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Full text of "Rivista di patologia vegetale."

■ R 
0L0( 



IVISTA 

DI 

OGIA VEGETAI 



Dott. AUGUSTO NAPOLEONE BERLESE 



Dott. ANTONIO BERLESE 



VOL. V. 

Num. 1-4 Marzo-Giugno 1896 



Prezzo d'abbonamento annuo Lire 18 



(Data della 



SOMMAR 



/ Diaspiti. ii'- 




Lavori di imminente pubblicazione 



»li lì Pmi\ \'»>v>«- A, 



iìlusti 






Il Pl-nf. A. HH-Ipse li;t 






RIVISTA 

PATOLOGIA VEGETALE 

Dott. AUGUSTO NAPOLEONE BERLESE 

E 

Dott. ANTONIO BERLESE 



VOL. V.' 
funi. 1-4 Marzo -Giugno 1896 



Prezzo d'abbonamento annuo Lire 18 



.Bot.Garaen 
1908 



Le Cocciniglie italiane viventi sugli agrumi 

Memoria del Prof. Antonio P.erlese 






io nei Dinspifi o \\p\Y Aspidiofus Xeni da hi 
j, nei Dlaspiti, F apparato dijzeivntr ó ass< 
ioIIm sua disposiziono o nello suo parli, .la 
<W L,>c<t,iin,p. noi /J/V^/Vi medesimi «'• ano 
a. o por lo mono più appariseonto. la total 



Fig. 179. 






scarso numero, quasi pieghe. 




* (ve,,,,,), m 
CR. corpo del ro- 
k epistema o cil- 



iare; b apofisi 



L.i inniì;-t sua é più 



tilinei fino al loro i 
soj.-ar;. di traverso 


allo indietro, r qu.-sti si ripiano linalmoiae. 

i.-ontn. (con an-olo ivtid). «l<d clipeo, là dove 
o questo chiamarsi Iahro o lahl.ro supcriore, 
iv l'ostiolo {',) fig. I80Ì. 


Ma la suddivisi, 


w in tiv [ohi, per opera di incisuiv sull'orlo 



Ma u-li ^ . 



dibole e mascelle escoi 
Ma là dove clipeo 






che, dietro determinate contrazioni di alcuni dei muscoli che riem- 
piono il corpo del rostro, possano stringere e serrare le setole 
stesse, ad aiutare così, quanto il succhiatoio fa più sotto, per 
tutte quattro le setole insieme. Questa ipotesi a me soddisfa bene, 
anche perchè ho rilevato in questi Diaspiti la presenza delle 
paraglosse, mancanti nei Gocciti e Lecaniti, ed ho notato che 
questi nuovi pezzi possono bene essere richiesti dalla maggiore 
lunghezza, anzi straordinaria, delle setole mascillo-mandibulari 
nei Diaspiti, nei quali, non di rado, superano d'assai anche 
la lunghezza di tutto il corpo, sia pure duplicata, e tutto ciò 
non può non. richiedere maggiore complicazione nelle parti de- 
stinate a protrarre e reti-arre così fatti lunghi stili. 

Dirò più innanzi per mezzo di quali pezzi avvenga che le man- 
dibole escono dal rostro bene separale dalle mascelle, non solo 
nella loro origine, ma anche all' apice del clipeo ossia nell'ostiolo. 

del corpo, presso gli angoli (rotondati) antero-latorali del clipeo 
stesso, prendono origine e quasi si radicano, nello spessore della 
lamina che costituisce il clipeo, due apolisi bacilliformi, una di 
qua, l'altra di là, che si prolungano, non solo all'interno del 
corpo dell' insetto, ma ancora all' innanzi, e poi ripiegandosi ad 
arco, e ridiscendendo all' ingiù, raggiungono gli angoli anteriori 



ciale od in soluzione con 


cento 


ita di potas 


resi trasparenti con glice 


'l'ili, I - 


) qualeho es 


bene a questo esame. 






La esile epidermide 


dorsa 


le dell' inso 


chiara visione ili queste 


parti 


che possol 


bene anche alla loro pai 


-te in 


terna. 



Noi «liso^iwiiiim 
quello che si vocio. 




-.m-v. (v) 



l.««.-u ron. 






j.oiV! 



forame dell' ipost( 



ondulata (fig. 182, «), 

oro. presso a poco com 







■ih un;i f/hht.ìth 



che contiene richi 



ingestione dei liquidi nutritivi. 

Esaminando attentamente la cupida (figg. 182, 183, 

che questa capsula è composta di pareti cintinosi- nml 
perforate tutte da minutissimi pertugi i (piali no rem 



l'ostiolo (fig. 182, n,). 

Ora è fuor di dubbio che la cupida medesima, 
basso saldata alle membrane che circondano questa 
bocca posteriore, non può lare che limitati movimeli! 
pistillo, da apposiii muscoli può esser» 1 sollevato tuo. 

Ma sull'orlo p.^mnoiv ,i,q|., rll pula M<->i. viene 
il tubo unico, delle ghiandole salivari (figg. 182, 183, 



ella cupida e la si apn 

reto delle ghiandole sa 

Il pistillo (fig. 182, 18: 






14 A. BERLESE 

Ma sulla taccia anteriore «li questa ampolla, sta saldameli 
[issato alla membrana die costituisce la faringe, un pezzo glob 
lare chitinoso che noi chiameremo processo epi faringeo (fig 184, 

che possono essere «letti ^trattori dA processo e pi fari,, geo o di! 
tutori della faringe (fig. 184, <>: 185, e). 

stato scorto anche dal Tar-ionL senza però che si possa diro e 



trattori delia farine (fig. 184, f: 185, d). 



xr 

-A 



Ma ,li,'tro la tarili-.., vi lui a 
camera (figg. 186, 35) che i>< 



tra il t'ondo del pistillo e la cupula stessa e 
ata sollecitamente la saliva dalle ghiandole 
aperto il loro sbocco e cadendo questo in 




Ma quanti > il pistillo duo 



ella cupula nonché 




(?) 



L-ompl.T;. tusir.n^ .ioli" orlo inferi. 
.ostMina. nascono .Ino robusti i> 

Di questi processi, (fig. 180) a, Fj 



Lecaniti, e in taluni casi 

rano d' assai la intera hi 

Anche nei diaspiti le 



\hialoio (figg. 180. S; 184, 185. B) 



porzione p->st>n.->re si allunga e ter- 
i modo elio il detto pozzo, veduto dal 
inamente ad una X. Una sezione lon- 



Fig. 189. apotìsi apici» 1.'.. inerito alla 

l | V ' lo "~ doli' apotisi apicalo. 

H7) ^«istJ; 



pili Sp: 

Tubo ( 



cui si al- 



vano, cadendo le 




iv. ciò 


che facilm 


ente e spess 


) avviene. 


Ma ancor me 


glio .mi 


che 1 


ei Lecanit 


appare la 


completa 


chiusura del mes 


•intestili 


). inqu 


antochè se 


nei Lecanit 


è d' uopo 


riconoscerla esan 


inando i 


<m gr 


indissima 


liligenza en 


tro T ansa 


del mesointestinc 


, qui è 


QOlto 


meglio iik 


nifesta, e in tutte le 


forme si vede lo 




comp 


etamente ? 


eparato dal 


resto del 


tubo digerente. 1 
riore dei malpig 


itati i. 1; 


dista 

m?vol. 


iza dallo s 


tomaco all' 

manifesta 


arco supe- 


hanno che dne s 


•lidissimi (ili impervii. i 


inali uni sc< 


no lo sto- 


inaco ai malpigli 


mi e ta 


>ra al 


re due che lo legano 


anche al 


non servono che 


de nelle 




figure. M 


a questi fil 
ne posterie) 


ad altro 
e del tubo 


digerente, e poss 


)ii«) cons 




i coni.' re 




diretta e 


aperta comunica 


ione. 










A questo pun 


to adoro 




erminato i 


vero tubo 


digerente, 


e gli organi sue 


essivi ri 


sntran 


j invece ti 


a quelli di 


escrezione 


puramente, e ab 


.iamo gi 


x data 


la descrizic 


ne del retto 


e dei mal- 


pighiani, sotto h 


rubrica 


orgeu 


i di escre 


ione. 




Ora lo stomac 


>, nello 


are. ■ 


l»i ù largo 


die lungo e 


anz i ti uà si 


triangolare, coli 


i parte 


uà pò 


Seriore qu 


a,si rettilinea 


o debol- 


Ma mentre nella prim 


i ninf; 


maschile. 


2ome quella 


forma che 


ancora si nutre 


assorbendo succhi vegetai 


ed e porci. 


ninnila di 


rostro affatto con 


forme a 


[u.'ilu delle femmine, lo stoma 


co si man- 


tiene nella sua a 


Upia lori 


ìa e at 


tività. noli; 


seconda ni 


na invece. 


le (unzioni sue s 






e deperisc 


3 ancora il 


suo buono 






l'epiù 




si riproduco 


io, « lacchè 


inutilmente se n 




rebbe 


... conrenHi 


ti due nude 


o nucleoli 






<|ii<'si<i. e riempi. mio 1 1 m > 1 1 . i parti 1 
• lei lati «lei torace nella sua pri- 
ma porzione, mentre colla parte 




€' I 



(?) 



CINIGLIE ITALI 



Questa, di circa 80 
la forma di un rene o 
colla convessità all' est 



Ma, mentre la 
amente globosa 



sempre presso alla punta 

quale, qualunque sia la Un 

Nella Parlatorio, si h< 



prepai 
appari 



«•lus 1 ,trilm,,ir«..riiar.li 



30 A. BERLESE 

vari, si addico alle larvo o tornito conto delle dotto differenze,; 
alle forme della serie femminile e alla prima ninfa de] mi 
Ma già nella seconda ninfa si vede che le dette ghia 
corno organi ormai inutili, sono scomparso, o si può tono] 
dietro ancora al loro disparimento nelle prime ninfe, via \ 

smn clm (biranno in s.-uii » ori-ino allo ali. Anzi io ho oss 
elio i dori-iti derivanti dalla dissoluzione dolio -Mandole sa 
si raccolgono attorno ai lobi del ganglio sopraosolageo, clic 
primo ninfe sono assai prolungati allo indietro, ed inoltre 
di plastidi assai piccoli e rotondeggianti, derivati essi pui 

ìns-vivumo poi quollo infrofl.ssioni doli' ipoderma elio dam 

allo quali rimando il lettore. ' ' 

(Tav. 9, 10, 11) 
Organi sessuali maschili. 

Ditrlijlrtjìiiis e poco più saivl»l>e da aggiungi ti « qui al già 

€ 1111 

Fig. 192. accollo per troppa fede indio e 



quando cioè P < 
gttra che le fé 



-emura di 


a" 


che fu -i 


, quella gr< 
a veduta e 


Verson ' 


ne 


i testicoli 


immaturi 


rruiatogo) 




', con nome tolto in ] 


cun si- n 


ifiC 


suno oii- 


so per il no 
;etto delle 


! lavoro e 




sezioni tr. 


ansverse, e 


sono «lo vii 


to 




are, più clic 



tissati in solu 



ùotoplasma attorno (fig. 193, e) che 

sono più prossimi alla grande cellula 



(T) 



con sufflciein.' I.iruh 

pò. ma subito dopo ri 
s< utilissima inombrai 
tutta la massa cono 
sorc suddivisa in ta: 

finche sono contorna 



[.E COCCINIGLIE ITA 



disfacimento, (ti; 
i.lri. lo spennato 



1 



COCCINIGLIE ITALIANI-: 






U.-liu scorasi u.ir.sr; 



Viihiczil , 
Aspidioti 

imo od ,-ìli 



•olari. X«'ll ; , M,///h>, 
•olari di sorta, o fib 
atate nei Dactylopi 



j air. 



ppartenente alia pa 



P »lei2*irty7 - 
apsule ovari- 
essi in campo. 



A. BERLESE 




Fig. 194. 

,,lim (^!) ,.,lo la l«s, 



194,195, 196,//. dì 



(T)«p, 



Organi sessuali femminili 



il letture. | 

le capsule 



'^ 'MlÌ,/-'v 



In tutti i diaspi II <1; 
l'ovidutto è lui^-liissii 



W$. 4 



tinture carminiche poro rispondono, membrana che ri 
quasi trasparente o pellucida allatto. 

Nella Mijtilaspis questa alterazione è assai sensibile 






ho chiamato hya 



Mutilai* e n 
e per le prime i 
riunirà col suo 



mcleare. epiteli ohe però seomp; 



nza dei liquidi che si impiejj 
non li abbiano uccisi. 
;perncìt< libri contenuti neidi 
ito di quelli occlusi nei di 
che questo feconda più fei 



,,,i/i.-. [mt i„.n.Mr;.r. 






163 intercalata) 






Mo. Bot.Garaen 
1908 



follicolo, in (pioli.' 1 forni ( 



Ilo ben poco (la airinnnjj 
prima studiati, per ciò che 



1 



•<) che scorie attraversi 
alla trachea ilei lato < 



*RT 




NVIla Mf/fihspis fnìn, ,. p, 



Aonidiella Aura 
analoghe ghiand 
affatto nulla. 



Differenze fra i C Deciti, Lecaniti e Diaspiti. 



CAPITOLO III. 
enni di bioionia e danni che i Diasi 



i 



L.-i Mj/fih, 
piante, sul 

Sul />0»MÌ 



per la M. fulv 



Hederae, A. Li 



Ila Mijlilnxpis fu 






LEGAZIONE DELLE TAVOLE 



Tav. 2. 

■*. IV, Tav. X) 



Tav. 4. 

. IV. Tav. XII 



q idem piMTni-arj, 

{'alo-pi'otoi'Ufic;i •. 

Fi<r. 2. Seconda ninfa muse 



uupe del secondo 



BERLE SE 
sofago; e ganglio sottoesofa-oo. /■ ■ 



dal dorso. (^ 
e della tìgara pr< 



otto ésnt'a-co': /' stomaco: // nialpig 
/ l'orto-, m ])ìmIiiiic.!o «lei malpit! 



■ 7) 



Taw. 8. 

[.. V, Tav. li). 



! 



ad allinnrarsi e a\ \ >»I_.t-i ; 
delle setole: <■ setolo. 



lite, ma In spira è ancora più den-a e - 

veile t'orinata la setola ih inaseillare. 

ere eerrispoixloiKi a <|iiolle .Ielle lì<r<r. ó e i 



(t) 



(?) 



«* /w,„ (?) 



! 



(t) 



li Aspi'l tot "-v LiiìioniL appena 
(?) 



Fi-. '.>. Spanna- m/.h ,_)/,, 



SACCHAROMYCES E DEMATIUM 



In un lavoro pubblicato n<>l Voi. IV di quosrn Iti rista di 
Paloloqin Vrarfaìr ho «lini. .sfnUo eh.- il msi.ktto Drmufnnvt p>'I- 



r\U> >ohl/ioi)i ZUCCllf 

pi)/;, però dare que 



Metodo di ricerche per I 1 isolamento dei Oematium delle uve. 



odere della Sem 



Grappoli di Sirah. 
Nelle due scatole, do 
*>le miceliali che per 



Grappoli di S. Giovese. 
Nel 2° giorno apparvero n 



Foglie di Vite di Sii 



Aglianico di Altavilla. 



Grappoli di Cabernet. 



Grappoli di Scascinoso. 



Grappoli di Aglianico del podere. 



Grappoli di Piedirosso. 



A.l .urni niMdu 



Sopra la Scutellista Cyanea Motsch. 

Per L. <>. Howard 



Costa * ha descritto lo stesso insetto sotto il nome di Aspidocoris 
cyaneus nel Bollettino dell'Accademia degli Aspiranti naturalisti 

in Napoli. Giugno 1863. 



perciò : 

Scutellista Cìjnncn Motschulsky 1859, 

Aspidocoris cyaneus Costa 1863. 

La descrizione data da questi due autori è la 

Scutellista cyanea Motsch., Pentamera, brev iter-ovata, sub- 
inexa, crebre rugosa-pu notata, subopaca, breviter-cinereo- 
ifera, cyanea, oculis nigris, antennis tibiisque plus minusve 
itaceis, tarsis subalbis. apice nigris: cai. ite lato, valilo tran- 



!ur;H- t .,jii,. loiiuiMiumc p.-ml. 
clavatis, art, 1° elongato, su 
iiit'iis'-.-iro, 3°, 7°, duplo brevi* 






nottero della famiglia de'Calcii 
grandezza dello scutello, il q 
direbbe una piccola scutellera. 
stato già da altri enromologi p 






MTi'Kr.I.ISFA 



Gen. Aspidocoris A. (t.st.i. 

Antenna.*' fronti* parti 'nife, 
subfusiformi. Pronotum breviss 
abdomen longe productum, nifi 

ad hrwi/ntr rroriini scntelleeidt 



84 L. 0. H0\ 

dell'addome, a lati quasi paralleli, 
dormente, in-- 

La vena sottocostale raggiunge il 
la metà della lunghezza ; cammin 
quello, e quindi spicca il ramo : 
oltre la origine di questo. Piedi p 
Aspidocoris cyaneus. A. Cos 

dotuiais dorso podiOxsqxc pici.es, 
apice nigro ; alis InjalhiU, rena s 

Foem. longit. vaili. 2. 

Antenne interamente giallo. Ca 
mente punteggiato, di color blu, 
scutello nel margine apicale più o 



sottocostale di color testace 
rali un poco sinuosi presso 



Dalla forma n 
i qui uniti disegr 
rnologia, signora 
straordinaria foni 
è stata, a quel e 
sulle Chalcididae 



Europae 1867) 

La posizion 

è stata stabilii 



torma mi siape 


mosso di constatare 




Berlese l' insetto fu 


trassita del Cet 


optaste* rusci 


e che 


e di Giugno. Dm 


fatto che N 


etner, 


■nibn. pruhal.il 


! che osso al 


tacchi 


niglie della spe 


•io Crepine, 


rusci 


ellista, cosicché 


un tentativo 


possa 



nlastes sono abbon- 



Scutellista Motschulsky. 



L. 0. HOWARD 



però è più corto e pii 



Frnnninn.. Antenne 10 articolate. Scapo che 
cello mediano, pedicello più lungo e più largc 



Scutellista cyanea Motsch. 



di strie allorlo estarno della 



«scolla che si esten 
dello scute Ilo, dopo 
profonda depressioni 
e saltello. 





levate e 


in rio dir- le tibie posteriori sono 


re alla base. 






IieM-riito da ipiattr 


3 femmii 


e ed un maschio avute da Por- 


— Italia. Gli eseni 




ci si trovano nella collezione del 


Washington 7 <h-,< 


MfeiM 





. \Xlo\K HKLLA TAVOLA. 



NUOVI STUDI SULLA MALATTIA DEL FRUMENTO 

sviluppatasi nel i8g5 in Sardegna. 



fosse dovuta allo sviluppo del funinllo (noli; 
ed in quella riproduttiva conidiale) costane 
parecchi osservatori sui culmi -n.-isti, <-ra l 

damnosum l'ospite molesto. 

mento in cui le esperienza per la ripmdu; 

malattia non avevano dato risultato positi? 

serire essere questa dovuta allo Splmerodc 

II Prof. Briosi ritenne a sua. volta che f 



I. Rapporti tra la pianta e lo Sphaeroderma. 



liiim.'iiìM. in unii' ii« i»i;mie nnvi'iim o>i»i 
Ur più logorati» «M'usi svolto In Spìuirroiì^r, 
lì-Iì init'i-notli inl'orinri, «lai quali esalava 
nutla.ru. Le pani inferiori «li tutte le pia 

•lineato in un rn>talli//atni<>. n.'ll.M-umlixi 



ìMaziono o di fruttine 
viluppo saprofitieo. 



negli internoili inferiori, nei quali o.stantemente si rinveniva il 
fungo. Soltanto in poche pianto, piuttosto brevi, rinvenni un'al- 
terazione anche negli internoili medìi e perline nella spiga in via 
di ('orinazione. 

Allo scopo di meglio studiare il decorso dei miceli nell' in- 
terno dei tessuti, posi in alcool non pochi culmi che presentavano 
la malattia a vario grado di sviluppo, e. dopo un adeguato sog- 
giorno, li passai al mierotomo. Non è il caso di citare qui le ope- 
razioni di tecnica microscopica cui nssnggeiiai le sezioni al fine 



sintomo alcuno 
ho potuto os- 



negli spazi inte 


irvi lula r 




nelle e 


prodottesi in e 


usa, dell 


m 


croiizz; 


menti stessi. 








Meglio peri 


si studia 




rappot 


ed il micelio n 


(gli ini*' 


1NM 


i che ih 


alterati. 








Le sezioni e 


ondotte 




uesti il 


tessuti possono 


venire in 


avi 


dal pai 






dei lascio I Tritir 



II. Riproduzione artificiale della malattia. 



94 A. x. herlf.sk 

stano poi più il rigoglio primitivo, e si arrestano completamente 
nel loro sviluppo. Non so se le parti di ossi che si trovano nei 
tessuti risentano In stcss;i azione dannosa, e ne sia così ritar- 
dato od impedito l'ulteriore avanzamento in nuovi tessuti. Al 

temperatura sieno efficacissimi por far progredire nel loro svi- 
luppo i miceli e condurli ;.lla forma/ione «logli organi riprodut- 

breve si vedono più regioni biancheggiare e non raramente si 

vedono fili micelici spingersi sul terreno stesso e trarre da questi) 

buoni materiali nutritivi, così da svilupparsi o formare una specie 
di tappeto molle, delicato, alla superficie del terreno slesso. Fa- 



foglie ed in alcune 1 
zione della spiga, qu. 
Dop» 1U giorni, dal 



LE MALATTIE DEL GELSO 

dai parassiti vegetali 



Malattie della fogli 



ri/r io,,lh>: n<< }[ì i>u>: mncchir ,/,■//,■ fn tl lh 
miniti, <iriìu f tt ,,ìin : marino: mhn : 



N. liKKI.I 



>AU Veg. voi. HI, p. 351. 



ubiti i' morfologìa r ìnoìoijit 



IV. h'sfrrsioar drìln mulatti,,, danni r rimrdi. 
I. Caratteri esteriori della malattia. 



Mor„< ,dha di' n «1 .)/. 



■ In ì.arlii ,..,n foglia 
i Riv. di Pat. Veg. Ili 



specialmente le pi 






ricola ed il Fi 



Rassegne di lavori di Patologia vegetale 



Patologia i.ener; 
Le Cocq A. C. — Relatorio 



, Massalongo. 



Abbado. — 



G. Arcangeli. 



Fairchild D. G. 



C. L. Marlatt. - 






Curro quakli.' 



tosse bagnato dalla ruminila. 

seguenti : 

Sapone di olio di balena i 



che nelle condi- 
to con una miscela 
sapone, L' azione 

nella primavera, 



\ 



D. W. Coquiliet. 



Enzio Reuter 



D. W. Coquillet. 

E. A. Schwarz. ì 



E. B. South 
C. L. Maria 



E. A. ScVwarx. 



:, 



Lawrence Br 



F. H. Chittenden 



128 

C. H. Tyler Towsend. 
F. H. Chittenden. Tke 
F. H. Chittenden. Som 

E. A. Schwarz. An h» t 

F. H. Chittenden. 77, / 



A. S. Packard. 



RIV.DIPAT.VEG. VOL.V. 











ISIV 







Ou* li| 










o 




afe 









,,:;.- 



CHEUMOTHECA ITALICA 

COJVTINENS 



Coccidarum 



II primo fascio .1.. 
Dottor Leonardi, e « 






AVVISO 



\: itidirr niiuuzins.». per materie. «Ielle prime cin- 
que annate della £7/7'*/// presente, sarà pubblicato 

della corrente annata. 



RIVISTA DI PATOLOGIA VEGETALE 

per cura dei Proff. Augusto Napoleone Berlese ed Antonio Berlese 



La Rivista di Patologia Vegetale 



(fetteoti le mala 



Redazione e Direzione presso il Prof. A. N. Berlese, 




RIVISTA 



PATOLOGIA yEGETAI 

Dott. AUGUSTO NAPOLEONE BERLESE 



Dott. ANTONIO BERLESE 



VOL V. 
Luglio-Ottobre 1896 



Prezzo d'abbonamento annuo Lire 1S 





SOMMAR 


i O 


A. Berlese. - Rice 


rche sugli organi e sulla fui, 




A. ST. Berlese. - I. 


e^lattie dei' gelso, prode 




Ani. Berless. — Rap 






F. Cavare -' Iporr 







W. E. Brittou. — I 



Lavori di imminente pubblicazione 









RICERCHE 

sugli organi e sulla funzione della digestione negli Acari 

del Dott ANTONIO BERLESE (*) 



-lii.nnluh' su.- (Cryptostigmata- 
st»gmata-^ , ^i////N/^///', Irmi id ih 



<»l»ri<li .lall'Hallor. » dal Xa 



.liliali/a. .lai Cn.iK. 
dinidi sono notevoli- 
dol Michael ,2 ecc. 



ceed. of the Zool. 



;ivom orminak. rimano ;i chi sem- 
idio osservazione. ;i mio credere 
ila in luco da liuiiro <■ paziente lav< 
estione, e sulla minuta anatomia i 



< >Uli:.\ riUAK — SAliCoiTUiAK) 




GRLESE 13,'5 



Ghiandole annesse alla regione orale-esofagea. L'Haller 1 trova 

i Snrmpiitli avicoli dui' Li-muli uhiamlole salivari ai lati •!*-! 



hlirESTIoNE NE(H-I \C\Kl 




Il ventricolo, (tìg. 1, Z*. 
3, 6'. flg. 5) chiamato cos 
Michael, o mesenteroti 






i 



A. BERLESE 

strnio muscolari 1 (lil.re liscie), compos 

propria, sotiilissima .■ traspar.Mite. 
) di ppitollio (li jr. li) a coliulfi subcilind 

estremità, più ili 'presse allo stalo .li r 
]>resso il piloro, sul tonilo posteriore ilei 
olle esolauva. gilesto strati, ili cellule ,'• s» 



■!/,;„„<lnl,> { n 



NRiiLI ACARI 




(t) 



i 



là I 



io debbo diro ci 
t siimlo a quella < 
, e degli opilio 




,,,,,,„. „ , 



VEGLI ACARI 

filtro liscio ,'inniilari fransvf 




U-.STKiNK NI-.'. 







.Li-'- 



\ 


■ 




... 


Fig. li 

i, ai'., r 


?)■ 



Ghiandole annesse al proctodeum. 



DIGESTIONE NEGLI .' 

Mesostigmata. 



del Wink 
a\ faringe 
/esofago (] 



UMJ 



DIGESTIONE NEGLI ACARI 



c ■-••" . 



,.-^, 



Fig. 20. 




■•CD 






Ghiandole annesse al tubo digerente. 



Le ghiandole salivari 



Ghiandole provent'colari. 



Ghiandole pancreatiche 



! 



BERLBSE 



l'I'.KsrióNK NEGLI ACARI 



i2> %§ :: 



5 LA DIGESTIC» 



! \ M'.|.>T|nNK M"L! \C WM 



(Vllllle III 
■ , ,, 1.1,1, ,1,, 



I ^cP 



lu la re. Voglio 



/ione nci-'U autori. 
Mi limito a quel eh 

, gli Acari, che altrove. 
q^£Ì) vasto fi io !<■ podio ossi 
ho (li mio, e (indio noi 
potuto i\'i<ro<rlioiv dai 
cosa possono ai^iunircr 
onizioiio di (indio che 



uccelli l ve.) che cioè si 
» (•hi;iiviMK'ii!i"> dallo n>;i 
it tasso di un unito di \ 



f^\ 



•', • 



DIGESTIONI*] NEGLI ACARI 





B;;E:;:!;E: ! :: 


Fig. 26. <; li Oribatini 

,-w. r„, 7 „„„„, ' '•' • dola scoperta d< 


,Vmì.'i',:,'/. 1 i , v. '• :i ,,^ , :;,v.': 


""''-">" 1,-u.ii ,i,ii ( imi,- ;:;;:• ;;;X2 


"itll 7Z\7- 


-ii.iiv .-.! ivii„ immuni urinali.', i.-l v.-.I.-i-I., 


•. ,l.,v,- ,,,11,1,.,,-i;, ,,.| 


.li Miti! i ridili. miui.TMsissimi msfnlli -li «. 


cWo urico (flg. 27)e 



.|>i i..\k 






Fig. 27. 



i'V'i 



jsH 



X 



di detriti vegetali. 
:> mostrano bene. 

o parassiti che SO 



M&§KÌ\ 



Fig. 29. 

l'.('f)t',Un 



QO 



Di dove sono venuti questi globuli 



DICiKSTIONK XKiil-I ATA 



per le sue vie. talora assai lun» 
o, il passaggio è evidente, 
me. die 1 in animali elevali è ris- 
ole di orinu li e di succili, in anin 
più semplici artropodi, è raccom 
la quale assorbe la sostanza da, < 
interno, la limette in libertà. 1 



i. là dove, nel sui 
i digestione degli 
mitre role uttrih, 
andola stessa sia 



DIGESTIONE NEGLI ACARI 

bilraente per virtù dell'epitellic 

o s.Vivzioui. (Vrr;nv M iiiu.Ii sp 



Intestino tenue. 






Intestino colon. D 1 eli' epiteli* 





LA DIGRSTK 


~>NE NEI tLT ACARI 


e compio» 


i così un uh 


imo e più esauriente assorbì 




3imiiabili, eh 


<• la sostanza inferita potess 


'. lo slinterr 




ritraggono, le cellule rientri 


<ò 


Retto. Del 


refuTonidfttorre^reme 


é 


paragonò qi 


ESt'SS 



r ' ^ ^ Ghiandole annesse al proctodeum, 

; s i "- « '■"■-' - ■ « 



Fig. 34. meQ0 






VZ1 



Conclusici 



K>T1»»N|. \ !-.<;! 



m 



■"ìestionf: NEi.IJ 



la disposte per es- 



(AZIONE 1>KI.I.K TAVi 



(",")• 



LE MALATTIE DEL GELSO 



dai parassiti vegetali 



IT. — Caratteri dei tessuti ammalati 
e morfologia e biologia del parassita. 



MALATTIE Mi >.Kl.> 



i«i uinvam mini, nitori., quani 
Brizi (pag. 326). 



'ylindrosporium Mm 



VITI E DEL GELSO 



1 



I pro- 
siinlio 






Mori , C,,!;,,,!,;*,,,,, 



Mori, Srphxjlnr,,,,, .!/,„ 



— Estensione della malattia — Danni e rimedi. 



loltiglia bordolese 
fatto che essi da 
i sali ramici aume 



BATTER10SI DELLE FOGLIE E DEI GERMOGLI. 



Marchiati parlano 



RAPPORTI FRA LA VITE ED I SACCAROMICETI 



Scopo del presente lavoro. 



E SACCAROMICETI 



sse anche in ra 
prima nota è ili 



Metodo d' isolamento. 



scalci.. IVtri di moli, 



Ricerche del m2se di Aprile 



Insetti r iti/ri n„i,nnì,.; 






; 






<N. clliptoùli-i's) (fi-. ;j). Al di ; 



o 



La rac< 




izrri 




alle viti L 

Iti ques 

ernie picco 
sui pali di 




inai le /;„■/;,■„/... le j 
ano abbondili] li sul i 




e più, e il 


a tale in segu 


;;" i ;:;;;™f.;;':ii{ , l ;, 


•menti, sempre però 


prodotti a 

Collo fi 


►rmictae, race, 
le cavallette 


i!:';;!;:,;:;.:;:;::; 


:;::::::J": 


j£.L 


\ alla Une della 




h^z:zx 



IX 


-i P 








^=g\ duo inconven 


N 


~E\ ~ 


S tO Afa 


Fig. 3. ''"xTm.'s.M 


:,r; 


che può avere la pio-jia nel tra* 



Ricerche del mese dì Ha jgi •- 



apicuiatus era P ] 



Fig. 6. 



AM. J1ERLESI- 

e sembrare in 



li o dagli albei 



VITE E SACCAROMICETI 



Pimelia tenebr 






Fig. 7. 

Sullo chiocciole perì 



nobothrus, Oedii 



ioli,, rhiu^.v;, 1„ spazio 




VITI-, K SACCA 



Ricerche del mese di Giugno. 



<Wh !t Us, 
N. III. Ed 



VITE E SACCA ROMICE 



►di non si trovar* 
recipienti rappre 



Ricerche del mese di Luglio. 



!•! vi-noto. ali;. 



loro in via di 



236 vn 

Nella Vespa crabro ab 

do-mycoderma del Bou 
B) Fiori di Scabi 



Lucilia 
Ila [Hv.so 



IPERTROFIE ED ANOMALIE NUCLEARI 



PARASSITISMO VEGETALE 

DOTT. FRIDIANO CAVARA 





■;■ 


k 










È 


\ 









buio centrale in 
tono più, audio 
ranti, piccoli globi 



SPIEGAZIONE DELLE FIGURE 



CONTRIBUZIONE ALLO STUDIO 

delle ipertrofie prodotte dalla Roestelia lacerata 

sulle foglie, sui rami e sui fiori del 

OH?.Y*l\Xi:<;i :>* OXYACANTHA 

Dati. VINCENZO PORCELLI 



ROESTELIA LACERA 



I 

V. PORCELLI 



LACERATA 



SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA XIV 



PICCOLE COMUNICAZIONI 



La Galleruca dell'Olmo (The Elm Leaf-Beetle) 

(Galenica Xantomelaena) 



Metodi di distruzione 



ULTERIORI NOTE SOPRA GLI INSETTI DANNOSI 
per W. E. Brittou 



RASSEGNE DEI LAVORI DI PATOLOGIA VEGETALE 

1. — Malattie dipendenti da Crittogame. 

i delle foglie del pruno. 



onerale per tutte le soluzioni ili 



1 



i A 






:-</■ 



>AT. VEG. VCL. V 





RIV. DI PAT. \VJ\. YOL. V 




' 



HIV. DI l'AT. 




CHEKMOTHECA ITALICA 

CONTINE JSTS 
•ita (in sihi) Coccidarum phntf/s, pruir/pitc calti 



È PRONTO IL FASCICOLO SECONDO 



spediamo coi j 
? lume IV. - Febbre 



AVVISO 

fascicolo l'indice del Vo- 



RIVISTA DI PATOLOGÌA VEGETALE E ZIMOLOGIA 






RIVISTA 



PATOLOGIA VEGETALE 

Dott. AUGUSTO NAPOLEONE BERLESE 



Dott. ANTONIO BERLESE 



VOL. V. 
a. 9-12 Novembre 1896 Febbraio 1897 



Prezzo d'abbonamento annuo Lire 18 



O M M A R 



Lavori di imminente pubblicazione 

_ XH l»™**ùui fe.-i--.ili il Vini. HèHesr a. X. eo- 

eorivdata ili mim.'h.^ n-nv. 

Le sj>eeie saranno des.-rine e fiuui-ote tutte an-u- 

ratameiiTe. «jiHM «I.-h.u.^. |,„ :i y:- i: „... una spanile 

illuNìi-azi «ìe. i.Hla una!» >.,.]»«:,■., t v, ..t, lutti i .-a- 

ratterì d^li Mi-uani annusali ..I ; .,U„i, più razio- 

cura. 

il Prof. a. Berlese lia pronto un non breve lavoro. 
••■:r«-ì-.-.. .] , r ,., . _ >ti _. _, _ 



RAPPORTI FRA LA VITE ED I SACCAROMICETI 



che sono aneli* 



2." — Cortecce. 






quelle sciJjre e rugose. 



\\l. UKUT.KSK 



ole 2-3 u a sulle 



un-; ]■: s.\ir\i:nvn ì 11 





Co 111J ,- > si, (i .., 1I1 ,, t „ 




Do,,o la fé 


,„.„,.,„„„„ 






,;„ I . s ,o,o 1 o ( ;; ,,, ;;:; ) : ) 




T!.L" 


8l zr 


OSSERVAZIONI 


I 


10 33 ! 389 


15 




1 80 




III 




14 




180 


fermentazione <j 


v 




20 


4 90 

1 


185 


jjjJUgj. rrj 



Prora Seconda. 



1 


;,,.. 


_ >,.-•.. 


M-.l ! M 




,,. I,r» 


,, ITP. 


, !lt ,, 


_ 


- 


- 


Estratto secco a 100- 


206 30 


206 50 


206 40 


Cremore 


7 04 


9 10 


9 05 


Acidità totale (C, H 8 O 6 ) 


1 Glucosio 


223- 


223 20 


223 10 


CeDengreZZe 


3 40 


3 44 


3 42 



Alla 

gue n te : 



• nc'imio il i'i>iili;iio 



- | "- '' -, ^ ~ V Z Ì O !- - » 



MONOGRAFIA DEL GENERE ASPIDIOTUS 



Dott. GUSTAVO LEONARDI 



più diffosament 



UH III 1 



ii 



I 5 



Sectiones generis Aspidiotus | 



Tabula generum Aspldiotorum paralleliter intersese dispositorum 




^■ontmscuucuupak; 




sr 




~ 


<— * 


cZ!» 







ipeoies tionnulli 



\[o\0(,l:\!-'lA ASlMMoTlS 



Sulla struttura e sviluppo della Pileolaria Terebinti» 

e sulla sua apparsa in Italia 



li .V. .V. Berli 



PILEOLARIA TKRKHIXTJII 



lo 4 uali (al j 
!.ll/,r;! ,M u„ S u 



i ^ K d 2 \\ 







* ' 



RAPPORTI FRA LA VITE ED I SACCAROMICETI 

MEMORIA III. 
Dott. AMEDEO BERLESE 

RICERCHE SUI MEZZI DI TRASPORTO DEI FERMENTI ALCOOLICI 



Nella mia prima memoria (') sulla distribuzione dei fermenti 
ilcoolici nella natura, mi sono occupato di studiare quali sono le 
costanze che, da Aprile ;i Luglio, più frequentemente presentano. 
>u di se, tali organismi. In una seconda memoria sullo stesso ar- 
gomento, ( 2 ) questi studi sono stati condotti fino a tutto Dicembre, 
'ioè in primo inverno. 

Nella presente è mio scopo di indagare quali sono i mezzi di 

<' gemmazioni, o le spore di fermento, da un luogo, per recarle 



rando dall'ini lato la rapidissima »■<! uui\>'r>a|.> di?!'!ì<!<>n^ <! 
menti, troppo ampia in confronto dall'opera esigua che vi 
l'aria, come risulta dalle esperienze, ho posto m*'iif.- a e 
se per avventura vi fosse qualche altro più ai tivù mezzo - 

degli insetti più alla mano, e in più intrinseco commercio 
sostanze atte a fermentare con produzione di alcool, o già 
di fermentazione. 

dato buona prova di risubari ni .j^vi di. e d altro canto que 

(') In questo stesso giornale — Anno V, Num. 5-12, pag. 211 e s 



Esperienze sul trasporto dei fermenti. 



vri'K i >\< ' 




in questo caso è costituito dalle cortei 
vetro saldata con paraffina, l'usa tutto 



sostegno. ( l ) 
Questi appa 



VITE E SAnt'AUoMICKTl 



punti diversi «lei tulio. Questo uova sono raccolte m gruppo 
custodite e covate dalla madre finché tutte nascono. Per tene 
aggruppate, le forflcole le umettano arrotolandole eolle man 
Ijole, e appoggiandolo delicatamente sopra un punto eonvenien 
ed allorché schiudono l«'giovanisvini t 'li>r!i«-i)l«'tte camminano sub 

Funzionai iw alo degli apparecchi 
e risultati ottenuti coi medesimi. 

Simili apparecchi, in numero di 14, furono completarne 
preparati e messi a posto il giorno js Settembre lS'dG. 

Gli insetti però vi furono introdotti parecchi giorni dopo, 
constatare se si aveva lo sviluppo di muffe, il quale sarebbe 
che stato favorito dall'ambiente umido esistente nel recipiente 

Si ebbe tale sviluppo in uno solo, il (piale fu tolto, è nuo 
niente sterilizzato, mentre se ne rinnovò il contenuto. 

L'uva in questi apparecchi conserva l'aspetto sano e confor 
a quello che presenta l'uva che sta attaccata alla vite, e 
dura anche per lunghissimo tempo, data l'umidità entro il r< 
piente (A). 

L'ultimo apparecchio, che è stato messo in opera 72 gk 
dopo, conteneva l'uva quasi nelle stesse condizioni di quando 
stata introdotta. 

La disposizione degli apparecchi è la seguente: 



il 

li 


Contenuto 

del recipiente B 


Contenuto 

lei recipiente .1 


Contenuto 


lelT insetto 


palo di, soste- 


■nHunm»- 






III 


%:;:;;;;\;:; 


i,l. 




» 


VI 


Terreno 

palo di soste- 


JÌ-. 


Terreno l.a- 




IX 
X 


Terreno 


'1: 


Cortecce di 

Terreno amido 

Cortecce del 

Co dì B0 - 


• 


XIV 


< Terreno 

1 ! 


id. 


'':;::;:£" •" 


• 1 

1 



VITE E SACCAROMICI 



Dal mese .li Ma 



lei tubo, che è poi 



Queste salgono \>< 



\M. lìKKI.KSK 



V1TK ]■ SAI < Aì:<'M|.-l iì 



» sempre provocata una 
ntazione, e si sono sem- 




. V ;il.) •« !•■ v.'iri*' i»;«ri 
ontenenti mosto steri- 



...Mirine 
Dopo 



Ricerca dei fermenti alcoolici 
nelle diverse parti del corpo degli insetti 



VITI-: K SACCA 



il niim.M-.» .I-li., n-llu 



p 



VITK E SACCAROMICETI 



von.K.si .11 duo rerip: 
vinacce pressoché asr 
stato pur esso sterili? 



dall'uno all'altro. Altri due reeipient 
stesso scopo, colla differenza sola ch< 
leggermente alcaline; e ciò per imp 
cazione delle cellule nel tubo digerei 
Questi moscherini. così sterilizzali 
fermentazione se introdotti in tubi d' 
e la proporzione dei tubi che entra* 



calina, i quali vivevano perfin 
fatte con parti dell' intestine, e 
che potesse somigliare a collii 



mutò estranei. Ma & 




:: 



snlIrriK.mPiit,'. 



v\\ :. l. >.\iv \i:«»\i;< i 



sterilizzata, le parti circostanti alla apertura ; 
ideazione. Io potevo anche provocare la uscii 
liquido escrementizio, mercè una particolare 
dome dovunque attiva, ma più se pnitir.in s 

zetta e tosto la desiderata gocciolina compai 
i peli e le parti estreme dell'addome dell* in» 



; te T!!:r i 



del tubo 
fra questi 



p 



X 



Su 



tf 



^ 



^gi 



? 



>1 



e 



*C&20 






questi casi i 

lule «li S. a} 

Ciò fa cr 



^1^F : tz7 


ni di vita, ha emesso circa 




mqueche nell'intestino «Iella 
i moltiplicazione delle celiale 

uni si i'nss >ro moltiplicate, dal 




H;;£ n v'^r"'i;fj;E^m'i;n!:; 


Fig. 12. ° ,m,i P un 


altre di specie diversa, le' 


tlTì^Tl 'ìT'Pni^ZZ^ 


sso (85 •/, circa) la 



E SÀCCÀROM 



NilK K >Ai'CAROM[(*ETI 






Aspetto delle cellule «1, .v. > 
salde»*, appena emesse eolle 

20°-22\ sia dopo l'alimenta/ 



.v. eUipsotrtev.s (V. 

lule durante i 7 ; 



Fig. 14. 



Aspetto di un e 
pAor« erythrocephù 



decantare il liquido soprastante, se è or 
filtrarlo, ed aggiungere poi alle cellule 



v iti: k saccaromiceti 



® 9\ <T 

Fig. IS. 



Fig. 17 



fca$ r:r :, s -=~:: «s 



nthomyia pluvùdis 






~h 



& 



£? 



CfAKitMIri.TI 



(Il <|lH\sti insetti. Co: 

questa stessa causa 



SPIKCÌAZIONK UKÌA.X TA\()J,\ XV 



SOPRA UN ORGANO PARTICOLARE DELLE CIMICI DEI LETTI 
(Cìmex lectvlarius L.) 

Dott. COSTANTINO RIBAGA 

Assistente al laboratorio di Entom. agraria presso la R. Scuola Sup. di Agr. in Portici 






346 C. RIBAGA 

tando cori potassa o soda caustica soluz. satura per 21 
aggiungendo acqua) la porzione invece più prossima, al 




.ARK ORGANO DELLE CIMICI 



Hloru-ano, noe per quasi una <j 

l articola pie decisamene perr ine 
libere moltissime in torma di ajj 

•co e lo orla all' innanzi, porta il 
ti dentelli, («lette ninire/") molto 



[Mici 349 



aia tasca .li quelli 



SHKdAXioNK DVAAA TAVOLA XVI 



RAPPORTI FRA LA VITE ED I SACCAROMICETI 



Dott. AMEDEO BERLESE 

SULLA DLSTllIBfZIOXK DEI FERMANTI ALCOOLICI NELI 



particolare quelli 



che specialmente 
È facile compren 
inta parte ha la se 
ura molto elevata 



jsche trasportano poi i fermenti, ancl 



,1 fi.isrllii t'.'titnr»' IH'lia (li!lìisiii!i< 

, in rapporto agli altri fattori. 

intanto, chiara riMilta fazione e! 
diffusione dei fermenti alcoolid. 
io, mi sembra, poste in chiaro ri 
ubile, le cause per le quali le tri 
nentazione, sebbene nell*aml>i*mr« 
io ; e spiegano ancora le ragioni 

succulfiite, questi agenti della fé: 
Il fatto sorprendente della costan 



specie ene, p< 



LA CLASSIFICAZIONE DEI PIRENOMICETI 

il " Saggio sui prevedibili funghi futuri " ' del Prof P. A. Saccardo 

Osservazioni critiche di A. N. Berlese 



Everhart, mentre il Lai 
sphaeria (coi sottogenei 


E§ 


i. Melam 


ria alle />&»- 
1 buono) rista- 
tola, Didymù- 


zewski poi il genere Lep 


f ^ 


p 1 ini 


eae lo divide in 


nKarsteoMycol.Fenn.H 


«.atqueSynopsts 


(*) Die Pìlze (In Rab. Kr 


^PlO^ll 




r.n^u-canhano 


n Svn^s^Pvr^iìy^ 


nm Z^AS^t 


n'vin l ) < "" 1 


,. BFUX. L8S7. 



Winter Rosellinia 



'IUK\n\|f<|,TI 



Hypoooylon e Xy 



366 A. N. BERLESE 

o meno evoluto. Anzi oso dire che i Pirenomiceti astromatici nel 
senso assoluto della parola forse (se togli le Perisporiaceae) sono 
meno frequenti di quanto sembra; o permanente o fugace un in- 
dumento stromatico lo si trova quasi sempre. Ben inteso che oc- 
corre andare d'accordo sul significato della parola stroma, e non 
tutti i micologi lo sono. 

Io chiedo ingenuamente a chi ha fatto buoni studi sui Pire- 

Diatrype, Melanomma da Trematoci merla, (che a mio modo 
di vedere formano un genere unico) ecc. riunisce Kalmasia, Aa- 
thostoma. Valsa, e colloca pia in altra famiglia Valsaria, con 
Botryosphcwria , Ewlothin , Melodramma, mentre Fenestella, Pseu- 
doualm, Hercospora ecc. sono in un'altra ancora? E si può in 
tutta coscienza dire che questo sistema ha per punto di partenza 
la natura degli organi vegetativi e da questa trae costantemente 
(cioè in tutti i casi) il criterio della distribuzione in famiglie? 

Francamente non mi pare ! ' 

Con ciò non intendo diro che questo criterio non possa sempre 
applicarsi. Per me ritengo che una prima divisione dei Pire- 
nomiceti non si possa immaginare all' infuori dei caratteri che 
vengono offerti dagli organi vegetativi. 11 sistema, che a torto 
fu detto sporologico, del Prof. Saccardo, portato nelle Spluveiaceae 
in senso lato, può aggruppare entità che non presentano troppa 
affinità tra di loro, ma nemmeno sotto questo punto di vista e 
lecito chiamarlo artificiale. E quando veggo il Lambotte (taccio 
d'altri per maggior rispetto) che scrive (') « Aujourd'hui. plusieurs 
botanistes, à l' instar de Mons. Saccardo, admettent la forme, la 
couleur et la segmentation des spores comme bases du groupe- 

tion, mais elle fair dèvior la mycologie des vois naturelles suivies 
par toutes les branches de la science » quando veggo, dico, il 
Lambotte scrivere queste cose, io diro eh*, non si è compresa bene 
la vera intima natura delle affinità naturali. 



Artineia.o e il Lmneano (e v é «incora bisogno di i 
che unisce in una classe piante Dicotiledoni e Monoeotil 
perchè hanno lo stesso numero di stami, e lo sarebbe il Sa 



erln?> 



CLASSIFICAZIONE DEI I'IUKNOMUKTI 

tutti i funghi senza distinzioni «li eia* 



me che abituatine] 
oltmv. Basta ricon 

osti, la settazione 



;lio discesa) da Xyla 



Metasphaerktj Catharinia 

DkUju,os v hncri„, h'ptospl 



I,\NM!'K a/[<)\K DI.I riRKXu.MK'KT 



"AZIONK UVA l'IKKM.MH'i.n 



N. BKRLKSK 



PICCOLE COMUNICAZIONI 



INTORNO AL GENERE ASPIDIOTUS 



SOPRA UNA NUOVA SPECIE DI PODAPOLIPUS 



RASSEGNE DI PATOLOGIA VEGETALE 






E. Criè. Kapport sur la ma 



E. Hallier. Die Pestkrankhe 



'■ 



NI. I. Eriksson. 



C. Massalongo. 






C. Massalongo. >' 
C. Massalongo. | 



C. Massalongo. | 
C. Massalongo. : 
C. Massalongo. 



L. Micheletti. 



RASSEGNE DI ENTOMOLOGIA AGRARIA 



-Marlr ft-Chittende 



Osborn Herbert, i 



Webster F. M. 
> H. G. 
H. G. 



Beach M. Ali< 



Osborn Herbert. 



ster M. S. The pr 



Webster F. NI. 



Cockerell ' 




Cockerell T. D. A. 



flassafongo C. 



Newstead R. 



. Forbush e Ch. A. Fernald, 






J 



Janet Charles 



Elenco delle Società, ecc. che fanno cambio delle loro 
pubblicazioni colla Rivista di Patologia vegetale. 



ITALIA 

in «li scienze, lettere ed arti dei Zela 






Z.'ilsrtirilì 
unti WVsii 



A 



SPAGNA 
Madrid — La Naturaleza. 



INGHILTERRA 



olm - Entomologiska Fòreningen. 
PORTOGALLO 



STATI UNITI 



— Snnthsunmn [nsiimiion. 
GIAPPONE 
Tokyo - Botanica! Magnarne. 

AUSTRALIA 



XjA 



CHEEMOTHECA ITALICA 



CONTINE NS 



Coccidarum 



tmu dei danni chf arreca alla pianta, cte 
« n i all' //» -'■'''' preciso. 
I vi inii infine : >gli (in ì : suiiu assieme < 

; '--..- :<« >• .|Kp«^:; -■<• >j. : •» :• -:. 

Prezzo del idie»-i). 



È PRONTO IL FASCICOLO TERZO 



RIVISTA DI PATOLOGIA VEGETALE E ZIMOLOGIA 



lato microbi ì] izi ne con quella 

parte di p-ir t ^f >_. , \ _ i, , ,„ si .,.,111,1 .Si:.» ^viluppo dei 
micruparav.jti ; ---i.-ili iiiin-lii. Laceri -n 1 TViviò, come si è 
irta fat tu per un la ■ >;■<. d<>! {)•> . Anwd 1 il. ■;■»•-•. n.j<rro fratello, 
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Prof. Augusto Berlese, Prix Desmazieres de l'Institut de France — 

Prof.. AnHm : e Bertese. foreìqh merober 0! Ecanomic Entcmci.- ■ ■--■-'■