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Full text of "oLa psicologia delle grandi vittorie arabe. ..."

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LEONE CAETANI DI TEANO 



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LA PSICOLOGIA 



DBLJLE 



GRANDI VITTORIE ARABE 



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Estratto dalla Rivista Internazionale di scienze sociali 

e discipline ausiliarie 



ROMA 

TIPOGRAFIA dell'unione COOPERATIVA BOITBIOB 

Via Federico Ceti, i5 
1907 







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OBANDI VITTOEIB ABABS 

jiacevano due imperi arrivati ad 
impotenza senile: in nessuno dei 
li compiere le sue principali e più 
ittadini da, nemici esterni ed in- 
e del rispetto per le leggi, e 
r interessi pubblici. Da per tutto 
popolazioni, esasperate contro i 




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VTTTOBIB ARABB 5 

limi era anmentata inol- 
è per ragioni diTeree, 
quanto i re di Ctesi- 
elmente oppresso e per- 
dell' Asia Anteriore per 
dalla peraecQzione, oltre 
«tigiose e ad una ten- 
lentimento dì razza, una 
;he soggette, e le ariane 
Da questo odio assai 
lotta una forte tendenza 
I e in Palestina una inten- 
fteravano ormai l' Impera- 
to, allo stesso modo quasi 
Qotamia e della Babilonide 
«tesifonte. Questa tendenza 
Tsi ed emanciparsi dal do- 
to a fissare la sua dimora 
tortroppo errati e funesti, 
ì semiti. Eraclio intuì ohe, 
^0 dì conciliazione, ìmmi- 
Bre la miglior parte delle 
jti presi da Eraclio aggra- 
: a nuove persecuzioni, che 
:alla conquista imminente 

Si grave, perchè il governo, 
Éiosa, come sospinto verso 
t civili, nessun pensiero si 
:8uoi sudditi aramaici. In 
gzione era assai più avEm- 
gmo ben più profonda ed 
S persiani era identica a 
•le erano in aspro Conflitto 
se, ed ambedue anelavano, 
^consapevolmente, ad una 



il. 




VITTOBIB ABABB 7 

uaDlmftna fnrorio dunque 
delitti, per gli errori 
olitioa, che, ignari del de< 
D costantemente un indi- 
[>rio suicidio. 

iri d'Arabia oli© coprirono 
della Siria e della Persia, 
orioo, se volessimo soste- 
e simpatie delle popola- 
dei trionfi arabi. Questi 
>leBai motivi, che occorre 

mente nna banda di bar- 
)Otuto arrecare molti danni 
attaglia, e devastare anche 
nparsa avrebbe significato 
^ dell'Asia Anteriore, ed 
Éo e la miseria inenarrabile 
{te esistenza sarebbe con- 
Crose di prima. Invece l'in- 
iria mondiale segna ÌI vero 
;delle razze semitiche. Quei 
irò stupende battaglie cam- 
èaronu bensì una grandiosa 
^demolito due civiltà e due 
b cernente senili e decrepite, 
[fondendola una vita di- 
[gando un' altra religione, 
j)verno, in principio assai 
!)no insomma un'era nuova 
E quale da secoli non si era 

Be conseguenza fortuita del 
Eato in isfacelo, spiegabili 
je vinte e perdute : le dette 
3iì altissimo interesse, ma 
^alla congerie immensa di 



l^ilililil^ 



TTOBIB ARABB 

. rado apoorìii, e tatti 
rdaero conto dei veri 
ano, e che perciò non 
avrebbero avuto mag- 
di rivolgere la nostra 
lì grandi artefici della 
;lio lo spirito, il oarat- 
maggiormeate contri- 
orie, per le quali l'Islam 
d'un secolo, su tutti e 

pi pre-islamici e si devo 
ma, che tutti i veri cul- 
mensa importanza d'agli 
r arrivare alla corretta 
jlla grande rivoluzione 
riformatrice del profeta 
ma conoscenza sicura, 
lorali e materiali degli 
shiaro. in modo i>er lo 




in^^HiJiwuai 




TITTOSia ABABE 9 

» del Mar Kosso. G-li abi- 

conc[iiÌ3tatOTÌ del mondo, 

qui la nostra attenzióne. 

)iii temperate del mondo, 

(Ondanti ed a buon prezzo, 

idersi mài conto dell'esi- 

n dizioni cosi anormali 

: ai dell'anno regnano calori 

ove l'acqua è una rarità 

ipesse volte cattiva e mal- 

itana forma di governo; e 

n costante pericolo, oltre 

fio per la malvagità, degl: 

deserto può comprendere 

ne impongono agli uomini 

: lo smarrirsi significa morte 

ante, la morte di sete. Non 

deserto con i suoi spaveu- 

I distese di sabbia infocata, 

i arroventate dal sole impla- 

i terreno arde al punto da 

C Ohi non l'ha provato, non 

tLte del sole, del cielo e della 

^, che sembra tramutare il 

tgiàz, in cai i lembi dell'ai- 
gai^a d' una catena di monti, 
igd, presso i due monti Aga . 
•ne di un clima appenninico, 
tutta la parte intema del 
Enlata, interrotta qua e là da 
jO da gruppi di bassi crateri 
^no un aspetto funereo tutto 
mmagine della desola- 
rpenisola, siccome la prolun- 
gai più lungo ohe non alla 
|s ardente, delle notti fredde. 



IMI ÌI|H|H|H|H|i||i 



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: VITTOSIB ABABB 



11 






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,ta siffatta orrida regione ; 

fi del mondo dimostra, con 
nogo riaasunti — essa in- 
one geologica, erasi, attrai- 
I millenarie emigrazioni di 
tevole e ridente, qual era 
ei popoli semiti, in quello 
orivere. Gli Àrabi dunque 
3 inconscie di un crudele 
tasto fedele e tenace Sella 
era più un ameno luogo 
eie prigione, irta di tor- 
be era stata sì lenta, da 
3ei sensi, ed ogni successiva 
;a precedente aveva vissuto 
Evorevoli, Avvennero, è vero, 
i}ìi sotto lo stimolo assiduo 
pcente, come cresceva l' ina- 
ragioni e la natura delle 
Smasero più impresse nella 
jievoli di ciò ohe avveniva 

ìltto, ammesso inoltre come 
l geografiche e fisiche d'un 
Itisi co e sul morale degli abi> 
^zza umana sia maravigliosa 
Orsi all'ambiente — l'uomo è 
tivere In tutte le regioni del 
Rslusione di grande rilievo: 
D di selezione millenaria, la 
Z nell'orrida Arabia, doveva 
fiarie per poter contrastare 

^cono nella storia, avevano 
lezione sì a lungo nei de- 
B tutto adattata alle con- 
tinto da apparire esso il pò- 



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VITTOBIB A&ABS 



13 



tire ed a privarBi anche del 
il SQO cibo deve essere dei 
I maDgiare è la legge prima 
; deserto. In esso tutti sono 
tatti devono penare dolo- 
armenti e sé stessi. 
an S9I0 sopravvengono Is 
Eurti d'Arabia abbondavano 
i nemici che, quando meno 
no gli nomini, portano via 
inche venir meno ì pascoli 
siccità; malattie infettive 
iorto questo, all'arabo non 
'brigante, rubando al proe- 
>, facendosi uccidere come 
^se impedisce la formazioae 
[impossìbile il costitnirsi di 
iomadi devono vivere sepa- 
di sostentamento, 
^ per tenerli in vita. Ogni 
[nere mai a lungo in un me- 
^eli e le capre hanno_>vi- 
Xte che crescono nell'anHo 
Costantemente muovere di 
[ per vari giorni senz'acqua, 
: d' acqua amara e spesso 
3, ohe solo la tempra ferrea 
i 

ì rudimentale di governo è 
ai gruppo, anche nella me- 
Èidente dall'altro, e sovente 
^ada errando per mesi nel 
bontrarsi mai con gli altri 
perfetto isolamento. La 
rdificoltà, che la tendenza 
tanere separati : meno sono 
E i loro animali, e le camele 



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EUNDI VirrOBIB ABABB 

( sera ooQ le poppe più gonfie, 
latte è il nutrimento principols 
incontra può essere tin nemioo ; e 
L è ignorato da tutti. L'amico dì 
[nani ; se oggi regna abbondanza 
mano sazie dal pascolo, domani 
i nemica può portar via tutti gli 
irire, deve prendere la spada a 
l'amico di ieri per rapirgli il 

f* 

are che, per sopportare una vita 
{esima in modo da trovare in essa 
trabo ama il suo deserto e la sua 
Ee possedere qualità morali ed una 
pali. Ad una salute di ferro deve 
[singolare che ignora la viltÀ e gli 
pia tenacia di propositi che ninna 
fondita di ripieghi per la quale 
bici» illimitata nei propri mezzi e 
siega in gran parte il misterioso 
Statura araba. Da un lato troviamo 
r la più barbara superstizione; lo 
■solitudine e di stenti ohe dovrebbe, 
b stato di essere che solo pensa a 
ìiltra parte, invece, noi scopriamo 

fegga la più vivace intelligenza e 
accoppiati ai più feroci istinti; 
^ lingua forse più ricca, più dif- 
Efra le semitiche, ed una delle più 
ìgua stupenda per maschia vigoria 
Eli espressioni. Nessuno ignora che 
tdice più sicuro della sua intelli- 
giressione pia genuina e più auten- 
R)i difetti. Vediamo cosi l' arabo, 
rio ha prodotto di più bello, creare 




VITTOBIB ABABB 



16 



B concettosa poesia, con , 

Le di forma, di sentimenti 

di passioni ardenti, nella 

olo, privo, è vero, di sen- 

'azioni etiche e politiche, 

lietenza, d'ideali elevati, li 

roce, ma in esso spira una 

isiero ed un'eleganza con- 

unico nel suo genere fra 

«nere Ìl paragone con Je 

Bse al mondo. Lasciamo al 

aere avvenuto, e come la 

)ia fortificata la fibra del- 

Òa intelligenza e temprato 

•posito di notare come il 

1 Arabia, abbia ivi atKjui- 

!o in tutto il mondo come 

SQuesto effetto rigeneratore 

tutti gli esseri viventi ohe 

le condizioni preisla- 
i possa confermare e com- 
Snckler, secondo il quale 
: di secolare regresso. Ab- 
^e ha raggiunto un grado 
[uperiore alla vita barbara 
^ese deserto ed inclemente, 
; lingna magnifica, straboc- 
ìmagini ; è in possesso di 
^ di un prezioso retaggio 
Qitimenti marziali e dedito 
tdeale era il conseguimento 
&ipi di battaglia, o con atti 
m popolo animato d' una 
amento dei suoi ideali ma- 
dire senza limiti; che nes- 
trrestare; paziente e fort» 



lllllllliiillillllill 




VTTTOBIB AKABB 



17 



) con la capacità di 
serto. 

) perciò sulla natura degli 
!i di ripieghi, un effetto 
e aocoombere, gli Àrabi 
avversità. Maggiori e più 
iti le durezze della vita, 
e, più ardita e tenace sì 
già e l'illimitato ardire, 
iment« superate, aumen- 
del popolo, che uscendo 
iveniva sempre più sicuro 
lezzi e nelle proprie forze, 
C più rischiose avventure. 
l lo faceva indietreggiare; 
^per arrestarlo. La sobrietà 
idei loro nutrimento prio- 
^ l'arabo di corpo in appa- 
^ tenacia ferrea, d'una resi- 
sti. Né i calori atroci della 
Sciali delle notti invernali 
ìe, né la' fame, né la sete 

I fibra temprata come l'ac- 
Eì pericoli, né le belve, né 
: l'esperienza accumulata 
jsceva quasi istintivamente 
:o sagacemente l'ardire più 
fudenza, che tutto calcola 

II il minore dispendio di 
p scopo, nulla poteva più 

[tà nell'animo del beduino; 
gaente di lui intravedeva 
t calcolava i vantaggi, le 
: ormai innata oculatezza, 
Snanameute possibile, nes- 
tendere una decisione, ri- 




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VrTTOBIB ARABO 



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X) sentimento acquistò poi 
'to impose agli uomini di 
rpetua e completa libertà, 
di alcuno, 
ito a un tempo fiero, gaio 
r refi" — — '-^' ''- -'' 
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IIIUI 



IHANDI VTTrOBIB ASABB 

irrompono confusi alfine ia un 
piano e travolge alberi, ponti 



araba ai tempi di Maometto, e 
condizioni del paese nel quale 
che il carattere degli nomini ri* 
li della loro patria. Appunto nella 
cercare le ragioni degli aspetti 
iraba; solo la esistenza, menata 
lizioni tanto dure e difficili, può 
isero in apparente contraddizione 
insieme con un grado di civiltà 
può soltanto svilupparsi ove gli 
si partisoono fra loro il lavoro, 
colando con leggi fisse e ricono- 
i. Allora soltanto si accamnlano 
irturiscoDO naturalmerte concetti 
nze religiose, e, grazie al con- 
doni e di esperienze, si ha final- 
) progresso e civiltà. Ma perchè 
irìo che esista una regione tanto 
uomo di riunirsi in gruppi molto 
jcupazioni sedentarie: prima al- 
ed infine alia scienza e alle arti, 
ai in siffatte condizioni può sti- 
! il sentimento religioso ; fra uo- 
Qoranti, e che, per vivere appena, 
ia, nessuna civiltà, nessun pro- 
sibile. Là ove le forze della na- 
ie necessarie per vincerle, si crea 
lobilità, che tiene l'uomo fatal- 
1 di esistenza cristallizzata, nella 
e : la civiltà resta nel sno stadio 
ra civiltà è possibile là soltanto, 
;re le forze avverse della natura, 
r parte delle sae energie, non già 
pazioni e a pensieri più elevati. 



IIHlll: 



LA PSICOLOGIA DBLLE GRANDI VITTOBIB ARABE 23 

In Arabia il deserto vietava agU nomini di riunirsi numerosi 
ed impediva ogni progresso; e questo ci spiega quanto fosse 
barbara la vita dei nomadi contemporanei di Maometto ; la no- 
stra breve descrizione precedente ha però dimostrato che, per 
vivere nel deserto, erano necessarie un' intelligenza e una forza 
di carattere del tutto eccezionali. Per via di un processo molte 
volte secolare di continua selezione, troviamo quindi gli Arabi 
dotati di una mirabile intelligenza, d' una vigoria morale e fìsica 
veramente sorprendente, ma, allo stesso tempo, immersi in una 
selvaggia ignoranza ed in una barbara superstizione. Appena 
uscirono dal deserto, rifulse tutta la loro sorprendente intel- 
ligenza. Essi assorbirono la civiltà dei vinti con l'avidità con 
cui la sabbia del deserto assorbe l'acqua caduta dal cielo, ed in 
principio compierono portenti, che ancor oggi ci riempiono di 
maraviglia. Ma questo periodo felice durò poco ; mancò il severo 
correttivo del deserto ; gli arabi degenerarono e infine scompar- 
vero in grembo ai popoli che avevano vinto ; ma tanto era stata 
potente la nuova linfa da essi infusa nei vecchi organismi asia- 
tici, tanto si rivelarono superiori ai popoli che sottomisero, che, 
pure scomparendo, lasciarono nella lingua e nella nuova civiltà 
traccie incancellabili del loro breve, ma splendido, trionfo. 

Se ora mettiamo in raffronto questi brevi appunti sulle con- 
dizioni morali del popolo arabo alla vigilia delle conquiste con 
le condizioni sincrone, da noi partitamente esaminate in altro 
luogo, dei due grandi imperi, il sassanida e il bizantino, contro 
i quali gli arabi diedero di cozzo; se ne ritrae evidente, senza 
necessità di altre dimostrazioni, la grande superiorità morale e 
militare degli aggressori sugli aggrediti. Si comprende, cioè, 
come sotto ogni rapporto, tanto morale quanto materiale, né i 
greci, né i persiani erano in grado di resistere al nuovo nemico 
ohe si gettava con tanto impeto contro di loro. 

Contro due popoli esausti di uomini e di mezzi, corrotti da 
una secolare decadenza, scissi da profonde discordie politiche 
e religiose, oppressi da governi abominevoli, considerati dai sud- 
diti non già come protettori ed amici, ma come crudeli ed odiosi 
tiranni e nemici, dissanguati a morte da un fisco implacabile; 
contro questi infelici si scagliava ora un popolo giovane, forte 



lii:afafafniaii:Bt«Pi^i--i--i^i^i^iwi- 



LA PSICOLOGIA BELLE GRANDI YTITOBIE ARABE 2S 

osservate, eransi ridotte ad una specie di disciplina politica, 
sotto alla quale non si ascondeva alcun vero sentimento religioso. 
2^ Le tribù sottomesse per lo più con le armi, e per una 
piccola parte per ragioni d' interesse e d'opportunità, erano prive 
di qualsiasi fervore religioso, e per la loro ingenita indifferenza 
verso ogni forma di religione erano del tutto estranee a quel 
sentimento accecante, che noi chiamiamo fanatismo, GFli storici 
che ci descrivono i beduini vincitori dei greci e dei persiani, 
come fanatici che si gettano per la fede nelle braccia della 
morte, riportano al vii secolo ed al popolo .arabo sentimenti 
che furono propri di nazioni non-arabe in ben altre età. Essi 
sembrano ignorare, che gli eserciti arabi lanciati alla conquista 
dell'Asia erano quasi esclusivamente composti di volontari delle 
tribù sottomesse durante la Biddah o Apostasia sanguinosa delle 
tribù seguita alla morte di Maometto. Questi uomini, pochi mesi 
prima ribelli contro V Islam, non potevano essere diventati fa- 
natici propugnatori della nuova fede. Erano semplici predoni, 
avidi di bottino e di sconfinata licenza, come già felicemente 
intuì il Dòllinger. 

3» Vi erano fra i musulmani alcuni che, sia per vero sen- 
timento, sia per cieco entusiasmo verso il Profeta loro amato 
maestro, professavano una fede ardente e uno zelo particolare 
nel compiere i loro doveri da buoni credenti. Essi però forma- 
vano una minoranza trascurabile, ed appartenevano tutti alla 
classe dei più antichi e provati compagni, la quale rimase in 
Medina fino al termine delle prime grandi conquiste. Ben pochi 
di loro si batterono in Siria e in Persia. La grandissima mag- 
gioranza dei combattenti fu costituita invece da avventurieri, 
beduini, di quei beduini che dell' Islam sapevano soltanto il nome, 
e di cui bramavano soltanto i vantaggi materiali. 

A questi tre punti fondamentali, occorre aggiungerne un 
quarto non meno degno di nota. 

Invano si cercherebbe nel Corano un invito a morire per la 
fede. ^ Maometto promette ai credenti un lauto compenso nel- 

* Un valente scrittole inglese, T, W. Arnold, in un lavoro di molto 
pregio (The Freaching of Islam, 1896) ha sostenuto con valide ragioni che 
niun passo del Corano ordina ai fedeli di assalire senza provocazione gli 



^ 




I TmOBIS AKABB 27 

né meno ohe non dobbiamo j 
;ermaniche, le quali varca-/ 
nei tartari che inondarono/ 
ierono le oonqaiate con soli 
ihe avevano ingenite nella/ 
7eva ohe fare. L',Islam, pei 
ibiamo altrove ampiamente 
iporanea, e la forma neoes- 
brono, qnasi loro malgrado, 
un organismo solo: l'Islam 
fruizioni del cemento che 
m edifizio, e permette l'ere- 
muta essenzialmente i oa- 
^anicamente nel fabbricato, 
ilo croUa e le pietre ed i 
i informi che erano prima 
^ decenni dopo il termina 
Jla che era stata prima, ri- 
doa a quella avita e pagana, 
lell' emigrazione, le tribù ri- 
>re nei patri pascoli e vivere 

teoHB Caxtasi di Teano. 



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