ne lice conoscere il casato, pag. 363 in nota. 



158 



Marchese Filippo Tana (1). Nel L7091a Baronessa madre diede al secondo 
marito una figliuola, cui posero il nome ili Angiola Maria. Questa fu 
Damigella d'onore della Regina Amia, sposò Giovanni Antonio Scaglia 
Conte «li Verrua il 22 di marzo 1731, e mancò ai vivi in età di ventiline 
anni. La madre la seguì il 20 ili luglio 17:>7, e fu deposta in Santa Te- 
resa nelle tombe di casa Tana. E qui siami lecito di rettificare un passo 
ilei Marmi scritti della (mia di Torino, illustrati dal benemerito e com- 
pianto Barone Gaudenzio < Maretta, dove leggesi (pag. <i(i < .») una lettera 
del Consigliere Conte Mei larede diretta nel 1718 al Vescovo di Moriana 
dei Conti Valperga di Masino intorno alle dette aperture di parentado 
con una, discendente di quell'illustre casato, e il Claretta argomenta 
che lo sposo fosse Rehbinder stesso, vedovo (egli soggiungeva) dal 1718 
al 173*. Il Generale non era vedovo nel 1718, poiché la prima sua moglie 
viveva, essendo passata di vita nel 17.">7, come abbiam detto or dianzi. 
La pratica di cui dà contezza il Mellarede nella sua lettera., riguardava 
la figliastra del Generale, Felicita Maria di Bourgsdorf. 

V. — Ritorniamo orala donde ci siamo discostati, cioè alle operazioni 
di guerra sulle Alpi e nella Savoia. Nell'anno 1709 il nerbo degli Austro- 
piemontesi, varcati i monti, entrò nel Ducato sempre occupato dai Fran- 
cesi, e il Duca commise a Rehbinder di coprire Fenestrelle ed Bxilles 
scrivendogli (5 luglio) in questi termini: s'agissant de poste* si impor- 
tants, nous vous avons cimisi polir Ics eommander. Colà il Generale rice- 
vette ordine di muovere contro Brianzone. Era la città munita di buone 
fortificazioni e guernita di valenti difensori. Rehbinder tuttoché sprov- 
veduto di grosse artiglierie d'assedio, tre volte attaccò gagliardamente 
la città, ma senza frutto, per la- qual cosa, stimò pel suo meglio di ritor- 
nare alle difese delle fortezze di Fenestrelle e di Exilles (2). 

(ìià in quel tempo, e prima di quel tempo, gravi dissapori erano sorti 
fra la Corte di Torino e quella di Vienna, dacché l'imperatore Carlo III, 
al pari di Giuseppe I suo fratello, negava di rimettergli parte dei terri- 
tori cedutigli da Leopoldo I col trattato di lega del 1703. Il mal volere 
s'inasprì a tal segno, che Vittorio Amedeo II nel 1710 non comparve in 
campo, e la guerra sulle Alpi languì. Nel 171 1 il Duca riprese il comando 
ritentando l'impresa della Savoia, che per le forze preponderanti del 
Maresciallo di Berwik fu presto abbandonata, e in quel mezzo i Francesi 
essendo ingrossati, presso Oulx, Rehbinder attendatosi fra Susa ed 
Exilles, contese loro le vie verso Torino, a cui miravano. Intanto a 
Vienna dubitavasi forte della fede del Duca-, il quale oggimai si conti 
dava nei secret-i maneggi della, diplomazia, anziché nell'arrendevolezza 
dell'imperatore a dare eseguimento alle stipulazioni del 17<).">. 



(1) Orioles, Memorie, all'anno 1751. Ms. della. Biblioteca del Ile. Il Cavaliere Orioles, 
ili famiglia siciliana, oriunda spagnuola, fece parte della Compagnia Siciliana delle Guardie 

del Corpo formatasi in .Messina nel ITI 4. Venne a Torino nel ITU), fu Maresciallo di Al- 

loggio nel 172L', quindi Maggiore nel 17:ì:ì. Famiglia estinta. 

(2) ('«input/ne del Principe Eugenio ili Savoia, voi. X, pag. 286. 



— 159 



Non è ili questo Luogo il ricordare neanco per Bommi capi i nego- 
ziati che fra Londra, Parigi <• Torino precedettero il Congresso convo- 
cato pel 12 di gennaio I7I'_' :i Utrecht, né occorre riferire alla distesa i 

famosi capitoli rogati l'undici di aprile L713, a ninno essendo ignoto e e 

in virtù ili tali accordi Vittorio Amedeo cinse la Corona Reale di Sicilia, 
scambiata poscia nel 1718 con quella di Sardegna, ricuperò la Savoia, e 

gli tur» lalla Francia cedute le valli Alpine sul piovente italiano del 

Monginevra divelle dal retaggio della grande Contessa Adelaide nel se- 
colo xiti, cioè le valli di Pragelato, Fenestrelle, Exilles, Oulx, ('esana, e 
Bardonecchia. Al tempo stesso l'Imperatore Carlo V I gli (limisele Pro- 
vincie italiane conforme al trattato di lega del 170."> (li. 

VI. — Della pace pubblicata in 'l'orino il 22 di settembre, festeggiata 
cogli inni ambrosiani e le luminarie, si rallegrarono i popoli, e più gli 
allietò nel giorno seguente un Regio Editto che abolì parecchi balzelli 

posti durante la guerra. Nello stesso mentre il nuovo Re ricompensò 
onorevolmente l'opera dei tre suoi plenipotenziari al Congresso. Nominò 
il Conte Annibale Malici (Iran mastro dell'Artiglieria, riservandolo in 
petto al Viceregno di Sicilia; diede al Marchese del Borgo il governo 
di Casale e a Mellarede il seggio di primo presidente della Camera dei 
Conti col grado di Ministro di Stato, onore per la prima volta conferito 
a un personaggio di toga. Due giorni dopo (24 settembre) una larga 
promozione nell'Ordine dell'Annunziata fu premio dei servizi militari pie 
stati durante la Lunga guerra, ira i quali sono segnatamente da ricor- 
dare il Marchese di Oaraglio, Governatore di Torino, il Marchese di 
Condro, comandante generale della Savoja, il Generale Conte della Rocca 
d'Allery, e con essi il Barone di Rehbinder, clic oltre a ciò ricevette il 
governo di Pinerolo e delle sue valli, in cambio del governo di Hiella 
che era di minore importanza militare. 

Giunsero in (pici giorni a, Torino i deputati della Sicilia ad osse- 
quiare il nuovo Sovrano, che, dispostosi a partire per Pisola, conferì la 
Luogotenenza degli Stati di Terraferma a Vittorio Amedeo Filippo Prin- 
cipe di Piemonte, suo primogenito, giovane di quattordici anni destinato 
a breve vita, essendo mancato il 22 di marzo 1715, e gli pose a lato tre 
Consigli, l'uno per gli affari politici, l'altro pei militari e il terzo per le 
finanze. Rehbinder sedette nel Consiglio militare. Cinque anni appresso 

ceduta, n li sua volontà, la Sicilia in camino della Sardegna, il Re, 

pose cura alle lodale riforme civili, militari ed ecclesiastiche dello Stato 
pacificato, e nelle militari il nostro Generale gli fu costante, e bene 
accetto Consigliere. 11 suo carteggio d'ufficio conservasi nell'Archivio di 
Stato di Torino. 

Marco Foscarini, ambasciatore di Venezia presso la Corte di Sa- 
voia i174'_'-4."»i nella sua Relazione dell'Ambasciata presentala al Senato 



ai II Vigevanasco, il Basso Monferrato, la Lomellina, l'Alessandrino, Val ili Sesia e 
i tendi delle Lanehe. 



— 160 — 

della Repubblica, narra e e al Rehbinder sia dovuta la riforma delle 

milizie di Contado, delle Oernide, e così scrive: 

Introdotta che ebbe Vittorio Amedeo la disciplina, e formato già 
un esercito proprio, cercò poscia di ridurre a miglior l'orma le Oernide 
in dette milizie nazionali. Autore di tal pensiero so essere stato il Ma- 
resciallo Efcehbinder, die. trovate le Oernide ascendere vicino a 30/m 
secondo l'antico istituto... si fece a dimostrare con buone ragioni che 
il numero era soverchio, e la spesa perduta, mentre, supposto (die fos- 
sero bene adottrinate nelle armi, S. M. non possedeva ricchezza bastante 
da intrattenerle, e se la cosa riducevasi ad una imperfetta disciplina, 
non era da sperar profitto immagine vole; indi rappresentava l'impossi- 
bilità d'ammaestrare tanta gente, e (die ricercandosi prodigiosa copia 
di buoni ulliziali, li molti non potevano trarsi dal moderato piede delle 
sue truppe, e i pochi non conseguivano li veri oggetti di questa mi- 
lizia. Insomma il Re convinto dal Maresciallo, ed abolita incontanente 
la massa informe delle antiche Oernide, la ridusse alO/m., cioè a dieci 
reggimenti di 700 teste, con più ."><!<> nomini per ciascuno, chiamati di 
rispetto . 
Quando Vittorio Amedeo 11 nel 1730 con non bene augurata risolu- 
zione abdicò la Corona, volle dare all'antico e fedele compagno d'armi 
un'ultima e splendida testimonianza di liducia. 

VII. Il grado di Maresciallo di Savoia, dopo la morte del Conte 

Renato di Ohalland, era stato abolito da Emanuele Filiberto nel 1568, come 
quello (die conferiva a chi ne era investito autorità soverchia sopra l'eser- 
cito. Vittorio Amedeo il 12 di settembre 1730, due giorni innanzi alla 
rinunzia al trono, lo ripristinò col nome di Maresciallo delle /<'. Armate (1), 
e lo conferì a Kehbinder con lettere patenti che dicevano: « Quanto più 
sono rilevanti gl'impieghi stabiliti dalla previdenza dei Sovrani perii 
buon governo, difesa e conservazione de' Stati, tanto maggiore richie- 
dono la circospezione nella scelta de' soggetti più degni per riempirli; 
essendo perciò il carico di Maresciallo delle nostre armate il più sublime 
dell'Ordine militare, così abbiamo determinato di destinare al medesimo 
il Barone Bernardo Otto di Kehbinder, Cavaliere del Supremo Ordine 
della SS. Annunziata, Generale di Artiglieria, (io vernai ore della città- e 
. provincia di Pinerolo, (die dopo le prove dateci d'un segnalato valore, 
di una prudenza non inferiore a tutte le altre insigni qualità che lo ador- 
nano, nulla ci lascia a dubitare di non avere a ricevere nell'esercizio di 
tal impiego sempre più costanti riprove del suo zelo e dell'attacca- 
mento clic ha fatto spiccare per la nostra persona e casa. Quindi per 
le presenti, col parere del nostro Consiglio, abbiamo creato, costi- 
tuito etc. il predetto Barone otto di Rehbinder per Maresciallo delle 
nostre Armate eie. . Con altre lettere all'Ufficio Generale del Soldo 



(li N(,n Gran Maresciallo di Savoia, e (stampò Vittorio Amedeo Cigna-Santi Serti 

Cronologica ■/•' Cavalieri dell' Online Supremo di Savoia), seguito poi da altri scrittori fra 
i quali ' l'autore del presente scritto. V. Cam ni. // primo Re di Casa Savoia, Storia ili 
littorio Amedeo II. terza edizione, l s ì>7. 



gli assegnò, oltregli stipendi e la pensione che già godeva, un annuo 

« trattenimento di scudi due mila d'argento, Carienti lire ott ila da 

snidi venti cadmia . 

Vili. -Vittorio Amedei» II abdicò il odi settembre L730 in favore di 
SUO 6glio Carlo Emanuele Duca di Aosta, Principe ereditario per la 
morte del fratello. Il lie acuto conoscitore dei valentuomini, del che prez- 
/.avasi assai, gli compose un Consiglio di .Ministri di molta sufficienza, già 

esperti dell'arte di amministrare, pronti a continuare l'opera sua, e (die 
Carlo Emanuele IH ebbe il merito di non mettere da banda e di gio- 
varsene. A Rehbinder affidò la sopraintendenza delle armi. 

.Ma la rinunzia del vecchio nana non era stata ponderata abba- 
stanza e forse egli in quel punto non consultò freddamente se stesso. In 
.netto, ritiratosi in Savoja, non lardò a increscergli ciò che avea fatto e 
adontarsene. Carlo Emanuele III posto sull'avviso della mala soddisfa^ 
/ione del padre, lattosi precedere dal Conte di S. Laurent Generale delle 
linaii/.edal Maresciallo, i quali doveano ragguagliarlo dell'andamento 
delle cose economiche dello Stato e delle militari, andò a visitarlo in Ciani 
beri. Vittorio Amedeo II. non più Sovrano, gradi gli uffici dei due inviali, 
ma non ne seppe grado al figlio, che al suo arrivo fu accolto con disdegnoso 
contegno e parole offensive; onde questi, condottosi alle acque di Evian, 
ritornò a 'l'orino senza forre commiato dal genitore. Allora con quei 
rodimenti in seno e con loschi e incomposti disegni Vittorio mosse ei 
pure verso il Piemonte, e il '_".) di agosto 1733 giunse'al castello di Mon- 
calieri. Non debbo per buona sorte raccontare un'altra volta i casi che 
condussero Carlo Emanuele III ad assiemarsi della persona «Ud padre. 
Violento e minaccioso nei discorsi, senza aderenti, senz'appoggi, male 
sarebbesi potuto riconoscere in Vittorio Amedeo II, il principe che per 
cinquant'anni avea condotte cose grandi così in pace, come in guerra. 
Eacea assegnamento sopra l'antico affetto dell'esercito e sopra gli uffi- 
ciali che da lui riconoscevano il grado, e ingannavasi a partito. Non 
trovò un solo complice: ninno tradì la fede giurata al legittimo Sovrano. 
Tentò per lettera il Maresciallo, e n'ebbe degna risposta che vuole essere 

piti conosciuta Votre Wajesté ni'a fati toni ce que je suis, je n'aiaucune 
obbligati™ "" l! '"J Charles; j'm ai d'inexprimables n Votre Majesté, mais 

enlre les bini* doni Elle »»'« COmblé, llunmenr de soli estimi m'n tOHJOWS 

été le plus precimx. Perini tic: mot doni; Sire, de conserver cette estinte, que 
j'ose diri avovr acquis par mon sang répendu pour votre serrili-. Je la per- 
ii mi. Sin, si j'etais asse: malheureux pour devenir parjure au h'oi/ que 
rims m'iire: donni', il au quel vous m'avee ord&nné d'óbévr; je Itti seraifidel 
uni, mi qm je l'ai été a Votre Majesté, et je verserai tout mon sang powr le 
maintenw sur le Trone. Je suis pourtani toujowrs prét di- donner e Votre 
Majesté los marques les plus réelles de mon respectueux attachement pour sa 
Personne, tres-persuadé, sire, que vous ne m' ordoìimerez rien qui ne soit con- 
forme à In justice qu'a toujours aecompagné toutes mes aetions (.1). 

1 [storia dell' ahdivaziom di Vittorio imedeo. Ms. ai imo della Biblioteca di S. M.. 

manoscritti patrii, 228. - Carutti, Il primo Re di Sardegna. Storia di \ ittono Amedeo 11. 



L62 



Tornarono inefficaci gli uffici e le preghiere di parecchi personaggi 
dii lui chiamati a Mon cai ieri, e il 2(5 di settembre dettò all'abate Boggio, 
suo antico confessore, la minuta della revoca dell'abdicazione. Carlo 
Emanuele, avutone avviso, convocò il Consiglio dei Ministri, chiaman- 
dovi anche alcuni Consiglieri straordinari, fra cui il Rehbinder. 

Il Marchese d'Umica, Ministro dell'Interno, esposti i fatti, conchiuse 
essere necessario assicura rsi della persona del vecchio Re. Tutti i Con- 
siglieri assentirono, e Vittorio Amedeo II il 28 di settembre fu condotto 
nel castello di Rivoli, indi ricondotto in quello di Moncalieri, dove il 
.11 di ottobre 17.">2 cessò di vivere, prigioniero del figlio. 

IX. — Sotto il nuovo renilo l'autorità e il credito del Maresciallo 
volsero al tramonto. A Carlo Emanuele 111. giovane e bramoso di apparire, 
non sapea bene che l'antico compagno d'armi del padre fosse considerato 
(piale mentore suo, e perciò nel 17;'>.'!, (piando la questione detta della 
successione di Polonia portendeva non dubbi segni di vicina guerra, e 
negoziavasi la colleganza della Sardegna colla Francia, meglio d'una 
volta, il Re pose in considerazione al Maresciallo che l'età avanzata e 
la, cura della salute dovea sconsigliarlo dal partecipare a una campagna 
che sarebbesi protratta nel cuor dell'inverno; se ne rimanesse al suo 
Governo di Pinerolo. Rehbinder parve farsene capace, ina non appena 
udì che il Maresciallo Yillars, non ostante i suoi ottant'anni assumeva 
il coniando dell'esercito francese, senza mettere tempo in mezzo atì'ret- 
lossi, tulio infocato, a raggiungere l'esercito nià avvialo verso il Ticino, 
e prese il comando delle fanterie. 

Il 26 di settembre era, stato sottoscritto colla Francia il trattato di 
Torino, che dovea liberare l'Italia dalla dominazione austriaca, e dare 
al Re di Sardegna il Milanese, con promessa del Cristianissimo di non 
deporre le armi, se non dopo l'adempimento di queste due condizioni, 
promessa non osservata di poi da Luigi XV. Attcmlevasi l'arrivo del 
glorioso vincitore di Denain,. destinato al comando dell'esercito francese, 
che, lui assente, ubbidiva, al Conte di Ooigny e, al Conte di Broglio. 
Uehbinder, come abbiam detto, reggeva le fanterie piemontesi, e il Mar- 
chese d'Aix la cavalleria. Così gli uni come gli altri erano gli uomini 
della guerra della successione di Spagna, i (piali dopo vent'auni di pace 
accingevansi a rinnovare le antiche prove. Giovane fra quei canuti era 
soltanto Carlo Emanuele III, comandante in capo dell'esercito collegato. 

X.— Yillars da Parigi scrisse a Torino doversi senza dimora correre 
al Mincio e all'Adige e assediar Mantova. Carlo Emanuele convocò senza 
dimora un Congresso militare, nel quale con gravi argomenti si dimostrò 
essere prima di tutto necessario di cacciare il nemico dalle fortezze mi- 
lanesi cominciando da Pizzichcllone. Rehbinder Solo esso, e con molto 
calore, prese battaglia in favore del disegno di Yillars. 11 Re che non 
l'ebbe per bene, gliene mostrò la mala sua soddisfazione, mosse l'esercito, 
e occupò Vigevano senza contrasto, dopo del che in un altro Congresso 
di guerra fu definito l'ordine della campagna, giusta le deliberazioni del 

li» 






Congresso militare «li Torino, state approvate dalla Francia, e il Re ac- 
compagnato da Rehbinder si avanzò con tra Pizzichettone. 

In quella Villars giunto al campo < 1 ili novembre) lece le mara\ iglie 

del partito |ncso di assediar quella fortezza, e d andando che si desse 

principio alle operazioni offensive <'<>1 portare l'esercito contra il castello 
di Milano, di bel nuovo Rehbinder fecesi sostenitore dei concetti del 
^Maresciallo Francese, con non lieve risentimento di Carlo Emanuele III. 
e in ima relazione anonima, parecchi anni dopo del fatto mandala da 
Toiino a Vienna, si legge che aveagli fatto dire di propugnare e racco- 
mandare l'impresa di Pizzichettone. E la stessa relazione soggiunge che, 
sciolto il Consiglio, Carlo Emanuele continuò i discorsi con Villars cer- 
cando di persuaderlo quando a un tratto (trascrivo il documento) semsc 
per mio specchio che Rehbinder faceva cenno al francese di starsene 
fisso (1). I<» non mi rendo mallevadore della pelici la esattezza del 

racconto, ma il Nero è ehe il Re, gravemente (dieso del contegno del 

.Maresciallo in tale contingenza, gli ordinò di ritornare al suo governo 
di l'inerolo. 

XI. Così ebbe termine l'operosa vita militare di Rehbinder, che 
per la molta età non partecipò alla guerra della Prammatica Sanzione, 
di cui videsoltanto i comiuciamenti. Nel 1742, méntre in Italia le nostre 
armi sotto la condotta del Re procedevano vittoriose, I). Filippo Infante 
di Spagna invase la Savoia sguernita di truppe. Subitamente Carlo Ema- 
nuele 111 partissi da Cesena col grosso dell'esercito, e a marcia accele- 
rata venne a Torino, deliberato di varcar le Alpi e liberar le terre sa- 
voiarde. Scindevano in contrarie sentenze i Consiglieri suoi, e nel 
dissuadevano i più previdenti, ponendogli in considerazione non aver 
la Savoja tortezze di gran momento, tanto che quàhd'ahco Ò. Filippo 
l'osse ricaccialo, difficile oltremodo tornerebbe il manteuervisi, come 

Vittorio Amedeo 11 avea sperimentato durante la guerra per la succes- 
sione spagDUOla. Altri invece. per error di giUdìcio, vogliosi di pia- 
cere al Sovrano, ne lodavano il disegno, e nel Consiglio di guerra vin- 
sero il partito. I successi della spedizione furono prosperi e rapidi; ma, 
venuta la fredda stagione, le cose andarono a mal cammino, e la ritirala 
fra le nevi e i ghiacci riuscì disastrosa. Il nostro Maresciallo (rincresce 
doverlo notare' avea opinato col maggior numero. 

XII. La vecchiaia ancor verde non proibì a Rehbinder di pen 
saie a nuovi Imenei. Chiese e nel 1 7." 17 (dicline la mano di Cristina di 
Piossasco, libinola del Conte Marcello. Lo sposo numerava settanta- 
cinqne anni, la sposa sedici! Perdoniamogli sorridendo. 

La Confraternita dello Spirilo Santo nel 17-11 (desse suo Priore Reh- 
binder, e Priora la giovane inarescialla. Egli- volle perciò essere tumulato 



1 Ms. della Biblioteca del Re in Torino Carutti, Storia del Regno di Cario Enia 
nuele HI. voi. II. pag. 54. 



— 164 — 

nella Chiesa, dove avea confessata la fede cattolica, e l'ordinato della Con- 
fraternita del .'> settembre 1741, dice come nel Consiglio congregatosi nel 
detto giorno il signor Pietro Piftetti riferì che lesne EE. li Marescialli 
« Bernardo Ottone etc. et Christina Piossasco Baroni di Rehbiuder, 
Priore e Priora rispettivamente della Compagnia, havevano sempre 
« negli anni scorsi datti (sic) attestati di munificenza e propensione verso 
di essa, et che in ispecie nel corrente anno havevano... fatto fabbricare 
« a Inoro spese e donato alla Chiesa dello Spirito Santo e Confratelli 
« della medesima, tutte le paramenta, con aposizione sovra dette pa- 
« ramenta delle armi gentilizie di dette Inoro EE., ricamate il' oro e 
« d'argento... 

« Eifferiva pure che dette E E. aveano fatto intendere ad alcuni Con- 

« fratelli il loro bnou desiderio che loro venisse dal Consiglio ceduto 

« l'altare che si trova nella sudetta Chiesa dello Spirito Santo a mano 

sinistra... sotto il titolo di S. Silvestro, e che parimenti loro venisse 

accordato il sitto che si ritrova nella suddetta Chiesa a lattere del 

sudetto altare di S. Silvestro, cioè a Cornu Evangeli, desiderando in 

« tal sitto di larvi formare il tumulo delle Inoro sepolture etc. etc. 

« E il Consiglio accettava le donazioni e le proposizioni di dette EE. 
« et aderiva alle pie Inoro intenzioni » (1). L'istrumento di cessione fu 
quindi rogato il 21 settembre dal notaio Verani (2). 

Eehbinder passò di vita il 12 di novembre 174o. Il Cerimoniale di 
Corte, sotto questa data, registra: La mattina di questo giorno martedì 
alle ore quattro di Francia morì in questa capitale Bernardo Ottho di 
« Ehebinder in età di anni 81 (3) perchè nato il 21 novembre 1662. Egli 
« era di Eevel in Livonia, allora del regno di Svezia, presentemente 
« della Eussia. Allorché portossi al servizio del Ee Vittorio Amedeo 1 1 
di gloriosa memoria, allora regnante; abjurò il Luteranesimo per ab- 
« bracciare la cattolica fede, come fece, e fu da detto Re decorato del- 
l'Ordine dell'Annunziata, Cavaliere de 1 SS. Maurizio e Lazzaro, Mare- 
« sciallo di quella Corona, Covernatore di Pinerolo e Valli adiacenti, 
« Colonnello di un Reggimento di fanteria tedesca, che sempre ha portato 
; il nome di Ehebinder (4) ». Fu sepolto, conforme alla sua volontà, nella 
Chiesa dello Spirito Sauto, e il Cavaliere Orioles c'informa che il feretro 
fu accompagnato alla Chiesa dal 1 Battaglione della Regina, 60 poveri, 
60 orfanello, da servitori, da parenti e da' Cavalieri dell'Ordine, L2val- 
« letti da piedi di S. 31., tutti con torcie, la parrocchia di Corte, sei can- 
« noni con distaccamento di cannonieri e Battaglione di Chaldais (5), 
Il sarcofago rappresenta una grande urna incastrata nella parete, 
sopra la quale era lo stemma gentilizio del Maresciallo, colla corona 



ili L'ordinato è slato pubblicato dal teologo Marocco nella sua Cronistoria della vene 
inutili Anii niij rntiriiitn dello Spirilo Santo, già l'itala. 

('_') È sialo pubblicato ila •;. ('laicità ne' suoi Marmi scritti. 

(3) Ottantun anno meno nove giorni. 

(4) Cerimoniale d'Angrogna, anno ITI:;. \N. tlclln Biblioteca ilei He. 
(5 i Irioi KS, Memorie, anno 17 Ili. 

L2 



— n;.-> — 

baronale, sic a che sul finire del secolo decimo ottavo fu fatto a pezzi 

dai nostri giacobini, infelici imitatori dei giacobini francesi. Il Cigna 

Santi l<> descrive così: Portava inquartato nel l e l d'azzurro con due 

spade d'oro passate edile punte rivolte all'insù in Croce «li 8. Andrea 

e infilzate in ima corona pure d'oro ; nel 2° e 3' <li rosso col leone d'oro 

. tenente fra le zanne anteriori un'alabarda del medesimo, e sopra il 

nulo spaccato d'azzurro con sei stelle d'oro poste in fascia tre <• tre, 

e d'argento con tre bisce di nero coronale del tnedesh L). Nei 

Hoccard se ne vedono due disegni coloriti, uno fra i Cavalieri dell'An- 
nunziata, l'altro fra i Marescialli (2). 

Cinque anni dopo (13 novembre 1748) la giovane vedova del Mare- 
sciallo sposò il .Marchese Vittorio Caroli di San Tommaso. 

Il Mausoleo reca la seguente iscrizione, che ristampo, perchè già 
pubblicata poco correttamente: 

D. <>. -M. 

BERNARDUS OTTO LIBEB BARO DB REHBrNDER (3) 

Si premi Ordinis Virginis Annintiatai: Torqtjatijs Eqi l'.S 

s. M. Caroli Emani elis I (4) 

Sardiniab Regis, Sabaubiae Ducis, etc. etc. 

Si premus exercittjtjm Marescallus 

Urbis Pinerolu Valliumque (5) G-tjbernatok 

Et pedestris Teutonicae Legionis Tribtjnus 

natus ravaliae estoniae metropolis l\ llvonia 

Anno Domini mdcxxh die \\i novembris 

OBIIT Alili STAI'. TAURINORTJM MDCCXLIII (6) DIE MI NOVEMBRIS 



i Cigna Santi, Serie Cronologica dei Cavalieri dell'Ordine Supremo ili Saroja, etc, 
Torino, L786, pag. 209. 

(2) Boccard, voi. II. pag. 722, e voi. ITI. pag. 882. 
(3 Marocco, Cronologia, etc., stampa Uhebinder. 

Il CmiIo Emanuele fu il primo Ile di questo come, ma prevalse n breve andare la 
numerazione genealogica - Carlo Emanuele 111 ». Cosi avea fatto Vittorio Amedeo primo 
Re di Casa Savoia, ma secondo Della genealogia. Parimente al tempo nostro il primo Re 
d'Italia non cambiò l'ordini- genealogico e serbò il nome glorioso di Vittorio Emanuele IL 
Fecesi altrimenti con Umberto I. che nella genealogia coi il IV. 

:, Marocco, stampa ■ vallorumqiie ». 

in Marocco, invece -< mdcclxii ». 



L3 



ALLA BIOGRAFIA 

in 

P I ET RO MlCCA 

i. in 

MARIA CHIABERGE BRICCO 

E ILLA STORIA DEL VOTO DI 
V I TTO il I © A M EDEO II 

OONTKIBUTO 

IH 

EUGENIO CASANOVA 



Le genti del medio evo identificavano in mi paladino, il valore e 
le virtù del loro tempo; e alle gesta, da lui compiute, attribuivano esclu- 
sivamente il trionfo del bene e «lei giusto. A loro sembianza foggiavano 
Oliando e i cavalieri della Tavola rotonda: perchè soltanto sotto tale 
aspetto ne Intendevano i sentimenti e sapevano misurarne le prodezze, 
seguendo la massima che ogni ceto sempre a se stesso riportò gli eventi 
per poter meglio capirli! ('osi. nelle età più recenti, il popolo, a sua volta. 
fu solito personificare in uno dei suoi la resistenza al nemico invasore, 
la difesa e la salvezza della patria, perchè solamente in questo modo 
riuscì a comprendere lutto l'eroismo, che richiedevano. Di tutta un'epopea 
un l'atto solo ne colpì la fantasia. Esso l'esaltò: non già, però, col- 
l'animo di offuscare la gloria altrui, poiché questa meschina malignità 
non derivò, se non col tempo, dalle discussioni, alle (piali la leggenda 
popolare fu sottoposta da scrittori e da politicanti; lo celebrò, perchè, 
così concepito, uli permetteva di spiegarsi a suo modo gli avvenimenti, 
di misurare il pericolo corso, di considerare tutta l'importanza eia dol- 
cezza della liberazione. Non avvicinando il sovrano, uè le classi supe- 
riori, che s'immaginava facessero vita differente dalla sua; non intendendo 
cosa alcuna agli accorgimenti della politica, né alla strategia dei gene- 
rali, nell'eroismo di uno dei suoi figli il popolo compendiò, e spesso esa- 
gerò, tutte le prove di valore e d'abnegazione date da una nazione in- 
tera, tutti gli altri infiniti sacrifizi verificatisi in lineila stessa circostanza. 
Volle come sublimare tutta la massa di quell'esercito, di quella nazione, 
senza distinzione di classe, riducendola tutta a se stesso, (piasi che nel- 
l'intimità dell'animo suo aleggiasse digià l'idea, che. di fronte al Creato, 
era pur popolo il sovrano, come era l'ultii lei gregari! 

Tuttavia, nel suo ingenuo disinteresse, inalzando sull'altari' della 
patria il suo simile, creandolo come suo campione, il popolo non mirò 
(piasi mai alla persona di lui, ma semplicemente all'atto, all'eroismo 
compiuto. (Mi bastò che l'eroe fosse dei suoi: e. con esempio notevo- 
lissimo (li astrazione, non si curò neppure di sapere se fosse veramente 
esistito. 

Ora, non è venir meno al rispetto dovuto a quelle sacre memorie, 
che nessuno, checché dica o faccia, riuscirà mai a menomare o a tangere, 

22 Mise - II. 



raccogliere quanto intorno alla persona di lui veramente si sappia e si 
possa «lire. Ritengo, anzi, sia stretto dovere di ogni cittadino conservare 
alla storia e alla patria e divulgare le notizie, che lo ricordano, come 
già ebbe a dire uno dei nostri Maestri (1). Diventando più umani, gli 
eroi del popolo, come tutti gli altri, non perdono, ina acquistano! 

Modestamente, quindi, reco il contributo, che la fortuna mi ha soni 
ministrato, alla biografia di quei grandi, che la venerazione popolare, 
attraverso i secoli, ricorda nella presente circostanza, aggiungendo a 
quelle poche indicazioni, che i libri parrocchiali e altre scritture hanno 
sinora dato di Pietro Micca e di Maria Ohiaberge Bricco, quelle altre 
poche notizie, che documenti, non ancora esaminati, ci hanno conservato 
di loro, delle loro famiglie, (lei loro conoscenti e dei loro tieni: notizie, 
che, fornendo agli increduli una prova maggiore della loro esistenza, 
costituiranno, ad un tempo, come un tributo, per (pianto umile, di rive- 
renza e di gratitudine cittadina alla loro memoria. 



Pietro Micca nacque, il ti marzo 1677, da Giacomo e da Anna di Fa- 
biano Martinazzo a Sagliano. Vide, dunque, la luce in quell'amena valle 
d'Andofno, del cui marchesato, comprendente la sola altissima valle del 
Cervo con Quittengo, Caropigìia, San Paolo e Piedica vai lo, Sagliano era 
uno dei così detti cantoni distaccati, né. più né meno di Oacciorna, Selve, 
Tavigliano, San Giuseppe e Oalabiana, raccolti sotto il nome comune di 
Andorno. 

A principio del secolo xviii, nel 1701, contava 1318 abitanti (2), i 
(piali si ripartivano il possesso di quella campagna, verde e pittoresca 
«pianto altra mai, ma poco l'ertile, anzi povera, da due lati stretta da 
lunghe pendici di monti, ricoperte di castagni, sotto i quali pascolavano 
intorno a 2200 pecore, seguite dai loro 717 agnelli, mentre circa 350 bestie 
bovine pasturavano per le scarse magre prata del fondo della valle, che, 
insieme con rari campi ed alcune canapaie, il Cervo ed i borri, che vi 
affluivano, irrigavano copiosamente. 

Modesta, come sempre nell'Alpi, era la vita di (pici saglianesi, ridotti 
ad alimentarsi unicamente del cacio e del latte dei loro greggi, delle 
castagne dei loro boschi; illuminando talvolta le tenebre della notte col- 
l'olio, estratto dal frutto dei noci, che tittì circondavano prati e campi; 
trangugiando come ghiottoneria il pane di Ixirbariato, che raramente i 
più ricchi impastavano: fermandosi la domenica, sul vespro, a rinfre- 
scarsi da Pietro Regge, <> da Guglielmo Perraro,o forse ancora, più vicino 
alla casa del Micca, da Giambattista Vigna; i (piali soli tenevano nel 
paese a)ierta una hostaria. 



(1) Manno Antonio, Pietro Micca ed il generale conte Solaro dello Margarita. Ricerche 
terze sull'assedio <li Torino del L706 in Miscellanea ili si,, ria italiana edita per cura della 
i;. Deputazione di storia pallia, (Torino, Bocca, mdccclxxxii), tomo \\i [6° della serie 
seconda), p. 360. 

(■1) Per questi <■ per gli alni dati relativi a Sagliano cfr. duo. T. 

4 






Rari forestieri capitavano a destare la curiosità degli abitanti; i 
qnali vivevano in famiglie numerose, raggruppate sotto grandi casati, 
quasi che da pochi e fecondissimi ceppi fossero tutte state generate. Tre 
ti quattro sono appena i cognomi propri ad un'unica famiglia; e, fra i 
quello «lei Micca. Ben 22 famiglie, invece, allineavansi sotto quello di 
Recantone; L8 eran quelle chiamate Forgnone; '_"-' assumevano il casato 
ili Raraasco; •">'.» appellavansi Pasqua! ; e così via. 

Traffico non v'era. D'industria non parliamo. E, quindi, mentre le 
donne rimanevano al paese, ;i custodia dei fanciulli, dei greggi e dei 
cainiii, e a filare la canapa, i maschi, giovani e vecchi, a frotte di parenti 
.. d'amici, quasi lutti scendevano a valle in cerca di lavoro, die assicu- 
rasse il sostentamento delle famiglie lontane, e, coi risparmi, qualche 
maggiore agiatezza. 

Sempre e da per tutto, nelle valli alpine, l'esempio e l'esperienza dei 
parenti e dei paesani furono seguiti nella scelta del mestiere e della re- 
gione dove emigrare. Se ramosi sono nella storia del mondo i maestri 
comacini ed i lucchesi, non v'ha parimente nella storia più recente del- 
l'Italia superiore chi non ricordi i biellesi, i quali invadevano il Piemonte 
e si spingevano, oltre Milano e Cremona, sino a Bologna e a Ferrara; chi 
non rammenti tutta la Legione dei tessitori delle medesime valli, i quali 
muovevano i telai di tutta l'alta pianura padana. 

Muratori e fornaciai erano esclusivamente i saglianesi; e. campo 
preferito della loro attività, il solo Piemonte, Non era famiglia di Sa- 
gliano, che non contasse nel proprio seno uno di (ali anelici: non uno 
di quei casati, che non ne comprendesse parecchi, tutti, però, iscritti alla 
medesima arte. Il contingente maggiore era dato dai muraioli, i (piali 
per nove mesi dell'anno scendevano al piano, abbandonandola famiglia; 
e, quindi, slancili delle fatiche sofferte, risalivano ai monti natii per 
riabbracciarvi i loro cari, badare alle iene e, cogli scudi, dalla loro so- 
brietà risparmiati sui salari riscossi, accrescere i beni e provvedere al- 
l'avvenire. 

I>.-I numero di questi muratori erano coloro che avvicinavano Pietro 
Micia. 

Del padre di lui nulla finora sappiamo: era uià morto nel I701;ma 
non ci allontaneremmo forse soverchiamente dal vero, se supponessimo 
fosse siato egli pure muratore. Certo, la madie apparteneva ad una fa- 
miglia di mastri da muro. 

Non era saglianese, imi del marchesato d'Andorno, di Quittengo o 
di Oampiglia, donde ben cinque delle otto famiglie Martinazzo man- 
davano, ogni anno, parecchi dei loro a lavorare in Piemonte come mu- 
ratori. 

La fede di nascita dell'eroe lo dice nato da Anna figliuola del ijià 
defunto Fabiano Martiuazzo. Non ostante l'omonimia, frequente in mon- 
tagna, Anna non aveva dunque che fare colla Canarina moglie di Fa- 
biano Martiuazzo .la quale, il L3 aprile L701, « consegna se stessa, detto 
suo marito muratore in Piemonte, Canarina, figlia maggiore di anni 



— 172 



cinque, Ann;i, minore; vache due, calne due, sale livre nove» (1). Dal 
1(577 troppi anni sono ormai trascorsi per rintracciare il ceppo donde 
ella derivò. 

Ad ogni incido, però, la portata, or ora riferita, e le altre, clic trascu- 
riamo, Indicano a sufficienza come i Martinazzo potessero considerarsi 
come gente discretamente agiata nei loro monti. 

Anna Martinazzo non tu l'unica moglie di Giacomo Micca; il (piale 
la sposò dopo la morte della sua prima compagna: ed ella gli soprav- 
visse. Era tuttora iu vita, nel 1701, a fagliano, e nella casa del marito 
conviveva feol figliastro Giovanni Giacomo, primogenito di Giacomo, e 
colla propria figliuola Maria, sorella di Pietro. 

Di questo e dei suoi padrini v'ha pur notizia nella consegna del 
1701 (li ) ; poiché in essa « Francesco fu Giovanni Battista Busetto , il 
(piale tenne Pietro al sacro fonte, « consegua se stesso, Oattarina, sua 
«moglie, Anna Maria, Giovanna e Giovanni Battista, coi figliuoli mag- 
giori; Xicolao Giacinto, minore ». Della madrina, invece, non v'ha più 
traccia; nella migliore ipotesi, perchè, accasatasi, non è più registrata 
col nome dei suoi. Vive tuttavia il padre di lei, « Giovanni Maria 
« Ceppo », il quale « consegna se stesso, Maria, sua figliuola, maggiore, 
«Giovanni, Lorenzo, Maria Oattarina, suoi nipoti, maggiori; vache una, 
« un mezzo animale », porcino « sale livre quattro ». 

Al cav. Giovanni Maria Saraceni, giudice del marchesato d'Andorno 
pel Marchese di Parella, ed alla presenza del console Pietro Mondo e 
del consigliere Giovanni Rolando, delegati del Consiglio del cantone di 
Saglianp, il 10 febbraio 1701, Giovanni Giacomo Micca consegnava dunque 
se stesso, Lucia, sua moglie, Pietro, Maria, fratello e sorella, maggiori, 
Anna, madreanna ; vache una, un ritti Ilo lattante: sale ete. line cinque; 
et, soggiungeva, detto Pietro muratore ix Piemonti;. Da tale dichia- 
razione, oltre a quelle u. i Ti rilevate, altre cose notevoli emergono. 

Anzi tutto, risulta che i Micca non fossero del tutto sprovvisti di 
mezzi. Tutti riuniti intorno alla vecchia Anna, abitavano nella casa 
avita, che Pietro non avrebbe abbandonata se non il giorno del suo ma- 
trimonio, e che intanto, sapendolo dalle notizie già edite sobrio ed eco- 
nomo, contribuiva probabilmente coi suoi risparmi ad accrescere e ad 
ahi tei lire. 

Notizia capitale, però, della consegna è l'indicazione del mestiere 
esercitato dal Micca prima del suo assento, o arrolamento. L'esempio 
paterno, forse, ma, più sicuramente, quello dei parenti materni ne aveva 
fatto un muratore; e, contuso nella schiera dei conterranei e dei vicini, 
scendeva anch'egli ogni anno in Piemonte a lavorarvi dell'arte sua. Ve- 
niva forse a cercarvi occupazione alla ventura ? Non credo. Ritengo anzi 



il /,'. Archivio di ^i<ii" in Tonini, Seeione III: Camerale; [nventario geo., art. 581, 
lettera V: tlOl, Consegna della Valle d'Andorno ili tutte le persone e bestiami grossi 4 
mimili fatta nell'anno mille sete cento uno per •»< eavagl." Gio. Maria Saraceni giudice 
</'.! ndorno e valle. 

(2) Doc. 1. 



— IT:! — 

che, colla massima parte degli andornesi, egli lasciasse il luogo uatìo 
soltanto previi accordi stretti con impresari, i quali lo avviavano ai 
Luoghi di lavoro. Sarebbe, in perita, interessantissima la scoperta della 
citta <> terra, dove egli praticò l'arie sua; ma, pur troppo, nessun docu- 
mento linoni ci aiuta a squarciare le tenebre che, sotto questo rispetto, 
avvolgono la vita del glorioso saglianese. 

Una ipotesi, però, mi balena alla niente: e, per quanto ardita, l'espongo 
sfacciatamente per quel ohe possa valere. 

È risaputo come, nella sua savie/za. Vittorio Amedeo II. antiveg- 
gendo degli evenl i. che si verificarono dipoi, volle l'ossero compiute le opere 
di fortificazione, che difendevano le principali città, terre e passi deismi 
Stato. Dal 1699 al Iloti, e più tardi ancora, il Duca spese ingenti somme 
pei ricostruire e rinforzare i bastioni di Torino, di Cuneo, di Vercelli, 
di Demonte, di Fenesfcrelle, di Montmélian, della Brunetta, d'Ivrea, ecc.; 
e in questi lavori adoperò impresari oanavesani e delle valli d'Aosta edi 
Biella 

Ora. dai collaudi, lasciati dai misuratori Giovanni Eusebio Mosso e 
Tommaso Sevalle, ma segnatamente dal celebre lìcitola, risulta che. in 
Totino, le opere compiute alla cittadella e ai vari bastioni, la famosa 
opera a corno sull'angolo del bastione della Consolata, le gallerie sotter- 
ranee, itami di contromine, ecc., furono costruire da una schiera d'impre- 
sari, fra i (inalisi distinguono: Pietro e Eusebio Bello, Pietro Sardi, Fran- 
cesco Pelali ino. Agostino Menafoglio, Giovan Domenico Chiarapo, 4 ; io vanni 
Battista N'irla, Carlo. Giovan .Maria e Giacomo Maciotta, Mach i otta o 
.Masiotta, i minatori Giovanni Battista Biglia e Giacomo Piatto, Domenico 
Fontana, Giovanni Battista Romano, Andrea Bianco, Pietro Boggio, Pietro 
Gaya, ecc. 1 . l>i tutti questi la massima parte esce dalla valle d'Andorno 
e ne scende ogni anno per nove mesi, né più, né meno degli altri mura- 
tori, co' (inali si confondono. Le mogli e le figlie, rimaste al paese, di- 
chiarano, nel 1701. lo sposo o il padre al lavoro in Piemonte; e. con 
qualche sorpresa, noi scopriamo come del marchesato d'Andorno, non 
lontano dalle case dei Martinazzo, siano i Masiotta, il Poggio, il Gaya, 
il Piatto, il Piglia e il Romano, mentre da Oacciorna provengono i Pelle 
il Virla, il Fontana (2). Non dovrebbe dunque parere destituita d'ogni fon- 
damento la supposizione che, arrotato sotto uno di questi impresari paesani, 
Pietro Micca scendesse a Torino e vi lavorasse intorno a ([indie opere, 
nelle quali doveva, poi, magnanimamente lasciare la vita. E, poiché opere 
principali, da quegli andornesi compiute, furono quelle della cittadella e 
dell'opera a corno, e, segnatamente le gallerie <■ contromine, che ne re- 
spingevano gli approcci, sarebbe forse persino anco lecito immaginare 
(die il Micca da muratore lavorasse intorno a quelle mine medesime e 
v'acquistasse sufficiènte perizia da farlo prescegliere come minatore di 



(1 /,'. Archivio di siiiin in Torino, Sezione III: Camerale, [nvent. geu. art. UH: 
Misure e disegni di fortificazioni. 

C-'i ('tv. nitri li. .e. I. che contiene ti sola consegna di Sagliano, le consegni 
nel fascìcolo dal quale è estratto. 



174 



S. A. lì. al momento dell'assento e tale sveltezza da meritare tin da quel 
momento il soprannome di Pasapertnt, col quale fu designato nell'esercito. 
Peccato che gli appunti ili quei misuratori insegnino come le famose 
gallerie e contromine davanti alla Porta «li soccorso t'ossero costruite 
dall'impresa del capomastro Francesco Peghino e C, e terminate il 30 set- 
tembre 1705! 

A ([nella fiata Pietro Mieca era già sotto le armi (1). Fin dal 28 luglio 
170."), era stato incorporato nella compagnia dei minatori di S. A. K. : 
Pietro ULiclia del fu Giacomo, ii* Arnioni») d'anni 25 detto P.isapertiit; ed 
insieme con lui erano stati arrolati Antonio Vigna del fu Batista, d'An- 
dorno, d'anni 21 , detto la Margarita ; < Pietro Machiotta del fu Pietro, 
della valle d'Andorno, d'anni 29 detto Machiotta ; « Lorenzo Forvilla di 
Michel Antonio, di Givoletto, d'anni 30 detto Givolet; Francesco Bouc 
di Domenico, di S. Giovanni della porta in Savoia, d'anni 21 », detto 
S. Jean. Nei Ruolinidi rivista del corpo reale d'artiglieria, dove troviamo 
queste indicazioni, per tre volte ritorna il nome del Micca, una delle quali 
colla precisa notizia come suo luogo di nascita di Saliano , che, come ab- 
biamo già osservato, non era, se non uno dei cantoni di Andorno. Quan- 
tunque dichiarasse di non avere se non 25 anni, sappiamo di positivo che 
invece ne aveva, allora, precisamente 28. 

Altri dati,' contenuti nelle notizie or ora riferite, ci portano ad os- 
servare come dei cinque giovani, assentati lo stesso giorno, tre fossero 
dell'alta valle del Cervo: il Massiotta apparteneva al marchesato d'An- 
dorno; ed erano di Sagliano il Micca e Antonio Vigna, figliuolo dell'oste 
Giovanni Battista, da noi nia ricordato, e morto prima del 1705. Tale 
coincidenza non è fortuita. 

La compagnia dei minatori, riformata nel 1705, sotto il comando di 
monsù Bozzolaio, capitano, e di monsù Puotiè, o Potier, luogotenente, 
era composta in maggioranza di uomini della valle d'Andorno, e pre- 
cisamente di 38 conterranei del Micca sopra un effettivo di 51 soldati 
Ponendone a riscontro l'elenco col ruolo del 1701, noi li ritroviamo tutti 
indicati in quest'ultimo come muratori lavoranti in Piemonte o nel Mi 
lanese; parecchi anche compariscono fra gl'impresari delle fortificazioni, 
che abbiamo testé rammentati. Dell'arte propria lavorano, sinché il loro 
Duca non li chiami alle anni e li incorpori nella nuova compagnia, nella 
«piale più facilmente possono riuscire utili per le loro attitudini, per i 
lavori compiuti. 

Colla promozione del 24 agosto 1705 furono dati i galloni di sargente 
dei minadori a Giacomo Piatto e a Giovanni Battista Biglia, già da noi 
ricordati fra gl'impresari; i quali però di quel titolo si fregiavano ijià 
fin dal 1701. Parimente li ebbe Lorenzo Gianassa, loro compaesano. Quelli 
ài primo caporale toccarono ad un altro andornese, Pietro Antonio Mazo- 
chetto, il (piale, prigioniero dei francesi a Ivrea, era riuscito a evadere 
e a raggiungere la compagnia. Caporale fu nominato Giacomo Arduino, 



il: Per questi dati efr. Doc. II. 



— 175 — 

ancora valligiano. E ilei medesimi Luoghi erano anche Giuseppe Mosca, 
Giacomo Martello, Pietro e Giuseppe Cicero, Giorgio Leve, Giovanni 
Biglia, Giovanni Battista Magnano, Giovanni Battista Romano, Tom- 
oiaso Boggio, Giovanni Peraldo, Culo Gaia, Benedetto Prato, Giovanni 
Beggio, Antonio Alani. Giovanni Battista Bosazza e molti altri. 

Fra loro è da cercare quel compagno piii anziano che fu col l'eroe nel 
supremo istante del sacrifizio. Fra loro fu conservata la memoria di lui 
e .lei suo eroismo; e ila loro fu tramandato il nome ili Pietro Micca nei 
secoli, per mezzo della voce del popolo. Se alla moglie riferirono sem- 
plicemente che il marito era rimasto vittima dello scoppio <li una 
mina senz'accenno alla sua abnegazione, al suo eroismo e all' impor 
tanza della compiuta azione, come par ricavarsi dalle parole della ve- 
dova può torse, a conferma di quel che altri già osservi'), concludersi 
che. nei primi tempi, il sacrifizio dell'umile saglianese non fu consi- 
derato differente dall'opera degli altri minatori, più di lui fortunati, i quali 
riuscirono nel lord intento e scamparono dalla morte; e (die, soltanto 
quando il ricordo di lui venne dai suoi commilitoni comunicato agli 
storici dell'assedio, prese l'abbrivo la grandiosa leggenda, che ingigantì 
calumili tacendo. 

Comunque sia, è accertato clic Pietro Micca partecipò alle riviste 
passate nell'Arsenale il •_".) ottobre 17ur> e il 28 novembre seguente. Fu 
segnato assente a quella del '-'!> dicembre, senza indicazione, che insegni 
se t'osse distaccato altrove per servizio ammalato. La sua presenza fu 
di nuovo segnalata nelle riviste del 30 gennaio e del 27 febbraio 1706. 
Dipoi, mancano i Ruolini! 

Queste date seminano contraddire all'attestazione della vedova: la 
(piale asserisce essere egli rimasto a casa nell'anno 17(1.") e non essere 
partito per Torino e l'esercito se non nel 17<ic> alla vigilia dell'assedio (1). 
Sappiamo ormai che cosa credere dell'attendibilità di tale asserzione. 
Tuttavia potrebbesi da taluno supporre che, poiché posteriormente al 
febbraio L706 mancano i Ruolini, nulla impedisca di ritenere che ottenesse 
un congedo, duratogli lino a principio dell'assedio. La mancanza di prove 
non ini consiglia di accogliere tale ipotesi: poiché non stimo che, nep- 
pure allora, in tempo di guerra guerreggiata, come si combatteva da 
Vittorio Amedeo li e dal La l'euillade, i capitani fossero larghi di con- 
gedi ai loro soldati. Bensì preferisco ritenere possibile una certa coutil 
Sione nella memoria della vedova; la (piale dettava il suo atto, molti 
anni dopo gli avvenimenti e proprio nel 1729, e quindi aveva somma 
facilità di confondere il primo tentativo d'assedio nel 17<>;> con quello solo 
memorabile, che cominciò nel maggio 17(iti. 

Del roto, osservisi come, ammessa la versione data dalla vedova, 
il Micca, anziché un soldato provetto, sarchile stato un semplice coscritto 
inesperto, e quindi vittima di tale inesperienza, piuttosto che un eroe. 



li M v\v.. op. di., p. 361-362. 



— 17<> — 



Dai nostri documenti risulta invece chiaramente ch'egli, la notte del •_"•> 
agosto 17(M), aveva appunto l-"> mesi di servizio e, se non poteva dirsi 
ancora un vecchio soldato per quei tempi, aveva uià una certa pratica 
della parte ch'era chiamato a rappresentare in quella guerra. 



Lasciando ora Pietro Micca, la nostra attenzione viene dal censimento 
del 1701 richiamata sulla sposa di lui e su (pianti a lei stanno vicino. Era 
(lessa Maria Caterina Pasqual Bonin, di Sagliano, figlia di Guglielmo, 
i^ià defunto nel 1701, e di Caterina; la. quale, come capo della derelitta 
famiglia, con sé e coi figliuoli Giovanni Battista e Giacomo Antonio, la 
consegnava allora, come maggiore di anni cinque l). 

Non apparteneva al ramo dei Pasqual Bonin, che poteva conside- 
rarsi come liceo; e, neppure all'altro, composto di due sole ragazze, le 
quali si dichiaravano addirittura miserabili >; ma 'neanche i suoi pos- 
sedevano cosa alcuna. Scomparso adunque il Micca, le due razioni di 
pane concessele furono manna per lei ed ella ne godette sinché, con- 
volata ad altre nozze, credette di potervi rinunziare a favore dell'unico 
e misero figlio; che aveva nome Giovanni Antonio quantunque la madre 
lo chiamasse Giacomo, forse a ricordo del nouno(2)! 

A Giovanni Antonio appartenevano (incile poche monete d'oro, frutto 
d'indicibili economie e privazioni, che Pietro, partendo per hi guerra, lasciò 
per tutta ricchezza alla moglie e al figlio nascituro; e Giovanni Antonio 
non aveva ancora potuto riaverle, 23 anni dipoi, da colui che dalla 
dimentica donna le aveva avute in prestito. 

Troppo presto immemore del laborioso e grande minatore, che l'aveva 
scelta dapprima a sé compagna, Maria aveva facilmente acconsentito a 
che un tal Francesco si servisse dei danari dell'eredità di lui per liberare 
il figliuolo Lorenzo dalla pena meritata per delitto di diserzione. Né con- 
tenta di averli fatti servire a tale causa, ella, la vedova dell'eroe, aveva 
senza alcun riguardo sposato il disertore! 

Chi fosse desso dice l'attestazione giurata di lei, più volte citata; la 
«piale a lui e al padre dà promìscuamente il cognome di Pavanero, Pavo- 
netto,Pavanello e Pavonel lo (.'!). Meglio lo determina il censimento del 1701 ; 
dove leggiamo che Francesco Pavanello consegnila se stesso, Giovanni 
« et Lorenzo, suoi figliuoli, maggiori; pecore trenta, lattanti dicci; et detto 
« Giovanni, muratore in Piemonte; sale per dette pecore, livre venti 
cinque (I). Sicché, mentre il fratello lavorava, Lorenzo andava l'orse bi- 
ghellonando per Sagliano; come, più tardi, mentre gli altri coni ha ite va no 
e morivano, egli disertava! 



il) Doc. I. 

('_') \l \N\n, op. i;7., p. 366-367. 
3) \l lnno, op. cit., p. 361-362. 
(4) !>"<•. 1. 

tu 



Le scritture, dalle quali abbiamo racimolato i dati finora pubblicati, 
ricordano ancora le famiglie estinte e quelle emigrate non soltanto tem 
poraueainente, ma ancora in modo definitivo. V'ha, fra queste, la famiglia 
di Giovanni Flechia andato a stabilirsi da quattro anni a Livorno (Pie- 
monte^, donde probabilmente uscì, ai giorni nostri, il noto glottologo. 

l'ili d'Ogni altra indicazione, però, interessa al nostro scopo quella 
che suona: altra casa disinibitala di Bertolomeo Micha, che habita 
in Ooconato, che sono anni venti ». Essa ci pone di fronte probabilmente 
ad uno zio di Pietro, coito, ad un parente di lui; ed era quindi naturale 
che procurassimo di rintracciarlo nel luogo dove erasi trasferito. Nella 
consegua ili Oocconato del dì 8 novembre L700(l) non è però più regi- 
strato: l'orse perchè già morto. Vi sono tuttavia descritte due famiglie 
Micca, che sembrano derivare da lui: quella di Giacomo Micini .coni 
posi;, di lui e di Giulia, figlia ; e l'altra di « Giorgio Aliena , il quale 
consegna se stesso, Anna Maria, sua moglie, Giovanni Battista, figliuolo, 
-' minore di anni cinque. Che Tacessero non dicono; ma forse potrebbe 
conchiudersi che il trasloco a Oocconato non recò fortuna a quegli antichi 
saglianesi (2). 



Nel loro disperante laconismo, nella loro più che modesta espressione, 
che altro inseguano i pochi dati finora esaminati.' — Nulla, credo, (die 
valga a rendere alquanto più interessante il faticoso elenco, che sono 
venuto stentatamente compilando. Né, in verità, poteva essere altrimenti. 

Umilissima gente, vissuta sempre, senza scossa, senza notorietà, senza 
ricchezza, della vita della moltitudine degli altri uomini, la famiglia Micca 
ebbe, un dì, l'ineffabile ventura di sentire, (piasi senza accorrersene, il 
proprio nome sublimato ai superni fastigi della gloria dall'atto eroico di 
uno dei suoi. Ma l'immortale grandezza, da questo in un istante acqui- 
statasi, non valse ad esaltare i suoi parenti ed affini; i quali, anzi, dopo 
il bagliore del sacrifizio di lui, ricaddero nell'oscurità peggio «li prima, 
né "sarebbero oggi ricordati, se la rievocazione della loro smorta figura 
non giovasse ad ombreggiare per riflesso la grande immagine di Pietro 
Micca. 



(1) /,'. Archivio ili si, ii,, in Torino, Sezioni Uh Camerale, ùiv. gen. ari. 531, lettela C. 
Consegna fatta nel luogo ili Coeconato ['8 novembre 1700. 

(2) Moli,- .line famiglie Micca erano contempovaneamente sparse in Piemonte, lungo 
il corso ilei Po, !<• quali non avevano legami palesi ili parentela con quella dell'eroe. A 
M..nt<ii da Po (A.S.T.: Ses. Ili, Cam., Inv. gen. art. 531, Consegua di Mouteu da Po: 1680 
<■ 1700) sono 1 famiglie Micha, piuttosto numerose e agiate: il capo d'una delle quali, 
ciovan Francesco, il !• novembre 1706, chiede con alni e ottiene [Archivio delio, Con 

cessioni, voi. 134 a e. 280') di poter fabbricare mi molino a cavalli, da sostituire provvi- 
soriamente a quelli ad acqua, tutti distrutti dinante l'assedio di Velina. La presenza di 

questi Micca in quei dintorni potè torse trarre in errore chi suppose l'eroe presente 
all'assedio di Verniti. 

Parimente non aveva che fare con Pietro Micca la trentenne « 'aterina Micca di Sant Am- 
brogio, serva in cimi di Pietro Damo, ufficialo della Dogana, abitante in rasa Daneo, 
cantone S. Gabriele, oh'è ricordala ne' "Rolli di 'l'orino del L705. 

11 

23 Mise. II. 



L'atto magnanimo di lui ostato e sarà da competenti e sagaci scrit- 
tori esposto o studiato. A me non tocca dunque ferniarinivi. Osservo solo, 
die, coinè sempre, trattandosi d'un uomo, di un soldato anzi, e di un fatto, 
che da lui si aspetta, non vi fu mai chi tentasse d'indagare le ragioni 
ultime che lo spinsero al sacrifizio. Sempre bastò che di lui solennemente 
si affermasse che fece il proprio dovere! 



Non altrettanto può dirsi rispetto all'altro aito di valore popolare 
che all'indiscusso eroismo ilei Micca s'innesta e n'è meno conosciuto. 
Maria Ohiaberge Bricco, come egregiamente venne di recente proposto 
di chiamarla (1), ne fu protagonista. Ora, ogni volta che una donna 
compia un atto straordinario, che esce da quelli che siamo soliti aspet- 
tare dalla sua natura e dalla sua. forza, si verifica il caso di scrittori che 
vanno minutamente vagliandone, cercandone o anche inventandone le 
ragioni. 

A sufficienza recenti studi e discorsi, sulla scorta di date e di docu- 
menti irrefragabili, hanno dimostrato l'insussistenza della leggenda che 
voleva Maria spinta al suo ardimento dal desiderio di vendicare la morte 
del marito, uccisole dai Francesi. Troppo rimpiccolivasi, in verità, l'atto 
compiuto! 

Maria non rimase mai vedova; ma, di 49 anni, il 23 dicembre 1733, 
premorì al marito, che la seguì nella tomba pochi mesi dipoi, il 26 set- 
tembre 1734, in età di 70 anni! 

Altri potrà scoprire in fatti d'altra natura i motivi, pe' quali si 
mise a capo dei granatieri di Brandeburgo. Per me, credo semplicemente 
che ella non avesse ragione immediata d'odio contro (pici nemici, che le 
occupavano la patria; ma lo covasse da tempo in cuor suo, come tutti 
i suoi terrazzani. N'aveva ben d'onde! 

Nata il 2 dicembre 1684, aveva poco pili di otto anni, quando, nella 
spaventosa campagna del 1693, i Francesi piombarono su Pianezza.- De- 
ponendo, il 24 marzo 1694, dinanzi al Commissario ducale delegato ad 
accertare i danni causati dalla guerra in quel paese, l'arciprete don Giu- 
seppe Maria Salomone, il (piale aveva vista nascere Maria e ne benedisse 
poi il matrimonio, diceva: « Io so che li Francesi, doppo che col Inoro 
« essercitto callorono giù per la valle di Susa et si aceamporono nelli 
ieritorji verso Avigliana et Eivoli, del mese di settembre hor scorso, 
il primo giorno di ottobre susegueute, passò un grosso distacamento 
« de' medemi Francesi per questo luogho et andò ad abrugiare et sacheg- 
giare il luogo della Veneria Realle; et nel ritorno, che feccero, ripa- 
« sando nel medemo presente luogho, si fermorono a sacheggiare tanto 
« le case che le chiese; et altretanto ne feccerro il giorno seguente, e 



(1) Giglio-Tos Episio, Maria Bricco e In faeione ili Pianezza, 5-6 settembre iTiic 
(Torino, Streglio, 1905;, passim. 

12 



- 179 - 



ioni inilnrolio nel uiorno SU86g 'lU'ii I 6 talmente clic 111] i[ul< > e fraca>so- 

« rimo delle pone et iiseij e fenestre ci esportorouo via dalle dette case 
■ ccliiesc li effetti più liquidi, lingiarie, stagni, rami e1 altre snppelletili, 
ci lamlio denari ei condotti via disersi bestiami I 

Vittime di tali depreda/ioni furono tutti coloro ch'erano in relazione 
di parentela e d'affinità con Maria, e lo stesso padre ili lei, quantunque 
non comparisca Dell'elenco dei padroni delle case rovinate <• spogliate, 
\ ide, l'orse anche, rubati e distrutti i prodotti dei suoi campi, il fieno dei 
suoi (irati. Poiché, se fu già dimostrata mera favola la vecchiaia dell'eroina 
di Pianezza, appena ventiduenne nel 1706, altrettanto può dirsi ora delia 

Bua lauto vantata povertà. 

Il padre di lei. Giuseppe -di Giovanni Battista Oh iaberge, stava bene 
del suo: era uno di quei particolari, che possedevano bestiame e terre e 
vivevano in una certa agiatezza. Era considerato come una delle notabilità 
del paese, e, come tale, parecchi anni dipoi, il !> settembre I7:;i), fu dalla 
pubblica fiducia richiesta l'opera sua e quella di Michele Antonio Milano 
per indicare i danni che una furiosa grandinata aveva recato alle terre 
(lidia Comunità. In tale circostanza ci si svela illetterato ; e ci appare al 
solito rivestito, per cortesia, insieme col compagno, del titolo di nobile (2). 

Il 22 aprile 1702, al podestà di Pianezza Giuseppe Oiaberge dichiarava 
di consegnare se stesso, Francesca, sua moglie, Maria, Anna, Battista, suoi 
figliuoli, maggiori d'anni 5, Cattarina, lattante; duebovi, trevache(3). 

Contemporaneamente presenta vansi coloro i quali, diciotto anni prima, 
avevano tenuto Maria al sacro l'onte e l'avevano battezzata, l'oste Gia- 
como Gnglielmada, di Fobello in Valsesia, (aterina Ciancila o Geneta, 
e il vice-curato don Bernardo Etegis. Compariva, pure, Valentino Urico, 
futuro marito di lei. con tutta la sua famiglia; e insieme con la sua leg- 
gevansi le consegne dell'arciprete (die ne avrebbe benedetta l'unione, e 
dei testimoni al matrimonio, il signor Lodovico Antonio Kivaira e Do- 
menico Lodovico Martini. 

Sono tutte persone agiate e, talvolta, anche distinte per il luogo e 
il tempo; e eoi loro insieme dimostrano sempre meglio come l'ambiente, 
nel quale viveva Maria Ohiaberge, prima del suo matrimonio, e quello, 
in cui visse dipoi, erano tutt'altro che bassi e miserabili. Anzi, senza 
timore di esagerazione, può affermarsi che. acconciandosi a sposare, 
l's febbraio 17<»">, Valentino Bricco, rimasto vedovo della prima moglie 
Muria < ) 1 i li, — che comparisce nella consegna, — con numerosa prole. 



(1 V. Archili, i ili sialo in Torini,, s, : . ili. Camerale: [nvontario generale, art. 
il- tT'J : .1//' ili visita pei danni delle guerre, lettera /'•• 1694: Visita della mot/"' Comunità 
ili Pianezza falla dal m .' ■ HV sign.' Oio. Batta. Ivoealta commisuro special.'' deputato 

dall'ili. sig. Intendente et Reffeyendaro Groppello delli 'Ianni musali ila' Francesi ci ìli, 

inani in detto Inoi/lio nell'anno lii'.i:;. 

(2) Cfr. doc. III. 

(3) TI. Archici,! ili Slot,, in l'orimi. Sezione III. Camerale: Imeni, gen. art. a 170: 
Alti <ìi risita ili tempesta per l,, ••'inumili ili Pianezza, 1730, settembre 9: ■■ indicanti li 
■ untili. Giuseppe Chiaberge Cu Gio. Batta et Mirini Antonio Milano lìi Gio. Antonio 
<, ;nnlii ilei presente luogo ►. 11 Chiaberge, illetterato, firma con una croce. 

t Giglio Tos, op. "'.. p. 58. 
i:; 



INO — 



ella , non solamente rendeva un segnalato servizio alla nuova fami- 
glia della quale si disponeva a prender cura, ma taceva, per proprio 
conto, un 1 > non matrimonio. Valentino poteva intatti essere considerato 
come uno dei più ricchi partiti di Pianezza; e la sua dichiarazione ne 
la fede. Valentino Urico consegna se stesso, Maria, sua moglie, Mar 
« gherita, sua figliuola, maggiore d'anni cinque, Antonio, Gioanni, minori 
d'anni cinque, Francesco Bianco, servitore, Angelica L'ama, sua serva ; 
due bovi, quattro vache, due vitelli lattanti, un animale per suo uso 
di rubiti 10 (1); e, naturalmente, le terre in conseguenza. 

La tavola precipita, dunque, anche da questo lato; e solo rimane 
['appellativo di Bricassa (2), col (piale vuoisi l'osse soprannominata. Non 
nego che, posteriormente all'evento, al (piale ella «leve la sua celebrità, 
le sia stato appioppato quel peggiorativo, riè posso indicarne le ragioni; 
ma mi pare inverisiinile che lo si attribuisse già ad una giovane sposa 
di 21 in 22 anni. 

Dell'alto di lei ardimentoso non abbiamo traccia, se non nella leg- 
genda, che l'orse, negli anni della sua maturità, ella stessa assecondò. 
Certo, tutta la sua persona, alla quale si sono limitate le nostre indagini. 
è rimasta finora avvolta nel mistero. 

Il velo, che la ricopriva, si squarcia ora lentamente senza insegnarci 
qualche altro tratto, che attenni la sua fama di donna intrepida. Anche 
per essa può dirsi che l'atto di valore compiutone rischiarò per un giorno 
la figura, per relegarla poi nell'oidio; dal (piale la trasse l'animo pietoso 
e grato del popolo. La leggenda, imbastita intorno al suo capo, fu. come 
r dimostrato, esagerata in tutto quel che concerne la sua persona; ed e 
anche questa una caratteristica speciale di tutte le leggende popolali. 
Modificano le fattezze e la condizione degli eroi: le abbassano, anzi, di 
livello, allineile maggiore sia il divario fra il loro stato e la sublimità 
dell'atto compiuto: e con questo voluto contrasto riescono a rendere più 
sensibili la grandezza d'animo dell'eroe e il benefizio ricevutone. Lara- 
mente accettano che una persona giovane, ricca e bella compia un atto 
eroico: la Chiaberge Bricco fu sempre dipinta vecchia, povera e forse 
brutta, e, per sopraggiunta, denominatala Bricassa, uè più uè meno della 
lavandaia nizzarda Caterina Segurana. appellata la Maufaeiassa, e «li tante 
altre eroine ! 



Tutto ciò, del resto, non deve recare maraviglia, poiché infinite altre 

leggende sin frammezzano al racconto degli avvenimenti del 17(1(1. Basti 
citare quella, volgarmente accettata, secondo la (piale sul colle di Su- 
perba Vittorio Amedeo II formulasse il voto di innalzarvi alla Vergine 
un tempio che ricordasse solennemente la divina protezione per inter- 
cessione di Lei ottenuta. Le ultime ricerche hanno sfatato tale leggenda. 



(1) Doc. III. 
L') ( llGLIO Ti iS, "/». 'il., p, .">s. 

I I 



— 181 



che non regge all'esame dei ratti; <• dimostrato come in quei frangenti 
il Duca, se pur l'ebbe in mente, tacesse l'augurio. Soltanto circa un anno 
dopo In vittoria, il 1" luglio I7n7, probabilmente sotto l'influenza del 
hcaio Valfrè, formulò e bandì il voto di solennizzare la festa della Na- 
tività della Vergine, tenervi cappella alla santa messa di dettogiorno 
s settembre nella metropolitana di San Giovanni e d'assistere nel me- 
demo giorno alla processione generale con la solennità già pratticata 

nella festa della ss" 1 ' A nnoneiat ione » ■ perchè a' 7 del passato set- 
tembre, vigilia della sua gloriosa Natività, piaque al Signore, per l'in- 
tercessione d'Essa, di liberare con sì manifesto favore la nostra città 
capitale dal più terribile et ostinato assedio, che siasi torsi veduto da 
gran tempo avanti, e. per conseguente, i nostri Stati dall'imminente loro 

rovina, con dare all'armi ile* l'rencipi nostri confederati e nostre mi 

felice e glorioso successo, sopra ogni nostra aspettatone • ti). 

Questo semplice e modesto voto, col tempo, in altri si tramutò; 
sinché, ottenuta la Corona regia, Vittorio Amedeo volle avere il suo San 
Dionigi, che in sé riassumesse tutti i voti precedenti; e, qual pietra 
migliare della storia d'Italia, lo inalzò sull'aprico colle di Superga come 

vedetta di fronte allo shocco della valle di Susa, che ad Ognuno facesse 
manifesta l'eterna verità: a ninno esser lecito calpestare impunemente il 
suolo di questo forte e fedelissimo Piemonte. 



Certo, la leggenda è più India, più artistica, più drammatica della 
storia; ma ne è anco meno vera! Eppure, accanto a questa lasciamola 
sussistere con tutte le sue esagerazioni, con tutti i suoi errori, ma altresì 
con tutta la sua poesia! È necessaria al popolo; è necessaria alla vita 
delle nazioni ; e come tale è sacra ! 

Sia lecito, peiò, alla storia e all'erudizione di sceverarvi il vero dal- 
l'esagerato, indagarne l'intimo sentimento, per scoprire se non vi si na- 
sconda, non vi si compendi tutta una moltitudine di eroismi, scono- 
sciuti e trascurati, tutto un mondo di sofferenze e di sacrifizi, de' «inali, 
per varie circostanze, non sia giunta sino a noi memoria! Già accen- 
nammo altrove a quella Giulia Russinata della Venaria Reale, giudicata 
degna di un sussidio ducale per i patimenti sofferti, anche prima del- 
l'assedio di Torino (2). Esempi come il suo, ve ne saranno stati migliaia; 
eroismi sul campo ili battaglia, ve ne saranno stati infiniti! 

Benedetta, dunque, quella leggenda che, sotto altro aspetto, tutti 
li contempli, a tutti riverente s'inchini, come crediamo felinamente di 
scorgere india grande memoria del Micca e in quella minore della Ghia- 
bergre Bricco! 



I O.. floc. IV. 
t^' Vedi il min: Censimento di Torino alla vigilia dell'assedio, p. '■'•. noto 3. 



j:. 



— 182 



DOCUMENTO I. 

R. Archivio di Siatii im Toiìino, Sezione IH, Camerale 
(Inventario gen., art. 531, in. 1, lettera A). 

Consegna ili Ile boclie Immane e bestiami delle sei communità del Manin sul» 
d' Indorilo separale dalla Valle clic sono: Cacciorna, Selve, Stigliano, 
Tarii/liaui), S. Giuseppe, CaUahiana. 1701. 
Sagliano. 
Testimoniali di consegna. 
« L'anno del Big-noie corrente mille sete cento ano et alli quindeci «lei 
iiirsc (li febraro in Andorno, cantone di Sagliano, et al principio «Iella decena 
prima di «letto cantone e casa «li Martino fu Giovanni Morsone «love, in virtù 

dell'ordine <• manifesto publicato, sotto 1' lasciato, dall' ili. un» ni. Cavag' 

dio. Maria Sarraceni giudice e delegato, si sono transfert! detto S' Giudice con 
ine sègreteró sottoscritto, accompagnato da m 1 Pietro Mondo console e Gio. 
Rolando consigliere, come nominati dal Consiglio della Oommunità dei pre- 
sente luogo e cantone «li Sagliano ad effetto d'assister alla consegna già ordi- 
nata e comandata di tutti li capi di casa, boehe Immane et de' bestiami, come 
vien espresso nell'ordine generale 'di S. A. E. delli cinque luglio deiranno 
scorso 1700 e manifesto ingiontionale d'ordine nostro, lasciato sotto li 24 del 
corrente, debitamente esequito"e publicato, alla «inai consegna si «■ proceduto 
per li capi «li casa et altre persone «li «alluna «Ielle case «li «letto cantone nelle 
quali successivamente si sono portati esso s' Giudice con li sotto nominati 
assistenti; quali particolari e persone consegnanti hanno prestato il Inoro giu- 
ramento nelle mani «li detto ili 1 "" s' Giudice, toccate per essi le scritture l'uno 
doppo l'altro, casa per casa ritrovati, «li fedelmente consegnare tutte le boche, 
con le specificationi della quantità de' sali e di tutte le altre conditioni por- 
tate nel medemo ordine, a «aduno «li essi respetti vamente spiegato, come qui 
apresso si vede, essendosi parimente fatto a eaduno l'interrogatorio portato dai 
capo quinto «lei sudetto ordine, con essersi anche presa la cognitione della 
qualità e quantità delli hosti, con essersi a' medenii dato un giusto carriga- 
miMito di sale a proportione del Inoro negotio dichiarandosi che in detto luogo 
non vi sono panatari, né altri cabarettieri a risalva degli infiaconscgnati. non 
facendosi ne tampocco alcun mercato, ne Aera, sendosi proceduto e per tutto, 
come infra segue: 











Q D A X T I T A 




nomi: e cognome 


BOCCHK 


Bovine 


Lanute 
i caprine 


Porcini 


« Isti 








3 

2 


— 


— 


— 




Giuseppe Antonio Mozone 
Giovanna ved" Mozone . 


ipo 


tare 


— 


.1 * 


7 


— 


— 


— 


— 



n; 



— 183 



mi \ N T I T A 



SOME E IXMiNOME 



I '.!■<< ir Rovini 



Riporto 
Gio. Pietro Mozone fu Martino . 

(;ìo. Pietro Galliaro 

Giuseppe Peynello 

lac > Peynello < 'erva .... 

Gio. Pietro Regge 

Lorenzo Argenterò 

( lattarina Peynello 

Giovanni Peynello 

Mai-timi Regge fin Fabiano . . ■ 

in. Pietro Gaietta 

Margarita ved" Peynello .... 

Maria ved" Cantono 

Gio. Pietro Cantono 

Carlo Regge 

Martino Regge t'n Gio 

Giuseppe Regge 

Cat tarimi ved 1 Regge 

Bartolomeo Regge 

Anna Maria ved* Boggio . . . 

Gio. Battista Gaietta 

Pietro Regge, hoste 

in. Gio. Batta l'iato 

in. .Martino l'iato 

ni. Carlo Antonio Populo . . . 

Bartolomeo Cantono 

Giacomo Caletta 

Giovanni Gaietta 

Pietro Caletta 

ni. ( riovanni < ìomel < laicità 

Lodovico Gibello 

Lorenzo Ramascho Merlino . 
Giovanni Ramascho Merlino 
laeomo Ramascho Merlino . . . 

.1 riportare 

17 



1 li, 



Lam ii 
e cnjii'inc 



Pom im Osti 



4 

1 


— 


1 


— 


44 


— 


— 


— 


4(i 




— 


- 


11 


— 


— 


33 


221 


1 ' 


1 



184 



NOME E COGNOME 



Hi porto 
Lorenzo Bianche . . . 
Andrea Biancbo .... 
Pietro Bianclio .... 

Maria Zavallo 

Giovanni Peynello Zamplin 
Anna Maria ved a Lava . 
Benedetto Lava .... 
Maria Mantellero . . . 
[acomo Mantellero . . . 
Lodovica ve<] ;i Bagnasaco 
sig. Giovanni Pietro Bagnasac 
racomo Antonio Serpentiero 
Giovanni Battista Serpentiero 
[annuario Argenterò ... 
Giovanni Battista Argenterò 
Giovanni Argenterò . . . 

[acomo Bobino 

Antonia ved a Pollino . . . 
Michel Eicanton Robin . . 
Giovanni Battista Bagnasaco 
Nicolao Serpentiero . . . . 
s. Tomaso Francesco Populo 
s. Pabritio Zerbino. . . 
Stefano Capellaro .... 
Bartolomeo Bagnasacco . 
Gio. Maria Barbisio . . . 
Lucia ved a Pasqua! Lambrin 
Maria figlia In Ubertìn Lambì 

Gio. Rolando 

Giacomo Rolando . . . 
m. Gio. .Maria Velia . . 
Qtrilico Forgnone . . '. 
Anna ved" Ceppo . . . 



.1 riportan 



U A N T I T A 



Bocche 



146 



Boa im 



33 



Lanute 
e caprine 



221 



no 



TI) 



72 1 



Porcini 



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'•' 1 



- 185 



QUA N [ITA 



NOMI-; E COGNOME 



Riporto 

Cattarina ved" Ceppo . 

«iin. Maria Cossa 

ni. Giacomo < leppo . 

Giacomo Ceppo ... 

Lucia ved 1 Picchia . 

Lorenzo Velia. ... 

Giovanni Velia ... 

Giacomo Busett »... 

Maria ved" Moscha . 

Guglielmo Bagnasaco . 

Pietro I'i-nikTìo . . . 

Elisabei Bagnasaco. . 

Maria ved" Perraro . . 

Giovanni < ìapellaro . . 

Giovanni Battista Bagnasaco 

Giacomo Ramascho Zachetto 

Giovanni Botta 

Giovanni Angelo Molla 

Laura ved" Smantellerò . . 

Antonio Biancho .... 

Giuseppe (Iros 

Giovanni Gros 

Maria ved" Gros 

Giacomo Oapellaro .... 

Giovanni Battista Mantellero 

Giovanni Battista Vernerò . 

Anna Maria l'ore Buschino. 

« Francesco fu Giovanni Batti 
« Busetto consegnila se stesso 
«Cattarina sua moglie, Ann 
« Maria, Giovanna et Gio. Bai 
« tista soi figliuoli maggiori, X 
« colao Giacinto minore » 



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7.-. 856 H> 7. 



1.9 



24 Mise - 11- 



— 186 



NOME E COGNOME 



Riporto 
Anna ved. Musetto .... 
Giovanni Antoni., Busetto . 
•Alaria vaV di Ubertino Gros 
Giovanni Battista Gros . • 

Andrea Ceppo 

Maria Peynello 

« Giovanni Battista Vi -una hoste 
« consegnna se stesso, Giovanna, 
« sua moglie, Antonio et Anna 
« Maria soi figlinoli maggiori . 
« vache una, manza (una), un 
« mezzo animale, sale per salar 
« li formaggi livre quattro e 
<• mezza, sale oltre il proprio uso 
« per servitio dell'hostaria livre 

« quindici » 

Lorenzo Vignna .... 
Giovanni fu Iàcomo Mantellero 

Maria Bertòlone 

Giacomo Antonio Gros 

Lorenzo Za vallo 

s. Giovanni Capellaro .... 
A ventura ved Vignna 

Bartolomeo Gros 

Maria ved" Caneparo .... 
Martino Busetto fu Giovanni 

s. Martino Busetto 

s. Giovanni Busetto .... 
Caterina ved 1 Capellaro . . . 
s. Cesare Busetto ..... 

Gio. Francesco Busetto . . 
s. Stefano Ramascho .... 
Giacomo Manfredo . . . 



QUA NT ITA 



Bocche 



434 

1 



5 

7 
:ì 

5 
11» 



.1 riportare 



Bovine 



540 



93 



Lanute 
e caprine 



Porcini Osti 



7r> 856 

1 
L 



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45 
60 



insti 



in 



Il ' 



— 187 — 



numi: i. cognome 



Riporto 

Amia .Maria vcil. Kainaselio . . 
Maria L'amaseli.. 

Stefano tu Gio, L'amaseli.. . . • 
Margherita ved° Fagnano. . ■ • 
Ci... Battista Capellaro .... 
( 'aldina veci" Capellaro .... 

Stefano Peynello 

Carlo Gros 

Stefano Pasqnal Laminili . . . 

Giovanni Gros 

Domenica veci 8 Gros 

Maria Gros 

Giacomo Buglietto 

Giacomo Ramaseli.. Fagnano . . 

Stefano fu Carlo L'amaseli.. Fagnano 

Bartolomeo Borgnetta 

Maria voi 1 Kamasclm 

Giovanni Antonio Bertolone Bu- 
setto 

Anna vcl Bertolone Bnsetto . ■ 

s. Cesare Lainaselio 

Loren/.u Borgnetta 

• Giovanni Giacomo Micini eonse- 
« gnna se stesso, Lucia sua moglie, 
« Pietro, Maria, fratello esorella 
" maggiori, Anna, ma&regnna; va- 
« che min, mi vitello lattante, sale 
« rie. Uvre cinque; ET detto Pie- 
ci I'Kii MURATORE IN PIEMONTE. 

.< Giovanni Maria Ceppo conse- 

« mina se stesso . .Maria . sua 
<• figlinola maggiore, Giovanni, 

• Lorenzo. Maria Cattarina soi 

.1 riportare 

L'I 





Ql \ \ 1 1 1 \ 




BOCCHK 


Bovini 


I.\M 11 

e caprine 


I'..i:, ini 


O- il 


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1 


93 


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11' , 


2 


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— 


— 







28 

2 UH 1 



102 1292 



- 188 — 



QUANTITÀ 



NOME E COGNOME 



Riporto 
« nipoti maggiori, vache mia, un 
« mezzo animale, sale etc. livre 

« quattro » 

s. Grio. Domenico Aquadro . . . 

Lorenzo Cerutto 

Giacomo Madalotto 

Pietro Ramascho 

Maria Caterina ved a Ramascho 

Lorenzo Ramascho 

Lucia ved !l Borgnetta 

Anna ved" Borgnetta 

« FrancescoPavanello consegnila se 
«stesso, Giovanni et Lorenzo, 
« soi figliuoli maggiori; pecore 
« trenta, lattanti dieci; et detto 
« Giovanni muratore in Pie- 
« monte; sale per dette pecore 

« livre venti cinque » 

Caterina Ramascho 

Bartolomeo Ramascho 

Giuseppe Roncho 

Lorenzo Ramascho 

Nicolao Giridotto 

Giovanni Antonio Giridotto . 
Anna ved" Giridotto .... 

Lorenzo Caneparo 

Caterina ved' Borgna Barat. . 
Alberto Ramascho Taragna . . 
Caterina ved a Taragna . . • 

Giovanni Rey Velia 

Giovanni Battista Taragna . . 
Giovanni Maria Rey Nella . . 
Battista Ramascho Volpone. . 



629 



Bovine Lani ." Porcini Osti 

e c:ijiri]i«- 



102 



12113 



lo 



40 



.1 riportavi 



6 


1 


— 


— 


— 


1 


— 


— 


— 


— 


5 


1 


— 


— 


— 


4 


— 


1 


— 


— 


4 


— 


34 




— 


8 


— 


61 




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4 


2 


1 


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5 


1 


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1 


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4 


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19 


- 


— 


7: Hi 


121 


1.V.I7 


L9 V, 


2 



— 189 - 



NOMI'. E COGNOME 



Q l \ NT I T A 



BÓCCHI 



Bovini 



I. IVI II 

e capi un 



Pow im 



Osti 



Riporto 736 



li'l 1597 L9< 



Caterina Ramascho Volpone 
Maria Caterina Ramascho Taràgna 

Blisabel ved" Zorio 

Lucia ved* Zorii 

.Marta veti' Giacomo Zorio . . . 

Bartolomeo Pasquale 

Bartolomeo Ramascho Taragna 

Bartolo! i Grossa 

Marta ved' Pietro Zorio . . . . 

Vincenzo ( ! russa 

('aterina ved" Porgnone . . . . 
Giacomo Antonio Porgnone . . . 

Tomaso Forgnone 

Antonio Porgnone 

(Giacomo Forinone 

Paletti Gio. tu Antonio Pasqua] 

Tosco 

Giovanni Pasquale 

Anna ved" Pasqua! Toscli . . . 
Giacomo Pasqua! Cucilo . . . . 
Giovanni Battista Pasqua! Cucho 

Pietro Pasqua] Cucho 

Anna Pasqual 

Giovanni Battista Foro-none . . 

Giovanni Molinaio 

Giovanna Maria ved" Pasqua! 

Mollilo 

Hlisabct ved" Pasqual 

Giovanni Vigliano 

Antonio Pasqua! 

Giovanni Pasqual Tognetto. . . 
Giacomo Pasqual Tognetto . 
Stefano Pasqua! Mondo .... 

.1 riportare 



3 

i 
6 
io 
1 
4 

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4 

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(I — 

213 1827 



1 
1 



— 190 — 



NOME E COGNOME 



Uiftorto 
Caterina ved" Pasqua! Mondo . . 
Pietro Pasqua! Mondo . . . • 
Caterina ved" Pasqual Catolin. . 
Pietro Pasqnal Ravizet .... 
Giacomo Pasqnal Toscho . . . 

Giovanni Dorda 

Maria ved" Pasqual Bert . . . 
Marta ved' Pasqual Cuclio . . . 
Giovanni Antonio Pasqnal Bonin 
Giovanni Francesco Ponteri . . 
Maria ved" Pasqual Catolin. . . 
Caterina e Maria Pasqual Bonin 

« miserabili » 

« Anna ved" fu Guglielmo Pasqual 
« Bonin consegnna se stessa Maria 
« Cattarina, Giov. Batt., Giacomo 
« Antonio soi figlioli maggiori » 

Maria ved" Pasqual Tognetto . . 

Giacomo Bartolin 

Carlo Bartolin 

Antonio Bartolin 

Pietro Bertolin 

Anna ved" Pietto 

Lucia ved a Pasqual Baniton . 

Maria Catoietto 

Lucia ved" Zorio 

Carlo Zorio 

Caterina ved" Zorio 

in. Guglielmo Ferraio hoste . 

Domenica ved" Ferraro . . • 

Lucia ved" Ferraro 

Giacomo Ferraro 

Giulio Ferraro 



QUANTITÀ 



Bocchi-: 



885 
3 

7 
(I 
(i 
4 
4 
4 
2 

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1 



Bovine 



213 
1 

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3 
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Lanute 

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Porcini 



Osti 



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7* 



82 
32 



11 



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— 


2002 


i".» ' 



l'I 



- liti 



numi: e COGNOME 



Boi chi 



Riporto L005 



Bartolomeo Ferraio . . 
Lorenzo tu Giulio Ferraio 
( i i riseppe Etamascho 
Giovanni Ferraio . • • 
Giulio Perraro .' . . . 
Caterina ved* Porgnone . 
Antonio Piatto .... 
Giacomo Forgnone . . . 
Quilico Forgnone . . . 
Maria ved' Porgnone . . 
Giacomo Porgnone 
Maria ved* Masaletto . . 
Battista Piatto .... 
Giacomo Antonio Piatto . 
Lorenzo Ferraio .... 

Giovannina ved° Masaletto 
Caterina Pasquale . . . 
Lodovico .Masaletto . . 
Lodovico Masaletto . . . 

('aterina ved' Pasquale . 
Giacomo Forgnone . . . 
Tomaso Forgnone 
Tomaso Forgnone tu Ange! 
Carlo Forgnone .... 
Quilico Forgnone . . . 
Antonio Pasquale . . . 
Giacomo Pasqua] Baniton 
Pietro Pasqua! .... 
Battista Pasqual. . . . 
Pietro Pasqua! • . . . 

Pietro Sella 

Antonio Pasqual. . . . 
Battista Pasqual d'Antonie 



Boa ink 



QU A NT] T A 

l'.il.-. INI ",,| 



I.WI II 

e capi ine 



L'oli 

I 



2002 



41 



42 



29 



56 



63 
65 



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A riportare 



4 


1 


— 


— 


9 

4 

11 


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33 


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2 


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1 


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2 


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83 


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3 


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— 


- 


- 


- 


1165 


297 


2846 


32' 



- L92 — 



NOME E COGNOME 



QUANTITÀ 



Bocche 



lì'iportd 
Battista Pasqua! fu Giovanni . . 

ni. Lorenzo tìella 

Nicolino Gros 

Giovanni Mantellero 

Giovanni Mantellero fu Battista . 

Pietro Antonio Valzo 

Pietro Perino 

Caterina ved? Mantellero .... 

Marta Mantellero 

Agnete ved a Cinta 

in. Giacomo Recanzon 

Antonio Recanzon 

Giacomo Eecanzone fu Martino . 

Martino Reeanzoue 

(aterina Ricanzon Murel. . . . 

Marta Recanzone 

Antonio Recanzon 

Giacomo Recanzon fu Giovanni . 
Bartolomea ved 11 Eecanzone . . . 
Domenica ved a Recanzone . . ■ 
Maria ved" Recanzon Corina . . 

Anna ved 11 Recanzon 

Maria ved' 1 Pietro Recanzon . . 

Antonio Recanzon 

Maria ved a Antonio Recanzone 
Caterina ved! Recanzon .... 

Giuseppe Recanzon 

Pietro Recanzon 

Maria ved" Michel Ricanzon . . 

m. Michel Recanzon 

Giovanni Battista Recanzon . . 

Lorenzo Greggio 

Pietro Greggio 

.1 ripofjMre 



1165 



Bovini', 



297 



4 

3 | 2 

A — 



Lanute 
e caprine 



Porcini 



Osti 



2846 32 '/, 
14 . — 



5 i 


3 


1 


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2 


1 


1 


— 


1 


1 


1 


— 


4 


3 


1 


— 


1 LIST 


349 


2905 


33 



- L93 — 



NOME E COGNOME 



Riporto 

Mai-la vii 1 Greggio 

< 'aldina veci, laminino Greggio . 

Giovanni Glia <'<>ihi 

Pietro Glia 

Battista Capellaro 

( 'aterina \ vii ' Eusebio * rreggio 

( liovanni < 'oda 

Anna \ <il Polla 

Caterina veci" Polla 



QUAN T IT A 



Boi i ih Bovine 



i- caprine 






1287 -il'.» 

: : 



Somm \i;m 1318 



354 



j jo:. 



Si ilicliiara che delle persone maggiori d'anni cinque, ascendenti a mille 
novanta cinque si trovono cinquanta ano fornasari e settanta due muratori 
quali sogliono annualmente andar a travagliar in Piemonte di sua professione, 

cioè li fornasari per sei in sete mesi dell'alino et li muratori per nove mesi in 
raduno anno •>. 



•■ Si dichiara che tutti li pecorari e margari suono suoliti andar Inori finaggio 
con sue vaehe e pecore per ehi. pie mesi dell'anno; che perciò si e regolatoli 

sale per le pecore e vache e formaggi elle si fabricano del late di esse solo 
a propoli ione del tempo che sogliono star nel frnaggio ». 



.. E sueeesivameiite. procedutosi al ricavo di tutte le persone e bestiami 
che si trovono descritti sopra li qiiinternett i delle taglie e libri de' eotisi 
presentati in d" ordinato, ad esclusioni' del gioatico «die non si pratlica in 
(piesto .Marchesato per non esservi bovi ne vache da tira; e vedendosi che 
da inedeini non si raccoglie maggior numero di boche che da quanto resulta 
dal ristretto fallo dalli reparti de sali come sopra presentati, anzi essere di 
gran longa inferiore il numero ricavato da quinternet t i et eotisi sudetti del 
resultante da! sudetto ricavo de' reparti sudetti si e perciò Stimato per avanzo 
di fatica inutile farne risultare la minuta confrontatone con dette consegne 
coIona per coIona, ma bensì solo descriversi tutte le famiglie estinte e disini- 
bitale recavale da detto confronto, quali detto sig. Sindico pei adempiere alla 
disposinone del capo settimo di detto ordine, precedente suo giuramento pre- 
slato in mani di detto ili sig. Giudice ha consegnato come infra: 

Primo famiglia estinta delli furono Giovanni e Bartholomeo (lliia, d'anni 
cinque in «pia. 
27 , 

25 Mise II. 



194 



Altre delli Gio. Batta, Orio. Antonio, Gio. Baldesare, Giacomo, Barto- 
lomeo e Michele tutti Recanzoni, clic sono anni dieci, otto, dodeci e quator- 
deci e più anni. 

Altra del fu Gio. Pietro Rolando estinta, che sono sci e più anni. 

Altra di Bernardo Grosso estinta, che sono otto e più anni. 

Altra dishabitata di Gio. Plechia andato ad habitar in Livorno, che sono 
quatro anni. 

Altra dishabitata ili Gio. Pietro Rolando, che habita in Vercelli d'anni sei 
in i(na. 

Altra ili Slittano Ceppo, che inibita in Mantova, che sono dodeci anni. 

Altra di Gio. Bonino, che habita in Canavese, che sono anni due. 

Altra di Guglielmo Bagnasacco habita in Torino, che sono anni tre. 

Altra di Pietro Gibello, che habita in Biella, che sono anni venti. 

Altra di Barthoh •<> Regge, che Inibita in Miagliano, che sono anni 

dodeci. 

Altra di Stellano Cantaro, che habita in Migliano che sono anni tre. 

Altra estinta degli bercili ilei tu Gio. Batta Regge, che sono anni sei. 

Altra del fu Pietro Millano Berfcoglio, estinta che sono anni nove. 

Altra dishabitata di Lorenzo fu Clio. Maria l'eretto, che habita a Chivasso 
che sono anni cinque. 

Altra di Giacomo Pasqual, che habita a Villafaletto. (die sono anni nove. 

Altra di Gio. Ramasco Volpone, (die Inibita in Vercelli (die sono anni 
cinque. 

Alda cstinla del fu Lorenzo Volpone, (die sono anni sei. 

Altra estinta del fu Gio. Zorio, (die sono anni tre. 

Altra estinta del fu Gerardo Canaparo, (die sono anni otto. 

Altra estinta del fu Giacomo Ramasco, (die sono anni sette. 

Altra estinta del fu Pietro l'.ertolone, che sono anni otto. 

Altra dishabitata di Bertolomeo Mirini, che Inibita in Coronati) che sono 
(timi venti. 

Altra dishabitata di Pietro Ramasco Mariotto, (die habita in Savoia che 
sono anni dieci. 

Altre estinte delli furono particolari Lorenzo Umetta, Battista Canaparo, 
Antonio Bertolone, Giacomo Argenterò, Giovanni Capellaro, Rolando Mantelero, 
che saranno anni respctt i vamente dieta, quatro, tre. otto e sci in qua. 

Inoltre deito Sindico ha dichiarato che attesa la pocca quantità delli ani- 
mali porchini (die si amazzano in questo luogo (piali ordinariamente sogliono 
vendersi iter li particolari a sublocatori di ( 'aceiorna e elle non vi e altro 
sublocatore dal detto di Cacciorna; non poter perciò presentare alcuni libri 
della consegna d'essi tanto piii che ne tainpoceo questi si pratticano in Cac- 
ciorna, perchè essi animali vengono accomprati e distribuiti all'ingrosso a 
particolari da stessi sublocatoli. E questa serve pia- il disposto del capo ottavo 
di detto ordine. 

In quanto al capo nono, resta sufficientemente spiegato dalla sovra l'atta 
dichiarai ione de' margari e pecorari. 

Per adempimento anche del disposto del capo decimo, si dichiara che in 
questo Marchesato non si fa alcuna l'era; el in quanto al mercato non l'assi (die 
semplicemente in Cacciorna ogni lunedì. 

28 



— 19S 



De' quali butte dichiarationi e consegna sudetta detto sig. Sindico a nome 

<li tutta la 0( inita chiede concederseli testi niali della diligenza loro per 

quanto per sua parte restammo serviti alla mente del sudetto ordine el si è 
sottoscritto come il s. Segretario d'essa. Dato ecc. 

[Manualmente) Il cavag" Sabeacent, giudice e delegato, Giovan Rolando, 
assistente, ;i nome anche «li Pieteo Mondo, sindico absentc, Giov. Pietro 
Bagnasacco, segretaro della Comunità dì Sagliano. 
V llletto, segr. 



— l!Mi - 



D( >oum ento il 



R. A.RCH1V10 di Stato in Torino, Sezione IV: Guerra e Minimi. 
(Ruolini ili rivistadel Corpo di artigl., reg. n t : 1705-1706). 



Spiegazioni : 

Stato: 27 settembre 1705, preso all'Arsenale in Tori 
i:< :vista : udì 29 ottobre 1705, ove sopra 
» adì 28 novembre 17115, ove sopra 

dì 29 dicembre 1705, ove sopra 
» dì 30 gennaio 1700. ove sopra 

detta ove sopra, li L'7 febbraio 170(1 



(indicato) con riga 



n. 1 

•• 2 

.» 3 

■ 4 



(Elenco n. 1). 
Compagnia minatori rifatta. 



Indirà?, marginali della 
presenza i> di'11'assenza 
ul momento delle ri- 



Nome e Cognome 



Patbia 



Soi'R.VXMiMK 



al campo 
presente 



f ani. '" — 

al campii 
al campo 

al campo 

licenziato li 24 giugno 
1705 per esser inlia 
bile a] servitio del 
signor l'unir della 
Mainai ila. 

( longedo nelle forine. 

al campo 
al campo 



capitano sig 1 Bussolino. 
luogotenente sig 1 Potier. 
sar gente . . . 
sargente . . . 

caporale Lorenzo Giannazz 
Giuseppe Mosca . 
Giacomo Arduino . 
Prospero < ioconat . 
Estiene Cugio fu Pierre 
Antonio Decorte . 
Claudio Bossi .... 



( l-iacomo Martelli 
Pietro Cicero . 
Giorgio Leve 



della valle d'Andorno 



di Chambéry 
di Mommilliano 

di S 1 Pierre in Savoia 



Giana : uà 
la Speranza 

. I ni iti uà 

1(1 Houli 

Sa usimeli 
Ih Carli 
In Marcili 



della sin d'Andorno' 8' Michel 
della valle d'Andorno ("in ro 

» » /(/ .IlìllllSSII 



(Pi ;ioè : al quartiere ammalato 



ili della 
. i> (k'Il'asscnzn 
ni momento dolio ri- 
viitte. 



Nhiik e Cognome 



Patri \ 



Sope innome 



.il campi 

a Cuneo 

al campi 



all'bosp.S. Giov. 

al campo 

Dato fugito dal cu 
poi-ale. li 23 luglio 
1 f05, già absente 
dn due unsi. 



flato por t'udito ii 
Clii\ assodai signoi 
Capitano, li 2-J ili 
giugno 1705. 



licenziato, Ii24giugn< 
1705, con congedi 
ilei sig. Conte dell» 
Margarita nelle 
forme per ha v e 1 
sei \ ito il 1 em pi 
fisso. 



Giovarmi Biglia . . 
Giuseppe ' 'icero . 
Pietro Piatto . . • 
Gio. Batta Biglia . . 
Pietro Macinila . . 
dio. Batta Magnano . 
(lin. Peraldo 
dio. Batta Romano . 
Tomaso Boggio 
Gio. Fiandrino . 
Antonio Arduino . 



Bartolomeo lincili 
Gio. Batta Gianassa 
Gio. Batta Boggio 



ilclla valle d'Andorno 



dailn Gaia 

Benedetto Prato .... 

dio. Beggia fu Bartolomeo, 
a' •"> giugno 1705 <" 

Antonio Alara t'n Guglielmo, 
evaso il' Ivrea''-', a' 7 detto 

Gerolamo Magnili l'n Michele, 

evaso il* Ivrea .... 

Bartolomeo Corbaciera tu 
Gioanui, evaso d'Ivrea . 



Jacque Michau tts il' An- 
toine, evaso d' Ivrea, a' 
11 giugno 1705 . . . 

dio. Batta Cicero fu Ber- 
nardo, evaso d'Ivrea, a" 
U (letto 



ili Mommi llia 11 
ili S 1 Pierre 



della valle d'Andorno 



8 -\llln, 

l'ili III, 
.1 minili 

In randeuì 

Magnano 
In Verdura 

L'uni 11 11 11 

■ lllxill ili 

VA llegrezza 

In l'nl uni 



In Montagna 

■lolil/lll III 

Boggio 

Bellevitte 
n< Angel 

S' -Inni, già In 
Fmi 11 un 

In L'osil 
S ! li iiiniii 

Gorbaeii ra 



l 'kampagne 



In l'Uni 



1 Qui e sotto, questa 'lata indica il giorno dell'assento. 

2) ('u.c. evaso dalla prigionia ilei Francesi, la data, clic segue, e sempre quella dell'i 
iumi dell'evasione. 



— 198 — 



[ndioaz. marginali della 
presenza o dell'assenza 
al momento della ri- 
vivi;!. 


Nomi; e Cognome 


Fatima 


Soprannome 


- 


Giacomo Cicero di Ber- 
nardo, evaso d'Ivrea . . 


della valle d'Andorno 


Ih l'iuixrr 




Francesco Giuseppe Favre 
fu Gio., evaso d'Ivrea 


ili Sainoye in Fins 
signy 


hi Fonti! ini' 


— 


Bernardo d' Arli di Gio- 
vanni, evaso d'Ivrea . . 


di Monnnilliano 


In Liberti 


— 


Guillaume Pain di Loviggi, 
evaso d'Ivrea, a' 15 detto 


» » 


l'ai a 




Gio. Matteo Rosassa d'Eu- 
sebio, evaso d'Ivrea, a' 
25 giugno 1 Tur» .... 


della valle d'Audorno 


In Violetto 


— 


Giacomo Romano di Tomaso 


di Romano («te) nella 
valle d'Andorno 


Urlìi 


— 


Antonio Velia del fu Lo- 
renzo. (Tanni 23 . . . 


di Andorno 


,v Antoine 


— 


Pietro Bianco f. di Pietro, 
d'anni 21 




s> Pierre 


— 


Pietro Coda fu Gio. Batta, 


* 


Hirii ri' il il 




Giovanni Fontana fu Si- 
mone, di anni 29, adì 
26 giugno 17(15 .... 


» 


in y;itrssn 




Giacomo Mosca ili Antonio. 


di Mosca (sic) valle 
d'Andorno 


Mosca 




Xicolao Murier fu Giacomo, 
anni 28, adì 23 luglio 
1705 


di Turino 


in (1 rumili it 




Gio. Batta Magnano fu Gio. 
Batta, anni 24, adi 28 
luglio lTi»."> 


della valle d'Andorno 


litui ri ii 




Pietro M icha del in (■in- 
coino, d'anni 25 . . . 


(l'Amlonio 


I':iss;i|M'it ni 




Antonio Vigna del fu Ba- 
tista, di anni 21 . . . 


» 


in Margarita 




Pietro Machiotta del tu Pie- 
tro, d'anni 29 .... 


della valle d'Andorno 


Machiotta 




Lorenzo Porvilla di Michel 

Antonio, d'anni 30 . . 


di Givoletto 


Givolet 




Francesco Itone i. Domi' 
nico. anni 21 .... 


di S. Gio. della Porta 
in Savoia a luogo 
di s. Gio. 


S. Jean 



— lit'.t - 

I Elenco n. 2). 
Rollo de' minadori. 



In.li.-a/. imugiiiali 


della 






■ :.. dell'atttsonza 
ni un. incuto delle ri- 
viste. 


Numi; E < «OGNOME 




Tor. ani. (') 


3 


monsù Bozzolàio, capitano. 




prig. ; . ; 




Mioiisn Puotiè, luogotenente. 




coni. Moni.' ; .M 


■ MI. 1) 


sargente Giacomo Piatto . 


ile 


L'. 3 




sargente Lorenzo Zanaza, 
caporale, fatto sargente 
li 24 agosto 1T(>."> . . . 

primo caporale Pietro Ant. 
Mazzochetto In Lorenzo, 
evasod'Ivrea 




prig. 




(iio. Maria Mazoclictto . . 




prig. 




('■io. Uatta Puotiè .... 




N izza 




Francesco Favro .... 




Ni/za 




Giuseppe Vallon .... 




Nizza 




Francesco Favro .... 




Cliivas 




caporale Antonio .Mara . 








fatto caporale li L'I agO- 
sto L705 


ilei 


Moni. 








Chivas 




(Iio. Battista Cicero . 




ilosp. 8. ( 


io. 






1' ani. 




caporale Giacomo Arduino, 
fatto caporale li 'IX ago- 
sto 1705 




Moni. 




( rio. Pietro < icero . . 




campo 




Prospero ( 'osione. fugito a 

< Ihivasso, li 




campo 




Francesco (iinseppe Favro 




M 




Francesco Favro .... 




2 




Stefano Gusone .... 




campo 




Gerolamo Magnino , morto 
li 29 luglio 1705 . . . 





Patria 



Soprannome 



della valle d'Andorno 



savoyardo 



valle d'Andorno 



savovanli 



Piatto 



Già li n: .a 

Mazzochetto 

Mazoehetto 

Puotiè 

La For 

Valimi 
I irli unir 

In Rossa 
Peraldo 

In I-lui 
la Speranza 

.1 rduino 
lalligna 

In limiti 

In Finitila 

Furio 

S. Siisi 

S. di limi mi' 



1 Cioè : ii Turili", ammalato. 
'L'i Cioè : prigioniere. 

(3) Cioè: comandato a Momellian o Momilliano. 

(4) Cioè: a Momellian, come, sotto, a Nìzga, a Ohivasso, ecc. 



33 



[ndicaz. marginali della 








pri lenza <> dell'assenza 
al momento delle ri- 


Nome e Cognome 


Patria 


Soprannome 


viste. 








Chivas 


Berd° D'Arglie 

Guglialme Pain «li Luiggi, 
morto a Chivasso li 27 lu- 


savoyardo 


la Liberto 






ili Momellian 


l'ui a 


2 


Antonio Decuotè .... 


savoyardo 


Decuotè 


< Ihivas 


Giacomo Misone .... 


» 


Siampagna 


Moni. 




» 


Geviglie 


4° ;un. 


Giacomo Martello .... 


«Iella valle d'Andorno 


8. Michele 


2 


Pietro Cicero 


» » 


C'urru 


2 


Giacomo Cicero .... 


» » 


la l'unsi 


ab. 


Giorgio Leve 


» » 


in Giunesa 


•> 


Gio. Matteo Rossazza . . 


» » 


la V ioidi a 


hosp. ani. 


Gio. Biglia 


» » 


Santamor 


Chivas 


rietro Piatto 


» » 


Piatto 



Chivas 



hosp. ani. 

( 'lineo 
ab. 



Chivas 



< ihivas 
Chiv ie 
Chivas 



Giuseppe Cicero, morto al 
4'' «li S 1 ' Croce in Torino, 
li 21 agosto 1705 . . . 

Pietro Masiotta, morto a 
Chivasso, li 26 luglio L705 

Sajgentc Batta Biglia, fatto 
sargente, li 24 agosto 1705 

Gio. Batta Magnano . . . 

Gio. Leve, licentiato li 8 ago- 
sto 1705, rimesso Pistesso 
giorno 

Antonio Arduino, fugito li 
23 luglio 1705 . . . . 

Batta Romano 

Thomaso Begia, morto li 
8 agosto 1705 .... 

Gio. Boggia fu Bartholo- 

meo, morto li 23 luglio a 
Chivasso 

Bartolomeo Begia. . . . 

Gio. Batta Zanaza . . . 

Carlo Gaya 

Gio. Fiandrino 

Benedetto Piatto .... 

Giacomo Romano .... 

Antonio Velia .... 



» » Siiii/iiiiinii 

» » In Grandeur 

» » A /ninnili 

» » Magnano 

» » In Verdura 

» » In l'alma 

» » Romano 

» » <ì institi ii 

la Futi nini . già 

d'Andorno 8. Jean 

della valle d'Andorno la Muntagna 
» » QioUcur 

lUli filli' 

l'Alegreza 

Santitni/ti 
Utiir 

d'Andorno Saniantonio 



:;i 



■_'IH — 



Indica; marginali della 
presenzi! i> dell'assenza 
a >nto delle ri- 



Nomi: i; COGNOME 




Soprannome 



Pietro Biancho .... d'Andorno 8. Fiere 

Pietro < 'linda >• Ili e un mi 

Gio. Fontana, licentiato li 
2 settembre L705 per esser 
ritornato il caporale Maz- 
zochetto, evaso «li [vrea, 
e restava sovranuraexario •■ '" ' itesa 

Giacomo Moseha Iella valle d'Andorno ìloscha 

Nicola Muriè, a' 23 luglio 
17115 di Torino la Granata 

('■in. 1 latta Magnano, a' 28 lu- 
glio 17(15 della valle d'Andorno Bonvim 

Pici io Micha, a' 38 lu- 
glio 1705 d'Indorilo Pasapartut 

Antonio Vigna . . . • » '" Margarita 

Pietro Maciotta .... della valle d'Andorno Maciotta 

Lorenzo Forvilla di Gio. 
Antonio • 'li Givoletto Givoletto 

Francesco Bone, a' >1 <1" . savoyardo 8. Jan 

Gio. Antonio (Inaila fu Pie- 
tro, anni 22 , «li Valdeogo Valdengo 

Glodo Gamme lis de Josepp, 
evaso «li Ivrea, a' 8 ago- 
sto 1705 de Termely vicino Mom- 

mellian Montmelian 

Antonio Gradetto fu <!i«>. 
Pietro, anni 21 . . . . della valle d'Ande rno la Grandeur 

Pietro Peraldo fu Antonio, 
a luogo della Ferdura,ìi- 
centiato li 8 <1" agosto, 'a 

23 agosto 17(15 .' . . . » » GiusiMM 

Giuseppe Arduino fu Gio., 
a luogo «T altro 8' Amali 
morto d° giorno . . . di Pian valle d'Andorno 8 C Aman 



( Elenco n. ;>). 
Compagnia minatori - 1705. 



1, 2, .'!, 4, 5 capitano sig. Box. /.oli no. 

1, '_'. .">, 1, ò luogotenente ni. Pottier, 
'a 30 dicembre 17(15 . . 

4, 5 sargente Giacomo Piai fu 

Gio., giunto daMomelliano 



35 



26 Mise. - II. 



della vai d'Andorno 



Piai 



— L'I IL' — 



Indicaz. marginali della 
presenza *> dell'assenza 
ni momento delle ri- 
viste. 


Nome e Cognome 


Patria 


Soprannome 


1. L\ colli. 4, 5 
1. 2, 3, 4. 5 


sargente Lorenzo Gianassa 
f. SteflfaiK 

sargente Gio. Batta Biglia 
fu Pietro, campagna, a' 
1" settembre 1705 . . . 


«Iella valle d'Andorno 


Gianassa 
A ndorno 



coni. : coni. Nizza : 
còni. Nizza; Nizza: 
4, Ò 

coni. 1, L'. :ì. 4, ò 

coni. I. 2, .!. 4. ò 

coni. 1. 2, •>. 4. ò 

4' ani.: 1. 2; 4' ani., 
4. Ò 

coni. 1; coni. Nizza 

coni. 1, l\ :ì. 4, 5 

coni. 1,2,3,4,5 
coni. 1. l\ .'!, 4, 5 
coni. 1 

coni. ; coni. Nizza: 

Niza; coni. Niza: 

4, ò 

coni. 1, 2, .;. 4, 5 

4' coni. 1,2, ab. 1,5 

coni. 1, l\ 3, 4. ò 

coni. 1,2,3,4,5 

coni. 1. 2, 3, 4, 5 

coni. 1, L. .'>. 1. ."i 

coni. 1,2,3,4,5 

coni. 1, 2, •'!. 1. .". 

e 1. L\ .'.. I. :< 



caporale Pietro Antonio 
Massoclietto 1'. Lorenzo, 
evaso d'Ivrea .... 

caporale Antonio Aliala fu 
Guglielmo 

caporale Giacomo Arduino 
Iti Gio 



Gio. Batta Cicero di Ber- 
nardo 

Giuseppe Francesco Favre 
di Giuseppe 

Gio. Batta Gianazza fu Pie- 
tro, fugito dal erottone, 
li L'ti novembre 1 705 . . 

Sebastiano Gonet fu Tlieo- 
doro 



d'Andorno 

della valle d'Arnioni 



de < 'liaiiiovs cu Savovc 



della vai d'Anilorn 



della valle d'Andorno 



di Tornere cu Sayoye 

Stellano Casone fu Pietro . di S* Pierre eli Sa voye 

Bernardo Darglie di Gio. . d'Alby en Savoye 

Giacomo Micone d'Antonio. 

morto li 18 novembre 1 70Ò di S 1 Pierre en Savi >\ e 

Gio. Matteo Rosazza d'Eu- 
sebio 

Gio. Leve f. Gio. . . . 

Pietro Piatto fu Gerardo . 

Gio. Billia fu Carlo . . . 

Giacomo Cicero fu Pietro . 

Gio. Batta Magnano fu Giu- 
seppe 

< Ho. Batta Romano di < al- 
l' Antonio 



"Andorno 



Bart liolonieo Beggio di 
Pietro ....... 

Benedetto Piatto fu Cristo- 
l'ano 

Gio. Fiandrino fu Carlo 



•Ila valle d'Andorni 



Massochetto 

la Rosa 

.1 rduino 

In Fleur 

la Foritene 

Giolicceur 

Munii lliiut 
Sansocy 

In Liberti 

< 'ampagne 

In Violetta 

la Giunessa 
Piai 

S' A unir 
In Pansét 

Mnii a a n 

Romano 

la Montagne 

S> A ni /il 
l'Allegrezza 



3(i 



[ndioax. marginali della 
presenza o dell'assenza 



HI. I. 



COMI. I. 
(•Hill 

ab. 

COlll. 1. 



ì, I 



2, ;;. i. 5 

l. -li 
; 4. :> 

2, 3, I: 



I' ani. 



l'Olii. 


. 2, 


.;. 1,5 


coni. 


1. 2 


.;. l.ò 


coni. 


1. 2 


:;. i. 5 


colli. 


1.1' 


3, 1,5 


coni. 


1. 2 


.;. 1,5 


coni. 


L, 2, 


3, 1,5 


coni. 


1. 2, 


3,4,5 


coni. 


1. 2, 


3, 4 


coni. 


1. 2 


3, 4. ò 


coni. 


l.i' 


.'!. 1,5 


coni. 


l.i' 


■A. 4 



!• ani.: 1,2,3,4 



un. l.i'. 



coni. 1. 2. 3, 4. ò 



ih. 1' ani. 



Nomi: i. < lOGNOME 



I' \ i i.i \ 



Soprannomi; 



Ciac Martello In Bat- 
tista, riformato li lo fé- 
braro itihì. \" congedo 
in forma 

Pietro Cicero fu Martino . 

Pietro Micini tu Giacomo 
Battista Magnali fa Batta . 

Carlo Cava In l'.art liolomco 

Ciò. Ant. Cuiilctto t'n Piel ro 

Ciacomo Romandi Tomaso 

Antonio Velia ili Lorenzo . 

Pietro Perniilo fu Antonio . 

Giacomo Mosca d'Antonio . 

Francesco Bovero fu Doni. 

Pietro Bianco ili Pietro, ri- 
formato nelle torme li l'I 
febraro 1700. v congedo 

Nicolao Mnrie fu Ciò. . 

Pietro Coda fu Battista 

Antonio Yi^na fu Battista, 
riformato li lo febraro 
1700, v" congedo nelle 
l'orme 

Antonio Decotte tu Claudio, 
riformato li lo febraro 
L706 , v" congedo nelle 
torme 

Pietro Massiotta fu Pietro. 
riformato li 1"' febraro 
1700. v congedo nelle 
forine 

Ciò. Antonio Cimila fa Pie- 
tro Antonio 

Ciò. Fontana fu Simone, li- 

centiato li ... ottobre 1705 

a' 28 luglio 1705 
Lorenzo Forvilla di (Ho. 
Antonio, licentiato nelle 
torme li .'il ottobre 1705 
per essere inhabile al ser- 
vitili, v" congedo signor 
Conte della Margarina . 



della valle d'Andorno 
» » 

di Saliano 

della valle d'Andorno 



di Salliano 
della valle d'Andorno 

de S> Jean enSavoye 

di Salliano 
di Torino 

di Salliano 



de s 1 Pierreen Savoyi 

d'Andorno 
di Valdengo 

ili Calaliiano 

di Givoletto 



S' Michel 

Cicero 

Passarci (ut 

Un uri a 

Jlilln rifili 

la Grandeur 
Bellair 

8' A a l<> a io 
Qelsomin 

MOSCI! 

8' Jean 
8' Pierre 

In li ir umili 
lini mi ii 



la Margarita 
Decotte 

Mnssiolhi 

Valdengo 

In \' il Irsuti 

Givoletto 



204 



[ndicaz. marginali della 
presenza o dell'assenza 
al momento delle iì- 



Nome e Cognome 



l'ATKIA 



Soprannome 



1his|>. am. : tlOSp. 
S. Giov. ; hosp. : 

4" am. ; 4' ani. : 
4' ani. 

coni. ; 1,1.', •'!. I. 5 
1 , 2, ... 4 



comi ; 1.2. '■>. 4, 5 
coni. ; 1. 2, .'!. 1. 5 



1. 2,3,4, 5 

l.l'. .'!. 4. 5 

1,2,3,4,5 
2, 3, 4 

2, .".. 4 

2, 3, 4. 5 
2, 3, L, 5 



(Ho. Perniilo In Giacomo, 
riformato per essere pusi- 
laninio gli 1 1 settembre 
17(15. congedo si»-, ('onte 
della Margaritta, nelle 
l'orine della valle d'Ahdorm 

Giuseppe Mosca d'Antonio. 

invalido » » 



Giuseppe Arduino f. An- 
tonio 



di Gerpina in Fiandre 
della valle d'Andorno 

d'Anilorno 



a' 12 settembre L705 
Nicolao Boviero i'u Leo- 
nardo, riformato li 15 fe- 
braro IToii. v" congedo 
nelle forme 

a' 2 sett. L705 
Gio. Bnzzetto In Carlo. . 

Ludovico Molinari fu Pietro, 
riformato li 15 feltraio 
1706, v" congedo nelle 
forme 

a' 28 il" 
Gio. Lorenzo Goteio fu Gin- 
seppe » 

a' 29 sett. 1705 
Pietro Gianassa fu (ìio. 

Pietro della valle d'Andorno 

a' 5 ottobre 1705 
Jacque Sauvage fu Robert olandese 

a' 31 ottobre 1705 
(riodo Buffat fn Pietro, anni 
25, riformato li 15 febraro 

1706, v" congedo nelle della rilavane vicino a 
forme Mbmmilliano 

a' 9 novembre 1705 
( lioanni Fontana fu Simone, 
anni 21, riformato li 15 fe- 
braro 1700, v" congedo 
nelle t'orine 

Guglielmino L'ama seo l'n 
Gio. Batta, anni 2S, rifor- 
mato li 15 febraro 1700. 
a' 22 novembre 1705 . 

Gio. Antonio Galeazzo fu 
Felice, anni 24 .... 



A iidorin 



di l'onderanni 



In Verdura 
la Speranza 

iS" .1 man 

Qerpina 
Vwnealè 

Ardy 

Saneartier 

In Verdura 
S' Jacque 

In ('lui ni in 
Sun Itrijit 

In Tormenta 
In Riviera 



— 206 — 



marginali della 
presenza " dell'aaMcnza 
al uiomei Ielle ri- 



Numi: e Cognome 



I' \ I IMA 



Si > i • i : \ n ni > \i i: 



a' 30 dicembre I70."> 
I. •"> Pietro Antonio Peraldo Cu 

Gio. Maria, gionto da Mo- 

incllialio 

I. ■< Ciò. Pietro Cicero In Gio. 
Batta, gionto da Moniel- 
liano 

I. •". Francois Favre fti Giov. 

gionto ila Moinelliano 

1. ~> Ciò. Cianzin fa Antonio. 

giolito ila .Moinrlliano 

a' 1 1 genaro 1 Tot; 
4. :. ciò. Bàtta (Manchette P. 
di Marc' Antonio, di anni 
22, novo 

4 Pietro Btissétto fu Carlo, 

d'anni 20, novo; riformato 
li 15 febraro ITtiti. v" con- 
gedo in forma .... 

a' i"> genaro L706 
l. •"> Bernardo Rossazza di Bu- 

si-liio, anni 24 .... 

I. ò Francesco la Toni tu Chri- 

stoffaro, gionto da Nizza 

l. 5 Francesco Giuseppe De- 
vallon fu .leali, gionto ila 
Nizza ; 

1, ~> < 'all'Antonio Zeanzino fu 
Giov. Batta, gionto da 
Nizza 

a' 2 febraro ITik; 
(rio. Baila Beggia t'n Bar- 
tolomeo, riformato li 15 
febraro 17(it'.. v" congedo 

nelle t'orine 

a' (i febraro ITIMI 
Cioanni Martinasso fu Ciò., 
anni L'I 



della vai d'Andorno l'eraldo 

» >> III \ ni ini 

li Chainoy <-ii Fausigny l'uri < 

della valle d'Andorno Andorno 



di Moncalieii 

d'Andorno 

della valle d'Andorno 
di Fatisi gni 

di Chiamue cu Fausigui 

d'Andorno 



Mi, unii, 

Bussetto 

hi Rovina 
la Tour 

V a Ih ni 

/■'ni uni in 



.Iella valle d'Andorno '" Docew 



In Houli 



39 



- 206 — 



DOCUMENTO III. 



R. Archivio di Stato in ToeinO: Sezione III. Camerale, Invont. Generale, n° 531: 

Consegne di bocche umane per il sale, dal 1 560 al 20 maggio 1716. 

«In esequtitione dell'ordine generale di 8. A. E. delli 20 maggio 1700, 
instruttione delli cinque luglio detto anno, et secondo l'esempio, o sij formula 
delli 12 marzo hor scorso, transmessaci dall'ili" 10 sig r conte, presidente e gene- 
rale delle finanze Gropelli. si è proceduto per noi infrascritto Podestà et Secre- 
tare della Comunità di Pianezza, con assistenza delli noi), m 1 ' (Ho. Pietro 
Balbo, m' dio. Giacomo Soffieto, consindici, e ni 1 ' Gio. Battista Ohenis, consi- 
gliere di detta Comunità, alla consegna ostiation, si nel presente luogo, che sud 
territorio di tutte le boche umane e bestiami con la delation del giuramento a 
tutti li particolari capi di casa, detti Consindici et Consigliere per tal fatto 
dalla medesima Comunità per atto publico deputati, et in tutto e pei tutto, 
come in detti ordine, instruttione e formula ci è stato prescritto; alla qual 
consegna si è dato principio li diece nove e terminata per tutto il giorno 
d'hoggi ventidue aprile 1702, come infra si vede»: 



NOME E COGNOME 



QUANTITÀ 



"Bocche 
umane 



Bestie 
Il O A' 1 N E 



Hosti 
panatali 
Porcini rivenditori 

e 
cabarè tieri 



Odone Giacomo Antonio .... 
Finello sig. Giuseppe ...... 

Morello Giacomo 

Maystre Secondo 

Maystre ved" Maria 

Savarino Gabriel 

Ayraudo Pietro 

Boeris Giacomo 

Fineta Francesco 

Goria sig. Biagio 

( ì-oria Francesco 

Ihi riportare 



ls 



- 207 - 



Q TANTI T A 



COGNOME 



Ripm to 

Sasseto Giuseppe 

Sasscin ( tesare 

Mincio Bartolomeo ...... 

Bollea ved" Paola 

Martinengo Pasquale 

Qadrino Bernardino 

Vereellino Pancrazio 

Vieto Pietro 

Colombato Gio. T aso .... 

Genova <!io. Battista 

Cagliotto Pietro 

Carrera Big. Pietro Antonio . . . 
Bianca sig™ vred" Margherita . . 
Borivengo Urbano hoste .... 

Bergallo .Martino 

Triberto Antonio 

Venisia Gioanni 

Miola Gio. Antonio 

Brunato Lorenzo 

Gioberti Giuseppe 

l'ascio Pietro ili Paolo . . . . 

Campi a Michele. jKiiiiituro . . . 

Ostelino Lorenzo, hoste . . . . 

Tattera ved" Maddalena . . . . 

•■ Giacomo Guglielmada hoste con- 
« Segna se stesso. Caterina sua 

« glie, Pietro Antonio, Angela 

.< Maria suoi titolinoli maggiori 
« (Panni cinque. Battista minore 
■ d'anni cinque, Anna Margbe- 
« rita lattante, due vaclie. un 
« animale per uso ili sua casa 
.. di rullili otto circa, oltre il prò- 
■• prio uso, per servitili dell' no- 
ci stcria » 

Barrerà Gio. Bartolomeo . . . . 
Da riportare 

41 



lini i III. Bl -I II 

UMANE HO V IN) 



i :,s 



18 



«.1 


— 


6 


1 


3 


1 


1 


— 


4 


6 





1 



19 



Hosti 
panatili i 

I i\ , inlll.ii i 

■ 

cabaret!) ri 



208 - 



Q [JAN T I T A 



NOME E COGNOME 



Riporto 

Rivayra slg. il. Antonio . . . . 

Rivayra stg. (iioanni 

Olivero (iio. Francesco . . . . 

('Inolerò Bartolomeo 

Giaéheta \ t-il ■ Angelica . . . . 

Carea Am'ideo 

Toscano Gioanni 

l'olone Giacomo 

Rivayra Gio. Domenico . . . . 

Carrara Michele- Antonio '. . . . 

Lombardo (iioanni 

« sìg. Domenico-Salomone-consegna 
«se stesso, s'-' Anna Delibera 
«sua moglie, Carlo Gioseppe, 
« Laura Maria maggiori «li anni 
«cinque, Marta Cecilia minore, 
« s ra Lama sua madie, s" d. Giu- 
« seppe .Maria suo fratello, sig. 
« d. Bernardo Regis vice curato. 
«(Iioanni Pietro Savarino ser- 
« vitore, (iioanna Rubina serva, 
« quatro vache » 

Mangiaudà ved a (Iioanna . . . 

( divero Pietro Giacomo .... 

Gilio Stefano 

Pelino Pancrazio 

Merlo Lorenzo 

Maynero Giorgio 

Ayre (iioanni 

Bugnone Gio. Pallista . . . . 

Genoa Antonio 

Soffieto Gioanni 

Pelino Ubertino 

l'aisa Stellano 

Farsa Pietro 

Milieto Antonio 

Iht riportare 



l!o( CHE 



158 



Bestie 



IO 


4 


4 


- 


•> 


— 


4 


- 


3 


1 


7 


3 


7 


4 


•> 


:3 



Porcini 



Hosti 

panatavi 
rivenditori 

e 
cabaret» 1 1 



li 


— 


— 




2 


— 




— 


l'Ili» 


83 


7 


5 



IL' 



L'Oli — 



NOME E COGNOME 



Riporto 269 



QU \ \ T I T A 



Mineto Agostino 

i;i\ ayra < rio. ( riacomo 

Parato Ciò. Francesco 

Oiaberge Antonio 

Duclos sig. Luiggi 

Belleto Michele 

Bolli a Giacomo 

Agnello Giuseppe 

Bosco Francesco 

Merlo Giorgio 

Barrerà Gaspar 

GenetO Michele 

'l'altera Tomaso 

Bergato < rio. Vii torio 

Soffieto Giuseppe 

(ialino Gioanni 

Bertone Vincenzo 

( ihiaboto Giuseppe 

•< sig. Ludovico Bivayra consegua 
« se stesso, S™ Anna Catarina sua 
•• madre, s™ Giuliana sua moglie, 
« Giusepe nipote magiore d'anni 5, 
■ Margarita Lucia sua serva, una 
« vaca •> 

Delfino Ignazio 

Delfino Agostino e Stefano fratelli 

Moritio Gioanni Pietro . 

Soffieto (iio. Giacomo 

< 'aglioto Francesco 

Pasero Pietro 

( ialveto (ìio. Battista 

Borione Mai-tino 

Savarino Andrea 

Bivayra sig. Domenico . . . . 



Da riportine 



i; il. 

i MANI 



Bestie 

r. \ ini. 



Boati 
panatavi 
1 1 \ enditoi i 

e 
cnbnrctieri 



83 
3 



' 


- 


— 


— 


1 


1 


1 




5 


1 






li 


2 


- 


— 






— 


— 


3 
3 
4 




- 


- 


1 


- 


— 


i 
4 
5 


1 


— 


— 


1 


— 


— 


3 


1 


- 


— 


394 


L18 


8 


5 



Ci 



210 — 



QU \ N T I T À 



NOME E ('(m;N(i\ii 



Riporto 

l'odia ved" Anna 

Perga Oldrado 

Bollea Giuseppe 

Bollea ved 1 Domenica 

Valentino lirico consegna se 
« stesso. Malia sua moglie, Mar- 
« garita sua figliuola maggiore 
« d'anni cinque, Antonio, Gioanni 
« minori di anni 5, Francesco 
« Bianco servitore, Angelica L'ama 
■■ sua serva, due bovi, quattro 
■ \ ailii-, due vitelli latlanl i. un 
■■ animale persilo uso di rubbi IO» 

Nbvalese Gio. Battista . . . . 

Mauritio Gioanni 

Boero Giuseppe 

Busseto Gio. Domenico . . . . 

Bertelo Lorenzo 

.Motti Tomaso 

Milana ved ' Anna Margarita . . 

Miola Bernardino 

< )riglia Carlo Antonio 

Amprino Guglielinino 

Dosio Pietro 

Gilio Pietro Michele 

(iilio Gioanni 

Barrerà Giuseppe 

Barrerà Francesco 

Colombino sig. Gabriel . 
Miola (iio. Domenico 

< 'henis Ciò. Cali ista 

Clienis Francesco Antonio . . . 
Enrico Giuseppe 

< 'liiesa Giacomo Antonio .... 
Villata ved 1 ' Anna Caterina . . . 

Da riportare 



Bocche Bestie 

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Porcini ri vendi tori 

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NOME E COGNOME 



Riporto 

Gadrino Michele 

Tabonis Battista 

Francesi Caterina e Bernardina, 
sorelle 

Ferrerò (Gabriel 

•■ Vedova < ìatarina Geneta consegna 

se stessa, Lugrel ia sua figliuola, 

Antonio Gadrino suo genero, 

« Giacomo . Anna Maria . Bai - 

i ista, suoi figliuoli maggiori di 

« Mimi cinque, Vittoria minore 

« <l' mini cinque, due vache, un 

• animale per suo uso ili rabbi 8 >> 

Boleto Stefano 

( Moni' Gio. 1 (omenico 

Dosio Paolo 

Gbioto Gio. Bernardino .... 

Ciliioio Antonio 

Bollea Michele 

Pegolota sig" ved" Caterina . . 

Bertolero < rioanni 

Cbenis Gioanni 

Rosseto Gio. Tomaso 

Bosco Carlo Gioanni 

BOSCO Striano Antonio .... 

Bosco Antonino 

Lomela Michele Antonio .... 

Moritio Stefano • 

« sig. Ludovico Martini consegna se 

«stesso, s 1 ' Gioanna Benedetta 

•• sua moglie, Gio. Domenico suo 

« figliuolo minore d' anni 5, Anna 

Margarita lattante, una vaca » 

Brahero Giuseppe 

De Michelis Pietro 

Tattero Francesco 

Da riportare 

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— 212 



NOME E COGNOME 



QUANTI T À 



Tattero Giuseppe . , 
Novalese in Agostino . 
Droeto Francesco . . 
Magneta ved" Caterina 
Morino Battista . . . 
Venisia Bartolomeo. 
Ripa Secondo .... 
Giacone Francesco . 
Odone Pancrazio 
Peyneto Marco . . . 
Peyneto Gioanni . . 
Ferrerò Gio. Battista . 
Basco Ludovico, hoste 
Balbo Gio. Pietro . . 
Balbo Paolo .... 
Bollea Gio. Bernardo . 
Vieta sig" Gioanna Marg 
Cassulo Gio. Domenico 
Pellegrino sig. Giuseppe 
Baserà Antonio . . . 
Milleto Lorenzo . 
Gandiglio Gioanni . . 
Bergato Gio. Filippo . 
Missuleto Giuseppe . 
Micheleto Gio. Domenici 
Ferrera ved° < 'aterina . 
Capellina Ludovica . . 
Boleto Bernardino . . 
Santiale Matteo . . . 
Merleto Domenico 
Merleto Sebastiano . . 
Merleto Pietro . . . 



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QU A \ Il T A 



Numi; i: Ci IGNOME 



Riporto 

Branero Bernardino 

Brnnero Lazaro 

Brunero Battista 

Bernardi Bartoloi i 

Sasseto Gio. Michele C l 

Maino Bernardo 3 

Coenda Giuseppe t 

Volpe Giuseppe Maria .... 5 

< 'ara Anioni" •• — 

.Merlo Antonio 

Filippa Bernardo - 

Bonello Gioanni •' 

Gaino Gio. Luigi ' 

Malvasa ved* Margarita .... -1 

Bernardi ved" Gioanna Francesca . 3 1 

Pillione Giuseppe - 1 

Vercellino Gio. Battista .... 2 — 

Gilio Paolo 3 .'! 

Colombino Gio. Domenico ... -1 

Colombino Gio. Filippo .... -1 

Coenda Giuseppe . ' - ' 

Sasseto Gio. Martino - 

Lequio sii;, don Antonio .... -1 

Bertolero Gio. Stefano .... 3 2 

Pellissier Claudio 7 — 

I'.ollia (rio. Battista 4 1 

Rivayra Giuseppe 8 (i 

Barello Domenico 1 '•' 

Bertoloto Pietro . -1 -A 

Coenda Antonio .'i 2 

Zupo Lorenzo •"> 7 

Ayraiido Gioanni . r > -4 

Da riportare 863 313 

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— 214 — 



Q U A N T I T À 



NOME I'. COGNOME 



Riporto 

Fascino .Matteo ........ 

Darmello Carlo 

Braliero Gio. Pietro 

Chiaberge ved° Anna Caterina 

Antinello (rio. Battista . . . . 

« Giuseppe Ciaberge consegna se 
« stesso. Francesca sua moglie, 
« Maria, Anna. Battista suoi ti- 
« gliuoli maggiori (l'anni ò. Ca- 
« ferina lattante, due bovi, tre 
« vache » 

Oandelone Sebastiano 

Gurlino Bartolomeo 

Seva Paolo 

Dosio Gio: Malia 

Feria Pietro Antonio ....'. 

I.'ielieto Pietro 

Richeto Filiberto 

A\ nardo Gioanni 

Boria Gio. Battista 

Ferrerò Antonio 

licitolo (Ho. Tomaso 

Perderò Francesco 

( iiordanino Gioanni 

Perga Gio. Battista 

l'erga Antonio 

Oberto Pietro 

( 'anale (Ho. Pallista 

( 'ialaiuberto ( iiaeouio Antonio . 

Merlo Giacomo 

Giolito Giuseppe 

Totali . . 



Bocche 

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pagatori 

rivenditori 

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976 


424 


17 



(manualmente) Cossaxi, podestà. 



16 



— L'i:. — 



•< Alla (piai consegna noi sudetto, ei infrascritto Podestà habbiamo proce 
dato con intervento, el assistenza delli prenominati m 1 iim. Pietro Balbo el 
in G-io. Giacomo Soffieto, consindici, el m 1 <iii>. Battista Chenis, consigliere della 

Comunità del presente luogo, a' quali habbia spedito copia autentica della 

medesima, come pure quella publicata il giorno d'iioggi, ci fatta affiger per 
Stellano Castagno messo giurato al solito albo pretorio nell'uscir del popolo 
dalli divini uftìcii. In cui fede, Pianezza li venti tre aprile mille settecento due ». 



[manualmente] Cossali, 'podestà. 



-'Ili 



DOCUMENTO IV. 

R. Aite ii ìv io di Stato di Torino: Sezione III. 
Interi/iasioni del Senato, Reg. 40, a. 175-376 

« Patenti di S. A. B., per quali la medema, per sé, stia, sci Famiglia e 

Stati di d" Beai Altezza, fa voto di solennisare lo festa della Nati- 
vità della Vergine Santissima, tener co pilla il nudano (/ionio, e far 
solenne processione, come nel (/ionio della Sani'"" Anuneiata 

VITTORIO AMEDEO II 

PEE GRATIA DI Dio DUCA 1)1 SAVOIA, PBENCIPB 1)1 PIEMONTE, 

Re di Cinto, etc. 

Essendo i Prencipi per quel debito essenziale clic nasce dalla sovranità 
data loro da Dio strettamente tenuti d'honorarlo e farlo bonomie coll'essatta 
osservanza delle sue santissime leggi ed havendo essi di più contratta nel loro 
battesimo et adossatasi unitamente col governo de' popoli una speciale et indi- 
spensabile obbligatione di sostenere la S ta Chiesa e prottegerla con riscottere 
una puntuale obbedienza alle ordinationi di sì pia e buona madre, per quella 
preminenza di grado clic tengono ne' loro stati fra tutti i figliuoli d'essa per 
essere dilfeiisori insieme e membri principali del suo mistico corpo; Noi, per- 
tanto, spinti da un liuniilc e grato riconoscimento della benignissima protet- 
tione di Dio, la cui continua e mirabile assistenza habbiamo sensibilmente spe- 
rimentata fin dal principio del nostro governo, ma in modo più particolare in 
tutt'il corso della presente guerra, stimiamo essere nostro dovere il risvegliare 
et accendere il nostro zelo, impiegando etiandio la nostra autorità e vigilanza 
allineile i popoli a noi soggetti siano sempre più fedeli, più attenti, e più essatti 
nell'adempimento di quanto Dio e la Chiesa loro prescrive. E perchè siamo 
fermamente persuasi che la beatissima Vergine è quel pretioso e sacro (anale, 
onde in ogni tempo ci sono derivate grafie tanto sensibili del Cielo sopra la 
nostra Casa e sopra i nostri Popoli, come chiaramente si vede nella longa spe- 
rienza d'otto secoli, ne' quali quella gran Madre e .Signora ha dato a' regnanti 
et a' sudditi tante segnalate prove del suo materno patrocinio cosi nelle con- 
tingenze di guerra, com'in altri pericoli e disastri; perciò, noi seguendo quel- 
l'amore figliale e quella pia riconoscenza de' nostri antenati, che all' honore 
d'essa hanno fondate tante chiese di qua e di là da' monti, instituito il saccro 
Ordine della Sant ma Anuneiata, che essi medesimi portano con gran riverenza, 
dandolo a' suoi più illustri e virtuosi vassalli per contrasegno e ricompensa 
di meriti loro, e finalmente bau fatti e publicati diversi editti indrizati al man- 
tenimento del suo culto et alla celebratone delle sue feste come sono (pici del 
beat' Amedeo a' 17 giugno 1430, quel di Carl'Emanuel primo, mio bisavo, a' ti 
xmbre L601, quel di Cristina di Francia, mia avola, a' L'I marzo Hill, e, per 
ultimo, quello di Carl'Emanuele i" 1 . fu mio signore e padre, a' 28 giugno 1648; 
li quali tutti, oltre la devotione generale agli altri misteri di Nostra Signora. 

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— L'IT — 



lem profifessata una speciale veneratione a quelli delle Bua l acolata Ooneet- 

i i , i : 1 1 - ci Aiiimciniii'iic. considerando che, nel primo, tu esentata con singola- 
rissimo privileggio dalla commune infettione del genere huma e, nell'altro, 

in dichiarata vera Madre di l>ii> nostro Salvatore e redentore. 

[mmitando adonque si ciliari ci antichi essempi, primieramente noi rino 
riamo tutti questi editti nell'intera loro forma, tanto in quel che concerne le 
feste della Sania Madre Chiesa prescritte, quanto in quelche riguardala vene- 
rati. me ili Maria Vergine; e poi, consegnandoci di novo con tutta la nostra 
Fameglia e Posterità, e con tutti i nostri Siali a quella divina Madre. Dichia- 
riamo clic habbiamo Eatto e faciamo nn Voto speciale così per noi, come per 
delia nostra Fameglia <• per tutti i nostri Stali e Popoli, del consenso de' 
quali, com in generale, come in particolare, la loro ben conosciuta pietà non 
ce ne lascia alcun dubbio, di celebrar in perpetuo la festa di delia Immacolata 
Conceptione alli 8 di dicembre. E perchè a' 7 del passalo settembre, vigilia 
della sua gloriosa Natività, piaque al Signore, per l'intercessione d'essa, di 
liberare con si manifesto favore la nostra citta capitale dal più terribileei osti 
nato assedio, clic siasi torsi veduto da gran tempo avanti, e, per conseguente, 
i. nostri Siati dall'imminente loro rovina, con dare all'armi de' Prencipi nostri 
confederati e nostre un felice e glorioso successo, sopra ogni nostra aspetta- 
tone, perciò, noi, a perpetua memoria di quell'aventurosa giornata, vogliamo 
elfi nostri sudditi nella Cesia di detta Natività non solamente s'astengano dal- 
l'opere servili, clic nelle leste più solenni la Chiesa divietta, ma desideriamo, 
di più, che procurino di mostrare la loro pietà e riconoscenza colla prattica di 
quelle sante opere, che ben sanno essere le più accette a S. D. M. et al materno 
Cuori' di N. Sig ra ; il che faremo ancor noi, dal canto nostro con nostri Pren- 
cipi e Famiglia, i cavaglieri del detto nostro Ordine, e con tutta la nostra 
Corte. A questo line habbiamo deliberato di tener capella alla S" messa di 
detto -ionio s Imi. re nella nostra Metropolitana di S. Giovanni e d'assistere 
nel medemo giorno alla processione generale con la solennità .u'ià praticata 
nella testa della SS"" Annoneiacione. Desideriamo ancora ch'ai nostro essempio 
e, col consenso, pero, degl'ordinarij ecclesiastici, tutte l'altre città, borghi, 
terre e parroeliie del nostro Dominio, nell'istesso giorno, tacciano simili pro- 
cessioni, alle quali eominandiaiuo che intervenghino tutti li governatori, com- 
mandanti, magistrati et offitiali così di'giustitia come ili politica, affinchè 
conservandosi sempre una perpetua et universa] memoria d'un benefficio cotanto 
singolare e di tante altre gratie concedute così a noi come a' nostri stati per 
L'intercessione di Maria, ci conserviamo altresì una prottettione si desiderabile 
e si poderosa. E si come ci prommettiamo dall'affetto di tutti li arcivescovi, 
vescovi, abbati, prelati et altri superiori, cosi secolari, come regolari de' nostri 
Stati, in generale et in particolare, l'essemplar loro assistenza alla detta pro- 
cessione, così pure siamo persuasi clic, per quel di voto loro zelo e quella pietà 
singolare, ch'essi professano alla coninmnc nostra Madre Protettrice e Bene- 
fattrice, spingeranno et obbligaranno i popoli, alla cura loro pastorale commessi, 
a solennizare con gli atti d'ossequio più religioso le sue Sante teste, adope- 
randosi con ogni calore a propare (sic) et accrescere il culto, la riverenza, 
l'amore verso la Reina del Cielo e la confidenza nel suo sovrano e materno 
Patrocinio. 

Onlinia lilialmente, e strettissimamente commandiamo a' nostri Senato e 

Magistrati d'interinar, registrare e respettivamente far publicar ne' luoghi delle 
51 

28 Mi-c. - II. 



loro dipendenze il presente nostro Ordine, qua! ili proprio molo, piena possanza 
et autorità assoluta, liavuto sopra di ciò il parere del nostro Consiglio, vogliamo 
ch'abbia forza d'editto inviolabile e perpetuo; intimando a tutti li Governatori 
e Commandanti delle nostre Piazze et alli Officiali delle città, borghi e terre del 
nostro Dominio, che, sotto pena della nostra indignatione, per quanto loro appar- 
tiene debbano prestar mano, allineile sia inviolabilmente et essattamente osservato. 
Che tal è nostra mente. 

Torino, li 20 giugno 1707. 

Vittorio Amedeo. 

V" Bellegaede. 

li'" Commotto. 

Sigillate e sottoscritte De S 1 Thomas. 

Interinatione. 

Il Senato di S. A. R. in Torino sedente. 

Ad ogn'uno sia manifesto che, visto per noi e letto il sovrascritto Ordine 

di 8. A. K., dato in questa citta li 29 dell'Imi' scorsi se di giugno, di mano di 

d° R. A., (innato, debitamente spedito, sigillato e sottoscritto De S' Thomas; il 
pio e divoto contenuto d'esso ben considerato; et viste le conclusioni del 
Sig. consegliere di Stato, senatore et avvocato generale di d il lì. A. Riccardi, a 
cui è stato communicato; quello havenio ammesso, approvato et interinato e 

per le presenti a ettemo, approviamo et interiniamo in tutto e per tutto, secondo 

sua t'orma, mente e tenore, mandando sii da ognuno, cui spetti, inviolabil- 
mente osservato e con le presenti ne' registri nostri registrato. 

Per d" Ecc mo Senato 

Bianchetti. 
Dat. in Torino il primo luglio 1707. 



52 



E U GENI CASANOVA 



(ÌLI 



ARCHIVI CAMERALI 

DURANTE 

L'ASSEDIO DI TORINO 

(1705-1706) 



Fra i limili provvedimenti, <•<>' quali Vittorio Amedeo IT e i suoi 
ministri procurarono «li premunirsi contro i vari pericoli dell'assedio, 
non vanno scordati quelli che furono ispirati dal desiderio sia di togliere 
ni nemico la possibilità di far bottino, sia di sottrarre dalla distruzione 
i titoli, sui quali poggiavano i diritti dello Stato e dei cittadini. 

È noto come il Duca ordinasse, sin dal 24 maggio 1706, di vuotare 
dei suoi mollili ed effetti il Valentino, e, il 7 giugno, di togliere le ta- 
pezzerie e i quadri, anche dai soffitti, per riporti e custodirli al sicuro 
durante l'assedio ( 1 ). Xon è meu noto come insieme con mollili ed altre 
suppellettili t'ossero trasportate a Cuneo le principali scritture, apparte- 
nenti al Sovrano ('_'). 

Per oli archivi camerali, ne' quali conservavansi le carte più impor- 
tanti dell'amministrazione dello Stato e quelle che essenzialmente rego- 
lavano i rapporti del medesimo coi sudditi, la raccolta di ordinati della 
Et. Camera dei Conti, clic pubblichiamo, contribuisce a farne conoscere 
le vicende in quei momenti tumultuosi; e, in pari tempo, tramanda 
tino a noi il ricordo dell'ansietà, che turbava quegli uomini, e del modo. 

ih Manno A.: Eelazione e documenti sull'assedio ili Torino nel 1706. Appendice XIII, 
p. 572577. E in A'. Archivio ili Slitto in Torino, Sezione III: Camerale : Conti della Iòni 
Casa 1706-1707, art. 286, » i:'.ii: A.' 30 novembre ITih;. <mw pagate lire 150 ;i Piettantonio 
Pollone •■ per liaver disraontati, nel •< l'occasione dell'assedio ili Torino, e rimontati;, dopo 
■• la liberatione d'esso, trentasei quadri grandi delle camere ili ìuoro AA. RR. più pretiosi, 
« tu-ll'.-nmo 17(H> ». 

Lo stesso giorno si pagano pia ili 4<M> lire ;i Francesce Marchetto « tappi zziero ili 
« S. A. lì. par porti e riporti ili mobili in occasione dell'assedio ili questa eittà » il\i. 
§fl 100, 402). 

A' 15 dicembre 1708 (Ivi, art. 607, $ 30), si pagano lire 67,10 al medesimo per spesa ili 
cibaria ili lui e due ;iltii tapezzieri e mercede de' facchini mandati n Moncalieri •• pei 
«attacare li quadri nel castello ili detto luogo doppo la rettirata <!<•' Francesi nel imi" 
« :inni( ►. 

A' ::n gennaio 1707 (Ito, ai*. 503, » l">i, sono date lire 223 « al mennsiere Pietro Aotonio 
« Gillardi per fattura ili diverse casse fatte per li mobili, argenti e quadri «li oorteda re 
• tirarsi pendènte l'assedio ili Torino ». 

(2) Casanoi \ E.: Censimento ili Tm-ino alla vigilia dell'assedio — in questo vi. lume. 
pagina 13. 



con cui intendevano e curavano la conservazione e il trasporto dei do- 
cumenti, affidati alla loro custodia, Per queste ragioni non crediamo 
possa riuscire del tutto inutile e inopportuno l'esame dei medesimi. 

Già, la mattina del martedì 5 giugno L696, (piasi nel punto di veder 
Torino preda de' nemici, e altresì alla vigilia della pace col Redi Francia, 
la Camera aveva ordinato all'archivista Scarroue di dar principio a 

« riporre nelle casse, per ciò destinate, tutte le scritture di maggior rilievo, 
« con l'assistenza d'uno dei ss" Patrimoniali generali, per portarle, poi, 
« dove verrà da 8. A. R. prescritto in queste contingenze: (1). 

Rinnovandosi, nel 1705, ugual rischio, il Magistrato pensò di provve- 
dere in tempo alla sicurezza dei preziosi documenti, conservati nei suoi 
archivi; e, come già nel 1696, riconobbe la necessità di allontanarli dalla 
capitale e nasconderli in luogo non soggetto alle sorprese del nemico- 
A tale scopo impartì gli ordini opportuni perchè fossero costruite 40 casse 
atte a riporvi le scritture di maggiore importanza, e perchè l'economo, 
mastro auditore Gina, si recasse dal conte Gropello di Borgone, ge- 
nerale di finanze, a chiederne i denari occorrenti. Ma, il pericolo non 
essendo imminente, si ebbe da questo l'invito a soprassedere alla con- 
fezione di quelle casse, ed il consiglio di cominciare a empire quelle 
soltanto già fatte. 

Cessarono nel settembre i volteggiamenti dei Francesi; i quali ac- 
cennarono chiaramente all'intenzione di tentare l'assedio di Torino. Se 
n'inquietarono, fra gli altri, anche i membri della Camera; e, richiesto 
il parere del Duca, ricevettero, il 13, l'ordine di pensare alla salvezza 
delle loro carte. 

Raccoltosi, pertanto, il Magistrato deliberava minutamente in pro- 
posito, ripartendo fra tutti i funzionari il lavoro di Scernita da fare 
nelle quattro stanze e nei camerini, che costituivano allora gli archivi 
camerali, e determinava quali serie dovessero considerarsi come più im- 
portanti, e quindi prime da incassare. Tranne quelle che furono distrutte 
per decreto del Governo provvisorio del 16 dicembre 1798 ('_><; frimaio 
anno VII), «piasi tutte quelle scritture sono tino a noi pervenute; e ri- 
conosciamo "che oggi, non meno di dugento anni fa, più frequente n'è 
la ricerca, più gravi sono le materie che vi sono trattate. 

Patrimoniali generali, avvocati patrimoniali, mastri auditori, senatori 
si misero tutti insieme all'opera, in tre o quattro per stanza, assistiti da 
segretari e da altri applicati. Non avvezzi però a quel genere di lavoro, e 
proclivi alla discussione, s'impacciarono a vicenda, impedirono all'archi- 
vista .Scarroue di lavorare e non conclusero niente. Riconosciuto, per- 
tanto, che da tanto concorso di gente non poteva ripromettersi opera 
alcuna, fu d'uopo che i patrimoniali generali Balestreri e Maraudono, 
l'avvocato patrimoniale generale Frichignono «li Castelleugo e i mastri 
auditori Vaudagna e Dal l'onte giuniore si accollassero tutto il lavoro 



(]) A. S. '/'.. Sezione III : Sessioni camerali, reg. Hi (1696 97), ;i >■. L'i 



223 — 



ili vigilanza, mentre l<> Scarrone, previo inventario, faceva riporre quelle 
scritture in ■'>' casse, e qnindi 12 altre ne empiva per completare il nu- 
mero ili l'.t ilrlli- òli concesse dal Duca. Dopo che il senatore Svenato 
ebbe sigillato ognnno di quei colli, L'archivista li consegnò .-il giovane 
estensore dei conti, Giovanni ili (in lui de Bompiede ; e questi, il 3 ol tobre, 
in compagnia ili Giovanni Antonio Tomatis, commesso dell'intendenza 
generale ili guerra, si avviò alla volta ili Cuneo insieme con mi lungo 
convoglio «li carri trainati «la buoi. Le strade cattive, le scosse, il peso 
e mille altri inconvenienti sconquassarono tutto il carico: alcune casse 
si sciolsero dai legami, altre s'infransero, una persino si sfracellò e rimase 
aperta. Donde nacquero pel Bompiede fatiche e pensieri udii modici 
né scemati dopo le fermate, che fu costretto a tare a Carmagnola e ;i 
Savigliano per racconciare gli involti. Finalmente a stento pervenne a 
Cuneo »■ consegnò tutta la spedizione al foriere della Et. Casa, Giacomo 
Andrea Balbis, il quale la fece ripone in una stanza ilei piano supe- 
riore del Palazzo lineale, ma non volle rilasciarne ricevuta. 

Poco dipoi, però, avendo i Francesi rinunziato all'assedio ed urgendo 
riavere alcune carte, esportate da Torino, il Bompiede fu mandalo a 
riprendere L2 easse, esattamente indicategli; ed egli compì la sua mis- 
sione il '_' dicembre. Ma tutti quei traslochi, uniti ai frequenti ordini 
di estrarre dai colli rimasti a Cuneo questo o quel documento ('), ne 
resero sempre peggiore lo slato di conservazione: sicché, informatone, 
Vittorio Amedeo invitò la ('amerà a mandarvi gente a riconoscerne i 
danni e a ripararvi; e prescelto anche a questa racconciatura fu il solito 
Bompiede. 

Appena tornato, i Francesi s'appressarono di nuovo a 'l'orino e vi 
posero davvero l'assedio. Il pericolo essendo allora imminente, furono 
affidate alla condotta di lui ancora le L2 casse, sinora venute da Cuneo 
ed un'altra novamente empita, perchè ve le riportasse; ed il 22 maggio 
egli le accompagnò. 

Così sottratte ai danni derivanti dall'assedio e dal bombardamento 
le principali scritture, la Camera pensò ancora ad assicurare i molti 
sacchi di pezze de' conti e altre carte di minor rilievo, clic ingombra- 
vano le sale dell'archivio e potevano correre rischio il' incendio per la 
prossimità del palazzo alle fortificazioni. Miglior ripostiglio non tu 
Movalo per esse di quello offerto dalle carceri senatorie; ma, siccome 
il peso di quegli atti era ingente, prima di trasportarli, tu d'uopo con- 
solidare little le volte e ricoprirle in modo che non dessero presa al 
fuoco, che avrebbero potuto accendervi le bombe nemiche. Di tal la- 
voro fu incaricato l'ini;. Rubato; il quale vi attese, mentre l'archivista 
Scarrone compilava un inventario speciale delle carie da trasferirvi 
e la Cameni scindevasi in due classi, delle quali la maggiore si ricove 
rava a Oherasco. 

Durante tutto l'assedio quei documenti rimasero ammucchiati nelle 
carceri senatorie e vi occuparono tale spazio che, dopo la battaglia, 



1) Per esempio, cfr. Sessioni camerali, reg. 52, ;i e. Vi. 



— 224 — 

essendo stali rinchiusi nelle rimanenti celle, troppo ristrette, moltissimi 
prigionieri francesi, più di <>(> di questi caddero ammalati di dissenteria 
e costituirono per la città grave pericolo d'infezione, sicché fu necessario 
tarli traslocare nello Stato, in altri fabbricati demaniali, fra i quali, il 
vescovado di Tossano. 

Cessato ogni timore de 1 nemici, il 28 settembre, venne ordinato al 
Bonipiede di tornare un'ultima volta a Cuneo a riprendere le casse depo- 
sitatevi; e nell'ottobre gli archivi camerali furono ricostituiti nella loro 
antica sede, non senza, però, che qualche documento fosse deperito ed 
anche smarrito. 






non; ai E NT 1 



i; \m n i,i Stato in Torino; Sei. Ìli, Camerale. 
Sessioni Camerali, u° 52 (iiivènt. gener., art. 614j L705-1707, : a e. 12. 



Sessione di martedì mattina. 23 giugno 1705. 
•« La Camera, sentito legger l'ordinato delli 5 giugno 1696 e precautioni 
prese in quel tempo per la repositione in sicuro delle scrittore esistenti m 
quest'archivio, ai tesa l'instanza datasi per parte del s! Patrimoniale generale 
et le circonstanze correnti, ha ordinalo al s' archivista Scarnine che. col parere 
e conseglio del S' vassallo e mastro auditore Gina, economo del Magistrato, 
debba far construer, con lineila maggior attentione e prontezza, che le riuscirà, 
quaranta casse ballili per riporvi in esse le scritture; et a misura che saranno 
l'afte e perfettiouate debba dar principio a riporre in esse tutte le scritture di 
maggior rilevo con l'assistenza d'uno dei ss" Patrimoniali generali; quali 
dovranno per tal fatto assistervi due giorni per cadmio, respettivamente, inco- 
minciando dal più giovine di magistratura d'essi et così gradatamente et sue 
ecssivaiiientc sino al compimento: et ciò ad effetto che, seguita tal separatione 

e ripOSitìone delle scrittine sudette ili dette casse, si possimi più facilmente e 
sicuramente in caso di bisogno transferire e riporre, dove, secondo le contingenze, 
venisse da 8. A. K. comandato o da questo Magistrato previsto»'. 



Sessione di sabato mattina, 4 luglio 1705. 

« Il s 1 vassallo e. mastro auditore (Una ha riterrò al Magistrato sì come, 
in seguito dell'ordinato delli 23 giugno hor scorso, si è portato dal s 1 Generale 

di linan/.e per tarli saliere l'ordine dato di l'are tare quaranta casse, oltre le 
già l'atte, per riporre le scritture dell' arebivio. ;i fine che d" s 1 Generale (lasse 
l'ordine per il pagamento d'esse; et haverli il medesimo risposto che sin hora 
non vi era ancor premura di far tare le medesime casse; che perciò, si comin- 
ciasse a mettere dette scritture nelle casse già l'atte, e che. facendo bisogno, 
provederebbe il denaro per far fare le altre ». 

<) 

29 J/isc. — II. 



— 22<; — 



Ivi, a e. 35. 
Sessione di venerdì mattina, 11 settembre 1705. 
« Essendosi novamente parlato in Magistrato «lai s' Primo Presidente circa 
il mettere in sicuro le scritture dell'archivio, il s r avvocato generale Riccardi 
ha riferto che, di ciò havendone parlato a S. A. R., la medesima li. A. ha 
risposto che, quando farà bisogno, si puonno in pocco tempo ritirare ». 

Ivi, a e. 38-39. 

«Domenica mattina, li 13 settembre 1705, il Magistrato s'è espressa- 
mente congregato, d'ordine ili S. A. R le , per organo delli ss" vassallo, mastro 
auditore, patrimoniale generale Balestrerà ili Montalenge el avvocato generale 
Ricardi, nella casa ilei s 1 1'. 1'. Caselete per fatto delle scritture dell'Archivio ; 
et sono entrati li ss" P. 1'. Caselete. Delescheraine , Frichignono, Ferrarii, 
(lai. uto; cavag r ' Tinelli, senatori Cazelli, Avenati, Beraudo, controlore gene- 
rale Oomoto, mastri auditori Cina, Grondami, Fecia, Marelli, Berlia, Massena, 
Oliioattero, Balestrerii, Leonardi, Derege, Vaudagna, Marchisio, Ponte coadiu- 
tore, Olivero coadiutore, avvocato generale Ricardi, avvocati patrimoniali Fri- 
chignono, Ronredp, Bonaudo, patrimoniali generali Fecia, Marandono, Rombelli. 

«In seguito all'ordine di S. A. R lc , portatoci per organo delli ss" vassallo, 
mastio auditore, patrimoniale generale Balestrerii di Montalenge e avvocato 
generale Ricardi, si sono deputati li infrascritti ss" Mastri Auditori, Avvocati 
Patrimoniali generali, Patrimoniali generali per travagliare, (tome infra, nelle 
quaitro stanze delli archi vi camerali. 

« Primo, per la separatione delle infrascritte eathegorie delle scritture esistenti 
in detti archivii : 

« Secondariamente, per assistere all'incassiamento delle medesime scritture : 
al qual effetto, scudo necessaria una quantità di cassie di Legno, s'è stimalo 
doversene cominciare a provvedere numero ottanta, due delle (piali debbino 
formare la salmata, che siano di peso, (piando saranno piene, di nibbi sette 
circa cadmia, inclusi il bosco e COrdaggiOj in seguito al che si è commesso al 
d" s 1 vassallo et mastro auditore, patrimoniale generale Balestrerii di .Monta- 
lenge di far l'abrieare le suddette cassie della qualità suddetta con ogni pron- 
tezza et di provedere le persone* che saranno necessarie per riporre le suddette 
scritture nelle dette cassie subito che le medesime saranno fabricate. 

« Et primo, nella stanza, entrando in delti archivii, subito montata la scala 
di bosco, dovranno travagliare attorno (pianto sopra li .ss" mastri auditori 
Vaudagna e Del Ponte giuniore, s 1 conte et avvocato patrimoniale generale 
Frichignono di Casfelengo et il s' patrimoniale generale Caspere Bernar- 
dino Fecia. 

« Nella IT stanza successiva dovranno travagliare li ss" mastri auditori 
Marelli e Marchisio, s 1 avvocato patrimoniale generale Roffredo et il s' patri 
mordale generale Marandono. 

« Nella :»' stanza dovranno travagliare li ss" mastri auditori Bruco e Ila-nolo. 
s 1 avvocato patrimoniale generale Bollando et s' patrimoniale generale Rombelli. 
«Nella I' et ultima stanza et altre stanze superiori dovranno t ra vagliare li 
ss" mastri auditori baroli Chioallero. vassallo et patrimoniale generale Bale- 
strerii di Montalenge. vassallo la ardi el Derege. 

IO 



— 27 - 

«Quali tutti aignori dovranno portarsi uoggi, doppo pranzo, ol alle bore 
tini' ili Francia, in detti arehivii per dar principio a detto loro travaglio e con- 
tinuare successivamente di giorno in giorno sinché L'opera bìì Unita. Al tempo 
ili detta separatione, prima, dovranno prendere una noia della quantità o sii 
iiiiiiii'iK de' volumi e massi, respettivamente, d'ogni catbegoria ili dette miìi 

bure; secondo, quando si metteranno dette scritture in dette cassie far: » pure 

altra Dota ohe contenghd la quantità ossii numerata di oaduna ili dette cathe 
gorie ili'lli detti volumi, • > sia libri e massi di dette scritture, cbe si riporranno 
in cadmia ili dette cassie. Ei per poter ciò l'are dovranno detti signori sovra 
deputati bavere per cadmia di dette quatro stanze, per servirli in qualità di 
segretari a Bcrivere, li infrascritti quatro estenssori: cioè* nella prima stanza, 
l'estensore Vinetto; nella i". L'estensore Ratto; nella :;•'. L'estensore Gariglio; 
nella l 1 . L'estensore Garino; con facoltà a detti ss" Deputali d'etegersene o 
deputarne altri, in caso d'impedimento o absenza d'alcuno de' medesimi. 

• • Segue la nota delle cathegorie delle scritture, cbe si stimano BOStantiali da 

separarsi et incassiarsi come sovra : 

Primo, li registri delle Investiture; 
li protocoli de' Oonsegnamenti tendali: 

li registri de' Controllori delle Finanze e del Magistrato; 

li minutari e protocolli degPInstrumenti e Contratti fatti tra il s 1 Patri- 
moniale generale con qualsivoglia terzo; 

li registri delle Sessioni camerali; 

li registri dell' Attuaria camerale; 

ìi registri delle Tariffe; 

li registri delle Lnstruttioni; 

li registri delle Sentenze: 

li registri de 1 Pareri ; 

li Libri degli Editti generali stati publicati; 

li conti de' ss" Tesorieri generali, di quelli di Militi;! et Munitioneri gene- 
rali indistintamente; 

li conti di tutti li altri Contabili, dal L660 in qua solamente; 

li saclii delle pezze e scritture giustificanti tutti li suiletli respetliv i Conti : 

li massi di Biglieti di S. A. Il 1 ": 

li massi degl'originali degl'Editti generala si di s. A. K >h . che della < 'amerà : 

li massi delle Conclusioni patrimoniali delle Investiture; 

il ricavo delle Sollialize •>. 



Ivi. a e. :;<i'-4o. 

« Sabbato, doppo pranzo, li 19 settembre 1705, som. entrati li ss" P. 1". 
Caselette, Delescberaine, Frichignono, Ferrari, Gabuto, senatori Gazelli, A venati. 
Beraudo; mastri auditori Bracco, Chioatteró, Balestrerii, Derege, Vaudagna, 
['.annoio, Olivero, coadiutore; avvocati patrimoniali generali Frichignono, Po 
nauilo; patrimoniale generale Rombelli. 

.. 11 s' vassallo, mastio auditore e patrimoniale generale Balestrerii et s 1 conte 
et avvocato patrimoniale generale Frichignono di Castelengo hanno riferto a 
questo Magistrato si come, sendosi tutti li ss" ufficiali stati nominati nell'ordi- 
nato delli 1"> «lei corrente, portati al doppò pranzo di détto giorno, negli arehivii 
d'esso Magistrato per dar principio al travaglio della separatione delle scritture, 
11 



— 228 — 



alla niente «li detto ordinato, si è riconosciuto con l'atto pratico, che In molti- 
tudine delle persone poteri portar della confusione et dell'impedimento alla più 
pronta esecuzione della sudetta separatione pia tosto che del vantaggio. Onde 
èssi signori stimarono tatti concordemente di rimettere il sudetto travaglio ad 
essi s' Comparente et alli s" mastri anditori Vaudagna^ Mei l'onte giuniore et 
s 1 patrimoniale generale Marandono, li quali procederono indilatamente alla 
separatione sudetta e quella compirono la sera del medesimo giorno eoa l'assi- 
stenza, però, del s' archivista Scarrone; 

« Che, havendo indi l'A. S. K ,lf , rispetto il numero delle cassie di legno da 
lubricarsi per la repositione di «lette scritture, [ridottola] a òli solamente, «letto 
s" vassallo, mastro auditore, patrimoniale generale Balestrerii ne lai j;ià tatto 
t'ahrieare in numero di 37 e quelle si soia) ii i à riempite della quantità e qualità 
delle scritture annotate alla colonna di eadana d'esse cassie .'!7. al pie «lei pie 
sente ordinato! che hanno quivi riferto; 

«Che attualmente si travaglia alla fabrica delle restanti tredeci cassie e 
quelle saranno compite Ira tatto il giorno d'hoggi; 

« Onde, premendo al servitio di S. A. 1;., che siino con ogni maggior pron- 
tezza possibile incassate fatte quelle altre, che stimeranno più esentiali et che 
potranno capirsi in dette 13 cassie restanti e successivamente si proceda al 
sigfllamento delle medeme «la uno «lelli ss" Senatori «li questo Magistrato, indi 
si deputi persona sicura e fedele che debba accompagnare la loro condotta sino 
alla città di Cuneo, ove detta S. A. 11. ha ordinato condurre e debba quelle 
rimettersi al Giacomo Andrea Balbis, in ciò deputato da d a A. E., con ritirar 
dal ìaedeaio l'opportuna ricevuta in torma antenticha. «piai dovrà indi rimetter 
e consegnare in mani «li «letto archivista Scarrone sabito che sarà «li ritorno in 
questa città : 

« Perciò, fa instanza a «letto Magistrato «li riconoscere «■ determinare tanto 
sovra la quantità e qualità di dette scritture, già incassate, quanto sovra quelle 
si dovranno incassare, sinché potranno capirsi in dette cassie, con la termina- 
tone e deputatione di quelli officiali, che dovranno travagliare attorno tutto 
«pianto sovra, con l'opportuno regolamento delle Inoro respetti ve separatami. 

« Et «letto Magistrato, approvando in primo luogo, come approva, tutto 
l'operato sin al presente, tanto circa la separatione fatta delle scritture, quanto 
«li quelle, che sono state incassate nelle .">7 casse nelle Inoro respettivc catlie- 
gorie e quantità, contenuta alla colonna di caduna di «lette casse, de' «piali al 
piede del presente ordinato, ha «li nuovo mandato e manda a «letti ss Li vassallo 
mastro auditore, patrimoniale generale Balestrerii e conte Frichignono di Caste- 
Lengo «li assistere all' incassamento «Ielle dette scritture nelle restanti cassie 13 
per tutta quella «piantila che potranno capili' in esse: cioè, li restanti Conti 
resi dalla Tesoreria generale «li Militia e li Conti «Iella .Munii ione generale, li 
registri dell'Attuarla «li questo Magistrato, li registri «lei Controllo generale 
«Ielle finanze, che sono ancor nelle mani «lei s' controllore generale Comoto e 
«pipili che sono ancor nelle mani dei ss M Segretarii «li questo Magistrato, a 
riserva, però, delli correnti, sosia' «piali si registra attualmente li Conti delle 
Glabelle «li S, A. lì., e li registri «lei Controrollo di questo Magistrato. El caso 
che, incassate che siano tutti' esse scritture, vi avvanzino ancora qualche cassia 
ila riempire, detto Magistrato manda alli medeiai ss" sovra deputati d'incassare 
in l'sse quelle scritture, che stimeranno, secondo la loro prudenza, tralasciando 
l'incassamento «lelli sachi, ove si trovano le pezze «li tutti li sudetti Conti 

L2 



— 22!l — 



Camerali, per essere impossibile ili potersi fare in si poco mimerò ili cassie; e 
quando detta 8. A. Et, risolvesse di farli transportare, potrebbe ciò fare col solo 
aigillamento ili detti Bachi senza cassie. Ciò fatto, si manda al s 1 senatore 
Avenato che, transferendosi in detti arohivii, con assistenza el intervento di 
detto s' mastro auditore Balestrerii, proceda al sigillamento di butte le sudette 
cassie con l'impronto delle anni ili S. A. Et. esistenti nelle mani dei ss rl Segre 
tarii «li 8. A. lì. ; el alla remissione, che detto archivista Scarrone ne dovrà 
fare al Gioanni Bompiede, estensore camerale, quivi nominato a tal incombenza, 
accettante per l'effetto infrascritto; ne conceda d'ogni cosa le opportune testi- 
moniali in t'unna autentica e probante, quali dovranno essere ricevute da ano 
defili ss" Segretarii «li questo Magistrato; mandando al il" Bompiede <li dover 
accompagnar la condotta, che si farà, ili tutte dette scritture, d'ordine ili 
s. A. lì., e con quella scorta, che si stimerà necessaria da essa A. R. sino alla 
città ili Cuneo e di rimetterle nel staio sudetto in mani et sotto la custodia 
del detto s 1 Giacomo Andrea Balbis in ciò deputato da d 8 A. lì. : dal qual ne 
dovrà ritirare una ricevuta in forma di testimoniali autentiche per consignarla 
i ii«li qna al detto s 1 nrcllivista Scarrone; al qual effetto si rimetterà, al tempo 
della partenza ili dette scritture «la questa città, al detto Bompiede una copia 

autentica ili dette I est i umiliali ili sigillamento e l'emissione ili dette scrittine 
per presentarla al detto l!all>is e ritirar dal ineilemo al pie ili quella la sudetta 
ricevuta. 



Ivi, a c. 4;V-4t>. 

Sessione di sabato mattina, 17 ottobre 1705. 

« È comparso avanti a questo Magistrato Giovanni Bompiede, estensore 
tlc' Conti camerali, il (piale riferisce essersi sotto li tre del corrente mese por- 
tato, d'ordine di questo Magistrato, in virtù d'esso ordinato delli li» settembre 
prossimo scorso, et in compagnia di Gio. Antonio Tornati», commesso dell'In- 
tendenza generale di guerra, da questa città a quella di Cuneo per accompa- 
gnare, coinè hanno accompagnato, le scritture di questi archi vii camerali, che 
si sono l'atte tradurre colla sopra carri, incassate in 49 cassie di legno, d'ordine 
di S. A. Et., di cui in d" ordinato; che subito eh' e stato gionto alla sudetta 
città di Cuneo ha. lui comparente, consegnato al....... Balbis, in ciò depu- 
tato da d" A. lì., tutte le sud' 49 cassie di scritture: quali detto l'.alliis le ha 
latto riponer in una stanza supcriore del Palazzo d'essa A. lì., esistente in 

detta città, precedente la numerai ione, che ha fatto di dette cassie, in presenza 
di .Michel Angelo Caglieri, uno delli agenti delle Gabelle generali, che colla si 

ritrovava. In seguito al che, havenilo lui comparente richiesto detto Balbis a 
volergliene passar l'opportuna ricevuta, alla mente della sua commissione, di 
cui in detto ordinato, per suo discarico, d" Balbis li ricusò di volerli spedire 
Veruna ricevuta per non rendersi contabile-dì (lette scritture, dicendo che ne 

haverebbe bensì scritto al s 1 conte e generale delle finanze (Impello, come 
intatti li consegnò una lettera diretta al detto s' Generale, che lui comparente 
dice d'haver rimesso in mani del s' Gallo, uno de' suoi segretaria 

« Inoltre, notifica a questo Magistrato sì come, per eausa di detto viaggio 

e cattive strade, le sud' cassie di scritture sono gionte in cativo stato, scudo 
alcune di esse slegate, altre rotte et una di esse appella, tutto che lui comparente 
13 



230 — 



Le babbi fatte accomodare due volte per strada in Carmagnola el a Safldgliano. 
B questo <• quanto. 

« Il che adito, il" Magistrato ha concesso e concede testimoniali al detto 
comparente della sud 1 sua relazione e de' suoi detti ». 



Ivi, a e. 50'. 

Venerdì mattina, 6 novembre 1 705, ecc. 

« 11 vassallo e sen" Iterando ha riferto al Magistrato qualmente il s' General 
di finanze l'ha incaricato di far sapere al Magistrato esser mente di S. A. R. 
che si faccino venire da Cuneo quelle scrittore che il Magistrato stimala esser 
di maggior premura per il servitio di d" li. A., esistenti colà sotto la custodia 
del s' secretalo Iialbis, eletto dalla ìiied'"" per tal effetto. 

« 11 Magistrato ha incaricato il s 1 archivista Scarrone » l ì far una nota di 
tutte quelle casse di scritture, che stimare più necessarie per il bisogno giorr 
naliere del Magistrato e servitio di d- 1 E. A. e publico, senza far aprire dette 
casse, ancorché fra esse vi fossero scritture per hora non tanto necessarie, a 
ti tu* che non si vedino colà, quelle si faccino tradurre alla presente città, come 
prescriverà il Magistrato, fatta detta nota». 

Ivi. :i e. 51. 

Sabato mattina, li 7 novembre 1705, ecc. 

« Essendosi riparlato delle scritture che devono venire da Cuneo, in con- 
formità dell'ordinato del giorno d'hieri e sì come il s 1 vass.. mastro auditore, 
patrimoniale generale Ballestrèrii, che resto alla Tavola del Magistrato incari- 
cato di ritirare la nota d'esse dal s r archivista Scarrone et indi stendere l'ordi- 
nato per la cautela e modo da tenersi per far venire dette scritture, non ha 
potuto per le sue oceupationi per il servitio di S. A. R. distender la minuta 
dell'ordinato predetto. 

« Il Magistrato, esaminato perciò di nuovo questo fatto, è entrato in senti- 
mento di far venire casse dodici del numero e qualità, di cui fa mentione la 
nota rimessa dal d" s' archivista Scarrone del tenore infrascritto; et ha nomi- 
mito e deputato l'estensore Bompiede, che le ha accompagnate quando si man- 
darono alla detta città di Cuneo, per nuovamente portarsi colà, con havci 
incaricato il s 1 conte, mastro auditore, patrimoniale generale Pecià di Cossato 
di far detto ordinato e riferirlo, acciò non si ritardi maggiormente l'andata di 
d" s 1 estensore Bompiede per far ricondurre dette scritture imballate con la 
coperta di tela cerata, accio per strada non ricevino pregiudicio. 

Tenor della nota sudetta : 
Minutari] di Contratti. 
Detti ci Sentenze et lustrili t ioni . 
Pareri, oblighi per il Tasso. Bolle Pontificie. 
Registro (sic) Sessioni. Sigortà e Tariffe. 
Registri Interinationi. 
Detti, Interinationi et investiture. 
Registri Investiture. 

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231 — 



Cassa a" 2fi Registri OontroTOlli Finanze. 

» n" ;;;i Conti della Tesoreria generale ili S. A. I.\ 
n" ni Comi delia Tesoreria generale «li militia. 

n" 1 1 Conti «Iella generale Munii ione. 

» ii" 17 Conii diversi «li Zecca, emol >nti Gran Cancelleria, emo 

lamenti «lei Senato, con diversi massi «li contratti e scrii 
bare del iToi <■ I7iiò -. 



I \ i. ,-i r. 51 

Martedì mattina, 10 novembre 1705, ecc. 

« il s 1 « !«• conBiglier «li staio, mastro auditore, patrii tale generale 

Feria «li ('ossalo ha rappresentato èhe haveinlo. in sèguito all'incarico liavuto 
«lai Magistrato, informato il s" Generale «li finanze della deliberatione «lei 

de Magistrato, consecutivamente alla niente «li S. A. I.'., «li potersi far 

venir cassie dodeci delle scritture camerali condotte, d'ordine «li d" A. lt., a 
Cuneo, colla indrizzate al s 1 Balbis, sotto la «li lui custodia presentemente si 

trOVOnO, stimate «lei Magistrato le medeme scritture le più necessarie per il 

suo Rea! servitio «■ del pUblico, li babbi esso s' Generale risposto che li bisognava 

l'ordinato «lei Magistrato COl modo, torma e cauteli» «la tenersi per la sicura 
condona «fessi', il che ha\endo l'atto sapere il" s 1 mastro auditore, patrimoniale 
generale Feria al detto Magistrato accio risolva, perche, havuta detto s' Cene 

rale la copia autentica «Tesso ordinato, scriverà al d" Balbis «'t a chi lia spedienle. 
•• 11 Magistrato, esaminata attentamente ogni cosa, attesa la mente «li S. A. R., 
portata in Magistrato per organo 'dèl : riiedemo s 1 Generale di finanze «lai s' conte 
e sen" Beraudo, ha determinato come segue, cioè: «die il ricesidore de' conti 
Bompiede, ,uià deputato dal Magistrato per l'effetto sudetto, parta, «piando le 

stradi' sarai praticabili, per Cuneo, ritirato prima l'ordine, che darà detto 

s' Generale al «letto Balbis «> chi lia spediente, accio taci provedere la condotta 
necessaria; il che seguito, gionto a Cuneo, lo consignarà a chi sarà indrizzato. 
Pronti che sijno li bovari e carri per essa, prima «li ritirar le cassie dodeci 
sudette, del numero e «inalila di scritture, come. infra, detto Bompiede s'indriz- 
zarà al s' Referendario et in su' absenza al s' direttore I>«' Rossi, acciò si 
transferischino, l'uno in absenza dell'altro, al luogo in cui si ritruovono «lette 
cassie con le altre, che furono transinesse unitamente alle altre dodeci, e, sepa- 
rate le medeme dodeci. con assistenza «lei s' patrimoniale Dalmazzo altro in 
su' absenza, che parerà a' sudetti ss" d'elegger respettivamente ; ove gionti, si 
concederanno al d" s r Patrimoniale le testimoniali opportune del stalo d'esse e 
de' sigilli, che si trovono apposti, e se sono o non confrontanti con l'atto 
seguito, d'ordine «lei Magistrato, avanti il s' senatore Avellalo, «piando le 
medeme casse furono transmesse alla città «li Cuneo al d° Balbis; indi, imbal- 
late e nuovamente sigillate col sigillo «li chi «li detti ss", compito l'aito sudetto, 
le rimetterà esso Balbis, liberato prima dall'obìigo «resse, al «letto Bompiede, 
il quale Bompiede ne farà ivi caricare, indi coperte con tella incerala, «die 
eoprano il carro, che le saranno consigliate, le l'ara ristesso Bompiede diligen- 
temente condurre, accompagnando lui medemo detta condotta successivamente 

sin alla presente città et archivio camerale: ove gionto le consigliala detto 
Bompiede al s' archivista camerale Scarronc al line di reporle nell'archivio 
10 



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II' 


12 


11" 


15Ò 


11" 


33 



232 - 



per riconoscersi, ivi gionte, coli sua assistenza, e prima dfaprile, avanti il pie 
detto s 1 senatore Avenato, ili clic onlinarà questo Magistrato in caso d'absenza 
o impedimento, per liberarsi in conseguenza detto Bompiede ila chi sarà depu- 
tato per detta recognitione per dette casse, conferendo a questo Magistrato a 
cadmi d'essi Referendario e Direttore rispettivamente l'auttorità necessaria et 
opportuna; e rimetterà detto s 1 Searrone al d" Bompiede copia autentica del- 
l'atto sudetto seguito avanti il s 1 sen" Avenato per valersene al fine sudetto, 
essendo le casse le seguenti: 

Cassa n" 1' Minutali di Contratti. 

» n" 3 Detti et Sentenze ed instruttioni. 
» n" t Pareri, oblighi per il Tasso, Bolle pontificie. 
Registri Sessioni, Sigortà e Tari Ite. 
Eegistri Iuterinationi. 
Detti Iuterinationi et Investiture. 
Registri Investiture. 
Registri Controrolli Finanze. 
Conti della Tesoreria generale di S. A. R. 
i() Conti della Tesoreria generale di niilitia. 
-ti Conti della generale Munitione. 

47 Conti diversi di Zecca, emolumenti (Iran Cancella ria. emo- 
lumenti del Senato, con diversi massi di contratti e scrit- 
ture del 1704 et 17(15 ». 



Ivi. a e. 59. 

Sessione di mercoledì mattina, 2 dicembre 1705. 

«Il s r consigliere et patrimoniale generale Rombélli ha riferto si come, in 
seguito al disposto per l'ordinato di questo Magistrato délli Hi novembre sca- 
duto, il ricevidore de' conti Bòmplédè ha tatto esportare dalla città di Cuneo 
dodici casse, quali si ritrovano involte caduca d'esse in tela serpigliera sigil- 
lata; qual Bompiede fa instanza vengbinò dette casse repòste belli archivi del 
Magistrato ed essere discaricato per esse. 

«Il Magistrato, udito «pianto sovra, ha commesso et eoi ette al s' sen" 

Avenato di proceder con assistenza et intervento del d"' s' patrimoniale gene- 
rale Rombélli alla recognitione de' sigilli, esistenti tanto sovra la tela serpigliera, 
nella quale restano le dodici casse trasmesse invòlte, e disciolta e levata la 
sud ta tela, riconoscersi li sigilli apposti sovra esse e quelle consigliarsi al 
s 1 archivista Searrone accio quelle custodisca per inseguire poi li ordini d'esso 
Magistrato: il che fatto se le provederà opportunamente ». 



Ivi. a e. 59*. 

Sessione di sabato mattina, 5 dicembre 1705. 

« Havendo il s 1 patrimoniale generale Rombélli rapreseiitato al Magistrato 
si come, in seguito alla delegati Olle fatta in capo del s' senatore Avenato per 
ordinato delli L! corrente ileeembrc di proceder con intervento d'esso s' Patri- 
moniale riferente alla ricognitione delle dodici casse, che sono siale trasmesse 
dalla citta di Cuneo con assistenza del ricevidore de' conti Bompiede, lauto de' 

Ili 



sigilli esistenti sovra la tela serpigliera, nella quale erano dette casse involte, 
com'anche degli altri esistenti sovra le moderne casse, essersi al tutto adempito 
conforme si legge per atto delli 3 corr u ricevuto dal s' consigliere e secretaro 
Nicola ci perciò luna doversi aprire le sudette dodici casse el riconoscersi le 
scritture esistenti in delie casse con la confrontatone dell'atto di descrittione, 

ehe li'e Malo la I 1 1 > (Ielle llieclellle. se V i siano llllle. 

. Il Magistrato ha mandato e manda al s 1 archivista Scarroue di far aprire 
le dodici easse che sono siale trasmesse dalla città «li Cuneo e reposte nelli 
areliivii. e proceder alla ricognitione delle scritture in esse esistenti, se vi siano 
tutte le descritte nell'ali., seguito Botto li 19 settembre scorso; il «he lini.. . se 
le proì edera opport imamente •>. 



[VI, .1 '. li •'. 

Sessione di martedì mattina, 15 dicembre 1705. 

■■ Il s' vassallo, consigliere et mastro auditore, patrimoniale generale Bai 
lestrerii di Montalenghe ha riferto al Magistrato che in occasione dell'incassia- 
inenti. ei inballamento delle scritture di questo archivio fatto d'ordine del 
Magistrato in seguito a quello di S. A. 1,'.. si sono* fatte diverse spese descritte 
nella parcella quivi presentala e sol Inserii la dal s' archivista Scarnine, rilevanti 
ira tulle a L. 83.12, et che perciò resta necessari.» che il Magistrato ne ordini 
il pagamento, quelle approvando. 

« Il Magistrato, sentila detta rclatione, ci. uraliche la lettura della sovrari 
l'erta parcella, quella ha approvato et in sua esecutione ha ordinati, doversi 
quella sodisfare col pagamento da l'arsi ad ogn'uno delli descrii li in d a parcella 
per la somma dovutali sì el come si vede dall'istessa parcella; el eh. del fondo, 
che verrà prnvisiii dalle finanze, bastando per risparmio di spese il presente solo 
ordinato •. 



Ivi. a .■. L02 t -103. 

Sessione di sabato mattina, 17 aprile 1706. 

«Il come consiglier di Sialo, mastro auditore, patrimoniale generale l'eia 
di «'ossati, ha l'alio saper al Magistrato che S. A. R., per organo del s' Mar- 
chese di S. 'I' as. -l'ha l'alio dire che la niente sua era che si mandasse per- 
sona a Cinico, informata delle scritture camerali colla trasmesse, al line di 
riconoscer il stato delle casse, in quali furono reposle. queste far accomodar 
con le loro invoglie di Iella el ali ni necessario per la Inoro sicura conservai ione, 
per esserli venuti a nolilia che il sialo d'esse non e come si deve per la loro 
diligente <■ puntuale custodia; e perciò esser spediente d'elegerla e farla partire 
prontamente per far eseguire tulio quanto sovra, parendoli che fosse proprio 
per l'are adempire al lutto il riceviilore estensore de' colili lloinpiede, già colà 

inviato dal Magistrato, quando furono trasmesse et ultimamente per acconi 
pagnar e farsi condurre qualche casse necessarie qua perii servi tio di d" A. B. 
e del publico; havendo dello s' Patrimoniale instato che il Magistrato deliberi 
come meglio le parerà convenirsi e di proveder ancora per le spese necessarie 
per ì'etfetto sudetto. 
IT 

30 Mise. - li. 



— 234 — 



•• 11 Magistrato, esaminato butto quanto sopra, ha deputato il sud" estensore 
Bompiede; il quale La incaricato et incarica di portarsi a Cuneo; ove gionto, 
di far capo dal s 1 intendente De Eossi, appresso quale, d'ordine «li S. A. E., 
il s 1 Balbis ha lasciato le chiavi delle stanze, in cui sono riposte le sudette 
scritture, acciò si trovi pronto per presentar le medeme chiavi per l'effetto 
sudetto. Indi trovarà il s' referendario Bernardi, al quale questo Magistrato 
ba conferto e conferisce l'autorità necessaria per proceder all'atto opportuno, 
come infra, cioè di portarsi, assonto il s r patrimoniale Dalmazzo, ove sono le 
sudette casse, di compagnia del s r intendente De liossi et assistenza del sud" 
estensore Bompiede; ove gionti, far numerar dette casse, conceder testimoniali 
al detto s' Patrimoniale del stato loro e riconoscer se confrontano con l'atto 
seguito (piando furono trasmesse, dato luogo alle casse levate e qua ricondotte, 
e se pur confrontono con l'atto seguito in tempo di tal levata, sì che si accerti 
se vi è il ninnerò compito e corrispondente poi tutte alle sudette trasmesse. 
Indi le faccia detto s' Referendario accomodar con le sudette invoglie di tella, 
e con quella maggiore cautella clic si stimare piti sicura al Real servitio per 
detta conservatione. Indi, sigillate ne' luoghi più proprii, le farà collocare di 
novo ove si ritrovavano; il tutto in presenza di il" s 1 Intendente, al quale 
saranno indi restituite dette chiavi, come già le liaveva; et con assistenza 
d'esso estensore Bompiede", al quale habbiamo mandato et mandiamo di far 
tutta la spesa che sarà necessaria per il pronto adempimento a tutto (pianto 
sopra, come si è offerto al sudetto s r conte Fecia; che, qua gionto, tanto per 
essa che per quelle che le saranno necessarie per il suo andare soggiorno e 
ritorno si spedirà da questo Magistrato l'ordine debito per la sua pontuale e 
compita sodisfattione ». 



Ivi, il e. Itti 1 117. 

Sessione di lunedì mattina, 17 maggio 1706. 

« Havendo il s 1 conte presidente e generale delle finanze Gropello fatto 
avvisare questo Magistrato, per organo del s' avvocato generale Riccardi, esser 
spedieiile in queste circostanze de' tempi correnti, rimandare a ('lineo, dove 
>S. A. E. comanderà, le scritture che, sendosi di ,nià imballate e trasmesse dal- 
l'archivio camerale alla d a città nell'estate hor scorsa, si sono indi in parte 
per servirsene nelle occorrenze avvenute latte riportare in «pia. come altresì 
quelle di più che si stimasse necessario e facile di riporre in sicuro in queste 
contingenze : 

«il Magistrato ha deputati li ss" mastro auditore vassallo Bagnolo, avvo- 
cato patrimoniale generale Rofredo e patrimoniale generale Marandono, acciochè 
essi tutti, o quelli che potranno assistere, con assistenza del s 1 archivista Scar- 
rone, si portino lioggi e successivamente nell'archivio camerale, e, falla ricò- 
gnitione delle scritture già lesale l'anno scorso dal d" archivio e trasmesse a 
Cuneo, indi riportate in qua, quelle di novo faccino, precedente nova descrii 
tione, imballare el incassare respettivamente, e, sigillate, si tenghino in pronto, 
per farle rimetter e trasmetter a chi e dove verrà da S. A. K. comandato; 
mandando al d° s' archivista Scarrone di proveder, per d° imballamento el 
inchiusioni respettivamente d'esse scritture in casse ben chiuse e sigillate, tutto 

ci inalilo saia necessario, che ne sia indi rimborsalo el indennisato ■■ 

1S 



— 235 — 

hi. a e. 119. 
Sessione di venerdì mattina, 21 maggio 1706. 

Il s' conte consigliere «li Stalo, mastro auditore, patrimoniale generale 
Feci a di Cossato ha fatto saper al Magistrato che, in seguito all'incarico, datoli 
alla Tavola, ili parlare al s' Generale di finanze per far dar all'estensore Bom 
piede il danaro necessario per il viaggio, che deve far a Cuneo per ricondurre 
rolla le dodeci casse, clic già con le altre, d'ordine di S. A. I,'.. furono con 
dune, a* quali se ne e aggionta altra, t'aeienii in tutto casse tredeci, gl'haveva 
risposto di riferire al Magistrato ch'egli haverebbe l'alio dare, e cosi |,> porta 
alla sua notiiia. accio il Magistrato ordini quello le parerà; rappresentando che. 
quando ultimamente la delta A. B. ordino di farsi imballare quelle j;ià erano 

a Cuneo. In dato l'ordine al incdemo l'.oinpicde di pollarsi colla e far capo dal 
s' intendente De lìossi. appresso ili cui erano le chiavi, al inedeiiio rimesse, «li 
coniando della I.'. A., dal s' Balbis, e rimostrarli l'ordine, clic lia\e\a: indi. 
dal s 1 referendario l'.ernardi. come riferisce il detto ordinato, accio determini 
il Magistrato, come meglio lo parerà. 

«11 Magistrato, sentita la sudetta rappresentanza, ha mandalo rimettersi 
le sndelte dodeci casse, presentemente imballate, precedente il loro sigillamento, 
come fu osservalo l'altra volta che furono con le altre trasmesse, al sudetto 
Bompiede per farle condurre a Cuneo: ove. gionto, Tarli consegnar per atto da 
rogarsi avanti il s 1 referendario Bernardi al predetto s 1 intendente De lìossi 
per l'arie custodire «• non rimetterle ad alcuno senz'ordine di S. A. 1.'. o di 
questo Magistrato, se dalla medema ne bavrà medemamente l'ordine, come 
seguì quando le delie dodeci casse si maiidorono prender; e d'osservar detto 
Bompiede tutto «pianto sopra: commettendo questo Magistrato l'alio di detto 
sigillamento al s 1 senatore Avcnati con intervento del s r patrimoniale generale 
Marandono, già deputato quando fu ordinato dal Magistrato che si rimettessero 
le scritture in dette casse e quelle s'imballassero ; conferendo questo Magistrato 

ad amili delti signori, come pure al s' referendario Bernardi, respeltivaineule 
l'autlorita necessaria et opportuna ». 

Ivi, a e. 122. 

Sessione di sabato mattina, 22 maggio 1706. 
« Essendo slato rapresentato al Magistrato se. in occasione clic si mandano 

a Cuneo le tredeci easse scritture dell' archivio, de' (piali nell'ordinato del 

giorno di liicri. L'I maggio corrente, si delibino anche mandare li registri cor- 
renti, che sono appresso li ss" secret a ri i : 

« Il Magistrato e entralo in sentimento (die detti registri correnti, che non 
sono ancora compiti, si ritenghino da detti ss" Segretari per la speditione de' 
ricorrenti ». 



Ivi. a e. 127. . 

Sessione di sabato mattina, 5 giugno 1706. 

« Il s 1 avvocato generale Ricardi riferisce (die. havendo portato al s' conte, 
presidente e generale didle finanze Gropello l'avviso delle scritture che sono 
rimasti nelli archivii di questo Magistrato, per havere li ordini necessari] di 



— 236 — 



quanto se ae dovrà l'are nell'emergenze e pericoli correnti, sovra del che «letto 
s 1 Presidente, Generale La risposto di far sapere ad esso Magistrato che 8. A. li. 
lascia alla prudenza «lei oiedemo circa li luoghi e tempo che stimeranno ili 
l'arie trasportare, e clic, quanto alle spese saranno necessarie, spedisca gl'op- 
portuni ricapiti pei il pagamento «Ielle medeme. 

«Il che udito, detto Magistrato ha commesso al s l archivista Scarrone che, 
assonto seco il s' illudi" Rubato, si trasferisca nelle carceri senatorie e rico- 
nosca (piali stanze potranno esser più proprie per la riposinone e sicurezza di 
dei te scritture e riferisca ». 

Ivi. a e. 128. 
Sessione di martedì mattina. 8 giugno 1706. 

« Ilavemlo (piesto Magistrato già più volte proposto esser più che neces- 
sario (die si cerchi qualche luogo per riporre tutte le scritture (die sono rimaste 
in questi archivi, come anche tutte le altre de' (piali ha fatto instanza pei 
l'istesso line il s' procuratore fiscale generale Peletta, mandato espressamente 
dell'ecc" 1 " Senato, ha questa mattina incaricato più positivamente il s 1 archivista 
Scarrone di prender seco il s 1 ingen" Rubato, o in suo diffetto l'estimatore lo', 
et in mancanza di questo quell'altro ingeniere (die potrà liavcre. e. portati 
ambidue indie carceri senatorie, per riconoscer quelle stanze e posti che stime 
ranno più propri! per riponer le sudette scritture con una moral sicurezza, e di 
prender a quest'effetto tutte quelle cautele, e l'are tutti quelli ripari, (die sti- 
meranno necessari! per la sicurezza delle medeme e di eseguire il lutto con 
Ogni prontezza ». 

Ivi. a e. L29. 

Sessione di mercoledì mattina, 9 giugno 1706. 

,. Ilavemlo esso Magistrato incaricato il s' eonte et avvocato patrimoniale 
generale Frichignono di Gastelengo di parlare al s' conte e generale delle 
finanze Gropello per saper da esso li precisi sensi di S. A. R. ove babbi da 
sedere questo Magistrato d'hor in avvenire in occasione del presentaneo assedio 
di questa tutta e bombardamento^ di cui resta minacciata, qual rende perciò 
pericolosa l'habitatione di questo Palazzo Senatorio e Camerale, d" s 1 avvocalo 
patrimoniale generale Frichignono di Castelengo riferisce esserli staio risposto 
dal d" s' Generale di finanze esser niente di s. A. R. (die si porti congregar 
d° Magistrato in quel posto della presente città (die verrà scielto o da esso Magi- 
strato «> dal s 1 Primo Presidente sinranto dureranno li presenti pericoli. 

« Il «die udito, il s 1 detto Magistrato Ini ordinato et ordina congregarsi 
questo Magistrato, sino a nuovo ordine, nel Palazzo ove si e portato ad Inibi- 
tale in occasione (lidie presenti circonstanze il S' conte primo presidente t'ase- 
lette. proprio del s 1 Marchese di Cavaglià ». 

Ivi. a v. 134. 

Sella Sessione di mercoledì mattina, 16 giugno 1706, in letto l'Editto 

del 13 (, "1 quale S. A. R. divise il Magistrato in due elassi una sedente a 

d'orino e l'altra a Cherasco. A Cherasco dovettero pendo trasferirsi il primo 

20 



— •_'.■;: — 



presidente Caselette, i senatori Avenato e Beraudo, i maRtri auditori e patri- 
moniale generale Balestrerii, l>c Rege e Bagnolo, e l'avvocato patrimoniale 
generale Frichignono ili Castellengo. Quindi: 

■■ Il s' archivista Scarrone ha rappresentato :il Magistrato che, in seguito 

all'ordine datoli dal mede per il trasporto delle scritture dall'Archivio del 

Magistrato nelle careeri di S. A. R., ha fatto trasportare quantità d'esse scrit- 
ture in dette carceri fi accomprato diversi sachi per riponerle ri diverse ceste 
per tradurle el accomprato paglia, tele <• cordaggi per imballare l<- nltime tre- 
deci casse, piene «li scritture trasmesse, d'ordine del Magistrato, nella città di 
Cuneo, ci perciò esser necessario fin 1 se gli somministri una somma per poter 
suplire al già fatto e continuare sino al finimento, havendo anche il primo usciere 
del Magistrato, Salieto, fatto levare le tapezzarie alla Camera delle conferenze 
.•i alla Capella «lei Magistrato. Il detto Magistrato ha ordinato che dal s' vas 
-allo e tesoriere generale Ferrerò si sborsi al d° s 1 archivista Scarrone livre 
trecento in conni delle spese fatte e «la farsi, del tonilo, che parersi alle Regie 
Finanze per darne poi conio del speso con la presentatione della parcella, de* 
■ piali il nicilenio s' Scanone ne sborserà al d" usciere Saglieto il resultante dalla 
parcella, die esso darà per l'effetto sudetto; die mediante l'estratto del pre- 
sente ordinalo con ipiillan/.a del sudetto s' archivista Scarrone sarà esso s 1 
Tesoriere generale per dette L. 'ino scaricato ne" suoi conti. 

.. Insieme, delio s' archivista Scarrone ha presentato al Magistrato il parere 
dd s' capitano et ingeniere Rubati del giorno d'hieri circa quanto si deve fare 
per assicurare le stanze ove si repongono le scritture sudettc. qual e del tenore 

seguente : 

■ ■ Ter assicurare le stanze del secondo piano delle carceri, che si devono 
occupare per le scritture, atteso che le medesime hanno una volta di meno, si 
metteranno suoi puntali, che siano di legno torte di rovere con sue liuti steppe 
sotto e sopra, che dette steppe siano di tutta lunghezza delle stanze con tre 
guccie in giro ben chiodate alli puntali e collegati, acciochè non si movino. Tal 
riparo stimo sarà sufficiente atteso che vi sono al disopra ancora tre Folte rin- 
forzate. E (piando si volesse metter fascine, druggia e terra nelle stanze sopra 
sarebbe più sicuro. 

Torino, li 1"> giugno 1706. 

. gottoscritto : Rubati. 

« Il Magistrato, udita la lettura del meilemo. ha incaricato dello s 1 archiv ista 
Scarone di far tare prontamente li ripari sudetti portali dal sud" parere con 
riportarne, quelli finiti, la colaudatione ». 



hi. a e. 140. 

Sessione di martedì mattina, 22 giug'no 1706. 

* Si e tatto chiamare il s 1 archiv isla del Magistrato, Scarrone, per sapere 
se, in seguito al parere del s 1 cap"" et ingeniere Rubato delli lo giugno cori" 
concernente la reparafiouc delle carceri di S. A. I'., in (piai si e dest inalo tarsi 
riporre le scritture dell'archivio del Magistrato, esso babbi adempito a quanto 

resta per detto parere prescritto et come ne tu incaricato precisamente dal 
detto Magistrato; et udito detto s' archivista Scarrone qui giontO, (piai in 
21 



238 



ordine alla riparatione delle stanze sudette ha detto non haverla fatto ancor 
fare per essersi applicato a far la separatione delle scritture d'esso archivio, 
liaver bensì fallo trasportare le scritture di detto archivio in esse carceri come 
sovra destinate: 

«Il Magistrato ha ordinato a detto archivista Scarnine quivi presente di 
dover indilatainente e fra tutto il giorno d'hoggi far fare li ripari prescritti per 
detto parere d'esso s' eap"" Illibati e tarlo colandaie ». 



Ivi, a e. 141. 

Sessione di mercoledì mattina, 23 giugno 1706. 

Si accoglie l'istanza del tesoriere Palliero, cassiere del Tesoriere generale 
di S. A. i;. Ayino Ferrerò, di ritirare in una cassa nell'archivio e di riporre 
nelle carceii colle altre scritture le scritture e il conto della Tesoreria gene- 
rale 1704 « accio siano sicure, atteso l'assedio, l'atto dal nemico, di questa città ». 

E cosi deliberasi anche per il conto della Tesoreria generale di milizia per 
il 1703. 



Ivi, a •■. 142. 
Sessione di sabato mattina, 3 luglio 1706. 

« È stata dal s' archivista Scarnine presentata al Magistrato la colauda- 
zione l'atta dal s' eap"" et ingeniere Rubati de' ripari tatti in seguito del parere 
del moderno, registrato nella sessione delli 16 giugno hor scorso, alle stanze delle 
carceri dove si sono riposte le scritture dell'archivio. 

«Il Magistrato ha ordinato quella registrarsi, qual è del tenor seguente: 
« riavendo visitato sotto il giorno d'hoggi li ripari fatti indie stanze delle 
carceri per servitili delle scritture dell'ecc™ Camera, reparate secondo il sopra- 
scritto parere, io stimo dello reparo di pontaggi sufficiente quantunque non si 
sia messo il rimanente de' materiali sopraccennati. 

«Torino, li 27 giugno 1706. 

« sottoscritto: Rubati ». 



Ivi, a e. 165. 

Sessione di sabato mattina. 25 settembre 1706. 

La ('amerà essendo tornata a congregarsi nel luogo di sua solita residenza. 

« Il s 1 conte e presidente (iaragno ha rapresentato a questo Magistrato che. 
sendo andato lucri a visitare le carceri senatorie, ha riconosciuto esservi tanta 
quantità di prigionieri di guerra francesi e, fra questi, il numero di sessanta. 
attualmente amalati la maggior parte di dissenterie, quali apportano un fetore 
tanto forte, che, secondo il parere del s' Medico di dette carceri e natura della 
puzza, può produrre un pericolo evidente d'una iufettione d'aria, non scudo li 
medemi provisti d'altro alimento che di semplice pane et acqua onde resta più 
che necessario che si proveda ad un emergente di tanto rilevo, al qual effetto 
sendosi latto chiamale il Procuratore de' poveri, qual ha qui. avanti questo 
Magistrato, continuato quanto sopra : 

22 



— 239 



. Il detto Magistrato ba «li nuovo incaricato il s' mastro auditore Vaudagna 

a (Inversi portare dal s 1 Marchese ili Caraglio, e andante generalmente nella 

presente città e cittadella, et «lai s' conte Foschferi, maggiore, a tarli sapere 
tutto quanto sovra accio taccino e lurre altrove tutti detti ; ilati e dimi- 
nuire il numero «Itili sin!, prigionieri ili guerra, che sono sani, e dirle che esso 
Magistrato si scarica >li ogni accidente che fosse per seguire in difetto di detta 
l>io\ isione 

Ivi, a C. Hill 1 Un. 

Sessione di martedì mattina, 28 settembre 1706. 

Havondo il s' mastro auditore Vaudagna rapresentato la spesa ch'è stata 
fatta con su' assistenza d'ordine del Magistrato per servitio delle cai-ceri e per 
il nettamento della corte senatoria e profumi per purgare le cancri e corte 
«Ielle prigioni et mlitorii, rilevante detta spesa a livre cento quatordeci, soldi 
dieci e dinari dicci, come dalla nota sottoscritta dal detto 8' mastro auditore. 
Vaudagna, la quale l'alia dal Magistrato rimetter al S' conte e mastro auditore 
patrimoniale generale Feda con la nota presentata dall'istesso s 1 mastro audi- 
tore Vaudagna, sottoscritta dal Padre Patritio Francesco Sodano, capellano a 
dette carceri, riguardante il prezzo de' cebri, cebretti, gabasse, cavagne e 
genepro, clic contiene la maggior spesa, la qual nota riferta dal medemo s' conte 
Fecia distintamente, la Camera ne ordina il pagamento di detta spesa. 

. Il s 1 conte consigliere di Stato mastro auditore, patrimoniale generale 
Fecia di fossato ha fatto sapere al Magistrato ch'essendosi trattato del bisogno 
di far venire da Cuneo le scritture camerali tanto per il servitio di S. A. R. 
che del publico, sia stato stimato spediellte dall'istesso Magistrato di parlar- 
sene al s' Generale di finanze, accio non havendo motivo in contrario si com- 
piacesse di far dar gl'ordini opportuni per le vittnre sufficienti per casse 4!» 
colla condotte sotto la direttione del s r Giovanni Bompiede, ricevidore de' conti 
camerali, in virtù d'atto dell'ecc" Camera delli 2!) settembre L705 e ricevuta 
d'esso Bompiede delli 30 d° settembre, a qual effetto fossero alla Tavola del 
Magistrato verbalmente stati caricati di far detta parlata o l'uno o l'altro de' 
>s" comi Fecia e conte di Gastelengo, et bavendone d° s 1 conte Fecia parlato, 
gl'habbi detto s' Generale risposto che si rimetteva alla deliberatione del Magi- 
strato e clic in conseguenza d'essa haverebbe scritto al s L direi i ore De Rossi 
di far proveder li carri necessarii per detta condotta, di che havendone esso 
s' conte Fecia informato il Magistrato, con instanza al medemo di dar gl'ordini 
che le pareranno proprii ; 

«Il Magistrato, quanto sovra atteso, ha mandato e manda al detto Bom- 
piede che, rei irata dal s' Generale di finanze una sua lettera al s' intendente 
De Rossi di farli rimetter li carri e bovi necessarii per la ricondotta delle 
sudette casse 19, quelle facia diligentemente condurre alla presente città et 
archivio camerale, precedente peri) la ricognitione di dette casse con assistenza 
di detto s r Intendente, et, in absenza, del suo s 1 luogotenente, et intervento 
del s 1 patrimoniale Dalmazzo, il loro sigillamento et imbalaggio, da seguire 
tutto questo avanti il S 1 referendario Bernardi et. in sua assenza, avanti il 8' 
suo luogotenente, con la concessione nel medemo tempo delle testimoniali 
23 



24fl — 



opportune e confronto con gli ;itti segniti sotto li 'l'I e font innati sino li l.'4 
aprile 1701» manualmente sottoscritti Musso, che comprendono il numero ili 
soli (sic) -'17 d'esse casse state imballate in virtù di detti atti, essendo le altre 
dodeci già state imballate quando si leccio venir qua per servitio di S. A. li., 
indi rimandate con l'opera ilei sudetto Bompiede, bora esistente anche in detta 
città di Cuneo e Palazzo di S. A. R. come resta informato d° Bompiede; al 
quale questo Magistrato per l'effetto sudetto ha dato e dà l'autorità opportuna, 
ordinandoli ili tener conto della spesa, clic nel ritorno sarà rimborsato e pagato 
respetti vamente, conforme al solito ... 



Ivi, a e. 170. 

Sessione di sabato mattina, 9 ottobre 1706. 

« 11 i-onte, mastio auditore, patrimoniale generale Fecia di Cossato ha riferto 
.il Magistrato una lettera scrittali dalli sindici di Fossano in data de' 7 ottobre 
corrente per cui dimandano la permissione di poter alloggiare nel Palazzo epi- 
scopale di quella città quaranto otto officiali francesi prigionieri colà mandati, 
mediante una competente pensione da pagarsi dalla citta predetta per il fitto. 

<t II Magistrato, udito quanto sopra, ha permesso all'istessa città di Fossano 
di poter alloggiare detti Ufficiali nel palazzo predetto, dove resta dishabitato, 
mediante che la medema città paghi mia competente pensione a beneficio del 
Vescovato ». 



Jl 



'MILO DEREGE DI DO.WTO 



ORDINE DI BATTITURA 

DI 

MONETE OSSIDIONALI 

DI TORINO 

(1706) 



31 Mise. - II. 



Fra i provvedimenti straordinari] presi dal Duca Vittorio Amedeo II 
durante l'assedio di Torino, merita d'essere ricordato nu ordine di batti- 
tura di monete di puro rame con valore convenzionale stato emanato 
coll'intento «li supplire alla impossibilità di far entrare sussidi) nella 
piazza ed alla conseguente deficienza di valuta metallica. 

L'aggiungere una nuova moneta ossidionale a quelle tante che già 
possiede il nostro Piemonte sarebbe scoperta abbastanza importante; 
non sarà quindi inutile lo studiare di quali monete si trattasse e se 
veramente furono emesse, tanto più che su tale argomento finora non 
si conosce altro che l'Edito pubblicato dal Chiarissimo Barone A. Manno 
nella sua preziosa relazione sull'Assedio di Torino (1). 

Questo editto è documento d'ogni autenticità e sicurezza, ma oltreché 
non fu possibile accertare se sia stato interinato dalla Corte dei Conti 2), 
ivi non trovasi nemmeno specificato (piali dovevano essere tali monete, 
quale il loro valore convenzionale e la quantità che se ne doveva emet- 
tere. Per tutti questi ragguagli l'Editto si riferiva ad una istruzione 
che doveva esservi allegata, ma clic disgraziatamente non si rinvenne. 

A tale mancanza supplisce in parte il documento da me trovato. Trat- 
tasi d'una istruzione lasciata dal Generale delle Finanze conte Gropello 
all'Intendente Fontana che doveva supplirlo durante la sua assenza da 
Torino, e merita d'essere riportata integralmente (quantunque non con- 
cerna esclusivamente questa materia), per alcune interessanti notizie clic 
vi si contengono sul funzionamento di varii servizi durante l'assedio, e. 
fra l'altro, sulle sovvenzioni alle milizie, alla casa di S. A. E. ed alle 
truppe imperiali, nonché sui fondi lasciati in Tesoreria e nella Zecca. 

Ma sopra) ulto è notevole per il passo che si riferisce al presente 
argomento, dove risulta che crasi stabilito di fare una battitura di rame 
di diverse qualità, cioè pezze da cinque, da dicci e da venti soldi, come 
pure da due soldi e mezzo; viene indicata la quantità che se ne poteva 



(1) Relazione <■ documenti sull'assedio ili l'orino, Paravia, 1878. 

(2) Neil' Archivio Camerale Torinese mancano fra i registri «Ielle interinazioni quelli 
rannerati «lai 149 ni L55 eli.- comprendono gli Mimi L700-1713 Mann", opera citata. 



— 244 — 



battere, e si accenna anche alla trasmissione d'una memoria concernente 
le divise ed i motti che dovevano distinguerle (1). 

Come vedesi erano state prese tutte le disposizioni preparative alla 
battitura, senonchè le risultanze dei conti della Zecca, presentati dal- 
l'economo Porta per il rame battuto nel 1700, lasciano fortemente dubi- 
tare che il provvedimento non abbia avuto seguito. Ivi infatti non 
sono annotate che le sole pezze da soldi cinque delle quali era già in 
corso la battitura prima dell'assedio, tacendosi affatto di quelle da dieci, 
da venti e da due soldi e mezzo. 

E tale dubbio viene anche corroborato da ciò che dopo essersi in 
giugno ordinata la continuazione della battitura dei pezzi da soldi 
cinque per la bella somma di L. 250.000, se ne ordinò in agosto altra 
battitura per L. 150.000 ed in settembre per L. 27.016,10 (2), cosicché pare 
siasi preferito duraute l'assedio continuare la battitura in corso anziché 
dar esecuzione all'Editto. 

Da tutte queste risultanze, dalla mancanza assoluta di ogni altra 
notizia al riguardo come pure dal non essersi finora scoperta alcuna 
di queste monete, è lecito trarre la conclusione che trattisi semplice- 
mente di un provvedimento preparato pel caso di necessità somma che 
fortunatamente pare non siasi verificato. 

È però lecito supporre che se tali monete non vennero emesse, se 
ne sia almeno dalla Zecca eseguita qualche prova, quindi può darsi che 
col volgere degli anni ne possa venir fuori qualche esemplare. 

Perciò non ho creduto del tutto inutile segnalare quanto finora 
si conosce in proposito e che può anche giovare ad illustrare la storia 
dell'assedio di Torino, riportando l'Editto già stato pubblicato dal Manno 
ed aggiungendovi l'istruzione del Generale delle Finanze. 

Torino, 15 maggio 1906. 



(1) Neanche questa memoriti sui molti e divise potè rinvenirsi. 

(2) Ardi, «li (.'oite. Monetazione, in. 14, t" ridi;, ;">i>7, 51», 512, 513, 514! 



— 245 — 



Ordine per la battitura delle monete di rame 1 ' 



Vittorio Amedeo li per grazia ili Dio Duca di Savoia, Principe di Pie- 
monte, Re ili Cipro, ecc. 

Per compire alle continue spese cagionate da questa guerra li molti mezzi, 
che si sono tenuti nel corso d'essa, sono abbastanza noti a' nostri ben amati 
popoli; le causi' premurose per esse che tuttavia continuano, sono pur anche 
conosciute ila tutti quelli, che animati dal naturale loro zelo, e valore concor- 
rono alla (litl'esa della loro Patria. Noi pero non volendo in occasione si impor- 
tante far sospendere li pagamenti in favore «li quelli, che ci prestano le loro 
opere, e serviggi, ne potendo ili presente far entrare in questa Piazza tanto li 
sussidi, che si ricavano dal restante dei nostri stati, che quelli ci pervengono 
dalle Potenze collegate in aiuto di questa guerra ci siamo prefìssi di prevedere 
all'urgenza con un mezzo già pratticato in tutti li tempi di simili occasioni, 
ordinando alla nostra /ceca una battitura di monete infra-specifficate di puro 
rame, clic un mezo doppo immediatamente cessate le hostililà de nemici contro 
questa città faremo ritirare nella Tesoreria nostra generale col cambio, e re- 
missione nello stesso tempo d'altre valute d'oro, argento, e moneta al corso, 
clic in lai tempo comunemente franeranno nel commercio: quindi è che di nostra 
certa scienza, piena possanza, ed autorità assoluta, partecipato il parere de' 
principali nostri ministri, mandiamo al Tesoriere nostro generale di ritirare 
dalla nostra Zecca le i tete di rame in essa fabbricate, della qualità e valore infra- 

staliilito. e per le somme, che li verranno rimesse a misura, che continuerà 
L'urgenza del nostro servitili, e ciò a fine di continuare regolarmente li soliti 
pagamenti alle Truppe, et altri, che in quest'assedio ci prestano loro opere, e 
serviggi, à qua! effetto ordiniamo a tutti li sudditi, et habitanti in questa 
nostra Metropoli, et in particolare alli Mercanti, negotianti, et artisti in osa. 
ninni eselusi, ne eccettuati, d'accettare senz' alcuna difficoltà, ne ritardo al 
prezzo Lnfrastabilito qualunque delle monete di rame come sovra fabbricate, ne 
Imo negotii, e commercio di qualsiasi sorte, e qualità subito che li saranno le 
medeme presentate et eshibite si in-pagamento, che altromodo, sotto pena di 
scuti cinquanta d'oro per ciascuna volta a chi contraverrà et in dififetto, d'un 



(1) Are-li. ili Stato Torinese, sex. i". Ufficio generale finanze, capo 58, $ 158, a carte 130. 



— 246 



tratto di corda quant'alli homini, e rispetto alle donne della pubblica fustiga- 
zione, a qual effetto sotto d c pene espressamente prohibiamo ad ognuno tenente 
negotia, o bottega aperta in questa Città, di chiudere le moderne per causa «lei 
cinso di dette monete, ma bensì di continuare loro negotii, e traffichi con la 
spendita, et uso d'esse, che dovranno esser come sovra accettate in ognuno de' 
medemi, da farsi in questa città, senz'aldina benché minima alterazione delle 
merci o vettovaglie oltre il prezzo, a cui sino al giorno d'hoggi si sono comu- 
nemente vendute, et acciò con questo non venga il Commercio, e Particolari a 
sentire pregiudicio alcuno promettiamo in fede, e parola di Prencipe, che un 
mese doppo cessate come sovra le hostilità del nemico contro questa Piazza si 
faranno retirare nella tesoreria nostra generale tutte le monete sudette col rim- 
borso nello stesso tempo in bone valute d'oro, argento, e moneta al corso, che 
come sovra in tal tempo balleranno nel commercio, anzi per maggiormente ac- 
certare del siculo rimborso, chiunque in seguito a questo nostro Editto hauesse 
ritirato, o ritirasse di dette monete, vogliamo che ellegendo di prendere pen- 
dente quest'assedio tanti capitali di tasso, o monti da noi posti in vendita, 
etiandio di quelli della nova erettione aperta sovra la città di Cuneo, et in 
virtù delli Editti nostri delli 25 febraro prossimo scorso, 2 et 13 del corrente, 
debba il Patrimoniale nostro Generale fargliene immediatamente la vendita, e 
cessione alla forma d'essi per la somma di dette monete, che verranno ripor- 
tate nella Tesoreria generale, o pure per esse possa ritirare dal tesoriere nostro 
generale, una o più quittanze per la concorrente delle medeme sovra qualsisia 
delle debitore correnti dovute dalle Coni'' 1 de' nostri stati, o verso li Ecriuieri 
nostri generali per quel quartiere, o quartieri, ch'ellegeraamo di prendere^ man- 
dando a quest'effetto al sud" nostro Tesoriere generale di così osservar et ese- 
guire: e poiché l'uso di queste monete non deve praticarsi che in casi di somma 
urgenza, come il presente, ne per questo è mente nostra, apporti pregiudicio 
alcuno sia al commercio, che particolari, Per ciò dichiariamo che tutti li cre- 
ditori habitanti in questa città per cause e fatti contratti antecedenti al pie- 
sent'assedio non potranno esser astretti da loro debitori à prendere d° monete 
in pagamento de' loro crediti siidetti ne, ciò atteso, questi pendente il medemo 
potranno essere constretti da loro creditori al pagamento de debiti come sosia 
precedentemente contratti. Mandiamo per tanto alla Camera nostra de (Unii 
d'enterinar, ammetter et approuare le presenti secondo loro forma, mente, e te- 
nore e che albi copia stampata dal stampato* nf°Valetta si deliba prestar tanta 
lede, come al proprio originale; che tal è n I:l mente. Dat in Torino li 17 
giugno 170(1. 

VITTORIO AMEDEO 

V. Bellegardb 

V. GrEOPBLLO 
Regia ('muoio per il 

Coni ■ <!'' mìo /'(idre 

De S. Thomas. 

L. S. 



247 — 



II. 



Memoria istruttiva al Primo Uffiziale, l'Intendente Fontana, 
pel regolamento d'esse pendente l'assenza del generale U). 



Dovendomi transferire nel Piemonte d'ordine <li S. A. B. ove potrei sog 
giornarvi qualche tempo, nel caso, che questa città venisse assediata, <> blo 
cata dal nemico, e sendo necessario pendente tal mia absenza per accertare il 
regio servizio vi sia una persona che in luogo mio e sotto il mio nome babbia 
la reggenza del mio Ufficio per regolare, e provvedere all'azienda del tuedemo, 
Ianni nel risguardante la riscossione de' Redditi Demaniali, eia' Casuali, quanto 
nel far pagar quelle somme, che saranno indispensabilmente dovute, S. A. 1.'. 
ha gettato l'occhio sovra la persona «li V. 8. per l'effetto sudetto, e si è com- 
piaciuta ordinarmi ili dar le mie disposi fcioni, afinchè pendente detta mia absenza 
possa agire liberamente attorno quanto sopra, in cui seguito le dirò in primo 
luogo, ehe restaranno al mio Officio li SS" Segretari delle Regie finanze La 
Grange e Gallo, et il commesso Giacometto, quali tanto nella speditione de' 
rei-capiti, loro registrazione, ehe per ogni altro affare riguardante l'Ufficio ese- 
guiranno tutto ciò che li verrà ila V. S. prescritto, e continuaranno la loro 
residenza nel medeino, avendo ordine di communicarle li libri e registri d'ogni 
suite, coinè pure Ogni altra scrittura esistente nelli Uffici, et Archivii del 

medemo. 

Li pagamenti, ehe dovranno t'arsi, saranno in primo luogo per il Militare, 
attorno al quale conviene dare ogni attentione, a finche non manchi mai il prest, 
che può rilevare per le truppe d'Infantaria, che sono in questa Città, e con- 
torni a L. 20/m circa cadmio che sono L. 60/m al mese, mentre per la Caval- 
leria, e Presidii, se li provederà da me pendente il mio soggiorno fuori di questa 
Città, qua! prest si deve rimettere al S' Tesoriere Generale di mililia con la 
sua quittanza verso il Sig. Tesoriere Generale, alla quale V. S. farà il vista per 
me all'orecchio; Gli altri pagamenti saranno per le fortifficationi, cine rispetto 
alti impresari sovra li recapiti del Conseglio delle fabbriche e con quittanza del 
Tes ri delle medesime Fantino da visarsi li imi e l'altra all' orecchio come s a : 
e rispetto alli travagli che si fanno ad economia, si farà cader il denaro in mano 
del commesso Odasso con biglietti di V. S. sovra il S. Tes" (leu 1, , a quali pure 



(]) Ai-eli. di Stato Torinese, sez. 2", detienili finanze. — Finanze, Intendenze e loro 
Segreterie, m. 1. a. 7. — Altra con piccole varianti: Generale Finanze. Operato nei tempi 
ili guerra, ni. 1. n. 3. 



— 248 — 



farà la sua firma all'orecchio come s a . Vi resta poi l'Artiglieria, che si paga 
con recapiti del Conseglio d'essa, e quittanze di detto Tesoriere Fantino con le 
regole sovraccennate per le fortificazioni. 

Vi è pure la casa ili S. A. lì. che converrà andar soccorrendo, e farà pa- 
gare con quittanza del S' Tes" Palliero stato provvisoriamente deputato, la 
(piai pure signarà all'orecchio, rispetto alla qual cosa devo dirle, che in questi 
giorni si sono fatte pagare al detto Tes" lire dodici mila cinquecento, che pos- 
sono suplire per tutto il corrente mese. 

Sotto li 17 corr te si faranno pagare lire cinquemila cinquecento al Cassiere 
delle Truppe Imperiali, e si continuerà d'otto in otto giorni il pagamento di 
simil somma, sin che altrimenti venghi da S. A. R. ordinato. 

Le spese, e premi, che si danno a quelli, che arrestano li disertori, come 
pure per la traduzione d'alcuni d'essi, e per l'esecuzione «li qualche sentenza 
le farà pagare dal Tes"" G-en 10 sovra le fedi del S r Auditore Gen Ie di guerra, o 
d'uno dei suoi V e Auditori, in piede de' (piali drizzare il suo recapito al me- 
desimo Tesoriere che signarà come sovra. 

Quanto poi alli straordinari, che potessero occorrer, quelli si faranno pagare 
secondo li ordini, che verranno da S. A. R. alla mente de' quali spedirà suoi 
reccapiti al Tesoriere come sovra. 

Avviserà il Sii;-. Intendente La Riviera, acciò quanto prima formi nota delle 
fabriche, e forti flìcationi date a partito per rifferire a S. A. R. il stato d'esse, 
e ricever li ordini Regii circa la continuazione o sospensione delle medeme. 

Li reccapiti spediti india scorsa settimana per le fortifficazioni rilevano a 
L 31600; a conto de quali sono state pagate L. 21712,17,8: e per il restante 
ne transpoftarà il pagamento per otto giorni, in fine de quali si faranno pa- 
gare li travagli di continuazione , prorogando il pagamento delli altri a 
miglior tempo. 

Se le lascia in fondo india Tesoreria generale la somma di lire 89078,9 et 
nella Zecca L. 88145, nella quale giornalmente si fa una battitura di pezze «la 
soldi cinque, che pnò rilevare a circa L. 6000 al giorno, e la Tesoreria gene- 
rale continuarà il suo mensnale tanto in debito, che in credito secondo il solito, 
nel resto si valerà del prodotto «lidie gabelle generali, la direttione de quali 
resta appoggiata al S. Audifredi procurando pure d'esiger quei Casuali, che oc- 
correranno. 

In oltre se le rimette un stato, nel «piale sono descritti diversi Cava- 
lieri e particolari per le somme che si è creduto potersi ricavai- «la ognuno 
d'essi, e vedrà dal medemo stato, ciò. che ognuno ha pagato, procurando «li 
portar quelli, che non hanno compito, a compire se non in tutto almeno in parte, 
con far loro quelle ràppresentationi più efficaci, che crederà, esprimendole, che 
ricevendo in paga Tassi, Monti, Lnfeudatione, o feudi a loro elettione, li resta 
ciò molto utile, oltre «die fanno il loro dovere in soccorrer la Patria in congion- 
tura così premurosa, in cui proposito le dirò, che resta aperta l'erettione «le' 
Monti fissi, e vacabili sovra questa Città, come pure la vendita de tassi, e si- 
milmente l'infeudatione, il tutto coinè vedrà dalli Editti esistenti nell'Archivio 
dell'Ufficio. 

Per le Paghe militari si fa pur cadere il denaro in mani di quel Tesoriere 
e con sua quittanza signata da V. S. come sovra, e rispetto all'Intendenza 
sovra le instanze, «die le darà il s. Intendente gen la farà li suoi reccapiti sìgnati 
all'orecchio come sovra pagabili al S. Bicevidore Tabasso. 



— 249 



De truppe il' Infanteria sono pagate per la mesata <li marzo, alla ri- 
serva de' Stati Maggiori, e ili qualche residuo «li quartiere d'Inverno tanto 
a questi, che a qualche Ufficiale, e quanto alla Cavalleria resta siilo cre- 
ditrice «li li. -Ini. circa per residuo del quartiere «li marzo; onde converrò 

prender sur misure per compire alla paga ili detto resid iirca il fine di questo 

mese, e nel medemo veder ili pagare la mesata d'aprile all'Infanteria, reppli- 
candole «li pensare sempre al tondo del prest, che si paga ili dieci in dieci 
giorni, il quale si deve provedere a preferenza d'ogn'altra debitnra. 

Se le rimette una quittanza del S r Tes" generale ili Militia Bagnolo del 

u ionn> d' ili !.. '-''"ni sovra il Sig. Tesoriere Cimi 1, ila mevisata,e1 essa glie 

la restituirà domani, o doppo dimani, ordinando il pagamento della metà pre- 
sentemente, el il restanti' Ira alcuni giorni. 

Il dritto della Macina, che si esige in questa citta, e nel Piemonte, cade 
mila Tesoreria generale ili Milizia, e ili mese in mese li Controllori e Eticevi- 
dori trasmettono al mio Cilicio lo stato del prodotto ne' loro rispettivi depar- 
timenti, et il commesso Cervino ne tiene conto particolare per darne debito al 
S 1 Tesoriere generale ili Milizia, lo stipendio ile' quali Controlori, clic resta 
l'issato ad alcuni in somma certa, et ad altri ad nn tanto per cento del prodotto 
si t'ara pagare dalla medesima Tesoreria con biglietti, che spedirà come sovra. 
avvertendo però die prima di tal speditione deve accertarsi del prodotto per 
vedere qual svario vi sia dalla mesata suddetta alla precedente, et ove lo svario 
t'osse del quarto meno, in tal caso a proporzione dedurrà lo stipendio rispetto 
a quelli che l'hanno lisso. 

In caso d'assedio che potesse impedirmi l'introduzione in questa <'ittà di 
qualche contante pei' sovvenir all'urgenze, che correranno, si è stabilito di far 
una battitura di lame di ili verse qualità cioè pezze da cinque, da dieci e da venti 
soldi, come pure da due soldi e mezzo con accreditarle per un Editto di S.A.E. 
ehe ordinerà di riceverle e spenderle nel pubblico Commercio con promessa di 
l'arie retirare nella Zecca mediante la remissione di buone valute, immediata- 
mente cessale le correnti hostilità del nemico contro la medesima < it là. Chiesta 
disposizione è già stata notificata da me all'Economo della Zecca Torta, che ha 
avuto ordine di preparare ciò che e necessario, affine ili poter eseguire all'oc- 
casione quanto sopra, et ove mancasse del rame si indrizzerà al Sig. Intendente 
La Riviera che pur ha avuto online di tenerne a parte di quella qualità con- 
venevole per tal battitura, e potrà riconoscer in Zecca se sia stato eseguito 
.pianto sopra, e far mettere l'aliare in stato da poterlo attuare da un giorno 

all'altro. Di tal battitura se ne può tare sino alla quantità di L. 2 n le 

quali saranno sempre in Commercio, mentre ninno cercherà di conservarle 
sendosi a quest'effetto con intervento del Sig. Aw'" generale compilato 
l'ordine per la medesima, et occorrendo prevalersi dell'effetto d'esso lo dovrà 
presentare alla Signatura, facendolo spedir in t'orma per aver 1' esecuzione di 
detto Editto, che se le rimette per copia unitamente ad una memoria concer- 
nente le divise, e motti per mettersi nelle monete suddette. 

Se le rimette pur a parte una nota in cui sono descritte più persone della 
presente Città credute più comode, e pecuniose, da presenlarsi a S. A. K. nel 
caso, che si vedesse mancare il contante. 

Il Sig. Gran Cancelliere ha trasmessa da Cherasco la qui giunta Patente 
per l'erezione dei Monti sovra la città di Cimi die immediatamente pervenuto 

!» 



250 — 



L'ordinato di Consiglio di detta Città, dovrà tarsi interinar da magistrati e 
trasmetterlo. 

Nel caso d'un bombardamento, che l'incomodasse di continuar il suo sog- 
giorno, ed Ufficio in questa mia Casa, si prevalere del posto, che già Tanno 
scorso si fé preparare in S. Francesco da Paola, ove farà pure ritirare la Cassa 
della Tesoreria Generale, alla quale la persona preposta per parte del Teso- 
riere generale dovrà assistere per dirigere la medesima. 

In somma pendente la mia assenza dovrà accudire a tutti gli emergenti di- 
pendenti dal mio Ufficio, attorno al che che tutto S. A. li. le conferisce l'au- 
torità opportuna, scudo persuasa la E. A. S. die continuerà a dar prove della 
sua attenzione, e zelo per il di lei regio servizio. 

Torino li 13 giugno 1706. 



1(1 



GIORNALE INEDITO 



dell' 



ASSEDIO DI TORINO 

(11 Maggio -7 Settembre 1706) 

CON [NTEODUZIONB E NOTE 

MA IMO ZUCOHI 



INTRODUZIONE 



l'oche età presentano, come quella di Luigi XIV, argomento a lepide 
caricature ed a satire argute e pungenti; il che fu già compreso dai 
contemporanei del Gran Re che ci lasciarono intorno a questo Sovrano 
ed ai suoi generali e ministri una letteratura satirica ed umoristica assai 
copiosa. Il sapore dei frizzi piacenti e mordaci scaturisce spontaneo dal 
contrasto vivissimo che ricorre cosi frequentemente tra i l'atti storici nò 
meravigliosi né eroici della Corre di Francia, e l'altezzosa maestà quasi 
di nume, assunta con ridicola albagia da quel principe e dai suoi cor- 
tigiani. 

Chi non sente (pianta line ironia e (piale puma squisitissima di acuto 
motteggio sia nel racconto concorde dei cronisti contemporanei (piando 
accennano a quella famosa eclisse di side avvenuta il giorno stesso in 
cui le truppe del Re Sole iniziavano l'assedio di Torino ! 

Il Solaro della Margherita '1' narra (die coloro i (piali dilettavansi 
di divinare il futuro dai fenomeni celesti, ne trassero sinistri pronostici 
contro il (Iran Re: il che, a dir vero, è, per gli uomini di spirito, ingiuria 
anche maggiore. 

È noto (die le armi di Francia, dopo il disarmo di S. Benedetto, erano 
venute man mano insignorendosi delle più cospicue città e tortezze di 
Piemonte, tra le (piali, nel L704, Ivrea, Susa e Vercelli. IH bello spirito 
di quel tempo commentava amaramente quest' effìmere vittorie di Pirro 

Coi versi: 

Il n'osi que !>• Piémont à nos Soldats ouvert, 
(d'i le bonlieur nous accompagno: 
Cependanl re que l'on y gagne 
Ne rant pas ci- que l'on y perd (2 . 




Mercure historique et poìiliqtie contenant Velai préscnt de l'Europe etc.; T.:i Haye. 
chez Henri van Bnlderen; 1704, i. XXXVII, pag. 134. 



— 254 — 

Degno di ricordo, in modo particolare, è il grandioso spettacolo alle- 
gorico che, appunto in quell'anno 1704, diedesi a Versailles, alla presenza 
di re Lni.ui, per festeggiare la nascita del duca di Brettagna (l). L'alle- 
goria, che voleva essere l'apoteosi del Gran Re e delle sue armi invitte, 
non poteva riuscire una parodia più cinicamente beffarda di ciò che poi 
realmente fu. 

Sul fare della notte del 26 luglio, preceduto dal festevole rimbombo 
dei cannoni, apparve nel gran viale del castello reale un carro luminoso, 
sulla cui sommità torreggiava Marte, il dio della guerra, fiancheggiato 
da Pallade e Bellona. Narra il cronista (2) che il nume veniva dalle rive 
del Po; infatti, fra i trofei di battaglia che adornavano il suo carro 
trionfale, stavano avvinti da catene d'oro quattro prigionieri venuti dalle 
conquistate città d'Italia. Quando il carro sostò innanzi al re, che atten- 
deva circondato dalla sua Corte, Marte proruppe in un ampolloso saluto 
poetico, i cui primi vanissimi versi dicevano: 

Souverain maitre de La terre, 

Je viene d'obéir à ta loi : 
Des rivages du Pò, que j'ai remplis d'effroi, 
« > ìi Le bruii de tori noni fait plus que mon tornici re. 
J'accours te signaler et mon zèle et ma foi. 

Dopo tale saluto, seguito da lampi e tuoni che rendevano al vivo 
l'immagine di una battaglia, il nume spronava i focosi destrieri e ripren- 
deva la via per l'Italia dove, dice il cronista, meditava per il Gran Ee 
nuove vittorie. Poco più di due auni dopo, Marte tramutavasi in Fetonte 
e sotto la sua effigie in atto di precipitare vergognosamente dal carro 
Luminoso del sole, leggevasi la semplicissima eloquente iscrizione: Mergitur 
Eridano (3). 

Ho accennato alla produzione satirica del tempo di Luigi XIV: ri- 
corderò un bellissimo epigramma (4) rivolto a quel Sovrano, dove ricorre 



(1) Luigi, figlio del duca di Borgogna e di Maria Adelaide di Savoia, nacque il 
S> giugno 1704, e morì il 13 aprile 1705. Nella Bibl. di S. M. [Mise. si. mil. Piemonte. 154, 
24) si ha copia di ima lettera di re Luigi XIV al duca di .Savoia, senza data,, imi indubbia 
nienti' del 1704, perchè vi si allude alla nascita del primogenito del dura di Borgogna. 
La riporto qui perchè breve e perchè rappresenta un ultimo vano tentativo del re di 
Francia a liane dalla sua Vittorio Amedeo II. «Madama la Duchessa di Borgogna Vostra 

Figlia mi ha datta la gioia di vedere un Pronipote. In graccia di questo caio Infante 
•• vi offerisco la Pace con ciucile condiccioni \i proporrà mio Cugino il Duca di Vandome. 
■ Pensate e risolvete d'amare un Re, che non sa odiare il Vostro Sangue ». 

(2) La, descrizione è riportata integralmente dal Journal du Margtiis de Dangeau publié 
en entier pour In première fois pur MM. Soulié, Dussieux, de Cheunevières, Munì: ile 

Montaiglon, uree leu Additions iueililes du Dite ile Suini - Simon, publiés pur M. Leiiillel 

ile Conehes; Paris, Firmili Didot; 1857, voi. X. pan'. L'U-iilT. — ('fi. anche Mémoirés 
complets el autltentiques iìn />»<■ ile Saint-Simon sur le siede de Louis XI V et lo liegence eie: 
Paris, Hachette et <'.: issi, voi. III. pag. 98. — Menine historique el politique etc., 
pagg. 88, 318. 

(3) La medaglia cosi coniata conservavasi nel Medagliere di S. M. il Re in Torino e fu 
riprodotta e illustrala dal Barone Manno, Sull'assedio ili l'orino nel t706: Ricerche seconde ; 

in Misceli, st. Hai.; 'l'orino, ISSI); XIX, pag. 529 si]. — Cfr. anche CaBUTTI (Ho nicol. 

// primo /,'<■ ili Coso Savoia: Sforili ili Vittorio Amedeo II : 'l'orino, 1897; 3" ediz., pag. 333. 

ih Mémoirés el lettres du Maréehal <!■■ Tessè eontenani des anecdotes et des faits histo- 

rii/iies ineonnns sur purlie iles règiies ili- Louis XIV et ile Louis XV : Paris, 'l'i < Mi 1 < 1 ci 

Wiiitz ìii.r. : 1806, voi. il. pag. •-'::::. 





— 255 



menzionato anche il duca «Iella Feuillade, il principale responsabile della 
sconfitta toccata alle armi francesi sotto le mura di Torino. 

Vous avez nffacé, grami Roi, toutc la gioire 

D,-, lióros ili- l'antiqaité; 

E1 tonte In postevité 
A de quoi s'occuper en li sani votre liistoii'o; 
Maia Villci-ui, Tallard, la Peuillade el Tessi 

En Espagne, >-ii l'in i. en Alleniagne, en (fiandre, 

Oul fail pliu! quo Cesar el le grand Alexandre: 

Il vous onl effacé. 

Un'altra cauzone incoraggiava il duca della Feuillade a proseguire 
nelle medesime belle imprese del Tallard, del Tessè, del Villeroi, cbe 
si erano fatti sconOggere poco innanzi, clamorosamente. La satira i 
è particolarmente notevole perchè presagisce, scherzando, che il La 
Feuillade avrà un giorno l'ambito bastone di maresciallo di Francia; il 
che avvenne realmente piò lardi, nonostante la memorabile sconfitta di 
Torino. 

Co que Tallard a coniraencé 

Hans la campagne d'Allemagne 

Le grand maréchal de Tessè 

Vieni de l'achever en Espagne; 

El Villeroi, le fanfaron, 

l 'union in- l'oeuvre a Tirlemonl 2) . 
i lonrage, unni eher Feuilladin, 

Tn sera maréchal de (Trance : 

Cai- in snis le niOnii' clieni in 

Que mi* généraux d'importauce ; 

Villeroi, Tallard el Tessè 

Snni ils pas bien recompensés .' 

Ma gli spirili mordaci della .satira popolare si fanno arguti e sottili 
nel contrasto e nel cozzo delle varie tendenze critiche ed umoristiche; 
onde vicino al caustico vaticinio del bastone di maresciallo sorge, con 
un antagonismo comicissimo, il presagio opposto, espresso in un epitafio 
che ha sapori' di attica arguzia, assodante al La Feuillade la pallida 
ombra del Marsin : 

C\ gii le maréchal Marsin 
El le bàtoli de Feuilladin (3 . 

Ohi, ricordando il .Marsin vittima del suo improvvido consiglio, non 
si sovviene della bellissima frase tacitiana: Felix opportuno ezitut 

11 duca di Saint Simon (4) narra scherzevolmente che quando il 
La Feuillade, rimasto vedovo della prima moglie, chiese in i sposa la 



(1) Mémoires et lettre» du maréchal de Tessè etc., op. cit., pag. 231. 

(2 si allude alla tremenda sconfitta ili Rarailly, villaggio poco lontano da Tiilemout. 

(3) L'epigramma è riportato dal Langallerie. Cfr. Pagliano (avv. Emilio). Pagineine- 
dite sull'assedio di Torino del Ì706; in Biv. milit. italiana} Roma, 1906; LI, 1<U4 nota. 
1 Mémoires compiei» et avthentiqv.es dv Due de Saint-Simon svr le siede de Louis 5 / V 
,i In Bégence, collatiimnés sur le manuscrit originai par M. Chéruel et précède» d'une notice 
pur M. Sainte-Beuvedel'Académicfrancaise; Paris, Hachetteel C; 1882, voi. (I, pag. 820-321. 
7 



— 256 



bruttissima figliuola dell'onnipotente ministro Chauiillart, questi* oltre- 
modo Insinuato della Pi-chiesta, ne fece cenno al re. Il quale, con ima 
line punta d'ironia, richiamando alla mente del suo ministro il carattere 

subdolo ed ambizioso del duca della Feuillade, gettogli in viso le crude 
parole: « Il ne veut votre lille que pour vous tonrmenter pour que vous 
» me tourmentiez poni' lui ». 15 promise che nulla, avrebbe mai l'atto per 
il futuro genero del ministro. Poco dopo couchiudevasi il matrimonio, 
e il re che aveva promesso di nulla tare per lui, davagli in dono 200 mila 
franchi; indi, qualche anno dopo, affidavagli l'onore delle armi francesi 
in Piemonte. Il duca di Saint-Simon conchiude melanconicanieiite: 
« Oombien ce mariage a conti' cher a la Franco!» 

Il duca de la Feuillade era figlio del maresciallo di Francia, Fran- 
cesco d'Aubusson, fanatico adulatore di Luigi XIV, in cui onore aveva 
fatto erigere in piazza delle Vittorie, a Parigi, lui regnante, una statua 
di bronzo «he eragli eostata, come narra Voltaire, circa due milioni di 
lire e fu la « Matterie la plus basse, la plus enorme, la plus pai'enne 
du rógne (1). La statua che fu poi distrutta nel 17!).'! dal popolo, ven- 
dicatore delle ingiurie antiche, era illuminata di notte da alcune lanterne; 
il r\w diede occasione allora all'epigramma mordace di un poeta,: 

. . . D'Aubusson . . . tu nous bernes 

De incttir le Soleil [ialini des lautemes. 

F la salirti pungente rinacque molti anni dopo conilo il figlio del 
fanatico adulatore, allorché gli assediati di Torino, ritrovate in una delle 
loro animose sortite nei fossi delle controguardie e delle mezzelune pa- 
recchie grandi lanterne recatevi dai Francesi negli assalti notturni, lan- 
ciarono contro il La Feuillade, modulati sullo stesso metro di quelli testé 
citali, i versi roventi: 

M' d'Aubusson, je crois que tu nous bernes, 
De prcndre la demihine avec des (anternes ('_' . 

È curioso e ridicolo ad un tempo ciò clic la famigerata Madama «li 
Maintenon- scriveva al duca di Noailles, a proposito del duca delia 
Feuillade, da Versailles, il 3 settembre L706 (3), cioè appunto quattro 
giorni prima della rovinosa sconfitta di Torino: Le siège de Turin va 
bien lentement; un espère pourtant le premile, et je crois (pie. poni- 
le manquer, il tàudroit que le prince Eugène eùt battu M. leducd'Or- 
léans, ce qui ne paroit pas bien aisé, surtout ayanl joint M. de la 



(1) C£r. Roberti, Torino eroica; in Rassegna nazionale; Firenze, 16 giugno L906; 634. 

(2) Coda ut' Costantino). Ragc/uar/lio giornale dell' Assedio ili Torino, cominciato il 
i:; m igijio (708 e liberazione del medesimo sèqin l mbre del medeshno anno: Mano- 
scritto li imi ii inedito ; Torino, Uditi, pag. 89. 

(3) GrUFu-RO* A). Madame de Maintenon d'àprès sa correspondancc mithentiquo : Ohoii 
,/,■ tea lettre» et enU-etiens; Paris, Hauhette et C; L887, voi. II, pag. '.'I. A pa--. :i..-10l' si 
riportano due lettere della Maintenon, untevi, li per gli apprezzamenti a cui diede luogo 
la sconfitta iti 'l'olino. 

s 



- 257 — 



Feuillade ». In altre parole, la Maintenon pensava che l'Orléans, perchè 
assistevalo il duca della Feuillade, non sarebbe stato scou fitto; e l'Orléans 

in sroniit in perchè assistevalo il duca «Idia Feti iliade. < Hi fallacia dei 
giudizi umani! 

Ilo accennato a Madama «li Maintenon e piaceini ricordare un gra- 
zioso aneddoto raccontato da Carlo Duclos (1) con quella sua penna 
causticamente incisiva. Quando al Catinai fu sostituito nel coniando 
delle milizie lìa n cesi in Italia l'albagioso maresciallo di Villeroy, creatura 
della .Maintenon, i cortigiani, usi a disapprovare spesso e ad applaudire 
sempre gli atti del Gran Re, si fecero intorno al nuovo generale compi i- 
meiii indolo altamente. Il solo maresciallo di Dinas si astenne dall'atto 

adulatore, con la frase animosa: .le parile inoli compiimeli! polir volrc 
retour . 

La frase, che vale per tutte le apoteosi anticipate degli eroi simulati 

e p isti. -ci, adattavasi non solo al Villeroy, di cui fu detto lepidamente che 

venne in Italia per le poste a l'arsi battere, ma a pressoché tutti i va- 
nitosi generali e marescialli di Luigi XIV, compreso il La Féuillade; 
al quale — notisi lo strano riscontro con un famigerato ministro italiano 
lo suocero e ministro Ohamillart chiedeva insistentemente una vittoria 
autentica, per ottenergli dal compiacente Luigi XIV il bastone di mare- 
sciallo di Francia (2). 

Ina delle pili curiose e mordaci caricature elle fossero state di- 
vulgate in quell'epoca sul La Féuillade è quella esistente nelle carte 
della famiglia ili La Morte-Laval, pubblicata, non ha guari, dal conte 
di Miribel (3). 

Cu rivenditore ambulante, ricolmo il suo cesto di carte topografiche 
relative a città e fortezze il cui nome è legato a fatti d'arme d'ingrata 
memoria per gli eserciti del (Iran L'è. va gridando a squarciagola la sua 
merce. Italia mano sinistra gli pende, fra altre carte, quella di Torino. 
delineata in lontananza nella giornata fatale in cui, là sotto le sue mura, 
si combatte e si perde dalle milizie di Francia la decisiva battaglia. 
Nella parte superiore della figura leggesi la scritta ironica: Ver Melisi 
gliicldiche Entsats Turins : La felicissima liberazione di 'forino ! 

Alla destra del mereiaio vedesi scapigliato e pauroso, in buffo 
atteggiamento di luna, il duca della Féuillade che nasconde con una 
mano la fronte velata di vergogna e d'onta, e (die accenna con l'altra, 
convulsamente, allo strillone di tacere; alla cui sinistra, un soldato 



il Dui i .os, Mémoires secreta sur le règne <l< Louis XIV, In Régence et /<■ règne "• 
Louis A V i Biblioth. des Mémoires relati/s à l'histoire il'- France pendant Ir /*"" siede aree 
nvant-propos et notices par M. Fr. Barrière ; Paris. Firmili Didot; 1846, voi. 11. pag. 21. 
L'aneddoto è desunto dal Saint-Simon tomo IV. pag. 8) e dai Mémoires ti lettres <'» 
marééhal 'Ir Cesse ete.; Paris, 1806; I. pag. 211. 

(2 Terribile è il giudizio clic dà della Feuillade il duca di Saint-Simon [Mémoires 
complete et authentiques etc., op. oit., voi. II, pag. 820 : - C'étoil mi ixeur corrompa à fond, 
une .un.- de boue, un impie ile bel air ci 'le profession : ponr inni din-, le plus solidemeui 
■ malbonnéte boi e qui ail pani de longtempa ». 

(8) De Miribel eomfce). Monographie tir la fa/mille de l.*i Morte Lavai; in Unii, de 
l'Aead. delphinale; Grenoble, 1902(1903); S. IV. i. XVI, pag. 106-107. 

!» 

33 Mise. - II. 



— 25S — 



dell'esercito gallo-ispauo si tura, imprecando, le orecchie, por non sentile 
il ni-Ulo infausto. Sotto la figura del duca della Feuillade, del mereiaio 
e del soldato leggonsi rispettivamente questi tre distici fianco tedeschi, 
che dal terribile contrasto di quei tre volti buffamente contratti, balzano 
fuori come un canto tragicamente ridicolo: 

mon Dica nieiii Kopff! incili Hertz chagrin empfìndet, 
Weil jetzt nuf einen Tag die Tapfferlteit verschwindet ! 
Le Maiéchall kanlt'e doch, icb liabe novitseten 
Von deineih grossen G-liick, von deinen Rariticten. 
Der schelmische Francois hat meinen karn gesetzel 
In einen la boarbe, der mir mein Olir verletzel ! 

Deguo di nota si è che questa caricatura non è altro se non un 
adattamento posticcio, cambiati i nomi e le iscrizioni, di una vecchia 
incisione di (ì. M. Mitelli, dell'anno 1684, intitolata « Il venditore di 
stampe e d'avvisi»; incisione che figurava recentemente nella collezione 
Bertarelli all'Esposizione internazionale di Milano e che fu pubblicata 
ed illustrata con altre, magistralmente, da Francesco Novati (1). 

Non so se sia precisamente il proposito di combattere questa lepida 
caricatura, o, ciò che panni più probabile, la solita industre cortigianeria 
degli artisti procaccianti; certo è che un sedicente geografo ili quel- 
l'epoca, G. Baillieu, ebbe la curiosa idea di disegnare una pianta della 
città e dei dintorni di Torino con tanto di stemma del La Feuillade e 
con la vanissima dedica: A Monseigneur le Due de La Feuillade Fair de 
France, Gouverneur general, pour le Roy, di' la province du Dauphiné, 
Lieiiteiuiiit general, comma mdant VArmée de Sa Majesté devant Turiti ('Ji. 

L'autore si dichiarava « binubie serviteti!" del La Feuillade; e certo 
assai di rado è avvenuto che siasi lanciata una satira più line e pun- 
gente con propositi adulatori, e nessuno che abbia voluto provocare 
l'ammirazione altrui è mai riuscito così bene ad ottenere l'omaggio di 
un mal frenato sorriso malizioso. 

La memoria della sconfitta di Torino rimase viva in Francia e alla 
Corte anche molti anni dopo il memorabile avvenimento, e sorsero 
i frizzi e i motti pungenti e le allusioni ardite e a viso aperto contro 
il La Feuillade. 

È noto che sotto la reggenza del duca d'Orléans fu processato, con 
altri, il celebre Le Blanc, segretario di Stalo per la guerra; e il processo 
diede luogo a rivelazioni gustose e salaci sopra i tempi e i costumi. 

Il duca d'Orléans parteggiava per il Le Blanc; e suoi interpreti ed 
emissari al Parlamento erano il duca di Richelieu, il duca Luigi Antonio 
di Villars-lirancas e il duca de la Feuillade. Costoro, in voce di spie del 



(1) Novati 'Frane. 1 . La storia e hi stampa m'Ha produzione i><i/><il<tre italiana; in /•.')»- 
porium; Bergamo, Istii. ital. Aiti granello, sett. 1906; XXIV, X" 111. isi 209. 

d'i Si conserva nella Bibl. «li S. M. e non porta data : ma il titolo «li l'ari ili Francia 
dato nella dedica :il La Feuillade lascia pensare che la pianta sia ili poco posteriore al 
171(1, anno in cui il duca ebbe appunto la nomina ili l'avi. Fa cenno di questa carta anche 

il RONDOLINO, Vita Toriiirst': pai;. XXVII. 

10 



— L'f>!l — 



reggente, assistettero tre giovai consecutivi :il Parlamento col proposito 
mal dissimulato ili influire sull'esito del processo. Alla fine, fatti molesti 
a se stossi dalla loro pertinacia e dai mormorii punto riverenti del pub- 
blico, si tolsero di là dispettosamente; e allora il marchese di Montino- 
reucy, primo gentiluomo del principe di Conti, lanciava al La Feuillade 
fra le risa dei \ icini la (iella frase impertinente, allusiva ;il famoso assedio 
ili 'l'orino: figli fi torna a lever h niègt (1). Il Barbier (2) aggiunge di suo, 

elle ■ oli a l'ai! iles cliansons sur le trois (Ines. et on les a timpanisés 



Contro quest'uomo presuntuoso ed inetto lottava il duca Vittorio 
Amedeo 11 die aveva da lunga mano, prevenendo gli eventi, preparata 
la difesa «li 'forino. Ku ^ià detto da qualche scrittore .'! che questo pie 
colo stato del duca di Savoia doveva, come la Prussia, la sua formazione 
e la sua esistenza a ragioni altissime di equilibrio europeo, e clic, il duca, 
meglio dei re prussiani, seppe avvedutamente trarre partito dalle rivalila 

delle due grandi nazioni confinanti, la Francia e l'Austria, per accrescere 
i suoi domini. L'osservazione è storicamente vera, ma vuoisi aggiungere 
(die spesse volte, oltreché da ragioni di equilibrio europeo, il duca traeva 
la sua l'orza e fiducia, nel trionfo liliale, dal suo popolo. Nel L706, sotto 
le mura di Torino, non combat tesasi oramai più per la successione di 
Spagna: dall'una parte era Luigi X I V che mirava a tare del Piemonte 
una provincia francese; dall'altra, il duca Vittorio Amedeo e il suo po- 
polo clic combattevano la lotta suprema in difesa (lidia patria comune. 
E di quella lolla e di quegli eroismi popolari, rimane nobilissimo esempio 
Pietro Micca. 

A mezzo il maggio del L706, i Francesi avevano posto L'assedio a 
Torino, l'ultimo e più riero baluardo del duca di Savoia. Il diario (die 
vengo pubblicando e «die con gli altri già editi illustra ad un tempo e 
conferma le vicende note di quel famoso assedio, espone in forma piana 
e disadorna, succintamente, giorno per giorno, le opere di difesa degù' 
assediati. Il manoscritto (die si compone di due quinternetti, l'uno in 
foglio di quattro carte, l'altro in 1", di otto carte non numerate, con 



(1) Maeais, t. X. pag, 259. — Chronique de In régence et </» règne de Linux XV (1718-rt '•'■"' 
mi journal de Umiliti- urtimi mi l'n rimimi tir Paris (Première édition : Paris, l s .">7: 1. :!7s 
Thibios ili.). Mulinine ile Prie 1698-1727); Paris, Plon-Nonrrit et C, L905. A pag. is-j-is 
co-i e descritto l'incidente: ■■ L'andience tenninée, cliacun avail eu sonino! pourlas bla- 
mer. On s'étail sui ioni divelti de M. ile La Feuillade. Ah moment où oaFvenail des' as- 
sembler. Ics gens de robe avaieut, parili t -il, eté tout suipris de voir des gens d'épée de la 

compagnie à M. le Due se lever et s'en aller, mais panni eux principal ini certain mà- 

rerhal plus presse ipie les autres de gagnOr la porte. Sur <|ii<ii, un conseiller, se le\ant :\ 
snn tour, avail dil Inni haut: .Messieurs. ne vons chinile/ pas: ce n' est pas la première 

Foia i|ne M. le niaréchal leve le siège ». 

(2) ('li 1(1)1 il/ Il e de 1(1 IvV/rHrr, op. Cit., 1. e. 

(3 Combks (Francois). La princesse des Ursins: Essai sur sa rie et son carattere poli- 

lii/ne il'djires de nimilireii.r thieii meiits iueilils: Paris. Didier el C le lilu. -i'-dil . : 1858, pag. 293 



— 260 — 



qualche aggiunta marginale di altra mano, ha per titolo: JeurneMer rf<s 
ehoees qui ce soni pet/cées pandet le ciliege de Teurin, savoir les i>hts remar- 
quàbles. [natile osservare che la grana ilei manoscritto, (piale appare da 
questo primo saggio dell'intestazione, non fu da me seguita fedelmente 
se non nei nomi proprii di luoghi e di persone; nel resto, anche per 
agevolarne l'interpretazione, ho dato costantemente alla parola del testo 
l'ortografia francese propria dei secoli xvn e xviii. 

11 manoscritto si conserva nell'Archivio del conte Vittorio Radicati 
di Marmorito in Passerano (1), ed è merito di questo degno gentiluomo 
che rappresenta così nobilmente il lustro molte volte secolare della sua 
Casa, la cortese comunicazione di questo diario, opera intelligente e 
veridica di un suo illustre antenato. 

La cronaca giornaliera di quell'assedio esordisce con l'arrivo del- 
l'avanguardia nemica alla Venaria, l'il maggio. L'autore dovette, come 
è ovvio, venir notando le varie t'azioni di guerra man mano che si svol- 
gevano dentro e sotto le mura della città; ma il suo racconto è talmente 
succinto e talora anche così incompleto, da fai' credere ch'egli si limiti 
di proposito a narrare i soli tatti cui prese parte personalmente, o dei 
«inali fu testimonio oculare. Oltre a ciò, il suo racconto si restringe ge- 
neralmente ai soli avvenimenti militari, e li accenna appena, di sfuggita, 
senza descriverli; perfino la battaglia campale del 7 settembre è rias- 
sunta in pochi tratti sommari che lasciano a mala pena intravvedervi 
la nota strepitosa vittoria. 

Nella narrazione di quegli episodi sanguinosi che funestavano pres- 
soché giornalmente la città e i cittadini, l'autore non rivela mai un sen- 
timento qualsiasi d'entusiasmo, o di pietà, o d'orrore; di tutto il diario, 
l'unica frase immaginosa che renda l'impressione sua è quella che accenna 
al cozzo e al frastuono orrendo dell'artiglieria dei due eserciti il 121 luglio: 
« tellement que l'enfer méme ne représente rien de si borrible que ce 
jour ». È appunto in quel giorno che i nemici riuscivano ad impadronirsi. 
con incredibile strage dall'una parte e dall'altra, delle tre frecce o ridotte 
della cittadella. 

Il diario ha una grave lacuna: non una parola dell'eroico sacrificio 
di Pietro Micca; neanche un cenno dello scoppio di quella mina clic 
pure aveva fatto tante vittime; la cronaca di quel giorno si limita a 
rilevare i movimenti dell'esercito nemico e l'esiguo numero di bombe 
da loro scagliate sulla città. 

Il nostro autore, come è noto, non è il solo a tacere di quel glo- 
rioso episodio ; ne tacciono anche il Rosingana (2) e l' anonimo del 



(1) Voi. 112, mazzo 2, X" lì. Fu già consultato utilmente dillo Zaxi-.i.u !// Reggimento 
l'irmi, uh' Beale Cavalleria dalle origini ni nostri tempi; Città di Castello, tip.-edit. S. Lapi, 
1892, pag. <i:i nota); il quale l'attribuisce ad mio della famiglia ohe « prese parte alla di lesa di 
Torino, come ufficiale d'artiglieria <>. Quest'ultima frase è smentita non solo dai cenni 
biografici che verro soggiungendo sull'autore, ina eziandio dal fatto «-In- in questo diario 
non è traccia di coltura scientifica militale. 

(2' Rosingana (medico), da Piova. Giornale dell'assedio ili furino; ms. Cfr. Manno, 
1,'rlit:. e due. siili' 'assedio, op. cil., pag. 530. 

12 



— L'Ili — 

Vernici- (1); il Giornali del famoso assedio (2) si limita a dire che un 

minai. .re pici itese riconoscendoli i nemici] e non potendosi in altro 

modo salvare, diede il fuoco, e tutti d'accordo [notisi questo curioso d'ac 
cordo] andarono in aria 

I primi a darne notizie particolari furono il Tarizzo (3) che pubbli 
cava l'opera sua un anno dopo il fatto, il Soleri (4), il Solaro della Mar 
gherita (5), il marchese Costa di Beauregard (6\ il Metelli 7), il Quencj (8, 
fon ieri (9), e, più vicino a noi, per tacere d'altri, l'Andrioli (10),il Prézei 1 1 
e il magniloquente Botta 12). 

A spie-are il silenzio del nostro autore, potrebbe forse snpporsi che 
egli siasi trovato in quella notte fatale lungi dalla cittadella, e che il 
faiio, appena avvertibile nel fiero trambusto di un assedio, sia sfuggito, 
sul momento, all'attenzione e all'ammirazione «lei più. Ciò pare tanto 
piti verisimile in quanto che l'autore non scio non fa. parola del prota- 
gonista del fatto, ma neppure del fatto stesso. 

si fa rimprovero al governo di qnei tempi dell'ingratitudine usata 
alla famiglia e alla memoria dell'eroe, il cui sacrifìcio, secondo le belle 

e veraci espressioni del ('arulli (13), ragguaglia i più illustri fatti di 

Grecia e di Roma . E certo.il rimprovero è umano: e parrebbe che lo 
storico il quale non -indica coi criteri] d'oggi il fatto 'li due secoli fa, 
lo trovi ovvio e naturale in nn'epoca di pregiudizi di casta, in cui il 
(Iran Re della vicina Francia poteva dire per bocca altrui, se non per 
bocca propria: Lo sialo sono io. Ma già in quest'opera di rivendicazione 

l Vi i:\ua: J.-J.). Un épisodè de la guerre <1e la succession d' Espagne : Le siège <h 
Turiti de 1706 (Détail et jourualier du sièqè de Turi» de l'année 1706, conimeneé le 13 mai) : 
in Mém lenii, de Savoie; Cliambéry, 1897: S. IV. i. VI, 428. Forse allude alla mina fattoi 
al Mìpcìi quando, sotto il *o agosto, l'Anonimo scrive: Il esl vray que dans 



.[.pia 



Ionie ipi<- leurs mi neurs no lii--.nl en étal de surprendve une de nos inines, lesattei 



i.in- 



,, les approches, nona en avons fai! sautor une qu'ayanl renversé la tene sta- eux, les 
mii dans nne néeessité à reparer les rnines de Indite mine el retardèr lenr onvrage ». 
2 Manno (A). Sull'assèdio ili l'orino nel 1706: Ricerche seconde; in Misceli, st. Hai.; 
Torino, L880; XIX. pag. 576. 

:: Tarizzo (d. Frane. Ani.:. Ragguaglio istorìco delVassediOj difesa e liberazione della 
città ili Torino; Torino, 1707, pag. 59. 

! s,,,| l:I (Frane. Lod.). Giornale dell'assedio e difesa di Torino ;ì&*. in Bibl. S. M. 
Utili. 28. Fu pubblicato franimentiuiamente, nelle parti più notevoli, dal Mann... 
dal Rondolino e dal Pagliano. 

(5) Journal historigue du siège etc., op. .-ir., pag. lil-112. 

(6) Mélange* lirés d'un portefeuille militairc; Turili, 1*17: T, pag. ss. 

7 Mi iiiaa Ant.). 'l'orino assediata e soccorsa; Parma, 1711. pag. 252. 

(si Qi ini-,. Histoire milit. ilu règne de Louis le Grand; Paris, 1726. 

di) (iiniaa (Pr. M. . Istorio delle guerre avvenuti in Europa etc.; Roma, 17."4. 

ili») Innati miliinri dei Reali ili Savoia dal 1000 sino al 1800, volgartszati ; Torino, 1828. 
Furono tradotti e pubblicati dal colonnello Luigi Aminoli ed erano opera, scritta in 
francese, del vassallo Cari.. Vittorio Franco .li Quatn. Gir. M *nno, Bibhogr. stor. Stati Mo 
narehia ili Savoia; Torino, 1884; voi. I. pag. 273, N" 3849. 

11) Frézi i Jean). Histoire de lo Maison de Savoie; Turiti, 1825; III, 89. 

12) Botta (Carlo). Storia d'Italia continuata da qiiella del Guicciardini sino all789; 
Parigi. 1837, pag. 351-53. 

(13) Cari cti (D. . Il /"imo Re di Gasa Savoia: Storia 'li Vittorio Amedeo II : Torino, 
Isa:. ::■ edi/,.), pag. 325. 

13 



— 262 - 



delia verità ha detto la sua parola equanime e serena il primo artfenrevo- 
lissimo illustratore «li questo grande episodio, e dagli argomenti addotti 
« la taccia apposta alla Corte non pare né probabile uè vera » (1). 



Il diario è evidentemente una copia sincrona, di mano di persona 
illetterata, che all'ortografia arbitraria e spropositala dell'autore' stesso, 
il quale, come portavano i tempi, vi si rivela digiuno di ogni coltura 
letteraria, aggiunse altri e grossi svarioni. E così scrive alaire per affaire, 
boubs per sotibs, leu per feu, ecc. 

Le postille aggiunte al testo da altra mano hanno, sotto l'aspetto 
grafico, molti tratti di rassomiglianza con la scrittura del conte Carlo 
Alessandro Radicati, di cui esiste nello stesso archivio gentilizio il bril- 
lante stato di servizio militare scritto di suo pugno in epoca assai po- 
steriore all'assedio di Torino. In questo suo stato di servizio, del (piale 
mi gioverò per illustrare la sua vita, egli ricorda appunto di aver preso 
parie al famoso assedio specialmente nei posti della, cittadella; il (piale 
l'atto è argomento validissimo per ritenere che sia opera sua il giornale 
che pubblico. 

Egli discendeva dalla illustre famiglia già feudataria dell'impero, 
divisasi in molti rami. Giovinetto sedicenne, entrò nel reggimento della 
Guardia in qualità di cadetto. In quell'epoca, Luigi XIV, che per (lai- 
mostra di sua religione e di sua potenza aveva revocato l'editto di Nantes, 
sollecitava la Corte di Torino a scacciare dal Piemonte i Valdesi. Il duca 
Vittorio Amedeo resistette a lungo, tinche le minacce e le lusinghe del 
re lo trassero all'emanazione dell'editto 31 gennaio 1686, mitigato, circa 
due mesi dopo, per l'intervento della repubblica elvetica, da quello del 
'.) aprile. I Valdesi presero pertanto le armi; e contro di loro il nostro 
conte Carlo Alessandro combattè dinnanzi a Luserna sotto gli ordini di 
don Gabriele di Savoia, figliuolo naturale del duca- Carlo Emanuele I. 
Le milizie ducali, rotte le linee fortificate dei Valdesi sulle alture di 
Angrogna, li costrinsero a sottomettersi. 

Il 1° aprile 1689 il conte Carlo Alessandro gassava nelle Guardie del 
Corpo, nella compagnia del marchese di Dogiiani, della (piale era tenente 
il marchese Tana. Egli si formò a proprie spese l'equipaggio e fu coman- 
dato col distaccamento ad accompagnare il duca Vittorio nel suo viaggio 
a Nizza, in quell'anno stesso. 

L'anno successivo, per decreto del 20 febbraio 1690, costituivasi il 
reggimento dei Fucilieri, che più tardi assumeva il nome di Brigata di 
Aosta ('_'). 11 conte Carlo Alessandro entrò a farne parie l'I 1 giugno del 



(1) Manno. Reiasione e documenti sull'assedio, op. cit., pag. 868*fiq; 

(2) Fabkis (Cecilio) e Zajjeua (Sev.). Storia della brigata Ansia, dalle origini «i nostri 
tempi; Città di Castello, tip.-edit. S. Lapi; 1892, pag. (i. A. pag. la si ricorda il nostro 
Carlo Alessandro fra i capitani, con queste parole: «Conte «li Passerano, cesso d appar- 
tenere al reggimento nel 1699». Cfr. anche Feukeb.0 [Ermanno). Campagne in 1 innante 
dwante In guerra per In successione <li Spagna •■ Torino, 1907; 1. '■■'■>■ 

I I 



263 — 



l'anno anzidetto col grado di capitano, formandosi una compagnia propria, 
e vi militò assai anni sullo il comando prima del conte della Trinità e 
i>in successi vameute < 1 « - 1 conte di Praly, del marchese «li Sales <• del ca- 
valiere di Rioaldone, prendendo parte ai primi cimenti d'armi in cui si 
segnalò quel reggimento. 

È nulo che in seguito alla lega d' Augusta, a cui aderì il duca Vittorio 
Amedeo, le milizie francesi avevano invaso il Piemonte, rinnovandovi 
le ribalderie inaudite già perpetrate dal Louvois nel Palatinato. [1 conte 
Uarlo Alessandro partecipava allora allo scontro di Carignano, alla bat- 
taglia di Staffarda, all'attacco di Susa e del Torte di Santa Brigida, al 
bombardamento di l'i nero lo. alla fortificazione e all'assedio di Carmagnola, 
che capitolava il !t giugno 1691. Quattro mesi dopo, era alla battaglia 
di Orbassano (4 ottobre) (l), detta più comunemente di Marsaglia dal 
castello omonimo, la cui torre sennò il punto d'attacco che decise «Iella 
vii toria a favore dei Francesi. 

Nel giugno e luglio del 1692 lo troviamo all'assedio di Bmbrun, alla 
presa di Gnillestje, all'incendio di Gap; più tardi, con un distaccamento 
di granatieri guerreggiava nel Monregalese contro i rivoltosi, di cui 
arrestava un capo famigerato, giustiziato il giorno dopo della cattura. Al- 
l'epoca della guerra per la successione di Spanna, fu nominato I 15 die. 1703) 
luogotenente colonnello delle milizie della provincia di Sai uzzo e in tale 
qualità servì sotto lo Scholemburg intorno a Verrna; poscia, alla costitu- 
zione dei reggimenti d'ordinanza, passò nel reggimento Sannazzaro col 
medesimo grado, incaricato di custodire e difendere le terre adiacenti 
al suo feudo di I'asserano. Questo luogo era allora fortificato ed occupato 
dalle milizie francesi, della cui opera di devastazione rimangono tuttavia 
colà numerose tracce. Il Pelei (2) ricorda appunto come di stanza in 
questa terra i reggimenti lì resse e La Sarre; e il Ferrerò (3) riporta una 
lettera del Duca di Savoia nella quale si accennano le notizie pervenute 
dal nostro conte Carlo Alessandro sull'occupazione di Montiglio e Piova 
fai ta dai nemici. 

Degne di particolare menzione sono le fazioni militari in cui egli 
trovossi, indi a poco, stilli- rive del Varo e in difesa di Nizza, assediata 
dai nemici. Recatosi nel Saluzzese a reclutarvi soldati, riuscì con altri 
tìiìt- ufficiali, attraversando animosamente i corpi di guardia del nemico 
sotlo il fuoco insistenti' e micidiale, a penetrare nella città; e in quel 
l'assedio rimasto memorabile egli eòlie bella parte, comandando più volte 
i posti esterni del castello, sulle cui mura una palla nemica uccidevagli 
innanzi agli occhi il fratello, allora luogotenente e garzon maggiore. 
Altri due fratelli egli aveva perduti; l'uno del retini""'" 1 " Fucilieri, 



ili Così la Chiama culi nel Min stato di sci vizili. 

i- I'ii.ki'. liriiiinaiii general. Mémoires militaires relati/s n In succession d'Espagire 
■:inis Louis XI 1' vxtraits de In correspondanee ili' In Cour et des gónéraux; Paris, [mpr. 
Royale; 1838, 111. pag. 862. 

(8) Ferrerò (Ermanno). Campagne in Piemonte; op. cit., pag. 229; cfr. "/'/«ih. 111. 
L59, L65, 168, L88, 320. 

IT. 



— 264 — 

l'altro del reggimento Cortanze; un quarto fratello era maggiore nel 
reggimento provinciale di Gasale. 

Come tenente colonnello il eonte di Passerano ebbe ;i più riprese il 

c< indo in capo del suo reggimento: cosi nella forti ficazione ili Gherasco, 

di cui ebbe in parte la direzione, e nell'assedio di Torino (i) dove per- 
durò arditamente alla difesa della cittadella ed ebbe l'incarico, dopo il 
giorno solenne della vittoria, di presentare al duca di .Savoia le felicita- 
zioni del suo colonnello infermo e del reggimento. Si distinse in seguito 
negli altri combattimenti successivi, come all'assedio di Fenestrelle; 
poscia il 30 giugno 1711 fu nominato comandante in 2° della citta e 
provincia di Saluzzo. Morti il conte Roero e il eonte di Piozzo, che 
avevano avuto successi vamente il coniando supremo di Saluzzo, questo 
passò a lui, essendo governatore il marchese di Garessio. Con Patenti del 
13inaggio 17.'!-' fu nominato colonnello di Fanteria e con altre del 
1° marzo 17.">s ebbe il grado di brigadiere di Fanteria, [gnoro l'anno 
della sua morte. 



(1 ) Li» ricorda il Tarizzo ( Bafjiiuaijlio etc, op. cii pag. 98 appunto come luogotenente 
colounello ilei reggimento Sannazzaro. 



Ili 



— 265 — 



JOURNALIER 

ilcs rlioscs qui se soni passées pendanl le siège de Turili 
savoir les plus remarquables (de l'année 17t)(>) 



/.. // mai /Toh. — L'avant-garde <ifs ennemie est arrivée à la Venerie(l). 

Le 12. — Il y a eu tuie eclipse aniverselle ;ì 1<» heures <lu inatin (2). Nous 
avons fail un poni sur le Po au dessous du Valentin (•'>). Le Regiment do la 
Triniti'- i li a renforoé la garaison. 



(1) C e è unte, il 9 maggio, il grosso dei Gallo-Ispani aveva varcato l'Orco t- per 

Lombardo™. Ciriè e Robassomero era giunto a Drnent, min lungi dalla Veneria, dove 
avanzossi l'I! maggio l'avanguardia. Cfr. Campagne del Principe Eugenio di Savoia: Guerra 
net la successione ili Spagna < < 'ampagna del li'"'" : Vienna-Torino, 1882-95; S. I, voi. Vili, 
pag. 131. Xwia.u. Piemonte Beale ete., op. eitj pag. 59. — Il Conte di-Ila Margherita 
(Manno, Estratti della corrisponde» sa inedita del generale Conti- Giuseppe Maria Saturo 
licito Margherita; in Misceli, ut. ital.; Torino, 1883; XXI, pai;. :•]'.<> scrivendo il 12 maggio 
di quell'anno al conte Rossignoli, rilevava appunto che - toni présentemenl mi apprend 
>. que l'avinóe dea enneade arrive à la Veneri e ». 

(2) ludico dei tempi e dell'impressione che suscitò universalmente negli animi, l'eclisse 
,■ ricordato in pressoché lutti i diarii dell'epoca. r«.sì il Tarizzo Ragguaglio istorico del- 
l'assedio, difesa e liberazione 'lilla città 'li 'l'arma: Torino, IToT. pag. 3); il Soi.aeo della 
Margherita (Journal historique il" siège de I" ville et de la citadelle ili Turiti m l'imi 
arri- le rapport officisi des operations 'le l'artillerie ; Turili, impv. Royale; 1838: pag. 4); il 
Veknieh in épisode <!•■ la guerre ile la miccession d'Espat/ne: Le siège ile Turiti de 1706; 
iti Meni. Aia,!, de Savoie; Chambéry, L897; S. IV. t. VI. pag. 391); l'Hakbretl .Mann... 
Relazione e documenti sull'assedio ili Torino nel 1106; in Misceli, ut. Hai.; Tonno, 1878; 
XVII. pag. 389), <-.-.-. 

L'eclisse non eia limitala alla sola Italia; anche il Re Cristianissimo, dal suo splendido 
,-isi ( -llo di Marly-le-Roi, in mezzo al Fasto e alla coiTuzione della sua corte, s'amusa 
« qnelque temps a regarder l'éclipse ». Il dura di Borgogna vi aveva t'ali., venire appo- 
sitamente da I'aiiui il celebre asti- in.. Gian Domenico Cassini, direttore di quell'osser- 
vatorio, t- il matematico Gabriele Filippo La Hire figlio di Filippo, matematico insigne, 
coi migliori strumenti ottici per osservare con agio maggiore il curioso tenoni. -no. Cfr. 
Soulié (Eud.) ri Dussieux L.), Journal 'In Marquis de Dangeau publié en entwr pour la 
première fois etc. : Paris, 1857: XI, pag. ino. 

(3) II i li- ora situato precisamente alquanto più in su dell'attuale ponti- Isabella, 

verso il corso superiore del fiume, nel tratto intercedente tra l<- linee dì controvallazione 
.- di circonvallazione condotte a termine dal nemico in questo mese di magjiio. I. Ilaklu.it 
Manno, Relazione e il. munenti etc., op. cit., pag. 401) parlando di queste linee di contro- 
vallazione, usa. per definirne la località e il limiti- verso il fiume, la frase stessa del 
nostro A.: « la contrevallation... embraasait le reste de la ville, dennis la Doire jusqn'an 
Pò, un pen mi dessous iln Valentin », Cfr. anche Tarizzo (op. cit., pag. 12). Con no, 
l'unica via di comunicazione dell'esercito assediato con la collina rimasi- il ponti- di Borgo 
l'o. sostituito più tardi, all'epoca napoleonica, dall'attuale poni.- di pietra, <> ponti- \ ittorio 
Emanuele I. 

(\) Faceva parti- di-Ila brigata Regal accampata oltre Po. 
17 

34 Mise. - II. 



266 



Le 13. — Le gros de l'Armée ennemie est arrivé à 18 heures el se sont 
campés entre Doire et Lesceure [La Sture]. 

Le 14. — Les ennemis sont verni* <lu cote du Colleu [Collegno] pour fcenter 
[le] passage. 11 y a eu mème quelque escarinouche. 

Le 15. — Nous avons fournis fcous Ics postes de la place. 

Le 16. — A4 heures du mutili nous avons canonné le camp des ennemis 
<lc la cassine Feraris (1) où nous Ics avons faits decamper avec perte. 

Le 17. — (2). 

Le 18. — S. A. R. a recu la nouvelle de la levée du siège de Barcelonne (3) 
ci a lucine fceinps 52.000 livres esterlines d'Angleterre (4). 



(1) La case in ìi Ferraris, ili proprietà della nubile Famiglili ili questo nome, era* situala 
presso l'abazia ili Sima, in regione Biasoni. ('IV. Grossi (Giov. !.. Amedeo), Cimiti alle 
cascine e vigne del territorio ili Torino <■ suoi amianti rie: Torino, L790; r, 54. Secondo 
il racconto ilei Tarizzo (op. cit., pag. 15-16), ilei Solaro (op. cit., pag. 5). dell'Hakbret.1 
(Manno, op. cit., pag. 404-405) e dell'Anonimo del Vernikk (op. cit., pai;. 392), i quali 
completano il cenno laconico del nostro A., le milizie nemiche, giunte da Cliieri, erano 
siale distribuite a custodire le linee di comunicazione al di là del Po. Il duca di Savoia, 
l'atto accorto che l'ala sinistra dell 'esci cito assediamo restava così completamente scoperta, 
sulla, mille dal 15 al Ili maggio fece appostare 300 uomini e quattro cannoni di nuovo 
modello sulla collina, di Sassi, dirimpetto al Parco vecchio. Sull'ai beggiare del IH, il fuoco 
improvviso e violento di quell'animoso drappello gettalo scompiglio e la morte fra le tende 
nemiche, sicché pochi riuscirono a trovare scampo nella fuga. 11 Solaio pone questa fazione 
sotto il 15; ii nostro A., il Tarizzo, l'IIaklirell e 1' Anonimo del Ycrnier, concordemente, 
sotto il ili maggio. Quest'ultimo, senza discordare sostanzialmente dal nostro A., narra 
che i cannoni furono appostati •• dans le, bois du Maishi au boni du l'o ». L'edificio, tut- 
tavia esistente, che porta questo nome, è ora il deposito di polveri del presidio di Torino. 

(2) Segno con puntini, qui e altrove, lo spazio lasciato in bianco nel manose rido. 

(3) L'assedio di Barcellona era slato intrapreso sul principio d'aprile de] 1706 con forze 
superiori d'assai a, quelle dell'arciduca Carlo «l'Austria che \i era assediato. Il 7 maggio, 
all'annuncio che la flotta anglo-olandese awicimi vasi a Barcellona, il conti' dì Tolosa, 
benché l'orli- di 59 Ita vascelli, fregate e galeotte, riliravasi precipitosamente nel porlo di 
Tolone, e il maresciallo di Tessè, abbandonando le artiglierie, le munizioni e persino i 
soldati feriti (cfr. Mémoires tic Woailles [collection Mieliaud et Poujoulat]; t. XXXIV, 
pai;. 192-193', sulla notte dall'I] al 12 maggio, levava l'assedio. Così, esclama melanconi- 
cainente il Baudrillard [Philippe \' et In Coni: tir hrtnift: d'après des docvments inédit 
tirés des Archives espai/noles eie.-. Paris, libr. Firmin-Didot; 1890, voi. I, pag. 254) « un 

« inalveimi francais consoni mai t, la, mine d'une entrepiisc que la retraite d'un a in irai IV ;ais 

« avail commoncée! ». La notizia della ritirata del conte di Tolosa, al quale il Tessè aveva 
dato assicurazione che Barcellona nonostante il ritiro delle sue navi, san Mie stala presa 
«fori piompteuteiil . giunse a re Luigi XIV, il IV maggio, a Mal l.v le-Roi : l'altra, della 
levata dell'assedio, giunsegli assai più tardi, il 28 successivo, a Versailles, e fu per lui 

« une triste nouvelle ■■. Cfr. SouliIS et Drssn.rx. Journal du marquis ih' Danqean eie., 
op. cit., pan'. 1(1-1, 114. — Mémoires fi lettre» tìn Maréehal ih' Tessè contenaiUdes anecdotes 
ti tlrs faits historiques inconnus sur partie des rct/ncs tic Louis XI 1' fi de Louis A 1'.- Paris, 
Trettìiel et Wiirtz libi.; isoli, voi. Il, pag. 216' sq. - Noordkn (Cari von), Europàìsvhe 
(i ischi ih le im ttclil:i'hiiti ii Jahrliundert. L'iste Abtlieiluny: Dir svaniscile Èrbfolqehiey ; 
Dusseldorf, 1874, voi. II, pag. 195-226. 

(4) È nolo che fra gli articoli secreti del trattato I agosto 1 TOT , conclusosi in Torino 
tra il duca Vittorio Amedeo II e la regina Anna d'Inghilterra, questa obbligavasi di cor- 
rispondere al iblea, oltre la somma di 66.666 senili per una \ olla lauto, il sussidio mensile 
di scudi 53.333. ('IV. Traités publics tic hi 11. Maison tic s,iroir avet Ics Puissances étran- 
(jpres vie.-, Turin, Impr. Royale; 1836, voi. IL pag. 232, La somma acuì allude il diario 

era precisameli! e di VI). 11(10 sterline clic Vittorio \iiieileo II, seri vendo ripel utamen'.e al 

conie di liriancon il li e il 24 marzo 1706, e il riaprile successivo, incaricavalo di ottenere 
dalla regina d'Inghilterra a titolo di sussidio straordinario. Il conte di liriancon presentava 
in proposito un memoriale alla regina, che annuendo alla richiesta faceva rispondergli dal 

SUO Segretario di Slato, il 13 aprile: ■■ Pour le solitimi d'un si brave, et -i fi delle Alile, 

L8 



— 267 



/,,. /.'/. — \ os troupes qui étoienl campéea à Collin [Collegno] onl canonné 
le camp <lrs ennemis el les onl fai) decamper «In boni tle la Doire. La unii 
plusii'iirs brigades <les ennemis qui etoienl campées aux environs du onàteau de 

l.iucrii 1 1 1 olii passe la l»nirc 

/./ 20. - Lo ciiiicinis mi l'nii venir lenrs artilleries el onl canonné qnelqnes- 
nncs de nos -arde- qui etoienl dans Ics cassines. La unii M 1 de St.-Etienne 
-'.•si perdti 

/,,■ 21. — J'ai vn (pie Ics ennemis canonnoienl Ics notres. Le Regimenl 
,1,. Gavallia, avec une bronpe de grenadiers (3) se soni tronvés engagés à Collin. 
L'on a l'ait marclier Piemont (4) et Kalonbourg el la cavallerie destinée lunu- 
le siège. La unii ionie l'armée ennemie a passe la Doire. 

/,,. 22. — lls onl donne la chasse anx notres a I beurcs «In tnatin. Les 
ennemis onl poursuivi Ics notres jusque sons le canon de la place. Le regimenl 
de Portes et Mei.illes Mit renforcé la garnison. L'on a l'ai! mareber Ics gre 
uadiers ponr prendre les postes de la montagne de Cavourel (5) avec quelqnes 



.. Sa Majesté a t. « ì t remettre cette anace 200.000 ecus ponr l'armée d'Italie -.11 duca di 
Savoia con lettera del 19 maggio, cioè, secondai! nostro A., il giorno successivo a quello 

della conseguii della ma, scriveva al suo ministro a I. (india ringraziando dell'ottenuto 

sussidio e insistendo perchè questo l'osse considerato cono straordinario, ali 'infuori del 
solito sussidio mensile. Debbo queste indica/ioni alla cortesia del Prof. < ontessa. 
di Lucento, villaggio e castello sulla sinistra della Dora. 

(2) Carlo Francesco Antonio Pallavicini di Vittorio Maurizio (linea della Franosa) e di 
Francesca de Cbabod de St.-Miturice, prima dama d'onore della duchessa. Era nato intorno 

al 1657; fu cav. dei Ss. Maurizio e Lazzaro (1688) e col ìlio dei dragoni. Dicevasi conte 

di St.-Etienne dal luogo omonimo compreso nella baronia di Gignod, feudo del casato La 
dòte, entrato, non senza lunghe lui. nei Pallavicini della Frabosa poi il matrimonio di 
Filibeita La Créte (1 5 gennaio 1626 con Adalberto Pallavicini, bisavolo del nostro Carlo. 
Debbo queste notizie genealogiche alla cortesia dell'illustre Barone Manno, che ringrazio. 
L'Hakbrett Manno. Relazioni e documenti etc., op. cit., pai,. 401 . il Giornale del famoso 
assedio (Manno, Sull'assedio di Torino nel 1706: Ricerche seconde, op. cit., pag. 549), il 

Sor.Auo in. ii. a Margherita [Journal hist., op. cit., pag. 7) e l'Anom Lei Verniee 

[Un épisode de la guerre etc., op. cit., pag. 894), esponendo con maggiori particolari la 
m, Mie del conie di si .- Kt ieii ne, avvenuta sulla notte dal 20 al l'I maggio, narrano che, 
spingendosi questi col cavallo sul ciglio della Dora per ispezionarne le vicinanze, la riva 
franò, sicché cavallo e cavaliere precipitarono nel fiume, miseramente annegandovi. Cesare 
Saluzzo {Souvenirs militai rcs des ElaU Sarde» tirés de plmieurs ouvrages /"»' imprime» 
que manuscriU; Turin, 1854; II. pag. 34-35) riproduce daXVEist. Col. (pag. 366) una breve 
biografia di questo personaggio. 

(3) Su questo corpo che, per successive trasformazioni, assunse nei primi anni della 
seconda metà del secolo xix, il nome di Brigata Granatieri di Sardegna, cfr. I erudito 
lavoro del maggiore Doni. Gukrrini, La brigata dei Granatieri di Sardegna; Torino, 
tip. linux e Viarengo; L902. 

.1 II reggimento Piemonte Reale cavalleria eia stato costituito nel 1671 da Carlo Eina 

nude II. Primo capo onorario, e itolo di Mastro di campo, fu il duca Vittorio Amedeo II, 

allora principe di Piemonte, in da di un lustro appiua. Militò al soldo del re di Francia; 
onde, quando Vittorio Amedeo II accede alla lega d'Augusta nel L688, divenne il L4»reg 
gimento francese di cavalleria e, sol i o Napoleone, il 23° Dragoni. Il duca di Savoia aveva 
peio iì.-,»~t ìt ii it ... con editto del 27 marzo 1691, uno Squadrone 'li Piemonte che assunse 
ranno dopo, por altro editto del 23 luglio 1692, il nome di Reggimento Pieimnte Ueale 
Cavalleria, tuttora fiorente. Cfr. Duboin, lt<i<>„li<i delle leggi, editti, irnienti eie.; voi \\\ III. 
118-122; Suzane, Histoire de la Cavalerie franeaise; t. [I, pag. 94, in.: -Z anelli, 
// reggimento Piemonte /,'•',//<■ Cavalleria <l<iìl< 1 origini ai nostri Ihh/h; Citta di < a- 
stello,Ì892. 

:, Cavoretto, borgata sulla collina di 'l'orino da cui disia dive miglia, alla destra del Po. 
19 



— 268 — 



pièces de canon. Oortauce nous a relevé dn Montet (1) et nous sommes entrés 
iliiiis hi ville. Les ennemis se soni retranchés à la Porporatte (2). 

Le 23. — Notre cavalerie a passe le Po à Monquallié [Mon calieri]. 

Le 24. — La nnit nous avons fait sortir quantité de travailleurs pour la 
porte da Po, aver de l'artillerie sur le chemin tic Monquallié. 

/,,. 25. — A4 heufes du matin nous avons canonné le camp (Ics ennemis 
«hi pied de Cavouret. 

Le 26. — Nous avons découvert que Ics ennemis fesoient leurs lignee de 
contrcvallation à la Porporatte. On a coupé les deux allées d'ornieaux de la 
Porle Neuve (3). 

Le 27. — Les ennemis ont tire de leurs travaux quelque volée de canon 
et quantité de coups de carabine sur nutre Grand'garde où Ics vedettes ont 
été obligées de se fetirer. 

Le 28. — Nous est vena plusieurs déserteurs. 

Le 29. — % 

Le 30. — Nous avons fait la réjouissance de la levée du siège de Barsel- 
lonne (4). 

Le 31. — Les ennemis ont poussé leurs ouvrages entaillés, tirant vers l'ou- 
vrage A come (5). La nuit nous avons fait demolir quelques cassines qui pou- 
voieut nous òter la vue de la place. 

Le premier de juin. — Les ennemis continuent à avanccr leurs ouvrages et 
tirent quelque volée de canon sur nos travailleurs; La nuit nous avons envoyé 
du monde pour demolir les cassines susditcs. Les ennemis s'étoient embusqués 
dedans, et ont fait une décbarge sur les notres qui ont été obligés de se retirer. 



(1) Il Montet era brigadiere di fanteria nell'esercito nemico; il marchese di Cortanze, 
colonnello del reggimento omonimo. 

(2) Cascina tuttora esistente, situata stillo stradone di Rivoli a mezzo miglio da Tei ino. 
già di proprietà del conte d'Aluiese. Cfr. Grossi, Guida eie. op. cit., pag. 134. Come è 
noto, lo stradone di Rivoli, che non vuoisi confondere con l'attuale, opera del principio del 
secolo xix, correva, con direzione irregolare, da Torino, quasi di fronte alla cittadella, a 
Rivoli, passando innanzi alla chiesa di Pozzo di Strada, parallelamente all'attualo magni- 
fico viale di Rivoli. 

(3) La via che metteva a Porta Nuova è precisamente l'attuale via Roma, da piazza 
S. Carlo fino a via Carrozzai e via Andrea Ooria dove terminava hi città e sorgevano i 
bastioni. Al di là di questi bastioni correva il viale d'olmi qui accennato. Poco meno d'un 
mese dopo, il 20 giugno, anche le piante del Valentino erano fatte abbattere da un distac- 
camento di 600 uomini dei nostri, per agevolare la vista e la mira del nemico. Cfr. Noi.ako 
della Margherita, Journal hist., op. cit.; pag. 30. 

(4) La notizia della levata dell'assedio era. giunta, come si è veduto più sopra, fino 
dal 18 maggio. L'annunzio ufficiale recato più tardi da un inviato dell arciduca Carlo 
d'Austria diede occasione ;i questi festeggiamenti, cioè ad una solenne funzione religiosa 
e alle salve di tutta l'artiglieria e moschetteria della piazza. Cfr. Tarizzo, Rayguaylio eie. 
op. cit., pag. l'l': Vernier, Un épisode, etc., op. cit., pag. 396 ; — Solaro "della Mar- 
gherita, Journal llist., op. cit., pag. 11-12. 

(5) L'opera a corno protendevasi fuori della cinta bastionata, verso nord-ovest in 
regione Valclocco, collegandosi alla Dora per mezzo di Ire ridotti - che proteggevano da 
quella parte il borgo del Pallone (Baloun). 

L'tl 



— L'ti'.l — 

/.,. 2. Sur le soir les enneinis se aonl avancés en bataille à laCroizette l] 
;, la portée fin pistole! de nos gardea avancéea. La unii Lia onl onverl lenta 
parallèlea à la portée du fusi! de fiòche de la citadelle. 

Le 3. — N'Mis avons vu leurs drapeaux sur leurs retrancheuients dóployéB 
aii aorabre de -I (2). Nona avons e enee à faire deus (iècbes aux bonnets 

a porte Susine (3). 

/., /. _ u oa g avons \ u qn'ila étoient dejà converta fi ootre canon in' pouvoil 
lenr rien taire. 

/,,. .-,. — n y ; , en 1000 bourgeois poni foTtlfler la porte Susine. L'on a 
lait anssi une Batterie Royale. W le Ducdela Feuillade (4) est alle pour dìner 
à la Porporate, mais a l'henre ile midi notre artillerie lui a t'ait abandonnerle 

poste. Nous est arrive un.' reerue ih' Suisse. Notre canini a lire Inule la nuit. 

/., ,,-. — N,ius avons appris que les ennemis avoienl été battus en l'Ian 
drea (5). M' !<• Due «le la Feuillade a envoyé un offlcier general à S. A. R. 
pour «lire qn'il avoit ordre d'assiéger la place et si la Maison Royale vonloil 
sortir, il donneroit dea passe-ports (6). 

/,, 7. _ i/ on 80r ti in liommes par régiment pour renforcer l'artillerie. La 
imi ì t notre mousqueterie a commencé à tirer de la première palissade. 

ì it . 8. — A s beures da soir les ennemis on1 commencé a nous bombarder 
et ont tire sii bombes et nous 3. 

la .'/. _ Nous continuons notre leu et travail; les ennemis pareillement 
nous tirent quelqne bombe <'t travaillent d'antan! mieux. La nuit les ennemis 
nous onl tire jusqu'à 10 bombes a la fois (7); ils ont mis le teu aux casermes 

di L'attuale Crocetta, sobborgo di Torino; a lima disi a ni e circa mezzo miglio dalla mia. 
il' Il Sor ako della Margherita («/oh mal hìst..»\>. ni., pan. 14] uè numera solamente 

1S: » 11 paini, en CC tempS, di\ limi drapeaux sur le re\ers de lem seconde ■• palali.!.- ». 

:; Porto Susina eia situata sull'asse dell'attuale via Garibaldi, all'altezza del corso 
l'alesilo, secondo il Urna. ahi Li mimi di l'orino: in Riv. diartigl. egeiiio) Roma, L899; I> , 
t : , s l'i o di via della Consolata, secondo l'allegato grafico delle Campagne del pr. hugemo 

(voi. Vili. lav. 111). 

4i Luigi d'Anhiissou, dura de la Feuillade, nato nel 1673, aveva sposato in prime nozze 
Carlotta Teresa PJiélippeaus e in se-onde nozze Malia Teresa Chaniillavt, figlia dell onni- 
potente ministro di re Luigi XIV. Colonnello di cavalleria m-1 1689, poi governatore del 
Debbiato, aveva avuto nel lTnt. grazie alla protezione dello suocero, il comando dell eser- 
cito d'Italia. La .-la rosa sconfitta di 'l'orino non tolse eli.- egli fosse nominato nel 1710 

pari di Prancia <■ m-1 1721 maresciallo. Morì, l'anno su.-r,-ssi\o, a Marly-le Roi, snlla lim- 
ili gennaio. 

;,. si alludo alla battaglia di Ramilly, del 23 maggio, tra il duca di Marlborongli e il 

maresciallo di Villeroy, la cui clamorosa sconfitta tu causa, per le ; francesi, della 

perdita di pressoelie intte le Fiandre. 

i; L'ufficiale mandato dal duca della, Fenillade era il eonte di Mari-nani, secondo 

quanto race i il Cahutti (Storia di Vittorio Amedeo 11: Torino, IS97; pag. 31o), d 

, naie non.- , pi, -sta ambasciata agli 8 di giugno. 11 Journal 'In marquis ./< Dangemi (op. 
cit • vói XI, pag. 132 scrive a questo proposito: •■ Le roi avoil fail offrii a M. de Savoie, 
« par M. de la Feuillade, toutes sortes de sttrctés poni- taire sortir toutes les princesses de 
.. Turili; M. .le Savoie a, ré p. nulli qn'il n'avoii pas besoin de ses offre* et qu olles étoient 
«fort bien où elica étoient ». Òli - , anche Rondouko, Vita lorinene, op. cit., 247. 

iTi Secondo quanto scrive il Tarizzo (op. cit., pag. 14) i nemici evano giunti il9gingno 
:l 300 passi .li distanza dalla Freccia del Beato Ann-ile.. « <■ in tal disianza diedero prin- 
cipio a fulminare prima la Cittadella, e poi aneli.- la città, con una Batteria di in Mortali ». 
Quest'ultima finse spiega come i nemici riuscissero a tirare, secondo la locuzione del 
nostro A.., « jusqu'il in bombe9 à la fois». 
L'I 



— 270 



de la citadelle, <mt tirò pendant la nuit L30 bombes; ile ont fait un crocliel 
\ is-à-vis de la flèche du B°. A.médée (1). 

Le io, — Les Espagnols (2) ont commencé Ienrs parallèles du coté «le la 
Oróizette. La nuit uous avons fait notre feu de mousqueterie, avec quantité 
de pierres, i»>t ;ì fen et bombes. Os ne laissent pourtaul pas d'avancer beauconp 
lenrs travaux. Les ennemis uous ont tire 200 bombes. 

Le 11. — A une heure devant jour nous avons été avertis <le uous tenir 
prèts pour une sortie, savoir les tireurs. A la pointe du jour. j'ai vii ."> pièees 
de canon commandées par le capitarne Brun (3) hors de la palissade qui canon- 
noit les ennemis, en flanc, dans leurs boyaux, soutenues de notre cavalerie et 
de quelques grenadiers. La nuit les ennemis ont amene de l'artillerie dans leurs 
boyaux et nous ont tire quantité de pierres. [Le parole ohe seguono sono scritte 
dalla stessa minto, nel margine laterale del testo). Brun a été blessé. 

Le 12. — ISfous avons vii que les ennemis avoient forme une place d'armes. 
La nuit nous avons fait un détachement de plusieurs compagnies de grenadiers 
et 2 (4) hommes par compagnie pour s'opposer anx ennemis qu'on a crii qu'ils 
vouloient passer le Po. Les ennemis ont tire beaucoup pierres e1 bombes e1 
d'autant mieux tra vaillé ; notre canon bombes, pierres. mousqueterie a fin- 
tonte la nuit. 

Le 13. — Nous avons vu que Ics ennemis avoient beaucoup avance leurs 
ouvrages. La nuit les ennemis n'ont poinl tire: nous avons fait notre fen à 
l'ordinaire. 

Le 14. — Les ennemis ont tire plusieurs volées de canon d'une batterie 
qu'ils tirent à boules rouges et ont blessé quelques soldats : l'on òte la flèche 
de la tour de la maison de ville (5). La nuit Ics ennemis ont tire IH» bombes; 



(1) La cittadella, opera, come è noto, del Bertoln, era pentagona con formidabili 
bastioni ai cinque angoli ditesi da contrognardie e da frecce o ridotta. Anche i fianchi o 
cortine erano protetti da mezzelune e da frecce. Due dei bastioni, detti rispettivamente 
del Duca e di .Madama, erano cimisi entro la cima della città; gli altri tre, di S. Mau- 
rizio, del Beato Amedeo e di S. Lazzaro, si protendevano fuori della cinta. Alla freccia 
ilei bastione di mezzo, cioè del lì. Amedeo, si riferisce qui il testo. 

(•_') Comandante delle truppe spalinole era il conte di Louvigny. Costui, prima che il 
duca Vittorio Amedeo avessi- abbandonata l'alleanza di Francia e di Spagna, aveva com- 
battuto al suo fianco; a lui risiile la responsabilità maggiore della disfatta di Staffarda. 
CtV. Zaheixi, // regg. Piemonte Beale eie. op. cit., pag. 4C 4s. Mi unii (Carlo), La 
battaglia di Staffarda US agosto Ì690 : in l'ire. Ani,, star, dell'ani, march, di Salnszo; 
Saluzzo, 1903-05; II. 3-35. 

(3 Giovanni Andrea Bruno dei Conti di Samone, figlio di Giangiacoino, vice proto- 
medico. Mori d'una cannonata durante questo stesso assedio, il 'Jn agosto. Cfr. il nostro 
A. s.. ito questa data. Dei suoi quattro figliuoli, Gabriele entro nei Carmelitani e Innocenzo. 
capitano d'artiglieria come il padre, morì a Torino nel 1749. iti. Manno, Patrieiato sìtbal- 
pino; Firenze. L907; voi. II, pag. 43">. 

(4) Questo numero, evidentemente, non è esatto, ove si rifletta al nemico die inten- 
devasi fronteggiare, il quale, secondo il Solabo i>i:i.i..\ Margherita (op. cit.. pag. '-':.' . 
componevasi di circa Hmki fanti e di due reggimenti di dragoni. Farmi clic il 2 debba 
rettificarsi in 12, tenendo conto appunto che quest'ultimo numero ci e dato dal Solaio, il 
«piale, riferendosi al luogotenente generale d'Estaing comandante delle truppe anzidette, 

scrivi' che questi ■«continua sa marcile vers Cliivas. cvilant le reiicontrc d'un détachement 

«de douze grenadiers par compagnie qui était patti de la. place, pour lui aller disputer le 
■ passage du Pò près de l'abbaye de Saint-Maur». 

5) Il RondolinO (Vita torinese durante V assedio ; Torino. 1906; 133) riporta il relativo 
deliberato della Congregazione. 

22 



— L!71 



ile uni fail aussi grand fen de lear mosqneterie, etani auparavanl avertiB «In 
préparatif d'une sortie qne nona aviona faite. 

Le /■"'. — Ali Ululili nmis avmis uppris c|llr Ics cu neiiiis aVOieill passe le 

Po a Qnier (1); le rógimenl dee Gardes (2), Montferrat, Salluccs, Portes, Me 
rolles, les Allemanda soni allés «In coté <l«- lermea (3) ponr s'opposer, el aons 
avons marche au Ballon. Oholonbourg et les fusiliera Boni sortis de la citadelle 
ci uni marche à la montagne. L'on ;i fail mi détachemenl «le fcons les corps 

] >. ni i- la garde <le la citadelle. La unii Ics ei mis ont lire plusieurs limilo 

rouges mi une est touibée sur le palais «le S. A. !>'. ci L'autre sur le dòme de 
la ciiapelle <l u St.-Suaire. 

/ /( - />;. — La Maison L'ovale esl sortie de Turin (4). J'ai vu qne les ennemis 
avoienl fail une autre parallèle devanl la première; ils onl relevé lenrs travanx 

de plein .inni- qnoiqu'ils ne l'ussent couverts que jusqn' à la i-cinture : malgré 
la fureiir ile mis canmis ci pierros, ils se siint emiverts. .le me suis apercu 

aussi qu'ils avoienl ouverl ■"> mi l embrasnres à lenrs batteries. Les ennemis 



li II «luca ilclla Feuillade aveva deliberalo ili estendere l'assedio della città alleile 
alili sponda destra del l'o. Nel pomeriggio del 14 giugno, i generali d'Estaing e Gucrclij 

Vevi da l'olino a Cldvas-o eoi grosso «Iella fanteria, e di la a Cassino e Monlalto, 

,|uvc il Hi li raggiungeva il l.a Feuillade pallilo il giorno innanzi dal campo. L'Ir. Ciini- 

Ikhìiic Pi: Eugenio etc, op. cit., pag. 138. Il Journal du marquis de Dangeau (op. cit., 

voi. \l. pag. 138). riassumendo !<■ notizie venute d'Italia circa i movimenti delle truppe 

scrive: • M. de Chamillarl a des lettres de M. de la Feuillade du 14: il devoit 

. inai. -liei le Irnileinain a v -e <-iuipiaiil«--<U-ii\ eseailroiis el di\ -sepl linlaillons pour pn--ci 
. I,. |' ( , el altaipicr la cavallerie cniieinic qui esl sur Ics liauleius de Moneallier; il compie 

,1 , in- quatre ou cinq jours a celie expodition, pendant lesquels M. de Chauiarande coui- 
iiiainlcra au siège ». 

2 II piii antico dei nostri reggimenti di Fanteria, creato nel 1659. Ne fu primo colon- 
nello il signor di Marolles. Erasi già distinto alle battaglie di Staft'arda e di Marsaglia e 

all'assedio di Cabile luì L695. * ti - Salmi-, Uist. uni. ila Piémont, op. cit.; voi. 1. 

pag. 3-Jii 827. 

3) L'Eremo, sulla colliua della Maddalena, in territorio di Pecetto, a dm- miglia e mezzo 
da Torino. Fu t'ondalo da Carlo Emanuele I sullo scorcio dèi secolo xvi e ne fu primo 
supcriore il veu. Alessandro Ceva. 

I l.a Famiglia Reale couiponevasi . della duchessa Anna col principe di Piemonte 

Vittorio Amedeo Filippo, il dura d'Aosta e Madama Reale; più, del principe e della prin- 
cipessa di Carignano col figlio secondogenito e le figlie. L'altro loro figlio, Vittorio Amedeo, 
con Emanuele di Soissons, figlio di Luigi Tommaso, rimasero in città a fianco del duca. 
l.a famiglia ducale scortata da 100 cavalieri prese prima stanza a Cherasco; poscia, minai- 
ei.-indo il duca della Feuillade d'inseguirla, Vittorio Amedeo 11 dispose die si trasferisse a 
Snania. interessando all'uopo il ministro inglese presso la repubblica di Genova. Mosse 
verso Momlovì, d'onde per Ceva, Garessio ed Ormea giunse ad Cuculia: la duchessa coi 
figli, il L'!> giugno; Madama Reale, il 30. Da Cuculia, dietro invilo della repubblica che \i 
aveva mandata una solenne ambasceria, la famiglia salpò per Genova (12 luglio) toccando 
Sa a. A Genova -..--ionio fino al -_'l settembre; rientrò in 'l'orino il :; ottobre di quel- 
l'anno. Il principe di Cari-nano, costretto dalla grave età a Sostare a Ce\a. eia sialo l'alio 

prigioniero con la famiglia da m\ distacci aio di Francesi e rilasciato libero più tordi a 

Racconigi. Cfi Cari i ti. Storia 'li Viti. Em. II. op. cit.. pag. 317. — Saredo (Luisa . i.n regina 
inna ili Savoia; 'l'orino. lssr ; 276 307. Campagne del Pr. Eugenio etc, op. cit., pag. 140. 
Vi i.Mi.i.-. In épisode 'Ir hi guerre etc, op. cit., pag. 401. — Sot.aro iu-.i.i.a Margherita, 
.imi n,,il Uist., op. '-il., pau. 25, 48 49. Madama di Maintenon (Geoi i roy, Mini, de M<u>, 
tenon d,-.. op. cit., pau. 91) scriveva il 18 luglio, alla principessa Orsini, che « Mesdames 
a Royalea soni a "mille ,1 non a Génes ». Essa ignorava evidentemente il loro viaggio di 
i; giorni innanzi. Il Barone Manno Relaziona <■ documenti sull'assedio ili Torino ci.-. ; in 
Misceli, si. Hai.; XVII. pau. 4s;, ;.T4 Tii. riporta dal Cerimoniale della /.'. Corte 'li Savoia 
le noii/ie relative ai riaggi della famiglia Reale in quel periodo d'ansie e timori, e da 

l'elenco delle gioie clic la iluelics-n pollava con se fuori di Torino, l'er il suo soggiorno 

ii Savona cfr. M wm>. Sull'asxedio 'li Tc-rino uri nini: BicereJte seconde ; in Misceli, st. l'Irti.; 

l'orino, Issil; XIX. pau. 539 540. 
1'.'! 



272 — 



ont pris garnison dans Quier (1). La nuit nous avons fait notre feu et travail 
a l'ordinaire, Ics ennemis les leurs. (Le parole ehe seguono, della stessa mano, sono 
.scritte a margine). Un officier de Cholenbourg a été tue d'un coup de carabine; 
[il est] M r Duclo (2) capitaine des grenadiers de Montferat. 

Le J7. — S. A. 14. osi sortie de Turin (3). Nous avons vvl que les enneinis 
u'avoienl pas beaucoup agrandi leurs ouvrages, mais perfectionné le commeueé. 
La uuit Ics ennemis n'ont pas beaucoup tire, mais d'autant mieux travasile; 
nous avons fait un grand feu. 

Le 18. — Nous avons parti ilu Ballon ( t) pour aller à la montagne, .l'ai 
vii <i iu ' les ennemis avoicnt ouvert beaucoup d'embrasures et avance leurs pa- 
rallèles d'environs 10 trabucs. Nous travaillons incessament à nous enterrer; 
les ennemis nous ont tire quantité de pierres ei bombes et quelque volée de 
canon. La nuit nous avons fait notre feu à l'ordinaire ; nous sommes allés re- 
connaitre plusieurs fois les travaux des ennemis, ce qui a mis l'épouvante dans 
leurs camps. Quelques grenadiers des notres soni été arretés pour avoir tire 
sans ordres dans leurs boyaux. 

Le 1!>. — Les ennemis nous battent avec 25 mortiers ; sur qui ont passe 
le Po. sont venu à Cnavouret et Monquallié. Nous avons retiré notre artillerie 
de la montagne sur le ebemin de Monquallié ; la nuit nous avons fait une 
espece de sortie qui aurait réussie si l'on l'avoit p'oussé : ils nous ont tire quantité 
de pierres (5). 

Ije '30. — Au jour nous avons vii que les ennemis avoient beaucoup tra- 
vaillé, et inème dans ce mème tems plantoienl des piques à leurs batteries. La 
nuit nous avons fait une sortie <uì nous avons renversé ou emporté tous leurs 
gabions, avec des pelles et pioches. Nous avons perdu entre tués ou blessés 
plus de .so soldats. 

Le '31. — Au jour j'iii vii le renversemenl que celle sortie a fait; Ics en- 
nemis, sans cela, seroient veiius bien près ile la palissade. A midi, ou environ, 



(1) Eran mandati dal duci della Fenillade clic, passalo sulla destra del Po :i Clii- 

vassu, aveva occupato successivamente Bardassano, Sciolze e Chicli, (ir. Campagne del 
l'r. Eugenio etc, op. cit., pag. 140. L'Anonimo del Vernieh (op. cit., pag. 400) narra ohe 
i minici entrarono, senza incontrare resistenza, in (inerì, provenienti da Marentino e Pa- 
varolo. clic avevano dato al saccheggio. t'Ir, anche il Deli. a Margherita, Journal kist., 
<>p. cit.. pag. 24. 

IL') Il Tarizzo (op. cit., pag. 98) ricorda appunto un Duelò, capitano del reggimento 
di Monferrato, morto il 17 giugno. 

(3) Il Sui. Aito della Margherita (Journal Itisi. . op. cit., pag. 27) accenna alla sua 
uscita per via Po, fra le acclamazioni della folla riverente e bene augurante. Mosse verso 
Moncafieri e di là a Villastellone, accompagnato dai principi Vittorio Amedeo di Cari- 
gnano ed Emanuele ili Soissons. Cfr. anche Tarizzo, ragguaglio etc, op. cit., pag. 27-28. 

(4) È il noto borgo del Balotm, sulla destra della Dora, oggi chiuso entro la città-; 
allora isolalo, fuori delle mura un trar di fucile, presidialo, secondo il SOLARO DELLA 

Margherita (■Inumai hist., op. cit., pag. 28) da ire battaglioni al coniando del Barone 
di Saint -Rémy. 

[.">) Di questa fazione militare a Monculieri il duca dola Fenillade dava comunicazione 
in questo slesso giorno al re di Francia, narrando clic « une troupe de quarante honssards 
« imi a attaqué annodimi dans notre marcile une de cinquini te mail ics des ennemis, quìis 
«ont cntierciuenl defaits; il \ en n eu trente six de pris avec leurs elievaux: une troupe 

«qui a pani après de Moucallier a eie repoussée pai notre avant-garde, qui en a pris 
■ sipt mi lmit ». ("fr. Soulié et Dussibux, Journal da marquis dr Vangeau, op. cit., 
pag. i:i!)-140. • 

24 



— 273 



lea <-ti ii*-iii t — . » 1 1 1 fail mie déctaarge de 20 mortiera à pierre et de •">!» bombes, et 
cela toni fi la foia, où toutes lea bombes soni allécs dans la ville. Gela a cansé 
un grand tronble [>armi le peuple. La unii nona avons fail notre fcu a l'ordi 
naire, lea ennemis les lenrs. 

Le 22. — Nous avons vu que les ennemis avoieul fail beaucoup de travail; 
a 2 beurcs après midi uous avons fait une sortie de 25 greuadiers par rógiment 
i-i BO aydnca (1) ; partie soni sortis dn coté du B° Amédée ci l'autre par Porte 
Susine: nous avons fail un grand feu de aotre artillerie. Us <mi oliasse les 
ennemis de lenrs boyanx, renversó lenrs travaux, fait K» ou 50 priaonniers el 
liti» mi environs de tnéa. Les aydnca onl porte la tòte d'nn 'capitaine de ;n' 

nadiera franoois ; nons avons perdn le capitaine «Ics aydnca (2J el 10 non >8 

un environs. La nuit (il testo è inutili)). 

Le 23. — «Pai vu qne tea ennemis étoienl à la palissade dn bonnet de 
l'oavrage à oorne. Nons travaiUons a cfaanger noe embrasures; les ennemis 

nona tireiil quantité de pierres el I bea. La unii les ennemis nons <>nt tire 

quanti té» de pierres el bombes el quelques boules rouges ei onl beaucoup fcra- 
vaillé; nous avons fail notre fen el travail à l'ordinaire; a une benre devani 
Imi [• nons avons t'ait une sortie an bonnet : nons avons renveraé leura gabìons. 
/.( parole che seguono sono scritte nel màrgine di fianco, dulìa stessa mano). Dn 
lieutenanl de Monterà a été Messe au talon. 

Le 24. — A I henres dn matin lea ennemis nous onl salné de <>o voléea 
de canon et la majeure partie dans la ville, «'t pièces de 8 à boules rouges et 
de bombes el pierres a foison: ce qui a continue inule la journée. Nous avons 
penhi beaucoup de monde. La unii nous avons travaillé aux réparations né- 
cessaires ; les ennemis n'ont cesse de tirer pierres et bombes, où ils nous ont 
tue imi est ropié beancoup de monde. 

Le 25. — Les ennemis ont commencé à la pointe <lu jonr à battre: ce qui 

a dure ionie la journée ; ils nous onl de nté tonte la batterie de la contre- 

garde du I!" Amédée. L'on a pris et pcndu iles traìtres. La nuit nous avons 
travaillé u dóblayer la brèche [et] remonter nos batteries. (Seguono nel margine 
laterale, di uno stésso pugno, le parole:) Nous avons perdn 3 offlciers. 

Le 26. — Le fen a recommencé à la pointe du jour di- part et d'antre; 
nutre leu est anpérieur aux lenrs. Nous avons perdn beaucoup de monde. La 
nuit les ennemis ont tire qaantité de bombes dans la ville. et quantité de pierres 
dans nos ouvragea. Nous travaillona aussi à charger nos mines, réparer les 
désordres du canon et de la bombe. 



I (ili Aiiluclii, dal vocabolo tedesco Uayducken, erano reggimenti ili fanteria levati 
in Ungheria. 

(2) Giorgio Baranny. Cfr. Tarizzo, Ragguaglio eie., op, <-i t . , pag. 95. — Il tenie 
ini! \ Mai.-i.iii.kii a {Journal hist, op. cit., pag. 33) nana che la morte di questo capitano 
fu vendicata da uno dei suoi soldati che con un colpo ili sciabola tagliò nello il eapo al 
capitano dei granatieri nomici ili guardia alla trincea; episodio accennatoci appunto dal 
nostro A. Il Tarizzo (op. cit., pag. 10) fa il nome ili questo capitano, il signore di 
Mai incourt. 

23 

35 Mise. — II. 



274 — 



Le 27. — A la pointe tlu jour le f'cu a coinmencé de part et d' autore rigou- 
reusement, Nous avons bruii'' ;> era i de leurs inagasins avec nos bombea (1). 
La nuit l'on a cominandé Ics travailleurs pour Ics réparations «ine le canon et 
la bombe ont faites. Il s'est fait un grand leu de part et d'autre tonte la nuit. 

Le 28. — Les cnncuiis se sont avances jusqu'à la palissade : Ics notres 
chargent leurs mines : il s'est fait un gros f'cu de part et* d'autre. Les enncinis 
travaillcnt à éventer nos mines: la nuit [on] tente de l'aire une sortie, pour 
rouler quelques bombes dans leurs puits de mines, mais notre dessein a échóué ; 
nous avons cu dans eette affaire-la 2 otliciers tués et un blessé. 

Le 29. — A la pointe du jour le t'eu a recommencé de part et d'autre t'ort 
rudenient. .l'ai vu nos bastiona St. -Maurice et Beato Amédée t'ort endom- 
magés, leurs artilleries fcoutes démontées et la pluspart des eanons crevés mi 
embouch.es. La nuit Ics ennemis nous ont tire une grèle de pierres et bombes ; 
nous avons travaillé à raceoiumoder nos batteriea et a remonter nos pièces et 
autres ouvrages néeessaires-. Nous avons perdU entre le jour mi la nuit 00 
hoinmes entre morts ou blessés. Une bombe a mia le t'eu dans une maison a 
la ville (2). « 

Le 30. — A la pointe du jour nous avons commencé a l'aire un j;tos tea 
de notre artillerie sur Ics ennemis qui n'ont repondu qu'avec une loo de bombes 
et quelques boules fouea; nos gents ont fait une pelile sortie, où nous avons 
cu 2 otliciers de tués et troia de blessés (3) et des soldats à proportion. La 
nuit ................ 

Le premier de juillet. — A la pointe du jour nous avons recommencé notre 
feu. Les ennemis y ont repondu par quelques bombes : pour le canon, ila le 
tirent peu. A 8 lieures du matin Ics liussards francois nous ont pris L60 bceufs 
on environ à la Valdoe (4) joint les fortins. La nuit 

Le 2. — A la pointe du jour nous avons recoi cuce notre leu. Les en- 
nemis ne repondent que par pierres ci bombes. La nuit Ics ennemis nous font 
bomber une grèle de pierres sur nos travailleurs: nous avons cu quantité d'of- 
ficiera et soldats tués et blessés. Avec cela ils s'approctaent beaucoup de nos 

palissadcs. 

Le 3. — .' 



(1) Il Sol. auo della Margherita (Journal hist., op. cit., p«*vg. 44) accenna ad ano 
solo di questi magazzini incendiati dalle bombe: « Il nous esl rapporté par des désertenrs 
>• qu'nne «le nos bombes ayaul encore brulé un magasiù, fui beaucoup plus malfaisante 
- que Ics autres, cai' près ile ceni de leurs grenadiers en ont élé grillés, on ponssés en 
« l'air ». 

(2) Il Manno (Relazione e documenti eie., op. cit.; XVII, pag. 511) ricorda sullo queste 
data, la bomba scoppiata sulla rasa di Guglielmo Antonio Bouello <• mercante di (eie ee- 

« rate in via dello Scudo di Francia, con rovina di due piani». 

(3) Il Conte Della Margherita (Journal hist.. op. cit.. pag. 46) cita fra i feriti ■ le 

« Lieutenanl des grenadiers de Daun, le" Comte Olgiati, Capitarne de Stavemberg, lei te 

■ Glovean, Capitai ne des grenadiers de nos fusiliers ». Quest'ultimo i ì alcuni giorni 

dopo per le telile riportate. 

(■{■) Il t'affo è ricordato anche dal Conte Della Margherita (Journal Inni., op. cit, 
pag. 47; clic fa salire a 200 i capi di bestiame depredati e pone il l'aito non in Valdocco, 
ma più precisamente - après du vieux pare». 

21 ; 



275 — 



/.<■ /. — A la potate ih* jonr nous avons fait notre feu a l'ordinaire, les 
ennemis les lenrs. A l henre après midi Ics ennemis onl fait] Bauter nne fon- 
dasse an bornie! «le L'ouvrage il come, qni a cause mi gran feti de pari ci 
d'antre ; mais Ics oiuiemia se Boni retirés avec perfce de qnelques liorames. Nons 
avons fait prisonnier le lils «le M' de Ohartronnie (1). La nuit .... 

Le 5. — An inalili nous avons t'ail leu a L'ordinaire : a 11 lieures mi cu- 

\ inni nous avons \ ii tous les canonniers francois a Leura batteries cornine s'ils 
avoienl voulu cbarger Leurs pièces, e! tous Les grenadiers el Boldats, la baion- 
nette an lumi de leurs fusils «lans lenrs boyaux. Cela nous a l'air prendre a 
tous les arines. Nous avons appris après qùe o'étoil M' li' due d'Orléans (2) qui 
visitali la tranebée. La unii Ics ennemis ont l m*uhc<hi| • bravaillé, malgré notre 
grand feu ; nous avons commeneé à leur tirer des boules foues «le la Valdoc. 

/,<• 6. -- A la potate ilu jour nous avons commeneé à Ics canonner; ils 
ont repondu par une dizaine de bombes qu'ils ont jótées dans la dèche du Beato 
Aini'ilee. où elles ont fait une grande brèebe el emporté un quarl ile pali'ssade. 
.l'ai vu l'ouvrage qu'ils ont fait à l'angle sailltìnt «le la flèebe de l'urte Se- 
cours qui est une espèce «le place d'arme, où apparemmenl prétendeni con- 
struire leurs puits «le mine. La nuit les ennemis onl travaillé a perfectionner 
leurs ouvrages el a joindre leurs parallèles susdites. Un Lieuténanl «le Mafay (3) 
a été tue d'une pierre à la palissade. Nous avons fait notre feu a L'ordinaire; 
nous avoli eii. li lieiires a\ant le jour. une t'ausse alerte. 

Li 7. — A la potate «111 jour le feu s'est t'ait à la continue. In licutenant 
de Mafay a di' tue, M' La l'Iene (4) capitata du Regiment «le Porte blessé, 
DI' [zasquea (5) blessé. La nuit .......... 

/., 8. — A la pointe du jour le leu s'est fait à l'ordinaire. un lieuténanl 
«le Savoye a été lue (6). La unii 



(1) 11 Della Margherita Journal hist., op. «ai., pajg. 50) scrive: « Monsieur deCbar 
" toglie, Capi tai ne ci Aule-Major d'un régimenl francai*; •>: ma «leve leggersi de Chartogne. 
Era figlio del luogotenente generale ilo .Chartogne tatto prigioniero il 2fi dicembre ITut 
Botto Verrua, dove combattendo valorosamente vi ricevette gravi ferite clic In trassero 
pochi giorni dopo alla morte, nel campo sotto Crescenti no. ('l'i. Journal du Marquis «/< 
Dangeau «'le. op. eit., voi. X. pag. 164, 223, 229. — Queni v marquis de), Histoire milì 
Ulive du règne «'<■ Louis Ir annuì Unii tir Franee : Paris, IT'.'ii: IV, pag. :{s-j. 

(2) Era Aglio «li Filippo, unico fratello ili Luigi XIV. La sorella Anna aveva sposato 
il duca Vittorio Amedeo contro il quale il «luca d'Orléans veniva a* combattere. Partito da 
Parigi il r luglio, dopo ih essere stato ricevuto il giorno innanzi dal re n Marly, aveva 
viaggiato a grandi ninniate con un convoglio ili 5 vettore e 28 cavalli. Cfr. Journal du 
Marquis "V Dangeau «'!«•.. op. <-it., pag. 145. 11 Carutti [Bt. di Vili. Am. 11. op. cit., pa 
gina 319) scrive clic il ilnca d'Orleans arrivò a Torino l'8 luglio; il So laro delia Mar 
gherita (Journal hìstor. etc, op. cit., pag. 55) sotto il 7-8 luglio dice clic culi eia già 
arrivato: « t'-lait arrivi' ». In una lettera del duca «li Savoia al principi' Eugenio, data «la 
Sai uzzo il li luglio, si dice che il «luca d'Orléans sarebbe giunto il domani a Torino: ma 
in un'altra lettera dello stesso giorno, ti luglio, pubblicata pare «lai Solaro della Mar- 
gherita [Journal hist. de, op. cit., pag. 258 <■ 291), Vittorio Amedeo scrive al cugino 
che il duca d'Orléans « devait arriver anjonrd'bui •• a Torino. Ciò accresce la probabilità 
che egli sia realmente arrivato, secondo il nostro A., il giorno •">. 

(3) Deve intendersi del reggimento Malici. 

4 11 TARIZZO [Ragguaglio eli'., op. «'it.. pag. 100) scrive « l,a l'Iena». 

(5) Il Tarizzo [Ragguaglio etc op. cit. pag. 99) lo dice luogotenente «lei reggimento 
Sannazzaro. 

(fi) Il Della Margherita (Journal hist.. op. cit., pag. 54 ricorda Botto questo giorno 
•< monsienr ile ( Iharrière, Capitarne dans le régimenl ih- Savoie ' ucciso. 



— 276 



Le 9. — A la pointe du jour nous avons t'ait un grand feu surles,fnnemis, 
où ils ont repondu à la cantarne. A trois heures après midi a pani un deta- 
ehement des ennemis d'environ 400 hommes à la montagne au dessua du palaie 
de M 1 le Comte de Palavesin à la portée du canon. La nuit ils se sont retirés. 

£ e io. — Le feu s'est fait à l'ordinaire. La nuit un capitarne de Monfera 
a été tue. 

Le 11. — S'est fait plus de feu que le jour passe pour raccouimoder le 
dégàt des bombes. Nous avons perdu beaucoup de monde. La nuit . 

Le 12. — Le feu s'est fait de part et d'autre : j'ai vii un gros nombre de 
tiK-s et blessés. La nuit à 10 heures les ennemis ont attaqué le bonnet de Fou- 
vrage [à] come qu'ite ont emporté. Nous avons perda plusieurs otliciers dans 
cette affaire : un capitarne allemand tue, un <le Monterà tue, un capitarne de 
Salusse, le lieutenànt de la Trinile. Le reste de la nuit nous avons ordonné 
l'ouvrage à la montagne. Nous a deserte du Régiment de St.-Nazar 10 gre- 
nadiers et 30 soldats. 

Le 13. — Le fen s'est fait à l'ordinaire. La nuit. '■'• de bos déserteurs qui 
viennent de Porte Suzine, croyant entrer dans Ics boyaux des Fianeais. sont 
eutrés dans une de nos flèches. A la montagne un sergent a deserti' avec son 
piquet. 

Le 14. — Le feu s'est fait à l'ordinaire. A li heures du soir les notres ont 
fait sauter une fougasse à la dèche de Saint Maurice. Nutre artillerie a fait 
un grand feu: Fon a fait sortir environ 50 grenadiers autant d'Ayducs (1) qui 
ont chassé les ennemis de leur premier boyau et ont renversé qùelques ga- 
bions. La nuit 

Le 15. — Le feu s'est fait a l'ordinaire. Sur le soir Fon a t'ait une espèeé 
de sortie. La nuit les ennemis ont fait sauter une fougasse à la dèche de Saint- 
Maurice, où ils ont fait sauter la pointe et se sont logés derrière. Il a deserte 
50 hommes de notre Régiment. 

Le 16. — Al heure après midi nous avons fait une autre petite sortie. 
La nuit 

Le 17. — d'ai vii (pie les ennemis se sont avances égalemenl des :\ flèches. 
La nuit 

Le 18. — S'est fait plus de feu qu'à l'ordinaire. Les ennemis ont mis le 
feu à nos palissades. La nuit 

Le 19. — A la pointe du jour nous avons commencé nutre leu. Les en- 
nemis ont commencé a tirer d'une batterie nouvelle qu'ils ont l'aite au Donnei ; 



(1) Il numero varia presso gli altri scrittóri. 11 Soi vro (op. cit., pag. 62 parla di «une 
sortie. de soixante grenadiers ■, ed è seguito dal Mengin (op. cit.. pag. 53] <■ dai Mayer- 
hofer und Kqmers (op. cit.. pag. 215). Il Tarizzo (op. cit., pag. 41) concordando con 
I'Hakbrett (op. cit., pag. 427) accenna solo ad un « Luogotenente nel Reggimento delle 
Guardie con venticinque Granatieri, e quindeci Haiduchi »: il l'i: Choulot e il Ferrerò 
(op. cit., pag. 42) tanno menzione di «un autre lieutenànt mix Gardes, à, la tète de vingt- 
cini| grenadiers ». 

28 



ila uni ausai l'ait un gros détachemenl qui a marche da coté d'Italie L). La 

unii ................ 

/,,■ 20. — Lea ennemis qui avoienl passi- le Po a Quier el Monqnallié ont 
repassé le I'" e1 soni retournés à leura premiere camps. La unii qoub avons 
laii gros feu plus qu'il Pordinaire. '■> ou t paysans soni allea, par ordre, couper 
Pherbe entre l'ouvrage [a] come el le bonnei de Porte Susine qui nous "i"ii 
la vne dea ennemis. 

Le 21. — Lea ennemia ont fail un feu extraordinaire, car ils ont tire de 
inule leur batterie, canons, pierres ei bombes. Nbtre artillerie, qui n'ètoii 
pis inferieure a la leur, tiroii avec autant <m plus de vigueur que la leur, 
tellemenl que Penfer méme ae représente rien de si horrible (2) que ce jour. 
La unii les ennemis ayanl éventé nos mines, « > 1 1 1 « l < » n i n * Passaul aux troia flèchea 
«le la citadelle, savoir eelle de si. -Maurice, celle '!<• Porte Secours, <<i l«- dn 
l'>". Amédée et s'en Bont rendus maìtres et s'y soni logés. 

/.- 22. — A 2 heures après midi nous avons fail une sortie, ou tonte la 
cavalerie de la garniaon étoil escadronnée près de la batterie des Bspaniols 
pour soutenir, et où le régiment qui étoit dans la ville an Ballon étoil de cette 
attaque. Nos gens ont attaqué de fort bonne grace et "ut chassé les ennemis de 
leur premier boyau ; mais les ennemis se som ralliés et ont redonné la chasse 
aux notres. Le Régiment Savoye c'est trouvé engagé dans eette all'aire; il a 
fallii qu'il cut attendu la nuit pour se dégager ; uvee quelqne compagnie de 
grenadiers il a'est degagé. Nous avons fail (> officiera francois prisoimiers et 
noiis avons perdu un capitaine du Régiment de Portes et quelques ani ics of- 
lieiers et ii n nombre assez considérable de soldats. La nuit .... 

Lr 23. — .l*ai vu les travanx des ennemis; ils ont coupé les flèches et 
suivenl la commnnication el jetteni la terre à droite et à gauche; et a 2 trabucs 
de la barrière ils ont l'ail une laillade. l'ile bombe est toinbée sur le corps de 

garde de la demi-lune de St. -Lassar, qui a tue <>u estropié une trentaine de gre 

nadiers. La nuit .............. 

Le l'I. — d'ai vu que les ennemis avoient fait un nouveau travail soriani 
des Communications des flèches : c'est apparemment pour avoir une commnni- 
cation d'une lleelie a l'autrc, elitre les deu\ palissades. La unii. 

Le 25. — L'on a commencé une caponnière dans le l'osse de Porte Secours 

ei plusieurs traverses dans tous les ouvrages. La nuit. ..... 



il) Il Ciuite Della Margherita [Jownal hiat., "p. <-it ., pag. 67), riferendosi a questo 

fatto, spiega elle: « le Due ile la I'Yuillaile a cu mille ile presse! vive ni le siège ile 

« Turili el il'eiivnyer mi iciifmt ile eavaleiie à Mnnsicur le Due d'Orléans, poni l'aider à 

« s'opposer au Pnnce Eugène, qui étant déjà au deca de L'Adige, devail bientòl passev 
«le Pò». 

_■ i: curioso che questo stesse pensiero è espresso con altre parole, sotto questa- data, 
dal Conte Della Margherita [Jownal lmt., op. cit., pag. 69): •■ On donnerait ime idée 
' liieu plus j usi e ile cette action, si on pouvait taire internile les iris dea soldats, le bruii 
«ile la monsqueterie, l'éclal des mines, le tonnerre des canone el des invvtiers, taire voir 
■• l'air fu mani el enflauimé » eie. 
i".t 



278 



Le 26. — Le feu et [le] travail de part et d'uutre s'est continue : la nuit 
de mème. {Le parole che seguono sono di altra ninno). M r le comte Caquerano (1) 
fnt mortelement blessé, estant «le «arde à la contregarde du B[ien] H[eureux] 
Amédée. 

Le 27. — Le feu et [le] travail s'est f'ait a l'ordinaire, Nous avons eu 5 
officiers tués ou blessé*. La nuit 

Le 28. — Nous avons commencé à palissader les fosséa dedans «le iiob 
contre-gardes, à cause que les ennemis s'approchent beaucoup de nos chemins 
couverts. M r Courbet lieutenanl aux gardes a été tuo. La nuit les ennemis fe- 
soicnt aussi gros feu de leurs boyaux de mousqueterie, que nous pouvions taire 
de la palissade. On a aussi commencé à l'aire des coflres autour les angles sail- 
lants du chemin couvert. 

Le 29. — A la pointe du jour voyant que les ennemis dormoient, .j'ai l'ait 
tirer 6 volées de canon de la demi-lune de St.-Lazar où j'étois de garde, qui 
les a mia tous en train. Le feu a continue le reste de lajournée. l'n lieutenant 
du Régiment aux gardes a été tue. La nuit 

Le 30. — Les ennemis ont commencé à nous battre d'une nou velie batterie 
qu'ils ont faite derrière la flèelie du B°. Amédée. La nuit nous avons fai! sauter 
des fougasses. 

Le 31. — Les ennemis ont pani dans la montagne (2) et ont esearniouehé 
pendant quelque temps avec nos partisans. Nous avons reste tonte la nuit 
alerte dans la montagne. 

Le premier d'aoùt. — J'ai vu les ouvrages des ennemis: ils sont à la portée 
de la grenade. A L' lienres après midi nous avons l'ait sauter une mine à l'angle 
saillant de la contrescarpe de Porte Secours, où ils ont bouleversé tout l'ou- 
vrage que Ics ennemis avoient fait là. Les ennemis sont venus camper dans 
tonte la montagne. La nuit nous avons tous conche sous les armes à la montagne. 

Le 2. — Les ennemis nous ont déehargé une mine où il y avoit 140 barils 
de poudre. M r de Portes lieutenant colonel a été tue (3). La nuit les ennemis 
ont attaqué l'ouvrage a come (le parole che seguono, in corsivo, sono di altra 
mano). oii le Coniti' de l'assentito eommandoit en etite nuit là et se sont logés a 
l'angle saillant de la palissade. Il nous est entré 150 barils de poudre vernini 
di' Quivas (4). 



(1) Luigi Amedeo Cacherano, della linea comitale ili Cavallerleone, nati) a Torino il 
1S gennaio 1683 «la Domenico e da Angela Caterina Chiarnevale. Aveva sposato il 29 feb- 
braio 1702 Maria, Lucia Faussone da cui ebbe Giuseppe, comandante del forte ili Mirabocco 

(1746, 14 aprile) e maggiore di piazza a Susa. Il conte Luigi Auledi ori in conseguenza 

delle ferite, l'.N agosto successivo. Cfr. il nostro A. sello questa data. 

(2i Questa, circostanza è accennata anche dal Sin. ai;o ina. la Maroiieita [Journal 
hist., op. cit., pag. 76-77): «On voit, le inutili, un gres de troupes défiler sur la montagne, 
■ et on apercoit, le soir, seize bataillons camper sur les liauteurs, hors de la portée tlu 
«canon qui est dans nos retranchemens ». 

(3) Cfr. Uhm. a Margherita, Journal Jiist., op. cit., pag. 78; — Tarizzo. Ragguaglio eie. 
op. cit., pag. 100. 

(4) Il Conte Della Margherita (Journal hist., op. cit., pag. 79-80) narra, concordando: 
«Il est encore entré, la unii précédente, un convoi de plus de cent charges de poudre. 

«a la t'avelli' de cent cheviMIS et de denx cents grenniliers qui b' étaiont avaucés j usqu'à 
« notre Dinne iln Pilori », 

30 



— 279 



/ A . .;. _ \ jr i,. u 8 »08l fait de pari et d'autore à L'ordinaire. La unii à la 
montagne nous avons été tonte la unii soua l»s mino. e( aoua avons coupé 
Itìfi eignes jusqu'à la porte* du pistole! de la palissade L). 

/_,. /. — i j( . f eu s'cst fall de part et d'autre à l'ordinaire; nous continnons 
a couper In vigne. La unii Ics ennemis ont fait un feu extraordinaire : ila ont 
tire jusqu'd 25 bonibes à la foia; à la montagne ila se sont retiréa jusque sul- 
la bauteur de Lermea [l'Eremo]. A deserte un poste mi fortiu entier de la 

Yaldoe. 

/, .-,, — 1,,-s ennemis ont battu beancoup plus rudement que ce jour paese. 
L'on a envoyé a la citadelle le Bégiment aux Gardea Savoye el quelques al- 
lemande de renforl et un gros nombre de greuadiera. La nuit à '.» heures ou 
environ, tea ennemia ont attaqué notre chemin couvert et l'ont emporté. Le 

combat a dure deus lieurea et deinie: nona avons eu un gro8 i bre d'of- 

lìciera tnéa on bleaaéa et 200 soldats entre tuéa ou ble8aéa. A la pointedujour 
tea aòtrea Ie8 ont chassés du chemin couvert el comblé leurs travaux; il se 
soni logée derrière la palissade. Nona avons été tonte la nuit soua les armes à 
la montagne. Lea ennemia ont jeté un pont sur le Po a la Madonne du Pillon (2) : 
ils ont t'ait ausai une batterie poni- battre notre camp. 

/,<■ '»'. — Nous avons travaillé à reparer les desordres que l'elineiui avoit 
laits. La nuit nous avons reste aous les armes à la montagne; lo bommes du 
Régiment de Cortanoe ont deserte. 

/., r. — Lea ennemis ont t'ait sauter une mine et ont mis le lena la COntre- 
garde du 1'.". Amédée. M.' Faiche, ingénieur, a eie tue. La unii M' le Cbevalier 
l'alavesin (3) a été Messe, voiilant l'aire étendrc le. leu, et plusieurs autres of- 
lieiers et soldats tues ou hlesses. 

Le 8. — Les ennemis font plus gros feu que le jour passe, ear il t il cut 
d'une nouvelle batterie .|iti est près de la contre-garde de St .-Maurice. Ils ont 
auasi eoinineiirr a lirer «le la montagne, de deux petites pieees sur notre ca- 
vatene et aux alleinands qui sont eampes a St.-Eoc. La unii a la montagne nous 
continnons d'ètre alerte. Il nous a deserte >S liommes de nutre piquet. (Segue, 
«li altra mano) .1/'' le < 'unite Gaqueran est muri de su blesswre. 

[ lC 9, — \ i{ . feu s'est fait eoniiue ce jour passi'' : la nuit de lucine. 

/,,. io, — Le leu s'est fait de part et d'autre a l'ordinaire: la nuit de 
lucine. 

Le il. — Les ennemis ont mi le feu a la contre-garde de Si. Maurice et 
oul fait sauter une fondasse. La nuit ....■•••• 



ti Cu-. Della Margherita, Journal hist., op. cit., pag. 78. 

(2) Secondo il Della Ma rgh biuta (Journal hist., op. cit., pag. 82) il poni.' era co 
siiniio un po' al di là della Madonna del Pilone, « vis-à via le yieux pan-». 

(8) Racconta il Della Margherita Journal hist., op. cit., pag. 85) che « lorsqu'on 
s'ctlorc.-iii de l'éteindre [le feu |, ino nsiciii Pallavicini qui coiuinandail les grenadiers da 
«végiiuent ans gardes, l'ai Messe considérablement ». Il Gukrrini (/." brigata dei <!><i- 
natieri ili Sardegna, op. cit.. pag. 358, 797) lo la morire delle ferite il 15 agosto successivo, 
appoggiandosi alla testiinoniauza del Conte della Margherita die sotto quella data scrive: 
i Le o«tpitaine des grenadiers da róghueut aux Grardes est ine » (op. cit., pag. 92). 11 Tarizzo 
[Ragguaglio ete., op. cit., pag. 95) lo ilice luogotenente. 
31 



280 



Lv 12. — Xoiis avons vii décharger quantité de boules à ime nonvelle bat- 
terie i|u'ils uiit fatte près de la palissade. La nuit ...... 

/.r 13. — Le IVii s'est l'ait :ì l'ordinaire. Les ennemis ont mis le feu à 
quelque (-issine de la montagne. La nuit nous avons eu une fansse alarme. 

Le 14. — Nous avons t'ait sauter une mine au B°. Amédée qui none a mis 

alerte tous. taut d'un parti «pie «l'aiitrc. Les ennemis ont COmmencé a tirerde 
leur nouvelle batterie SUSdite. Les ennemis ont doublé la traneliee: la nuit 
nous avons tous reste à la palissade sous les armes, eraignant une attaque. 

Le lo. — Le feti s'est l'ait à l'ordinaire ; la nuit de raème. 

Le IH. — Il s'est l'ait un t'eu extranrdinaire «le part et d'antro. Les notres 
ont fait sanici- une nouvelle batterie aux ennemis «1<- 7 pièces. La nuit 

/.< /7. — Le leu s'est l'ait à l'ordinaire; la nuit de mème. 

Le 18. — Le leu s'est t'ait à l'ordinaire de part et d'antro. Les ennemis 
soni vénus camper à la Madonne du Pillon. La nuit nous avons eu une alerte [à] 
la montagne : un convoi de vingt et einq cavaliers chargés de pondre nous venoil 
que les ennemis ont attaqué a la cassini' Ferari(l). Les nótres, n'étant pas les 
plus forts, ont coupé les cordes, ont fait répamdre la pondre et mis le leu après, 
et ont brulé quantité des ennemis. Un Colone! aleinan s'est jeté dans la place. 

Le Ut. — Les ennemis ont eommeiiee a l'aire jouer L! ou :> noiivelles bat- 
leries qn'ils ont construites sur la palissade. La nuit ils n'ont cessi' de tirer 
bomlies, environ SOI) de pierres et le canon a cartouche : ils nous ont tue en 
24 lieiires de temps òl liomines salls les blesses. 

Le 20. — Le feu a été plus grand que le jour passe. Les ennemis ont l'ait 
une batterie de 4 pièces à Notre-Danie du Pillon, où ils ont battìi une cas- 
sine (2) qui est dans l'ile de Vanquille, où une -arde de notre cavalerie se 
tcnoit. Le general Dami (3) a visite tous les ouvrages ce raatin. Le capitarne 
des canonniers Ibun a été lue (4). La nuit le t'eu et [le] travail a été fori rude 
de part et d'antro; nous avons perdu !<><> liommes elitre tués <>u blessés. 



(1) Secondo il Tarizzo (Ragguaglio etc, op. cit., pag. .'Hi) e il Solaro della M vruhi 
iuta (Journal hist., op. cit., pan-. 98) il convoglio componevasi di uno cavalieri o dragoni, 
,-.ni,lii ciascuno «li ino libbre «li polvere. Movendo «la Ohieri, giunse per Reagite alla Ma- 
donna del Piloue, dove i nemici, avvertito il mw passaggio, I" fecero segno ad un fuoco 

micidiale. Trenta «li questi cavalieri, preceduti «lai cu .minute, passarono animosamente 

a, guado il nume; gli altri , sempre combattendo, inseguiti «lai nomicp, rifecero in bell'or- 
dine la via già percorsa. IH questa fazione dava milizia il «bica Vittorio Amedeo II al prin- 
cipi' Eugenio «'««a lettera del 20 agosto. Cfr. Della Margherita {Journal hist., <>p. cit,, 
pag. 273). Con lettere «lei 17, «lei ls e del IH «lei medesimo mese, il Dnca aveva avvertito il 
Conte Dami di questo tentativo (op. cit., pag. 310-312). La cascina Ferraris e quella stessa 
accennata in noia sotto il giorno Hi maggio. 

(2) [I Conti' Della Margherita [Journal hist., op. cit., pag. 99) la designa come « la 
«cassine da commini » : e. sotto il 22-23 agosto, aggiunge che •• les i-iinemis. le soir, soni 
« venus plus forts à la cassine du common; ils abattent le coté de celie maison qui a 
« vne sur le PÒ et s'en retonniciil » (op. cit., pag. L00). 

(3) Il conic Vinco Dami, tenente maresciallo comandante le I ruppe cesaree in Piemonte. 
(.'ou Patenti «l«'l L7 giugno 1706 il «luca conferivagli pieni poteri. 

(4) Vedi in noia sotto il giorno 11 giugno. 

;r_' 



— 281 — 



Le l'I. — Lee ennemis onl fail jouer une nouvelle batterie, n limimi qne 
le t'cu augmente bous les jours. Les ennemis i s «mi pris lOboeufsà la Valdoc. 

La IMlit [Ir] Irli ri Ir t I: l \ :i i 1 "le pai't GÌ d'aUtre à Poni inaile. 

/.,■ ■_>■_'. — a la pointe du jour le feti a commencé a l'ordinaire, mais qnand 

Ics gardee onl été dans le fosse pour relever, ils uni e mencé A nous tirer 

Ics bombes ei grenades royales par trentaine, les mortiera a pierres démélées, 
eomme anssi Ir canon à cartouche, ayanl toutes leurs batteries sur la palissade. 
La imit etani «Ir garde à la traverse du fosse de la demi-lune de Seconrs, j'ai 
va nos bravailleurs qui soni venus pour déblayer la brèebe. Les ennemis soni 
\-riius pour se loger sur la contrescarpe : du méme poste ils posèrenl leurs ga- 
llimi. Les uótres, qui étoienl en bas, avec des crochets tiroieni leurs gabions 
dans Ir fosse ei Imr tiroieni des eoups ile fusi! et grenade. Les ennemis uni 
commencé à tirer une grèle de grenades ei coups de fusil; les nòtres soni été 
obligés di- se retirer. L'on esl verni jusque à '■> fois a la charge. Nonobstanl 
cela, les ennemis se sont logés dans la demi-lune; nous avons eu un capitaine 
ri un lieutenanl de Savoye tue ei un capitaine de Mafaj blessé, e1 plusieurs 

dans les autres ouvrages : nous avons perdn en tout, blessés e1 tués, 1 15 boi es. 

A la montagne les ennemis onl mis Ir feo à plusieurs palais ri cassines (1). 

/,i 23. — Les ennemis oni commencé à nous hall re de beaucoup plus de 
pièces < i ti*- Ir jour passe : nos bombistes leur onl fail sauter un de leurs ma 
gasins. La* nuit nous avons fail feu et travaillé à l'ordinaire; les ennemis onl 
mis le feu généralemenl à toutes les maisons de la montagne. 

Le 24. — Le l'ru s'est fait à l'ordinaire. La nuit nous avons travaillé à 
charger nos mines. 

/,<' 25. — A 8 heures du mai in nous avons fait sauter une mine à la demi- 
lune de Porle Secours qui a fait sauter io pièces de canon ei '■'• mortiers au\ 
ennemis qui nous incommodaienl beaucoup. Tous nos grenadiers sont allés à la 
citadelle: les Régiments de Mafay |et| La Triniti'' onl pris leurs postes. La 
nuit ................ 

Le 26. — ■ Les ennemis ne nous battent qu'avec 5 pièces <\<- canon : à •'! 
Iirures après midi ils ont fait sauter deux fougasses à la eontri'srarpr de la 
demi-lune et ont fait -' brèches. Nous en avons fait sauter une au Beato 
Amédée qui leur a fait sauter 3 pièces de canon. Xotre cavalerie s'esl battue 
au virux Pare (2) avec celle de Prance : nous avons perdu 11 bommes ri un 
lieutenant à la demi lune par ces fougasses. La nuit. à 7 heures du soir, les 
ennemis ont attaqué la demi-lune, aver des échelles, et les deux contre-gardes ; 
ils ont pris la demi-lune ei nous L'avons regagnée dans Ir méme temps. Ils se 
sont logés sur les contre-gardes; nous avons perda 800 hommes entre tués ou 



(1) Il Conte Della Margherita {Journal Mst., op. cit., pag. 100) descrive a vivi colon 
lo spettacolo lacrimevole di questi incendi: - "n a vii, cu ces deux jours, dévorev par le 
« feu plus ili- ceni rimpiante denos maisons de plaisance. Lesflammes s'élèvenl de toutes 
« parte sur les hauteurs, la fumèe sovl des vallone, Ir feu éclate a travers les foréts de 

ces belles coltines qui donnaienl un aapect si agréable a la ville >. 

(2) È l'antico R. Parco, costrutto ila Emanuele Filiberto e imi ampliato ni ornato da 
Carlo Emanuele I. Fu danneggiato nell'assedio di-I 1640, indi rovinato durante quest'as- 
sedio del 1706. Vicino alle rovine del vecchio sorse il Parco nuovo elie sussiste tuttavia. 

33 

36 Mite. - II. 



— 282 



blessés, ci 37 officiers entre fcnés <>u blessés : sur ee nomine, M 1 Kigaud (1) 
major du régiment de Portes bue; M' Fonblanc (2) capitaine des grenadiers 
(lu lucine régiment, tue; M 1 Boujet (3) lieutenani des grenadiers du régiment 
de St.-Nazar, tue; M 1 Candonner (4) lieutenant «Ics grenadiers du régiment de 
Portes, tue; M' Lajard (5) capitaine «In régimenl de Merolle, blessé ; M 1 Mar- 
sellie (('•) lieutenant du mème régiment, tue; M r Audiberd (7) capitaine du 
méme régiment, blessé e1 ce qui suit. 

Le 27. — A 8 heures du matin nous avons fait une sortie commandés par 
M r le chevalier Ringo (8) major du régiment de St. -Bazar, où il a chassé les 
ennemis hors de nos contre-gardes [el comblé tous leurs travaux, tellemenj 
que nous sommes comme auparavant, sans avoir perdn beaucoup ile monde. 
Nmis avons jeté quantité de fascines et gabions dans le fosse avec des gol- 
drons (9) poni- brùler leurs morts. Lacroix (10) lieutenant du régiment de .Me- 
rolle a été lue. La nuit 

te 28. — Les ennemi sont commencé à nous battre avec 5 pièces qu'ils 
ont remises en batterie. Après midi le due d'Orléans es! arrivò (11) avec un 
petit corps de troupe d'Italie (12) et a parachevé le blocus. La nuit les choses 
se sont passées à l'ordinaire, nutre 3 officiers que nous avons perdus. 



(I) Cfr. il Tarizzo (Ragguaglio eie, op. cit., pag. 100) che l<> pone fra i Ceriti caduti 
prigionieri. 

c_') 11 Tarizzo {Ragguaglio eie, op. cit., pag. 100) scrive: Fomblanc. 

(3) Il Tarizzo {Ragguaglio etc., op. cit., pag. '.ni' scrive <■ Boietto luogotenente ••. 

(4) Capdomer, secondo il Tarizzo (Ragguaglio etc,, op. cit.. pai;. 100). 

(5) Lo cita pure tra i feriti di questo giorno, col nome di Laiard, il Tarizzo {Rag- 
guaglio eie., op. cit., pag. 100). 

(6) 11 Tarizzo ( Ragguaglio eie. op. cit.. pag. 100) scrive: « Marseglia ». 

(7) L'Audibert, capitano del reggimente ili Meyrole, guarì delle ferite, e succedette nel 
1739 come colonnello al Des Portes. raggiungendo in seguito il grado di luogotenente ge- 
nerale, da cui si ritrasse (174H) per gelosia coatro il barone di Leutrun. quando questi, dopo 
la bella difesa di Cuneo, fu nominato generale d'esercito. Cfr. Memorie isteriche del regno 
di l'urlo Emanuele III: Ms. anon. in Bibl. di S. .M: — Manno. Reiasione del Piemonte del 
sei/r. francese Sainte-Oroix; in Misceli. <li st. ital.; XVI, pag. 227; — Manno, Sull'assedio di 
Torino del 1706: Ricerche seconde : in Misceli, st. ital. : XIX. pag. 588-539. — Tarizzo, Rag- 
guaglio etc, op. cit.. pag. 99-100. 

(8) Ottavio Francesco Teodoro Pallio, conte di Rinco, figlio di Eustachio e di Maria 
Maddalena Pelletta, morto nel 1754. Era stato capitano in Monferrato Reale (1688), poscia 
maggiore nel reggimento Sannazzaro (1703). Ebbe il grado di tenente colonnello nel 1710, 
di colonnello mi ITI:'.: fu comandante d'Aosta (1735)e governatore di Cuneo. Sposò a Torino, 
il 7 aprile 1718, Maria Cristina del conte Carlo Bernardo Villa di Villastellone, dalla quale 
ebbe Carlo ohe fa governatore di Fenestrelle (1781). Notizie gentilmente favoritemi dal- 
l'illustre Barone Manno. 

(9) Goudron^ catrame. 11 racconto nel nostro A. concorda, (pianto all'ora, con la nar- 
razione del Pelet {Mém. milit. etc, op. cit.: V. VI. pag. 261 i. Il Tarizzo (Ragguaglio istor.ète., 
op. cit.. pan. 62) dice clic la riscossa per il riacquisto delle controguardie fu iniziata <■ sul 
farsi del giorno 27 »; il Sol aro della Margherita {Journal hist. etc, op. cit., pag. 100) 
precisa «entre ne ut' et dix heures»; ora, che pare più esatta al GrUEBRINl (La brigata dei 
Granatieri etc, op. cit.. pag. 364 n.). 

(10) Cfr. Tarizzo (Ragguaglio eie. op. cit., pag. 100). 

(II) Arrivò appunto nel pomeriggio del 28 dall'Alessandrino, con io. tino fanti circa e 
3.000 cavalli, dopo aver tentato invano di ostacolare la marcia del principe Eugenio verso 
Torino. Cfr. Mémnires <'" due de Saint-Simon eie. op. cit,, voi. Ili, pag. 309; — Campagne 
ile! pr. Eugenio eie. op. cit,, voi. Vili, pag. 225. 

(12) Il nostro A. dice 'petit corps; ma il Tarizzo (op. cit.. pag. 65), e il Gì krrini (op. 
cit,, pag. 366 parlano di 10.000 fanti e 3.000 cavalli. I Francesi, prima ili questo rinforzo. 

toccavano i ì!7.000 uomini. Cfr. nota antecedente. 

.11 



— 2*3 — • 

Le 29. — Lea ennemis onl changé toni leur ordre de bataille; leni arméc 
a été toni le jour ea mouvement. Les ennemis n'unì tire que 8 bombes. 

Ia 1 30. — L'armée <l«s ennemis n'a fail anjourdkui qne marcile et contre- 
inarche; '.' bataillons des ennemis onl passe le Po el soni venns camper à la 
montagne. La unii ............. 

Le 31. —Al] heures les ennemis se sopì avancés 5 bataillons A la portée 
«In l'usil <ln fori dayras [d'Ayrasca] (1). A I heure après midi les ennemis onl 
donne nn assanl general el «>nt gagné les deus contre-gardes el demi lune el 
toni le fosse. Les régiments aus Gardes e1 Savoye soni arrivés avec tons les 
grenadiers de la garnison, qui leur <>nt donne la chasse el conduil jusque dans 
Iciirs boyaux : liontensemenl par enx, aree une grosse perte. Nous avons perda 

plnsieurs ofticiers; entre autres : M' le C te «le Brosolo (2} major du régimenl 

de Gonrtance, tné; M' Brenn (3 lieutenanl colonel «In régimenl aus Gardes, 
; 'l< iBsé : M' le < 'inule «le Lenii [Ile il i capitarne des grenadiers des fusiliers, blessé, 
el 9 autres que [sic; reete: dont] j'ignore 1<' nom. Les ennemis se soni nussi 
retirés dans la montagne. La nuil Ics ennemis onl jeté nn poni sur le Po à In 
Madonne do Pillon. J'oublie «le «lire que pendant l'assaul nous avons fail jouer 
une mine a la demi-lune dn Secours, où elle nous a jeté une pièce de canon 

il»' .!l! (hllis le t'osse avee plnsieurs BOldatS el nlìieii'is «les ennemis. 

Li •premier de ~ hre . — Le t'eu est fori leni «le la pari «les ennemis. Fous 
avons canonné le poni «les ennemis mais nous a'avons pas réussi. La unii il 



(1)11 forte d'Airasca situato sulla collina prospiciente l'attuale piazza Vili. Eni. I. 
Era il piti importante «lei toni sulla destra del l'«>. collegato al forte «lei Monti' ilei Cap- 
puccini per un valido parapetto. 

(2) Roberto Radicati conte «li Brosolo. Aveva sposato Eleonora del conte Biagio Amedao 
Finissime, da cui ebbe il conte Giulio Cesare che fu tenente maresciallo austriaco (1756). 
L'asserzione del Saxuzzo (Hist. militairedu Piémont, op. cit., pag. 311) che accennando alla 
gloriosa morie del eonte Roberto «li Brosolo, lo dice ■■ maggiore nel reggimento delle 
guardie » è evidentemente erronea. Cfr. anche Tarizzo, Ragguaglio etc., <>p. cit., pa- 
gina 99. 

(3) Cfr. Saluces, Hist. militaire du Piémont, op. cit., pag. 310;— Gì errimi, I.h brigata 
Granatieri etc., op. cit., pag. 797. — 11 Tarizzo (Ragguaglio etc., op. cit., pag. 95), anziché 
luogotenente colonnello, lo fa capitano del reggimento delle Guardie «li S. A. 1!. 

ili Carlo Isnardi, detto il eonte di Ligneville, della linea marchionale di Caraglio, era 

tiglio di Angelo e di Maria Cristina Ilavart de Senantes elle aveva sposato in prime nozze 

il «-onte Lenoncourt de Cluillant lorenese, «lai quale passò negli Isnardi, per mezzo di lei, 
la pretensione del titolo di Ligneville (Vosgi). l'ir la famiglia di Ligneville cfr. De Morii ut. 
li.) Nouvelles données sui- l'origine «/<■ la maison de Ligneville; in Journal Sur. archéol. 
Limitine; 1 -ss-t. XXXIII, 165. —Il conte «li Ligneville, capitano «lei Fucilieri, attualmente 
Brigata Aosta, aveva diretto nella notte del :i agosto il magnifico assalto per ricacciare il 
nemico «lai salienti delle retroguardie e della mezzaluna. Cfr. <■> errini, /.<« brigata Gra- 
natieri ili Sardegna etc, op. cit., pag. 359. All'epoca del disarmo «li S. Benedetto era stato 
fatto prigioniero, resistendo alle insidiose profferte del re di Francia. Cfr. Fabris e /. \ 
NKi.i.i, Storia brig. Aosta, op. < É it. pag. 79, nota. Morì in seguito alle ferite riportale in 
questo stesso giorno. Era con lui. il padre suo Angelo Carlo Maurizio, detto più comune- 
mente <• più semplicemente il Marchese di Caraglio, su luto lino «lai giugno antecedette 

al Marchese di Lucinge, ammalato, nel comando «li 'l'orino (cfr. l'Anon. del Vernier, op. 
cit., pag. 398; Sol aro della Margherita, Journal etc., op. cit., pag. L5; Tarizzo, Rag- 
guaglia etc., op. cit., pag. 24-25. 98). Il Marchese «li Caraglio erasi acquistata bella fama 
nella difesa «li N'izza. arresasi il 4 gennaio «li questo stesso anno al maresciallo «li Bei wich 

dopo una resistenza memorabile. Fn la > Buccessiv amato governatore di 'l'orino 

(1° luglio I7i)7), poi mandato ambasciatore straordinario all'Imperatore (1712). Ebbe nel 
1718 il collare dell'Annunziata e n«'l 1717 la nomina a Presidente del Consiglio Supremo 
di Sicilia. 
35 



284 — 



ne s'est pus fait grand feu de part ni d'autre; nous avons donne la éérénade 
;iu\ ennemis uvee dea obois (1) pour les divertir dans leurs boyaux. 

Le 2. — La journée s'est passée cornine si nous n'avions pus été asBiégés. 
Le general Tau [Dann] a reca une lettre de S. A. lì. cornine il le remerci e et 
tous les officiers de la garnison, et qu'il viendra bientót en personne le re- 
mercier de Carmagnole (2), le 30 aoùt. Les ennemis ont fai! un grand mouve- 
ment sur leur gauche. La unir 

Le 3. — Le feu s'est fait cornine le jour passe de part et d'autre. Tous 
les Imperiaux ont pris les armes : le régiment de Monterà, le régiment de 
Savoye, le régiment aux Gardes, Guides, Scholembourg, Porte et Merolle avec 
quelque bourgeoisie qui ont reste à l'esplanade du bourg du Po. La nuit .... 

Le 4. — Les régiments susdits ont repris leurs postes à 2 keures devant 
le jour. Les ennemis ont remis 1 ou 5 pièces de canon en batterie et nous battent 
assez rudement ; ils ont fait aussi grand mouvement dans la montagne. La 
nuit a 11 heures, les ennemis ont tenté un assaut, mais coinme nous faisons 
grand feu de bois dans le fosse, je crois qu'ils se briiloient tous en vie onde 
l'artillerie et inoiisquetcrie tellenient qu'ils se sout retircs sans rien taire. (Le 
parole clic seguono sono di altra mano). L'effort des ennemis a été pour nous 
empècher de deterrei' une pièce de canon que nous avons encore prise cette 
nuit là. 

Le 5. — Nous continuons d'étre sous les armes. A la pointe du jour les 
ennemis ont commencé à nous battre de 11 pièces de plus qn'à l'ordinaire tel- 
lenient qu'il font un grand feu. A 11 heures l'on a tire 3 coups de canon ; 
notre troupe susdite a toute pris les armes ; notre cavalerie a passe la Doire 
et s'est allée mettre en escadron au vieux Pare avec pièces de canon, et notre 
infanterie s'est mise en bataille à Vanquille, entre les fortins et les deux ri- 
vières. Toute l'armée de Plance a fait un grand mouvement ; il s'est tire plu- 
sieurs coups de canon à l'embouchure de la vallèe de Suse. Le soir tout s'est 
retiré. Le general Grissann (3) a pris quantité de munition de guerre et de bouclie 
aux ennemis. La nuit ............ 

Le 6. — Nos troupes se sont rendues à leurs postes d'uier, savoir la ca- 
valerie ; mais l'infanterie arrètée au bourg du Po. Les ennemis ont eu une alerte 
dans la montagne et ont gami leurs fortins coinme liier. La nuit Ics ennemis 
ont eu une seconde alerte dans la montagne et ont fait une grosse décharge. 



1) Gli Wautbois, sonatori. L'uso ili questi strumenti oell'esercito era assai antico. Già 
il di, Montaigne (D'Ancona, L'Italia alla line del .seco/o xvi: giornale del viaggio di Michele 
ili' Montaigne in Italia nel 1580 <■ 1581; fitta di Castello, ìssy, pag. 545) parlando della visita 
al castello di Piacenza, scriveva che: « la diana la mattina e la sera si sona con quelli 
« instrumenti clic noi nomamo hauboìs et essi Affari [pifferi] ; e si sona una ora». 

,:.') La lotterà è del principe Eugenio alla quale sono aggiunte poche parole del duca 
Vittorio Amedeo. È datata dal campo della Motta di Carmagnola, il 30 agosto 1706; e fu 
riportata integralmente dal Tarizzo (Ragguaglio etc, op. cit., pag. 72) e in parte dal 
Maiekhopfer und Komers (Le campagne ilei prine. Eugenio, op. cit., voi. Vili, pag. 248 
il. suppl.). 

(3) Il generale barone Kriechbaum, comandante le truppe imperiali. Il reggimento di 
questo nome, clic prese parte alla battaglia, secondo quanto scrive il Kirciiammkk (Camp. 
Princ. Bug., 1708; pag. 482) era stato creato tin dal 1(561 ed è attualmente il ."4' fanteria 
del Tese icito austriaco. 

30 



- 285 



/.«■ 7. Le feti -Vst t;iit à l'ordinaire. Le inutili aotre armée a trouvé od 
convoi dea ennemis qui s'esl jeté dana Le chàtean dit de Lucent qu'on a force 
et t'ait iiius prisonniers. Bntre 9 el LO on Ics a attaquéa dana Leura retranche- 
ments, entre La, Doire el la Sture on L'on a force Leurs retranchements ; on les 
a batta [et] partagé L'armée en deux. Los ennemis onl pria L'épouvante: la 
cavalerie B'esf jetée dans Le Po, l'infanterie a passe el se Boni retiréa dans la 
montagne. Qs onl laisaé L20 piècea de canon <!<■ batterie, ">i> mortiers et 18 
piècea de campagne et tou8 leurs équipages, que nos soldata et paysans ont 
pillés. 



37 



LETTERE 

DI 

CARLO ({IACINTO ROERO 

CONTE DI G-UARENE 

Capitano nel reggimento dragoni di Genevois 

1704-1707 

PUBBLICATE 

DA 

LUIGI PROVANA DI COLLEGNO 



INTRODUZIONE 



« Guarene beauconp de fcalent, homme a reussir dans toutes les 
comi t ion qn'il aura; boo poar avoir une compagnie, fils de famillie ». 
Così veniva giudicato l'autore di queste lettere dal prode e valente suo 
colonnello, il eonte di Santo Stefano (1) nel « Portrait des officiers do 
Beg 1 de dragons de S. A. R. ed il ritratto è di buona mano. Carlo 
Giacinto intatti tu nomo di pronto, versatile ingegno, d'instancabile 
operosità, ardito e grandioso nelle molte sue imprese. 

Nacque nel Ki75 da Traiano Andrea Boero conte della Vozza, di 
Gnarene, di Piobesi, ecc. (2) e da Maria Lucrezia Delfina, figlia di Fede- 
rico Tana marchese d'Entraque cavaliere dell'Annunziata, dama d'onore 
della Regina Anna che accompagnò in Sicilia all'incoronazione. 

(arlo Giacinto entrò nella Reale Accademia di Torino il 1" novembre 
del 1097, rimanendovi per quanto pare sino al 31 gennaio del 109'.) (3). Però 



(1) Dei Pallavicini della Frabosa, pi-rito disgraziatamente nella Dora ove precipitò la 
ii. .ne .lei l'I maggio 1706. Egli era colonnello ilei dragoni ili S. A. li. dal 23 aprile 1702; 
il documento .italo, senza data, appartiene a quello stesso anno e si trova agli Archivi di 
Stato. Sez. 1". Materie militari, ni. '-". n, 7. Me lo fé' conoscere il rimpianto chiar™ Pro- 
fessore Ermanno Ferrei., che parecchie altre notizie mi volle favorite con quella inesauribile 
compiacenza ohe uli era propria. La sua peritila, gravissima pei la storia, e irreparabile 
per quella ilei periodo di etti trattiamo, ch'egli aveva approtondito in miti i particolari 

acquistandone una cognizione per cosi dire perfetta. Alla memoria del maestro, del caro 

compagno di qualche ora di studio, col più sentito rammarico io mando il tributo della 

perenne mia riconoscenza. 

(2 Guarene, sulla collina alla sinistra del Tanaro presso Alba, passo con questa al 
dominio della casa di Savoia pel trattato ili Chetaseli del Ili:!! : La Yezza e l'i. .Lesi d'Alba. 
poco discosti, eran feudi della mensa vescovile d'Asti. Benché essi fossero allora tutti in 
titolo signorile però il feudatario col suo primogenito venivano costanti mente e Senza 

riserva qualificati di conte, eziandio nelle Lettere Patenti; così tutte quelle che riguardano 

l'autore di queste lettele. 

.". X. ■U'archivio del castello di Guarene esistono le ricevute della pensione pagata al- 
l' Accademia per il conte di Guarene « cu suo cameriere in ragione di L. 4ts per quartiere, 
iL. 1792 all'annoi. Il 5° ed ultimo quartiere, incominciato il 1° novembre 1698 (e decorrente 
sino al 31 gennaio 1699) venne pagato al 5 di novembre: pagaronsi inoltre doppie 12 di 
Spagna (pari a L. 192 per l'entrata. 

5 

37 Mise. - II. 



290 — 



sin dall'll settembre 1G98 egli fu assentato in qualità di cornetta nel 
reggimento dragoni di Genevois (1), venendo poi trasferta collo stesso 
grado nei dragoni di S. A. R. il 4 dicembre dell'anno seguente (2). 
Promossovi luogotenente il 30 aprile 1702 poco tardò ad avere la com- 
pagnia per la quale era stato dichiarato idoneo dal suo colonaello, e fu 
quella allora vacante nei dragoni del Genevese, ov'egii rientrava il dì 
11 marzo ITO.'! (3). 

Erasi intanto sposato a Vittoria Roero di Revello, che presto do- 
vette lasciare essendo egli entrato in campagna. Non si hanno notizie 
di lui per quel periodo sino a che ne fornisce la lettera seguente del 
Duca Vittorio Amedeo al commendatore Des Haies generale d'artiglieria, 
governatore di Vercelli. Seri vevagli il Duca da Crescentino al 23 marzo 1704: 

« Le Cointe de Guarene capitaine au Regiment Dragons de Genevois 
ayant quelque connaissance dans les fortineations, nous avons jugé à 
propos de vous l'envoyer affili qu'il aye occasion d'en profitter et de se 
rendre plus habile qu'il n'est dans cette science et vous ordonnerez à 
un des deux autres capitaines dn dit Regiment «ini sont à Verceil de 
se rendre icy... » (4). 

Com'è noto Vercelli era allora minacciata dall' assedio che infatti 
non tardò a porvi il Duca di Veudónie. 

Qui appunto incominciano le lettere di Carlo Giacinto; esse man- 
cano pel 170"> riprendendo al principiare dell'anno seguente per prose- 
guire poi senza interruzione. 

Ma già al 23 marzo del 1707 egli si ritirò dal servizio col pieno 
gradimento del Duca e con singolari testimonianze di stima e d'affetto 
dagli ufficiali del reggimento. La ragione addotta da Carlo Giacinto per 
questa sua inattesa risoluzione fu la malferma salute; vi contribuì pro- 
babilmente lo stato d'animo in cui egli si trovava per la perdita della 
moglie, morta a Torino il 14 gennaio di quell'anno. Ma ristabilitosi eoi 
riposo egli contrasse nuove nozze con Luisa Caterina di Valperga di 
Montile nel 170!». 

Le cognizioni d'ingegneria militare per le quali egli venne mandato 
a Vercelli eran forse dovute alla sua inclinazione per l'architettura colti- 
vata già con qualche studio, oppure furono il punto di partenza della 
sua vocazione per quest'arte alla quale si diede poi sempre con passione? 
Non so, ma fatto è ch'egli fu architetto non del tutto ignorato nella 
storia dell'arte locale; parecchie sono le sue opere, ed un primo saggio 
delle sue attitudini egli diede intorno al tempo di cui scriviamo rico- 
struendo il palazzo della sua famiglia a Torino, ora d'Ormea, in piazza 
Carlo Emanuele II, ed erigendovi la facciata che tuttora si vede. 



(1) Archivio <li stato. Sez. 4», Ufficio Generale del soldo, 1698. - Begi Figlietti Assenti. 
Sui dragoni «li Genevois vedasi appendice I. 

(2) Archivio del castello di Guarene. 

(3) Archivili di Stato, predetto, anno 1703. 

(4) Archivio di Stato. Sez. l a , Lettere Principi, in. 59 bis. 



— 291 — 

Il mairi n io del principe A.medeo «li Oarignano lo faceva poi «•Ina 

mare alla carica di primo scudiere della nuova principessa, Vittoria di 
Savoia i). Al l gennaio 17P> avvenne la sua nomina: il •_•:. d'aprile se- 
guente la contessa Caterina «li Guarene sua moglie veniva nominala 

«lama d'onore della stessa Principessa (2). Ma | o durarono questi 

affici giacche, com'è nolo, i Principi di Oarignano tre anni più tardi 
abbandonarono la cori»' per ridursi in Francia; rimase tuttavia a Carlo 
Giacinto la cura non tacile dei l<>r<> interessi in Piemonte, e sebbene 
egli movesse anche una lite contro il patrimonio principesco per onorari 
non soddisfatti rimase però sempre in seguita corrispondenza colla 
Principessa. 

Divenuto vedovo la seconda volta nel 17P.I perdetti' poi il padre 

nel L722 (3). Pass.'» allora a terze nozze con Maria Isabella Vacca «li 
Piozz«>. redo va «lei conte Giovanni Felice Porporati d'Alma, «lama d'onori' 
della Regina, «• nel 17'.'7 intraprese dalle fondamenta la costruzione del 
castello di Guarene su suoi proprii disegni. Ai tre quarti «lei suo com- 
pimento l«> condusse, dirigendone minutamente i lavori anche da lontano 
per mezzo «li continue lettere ed istruzioni. Contemporaneamente egli 
attendeva a varie altre opere architettoniche: molti suoi disegni SÌ con- 
servano «li chiese «• d'altri edilizi, alcuni eseguiti, fra cui il palazzo Della 
Motta a Vercelli. 

Ebbe eziandio parte notevole nella fabbrica di maioliche dei Kos- 
setti, che aiuti") «li danaro e «li consiglio. 

Né mancarongli le occupazioni domestiche poiché dai tre matrimoni 
ebbe prole cui provvedeva, curando ancora gli interessi «lei congiunti 
e dei figli di primo letto della terza moglie. Ma dopo la morte «li questa (4), 
avanzato oramai negli anni, stanco e sopraffatto dagli oneri e «lai fastidi 
che la sua febbrile attività gli aveva procurato, visse più quieto se 
non tranquillo, sinché dopo lunga malattia morì a Torino il 17 di 
cembre 174!». 

Le lettere che seguono sono tratte dalle moltissime che «li lui si 
conservano nell'archivio «!«•! «'astello di Guarene. Salvo «lue sole sono 
dirette al padre ed alla madre e narrando la parte eh' egli ebbe nella 
campagna gloriosamente decisa colla battaglia «li Torino, mentre ne for- 
niscono qualche particolare nuovo, danno «li <|iiei fatti un' impressione 
semplice, schietta e viva, «piai solo possono le lettere famigliari. Scor- 
retta la lingua, trasandato lo stile; ma fedele interprete del pensiero 
riesce vigoroso ed efficace. 

Pur anche l'ortografia ho rispettata, solo sostituendo la r alla » nel 
corpo delle parole perchè altrimenti la lettura ne riuscirebbe fastidiosa. 



fi) Madamigella ai Susa, legittimata dal dura Vittorio Amedeo II: il matrimonio ebbe 
luogo il 7 novembre 1714. 

(2) Patenti su pergamena, ormate Amedeo di Savoia, esistenti nell'archivio di Guarene. 

(3) Il :'> giugno. 

(4 Avvenuta l'otto giugno 17:'.7. 



292 — 



Trascinato dall'argomento raccolsi notizie che eccedevano i limiti 
di questo lavoro e pur mi rincresceva sacriticare. Oltre le inserzioni fra 
le lettere, quando occorreva, misi in note, forse troppe e troppo dif- 
fuse, quanto serviva a chiarire il testo; il di più che poteva giovare posi 
in appendice. 

Se questa pubblicazione non apparirà priva d'interesse ne sarò lieto 
pel tenue contributo ch'essa può arrecare alla cognizione di quel trepido 
momento della nostra storia, e per la memoria di un mio antenato la 
cui vita non fu certo né oziosa né inutile. 

Novembre, 1905. 



Luigi Provana di Collegno. 



LETTERE 

DI 

('AULO GIACINTO ROERO CONTE DI GUARENE 



(Da Vercelli, 6 giugno 1704; a sua madre). 

« ;i Verceil ce ti juuin 
Madame 

Je proffitte du deparl dea dames pour vovls donner de mes bonnea nou- 
velles me portanl dieu-mercy fort bien malgré la fatigue qui a esté tonta ses 
iours fcrea violente. Nona sommes investi depuia bier au matin dana lea formes 
et nona attendona de ioui a autre l'ouverture de la Tranchée(l). Je suis ravi 
d'avoir preasé Mad 1 de Serrava! (2) dea'en aller et luy ay meame conseillé d'aUer à 
Turili. 

A Turili il va ordre «le me donner <lu foin peur monequipage qui devroil 
vestir. Ajnsy ie \oiis prie d'envoier qnelqu'un chez le Oontador a fin qu'il faaae 
un billet au Magazinier pour me le donner et en caa qu'il demando combien de 
elievaux i'ay on pourra repondre qne i'en ay cinq (•'}) 

A Madame In Comtesse de Guarene (4) 
dea dome» d'honneur de Leurs AA. UH. 

Turbi». 



(1) È noto che il Duca di Venderne pose l'assedio a Vercelli il giorno 5 giugno 1704. 

(2) Anna Maria Vittoria .Margherita Roei'0 di Guarene, sorella delle scrivente, sposata 
a Giovanni Battista Salomone conti- di Serravalle. 1 Salomone erano vercellesi. 

(3) Esiste nell'archivio di Guarene la nota dell'equipaggio, però in data del 9 mangio 
1701 quando Callo Giacinto non era ancora capitano. Mi pare meriti di essere conosciuta 
e perciò eccola testualmente. 

« Si calcala per l'Equipaggio di Guerra di Cavalli in n. di Tre. Incluso pero il Bajo 
vendutogli et comprese le Belle e brille dop[pi |e 55 : — Mule due Bardate dop' 30 -Tenda 
Finita dop' 12 — Caminiera per se|r\iio|ri li dop' 'i — Tavola e 2 Cadreghe dopp 1 
Valiggia Grande dopp e 1 — Fianareretc) dopp 1 I . Portamantollo con tela Cerata 

dopp.T '/•> — due coperte ditela incelala dop' 1 — due vestiti da l'ala lei uioio e mula- 
liero dop 6 4 — Per il letto si calcola 15 t'| ranchi] il bosclio due materassi due dopp' 

Pavaglione (d) dopp' tre in tutto doppie ti —[totale] D[oppie 116 » La doppia valeva 

dunque quindici lire, il prezzo della lettiera, che si nato a doppie ."> taceva doppie ti. 

1 Sebbene il padre di Carlo Giacinto si chiamasse invariabilmente il eonte della Vezsa, 
sua moglie, coinè si vede, portava il nome di Contessa ili Guarene, anomalia non rara a 
quel tempo. La moglie poi di Carlo Giacinto che intitohwasi Conte ili Ouarene veniva 
detta semplicemente Madama ili Guarene. 

(o) Credo voglia dire che nei tre cavalli era compreso quello venduto; toccava a ('urlo il iacinto di sur- 
rogarlo avendone egli probabilmente ricevuto il prezzo. 

(ft) Specie di tenda: voce che non si rinviene nei dizionari. 

lei Vocabolo piemontese che lo Zalli registra nell'aggiunta al san dizionario traducendolo boli/in, bisaccia 
tasca da sella. 

{dì Tenda retta da antenne; si comprende che doveva servire pel letto. 

9 



— 294 — 

IL 

(Da Milano, 2 agosto 1704; a sua madre). 



« a Milau ce 2 aoust 1704 

Je vous ay escris Madame en partanl de Verceil et comme i'ay remis uni 
lettre au Maistre d'hostel de M r de hais le croia quevousl'aurezreceue(l). Deus 
iours aprez ie suis parti poor Milau ou ie suis verni tont d'une traitte pour 
u'avoir pas le chagrin de marcher avec nos pauvres soldats qu'on avait lié en 
chemiii. Les premiers iours que i'ay passe a Milau m'ont paru facheux car 
i'estais (laus un mauvais Cabaret mais a present nous avons pris une maison 
M 1 le Chevalier de Parelle, M rs Picon, Gratinare, Cumiane (2) et moy et nous 
faisons tranquillement nostre ordinaire, ce repos m'a fait grand bien et m'a 
dellasse des fatigues du siege. 

Cornine i'ay veudu mes cla-vaux a la reserve du mieli qui estoit boiteux ie 
renvoy Gioanet que ie prie mon Pere de garder car c'est un bon doinestique. 
Luy vous donnera plus distiueteuient de mes nouvelles, ie l'envoy avec un 
autre valet de M 1 Picon par le eheuiin de Mazzeran croyant qu'ils iront seu- 
reuieut. 



(1) Questa lettera noli c'è: ne ne vedrà il motivo in quella seguente. « M 1 de hais » e 

Claudio Hadot des Hayes, conte di Dorzauo nel 1719, gentiluomo francese passato al servizio 
ducale e resosi celebre eolla fiera repressione dei torbidi del Mondovì. Sin dal 1697 era, 
governatore di Vercelli e vi coniando durante l'assedio rendendo per capitolazione la piazza 
il 19 luglio, colla guarnigione prigioniera di guerra dopo uscita dalla breccia a bandiere 
spiegate, egli libero su parola (Manno. Retro Mieca ni il conte della Margherita nella 
Miscellanea tli istoria Italiana, ionio XXI, p.491). Eranvi undici battaglioni e 500 cavalieri 
al dire de) Saluzzo /listoni militaire dii Fiémont, Turiu 1818, ioni. V, p. 149); da una 
notizia contenuta in un mazzo dal titolo : « Ordini generali misti... anni dal 1701 al 1705» 
presso l'Archivio di Stato. Sez. 4', risulta che furono tatti prigionieri a Vercelli ceuto 
uomini con cavallo ed equipaggio per ciascuno dei tre reggimenti di dragoni: di S. A. K., 
Geuevois e Piemonte. Generale tu la sorpresa per questa tesa inaspettata e non poca la 
irritazione del duca Vittorio Amedeo. M r des Hayes tu processato insieme al comandante 
in 2° Paolo Domenico Doria conte di Prelà, colonnello dei dragoni Genevois (vedasi Ap- 
pendice I). 11 primo potè provare d'essere ammalato ed ambedue vennero assolti al 13 
aprile 1707, come ne informa una lettera eli Carlo Giacinto che in data del 15 stesso scriveva 
al padre: « L'affare di M 1 Dehais, e C. di Prela tini avant hieri favorevolmente per en- 
trambi quest'uliimo però farà campagna e non il primo ». 

(•_') Giovanni Antonio San Martino, detto il cav. di Palella, figlio di Alessio marchese 
di Brosso, cav. dell'Annunziata, e della sua 2' moglie Margherita Provana di Beinette; 
fratello del celebre Carlo Emilio marchese di Palella, figlio di .Margherita Villa, sul quale 
si hanno le Notizie o,r. del cav. Alberto Ferrerò della Marniera ('l'orino 1863). 11 tiglio di 
questi, detto il marchesi' d'Andoino. essendo morto celibe nel 1719, il cav. ili Palella gli 
Succedette nel marchesato e da Anna Luigia di Vallesa ebbe discendenza che si spense negli 
Avogadro ili Casanova. Egli era capitano nel reggimento ili Guardia con grado ed anzianità 
di colonnello dal 25 agosto 1695. 

Il Vassallo Giuseppe l'icone era luogotenente col elio nei dragoni di S. A. R. dal 

2 maggio 1702. Credo sia quegli che investito di Pelosa e Val S. Martino col contado nel 1700 
vi rinunziò a favore del fratello l'anno seguente (Manno, Patriziato Subalpino, voi. 1°, 
p. 315). 

Il cav. Carlo di Gattinara era capitano nei dragoni di S. A. R. dall'8 marzo 1703. 

Il cav. o conte (/alio Giuseppe Canalis di Cumiana era sialo nominato capitano della 
'-' e pagnia d'aumentazione nei dragoni di S. A. R. l'undici dicembre 1703. 

10 



- 295 — 



Le Medecin qui a fail sauvé cet hiver mon frere i i m'a eaté de grand 
Beconra el n'a pa8 peu contribué ;i qous Loger el mone none ordinaire en 

train. J'attens tous-iotirs avec toutte l'impatience <ln monde de vos cheres i- 

vellea, poni moy ie voua donneray dea miennes par [a voye de Genes qui eal 
la plus courte ainsy vous aurez la bonte d'envoier a la poste poni' prendre les 
letres. 

\ou> sommes impatienl de scavoir ce qn'on dil de nostre captivitte el ius- 

qu'a presenl s a'avons poinl eu des uouvelles de S. A. I.\ pour scavoir 

>'il v.Mit continuer aux soldaf leur paye, car sana cela ila creveronl boua (2 . 

Qnanl a mon equipage i aj escris au Chevalier de Sciolse (3) d'en avoir 
suin el de s'en servir el de me mander en quel estat il est ; la dessua ie prendray 
mea meaurea. 

Je vons prie di' iiics trea-umblea complimenta a Mesdamea mea Tantea e1 

messieurs s oncles. J'ay esté fort en peine du Chevalier d'Entraive (4) qn'on 

m'avail • 1 i r eatre priaonnier el blessé mais enfin i ay sceu qu'il esl rendo el 
qu'il se porte bien. 

,r cscriray a mon Pere par la poste e( Le vons baiae trea-umblemenl 
Ics maina ». 



i Pietro Francesco Federico Roero. Ricevuto già nell'ordine di Malta venne assentato 
coinè AIi'hiv nel reggimento di illumini al primo febbraio 1698, col •■ permesso di portarsi 
a Malia per farvi le sue carovane, pendente unni «luce mesi quattro » (Arch. del castello 
ili Guarene). Il 9 dicembre 1699 venne promosso luogotenente nel reggimento della docc 
bianca, quello ove tutti eli ufficiali appartenevano all'ordine di Malta e contemporaneamente 
ebbe nuova licenza di due anni allo stesso scopo i Ardi ili Stato, Sez. 4'. Ufficio generale 
del soldo. Assenti, ecc., 1699). Ma sin dal 13 dicembre 1700 il Gran Maestro dell'ordine. 
Fra don Raimondo de Perellos e Roccafull, gli concedeva licenza ili andare in patria per 
in- anni, dopo i quali la licenza venne prorogata per alni 5, poi al 27 agosto 1709 per tre 
ancora. Intanto il 2 maggio 1702 Pietro Roero, detto il cav. di Guarene, fu nominato 
capitano nel reggimento stesso della Croce bianca e come tale venne qualificato « froid 
et aian une bone conduite ■• dal duca <li Savoia che di suo pugno appose questa annotazione 
al suo nome nel <■ deiail des qualités des officiers dessis Regiments d'Infanterie, qui foni 
campagne cette année 1702 ■• (Arch. di Stato, Sez. 1 ■'. Materie militari. Impieghi, ni. 2°, n. 7). 
Da una lista di pagamento di stipendi e simili al reggimento Croce bianca in data L3 di- 
cembre 1703 egli risulta cervo dal campo di S. Benedetto (Ardi, di Stato. Sez. 3", camerale). 
Il reggimento stesso venne poi sciolto nel ITU» ed incorporato in quello di Piemonte; nel 
ruolo di questo leggesi fra i capitani il nome del cav. di Guarene coli' annotazione: «dismesso 
li 23 gennaio ITU (Arch. .li staio. Sez. 4\ •> 1709-1713 — Buolo Ufficiali Fanteria e Ca- 
valleria 1). Ritornato definitivamente a Malta vi divenne Palio, poscia Gran Priore di 
Penosa, facendosene anche par. da per la elezione a Gran Maestro. l'omo di molto senno 
e di virtù non comune: morì a Malta nel 1750. 

(2) Si è rinvenuta negli archivi di Guarene una nota intitolata da Carlo Giacinto : 
< Denaro datto a dragoni in Milano 11 (lire) 74 ». Vi si legge': « Argent distribué aux 
dragons de Genevois le 30™ aoust 1704 — Colonnelle, (si sottintende compagnie e cosi 
perle altre Caramagne, Cantolin, Zanella 11. 24 - Rivarol Mayna 11. 8 Lient 06 (si sot- 
tintende colonnelle) Genola II. 2 Majonre. Pesset, la vigne, la fortune II. i; deschales, 
la Pose, la Monia II. t Grimotiere, la liberté, sansoucy 11. I — t Carli n Montey 11. 2 — 
Siosce. Cevri Mastrich, la Tour, l'epine. la Riviere 11. LO f Fillippi.la Rose, l'allegrette, 
la tlenr. Vinenf. la liberte, priiiieinp. 11. 15 — f Guarene, Cony II. 2 (totale) 11. li ». 
Si comprende che i dragoni sono indicati col nome loro .li guerra. Maggiori notizie sulle 
compagnie, si trovano nell'appendice I. / dragoni ili Genevois. 

(3 Dei Roero di S. Severino conti di Scioìze, capitano pm esso nei dragoni del Ge- 
novese, torse rimasto a 'l'orino ov'era l'equipaggio di Carlo Giacinto in principio dell assedio. 
Fu ucciso in combattimento l'anno seguente ai 17 di giugno, come ci apprende il molo 
del reggimento Arch. di stato, Sez. 1* ; n. 1705 Rolli Regimento dragoni Genevois)... 
Probabilmente ciò fu nei pressi di Chivasso allorché il duca, di Venderne vi pose l'assedio. 
p Filippo Pana detto il cavaliere 'd'Eni ra.pie, .pian., figlio di Federico marchese di 
Entraque conte .li Limone e di Santena ecc. cav. dell'Annunziata morto il 13 novembre 

1690 e di Maria Valperga di Rivara; fratello di Delfina, madre dello scriventi-. Pia allora 

luogotenente colonnello del reggimento di Monferrato e si trovo alla Brunetta dove in fatto 

11 



296 



III. 

(Da Milano, 8 agosto 1704; a sua madre). 

« a Milan ce 8 amisi 

Je vmis escrivis Madame do Verceil el ie remis la letre a M 1 de Persival 
maistre d'Hotel de M r de-hais ; depuis qnelques iours on nous a dit qu'en ar- 
rivant aTurinila esté arresté ainsy i'ay grandepeur que vous n'ayez point receu ma 
letre. Cependant ie vous prie qu'en cas que cela soit, de scavoir entre les mains 
de qui elle peut-estre tombée et s'il vous estoit possible de la retirer i' en serois 
fort ravi car ie l'escrivis a la liaste et ie ne me souviens pas bien ce qu' elle 
contient. 

Jevousay encor escrit ees iours passez par Gioanet que i'ay euvoie par le 
Chemin de Mazzeran et que i'espere a l'heure qu'il est sera arrivé heureusement a 
Turili. 

Je iouvis icy dieu-mercy d'une tres bonne sauté et ie n'ay pas eu de peine 
a m'accoutumer a la vita poltrona qu'on ineue en ce pays-cy. Nous ne sortons 
que le matin pourla Messe et le soir pour prendre un peu d'air et nous n'avons 
encore nulle conoissance a la reserve du Medecin qui a si bien cet liiver servi 
mon frere, et qui nous a esté a present d'un grand secours tout ce qui me facbe 
c'est de n'avoir point encore de vos nouvelles, et pour touts les mauvais 
discours qu'on tient dans le monde sur nostre Ghapitre m'embarassent si peu 
que rien. Nous avons fait nostre devoir en braves gens nous n'avons rien a nous 
reprocher et a l'egard d'estre prisonier de guerre dez que l'ennemi le vouloit, 
la place et la garnison estoit en tei estat que nous ne pouvions point eviter ce 
triste sort. 

J'ay apris avec tout le chagrin possible la malladie de M r le Marquis de 
S l Thomas (1) i'espere qu'a l'heure qu'il est les remedes et la ieunesse l'auront 
tire d'affaire ie vous prie de mes tres-umbles compliments a tonte la famille en 
y temoignant que i'ay esté fort sensible a ce malheur. 

Si vous voulez que i'aye vos letres seurement envoiez les a Mad° Berte la 
priant de les envoier icy a sa Alle car l'adresse est tres seure. 

Ijcs Francois parlent fort d'aller a Turin, il ne m'est pas permis de dire la 
dessus mon sentiment, mais escrivez moy quel parti vous conteriez de prendre 
en ce cas la en attandant ie vous baise tres-umblement les mains, et fais mes 
compliments a la parantée. 



prigioniero. Nel 1705 fa colonnello del reggimento Piemonte, generale di battaglia nel 1711. 
governatore ili Messina nel 17H>, luogotenente di maresciallo e colonnello delle Guardie 
nel 1719, cav. dell'Annunziata il L5 agosto 1729, luogotenente generale e governatore <li 
Torino nel 1731 e generale dell' artiglieria. Per la morte del fratello primogenito (22 di- 
cembre 1713) prese il titolo di marchese d'Entracque che gli veniva talvolta u'ià prima 

attribuito e continuò la discendenza. Morì a 'l'orino il IO marzo 174S. (BOCCABD, IlìsUiin 
généalogique et chronologique de la Royale Maison ih- Savoie, dea Ghevdliera ci Offieier» 
de l'orare, ere. ecc., Ms. della Biblioteca Reale di 'l'orino). 

(1) Giuseppe Gaetano Carron, marchese di S. Tommaso ecc., ministro e pruno segre- 
tario di Stato, cav. dell'Annunziata nel 1713, morto il 1" marzo I74s. Era tìglio di ('mio 
Giuseppe, parimente ministro, primo Segretario di Stato e cav. dell'Annunziata, mollo il 

17 dicembre L699, e di Paola Beatrice Boero di Guarene, zia dello scrivente. 

12 



— 297 



Dopala ma letre escritte « > 1 1 parie fori de qous envoier eii Franco, ainsj tu' 
perdez point de tema a m'envoier de vos aouvellesel de la Famille car ie Beroia 
faebé de pari ir sana en avoir eu. 



[V. 

(Da Milano, 20 agosto 1704; a sua madre). 

« a Milan ce '-'li aousl 

,l'a\ recen Madame avec toui le plaisir possible vostre letre du IO el 
i'entre bieii dans le chagrin que vovls aure/ eu de voir partir Mad de Ser- 
raval. elle m'a escris de Verceil el il se pourroil l'aire que ie 6a une course a 
Serrava! pour la voir. M 1 son mari m'a fait pendant le siege toates les caressea 

possibles veillaut iiieessammeiit a me taire l'aire toni ce qui pourroil me SOU- 
lager ilans ma fatigue et cela avec un attentimi et une cor diali té adinirable el ie 
serois le plus ingrat des hommes si je ne luy en avois point tonte ma vie des 
obligations fcres-sensibles. 

Moli pere me maiiile que vostre santi'' n'est pas trop boline Ce qui ine facile 

t'ori, et ie Bouhaitte que rantoline vous soit plus favorable que l'esté. Je vous 
aya escria par la voye de Mad e Berta et ie ne doute point que vous n'ayez receu 

ma lelre. Moli pere m'a donne un adresse a Ib-lies dont ie ine sert et ie crois 

que les letres iront seurement car l'homme m'a escris une letre fori honeste et 
tn'asseure d'estre exact a m'envoier les letres. Ainsy de Turin vous n'avez qu'a 

les adresser cu droitui'e a (lelles avec le suivant dessus 

.1/ Si,/ 1 din. Batta Olirà 

In rusii del Sii/' I. urlìi ri 

Genova. 
J'ay escris a ce M 1 là coninie il doit ine les adresser a Milan a lintpie ie 

Ics aye seurement. 

Mon Pere me maiidc la ìnalladie de M r le Marquis Tanne (1) dont ie suis 
tres-faché et ie vous prie de luy cu temoigner mon chagrin quoique i' espere 
qu'a l'heure qu'il est sa santi 1 sera meilleure. Il me mande aussi que M 1 le 

Chevalier Tana IL') se porte liien ie l'eli t'elicile et luy souliaitte une longue COn- 
tinuatioii de boline sauté. 

('et ordinairc ie n'ay point OUy parler de M 1 le Marquis de S' Tboinas, 
cela me t'ait croire qu'il se porte tnieux dont ie suis l'ort ravi. 



(1) Carlo Giuseppe, fratello primogenito * l ì Filippo, menzionato nella lettera II. Fu 
ambasciatore in Ispagna alla morie di Carlo Emanuele II ilio.")): nel 1691 capitano ■Iella 
:!• compagnia delle guardie del corpo, cav. dell'Annunziata al 29 dicembre L696, luogote 
nenie generale il 26 febbraio 1697 ed il 4 marzo passato alla •_" compagnia delle guardie 
ilei corpo; anibiisciatore straordinario presso la regina di Spagna, moglie di Carlo III. a 

Milano il li' maggio I7os : nel 1710 gran mastro della casa di Madama Reale; i to senza 

prole in Torino al 22 dicembre 1713. 

(2) Antonio Maria Arduino, terzo fratello del precedente; cavaliere di Malta, primo SCH 
diete e gentiluomo di camera, colonnello del reggimento della Croce bianca, governatore 
<li Carmagnola, maresciallo di campo generale nel 1697, gran Falconiere e gran Véneur 
il 2 gennaio 1699; mono a 'l'orino il li giugno 1781 di 83 anni. 

13 

38 Mise. — il. 



— 298 — 



Nou.s continuons icy nostre vie tranquille. La Compagnie de M 1 le chevalier 
de Parelle nous est d'un grand secours, et sa conversation agreable iointe a 
celle de M' Pieon, et de Gatinare nous foni passer le tems sana que qous 

sotlliaittions les assenildees publiques. 

J'espere la semaine qui vieut de recevoir iles meilleure nouvelles de vostre 
sante rien ne me tieni siforta ceur que cela et ie suis persuade que vous n'aurez 
pas <le la peine a le croire puisqne vous connoissez ma liliale tendresse. 

Je vous prie de nies compliments a tonte la parantée et ie vous bai se tres- 
umblement les mains ». 

V. 

(Da Vigevano, 30 settembre 1704; a suo padre). 

« ///"'- 8ig ni in /'ninni e Padre Coli™ 

M'avisa il Sig r Ciò. Batista Oliva ch'egli non ha alcun riscontro che V. S. 
riceva le mie lettere onde prendo il partitto d'inviarle a Torino a mia Sig™ 
Madre mentre da lei intendo essergli capittatte quasi tutte quelle gì' ho scritto 
da Milano. Dalla Medema credo V. 8. havrà inteso come il Sig r Prencipe Go- 
vernattore (1) ci ha fatto venir a Vigevano con assicurarci dover in breve seguir 
il Cambio; pure sin bora non ne vediamo apparenza; onde dimanderemmo di 
ritornare a Milano, e caso questo non ci si conceda dimanderremo Alessandria 
o Pavia, stanto die qui si scarseggia di viveri, e sono carissimi. 

Sono tre giorni che non sentiamo più il «'anime d'Ivrea onde non dubitiamo 
(die i nemici se ne sijno impadronitti non ne sappiamo peri) altra circostanza 
se non che un Passagero ha detto essersi la Guarnigione rendutta a discret- 
tione (li). 

La settimana passatta ho ricevutto lettera di mio Frattello il Cavagliele 
(die mi avisa (die la sua Sanità comincia a ristabilirsi, doppo haver più giorni 
sofferto una noiosa Febre (3). 

Per me piacendo al Cielo godo perfettissima salute et altro non mi manca 
che intender il buon Statto di quella di V. S. et di Monsignore (4) et baciandogli 
humilmente le mani ad entrambi resto con ogni rispetto. 

Vigevano li 30 settembre 

L'ordinario che viene scriverò a V. S. qual sarà la nostra sorte et il nostro 
soggiorno. 

AU'11Ì"" J Sili' min l'ilihnn Coli- 
li Sii/' Conte drilli Vezzo, 

<ln a rena ». 



(1) Cailo Enrico di Lorena principe di Vandeiiiont. figlio illegittimo di Carlo III duca 
di Lorena : governatore e capitano generale dello Stato e dell' esercito di Milano pei' 
Carlo II, confermato da Filippo V. 

(•_') La città d'Ivrea fu presa il 20 settembre; il barone Perrone ed il generale barone 
di Krieehbaum (die vi comandavano, ritiratisi nella Castiglia e nella cittadella, al 26 ten 
tarono di aprirsi un varco fra i nemici ma rimasero tutti prigionieri di guerra. 

(3 Pietro Francesco, di cui nella lettera II. allora a Nizza ove dal luglio era ammalato. 

iseppe Roero, vescovo d'Alba, zio dello scrivente. Ida canonico arcidiacono e 
vicario generale d'Asti quando fu nominato vescovo il 27 marzo 1697. l'io, dotto ed austero 

si diede tosto a riformare la sua diocesi (die assai ne abbisognava, incontrando fiere resi- 
li 



— 299 — 



VI. 

(Da Milano, ottobre 1704; a suo padre). 

•■ /// Sig* mio Patron e Padre Coli™ 
La riveritissima sua delli 25 scorso, che ricevei con molta allegrezza mi fo 

resa in Vigevano ove rome già scrissi a V. S. ci liavcvalio mandalti sotto pre- 
testo di Cambio; Pure vedendo il sin 1 Cavagliere di Parella (die non ve a'era 
apparenza alcuna mi mando a .Milano per ottenere dal Sig' Prencipe Gower- 

nattore di ritornarvi: stante la «'arestia di viveri ch'era in Vigevano, e la neces- 
sita della sua presenza in .Milano per assistere i soldati prigionieri. U Sig' Pren- 
cipe quantunque si fosse dichiarati» di non voler più officiali prigionieri in 
Milano pur ci ha permesso di potervi stare; cioè al Sig 1 Cavagliere di Parella 
con quatro altri, (die sono M 1 Picon, Gattinara, Cumiana et io: l'istessa gratia 
ha ancor accordatto al Big 1 Baron Perrone (1), al Generale Grippepan (2 et al 
Colite della Trinitta (.'!), et per allodio ci ha tatto dare lmoni conventi dove 
siamo corninoli issi inamente. 

Qui non si dubita ponto dell'assedio di Verrini : et per quanto a me devo 
desiderarlo mentre (die havendO i Francesi passatto il PÒ se non tacessero tal 
assedio potrebbero stendersi verso le nostre colline, et inquiettare non solo i 
nostri beni ma anche la personna di V. S. che più ini tien a cuore (die tutte le 
sostanze del mondo. 

.Molto mi rincresce della mallattia di Monsignore e godo saperne il miglio- 
ramento sperando sarà a quest'hora totalmente rimesso. 

Humilmente la ringratio della bontà (die ha havutto di ritirar gli accenatti 
Cavalli, (piali prego humilmente voler far assistere sin (die si sappi se le reclutte 
saranno a nostro conto, o a conto di S. A. K. 

Spero (die la -mi sanità non havrà pattitto aell'assistere Monsignore et le 
baccio humilmente le mani ». 



stenze. Intrepido le sostenne e chiamato in cansa alla Corte di Roma da suoi ca ici 

n'ebbe piena vittoria die uso con nobiltà d'animo. Fondava intanto il Moine di Pietà, 
dotava il Seminario, stabiliva soccorsi ai poveri <■ faceva costruire l'altare maggiore della 
(•attediale colla balaustrata davanti alla quale volle essere sepolto colla semplice iscrizione : 
« Olim Episcopo» Alòensis nunc Terra et Pulvis orate prò eo [a). Ma la memoria ne vive 
tuttora venerata per le grandi virtù, per la somma rettitudine, pei le open insigni. Mori 
il 14 novembre 1720. 

(1) Il valoroso difensore d'Ivrea. 

il') Ter quanto ne disti non dubito voglia dire Kriechbaum, il nome del generale inope 
riale comandante ad Ivrea col barone Perrone. 

(3) Girolamo Maria Costa conte della Trinità inaio ■■ colonello d'un regimento di 

fanteria che porterà il mio nome ■> al :;i ottobre 1703 [Regi Viglietti Assenti, ecc. di quel- 
l'anno). 

(a) < . . . Bonza che in essa vi sian nomi. anno, né arma della Casa ■ . >: cosi il buo testamento del 
29 luglio 1719. Il rimpianto oanonico Monsignor P. G: Ai.iaku a Ile -ut- Notizie biografiche ili Monsignor 
Giuseppe Roero dei Oonti di Quarene, vescovo d'Alba, All>a. tip. e lib. Sansoldi, l ss: -. 'li pag 23, a oui ao 
attinto m parte, dk l'epigrafe preceduta «lai nome; la lapide più non esistendo, -"l" il testamento pie- Far 
conoscere con sionrezza l'iscrizione che doveva portare. 

15 



—1300 — 



Sino al principio del 1706 non si trovano altre lettere; esiste però 
nell'archivio di Guarene un passaporto in tingila spagnuola rilasciato 
il 6 marzo 1705 dal Principe di Vaudemont governatore di Milano « al 
Gonde Guarin Prisoniero de Guerra perchè possa andare a Vercelli pei 
suoi affari, quindi ritornar a Milano e presentarsi a quella Segreteria 
di Guerra fra cinque giorni. Se Carlo Giacinto ottemperasse a questa 
ingiunzione non risulta, ma è verosimile, anche prescindendo dalla pa- 
rola data, giacché nel ruolo del reggimento egli figura prigioniero alla 
rivista del 13 maggio 1705. Era presente invece a quella data in Mbn- 
calieri il 19 novembre. Se t'osse evaso egli sarebbe menzionato nella 
convenzione del 23 marzo 1707 la quale trattò di tutte le questioni pen- 
denti circa i prigionieri di guerra. Ma il suo nome non vi compare: sarà 
quindi stato scambiato senza che se n'abbia memoria fra il maggio ed 
il novembre. 

Alla rivista di Dronero e Busca delli 20 e 21 dicembre 1705 egli è 
dato assente, ed assente con licenza semestrale (1) a quella pur ivi se- 
guita li 20 e 27 gennaio 170<i (2). Intatti di quel tempo egli scriveva la 
lettera che segue. 



VII. 
(Da Alba, 15 gennaio 1706). 

(Al Signor di Kufmiler, Capitano Comandante il Reggimento Visconti 
a Corneliano (3)). 

« Albe ce 15 janvier 1706 
Monsieur 

Les ofres obligeantes que vons avez cu la bonte «le nmis taire touchant 
Ics biens de mon Pere, me donnent la liberti 1 de vous prier de vouloir donnei- 
une sauvegarde en escrit pour une Gassine qui est au finage de la Vezze a tin 



(1 Questa licenza, detta semplicemente semestre in lettera del fratello «ti Carlo Giacinto, 
Pietro Francesco ili cui si è parlato, è indicata sui ruoli dei reggimenti con l'abbrevia- 
zione «seni.'» e dal complesso si rileva clie non aveva la durata d'un semestre ma era 
la licenza competente all'ufficiale per ogni Minestri'. Di quanti giorni fosse non ho trovato. 

il' Ardi, ili Stato, sez. 1", Euolo del Reggimento dragoni del Genevese, 1705 — 1. 

(3 Questa lettera fu probabilmente rilasciata da Carlo Giacinto a suo padre per valer- 
sene all'occasione, la quale pare non siasi presentata; sarebbe diffìcile spiegarne altrimenti 
l'esistenza nell'archivio di Guarene. 

Corneliano si trova a pochi chilometri a noni-ovest d'Alba, su d'una strada che per 
Ceri-sole va a Carmagnola. 

La persona cui la lettera è indirizzata vien pur nominata nel Tarizzo, Ragguaglio 
istorieo dell'assedio e Liberazione della ritta di Torino ecc. 'l'orino. mdc< vii, ove a pag. 52 
leggesi che si distinse al combattimento di Salnzzo del 7 luglio « il sig. di Keffmiler mag- 
giore del reggimento Visconti ■<. Capitano anziano in gennaio egli sarà poi stato promosso. 

Il reggimento Visconti era ili corazzieri, alcuni venuti col titolare, marchese Annibale 
Visconti, maggior generale imperiale che aveva ine inciato al servizio spagnuolo, e giun- 
sero il 26 novembre L703 a Carignano dopo molle traversie. Altri tre squadroni facevan 
parte del corpo condotto dal conte Guido ili Stahremberg, che arrivò il 14 gennaio 1704 a 
Nizza della Paglia. [Campagne del Principe Eugenio di Savoia, opera pubblicata dalla divi- 
sione storica militare dell'I, e R. Archivio di guerra austro-ungarwo, fatta tradurre e 
stampare da Sua Maestà Umberto 1. Re d'Italia, Torino 1895). 

L6 



— :;<u — 

qu'elle ne boìI poinl suiette aus fourage ai anx désordres que peuvent y causer 
le* detachemenl qui passoni souvenl dans les environs. .1 espere Vfonsieur qae 
vous me ferez cette grace et votis oflrant denouveau toni ce qui peni dependre 
de nostre famille ie suis avec un attachemenl veritable Monsieur 

Votre tre» nudili- et tre» obeissani serviteur 
( Ihari i - Roueb DI Gì w:i NI . 
.1 Monsieur, 
Munsi, a, de Quefmiler, Capitaine Commandant 

le 1,'rijiiiuitt de Visconti 

fui- ii in a >. 



Ragguagli non ispregevoli sulla situazione del Monferrato, delle 
Langhe e delle Alpi marittime in quel momento si trovano in due let- 
tere del vescovo d'Alba al fratello; sembrami quindi non sia fuor di 
Luogo l'inserirle. 

Da AIIm. il 27 -.unni.. 1706). 

.. 11 M" ili Barolo (1) partito Meri da Torino espressamente mandato da S.A.E. 
-iiiuse qui a tre bore doppo Mezzanotte; egli è venuto per far riparar quanto 
si potrà le fortificationi e far far il ponte con tutta diligenza, ne dice altro salvo 
ihe Savorgio e attacato e vi e il CavagUer Orevacuore (2) con puocha Gnarnig- 
gione min sa se il S. Cavaglier ne sia (3); il S' Marchese Caraglio (4) non era 
anchora arrivato a Torino essendo a MondoA i. 11 Comendator Balbiano ha lasciato 



(!) ossia «li Castagnole (Monferrato), come il vescovo aveva incominciato a scrivere, 
«•il era Girolamo Falletti di Barolo, chiamato -empir generalmente il marchese ili Casta- 
gnole: l'essersi il vescovo corretto per attribuirgli l'altro predicato è probabilmente dovuto 
al fatto che il 27 ottobre precedente era morto il padre ili Gerolamo, Carlo Luigi, detto 
il marchese ili Barolo. Il marchese ili Castagnole era allora cornetta della 3" compagnia 
delle guardie del corpo, grado corrispondente a luogotenente colonnello ili cavalleria; dal 
15 maggio seguente ebbe anzianità ili colonnello. Egli era fratello dell'abbate ili Barolo, 
Sanile Costanzo l'alletti, il quale stava come persona ili fiducia presso il vescovo d'Alba, 
De fu vicario generale, poi esecutore testamentario e venne nominato nel 1727 arcivescovo 
ili Cagliari ove, dopo la morte del fratello predetto, viceré «li Sardegna, avvenutali 
5 luglio 1735, susseguita da quella del conte ili Brassicarda cilene faceva le veci, fu nomi- 
nato interinalmente viceré e ae esercitò l'ufficio con plauso generale, lasciando di sé bel- 
lissima fama. — Girolamo Falletti fu il tritavo dell'ultimo marchese ili Barolo ed era 
vedovo ili Elena Matilde Piovana di Druent che precipitossi da una finestra del palazzo 
ili Druent, poi Barolo, il 24 febbraio lini. La pietosa istoria ne vien narrata con partico- 
lari in quella preziosa fonte ili notizie che sono le bellissime lettere del conte della Mar- 
gherita, pubblicate dal chiar m0 Barone Antonio Manno nella Miscellanea di storia italiana, 
romo XXI. Si- presso ili noi venissi- apprezzata la letteratura storica queste lettere avreb- 
bero incontrata gran fortuna poiché sommamente interessanti pel Imo contenuto e scritte 
mirabilmente si leggono con vero diletto. 

(2) 11 cav. Massimiliano Boero di Crevacuore, luogotenente colonnello della Croce bianca 
dal 1° marzo 1697, roti grado ed anzianità ili colonnello dal :i marzo 1703, prigioniero al 
disarmo ili S. Benedetto il 29 settembre 1703, fu nominato colonnello dello stesso redi- 
mento il 21 febbraio 1706. Divenne poi generale di battaglia il 4 marzo 1 , 1 1 e luogotenente 
ili maresciallo ili cavalleria il 20 marzo 1731. Era comandante a Pmerolo il 29 luglio 17/1. 

(3) Il cavaliere di Guarene, ossia Pietro Francesco Boero, ilei quale si e parlato a più 
riprese. 

4 incelo Carlo Maurizio Isnanli ile Castello, intrepido difensore della cittadella il 1 
Xizza caduta il 6 gennaio 1706 coll'onoré dell'armi, libero il presuli., d,.- raggiunse le 

truppe .lucali. Il marchese ili Caraglio fu poi i m.-n il. -.uno cornai. .laute generale .Iella 

città .li 'l'orino limante l'assedio. 

17 



— 302 



il Eegim t0 della Croce Bianeha et ritiratosi a Sua Casa (1). Il Marchese Se- 
nantes (2) e luogotenente Colonello della Trinità: Monmegliano si demolisce 
con diligenza a spese del Paese (3) : e Nizza si ripara nelle Breccie. 

Nello stesso tempo si dice per Certo vi sia i Francesi nella valle del Tiglione 
et habbiano intimate le contributioni alle Terre nostre di Costigliole e Cartesio (4) 
et che pensino d'accostarsi a questa volta torsi invitati dal mal stato delle difese: 
si vocifera debba qui venir il regimento di Cortanze (5) 

(Da Alba, il 29 gennaio 1706). 

Per l'aponto gionse hier a notte inaspettato il S. Conte di Monasterolo (0) 
per comandar questa Città e Provincia e tutta la Cavaleria de contorni e si 
fermerà qui altro non occorrendo ; e questa sera gionge un battaglione di Mon- 
ferrato, si che pare che qui saremo sicuri di batterci se verrà il Nemico; qual 
veramente eia a Nizza (7) con qualche risguardevol Cavaleria et Infanteria sotto 
il comando di M r di Gabriano (S) ; ma hoggi è gionto aviso comunicatomi dal 
S r Marchese di Barolo questa inane del Sig. Marchese di Cortanze (9) che scrive 
essersi la Cavaleria ritirata tutta ad Alessandria lasciate solo 4 compagnie 
d'Infanteria ne contorni di Nizza etAqui; si che ecco quietato tutto il romore 
per adesso secondo le apparenze: dalle lettere di S. A. lì. si scorge che ha 
apreso molto che si potesse atacar questa Città et che voleva difenderla; Ma 
altri Speculativi pensano che non sia tanto questo mottivo speciale quanto sotto 
colore di questo prevenir con In dispositione delle truppe che si ripartano a 
queste parti ogni Marchia che si teme del nemico dalla parte d'Oneglia per la 
valle di Ceva et potervi accorrere, o prevenire in tempo poiché si dice che 
lasciata l'impresa di Saorgio i Francesi habbiano retroceduto verso Oneglia, 
et che meditino di unirsi dalla parte della Bormida et Invader il Marchesato 
di Ceva, et che a quest'effetto molte truppe nemiche marchino alla Bormida. 



(1) Il cav. Antonio Domenico Balbiano era colonnello del reggimento della Croce 
bianca dal 22 gennaio 1699; egli aveva una commenda dell'ordine di Malta. 

(2) Ignazio Isnardi de Castello, primogenito del marchese di Caraglio di cui sopra. 

(3) Il castello di Montmélian, reso per fame il 17 dicembre 1705. 

(4) Il Tiglione dai pressi di Costigliole d'Asti mette nel Tanaro poco a monte di Ales 
sandria : Cartesio ne dista trovandosi vicino ad Acqui. 

(5) L'otto novembre 1703 un Regio Viglietto ordinò la costituzione d'un nuovo reggi- 
mento di fanteria formato dal battaglione delle milizie della provincia d'Asti .yià coman- 
date dal marchese di Cortanze, Ercole Tomaso Roero, il quale veniva contemporaneamente 
nominato colonnello del nuovo reggimento « che porterà il suo nome ». (Regi Viglietti, ecc. 
di quell'anno). 

(6) Dev'essere Francesco Maria Solavo conte di Monasterolo, nià cornetta nella 4 a com- 
pagnia delle guardie del corpo, poi ivi luogotenente il 2 giugno li>91, generale di battaglia 
di cavalleria e dragoni e governatore di Cuneo il 28 febbraio 1698, luogotenente di mare- 
sciallo il 2 marzo 1707. Era figlio di Giovanni Filippo, aio di Vittorio Amedeo II, cav. del- 
l'Annunziata (Boccard, e Ardi, di Stato, sez. 4°. Beai viglietti Assenti, ecc. . 

Credo fosse lo stesso Francesco Maria quegli clic con una retroguardia di dragoni 
tenne testa ai Francesi presso Pozzo di Strada il 21 maggio 1706 (Relation du siège, défense 
et liberation de la ville et citadelle de Turin dressée pur un officier ile In garnison. — 
M. Hakbrett — Sur les mémoires tirés <ln jownal </» (lenenti Daun, in Relazione e docu- 
menti sull'assedio ili Torino nel 1706, raccolti, pubblicati, ed annotati tifi Antonio Manno 
nella Miscellanea ili Storia italiana, tomo XVII, pag. 407). 

(7) Nizza della Paglia, ossia di Monferrato. 

(8) De Gròesbriand, luogotenente generale. 

(9) Ercole Tommaso Roero, di cui nella lettera precedente. 

18 



303 — 



Puoi continuar quest'opinione la mossa del Regimento ili Prelà i che «la 
Dogliani si dice vada verso Garessio. Qui sono ordini che in ogni modo si faccia 

il ponte bum sattivo; la fortiflcatione «li Cherasco si sollecita fuordii lo, 

,. presto butte le terre saranno comandate a mandar Guastadori a proprie spese 
delle Comunità; qui vi è ordine al Petiti (2) di Fermarsi e ristabilir prontamente 

le Rovine el assicurar meglio la Città : Tant'è Tutto si disj ■ secondo la Regola 

ad una Rabbiosa diffesa quando volgarmente si pubblica la Pace: R Tempo dirà 

il tutto 

Dir ' et olii ■ 8er n et .1 m fratello 

I riusEPPE, Vescoi o d'Alba . 



Vili. 
(Da Garessio, 7 febbraio 1706; Carlo Giacinto a suo padre). 

« /// Signor mio Patrone <■ Padre Colendissimo 

Trovo per sorte occasione per Alba onde me uè valgo per assicurare V. S. 

de miei umili rispetti e dirgli come Lo sono qui a Garezzo con tre C pagnie 

el il restante del Regimento è restatto a Ceva ei a l'Assietta, e sin hora i 

habbiamo potutto scoprire perche causa ci habino fatti venire, mentre il Tra- 
sporto de grani, dalla Riviera, e delle Polveri da Oneglia già seguiva con ogni 
sicurezza non essendovi a Finale che la solita guarnigione che per terra non 
ha mai intrapreso cosa alcuna. Non credo pero che il nostro soggiorno sia per 
over longo in questo (Quartiere mentre le vitture per il detto grano che ascen- 
dono a più di mille bestie consumali Ito foraggio. 

Questa sera e anche gionto qui un Tenente colonello Allemano con cento 
Snidati a piedi e dieci Cavalli, quali ho penetrano si.jno per andai' ad occupar 
Balestrino, ma aspettano dimani ordini ulteriori della corti-. 

Ardisco suplicarla volermi mandar in qua il Giorgio Sola il quale potrà 
venire il primo giorno a Dogliani et il secondo qui e baciandogli humilmente 
Le mani mi dico con ogni rispetto 

di V. S. Ili'"" Humil'" et oh servitore e figlio 

Carlo Giacinto ROVERO ». 
Garezzo, li 7 febbraio 1T06 

IX. 
(Da Garessio, 14 febbraio 1706; a suo padre). 

« IU m0 Sig r mio Patron e Patire Colf" 
Ricevo la riveritissima Sua delli 10 corrente e mi recano somma consola- 
tone le buone nuove della salute di V. S. Io sono ancor a Garezzo e ci diro 
come. Giovedì ultimo scorso (3) M' de Misquéau che jj'ià come scrissi a V. S. 



(1) Ossia i dragoni ili Geuevois, cosidetti dal imi lei loro colonnello, conte di Prelà, 

come Piemonte Reale si diceva reggimento di Cavaglià, di Montbrisoii Savoia. 

12) Antonio l'etiti il quale già intendente generale venne Dominato Consigliere -,'ene- 
vale delle Finanze il :;] gennaio 1733 e nel 173:> infeudato di fioretto col titolo comitale. 

(3) Il primo dell'anno 1706 essendo venerdì, questo giovedì eia il giorno ululici febbraio. 
Esso fu quello della partenza, non dell'arrivo dell'ordine. 
19 



- 304 — 



era qui gionto con cento allemani a piedi hebbe ordine di portarsi conforme il 
concerto ad occupare il Castello di Balestrino, et noi di secondarlo nella sua 
impresa cosi partissimo la mattina per tempo e < 1< > ] > i >> > haver passatto per strade 
quasi inaccssihilli due montagne arrivassimo alle 22 bore al detto Castello dove 
entrassimo senza ostacolo, et stabilitovi durante la sera et la mattina seguente 
un Capitano Tedesco con i cento buomini sudetti M r de Misqueau et noi pie- 
montesi se ne ritornassimo a Carezzo dove trovai l'ordine di far partire il 
giorno doppo le tre compagnie qui aquarteratte e di restarvi con un distacca- 
mento «li dragoni cinquanta sin a nuovo aviso tutto il nostro regimento andando 
di Quartiere a la Crava (1), Morosso et la provincia del Mondovì; così non so 
se il mio collimando durerà molto tempo, intendo però ebe vi debbi venir del- 
l'infanteria. 

Il giorno istesso di venerdì che noi partissimo da "Balestrino i Spagnuoli 
del Finale havutta la nuova dell'occupatone del detto Castello vensero sopra 
Barcbe meli armatte in presenza del luogo di Lovano, e discesi alla spiaggia 
doppo qualche parlamentatione entrarono in detto luogo e vi si stabilirono 
mentre detto luogo che e del Prencipe Doria e ancora come Balestrino feudo 
imperiale; il che ci porta gran danno mentre non potiamo più mandar a prender 
i grani ebe sono alla pietra (2) dove è il più grosso Magazino così staremmo a 
vedere che risolutone sopra ciò piglierà la Corte, et io baciandogli humilmente 
le mani mi dico con ogni rispetto 

di V. 8. 1W"" Iliiniil"' ri ohb" 1 servitor e figlio 

C. DI GrUAEEUA ». 

Gniezzo, li 14 febbraio 1706 



X. 

(Da Garessio, 15 febbraio 1706; a suo padre). 

« ///'"" Sig* min Patron <■ Padre Coli™ 

Ho detto al Giorgio Sola ch'io non potevo salvarlo dalla militia che con 
farlo dragone, ma egli vuole prima di ciò fare andar far un giro a casa sua. 
così lo lascio andarvi havendolo pero avisatto che se si lascia prender, io non 
voglio impegno, ma è ostinatto a voler andarvi così ci pensi lui. 

I Spagnuoli doppo haver occupatto Lovano non hanno più mosso, ma ricevo 
aviso che habbino disegno d'occupare il passo delle Begude, e Consente (3), 
che sono due feudi della S" Sede, il (die ci impedirebbe ogni commercio con 
la Riviera, e non ci resterebbe più (die la porta d'Oneglia; così staremmo a 
vedere cosa ne sarà. 



(1) Frazione di Rocca de' Baldi, Bulla sinistra del Pesio presso Morozzo. 

(2) Pietra Ligure. 

8) Begudda, casa Corte presso Cisano, sulla sinistra del Neva che sbocca sotto àlbenga ; 

Conscetlte, borgo sulla destro del Neva e sulla strada clic da Albcnj; 'tlev.-i ;i (ì.iressio 

pel colle di 8. Bernardo. 

20 



305 



Caso però V. 8. havesae anooi disegno 'li far i! Viaggio che meditava al 

principio del Carnevale, spero <lu- trover ido <li farlo riuscire con sicurezza 

ri bacciandogli burnii' le mani reato 

di V. n. /// ' Unni et (ti, ■ si, rìinr e figlio 

ROVERÒ DI Gì M.'i ni 

(Carezzo, li 15 febbraio L706. 

All'Ili slir mio sl ; i e Patron t'ali' 

Il sii/ Conte Della Vozza 

tinnitila ». 



XI. 

(Da Garessio, 28 febbraio 1706; a suo zio. vescovo d'Alba). 

« Monseigneur 

Les Allemanda <>nt occupé un autre Chatean qui apartient au pape au dela 

de Zucarel ; ie recoia ordre d'y marcher avec mon monde a pied La i<- crois 

que et' ne sera que pour quelques iours a unni retour ie vous donneray des 
Novelles, cu attendant ie vous baiae tic- amblement les maina estant 

Monseigneut Vostre tre» vmible 

ri tris uh' srrriti nr ri ni crii 
1,'m BEO DB GUABENE 

[Di minili ilrl Vescovo): Il Castello ili cui si parla è Cozento verso Albenga. 
A Monseigneur — Monseigneur VEveque il' Min' 

Allic ». 

XII. 
(Da Garessio, 28 febbraio 1706; a suo padre). 

.< ///" '" siti min Patron e Padre full" 

Ricevei da Giorgio la riveritissima di V. S. mentre ero nel Castello ili 
Conscente, dove havevo bavutto unii ne ili pi irta n ni sin all'arrivo delle Compagnie 
del Battaglione ili Ceva destinatte a quel presidio mentre bavendo io datto al 
Sig 1 Conte ili Santena (1) replicatti avisi che i Spagnuoli dovevano impadro- 
nirai <li tal i»istn si risolse ili tarlo occupare; per assicurare il passaggio ile 
urani che da Torino si preme talmente, che si mette tutto in opra per tarli 
trasportare dalla Marina sin qui; mentre in un mese non no sono gionti che 
tre nulla sachi e ve ne restano ancora l'.i milla : cosi ogni momento arrivan 



il Callo Ottavio Benso, conte (li Santena, governatore ili Mondovì. ('iva e CIici.imo, 

maresciallo di campo, morto il i:> febbraio 1724 Relazioni e documenti sull'assedio ili Torino 
mi 1706, raccolti, pubblicati ni annotati da Antonio Manno, ionio XVII della Miscellanea 

ili Stniiii Italiana, pag. 138). 

21 



— 306 — 



nuovi corrieri con nuovi ordini; i miei dragoni non sono statti di ritorno da 
Conscente che questa mattina ma io me ne ritornai avant-hieri mentre sul'aviso 
che i Spaglinoli dovesser attaccar Balestrino hel>bi ordine di portarmi in Garezzo 
e di levar tutta la militia di detto Luogo, Bagnasco, Ormea et altri circonvicini, 
e portarmi al soccorso ma fortunatamente l'aviso fu falso così non hebbi occa- 
sione di muovermi di qui ; del che molto godetti mentre mi sentivo ancora 
d'haver passatto il giorno prima la Montagna con un vento tale che hebbi 
bisogno di due huomini robustissimi per tenermi et impedir che il vento non 
mi gettasse fuor di strada nei precipitij. Per tanto ho scritto fortemente al 
Sig r Conte di Santena et di Salusso (1) che mi fidino rilevar non essendo 
giusto che la fatica cada tutta sopra di me ina venghi ripartita, così sto aspet- 
tando d'un bora a l'altra l'ordine ili partire. Ibi ricevutto buone nuove da 
Torino e gli bacio liuinil 1 ' le inani dicendomi 

di V. ti. Ill ma Uumil mv et Ob" w servitor e figlio 

Carlo Giacinto Kovkro ». 
Gaiezze, li 2s febbraro 1706 



Questa è l'ultima lettera da Garessio che Carlo Giaciuto lasciò pro- 
babilmente verso la metà di marzo, come appare dalla lettera seguente. 
Da un foglietto dell'archivio di Guareue intitolato: « Contenta alla 
Comunità di Garezzo » risulta che vi furono di stanza le compagnie 
Filippi e Guarene dal 2 febbraio; la Colonnella, Filippi e Guareue dal 3 
al 10 febbraio, ricevendo dalla comunità legna ed utensili, gli officiali 
l'alloggio, più la legna e l'alloggio per un corpo di guardia di 12 uomini 
ed un brigadiere. Segue lo « statto delle sudette compagnie 

« Coronella . . . « nomini 51 

Filippi » 42 

Guarene » 43 

Dal che si deve dedurre un distacainento d'homini dieci in tatto partito 
per Torino li 7 sud" mese ». 

Esiste pure in archivio la corrispondente dichiarazione della comu- 
nità di Garessio che attesta non essere avvenuto per parte della truppa 
alcun disordine, né aver essa esatto più di quanto veniva portato dagli 
ordini generali di S. A. R. 

Questi documenti contemplano il soggiorno delle compagnie sino 
alla marcia su Balestrino ch'ebbe luogo la mattina dell' 11 ; della notte 
dal 12 al 13 che vi passarono ritornando da Balestrino per partire l'in- 
domani, uè della successiva dimora dei 50 dragoni non y'è cenno. 



(I) Il conte Alessandro Antonio di Sai uzzo di Monterosso e di Valgrana, luogotenente 
colonnello del reggimento die comandava, il colonnello eonte di Prelà essendo stato tatto 
prigioniero a Vercelli; con /.'. Figlietto del '_'•_' maggio 1706 (presentato all'Ufficio generale 
del snido l'otto inalzo 1708) ebbe grado ed anzianità di colonnello di cavalleria, piuvcon- 
liniiando ad essere qualificato di luogotenente colonnello nei ruoli del reggimento (luoghi 
citati). Al giugno 1709 egli era ^ià colonnello del reggiménto medesimo; fu poi generale 
di battaglia ed al l."> mai/o I7'-!Ì capitano della 2" compagnia delle guardie del corpo, Morì 
a Torino il 1" febbraio 1725. 

22 



307 



Risulta invece dal Conio Magaziiiicre (ìarezzo scritto da Darlo 
Giacinto di suo pugno e parimenti < servato. l'Isso è del tenore seguente. 

« s.tvc di contenta al Sig' Avocato Fazano Magaziniere «lei tieno in Garezzo 
per le seguenti distributtioni fatte alle tre compagnie «lei Regimento Dragoni 
Genovesi dalli 2 sin per tutto li 10 Febraro L706: 

Collonella 

Al 8ig' I iornetta Oollonella Corderò 

Alla l'Iiillippi incluse le piazze «lei Capitano 

Al Cornetta ('rutto 

Alla G-uareua incluso come sopra 
Al Luogotenente M. Vidone 

Al Cornell. i Pioppi 

Al Mareehal de logis Rivetti . 

A .M' Bodesquier (1) 

Al Cirugico Magiore (2) .... 

Al Capellano (3) 

ToiAi.]; 

Quali nibbi mille cinque e cento e cinquanta e quatto «lieo haver le- su- 
dette compagnie come sopra ricevuto in fede Carezzo li 10 Febraro 1706. 

C'olite DI GuAKENA (4) 
più serve di contenta al (letto Big' Cioseppe Fazano per due altri giorni 

come segue : 

Alla Collonella 

Al Cornetta Collonella .... 

Alla Phillipi incluso il Capitano 

Al Cornetta ('rutto 

Alla Guarena incluso il Capitano. 
Tenente, Cornetta et Maniciardo 
Statto Magiore 

M' Bodesquier 

Chirugico Magiore 

Capellano 

Totale 



r. 365 


r. 32 


r. i:!l 


r. U7 


r. 548 




r. 18 


r. 15 


r. 14 


r. 8 


r. 1554 



r. 8 

r. 92 

r. 6 

r. L35 

r. LO 

r. 4 

r. 2 



r. 335 (5) 
più per un distacamento di Dragoni a Cavalli n" •">■"> arrivatto li 12 r. 35 ». 

Questa memoria ci fa conoscere la preseuz;t inattesa dell'aiutante 
maggiore M r Bodesquier, del chirurgo maggiore e del cappellano, come 
pure i|ttella che pareva esclusa del cav. Filippi, capitano dal 3 gen- 



ti) Aiutante maggiore. 
2 11 signor Morondi. 

(3) Il R. P. Santi, dei Minimi. 

(4 Cassato, per l'aggiunta successiva. 

(5) Cosi sta scritto pei isbaglio: Sono razioni :U.">. 



23 



— 308 — 



naio 1703 (1) e quindi più anziano di Carlo Giacinto il ((naie lo era solo 
dall'I! marzo di quell'anno. K degno di nota che ciò malgrado coman- 
dante dell'intero reparto fosse quest'ultimo, come indubbiamente risulta 
dalle lettere e dai documenti. 

Sul distaccamento poi di òl> dragoni rimasti dopo la partenza delle 
compagnie impariamo che solo 35 avevano il cavallo. Dal ruolo del reggi- 
mento si sa che quei 50 uomini furon tolti dalle tre compagnie e sul conto 
del magazziniere figurano già da esse distaccati poiché tutta la truppa 
rientrò il 12 in Garessio. Da questo momento a quello della partenza, 
all'indomani, deve correre il secondo dei due giorni dell'aggiunta, sul 
conto; il primo dev'essere quello dell'andata a Balestrino, ossia 111, la 
truppa avendo portato seco il foraggio. 

Unico ufficiale rimasto con Carlo Giacinto a Garessio fu il suo cor- 
netta « Signor Pioppis », come risulta dal ruolo del reggimento; persino 
il maresciallo d'alloggio, « M r Eivetti » era alla Orava il 26 febbraio. 

Sino a quando durasse la permanenza del distaccamento non consta; 
dal conto surriferito si può arguire come Carlo Giacinto partendo da 
Garessio verso la metà di marzo ve lo lasciasse, che altrimenti si sarebbe 
completata la nota e comparirebbero le forniture successive. 



XIII. 

(Da Torino, 23 marzo 1706; a suo padre). 

« III'"" Sii/' mio Patron e Padre Coli" 10 
dell'arrivare sabbatto hor scorso a Torino (2) 



Nel ritorno che ho fatto ila (iarezzo al quartiere della dava ho trovatto 
che S. A. R. nel giro che ha fatto de Quartieri ha lasciatto ordini rigorosis- 
simi, che nissun ufficiale potesse dal Regimento allontanarsi senza sua particola!- 
licenza; unde feci subitto scrivere per otteuerla, e questa ini è sfatta accordatta 
per dieci giorni, essendo pero bora qui procurerò d'haverla per tutto l'imminente 
mese, per poter prima della Campagna venir a passar qualche giorni costi giacile 
non ho potutto esser in tempo di venirla servire, et assistere nella sua malattia. 



(1) Francesco Ignazio Filippi, sin dal 1690 cornetta, poi luogotenente nel medesimo 
reggimento, ève fu nominato maggiore il Hi marzo 1711 {È. Viglietti Assenti, ecc.). Il ](> 
ottobre 1729 renne promosso luogotenente colonnello dei dragoni di S. M.; colonnello del 
reggimento Piemonte Reale il 16 ottobre 1733; brigadiere di cavalleria, il 3 marzo 1735; il 
3 gennaio 1742 governatore in 2° della provincia d'Asti, ove morì nello stesso anno. 
(Zanei.lt, Il Reggimento Piemonte linde Cavalleria, 1892, pag. 221; se ne vele il ritratto 
a pag. 83). 

(2) Il 23 marzo era martedì e perciò questo sabato cadeva al 20 del mese stesso. 

24 



— .5(1!» — 



Ilo trovaste mia Sig" .Madre con ottima salme e una moglie non troppo 

ben >tanie. doppo però che ba fatto alcuni rimedij e incia a rimettersi, per 

me piacendo al Cielo godo perfetta salute, et altro non desidero che intender 
L'istesso ili V. s. Ili"" il clic sperando Le baccio hnmilmente Le mani e mi 
dico con ogni rispetto 

di V. 8. IH Unni et <>/, servitor e figlio 



Torino, li '_':; marzo 1 106 



Carlo i ;i \. into Ro 



XIV. 

(Dalla Capra, 17 aprile 1706; a suo padre). 

/// Sig Patron e Padre Coli 

Mainln il presente mio Brigadiere per vedere se in questi contorni gli riu- 
scisse far qualche dragone all'occasione delle presenti levatte; e lo mando in 
dirittura costì per causa del Etacca che non ho trovatto a Oherasco con forme 
il concerto ch'havevo preso con suo Padre. G-ionsi al Quartiere <'\\>- il Sig' Conte 
ili Monestarolo ili liaveva ilatto il giorno inanzi la mostra d'inspettione; onde 
andai il giorno seguente a trovarlo a Boves et gli dissi le cause che m'avevano 
allontanarti) dal Regimento in seguito al che mi fece metter sopra il registro 
come >e t'ossi slatto presente alla detta mostra 

di 1*. 8. HI"'' IIiiiii'"' et oli servitor e figlio 

Caki.u Giacinto K<>\ ero ». 
Ha la Capra, li 17 aprile 1706 

XV. 

(Dalla Capra, 25 aprile 1706: a suo padre). 

« 111"" si<j min l'ut rtin e Padre GoW" 



Ho scritto al Sig 1 Conte Salnsso (2) che si trova in detta Città (Torino), 
clic mi ottenghi congedo da S. A. R. per poter far le mie facende prima della 
Campagna COSÌ ne sto aspettando la .risposta. ....... 



Da Torino scrivono clic li Francesi devono accampar verso li lo del ven- 
terò a Saluggia, e si torna a parlare dell'assedio di 'l'orino, stante le provisioni 
grandi che si l'anno a Susa, e Crescentino ma si spera sempre nel Prencipe 
Eugenio il quale e arrivano in Italia e la sua gente va arrivando . 



di 1'. .v. /// Ifiim'" et oh" servitor <■ figlio 

Carlo Giacnto Rovi ro . 

Da la Calila, li 25 aprile 1706 



(l)Prancesco Maria Solare, generale di battaglia di cavalleria e dragoni, di ini a pag. 802, 
nota (6). 

(2) Cfr. lettera 28 febbraio. 

26 



— 310 — 

XVI. 

(Da Fossano, il 1" maggio 1706; a suo padre). 

« ///""' SUf mìo Patron e Padre Coli"'" 

.Solo oggi lio ricevutto la licenza di nudar a Torino e mezz'lima doppo il 
Regimento ha havutto ordine «li partire dimani e giongere li 5 del Corrente a 
G-rugliasco dove pure hanno online ili marchiare tutti gl'altri regimenti di 
Cavalleria, unde havendo ancor io molto da tare per metter all'ordine il mio 
Equipagio, vado in dirittura a Torino, e mando il presente accio V. S. possa 
da esso inviarmi quella somma di denari che gli verrà suggerita dalla sua solita 
bontà e generosità; che ho sempre trovatta cosi pronta nel soccorrermi. Speran- 
done per tanto gl'effetti le baccio humilmente le mani e mi dico con ogni rispetto 
di I'. A'. ///""' Hum" lu et Ob mo servili»- e figlio 

Cart.o Giacinto Rovero ». 
Fossano, il p° maggio 

Io credo che questa marcia della Cavalleria sia per causa della scarsezza 
de fieni ne quartieri mentre non habbiamo a viso che i francesi habbino fatto 
alcuna mossa ». 



XVII. 
(Da Torino, 2 maggio 1706; a suo padre). 

« 111" 10 Signor mio Patron e Padre Coli™ 
Hieri gionsi in Torino 



Eiceverà qui annesse alcune Gazette, per le nuove del Paese sono che 
gì' Allenami vanno ad accampar a S. Michele e Dusino; il Sigr. General 
Taun (1) quantunque ancor convalescente e partito questa mattina per Asti ; 
e se n'ignora la causa. La nostra Cavalleria viene comme già scrissi a V. S. 
tra (xrugliasco e Rivoli, e si dice che quella de Francesi si deve metter in 
marcia li S del corrente per radunarsi ver^o Salugia e Livorno. Li nemici con- 
tinuano i preparativi per l'assedio di Torino, e qui si travaglia fortemente a 
metterlo in difesa si vocifera pero fortemente esservi de Tratiaiti di Pace, e 
si giudica da varie apparenze ciò possi bavere qualche fondamento. Si aspetta 
con l'ordinario di dimani le circonstanze del fatto d'armi scguitto in Italia; 
dove amhi i part itti vantano la vittoria (2). 

di V. 8. Ili" 1 " Unni'"" et <>b'"" servitor e figlio 

Carlo Giacinto Rovero ». 
Torino, li H maggio 1706 



(1) Il rinite Virici» di Daini, luogotenente «li maresciallo, poi comandante generale della 
città e cittadella ili Torino. 

(2) La battaglia di Calcinato ove il generale cesareo Rewentlau fu battuto dal Duca 
di Venderne. 

26 



— 311 — 

xviir. 

(Da Torino, 7 maggio 1706; a suo padre). 
<s /// Signor mio Patron <■ Pad/re Ooll 



Qni le nuovi- sono sempre simili, L'infanteria Alleroana e sempre a Chieri; 
e nostra Cavalleria e andatta ad accampar a Alpignano e S. A. K. ha fatto 
venir in Torino i soldatti di Dragoni e Cavalleria che sono senza ('avalli i . 
Si da per sicuro sia levatto l'assedio di Barcellona (2) e questa mattina si parla 
di qualche avantaggio bavutto dal Prencipe Eugenio verso Salo. I Francesi dove- 
vano t'orinar i luor primo Campo verso Montanar e se ne aspetta la nuova sicura. 

M 1 Ohetuind (3) riverisce V. S. e gli rincresce non haver gazette per 
inviargli, ma credo che habbi levatto l'ordine di mandargliene, perchè la spesa 
era grande. 

Ho rieevulto da Gioanetto il denaro che si è compiaciutto mandarmi del 
che ne ringratiò la sua bontà col più vivo del cuore, tanto più che in Teso- 
reria non c'è modo d'haver un soldo. Io eredo di partir fra due giorni per il 
Campo (4) e baciandogli humilmente le mani resto con ogni rispetto 

ili V. 8. IU" m ' HtMM et oh 1 "" servitor e figlio 

C W.-l.o GrIAI imo ROVERO ». 

Torino, li 7 maggio L706 



XIX. 

(Dal campo dei Sabioni | frazione della Loggia presso Carignano | 
1" giugno 1706; a suo padre). 

.. ///' ■"■ sii/' min Patron e Padre Coli™ 
Con sommo mio piacere ho ri ce vutto dal Podestà [«nardi buone nuovi' della 

salute di V. S. Ili"" e ntre aspettavo a Moncaliéri (•"») il ritorno d'esso per 

assicurare V. s. de miei humili rispetti, il nostro Regimento e quello di Mai- 



ri) In principio dell'assedio eranvi «Cavaliere piémontais à pied n. 370 » {Belation du 
sièqè ecc. in Manno, luogo citato, pag. 171. Il Duca, scrivendo al Principe Eugenio il 
L8 giugno dice 1000 {Journal historique... du Siège de la ville et de la citadelle de Turtn 
en no6 par le Oomte Solai- de la Marguerite Twin t838, pag. 253;. 

(21 l"a levalo il 12 maggio: la notizia ufficiale ne venne il '-'7. (..ni. racconta il conte 
della Molla nel suo anonimo Giornale dell'assedio della Beai Città di Tonno fatto da 
Francesi, ecc., citato dal Manno (Relazione <• documenti) a pagg. 389 e 525. 

; Era questi un inviato d'Inghilterra di cui ricorre non ili rado il i te in queste 

lettere perchè egli abitava nel palazzo Roero di Guarene in piazza Carlo Emanuele 11. 

[4) Egli figura presente alla rivista data al campo di Alpignano il dì 8 maggio, ossia 
l'indomani. (£rch. di Stato, sez. t 1 . A'»'»/., del reggimento dragoni del Genevese 1706. 

(5i La cavalleria \i si trovava dal 22 maggio per impedire al .Ima della Feuillade .li 
prendere quel posto importante. 
•21 



— 312 — 



tini (1) sono partitti da Moncalieri e venutti quasi dirimpetto a Oarignano per 
custodire il Po che a questa volta si puoi in varij luoghi sguazzare; trovando 
però per sorte gente di Prioca (2) me ne valgo per indirizzare costì questa mia, 
molto spiacendomi di non esser potutto andar a Torino mentre vi era il Podestà 
Isnardi mentre hàvréssìmo assieme vedutto che ordine si poteva dar alla Casa (3) 
ma non mi è mai statto possibile slontanarmi dal Eegimento per esser che due 
Capitani che facciamo il servitio; spero però che non farà bisogno ili muover 
cosa alcuna da Torino mentre si crede che senza un nuovo rinforzo di Truppe 
non saranno in statto i nemici di farne l'assedio e in fatti l'artiglieria che doveva 
partir da Civasso ha havutto un contr'ordine, e per altro da varie circostanze 
seguitte nel ritorno di M. di Maffei che fu avant-hieri si è havutto motivo di 
tornar a parlar fortemente di pace e molti la credono più che sicura. 

Credo che M r Chetuind gl'havrà mandatto la relatione di Barcellona, e le 
nuove d'Italia così non ne parlo. 

Se havessi continuatto a star a Moncalieri quasi ogni giorno havrei datto 
nuove a V. 8. di Torino e de nemici, ma qui mi sarà molto difficile per esser 
totalmente fuori di mano, faro però ogni mio possibile per trovar delle occasioni 
verso costi. 

La mia .Sanità piacendo al cielo e ottima e in questo campo a parte, hab- 
biamo regolatto le cose in maniera che la fatica non è grande e bacciandogli 
humilmente le mani mi dico con ogni rispetto 

di V. S. Iìl'"" Hum mo et Ob m " servitor e figlio 

Caulo Giacinto Koveuo ». 
Dal Campo de Sabioni il minio giugno 1706 



XX. 
(Dal campo dei Sabioni, 4 giugno 1706; a suo padre). 

« Ili"" Signor mio Patron e Padre Voli 

Con l'occasione del presente sono a- rinovar a V. S. Ili" 1 ' 1 i miei humili ri- 
spetti, e dirgli si come continuiamo nell' istesso Campo, quantunque questa 
mattina habbìammo havutto una forte allarma per il replicatto aviso havutto da 
tutte le parti clic i francesi dovessero hoggi passare il Po a ('alienano con un 
Corpo ili circa 1(1 mila liuoiiiiui. pure siamo a più di mezza mattina e non vi 
è novità dissima , onde credo che i nemici habbino sparsa tal voce per poter 
più sicuramente passar il l'o verso (lazzo (4), et inoltrarsi verso Chieri mentre 
li disertori dicono che dovevano sicuramente partir hoggi, e che si diceva clic 
havevano da far sei giorni di .Marcia ma non sapevano verso dove. Le truppe 
che havevano tal ordine erano 11 battaglioni, e 30 squadroni inclusi tutti i 
Dragoni; il che mi conferma Dell'opinione ohe voglijno inoltrarsi nella Montagna, 



il) Corazzieri Martigny, imperiali. 

('_' Borgo non lontano ila (iuaione. 

(i!) Il palazzo della famiglia', ora d'Oline;!, in piazza Carlo Emanuele 11, coinè s'è delio. 
ìiii tassino. 

28 



313 



mentir per il piano havrebbero più tosto preso butta la Cavalleria. Altri in 
questo ponto dicono che le sudette Truppe faccin sembiante di passar il Po e 

Bijno commandatte per andar in Italia; ma questa nuova sarebbe troppo 1 aa 

cosi merita confermattione. 

A Torino i Francesi avanzano fortemente le Inoro Trincere, et sopra il tutto 
verso la Cittadella, ma sin hora con si è ancor sentitto il luorCanone, ma so- 
lamente la notte Bombe in quantitta ma quasi tutte nelle Fortificazioni e nella 
Cittadella, e pochissime nella Citta. Il nostro Maggiore (1) si e fcraimittatto a 

casa ci occupa le stanze eh.' mi sono slatti' designatte ila mia Sig* Madre e 
M' di Chetnind mi scrive die M 1 Mciuin (2) e arrivano a Genova, «• clic l'a- 
spetta <li giorno" in giorno e che procurerà «li far in maniera che resti in Casa 
cosi spero ohe la salveremmo dal Ospedale (3). 8. a. i;. ha fatto metter i mu<>- 
liili alla Vigna ili Madama la Duchezza, e dicesi die la Corte vi si debba tran- 
sferire hoggi o dimani ma si come aell'istesso Tempo hanno dimandatto tutti i 
Cavalli ili Carezza della nobiltà si crede che anderà più longi (4) 



l'no dei Mazzari di Piobesi viense l'altro giorno ad offrirmi un suo figliuolo 

per Dragone nella mia Compagnia gli dissi di mandarmelo a lincile vedessi se 
n'era Capaci' ma mai piti l'ho visto. 

Li Cochetti (5) si vendono in questi contorni circa 14 lire, e verso l'ine- 
rolo sin a venti: e generalmente sono andatti bene. Se V. S. desidera nuove 
de Francesi potrà intorniarsene dal presente die viene dalla Inoro Arniatta e 
baciandogli humilmente le mani resto con ogni rispetto 

<li V. 8. Ili 

Iliiiii'"" et oli servitor e figlio 

Caiilo Giacinto Rovero ». 

Dal Campo de Sabioni li U giugno 1 TOf ; 



1) ('mi unta probabilità il maggiore del suo reggimento, cav. Bartolomeo S. Martino di 
S. Manin... il quale dalla rivista dell'otto maggio risulta comandato a Torino, ed ìyi 
ammalato da quella del 20 luglio, solo ricomparendo il 22 dicembre a Crescentmo. In 
promosso luogotenente colonnello il \ marzo t7i»7. 

{■* È questi M' Metwin, inviato ,ss,. pine d'Inghilterra, il quale tratto ella Repub- 
blica di Genova del ri, 'etto delle principesse reali (vedasi Li isa Saredo, La Beffino Anna 
,11 Savoia, Torino, Hs7. pag. 280). Egli si trovò poi al l'alio d'anni' di Saluzzo al - luglio, 
come lesesi ael Tarizzo (op. cit., pag. 52) e nell'Ottieri die nana coinè « Giovanni 
Methnen, inviato della li. -ina d'Inghilterra, trovandosi presente, e veduta la necessita 
,li porre in uso la spada, lo l'or con gloria non inferiore a quella riportata nel maneggio 
degli altari ». {Morta 'l'I!,' guerre avvenute in Europa e particolarmente ni lt<ili« per la 
successione alla monarchia dette Spagne dall'anno 1696 all'anno 1725... Roma, I F56, tomo l V . 
pag 232 E ancora alla battaglia di Torino combattè a fianco del Duca, al dire del voi 

taire, vedendo a prendere il maresciallo de Marsi I assistendo ai s ultimi istanti. 

(Siècle de Louis XIV. Paris, 1855, IV. pag. 165'. 

(3) si comprende che ospedali occorressero e -i cercasse le case ove porli, cine pure 
si comprende che fossero ospiti non graditi; la presenza degli inviati inglesi coli aiuto del 
maggiore valse forse a preservarne il palazzo che non venne mai occupalo. 

iti sin dal 7 giugno il vescovo d'Alba scriveva al fratello Traiano Andrea Rovero 
come della Vezza : A Cherasco -ono gionte liier l'altro il casa di rapissane della Corte 



per la quale si sono prese la Casa del Salutatoria per M"" la ducheaaa, quella del Conte 
Guerra per M. R., quella del Ratto pei' il Prencipe di Carignanò, oltre quelle del seguito... 

bivio del castello di Gnarene). 

(5) Bozzoli, detti in piemontese cochet. 



29 

40 afiso, 



314 



XXI. 
(Dal campo dei Sabioni, 16 giugno 1706 ; a suo padre). 

« III'"" Signor mio Patron e Padre Coli 

Il grosso de Francesi che scrissi a V. S. era a L'ordine per partire, passo 
liieri mattina il Po a Civazzo e s'inoltro nella Valle di Sciolse, con disegno di 
mandar un'avanguardia occupare il posto delle Tavernette (1) pure avendovi 
8. A. E. mandatto dell'infanteria non eredo die luor sii riuscitto; Mora si 
crede che vengliino a Ohieri e d'indi a Moncaglieri per levar la Communica- 
tione a Torino, unde mando il presente per darne aviso a V. S. atinclie. caso 
Stimasse a proposito mandai- a Torino qualche personna per liaver cura della 
Gasa lo potesse tare, e sopra il tutto stimarci neccessario tramuttar la setta 
che è verso la Piazza (2) e metterla verso la Corte, mentre i nemici hanno co- 
minciatto questa notte a tirare, con dei boulet-roìiges che hanno messo il fuoco 
in varij luoghi, e ne e venutta gran parte verso il Castello unde stimo che tra- 
limitandola verso la Corte non vi sarebbe pericolo anzi sarebbe in sicuro mentre 
una di dette palle può ben traversar una muraglia ma non due; Hieri fui a 
Torino, e M 1 di Cbetuind aspettava hoggi M r Methuin e m' ha detto che 
havrebbe fatto il suo possibile a finche restasse in casa, ma come credo che 
8. A. E. non resterà in Torino così tal precauzione sarà inutile mentre M' 
Methuin seguitterà la Corte. 

11 Signor Maggiore m'ha promesso caso che cerchio la casa per qualche 
officio pubblico di aiuttarsi in maniera con suoi amici a fin che questo non 
arrivi. 

Le Principesse sono partitte questa Mattina per Cherasco e credo clic 8. A. E. 
ne farà altrettanto mentre non sarebbe prudenza d'esporsi a una prigionia. Se 
hoggi non vi è novità per noi Manderò Giuseppe a Torino (die farà levar i mo- 
bili dalle Camere che sono verso la Piazza, e credo sarà necessario far pro- 
vedere un Tinello per tener dell' acqua e poter all' occasione estinguer il 
fuoco (3). 

Una di dette palle questa notte ha inesso in fuoco in un barone (4) di 
grano. . 



di V. S. Ili 



Al Campo de Sabioni ;i 16 giugno 



Hum'"" et Oh'"" seroitor e figlio 
Carlo Giacinto Roterò ». 



(1) A mezzogiorno del l'ino, sulla strada ohe da Chieri per la Madonna del Pilone 
mette a Torino. 

(2) Carlo Emanuele II, comic s'è <l<tt<>. si brattava di seta greggia, prodotto importante 
della tenuta di Guarene (love veniva filata. 

.!) Quest'eventualità non si dovette verificare poiché la casa non e compresa nell'elenco 
di quelle danneggiate, compilato dal diligentissimo autore della Eelasione e documenti snl- 
l'assedio di Tonno, ecc. Barone Antonio Manno (luogo citato. Appendice V. pag. 509 . 

1 Mucchio; in dialetto piemontese baron. 

30 



— 315 — 

XX II. 

(Da Carmagnola, 21 giugno 1706; a suo padre). 
« 111 Signor mio Patron e Padre Coll ma 

Ricevei l'altro giorno la riveritissima Sua in seguito alla quale ho tentatto 
mandar in Torino L'aviso «li tramuttare la setta ei le Tapisserie nelle Camere 
verso la Corte ma non mi è riuscitto mandar lettere mentre nissuno ha volsutto 
carricarsenemal'ho mandatto dire a voce el oltre di ciò M. Chetuind deve man- 
dare «•'>ii passaporto < 1 * - francesi a prender le sue robbe così con tal occasione 
scriverò quanto occorrerà per la Casa, robbe e muobili. Come credo che in 
questi giorni non haveranno havutti ohe avisi confusi gli dirò che Mercordì a 
Scia ih s. A. i;. havutto l'aviso che i Francesi erano in Chieri diede l'ordine 
a sii;- 1 Generale Fels (2) di tenersi pronto, e al primo aviso che havesseche li 
Francesi partissero da Chieri per venir a Moncalieri dovesse ritirarsi verso 
Carmagnola, e se i nemici s'avanzavano ancora di ritirarsi sempre e di schivar 
un Combatto, et che lui restava in Torino. 

Il Giovedì mattina l.i) qualche d'una delle nostre partitte disse haver re- 
datto i nemici verso Cambiagno nude il Signor Generale Fels partì da Monca- 
glieri con tutta la Cavalleria lasciandovi solo un distaccamento. 

S. A. K. inteso che la Cavalleria era partitta andò nelle smanie et ordino 
Subito elie se gli apparecchiassero i Cavalli per partire, e cosi lece verso il 
mezzo giorno (i) di maniera che quelli che furono nominatti per seguitarlo par- 

1 • tssia il giorno Iti giugno. 

(2) Mania Feltz, conte di Sckulembourgh, comandante della cavalleria imperiale, tenuto 
col corpo Stabremberg; passato poi al servizio della repubblica di Venezia e distintosi per 
la bella difesa di Corfù (Manno, Relazione e documenti cit., unta 1 alla pag. 435). 

(3) 17 giugno. 

li Di questo incidente che provocò La repentina partenza de] Duca non v'è cenno nella 
Relation du siège ecc., ne altrove nella Relazione e documenti citati. Sene tratta invece con 
particolari nella lettela del Duca al Principe Eugenio in data 18 giugno senza indicazione 
di luogo ma si sa ch'c da Carmagnola (Journal historique... del conte della Margherita, 

pag. 252). Vittorio Amedeo biasima la mossa ilei generale Feltz, che lo cosi i i lise ad uscire 

da Torino e sul finire della lettela si lagna fortemente dell'artiglieria imperiale posta sotto 
gli orlimi di quel generale terminando col dire: « Vous savez que je vous ai écrit plusieurs 
tois poni óter ce General d'ici, mais c'a étéjusqu'à celti' beare inutilement, el cependant 
l«' service et le bien des attaires d'ici en soufirent tous les jours ». In data 21 giugno (ivi, 
pag. 280) il l'aca scrivendo al generale Daun parla ancora ■ de la mauvaise demarchi- que 
le General Feltz Ut certain jour ». Ma ila Saluzzo il ti luglio ivi, pag. 291) dice: « None 
cavalerie est en assez bon état, et j'ai découvert que le C'omte Feltz était innocent au sujet 
de ce que je vous avais di! que les tmpériaux ne se battraient pas. Cesi un ilici de la 
mal ice d'un officier, il ne convieni pas à rjvésent d'eu taire éclat, d'antan! plus que j'y ai 
apportés les remèdes uonvenables ». l'anni che sebbene il capo d'accusa e la riconosciuta 
innocenza non corrispondano direttamente si debba tuttavia trattare della stessa cosa. 

Certo e che questa bella, leale dichiarazione piova il minalo animo del Duca verso il 
prode generale, vittima d'una falsa notizia, ed a confermarlo viene la lettera del 10 da 

l'.ibiana, relativa al combattimento «li Saluzzo. ove leggesi: «j'ai été fori contenl du 

General Feltz» (ivi, pag. 2S>2), seguita poi dalla scelta di lui pel incontrali- il Principe 

Eugenio cui il Duca scriveva queste parole il 2-t agosto: «J'ai ora ne pouvoirmieus taire 
que «le i-lioisii M 1 le General Fcltz pour vous l'envoyer, couome instruit de toutechose... » 

i\ i. pag. 'J74). 

Intanto il conte Feltz, generale di cavalleria, nonché venir richiamato fu promosso 
Feldeeugmeister, ciò che da noi si «liceva Generale d'artiglila. Ma mm e traduzione 

esatta poiché se ipn-l titolo ha in genere questo significato, in Ausilia pero esso corrisi le 

ad un grado intermedio fra il luogotenenti- «li maresciallo ed il maresciallo, senza specia 
lità d'amia.; ora dicesi in francese Feldzeugmestre, come vedesi nell'almanacco «li Gotha, 
ed «■ «-osi rimosso l'equivoco. 

MI 



310 — 



tirono hi iiiù parte con solo quello si trovarono in dosso: per fortuna quel 
giorno i Francesi non vensero a Moncaglieri così gionse l'Equipaggio di S. A. R. 
che consiste in otto Golii e varij altri vensero ancora, i Francesi puoi solo gab- 
bato vensero a Moncaglieri (1) e questa scia habbiammo àvisO che hanno fatto 
venir nuove Truppe di qua dal Po. e clic cogliono marchiare verso di noi la- 
sciando 15 mila Inumimi per far l'assedio di Torino, nude questa sera hab- 
biamo mandatto via gl'Equipaggi e dobbiamo discampare nel far del giorno, 
ma se li Francesi marchiano tutta notte ( ■ se n'ha aviso, non credo che sa- 
remmo a tempo di' mattina di ritirarsi senza combatter (2). Così mando il pre- 
sente per dirgli in che statto siamo qui; et che hieri partì M r Destin con 
un Grozzo distaccamento alla volta d'Asti (.li et d'indi deve venir in Alba così 
Y. tì. potrà sopra ciò prender le sue misure, havendo M. de la Feuillade 
detto per certo che per tutto luglio voleva obligar S. A. R. ad uscir da suoi 
Sfatti; et in fatti questa sera i Generali erano molto imbrogliatti. 

M. di Ohetuind gli riverisce e gli rincresce di non poter per le continue 
allarme passar costi mdla sua partenza che seguirà fra pochi giorni (4) essendo 
gionto M. Methuin come pure il Marchese Paleotti mandatto per dar parte 
della Battaglia di fiandra (5). 



(1) Il 19. 

(2) Infatti vi fu il noto combattimento di retroguardia sostenuto dal marchese di 
Garessio Luogotenente della 4 a compagnia delle guardie del Corpo (Carlo Emanuele Saluzzo 
Miolans Spinola (1666-1737); generale di battaglia, cav. dell'ordine (1729 : grande scudiere 
(1731). EgE resistette fra Soni mai iva del Bosco e 1 tra quanto occorse al Duca per entrale 
in Cherasco, con 150 cavalli rinforzati d'altrettanti del reggimento Principe Eugenio. Così 
la Relation dv sic</c del generale Daini: Vittorio Amedeo nella lettera 111 1 allo stesso 
(Journal historique... della Margherita, pag. 282) dice: < 250 chevaux, avec le régiment du 
Prince Eugène», e torse voleva dire compreso. Non pare eia- i Dragoni Genevois abbiano 
preso parte a questo tatto d'armi. 

In una lettera di Pietro Francesco, fratello di Carlo Giacinto allo zio vescovo d'Alba, 
scritta da Cherasco il 22, si legge: « Vi è slato un picolo afare tra nostra Cavaleria e la 
nemica nel quale possiamo haver perso in circa trenta Cavalieri... ». E dolio la firma lo 
scrivente aggiunse: « Vengo di sapere che la nostra Cavaleria si ritrova a S. Fre e cLe li 
francesi la vano seguitando pian piano ». 

In altra lettera dello stesso, diretta a sue padre colla data medesima, ma si comprende 
fu scritta la sera, egli dice che voleva andare a Ciiaiene mila giornata e già n aveva 
licenza... «ma esendo gionta tinta la nostra Cavaleria con il linea non mi sono pili ardito 
partirmi... ». (Ardi, del castello di Guarene). 

Pietro Francesco Boero, capitano nella Croce bianca, dopo esser stato nell'inverno a 
Saorgio, fcrovavasi allora col suo corpo di presidio a Cherasco. 

(3) Francesco cono- d'Estaing, luogotenente generale, il quale partì da Chic-ri con 3 
battaglioni, 8 squadroni e .in ussari, radunando inoltre 4 mila uomini di milizia {Journal 
historique... della Margherita, lettera Vittorio Amedeo al general Daun, pagg. 281 e 287). 
In Asti eranvj 300 nomini di presidio i quali resistettero sino al 13 luglio, quando ri- 
dotti a .Misi dovettero arrendere per mancanza d'acqua [Campagne Principe Eugenio, 
tomo Vili;. 

4) Di questa partenza di M 1 Sthetwjnd scrisse pure il Duca al generale Daun [Journal 
historique, toc. cit., pag. 305 . 

ài La battaglia di Bamillies ove al 23 maggio il maresciallo di Villeroi fu disfatto dal 
Duca di Marlborough. Forse questo marchese Paleotti era Tommaso, aiutante generale 

dtdle troppe pontificie nel 1704. di cui parla l'Ottieri, i > III. pag. 370. La citata lettera 

di Pietro Francesco Boero allo zio vescovo apprende che il marchese Paleotti, inviato dal- 
l' Elettor palatino a S. A. U.. passò da Cherasco: vi si legge ancora: •■ Due giorni 

sono gionse M 1 di Mctoin. Invialo d'Inghilterra, il quale dopo haver fatto riverenza a 
Madama la Duchessa promise varie bellissime cose asicurando che fra quatro setimi 

sarchile comparsa in noslro socorso la tlota. la quale min è la nicdein i ili Barcelona, ma 
bensì la orali tlota che viene dilinna d'Inghiltera onde poco che lardi temo asai che i I hi ni 

l.'min consulitnr Sminatimi expugnetuì 

32 



317 



Riceverà la qui annessa rimessami dal Signor Botta da cni ho ricevntto 
,,,, li,, cortesie dimani da dove saremo procarerò dargli di mie nuove, e bacian- 
logli hnmilmente Le mani mi dico liumilmente. 

tii V. 8. in 



Unni ri 01 servitor e figlio 
Carlo i I-iacinto 1ì< »\ i ri • 



Carmafcnola li 21 lunedì a un bora ili notti 



XXIII. 

(Dal campo di Cherasco, 24 giugno 1706; a sua madre). 

« Ah Camp de Querasc ce 24 juuin 
Madame 

J'ay recen hier de vos nouvelles par le valel de mon frere; vous faites 
fori bien de rester dans vostre Chateau mais tachez d'avoir <l*s sauvegardes 
le pratosi i|u'il se ponrra des qne les Ennemis s' avanceront, et si c'est la 
Tronppe de Oolmenero envoiez eri droitture a luy car i'en suis fori connu et 
i'espere qu'il n'aura pas oubliè mon nom, et touttes les oflres de service qu'i] 
ni'a t'ait tant de fois (1). 

M' le Coniti' «li- (li. vini (l'i a escrit la mesme eln.se a sa familleetm'à fori 
prie il'.\ envoier le paquet cy ioint ainsy ie vous prie di' ly taire tenir seu- 
rement (3j. 

Je suis t'ort «-li peine d'un Dragon que ie vous ay envoié l'autre unir, et 
que if in- \"is pas ile retour. J'ay eu iles nouvelles de Madame de (inarene (4) 
ma lettre l'a rasseiiree, et elle niYscrit que SOH pere eli partant aura soin d'elle 

et qu'elle m'en donnera d'abord asis. mais ie crois que il vaadra mieux dez 

que les Francai* seri. ut paisil.les pi.ssesseurs de Tastesane, et du Marquisat de 

8aluce de l'envoier prendre avec la scuretti' necessaires s'il en t'andrà. 

La Cour est partie hier pour le mondovi (5) d'ou ie crois elle ira a Oneglie 
les Ennemis mareliant vers Possali nmis decampons et ie crois qne nous ren- 
montrons laSture(6). J'escris deux mots a mon Pere pour avoir de l'argent, car 



,1 II marchese Francesco di Colmenero, generale spagnuolo. Egli non venne ad Alba 
ma rimase ad Alessandria, ..\<- fu governatore .■ dopo la liberazione ili Tonno fece una 
breve ma seria difesa contro le truppe imperiali e durali. In queste si trovava lo scrivente 

il uuale in un suo appunto di diario, come si vedrà, nolo l'arrivo ad Alessandria e la capi- 
tolazione. Curio>a sciti- eia- riuniva C08Ì quei due uomini .uià m dimestiche relazioni, le 
i|iiali poi non so da che avessero origine. 

[21 Ottavio Francesco Solaio conte di Govone, marchese di Breglio ecc., cay. dell An- 
nuii/.iaia il ir. agosto L729, morto nonagenario il 25 ottobre 1737 (Cignasanti, Seriecrono- 
logiea dei cavalieri dell'Ordine supremo 'li Savoia ecc. 

(3) Govone e assai vicino a Guarene. 

(-t) Moglie dello scrivente. 

-, Sarebbe partila solo il 24, data della lettera, secondo il Ceremoniale della /'. Corte 
di Savoia e.-,-., pubblicato in estratto a pag. 483 della Relazione e documenti ecc. del Barone 
Manno , appendice II. Probabilmente la partenza renne ritardata e la notizia non ne era 
pervenuta al campo. 

(6) Il Duca giunto a Cherasco il •-:•-'. dopo due giorni proseguì la marcia lungo la stura 
e si accanii... verso Possano [Belai. -'» stige, 1. e, pag. 84-). Vedasi pag. -'.'J'-' e seg. 



— 318 — 

Le crois que nous somnies destine poter Coni — et ie vous baise tres-umblement 
les niains. 

A Madame — Madame la Gomtesse 

(il/arene ». 



XXIV. 

(Senza data ma senza dubbio del 24 giugno, come la precedente ; 
a suo padre). 

« IH" 1 " Signor mio Patron e Padre Coll mo 

Mandai l'altra notte un Dragone iter dar aviso a V. S. Ili""' della marcia de 
nemici e della nostra, ma non vedendolo di ritorno dubito gli sia arrivatto 
qualche incontro (1), unde mando il presente per saperne delle nuove e pregare 
V. S. a mandarmi qualche denaro mentre credo ci slontanereinnio da queste 
parti. Li Francesi ci seguitano per tutto non so come questo finirà. In questo 
punto descampiamo unde non posso scriver più lonzamente e Le baccio liuniil- 
mente le mani 

All'Ili'"" Sig. mio Patron ('oli 

Il Signor ('unte Della Vezza 

(i mi) ina -.. 



XXV. 
(Da Cuneo, 12 luglio 1706; a suo padre). 

Ili'"" Signor min Patron e Padre Cidi"'" 

Nel partire che lece S. A. E. da Cuneo con la cavalleria verso Saluzzo (2) 
lascio per presidio di detta Città il nostro Redimento et altro distaccamento di 
Cavalleria, ma i Francesi havendo sempre tenutto in faccia a Cuneo su la riva 
del G-ezzo un corpo di circa 5 mila huomini non ci era permesso poter far passar 
Lettere verso cotcste parti pure havendo il sudetto corpo improvvisamente di- 
scampato avant-liieri e presa la strada di Savigliano non voglio tardar mag- 
giormente a render a V. S. [Il™ i miei dovutti rispetti e dargli di mie nuove 
quali piacendo al Cielo sono assai buone havendoci la nostra buona fortuna 
separatto dal restante della Cavalleria (piale doppo il conflitto di Salusso suc- 
cesso il 7 del corrente si è ritirato a Bibiana et ivi S. A. li. havendo l'atto 
discender circa •'! mila huomini dalle Valli di Lucerna ha fortilicatto il Campo 
con buone Trincere et pretende impedir a nemici l'ingresso delle sudette valli. 
lenendole destinatte per suo soggiorno sin clic le cose piglijn un altra piega ; 
et havendovi pei' lai effetto ini rodiitto quant ita di Crani e munitioni da C noria. 



ili II dragone arrivò; ne e prova la lettera antecedente ilei 21, <id un'ora di notte. 
(2 II I luci partì ila Cuneo il •">!> giugno (Belat. <hi siège, pag. 4M4). 

:;i 



— 319 



,. non dubitando ohe l'abondanza de Beni ili tal berrittorio sia per bastare ■> 
tutta la < Savalleria per longo tempo. 

Gl'Equipagi però del' Ufficiali sono restatti nelle Valli di Vlayra e Varaitta 
cosi se non arriva qnalche novità gl'Ufficiali saranno costretti a viver senza i 
Inoro Equipaggi. Circa il sndetto affare ili Salusso credo ne haveranno costi 
havutta qualche notitia pure gli diro ohe noi habbiammo perso circa ino buo- 
ìnini e puochiBsimi feritti; Il Prencipe Bmanuel(l) ei il Conte d'Ales (2 pri- 
gionieri e feritti ma non gravemente e< il Marchese Paleotti prigioniere 3 i 
Francesi confessano baver perso circa « J< »< » buomini un Ufficiai Generale e una 
ventina d'altri e due stendardi presi dai nostri (4) Unito il conflitto 8. A. R. 
continuò la sua marcia verso Bibiana el i Francesi entrarono pacificamente in 
Salasso, dove suini ancora accampatti al di d'hoggi, e dicono debino andar at- 
taccar 8. A. R. dovunque sarà. Madama ili Gnarena è a Salusso in buona sa- 
lute, suo Padre si i- ritiratto nelle Montagne verso Rossana, e sua .Madri- e restatta 
a Revello (5) dove ha preso cura del l". Emanuel che ivi si ritrosa: come non 

ho ancor ricevutto sue lettere non so a rasa di ehi sij restatta. ne cosa pensi 
di l'are ma ne bavero nuove col ritorno dei Cavalli ch'hanno condotto la Con- 
tessa di Soissons che da questa Citta partì hieri con i dovutti passaporti per. 
andar assister il prencipe suo figlio (6). 

Eieri si bebbe lettera di Oneglia che assicurava che la ('urie doveva pari r 
boggi per Genova (7) et andar ad allogiare tra il vecchio, et il nuovo recinto 
per esser lontana dal commercio e dalle cerimonie. 

Di Torino credo ne bavera nuove mentre continuamente n'escono gente 
alla stillatta. et per tal mezzo si e bavutto nuova che li Francesi tacendo un 
foragio verso Cassino parte della guarnigione e usi-irta da questa parte e glie 
riuscitto batter la scorta, romper il l'onte de nemici, e ricondur in Torino circa 
mille Cavalli (8) per altro l'assedio va assai lentamente e le Bombe non fanno 
alcun danno nella ( 'irta. 



1 IH Savoia Soissons, primogenito di Luigi Tomaso conte di Soissons, nato nel 1687, 
inolio a Vienna nel I72à; sposato nel ITI:' ad Anna di Lichtenstein. 

■j Carlo Alberto di Blandiate Aldobrandino, dei conti e marchesi di S. Giorgio, capi- 
tano della 3" compagnia delle guardie del corpo: vedasi Appendice II. 

e; si natta certo del marchese Paleotti di cui si parla nella lettera del -1 giugno. 
Egli fu poi scambiato per la convenzione del 23 marzo ITO?, quale colonnello, contro 
M 1 d'Argenson. [Arch. di Stato, sez. C: Ordini generali misti e regolamenti militari, 
UffiMo generale del soldo [1688-1800). Anni dal 1706 al L708. Estai dee offieiers prisonniers 
de guerre échangés . Nessun autore ch'io mi sappia parla della cartina di questo personaggio. 

(-1) I particolari qui narrati differiscono alquanto da ciò che se ne legge nel Tarizzo 
pag 52) e nella Relation ili: siège ecc., che lo segue come sovente assai dappresso 1. o., 
pag. 134 e sei;-.». Vi si dicono gravi le ferite del Principe, colpito sotto un ginocchio, e del 
conie d'Alea, trapassato il corpo da una fucilata, ma è taciuto che rimanessero prigionieri 
coinè furono realmente. Non vi si parla (li ufficiale generale ncciso: un solo stendardo è 
menzionato, più tre affidali e ('impianta dragoni di Kaylns ossia Quélus, fatti prigionieri. 
Le perdite poi dei nostri sarebbero state (li soli 47 nomini: il Journal liistongue ne da 
circa 7u pag. 57). Eccettuatene alcune, credo pia esatte le notizie date dai due autori citati 

i quali poterono giovarsi di (loci nti, mentre Carlo Giacinto riferiva voci racco 

dopo il t'aito; i ragguagli pia attendibili ch'egli sarebbe stato in grado di avere, coinè il 
seguito della lettera chiarisce, non gli erano pervenuti ancora. 

5 l'ciido della casa Roero di Revello cui apparteneva la moglie dello scrivente, 

Madama di Guarene. 

(6) La contessa di Soissons era Urania de la Cropi de Beauvais, sposata nel 1680 ;i 
Luigi Tomaso di Savoia, 2° conte di Soissons, fratello del Principe Eugenio. 

7 l'arti solo il Pi: cosi il ( Vi curo» mie ai-. (MANNO, l. e. pag. 485;. 

(8) Non se ne trova menzione nella 'Relation du siège ne altrove ch'io sappia. 
35 



320 — 



Gioanetto fu puoi felicemente di ritorno unde sommamente ringratio V. S. 
del denaro da lui inviatomi, qual non mi estatto «li puoco aiutto per esser qui 
i viveri assai cari, et havendo havutto la disgratia <li perder il Cavallo negro 
mortomi avant-hieri doppo varij giorni di febre. 

Credo ebe meglio di noi haveranno havutta la nuova «lei Marchese di Ea-. 
iella che si crede prigioniere e del fatto d'anni seguitto verso Ceva et de 
L'assedio che fa a detta Oittà il Generale Sartirana con truppe venutte da 
Finale et altre venutte dal Mondovì con l'Artiglieria (1). 

11 Signor Conte di Monestarolo m'ha datto la sopra intendenza «li tutte le 
toitilieaiioni. mine et Artiglieria della Piazza così non mi mancano occupa- 



rli Ben si apponeva Carlo Giacinto nel credere suo padre meglio informato su quegli 
eventi. Intatti questi ne aveva ricevuta la relazione seguente, scritta dall'abbate di Barolo, 
del quale si è parlato a pag. 301, nota fi). Ecco il pregevole documento: 

« Trovandosi il sig 1 Marchese ili l'avella (<i) li S con 1 ' in Mulassano con IT)!) dragoni 
di Piemonte comandati dal S 1 conte di Sales (hi et le sue Milizie in ir di 500 circa, havuta 
nuova che li Spaglinoli (e), e i Moliteli ini stessero in Cameraua aspettando la Inoro Arti- 
glieria per passar poi a Ceva ; si portò la mattina di detto giorno ad un certo posto detto 
della Piaggiera di Prafondo per impadronirsene; ma Bovragionto ivi da Nemici, dopo 
qualche combatto e perdita d'alcuni dragoni le convenne ritirarsene, se ben poi i Paesani 
continuassero tutto il giorno a far qualche fuoco dalle colline ivi vicine. L'indimani, essen- 
dosi detti Mont'errini accostati a Mulassano dov'egli era con tutte dette truppe, il .Sig' Mar- 
chese usci ad attaccarli, ma in breve tempo furono i nostri costretti a ritirarsi precipito- 
samente, atteso il fuoco Maggiore de nemici, che hanno fatto molta stragge ile' nostri. Il 
Si^ 1 Marchese vuolse continuar con pochi Paesani a farli testa e fu ferito, e fatto Prig- 
gione nel qual tempo il Sig 1 Conte di Sales s'è ritirato con cento soli de surtetti suoi 
dragoni con quali è stata questa notte a Monforte(d); non avendosi però ancor certezza 
della Priggionia del siidetto M' di l'arella». 

A questo proposito, nelle lettere del vescovo d'Alba al fratello, conte della Vezza, si 
trovano i passi seguenti : 

11 luglio. — «Qui (Alba) corre voce la squadra di Cussi Labbia liberato il Sig-r Mar- 
chese di Parella che si trovava prigioniere di guerra nel Castello di Sale; et l'habbino 
condotto a Cherasco hieri veramente era a Serravalle e fu veduto da chi ine l'ha detto la 
sera restò a Diano. Dove si dice sia andato un distacamento di queste milizie comandate 
dal S r Sineo (e) per scortarlo a Cherasco in compagnia delle Guardie che lo custodivano 
restate esse prigioniere (/) ». 

19 luglio. — « Il Sig' Marchese di Palella si lasciò poi persuadere a rendersi alla 
Monta con la scorta datali et ivi dichiararsi prigioniero; con pregare chi si deve di tole- 
rarlo in questo suo Feudo (f); sinché venghi cambiato o in altro modo si diponga cosi ha 
fatto havendo condotto seco la salvaguardia che bave va ». 

35 hi, ili, i. ■■ Si dice il Sig' Marchese di l'arella a Barbaresco per qualche disegno 
ch'egli si assegna per Asti : doppo però esser fuggito a Monteu quando ha sentito il Movi- 
mento de Mimici verso Carmagnola e Possano». 

Queste notizie sono (la confrontare con ciò che leggesi nell'opera del Lamarmora (citata 
a pag. 294, nota (2) ), colla quale concordano in generale, contrastando però l'opinione 
espressavi dall'autóre, panni con poco fondamento, che il marchese non andasse alla 
Monta. Si sa che egli contesto ripetutamente d'essere prigioniero, ma invano poiché di 
lui si tratto nel cambio conchiuso il 23 marzo dell'anno seguente ed in un documento 
successivo iV. appendice II, parte 2"). Un'altea lettera del vescovo inserita qui appresso 
parla della partenza del marchese da Alba per la spedizione di Mura/.z.ano. 

(a) Il famoso Curio Emilio San Martino, (cito nel 1639, morto il 16 novembre 1710, Cav. dell'Annunziata 

il 29 dicembre Hi'.»;, eoo. 

ili. Curio Francesco Agostino dello Lanze conte di Sale, figlio naturale del duca Carlo Kinanuelc II e 
di Gahriella Mestili-* di- Marolles; luogotenente della a» compagnia delle guardi.- del corpo. 

io Conian lati da Domenico Maria Arborio detto il conte di Sartirana, sebbene 1" divenisse solone) 1718 
per la rinuncia del fratellp Carlo Ambrogio; generale al servizio spaglinolo; morto nel 17::s (Manno, Patri- 
ziato Subalpino, voi. II, p. 71). 

(rfl I.a relazione pare scritta il 11 luglio. 

(ci Sebastiano sineo. dall'I] aprile maggioi :apitano d'una compagnia delle milizie d'Alba. Vedasi su 

di lui l'interessante pubblicazione del eliiar. l'eoi'. CABLO ARNO nella Ximrti lettura 1-15 agosto 1906; ivi si 
legge ehi Vittorio Amedeo mandò il Sin.-,, a liberare il marchese, ciò ch'egli avrebbe compiuto il 17 luglio. 

un ufficiale •■ ilue soldati delle guardie del principe .li Vaudemont. 

(g) Era .li sua moglie, detta la marchesa della Moina, Cristina Eleonora [snardi. 

36 



.321 



trioni; Mi riescirebbe però di gran consolatone ricever nuove ili V. s. temendo 
molto ohe i disturbi havutti per causa de Francesi oon habbino incommodatta 
la sua sanità (piai più d'ogni cosa mi tien a cuore e baciandogli bumilmente 
Le mani mi dico con ogni rispetto 

di V. 8. IU 

Ihiiir" et oli mirili,)- e figlio 
Carlo Si \' in ro Ri n i > 
Cnneo li li' luglio 1706 



Il conte della Vezza non si mosse mai da Gu arene malgrado i ripe- 
tuti inviti del fratello vescovo perchè avvicinandosi i Francesi egli 

venisse colla famiglia ad Alba presso di lui. elle già ospitava la sorella 
marchesa di S. Tommaso. 

Il '24 di giugno poi il vescovo scrisse al fratello parecchi biglietti 
sollecitandolo vivamente a non indugiare avendo il marchese di Parella, 
ch'era in casa sua. ricevuto avviso che i nemici stavano presso Po] lenzo 
tentando di passare il Tanaro; ad Alba si levava il porto su questo fiume 
e si credeva non si farebbe difesa ma si pensava a disporre una ono- 
revole ritirata. l'are clic allora il conte della Vezza si risolvesse a man- 
dare la moglie e la nuora col bambino i (piali giunsero felicemente, egli 
restando a Guarene col cavalier Tana (Antonio Maria Ardoino). La 
corrispondenza di famiglia in queste circostanze fornisce molte notizie 
su lineile giornate di ansietà e di timori; non sarà quindi fuor d'opera 
lo stralciarne ciò che vale a chiarire questo episodio poco noto di storia 
locale. 

Il 25 il vescovo scriveva al fratello la lettera seguente : 



« IH'"" Signor Fratello a mo 

La sua ci ha rallegrati al maggior segno nel veder il limi stato suo e del 
sin. cavagliere Tana, di cui speriamo svanitala Migrana e ne attendiamo nove 
nel ritorno della Torre qua! resta pregata rimandar a bon bora. 

Questa mattina i- partito il Sig 1 Marchese di Parella a quindici bore, die 
ha condotto via tutta la Militia, e Munitioni da Guerra e nostra Cavaleria che 

vi era ; lo nel suo partire ha tatto arrestare un pedone che entrava in A I lei a 

portar l'intimazione della contributione spedita da lira d'ordine di M 1 de Vau- 
beterra Luog* 1 generale e Colonello de Carabinieri per la comunità della Città di 
Alha e sue dipendenze, cioè per tutto li ut ; di trovarsi colà pei- convenirla e 
pagarla; Il biglietto e pero stato trattenuto dal detto S r Marchese (piai non 
ha volsuto ne meno darne notitia alla Citta, che pero non ne sa cosa alcuna 
salvo ciò che ne ha detto il Pedone in contuso onde prego V. S. a tener la cosa 
secreta: Ciò stante si pensava dimani dalla Città di mandar a Dia a sentire 
37 

41 Mise. — II. 



322 



l'Intendente di quel Generale; Ma oggi a 22 liore e ritornato in dietro il Signor 
Cavaglier di Monticelli» (l) con la sua Milizia, qualche Cavalli Et quasi tutta la 
munitione per esser mente di S. A. lì. che si diffenda il passaggio del Tanaro 
quanto si potrà a nemici mentre che esso procura impedirgli quello della Stura 
verso Fossano dove attualmente sono i Francesi. — Le circostanze del tutto 
sarebbero troppo lunghe e però le tralascio: (Quello vi e di certo egli è che la 
Cavaleria (2) passata a Canale in più partite marchia verso la Bormida dove pur 
tutte le Militie Monferine e del Finale si uniscono per tagliar la strada alla Corte 
e forzar li passaggi se potranno di G-aressio. Se il Sig 1 Marchese di Parella che 
.vi cammina non impedisce con la sua (innata (sic) questo movimento. 

Verso Polenso il Nemico dice sempre di voler passar il Tanaro ma sin lumi 
nou ha saputo metter porto ne far ponte veruno e si spera che havrà da far 
altrove e lasciava quel posto — ma non cessa però il pericolo per noi : come ne 
pur per queste Coline sue, dove non deve trascurarsi la vigilanza dovuta perchè 
li Marodeur scorrono ben avanti; ma non sono da temersi dove vi sono Castelli 
ben chiusi, e se il Conte di Monticello havesse operato giudiciosamente si sarebbe 
diffeso da quei pochi che lo sorpresero col pretesto di salvaguardia come meglio 
intenderà; Questo però le serva d'aviso a non ricevere truppe caso venissero 
se non vi è ufficiale cognito: o pur sia vigilante a partire in tempo. 

Alba li 25 » 

In biglietto senza data, ma probabilmente del giorno prima, leggesi 
a complemento della notizia di Monticello: 

« Subito partito il suo Pedone, giunge il sig r Conte di Monticello. al quale 
per salvaguardia sono stati mandati duecento Monferrini che hanno sacheggiato 
il Castello e la terra e spogliato e mandato via il sig r Conte sud°: la causa non 
si sa, e puoi esser che non sia stata chiamata la salvaguardia al sig r Duca della 
Fogliada. ma in tanto Ella può prender sue risolutioni. Io non dubito clic per 
le persone luoro siano anchor in tempo purché non si perda : di gratia non si 
espongano in questa forma e la riverisco: Il caso di Canale non fa conseguenza, 
perchè non da per tutto puotrà capitar un galauthuomo come e capitato colà E 
quest'è il parere di chi si prende a cuore la luoro Indennità e la riverisco ». 

Ecco ora ciò che trovasi nelle lettere della contessa Delfina al marito: 

■ Sabato dopo pranzo (26 giugno 1706) 

Mio signore le nove che porta genesio clic li francesi abiano tralasciato ili 
far il ponte a S ta Vittoria et si siano portati a farlo su la Stura sono quelle 
che si credono perchè e mandato espressamente io sto sempre aspettando gio- 
vanetto se fosse venuto ieri avrebe trovato il conte di Guardia a la riva del 
tanaro con il conte SalusSO che comandava il distacamento (3) hora e partito 



(1) Comandante della città d'Alba. 

(2) Francese. 

(3 Nel citalo volume del Lamarmora sul marchese di Falcila a p. 195 si parla di un 

dispaccio speditogli dal Duca il 25 giugno (leggesi 15 per errore, corretto in fondo all'opera) 

alle 10 di matti il quale dopo la firma reca ancora; ■■ Facciamo partire in questo punto 

il conti' ili Salu/zu col reggimento dragoni da lui comandato, per portarsi lungo del Tanaro; 
il clic può molto facilitale l'esecuzione dell'intento sovra accennatovi ». L'intento era di 

38 



323 — 



ma sarà podio imitano così se Lo manderete uoggi saia ancor a tempo e lo tro- 
verà a le rive di Stara il passaggio e Libero sin adesso pare che il temporale 
debba lasciarci prender un podio ili respiro Dio lo voglia... 

Venerdì a meso gi 2 In 

ricevo dal Sindico (1) la comunicatione del intimetur fatollo veder a Monsi- 
gnore sia? li parere che bisogna mandare con qualche parte del denaro chia- 
mato ci per concordare se pur cosi voi giudicate bene et conforme si regolano 
li vicini questo non impedisce mi pare il servitio regioii presente vi dirà quel 
die gli a detto il sig 1 cavagliere Monticello qua! non proibisce così panni che 
bisogna aiutarsi con portar una fede del giudice e del parocho et etiandio della 
vostra S. ti. che l'ordine non è gionto che questa mattina spedisco il sin, lieo 

e dal. porleur \i scriverò più a lougo creilo che voi noli dovete COncorer per 
niente più nel pagamento che per vostro registro ma se occore prestar qualche 
denaro a la comunità e tempo ili servir altri per salvar se stesso non vi dico 
altro saltato il tratello e sono vostra art 1 " 1 . 

(1- Luglio) 

(D'altra mano) (2). Mio sig re Havendomi il Cavagliere (Pietro Francesco loro 

aglio) >> mandato il suo Cavallo da < Iherasco per dubbio d'esser ivi assediato come 
vedrà dall'aecliiusa lettera, che le scrive, mando il mio servidore per condurlo 
costà, dandoli nuova die li Francesi hanno e,ià l'atto una scorsa sin a Itene, e 
che non hanno altro disegno che di i-acciari Padroni di Gasa(3) coinè Lei può 
benissimo imaginarsi. Se la salvaguardia non e ancor partita, conviene tenerla 
perchè può essere molto necessaria tra pochi giorni. I Francesi hanno mandato 
i Luoro feriti dalla Stura a Bra, et havendo dopo qualche combatto quella 
passato con un ponte, (die vi hanno stabiliti si trovano presentemente accampati 
alla Trinità. K probabile die non vi sia pericolo per questa Città per qualche 
giorni atteso (die il castello d'Asti non e per rendersi cosi presto. Sono mar- 
chiati verso il Cairo ."> m. milizie e 1, (4) del Monferrato, e questo non può essere 

ad altro fine, (die per occupar tutti i passi 

(Di propria mano) ... si dice «die se li Francesi restano padroni del paese 
vogliono rasar tutto e far una sol eapittalle che sarà Cherasco tutte queste nove 
(die sono di tatto sono vere... » 

Da queste informazioni si raccoglie pertanto clic Alba rimase im- 
mane dall'invasione nemica. Già vedemmo dulie lettere del vescovo che 
la città venne messa in [stato di difesa, né inutili furono i provvedi- 



impedire il passaggio del Tanaro ai nemici che... « potrebbero tagliara la si rada a madama 

la Duchessa Reale per portarsi in Genova ■ ii\i pag. 193). Il Laiuar a osserva in noia 

che nel dispaccio dev'essere stato scritto pei equivoco conte ili Saluzzo invece di contedi 

Siili* mentre il Saluzzo no» comparisce per nulla. Rischiosa impresa quella di voler 

correggere i testi; il conte di Salnzzo comandante i dragoni Genevois p. 306 nota 1 stava 
realmente sai 'Panaro: il conte di Sales, di cui si dirà in appresso, era allora nella provincia 
del Mondovi i ììrliit. ilu Siège, p'ag. 437). 

(1) S'intende di Gfuarene. 

(2) l'are dell'Aliate di Barolo. 

(3) La Casa di Savoia. 

( t Co ninnali .' 



— 324 — 



menti. Guarene iuvece se non venne occupata fu certo in mano dei 
Francesi poiché v'imposero una contribuzione che il conte della Vizza, 
uomo rigido, vassallo fedele, non voleva pagare. Ma pare die poco dopo 
vi si fosse tranquilli giacché dalle lettere si sa che al 12 la contessa 
Delfina v'era ritornata. 11 15 si parlò del pericolo si congiungessero i 
corpi nemici di Carmagnola e d'Asti, ma al lì» partirono il presidio 
d'Alba e la guarnigione di Oherasco alla volta di Ceva, segno d'una tal 
quale sicurezza. 

Al 24 il vescovo scrisse che la notte precedente s'era fatta partire la 
milizia d'Alba per rinforzar il presidio di Oherasco diminuito molto 
per la deserzione seguita in occasione dell'impresa misteriosa ma infausta 
di Ceva ». Però com'è noto un soccorso vi aveva potuto penetrare e 
mentre mous. Boero così scriveva l'assedio era levato, com'egli apprese 
al mattino seguente per notizia avutane di Oherasco dal conte di Sali- 
temi. Seguì allora la ritirata generale dei Francesi verso Torino, la quale 
die luogo ancora al loro passaggio nelle vicinanze d'Alba, avendosi no- 
tizia che il 31 fossero a Sommariva per « discampare la notte stessa ». 



XX Vi. 
(Polonghera, 5 agosto 1706; Carlo Giaeintoa suo padre). 

« III Signor mio Patron e Coli""' 

Non trovando occasione alcuna per costì e desiderando sommamente haver 
nuove della salute di V. S. mando il presente mio domestico, col ritorno del 
(piale spero intender che ne la sua sanità ne i suoi beni haveranno pattitto in 
quest'ultimo passaggio de nemici in coteste vicinanze. 

Hieri mi trovai per sorte presente a due snpliche che furono presentatte 
a S. A. E. da un cert-huoino di Bra mandatto dal sig r Marchese di Barella per 
altri affari, e sentendo nominar Guardia m'accostai al sig r Marchese Sales (1) 
a cui erano sfatte rimesse et trovai una esser del Pruuotto e l'altra del (ioni Ila 
•piali dimandano la Inoro liberatione promettendo di servir di volontari) col 
sig r marchese di Barella, onde dissi al suddetto Marchese di Sales che queste 
genti non meritavano le gratie di S. A. K. e che se credeva che detta A. R. 
fosse per accordar luoro un rescritto favorevole io ce ne haverei parlato per im- 
pedirlo, ma eoli mi rispose che S. A. lì. lasciava cose di tal l'atta al signor 
Intendente Fontana fi'): così a questo ne dissi due parole e mi promise di non 



(1) Probabilmente il marchese ili Sales pronipote del santo vescovo ili Ginevra, aiutante 
ili campo del Duca: ucciso da un colpo di cannone, secondo clic scrisse il conte Giuseppe 
.Maria Solaio della Margherita autore ilei Journal historiqye <lu Sièae in sua lettera L'ii sei 
tembre 1707 (Manno, Pietro Micco ed il Generale Conte Soiaro dello Margherita - ricerche 
terze sull'assedio ili Torino del noti, nella Miscellanea ili storia italiana, tomo XXI. sesto 
della 2" serie, p. 533 34. 

(2) Gian Giacomo Fontana. Intendente generale delle armate, nominato Coiitudore 
generale delle milizie e genti ila guerra al 23 giugno 1709; conte di Monastero di Nasco 

l'8 luglio 17'-'l'. marchese di Cravanzana il 22 maggio 1731. 

40 



— 335 — 

t'arnc niente. Comi.- V. s. m'ha sempre parlatto ili questi due comq di gente 
sceleratta ohe infestavano questi contorni ho credutto far bene agire in questa 
maniera. 

Noi siami, qui aspettando nuove «lei Big 1 Prencipe Eugenio e per buona 
sorte non si fa grand fatica, menile i calori s così eccessivi che se si trava- 
gliasse mollo \i sarei. hero ammaliati i in .man numero (1). 

Di 7. 8. Ili""' ' '" ''' obbl Servitor e figlio 

CAKLO GIACINTO Rovkro - 
da Polonghera li 5 agosto L706 



XXVII. 

(Dal campo della Motta (L'i, 11 agosto 1706; a suo padre). 

« Ili"" 1 8ig r min Patron e Padre Culi"'" 
11., ricevutto con somma consolatione le buone nuove della salute di V. S. 
IU. 1 "" et che i francesi non habbino dannegiatto questi eontorni. Noi siamo ac- 
campatiti vicino al Po nelle vicinanze di Carmagnola, et hieri sera gionse la 
Cn.ee bianca e S n ' Giulia (3) eon molte altre militi.-, et hoggi deve giungere 
qualche artiglieria con altro distaccamento della croce bianca commandatto da 
mio fratello (4) e non sappiamo per qual effetto si taccino tali apparecchi, si 
sussurra però sij per introdurre qualche soccorso in Torino per via della Mon- 
tagna il «he sarà pero difficile per liaver i Francesi raddoppiarti i Inoro posti e 
l'atte nuove trincero per impedire l'entratta e l'uscitta sin alle lettere; Altri 



(11 Sebi. eiie posteriore di alcuni giorni diamo il seguente documento dell'archivio il' 
Guarene il .piale rappresenta lo staio delle truppe. 

< Detaglio Compagnia Guarene, li 17 agosto 1706. 

Dragoni effettivi in stalo a cavallo "• '-'" 

Dragoni effettivi con cavalli ecloppè » 6 

Dragoni effettivi a piedi » 7 

Totale de dragoni effettivi » 33 

Dragoni comandati a cavallo a Turino » 5 

Dragoni comandati a piedi a Turino » < 

Dragoni al. senti » i. 

Iu Senati, a Ini imi * -.', 

Totale della compagnia •'■; 

Dragoni desertati a * u . 

Dragoni Decisi > 3 ». 

2 Sulla carta dei dintorni di Torino Unione tipografico editrice, issi scorgesi una 
Motta a metà distanza fra Carmagnola e Casalgrasso, presso il pian, di Carmagnola sul 
Po. Tale posizione fa ritenere senza tema di errare che questo fosse il sito del campo. Non 
ci. ni). Vendesi poi come nelle Campagne del Principe Ew/enio, opera diligente ed esatta nella 
parte strettamente militare, si legga che •• Vittorio Amedeo stava osservando a La Motta 
sulle ! anghe occidentali ad esl di Cherasco, con 2700 invaili. 2 battaglioni e 1200 valdesi - 
man. Vili, p. 202). 

(3) Reggimenti piemontesi di fanteria d'ordinanza. 

(■1) Pietri. Francesco, capitano cine s'è detto, in quel reggimento; egli provenivada 
Cherasco ov'era .li presidio. 
U 



326 — 



credono sij per andar incontro ;il soccorso che si aspetta dalla Flotta o a quello 
si attende dal Principe Eugenio «lei quale 71011 si ha nuove doppo i 30 del 
scorso che con sua lettera scrive esser ancora su la Sechia a S. Martino, et 

liaver disc;: li combatter l'armatta francese che si trovava a S. Benedetto 

pure su la Sechia; Mora se ne sia aspettando nuove con impazienza e la tar- 
danza causa gran cattivi humori. 

A Torino la sera del venerili (I) i Francesi s'impadronirono della strada 
coperta, ma la mattina del sabbato ne furono respinti e se n'ha 1' obligatione 
a M r di Lignevile tiglio del Big 1 Marchese di Cai-aglio (2), che trovandosi di 
guardia fu il primo ad accorgersi che L'allogio de nemici era imperfetto, e 
mando avvertire ch'era possibile il discacciarli e vedendo venire M r di S' Itemi (•'!) 
con due altre compagnie s'accorse esser il suo disegno approvato linde senza 
aspettar altro attacco cosi gagliardamente i nemici che gli scacciò dal posto e 
spiano il travaglio «die liavevano fatto dinante la notte e sin liora non si sa 
se vi siano ritornatti; e pero vero che tra ì'allogiarsi della notte e l'esserne 
scacciati il mattino hanno perso circa 1200 huomini e gran quantità d'Ufficiali; 
dei nostri non si crede vi siano restarti ufficiali mentre lettera del Sig' Mar- 
chese di Caraglio non ne fa mentione (4). 

Sto attendendo coll'arrivo di mio Fratello nuove di V. 8. e le baccio con 
ogni rispetto li' mani dicendomi humilmente 

di V. S. TU""' 

limi/"" et oh"" servitore <■ figlio 
Carlo Giacinto Rot ero . 
Dal Campi, della Motta li 11 agosto 1706 



XXV III. 
(Dal campo della Motta, 27 agosto 1706; a suo padre). 

« ///"'" Sig* min Patron e Padre Coli 

Trovo il presente clic parte in fretta, ma non voglio tralasciare di accusare 
la riceviitta del denaro clic si 'è degnatto inviarmi da Gioanetto, e ringratiame 
humilmente e con ogni più vivo sentimento del cuore la bontà di V. S. 



(1) Sei agosto, 

(2) Angelo Carlo Maurizio [snardi de Castello marchese di Caraglio, che aveva sposato 
Cristina, figlia unica ed erede del marchese Francesco Havard de Seuantes, conte di Ligne- 
ville (in Lorena), vedova del conte Enrico Lenoncourt de Challant. 11 loie terzogenito, 
Carlo Isnardi aveva ereditato dalla madie il tendo .li Ligneville Manno. Le, nota a p. 449). 

(3) Filippo Guglielmo Pallavicino, barone di S 1 Réray, maggior generale comandante 
una delle Brigate in cui fu divisa la guarnigione di Torino ; era contemporaneamente capo 
del reggimento delle Guardie con grado di capitano e rango di brigadiere, essendone ca- 
pitano con rango di colonnello il conte di Campiglione (dei Lnserna) {Relation d« Siège ecc. 
pai;. 414 e 465). Fu poi tenente maresciallo nel 1708, comandante delle truppe in Sicilia. 
generale d'artiglieria nel 1719, due volle Viceré in Sardegna, Governatore della cittadella 
di Torino, Cavaliere dell'Annunziata il 15 agosto 1721, Gran Ciambellano nel 1721 : morì 
il 16 febbraio 1732. (Cignasanti, p. 220). 

Eradei Pallavicini della Frabosa, discendente da un Adalberto, marito di Fihberta 
la Creste (1626) che gli porlo la successione alla baronia aostana di Gignod, nella .piale 
erano compresi i luoghi di S 1 Etienne e ili S 1 Rémy. (Manno l. e, noia alla ]>. 407). 

(4) Questo episodio della difesa si potrebbe confondere a tutta prima con quello rac- 
contato a pag. 448 e sei;-. «Iella Relation du Siège, ove pure si parla del conte di Ligneville 
e ilei barone di s< Rémy. Ma quest'ultimo fattovi e riferito al 81 agosto. Sono quindi due 
azioni differenti. Questa narrata nella lettera e pine menzionala, non nella Relation <ln Siège 

42 



327 



Del Sig. Prencipe Eugenio credo che costì ne haveranno piti sicure le 
Quove i qui però si dice che sarà doppo dimani aelli stani ili 8. A. R. el 
il Marchese ili Prie (2) che seguita Parmatta in qualità ili Commissario Gene- 
rale, scrive .i S. A. B. ili far apparechiar il pane per l'armatta in i sro ili 

62 mila rat ioni il giorno, e che uli sarà pagatti in contanti mentre non ne 
mancano. 

Da un sargente vennttc questa manina ila Torino si ha che uli Francesi 
habbino in damo datto un assalto alla mezza luna <■ ne syno statti ributtatti 
fi.n gran perdite e che una delle nostri' mine La fatto saltai- una batteria di 
li' pezzi fon gran danno di' nemici (3), fi il General Daun scrive che per tutto 
settembre non teme della Piazza I però la Fogliada fa ogni sforso e questa 
notti- dovevansi replicar gl'assalti (5 . Il Sig. Marchese d'Entraque (6) sta bene, 
r sin lima non si è perso ufficiali di distini ione 3 

Del Sig. Duca d'Orleans non se ne sa nuove, si crede però che se gli 
riesce munir il statto di Milano verrà anche egli sotto Torino, subito che 
marneremmo procurerò farlo sapere a V. S. e baciandogli humilmente li' 
mani mi dico 

di V. S. ìli 

Rum" el Ob" servitor < figlio 
e u.'i.o Giai in io Ri >veko >. 
Hai Campo li Ti agosto 1706 

Non uavendo tempo di scriver maggiormente riverisco 1111111" mia Sig" 
Madre el i Sig ri /^ij ». 



sibbene nelle - Lettere del tenente mavesciallo conte Virico di Dami a S. A. R. il Daca di Sa- 
voia », pubblicate in appendice (X' dal chiar"' barone .Manno alla sua opera [l. <-.. p. 549, 
559). Solo l'episodio vi è riferito al :> agosto invece del sei come dice la nostra lettera; 
però la relazione ria- pan- scritta non il 5 ma il giorno seguente lascia sussistere il dubbio 
sull'esattezza della sua data. 

li Com'è nnin egli passò il Tanaro presso Nola, lasciando ad Alba il grosso bagaglio 

i-d i malati. 

(2 Ercole Turinetti, marchese di Priero, Pancalieri e Cimena, conte di Pertengo ecc. ecc., 
cavaliere dell'Annunziata dal L698, essendo ambasciatore ducale presso l'Imperatore. Passato 
quindi al servizio di qnesti fu Commissario generale delle armate imperiali e plenipoten- 
ziario in Italia. Nel 1716 andò Vicegovernatore dei Paesi Bassi; ritornatone nel 17L't mori 
a Vienna il 22 gennaio L726. (Cignasanti, pag. 203). 

:; K l'assalto del 26 agosto; la batteria è quella di breccia, -aliala il giorno prima 
• ilans Ir teiups que les principali* offteiers francais, célébranl a l'église la fète di' S 1 Louis 
l'aisaicnt préparer di- qnoi l'airi' la débauché après la fonction ». Journal historique (iti 
8iège, pag. 152). 

ti Hi ben altro tenore sono Ir lettere del generale Dannai Duca, specialmente quella 
del •-':: agosto (Manno. Relaz. <• doeum., I. e, p. 562). Ma vi comprende che nel campo 
circolassero le voci riferite nella lettera. 

:. Fa il Generale Dami a riprendere l'ofifensiva la mattina del 27, sloggiando i Francesi 
dalli- controguardie su cui erano rimasti la notti- [Relation -'" Siège, I. e, p. 444). 

<<i) Filippo 'Pana, quegli stesso di cui si parla nella'nota l)della pag. 295. Come ivi >i 
avverte egli chiamato propriamente il cav. d'Entraive Entraque venne pur delio il 
marchese d'Entraque, vivente ancora il fratello maggiore. Così si legge il suo nome quale 
colonnello del reggimento di Piemonte mila « Liste des officiers des troupes de s. A. R. » 
in fondo alla Relation du Siège, (p. Ì67): nel ruolo dello stesso reggimenzo(l710)« marchese 
Filippo Tana d'Entraive»e« Marchese d'Entraive» \rrli. di Siam. Sez. 4\ voi. 1709-1713, 
Ruolo ufficiali Fanteria e Cavalleria. 

7 Xoti/ia purtroppo inesatte; la Relation i/« Siège p. iHi dice die in quell'assalto <i 
ebbero tra morii e feriti quaranta ufficiali. 

43 



— 328 



XXIX. 



(Dal campo della Motta, 30 agosto 1706; a suo padre). 

« Ili"" Signor mio Patron e Padre Coli™ 

Sieri con gran giubilo di tutta l'armatta vidimino arrivare il Sig r Preneipe 
Eugenio verso le 22 hore, qua! però era statto precorso dal Marchese di Prie 
che già haveva datto aviso del suo arrivo, et haveva int'orinatto S. A. E. del 
statto dell' Arinatta. Detta A. K. v'andò incontro sin al di là di Carmagnola et 
l'aspetto a piedi in un inatto. Il Sig r Preneipe ciò vedendo nell'arrivare mise 
pied'a terra et avanzattosi per bacciargli la mano. S. A. R. la ritirò e ■ 1 '«braccio 
più volte indi s'incaminarono verso il Campo. L'avanguardia era bit-ri a Vil- 
lafranca , altra parte dell'armatta era a S. Damiano et il resto doveva lioggi 
passar il Tanaro cosi dimani o doppo dimani si avanzaremo per giongersi il 
< 'amiio si deve tare a Santena col metter ivi la dritta e stender la sinistra verso 
il Po. Il Duca d'Orleans e giunto a Torino con la sua armatta, e fa metter in 
statto le sue linee tanto della Pianura (pianto della Montagna e ci sta aspet- 
tando cosi credo (die la line di questa settimana (1) sarà resa memorabile da 
un fatto d'armi de più grandi e più ostinatiti che possili seguire, e nel tinaie 
si deciderà la sorte dell'Italia. I francesi a quest'hora i|uantunque volessero 
non puono più ritirarsi . e noi non habbiamo altro partitto ila prender che 
attaccarli, così il combatto e inevitabile, lo spero che il Sig 1 Iddio mi assisterà 
e con ogni più humile rispetto le baccio humilmente le mani col dirmi 

di V. 8. Tir-' 



Dal ( lampo li 30 agosto 1706 

All'Ili 8if mio l'<ttn>,i Coll- 
ii Sig r Colile drllu Vezza 



lliim"" ri oh servitor e figlio 

Cablo Giacinto Roveko ». 



(Inumili >>. 



XXX. 

(Dal Campo della Motta 30 agosto 1706; a sua madre). 

« Madame 

Nous sommes icy dalis tontte la iove possible. Le P. Erogene est arrive. et 
le secours Le suit de. prez. De Turili nons avons de ires-bonnes nouvelles la 
Demilune a esté prise et reprise par troi fois, alla fin Ics nostres eli ont esté 
Ics maitres et ont ìiiesme. chassé Ics eiinemis dn Possi' et de la colltrescarpe : 
on ne scaurait asse/, loner cette action puisque elle est des plus belles qui soient 

arrivées depuis long-tems, Ics ennemis y ont perdn 7 ou 8 cena hommes et 



il: TI 30 agosto, «lata della lettera era di lunedi, la battaglia ebbe luogo, com'è noto il 
martedì, <>i i" giorni più tardi. 

Il 



329 



un ti-cs grand nombre d'officiers, dea riostrea mi ne marque pomi le nombre 

(Ics iiiort mais Benle ut que M' Rocca j a esté dangereusemeni blessez (1) el 

un Capitarne AATemand (2) ainsy tous pouvez estre en repos pour M' le Mar 
i|iiis d'entraive. 

.l'ay receu ce matiti une letre de Rivarol qui me donne de bonnes nou- 
velles de Mail' de Serrava] (3) el de toutte sa famille. Je croia qnedemainon 
aprez domain noua ferons la grande ionotion avec lea Allemanda. Santena eu 
sera l>- Theatre i'ay deja pria les precautions possiblea ponr qn'il y ave des 
Sauvegard an Santenol li el i'ay en ponr cela une longne conferance avec le 
Jardinier. 

.l'uve \,His prier de mes brea umblea respecta a Messieurs mes Oncle8 el 
Le viiiis baise tres-umblement les maina. 

I Madame — Mudarne In Contasse de 

<ì il /tre ne. 



XXXI. 

(Da Torino, 8 settembre 1706; a sua madre). 

« Mudami' 
Je dalie ma lettre de Turin ce 8 septembre en bonne sante dieu merey. 

('ette limine ville est eiitin delivrce. ridi n'est si glorieux «pie nostre Maistre, 

et rien de si heureux que son armée. Nbns avons attaqué hier les lignea dea 
Ennemis entre la Moire et la Sture, et les avons forcées a tres pen de frais et 
d'ime yìgeur admirable, on n'en a pas bue beaucoup mais il t'aut qu'il ave prez 

ile 5 mille prisoniers panili les quels grand nombre d'officiers, et M r «le Marcili 
(|iii cependant est bles.sé mortellement il a'estoit retiré dans Lucent mais dez 
qn'il a veli le pont sur la Doire coupé il s'est remili avec toutte l'infanterie 
qu'il avoit ramasse, ,1'ay eu le plaisir d'einlirasser hier au soir le Marquis 
d'Entraive qui se porte bien, et tona nos amia et Parents aussi. dez que aoua 
attaqiiames les lignea Ics Eiiiicmis firent un dernier effort conile la place mais 
voyant l'Iicureux 8UCC6Z de nos armes ils ont abandonné la Traudire a\ee 
toutte l'artillerie et munitiona et ont passe dn coste de la Montagne et nona 
attendons acavoir quel parti ils prendront pour pmftiter de la vieto ire. Je croia 
que Ics trouppes de 8. A. R. n'ont perda que deux offlciers, et toutte l' armée 



<1) Il conie Rocca, colonnello del reggimento fucilieri, morto alcuni giorni dopo il fatto. 
I Relation du Siège, p. 443). 

■_' Dei granatieri <li Kyilt ; <li onesto reggimento il capitano Kydt venne ferito Del- 
l'assedio, il capitano Bentz acciso' (Relation du Siège, p. 448 e 470). Non è detto quale dei 
line t'osse ferito il 26. 

(8) Sorella dello scrivente, come 8Ì disse. 

(4) Frazione di Santena e castello dei marchesi Tana (Casalis, Dizion. yeogr. storico 
statistico degli Stati di S. M. il Ee 'li Sardegna, 'l'orine, L849). Santena con Santenotto e 
Ponticelli era allora feudo della Mensa ili 'l'orino e muli issimi furono i compartecipanti fra 
cui, com'è risaputo, i Benso ed i Tana. IH questi il secondogenito di Federico (1690), 
Francesco Luigi Felice Maurizio Ferdinando (fratello «li Carlo, ili Antonio e di Filippo 
nominato anche in questa Ietterai portava il titolo di conte di Santena e fa quegli che 
dopo una vita licenziosa entrò nei Trappisti e mori il 4 novembre 1694. 

45 

42 ilisc - II. 



330 — 



que 4 ou ò cent liommes Ics Allemanda ont perdu des princes et des Collonnels (1) 
(limi ir yoiis envoiray le detail, mais ie me presse de vous donnei* l'essentiel 
des nouvelles car ie suis persuade que vous aurez eu assez de bonté d'estre en 
peine pour ma chetive personne, que le bon dieu a bien voulu conserver. Je 
baise les mains a mon Pere et mille respeets a Messieurs mes oncles. 

Je n'ay pas encor esté a la maison mais ie my en vay. elle n'a souft'ert 
que des volées de Canon si il y a quelque reparation a taire ie donneray les 
ordres necessaires. 

Je suis en vous baisaut tres-umblement les mains. 

Je crois que nous allons dans l'instantunepartie de la Cavallerie a Moncalier ». 



Sul piano della battaglia di Torino che si trova a pag. 234 del 
tomo Vili delle Cam pò (in e del Principe Eugenio vedonsi i Dragoni Ge- 
nevois in tre squadroni alla IV schiera, posta sotto gli ordini del gene- 
rale di cavalleria marchese di Langallcrie (2) e nella prima brigata, a 
sinistra, comandata dal maggior generale conte di Sinzèndorf, formata 
inoltre con sei squadroni di dragoni Palfy e tre di corazzieri Martigny, 
ambedue imperiali. Come si comprende le schiere di cavalleria, III e IV, 
non dovevano rimanere in quell'ordine ma portarsi alle ali delle prime 
due schiere di fanteria, e la brigata Sinzèndorf ebbe infatti l'onore di 
trovarsi in prima schiera all'ala sinistra. Ivi i Prussiani furono i primi, 
com'è noto, a superare il trinceramento francese, e tosto secondo la con- 
segua vi aprirono un varco per la cavalleria. Non dovette tardare a 
passarvi la brigata Sinzèndorf che ebbe l'incarico di esplorare le basse 
della Stura per vedere se si potesse giungere al l'arco vecchio alle spalle 
del nemico. Il rapporto dovette essere favorevole poiché Vittorio Amedeo 
che dirigeva il combattimento all'ala destra ne mandò colà i dragoni, 
raggiungendoli poi egli stesso e cacciando con essi i nemici che vi si 
erano rifugiati. 

Questo si legge alla pan'. 235 e segg. del tomo Vili delle Campagne 
citate, il cui racconto più ampio e particolareggiato si scosta dagli altri 
soprattutto nelle disposizioni pella battaglia e nei comandanti preposti 
ai vari reparti; esso permette ancora di tener dietro in una certa misura 
all'autore delle lettere pubblicate, nella gloriosa giornata cui ebbe la 
ventura di partecipare. 

Non pare poi ch'egli l'osse in alcuno dei due corpi di cavalleria che 
il giorno 8 inseguirono e raggiunsero i Francesi per la strada di Pine- 
rolo. 11 primo, comandato dal marchese di Langallcrie, sarebbe partito 



(1) Le perdite secondo la relazione ufficiale [Campagli e del Principe Eugenio. I. e. furono 
di 52 ufficiali e sii.' soldati morti, !*•_' ufficiali e 2120 soldati feriti. Fra i morti Enrico Fer- 
dinando principe di Brunswik-Bevèrn, comandante il reggimento di fanteria Woltenbiittel : 
il barone Hofmann colonnello comandante il reggimento Gnttenstein ed il qùartier mastro 
generale, colonnello barone Riedt. 

_'i Filippo de Gentil*, 1.656-1717; autore dei « Mémoires: histoire écrite par lui mévie 
il, ais so pnson a \'niiiit ■>. Cologne, 174:;, in 12". 



331 — 



sul far «IH giorno secondo il Journal Itisi., nella mattina, dice il Tarizzo; 
anche ciò posto uon passò cerio da Mbncalieri ina andò per Beinasco. 
Il secondo, agli ordini del maggior generale marchese «li Tournon ili. 
era verosimilmente la sua brigata, che il «ionio precedente stava alla 
destra di quella Sinzendorf, l'ormata con quattro squadroni di coraz- 
zieri Savoia (2) e altri quattro di corazzieri Pfefferkorn. 

Se poi la partenza per M -al ieri, di cui parlasi nella lettera, abbia 

avuto luogo non so. non avendone trovata memoria altrove e mancando 
qui le lettere ili Carlo Giacinto !<• (piali non riprendono che al 7 dicembre 
da Torino ov'egli era in licenza. 

A questa lacuna però suppliscono in pane due sue memorie auto 
male le quali informano delle mos.se e delle operazioni compiute dal 
reparto di truppe in cui cali si trovava, dal L3 settembre al 4 novembre. 
L.-i prima è solo un appunto di diario, scrino malamente in varie riprese, 
talvolta a matita qua e là ripassata coll'inchiostro, misto di francese e 
d'italiano, puf anche di piemontese. La seconda è la minuta d'una reda- 
zione che comprende due giorni soltanto, il '_"_' ed il 23 settembre. 

Meco il diario nella sua t'orma testuale; tra parentesi (pialliate lio 
posto le parole occorrenti a chiarire il testo: 

.. L3 [settembre] a < livas 

14 a Bondisson 

L5 il niereordì a Siali [Cigliano ] 

n; ( ì-iovedì soggiorno 

17 Vendredì a S' German le <'. de la Rocca vini sui vie lai- (3) 

L8 Sabbatto a Vercelli. La notte s'investisce Novara 

Pi Domenica, l'annatta marchia, l'onte Moreta (4) La notte an Bivach 

IMI Lunedi l'infanteria e cavalleria in Bu... (5) le long de la gogna [Agogna] 

Le soir la place se rend (6) 
l'I .Atardi Seimir Sortie de la Garnison 

22 Mercordì au Lord du Tesin 

23 Giovedì Albiacl [Abbiategrasso] 
Ut Venerdì Corsico 

L'.-. Babbatto ri| vistai (7) 



(1) Felice Emanuele Maillard, marchese di Tournon, di S. Damiano <■ d'Alby, fratello 
del celebre cardinale Carlo Tomaso morto a Macao, 8 Luglio li in. 

2 insi il piano di battaglia citato; panni certo si tratti del reggimento Savoia caval- 
leria «die nini portava dirazza, eia però i e Piei t<- Reale grossa cavalleria. 

:; L'arméè. — Carlo Emanuele Cacherano-Osasco, conte della Rocca d'Arazzo, ma- 
resciallo di campo; cav. dell'Annunziata il 13 settembre L713. 

(4) Sul rio Mora a levante, di Novara, e sulla strada maestra di Milano per Boifalora 

e Magenta (Bobgonio, Carta topografica degli si, ili di s. .1/. ,7 Ee <li Sardegna 1GM 

corretta fi accresciuta V772). 

(5) l'aiolà indecifrata 

(6) Resa imposta dalla cittadinanza ai primi colpi di cannone ; i tragicomici particolari 
ne sono narrati fra gli altri dal Casalis, dizionario geografico storico statistico ecc. 

(7) |);,i molo del reggimento si ha che la rivista ebbe luogo il giorno successivo ; qui 
si volle accennare all'occupazione della giornata, quella di prepararsi alla rivista dell indomani 

47 



- 332 



26 Domenica il Tedeum (1) 

27 Limili MeUignan ani vn «Iella Guarnigione di Novara 

[2] 7 le tram 
[2]8 l'arriegarde 
[2]9 (sic) 

28 Marcii 
2!> Merrredi 

30 Iendi a Lodi 

p° [ottobre | Venerdì 

2 Sabatto resa ili Pavia , 

3 Domenica a Castion [Castiglione, pressi) Pizzighettone] 

4 Lunedì a Cavaeurta [presso Pizzighettone, a sud ovest] 
.". Mardì 

(i Mercordì 

7 Giovedì 

8 Venerdì a Ghigholo [presso la Btrada tra Casalpusterlengo e Pavia] 

9 Sabatto Pavia 

10 Domenica 

11 Lunedì Bea 

12 Martedì Voghera 

13 Tortona 

14 a Alessandria 

15 Milord Preterboug (2) 
Ki L'infanterie 

17 poste dans les iardin. ouverture de la Traneliée 

18 

1!» 

20 part Pliil ippi (3) 

21 reddition de la Place (4) 

22 L'inondation 

23 depart du Regiment a S. Salvador 

24 a Frascinet (5) 

25 Seiour 

26 a Monealue 

27 Seiour 

28 a Villa S. Secondo 

29 a Buttiera 
30 

31 



li Nel duomo di Milano ; l'autore del diario vi ritornava dopo due anni, non piti pri- 
gionierio ma vincitore. 

(2) Carlo Mordaunt, eonte di Peterborougli e ili Monmouth, il nolo personaggio, liberatore 
di Barcellona; sbarcato a Genova venendo anche allora in missione della regina d'Inghil- 
terra presso il Duca (Ottieri, IV. L50). 

(3) Il cav. Filippi, capitano nei dragoni Genevois. 

(4) Difesa validamente dal marchese di Colmenero, sinché lo scoppio d'un magazzeno 

di polveri tu causa della resa. 

(;> Non è Frassinetto sul Po, clic il nome indicherebbe, ma Frassinello sulla valle del 
Rotaldo, poco lontano da s. Salvatore, più vicino ancora a Moncalvo, tappa successiva. 

4S 



- :;;;;; — 



1 | novembre] deparl dea Francois (1) 

2 pasaage < In Po (2) 

:; le detaohemenl reioinl (3) 

l regimenl a Bonari [o Rorari]1 (4) 

Segue la minuta «li relazione ]><t le giornate del 22 e del '-'■". settembre: 

Le 22 od laissa a Nbvarre le General Somniion [!] pour j commandei et 
deus battaillons de Garnison el l'armée marohanl but deus collonesvinl camper 
.ni bord dn Tesin vis a ràde Buffatore. Lee Enaemis parureni a l'autrebord 
mais voyant qo8 hossards qui passoient au gué se retirerent à Biagras (5) od 
estoit M' Capi le quel aprenant nostre marcii.' partii a la hate de Biagras et 
alla ioindre les Tronppes de M.' .!<• Medavi vera Pizzighetton. 

I>cs qne noe boussards eurent passo on fcravailla Lncessamment au poni 
et il l'ut achevé avec fcoutte la diligence possible vers la mimiit. 

Le mesme ionr on aprir qne M 1 de Veaudemonl ayant vuidé entieremenl 
Le palais el envoyé ses mulles vers la Suisse estoil parti la nuit de Milan a 
l'inscen dea Magistrata et de la Ville et avoit priz le Chemin de Pizzighetton 
ijti en guitte il estoit revewu uvee M. de Medavi (6). 

Le 23 l'armée commenca a marcher a tninnit Les Gardes et le Campement 
t'urent suivi de troia Brigades de cavallerie, ensnitte passa fcontte l'infanterie 
et 12 pieces de canon aprez cela le reste ile la Cavallerie, toutte l'artiglierie*©! 
les Bagage. Gomme S. A. R. avoit eu un acce/, de lievie asse/, fort il resina 
Treccatte ]ionr taire quelque remede l'armée vint camper a Biagras. 

Les derider regiments de Cavallerie n'arriverent qn'a la nuit mais M r le 
Prince Eugene ne laissa pas de donner l'ordre de marcher le lendemain. 

Le 24 ». 



XXXII. 
(Da Torino, 13 dicembre 1706; a suo padre). 

« 111 8ig. mio Pecdron e Padre Coli 1 ™ 

9. A. 1!. gionse avant-hieri (7) et bora travaglia a stabilire i quartieri d'in- 
verno. Il paese lo pagava come l'anno passato sul piede di lire 14 per scudo 



(1) Ignoro di quale partenza m traiti. 

(2) Probabilmente a Crescentino. 

(8) Noi! risulta ove t'osse, né clic t'orza avesse. 

(4) \ltra parola incompresa. Parrebbe dover esser.' un luogo alla sinistra del Po fra 

Crescentino e Trino, poiché a Trino il reggimento fu passalo in rivista il il novembre. 

Ma oessuna denominazione simile trovasi sulla carta del Borgomo se non Romezana, 
poco distante dalla strada di Trino fra Pontanetto e Palazzolo. Converrebbe allora leggere 
Bomezi, ciò che non é impossibile ma non persuade e forse quella parola allude ad 
altra cosa. 

(.">) Abbiategrasso. 

6 Cassato. 

(7) Da Casale, che si era arresa il le novembre. In lettera del 7 dicembre Carlo Giacinto 

aveva scritto: ■ Il sig 1 Marchese di Toumon ne ha poi unta la nuova ideila oapitolan 

a Mud' la duchessa con dirgli dia S. A. B. sarebbe statto in Tonno fra poohigjorm . 

4!» 



— 334 — 



d'oro (1). Le truppe non si sa cosa haveranno. Il Monferrato) paga 50 milla 
doppie e darà la sussistenza a quatro Regimenti, che credo saranno «li nuova 
leva. Non si parla più dell'assedio «li Valenza ma si tien per certo «niello del 
Castello di .Milano. 11 nostro Conte Saluzzo(2) «• andatto in Allemagna perlai- 
la compra «li lL'lll» Cavalli che devono servire per la rimonta della Cavalleria 
oltre quelli che si fanno accomprar nel Paese. Caso V. S. volesse proseguire il 
suo negotio per l'interesse che ha in Aqui, commanda in «letta Città il sig r 
Marchese d'Andorno (3), cosi non gli sarà difficile haver ogni intento. Credo 
«he il nostro Regimento passerà l'inverno ne' quartieri «love siamo al presente 
di Trino, Crescentino e Livorno e baciandogli humilmente le mani, il che fa 
ancora mia moglie mi dico con ogni rispetto 
di V. s. ili. 



Torino li 13 dicembre 1706 



Uni" et ohlr- servitor e figlio 

Caui.o Giacinto Roero ». 



Il 17 dicembre 1700 Carlo Giacinto si allietava della nascita d' una 
bambina, ma il 14 gennaio successivo eoli aveva il dolore di perdere la 
consorte Vittoria Roero di Revello. Le lettere di questo periodo non 
riflettono che tali vicende e solo riprendono a dar notizie d' interesse 
storico colla seguente. 



XXXIII. 

(Da Torino, 3 febbraio 1707 ; a suo padre). 

« 111"'" si,/ mio Padron e Padre Coli'"" 
L'aviso havutto dal quartiere che ivi i miei Cavalli penuriavami di fieno 
per gl'ordini rigorosi co qualli si distribuisce mi fa prender Tardile di man- 
darne un payo costì ........ .... 



Domenica partì il Sig r Prencipe Eugenio (4) e si crede a quest'hora comin- 
ciano l'assedio del Castello di Milano, al quale si tien per certo havrebbe 
assistitto S. A. R. se non fosse traftenutto «la una flussione su gl'occhi che gli 
impedisce di prender l'aria. Hieri partì ancora il Marchese di Prie «piai dicesi 
habbi portatto nella sua venutta varie investiture a S. A. R. ma non si sa «li 
che statto, quantunque da discorsi «li S. A. il. si possi raccogliere che sijno 



(1) Si sottintende «li registro ossia della somma per la quale il contribuentc eia quotato 
e poteva venir tassato. 

i2) Il luogotenente colonnello comandante il reggimento dragoni Genevois, di cui a 
pag. :'>06 nota (1). 

•'i Ghirone Siila San Manilio, unico figlio del famoso marchese «li Palella «li cui si è 
parlato : morto senza discendenza il 24 marzo 1719 per malattia a Milazzo dove coman- 
dava, durante l'assedio postovi dagli Spaglinoli [Sull'assedio di Torino noti. Ricerche Se- 
conde di Antonio Manno in Misceli, di storia ltol.. t o XIX, pag. 535). 

I l.a domenica antecedente al 8 febbraio, «lata della lettera, cadeva al :ì«t gennaio; 

questa data differisce «la quella registrata comunemente, ossia il 21 gennaio. 



della I illina, e- li Feudi imperiali, e di Spagna. Si dice ancora che il sudetto 

Marchese 'li Prie non sij più in favore alla corte ili Vienna e che sia stailo ad 
altri conforta la sua autorittà e che in avenire della sua carica solo bavera Le 
honoranze. 



Iti V. 8. Ili - 



Unni il nhli servitore <■ figlio 

CaUI.0 GlAI imo Rot 80 '. 



8 febbraio 1707 



XXXIV. 
(Da Torino. 9 febbraio 1707 ; a suo padre). 
« /// sii/, min Padron e Padre Ooll m 

Sieri fu chiamato d'Asti il sig. Marchese «li Cortanze(l) e si crede che sia 
per dichiararsi la Corte del Principe di Piemonte <• si dice «die sarà il sig 1 
Marchese di Oodray Govvernattore (2), il Oav. di Lucey (3) el il Marchese di 

Cortanze Sotto Govvernattore. Il Sig 1 Cav. Tari li Cossonbrà Maestro el alcuni 

camerieri di quelli che già servano, ei per hora niente di più si tien però per 
eerto «die il M. «li Codray sarà fatto Cavagliere dell'Ordine I . 

Si vocifera ancoraché S. A. K. debbi andar a prender possesso delli Statti 
che la Lega gli concede; cioè la Lomellina, l'Alessandrino, la vai «li Sesia, il 
Monferrato, el lutti i Feudi Imperiali «li qua dallo Statto «li Milano; Ma credo 
che vi sij ancor qualche difficoltà mentre continuamente partono e giungono 
corrieri straordinari. 

Se posso strigarmi da alcuni' raccende della Compagnia che mi occupano, 

spero la settimana che vi. -ne poter venir in personna a bacciargli liumilmente 
le mani intanto mi dico con ogni rispetti) 

ili I . N. IH"" 

Unni ■"- ri iihh"' xi rrit'ir e figlW 

I ' \i:i. i GrIAI imo RoERO ». 

Torino a it febbraio 1707 



(1 Ercole Tommaso Roero , di cui a pag. 302, nominato allora Sottogovematore dei 
U.-ali Principi. Fu nel 1727 Viceré di Sardegna, cav. dell'Ordine nel 17:',:;. governatore 
della cittadèlla di 'l'orino, ove morì ili 84 anni il 24 gennaio 1747. 

2 Giuseppe Maria d'Alinges marchese di Coudray ecc. capitano della l compagnia 
delle guardie del corpo. 

(3) Il cavaliere Giuseppe di Marestede Lucey era cornetta della L" compagnia delle miai dir 
del corpo nel L696 e l'anno successivo luogotenente della medesima, canea che poi nel 1704 
era tenuta dal contede la Roche d'Allery, l'eroico difeusore «li Verrua e della cittadella 
.li Torino 11 cav. di Lucey fu inviato a Monsieut; padre .1. -ila duchessa, per annunciargli 
la nascita del Principe di Piemonte Vittorio Amedeo, avvenuta il 6 maggio 1699 (Manno 
Pietro Micco ed il Conte della Margarita nella Misceli, di st- ir. tomo XXI. p. 839). bo- 
imnten. lente della casa della Duchessa Reale l'accorap ignò nel \ iaggio e soggiorno a Genova 
durante l'assedio (Li ISA Saredo, op. rii., p. •-".ni. Nel 1712 perla mone , lei nipote di venne 
marciasse di Lucey; governatore di Chambérj nel 1720, mori a «Torino nel 1722 (Foeas, 
litnorial et Nobit r ' de Savoie, voi. HI, pag. 368. 

1 Lo fu ma più tardi, al 24 sette. ulne 1713. Inviato straordinario in Francia ed in 
Inghilterra cornette bianche della nobiltà di Savoia, ivi comandante generale, Aio e 
Governatore dei Principi Reali. Gran Mastro della Casa in secondo nel 1722, morì nel suo 
castello di Coudray il li marzo 1736. 
Sì 



— 336 

XXXV. 
(Da Torino, 28 febbraio 1707 ; a suo padre). 

« i/7""' Sigf mio Padron e Padre Coli" 1 " 

Comunicai avantbieri alli Sg ri Marchese <• Cavagliere Tannati) il disegno 
che havevo «li rittirarmi dal servitio, e non essendomi statto fatto alcun mot- 
tivo che S. A. E. potesse ciò prender in mala parte hieri pregai il ì3ig r Conte 
di Monastarolo di volerne parlare alla detta E. A. il che seguì con molta mia 
sodisfattione mentre rispose saper egli benissimo che la mia sanità non era 
delle migliori, e che havendo io sempre servitto con esattezza havrebbe havutto 
a Caro di trovar in avenire occasione di potermi far piacere. Io mi contento 
di questo e non faccio conto d'andargli a far riverenza mentre potrebbe esser 
differente il quarto d'hora. Ho poi compito con il Sig r Conte prelà (2) et altri 
ufficiali del Eegimento da quali ho havutto il piacere di ricever complimenti 
di grande benevolenza e rincrescimento che da essi m'allontanassi il che alcuni 
mi hanuo testiniouiatto sin con le lagrime. Ho ancora compito con la Sig ra Mar- 
chesa di Sommariva (3) et altri parenti de quali grande e statta la maraviglia 
d'un tal cambiamento. 

di V. 8. Ill ma 

Jltiiii'"" et oh servitore e figlio 

Carlo Giacinto Rovkro ». 
Torino, 17 marzo 1707 



XXXVI. 
(Da Torino, 17 marzo 1707 ; a suo padre). 
« HI'"" Big? mio Padron e Padre Coli™ 

Questi giorni passati (4) e seguito un Trattatto di gran conseguenza tra 
gl'Imperiali et i Francesi, in seguito al quale quest'ultimi abandonano intiera- 
mente l'Italia, cioè a dire la Lombardia rimettendo a Tedeschi il Castello di 



(1) Suoi /.ii materni, ili cui alla lettera IV. 

(2) Il colonnello dei dragoni Genevois di cui si è parlalo a pag. 294 noia (1) e altrove, e 
si dirà nell'appendice I, / Dragoni ili Genevois. 

(3) Era la sua zia Paola Beatrice Roero di Guarene, vedova di Carlo Giuseppe Vittorio 
Carron, marchese di S. Tommaso e di Sommariva di Perno, ecc., cav. dell'Ordine, ministro 
e primo Segretario di Stato, morto il 17 dicembre 1699. Essa fa dama della Regina cheac- 
compagnò in Sicilia e morì a Torino il 27 novembre 1721. Portava il titolo di marchesa ili 
Sommariva anche mentre il marito usava quello di Buttigliela, come risulta da molte carte 
di famiglia conservate nell'archivio «li Guarene. Marchesa di S. Tommaso continuava a 
dirsi la suocera, Francesca de Mareste de Lucer, sorella del cav. Giuseppe e vedova di 
Guglielmo Francesco, la quale visse sino al 7 ottobre 17(»7. raggiunti i 90 anni: Io fu 
poscia la moglie del suo nipote Giuseppe Gaetano, Vittoria Sai uzzo di Valgrana. Però la 
marchesa di S. Tommaso ch'era nel giugno ad Alba presso il vescovo, doveva essere evi- 
dentemente la sorella, ossia questa marchesa di Sommariva. 

(4) Il 13 marzo venne firmato a Milano dai plenipotenziari e ratificato dal Principe 
Eugenio, il l*i dal Duca di Savoia. 



— 337 — 



Milano. Ore oa, Valenza e Mantova e Finale, mediante il sicuro transito che 

luor si permette per ritirarsi in Francia, e per tal effetto sono qui gionti il Big 1 
General 'l'ami, ri un Maggior Generale «li Francia per regolare le inarchie e le 
tappe, mentre prenderanno lutti la strada di Snsa; Nel istesso tempo si tratta 
fortemente il cambio de prigionieri I . 

di r. 8. Iti 

lllllll il ali s, irilm e fi<flÌO 

C \ki." Giacinto Ro> bb< > . 
Toi ni" a 17 marzo 1707 



XXXVII. 

(Da Torino, 24 marzo 1707; a suo padre). 

« /// Sii/ 1 mio Padron e Padre Culi'"" 

Mia Sig™ Madre ... 

dimani deve andare alla Capella che tiene S. A. E. all'occasione della 
processione solita a farsi il giorno dell'annuntiatta e del Tedenm che si deve 
cantare per L'intiera tiscitta de Francesi dalla Lombardia. 

La Guarnigione del Castello di Milano, e di Valenza arrivano dimani a Ver- 
celli et il Mar. di Castagnole (2) e partitto hoggi pei- andargli incontro, e 
servir d'ostaggio per la sicurezza della marchia ne statti di S. A. 1,'.. et il 
Marchese di Tornon va per L'istesso effetto a Salicetto per incontrare la (hmr- 
oigione di Finale. Quelle di Mantova e Cremona solo il ventuno si metteranno 
in marcia e solo alli 29 giongeranno ad Avegliana. 

Si crede per cerio che la nostra Campagna sarà di cercare di penetrar in 
Francia per questo si cercano quantittà «li Malli ne stati sin al numero di 1 mila 
e si crede che li Genovesi ne daranno altrettanti. Per l'istess'effetto si fanno 
magazeni a Demont e si crede che una parte dell'Esercito potrà [lassare da 
quella parte. 

di V. 8. ili 

Unni ed (tir-' servitor e figlio 

Carlo i li mimo Bovi ri i . 
Torino a 24 marzo 1707 

XXXVIII. 
(Da Torino, 8 aprile 1707; a suo padre). 

« ///"" 8ig r min l'nilrnii i' Padre Colf" 



La settimana passatta sono statto ad accompagnar mia sorella a Vercelli (3) 
e nel ritorno ini sono arrestatto in Livorno per metter online alla Compagnia 

(li Di questo si tratterà nell'appendice II. 

(2) Girolamo Falletti, di cui a pag. 301, nota (1). 

(3) Sposata al conte Salomone di Seriavalle, vercellese: vedasi lettera 1. 
53 

43 Mise. - II. 



— 338 



mentre sin al principio di questa Quaresima 8. A. E. mi fece dire che non 
havendo ancor intentione di nominar altro Capitano, gl'havrei fatto piacere di 
havervi l'ochio acciò fosse in istato di servitio nell'entrar in Campagna, e credo 
che ciò mi obligherà a far ancor un giro al Quartiere la ventura settimana (1). 



Monsignore (2) mi ha significalo le non ordinarie bontà di V. S. Ill? na per 
le quali mi trovo intieramente incapace di poterla ringratiare ma spero che le 
mie attioni saranno sempre così conformi a suoi riveritissimi voleri che non 
liavrà occasione di pentirsi d'haverne usato con me così generosamente. Per 
altro tal soccorso mi riesce totalmente opportuno mentre non dovendo io far 
Campagna non ini vogliono più dar il Quartiere d'inverno e mi bisogna render 
quella parte che già ne havevo ricevutto. Non credo però questo tempo oppor- 
tuno a lamentarmi, così mi converrà prender patientia et uscire dall'impegno 
con honore. Mando qui annesse varie gasette e baciandogli liuniilmente le mani 
mi dico con ogni rispetto 

di V. S. Ili""' 

llum""' et Ob'" servitore e figlio 

Carlo Giacinto Rovero ». 
Torino agli 8 aprile 1707 



(1) Carlo Giacinto si dimise dal servizio il 27 marzo, ma solo al 5 maggio il eav. di 
S. Martino capitano lenente nei dragoni di (ienevois vi fu assentato in qualità di rapitami 
effettivo, vacante « per essersi il ('onte di Guarene ritiralo dal servitio con nostra permis- 
sione» (Ardi, di Stato, sez. 4'. 'Regi Viglietti ecc. 17117). Però neppur allora, terminarono 
le occupazioni dategli dalla sua compagnia ed al 18 giugno egli scriveva ancora al padre: 
« Hieri finalmente gionse il mio marechal di logis eh era ammaliato in Asti, cos'i dimani 
travaglieremo a finir i conti di maniera che spero di poter partire, martedì ». 

(2) Giuseppe Koero, vescovo d'Alba, spesso mediatore tra il fratello ed il nipote. 



54 



339 



APPENDICE I. 

IL REGGIMENTO DRAGONI GENEVOIS 



Con Regio Viglietto ossia lettere Patenti sci aovembre K>s!», presen- 
tate all'Ufficio generale del soldo il 28 febbraio L690, il vassallo Luigi 
Deschanaps, marchese di Ohaumont, Consigliere di Stato e cav. del Se- 
nato nostro di Savoia già capitano nel reggimento di Dragoni e 

Cornetta della Gendarmeria vien nominato colonnello del reggimento 
Dragoni Genevois che presentemente mettiamo su piede » (1). 

Per capitolazione «lei 7 di ottobre precedente, il marchese di Ohau- 
mont aveva ricevuto l'incarico di t'orinare questo reggimento che prese 
il nome e lo stemma del ducato del Geuevese. E nella sua capitale, 
Auiiecy, il nuovo colonnello fece la propria compagnia; il luogote- 
nente colonnello, conte di Montbrison, formò la sua pure in Savoia. 

Il reggimento sul piede d'otto compagnie di cinquanta uomini doveva 
essere in assetto completo dentro tre mesi dalla capitolazione (2). Poco 
più tardi, cioè al 2 marzo, esso venne presentato dal colonnello e passato 
in rivista a Vercelli (3). 

Dopo varie vicende la forza ne venne aumentata in seguito al 
il. Viglietto 30 aprile L701 col quale Vittorio Amedeo comunicava all'Uf- 
ficio generale del soldo d'aver « determinato di stabilire i Reg" de 
dragoni del Geuevese e di Piemonte (4) sul piede di 480 soldati, com- 
presi .; brigadieri per ognuna delle 8 compagnie che compongono cia- 
scheduno dei suddetti due corpi. E convenendo a questo effetto di 
accrescerle di soldati .'50, compreso un brigadiere; abbiamo (latto ordine, 
che si facciano pagare per ogni Compagnia la somma di L. :'>.">H>; oltre 
il cavallo, fucile e pistole, che faremo loro somministrare. Il che mediante 



(1) Begi Viglietti ere 1689. Luigi Deschamps fu investito di Chaumonl presso Carouge 
col marchesato nel L680 (Manno, Patriziato subalpino, pag. 194). 

(2) Salcces, Histoire militair'e <hi Piémont, tomo I, pag. 330; vi si legge che il mar- 
chese ili Chaumont ricevette 96 mila lire per questa levata. 

(3) Ardi, di Sialo, sez. i\ Bollo reggimento tlrtujnni 8. A.. /.'. verdi ili GenevotB. 

(4) I Dragoni di Piemonte, «tetti anche dragoni gialli, furono istituiti il 1 luglio 1690; 
divennero poi Cavalleggeri di Piemonti' ed ebbero il :'■ gennaio L832 la denominazione di 
Nizza Cavalleria. 



— 340 — 



dovranno i Capitani far la recinte de loro rispettivi soldati et intiera- 
mente equiparli si e come sono eqùipati gli altri soldati de sudetti 
Regimenti » (1). 

ColPordinanza del 21 dicembre 1703 le compagnie furono portate a 
dieci di 70 nomini cadmia (2). ed eran quelle di cui si videro i nomi in 
occasione del danaro distribuito ad alcuni dei loro dragoni prigionieri 
di guerra in Milano nell'agosto del 1704 (3). 

Ecco ora la composizione del reggimento in principio del 1700; 
qualcosa se n'è detto qua e là dove sembrava opportuno, ma panni die 
a costo di qualche ripetizione sia bene darne qui lo stato completo. 

Il colonnello, conte di Prelà (4), era prigioniero di guerra dalla resa 
di Vercelli, e solo al 9 novembre 1706 egli risulta a Torino; stava però 
sotto processo come si disse e non riprese il comando del reggimento 
dal quale rimase sempre assente (5). Lo comandava in sua vece il luo- 
gotenente colonnello, conte Alessandro Saluzzo di Monterosso (0). 

dia conosciamo il maggiore cav. o conte Bartolomeo S. Martino di 
S. Martino (7); l'aiutante maggiore « M r Bodesquier », il cappellano 
« Bev. Padre Hauti dei Minimi » ed il chirurgo maggiore « signor lo- 
rondi ,■> che trovammo a Garessio. Il Garzoni maggiore » era vacante 
per essere « M r Orutto » stato fatto luogotenente. 

Della compagnia colonnella era capitano tenente il cav. « Carlo Felice 
di San Front » (8), altro luogotenente V. Orutto », cornetta i M r Cor- 
derò ». 

La luogotenenza colonnella aveva « M r Bachoux > per luogotenente, 
« M 1 ' de Cevry » cornetta. 

Della Maggiora era luogotenente il « Baron di Boglio » ossia Cesare 
Grimaldi, già paggio indi cornetta in questo reggimento al 3 gen- 
naio 1703 (9); cornetta il « signor Gret ». 

La compagnia « di Sales » o « Deschales » aveva a capitano il ca- 
valier Giacomo Millet de Chales, già cornetta colonnella alla formazione 
del reggimento, ove fu poi maggiore nel 1707 e luogotenente colonnello 
nel 1711. Era suo luogotenente il « cav. di 8. Martino », cornetta 
« M' Brondel ». 



(1) Ardi, (li Stato, sez. 1'. Materie militari, n. 5, 1700 in 1733. Copia di diversi Reggi 
Biglietti per l'aumento di truppe, mazzo primo d'addizione. — Officio generale del soldo. 

i-i Saluces. loc. c/7., pag. 326, confermato dagli Assenti e dal ruolo del reggimento. 

(3 Nota (2) alla pag. L'ir.. 

(4) Paolo Domenico, figlio secondogenito di Giovanni Gerolamo Doria, marchese di 
Ciriè, cav. dell'Annunziata, e di Claudia Scaglia di Verrua, nato il 29 giugno 1658. Fu 
nominato colonnello il 4 febbraio 1691, essendo Gentiluomo di camera e Scudiero di S. A. 1!.. 
cornetta di-Ila compagnia archibugieri guardie della Principessa Ludovica di Savoia, inviato 

presso varie coiti | Regi Viglietti ecc. 1691, parte 1», t'ol. 327). Nel 1704) fu ]ini -cuciale di 

battaglia di cavalleria e dragoni, nel 1711 governatole di Mortala e L ellina, nel 1718 

luogotenente generale e governatore della città e del contado di Nizza. .Mori a Torino 

il 15 dicembre 1 731. 

.".i Ruoli dei reggimento, luogo citato. 

li Nota 1) alla pag. 306. 
(7) Nota (1) alla pag. 313. 

'8) Dei Negri; morì capitano in principio del 1723. 
(9) Regi Viglietti ecc. 

56 



— .'ili 



Seguirà quella del marchese «li Griuiottières ch'era il vassallo 
Francesco de Lornay de Menthon de Grhuottières ; egli succedette poi 
come maggiore e luogotenente colonnello al cav. de Chales e fu pifi 
tardi governatore della cittadella di Torino. IVI' Dechiel erasuo luo- 
gotenente, M «le la Balilla cornetta. 

La compagnia «lei cav. Carlino (1) aveva il signor Pioppis a 
luogotenente, il conte di Oarpenè cornetta. Mj ('rutto era luo- 
gotenente in lineila del cav. Filippi fi.) e M 1 ('rutto, tiglio cornetta. 

Il capitano Conte di Kivarolo , Carlo Amedeo S. Martino d'Agi iè, 
aveva per luogotenente il cav. di Bonella , M r Coppa cornetta. 

Alla » Quarene » era luogotenente ancora al L3 maggio 17u."> il 
« cavaliere Faussone , sostituito da M de Vidone come s'è visto, il 
(piale compare al L9 novembre di quell'anno (3); cornetta il signor 
Pioppis », già nominato. 

La Sciolze », essendo il cav. di Sciolze stato ucciso il 17 giugno 
170.") (4), era divenuta la . Broglio dal suo nuovo capitano Marchese 
di li reni io (5); n'era luogotenente il « conte Olgiati », cornetta il Mar- 
chese di Berset » ossia Berzetti di Buronzo. 

Ogni compagnia aveva inoltre un maresciallo d'alloggio, quattro 
brigadieri la colonnella, tre per lo più le altre, e ciascuna un tamburo. 

Alla formazione del reggimento il giustacorpo o vestito, come allora 
si diceva, era. di panno verde coi paramani rossi, il mantello verde, cai 
zoui e calze rosse (6). Ma all'epoca di cui trattiamo i tre reggimenti di 
dragoni portavan tutti l'abito di panno rosso distinguendosi nelle mostre. 
azzurre per quelli di S. A. K., gialle per quelli di Piemonte e verdi pei 
Genevois. Di questo colore essi avevano le fodere ed i paramani, la vesta 



(1) Carlo, detto il cav. fallino, eia figlio dd Duca Culo Emanuele 11 'dio l'avrebbe 
avuto dalla Gabriella ili Mesmes ili Marolles, contessa delle Lanze, come il noto Francesco 
Agostino conti- ili Sale, secondo il cliiar mo avv. Roudolino {vita Torinese durante l'assedio, 
nelle Campagne ili Guerra in Piemonte /<"■; 1708), Tonno 1907, voi. VII, pag. l~>. Già il 
Ci orario udì' ultima sua Genealogie de l<< Maison Eoi/ale de Savoie, trois m "IH., Lyoii 
Per ri n, dava questa maternità colla riserva d'un punto interrogativo. Ma il Litta (Famiglie 

celebri ital. ne voi. V. tav. XVII] no scriveva : «... Forse la bassa condizione della madre 

elio si chiamava la Piatta uipote di un mercante di Torino avrà fattosi die non saia mai 
stato riconosciuto né palesemente favorito... La (due dal 1686 gli pagava un assegnamento 
per tenerlo mi collegio de' nobili di Savoia...». Intatti egli capitano tenente della Colon- 
nella vicevette una delle due compagnie d'aumentazione il 14 dicembre 1703 {Begì Viglietli 
aesenti), fa aiutante del castello di Nizza nel 1723, governatore di Sassari, poi comandante 
di Finendo nel 1740 mentre Francesco Agostino luogotenente delle guardie del corpo, come 
si disse, tu conte dì Yinovo. gentiluomo di carnei a, generale di battaglia, tenente di ma- 
resciallo, governatore d'Aosta, poi di Savoia nel 1721, troncando il suo maggiore avvenire 
colle malversazioni ivi compiute. Quindi sino a prova contraria io ritengo giusta la ver- 
sione del Lina, sebbene uè ignori la fonte. 
2 Nota 1) alla pag. 308. 

(3) Pietro Raimondo S 1 Ange de Vidone; assentato conio soldato nei gentiluomini 
arcieri guardie del corpo il 4 gennaio 1703 uon fé' poi rapida camera poiché solo al li; 

aprile 1721. fu nominato capitano tenente ed al SI tei, Inaio 1723 capitano effettivo in luogo 
ilei cav. di S. Front, morto. 

(4) Nota :: alla pag. 295. 

ir, Credo t'osse Giuseppe Roberto Solaio, che fu poi grande scudiere e cav. dell'Annun- 
ziata il 19 marzo 1737 ; morto a Torino il 15 marzo 1764 Cignasanti, Serie cronologica ecc.). 

pi |n l; , ,,s, Raccolta... delle leggi... emanate... dai Sowani della Beai Casa ili Savoia... 
Torino 1863-1864, tom. XXVI. voi. XXVIII, pag. 106. 
57 



— 342 — 



o camisetta, ossia il panciotto, ed a quanto pare le calze, cioè i calzoni. 
Le calze, dette allora calzetti, eran bianche e venivano ricoperte dalle 
bottine, ossia gambali od uose di cuoio affibbiate con ginocchiera, allacciate 
alle scarpe con speroni. Il cappello era di feltro nero; rosso il mantello 
foderato di verde. Il dragone aveva inoltre camicia, cravatta e guanti, 
cordoni verdi pell'abito , per la sciabola e per la fiaschetta. Era poi 
armato di sciabola col ceuturone; del fucile colla sua borsa, baionetta e 
bandoliera detta pure rangona (1) che lo reggeva; d'una pistola e della 
fiaschetta per la polvere. 

L'equipaggio del cavallo comprendeva la sella colla fonda, la gual- 
drappa ed il cappelletto della fonda di panno, imitazione vitello rosso, 
ricamato; la briglia, la brusca e la striglia (2). 



(1) Parola che ho trovata solo nelle note di corredo conservate negli Archivi di Stato 
ed in lineilo di Guarene ove molte ve ne sono, parte in italiano, parte in francese. Queste 
non hanno la voce rangona, né altra che vi somigli: vi si nomina invece la bandolière, 
di cui ricorrono pure esempi in italiano, ma mai insieme alla rangona. Un « Conto con 
l'hebreo » poi ci fa sapere che il centurone e la bandogliera costavano lire 5: la ran- 
gona ed il centurone pure lire 5. Non sarà quindi temerario il ritenere che rangona e ban- 
doliera t'ossero la stessa, cosa e. cioè la t'ascia a tracolla che portava la giberna e reggeva 
insieme il furile. 

(2) Trascrivo da un foglio dell'archivio di Guarene intestato: « Etat polir un dragon 
d'augtnentaiion du regiment Genevoie: 

5 ras '/., drap rouge [altrove detto Tournon] . . a ss. 57 L. 15.13.6 
11 ras Keveche verte pour doubleure . . . . a ss. 13 » 7. 3 
a / 3 de ras drap de Tornon vert poni parements a L. 4.5 » 2. ld.s 

2 douzaines '/* Bottone destein cristalin ... a ss. 11 » 1. 7. n 

3 ras '/« Rattine etroite pour culottes ... a ss. 30 » 4.17.6 

4 ras toile pour doubleure a SS. 7 ». 1. 8 

Pour la Veste 

5 ras I'iei relatte verte a ss. 19 » 4.15 

."> ras milaine pour doubleure a ss. 9 » 2. ."> 

2 douzaines '/., Petite bottone detein .... a ss. 5 •• (i. 12.6 
1 l'aire bas S. Marso — — » 3. 5 

1 Chapeau » 3. 

L. 47. 3. S 
Pour un ma n Iran 
9 ras Tournon rouge . . . . . . . a Li 4.."> L. 38. 5 

3 ras Reveehe pour parements a ss. 13 » 1.19 

L. 4d. 4 
Pour l'onsse 

1 ras drap facon de veau rouge a L. 3.10 L. 3.10 

2 ras toile pour doubleure » 0.14 

L. 4. 4 

L. 91.16.8» 

totale complessivo, compresovi 1(1 soldi •< per aggiunta al capello» come rilevasi da altra 
nota analoga. 

Da una terza abbiamo: 

« Guarnitura e fatura 
Cordone di limito p. giustacorpo e sabro 1.. 2.10 

t'attira vestito e mantello » 3 

Camize e Oravate e scarpe » 7. 1.5 

un paia guanti » 1 

fatura ei Broderia ousa » 2. 1.0 

58 



— 343 — 



Xmi panni ipii fuori luogo il dare lo stato della compagnia Guarene 
compilato e scritto da Carlo Giacinto di suo pugno per la mostra d'ispe 
zione ch'ebbe luogo a Trino il 29 uovembre 17<iii. Questo documento 
servirà a fornire un'idea concreta di ciò «'he era una compagnia «li 
dragoni al tempo della campagna ed al finire «li questa. 

Mostra d'ispezione, novembre 1706. 
•• Statto delia Compagnia nell'useir in Campagna. 

Dragoni a cavallo nel arrivar a Grugliasco n" i2 

A piedi al Campo » i 

A piedi in Torino » 8 

Absenti a casa compreso Monomio mollo in quel tempo . . » 7 

A Torino in prigione Rivalta » 1 

La rigeur (1). riformatto » 1 

Totali-. . n° (il) 

('a\alli di rcchiiia havutii pendente l'inverno u° 26. 

( 'a\ alli havutti in Campagna n" !». 

Dragoni «li reclntta fatti in Campagna e ritornata di prigione n" L8. 

Vareiso 

La piena I 

„, . ritornarti «li prigione (2) 

lumi l ' ■ v ' 

( 'olii 

Ramboschi li 20 Maggio (3) 

.Martini li 20 Magio 
Balbo li 8 Giugno 
Gelsomino li <S Giugno 
La Forgia li 24 Agosto 
Martini li 1»> ottobre 
La Fort essa li L'I detto 
Basso li 21 detto 
Plamand li 21 detto 
La liberto li 25 ottobre 
La Tormenta li 25 detto 



Equipaggio del cavallo 

Sella guarnita con fonda e botta 1>- -7 

Morso con bosette [rosette] » 5 

Staffe ■■ 1. r> 

Salirò e editinone » 8 

bandogliera . •> :; 

bottiue » 5. 10 

baionetta » 1 

striglia e brossa » 2. 5 

poire a poder e cordone » 1. lo 

(li La Rigueur, nome «li guerra, come quasi lutti. 

(2) In altro documento analogo leggesi « Evasi o ritirati ili prigione ». Varesio ad Alo 
sandiia. La Pierre e Cuneo a Pavia : ciò ila a veliere ch'erano prigionieri (li -iieria. 

(3) Sono i nomi dei 14 dragoni ili recluta, i quali coi quattro precedenti formano 
dieiotto prima enunciati. 

59 



— 344 



Keller li 21 (letto 

Giordana li 14 novembre 

More! li 1!» novembre 

Dragoni da armar e vestire n e 13 

[Seguono i nomi che sono i precedenti meno In Forgia}. 
Dragoni desertatti a cavallo n" <> 
S. Michele da Cuneo li 9 Luglio 
S. Gian da Torino li !» Giugno 
Camandona da Torino li 14 Giugno 
Castagnole «lai Campo «le Sabioni li 28 Maggio 
Allemand da Torino li 13 Giugno 
Bell'hnmeur da Torino pendente l'assedio 
I (esci tatti a piedi n" 1 
Fea dal Campo del Sabione li 29 Maggio 
Dragoni morti all'occasione n" 2 (1) 
Mosso a Torino in un partitto a Cavallo 
Pranceur a piedi alla Cittadella 

Dragoni morii di Malattia o uccisi non al occasione n° li 
Battista a Cherasco li 
Martini a Polonghera li <i Agosto 
Cavalli morti all'occasione n° 3 
Di Mosso a Torino 
Di S. Michele a Torino 
Di Marensia a Alessandria li 21» ottobre 
Cavalli morti di .Malattia n" 15 
Sinsan li 13 Luglio (2) 
l'assapertut li 6 Agosto 
Vial a Civasso 

La Disfida li 13 Luglio a Beinasco 
Veneria li LO Agosto alla Motta 
Cambiagli li 15 Luglio 
La Rosa li 5 novembre a Pavia 
Ans li 12 ottobre a Pavia 
S l Amnr li 8 Giugno ai Sabioni 
Lafleur a Crescentin 
Paveiso a Civasso 
Cortlé li 5 Maggio a Caramagna 
La Forgia li 6 Giugno ai Sabioni (3) 
Altro li 28 Giugno 

Altro li 7 novembre sulla strada di Trino 
Cavalli di Riforma n" 2 
Passeran e CI i ieri 
Fncilli perdutti all'occasione n° 3 
Mosso ucciso a Torino come sopra 



(1) Vuol dire uccisi in combattimento- 

(2) I nomi una sono dei cavalli ma ilei dragoni che li tenevano in consegna. 

(3) Questo l.« Fonti», dato come di recinta al 24 agosto ed il sole che non t'osse da 
vestile, taceva probabilmente mia rafferma. 

(id 



:;4.") — 



Crescenti)] a Carmagnola il giorno della Tempesta i 

Martini ucciso da Paesani come dal Processo fatto dal Sig' Avvoccatto Serra 

Pistolle perse all'occasione n i 

Musso a Torino. Sasso, Crescentin e Versolo il giorno della Tempesta ili 
( iarmagnola 

Equipaggi perdutti all'occasione 

Coltlero un vestitto abruciatto in Torino 

De Paci altro vestito come sopra 

Martini ucciso a Polonghera e presogli da Paesani la Rangona, il Saber, 
Calze, Scarpe e Camisia 

Musso ucciso come sopra in distaccamento perso vestiti», Mantello. Salici-. 
Centnrone, Rangona, Striglia, Brustia, Fornimento, Baionetta ei Phabitto 
minutto. 

stiiiin della Compagnia li 2.9 novembre. 

Dragoni a Cavallo compreso quattro comandatti, ei un in Salvaguardia n" 25 

A piedi presenti » 22 

A Bard - 1 

Absenti in tutto » 15 

Totale ...» <>3 »> 



I dragoni di Genevois vennero pur «letti dragoni verdi dal colore 
del primitivo uniforme, poscia delle móstre, ed a questa denominazione 
alludeva l'impresa del loro stendardo: mi albero fogliato sul quale ca- 
dono due fulmini, col motto: • Viridesque manebunt (2). 

In fine dell'anno 1743 il Duca di Savoia, poi Re Vittorio Amedeo UT, 
fu tatto colonnello del reggimento die ebbe quindi nome di Dragoni 
di s. A. K. e semplicemente Dragoni d'Altezza. Così fu detto ancora 
quando il Duca di Savoia aveva cessato di esserne il colonnello, ciò ebe 
a-venne nel I7.">7 succedendogli il «■onte della Trinità. 

Salito al trono Vittorio Amedeo III, il reggimento non potendo 
conservare quel nome ih"' chiamarsi Dragoni del Re, che già esisteva (3), 
fu denominato Oavalleggeri «lei Re nel 1774. 



1 Non si parla altrove ch'io sappia di questa «tempesta ». elicsi direbbe coincidesse 
cmi un tatto d'armi poiché le perdite allora toccate vendono qualificate come avvenute 
all'occasione. Da Carmagnola Carlo Giacinto scrisse il -l unirmi partendo la .-era stessa; 
ai in d'agosto eia poi di nuovo presso Carmagnola, al campo della Motia, ma questo luogo 
si designava cosi senza nominar Carmagnola ed anche nel documento che trascriviamo 
dicesi « la Molla ■■ senz'altro. Quindi mi par i>iii probabile la « tempesta » si riferisca al 
soggiorno in Carmagnola cessato la nulle del l'I giugno ed assai breve poiché hai \ i ancora 
lettera del li; dai Sabbioni. 

(2) Giuseppe Ottavio, Idvre dee Etendards di- cavallerie, <i dragone au Service de 
s. M. Charles Emanuel, Hai de Sardaigne, 1745. Biblioteca di S. M. in 'l'orino. 

(3) Era questo il reggimento creato nel 1683 col nome di « dragoni di S. A. R. •■. detti 
pure « dragons bleus ». Non sussist,. che prendesse quel nome dall'essersi il Duca loro 
rivolto alla battaglia di 'l'orino coll'appello : .1 moi wes ilnt<i<>us. L'episodio sarà accaduto 
realmente e non ne vorrei sfrondare la gloria del reggimento che pure non ne difetta, ma 
e certo ch'esBO si chiamava rosi sullo scorcio del secolo wn comi- lo provano vari docu- 
Gl 

44 Mise. — II. 



- 340 



All'abdicazione di darlo Emanuele, IV, il 9 dicembre 1798, le truppe 
piemontesi vennero incorporate in (incile francesi ed i Oavalleggeri del 
Re con due squadroni di Savoia cavali" ria t'ormarono il secondo redi- 
mento Dragoni piemontesi, il quale si distinse nella campagna del 1799(1). 

Alla Ristorazione, fu ricostituito con» gli altri il reggimento Caval- 
leggieri del Re. Ma in seguito ai tristi avvenimenti del '_'l esso venne 
sciolto, insieme a quelli dei Dragoni del Re e dei Dragoni della Regina, 
per decreto del cavaliere Tliaon di Revel conte di Pralungo, luogote- 
nente di S. M., in data 1° agosto dell'anno stesso ('_'). Ivi dopo l'articolo 1" 
che pronuncia lo scioglimento , l'articolo 2° statuisce clic Un nuovo 
reggimento di dragoni sarà formato, il quale porterà il ninne di Dragoni 
del Genevese ». Segue l'articolo 3° il quale così prescrive l'uniforme 
del nuovo reggimento: <•- Abito di panno turchino — Colletto bianco — 
Mostre [paramani) idem. — Soppanno (fodera) di color giallo. — Il ri- 
manente del vestiario, compreso il casco, sarà lo stesso già rissato pei 
Dragoni ». 

Il nuovo corpo ricordava quindi i tre soppressi: i Dragoni del He 
nel turchino dell'abito; quelli della Regina nella inostreggiatura ; in 
proporzione assai maggiore i Oavalleggieri del Re col loro primitivo 
nome di Dragoni del Genevese che venivano così richiamati invita (3). 

Alla scelta di questa denominazione non saia rimasto estraneo 
l'essere allora salito al trono il Re Carlo Felice, yià duca del Genevese. 
Ma la cosa non muta, che anzi se il nome venne prescelto in onore a 
quel ducato non si te' che riuuovare l'istituzione dell'antico reggimento 
dei Dragoni di Geuevois. 

Come si sa, il 3 gennaio 1832 ai Dragoni del Genevese fu mutato il 
nome in quello di Genova cavalleria. Pare quindi indubbio che il bril- 
lante Reggimento di cantili ria Genova sia il legittimo discendente degli 
antichi Dragoni di Genevois, del quale stemma esso ancora si fregia, 



inculi eitati in questo lavoro. Divenuto il Duca re ili Sicilia qaestp reggimento l'irsi- il 
nome di Dragoni del Re, che illustrò coronandone la t'ama alla giornata del Buchette) 
(21 aprile 1796), ove due suoi squadroni arrestando la cavalleria francese meritarono al 
reggimento due medaglie d'oro al valore, convertite poi in quella che decora lo sten 
dardo ile] reggimento di cavalleria Genova, il quale si onora d'essere considerato succes- 
sore ed erede' delle tradizioni dei Dragoni del Re. (Cfr. il seguito ili questa appendice). 

(1) Saluces, Histoire militane du Piémont, I, pag. 331. 

(2) Arcli. di Stato, sez. 4 a ; volume: Regolamenti militali 1814 ni 1830, parte 1»; 1821, 
voi. 11, foglio 331. 

(3) Dall'« Istruzione ;»■/ Rassegnato™ straordinario incaricato dell' adempimento delle 
Regie determinazioni...» ecc. (luogo eit. , fol. 331) si apprende ch'egli doveva ripartire gli 

uomini (lei corpi soppressi e (lei depositi secondo l'attitudine Tisica fra tutti i reggimenti 
ili cavalleria scegliendo gli « Uomini atti al servizio ili dragoni per pollare a numero il 
nuovo Corpo ». 



- 347 - 



APPENDICE II. 

IL CONTE D'ALES E LO SCAMBIO DEI PRIGIONIERI 



1. — IL CONTE D'ALES. 

« Il conte d'Ales, prigioniero e ferito , scrisse Carlo Giacinto Boero 
«li Gnarene, come vedemmo ili: così pure il duca Vittorio Amedeo in 
lettera LO Luglio al Principe Eugenio (2); « le comte d'Alais capitaine 
des gardes du corp eui un coup de fusi! au traverà du corps la Rela- 
tion da siège (3). Ma con minor laconismo la sua guida, il Tarizzo, aveva 
stampato: - il Conte d'Alice di S. Giorgio, capitano indie Guardie, tra- 
passato da un colpo di fucile (4). Lo seguì l'Ottieri, male aggiungendo 
che « fu ammazzato da palla di moschetto nel petto (5). Ed all'Ottieri 
tenne dietro il Botta scrivendo: « il conte di 8. Giorgio capitano delle 
guardie morto (6). Forse il celebre storico, nato come si sa a 8. Giorgio 
Ganavese, vi avrà appreso che un di quei signori ebbe troncata la vita 
dalla battaglia di Saluzzo. Anche il diligentissimo padre Boccard nella 
genealogia dei marchesi di S. Giorgio all'articolo del conte d'Ales ag- 
giunse ch'era stato ucciso in quello scontro ili. Ma egli sopravvisse, 
rimanendo prigioniero come dicono le lettere citate e risulta dalla già 
menzionata convenzione per lo scambio dei prigionieri del 23 marzo 1 707. 
l'ero il suo nome non compare più tardi come dovrebbe fra le grandi 
cariche ed i cavalieri dell'Annunziata, la qual circostanza, colle voci 



(1) P;if;. 319. 

(2) Lettera del lu luglio 1706 da Bibiana, Campagne del Principe Eugenio, voi. Vili, 
pag. 471 e Journal historique du siège, pag. 259, ove il conte d'Ales è divenuto ■■ le comte 
d'.\l\ ». E inni è la .-<>Im storpiatura che ri si trova. 

:: /.. ... pag. 135. 
li Op. cit., pag. 52. 

(5) Op. cit., tomo IV. pag. i': J .'_'. 

6 Storia d'Italia ecc., Parigi, Baudry, L832, tomo VII. pag. 341. 

(7) La min recompensée. Hixtoire généalogique et chronologiaut di la Royale Maison 
,/<■ Savoye, des Chevaliers et Officiers de l'ordre, uè l'Annonciade, des Grande Chanceliers, 
Mai irh, nix... ecc. ecc., par le P. Michel-Ange Boccard, Religieus minime, ;'* Turin Pan 
«DO \x.\\: manoscritto della Biblioteca ili S. M. in Torino, pag. 136. 

<;3 



— 348 — 



registrate della sua morte, fa dubitare ch'egli soccombesse presto alle 
conseguenze della grave ferita. 

Il caso sventurato, l'alto grado, la uascita illustre del personaggio 
fermano l'attenzione ed invogliano a conoscere la sua sorte. Ma uull'altro 
che quelle notizie monche e contradditorie se ne trova negli autori; 
conveniva quindi ricorrere alle fonti ed ecco brevemente il risultato di 
queste ricerche. 

Carlo Alberto (1) ili Biandrate Aldobrandino, dei conti e marchesi 
di S.jGiorgio e di Eivarolo, conte d'Alice (2), ecc., detto il conte d'Ales, 
nato a Torino nella parrocchia di 8. Giovanni il ti dicembre 1W>2 (3), 
era il primo tiglio vivente di Guido Francesco Maria marchese di San 
Giorgio e di Rivarolo, ecc., Gran Mastro di Savoia, cav. dell'Annun- 
ziata, ecc. e di Cristina di Villecardel de Fleury, damigella d'onore di 
Madama Beale Maria Giovanna Battista (4). 

Il conte d'Ales ebbe in moglie Maria Veronica del Carretto, signora 
di Castellargento, figlia di Carlo Gerolamo del Carretto marchese di 
Bagnasco, Gran Mastro d'artiglieria, cav. dell' Annunziata, e ne ebbe 
tre maschi e due femmine. 

È uoto che Luigi XIV avvertito dei segreti maneggi del duca 
Vittorio Amedeo colla lega di Augusta, sottoscritta a Venezia nel 1087, 
lo fece, richiedere di tre reggimenti per servire in Fiandra colle truppe 
francesi. Il Duca se ne schermì, ma poi dovette cedere alle insistenze 
del Be ed inviarvi i reggimenti di Aosta, di Nizza e della Marina. Li 
comandava per commissione Francesco Provana, consignore di Leiny e 
di Viù, conte di Frossasco (5), colonnello di Aosta; Carlo Giacinto Mau- 
rizio Solaro marchese della Chiusa (6) era colonnello di Nizza; della 
Marina il conte d'Ales. 

Intanto Vittorio Amedeo continuava a trattare coll'Imperatore ; 
Luigi XIV sempre più insospettito del Duca, e volendo trasportare la 
guerra in Italia mandò ordine a Catinat di entrare in Piemonte; questi 
ali» maggio L690occupò Aviglianacon settemila nomini. Vittorio Amedeo, 
riusciti vani i negoziatasi risolvette alia» difesa ed al 3 giugno conchinse 
il trattato colla Spagna, al A coll'Imperatore; il !» giugno Catinat da 
Carignano mandò a saccheggiare Bivalta. 



(1) Detto Carlo Francese ìlle Patenti; le varianti nei nomi pi-oprii sono comnnissinie 

a quell'epoca. 

(2) Alice Belcolle [nesso Acqui, in piemontese Ales. 

(3) Manno, Il Patriziato Subalpino, notizie ili fatto ecc., voi. 2°: Firenze, Ci velli, 1906, 
pag. 290. 

(i) BOCCAKD, Ionio I, pag. 435. 

(5 Nato verosimilmente nel 1650, trovossi nel 1683 all'assedio di Vienna, ove fece 

costruire un bastione che portava il suo i e; venne poi uinato brigadiere generalo 

ili fanteria e governatore di Fossano il 26 dicembre 1699 e morì a Torino nel 1710 (Boo u.-n. 
'■ e.) Nella biblioteca Reale <li 'l'orino si conserva un manoscritto indicato nel catalogo: 
Provana di Fkossasco, Memorie, e<l e un volume in 12° intitolato : Memoires en forme de 

lettre 'le ee i/iii se passa en h'raiiee, pendant i/"'' S. A. E. Victor Ante i/ arail scs troiipes 

atixiliaires, tirés des manuscrits ile Monsieur le Conile [a lapis] de Fnissasque, </»/' avoil 

l'honneur ile les comander. Le notizie che seg o sono ricavate da questa ioide preziosa. 

di) l'iii lardi luogotenente della seconda compagnia delle guardie del corpo ; morì eroi- 
camente alla battaglia della Marsala il t ottobre 1693. 

(il 



349 — 



In tali circostanze diveniva difficilissima la condizione «lei coman- 
danti i reggimenti (Inculi tu Fiandra e ben ne esprime l'ansietà il conte 
d'Alea in una lettera scrina al Duca «lai campo presso Courtraj il 
25 ginguo. Gli chiede che cosa deve fare essendosi sparsa la voce che 

8. A. K. avesse dichiarata la guerra al Re, essi non ricevendo lettere 

dal 3 "lei mese e l'ambasciatore a Parigi avendo Tallo rispondere die 
non aveva ordini pei tic reggimenti. Questi, già riuniti a S' Amami des 
Kau\, nell'esercito comandato dal maresciallo di Luxembourg, erano 
allora separati, la Marina e Nizza essendo passati in quello del mare- 
sciallo d'ilnmières 1 1 1, 

.Mentre il conte d'Ales invocava ordini, il conte di Frossasco aveva 
disegnato ili passare col suo reggimento nel territorio nemico, ma guar- 
dato colla massima diffidenza vi rinunciò, ed al 1° luglio dovette prender 
parte alla battaglia di Fleurus dove, pur cercando d'impegnarsi il meno 
possibile, si copriva di gloria ricevendone alta lode. Ma andato quindi 
segretamente a Parigi per abboccarsi cogli ambasciatori ducali, venne 
rinchiuso alla Bastiglia. Ivi gli furono fatte grandi profferte per entrare 
al servizio di Francia; rifiutatele e liberato, ritornò subito a Donai, 
cercando di distogliere gli ufficiali dal defezionare come n'erano assai 
sollecitati. Intanto dei soldati si formavano due nuovi reggimenti; il 
conte vii Frossasco scrisse al marchese di Louvois protestando e chie- 
dendo i passaporti per gli ufficiali; gli fu risposto che a guerra dichia- 
rata il Re agiva a suo talento. <• che i passaporti verrebbero dati quando 
si t'osse reso conto della massa del reggimento d'Aosta. Questa compa- 
riva spesa nel vestiario, ma in realtà eia slata ripartita fra gli ufficiali 
i (piali erano ridotti in grandi strettezze non ricevendo né paga ne da- 
naro dalle case loro e venivano aiutati dal eonte di Frossasco il (piale 
vi provvedeva colla sua robba e con imprestiti generosamente fornitigli 
in Francia stessa (2). Una nuova lettera di Louvois gl'ingiunse di render 
conio della massa, e poiché il eonte di Frossasco rispose giustificandone 
l'impiego nel vestiario, venne senz'altro arrestalo. Scrisse egli allora 
risentitissimo a Louvois che dacché si trattava solo di danaro rilasciava 
il suo equipaggio, di valore assai maggiore, ma chiedeva i passaporti; 
poco di poi egli veniva rilasciato. Circa la metà d'ottobre pervenutagli 
poi notizia esser desiderio del Duca che se nel mese non venivano ri- 
messi i passaporti egli evadesse col più possibile dei migliori ufficiali, 
già aveva preso accordi coi governatori di Ath e di Moiis per passare 
nella Fiandra Spaglinola al •_' novembre, quand'ecco che i tre colonnelli 



(1) Ardi, di Stato, sez. l\ Lettere di particolari, t690 in 170-t. Lettevi dirette a 8. .1. /.'. 
ed ni ministro dal <<>"''' Ales San Giorgio, scritte dal campo ili l'urlo •■ da Torino. 

(2) Leggesi nel ms. citato: - In abbé mie j'avais vii quelquefois i) Paris, pril la poste 

poiir me venir offrir sa b 'se. Tue dame des plus qualifiees qu'il v ait eri (Trance, par un 

pur mouvemenl de générosité, m'a preste des sommes très considérables que je ne lui ay 
rendn qu'après ètre sorti du Royaume, ci M. le Marquis de Bissy, Maitre de Camp de 
Cavallerie, étant sur le poird de partir do Douaj nw vini offrir troia cents pistolles, lo 
|ilns obligeammenl du monde, et cornine j e ne voulns point Ics accepter il les laissa entre 
Ics maina ile son Major, avec ordre de venir chez moi tonttes les semaines pour scavoir 
Bij'en avais besoin ». Tratti improntati a tanta nobiltà d'animo meritavano, mi paté, di 

venire ricordati. 



t;;. 



350 



vennero chiamati a Tournay dal governatore il quale consegnò a cia- 
scuno il sud passaporto ed insieme il ritratto del He contornato di dia- 
manti, che essi però non credettero poter accettare stante la guerra 
dichiarata; vennero eziandio promessi i passaporti per 'gli ufficiali. 

Furono intatti rimessi in tre tempi e così partirono gli ufficiali, 
provveduti del danaro necessario dal conte di Frossasco e dal marchese 
della Chiusa i (piali però dovettero muovere prima della terza squadra 
perchè scadevano i loro passaporti. Si recarono a Bruxelles per atten- 
derla, avendone lasciata la cura al conte Rossiguoli luogotenente colon- 
nello della Marina (1); saputo poi che le si era fatta prendere la via. di 
Francia partirono essi pure e per la Germania e la Svizzera dopo cin- 
quantatre giorni di viaggio, nel cuore dell'inverno, fra patimenti ed 
avventure giunsero a Torino. 

Ma il conte d'Ales corse ancora rischio di venir trattenuto. Male a 
danari egli aveva già avuto serie difficoltà coi proprii capitani i quali 
gli chiedevan conto della massa; il maggiore del reggimento, ch'era il 
• cavaliere di Biandrà suo fratello (2), essendosi salvato nella Fiandra Spa- 
glinola senza renderne ragione; la cosa s'era composta colla promessa 
del conte d'Ales di pagare a ciascuno di quelli una somma al suo ritorno 
in Piemonte. Ora il giorno stesso in cui ricevevano i passaporti il conte 
di Frossasco venne avvertito da un amico che si doveva arrestare il 
conte d'Ales per i debiti che aveva contratto in Francia e non poteva 
pagare. Il conte ili Frossasco ne informò tosto il marchese della Chiusa 
ed insieme andati da lui alle tre dopo la mezzanotte entrarono nella 
sua camera e lo fecero partire alla punta del giorno per Ath. Gli ordini 
per l'arresto non erano impartiti ancora e col suo passaporto egli ebbe 
libera la via. 

Giunto in patria fu colonnello del reggimento di Piemonte al dire 
del P. Boccard; certamente al 1° dicembre 1695 egli era cornetta della 
seconda compagnia delle guardie del corpo (3), luogotenente della quarta 
il 28 luglio dell' anno successivo e capitano della terza al 5 marzo 
del 1697 (4). 

V'erano allora quattro compagnie delle guardie del corpo. La prima, 
creata nel 1607 (5) era composta di nobili Savoiardi (6) e veniva detta 



(1) Il conte Stefano Giuseppe Rossignoli, poi colonnello tifi reggimento <li Aosta e 
governatore «lei castello ili Nizza e ilei torte di Montalbano per patemi 28 febbraio i697, 
morto il 1° marzo 1707. Le lettere del conte della Margarita (vedi pag. 301, nota (1)) gli sono 
per la massima parte dirette <■ lo fanno apparire nomo di senno e di valore, come <;ià hi 
sua condotta in Fiandra aveva dimostrato. 

(2) Francesco Giacinto, secondogenito di (-nido Francesco e di ('listimi di Villecardel 
de Fleury, il quale recatosi poscia a Roma entro nella congregazione dei Preti della Mis- 
sione. Nominalo dal Papa Clemente XI per andare in Cina col celebre cardinale di Toninoli, 

lo assistette nelle traversie ch'ebbe a sopportarvi e parti poi per Roma aitine di raggua- 
gliare il S ino Pontefice sulla questione del culto superstizioso, ma morì in viaggio. 

(3) Ardi, di Stato, sez. 4*, Ruolo tifile guardie ilei corpo. 

(4) « Ufficio generale del soldo, Eegi Viglietti Assiali. .. ecc. ><, ivi. 

iói Sàutces, Uistoire miUtaire dn Pienoni, tomo I, pag. 303-304, come le notizie ana- 
loghe seguenti. 

(6) di lingua francese, vedendosi fra gli altri assentato « pei soldato nella Com- 
pagnia di' Gentiluomini Archieri nostre Guardie del Corpo Filippo Antonio di V'alesa. .. » 

(i(i 



353 



dei gentilhuomini arcieri guardie del corpo ; all'epoca 'li cui trattiamo 

essa aveva per capitano il marchese d'Aia . 1 >. luogotenente il cav. di 
Duoej (2), il marchese di S 1 Michel cornetta. (3) La seconda datava dal 1682 
e come le due seguenti veniva delta semplicemente delle guardie del 
corpo non essendone i soldati gentiluomini: n'era capitano il marchese 
Tana li. Luogotenente il conte di Pibssasco, vacante la Cornelia. Nella 
terza, formata insieme alla (piarla il I agosto 1685 il conte d'Ales aveva 
per Luogotenente il conte di Sale (5); mancava il cornetta; LI conte Por- 
porato ed il marchese d'Angrogna v'erano marescialli d'alloggio, il ca- 
valiere Blanchiardi esente. Capitano della (piarla era il conte di None (6), 
luogotenente il marchese di Garezzo (7), vacante la cornetta. 

Questi gradi com'è noto corrispondevano ad altri assai più elevati 
india gerarchia militare; il capitano era infatti maresciallo di campo (8); 
brigadiere o colonnello il luogotenente; il cornetta maggiore o luogo- 
tenente colonnello; i marescialli d'alloggio capitani, gli esenti luogo- 
tenenti. 

La rapida ascesa del conte d'Ales alla elevata, brillante carica 
militare ben si può pensare non t'osse dovuta al caso soltanto od alla 
fortuna. Anche allora la nascita non bastava per salire agli alti gradi 
e se già noi si sapesse lo proverebbero quelle specie di note caratteri- 
stiche, come ora si direbbe, (die si citarono in principio di questo lavoro. 
Ksse sono assai precise; di molti ufficiali dicono i difetti nonché i vizi; 
parecchi vengono dichiarati non idonei ad avanzamento. \'è questi pa- 
reri rimanevano inascoltati. Intelligenza corredata di cognizioni più che 



/,',.//' VigUetti Assenti..., il marzo L695). Si sa che la famiglia di Vallesa eia la seconda 

del' ducato d'Aosta; Filippo Antonio apparteneva al ri terzogenito di essa, divenuto 

in persona sua secondogenito col titolo dei Signori di Romagnano, ed estintasi col di lui 
figlio Umberto Giustiniano nel L789. N;i t.» nel 1675, Filippo Antoni., lascio il servizio 
nel ITU. essendo dei primi capitani del reggimento di Savoia e mori a Torino il 6 ot- 
tobre 1736. 

di Credo l'osse Francesco Giuseppe di Seyssel, figlio di Sigismondo, caT. dell'Annun- 
aata e padre di Vittorio Amedeo, detto anche Francesco. Questi, maggiore nel reggimento 
di Savoia nel 1706, mezzo riarso da uno scoppio di polveri al '_'t; agosto, diverme capitano 
della V compagnia delle guardie del corpo nel 1729, gran mastro d'artiglieria nel 1736, 
cav. dell'Annunziata nel 17;;?. Francesco Giuseppe morì presto, a quanto pare, trovandosi 
in principio del 17(U al suo posto di capitano dei gentiluomini arcieri il marchese di < loudraj . 

ne avendosene cli'io Sappia altre notizie (BOUTOEB DE VlLLEMEBT, Abrégé de I" maison ,ì, 

Segssel, Paris, 1739, reimprimé a 'l'in in, L861). 
j Di cui a pag. 335, nota (3). 
(3) Enrico di Mareschal-Duyn de In Valdisère nato il 18 aprile 1659 ; comandante la 

provincia del Genovese, la citta ed il castello di Annecj nel 1703 ; qualificato di marchese 

di S'-Michel; morto il ::n settembre 1711 (Foras, luogo cit.. pag. 352). 
I) Carlo, di citi a pag. 297. 

(5) Carlo Francesco Agostino delle Lanze; vedasi a pag. 320 e "'li- 
di Giovanni Michele Derossi di Piossasco, cav. dell'Annunziata il 15 agosto 1729; fu 

quegli che t'ormo il reggimento Savoia Cavalleria, surrogato poi in qnel comando dal conti 

di Montbrison. 

(7) Parlasene a pai;'. 316, nota (2). 

(8) Analogo ma superiore al maggior generale. I gradi di qnel tempo non corrisponde 

vano esattamente nuli attuali e le slesse denominazioni minavano cogli anni, variavano 

od avevano anche valore differente mi vaii eserciti. Ecco l'ordine ascendente degli (lin- 
ciali generali che l'esame dei documenti ci avrebbe dato per le nostre truppe verso il 1706: 
generale di battaglia; maresciallo di campo; tenente di maresciallo; luogotenente gene- 
rale ; generale ; maresciallo. 

«7 



352 — 



taluno possa pensare, risoluzione, arditezza eran doti ritenute necessarie 
per comandare a soldati e guidar truppe. 

Tali qualità andavan limite nel conte d'Ales ad un carattere franco 
ed allegro coinè appare dalle sue lettere. Della prima già abbiamo par- 
lato; vediamo ora la seconda, la quale darà luogo a chiarire un parti- 
colare dubbioso di storia Sabauda. Non è questione di grande impor- 
tanza, tuttavia essa merita di venire dilucidata. 

La lettera, scritta da Soneino (1) il K> settembre 1701, non porta indi- 
rizzo ma si comprende ch'era diretta ad un ministro, il quale era senza 
dubbio il marchese di 8. Tommaso. Eccola: 

l>c Solicino ce 13 Septembre 17(11 a cinq beures 

« Minisiciir 

Je donne part à V. E. come La Reyne d'espagne èst partie hyfer aù mattin 
à neuf henres et demy «le trance, avant hier Mons r l'Abbé de S' Thomas d'un 
gran ton de voix entre quattre et .cinq beures apres midy dit ego eoniungo vos 
in matrimnnium. 

J'attend Ics ordres de S. A. R. Hauiourdny Ics Alemans mit pris prez de 
trente chcvaux de vivandiera à dcux millcs d 1 icy à la Pallaviciiia. -Te suis 
passionement 

de V. E. Tris hunible et tres obi 8er. 

Le Conti' ]>' Ai.es ». 

Sono queste le espressioni d'un testimonio oculare, la relazione di 
chi aveva assistito al matrimonio della regina di Spagna Maria Luisa 
di Savoia, che ebbe luogo a Torino il dì 11 settembre di quell'anno (2)- 
Poiché il conte d'Ales scriveva in quei termini il 13 da Solicino si com- 
prende ch'egli veniva da Torino ed era diretto al campo di TJrago 
d'Oglio (3) ove stavano le truppe ducali. Si sa infatti che pel trattato dei 
6 aprile 1701 queste raggiunsero l'esercito francese verso l'estate. Vittorio 
Amedeo partì egli stesso pel campo di Goito il 24 luglio. Seguì al 1" set- 
tembre la battaglia ili Ciliari ove il Duca si comportò tanto valorosamente 
da venirne ringraziato per lettera dal re Luigi XIV (4). Avvenimenti 
d'importanza non successero quindi, sinché al 17 novembre Vittorio 
Amedeo colle sue truppe s'avviò pel ritorno in Piemonte, giungendo a 
Torino il 'J(> novembre. Così gli storici, dei quali basti citare il chiarissimo 
barone Oarutti (5): il Duca partito nel luglio avrebbe fatto ritorno sol- 
tanto in line di novembre. Trovasi però qualche affermazione in contrario 



(1) A destra dell'Oglio, sulla strada da Crema a Brescia, a circa 65 chilometri da Milano. 

(2) Fu celebrato veramente dall'abbate «li S. Toi iso e non dall'abbate Doria del 

Maro, rome sfuggi all'illustre storico di Vittorio Amedeo II. il barone Cari iti. Il primo 
/.V di Casa Savoia. — Stwia di Vittorio Amedeo li, 3* ediz., pag. 'JT.'ì. [Ceremoniale della 
Beai Corte di Savoia Esercito <■ registrato d'ordine ili S. A. li. da me Conte di Montemarzo, 
Maurilio Uobio Magiordomo ili s. .1. /,'. dalli 27 maggio tiìl'l sino li /<> 7bre t702; 
ms. della Biblioteca Reale di Torino). L'abbate di S. Tommaso era Giovanni Francesco, 
abbate ili S. Benigno «li Fluttuarla, zio del ministro; la quale circostanza spiega ciò che 
il conte d'Ales ne scrive. 

(3) Sulla sinistra del fiume, ad una ventina di chilometri da Soneino. 

(4) Archivio di Stato, Sez. 1», Francia. Lettere Ministri. 

(5) Op. eit., p. 276. 

68 



— 353 — 

e ne fu autore un uomo insigne, l'illustre eonte Sclopis, che ritenne 
Vittorio Aiiinlro fosse venuto ;i 'l'orino per rivedere la figlia regina «li 
Spanna, dalla quale si sarchile separato il lo settembre. Ciò fondandosi 
su d'una lettela clic il Duca ili proprio pugno avrebbe scritta al suo 
ambasciatore in Francia «la 'l'orino il 16 settembre, dicente: Je vous 

envoie uics lettres... je ne puis vous cu dire davanlnge. etani accaldi'' 
d'avoir t|iiitté liier ma lille 1 1 1. 

La signora Saredo nel suo bel libro: La regina Anna di Savoia (2) 
riporta in nota questo brano di lettera togliendolo n quanto pare dallo 
Sclopis. E meglio di Ini che concbiudeva essere impossibile conciliare questa 
lettera coi registri dei Oeremoniali i quali non accennano al Duca (3), 
la signora Saredo anche più attentamente osservando alle date scrisse 
che ... evidentemente benché non avesse voluto figurare al momento 
del matrimonio il Duca aveva trovato il mezzo «li vedere sua figlia 
quando era già in viaggio, e di darle, commosso, l'ultimo addio ». 

.Ma questa rapida, incognita venuta del Duca avrebbe dunque un 
nuovo appoggio, forse una prova nella lettera del conte d'Alesi' Questi, 
capitano «Ielle guardie del corpo, avrebbe accompagnato per utlicio il .suo 
sovrano nel viaggio a Torino. Però è inverosimile che il Duca essendovi 
non comparisse al matrimonio. Poi egli rimarrebbe sino al Hi; il conte 
d'AleS è a Solicino il lo alle 5, venendovi in .".(I ore circa se partì come 
pare dopo la regina «li Spagna. Perchè questa precipitazione? perchè 
lasci»') il Duca a Torino.' E dove ed a «dii scriveva attendendo gli ordini 
«li S. A. R.1 Se questa era in Piemonte, il conte di Ales ve li avrebbe 
ricevuti direttamente; il ministro a cui si indirizzava doveva essere col 
Duca perchè potesse comunicare ordini più recenti, ma allora qua! 
ragione «l'informarlo sull'avvenuto matrimonio, di cui le notizie non gli 
sarebbero mancate se per caso non vi avesse assistito! 

Male dunque si reggeva il sistema seppure si reggeva, e conveniva 
esaminare la base su cui poggiava, vedere cioè la lettera riportata in 
estratto dal conte Sclopis. 

Il mazzo 13L « Francia — Lettere Ministri » (4) contiene la corrispon- 
denza scambiata tra il Duca, il marchese «li S Tomaso ed il conte Balbis 
«li Vernone ambasciatore a Parigi nell'anno 1701. Ma la citata lettera 
«li Vittorio Amedeo non vi si trova: nessuno scritto di suo pugno tranne 
talvolta la firma ai dispacci, llavvi invece qualche lettera autografa «li 



(li «... et oh doit savoir gre à Victor Amédée dn laconisme empreini d'ime sensi 
bilité profonde a\ ec lequel il écrivait de sa mairi a son ambassadeur à Paris le Hi septembre 

lail: .Ir vous envoie mes lettres * (in nota) Archives générales à Turin. Marie Louise 

Gabrielle 'Ir Savoie, Heine (V Espagne - Etude Historique pur Frédéric Sclopis, Turin — 
Florence, T. ci velli P;iris, chea Durand, mdccclxvi, p. iti). 

(2) Unione tiponTiitico-editiire, 1SS7. pai;. 232. 

(3) Sclopis, op. <it., p. 25, nota 16: « On a In au Cbapitre précédeut la lettre adressée 
par Victor Amédée au corate de Vernon, datée de Turin le 16 septembre. [lesi impossible 
de mettre d'accord cette date avec ce qui résulte du régistre «In maitre «Ics cérénionies, 
iliins lequel on a manine jonr par jonr tous les noms des premiers persomi ages de la 
courqni se trouvaient présente aux différentes cérémonies. Le noni du due n'\ parai! plus 
depuis le jonr de la signature dn contrat (4 luglio), jusqu'au 26 novembre de la mime 

minte, oii ]'on manille son retonr (In camp ». 

(4i Archivio ili .Stato, sez. l a . 
69 

45 Mise. - II. 



351 



Madama Reale e della Duchessa Beale, Anna d'Orléans. Ed ecco che in 

una di queste si legge : 

« a Fosau 16 Septembre 
Je iious envoye mes lestre ••elle de secraitaire son pour leur raajesté bri- 
baniqe les nutre uous le ueres bien ie ne puis vous en dire dauantage estans 
accablóe davoir quitte hier ma lille. 

(della mano che' datò ed intestò tutta la corrispondenza:) le l(i 7mbre 1701. 

Lei Ire de Mad c la duchesse Royale ». 

Crolla quindi l'edificio che a dir vero mai avrebbe dovuto sorgere 

e i occorrerebbe alti"). Ma per dimostrare eziandio l'impossibilità 

della venuta di Vittorio Amedeo rileviamo dalla corrispondenza so- 
vrindicata le notizie che lo concernono. Il 2 settembre egli si trattenne 
presso Chiari; il 7 era a Castrezzato (1), l'indomani ad Drago d'Oglio 
ove rimase poi sino al 17 novembre. Al 10 settembre il marchese di 
S. Tommaso scrive al conte di Verncne: « Si è havutto avviso da 
Madama la Duchessa Reale che domani si devono celebrare gli sponsali 
di .Mad' la Principessa e per guadagnar tempo S. A. E. lià anticipato 
di scrivere le sue lettere di partecipazione di tal successo a S. Maestà 
et alla Beai Casa, e come vi è l'occasione d'un corriere che il sig r 
Màresciale di Villeroy spedisce costà, così le mando all'È. V... . In 
data del 11' lo stesso marchese scrive all'ambasciatore predetto che il 
Duca non gli risponde « per non esservi materia a replica ». Il 15 il 
marchese dice all'ambasciatore: Le strade sono intestate continuamente 
dalle partite alemanne di modo che non si può andare senza buona 

scorta a tre miglia dal Campo mando le ingiunte di S. A. R. per il 

Re Giacomo, e la Regina d'Inghilterra che sono in partecipazione della 
celebrazione del matrimonio di Madama la Principessa, seguito poi 

domenica 11 del cor"' ». Sono queste le notizie recate dal conte d'Ales 

il (piale era stato probabilmente mandato dal Duca quand'egli tu av- 
visato che il matrimonio avrebbe luogo il giorno 11. Dal modo di espri- 
mersi del marchese di S. Tommaso pare che tale annunzio pervenisse 
al 10; il conte d'Ales avrebbe quindi compiuto il viaggio assai rapida- 
mente poiché alle quattro del giorno dopo culi assisteva alla funzione. 

Un solo capitano delle guardie del corpo taceva più tardi servizio 
al campo di Drago (2) ed era senza dubbio il conte d'Ales (die stava lì 
presso il 13 settembre. Al 10 dicembre celi era poi a Yalperga (3), qui 
avec su famille repose un petit dan reste solitarie , com'egli scriveva, per 
quanto pare al marchese di S. Tommaso il). 

Più non si trova di lui menzione in cose d'importanza sino al coni 
battimento di Saluzzo ove ebbe il corpo trapassato da una palla di lucile 
e rimase prigioniero. Fu trasportato a Revello e vi stette qualche giorno 



il i A sei chilometri da Chiari. 

'HI Lettere Ministri cit. : « Estai des troppei <lr S. I. /.'. <i» riunii d'Urago ce 23 

octobri 1701 ». 

(3 Feudo della sna famiglia, nel Canavese. 

I Lettere cit. alli ta L), pag. 349. 



insieme al principe Emanuele (1); che ne avvenisse poscia è detto. 

Ma una sua lettera da Parigi al L8 agosto ce lo fa sapere. L'anno non 

vi ('■ indicai a era il L706 poiché per la convenzione del 23 marzo 

17(17 egli veniva liberato. La lettera, indirizzata al Principe di Piemonte (2 . 
('■ scritta a differenza delle altre in caratteri cubitali assai mal formati 
e ricorda la calligrafia ili certi feriti impediti nelle braccia, la qual 
cosa ben si comprende sapendo come venisse colpito il conte d'Ales. Da 
Eie vello egli era dunque stato condotto a Parigi ove si trovava tintura 
assai sofferente per la grave ferita, ciò che le notizie posteriori vengono 
a confermare. 

Intatti nella predetta convenzione del '-'■"> marzo 1707 per lo scambio 
dei prigionieri ancia trattenuti egli compare pel primo come maresciallo 

di campo da rilasciare contro M' de Saint -Vectaire (3) pure ma- 
resciallo di campo rimasto prigioniero alla battaglia di Torino. Dell'ar- 
rivo del conte d'Ales non liavvi menzione, ne pare potesse aver luogo 

prima del maggio. 

.Ma i ruoli delle guardie del corpo continuano a darlo assente, sinché 

sotto al suo nome cassato si legge: 

Mi irto li . . . Marzo 1709. 

Era il diciotto, ed e^li spirava nel castello di S. Giorgio come risulta 
dai libri parrocchiali di quell'arcipretura. Il decesso ne veniva pur re- 
nisi rato dal prevosto di Val perga, Giovanni Battista Moli neri, clic dicendolo 
suo amicissimo 4) u I i tributava con queste semplici parole un eloquente 
elogio. 

E così dopo lunghi patimenti spegnevasi nel quarantasettesimo anno 
una vita chiamata affli onori ed alla gloria. 



il Lettern «-ir. di Vittorio Amedeo al Principe Eugenio, vedasi pag. 347. nota (2). 
2 Vittorio Amedeo Filippo, nato il 6 maggio 1699, uhm in il 22 marzo 1715. Ecco la 

lettera, che sulla guardia <■ indicata e *■... diretta .il Ministro dal conte Ali-.- (d') scritta 

da Parigi » - ■• Monsieur L'In >ur ile votre Souvenir m'esl si diri qne je niets an 

n ombre de mea plus lieureuses jour ta cens que voua degnes ine gratitier de vos no 

Monsieur li- Conte ile Venne vous rendra si particulier compte de celle de tette court 
que je ne veus pas Inj en desrober ce soin ine conservali! celuy la de Rendre a \. A. 
iniites les preuves que je vous stipi ie attendre de l'affection très assurée d'un serviteur 
et duquel sii \rous |>laist vous disposeres absolument puis que je suisplua que imi Auire 
Monsieur — votre tres hunible e) tres affectionué serviteur Charles B de Ues a 
paria ce ls amisi ... Sul rovescio: « A Monsieur - Monsieur Le Prime de — Piedmont ». 
[Lett. di part. cit.). 

(3) Enrico di Saint-Nectaire conte di Brienon, poi marchese di S'-Neriaire e Luogo- 
tenente generale. 

I Imieistimue menu. Debbo queste notizie alla cortesia dei BR' 1 ' Parroci di S. Giorgio 
e di Valperga, ed alla compiacenza dei miei carissimi cugini il Conte Luigi di Biandratee 
di S. Giorgio, capo della linea attuale, ed il Marchese Emanuele Coardi di Bagnasco, di- 
scendente dalla nipote del conte d'Ales. Al primogenito di questi, Giambattista marchese 
di Castellargento, nato il 30 settembre 1693 si die moglie il 22 ottobre 1710! Ma il i gì unaio 
1712 egli raggiungeva il padre nell'eternità e sin, Belio Guido Francesco Morizio da due 
matrimoni non ei.be prole sopravvivente. Quindi alla sua morte, avvenuta nel 1778, i feudi 
proprii passarono al ramo collaterale vivente dei conti di Foglizzo: a sua erede universale 
egli chiamò la cugina Anna Vittoria, sposata a Paolo Giuseppe Coardi conte di Carpeneto, 
cav. dell'Annunziata. Lia dessa runica figlia di Guido Gaetano conte diBalangero, terzo 
genito del conte d'Ales; il suo secondo-genito Guido Alessandro Nicola, aveva abbracciato 
lo siato ecclesiastico (Boccard, Manno, Patri:. Subalpino cit.). 



71 



— 356 - 



LO SCAMBIO DEI PRIGIONIERI. 



Il poco che rimaneva a dire del conte d'Ales dopo la sua liberazione 
ci fece rimettere la trattazione della più volte mentovata convenzione 
23 marzo 1707 per lo scambio dei prigionieri. La diamo ora per intiero, 
parendoci interessante non solo ma utile ancora di conoscere il nome 
degli ufficiali che vi furono compresi (1). 



Etat des officiers prisoniers de guerre échangés 



Officiers du Eoy 
M r de Senecterre M al de Caini) 

COLLONELS 

M r de Leu vi Ile 

M r de Roclieeliouan de Daupliin 

M r d'Argenson 

M r de Ray de Vivarez 

M r de Presi e 

M r de Paon M c de Camp de Cav ric (3) 
Doni Nicolas Canazelie à verifler s' il est 
collonel des troppes des deux couronnes 

LlEUT 8 COLLONELS 

M r de Philigonde de Piéuiont 

M r de Cruzel de Leu ville 

M r Guigue de La ferre 

M r de Bruit de Dufort 

M r Valette de Quercy 

M r du Prat de Contentili 

M r de Vadripon de jaucourt 

M r de la Roque de Beltrandy 

M r de Trelan de Berry 

M r de la Tour de Prelle 

M r d'aigremont de Cherizy Cavali"* 

M r Morra de Natte 

Mr de Vemieour de ehatillon 



Officiers de S. A. R. 
AI' le Couite d'Ales M al de Camp 

COLLONELS 

M' le Marquis de Trivier 
M r le Ckev r de Parelio 
M r de Paleotti 
M r le Marquis d'Bste 
M r du Villar arrivò (2) 
M 1 de trid avec Siippléiuent 
M' de S'Damien dans le cas de M 1 Dés- 
hais (4) 

LlEUT 6 COLLONELS 

M r de Castelveccbio 

.M 1 le cointe Benzo 

M r le Chev r de Visque 

M r Viterbo à son retour de Franco 

M r de Bubiane 

M r Carrette 

M 1 Du Tour 

M 1 d'apremont arrivé 

M r de Caravin 

M 1 de Rochette arrivé 

M' Buffon à son retour de Nice avec 
supplément 

M 1 le Oomte de Rivarre dans le eas de 
Desliais 

M r de Caravane de Triorez avec supplé- 
ment 



(1) Il documento si trova agli archivi di Stato, Se/. 4" >• ordini generali Misti e Regi 
inculi uiiliiari — Ufficio generale del soldo '1688-1800) — Anni dal 1704 al 1708, 43 ». Coi 
di sette grandi logli numerati ad ogni tacciala tranne che nell'ultima, vuota, dal 246 al : 
non si sa da qua! luogo venissero stralciati. 

(2) Ciò ehe vedesi in corsivo <■ di mano del cavaliere Carlo _ Giuseppe Ricaldone 
maggiore del reggimento di Nizza quand'era in Fiandra, nominato il 7 maggio 1701 serge 
maggiore generale di fanteria, essendo egli allora governatore di Possano. 

(3) Mestre de camp, ossia colonnello di cavalleria. 

(4) Lo si vedrà spiegato in seguilo. 



— 357 — 



M WORS 

La Marquise de Vivarez 
r>(ill(ni de Dauphin 
La Blanquie de Beltrandj 
Lucaa de Lem ille 
Pelapuoin de Leuville 
tfonmirail de I tauphin 

\r 
Desgranges do K ,; Roussillon 
Buttel I , 

a< | < n" il Ari ili. rie 

Strezzoi ' 

La < Ihevaliere «le Leuville 
Valrosce idem 

Tourville idem 

Gardaa idem 

Borlamac de Dauphin 
Sellerie! de Leaville 
Montagna* de Dauphin 
Lanclote de Leuville 
Derocbeses de Leuville 
Condé i 

< ìonningnan 
Descale de la marini' 
I Jasclades 
Domesargue 
Durhy de Leuville 
Duronnte d'anvergne 
De Serre de Vivarez 
S'-Catharine de eambrem 
La Chaise de Dauphin 
Margimonl idem 

S'-Marfcin idem 

Do \'erua\ d'Au verone 
Labory de Bassignj 
Oneglie de Bonrg 
l'ut imer de figeraJ ■ 
Milord Butler de Galmoy 
Lose de (lassimi 
Montagnac de l'ielle 

Beaufori de fourlay 
Gampemau de Marsilly 
.Mattan de Dauphin 
Desquilles de Leuville 
Cheladet de la Vopaillere Cav" 
Vaudieiiiont de Cerisy Cavali" 
Boilandon de la Bretoche Cavali' 

(1) Cassili,,. 



de Rouereue 



Majoes 
Ochia 
Beandae 

1 UOII Delfi I ICS ,/;'; •. . 

DarantoD arrivi 
Quain unir, 

Hinnul Major de PorteS 

Cap 
< 'omte de Rivaro] 



Vigna i 
Bussolin i Ua P 



d'Artillerie 



de Schulembourg 



Bourgarel arrwé de la Triniti- 

Grimaldi arrivi 

Guibert de Villars arriva 

Masin arrivé 

Madelain d'AsI en Suisse 

Marsaille dea fusoliera unir, 

Solar des (lardes 

Ghatillon arrwé 

Maya n de la Trinite 

Comte de Piosaaque des fuseliers 

Du Vergè de Piémont 

Courtandon de Piémonl 

Sottan' / 

Donat I 

Portefaia de la Beine 

Prioque d'Aoste 

Porte de Maffey 

De Stephanis maffey arrwé (1) 

Truffon i . . , ,„ 
. I amvé de Tarantaise en Savove 

Amami \ 

Roger / , ... e ... 

__ ° de 1 lemont eli haVOVe roitt/rthr 

Monton \ 

Giofredo de Nice arrivé 

Belmont de Maffey en trance 

Chev*' de Salugia de Piémont 

Tesauro de la Trinité 

Chev 8 ' de la Tour des fuseliers arrwé 

Jacobis de Nice arrwé dans le ras de 

M. Deshais 

Boyou de Nice arrivé 

Ciras de Tarantaise arrivé 

La Marguerite des fuseliers 

Fioran de S' Damien 

Cinsan des fuseliers 1 

., . e avec suiililement 

Favergea de Savoye | 

Roqnenaille des gardos sans siippléiiient 



— 358 — 



Bourg de Dillon 

Grattonlon d'hainant 

Scatty / , , 

de Beltrandy 
Corsy \ 

Pressagne d'auvergne 

Olivaris de Prelle 

Oervetti de Natte 

Montadet de jaucour 

Dom Louis dettorras de Pici le 

Ohaponay de Dauphin 

Lupassoli de jaucour 

Gallice d'Orleannois 

La Borde de Lenoncour Cavali' 1 

La Treille de Masselin 

Savin des Cuirassiers Cavali''' 

Meuard de Berry 

Feline de Piémont 

S*-Marc de Masselin 

Sasselange d'Auvergne 

La gore de chatillon 

Bona! da Normandie 

8 te -Aulaire d'Anjou 

Menon de la ferie 

Cordier de Crouy 

Leotan de Dauphin 

Des masures de la l'erre 

La Corée de Dauphin 

Frasser de Bourg 

Danton de dillon 

Anburne de Baruick 

Cabanne d'Agoumois 
Corron de la Marche 
La Chambre de Vaisseaux 
Rimbaut de Perigord 
Dueheroux de Vivarez 
Valcona d'A ngoumois 
( Jarrery de Vivarez 
Du hautey de Vivarez 
Grasset de Vivarez 
Marsillac de Vivarez 
La forguede de Solre (1) 
('li' de Lausier d'Auvergne 
Montigny de Dauphin 
Drack de Pisancon 
La Boissiere de Solre 
&'■ Esteri' de /tnii/tliiii 

(1) Snidile. 

(2) Cassato. 



' de Savoye 



Passio de t'rid 

Biscaret des Gardes 

Monfort arrivé 

Viry arrivé \ 

Buffon de Nice arrivé 

Rivarre de S*-Damien 

Donaudi des Gardes 

Avogadro des Gardes 

Chev. Tondut / de Nice à son retour de 

Tondut i France arrirr 

Deinfy (f) d'Est à son retour de Gennes 

Mella d'Est 

Robelle de S'-Damien avec supplément 

Armery de Maffey 

Campion de S'-Damien avec supplément 

Scaille de S'-Damicn 

Valaise de Savoye 

8 te -jule de Piémont 

Marcili de Piémont arrivé 

De Tour de Savoye arrivé avec supplément 

Ciglié de Piémont arrivé 

Rouvenon de Piémont arrivé 

Barossio des Gardes 

Berton des fuseliers unire 

Courbeau de Savoye arrivé 

Regis / arrivé de Savoye à son retour de 

Vars \ France arrivé 

Somis de Piémont à son retour de France 

Viandet d'Aoste à son retour de France 

Craveris d'Aoste idem à son retour de 

France 
Montile d'Aoste idem arrivé 
Dubetet de Tarantaise arrivé 
Bernat de la Trinité idem à son retour 
Bramami de Ghid idem en Suisse 
Peretti de Savoye arrivé 
Batti ni arri ré 

Ponteà ìeconuaitreà soh retour de France 
Sauyage d'aigoin arrivé 
Gioia de Maffei unire 
Pelligny de Nice arrivé 
Croesio de Nice arrivé 
Donzelli de Maffei 
Garncriii de Savoye arrivi' 
Clermont de Savoye arrivé 
Blonay de Savoye arrivé 
Rocheforl de Savoye congédié arrivé (2) 



U 



— 359 - 



Mmiiiiil i de Unii ri/ 
Dieterman de Datrpbin 
La Baatide de Lem ille 
Geoghegan de Bourg 

La Bostiere di' Dauphin 

Ih ganville ilr jaucourt 
ohalais de jaucourt 

Liei i eh ants 



de Lem 



De Rouj 
Montani ' 
La Motte d'Animi 
Dupuis «le Danphin 
De Nouvcaux de prony 
Montalamberl de Beauvoisy 
Vivonne de Frolay 
Darenne de Gassioo 
La Bruyère de Marsilly 
La l'urte de Montmorency 
La Sulla de Ronergne 
('orasse de Vi vare/. 
jaiiliini de Vivarez 

Fleas de Karuick 
Marcare de Medoc 
Lamerie de Vivarez 

('Ir 1 de Valois de Vivarez 

Crassei idem 

Dntom iilem 

Lormettet idem 

S'-Hlix de Leuville 

Gaeoin de Dauphin 

Suffret de Piémoilt 

Fontange Cornette dea Cuirassiers 

I)u Soleil M» 1 <les logis de la Coli. gnale(3) 

Cueuvreinont M al des logis de la Coni" 

gnale(4) 
Le Grand du l!' 1 Rouaaillon 
Chaloelie Cornette du liautetbrt 



('imi Ir Mn, il, I, in a 1 

N'adon de Tri \ ié 

Piobes aux Gardes à bob retonrde France 

S'-.Mieliel des ( iardes dans le eas de M' 

Deshais 
Martignane des (Iardes dans le eas de 

M' Deshais arrivò 
mauriee de Schulemb. en france 
Iti rara dee Gardes 

liii'.rTK.XAvrs 

Beauvillar de Nìce en Ast 

Michelet d'Aigoin 

De Caroli «le Piómont 

l'eyrani de Piémont ici 

Fresia de Piémont arrivò 

Romagnau ile Piémont 

Manassero de l'artillerie 

Rasquieri de l'Artillerie 

Elepedingue de Schulenbourg 

Minatoli de Schulenboxfrg ici 

Lonere des (iardes 

Depeteau de la Triniti' 1 

La Salle de la Trini té 

Martiny de Duvillar 

Bergamini de Schnlembourg a son retoar 

de France 
Batterò de la Trinité 
Sofferò idem 

Sartoria des faseliera 
Ch cr Asinari 

( rrognel de Tarantaise ici 
Kesier de Schnlembourg 

Caatellamoni / . .... 

„ , de l'ieinont 

Bene I 

Cornié du IC' Piémont (2) 



Boét Lieut' de dragona 

Olgiati des dragona genevoia 
Zumaglia Cor" des dragona de Piémonl 



(1) arrivé. 

(2 Reggimento di. cavalleria Piemonte Reale. 

{$) Collonelle generale, propriamente Colonel-Général, il primo dei reggimenti ili caval- 
leria, elle prendeva nenie dal Colonel-Général ih- In Cavatene légère Frangaise ,i Etrangère, 
il primo ufficiale dell'arma. 

(4) Commissaire generale, più esattamente general, terzo ilei reggimenti di cavalleria così 
chiamato dui Commissaire General 'Ir la cavàlerie légère. terzo ufficiale di essa: il secondo 
n'era il Mestre 'Ir Gamp-Général cui s'intitolava il secondo reggimento Daniel, Histoire tir 
In Miliee Franeoise . 



— 360 — 



Thoisy de Piémont 
jullien d'anvergne 
Tillottt- de la marine 
La Borde Cornette de Leuoncourt 
Dufin d'Au vergne 
Richard de Vivarez 
Carbon idem 

Chlr. de Carbon idem 
fulquiere de Leuville 
giungla leuville (1) 
Moignac idem (de leuville) 
Nauergnon des Vaisseaux 
Paramont de Sourcbes 
Olier de Berry 
Milan de Ronergue 
Bonneval idem 
La Roqnette idem 
N'osse de Danphin 
Anz idem (de Danphin) 
Malmidy idem 

Deimnal jdem 

Roussel de Bonrg 
Bouloc de Dauphin 
Kreyly de Bervick 
Filtzaris idem 
Dat de Montmorency 
Cb r d'Agra de Beauvoisis 
Cboix de Leuville 
Donine de Daupbin 
Du Suregeon du R al La Marine 
Bourgenin d'Auvergne 
Besetz de Rouergue mort 
Pierre Potuvert de Bourg 
Jean Potuert idem 

Piqui Canonnier d' Espagne 
Darnac de Solre 
Laneniser / 
Langerveiler » 
La fonte de Berry 

La Motte sous 1. grenad"" de Berry (. 
Dumont de Bonrgogne 
Kegben de Galmoy 
di' de Barbancon de Cassion 
De la Tour de Leuville 
fajon di' Rouergue 
Danselin de Leuville 
Welsch i ria ii d nix 



de Bavarois 



Mieuxuille de frid 

Leyny des gardes 

Piscine des gardes 

Gonet de S'-Damien aver supplément 

Montegros des gardes 

< Ihatrière d'aigoin a. 

Demont de Piémont à san retour de Franer 

Pigerai de la Triniti' cu Franee 

Corte ici 

Brainant de Ghid à son retour de Fi-ance 

Leon de ìnaffei — idem a. 

Ferlingue ( de Tarantaise à son retonr 

Duchattel i de Franee ici 

Visv de Maffey 

Dionis desfnseliers a son retour deFrance 

Marsaille des fuseliers 

S'-Martin de Piémonl 

8*- Vincent de Savoye arrivò 

La Motte de Piémont arrivò 

Aiguebelle idem arrivi 

Cbatean vieux arrivi 

Marte idem arrivi 

Battailleur de l'artillerie arrivi 

Alton de Maffey 

Piselli .l'Est 

Robba de Tri vie 

Laurent de Savoye arrivi 

Place de la Triniti- 

Vernoni dans le cas de .M. Déshais arrivi 

Roas des fuseliers 

Villaris de Nice arrivi 

Lascaris de Nice idem a. 

Morfy des Gardes 

Cotter idem 

Brottis de Piémont arrivi 

Delierv de Savoye arrivi 

Dubutet de Savoye arrivi 

favre de Savoye arrivi 

Deyferres de Nice arrivi 

Taon de Nice arrivi 

Kessan d'Aoste 

Dalmasi de Nice arrivi 

Vainoli anx (lardes 

carotili de cortance cu /canee 

Belli A' Aoste 
Richette de piémont 



1 Sostituito a •< La Rodée idem mort 
(2) 8ou8lieutenant. 



— 361 — 



K\si; - u' Sui s l.ii'.T'- 

l > < • j c> m • de Leuville 

Coraoe idem 

Ohi 1 de Ohaponel ile Dauphin 

Gase ili' Leuville 

Olivier de I );iii|>hin 

francour di' la Barre 
Dan/, de Vivarez 
La Gibaldiere idem 
Bassiel de Bugey 
n' Maurice de Vivarez 
Don Sanche de Rouergue 

DlFFERENS OFFIClERìS 

M 1 d'jvemy Coni"" à Cimasse 
M 1 ile Lancimi Coni"" à Bart 

M' ih' la Vallette Coni'" a < 'resceiil in 

Cliastenet Major de Casal 
Bourgfel dea Bombardiers 
La Motte idem 

licaulieu Aidemajor d'ivree 
Custos de la marine 
La Masoare idem 
Broq idem 

Barbici des fusoliera 



Enso"' ci Sotjs Libi i 
Soyer de Sehulembourg 
Solar d'Aoste 
Oaravane de Trivié 

< loilBegada de Niee unici' 
Costantin de Duvillar 

( 'ulto (le Niee iirvin' 
'l'arie de Maffcy 

Frange de Piémont a son retour de l'i t 

La Croix de trid mori ni prison 
Bernes arrwé 



Angiono wrrvoè * 



de Salace en Franco 



DlFFERENS OFFIOIERS 

M' le Baron Pron limiv. d'Ivróe 

M' de Santus Com 1 de Verrei 1 dans le 

cas de M r Desila is 
M 1 Gambette Gouv. de la Gitadelle de 

Vereeil 
Fichet Major de Vereeil un'in' 
Guerz 

Lanzavecchia 

Merle Aidemajor d'Ivrée 
Sanasse 
Coste 

La Pelouse Aidemajor de Verme 
La feuillere Aidemajor de Vereeil 



Comm"- de Guerre 



Oomm 1 " 08 de Guerre 



M'Carret ne partirà point (pie ses dette? M' Mattesius 

ne soieut liquidées et payées 
M' Gagne M 1 de Serennes 

tjous sonssignés de pari et d'autre députés ponr Ics echanges des Prison- 
niers de guerre, scavoir ponr S. M. très Ohrestienne henry de Scucetene Ma- 
rechal de Cani]) de ses Armees et Michel Carette Cons" dn Boy et Gommissaire 
ordinaire des gnerres et ponr S. A. E. Charles de Ricaldon Major general de 
l'infanterie de S. A. IL et Jean Guillaume de Bruckhausen Secretairi' des Gnerres 
de S. M. I. auprez de 8. A. E. promettons en vertu dn pouyoir qui nous en 
a estc donne d'executer fidelenient Ics Echanges eompris ci arretés dans le 
present Bstat, et plusieurs officiers des Troupes de 8. A. R. etani dispersés en 
France, Savoye, Province de Niee etc. M r de Seneeterre s'est chargé et promel 
de les faire revenir le plustost que faire se pourra ponr ainsy proeurer la liberté 
à lem- pareils, auxquels en échange ou promet de donner les Passeports neces 
saircs a inesure que les autres reviendront. 

Ponr les soldats et bas oftieiers. il a estc convcnii et arrestc qu'ils serout 
échangés comme ils le sont en vertu dn present Traitté, scavoir teste par teste. 
infanterie avee ^infanterie. Cavallerie avec Cavallerie, et comme parcillement cena 



— 362 — 



de S. A. R. sont dispersés dans les Provinces de France et ailleurs M r de Se- 
aecterre -'engagé de les faire venir le plustost qu'il sera possible sur les fron- 
tieres de Piémont, <>u étants arrives, <>n en avertira dabord poni en taire l'actuel 
échange entre Lcy et Snse, avec un pareil nombre. 

Toucliant les repris dans Ics Places, on se tient à la distinction qu' on a 
donne entre eeux a qui on a assigné les endroits de leur Prison. qui resteront 
en liberté, et cenx qui les ont ehoisy lesquels on écnangera, ponrven qn'en ce 
dernicr cas ils u'aycnt pas été enfermés eonune ceux de Xovarre. 

Mns.gr le l'iincc Emanuel de Soissons se remettra en qnalité de Prisonnier 
de Guerre au plustost que sa sante luy permetterà . au cas qne lon ne puisse 
convenir dea conditios ile sa liberté 1 . 

M r le Marquis de Parelle se remettra en qnalité de Prisonier de Guerre, au 
cas qne lon ne puisse convenir des conditions de sa liberté (2), le menie sera observé 
des Prisonniers compris dans 1* Etat cy joint, qui a esré veritìé et reconnn par 
M" de Senecterre et Ics officiers y compris resteront pareillement prisonniers de 
Guerre de S. A. R. au cas que lon ne convient pas de leur Echange. On se rap- 
porterà mix éclaircisseinens qui se donneront de part et d'antre, pour convenir 
si M r Deshais Lieut nt G 1, ' : des Armees de S. A. R. a esré legitimement deli\*ré 
quand L'Estat de Afilan a esté repris par les Armees de TEmpereur. aussi liien 
qne tous les antres Officiers qui sont dans le meme cas de M r Deshais. surquoy 
on attendra Ics éclaircissemens qui viendront de M r le Due de Vendosme 3 . 

S. A. R. ayant propose l' échange de M r de Vanbonne qui a esté pris en 
qnalité de G" al de Bataille de l' Empereur avec M r de Villiers Marechal de Carni» 
des Aimées du Hoy. et M r de Senecterre n' ayant point de pouvoir de traiter 
sur cet Arride s'est chargé d'en ecrire a la Conr. 

Fait à Turin ce "_':'> de inars l'an 17o7 Filmati) Henky i>f. Sknectere. 

Carret. 

Chaele de Ricaxdon. 
Bbockhausbn. 



il La condizione del principe Emanuele di Soissons era alquanto controversa perchè 
a Revello, il giorno stesso «lei combattimento di Saluzzo, non diede esplicitamente la sua 
parola di riconoscersi prigioniero chiestagli a nome del luogotenente generale d'Aubeterre. 
sebbene ammettesse «li essere nelle sue mani e guardato da quattro carabinieri francesi. 
Ciò venne esposto dal Duca in un memoriale inviato al principe Eugenio il 28 luglio, 
chiedendogli se si doveva tentare di liberarlo ovvero trattare pel suo scambio i-Journal 
historique 'hi Siège ecc. p. 2641: fi Principe rispose al 5 agosto: « Toncliant le priuce 
Emanuel, je ne vois pas que. daus les circonstances que V. A. R. m'a fait savoir. on le 
puisse prétendre prisonnier de guerre, mais cornine la chose néammoins pourra étre 
discutée, je croirais qu'on ne doit pas exposer un jeune homnie cornine lui. a disputer-avec 
un officici particulier en cas qu'il pretende soutenir avoir eu sa parole, mais V. A. R. 
1'avaut enne ms limili», s' ils persistent ii le vouloir prisonnier. elle le pourrait garder et 
offrir un Colonel a sa place... » Ivi, p. 341 

l'i II marchese di Panila, come si disse, venne fatto prigioniero presso Mulazzano il 
!• luglio, poi liberato e si considerava quindi sciolto dalla parola data mentre tutti, a co- 
minciare da Vittorio Amedeo, ritenevano il contrario e lo consigliavano a costituirsi. Sovra 
tutto lo esortavano i parenti, il eav. di Parella. suo fratello, prigioniero dalla lesa di Vercelli 
avendo scritto che il duca d'Orleans si era lagnato colla sorella, la duchessa Anna, del 
procedere del marchese ed aveva dichiarato che per questo non si conchiudevano scambi, 
meno ancora a favore del predetto cav. di Parella LaharmoRA, op. cit.. pag. 546\ Ciò 
spiega come questi venisse liberato soltanto per la riferita convenzione, mentre gli altri uffi- 
ciali che trovammo con lui a Milano non vi compaiono e doveano quindi essere liberi. comi- 
Io era infatti Carlo Giacinto Rocio di Guarene, l'autore delle lettere, già nel novembre 1705. 

M M des Rais era stato tatto prigioniero colla resa di Vercelli ma venne rilasciato 
-alla paiola e libero andos-ene a Gatti o ara (Lettera del conte della Margherita 2fi luglio 
1704 in Pieliti Mimi, ecc., Mise, ili St. it . toni. XXI. p. 491'. Il caso BUO era dunque 
quello degli ufficiali prigionieri non ripresi nelle piazze e pare non poteva venire risolto 
favorevolmente poiché nel terzo alinea delle convenzioni si era dichiarato che dovevano 
venire scambiati anche gli ufficiali ripresi nelle piazze ove essi non erauo astretti a rimanere. 

78 



— 3C3 — 



Ir 22 d'unii I7')T noug avon» relaché et renvoyé aux ennemis le lievi. THllon </< 
IHIloii weeo 6 hommes d' mfemterie poni- autant </»'<</i renda n M de Intrusili 
linux In rullìi- de Lucerne suini ut l'attestation du 12 avril 1707 1 . 



Estat verifìé des Officiers francais prisonniers qui sont en France 
appartenants a S. A. R. 

Cavallerie 
de Vernicerai Lieut. Coli, de Chatillon 
André de Benincasa Major des dragona de Qnelns (2). 

Cap 1 "" /.. preseni P.'xint a esté acquisì et compri* 

De Germont «1,. li." RonssiUon ''""* r f, tai '" " v "'"" '"" /; ' / '""' / ' 

_. , ,, ..,, liti L'I, lllllll l,Hi tir h'irilliìone. 

Darennes de Bertillac 

Kachette 

VillarmoÌ8 

Dargentine )■ «le Chatillon 

De Lestoriere 

Gagemont 

De Quovville de Chatillon 

LlEUT nts 

S.' Bonin de Cherezi 

Descnses de Lautrec 

Darnac 

Dnmont 

La Pncelle 

1A t,, de Chatillon 

Du Pian 

La Croisade 
De La Brosse 

Montinot / , ,, ... 

_, „ , des < aralumers 

De Roux ) 

La Lane de la Bretoelie 

Desminieres de Melun 

Roux de Siniiane 

Velardi de Quelus. 

Cc>RN te8 

La Fueor de Bousol 

Coquard 

La Vierge / 

Bichembourg de Chatillon 

Sessillae \ 

Dupaire 

Dnlon du Danphin e tr anger 



(1) Questi fogli sono uniti fra loro: cosi r | nel 1 i che seguono, ma trovassi staccati dai 

precedenti ; portano i numeri 256, 257 e 258. 

(2) Cassato all'originale sino in fondo. 
79 



— 364 — 



Zaphyra j 

Taverna [ de Molfetta 
Beccaria ) 
Uestrocbes cl'Anjou 

Markchaux des Logis 
Anix de Quelus 
Vieillevigne de Chatillon 
La Garde i 

Douce ■ de Chatillon (1) 
Beynaut ' 

Infanterie 

Capitaines 

Darondan Perigord 

Etienne I „ . „ . 
„ ., Comp. e franche 

Esprit \ 

Antonio Querzo Terzo di Napoli 

Pierre la Ryonet de Lisboa 

Chartogne de Piemont 

Sanneterre de Ronergne 

Knock de Bourg 

Dastier de Tournèsis 

(li mi Ile de Jancour 

LlEUT" t8 

Arnaud / ., „ . . 
_, , , (Joinp e franche 

tìylvestre i 

Giavolet Sourches 

Grisogane d'Agreda Terzo di Savoia 

Fedel Odennet Suisse 

Fissou de la Feuillade 

De Romanet de Brie 

Daliosse de la Fere 

Dumaine de la Fere 

Dubordd , 

Malauas de Sangé 

Duclos * 

Aroiuan i 

Lunaire de Sourches 

Fulquiere ) 

Salacroup du R. a Comtois 

Jeannas d'Albertiny 

Dandré de Damas 

Le jeun de Louvigny 

Bourgon de Bourbon 



li Tutti gli ufficiali di Chatillon ad eccezione <lcl colonnello faron fatti prigionieri 
nel castello di Pianezza il ."> settembre [Journal Itisi. <ln 8iège, p. 126). 



— .;»;.-, — 



SOUS I.IKrT"" ni Enseignes 

Picono du Terzo de Napoli 

Bardili di Miromeny 

Vanneueze de Sangé 

Betta de Prelle 

Dame de Beauvoisis échangé 

M. 1 de Ooreo Com nl cy devanl du Gastille d'jvróe 

Galoby Cap* «Ics Q-ardes de M' le Prince de Vaudemonl 

Lompré Cap* dea Gardea de M 1 de la Feuillade (1). 

De l'Echange de Nice il aons est deub scimi Pestai arresti' par M Raguenau 
Oomm" dea G-aerres au departemenl de Nice le 28' de Beptembre 1705 lequel 
a esté remis a M 1 le Comte de Benecterre 

Cnp"-- X. 2 
Limi N. X. 
Enseignes X. X. 
Soldati X. L51 (2). 

(Di mano del 8aint-N~ectaire : ) « I ay verifie le Presanl estai sur Ics billets 
et memoires originaux qui m'ont esté souinis: fait a Turiu le 23 mare 17(17 
Senectere ••. 

(IH minili del BrocJcliausen:) « Le present estat a esté acquite ci Compris 
dans le traite d'addition aux Echanges le :.>(> avril 1 Tot . 

Beockhausen (3) ». 

Il documento che precede viene chiarito e completato dalla .seguente 
lettera inedita del Saint-Nectaire al duca d'Orléans, scritta da Torino 
il 24 aprile 1707 li. 

« A Turiti le 24 e avril 1707 a dix heurea du soir 
Monseigneur 
Jaj lhonneur d'envoyer Jcy Joint a votre altesse serenissime la lettre de 
Monsienr de Ohamillart qne je viene «le recevoir, Elle voira Ics pretentions de 
la Conr qui ont estés debattiies .Tei depuis six moia, sans aucuu t'ruit. il me 



(1) Questi due capitani delle guardie del principe di Vaudemonl e del duca della 
Feuillade vennero fatti prigionieri a Saluzzo (lett. Viti. Amedeo al eonte Daun, in Journal 
iht Siège, p. 2!I2. In quel giorno pure furon presi il maggiore Benincasa, il luogotenente 
Velardi ed il maresciallo d'alloggio Anix dei dragoni di Qnéius (Belat. au Siège, pag. 135). 

(2) Cessa la cassatura. 

(3) Questo elenco dei 78 ufficiali francesi prigionieri in Francia, venne compilato 
insieme all'altro precedente come lo prova la ricognizione del Saint-Nectaire colla data 
23 marzo. Degli ufficiali ivi nominati solo il luogotenente colonnello de Vernicour venne 
compreso in quello scambio aggiungendo velo; gli altri dovettero venir cambiati col trattato 
d'addizione del 2b' aprile, come lo dichiarò il Brockhausen. L'annotazione del cav. Ricaldone 
che si legge in principio venne apposta più tardi come lo dimostra la data, certamente 
sbagliata poiché contraddicente alla dichiarazione finale del Broekhausen, senza parlare 
d'altre circostanze concomitanti; la cassatura generale sembra apposta insieme all'anno- 
tazione del Ricaldone. Il trattato d'addizione del '-'ti aprile non e stato rinvenuto ed andò 
probabilmente perduto. 

(4) Da me posseduta per acquisto fattone recentemente dalla nota casa M« V™ Gabriel 
t'haravay di Parigi. La conoscenza. della scrittura del Saint-Nectaire mi permette di asserire 
che la lettera è autografa sebbene l'onestissima casa venditrice la annunciasse come 
solamente firmata. 

SI 



— 366 — 



seroit bien aisé de faire les propositions de la Cour qui ne seroint assurement 
pas acceptées, et m'en tenir là, mais ,je crois que je servirois mal le Boy. 

Je suis convenii avec M. le Prince Eugene d'Esclianges, M. le Marquis de 
parelio sur le pie de Lieuteuant general en retirrant en place moitié off", et 
moitié soldats a notre choix. 

M. de Vaubonne avec M. de Villars (1) de Caractere Egalle M. Le Prince 
Emanuel de Soissons avec un brigadier, et le suplement en places jusques a la 
Concurrence des places d'un ma[rech]al de Camp en laquelle qualité on Eschange 
M. le Prince Emanuel (2). 

A L'esgard de M. Des liayes de la pretention duquel la Cour se desiste, 
je suis sur de la faire valoir, et que M. des hayes, et un nombre d'off™ qui 
sont dans le uieine cas seront connus prisonniers de la veii de L'Ennemy, la 
question a esté reduitte au point que l'on est conventi de se raporter a la de- 
cision de M. de Vandosme s' il declare quii L' a Laissé et les autres off" en 
Leur liberté sur leur parolle a tout Evenement, ce qui n'est que tropt vray (3) ; 
Voila un avantage present et considerale pour le Roy qui retirre un nombre 
de soldats et d'off" qui vont former tonte a l'heure les deux batt[aill]ons du 
regiment daupbin, et les deux de L'euville qui ont estés pris Jcy avec leurs 
drapaux, et qui alloint s'aneantir a jamais. 

Outre cela on retirrera encore pres de deux Cents de nos omciers pour 
autant de Ceux des Ennemis qui sont dans ce pajs Jcy sur leur parolle et que 
l'on n'a pas Escbangé, dans le premier Etat (4) fante que j'en eiis connaissance, 
et que l'on m'en exit Envoyé les Etats de la Cour, je les- ay descouverts peli 
apeii, et par les memoires que Jay tirres de differeuts Endroits. 

En sattaehant aux pretentions de la Cour S. A. E. ne vouloit Entendre 
aucun Escbangé, il tenoit ens ses meins nos prisonniers et les siens pandant le 
teins que le Roy avoit des pretentions qui anroint fort bien peii n'estre pas 
plus Liquide» dans six mois quelles l'ont estés depuis huit qu'on travaille a 
les debattres envain, M. le Due de Savoye ne recouvre que M. de Parelle qui 
lui est une teste Evidamant fort Jnutile, et M. le prince Emanuel de Soissons 
dont il ne se soucie que mediocrement, et je suis tres persuade que sans la 
consideration de M. le prince Eugenne que S. A.. E. n'auroit pas voulii nous 
relacber un aussy grand nombre de places pour luy procurer sa liberté, D'ail- 
leurs Le Roy conserve ses droits et pretentions sur M. et Mad me la princesse 
de Carigi ì dont il n'est pas dit un mot dans le traitté projetté. 



(1) Vuol dire Villìers, come nel trattato 23 marzo ove aveva dichiarato non avere i 
poteri necessari, che avrà ricevuti nel frattempo. 

(2) Come si vede queste convenzioni col principe Eugenio sono posteriori al trattato 
del 23 marzo nel quale le questioni relative ciano rimaste sospese. 

(3) Quest'espressione è impropria: egli voleva dire chela cosa era verissima mentre il 
modo di dire n'est que trop vraie implica il rincrescimento di riconoscere che è vera, ciò 
che non può stare con tutto il contesto e coli 'espressione e» lem- liberté sur leur parolle 
à tout événement, la quale esclude che i prigionieri venissero liberati altrimenti che per 
consenso della parte la quale aveva dettata quella condizione. 

(4) Questo premier Etat è certo «niello del 23 marzo poiché in capo vi figura il nome 
dello stesso Saint-Nectairc. Anche il tenore dell'atto, il suo contenuto ed il non far cenno 
di patti antecedenti lo conferma. Esso poi comprende 217 ufficiali mentre ora si trattava 
di près de deux eeitts. ciò che vuol dire quasi, ossia meno, di duecento. Essi vennero con 
tutta probabilità scambiati nel trattato d'addizione del 26 aprile, due giorni più tardi della 
lettera che parla al futuro. 

82 



— 367 — 



Voìla Monseigneur Ics raisons qui m'oni porte a conciare avanl que je n'eii 
receil la lettre de M. de Ohamillari dn li de ce moia (1), que jay Ihonneurde 
vous Bnvoyer, M. Dandrezel <|ui va trouver Expresl trouver («te) \ . A. s. sur 
ce t'ait m'assure que je ne doispoint rompre el quelle voudra bien m'authoriser 
par sdii ordre dans le traine que je ccmeliis contre Ics int <-nt imis. ci onlres de 
M. de Ghamillart, qui ne peni pas voir de si Loing les Jnconveniens qui resul- 
teroint en ne concluanl pas, ei Ics avantages Effectifs que le service du Roy 
cu retirrera qui valloni mìeux que «Ics pretentions qui se trouvenl cu non valleur. 

Ma conduitte est temeraire, et Imprudente je me livre sans fruii a estre 
desaprouvé, et peni estre puny, je mepourroil tirrer d'affaires et ile reproches 
en suivanl exactemenl la lettre de M. de Chamillarl cu faisanl lev la reverance 
.l'en estois quitte mais j'ay crii devoir preferer ce qui m'a pani le plus avantageux 
au Bervice du Roy u'yaya it effectivemenl d'autres Intesrests que eeux là qui 
ayenl pii me determinerà i-ette decision, et l'esperance «pie votre altesse sere- 
nissime l'approuvera, et voudra bien couvrir de San authorité ce quii y a d'Ir- 
regulier dans ma conduitte. 

Jay Ihonnenr d'estre avec un tres profond Respect, De votre altesse sere- 
nissime 

Monseigneur 

Le tres humble et tres obeiss' Serviteur 
Sbnectere ». 



(1) Si vede che doveva aver conciliasi) pel trattato d'addizione del 26 aprile poiché 
quello del 23 marzo sembra di data troppo remota in relazione alla lettera, que je ficus 
tic rereroir: inoltre egli parla di convenzioni nuove su punti rimasti in sospeso il 23 marzo. 



83 



— 369 — 



[NDICE ALFABETICO ANALITICO 



iiiiniiri i 



li quest'indice si riferiscono a quelli rh<- si trovano a pie ili pagina. 



Abbiategrasso, 17, 49. 

Accademia Reale dì Torino, 5. 

Acqui. 50. 

Agogna (torrente), 47. 

Aix (marchese il'). 67. 

Alba, IH. 17. 18, 19, 32, 36 nota (1), 37, 38, 
39, 40, 13 Dota il). 52 nota 3 . 

Axks (conto d'), 35, 63 72. 

Alessandria. 33 nota ;1 1, 48. 

Alessandrino. 51. 

Ali.aria (Monsignor F. G.), 15, postilla (a). 

Allucinano. 27. 

Alpi Marittime. 17. 

Andorno (marchese d'), IO nota 2), 50. 

Angrogna (marchese d'), 67. 

Annecy, 56. 

Aosta (reggimento di), 64. 65. 

Archibugieri guardie della Pi-incipessa Ludo- 
vica, 56 ""la (4). 

Arno (prof. Carlo), 36 postilla (e). 

Asti. 26, 32, 36 nota (I i, 39, 10, 51. 

Ath Belgio), 65, 66. 

Al HETEKHE (Pietro d' Kspailies de Lussali, 
conte di). 37, 78 nota (1). 

Augusta (lega di), 64. 

Avigliana. 53, 64. 

Bagnasco. 22. 

Bagnasco (marchese di), 61. 

Bagxasco (marchese ili 1 , vedi Coardi. 

Balaxgero (conte ili), 71 nota li. 

Balbi ami (Commendatore), 17, 18. 

Baj.ius m Vkrnone (conte'. 69. 

Balestrino, 19, 20, 22, 24. 

Balma (M.r de la', cornetta, 57. 

Barbaresco, 36 nota (1). 

Barcellona. 27, 28. 

Barolo (abbate di), 17 noia l), 36, 39 noia (2 

Barolo (marchese di). 17, ls. 

Bastiglia, 65. 



Begudda. 20. 

Beinasco, 47. 

Bene. 39. 

Berzetti i>i Hi ronzo marchese), cornetta, 57. 

BlANDRÀ (cav. di), 66. 

Biandrate (di' Anna Vittoria in Coabdi ih 

( Iarpenetto, 71 nota (4). 
Biandrate (di) Giovanni Battista marchese di 

(' wi ili J.RGENTO, 71 noia (4). 

Biandrate (di) (Guido Alessandro Nicola), 

71 nota (4). 
Biandrate (di), v. Ales, Balangero, 1ìi\n- 

DRÀ, C VSTELI.ARGENTO. 

Biandrate (di) i>i S. Giorgio tomi: Luigi, 

71 nota 4. 
Biandrate (di) <>i iido Gaetano comi di 

Bai lngero, 71 nota (4). 
Biandrate (di) Guido Francesco Maria 

marchese l'i s. giorgio, 64. 
Biandrate (di) Guido Francesco Morizio 

m Ì.RCHESJ i'i Sas Giorgio, 71. 
Bibiana, 34. 35. 

ISissi marchese di'. 65 noia (2 . 
Blanchiardi (cav.), 67. 
Boccard, llisioin généalogigue ecc., 11-12 

nota (4), 68. 
Bodesquieb (aiutante maggiore), 2:;. ."'6. 
Boglio (barone di'. ">6; leggasi invece di 

Breglio. 
Borgonio, Carta topografica ecc.. 47. 
Bormida. ls, 38. 
Botta, Storio d'Italia, 63. 
Boudieb he Viixemert, Abrégé de In maison 

,/<• Seyssel, 67 noia il i. 
Boulets rouges, 30. 
Boves, 25. 

Bozzoli (prodotto dei), 2!». 
Bra. 32 nota (2), 37. 39. 
Breglio (barone di). 56; leggasi Boglio. 
Breglio (marchese di), 57. 



47 Mise. 



370 



Brigadieri, al. 

Brockhausen (o Bruckhausen), segretario 

di Guerra imperiale; 77, 81. 
Brondel M.r), cornetta, 56. 

BBOSSO (Alessio San Martino marchese (li, 

10 nota (L'I. 
Brunswik-Bevekn (principe di), 46 nota (1). 
Bruxelles, (ili. 
Buffalora, 49. 
Buttigliera d'Asti, 48. 
BUTTIGLIEEA (conte ili), ."il' noia 3). 

Cairo. 39. 

Calcinato (battaglia di), 26. 

Cambiano, 31. 

Camerana. 36 noia (1). 

Campagna del 1707, 10 nota (1), 53, 54. 

Campagne del Principe Hhtgenio <■(■<■. . 16 noia 

(3), 43 nota (2), 46. 
CaMPIGLIONE (colile di). 42 noia (3). 

Canale. 38. 

Cappella (di Coito, 53. 

Capra (La), (La Orava , 20, 24, 25. 

Caeaglio (marchese di), 17. 42 nota (2). 

Carignano. 28, 64. 

Carignano (Caterina d'Este principessa di), 
moglie di Emanuele Filiberto, 82. 

Carignano (Emanuele Filiberto principe di), 
1628-1709; fatto prigioniero colla fami- 
glia presso ('èva nel giugno 17(16, 29 
nota (4), 82. 

CARIGNANO (Vittoria di Savoia principessa 
di». 7. 

Carignano (Vittorio Amedeo principedi . 7. 

Carlino (cav.), ">7. 

Carlo Emanuele II, duca di Savoia, 57 
nota (I). 

Carlo Emanuele IV, re di Sardegna, 62. 

Carlo Felice, re di Sardegna, 62. 

Carmagnola. 31, 36 nota (1), 4(1. 41. 44, 61. 

Carpene (conte di), cornetta, ">7. 

Carret (o Carette) (Michele), Commissario 
ili guerra del Re di Francia, 77. 

Cartosio, 18. 

Carutti hi Cantogno barone Domenico, // 
primo He di Casa Savoia, 68. 

Casale, 49 nota (7). 

Casalis, Dizionario geografico, ecc., 45 nota (4). 

Castagnole (marchese di), 17 noia (1 , 53. 

Castellargento (marchese di), 71 nota (4). 

Castellargento (signora di), 64. 

Castiglione d'Adda, 48. 

Castrezzato, 70. 

Cai inai-, luogotenente generale poi mare- 
sciallo di Francia. 64. 

Cavacurta, 48. 



Cavaylià (reggimento), 19 nota (1). 

Cavalleggeri del Uè, 61, 62. 

Ceva, 1S, 36, 40. 

Ceva (battaglione di), 21. 

Ckvki (M.r de;, cornetta. 56. 

Chalks (Challes: cav. de), 56. Ci7. 

Chamillaru (Michele di;, ministro francese 

della guerra, si, 83. 
Cimi: wav (M. e V.'' Gabriel). 81 nota (4). 
Chàtillon (reggimento di cavalleria francese); 

ufficiali fatti prigionieri, 79, 80. 
CHAl H0NT (marchese di , 55. 
Cherasco. 1!», 29, 30, 32 noia (2) e (5), 33, 36 

nota (1), 39. 40. 
Chetwind (M.r), 27, 28, 29, 30, 31, 32. 
Chiari (battaglia di). 6S, 70. 
Chieri. 28, 30. 31. 
Chignolo Po, 4*. 

CHIUSA marchese della!. 04, 66. 
Chivasso. 28, 30, 47. 
Cibrario conte LuiGf, Genealogie ecc. .~>7 

nota (1). 
Cigliano, 47. 

Cignasanti, Serie cronologica ecc., 33. 
Cittadella di Torino. 29, 57. 
Coardi di Bagnasco marchese Emanuele 

nota (4). 
Coardi Paolo Giuseppe conte ih Cu; 

netto, 71 nota (4). 
Colmenero (marchese Francesco), 33, 

nota 4). 
Colonel- General (reggimento di cavalleria). 75 

nota (3). 
Colonnella (compagnia), 11 nota (2), 22, 23,56. 
l'ani ih is.ini re General reggimento di caval- 
leria l, 75 nota (4). 
Conscente, 20. 21. 22. 
Contribuzione intimata ad Alba, 37. 
Contribuzione intimata a Cuarene, 39, 4(1. 
( li ut \ M.r. 1 . cornetta, 07. 
CORDERÒ (cornetta colonnella). 23, 56. 
Corneliano presso Alba, 16. 
Corsico, 47. 

CORTANZE (marchese di). IN. 51. 
Gortanze (reggimento), 18. 
Corte, 29, ivi noia 2) e di, 33. 35, 38, 51, 53. 
Costa, v. Trinità. 
Costigliele d'Asti, 18. 
Cui m;av (marchese di). 51, ivi nota i2) e(4', 

67 nota (1). 
Courtray, 6."). 

Crava iLa), (La Capra), 20, 24, 25. 
Cremona. 53. 

Crescentino, 25, 40 nota (4 . 50. 
Crevacuore (Massimiliano Roero cavaliere 
di), 17. 

86 



71 



48 



371 — 



l'i,,,-, Manca (reggimento', Il nota l . UJ, 32 

notti 2 . H. 
Cri i ro M.), cornetta della Filippi, 23, 57. 
Cri reo Mi., luogotenente della Filippi, 

56, 57. 

Ori reo (V.) luogotenente della col 'Ha, 56. 

Cumiana Carlo Giuseppe Canal ia di), in, in- 
cuneo. 34, :>7. 



D iMniui.i \l.i .), d'Audrezel '.' 8 :. 
Daniel, Histoire 'Ir In Miliee Francoise, 7."> 

nota l . 
Dai \. generale, '-'•>. 13, 53. 
l>iiiij)/un (reggimento francese), 82. 
Db imi- i M.r. . luogotenente, .">7. 
Del Carretto Carlo Gerolamo marchese 

di Bagnasco, 64. 
Del Carretto (Maria Veronica signora di 

Casti llabgento in Hi \m>i.- \ ti I, 64. 
Demonte. 53. 

1 ii sch u.i:-. vedi Chali -. 
Desehales (compagnia , il nota (2), 56. 
Dbs Hayes (Claudio Hallot), governatore ili 

Vercelli, 6, 10, Ti'. Ts. 82. 
Diano .l'Allia. :«i nota (1). 
Dogliani. Hi. 
Dora Riparia. 5 nota (1 1, 45. 

DORIA (principe), 20. 

Dori \ Gioì \n\i Gì rolamo m ut< bi se di 
Cibiè 56 nota (4). 

Douai. il"'. 

Di-agoni del Genevese, 62. 

Dragoni del Genevese ossia di Genevois, ve- 
dasi Dragoni <lt Genevois. 

Dragoni tirila Regina, 62. 

Dragoni del lìr. 61, 62, 

Dragoni di linirrois, ti. 12, 24, 'ili, 28, 32, 34, 

38, 39, ivi nota della pagina precedente, 

i6, 50, 52, 62, 7i>. 
Dragoni di Kaylus (Quélus), 35 nota(4), Ti», 

83 nota 2). 
Dragoni di Piemonte, 10 nota (1), 36 nota (1), 



ti. 



til nota (3). 



Dragoni ili 8. I ■ E 
Dragoni Itili)/. 4ti. 
Dragoni piemontesi, 62. 
Dragoni prigionieri a Milano, 11. 
Dragoni nidi, 61. 

Duboim, Raccolta delle leggi eoe, 57 nota(6). 
Duca ih Savoia (poi re Vittorio Ame- 
deo III. (il. 

Duchessa Reale (Anna d'Orléans), 29 nota 
(K. 39 noia della pagina precedente^, 70, 
Ts nota (2). 

Dusino. 26. 

87 



ygio tlti di ittii, ni i, 
'Equipaggio ili Carlo Giacinto Roero,9. 
Equipaggio 'l< 8. I . /■'.. 32. 
Est ung (Francesco d' Estai ng ili- Sa il la ni conte 

i. I si vini. 32. 
l'.i genio ih Savoi.i 25, 27, il. 12, 

i .;. 11. in. 50, 63, 78 nota 1 . 82. 

F M.I.I I li, \ • !'• IROLO. 

Fai ssi ine <a\ , ili . luogotenente, ">7. 
Fazano (avi ocato), 23. 
Feldzeugmeister, 31 nota 1 1 . 
l'i.i.i/ .Mattia conte ili Schulembouvgli), 31. 
l'i uri ro (prof. Ermanno . 5 nota 
l'i i : i : i ro della M vrmoh \ (ca\ . Alberto , 
10 nota (2), 36 nota (1), 38 nota (3 . 7^ 

lieta (2). 

Feudi ini prillili r spagnuoli, 51. 

Feuillade (Guardie del duca della), 81. 

Fi.i ii.i.Mn. (Luigi d'Aubusson duca della), 

32, 38, 4:5. 
Fiandra, 04. ti.",, 72 nota '-' . 
Fiandra Spagnuola. 65, liti. 
Filippi (cav. Francesco Ignazio), 23, 24, -IX 
Filippi (compagnia), 11 nota (2), 20, 21, 22. 

28, 57. 
Finale, 19, 20, 86, 53. 
Fleurus battaglia ili 1 , li"'. 
Flotta (inglese), 32 unta (5), 42. 

FOGLIZZO (colili di), 71 unta. 4). 

Fontana (Gian Giacomo), intendente gene 

vali-. 40. 
Foras, Armorial et Nob. n tir Savoie, •"'! 

unta 00. 

Fossano. 26, 33, 36 nota il i, 38, 70. 

Francesi truppe), 25, 20. 27. 28, 20. 30, 32, 

::::, 34, 35,37,38,39, 40, il, 42. 4::, 44, 15, 

n;. 17. 48, io. :.2. .".::. T2-s:;. 
Frassinello. ls. 
Fross ksco (conte ili i, 64, 65, 66. 

Garezzo, 10, 20, 21, 22. 23, '-'I. 38. 

G brezzo (marchese di), 32 nota (2), 07. 

Garzon Maggiore, ">iì. 

Gassino. 28, 35. 

GatTINARA Carlo ,av. di), 10, 14. 1."'. 

Genevese (dncato del), ■"'">. 
Genevese di-agoni del . \ . Dì-agoni. 
Genova, 29, :!•"'• 
licitarti cavalleria, 62. 
Gentiluomini tinìrn guardie tiri corpo, 07. 
Gesso (tonfili'). 34. 
i;h,,l. v. ht/ilt. 
Ghigholo. v. Chignolo. 

Goesbbiand, luogotenente generale fian- 
cese, l*. 



- :ì72 



Gotto, 68. 

Govone, 33 nota (3). 

G-ovonk (conte di), 33. 

Gradi militari, 07. 

Grani: trasporto dalla Riviera, 19, 21. 

Gret (signor 1 , cornetta, 56. 

Grimottiéres (marchese di), 57. 

GrugMasco. 26. 

Guardie del corpo, (ili, 67, 71. 

Guarene. 5 nota (2). 37, 38, 39, 40. 

Guarene ((listello di), 7, 33. 

Guarene (Carlo Giacinto Roero conti' di), 

5-17, 19-54, 57-61, 63, 78 nota (2). 
Guarene (cav. di), 17, 32 nota (2), 30,41. 42. 
Guarene (contessa di), 9-14, 37-40, 44-46, 53. 
Guarene (madama di), 9, 33, 35, 37, 50. 
Guarene (compagnia), 11 nota (2), 22, 23, 41, 

51, 53, 54, 59-61. 

Hofmann (barone), 46 nota (li. 
HuMIÈRES (maresciallo d'), 65. 

Imperatore, 64, 77. 78. 

Imperiali (truppe), 26, 44, 45, 46, 52. 

Esnardi, vedi Caraglio, Senantes, Ligne- 

VILI.E. 

Isnardi, podestà (li Guarene, 27. 
Isola d'Asti, 43 nota ( 1 1. 
Italia, 44, 52, 64. 
Ivrea (resa di), 14. 

Kriechbaum (barone di). 14, 15. 

Kììfmiler (capitano poi maggiore teggimento 

Visconti), 16. 
Kydt (reggimento di). 45 nota (2). 

Langallerie (marchese di), 46. 

Langhe, 17. 

Leurilie (reggimento francese), 82. 

Ligneville (conte di), 42. 

Litta, Famiglie eelebri italiane. 57 nota (1). 

Livorno Vercellese. 26. 50, 53. 

Lodi, 48. 

Lombardia. 52, 53. 

Lomellina. 5(1. 51. 

Louvois (Frane-Michel Le Tellier, marchese 

(li). 65. 

Lovano, 20. 
Lucento. 45. 

LtiCKV (cav. (li), 51, 67. 

Licei (Francesca ile Marcste de), marchesa ili 

San Tommaso, 52 nota (3). 
Luigi XIV re dì Francia. 64, 65. 66. 68, 70, 

72-82. 
Luogotenenza colonnella (compagnia), 11 

noia (2). 



Luserna (valli di), 34. 
LUXEMBOTJRG (maresciallo di), 65. 

Madama Reale (Maria Giovanna Battista) 

20 nota (4), 70. 
Mai ff.i (conte Annibale), 28. 
Maggiora (compagnia), 11 nota (2), 56. 
Manno barone Antonio, 10 nota (1) e 2). 17 
nota (1), 1S nota (6), 21, nota (1), 50 nota 
(3), 64 nota i3) e passim. 
Mantova. 53. 

Maresciallo d'alloggio, 57. 
Marescialli! di campo, 67. 
Maria Luisa di Savoia, regina di Spagna, 68, 

69, 70. 
Marina (la), reggimento. 64, 65, 66. 
Marodeurs, ss. 

Marsin (maresciallo), 29 nota (2), 45. 
Mar tigni/ (corazzieri), 27, 28, 46. 
MÉDAVi (conte), luogotenente generale tran 

cese, 49. 
Melegnano, 48. 
Mesmes(di) ih Maroixes (Gabriella, contessa 

delle Lanze), 57 nota (1). 
Mestre de eiiinp, 72 nota (3). 
Mestre de Camp- General, 75 nota (4). 
Metwin (M.r), 29, 30, 32. 
Milano. 10.-16, 48, 51. 52 nota (4). 53. 
Milano (Stato dii, 78. 
Milizia. 22, 37. 38, 40. 
Mi.sqi éai; (M.r de), 19, 20. 
Momneri (G. B.), prevosto di Valperga, 71. 
Monasterolo (conte di), 18, 25. 36. 52. 
Moncalieri, 27, 28, 30, 31, 32, 46. 47. 
Moncalvo, 48. 

Mondovì, 20, 33, 35, 39 nota della p. p. 
Monferrato. 17, 50. 51. 
Man/errato (reggimento), IN. 
Monferriiii. SO. nota (11. 38. 
Monforte. 36 noia (1). 
Mons, 65. 

Monta (lai. 36 nota | I . 
Monta (marchesa della), :ì6 nota (1), pò - 

stilla (g). 
Montanaro, 27. 

MONTBRISON (conte di). 19 nota (1 , 55. 
Monteu (Roero % 36 nota (1). 
Monticello (cav. Roero di), .SS, 89. 
Munticeli» (conte Roero di). SS. 
Montmélian, L8. 

Morondi chirurgo maggiore), 23, 56. 
Morozzo, 20. 

Motta (campo della), 41-45, (il. 
Muli (ricerca di), 58. 
Murazzano. 36. 

ss 






873 — 



Nizza. 18. 

Nizza i provincia ili',, 77. 
\i::o reggimento ili I, 64, 65. 
Nizza Monferrato ■ > del In Paglia, 18. 
Niink (conte ili . in. 
Novara, (7. 18, 19, 78. 

Olgiati (conte), luog Dente, .">7. 75. 

Oneglia. 18, L9, 20, 38, 85. 

Orléans (duca d' . 13, 14, 7^ nota [2), 81-88. 

Ormea. 22. 

Ospedali, 29. 

Ottavio Giuseppe, Livredes Étendards ecc., 

61 nota 2 . 
Ottiebi, Istoria dellegu* rreece., 29 nota 2 . 68. 

Pace Miri ili. 26, 28. 

Palazzo Boero di lina une (ora d' Ormea ,6, 

28, 29, 80, 31, 16. 
l' \i botti (marchese), 32, 85, 72. 
Parco vecchio, 46. 

Parella (cav. di), lo, 14, 15, 72. 78 nota (2). 
Parella (marchese ili', in nota (2), 86, .i7. 

38, 40, 78, 82. 
Parigi. 65j 71. 

Partenza ilei Duca da Turino, 81. 
PaMoporfj, il"', mi. 77. 
Passaporto del governo Spagnuolo, 16. 
Pavia. 48. 

Perdite alla battaglia ili Torino, 45, 46. 
Perrone (barone Carlo Filippo), 14, 15, 77. 
Persiv m. M.i de), 12. 
Peterborougb (lord), 4s. 
Peti ri (Antonio . 19. 
Pfefferkorn (corazzieri), 47. 
Piaggiera di Pra Fondo, 36 nota (li. 
Pianezza: ufficiali francesi frittivi prigionieri, 

SO nota (li. 
Picone (Giuseppe), luogotenente colonnello 

dragoni ili S. A. 1!.. io. 14, 15. 
Piemonte. 64, tu;, 68, 78. 
Piemonte (Principe di), 51. 71. 
Piemonte (reggimento ili. Il nota il i, 12 

nota della pag. prec, (16. 

Piemonte Beale, 24 nota (li. 47 nota li. 

Pietra Ligure. 20. 

Pinerolo (strada di , 46. 

Piobesi d'Alba. 5 nota 2). 

Pioppis, cornetta, 23, 24, 57. 

Pioppis (Signor), luogotenente, 57. 

P1088 iseo (conte ili). t;7. 

Pizzighettone. 4i). 

Po, 28, 29, 30 32. 41, 44. 40. 

Pollenzo, 37. 38. 

Polonghera, 40. 

Porporati d'Alma (conte Giovanni Felice), 7. 



Porporato (conte . 67. 

Prelà Paolo Domenico Doria conte di), 10 

nota 2 . 19, 22 noia li, 52. 5H. 

Prelà (reggimento), 19, vedi dragoni Genevois. 
l'i.-n ro (marchese 'li . 18, li. 50, 51. 
Prigionieri (scambio dei), Hi, 5:;. n::. 71. 72->:;. 
Principe Eugenio ili Savoia reggimento), 82 

noia (2 . 
PrTNCIFESSE Hi mi. 29 noia 2 . 30. 
Priocca. 28. 
Proa \n\ ih I'.i.im.iik (Margherita, marchesa 

(li BROSSO), IO nota (2). 

I'i.'"\ w\ hi Drueni (Elena Matilde in Pal- 
li ih in Baroi 1: <' ^stagnole) . 17 
nota il). 

Provana Francesco conte di Frossasco 64, 

\ l'ili FSOSSASI I >. 

Pboa vn \ in Frossasco, Memorie, 64 nota 5). 
Pitissiani, iti. 

Quartiere d'inverno, 52. 

— — (tassa . lo e seg. 

Quélus (dragoni di), vedi dragoni di Kaylus, 

Bac 'x (M.r) luogotenente, 56. 

Piiinillies. 32 nota 5 . 

Rangona, 58. 

Rea. i8. 

Reggimento di cavalleria Genova, 62 e ivi 

nota della p. p. 
Revello. 35, 70, 71, 78 nota(l). 
BlCALDONE (cav. Callo Gius.). 72notai2), 72-81. 

Rikdt (barone), Iti nota (1). 
Rimonta della cavalleria, 50. 

BlVAROLO (conte ili'. 57. 

Rivetti (maresciallo d'alloggio), 23, 21. 

Rivoli. 26. 

Rosella (cav. ili), luogotenente, 57. 

BOBIO l'I MONTEMARZO i t'eremoniole della 

Peni Corte di Savoia, registrato dal), conte 

68 nota (2). 

Boi 1 \ muli- della), 47. 

Rocca (conte), colonnello, 45. 

Roche (la) d' Alleri (Pietro ili- Lncasconte 

ili-). 51 nota (3 . 

Roero Giuseppe, vescovo il' Alba, 14. 15, 17, 

21. 20. :;ti, noia ;1 I, ::7. 38, 39, lo. 52 
nota (3), 54. 

Boero Traiano Andrea conte della Vezza, 
vedi Vezza. 

Roero hi Guarene (Anna Maria Vittoria 
Margherita in Salomone ih Sebravalle), 
7, vt-ili Serravalle (Contessa di). 

Boero i>i Gcarene Pietro Francesco Fe- 
di rico, 1 1. vedi Guarene (cai . ili . 

Boebo fi Re vello 'Vittoria in BOEBO io 
Guarene), ti, vedi Guarene (Madama di). 



— 374 



Roero, vedi Costanze, Crevacùore, <il \- 

HKNK, MoNTICELLÒ, SÒIOLZE. 

Romagnanó (Vallèsa dei signori di), 07 nota 

della i'. p. 
Rondissone, 47. 
RondolinO Avv. Ferdinando, Vita torinese 

crr., :>ì nota n |. 
Rossana. 35. 
Rossignoli (conte), 66. 
Rossetti, fabbrica di maioliche, 7. 

Sabbioni (campo «lei), 27-30. 

Saint-Amand-les Eaux t Saint Amami dee Eaux) 

Francia, dip. del Nord, 65. 
Saint-Michel (marchese di, 1 , 07. 
Saint -Nectaire (Enricodi), conte «li Brienon, 

71-83. 
Saint-RÉms (baione ili), 42. 
Sale (castelJo di), 36 nota (1). 
Sale (Sales), conte di), 36 nota |1), 39 noia 

della p. p., 57 nota (1), (17. 
Sales (marchese di), 40. 
Saliceto, 53. 
Salò, 27. 
Salomone ih Serkatalle (eonte Giovanni 

Battista), 9, 13. 
Saluces, Histoire militaire du Tiémont, 10 

nota (1). 
Saluggia. 25, 26. 
Saluzzo, 34. 35. 
Saluzzo (combattimento di), 29, 31 nota (4), 

34. 35, 63, 70, 78 nota (1), si noia (1). 
Sali zzo (conti' di), 22, 25, 38, 39 noia della 

p. ]i., 50, 56. 
Saluzzo Miolans Spinola, vedi Garezzo. 
Salvaguàrdia, 33, 38, 39, 43. 
San Damiano. 44. 
Sanfrè. 32 nota ,2j. 
San Front (cav. di), 56, 57 noia 3 . 
San Germano (vercellese 1 , 47. 
San Giorgio Canavese, 63, 71. 
San Giorgio Canavese (parroco di), 71 nota (4). 
San Giorgio v. Ales, Biandiìà, Biandrate. 
San Martino (cav. di), 54 noia (1), 50. 
San Martino di San Martino ("cav. Barto- 
lomeo), 29, 30, ."ili. 
San Martino, vedi Brosso, Pakella, Riva- 

ROLO. 

San Michele. 26. 

Santa Giulia (reggimento), 41. 

Sa»i«a Sede, 20, 21, 

Santa Vittoria. 38. 

Santena, 44, 45, ivi nota (4). 

simi.m (Carlo Benso conte di), 21, 22, 40. 

Santena (Francesco Luigi Tana conte di), 45 

nota (I . 
Santenot. 15. 



Santi (IV' cappellano), 22, 50. 

San Tommaso (abbate di), 68. 

San Tommaso (Uarlo Giuseppe Vittorio Canon, 

marchese di i, 52 nota (3). 

San Tommaso (Giuseppe Gaetano Canon, mar- 
chese di), 12, 13, 52 nota (3). 
San Tommaso (Guglielmo Francesco Canon, 

marchese di), 52 nota (3). 
San Tommaso (marchesa di), 37. 52 nota (3), 

(is, 69, 70. 
Santo Stefano (conte di), 5. 
Saorgio, 17, 18. 
Saredo Luisa, I.n Hegina A min ili Savoia ecc., 

29 nota (2), 09. 
SartiràNA (Generale). 36. 
Savigliano, 34. 
Savoia, vedi: CarignanÒ, Duchessa Ki ali:. 

Eugenio, Madama Reale. Soissons, Vit- 

ti uno Amedeo, eie 
Savoia Cavalleria, 47 nota (1), 02. 
Savoia (corazzieri?), 47. 
Scaglia di Verrua (Claudia in Doria im Ci- 

riè), 50 nota (4). 
Sciolze, 30. 

Sciolze (cav. (li , 11, 57. 
Sciolse (compagnia), 57. 
Sclofis di Salerano conte Federico, Marie 

Luise Gabrielle ile Savoie Heine d'Espa- 

gne, 68. 
Secchia (fiume), 42. 
Semestre (licenza), 10. 
Senantes (marchese di). 18, 42 nota (2). 
Serravalle. 30 nota (1). 
Serravalle (contessa di', 13. 45, 53. 
Seta (prodotto), 30. ivi nota (2), 31. 
Sia SSEL idi). 07 nota i 1 1. 
Sii SSEL, vedi Aix. 
SlNEO (Sebastiano), 30 nota (li. 
SlNZENDORF (eonte di), 40. 

Soisson (principe Emanuele di Savoia), 35, 71. 
78, 82. 

SOISSONS (contessa di), 35. 

Solaeo (Carlo Giacinto Maurizio, marchese 
della Chiusa), 04, vedi Chiusa (della). 

Solaro della Margherita, Journal histo- 
riqtte ilu Siège ecc., 27 nota 'li, 47, Oli 
nota il). 

SOLAEO, vedi GOVONB, Mon\siei: 

Sommariva del Bosco, 32 nota (2), 40. 

Sommabiva (marchesa di). 52. 

Soncino. 68, 09. 

Spagna, 04. 

Spagna (Regina di), vedi Maria Li Isa di Sa- 
voia, regina di Spagna. 

Squillinoli, 20, 21, 22, 36 nota (1). 
Staiiremi'.eri; (conte Gnido di), io noia (8). 

9(1 



— 375 — 



Stendardo dei dragoni Qenevois, 61. 

Stura «li ( 'lineo. 33, 38, 39. 
Stura ili Lanzo, 15, Hi. 
Susa. 25, •"'■:. 78. 
Svizzera, mi. 

Tamburo, 57. 

Tana (Autonio Mari» Arduino), L3, ii7. 4."i 

a h. 52. 

T ina Federico march. d'Entraque, 11 nota l . 

15 nota 1 . 
Tana Filippo detto il cav. d'Entraque), 11, 

13, 15, i\ i nota ti . 
Tana Francesco conte ili Santena), 15 nota il . 
Tana (marchese I lai 1" Gimfeppe . 13 . 4f> 

nota I . ."il*. (17. 
Tana Maria Letizia Delfina in Roeho di Gì i- 

rene), 5 redi Gì ireni contessa di). 
Tanaro. 37, 38, 39, l'i nota il . -14. 
Tappezzerìe mandate ;i Cherasco, 29, 
Tarino (cav.), ."il . 
Tarizzo, Ragguaglio «•«••• . . Hi nota (3 . 35 

ii.na l), 47. iì:;. 
Tavernette. 30. 
Te l'inni. 48, 53. 
Tempesta, ti] . 
Thaon di llhvi.i. l'in. Ignazio conte ili Pra- 

lungo, 62. 
Ticino. 47. 

Tiglione valle del 18. 
Torino. 24-27, 49-54, 66, 68, 69, 72 83. 
Torino: assedio, 28, 29, 30, 32, 35, 41, 42, 43, 

II. 15, Hi. 17. 71, 7'.'. 82. 
Tortona. 18. 
Tournay. fili, 

Todrnon, cardinale, 17 nota (2), 66 nota 2). 
Toi rnoh [marchese di), 17. Ci nota (7), ">:;. 
Trattato (18 marzo 1707;. 52. 
Trecate. 49. 
Trinità. 39. 

Trinità (Girolamo MariaCosta, conte della ,15. 
Trini i \ (conte della i, «il. 
'/'rimili (reggimento . 18. 
Trino. 4!l nota l4i. òli. 59. 

Uniforme dei dragoni, ">7. 
Uniforme dei dragoni del Genevese, ii:i. 
Uni/orme dei dragoni ili Genevois, ó7. ón. 
Urago d'Oglio. tis. 70. 



Vaci \ ih Piozzi i Maria Isabella in Roi Ri i 

in 1 .1 \i:i.\i . 7. 
Valenza. 50, "'i. 

Vallesa ili (Filippo Ant.i. 66 nota 6 
Valperga. 70, 71 

Valperga (parroco di), 71 nota i i . 
\ m ri B.G \ l'i MON mi | Luisa < 'aterina in 

ROERl ' ih I ii \i;i ni .li, 7. 

Val Sesia, .".l. 

VaUBETERRE, 37, velli AUBETERBE. 

Vai bonne Giuseppe Guibertmarch. ili ,78, 82. 

\' \i li \ii .\ i i |n incipe 'li . i i. 15, iti. 49. 

\ m demoni (guardie ilei principe ili. 36 

nota il i, 81. 
Vendóme (Luigi Giuseppe, dnca ili. li. !• 

nota 11 |, 7v 82. 
Venezia. Ii4. 
Vercelli. 17. 53, 55. 
Vercelli (assedio di), :». iti. li'. 

Vi RNONE, vedi BALBI S IH. 

Verrua assedio di i, 15. 

Vezza (La . 5 noia (2). 

Vezza iconti' della), ">. 7. 11. L5, 17 22, 24, 

:«-44. 49-:>4. 
Vidone (luogotenente), '_':ì, .">7. 
Vigevano, 14, 15. 

Vigna di Madama la Duchessa. 29. 
Villafranca d'Asti, il. 
Villa San Secondo. 18. 
Vili ecardel di) ih I'i.i i l« Cristina in Hi \n 

ih: mi.. Ii4. 

Villeroy (Francesco di Neuville, dina di . 
maresciallo <li Francia, '.VI nota (ò). 70. 

Villiers (M.r dei, maresciallo di campo fran- 
cese. 78, 82. 

Visconti (marchese Annibale), Hi. 

Visconti (reggimento), Hi. 

\ ittorio Amedeo III, re di Sardegna, 61. 

Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, iì. in 
nota (1>, Il nota il'. 17. 18, 24, 29, :i'_'. 34, 
:;s. in. 13 in, 4'.i .".:;. :.:.. 61 nota :: 63-65, 
68-70, 72-82. 

Voghera, 4s. 

VoltairEi Sièele '!< Louis XI Fece., 16 nota :: . 

Il ol/i nbiittel reggimento fanteria), 46 noia il i. 
'/.anelli, /' reggimento Piemonte Beali ecc., 

L'I noia i 11. 

Zucarello, l'I. 



!H 



EUCLIDE MILANO 

I.A PARTECIPAZIONE ALLA GUERRA 

successione" spagnuola 

DELL \ 

CITTÀ DI BUA 

LLLUSTRATA NEGLI ORDLNAT] DEL CONSIGLIO 

CON APPENDICE 

DI TRE DOCUMENTI SI ALBA 



48 Mise. II. 



PREFAZIONE. 



A quella grande guerra di successione spagnuola che formò 
la massima gloria d'un principe sabaudo e segnò una fra le pagine 
più belle nei fasti della storia italiana, ebbero parte più o meno 
notevole tutti i Comuni del Ducato di Savoia: in questo mio la- 
voro lio raccolto quanto di più importante si riferisce al Comune 
di Bra. Dopo aver fatto un diffuso spoglio degli Ordinati dal 1703 
al 1707 (null'altro rimane di quell'epoca), rimasi a lungo in forse 
se dovessi servirmene unicamente per tessere in proposito una vera 
e propria monografia, o se dovessi invece comporne un succoso 
estratto, che riferisse in modo fedele ed ordinato le principali de- 
liberazioni del Comune braidese in rapporto alla guerra d'allora. 
Prevalse quest'ultimo partito, perchè mi parve più conforme agli 
scopi che la benemerita R. Deputazione di Storia Patria s'era pre- 
fissi nella sua magnifica impresa: ma prima di riportare l'estratto, 
clie potrebbe di per sé solo apparir troppo arido e nudo, farò io 
stesso alcune osservazioni sui fatti più importanti che ne ricevono 
luce, rilevando le cose più belle ed istruttive che in esso si tro- 
vano contenute. 

Ricevuta la notizia che era stata dichiarata la guerra fra il 
Duca di Savoia e la Francia, il Comune di Ria dovette attendere 
in maggior misura che prima alla coscrizione dei soldati per gli 
eserciti savoiardi. Su questo argomento si possono fare molte osser- 
vazioni. Era quello infatti un procedimento che presentava, a mio 
vedere, difetti numerosi e gravi, non essendo fissata per esso una 
norma precisa e costante, che impedisse i^li arbitri da una parte e 
gli abusi dall'altra. Giudice assoluto in questa materia era soltanto 
:? 



380 — 



il Consiglio comunale, eli»', se anche avesse sempre operato con 
senno e desiderio di bene, non poteva agire per via di vera giustizia. 
Di qui un deplorevole continuo scompiglio. Giungeva l'ordine di 
mandare a questa o a quella sede un eerto numero d'uomini: ra- 
dunavansi tosto i Consiglieri, ed ora designavano senz'altro i 
coscritti traendoli dalle famiglie più numerose, ora invece estraevano 
a sorte i nomi, ora inline dividevano la città e il territorio in altret- 
tanti quartieri, che dovevano provvedere per turno i soldati richiesti. 
Ma questi, alla lor volta, non erano sempre disposti all'obbe- 
dienza. Sostituzioni, privilegi, immunità, pretesti di tutte le specie, 
fughe e diserzioni, rendevano molto spesso inetìettuati i decreti del 
Consiglio, sì che ben pochi, in paragone, rispondevano all'appello. 
E se si aggiunge l'ipotesi, ben naturale, che i Consiglieri per parte 
loro non procedessero con equanimità e criterio — cosa, più o meno, 
di tutti i luoghi e di tutti i tempi, — si può comprendere quante» 
t'osse difettoso questo servizio pubblico di somma e vitale impor- 
tanza. Da principio erano chiamati alle armi soltanto i giovani e 
i celibi del paese; ma in seguito, di fronte all'imperioso bisogno di 
militi ed ai vuoti continui che occorreva colmare, cominciarono 
ad essere coscritti anche yii uomini ammogliati, e perfino dei fo- 
restieri. Né pure era questo sufficiente alla bisogna. Continue si 
lamentavano le diserzioni, e non v'era modo di porvi rimedio. Si 
pubblicavano delle Gride che minacciavano pene molteplici e gravis- 
sime, quali la disgrazia di S. A. R,, multe, arresto, galera, e perfino 
quella di calar li coppi e minar la casti, ovvero sradicar la ra.sn 
e vender foro beni; ma sembra che queste gride avessero proprio 
la stessa sorte di quelle ricordate dal Manzoni. Ter costringere al 
servizio coloro che vi erano designati si era ridotti talvolta al 
punto di doverli fai- eaptittare e condurre arrestati al loro destino, 
si chiedeva che venissero dragoni o soldati alemanni per aiutare 
i Consiglieri all'impresa, e con tutto questo si riusciva allo scopo 
assai faticosamente, <ìià nell'aprile del 1705 si faceva notare dal 
Consiglio che hi giouenim di questo luogo resta allarmata, et Ita 
assentato da questo luogo ; sicché si comprende come riuscisse dif- 
ficile (ed anche comico oggi per chi rilegga gli ordinati) l'arruolare 
verso la fine dello stesso anno appena 25 uomini che ciano stati 
richiesti in soprannumero, e peri (piali essendosi invocato il rilascio, 
S. A. H. rispondeva di rettamente che si trattava di su ut ma rerum 
e non poteva quindi acconsentirvi. E veramente appare mirabile 
come «pici Duca riuscisse a superare difficoltà così grandi per causa 



— 381 



di quel sistema patriarcale così infelice. Ma conviene pnr subito 
aggiungere che quando l'u necessario un ultimo sforzo i snidali si 
trovarono, e che l'esempio delle continue diserzioni non tratteneva 
molti altri dal compiere il loro dovere. 

A quali fatti d'arme partecipassero i Braidesi non apparisce 
chiaramente; nelle liste dei soldati partiti per la guerra troviamo 
soltanto molti nomi preceduti da un segno di croce, che forse fu 
aggiunto in seguito ad indicare che vi erano morti. (Mire a quelli 
che servivano nel reggimento della Trinità, nel battaglione di Ohe- 
L-asco e nel battaglione di Alba, si accenna a soldati che Si trovavano 
fra le milizie presso il nemico a Cuneo, Mommi gliano (sic), Torino, 
e in altri luoghi. Molti poi furono gli nomini di Bra, e più ancora 
del territorio, che. come abili ni lr«)i<<<//i<> <lcl/<< znp/xi, si manda- 
rono a Cherasco per abbattervi le fortificazioni nel L703 e per ri- 
costruirle nel 170(1-1707, a Chivasso nel 1704 ed a Torino nel 1705- 
L706 per erigervi le difese contro il nemico approssimaiitesi. Si 
può dire che tutti cooperavano, per amore pei' forza, ;il bene della 
patria. Giungevano ordini sopra ordini: il Consiglio, specialmente 
nell'anno culminante 170<>, radunavasi (piasi ogni giorno e lin due 
volte al giorno: i Consiglieri, appena deliberato, partivano tosto 
in deputazione alle Autorità di Alba, o Cherasco, o Fossato», 
Carmagnola, <> Torino, ed anche allo stesso I>nca, oppure si spar- 
gevano per la città e pel contado a diramare gli ordini e farli ese- 
guire. Passavano frequentemente truppe piemontesi od alemanne, 
si dava alloggio a quelle ed a queste, non sempre evitando che 
scoppiassero disordini fra le une e le altre, anche con sparamenti 
(ranni; i forni erano in opera continua. Fieno e sempre fieno, 
sino a rimanerne esauriti i magazzini delle caseine e lineili spe 
eiali all'uopo ordinati nelle stesse chiese, sacchi di grano e di biada, 
e poi letti, bestie da basto e da tiro, carri e carrette, legna, pinoli.' 
assi. ecc. ecc.: di tutto un poco, ed anche mollo, chiede vasi 
da tutte le parti. E il Consiglio obbediva quasi sempre senza rifiu- 
tarsi : solo quando vedeva impossibile ottemperare a tante e cosi 
gravi imposizioni chiedeva rispettosamente che si moderassero le 
esorbitanti pretese, e se ne veniva in risposta un rifiuto, nel timore 
di pene si rassegnava e continuava l'opera sua come meglio po- 
teva, lira un'agitazione viva e costante, di cui sentiamo tuttora 
il fermento anche solo leggendo l'estratto degli ordinati da me 
composto; e dal »iorno in cui fu deciso, sul principio chi 1701. 
che si slesse in vedetta sul Belvedere per accendere i fuochi e sparare 



:;sj 



li mortareti al primo annunzio del sopraggiungere |l'oste nemica, 
partecipiamo con ansia ai sussulti di quel povero popolo, che già 
tanto soffriva e pur paventava più gravi sofferenze. 

Vennero infatti i Francesi: e fu immensa sciagura che portò 
al colmo la prostrazione e la miseria. Anche prima le condizioni 
economiche della maggior parte di quegli abitanti erano, come 
sarà tacile scorgere da molti esempi, miseri' e depresse; tanto 
che i Consiglieri, nel gennaio del 1704, per incitare i cittadini a 
recarsi numerosi in Alba ov'erano stati chiamati, facevano loro 
promessa d'un pane cadmio. Le gravi imposizioni del Governo, le 
fughe e diserzioni degli uni e il servizio militare a cui erano stati 
costretti gli altri, anche se padri di famiglia, i cattivi raccolti, 
l'incetta forzata di tutte le legna del territorio per rinnovare i forti 
di Oherasco, gli alloggi alle milizie, l' immigrazione di forestieri, 
la pochissima sicurezza pubblica, e per ultimo una terribile gran- 
dine rovesciatasi il 17 giugno 1706 a distruggere le campagne ave- 
vano rese le condizioni ognora più tristi: ecco quindi, il giorno 23 
dello stesso mese, giungere ancora l'esercito nemico di 25000 uomini. 
Rimase in città e nel territorio per cinque giorni: mise a sacco 
quel poco che rimaneva: e mosse poscia, a quanto sembra, verso 
Tossano, lasciando una vera desolazione di morte. Ma non èra tutto. 
Ecco il Comune braidese oppresso di ora in ora da nuovi ordini 
prepotenti ed esaurienti: provviste di alloggi, e vino, e legna, e 
guide, e biade, e carriaggi, perfino di ghiaccio per il La Feuillade 
durante il soggiorno dei Francesi: contribuzione di L. 52509 non 
appena i Francesi si furono allontanati. Come era possibile met- 
tere insieme una somma sì ingente '! Inutile protestare e scon- 
giurare: o raccoglierla, o peggio. Denari, sete, argenti delle chiese, 
campane ed altri metalli, vettovaglie di ogni genere, tutto fu ricer- 
cato e accumulato per raggiungere il prezzo della contribuzione 
gravissima: ma se n'era sempre lontani lontani. Per fortuna i capi 
dell'esercito francese non erano eroi neppure davanti al denaro: 
lineilo che non avevano ottenuto le proteste e le preghiere lo ottenne 
il luccicor dell'oro trasmesso segretamente a titolo di regalo. E al- 
lora la contribuzione fu ridotta a L. 30000: e si tini di pagarla 
quando appunto i Francesi passarono nel territorio braidese per la 
seconda ed ultima volta, diretti a Torino. 

Ma in tanto succedersi di dolorosi eventi, che meglio risalte- 
ranno pei' chi voglia leggere l'estratto seguente, perdurava ciò non 
ostante più bella e più viva la fedeltà illimitata a Casa Savoia. 



— 383 



F veramente confortante il veder ripetersi continue e commoventi 
le prove <li questo affetto profondo, secolare nel nostro popolo su- 
balpino. Agli ordini che venivano direttamente dal Duca il Con- 
siglio, anche se si trovava in momenti disperati e colla borza essausta, 
non faceva giammai opposi/ione: trattandosi mussi me di regio seruitio, 
ubbidiva prontamente; e protcstav;i soltanto allorché gli ordini 
venivano dai Ministri o da altri minori affidali di quel governo, 
pur troppo dispotico ed arbitrano. Ma, sebbene fosse tale, non si 
trova indizio alcuno di vera rivolta collettiva. Il 15 di novembre 
1704 si dichiarava in nome del luogo di non /«sciarsi mai uincer 
da qualsiuogUa nitro suddito ili 8. A. lì. nel zelo e prontezza sempre 
usata in ossequio ai (suoi) 8 aggij lontaniti; nel gennaio dell'anno 
seguente, pur essendo le strade, per le pioggie e le nevi, imprati- 
cabili, sì che i carri vi affondavano e le bestie talvolta ne mori- 
vano, il Consiglio ordinava, ciò non ostante, clic uadino finche po- 
tranno, affinchè si faccia tutto ciò sarà possibile per il regio gemitio : 
il 21 marzo si ripeteva che non ha il presente publico altra mira 
che iti essequir cecamente tutti gli ordini che li uengono per parte 
del Sourano e suoi Ministri. Queste prove, ripetute altre volte, erano 
solo a base di parole e, per così dire, platoniche; ma vengono in 
aggiunta altre prove di fatto che le confermano: come quando tutti 
gli uomini abili alle armi, con a capo uno degli stessi sindaci, 
mossero verso Torino per combattere col loro duca a liberarla, nel 
settembre del L706; ed il Comune braidese, stremato di denaro e 
di forze, intanto che taceva pregarejin tutte le chiese pel" la vit- 
toria, mandava a quei buoni militi sonni la montagna uei'SO Torino... 
una sommata di nino. (Incinto rationi bianche di pane... et nibbi tre 
di formaggio, per animarli mai/giornante al semitio. .Ma la prova 
più bella e più pura è ancora quest'altra, che ho serbato a bella 
posta in fine. Avevano dominato per parecchio tempo sul luogo di 
Bra i Francesi, ai quali si aveva ubbidito per t'orza pagando la 
contribuzione che s'è detto: dal Duca di Savoia si era diventati 
come liberi, ed esenti da altre imposizioni. Eppure il Comune 
braidese, appena saldato il conto delle 30000 lire e partiti i Fran- 
cesi, mandava di propri.» impulso a S. A. H. una deputazione pei' 
inchinarla e rallegrarsi seco dell'allontanamento dei nemico e sperala 
prosperità delle sue armi, dichiarando che Bra le ha consentalo il 
cuore e la itila a sito seruitio, e consegnando intanto nelle sue mani 
la somma di 200 doppie avanzate dalla contribuzione. Frano 
privi persino del necessario: eppure volevano mostrare con un vero 
7 



— 384 — 

sacrificio la loro fede immutata. Sacrificio di denaro allora, sacri- 
ficio di sangue altre volte: e sia benedetta quella devozione alla 
gloriosa Casa redentrice d'Italia, clic noi, tardi posteri, dobbiamo 
sinceramente ammirare. 

Bra, Gennaio 1905. 



ESTRATTO 

DEGLI ORDINATI DEL COMUNE DI BRA 

IN RAPPOETO ALLA GUEBfiA 

DELLA 

SUCCESSIONE DI SPAGNA 
1 703-1 TOT 



49 Mise - II. 



ANNO 1703. 

8 ottobre. — « Online del Signor Marchese Pallauicino di douer far procedere 
indilatamente mi una consegna ili tulle le persone ili questo luogo e finaggio capaci 

ili porto e maneggio delle armi dall'età d'unni ls lino nlli 50 inclusi miniente ». Il 

Consiglio delibera ubbidire pontualmente a detto ordine, e deputa due Consiglieri 
perchè meglio s'informino <• circa il modo di regolarsi in questi primi frangenti 
elu In guerra uieu dichiarata tra 8. A. R. et la Francia ». (Arch. Coni, di Bra, 
Ordinati, busta 07, voi. 04, foglio 35). 

m ottobre. — « Online del Sig. Gommendator Oouone di leuar huomini 75 
umiliti con spada e fucile ad effetto di unirli al battaglione o sty regimento della 
Prouincia d'Alba ■■. Si provvede prontamente a detta nomina. (Fogli 36-37). 

12 ottobre. — Si comunica altro ordini' in data 10 corr. del Comandante di 
Alba Gabriel Brizio « di mandar in Asti carri uenti, camme uenti, et bestie da 
basto t8, Ò lineila quantità che si potrà hauere per earr'njar grami •<■ 1 Consiglieri 
mandano cercarsi sopratatto bestie da basto. (Foglio 38). 

// dicembre. — Si annunzia clic sono giunte nel luogo 4 compagnie di 
cavalleria del marchese Cavaglià, le quali vennero ivi alloggiate; ma intanto. 
essendovi penuria di fieno, si stabilisce di ricorrere per essere liberati da quel- 
l'alloggio, e di fare frattanto mi mai/aseno de fieno. (Foglio 41). 

23 dicembre. — Partenza delle 4 compagnie del marchese Cavaglià (Piemonte 
Ueale). (Foglio 43 r.). 

31 dicembre. — 11 Consiglio nomina quattro ufficiali per formare quattro 
compagnie, che siano almeno d'uomini 50 cadmia « con la paga di snidi cimine 
al giorno per cadmio soldato. ìinre una per cadmio capitano, et II. 15 per cadmio 
luogotenente oltre il pane che se li darà nella partenza ». (Fogli 01-52 r.). 

ANNO 17 04. 

4 gennaio. — Si comunica un ordine in data •"> coir, dell' IH"'" Conte Della 
Bocca di convocare tutti gli nomini capaci al porto d'armi e condurli pronta- 
mente in Alba. Il Consiglio dispone di far eseguire le cride stassera e domattina, 

cosi che alle me \'<. nella quul si sonora il compiutone, tutti si trovino sulla piazza 
per indi partire verso Alba: e manda notificarsi che a tutti coloro i quali « sta- 
ranno all'attutii seruitio in occasione ili questa marcia e chiamata » farà dare un 
liane caduno (!) a spese del Comune per il giorno di domani: « il tutto per 
animar detti particolari ad obbedir prontamente e far con maggior zelo il sentitili 
di S. A. 1!. e pitbtico ». (Foglio 53). 
11 



— 388 — 

m gennaio. — In seguito a ordine dell'Intendente Angiono si provvede per 
far cuocere pane nei cinque forni del Comune e mandarne, già nello stesso 
giorno alle ore 20, con 15 cani e 60 bestie da basto, nel luogo di Govone. 

(Fogli 54-55). 

16 gennaio. — Arrivo a Bra di parecchi reggimenti d'Alemanni con 700 ca- 
valli. Per poter provvedere il fieno a tanti animali si ordina ai pecorari allog- 
giaci nei dintorni di condur via le loro pecore, ed intanto si fa richiesta forzata 
di foraggio sia presso i particolari del luogo che nelle cascine del territorio. 
(Foglio 56). 

18 gennaio. — In seguito a ordine dell' Intendente Rossi si compila una 
lista dei particolari « quali hanno raccolto più di quello che porta il Inoro bisogno », 
e questo per costringerli a cederne a coloro che ne soffron penuria. Nella stessa 
seduta si ottempera alle richieste dell'Intendente Angiono, da cui eran prezzati 
per la condotta del pane, e si ingiunge a tutti i particolari, anche se forestieri, 
di subire « alloggij, carriaggi}, et altre spesi; che seco porta la presente Guefra ». 
(Fogli 56-58). 

26 gennaio. — Nuova marcia ad Alba di soldati scelti, ai quali il Consiglio 
promette di dare il pane e soldi 5 al giorno, purché questa marcia non duri più 
di s giorni. Intanto si vende al pubblico incanto il pane auansato ini fàbricato, 
accio non si guasti. (Foglio 58). 

27 gennaio. — Dietro ordine dell'Intendente Gallino, i Consiglieri stabili- 
scono di « proueder 20 paia boni per condur li earretoni dell'artiglieria di 8. M. Ce- 
sarea uerso Carmagnola »: e ciò per il giorno seguente. (Foglio 50). 

30 gennaio. — Nomina di soldati per il reggimento della Trinità, di cui e 
venuto a Bra il luogotenente colonnello Viterbo. Seguono parecchie liste di 
nomi : dei soldati già eletti altra volta ed al servizio in quel reggimento (14), 
dei nuovi nominati (17), dei disertori (2), dei surrogandi (7). (Fogli 00-111). 

30 gennaio. — Procedimento contro un massaro restio a condur Beno. 
( Foglio 02). 

9 febbraio. — Comunicazione d'un online del Commendatili- Thesio (sic), co- 
mandante nella città d'Alba, di trasmettergli il numero preciso degli uomini del 
luogo atti al servizio militare, i quali ad ogni occorrenza possano recarsi dove 
t ; irà bisogno con archibugio e spada. Il Consiglio approva, e nomina intanto 
un furiere incaricato di alloggiare le truppe di passaggio presso i particolari, ecc. 
(Fogli 63-64). 

28 febbraio. — Ordine del Sig. Tesio, in data 20, « di far piantar li mol- 
lanti, et fanali in luogo alto, et eminente, et anelli accender, e far sparar ad ogni 
ììiouimento di minici, come puri- suonar il ca mjia none ad ogni au iso ». I Consiglieri 
l'anno mettere i mortaretti e inoltre un fascinarli sul Belvedere, incaricando un 
uomo di star all'erta notte e giorno (e ciò per una lira giornaliera), e di sparale 
e accendere ad ogni allarme o altro avviso. Intanto si l'aran fare le gride « su 
lutti i cantoni (sic) e affiggersi à luoghi soliti i tiìeti ( - manifesti) » coll'ordine 
di accorrere tutti armati sulla piazza ad ogni allarme •> sparo o suono del cam- 
uanone. 'Fogli 66-67). 

12 



— 389 — 



/.'' marzo. — Online a Dome di S. A. K. del quartiere d'inverno: il Con- 
siglio ubbidisce, ma delibera ricorrere •■ per ottener gualchi bonificatione per gli 
alloggij, carriaggi, fieni, et altre robbe, e spese patite, e contribuite nell'hor scorgo 
inverno ■■■ i Fogli 69-70). 

.';/ marzo. — l'n soldato disertore da Alba è Irato in lire 100. si pensa 

a sostituirlo: il Consiglio designa tre nomini, con incarico al giudice « d i l'urne 
eaptiuar uno ili quelli ohe piò /insto si potrà càptiuare pei mandarlo ni seruitio 
di 8. .1. R. ». (Fogli Ti 72). 

24 aprile. — Ordine in data :.'•"> di mandare in Alba pel 26 corr. mi capitano, 
un luogotenente, due sergenti e lo nomini dei piti abili armati di fucile. Il Con- 
siglio ne sceglie 180, che possono meglio attendere al servizio •• in queste con- 
giunture de bigati, e /hussì/hì raccolti della Campagna ■>: estrae a sorte i 15 neces- 
sari e manda pubblicare la lista al solito Pillàstro, con ordine ai designati di 
trovarsi in piazza nel giorno stabilito. (Foglio 7.">i. 

:'/ aprile. — Pagamento delle spade dei soldati al reggimento della Trinità 

a ■". lire eadnna. (Foglio 75 ». i. 

.,' maggio. — Elenco di spese fatte dal Comune o da particolari, a eni il 
Comune le deve rimborsare, per l'alloggio <lr battaglioni delle Prouincie d'Alba 
e Fossano d'infantaria — per l'alloggio della cavalleria Aleniamo. — per In condotta 
de Unii in Allm. Carmagnola — per In condotta de fieni n Ghieri passando per 
Sauigliano — per la condotta de carretoni a Carmagnola — per un officiale uenuto 
con le truppe alemane per l'alloggio ili parecchi colonnelli, capitani, soldati, ecc. 
(Fogli 79-80, 83). 

.". maggio. — Ordine di S. E. il Marchese di Pianezza di mandar una com- 
pagnia ili soldati per pochi giorni a Chieri. Il Consiglio acconsente. (Foglio 83 ».). 

i:s maggio. — >• Online ili tradur grani e farina ad Alba ». (Foglio 88). 

/ giugno. Invio di uomini ;i Chieri. (Foglio 98). 

in giugno. — Comunicazione d'inutile ricorso per una bonificazione degli 
alloggi e contributi sopportati dal Comune finora. (Fogli 98 » .-99 r.). 

29 giugno. — Si provvede per obbedire a «lue ordini: l'uno di S. A. R., 
dell'll corrente, di mandar a Torino 10137 rubbi di fieno e 3334 emine di biada; 
l'altro dell'Ecc.™" Camera dei Conti di far condurre alla stessa Torino -17* sacchi. 
Per poter corrispondere a questi ordini, il Comune impone una taglia. 
(Fògli 101 ».-102 r.). 

// luglio. — Levata di lo uomini, tolti fra cittadini e forestieri, che il 
Cap. Reviglio è venuto a prendere per condurli a Chicli. (Foglio 102».). 

21 Inalili. — Avendo i;ià il Connine inviato dieci boari « con luoro carri, 
per earrigar bombe da Gheraseo a Torino ». ed essendone precettati centi, « hora 
il lUrettor anilina ha fatto replicare il millesimo online ili mandarne ancora dieci. ■ 
Cosi vien fatto. (Foglio 105). 

21 luglio. — Per cambiare le guarnigioni e le milizie nei vari luoghi ove 
il Comune le mantiene, si divide il luogo in quattro quartieri, a cui si aggiunge 
come «plinto il quartiere delle cascine: poscia si estraggono a sorte l'un dopo 
l'altro i quartieri, donde si ricaveranno successivamente gli uomini per detti 
cambiamenti. (Foglio lu<>/\). 
L3 



— 390 — 



7 agosto. — Ordine del General delle finanze Gropello e dell'Ili" 10 Sig. Conte 
e Pref. di Signatura Ruschis, di mandar trecento uomini per la demolizione 
delle fortificazioni di Cherasco. Il Consiglio fa precettare « tutti li huomini capaci 
al t finto gì i<> della zoppa o picco,... con promessa ili pagarli in ragione di solili 5 cad. 
giorno oltre due libbre di pone e mesa pinta nino, che li sarò doto dallo detto città 
di cherasco »; e questo da eseguirsi nello stesso giorno. (Foglio 108). 

10 agosto. — Il Sig. Ruschis, delegato da S. A. R. per la demolizione delle 
fortificazioni di Cherasco, essendosi ritirati i 300 uomini del Comune di Bra 
perchè in giorno di festa, intima che il Comune mandi di nuovo e nuovamente 
mantenga a sue spese 150 uomini. Il Consiglio delibera ubbidire, ma fa notare 
aver già supplito alla sua (piota con l'antecedente missione, e non potere più 
oltre provvedere al mantenimento di tanti uomini se non ove si diuertisca il 
fondo del sussidio. (Fogli 109-110). 

12 agosto. — Il Ruschis manda nuovo ordine che tutti i capi di casa diano 
due giornali cadmio, non ostante gli uomini già mandati dietro 1' ordine prece- 
dente, con pena di L. 2 per ogni capo disobbediente; e stabilisce si inandino 
detti manovali ripartiti in tre squadre, in modo che l'ima succeda all'altra di 
due in due giorni, e la prima cominci il venerdì prossimo. I Consiglieri fanno 
precettare tutti i capi « che non sono ancora ondati ol trattagli!) di detta demoli- 
cione nella prima uolta », assegnando a ciascuno 5 soldi al giorno, ma dichiarando 
nello stesso tempo che in altri simili casi futuri per il servizio personale di 
S. A. R. non sarà data più paga. (Foglio 110 e). 

12 agosto. — Contro i forestieri, che si nonno rifugiando in questo luogo, si 
ordina di farli allontanare, ove non diano piena di sé notizia con idoneo cautione 
di ben uiuere. (Foglio 110). 

28 agosto. — Ricorso a Torino per bonificazioni di alloggi, contributi, ecc. 
(Foglio 113*.). 

8 settembre. — I deputati a ricorrere a Torino vi si accordano colle Auto- 
rità, (Fogli 114-16). 

10 ottobre. — « Ordine del Sig. Vendile Intendente di mandar prontamente nel 
luogo di ('aitale 50 corra fieno e uenticinque legna per la sussistenza dello coualleria 
ini comitato ». Il Consiglio manda una deputazione a Canale per ottenere Ves- 
sentione o mitioratione di tal contributo. (Foglio 110). 

10 ottobre. — Altro ordine da Alba del Comandante Monticello di mandare 
a quel presidio altri uomini oltre i 32 che già vi si trovano, fino a compiersi il 
numero occorrente di 4.">. Si ordina coscrivere i 13 necessari per il 12 corrente. 
(Foglio 119). 

23 ottobre. — Si comunica mi ordine « riceuuto Mera sera alle Kore quatro 
di notte » dall'Intendente Angiono di mandar tosto 60 uomini con zappe, picchi 
e badili a Chivasso, per la fortificazione di quel presidio. Il comando vien subito 
eseguito, e sono mandati a ricercare « gli huomini coitoci iter il trauaglio dello 
zoppa, et massime le persone più inutili ». (Foglio 121). 

23 ottobre. — Poiché alla guerra vanno solo i più poveri con misera paga 
e molli si rendono inabili o renitenti o privilegiati dell'esenzione, si stabilisce 
una tassa ili soldi lo al mese ad ogni capo ili famiglia. (Foglio 121). 

1 1 



— 391 — 

30 ottobre. — Invio di altri 30 nomini a Chivasso. (Foglio li'l ci. 

31 (>tinl>r<. — Ordine dell' Angiono ili mandai IO carri con bovi e boari a 
caricare e condnr fieno dove saranno ordinati. Cosi vini ratio. Foglio L25). 

/ novembre. — Nuovo online ili mandare a Chivasso 80 uomini, che il Con- 
siglio fa insto precettare con minaccia ili gravi pene a' renitenti. (Foglio 126). 

9 novembre. — Invio a Torino di ■"»<» carri per caricar Meno. (Foglio L28). 

/."> novembre. — Il Consiglio delibera comunicare a S. A. Et. che non è in 
grado ili provvedere tutti quegli animali da tiro «he gli sono richiesti ; ma 
intanto protesta in nome ilei luogo « di non lasciarsi inni uincer da qualsi- 
uoglia nitro suddito di 8. . I. lì. nel zelo e 'prontezza sempre usalo in ossequio ai 
saggij comandi e ilei .suoi ministri ... (Foglio l-!>)- 

27 novembre. — Si mandano 30 pionieri a Chivasso. (Foglio L32). 

2 dicembre. Ordine del gen. Roffredo, da Carmagnola, di mandare entro 
s giorni 30000 rabbi ili Meno a 'l'orino. Il Consiglio, considerando che tale 
richiesta eccede le forze del Comune e clic intanto le strade sono impraticabili 
per le pioggie, deputa un consigliere u recarsi a Torino per riferire a 8. A. R. 
lo stato delle cose e chiedere un minor amento. Nello stesso tempo si ordina a 
tutti i boari di tenersi pronti a condurre i loro carri carichi ili fieno a Torino, 
appena le strade siano praticabili. (Fogli US3-13J: »•.). 

/ dicembre. — Vien riferito che le strade continuano ad essere in pessimo 
stato. Si differisce la partenza dei carri, rinnovando l'ordine di tenerli pronti. 

(Foglio i;«f.). 

7 dicembre. — Ordinato del Consiglio <• di far absentare li margari epecorari ». 
(Foglio 135».). 

19 dicembre. — « Online ili proueder HO letti et nitri utenzili atti soldati 
acquartierati in Carmagnola ». 11 Sindaco Conte di Bobbio è incaricato di recarsi 
colà e supplicare il Sig. Conte di Montalenghe ad esentare il Comune da tal nuovo 
peso, essendo esso già aggravato da molti altri: ove non ottenga l'esenzione 
procuri ottenere almeno una buona riduzione. (Fogli 137-138). 

/.'/ dicembre. — Invio ad Alba, dietro ordine del marchese di Cortanze, di 
■• quattro donzene d'assi per il sentititi di S. A. R. ». (Foglio 139».). 

:'/ dicembre. — Ordine di far ritornare i soldati dal reggimento della Tri- 
nità; notificare Cioè a detti soldati « quali tanto aitanti che dopo l'iieeti/iatio/ie 
fatiti ila ni ntici ili /urea si sono retiniti alle Inoro case clic debbino ritornar a 
Torino al regimento, et che, passando per Alba haueranno paga, e tappa per detto 

ritorno, altrimenti saranno reputati e castigati per disertori ». (Foglio 140]. 



15 



— 392 — 



ANNO 1705. 

6 gennaio. — Ordine del quartiere A'inuerno. Il Consiglio delibera ili ricer- 
care denari all'uopo; ma tah' ricerca « non ha hauuto alcun effetto ». (Foglio 149). 

16 gennaio. — Ordine del general Roffredo di far condurre a Chieri, oltre 
i 30000 già prescritti, altri 10.000 nibbi di fieno. I Consiglieri riconoscono troppo 
gravosa tale imposizione, tanto più che le strade sono impraticabili per una 
gran quantità «li neve e pioggia caduta in questi giorni; tuttavia « si offeriscono 
pronti di far tutto il possibile ». (Foglio 153). 

16 gennaio. — Ordine «li procedere contro i Consiglieri e il Segretario che 
non hanno adempiuto al primo dovere d'inviare i 30000 rabbi di fieno: la pena 
è di lo scudi d'oro ciascuno. Lunga e vivace protesta dei Consiglieri che giu- 
stificano il loro operato e deliberano un ricorso. (Foglio 154). 

lt> gennaio. — Relazione dei deputati per il ricorso. Si ordina di aprir le 
strade. (Foglio 157). 

19 gennaio. — Ordine di inandar 40 carri a Torino onde caricar fieno per 
Chivasso. (Altro simile ordine di inviare 100 carri è diretto alla città di Che- 
rasco). Disposizioni per impedire che i boari si rifiutino. (Foglio 158). 

20 gennaio. — I boari non vogliono partire perchè le strade offrono evidente 
pericolo di far perder le bestie. Il Consiglio ordina che si facciano partire ugual- 
niente l'indomani, e che <• nudino finche potranno, affinchè si faccia tutto ciò sarà 
possibile per il regio seruitio ». Hi chiede intanto che il (loverno nomini a lira 
un Intendente, non potendo il Consiglio attendere ai continui ordini che giungono. 
ne avere l'autorità necessaria per farli eseguire ». (Foglio 160».). 

21 gennaio. — Poiché molti dei consiglieri sogliono assentarsi dalle sedute, 
il Consiglio stabilisce che sia comminata la pena d'uno scudo d'oro a chiunque 
non intervenga immediatamente dopo sentito suonare il campanone, senza at- 
tendere la citazione personale; di più si stabilisce che i ritardatari e gli assenti 
senza giusto motivo siano mandati a prendere dagli ufficiali della guarnigione, 
e condotti legati in consiglio. (Foglio 102). 

22 gennaio. — Ordine « di elegger otto' h nomi ni fra li pili Itabili... per far 
Vellessione di I da incorporarsi nel reggimento di guardia », e di proceder pure 
alla scelta d'uomini 94, da mandarsi a Moncalieri, con un Capitano, un Luogo- 
tenente e un Sotto-luogotenente. (Foglio 163). 

28 gennaio. — Ordine di mandare a Chieri tutti i boari coi loro carri colmi 
di fieno. Il Consiglio dichiara impossibile eseguir tale ordine, ma, per dar prova 
di sua diligenza, farà avvertire tutti quei pochi boari che ancora posseggono dei 
bovi. (Foglio 104). 

HI gennaio. — Viene a Bra un delegato per i tieni. Si manda un pedone 
con lettera al sig. Bossolo di Savigliano per avere da lui veicoli ed animali. 
(Foglio 100 e). 

i; febbraio. — - Ordine di far levar la neve e precettar li bonari. — Risposta 
negativa del Bossolo, Procuratore di Savigliano. (Foglio 168). 

10 



— 393 — 

15 febbraio. Deputazione al gen. Boffredo per isolili fieni. (Foglio 170). 

17 febbraio. — I deputati al gen. Boffredo riferiscono i aver egli accolte 

loro rimostranze e scuse, Facendo notare che Onora sono stati inviati ai magazzini 
ili Chieri e 'l'urino solo 10500 rabbi invece di 30000 : si provvedesse, ■ alla pena 
d'hauer a subire alloggij ili cavalleria et altre spese ». Disposizioni del Consiglio 
con rinnovate dichiarazioni «li fedeltà. Multe ai renitenti, imposizione d'una 
taglia, ordine da affiggersi - alli pilastri ili Bra e Sanfrè », minacele ili gravi 
pene, nomina «li un « Magasiniere del fieno ». (Fogli I71-l7.!i. 

25 febbraio, — Ordine «li ■• far absentar li pecorari e margari ». Ordine «li 
far restituire gli archibugi dai particolari recatisi a Moncalieri. (Foglio 176). 

3 marzo. — Il marchese ili Cortanze comanda «lì mandare in Alba ancora 
Hi nomini oltre i l<> che uia vi sono. Si obbedisce. (Foglio I77i. 

7-10 marzo. — Disposizioni del Consiglio per ottenere bonificazioni ■■ soura 
il quartiere d' inuerno ■• «■ le altre gravi spese imposte a questo Comune. 
Fogli 177-lsi). 

// marzo. — Si ricorre per la solita ijliest ione «lei fieni, mandando di'pul al i 
a Torino per far conoscere l'assoluta impossibilita «li pagar in contanti il quar- 
tiere d'inverno, quando venisse tolto tutto il fieno che rimane. (Fogli 183-84). 

21 marzo. — Il Conte ili Montalenghe intima nuove contribuzioni ili fieno 
mandando intanto tre dragoni per ciascun sindaco ad alloggiare in casa loro. 
11 Comune protesta, pur dichiarando « che non ha il presente publico nitrii mira 
ohe ili essequir cecamente tutti gli ordini chi' li uengono per parte del Sourano e 

snni Ministri •>. (Foglio L85). 

22 marzo. — Il general Boffredo ordina altri 15000 rubbi ili Geno, oltre 
i Kititio precedenti. Si stabilisce obbedire fin clic sia possibile «■ ricorrer «li 
nuovo. (Foglio isti). 

23 marzo. — Altre disposizioni del Comune relative ai tieni e per compellir 
li particolari ili Sanfrè alla remissione «li essi. (Fogli 187-188). 

24 marzo. — Viene in lira il Cav. Cais per la leva di 27 nomini pel reg 1 
gimento «Iella 'frinita. Si ordina a tutti i particolari del luogo e finaggio di 
presentarsi coi loro figli capaci al maneggio «• porto d'armi, pena L'ò scudi d'oro, 
la disgrazia di S. A. R., l'arresto, ecc. (Foglio 189). 

27 marzo. — Già. si sono spelliti i rubbi Kiimki e parte degli altri 15000, 
«• oramai non si trova più fieno: « ciò nini ostiniti' In Coni un ito uìene prezzata 
dui sii/. Commissario <>:is con alloggio de dragoni a douer continuamente condur 
detto fieno alli Magaseni ili 8. A. I,'. ». Il Consiglio chiede pertanto «die almeno 
si diminuisca il numero dei soldati, dei quali, oltre i convalescenti e gli infermi 
in questo liio^ii. ve ne sono appresso il unnico, a Cuneo e Mommigliano, e òli 
in Alba dove il Comune li mantiene a sue spese fin dallo scorso aprili'. Si ri 
corre adunque per una qualche diminuzione di gravami. (Foglio lini). 

30 marzo. — Disposizioni per In tenuta degli huomini. (Foglio 191). 

ii aprile. — Si notifica «die. per la leva «lei 27 uomini chiamati al servizio 
di s. A. 11., il Consiglio « lui traimi/liuto incessantemente ». ma senza raggiungere 

17 

50 Mise. II. 



— 394 — 



il numero, perchè « la giouentò di questo luogo resta allarmata, et ha aòsentato 
da questo luogo », e d'altra parte non si vogliono gli uomini ammogliati. Si de- 
libera mandare deputati in Alba per recarvi spiegazioni e chiederne alla lor 
volta. (Foglio 193). 

6 aprile. — Nuovo ordine d'inviar tutto il fieno a Chieri ; si delibera di ob- 
bedire. (Foglio 193). 

:'/ aprile. — Conti delle somministrazioni del fieno, per bonifica. (Foglio 194»-.). 

23 aprile. — I Consiglieri convengono di « precettar li renitenti al pagamento 
della taglieta ili douer andar ò mainila- in Alba a far sua mesata ». (Foglio 196). 

25 aprile. — Ricorso al Marchese di Cortanze per ottenere la diminuzione 
degli uomini in Alba, da cui si rilevano le condizioni della vita pubblica di 
lira in quelle circostanze. — Renitenti a pagare ed a servire. (Foglio 198). 

29 aprile. — Si delibera pubblicare nel 1 maggio prossimo un manifesto 
per ordinare a tutti i particolari di andare o mandar a servire nelle milizie 
d'Alba. Si riferisce pure sull'esito poco felice del ricorso per i fieni e per il 
quartiere d'inverno. (Foglio 201). 

/ maggio. — Di due uomini arrestati e incorporati nel reggimento di Sa- 
luzzo. Lettera al marchese Cortanze in cui si dichiara d'incontrare grandi dif- 
ficoltà nell' ingaggiare soldati, per le molte reclute già fatte e per la fuga della 
maggior parte dei nubili {sic). (Foglio 203 ».). 

•')' maggio. - 11 cav. Caijs pretende imporre al Comune una multa per aver 
fatto chiamare alle armi uomini di miserabile condizione che si resero renitenti, 
e non possono soddisfare nei loro averi alla pena pecuniaria corrispondente. Il 
Comune risponde aver scelti tali uomini « per purgar il luogo delle persone pili 
inutili e di manco danno alle famiglie ». (Foglio 204). 

7 maggio. — Invio a Torino di carri 40 « per lui earrigar fieno ilei magasene, 
e condurlo al porto di Carmagnola ». (Foglio 209 ci. 

U maggio. — Si comunica un ordine di mandar « 12 earrete a '/'urino elle 
douranno esser impiegate per seruitio ili S. A. B. per le fortificationi ». (Foglio 210). 

/■"> maggio. — Deputazioni e resoconto di deputazioni per ottenere boni- 
fiche, ecc. (Fogli 212-215). 

8 giugno. — Ordine d'inviare sette uomini ad Alba ed otto a Torino : 
(incili per militare, questi per lavorare ad opere manuali. Il Consiglio chiede l'e- 
senzione dei primi e manda tosto i secondi, scegliendoli specialmente tra i fo- 
restieri non registrati. (Foglio 220). 

hi giugno. — « Online alti Signori sindici d'andar a tener l'arresto in Torino, 
et ordine di S. M. la duchezza reale di mandar Intorniai 75 armati a Monetiglieli ■■. 
L'ordine ai sindaci di andar a Torino per tener ivi l'arresto a loro spese viene dal 
non aver mandato le carrette negligentato le minte delle guarnigioni, od altro: 
ma i sindaci protestano, dichiarando (die se andranno non vorrai! fare il viaggio 
a loro spese. — (ili uomini 75 sono chiamati a Moncalieri per diffesa pubblica: 
il Consiglio delibera sceglierli prestamente nelle famiglie più numerose, e fra 
i particolari più OSiOSÌ e meno utili {sie). (Fogli 223-22Ò /•.). 

1S 



— 395 — 

19 (limino. — ricini Zorgnoto «li Bra chiede «li poter - gioijr dell' immunità 
di dodici figli ohe da Dio gli sono stati concessi sin nell'anno 1693 ». Il Consiglio 
concede che egli «li tento gioisca, •• come gwyneono gli altri 'immuni ili 12 figli ■■■ 
(Fogli 225 ». 226r.). 

21 ninniti'. - Richiesti <li contribuire alle spese dei 7."> uomini per Moncalieri, 
gli officiali della città, cioè i Consiglieri, stabiliscono «li «lare ai soldati, la più 
parte assai poveri, lire 1,00 caduno una volta tanto (!), ed al capitano Lire 2 
al giorno durante la sua seruìtn. (Fogli 226-227 r.). 

29 giugno. — - Ordini- d'alloggiar un sergente con due soldati a causa della 
desertione ili Bernardo Tardito con ordine di presentar altr'huomo à suo luogo ■■■ 
(Foglio 239 . 

! luglio. Disposizioni contro un contumace e per ritirare gli archibugi 

« rimessi alli particolari andati a Moncaglieri ». (Foglio 245). 

g luglio. — invio «li altri pionieri alle fortificazioni «li Torino. — Delibe- 
razioni in seguito alla diserzione (li B. Tardito. (Foglio 24<>). 

10 luglio. — Si nominano aleuni uomini per surrogare il disertore «li cui 
sopra ii altri che potessero disertare. La nomina è fatta segretamente, ed il fjiu- 
iliee del luogo viene incaricato «li chiamare al servizio coloro che hanno avuto 
più voti e sono più capaci all'uso delle armi, facendoli « captiuare e tradur bi- 
sognando alili città d'Alba ». Intanto sarà proceduto esemplarmente contro il 
disertore. (Foglio 247). 

l-j luglio. — In seguito ad un ordine della Camera dei Conti si provvede 
per inviare a Torino 478 sacchi di grano, pei quali pero si chiede una diminu- 
zione; e in seguito ad altro ordine di 8. A. R., « trottandosi mussi me di ser- 
nitio reggia ». si nominano prontamente 25 soldati per i reggimenti del Duca. 
(Foglio 249). 

16 luglio. — Ordine del cav. Bicaldone « per la leuata di huomini '■> per il 
rei/ 1 della Trinità »; sette sono richiesti •• per rimpia;:amento de desertori ». 
Il Consiglio manda a chiedere il ruolo «l«-i chiamati e la nota dei disertori. 
(Foglio 251). 

21 luglio. — « Xomina di I huomini per il seruitio di 8. A. A'. ». (Foglio 255). 

28 luglio. — Si comunicano altri nuovi ordini in data 26 coir., nei «inali e 
detto, fra l'altro. « che ali occupati alli negotij, ci all' agricoltura de beni, etiandio 
maritati e padri di famiglia, non debbono andar esenti » dal servizio militare. 
(Foglio 257). 

/ agosto. — Xomina «li soldati a voti segreti secondo le istruzioni di cui 
all'ordinato precedente. (Foglio 263). 

: S agosto. — Relazione «lei sindaco Mathis. recatosi a Torino per giustificare 
il Comune del fatto che i 2.". uomini richiesti «lai Governo e invano precettati 
e ricercati non s'eran potuti convocare. Alcuni eràn fuggiti, gli altri preten- 
devano l'esenzione, dimostrando ciascuno di essi che era « mulattiere, monitio 
niere o scruidorc di officiali ». Non furono però accette tali giustificazioni alle 
19 



— 396 — 



Autorità superiori che vollero una nota dei renitenti per farli arrestare, né am. 
misero elie alcuno degli uomini coscritti, anche se maritato, si facesse surro- 
gare da altri. (Fogli 264-265r.). 

5 agosto. — Si conviene ripubblicare l'ordine per i soldati del 20 luglio u. s.. 
nel quale S. A. R. espose anche i processi da tenersi contro i banditi e i 
disertori. (Foglio 268). 

7 agosto. — Leva di alcuni soldati pel reggimento della Trinità: a tale 
scopo è venuto un distaccamento. (Foglio 270). 

30 agosto. — Si comunica una lettera del conte Robilant in data 20 coir. 
« per cui inculca ìa levata degli huomini uentieinque per reclutar li regimenti 
<li 8. A. R. ». Detti uomini essendo già stati eletti si manda precettarli, con 
ordine di arrestare li più dubiosi di fuga. (Fogli 276-27-7 i\). 

4 settembre. — Ordine di mandar a Torino 20 boari coi loro carri per le 
fortificazioni. Si estraggono a sorte, convenendo di mutarli ogni dieci giorni. 
(Foglio 277 v.). 

5 settembre. — Altra nomina di soldati pel reggimento della Trinità. 
(Foglio 279). 

20 settembre. — Ancora per le leve di soldati , divenute difficilissime- 
(Foglio 2S2). 

22 settembre. — Essendosi alcuni dei coscritti ritìntati d'andare in Consiglio, 

il Consiglio medesimo delibera « leuar li soldati atti obbedienti e dujilicarìi alti 
renitenti ». (Foglio 283). ' 

26 settembre. — Si comunicano due ordini: l'uno dell'Int. Angiomi, di mandar 
40 nomini a Garamagna « per fare dieci milla /ossine, e mille cinque cento picketti 
a proprie spese, con più li boari e ('arri, per ([ueìle condurre alla riua del Po »: 
l'altro, del marchese di Castagnole, d'inviare 35 uomini in Asti per le guardie. 
11 Consiglio vedrà d'ubbidire meglio che sia possibile. (Foglio 284). 

1 ottobre. — Si mandano 25 carri a Racconigi per condnr fieni a Torino. 
(Foglio 285)-.). 

10 ottobre. — 11 Canagliere di Brassicarda, con lettera 8 cori., fa sapere al 
Comune clic se non si faranno arrestare i 25 uomini di recluta (ancora oggi da 
provvedersi) manderà 20 dragoni a spese dei cittadini. Si risponde « di voler 
fare tutto quanto si potrà fare ». (Foglio 286). 

li ottobre. — Il marchese di Castagnole manda altro ordine di telici- pronti 
70 nomini armati per accorrere al primo avviso in difesa di Alba. Anche qui 
si risponde d'avere tutti- le linoni intenzioni, ma essere difficile effettuarle. 
(Foglio 288). 

/."> ottobre. — Dietro ordine del Dir. Gallino si delibera inviare 50 sacelli 
di grano in Asti, e, dietro altro online del Commissario di guerra Cafasso, 
I o rubili di fieno ad Alba, (foglio 289). 

t8 ottobre. — Il Cafasso chiede altri 5 uomini pel reggimento della Trinità, 
lamentando nuove diserzioni. Si chiede dal Comune, come al solito, una dimi- 
nuzione di pesi e contributi. (Foglio 291). 

20 



397 



SO ottobre. — 11 sig. Vernazzo, recatosi a Torino per richiedere perso- 
nalmente a 8. A. R. clic diminuisse il numero degli uomini 25 ili auova leva 
e rilasciasse ;i casa i maritati e cupi di casa oaptiuati dal cav. Brassicardo, 
riferisce che ebbe soltanto questa precisa risposta <li bocca di 8. A. R. : ■ che 
si tratta di stimma rerum et che bisogna diffondersi, e perciò douersi hauti gli 
li umili ni chiamati •> ecc. (Foglio 297). 

// ottobre. — Si precettano tutti i boari « carrigar fieno per Asti. (Foglio303 . 

// ottobre. Ordine d'alloggiar un sergente e due soldati per la diserzione 
ili due Braidesi, conno i quali si dovrà procedere per L. 200. (Foglio 304). 

2? ottobre. — Anniento della contribuzione del fieno. (Foglio 308). 

/'/ ottobre. — Online pel quartiere d'inverno. Si nominano deputati per ri- 
tirare le anni rimesse ai soldati mandati in Alba ed in Asti. (Foglio '11 1 j. 



ANNO 17 06. 

Sii/. 9 gennaio. — Ordine dell'intendente Angiono « di dinar Mandar 
lniiiiiiiiii 60 alla città ili Cherasco per far cento cinquanta milla fascine et cento 
cinquanta pichetti per cad" mille ili dette fascine ». — Il Consiglio manda eseguirsi 

subito detto ordine. (Aridi. Coni, di lira. Orti, busta 58, voi. 55, ti'. 1 r., 2 r.). 

// gennaio. — •• Animi tiri 8. ('onte Robilant Auditor filini di guerra /urla 
leuata d'huominì 30 per il reggimento dillo Trinità ■■■ — Vengono convocati india 
sala del Consiglio tutti i particolari coi loro tigli, fratelli e nipoti, pena l'in- 
dignazione di S. A. R. e 25 scudi d'oro, oltre quella, portata dall'ordine del 

I luglio 1705, di tre tratti di corda e cinque anni di galera. 11 conte Robilant, 
udite le ragioni di ognuno e fatta loro debita visita, ne sceglie •'!<>. con facoltà 
agli «detti di sostituirsi con altri ; e detti 30 soli tatti partire sotto la scorta 
di due alemanni, quattro arcieri ed un consigliere. (Fogli 2v.-3-&r.). 

Il gennaio. — Ordine dello stesso conte Robilant di procedere contro pa- 
recchi renitenti. ( Foglio 1 ''. )■ 

// gennaio. — Altro ordine dell'intendente generale (aresana •■ di doni) 
mandar huomini cinquanta ni luoi/o di s. Vittoria per trauagliar alV accomoda- 
mento delle strade. Piò coni ottanta settimana/mente per carrigar timo nelli m«- 
gaseni di questo luogo, indi condurlo sii la ripa del Tanaro verso Barbaresco ». 

II Consiglio stabilisce mandar gli uomini 50 o quel numero che sarà possibile, 
e chiedere per i carri una diminuzione di numero a causa del minacciato alloggio 
d'un reggimento d'Alemanni, e una dilazione a causa delle strade impraticabili 
per le pioggie recenti. (Foglio 5). 

20 gennaio. — Si stabilisce di « mandar nia li peeorari. e margari ». perchè 
non venga a mancare il Meno, essendo la Comunità prezzata di provvedere 
nibbi (inni hi di Meno, dei (piali nuora sono stati inviati solo 20000.(Foglio t'< r.\. 

•>:> gennaio. — Alloggio di un reggimento d'Alemanni durante il quartiere 

d'inverno, per il (piale il Comune delibera le gravi spese necessarie. ( Foglio li ».). 
L'I 



398 



2ó gennaio. — Ordine dell' Int. Angiono di « mantener huomini <ì0 in Cherasco 
per la fattura delle fascine ». ;il quale il Connine risponde di non poter subito 
aderire, perchè detti uomini dovrebbero esser pagati, e la borza della Comunità 
è invece essausta. (Foglio 7 r.). 

2f> gennaio. — Ordine del med. Int. « per cui inhibisee a tutti li particolari 
del luogo di non dinar piò tagliar alcuna sorta di bosco soura questo finaggio », 
al quale i Consiglieri deliberano subito obbedire, mandando però a chiedersi li- 
cenza « di tagliar del bosco per li bisogni dei particolari, et massime per le broppe 
necessarie per gli alieni di questo luogo ». (Foglio Se). 

25 gennaio. — Delib. del Consiglio di « inagasinar tutti li fieni », mandando 
uno dei Sindaci a raccoglierli con la scorta di soldati alemanni, e destinando 
a tali magazzini le chiese della Madonna di Monserrato, San Rocco e della 
Croce, oltre le case di privati. (Fogli 8r., 9 ci. 

30 gennaio. — « Partito all' 'essattion del fieno » rigettato dal Consiglio. 
(Fogli 9. 10 e 11). 

2 febbraio. — « Per impedire li reciproci inconuenienti che già sono occorsi », 
dietro istanza del comandante le truppe del quartiere « Monsìt Morgan » che 
sostituisce il colonnello Braijner assente, e con l'ottenuto permesso da pane 
di S. A. R., si delibera « ordinare agli hosti di non ritirar soldati ne altri partico- 
lari dopo suonata la ritirata, alle due bore e mesa di notte »; « prohibire balli e 
maschere, e d'andar in squadriglia armati massime con archihuggij, tanto di giorno 
che di notte ». (Fogli 12-1+ r.). 

.'; febbraio. — « Ordine ili mandar 40 carri a Cherasco per eondur buscami 
alle fortificationi colà principiate •>. a cui il Consiglio risponde non poterlo ese- 
guire nel modo e forma in cui è stato trasmesso. (Foglio L5). 

17 febbraio. — « Ordine di far prone/ter e eondur a Cherasco . r >0000 pieheti 
della lunghezza di piedi cinque liprandi, di grossessa d'un'oncia et un quarto, per 
la fortificatione di quel presidio ». Inutile essendo stato ogni ricorso per una 
diminuzione, il Consiglio manda eseguirsi l'ordine, proibendo intanto a chic- 
chessia di vendere legna. Poscia, venendo comunicato che « nella notte scorsa 
sono seguiti disordini con sparamenti di armi tra soldati alemanni... et altri soldati 
di questo luogo », si manda procedere contro i delinquenti. (Fogli 16-18). 

27 febbraio. — Nuovi ordini di mandare Itili bestie da basto e 2.~> carri a 
Dogliani « per carrigar grano di S. A. B. e condurlo al presente luogo ». mentre, 
a sua volta, il solito intendente Angiono comanda <• di mandar tutti lì boni, e 
nache da tiro, e tutte le bestie ila basto a Cherasco per t rad tir fascine e pieheti ». 
e insiste per i 5(111(10 pinoli prima ordinati. Il Consiglio stabilisce attivare la 
raccolta di questi ultimi, ma. quanto ai precedenti ordini, è costretto a chiedere 
.. mi sufficiente discarrigo ». (Fogli 10-20). 

.; marzo. — Nuove disposizioni per il taglio ilei boschi e la spedizione di 
bestiame a ('èva. (Foglio 21). 

.". marzo. — Nuove disposizioni per supplire disertori ne] reggimento della 
Trinità. (Foglio 22t>.). 



;;:»•» — 



6 marzo. Comparizione di parecchi particolari, i quali scusano se stessi 
(. lon. parenti, per non esser soggetti al servizio militare. (Fogli 23-24). 

6 marzo. — Deputazione di an consigliere ed un sindaco ad Alba per re- 
carvi doglianze, in seguito al fatto che l'Ini. Angiono ha mandato H>t> uomini 
a tagliar alberi nel territorio. (Foglio l'I e). 

lo marzo. — « Ordinato di panar le piazze à luogo del fieno •■ non essendo 

più possibile trovarne. (Foglio 25). 

/.,' marzo. — Nuove deliberazioni in riguardo al regg. «Iella Trinità ed al 
baglio della legna, che si continua a fare in tutto il territorio per online del- 
l'hit. Angiono. (Fogli 26-27). 

/:, marzo. — Il segretario l'etiti, recatosi il giorno precedente in Alba per 
ottenere dal maggiore Banduc una riduzione del numero dei soldati inscritti 
nel regg. della Trinità, riferisce al Consiglio clic nulla gli fu concesso, ed anzi gli 
venne replicato l'ordine di inviare i soldati venuti a mancare in detto reggi- 
mento. Il Consiglio risolve di nominare questi soldati a voti segreti •• indi 
<ltielli ea/itiuarsi per renderli ni seruitio ». Intanto si prendono altre disposizioni 
per il solito affare dei picheti. (Fogli 28-29). 

i>l marzo. — Si comunica l'arrivo del cap. Corte •- per hauer ali nomini che 
si suppongono desertati... da inulti dei quali /intende li institi, et nitri fornimenti 
esportati aia dalli medesimi ». Il Consiglio, sebbene non vi si creda tenuto, 
« per dimostrar il zelo ette ha per il seruitio ili S. A. lì. » accorda altri soldati. 
(Fogli :;<>. :tl r.\. 

:il marzo. — Ordine di S. A. R. di elegger tosto 75 uomini e armarli di 
spada e fucile per aggregarli al battaglione di Cherasco, capitanato dal colon- 
nello Conte di Rodello. 11 Consiglio elegge questi 75 uomini, di cui è scritta 
la lista nell'ordinato, fruendoli dalle famiglie più numerose, e prescrive intanto 
che tutti coloro i (piali posseggono armi le consegnino al municipio, che li bo- 
nificherà nella taglia del corrente anno. (Fogli :;.'!-:» 1). 

7 aprile. — In seguito a ordine dell'Intendente Caresana si stabilisce ili 
fare una perquisizione in casa di tutti i particolari « ad ef etto di poter ritrouar 
a nenia qualche quantità di fieno da rimettersi alle truppe quiui acquarterate »; la 
qual cosa i Consiglieri deliberano non tanto per la speranza clic tale perqui- 
sizione possa sortire buon esito quanto « per rimostrar il zelo clic hanno per il 
seruitio di 8. .1. B. ». Inoltre, essendo pervenuto ordine di far condurre in Alba 
dieci uomini supposti disertori, si manda ad arrestarli; e per ultimo si pren- 
dono disposizioni circa la coscrizione dei 75 uomini di cui sopra. (Fogli 36-37 r.). 

/:>' aprile. — Si scrive al capitano Ferrerò a Cherasco perche venga - per 
dar l'ultima mano per la tenuta degli hiiomini T.~> », ilei (piali solo -Il s com- 
parsi; si mandano soldati alemanni per vedere di far comparire i renitenti al 
servizio a cui sono chiamati dal maggior Balduc; e si delibera un ricorso per 
« hauer qualche soglieuo » circa la condotta del grano di S. A. R. <• che /»/«" 
quotidianamente in questo luogo ». (Fogli 37 e, 38 r.). 



Hi aprile. — Altre disposizioni per le stesse cose di cui a 
cedente. (Foglio 38 ».). 
L'.'i 



l'ordinali 



400 — 



20 aprile. — Istanza al signor Giudice <• di prender mformationi su ehi ha 

muliniti fieno alle Connotila forastiere •>. (Foglio 40). 

26 aprile. — « Online ilei sii/, ('onte di Parpaglia d'alloggiar quindeci soldati 
ili caualleria di S. il/. Ces" in perni per la non fatta con/lotta del grano ». (Foglio 43). 

26 aprile. — Sempre deliberazioni contro renitenti a pagar quote e dar 
contributi. (Foglio 43 e). 

26 aprile. Si approva una bonificazione «li lire otto a tal Secondo Peverero 
di Sanfrè. il quale aveva condotto verso Turino un carro «li fieno, ma giunto 
alle porte di Chieii ebbe il carro sprofondato nel fango sì che, non potendolo 
più tirar fuori, i soldati gli portarono via il fieno, ed egli dovette disfare il 
veicolo « per ricattarlo dal detto fango ». Ciò che dimostra lo stato delle strade 
in quel tempo. (Foglio 44). 

27 aprile. — Richiesta «li tre soldati per il reggimento della Trinità. 
(Foglio 45 !>.). 

27 aprile. — Pagamento di L. 1260 « per la resta del fieno adossato a questa 
Comunità ». (Foglio 45 v'.). 

2 maggio. — Nomina dei tre soldati per il regg. della Trinità. (Foglio 47). 

."> maggio. — Nomina di altri nomini per il battaglione di Oherasco, dei (piali 
sono i nomi nell'ordinato. (A molti segue la pai-ola assentato, ad altri precede 
invece un seguo di croce, forse posteriore). (Foglio 4Sr.). 

.'' maggio. — Si accorda una visita ai beni danneggiati pel taglio delle legna. 
(Foglio 49). 

18 maggio. — « Ordine dell'Intendente general Zamberti in data 16corr... di douer 
mandar alla città di Torino earra ottanta fieno ». Il Consiglio stabilisce obbedir 
subito all'ordine « trattandosi massime d'urgenza del irai sentititi », e delibera 
in propòsito. (Foglio 52».). 

22 maggio. — <■ Ordine ilei l'onte di Rodello ilei battaglione ili l'iteraseli ili 
tener pronti gli Intorniai 7."» filetti per detto battaglione per il giorno d'hoggi •■ e 
altro « Ordine del Sig. l'onte ili Santena Mareseial ili campo, lìonernator del 
Mondimi, comandante l'armi in l'Iteraseo di S. A. />'... di douer proueder l'alloggio 
per li officiali e soldati del medesimo battaglione, composto ili seicento ìtttomiiti al 
semplice eoperto, ecc. ». Si conviene di alloggiare il Conte di Rodello presso i 
Boasso, il suo luogotenente presso il Cav. Albrione, gli altri ufficiali nelle 
osterie, i soldati nel convento dei Minori osservanti e altrove. (Foglio 53t>.). 

23 maggio. — Requisizione di renitenti al servizio militare; per uno dei 
(piali, di cui non e possibile trovare nemmeno il padre, si da mandato a cinque 

soldati, inviati espressamente dal Cav. Barata, per ricercarli, di usare tutti i 
rigori possibili contro il medesimo « quando ben bisognasse calar li coppi e minai- 
la casa ». sia per costringerlo al suo dovere sia anche « per dar esempio ad altri, 

che Ita uno eititetiate le Inoro case per dift'uggir il sentititi suddetto ». (Foglio ."il /•.). 

:'•')' maggio. — Si ordina pure continuarsi la condotta dei tieni. <■ et perchè 
ti i perinteso, che li nemici si siano annusati tterso l'arignaito >• mandarsi a spiare 

se le strade siano sicure o no. (Foglio ò4/-.). 

L'I 



401 — 



24 maggio. — Alloggio «li 72 soldati del battaglici] ili Cherasco, in pena ili 
non aver ancora raccolti i 75 richiesti. Altre nomine per detto battaglione. 
Multa ili L. Miti contro nno dei renitenti, pei qnali è venuto lo stesso Cav. Ba- 
rata con 5 soldati. (Fogli 55-56»*.). 

27 maggio. — Notizia che S. A. k. voglia infeudare il luogo ili Bra (come 
intatti più tardi avvenne). (Foglio "ii e.), 

27 maggio. — <• Ordine dell'Intendente < 'areta na (in data 26 corr.) di douer 
miiiitliir cuna sessanta fieno a Torino oltre le earra ottanta già condotte in gran 
parte » e « altro -ordine del sìg. Marchese d'Andorno aiutante generale dell'armata 
di S. I- /•'•• di douer mandare <ill<i Città <li Torino... senza Minimo ritardo In/omini 
auto per trauagliar a borgo ili /io per pochi giorni ». Il Consiglio delibera in 
conformità a detti ordini ». (Foglio Wiv.). 

I giugno. — 11 si,u-. Intendente Angiono fa noto che <s «S'. .1. li. nelle pre- 
senti contingenze ha bisogno ili denari ». e perciò intima di anticipare 2006 lire, 
in finito del sussidio dell'anno corrente; ciò che i Consiglieri approvano. Chiede 
inoltre due boari al giorno, e <| m-st i sono pure provveduti. (Fogli 58-59r.). 

..' giugno. — « Ordine dell' Int. Garesana ili proluder emandar a Torino curri 
sei con Inoro boui aggiogati ... il Cons. manda eseguir l'ordine. (Fòglio 591).). 

/ giugno. — Disposizioni per i carri da condurre a Torino (dei quali due 
-i debbono e perare), per il battaglione di Cherasco, perle 2000 lire «la racco- 
gliere, ecc. i Fogli 60-61 ). 

12 giugno. — Online di ricercare parecchi soldati appartenenti al battaglione 
«li Cherasco, ohe ne sono fuggiti da Chieri ; per arrestarli è venuto da detto 
battaglione il cap. Allasia. (Foglio 62-».). 

t2 giugno. — Ordine dell'Int. Caresana ili mandar a Torino tutte le assi 
■■ che si trotteranno lunare li Particolari di questo luogo », «li qualunque sorta 
esse sieno. A cui il Consiglio manda ad osservare che molte di queste assi sono 
impiegate attorno itili bigati, e non si può farne a meno, né si potè prepararne 
delle nuove nell'anno in eorso, perchè si avevano « tutte le ressighe impiegate per 
le fortificationi ili Cherasco », «■ gli alberi furono in gran parte abbattuti allo stesso 
scopo. Perciò si chiede una riduzione nel numero. (Fogli 62-63 r.). 

/.'.' giugno. — ■■ Online del Cu cestina ili mandar a Torino sesso ulti carta ili 

fieno », a cui il Consiglio aderisce. Altro online del Sig. Direttor Gallino di 
elegger 2 uomini per il reggimento della Trinità, in luogo di _' riformati. Altro 
del Siy. Baron Promis Pallavicino, «li ricercare un disertato dal reggimento «li 
guardia ■■ et quando non sì possi arrestar sradicar la casa, e uender loro beni ». 
Ai quali ordini [iure il Consiglio si uniforma. (Fogli 63-64). 

/'»' giugno. — Relazione di mala riuscita del ricorso per la questione delle 
assi richieste dal (.'ari-sana. Disposizioni per la requisizione delle medesime. 
(Foglio 65). 

l'i (limino. — Ordinato per raccoglier le quote occorrenti al sussidio già 
\otato per il servizio di s. A. B. (Foglio 65«.). 

18 giugno. — « Ordine del ('onte di Santina Commandante in < 'lierasco... di 
dotar... mandare... a ('Iteraseli ninti letti ■■ e il necessario per tre cucine. • per 
il sernitio delle ('orli ». Il Consiglio obbedisce. (Foglio <>«>!. 
25 

51 Mise - II. 



— 402 



18 giugno. — Ricorso per ottenere diminuzione di già vanii, in seguito ai nuovi 
danni « causati atti raeolU d'ogni sorti' dall'orribile tempesta caduta sotto il giorno 
di hi/eri sopra questo finaggio » (Foglio 67). 

Nota al foglio 70 /-. — « Li 23 Giugno /Toc è arriuata in Era l'armata ili 
Francia d'huomini 25 mila et che Ita sacheggiato buona parte delle cose di questo 
luogo, nel soggiorno di cinque giorni » (1). 

24 giugno. — Il Sindaco comunica di « ri-cenere d'hora in hora ttnrij ordini 
dalli Signori Officiali ili Sun Maestà Ch ristia tlissi ma. ni quitti li soli Signori Sin- 
dici non puonno supplire », mule propone di nominare all'uopo ' parecchie depu- 
tazioni. Così appunto vien tatto « per ricercar denari per supplire alla spesa 
giornagliera », « per proueder il nino che sarà necessario », « per procurar il 
bosco », « per proueder di huomini à piedi, et a cannilo, affinchè unendo a chiamar 
guide, siano sul/ito pronti », « per mandai- ogni giorno à prender due sommate di 
ghiaccio al Castello del Origliane (2) per In Casa di Monsieur le Ihicli della fo- 
gliada ». « per cercar e proueder di carriaggi/ quando ni sarà il bisogno » e 
infine « per andar in cerca se si potesse trottar qualche quantità di biada ». 
(Foglio 71). 

2s giugno. — Vane ricerche di denaro presso i particolari. (Foglio 72). 

29 giugno. — Si comunica un « ordine di Mosiettr René de Ci rigai consigliere 
di S. M. Christ'"" ecc. Intendente dilla armata in /taglia... per quali' uien chia- 
mata la contribution à questa Comunità •» ed i Sindaci dovranno recarsi subito 
a Fossano per trattare di detta contribuzione. Il Consiglio de] aita con i Sindaci 
parecchi consiglieri, perchè si rechino a far presenti le tristissime condizioni 
del luogo, e cerchino di convenire ad una contribuzione modica e possibile. 
(Foglio 73). 

/ luglio. — Si riferisce l'esito della deputazione al signor F. Cassagna 
« Uiceuidor delle contributioni dell'armata di S. M. Christ ma » il (piale lui imposto 
un contributo di 52569 lire di Piemonte, da pagarsi la metà fra due giorni e 
l'altra metà entro il 15 del corrente luglio. « Et ciò non ostante le piò forti 
rappresentitcioni et cccett ioni fatte nel carrigamento di detta somma, et massime 
quelle drilli pittila tempesta et campamento l'otto quitti dell'armata Reggia per cinque 
giorni con haiier consumato tutto il fieno maggiengo, deuastitte le messi et sacheg- 
giato la maggior parte delle case e cassine di questo luogo, onde resta impossì- 
bile di poter pagar una sì grossa contribuitone ». Si sono latte pertanto nuove 



(1) Un anonimo braidese sopvan inato il l><>tlor Vorgalle, vissuto a mezzo il sec. xvm, 

in una diffusa sua cronaca inedita, della (piale rimang > alcuni volumi era in origine di 

dodici), aggiunge intorno ai Francesi queste interessanti notizie : ■■ Accampatisi i francesi in 
lira per cinque giorni, diedero molte squadre dei medesimi il saccheggio a più ville circonvi- 
cine, ira le quali la più disgraziata fu Pocapaglia. In questo villaggio, dopo averlo sac- 
cheggiato, spogliarono le donne e gli uomini nudi, e poi li facevano danzare così nudi, al 
suono di dolorose piattonate. Oltre le donne vili spogliarono anche le civili, come furono 
le mogli del segretario e del fattore, clic mule insieme ai loro mariti fecero correre perla 
villa : compierono inolile altre brutali azioni che l'onestà non ini permette di narrare senza 

grande pregiudizio dello orecchie caste... ». fio è pure attestai •! Teatro historico ili 

tragiche scene, <',-,-. Cron. anon. ms. del sec. xvm, parte MI. lib. XII. p. 133. 

L'i Località nella pianura liraidcse. presso un rio dello stesso nome, sul confine Ira 

Gavallermaggiore e Bra. È prossima ai due villaggi chiamati l'uno Falchetta e l'altro .1/,, 
donna del Pilone. 

36 



— M)3 



suppliche alle Autorità francesi; nota nel frattempo ohe se ae attende l'esito, 
dovendosi subito raccogliere almeno 3000 lire da portare al Cassagna, si manda 
esigere da tutti gli abitanti del luogo - senza hauer riguardo a qualunque stati, 
grado e condition ili persone, anche immuni e priuileggiaUssime, trattandosi ili 
issimi /• il presenti luogo dal saccheggio e fuogo minisi, che non si paghi a tempo -. 
Si ricoverali] denari, sete, argenti, et altrieffetti ■■ promettendo ad ogni contri- 
buente l'aggio del ti per cento « come si è praticato nella guerra passata, quando 
si pagò In contributione all'armata 'li Francia campata ne' contorni ili ('ninni 
limila •>. i Fogli 7 1-7*» r.). 

2 luglio. — Non trovandosi modo a riscuotere il denaro ili cui sopra, il 
Consiglio stabilisce una taglia contro i renitenti a contribuire. (Fogli Ti; 77 1. 

3 Vaglio. — Si manda una deputazione a ragguagliare 8. A. j;. delle con- 
dizioni del luogo e della richiesta contribuzione. Si comunica un ordine dell'In- 
tendente Angiono di mandar a Cherasco 40 nomini per le fortificazioni, e si 
eleggono deputati per recare al Ricevitore Cassagna tutto quanto si sarà potuto 
raccogliere in denaro e ricavare in sete, argenti, campane ed altri metalli, i-n-, 

I Fogli 77 P.-78 >•.). 

3 luglio (nitrii seduta). Relazione dei deputati recatisi nella giornata a 
Cherasco dal Conte di Santena, Comandante le anni di S. A. lì., per informarsi 
dove questi allor si trovasse. Ma furon dissuasi di muovere alla volta del suo 
campo presso Mondovì, per essere colà giunto l'esercito francese; onde riman- 
darono la loro ambasciata. E intanto il Conte di Santena rivolse loro l'invito 
ili mandare a Cherasco nna certa quantità di nomini <• donne « per trauagliare 
ni fintini, ili detta Città ili iim) ila Stura •>. Il Consiglio aderisce. (Foglio 7!»). 

.". luglio. — Itela/ione della deputazione recatasi a Fossano per consegnare 
al Signor Cassagna L. 4040, soldi e denari 8. Doversi ora raccogliere la seconda 
parte della contribuzione, per la quale si può poco sperare in un ribasso, non 
volendo neppure il Cassagna accettare gli argenti delle chiese se non a buon 
mercato, e replicando il medesimo gravi minacele. Onde si delibera nuova 
ricerca, con sequestro di frutti e titti ai massari e domanda di un imprestito 
al Conte di Pollenzo. (Foglio 80). 

7 luglio. — Deliberati per raccoglier denaro, e cotizo degli artisti e massari, 
che dovranno consegnarne in vana misura. (Fogli 81-83). 

9 luglio. — Alcuni consiglieri, recatisi in deputazione a Savigliano per 

versare al Cassatila altre L. 0500, riferiscono che al loro arrivo « l'armata 
Francese discampaua da detta città » (1). onde furono costretti a ritornare 
indietro, differendo il versamento a miglior occasione. Si nomina intanto una 
deputazione al Duca de la Feuillade. per veder d'ottenerne che diminuisca la 
somma ancor da pagare. (Fogli 88».-84). 

// luglio. — " Ordine del Sig. Louis Deffienne Commissario ài guerra ài 8. M. 
ciirist""', ài àimir mandar a Fossa/no caàuu giorno quatro sm-lii di farina d'emine 
a cad. da bonificarsi in conto della contributione ». Il Consiglio aderisce. (Foglio 86). 



(1) Verso Saluzzo, dove poi sembra che non si sia recata. 



404 



1-1 luglio. — Invio di uhm deputazione a Possano e d'un'altra a Carmagnola 

per ricevere ordini. Si comunica un ordine del Marchese Monello, Brigadiere 
dell'armata di S. M. Christ ma , « di proueder li carri, necessari) per conditi- gli 
aiimlati <■ feriti Fra/ncesi, che sano nell'ospedale di questo luogo, alla città di Pos- 
sano ». L'ordine viene tosto eseguito. (Foglio SS e). 

l'i luglio. — 1 deputati recatisi 'a Fossano notificano aver ricevuto ordine 
dal Marchese Bonello di far consegnare tutte le armi da tutti i particolari e 
mandarle a Fossano « alla pena del fuogo, risaluando però li signori gentil uomini 
e persone qualificate ». 11 Consiglio aderisce. (Foglio SSr.). 

15 luglio. — I deputati recatisi a Carmagnola da Monsieur Celos Consigliere 

del Re e Commissario di guerra, notificano aver questi fatto loro il reparto 
« del hosco, carne e nino che intende adossare a questa Comunità », ordinando di 
mandare per il decorso dal 22 giugno al 14 luglio 25 brente di vino, 15 caria 
di legna e 30 nibbi di carne, e poscia, a cominciare da oggi L5, brente 8 di 
vino, caria ."> di legna e nibbi 10 di carne in ogni settimana, Oltre a questo, 
tutti i giorni fino a nuovo ordine, 8 carra di foraggio : il tutto a conto della 
contribuzione. E il Consiglio, attesa quest'ultima clausola, obbedisce. (Foglio 89). 

16 : luglio. — Hi notifica essere stati trovati e consegnati solo fucili 52, che 
si mandano tosto a Fossano. (Foglio '.Mie). 

IT luglio. — S'invia una deputazione all'Intendente generale dell'annata 
francese Degrigni, clic si trova al campo presso Torino, per ottenere clic dimi- 
nuisca la contribuzione imposta al Comune. (Foglio 93r.). 

18 luglio. — I deputati recatisi a Fossano per consegnarvi i fucili fanno 
noto non essere il Governatore di quella ancor soddisfatto, dicendo «gli di 
sapere che rimangono tuttora in questo luogo molti fucili e pistole; per cui ha 
ordinato, contro le vane proteste dei deputati, di procedere a nuova e più dili- 
gente ricerca, con la [iena del saccheggio e fuoco se non s'obbedisca. F il 
Comune obbedisce, i Foglio 94). 

!'■> luglio. — Si annunzia clic la nuova perquisizione ha fruttato 25 archibugi 
con poche pistole, che si mandano a Fossano. Inoltre si comunica un ordine del 
Detienile, Commissario di guerra, di mandar ogni giorno a Fossano 10 carra di 
fieno, 4 sacchi di grano e un carro di legna. Si manda il grano, insieme con la 
protesta di non poter affatto contribuire in fieno e legna, pei quali si chiede 
esenzione. (Foglio 95). 

20 luglio. — Relazioni della deputazione, poco fortunata, al Degrigni nel 
camPQ presso Torino, ove non fu possibile parlargli perchè era « occupato in 
uar.ij affari ili guerra »; della deputazione a Fossano, dove ebbero ordine dal 
Marchese Bonello di non mandare più nulla a Carmagnola ma contribuii' solo a 
Fossano; della deputazione a Carmagnola per i contributi richiestivi. (Fogli 96-97). 

l'-'l luglio. — Ordine del Detienile « di douer mandar prontamente iteriti carri 
aggiogati per seruitio dell'armata di 8. M. in Fossano », e di portare denaro della 
contribuzione. A cui il Consiglio subito si uniforma. (Foglio 98). 

26 luglio. — I deputati recatisi a Fossano fanno una lunga relazione del 
loro operato. Si pollarono dal Cassagna a sborsare altre L. 1 001 Iti dèlia contri- 
buzioni': poi andarono dal Detienile, e ne ottennero, dopo lunghe istanze ma 

28 



— 405 — 



sopratatto dopo la mancia «li 50 luigi «Toro, che riducesse la contribuzione dà 
52569 ;i 30000 lire. Tornarono poscia dal Oassagna: costui dapprima non vo- 
leva saperne «li questo ribasso e minacciava più grande rigore, ma poi si lasciò* 1 * 4 
pare smuovere da 50 luigi d'oro, ohe lo resero subito disposto a concedere. <»t 
tennero ancora dal Defienne che li esentassi' dai contributi in grano, non però 
«la quelli in fieno « perchè l'Armata ne penuriaua troppo ■■: e infine 1«> stesso 
Defienne, divenuto assai più gentile, volle rassicurarli per quanto agli ordini 
giungenti da Carmagnola e da Mbncalieri, col lasciar loro un biglietto che di- 
chiarava doversi soltanto coni ri Imi re dal Ci mi mie lira illese a Possano. 1 1'. 99-100). 

26 luglio. — « ordini' del III Sig. Marchese 'li Fibre generale nell'Armata 

ili 8. M. ('Iirisf'"" in fossimo... ili douer immediatamente riceuuto detto ordine mandar 
(tllu detta città fiitio il fieno che suro possibile... e tutto quello che non si puotrà 
l'ur condurre si debbi metter fuori tirile Case... ». Si distribuiscono pertanto i 
Consiglieri in tutte le case «lei paese per eccitare i cittadini ad inviar a Pos- 
sano tutto il fieno possibile, ed intanto « metter fuori delle ('use quel fieno che 
non si puotrà metter in condotta, acciò in caso di foraggio generale ò di passaggio 
dell' Annulli non habbmo li solilnii occasione ili entrar nelle case e sacheggiare 

eome già limi fitto iliirunle il campamento ». E questo nella stessa notte veniente. 

(Fogliò 101). 

28 Inolio. — I Sindaci tanno sapere die « con V 'occasione ohe V Armata fran- 
cese è hoggi di passaggio in questo luogo nel ritorno da fossimo sono Inoro Signori 
Sindici stati chiamati da Monsò Oassagna Riceuidore delle contributioni, che ha pran- 
zato in casa del Sig. Costantino ». Il ('assalila ha ordinato ili pagar subito il 
resto della contribuzione, minacciando che in caso di mancato pagamento sa- 
rebbe rimasto nel territorio un Cori») d'armata; nulla han valso le proteste 
dei Sindaci, ne l'anticipo ili L'IMI luigi d'oro raccolti in tutta fretta fra il Rice- 
vitore della tàglia per la contribuzione e alcuni Consiglieri, perchè il Cassagna 
vuole ad Ogni costo anche tutto il restante e mantiene le sue minacele: « in- 
fatti la retroguardia ha fitto allo e non si muoue ». Atterriti da tale pericolo, i 
Consiglieri vanno in giro per il luogo, e mettono insieme altre 3000 lire, che 
mandano al Cassagna, previa promessa « eì/e l'Armata partirà senza far alcun 
danno al luogo ». (Foglio 102). 

:; agosto. — Essendo giunta notizia (die S. A. Et. « si ritmiti a Villafranea 
e che sia hoggi per portarsi a Eacconiggi ■■. il Consiglio delibera mandare a lui 
due rappresentanti del Comune ■• per inchinarla e rallegrarsi seco dell' allontana- 
mento ilei nemico, e .sperata prosperità tifile sue armi, e ragguagliarla... dello stato 

in etti si ritronti tjttesto luogo, ehi' Ir ha eiinserituto il cuore e In itila a suo ser- 
ttitio ». A prova sincera di tali sentimenti s'incaricano i deputati suddetti di 
portare a S. A. Et. 200 doppie, avanzate dal pagamento della contribuzione. 
(Foglio UI4). 

r, agosto. — I rappresentanti recatisi da S. A. Et. notificano averne avuto in 
risposta •• ehe gradina il vello, e buon cuòre di tjttesto Publico •• e che intanto li 
pregava « di mandarli qualche truppa di uolontarij ile pili armiggeri per sentirla 
per pochi giorni »: alla (piale richiesta il Consiglio delibera di aderire meglio 
(die sia possibile. (Foglio L06). 

7 agosto. — « Ordine dell' Intendente Angiono (in data 5 corr.ì di mandar à 
Gherasco hnomini trenta prouisti ili pichi, zappe i> badili con tutta la quantità di 
39 



— 400 — 



gente atta a portar la oabassa » e altro ordine del medesimo « di mandar oue 
sopra trenta boni con luoro curri e boni aggiogati con il foraggio per In Inoro sus- 
sistenza ». Si mandano i trenta pionieri .soprassedendo per il resto, e delibe- 
rando ricorrere all'Angiono perchè tolga o diminuisca la seconda imposizione. 

(Foglio 1(17). 

7 agosto. — L'Intendente Angiono manda richiedere venti carri. Essendo 
impossibile provvederli perchè i pochi rimasti fnron portati via dai Francesi, 
si stabilisce ricorrere in proposito, chiedendo anche intanto la restituzione dei 
20 letti, da temilo somministrati. (Foglio 111). 

18 agosto. — L'Intendente Angiono restringe la sua richiesta a 5 carri, (die 
gli son consentiti. — Si manda inoltre una deputazione a S. A. R. per ottenere 
la dispensa dalle restanti debiture dell'anno in corso; e, circa le vacanze richieste 
dagli scolari per le vendemmie, si delibera. « atteso massime il tempo perso nella 
uenitta dell'Armata francese », che quelle delibano durare soltanto dall'8 settembre 
alla prima domenica di ottobre. (Foglio 113). 

24 agosto. — Nuovo ricorso a S. A. R. per facilitazioni e favori. (Foglio 114 r.). 

26 agosto. — I Sindaci annunziano aver ricevuto ordine verbale dal Conte 
Fenile, (die trovasi in Bra, di « proluder uniti carri, con li sachi necessari] per 
tradii r pane per sentititi delle truppe di S. A. R. et ili S. M. Imperiale, da questo 
luogo alla Città d'Alba ». L'ordine vien tosto eseguito. (Foglio 114?'.). 

26 agosto. — I delegati recatisi a Carmagnola raccontano essere stati beni- 
gnamente ricevuti da S. A. K., (die diede loro una lettera diretta ai Sindaci di 
Possano ordinando restituire i 7."> fucili e i 20 carri colà recati, li volle assicu- 
rare d'una diminuzione delle debiture a lui dovute, e li pregò soltanto di fare 
tutto il possibile per provvedere di grano le sue milizie. Il Comune ordina 
pertanto di raccogliere tosto ed inviare a S. A. R. 200 sacchi di grano (1). 
(Foglio Ilo). 

28 agosto. — Si comunica una circolare di S. A. IL in data 23 con., per 
la quale si ordina di far radunare tutti gli abili alle armi i quali, con a capo 
gli stessi sindaci, se capaci al porto d'armi, dovranno trovarsi in Carmagnola, 
ninno eccettuato, per il 2 settembre p. v. Si stabilisce adunque di far avver- 
tire tutti gli interessati, perchè si tengano pronti con le loro armi. (Foglio 117)- 

(I) Ecco (ini la lettera del Duca, il cui originale, con la Sima autografa . si conserva 
oell'Archivio Comunale di Fossano: 

,1//?' Magistrati nostri Carissimi li Sindici e Consiglieri della Città iti Fossano. 
Il Duca di Savoia. Re di Cipro etc. 

Magistrali nostri Cai issimi. Sabbiamo sentito mal nolentieri (die soma le instanze tat- 
ti ni per parte della Comunità di lira non gli ha libiate restii aite le armi (die d'ordine dell' Vf- 

fìciale francese che comandati a in cotesta Città sono siali que' particolari astretti di con- 
durre in essa, ('lie però noi ordiniamo con questa di dovere senza maggior ritardo quelle 
far consegnare alli Sindici e consiglieri di detta Comunità, accio da' essi ne sia t'aita la 
distribuzione alli particolari a quali appartengono, 'l'amo dunque eseguite, e nostro si- 
gnore ni consenti. 

iirmatuì AMEDEO. 
Hai ('un Iella Sfotta, li 25 »t,"'»t" 1706. 

I'. 8. Intendiamo pure (die siano restituiti alla detta Comunità li Vinti carri appar- 
tenenti alla medesima che sono siati in cotesta Città rinculili. 

I.ANI ••RANCHI. 



KIT — 



30 agosto. — I delegati 'li ritorno da Possano, ov'erano andati per ritirare 
i lucili ed i carri, annunziano avere cola ritrovato quasi più nulla. | Foglio 119 u.). 

SO agosto. — Si ordina t'arsi fare l'esposizione del ss. Sacramento nella 
chiesa uuova di Sant'Andrea per ire giorni continui, ed ivi far anche celebrare 
delle messe e far pregare tutto il popolo « per In prosperità dell'armi di 8. .1. R. ». 
Foglio L20r.). 

30 agosto. — Convocazione del battaglione «li Cherasco; disposizioni per 
l'alloggio del medesimo, e ordine di procedere contro i renitenti. (Foglio 120v.). 

/ settembre. — I sindaci Tommaso .Matliis e Giorgio l'etiti si olirono di an- 
dare in testa agli uomini ili lira per partire L'indomani verso Carmagnola al 
servizio di s. A. 1,'. — si ordina nuovamente di far arrivare tutti gli abili alle 
armi perchè accorrano a detto sei-vizio, e « siccome giungono quotidianamente 
moltiplicati ordini che richiedono pronta esseoutione; oltre che continua Iti fabrica 
dvl punì' in questo limilo per seruitio dell'Armata per il che fa bisogno ili proue- 
dire continuamente », si decide rimanga a tale scopo il Consindaco (1. l'etili. 
(Foglio 121). 

."i settembre. — Si comunica un ordine del Direttor (rallino di <• alloggiare li 

eitnalli drlln l'roiiinndu di 8. .1/. G. in numero di 237 » e somministrare il fo- 
raggio necessario. Si delibera ricorrere in Alba allo stesso Gallino, per ottenere 
rimozione o diminuzione di detto ordine. (Foglio 122). 

ti settembre. — Essendo riuscito vano il ricorso di cui all'ordinato prece- 
dente si provvede per l'alloggio dei cavalli alemanni. — Intanto si delibera 
pure « mandarsi un rinfresco olle militie di questo luogo, che sono ni seruitio di 
8. .1. R. .sonni In montagna uerso Torino ni seguito del Sig. Vassallo e Consin- 
dico Torneino Mathis, cioè min sommata di nino. Ducente rationi Manche di pane di 
II. 2 caduna et nibbi tre di formaggio per amimarli maggiormente ni seruitio ... 
(Foglio 11'.'!). 

7 settembre. — « Moggi Torino è stnto liberato dall'assedio dell' armata di 
Francia » (noia in marg.). Arrivo dei soldati alemanni e loro accampamento. 
(Foglio 124 r.). 

Il settembre. — Si annunzia clic il luogo di Bra e stato infeudato a S. E. 
il Marchese di ('araglio. Il Comune protesta voler restare solamente suddito di 
S. A. K.. conservando la sua libertà e autonomia. (Foglio 125). 

/.; settembre. — Alloggio nel Convento dei l'I'. Minori Osservanti, in chiese. 
scuole e case private di 7(10 soldati alemanni infermi. (Foglio 126). 

t6 settembre. — Si mandano a Torino, d'ordine dell'hit. Angioini. 25 caria 
di Beno. (Foglio 126). 

Iti settembre. — 11 comandante Brizio manda ordine da Cherasco di formare 

una compagnia di 40 uomini da inviarsi alternativamente, in 15 al giorno, alla 
custodia e guardia di quel luogo. Si nominano detti uomini, ma intanto si de- 
libera ricorrere per l'esenzione da tale peso. (Foglio lL'7). 

/.'' settembre. — Si discute circa un ordine ricevuto dal General delle finanze 
(Impello di •< mandar huomini quaranta in Polenzo per custodir quattrocento sol- 
dati francesi fatti prigionieri nella UberaHone dell'assedio di Torino ». A detto 
31 



408 



ordine, giunto fin dal 14 cori'., non potendosi subito aderire integralmente per 
mancanza degli uomini, si sono cercate tali guardie nella stessa Pollenzo al 
prezzo di soldi ."» il giorno cadmia. (Foglio 128). 

21 settembre. — Ordine di provvedere e mantenere sei cani coi bovi aggio- 
gati al servizio di S. A. lì.: dal clic si domanda esenzione. (Foglio 128). 

21 settembre. ■ — Deliberazioni e ricerca di denari contro l' inieudazione ilei 
luogo. (Foglio 129 v.). 

27 settèmbre. — In seguito a ordine del Comandante Brizio si mandano 
20 uomini a Pollenzo « per scortar li prigionieri francesi cssistenti ari castello (li 
detto luogo e tradurli a Santa Vittoria et /■olà mantenersi per la guardia d' essi » ; 

altri 20 uomini, a norma dello stesso ordine, si mandano a Oberasi per la 

custodia di ([nel presidio ». (Foglio 132). 

15 ottobre. — Perdura la gravissima questione della minacciata inieudazione 

del luogo. A scongiurarla il Comune manda ricorsi . raccoglie denari, ordina 
licitino una gran novena a S. Sebastiano per implorare l'aiuto di Dio e la pro- 
tezione del Santo. In quell'occasione, a dimostrare la sua gratitudine ai PP. di 
San Francesco per le grandi incomodità loro recate specialmente (piando ospi- 
tarono per 15 giorni i feriti alemanni, il Consiglio manda loro in dono sei brente 
di vino (!). (Foglio 139). 

21 novembre. — Ordine del Signor Cavroscio, comandante in Alba, di ri- 
cercare tre uomini die dice disertati dal reggimento di guardia. ( Foglio 112). 

23 novembre. — Ordine del Conte di Santena di mandar a Cherasco •< otto 
milla fascine et altrettanti pieheti ». Si ricorre per ottenere almeno una dimi- 
nuzione, essendo il territorio denudato di alberi dalle recenti devastazioni. 
(Foglio 144). 

25 novembre. — Il ricorso precedente non fu accettato. Si provvede ad ob- 
bedire. (Foglio 14."i). 

30 novembre. — « Online del si<j. Conte e Intendente generale Lamberti (in 
data 20 corr.) di pronedere e dar condotti a Moncaglieri rabbi dieci milla fieno ». 
Per ottemperare a questo ordine si impone una taglia sul Meno. (Foglio 148). 

5 dicembre. — Nuovi ordini e deliberazioni per le fascine occ. di cui sopra. 
(Foglio 140 e). 

9 dicembre. - Si manda una deputazione a S. A. R. <• di riforno in l'orino 
dal campo di Casale » per supplicarlo a recedere dalla inieudazione del luogo. 
(Foglio 140). 

Il dicembre. — Il Marchese di Caraglio, come signore del luogo, manda or- 
dine « di tiare alloggio a nari signori officiali prigionieri francesi » : ma il Con- 
siglio protesta di non voler riconoscere il nuovo signore (1). (Foglio 150). 

li È bene aggiungere, pei' completare le notizie su questo argomento, che l' infeuda - 
zioue «lei luogo ili Bra, la quale parrebbe una ricompensa poni generosa ai servigi da esso 
prestati, lini pei non essere eseguita nel fatto. 1 decretata «lai Dura con atto del 8 set lei ni ire 
iti"! trovò una vivissima opposizione nei cittadini, lincile il Marchese ili Caraglio, con 
istrumento ili cessione in data 17 agosto 1708, rinunziò ad ogni suo diritto sul luogo n 
favori' della stessa Comunità di Bra. 

32 



40! I — 



/.'/ dicembre. — Si comunica lui online di S. A. 14. tli pagar per il corrente 
quartiere d'inverno L. 9950, soldi il. denari tì. — Si pagherà in lieno, o 
loglio di soldati, oppure in denaro. (Foglio 151-15.'$). 

24 dicembre. - ■■ Ordini dell'Intendente Angiono ili... far precettar luti' 1 le 
l„sti, da basto ili douer andar à carrigar del sali- a (Jena, • condurlo à Vanna- 
amila ■. Si ordina obbedir subito ;i detto ordine • a^inehè non si ritardi il ser- 
it ilio di s. .|. /.'. ». Foglio 158 . 



ANNO 170 7. 

. 30 gennaio. — Arrivo in Bra del sig. Batteri, capitano.del reggimento della 
Trinità, [>er ricercar disertori. Foglio 17:i-7l r. . 

I febbraio. Citazione ili particolari [ter inviar soldati al regg. della 'tri- 
ima. Foglio 175). 

20 febbraio. — L'Intendente Angiono manda ordini' d'inviar a Cherasco 
S000 fascinassi, 8000 picketì et 12000 torte ». Si provvede in proposito. (Fo- 
glio 177 ci. 

25 febbraio. — Il Direttor Gallino invia altro ordine di condurre 2000 rubbi 
di fieno da Savigliano a Casalgrasso. Si risponde essere impossibile aderirvi. 
stolta li moltiplicati ordini prouenienti d'ili' 111 Sig. Intendente Angionoperle 
mudi, tir di nuli, grano, fascinassi, picheti et altre ■-. (Foglio 179».). 

// marzo. — Il consigliere Vernazzo è mandato a Cherasco per chiedere la 
restituzione dei letti cola inviati « quando Ir ri, iti delle Inoro AA. A'/,', passa- 
ro, io . i Foglio 185 '•. . 

:'.; marzo. online del Conte di Montalengbe di alloggiare in lira « la 
guarniggione francese di Unni, consistente in Inno soldati non alquanta cauallaria ». 
Questo per il giorno 30 corr. — Si provvede a tal uopo, acquistando lOOOrubbi 
di lieno e 3000 di legna. Foglio I96v. . 

23 aprile. — Nomina di soldati perii reggimento della Trinità. (Foglio 192 . 

/ maggio. Nuovi ordini nei- condotte di lieno da Savigliano a Casal- 
grasso. Si delibera di eseguire i medesimi, deputando Consiglieri all'uopo. 
(Foglio L98). 

."i maggio. — Altre nomine per il reggimento della Trinità. (Foglio 200). 

8 maggio. — Disposizioni per le e lotte di fieno e per i soldati mandati 

a Cherasco. i Foglio 201 1. 

■_' giugno. — Ordine del Direttor Gallino ■■ di proueder e mandai- "Ilo città 
di 'l'orino nini cinque cum loro linoni aggiogati » per rimanervi in giorni; e altro 
indine ilei Conte Santena ■• di proueder ■ mandar a Gherasco huommi dodeci per 
In guardia di detto /insidio, limili si douranno cambiar di mesata in mesata ». Il 
Consiglio delibera obbedir subito... et far il seruitio di 8. A. /,'. ». (Foglio l'Hì. 

// giugno. — - Ordine del Sig. l'Umidi, pn- mi In presente Comunità rista 
precettata di mandar hoggi narri quindici a Sommariua del Bosco per condur il 
bagaglio dilli- truppe alemanne sino a Sauigliano ■■■ Si eseguisce. Foglio 212). 

52 Mise li. 



— 41(1 



// giugno. — <• Ordine dell'Ili" 10 Sig. Diréttor Gallino ili proueder e mandar 
->'> caualli ni struttili ili s. a. K. •>. Il Consiglio stabilisce eseguirlo meglio che 
sin possibile. ( Foglio 214). 

10 luglio. — L'Intendente generale Lamberti manda online ili condurre a 
Torino li'-iòt» nibbi di fieno. — Si ricorre per una diminuzione. (Foglio 223 v.). 

28 agosto. — si notifica che « in seguito all'ordine ili S. A. R. detti 29 giugno 
Imiti scorso per cui uengono incarricati tutti li luoghi dello staiti sottoposti ni suo 
dominio ili celebrar la festa della natiuità della ì' SS con ogni solennità possi- 
bile, ei in esso giorno far una processione in memoria dell' allegrezza e grafia ri- 
cettata nella uigilia ili tal festa per In liberation ili Torino dall'assedio fattoli dalle 
unni ili Francia, e uittoria insiline ottenuta dalle unni ili 8. .1. A'. » è tempo di 
provvedere conformemente. Ivi il Consiglio stabilisce « di far detta festa con 
t>t/ni soli unita possibile il in esso giorno fan una processione generale con i/nter- 
n: 'it:> .7.7 clero, religioni e compagna come anche il'' signori Consigliai . zffinchi 
lutti unitamente rendano gratie a Pia tirila tiratiti rinfittita per la liberatione ili I 
l'assedio suddetto » (1). 



I Negli ordinati degli anni seguenti inni vi son più che deliberazioni di poco conto, 
ciniic quelle ilei 1707. delle (piali qui riportammo !e più importanti. Si tratta quasi sempre 
dell'invio di cani a Torino o altrove, della condotti) di fieni, nomina ili pochi soldati, co- 
scrizione degli abili alle armi, passaggio di truppe. Ma nulla di veramente uotevole. 



Il 1 



APPENDICE 



Documenti inediti che riguardano la tentata conquista di Alba 
da parte dei Francesi nel febbraio del 1705. 

Sono tre lettere, i cui originali si conservano nell'Archivio Comunale 
«li Possano tra le corrispondenze del i7(>ò,l .L'autore è quell'intendente 
Gallino che si trova ricordato pin volte nel precedente estratto come 
Direttore Generale in Alba; e la persona a cui sono dirette due di esse 
(acclusavi la terza, che è solo una copia di relazione al Duca di Savoia), 
ci è sconosciuta. Ma poro interessa il ricercare chi questa fosse: semina 
dal contesto delle stesse lettele e dall'archivio nel quale si trovano che 
il Gallino le scrivesse a qualche suo cospicuo amico personale residente 
in Possano. Esse hanno infatti un carattere intinto e privato: la prima 
fa noto l'avvicinarsi dei Francesi ad Alba, il terrore ivi recato dal grave 
pericolo e insieme il l'ermo proposilo degli abitanti di resistere vigoro- 
samente per l'onore del loro amato Duca Sabaudo; la seconda ricorda 
brevemente il vano tentativo dell'esercito nemico e la sua ritirata, unendo 
un'altra lettera in data del giorno precedente, che il Gallino aveva scritto 
a S. A. lì. per annunziare la bella vittoria ed esprimere le sue congra- 
tulazioni. Volendo pertanto illustrare ordinatamente i tre periodi del 
tatto, cioè l'avanzarsi dell'esercito francese, il suo Tallito tentativo e la 
ritirata susseguitavi, riporteremo le tre lettere in ordine cronologico, 
sebbene la terza dovrebbe piuttosto essere citata prima della seconda. 
(die accludeva. Ed ecco ora. senza più altro, i tre importanti documenti. 



/// Signore, min si<jitt>n < Padron Colendissimo, 

Soddisfacendo all'obbligo mio. ed alla promessa passata verso la V. s. Ili 1 . 
e la mia riveritissima Patria, do di mano alla penna, ma con un intenso mio 
desiderio per renderle notiziate in dipendenza de movimenti nemici. Questi si 
sentono vie piti dalle parti d'Asti, e dal canto d'Acqui, Nizza della Paglia, e 
terre vicine del Monferrato, <■ vanno aumentando ogni -ionio a nostro danna : 
In tatti ieri si portorono da 100 : Cavalli ad occupare Calosso, clic confina con 



li Debbo la e scenza di queste lettere al chiarissimo collega ed amico dott. i .Sai 

Rotto, .il quale ne rendo qui pubbliche grazie. 

35 



Costigliole in A.steggiana; ed'ora s'hanno riscontri, che debbino giungere an- 
coraggi in Castagnole delle Lanze, luogo distante dalla presente Città soli 
cinque miglia. Hanno puoi terminato al solito posto il loro ponte di Barche 
sopra il Tanaro, con che vengono ad unirsi assieme le truppe esistenti al di là, 
con le al di qua ili detto (lume. Temesi fortemente secondo le notitie, appareclii 
e Marcine, che dissegnino sopra questa piazza quod Deus auvertat. Semai ho 
dubitato, questa è la volta (se devo dire il mio sentimento) che mi sento batter 
il cuore su la sinistra. Mi potrei ingannare e Dio Io volesse. Preghiamo il Si- 
gnore, che ci assisi i in sì gravi afflizioni, e le piaccia «li conservare al nostro 
K. Sovrano questa Povera Città, la di cui caduta porterebbe seco pessime conse- 
guenze. S'attende a momenti il S. ('onte di Monesterolo con un -rosso nervo 
di Cavalleria, ed il nostro presidio consiste nel R. Cortanze, e 1200: soldati di 
Militia oltre -li cittadini, ed abitanti tutti ben disposti ad una vigorosa difesa. 
A fine di rendere accertata V. s. IH" 1 ' d'ogni Movimento; havrei a caro, che 
si mandasse quivi un Intorno a Cavallo, in qua! caso le ordinerà di venire a 
dirittura a nostra Casa, e senza vcrun ritardo. Supplico per ultimo V. S. Ili'" 1 ' 
di tener a se questa mia senza darsi per inteso, ch'io le abbia scritto, e senza 
più col rinnovarle la mia divola osservanza . mi protesto d'essere immuta- 
bilmente 

Di C. .v. /// Di,;,/- ed ohi,"" ecc. 
1 Ib 1 1 ssn ' Gallino. 
Alba-, li 20 febbraio 1705. 



II. 



A. R. 



A Maggior gloria di V. A. R. è puoi riuscito vano ogni tentativo c'hanno 
l'atto i nemici per l'acquisto di questa sua fedelissima Città, mentre doppo 
d'averla il giorno d'hieri investita à due parti verso il meso dì, e ponente, ed 
occupati al di fuori alcuni posti, s'arresero in un subito (per così direi, e fer- 
morono il pie alla vista d'un forte, e ben munito trinceramento, che con tanta 
avvedutezza fece ultimamente construere il Marchese di Cortanze per diffesa de] 
limite di barche, stimerei di far torio al Conte di Monasterolo, e detto Mar- 
chese, se m'accingessi ora a descrivere le particolarità del seguito, onde per 
piii Capi ne lascio il racconto a Cavaglieri di sì isperimentato valore, e con- 
dotta, e clic si sono cotanto distinti per obbligare le truppe nemiche ad una 
loro vergognosa ritirala. Soddisfo solo alla grandezza del mio contento col ren- 
dere V. A. k. noti/.iata nel mio particolare d'un sì glorioso avvenimento, c'hà 

felicitato noi tutti, e riempito i «aiori d'un > mo giubilo non meno per vederci 

liberi dalla tentata invasione de francesi, «die per essersi conservato illibato 
quel candore di dominio, clic min fu mai tocco da cambiamento, da che la Città 
si preggia d'essere sotto il fortunatissimo della sua K. Casa. Supplico per ul- 
timo l'A. s. lì. di gradire le mie deludi ma umili espressioni, die le porgo col 
piii vivo del cuore, ed a restare intieramente persuasa, clic in questa sì gra- 
vissima congiuntura, si sono date da' Ci I ladini i mi i scout i nuat e le pruove di tutto 

zelo. Costanza, e Fedeltà, con che le faccio profondissima riverenza. 

D. V. I. /,'. 

1 1 hten - io Gallino. 
Alba, li 22 febbraio ITi ■:.. 

36 



— n:; 



[II. 



/// Signore, min Signore, e Padron Colendìssimo, 

Dalla qui acchiusa, che resta à Bigi! alzato, V. S. Ili"" vedrà il succeduto 
in due memorabili giornate. Le Truppe nemiche si truovano presentemente à 
Castagnole, Costigliele e lnoghi circonvicini, la dove si giattano (?) di prendervi 
quartiere per gli restanti «lue mesi ; il che non posso credere per mancanza «li 
ogni sussistenza tolto del vino. Hanno patito sacheggi, foraggi, rapresaglie de 
bestiami, abbruggiamenti ili Cassine, prigionie per le contribuzioni di modo che 
o quante Miserie. 

Devo puoi dirle che qui in Alba nauti l'arrivo de nemici, non si credeva 
ili vedergli già avanti gli occhi; io però la discorrevo all'opposto, fondando il 
mio dire soiira tanti Movimenti : il ponte nuovo di barche, apparecchi, piccoli 
Canoni, e provisioni d'ogni cosa, mentre ciò tutto non poteva esser destinato 
per gli quartieri, ma Immisi contro di noi. e per altre ragioni. L'antecedente mia 
lettera, che si è resa Oggidì ostensibile, «la a divedere quid erat in mente, e 
giache si discorre di lettera, un atto di confidenza mi porta a trasmetterle Copia 
d'una da ine scritta a S. A. K. in raguaglio. Miei ossequiosi saluti a cotesti 
Signori, alla Signora Sua, e senza più glorioso di sedermi continuato l'onore 
dei di lei pregiatissimi comandi, mi protesto d'essere 

/>. V. S. Ili DÌVOt ni Obb irr. 

Ortensio Gallino. 
Alba, li '-':: febbraio 1705. 



414 — 



Nomi eli militari 

morti durante la guerra registrati nel Libro 4" « mortuorum » 

dell'Archivio Parrocchiale di S. Andrea in Bra. 

1704. Gennaio 20. — Il Conte Arbergh, Colonnello nelle Truppe Imperiali, «• 
mòrto in e;is;i del Sig. Pievano Val fr è Seniore, parrocchiano di S. Andrea, 
sepolto nella Chiesa dei l'I', di s. Vincenzo per elezione e pagata la 
quarta funeraria alla Parr" di S. Andrea. 

— Gennaio 20. — Un Aglio d'un alemanno è morto in Gasa del Sig. Conte Al- 
berione e sepolto in S. Andrea. 

I7nii. Febbraio 28. — Adam Fleis Alemanno nel Reggimento del Conte Brayner. 
e morto e sepolto in S. Andrea sopra il Cimiterio. 

Aprile 29. — Antonio, soldato alemanno nel Reggimento del Conte Brayner, 
e molto e sepolto in s. Andrea nel Cimiterio. 

- Giugno 3. — Francesco, soldato alemanno nel Rcgg. del ('onte Brayner, e 

morto e sepolto in S. Andrea nel" Cimiterio. 

— Luglio 1. — Due soldati francesi nel Reggimento di Monsù Vibrè sono morii 

e sepolti in S. Andre;! nel Cimiterio. 

— luglio -'lo. — Un soldato nel Reggimento della Fogliada e morto e sepolto in 

Sant'Andrea nel < ìimiterio. 

— Ottobre 1. — Il Sin. Roesson di Monfalcon francese e morto e sepolto in 

S. Andrea sopra il Cimiterio. 

tini. Marzo 28. — Bernardino della Rode 6glio del Sig. G-iovanni, Officiale 
francese prigioniero di guerra del luogo di Ageii nella Provincia ili 
Cnine. e morto e sepolto in S. Andrea nel monumento della Cappella. 



38 



CARLO SALSOTTO 

FOSSAN.O 

E LA 

BATTAGLIA DI TORINO 

(1706) 

CONTRIBUTO 

W.I.A 

STORIA DELLA GUERRA DI SUCCESSIONE 
DI SPAGNA 



PREFAZIONE 



Questo breve studio non si propone «li mostrare strettamente 
il contributo di Possano alla battaglia famosa del 7 settembre lTtiti, 
per la quale 'l'orimi veniva Liberata dall'assedio dei Francesi. Esso 
abbraccerà invece tutto il periodo della guerra sostenuta in Pie- 
monte da Vittorio Amedeo II contro la Francia, stendendosi 
per ciò dall'autunno del 1 70:5 lino all'armistizio del marzo 1707, 
col quale fa lasciata facoltà alle sconfitte soldatesche francesi di 
uscire dall'Italia. Questi infatti sono i limiti entro i quali la K. De- 
putazione di Storia Patria di Torino si è proposto di estendere la 
raccolta delle ricerche storiche piemontesi, destinata a rendere 
maggiormente solenne il secondo centenario del glorioso fatto 
d'armi al «piale va strettamente unito, oltre al nome di due augusti 
Principi sabaudi, quello dell'umile eroe Pietro Micca; raccolta alla 
quale appunto è destinato il presente lavoro. 

Esso non ha per iscopo che di illustrare la parte avuta da 
Fossano nelle vicende guerresche del quinquennio suddetto: parte 
non insignificante e ben degna di una Città che si onora di portar 
nel suo stemma l'aquila sabauda con la scritta Fidelitatis insinuili ■■ . 

La ricerca del materiale storico fu fatta nell'Archivio Comunale 
della Città di Fossano. 

Ks>a fu condotta sopra le seguenti parti dell'Archivio: 

Serie I. voi. 339, fase. ;!". Ordinati del Consiglio, anno 1703. 

» » » » 4". » » 1704. 

» » 340, » 1". » » Ì705. 

» » » » 2°. » » 1706. 

» » » » M". •> » » !7nT. 

» » 362, » 1". » •» privato o di Uagio-neria. 

» •> L88, •> unici). Corrispondenza \ 1700-1707 , 

5 

53 Mise. - II. 



— 418 — 

Serie I, voi. 98, fase. 1". Attestazioni giudiziali e memorie circa lo state 
di famiglia di varj iscritti nella leva militare 
dal 1693 al 1745. 

» » » » -'" Ordini al istruzioni per la leva militare dal 1625 

al 177(1. 
» » » » o" Corrispondenza e memorie circa la leva militare 

dal 1703 al 1754. 
» » » » 4" Memorie e Ruoli dei soldati somministrati dalla 

Città ai cari corpi dell'armata dall703 al 1748. 
» » 297. Contabilità. Vari libri e registri contenenti stati, note, 

rapporti, ecc., delle carie somministrarne fatte da par- 
ticolari di questa Città a' militari. Anni dal 1654 
al 17 IH. 
« » 240. Contabilità. Ruoli o quinternetti dati ad Esattori eletti 

dalla Città per la riscossione delle Imposizioni o 
Taglie sui terreni — Personale — Gioatico — e sulle 
Arti e mestieri (1695-1705). 
» » 241. Id. id. (1706-1713). 

Il lavoro della ricerca tu assai alleviato grazie alle premurose 
facilitazioni clic lo scrivente ebbe per parte dell'egregia Ammi- 
nistrazione municipale e de 1 suoi funzionari, a cui sente di dover 
rivolgere una parola di gratitudine. 

Possano, agosto dui 1905. 

e. s. 



CAPITOLO PRIMO. 



i!li ultimi mesi dell'anno iTr.'i. Pronostici <li tempi nefasti. — Distacco del Duca Vit- 
torio Amedeo 11 dall'alleanza con Luigi XIV <li Francia. - Guarnigione di dragoni 
in Possano, e loro violenze. - Levata del battaglione provinciale delle milizie. Ti- 
mori ili un'invasione francese nel territorio. I Francesi minacciano Alba. — Invio 
di truppe a difesa di quella terra. 

11 giorno •"> luglio dell'anno 170.'! i Sindaci della città di Savigliano 
scrivevano ai loro colleglli di Possano, avvertendoli che si erano colà 
trovati i muri della città e dei sobborghi quasi tutti imbrattati di una 
« certa mistura gialla e liquida , il qual tatto avea posto un profondo sgo- 
mento negli animi dei cittadini, che temevano si trattasse di « qualche nial- 
uagità, e sortileggio già presentito, et occorso nella città di Torino, et 
alni luoghi del Stato di s. A. R. ». Essi s'eran quindi fatto un dovere 
di porre sull'avviso i loro colleglli di Possano, perchè, vigilando, procu- 
rassero di chiarire il tatto, se mai, come temevano, la stessa cosa t'osse 
quivi accaduta (1). 

In qual conto tenessero questo avviso i Sindaci di Possano non ci 
tu dato rinvenire, perchè all'infuori della lettera suddetta, nessun docu- 
mento del luogo parla «li questo tatto; è lecito per ciò supporre che non 
siano giunti a Possano gli untori, che tanto terrore aveano incusso ai 
Saviglianesi (2 . 



(1) Archivio Comunale della Città ili Possano: Corrispondenza. Serie I, voi. 188, fasci- 
colo nni.-o ,17<H>-1707) (*». 

(2) Il Pasteris, che visse io quei tempi, narra nel suo Memoi'iale ili S. Andrea rio 

appunto uri iiicsc ili luglio si trovarono unte ili un grasso color giallo le porte delle 
chiese e delle case. « temendo ognuno die fosse ili contagio, tanto che per tutta la Lom- 
• bardia, cominciando ila Bologna lino alle Alpi, inclusa pure la città ili Genova, si i 
< lunlto temuto, fatte grandi perquisizioni ed imprigionate a centinaia persone sospette. 

« ma nulla si e potuto ricavare e niun cattivo effetto ha prodotto, se l'orse non è la molte 
•< ili molti eavalli eil altri animali periti nell'estate. La comune opinione ha però ascritto 
« la detta unzione all'opera diabolica, mentre è constante che e seguita in camere stale 
« sempre chiuse in (letto tempo, eli in muraglie custodite dall'occhio (li soldati messi in 

(*) Avverto che m tutti i luoghi in cui è occorso trascrivere pumi.- <t;ii documenti, li" Berbata in modo 
scrupolosamente esatto In forma 'ha testo anche riguardo all'ortografia. 



420 — 



Il fatto riferito <|iii sopra ha la sua importanza storica in quanto 
che mostra coinè vi fosse nella coscienza di tutti un certo presentimento 
eli avvenimenti gravi, che minacciavano lo Stato. Ognuno sentiva come 
dei presagi annunziane qualche calamità. E i presagi non doveano tar- 
dare ad avverarsi. Si avvicinava il tempo in cui i sudditi ili Sua Altezza 
Beale dovrebbero sottostare a novelle e ben dure prove, il tempo in cui 
il Duca chiederebbe a' suoi popoli i più gravi sacrifizi, di cui essi fos- 
sero capaci. 

(iià da tempo rumoreggiava intorno minacciosa la guerra, che non 
dovea però scoppiar terribile se non dopo l'audace distacco di Vittorio 
Amedeo 11 dalla Francia pei' schierarsi fra gli alleati della parte opposta. 
L'entrata del duca ili Savoia nella grande alleanza fu ufficialmente sta- 
bilita, come è noto, col trattato del 25 ottobre L703; da questo punto 
pertanto cominciano più gravi le contribuzioni di uomini, di denaro e 
di materiali a cui doveano sottostare le Comunità. 

Ma, pur non uscendo dal L703, uià nei mesi precedenti lo Stato avea 
seni ito il peso della guerra. 

Fin dal G maggio di quell'anno alla città di Fossano era stato ingiunto 
di provvedere l'alloggio a quattro compagnie di dragoni (1). La Città 



<• sentinella per quell'effetto ». (<'. Ti ki.kiti. Storia ili Savigliano, Savigliano, B rossa, 1879 
voi. I. pag. 944. 

Parimenti accenna a queste nn:i<>iii il conte Solaio della Margarita in una lettera del 
27 giugno 1703, attribuendole a vagabondi. Egli soggiunge che ad Asti in una notte furono 
unte quasi tutti- le porte. Riporta pei il seguente epigramma fattosi a Milane: 

.< Queste chi- sparse \ eili 

Nella nostra città liquor immondo 

Non e «piale tu credi 

Di contagio mortai seme fecondo; 

Ma di medica man opra cortese. 

Clic vuol dar l'unto al nostro mal francese 

Antonio Manno, l'icirn Micco al il Generale ('mite Solavo della Margarita. Ricerche 
terze sull'assedio ili Torino ilei lini!, in Miscellanea ili S/miu italiana, t. XXI, ti" della 
serie '_". pagg. 314-544). 

il Al tempo della presente campagna l'esercito piemontese si componeva di due specie 
di soldati, cioè di truppe d'ordinanza e di milizie. 

Le truppe d'ordinanza (tane tonnate esclusivamente di soldati volontari, che talvolta 
son chiamati «soldati dei capitani ». Esse comprendevano: fanteria, cavalleria e dragoni 
(cavalleria che serviva anilie a piedi), e artiglieria. 

Le milizie ciano soldati t'orniti dai Col li, e detti per no v soldati delle Comunità ». 

Costoro, il 'ili servizio era obbligatorio, venivano anelali perii solo in tempi di grosse 
guerre. Al principio dell'ottobre di quest'anno medesimo vedremo intatti